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Resoconto d'Aula della Seduta n. 336 di mercoledì 20 aprile 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


    La seduta è aperta alle ore 16.19

    PRESIDENTE. Colleghi, buonasera. Scusate, prima di
  incominciare la seduta, siccome abbiamo avuto una Conferenza dei
  Capigruppo oggi in cui era stato proposto lo stralcio
  dell'articolo 10 del disegno di legge che abbiamo fatto ieri;
  ora però a quanto pare c'è una formulazione diversa che
  riformula l'articolo ma non lo stralcio, e allora l'onorevole
  Cafeo c'è? Ecco, se la Commissione intanto può prendere posto,
  onorevole Cafeo, perché questo è un emendamento fatto da lei,
  onorevole Cafeo? Ecco, e allora lo fate firmare all'onorevole
  Cafeo e poi se l'onorevole Cafeo lo illustra un attimo.

     Avverto che il processo verbale della seduta precedente è
  posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
  prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza di
  osservazioni in contrario nella presente seduta.

    Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
  luogo nel corso della seduta.
    Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
  personale di voto.
    Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
  numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
  o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
  procedimento elettronico.

    Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
  Galluzzo, Mangiacavallo, Pagana, Fava, Damante, De Luca,
  Gucciardi, Lagalla.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Nel Centrodestra avete qualche assente? Così possiamo anche
  votarlo perché siamo al limite.

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Anche l'onorevole Caronia è in congedo.

    L'Assemblea ne prende atto.


    Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni
  per l'esercizio di funzioni amministrative di competenza
  regionale in materia di costruzione ed esercizio delle linee e
  impianti per il trasporti, la trasformazione e la distribuzione
  di energia elettrica.  (n. 408/A)

    PRESIDENTE. Colleghi, ascoltiamo un attimo l'onorevole Cafeo,
  perché se si sistema questa cosa possiamo votare anche
  l'articolo 10, perché oggi in Conferenza dei Capigruppo mi
  sembrava tutto più semplice perché veniva stralciato.
    Un attimo che lo spiega Cafeo, in modo che capiamo. Perché,
  sinceramente, sullo stralcio non mi ero informato tanto di
  capire, perché veniva stralciato, invece questo dobbiamo
  materialmente capire che cosa è successo.
    Intanto, permettetemi, colleghi, in attesa che arriva qui
  l'onorevole Cafeo, di condividere con voi questa gioia di poche
  ore fa che mi è nata la terza nipotina che aspettavamo da un po'
  di giorni. Si chiama Milena, e per me è una gioia infinita. È la
  terza, ma se diventassero trenta sarei ancora più contento
    Allora, onorevole Cafeo, intanto lo spieghi, che nel frattempo
  viene distribuito.

    CAFEO, relatore. Presidente, sulla base delle osservazioni
  fatte dai colleghi e da un confronto con i dirigenti sia
  dell'urbanistica, sia dell'energia, abbiamo elaborato ad
  adiuvandum, diciamo, un emendamento all'articolo 10, che
  specifica meglio il contenuto del testo e che di fatto mutua la
  stessa struttura utilizzata in disegni di legge di altre
  Regioni. Nello specifico, la dicitura che troverete
  nell'emendamento è specificata già nel testo di legge, che è già
  legge, sia nella Regione Campania, sia nelle Marche, che in
  Emilia Romagna, a scanso di equivoci.
    C'era stata anche un'ipotesi di soppressione, perché comunque
  le caratteristiche che sono previste nell'articolo 10 sono
  richiamate anche in altri articoli, però questa dicitura e
  l'articolo, così com'è composto, evita interpretazioni da parte
  degli uffici dei vari Comuni e, quindi, eventuali contenziosi o
  ritardi nelle autorizzazioni.
    Vi ricordo che comunque stiamo parlando di impianti e linee
  elettriche e di una normativa che risale al '33 e che è tesa
  principalmente a velocizzare le procedure autorizzative.

    PRESIDENTE. Prima ancora che mi chieda la parola, chiedo io
  direttamente all'onorevole Di Caro se questa formulazione la
  soddisfa. Intanto, c'è un errore materiale: non è ai sensi
  dell'articolo 10, ma è l'articolo 5.

    DI CARO. Quindi, all'articolo 5?

    PRESIDENTE. Articolo 5.

    DI CARO. Perfetto. Presidente, io sono arrivato a leggere
  sinceramente solo le prime sei righe e devo dire che già avrei
  qualcosa da eccepire, soprattutto in merito al pagamento del
  contributo di costruzione di cui all'articolo 8, eccetera.
    Quindi, non si tratta di un mero recepimento della norma - mi
  riferisco alla norma che riguarda il Testo unico sulle
  disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia
  - ma si tratta di una vera e propria modifica; cioè noi non
  consentiamo il pagamento di un contributo. Quindi, ci sarebbe
  già un ammanco di risorse di tipo economico-finanziario.
    Ora mi riservo di approfondire il comma 3 e il comma 4 perché
  sinceramente non ho avuto neanche il tempo di leggerli.

    CAFEO, relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAFEO, relatore. In merito al contributo unificato abbiamo
  ripreso la norma che è prevista anche da altre leggi regionali e
  che tiene conto dell'interesse pubblico, perché parliamo
  comunque non di strutture private, ma parliamo di linee
  elettriche.

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Copertura non ce ne vuole. Ditemi voi perché
  copertura non ce n'è bisogno, non c'è bisogno di nessuna
  copertura. Quindi, se va bene così lo mettiamo in votazione.

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Stiamo parlando del disegno di legge di ieri, del
  famoso articolo 10 che abbiamo stralciato.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Presidente, lo sto leggendo in diretta però mi
  colpisce, ma chiedo al dottore Lupo non c'è? No, perché leggo
  che nel comma 3 si fa riferimento che nel caso in cui un'opera
  non è conforme allo strumento urbanistico, il comune deve dare
  parere entro 30 giorni.
    Cosa è un parere? Se non è conforme si fa una variante. Il
  parere non esiste per un'opera che non è conforme. Attenzione a
  come scriviamo le norme  Non è che è un parere la variante
  urbanistica

    PRESIDENTE. Se vede alla fine l'emendamento dice che
  l'eventuale autorizzazione di fatto costituisce variante.

    CRACOLICI. Sì, Presidente, la variante

    PRESIDENTE. Io non tifo per l'emendamento piuttosto che no,
  ecco.

    CRACOLICI. Allora, aggiungo: la variante urbanistica non viene
  ad oggi approvata dal Consiglio comunale, viene adottata dal
  Consiglio comunale e va alla Regione. Quindi, il Comune da un
  parere a che cosa? A una cosa che non è conforme e che comunque
  deve andare all'Assessorato del territorio. Cioè, stiamo
  parlando di norme urbanistiche.
    Quindi, io a questo punto vi chiedo, leggiamo la norma  prima
  di fare poi l'ennesima bella figura con le impugnative,
  verifichiamo bene come sono scritte le norme.

    PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, non possiamo tornare alla
  decisione di oggi in Conferenza dei Capigruppo e poi
  eventualmente si vede successivamente? Perché il disegno di
  legge teoricamente è finito, si potrebbe fare già il voto
  finale, manca soltanto questo problema.
    E allora, se quello che proponeva l'assessore Baglieri
  stamattina in Conferenza dei Capigruppo cioè quella di
  stralciarla e poi vedere, probabilmente mi sembra la soluzione
  migliore.

    CAFEO, relatore. Presidente, sicuramente è una situazione
  migliore perché noi ci sbrighiamo, perché il ragionamento del
  dirigente dell'urbanistica sull'eventuale ritiro di questo
  articolo è perché già le stesse previsioni di questo articolo
  sono previste in altro articolo.
    Questo articolo serve solo per evitare che ci sia poi
  l'esigenza di fare delle norme interpretative o di ricorrere a
  ricorsi.
    Siccome l'obiettivo della norma in un momento a maggior
  ragione ancora più particolare di quello di cui abbiamo è di
  sbloccare gli investimenti sulle linee elettriche considerando
  che oggi, a maggior ragione oggi, abbiamo una condizione se
  diventa  a mio avviso con l'abrogazione di quell'articolo, anche
  se le norme sono previste uguali all'interno degli altri
  articoli, si rischia di fare una norma per semplificare le
  procedure autorizzative ed incorrere, poi, nella necessità di
  dover intervenire di nuovo. Se poi diventa

    PRESIDENTE. Io dico che, però, a questo punto, onorevole
  Cafeo, è chiarissimo quello che lei dice ma mi rivolgo un po' a
  tutti. Cioè, se la norma, così com'è, è oggettivamente poco
  chiara, intanto, non mi sembra che questa sia una norma da
  potere bloccare investimenti, come dire, è una non è la legge
  questa norma qua, il rischio è che ora la votiamo, viene
  bocciata e rimane una norma bocciata. Allora, secondo me,
  invece, se noi la stralciamo, passa la legge, si capisce in
  tempi brevissimi se la legge, così come la passiamo, funziona o
  meno e, piuttosto che correre rischi di altro tipo E poi,
  nell'eventualità, nel giro di qualche mese l'andiamo a
  modificare e l'aggiustiamo.
    Però, non so, mi sembra che è per favorire l'iter della legge,
  non è il fatto che ci sbrighiamo. Ne favoriamo, chiaramente,
  l'iter.

    RAGUSA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAGUSA, presidente della Commissione. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi nella forma della collaborazione generale,
  che abbiamo avuto un po' tutti noi, e delle notizie integrate
  emerge un fatto che il buon senso indicherebbe verso lo stralcio
  dell'articolo 10 e andare avanti, anche perché tra non molto
  faremo il disegno di legge di stabilità. Dico, non mancherà
  certamente all'intelligenza di quest'Aula se si vuole proporre
  una via per risolvere eventuali reflussi di questa norma.
    Quindi, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, penso
  che lo stralcio porterebbe a votare questa norma e così
  aiutiamo, finalmente, tanti cittadini che per avere
  un'autorizzazione

    PRESIDENTE. Quindi lei è favorevole a votarlo, stralciando il
  10.

    RAGUSA, presidente della Commissione. Sì.

    PRESIDENTE. Mi sembra che

    ASSENZA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sono il
  presentatore di questo disegno di legge che risale al 23 ottobre
  2018. Ha avuto un iter abbastanza travagliato. Infine si è
  avuta, fortunatamente, un'accelerazione di recente, in
  Commissione, ed è stato approvato e trasmesso all'Aula.
    L'articolo 10, così come io lo avevo formulato, non era così
  come è pervenuto in Aula. Era molto più semplice e quant'altro.
    Noi dobbiamo, semplicemente, eliminare la frase, il termine,
   impianti elettrici' e lasciare solo il riferimento alle linee.
  Perché se noi ci ingarbugliamo

    PRESIDENTE. Molto importante.

    ASSENZA.  che anche per le linee occorre l'autorizzazione noi
  non ne usciamo più e, invece di semplificarlo, rischiamo di
  restare impantanati, perché qua noi siamo ancora sulla base -
  agiamo in Sicilia - ed è una vergogna, sulla base della
  previsione di un Regio decreto di oltre cento anni fa. Quindi, è
  ora di adeguarci alle altre regioni.
    L'articolo 10 era un voler riproporre che per le linee,
  semplicemente per le linee, quindi per i pali che devono
  sostenere i fili, gli elettrodotti e quant'altro, non c'è
  bisogno di autorizzazione né, tanto meno, di concessione. Cosa
  che, secondo me, sarebbe già di per sé scontata.
    Si è voluto aggiungere il termine  impianti', e con gli
  impianti complichiamo perché se gli impianti richiedono delle
  cabine, le cabine in calcestruzzo, i calcoli e quant'altro ci
  ingarbugliamo.
    Però, se lo stralciamo completamente, l'articolo 10, rischiamo
  di avere fatto una legge monca. Se lasciamo il riferimento alle
  sole linee elettriche che è un concetto abbastanza chiaro, che
  non richiede assolutamente bisogno di cavilli burocratici o di
  presentazione di progetti, abbiamo salvato l'impianto normativo
  e credo che possiamo andare avanti.

    DI CARO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io per il buon
  esito di tutta, diciamo, la norma suggerirei, sia per quanto
  riguarda la condizione iniziale dell'articolo 10 che è quella
  attuale, di stralciare l'articolo.
    Questo perché, anche se si dovesse parlare solo di linee
  elettriche, l'articolo 10 così come proposto, andrebbe in deroga
  all'articolo 107 del DPR citato nell'articolo che riguarda il
  Codice delle comunicazioni elettriche.
    Quindi, Presidente, non complichiamo le cose, rischiando
  un'eventuale impugnativa, stralciamo l'articolo 10 e andiamo
  avanti.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Presidente, io do un contributo al dibattito
  precisando che noi non è che siamo contrari, e mi rivolgo in
  particolare anche all'onorevole Cafeo, non c'è nessun
  pregiudizio sull'articolo 10 e sulla realizzazione di una
  semplificazione amministrativa per la realizzazione di linee ed
  impianti elettrici. Mi preoccupa, però, Presidente Micciché la
  questione urbanistica e mi rivolgo anche agli uffici, la
  circostanza che non è andata in IV Commissione una norma, ma
  l'abbiamo detto tante volte in questa Legislatura

    PRESIDENTE. Hanno dato il parere dalla IV Commissione. La IV
  Commissione ha dato il parere.

    BARBAGALLO. Sì, ma il punto è che è una materia di stretta
  competenza della IV, incide sulla variante urbanistica. Cioè, se
  noi dobbiamo realizzare delle cabine elettriche va bene una
  norma di semplificazione ma se dobbiamo introdurre per le cabine
  una variante urbanistica, la variante urbanistica delle cabine
  elettriche in una zona che può essere di allargamento stradale

    PRESIDENTE. Ma intanto, mi sembra che la proposta
  dell'onorevole Assenza non preveda cabine, preveda soltanto

    BARBAGALLO. No, questo è il 10.2. Presidente, il 10.1 -  al
  secondo comma -  fa riferimento alla costruzione di opere
  edilizie adibite a cabine elettriche primarie. Questo è il
  punto.

    PRESIDENTE. Scusi onorevole Assenza. Non è quello che vorrebbe
  levare? Questo è l'intervento dell'onorevole Assenza, è stato
  proprio per questo, non stralciarla ma levando questa parte qui.

    (Interruzione dell'onorevole Barbagallo)

    PRESIDENTE. Aspetti che finisca. Non so se è chiaro, cioè
  l'intervento dell'onorevole Assenza è stato proprio su quello
  che lei sta dicendo.

    BARBAGALLO. Quindi, togliendo tutto il 10.1.

    PRESIDENTE. Sì, di togliere la parte relativa alle opere,
  lasciare soltanto i tralicci, per intenderci.

    BARBAGALLO. Comunque, io non ho ben capito quello che diceva
  l'onorevole Assenza, Presidente.
    Per noi la questione che ci preoccupa di più è il tema della
  variante urbanistica e di un procedimento che modifichi la
  regola della legge regionale sulle varianti urbanistiche
  applicata soltanto per le cabine elettriche che francamente ci
  sembra irrituale.

    SAVARINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DIPASQUALE. Posso, Presidente?

    PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare prima l'onorevole
  Savarino.

    DIPASQUALE. Lei non mi vuole dare la parola

    PRESIDENTE. No, io gliela do subito dopo, ma la do nell'ordine
  di richiesta. Prego.


    Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Figuccia ha chiesto
  congedo.

    L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
  408/A

    SAVARINO. Volevo ricordare che la IV Commissione ha espresso
  parere e abbiamo dato delle indicazioni che sono state recepite
  soprattutto nell'iter che è quello più importante, Presidente.
    La parte più importante di questo disegno di legge per quanto
  riguarda l'agevolazione e lo snellimento dell'iter, sta negli
  articoli 4, 5 e a seguire, che abbiamo già approvato, che
  prevedono un'istanza di autorizzazione unica e un procedimento
  unico che porta a sbloccare con rapidità tutti questi iter e nel
  caso in cui c'è bisogno di variante urbanistica sono tutti
  compresi in questo procedimento unico anche per gli impianti e
  abbiamo già approvato.
    Ecco perché alla fine quest'articolo 10 è relativamente
  importante perché la cosa più sostanziale e che abbiamo
  approvato con grande attenzione è l'iter del procedimento unico
  che riguarda appunto la possibilità di essere autorizzati in un
  unico iter.
    Dopo di che la proposta dell'onorevole Assenza può agevolare
  il percorso perché già per le linee non c'è bisogno di permesso
  ma soltanto per gli impianti e gli impianti sono regolati dagli
  articoli che ho appena citato, che abbiamo già approvato e che
  prevedono un iter semplificato ma, ovviamente, attento a
  recepire tutte le autorizzazioni ma in un unico procedimento.
  Grazie.

    DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DIPASQUALE. Fermo restando che il nostro Segretario, onorevole
  Barbagallo è stato chiaro, noi non siamo d'accordo, anzi
  disponibilità assoluta. Le linee, cioè, passano da un percorso
  autorizzativo. Passano, attenzione, non è vero che non passano,
  passano da un percorso autorizzativo le linee a cui l'onorevole
  Assenza ha fatto riferimento, no, scorporiamo.
    Io nella norma iniziale non avevo previsto gli impianti, avevo
  lasciato solamente le linee, ora io mi permetto di dire che non
  è poca cosa, perché quando noi realizziamo una linea, anche
  elettrica, non possiamo lasciare alla società la possibilità di
  realizzare la linea in un territorio così come vuole, perché c'è
  una pianificazione in quel territorio, non sappiamo se passa
  un'autostrada, se è pianificata una circonvallazione, se ci sono
  altre esigenze territoriali, quindi ci sono delle pianificazioni
  territoriali che sono dello Stato, della Regione, dei Liberi
  consorzi, dei Comuni, di tutti gli enti che sono sovracomunali.
    E noi possiamo pensare che perché Cracolici decide che ha
  un'azienda elettrica di far passare una linea

    CRACOLICI. Io sono perito elettrotecnico.

    DIPASQUALE. Lei è perito elettrotecnico, per giunta, di far
  passare una linea senza avere un'autorizzazione da chi ha
  pianificato il territorio? Non è possibile, assolutamente
    Io sono profondamente contrario. Noi dobbiamo comunque
  lasciare, signor Presidente, l'ultima parola su una
  pianificazione che non è un palo ma è una linea, la dobbiamo
  lasciare a chi ha la competenza della gestione del territorio
  che può darsi che in quella zona dove realizzare la linea
  elettrica ha pensato di fare un parco, ha pensato di fare
  un'autostrada o una strada e così via.
    La proposta e l'intervento che ieri hanno fatto i colleghi Di
  Caro e Cracolici, in merito all'articolo 10 di stralciarlo e,
  quindi, di superarlo, io ritengo che è valida.
    Noi dobbiamo collegarci, comunque, a una tutela di
  pianificazione che la garantisce la richiesta di autorizzazione.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Signor Presidente, soprattutto per chiarezza per chi ci
  ascolta, la proposta di legge non va confusa, e qui si sta
  creando una giungla.
    Onorevole Dipasquale mi permetto di rivolgermi a lei che poco
  fa ha manifestato le sue preoccupazioni, perché se andiamo
  indietro nel testo si fa un distinguo sull'attività libera e poi
  sulle istanze di autorizzazione uniche e di istruttoria dove
  scorrendo i commi lei potrà verificare che tutti i livelli di
  protezione - che tra l'altro abbiamo integrato con due
  emendamenti della Commissione che sono stati approvati ieri, che
  rispettano le previsioni del paesaggio e il rispetto ambientale
  ovviamente - prevedono che l'istanza presentata al Genio Civile
  faccia l'iter dell'approvazione dei pareri delle Soprintendenze,
  a livello comunale e tutte le osservazioni dei territori possono
  essere acquisite nell'iter del procedimento unico che poi si
  conclude con la previsione del procedimento all'articolo 7 che
  definisce la chiusura del procedimento autorizzativo da fare
  entro 180 giorni, quindi con sei mesi di tempo aperte
  all'osservazione.
    Chiaramente, parliamo di quegli impianti che modificano il
  territorio, comunque, danno una destinazione, perché come dice
  lei il passaggio anche aereo di un traliccio, di linee, di cavi
  e robe varie ha un suo peso, una rilevanza e crea giustamente la
  preoccupazione e l'interesse di tutti.
    Quindi all'articolo 4 abbiamo definito - c'è anche il
  tariffario a seconda del voltaggio -   il passaggio dal Genio
  Civile, Soprintendenze, Comuni che vengono chiamati in una
  Conferenza dei servizi che viene aperta a tutte le osservazioni.
    Poi andiamo a specificare, per esempio, che le varianti quando
  sono sostanziali bisogna sottoporre di nuovo l'intero
  procedimento, quindi, evitando che, acquisito il parere, per la
  procedura si faccia una variante e si bypassino tutte le
  intenzioni che erano state messe nel procedimento autorizzativo.
    In quel caso se la variante è sostanziale, l'opera
  autorizzata, la variante, deve essere valutata se è di una
  portata che influisce in maniera sostanziale va ripetuta la
  procedura.
    Le preoccupazioni mi sembrano legittime - per carità  - perché
  il Parlamento serve per parlare, anche la Commissione serviva
  per parlare.
    A difesa del lavoro che è stato fatto, vorrei dire che il
  testo è stato sottoposto al vaglio del servizio studi che sulle
  questioni di costituzionalità ha proposto delle piccole
  modifiche, le abbiamo tutte recepite, diligentemente, secondo le
  indicazioni del Presidente Micciché e, in alcun modo, si è posto
  problema di costituzionalità neppure nella versione originale
  dell'articolo 10 che è stato messo sotto la lente di
  ingrandimento dei colleghi.
    Per quanto riguarda la formulazione dell'onorevole Cafeo, la
  sto visionando in questo momento.
    Secondo me potrebbe andare.
    Vedo, comunque, che gli uffici stanno facendo delle verifiche,
  vorrei dire che l'esonero del pagamento degli oneri del
  contributo di costruzione è previsto anche in altre regioni
  come, ad esempio, la Campania. Lo potremmo approvare.
    La variante urbanistica viene trasmessa al comune,
  chiaramente, con una procedura di trenta giorni.
    Questo procedimento, all'articolo 4, dove vengono interpellati
  i comuni, onorevole Cafeo, potrebbe essere assorbito lì, questa
  procedura della variante urbanistica che già è prevista perché
  le linee elettriche sono opere di pubblica utilità e vanno
  autorizzate secondo i tempi previsti dalla norma e dalle
  semplificazioni, perché come diceva l'onorevole Assenza che
  aveva presentato il disegno di  legge nel 2018 ma con
  semplificazioni, semplificazioni iter e ultimo esitato a livello
  nazionale abbiamo ritenuto che era necessario che qui in Sicilia
  - viste le competenze esclusive che abbiamo si facesse un
  recepimento e per questo abbiamo dato attenzione a questa
  proposta di legge.
    Presidente, proporrei - se non ci sono eccezioni da un punto
  di vista costituzionale e gli uffici ci possono fare un cenno e
  ci dicono che non ce ne sono - è una questione di volontà.
    Sulla procedura autorizzativa che è super tutelata
  all'articolo 4, se guardate i commi, ci sono tutti i livelli di
  tutela che abbiamo integrato con gli emendamenti di ieri - se
  lei ha visto.

    PRESIDENTE. Ritengo che la formulazione, dopo l'intervento
  dell'onorevole Assenza, se mi viene formulato un subemendamento
  con le modifiche che sosteneva l'onorevole Assenza, io lo metto
  in votazione. Poi l'Aula deciderà cosa fare. Non sono in
  condizione di decidere se stralciarlo o meno. Lo metto in
  votazione, e l'Aula deciderà se approvarlo o meno con assoluta
  tranquillità.
    Ricordo che tutto il disegno di legge si è fatto in due
  minuti, se su questo c'è una palese dimostrazione della volontà
  dell'Aula, non credo che succeda niente.
    Voto palese, sì.
    Se l'onorevole Assenza mi fa avere questo subemendamento.
    Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Presidente, neanche insisto perché non so su cosa
  insistere.
    Ho una preoccupazione, perché anche la proposta che fa
  l'onorevole Assenza che sembra di assoluto buon senso anche
  rispetto alle cose che abbiamo detto ieri, gli impianti
  elettrici significano manufatti: cabine, stazioni di trasferenza
  eccetera, però, ancorché espungiamo dal testo gli impianti
  elettrici, se lei va a vedere all'articolo 4, la procedura
  autorizzativa riguarda sia le linee che gli impianti elettrici
  e, quindi, l'articolo 10 poi richiama sia le linee che gli
  impianti elettrici per cui, cosa creeremmo? Che con l'articolo
  10 stralciamo gli impianti elettrici, con l'articolo 4
  manteniamo nella procedura autorizzativa gli impianti elettrici.
  Ora, è vero che la norma generale riguarda procedure di
  semplificazione sulle opere dello Stato, perché ricordo che le
  linee elettriche sono di competenza dello Stato, quindi, sono di
  proprietà dello Stato, di società partecipate dallo Stato
  stesso, Terna tra tutte per quelle ad alta tensione, poi ci sono
  quelle a media e bassa tensione.
    La mia preoccupazione è che, siccome questa norma di fatto
  copia la procedura che è stata semplificata per lo Stato, ma che
  qui non riguarda lo Stato ma riguarda gli interventi: io ho un
  casolare, non mi arriva l'energia elettrica e io  - se serve
  facciamola -  cioè, di aiutare la gente a potere avere l'energia
  elettrica senza particolari complessità non come se dovessi
  progettare il ponte sullo Stretto, quindi non è che mi
  preoccupa, cioè se il tema è come aiutiamo a rendere più snella
  la procedura per gli interventi non di proprietà dello Stato ma
  che si rivolge allo Stato per avere l'energia io non ho nulla in
  contrario però, se stralciamo da un lato e poi rimettiamo
  dall'altro rischiamo di avere una legge che non funziona.
    Quindi, io penso che sia  siccome il tema è all'articolo 10,
  il famoso permesso a costruire che io considero, diciamo, un
  principio che è gestito, diciamo normato dalle norme
  urbanistiche, allora sono per togliere l'articolo 10 anche per
  non fare danno al resto della legge perché altrimenti si crea
  una, come dire, contraddizione che poi non è facile da gestire.

    PRESIDENTE. Ora però, onorevole Cracolici, rispetto
  all'intervento che ha fatto lei parliamo di reti pubbliche cioè
  non è che parliamo di cose di interesse privato, parliamo di
  interesse pubblico.

    CRACOLICI. No, qui parliamo di reti private.

    PRESIDENTE. No, dove?

    CRACOLICI. Come no? Le reti non statali sono quelle che
  riguardano

    PRESIDENTE. Sono regionali, non è che sono di Micciché.

    CRACOLICI. Non ci sono reti regionali.

    PRESIDENTE. Come non ci sono?

    CRACOLICI. Presidente, non ci sono reti regionali. Le linee
  elettriche sono di proprietà dello Stato. Punto.

    PRESIDENTE. Se c'è da fare  perché ci confondiamo, da quello
  che ho capito se c'è da fare una linea che riguarda sempre
  società che non sono

    CRACOLICI. E la fa lo Stato, che ha la norma.

    PRESIDENTE.  E meglio

    CRACOLICI. Lo Stato ha il decreto legislativo. Non c'è la
  Regione che

    PRESIDENTE. E, quindi, se su queste cose si semplifica, non mi
  pare male.

    CRACOLICI. Scusi, Presidente, la Regione non è che norma cose
  che sono dello Stato.

    PRESIDENTE. Questo è il decreto legislativo nazionale

    CRACOLICI. Appunto.

    PRESIDENTE.  che dice che le Regioni disciplinano - quindi le
  Regioni - i procedimenti di autorizzazione alla costruzione,
  all'esercizio di reti elettriche di competenza regionale per cui
  se lo dice il decreto legge dello Stato è evidente che ci sono
  delle reti di competenza

    CRACOLICI. Forse non mi sono spiegato. Ho detto che rispetto
  all'ipotesi di stralciare dall'articolo 10, come ha proposto il
  collega, la questione degli impianti elettrici temo che entri in
  contraddizione con l'articolo 4 dove si fa riferimento ai
  procedimenti autorizzativi.
    Quindi, o stralciamo l'intero articolo 10 che riguardava i
  permessi di costruzione, non riguarda i procedimenti
  autorizzativi perché i procedimenti autorizzativi sono normati
  dagli articoli 4 e 5, quindi l'articolo 10 secondo me se non lo
  menzioniamo non facciamo danno alla legge anzi rischiamo -  se
  lo menzioniamo -  di creare una contraddizione tra il
  procedimento autorizzativo alla linea rispetto a quello agli
  impianti, non so se sono stato chiaro.

    PRESIDENTE. Non essendo esperto della materia mi devo affidare
  a quello che mi dicono gli Uffici.
    Gli Uffici in questo momento mi dicono che in realtà
  all'articolo 7, che di fatto rende inutile il 10, c'è il comma
  2, che recita che il provvedimento di cui all'art costituisce,
  ove occorra, anche ai fini urbanistici, ogni altra
  autorizzazione, concessione, previo nulla osta, comunque
  denominati, necessari alla realizzazione dell'esercizio, degli
  elettrodotti e costituisce variante agli strumenti urbanistici
  per cui a questo punto sarebbe praticamente inutile, onorevole
  Assenza. E' giusto così? Perché se è giusto così, allora
  stralciamo il 10 e non ne parliamo più.
    Onorevole Cafeo ci ha fatto perdere un sacco di tempo, che era
  quello che avevamo deciso stamattina con l'assessore Baglieri.
    Votiamo l'emendamento di stralcio. Pongo in votazione la
  soppressione dell'articolo 10.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

      Quindi, è soppresso.
       Siamo in perfetto numero legale e possiamo votare il
  disegno di legge. Se inserite i tesserini.

    CAFEO, relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAFEO, relatore. Eventualmente se eliminiamo l'articolo 10,
  visto che già abbiamo votato l'articolo 7, c'è un emendamento da
  inserire ai sensi dell'articolo 117, come revisione della norma.

    PRESIDENTE. E' possibile il 117 o no? Non serve, colleghi se
  prendete posto. Mi è stato detto che non serve.


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni per l'esercizio di funzioni amministrative di
  competenza regionale in materia di costruzione ed esercizio
  delle linee e impianti per il trasporto, la trasformazione e la
  distribuzione di energia elettrica.» (n. 408/A)

     PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge «Disposizioni per l'esercizio di
  funzioni amministrative di competenza regionale in materia di
  costruzione ed esercizio delle linee e impianti per il
  trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia
  elettrica.» (n. 408/A). Basta tenere schiacciato fino a quando
  non è chiusa la votazione.
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     40
    Votanti      26
    Maggioranza  14
    Favorevoli   26
    Contrari     0
    Astenuti     11

    (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE. Registrate il voto dell'onorevole Pullara, per
  favore.
    Scusate, colleghi, siccome c'è il numero legale, oggi siamo
  presi di buona volontà, possiamo fare il voto finale dei disegni
  di legge che non sono stati votati prima?  Sono  Dieta
  mediterranea  e due leggi voto e un ordine del giorno, dopo le
  votazioni.

    CAPUTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevamo
  verificare se è stato registrato il voto favorevole
  dell'onorevole Mancuso ed il mio, perché con i tesserini c'è
  stato qualche problema.

    PRESIDENTE. Dunque, Mancuso e Caputo, risultate assenti e
  dunque non avete votato. Sapete votare? Non è la prima volta che
  votate. Avete tolto il tesserino? Onorevole, siamo tornati, al
  no Covid per cui bisogna soltanto premere il bottone e aspettare
  la fine della votazione. Comunque non c'è problema, consideriamo
  la volontà di Caputo e Mancuso che avrebbero votato sì.


    Votazione finale del disegno di legge  Riconoscimento e
  promozione della Dieta mediterranea . (nn. 896-547/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge  Riconoscimento e promozione della
  Dieta mediterranea . (nn. 896-547/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     43
    Votanti      38
    Maggioranza  20
    Favorevoli   38
    Contrari     0
    Astenuti     0

    (L'Assemblea approva)


    Votazione finale del disegno di legge  Schema di progetto di
  legge da proporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto della Regione siciliana, recante
   Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 -
  Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del
  Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della
  legge 14 settembre 2011, n. 148.'  (n. 1088/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge  Schema di progetto di legge da
  proporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
  18 dello Statuto della Regione siciliana, recante  Modifiche al
  decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 - Nuova
  organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del
  Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della
  legge 14 settembre 2011, n. 148.'  (n. 1088/A).
    Bisogna fare solo il voto finale, non è che la possiamo
  rivedere, per cui è inutile fermarci.

    SUNSERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SUNSERI. Signor Presidente, se abbiamo analizzato diciamo il
  testo di legge c'è una parte - come le dicevo nella scorsa Aula,
  anzi scorse Aule fa, quando ne abbiamo discusso -, in cui si
  chiede una revisione delle piante organiche. Siccome una
  revisione delle piante organiche dei tribunali, che già si
  vedono soppressi alcuni comuni, dove già c'è una forte carenza
  della pianta organica destinata a quei tribunali, se riuscissimo
  a togliere quella parte, e quindi lasciassimo semplicemente le
  istituzioni dei tribunali, le revisioni dei vari Comuni
  all'interno dei tribunali, se togliessimo la riduzione delle
  piante organiche, andremmo tutti lisci e voteremmo il disegno di
  legge.

    PRESIDENTE. Allora, onorevole Sunseri, nel momento in cui con
  questa legge voto si ripristina un tribunale, è chiaro che poi
  la gente ci deve andare a lavorare, sennò che ripristiniamo.
  Questa legge è già votata, per cui dobbiamo solo fare il voto
  finale. Dopo di che, se ci sono problemi, se decideranno di
  metterne di meno o di più, è un problema che nascerà dopo, cioè
  noi qua non abbiamo che cosa fare, dobbiamo soltanto voltarla.
  Peraltro, credo che sia una cosa che interessa proprio il suo
  Territorio, però non è che possiamo decidere oggi quanti ci
  devono andare a lavorare.
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     32
    Votanti      25
    Maggioranza  13
    Favorevoli   25
    Contrari     0
    Astenuti     0

    (L'Assemblea approva)


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
  Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
  recante  Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
  (1057/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
  legge:  Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento
  della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
  Regione recante  Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n.
  353'.  (1057/A). La sostanza qual è? Incendi e sottoboschi.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Signor Presidente, io su questo disegno di legge ho
  delle fortissime perplessità, fermo restando che è un disegno di
  legge voto, quindi per carità è una scelta che ognuno di noi,
  ogni deputato può prendere in quest'Aula, ma comunque se ne
  parlerà a Roma. Però è un disegno di legge che consente, o
  comunque chiede di poter consentire il cambio di destinazione
  d'uso nei terreni percorsi da incendio.
    Ora, in questo momento a livello nazionale la legge dice che
  le zone boscate, i pascoli percorsi da incendio non possono
  avere una destinazione d'uso diversa per almeno 15 anni; sono
  vietate per 5 anni le attività di rimboschimento e di ingegneria
  ambientale; sono vietati per dieci anni limitatamente ai sopra
  suoli delle zone boscate percorsi dal fuoco il pascolo e la
  caccia, è vietata la raccolta dei prodotti addirittura del
  sottobosco.
    Ora, chiedere di poter cambiare la destinazione d'uso, per
  quanto nella finalità della legge c'è scritto che si tende ad
  evitare o potere utilizzare questi terreni, evitare che vengano
  appiccati gli incendi, che l'obiettivo secondo me che si
  raggiunge, è esattamente l'opposto ma non lo dico solo io. Lo
  dice anche la nota di risposta del Ministero della cultura, che
  ha mandato alla Commissione ambiente che dice  va inoltre notato
  che il divieto sopra indicato pare presentare funzione di
  deterrenza rispetto alle possibili attività delittuose di
  incendio doloso, dato che talvolta tali delitti possono essere
  motivati dall'intenzione di mutare violentemente la destinazione
  delle aree boscate. Per scoraggiare il compimento di tali atti
  la legge statale impedisce per molti anni il cambio di
  destinazione, in ragione di ciò la modifica proposta pare
  controproducente, e per tale ragione se ne segnala la
  inopportunità . Dico, ce lo dice anche il Ministero, noi stiamo
  chiedendo a Roma di fare una modifica, che già ci stanno dicendo
  è inopportuna, quindi per questo noi voteremo contrari, grazie.

    PRESIDENTE. Allora, io non so se lei c'era il giorno che
  abbiamo dibattuto questa legge, ma ne abbiamo discusso di questa
  la motivazione è una motivazione che ha assolutamente una sua
  logica nella relazione che è stata data, e che è una motivazione
  totalmente in contrasto con quella che dice lei, ma a questo
  punto la legge è stata è finita, come dire non è che possiamo
  riaprire il dibattito.
    Si tratta di una legge voto, poi lei ovviamente e giustamente
  sia a nome personale che a nome del suo gruppo ha tutto il
  diritto di dire se viene approvato o meno, se non viene
  approvata è inutile, non andrà a Roma. Però dico questo
  argomento è stato trattato già, per cui non è che lo possiamo
  ritrattare, ormai la legge si vota, se non si vuole fare passare
  si vota contro. Onorevole Barbagallo proprio per un minuto però,
  proprio per perché è chiarissimo quello che dice la Ciancio.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, meno di un
  minuto per annunciare il voto contrario del Partito Democratico.
  Oltre all'intervento eloquente dell'onorevole Ciancio che
  condividiamo, non è difficile immaginare quale è stata la ratio
  della norma del legislatore nazionale, cioè non possiamo
  sopportare che chi pensa di essere più furbo poi riesca a
  vincere sulla tutela paesaggistica, quindi il nostro voto sarà
  contrario.

    PRESIDENTE. Allora io dico sinceramente che la motivazione per
  cui questa legge è stata approvata è una motivazione che ha
  assolutamente una sua logica, stiamo attenti, non è una
  richiesta delinquenziale, è una richiesta per eliminare
  delinquenze onestamente, che mi ha anche convinto, però - ripeto
  - è inutile ricominciare il dibattito, se viene approvata viene
  approvata, se non viene approvata no.
    Si procede con la votazione finale per scrutinio nominale del
  disegno di legge  Schema di progetto di legge da proporre al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello
  Statuto della Regione recante  Modificazioni alla legge 21
  novembre 2000 n. 353'.  (n. 1057/A)
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     42
    Votanti      31
    Maggioranza  16
    Favorevoli   14
    Contrari     17
    Astenuti     0

    (L'Assemblea non approva)

    Basta, quindi non ne parliamo più; però, ripeto, che non passi
  l'idea che fosse una legge di tipo delinquenziale, perché
  assolutamente non lo era, è una legge che aveva una sua logica
  corretta. Scusate, non andate via che devo ancora dare delle
  comunicazioni.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per
  chiarezza, anche perché non deve diventare terreno di scontro,
  ma è una questione di merito. Io ricordo la discussione che
  abbiamo fatto e ho anche detto che l'obiettivo che vogliamo
  raggiungere è lo stesso, ma la strada che intendiamo percorrere,
  purtroppo per qualcuno è questa, per qualcun altro non è
  condivisa, quindi ci tenevo a precisarlo.

    PRESIDENTE. Ho voluto fare quella precisazione perché
  essendoci stati soltanto due interventi non vorrei che qualcuno
  da casa possa pensare, ma guarda questi siciliani che vogliono
  fare, era una legge che aveva delle motivazioni assolutamente
  pulite, logiche e forse anche utili ma ripeto, non c'è problema.

    SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, la ringrazio e devo dire che è esattamente
  come da lei riferito, noi abbiamo semplicemente raccolto una
  denuncia che è stata fatta anche penalmente, dal Presidente del
  parco dell'Etna, che ha notato che purtroppo per evitare che ci
  siano cambi di destinazione d'uso da pascolo ad agricoltura,
  vengono incendiati dai pascolatori abusivi, in modo tale che
  questo cambiamento non possa essere fatto. Quando sappiamo che
  nel Parco dell'Etna il cambio di destinazione d'uso non può
  essere fatto, che è area già vincolata per costruire, ma può
  essere fatta da pascolo ad agricoltura, e sappiamo - chi è stato
  come lei al Vinitaly - che il vino dell'Etna sta riscuotendo
  successo mondiale, perché ha qualità organolettiche uniche.
    Quindi, noi stiamo privando alcuni proprietari terrieri di
  poter fare coltivazioni di alta qualità, di vino di alta
  qualità, perché cediamo a chi pascola abusivamente e causa
  incendi dolosi per continuare a mantenere quelle aree a pascolo,
  ripeto abusive. Questo era il senso della legge, che peraltro
  rimetteva la valutazione al legislatore nazionale, non c'era un
  obbligo, era solo un invito fatto a un distratto dirigente dei
  beni culturali, lo stesso dirigente che ci ha impugnato la legge
  e che vuole che si chieda il permesso di costruire per fare
  muretti a secco, che i nostri bisnonni facevano con le pietre
  una sopra l'altra.
    Quindi, lo stesso dirigente distratto che non ha capito che
  quella è un'area già vincolata, già con un parco che ha dei
  vincoli stringenti, e che quindi noi non chiedevamo il
  cambiamento per potere costruire palazzi, ma per poter
  permettere che si potessero fare, in quelle aree che oggi sono
  destinate a pascolo abusivo, coltivazioni di alta qualità che
  creano economia, che fanno della nostra Sicilia, una Regione
  unica nella produzione di vini di alta qualità. Grazie
  Presidente, per chiarezza.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino. Io devo essere sincero
  come lo sono sempre, le motivazioni che alcuni amministratori mi
  avevano dato perché questa legge la volevano votata e che era
  giusta, sono le stesse che ha riportato l'onorevole Savarino,
  per cui era importante che quantomeno non passasse il concetto
  per cui qua si stava tentando un'operazione di chissà quale
  mostruosità. Assolutamente no.
    Tanti amministratori mi dicono che sul problema dei pascoli,
  purtroppo questi dieci anni non fanno altro che peggiorare la
  situazione, perché li continuano a bruciare proprio per evitare
  che vengano utilizzati tutta la vita. Per cui, la destinazione
  d'uso di alcuni terreni valutata in maniera seria, poi come,
  dove, quando e perché non sta a me dirlo, però probabilmente è
  un qualcosa che prima o poi dovremo in qualche maniera
  immaginare. Io ho troppi amministratori che mi dicono che questa
  legge sta peggiorando la situazione e non migliorandola. Però è
  oggetto di dibattito e ne discuteremo con calma.


    Sul rinnovo delle Commissioni

    PRESIDENTE. Allora, scusate, io non ancora ricevuto da
  DiventeràBellissima, le indicazioni per la griglia delle
  Commissioni, per cui così come ho detto oggi, ho comunicato
  all'onorevole Aricò, mi farò carico personalmente di indicare i
  deputati di DiventeràBellissima nelle varie Commissioni, pur non
  avendomele mandate formalmente, comunque ho trovato - perché sia
  chiaro - un'intesa con l'onorevole Aricò sul fatto di lasciare
  le cose come stanno sulla griglia di DiventeràBellissima. Per
  cui, una volta completate, scusate, non è un dibattito.
    Scusate, io una volta avute le griglie posso decidere quando
  si deve votare. È una valutazione che sto facendo perché ci sono
  una serie di motivazioni e di date, che da una parte mi
  spingerebbero a votarle domani mattina, e una parte mi
  spingerebbero a prendere una settimana di tempo. Per quanto mi
  riguarda, vi dico sinceramente che sono molto più propenso a
  votarle per domani, a votare subito, a votare domani, ma
  materialmente io devo comunicare la griglia con i nomi di
  DiventeràBellissima, perché ancora non c'è, quindi non potrei
  fare votare oggi, per dire.
    Per cui ora questa verrà completata e devo sentire alcuni,
  sentirò anche i Capigruppo, devo sentire alcune persone che mi
  hanno dato delle informazioni che credo siano utili, ma per
  quanto mi riguarda, a questo punto, le Commissioni, con
  l'aggiunta dei nomi di DiventeràBellissima, sono pronte per
  essere votate. Per cui, mi dovete dare il tempo, credo che sia
  di qualche ora, ma al massimo domani mattina, per comunicare
  anche via mail quando le voteremo.
    C'è un ordine del giorno dell'onorevole Lantieri

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Ho detto che lo devo dire. Lo sapremo tra oggi e
  domani.
    Allora, ho già detto che la mia posizione è quella di fare
  votare, e basta. Se fosse possibile anche domani. Però, ho
  bisogno di completare un lavoro che stiamo facendo e che non è
  stato ancora completato, al di là del mandare la griglia con i
  nomi di DiventeràBellissima che sino ad oggi non c'erano, per
  cui tra stasera e domani mattina vi comunicherò il giorno delle
  votazioni, che per quanto mi riguarda può essere anche, sentiti
  i Presidenti dei Gruppi parlamentari, domani stesso o
  dopodomani. Però, datemi il tempo di finire. Comunque è arrivato
  il tempo di votare. Quello che dico è che è arrivato il tempo di
  votare.

    ARICO'. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARICO'. Signor Presidente, soltanto per ricordarle quanto
  stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari stamane, cioè che i nomi sarebbero stati comunque
  da indicare entro lunedì sera.
    Lei ha detto proprio lunedì sera, per votare martedì mattina o
  pomeriggio.

    PRESIDENTE. Tengo in considerazione tutto. Non apriamo un
  dibattito.

    ARICO'. Io volevo ricordare a me stesso e ai partecipanti

    PRESIDENTE. Io tengo assolutamente in considerazione anche
  questa cosa che abbiamo detto e che anche la Lega ha chiesto.
    Sì, però non apriamo un dibattito su quando dobbiamo votare,
  ve lo comunico stasera.

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Mi volete lasciare il diritto di essere ancora una
  volta, per quelle poche volte che ci sono riuscito, equilibrato
  e lasciatemi la possibilità ancora una volta di essere
  equilibrato
    Quindi, ci sono le motivazioni da un lato e dall'altro che mi
  serviranno per prendere una decisione serena ed equilibrata.


    Presentazione dell'ordine del giorno n. 634

    LANTIERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo
  votare un ordine del giorno, lo chiedo gentilmente all'Aula,
  perché a Enna è stata progettata la nuova stazione ferroviaria
  che si ferma a Sacchitello. Perciò la città capoluogo che è Enna
  rimane senza stazione. E non è stata prevista nemmeno una
  bretella di collegamento con la città capoluogo, che è Enna.
    Considerato che quello che c'è a Enna: il quarto polo
  Universitario; nascerà penso e spero il policlinico; ho chiesto
  se gentilmente potete votare l'ordine del giorno per dare la
  possibilità per chiedere al Governo nazionale di mettere in
  progettazione con le Ferrovie dello Stato la bretella della
  città capoluogo per Enna.

    PRESIDENTE. Un attimo, mi avete chiesto la parola in tanti.
    Però intanto io vorrei chiedere se il Governo questo ordine
  del giorno lo accetta, non abbiamo bisogno di fare dibattito,
  viene approvato con l'ok del Governo.
    Assessore? Lo accetta. E allora basta, chiudiamo la
  discussione. È accettato.

    (L'ordine del giorno accettato reca il numero d'ordine 634)

    (Intervento fuori microfono)

    PRESIDENTE. Lo avevamo detto prima: siccome oggi abbiamo
  votato tante leggi e gli ordini del giorno andrebbero votati
  quando sono coerenti con la legge che si è votato in quella
  giornata, avendo votato di tutto e di più, abbiamo deciso di
  inserirlo anche.
    Se non avessimo votato tante leggi, ovviamente avrei quanto
  meno chiesto prima all'Aula il permesso di votarlo, ma siccome
  abbiamo votato cinque leggi, nelle cinque leggi ci può andare
  qualsiasi ordine del giorno.


    Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

    PRESIDENTE. Onorevole Campo, ha chiesto di intervenire ai
  sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno?

    CAMPO. Sì.

    PRESIDENTE. Benissimo.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io oggi ho
  partecipato alla seduta dove finalmente Trenitalia e RFI ci
  hanno degnato di un minimo di risposta.
    A parte la questione di Enna ed io appongo la mia firma,
  seppur a ordine del giorno approvato, su questa questione di
  Enna dove la stazione sarà a dieci chilometri di distanza dal
  centro abitato, mi sembra una cosa da terzo mondo perché a
  questo ci vogliono relegare.
    Presidente, non è stata una scoperta perché, guardando le
  carte, già me ne ero resa conto tant'è che avevo depositato una
  richiesta di audizione, già a novembre, dove chiedevo anche la
  partecipazione del sottosegretario ai Trasporti Cancelleri,
  tanto attento alle questioni siciliane.
    Perché, Presidente, carte alla mano con il PNRR che doveva
  colmare il gap delle infrastrutture, anche ferroviarie in
  Sicilia, ci siamo resi conto che il miliardo e quattrocento
  milioni di cui si parla che, comunque, è pochissimo non sono
  nuove risorse. Sono lo spostamento delle risorse già assegnate
  da precedenti delibere CIPE su una risorsa che è un prestito.
  Cioè, significa che il PNRR in Sicilia, per le infrastrutture
  ferroviarie, vale zero  Le tratte erano già progettate, se ne
  parlava da decenni. Quindi il raddoppio Catania-Palermo, il
  miglioramento della Palermo-Messina sono progetti già approvati
  da parecchio tempo, alcuni già in esecuzione. Si è spostata
  fonte di finanziamento e il PNRR non porterà nulla alla nostra
  regione  Tra l'altro sul collegamento veloce
  dell'attraversamento dello stretto di Messina, nonostante a
  livello nazionale ci sia stato un parlamentare siciliano -
  l'onorevole Ficarra - che ha presentato un odine del giorno che
  fu approvato che chiedeva l'acquisto di navi  ro ro', navi dove
  i treni possono entrare per intero senza essere smontati e,
  quindi, la Freccia rossa potrebbe attraversare riducendo i tempi
  di cinquantacinque minuti, in quanto non sarebbe necessario
  smontare e rimontare e verificare i freni. Di queste navi, di
  questo iter per ordinarle insomma - chiaramente non è
  un'operazione come andare alla bottega a comprare quattro viti
  dal ferramenta, ma è un'operazione importante - non si è saputo,
  nessuno ci ha saputo dare notizie, traccia. Non si discute di
  nulla.
    Presidente io le chiedo, quando ci sarà la volontà, di fare
  una seduta, di chiedere magari in Sala Gialla, lei con la sua
  autorevolezza, se può farci avere degli interlocutori che in
  maniera seria e compiuta ci facciano capire cosa sta combinando
  il Governo nazionale, perché di PNRR ci rimarranno quattro
  monopattini, quattro autobus elettrici ma di ferrovie non se ne
  parla, e i principali studi ci dicono che solo attraverso un
  trasporto ferroviario ad alta velocità si può avere un
  miglioramento ed una crescita economica, un PIL degno di una
  città europea. Tra l'altro, dagli studi fatti, si evidenzia come
  in Europa non esistano due città metropolitane, ad esempio
  Catania e Palermo, che non siano collegate dall'alta velocità
  Sono bacini di utenti che condividono interessi economici,
  culturali, di studio che sono relegati ad una dimensione
  medievale del trasporto, al netto della Freccia bianca
  ridipinta

    PALMERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Onorevole Savarino. C'era prima l'onorevole Campo
  e poi l'onorevole Savarino.
    Onorevole Palmeri, ha facoltà di parlare.

    PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
  parlare di un problema legato alla sanità di Alcamo. Quindi, se
  ho l'attenzione dei componenti della Commissione Sanità. Dei
  pochi componenti presenti, chiaramente, oggi in Aula.
  Doverosamente, visto il fermento ed il malessere che c'è in
  questo momento sul mio territorio, voglio portare all'attenzione
  dell'Aula, e non è la prima volta che succede, il problema del
  nosocomio di Alcamo un ospedale che, negli anni, ha subito

    Presidenza della Vicepresidente FOTI

    PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, io la prego di apprezzare
  l'intervento dell'onorevole Palmeri. La stessa cosa per gli
  onorevoli Aricò, Tancredi che prego di sedersi per ascoltare
  l'intervento. Colleghi, Onorevole Savarino. Prego onorevole
  Palmeri.

    PALMERI. Grazie, Presidente. Sì, questo ospedale nei decenni
  precedenti ha subito notevoli depotenziamenti, tre reparti sono
  stati chiusi, e questo costringe il personale residuo a dei
  turni massacrante.
    Inoltre porta dei disservizi alle popolazioni del distretto
  sanitario locale di Alcamo che include anche i comuni di
  Calatafimi e Castellamare del Golfo ma in realtà questo ospedale
  serve una reale molto più ampio a ricadente nell'area del golfo
  anche della provincia di Palermo, territorio soggetto ad enormi
  fluttuazioni turistiche stagionali che fanno sì che richiedano,
  si richiedano, dei numeri di posti letto e un potenziamento
  molto importante, cosa che non avviene. In particolare non
  soltanto nei decenni precedenti abbiamo subito alla chiusura di
  interi riparti ma ancora adesso ad esempio si continua ad
  assistere al rischio continuo di chiusura del reparto di
  cardiologia. Due anni fa abbiamo assistito al rischio di
  chiusura del reparto di psichiatria al quale mi sono fermamente
  opposta e in un certo senso siamo riusciti a fermare in extremis
  attraverso l'intervento in Aula e un atto politico. Quello che
  voglio dire è che queste iniziative, queste sollecitazioni
  spesso da alcuni deputati locali sono stati visti come un, non
  so, allarmismo immotivato, come un qualcosa di negativo per il
  territorio. Ma invece io vorrei ricordare a questi deputati, a
  questi assessori locali ma anche all'ASP che in realtà queste
  chiusure paventate poi alla fine si sono dimostrate sempre
  concretizzarsi, si sono concretizzati come ad esempio abbiamo
  visto la chiusura dei reparti di ortopedia, di ostetricia,
  ginecologia, pediatria, oncologia. Negli anni abbiamo visto a
  questa chiusura e al trasferimento definitivo di questi reparti
  negli altri ospedali del territorio. E quindi tutto questo
  diciamo è una strategia a cui purtroppo ci siamo abituati ad
  assistere.
    I cittadini sono stanchi e demotivati e purtroppo vedono
  appunto la Sanità utilizzata sempre come sotto ricatto politico.
  Io vorrei intervenire per chiedere al Governo di intervenire.
  L'Assessore Razza l'abbiamo chiesto un'audizione e abbiamo
  presentato il problema in audizione molto spesso ma lui non s'è
  presentato. Quindi io finalmente chiedo che il Governo regionale
  attenzioni il problema del Nosocomio di Alcamo. Fra l'altro in
  questo momento si stanno organizzando delle manifestazioni da
  parte di cittadini che si stanno organizzando in comitati come
   Alcamo articolo 32' e come, in particolare, anche
  l'amministrazione di Alcamo, Calatafimi e Castellamare giorno 22
  organizzeranno un Consiglio comunale aperto, congiunto, proprio
  per discutere di queste problematiche e saranno presentate varie
  proposte. Anche in quella sede io discuterò di una mia proposta
  che appunto volevo discutere in sede di Commissione Sanità che è
  una proposta che infatti ho chiesto discutere in sede di
  Consiglio comunale congiunto, è giorno 22, presenterò anche
  questa proposta, ossia quella dell'ampliamento del distretto
  sanitario ad un areale più ampio rispetto a quello attuale, ad
  un'areale di golfo e a prescindere se sia dell'ASP di Palermo o
  dell'ASP di Trapani perché in realtà oggi si servono tutti
  questi comuni dell'areale del golfo. Però quest'area non ha un
  DEA a differenza di altri, di altre aree della provincia di
  Trapani.
    Quindi io chiedo che finalmente il Governo prenda a cuore
  questi problemi, problemi dei cittadini, il problema
  dell'ospedale di Alcamo, anche perché si parla di realizzare un
  nuovo ospedale ma quali reparti si andranno a mettere
  all'interno di questi ospedali? Quale personale se questo negli
  anni è stato spostato altrove? Inoltre l'ospedale di comunità
  dev'essere portato all'interno dell'ospedale di Alcamo e questo
  secondo molti sarebbe la chiusura del cerchio per portare alla
  chiusura dell'ospedale di Alcamo quindi io chiedo presenza al
  Governo e attenzione anche per evitare che queste cose portino
  disinformazione e queste false notizie poi siano spacciate come
  verità, mi auguro che non siano la verità anche perché
  l'allontanamento e la non presenza, la mancanza di risposte da
  parte del Governo purtroppo stanno portando e porteranno
  all'allontanamento dei cittadini. È un problema ancora più
  grande di quello che è in realtà.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri.
    Colleghi, il Presidente non mi ha lasciato un appunto sugli
  eventuali interventi ex articolo 83, mi era sembrato di capire
  che c'era l'onorevole Campo ma non la vedo più in Aula.
    È iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

    SAVARINO. Signor Presidente, volevo intanto esprimere il
  parere favorevole sull'ordine del giorno presentato dalla
  collega, di cui abbiamo parlato oggi anche in Commissione.
    Come lei sa oggi abbiamo avuto l'ennesima riunione sul PNRR e
  le infrastrutture in Sicilia e da questo ennesimo focus che
  abbiamo fatto si è evinto in maniera ormai chiara che le opere
  che rientrano nel PNRR Sicilia per le infrastrutture, quindi sto
  parlando di opere per le RFI, quindi che sono messe in atto
  dalle Ferrovie dello Stato italiano, sono opere che erano già
  finanziate con delibere del Cipe e che hanno semplicemente
  cambiato la fonte di finanziamento. Questo era il nostro allarme
  nelle nostre prime riunioni e oggi è confermato.
    Già allora avevamo chiesto, insieme ai colleghi di Attiva
  Sicilia, di avere però conferma da parte del Governo nazionale -
  come in altre circostanze è stato fatto quando si cambiano le
  fonti di finanziamento - che quei fondi liberati comunque
  rimanessero assegnati alla Sicilia, magari per progetti che
  hanno una tempistica più lunga rispetto a quella dettata dal
  PNRR.
    In IV Commissione abbiamo fatto delle proposte a RFI: la
  proposta di collegare meglio i nostri aeroporti siciliani con i
  capoluoghi di regione e con i capoluoghi di provincia; la
  proposta di acquistare le navi Ro-Ro per fare un attraversamento
  dello Stretto più veloce; la proposta di mettere in collegamento
  - come oggi è stato chiesto all'ordine del giorno dalla collega
  Lantieri e dalla collega Pagana in Commissione - la nuova
  stazione di Enna Sacchitello con la Città; ebbene, nessuna
  conferma da parte del Governo nazionale.
    Il timore che abbiamo è che il Governo Draghi abbia liberato
  risorse certe che erano state assegnate attraverso il Cipe alla
  Sicilia e che queste risorse possano essere  oggi utilizzate dal
  Governo Draghi per fare tutt'altro piuttosto che infrastrutture
  in una Regione come la Regione siciliana che aveva già progetti
  esecutivi finanziati, quindi non mancavano i progetti, quindi
  questo mantra dell'assenza di progetti non poteva essere usato,
  ma queste risorse liberate saranno spostate su altri temi,
  probabilmente serviranno a coprire i costi del Covid in tutta
  Italia creando un danno certo alla Regione siciliana.
    Ebbene, come IV Commissione, presenteremo una mozione in Aula,
  perché il Governo regionale so già che attraverso il Presidente
  Musumeci e l'Assessore Falcone hanno chiesto in Conferenza Stato-
  Regioni, al Governo Draghi e al Ministero dei trasporti e
  infrastrutture che queste risorse liberate - stiamo parlando di
  oltre un miliardo di euro - siano comunque destinate alla
  Regione siciliana per finanziare altre opere importanti.
     Noi abbiamo fatto degli esempi, ma ce ne sono tanti. Penso
  anche attraverso l'Anas alla chiusura dell'anello autostradale
  con la Gela-Castelvetrano, per farne un altro esempio di
  prioritaria importanza nella Regione siciliana.
    Temo che il Governo Draghi rimanga sordo a questo nostro
  appello e che, quindi. il PNRR sulle infrastrutture sia stato
  solo il gioco delle tre carte; progetti siciliani già finanziati
  con il Cipe sono stati presi e finanziati con il PNRR che,
  peraltro, è una forma di finanziamento parzialmente a
  restituzione e non a fondo perduto, per cui il danno diventa
  oltre la beffa e questa è una cosa che la Regione siciliana non
  si può permettere.
    Quindi, il mio appello è al Governo Draghi, ai deputati
  nazionali, ai senatori eletti in Sicilia, che tanto rumore
  avevano fatto perché al Consorzio di bonifica nella piattaforma
  elettronica erano stati estromessi ed erano stati non accolti
  alcuni progetti per il PNRR delle dighe, poi quasi totalmente
  tutti riammessi quando l'istruttoria è stata fatta in maniera
  più intelligente e non attraverso una piattaforma elettronica.
  Ecco, sul PNRR infrastrutture, sui finanziamenti della nostra
  rete ferroviaria c'è il silenzio più totale della nostra
  deputazione nazionale, il che noi non lo possiamo permettere.
  Noi che rappresentiamo la Sicilia da quest'Aula dobbiamo
  assolutamente chiedere massima attenzione che quel miliardo e
  rotti di euro restino in Sicilia.

    Presidenza del Presidente MICCICHE'

    PRESIDENTE. Onorevole Savarino, per sua fortuna è giovane e
  non ha vissuto un periodo che ho vissuto in pieno che è stato
  quello dei famosi fondi strutturali quando il 40 per cento del
  totale dei fondi strutturali - solo per il Sud - il 40 per cento
  del totale investimento Italia arrivava nelle quattro Regioni,
  ai tempi erano sei, Regioni del Sud.
    Quello che lei ha appena detto esiste da sempre.
    Quelli che venivano chiamati i cosiddetti  progetti sponda'
  cioè, visto e considerato che non si creava progettazione da
  utilizzare nei fondi strutturali prendevamo, pur di utilizzare i
  fondi europei, i progetti ENEL, i progetti già esistenti delle
  Ferrovie, i progetti già esistenti di Telecom, perché se non
  facevamo i  progetti sponda' materialmente perdevamo i fondi
  europei.
    Cosa si diceva a Roma? Tra perdere e non perdere meglio che li
  prendiamo anche per altro perché non arrivano i progetti.
    Quello che dobbiamo fare prima ancora di rivolgerci ai nostri
  colleghi nazionali è quello di capire qual è l'accordo,
  onorevole Savarino, che c'è fra il Governo regionale e il
  Governo nazionale sul PNRR.
    Onorevole Savarino, mi ascolti perché è un consiglio che ci
  stiamo dando reciprocamente. Tutti gli altri Presidenti di
  Regione che conosco e con cui ho parlato, tutti, hanno a casa,
  in tasca o nel cassetto un accordo non firmato, non formale ma
  un accordo su come spendere questi quattrini avendo però
  contemporaneamente dimostrato al Governo nazionale che ci sono
  le potenzialità per spenderli.
    Se ci sono progetti per spendere, se il Governo nazionale non
  ha questo tipo di informazione così come si fa da trent'anni,
  non è una cosa di quest'anno, così come si fa da trent'anni,
  perché è da trent'anni che in Sicilia succede questo, non
  possiamo pensare di cambiare le cose.
    Per cambiare le cose dobbiamo presentarci con un miliardo di
  euro di progettazione in Europa, a Roma, in questo caso, dal
  Presidente del Consiglio, dirgli che abbiamo i progetti per
  utilizzare il PNRR e quindi che non si permettano di utilizzare
  quelli del CIPE perché noi abbiamo cose in più.
    Quelli del CIPE non li vogliamo finanziati dal PNRR perché per
  il PNRR abbiamo cose in più.
    Posso garantire che - è un discorso che varrebbe la pena fare
  nel mio ufficio piuttosto che qui - un numero importante di
  Regioni ha presentato tanti di quei progetti che oggi qualcuno a
  Roma gli sta dicendo di stare tranquilli perché anche se sono di
  più, considerato che ci saranno Regioni che non li
  utilizzeranno, se li prenderanno ugualmente.
    Sta per succedere quello che succede da trent'anni dal Governo
  nazionale nei confronti del Sud e della Sicilia in particolare.
  Questi signori ogni volta sbandierano la scusa che siamo noi che
  non abbiamo i progetti.
    Quindi, o noi questo tipo di progettazione  anche RFI, cosa
  dice?... che per fare un progetto per la Palermo-Mondello in
  treno ci vogliono 15 anni e quindi è inutile farlo oggi.
    Queste cose vanno decise, vanno studiate, vanno incontrate le
  persone, bisogna metterle attorno a un tavolo, altrimenti non si
  dà più l'autorizzazione di andare in treno in Sicilia.
    E' un discorso molto complesso e io ho fatto nascere un
  partito  Grande Sud' come protesta al Governo nazionale che
  faceva queste cose.
    Poi, però, mi sono dovuto accorgere che qualche responsabilità
  non era solo del Governo nazionale.
    Dovremmo fare un lavoro in cui ci dovremmo mettere tutti
  insieme, cercare di capire cosa andare a raccontare a Roma e non
  perdere questi soldi, altrimenti possiamo fare con i nostri
  deputati nazionali tutte le proteste del mondo ma non vedremo un
  euro di PNRR.

    SAVARINO. Signor Presidente, ha ragione sullo scippo che negli
  anni è sempre stato fatto alla Regione siciliana, tranne pochi
  anni, e non vorrei ricordarli per non fare politica perché non
  serve

    PRESIDENTE. Ma tanto tutti, tutti.

    SAVARINO. Ecco, il punto è che questo PNRR viene totalmente,
  tranne il 7 per cento della spesa che viene programmata nelle
  Regioni, tutto il resto è programmato direttamente da Roma

    PRESIDENTE. Questo è l'errore.

    SAVARINO  o attraverso  mi fa finire?... o attraverso l'ANAS o
  attraverso RFI o attraverso gli enti locali direttamente. Gli
  enti locali sappiamo che hanno la difficoltà a fare progetti.

    PRESIDENTE. E, allora, onorevole Savarino, mi ascolti.

    SAVARINO. Io mi riferivo ad un miliardo e quattrocento milioni
  di euro che sono i fondi assegnati in quanto Regione siciliana,
  ma programmati da Roma, dal Governo e dal Ministero dei
  Trasporti, attraverso RFI. Noi gli possiamo dire:  Vi prego,
  inserite 40 chilometri della Palermo-Agrigento . Io l'ho fatto
  questo  vi prego  e sono stati inseriti, per carità ma, devo
  dire, peraltro, sono stati inseriti perché erano quattro anni
  che gli chiedevo di fare questo progetto per ammodernare quella
  rete.

    PRESIDENTE. E gli poteva chiedere anche Palermo-Mondello.

    SAVARINO. E' la società nazionale che ha invece deciso che
  progetti che erano già finanziati attraverso il CIPE, invece di
  accelerare su altri progetti che potevano essere messi in
  cantiere, si sono presi quelli già belli e pronti perché avevano
  la scadenza del 2026 per spenderli. Comprendo e accetto ma ad
  una condizione. Siccome noi già su questi progetti per la
  Sicilia avevamo avuto finanziato dal Governo nazionale oltre un
  miliardo di euro,  con questo miliardo di euro ci permettete di
  progettare infrastrutture che sbordano rispetto alla scadenza
  del 2026 ? Questo è il tema ed è il Governo nazionale che
  programma, sceglie attraverso le sue società nazionali ANAS e
  RFI questa grandissima fetta di fondi di finanziamento come
  spenderli.
    Noi dovremmo fare sentire la voce alla Regione siciliana.

    PRESIDENTE. Facciamo una cosa, diamo la parola un attimo
  all'assessore Baglieri. Io intanto vi volevo comunicare, per
  questo ero tornato io in Aula che  quindi aspettiamo questa
  cosa  poi però mi piacerebbe invitarla, onorevole Savarino,
  anche l'assessore Baglieri e chi altri fosse interessato, anche
  domani mattina, nel mio ufficio, a fare una discussione su
  questo argomento perché, siccome quello dei fondi europei

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

    PRESIDENTE. Scusi, onorevole Savarino, mi faccia parlare, no,
  non parli, scusi, è un argomento che conosco meglio di qualsiasi
  altro argomento al mondo - ho capito, onorevole Savarino, si
  lasci pregare, per questo le dico ora qua non possiamo, è
  inutile discutere così - ci vediamo, se lei vuole, domattina,
  insieme all'assessore perché le spiego

    (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

    PRESIDENTE. Scusi, onorevole Savarino, ripeto, conosco
  l'Italia, sono stato in sei governi nazionali, faccio politica
  da trent'anni e il primo anno in cui ho fatto politica sono
  diventato già sottosegretario, perché così andava in quel
  periodo, forse senza meritarlo, ma so esattamente come
  funzionano i meccanismi italiani perché quando io sono stato
  sette anni al Ministero dell'Economia, cinque come Vice Ministro
  più Ministro dello Sviluppo e poi sottosegretario al CIPE nel
  Governo successivo, sono stato sette anni al Ministero
  dell'Economia, il Ministero dell'Economia ha una tabella che un
  tempo si scriveva a penna, ora è un po' diverso, col bilancio
  dello Stato, quindi conosco il bilancio dello Stato come nessuno
  lo può conoscere al mondo e vi posso dire esattamente quello che
  è successo negli ultimi quarant'anni per cui il gap tra Sicilia
  o tra Sud e Nord è sempre andato ad aumentare invece che a
  diminuire.
    Onorevole Savarino, chiunque fosse il Governo nazionale,
  chiunque fosse il Governo regionale questa è una partita che si
  gioca il Ragioniere generale dello Stato a Roma che, ovviamente,
  fa tutti gli interessi dello Stato, molto pochi quelli delle
  Regioni, ma hanno sempre una scusa e sono già pronti con la
  scusa anche in questa occasione e la scusa è quella che noi
  Regioni, non parlo della Sicilia, credetemi, la mia non è una
  vorrei che fosse chiaro, anzi Musumeci posso dire ha speso
  meglio di tanti, per cui non c'è assolutamente nessuna critica
  da questo punto di vista, ma noi non abbiamo le strutture, è uno
  dei motivi per cui col Segretario generale e con l'Università di
  Palermo stiamo studiando un progetto di una sorta di think thank
  americana, quella in cui si possano fornire alla Regione i
  progetti, basta che gli si dica qual è la visione che si vuole
  avere per la Regione e avere delle strutture non private,
  pubbliche, ma non regionali, tipo università e altre fondazioni
  che possano dare supporto alla Regione siciliana. E' un
  argomento che, tra le tante cose, abbiamo fatto in questa
  Legislatura, abbiamo avviato con l'Università di Palermo,
  soltanto come inizio perché poi, ovviamente, va allargata a
  tutte le altre università, per creare un qualcosa che ci
  consente di avere la progettazione che, purtroppo, non c'è e non
  c'è dirigente regionale in condizione di farla ed è inutile
  andare a chiedere all'Anas o a FSI, perché non hanno interesse,
  perché quando fanno una strada in Sicilia o quando fanno un km
  di ferrovia, un km di ferrovia al nord gli rende mille e in
  Sicilia gli rende dieci. Per cui, non lo vogliono fare, con
  tutto quello che gli possono chiedere i Governi, da quando
  queste sono S.p.A., perché le Ferrovie dello Stato sono S.p.A.,
  come lo è l'Anas, hanno un dovere di chiudere il bilancio.
  Ogni euro che spendono in Sicilia per loro è perdita, per cui se
  non si crea un sistema diverso di interlocuzione, di
  impressione, di interessi anche per loro, noi non arriveremo
  mai, ne parleremo tra cinquant'anni.
    Io una volta ho letto, onorevole Schillaci, un libro di
  Cicerone sull'agricoltura. Mi sembrava di sentire il Ministro
  che avevamo qua: dicevano sul Sud, sulla Sicilia esattamente, le
  stesse cose che diciamo oggi; stiamo parlando di Cicerone
  Credetemi, quindi, o si fa un cambiamento strutturale con tanti
  sacrifici e tanti sforzi che bisogna fare oppure non saranno i
  nostri deputati nazionali a potere cambiare le cose.

    BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà

    BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
  utilità. Volevo soltanto, a chiosa di quanto già detto dal
  Presidente Savarino, nel condividere anche le sue considerazioni
  sulla necessità di avere progetti esecutivi e cantierabili, non
  a caso il Governo Musumeci ha già stanziato una somma, ha fatto
  l'Ufficio progettazione speciale proprio per questo, perché
  consapevole di questo.
       Però, volevo dire due cose: la struttura del PNRR, così
  come viene concepita, individua tra i beneficiari soltanto le
  società o gli enti locali. Parlo per quello che mi compete, cioè
  la misura sulle economie circolari e sui rifiuti che,
  addirittura, su mia richiesta formale, ha chiaramente, ho
  richiesto al Ministero la proroga di un mese per consentire.
    Quindi, al di là della promozione, non ci possiamo sostituire
  perché non siamo noi gli attori beneficiari e, quindi, anche gli
  articoli di stampa che sono stati così pubblicati, in realtà,
  danno delle indicazioni perché, in realtà, non è la Regione
  siciliana a fare i progetti.
      Seconda cosa. Laddove il Presidente Musumeci poteva fare
  quel tipo di accordo a cui lei faceva riferimento, quindi parlo
  delle attività in titolarità, l'ha fatto. Parlo dei 300 milioni
  di euro con il Myinps, quindi con il Ministero per le
  infrastrutture, dove ben 150 milioni di euro sono stati
  destinati alla messa in sicurezza delle dighe; quindi, laddove
  c'è la Regione che può svolgere un ruolo in piena titolarità
  l'ha fatto con ottimi risultati. La verità è che chiaramente
  questa attività del Pnrr  è stata calata dall'alto, anche quando
  noi, come Commissione ambiente, non abbiamo ancora espresso il
  parere per le comunità energetiche, perché non siam, del tutto
  favorevoli all'impianto che ci viene proposto. E tutte le
  Regioni sono  quindi, c'è del vero in questo che c'è stato un
  po' calato, però, è chiaro, noi abbiamo anche una 21-27
  abbastanza corposa, quindi, al di là di questo, le sue
  considerazioni sull'attività progettuale veramente sono del
  tutto condivisibili.

    SCHILLACI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SCHILLACI. Grazie, signor Presidente. Io accolgo la richiesta
  e mi associo alla richiesta dell'onorevole Savarino, della
  Presidente della Commissione, perché noi già mesi fa avevamo
  manifestato una preoccupazione proprio sulla messa a terra del
  PNRR, perché giustamente, come dice l'Assessore, la maggior
  parte della messa a terra riguarderà gli enti locali, e gli enti
  locali non sono pronti per potere usufruire di questi fondi per
  mancanza di risorse umane per progettualità.
    Per cui io, signor Presidente, le sollecito una seduta anche,
  come diceva l'onorevole Savarino, in Sala Gialla, dove possiamo
  invitare gli stakeholders per potere usufruire al meglio il PNRR
  ed eventualmente per avanzare proposte a livello nazionale.
  Grazie.


    Sul disegno di legge di bilancio e di stabilità

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
    Allora, è terminato questo dibattito, che è molto utile,
  secondo me - l'onorevole Savarino è andata via? Sì - ma che
  dovremmo comunque riprendere.
    Volevo dirvi, però, che noi ancora, ad oggi, non abbiamo
  ricevuto dal Governo il disegno di legge di stabilità. E'
  arrivato oggi il bilancio, anche se carente della relazione
  tecnica che deve arrivare, altrimenti, in Aula non ci possiamo
  andare. E' arrivato sì, è arrivato il bilancio, anche se senza
  relazione tecnica, ma che è stata già richiesta, ma non è
  arrivato il disegno di legge di stabilità.
    E, allora, noi abbiamo, come voi sapete, un obbligo
  costituzionale. Perché sto facendo questo ragionamento? Per
  dirvi a quando aggiorneremo la seduta, ecco, non per altro,
  però, ve lo vorrei spiegare. Abbiamo un obbligo costituzionale,
  entro il 30 aprile, di approvare il disegno di legge di
  stabilità. Possiamo, ovviamente, come abbiamo fatto e come si è
  sempre fatto arrivati al 30 aprile, di tenere la seduta aperta
  per due giorni, per tre giorni, se vogliamo, in modo da potere
  sforare, però, ricordo che già dal 3 maggio noi abbiamo qua in
  Assemblea questa riunione importante dei Presidenti delle
  Cassazioni, dei Procuratori Generali di Cassazione di tutta
  Europa, che era stata fissata otto mesi fa, per cui,
  sinceramente, non pensavamo al disegno di legge di stabilità,
  non ci pensavamo proprio in quel momento. Per cui, il 3 maggio,
  comunque, per qualche giorno non potremo avere a disposizione
  l'Aula. Ma, in ogni caso, io dico che, entro il 3 maggio,
  bisogna riuscire ad approvarlo.
    Qual è il problema di cui avverto, così come ho avvertito oggi
  l'assessore Baglieri anche l'assessore Cordaro, in Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari? Il problema è che se non
  arriva il disegno di legge di stabilità entro il 22, ma entro il
  22 significa entro il 22, cioè che già il 22 mattina è una cosa
  e il 22 sera diventa un'altra, abbiamo problemi seri.
    Io, quindi, do un'anticipazione, cioè, siccome non si può non
  approvarla, è inutile che siamo qua. Né il Parlamento può non
  vederla con attenzione come si è sempre fatto, proprio il minimo
  tempo necessario, perché, comunque, non si veda che se, e lo
  dico in presenza sua, se non dovesse arrivare entro il 22 il
  disegno di legge di stabilità, avremmo veri problemi. Per cui,
  la prego di comunicare al Governo che c'è questa assoluta
  necessità, proprio assoluta  Ma, intanto, comunque, a
  prescindere da quello che dal momento in cui arriverà il disegno
  di legge di stabilità io non posso non prevedere di arrivare in
  Aula per l'esame del il disegno di legge di stabilità oltre il
  28. Quindi, siccome, prima del 28, a questo punto, mi sembra
  inutile fare qualsiasi tipo di seduta, io aggiornerei
  direttamente al 28, sapendo che, però, Commissioni ed altro
  dovranno, ovviamente, devono lavorare molto prima.
    Quindi, farò avere comunicazione a tutti del momento in cui
  arrivano i documenti relativi il disegno di legge di stabilità,
  sperando che siano completi. L'anno scorso c'era qualche
  problema, però, abbiamo segnalato anche questo. Dunque, nel
  momento in cui arrivano i documenti relativi il disegno di legge
  di stabilità, immediatamente, immediatamente è un modo di dire,
  perché gli Uffici lo devono vedere. Per cui, diciamo, un giorno
  vi può bastare, un giorno per farlo? Quello che è, insomma, gli
  Uffici la vedranno e quanto prima la manderanno alle Commissioni
  di merito per poi fare la Commissione  Bilancio , per essere il
  28 qui.
    Capite bene che se non arriva il 22, arrivare qui il 28
  diventa, considerato che c'è peraltro il 25 aprile che è vacanza
  - ce ne dobbiamo fregare di tutte le vacanze però c'è - per cui
  qualcuno, come dire, poi, i giorni di vacanza per quanto uno
  decida di lavorare   però, ecco, vorrei che fosse chiara questa
  comunicazione perché abbiamo fatto ancora conteggi dopo la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di oggi e,
  veramente, se non arriva il 22 il rischio è enorme. Io non posso
  tenere poi aperta quindici giorni la seduta a maggio. E poi c'è
  quest'altra, giusto quest'anno, quest'altra coincidenza, abbiamo
  dato l'Aula ai Procuratori generali di Cassazione, per questa
  riunione che loro considerano importantissima, che hanno il
  giorno 5 di maggio.
    Peraltro, per il giorno 6 - do anche questa comunicazione,
  onorevole Assenza, do anche questa comunicazione a lei perché
  credo che sia importante - i Presidenti delle Procure generali
  di Cassazione europei che si riuniscono qua il giorno 5, hanno
  invitato tutti noi, quindi, tutto il Parlamento, il giorno 6
  all'Aula bunker per la chiusura di questi tre giorni che
  faranno, alla presenza del Presidente Mattarella. Io, quindi,
  stamattina ho pregato i Presidenti dei Gruppi parlamentari - lei
  non c'era, onorevole Lupo, c'era però l'onorevole Catanzaro -
  per favore, di farsi promotori nei confronti di tutti i deputati
  del Gruppo e di chiedere chi vuole partecipare giorno 6, perché
  l'unica cosa che dobbiamo fare è comunicare i nomi e il numero
  delle persone che andranno all'Aula bunker entro il giorno 28.
  Quindi, se, per favore, siccome si riapre il 28 l'Aula, in
  questi giorni, noi faremo anche delle comunicazioni formali via
  lettera, via mail o via messaggi, ma entro il 28 dobbiamo sapere
  quali sono i deputati che intendono essere presenti giorno 6
  all'Aula bunker insieme al Presidente della Repubblica.
    Quindi, giorno 28 mi permetterei di dire che già di mattina
  potremmo fare Aula.  Allora, convoco l'Aula il 28 mattina, in
  modo che il termine per la presentazione degli emendamenti
  decorra dalla mattina, altrimenti, non ce la facciamo, non ci
  riusciamo.
    Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 28 aprile
  2022, alle ore 11.00, con l'inizio della discussione dei
  documenti finanziari.

    La seduta è tolta alle ore 17.58 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
  sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
  il seguente:

  Repubblica Italiana
  ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


  XVII Legislatura

  XXVII SESSIONE ORDINARIA


  337a SEDUTA PUBBLICA
  Giovedì 28 aprile 2022 - ore 11.00
  ORDINE DEL GIORNO

  I - COMUNICAZIONI

  II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)  Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
  triennio 2022/2024.  (n. 1224)

  2)  Legge di stabilità regionale 2022/2024.  (n. 1234)

  VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
  DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
  Il Direttore
  dott. Mario Di Piazza

  Il Consigliere parlamentare responsabile
      dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio