Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 11.23
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di apposizione di firma all'interrogazione n. 2632
PRESIDENTE. Comunico che con nota e-mail del 28 aprile 2022,
protocollata al n. 2703-ARS/2022 di pari data, l'onorevole Lo
Giudice ha dichiarato di apporre la propria firma
all'interrogazione n. 2632 recante Delucidazioni in ordine alla
vicenda della costruzione e assegnazione di alloggi di edilizia
popolare ed economica da parte della cooperativa «Nuova Polizia di
Stato '85» dell'onorevole Zafarana ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
e 1234/A
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge Bilancio
di previsione della Regione siciliana per il triennio 2022/2024.
(n. 1224/A) e Legge di stabilità regionale 2022/2024. (n. 1234/A)
PRESIDENTE. Colleghi, iniziamo con la discussione generale.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, siccome rispetto all'orario fissato per
l'Aula è passata quasi mezz'ora e non vediamo il Governo,
veramente, è insopportabile che, nonostante i ritardi per
approntare il testo e la trasmissione in Aula, non si presenti il
Governo neanche per l'inizio della discussione generale della legge
di bilancio e della Finanziaria. E' veramente insopportabile
PRESIDENTE. Cominciamo con la discussione.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Lo so, onorevole, lo capisco, però possiamo sospendere
cinque minuti, che cosa possiamo fare?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, nessuno le ha chiesto di
intervenire
CRACOLICI. Lo chiedo io Lo chiedo io
PRESIDENTE. Non ha chiesto nemmeno la parola
CRACOLICI. Ma io non la chiedo Parlo e basta
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie, Presidente. Mi associo a quanto detto dal mio
collega. Presidente, fate le chiamate che dovete fare, fate venire
qualcuno perché parlare qui con un banco vuoto direi che non è il
caso. Quindi, cinque minuti o mezz'ora aspetteremo. Tanto
aspettiamo da tempo Cos'è mezz'ora Non è per mezz'ora Grazie.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 11.27)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Il Governo è arrivato, nella persona dell'Assessore
Armao, così come previsto dal Regolamento.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Dopo il tempo difficile del Covid,
questa legge finanziaria e di bilancio era attesa. Era attesa anche
perché è l'ultima prima del termine della Legislatura e ci
aspettavamo una manovra di grande respiro. Invece, arriva in Aula e
fuori tempo massimo - come abbiamo ribadito già negli interventi di
ieri - una manovrina, con un unico grande imputato: il Governo
regionale. Con un ritardo insopportabile, appunto, nel metodo, con
i tagli alla democrazia parlamentare; ma, ahimè, non va meglio nel
merito della manovra. Basta dare un'occhiata alla nota di lettura
degli Uffici sul bilancio e sulla legge finanziaria. I numeri del
bilancio sono impetuosi, emerge una netta non conformità alle
previsioni del documento di economia e finanza regionale, sulla
spesa corrente e sulla spesa in conto capitale.
Per quanto riguarda la spesa corrente il DEFR prevedeva, per il
2024, una contrazione dal 68 per cento del 2020 fino al 66 per
cento ed invece le previsioni arrivano fino ad un aumento di quasi
quindici punti percentuali nel 2024.
Per quanto riguarda la riduzione della spesa capitale che doveva
comportare due punti percentuali, invece dal 9,4 per cento del 2022
addirittura arriva ad un misero 1,8 per cento.
Sempre nel merito della legge di bilancio, è sotto gli occhi di
tutti il miliardo di somme congelate.
E abbiamo l'impressione che, a differenza di altri anni, lo
sblocco delle somme - del miliardo - non sarà così semplice.
C'è questo taglio orizzontale a diversi capitoli ma, ahimè, in
perfetto stile del Governo Musumeci. Dalla lettura degli atti
emerge una netta contrapposizione tra coloro che sono stati
beneficiati con nessun taglio nei capitoli e invece diversi
capitoli che vengono sottoposti al congelamento. Insomma figli e
figliastri.
L'elenco dei figli è quello della Tabella 6 perché, stranamente,
c'è una contrapposizione: ad esempio i teatri pubblici vengono
quasi tutti sottoposti a taglio orizzontale e poi stranamente nella
Tabella 6 ci sono i figli come l'Ente Luglio musicale trapanese che
non viene sottoposto a taglio, non vengono sottoposti a tagli i
capitoli di diretta gestione da parte del Presidente della Regione
e che serviranno in campagna elettorale ad alimentare prebende e
benefici come quello del 378108, che prevede spese per festival,
premi e seminari.
Figli e figliastri, ahimè, anche nello sport dove il capitolo
della legge 8 per lo sport di base viene sottoposto per una
consistenza parte al congelamento delle risorse che, come sappiamo
bene, non si sa se verranno mai sbloccate, mentre altri capitoli
dello sport vengono liquidati per intero.
Sui comuni, anche là tagli consistenti ai comuni che non sono solo
quelli dei trasferimenti ma sono anche quelli relativi al
trasporto, ai disabili, ai minori, agli anziani e poi - c'è
l'assessore Cordaro in Aula - ci sono capitoli non tagliati come
ad esempio quello relativo alla rimozione dei rifiuti del demanio
marittimo per 25 mila euro.
Sull'articolato non va meglio, una manovrina di una ventina di
articoli, alcuni di questi come gli articoli 6, 7 e 19 con
evidenti dubbi di copertura finanziaria e mi riferisco alla norma
sui beni culturali, a quella delle ZES, a quella sulla tassa del
bollo auto e poi, insomma, l'articolo 6 ci lascia veramente
perplessi, non solo abbiamo fatto gli emendamenti soppressivi -
non c'è l'assessore Samonà in Aula - ma la misura dei 40 Euro è
veramente non soltanto non capiamo quale slancio in termini
economici potrà dare, tra l'altro è una norma che non si capisce,
appunto perché viene prevista all'interno dell'articolato, bastava
una riunione della commissione biglietti, e invece l'assessore
Samonà ci dovrebbe spiegare come mai nonostante l'emergenza Covid
sia finita il 31 marzo, è stata prevista la proroga dei servizi
aggiuntivi fino al 31 dicembre 2022, quando da due anni in questa
Aula il Partito Democratico chiede che venga fatta la gara; se ci
fosse stato un articolo che meritava di essere inserito in
finanziaria sulla rubrica dei beni culturali certamente era quella
di una previsione più congrua e opportuna per quanto riguarda la
gestione dei siti culturali siciliani e dei nostri beni UNESCO.
Sulle riserve dei comuni ancora figli e figliastri,
incomprensibile la parzialità verso le bandiere verdi, le bandiere
blu, che continua a restare in Aula e soprattutto grida vendetta la
norma che fece inserire anni fa l'Aula a maggioranza centrodestra
per la stabilizzazione dei precari.
Quella norma, che fa figli e figliastri, oggi, rischia di mandare
sei comuni siciliani al dissesto tra cui Piedimonte Etneo e come
Partito Democratico ci siamo fatti carico di uno specifico
emendamento. I temi del lavoro all'articolo 13 non sono per niente
sufficienti, resta il tema degli ASU.
Sono 10 minuti Presidente Di Mauro come lei ben sa. Non vorrei che
per giunta stia facendo notare il tempo, il Governo che con calma è
arrivato con 31 minuti di ritardo, quindi, voglio dire che c'è q
alcuno che ha la faccia come la carta vetrata, quindi, voglio dire,
vetrata, vetrata. Sì sì sì veramente, assessore Armao.
A proposito degli ASU, neanche una parola nell'articolato, in
attesa della pronuncia della Corte costituzionale del 7 giugno, ci
faremo carico di un emendamento per appostare i quindici milioni di
Euro a carico del bilancio di quest'anno che, speriamo, all'esito
positivo della pronuncia della Corte garantiranno la possibilità di
stabilizzare concretamente le migliaia di lavoratori ASU siciliani.
Sempre a proposito del lavoro, resta il tema dell'inquadramento
dei precari della Protezione civile, abbiamo fatto un emendamento
per circa tre milioni di Euro per un inquadramento errato che è
stato fatto negli anni scorsi, per non parlare poi della
riqualificazione del personale regionale delle Categorie A e B che
vede il Governo particolarmente distratto nell'attenzionare le loro
prospettive di carriera e di riqualificazione professione.
Non capiamo le ragioni, poi, all'articolo 17 per cui la
transizione giudiziaria sostanzialmente viene inserita in
finanziaria e viene trattata all'interno della manovra, perché
anche questo è un argomento assolutamente inusuale.
Resta l'ultimo grande tema, di cui non c'è traccia nella manovrina
del Governo, ed è quello relativo ai tanti precari della sanità che
questa stagione del COVID ha creato.
Le ingenti risorse che ha avuto a disposizione il Governo Musumeci
potevano contribuire a far fare un passo avanti alla sanità
siciliana investendo in infrastrutture, servizi, personale medico e
infermieristico adeguato, invece ad oggi registriamo soltanto un
grande sperpero di denaro pubblico e nessuna visione della qualità
e l'ottimizzazione dei servizi della sanità siciliana. Certamente,
ci faremo carico di presentare un emendamento in questo senso, che
prevede l'adeguata stabilizzazione del personale medico e sanitario
che ha avuto la possibilità di lavorare durante l'emergenza COVID
ed è anche l'occasione per far fare un passo avanti alla sanità
siciliana riducendo magari le interminabili liste di attesa che
ancora vedono protagoniste le tante strutture siciliane.
Per queste ragioni, signor Presidente, le chiediamo - fermo
restando l'assoluto impegno del Partito Democratico alla
trattazione del bilancio a partire da domani alle ore 12.00 per
finire nei termini previsti dalla norma costituzionale che il
Governo regionale, invece, ha fatto di tutto per non rispettare -
un congruo termine per presentare gli emendamenti in finanziaria,
anche alla luce delle riflessioni che sono state fatte e anche alla
luce delle tante omissioni del Governo Musumeci.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, non ho capito se la mia è una relazione al
Documento finanziario o che debba rispondere ad un intervento
anticipato dell'opposizione, alla quale ovviamente non risponderò,
perché questa è una relazione generale e quindi non può indugiare
in risposte a questa o a quella prospettazione, peraltro bislacca,
della posizione finanziaria che viene prospettata.
L'iniziativa che oggi è all'esame del Parlamento è stata esaminata
adeguatamente e puntualmente in Commissione bilancio e devo
ringraziare il Presidente Savona e i parlamentari intervenuti sia
il giorno 25 di aprile, nel quale siamo stati impegnati in
Commissione Bilancio in un confronto e una relazione sui dettagli
della misura, quindi mi dispiace per chi non c'era, evidentemente,
oggi, non si sarebbero dette cose che, ripeto, vengono prospettate
fuori dai criteri dell'inquadramento oggettivo delle cose.
La misura risente, evidentemente, di alcuni ritardi dello Stato
nel dare le risposte che la Sicilia attende, e rincresce vedere che
su questo i siciliani non siano uniti e ci siano siciliani che per
ragioni di partito pensino che, piuttosto che concentrare le forze
dei siciliani nell'ottenere misure da Roma, si pensi che, invece,
bisogna osteggiare chi le richiede.
Quindi, è davvero singolare e su questo, evidentemente, il
dibattito politico si accenderà, perché - vedete - i ritardi, che
vengono prospettati, sono ritardi che inevitabilmente hanno un
riferimento nella mancata adozione di provvedimenti da parte dello
Stato.
Le norme di attuazione che attuano, in Sicilia, il dimezzamento
del concorso al risanamento della finanza pubblica che la Regione -
il Governo Musumeci è l'unico ad avere ottenuto in Italia - e che
la Commissione paritetica ha approvato l'11 febbraio, purtroppo,
senza ascrivere la responsabilità a questo o a quel Ministero -
hanno tutti lavorato in modo più che attento - però, purtroppo,
oggi le norme di attuazione non ci sono e il Governo regionale ha
fatto in modo di portare, di fronte al Parlamento, il Documento che
avesse i connotati più dettagliati possibili.
Purtroppo, i duecento undici milioni, mi dicono dalla Presidenza
del Consiglio che saranno deliberati in uno dei prossimi consigli
dei ministri e che tutto è con i pareri di tutti i Ministeri,
quindi è tutto definito - quindi Ministero dell'Economia e delle
Finanze, il Ministro delle Regioni e il Dipartimento degli affari
regionali ha espresso il proprio orientamento positivo.
Quindi, evidentemente se fosse arrivato prima il deliberato, oggi,
avremmo duecento undici milioni disponibili, ma non lo sono,
quindi, abbiamo aspettato il possibile e nel momento in cui non
erano alle viste in brevissimo termine, allora si è preferito
procedere ad un ulteriore congelamento. Congelamento che, ripeto,
non è che è la misura che sta adottando, per esempio, il Comune di
Milano. Né più, né meno, il Comune di Milano - per questioni
concernenti le minori entrate, dice il sindaco Sala, duecento
cinquanta milioni di minori entrate - sta effettuando congelamenti
come stiamo operando anche noi su risorse che sono state assegnate
alla Sicilia, riconosciute alla Sicilia, proprio per minori
entrate, e che fanno parte di un percorso di confronto leale con lo
Stato nel quale il Governo Musumeci è riuscito ad ottenere cose che
altri governi, e evito di scendere nei dettagli, hanno invece
gestito in modo del tutto opposto restituendo a Roma risorse
anziché ottenerle.
Per quanto riguarda, poi, il Collegio dei revisori, io intanto
noto, e con dispiacere Presidente, che l'onorevole Barbagallo, dopo
avere svolto una filippica contro questa relazione Ah, eccolo, è
rientrato.
BARBAGALLO. Sono qui
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Ah, allora ero sicuro. Avevo le spalle sicure. Però, siccome
preferisco averla davanti che dietro, così, affinché si legga il
labiale anche, oltre che si senta la voce e siccome mi fa piacere,
visto che è intervenuto, interloquire mi dispiaceva che non ci
fosse.
A questo punto, dicevo, la questione dei revisori. La Regione
siciliana è la prima Regione speciale che si dota dei Revisori dei
conti. Lo ha fatto su iniziativa del Governo Musumeci, lo ha fatto
convintamente. Poi è stata riconosciuta una norma di attuazione sul
punto, ed oggi abbiamo un Collegio che ha svolto un lavoro in
pochissimo tempo, anche per questioni connesse all'insediamento dei
revisori ma lo ha fatto con grande attenzione esprimendo, come i
parlamentari ben sanno, un parere favorevole sul disegno di legge
con una sola prescrizione. Un lungo lavoro di analisi del bilancio
regionale.
Quindi, oggi, il Parlamento può operare sulla base anche di un
parere positivo del Collegio dei revisoriè, quindi, un momento di
approfondimento e di analisi della struttura contabile del
bilancio.
Io credo che oggi dobbiamo parlare di bilancio, Presidente, non di
finanziaria, altrimenti, la relazione sulla finanziaria la possiamo
pure fare Quindi non entro nei dettagli della finanziaria, perché
in questa fase non sarebbe utile.
PRESIDENTE. La discussione è unificata con la finanziaria. Poi
vediamo, intanto la faccia, la completi, e poi vediamo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì, se dobbiamo entrare sui dati della finanziaria in ogni caso ci
sono ampie e articolate relazioni scritte che io sto in qualche
modo riassumendo; in Commissione "Bilancio" è stato fatto un
importante approfondimento anche sui temi trattati dai revisori,
quindi i lavori parlamentari sono ampiamente articolati. Ovviamente
sono qui per dare le precisazioni.
Ripeto, ascrivere al Governo regionale i ritardi non è solo
ingiusto, perché non è coerente con la realtà dei fatti, diventa
anche una sorta di autolesionismo, perché credo che dovremmo
provare a ottenere più risorse possibili da Roma, piuttosto che
additare i risultati positivi che sono stati conseguiti, che ancora
purtroppo non possono vedere la disponibilità finanziaria.
Su questo credo che, fermo restando il rapporto tra maggioranza e
opposizione, che deve dispiegarsi e che è una ricchezza della
democrazia, ci mancherebbe, però, ecco quando le questioni sono
connesse a rapporto tra Stato e Regioni, credo che, e lo ricordo
per essere, come qualcuno di voi sa, un attento lettore anche degli
interventi parlamentari di Pio La Torre, su questo un fronte comune
tra maggioranza e opposizione nei confronti di Roma si è sempre
fatto, e credo sia opportuno farlo quando si chiedono legittimi
interventi finanziari da parte dello Stato.
Certo, quando c'è un confronto serrato, magari con toni alti, si
può dissentire, ma sul riconoscimento delle minori entrate,
onorevole Barbagallo, non credo che ci sia né un colore né un
altro, credo che ci sia il diritto che hanno i siciliani di vedere
riconosciute le minori entrate che noi non possiamo in alcun modo
colmare, perché le minori entrate, a differenza dello Stato che può
o accendere mutui - quindi a debito pubblico - oppure può andare in
deficit, le Regioni non possono andare in deficit, se ci sono le
minori entrate non è che sono minori entrate di destra o di
sinistra, bianche nere o rosse, sono minori entrate che lo Stato
deve, nell'interesse dei siciliani, né suo né mio né di qualcun
altro, coprire. Come ha fatto con alcuni Comuni, come ha fatto, e
purtroppo non ha fatto integralmente, con i comuni - l'esempio del
Comune di Milano è un elemento che ho fornito - e non ha fatto con
altre regioni, a differenza delle regioni ordinarie dove invece,
essendoci la finanza di trasferimento, è molto più agevole
addivenire al pareggio di bilancio.
Quindi le Regioni sono quelle che hanno subìto di più queste
minori entrate, che quindi patiscono esigenze per svolgere i
servizi.
In disparte, e do un elemento ulteriore di riflessione, vi è la
questione dei tavoli aperti con Roma. Ho chiesto oggi al direttore
del Dipartimento delle finanze ad interim di essere qui,
all'avvocato Bologna, proprio perché ci sono alcune questioni come
il tavolo sul PREU, il tavolo sullo split payment, il tavolo di
confronto sulla retrocessione delle risorse derivanti dalle accise
per compensare il maggior concorso alla finanza pubblica da parte
della Regione nel finanziamento del servizio sanitario regionale.
Una norma che attende da oltre quindici anni di essere applicata e
che il Governo regionale non solo ha ottenuto da Roma di
individuarne la immediata risoluzione, grazie ad una soluzione che
portammo in Assemblea, che sembrava da kamikaze, cioè quella di
riportare nuovamente in Corte costituzionale la questione, ma è
stata una scelta vincente, perché ha consentito alla Corte
costituzionale non solo di approfondire la questione, dopo ben due
pronunce negative, ma di imporre alle parti di chiudere nel più
breve tempo possibile quella questione.
Grazie all'input della Corte costituzionale, la sentenza n. 62 del
2020, il Governo ha chiesto che fosse inserito nell'accordo del
dicembre scorso, il punto: il tavolo si è riunito, oggi il tavolo
dice alla Sicilia spettano 600 milioni di euro l'anno . Il tavolo
ha già concluso i propri lavori, io ho ribadito la questione al
Ministro, ne ho parlato con il sottosegretario al Mef, col Capo di
Gabinetto del Ministro ma la questione è sui tavoli della
definizione, seicento milioni di Euro che potranno certamente nel
momento in cui si definisce anche finanziariamente questa vicenda,
dare ossigeno ad un bilancio che soffre di una asfissia
strutturale, lo dice anche la Corte dei conti in sede di parifica,
al netto del concorso alla finanza pubblica che, ricordo, siamo
riusciti ad ottenere l'abbattimento per oltre trecento milioni: da
un miliardoduecentocinquanta, quando il Governo Musumeci si è
insediato, oggi siamo a ottocento milioni che diventano settecento
al netto anche del contributo all'insularità quindi,
sostanzialmente, un quasi dimezzamento del concorso alla finanza
pubblica con effetti molto importanti.
Quindi la Corte dei conti dice: Tra concorso alla finanza
pubblica e concorso al fondo sanitario regionale alla Regione non
restano le risorse per svolgere le funzioni costituzionalmente
attribuite . Questa non è una statuizione o una conclusione che è
tratta dall'assessorato all'economia, è una conclusione tratta
dalla Corte dei conti.
Ovviamente, abbiamo ribadito queste posizioni al Governo centrale,
si è instaurato un tavolo di lavoro per addivenire entro il più
breve tempo possibile alle nuove norme di attuazione in materia
finanziaria - anticipo che una, importantissima, sulla fiscalità
di sviluppo è già pronta per il Consiglio dei Ministri insieme a
quella che diminuisce - e daremo finalmente attuazione
all'articolo 36 dello Statuto - perché applicheremo la
disposizione che consente di gestire le risorse su base
territoriale, in qualche modo inverando quel principio d'insularità
che non solo sta diventando Costituzione ma sta cambiando i criteri
di riparto delle risorse per i fondi europei, sta cambiando i
criteri di riparto per le risorse in materia di fondo, sviluppo e
coesione, è diventata una bussola che orienta la politica economica
del Governo centrale, che sta diventando anche politica europea
piena con la risoluzione che approderà a giugno al Parlamento
Europeo, proprio sul tema del riconoscimento della condizione
d'insularità e delle misure necessarie di riequilibrio per farvi
fronte.
Questa è, diciamo, un consolidato che è stato portato al Governo
centrale che, oggettivamente, ha fatto dei passi avanti e va dato
riconoscimento all'attenzione che il Governo centrale ha riservato
al tema dell'insularità non solo col suo riconoscimento in sede di
accordo ma anche con il primo trasferimento di cento milioni di
Euro nella legge di bilancio dello scorso anno che devono
assolutamente essere incrementati perché, com'è noto, lo studio che
abbiamo predisposto e che nessuno ha mai contestato e che la
Commissione paritetica ha già approvato ai sensi di una norma che è
stata introdotta nella legge di bilancio dello scorso anno dello
Stato che prevede che la Commissione paritetica provveda a validare
quello studio, oggi quello studio quindi è condiviso tra Stato e
Regioni e Stato e Regione Siciliana condividono la quantificazione
di sei miliardi di Euro di un costo occulto sui siciliani della
condizione d'insularità e, quindi, al netto di questi due
trasferimenti la Corte dei conti dice: non ci sono risorse
finanziarie disponibili per le funzioni .
Noi stiamo lavorando oltre che per incrementare quelle risorse,
stiamo lavorando anche per abbattere il concorso alla finanza
pubblica e, in gran parte ci siamo riusciti, è quasi dimezzato, e
dall'altro per diminuire il concorso al servizio sanitario
regionale attraverso la retrocessione delle accise e, anche il qui,
il tavolo tecnico - come vi dicevo - ha concluso già il suo
lavoro e ha ritenuto i seicento milioni per la Sicilia di
spettanza.
Questa non è una conquista di questo o di quello, di questa
fazione o di quell'altra, questa è una conquista dei siciliani e
credo che ciascuno di voi la considererà tale perché non è una
bandierina da ostendere, ma un risultato che ci consente di dire
che oggi la nostra autonomia ha fatto dei passi avanti che prima
non aveva fatto. E credo che siano oggettivi. E solo la vostra
onestà intellettuale potrà riconoscerli.
Per il resto, mi rifaccio - ripeto - all'illustrazione già svolta
in Commissione Bilancio che ha svolto un lavoro proficuo e
articolato e illustrata nei documenti che abbiamo presentato.
La prescrizione concludo con il rinvio al parere dell'organo di
Revisione, la prescrizione che ha un effetto sostanzialmente
formale, puramente tecnico, è stato oggetto di emendamenti che sono
stati presentati in Commissione Bilancio proprio sul Documento di
bilancio e che, quindi, troverete nei quattro emendamenti che
abbiamo presentato in Commissione Bilancio come Governo e che
hanno una valenza esclusivamente tecnica e non certamente né
politica né tanto meno legislativa in senso stretto. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Grazie, Presidente. Da quando mi sono insediata in
Assemblea regionale sono passati ormai quasi cinque anni, il primo
anno quando ho visto il modus operandi del Governo Musumeci, i
tempi, la gestione della finanziaria di quello che è il documento
più importante per la gestione della vita dei siciliani. Il primo
anno pensavo vabbé è il primo, magari ci si deve assestare, no?
Ancora siamo all'inizio. Invece no, mi rendo conto che è proprio la
regola. E sicuramente quest'anno abbiamo superato qualsiasi tipo di
immaginazione.
Il Presidente Musumeci, signor Presidente, dovrebbe essere non a
capo del Governo regionale ma sicuramente, probabilmente, della
Ryanair no? Azienda rispettabilissima. Una finanziaria lowcost e
last minute. La finanziaria dell'ultimo secondo, con soldi che
praticamente non esistono.
Io mi chiedo se davvero, perché al di là dei numeri, della
politica, del dibattito, dei documenti contabili, se al di là di
tutto ciò queste persone, questo Governo e i componenti di questo
Governo hanno una coscienza se non si vergognano di come gestiscono
la vita delle persone, dei siciliani, dei giovani, dei disabili,
degli anziani, delle imprese. Perché davvero bisogna provare un po'
di vergogna per tutto ciò. E mi chiedo se abbiano anche una
coscienza. Tutto gestito in maniera superficiale.
Un miliardo 4 milioni 944 mila 985 Euro e 93 centesimi di somme
congelate, soldi che oggi fondamentalmente non esistono perché
esistono solamente sulla carta, di fatto, perché abbiamo 714
milioni che ci riconosce lo Stato dalle minori entrate del 2020.
211 milioni del rinvio del disavanzo del 2022, 60 milioni dal
cofinanziamento europeo. Quindi un miliardo che non esiste, non
c'è.
Finanza creativa, una finanza creativa La difficoltà a chiudere
la manovra finanziaria è testimoniata anche da alcuni dati davvero
paradossali, come l'impiego in eccesso di 20 milioni di Euro
rispetto all'eventuale quantificazione delle minori entrati che il
MEF validerà, oppure la riduzione di capitoli che a legislazione
vigente risultano già completamente impegnati.
Siamo costretti a raschiare dal fondo del barile rastrellando pure
140 Euro e 42 centesimi da un capitolo 183721, oppure 1.500 Euro
dal capitolo 377328 destinato a contribuire all'attività della
Fondazione Teatro Pirandello, cioè rastrelliamo 140,00 euro anche,
1.500,00 euro però, ovviamente, abbiamo 1 miliardo di euro che
ancora, di fatto, non c'è.
Inoltre nella gestione finanziaria della Regione questo Governo da
una parte con toni trionfalistici in questi mesi è venuto a dire di
risultati pazzeschi - abbiamo miliardi a destra, miliardi a
sinistra -, dall'altra parte però, da tre anni a questa parte,
nell'ambito sempre di questa finanza creativa ha inventato una
nuova prassi di bilancio; rifinanziamo le autorizzazioni di spesa
attraverso anche questa tabella 1, destiniamo le risorse in un
articolo e le togliamo nell'articolo successivo, normalizziamo
l'esercizio provvisorio e presentiamo i documenti finanziari last
minute addossando chiaramente le colpe al Governo nazionale, alla
Presidenza del Consiglio dei ministri, oppure a questo Parlamento e
ai parlamentari di questo Parlamento che non possono fare i
parlamentari perché non ci mettete in condizione di poter fare i
parlamentari, perché in questa settimana per esempio, lo dovessero
sapere i siciliani, abbiamo avuto il tempo a malapena di dirci fra
di noi aspetta un attimo il termine per gli emendamenti, c'è
l'Aula, abbiamo discussione generale nell'arco davvero di pochi
giorni e poche ore.
Cioè, come si fa a pianificare la vita delle persone, la vita di
cinque milioni di persone - assessore Armao non ha ascoltato
neanche una parola tanto non le interessa -, come si fa a gestire
la vita delle persone, di cinque milioni di persone in questo modo?
Spiegatemelo, perché io dopo cinque anni ancora non l'ho capito
perché è al di là di qualsiasi cosa che va normale e va al di là di
quella che dovrebbe essere la gestione politica e responsabile di
un governo e oggi ancora continuate a dimostrare come il Governo se
ne freghi perché quel banco è sempre povero se non fosse per la
presenza dell'assessore Armao chiaramente che rappresenta il
Governo e dell'assessore Cordaro, ma il presidente Musumeci
chiaramente non c'è mai, un Presidente che non esiste, un
Presidente fantasma e tutti i cittadini siciliani che oggi stanno
seguendo devono saperlo che questo Presidente si disinteressa dei
loro interessi.
Bene, quindi, concludo il mio intervento, Presidente, e meno male
che sta arrivando la fine della legislatura, quanto meno ci
libereremo presto da questo disastroso e vergognoso modo di fare.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà. Era
prima, per età onorevole Lupo Può restare anche lì non c'è bisogno
del pulpito.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. L'amicizia prima di ogni cosa, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono chiesto
in queste ore, in questi giorni, perché questa conclusione di
legislatura avvenga con la tumultuosità della procedura che abbiamo
davanti di fronte al bilancio. Sono abituato a cercare di capire
sempre le ragioni degli altri, per capire anche come eventualmente
contrappormi
COMPAGNONE. Questa è l'anima democristiana.
CRACOLICI. E però dovresti approfondire un po' meglio le cose
La faccio breve e io sono arrivato a una conclusione: Musumeci e
l'assessore Armao hanno, secondo me con una certa lucidità, creato
le condizioni per sciogliere l'Assemblea regionale, considerato che
questa Assemblea regionale, sia Musumeci ma anche Armao, l'hanno
sempre considerata diciamo un ostacolo per dispiegare i loro
disegni gestionali di questa Regione; è dal primo giorno che da
quando ci siamo insediati che il Governo ha teorizzato, per
giustificare quello che avrebbe poi per i disastri o per le
incapacità amministrative ha sempre, come dire, anteposto il fatto
che non disponeva di una maggioranza e, quindi poveracci, un
Governo che non ha una maggioranza non è in grado di fare quello
per il quale si era presentato agli elettori che - lo chiudo con un
aggettivo - era quello della Sicilia che Diventerà Bellissima .
Non so oggi come si chiamerà, mi auguro, la lista che supporterà
Musumeci ricandidato alla Presidenza della Regione, perché sono uno
di quelli che se lo augura perché quanto meno deve cambiare
l'aggettivo, certamente non si potrà più presentare con lo slogan
che la Sicilia Diventerà Bellissima , perché dopo cinque anni è
una Sicilia disastrata non solo per tutti gli aspetti gestionali,
amministrativi, per l'incertezza che si è determinata, ma per la
crisi di fiducia che ha innescato tra l'Istituzione, le
Istituzioni, non ha mai goduto di una grande fiducia però la
Regione è stata sempre un punto di riferimento dei siciliani. Noi a
differenza di tante altre Regioni abbiamo sempre considerato la
nostra Regione uno Stato e il rapporto tra i siciliani e la Regione
è un rapporto molto più forte anche storicamente rispetto non solo
alle Regioni a Statuto ordinario che sono nate nel 1970 ma anche ad
altre Regioni che hanno una storia di autonomia come la nostra,
dalla Sardegna alla Valle d'Aosta, parliamo di Regioni con
dimensioni chiaramente diverse.
E perché ha lavorato per lo scioglimento di questa Assemblea
regionale? Perché se ci pensiamo, tutto quello che oggi ha proposto
il Governo con questa cosiddetta manovra era già evidente nel mese
di gennaio quando sono venuti qui a chiederci un esercizio
provvisorio per la durata di quattro mesi, perché era il tempo
necessario che il Governo chiedeva per consentire di chiudere i
tavoli negoziali, sapendo bene che i tavoli negoziali, a gennaio,
non era prevedibile che venissero chiusi entro il mese di aprile -
e spiego poi anche perché -, quindi, il Governo che poteva con,
diceva, artifici contabili, con tecniche di finanziaria creativa,
insomma, usiamo tutte le parole che vogliamo, quello che ci ha dato
oggi come strumento poteva benissimo darlo nel mese di gennaio, in
fondo questa è una manovra finanziaria costruita su due parole
accantonamenti con la novità - capisco che i Revisori sono
arrivati l'altro ieri e come tutti i novelli tecnici che devono
esaminare una cosa che conoscono poco , però devo dire che io che
ho qualche rudimento molto modesto, molto modesto
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. Stia zitto Ascolti in silenzio In silenzio
Esprimere un parere favorevole di uno strumento che per sua
natura è contrario a un principio sacro non solo dell'articolo 118,
titolo 1 e titolo 3, ma un principio sacro dei principi di
contabilità che è la veridicità di uno strumento contabile; questo
strumento contabile e parlo del bilancio non è veritiero per una
ragione, cioè che le cosiddette, molte delle spese obbligatorie
sono, come dire, sostanzialmente bloccate da oltre 300 milioni di
euro che fanno parte di un accantonamento su spese obbligatorie,
cioè, quindi, abbiamo il bilancio, non la finanziaria che è già
un'altra partita.
Ecco perché, Presidente, le chiedevo di distinguere le due cose.
Normalmente il bilancio lo abbiamo sempre fatto in pochi minuti
perché sostanzialmente è una riproposizione di leggi di spesa,
cosiddetta a leggi vigenti . Qui siamo in presenza del fatto che
uno strumento contabile, a legislazione vigente, di spese
obbligatorie è contratto da una ipotesi di copertura che ad oggi
non c'è. Quindi, la veridicità come principio contabile non esiste,
dopodiché ognuno col proprio nome e cognome mette la faccia dove
ritiene opportuno.
Io se fossi stato Revisore dei conti di questa Regione, con tutto
il rispetto politico, poi se sono amico dell'onorevole capogruppo
di Forza Italia o del mio amico Barbagallo, piuttosto che di un
altro, come contabile non avrei mai attestato la veridicità di un
bilancio che è palesemente non veritiero.
Però, perché il Governo ci ha portati fin qui, e avrebbe potuto
farlo a gennaio? Perché se era questa la scelta qual è la
differenza tra aprile e gennaio? Lo porta ad aprile perché ci mette
in una sorta di lavatrice con centrifuga accelerata per determinare
la condizione per cui che cosa deve fare la Regione con un bilancio
che è costruito su accantonamenti e su tavoli.
Questa è la manovra finanziaria che può essere definita non solo
degli accantonamenti che con la finanziaria avevamo già fatto in
altri momenti, col bilancio no, ma su tavoli. È la finanziaria dei
tavoli, ad ogni problema c'è un tavolo.
In fondo che cos'è? È lo stesso stile dei primi tre anni del
governo Musumeci. I primi tre anni come li ha sviluppati Musumeci?
Con la teoria che le cose non funzionavano per colpa del Governo
precedente. Ora, siccome dopo cinque anni continuare a parlare del
Governo precedente viene complicato, allora ora ci inventiamo Roma.
Non si fanno le cose perché Roma non li fa, perché Roma ritarda,
perché Roma , ma non si dice la verità.
I ritardi per che cosa sono? Perché c'è qualche funzionario del
Ministero che si è preso qualche giorno di ferie o ha avuto il
Covid e quindi non si è riunito? No. Non si fa innanzitutto perché
i conti, anche oggetto di cosiddetto tavolo negoziale non
corrispondono. Faccio un esempio: il cosiddetto Fondo per le minori
entrate che la Regione ha avuto causa Covid, per il quale sono
stati stanziati circa 770 o 780 milioni - mi corregga assessore
Armao - e che la Regione stima, stima a marzo 2022, stima che per
l'anno 2021 e per l'anno 2020 le minori entrate sarebbero state di
710 milioni circa. Stima.
Vi ricordo che è già stata pubblicata qualche giorno fa da
Repubblica a Palermo la mappa dei contribuenti siciliani ed è stata
stimata quant'è la percentuale di impositori sotto 20 mila euro,
sotto 25 mila euro. Cioè per fare quello che si chiama stima oggi
serve un bottone, un click, che si può fare benissimo se non il
primo gennaio, dal due gennaio in poi e comunque con una certa
celerità. Noi a marzo 2022 abbiamo stimato che le minori entrate
sarebbero 710 milioni.
Ma in realtà cosa dice lo Stato? Che non fa una stima. Col click
ha individuato che le minori entrate relative alla Regione
siciliana, e c'è anche una ragione, perché purtroppo essendo noi
non una Regione che vive di un'economia di sviluppo, ma è
un'economia fortemente di lavoro dipendente, di pensioni, quindi di
reddito cosiddetto abbastanza fisso, le minori entrate reali si
sarebbero attestate a circa 300 milioni, quindi c'è uno scarto tra
quella stima di cui parla la Regione e quel dato che ci offre lo
Sato dicendo ma di cosa state parlando. Quindi, ci chiede indietro
480 milioni di quelli che sono stati no stimati ma trasferiti alla
Regione per questo aspetto che riguarda il gap tra le entrate
cosiddette certe che dovevano esserci e quelle che in realtà ci
sono state.
E, allora, difronte a questo si tengono aperti i tavoli, perché
il tavolo serve per la serie non siamo d'accordo ma teniamo aperto
il tavolo . Ma ripeto già a gennaio questo tavolo era prevedibile
che sarebbe successo questo, invece ci portano ad aprire per
costruire, come dire, una sorta di contrapposizione tra il Governo
che è ai tavoli e il Parlamento che invece è un luogo che non si
rende conto, che non capisce, che è fatto da 70 bivaccatori, no 69
perché uno è il Presidente della Regione.
PRESIDENTE. I cinque minuti li ha superati.
CRACOLICI. No, io sono a venti minuti da Regolamento; quando lei
mi cambia il Regolamento io ho visto che ormai in Parlamento i
Regolamenti li cambiano tutti anche con una nota.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si avvii alla conclusione.
CRACOLICI. Fino a prova contraria, come dicevo una volta, mi
attacco al lampadario perché c'è il Regolamento che mi supporta.
Però, se lei mi fa perdere il filo poi sono rovinato, come ha
visto non ho un foglietto perché devo dire che è tutto un dato
politico questo strumento, tra l'altro basta vedere l'Aula, la
maggioranza non c'è, non esiste, ma non è esistita in tutti questi
tempi. La Commissione, è venuto Armao per farci la lezioncina, per
rispondere stizzito e stizzoso all'onorevole Barbagallo, ma insomma
un Governo che non ha la benché minima idea, non gliene frega
nulla, per essere chiari noi possiamo approvare quello che vuoi
tanto gran parte delle cose che abbiamo approvato negli anni scorsi
non le hanno attuate, una per tutte la finanziaria cosiddetta
quella di guerra del 2019, buona parte delle norme lì che dovevano
fronteggiare la crisi, il Covid, la povera gente è lettera morta.
Quindi, loro lo fanno un fatto formale ma, sostanzialmente, per
acuire uno scontro e creare le condizioni per questo alla fine con
l'originalità delle procedure che abbiamo introdotto per esaminare
questa finanziaria perché, obiettivamente, abbiamo fatto cose che
mai si erano viste in questo Parlamento, però mi rendo conto che
non possiamo stare al gioco del governo Musumeci che vorrebbe di
fronte alla propria incapacità costruire la responsabilità sul
Parlamento e buttarla sul Parlamento, addirittura, per attivare le
procedure per lo scioglimento per grave violazione statutaria che
rimane in piedi.
Io mi chiedo come il Commissario dello Stato che in Sicilia ancora
esiste, comunque non so cosa stia facendo, se ha fatto qualcosa, se
ci sono elementi per i quali può agire ma il tema di cui stiamo
parlando ha aspetti importanti anche di responsabilità di altri
organi.
Chiudo. Alla fine oltre ad essere la manovra finanziaria e
contabile sui tavoli che bene che vadano avremmo questi tavoli,
alcuni di questi tavoli che si chiuderanno tra ottobre e novembre,
perché vorrei ricordare che anche la chiusura di quei tavoli,
laddove fosse a noi favorevole, assessore Armao, dovranno poi
conseguire una variazione del bilancio dello Stato, quindi c'è
un'attività anche parlamentare nazionale, seppur con decreto, che è
molto più semplificata ma non è che domani mattina chiudiamo i
tavoli. E nello stesso tempo è il bilancio che ci propone la
manovra contabile che ci propone il Governo sostanzialmente l'unica
novità che la chiusura di questa legislatura si chiude con il
giardinetto del Presidente della Regione a Palazzo d'Orleans,
perché se vi andate a guardare il bilancio, è l'unico capitolo che
passa da 24.000,00 euro - parliamo di una cifra che non è
certamente importante, però simbolica - a 125.000,00 euro circa per
la manutenzione del giardinetto di Palazzo d'Orleans.
Somiglia un po' ai cavalli di Ambelia, cioè si va avanti per
simboli, per barocchismi, per un'idea della Sicilia stucchevole e
non per affrontare il problema dei siciliani, di chi ha un lavoro
precario che non sa da questa manovra come ne esce, di come li
pagheremo.
Alcune delle categorie a cui stiamo accantonando le risorse, dai
Pip eccetera, eccetera, come li pagheremo con i fondi accantonati?
Dai forestali, dai Consorzi di bonifica, dai lavoratori delle
società partecipate, come li pagheremo con gli accantonamenti? Gli
firmiamo cambiali?
Quindi, questa è la manovra del governo Musumeci, di contro faremo
il giardinetto. Non so cosa si è inventato, di quali altri
monumenti novecenteschi di stile neoclassico o più che neoclassico
post neoclassico - che ricorderete tutti cosa è stato il post
neoclassico dal punto di vista architettonico - per arredare, per
abbellire il giardinetto di Palazzo d'Orleans.
Ecco, credo che questa resterà la manovra del giardinetto di
Musumeci e dei tavoli di Armao. Ma a conclusione del film questa
Sicilia uscirà più debole e più compromessa e con Istituzioni
delegittimate da un Governo incapace, inefficiente e un Governo
pericoloso perché per la prima volta il Governo ha agito per
contrapporre sé stesso al Parlamento e, soprattutto, alla sua
maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, meglio dire Assessore più che
Governo, visto che l'unico rappresentante presente è l'assessore
Armao, non posso rivolgermi alla Commissione, in questo momento
solo qualche deputato di opposizione della Commissione Bilancio' è
presente, colleghi parlamentari, credo che questa manovra di
bilancio, questo disegno di legge di stabilità, il modo in cui il
Governo lo ha affrontato, lo ha presentato è la conferma del
profondo disprezzo del Governo regionale nei confronti
dell'Assemblea regionale siciliana.
Documenti presentati in maniera molto approssimativa, mancanti di
elementi essenziali in estremo ritardo e in violazione anche dei
termini perentori previsti dalla Costituzione, approvazione entro
domani del bilancio della Regione tutto questo testimonia e
manifesta la mancanza di cultura democratica del Presidente della
Regione, Nello Musumeci, oggi assente.
Io vorrei ricordare al Presidente della Regione che è ben pagato
anche lui per partecipare anche ai lavori parlamentari.
Mi auguro, signor Vicepresidente della Regione, che già da domani
il Presidente della Regione e tutti gli Assessori vogliano
partecipare ai lavori perché hanno anche il dovere di ascoltare e
di rispondere, per le loro rispettive competenze, al dibattito
parlamentare e alle considerazioni dei deputati che hanno diritto
di sapere e di conoscere e anche di avere risposte precise.
L'assessore Armao ha detto che la manovra è stata esaminata in
Commissione Bilancio' con attenzione, a me non risulta, peraltro
la Commissione non avrebbe neppure potuto esaminare la manovra con
attenzione perché quando è stata convocata non c'era ancora il
parere del Collegio dei Revisori.
Colgo l'occasione, signor Presidente del Parlamento, per chiederle
di distribuire ai deputati i documenti rettificativi del bilancio,
emendamenti con proposte di rettifica, formulati dal Governo dopo
che il Collegio dei Revisori ha reso il parere con precise
prescrizioni perché noi abbiamo il diritto di esaminare i documenti
contabili nella loro completezza. Quindi, la invito a fare
distribuire, nel corso della presente seduta anche le proposte di
rettifica presentate dal Governo dopo che il Collegio dei Revisori
ha reso il parere con precise prescrizioni.
Abbiamo ascoltato l'assessore Armao svolgere una relazione
introduttiva estremamente deludente e, dico, anche inconcludente.
La definirei, perfino, un atto di accusa dell'assessore Armao nei
confronti dei ministri del governo Draghi, del suo partito, di
Forza Italia, perché quando qui si denunciano ritardi legati
all'attività della Commissione paritetica - che sappiamo bene
rientrare tra le competenze del ministro Gelmini - l'assessore
Armao che ha più volte sbandierato di avere buoni rapporti con i
ministri Gelmini, Brunetta, Carfagna dovrebbe darne prova qui
dicendo qual è esattamente il punto del negoziato in corso con il
Governo nazionale.
A me non risulta che il presidente della Regione Musumeci abbia
mai affrontato il tema del bilancio della Regione o delle
compensazioni relative alle mancate entrate dovute alla crisi del
Covid con il presidente Draghi o con il ministro Franco, e se
questi incontri ci sono stati non sono stati mai riportati nel
confronto con il Parlamento della Regione.
Il Governo ha semplicemente perso tempo. Il Governo della Regione,
come noi pensavamo, ha inutilmente perso quattro mesi. Noi
chiedevamo, già a ottobre scorso, che si approvasse nei tempi ed
entro l'anno il bilancio di previsione triennale e la legge di
stabilità. Il Governo ha insistito nel temporeggiare prima, nel
presentare un esercizio provvisorio fino ad aprile dopo, dicendo
che queste settimane, questi giorni, queste settimane poi diventate
mesi, sarebbero stati utili per definire un'intesa con lo Stato.
In realtà sarebbero - uso il condizionale, ma penso che sia vero
ovviamente non ho motivo di dubitarne - stati insediati alcuni
tavoli tecnici. Sfugge, forse, al governo Musumeci che i tavoli
tecnici senza politica non servono assolutamente a nulla. Se i
tavoli tecnici non sono supportati da un'adeguata azione politica
del Governo della Regione nei confronti del Governo nazionale, non
possono arrivare a alcun risultato favorevole per la Sicilia. E
questo è quello che è esattamente accaduto. Il Governo si è
trastullato a perder tempo appresso a cose perfino ridicole,
piuttosto che concentrarsi in un confronto vero con il Governo
nazionale per ottenere risultati importanti per la Regione.
Certo che siamo tutti d'accordo sul fatto che il Governo
nazionale, lo Stato, debba riconoscere alla Sicilia minori entrate
che derivano dalla crisi economica indotta dal Covid perché
vogliamo tutti sostenere imprese, tessuto produttivo, occupazione.
Ci mancherebbe E abbiamo anche fatto la nostra parte, come Gruppi
parlamentari, esprimendo più volte questa nostra volontà. Ma i
Gruppi parlamentari, tanto meno ovviamente quelli di opposizione,
non si possono sostituire nella funzione istituzionale a un Governo
regionale che non c'è, perfino fisicamente neppure oggi in
quest'Aula, né tantomeno nel confronto con il Governo nazionale.
Un bilancio farlocco Questo è un bilancio, sostanzialmente,
farlocco Non mi riferisco agli aspetti tecnici di quadratura che
sono stati oggetto dell'analisi del Collegio dei Revisori, ma mi
riferisco alla sostanza, agli effetti che, di fatto, produrrà per
l'economia siciliana, per i cittadini, per chi oggi davvero è in
difficoltà, per i comuni, per i lavoratori, per le categorie più
svantaggiate.
Perché è un bilancio farlocco ? Questa è una manovra che con una
mano fa finta di dare, ed è la mano del bilancio di previsione, e
con l'altra mano, che è il disegno di legge di stabilità, toglie
quello che il bilancio fa finta di dare. Per questo è una presa in
giro
Ma siccome i siciliani capiscono bene e non si lasciano prendere
in giro, il tentativo del Governo di prendere in giro i nostri
concittadini è del tutto vano. E noi queste cose abbiamo il dovere
di denunciarle, e lo facciamo con precisione, almeno in maniera
molto breve ma precisa, perché, se con l'allegato 2 alla legge
finanziaria, all'articolo 22, comma 1, si prevede un accantonamento
dei trasferimenti a favore dei Comuni per 97 milioni di euro, la
sostanza vera è che lo stanziamento previsto in bilancio non c'è,
perché mancano 97 milioni di euro. Quindi la sostanza vera è che
questo bilancio approvato insieme alla legge di stabilità, così
come proposto dal Governo della Regione, produrrà un trasferimento
ai Comuni non dei 315 milioni di euro circa trasferiti lo scorso
anno, ma di circa 220 milioni di euro, con conseguenze drammatiche
per i bilanci dei Comuni, e non c'è alcuna certezza né dell'importo
né dei tempi in cui dovremmo ottenere il riconoscimento delle
minori entrate da parte dello Stato, perché in tal senso non ho
letto un rigo che possa lasciarmi credere che ciò possa accadere in
tempi brevi e con la previsione di cui si fa cenno nei documenti
finanziari.
La verità è che al capitolo 215746, al di là di quanto in teoria
viene accantonato in bilancio di previsione, di fatto ci saranno 49
milioni di euro in meno, perché l'allegato 2, all'articolo 22,
comma 1, della legge finanziaria, prevede meno 49.012.194,04 di
euro, e questo è il capitolo che riguarda i lavoratori forestali,
allora noi siamo estremamente preoccupati perché lo scorso anno
abbiamo avuto una Sicilia che è andata a fuoco, e abbiamo detto in
tutte le salse che era fondamentale che quest'anno i cantieri per
la prevenzione incendi si aprissero con congruo anticipo, per
evitare ciò che è accaduto lo scorso anno, ma se con la legge
finanziaria si tagliano 50 milioni di euro ai forestali i cantieri
per la prevenzione incendi purtroppo non potranno partire in tempo
utile per realizzare la loro finalità, con conseguenze drammatiche
per l'economia, per l'ambiente, con uno spreco di risorse
spaventoso e con rischi anche per l'incolumità pubblica.
Stesso discorso che riguarda i tagli attiene per esempio ai
lavoratori Pip, laddove al capitolo 313727 si prevede un
accantonamento di 12.787.500 di euro. Si parla teoricamente di
accantonamenti, ma di fatto sono soldi che non ci sono, è perfino
errata l'espressione accantonamenti, perché si accantona qualcosa
di cui si dispone, queste sono risorse di cui ad oggi il Governo
della Regione non dispone. Quindi, è una previsione farlocca che
viene fatta in bilancio, che non corrisponde alla realtà, e questo
ovviamente è assolutamente inaccettabile. Così come mancano 68
milioni di euro e più per il trasporto pubblico locale, così come
vengono colpiti capitoli che riguardano spese non comprimibili che
ricadono sui bilanci comunali.
Faccio un esempio: rimborso ai Comuni per le spese relative al
ricovero dei minori disposto dall'autorità giudiziaria, un capitolo
che passa dai 16.300.000 di euro di previsioni definitive per
l'anno 2021 a 2.410.742,20 di euro di previsioni per il 2022, con
circa 14 milioni di euro di previsioni in meno, ma quando
l'Autorità giudiziaria disporrà il ricovero di un minore, il Comune
dovrà corrispondere e far fronte a questa esigenza con spese a
proprio carico.
Tutto ciò contribuirà drammaticamente a mandare ulteriormente in
dissesto i Comuni della nostra Regione, così come previsione
analoga riguarda per esempio l'assistenza igienico personale e
l'assistenza alla comunicazione che per le previsioni definitive
del 2021, consolidato passa da trentuno milioni ad una previsione
2022 di quindici milioni e mezzo, quindi con un dimezzamento e noi
abbiamo con grande forza denunciato in quest'Aula, ad inizio anno
scolastico, che i ragazzi disabili non potevano avviarsi all'anno
scolastico per mancanza di risorse per far fronte all'assistenza
igienico-personale. Parliamo di diritti fondamentali. Parliamo del
diritto allo studio di ragazzi che, più di altri, hanno bisogno
d'iniziare l'attività scolastica fin dal primo giorno esattamente
come tutti gli altri bambini, come tutti gli altri ragazzi della
nostra Sicilia.
Il bilancio è pieno di queste iniquità che colpiscono
profondamente cittadini, fasce intere di popolazione che più di
altre hanno bisogno anche di sostegno, di solidarietà da parte del
Parlamento, da parte del Governo.
Noi chiediamo al Governo di tornare indietro su questa strada che
sta massacrando la Sicilia e di prevedere invece risposte concrete
per settori che non possono più attendere. Anche in questo momento
abbiamo in Piazza Parlamento categorie di lavoratrici e di
lavoratori che protestano per ottenere il giusto riconoscimento dei
loro diritti.
Quante volte in quest'Aula - e mi avvio a concludere - il
Presidente della Regione ha avuto l'ipocrisia di annunciare una
riforma dei consorzi di bonifica che è ferma per mancanza di
copertura finanziaria? Bene, oggi siamo qui - mi dispiace che il
Presidente Musumeci sia assente ma mi auguro possa essere presente
domani - a leggere che al capitolo 147303 che riguarda contributi
ad integrazione dei bilanci dei consorzi di bonifica si prevede una
riduzione di spesa con l'articolo 22 della finanziaria di 18
milioni 562 mila cinquecento e perfino per le garanzie
occupazionali a fronte di tredici milioni previsti lo scorso anno,
quest'anno sono previsti circa undici milioni di cui peraltro
quattro milioni e mezzo congelati, cioè di fatto mancanti per la
disponibilità di bilancio.
Questo è il modo di procedere farlocco , volutamente farlocco ,
del Governo Musumeci che noi denunciamo e respingiamo. E a leggere
tra le pieghe del bilancio non c'è da sorridere ma c'è da piangere
quando ci si accorge per esempio che a fronte di questi tagli, al
capitolo 132314 è prevista una spesa di centoventimila euro.
Qualcuno dirà beh poca cosa, cosa sono centoventimila euro su un
bilancio di miliardi di euro ? Sono. Anche un euro vale qualcosa
perché un euro d'imposte pagate dai cittadini di questa Regione ma
per far cosa? Per la manutenzione del parco antistante la sede del
governo di Palazzo d'Orleans. A mio avviso anche di cattivo gusto,
ma queste sono le mie opinioni personali peraltro avendo di fronte
Palazzo Reale, che come sappiamo è un sito Unesco. Diecimila euro
al mese per la manutenzione delle fontanelle e del parco antistante
Palazzo d'Orleans io penso che siano uno scandalo considerato
peraltro, Presidente - e concludo - che lo scorso anno la stessa
attività si è svolta con ventimila euro come appunto leggiamo
sempre sul bilancio e dai documenti contabili che ci sono stati
consegnati quindi il voto del Partito Democratico sarà contrario
rispetto ad un bilancio che è un bilancio iniquo che mortifica la
Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
Ha chiesto di parlare l'assessore Armao. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Non per rintuzzare le polemiche politiche pre-elettorali senza
alcun contenuto, lanciate più per alzare il livello dello scontro
che per esaminare partite concrete e mi dispiace. Per fatto
personale perché l'onorevole Lupo ha detto una cosa, cioè mi
avrebbe scritto il falso.
Io il 25 aprile ho trascorso più di un'ora e mezzo insieme agli
onorevoli Cracolici, Sunseri, al Presidente Savona. Quindi se lui
dice che non c'è stato neanche un dibattito in Commissione Bilancio
il falso non l'ho detto io. E mi dispiace che affermi come verità
rivelate cose che si sono verificate e sono verbalizzate
all'interno di questo Parlamento.
Quindi, a meno che non abbiano parlato di come fare le rosticciate
il 25 aprile, che non avremmo neanche potuto fare perché eravamo lì
a lavorare, magari qualcun altro era altrove, noi eravamo lì a
lavorare e quindi dire che non si è fatto nulla in Commissione
Bilancio non è corretto e mi dispiace, stante l'apprezzamento che
ho per la persona, l'onorevole Lupo, dica cose che non sono vere.
Noi abbiamo svolto quasi due ore di lavoro, come abbiamo svolto
ieri i lavori in Commissione Bilancio e personalmente, ma credo che
il Presidente Savona non ha bisogno di essere difeso da me, non
consento di ritenere che il lavoro che faccio con dedizione e
passione per la nostra terra sia ritenuto come non fatto.
Quindi, poi replicherò nel merito le cose detto ed i toni
utilizzati che francamente mi costernano però ognuno sceglie il
livello a cui attestare la propria argomentazione ma certamente ciò
che è vero è che si è lavorato e si è discusso del merito, e se si
è discusso del merito, c'era anche l'onorevole Gucciardi che mi fa
piacere ricordare, e se è escluso dal merito proprio delle partite
aperte, dei tavoli, dei confronti, delle cose. Quindi soltanto mi
limito a questo fatto direttamente ascritto, va bene? E basta.
Grazie Presidente.
LUPO. Per fatto personale, posso?
PRESIDENTE. Un attimo onorevole Lupo, dobbiamo fare la discussione
generale.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, io non ho detto che la Commissione Bilancio
non si sia riunita né tanto meno che non ha fatto nulla, io ho
detto che non si può ritenere che la Commissione Bilancio in due
ore, come ha testè affermato l'Assessore Armao, non poteva in due
ore svolgere un esame attento del bilancio e della finanziaria.
Perché tutti sappiamo, meglio di tutti noi il Presidente Savona che
ha grande esperienza, che un esame attento di bilancio e
finanziaria in tempi normali richiede settimane di lavoro.
Peraltro, il bilancio non c'era neppure perché mancavano tutti gli
allegati, e mancava soprattutto il parere dei Revisori, cosa che io
ho detto nel mio intervento. Lo ribadisco, è la prima volta nella
storia dell'Assemblea dal 1947 ad oggi che mi risulti che la
Commissione Bilancio non è stata messa neppure nelle condizioni
di esaminare con attenzione la manovra né tanto meno di procedere
al voto. E questo certamente non per responsabilità della
Commissione, né tanto meno del Presidente Savona che è sempre stato
molto attento rispetto a questi temi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto, che non è
presente.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo e colleghi deputati, in questi
quattro anni e mezzo ci siamo accorti in più occasioni che i metodi
relazionali del Presidente Musumeci non hanno certo brillato con
questo Parlamento. Spesso siamo stati delegittimati, esclusi, c'è
stata carenza di democrazia, ma quanto meno ci aspettavamo, io mi
aspettavo che facesse uno sforzo in più quanto meno a mantenere i
rapporti con Roma.
Eppure con ben tre Governi che si sono succeduti anche con lo
Stato non ci sono state relazioni brillanti nemmeno con
quest'ultimo Governo, il Governo Draghi, il Governo di tutti, il
Governo che ha messo d'accordo tutti ci siamo ridotti in questo
modo con praticamente un Presidente che non riesce a far valere le
questioni di questa regione, a dialogare con lo Stato e lascia ai
siciliani una pesante croce da portare addosso.
Noi paghiamo praticamente le colpe o i difetti caratteriali del
Presidente Musumeci, a quanto ho capito, e ora il ritardo con cui
ci apprestiamo a votare questo esercizio, cioè a votare la
finanziaria penso che non è una cosa che è arrivata all'improvviso
e lo sapevamo tutti che l'esercizio provvisorio scadeva il 30
aprile, lo sapevamo tutti che mancavano due giorni, assessore
Armao, ci poteva pensare piuttosto che aspettando che avvenisse un
miracolo da Roma, nei mesi precedenti a creare delle interlocuzioni
e a risolvere questa questione.
E invece che cosa è successo? E' successo che in fretta e furia
durante le vacanze pasquali si è dovuta rimodulare una finanziaria
che sicuramente ci porterà ad entrare in una gestione provvisoria,
che creerà un enorme disguido per tutti i siciliani, perché la
gestione provvisoria non garantirà nessuna delle risorse necessarie
a colmare tutti i vuoti e i buchi e i disastri economici che si
sono succeduti in questi mesi. E nonostante questo praticamente ci
ritroviamo a dovere accantonare quasi un miliardo, come dicevo
sotto le festività pasquali in fretta e furia creando un obbrobrio
che mette in evidenza tutta la sensibilità di questo Governo.
L'assessore Cordaro è l'unico, a differenza del Presidente Musumeci
che ho visto rarissime volte, ad essere stato sempre presente, e
che oggi purtroppo non c'è, e avrei voluto affrontare la questione
immediatamente legata all'ambiente, perché delle manutenzioni
ordinarie e straordinarie del demanio idrico fluviale di
quattordici milioni ne sono stati accantonati o sottratti sei.
Io ricordo ancora il mio primo intervento in quest'Aula quando a
causa dei pesanti disastri dovuti appunto agli straripamenti dei
torrenti, dissi che le cose non succedono all'improvviso ma per
l'improvvisazione, e il Presidente Musumeci in quell'occasione si
offese molto, si alzò, andò via, ritornò in Aula, mi attaccò anche
pesantemente, ebbene ma questa se non è improvvisazione come si
deve chiamare? E ancora personale ente parco e riserve quattro
milioni e duecento mila euro in meno su sei, personale forestale
quarantanove milioni in meno su centodiciotto milioni, e vi ricordo
che stiamo entrando nel mese di maggio questa è la stagione che
dovrebbe essere quella che cerca di curare tutto il patrimonio
boschivo, di pulirlo, di fare le linee tagliafuoco, anche nei
parchi archeologici. Che cosa aspettiamo, che gli incendi devastino
nuovamente tutta la Sicilia e il nostro patrimonio? Io trovo
inaudito che vengano messe queste somme così decurtate del
quarantuno percento proprio su queste cose così sensibili ed
essenziali per la Sicilia; ricordo che per distruggere un bosco ci
vogliono poche ore ma per piantarlo ci vogliono decenni.
E ancora, sempre sulla stagione estiva alle porte, fra poco ci
saranno turisti e le persone hanno voglia di libertà, hanno voglia
di uscire da questi pensanti due anni legati al Covid, di muoversi
liberamente in Sicilia, la mobilità, la mobilità viene affrontata
sottraendo sessantotto milioni al trasporto pubblico locale, e 26
milioni ottocentomila euro al collegamento marittimo con le isole
minori, non parliamo dei tagli che riguardano i nostri enti locali,
che li ho sommati ed in totale sono 147 milioni e 500 mila euro, e
ancora quaranta milioni per i liberi consorzi, in Corfilac,
Corfilac fiore all'occhiello della filiera lattiero casearia in
Sicilia ente di ricerca. Il Presidente Musumeci ricordo ancora
quando per la prima volta venne a Ragusa e a giugno dell'anno
scorso nel 2021 facendo una passerella o propaganda, non lo so,
perché promise grandi cose al Corfilac, promise che finalmente si
sarebbe tornati a lavorare facendo ricerca e non più utilizzando
l'ente come un semplice stipendificio e invece, ebbene, i tagli
sono nel Corfilac e superano addirittura quelli del cinquanta per
cento in questo caso.
E poi ancora i Consorzi di bonifica; a dicembre si doveva varare
la famosa riforma che prendeva praticamente tutti i debiti dei
Consorzi di bonifica e risolveva i problemi, la riforma non
l'abbiamo mai vista e l'ho ripetuto in Aula in più e in più
occasioni, però abbiamo visto i tagli, i tagli li citava prima il
collega Lupo, complessivamente sono di ventitré milioni di euro,
queste sono le grandi promesse fatte, io adesso farò un'elencazione
dei tagli sul sociale che sono quelli che fanno più male, credetemi
e sul sociale abbiamo seicento venticinque mila euro in meno sui
centri antiviolenza, tre milioni e mezzo in meno per i talassemici,
sessantasei milioni e ottocento mila euro per il fondo per la
disabilità, undici milioni e centomila euro assistenza alunni con
disabilità, cinque milioni su dieci rimborso comunità alloggio per
disabili psichici e ancora altri cinque milioni e trecento mila
euro rimborso ai comuni per spese ricovero minori disposti
dall'Autorità giudiziaria. Tutto questo quando noi, al contrario,
per mesi e mesi nelle Commissioni abbiamo parlato di aiutare, di
affrontare i problemi dell'abbattimento delle barriere
architettoniche, di creare passerelle per questa stagione estiva
sulle spiagge e dotare tutti i lidi di sedie job per esempio e
tante altre proposte e, invece, i maggiori tagli riguardano questo
settore, la disabilità.
Sa, Presidente, l'altro giorno, spero che ascolterà questo video
perché è importante, abbiamo incontrato l'associazione che si
occupa dei sordomuti. Ebbene, ci siamo accorti che durante la fase
Covid in tutte le comunicazioni importantissime mai è stato
utilizzato il traduttore lis, cioè queste persone sono state
tagliate fuori da comunicazioni importantissime, ma chi è il vero
sordo in Sicilia? Io questo mi chiedo
E ce ne sono ancora e ancora tante cose da sottolineare, per
esempio, ieri c'erano qua gli Asu che si sono praticamente trovati
in una triste vicenda in quanto la loro stabilizzazione è
attualmente impugnata al Consiglio dei ministri. Ebbene, invece, di
pensare alle risorse per il rinnovo dei contratti di queste persone
in attesa che si risolva questa annosa questione e anzi questo
Governo dovrebbe intercedere proprio con il Consiglio dei ministri
per risolverla, si tagliano quelle risorse necessarie per rinnovare
i contratti, ventidue milioni di euro
Ciliegina sulla torta, la cultura ovviamente, messa sempre da
parte, quella che dovrebbe essere il motore trainante di
quest'isola che dovrebbe riportare la Sicilia a diventare un'isola
fra le più ricche, fra le più visitate dai turisti, con veramente
tutto quello che abbiamo, che cosa si fa? Si taglia dal fondo unico
regionale per lo spettacolo si tagliano tre milioni e seicento mila
euro considerando anche la profonda crisi che hanno vissuto tutti
gli operatori culturali e gli artisti in questi due anni del Covid,
che non hanno potuto lavorare e hanno ricevuto pochissimi aiuti,
quasi zero.
E ancora, per la Fondazione Orchestra Sinfonica siciliana di nuovo
meno tre milioni e duecento mila euro, per non parlare di tutti i
teatri siciliani, tutti i maggiori teatri siciliani, a partire
dallo Stabile, dal Bellini di Catania, al Biondo, al Massimo, al
Teatro di Messina, io le ho sommati tutti, sono quindici milioni e
cinquecento mila euro in meno E ancora, l'Università: agli
studenti vengono tagliati i contributi per le borse di studio, per
l'accesso agli alloggi, per un totale di contributi tagliati
quattro milioni e seicento mila euro, ecco, questo è stato il
metodo utilizzato per una riduzione generale di 700 milioni di
euro, fatto proprio nelle cose che rappresentano per tutti i
siciliani maggiore sensibilità e maggiore possibilità di sviluppo e
di occupazione e invece vengono ridotte. Le riduzioni sono state
circa del 40 per cento. Io questo 40 per cento me lo sono
ricordato, sapete, è stata proprio la percentuale con cui è stato
eletto questo Presidente ed è anche la percentuale con cui questo
Presidente tornerà a casa grazie a questi tagli.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessore Armao in rappresentanza
del Governo e colleghi deputati, io voglio prima di tutto
solidarizzare con tutti i cittadini siciliani che stanno vivendo
dei momenti difficili dettati da una pandemia che, diciamo, tarda
ad arretrare ma soprattutto dalla crisi bellica che naturalmente
avrà ripercussioni e criticità a livello socio-economico. Pandemia
e conflitto ucraino hanno messo a nudo tantissime carenze siciliane
che hanno innescato crisi finanziarie senza precedenti e che
naturalmente colpiranno tutti i settori della nostra economica.
Certamente, il Governo regionale non ha brillato tradendo le
aspettative di tanti siciliani che hanno creduto in questa
compagine politica, oggi sempre più sfilacciata e che in questi
ultimi mesi ha pensato più alla sua sopravvivenza che al benessere
dei siciliani.
Adesso ci ritroviamo in uno dei momenti più importanti di questa
legislatura, siamo al momento appunto della presentazione dei
documenti contabili, bilancio e finanziaria, ed è un momento
caratterizzato da ritardo, ritardo nella presentazione dei bilanci,
peraltro non corredati dal parere dei revisori, ritardo nelle
procedure che naturalmente hanno evidenziato un deficit democratico
privando la funzione legislativa dei deputati e dell'Assemblea, ma
il ritardo più significativo di questo Governo è quello di non
avere risposto alle esigenze dei siciliani, un Governo che non ha
risolto neanche un nodo, vertenze sociali irrisolte, praticamente
riforme annunciate e mai presentate e soprattutto i grandi sprechi,
evidenziati anno per anno dalle stesse relazioni della Corte dei
conti e prima fra tutte io voglio evidenziare la mancata
razionalizzazione degli enti regionali e delle partecipate e su
questo vorrei un attimo porre un'attenzione. Sì, perché le
partecipate rappresentano ancora oggi grandi sprechi, ce lo dicono
le tante inchieste che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, come
quella dell'AST che la Procura ha evidenziato, ma anche la
Commissione Antimafia regionale, grandi sprechi e soprattutto io mi
rivolgo all'Assessore per l'economia perché questo Governo
regionale avrebbe potuto fare tanto, soprattutto nella sua funzione
di controllo e di vigilanza, cosa che non c'è assolutamente stata,
e invece queste partecipate si dimostrano, come sempre, dei grandi
carrozzoni che incidono profondamente sul bilancio dello Stato e
che si sono trasformate in agenzie per il lavoro per pochi
fortunati, in maniera anche illegittima. Perché, caro Assessore,
lei sa benissimo che sono emerse delle criticità per quanto
riguarda le partecipate delle partecipate, che risultano avere
grandi carenze per quanto riguarda la continuità aziendale, con
violazione del Codice civile.
Bene, perché ho evidenziato la storia delle partecipate, perché
proprio in una razionalizzazione della spesa di questi enti e delle
partecipate si sarebbero potute liberare delle risorse sul bilancio
in tutti questi anni, risorse che sarebbero state davvero
importanti per vari settori che qui non sto a puntualizzare perché
sono stati già ampiamente evidenziati dai colleghi che mi hanno
preceduto.
Però, io voglio in particolare evidenziare le risorse che verranno
a mancare soprattutto per gli assistenti agli studenti disabili,
quelle sì che sono importanti da evidenziare, perché lì si parla di
diritti di obbligatorietà di diritto allo studio che anche leggi
regionali hanno ampiamente sottolineato in questi anni e tutto
questo non sarà possibile perché con tagli dovunque questo è un
bilancio virtuale anche la finanziaria lo sarà che presenta tagli
dovunque si presenta come un vero attentato alla speranza dei
siciliani, donne e uomini in estrema difficoltà, imprenditori,
commercianti, precari e tutte quelle categorie delle varie sigle
che sono state create ad hoc in questi anni per farle restarle
legate al governo di turno che per sbarcare il lunario devono
restare legate al governo di turno e il cui destino oggi sarà
sempre più fragile e più nero.
Ecco perché a questo punto non ci resta che dire semplicemente:
cari siciliani verranno tempi migliori . Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, assessore Armao, onorevoli colleghi,
il Presidente Musumeci oggi non ci ha degnato della sua presenza
credo che sia la prima volta in cinque anni che il primo giorno di
finanziaria il Presidente della Regione non si presenti in Aula
soprattutto in discussione generale. Evidentemente ha capito che il
suo mandato ormai sta finendo, quindi farsi vedere il meno
possibile a mio avviso potrebbe essere una scelta buona per lui e
per la Sicilia.
Siamo arrivati a quattro anni e mezzo dall'insediamento di questo
Governo regionale e adesso credo che si possa tranquillamente fare
un po' la sommatoria di quello che è stato fatto di quello che non
è stato fatto, di come è stata gestita questa Regione, di cosa si è
riusciti a fare insieme al Governo e cosa invece il Governo non è
riuscito a fare in questi anni.
Voglio riportarvi prima di tutto delle date perché, Presidente,
lei ricorderà - sosteneva il Governo Musumeci sin dall'inizio - che
il Presidente Musumeci disse: mai più esercizi provvisori .
Ebbene, siamo partiti dall'11 maggio 2018, abbiamo continuato il 26
febbraio 2019, il 14 maggio 2020, il 21 aprile 2021 e non sappiamo
quando del maggio del 2022, cinque bilanci su cinque in ritardo.
Cinque bilanci su cinque che non stati approvati entro il 31
dicembre, cinque bilanci su cinque che hanno condotto la Regione
siciliana in esercizio provvisorio e in gestione provvisoria.
Questo, l'ultimo, a certificazione del fatto che la prima grande
promessa del Governo Musumeci cioè quella di dotare la nostra
Regione di uno strumento finanziario economico necessario
fondamentale per pagare gli stipendi, per andare avanti, per fare
le spese in conto capitale, per gli investimenti, per i fondi
europei. Ha portato sempre questa Regione in un ritardo ormai
consolidato che non ci permette oggi di avere una visione di questa
terra.
I primi a pagarne le conseguenze, poco fa veniva riportato da
alcuni colleghi, sono certamente tutti gli enti di tutte le
società. Credo che sia giusto dirgli che per tutto il mese di
maggio tutte le settemila, ottomila persone che lavorano
all'interno delle società degli enti della Regione non riceveranno
lo stipendio. Questo è il primo risultato che questo Governo ci sta
consegnando quando il 28 di aprile finalmente ci consegna il
bilancio di previsione 22-24 e il bilancio della nostra Regione. E
allora le domande che mi sorgono spontanee sono: riusciremo a
recuperare il miliardo che manca al bilancio della nostra Regione?
A settembre, ottobre chi si ritroverà a governare questa Regione
avrà la disponibilità di quel miliardo, riusciremo a risanare quel
taglio del 41% che tantissimi capitoli del nostro bilancio oggi ha?
La questione di legittimità costituzionale, Assessore Armao,
riusciremo a capire dopo la sentenza della Corte Costituzionali
quanti soldi dovremo recuperare all'interno del nostro bilancio?
C'è chi parla di più di 600 milioni di euro
Tutte le società e gli enti che dovevano essere razionalizzati,
tutti quei tagli che dovevano essere fatti, ricorderà erano gli
annunci del Presidente Musumeci: Metteremo in liquidazione l'Ente
di Sviluppo Agricolo . Ecco, l'Ente di Sviluppo Agricolo è stato
affidato a un suo fedelissimo e la prima cosa che ha fatto è
consegnare nuovamente alla Regione un bel conto da pagare: più di
60 milioni di euro all'interno del nostro bilancio.
E poi l'unica razionalizzazione fatta di Crias e Ircac, l'unione
dell'Irca nel 2018, signor Presidente, sono passati quasi quattro
anni e ancora non l'abbiamo vista, ancora non esiste, ancora non è
stato approvato nemmeno lo statuto, ancora il CdA nella sua
completezza non si è nemmeno insediato.
E allora la domanda è: in un momento così difficile, dopo una
pandemia, i due enti che dovevano servire a dare credito a chi?
Alle cooperative, agli artigiani siciliani che continuano a non
avere uno strumento finanziario utile e necessario per garantire
quel credito che gli è sempre stato garantito. Allora quali sono le
azioni?
Io, all'interno di questa finanziaria, mi aspettavo una norma,
qualcosa che potesse dare loro quantomeno nelle more
dell'approvazione, nell'insediamento del nuovo Irca, qualcosa che
potesse dare ai nostri artigiani un minimo di sostegno in questo
periodo.
I Consorzi di bonifica: non dovevamo attendere una nuova riforma
che non è mai arrivata all'interno di quest'Aula, bisognava dar
seguito alle norme e alle riforme già approvate precedentemente,
cosa che non è stato fatto. E l'unico regalo che ci è stato
concesso dai commissari nominati dal Governo Musumeci sui Consorzi
di bonifica è aver preso più di 400 milioni del PNRR, soldi che non
sono stati recuperati, soldi che l'Assessore Scilla diceva - prima
attaccando il Ministro e poi non so chi - avremmo recuperato.
Oggi, a distanza di più di un anno da quella clamorosa debacle del
Governo Musumeci, che ci fa perdere più di 400 milioni di euro per
le strutture idriche della nostra Regione, non ne abbiamo
recuperato nemmeno un centesimo
E a questo bisogna aggiungere i forestali, poco fa veniva detto:
mancano più di 70 milioni di euro ai forestali, 70 milioni di euro
che servono per garantire quel servizio che purtroppo tutte le
estati viene meno, tutte le volte, tutte le estati quando vedremo
gli incendi all'interno della nostra Regione scopriremo che non si
è fatta tutta la campagna antincendio, che mancano le persone, che
non si riesce a portare avanti tutto quel processo come se ci
colpisse in maniera astratta, quando invece sappiamo perfettamente
che è qualcosa di ciclico e ci ritroviamo oggi, a maggio, a non
avere stanziato le risorse minime - non agli investimenti - per
garantire quel servizio.
E se a questo ci aggiungiamo la Protezione Civile, Signor
Presidente lei ricorderà che lo scorso anno noi siamo arrivati a
ottobre senza un centesimo della Protezione Civile regionale
siciliana, senza nemmeno un centesimo Abbiamo abbandonato i Comuni
siciliani al proprio destino perché erano impossibilitati a
garantire il minimo servizio dovuto alle acque e alle alluvioni che
sono cadute nei mesi di ottobre e novembre dello scorso anno.
I Comuni sono stati abbandonati ai propri bilanci senza che la
Protezione Civile potesse minimamente intervenire anche solo con un
euro e continuano ad esserci tagli su questo capitolo.
Le Autorità di bacino - mi dispiace che non c'è l'Assessore
Cordaro - che era uno dei più grandi risultati di questo Governo:
l'istituzione delle Autorità di bacino lasciata senza nemmeno un
euro
Abbiamo stimolato l'Autorità di bacino più volte su interventi sui
percorsi fluviali, sulle frane, insieme al Commissario del dissesto
idro-geologico, non ha un euro, non riesce a progettare e lo fa
tramite l'Ufficio di progettazione, non riesce a destinare le somme
necessarie a evitare l'esondazione dei fiumi che tutti gli anni si
ripercuotono sui nostri territori.
E come se non bastasse, signor Presidente, gli Asu: lo scorso anno
è stato venduto come il più grande risultato del Governo Musumeci,
ancora ad oggi non sappiamo se ci sono le risorse, se possiamo
stabilizzare queste persone, se possiamo garantirgli uno stipendio
dignitoso e, soprattutto, qual è il loro futuro.
I Fondi europei, signor Presidente, noi quest'anno abbiamo messo
in bilancio più di 60 milioni di euro dell'FSC per garantire la
quota di compartecipazione ai fondi europei. Somme che ancora non
abbiamo Abbiamo messo una posta, in bilancio, che non abbiamo
perché quell'accordo Stato-Regione, che dovrebbe permetterci di
consentirci di utilizzare quei sessanta milioni di euro della quota
di compartecipazione all'utilizzo dei fondi europei, non ce
l'abbiamo ancora.
E quando il Presidente Musumeci, con un bellissimo spot
pubblicitario del Governo del fare', si infila all'interno della
programmazione FESR bisognerebbe ricordargli che la programmazione
era 2014-2020 e dei quattro miliardi e passa di euro, ad oggi, di
certificato abbiamo un miliardo e otto Abbiamo il trenta per cento
della spesa certificata Il trenta per cento a due anni dalla fine
della programmazione
Allora, cosa c'è da festeggiare all'interno di questo bilancio? I
980 milioni che mancano? I 780 milioni che c'è stato concesso dal
Governo nazionale, e che oggi certifichiamo con, in maniera,
un'autocertificazione del Dipartimento delle finanze a 714 milioni
di euro, quindi già sappiamo che più di 60 milioni di euro dovremo
ritornarli allo Stato?
Io sono in forte difficoltà, sono seriamente preoccupato sulla
tenuta dei conti della nostra Regione.
Non sono preoccupato perché quest'Aula approverà o non approverà
il bilancio della Regione. Sono preoccupato perché il prossimo
governo si ritroverà a dover provare ad immaginare e a costruire
una Sicilia diversa dove bisogna ripartire, assolutamente dalle
macerie. Dalle macerie che ci sono state consegnate da questo
governo regionale, da cinque anni di incapacità amministrativa,
economica, contabile. Da cinque anni di incapacità legislativa. Non
so quante miriadi di leggi sono state impugnate dal Governo.
E, non per ultimo, questo atteggiamento di quest'Assemblea nei
confronti delle Commissioni parlamentari, Presidente. Di fatto si è
bypassato completamente il Regolamento, non si è passati nelle
Commissioni di merito, non si è fatto l'esame in Commissione
Bilancio . Io vorrò capire chi, domani, quando inizieremo a
trattare gli emendamenti ci darà il parere economico-contabile
sugli emendamenti, che presenteremo, di finanziamento alla legge
finanziaria.
Allora, mi spiace non vedere oggi qui il Presidente Musumeci,
probabilmente impegnato a cercare chi dovrà sostenerlo per la
prossima campagna elettorale. Io mi auguro lo candidino,
Presidente. Presidente Di Mauro, io mi auguro che il Presidente
Musumeci possa essere nuovamente candidato dal Centrodestra e che i
siciliani, tra qualche mese, avranno la possibilità, col voto
libero e democratico, di valutare il suo Governo e queste ultime
sue azioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessore Armao, colleghi
parlamentari, io inizio con una riflessione. E' veramente
desolante; una desolazione Ci troviamo, noi, a discutere
dell'ultima finanziaria di questo Governo con un'Aula vuota. La
maggioranza assente. Ci troviamo nella discussione generale di
bilancio e finanziaria. Un Presidente della Regione che non
esiste, a malapena l'assessore per l'economia perché è proprio
necessario, il resto del Governo assente. Questo quadro è il quadro
che completa le settimane. Il Presidente della Commissione
SBilancio , che saluto.
Sa, Presidente, lei si ricorda quando io venivo non solo da
parlamentare - sono stato qui dieci anni - ma anche da sindaco, e
quando ogni volta - ma lo ricorda anche lei, onorevole Di Mauro -
avevamo in discussione la finanziaria, era un movimento di venti
giorni, a volte anche di più, tra i corridoi in quest'Aula, la
presenza sempre del Presidente della Regione, di tutti gli
assessori, le commissioni in fermento, le aspettative dei sindaci,
legittime di tutti. Eravamo lì, un mondo, la Sicilia che si
muoveva.
Siete riusciti a fare morire la democrazia. Siete riusciti a fare
morire la partecipazione. Ma veramente, assessore Armao, oggi la
vedo abbastanza in fermento, risponde, riprende l'onorevole Lupo,
dice cose non vere, ma ne dice tante lei sciocchezze Politicamente
lei, non c'è persona che politicamente veramente è più ambigua di
lei, politicamente. Non esistono persone che sono politicamente più
ambigue di lei.
Guardi lei, questo risultato; non me lo aspettavo. Io mi aspettavo
da lei veramente caratteristiche diverse. Arrivare a questo punto,
in quest'ultima finanziaria, lei verrà ricordato per questo
scempio, oltre ovviamente il suo Presidente della Regione che è
completamente assente, forse verrà quando dovremmo votare per il
voto finale proprio perché lo deve votare.
La presenza del Presidente della Regione e di tutto il Governo,
perché la finanziaria è anche un momento di consuntivo, cioè voi
non solo avete azzerato le Commissioni e il ruolo delle Commissioni
di merito, della stessa Commissione "Bilancio", ma avete proprio
cercato di azzerare il ruolo del Parlamento mettendoci in
condizioni proprio di esercitare quel ruolo al minimo, e se
qualcuno ve lo dice vi arrabbiate pure, perché pretendete che con
un passaggio fatto il 25, il dibattito su questa finanziaria doveva
essere considerato esaustivo, veramente siete asini Politicamente
asini E lei in primis, assessore - politicamente, non dimenticate,
politicamente - non ci possiamo indignare su valutazioni di tipo
politiche, perché siamo stati, abbiamo appreso durante il nostro
operato, lungo ormai, Presidente dell'Assemblea, che le riflessioni
sono politiche.
I revisori dei conti sono stati, eravate riusciti a fare arrivare
la finanziaria senza il parere dei revisori dei conti, l'abbiamo
capito il perché, perché gli stessi revisori dei conti vi hanno
detto che la finanziaria, il bilancio, non era in equilibrio,
perché non era rispettato l'accordo Stato - Regione, perché alcune
spese obbligatorie non era inserite, cioè non erano rispettate.
Cioè veramente gli stessi revisori dei conti vi hanno detto "ma
dove andate, dove stiamo andando".
Finalmente arriva in Aula, fuori tempo massimo, dice sì,
finalmente è arrivata. Io mi permetto di dirle che non sapere
programmare, e devo dirle che voi non avete saputo programmare mai,
anche sugli strumenti finanziari, le variazioni di bilancio e tutto
quello che c'è stato, le finanziarie. Non sapere programmare vuol
dire di fatto non sapere amministrare, cosa già nota ai siciliani
tutti, testimoni delle incapacità e mancanza di visione di questo
Governo. Ma ancora cosa più grave e cercare di imbavagliare
l'Assemblea, le Commissioni, togliendo qualunque possibile
confronto e dialettica nelle Commissioni attraverso gli
emendamenti.
Io lo capisco, togliereste la parola anche a me perché dà fastidio
sentirmi e sentire l'opposizione, lei anzi il sacrificio, il dovere
di rimanere in Aula, è costretto a sopportarmi, il Presidente
Musumeci e gli assessori questo, con la loro assenza rinunciano
anche a questo, evitano di ascoltare le critiche giuste
dell'opposizione. Disprezzo totale delle Istituzioni della nostra
Sicilia e dei siciliani che non meritano questa prepotenza e questa
arroganza.
Abbiamo sentito come al solito la favoletta che Roma è cattiva,
che Roma ci fa perdere tempo, siamo arrivati a questo punto per
Roma, dopo aver fatto passare quattro lunghi mesi con teatrini
inutili e faide interne ancora non risolte. Caro assessore Armao, i
siciliani meritavano un po' più considerazione e attenzione da
parte sua e del Governo regionale, ma no maggiore concentrazione
alla programmazione delle risorse, di cui è assetata la nostra
Isola, ma per lei è stato prioritario in questi quattro mesi
provare ripetutamente a fare il cecchino dentro il suo partito per
le faide interne a danno del Presidente Miccichè.
La Sicilia e i siciliani possono attendere, perché il tempo l'ha
trovato per organizzare tutto questo, e la riflessione politica
PRESIDENTE. Si attenga al testo, lasciamo perdere le polemiche che
riguardano, tra l'altro, altri partiti. Si attenga al testo.
DIPASQUALE. senza urlare, io lo capisco, non sto urlando. Io mi
attengo ad una riflessione.
PRESIDENTE. All'ordine del giorno.
DIPASQUALE. La finanziaria è uno strumento politico e ci stanno le
valutazioni politiche.
PRESIDENTE. Stiamo parlando di bilancio.
DIPASQUALE. Presidente, io sto facendo un intervento senza alzare
il tono della voce, garbato ma lei non mi può togliere la
possibilità di riconoscere una responsabilità politica che ha avuto
l'assessore Armao, che ha fatto il cecchino, ha cercato di fare il
cecchino a Micciché senza riuscirci e noi abbiamo messo quattro
mesi di tempo per non avere la finanziaria. Per me lui ha questa
responsabilità politica e oggi io gliela ribadisco.
E' mancato il rispetto di tutte le regole, di tutte le
istituzioni, ivi inclusa l'ultima istituita dei revisori dei Conti,
che ci avete provato ma poi siete stati costretti ad aspettare. La
correttezza e la serietà non sono bandiere - questo è rivolto in
primis al Presidente della Regione - da sventolare a telecamere
accese e senza contraddittorio, ma valori che vanno dimostrati
nella condotta amministrativa cosa che è totalmente mancata a
questo Governo in ritardo su tutto, sempre pronto a scaricare sugli
altri attori politici, Roma, ministri, Consigli dei Ministri,
Europa e così via la propria inadeguatezza.
Così avete trascorso quattro mesi di esercizio provvisorio
concentrati a giocare ad un Risiko di poltrone e di potere mai così
sfacciato mentre i siciliani restano in attesa, mai più, non più di
una finanziaria che voi stessi avete dimostrato di non riuscire a
definire compiutamente, aspettando soltanto di porre la parola fine
a questo scempio.
Sarete ricordati per incapacità, litigiosità, improvvisazione ma
soprattutto per antidemocraticità, avendo esonerato le Commissioni
e ancor di più il Parlamento, riducendo anche tutti i margini
d'intervento, che non dimentichiamo rappresenta i siciliani, questa
finanziaria dobbiamo davvero considerarla il testamento spirituale
di questo governo incapace di amministrare ma sempre pronto a
ricattare, per fortuna è l'ultimo atto ma resta comunque un'amara
misura e consolazione. Concludo, poi entreremo in merito ai vari
articolati.
E' chiaro che c'è un dramma dell'assenza perché alla fine
rimangono scoperti i grandi temi: l'agricoltura, la zootecnia, i
talassemici, i sordi, il personale dell'ARAS, il CORFiLac, i
consorzi di bonifica che vedono gli agricoltori a pagare i canoni
irrigui a mille ed i lavoratori senza stipendi, i forestali, le
riforme promesse e mai attuate, riforma sulla casa, siete riusciti
solo a rimettere in vita i consigli d'amministrazione e la invito,
assessore, a controllare la spesa dei nuovi consigli di
amministrazione perché devono rispettare l'accordo Stato-Regione,
gli Iacp hanno un obbligo ed il suo assessorato e lei ha l'obbligo
del controllo perché io questo controllo lo sto facendo, Iacp per
Iacp, riforma per la bonifica, riforma per la forestale.
Presidente, io concludo e la ringrazio. Ho espresso solamente
delle valutazioni politiche, siamo alla fine di queste esperienza
che è davvero mortificante, non mi sarei mai aspettato
dall'esperienza degli ultimi dieci anni, dall'esperienza da sindaco
che viveva, ma anche prima, che viveva questa Assemblea e questo
Parlamento, di vedere ridotto l'istituzione importante come la
Regione Siciliana al punto come l'avete fatta ridurre voi, cioè al
minimo. Veramente complimenti, siete stati dei geni
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savona)
PRESIDENTE. Sì, onorevole Savona, deve concludere ancora
l'onorevole Pasqua e l'onorevole Ragusa e poi lei avrà la parola,
se non c'è un fatto personale.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pasqua.
PASQUA. Grazie, Presidente, Assessore, non voglio ripetere tutto
quello che è stato fin qui detto e che condivido pienamente, sono
state fatte anche delle osservazioni puntuali sulle singole poste,
sui singoli capitoli che sono stati falcidiati ed hanno subito una
riduzione con questa specie di tagli lineare del quaranta, quasi
quarantuno per cento.
Io però, Assessore, le voglio chiedere, le voglio porre alcune
domande, anche proporle alcune considerazioni. La domanda che prima
voglio porre e voglio usare un solo esempio è al capitolo 183808
Fondo per la disabilità e per la non autosufficienza .
Quando viene fatto questo taglio lineare anche per questo fondo,
anche per questa spesa oltre a tutte le spese che guarda caso per
tutta questa missione, per questo programma sono spese che si sono
ripetute anno per anno con norma e deve essere quasi una sorta di
mantra che si ripete ogni anno nella riproposizione degli stessi
articoli, per questo specifico capitolo c'è stato un taglio che è
importantissimo, pesantissimo e che può, può dico, mettere a
rischio parecchi nostri concittadini e mi riferisco a quei
tredicimila disabili gravissimi che grazie a questo fondo ottengono
l'assegno di cura per disabilità gravissima. Sono i disabili
gravissimi. Questa cosa va specificata, va chiarita. Perché noi
quando parliamo di capitoli, missioni, programma, bilancio
eccetera, noi sappiamo qui dentro di che cosa si parla ma fuori non
riescono a capire bene.
Nello specifico cosa significa? Se io guardo la previsione della
spesa, se la previsione definitiva per il 2021 era di 165 milioni
per la previsione 2022 è di 68 milioni.
Ho fatto un rapido calcolo gli assegni di cura per disabili
gravissimi che consentono questi soldi a persone, cittadini
siciliani i più fragili di questa Regione consentono di avere una
assistenza dignitosa, quella che la struttura regionale non riesce
loro a dare. E allora questo Parlamento è intervenuto qualche anno
fa per sostituire con denaro quella che doveva essere l'assistenza
diretta. Ebbene questi 68 milioni, Assessore, questi 68 milioni
basteranno sì e no per appagare questi assegni di cura fino alla
fine di maggio, metà giugno. Ipotizziamo. E dopo? E dopo che
succede? Dopo cosa succede a queste persone? Ci arriverà questo
Governo in tempo a fare un assestamento di bilancio per sistemare
questo capitolo? Da dove si prenderanno le somme? Chiederete
probabilmente una anticipazione alle ASP, ma le ASP che sono i
pagatori non hanno grandi risorse, non ne hanno soldi nelle casse,
già sono con l'acqua alla gola, gli avete chiesto di fare degli
sforzi enormi per il Covid e sono a terra a livello finanziario,
economico. Non potranno coprire, ok si arriverà al massimo a fine
giugno ma dopo, dopo cosa succede a questi 13 mila nostri
siciliani, persone? Cosa succede? Ebbene io ho capito da tutta
questa operazione una cosa. Da tutti questi fatti, ve li hanno
elencati, ve l'hanno detto i miei colleghi, questi ritardi, queste
situazioni, il bilancio approvato in delibera di Giunta giorno 12
aprile e questo ce lo dicono i Revisori dei conti nella loro
relazione.
Approvato il 12 ma trasmesso ai revisori alle 18.55 del giorno 20.
Mi viene il dubbio che non sia stata una cosa voluta, oppure avete
approvato una camicia vuota e poi vi siete procurati i numeri. E
questi sono dei dubbi legittimi che un parlamentare si deve porre
perché questo è documentato quello che sto dicendo.
Io sono convinto dopo aver letto e sentito alcune dichiarazioni,
alcuni rumors, ASI, il Presidente si sta per dimettere i primi di
aprile eccetera, io lo so perché lo voleva fare, e lo so perché
spera che quella richiesta che noi abbiamo fatto insieme alle
opposizioni di sciogliere questo Parlamento, sciogliere il Governo
eccetera fatta dalla Presidenza del Consiglio io credo che il
Presidente in cuor suo abbia la speranza che questo avvenga. Io in
questo momento sa che penso, dopo che ho visto questo capitolo?
Spero che non avvenga questo scioglimento, perché deve essere il
Presidente Musumeci, deve essere questo Governo ad affrontare il
problema di tredicimila persone siciliane, alla metà di giugno;
dovrete essere voi a dare la risposta ai siciliani che non potranno
pagare più le cure per i propri disabili gravissimi; dovete essere
voi ad affrontare queste persone; dovete essere voi a risolvere il
problema.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda
l'argomento che, oggi, trattiamo, che è la finanziaria, l'ultima di
questi cinque anni, ascoltare le opposizioni non è male, aiuta ad
accelerare e se qualcosa abbiamo dimenticato, con queste
sollecitazioni si può correre ai ripari, fermo restando che abbiamo
attraversato cinque anni pesanti, il Covid, le guerre, e c'è stata
una restrizione economica finanziaria che riguarda tutta la
Nazione.
E' accaduto anche alla Regione siciliana. Sono convinto che faremo
una finanziaria solidale, così come è stata fatta in questi cinque
anni, perché le passate finanziarie hanno raggiunto quasi tutti gli
strati sociali della popolazione siciliana.
Oggi, mi preme raccomandare all'assessore Armao che cosa? E'
importante. Che ci accingiamo alla stagione estiva e, quindi, il
comparto forestale deve avviare subito i viali parafuoco, e che c'è
pronta la riforma fatta in III Commissione, da noi varata, che
riguarda lo stesso comparto, che sono i forestali e, quindi, va
approvata in questo Parlamento; la stessa cosa vale per i consorzi
di bonifica, una riforma fatta che è in attesa di entrare in Aula;
la stessa cosa vale per le cave, perché è un comparto che ha
bisogno; la stessa cosa vale per una istituzione, che è quella
dell'Asca, che noi abbiamo portato in Aula e approvato, che sta
fungendo da trattore nei confronti del comporto agricolo.
Altra cosa che mi preme raccomandare è, che cosa è, assessore
Armao? E' il fatto che i bandi devono essere fatti rapidamente e,
soprattutto, guardando la Sicilia territorio per territorio, e
quindi guardando con attenzione quelli che sono i vari territori,
sicuramente troveremo appoggio e vantaggio economico e finanziario
che andrà a combattere quella forma di crisi che, oggi, tanti
comparti vivono.
Detto questo, caro Presidente, e la ringrazio per avermi dato la
parola, io sento il bisogno di ringraziare tutti i colleghi, tutti,
perché, in qualche modo, ognuno di noi qua ha cercato di fare il
proprio lavoro, il proprio dovere, penso nel miglior modo
possibile, secondo coscienza, perché non posso pensare che qui ci
sia qualcuno che possa pensare che si possa disarticolare,
comunque, una tradizione. Forse, in quest'ultimo passaggio,
qualcosa è accaduto, ma sono sicuro che la ricomposizione fatta da
persone intelligenti ci porterà verso un'approvazione di
finanziaria che aiuterà sostanzialmente tutti i siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ragusa.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Savona. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io volevo fare solo delle considerazioni preliminari,
prima dell'inizio dei lavori d'Aula.
La Commissione Bilancio , non appena è stato assegnato il testo
dei documenti finanziari, nella serata del 23 aprile, ha subito
iniziato i propri lavori, già nella giornata di giorno 25 aprile.
Ringrazio i componenti della Commissione per essere presenti ai
lavori sin da subito.
E' giusto premettere che la responsabilità della contrattazione
dei tempi del dibattito parlamentare è in primo luogo del Governo,
per i ritardi nel deposito dei documenti contabili e per la
mancanza del prescritto parere del Collegio. Il Governo ha chiarito
e la Commissione che tale ultimo ritardo è dovuto, in particolare,
alla prima applicazione della nuova disciplina dell'inizio
dell'operatività dell'organo, avvenuta dalla metà di aprile. Per
questo motivo ringrazio i componenti del Collegio per il
qualificato contributo, fornito in tempi davvero ristretti e
formulo i migliori auguri di buon lavoro.
La Commissione, quindi, ha preso atto dell'indicazione della
Presidenza di non procedere al voto dell'articolato fino
all'acquisizione del parere del Collegio e delle conseguenti
determinazioni della Giunta. Ritengo di dover precisare di non
avere mai riscontrato nella mia esperienza parlamentare una simile
prescrizione.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, non si sente bene.
SAVONA, presidente della Commissione. Ritengo di dover precisare
di non avere mai riscontrato nella mia esperienza parlamentare una
simile prescrizione.
La Commissione, quindi, nella seduta del 28 aprile, ha preso atto
della necessità indicata dalla Presidenza di iniziare l'esame
d'Aula in modo da consentire il rispetto del termine costituzionale
del 30 aprile, avviando i lavori con uno stretto termine di
presentazione degli emendamenti con l'indicazione di attenersi al
perimetro del testo ed agli emendamenti di natura finanziaria,
rinviando ad un momento successivo le proposte per le categorie.
Nella stessa giornata del 28 aprile, nel corso della seduta
d'Aula, la Presidenza ha comunicato, all'esito dei lavori della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che entrambi i
documenti finanziari sarebbero stati incardinati nel testo
presentato dal Governo lasciando la Commissione Bilancio il tempo
di visionare gli articolati e segnalare le correzioni per apportare
senza, tuttavia, esitare un nuovo testo.
Pertanto, onorevoli colleghi, riferendo a questa Assemblea in
ordine ai disegni di legge transitati dalla Commissione che mi
onoro di presiedere, non posso sottrarmi dal sottolineare
l'atipicità della procedura adottata seppur fondata su un'asserita
eccezionalità della circostanza.
È la prima volta, infatti, che bilancio e finanziaria arrivano in
Aula senza filtro politico e tecnico della Commissione Bilancio,
che consegna all'Aula un testo senza gli elementi di istruttoria
legislativa e il relativo contributo tecnico degli Uffici
governativi, in primo luogo del Ragioniere generale. Mancano tutta
una serie di atti essenziali, li vedremo in corso d'opera.
Comunico, infine, di avere trasmesso alla Presidenza gli
emendamenti presentati in Commissione Bilancio al disegno di legge
di stabilità nella seduta n. 298 del 28 aprile 2022. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie.
Il Governo non c'è. Non so se doveva replicare. Va bene, comunque.
Scusate, onorevoli colleghi, a seguito delle richieste delle
opposizioni, il termine per la presentazione degli emendamenti alla
Finanziaria è rinviato a giorno 2 maggio, alle ore 12.00, e l'Aula
si terrà, sempre giorno 2 maggio, alle ore 17.00, per la
trattazione degli argomenti. Domani, naturalmente, c'è la
trattazione del bilancio, confermata alle ore 12.00.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, 30 aprile 2022, alle ore
12.00.
La seduta è tolta alle ore 13.38 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVII SESSIONE ORDINARIA
339a SEDUTA PUBBLICA
Sabato 30 aprile 2022 - ore 12.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DELLO SCHEMA DI BILANCIO DI PREVISIONE TRIENNIO
2022-2023-2024 DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (Doc. n. 163)
Relatori: i deputati Questori
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2022/2024. (n. 1224) (Seguito)
2) Legge di stabilità regionale 2022/2024. (n. 1234) (Seguito)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interpellanza
N. 449 - Integrazioni al nomenclatore tariffario delle prestazioni
specialistiche per la branca 28 (diabetologia).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Sammartino Luca
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.