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Resoconto d'Aula della Seduta n. 332 di martedì 05 aprile 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.32

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   comunicato nella seduta n. 330 del 29 marzo 2022

      Comunicazione relativa al congedo dell'onorevole Dipasquale
           comunicato nella seduta n. 330 del 29 marzo 2022

   PRESIDENTE.  Con riferimento alla richiesta di congedo  presentata
  dall'onorevole Dipasquale e comunicata nella seduta d'Aula  n.  330
  del 29 marzo 2022, preciso che la stessa indicava il periodo dal 29
  marzo 2022 fino al 1  aprile successivo incluso.

   L'Assemblea ne prende atto.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Gucciardi, Campo, De  Luca,
  Damante, Schillaci, Caronia e Cracolici hanno chiesto congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Comunicazione di decreto del Presidente della Regione  relativo  a
  dimissioni  da Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
  regionale  dell'istruzione e formazione professionale e contestuale
  assunzione temporanea, da parte del Presidente della Regione, delle
  funzioni di Assessore regionale al predetto ramo di Amministrazione

   PRESIDENTE. Come avrete letto dalla stampa, l'onorevole Lagalla si
  è dimesso da Assessore, ne abbiamo avuto formale informazione dalla
  Presidenza della Regione, con decorrenza 1  aprile 2022.
   Comunico che con PEC del 1  aprile 2022, protocollata al n.  6973-
  DIG/2022  di  pari  data, la Segreteria generale  della  Presidenza
  della  Regione  ha  trasmesso copia del  decreto  presidenziale  n.
  160/Area  1/S.G. del 1  aprile 2022,  relativo alle dimissioni  del
  professore  Roberto Lagalla da Assessore regionale con preposizione
  all'Assessorato   regionale   dell'istruzione   e   la   formazione
  professionale  e contestuale assunzione temporanea,  da  parte  del
  Presidente della Regione, delle funzioni di Assessore regionale  al
  predetto ramo di Amministrazione.
   Ne do lettura:

                         «Repubblica Italiana

                           REGIONE SICILIANA
                             IL PRESIDENTE

   D.P. n. 160/Area 1/S.G.

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 dello Statuto, come sostituito
  dall'articolo 1, comma l, lettera f), della legge costituzionale 31
  gennaio  2001,  n.  2,  che, nel prevedere l'elezione  a  suffragio
  universale  e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
  il  potere  di  nominare  e  revocare  gli  Assessori  tra  cui  un
  Vicepresidente  che  lo  sostituisce  in  caso  di  assenza  o   di
  impedimento;

   VISTA  la  Legge  Regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  Legge  Regionale 15 maggio 2000, n.  10,  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  Legge  Regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni e, in particolare, le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione Siciliana;

   VISTO  il Decreto Presidenziale 27 giugno 2019, n. 12 "Regolamento
  di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008,
  n.  19.  Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
  Regionali ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale
  17  marzo  2016,  n. 3. Modifica del decreto del  Presidente  della
  Regione   18   gennaio  2013,  n.  6  e  successive   modifiche   e
  integrazioni";

   VISTA  la  Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n.  2  "Modifiche
  all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
  riduzione   dei   deputati  dell'Assemblea   Regionale   Siciliana.
  Disposizioni transitorie";

   VISTO   il   Decreto   Presidenziale   l   settembre   2017,    n.
  444/Serv.4/S.G.    concernente   la    ripartizione    dei    seggi
  dell'Assemblea Regionale Siciliana ai collegi provinciali  in  base
  alla popolazione residente;

   VISTO   il   Decreto   Presidenziale   l   settembre   2017,    n.
  445/Serv.4/S.G.  concernente  la  convocazione   dei   comizi   per
  l'elezione   del   Presidente  della   Regione   e   dei   Deputati
  dell'Assemblea Regionale Siciliana per la XVII legislatura;

   VISTO  l'atto  del  18  novembre 2017 della Corte  di  Appello  di
  Palermo  -Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del  Presidente
  della Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del  5
  novembre  2017)  con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci  è  stato
  proclamato   eletto  alle  cariche  di  Presidente  della   Regione
  Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;

   VISTO il Decreto Presidenziale n. 643/Area 1/S.G.  del 29 novembre
  2017,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  5  dicembre  2017  - Parte I - n. 53, con  il  quale  è  stato
  costituito il Governo della Regione Siciliana - XVII Legislatura ed
  è  stato  nominato,  tra  gli  altri,  il  prof.  Roberto  Lagalla,
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale;

   VISTA  la  nota  prot. n. 6929 del 31 marzo 2022  dell'Ufficio  di
  Gabinetto  del Presidente della Regione, alla quale  è  acclusa  la
  lettera prot. n. 643/GAB del 29 marzo 2022 di dimissioni del  prof.
  Roberto   Lagalla   dalla   carica  di  Assessore   Regionale   per
  l'istruzione e la formazione professionale;

   RITENUTO di accogliere tali dimissioni;

   RITENUTO, al fine di assicurare la continuità nell'esercizio delle
  funzioni  politico amministrative, che il Presidente della  Regione
  assuma  temporaneamente  le  funzioni di  Assessore  Regionale  per
  l'istruzione e la formazione professionale

                                DECRETA

                                ART. 1

   Per  quanto  in premessa specificato il prof. Roberto  Lagalla,  a
  seguito  delle dimissioni di cui sopra, che vengono accolte,  cessa
  dalla   carica  di  Assessore  Regionale  preposto  all'Assessorato
  regionale per l'istruzione e la formazione professionale.

                                ART. 2

   Al  fine di assicurare la continuità nell'esercizio delle funzioni
  politico   amministrative,  il  Presidente  della  Regione   assume
  temporaneamente le funzioni di Assessore Regionale per l'istruzione
  e la formazione professionale.

                                ART. 3

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  Siciliana e nel sito internet della Regione  Siciliana  ai
  sensi  dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n. 21 e s.m.i.

   Palermo, lì1 aprile 2022

                                                        Il Presidente
                                                            MUSUMECI»

   L'Assemblea ne prende atto.

   Facciamo gli auguri all'onorevole Lagalla.


      Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Avverto  che,  con  note  datate  29  marzo  2022   e
  protocollate  il 4 aprile 2022 al n. 591-PRE/2022  e  al  n.  2194-
  ARS/2022,  il Presidente del Gruppo parlamentare  Lega Sicilia  per
  Salvini  premier , onorevole Antonio Catalfamo, ha  comunicato  che
   in seguito a decisioni assunte in sede di riunione del gruppo   da
  lui   presieduto,  è stato deciso di cambiare la denominazione  del
  gruppo    parlamentare.   Il   Gruppo   parlamentare   assume    la
  denominazione:  Prima l'Italia .

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, il mio intervento è  sull'ordine  dei
  lavori, nel senso che al I punto abbiamo le comunicazioni, e quindi
  andiamo  avanti con le comunicazioni, al II punto, caro  Presidente
  Miccichè,  caro Governo, cari colleghi, c'è una norma che  riguarda
  le  vicissitudini  che hanno subìto alcuni tribunali  della  nostra
  Isola

   PRESIDENTE.  Fatemi  sentire  cosa dice  l'onorevole  Ragusa,  per
  favore.

   RAGUSA.  Al II punto all'ordine del giorno trattasi di  una  legge
  voto  che  riguarda  alcuni tribunali che sono stati  chiusi  nella
  nostra Isola.
   Ora, questa norma è arrivata da più tempo in Aula. Cosa le chiedo,
  Presidente?   Siccome  non  si  può  più,  come  dire,   comunicare
  all'esterno che non c'è il numero legale, ritengo che questa  norma
  oggi vada votata, qualora non ci fossero le condizioni la prego  di
  sospendere  e  di  fare  un incontro con i  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  per  pianificare in modo chiaro e netto,  qualora  ci
  fossero delle difficoltà politiche che venissero dette, qualora  ci
  fossero  delle difficoltà tecniche legislative che venissero  dette
  in  modo chiaro, in modo tale che all'esterno non passi l'idea  che
  questa è un'Aula che non lavora.
   Anzi,  siccome  è  stata una norma già fatta e firmata  da  alcuni
  deputati regionali, ivi compresa la mia firma, dopo si è optato per
  fare  la  legge  voto da mandare a Roma affinché ci allineassimo  a
  dettami  che  hanno fatto alcune Regioni italiane che hanno  e  che
  patiscono il nostro stesso problema. Grazie, Presidente.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sullo stesso argomento, onorevole Lantieri?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)

   Prego. Deve intervenire o no?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)

   No, non c'è bisogno  Allora, onorevole Ragusa

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sullo stesso argomento? Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, anche il Gruppo parlamentare del Partito
  Democratico  ritiene che la trattazione del punto  che  riguarda  i
  tribunali  sia  urgente,  quindi anche noi  siamo  per  votare,  in
  particolare l'onorevole Dipasquale considerate anche le specificità
  del  suo  territorio ma anche i colleghi degli altri ambiti,  degli
  altri  collegi, soprattutto per l'interesse generale della  Sicilia
  per una migliore organizzazione del sistema giudiziario. Grazie.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.  Signor Presidente, è lo stesso argomento dell'onorevole
  Ragusa, e quello che ha detto il Presidente Lupo: l'importanza  dei
  tribunali nei territori.
   Noi  abbiamo  avuto  soppresso il Tribunale di  Nicosia  e  questa
  diventa una cosa fondamentale perché è una legge voto con la  quale
  il  Ministero  nel  momento in cui farà la  riorganizzazione,  cioè
  possono  essere riaperti i tribunali che riguardano Enna, Ragusa  e
  Messina;  significa riportare la legalità nei territori,  significa
  dare  una  risposta vera ai cittadini. Manca solamente la  Sicilia,
  perciò chiedo gentilmente, Presidente, di votare.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sempre sullo stesso argomento? Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, mi associo alla richiesta dei colleghi
  che  mi hanno preceduto perché nella mia veste di Assessore mi  ero
  già occupata della riapertura dei tribunali di Mistretta, Nicosia e
  Modica.
   La  Sicilia ha necessità, soprattutto questi territori,  di  avere
  quei   punti   di   riferimento  che  sono  quei   luoghi   laddove
  effettivamente c'è un'esigenza di giustizia ed avere chiuso  questi
  tribunali  -  anche  se  di  fatto  i  locali  sono  aperti  -   ha
  semplicemente  contribuito  ad  affollare  altri  tribunali   e   a
  depotenziare i territori.
   Il  Ministero che era stato investito della questione non  ha  mai
  risposto,  per  cui è importante questo disegno di legge  e  quindi
  questa  legge  voto  perché finalmente il Governo  nazionale  e  il
  Ministero   della  Giustizia  prendano  provvedimenti  e   comunque
  accolgano la nostra richiesta. Grazie.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, su questo disegno di  legge  voto  a
  parte  le difficoltà c'era un problema riguardante alcuni tribunali
  soppressi  della provincia di Messina, mi riferisco a Mistretta,  a
  Sant'Agata.
   Chiaramente anche lì ci sono esigenze particolari anche per quanto
  riguarda le distanze e la complessità del territorio.
   Quindi,  ritengo che se si fa una legge voto non può essere  fatta
  per  una  parte, per alcune province, bisogna inserire i  tribunali
  che sono stati soppressi per le motivazioni che ci sono.
     Questo  è  il  punto, quindi ritengo che su  questa  vada  fatta
  un'integrazione  andando a capire quali sono questi  tribunali  che
  sono stati soppressi, ecco qual è la difficoltà.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto,  ma  per  fare  questo  tipo   di
  integrazioni c'è la Commissione, perché non le fate in  Commissione
  altrimenti è chiaro che ognuno avrà sempre una cosa da dire.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori,

   PRESIDENTE. Ben tornato, onorevole Dipasquale.

   DI PASQUALE. Ho fatto il secondo Covid ed è andato bene.
   Onorevoli  colleghi,  intervengo perché  finalmente  questo  punto
  all'ordine del giorno, per volontà dei deputati - non è mancato per
  la  Presidenza, perché è all'ordine del giorno da diverse sedute  -
  finalmente va in discussione e va al voto.
   Il  problema dei tribunali soppressi, delle sedi soppresse è stato
  motivo di discussione tante volte in questo Parlamento, non solo mi
  dispiace che ci sia stato un momento
   Oggi discutiamo di una legge voto che siamo pronti tutti a votare,
  ovviamente, nella speranza che poi il Governo nazionale  faccia  la
  sua  parte, comunque noi faremo la nostra. Quello che mi  dispiace,
  Presidente, è che questa vicenda allora aveva avuto in questa Aula,
  in questo Parlamento anche una disponibilità, un'attenzione di tipo
  finanziario cioè il Parlamento per
   Presidente è veramente difficile oggi intervenire.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  colleghi, per  favore  non  sento  niente,
  l'onorevole  non  riesce  neanche a parlare.  Vi  prego,  onorevole
  Figuccia, per favore se dovete parlare non proprio accanto  a  lui,
  al limite spostatevi un poco. Grazie.

   DI PASQUALE. Quindi, il Parlamento aveva avuto già in passato modo
  di entrare in merito a questa vicenda mettendo anche delle risorse,
  allora ci siamo fatti carico io e l'onorevole Lantieri, che avevamo
  previsto  -  ora  non ricordo se cinquanta o cento, comunque  delle
  risorse  -  cinquanta per uno e cinquanta per l'altro,  per  i  tre
  tribunali  e  avevamo  messo delle risorse che dovevamo  utilizzare
  proprio   con   un  emendamento  fatto,  e  ricordo  allora   anche
  l'assessore Grasso che se ne occupò, a dire il vero questo va detto
  che  se ne occupò; morale della favola, però, le risorse le abbiamo
  perse  e  non siamo riusciti perché poi l'Assessore smise  di  fare
  l'assessore.
   Quando  abbiamo  messo  le risorse poi lei,  Assessore,  se  ne  è
  occupato,  me  lo  ricordo,  andò a Roma,  abbiamo  avuto  modo  di
  parlarne,  però morale della favola non siamo riusciti comunque  ad
  ottenere un risultato.
   Mi  dispiace,  però ci tenevo a dirlo che già questo Parlamento  e
  non solo con una legge voto, questo Parlamento con un emendamento e
  con  un  voto  dell'Aula e con l'impegno del  Governo,  con  allora
  assessore  Grasso,  avevamo messo risorse  e  ci  avevamo  provato,
  purtroppo senza risultato.
   Era solo per ricordare un fatto che è accaduto qui dentro e che ha
  visto  noi tutti interessati in ruoli diversi a svolgere, a cercare
  una  soluzione; oggi siamo qui pronti per votare questo disegno  di
  legge  nella speranza che poi, ovviamente, il Parlamento  nazionale
  faccia la sua parte.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Di Pasquale. Mi sento chiamare,  ma
  non vedo da chi

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Non è già intervenuta onorevole Grasso? Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo mi  scuso
  con  i  colleghi  ma  l'onorevole Laccoto ha  richiamato  alla  mia
  attenzione  una  questione molto delicata che vedo  e  mi  dispiace
  perché  in  I  Commissione  io stessa ho fatto  un'audizione  e  mi
  dispiace  ancora  di  più perché, come bene  ricordava  l'onorevole
  Dipasquale,  insieme  a  tutti  i  colleghi  e  anche  ai  consigli
  dell'ordine dei tribunali di Modica, di Nicosia e di Mistretta,  io
  da Assessore, non solo i colleghi avevano presentato un emendamento
  inserendo 150 mila Euro per ogni anno, per i tre anni, per  l'avvio
  dei  Tribunali,  e come bene ricordava l'onorevole  Dipasquale  con
  un'azione sinergica condivisa con il Parlamento, ed io da Assessore
  sono  andata  a  Roma,  interlocuzioni con il Ministero,  eccetera,
  quindi,   oggi   votare   una  legge  voto   che   esclude   alcune
  circoscrizioni  di  Corte d'appello credo che  sia  ingeneroso  per
  questo   Parlamento,  perché  una  parte  dei  Tribunali  è   stata
  dimenticata,  mi riferisco al Tribunale di Mistretta o  anche  alla
  sezione  staccata di Sant'Agata di Militello. Quindi  o  si  fa  un
  emendamento  e l'Aula e la Presidenza lo accolgono e lo integriamo,
  o altrimenti devo chiedere la cortesia ai colleghi o quantomeno noi
  non   possiamo  votarlo,  ecco,  io  me  ne  vado,  però   ho   una
  responsabilità e non posso votarlo.

   PRESIDENTE.  Scusate, ora mi ha chiesto, scusate colleghi,  se  mi
  date  un  attimo  di attenzione vorrei ricordare che  tutte  queste
  obiezioni  che  fate saranno legittime ma siamo al voto  finale  di
  questa  legge, non è che possiamo ancora ricominciare. C'è il  voto
  finale, o si fa o non si fa. Come dire, quindi, questo

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Grasso)

   No,  onorevole,  non  ho dubbi che lei abbia  ragione,  però,  sto
  dicendo  che ci sono i tempi per fare queste obiezioni. Oggi  siamo
  al voto finale, nel senso che l'articolato è stato già votato.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Grasso)

   Allora,  scusatemi,  due annotazioni di tipo  tecnico,  la  prima:
  questa legge è qui in Aula credo per la sesta volta. Se ogni  volta
  manca il numero legale e manca su questa legge, non è che manca  in
  assoluto,  cioè le altre leggi le votiamo, arrivata a questa  manca
  il  numero  legale,  tant'è che avevo chiesto  ai  Gruppi  che  non
  fossero  d'accordo se ne potevamo parlare per trovare  un'eventuale
  soluzione.  Però non ho sentito nessuno. Ora ci sono  queste  altre
  obiezioni ma io non è che posso rimandare in Commissione una  legge
  che  è  arrivata al voto finale, vi chiedo scusa ma  non  lo  posso
  fare
   Peraltro, anche oggi il numero legale non mi sembra che ci  sia  e
  in  ogni  caso  chi questa legge la vuole votare deve garantire  il
  numero  legale,  cosa volete che vi dica io?  Non  è  che  possiamo
  chiedere a chi non è d'accordo di garantire il numero legale perché
  è ovvio che non lo garantiscono. E, per cui, tutte le obiezioni che
  mi  avete  fatto sono tutte legittime, ma sono tutte obiezioni  che
  non posso, come dire, in qualche maniera recepire perché

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, su che cosa?

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

   PRESIDENTE.  Sì,  allora,  finiamo un  attimo.  In  ogni  caso  in
  Commissione non la posso rimandare perché siamo al voto finale.  Se
  si volesse eliminarla, cioè che si decide, allora la si bocci e poi
  torna in Commissione per rifarla per come ritenete di doverla fare.
  Finché sarà così dovrò continuare a portarla in Aula e fare mancare
  il  numero  legale,  chi lo vuole fare mancare   Oppure  gli  altri
  partiti che peraltro vedo essere abbastanza trasversali, non  è  un
  solo  partito  che la vuole. Per cui onestamente con  tutti  questi
  partiti  che la vogliono si facciano carico di garantire il  numero
  legale. Onorevole Dipasquale, parlo di tutti i partiti, non di  uno
  soltanto.
   Onorevole Foti, prego.

   FOTI.  Presidente, ho ascoltato gli interventi  dei  colleghi,  mi
  sembra  che in maniera diffusa ci sia la voglia di fare entrare  in
  questa  istanza che, chiaramente, questa legge voto che  poi  dovrà
  essere  esaminata  a livello nazionale anche altre  situazioni  che
  originano  da una politica di accentramento dei tribunali  che,  di
  fatto,  ha  spogliato le aree interne, le cosiddette periferie,  di
  questi  importanti  presidi di legalità e che poi  muovevano  anche
  economie.  Questo avviene quando si chiude un ospedale,  quando  si
  chiude una caserma, quando si chiude un tribunale. E' chiaro che  i
  territori hanno subito un fortissimo contraccolpo.
   Ora, è chiaro che la prassi vorrebbe che lo schema di progetto  di
  legge  avesse  subìto le opportune modifiche già in  I  Commissione
  però,  mi sento anche di dire che noi deputati tutti, anche  quando
  non siamo interessati direttamente nella nostra città dagli effetti
  di  queste  politiche di accentramento dell'amministrazione,  tutti
  quanti  invece  abbiamo sempre perorato la causa del sostegno  alle
  zone    che   soffrono   maggiormente   di   spopolamento   e    di
  desertificazione generale della presenza di presidi  anche  statali
  come nel caso dei tribunali.
   Se  lei  volesse  concedere la possibilità, magari  di  correggere
  queste lievi distorsioni o fare parlare la I Commissione, io non so
  se  c'è  il presidente Pellegrino che magari ci può spiegare  quali
  siano  le motivazioni di una richiesta che è parziale quando invece
  a soffrire dei medesimi effetti della norma nazionale che accorpò i
  tribunali,  se  c'è stata una necessità che possiamo comprendere  e
  nell'eventualità  se  possiamo invece abbracciare  anche  le  altre
  realtà  in  modo  che quando questa legge voto sarà assegnata  alla
  Camera  o  al  Senato, non so, si possa partire già da un  segnale,
  come  dire, coerente con quello che è stato il nostro tentativo  di
  azione  in questi anni, lo abbiamo fatto anche con le zone  franche
  montane un tentativo di spingere verso quei territori.
   Quindi,  siccome lei ha un'insindacabile giudizio che  ogni  tanto
  utilizza,  le chiedo di esercitarlo in questo caso con un  briefing
  veloce  in I Commissione dove eventualmente si integrano  anche  le
  altre  sedi  e  si va incontro possibilmente con un  voto  unanime,
  perché  capisco che lei per ottemperare al suo dovere di  porre  in
  votazione  dice: chi è favorevole deve garantire la  presenza,  chi
  non  è  interessato manchi, ma penso che specialmente per una legge
  voto  bisogna avere una voce comune che è quella di dare attenzione
  ai  territori anche se non sono grandi aree metropolitane o  grandi
  città.
   Quindi,  con il potere che lei può esercitare la invito a chiedere
  alla  I  Commissione di fare un focus per vedere  di  integrare  le
  richieste anche degli altri colleghi - Laccoto, Lantieri, Grasso  -
  che hanno rappresentato il disagio di alcuni territori.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Calderone e Ternullo  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto è  giusto
  precisare per chi ci ascolta che stiamo parlando di una legge  voto
  che  rischia di diventare mera campagna elettorale su un tema  così
  delicato.  Io  ho  come  l'impressione che poi  si  lascia  passare
  tramite comunicati stampa e altro un messaggio difforme rispetto  a
  quello  che effettivamente è, cioè una specie di ordine del  giorno
  al Governo, di questo stiamo parlando.
   Ma  voglio  analizzare il caso di un tribunale  che  conosco  cioè
  quello  del  mio  territorio, di Termini  Imerese,  che  copre  una
  popolazione  di 360 mila persone alla quale, secondo questa  legge,
  dovremmo togliere circa 10 mila abitanti, giù di lì, 5 comuni.
   Praticamente,   cosa   stiamo  facendo?  Ad   oggi   il   rapporto
  giudice/popolazione all'interno di questo Tribunale è di  1  su  16
  mila.  A  livello nazionale è di 1 su 11 mila. Noi stiamo chiedendo
  di  togliere  comuni  e  di  rivedere la pianta  organica.  Quindi,
  togliamo  magistrati, giudici a un territorio  che  ha  già  grossa
  carenza  di pianta organica, che è ben sotto la soglia rispetto  al
  livello  nazionale e lo stiamo facendo semplicemente con una  legge
  voto per dire ci stiamo impegnando affinché altri tribunali possano
  rinascere o crescere, togliendo a già chi ha pochi giudici.
   Cioè, in questo momento 1 su 16 mila, quindi un giudice su 16 mila
  abitanti,  e noi gli stiamo chiedendo che non solo siamo  sotto  la
  soglia  nazionale 1 su 11 mila, ma addirittura stiamo chiedendo  di
  rivedere  le piante organiche per togliere giudici già ai tribunali
  che sono in questa situazione.
   Quindi, anche da un punto di vista meramente oggettivo, al  di  là
  delle interpretazioni politiche che gli si possa dare, a mio avviso
  stiamo facendo un danno ai tribunali esistenti.
   Poi ognuno chiaramente si prenderà la responsabilità del suo voto.
  Io  annuncio  qui che voterò seppur con una legge voto  in  maniera
  contraria. Grazie.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi?

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  un  po'
  ripercorrere brevissimamente qual è la storia di questa legge  voto
  come opportunatamente ricordava il collega Sunseri, ma qual è anche
  la genesi della problematica.
   Voi  vi ricordate il governo Monti? Il primo Governo, e questo  lo
  definisco  io,  il primo Governo iattura perché quando  i  presunti
  tecnici  si sostituiscono alla politica poi i risultati sono  sotto
  gli occhi di tutti. Bene, all'epoca l'Europa ci fece dei diktat  di
  fare i cosiddetti compiti a casa.
   Fra  i  compiti  a  casa  da  eseguire,  secondo  questo  criterio
  tecnocratico assolutamente difforme da quella che era la realtà, vi
  era  quello di ridurre, di razionalizzare la spesa anche in termini
  di  giustizia,  come? Sopprimendo alcuni dei cosiddetti   tribunali
  minori'.
   In  Sicilia questo avvenne per quanto riguarda i tre tribunali  di
  Modica,  Sciacca,  no  Sciacca  si  riuscì  a  salvare,  Nicosia  e
  Mistretta. Il risparmio di spesa fu assolutamente irrisorio, interi
  territori  furono privati della giustizia di prossimità  che  è  la
  giustizia vera, che rende veramente la presenza dello Stato  vicina
  al cittadino che ne ha bisogno.
   Ora, questa legge, che è una legge voto, evidentemente rischia  di
  scontrarsi  contro la volontà del Ministro della  Giustizia  e  del
  Governo  tuttora in carica, perché il ministro Cartabia ha  già  in
  più  occasioni affermato che indietro non si torna, e che,  quindi,
  questo accorpamento non sarebbe possibile.
   Però,  mi  perdonino  i  colleghi che sono  intervenuti,  tra  cui
  l'onorevole  Grasso,  noi stiamo cercando di  invitare  il  Governo
  regionale  a  ripristinare  questi tre  tribunali  soppressi.  Cosa
  diversa è quella che vogliono alcuni colleghi che è di ripristinare
  le sezioni distaccate dei tribunali, ma su quello noi apriamo

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Grasso)

   Ma  Sant'Agata di Militello non è stata mai un tribunale, era  una
  Pretura come tante altre ed era una sede distaccata.
   Allora, se apriamo quella maglia, già è difficile che riusciamo ad
  avere  interlocuzione con il Governo nazionale per ottenere  questo
  che   stiamo  chiedendo,  se  vogliamo  riprendere  anche  l'intera
  sistemazione del sistema dell'organizzazione giudiziaria in Italia,
  ripristinando anche le sezioni distaccate che non erano  altro  che
  le  ex  Preture di un tempo, noi veramente vogliamo solo fare delle
  risposte di pura

   PRESIDENTE. Mi dica, onorevole Assenza, lei quindi che cosa chiede
  in questa legge?

   ASSENZA.  Questa  legge va così perché va anche nell'ottica  degli
  altri interventi dei Consigli regionali dove è stata approvata  una
  legge voto simile, ma parla solo dei Tribunali soppressi, non anche
  delle sezioni distaccate. Mistretta, Nicosia e Modica, questi  sono
  in Sicilia.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Grasso)

   PRESIDENTE. Quello che dice l'onorevole Assenza è chiarissimo.  Se
  parliamo di tribunali è un conto, se parliamo

                     (Interventi fuori microfono)

   ASSENZA. In Sicilia sono tre, questo è fuori discussione:  Modica,
  Mistretta  e  Nicosia. Altri tribunali soppressi non  ce  ne  sono.
  Quindi,  se  è  legge voto va fatta per tutti e tre,  non  possiamo
  fare

                     (Interventi fuori microfono)

    siccome  parla  di  Sant'Agata di Militello,  non  c'entra  nulla
  Sant'Agata di Militello, questo dico. Ma questo ci vuole un  attimo
  a  correggerlo  se  c'è  stata  questa  imperfezione.  Limitare  il
  discorso   solo  ai  tribunali  soppressi,  non  anche  alle   sedi
  distaccate  perché, altrimenti, ci perdiamo veramente.  Ci  sarebbe
  Modica come sede, Vittoria anche, non ce ne usciamo più.
   Inserire  Mistretta, ma questo pensavo fosse già inserito,  questo
  sarà  stato  un  errore, perché in Commissione ne  avevamo  parlato
  delle tre sedi.

   PRESIDENTE.  Scusatemi,  mi fate capire  bene?  Qualcosa  comunque
  andrebbe corretta?

   ASSENZA. Mi dicono, io onestamente il testo finale poi nell'ultima
  votazione finale pensavo che ci fosse anche Mistretta, se  non  c'è
  Mistretta  è un errore materiale, in pratica, perché era  il  terzo
  tribunale soppresso in Sicilia; erano Modica, Mistretta e  Nicosia,
  quindi  se ci sono Modica e Nicosia ci deve essere anche Mistretta,
  non ha senso. Il discorso è unico.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza.
   Scusate colleghi, al di là dei fatti regolamentari e tecnici, cioè
  noi siamo al voto finale, comunque. Poi c'è, se vogliamo, sempre la
  possibilità  del  Parlamento nazionale. Se qualche  emendamento  si
  dovesse  fare i Gruppi che hanno riferimento, ovviamente,  tutti  i
  Gruppi hanno riferimento ad un Partito nazionale, ad un certo punto
  si  chiede  a livello nazionale di apporre le modifiche  necessarie
  che tutti chiedono.
   Però,  oggi  come  oggi,  o  la  bocciamo  oppure,  settimana  per
  settimana,  io la devo continuare a riproporre finché non  troviamo
  il numero legale, non so se è chiaro
   Se  troviamo un accordo, per cui la votiamo, la mandiamo  a  Roma,
  dopodiché  i  nostri Partiti a Roma fanno, ognuno  per  le  proprie
  competenze, le modifiche che riteniamo necessarie, è un  conto,  se
  no,  bocciamola, di che stiamo parlando? E' inutile che continuiamo
  settimana per settimana, perché diventa veramente una barzelletta.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo che resti a
  verbale,  io ho tolto il tesserino perché in queste condizioni  non
  si può votare.
   Faccio  un'altra proposta, rinviamo a una settimana in Commissione
  per  inserire  Mistretta  e Nicosia che  mancano,  e  la  settimana
  prossima  noi  la  possiamo votare. Questa è la mia  proposta,  non
  approvarla  e poi ci votiamo a livello nazionale, deve partire  qua
  con l'impegno, mettendo quelli, Presidente. C'è un errore perché in
  Commissione c'era stata un'audizione.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, da quello che mi dicono gli  Uffici
  non c'è nessuno errore; nel senso che, all'art. 8 bis, si dice:  in
  attesa  di  una  più  ampia  e  generale  riforma   eccetera...  da
  attuare eccetera   il Ministro sulla base della disposizione .  che
  sia  stabilito  il  ripristino  della  funzione  giudiziaria  nelle
  rispettive  sedi  dei  tribunali ordinali  e  nelle  procure  della
  Repubblica, soppresse dall'art. 1, in cui c'è anche Mistretta.

   LACCOTO. No, perdonatemi, nell'elenco ufficiale, non c'è.

   PRESIDENTE.  Per  cui  quello  che c'è  scritto  dopo,  si  tratta
  soltanto  di  particolari competenze che  vengono  date  ad  alcuno
  piuttosto  che ad un altro, da cui è nato, credo, il  problema,  ma
  nella  legge è previsto anche Mistretta. Per cui errori non  ce  ne
  sono, per quanto mi riguarda.

   LACCOTO. L'errore lo fa l'ufficio e lo inserisce.

   PRESIDENTE. Ma errori non esistono.

   LACCOTO.  Presidente,  sì, possiamo fare  una  cosa?  Lo  corregge
  l'ufficio e lo mette nell'elenco, espressamente.

   PRESIDENTE. Non c'è che cosa correggere, è giusto come è  scritto,
  di  che  cosa stiamo parlando? Quando l'onorevole Assenza ha  detto
  questo,  e  io  mi sono riferito agli Uffici, e me  lo  fanno  pure
  vedere  che  è  giusto, di che cosa stiamo parlando, cosa  dobbiamo
  correggere.  Se volete venite qua e ve lo spiegano, è  inutile  che
  tentiamo di correggere nulla, non c'è da correggere.
   Poi  c'è  il  problema vero, che è quello che noi abbiamo,  che  è
  quello  del  numero legale. O chi vuole questa legge si premura  di
  fare  avere  il  numero legale, e vi ripeto, credo che  tranne  una
  forza  politica, tutte le altre la vogliono, per cui  non  dovrebbe
  essere  difficile chiamare i propri uomini per ottenere  il  numero
  legale, se non c'è il numero legale non si può votare.
   Per  cui oggi di fatto non ci sarà nemmeno, probabilmente, a  meno
  che  non  decidessero  di  votare  anche  gli  altri  colleghi,  ma
  diversamente ogni forza politica si deve fare carico di chiamare  i
  propri deputati e farli essere presenti. Fatevelo spiegare da loro.
  Trentadue su trentadue, credo di sapere per esperienza, che un poco
  alzano,  a  meno  che  non  mi si dice  che  si  vota,  e  io  sono
  assolutamente d'accordo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  trova  in
  difficoltà, perché questo punto all'ordine del giorno non è  che  è
  arrivato oggi, è da un mese, gira nelle Commissioni, è da  un  mese
  all'ordine  del giorno qui, cioè tutti quanti, guardiamo  gli  atti
  che sono a disposizione.
   Oggi,  nel momento del voto, renderci conto o cercare di chiarirci
  un  po' le idee, mi sembra un po' tardivo, penso che dobbiamo stare
  un  pochino più attenti, tutti, perché pensare per la disattenzione
  di  alcuni  di rinviare il punto, è veramente di cattivo gusto.  Mi
  perdoni Presidente, questo ci tengo a dirlo perché gli atti, non  è
  che  stiamo scoprendo oggi cosa c'è scritto, poi dopo di che lo so,
  il  riferimento che fa la norma, non fa riferimento a  Modica  o  a
  Mistretta,  rimanda tutto all'articolo 1 che prevede i  comuni  che
  sono stati soppressi. E quindi, nella norma nazionale, quando si fa
  riferimento all'articolo 1, c'è scritto anche  Mistretta , e allora
  non servono né emendamenti, né inserire qualcosa. Ma smettiamola

   PRESIDENTE.   Così   come   quello  di   Termini,   peraltro,   di
  ripristinare,  diciamo che ci sono tutti. Non è  chiaro  il  perché
  siete  contrari,  veramente. È un favore che si  fa  ai  territori.
  Chiuso l'argomento
   Inutile  dirvi che il numero legale in questo momento non c'è.  Io
  dico:  se mettete tutti le tessere, può essere che lo raggiungiamo.
  È  voto finale, per cui è voto elettronico, palese. 30, contro  31.
  Mancano due voti per il numero legale. Onorevole Sunseri, mi dicono
  che,  anche  per  quanto riguarda Termini,  è  uguale.  Cioè  anche
  Termini  viene  assolutamente ripristinato. Se lo faccia  spiegare,
  perché  se  mi  dicono che è così, vuol dire che  è  così.  Non  si
  trovano altri due collegi per poter votare?

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Mi vuole dire che il  suo  voto  vale
  doppio?

   RAGUSA.  Forse  lo vale. Volevo fare un appello ai miei  colleghi:
  non  rischiamo  di  non votare questa norma che  diventa  veramente
  impresentabile all'esterno. E perché poi a volte ci  chiediamo   ma
  perché  la gente si allontana dal corpo politico? . Perché noi  non
  siamo  riusciti,  a  distanza di otto sedute, a dare  una  risposta
  certa ad un'esigenza territoriale, che poi è la giustizia.
   Quindi  Presidente, io le chiedo che, qualora non ci fossero  oggi
  le  condizioni,  riprendo l'intervento di poc'anzi, potremmo  anche
  fare un incontro con i Capigruppo e chiedere la presenza di tutti e
  potremmo,  per  evitare una sofferenza a cui non  possiamo  tornare
  indietro, di vanificare l'intervento. Quindi la nostra proposta per
  quanto  ci  riguarda prima l'Italia la votiamo, però ho capito  che
  c'è qualche difficoltà. A lei l'ultima decisione, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, io la conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari la faccio volentieri, ma  non  certamente  per
  cercare il numero legale. Siccome non ci sono contrarietà, ci fosse
  qualcosa da chiarire, ma abbiamo chiarito oggi che problemi non  ce
  ne  sono,  c'è  soltanto chi la vuole votare e  chi  non  la  vuole
  votare.  Chi la vuole votare - lo diciamo oggi per martedì prossimo
  -  deve  occuparsi di fare arrivare in Aula tutti  i  deputati  dei
  propri Gruppi. E allora ci sarà il numero legale. Il numero legale,
  tenete  presente, che su questa legge manca sempre per pochi  voti,
  per cui basterebbe che tutti chiamino a raccolta i loro deputati  e
  si ottiene il numero legale. Non essendoci il numero legale intanto
  la  mettiamo  da  parte, se improvvisamente ci  dovesse  essere  ne
  parliamo dopo.
   C'è  un'altra legge, che è un'altra legge voto, anch'essa al  voto
  finale, mettiamo da parte anche questa che reca  Schema di progetto
  di  legge  da  proporre  al Parlamento della  Repubblica  ai  sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante 'Modificazioni
  alla  legge  21  novembre  2000  n.  353'."  (1057/A) ,  della   IV
  Commissione.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Galluzzo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito  della discussione del disegno di legge  Norme in  materia
  di acque termali". (n. 235-945-962 Stralcio 1-1V COM/A)

   PRESIDENTE. Possiamo passare alla norma sulle acque termali.

   BARBAGALLO. Grazie Presidente. Stamattina ho formalizzato una nota
  indirizzata  a  lei  in cui abbiamo evidenziato  alcuni  profili  a
  nostro  giudizio,  se  l'onorevole Di  Pasquale  mi  aiuta,  alcuni
  profili  di  illegittimità del disegno di legge in particolare  con
  riferimento alle competenze del legislatore nazionale.
   In  particolare con riferimento alla legge n. 323 del 2000, che  è
  la legge nazionale, di riordino del sistema termale.
   La legge infatti nel titolo si chiama  le acque termali, minerali,
  naturali e successive modifiche utilizzate ai fini terapeutici'. Ne
  deriva, Presidente, che a nostro giudizio la legge 323 del 2000  ha
  competenza,   come  dire,  anche  nel  territorio   della   Regione
  siciliana. Quindi noi non abbiamo competenza esclusiva nel  settore
  delle   acque  termali.  Avremmo  competenza  esclusiva   soltanto,
  Presidente Miccichè, per il settore minerario.
   Il  nostro assunto è confermato da alcuni passaggi nel testo della
  legge  323  del  2000, in particolare l'articolo 1,  comma  6,  che
  prevede  espressamente la riserva e le relative norme di attuazione
  per  le  province autonome di Trento e Bolzano e alcune riserve  di
  legge   che   verrebbero  violate.  Come  ad  esempio  il   decreto
  legislativo 152 del 2006 per quanto riguarda la tutela delle  acque
  e  per le procedure di Vas e di Via, nonché la legge 833 del 1978 a
  proposito del riordino del sistema sanitario.
   Dal   quadro  normativo,  Presidente,  inoltre  emerge  anche  una
  complessiva   potestà  legislativa  statale   le   cui   fonti   di
  legittimazione  a  nostro giudizio sarebbero ben tre.  Innanzitutto
  l'attribuzione  alla  potestà legislativa statale  esclusiva  della
  tutela  della concorrenza che riguarda tutti i settori di  attività
  economica  assegnati alla potestà legislativa regionale concorrente
  o  residuale.  L'attribuzione allo Stato della potestà  legislativa
  esclusiva in maniera di tutela dell'ambiente che si riverbera sulla
  materia  oggetto del disegno di legge all'esame dell'Aula, data  la
  rilevanza ambientale e le attività estrattive delle acque  minerali
  e termali.
   Ed  infine,  Presidente Miccichè, l'attribuzione allo Stato  della
  potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute e
  di   alimentazione,  che  legittima  la  posizione   dei   principi
  fondamentali  volti a garantire l'igiene dei processi produttivi  e
  dei  prodotti,  nonché  a  proposito  di  acque  termali  del  loro
  trattamento  e  della gestione degli stabilimenti termali  e  delle
  misure di controllo sanitarie conseguenti. Chiudo Presidente la mia
  riflessione sull'ordine dei lavori, evidenziando che data la natura
  pluridisciplinare del disegno di legge oggetto all'esame  dell'Aula
  oggi, anche in materia di attività produttive, l'esame dello stesso
  avrebbe dovuto interessare anche le commissioni, la III Commissione
  in ARS, che invece non è stata coinvolta per il relativo parere.
   Chiudo  Presidente  nell'ultimo minuto e 20  secondi,  con  alcune
  considerazioni  che motivano la richiesta di rinvio dell'esame  del
  disegno di legge al dopo l'esame della finanziaria, quindi nel mese
  di maggio. Nel testo che era stato esaminato in Commissione c'erano
  tre articoli che riguardavano gli aspetti di natura contabile e che
  sono  stati  stralciati,  c'era anche un  articolo  che  riguardava
  espressamente  i distretti termali e che sono stati stralciati  per
  le  stesse ragioni. Quindi la natura del testo ha perso,  a  nostro
  giudizio,  la sua omogeneità, proprio perché sono state  stralciate
  queste norme di natura economica finanziaria.
   Quindi,  Presidente,  le chiediamo anche  per  queste  ragioni  di
  trattare  il testo dopo la sessione di bilancio. Ultima  ragione  è
  assorbente.   Il  testo  prevede  un  esame,  una   procedura   per
  l'affidamento delle concessioni generiche.
   Noi,   Presidente  Miccichè,  riteniamo  che,  alla   luce   delle
  peculiarità  del  sistema termale in Sicilia, che sono  peculiarità
  con la  p  maiuscola, perché ci sono stabilimenti termali in cui lo
  stabilimento che ricade sull'area di sedime termale è di  proprietà
  della Regione, altri che appartengono, invece, gli stabilimenti  ai
  comuni  sempre  sull'area demaniale termale, e poi ci  sono  alcuni
  procedimenti  per accessione invertita. Io credo,  Presidente,  che
  piuttosto  che andare avanti a colpi di maggioranza, e  vedo  tanti
  banchi  vuoti in questo momento, un rinvio condiviso a dopo l'esame
  della  Finanziaria  sarebbe utile anche per costruire  un  percorso
  quanto più condiviso possibile.

   PRESIDENTE.  Intanto, onorevole Barbagallo, il Capogruppo  fa  una
  richiesta formale di rinvio in Commissione?

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sostanzialmente
  questo  disegno  di legge, così come è stato approvato,  senza  una
  copertura  finanziaria  non ha senso. Quindi,  la  richiesta  è  di
  trattare  il  disegno  di legge dopo l'approvazione  del  Bilancio.
  Questa è la richiesta, Presidente.

   PRESIDENTE.  Sono  stati  posti due  problemi.  Uno  di  carattere
  costituzionale, l'altro di carattere finanziario.

   LUPO.  Uno  di  competenza e l'altro di opportunità  di  approvare
  quanto meno una norma che, però, abbia copertura.

   PRESIDENTE.  Perché quello di carattere costituzionale,  onorevole
  Barbagallo, dalle nozioni che mi hanno fornito è vero al trenta per
  cento. Cioè, c'è qualcosa da sistemare, tant'è che un emendamento è
  già  stato presentato per garantire la legittimità di un pezzo,  si
  può  sistemare  qualche altra cosa ma, diciamo, che è assolutamente
  legittimo  che  si  discuta  in Aula  questa  legge,  perché  è  di
  competenza  della Regione. Cioè, l'uso delle acque è di  competenza
  della Regione.
   Per  cui,  da questo punto di vista, non ci possono essere  dubbi,
  ripeto,  per  evitare  che poi ci siano se  no  è  inutile  che  la
  portiamo avanti. Poi se farla dopo la finanziaria o meno, io vorrei
  anche su questo, non so se c'è già una se l'assessore è già pronta,
  ma vorrei capire bene che cosa prevediamo di fare.
   Nel  senso  che  la  Finanziaria,  intanto,  non  ne  ho  notizia,
  onorevole Cordaro. Ma se è possibile farla, fermo restando che  poi
  la  Finanziaria  possa  inserire  e  garantire  la  copertura  noi,
  intanto,  la  possiamo  fare e non succede  niente.  Però  dobbiamo
  capire  dal  Governo  qual è l'impegno  che  prende  e  qual  è  la
  posizione  che  ha. Per cui, assessore Baglieri lei  è  pronta  per
  poter rispondere?

   BAGLIERI, assessore per l'energia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia.  Signor  Presidente,  questo
  disegno   di  legge  nasce  dall'esigenza  di  rendere  molto   più
  aggiornata  la  legge  del  '56, per quanto  riguarda  le  risorse,
  diciamo così, dei giacimenti minerari. Quindi, nasce dal fatto  che
  -  ed  è  per  questo  che il Dipartimento di Energia  è  impegnato
  limitatamente all'aspetto minerario - nasce, appunto, da questa,  e
  va  a  individuare,  anche,  le modalità  per  la  concessione  con
  evidenza   pubblica  e  anche  l'attività  di  pianificazione   dei
  giacimenti minerari.
   Vero  è, come ha detto anche poc'anzi il deputato Barbagallo,  che
  sulla  risorsa mineraria intervengono, poi, la tutela dell'energia,
  la  valorizzazione  passa  anche  attraverso  l'utilizzo  per  fini
  sanitari   -   e,   quindi,   da  qui   anche   il   coinvolgimento
  dell'Assessorato Salute - passa anche attraverso l'utilizzo  di  un
  turismo del termalismo e, quindi, anche qui c'è quell'evidenza al e
  anche  alla  formazione. Quindi non c'è dubbio che è un disegno  di
  legge, come dire, multidisciplinare.
   Ma  quello che qui si presenta è soltanto, limitatamente,  innanzi
  tutto  a  rendere, come dire, a evidenza pubblica  le  concessioni,
  senza  nessun riferimento ai canoni, proprio perché non è  prevista
  la  copertura  finanziaria. Quindi, in questa fase  non  necessita,
  però  mi  rimetto  qui a chi si è fatto portavoce  e  promotore  di
  questo disegno di legge.
   Per quanto riguarda il Governo, la reputiamo necessaria, perché va
  un po' ad aggiornare una legge regionale del 1956. Grazie.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Lo Curto, un intervento sintetico  e
  chiaro, perché dobbiamo prendere una decisione. Prego

   LO   CURTO.   Sì,  Presidente,  la  ringrazio  molto.  Credo   che
  l'assessore abbia pienamente colto nel segno rispetto  a  tutte  le
  questioni  che  sono state poste, a me il compito di  alcune  brevi
  precisazioni.
   Innanzitutto sull'iter legislativo della riforma, che da  un  anno
  impegna  un  tavolo  di  studiosi e  impegna  tutti  i  commissari,
  compreso  il  Partito Democratico che in quarta Commissione  è  ben
  rappresentato   proprio  dall'onorevole  Anthony  Barbagallo,   che
  avrebbe  dovuto essere il correlatore di questa legge, e colui  che
  garbatamente  ha chiesto un attimo, una settimana di  attesa  prima
  del voto, proprio per avere ulteriori, come dire, per desiderio  di
  ulteriore approfondimento.
   Abbiamo  ovviamente accordato, nella corretta prassi parlamentare,
  questa settimana di tempo. Oggi vedo, come dire, evidenziare alcune
  perplessità,  alcune  delle  non  mi  sembrano  veramente   neanche
  rispettose del lavoro che il nostro Ufficio legislativo e legale ha
  fatto accanto al Dipartimento dell'energia, rappresentato sia dalla
  nostra  assessora, Baglieri, ma anche dall'ingegnere  Martini,  che
  proprio in questo settore è assai competente.
   La  323  di  cui si parla è una legge ordinaria che soggiace  alle
  leggi  di rango costituzionale, tra cui l'articolo 14 dello Statuto
  della  Regione  siciliana. Io credo, signor  Presidente,  e  chiedo
  appunto,  tutte  le  altre cose vanno rinviate  come  il  distretto
  termale  di  cui  abbiamo parlato e concordato, è  stato  richiesto
  dalla  Presidente Savarino, e in sua vece il Vicepresidente Roberto
  Di  Mauro ha detto e ha preso impegni per la Presidenza che  queste
  norme,   saltate  per  la  congiuntura  di  trovarci  in  esercizio
  provvisorio, non ci permettevano di esitare adesso nel testo  della
  legge. Quindi, non ci sono motivi e ragioni ostative, io credo  che
  ciascuno    debba   votare   secondo   coscienza   nella   libertà,
  nell'autonomia  e  nella  responsabilità  che  compete   a   questo
  Parlamento.
   Mi permetto di aggiungere che, diversamente da quello che ha detto
  l'onorevole   Barbagallo,  la  Commissione  III  ha  valutato,   ha
  osservato,  siamo stati audìti in quella Commissione,  sia  io  che
  Martini, quindi non capisco di che cosa stia parlando.
   Ad  ogni  modo siamo qui per votare, e mi auguro che  venga  fatto
  coralmente  perché, e aggiungo una nota, che questa è una  cosa  di
  straordinaria e strategica importanza per creare sviluppo, lavoro e
  occupazione in Sicilia, e questo è quanto credo sia nelle corde  di
  questo Parlamento, ma anche del Governo, grazie.

   SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione. Sì,  Presidente,  io  su
  questo disegno di legge -  nella scorsa seduta lei non c'era  -   a
  presiedere  era il Presidente Di Mauro, ho fatto una premessa,  che
  in  qualche  modo riconosce legittimità a quello che  ha  detto  il
  collega  Barbagallo e il Presidente Lupo, cioè  questo  disegno  di
  legge, con le quattro norme che sono state stralciate perché  siamo
  in  esercizio  provvisorio, non c'è dubbio  che  sarebbe  stato  un
  disegno  di  legge  più  completo.  Perché  quelle  quattro   norme
  rivedevano l'onere concessorio, e quindi davano una mano a  chi  ha
  le  concessioni termali, istituivano i distretti termali turistici,
  che  servono  per  drenare  risorse anche  dai  fondi  europei  che
  riguardano  il turismo, e servono anche a fare maggiore  promozione
  di quelle che sono appunto le acque termali e chi ha concessioni di
  acque  termali,  e  quindi  potenziare questo  settore  utilizzando
  quindi anche il turismo.
   Diceva  bene  l'Assessore,  noi abbiamo messo  insieme  competenze
  diverse  della sanità, dell'istruzione e della pubblica istruzione,
  della formazione, abbiamo coinvolto gli ordini professionali, e non
  c'è  dubbio  che il disegno di legge abbia bisogno per reggersi  di
  quelle  quattro  norme  stralciate, tre le  abbiamo  fatto  noi  in
  Commissione  su  richiesta della Segreteria generale,  e  una  l'ha
  fatta lei in sede di approvazione d'Aula.
   Io ho premesso la scorsa volta - e lo dico di nuovo - questo testo
  di  legge,  se vogliamo, lo possiamo approvare adesso,  ma  con  un
  impegno  della  Presidenza che queste quattro norme in  finanziaria
  non  verranno considerate come aggiuntive al testo della  legge  di
  stabilità del Governo presentata in Aula, perché altrimenti sarebbe
  una cosa monca.

   PRESIDENTE. Per quanto mi riguarda su questo argomento,  onorevole
  Savarino, credo che possa essere utile anche il suo intervento. Noi
  possiamo chiedere anche al Governo di inserirle direttamente ora in
  legge finanziaria, se no di farle presentare come emendamenti.
   Se  approviamo questa legge, siccome so che la Giunta per la prima
  volta  per cominciare a discutere la legge finanziaria si  riunisce
  domani  - no, onorevole Cordaro - per cui se la Giunta sapesse  che
  c'è  anche  questa  cosa  da  inserire, probabilmente  la  potrebbe
  inserire,  e  quindi  una votazione oggi di questa  legge  potrebbe
  addirittura  garantire o favorire il fatto che poi la  si  completi
  durante la finanziaria con lo strumento finanziario.
   Se  noi  non la facciamo, quello che le chiedo è il testo - perché
  lei  è la Presidente, quindi sono io materialmente che lo chiedo  a
  lei  -  se noi non la votiamo oggi, non è garantito che nella legge
  finanziaria  ci  si  occupi  di questa cosa,  finisce  che  non  la
  risolviamo.  Allora,  quello  che io  dico,  però  è  soltanto  una
  proposta   perché  ovviamente  decide  l'Aula,  se  noi  quantomeno
  l'articolato quello che riguarda la parte

   SAVARINO. Presidente, se mi fa concludere, mi sembrava giusto

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole Savarino, mi dica il suo  parere  su
  questo.

   SAVARINO.  Mi  sembrava giusto intanto fare  questa  premessa  che
  riconosce   legittimità  alla  richiesta   dei   colleghi   perché,
  onestamente, è vero diventa una riforma zoppa senza questi  quattro
  articoli,  ma l'altra volta, proprio come Presidente di Commissione
  ho  fatto  questa richiesta esplicita alla Presidenza  dell'ARS,  e
  questo  impegno  che il Presidente Di Mauro ha preso  di  dare  una
  corsia a questi quattro articoli. Dopodiché, su quanto riguarda  le
  norme di natura tecnico-giuridiche no, quelle le abbiamo affrontate
  con  il Servizio Studi, abbiamo presentato degli emendamenti, ed  è
  quel  malloppo  di  dieci  emendamenti che  l'altra  volta  abbiamo
  presentato ed abbiamo dato il tempo ai colleghi di studiare.
   Anche  sulla norma finale che c'erano delle contestazioni da parte
  di   Federterme,  abbiamo  fatto  una  ulteriore  audizione  e  una
  mediazione,  per cui non ci sarà la revoca automatica al  2023,  ma
  chi  ha  le  concessioni  legittimamente  le  mantiene,  ovviamente
  dall'Assessorato faranno comunque dei controlli per verificare  che
  siano in regola con la nuova normativa, ma mi pare legittimo avendo
  aggiornato  una  normativa, non ci sarà nessuna  decadenza,  quindi
  voglio tranquillizzare i titolari di concessione al momento.
   È chiaro che però a scadenza, tutti andranno in evidenza pubblica,
  perché  questo  prevede tutta la normativa europea e nazionale  che
  noi  non  possiamo non recepire. Dopodiché questo disegno di  legge
  serve  a  semplificare  e a far diventare la  risorsa  termale  una
  risorsa che porti maggiori Pil, cosa che in Sicilia, purtroppo, non
  fa,  mentre  nel nord Italia riesce a portare un Pil  quasi  a  due
  cifre e che utilizza diverse funzioni e diverse competenze.
   Io,  signor  Presidente, mi rimetto poi alla sua valutazione  come
  Presidente  dell'ARS  sul percorso che si preferisce  scegliere:  o
  approviamo  oggi  il  testo espugnato com'è per  Regolamento  dalle
  norme  di  natura  finanziaria che hanno refluenze  finanziarie,  e
  queste  poi entreranno nel prossimo maggio nella legge finanziaria,
  oppure come chiede il collega Lupo facciamo tutto insieme appena la
  finanziaria è approvata.
   Questa  non è una scelta mia, è una scelta della Presidenza  e  di
  questa  Assemblea, per cui il mio dovere era spiegarle  in  maniera
  obiettiva  lo  stato dell'arte e quello che in Commissione  abbiamo
  fatto.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole, è  stata  chiarissima,  ci  stiamo
  facendo un'idea almeno di come possiamo operare.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  e
  allora  intanto Presidente Miccichè devo dire che è stato fatto  un
  enorme  lavoro, e nessuno vuole accantonare quello  che  in  questo
  anno  la  Commissione  IV,  insieme alla collega  Lo  Curto,  hanno
  portato avanti su un tema così particolare, proprio sulle norme  in
  materia di acque termali.
   Io  ritengo  che il tema delle acque termali e soprattutto  quello
  del  termalismo, consentitemi di dirlo, è un tema di rilancio e  di
  sviluppo  per  la nostra Regione, noi di questo tema  ce  ne  siamo
  occupati,  e  abbiamo  due  delle più grandi  strutture  quelle  di
  Sciacca  e quelle di Acireale come terme chiuse, e purtroppo  dico,
  al  di là delle responsabilità che nessuno vuole indicare ad altro,
  è  chiaro che dopo anni di parlare di termalismo siamo ancora fermi
  al palo.
   Io  ritengo, inoltre, Presidente Miccichè, se mi ascolta un minuto
  perché  sarò  brevissimo,  che  non  c'è  la  volontà  del  Partito
  Democratico  o  di  chi  sta in queste  fila  a  fare  demagogia  o
  opposizione  sterile per non fare andare avanti un  DDL  di  questo
  tipo, però c'è stato anche una richiesta di buon senso che è quello
  che  poi è stato espresso anche dal Presidente Savarino, perché  io
  ho  dovuto togliere la mia firma dal DDL pur firmandolo all'inizio,
  nel momento in cui in pratica il disegno di legge è monco di alcuni
  articoli che vengono a mancare.
   E quindi mi preoccupo, l'assessore Baglieri sicuramente me ne darà
  anche  ragione,  che  ovviamente  potrebbe  soltanto  diventare  un
  disegno di legge del tipo norma slogan, inoltre mi preoccupo  anche
  non  perché  ci  sia  la lettera di Federterme o  tanti  altri  che
  lamentano su questo disegno di legge, e più volte ho disquisito con
  i  colleghi  che  si  sono  occupati di  questa  materia,  però  mi
  preoccupo  perché ci sono delle osservazioni, lei stesso  ha  detto
  che  il  trenta  percento di norme di incostituzionalità,  ci  sono
  delle  osservazioni  dal  punto di vista tecnico,  perché  mi  sono
  giunte  e mi sono arrivate, e non le vorrei leggere in Aula, perché
  sono  osservazioni  che  sono arrivate a più  colleghi  di  diversi
  partiti.
   Allora   io  ritengo  Presidente  Miccichè,  lei  negli  anni   ha
  dimostrato  in  quest'Aula di affrontare le norme in forma  corale,
  siccome  non  vogliamo fare gli articoli a colpi di maggioranza  ed
  opposizione, e ricordo a quest'Aula che più sono stati i disegni di
  legge che ci sono state lungaggini, ma poi all'unanimità li abbiamo
  approvati.  Allora, Presidente, con grande senso di responsabilità,
  che  non  c'è  la  volontà di non procedere su questa  legge  o  di
  accantonarla  o  di  cestinarla, ritengo che ci vuole  soltanto  un
  principio  di buona volontà per presentare una legge con tutti  gli
  articoli presenti, e a quel punto perché noi tutti saremo pronti  a
  votarla, perché su un tema così importante non c'è divisione.
   Io la ringrazio Presidente Miccichè per l'attenzione che lei mi ha
  rivolto  a  questo  intervento,  e  spero  come  sempre  che  possa
  accogliere questo intervento in forma favorevole.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, nessuno può mettere in dubbio  la
  serietà  del  Gruppo  del PD, quindi nessuno  pensa  che  ci  siano
  ostruzionismi inutili che non ci sono mai stati, per cui da  questo
  punto di vista può stare assolutamente tranquillo. Quando dicevo il
  trenta  percento,  non  dicevo  che  c'è  il  trenta  percento   di
  incostituzionalità,  dicevo all'onorevole  Barbagallo  che  il  suo
  discorso era valido diciamo al trenta percento, perché in realtà  i
  problemi che ci sono di incostituzionalità in parte sono già  stati
  superati, altri che esistono si possono comunque superare.
   Andiamo al discorso invece sulla volontà o meno di portare  avanti
  questa  legge,  c'è stato qualcuno, lo sappiamo benissimo,  che  ha
  mandato  lettere in cui avrebbe preferito che non  si  facesse,  le
  conosco benissimo perché ne ho avute pure io, diciamo pure  che  ci
  sono  stati  tanti  altri  che  invece  hanno  scritto  esattamente
  l'opposto,  chiedendo  al Parlamento di  non  indugiare  più  e  di
  portare avanti questa norma, perché considerata utile e importante.
   Ora io, il mio ruolo è quello di portare avanti le leggi, questo è
  poco  ma  sicuro, però se capisco quello che voi dite, leggo  anche
  che   in  questa  legge  c'è  onorevole  Lo  Curto  un  emendamento
  soppressivo per ogni comma. E allora, siccome conosco ormai  questi
  meccanismi   come   dire  parlamentari,  se  c'è   un   emendamento
  soppressivo  non  su  ogni articolo come normalmente,  ma  su  ogni
  comma,  è  perché  ci  sarebbe uno scontro sicuramente  importante,
  forte,  che  non  porterebbe certamente alla  conduzione  regolare,
  naturale e positiva di questa legge.
   E  allora  però  come  ho  detto già l'altra  volta  all'onorevole
  Savarino  quando  mi  aveva chiesto la prima  volta  il  rinvio  in
  Commissione,  ho  detto sì però per favore, cioè io  ho  come  dire
  pressioni  che ritengo positive da persone assolutamente  positive,
  per  cui le peso di più di quanto non peserei altre cose che invece
  questa  legge  è importantissima e che si debba fare assolutamente.
  Io  che  volete che dica, come dire, non dipende da me,  perché  io
  posso  decidere  su  richiesta di qualcuno di mandarla  o  meno  in
  Commissione,  non  posso decidere di fermarla,  perché  non  ho  le
  competenze  per farlo, però vorrei che su questa legge si  trovasse
  certamente  un  accordo  collettivo di  tutta  l'Assemblea,  perché
  diversamente   sarebbe  una  legge  non  zoppa,  ma  che   qualcuno
  azzopperebbe. Ecco, tanto per essere chiari.
   E  quindi non vale la pena farla azzoppare proprio, perché  è  una
  legge  importante, per cui io farei una cosa, se tutti i Capigruppo
  e  i  Presidenti di Commissione sono d'accordo, onorevole Savarino,
  io  direi  che  oggi  non la votiamo, però  per  lunedì  o  martedì
  prossimo,  direi anche prima, ma io purtroppo ora  devo  partire  e
  mancherò un paio di giorni per cui non ci sarò, se martedì prossimo
  possiamo  già  organizzare  sin d'ora  un  incontro  tra  le  varie
  posizioni di questa legge, in modo da trovare insieme una soluzione
  che  sia  utile, utile al settore e utile all'Aula, perché  non  la
  voglio fermare.
   Ecco,   vorrei   che   il  PD  sia  assolutamente,   si   convinca
  assolutamente  di  questo, poi la voglio fare al meglio  possibile.
  Noi,  tutti, la vogliamo fare al meglio possibile, per cui io direi
  che oggi la togliamo dall'ordine del giorno, ma che già martedì, se
  voi  siete  d'accordo,  onorevole Catanzaro, onorevole  Barbagallo,
  Lupo,  martedì  riunione già fissata con i  Capigruppo  o  chi  dei
  Capigruppo indicheranno come persone esperte della materia,  quindi
  meglio  ancora  di  loro,  però  diciamo  che  io  chiamo  tutti  i
  Capigruppo  a  raccolta, in modo che se ne possa parlare  e  la  si
  possa mettere, perché la dobbiamo fare.
   Ecco,  questa  è la cosa che mi è chiarissima e che  in  tanti  mi
  chiedete, ovviamente, tutto questo possiamo farlo soltanto  insieme
  al Governo, per cui inviterei l'assessore Baglieri intanto a essere
  pronta  martedì  per  essere  presente  a  questa  riunione,  anche
  assessore  coi suoi esperti, deve essere una cosa con  gli  esperti
  che  ci  dia una mano effettivamente a trovare ..a meno che non  la
  facciamo in IV Commissione, ma siccome voglio essere presente anche
  io,   per   poterla  capire,  vorrei  essere  molto   concreto   in
  quell'occasione. Credo che, onorevole Lo Curto, non trovo soluzione
  migliore,  perché oggi non credo che questa legge  potrebbe  andare
  avanti.  Prego,  prego  comunque questa è se  siete  d'accordo,  la
  decisione che ho preso.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   CURTO.   Signor   Presidente,  non  posso  che   rammaricarmi
  notevolmente,  non  per  la sua decisione,  che  in  ogni  caso  va
  incontro all'esigenza espressa dall'universo mondo, ad eccezione di
  una  sola  parte, che non è una parte politica, sia bene,  non  sto
  esprimendomi  contro il Partito Democratico, ma  contro  Gruppi  di
  pressione e di potere.
   Signor  Presidente,  e spero che le mie parole rimangano  scritte,
  devono  restare scritte nella storia di questo Parlamento,  che  ad
  oggi  ha subito un assedio vergognoso e indegno tendente a limitare
  a  coartare  e impedire la libera formazione del pensiero  che  sta
  alla  base dell'attività legislativa di questo Parlamento. Lo  dico
  perché questo rimanga agli atti Presidente.
   Io soggiaccio alla volontà sua, signor Presidente, e non posso che
  convenire  sulla  scelta di indicare nella  seduta  della  prossima
  riunione  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari la ricerca  della
  soluzione.
   Dopodiché, signor Presidente, se questa soluzione non è gradita  a
  qualcuno  vada  in  Procura  o  ci  andrò  io  in  Procura,  signor
  Presidente, perché mi chiedo a questo punto

   PRESIDENTE.  Stiamo parlando serenamente di atti parlamentari,  in
  Procura non ci va nessuno.
   Le posso garantire questo.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, non mi sto lamentando dei colleghi,
  perché  devo  dirle  che  la  pressione dei  colleghi  del  Partito
  Democratico...No, assolutamente, voglio essere chiara nel punto.
   Le  pressioni veramente indegne sono arrivate a chiunque in questo
  Parlamento,  ai  membri del Governo, proprio  con  l'obiettivo  che
  questo disegno di legge si fermi.
   Evidentemente a qualcuno non piace che la Sicilia si doti  di  una
  legge  che  procuri  lo sviluppo economico a cui  hanno  diritto  i
  siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto, gli dica di  farle  a  me  queste
  minacce.

   LO CURTO. Come?

   PRESIDENTE. Gli dica di farle a me queste minacce.
   Finché ci sono io questo disegno di legge andrà avanti, può  stare
  sicura.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, basta leggere l'ultima  nota  nella
  quale, devo dire con dispiacere alcune imprecisioni ignoranti  sono
  state riportate come la incostituzionalità della norma. Addirittura
  si  fa rilevare l'espressione la parola idrotermominerale, come  se
  questa  non  appartenesse al vocabolario competente del legislatore
  nel definire l'acqua di cui stiamo parlando, la risorsa termale  di
  cui stiamo parlando.

   PRESIDENTE. Però con calma, onorevole.

   LO  CURTO.  C'è  il  tentativo di dire che  noi  siamo  ignoranti,
  l'atteggiamento minaccioso.
   Infatti  ho detto, signor Presidente, apprezzo la sua  intanto  io
  la  conosco,  lei  è una persona di parola, ci ha messo  la  faccia
  dicendo  che questo disegno di legge - l'ha detto anche oggi  -  va
  votato.
   Il Governo ha garantito che nella finanziaria le norme estrapolate
  per  fatti  contingenti di esercizio provvisorio  saranno  inseriti
  nella legge finanziaria. Ma non ci saranno altri diktat che potremo
  attendere.
   Mi  dispiace, signor Presidente, e lo dico: se la legge  non  sarà
  votata  sarò  io  ad  andare  in Procura  ad  evidenziare  tutti  i
  tentativi fatti da taluni soggetti portatori di interessi di  parte
  per bloccare l'iter legislativo del Parlamento.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, a lei è piaciuta la mia decisione,
  io  devo essere molto sincero a me non è piaciuto il suo intervento
  perché non ci sono minacce da parte di nessuno e ci sono, non è  in
  Parlamento  che  si parla di andare in Procura.  Se  poi  succedono
  delle  cose extraparlamentari per cui è necessario andarci,  si  ci
  va.
   Però,  onorevole  Lo Curto, veramente proprio per  l'amicizia  che
  abbiamo  e per la stima che io ho nei suoi confronti, un intervento
  così  non  anche perché se questa legge la vogliamo fare,  come  la
  vogliamo fare, dobbiamo trovare un accordo, non le minacce, che poi
  oltre che da fuori facciamo anche da dentro, perché ovviamente  non
  hanno significato.
   Allora una segnalazione all'onorevole Aricò, Presidente del Gruppo
  parlamentare  Diventerà Bellissima, non lo  vedo,  però  se  glielo
  potete   riferire,  io  ho  bisogno,  manca  Diventerà   Bellissima
  soltanto, da due settimane sull'indicazione delle Commissioni.
   Come  dire,  abbiamo  necessità a questo  punto  di  farle,  e  il
  Presidente Aricò deve ecco con lei parlavo.
   State tranquilli, non credo che fosse nascosto. Non mi risulta che
  è uno che si nasconde Aricò, per cui state tranquilli. Onestamente,
  gli si può dire tutto ma questo no.
   Ho  bisogno  di quelle indicazioni perché veramente, assolutamente
  non voglio farle io, però me le dovete fare voi.
   E  quindi  una volta che arrivano queste designazioni la settimana
  prossima,  io  speravo di farle in questa settimana,  rivotiamo  le
  Commissioni,  dopodiché  lascio  la Presidenza  all'onorevole  Foti
  perché io devo scappare a Roma dove mi hanno chiamato di corsa, non
  per motivi di salute.
   E quindi lascio all'onorevole Foti il disegno di legge sulla dieta
  mediterranea, a cui per altro lei tiene particolarmente.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI


   Seguito della discussione del disegno di legge "Riconoscimento e
                           promozione della
                 Dieta mediterranea". (nn. 896-547/A)

   PRESIDENTE. Invito la III Commissione a raggiungere i banchi della
  Commissione. Ringrazio l'assessore Samonà della permanenza in Aula.
  Subito  dopo  tratteremmo, come da ordine del  giorno,  la  mozione
  calendarizzata n. 597. Assessore, abbiamo un ordine da seguire.  La
  discussione, se protratta, io penso che la permanenza in  Aula  sia
  gradevole anche per lei.
   Colleghi, hanno distribuito il fascicolo, l'onorevole Bulla, che è
  relatore, si può preparare per svolgere la relazione.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Immagino chieda l'iscrizione all'ordine
  del giorno

   CAFEO.  Signor Presidente, io, considerato che la III  Commissione
  ha  inviato  da poco all'Aula il disegno di legge di riforma  delle
  autorizzazioni  sulle  infrastrutture  elettriche,  e  avevamo  già
  chiesto  di  inserirlo all'ordine del giorno,  la  prego  di  voler
  procedere con gli Uffici per l'inserimento al più presto.

   PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, anche io avevo richiesto questa cosa,
  gli  Uffici mi fanno sapere che, finalmente, è pervenuto il  testo,
  quindi  alla prossima seduta avremo il 408 iscritto, col  consenso,
  chiaramente, dell'Aula.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Bulla per svolgere la relazione.

   BULLA. Signor Presidente, l'importanza di questo disegno di  legge
  per  la  nostra  Sicilia  -  e  con questo  voglio  ringraziare  il
  Presidente  della  III Commissione e tutti i  componenti  per  aver
  permesso  che questo disegno di legge venisse in Aula - Presidente,
  vedo che interessa poco, comunque, vado avanti.
   Nel   2010  l'Italia,  insieme  ad  altri  Paesi  del  bacino  del
  Mediterraneo,    presenta   al   Comitato    intergovernativo    il
  riconoscimento  della  dieta mediterranea  a  patrimonio  culturale
  dell'UNESCO.  Questo  disegno di legge a cui aderiscono,  non  solo
  l'Italia,  ma  anche la Spagna, la Grecia e il Marocco  per  questo
  riconoscimento e, successivamente, nel 2003 anche altri  Paesi  che
  si  affacciano sul bacino del Mediterraneo, come il Portogallo,  la
  Croazia e Cipro. L'importanza che riveste la dieta mediterranea  da
  studi recenti, che risalgono anche ad anni passati, rivelano che la
  dieta  mediterranea,  dal  punto di vista salutistico,  rappresenta
  un'importante  soluzione,  dal punto di  vista  epidemiologico  per
  quanto   riguarda  la  diminuzione  dell'incidenza  delle  malattie
  cardiovascolari, ma soprattutto la dieta mediterranea ha un  valore
  da  un punto di vista enogastronomico, perché rappresenta anche  la
  tradizione  dei  Paesi che si affacciano sul Mediterraneo  e  sulla
  popolazione che ne fa uso.
   Soprattutto,  per  la  tradizione enogastronomica  che,  nei  vari
  passaggi,   che   vanno  dalla  coltura,  dalla   raccolta,   dalla
  conservazione,  dalla  trasformazione, fino alla  preparazione  dei
  cibi  e  che  arrivano fino al consumo della dieta mediterranea,  e
  questo  è  un  elemento importante, perché sia dal punto  di  vista
  enogastronomico, perché da rilievo e promozione anche alla  filiera
  enogastronomica  dei  territori che  sono  interessati  alla  dieta
  mediterranea,  ma  soprattutto da una promozione  a  livello  anche
  turistico,  in  quanto la dieta mediterranea  rappresenta  pure  un
  importante veicolo di promozione del territorio, dal punto di vista
  culturale,  dal punto di vista turistico e anche come sostenibilità
  ambientale per la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale.
   Quindi  è  importante  anche  con  questo  disegno  di  legge,  la
  promozione  dei  prodotti tipici dei nostri territori,  soprattutto
  con  la  collaborazione degli istituti scolastici  che  nella  loro
  programmazione  possono  mettere nel percorso  formativo  anche  la
  promozione e il consumo dei prodotti tipici dei nostri territori.
   Perché  è importante questo disegno di legge? E' importante perché
  promuove  soprattutto la nostra Regione, i nostri territori,  ed  è
  importante  perché la nostra Sicilia, nel mediterraneo  rappresenta
  la  cosiddetta perla del mediterraneo, ecco perché chiedo  all'Aula
  di votare questo disegno di legge, importante per la nostra Sicilia
  e  per  la popolazione che la nostra Sicilia rappresenta nel bacino
  del mediterraneo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   abbiamo
  ascoltato,  con  attenzione  la  relazione  dell'onorevole   Bulla,
  ovviamente siamo favorevoli.
   Il  tema  non  soltanto della valorizzazione  della  nostra  terra
  attraverso  la  promozione dei Siti Unesco e la dieta  mediterranea
  rappresenta uno dei motori e dei Siti Unesco in Sicilia che è stato
  atteso  un  iter  lungo ma che ha riconosciuto valore  alla  nostra
  storia legata a millenni di conquiste della Sicilia.
   Noi  siamo favorevoli, anche se non possiamo non evidenziare,  che
  anche  nelle  finalità  e negli obiettivi, emergono  una  serie  di
  lacune  evidenti  dal  Governo di questi anni.  Basta  scorrere  le
  finalità dell'art. 1, le lettere h), i) l), m) tutto quello che  il
  governo Musumeci non ha fatto in questi anni.
   Dal  momento del riconoscimento della dieta mediterranea  a  oggi,
  tante iniziative, anche senza il testo, potevano essere intraprese.
   Da  un  lato  il Covid, da un lato l'assenza di programmazione  da
  parte  del  Governo  ha prodotto un crollo consistenti  per  quanto
  riguarda   una   serie   di  prodotti  turistici,   quelli   legati
  all'ecosistema   della   macchia   mediterranea,   alla    gestione
  sostenibile dei paesaggi naturalistici, alla collaborazione con  le
  scuole, una sorta di lacuna evidente e profondissima che i prossimi
  governi saranno chiamati a colmare.
   Certamente la votazione del testo e l'approvazione della legge non
  risolverà  da subito i problemi. Quello che serve è rimboccarsi  le
  maniche subito e avere la consapevolezza che con un cambio di passo
  vero, investendo in cultura, turismo ed enogastronomia possiamo far
  salire  in  modo  consistente l'8% del PIL siciliano,  che  oggi  è
  dedicato  a  questi  settori, e magari portarlo  brevemente  a  due
  cifre,  che è quello che servirebbe per rilanciare anche l'economia
  della nostra terra. Non ho ben capito come procederemo, Presidente,
  siamo  in  fase di discussione generale all'articolo 1.  Il  nostro
  voto è favorevole ma ovviamente auspichiamo un repentino cambio  di
  passo  del  Governo  su questi settori. Le dico  Presidente  che  è
  veramente complicato parlare dal posto, tra colleghi che parlano  e
  quelli  che  parlano  sopra.  È veramente  una  prova  dura,  forse
  conviene tornare al podio.

   PRESIDENTE. Convengo con questo suo suggerimento. Colleghi,  credo
  che  vi sia stato distribuito il testo con due emendamenti che  son
  gli  unici emendamenti che sono stati presentati dalla Commissione.
  L'emendamento  A.R,  sempre  Commissione,  su  proposta  di  alcuni
  deputati. Possiamo passare alla votazione.
   Io  concordo con lei su un aspetto, onorevole Barbagallo, che è la
  fase dell'attuazione delle norme dovrebbe essere il modo pratico in
  cui  si versa nei territori quello che il Parlamento riesce a fare.
  Ma lei che ha avuto anche un'esperienza di governo sa bene come tra
  questa  mission  e l'effettivo risvolto positivo nei  territori  ci
  siano sempre delle difficoltà che anche lei avrà dovuto affrontare.
  È  chiaro  che il Parlamento per la sua parte fa la sua parte,  poi
  continueremo a pressare affinché anche gli assessorati, in  maniera
  trasversale,   compreso  quello  dell'identità  siciliana,   perché
  intorno alla dieta mediterranea - come lei ha correttamente detto -
  c'è  una  stratificazione  della storia del  nostro  territorio,  e
  quindi non solo il patrimonio che proviene dall'agricoltura, ma  la
  storia  che  ci  ha accompagnato nei secoli diventi  patrimonio  di
  tutti e rafforzamento dell'identità dei siciliani.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
                         Finalità e obiettivi

   1.  La  Regione siciliana, in attuazione degli articoli  9  e  117
  della   Costituzione  nonché  della  Convenzione  UNESCO   per   la
  salvaguardia  del patrimonio culturale immateriale del  17  ottobre
  2003 ratificata dall'Italia con legge 27 settembre 2007 n. 167, nel
  rispetto di quanto previsto dalla Dichiarazione di Chefchaouen  del
  13  marzo  2010,  promuove la Dieta mediterranea  quale  Patrimonio
  Culturale Immateriale UNESCO.

   2.   La   Regione  valorizza  la  dieta  mediterranea   attraverso
  l'accrescimento della visibilità e del dialogo interculturale,  dal
  livello regionale a quello internazionale, nonché attraverso misure
  volte   a   sostenere  lo  sviluppo  di  filiere   enogastronomiche
  caratterizzate dalla produzione e commercializzazione  di  prodotti
  agricoli a filiera corta.

   3.  La  promozione  della  dieta mediterranea  è  obiettivo  delle
  politiche   regionali  per  lo  sviluppo  del  territorio   rurale,
  orientate al sostegno e alla valorizzazione della multifunzionalità
  e  sostenibilità  ambientale  in agricoltura,  del  paesaggio,  del
  patrimonio naturalistico e storico-culturale, del turismo  e  della
  salute.

   4.  La  Regione attraverso la presente legge persegue  i  seguenti
  obiettivi:

   a)  la  preservazione della memoria storico-culturale, espressione
  dell'identità  del territorio siciliano, attraverso  la  promozione
  della   consapevolezza  a  livello  locale,   nazionale   e   euro-
  mediterraneo dell'importanza della Dieta mediterranea  quale  stile
  di  vita sostenibile rispettoso dei territori, della convivenza tra
  culture diverse e del dialogo intergenerazionale;

   b) promozione della dieta mediterranea all'interno del sistema dei
  siti  Unesco e delle aree geografiche caratterizzate da  produzioni
  tipiche   con  marchi  di  qualità  riconosciuti,  come   strategia
  integrata  e  sinergica di valorizzazione dei  patrimoni  culturali
  materiali e immateriali dell'umanità;

   c)  promozione di studi e ricerche interdisciplinari sugli effetti
  della dieta mediterranea sulla salute e sugli stili di vita;

   d)  elaborazione di modelli innovativi di attrazione  economica  e
  turistica  per  la fruizione dei prodotti della dieta  mediterranea
  all'interno  degli  specifici  contesti  paesaggistici  e  storico-
  culturali dei territori di provenienza;

   e)  promozione  di  stili di vita basati sulla dieta  mediterranea
  come  modello di corretta alimentazione, in funzione di prevenzione
  delle malattie sociali legate alla nutrizione;

   f)  promozione  e  diffusione dell'impiego dei  prodotti  e  delle
  specialità  della dieta mediterranea nelle mense e nei  sistemi  di
  ristorazione  collettiva, in conformità al  decreto  del  Ministero
  dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 10 marzo
  2020  nonché delle Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione
  scolastica approvate dalla Conferenza unificata il 29 aprile 2010;

   g)  programmazione di attività formative e divulgative sulla dieta
  mediterranea, sulle culture e sui paesaggi a essa associati;

   h)  collaborazione con gli istituti scolastici di  ogni  ordine  e
  grado,  per  la  programmazione nell'ambito dei  piani  di  offerta
  formativa  integrativa di progetti didattici sui temi  della  dieta
  mediterranea;

   i)  definizione  di  strategie innovative  di  tutela  e  gestione
  sostenibile   dei  paesaggi  naturali,  rurali   e   storici,   con
  particolare  riguardo  alle  specificità  dell'eco  sistema   della
  macchia  mediterranea,  che  costituiscono  la  base  ecologica   e
  materiale delle culture e degli stili di vita associati alla  dieta
  mediterranea;

   l)  l'inserimento di specifiche misure, nell'ambito  delle  future
  programmazioni   del   PSR  Sicilia,  volte   alla   promozione   e
  valorizzazione  dei  prodotti  e  delle  specialità   della   dieta
  mediterranea;

   m)  favorire il partenariato pubblico e privato e la progettualità
  locale  con forme di coordinamento fra soggetti pubblici e  privati
  al  fine di valorizzare il territorio regionale a livello nazionale
  ed internazionale .

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
           Carta dei Valori della Dieta Mediterranea UNESCO

   1.  La  Regione  aderisce  alla   Carta  dei  Valori  della  Dieta
  Mediterranea  UNESCO  adottata ad EXPO-Milano il 18 settembre  2015
  su  iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari  e
  forestali e si impegna a promuoverne e sostenerne i contenuti e  le
  azioni. A tal fine, il Dipartimento regionale dell'agricoltura e il
  Dipartimento   regionale   della   pesca   mediterranea   informano
  costantemente  il Ministero delle politiche agricole  alimentari  e
  forestali e le altre Amministrazioni centrali competenti  circa  le
  attività  di valorizzazione programmate e le misure di salvaguardia
  poste in essere sul territorio regionale.

    2. La Regione, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione,
  promuove    il    dialogo   interculturale   e   la    cooperazione
  transfrontaliera nel Mediterraneo tra enti, operatori e  cittadini,
  al  fine  del  consolidamento dell'identità  mediterranea  e  dello
  stimolo alla collaborazione macro-regionale per lo sviluppo  locale
  dei territori .

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
             Comitato regionale per la dieta mediterranea

   1. È istituito il Comitato regionale per la dieta mediterranea con
  funzioni  consultive, propositive e di monitoraggio sulle politiche
  della  Regione in materia di promozione e sostegno del  modello  di
  sviluppo   incentrato   sulla  dieta  mediterranea,   mediante   la
  valorizzazione degli aspetti sociali, economici e storico-culturali
  e la loro trasmissione alle giovani generazioni.

   2.   Il   Comitato  ha  sede  presso  il  Dipartimento   regionale
  dell'Agricoltura, e svolge i seguenti compiti:

   a)   definizione   della  programmazione   degli   interventi   di
  promozione, sviluppo e valorizzazione della dieta mediterranea;

   b)  informazione e comunicazione che attengono alle  tematiche  di
  cui alla presente legge;

   c) coordinamento della rete di operatori per la dieta mediterranea
  di cui all'articolo 4.

   3.  Il Comitato, disciplinato con decreto dell'Assessore regionale
  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea,
  è  composto oltre dallo stesso Assessore o da un suo delegato,  che
  lo presiede e lo convoca, da:

   a)  un  rappresentante designato dall'Assessore regionale  per  il
  turismo,  lo  sport  e  lo spettacolo, un rappresentante  designato
  dall'Assessore   regionale   per   le   attività   produttive,   un
  rappresentante designato dall'Assessore regionale per la salute, un
  rappresentante  designato  dall'Assessore  regionale  per  i   beni
  culturali  e  l'identità  siciliana,  un  rappresentante  designato
  dall'Assessore   regionale  per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale, un rappresentante designato dall'Assessore regionale
  per  il  territorio e l'ambiente, tutti di indiscussa autorevolezza
  professionale  o  accademica nelle materie oggetto  della  presente
  legge;

   b)   un  rappresentante  dell'unione  regionale  delle  Camere  di
  commercio;

   c)   un   rappresentante  dell'Osservatorio   della   biodiversità
  dell'ambiente marino e terrestre della Regione siciliana;

   d)  un rappresentante del Comitato della Macchia mediterranea,  di
  cui alla delibera di Giunta regionale n. 429/2019.

   4.  La  partecipazione  al  Comitato è a  titolo  gratuito  e  non
  comporta alcuna indennità o rimborso delle spese .

   Abbiamo   una   riformulazione  della  Commissione,  L'emendamento
  3.Comm.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                Art. 4.
               Rete operativa per la dieta mediterranea

   1. Al fine di garantire la più ampia partecipazione all'attuazione
  della  strategia  integrata di sviluppo durevole  incentrata  sulla
  dieta mediterranea, la Regione promuove la costituzione di una rete
  operativa per la dieta mediterranea, aperta alla partecipazione  di
  enti, associazioni, alle aziende nazionali ed estere, operanti  nei
  diversi   settori  della  ricerca,  della  cultura,  della  salute,
  dell'istruzione,     della     produzione     e      distribuzione,
  dell'associazionismo culturale, ambientale, sociale.

   2.  Il  Comitato di cui all'articolo 3 coordina le attività  della
  rete   operativa   per  la  dieta  mediterranea  anche   attraverso
  l'attivazione di un Forum, quale luogo deputato all'incontro e allo
  sviluppo delle tematiche di cui alla presente legge.

   3.  I  compiti,  le attività e le modalità di funzionamento  e  di
  organizzazione  del  Forum sono definite  sulla  base  di  apposito
  regolamento   approvato   con  Decreto   dell'Assessore   regionale
  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea

   Onorevoli  colleghi,  c'è  un  emendamento  4.1  di  coordinamento
  preparato  dagli Uffici, che collega con le modifiche apportate  al
  3.Comm. che stanno distribuendo. Ne do lettura:
    All'articolo  4,  comma  2,  le  parole  «il  comitato   di   cui
  all'articolo   3»  sono  sostituite  dalle  parole   «l'assessorato
  regionale all'agricoltura».

   Siccome  abbiamo  modificato l'articolo 3, non  si  parla  più  di
  comitato  ma di assessorato, quindi è un aggiustamento,  non  entra
  nel merito dell'articolo.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 4.1. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4 così  come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
                 Azioni per l'educazione e la ricerca

   1.  Al  fine di promuovere l'educazione culturale ai valori  della
  Dieta  mediterranea, la Regione, nell'ambito delle sue  competenze,
  supporta  l'aggiornamento  permanente  dei  docenti  della   scuola
  primaria e secondaria e degli operatori della formazione.

   2.  La Regione, presso le scuole di ogni ordine e grado, favorisce
  l'attivazione  di percorsi didattici atti a consolidare  l'adozione
  di  stili  di  vita salutari e all'alfabetizzazione  delle  giovani
  generazioni alla Dieta mediterranea .

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                 Art.6.
              Giornata regionale della dieta mediterranea

   1.  E'  istituita la  Giornata regionale della dieta  mediterranea
  patrimonio dell'umanità  celebrata il 21 marzo di ogni anno.

   2.  La  giornata  regionale della dieta mediterranea  deve  essere
  celebrata  nei  Liberi Consorzi, nelle Città  metropolitane  e  nei
  Comuni di tutto il territorio regionale.

   3. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e  della  pesca mediterranea, l'Assessorato regionale della salute,
  l'Assessorato  regionale delle attività produttive e  l'Assessorato
  regionale  della famiglia, delle politiche sociali  e  del  lavoro,
  intraprendono  in  occasione della Giornata regionale  della  dieta
  mediterranea,  anche sulla base delle proposte del  Comitato,  ogni
  iniziativa di promozione della dieta mediterranea e dei  valori  ad
  essa riferiti.

   4. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e   della  pesca  mediterranea  istituisce  un  apposito  albo  dei
  ristoratori   che  somministrano  esclusivamente  prodotti   tipici
  siciliani.  Tale  albo è trasmesso alle agenzie  e  alle  strutture
  turistiche  ed  è  pubblicato  nel sito ufficiale  dell'Assessorato
  regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo .

   PRESIDENTE.  Sull'articolo  6 ha facoltà  di  parlare  l'onorevole
  Lupo.

   LUPO. Signor Presidente, propongo di usare una espressione diversa
  laddove  al  comma 2 si dice che la giornata regionale della  dieta
  mediterranea  deve  essere  celebrata nei  liberi  consorzi,  città
  metropolitane e comuni perché rischiamo di ledere anche l'autonomia
  statutaria e quindi si può dire

   PRESIDENTE.  Onorevole,  ho difficoltà a  distinguere  le  parole.
  Abbassi  la  mascherina, tanto siamo abbastanza  distanti  oggi  in
  Aula.

   LUPO.  Trovo inappropriata l'espressione che la giornata regionale
  della   dieta   mediterranea  deve  essere  celebrata.   Direi    è
  celebrata'.  Noi non possiamo imporre un obbligo agli enti  locali.
  Hanno  la loro autonomia, è una norma di indirizzo, ovviamente,  al
  comma  2,  propongo di sostituire le parole  deve essere  con   è ,
  magari. Penso che questo è lo spirito.

   PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo.

   LUPO.  Così  come, al comma 4, signor Presidente,  se  gli  Uffici
  possono  formalizzare l'emendamento. Così come al comma 4,  laddove
  si dice  condivido l'utilità dell'apposito albo dei ristoratori che
  somministrano esclusivamente prodotti tipici siciliani , ma laddove
  si  dice  che  tale...   è trasmesso alle agenzie e alle  strutture
  turistiche   bisogna chiarire, intanto, chi trasmette cosa,  poi  a
  chi.  Perché  dicendo  così astrattamente  strutture  turistiche  e
  agenzie  rischiamo di porre un onere a carico dell'assessorato,  di
  fatto impraticabile.
   A mio avviso, è un adempimento eccessivo allorquando, peraltro, si
  prevede    la   pubblicazione   dell'albo   sul   sito    ufficiale
  dell'assessorato regionale del turismo, sport e spettacolo  che,  a
  mio  avviso, è più che sufficiente. Quindi, probabilmente,  si  può
  semplificare ed evitare anche costi.
   Propongo  di sopprimere le parole da  tale albo', anzi, scusi,   è
  trasmesso  fino a  turistiche'. Quindi, diventerebbe  tale  albo  è
  pubblicato sul sito ufficiale'. Cioè l'obbligo di trasmetterlo alle
  agenzie  mi  sembra una cosa abbastanza complessa. Mi rimetto  alla
  Commissione.

   PRESIDENTE.   Gli   Uffici  stanno  ravvedendo  l'opportunità   di
  suggerirci  di eliminare completamente il comma 2, dove c'è  quella
  formula  deve essere  che indica quasi un obbligo quando invece già
  il primo comma, istituendo la giornata lascia nelle attività libere
  dei  comuni  o  dei  liberi  consorzi di organizzarsi  come  meglio
  credono,  e di sistemare, al comma 4, le parole da  è trasmesso   a
   turistiche  sono soppresse.
   Chiaramente,  anche  in  questo articolo  ci  raccordiamo  con  le
  modifiche  del  comma  3. Dopo le parole  anche  sulla  base  delle
  proposte del comitato  vengono soppresse.
   Pongo in votazione l'emendamento 6.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 6, come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio.

   CIANCIO.  Grazie,  signor Presidente. Giusto  perché  credo  siamo
  all'aggiuntivo,  all'A.1.R. Siccome l'abbiamo ricevuto  giusto  due
  minuti  fa,  visto  che non si potrà votare oggi  perché  manca  il
  numero legale, noi siamo qua però il voto finale non si potrà fare,
  le  chiedo  di  accantonare alla prossima settimana almeno  questo,
  così  possiamo  avere  il  tempo  di  leggerlo  e  approfondirlo  e
  subemendarlo  eventualmente, laddove ce ne fosse  bisogno,  per  la
  prossima seduta.

   PRESIDENTE.  Io penso che non ci sia nulla in contrario  da  parte
  della  Commissione. Ci chiedono l'approfondimento  sull'A.1.R.  Sto
  dicendo   che   la   Commissione  non  ha   nulla   in   contrario.
  L'emendamento,  a titolo informativo, introduce una  modifica  alla
  legge n. 5 del 2002, dove dispone che anche la nostra Regione possa
  istituire  le  strade  dell'olio  e  degli  altri  prodotti  tipici
  agroalimentari,  proprio in un contesto di  sviluppo  di  itinerari
  enogastronomici e dell'olio, così come avviene nelle altre Regioni.
  Quindi,  abbiamo accantonato per via dell'aggiuntivo, così  poi  da
  avere successivamente l'opportunità di votare il testo.


     Discussione della mozione n. 597 "Opportune iniziative volte
    all'adozione della Carta dei diritti e doveri culturali e alla
       relativa istituzione della figura del Garante regionale".

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  n.  597  "Opportune  iniziative  volte
  all'adozione  della  Carta dei diritti e doveri  culturali  e  alla
  relativa istituzione della figura del Garante regionale",  a  firma
  dell'onorevole Lupo ed altri.
   L'assessore  è  qui  con  noi. Prego l'onorevole  Lupo  di  volere
  illustrare  il  testo e i colleghi che vogliono  intervenire  sulla
  mozione,  o desiderano dire qualcosa o una dichiarazione  di  voto,
  successivamente, di iscriversi.
   Chiedo all'onorevole Lupo di illustrarla.

   LUPO.  Signor  Presidente, assessore, onorevoli colleghi,  ritengo
  particolarmente qualificante, per questa Assemblea regionale,  oggi
  discutere   questa   mozione   che   riguarda    Iniziative   volte
  all'adozione  della  Carta dei diritti e doveri  culturali  e  alla
  relativa istituzione della figura del Garante regionale .
   Preliminarmente  esprimo  l'auspicio che possa  essere  ampiamente
  condivisa.  So  che altri colleghi vogliono apporre  la  firma  per
  condividere  la  mozione, che già presenta  firme  di  deputati  di
  diversi Gruppi parlamentari.
   La   espongo   brevemente.  E'  noto  che  è  stato  pubblicamente
  presentato, nei giorni scorsi, il  Manifesto sui diritti  e  doveri
  culturali ,  sottoscritto  da  un folto  gruppo  di  intellettuali,
  docenti    universitari,   operatori   culturali,   professionisti,
  responsabili di enti, istituzioni culturali che operano in Sicilia,
  ma non solo in Sicilia.
   I  diritti  culturali, come è noto, sono sanciti dall'articolo  22
  della  Dichiarazione  universale  dei  Diritti  dell'uomo  e  anche
  dall'articolo  9  della nostra Costituzione. In  particolare,  come
  sappiamo,   la  Dichiarazione  universale  dei  Diritti  dell'uomo,
  all'articolo  22 - sintetizzo - afferma che  Ogni individuo  ha  il
  diritto  alla  realizzazione dei diritti culturali,  indispensabili
  alla  sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità . Così
  come  precise  previsioni  contengono  anche  la  Dichiarazione  di
  Friburgo  sui Diritti culturali, del 2007, e la Convenzione  quadro
  del Consiglio d'Europa contenendo espliciti impegni, soprattutto  a
  carico  delle  pubbliche Istituzioni, per la concreta  affermazione
  dei diritti culturali.
   La Regione siciliana, sappiamo, ha competenza esclusiva in materia
  di  beni  culturali.  In ragione dei principi fondanti  il  proprio
  Statuto  speciale,  quindi, ha il dovere e la responsabilità  della
  tutela  del paesaggio, della conservazione delle antichità e  delle
  opere  artistiche  e della istituzione e della gestione  di  musei,
  biblioteche ed accademie. Quindi, il Governo regionale, nel settore
  culturale,  deve  promuovere, deve favorire  la  crescita  sociale,
  culturale  della  nostra Regione quale patrimonio inestimabile  per
  l'intero  Paese, per l'intera Nazione. Considerato che  l'Assemblea
  regionale  siciliana,  certamente, fa propri i  principi  contenuti
  nella  Carta  dei diritti culturali, che sintetizzo brevemente.  La
  cultura  deve concorrere alla formazione dell'individuo. La cultura
  è  una  leva,  è  un volano, è uno strumento per la crescita  delle
  persone, per la crescita della società. L'affermazione dei  diritti
  culturali  è  necessaria per l'attuazione di  politiche  capaci  di
  delineare  nuove  visioni  della  società  che  tengano  conto  dei
  processi  di  trasformazione  in atto.  I  diritti  culturali  sono
  diritti  inalienabili che ogni essere umano possiede. Sono  diritti
  universali, individuali, interdipendenti con altri diritti umani.
   E   se  i  diritti  culturali  esprimono  libertà,  individuali  e
  collettive,  i  doveri  culturali, in  modo  simmetrico,  esprimono
  l'obbligo morale e le responsabilità, individuali e collettive, per
  favorirne il rispetto.
   La  Sicilia,  come ben sappiamo, ha accolto nei secoli  culture  e
  popolazioni  differenti  divenendo laboratorio  di  un  sincretismo
  culturale ineguagliabile. L'accoglienza come attitudine del singolo
  e  della  comunità costituisce il presupposto per il riconoscimento
  dei  diritti  culturali  nel  rispetto delle  diversità,  che  sono
  ricchezza.
   In Sicilia, più che altrove, il diritto alla cultura, pertanto,  e
  la  cultura  dei diritti sono fondamenta ancora in costruzione  del
  sentimento  di cittadinanza consapevole, quindi, con la mozione  si
  chiede  al Governo della Regione di porre in essere ogni iniziativa
  idonea  alla tutela dei diritti e al rispetto dei doveri  culturali
  come  sopra  illustrati, individuando le linee  di  intervento,  le
  necessarie disposizioni amministrative, nonché le prassi  operative
  valide  per  tutte le articolazioni dell'amministrazione regionale,
  nonché  di  promuovere le opportune misure al fine di  adottare  la
  Carta   dei  diritti  e  dei  doveri  culturali  e  dalla  relativa
  istituzione della figura del Garante regionale.
   Per  quanto riguarda il Garante regionale, ci auguriamo che  possa
  essere  anche  istituito per legge in occasione già della  prossima
  legge  di  stabilità; ci auguriamo che possa essere  il  Governo  a
  proporlo,  certamente, questo Parlamento a condividere la proposta;
  diversamente,  saremo  noi  stessi  ad  avanzare  la  proposta   di
  istituire in Sicilia il Garante regionale per la tutela dei diritti
  culturali e per il rispetto dei doveri culturali, proprio per  dare
  forza a quelle che sono le previsioni della Carta dei diritti e dei
  doveri culturali. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo. Chiedo ai colleghi cofirmatari
  se  desiderano anche loro intervenire per illustrare  il  contenuto
  della   mozione,  oppure  all'assessore  Samonà  di  fare  la   sua
  relazione. Prego.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Sì,  signor  Presidente, c'è il parere favorevole  del  Governo  su
  questa mozione; d'altronde, il Governo era presente alcuni mesi  fa
  al  Museo  Salinas  di  Palermo e al Museo archeologico  regionale,
  quando  alla  presenza di numerosi rappresentanti  istituzionali  e
  anche  del settore variegato dei beni culturali, è stata presentata
  l'ipotesi di una Carta dei diritti e dei doveri dei beni culturali,
  che   appunto  ha  preceduto  questa  mozione  che  ha   illustrato
  l'onorevole  Lupo.  Quindi, d'altronde, tra  i  diritti  culturali,
  proprio di recente vorrei sottolineare che in qualche modo è quello
  che  la  comunità internazionale ha ormai acclarato,  anche  grazie
  all'orientamento nuovo che proviene dall'Unesco, quello che anche i
  reperti  possano  restare  nel contesto di provenienza.  Ricordiamo
  l'annosa vicenda del fregio del Partenone esposto al British Museum
  e  noi  come  Sicilia abbiamo in qualche modo fatto  da  apripista,
  senza   entrare  nel  merito  di  questa  polemica  ultradecennale,
  riconoscendo  -  in questo caso alla Grecia - il diritto  di  poter
  esporre  il  frammento del fregio che era custodito a  Palermo  nel
  contesto di provenienza cui il fregio apparteneva. Quindi,  siccome
  tra  i diritti culturali, ecco, questo è uno dei tanti diritti  che
  la  comunità scientifica internazionale adesso ha iniziato, su  cui
  si  è  iniziato  a  dibattere, e devo dire proficuamente,  peraltro
  anche  il  tema  del  garante, che può essere figura  terza  e  che
  potrebbe  affiancare il consiglio regionale dei beni culturali  per
  esprimere  autorevoli  pareri in materia  di  beni  culturali,  può
  essere una figura ad adiuvandum rispetto alle Istituzioni, per  cui
  per queste ragioni esprimo il parere favorevole del Governo.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Pongo in votazione la mozione n. 597, con il parere favorevole del
  Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Chiaramente,  assessore, le ricordiamo,  se  le  è  possibile,  di
  inserire  già  nel  testo della finanziaria  la  previsione  di  un
  garante e anche predisporre, diciamo, cominciare ad organizzarsi le
  idee per capire cosa dovrà fare, quali attività potrà spingere  con
  le  scuole  o  con la società civile affinché questo  diritto  alla
  cultura  diventi  un qualcosa che si possa esercitare  sempre  più,
  perché diciamo, al netto del fatto che l'Aula è piena dei migliori,
  ecco,  che  sono rimasti, c'è una volontà trasversale di andare  in
  questa  direzione,  tant'è che io stessa sono firmataria  anche  di
  questa mozione di cui apprezzo il contenuto.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   DI  PAOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, intervengo a  fine  Aula  per  tre
  argomenti,  anche per cercare di investire lei, nella sua  qualità,
  nell'andare a spingere su questi tre argomenti. Il primo è  atavico
  e  riguarda i tirocinanti dell'Avviso 22. Purtroppo, ci sono alcuni
  tirocinanti la cui pratica all'interno del Dipartimento è  bloccata
  per vari motivi, non si capisce quali.
   Io   ho  sempre  chiesto  sia  all'Assessore  che  al  Governo  di
  esplicitare  non solo telefonicamente, oggi giorno ci sono  i  siti
  internet,   pubblichiamo  il  perché  queste   pratiche   risultano
  bloccate,  perché  la  maggior parte di  questi  tirocinanti  hanno
  svolto il tirocinio e ad oggi, dopo mesi e mesi di tirocinio, hanno
  le  pratiche  bloccate  e  praticamente  non  hanno  ricevuto  quei
  cinquecento euro al mese, perché di questo si tratta.
   La  seconda  cosa,  signor Presidente, riguarda il  depuratore  di
  Selinunte. Mi arrivano da parte del territorio informazioni - e  so
  che  c'è il Governo che sta seguendo questo depuratore - del  fatto
  che  man mano stia franando e, quindi, con il rischio che i  fanghi
  possano interessare tutta la zona.
   So  che  il Sindaco di Castelvetrano ha fatto delle azioni  -  più
  volte è arrivato a me come Presidente di Gruppo parlamentare, penso
  sarà  arrivato  a  tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari-  per
  cercare  di  spingere il Governo e il Dipartimento in  questione  a
  cercare di trovare una soluzione, perché è un problema che si porta
  avanti  per  mesi  e  non  vorrei che poi  ad  un  certo  punto  il
  depuratore  franasse e, nonostante sia stato segnalato  più  e  più
  volte, non si è intervenuti in tempo.
   Il  terzo  problema  - e mi dispiace che c'era  poco  fa  presente
  l'Assessore  Baglieri, che è andata via - riguarda la gestione  dei
  rifiuti in Sicilia.
   Signor  Presidente,  io  ho  una discarica  che  insiste  nel  mio
  territorio  che  è una discarica pubblica, forse una  delle  ultime
  discariche  pubbliche rimaste, la discarica di  Timpazzo,  dove  ad
  oggi è stato tolto pure il limite di conferimento che era già stato
  previsto  dall'AIA.  Ciò  significa che noi  non  è  che  siamo  in
  emergenza, di più; il rischio è che ora, quest'estate, ci troveremo
  con  i  rifiuti in giro per la Sicilia. Già è successo  negli  anni
  passati,  ma  quest'anno sarà ancora più forte come impatto  e  non
  basteranno i proclami da campagna elettorale su inceneritori  sì  e
  inceneritori no.
   Oggi  c'è  un problema enorme in Sicilia e servono delle soluzioni
  adesso, a breve termine, oltre che poi a progettare delle soluzioni
  anche  a  lungo  termine. Però, signor Presidente, noi  abbiamo  le
  ultime  e  pochissime discariche pubbliche che  stanno  andando  in
  saturazione, dopodiché non sapremo dove andare a mettere i rifiuti.
   Ora,  o  si  interviene e questo argomento lo si affronta  con  il
  giusto  piglio che non può essere quello della campagna  elettorale
  dove  si vanno a fare i proclami degli inceneritori perché sappiamo
  benissimo   che  qualunque  impianto  -   noi  siamo  assolutamente
  contrari  agli  inceneritori - per essere realizzato occorrerà  del
  tempo e la Sicilia oggi non ha più tempo.
   Signor  Presidente, l'invito che le faccio, perché  le  discariche
  sono  in giro per la Sicilia, ci sono anche discariche private  che
  insistono  su altri territori, l'invito che le faccio è  quello  di
  sollecitare  il Governo a prendere una posizione chiara  e  a  fare
  delle  scelte chiare e non rinviare tutto alla campagna  elettorale
  perché   quest'estate  ci  ritroveremo  in  una  difficoltà  enorme
  nell'andare a smaltire i rifiuti.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Di Paola, cercheremo  di  fare  il
  possibile per fare giungere il messaggio all'Assessore Baglieri  e,
  chiaramente,  a  tutti  i  sindaci invocandoli  a  implementare  la
  raccolta differenziata per non oberare le poche discariche messe  a
  disposizione,   anche  lontano  dai  territori,   con   un   grande
  sacrificio.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani  mercoledì  6
  aprile  2022, alle ore 16.00, con l'ordine del giorno che  vi  sarà
  inviato,  comunque  dovremmo  continuare  con  la  trattazione  del
  disegno   di  legge  Dieta  mediterranea  e  dare  il  termine   di
  presentazione  degli emendamenti per il disegno  di  legge  n.  408
  sulle  semplificazioni degli elettrodotti, insomma supera un  Regio
  decreto il titolo è  Autorizzazioni in materia di reti elettriche .

                 La seduta è tolta alle ore 18.20 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXVII SESSIONE ORDINARIA


                         333a SEDUTA PUBBLICA
                  Mercoledì 6 aprile 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         siciliana, recante  Modifiche al decreto legislativo 7 settembre
         2012, n. 155 - Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli
         uffici del Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2,
         della legge 14 settembre 2011, n. 148.'  (n. 1088/A)

       2)  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
         Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
         recante  Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
         (1057/A)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Norme in materia di acque termali . (n. 235-945-962 Stralcio I-
         IV COM/A) (Seguito)

           Relatore: on. Lo Curto

       2)    Norme  in  materia di semplificazione  amministrativa  e
         digitalizzazione della pubblica amministrazione. Disposizioni
         varie.  (nn. 774-443-485/A) (Seguito)

           Relatore: on. Ciancio

       3)   Riconoscimento e promozione della Dieta mediterranea . (nn.
         896-547/A) (Seguito)

           Relatore: on. Bulla

       4)  Disposizioni per l'esercizio di funzioni amministrative di
         competenza regionale in materia di costruzione ed esercizio delle
         linee e impianti per il trasporto, la trasformazione e la
         distribuzione di energia elettrica.  (n. 408/A)

           Relatore: on. Cafeo

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)

  -  Riconoscimento  della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2022 - mese di gennaio (n. 1202).
  Di iniziativa governativa.
  Presentato il 15 marzo 2022.
  Inviato il 31 marzo 2022.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

  - Riordino normativo del settore agricolo (n. 1197).
  Di iniziativa parlamentare.
  Presentato il 22 marzo 2022.
  Inviato il 31 marzo 2022.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

  -  Disposizioni per il contrasto della desertificazione in  Sicilia
  (n. 1203).
  Di iniziativa parlamentare.
  Presentato il 22 marzo 2022.
  Inviato il 31 marzo 2022.
  Parere III.

         Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale

  Si  comunica  che  sono pervenute le seguenti  deliberazioni  della
  Giunta regionale:
  -  n.  131  del  23  marzo  2022 relativa a   Programmazione  della
  politica  di  coesione  2021/2027:  FESR,  CTE  e  assetti  per  le
  politiche territoriali. Apprezzamento ;
  - n. 133 del 23 marzo 2022 relativa a  Bozza di programma regionale
  FSE(+) 2021/2027. Apprezzamento .

  Copia  delle predette delibere è disponibile presso l'archivio  del
  Servizio Commissioni.

       Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
               del Presidente del Consiglio dei Ministri

  Si  comunica  che  l'Ufficio legislativo e legale della  Presidenza
  della Regione ha trasmesso a questa Assemblea regionale in data  30
  marzo  2022  copia del ricorso con cui il Presidente del  Consiglio
  dei  Ministri  ha  impugnato dinanzi alla Corte  Costituzionale  le
  seguenti disposizioni:
  -  l'articolo  9,  comma  1, lettera a) della  legge  regionale  21
  gennaio   2022,   n.   1,  recante   Autorizzazione   all'esercizio
  provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio  2022 ,  per
  contrasto con l'articolo 81, terzo comma della Costituzione  nonché
  con gli articoli 14 e 17 dello Statuto speciale;
  -  l'articolo  10  della legge regionale 21  gennaio  2022,  n.  1,
  recante   Autorizzazione  all'esercizio  provvisorio  del  bilancio
  della  Regione per l'esercizio 2022 , per contrasto con  l'articolo
  117,  secondo comma, lettera l) della Costituzione con  riferimento
  all'articolo  36 del decreto legislativo n. 165/2002,  quale  norma
  interposta, nonché con gli articoli 14 e 17 dello Statuto speciale.

  Copia  del  ricorso è consultabile presso l'archivio  del  Servizio
  Commissioni.

  Allegato B

  -  Mozione  n.  597  Opportune iniziative volte all'adozione  della
  Carta  dei  diritti e doveri culturali e alla relativa  istituzione
  della figura del Garante regionale.