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Resoconto d'Aula della Seduta n. 338 di venerdì 29 aprile 2022
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 11.23

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Comunicazione di apposizione di firma all'interrogazione n. 2632

   PRESIDENTE.   Comunico che con nota e-mail  del  28  aprile  2022,
  protocollata  al  n.  2703-ARS/2022 di pari  data,  l'onorevole  Lo
  Giudice    ha    dichiarato   di   apporre   la    propria    firma
  all'interrogazione n. 2632 recante  Delucidazioni  in  ordine  alla
  vicenda  della  costruzione e assegnazione di alloggi  di  edilizia
  popolare ed economica da parte della cooperativa «Nuova Polizia  di
  Stato '85»  dell'onorevole Zafarana ed altri.

   L'Assemblea ne prende atto.

   e 1234/A

   Seguito della discussione unificata dei disegni di legge  Bilancio
  di  previsione della Regione siciliana per il triennio  2022/2024.
  (n. 1224/A) e  Legge di stabilità regionale 2022/2024.  (n. 1234/A)

   PRESIDENTE. Colleghi, iniziamo con la discussione generale.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Presidente, siccome rispetto all'orario  fissato  per
  l'Aula   è  passata  quasi  mezz'ora  e  non  vediamo  il  Governo,
  veramente,   è  insopportabile  che,  nonostante  i   ritardi   per
  approntare  il testo e la trasmissione in Aula, non si presenti  il
  Governo neanche per l'inizio della discussione generale della legge
  di bilancio e della Finanziaria. E' veramente insopportabile

   PRESIDENTE. Cominciamo con la discussione.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Lo so, onorevole, lo capisco, però possiamo sospendere
  cinque minuti, che cosa possiamo fare?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  nessuno  le  ha   chiesto   di
  intervenire

   CRACOLICI. Lo chiedo io  Lo chiedo io

   PRESIDENTE. Non ha chiesto nemmeno la parola

   CRACOLICI. Ma io non la chiedo  Parlo e basta

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Grazie,  Presidente. Mi associo a quanto  detto  dal  mio
  collega. Presidente, fate le chiamate che dovete fare, fate  venire
  qualcuno perché parlare qui con un banco vuoto direi che non  è  il
  caso.   Quindi,   cinque  minuti  o  mezz'ora  aspetteremo.   Tanto
  aspettiamo da tempo  Cos'è mezz'ora  Non è per mezz'ora  Grazie.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 11.27)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Il  Governo è arrivato, nella persona  dell'Assessore
  Armao, così come previsto dal Regolamento.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Dopo il tempo difficile del Covid,
  questa legge finanziaria e di bilancio era attesa. Era attesa anche
  perché  è  l'ultima  prima  del  termine  della  Legislatura  e  ci
  aspettavamo una manovra di grande respiro. Invece, arriva in Aula e
  fuori tempo massimo - come abbiamo ribadito già negli interventi di
  ieri  -  una  manovrina, con un unico grande imputato:  il  Governo
  regionale. Con un ritardo insopportabile, appunto, nel metodo,  con
  i  tagli alla democrazia parlamentare; ma, ahimè, non va meglio nel
  merito  della manovra. Basta dare un'occhiata alla nota di  lettura
  degli  Uffici sul bilancio e sulla legge finanziaria. I numeri  del
  bilancio  sono  impetuosi,  emerge una netta  non  conformità  alle
  previsioni  del  documento di economia e finanza  regionale,  sulla
  spesa corrente e sulla spesa in conto capitale.
   Per  quanto riguarda la spesa corrente il DEFR prevedeva,  per  il
  2024,  una  contrazione dal 68 per cento del 2020 fino  al  66  per
  cento  ed invece le previsioni arrivano fino ad un aumento di quasi
  quindici punti percentuali nel 2024.
   Per  quanto riguarda la riduzione della spesa capitale che  doveva
  comportare due punti percentuali, invece dal 9,4 per cento del 2022
  addirittura arriva ad un misero 1,8 per cento.
   Sempre  nel merito della legge di bilancio, è sotto gli  occhi  di
  tutti il miliardo di somme congelate.
   E  abbiamo  l'impressione  che, a differenza  di  altri  anni,  lo
  sblocco delle somme -  del miliardo -  non sarà così semplice.
   C'è  questo  taglio orizzontale a diversi capitoli ma,  ahimè,  in
  perfetto  stile  del  Governo Musumeci. Dalla  lettura  degli  atti
  emerge  una  netta  contrapposizione  tra  coloro  che  sono  stati
  beneficiati  con  nessun  taglio  nei  capitoli  e  invece  diversi
  capitoli  che vengono sottoposti al congelamento. Insomma  figli  e
  figliastri.
   L'elenco  dei  figli è quello della Tabella 6 perché, stranamente,
  c'è  una  contrapposizione: ad esempio i  teatri  pubblici  vengono
  quasi tutti sottoposti a taglio orizzontale e poi stranamente nella
  Tabella 6 ci sono i figli come l'Ente Luglio musicale trapanese che
  non  viene  sottoposto a taglio, non vengono sottoposti a  tagli  i
  capitoli di diretta gestione da parte del Presidente della  Regione
  e  che  serviranno in campagna elettorale ad alimentare prebende  e
  benefici  come  quello del 378108, che prevede spese per  festival,
  premi e seminari.
   Figli  e  figliastri, ahimè, anche nello sport  dove  il  capitolo
  della  legge  8  per  lo  sport di base viene  sottoposto  per  una
  consistenza parte al congelamento delle risorse che, come  sappiamo
  bene,  non  si sa se verranno mai sbloccate, mentre altri  capitoli
  dello sport vengono liquidati per intero.
   Sui comuni, anche là tagli consistenti ai comuni che non sono solo
  quelli   dei  trasferimenti  ma  sono  anche  quelli  relativi   al
  trasporto,  ai  disabili,  ai minori, agli  anziani  e  poi  -  c'è
  l'assessore  Cordaro in Aula -  ci sono capitoli non tagliati  come
  ad  esempio quello relativo alla rimozione dei rifiuti del  demanio
  marittimo per 25 mila euro.
   Sull'articolato  non va meglio, una manovrina di  una  ventina  di
  articoli,  alcuni  di  questi come gli articoli  6,   7  e  19  con
  evidenti  dubbi di copertura finanziaria e mi riferisco alla  norma
  sui  beni  culturali, a quella delle ZES, a quella sulla tassa  del
  bollo  auto  e  poi,  insomma, l'articolo  6  ci  lascia  veramente
  perplessi,  non solo abbiamo fatto gli emendamenti  soppressivi   -
  non  c'è l'assessore Samonà in Aula -  ma la misura dei 40  Euro  è
  veramente   non  soltanto  non capiamo  quale  slancio  in  termini
  economici  potrà dare, tra l'altro è una norma che non si  capisce,
  appunto  perché viene prevista all'interno dell'articolato, bastava
  una  riunione  della  commissione biglietti, e  invece  l'assessore
  Samonà  ci dovrebbe spiegare come mai nonostante l'emergenza  Covid
  sia  finita  il 31 marzo, è stata prevista la proroga  dei  servizi
  aggiuntivi fino al 31 dicembre 2022, quando da due anni  in  questa
  Aula  il Partito Democratico chiede che venga fatta la gara; se  ci
  fosse  stato  un  articolo  che  meritava  di  essere  inserito  in
  finanziaria sulla rubrica dei beni culturali certamente era  quella
  di  una  previsione più congrua e opportuna per quanto riguarda  la
  gestione dei siti culturali siciliani e dei nostri beni UNESCO.
   Sulle    riserve   dei   comuni   ancora   figli   e   figliastri,
  incomprensibile la parzialità verso le bandiere verdi, le  bandiere
  blu, che continua a restare in Aula e soprattutto grida vendetta la
  norma  che  fece inserire anni fa l'Aula a maggioranza centrodestra
  per la stabilizzazione dei precari.
   Quella  norma, che fa figli e figliastri, oggi, rischia di mandare
  sei  comuni siciliani al dissesto tra cui Piedimonte Etneo  e  come
  Partito   Democratico  ci  siamo  fatti  carico  di  uno  specifico
  emendamento. I temi del lavoro all'articolo 13 non sono per  niente
  sufficienti, resta il tema degli ASU.
   Sono 10 minuti Presidente Di Mauro come lei ben sa. Non vorrei che
  per giunta stia facendo notare il tempo, il Governo che con calma è
  arrivato  con 31 minuti di ritardo, quindi, voglio dire che  c'è  q
  alcuno che ha la faccia come la carta vetrata, quindi, voglio dire,
  vetrata, vetrata. Sì sì sì veramente, assessore Armao.
   A  proposito  degli  ASU, neanche una parola  nell'articolato,  in
  attesa della pronuncia della Corte costituzionale del 7 giugno,  ci
  faremo carico di un emendamento per appostare i quindici milioni di
  Euro  a  carico del bilancio di quest'anno che, speriamo, all'esito
  positivo della pronuncia della Corte garantiranno la possibilità di
  stabilizzare concretamente le migliaia di lavoratori ASU siciliani.
   Sempre  a  proposito  del lavoro, resta il tema dell'inquadramento
  dei  precari  della Protezione civile, abbiamo fatto un emendamento
  per  circa  tre milioni di Euro per un inquadramento errato  che  è
  stato   fatto  negli  anni  scorsi,  per  non  parlare  poi   della
  riqualificazione del personale regionale delle Categorie A e B  che
  vede il Governo particolarmente distratto nell'attenzionare le loro
  prospettive di carriera e di riqualificazione professione.
   Non   capiamo  le  ragioni,  poi,  all'articolo  17  per  cui   la
  transizione   giudiziaria   sostanzialmente   viene   inserita   in
  finanziaria  e  viene  trattata all'interno della  manovra,  perché
  anche questo è un argomento assolutamente inusuale.
   Resta l'ultimo grande tema, di cui non c'è traccia nella manovrina
  del Governo, ed è quello relativo ai tanti precari della sanità che
  questa stagione del COVID ha creato.
   Le ingenti risorse che ha avuto a disposizione il Governo Musumeci
  potevano  contribuire  a  far  fare un  passo  avanti  alla  sanità
  siciliana investendo in infrastrutture, servizi, personale medico e
  infermieristico  adeguato, invece ad oggi registriamo  soltanto  un
  grande  sperpero di denaro pubblico e nessuna visione della qualità
  e  l'ottimizzazione dei servizi della sanità siciliana. Certamente,
  ci  faremo carico di presentare un emendamento in questo senso, che
  prevede l'adeguata stabilizzazione del personale medico e sanitario
  che  ha avuto la possibilità di lavorare durante l'emergenza  COVID
  ed  è  anche  l'occasione per far fare un passo avanti alla  sanità
  siciliana  riducendo magari le interminabili liste  di  attesa  che
  ancora vedono protagoniste le tante strutture siciliane.
   Per  queste  ragioni,  signor Presidente,  le  chiediamo  -  fermo
  restando   l'assoluto   impegno  del   Partito   Democratico   alla
  trattazione  del bilancio a partire da domani alle  ore  12.00  per
  finire  nei  termini  previsti dalla norma  costituzionale  che  il
  Governo  regionale, invece, ha fatto di tutto per non rispettare  -
  un  congruo  termine per presentare gli emendamenti in finanziaria,
  anche alla luce delle riflessioni che sono state fatte e anche alla
  luce delle tante omissioni del Governo Musumeci.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente,  non ho capito se la mia  è  una  relazione  al
  Documento  finanziario  o  che debba rispondere  ad  un  intervento
  anticipato  dell'opposizione, alla quale ovviamente non risponderò,
  perché  questa è una relazione generale e quindi non può  indugiare
  in  risposte a questa o a quella prospettazione, peraltro bislacca,
  della posizione finanziaria che viene prospettata.
   L'iniziativa che oggi è all'esame del Parlamento è stata esaminata
  adeguatamente  e  puntualmente  in  Commissione  bilancio  e   devo
  ringraziare  il Presidente Savona e i parlamentari intervenuti  sia
  il  giorno  25  di  aprile,  nel quale  siamo  stati  impegnati  in
  Commissione  Bilancio  in un confronto e una relazione sui dettagli
  della  misura, quindi mi dispiace per chi non c'era, evidentemente,
  oggi,  non si sarebbero dette cose che, ripeto, vengono prospettate
  fuori dai criteri dell'inquadramento oggettivo delle cose.
   La  misura  risente, evidentemente, di alcuni ritardi dello  Stato
  nel dare le risposte che la Sicilia attende, e rincresce vedere che
  su  questo i siciliani non siano uniti e ci siano siciliani che per
  ragioni di partito pensino che, piuttosto che concentrare le  forze
  dei  siciliani nell'ottenere misure da Roma, si pensi che,  invece,
  bisogna osteggiare chi le richiede.
   Quindi,  è  davvero  singolare  e  su  questo,  evidentemente,  il
  dibattito politico si accenderà, perché -  vedete -  i ritardi, che
  vengono  prospettati,  sono ritardi che  inevitabilmente  hanno  un
  riferimento nella mancata adozione di provvedimenti da parte  dello
  Stato.
   Le  norme  di  attuazione che attuano, in Sicilia, il dimezzamento
  del concorso al risanamento della finanza pubblica che la Regione -
  il  Governo Musumeci è l'unico ad avere ottenuto in Italia -  e che
  la  Commissione  paritetica ha approvato l'11 febbraio,  purtroppo,
  senza  ascrivere  la responsabilità a questo o a quel  Ministero  -
  hanno  tutti  lavorato in modo più che attento -  però,  purtroppo,
  oggi  le norme di attuazione non ci sono e il Governo regionale  ha
  fatto in modo di portare, di fronte al Parlamento, il Documento che
  avesse i connotati più dettagliati possibili.
   Purtroppo,  i duecento undici milioni, mi dicono dalla  Presidenza
  del  Consiglio che saranno deliberati in uno dei prossimi  consigli
  dei  ministri  e  che  tutto è con i pareri di tutti  i  Ministeri,
  quindi  è tutto definito - quindi Ministero dell'Economia  e  delle
  Finanze,  il Ministro delle Regioni e il Dipartimento degli  affari
  regionali ha espresso il proprio orientamento positivo.
   Quindi, evidentemente se fosse arrivato prima il deliberato, oggi,
  avremmo  duecento  undici  milioni disponibili,  ma  non  lo  sono,
  quindi,  abbiamo aspettato il possibile e nel momento  in  cui  non
  erano  alle  viste  in brevissimo termine, allora  si  è  preferito
  procedere  ad un ulteriore congelamento. Congelamento che,  ripeto,
  non è che  è la misura che sta adottando, per esempio, il Comune di
  Milano.  Né  più,  né  meno, il Comune di Milano  -  per  questioni
  concernenti  le  minori  entrate, dice il  sindaco  Sala,  duecento
  cinquanta  milioni di minori entrate - sta effettuando congelamenti
  come  stiamo operando anche noi su risorse che sono state assegnate
  alla   Sicilia,  riconosciute  alla  Sicilia,  proprio  per  minori
  entrate, e che fanno parte di un percorso di confronto leale con lo
  Stato nel quale il Governo Musumeci è riuscito ad ottenere cose che
  altri  governi,  e  evito  di scendere nei dettagli,  hanno  invece
  gestito  in  modo  del  tutto opposto restituendo  a  Roma  risorse
  anziché ottenerle.
   Per  quanto  riguarda, poi, il Collegio dei revisori,  io  intanto
  noto, e con dispiacere Presidente, che l'onorevole Barbagallo, dopo
  avere  svolto una filippica contro questa relazione Ah,  eccolo,  è
  rientrato.

   BARBAGALLO. Sono qui

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Ah,  allora  ero  sicuro.  Avevo le spalle  sicure.  Però,  siccome
  preferisco  averla davanti che dietro, così, affinché si  legga  il
  labiale  anche, oltre che si senta la voce e siccome mi fa piacere,
  visto  che  è intervenuto, interloquire mi dispiaceva  che  non  ci
  fosse.
     A  questo  punto, dicevo, la questione dei revisori. La  Regione
  siciliana è la prima Regione speciale che si dota dei Revisori  dei
  conti. Lo ha fatto su iniziativa del Governo Musumeci, lo ha  fatto
  convintamente. Poi è stata riconosciuta una norma di attuazione sul
  punto,  ed  oggi  abbiamo un Collegio che ha svolto  un  lavoro  in
  pochissimo tempo, anche per questioni connesse all'insediamento dei
  revisori  ma lo ha fatto con grande attenzione esprimendo,  come  i
  parlamentari ben sanno, un parere favorevole sul disegno  di  legge
  con  una sola prescrizione. Un lungo lavoro di analisi del bilancio
  regionale.
   Quindi,  oggi, il Parlamento può operare sulla base  anche  di  un
  parere  positivo del Collegio dei revisoriè, quindi, un momento  di
  approfondimento  e  di  analisi  della  struttura   contabile   del
  bilancio.
   Io credo che oggi dobbiamo parlare di bilancio, Presidente, non di
  finanziaria, altrimenti, la relazione sulla finanziaria la possiamo
  pure  fare  Quindi non entro nei dettagli della finanziaria, perché
  in questa fase non sarebbe utile.

   PRESIDENTE.  La  discussione è unificata con la  finanziaria.  Poi
  vediamo, intanto la faccia, la completi, e poi vediamo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì, se dobbiamo entrare sui dati della finanziaria in ogni caso  ci
  sono  ampie  e articolate relazioni scritte che io sto  in  qualche
  modo  riassumendo;  in  Commissione "Bilancio"  è  stato  fatto  un
  importante  approfondimento anche sui temi trattati  dai  revisori,
  quindi i lavori parlamentari sono ampiamente articolati. Ovviamente
  sono qui per dare le precisazioni.
   Ripeto,  ascrivere  al  Governo regionale i  ritardi  non  è  solo
  ingiusto,  perché non è coerente con la realtà dei  fatti,  diventa
  anche  una  sorta  di  autolesionismo, perché  credo  che  dovremmo
  provare  a  ottenere più risorse possibili da Roma,  piuttosto  che
  additare i risultati positivi che sono stati conseguiti, che ancora
  purtroppo non possono vedere la disponibilità finanziaria.
   Su questo credo che, fermo restando il rapporto tra maggioranza  e
  opposizione,  che  deve  dispiegarsi e che è  una  ricchezza  della
  democrazia,  ci  mancherebbe, però, ecco quando le  questioni  sono
  connesse  a  rapporto tra Stato e Regioni, credo che, e lo  ricordo
  per essere, come qualcuno di voi sa, un attento lettore anche degli
  interventi parlamentari di Pio La Torre, su questo un fronte comune
  tra  maggioranza e opposizione nei confronti di Roma  si  è  sempre
  fatto,  e  credo  sia opportuno farlo quando si chiedono  legittimi
  interventi finanziari da parte dello Stato.
   Certo,  quando c'è un confronto serrato, magari con toni alti,  si
  può   dissentire,  ma  sul  riconoscimento  delle  minori  entrate,
  onorevole  Barbagallo, non credo che ci sia  né  un  colore  né  un
  altro,  credo che ci sia il diritto che hanno i siciliani di vedere
  riconosciute le minori entrate che noi non possiamo in  alcun  modo
  colmare, perché le minori entrate, a differenza dello Stato che può
  o accendere mutui - quindi a debito pubblico - oppure può andare in
  deficit,  le Regioni non possono andare in deficit, se ci  sono  le
  minori  entrate  non  è  che sono minori entrate  di  destra  o  di
  sinistra,  bianche nere o rosse, sono minori entrate che  lo  Stato
  deve,  nell'interesse dei siciliani, né suo né mio  né  di  qualcun
  altro,  coprire. Come ha fatto con alcuni Comuni, come ha fatto,  e
  purtroppo non ha fatto integralmente, con i comuni - l'esempio  del
  Comune di Milano è un elemento che ho fornito - e non ha fatto  con
  altre  regioni, a differenza delle regioni ordinarie  dove  invece,
  essendoci  la  finanza  di  trasferimento,  è  molto  più   agevole
  addivenire al pareggio di bilancio.
   Quindi  le  Regioni  sono quelle che hanno subìto  di  più  queste
  minori  entrate,  che  quindi patiscono  esigenze  per  svolgere  i
  servizi.
   In  disparte, e do un elemento ulteriore di riflessione, vi  è  la
  questione  dei tavoli aperti con Roma. Ho chiesto oggi al direttore
  del   Dipartimento  delle  finanze  ad  interim  di   essere   qui,
  all'avvocato Bologna, proprio perché ci sono alcune questioni  come
  il  tavolo  sul PREU, il tavolo sullo split payment, il  tavolo  di
  confronto sulla retrocessione delle risorse derivanti dalle  accise
  per  compensare il maggior concorso alla finanza pubblica da  parte
  della  Regione nel finanziamento del servizio sanitario  regionale.
  Una norma che attende da oltre quindici anni di essere applicata  e
  che  il  Governo  regionale  non  solo  ha  ottenuto  da  Roma   di
  individuarne la immediata risoluzione, grazie ad una soluzione  che
  portammo  in  Assemblea, che sembrava da kamikaze, cioè  quella  di
  riportare  nuovamente in Corte costituzionale la  questione,  ma  è
  stata   una  scelta  vincente,  perché  ha  consentito  alla  Corte
  costituzionale non solo di approfondire la questione, dopo ben  due
  pronunce  negative, ma di imporre alle parti di  chiudere  nel  più
  breve tempo possibile quella questione.
   Grazie all'input della Corte costituzionale, la sentenza n. 62 del
  2020,  il  Governo  ha chiesto che fosse inserito nell'accordo  del
  dicembre  scorso, il punto: il tavolo si è riunito, oggi il  tavolo
  dice   alla Sicilia spettano 600 milioni di euro l'anno . Il tavolo
  ha  già  concluso i propri lavori, io ho ribadito la  questione  al
  Ministro, ne ho parlato con il sottosegretario al Mef, col Capo  di
  Gabinetto  del  Ministro  ma  la  questione  è  sui  tavoli   della
  definizione,  seicento milioni di Euro che potranno certamente  nel
  momento  in cui si definisce anche finanziariamente questa vicenda,
  dare   ossigeno  ad  un  bilancio  che  soffre  di   una   asfissia
  strutturale, lo dice anche la Corte dei conti in sede di  parifica,
  al  netto  del  concorso alla finanza pubblica che, ricordo,  siamo
  riusciti ad ottenere l'abbattimento per oltre trecento milioni:  da
  un  miliardoduecentocinquanta, quando  il  Governo  Musumeci  si  è
  insediato,  oggi siamo a ottocento milioni che diventano settecento
  al    netto    anche   del   contributo   all'insularità    quindi,
  sostanzialmente,  un quasi dimezzamento del concorso  alla  finanza
  pubblica con effetti molto importanti.
   Quindi  la  Corte  dei  conti  dice:  Tra  concorso  alla  finanza
  pubblica  e concorso al fondo sanitario regionale alla Regione  non
  restano  le  risorse  per  svolgere le funzioni  costituzionalmente
  attribuite . Questa non è una statuizione o una conclusione  che  è
  tratta  dall'assessorato  all'economia, è  una  conclusione  tratta
  dalla Corte dei conti.
   Ovviamente, abbiamo ribadito queste posizioni al Governo centrale,
  si  è  instaurato un tavolo di lavoro per addivenire entro  il  più
  breve  tempo  possibile alle nuove norme di attuazione  in  materia
  finanziaria  -  anticipo che una, importantissima, sulla  fiscalità
  di  sviluppo è già pronta per il Consiglio dei Ministri  insieme  a
  quella   che   diminuisce   -   e  daremo   finalmente   attuazione
  all'articolo   36   dello   Statuto  -   perché   applicheremo   la
  disposizione   che  consente  di  gestire  le   risorse   su   base
  territoriale, in qualche modo inverando quel principio d'insularità
  che non solo sta diventando Costituzione ma sta cambiando i criteri
  di  riparto  delle  risorse per i fondi europei,  sta  cambiando  i
  criteri  di riparto per le risorse in materia di fondo, sviluppo  e
  coesione, è diventata una bussola che orienta la politica economica
  del  Governo  centrale, che sta diventando anche  politica  europea
  piena  con  la  risoluzione che approderà a  giugno  al  Parlamento
  Europeo,  proprio  sul  tema  del riconoscimento  della  condizione
  d'insularità  e delle misure necessarie di riequilibrio  per  farvi
  fronte.
     Questa è, diciamo, un consolidato che è stato portato al Governo
  centrale che, oggettivamente, ha fatto dei passi avanti e  va  dato
  riconoscimento all'attenzione che il Governo centrale ha  riservato
  al  tema dell'insularità non solo col suo riconoscimento in sede di
  accordo  ma  anche con il primo trasferimento di cento  milioni  di
  Euro   nella  legge  di  bilancio  dello  scorso  anno  che  devono
  assolutamente essere incrementati perché, com'è noto, lo studio che
  abbiamo  predisposto  e  che nessuno ha mai  contestato  e  che  la
  Commissione paritetica ha già approvato ai sensi di una norma che è
  stata  introdotta nella legge di bilancio dello scorso  anno  dello
  Stato che prevede che la Commissione paritetica provveda a validare
  quello  studio, oggi quello studio quindi è condiviso tra  Stato  e
  Regioni e  Stato e Regione Siciliana condividono la quantificazione
  di  sei  miliardi  di Euro di un costo occulto sui siciliani  della
  condizione   d'insularità  e,  quindi,  al  netto  di  questi   due
  trasferimenti  la  Corte  dei  conti dice:   non  ci  sono  risorse
  finanziarie disponibili per le funzioni .
   Noi  stiamo  lavorando oltre che per incrementare quelle  risorse,
  stiamo  lavorando  anche  per abbattere il  concorso  alla  finanza
  pubblica  e, in gran parte ci siamo riusciti, è quasi dimezzato,  e
  dall'altro   per  diminuire  il  concorso  al  servizio   sanitario
  regionale attraverso la retrocessione delle accise e, anche il qui,
  il  tavolo  tecnico  -  come vi dicevo -  ha concluso  già  il  suo
  lavoro  e  ha  ritenuto  i  seicento  milioni  per  la  Sicilia  di
  spettanza.
     Questa  non  è  una conquista di questo o di quello,  di  questa
  fazione  o  di quell'altra, questa è una conquista dei siciliani  e
  credo  che  ciascuno di voi la considererà tale perché  non  è  una
  bandierina  da ostendere, ma un risultato che ci consente  di  dire
  che  oggi  la nostra autonomia ha fatto dei passi avanti che  prima
  non  aveva  fatto. E credo che siano oggettivi. E  solo  la  vostra
  onestà intellettuale potrà riconoscerli.
    Per il resto, mi rifaccio - ripeto - all'illustrazione già svolta
  in  Commissione   Bilancio   che ha svolto  un  lavoro  proficuo  e
  articolato e illustrata nei documenti che abbiamo presentato.
   La  prescrizione concludo con il rinvio al parere  dell'organo  di
  Revisione,  la  prescrizione  che  ha  un  effetto  sostanzialmente
  formale, puramente tecnico, è stato oggetto di emendamenti che sono
  stati presentati in Commissione  Bilancio  proprio sul Documento di
  bilancio  e  che,  quindi,  troverete nei quattro  emendamenti  che
  abbiamo  presentato in Commissione  Bilancio  come  Governo  e  che
  hanno  una  valenza  esclusivamente tecnica  e  non  certamente  né
  politica  né  tanto  meno  legislativa in  senso  stretto.  Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Grazie,  Presidente.  Da  quando  mi  sono  insediata  in
  Assemblea regionale sono passati ormai quasi cinque anni, il  primo
  anno  quando  ho  visto il modus operandi del Governo  Musumeci,  i
  tempi,  la  gestione della finanziaria di quello che è il documento
  più  importante per la gestione della vita dei siciliani. Il  primo
  anno  pensavo  vabbé è il primo, magari ci si deve  assestare,  no?
  Ancora siamo all'inizio. Invece no, mi rendo conto che è proprio la
  regola. E sicuramente quest'anno abbiamo superato qualsiasi tipo di
  immaginazione.
   Il  Presidente Musumeci, signor Presidente, dovrebbe essere non  a
  capo  del  Governo  regionale ma sicuramente, probabilmente,  della
  Ryanair  no? Azienda rispettabilissima. Una finanziaria  lowcost  e
  last  minute.  La finanziaria dell'ultimo secondo,  con  soldi  che
  praticamente non esistono.
   Io  mi  chiedo  se  davvero, perché al di  là  dei  numeri,  della
  politica, del dibattito, dei documenti contabili, se al  di  là  di
  tutto  ciò queste persone, questo Governo e i componenti di  questo
  Governo hanno una coscienza se non si vergognano di come gestiscono
  la  vita  delle persone, dei siciliani, dei giovani, dei  disabili,
  degli anziani, delle imprese. Perché davvero bisogna provare un po'
  di  vergogna  per  tutto  ciò. E mi chiedo  se  abbiano  anche  una
  coscienza. Tutto gestito in maniera superficiale.
   Un  miliardo 4 milioni 944 mila 985 Euro e 93 centesimi  di  somme
  congelate,  soldi  che oggi fondamentalmente  non  esistono  perché
  esistono  solamente  sulla  carta, di  fatto,  perché  abbiamo  714
  milioni  che ci riconosce lo Stato dalle minori entrate  del  2020.
  211  milioni  del  rinvio del disavanzo del 2022,  60  milioni  dal
  cofinanziamento  europeo. Quindi un miliardo che  non  esiste,  non
  c'è.
   Finanza  creativa, una finanza creativa  La difficoltà a  chiudere
  la  manovra finanziaria è testimoniata anche da alcuni dati davvero
  paradossali,  come  l'impiego in eccesso  di  20  milioni  di  Euro
  rispetto all'eventuale quantificazione delle minori entrati che  il
  MEF  validerà,  oppure la riduzione di capitoli che a  legislazione
  vigente risultano già completamente impegnati.
   Siamo costretti a raschiare dal fondo del barile rastrellando pure
  140  Euro  e 42 centesimi da un capitolo 183721, oppure 1.500  Euro
  dal  capitolo  377328  destinato a contribuire  all'attività  della
  Fondazione Teatro Pirandello, cioè rastrelliamo 140,00 euro  anche,
  1.500,00  euro  però, ovviamente, abbiamo 1 miliardo  di  euro  che
  ancora, di fatto, non c'è.
   Inoltre nella gestione finanziaria della Regione questo Governo da
  una parte con toni trionfalistici in questi mesi è venuto a dire di
  risultati  pazzeschi  -  abbiamo  miliardi  a  destra,  miliardi  a
  sinistra  -,  dall'altra parte però, da tre anni  a  questa  parte,
  nell'ambito  sempre  di questa finanza creativa  ha  inventato  una
  nuova  prassi di bilancio; rifinanziamo le autorizzazioni di  spesa
  attraverso  anche  questa tabella 1, destiniamo le  risorse  in  un
  articolo  e  le  togliamo  nell'articolo successivo,  normalizziamo
  l'esercizio  provvisorio e presentiamo i documenti finanziari  last
  minute  addossando chiaramente le colpe al Governo nazionale,  alla
  Presidenza del Consiglio dei ministri, oppure a questo Parlamento e
  ai  parlamentari  di  questo Parlamento  che  non  possono  fare  i
  parlamentari  perché non ci mettete in condizione di poter  fare  i
  parlamentari, perché in questa settimana per esempio, lo  dovessero
  sapere i siciliani, abbiamo avuto il tempo a malapena di dirci  fra
  di  noi   aspetta  un  attimo il termine per gli  emendamenti,  c'è
  l'Aula,  abbiamo discussione generale  nell'arco davvero  di  pochi
  giorni e poche ore.
   Cioè,  come si fa a pianificare la vita delle persone, la vita  di
  cinque  milioni  di  persone - assessore  Armao  non  ha  ascoltato
  neanche  una parola tanto non le interessa -, come si fa a  gestire
  la vita delle persone, di cinque milioni di persone in questo modo?
  Spiegatemelo,  perché io dopo cinque anni ancora  non  l'ho  capito
  perché è al di là di qualsiasi cosa che va normale e va al di là di
  quella  che dovrebbe essere la gestione politica e responsabile  di
  un governo e oggi ancora continuate a dimostrare come il Governo se
  ne  freghi  perché quel banco è sempre povero se non fosse  per  la
  presenza  dell'assessore  Armao  chiaramente  che  rappresenta   il
  Governo   e  dell'assessore  Cordaro,  ma  il  presidente  Musumeci
  chiaramente  non  c'è  mai,  un  Presidente  che  non  esiste,   un
  Presidente  fantasma e tutti i cittadini siciliani che oggi  stanno
  seguendo  devono saperlo che questo Presidente si disinteressa  dei
  loro interessi.
   Bene, quindi, concludo il mio intervento, Presidente, e meno  male
  che  sta  arrivando  la  fine  della legislatura,  quanto  meno  ci
  libereremo presto da questo disastroso e vergognoso modo  di  fare.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.  Era
  prima, per età onorevole Lupo  Può restare anche lì non c'è bisogno
  del pulpito.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. L'amicizia prima di ogni cosa, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono  chiesto
  in  queste  ore,  in  questi giorni, perché questa  conclusione  di
  legislatura avvenga con la tumultuosità della procedura che abbiamo
  davanti  di fronte al bilancio. Sono abituato a cercare  di  capire
  sempre  le ragioni degli altri, per capire anche come eventualmente
  contrappormi

   COMPAGNONE. Questa è l'anima democristiana.

   CRACOLICI. E però dovresti approfondire un po' meglio le cose
   La  faccio breve e io sono arrivato a una conclusione: Musumeci  e
  l'assessore Armao hanno, secondo me con una certa lucidità,  creato
  le condizioni per sciogliere l'Assemblea regionale, considerato che
  questa  Assemblea regionale, sia Musumeci ma anche  Armao,  l'hanno
  sempre  considerata  diciamo  un ostacolo  per  dispiegare  i  loro
  disegni  gestionali di questa Regione; è dal primo  giorno  che  da
  quando  ci  siamo  insediati  che il  Governo  ha  teorizzato,  per
  giustificare  quello  che  avrebbe poi per  i  disastri  o  per  le
  incapacità amministrative ha sempre, come dire, anteposto il  fatto
  che  non  disponeva  di  una maggioranza e,  quindi  poveracci,  un
  Governo  che  non ha una maggioranza non è in grado di fare  quello
  per il quale si era presentato agli elettori che - lo chiudo con un
  aggettivo - era quello della Sicilia che  Diventerà Bellissima .
   Non  so  oggi come si chiamerà, mi auguro, la lista che supporterà
  Musumeci ricandidato alla Presidenza della Regione, perché sono uno
  di  quelli  che  se  lo  augura perché quanto  meno  deve  cambiare
  l'aggettivo, certamente non si potrà più presentare con  lo  slogan
  che  la  Sicilia  Diventerà Bellissima , perché dopo cinque anni  è
  una  Sicilia  disastrata non solo per tutti gli aspetti gestionali,
  amministrativi, per l'incertezza che si è determinata,  ma  per  la
  crisi   di   fiducia   che  ha  innescato  tra  l'Istituzione,   le
  Istituzioni,  non  ha  mai goduto di una  grande  fiducia  però  la
  Regione è stata sempre un punto di riferimento dei siciliani. Noi a
  differenza  di  tante altre Regioni abbiamo sempre  considerato  la
  nostra Regione uno Stato e il rapporto tra i siciliani e la Regione
  è  un rapporto molto più forte anche storicamente rispetto non solo
  alle Regioni a Statuto ordinario che sono nate nel 1970 ma anche ad
  altre  Regioni  che hanno una storia di autonomia come  la  nostra,
  dalla  Sardegna  alla  Valle  d'Aosta,  parliamo  di  Regioni   con
  dimensioni chiaramente diverse.
   E  perché  ha  lavorato per lo scioglimento  di  questa  Assemblea
  regionale? Perché se ci pensiamo, tutto quello che oggi ha proposto
  il  Governo con questa cosiddetta manovra era già evidente nel mese
  di  gennaio  quando  sono  venuti  qui  a  chiederci  un  esercizio
  provvisorio  per  la durata di quattro mesi, perché  era  il  tempo
  necessario  che il Governo chiedeva per consentire  di  chiudere  i
  tavoli  negoziali, sapendo bene che i tavoli negoziali, a  gennaio,
  non era prevedibile che venissero chiusi entro il mese di aprile  -
  e  spiego  poi anche perché -, quindi, il Governo che  poteva  con,
  diceva,  artifici contabili, con tecniche di finanziaria  creativa,
  insomma, usiamo tutte le parole che vogliamo, quello che ci ha dato
  oggi come strumento poteva benissimo darlo nel mese di gennaio,  in
  fondo  questa  è una manovra finanziaria costruita  su  due  parole
   accantonamenti   con  la  novità - capisco  che  i  Revisori  sono
  arrivati  l'altro  ieri e come tutti i novelli tecnici  che  devono
  esaminare una cosa che conoscono poco , però devo dire che  io  che
  ho qualche rudimento molto modesto, molto modesto

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI. Stia zitto  Ascolti in silenzio  In silenzio
   Esprimere  un  parere  favorevole di uno  strumento  che  per  sua
  natura è contrario a un principio sacro non solo dell'articolo 118,
  titolo  1  e  titolo  3,  ma un principio  sacro  dei  principi  di
  contabilità che è la veridicità di uno strumento contabile;  questo
  strumento  contabile e parlo del bilancio non è veritiero  per  una
  ragione,  cioè  che  le cosiddette, molte delle spese  obbligatorie
  sono,  come dire, sostanzialmente bloccate da oltre 300 milioni  di
  euro  che  fanno parte di un accantonamento su spese  obbligatorie,
  cioè,  quindi, abbiamo il bilancio, non la finanziaria  che  è  già
  un'altra partita.
   Ecco  perché, Presidente, le chiedevo di distinguere le due  cose.
  Normalmente  il  bilancio lo abbiamo sempre fatto in  pochi  minuti
  perché  sostanzialmente è una riproposizione  di  leggi  di  spesa,
  cosiddetta  a leggi vigenti . Qui siamo in presenza del  fatto  che
  uno   strumento  contabile,  a  legislazione  vigente,   di   spese
  obbligatorie è contratto da una ipotesi di copertura  che  ad  oggi
  non c'è. Quindi, la veridicità come principio contabile non esiste,
  dopodiché  ognuno col proprio nome e cognome mette la  faccia  dove
  ritiene opportuno.
   Io  se fossi stato Revisore dei conti di questa Regione, con tutto
  il  rispetto politico, poi se sono amico dell'onorevole  capogruppo
  di   Forza Italia  o del mio amico Barbagallo, piuttosto che di  un
  altro, come contabile non avrei mai attestato la veridicità  di  un
  bilancio che è palesemente non veritiero.
   Però,  perché  il Governo ci ha portati fin qui, e avrebbe  potuto
  farlo  a  gennaio?  Perché  se  era questa  la  scelta  qual  è  la
  differenza tra aprile e gennaio? Lo porta ad aprile perché ci mette
  in una sorta di lavatrice con centrifuga accelerata per determinare
  la condizione per cui che cosa deve fare la Regione con un bilancio
  che è costruito su accantonamenti e su tavoli.
   Questa  è la manovra finanziaria che può essere definita non  solo
  degli  accantonamenti che con la finanziaria avevamo già  fatto  in
  altri momenti, col bilancio no, ma su tavoli. È la finanziaria  dei
  tavoli, ad ogni problema c'è un tavolo.
   In  fondo  che  cos'è? È lo stesso stile dei primi  tre  anni  del
  governo  Musumeci. I primi tre anni come li ha sviluppati Musumeci?
  Con  la  teoria che le cose non funzionavano per colpa del  Governo
  precedente. Ora, siccome dopo cinque anni continuare a parlare  del
  Governo precedente viene complicato, allora ora ci inventiamo Roma.
  Non  si  fanno le cose perché Roma non li fa, perché Roma  ritarda,
  perché Roma , ma non si dice la verità.
   I  ritardi  per che cosa sono? Perché c'è qualche funzionario  del
  Ministero  che  si è preso qualche giorno di ferie o  ha  avuto  il
  Covid  e quindi non si è riunito? No. Non si fa innanzitutto perché
  i   conti,  anche  oggetto  di  cosiddetto  tavolo  negoziale   non
  corrispondono. Faccio un esempio: il cosiddetto Fondo per le minori
  entrate  che  la Regione ha avuto causa Covid, per  il  quale  sono
  stati  stanziati  circa 770 o 780 milioni - mi  corregga  assessore
  Armao  - e che la Regione stima, stima a marzo 2022, stima che  per
  l'anno 2021 e per l'anno 2020 le minori entrate sarebbero state  di
  710 milioni circa. Stima.
   Vi  ricordo  che  è  già  stata pubblicata qualche  giorno  fa  da
  Repubblica a Palermo la mappa dei contribuenti siciliani ed è stata
  stimata  quant'è la percentuale di impositori sotto 20  mila  euro,
  sotto 25 mila euro. Cioè per fare quello che si chiama  stima  oggi
  serve  un  bottone, un click, che si può fare benissimo se  non  il
  primo  gennaio,  dal due gennaio in poi e comunque  con  una  certa
  celerità.  Noi  a marzo 2022 abbiamo stimato che le minori  entrate
  sarebbero 710 milioni.
   Ma  in  realtà cosa dice lo Stato? Che non fa una stima. Col click
  ha   individuato  che  le  minori  entrate  relative  alla  Regione
  siciliana,  e c'è anche una ragione, perché purtroppo  essendo  noi
  non  una  Regione  che  vive  di  un'economia  di  sviluppo,  ma  è
  un'economia fortemente di lavoro dipendente, di pensioni, quindi di
  reddito  cosiddetto abbastanza fisso, le minori  entrate  reali  si
  sarebbero attestate a circa 300 milioni, quindi c'è uno scarto  tra
  quella  stima di cui parla la Regione e quel dato che ci  offre  lo
  Sato  dicendo ma di cosa state parlando. Quindi, ci chiede indietro
  480  milioni di quelli che sono stati no stimati ma trasferiti alla
  Regione  per  questo  aspetto che riguarda il gap  tra  le  entrate
  cosiddette  certe che dovevano esserci e quelle che  in  realtà  ci
  sono state.
   E,  allora,  difronte a questo si tengono aperti i tavoli,  perché
  il tavolo serve per la serie  non siamo d'accordo ma teniamo aperto
  il  tavolo .  Ma ripeto già a gennaio questo tavolo era prevedibile
  che  sarebbe  successo  questo, invece ci  portano  ad  aprire  per
  costruire, come dire, una sorta di contrapposizione tra il  Governo
  che  è  ai tavoli e il Parlamento che invece è un luogo che non  si
  rende conto, che non capisce, che è fatto da 70 bivaccatori, no  69
  perché uno è il Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. I cinque minuti li ha superati.

   CRACOLICI.  No, io sono a venti minuti da Regolamento; quando  lei
  mi  cambia  il  Regolamento io ho visto che ormai in  Parlamento  i
  Regolamenti li cambiano tutti anche con una nota.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si avvii alla conclusione.

   CRACOLICI.  Fino  a  prova contraria, come dicevo  una  volta,  mi
  attacco al lampadario perché c'è il Regolamento che mi supporta.
   Però,  se  lei  mi fa perdere il filo poi sono rovinato,  come  ha
  visto  non  ho  un foglietto perché devo dire che è tutto  un  dato
  politico  questo  strumento, tra l'altro basta  vedere  l'Aula,  la
  maggioranza non c'è, non esiste, ma non è esistita in tutti  questi
  tempi. La Commissione, è venuto Armao per farci la lezioncina,  per
  rispondere stizzito e stizzoso all'onorevole Barbagallo, ma insomma
  un  Governo  che  non ha la benché minima idea,  non  gliene  frega
  nulla,  per  essere chiari noi possiamo approvare quello  che  vuoi
  tanto gran parte delle cose che abbiamo approvato negli anni scorsi
  non  le  hanno  attuate,  una per tutte la  finanziaria  cosiddetta
  quella  di guerra del 2019, buona parte delle norme lì che dovevano
  fronteggiare la crisi, il Covid, la povera gente è lettera morta.
   Quindi,  loro  lo fanno un fatto formale ma, sostanzialmente,  per
  acuire uno scontro e creare le condizioni  per questo alla fine con
  l'originalità delle procedure che abbiamo introdotto per  esaminare
  questa  finanziaria perché, obiettivamente, abbiamo fatto cose  che
  mai  si  erano viste in questo Parlamento, però mi rendo conto  che
  non  possiamo stare al gioco del governo Musumeci che  vorrebbe  di
  fronte  alla  propria  incapacità costruire la  responsabilità  sul
  Parlamento e buttarla sul Parlamento, addirittura, per attivare  le
  procedure  per lo scioglimento per grave violazione statutaria  che
  rimane in piedi.
   Io mi chiedo come il Commissario dello Stato che in Sicilia ancora
  esiste, comunque non so cosa stia facendo, se ha fatto qualcosa, se
  ci  sono  elementi per i quali può agire ma il tema di  cui  stiamo
  parlando  ha  aspetti importanti anche di responsabilità  di  altri
  organi.
   Chiudo.  Alla  fine  oltre  ad essere  la  manovra  finanziaria  e
  contabile  sui  tavoli che bene che vadano avremmo  questi  tavoli,
  alcuni  di questi tavoli che si chiuderanno tra ottobre e novembre,
  perché  vorrei  ricordare  che anche la chiusura  di  quei  tavoli,
  laddove  fosse  a  noi  favorevole, assessore Armao,  dovranno  poi
  conseguire  una  variazione del bilancio dello  Stato,  quindi  c'è
  un'attività anche parlamentare nazionale, seppur con decreto, che è
  molto  più  semplificata ma non è che domani  mattina  chiudiamo  i
  tavoli.  E  nello  stesso tempo è il bilancio  che  ci  propone  la
  manovra contabile che ci propone il Governo sostanzialmente l'unica
  novità  che  la  chiusura di questa legislatura si  chiude  con  il
  giardinetto  del  Presidente  della Regione  a  Palazzo  d'Orleans,
  perché se vi andate a guardare il bilancio, è l'unico capitolo  che
  passa  da  24.000,00  euro  - parliamo  di  una  cifra  che  non  è
  certamente importante, però simbolica - a 125.000,00 euro circa per
  la manutenzione del giardinetto di Palazzo d'Orleans.
   Somiglia  un  po'  ai cavalli di Ambelia, cioè si  va  avanti  per
  simboli,  per barocchismi, per un'idea della Sicilia stucchevole  e
  non  per affrontare il problema dei siciliani, di chi ha un  lavoro
  precario  che  non sa da questa manovra come ne esce,  di  come  li
  pagheremo.
   Alcune  delle categorie a cui stiamo accantonando le risorse,  dai
  Pip  eccetera, eccetera, come li pagheremo con i fondi accantonati?
  Dai  forestali,  dai  Consorzi di bonifica,  dai  lavoratori  delle
  società partecipate, come li pagheremo con gli accantonamenti?  Gli
  firmiamo cambiali?
   Quindi, questa è la manovra del governo Musumeci, di contro faremo
  il  giardinetto.  Non  so  cosa  si è  inventato,  di  quali  altri
  monumenti  novecenteschi di stile neoclassico o più che neoclassico
  post  neoclassico  - che ricorderete tutti cosa  è  stato  il  post
  neoclassico  dal punto di vista architettonico - per arredare,  per
  abbellire il giardinetto di Palazzo d'Orleans.
   Ecco,  credo  che  questa resterà la manovra  del  giardinetto  di
  Musumeci  e  dei tavoli di Armao. Ma a conclusione del film  questa
  Sicilia  uscirà  più  debole e più compromessa  e  con  Istituzioni
  delegittimate  da un Governo incapace, inefficiente  e  un  Governo
  pericoloso  perché  per  la prima volta il  Governo  ha  agito  per
  contrapporre  sé  stesso  al Parlamento e,  soprattutto,  alla  sua
  maggioranza.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, meglio dire Assessore  più  che
  Governo,  visto che l'unico rappresentante presente  è  l'assessore
  Armao,  non  posso rivolgermi alla Commissione, in  questo  momento
  solo qualche deputato di opposizione della Commissione  Bilancio' è
  presente,  colleghi  parlamentari,  credo  che  questa  manovra  di
  bilancio, questo disegno di legge di stabilità, il modo in  cui  il
  Governo  lo  ha  affrontato, lo ha presentato  è  la  conferma  del
  profondo    disprezzo   del   Governo   regionale   nei   confronti
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Documenti presentati in maniera molto approssimativa, mancanti  di
  elementi  essenziali in estremo ritardo e in violazione  anche  dei
  termini  perentori previsti dalla Costituzione, approvazione  entro
  domani  del  bilancio  della  Regione  tutto  questo  testimonia  e
  manifesta  la mancanza di cultura democratica del Presidente  della
  Regione, Nello Musumeci, oggi assente.
   Io  vorrei ricordare al Presidente della Regione che è ben  pagato
  anche lui per partecipare anche ai lavori parlamentari.
   Mi  auguro, signor Vicepresidente della Regione, che già da domani
  il   Presidente  della  Regione  e  tutti  gli  Assessori  vogliano
  partecipare  ai lavori perché hanno anche il dovere di ascoltare  e
  di  rispondere,  per  le loro rispettive competenze,  al  dibattito
  parlamentare  e alle considerazioni dei deputati che hanno  diritto
  di sapere e di conoscere e anche di avere risposte precise.
   L'assessore  Armao  ha detto che la manovra è stata  esaminata  in
  Commissione   Bilancio' con attenzione, a me non risulta,  peraltro
  la  Commissione non avrebbe neppure potuto esaminare la manovra con
  attenzione  perché  quando è stata convocata non  c'era  ancora  il
  parere del Collegio dei Revisori.
   Colgo l'occasione, signor Presidente del Parlamento, per chiederle
  di  distribuire ai deputati i documenti rettificativi del bilancio,
  emendamenti  con proposte di rettifica, formulati dal Governo  dopo
  che  il  Collegio  dei  Revisori ha  reso  il  parere  con  precise
  prescrizioni perché noi abbiamo il diritto di esaminare i documenti
  contabili  nella  loro  completezza.  Quindi,  la  invito  a   fare
  distribuire, nel corso della presente seduta anche le  proposte  di
  rettifica presentate dal Governo dopo che il Collegio dei  Revisori
  ha reso il parere con precise prescrizioni.
   Abbiamo   ascoltato  l'assessore  Armao  svolgere  una   relazione
  introduttiva  estremamente deludente e, dico, anche  inconcludente.
  La  definirei, perfino, un atto di accusa dell'assessore Armao  nei
  confronti  dei  ministri del governo Draghi, del  suo  partito,  di
  Forza  Italia,  perché  quando  qui si  denunciano  ritardi  legati
  all'attività  della  Commissione paritetica  -  che  sappiamo  bene
  rientrare  tra  le  competenze del ministro Gelmini  -  l'assessore
  Armao  che ha più volte sbandierato di avere buoni rapporti  con  i
  ministri  Gelmini,  Brunetta, Carfagna  dovrebbe  darne  prova  qui
  dicendo qual è esattamente il punto del negoziato in corso  con  il
  Governo nazionale.
   A  me  non risulta che il presidente della Regione Musumeci  abbia
  mai   affrontato  il  tema  del  bilancio  della  Regione  o  delle
  compensazioni relative alle mancate entrate dovute alla  crisi  del
  Covid  con  il  presidente Draghi o con il ministro  Franco,  e  se
  questi  incontri  ci sono stati non sono stati  mai  riportati  nel
  confronto con il Parlamento della Regione.
   Il Governo ha semplicemente perso tempo. Il Governo della Regione,
  come  noi  pensavamo,  ha  inutilmente  perso  quattro  mesi.   Noi
  chiedevamo,  già a ottobre scorso, che si approvasse nei  tempi  ed
  entro  l'anno  il bilancio di previsione triennale e  la  legge  di
  stabilità.  Il  Governo ha insistito nel temporeggiare  prima,  nel
  presentare  un  esercizio provvisorio fino ad aprile dopo,  dicendo
  che queste settimane, questi giorni, queste settimane poi diventate
  mesi, sarebbero stati utili per definire un'intesa con lo Stato.
   In  realtà sarebbero - uso il condizionale, ma penso che sia  vero
  ovviamente  non  ho  motivo di dubitarne - stati  insediati  alcuni
  tavoli  tecnici. Sfugge, forse, al governo Musumeci  che  i  tavoli
  tecnici  senza  politica non servono assolutamente a  nulla.  Se  i
  tavoli  tecnici non sono supportati da un'adeguata azione  politica
  del  Governo della Regione nei confronti del Governo nazionale, non
  possono  arrivare a alcun risultato favorevole per  la  Sicilia.  E
  questo  è  quello  che  è esattamente accaduto.  Il  Governo  si  è
  trastullato  a  perder  tempo appresso  a  cose  perfino  ridicole,
  piuttosto  che  concentrarsi in un confronto vero  con  il  Governo
  nazionale per ottenere risultati importanti per la Regione.
   Certo   che  siamo  tutti  d'accordo  sul  fatto  che  il  Governo
  nazionale, lo Stato, debba riconoscere alla Sicilia minori  entrate
  che  derivano  dalla  crisi  economica  indotta  dal  Covid  perché
  vogliamo  tutti sostenere imprese, tessuto produttivo, occupazione.
  Ci  mancherebbe  E abbiamo anche fatto la nostra parte, come Gruppi
  parlamentari,  esprimendo più volte questa  nostra  volontà.  Ma  i
  Gruppi  parlamentari, tanto meno ovviamente quelli di  opposizione,
  non si possono sostituire nella funzione istituzionale a un Governo
  regionale  che  non  c'è,  perfino  fisicamente  neppure  oggi   in
  quest'Aula, né tantomeno nel confronto con il Governo nazionale.
   Un  bilancio  farlocco   Questo  è un  bilancio,  sostanzialmente,
  farlocco   Non mi riferisco agli aspetti tecnici di quadratura  che
  sono  stati oggetto dell'analisi del Collegio dei Revisori,  ma  mi
  riferisco  alla sostanza, agli effetti che, di fatto, produrrà  per
  l'economia  siciliana, per i cittadini, per chi oggi davvero  è  in
  difficoltà,  per i comuni, per i lavoratori, per le  categorie  più
  svantaggiate.
   Perché è un bilancio  farlocco ? Questa è una manovra che con  una
  mano  fa finta di dare, ed è la mano del bilancio di previsione,  e
  con  l'altra  mano, che è il disegno di legge di stabilità,  toglie
  quello che il bilancio fa finta di dare. Per questo è una presa  in
  giro
   Ma  siccome i siciliani capiscono bene e non si lasciano  prendere
  in  giro,  il  tentativo del Governo di prendere in giro  i  nostri
  concittadini è del tutto vano. E noi queste cose abbiamo il  dovere
  di  denunciarle,  e lo facciamo con precisione, almeno  in  maniera
  molto  breve  ma precisa, perché, se con l'allegato  2  alla  legge
  finanziaria, all'articolo 22, comma 1, si prevede un accantonamento
  dei  trasferimenti a favore dei Comuni per 97 milioni di  euro,  la
  sostanza  vera è che lo stanziamento previsto in bilancio non  c'è,
  perché  mancano 97 milioni di euro. Quindi la sostanza vera  è  che
  questo  bilancio  approvato insieme alla legge di  stabilità,  così
  come  proposto dal Governo della Regione, produrrà un trasferimento
  ai  Comuni  non dei 315 milioni di euro circa trasferiti lo  scorso
  anno,  ma di circa 220 milioni di euro, con conseguenze drammatiche
  per i bilanci dei Comuni, e non c'è alcuna certezza né dell'importo
  né  dei  tempi  in  cui  dovremmo ottenere il riconoscimento  delle
  minori  entrate da parte dello Stato, perché in tal  senso  non  ho
  letto un rigo che possa lasciarmi credere che ciò possa accadere in
  tempi  brevi  e con la previsione di cui si fa cenno nei  documenti
  finanziari.
   La  verità è che al capitolo 215746, al di là di quanto in  teoria
  viene accantonato in bilancio di previsione, di fatto ci saranno 49
  milioni  di  euro  in meno, perché l'allegato 2,  all'articolo  22,
  comma  1,  della  legge finanziaria, prevede meno 49.012.194,04  di
  euro,  e  questo è il capitolo che riguarda i lavoratori forestali,
  allora  noi  siamo estremamente preoccupati perché lo  scorso  anno
  abbiamo avuto una Sicilia che è andata a fuoco, e abbiamo detto  in
  tutte  le salse che era fondamentale che quest'anno i cantieri  per
  la  prevenzione  incendi  si aprissero con  congruo  anticipo,  per
  evitare  ciò  che  è accaduto lo scorso anno, ma se  con  la  legge
  finanziaria si tagliano 50 milioni di euro ai forestali i  cantieri
  per  la prevenzione incendi purtroppo non potranno partire in tempo
  utile  per realizzare la loro finalità, con conseguenze drammatiche
  per   l'economia,  per  l'ambiente,  con  uno  spreco  di   risorse
  spaventoso e con rischi anche per l'incolumità pubblica.
   Stesso  discorso  che  riguarda i tagli  attiene  per  esempio  ai
  lavoratori   Pip,  laddove  al  capitolo  313727  si   prevede   un
  accantonamento  di  12.787.500 di euro. Si  parla  teoricamente  di
  accantonamenti, ma di fatto sono soldi che non ci sono,  è  perfino
  errata  l'espressione accantonamenti, perché si accantona  qualcosa
  di  cui  si dispone, queste sono risorse di cui ad oggi il  Governo
  della Regione non dispone. Quindi, è una previsione  farlocca   che
  viene  fatta in bilancio, che non corrisponde alla realtà, e questo
  ovviamente  è  assolutamente inaccettabile. Così  come  mancano  68
  milioni  di euro e più per il trasporto pubblico locale, così  come
  vengono colpiti capitoli che riguardano spese non comprimibili  che
  ricadono sui bilanci comunali.
   Faccio  un  esempio: rimborso ai Comuni per le spese  relative  al
  ricovero dei minori disposto dall'autorità giudiziaria, un capitolo
  che  passa  dai  16.300.000  di euro di previsioni  definitive  per
  l'anno  2021 a 2.410.742,20 di euro di previsioni per il 2022,  con
  circa  14  milioni  di  euro  di  previsioni  in  meno,  ma  quando
  l'Autorità giudiziaria disporrà il ricovero di un minore, il Comune
  dovrà  corrispondere  e far fronte a questa esigenza  con  spese  a
  proprio carico.
   Tutto  ciò contribuirà drammaticamente a mandare ulteriormente  in
  dissesto  i  Comuni  della  nostra Regione,  così  come  previsione
  analoga  riguarda  per  esempio l'assistenza igienico  personale  e
  l'assistenza  alla  comunicazione che per le previsioni  definitive
  del  2021,  consolidato passa da trentuno milioni ad una previsione
  2022 di quindici milioni e mezzo, quindi con un dimezzamento e  noi
  abbiamo  con grande forza denunciato in quest'Aula, ad inizio  anno
  scolastico,  che i ragazzi disabili non potevano avviarsi  all'anno
  scolastico  per  mancanza di risorse per far fronte  all'assistenza
  igienico-personale. Parliamo di diritti fondamentali. Parliamo  del
  diritto  allo  studio di ragazzi che, più di altri,  hanno  bisogno
  d'iniziare  l'attività scolastica fin dal primo giorno  esattamente
  come  tutti  gli altri bambini, come tutti gli altri ragazzi  della
  nostra Sicilia.
   Il   bilancio   è   pieno  di  queste  iniquità   che   colpiscono
  profondamente  cittadini, fasce intere di popolazione  che  più  di
  altre hanno bisogno anche di sostegno, di solidarietà da parte  del
  Parlamento, da parte del Governo.
   Noi  chiediamo al Governo di tornare indietro su questa strada che
  sta  massacrando la Sicilia e di prevedere invece risposte concrete
  per  settori che non possono più attendere. Anche in questo momento
  abbiamo  in  Piazza  Parlamento  categorie  di  lavoratrici  e   di
  lavoratori che protestano per ottenere il giusto riconoscimento dei
  loro diritti.
   Quante  volte  in  quest'Aula  - e mi  avvio  a  concludere  -  il
  Presidente  della  Regione ha avuto l'ipocrisia di  annunciare  una
  riforma  dei  consorzi  di bonifica che è  ferma  per  mancanza  di
  copertura  finanziaria? Bene, oggi siamo qui - mi dispiace  che  il
  Presidente Musumeci sia assente ma mi auguro possa essere  presente
  domani  -  a leggere che al capitolo 147303 che riguarda contributi
  ad integrazione dei bilanci dei consorzi di bonifica si prevede una
  riduzione  di  spesa  con  l'articolo 22 della  finanziaria  di  18
  milioni   562   mila  cinquecento  e  perfino   per   le   garanzie
  occupazionali a fronte di tredici milioni previsti lo scorso  anno,
  quest'anno  sono  previsti circa undici  milioni  di  cui  peraltro
  quattro  milioni e mezzo congelati, cioè di fatto mancanti  per  la
  disponibilità di bilancio.
   Questo  è il modo di procedere  farlocco , volutamente  farlocco ,
  del  Governo Musumeci che noi denunciamo e respingiamo. E a leggere
  tra  le pieghe del bilancio non c'è da sorridere ma c'è da piangere
  quando  ci si accorge per esempio che a fronte di questi tagli,  al
  capitolo  132314  è  prevista  una spesa  di  centoventimila  euro.
  Qualcuno dirà  beh poca cosa, cosa sono centoventimila euro  su  un
  bilancio  di  miliardi di euro ? Sono. Anche un euro vale  qualcosa
  perché un euro d'imposte pagate dai cittadini di questa Regione  ma
  per  far cosa? Per la manutenzione del parco antistante la sede del
  governo di Palazzo d'Orleans. A mio avviso anche di cattivo  gusto,
  ma  queste sono le mie opinioni personali peraltro avendo di fronte
  Palazzo  Reale, che come sappiamo è un sito Unesco. Diecimila  euro
  al mese per la manutenzione delle fontanelle e del parco antistante
  Palazzo  d'Orleans  io  penso che siano  uno  scandalo  considerato
  peraltro,  Presidente - e concludo - che lo scorso anno  la  stessa
  attività  si  è  svolta  con ventimila euro come  appunto  leggiamo
  sempre  sul  bilancio e dai documenti contabili che ci  sono  stati
  consegnati  quindi il voto del Partito Democratico  sarà  contrario
  rispetto  ad un bilancio che è un bilancio iniquo che mortifica  la
  Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
   Ha chiesto di parlare l'assessore Armao. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Non  per  rintuzzare  le polemiche politiche  pre-elettorali  senza
  alcun  contenuto, lanciate più per alzare il livello dello  scontro
  che  per  esaminare  partite concrete  e  mi  dispiace.  Per  fatto
  personale  perché  l'onorevole Lupo ha  detto  una  cosa,  cioè  mi
  avrebbe scritto il falso.
   Io  il  25 aprile ho trascorso più di un'ora e mezzo insieme  agli
  onorevoli Cracolici, Sunseri, al Presidente Savona. Quindi  se  lui
  dice che non c'è stato neanche un dibattito in Commissione Bilancio
  il  falso non l'ho detto io. E mi dispiace che affermi come  verità
  rivelate   cose   che  si  sono  verificate  e  sono   verbalizzate
  all'interno di questo Parlamento.
   Quindi, a meno che non abbiano parlato di come fare le rosticciate
  il 25 aprile, che non avremmo neanche potuto fare perché eravamo lì
  a  lavorare,  magari qualcun altro era altrove, noi  eravamo  lì  a
  lavorare  e  quindi  dire che non si è fatto nulla  in  Commissione
  Bilancio  non è corretto e mi dispiace, stante l'apprezzamento  che
  ho  per la persona, l'onorevole Lupo, dica cose che non sono  vere.
  Noi  abbiamo  svolto quasi due ore di lavoro, come  abbiamo  svolto
  ieri i lavori in Commissione Bilancio e personalmente, ma credo che
  il  Presidente Savona non ha bisogno di essere difeso  da  me,  non
  consento  di  ritenere  che il lavoro che faccio  con  dedizione  e
  passione per la nostra terra sia ritenuto come non fatto.
   Quindi,  poi  replicherò  nel merito  le  cose  detto  ed  i  toni
  utilizzati  che  francamente mi costernano però ognuno  sceglie  il
  livello a cui attestare la propria argomentazione ma certamente ciò
  che è vero è che si è lavorato e si è discusso del merito, e se  si
  è  discusso del merito, c'era anche l'onorevole Gucciardi che mi fa
  piacere  ricordare, e se è escluso dal merito proprio delle partite
  aperte,  dei tavoli, dei confronti, delle cose. Quindi soltanto  mi
  limito  a  questo fatto direttamente ascritto, va  bene?  E  basta.
  Grazie Presidente.

   LUPO. Per fatto personale, posso?

   PRESIDENTE. Un attimo onorevole Lupo, dobbiamo fare la discussione
  generale.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Presidente,  io non ho detto che la Commissione   Bilancio
  non  si  sia  riunita né tanto meno che non ha fatto nulla,  io  ho
  detto che non si può ritenere che la Commissione  Bilancio  in  due
  ore,  come ha testè affermato l'Assessore Armao, non poteva in  due
  ore  svolgere  un  esame attento del bilancio e della  finanziaria.
  Perché tutti sappiamo, meglio di tutti noi il Presidente Savona che
  ha   grande  esperienza,  che  un  esame  attento  di  bilancio   e
  finanziaria in tempi normali richiede settimane di lavoro.
   Peraltro, il bilancio non c'era neppure perché mancavano tutti gli
  allegati, e mancava soprattutto il parere dei Revisori, cosa che io
  ho  detto nel mio intervento. Lo ribadisco, è la prima volta  nella
  storia  dell'Assemblea  dal 1947 ad oggi  che  mi  risulti  che  la
  Commissione   Bilancio  non è stata messa neppure nelle  condizioni
  di  esaminare con attenzione la manovra né tanto meno di  procedere
  al   voto.  E  questo  certamente  non  per  responsabilità   della
  Commissione, né tanto meno del Presidente Savona che è sempre stato
  molto attento rispetto a questi temi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto, che  non  è
  presente.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, in  questi
  quattro anni e mezzo ci siamo accorti in più occasioni che i metodi
  relazionali  del Presidente Musumeci non hanno certo  brillato  con
  questo  Parlamento. Spesso siamo stati delegittimati, esclusi,  c'è
  stata  carenza di democrazia, ma quanto meno ci aspettavamo, io  mi
  aspettavo  che facesse uno sforzo in più quanto meno a mantenere  i
  rapporti con Roma.
   Eppure  con  ben tre Governi che si sono succeduti  anche  con  lo
  Stato   non   ci  sono  state  relazioni  brillanti   nemmeno   con
  quest'ultimo  Governo, il Governo Draghi, il Governo di  tutti,  il
  Governo  che  ha messo d'accordo tutti ci siamo ridotti  in  questo
  modo con praticamente un Presidente che non riesce a far valere  le
  questioni  di questa regione, a dialogare con lo Stato e lascia  ai
  siciliani una pesante croce da portare addosso.
   Noi  paghiamo  praticamente le colpe o i difetti caratteriali  del
  Presidente Musumeci, a quanto ho capito, e ora il ritardo  con  cui
  ci  apprestiamo  a  votare  questo  esercizio,  cioè  a  votare  la
  finanziaria  penso che non è una cosa che è arrivata all'improvviso
  e  lo  sapevamo  tutti che l'esercizio provvisorio  scadeva  il  30
  aprile,  lo  sapevamo  tutti che mancavano  due  giorni,  assessore
  Armao, ci poteva pensare piuttosto che aspettando che avvenisse  un
  miracolo da Roma, nei mesi precedenti a creare delle interlocuzioni
  e a risolvere questa questione.
   E  invece che cosa è successo? E' successo che in fretta  e  furia
  durante  le vacanze pasquali si è dovuta rimodulare una finanziaria
  che  sicuramente ci porterà ad entrare in una gestione provvisoria,
  che  creerà  un  enorme disguido per tutti i siciliani,  perché  la
  gestione provvisoria non garantirà nessuna delle risorse necessarie
  a  colmare  tutti i vuoti e i buchi e i disastri economici  che  si
  sono succeduti in questi mesi. E nonostante questo praticamente  ci
  ritroviamo  a  dovere  accantonare quasi un miliardo,  come  dicevo
  sotto  le festività pasquali in fretta e furia creando un obbrobrio
  che  mette  in  evidenza tutta la sensibilità  di  questo  Governo.
  L'assessore Cordaro è l'unico, a differenza del Presidente Musumeci
  che  ho  visto rarissime volte, ad essere stato sempre presente,  e
  che  oggi purtroppo non c'è, e avrei voluto affrontare la questione
  immediatamente  legata  all'ambiente,  perché  delle   manutenzioni
  ordinarie   e   straordinarie  del  demanio  idrico   fluviale   di
  quattordici milioni ne sono stati accantonati o sottratti sei.
   Io  ricordo ancora il mio primo intervento in quest'Aula quando  a
  causa  dei  pesanti disastri dovuti appunto agli straripamenti  dei
  torrenti,  dissi  che le cose non succedono all'improvviso  ma  per
  l'improvvisazione,  e il Presidente Musumeci in quell'occasione  si
  offese molto, si alzò, andò via, ritornò in Aula, mi attaccò  anche
  pesantemente,  ebbene  ma questa se non è improvvisazione  come  si
  deve  chiamare?  E  ancora personale ente parco e  riserve  quattro
  milioni  e  duecento mila euro in meno su sei, personale  forestale
  quarantanove milioni in meno su centodiciotto milioni, e vi ricordo
  che  stiamo  entrando nel mese di maggio questa è la  stagione  che
  dovrebbe  essere  quella che cerca di curare  tutto  il  patrimonio
  boschivo,  di  pulirlo,  di fare le linee  tagliafuoco,  anche  nei
  parchi archeologici. Che cosa aspettiamo, che gli incendi devastino
  nuovamente  tutta  la  Sicilia  e il nostro  patrimonio?  Io  trovo
  inaudito  che  vengano  messe  queste  somme  così  decurtate   del
  quarantuno  percento  proprio  su queste  cose  così  sensibili  ed
  essenziali per la Sicilia; ricordo che per distruggere un bosco  ci
  vogliono poche ore ma per piantarlo ci vogliono decenni.
   E  ancora,  sempre sulla stagione estiva alle porte, fra  poco  ci
  saranno turisti e le persone hanno voglia di libertà, hanno  voglia
  di  uscire da questi pensanti due anni legati al Covid, di muoversi
  liberamente  in Sicilia, la mobilità, la mobilità viene  affrontata
  sottraendo sessantotto milioni al trasporto pubblico locale,  e  26
  milioni  ottocentomila euro al collegamento marittimo con le  isole
  minori, non parliamo dei tagli che riguardano i nostri enti locali,
  che li ho sommati ed in totale sono 147 milioni e 500 mila euro,  e
  ancora  quaranta  milioni  per  i  liberi  consorzi,  in  Corfilac,
  Corfilac  fiore  all'occhiello della filiera lattiero  casearia  in
  Sicilia  ente  di  ricerca. Il Presidente Musumeci  ricordo  ancora
  quando  per  la  prima volta venne a Ragusa e  a  giugno  dell'anno
  scorso  nel  2021 facendo una passerella o propaganda, non  lo  so,
  perché  promise grandi cose al Corfilac, promise che finalmente  si
  sarebbe  tornati  a lavorare facendo ricerca e non più  utilizzando
  l'ente  come  un semplice stipendificio e invece, ebbene,  i  tagli
  sono  nel Corfilac e superano addirittura quelli del cinquanta  per
  cento in questo caso.
   E  poi  ancora i Consorzi di bonifica; a dicembre si doveva varare
  la  famosa  riforma che prendeva praticamente tutti  i  debiti  dei
  Consorzi  di  bonifica  e  risolveva i  problemi,  la  riforma  non
  l'abbiamo  mai  vista  e l'ho ripetuto in Aula  in  più  e  in  più
  occasioni, però abbiamo visto i tagli, i tagli li citava  prima  il
  collega  Lupo, complessivamente sono di ventitré milioni  di  euro,
  queste sono le grandi promesse fatte, io adesso farò un'elencazione
  dei tagli sul sociale che sono quelli che fanno più male, credetemi
  e  sul  sociale abbiamo seicento venticinque mila euro in meno  sui
  centri antiviolenza, tre milioni e mezzo in meno per i talassemici,
  sessantasei  milioni  e ottocento mila euro per  il  fondo  per  la
  disabilità, undici milioni e centomila euro assistenza  alunni  con
  disabilità, cinque milioni su dieci rimborso comunità alloggio  per
  disabili  psichici e ancora altri cinque milioni  e  trecento  mila
  euro   rimborso  ai  comuni  per  spese  ricovero  minori  disposti
  dall'Autorità  giudiziaria. Tutto questo quando noi, al  contrario,
  per  mesi  e mesi nelle Commissioni abbiamo parlato di aiutare,  di
  affrontare    i    problemi   dell'abbattimento   delle    barriere
  architettoniche,  di creare passerelle per questa  stagione  estiva
  sulle  spiagge  e dotare tutti i lidi di sedie job  per  esempio  e
  tante  altre proposte e, invece, i maggiori tagli riguardano questo
  settore, la disabilità.
   Sa,  Presidente, l'altro giorno, spero che ascolterà questo  video
  perché  è  importante,  abbiamo incontrato  l'associazione  che  si
  occupa dei sordomuti. Ebbene, ci siamo accorti che durante la  fase
  Covid  in  tutte  le  comunicazioni  importantissime  mai  è  stato
  utilizzato  il  traduttore  lis, cioè  queste  persone  sono  state
  tagliate fuori da comunicazioni importantissime, ma chi è  il  vero
  sordo in Sicilia? Io questo mi chiedo
   E  ce  ne  sono  ancora e ancora tante cose da  sottolineare,  per
  esempio, ieri c'erano qua gli Asu che si sono praticamente  trovati
  in  una  triste  vicenda  in  quanto  la  loro  stabilizzazione   è
  attualmente impugnata al Consiglio dei ministri. Ebbene, invece, di
  pensare alle risorse per il rinnovo dei contratti di queste persone
  in  attesa  che  si risolva questa annosa questione e  anzi  questo
  Governo  dovrebbe intercedere proprio con il Consiglio dei ministri
  per risolverla, si tagliano quelle risorse necessarie per rinnovare
  i contratti, ventidue milioni di euro
   Ciliegina  sulla  torta, la cultura ovviamente,  messa  sempre  da
  parte,   quella  che  dovrebbe  essere  il  motore   trainante   di
  quest'isola che dovrebbe riportare la Sicilia a diventare  un'isola
  fra  le  più ricche, fra le più visitate dai turisti, con veramente
  tutto quello che abbiamo, che cosa si fa? Si taglia dal fondo unico
  regionale per lo spettacolo si tagliano tre milioni e seicento mila
  euro  considerando anche la profonda crisi che hanno vissuto  tutti
  gli operatori culturali e gli artisti in questi due anni del Covid,
  che  non  hanno potuto lavorare e hanno ricevuto pochissimi  aiuti,
  quasi zero.
   E ancora, per la Fondazione Orchestra Sinfonica siciliana di nuovo
  meno  tre milioni e duecento mila euro, per non parlare di tutti  i
  teatri  siciliani,  tutti i maggiori teatri  siciliani,  a  partire
  dallo  Stabile, dal Bellini di Catania, al Biondo, al  Massimo,  al
  Teatro di Messina, io le ho sommati tutti, sono quindici milioni  e
  cinquecento  mila  euro  in  meno   E  ancora,  l'Università:  agli
  studenti vengono tagliati i contributi per le borse di studio,  per
  l'accesso  agli  alloggi,  per  un totale  di  contributi  tagliati
  quattro  milioni  e  seicento mila euro, ecco, questo  è  stato  il
  metodo  utilizzato  per una riduzione generale di  700  milioni  di
  euro,  fatto  proprio  nelle  cose che rappresentano  per  tutti  i
  siciliani maggiore sensibilità e maggiore possibilità di sviluppo e
  di  occupazione e invece vengono ridotte. Le riduzioni  sono  state
  circa  del  40  per  cento.  Io questo 40  per  cento  me  lo  sono
  ricordato, sapete, è stata proprio la percentuale con cui  è  stato
  eletto  questo Presidente ed è anche la percentuale con cui  questo
  Presidente tornerà a casa grazie a questi tagli.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, Assessore Armao in  rappresentanza
  del   Governo  e  colleghi  deputati,  io  voglio  prima  di  tutto
  solidarizzare  con tutti i cittadini siciliani che  stanno  vivendo
  dei  momenti difficili dettati da una pandemia che, diciamo,  tarda
  ad  arretrare  ma soprattutto dalla crisi bellica che  naturalmente
  avrà  ripercussioni e criticità a livello socio-economico. Pandemia
  e conflitto ucraino hanno messo a nudo tantissime carenze siciliane
  che  hanno  innescato  crisi finanziarie  senza  precedenti  e  che
  naturalmente colpiranno tutti i settori della nostra economica.
   Certamente,  il  Governo  regionale non ha  brillato  tradendo  le
  aspettative  di  tanti  siciliani  che  hanno  creduto  in   questa
  compagine  politica, oggi sempre più sfilacciata e  che  in  questi
  ultimi  mesi ha pensato più alla sua sopravvivenza che al benessere
  dei siciliani.
   Adesso  ci ritroviamo in uno dei momenti più importanti di  questa
  legislatura,  siamo  al  momento appunto  della  presentazione  dei
  documenti  contabili,  bilancio e  finanziaria,  ed  è  un  momento
  caratterizzato da ritardo, ritardo nella presentazione dei bilanci,
  peraltro  non  corredati  dal parere dei  revisori,  ritardo  nelle
  procedure che naturalmente hanno evidenziato un deficit democratico
  privando la funzione legislativa dei deputati e dell'Assemblea,  ma
  il  ritardo  più significativo di questo Governo è  quello  di  non
  avere  risposto alle esigenze dei siciliani, un Governo che non  ha
  risolto  neanche un nodo, vertenze sociali irrisolte,  praticamente
  riforme annunciate e mai presentate e soprattutto i grandi sprechi,
  evidenziati  anno per anno dalle stesse relazioni della  Corte  dei
  conti   e   prima  fra  tutte  io  voglio  evidenziare  la  mancata
  razionalizzazione  degli enti regionali e delle  partecipate  e  su
  questo  vorrei  un  attimo  porre  un'attenzione.  Sì,  perché   le
  partecipate rappresentano ancora oggi grandi sprechi, ce lo  dicono
  le  tante inchieste che hanno caratterizzato gli ultimi mesi,  come
  quella  dell'AST  che  la  Procura  ha  evidenziato,  ma  anche  la
  Commissione Antimafia regionale, grandi sprechi e soprattutto io mi
  rivolgo   all'Assessore  per  l'economia  perché   questo   Governo
  regionale avrebbe potuto fare tanto, soprattutto nella sua funzione
  di  controllo e di vigilanza, cosa che non c'è assolutamente stata,
  e  invece queste partecipate si dimostrano, come sempre, dei grandi
  carrozzoni  che incidono profondamente sul bilancio dello  Stato  e
  che  si  sono  trasformate  in agenzie  per  il  lavoro  per  pochi
  fortunati,  in  maniera anche illegittima. Perché, caro  Assessore,
  lei  sa  benissimo  che  sono  emerse delle  criticità  per  quanto
  riguarda  le  partecipate delle partecipate,  che  risultano  avere
  grandi  carenze  per quanto riguarda la continuità  aziendale,  con
  violazione del Codice civile.
   Bene,  perché  ho evidenziato la storia delle partecipate,  perché
  proprio in una razionalizzazione della spesa di questi enti e delle
  partecipate si sarebbero potute liberare delle risorse sul bilancio
  in   tutti  questi  anni,  risorse  che  sarebbero  state   davvero
  importanti per vari settori che qui non sto a puntualizzare  perché
  sono  stati  già ampiamente evidenziati dai colleghi che  mi  hanno
  preceduto.
   Però, io voglio in particolare evidenziare le risorse che verranno
  a  mancare  soprattutto per gli assistenti agli studenti  disabili,
  quelle sì che sono importanti da evidenziare, perché lì si parla di
  diritti  di  obbligatorietà di diritto allo studio che anche  leggi
  regionali  hanno  ampiamente sottolineato in questi  anni  e  tutto
  questo  non  sarà possibile perché con tagli dovunque questo  è  un
  bilancio  virtuale anche la finanziaria lo sarà che presenta  tagli
  dovunque  si  presenta  come un vero attentato  alla  speranza  dei
  siciliani,  donne  e  uomini  in estrema difficoltà,  imprenditori,
  commercianti,  precari e tutte quelle categorie delle  varie  sigle
  che  sono  state  create ad hoc in questi anni per  farle  restarle
  legate  al  governo  di turno che per sbarcare  il  lunario  devono
  restare  legate  al  governo di turno e il cui  destino  oggi  sarà
  sempre più fragile e più nero.
   Ecco  perché  a  questo punto non ci resta che dire semplicemente:
   cari siciliani verranno tempi migliori  . Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, assessore Armao, onorevoli  colleghi,
  il  Presidente Musumeci oggi non ci ha degnato della  sua  presenza
  credo che sia la prima volta in cinque anni che il primo giorno  di
  finanziaria  il  Presidente della Regione non si presenti  in  Aula
  soprattutto in discussione generale. Evidentemente ha capito che il
  suo  mandato  ormai  sta  finendo,  quindi  farsi  vedere  il  meno
  possibile a mio avviso potrebbe essere una scelta buona per  lui  e
  per la Sicilia.
   Siamo  arrivati a quattro anni e mezzo dall'insediamento di questo
  Governo regionale e adesso credo che si possa tranquillamente  fare
  un  po' la sommatoria di quello che è stato fatto di quello che non
  è stato fatto, di come è stata gestita questa Regione, di cosa si è
  riusciti a fare insieme al Governo e cosa invece il Governo  non  è
  riuscito a fare in questi anni.
   Voglio  riportarvi  prima di tutto delle date perché,  Presidente,
  lei ricorderà - sosteneva il Governo Musumeci sin dall'inizio - che
  il  Presidente  Musumeci  disse:   mai  più  esercizi  provvisori .
  Ebbene, siamo partiti dall'11 maggio 2018, abbiamo continuato il 26
  febbraio  2019, il 14 maggio 2020, il 21 aprile 2021 e non sappiamo
  quando  del  maggio del 2022, cinque bilanci su cinque in  ritardo.
  Cinque  bilanci  su  cinque che non stati  approvati  entro  il  31
  dicembre,  cinque bilanci su cinque che hanno condotto  la  Regione
  siciliana  in  esercizio  provvisorio e  in  gestione  provvisoria.
  Questo,  l'ultimo, a certificazione del fatto che la  prima  grande
  promessa  del  Governo Musumeci cioè quella  di  dotare  la  nostra
  Regione   di   uno   strumento  finanziario  economico   necessario
  fondamentale per pagare gli stipendi, per andare avanti,  per  fare
  le  spese  in  conto capitale, per gli investimenti,  per  i  fondi
  europei.  Ha  portato  sempre questa Regione in  un  ritardo  ormai
  consolidato che non ci permette oggi di avere una visione di questa
  terra.
   I  primi  a  pagarne le conseguenze, poco fa veniva  riportato  da
  alcuni  colleghi,  sono  certamente tutti  gli  enti  di  tutte  le
  società.  Credo  che sia giusto dirgli che per  tutto  il  mese  di
  maggio   tutte   le  settemila,  ottomila  persone   che   lavorano
  all'interno  delle società degli enti della Regione non riceveranno
  lo stipendio. Questo è il primo risultato che questo Governo ci sta
  consegnando  quando  il  28  di aprile finalmente  ci  consegna  il
  bilancio di previsione 22-24 e il bilancio della nostra Regione.  E
  allora  le  domande  che mi sorgono spontanee  sono:  riusciremo  a
  recuperare il miliardo che manca al bilancio della nostra  Regione?
  A  settembre,  ottobre chi si ritroverà a governare questa  Regione
  avrà  la disponibilità di quel miliardo, riusciremo a risanare quel
  taglio del 41% che tantissimi capitoli del nostro bilancio oggi ha?
   La  questione  di  legittimità  costituzionale,  Assessore  Armao,
  riusciremo  a  capire  dopo la sentenza della Corte  Costituzionali
  quanti  soldi  dovremo recuperare all'interno del nostro  bilancio?
  C'è chi parla di più di 600 milioni di euro
   Tutte  le  società e gli enti che dovevano essere  razionalizzati,
  tutti  quei  tagli che dovevano essere fatti, ricorderà  erano  gli
  annunci del Presidente Musumeci:  Metteremo in liquidazione  l'Ente
  di  Sviluppo Agricolo . Ecco, l'Ente di Sviluppo Agricolo  è  stato
  affidato  a  un  suo fedelissimo e la prima cosa  che  ha  fatto  è
  consegnare nuovamente alla Regione un bel conto da pagare:  più  di
  60 milioni di euro all'interno del nostro bilancio.
   E  poi  l'unica razionalizzazione fatta di Crias e Ircac, l'unione
  dell'Irca  nel 2018, signor Presidente, sono passati quasi  quattro
  anni e ancora non l'abbiamo vista, ancora non esiste, ancora non  è
  stato  approvato  nemmeno  lo statuto,  ancora  il  CdA  nella  sua
  completezza non si è nemmeno insediato.
   E  allora  la  domanda è: in un momento così difficile,  dopo  una
  pandemia,  i  due enti che dovevano servire a dare credito  a  chi?
  Alle  cooperative, agli artigiani siciliani che  continuano  a  non
  avere  uno  strumento finanziario utile e necessario per  garantire
  quel credito che gli è sempre stato garantito. Allora quali sono le
  azioni?
   Io,  all'interno  di questa finanziaria, mi aspettavo  una  norma,
  qualcosa   che   potesse   dare   loro   quantomeno   nelle    more
  dell'approvazione, nell'insediamento del nuovo Irca,  qualcosa  che
  potesse  dare ai nostri artigiani un minimo di sostegno  in  questo
  periodo.
   I  Consorzi di bonifica: non dovevamo attendere una nuova  riforma
  che  non  è  mai arrivata all'interno di quest'Aula, bisognava  dar
  seguito  alle  norme e alle riforme già approvate  precedentemente,
  cosa  che  non  è  stato fatto. E l'unico regalo  che  ci  è  stato
  concesso  dai commissari nominati dal Governo Musumeci sui Consorzi
  di bonifica è aver preso più di 400 milioni del PNRR, soldi che non
  sono  stati recuperati, soldi che l'Assessore Scilla diceva - prima
  attaccando il Ministro e poi non so chi - avremmo recuperato.
   Oggi, a distanza di più di un anno da quella clamorosa debacle del
  Governo Musumeci, che ci fa perdere più di 400 milioni di euro  per
  le   strutture  idriche  della  nostra  Regione,  non  ne   abbiamo
  recuperato nemmeno un centesimo
   E  a  questo bisogna aggiungere i forestali, poco fa veniva detto:
  mancano più di 70 milioni di euro ai forestali, 70 milioni di  euro
  che  servono  per  garantire quel servizio che purtroppo  tutte  le
  estati  viene meno, tutte le volte, tutte le estati quando  vedremo
  gli incendi all'interno della nostra Regione scopriremo che non  si
  è  fatta tutta la campagna antincendio, che mancano le persone, che
  non  si  riesce  a portare avanti tutto quel processo  come  se  ci
  colpisse  in maniera astratta, quando invece sappiamo perfettamente
  che  è  qualcosa di ciclico e ci ritroviamo oggi, a maggio,  a  non
  avere  stanziato  le risorse minime - non agli investimenti  -  per
  garantire quel servizio.
   E  se  a  questo  ci  aggiungiamo  la  Protezione  Civile,  Signor
  Presidente  lei ricorderà che lo scorso anno noi siamo  arrivati  a
  ottobre  senza  un  centesimo  della  Protezione  Civile  regionale
  siciliana, senza nemmeno un centesimo  Abbiamo abbandonato i Comuni
  siciliani  al  proprio  destino  perché  erano  impossibilitati   a
  garantire il minimo servizio dovuto alle acque e alle alluvioni che
  sono cadute nei mesi di ottobre e novembre dello scorso anno.
   I  Comuni  sono stati abbandonati ai propri bilanci senza  che  la
  Protezione Civile potesse minimamente intervenire anche solo con un
  euro e continuano ad esserci tagli su questo capitolo.
   Le  Autorità  di  bacino  - mi dispiace che  non  c'è  l'Assessore
  Cordaro  - che era uno dei più grandi risultati di questo  Governo:
  l'istituzione  delle Autorità di bacino lasciata senza  nemmeno  un
  euro
   Abbiamo stimolato l'Autorità di bacino più volte su interventi sui
  percorsi fluviali, sulle frane, insieme al Commissario del dissesto
  idro-geologico,  non ha un euro, non riesce a progettare  e  lo  fa
  tramite l'Ufficio di progettazione, non riesce a destinare le somme
  necessarie a evitare l'esondazione dei fiumi che tutti gli anni  si
  ripercuotono sui nostri territori.
   E come se non bastasse, signor Presidente, gli Asu: lo scorso anno
  è  stato venduto come il più grande risultato del Governo Musumeci,
  ancora  ad  oggi  non sappiamo se ci sono le risorse,  se  possiamo
  stabilizzare queste persone, se possiamo garantirgli uno  stipendio
  dignitoso e, soprattutto, qual è il loro futuro.
   I  Fondi europei, signor Presidente, noi quest'anno abbiamo  messo
  in  bilancio  più di 60 milioni di euro dell'FSC per  garantire  la
  quota  di compartecipazione ai fondi europei. Somme che ancora  non
  abbiamo   Abbiamo  messo una posta, in bilancio,  che  non  abbiamo
  perché  quell'accordo  Stato-Regione, che dovrebbe  permetterci  di
  consentirci di utilizzare quei sessanta milioni di euro della quota
  di   compartecipazione  all'utilizzo  dei  fondi  europei,  non  ce
  l'abbiamo ancora.
   E   quando   il  Presidente  Musumeci,  con  un  bellissimo   spot
  pubblicitario  del  Governo del fare', si infila all'interno  della
  programmazione  FESR bisognerebbe ricordargli che la programmazione
  era  2014-2020 e dei quattro miliardi e passa di euro, ad oggi,  di
  certificato abbiamo un miliardo e otto  Abbiamo il trenta per cento
  della spesa certificata  Il trenta per cento a due anni dalla  fine
  della programmazione
   Allora, cosa c'è da festeggiare all'interno di questo bilancio?  I
  980  milioni che mancano? I 780 milioni che c'è stato concesso  dal
  Governo  nazionale,  e  che  oggi certifichiamo  con,  in  maniera,
  un'autocertificazione del Dipartimento delle finanze a 714  milioni
  di  euro, quindi già sappiamo che più di 60 milioni di euro dovremo
  ritornarli allo Stato?
   Io  sono  in  forte difficoltà, sono seriamente preoccupato  sulla
  tenuta dei conti della nostra Regione.
   Non  sono  preoccupato perché quest'Aula approverà o non approverà
  il  bilancio  della  Regione. Sono preoccupato perché  il  prossimo
  governo  si  ritroverà a dover provare ad immaginare e a  costruire
  una  Sicilia  diversa  dove bisogna ripartire, assolutamente  dalle
  macerie.  Dalle  macerie  che ci sono state  consegnate  da  questo
  governo  regionale,  da  cinque anni di incapacità  amministrativa,
  economica, contabile. Da cinque anni di incapacità legislativa. Non
  so quante miriadi di leggi sono state impugnate dal Governo.
   E,  non  per  ultimo, questo atteggiamento di quest'Assemblea  nei
  confronti delle Commissioni parlamentari, Presidente. Di fatto si è
  bypassato  completamente il Regolamento, non  si  è  passati  nelle
  Commissioni  di  merito,  non  si è fatto  l'esame  in  Commissione
   Bilancio .  Io  vorrò  capire  chi, domani,  quando  inizieremo  a
  trattare  gli  emendamenti  ci darà il  parere  economico-contabile
  sugli  emendamenti, che presenteremo, di finanziamento  alla  legge
  finanziaria.
   Allora,  mi  spiace  non vedere oggi qui il  Presidente  Musumeci,
  probabilmente  impegnato  a cercare chi  dovrà  sostenerlo  per  la
  prossima   campagna   elettorale.  Io  mi  auguro   lo   candidino,
  Presidente.  Presidente Di Mauro, io mi auguro  che  il  Presidente
  Musumeci possa essere nuovamente candidato dal Centrodestra e che i
  siciliani,  tra  qualche  mese, avranno la  possibilità,  col  voto
  libero  e  democratico, di valutare il suo Governo e queste  ultime
  sue azioni.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,   assessore   Armao,   colleghi
  parlamentari,   io  inizio  con  una  riflessione.   E'   veramente
  desolante;   una  desolazione   Ci  troviamo,  noi,   a   discutere
  dell'ultima  finanziaria di questo Governo con  un'Aula  vuota.  La
  maggioranza  assente.  Ci  troviamo nella discussione  generale  di
  bilancio  e  finanziaria.   Un Presidente  della  Regione  che  non
  esiste,  a  malapena l'assessore per l'economia  perché  è  proprio
  necessario, il resto del Governo assente. Questo quadro è il quadro
  che   completa  le  settimane.  Il  Presidente  della   Commissione
  SBilancio , che saluto.
   Sa,  Presidente,  lei  si ricorda quando io  venivo  non  solo  da
  parlamentare - sono stato qui dieci anni - ma anche da  sindaco,  e
  quando  ogni volta - ma lo ricorda anche lei, onorevole Di Mauro  -
  avevamo  in discussione la finanziaria, era un movimento  di  venti
  giorni,  a  volte  anche di più, tra i corridoi in  quest'Aula,  la
  presenza  sempre  del  Presidente  della  Regione,  di  tutti   gli
  assessori, le commissioni in fermento, le aspettative dei  sindaci,
  legittime  di  tutti.  Eravamo lì, un  mondo,  la  Sicilia  che  si
  muoveva.
   Siete riusciti a fare morire la democrazia. Siete riusciti a  fare
  morire  la partecipazione. Ma veramente, assessore Armao,  oggi  la
  vedo  abbastanza in fermento, risponde, riprende l'onorevole  Lupo,
  dice cose non vere, ma ne dice tante lei sciocchezze  Politicamente
  lei,  non c'è persona che politicamente veramente è più ambigua  di
  lei, politicamente. Non esistono persone che sono politicamente più
  ambigue di lei.
   Guardi lei, questo risultato; non me lo aspettavo. Io mi aspettavo
  da  lei veramente caratteristiche diverse. Arrivare a questo punto,
  in   quest'ultima  finanziaria,  lei  verrà  ricordato  per  questo
  scempio,  oltre ovviamente il suo Presidente della  Regione  che  è
  completamente  assente, forse verrà quando dovremmo votare  per  il
  voto finale proprio perché lo deve votare.
   La  presenza  del Presidente della Regione e di tutto il  Governo,
  perché  la finanziaria è anche un momento di consuntivo,  cioè  voi
  non solo avete azzerato le Commissioni e il ruolo delle Commissioni
  di  merito,  della stessa Commissione "Bilancio", ma avete  proprio
  cercato   di  azzerare  il  ruolo  del  Parlamento  mettendoci   in
  condizioni  proprio  di  esercitare quel  ruolo  al  minimo,  e  se
  qualcuno ve lo dice vi arrabbiate pure, perché pretendete  che  con
  un passaggio fatto il 25, il dibattito su questa finanziaria doveva
  essere  considerato esaustivo, veramente siete asini  Politicamente
  asini  E lei in primis, assessore - politicamente, non dimenticate,
  politicamente  - non ci possiamo indignare su valutazioni  di  tipo
  politiche,  perché siamo stati, abbiamo appreso durante  il  nostro
  operato, lungo ormai, Presidente dell'Assemblea, che le riflessioni
  sono politiche.
   I  revisori dei conti sono stati, eravate riusciti a fare arrivare
  la  finanziaria  senza il parere dei revisori dei conti,  l'abbiamo
  capito  il  perché, perché gli stessi revisori dei conti  vi  hanno
  detto  che  la  finanziaria, il bilancio, non  era  in  equilibrio,
  perché  non era rispettato l'accordo Stato - Regione, perché alcune
  spese  obbligatorie  non era inserite, cioè non  erano  rispettate.
  Cioè  veramente  gli stessi revisori dei conti vi hanno  detto  "ma
  dove andate, dove stiamo andando".
   Finalmente  arriva  in  Aula,  fuori  tempo  massimo,   dice   sì,
  finalmente  è  arrivata. Io mi permetto di  dirle  che  non  sapere
  programmare, e devo dirle che voi non avete saputo programmare mai,
  anche sugli strumenti finanziari, le variazioni di bilancio e tutto
  quello  che c'è stato, le finanziarie. Non sapere programmare  vuol
  dire  di  fatto non sapere amministrare, cosa già nota ai siciliani
  tutti,  testimoni delle incapacità e mancanza di visione di  questo
  Governo.  Ma  ancora  cosa  più grave  e  cercare  di  imbavagliare
  l'Assemblea,   le   Commissioni,  togliendo   qualunque   possibile
  confronto   e   dialettica   nelle   Commissioni   attraverso   gli
  emendamenti.
   Io lo capisco, togliereste la parola anche a me perché dà fastidio
  sentirmi e sentire l'opposizione, lei anzi il sacrificio, il dovere
  di  rimanere  in  Aula,  è costretto a sopportarmi,  il  Presidente
  Musumeci  e  gli  assessori questo, con la loro assenza  rinunciano
  anche   a   questo,   evitano  di  ascoltare  le  critiche   giuste
  dell'opposizione. Disprezzo totale delle Istituzioni  della  nostra
  Sicilia e dei siciliani che non meritano questa prepotenza e questa
  arroganza.
   Abbiamo  sentito come al solito la favoletta che Roma  è  cattiva,
  che  Roma  ci fa perdere tempo, siamo arrivati a questo  punto  per
  Roma,  dopo  aver  fatto passare quattro lunghi mesi  con  teatrini
  inutili e faide interne ancora non risolte. Caro assessore Armao, i
  siciliani  meritavano  un po' più considerazione  e  attenzione  da
  parte  sua  e  del Governo regionale, ma no maggiore concentrazione
  alla  programmazione  delle risorse, di cui è  assetata  la  nostra
  Isola,  ma  per  lei  è  stato prioritario in questi  quattro  mesi
  provare ripetutamente a fare il cecchino dentro il suo partito  per
  le faide interne a danno del Presidente Miccichè.
   La  Sicilia e i siciliani possono attendere, perché il tempo  l'ha
  trovato per organizzare tutto questo, e la riflessione politica

   PRESIDENTE. Si attenga al testo, lasciamo perdere le polemiche che
  riguardano, tra l'altro, altri partiti. Si attenga al testo.

   DIPASQUALE.  senza urlare, io lo capisco, non sto urlando.  Io  mi
  attengo ad una riflessione.

   PRESIDENTE. All'ordine del giorno.

   DIPASQUALE. La finanziaria è uno strumento politico e ci stanno le
  valutazioni politiche.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando di bilancio.

   DIPASQUALE. Presidente, io sto facendo un intervento senza  alzare
  il  tono  della  voce,  garbato ma  lei  non  mi  può  togliere  la
  possibilità di riconoscere una responsabilità politica che ha avuto
  l'assessore Armao, che ha fatto il cecchino, ha cercato di fare  il
  cecchino  a  Micciché senza riuscirci e noi abbiamo  messo  quattro
  mesi  di  tempo per non avere la finanziaria. Per me lui ha  questa
  responsabilità politica e oggi io gliela ribadisco.
   E'   mancato  il  rispetto  di  tutte  le  regole,  di  tutte   le
  istituzioni, ivi inclusa l'ultima istituita dei revisori dei Conti,
  che ci avete provato ma poi siete stati costretti ad aspettare.  La
  correttezza  e la serietà non sono bandiere - questo è  rivolto  in
  primis  al  Presidente della Regione - da sventolare  a  telecamere
  accese  e  senza  contraddittorio, ma valori che  vanno  dimostrati
  nella  condotta  amministrativa cosa che  è  totalmente  mancata  a
  questo Governo in ritardo su tutto, sempre pronto a scaricare sugli
  altri  attori  politici,  Roma, ministri,  Consigli  dei  Ministri,
  Europa e così via la propria inadeguatezza.
   Così   avete  trascorso  quattro  mesi  di  esercizio  provvisorio
  concentrati a giocare ad un Risiko di poltrone e di potere mai così
  sfacciato mentre i siciliani restano in attesa, mai più, non più di
  una  finanziaria che voi stessi avete dimostrato di non riuscire  a
  definire compiutamente, aspettando soltanto di porre la parola fine
  a questo scempio.
   Sarete  ricordati per incapacità, litigiosità, improvvisazione  ma
  soprattutto  per antidemocraticità, avendo esonerato le Commissioni
  e  ancor  di  più  il Parlamento, riducendo anche tutti  i  margini
  d'intervento, che non dimentichiamo rappresenta i siciliani, questa
  finanziaria dobbiamo davvero considerarla il testamento  spirituale
  di  questo  governo  incapace di amministrare ma  sempre  pronto  a
  ricattare,  per fortuna è l'ultimo atto ma resta comunque  un'amara
  misura  e consolazione. Concludo, poi entreremo in merito  ai  vari
  articolati.
   E'  chiaro  che  c'è  un  dramma  dell'assenza  perché  alla  fine
  rimangono  scoperti i grandi temi: l'agricoltura, la  zootecnia,  i
  talassemici,  i  sordi,  il  personale dell'ARAS,  il  CORFiLac,  i
  consorzi  di bonifica che vedono gli agricoltori a pagare i  canoni
  irrigui  a  mille ed i lavoratori senza stipendi, i  forestali,  le
  riforme  promesse e mai attuate, riforma sulla casa, siete riusciti
  solo  a rimettere in vita i consigli d'amministrazione e la invito,
  assessore,   a   controllare  la  spesa  dei  nuovi   consigli   di
  amministrazione  perché devono rispettare l'accordo  Stato-Regione,
  gli  Iacp hanno un obbligo ed il suo assessorato e lei ha l'obbligo
  del  controllo perché io questo controllo lo sto facendo, Iacp  per
  Iacp, riforma per la bonifica, riforma per la forestale.
   Presidente,  io  concludo e la ringrazio.  Ho  espresso  solamente
  delle  valutazioni politiche, siamo alla fine di queste  esperienza
  che   è   davvero   mortificante,  non  mi  sarei   mai   aspettato
  dall'esperienza degli ultimi dieci anni, dall'esperienza da sindaco
  che  viveva, ma anche prima, che viveva questa Assemblea  e  questo
  Parlamento,  di  vedere ridotto l'istituzione  importante  come  la
  Regione Siciliana al punto come l'avete fatta ridurre voi, cioè  al
  minimo. Veramente complimenti, siete stati dei geni

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savona)

   PRESIDENTE.   Sì,   onorevole  Savona,  deve   concludere   ancora
  l'onorevole Pasqua e l'onorevole Ragusa e poi lei avrà  la  parola,
  se non c'è un fatto personale.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pasqua.

   PASQUA.  Grazie, Presidente, Assessore, non voglio ripetere  tutto
  quello  che è stato fin qui detto e che condivido pienamente,  sono
  state  fatte anche delle osservazioni puntuali sulle singole poste,
  sui  singoli capitoli che sono stati falcidiati ed hanno subito una
  riduzione  con  questa specie di tagli lineare del quaranta,  quasi
  quarantuno per cento.
   Io  però,  Assessore, le voglio chiedere, le voglio  porre  alcune
  domande, anche proporle alcune considerazioni. La domanda che prima
  voglio  porre  e voglio usare un solo esempio è al capitolo  183808
   Fondo per la disabilità e per la non autosufficienza .
   Quando  viene fatto questo taglio lineare anche per questo  fondo,
  anche  per questa spesa oltre a tutte le spese che guarda caso  per
  tutta questa missione, per questo programma sono spese che si  sono
  ripetute  anno per anno con norma e deve essere quasi una sorta  di
  mantra  che  si ripete ogni anno nella riproposizione degli  stessi
  articoli, per questo specifico capitolo c'è stato un taglio  che  è
  importantissimo,  pesantissimo e  che  può,  può  dico,  mettere  a
  rischio  parecchi  nostri  concittadini  e  mi  riferisco  a   quei
  tredicimila disabili gravissimi che grazie a questo fondo ottengono
  l'assegno  di  cura  per  disabilità gravissima.  Sono  i  disabili
  gravissimi.  Questa  cosa va specificata, va chiarita.  Perché  noi
  quando   parliamo   di  capitoli,  missioni,  programma,   bilancio
  eccetera, noi sappiamo qui dentro di che cosa si parla ma fuori non
  riescono a capire bene.
   Nello  specifico cosa significa? Se io guardo la previsione  della
  spesa,  se la previsione definitiva per il 2021 era di 165  milioni
  per la previsione 2022 è di 68 milioni.
   Ho  fatto  un  rapido  calcolo gli assegni di  cura  per  disabili
  gravissimi  che  consentono  questi  soldi  a  persone,   cittadini
  siciliani  i più fragili di questa Regione consentono di avere  una
  assistenza dignitosa, quella che la struttura regionale non  riesce
  loro  a dare. E allora questo Parlamento è intervenuto qualche anno
  fa  per sostituire con denaro quella che doveva essere l'assistenza
  diretta.  Ebbene  questi 68 milioni, Assessore, questi  68  milioni
  basteranno  sì e no per appagare questi assegni di cura  fino  alla
  fine  di  maggio,  metà giugno. Ipotizziamo. E  dopo?  E  dopo  che
  succede?  Dopo  cosa succede a queste persone? Ci  arriverà  questo
  Governo  in tempo a fare un assestamento di bilancio per  sistemare
  questo  capitolo?  Da  dove  si prenderanno  le  somme?  Chiederete
  probabilmente  una anticipazione alle ASP, ma le  ASP  che  sono  i
  pagatori non hanno grandi risorse, non ne hanno soldi nelle  casse,
  già  sono  con l'acqua alla gola, gli avete chiesto di  fare  degli
  sforzi  enormi  per il Covid e sono a terra a livello  finanziario,
  economico. Non potranno coprire, ok si arriverà al massimo  a  fine
  giugno  ma  dopo,  dopo  cosa  succede  a  questi  13  mila  nostri
  siciliani,  persone? Cosa succede? Ebbene io  ho  capito  da  tutta
  questa  operazione  una cosa. Da tutti questi fatti,  ve  li  hanno
  elencati, ve l'hanno detto i miei colleghi, questi ritardi,  queste
  situazioni, il bilancio approvato in delibera di Giunta  giorno  12
  aprile  e  questo  ce  lo dicono i Revisori dei  conti  nella  loro
  relazione.
   Approvato il 12 ma trasmesso ai revisori alle 18.55 del giorno 20.
  Mi  viene il dubbio che non sia stata una cosa voluta, oppure avete
  approvato  una camicia vuota e poi vi siete procurati i  numeri.  E
  questi  sono dei dubbi legittimi che un parlamentare si deve  porre
  perché questo è documentato quello che sto dicendo.
   Io  sono  convinto dopo aver letto e sentito alcune dichiarazioni,
  alcuni  rumors, ASI, il Presidente si sta per dimettere i primi  di
  aprile  eccetera, io lo so perché lo voleva fare, e  lo  so  perché
  spera  che  quella  richiesta che noi abbiamo  fatto  insieme  alle
  opposizioni di sciogliere questo Parlamento, sciogliere il  Governo
  eccetera  fatta  dalla Presidenza del Consiglio  io  credo  che  il
  Presidente in cuor suo abbia la speranza che questo avvenga. Io  in
  questo  momento  sa che penso, dopo che ho visto  questo  capitolo?
  Spero  che  non avvenga questo scioglimento, perché deve essere  il
  Presidente  Musumeci, deve essere questo Governo ad  affrontare  il
  problema  di  tredicimila persone siciliane, alla metà  di  giugno;
  dovrete essere voi a dare la risposta ai siciliani che non potranno
  pagare  più le cure per i propri disabili gravissimi; dovete essere
  voi ad affrontare queste persone; dovete essere voi a risolvere  il
  problema.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda
  l'argomento che, oggi, trattiamo, che è la finanziaria, l'ultima di
  questi  cinque anni, ascoltare le opposizioni non è male, aiuta  ad
  accelerare   e   se  qualcosa  abbiamo  dimenticato,   con   queste
  sollecitazioni si può correre ai ripari, fermo restando che abbiamo
  attraversato cinque anni pesanti, il Covid, le guerre, e c'è  stata
  una  restrizione  economica  finanziaria  che  riguarda  tutta   la
  Nazione.
   E' accaduto anche alla Regione siciliana. Sono convinto che faremo
  una  finanziaria solidale, così come è stata fatta in questi cinque
  anni, perché le passate finanziarie hanno raggiunto quasi tutti gli
  strati sociali della popolazione siciliana.
   Oggi,  mi  preme  raccomandare all'assessore Armao  che  cosa?  E'
  importante.  Che ci accingiamo alla stagione estiva e,  quindi,  il
  comparto forestale deve avviare subito i viali parafuoco, e che c'è
  pronta  la  riforma fatta in III Commissione, da  noi  varata,  che
  riguarda  lo  stesso comparto, che sono i forestali e,  quindi,  va
  approvata in questo Parlamento; la stessa cosa vale per i  consorzi
  di  bonifica, una riforma fatta che è in attesa di entrare in Aula;
  la  stessa  cosa  vale per le cave, perché è  un  comparto  che  ha
  bisogno;  la  stessa cosa vale per una istituzione,  che  è  quella
  dell'Asca,  che  noi abbiamo portato in Aula e approvato,  che  sta
  fungendo da trattore nei confronti del comporto agricolo.
   Altra  cosa  che  mi preme raccomandare è, che cosa  è,  assessore
  Armao?  E' il fatto che i bandi devono essere fatti rapidamente  e,
  soprattutto,  guardando  la Sicilia territorio  per  territorio,  e
  quindi  guardando con attenzione quelli che sono i vari  territori,
  sicuramente  troveremo appoggio e vantaggio economico e finanziario
  che  andrà  a  combattere quella forma di crisi  che,  oggi,  tanti
  comparti vivono.
   Detto  questo, caro Presidente, e la ringrazio per avermi dato  la
  parola, io sento il bisogno di ringraziare tutti i colleghi, tutti,
  perché,  in qualche modo, ognuno di noi qua ha cercato di  fare  il
  proprio   lavoro,  il  proprio  dovere,  penso  nel  miglior   modo
  possibile, secondo coscienza, perché non posso pensare che  qui  ci
  sia   qualcuno  che  possa  pensare  che  si  possa  disarticolare,
  comunque,   una  tradizione.  Forse,  in  quest'ultimo   passaggio,
  qualcosa è accaduto, ma sono sicuro che la ricomposizione fatta  da
  persone   intelligenti   ci   porterà  verso   un'approvazione   di
  finanziaria che aiuterà sostanzialmente tutti i siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ragusa.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Savona. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  io  volevo  fare solo delle considerazioni  preliminari,
  prima dell'inizio dei lavori d'Aula.
   La  Commissione  Bilancio , non appena è stato assegnato il  testo
  dei  documenti  finanziari, nella serata del 23 aprile,  ha  subito
  iniziato i propri lavori, già nella giornata di giorno 25 aprile.
   Ringrazio  i  componenti della Commissione per essere presenti  ai
  lavori sin da subito.
   E'  giusto  premettere che la responsabilità della  contrattazione
  dei  tempi del dibattito parlamentare è in primo luogo del Governo,
  per  i  ritardi  nel  deposito dei documenti  contabili  e  per  la
  mancanza del prescritto parere del Collegio. Il Governo ha chiarito
  e  la Commissione che tale ultimo ritardo è dovuto, in particolare,
  alla   prima   applicazione  della  nuova  disciplina   dell'inizio
  dell'operatività dell'organo, avvenuta dalla metà  di  aprile.  Per
  questo   motivo  ringrazio  i  componenti  del  Collegio   per   il
  qualificato  contributo,  fornito  in  tempi  davvero  ristretti  e
  formulo i migliori auguri di buon lavoro.
   La  Commissione,  quindi,  ha  preso atto  dell'indicazione  della
  Presidenza   di   non   procedere  al  voto  dell'articolato   fino
  all'acquisizione  del  parere  del  Collegio  e  delle  conseguenti
  determinazioni  della  Giunta. Ritengo di dover  precisare  di  non
  avere  mai riscontrato nella mia esperienza parlamentare una simile
  prescrizione.

   PRESIDENTE. Onorevole Savona, non si sente bene.

   SAVONA,  presidente della Commissione. Ritengo di dover  precisare
  di  non avere mai riscontrato nella mia esperienza parlamentare una
  simile prescrizione.
   La  Commissione, quindi, nella seduta del 28 aprile, ha preso atto
  della  necessità  indicata  dalla Presidenza  di  iniziare  l'esame
  d'Aula in modo da consentire il rispetto del termine costituzionale
  del  30  aprile,  avviando  i lavori con  uno  stretto  termine  di
  presentazione degli emendamenti con l'indicazione di  attenersi  al
  perimetro  del  testo  ed agli emendamenti di  natura  finanziaria,
  rinviando ad un momento successivo le proposte per le categorie.
   Nella  stessa  giornata  del 28 aprile,  nel  corso  della  seduta
  d'Aula,  la  Presidenza ha comunicato, all'esito dei  lavori  della
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che entrambi  i
  documenti   finanziari  sarebbero  stati  incardinati   nel   testo
  presentato dal Governo lasciando la Commissione Bilancio  il  tempo
  di visionare gli articolati e segnalare le correzioni per apportare
  senza, tuttavia, esitare un nuovo testo.
   Pertanto,  onorevoli  colleghi, riferendo a  questa  Assemblea  in
  ordine  ai  disegni  di legge transitati dalla Commissione  che  mi
  onoro   di   presiedere,  non  posso  sottrarmi  dal   sottolineare
  l'atipicità  della procedura adottata seppur fondata su un'asserita
  eccezionalità della circostanza.
   È  la prima volta, infatti, che bilancio e finanziaria arrivano in
  Aula  senza  filtro politico e tecnico della Commissione  Bilancio,
  che  consegna  all'Aula un testo senza gli elementi di  istruttoria
  legislativa   e  il  relativo  contributo  tecnico   degli   Uffici
  governativi, in primo luogo del Ragioniere generale. Mancano  tutta
  una serie di atti essenziali, li vedremo in corso d'opera.
   Comunico,   infine,  di  avere  trasmesso  alla   Presidenza   gli
  emendamenti presentati in Commissione Bilancio al disegno di  legge
  di stabilità nella seduta n. 298 del 28 aprile 2022. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Il Governo non c'è. Non so se doveva replicare. Va bene, comunque.
   Scusate,  onorevoli  colleghi,  a seguito  delle  richieste  delle
  opposizioni, il termine per la presentazione degli emendamenti alla
  Finanziaria è rinviato a giorno 2 maggio, alle ore 12.00, e  l'Aula
  si   terrà,  sempre  giorno  2  maggio,  alle  ore  17.00,  per  la
  trattazione   degli   argomenti.  Domani,  naturalmente,   c'è   la
  trattazione del bilancio, confermata alle ore 12.00.
   Pertanto, la seduta è rinviata a domani, 30 aprile 2022, alle  ore
  12.00.

                 La seduta è tolta alle ore 13.38 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXVII SESSIONE ORDINARIA


                         339a SEDUTA PUBBLICA
                   Sabato 30 aprile 2022 - ore 12.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE  DELLO SCHEMA DI BILANCIO DI PREVISIONE  TRIENNIO
       2022-2023-2024 DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (Doc. n. 163)

          Relatori: i deputati Questori

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
         2022/2024.  (n. 1224) (Seguito)

       2)  Legge di stabilità regionale 2022/2024.  (n. 1234) (Seguito)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                       Annunzio di interpellanza

   N. 449 - Integrazioni al nomenclatore tariffario delle prestazioni
  specialistiche per la branca 28 (diabetologia).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Sammartino Luca

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.