Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.19
PRESIDENTE. Colleghi, buonasera. Scusate, prima di
incominciare la seduta, siccome abbiamo avuto una Conferenza dei
Capigruppo oggi in cui era stato proposto lo stralcio
dell'articolo 10 del disegno di legge che abbiamo fatto ieri;
ora però a quanto pare c'è una formulazione diversa che
riformula l'articolo ma non lo stralcio, e allora l'onorevole
Cafeo c'è? Ecco, se la Commissione intanto può prendere posto,
onorevole Cafeo, perché questo è un emendamento fatto da lei,
onorevole Cafeo? Ecco, e allora lo fate firmare all'onorevole
Cafeo e poi se l'onorevole Cafeo lo illustra un attimo.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è
posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza di
osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Galluzzo, Mangiacavallo, Pagana, Fava, Damante, De Luca,
Gucciardi, Lagalla.
L'Assemblea ne prende atto.
Nel Centrodestra avete qualche assente? Così possiamo anche
votarlo perché siamo al limite.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Caronia è in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni
per l'esercizio di funzioni amministrative di competenza
regionale in materia di costruzione ed esercizio delle linee e
impianti per il trasporti, la trasformazione e la distribuzione
di energia elettrica. (n. 408/A)
PRESIDENTE. Colleghi, ascoltiamo un attimo l'onorevole Cafeo,
perché se si sistema questa cosa possiamo votare anche
l'articolo 10, perché oggi in Conferenza dei Capigruppo mi
sembrava tutto più semplice perché veniva stralciato.
Un attimo che lo spiega Cafeo, in modo che capiamo. Perché,
sinceramente, sullo stralcio non mi ero informato tanto di
capire, perché veniva stralciato, invece questo dobbiamo
materialmente capire che cosa è successo.
Intanto, permettetemi, colleghi, in attesa che arriva qui
l'onorevole Cafeo, di condividere con voi questa gioia di poche
ore fa che mi è nata la terza nipotina che aspettavamo da un po'
di giorni. Si chiama Milena, e per me è una gioia infinita. È la
terza, ma se diventassero trenta sarei ancora più contento
Allora, onorevole Cafeo, intanto lo spieghi, che nel frattempo
viene distribuito.
CAFEO, relatore. Presidente, sulla base delle osservazioni
fatte dai colleghi e da un confronto con i dirigenti sia
dell'urbanistica, sia dell'energia, abbiamo elaborato ad
adiuvandum, diciamo, un emendamento all'articolo 10, che
specifica meglio il contenuto del testo e che di fatto mutua la
stessa struttura utilizzata in disegni di legge di altre
Regioni. Nello specifico, la dicitura che troverete
nell'emendamento è specificata già nel testo di legge, che è già
legge, sia nella Regione Campania, sia nelle Marche, che in
Emilia Romagna, a scanso di equivoci.
C'era stata anche un'ipotesi di soppressione, perché comunque
le caratteristiche che sono previste nell'articolo 10 sono
richiamate anche in altri articoli, però questa dicitura e
l'articolo, così com'è composto, evita interpretazioni da parte
degli uffici dei vari Comuni e, quindi, eventuali contenziosi o
ritardi nelle autorizzazioni.
Vi ricordo che comunque stiamo parlando di impianti e linee
elettriche e di una normativa che risale al '33 e che è tesa
principalmente a velocizzare le procedure autorizzative.
PRESIDENTE. Prima ancora che mi chieda la parola, chiedo io
direttamente all'onorevole Di Caro se questa formulazione la
soddisfa. Intanto, c'è un errore materiale: non è ai sensi
dell'articolo 10, ma è l'articolo 5.
DI CARO. Quindi, all'articolo 5?
PRESIDENTE. Articolo 5.
DI CARO. Perfetto. Presidente, io sono arrivato a leggere
sinceramente solo le prime sei righe e devo dire che già avrei
qualcosa da eccepire, soprattutto in merito al pagamento del
contributo di costruzione di cui all'articolo 8, eccetera.
Quindi, non si tratta di un mero recepimento della norma - mi
riferisco alla norma che riguarda il Testo unico sulle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia
- ma si tratta di una vera e propria modifica; cioè noi non
consentiamo il pagamento di un contributo. Quindi, ci sarebbe
già un ammanco di risorse di tipo economico-finanziario.
Ora mi riservo di approfondire il comma 3 e il comma 4 perché
sinceramente non ho avuto neanche il tempo di leggerli.
CAFEO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO, relatore. In merito al contributo unificato abbiamo
ripreso la norma che è prevista anche da altre leggi regionali e
che tiene conto dell'interesse pubblico, perché parliamo
comunque non di strutture private, ma parliamo di linee
elettriche.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Copertura non ce ne vuole. Ditemi voi perché
copertura non ce n'è bisogno, non c'è bisogno di nessuna
copertura. Quindi, se va bene così lo mettiamo in votazione.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Stiamo parlando del disegno di legge di ieri, del
famoso articolo 10 che abbiamo stralciato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, lo sto leggendo in diretta però mi
colpisce, ma chiedo al dottore Lupo non c'è? No, perché leggo
che nel comma 3 si fa riferimento che nel caso in cui un'opera
non è conforme allo strumento urbanistico, il comune deve dare
parere entro 30 giorni.
Cosa è un parere? Se non è conforme si fa una variante. Il
parere non esiste per un'opera che non è conforme. Attenzione a
come scriviamo le norme Non è che è un parere la variante
urbanistica
PRESIDENTE. Se vede alla fine l'emendamento dice che
l'eventuale autorizzazione di fatto costituisce variante.
CRACOLICI. Sì, Presidente, la variante
PRESIDENTE. Io non tifo per l'emendamento piuttosto che no,
ecco.
CRACOLICI. Allora, aggiungo: la variante urbanistica non viene
ad oggi approvata dal Consiglio comunale, viene adottata dal
Consiglio comunale e va alla Regione. Quindi, il Comune da un
parere a che cosa? A una cosa che non è conforme e che comunque
deve andare all'Assessorato del territorio. Cioè, stiamo
parlando di norme urbanistiche.
Quindi, io a questo punto vi chiedo, leggiamo la norma prima
di fare poi l'ennesima bella figura con le impugnative,
verifichiamo bene come sono scritte le norme.
PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, non possiamo tornare alla
decisione di oggi in Conferenza dei Capigruppo e poi
eventualmente si vede successivamente? Perché il disegno di
legge teoricamente è finito, si potrebbe fare già il voto
finale, manca soltanto questo problema.
E allora, se quello che proponeva l'assessore Baglieri
stamattina in Conferenza dei Capigruppo cioè quella di
stralciarla e poi vedere, probabilmente mi sembra la soluzione
migliore.
CAFEO, relatore. Presidente, sicuramente è una situazione
migliore perché noi ci sbrighiamo, perché il ragionamento del
dirigente dell'urbanistica sull'eventuale ritiro di questo
articolo è perché già le stesse previsioni di questo articolo
sono previste in altro articolo.
Questo articolo serve solo per evitare che ci sia poi
l'esigenza di fare delle norme interpretative o di ricorrere a
ricorsi.
Siccome l'obiettivo della norma in un momento a maggior
ragione ancora più particolare di quello di cui abbiamo è di
sbloccare gli investimenti sulle linee elettriche considerando
che oggi, a maggior ragione oggi, abbiamo una condizione se
diventa a mio avviso con l'abrogazione di quell'articolo, anche
se le norme sono previste uguali all'interno degli altri
articoli, si rischia di fare una norma per semplificare le
procedure autorizzative ed incorrere, poi, nella necessità di
dover intervenire di nuovo. Se poi diventa
PRESIDENTE. Io dico che, però, a questo punto, onorevole
Cafeo, è chiarissimo quello che lei dice ma mi rivolgo un po' a
tutti. Cioè, se la norma, così com'è, è oggettivamente poco
chiara, intanto, non mi sembra che questa sia una norma da
potere bloccare investimenti, come dire, è una non è la legge
questa norma qua, il rischio è che ora la votiamo, viene
bocciata e rimane una norma bocciata. Allora, secondo me,
invece, se noi la stralciamo, passa la legge, si capisce in
tempi brevissimi se la legge, così come la passiamo, funziona o
meno e, piuttosto che correre rischi di altro tipo E poi,
nell'eventualità, nel giro di qualche mese l'andiamo a
modificare e l'aggiustiamo.
Però, non so, mi sembra che è per favorire l'iter della legge,
non è il fatto che ci sbrighiamo. Ne favoriamo, chiaramente,
l'iter.
RAGUSA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi nella forma della collaborazione generale,
che abbiamo avuto un po' tutti noi, e delle notizie integrate
emerge un fatto che il buon senso indicherebbe verso lo stralcio
dell'articolo 10 e andare avanti, anche perché tra non molto
faremo il disegno di legge di stabilità. Dico, non mancherà
certamente all'intelligenza di quest'Aula se si vuole proporre
una via per risolvere eventuali reflussi di questa norma.
Quindi, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, penso
che lo stralcio porterebbe a votare questa norma e così
aiutiamo, finalmente, tanti cittadini che per avere
un'autorizzazione
PRESIDENTE. Quindi lei è favorevole a votarlo, stralciando il
10.
RAGUSA, presidente della Commissione. Sì.
PRESIDENTE. Mi sembra che
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io sono il
presentatore di questo disegno di legge che risale al 23 ottobre
2018. Ha avuto un iter abbastanza travagliato. Infine si è
avuta, fortunatamente, un'accelerazione di recente, in
Commissione, ed è stato approvato e trasmesso all'Aula.
L'articolo 10, così come io lo avevo formulato, non era così
come è pervenuto in Aula. Era molto più semplice e quant'altro.
Noi dobbiamo, semplicemente, eliminare la frase, il termine,
impianti elettrici' e lasciare solo il riferimento alle linee.
Perché se noi ci ingarbugliamo
PRESIDENTE. Molto importante.
ASSENZA. che anche per le linee occorre l'autorizzazione noi
non ne usciamo più e, invece di semplificarlo, rischiamo di
restare impantanati, perché qua noi siamo ancora sulla base -
agiamo in Sicilia - ed è una vergogna, sulla base della
previsione di un Regio decreto di oltre cento anni fa. Quindi, è
ora di adeguarci alle altre regioni.
L'articolo 10 era un voler riproporre che per le linee,
semplicemente per le linee, quindi per i pali che devono
sostenere i fili, gli elettrodotti e quant'altro, non c'è
bisogno di autorizzazione né, tanto meno, di concessione. Cosa
che, secondo me, sarebbe già di per sé scontata.
Si è voluto aggiungere il termine impianti', e con gli
impianti complichiamo perché se gli impianti richiedono delle
cabine, le cabine in calcestruzzo, i calcoli e quant'altro ci
ingarbugliamo.
Però, se lo stralciamo completamente, l'articolo 10, rischiamo
di avere fatto una legge monca. Se lasciamo il riferimento alle
sole linee elettriche che è un concetto abbastanza chiaro, che
non richiede assolutamente bisogno di cavilli burocratici o di
presentazione di progetti, abbiamo salvato l'impianto normativo
e credo che possiamo andare avanti.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io per il buon
esito di tutta, diciamo, la norma suggerirei, sia per quanto
riguarda la condizione iniziale dell'articolo 10 che è quella
attuale, di stralciare l'articolo.
Questo perché, anche se si dovesse parlare solo di linee
elettriche, l'articolo 10 così come proposto, andrebbe in deroga
all'articolo 107 del DPR citato nell'articolo che riguarda il
Codice delle comunicazioni elettriche.
Quindi, Presidente, non complichiamo le cose, rischiando
un'eventuale impugnativa, stralciamo l'articolo 10 e andiamo
avanti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, io do un contributo al dibattito
precisando che noi non è che siamo contrari, e mi rivolgo in
particolare anche all'onorevole Cafeo, non c'è nessun
pregiudizio sull'articolo 10 e sulla realizzazione di una
semplificazione amministrativa per la realizzazione di linee ed
impianti elettrici. Mi preoccupa, però, Presidente Micciché la
questione urbanistica e mi rivolgo anche agli uffici, la
circostanza che non è andata in IV Commissione una norma, ma
l'abbiamo detto tante volte in questa Legislatura
PRESIDENTE. Hanno dato il parere dalla IV Commissione. La IV
Commissione ha dato il parere.
BARBAGALLO. Sì, ma il punto è che è una materia di stretta
competenza della IV, incide sulla variante urbanistica. Cioè, se
noi dobbiamo realizzare delle cabine elettriche va bene una
norma di semplificazione ma se dobbiamo introdurre per le cabine
una variante urbanistica, la variante urbanistica delle cabine
elettriche in una zona che può essere di allargamento stradale
PRESIDENTE. Ma intanto, mi sembra che la proposta
dell'onorevole Assenza non preveda cabine, preveda soltanto
BARBAGALLO. No, questo è il 10.2. Presidente, il 10.1 - al
secondo comma - fa riferimento alla costruzione di opere
edilizie adibite a cabine elettriche primarie. Questo è il
punto.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Assenza. Non è quello che vorrebbe
levare? Questo è l'intervento dell'onorevole Assenza, è stato
proprio per questo, non stralciarla ma levando questa parte qui.
(Interruzione dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Aspetti che finisca. Non so se è chiaro, cioè
l'intervento dell'onorevole Assenza è stato proprio su quello
che lei sta dicendo.
BARBAGALLO. Quindi, togliendo tutto il 10.1.
PRESIDENTE. Sì, di togliere la parte relativa alle opere,
lasciare soltanto i tralicci, per intenderci.
BARBAGALLO. Comunque, io non ho ben capito quello che diceva
l'onorevole Assenza, Presidente.
Per noi la questione che ci preoccupa di più è il tema della
variante urbanistica e di un procedimento che modifichi la
regola della legge regionale sulle varianti urbanistiche
applicata soltanto per le cabine elettriche che francamente ci
sembra irrituale.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Posso, Presidente?
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare prima l'onorevole
Savarino.
DIPASQUALE. Lei non mi vuole dare la parola
PRESIDENTE. No, io gliela do subito dopo, ma la do nell'ordine
di richiesta. Prego.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Figuccia ha chiesto
congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
408/A
SAVARINO. Volevo ricordare che la IV Commissione ha espresso
parere e abbiamo dato delle indicazioni che sono state recepite
soprattutto nell'iter che è quello più importante, Presidente.
La parte più importante di questo disegno di legge per quanto
riguarda l'agevolazione e lo snellimento dell'iter, sta negli
articoli 4, 5 e a seguire, che abbiamo già approvato, che
prevedono un'istanza di autorizzazione unica e un procedimento
unico che porta a sbloccare con rapidità tutti questi iter e nel
caso in cui c'è bisogno di variante urbanistica sono tutti
compresi in questo procedimento unico anche per gli impianti e
abbiamo già approvato.
Ecco perché alla fine quest'articolo 10 è relativamente
importante perché la cosa più sostanziale e che abbiamo
approvato con grande attenzione è l'iter del procedimento unico
che riguarda appunto la possibilità di essere autorizzati in un
unico iter.
Dopo di che la proposta dell'onorevole Assenza può agevolare
il percorso perché già per le linee non c'è bisogno di permesso
ma soltanto per gli impianti e gli impianti sono regolati dagli
articoli che ho appena citato, che abbiamo già approvato e che
prevedono un iter semplificato ma, ovviamente, attento a
recepire tutte le autorizzazioni ma in un unico procedimento.
Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Fermo restando che il nostro Segretario, onorevole
Barbagallo è stato chiaro, noi non siamo d'accordo, anzi
disponibilità assoluta. Le linee, cioè, passano da un percorso
autorizzativo. Passano, attenzione, non è vero che non passano,
passano da un percorso autorizzativo le linee a cui l'onorevole
Assenza ha fatto riferimento, no, scorporiamo.
Io nella norma iniziale non avevo previsto gli impianti, avevo
lasciato solamente le linee, ora io mi permetto di dire che non
è poca cosa, perché quando noi realizziamo una linea, anche
elettrica, non possiamo lasciare alla società la possibilità di
realizzare la linea in un territorio così come vuole, perché c'è
una pianificazione in quel territorio, non sappiamo se passa
un'autostrada, se è pianificata una circonvallazione, se ci sono
altre esigenze territoriali, quindi ci sono delle pianificazioni
territoriali che sono dello Stato, della Regione, dei Liberi
consorzi, dei Comuni, di tutti gli enti che sono sovracomunali.
E noi possiamo pensare che perché Cracolici decide che ha
un'azienda elettrica di far passare una linea
CRACOLICI. Io sono perito elettrotecnico.
DIPASQUALE. Lei è perito elettrotecnico, per giunta, di far
passare una linea senza avere un'autorizzazione da chi ha
pianificato il territorio? Non è possibile, assolutamente
Io sono profondamente contrario. Noi dobbiamo comunque
lasciare, signor Presidente, l'ultima parola su una
pianificazione che non è un palo ma è una linea, la dobbiamo
lasciare a chi ha la competenza della gestione del territorio
che può darsi che in quella zona dove realizzare la linea
elettrica ha pensato di fare un parco, ha pensato di fare
un'autostrada o una strada e così via.
La proposta e l'intervento che ieri hanno fatto i colleghi Di
Caro e Cracolici, in merito all'articolo 10 di stralciarlo e,
quindi, di superarlo, io ritengo che è valida.
Noi dobbiamo collegarci, comunque, a una tutela di
pianificazione che la garantisce la richiesta di autorizzazione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, soprattutto per chiarezza per chi ci
ascolta, la proposta di legge non va confusa, e qui si sta
creando una giungla.
Onorevole Dipasquale mi permetto di rivolgermi a lei che poco
fa ha manifestato le sue preoccupazioni, perché se andiamo
indietro nel testo si fa un distinguo sull'attività libera e poi
sulle istanze di autorizzazione uniche e di istruttoria dove
scorrendo i commi lei potrà verificare che tutti i livelli di
protezione - che tra l'altro abbiamo integrato con due
emendamenti della Commissione che sono stati approvati ieri, che
rispettano le previsioni del paesaggio e il rispetto ambientale
ovviamente - prevedono che l'istanza presentata al Genio Civile
faccia l'iter dell'approvazione dei pareri delle Soprintendenze,
a livello comunale e tutte le osservazioni dei territori possono
essere acquisite nell'iter del procedimento unico che poi si
conclude con la previsione del procedimento all'articolo 7 che
definisce la chiusura del procedimento autorizzativo da fare
entro 180 giorni, quindi con sei mesi di tempo aperte
all'osservazione.
Chiaramente, parliamo di quegli impianti che modificano il
territorio, comunque, danno una destinazione, perché come dice
lei il passaggio anche aereo di un traliccio, di linee, di cavi
e robe varie ha un suo peso, una rilevanza e crea giustamente la
preoccupazione e l'interesse di tutti.
Quindi all'articolo 4 abbiamo definito - c'è anche il
tariffario a seconda del voltaggio - il passaggio dal Genio
Civile, Soprintendenze, Comuni che vengono chiamati in una
Conferenza dei servizi che viene aperta a tutte le osservazioni.
Poi andiamo a specificare, per esempio, che le varianti quando
sono sostanziali bisogna sottoporre di nuovo l'intero
procedimento, quindi, evitando che, acquisito il parere, per la
procedura si faccia una variante e si bypassino tutte le
intenzioni che erano state messe nel procedimento autorizzativo.
In quel caso se la variante è sostanziale, l'opera
autorizzata, la variante, deve essere valutata se è di una
portata che influisce in maniera sostanziale va ripetuta la
procedura.
Le preoccupazioni mi sembrano legittime - per carità - perché
il Parlamento serve per parlare, anche la Commissione serviva
per parlare.
A difesa del lavoro che è stato fatto, vorrei dire che il
testo è stato sottoposto al vaglio del servizio studi che sulle
questioni di costituzionalità ha proposto delle piccole
modifiche, le abbiamo tutte recepite, diligentemente, secondo le
indicazioni del Presidente Micciché e, in alcun modo, si è posto
problema di costituzionalità neppure nella versione originale
dell'articolo 10 che è stato messo sotto la lente di
ingrandimento dei colleghi.
Per quanto riguarda la formulazione dell'onorevole Cafeo, la
sto visionando in questo momento.
Secondo me potrebbe andare.
Vedo, comunque, che gli uffici stanno facendo delle verifiche,
vorrei dire che l'esonero del pagamento degli oneri del
contributo di costruzione è previsto anche in altre regioni
come, ad esempio, la Campania. Lo potremmo approvare.
La variante urbanistica viene trasmessa al comune,
chiaramente, con una procedura di trenta giorni.
Questo procedimento, all'articolo 4, dove vengono interpellati
i comuni, onorevole Cafeo, potrebbe essere assorbito lì, questa
procedura della variante urbanistica che già è prevista perché
le linee elettriche sono opere di pubblica utilità e vanno
autorizzate secondo i tempi previsti dalla norma e dalle
semplificazioni, perché come diceva l'onorevole Assenza che
aveva presentato il disegno di legge nel 2018 ma con
semplificazioni, semplificazioni iter e ultimo esitato a livello
nazionale abbiamo ritenuto che era necessario che qui in Sicilia
- viste le competenze esclusive che abbiamo si facesse un
recepimento e per questo abbiamo dato attenzione a questa
proposta di legge.
Presidente, proporrei - se non ci sono eccezioni da un punto
di vista costituzionale e gli uffici ci possono fare un cenno e
ci dicono che non ce ne sono - è una questione di volontà.
Sulla procedura autorizzativa che è super tutelata
all'articolo 4, se guardate i commi, ci sono tutti i livelli di
tutela che abbiamo integrato con gli emendamenti di ieri - se
lei ha visto.
PRESIDENTE. Ritengo che la formulazione, dopo l'intervento
dell'onorevole Assenza, se mi viene formulato un subemendamento
con le modifiche che sosteneva l'onorevole Assenza, io lo metto
in votazione. Poi l'Aula deciderà cosa fare. Non sono in
condizione di decidere se stralciarlo o meno. Lo metto in
votazione, e l'Aula deciderà se approvarlo o meno con assoluta
tranquillità.
Ricordo che tutto il disegno di legge si è fatto in due
minuti, se su questo c'è una palese dimostrazione della volontà
dell'Aula, non credo che succeda niente.
Voto palese, sì.
Se l'onorevole Assenza mi fa avere questo subemendamento.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, neanche insisto perché non so su cosa
insistere.
Ho una preoccupazione, perché anche la proposta che fa
l'onorevole Assenza che sembra di assoluto buon senso anche
rispetto alle cose che abbiamo detto ieri, gli impianti
elettrici significano manufatti: cabine, stazioni di trasferenza
eccetera, però, ancorché espungiamo dal testo gli impianti
elettrici, se lei va a vedere all'articolo 4, la procedura
autorizzativa riguarda sia le linee che gli impianti elettrici
e, quindi, l'articolo 10 poi richiama sia le linee che gli
impianti elettrici per cui, cosa creeremmo? Che con l'articolo
10 stralciamo gli impianti elettrici, con l'articolo 4
manteniamo nella procedura autorizzativa gli impianti elettrici.
Ora, è vero che la norma generale riguarda procedure di
semplificazione sulle opere dello Stato, perché ricordo che le
linee elettriche sono di competenza dello Stato, quindi, sono di
proprietà dello Stato, di società partecipate dallo Stato
stesso, Terna tra tutte per quelle ad alta tensione, poi ci sono
quelle a media e bassa tensione.
La mia preoccupazione è che, siccome questa norma di fatto
copia la procedura che è stata semplificata per lo Stato, ma che
qui non riguarda lo Stato ma riguarda gli interventi: io ho un
casolare, non mi arriva l'energia elettrica e io - se serve
facciamola - cioè, di aiutare la gente a potere avere l'energia
elettrica senza particolari complessità non come se dovessi
progettare il ponte sullo Stretto, quindi non è che mi
preoccupa, cioè se il tema è come aiutiamo a rendere più snella
la procedura per gli interventi non di proprietà dello Stato ma
che si rivolge allo Stato per avere l'energia io non ho nulla in
contrario però, se stralciamo da un lato e poi rimettiamo
dall'altro rischiamo di avere una legge che non funziona.
Quindi, io penso che sia siccome il tema è all'articolo 10,
il famoso permesso a costruire che io considero, diciamo, un
principio che è gestito, diciamo normato dalle norme
urbanistiche, allora sono per togliere l'articolo 10 anche per
non fare danno al resto della legge perché altrimenti si crea
una, come dire, contraddizione che poi non è facile da gestire.
PRESIDENTE. Ora però, onorevole Cracolici, rispetto
all'intervento che ha fatto lei parliamo di reti pubbliche cioè
non è che parliamo di cose di interesse privato, parliamo di
interesse pubblico.
CRACOLICI. No, qui parliamo di reti private.
PRESIDENTE. No, dove?
CRACOLICI. Come no? Le reti non statali sono quelle che
riguardano
PRESIDENTE. Sono regionali, non è che sono di Micciché.
CRACOLICI. Non ci sono reti regionali.
PRESIDENTE. Come non ci sono?
CRACOLICI. Presidente, non ci sono reti regionali. Le linee
elettriche sono di proprietà dello Stato. Punto.
PRESIDENTE. Se c'è da fare perché ci confondiamo, da quello
che ho capito se c'è da fare una linea che riguarda sempre
società che non sono
CRACOLICI. E la fa lo Stato, che ha la norma.
PRESIDENTE. E meglio
CRACOLICI. Lo Stato ha il decreto legislativo. Non c'è la
Regione che
PRESIDENTE. E, quindi, se su queste cose si semplifica, non mi
pare male.
CRACOLICI. Scusi, Presidente, la Regione non è che norma cose
che sono dello Stato.
PRESIDENTE. Questo è il decreto legislativo nazionale
CRACOLICI. Appunto.
PRESIDENTE. che dice che le Regioni disciplinano - quindi le
Regioni - i procedimenti di autorizzazione alla costruzione,
all'esercizio di reti elettriche di competenza regionale per cui
se lo dice il decreto legge dello Stato è evidente che ci sono
delle reti di competenza
CRACOLICI. Forse non mi sono spiegato. Ho detto che rispetto
all'ipotesi di stralciare dall'articolo 10, come ha proposto il
collega, la questione degli impianti elettrici temo che entri in
contraddizione con l'articolo 4 dove si fa riferimento ai
procedimenti autorizzativi.
Quindi, o stralciamo l'intero articolo 10 che riguardava i
permessi di costruzione, non riguarda i procedimenti
autorizzativi perché i procedimenti autorizzativi sono normati
dagli articoli 4 e 5, quindi l'articolo 10 secondo me se non lo
menzioniamo non facciamo danno alla legge anzi rischiamo - se
lo menzioniamo - di creare una contraddizione tra il
procedimento autorizzativo alla linea rispetto a quello agli
impianti, non so se sono stato chiaro.
PRESIDENTE. Non essendo esperto della materia mi devo affidare
a quello che mi dicono gli Uffici.
Gli Uffici in questo momento mi dicono che in realtà
all'articolo 7, che di fatto rende inutile il 10, c'è il comma
2, che recita che il provvedimento di cui all'art costituisce,
ove occorra, anche ai fini urbanistici, ogni altra
autorizzazione, concessione, previo nulla osta, comunque
denominati, necessari alla realizzazione dell'esercizio, degli
elettrodotti e costituisce variante agli strumenti urbanistici
per cui a questo punto sarebbe praticamente inutile, onorevole
Assenza. E' giusto così? Perché se è giusto così, allora
stralciamo il 10 e non ne parliamo più.
Onorevole Cafeo ci ha fatto perdere un sacco di tempo, che era
quello che avevamo deciso stamattina con l'assessore Baglieri.
Votiamo l'emendamento di stralcio. Pongo in votazione la
soppressione dell'articolo 10.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, è soppresso.
Siamo in perfetto numero legale e possiamo votare il
disegno di legge. Se inserite i tesserini.
CAFEO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO, relatore. Eventualmente se eliminiamo l'articolo 10,
visto che già abbiamo votato l'articolo 7, c'è un emendamento da
inserire ai sensi dell'articolo 117, come revisione della norma.
PRESIDENTE. E' possibile il 117 o no? Non serve, colleghi se
prendete posto. Mi è stato detto che non serve.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni per l'esercizio di funzioni amministrative di
competenza regionale in materia di costruzione ed esercizio
delle linee e impianti per il trasporto, la trasformazione e la
distribuzione di energia elettrica.» (n. 408/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Disposizioni per l'esercizio di
funzioni amministrative di competenza regionale in materia di
costruzione ed esercizio delle linee e impianti per il
trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia
elettrica.» (n. 408/A). Basta tenere schiacciato fino a quando
non è chiusa la votazione.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 40
Votanti 26
Maggioranza 14
Favorevoli 26
Contrari 0
Astenuti 11
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Registrate il voto dell'onorevole Pullara, per
favore.
Scusate, colleghi, siccome c'è il numero legale, oggi siamo
presi di buona volontà, possiamo fare il voto finale dei disegni
di legge che non sono stati votati prima? Sono Dieta
mediterranea e due leggi voto e un ordine del giorno, dopo le
votazioni.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevamo
verificare se è stato registrato il voto favorevole
dell'onorevole Mancuso ed il mio, perché con i tesserini c'è
stato qualche problema.
PRESIDENTE. Dunque, Mancuso e Caputo, risultate assenti e
dunque non avete votato. Sapete votare? Non è la prima volta che
votate. Avete tolto il tesserino? Onorevole, siamo tornati, al
no Covid per cui bisogna soltanto premere il bottone e aspettare
la fine della votazione. Comunque non c'è problema, consideriamo
la volontà di Caputo e Mancuso che avrebbero votato sì.
Votazione finale del disegno di legge Riconoscimento e
promozione della Dieta mediterranea . (nn. 896-547/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Riconoscimento e promozione della
Dieta mediterranea . (nn. 896-547/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 43
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 38
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Votazione finale del disegno di legge Schema di progetto di
legge da proporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione siciliana, recante
Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 -
Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del
Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della
legge 14 settembre 2011, n. 148.' (n. 1088/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Schema di progetto di legge da
proporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
18 dello Statuto della Regione siciliana, recante Modifiche al
decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 - Nuova
organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del
Pubblico Ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della
legge 14 settembre 2011, n. 148.' (n. 1088/A).
Bisogna fare solo il voto finale, non è che la possiamo
rivedere, per cui è inutile fermarci.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, se abbiamo analizzato diciamo il
testo di legge c'è una parte - come le dicevo nella scorsa Aula,
anzi scorse Aule fa, quando ne abbiamo discusso -, in cui si
chiede una revisione delle piante organiche. Siccome una
revisione delle piante organiche dei tribunali, che già si
vedono soppressi alcuni comuni, dove già c'è una forte carenza
della pianta organica destinata a quei tribunali, se riuscissimo
a togliere quella parte, e quindi lasciassimo semplicemente le
istituzioni dei tribunali, le revisioni dei vari Comuni
all'interno dei tribunali, se togliessimo la riduzione delle
piante organiche, andremmo tutti lisci e voteremmo il disegno di
legge.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Sunseri, nel momento in cui con
questa legge voto si ripristina un tribunale, è chiaro che poi
la gente ci deve andare a lavorare, sennò che ripristiniamo.
Questa legge è già votata, per cui dobbiamo solo fare il voto
finale. Dopo di che, se ci sono problemi, se decideranno di
metterne di meno o di più, è un problema che nascerà dopo, cioè
noi qua non abbiamo che cosa fare, dobbiamo soltanto voltarla.
Peraltro, credo che sia una cosa che interessa proprio il suo
Territorio, però non è che possiamo decidere oggi quanti ci
devono andare a lavorare.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 32
Votanti 25
Maggioranza 13
Favorevoli 25
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n. 353'.
(1057/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di
legge: Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento
della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della
Regione recante Modificazioni alla legge 21 novembre 2000 n.
353'. (1057/A). La sostanza qual è? Incendi e sottoboschi.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io su questo disegno di legge ho
delle fortissime perplessità, fermo restando che è un disegno di
legge voto, quindi per carità è una scelta che ognuno di noi,
ogni deputato può prendere in quest'Aula, ma comunque se ne
parlerà a Roma. Però è un disegno di legge che consente, o
comunque chiede di poter consentire il cambio di destinazione
d'uso nei terreni percorsi da incendio.
Ora, in questo momento a livello nazionale la legge dice che
le zone boscate, i pascoli percorsi da incendio non possono
avere una destinazione d'uso diversa per almeno 15 anni; sono
vietate per 5 anni le attività di rimboschimento e di ingegneria
ambientale; sono vietati per dieci anni limitatamente ai sopra
suoli delle zone boscate percorsi dal fuoco il pascolo e la
caccia, è vietata la raccolta dei prodotti addirittura del
sottobosco.
Ora, chiedere di poter cambiare la destinazione d'uso, per
quanto nella finalità della legge c'è scritto che si tende ad
evitare o potere utilizzare questi terreni, evitare che vengano
appiccati gli incendi, che l'obiettivo secondo me che si
raggiunge, è esattamente l'opposto ma non lo dico solo io. Lo
dice anche la nota di risposta del Ministero della cultura, che
ha mandato alla Commissione ambiente che dice va inoltre notato
che il divieto sopra indicato pare presentare funzione di
deterrenza rispetto alle possibili attività delittuose di
incendio doloso, dato che talvolta tali delitti possono essere
motivati dall'intenzione di mutare violentemente la destinazione
delle aree boscate. Per scoraggiare il compimento di tali atti
la legge statale impedisce per molti anni il cambio di
destinazione, in ragione di ciò la modifica proposta pare
controproducente, e per tale ragione se ne segnala la
inopportunità . Dico, ce lo dice anche il Ministero, noi stiamo
chiedendo a Roma di fare una modifica, che già ci stanno dicendo
è inopportuna, quindi per questo noi voteremo contrari, grazie.
PRESIDENTE. Allora, io non so se lei c'era il giorno che
abbiamo dibattuto questa legge, ma ne abbiamo discusso di questa
la motivazione è una motivazione che ha assolutamente una sua
logica nella relazione che è stata data, e che è una motivazione
totalmente in contrasto con quella che dice lei, ma a questo
punto la legge è stata è finita, come dire non è che possiamo
riaprire il dibattito.
Si tratta di una legge voto, poi lei ovviamente e giustamente
sia a nome personale che a nome del suo gruppo ha tutto il
diritto di dire se viene approvato o meno, se non viene
approvata è inutile, non andrà a Roma. Però dico questo
argomento è stato trattato già, per cui non è che lo possiamo
ritrattare, ormai la legge si vota, se non si vuole fare passare
si vota contro. Onorevole Barbagallo proprio per un minuto però,
proprio per perché è chiarissimo quello che dice la Ciancio.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, meno di un
minuto per annunciare il voto contrario del Partito Democratico.
Oltre all'intervento eloquente dell'onorevole Ciancio che
condividiamo, non è difficile immaginare quale è stata la ratio
della norma del legislatore nazionale, cioè non possiamo
sopportare che chi pensa di essere più furbo poi riesca a
vincere sulla tutela paesaggistica, quindi il nostro voto sarà
contrario.
PRESIDENTE. Allora io dico sinceramente che la motivazione per
cui questa legge è stata approvata è una motivazione che ha
assolutamente una sua logica, stiamo attenti, non è una
richiesta delinquenziale, è una richiesta per eliminare
delinquenze onestamente, che mi ha anche convinto, però - ripeto
- è inutile ricominciare il dibattito, se viene approvata viene
approvata, se non viene approvata no.
Si procede con la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge Schema di progetto di legge da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione recante Modificazioni alla legge 21
novembre 2000 n. 353'. (n. 1057/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 42
Votanti 31
Maggioranza 16
Favorevoli 14
Contrari 17
Astenuti 0
(L'Assemblea non approva)
Basta, quindi non ne parliamo più; però, ripeto, che non passi
l'idea che fosse una legge di tipo delinquenziale, perché
assolutamente non lo era, è una legge che aveva una sua logica
corretta. Scusate, non andate via che devo ancora dare delle
comunicazioni.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per
chiarezza, anche perché non deve diventare terreno di scontro,
ma è una questione di merito. Io ricordo la discussione che
abbiamo fatto e ho anche detto che l'obiettivo che vogliamo
raggiungere è lo stesso, ma la strada che intendiamo percorrere,
purtroppo per qualcuno è questa, per qualcun altro non è
condivisa, quindi ci tenevo a precisarlo.
PRESIDENTE. Ho voluto fare quella precisazione perché
essendoci stati soltanto due interventi non vorrei che qualcuno
da casa possa pensare, ma guarda questi siciliani che vogliono
fare, era una legge che aveva delle motivazioni assolutamente
pulite, logiche e forse anche utili ma ripeto, non c'è problema.
SAVARINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la ringrazio e devo dire che è esattamente
come da lei riferito, noi abbiamo semplicemente raccolto una
denuncia che è stata fatta anche penalmente, dal Presidente del
parco dell'Etna, che ha notato che purtroppo per evitare che ci
siano cambi di destinazione d'uso da pascolo ad agricoltura,
vengono incendiati dai pascolatori abusivi, in modo tale che
questo cambiamento non possa essere fatto. Quando sappiamo che
nel Parco dell'Etna il cambio di destinazione d'uso non può
essere fatto, che è area già vincolata per costruire, ma può
essere fatta da pascolo ad agricoltura, e sappiamo - chi è stato
come lei al Vinitaly - che il vino dell'Etna sta riscuotendo
successo mondiale, perché ha qualità organolettiche uniche.
Quindi, noi stiamo privando alcuni proprietari terrieri di
poter fare coltivazioni di alta qualità, di vino di alta
qualità, perché cediamo a chi pascola abusivamente e causa
incendi dolosi per continuare a mantenere quelle aree a pascolo,
ripeto abusive. Questo era il senso della legge, che peraltro
rimetteva la valutazione al legislatore nazionale, non c'era un
obbligo, era solo un invito fatto a un distratto dirigente dei
beni culturali, lo stesso dirigente che ci ha impugnato la legge
e che vuole che si chieda il permesso di costruire per fare
muretti a secco, che i nostri bisnonni facevano con le pietre
una sopra l'altra.
Quindi, lo stesso dirigente distratto che non ha capito che
quella è un'area già vincolata, già con un parco che ha dei
vincoli stringenti, e che quindi noi non chiedevamo il
cambiamento per potere costruire palazzi, ma per poter
permettere che si potessero fare, in quelle aree che oggi sono
destinate a pascolo abusivo, coltivazioni di alta qualità che
creano economia, che fanno della nostra Sicilia, una Regione
unica nella produzione di vini di alta qualità. Grazie
Presidente, per chiarezza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Savarino. Io devo essere sincero
come lo sono sempre, le motivazioni che alcuni amministratori mi
avevano dato perché questa legge la volevano votata e che era
giusta, sono le stesse che ha riportato l'onorevole Savarino,
per cui era importante che quantomeno non passasse il concetto
per cui qua si stava tentando un'operazione di chissà quale
mostruosità. Assolutamente no.
Tanti amministratori mi dicono che sul problema dei pascoli,
purtroppo questi dieci anni non fanno altro che peggiorare la
situazione, perché li continuano a bruciare proprio per evitare
che vengano utilizzati tutta la vita. Per cui, la destinazione
d'uso di alcuni terreni valutata in maniera seria, poi come,
dove, quando e perché non sta a me dirlo, però probabilmente è
un qualcosa che prima o poi dovremo in qualche maniera
immaginare. Io ho troppi amministratori che mi dicono che questa
legge sta peggiorando la situazione e non migliorandola. Però è
oggetto di dibattito e ne discuteremo con calma.
Sul rinnovo delle Commissioni
PRESIDENTE. Allora, scusate, io non ancora ricevuto da
DiventeràBellissima, le indicazioni per la griglia delle
Commissioni, per cui così come ho detto oggi, ho comunicato
all'onorevole Aricò, mi farò carico personalmente di indicare i
deputati di DiventeràBellissima nelle varie Commissioni, pur non
avendomele mandate formalmente, comunque ho trovato - perché sia
chiaro - un'intesa con l'onorevole Aricò sul fatto di lasciare
le cose come stanno sulla griglia di DiventeràBellissima. Per
cui, una volta completate, scusate, non è un dibattito.
Scusate, io una volta avute le griglie posso decidere quando
si deve votare. È una valutazione che sto facendo perché ci sono
una serie di motivazioni e di date, che da una parte mi
spingerebbero a votarle domani mattina, e una parte mi
spingerebbero a prendere una settimana di tempo. Per quanto mi
riguarda, vi dico sinceramente che sono molto più propenso a
votarle per domani, a votare subito, a votare domani, ma
materialmente io devo comunicare la griglia con i nomi di
DiventeràBellissima, perché ancora non c'è, quindi non potrei
fare votare oggi, per dire.
Per cui ora questa verrà completata e devo sentire alcuni,
sentirò anche i Capigruppo, devo sentire alcune persone che mi
hanno dato delle informazioni che credo siano utili, ma per
quanto mi riguarda, a questo punto, le Commissioni, con
l'aggiunta dei nomi di DiventeràBellissima, sono pronte per
essere votate. Per cui, mi dovete dare il tempo, credo che sia
di qualche ora, ma al massimo domani mattina, per comunicare
anche via mail quando le voteremo.
C'è un ordine del giorno dell'onorevole Lantieri
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho detto che lo devo dire. Lo sapremo tra oggi e
domani.
Allora, ho già detto che la mia posizione è quella di fare
votare, e basta. Se fosse possibile anche domani. Però, ho
bisogno di completare un lavoro che stiamo facendo e che non è
stato ancora completato, al di là del mandare la griglia con i
nomi di DiventeràBellissima che sino ad oggi non c'erano, per
cui tra stasera e domani mattina vi comunicherò il giorno delle
votazioni, che per quanto mi riguarda può essere anche, sentiti
i Presidenti dei Gruppi parlamentari, domani stesso o
dopodomani. Però, datemi il tempo di finire. Comunque è arrivato
il tempo di votare. Quello che dico è che è arrivato il tempo di
votare.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, soltanto per ricordarle quanto
stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari stamane, cioè che i nomi sarebbero stati comunque
da indicare entro lunedì sera.
Lei ha detto proprio lunedì sera, per votare martedì mattina o
pomeriggio.
PRESIDENTE. Tengo in considerazione tutto. Non apriamo un
dibattito.
ARICO'. Io volevo ricordare a me stesso e ai partecipanti
PRESIDENTE. Io tengo assolutamente in considerazione anche
questa cosa che abbiamo detto e che anche la Lega ha chiesto.
Sì, però non apriamo un dibattito su quando dobbiamo votare,
ve lo comunico stasera.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Mi volete lasciare il diritto di essere ancora una
volta, per quelle poche volte che ci sono riuscito, equilibrato
e lasciatemi la possibilità ancora una volta di essere
equilibrato
Quindi, ci sono le motivazioni da un lato e dall'altro che mi
serviranno per prendere una decisione serena ed equilibrata.
Presentazione dell'ordine del giorno n. 634
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo
votare un ordine del giorno, lo chiedo gentilmente all'Aula,
perché a Enna è stata progettata la nuova stazione ferroviaria
che si ferma a Sacchitello. Perciò la città capoluogo che è Enna
rimane senza stazione. E non è stata prevista nemmeno una
bretella di collegamento con la città capoluogo, che è Enna.
Considerato che quello che c'è a Enna: il quarto polo
Universitario; nascerà penso e spero il policlinico; ho chiesto
se gentilmente potete votare l'ordine del giorno per dare la
possibilità per chiedere al Governo nazionale di mettere in
progettazione con le Ferrovie dello Stato la bretella della
città capoluogo per Enna.
PRESIDENTE. Un attimo, mi avete chiesto la parola in tanti.
Però intanto io vorrei chiedere se il Governo questo ordine
del giorno lo accetta, non abbiamo bisogno di fare dibattito,
viene approvato con l'ok del Governo.
Assessore? Lo accetta. E allora basta, chiudiamo la
discussione. È accettato.
(L'ordine del giorno accettato reca il numero d'ordine 634)
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Lo avevamo detto prima: siccome oggi abbiamo
votato tante leggi e gli ordini del giorno andrebbero votati
quando sono coerenti con la legge che si è votato in quella
giornata, avendo votato di tutto e di più, abbiamo deciso di
inserirlo anche.
Se non avessimo votato tante leggi, ovviamente avrei quanto
meno chiesto prima all'Aula il permesso di votarlo, ma siccome
abbiamo votato cinque leggi, nelle cinque leggi ci può andare
qualsiasi ordine del giorno.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Onorevole Campo, ha chiesto di intervenire ai
sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno?
CAMPO. Sì.
PRESIDENTE. Benissimo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io oggi ho
partecipato alla seduta dove finalmente Trenitalia e RFI ci
hanno degnato di un minimo di risposta.
A parte la questione di Enna ed io appongo la mia firma,
seppur a ordine del giorno approvato, su questa questione di
Enna dove la stazione sarà a dieci chilometri di distanza dal
centro abitato, mi sembra una cosa da terzo mondo perché a
questo ci vogliono relegare.
Presidente, non è stata una scoperta perché, guardando le
carte, già me ne ero resa conto tant'è che avevo depositato una
richiesta di audizione, già a novembre, dove chiedevo anche la
partecipazione del sottosegretario ai Trasporti Cancelleri,
tanto attento alle questioni siciliane.
Perché, Presidente, carte alla mano con il PNRR che doveva
colmare il gap delle infrastrutture, anche ferroviarie in
Sicilia, ci siamo resi conto che il miliardo e quattrocento
milioni di cui si parla che, comunque, è pochissimo non sono
nuove risorse. Sono lo spostamento delle risorse già assegnate
da precedenti delibere CIPE su una risorsa che è un prestito.
Cioè, significa che il PNRR in Sicilia, per le infrastrutture
ferroviarie, vale zero Le tratte erano già progettate, se ne
parlava da decenni. Quindi il raddoppio Catania-Palermo, il
miglioramento della Palermo-Messina sono progetti già approvati
da parecchio tempo, alcuni già in esecuzione. Si è spostata
fonte di finanziamento e il PNRR non porterà nulla alla nostra
regione Tra l'altro sul collegamento veloce
dell'attraversamento dello stretto di Messina, nonostante a
livello nazionale ci sia stato un parlamentare siciliano -
l'onorevole Ficarra - che ha presentato un odine del giorno che
fu approvato che chiedeva l'acquisto di navi ro ro', navi dove
i treni possono entrare per intero senza essere smontati e,
quindi, la Freccia rossa potrebbe attraversare riducendo i tempi
di cinquantacinque minuti, in quanto non sarebbe necessario
smontare e rimontare e verificare i freni. Di queste navi, di
questo iter per ordinarle insomma - chiaramente non è
un'operazione come andare alla bottega a comprare quattro viti
dal ferramenta, ma è un'operazione importante - non si è saputo,
nessuno ci ha saputo dare notizie, traccia. Non si discute di
nulla.
Presidente io le chiedo, quando ci sarà la volontà, di fare
una seduta, di chiedere magari in Sala Gialla, lei con la sua
autorevolezza, se può farci avere degli interlocutori che in
maniera seria e compiuta ci facciano capire cosa sta combinando
il Governo nazionale, perché di PNRR ci rimarranno quattro
monopattini, quattro autobus elettrici ma di ferrovie non se ne
parla, e i principali studi ci dicono che solo attraverso un
trasporto ferroviario ad alta velocità si può avere un
miglioramento ed una crescita economica, un PIL degno di una
città europea. Tra l'altro, dagli studi fatti, si evidenzia come
in Europa non esistano due città metropolitane, ad esempio
Catania e Palermo, che non siano collegate dall'alta velocità
Sono bacini di utenti che condividono interessi economici,
culturali, di studio che sono relegati ad una dimensione
medievale del trasporto, al netto della Freccia bianca
ridipinta
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino. C'era prima l'onorevole Campo
e poi l'onorevole Savarino.
Onorevole Palmeri, ha facoltà di parlare.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
parlare di un problema legato alla sanità di Alcamo. Quindi, se
ho l'attenzione dei componenti della Commissione Sanità. Dei
pochi componenti presenti, chiaramente, oggi in Aula.
Doverosamente, visto il fermento ed il malessere che c'è in
questo momento sul mio territorio, voglio portare all'attenzione
dell'Aula, e non è la prima volta che succede, il problema del
nosocomio di Alcamo un ospedale che, negli anni, ha subito
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, io la prego di apprezzare
l'intervento dell'onorevole Palmeri. La stessa cosa per gli
onorevoli Aricò, Tancredi che prego di sedersi per ascoltare
l'intervento. Colleghi, Onorevole Savarino. Prego onorevole
Palmeri.
PALMERI. Grazie, Presidente. Sì, questo ospedale nei decenni
precedenti ha subito notevoli depotenziamenti, tre reparti sono
stati chiusi, e questo costringe il personale residuo a dei
turni massacrante.
Inoltre porta dei disservizi alle popolazioni del distretto
sanitario locale di Alcamo che include anche i comuni di
Calatafimi e Castellamare del Golfo ma in realtà questo ospedale
serve una reale molto più ampio a ricadente nell'area del golfo
anche della provincia di Palermo, territorio soggetto ad enormi
fluttuazioni turistiche stagionali che fanno sì che richiedano,
si richiedano, dei numeri di posti letto e un potenziamento
molto importante, cosa che non avviene. In particolare non
soltanto nei decenni precedenti abbiamo subito alla chiusura di
interi riparti ma ancora adesso ad esempio si continua ad
assistere al rischio continuo di chiusura del reparto di
cardiologia. Due anni fa abbiamo assistito al rischio di
chiusura del reparto di psichiatria al quale mi sono fermamente
opposta e in un certo senso siamo riusciti a fermare in extremis
attraverso l'intervento in Aula e un atto politico. Quello che
voglio dire è che queste iniziative, queste sollecitazioni
spesso da alcuni deputati locali sono stati visti come un, non
so, allarmismo immotivato, come un qualcosa di negativo per il
territorio. Ma invece io vorrei ricordare a questi deputati, a
questi assessori locali ma anche all'ASP che in realtà queste
chiusure paventate poi alla fine si sono dimostrate sempre
concretizzarsi, si sono concretizzati come ad esempio abbiamo
visto la chiusura dei reparti di ortopedia, di ostetricia,
ginecologia, pediatria, oncologia. Negli anni abbiamo visto a
questa chiusura e al trasferimento definitivo di questi reparti
negli altri ospedali del territorio. E quindi tutto questo
diciamo è una strategia a cui purtroppo ci siamo abituati ad
assistere.
I cittadini sono stanchi e demotivati e purtroppo vedono
appunto la Sanità utilizzata sempre come sotto ricatto politico.
Io vorrei intervenire per chiedere al Governo di intervenire.
L'Assessore Razza l'abbiamo chiesto un'audizione e abbiamo
presentato il problema in audizione molto spesso ma lui non s'è
presentato. Quindi io finalmente chiedo che il Governo regionale
attenzioni il problema del Nosocomio di Alcamo. Fra l'altro in
questo momento si stanno organizzando delle manifestazioni da
parte di cittadini che si stanno organizzando in comitati come
Alcamo articolo 32' e come, in particolare, anche
l'amministrazione di Alcamo, Calatafimi e Castellamare giorno 22
organizzeranno un Consiglio comunale aperto, congiunto, proprio
per discutere di queste problematiche e saranno presentate varie
proposte. Anche in quella sede io discuterò di una mia proposta
che appunto volevo discutere in sede di Commissione Sanità che è
una proposta che infatti ho chiesto discutere in sede di
Consiglio comunale congiunto, è giorno 22, presenterò anche
questa proposta, ossia quella dell'ampliamento del distretto
sanitario ad un areale più ampio rispetto a quello attuale, ad
un'areale di golfo e a prescindere se sia dell'ASP di Palermo o
dell'ASP di Trapani perché in realtà oggi si servono tutti
questi comuni dell'areale del golfo. Però quest'area non ha un
DEA a differenza di altri, di altre aree della provincia di
Trapani.
Quindi io chiedo che finalmente il Governo prenda a cuore
questi problemi, problemi dei cittadini, il problema
dell'ospedale di Alcamo, anche perché si parla di realizzare un
nuovo ospedale ma quali reparti si andranno a mettere
all'interno di questi ospedali? Quale personale se questo negli
anni è stato spostato altrove? Inoltre l'ospedale di comunità
dev'essere portato all'interno dell'ospedale di Alcamo e questo
secondo molti sarebbe la chiusura del cerchio per portare alla
chiusura dell'ospedale di Alcamo quindi io chiedo presenza al
Governo e attenzione anche per evitare che queste cose portino
disinformazione e queste false notizie poi siano spacciate come
verità, mi auguro che non siano la verità anche perché
l'allontanamento e la non presenza, la mancanza di risposte da
parte del Governo purtroppo stanno portando e porteranno
all'allontanamento dei cittadini. È un problema ancora più
grande di quello che è in realtà.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri.
Colleghi, il Presidente non mi ha lasciato un appunto sugli
eventuali interventi ex articolo 83, mi era sembrato di capire
che c'era l'onorevole Campo ma non la vedo più in Aula.
È iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, volevo intanto esprimere il
parere favorevole sull'ordine del giorno presentato dalla
collega, di cui abbiamo parlato oggi anche in Commissione.
Come lei sa oggi abbiamo avuto l'ennesima riunione sul PNRR e
le infrastrutture in Sicilia e da questo ennesimo focus che
abbiamo fatto si è evinto in maniera ormai chiara che le opere
che rientrano nel PNRR Sicilia per le infrastrutture, quindi sto
parlando di opere per le RFI, quindi che sono messe in atto
dalle Ferrovie dello Stato italiano, sono opere che erano già
finanziate con delibere del Cipe e che hanno semplicemente
cambiato la fonte di finanziamento. Questo era il nostro allarme
nelle nostre prime riunioni e oggi è confermato.
Già allora avevamo chiesto, insieme ai colleghi di Attiva
Sicilia, di avere però conferma da parte del Governo nazionale -
come in altre circostanze è stato fatto quando si cambiano le
fonti di finanziamento - che quei fondi liberati comunque
rimanessero assegnati alla Sicilia, magari per progetti che
hanno una tempistica più lunga rispetto a quella dettata dal
PNRR.
In IV Commissione abbiamo fatto delle proposte a RFI: la
proposta di collegare meglio i nostri aeroporti siciliani con i
capoluoghi di regione e con i capoluoghi di provincia; la
proposta di acquistare le navi Ro-Ro per fare un attraversamento
dello Stretto più veloce; la proposta di mettere in collegamento
- come oggi è stato chiesto all'ordine del giorno dalla collega
Lantieri e dalla collega Pagana in Commissione - la nuova
stazione di Enna Sacchitello con la Città; ebbene, nessuna
conferma da parte del Governo nazionale.
Il timore che abbiamo è che il Governo Draghi abbia liberato
risorse certe che erano state assegnate attraverso il Cipe alla
Sicilia e che queste risorse possano essere oggi utilizzate dal
Governo Draghi per fare tutt'altro piuttosto che infrastrutture
in una Regione come la Regione siciliana che aveva già progetti
esecutivi finanziati, quindi non mancavano i progetti, quindi
questo mantra dell'assenza di progetti non poteva essere usato,
ma queste risorse liberate saranno spostate su altri temi,
probabilmente serviranno a coprire i costi del Covid in tutta
Italia creando un danno certo alla Regione siciliana.
Ebbene, come IV Commissione, presenteremo una mozione in Aula,
perché il Governo regionale so già che attraverso il Presidente
Musumeci e l'Assessore Falcone hanno chiesto in Conferenza Stato-
Regioni, al Governo Draghi e al Ministero dei trasporti e
infrastrutture che queste risorse liberate - stiamo parlando di
oltre un miliardo di euro - siano comunque destinate alla
Regione siciliana per finanziare altre opere importanti.
Noi abbiamo fatto degli esempi, ma ce ne sono tanti. Penso
anche attraverso l'Anas alla chiusura dell'anello autostradale
con la Gela-Castelvetrano, per farne un altro esempio di
prioritaria importanza nella Regione siciliana.
Temo che il Governo Draghi rimanga sordo a questo nostro
appello e che, quindi. il PNRR sulle infrastrutture sia stato
solo il gioco delle tre carte; progetti siciliani già finanziati
con il Cipe sono stati presi e finanziati con il PNRR che,
peraltro, è una forma di finanziamento parzialmente a
restituzione e non a fondo perduto, per cui il danno diventa
oltre la beffa e questa è una cosa che la Regione siciliana non
si può permettere.
Quindi, il mio appello è al Governo Draghi, ai deputati
nazionali, ai senatori eletti in Sicilia, che tanto rumore
avevano fatto perché al Consorzio di bonifica nella piattaforma
elettronica erano stati estromessi ed erano stati non accolti
alcuni progetti per il PNRR delle dighe, poi quasi totalmente
tutti riammessi quando l'istruttoria è stata fatta in maniera
più intelligente e non attraverso una piattaforma elettronica.
Ecco, sul PNRR infrastrutture, sui finanziamenti della nostra
rete ferroviaria c'è il silenzio più totale della nostra
deputazione nazionale, il che noi non lo possiamo permettere.
Noi che rappresentiamo la Sicilia da quest'Aula dobbiamo
assolutamente chiedere massima attenzione che quel miliardo e
rotti di euro restino in Sicilia.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, per sua fortuna è giovane e
non ha vissuto un periodo che ho vissuto in pieno che è stato
quello dei famosi fondi strutturali quando il 40 per cento del
totale dei fondi strutturali - solo per il Sud - il 40 per cento
del totale investimento Italia arrivava nelle quattro Regioni,
ai tempi erano sei, Regioni del Sud.
Quello che lei ha appena detto esiste da sempre.
Quelli che venivano chiamati i cosiddetti progetti sponda'
cioè, visto e considerato che non si creava progettazione da
utilizzare nei fondi strutturali prendevamo, pur di utilizzare i
fondi europei, i progetti ENEL, i progetti già esistenti delle
Ferrovie, i progetti già esistenti di Telecom, perché se non
facevamo i progetti sponda' materialmente perdevamo i fondi
europei.
Cosa si diceva a Roma? Tra perdere e non perdere meglio che li
prendiamo anche per altro perché non arrivano i progetti.
Quello che dobbiamo fare prima ancora di rivolgerci ai nostri
colleghi nazionali è quello di capire qual è l'accordo,
onorevole Savarino, che c'è fra il Governo regionale e il
Governo nazionale sul PNRR.
Onorevole Savarino, mi ascolti perché è un consiglio che ci
stiamo dando reciprocamente. Tutti gli altri Presidenti di
Regione che conosco e con cui ho parlato, tutti, hanno a casa,
in tasca o nel cassetto un accordo non firmato, non formale ma
un accordo su come spendere questi quattrini avendo però
contemporaneamente dimostrato al Governo nazionale che ci sono
le potenzialità per spenderli.
Se ci sono progetti per spendere, se il Governo nazionale non
ha questo tipo di informazione così come si fa da trent'anni,
non è una cosa di quest'anno, così come si fa da trent'anni,
perché è da trent'anni che in Sicilia succede questo, non
possiamo pensare di cambiare le cose.
Per cambiare le cose dobbiamo presentarci con un miliardo di
euro di progettazione in Europa, a Roma, in questo caso, dal
Presidente del Consiglio, dirgli che abbiamo i progetti per
utilizzare il PNRR e quindi che non si permettano di utilizzare
quelli del CIPE perché noi abbiamo cose in più.
Quelli del CIPE non li vogliamo finanziati dal PNRR perché per
il PNRR abbiamo cose in più.
Posso garantire che - è un discorso che varrebbe la pena fare
nel mio ufficio piuttosto che qui - un numero importante di
Regioni ha presentato tanti di quei progetti che oggi qualcuno a
Roma gli sta dicendo di stare tranquilli perché anche se sono di
più, considerato che ci saranno Regioni che non li
utilizzeranno, se li prenderanno ugualmente.
Sta per succedere quello che succede da trent'anni dal Governo
nazionale nei confronti del Sud e della Sicilia in particolare.
Questi signori ogni volta sbandierano la scusa che siamo noi che
non abbiamo i progetti.
Quindi, o noi questo tipo di progettazione anche RFI, cosa
dice?... che per fare un progetto per la Palermo-Mondello in
treno ci vogliono 15 anni e quindi è inutile farlo oggi.
Queste cose vanno decise, vanno studiate, vanno incontrate le
persone, bisogna metterle attorno a un tavolo, altrimenti non si
dà più l'autorizzazione di andare in treno in Sicilia.
E' un discorso molto complesso e io ho fatto nascere un
partito Grande Sud' come protesta al Governo nazionale che
faceva queste cose.
Poi, però, mi sono dovuto accorgere che qualche responsabilità
non era solo del Governo nazionale.
Dovremmo fare un lavoro in cui ci dovremmo mettere tutti
insieme, cercare di capire cosa andare a raccontare a Roma e non
perdere questi soldi, altrimenti possiamo fare con i nostri
deputati nazionali tutte le proteste del mondo ma non vedremo un
euro di PNRR.
SAVARINO. Signor Presidente, ha ragione sullo scippo che negli
anni è sempre stato fatto alla Regione siciliana, tranne pochi
anni, e non vorrei ricordarli per non fare politica perché non
serve
PRESIDENTE. Ma tanto tutti, tutti.
SAVARINO. Ecco, il punto è che questo PNRR viene totalmente,
tranne il 7 per cento della spesa che viene programmata nelle
Regioni, tutto il resto è programmato direttamente da Roma
PRESIDENTE. Questo è l'errore.
SAVARINO o attraverso mi fa finire?... o attraverso l'ANAS o
attraverso RFI o attraverso gli enti locali direttamente. Gli
enti locali sappiamo che hanno la difficoltà a fare progetti.
PRESIDENTE. E, allora, onorevole Savarino, mi ascolti.
SAVARINO. Io mi riferivo ad un miliardo e quattrocento milioni
di euro che sono i fondi assegnati in quanto Regione siciliana,
ma programmati da Roma, dal Governo e dal Ministero dei
Trasporti, attraverso RFI. Noi gli possiamo dire: Vi prego,
inserite 40 chilometri della Palermo-Agrigento . Io l'ho fatto
questo vi prego e sono stati inseriti, per carità ma, devo
dire, peraltro, sono stati inseriti perché erano quattro anni
che gli chiedevo di fare questo progetto per ammodernare quella
rete.
PRESIDENTE. E gli poteva chiedere anche Palermo-Mondello.
SAVARINO. E' la società nazionale che ha invece deciso che
progetti che erano già finanziati attraverso il CIPE, invece di
accelerare su altri progetti che potevano essere messi in
cantiere, si sono presi quelli già belli e pronti perché avevano
la scadenza del 2026 per spenderli. Comprendo e accetto ma ad
una condizione. Siccome noi già su questi progetti per la
Sicilia avevamo avuto finanziato dal Governo nazionale oltre un
miliardo di euro, con questo miliardo di euro ci permettete di
progettare infrastrutture che sbordano rispetto alla scadenza
del 2026 ? Questo è il tema ed è il Governo nazionale che
programma, sceglie attraverso le sue società nazionali ANAS e
RFI questa grandissima fetta di fondi di finanziamento come
spenderli.
Noi dovremmo fare sentire la voce alla Regione siciliana.
PRESIDENTE. Facciamo una cosa, diamo la parola un attimo
all'assessore Baglieri. Io intanto vi volevo comunicare, per
questo ero tornato io in Aula che quindi aspettiamo questa
cosa poi però mi piacerebbe invitarla, onorevole Savarino,
anche l'assessore Baglieri e chi altri fosse interessato, anche
domani mattina, nel mio ufficio, a fare una discussione su
questo argomento perché, siccome quello dei fondi europei
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Savarino, mi faccia parlare, no,
non parli, scusi, è un argomento che conosco meglio di qualsiasi
altro argomento al mondo - ho capito, onorevole Savarino, si
lasci pregare, per questo le dico ora qua non possiamo, è
inutile discutere così - ci vediamo, se lei vuole, domattina,
insieme all'assessore perché le spiego
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Savarino, ripeto, conosco
l'Italia, sono stato in sei governi nazionali, faccio politica
da trent'anni e il primo anno in cui ho fatto politica sono
diventato già sottosegretario, perché così andava in quel
periodo, forse senza meritarlo, ma so esattamente come
funzionano i meccanismi italiani perché quando io sono stato
sette anni al Ministero dell'Economia, cinque come Vice Ministro
più Ministro dello Sviluppo e poi sottosegretario al CIPE nel
Governo successivo, sono stato sette anni al Ministero
dell'Economia, il Ministero dell'Economia ha una tabella che un
tempo si scriveva a penna, ora è un po' diverso, col bilancio
dello Stato, quindi conosco il bilancio dello Stato come nessuno
lo può conoscere al mondo e vi posso dire esattamente quello che
è successo negli ultimi quarant'anni per cui il gap tra Sicilia
o tra Sud e Nord è sempre andato ad aumentare invece che a
diminuire.
Onorevole Savarino, chiunque fosse il Governo nazionale,
chiunque fosse il Governo regionale questa è una partita che si
gioca il Ragioniere generale dello Stato a Roma che, ovviamente,
fa tutti gli interessi dello Stato, molto pochi quelli delle
Regioni, ma hanno sempre una scusa e sono già pronti con la
scusa anche in questa occasione e la scusa è quella che noi
Regioni, non parlo della Sicilia, credetemi, la mia non è una
vorrei che fosse chiaro, anzi Musumeci posso dire ha speso
meglio di tanti, per cui non c'è assolutamente nessuna critica
da questo punto di vista, ma noi non abbiamo le strutture, è uno
dei motivi per cui col Segretario generale e con l'Università di
Palermo stiamo studiando un progetto di una sorta di think thank
americana, quella in cui si possano fornire alla Regione i
progetti, basta che gli si dica qual è la visione che si vuole
avere per la Regione e avere delle strutture non private,
pubbliche, ma non regionali, tipo università e altre fondazioni
che possano dare supporto alla Regione siciliana. E' un
argomento che, tra le tante cose, abbiamo fatto in questa
Legislatura, abbiamo avviato con l'Università di Palermo,
soltanto come inizio perché poi, ovviamente, va allargata a
tutte le altre università, per creare un qualcosa che ci
consente di avere la progettazione che, purtroppo, non c'è e non
c'è dirigente regionale in condizione di farla ed è inutile
andare a chiedere all'Anas o a FSI, perché non hanno interesse,
perché quando fanno una strada in Sicilia o quando fanno un km
di ferrovia, un km di ferrovia al nord gli rende mille e in
Sicilia gli rende dieci. Per cui, non lo vogliono fare, con
tutto quello che gli possono chiedere i Governi, da quando
queste sono S.p.A., perché le Ferrovie dello Stato sono S.p.A.,
come lo è l'Anas, hanno un dovere di chiudere il bilancio.
Ogni euro che spendono in Sicilia per loro è perdita, per cui se
non si crea un sistema diverso di interlocuzione, di
impressione, di interessi anche per loro, noi non arriveremo
mai, ne parleremo tra cinquant'anni.
Io una volta ho letto, onorevole Schillaci, un libro di
Cicerone sull'agricoltura. Mi sembrava di sentire il Ministro
che avevamo qua: dicevano sul Sud, sulla Sicilia esattamente, le
stesse cose che diciamo oggi; stiamo parlando di Cicerone
Credetemi, quindi, o si fa un cambiamento strutturale con tanti
sacrifici e tanti sforzi che bisogna fare oppure non saranno i
nostri deputati nazionali a potere cambiare le cose.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità. Volevo soltanto, a chiosa di quanto già detto dal
Presidente Savarino, nel condividere anche le sue considerazioni
sulla necessità di avere progetti esecutivi e cantierabili, non
a caso il Governo Musumeci ha già stanziato una somma, ha fatto
l'Ufficio progettazione speciale proprio per questo, perché
consapevole di questo.
Però, volevo dire due cose: la struttura del PNRR, così
come viene concepita, individua tra i beneficiari soltanto le
società o gli enti locali. Parlo per quello che mi compete, cioè
la misura sulle economie circolari e sui rifiuti che,
addirittura, su mia richiesta formale, ha chiaramente, ho
richiesto al Ministero la proroga di un mese per consentire.
Quindi, al di là della promozione, non ci possiamo sostituire
perché non siamo noi gli attori beneficiari e, quindi, anche gli
articoli di stampa che sono stati così pubblicati, in realtà,
danno delle indicazioni perché, in realtà, non è la Regione
siciliana a fare i progetti.
Seconda cosa. Laddove il Presidente Musumeci poteva fare
quel tipo di accordo a cui lei faceva riferimento, quindi parlo
delle attività in titolarità, l'ha fatto. Parlo dei 300 milioni
di euro con il Myinps, quindi con il Ministero per le
infrastrutture, dove ben 150 milioni di euro sono stati
destinati alla messa in sicurezza delle dighe; quindi, laddove
c'è la Regione che può svolgere un ruolo in piena titolarità
l'ha fatto con ottimi risultati. La verità è che chiaramente
questa attività del Pnrr è stata calata dall'alto, anche quando
noi, come Commissione ambiente, non abbiamo ancora espresso il
parere per le comunità energetiche, perché non siam, del tutto
favorevoli all'impianto che ci viene proposto. E tutte le
Regioni sono quindi, c'è del vero in questo che c'è stato un
po' calato, però, è chiaro, noi abbiamo anche una 21-27
abbastanza corposa, quindi, al di là di questo, le sue
considerazioni sull'attività progettuale veramente sono del
tutto condivisibili.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente. Io accolgo la richiesta
e mi associo alla richiesta dell'onorevole Savarino, della
Presidente della Commissione, perché noi già mesi fa avevamo
manifestato una preoccupazione proprio sulla messa a terra del
PNRR, perché giustamente, come dice l'Assessore, la maggior
parte della messa a terra riguarderà gli enti locali, e gli enti
locali non sono pronti per potere usufruire di questi fondi per
mancanza di risorse umane per progettualità.
Per cui io, signor Presidente, le sollecito una seduta anche,
come diceva l'onorevole Savarino, in Sala Gialla, dove possiamo
invitare gli stakeholders per potere usufruire al meglio il PNRR
ed eventualmente per avanzare proposte a livello nazionale.
Grazie.
Sul disegno di legge di bilancio e di stabilità
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
Allora, è terminato questo dibattito, che è molto utile,
secondo me - l'onorevole Savarino è andata via? Sì - ma che
dovremmo comunque riprendere.
Volevo dirvi, però, che noi ancora, ad oggi, non abbiamo
ricevuto dal Governo il disegno di legge di stabilità. E'
arrivato oggi il bilancio, anche se carente della relazione
tecnica che deve arrivare, altrimenti, in Aula non ci possiamo
andare. E' arrivato sì, è arrivato il bilancio, anche se senza
relazione tecnica, ma che è stata già richiesta, ma non è
arrivato il disegno di legge di stabilità.
E, allora, noi abbiamo, come voi sapete, un obbligo
costituzionale. Perché sto facendo questo ragionamento? Per
dirvi a quando aggiorneremo la seduta, ecco, non per altro,
però, ve lo vorrei spiegare. Abbiamo un obbligo costituzionale,
entro il 30 aprile, di approvare il disegno di legge di
stabilità. Possiamo, ovviamente, come abbiamo fatto e come si è
sempre fatto arrivati al 30 aprile, di tenere la seduta aperta
per due giorni, per tre giorni, se vogliamo, in modo da potere
sforare, però, ricordo che già dal 3 maggio noi abbiamo qua in
Assemblea questa riunione importante dei Presidenti delle
Cassazioni, dei Procuratori Generali di Cassazione di tutta
Europa, che era stata fissata otto mesi fa, per cui,
sinceramente, non pensavamo al disegno di legge di stabilità,
non ci pensavamo proprio in quel momento. Per cui, il 3 maggio,
comunque, per qualche giorno non potremo avere a disposizione
l'Aula. Ma, in ogni caso, io dico che, entro il 3 maggio,
bisogna riuscire ad approvarlo.
Qual è il problema di cui avverto, così come ho avvertito oggi
l'assessore Baglieri anche l'assessore Cordaro, in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari? Il problema è che se non
arriva il disegno di legge di stabilità entro il 22, ma entro il
22 significa entro il 22, cioè che già il 22 mattina è una cosa
e il 22 sera diventa un'altra, abbiamo problemi seri.
Io, quindi, do un'anticipazione, cioè, siccome non si può non
approvarla, è inutile che siamo qua. Né il Parlamento può non
vederla con attenzione come si è sempre fatto, proprio il minimo
tempo necessario, perché, comunque, non si veda che se, e lo
dico in presenza sua, se non dovesse arrivare entro il 22 il
disegno di legge di stabilità, avremmo veri problemi. Per cui,
la prego di comunicare al Governo che c'è questa assoluta
necessità, proprio assoluta Ma, intanto, comunque, a
prescindere da quello che dal momento in cui arriverà il disegno
di legge di stabilità io non posso non prevedere di arrivare in
Aula per l'esame del il disegno di legge di stabilità oltre il
28. Quindi, siccome, prima del 28, a questo punto, mi sembra
inutile fare qualsiasi tipo di seduta, io aggiornerei
direttamente al 28, sapendo che, però, Commissioni ed altro
dovranno, ovviamente, devono lavorare molto prima.
Quindi, farò avere comunicazione a tutti del momento in cui
arrivano i documenti relativi il disegno di legge di stabilità,
sperando che siano completi. L'anno scorso c'era qualche
problema, però, abbiamo segnalato anche questo. Dunque, nel
momento in cui arrivano i documenti relativi il disegno di legge
di stabilità, immediatamente, immediatamente è un modo di dire,
perché gli Uffici lo devono vedere. Per cui, diciamo, un giorno
vi può bastare, un giorno per farlo? Quello che è, insomma, gli
Uffici la vedranno e quanto prima la manderanno alle Commissioni
di merito per poi fare la Commissione Bilancio , per essere il
28 qui.
Capite bene che se non arriva il 22, arrivare qui il 28
diventa, considerato che c'è peraltro il 25 aprile che è vacanza
- ce ne dobbiamo fregare di tutte le vacanze però c'è - per cui
qualcuno, come dire, poi, i giorni di vacanza per quanto uno
decida di lavorare però, ecco, vorrei che fosse chiara questa
comunicazione perché abbiamo fatto ancora conteggi dopo la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di oggi e,
veramente, se non arriva il 22 il rischio è enorme. Io non posso
tenere poi aperta quindici giorni la seduta a maggio. E poi c'è
quest'altra, giusto quest'anno, quest'altra coincidenza, abbiamo
dato l'Aula ai Procuratori generali di Cassazione, per questa
riunione che loro considerano importantissima, che hanno il
giorno 5 di maggio.
Peraltro, per il giorno 6 - do anche questa comunicazione,
onorevole Assenza, do anche questa comunicazione a lei perché
credo che sia importante - i Presidenti delle Procure generali
di Cassazione europei che si riuniscono qua il giorno 5, hanno
invitato tutti noi, quindi, tutto il Parlamento, il giorno 6
all'Aula bunker per la chiusura di questi tre giorni che
faranno, alla presenza del Presidente Mattarella. Io, quindi,
stamattina ho pregato i Presidenti dei Gruppi parlamentari - lei
non c'era, onorevole Lupo, c'era però l'onorevole Catanzaro -
per favore, di farsi promotori nei confronti di tutti i deputati
del Gruppo e di chiedere chi vuole partecipare giorno 6, perché
l'unica cosa che dobbiamo fare è comunicare i nomi e il numero
delle persone che andranno all'Aula bunker entro il giorno 28.
Quindi, se, per favore, siccome si riapre il 28 l'Aula, in
questi giorni, noi faremo anche delle comunicazioni formali via
lettera, via mail o via messaggi, ma entro il 28 dobbiamo sapere
quali sono i deputati che intendono essere presenti giorno 6
all'Aula bunker insieme al Presidente della Repubblica.
Quindi, giorno 28 mi permetterei di dire che già di mattina
potremmo fare Aula. Allora, convoco l'Aula il 28 mattina, in
modo che il termine per la presentazione degli emendamenti
decorra dalla mattina, altrimenti, non ce la facciamo, non ci
riusciamo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 28 aprile
2022, alle ore 11.00, con l'inizio della discussione dei
documenti finanziari.
La seduta è tolta alle ore 17.58 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato
sul sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è
il seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVII SESSIONE ORDINARIA
337a SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 28 aprile 2022 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224)
2) Legge di stabilità regionale 2022/2024. (n. 1234)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio