Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.32
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
comunicato nella seduta n. 330 del 29 marzo 2022
Comunicazione relativa al congedo dell'onorevole Dipasquale
comunicato nella seduta n. 330 del 29 marzo 2022
PRESIDENTE. Con riferimento alla richiesta di congedo presentata
dall'onorevole Dipasquale e comunicata nella seduta d'Aula n. 330
del 29 marzo 2022, preciso che la stessa indicava il periodo dal 29
marzo 2022 fino al 1 aprile successivo incluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gucciardi, Campo, De Luca,
Damante, Schillaci, Caronia e Cracolici hanno chiesto congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto del Presidente della Regione relativo a
dimissioni da Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale dell'istruzione e formazione professionale e contestuale
assunzione temporanea, da parte del Presidente della Regione, delle
funzioni di Assessore regionale al predetto ramo di Amministrazione
PRESIDENTE. Come avrete letto dalla stampa, l'onorevole Lagalla si
è dimesso da Assessore, ne abbiamo avuto formale informazione dalla
Presidenza della Regione, con decorrenza 1 aprile 2022.
Comunico che con PEC del 1 aprile 2022, protocollata al n. 6973-
DIG/2022 di pari data, la Segreteria generale della Presidenza
della Regione ha trasmesso copia del decreto presidenziale n.
160/Area 1/S.G. del 1 aprile 2022, relativo alle dimissioni del
professore Roberto Lagalla da Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dell'istruzione e la formazione
professionale e contestuale assunzione temporanea, da parte del
Presidente della Regione, delle funzioni di Assessore regionale al
predetto ramo di Amministrazione.
Ne do lettura:
«Repubblica Italiana
REGIONE SICILIANA
IL PRESIDENTE
D.P. n. 160/Area 1/S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 dello Statuto, come sostituito
dall'articolo 1, comma l, lettera f), della legge costituzionale 31
gennaio 2001, n. 2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio
universale e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
il potere di nominare e revocare gli Assessori tra cui un
Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o di
impedimento;
VISTA la Legge Regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la Legge Regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la Legge Regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni e, in particolare, le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione Siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale 27 giugno 2019, n. 12 "Regolamento
di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
Regionali ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale
17 marzo 2016, n. 3. Modifica del decreto del Presidente della
Regione 18 gennaio 2013, n. 6 e successive modifiche e
integrazioni";
VISTA la Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2 "Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Disposizioni transitorie";
VISTO il Decreto Presidenziale l settembre 2017, n.
444/Serv.4/S.G. concernente la ripartizione dei seggi
dell'Assemblea Regionale Siciliana ai collegi provinciali in base
alla popolazione residente;
VISTO il Decreto Presidenziale l settembre 2017, n.
445/Serv.4/S.G. concernente la convocazione dei comizi per
l'elezione del Presidente della Regione e dei Deputati
dell'Assemblea Regionale Siciliana per la XVII legislatura;
VISTO l'atto del 18 novembre 2017 della Corte di Appello di
Palermo -Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del Presidente
della Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del 5
novembre 2017) con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci è stato
proclamato eletto alle cariche di Presidente della Regione
Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 643/Area 1/S.G. del 29 novembre
2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 5 dicembre 2017 - Parte I - n. 53, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione Siciliana - XVII Legislatura ed
è stato nominato, tra gli altri, il prof. Roberto Lagalla,
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale;
VISTA la nota prot. n. 6929 del 31 marzo 2022 dell'Ufficio di
Gabinetto del Presidente della Regione, alla quale è acclusa la
lettera prot. n. 643/GAB del 29 marzo 2022 di dimissioni del prof.
Roberto Lagalla dalla carica di Assessore Regionale per
l'istruzione e la formazione professionale;
RITENUTO di accogliere tali dimissioni;
RITENUTO, al fine di assicurare la continuità nell'esercizio delle
funzioni politico amministrative, che il Presidente della Regione
assuma temporaneamente le funzioni di Assessore Regionale per
l'istruzione e la formazione professionale
DECRETA
ART. 1
Per quanto in premessa specificato il prof. Roberto Lagalla, a
seguito delle dimissioni di cui sopra, che vengono accolte, cessa
dalla carica di Assessore Regionale preposto all'Assessorato
regionale per l'istruzione e la formazione professionale.
ART. 2
Al fine di assicurare la continuità nell'esercizio delle funzioni
politico amministrative, il Presidente della Regione assume
temporaneamente le funzioni di Assessore Regionale per l'istruzione
e la formazione professionale.
ART. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana e nel sito internet della Regione Siciliana ai
sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21 e s.m.i.
Palermo, lì1 aprile 2022
Il Presidente
MUSUMECI»
L'Assemblea ne prende atto.
Facciamo gli auguri all'onorevole Lagalla.
Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Avverto che, con note datate 29 marzo 2022 e
protocollate il 4 aprile 2022 al n. 591-PRE/2022 e al n. 2194-
ARS/2022, il Presidente del Gruppo parlamentare Lega Sicilia per
Salvini premier , onorevole Antonio Catalfamo, ha comunicato che
in seguito a decisioni assunte in sede di riunione del gruppo da
lui presieduto, è stato deciso di cambiare la denominazione del
gruppo parlamentare. Il Gruppo parlamentare assume la
denominazione: Prima l'Italia .
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, il mio intervento è sull'ordine dei
lavori, nel senso che al I punto abbiamo le comunicazioni, e quindi
andiamo avanti con le comunicazioni, al II punto, caro Presidente
Miccichè, caro Governo, cari colleghi, c'è una norma che riguarda
le vicissitudini che hanno subìto alcuni tribunali della nostra
Isola
PRESIDENTE. Fatemi sentire cosa dice l'onorevole Ragusa, per
favore.
RAGUSA. Al II punto all'ordine del giorno trattasi di una legge
voto che riguarda alcuni tribunali che sono stati chiusi nella
nostra Isola.
Ora, questa norma è arrivata da più tempo in Aula. Cosa le chiedo,
Presidente? Siccome non si può più, come dire, comunicare
all'esterno che non c'è il numero legale, ritengo che questa norma
oggi vada votata, qualora non ci fossero le condizioni la prego di
sospendere e di fare un incontro con i Presidenti dei Gruppi
parlamentari per pianificare in modo chiaro e netto, qualora ci
fossero delle difficoltà politiche che venissero dette, qualora ci
fossero delle difficoltà tecniche legislative che venissero dette
in modo chiaro, in modo tale che all'esterno non passi l'idea che
questa è un'Aula che non lavora.
Anzi, siccome è stata una norma già fatta e firmata da alcuni
deputati regionali, ivi compresa la mia firma, dopo si è optato per
fare la legge voto da mandare a Roma affinché ci allineassimo a
dettami che hanno fatto alcune Regioni italiane che hanno e che
patiscono il nostro stesso problema. Grazie, Presidente.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sullo stesso argomento, onorevole Lantieri?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
Prego. Deve intervenire o no?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
No, non c'è bisogno Allora, onorevole Ragusa
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sullo stesso argomento? Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, anche il Gruppo parlamentare del Partito
Democratico ritiene che la trattazione del punto che riguarda i
tribunali sia urgente, quindi anche noi siamo per votare, in
particolare l'onorevole Dipasquale considerate anche le specificità
del suo territorio ma anche i colleghi degli altri ambiti, degli
altri collegi, soprattutto per l'interesse generale della Sicilia
per una migliore organizzazione del sistema giudiziario. Grazie.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, è lo stesso argomento dell'onorevole
Ragusa, e quello che ha detto il Presidente Lupo: l'importanza dei
tribunali nei territori.
Noi abbiamo avuto soppresso il Tribunale di Nicosia e questa
diventa una cosa fondamentale perché è una legge voto con la quale
il Ministero nel momento in cui farà la riorganizzazione, cioè
possono essere riaperti i tribunali che riguardano Enna, Ragusa e
Messina; significa riportare la legalità nei territori, significa
dare una risposta vera ai cittadini. Manca solamente la Sicilia,
perciò chiedo gentilmente, Presidente, di votare.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sempre sullo stesso argomento? Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, mi associo alla richiesta dei colleghi
che mi hanno preceduto perché nella mia veste di Assessore mi ero
già occupata della riapertura dei tribunali di Mistretta, Nicosia e
Modica.
La Sicilia ha necessità, soprattutto questi territori, di avere
quei punti di riferimento che sono quei luoghi laddove
effettivamente c'è un'esigenza di giustizia ed avere chiuso questi
tribunali - anche se di fatto i locali sono aperti - ha
semplicemente contribuito ad affollare altri tribunali e a
depotenziare i territori.
Il Ministero che era stato investito della questione non ha mai
risposto, per cui è importante questo disegno di legge e quindi
questa legge voto perché finalmente il Governo nazionale e il
Ministero della Giustizia prendano provvedimenti e comunque
accolgano la nostra richiesta. Grazie.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, su questo disegno di legge voto a
parte le difficoltà c'era un problema riguardante alcuni tribunali
soppressi della provincia di Messina, mi riferisco a Mistretta, a
Sant'Agata.
Chiaramente anche lì ci sono esigenze particolari anche per quanto
riguarda le distanze e la complessità del territorio.
Quindi, ritengo che se si fa una legge voto non può essere fatta
per una parte, per alcune province, bisogna inserire i tribunali
che sono stati soppressi per le motivazioni che ci sono.
Questo è il punto, quindi ritengo che su questa vada fatta
un'integrazione andando a capire quali sono questi tribunali che
sono stati soppressi, ecco qual è la difficoltà.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, ma per fare questo tipo di
integrazioni c'è la Commissione, perché non le fate in Commissione
altrimenti è chiaro che ognuno avrà sempre una cosa da dire.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori,
PRESIDENTE. Ben tornato, onorevole Dipasquale.
DI PASQUALE. Ho fatto il secondo Covid ed è andato bene.
Onorevoli colleghi, intervengo perché finalmente questo punto
all'ordine del giorno, per volontà dei deputati - non è mancato per
la Presidenza, perché è all'ordine del giorno da diverse sedute -
finalmente va in discussione e va al voto.
Il problema dei tribunali soppressi, delle sedi soppresse è stato
motivo di discussione tante volte in questo Parlamento, non solo mi
dispiace che ci sia stato un momento
Oggi discutiamo di una legge voto che siamo pronti tutti a votare,
ovviamente, nella speranza che poi il Governo nazionale faccia la
sua parte, comunque noi faremo la nostra. Quello che mi dispiace,
Presidente, è che questa vicenda allora aveva avuto in questa Aula,
in questo Parlamento anche una disponibilità, un'attenzione di tipo
finanziario cioè il Parlamento per
Presidente è veramente difficile oggi intervenire.
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi, per favore non sento niente,
l'onorevole non riesce neanche a parlare. Vi prego, onorevole
Figuccia, per favore se dovete parlare non proprio accanto a lui,
al limite spostatevi un poco. Grazie.
DI PASQUALE. Quindi, il Parlamento aveva avuto già in passato modo
di entrare in merito a questa vicenda mettendo anche delle risorse,
allora ci siamo fatti carico io e l'onorevole Lantieri, che avevamo
previsto - ora non ricordo se cinquanta o cento, comunque delle
risorse - cinquanta per uno e cinquanta per l'altro, per i tre
tribunali e avevamo messo delle risorse che dovevamo utilizzare
proprio con un emendamento fatto, e ricordo allora anche
l'assessore Grasso che se ne occupò, a dire il vero questo va detto
che se ne occupò; morale della favola, però, le risorse le abbiamo
perse e non siamo riusciti perché poi l'Assessore smise di fare
l'assessore.
Quando abbiamo messo le risorse poi lei, Assessore, se ne è
occupato, me lo ricordo, andò a Roma, abbiamo avuto modo di
parlarne, però morale della favola non siamo riusciti comunque ad
ottenere un risultato.
Mi dispiace, però ci tenevo a dirlo che già questo Parlamento e
non solo con una legge voto, questo Parlamento con un emendamento e
con un voto dell'Aula e con l'impegno del Governo, con allora
assessore Grasso, avevamo messo risorse e ci avevamo provato,
purtroppo senza risultato.
Era solo per ricordare un fatto che è accaduto qui dentro e che ha
visto noi tutti interessati in ruoli diversi a svolgere, a cercare
una soluzione; oggi siamo qui pronti per votare questo disegno di
legge nella speranza che poi, ovviamente, il Parlamento nazionale
faccia la sua parte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Pasquale. Mi sento chiamare, ma
non vedo da chi
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non è già intervenuta onorevole Grasso? Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo mi scuso
con i colleghi ma l'onorevole Laccoto ha richiamato alla mia
attenzione una questione molto delicata che vedo e mi dispiace
perché in I Commissione io stessa ho fatto un'audizione e mi
dispiace ancora di più perché, come bene ricordava l'onorevole
Dipasquale, insieme a tutti i colleghi e anche ai consigli
dell'ordine dei tribunali di Modica, di Nicosia e di Mistretta, io
da Assessore, non solo i colleghi avevano presentato un emendamento
inserendo 150 mila Euro per ogni anno, per i tre anni, per l'avvio
dei Tribunali, e come bene ricordava l'onorevole Dipasquale con
un'azione sinergica condivisa con il Parlamento, ed io da Assessore
sono andata a Roma, interlocuzioni con il Ministero, eccetera,
quindi, oggi votare una legge voto che esclude alcune
circoscrizioni di Corte d'appello credo che sia ingeneroso per
questo Parlamento, perché una parte dei Tribunali è stata
dimenticata, mi riferisco al Tribunale di Mistretta o anche alla
sezione staccata di Sant'Agata di Militello. Quindi o si fa un
emendamento e l'Aula e la Presidenza lo accolgono e lo integriamo,
o altrimenti devo chiedere la cortesia ai colleghi o quantomeno noi
non possiamo votarlo, ecco, io me ne vado, però ho una
responsabilità e non posso votarlo.
PRESIDENTE. Scusate, ora mi ha chiesto, scusate colleghi, se mi
date un attimo di attenzione vorrei ricordare che tutte queste
obiezioni che fate saranno legittime ma siamo al voto finale di
questa legge, non è che possiamo ancora ricominciare. C'è il voto
finale, o si fa o non si fa. Come dire, quindi, questo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Grasso)
No, onorevole, non ho dubbi che lei abbia ragione, però, sto
dicendo che ci sono i tempi per fare queste obiezioni. Oggi siamo
al voto finale, nel senso che l'articolato è stato già votato.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Grasso)
Allora, scusatemi, due annotazioni di tipo tecnico, la prima:
questa legge è qui in Aula credo per la sesta volta. Se ogni volta
manca il numero legale e manca su questa legge, non è che manca in
assoluto, cioè le altre leggi le votiamo, arrivata a questa manca
il numero legale, tant'è che avevo chiesto ai Gruppi che non
fossero d'accordo se ne potevamo parlare per trovare un'eventuale
soluzione. Però non ho sentito nessuno. Ora ci sono queste altre
obiezioni ma io non è che posso rimandare in Commissione una legge
che è arrivata al voto finale, vi chiedo scusa ma non lo posso
fare
Peraltro, anche oggi il numero legale non mi sembra che ci sia e
in ogni caso chi questa legge la vuole votare deve garantire il
numero legale, cosa volete che vi dica io? Non è che possiamo
chiedere a chi non è d'accordo di garantire il numero legale perché
è ovvio che non lo garantiscono. E, per cui, tutte le obiezioni che
mi avete fatto sono tutte legittime, ma sono tutte obiezioni che
non posso, come dire, in qualche maniera recepire perché
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, su che cosa?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. Sì, allora, finiamo un attimo. In ogni caso in
Commissione non la posso rimandare perché siamo al voto finale. Se
si volesse eliminarla, cioè che si decide, allora la si bocci e poi
torna in Commissione per rifarla per come ritenete di doverla fare.
Finché sarà così dovrò continuare a portarla in Aula e fare mancare
il numero legale, chi lo vuole fare mancare Oppure gli altri
partiti che peraltro vedo essere abbastanza trasversali, non è un
solo partito che la vuole. Per cui onestamente con tutti questi
partiti che la vogliono si facciano carico di garantire il numero
legale. Onorevole Dipasquale, parlo di tutti i partiti, non di uno
soltanto.
Onorevole Foti, prego.
FOTI. Presidente, ho ascoltato gli interventi dei colleghi, mi
sembra che in maniera diffusa ci sia la voglia di fare entrare in
questa istanza che, chiaramente, questa legge voto che poi dovrà
essere esaminata a livello nazionale anche altre situazioni che
originano da una politica di accentramento dei tribunali che, di
fatto, ha spogliato le aree interne, le cosiddette periferie, di
questi importanti presidi di legalità e che poi muovevano anche
economie. Questo avviene quando si chiude un ospedale, quando si
chiude una caserma, quando si chiude un tribunale. E' chiaro che i
territori hanno subito un fortissimo contraccolpo.
Ora, è chiaro che la prassi vorrebbe che lo schema di progetto di
legge avesse subìto le opportune modifiche già in I Commissione
però, mi sento anche di dire che noi deputati tutti, anche quando
non siamo interessati direttamente nella nostra città dagli effetti
di queste politiche di accentramento dell'amministrazione, tutti
quanti invece abbiamo sempre perorato la causa del sostegno alle
zone che soffrono maggiormente di spopolamento e di
desertificazione generale della presenza di presidi anche statali
come nel caso dei tribunali.
Se lei volesse concedere la possibilità, magari di correggere
queste lievi distorsioni o fare parlare la I Commissione, io non so
se c'è il presidente Pellegrino che magari ci può spiegare quali
siano le motivazioni di una richiesta che è parziale quando invece
a soffrire dei medesimi effetti della norma nazionale che accorpò i
tribunali, se c'è stata una necessità che possiamo comprendere e
nell'eventualità se possiamo invece abbracciare anche le altre
realtà in modo che quando questa legge voto sarà assegnata alla
Camera o al Senato, non so, si possa partire già da un segnale,
come dire, coerente con quello che è stato il nostro tentativo di
azione in questi anni, lo abbiamo fatto anche con le zone franche
montane un tentativo di spingere verso quei territori.
Quindi, siccome lei ha un'insindacabile giudizio che ogni tanto
utilizza, le chiedo di esercitarlo in questo caso con un briefing
veloce in I Commissione dove eventualmente si integrano anche le
altre sedi e si va incontro possibilmente con un voto unanime,
perché capisco che lei per ottemperare al suo dovere di porre in
votazione dice: chi è favorevole deve garantire la presenza, chi
non è interessato manchi, ma penso che specialmente per una legge
voto bisogna avere una voce comune che è quella di dare attenzione
ai territori anche se non sono grandi aree metropolitane o grandi
città.
Quindi, con il potere che lei può esercitare la invito a chiedere
alla I Commissione di fare un focus per vedere di integrare le
richieste anche degli altri colleghi - Laccoto, Lantieri, Grasso -
che hanno rappresentato il disagio di alcuni territori.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Calderone e Ternullo hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto è giusto
precisare per chi ci ascolta che stiamo parlando di una legge voto
che rischia di diventare mera campagna elettorale su un tema così
delicato. Io ho come l'impressione che poi si lascia passare
tramite comunicati stampa e altro un messaggio difforme rispetto a
quello che effettivamente è, cioè una specie di ordine del giorno
al Governo, di questo stiamo parlando.
Ma voglio analizzare il caso di un tribunale che conosco cioè
quello del mio territorio, di Termini Imerese, che copre una
popolazione di 360 mila persone alla quale, secondo questa legge,
dovremmo togliere circa 10 mila abitanti, giù di lì, 5 comuni.
Praticamente, cosa stiamo facendo? Ad oggi il rapporto
giudice/popolazione all'interno di questo Tribunale è di 1 su 16
mila. A livello nazionale è di 1 su 11 mila. Noi stiamo chiedendo
di togliere comuni e di rivedere la pianta organica. Quindi,
togliamo magistrati, giudici a un territorio che ha già grossa
carenza di pianta organica, che è ben sotto la soglia rispetto al
livello nazionale e lo stiamo facendo semplicemente con una legge
voto per dire ci stiamo impegnando affinché altri tribunali possano
rinascere o crescere, togliendo a già chi ha pochi giudici.
Cioè, in questo momento 1 su 16 mila, quindi un giudice su 16 mila
abitanti, e noi gli stiamo chiedendo che non solo siamo sotto la
soglia nazionale 1 su 11 mila, ma addirittura stiamo chiedendo di
rivedere le piante organiche per togliere giudici già ai tribunali
che sono in questa situazione.
Quindi, anche da un punto di vista meramente oggettivo, al di là
delle interpretazioni politiche che gli si possa dare, a mio avviso
stiamo facendo un danno ai tribunali esistenti.
Poi ognuno chiaramente si prenderà la responsabilità del suo voto.
Io annuncio qui che voterò seppur con una legge voto in maniera
contraria. Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei un po'
ripercorrere brevissimamente qual è la storia di questa legge voto
come opportunatamente ricordava il collega Sunseri, ma qual è anche
la genesi della problematica.
Voi vi ricordate il governo Monti? Il primo Governo, e questo lo
definisco io, il primo Governo iattura perché quando i presunti
tecnici si sostituiscono alla politica poi i risultati sono sotto
gli occhi di tutti. Bene, all'epoca l'Europa ci fece dei diktat di
fare i cosiddetti compiti a casa.
Fra i compiti a casa da eseguire, secondo questo criterio
tecnocratico assolutamente difforme da quella che era la realtà, vi
era quello di ridurre, di razionalizzare la spesa anche in termini
di giustizia, come? Sopprimendo alcuni dei cosiddetti tribunali
minori'.
In Sicilia questo avvenne per quanto riguarda i tre tribunali di
Modica, Sciacca, no Sciacca si riuscì a salvare, Nicosia e
Mistretta. Il risparmio di spesa fu assolutamente irrisorio, interi
territori furono privati della giustizia di prossimità che è la
giustizia vera, che rende veramente la presenza dello Stato vicina
al cittadino che ne ha bisogno.
Ora, questa legge, che è una legge voto, evidentemente rischia di
scontrarsi contro la volontà del Ministro della Giustizia e del
Governo tuttora in carica, perché il ministro Cartabia ha già in
più occasioni affermato che indietro non si torna, e che, quindi,
questo accorpamento non sarebbe possibile.
Però, mi perdonino i colleghi che sono intervenuti, tra cui
l'onorevole Grasso, noi stiamo cercando di invitare il Governo
regionale a ripristinare questi tre tribunali soppressi. Cosa
diversa è quella che vogliono alcuni colleghi che è di ripristinare
le sezioni distaccate dei tribunali, ma su quello noi apriamo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Grasso)
Ma Sant'Agata di Militello non è stata mai un tribunale, era una
Pretura come tante altre ed era una sede distaccata.
Allora, se apriamo quella maglia, già è difficile che riusciamo ad
avere interlocuzione con il Governo nazionale per ottenere questo
che stiamo chiedendo, se vogliamo riprendere anche l'intera
sistemazione del sistema dell'organizzazione giudiziaria in Italia,
ripristinando anche le sezioni distaccate che non erano altro che
le ex Preture di un tempo, noi veramente vogliamo solo fare delle
risposte di pura
PRESIDENTE. Mi dica, onorevole Assenza, lei quindi che cosa chiede
in questa legge?
ASSENZA. Questa legge va così perché va anche nell'ottica degli
altri interventi dei Consigli regionali dove è stata approvata una
legge voto simile, ma parla solo dei Tribunali soppressi, non anche
delle sezioni distaccate. Mistretta, Nicosia e Modica, questi sono
in Sicilia.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Grasso)
PRESIDENTE. Quello che dice l'onorevole Assenza è chiarissimo. Se
parliamo di tribunali è un conto, se parliamo
(Interventi fuori microfono)
ASSENZA. In Sicilia sono tre, questo è fuori discussione: Modica,
Mistretta e Nicosia. Altri tribunali soppressi non ce ne sono.
Quindi, se è legge voto va fatta per tutti e tre, non possiamo
fare
(Interventi fuori microfono)
siccome parla di Sant'Agata di Militello, non c'entra nulla
Sant'Agata di Militello, questo dico. Ma questo ci vuole un attimo
a correggerlo se c'è stata questa imperfezione. Limitare il
discorso solo ai tribunali soppressi, non anche alle sedi
distaccate perché, altrimenti, ci perdiamo veramente. Ci sarebbe
Modica come sede, Vittoria anche, non ce ne usciamo più.
Inserire Mistretta, ma questo pensavo fosse già inserito, questo
sarà stato un errore, perché in Commissione ne avevamo parlato
delle tre sedi.
PRESIDENTE. Scusatemi, mi fate capire bene? Qualcosa comunque
andrebbe corretta?
ASSENZA. Mi dicono, io onestamente il testo finale poi nell'ultima
votazione finale pensavo che ci fosse anche Mistretta, se non c'è
Mistretta è un errore materiale, in pratica, perché era il terzo
tribunale soppresso in Sicilia; erano Modica, Mistretta e Nicosia,
quindi se ci sono Modica e Nicosia ci deve essere anche Mistretta,
non ha senso. Il discorso è unico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
Scusate colleghi, al di là dei fatti regolamentari e tecnici, cioè
noi siamo al voto finale, comunque. Poi c'è, se vogliamo, sempre la
possibilità del Parlamento nazionale. Se qualche emendamento si
dovesse fare i Gruppi che hanno riferimento, ovviamente, tutti i
Gruppi hanno riferimento ad un Partito nazionale, ad un certo punto
si chiede a livello nazionale di apporre le modifiche necessarie
che tutti chiedono.
Però, oggi come oggi, o la bocciamo oppure, settimana per
settimana, io la devo continuare a riproporre finché non troviamo
il numero legale, non so se è chiaro
Se troviamo un accordo, per cui la votiamo, la mandiamo a Roma,
dopodiché i nostri Partiti a Roma fanno, ognuno per le proprie
competenze, le modifiche che riteniamo necessarie, è un conto, se
no, bocciamola, di che stiamo parlando? E' inutile che continuiamo
settimana per settimana, perché diventa veramente una barzelletta.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo che resti a
verbale, io ho tolto il tesserino perché in queste condizioni non
si può votare.
Faccio un'altra proposta, rinviamo a una settimana in Commissione
per inserire Mistretta e Nicosia che mancano, e la settimana
prossima noi la possiamo votare. Questa è la mia proposta, non
approvarla e poi ci votiamo a livello nazionale, deve partire qua
con l'impegno, mettendo quelli, Presidente. C'è un errore perché in
Commissione c'era stata un'audizione.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, da quello che mi dicono gli Uffici
non c'è nessuno errore; nel senso che, all'art. 8 bis, si dice: in
attesa di una più ampia e generale riforma eccetera... da
attuare eccetera il Ministro sulla base della disposizione . che
sia stabilito il ripristino della funzione giudiziaria nelle
rispettive sedi dei tribunali ordinali e nelle procure della
Repubblica, soppresse dall'art. 1, in cui c'è anche Mistretta.
LACCOTO. No, perdonatemi, nell'elenco ufficiale, non c'è.
PRESIDENTE. Per cui quello che c'è scritto dopo, si tratta
soltanto di particolari competenze che vengono date ad alcuno
piuttosto che ad un altro, da cui è nato, credo, il problema, ma
nella legge è previsto anche Mistretta. Per cui errori non ce ne
sono, per quanto mi riguarda.
LACCOTO. L'errore lo fa l'ufficio e lo inserisce.
PRESIDENTE. Ma errori non esistono.
LACCOTO. Presidente, sì, possiamo fare una cosa? Lo corregge
l'ufficio e lo mette nell'elenco, espressamente.
PRESIDENTE. Non c'è che cosa correggere, è giusto come è scritto,
di che cosa stiamo parlando? Quando l'onorevole Assenza ha detto
questo, e io mi sono riferito agli Uffici, e me lo fanno pure
vedere che è giusto, di che cosa stiamo parlando, cosa dobbiamo
correggere. Se volete venite qua e ve lo spiegano, è inutile che
tentiamo di correggere nulla, non c'è da correggere.
Poi c'è il problema vero, che è quello che noi abbiamo, che è
quello del numero legale. O chi vuole questa legge si premura di
fare avere il numero legale, e vi ripeto, credo che tranne una
forza politica, tutte le altre la vogliono, per cui non dovrebbe
essere difficile chiamare i propri uomini per ottenere il numero
legale, se non c'è il numero legale non si può votare.
Per cui oggi di fatto non ci sarà nemmeno, probabilmente, a meno
che non decidessero di votare anche gli altri colleghi, ma
diversamente ogni forza politica si deve fare carico di chiamare i
propri deputati e farli essere presenti. Fatevelo spiegare da loro.
Trentadue su trentadue, credo di sapere per esperienza, che un poco
alzano, a meno che non mi si dice che si vota, e io sono
assolutamente d'accordo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trova in
difficoltà, perché questo punto all'ordine del giorno non è che è
arrivato oggi, è da un mese, gira nelle Commissioni, è da un mese
all'ordine del giorno qui, cioè tutti quanti, guardiamo gli atti
che sono a disposizione.
Oggi, nel momento del voto, renderci conto o cercare di chiarirci
un po' le idee, mi sembra un po' tardivo, penso che dobbiamo stare
un pochino più attenti, tutti, perché pensare per la disattenzione
di alcuni di rinviare il punto, è veramente di cattivo gusto. Mi
perdoni Presidente, questo ci tengo a dirlo perché gli atti, non è
che stiamo scoprendo oggi cosa c'è scritto, poi dopo di che lo so,
il riferimento che fa la norma, non fa riferimento a Modica o a
Mistretta, rimanda tutto all'articolo 1 che prevede i comuni che
sono stati soppressi. E quindi, nella norma nazionale, quando si fa
riferimento all'articolo 1, c'è scritto anche Mistretta , e allora
non servono né emendamenti, né inserire qualcosa. Ma smettiamola
PRESIDENTE. Così come quello di Termini, peraltro, di
ripristinare, diciamo che ci sono tutti. Non è chiaro il perché
siete contrari, veramente. È un favore che si fa ai territori.
Chiuso l'argomento
Inutile dirvi che il numero legale in questo momento non c'è. Io
dico: se mettete tutti le tessere, può essere che lo raggiungiamo.
È voto finale, per cui è voto elettronico, palese. 30, contro 31.
Mancano due voti per il numero legale. Onorevole Sunseri, mi dicono
che, anche per quanto riguarda Termini, è uguale. Cioè anche
Termini viene assolutamente ripristinato. Se lo faccia spiegare,
perché se mi dicono che è così, vuol dire che è così. Non si
trovano altri due collegi per poter votare?
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi vuole dire che il suo voto vale
doppio?
RAGUSA. Forse lo vale. Volevo fare un appello ai miei colleghi:
non rischiamo di non votare questa norma che diventa veramente
impresentabile all'esterno. E perché poi a volte ci chiediamo ma
perché la gente si allontana dal corpo politico? . Perché noi non
siamo riusciti, a distanza di otto sedute, a dare una risposta
certa ad un'esigenza territoriale, che poi è la giustizia.
Quindi Presidente, io le chiedo che, qualora non ci fossero oggi
le condizioni, riprendo l'intervento di poc'anzi, potremmo anche
fare un incontro con i Capigruppo e chiedere la presenza di tutti e
potremmo, per evitare una sofferenza a cui non possiamo tornare
indietro, di vanificare l'intervento. Quindi la nostra proposta per
quanto ci riguarda prima l'Italia la votiamo, però ho capito che
c'è qualche difficoltà. A lei l'ultima decisione, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, io la conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari la faccio volentieri, ma non certamente per
cercare il numero legale. Siccome non ci sono contrarietà, ci fosse
qualcosa da chiarire, ma abbiamo chiarito oggi che problemi non ce
ne sono, c'è soltanto chi la vuole votare e chi non la vuole
votare. Chi la vuole votare - lo diciamo oggi per martedì prossimo
- deve occuparsi di fare arrivare in Aula tutti i deputati dei
propri Gruppi. E allora ci sarà il numero legale. Il numero legale,
tenete presente, che su questa legge manca sempre per pochi voti,
per cui basterebbe che tutti chiamino a raccolta i loro deputati e
si ottiene il numero legale. Non essendoci il numero legale intanto
la mettiamo da parte, se improvvisamente ci dovesse essere ne
parliamo dopo.
C'è un'altra legge, che è un'altra legge voto, anch'essa al voto
finale, mettiamo da parte anche questa che reca Schema di progetto
di legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante 'Modificazioni
alla legge 21 novembre 2000 n. 353'." (1057/A) , della IV
Commissione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Galluzzo.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Norme in materia
di acque termali". (n. 235-945-962 Stralcio 1-1V COM/A)
PRESIDENTE. Possiamo passare alla norma sulle acque termali.
BARBAGALLO. Grazie Presidente. Stamattina ho formalizzato una nota
indirizzata a lei in cui abbiamo evidenziato alcuni profili a
nostro giudizio, se l'onorevole Di Pasquale mi aiuta, alcuni
profili di illegittimità del disegno di legge in particolare con
riferimento alle competenze del legislatore nazionale.
In particolare con riferimento alla legge n. 323 del 2000, che è
la legge nazionale, di riordino del sistema termale.
La legge infatti nel titolo si chiama le acque termali, minerali,
naturali e successive modifiche utilizzate ai fini terapeutici'. Ne
deriva, Presidente, che a nostro giudizio la legge 323 del 2000 ha
competenza, come dire, anche nel territorio della Regione
siciliana. Quindi noi non abbiamo competenza esclusiva nel settore
delle acque termali. Avremmo competenza esclusiva soltanto,
Presidente Miccichè, per il settore minerario.
Il nostro assunto è confermato da alcuni passaggi nel testo della
legge 323 del 2000, in particolare l'articolo 1, comma 6, che
prevede espressamente la riserva e le relative norme di attuazione
per le province autonome di Trento e Bolzano e alcune riserve di
legge che verrebbero violate. Come ad esempio il decreto
legislativo 152 del 2006 per quanto riguarda la tutela delle acque
e per le procedure di Vas e di Via, nonché la legge 833 del 1978 a
proposito del riordino del sistema sanitario.
Dal quadro normativo, Presidente, inoltre emerge anche una
complessiva potestà legislativa statale le cui fonti di
legittimazione a nostro giudizio sarebbero ben tre. Innanzitutto
l'attribuzione alla potestà legislativa statale esclusiva della
tutela della concorrenza che riguarda tutti i settori di attività
economica assegnati alla potestà legislativa regionale concorrente
o residuale. L'attribuzione allo Stato della potestà legislativa
esclusiva in maniera di tutela dell'ambiente che si riverbera sulla
materia oggetto del disegno di legge all'esame dell'Aula, data la
rilevanza ambientale e le attività estrattive delle acque minerali
e termali.
Ed infine, Presidente Miccichè, l'attribuzione allo Stato della
potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute e
di alimentazione, che legittima la posizione dei principi
fondamentali volti a garantire l'igiene dei processi produttivi e
dei prodotti, nonché a proposito di acque termali del loro
trattamento e della gestione degli stabilimenti termali e delle
misure di controllo sanitarie conseguenti. Chiudo Presidente la mia
riflessione sull'ordine dei lavori, evidenziando che data la natura
pluridisciplinare del disegno di legge oggetto all'esame dell'Aula
oggi, anche in materia di attività produttive, l'esame dello stesso
avrebbe dovuto interessare anche le commissioni, la III Commissione
in ARS, che invece non è stata coinvolta per il relativo parere.
Chiudo Presidente nell'ultimo minuto e 20 secondi, con alcune
considerazioni che motivano la richiesta di rinvio dell'esame del
disegno di legge al dopo l'esame della finanziaria, quindi nel mese
di maggio. Nel testo che era stato esaminato in Commissione c'erano
tre articoli che riguardavano gli aspetti di natura contabile e che
sono stati stralciati, c'era anche un articolo che riguardava
espressamente i distretti termali e che sono stati stralciati per
le stesse ragioni. Quindi la natura del testo ha perso, a nostro
giudizio, la sua omogeneità, proprio perché sono state stralciate
queste norme di natura economica finanziaria.
Quindi, Presidente, le chiediamo anche per queste ragioni di
trattare il testo dopo la sessione di bilancio. Ultima ragione è
assorbente. Il testo prevede un esame, una procedura per
l'affidamento delle concessioni generiche.
Noi, Presidente Miccichè, riteniamo che, alla luce delle
peculiarità del sistema termale in Sicilia, che sono peculiarità
con la p maiuscola, perché ci sono stabilimenti termali in cui lo
stabilimento che ricade sull'area di sedime termale è di proprietà
della Regione, altri che appartengono, invece, gli stabilimenti ai
comuni sempre sull'area demaniale termale, e poi ci sono alcuni
procedimenti per accessione invertita. Io credo, Presidente, che
piuttosto che andare avanti a colpi di maggioranza, e vedo tanti
banchi vuoti in questo momento, un rinvio condiviso a dopo l'esame
della Finanziaria sarebbe utile anche per costruire un percorso
quanto più condiviso possibile.
PRESIDENTE. Intanto, onorevole Barbagallo, il Capogruppo fa una
richiesta formale di rinvio in Commissione?
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostanzialmente
questo disegno di legge, così come è stato approvato, senza una
copertura finanziaria non ha senso. Quindi, la richiesta è di
trattare il disegno di legge dopo l'approvazione del Bilancio.
Questa è la richiesta, Presidente.
PRESIDENTE. Sono stati posti due problemi. Uno di carattere
costituzionale, l'altro di carattere finanziario.
LUPO. Uno di competenza e l'altro di opportunità di approvare
quanto meno una norma che, però, abbia copertura.
PRESIDENTE. Perché quello di carattere costituzionale, onorevole
Barbagallo, dalle nozioni che mi hanno fornito è vero al trenta per
cento. Cioè, c'è qualcosa da sistemare, tant'è che un emendamento è
già stato presentato per garantire la legittimità di un pezzo, si
può sistemare qualche altra cosa ma, diciamo, che è assolutamente
legittimo che si discuta in Aula questa legge, perché è di
competenza della Regione. Cioè, l'uso delle acque è di competenza
della Regione.
Per cui, da questo punto di vista, non ci possono essere dubbi,
ripeto, per evitare che poi ci siano se no è inutile che la
portiamo avanti. Poi se farla dopo la finanziaria o meno, io vorrei
anche su questo, non so se c'è già una se l'assessore è già pronta,
ma vorrei capire bene che cosa prevediamo di fare.
Nel senso che la Finanziaria, intanto, non ne ho notizia,
onorevole Cordaro. Ma se è possibile farla, fermo restando che poi
la Finanziaria possa inserire e garantire la copertura noi,
intanto, la possiamo fare e non succede niente. Però dobbiamo
capire dal Governo qual è l'impegno che prende e qual è la
posizione che ha. Per cui, assessore Baglieri lei è pronta per
poter rispondere?
BAGLIERI, assessore per l'energia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAGLIERI, assessore per l'energia. Signor Presidente, questo
disegno di legge nasce dall'esigenza di rendere molto più
aggiornata la legge del '56, per quanto riguarda le risorse,
diciamo così, dei giacimenti minerari. Quindi, nasce dal fatto che
- ed è per questo che il Dipartimento di Energia è impegnato
limitatamente all'aspetto minerario - nasce, appunto, da questa, e
va a individuare, anche, le modalità per la concessione con
evidenza pubblica e anche l'attività di pianificazione dei
giacimenti minerari.
Vero è, come ha detto anche poc'anzi il deputato Barbagallo, che
sulla risorsa mineraria intervengono, poi, la tutela dell'energia,
la valorizzazione passa anche attraverso l'utilizzo per fini
sanitari - e, quindi, da qui anche il coinvolgimento
dell'Assessorato Salute - passa anche attraverso l'utilizzo di un
turismo del termalismo e, quindi, anche qui c'è quell'evidenza al e
anche alla formazione. Quindi non c'è dubbio che è un disegno di
legge, come dire, multidisciplinare.
Ma quello che qui si presenta è soltanto, limitatamente, innanzi
tutto a rendere, come dire, a evidenza pubblica le concessioni,
senza nessun riferimento ai canoni, proprio perché non è prevista
la copertura finanziaria. Quindi, in questa fase non necessita,
però mi rimetto qui a chi si è fatto portavoce e promotore di
questo disegno di legge.
Per quanto riguarda il Governo, la reputiamo necessaria, perché va
un po' ad aggiornare una legge regionale del 1956. Grazie.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Lo Curto, un intervento sintetico e
chiaro, perché dobbiamo prendere una decisione. Prego
LO CURTO. Sì, Presidente, la ringrazio molto. Credo che
l'assessore abbia pienamente colto nel segno rispetto a tutte le
questioni che sono state poste, a me il compito di alcune brevi
precisazioni.
Innanzitutto sull'iter legislativo della riforma, che da un anno
impegna un tavolo di studiosi e impegna tutti i commissari,
compreso il Partito Democratico che in quarta Commissione è ben
rappresentato proprio dall'onorevole Anthony Barbagallo, che
avrebbe dovuto essere il correlatore di questa legge, e colui che
garbatamente ha chiesto un attimo, una settimana di attesa prima
del voto, proprio per avere ulteriori, come dire, per desiderio di
ulteriore approfondimento.
Abbiamo ovviamente accordato, nella corretta prassi parlamentare,
questa settimana di tempo. Oggi vedo, come dire, evidenziare alcune
perplessità, alcune delle non mi sembrano veramente neanche
rispettose del lavoro che il nostro Ufficio legislativo e legale ha
fatto accanto al Dipartimento dell'energia, rappresentato sia dalla
nostra assessora, Baglieri, ma anche dall'ingegnere Martini, che
proprio in questo settore è assai competente.
La 323 di cui si parla è una legge ordinaria che soggiace alle
leggi di rango costituzionale, tra cui l'articolo 14 dello Statuto
della Regione siciliana. Io credo, signor Presidente, e chiedo
appunto, tutte le altre cose vanno rinviate come il distretto
termale di cui abbiamo parlato e concordato, è stato richiesto
dalla Presidente Savarino, e in sua vece il Vicepresidente Roberto
Di Mauro ha detto e ha preso impegni per la Presidenza che queste
norme, saltate per la congiuntura di trovarci in esercizio
provvisorio, non ci permettevano di esitare adesso nel testo della
legge. Quindi, non ci sono motivi e ragioni ostative, io credo che
ciascuno debba votare secondo coscienza nella libertà,
nell'autonomia e nella responsabilità che compete a questo
Parlamento.
Mi permetto di aggiungere che, diversamente da quello che ha detto
l'onorevole Barbagallo, la Commissione III ha valutato, ha
osservato, siamo stati audìti in quella Commissione, sia io che
Martini, quindi non capisco di che cosa stia parlando.
Ad ogni modo siamo qui per votare, e mi auguro che venga fatto
coralmente perché, e aggiungo una nota, che questa è una cosa di
straordinaria e strategica importanza per creare sviluppo, lavoro e
occupazione in Sicilia, e questo è quanto credo sia nelle corde di
questo Parlamento, ma anche del Governo, grazie.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Sì, Presidente, io su
questo disegno di legge - nella scorsa seduta lei non c'era - a
presiedere era il Presidente Di Mauro, ho fatto una premessa, che
in qualche modo riconosce legittimità a quello che ha detto il
collega Barbagallo e il Presidente Lupo, cioè questo disegno di
legge, con le quattro norme che sono state stralciate perché siamo
in esercizio provvisorio, non c'è dubbio che sarebbe stato un
disegno di legge più completo. Perché quelle quattro norme
rivedevano l'onere concessorio, e quindi davano una mano a chi ha
le concessioni termali, istituivano i distretti termali turistici,
che servono per drenare risorse anche dai fondi europei che
riguardano il turismo, e servono anche a fare maggiore promozione
di quelle che sono appunto le acque termali e chi ha concessioni di
acque termali, e quindi potenziare questo settore utilizzando
quindi anche il turismo.
Diceva bene l'Assessore, noi abbiamo messo insieme competenze
diverse della sanità, dell'istruzione e della pubblica istruzione,
della formazione, abbiamo coinvolto gli ordini professionali, e non
c'è dubbio che il disegno di legge abbia bisogno per reggersi di
quelle quattro norme stralciate, tre le abbiamo fatto noi in
Commissione su richiesta della Segreteria generale, e una l'ha
fatta lei in sede di approvazione d'Aula.
Io ho premesso la scorsa volta - e lo dico di nuovo - questo testo
di legge, se vogliamo, lo possiamo approvare adesso, ma con un
impegno della Presidenza che queste quattro norme in finanziaria
non verranno considerate come aggiuntive al testo della legge di
stabilità del Governo presentata in Aula, perché altrimenti sarebbe
una cosa monca.
PRESIDENTE. Per quanto mi riguarda su questo argomento, onorevole
Savarino, credo che possa essere utile anche il suo intervento. Noi
possiamo chiedere anche al Governo di inserirle direttamente ora in
legge finanziaria, se no di farle presentare come emendamenti.
Se approviamo questa legge, siccome so che la Giunta per la prima
volta per cominciare a discutere la legge finanziaria si riunisce
domani - no, onorevole Cordaro - per cui se la Giunta sapesse che
c'è anche questa cosa da inserire, probabilmente la potrebbe
inserire, e quindi una votazione oggi di questa legge potrebbe
addirittura garantire o favorire il fatto che poi la si completi
durante la finanziaria con lo strumento finanziario.
Se noi non la facciamo, quello che le chiedo è il testo - perché
lei è la Presidente, quindi sono io materialmente che lo chiedo a
lei - se noi non la votiamo oggi, non è garantito che nella legge
finanziaria ci si occupi di questa cosa, finisce che non la
risolviamo. Allora, quello che io dico, però è soltanto una
proposta perché ovviamente decide l'Aula, se noi quantomeno
l'articolato quello che riguarda la parte
SAVARINO. Presidente, se mi fa concludere, mi sembrava giusto
PRESIDENTE. Prego, onorevole Savarino, mi dica il suo parere su
questo.
SAVARINO. Mi sembrava giusto intanto fare questa premessa che
riconosce legittimità alla richiesta dei colleghi perché,
onestamente, è vero diventa una riforma zoppa senza questi quattro
articoli, ma l'altra volta, proprio come Presidente di Commissione
ho fatto questa richiesta esplicita alla Presidenza dell'ARS, e
questo impegno che il Presidente Di Mauro ha preso di dare una
corsia a questi quattro articoli. Dopodiché, su quanto riguarda le
norme di natura tecnico-giuridiche no, quelle le abbiamo affrontate
con il Servizio Studi, abbiamo presentato degli emendamenti, ed è
quel malloppo di dieci emendamenti che l'altra volta abbiamo
presentato ed abbiamo dato il tempo ai colleghi di studiare.
Anche sulla norma finale che c'erano delle contestazioni da parte
di Federterme, abbiamo fatto una ulteriore audizione e una
mediazione, per cui non ci sarà la revoca automatica al 2023, ma
chi ha le concessioni legittimamente le mantiene, ovviamente
dall'Assessorato faranno comunque dei controlli per verificare che
siano in regola con la nuova normativa, ma mi pare legittimo avendo
aggiornato una normativa, non ci sarà nessuna decadenza, quindi
voglio tranquillizzare i titolari di concessione al momento.
È chiaro che però a scadenza, tutti andranno in evidenza pubblica,
perché questo prevede tutta la normativa europea e nazionale che
noi non possiamo non recepire. Dopodiché questo disegno di legge
serve a semplificare e a far diventare la risorsa termale una
risorsa che porti maggiori Pil, cosa che in Sicilia, purtroppo, non
fa, mentre nel nord Italia riesce a portare un Pil quasi a due
cifre e che utilizza diverse funzioni e diverse competenze.
Io, signor Presidente, mi rimetto poi alla sua valutazione come
Presidente dell'ARS sul percorso che si preferisce scegliere: o
approviamo oggi il testo espugnato com'è per Regolamento dalle
norme di natura finanziaria che hanno refluenze finanziarie, e
queste poi entreranno nel prossimo maggio nella legge finanziaria,
oppure come chiede il collega Lupo facciamo tutto insieme appena la
finanziaria è approvata.
Questa non è una scelta mia, è una scelta della Presidenza e di
questa Assemblea, per cui il mio dovere era spiegarle in maniera
obiettiva lo stato dell'arte e quello che in Commissione abbiamo
fatto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole, è stata chiarissima, ci stiamo
facendo un'idea almeno di come possiamo operare.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, e
allora intanto Presidente Miccichè devo dire che è stato fatto un
enorme lavoro, e nessuno vuole accantonare quello che in questo
anno la Commissione IV, insieme alla collega Lo Curto, hanno
portato avanti su un tema così particolare, proprio sulle norme in
materia di acque termali.
Io ritengo che il tema delle acque termali e soprattutto quello
del termalismo, consentitemi di dirlo, è un tema di rilancio e di
sviluppo per la nostra Regione, noi di questo tema ce ne siamo
occupati, e abbiamo due delle più grandi strutture quelle di
Sciacca e quelle di Acireale come terme chiuse, e purtroppo dico,
al di là delle responsabilità che nessuno vuole indicare ad altro,
è chiaro che dopo anni di parlare di termalismo siamo ancora fermi
al palo.
Io ritengo, inoltre, Presidente Miccichè, se mi ascolta un minuto
perché sarò brevissimo, che non c'è la volontà del Partito
Democratico o di chi sta in queste fila a fare demagogia o
opposizione sterile per non fare andare avanti un DDL di questo
tipo, però c'è stato anche una richiesta di buon senso che è quello
che poi è stato espresso anche dal Presidente Savarino, perché io
ho dovuto togliere la mia firma dal DDL pur firmandolo all'inizio,
nel momento in cui in pratica il disegno di legge è monco di alcuni
articoli che vengono a mancare.
E quindi mi preoccupo, l'assessore Baglieri sicuramente me ne darà
anche ragione, che ovviamente potrebbe soltanto diventare un
disegno di legge del tipo norma slogan, inoltre mi preoccupo anche
non perché ci sia la lettera di Federterme o tanti altri che
lamentano su questo disegno di legge, e più volte ho disquisito con
i colleghi che si sono occupati di questa materia, però mi
preoccupo perché ci sono delle osservazioni, lei stesso ha detto
che il trenta percento di norme di incostituzionalità, ci sono
delle osservazioni dal punto di vista tecnico, perché mi sono
giunte e mi sono arrivate, e non le vorrei leggere in Aula, perché
sono osservazioni che sono arrivate a più colleghi di diversi
partiti.
Allora io ritengo Presidente Miccichè, lei negli anni ha
dimostrato in quest'Aula di affrontare le norme in forma corale,
siccome non vogliamo fare gli articoli a colpi di maggioranza ed
opposizione, e ricordo a quest'Aula che più sono stati i disegni di
legge che ci sono state lungaggini, ma poi all'unanimità li abbiamo
approvati. Allora, Presidente, con grande senso di responsabilità,
che non c'è la volontà di non procedere su questa legge o di
accantonarla o di cestinarla, ritengo che ci vuole soltanto un
principio di buona volontà per presentare una legge con tutti gli
articoli presenti, e a quel punto perché noi tutti saremo pronti a
votarla, perché su un tema così importante non c'è divisione.
Io la ringrazio Presidente Miccichè per l'attenzione che lei mi ha
rivolto a questo intervento, e spero come sempre che possa
accogliere questo intervento in forma favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, nessuno può mettere in dubbio la
serietà del Gruppo del PD, quindi nessuno pensa che ci siano
ostruzionismi inutili che non ci sono mai stati, per cui da questo
punto di vista può stare assolutamente tranquillo. Quando dicevo il
trenta percento, non dicevo che c'è il trenta percento di
incostituzionalità, dicevo all'onorevole Barbagallo che il suo
discorso era valido diciamo al trenta percento, perché in realtà i
problemi che ci sono di incostituzionalità in parte sono già stati
superati, altri che esistono si possono comunque superare.
Andiamo al discorso invece sulla volontà o meno di portare avanti
questa legge, c'è stato qualcuno, lo sappiamo benissimo, che ha
mandato lettere in cui avrebbe preferito che non si facesse, le
conosco benissimo perché ne ho avute pure io, diciamo pure che ci
sono stati tanti altri che invece hanno scritto esattamente
l'opposto, chiedendo al Parlamento di non indugiare più e di
portare avanti questa norma, perché considerata utile e importante.
Ora io, il mio ruolo è quello di portare avanti le leggi, questo è
poco ma sicuro, però se capisco quello che voi dite, leggo anche
che in questa legge c'è onorevole Lo Curto un emendamento
soppressivo per ogni comma. E allora, siccome conosco ormai questi
meccanismi come dire parlamentari, se c'è un emendamento
soppressivo non su ogni articolo come normalmente, ma su ogni
comma, è perché ci sarebbe uno scontro sicuramente importante,
forte, che non porterebbe certamente alla conduzione regolare,
naturale e positiva di questa legge.
E allora però come ho detto già l'altra volta all'onorevole
Savarino quando mi aveva chiesto la prima volta il rinvio in
Commissione, ho detto sì però per favore, cioè io ho come dire
pressioni che ritengo positive da persone assolutamente positive,
per cui le peso di più di quanto non peserei altre cose che invece
questa legge è importantissima e che si debba fare assolutamente.
Io che volete che dica, come dire, non dipende da me, perché io
posso decidere su richiesta di qualcuno di mandarla o meno in
Commissione, non posso decidere di fermarla, perché non ho le
competenze per farlo, però vorrei che su questa legge si trovasse
certamente un accordo collettivo di tutta l'Assemblea, perché
diversamente sarebbe una legge non zoppa, ma che qualcuno
azzopperebbe. Ecco, tanto per essere chiari.
E quindi non vale la pena farla azzoppare proprio, perché è una
legge importante, per cui io farei una cosa, se tutti i Capigruppo
e i Presidenti di Commissione sono d'accordo, onorevole Savarino,
io direi che oggi non la votiamo, però per lunedì o martedì
prossimo, direi anche prima, ma io purtroppo ora devo partire e
mancherò un paio di giorni per cui non ci sarò, se martedì prossimo
possiamo già organizzare sin d'ora un incontro tra le varie
posizioni di questa legge, in modo da trovare insieme una soluzione
che sia utile, utile al settore e utile all'Aula, perché non la
voglio fermare.
Ecco, vorrei che il PD sia assolutamente, si convinca
assolutamente di questo, poi la voglio fare al meglio possibile.
Noi, tutti, la vogliamo fare al meglio possibile, per cui io direi
che oggi la togliamo dall'ordine del giorno, ma che già martedì, se
voi siete d'accordo, onorevole Catanzaro, onorevole Barbagallo,
Lupo, martedì riunione già fissata con i Capigruppo o chi dei
Capigruppo indicheranno come persone esperte della materia, quindi
meglio ancora di loro, però diciamo che io chiamo tutti i
Capigruppo a raccolta, in modo che se ne possa parlare e la si
possa mettere, perché la dobbiamo fare.
Ecco, questa è la cosa che mi è chiarissima e che in tanti mi
chiedete, ovviamente, tutto questo possiamo farlo soltanto insieme
al Governo, per cui inviterei l'assessore Baglieri intanto a essere
pronta martedì per essere presente a questa riunione, anche
assessore coi suoi esperti, deve essere una cosa con gli esperti
che ci dia una mano effettivamente a trovare ..a meno che non la
facciamo in IV Commissione, ma siccome voglio essere presente anche
io, per poterla capire, vorrei essere molto concreto in
quell'occasione. Credo che, onorevole Lo Curto, non trovo soluzione
migliore, perché oggi non credo che questa legge potrebbe andare
avanti. Prego, prego comunque questa è se siete d'accordo, la
decisione che ho preso.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, non posso che rammaricarmi
notevolmente, non per la sua decisione, che in ogni caso va
incontro all'esigenza espressa dall'universo mondo, ad eccezione di
una sola parte, che non è una parte politica, sia bene, non sto
esprimendomi contro il Partito Democratico, ma contro Gruppi di
pressione e di potere.
Signor Presidente, e spero che le mie parole rimangano scritte,
devono restare scritte nella storia di questo Parlamento, che ad
oggi ha subito un assedio vergognoso e indegno tendente a limitare
a coartare e impedire la libera formazione del pensiero che sta
alla base dell'attività legislativa di questo Parlamento. Lo dico
perché questo rimanga agli atti Presidente.
Io soggiaccio alla volontà sua, signor Presidente, e non posso che
convenire sulla scelta di indicare nella seduta della prossima
riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari la ricerca della
soluzione.
Dopodiché, signor Presidente, se questa soluzione non è gradita a
qualcuno vada in Procura o ci andrò io in Procura, signor
Presidente, perché mi chiedo a questo punto
PRESIDENTE. Stiamo parlando serenamente di atti parlamentari, in
Procura non ci va nessuno.
Le posso garantire questo.
LO CURTO. Signor Presidente, non mi sto lamentando dei colleghi,
perché devo dirle che la pressione dei colleghi del Partito
Democratico...No, assolutamente, voglio essere chiara nel punto.
Le pressioni veramente indegne sono arrivate a chiunque in questo
Parlamento, ai membri del Governo, proprio con l'obiettivo che
questo disegno di legge si fermi.
Evidentemente a qualcuno non piace che la Sicilia si doti di una
legge che procuri lo sviluppo economico a cui hanno diritto i
siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, gli dica di farle a me queste
minacce.
LO CURTO. Come?
PRESIDENTE. Gli dica di farle a me queste minacce.
Finché ci sono io questo disegno di legge andrà avanti, può stare
sicura.
LO CURTO. Signor Presidente, basta leggere l'ultima nota nella
quale, devo dire con dispiacere alcune imprecisioni ignoranti sono
state riportate come la incostituzionalità della norma. Addirittura
si fa rilevare l'espressione la parola idrotermominerale, come se
questa non appartenesse al vocabolario competente del legislatore
nel definire l'acqua di cui stiamo parlando, la risorsa termale di
cui stiamo parlando.
PRESIDENTE. Però con calma, onorevole.
LO CURTO. C'è il tentativo di dire che noi siamo ignoranti,
l'atteggiamento minaccioso.
Infatti ho detto, signor Presidente, apprezzo la sua intanto io
la conosco, lei è una persona di parola, ci ha messo la faccia
dicendo che questo disegno di legge - l'ha detto anche oggi - va
votato.
Il Governo ha garantito che nella finanziaria le norme estrapolate
per fatti contingenti di esercizio provvisorio saranno inseriti
nella legge finanziaria. Ma non ci saranno altri diktat che potremo
attendere.
Mi dispiace, signor Presidente, e lo dico: se la legge non sarà
votata sarò io ad andare in Procura ad evidenziare tutti i
tentativi fatti da taluni soggetti portatori di interessi di parte
per bloccare l'iter legislativo del Parlamento.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, a lei è piaciuta la mia decisione,
io devo essere molto sincero a me non è piaciuto il suo intervento
perché non ci sono minacce da parte di nessuno e ci sono, non è in
Parlamento che si parla di andare in Procura. Se poi succedono
delle cose extraparlamentari per cui è necessario andarci, si ci
va.
Però, onorevole Lo Curto, veramente proprio per l'amicizia che
abbiamo e per la stima che io ho nei suoi confronti, un intervento
così non anche perché se questa legge la vogliamo fare, come la
vogliamo fare, dobbiamo trovare un accordo, non le minacce, che poi
oltre che da fuori facciamo anche da dentro, perché ovviamente non
hanno significato.
Allora una segnalazione all'onorevole Aricò, Presidente del Gruppo
parlamentare Diventerà Bellissima, non lo vedo, però se glielo
potete riferire, io ho bisogno, manca Diventerà Bellissima
soltanto, da due settimane sull'indicazione delle Commissioni.
Come dire, abbiamo necessità a questo punto di farle, e il
Presidente Aricò deve ecco con lei parlavo.
State tranquilli, non credo che fosse nascosto. Non mi risulta che
è uno che si nasconde Aricò, per cui state tranquilli. Onestamente,
gli si può dire tutto ma questo no.
Ho bisogno di quelle indicazioni perché veramente, assolutamente
non voglio farle io, però me le dovete fare voi.
E quindi una volta che arrivano queste designazioni la settimana
prossima, io speravo di farle in questa settimana, rivotiamo le
Commissioni, dopodiché lascio la Presidenza all'onorevole Foti
perché io devo scappare a Roma dove mi hanno chiamato di corsa, non
per motivi di salute.
E quindi lascio all'onorevole Foti il disegno di legge sulla dieta
mediterranea, a cui per altro lei tiene particolarmente.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
Seguito della discussione del disegno di legge "Riconoscimento e
promozione della
Dieta mediterranea". (nn. 896-547/A)
PRESIDENTE. Invito la III Commissione a raggiungere i banchi della
Commissione. Ringrazio l'assessore Samonà della permanenza in Aula.
Subito dopo tratteremmo, come da ordine del giorno, la mozione
calendarizzata n. 597. Assessore, abbiamo un ordine da seguire. La
discussione, se protratta, io penso che la permanenza in Aula sia
gradevole anche per lei.
Colleghi, hanno distribuito il fascicolo, l'onorevole Bulla, che è
relatore, si può preparare per svolgere la relazione.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Immagino chieda l'iscrizione all'ordine
del giorno
CAFEO. Signor Presidente, io, considerato che la III Commissione
ha inviato da poco all'Aula il disegno di legge di riforma delle
autorizzazioni sulle infrastrutture elettriche, e avevamo già
chiesto di inserirlo all'ordine del giorno, la prego di voler
procedere con gli Uffici per l'inserimento al più presto.
PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, anche io avevo richiesto questa cosa,
gli Uffici mi fanno sapere che, finalmente, è pervenuto il testo,
quindi alla prossima seduta avremo il 408 iscritto, col consenso,
chiaramente, dell'Aula.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Bulla per svolgere la relazione.
BULLA. Signor Presidente, l'importanza di questo disegno di legge
per la nostra Sicilia - e con questo voglio ringraziare il
Presidente della III Commissione e tutti i componenti per aver
permesso che questo disegno di legge venisse in Aula - Presidente,
vedo che interessa poco, comunque, vado avanti.
Nel 2010 l'Italia, insieme ad altri Paesi del bacino del
Mediterraneo, presenta al Comitato intergovernativo il
riconoscimento della dieta mediterranea a patrimonio culturale
dell'UNESCO. Questo disegno di legge a cui aderiscono, non solo
l'Italia, ma anche la Spagna, la Grecia e il Marocco per questo
riconoscimento e, successivamente, nel 2003 anche altri Paesi che
si affacciano sul bacino del Mediterraneo, come il Portogallo, la
Croazia e Cipro. L'importanza che riveste la dieta mediterranea da
studi recenti, che risalgono anche ad anni passati, rivelano che la
dieta mediterranea, dal punto di vista salutistico, rappresenta
un'importante soluzione, dal punto di vista epidemiologico per
quanto riguarda la diminuzione dell'incidenza delle malattie
cardiovascolari, ma soprattutto la dieta mediterranea ha un valore
da un punto di vista enogastronomico, perché rappresenta anche la
tradizione dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e sulla
popolazione che ne fa uso.
Soprattutto, per la tradizione enogastronomica che, nei vari
passaggi, che vanno dalla coltura, dalla raccolta, dalla
conservazione, dalla trasformazione, fino alla preparazione dei
cibi e che arrivano fino al consumo della dieta mediterranea, e
questo è un elemento importante, perché sia dal punto di vista
enogastronomico, perché da rilievo e promozione anche alla filiera
enogastronomica dei territori che sono interessati alla dieta
mediterranea, ma soprattutto da una promozione a livello anche
turistico, in quanto la dieta mediterranea rappresenta pure un
importante veicolo di promozione del territorio, dal punto di vista
culturale, dal punto di vista turistico e anche come sostenibilità
ambientale per la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale.
Quindi è importante anche con questo disegno di legge, la
promozione dei prodotti tipici dei nostri territori, soprattutto
con la collaborazione degli istituti scolastici che nella loro
programmazione possono mettere nel percorso formativo anche la
promozione e il consumo dei prodotti tipici dei nostri territori.
Perché è importante questo disegno di legge? E' importante perché
promuove soprattutto la nostra Regione, i nostri territori, ed è
importante perché la nostra Sicilia, nel mediterraneo rappresenta
la cosiddetta perla del mediterraneo, ecco perché chiedo all'Aula
di votare questo disegno di legge, importante per la nostra Sicilia
e per la popolazione che la nostra Sicilia rappresenta nel bacino
del mediterraneo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
ascoltato, con attenzione la relazione dell'onorevole Bulla,
ovviamente siamo favorevoli.
Il tema non soltanto della valorizzazione della nostra terra
attraverso la promozione dei Siti Unesco e la dieta mediterranea
rappresenta uno dei motori e dei Siti Unesco in Sicilia che è stato
atteso un iter lungo ma che ha riconosciuto valore alla nostra
storia legata a millenni di conquiste della Sicilia.
Noi siamo favorevoli, anche se non possiamo non evidenziare, che
anche nelle finalità e negli obiettivi, emergono una serie di
lacune evidenti dal Governo di questi anni. Basta scorrere le
finalità dell'art. 1, le lettere h), i) l), m) tutto quello che il
governo Musumeci non ha fatto in questi anni.
Dal momento del riconoscimento della dieta mediterranea a oggi,
tante iniziative, anche senza il testo, potevano essere intraprese.
Da un lato il Covid, da un lato l'assenza di programmazione da
parte del Governo ha prodotto un crollo consistenti per quanto
riguarda una serie di prodotti turistici, quelli legati
all'ecosistema della macchia mediterranea, alla gestione
sostenibile dei paesaggi naturalistici, alla collaborazione con le
scuole, una sorta di lacuna evidente e profondissima che i prossimi
governi saranno chiamati a colmare.
Certamente la votazione del testo e l'approvazione della legge non
risolverà da subito i problemi. Quello che serve è rimboccarsi le
maniche subito e avere la consapevolezza che con un cambio di passo
vero, investendo in cultura, turismo ed enogastronomia possiamo far
salire in modo consistente l'8% del PIL siciliano, che oggi è
dedicato a questi settori, e magari portarlo brevemente a due
cifre, che è quello che servirebbe per rilanciare anche l'economia
della nostra terra. Non ho ben capito come procederemo, Presidente,
siamo in fase di discussione generale all'articolo 1. Il nostro
voto è favorevole ma ovviamente auspichiamo un repentino cambio di
passo del Governo su questi settori. Le dico Presidente che è
veramente complicato parlare dal posto, tra colleghi che parlano e
quelli che parlano sopra. È veramente una prova dura, forse
conviene tornare al podio.
PRESIDENTE. Convengo con questo suo suggerimento. Colleghi, credo
che vi sia stato distribuito il testo con due emendamenti che son
gli unici emendamenti che sono stati presentati dalla Commissione.
L'emendamento A.R, sempre Commissione, su proposta di alcuni
deputati. Possiamo passare alla votazione.
Io concordo con lei su un aspetto, onorevole Barbagallo, che è la
fase dell'attuazione delle norme dovrebbe essere il modo pratico in
cui si versa nei territori quello che il Parlamento riesce a fare.
Ma lei che ha avuto anche un'esperienza di governo sa bene come tra
questa mission e l'effettivo risvolto positivo nei territori ci
siano sempre delle difficoltà che anche lei avrà dovuto affrontare.
È chiaro che il Parlamento per la sua parte fa la sua parte, poi
continueremo a pressare affinché anche gli assessorati, in maniera
trasversale, compreso quello dell'identità siciliana, perché
intorno alla dieta mediterranea - come lei ha correttamente detto -
c'è una stratificazione della storia del nostro territorio, e
quindi non solo il patrimonio che proviene dall'agricoltura, ma la
storia che ci ha accompagnato nei secoli diventi patrimonio di
tutti e rafforzamento dell'identità dei siciliani.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Finalità e obiettivi
1. La Regione siciliana, in attuazione degli articoli 9 e 117
della Costituzione nonché della Convenzione UNESCO per la
salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre
2003 ratificata dall'Italia con legge 27 settembre 2007 n. 167, nel
rispetto di quanto previsto dalla Dichiarazione di Chefchaouen del
13 marzo 2010, promuove la Dieta mediterranea quale Patrimonio
Culturale Immateriale UNESCO.
2. La Regione valorizza la dieta mediterranea attraverso
l'accrescimento della visibilità e del dialogo interculturale, dal
livello regionale a quello internazionale, nonché attraverso misure
volte a sostenere lo sviluppo di filiere enogastronomiche
caratterizzate dalla produzione e commercializzazione di prodotti
agricoli a filiera corta.
3. La promozione della dieta mediterranea è obiettivo delle
politiche regionali per lo sviluppo del territorio rurale,
orientate al sostegno e alla valorizzazione della multifunzionalità
e sostenibilità ambientale in agricoltura, del paesaggio, del
patrimonio naturalistico e storico-culturale, del turismo e della
salute.
4. La Regione attraverso la presente legge persegue i seguenti
obiettivi:
a) la preservazione della memoria storico-culturale, espressione
dell'identità del territorio siciliano, attraverso la promozione
della consapevolezza a livello locale, nazionale e euro-
mediterraneo dell'importanza della Dieta mediterranea quale stile
di vita sostenibile rispettoso dei territori, della convivenza tra
culture diverse e del dialogo intergenerazionale;
b) promozione della dieta mediterranea all'interno del sistema dei
siti Unesco e delle aree geografiche caratterizzate da produzioni
tipiche con marchi di qualità riconosciuti, come strategia
integrata e sinergica di valorizzazione dei patrimoni culturali
materiali e immateriali dell'umanità;
c) promozione di studi e ricerche interdisciplinari sugli effetti
della dieta mediterranea sulla salute e sugli stili di vita;
d) elaborazione di modelli innovativi di attrazione economica e
turistica per la fruizione dei prodotti della dieta mediterranea
all'interno degli specifici contesti paesaggistici e storico-
culturali dei territori di provenienza;
e) promozione di stili di vita basati sulla dieta mediterranea
come modello di corretta alimentazione, in funzione di prevenzione
delle malattie sociali legate alla nutrizione;
f) promozione e diffusione dell'impiego dei prodotti e delle
specialità della dieta mediterranea nelle mense e nei sistemi di
ristorazione collettiva, in conformità al decreto del Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 10 marzo
2020 nonché delle Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione
scolastica approvate dalla Conferenza unificata il 29 aprile 2010;
g) programmazione di attività formative e divulgative sulla dieta
mediterranea, sulle culture e sui paesaggi a essa associati;
h) collaborazione con gli istituti scolastici di ogni ordine e
grado, per la programmazione nell'ambito dei piani di offerta
formativa integrativa di progetti didattici sui temi della dieta
mediterranea;
i) definizione di strategie innovative di tutela e gestione
sostenibile dei paesaggi naturali, rurali e storici, con
particolare riguardo alle specificità dell'eco sistema della
macchia mediterranea, che costituiscono la base ecologica e
materiale delle culture e degli stili di vita associati alla dieta
mediterranea;
l) l'inserimento di specifiche misure, nell'ambito delle future
programmazioni del PSR Sicilia, volte alla promozione e
valorizzazione dei prodotti e delle specialità della dieta
mediterranea;
m) favorire il partenariato pubblico e privato e la progettualità
locale con forme di coordinamento fra soggetti pubblici e privati
al fine di valorizzare il territorio regionale a livello nazionale
ed internazionale .
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Carta dei Valori della Dieta Mediterranea UNESCO
1. La Regione aderisce alla Carta dei Valori della Dieta
Mediterranea UNESCO adottata ad EXPO-Milano il 18 settembre 2015
su iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali e si impegna a promuoverne e sostenerne i contenuti e le
azioni. A tal fine, il Dipartimento regionale dell'agricoltura e il
Dipartimento regionale della pesca mediterranea informano
costantemente il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali e le altre Amministrazioni centrali competenti circa le
attività di valorizzazione programmate e le misure di salvaguardia
poste in essere sul territorio regionale.
2. La Regione, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione,
promuove il dialogo interculturale e la cooperazione
transfrontaliera nel Mediterraneo tra enti, operatori e cittadini,
al fine del consolidamento dell'identità mediterranea e dello
stimolo alla collaborazione macro-regionale per lo sviluppo locale
dei territori .
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Comitato regionale per la dieta mediterranea
1. È istituito il Comitato regionale per la dieta mediterranea con
funzioni consultive, propositive e di monitoraggio sulle politiche
della Regione in materia di promozione e sostegno del modello di
sviluppo incentrato sulla dieta mediterranea, mediante la
valorizzazione degli aspetti sociali, economici e storico-culturali
e la loro trasmissione alle giovani generazioni.
2. Il Comitato ha sede presso il Dipartimento regionale
dell'Agricoltura, e svolge i seguenti compiti:
a) definizione della programmazione degli interventi di
promozione, sviluppo e valorizzazione della dieta mediterranea;
b) informazione e comunicazione che attengono alle tematiche di
cui alla presente legge;
c) coordinamento della rete di operatori per la dieta mediterranea
di cui all'articolo 4.
3. Il Comitato, disciplinato con decreto dell'Assessore regionale
dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea,
è composto oltre dallo stesso Assessore o da un suo delegato, che
lo presiede e lo convoca, da:
a) un rappresentante designato dall'Assessore regionale per il
turismo, lo sport e lo spettacolo, un rappresentante designato
dall'Assessore regionale per le attività produttive, un
rappresentante designato dall'Assessore regionale per la salute, un
rappresentante designato dall'Assessore regionale per i beni
culturali e l'identità siciliana, un rappresentante designato
dall'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, un rappresentante designato dall'Assessore regionale
per il territorio e l'ambiente, tutti di indiscussa autorevolezza
professionale o accademica nelle materie oggetto della presente
legge;
b) un rappresentante dell'unione regionale delle Camere di
commercio;
c) un rappresentante dell'Osservatorio della biodiversità
dell'ambiente marino e terrestre della Regione siciliana;
d) un rappresentante del Comitato della Macchia mediterranea, di
cui alla delibera di Giunta regionale n. 429/2019.
4. La partecipazione al Comitato è a titolo gratuito e non
comporta alcuna indennità o rimborso delle spese .
Abbiamo una riformulazione della Commissione, L'emendamento
3.Comm.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Rete operativa per la dieta mediterranea
1. Al fine di garantire la più ampia partecipazione all'attuazione
della strategia integrata di sviluppo durevole incentrata sulla
dieta mediterranea, la Regione promuove la costituzione di una rete
operativa per la dieta mediterranea, aperta alla partecipazione di
enti, associazioni, alle aziende nazionali ed estere, operanti nei
diversi settori della ricerca, della cultura, della salute,
dell'istruzione, della produzione e distribuzione,
dell'associazionismo culturale, ambientale, sociale.
2. Il Comitato di cui all'articolo 3 coordina le attività della
rete operativa per la dieta mediterranea anche attraverso
l'attivazione di un Forum, quale luogo deputato all'incontro e allo
sviluppo delle tematiche di cui alla presente legge.
3. I compiti, le attività e le modalità di funzionamento e di
organizzazione del Forum sono definite sulla base di apposito
regolamento approvato con Decreto dell'Assessore regionale
dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
Onorevoli colleghi, c'è un emendamento 4.1 di coordinamento
preparato dagli Uffici, che collega con le modifiche apportate al
3.Comm. che stanno distribuendo. Ne do lettura:
All'articolo 4, comma 2, le parole «il comitato di cui
all'articolo 3» sono sostituite dalle parole «l'assessorato
regionale all'agricoltura».
Siccome abbiamo modificato l'articolo 3, non si parla più di
comitato ma di assessorato, quindi è un aggiustamento, non entra
nel merito dell'articolo.
Pongo in votazione l'emendamento 4.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Azioni per l'educazione e la ricerca
1. Al fine di promuovere l'educazione culturale ai valori della
Dieta mediterranea, la Regione, nell'ambito delle sue competenze,
supporta l'aggiornamento permanente dei docenti della scuola
primaria e secondaria e degli operatori della formazione.
2. La Regione, presso le scuole di ogni ordine e grado, favorisce
l'attivazione di percorsi didattici atti a consolidare l'adozione
di stili di vita salutari e all'alfabetizzazione delle giovani
generazioni alla Dieta mediterranea .
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art.6.
Giornata regionale della dieta mediterranea
1. E' istituita la Giornata regionale della dieta mediterranea
patrimonio dell'umanità celebrata il 21 marzo di ogni anno.
2. La giornata regionale della dieta mediterranea deve essere
celebrata nei Liberi Consorzi, nelle Città metropolitane e nei
Comuni di tutto il territorio regionale.
3. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea, l'Assessorato regionale della salute,
l'Assessorato regionale delle attività produttive e l'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro,
intraprendono in occasione della Giornata regionale della dieta
mediterranea, anche sulla base delle proposte del Comitato, ogni
iniziativa di promozione della dieta mediterranea e dei valori ad
essa riferiti.
4. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea istituisce un apposito albo dei
ristoratori che somministrano esclusivamente prodotti tipici
siciliani. Tale albo è trasmesso alle agenzie e alle strutture
turistiche ed è pubblicato nel sito ufficiale dell'Assessorato
regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo .
PRESIDENTE. Sull'articolo 6 ha facoltà di parlare l'onorevole
Lupo.
LUPO. Signor Presidente, propongo di usare una espressione diversa
laddove al comma 2 si dice che la giornata regionale della dieta
mediterranea deve essere celebrata nei liberi consorzi, città
metropolitane e comuni perché rischiamo di ledere anche l'autonomia
statutaria e quindi si può dire
PRESIDENTE. Onorevole, ho difficoltà a distinguere le parole.
Abbassi la mascherina, tanto siamo abbastanza distanti oggi in
Aula.
LUPO. Trovo inappropriata l'espressione che la giornata regionale
della dieta mediterranea deve essere celebrata. Direi è
celebrata'. Noi non possiamo imporre un obbligo agli enti locali.
Hanno la loro autonomia, è una norma di indirizzo, ovviamente, al
comma 2, propongo di sostituire le parole deve essere con è ,
magari. Penso che questo è lo spirito.
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo.
LUPO. Così come, al comma 4, signor Presidente, se gli Uffici
possono formalizzare l'emendamento. Così come al comma 4, laddove
si dice condivido l'utilità dell'apposito albo dei ristoratori che
somministrano esclusivamente prodotti tipici siciliani , ma laddove
si dice che tale... è trasmesso alle agenzie e alle strutture
turistiche bisogna chiarire, intanto, chi trasmette cosa, poi a
chi. Perché dicendo così astrattamente strutture turistiche e
agenzie rischiamo di porre un onere a carico dell'assessorato, di
fatto impraticabile.
A mio avviso, è un adempimento eccessivo allorquando, peraltro, si
prevede la pubblicazione dell'albo sul sito ufficiale
dell'assessorato regionale del turismo, sport e spettacolo che, a
mio avviso, è più che sufficiente. Quindi, probabilmente, si può
semplificare ed evitare anche costi.
Propongo di sopprimere le parole da tale albo', anzi, scusi, è
trasmesso fino a turistiche'. Quindi, diventerebbe tale albo è
pubblicato sul sito ufficiale'. Cioè l'obbligo di trasmetterlo alle
agenzie mi sembra una cosa abbastanza complessa. Mi rimetto alla
Commissione.
PRESIDENTE. Gli Uffici stanno ravvedendo l'opportunità di
suggerirci di eliminare completamente il comma 2, dove c'è quella
formula deve essere che indica quasi un obbligo quando invece già
il primo comma, istituendo la giornata lascia nelle attività libere
dei comuni o dei liberi consorzi di organizzarsi come meglio
credono, e di sistemare, al comma 4, le parole da è trasmesso a
turistiche sono soppresse.
Chiaramente, anche in questo articolo ci raccordiamo con le
modifiche del comma 3. Dopo le parole anche sulla base delle
proposte del comitato vengono soppresse.
Pongo in votazione l'emendamento 6.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio.
CIANCIO. Grazie, signor Presidente. Giusto perché credo siamo
all'aggiuntivo, all'A.1.R. Siccome l'abbiamo ricevuto giusto due
minuti fa, visto che non si potrà votare oggi perché manca il
numero legale, noi siamo qua però il voto finale non si potrà fare,
le chiedo di accantonare alla prossima settimana almeno questo,
così possiamo avere il tempo di leggerlo e approfondirlo e
subemendarlo eventualmente, laddove ce ne fosse bisogno, per la
prossima seduta.
PRESIDENTE. Io penso che non ci sia nulla in contrario da parte
della Commissione. Ci chiedono l'approfondimento sull'A.1.R. Sto
dicendo che la Commissione non ha nulla in contrario.
L'emendamento, a titolo informativo, introduce una modifica alla
legge n. 5 del 2002, dove dispone che anche la nostra Regione possa
istituire le strade dell'olio e degli altri prodotti tipici
agroalimentari, proprio in un contesto di sviluppo di itinerari
enogastronomici e dell'olio, così come avviene nelle altre Regioni.
Quindi, abbiamo accantonato per via dell'aggiuntivo, così poi da
avere successivamente l'opportunità di votare il testo.
Discussione della mozione n. 597 "Opportune iniziative volte
all'adozione della Carta dei diritti e doveri culturali e alla
relativa istituzione della figura del Garante regionale".
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 597 "Opportune iniziative volte
all'adozione della Carta dei diritti e doveri culturali e alla
relativa istituzione della figura del Garante regionale", a firma
dell'onorevole Lupo ed altri.
L'assessore è qui con noi. Prego l'onorevole Lupo di volere
illustrare il testo e i colleghi che vogliono intervenire sulla
mozione, o desiderano dire qualcosa o una dichiarazione di voto,
successivamente, di iscriversi.
Chiedo all'onorevole Lupo di illustrarla.
LUPO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, ritengo
particolarmente qualificante, per questa Assemblea regionale, oggi
discutere questa mozione che riguarda Iniziative volte
all'adozione della Carta dei diritti e doveri culturali e alla
relativa istituzione della figura del Garante regionale .
Preliminarmente esprimo l'auspicio che possa essere ampiamente
condivisa. So che altri colleghi vogliono apporre la firma per
condividere la mozione, che già presenta firme di deputati di
diversi Gruppi parlamentari.
La espongo brevemente. E' noto che è stato pubblicamente
presentato, nei giorni scorsi, il Manifesto sui diritti e doveri
culturali , sottoscritto da un folto gruppo di intellettuali,
docenti universitari, operatori culturali, professionisti,
responsabili di enti, istituzioni culturali che operano in Sicilia,
ma non solo in Sicilia.
I diritti culturali, come è noto, sono sanciti dall'articolo 22
della Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo e anche
dall'articolo 9 della nostra Costituzione. In particolare, come
sappiamo, la Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo,
all'articolo 22 - sintetizzo - afferma che Ogni individuo ha il
diritto alla realizzazione dei diritti culturali, indispensabili
alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità . Così
come precise previsioni contengono anche la Dichiarazione di
Friburgo sui Diritti culturali, del 2007, e la Convenzione quadro
del Consiglio d'Europa contenendo espliciti impegni, soprattutto a
carico delle pubbliche Istituzioni, per la concreta affermazione
dei diritti culturali.
La Regione siciliana, sappiamo, ha competenza esclusiva in materia
di beni culturali. In ragione dei principi fondanti il proprio
Statuto speciale, quindi, ha il dovere e la responsabilità della
tutela del paesaggio, della conservazione delle antichità e delle
opere artistiche e della istituzione e della gestione di musei,
biblioteche ed accademie. Quindi, il Governo regionale, nel settore
culturale, deve promuovere, deve favorire la crescita sociale,
culturale della nostra Regione quale patrimonio inestimabile per
l'intero Paese, per l'intera Nazione. Considerato che l'Assemblea
regionale siciliana, certamente, fa propri i principi contenuti
nella Carta dei diritti culturali, che sintetizzo brevemente. La
cultura deve concorrere alla formazione dell'individuo. La cultura
è una leva, è un volano, è uno strumento per la crescita delle
persone, per la crescita della società. L'affermazione dei diritti
culturali è necessaria per l'attuazione di politiche capaci di
delineare nuove visioni della società che tengano conto dei
processi di trasformazione in atto. I diritti culturali sono
diritti inalienabili che ogni essere umano possiede. Sono diritti
universali, individuali, interdipendenti con altri diritti umani.
E se i diritti culturali esprimono libertà, individuali e
collettive, i doveri culturali, in modo simmetrico, esprimono
l'obbligo morale e le responsabilità, individuali e collettive, per
favorirne il rispetto.
La Sicilia, come ben sappiamo, ha accolto nei secoli culture e
popolazioni differenti divenendo laboratorio di un sincretismo
culturale ineguagliabile. L'accoglienza come attitudine del singolo
e della comunità costituisce il presupposto per il riconoscimento
dei diritti culturali nel rispetto delle diversità, che sono
ricchezza.
In Sicilia, più che altrove, il diritto alla cultura, pertanto, e
la cultura dei diritti sono fondamenta ancora in costruzione del
sentimento di cittadinanza consapevole, quindi, con la mozione si
chiede al Governo della Regione di porre in essere ogni iniziativa
idonea alla tutela dei diritti e al rispetto dei doveri culturali
come sopra illustrati, individuando le linee di intervento, le
necessarie disposizioni amministrative, nonché le prassi operative
valide per tutte le articolazioni dell'amministrazione regionale,
nonché di promuovere le opportune misure al fine di adottare la
Carta dei diritti e dei doveri culturali e dalla relativa
istituzione della figura del Garante regionale.
Per quanto riguarda il Garante regionale, ci auguriamo che possa
essere anche istituito per legge in occasione già della prossima
legge di stabilità; ci auguriamo che possa essere il Governo a
proporlo, certamente, questo Parlamento a condividere la proposta;
diversamente, saremo noi stessi ad avanzare la proposta di
istituire in Sicilia il Garante regionale per la tutela dei diritti
culturali e per il rispetto dei doveri culturali, proprio per dare
forza a quelle che sono le previsioni della Carta dei diritti e dei
doveri culturali. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo. Chiedo ai colleghi cofirmatari
se desiderano anche loro intervenire per illustrare il contenuto
della mozione, oppure all'assessore Samonà di fare la sua
relazione. Prego.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, signor Presidente, c'è il parere favorevole del Governo su
questa mozione; d'altronde, il Governo era presente alcuni mesi fa
al Museo Salinas di Palermo e al Museo archeologico regionale,
quando alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali e
anche del settore variegato dei beni culturali, è stata presentata
l'ipotesi di una Carta dei diritti e dei doveri dei beni culturali,
che appunto ha preceduto questa mozione che ha illustrato
l'onorevole Lupo. Quindi, d'altronde, tra i diritti culturali,
proprio di recente vorrei sottolineare che in qualche modo è quello
che la comunità internazionale ha ormai acclarato, anche grazie
all'orientamento nuovo che proviene dall'Unesco, quello che anche i
reperti possano restare nel contesto di provenienza. Ricordiamo
l'annosa vicenda del fregio del Partenone esposto al British Museum
e noi come Sicilia abbiamo in qualche modo fatto da apripista,
senza entrare nel merito di questa polemica ultradecennale,
riconoscendo - in questo caso alla Grecia - il diritto di poter
esporre il frammento del fregio che era custodito a Palermo nel
contesto di provenienza cui il fregio apparteneva. Quindi, siccome
tra i diritti culturali, ecco, questo è uno dei tanti diritti che
la comunità scientifica internazionale adesso ha iniziato, su cui
si è iniziato a dibattere, e devo dire proficuamente, peraltro
anche il tema del garante, che può essere figura terza e che
potrebbe affiancare il consiglio regionale dei beni culturali per
esprimere autorevoli pareri in materia di beni culturali, può
essere una figura ad adiuvandum rispetto alle Istituzioni, per cui
per queste ragioni esprimo il parere favorevole del Governo.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Pongo in votazione la mozione n. 597, con il parere favorevole del
Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvata)
Chiaramente, assessore, le ricordiamo, se le è possibile, di
inserire già nel testo della finanziaria la previsione di un
garante e anche predisporre, diciamo, cominciare ad organizzarsi le
idee per capire cosa dovrà fare, quali attività potrà spingere con
le scuole o con la società civile affinché questo diritto alla
cultura diventi un qualcosa che si possa esercitare sempre più,
perché diciamo, al netto del fatto che l'Aula è piena dei migliori,
ecco, che sono rimasti, c'è una volontà trasversale di andare in
questa direzione, tant'è che io stessa sono firmataria anche di
questa mozione di cui apprezzo il contenuto.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DI PAOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo a fine Aula per tre
argomenti, anche per cercare di investire lei, nella sua qualità,
nell'andare a spingere su questi tre argomenti. Il primo è atavico
e riguarda i tirocinanti dell'Avviso 22. Purtroppo, ci sono alcuni
tirocinanti la cui pratica all'interno del Dipartimento è bloccata
per vari motivi, non si capisce quali.
Io ho sempre chiesto sia all'Assessore che al Governo di
esplicitare non solo telefonicamente, oggi giorno ci sono i siti
internet, pubblichiamo il perché queste pratiche risultano
bloccate, perché la maggior parte di questi tirocinanti hanno
svolto il tirocinio e ad oggi, dopo mesi e mesi di tirocinio, hanno
le pratiche bloccate e praticamente non hanno ricevuto quei
cinquecento euro al mese, perché di questo si tratta.
La seconda cosa, signor Presidente, riguarda il depuratore di
Selinunte. Mi arrivano da parte del territorio informazioni - e so
che c'è il Governo che sta seguendo questo depuratore - del fatto
che man mano stia franando e, quindi, con il rischio che i fanghi
possano interessare tutta la zona.
So che il Sindaco di Castelvetrano ha fatto delle azioni - più
volte è arrivato a me come Presidente di Gruppo parlamentare, penso
sarà arrivato a tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari- per
cercare di spingere il Governo e il Dipartimento in questione a
cercare di trovare una soluzione, perché è un problema che si porta
avanti per mesi e non vorrei che poi ad un certo punto il
depuratore franasse e, nonostante sia stato segnalato più e più
volte, non si è intervenuti in tempo.
Il terzo problema - e mi dispiace che c'era poco fa presente
l'Assessore Baglieri, che è andata via - riguarda la gestione dei
rifiuti in Sicilia.
Signor Presidente, io ho una discarica che insiste nel mio
territorio che è una discarica pubblica, forse una delle ultime
discariche pubbliche rimaste, la discarica di Timpazzo, dove ad
oggi è stato tolto pure il limite di conferimento che era già stato
previsto dall'AIA. Ciò significa che noi non è che siamo in
emergenza, di più; il rischio è che ora, quest'estate, ci troveremo
con i rifiuti in giro per la Sicilia. Già è successo negli anni
passati, ma quest'anno sarà ancora più forte come impatto e non
basteranno i proclami da campagna elettorale su inceneritori sì e
inceneritori no.
Oggi c'è un problema enorme in Sicilia e servono delle soluzioni
adesso, a breve termine, oltre che poi a progettare delle soluzioni
anche a lungo termine. Però, signor Presidente, noi abbiamo le
ultime e pochissime discariche pubbliche che stanno andando in
saturazione, dopodiché non sapremo dove andare a mettere i rifiuti.
Ora, o si interviene e questo argomento lo si affronta con il
giusto piglio che non può essere quello della campagna elettorale
dove si vanno a fare i proclami degli inceneritori perché sappiamo
benissimo che qualunque impianto - noi siamo assolutamente
contrari agli inceneritori - per essere realizzato occorrerà del
tempo e la Sicilia oggi non ha più tempo.
Signor Presidente, l'invito che le faccio, perché le discariche
sono in giro per la Sicilia, ci sono anche discariche private che
insistono su altri territori, l'invito che le faccio è quello di
sollecitare il Governo a prendere una posizione chiara e a fare
delle scelte chiare e non rinviare tutto alla campagna elettorale
perché quest'estate ci ritroveremo in una difficoltà enorme
nell'andare a smaltire i rifiuti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola, cercheremo di fare il
possibile per fare giungere il messaggio all'Assessore Baglieri e,
chiaramente, a tutti i sindaci invocandoli a implementare la
raccolta differenziata per non oberare le poche discariche messe a
disposizione, anche lontano dai territori, con un grande
sacrificio.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani mercoledì 6
aprile 2022, alle ore 16.00, con l'ordine del giorno che vi sarà
inviato, comunque dovremmo continuare con la trattazione del
disegno di legge Dieta mediterranea e dare il termine di
presentazione degli emendamenti per il disegno di legge n. 408
sulle semplificazioni degli elettrodotti, insomma supera un Regio
decreto il titolo è Autorizzazioni in materia di reti elettriche .
La seduta è tolta alle ore 18.20 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVII SESSIONE ORDINARIA
333a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 6 aprile 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
siciliana, recante Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
della legge 14 settembre 2011, n. 148.' (n. 1088/A)
2) Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
(1057/A)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme in materia di acque termali . (n. 235-945-962 Stralcio I-
IV COM/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
2) Norme in materia di semplificazione amministrativa e
digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
varie. (nn. 774-443-485/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
3) Riconoscimento e promozione della Dieta mediterranea . (nn.
896-547/A) (Seguito)
Relatore: on. Bulla
4) Disposizioni per l'esercizio di funzioni amministrative di
competenza regionale in materia di costruzione ed esercizio delle
linee e impianti per il trasporto, la trasformazione e la
distribuzione di energia elettrica. (n. 408/A)
Relatore: on. Cafeo
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022 - mese di gennaio (n. 1202).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 15 marzo 2022.
Inviato il 31 marzo 2022.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Riordino normativo del settore agricolo (n. 1197).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 22 marzo 2022.
Inviato il 31 marzo 2022.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Disposizioni per il contrasto della desertificazione in Sicilia
(n. 1203).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 22 marzo 2022.
Inviato il 31 marzo 2022.
Parere III.
Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale
Si comunica che sono pervenute le seguenti deliberazioni della
Giunta regionale:
- n. 131 del 23 marzo 2022 relativa a Programmazione della
politica di coesione 2021/2027: FESR, CTE e assetti per le
politiche territoriali. Apprezzamento ;
- n. 133 del 23 marzo 2022 relativa a Bozza di programma regionale
FSE(+) 2021/2027. Apprezzamento .
Copia delle predette delibere è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
del Presidente del Consiglio dei Ministri
Si comunica che l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza
della Regione ha trasmesso a questa Assemblea regionale in data 30
marzo 2022 copia del ricorso con cui il Presidente del Consiglio
dei Ministri ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale le
seguenti disposizioni:
- l'articolo 9, comma 1, lettera a) della legge regionale 21
gennaio 2022, n. 1, recante Autorizzazione all'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio 2022 , per
contrasto con l'articolo 81, terzo comma della Costituzione nonché
con gli articoli 14 e 17 dello Statuto speciale;
- l'articolo 10 della legge regionale 21 gennaio 2022, n. 1,
recante Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione per l'esercizio 2022 , per contrasto con l'articolo
117, secondo comma, lettera l) della Costituzione con riferimento
all'articolo 36 del decreto legislativo n. 165/2002, quale norma
interposta, nonché con gli articoli 14 e 17 dello Statuto speciale.
Copia del ricorso è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Allegato B
- Mozione n. 597 Opportune iniziative volte all'adozione della
Carta dei diritti e doveri culturali e alla relativa istituzione
della figura del Garante regionale.