Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 339 di sabato 30 aprile 2022
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 12.06

   PRESIDENTE. Buongiorno, colleghi.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Mangiacavallo e Pullara.

   L'Assemblea ne prende atto.

   2022-2023-2024 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 163)

  Discussione  dello schema di bilancio di previsione triennio  2022-
  2023-2024 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 163)

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno che  è  il
  bilancio  dell'Assemblea.  Invito l'onorevole  Assenza  a  prendere
  posto e a fare la relazione. Grazie.

   ASSENZA, deputato Questore. Grazie a lei, Presidente.
   Sottopongo all'attenzione dell'Assemblea il bilancio di previsione
  2022-2024  che  è  stato  diligentemente  proposto  dagli   Uffici,
  deliberato  dal Collegio dei Questori nella seduta del  7  dicembre
  2021  e,  successivamente approvato all'unanimità dal Consiglio  di
  Presidenza,  in  data  15 dicembre 2021 e in  ultimo  modificato  a
  seguito  del  riaccertamento dei residui  di  recente,  nell'ultima
  seduta del Consiglio del 27 aprile 2022.
   Mi  permetto soffermarmi solo sul bilancio di previsione  relativo
  all'anno in corso, 2022, per sottoporre all'attenzione dei colleghi
  alcune  peculiarità che mi sembrano assolutamente importanti  e  di
  cui  ritengo che questa Assemblea debba anche andare fiera,  perché
  questa  legislatura  ed anche per quest'anno  l  2022  siamo  tutti
  assieme,   sotto   l'indicazione  della  Presidenza,   riusciti   a
  continuare  in  quel  percorso  virtuoso  di  riduzione  di   spesa
  complessiva  della istituzione parlamentare che  per  la  verità  è
  iniziata   nella  precedente  legislatura  a  far  data  dal   2013
  esattamente  ma  che noi siamo riusciti a portare avanti  in  tutti
  questi  5  anni  di questa legislatura compreso anche  quest'ultimo
  anno, il 2022.
   Basti  pensare che rispetto all'anno scorso, il 2021, siamo  tutti
  insieme  riusciti  a  ridurre di ulteriore 2 milioni  e  500  mila,
  rispetto  al  2021,  la  dotazione  che  l'Assemblea  riceve  dalla
  Regione.
   Siamo  arrivati così per il 2022 ad una previsione di 134  milioni
  di  Euro. Se facciamo conto che nel 2012 la dotazione era superiore
  ai  162 milioni di Euro ci rendiamo conto che in meno di 10 anni il
  costo  dell'Assemblea è diminuito di ben 28 milioni e 200 mila  che
  solo  in  questi 5 anni dell'ultima legislatura si  è  riusciti  ad
  ottenere una riduzione dei trasferimenti di ben 9 milioni di Euro.
   Parliamo di una riduzione della spesa, in meno di 10 anni del 18%.
  Questo,  credo,  sia  l'aspetto più importante senza  assolutamente
  compromettere  il buon funzionamento dell'Assemblea,  degli  Uffici
  nel loro complesso nonché il decoro e il prestigio dell'istituzione
  e contemporaneamente, potrei dire addirittura, l'abbellimento della
  sede in cui abbiamo tutti la fortuna di operare.
   Ulteriore  osservazione: ciò è avvenuto nonostante un aggravio  di
  spesa imprevista alle misure da adottare per la pandemia che ci  ha
  colpiti in questi anni, perché non dobbiamo dimenticare che ciò  ha
  costretto  l'Assemblea  e gli Uffici a dotare  tutti  i  locali  di
  misure  di  sicurezza  particolari, di attivare  delle  piattaforme
  informatiche   nuove,  per  permettere  anche   le   sedute   delle
  Commissioni  in streaming per consentire, comunque,  che  vi  fosse
  questo  contatto  continuo  tra  l'Assemblea,  la  politica  e   le
  organizzazioni esterne e i visitatori e gli esperti  e  coloro  che
  sollevavano  delle  problematiche nelle varie commissioni  che  non
  potevano  accedere  fisicamente al  Palazzo  ma  sono  stati  messi
  ugualmente in condizioni  di partecipare alle sedute e di apportare
  il loro prezioso contributo ai lavori dell'Assembla.
   Per  non parlare, poi, delle misure adottate, anche in quest'Aula,
  dei  lavori  necessari, della dotazione degli schermi in  plexiglas
  nei vari uffici e di quant'altro.
   Si  è  inoltre,  finalmente, attivato il percorso concorsuale  per
  cercare   di   ripristinare  la  pianta  organica   che   è   stata
  sensibilmente  ridotta rispetto al passato ma che tuttora  presenta
  delle carenze di organico notevoli, per cui già sono in servizio 13
  Consiglieri  parlamentari  che hanno superato,  brillantemente,  il
  concorso  già espletato, ai quali mi permetto di fare a nome  anche
  dei  colleghi, un augurio di benvenuto e l'augurio di una  carriera
  prestigiosa;  già abbiamo avuto modo di apprezzare il  loro  grande
  livello di preparazione e la loro operatività indiscussa.
   E'   in   corso   l'ulteriore  concorso  riservato  ai   Segretari
  parlamentari  che penso che si concluderà, prima della  fine  della
  legislatura,  mentre  nei  prossimi  mesi  si  avvieranno  anche  i
  concorsi  per  gli assistenti parlamentari e per i coadiutori,  con
  una  spesa complessiva che non è aumentata per il personale  perché
  parliamo di una spesa complessiva relativa al personale, di Euro 25
  milioni  e 500 mila, omnicomprensiva, quindi, comprensiva non  solo
  degli stipendi e delle indennità ma anche dell'aspetto contributivo
  e previdenziale.
   Ulteriore  osservazione che mi permetto di ricordare  ai  colleghi
  che la nostra Assemblea come organo creato attraverso una norma  di
  rango  costituzionale - come organo legislativo istituito  con  una
  norma  di rango costituzionale -  a differenza degli altri Consigli
  regionali  opera  anche come ente pensionistico nei  confronti  dei
  propri  dipendenti posti in quiescenza e se facciamo riferimento  a
  quanto  l'Assemblea deve affrontare per la spesa  per  le  pensioni
  dirette e di riversibilità per i propri dipendenti ma anche per  le
  pensioni  e  per  gli  ex assegni vitalizi nei confronti  degli  ex
  deputati,  anche  in  questo caso dirette e di  reversibilità,  noi
  abbiamo  una  spesa complessiva di ben 71 milioni di Euro;  se  noi
  pensiamo  che  da quel compendio iniziale di 134 milioni,  dobbiamo
  togliere  i  71  milioni  di  Euro, ci  rendiamo  conto  di  quanto
  effettivamente sia il costo di quest'Assemblea.
   Ma non è tutto, perché noi agiamo anche in questa prestigiosa sede
  e ci dobbiamo far carico del costo dell'Assemblea,  enorme come per
  i  Consigli regionali delle altre regioni, anche della manutenzione
  di  questo Palazzo e degli altri edifici prestigiosi, di cui  siamo
  proprietari: la Chiesa di S. Elena e Costantino, e del  Palazzo  ex
  Ministeri,  i cui lavori sono ancora in corso e dovranno  essere  a
  lavori ultimati  destinati a emeroteca, a biblioteca prestigiosa, e
  anche a uffici per i Gruppi parlamentari.
   Solo  per  la  ristrutturazione di questo  Palazzo,  quest'anno  è
  prevista  una spesa di euro 9 milioni. Depurando quindi il bilancio
  nostro, da queste voci, come è corretto che sia noi arriviamo a una
  spesa  complessiva per l'Assemblea, di -  stricto jure -   soli  47
  milioni di Euro, soli tra virgolette, evidentemente è una cifra, ma
  è assolutamente in sintonia o in paragone, se addirittura non siamo
  più  virtuosi  di  altri  Consigli  regionali  relativi  a  Regioni
  paragonabili, per popolazione e territorio, alla nostra Isola.
   Ulteriore  novità  che  quest'anno è giusto  illustrare  è  quella
  relativa  all'istituzione dal primo gennaio 2022 di  due  casse  di
  quiescenza: una riservata ai dipendenti e ai propri famigliari, una
  riservata alle pensioni e agli ex vitalizi dei deputati e, anche in
  questo  caso, anche per i coniugi superstiti e quant'altro.  Sempre
  sotto  la  Presidenza dell'Assemblea sono già  stati  previsti  due
  organi di gestione di queste due casse, senza aggravio ulteriore di
  spesa per le nostre casse.
   Ulteriore  possibilità di risparmio è dovuta a un  contenzioso  in
  corso  con  l'Agenzia delle entrate, perché noi riteniamo  -  anche
  secondo gli Uffici in maniera assolutamente, penso, corretta  -  di
  non  essere  tenuti al pagamento dell'Irap sulle pensioni,  proprio
  come  ente  legislativo e in questo caso ci  sarebbe  un  ulteriore
  risparmio di spesa di circa 4 milioni l'anno, che in questo momento
  non  stiamo versando, ma sono evidentemente accantonati perché,  in
  caso  di esito negativo, dovremmo versarli all'Ufficio. Ma  già  il
  direttore  Anselmo,  che ci assiste in questo contenzioso  -  e  di
  questo  lo dobbiamo ringraziare - dalle prime sedute in Commissione
  Tributaria ha tratto argomenti che fanno ben sperare per  un  esito
  favorevole.
   Questo comporterebbe un ulteriore risparmio di circa 4 milioni  di
  Euro   l'anno   per  le  nostre  casse,  per  il  nostro   bilancio
  dell'Assemblea.  Evidentemente, in questo momento sono  accantonati
  nel  Fondo  rischi.  Evidentemente tutto  quello  che  ho  detto  è
  suffragato dai documenti depositati, dal bilancio con gli  allegati
  e dalle relazioni dei vari Uffici.
   Mi  permetto, quindi, di concludere il mio intervento sottoponendo
  questo  bilancio  al  voto  e  alla  valutazione  dei  colleghi   e
  ringraziando  gli  Uffici, a partire dal Segretario  generale,  dal
  direttore del Servizio di Ragioneria, dal dirigente dell'Ufficio di
  questura.  E  permettetemi anche di ricordare  con  gratitudine  il
  dottore   Tomasello,   da  poco  andato  in   pensione,   dirigente
  dell'Ufficio di Questura e di augurare le migliori fortune al nuovo
  dirigente,  la dottoressa Gerardi, che già in questo primo  periodo
  di   attività  si  è  dimostrata,  assolutamente,  all'altezza  del
  compito.
   Infine, ma non per ultimi, voglio ringraziare gli amici e colleghi
  Salvatore Siragusa e Giovanni Bulla, perché credo di poter dire che
  abbiamo  operato in assoluta armonia e sintonia,  al  di  là  delle
  differenze di ciascuno, dal punto di vista politico che,  però,  in
  questa  veste,  non  hanno mai pesato e credo  di  poter  dire  che
  abbiamo assolto serenamente al nostro compito.
   Auguro al prossimo Collegio dei Questori e alla prossima Assemblea
  di continuare in quest'opera.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Assenza. Essendo l'ultimo  anno  in
  cui  noi gestiamo il bilancio dell'Assemblea, permettetemi di  fare
  un  ringraziamento non formale, ma reale, sostanziale,  importante,
  nei  confronti dei nostri colleghi che si sono assunti  l'onore  di
  gestire la Questura e anche i dirigenti, ovviamente.
   I  risparmi  che  sono avvenuti costantemente  sono  nati  da  una
  volontà  politica,  prima  di  tutto  della  Questura,  dei  nostri
  dipendenti, per carità, dell'Assemblea, ma sempre stabilendo quello
  che si doveva fare insieme a loro.
   Abbiamo, mi permetto di dire, segnato -  io non ho voce, purtroppo
  -   un  momento  storico che è questo relativo alle  pensioni,  con
  l'istituzione di questo, chiamiamolo Fondo pensione non so poi come
  sarà  esattamente, come verrà gestito, ma insomma chiamandolo Fondo
  pensione,  noi  finalmente, tiriamo fuori dal bilancio,  anno  dopo
  anno,  di  un costo che da nessun'altra parte d'Italia è  a  carico
  dell'Assemblea stessa.
   Per  cui, finalmente, possiamo dimostrare al mondo intero  -   che
  spesso ci ha criticato -  che i nostri costi non sono 140 ma  sono,
  di  fatto 50, perché questo costo delle pensioni è veramente  molto
  alto.
   Peraltro, se non ho capito male, onorevole Assenza - chiedo scusa,
  colleghi, sono totalmente senza voce vi devo chiedere personalmente
  la cortesia di un attimo di silenzio, realmente non ce la faccio  -
  se non ho capito male, onorevole Assenza, questo tipo di meccanismo
  porterà, comunque, un minore costo dell'Assemblea in futuro, al  di
  là del fatto che esce, formalmente, dal bilancio ma  se la gestione
  del  Fondo pensione sarà una gestione, come dire, pulita, brava che
  saranno   bravi  si  potranno  anche  autoalimentarsi  e,   quindi,
  autofinanziarsi, e quindi il costo reale dell'Assemblea,  e  quindi
  della   Regione,  e  quindi  dell'Erario  del  nostro  Paese   sarà
  sicuramente inferiore.
   Quindi,  veramente, vi ringrazio perché è stato  fatto  un  lavoro
  straordinario  intanto  di  risparmio,  poi  di  ordine,   poi   di
  sistemazione di alcune voci.
   Abbiamo fatto tutto questo, nonostante ingenti spese, sia  per  il
  COVID  sia  per  il miglioramento del nostro Palazzo,  che  oggi  è
  considerato veramente uno dei Palazzi più belli del mondo -  ma  lo
  dico  senza,  come dire non è un mio vanto, lo dico al vanto  della
  Sicilia e dei siciliani - in cui sono aumentati molto i turisti, in
  cui  abbiamo guadagnato anche tanto e abbiamo dato possibilità alla
  Fondazione  di  autogestirsi  su tutta  una  serie  di  operazioni.
  Quindi,  veramente, credo che il ringraziamento  ai  Questori,  sia
  politici  che amministrativi, e a tutti noi debba essere  veramente
  un  ringraziamento che tutta l'Aula vi deve, io per primo a nome di
  tutta l'Aula vi faccio.
   Per cui, se siete pronti, iniziamo la votazione.
   Onorevole Di Mauro, io non ho proprio voce. Me lo può fare  questo
  favore che lo viene a fare lei, perché,
    materialmente, non riesco a parlare.
   Ringrazio, anche, l'onorevole Di Mauro per tutte le volte  che  mi
  ha sostituito in questo compito difficile.
   Gli  lascio  la parola e votiamo, tanto dovrebbe essere  una  cosa
  abbastanza veloce il Bilancio dell'Assemblea.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato  chiesto
  di  parlare,  dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione  il  passaggio all'esame del Documento  contabile  numero
  163. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si   dà   lettura  del   Fondo  pluriennale  vincolato  per  spese
  correnti .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà lettura del  Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
  capitale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del  Fondo di cassa all'1/01/2022 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Titolo 2 -  Trasferimenti correnti .
   Si  dà  lettura  della  Tipologia 101  Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 103  Trasferimenti  correnti  da
  Imprese .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

          (Il Titolo 2 -  Trasferimenti correnti  è approvato)

   Si passa al Titolo 3 -  Entrate extratributarie .
   Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 500  Rimborsi  e  altre  entrate
  correnti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

         (Il Titolo 3 -  Entrate extratributarie  è approvato)

   Si  passa  al  Titolo 9 -  Entrate per conto terzi  e  partite  di
  giro .
   Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di giro
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvata)

     (Il Titolo 9 -  Entrate per conto terzi e partite di giro  è
                              approvato)

   Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
   Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione .
   Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura del Programma 3  Gestione economica,  finanziaria,
  programmazione, provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  dà  lettura  del Programma 5  Gestione dei  beni  demaniali  e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

    (La Missione 1 -  Servizi istituzionali, generali e di gestione
                             è approvata)

   Si passa alla Missione 20 -  Fondi e accantonamenti .
   Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   dà   lettura  del  Programma  2   Fondo  crediti  di   dubbia
  esigibilità .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si dà lettura del Programma 3  Altri fondi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

        (La Missione 20 -  Fondi e accantonamenti  è approvata)

   Si passa alla Missione 99 -  Servizi per conto terzi .
   Si  dà  lettura del Programma 1  Servizi per conto terzi e partite
  di giro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

        (La Missione 99 -  Servizi per conto terzi  è approvata)

   Si passa ai Riepiloghi.
   Si  dà  lettura  del Riepilogo generale Entrate  per  Titoli,  del
  Riepilogo  generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo  generale
  delle  Spese  per  Missioni, del Quadro generale  riassuntivo,  del
  prospetto  degli  Equilibri di Bilancio e  degli  Allegati,  nonché
  degli  allegati  bilanci  della Cassa di  Quiescenza  dei  Deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di quiescenza  del
  personale  dell'Assemblea regionale siciliana, come  approvati  dai
  rispettivi organi, ponendo in votazione l'intero Documento  n.  163
  con gli annessi ed allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Do  il  preavviso  di trenta minuti, ai sensi dell'articolo  127,
  comma   9,  del  Regolamento  interno,  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico,  e  quindi  alle  ore  13.00  ci  sarà  la   votazione
  elettronica.


    Seguito   della  discussione  unificata  dei  disegni  di   legge
   Bilancio  di  previsione della Regione siciliana per  il  triennio
  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge di stabilità regionale  2022/2024.
  (n. 1234)

    PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno,
  Discussione unificata dei disegni di legge  Bilancio di  previsione
  della  Regione siciliana per il triennio 2022/2024.   (n.  1224)  e
   Legge di stabilità regionale 2022/2024.  (n. 1234).
    Invito,   pertanto,   la   II  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
    Ricordo   che  è  stata  fatta  ieri  la  discussione  su   tutto
  l'articolato,  non  so se l'assessore Armao  che  voleva  fare  una
  replica rispetto agli interventi di ieri, oppure andiamo avanti.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. l.
                         Destinazione risorse

   1.  A  seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni normative
  di  modifica  all'articolo 7 del decreto  legislativo  27  dicembre
  2019,  n. 158, determinate dalla Commissione paritetica in data  Il
  febbraio  2022, attualmente all'esame del Consiglio  dei  Ministri,
  che  in esecuzione del punto 8) dell'Accordo siglato il 16 dicembre
  2021  tra  il  Governo statale e la Regione Siciliana prevedono  il
  differimento  della  somma di cui al presente comma  relativa  alle
  quote   ordinarie   di  copertura  del  disavanzo   accertato   con
  l'approvazione del rendiconto 2018 da ripianare nell'esercizio 2022
  al secondo esercizio successivo a quello di conclusione del ripiano
  originariamente  previsto,  le  relative  risorse  pari   ad   euro
  210.944.985,93  sono destinate alla spesa inerente la  restituzione
  allo  Stato delle somme dovute ai sensi dell'articolo 1, comma 516,
  della  Legge  11 dicembre 2016, n. 232 (Missione 1, Programma  4  -
  capitolo 219221).

   2.  Le  risorse derivanti dal minor cofinanziamento regionale  dei
  Programmi  Operativi Regionali Sicilia 2014-2020  a  seguito  della
  riprogrammazione ed utilizzo delle risorse della politica  unitaria
  di  coesione  dell'Unione  europea  e  nazionale  per  i  cicli  di
  programmazione 2014/2020 e precedenti, per una quota pari a  60.000
  migliaia   di   euro,  sono  destinate  alla  spesa   inerente   la
  restituzione allo Stato delle somme dovute ai sensi dell'  articolo
  1,  comma  516, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232  (Missione  1,
  Programma 4 - capitolo 219221).

   3.  A  seguito  della  determinazione della somma  da  versare  in
  entrata del bilancio dello Stato ai sensi del comma 823 della Legge
  30  dicembre  2020,  n. 178, le risorse che si rendono  disponibili
  della  quota  vincolata del risultato presunto  di  amministrazione
  inerenti le somme trasferite alla Regione per la perdita di gettito
  connesso  agli effetti negativi derivanti dall'emergenza  COVID-19,
  di cui all'articolo 111, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020,
  n.  34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio  2020,
  n.  77, sono destinate per quota parte alle seguenti spese per  gli
  importi a fianco indicati:

   a)   Restituzione   allo  Stato  delle  somme  dovute   ai   sensi
  dell'articolo 1, comma 516, della Legge 11 dicembre  2016,  n.  232
  (Missione 1, Programma 4 -capitolo 219221), euro 14.055.014,07;

   b)  Rimborsi allo Stato di quote del maggiore gettito della  tassa
  automobilistica  ai sensi dell'articolo 1, comma 235  e  322  della
  legge  27  dicembre 2006, n. 296 (Missione 1, Programma 4 -capitolo
  217308), euro 22.000.000,00;

   c)   Restituzioni  e  rimborsi  di  imposte  dirette  e   relative
  addizionali  (Missione  1,  Programma  4  capitolo  219202),   euro
  4.311.079,02.
   4.  Il  Ragioniere generale è autorizzato ad apportare al bilancio
  della  Regione,  previa f deliberazione della Giunta  regionale,  a
  seguito   del  parere  della  Commissione  Bilancio  dell'Assemblea
  regionale siciliana, le variazioni discendenti dall'attuazione  del
  presente articolo.

   5.  La  Giunta regionale, previo parere della Commissione Bilancio
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  nel  prendere   atto   della
  determinazione degli importi di cui ai commi l e 2 nel caso in  cui
  le  relative risorse risultino inferiori all'ammontare  di  cui  al
  medesimo  comma  1, individua la destinazione del ripristino  delle
  relative autorizzazioni di spesa.»

   Stiamo distribuendo gli emendamenti.
   Ricordo  ai  colleghi che alle 13.00 si voterà per  l'approvazione
  del bilancio della Regione, il preavviso di votazione.
   Presidente  Savona,  possiamo iniziare? Avete tutti  il  fascicolo
  degli emendamenti?
   Si  passa  all'emendamento 1.2, a firma  del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il parere favorevole del Governo,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1, a firma  del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Col  parere  favorevole  del  Governo,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  alla  votazione  dell'articolo  1  così  come  è  stato
  emendato.
   Con  il  parere  favorevole della Commissione e  del  Governo,  lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                   Stato di previsione dell'entrata

   1.  In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n.118,
  e  successive modifiche ed integrazioni, l'ammontare delle  entrate
  che si prevede di accertare, riscuotere e versare nelle casse della
  Regione  per gli esercizi finanziari 2022, 2023 e 2024 in forza  di
  leggi,  decreti,  regolamenti  e  di  ogni  altro  titolo,  risulta
  dall'annesso stato di previsione dell'entrata (allegato 2).»

                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Chiedo di sospendere la seduta per cinque minuti perché  da
  una  prima analisi mancano alcuni degli emendamenti presentati  dal
  mio  Gruppo  parlamentare; quindi, ho bisogno di  procedere  a  una
  verifica.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mi dicono gli Uffici - perché mi  sono
  insediato ora - che trattasi di emendamenti che sono a cavallo  tra
  bilancio  e  finanziaria e quindi potranno essere riproposti  nella
  finanziaria. In questa fase sono stati dichiarati inammissibili.

   LUPO.  Fino  a questo momento non è stato dichiarato inammissibile
  nulla,  tanto che sto chiedendo come mai non sono stati fascicolati
  e distribuiti.

   PRESIDENTE. Ma non sono stati fascicolati perchè

   LUPO.  E  io  ho  bisogno  di  procedere  ad  una  verifica  degli
  emendamenti   mancanti.   Posso?  Oppure   non   possiamo   neanche
  verificare  Le chiedo, quindi, di sospendere la seduta.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta sospesa alle ore 12.34, è ripresa alle ore 12.42)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, c'è una  richiesta  del  Partito
  Democratico di sospendere la seduta per un'ora. Pertanto, la seduta
  è sospesa e riprenderà alle ore 13.45.

     (La seduta sospesa alle ore 12.43, è ripresa alle ore 14.00)

   La seduta è ripresa.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, continuo  a  rimanere  nelle  mie
  condizioni  di voce, pertanto vi chiedo di non gridare,  altrimenti
  non riesco materialmente a parlare.
   Non  avevamo avvertito, nella prima parte, che il processo verbale
  della  seduta  precedente  è posto a disposizione  degli  onorevoli
  deputati   che  intendano  prenderne  visione  e  sarà  considerato
  approvato  in  assenza di osservazioni in contrario nella  presente
  seduta.

    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, abbiamo chiesto di sospendere i lavori  -
  e ringraziamo la Presidenza per avere accettato la nostra richiesta
  -  per  potere meglio approfondire alcuni emendamenti  che  abbiamo
  presentato  e  che  in  parte  abbiamo  riconsiderato,  ritirandone
  alcuni,  mantenendone altri, per le ragioni che di seguito cercherò
  brevemente di esporre.
   Intanto  perché  proponevamo alcuni tagli  di  spesa  con  diversi
  emendamenti di riduzione sui capitoli di spesa?
   Perché   riteniamo  che  il  bilancio  presenti  tagli  iniqui   e
  indiscriminati  ad alcuni capitoli, per esempio, il  Fondo  per  la
  disabilità, che passa dai 164 milioni di euro previsti per il 2021,
  a 68 milioni di euro, quindi con una decurtazione di ben 96 milioni
  di euro.
   Ad  esempio  il  rimborso  ai comuni  per  le  spese  relative  al
  ricovero  dei minori disposto dall'autorità giudiziaria, fondo  che
  viene ridotto al capitolo 183337, da 16 milioni e trecentomila euro
  a  2  milioni  e  410  mila euro, un taglio che si  scaricherà  sui
  bilanci  dei  comuni  che,  ovviamente, non  potranno  ottenere  il
  rimborso  per  le  spese relative al ricovero dei  minori  disposto
  dall'autorità.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, la interrompo un attimo. Chiamate  per
  favore  il  Governo? Altrimenti quello che sta dicendo  l'onorevole
  Lupo a chi lo dice?
   Fermiamoci  un attimo in modo che dopo possano rispondere  se  no,
  non si capisce chi possa rispondere.

   LUPO.  Rischiamo perfino di abituarci all'assenza del  Governo,  e
  lei ha ragione. Sospendiamo qualche minuto.

   PRESIDENTE.  Non  facciamo polemiche inutili, sta  arrivando,  era
  già prima qua, arriverà ora.
   Qualcuno  può chiamare gli Assessori Armao, Cordaro per sapere  se
  possono venire in Aula? Altrimenti non possiamo riprendere.
   Onorevole Lupo, può continuare.
   Assessore  Armao,  l'onorevole  Lupo  sta  facendo  una  serie  di
  elencazioni  che  riguardano dei capitoli, di  cui  lei  certamente
  prenderà atto per potere poi capire che tipo di risposta dare.
   Onorevole  Lupo, se non è lungo riprendere dall'inizio  di  quanto
  aveva detto, così l'Assessore ne è al corrente.

   LUPO.    Certamente,   abbiamo   presentato   alcuni   emendamenti
  finalizzati a recuperare alcune risorse, laddove riteniamo  che  la
  previsione di spesa sia eccedente rispetto ai reali bisogni,  altri
  purtroppo  li  abbiamo dovuti ritirare perché erano a  cavallo  fra
  bilancio e finanziaria.
   Volevo  mettere  in  risalto alcune criticità che,  ad  oggi,  non
  trovano  risposta  da  parte  del  Governo,  e  che  riguardano  la
  riduzione  del  Fondo per la disabilità di circa  100  milioni,  al
  capitolo  183808,  la  riduzione di circa 14  milioni  di  euro  al
  capitolo  183337, che riguarda il rimborso ai comuni per  le  spese
  relative   al   ricovero   dei   minori,   disposto   dall'Autorità
  giudiziaria,  costi  in più che si scaricheranno  sui  bilanci  dei
  comuni, un azzeramento del capitolo 183717.
   Chiedo  al  Governo conferma che riguarda il fondo di  solidarietà
  per  le  vittime  di richieste estorsive, mi sembra particolarmente
  grave  come  atto. Oggi ricordiamo l'uccisione di Pio  La  Torre  e
  Rosario  Di  Salvo, lo abbiamo commemorato, penso che proprio  oggi
  l'Aula  debba dare una risposta forte nella lotta alla  criminalità
  organizzata,  e  siamo qui a discutere invece di  un  bilancio  che
  addirittura prevede l'azzeramento di un capitolo che è il fondo  di
  solidarietà  per  le  vittime  delle  richieste  estorsive,  non  è
  assolutamente accettabile.
   Quindi  chiedo una verifica al Governo, anche per sapere se quanto
  meno  si  impegna  a  rimpinguare il  capitolo  in  sede  di  legge
  finanziaria.  Una  riduzione sempre del capitolo  che  riguarda  la
  lotta  al  racket, 183718, di oltre il 41 per cento, una riduzione,
  un  dimezzamento  del  capitolo 183355  che  riguarda  l'assistenza
  igienico-personale  degli  alunni  disabili  e  l'assistenza   alla
  comunicazione.
   Quest'Aula,  come  alcuni  colleghi,  colleghe,  ben   sanno,   ha
  dibattuto  con  forza fra fine anno e inizio anno sull'esigenza  di
  stanziare  3  milioni di euro in più da destinare  ai  comuni,  per
  consentire ai ragazzi disabili di potere iniziare la scuola fin dal
  primo giorno dell'anno scolastico, esattamente come tutti gli altri
  bambini   e   come  tutti  gli  altri  ragazzi  e,  a   fronte   di
  quell'impegno,  oggi  ci  ritroviamo  invece  il  dimezzamento  del
  capitolo  da  31 milioni a 15 milioni e mezzo. Cosa significa?  Che
  andiamo  a ledere il diritto allo studio di questi bambini,  io  lo
  trovo assolutamente inaccettabile.
   Il  capitolo  182519,  che  riguarda il  ricovero  degli  ammalati
  psichiatrici  in  comunità alloggio, subisce una  riduzione  di  10
  milioni,  da  15  milioni  a 5 milioni.  Anche  queste  sono  spese
  obbligatorie  rispetto alle quali i comuni dovranno  fra  fronte  a
  carico   dei   propri  bilanci,  ci  saranno   altri   comuni   che
  evidentemente andranno in dissesto.
   Di  contro, ci sono alcuni incrementi di spese rispetto alle quali
  francamente  non  riusciamo a comprenderne  la  ragione.  Anche  su
  questi,  invito  il  Governo a dare una risposta.  Ad  esempio  sul
  capitolo 102001, peraltro è definito spese obbligatorie, quindi non
  ho  proposto  l'emendamento di riduzione  perché  probabilmente  il
  Presidente   lo  avrebbe  dichiarato  inammissibile,  il   capitolo
  riguarda  indennità di carica al Presidente della  Regione  e  agli
  Assessori.  Ora,  siccome  non  mi risulta  che  ci  sia  stato  un
  incremento  delle indennità di carica né per il Presidente  né  per
  gli  Assessori,  siccome  per  il 2021  la  spesa  credo  fosse  di
  1.129.000, non capisco perché nel 2022 cresce a 1.531.000.  Se  c'è
  una ragione vorrei sapere qual è.
   Ci  sono  poi  alcuni incrementi di spesa considerevoli  su  altri
  capitoli,  e  qui passo a quattro emendamenti che ho,  che  abbiamo
  formalizzato come gruppo del Partito democratico, alcune spese  che
  riguardano  la  pubblicizzazione e la  pubblicazione  di  argomenti
  riguardanti   la   Regione  siciliana.  Sul  capitolo   100317   ho
  formalizzato l'emendamento con una previsione di spesa per il  2022
  di  300  mila euro, ma non sappiamo bene a cosa si riferisca questa
  previsione di spesa, un incremento da 363 mila euro del 2021 a  834
  mila  euro  per  il  2022, quindi oltre un raddoppio  del  capitolo
  132304  che riguarda fornitura di servizi in genere. Ecco,  diciamo
  se  per il 2021 i servizi sono costati in genere 363 mila euro  sul
  capitolo 132304, considerato peraltro che siamo a fine Legislatura,
  non  si  capisce per quale ragione questo capitolo possa subire  un
  raddoppio della spesa prevista.
   E  poi  c'è  la  spesa  relativa al  viene  definito  direi  anche
  pomposamente,   Parco  adiacente palazzo adibito  alla  sede  della
  Presidenza',  è  un  piccolo prato con delle fontanelle,  tutti  lo
  conosciamo,  per  altro, a mio avviso, di dubbio gusto,  ma  queste
  sono opinioni personali, le mie evidentemente sono diverse rispetto
  a quelle del Presidente della Regione, perché al capitolo 132314 la
  spesa  del  2021  per  questo  praterello,  giardinetto  ecco,  per
  semplicità  lo  definisco  così, con le fontanelle,  è  costato  di
  manutenzione circa 20 mila euro, anzi esattamente 20 mila  euro  da
  quello che leggiamo dal bilancio, mentre per il 2022 costerebbe, in
  previsione di spesa, 120 mila euro.
   Io  non  so  cosa  si  prevede di fare  in  quel  prato,  troverei
  inopportuno  fare funzionare le fontanelle con acqua minerale,  per
  arrivare  a  spendere 120 mila euro, cioè 10  mila  euro  al  mese,
  quindi  chiediamo  di mantenere la previsione  di  spesa  del  2021
  riducendo il capitolo di 100 mila euro.
   E  un  ulteriore  capitolo che subisce un forte  incremento  è  il
  capitolo  532005,  che riguarda  Spese per lavori  di  manutenzione
  della  sede  di  Palazzo d'Orléans'. Le spese di  manutenzione  per
  l'anno passato sono state 670 mila euro, per il 2022 si prevede una
  spesa  di  1.820.000,00 euro. Anche qua non si  capisce  da  alcuna
  relazione  di  accompagnamento  il perché  questo  capitolo  viene,
  praticamente, quasi triplicato.
   Queste   le   ragioni  per  le  quali  abbiamo   proposto   alcuni
  emendamenti, ma aspettiamo anche di sapere dal Governo  le  ragioni
  per  le  quali ha previsto una forte riduzione di spesa su capitoli
  particolarmente  sensibili per la loro finalità come,  appunto,  il
  fondo  per la disabilità, le spese relative al ricovero dei  minori
  disposto dall'Autorità giudiziaria, il fondo di solidarietà per  le
  vittime  di richieste estorsive, l'assistenza per igiene  personale
  degli  alunni  disabili  e  ricoveri  in  comunità  alloggio  degli
  ammalati psichiatrici.

   PRESIDENTE. Mi hanno chiesto alcuni di parlare, voglio capire se è
  sull'articolo 2 però.

   FOTI. Sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, voglio capire gli altri che mi
  hanno  chiesto, sull'articolo 2? Perché se no intervenite man  mano
  che ci sono i motivi dell'intervento. Ora siamo all'articolo 2,  se
  dovete intervenire sull'articolo 2


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli De Luca, Zafarana e Di Caro.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Prima  di  lei l'aveva chiesto  l'onorevole  Laccoto.
  Sempre  sull'articolo 2 o rinviamo al momento in cui  trattiamo  la
  materia?  Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto,  voglio
  capire  se  era  sull'articolo 2. Dategli un attimo la  parola.  Mi
  risponda così, onorevole Laccoto, mi dica.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Laccoto)

   PRESIDENTE. Sull'articolo 2? E allora diamo un attimo la parola  a
  lui,  un  attimo  solo  che finiamo l'articolo  2.  Se  lei  ha  un
  intervento  da  fare  che riguarda l'ordine dei  lavori  allora  lo
  faccia, se no finiamo l'articolo 2.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti. Prego.

   FOTI.  Signor Presidente io intervengo sull'ordine dei lavori.  Le
  chiedo di concentrare il momento del voto in un unico momento e con
  un congruo avviso. Discutete gli articoli e si votano, perché?
   Parlo a nome della collega Elena Pagana che è nel retro dell'Aula,
  la  stanza  non  è  stata  dotata di una  cassa  anche  per  potere
  ascoltare,  quindi  a meno che non segua in differita  dal  proprio
  cellulare  il  dibattito, ha uno sfalsamento di tempi  rispetto  al
  momento  di  votazione,  in quanto si trova  con  il  suo  bambino.
  Quindi,  sta  vivendo un po' la mia esperienza  di  dieci  anni  fa
  quando avevo mio figlio in quest'Aula.
   C'eravamo   raccomandati,  in  qualche  modo,  di  combinare   una
  situazione  un pochino più, diciamo, una mediazione con una  cassa,
  uno  schermo,  insomma, però in tempo reale,  una  trasmissione  in
  tempo reale del dibattito.
   Ringrazio chi ci ha concesso di aprire la porta, perché  la  porta
  non  si poteva aprire, quindi dovevamo girare da fuori. Le propongo
  quindi  che faccia la votazione alla fine, si mettono da parte  gli
  emendamenti,  poi  due  minuti  prima  si  dice:  "si   vota",   ci
  arrangiamo, la collega parlamentare può votare.
   Questo  capisco che è un Parlamento pensato, concepito, ragionato,
  intorno ad altre esigenze che sono quelle maschili, legittime, e ci
  sono  anche  quelle di altre persone, e purtroppo sono costretta  a
  dovere riportare all'interno di questa cosa, quando invece dovrebbe
  essere  un  onore  di  tutti  potere, come  dire,  agevolare  certe
  situazioni. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie a lei. Soltanto per chiarire che ci  era  stato
  chiesto  di organizzare un posto dove poter allattare, ed  è  stato
  regolarmente organizzato dopodiché, se ci sarà una votazione  e  se
  ci  sarà  una  votazione qualificata, lo faremo sapere,  lo  diremo
  prima. Che questa sia un'Aula organizzata per i maschi, la prego di
  evitare di dirlo perché non è così.


    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Presidente, onorevoli colleghi, io avevo presentato degli
  emendamenti, ma uno in particolare, se l'assessore mi vuole seguire
  se  è  possibile,  io credo che sia un problema pregiudiziale  alla
  manovra  finanziaria, perché capisco tutti gli  accantonamenti,  ma
  c'è  un problema, Presidente, se è possibile segua perché questo  è
  un problema molto importante per tutti i Comuni.
   Noi  abbiamo una tabella, la tabella 2, che toglie e accantona  97
  milioni  e rotti per i Comuni, e vedete rispetto a tutte  le  altre
  spese  c'è  un problema. I Comuni non possono fare il  bilancio  in
  differita...

   PRESIDENTE.   Le   chiedo  scusa,  di  questo  ne   parleremo   in
  finanziaria.

   LACCOTO. No, ma questo era nella tabella pure riguardante le somme
  per  l'entrata  e l'uscita, se noi, è pregiudiziale al  bilancio  e
  alla finanziaria, mi perdoni Presidente.

   PRESIDENTE. Allora onorevole Laccoto, l'accantonamento avviene  in
  finanziaria,  per  cui  ne  parleremo in finanziaria.  Oggi  stiamo
  approvando il bilancio, non la finanziaria.

   LACCOTO. Giusto. Ma in bilancio vengono appostate queste somme che
  sono appostate rispetto a quelle che dovevano essere, praticamente,
  col 42% in meno.
   Ora,   il  mio  concetto  è  pregiudiziale,  nel  senso  che   gli
  accantonamenti  si  possono fare per qualsiasi altra  spesa,  ma  i
  Comuni, quando devono fare i bilanci, i revisori dei conti, se  non
  hanno  la  certezza delle entrate, praticamente qui vanno  tutti  i
  Comuni  in  dissesto,  è  un problema che pregiudizialmente  voglio
  porre  all'assessore, che si confronti anche con  l'assessore  agli
  enti locali, c'è un problema molto serio. Basta.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Allora, se non  ci  sono  altri  interventi,
  assessore   Armao,   per   rispondere  sia   a   questa   obiezione
  dell'onorevole Laccoto, anche se credo che non sia necessaria, però
  anche  per  quello invece che diceva l'onorevole Lupo, in  modo  da
  capire  se  devono  essere  messi in votazione,  se  lei  può  dare
  motivazioni per ritirarli, o seppure bisogna andare avanti. Prego.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Grazie,  Presidente.  Io  credo che sia necessario  un  momento  di
  riflessione  sul  rapporto che c'è tra legge di  bilancio  e  legge
  finanziaria.
   Noi in questo momento stiamo facendo un'assegnazione di risorse  a
  legislazione  invariata,  è chiaro che  abbiamo  davanti  la  legge
  finanziaria nella quale occorrerà rimpinguare e reintegrare  alcuni
  capitoli.  C'è il tema, di cui abbiamo discusso a lungo  ieri,  dei
  blocchi  della spesa, ma sono blocchi di spesa, come abbiamo  fatto
  gli altri anni, e non è mai avvenuto che un blocco di spesa non  si
  sia trasformato in una erogazione puntuale delle somme.
   Quindi  intanto  se  ogni  anno facciamo  questa  discussione  sui
  blocchi  e  ogni anno vediamo che poi i blocchi vengono  sbloccati.
  Quindi  sarebbe  il quinto anno di cui discutiamo  di  blocchi  poi
  sbloccati.  Ripeto, per quanto riguarda, l'unica  cosa  che,  e  ho
  rassicurato  questa  mattina il Presidente dell'Anci,  come  è  mio
  dovere  rassicurare  ovviamente  i  parlamentari  tutti  che  hanno
  espresso   queste  perplessità  e  queste  preoccupazioni,   vorrei
  sottolineare che, intanto dopo una lunga riunione con i miei Uffici
  abbiamo rinvenuto ulteriori 200 milioni in entrata per il 23  e  il
  24,   che   allocheremo  per  lasciare  il  più  possibile  risorse
  inalterate  per  comuni, teatri e disabili  che  sono,  soprattutto
  comuni  e teatri hanno l'esigenza di programmazione pluriennale,  e
  per  questo ripristineremo la triennalità che è stata una conquista
  del  Parlamento, oltre che su proposta del Governo,  e  che  è  una
  conquista  che  questa  Regione  deve  mantenere  come  un   tratto
  qualificante  che  riconosce la necessità degli  enti  teatrali  di
  avere una programmazione che non può essere di stretto respiro,  ma
  che  deve  essere una programmazione che consente di dispiegare  le
  stagioni liriche, o le ragioni concertistiche nel tempo.
   Mentre i comuni devono fare dei bilanci pluriennali che tutti  noi
  conosciamo al netto di alcune difficoltà, di alcuni comuni che sono
  in  una  situazione  di grave disequilibrio, e che  auspichiamo  si
  possa recuperare nel più breve tempo possibile. La Regione ha  dato
  tutto  il  supporto necessario, sia per rafforzare le entrate,  sia
  per svolgere gli interventi necessari a rinvenire un equilibrio  di
  bilancio,  perché è evidente che ogni disequilibrio delle autonomie
  locali  rischia  di  ribaltarsi su quello della Regione,  e  quindi
  determinerebbe  effetti di squilibrio. Quindi 200  milioni  per  il
  prossimo anno e 200 milioni per il 2024.
   Ho  appena firmato l'emendamento, e quindi sono risorse aggiuntive
  per  il  bilancio  triennale.  Il resto,  per  quanto  concerne  le
  questioni  inerenti i disabili, vorrei precisare che l'assegnazione
  non  viene mutata per quest'anno anzi, grazie a un emendamento  che
  ho  appena firmato, l'assegnazione per quest'anno è uguale a quella
  dell'anno  scorso,  c'è ovviamente una parte del  blocco  che  però
  riguarda gli ultimi mesi dell'anno e che, definite le questioni che
  abbiamo  aperto  con il Governo nazionale, sarà  sbloccato  come  è
  avvenuto negli altri anni.
   Ovviamente,  se  l'Assemblea dice che su questo,  solo  su  questo
  capitolo  non  facciamo  alcun  blocco,  dobbiamo  spostare   massa
  finanziaria  di  analogo  importo su  altri  blocchi.  Noi  abbiamo
  cercato  di portare i blocchi più possibile fuori dalla spesa  viva
  tenendoli  nei  rapporti con lo Stato, nei rapporti  finanziari  di
  dare-avere  tra Stato e Regione, e certamente questa operazione  la
  possiamo fare non fino ad azzerare altri capitoli.
   Ovviamente  il  Governo è disponibile a ragionare  con  l'Aula  su
  tutte le forme che si possono ritenere opportune, ma l'importante è
  che  lo  stanziamento di quest'anno non venga ridotto, e  pertanto,
  siccome  c'erano 2 milioni in meno, ho già presentato l'emendamento
  di integrazione fino alla concorrenza. Per quanto riguarda le altre
  voci, ovviamente stiamo parlando di voci di bilancio, non ancora di
  finanziaria,  dobbiamo  vedere  quali  saranno  le  risultanze   in
  finanziaria.  Andare a fare operazioni oggi, fermo restando  che  è
  intendimento  del  Governo  che  ha  partecipato  oggi  con  grande
  attenzione e rispetto alla commemorazione dell'onorevole La  Torre,
  è  intendimento del Governo certamente non azzerare spese di cui  è
  assolutamente  convinto  della  necessità  e  della  bontà.  Quindi
  dovremmo,  con  le  risorse che ci sono  in  sede  di  finanziaria,
  ripristinare alcuni stanziamenti.
   Quindi  a  mio  avviso, Presidente, il Governo si fa carico  delle
  esigenze  che  sono  state  rappresentate  e  in  taluni  casi  non
  corrispondono,  mi  dice  il ragioniere  generale  alla  Ragioneria
  generale,  rispetto ad alcune imputazioni di bilancio,  ma  dovremo
  farlo con calma.
   Io   direi   oggi  proseguiamo  nella  disamina  del  bilancio   a
  legislazione  invariata,  e prima degli  stanziamenti  che  possono
  essere  utilizzati  per  la  finanziaria,  durante  l'esame   della
  finanziaria, apporteremo le integrazioni che saranno necessarie,  e
  ovviamente  quelle  che saranno compatibili con  gli  equilibri  di
  bilancio.

   PRESIDENTE.  È  ovvio  che  voglio che  si  va  avanti,  questo  a
  prescindere  dall'incontro.  Voglio  capire  dall'onorevole   Lupo,
  onorevole Cracolici, prego.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi.    Scusi
  Presidente,  forse  non è stato chiaro il mio collega.  Il  collega
  Lupo  ha  illustrato 4 degli emendamenti che abbiamo  mantenuto  in
  questa  fase  relativa a capitoli di bilancio,  e  quindi  parliamo
  della  legge  di  bilancio, per i quali riteniamo  che  vi  sia  un
  eccesso  di  fondi  previsti per quei capitoli, che  intendiamo  in
  qualche  modo,  così aumentare, per i risparmi  relativi  a  questi
  capitoli, le somme a disposizione della finanziaria, che tratteremo
  non  appena  discuteremo  della finanziaria,  anche  gli  eventuali
  impieghi.
   Per  quanto riguarda le questioni che ha detto, in particolare sui
  disabili,  ora  ha  parlato  di  un  emendamento  di  due   milioni
  aggiuntivi,  credo  relativamente alla  finanziaria,  però  siccome
  stiamo  parlando della legge di bilancio, nella legge  di  bilancio
  non  ci sono questi due milioni, perché nella legge di bilancio  ci
  sono circa 96 milioni in meno, rispetto allo stanziamento dell'anno
  scorso.
   Quindi,  se  capisco  bene, l'assessore sta  dicendo  che  con  la
  finanziaria si ripristina l'intero finanziamento del 2021, salva la
  cosiddetta clausola di congelamento; però intendiamo affrontare  in
  questo  momento il tema degli emendamenti relativi a dei tagli  che
  noi  proponiamo  su alcuni capitoli che consideriamo eccessivamente
  stimati, dal punto di vista della legge di bilancio.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Armao, risponda.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Due precisazioni, lo stanziamento di 162 milioni è uno stanziamento
  assolutamente veritiero e integrale. Il blocco della spesa  è  solo
  di  tipo finanziario, ma lo stanziamento che abbiamo fatto  con  il
  blocco  di  spesa,  ripeto,  condizionato  alla  definizione  delle
  coperture delle minori rientrate, che è un fatto dovuto,  da  parte
  dello Stato.
   Non  è  una gentile cortesia o un fatto improbabile ed è un  fatto
  per il quale lo Stato ha già stanziato 780 milioni, quindi non sono
  neanche risorse da determinare, da concordare, fermo restando che è
  quella  del  plafond  massimo entro il quale  Stato  e  Regione  si
  dovranno   accordare,   ma  si  dovranno  accordare   altresì   sul
  riconoscimento  dei  famosi  600  milioni  di  retrocessioni  delle
  accise,  che  ho  illustrato nella scorsa  seduta,  quali  erano  i
  dettagli,  600 milioni che sono stati già rivenuti di  degenza   da
  parte  dello Stato nei confronti della Regione, da tutti  i  tavoli
  tecnici  che  finora  si sono occupati della questione,  quindi  lo
  stanziamento  al  lordo del blocco, passa da 162 a  164,  e  quindi
  recupera  in  finanziaria l'intero stanziamento dello scorso  anno.
  Continuare a dire che lo stanziamento è di 90 milioni, scusate  non
  è  una  verità  contabile, perché lo stanziamento è lo stanziamento
  compreso il blocco.
   Blocco  che  non vuol dire somme inesistenti, sono  somme  per  le
  quali, se vengono inserite in bilancio ma bloccate, non è che  sono
  somme  inesistenti.  Per il resto la ridondanza degli  stanziamenti
  che  viene  prospettata in ordine a questi  4  capitoli,  che  sono
  emendamenti  all'articolo 3, a noi Presidente non  risulta,  perché
  questi  stanziamenti  non  vengono fatti  dall'assessorato  per  il
  Bilancio    per   tutto   il   bilancio,   ma   provengono    dalle
  amministrazioni,  che  esprimono  le  loro  esigenze   e   i   loro
  fabbisogni,  con  la conseguenza che questo è un fabbisogno  che  è
  stato  espresso  dagli  Uffici,  dalla struttura  della  Presidenza
  della  Regione e dalla Segreteria generale della Regione  -  perché
  questi vengono fuori dalla Segreteria generale della Regione  -  e,
  quindi, non sono attestazioni o imputazioni frutto di fantasia o di
  assegnazioni standard od orientative.
   Quindi, io sarei dell'idea di chiedere al Partito Democratico, che
  ha  presentato  questi quattro emendamenti, proprio perché  non  si
  possono neanche destinare direttamente ad una finalità, ma vanno in
  un calderone, che già stiamo rimpinguando per il 2023 e il 2024,  e
  in  cui  speriamo - ho una riunione adesso per cercare  di  trovare
  nuove   possibili  risorse  -  di  mettere  ulteriori   risorse   a
  disposizione  dell'Assemblea, per poter effettuare i rimpinguamenti
  che saranno necessari.
   Io   sarei  dell'idea,  che  propongo  come  Governo  al  PD,   di
  raccogliere le esigenze che sono state espresse come integrazione e
  chiedere di ritirare l'emendamento perché, ripeto, sono oggetto  di
  prospettazione da parte della Segreteria generale della  Presidenza
  della Regione che individua questi come stanziamenti necessari.

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, ripeto quella  domanda  che  le
  avevo detto prima. Riguarda questo o lo facciamo dopo?

   DIPASQUALE. Cosa?

   PRESIDENTE.   Riguarda  questo  problema  o  ne   parliamo   dopo?
  Benissimo, se riguarda questa cosa di cui stiamo discutendo, prego.

   DIPASQUALE.  Riguarda  anche la richiesta che  l'Assessore  fa  al
  Partito  Democratico,  quella  di  ritirare  gli  emendamenti.   La
  risposta è no. No.
   La  risposta  è  no,  assessore, perché noi riteniamo  che  quelle
  somme,  così  com'è stato evidenziato dal Capogruppo Lupo,  già  il
  fatto  che  ci siano per noi è vergognoso, perché abbiamo  un'altra
  idea di impostazione rispetto allo strumento finanziario.
   Riteniamo  che  dei  soldi  per il  Palazzo  e  per  tutti  questi
  interventi se ne possa fare a meno. Anche perché poi, lei sì ci  da
  rassicurazioni  su  alcune  deficienze  dal  punto  di  vista   dei
  capitoli,  come  quello  per i disabili, che  ritornerà  ad  essere
  rimpinguato,  però  -  mi  creda  Assessore,  colleghi,  Presidente
  dell'Assemblea, oggi noi ci troviamo un bilancio che prevede, da un
  capitolo che era previsto per i disabili di 164 milioni di  euro  e
  passa, noi oggi ce lo troviamo a circa 70 milioni di euro.
   No,  oggi, è questo; la prego, Assessore, non mi può rigirare  la
  carta.  La matematica non è un'opinione. I numeri cantano.  Oggi  è
  questo  Oggi chi vota la finanziaria vota questo articolo. Poi  lei
  ci  rassicura, ci dice che noi arriveremo al punto di  trovare  una
  soluzione,  che rimpingueremo quel capitolo, garantendo  lo  stesso
  ammontare. E noi quando lo vedremo scritto e quando vedremo che  ci
  sarà  di  nuovo  un rimpinguamento e che al capitolo relativo  alla
  disabilità  ci  saranno  di  nuovo  160  milioni  di  euro,  saremo
  felicissimi. Noi saremo felicissimi. Saremo i primi a dirle   però,
  purtroppo,  questo momento per i disabili non c'è. Fra un'ora,  fra
  mezz'ora, fra tre quarti d'ora, quando lei ci metterà in condizione
  di  vedere scritto al posto di 70 milioni di euro, 150, 160 milioni
  di euro, noi staremo tranquilli e sereni.
   Dopodiché, l'emendamento, come ha detto bene il collega Lupo, come
  ha  ripreso  il  collega Cracolici - ma questa è una  posizione  di
  tutto  il Partito Democratico -  noi vogliamo che vengano messi  in
  votazione,  perché  riteniamo intanto che quei soldi  lì,  non  che
  vadano  tolti,  non dovevano neanche esserci. Ritornano  in  questo
  calderone  generale,  come  lo  chiama  l'Assessore,  perché  tanto
  bisogni   di  risorse  da  utilizzare  per  rimpinguare   capitoli,
  finanziaria  o  interventi ne abbiamo a non  finire.  Cerchiamo  di
  eliminare tutto quello che non è essenziale, che non è obbligatorio
  e  lo  facciamo sin da subito nel bilancio. Non dobbiamo  aspettare
  nessun  altro strumento. Quindi, manteniamo la posizione e  andiamo
  avanti.

   CRACOLICI. Posso fare una precisazione?

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prego.

   CRACOLICI.  La  precisazione è relativa  a  quello  che  ha  detto
  l'assessore  Armao. Noi abbiamo presentato solo quattro emendamenti
  al  bilancio,  non  perché non sappiamo, abbiamo  qualche  anno  di
  Parlamento per sapere che il bilancio, soprattutto il bilancio,  si
  compone  di  richieste delle singole amministrazioni,  tant'è  che,
  normalmente, è una procedura abbastanza semplice quella  dell'esame
  del  bilancio, cioè dei singoli capitoli. La questione  è  un'altra
  però.   Ci   sono  questi  capitoli,  almeno  questi  noi   abbiamo
  individuato, per i quali rispetto alla spesa dell'anno scorso -  il
  collega  ha  fatto l'esempio simbolico del famoso  giardinetto'  di
  Palazzo   d'Orleans   che   passa  da   ventiquattromila   euro   a
  centoventicinquemila euro. La domanda è: poiché il giardinetto  c'è
  e non credo che si debba ampliare -  se non vogliamo metterci altre
  palle, diciamo lì ci sono un po' di palle di marmo, di gesso non so
  di che materiale sono - poiché non capiamo perché c'è un aumento di
  oltre   il  cinquecento  per  cento  del  capitolo  relativo   alla
  manutenzione del giardinetto, e questo vale anche per altri quattro
  capitoli  -  uno  riguarda una spesa che passa da  quattrocentomila
  euro ad ottocentomila euro.
     Ora siccome, assessore, noi tutti sappiamo che all'interno delle
  singole  rubriche,  quando i capitoli sono sovrastimati,  basta  un
  atto  di  Giunta per fare gli storni in capitoli all'interno  della
  stessa  amministrazione. Quindi, magari, noi formalmente prevediamo
  una spesa per una tipologia di spesa, poi, siccome qualche anno  di
  amministrazione  lo abbiamo fatto tutti, sappiamo come  in  qualche
  modo si opera.
   Allora, siccome per trasparenza in un bilancio che lei dice  è  un
  bilancio  difficile, per i tagli, le cose  tutto quello che  vuole,
  ma  non  si  può  almeno  non far capire  il  perché  alcune  spese
  aumentano, alcune di esse, addirittura, del 500 per cento,  quindi,
  noi  su  quei  quattro  capitoli, cinque non so  quanti  sono,  non
  ritiriamo  l'emendamento. Affronteremo con  la  legge  finanziaria,
  invece, il tema dei capitoli, soprattutto, per quelle tipologie  di
  spesa  che  ha  citato l'onorevole Lupo - l'igiene dei  bambini,  i
  minori  -  che affronteremo con la finanziaria. Ma su quei  quattro
  capitoli, noi intendiamo che l'Aula si esprima. Eventualmente,  noi
  proponiamo  di  ridurre  la previsione contenuta  nel  bilancio,  e
  questo  fondo di riduzione, che non so quanto sarà, va a costituire
  un  capitolo specifico che potrà essere riprogrammato con la  legge
  finanziaria, quando la faremo domani, dopodomani, quando sarà.
   Spero di essere stato chiaro.

   PRESIDENTE. Allora, scusatemi, perché sia chiaro a tutti, anche  a
  chi  ci  ascolta  da casa, che credo che sono quelli  che  vogliono
  capire meglio. Onorevole Dipasquale, chiedo scusa. Il bilancio è un
  atto  in  cui  se  manca un miliardo di euro, per esempio,  bisogna
  tagliare  tutta  una  serie  di  capitoli  che  poi  si  vedrà   in
  finanziaria come ricapitalizzare, piuttosto che  quindi, come dire,
  alcune  obiezioni  che  sono  state  fatte  non  hanno  bisogno  di
  chiarimenti. E' chiaro cioè che il bilancio, mancando  un  miliardo
  di  euro,  più o meno in questo momento, un miliardo di  euro  deve
  essere tolto.
   Quello che, assessore, le chiedono, secondo me, alcuni colleghi  è
  perché  nel  momento in cui, correttamente, il  Governo  taglia  le
  spese,  le cifre che deve tagliare in funzione delle minori risorse
  che  ci  sono, perché i tagli sono fatti come volete, perché  tanto
  poi  si  va  a  recuperare in finanziaria eventualmente,  eventuali
  spostamenti. Ma perché poi ci sono alcune voci - che è  quello  che
  chiedono anche a me ha capito, giusto per capirlo - perché ci  sono
  tagli  ovunque e poi ci sono alcune voci, che è quello che chiedono
  anche  a  me,  per cui, giusto per capirlo, perché  ci  sono  tagli
  ovunque e poi ci sono alcune voci, una +800, una +400, non possiamo
  rimandare tutto in finanziaria e vedere se anche i +400, i  +100, i
  +1.000  possano essere, come dire, discussi in Aula per  sapere  se
  sui tagli che ci sono stati vale la pena dare 400.000 euro, dico al
  giardino,  ora  non sto parlando del giardino, per  carità   è  una
  sciocchezza,  invece che darli al posteggio? Allora,  perché  state
  decidendo ora dove aumentare cifre? Oggi pensiamo ai tagli che sono
  obbligatori  perché manca un miliardo di euro, ma tutto  il  resto,
  piuttosto  che fare già previsioni oggi, rimandiamolo al  dibattito
  d'Aula  della  finanziaria e se dare poi 100.000 euro  al  giardino
  davanti alla Regione piuttosto che invece a qualcuno che ne ha  più
  bisogno,  sarà  deciso  dall'Aula. Ecco, mi sembra  di  capire  che
  questa è l'obiezione principale che viene fatta.
    Ora,  siccome  io so che è ovvio che i tagli, è  inutile  che  ne
  parliamo ancora, i tagli si devono fare, per cui non è che possiamo
  fare  finta,  il  bilancio è quello, se c'è una  cifra  meno,  deve
  diventare   meno,   per  cui  si  devono  fare   obbligatoriamente.
  L'accantonamento  può  essere fatto, ferma restando  la  situazione
  attuale,  su  tutto,  a meno che non ci sono cose  che  servono  la
  settimana  prossima, dico, ma non possiamo fare  in  modo  che  sia
  l'Aula  poi  a  decidere dove omettere, dove  tagliare,  perché  in
  questa  maniera altrimenti qualcuno vuole capire perché le cose  si
  fanno in una maniera piuttosto che in un'altra.
    Ecco,  prima di dare la parola all'onorevole Di Mauro che l'aveva
  chiesta, se chiarite questo punto e poi di nuovo l'onorevole  Lupo;
  se  chiarite  questo punto lo chiarite a me e quindi io  stesso  lo
  posso spiegare a chi mi chiede giustificazioni.

    ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore per  l'economia.
  Grazie,   signor  Presidente,  io  ribadisco  che  si   tratta   di
  quantificazioni tecniche che provengono dalla Segreteria  generale,
  quindi,  dalla  Presidenza della Regione, con  la  conseguenza  che
  intervenire anche per il Governo è rischioso, non sappiamo su quali
  voci entriamo, oggettivamente sono prospettazioni che sono fatte  a
  livello  burocratico  evidentemente con la  responsabilità  che  si
  assume  ogni  dirigente a formulare una prospettazione.  Se  devono
  diventare   però  elementi  dirimenti,  mi  pare  che   li   stiamo
  ingigantendo   oltre   misura,  stiamo  occupando   l'Assemblea   a
  discutere,  di  fronte  ai  drammi di questa  Terra,  assolutamente
  marginali  sia  per  il  merito che per il contenuto  quantitativo,
  anche  perché  stiamo  parlando di numeri assolutamente  incapienti
  rispetto  ai fabbisogni che si vorrebbe colmare, ecco, siccome  noi
  non  cerchiamo  né  scontri  né cerchiamo  prove  muscolari  perché
  dobbiamo  fare  una legge di bilancio e una legge di stabilità  nel
  modo  più razionale possibile, più veloce possibile, nell'interesse
  dei siciliani, quindi, non stiamo qui a cercare prove muscolari, se
  questo  diventa un elemento dirimente che porterebbe a inasprire  i
  toni  d'Aula, siccome abbiamo tanto lavoro da fare non è necessario
  introdurre  elementi di fibrillazione ma elementi di ragionevolezza
  e  di confronto leale, quello che sempre - e me ne darete atto - io
  cerco  reiteratamente  e propongo nei miei confronti  e  anche  nei
  confronti  che ho con l'interlocuzione, sia come singolo  Assessore
  che  dell'intero  Governo. Certo, ci sono momenti anche  difficili,
  però  credo  che  il miglior modo di introdurre un  percorso  anche
  nella giornata in cui si commemora un grande siciliano, che è stato
  un grande uomo di opposizione, ma anche un grande uomo di confronto
  leale  tra opposizione e maggioranza. E credo proprio, in  onore  a
  questo stile e nel rispetto di questo stile, si possa continuare  a
  lavorare.   Pertanto,  li  accantoniamo  e  li   mettiamo   poi   a
  disposizione  della finanziaria; valuteremo poi eventualmente  come
  farvi fronte.

    PRESIDENTE.   Quindi,  di  fatto, è  un  parere  favorevole  agli
  emendamenti.  Perfetto. E, quindi, votiamo, basta,  è  inutile  che
  continuiamo a parlare.

    SAVARINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Se è sull'argomento, l'abbiamo risolto.

    SAVARINO.  Signor Presidente, ritiene che solo lei  può  fare  le
  filippiche da lì e noi ascoltare in silenzio? Se possiamo anche noi
  dire  nel  nostro ruolo qualche cosa, chiedendole ordinatamente  la
  voce, la parola e la pregherei di darcela.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, se continua le tolgo la parola.

   SAVARINO.  Non ho toni polemici. Secondo la democrazia  e  secondo
  il  Regolamento di quest'Assemblea, un collega suo quale sono io le
  chiede  la parola, le chiede perché ha diritto di farlo e nel  caso
  mio specifico ha anche il dovere di farlo.
   Siccome  stiamo parlando di cose, non dovrei neanche ringraziarla;
  è il riconoscimento di un diritto che mi sono conquistata grazie al
  voto  dei  siciliani che oggi, tramite me, hanno anche  bisogno  di
  sentire un po' di verità, oltre quelle ascoltate finora che sono le
  verità di altri e non appartengono alla mia di verità.
   E' chiaro che se ho l'esigenza di chiederle

   PRESIDENTE. Ma di cosa sta parlando, onorevole Savarino?
   Faccia il suo intervento.

   SAVARINO.  Se ho l'esigenza di chiederle la parola,  è  perché  ho
  bisogno  che anche in quest'Aula sia ascoltata una voce discordante
  rispetto a quello che è stato sentito.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, mi scusi, non ho voce e quindi  le
  ridò subito la parola.
   Lei  deve  fare  il suo intervento, sennò è fuori tema.  Lei  deve
  fare  il suo intervento, sennò va fuori tema. Se lei va fuori tema,
  le tolgo la parola  Faccia il suo intervento.
   Onorevole  Savarino, ha ancora cinque minuti che  non  sono  stati
  toccati  per  fare  il  suo  intervento,  ma  ora  faccia  il   suo
  intervento.

   SAVARINO.  Lo faccio perché ho il diritto e il dovere di  fare  il
  mio  intervento,  come  le ho chiesto e come democraticamente  devo
  poter fare e non perché mi si è concesso in una monarchia e in  una
  sovranità incontrollata.
   Ho  chiesto il mio intervento perché ho il dovere di dare anche la
  mia  verità, oltre ad avere ascoltato quella dei colleghi  che,  in
  maniera ordinata ma distonica, hanno espresso la loro.
   Ringrazio  l'Assessore  Armao, che  nello  sforzo  democratico  di
  ascolto  preferisce  fare  un  passo indietro  rispetto  ad  alcune
  posizioni che il bilancio qui ha assunto.
   Parliamo  di  24.000 euro, 100.000 euro, del giardino  di  Palazzo
  d'Orleans,  che è poca cosa quando si deve cercare un  miliardo  di
  euro  che  attende che venga sbloccato da un accordo  Stato-Regioni
  per   cui  soltanto  alcuni  fondi  vengono  congelati  per  essere
  sbloccati appena l'accordo è fatto.
   E' chiaro che quando si devono congelare alcuni fondi, si vanno  a
  cercare  capitoli più sostanziosi e i capitoli più  sostanziosi  di
  spesa  non sono le 24.000 euro del giardinetto di Palazzo d'Orleans
  ma ovviamente sono il TPL, sono i Fondi per i disabili.
   Voglio ricordare che da quando c'è il Governo Musumeci, non  hanno
  mai  avuto - e sono la prima Regione d'Italia - un fondo a garanzia
  per  i  caregivers.  Vorrei ricordare che non  c'è  più  PIF  sotto
  Palazzo  d'Orleans a chiederlo, ma c'è una legge che è  antesignana
  in  Italia  che li stanzia per i caregivers e sono 162  milioni  di
  euro stanziati ogni anno e ogni mese non è mai mancato l'assegno.
   Anche  in questo bilancio non mancherà, pur avendo congelato parte
  di  quei  fondi  che  verranno  scongelati  quando  l'accordo  sarà
  sbloccato.
   Così  nel  TPL  - lo dico perché anche lì populisticamente  avremo
  altri interventi, ma sono i capitoli più sostanziosi di spesa della
  Regione  siciliana,  dove chiaramente è più  facile  congelare  100
  milioni  di  euro - 50 milioni, 60 milioni piuttosto che  i  24.000
  euro del giardinetto.
   Tanto  dovevo perché io non sono populista, sono concreta e voglio
  che  i siciliani che mi hanno eletto abbiano una voce di verità  se
  credono a quello che io dico, come sono certa che crederanno.

   PRESIDENTE. Grazie per il suo fondamentale intervento.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pasqua.

   PASQUA.  Signor  Presidente, riportiamo  un  attimo  i  toni  alla
  discussione  e  fare  dei calcoli precisi,  un  po'  più  puntuali,
  Assessore Armao.
   Capisco  che  bisognava fare dei tagli, recuperare un miliardo  di
  euro  e  qualcosa,  ecc.,  però, forse, gli  uffici,  come  lei  ha
  indicato  che  sono  gli  artefici dei calcoli  sulle  cose,  ecc.,
  avranno forse fatto qualche errore. Perché dico questo?  Perché  se
  l'anno  scorso  sono stati di competenza impiegati 165  milioni  di
  euro  e questi 165 li dividiamo per i 12 mesi, otteniamo 13 milioni
  750 mila euro al mese che dobbiamo spendere per forza.
   Bene,  in questo momento, allo stato attuale, non quando sarà  che
  ancora  non  sappiamo l'accordo con lo Stato,  allo  stato  attuale
  abbiamo  68  milioni di euro. Ebbene, moltiplicando 13 milioni  750
  mila  euro per 5 mesi cioè maggio, mese di maggio, arriviamo  a  68
  milioni 750 mila euro, quindi abbiamo già esaurito tutte le somme.
   Ora  io mi chiedo, e le chiedo, così come si chiedono anche  i  13
  mila  quasi  disabili gravissimi siciliani, quando  sarà  sbloccato
  questo  accordo  con  lo  Stato? Quando  arriveranno  queste  altre
  disponibilità? E' questo il problema, l'oggetto del contendere; per
  questo  ragioniamo anche su questo, facciamo una proiezione un  po'
  più precisa, un po' più in avanti che sia aderente alla possibilità
  di  avere  queste somme da accordo con lo Stato, perché  io  voglio
  ricordare  l'assestamento l'anno scorso e  c'erano  accordi,  anche
  l'anno  scorso, eccetera, l'assestamento lo abbiamo  votato  il  26
  novembre,  e  già  quasi  ad anno finito.  Ok,  va  bene,  dobbiamo
  trovarli, però queste situazioni, dobbiamo coprire anche il mese di
  giugno, se lei, le chiedo di assicurare in maniera chiara, anche  i
  mesi  che  si  ipotizzano saranno necessari per giungere  a  questo
  accordo con lo Stato. La ringrazio.

   PRESIDENTE. Un attimo, c'erano altri interventi perché io li avevo
  tolti  a  tutti,  ma l'onorevole Savarino, arrabbiandosi,  mi  deve
  mettere  nelle  condizioni di ridare la parola a  tutti,  a  questo
  punto.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Lupo.

   LUPO.  Grazie, signor Presidente, per esprimere apprezzamento  per
  la sua proposta e anche per la disponibilità offerta dal Governo di
  addivenire alla sua proposta rispetto agli emendamenti che  abbiamo
  presentato.
   Io  voglio porre anche due questioni di ordine generale. La  prima
  attiene  a  come organizziamo i lavori d'Aula, considerato  che  in
  passato  rispetto ad alcune nostre osservazioni un  approfondimento
  avveniva  in Commissione. Per esempio, io ho chiesto come mai,  per
  quest'anno, si prevede, c'è una previsione di indennità  di  carica
  per il Presidente della Regione e gli Assessori di 400 mila euro in
  più rispetto allo scorso anno.
   La  mia sarà un'osservazioni giusta, sbagliata, sono, chiedo  solo
  un  chiarimento.  In  altri tempi, avremmo convocato,  non  so,  il
  Segretario  generale, il Ragioniere generale, in  Commissione,  che
  avrebbe  dato  una  risposta.  Ora, come  intendiamo  organizzarci?
  Perché   se   rispetto   alle  nostre  osservazioni   la   risposta
  dell'Assessore   per   l'economia  è:   così   hanno   disposto   i
  dipartimenti',  chiedendoci  un atto di  fede  nei  confronti,  per
  esempio, della Segreteria generale di Palazzo d'Orleans, noi daremo
  un  atto  di  fede,  ma  non mi sembra questo  un  modo  di  potere
  proseguire  nell'esame  del bilancio e della  legge  di  stabilità.
  Quindi,  il Governo si attrezzi. Organizzi gli uffici in modo  tale
  che  rispetto alle nostre osservazioni sul perché ci sono 400  mila
  euro in più di spesa per Assessori e Presidente di Regione, ci sarà
  indubbiamente una risposta, faccia arrivare le carte in Aula perché
  noi  non  possiamo andare avanti per atti di fede, noi  abbiamo  il
  dovere  di  andare a fondo, di esaminare i documenti  e  di  potere
  rispondere  ai  cittadini  che ci chiedono  in  maniera  precisa  e
  puntuale. Gruppo parlamentare l'intervento della collega, onorevole
  Angela  Foti, relativamente alla possibilità di consentire il  voto
  all'onorevole Pagana; ovviamente, noi siamo disponibilissimi

   PRESIDENTE. Questo è ovvio.

   LUPO. Quindi, laddove dovesse esserci in particolare una richiesta
  di  numero legale o di appello nominale o di voto segreto, diciamo,
  chiediamo anche noi che la Presidenza possa valutare qualche minuto
  di  sospensione, in modo da consentire alla collega di  raggiungere
  l'Aula per esprimere il suo voto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo,  questo  era  stato  già  detto   in
  precedenza. Vorrei dire una cosa però, fino ad ora, proprio  perché
  nessuno  credo  voglia fare muro contro muro  o  rischiare  che  si
  comincino  a fare mille votazioni, l'Assessore Armao mi sembra  che
  sia  stato  disponibilissimo a dare tutte le risposte alle  domande
  che gli abbiamo fatto, che voi gli avete fatto. Io credevo di avere
  fatto  un chiarimento, non un attacco, quando ho chiarito il  fatto
  dei  tagli  che si devono fare ma delle cose che si devono  mettere
  dopo, io credo, Assessore, che non ci sarebbe niente di male se lei
  chiedesse a qualcuno dei suoi dirigenti, di stare qui, comunque, in
  modo che se ci fosse una serie di chiarimenti
   Intanto, voglio fare una premessa: voi capite bene che oggi  è  il
  giorno 30, stiamo discutendo qua, finiremo stasera a oltranza,  non
  c'è  problema,  ma  se  questa legge di bilancio  fosse  andata  in
  Commissione, la Commissione si sarebbe riunita oggi, forse  domani,
  forse  dopodomani. Per cui, credo che, comunque, quello che  stiamo
  raggiungendo  sia  un risultato positivo, ma assolutamente  chiedo,
  senza  nessun  timore e non credo di creare un grosso  problema  al
  Governo  se  chiedo all'assessore di accontentare  questo  tipo  di
  richiesta,  facendo  venire un dirigente,  due  dirigenti  qua  che
  possano, nel giro di pochi minuti, laddove ci fossero dei problemi,
  dare le spiegazioni sulle cose che servono.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi do la parola agli altri.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Io
  ringrazio  il  Presidente, anche qui dobbiamo un  po'  fidarci  del
  lavoro  che fa il bilancio perché il bilancio, come voi  sapete,  è
  uno  dei  migliori  dipartimenti se non il migliore  della  Regione
  Siciliana, che lavora con grande scrupolo e attenzione e non lavora
  mai sotto - essendoci presenti in Parlamento anche parlamentari che
  sono  stati assessori lo sanno -, non si fa tirare la giacca né  da
  un  lato,  né  dall'altro.  Né nessuno  cerca  di  tirargliela.  Le
  previsioni    vengono   fatte   secondo   criteri   contabili    di
  attendibilità, di prevedibilità e, quindi, non c'è metti qua, togli
  là,  tantomeno  nell'indennità dell'assessore,  signor  Presidente.
  Potrei  dire, anche per alleggerire un po' l'aria, che  ci  avevamo
  tentato  e  l'onorevole Lupo ci ha sgamati,  ma  non  è  così.  Non
  abbiamo tentato di aumentarci nessuno stipendio. Lo stanziamento  è
  esattamente  uguale a quello iniziale dello scorso anno.  Poi  cosa
  succede? Quando facciamo l'assestamento

   PRESIDENTE. Quelli sono con i limiti di legge, mi sembra.  Non  se
  li possono aumentare come vogliono.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Quindi,  mi sia consentita la battuta per rendere anche più leggero
  il  clima,  che è complicato, lavorando già da un po'.  Dicevo,  lo
  stanziamento  iniziale del 2022 è esattamente uguale a  quello  del
  2021.  Poi  cosa succede? Durante l'anno, in sede di  assestamento,
  quando  si fa il rastrellamento di tutto quello che non si è speso,
  le risorse vengono orientate alle esigenze che ci sono. Quindi, noi
  non  abbiamo  messo,  appostato, quanto poi è risultato  lo  scorso
  anno,  anche perché, per esempio, manca un assessore; non si sa  se
  l'assessore  sarà  nominato o sarà un  interno  o  un  esterno,  ci
  potrebbero  essere altri interni, altri assessori parlamentari  che
  lasciano  ed  entrano  assessori esterni,  quindi,  per  motivi  di
  cautela,  lo stanziamento è uguale a quello dello scorso anno,  non
  c'è nessuna fuga in avanti, né tentativi di incremento. Ovviamente,
  se  questo  stanziamento, a luglio o ai primi di agosto,  risulterà
  ridondante,  in sede di variazione o di assestamento, a  settembre,
  provvederemo alle necessarie modifiche. Ma, ripeto, non c'è  nessun
  incremento  rispetto allo stanziamento iniziale dello scorso  anno.
  Lungi  da  me. Per quanto riguarda, invece, la questione  che  dice
  l'onorevole Pasqua, lo vorrei rassicurare, nel senso che l'impianto
  del  bilancio  è  strutturato in modo tale che  non  appena  i  211
  milioni  di euro, per esempio, saranno disponibili, il che  avverrà
  appena  il  Consiglio dei Ministri approverà e appena il Presidente
  della  Repubblica promulgherà il decreto attuativo  dello  Statuto,
  che   determina  per  quest'anno  la  riduzione  del  concorso   al
  ripianamento   del   disavanzo,  a  quel  punto,   si   determinerà
  automaticamente  la  disponibilità  nel  bilancio.  Quando?  Io  ho
  informato  il Parlamento di tutto quello di cui sono a  conoscenza.
  Ho   sentito  il  Gabinetto  della  Presidenza  del  Consiglio  dei
  Ministri,  esattamente venerdì scorso, ci hanno detto che  tutti  i
  passaggi istruttori sono definiti; si attende solo che sia iscritto
  all'ordine   del   giorno   del   Consiglio   dei   Ministri    per
  l'approvazione.  Io questo ho avuto formalmente come  conoscenza  e
  formalmente come conoscenza la trasferisco al Parlamento.
   Considerato  che questo è un Governo nel quale, tranne  una  forza
  politica  anzi due forze politiche presenti in Assemblea, le  altre
  sono  tutte presenti al Governo, credo che faremmo un utile  sforzo
  per  la  Sicilia  per  lavorare  tutti  affinché  tutto  questo  si
  dispieghi prima possibile.
   Ovviamente  noi,  come  Governo,  cerchiamo  di  fare   tutto   il
  possibile,  però - ripeto - siccome questi sono risultati  non  del
  Governo    ma   dell'intero   Parlamento,   dell'intera    Sicilia,
  probabilmente  se lavoriamo tutti insieme riusciamo, come,  ripeto,
  si faceva anche ai tempi dell'onorevole La Torre, il quale...

   PRESIDENTE. Assessore, posso chiederle un chiarimento?  Su  quello
  che  lei  ha  detto adesso per i disabili, nel momento  in  cui  ci
  dovesse  essere  un ritardo nello sblocco di questi accantonamenti,
  che cosa avviene?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Ovviamente,  noi  non  possiamo  interrompere  le  erogazioni   nei
  confronti  dei disabili; a parte che ci sono 95 milioni di  euro  e
  non 68, sono 95 milioni di euro ci risultano.

   PRESIDENTE. Non ha importanza questo, è per capire...

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Siccome il ragionamento che...

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. La
  Ragioneria mi ha mandato...

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)

   PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, chiedo scusa, mi sta spiegando  come
  avviene tecnicamente.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Nel  caso  in  cui,  c'è l'Assessore per la  salute  che  può  dare
  informazioni ancora più puntuali delle mie, essendo materia di  sua
  spettanza,  nel caso in cui la Regione non avesse la  disponibilità
  immediata  mi dice appunto risultante 90, capitolo 183808,  risulta
  blocco 66 milioni di euro, somme disponibili 95175.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Comunque   il   tema   è,  ripeto,  quello...   Ci   assumiamo   la
  responsabilità delle cose che si dicono. I disabili non avranno  un
  giorno di mancata erogazione.

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, chiedo scusa, perché ho  bisogno  di
  capirlo io, perché sinceramente me lo chiedono in tanti. Se dovesse
  ritardare  l'accordo e quindi dovessero dare al blocco  di  questi,
  noi  oggi  in bilancio stiamo calando alcuni capitoli,  non  tutti,
  allora  mi si chiede, mi è stato chiesto per telefono due minuti  e
  mezzo  fa,  questo glielo dico: non si potrebbe  dire  che  c'è  un
  taglio del 3 per cento su tutti i capitoli in attesa dello sblocco,
  per  poi  avere  nel  momento  in cui  questo  sblocco  ci  sia  la
  ricomposizione  di  tutti i capitoli, ma evitare  che  qualcuno  si
  senta  danneggiato  "perché viene tagliato  il  mio  e  non  quello
  accanto a me?"; ecco, questo lo vorrei come chiarimento.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Allora,  se facessimo questo dovremmo riscrivere il bilancio,  cioè
  ci pigliamo due, tre giorni, riscriviamo tutte le tabelle, tutto il
  bilancio e ritorniamo qua perché.

   PRESIDENTE.  Non  per  questa  volta,  stiamo  attenti    E'   una
  curiosità;  quindi, per questa volta è chiaro  che  il  bilancio  è
  questo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Abbiamo  cercato,  proprio perché c'è la  necessità  di  effettuare
  interventi  eventualmente su singoli capitoli, di  concentrare  sui
  capitoli  più grossi, in modo che lo sblocco si può poi trasformare
  immediatamente  e  non  dobbiamo andare a interventi  su  tutto  il
  bilancio.
   Nel  caso di specie, in finanziaria se l'Assemblea ritiene,  e  il
  Governo   è  disponibilissimo  in  questo  ad  assecondare   questo
  desiderata, questa scelta, questa decisione, nel caso in  cui  essa
  intervenga, di lasciare questo specifico capitolo esente da  blocco
  e  decidiamo di spostare il blocco in più da un'altra parte, io già
  con   gli   Uffici  avevo  dato  questo  input  di  effettuare   un
  monitoraggio  per vederne la praticabilità, se l'assemblea  ritiene
  si   può  assolutamente,  per  questa  eccezionale,  perché  stiamo
  parlando  di   ieri  sentivo che, appunto,  qualcuno  li  definisce
  fragili  e invece sono persone di straordinaria forza, e credo  che
  sia  proprio così, quindi le persone che hanno gravi patologie  che
  sono  anche  anziane,  sono persone che quindi  non  possono  avere
  nessun tipo di turbativa, non c'è nulla di preclusivo da parte  del
  Governo che in sede di finanziaria decidiamo di esimere dal  blocco
  questo  specifico   capitolo e spostiamo  il  blocco  ovviamente  a
  un'altra   parte,   perché  il  blocco  ci  deve  essere.   Massima
  disponibilità, Presidente.

   PRESIDENTE. Perfetto. Allora, io dico una cosa, che ora do  ancora
  la  parola a chi la deve chiedere e a chi l'ha chiesto, un  minuto,
  non state col braccio alzato, stiamo discutendo un problema, appena
  finiamo   vi  do  la  parola,  diciamo  che  onestamente  c'è   una
  disponibilità   assoluta  da  parte  del   Governo   e   da   parte
  dell'assessore Armao a qualsiasi tipo di chiarimento e a  qualsiasi
  tipo  di soluzione si voglia trovare, che mi sembra l'atteggiamento
  corretto  e  giusto anche in un momento difficile, come quello  che
  stiamo  vivendo, per potere arrivare ad un accordo complessivo  fra
  tutti senza problemi.
   Per  cui, adesso chiederei a chi ha chiesto di intervenire -  sono
  in tre ancora, se non ce ne sono altri - io avevo provato poco fa a
  velocizzare  pensando che fossero tutti interventi sul  problema  e
  quindi di andare avanti per il voto. Ma a questo punto do la parola
  a  tutti. Non ho nessun problema, però se quello che dovete dirmi è
  prettamente  riservato  a  questo problema,  altrimenti  ve  la  do
  immediatamente  dopo quando abbiamo votato questo articolo,  perché
  poi  l'altro articolo, per esempio, so già che l'onorevole  Caronia
  ha  un  emendamento  che le abbiamo considerato  inammissibile  per
  motivi  tecnici  che  io, infatti, spiegherò  all'Aula  e  che  lei
  ovviamente vorrà intervenire su questo e sul prossimo.
   Quindi,  se  il  motivo è questo le do la parola. Votiamo  intanto
  l'articolo  2  e  poi le do la parola al momento opportuno.  Se  lo
  stesso  è  per l'onorevole Lo Curto, altrimenti avete la  parola  e
  fate quello che volete.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, al netto del  clima  da   Tempesta
  perfetta   che  si  registra  purtroppo  nella  politica  regionale
  siciliana,  è importante che questo pomeriggio sia fatta  chiarezza
  su   questo  tema  delicatissimo  dell'assistenza  ai  disabili   e
  soprattutto  ai  disabili gravi e gravissimi. Perché  già  da  ieri
  serpeggiavano  in tutte le possibili modalità tutta  una  serie  di
  messaggi  di  allarme,  perché sembrerebbe che  questo  Parlamento,
  votando  questo bilancio si assume la responsabilità o  si  sarebbe
  assunto la responsabilità di tagliare i fondi a queste persone che,
  ha   detto  bene  l'Assessore,  non  sono  fragili,  sono   persone
  fortissime, soprattutto tanto forti che spesso si interfacciano con
  il   muro  di  gomma  delle  istituzioni  e  ancora  di  più  delle
  amministrazioni pubbliche. Ed è il caso che abbiamo trattato in più
  di una occasione in questo Parlamento, quando abbiamo affrontato il
  tema  della  disabilità gravissima a cui nelle scuole  dell'obbligo
  viene  meno l'assistente igienico-personale che i comuni dovrebbero
  garantire ed in particolare il comune di Trapani.
   Abbiamo  firmato  insieme  in più di una occasione  emendamenti  e
  provvedimenti in quest'Aula con il Partito Democratico, a cui  pure
  è  iscritto  quel  sindaco  di Trapani, e  abbiamo  anche  chiesto,
  Presidente,  e qui faccio un ulteriore appello a lei nella  qualità
  ma  anche  al  Governo nella qualità ognuno nella sua quota  parte,
  perché  questo Parlamento aveva votato un ordine del giorno  perché
  fossero inviati gli ispettori, i commissari nei comuni proprio  per
  verificare la condizione di inadempienza di questi comuni  rispetto
  ad un diritto sancito e garantito dalle leggi.
   E'  vergognoso che questo non sia mai avvenuto in spregio a quanto
  deliberato da questo Parlamento all'unanimità e che oggi si trova a
  dovere  dibattere  e  sono  contenta che si  sia  finalmente  fatta
  chiarezza,  sul  fatto  che non ci sarà un  taglio  a  nessuno  dei
  servizi   che  questo  Governo  garantisce  da  anni  alle  persone
  disabili.  Questo  no,  perché c'è un  Governatore  che  si  chiama
  Musumeci,   assolutamente.  Ma  perché  c'è  un   Governo   che   è
  responsabile e soprattutto perché c'è un Parlamento attento che  su
  questi  temi  non  può  né  dividersi,  né  strumentalmente  essere
  accusato  da parte di chi, dall'opposizione magari, con un  po'  di
  imprudenza in più cerca di addossare in termini di responsabilità a
  questa parte del Parlamento che si riconosce nella maggioranza  che
  sostiene il Governo.
   Qui non ci può essere una maggioranza e una opposizione su un tema
  che riguarda veramente le persone che più soffrono e su cui non  si
  possono  fare sconti a nessuno. Mi fa piacere che il vicepresidente
  Armao abbia voluto anche trovare una soluzione perché sarebbe stato
  anche  il  senso  del mio intervento. Ma, assessore Armao,  siccome
  faccio  parte  anche  della Commissione  Bilancio ,  quando  saremo
  nella  fase  successiva della finanziaria, perché lei già mi  aveva
  dato,  anche  rassicurazioni nel merito, io questo lo voglio  dire,
  perché,  appunto,  se mi telefona una mamma di tre  figli  disabili
  gravissimi del mio territori, io entro in angoscia, perché so quali
  sono  i  problemi  di  quella famiglia,  conosco  perfettamente  il
  dolore,  la  frustrazione e l'estrema dignità con la  quale  questa
  famiglia vive la condizione dei propri figli.
   Quindi,  oggi  intanto il fatto che l'assessore  Armao  mi  avesse
  rassicurata e successivamente l'assessore Armao, rispondendo  anche
  a  lei,  Presidente,  di  questo la  ringrazio  perché,  della  sua
  sensibilità questo Parlamento è testimone

   PRESIDENTE,  Per favore, onorevole Lo Curto, le devo chiedere  una
  cortesia, noi non possiamo finire stanotte, sarò costretto  a  dare
  la  parola  a  tutti,  per  favore, se  potessimo  votare.  Il  suo
  intervento  è  chiarissimo. Non voglio togliere la parola,  come  è
  stato detto o evitare di darla, la do a tutti, però nel momento  in
  cui si deve votare, vi chiedo la cortesia, votiamo e andiamo avanti
  e  gli  interventi li fate al momento opportuno. Comunque,  non  ha
  importanza.

   LO  CURTO. Ho chiuso, Presidente, ringrazio l'assessore Armao  per
  avere  indicato  una  soluzione, che  sarà  quella  che  taglieremo
  altrove  ma  certamente  non sarà tagliato  in  sede  di  legge  di
  stabilità  un solo centesimo alle persone e alle famiglie  dove  la
  disabilità costituisce una condizione di vita permanente. Grazie

   PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare gli onorevoli Foti,  Tancredi
  e Caronia e non so chi altro. Prego, onorevole Foti.

   FOTI. Grazie, Presidente. In merito a questo blocco di emendamenti
  presentati  dai colleghi, ho sentito alcune cose che mi  sono  poco
  chiare.
   Se, diciamo, l'aiuola davanti a Palazzo D'Orleans, se la spesa  si
  intende  per  quella aiuola o per il parco e i  giardini  che  sono
  stati  restituiti  alla città di Palermo e ai visitatori  e  a  chi
  vuole  fruire  anche da un punto di vista culturale, tanto  caro  a
  questo  Parlamento, che ha da poco approvato anche una mozione  sul
  diritto alla cultura, vorrei ricordare che nel diritto alla cultura
  ci  sono anche i giardini, e giardini di questa portata, purtroppo,
  ce  ne sono veramente pochi e da catanese vi invidio veramente  per
  questa  meraviglia che è stata restituita allo splendore e a  tutta
  la sua bellezza alla città di Palermo e a tutta la Sicilia. Quindi,
  mi  sembra  abbastanza ingrato sentire parlare di palle  di  gesso,
  perchè  queste palle di gesso non raccontano bene quello che invece
  è stato fatto ultimamente.
   In merito alla questione della vicenda del fondo sulla disabilità,
  io, Presidente, ero deputato la scorsa Legislatura e ricordo quello
  che successe, lo scandalo e con quanta forza si dovette rivendicare
  un  diritto che ad oggi mi sembra non sia stato schiacciato,  eluso
  in nessuna maniera.
   Intorno a questo capitolo, ogni anno, speculazione di ogni  genere
  si  alzano,  anche  di  bassissimo livello; ci  può  stare  che  il
  cittadino   sia  poco  informato,  ma  che  i  deputati  speculino,
  calpestando la dignità personale di tutti i deputati, del  Governo,
  di  chiunque,  perché siamo anche noi delle persone e gettare  alla
  gogna  la  politica regionale in generale, perché nessuno  si  deve
  sentire sottratto, è veramente miserevole.
   Come  al solito, però, Presidente, c'è sempre qualcuno che  mentre
  il  saggio  indica la luna, si mette a guardare il dito  con  occhi
  strabici.  Io vorrei ricordare che in quest'Assemblea e anche  lei,
  Presidente, ci siamo prodigati con un'interessantissima  seduta  in
  Sala  Gialla,  dove  abbiamo invitato i  membri  della  Commissione
  paritetica,  era  lo  scorso 17 giugno; e  quando  alcuni  colleghi
  dicono l'accordo, l'accordo c'è già stato, perché nel dicembre  del
  2021  sono stati fissati ben 12 punti che riguardano le casse della
  nostra  Regione, che sono già stati studiati e analizzati ai tavoli
  tecnici  e sono alla firma del Governo nazionale. Quindi, qualsiasi
  deputato  di  questa  Assemblea che ha dei referenti  nazionali  al
  Senato,   al   Parlamento  o,  addirittura,  gode  di  Ministri   e
  sottosegretari, dovrebbe alzare il telefono e chiamare il  compagno
  di  partito dicendo:  Guarda che a causa tua stiamo dovendo ridurre
  i capitoli. Guarda che a causa tua non riusciamo a legiferare leggi
  che  abbiano neppure un euro di spesa. Guarda che siamo alla  canna
  del gas. Guarda che qui, quello che ci spetta ce lo dovete dare  .
   In   ultimo,   durante  questa  Legislatura,  nel  2018,   avevamo
  legiferato intorno a una delle questioni che è nei tavoli romani ed
  è  alla  firma  del  Consiglio  dei Ministri.  Voglio  dire,  posso
  comprendere  l'uomo  della  strada, ma l'uomo  deputato  di  questa
  Assemblea  dovrebbe  sapere benissimo che, a fronte  delle  mancate
  entrate sulle disposizioni della finanziaria nazionale del 2006, la
  legge  296, che dovremmo ben conoscere, ogni anno, a fronte di  una
  maggiore intensità nell'erogazione dei LEA, ci sono stati sottratti
  centinaia  di  migliaia di euro. Basta leggere la  rassegna  stampa
  della  scorsa settimana. Tutti abbiamo visto l'articolo  Spunta  il
  credito miliardario da parte dello Stato .
   Quattordici  anni di ruberia alla luce del sole, dove  generazioni
  di politici regionali e nazionali non hanno fatto altro che girarsi
  dall'altra parte
   Noi,  caro  Presidente Micciché, questo argomento, se ricorda,  lo
  abbiamo  sottoposto  lo  scorso anno alla  Commissione  paritetica.
  Bene   Gli  regaleremo anche gli arretrati,  ma  se  prima  non  ci
  passano  i 600 e passa milioni - e manca una firmetta dal Consiglio
  dei Ministri e manca che l'argomento si metta all'ordine del giorno
  - non ci resta che tagliare.
   Questa  mattina,  assieme ai colleghi del Gruppo  Attiva  Sicilia,
  avevamo  formulato anche noi un emendamento che tagliasse la  testa
  al  toro  e mettesse in sicurezza, anche dopo luglio, l'assegno  di
  cura.  Ma siccome, come dire, si vanno a scombinare tutti gli altri
  capitoli  e  lo  stesso  assessore  Armao,  poche  ore  fa,  ci  ha
  confortati   del  fatto  che  lui  stesso  avrebbe  presentato   un
  emendamento per il ripristino - ecco, lo sta mostrando -  ci  siamo
  sottratti dalla becera, becera, becera politica fatta sui social.
   E,  invece,  ci soffermiamo, Presidente, depositando un  ulteriore
  ordine  del  giorno,  che  prego i colleghi  di  volere  leggere  e
  sottoscrivere,  dove diamo forza e spingiamo il  Governo  regionale
  affinché  solleciti il più possibile questo Consiglio dei  Ministri
  che,  tra  l'altro, ci dovrebbe anche assegnare le somme del  bollo
  F23,  F24, la riduzione della compartecipazione alla spesa pubblica
  nazionale, che la Corte dei conti, da anni, nei rendiconti  che  vi
  andate a leggere, casomai saltaste sempre le parti dei doveri anche
  da  parte  dello  Stato, ci avevano promesso una riduzione  di  200
  milioni,  che ancora non abbiamo. E' chiaro che i conti  in  questa
  maniera  non  si  potranno  fare e questo  documento  dovrà  essere
  rimaneggiato  nei prossimi mesi, perché dovremo parlare  ancora  di
  somme  che, speriamo, ci arriveranno. Ma ci arriveranno se noi  non
  boicotteremo noi stessi
   Io   invoco  chi  ha  rappresentanza,  Forza  Italia,  il  Partito
  Democratico,  la Lega, il Movimento Cinque Stelle,  a  pressare  la
  propria  rappresentanza a Roma, perché l'accordo già c'è  stato,  i
  tavoli già ci sono stati, manca che il Consiglio dei Ministri,  tra
  un  Consiglio  dei  Ministri  e  l'altro  metta  finalmente  questo
  argomento,  ricordandoci che sia il Palazzo  del  Governo,  sia  il
  Palazzo   dell'Assemblea  si  affacciano  su  piazza  Indipendenza.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Grazie, Presidente, io intervengo per fare un attimo  di
  chiarezza,   perché  alcune  cose  che  sono   state   dette   sono
  estremamente inesatte.
   E  faccio un ragionamento puramente ragionieristico. I quasi cento
  milioni  che  sono stanziati permettono di garantire  l'assegno  di
  cura fino alla fine di luglio, ed è chiaro che le somme che debbono
  essere riconosciute alla Sicilia, già patteggiate di cui parlava la
  collega  Foti  e  di cui ha parlato anche l'Assessore,  sono  delle
  somme  che  già  debbono essere riconosciute in  tempi  brevissimi.
  Perché  nel  caso,  a luglio, non salterà solo l'assegno  di  cura;
  salterà tutta l'economia della regione
   Quindi, io mi associo all'appello che ha fatto la collega  Foti  a
  chi  ha  dei rappresentanti anche al Governo e anche rappresentanti
  molto  importanti di darsi una mossa e smetterla di  fare  politica
  becera  - come ha ben detto la collega - sui social e si diano  una
  mossa loro a fare qualcosa per la Sicilia  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie, Presidente. Beh, io ho ascoltato con  attenzione
  gli interventi dei colleghi, nonché del Governo. Devo dire che sono
  piuttosto diciamo, ecco non trovo un aggettivo giusto, ma devo dire
  sono  piuttosto basita perché ho sentito dire delle ovvietà tali  e
  anche  come  dire  dei  proclami che mi lasciano  davvero  a  bocca
  aperta. Non foss'altro perché si parla di disabilità e di fragilità
  come  se  fossero  argomenti, come dire, in  qualche  modo  di  cui
  fregiarsi, quando in realtà questa situazione economico-finanziaria
  alla quale stiamo assistendo, investe non soltanto l'assegno per  i
  disabili   gravi  e  gravissimi,   ma  investe  tante   di   quelle
  articolazioni  del mondo della fragilità, ma non  solo,  anche  del
  mondo  che riguarda la famiglia, del diritto di essere tutelate  le
  donne  oggetto  di abuso, dei minori che vanno in  comunità  perché
  sono  abusati,  delle mamme e bambini che vengono alloggiati  nelle
  comunità  con  recapito segreto. E potrei fare una  citazione  così
  lunga  di  interventi che non si limitano soltanto  all'assegno  di
  cura  dei  gravi  e  gravissimi,  che  ovviamente  è  un  argomento
  importante.
   Io  credo che la scelta che il Governo abbia operato, ed è il  mio
  personale  convincimento, sia sbagliata rispetto al metodo.  Adesso
  l'assessore  Armao ci dice:  Beh, cosa facciamo? Riscriviamo  tutto
  il bilancio? . E' chiaro che siamo al 30 di aprile e nessuno di noi
  vuole  lasciare la regione senza un bilancio perché significherebbe
  paralizzare   completamente   ogni  attività,   nonché   tantissimi
  stipendi.  Ma  la versione o l'idea secondo la quale è  più  facile
  congelare  le grosse macro aree di spesa, piuttosto fare un  taglio
  lineare  del  3  per  cento  non mi trova assolutamente  d'accordo.
  Perché se il 3 per cento rappresenta un piccolo danno e una piccola
  sofferenza,  amputare  rami dell'amministrazione  mi  sembra  ancor
  peggio.
   Ed  è  per questo che avevo presentato degli emendamenti,  di  cui
  ringrazio il Presidente per averne comunque dato nota anche se  poi
  non  sono stati resi ammissibili perché è ovvio che alla luce delle
  cose  che  il  Governo  ci ha detto, non avrebbero  possibilità  di
  essere finanziati.
   Avevo  presentato un emendamento che riguarda puntualmente  alcuni
  aspetti  che riguardano la scuola, o meglio il diritto dei  ragazzi
  disabili  a  frequentare la scuola. Presidente, questi ragazzi  non
  potranno  andare a scuola non a luglio né tra due mesi, da  domani
  Perché,  relativamente alle attività degli igienico-personali,  che
  sono  coloro  i  quali insieme al trasporto sono la prima  barriera
  perché i ragazzi possano recarsi a scuola, e possano stare 6 ore, 7
  ore  presso  i  locali  della scuola, perché  devono  espletare  le
  funzioni  vitali  grazie  a  questi  operatori,  questo  non  potrà
  avvenire  già da domani perché le attività si sospendono  -  faccio
  l'esempio   della  provincia  di  Palermo  di  cui  sono   maggiore
  conoscitrice  -  a  partire  dalla  prossima  settimana  finirà  il
  servizio   degli  igienico-personali.  I  ragazzi  disabili   della
  provincia  di Palermo non potranno più andare a scuola la  prossima
  settimana.
   La  stessa cosa vale per gli assistenti alla comunicazione e  agli
  Asacom, che dalla prossima settimana non avranno la possibilità  di
  poter  continuare ad assistere i ragazzi. Non parliamo di mesi,  la
  settimana prossima
   Lo  stesso vale per quello che riguarda le attività dei Comuni, di
  cui parlava anche l'onorevole Lupo. Noi abbiamo creato questa norma
  durante   un   ultimo   stralcio  dell'assestamento.   Sono   somme
  assolutamente, come dire, irrisorie, perché rispetto ad un bilancio
  di  un  miliardo  che  viene congelato,  noi  parliamo  di  quattro
  milioni, un milione, per l'intervento degli igienico-personali  che
  permette  di traguardare, diciamo, l'approvazione della finanziaria
  e non lasciare dalla settimana prossima questi servizi scoperti.
   Allora,  se  dobbiamo fare demagogia io non mi  iscrivo  a  questo
  partito, perché non mi interessa, non è la mia politica, non  è  il
  mio modo di rappresentare la realtà.
   Pertanto,  ritengo che parlare dei giardinetti  che  le  assicuro,
  onorevole  Foti,  io  sono palermitana da  otto  generazioni,  quel
  giardinetto  non  rappresenta  nulla  per  la  città  e   per   noi
  palermitani,  glielo assicuro, in fede, mi creda. Invece,  è  molto
  più importante parlare di quello che può essere il rapporto con  lo
  Stato.
   Ebbene,  noi stiamo chiedendo l'accorato appello allo Stato,  però
  io  credo che al di là dello Stato noi qui abbiamo una Regione che,
  proprio  perché  ha  un'indipendenza e una storia  di  uno  Statuto
  autonomo, non può sempre fare soltanto appello a quello  che  è  lo
  Stato,  ma  anche  guardare  alle nostre responsabilità  regionali
  Pertanto, credo che questo Governo abbia il compito di rivedere  la
  propria  posizione,  signor Presidente   E  lo  dico  con  accorato
  appello,  perché  è  chiaro che non si può  sempre  soltanto  dire,
  stando  sul  divano  Beh, il Governo non ci aiuta , possiamo  anche
  fare da noi, tanto  E io credo che in quest'Aula la volontà ci  sia
  tutta  da  parte  di  chi come me non vuole  fare  nessun  tipo  di
  populismo, né politica sui social, ma vuole trovare soluzioni  qua,
  perché  alla gente dobbiamo dare soluzioni, altrimenti  è  soltanto
  fuffa, mi permetto di dire
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Caronia, peraltro tutti sappiamo  il
  suo  impegno in questo campo e sono sicuro, ne avevo parlato  anche
  prima con il Governo, con l'assessore Armao, che certamente durante
  la   finanziaria  questo  problema  si  dovrà  per  forza  di  cose
  risolvere. Comunque, grazie per il suo intervento perché è bene  le
  cose ricordarle sempre, perchè è importante.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, per  qualche  minuto  avevo  avuto
  l'impressione  che si stesse - e di questo ne sono persuaso  -  una
  bella   pagina   di  politica  perché  correttamente   il   Partito
  Democratico, comunque le opposizioni avevano segnalato un  problema
  al  Governo che riguardava un taglio o più tagli e devo dire che in
  maniera opportuna, condivisibile, mi permetto di aggiungere giusta,
  l'assessore Armao ne aveva preso atto e aveva riferito all'Aula che
  il problema si risolveva e si risolve.
   Quindi,  io capisco, per carità, che si sta discutendo di disabili
  e  stanno  tutti  a  cuore  e  nessuno, credo  sia  perfino  banale
  precisarlo,  vorrebbe  togliere un solo centesimo,  non  decine  di
  milioni  di  euro. Però, io credo che per un momento si  era  -  in
  quest'Aula  raramente si verifica - creato un meccanismo  perfetto:
  l'opposizione  aveva  fatto  l'opposizione  e  aveva  segnalato  un
  problema,   il   Governo,  in  maniera  a  mio   modo   di   vedere
  condivisibile, si è dimostrato pronto a risolvere il problema e  lo
  risolverà.
   Quindi,  io credo, Presidente, che sia opportuno, proprio  per  il
  clima  che  si  stava instaurando e che io spero non si  perda  nel
  corso  di  questa nostra ultima avventura, mi riferisco  ai  cinque
  anni,  relativo al bilancio e alla legge di stabilità, si  continui
  con  questo  clima.  Un clima costruttivo in un momento  di  grande
  difficoltà  per tutti, in cui chiaramente ognuno di noi è  chiamato
  ad  assumersi le proprie responsabilità, maggioranza e opposizione,
  Governo  evidentemente in prima fila perché  ha  la  responsabilità
  esecutiva di risolvere i problemi.
   Quindi, Presidente, l'unica mia osservazione oltre quella  che  ho
  detto  per, tra virgolette, complimentarmi per quello che si  stava
  instaurando  e  che  spero non si perda è - lo  dico  all'assessore
  Armao   -   di  veramente  caldeggiare,  quasi  di  opprimere,   di
  stalkerizzare,  se  posso  utilizzare questo  termine,  il  Governo
  nazionale.
   Ognuno  di noi dovrà, come dire, attivarsi per far sì che i propri
  canali, i canali dei partiti che sono al Governo possano in qualche
  modo  essere allertati perché quello che interessa, al di là  delle
  stucchevoli polemiche, quello che interessa ai siciliani  è  che  i
  problemi  dei  siciliani vengano risolti e Forza Italia  su  questo
  credo sia in prima fila per cercare di risolvere ad ogni livello, a
  livello  nazionale,  regionale, ma  anche  nei  comuni  dove  siamo
  impegnati, a risolvere, ad ogni livello, i problemi dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Calderone. Onorevoli  colleghi,  ho
  bisogno di interrompere cinque minuti.
   Quindi, riprendiamo i lavori alle ore 15.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.31, è ripresa alle ore 16.23)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per favore,  prendete  posto  che
  vediamo di accelerare i lavori.
   Il  Presidente  Miccichè non ha voluto riprendere i  lavori  anche
  perché ha riscontrato - onorevole Cracolici, la prego - da parte di
  alcuni   colleghi,  un  atteggiamento  nei  confronti   di   questa
  Presidenza certamente non propositivo.
   Ora,  io  vorrei avere il buon senso che il rapporto tra  di  noi,
  soprattutto i colleghi nei confronti di questa Presidenza,  abbiano
  a  comprendere, non solo le difficoltà durante i lavori ma  che  ci
  sia anche la serenità di portare avanti le proprie cose senza avere
  rimostranze nei confronti della Presidenza.
   Allora, passiamo all'esame degli emendamenti.
   Onorevole Cracolici, per favore che dobbiamo accelerare,  che  poi
  fa  buio  e  dobbiamo tenere le luci accese e abbiamo delle  spese,
  straordinario, dipendenti, cose, e poi ci scatta anche  l'indennità
  per i deputati in più.
   Si  passa  all'articolo  2, emendamento  AL2.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento  AL2.2 che sarebbe  l'incremento  delle
  entrate   a  proposito  2023/2024  di  cui  faceva  cenno   pocanzi
  l'assessore  Armao.  Parere  favorevole della  Commissione,  parere
  favorevole  del  Governo,  chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Non ci sono altri emendamenti all'articolo 2.
   Così  come  previsto dal decreto legislativo n.  118  del  2011  e
  s.m.i.,   l'Assemblea   procede  all'approvazione   delle   singole
  Tipologie all'interno di ciascun Titolo.
   Si  pone  in  votazione il Fondo pluriennale vincolato  per  spese
  correnti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione il Fondo pluriennale vincolato  per  conto
  capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione Utilizzo avanzo di Amministrazione,  di  cui
  avanzo   utilizzato   anticipatamente,  di   cui   utilizzo   fondo
  anticipazioni  di liquidità. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione  il Fondo di cassa  all'1/01/2022.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame del Titolo 1.

   ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA CONTRIBUTIVA PEREQUATIVA

   Si  pone  in votazione la Tipologia 101 Imposte, tasse e  proventi
  assimilati.   Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione  la  Tipologia 102  Tributi  destinati  al
  finanziamento della sanità.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 103 Tributi devoluti e regolati
  alle  autonomie  speciali. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame del titolo 1, si passa all'esame del Titolo 2.

   TRASFERIMENTI CORRENTI

   Si  pone  in votazione la Tipologia 101 Trasferimenti correnti  da
  Amministrazioni  pubbliche. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in votazione la Tipologia 102 Trasferimenti correnti  da
  famiglie. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in votazione la Tipologia 103 Trasferimenti correnti  da
  imprese. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in votazione la Tipologia 104 Trasferimenti correnti  da
  Istituzioni sociali private. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione  la Tipologia 105  Trasferimenti  correnti
  dall'Unione  europea e dal resto del mondo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame del titolo 2, si passa all'esame del titolo 3.

   ENTRATE EXTRATRIBUTARIE

   Si pone in votazione la Tipologia 100 Vendita di beni e servizi  e
  proventi derivanti dalla gestione dei beni. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   pone   in  votazione  la  Tipologia  200  Proventi  derivanti
  dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
  illeciti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 300 Interessi attivi.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 400 Altre entrate da redditi da
  capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in votazione la Tipologia 500 Rimborsi ed altre  entrate
  correnti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame del titolo 3, si passa all'esame del titolo 4.

   ENTRATE IN CONTO CAPITALE

   Si   pone   in   votazione  la  Tipologia  200   Contributi   agli
  investimenti.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 300 Altri trasferimenti in conto
  capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in votazione la Tipologia 400 Entrate da alienazione  di
  beni materiali e immateriali. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 500 Altre  entrate  in  conto
  capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame del titolo 4, si passa all'esame del titolo 5.

   ENTRATE DA RIDUZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 100 Alienazione  di  attività
  finanziarie.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone  in votazione la Tipologia 200 Riscossione di crediti  di
  breve  termine. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 300 Riscossione crediti di medio-
  lungo  termine. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si  pone in votazione la Tipologia 400 Altre entrate per riduzione
  di  attività  finanziarie. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame del titolo 5, si passa all'esame del titolo 6.

   ACCENSIONE PRESTITI

   Si  pone  in votazione la Tipologia 300 Accensione mutui  e  altri
  finanziamenti a medio-lungo termine. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito l'esame del titolo 6, si passa all'esame del titolo 9

   ENTRATE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO

   Si pone in votazione la Tipologia 100 Entrate per partite di giro.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si pone in votazione la Tipologia 200 Entrate per conto terzi. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Concluso l'esame dei titoli, si passa alla votazione dell'articolo
  2.

   Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato così come
  emendato  e  ovviamente  anche  gli  emendamenti  che  sono   stati
  approvati. Parere della Commissione favorevole, parere del  Governo
  favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                    Stato di previsione della spesa

   1. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118,
  e  successive modifiche ed integrazioni, sono autorizzati l'impegno
  ed  il  pagamento  delle  spese della  Regione  siciliana  per  gli
  esercizi finanziari 2022, 2023 e 2024 in conformità dello stato  di
  previsione della spesa annesso alla presente legge (allegato 4)».

   Presidente Savona, stiamo parlando dell'allegato 4. Come dice?

   SAVONA, presidente Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento ALL.4.2,  pagina  16,
  c'è scritto emendamento all'articolo 3 nel testo. Parere contrario.
  Allora  passiamo alla votazione chi è d'accordo...  ha  chiesto  di
  parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Con l'emendamento 4.2 noi proponiamo una riduzione di appena
  10  mila euro, quindi, non una grande spesa che riguarda consulenti
  esperti  dell'Assessorato ai Beni culturali  per  destinare  questa
  spesa  che in sé non è gran che ma può servire a qualcosa per spese
  per  musei,  gallerie e pinacoteche regionali, non  ci  sembra  che
  l'Assessorato  ai Beni culturali che notoriamente  è  l'Assessorato
  che  ha  il  maggior numero di dirigenti regionali,  credo  diverse
  centinaia possa aver bisogno di un consulente, per 10 mila euro per
  portare avanti quelle che sono le attività dell'Assessorato stesso.
   Questa  è la ragione per la quale proponiamo questo emendamento  e
  siccome  ci  siamo  detti  che appunto  riguarda  il  bilancio  sia
  l'aumento, che la riduzione, chiediamo di metterla ai voti nel caso
  in  cui, anzi visto che la Commissione ha espresso parere negativo,
  chiedo il voto per appello nominale perché voglio vedere chi vota a
  favore e chi vota contro i musei.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'Assessore  Samonà.  Ne  ha
  facoltà. Vediamo se c'è un chiarimento. Va bene.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Sì,  Presidente, c'è il parere contrario del Governo per un motivo,
  perché  a  fronte  della riduzione di diecimila  euro  prevista  da
  questo  emendamento  la  destinazione  di  diecimila  euro  per  il
  capitolo  376541  che  già è capiente di 145 mila  euro  quindi  in
  realtà è un aumento di 10 mila euro di un capitolo che già è  molto
  capiente,  sembra  assolutamente insignificante e  peraltro  vorrei
  ricordare che questo capitolo da cui viene proposta la riduzione di
  diecimila euro afferisce alle spese dell'Assessorato che quest'anno
  a fronte del bilancio dell'anno scorso che prevedeva complessivi 85
  mila euro quest'anno viene già ridotto di 5 mila euro quindi già il
  Governo  ha voluto ridurre le spese dell'Assessorato rispetto  allo
  scorso anno di 5 mila euro, quindi siccome mentre  10 mila euro  in
  quel  capitolo non aggiungerebbero di fatto nulla visto che  è  già
  capiente  di  145 mila euro togliere diecimila euro per  spese  per
  consulente  giuridiche di Assessorato che già le abbiamo  decurtate
  per noi, diciamo, è sbagliato, quindi esprimiamo parere contrario.

   PRESIDENTE. Ritirato, va bene. Allora, sull'emendamento ALL.4.3 il
  parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Contrario, onorevole Savona?

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Sì, Presidente, anche qui il capitolo che si vuole impinguare è già
  di  388  mila  euro,  quindi 10 mila euro in  più  in  realtà  sono
  insignificanti   mentre  si  toglierebbero  10   mila   euro   alla
  possibilità  di  acquisto libri, riviste, e  giornali  su  supporto
  informativo.  Vorrei dire all'aula che se dovesse essere  approvato
  questo emendamento

   PRESIDENTE. Il PD lo ritira. Emendamento ALL.4.4.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Ritirato? A va bene. Presidente, ritirato.

   PRESIDENTE.   È  ritirato  pure?  Ritirato.  Insiste   su   questo
  emendamento? Parli al microfono.

   CATALFAMO.  Signor  Presidente, non l'ho ritirato,  non  ho  detto
  nulla io; anzi, chiedo la parola sul 4.4.

   PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole? Le sto dicendo che la  copertura
  è errata.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO. Signor Presidente, non rileva il fatto che il  capitolo
  sia  sbagliato,  non era questo l'obiettivo della presentazione  di
  questo  emendamento. Eravamo consapevoli del fatto che il  capitolo
  fosse vincolato, serviva soltanto, non volendo sottrarre risorse  a
  capitoli  relativi  a  categorie fragili per parlare  in  Aula  del
  problema sotteso a questo emendamento. Il problema sotteso a questo
  emendamento  è  il  fatto  che doverlo presentare  rappresenta  una
  sconfitta  per  tutti, perché i capitoli indicati sono  i  capitoli
  fondamentali per il funzionamento dell'assessorato beni  culturali.
  Già  nel  2021  -  e  mi  consta personalmente  perché  ho  seguito
  l'attività  dell'assessore e dell'assessorato  -  l'assessorato  ha
  dovuto  davvero  fare tantissime rinunce di fronte  a  innumerevoli
  istanze  del  Territorio. Si dava una risposta  importante  da  una
  parte  e  si  doveva  evitare di intervenire  su  tantissimi  altri
  fronti, lasciando tantissime criticità irrisolte.
   Ora,  rispetto ai capitoli del 2021, in questo momento, nel  2022,
  abbiamo degli stanziamenti ancora inferiori, e secondo me è inutile
  riempirci  la bocca con frasi del tipo la Sicilia è il  centro  del
  Mediterraneo,   la   Sicilia  è  la   culla   della   civiltà,   le
  stratificazioni  culturali nel corso dei millenni  dei  secoli,  la
  necessità  di  aumentare il turismo culturale, i  flussi  turistici
  esterni  e  interni, se poi arriviamo, nel momento in cui  dobbiamo
  dare  all'assessorato gli strumenti per potere  lavorare  e  invece
  diminuiamo i relativi capitoli.
   Pertanto,  la  presentazione  di  questo  emendamento  volutamente
  indicando  un capitolo vincolato, serve per chiedere al Governo  se
  non  ritiene necessario, utile, se non ritiene fondamentale di  qui
  alla  fine  di questa sessione finanziaria, intervenire  su  questi
  capitoli individuando le risorse per permettere all'assessorato  di
  potere  operare in serenità nei prossimi mesi. Aspetto una risposta
  da parte del Governo.

   PRESIDENTE.  Assessore  Samonà,  c'è  l'impegno  affinché  con  la
  finanziaria  si possa tentare di incrementare, compatibilmente  con
  le nostre situazioni finanziarie

   SAMONA,  assessore  per  i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Capisco  che questo emendamento cercando di prelevare delle risorse
  da  un  fondo vincolato non potrà essere ammesso, però in linea  di
  principio  quello che diceva l'onorevole Catalfamo è  assolutamente
  condivisibile  perché  si tratta di spese importanti,  come  quelle
  degli scavi archeologici o del restauro dei beni archeologici, come
  vedo  dal titolo dei capitoli che si chiede di incrementare,  e  mi
  sembra che il Governo dovrà, in sede di legge finanziaria, di legge
  di stabilità, prevedere adeguate risorse per queste spese. In linea
  di  principio  è condivisibile, anche se come diceva il  presidente
  Savona,  non  è  ammissibile per il tipo di fondo da  cui  dice  di
  attingere le risorse.

   PRESIDENTE. È inammissibile. Apprezziamo l'intervento del  Governo
  e lo rimettiamo alla valutazione in sede di finanziaria.
   Si passa all'emendamento ALL.4.1, pagina 22 e a seguire. Il parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAMONA,  assessore  per  i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Abbiamo  adesso  gli emendamenti fuori sacco di cui  poc'anzi  c'è
  stata  una lunga discussione, gli emendamenti ALL.4.2.1, ALL 4.2.2,
  ALL.4.2.3  e  ALL.4.2.4.  Li  pongo  in  votazione  con  il  parere
  favorevole del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Allora,  così come previsto dal decreto 118 del 2011 e  successive
  modifiche ed integrazioni, l'Assemblea procede all'approvazione dei
  singoli  programmi  all'interno  di  ciascuna  missione  così  come
  emendati.
   Si inizia dall'esame della missione 0 -  Disavanzo finanziario .
   Programma 0 Disavanzo finanziario.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'esame  della Missione 1 -   Servizi  istituzionali,
  generali e di gestione .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al  Programma 1 Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al  Programma 2 Segreteria Generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa   al   Programma  3  Gestione  economica,  finanziaria,
  programmazione e provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al   Programma 4 Gestione delle  entrate  tributarie  e
  servizi fiscali.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
   Si   passa   al   Programma  5  Gestione  dei  beni  demaniali   e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al  Programma 6 Ufficio tecnico .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  7  Elezioni e consultazioni  popolari  -
  Anagrafe e stato civile
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  12  Politica regionale  unitaria  per  i
  servizi istituzionali, generali e di gestione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 1,  Si  passa  all'esame  della
  Missione 4 -  Istruzione e diritto allo studio .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al Programma 1 -  Istruzione prescolastica .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  al  Programma  2   Altri  ordini  di  istruzione   non
  universitaria .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Edilizia scolastica .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 4  Istruzione universitaria .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 5  Istruzione tecnica superiore .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 6  Servizi ausiliari all'istruzione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 7  Diritto allo studio .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  al  Programma  8   Politica  regionale  unitaria   per
  l'istruzione e il diritto allo studio .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 4,  si  passa  all'esame  della
  Missione 5  Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si  passa  al  Programma 1  Valorizzazione dei beni  di  interesse
  storico .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa al Programma 2  Attività culturali e interventi  diversi
  nel settore culturale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Politica regionale unitaria per la tutela
  dei beni e delle attività culturali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 5,  si  passa  all'esame  della
  Missione 6  Politiche giovanili, sport e tempo libero .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al Programma 2  Sport e tempo libero .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  3   Politica regionale  unitaria  per  i
  giovani, lo sport e il tempo libero
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 6,  si  passa  all'esame  della
  Missione 7  Turismo .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al Programma 1  Sviluppo e valorizzazione del turismo .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  2  Politica regionale  unitaria  per  il
  turismo .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 7,  si  passa  all'esame  della
  Missione 8  Assetto del territorio ed edilizia abitativa .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al Programma 1  Urbanistica e assetto del territorio  .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 2  Edilizia residenziale pubblica e locale e
  piani di edilizia economico - popolare .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Politica regionale unitaria per l'assetto
  del territorio e l'edilizia abitativa .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 8,  si  passa  all'esame  della
  Missione  9   Sviluppo  sostenibile  e  tutela  del  territorio   e
  dell'ambiente .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al Programma 1  Difesa del suolo .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  2   Tutela,  valorizzazione  e  recupero
  ambientale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Rifiuti .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 4  Servizio idrico integrato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa   al  Programma  5   Aree  protette,  parchi  naturali,
  protezione naturalistica e forestazione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma 6  Tutela e valorizzazione delle  risorse
  idriche .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa   al   Programma  8   Qualità  dell'aria  e   riduzione
  dell'inquinamento .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  9  Politica regionale  unitaria  per  lo
  sviluppo sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 9,  si  passa  all'esame  della
  Missione 10  Trasporti e diritto alla mobilità
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al Programma 1  Trasporto ferroviario
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 2 " pubblico locale.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Trasporto per vie d'acqua .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 4  Altre modalità di trasporto .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 5  Viabilità e infrastrutture stradali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  6   Politica regionale  unitaria  per  i
  trasporti e il diritto alla mobilità .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 10, si  passa  all'esame  della
  Missione 11  Soccorso civile .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Si passa al Programma 1  Sistema di protezione civile .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  2   Interventi  a  seguito  di  calamità
  naturali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  3  Politica regionale  unitaria  per  il
  soccorso e la protezione civile .

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 11, si  passa  all'esame  della
  Missione 12  Diritti sociali, politiche sociali e famiglia .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si  passa  al Programma 1  Interventi per l'infanzia e i minori  e
  per asili nido .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 2  Interventi per la disabilità
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Interventi per gli anziani .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma 4  Interventi per soggetti a  rischio  di
  esclusione sociale
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 5  Interventi per le famiglie .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 6  Interventi per il diritto alla casa
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa al Programma 7  Programmazione e governo della rete  dei
  servizi sociosanitari e sociali
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 8  Cooperazione e associazionismo
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)
   Si  passa  al  Programma  10  Politica regionale  unitaria  per  i
  diritti sociali e la famiglia .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 12, si  passa  all'esame  della
  Missione 13  Tutela della salute .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
  corrente per la garanzia dei LEA.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa   al  Programma  2   Servizio  sanitario  regionale   -
  finanziamento   aggiuntivo  corrente  per  livelli  di   assistenza
  superiori ai LEA .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 4  Servizio sanitario regionale - ripiano di
  disavanzi sanitari relativi ad esercizi pregressi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa   al  Programma  5   Servizio  sanitario  regionale   -
  investimenti sanitari .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa   al  Programma  6   Servizio  sanitario  regionale   -
  restituzione maggiori gettiti SSN .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 7  Ulteriori spese in materia sanitaria .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 8  Politica regionale unitaria per la tutela
  della salute .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 13, si  passa  all'esame  della
  Missione 14  Sviluppo economico e competitività .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al Programma 1  Industria, PMI e artigianato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al Programma 2  Commercio - reti distributive -  tutela
  dei consumatori .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Ricerca e innovazione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  5  Politica regionale  unitaria  per  lo
  sviluppo economico e la competitività .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 14, si  passa  all'esame  della
  Missione   15    Politiche   per  il   lavoro   e   la   formazione
  professionale .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si  passa al Programma 1  Servizi per lo sviluppo del mercato  del
  lavoro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 2  Formazione professionale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Sostegno all'occupazione .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 4  Politica regionale unitaria per il lavoro
  e la formazione professionale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 15, si  passa  all'esame  della
  Missione 16  Agricoltura politiche agroalimentari e pesca .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si  passa  al  Programma 1  Sviluppo del settore  agricolo  e  del
  sistema agroalimentare .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 2  Caccia e pesca .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  al  Programma  3   Politica  regionale  unitaria   per
  l'agricoltura, i sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 16, si  passa  all'esame  della
  Missione 17  Energia e diversificazione delle fonti energetiche .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Si passa al Programma 1  Fonti energetiche .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 2  Politica regionale unitaria per l'energia
  e la diversificazione delle fonti energetiche .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 17, si  passa  all'esame  della
  Missione  18   Relazioni  con  le altre  autonomie  territoriali  e
  locali .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si  passa  al  Programma  1  Relazioni finanziarie  con  le  altre
  autonomie territoriali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma  2  Politica regionale  unitaria  per  le
  relazioni con le altre autonomie locali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 18, si  passa  all'esame  della
  Missione 19  Relazioni internazionali .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si  passa  al Programma 1  Relazioni internazionali e cooperazioni
  allo sviluppo .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 19, si  passa  all'esame  della
  Missione 20  Fondi e accantonamenti .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Si passa al Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 2  Fondo crediti di dubbia esigibilità .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Programma 3  Altri fondi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 20, Si  passa  all'esame  della
  Missione 50  Debito pubblico .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Si  passa  al  Programma 1  Quota interessi ammortamento  mutui  e
  prestiti obbligazionari .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al  Programma 2  Quota capitale  ammortamento  mutui  e
  prestiti obbligazionari .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 50, si  passa  all'esame  della
  Missione 60  Anticipazioni finanziarie .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si passa al Programma 1  Restituzione anticipazioni di tesoreria .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 60, si  passa  all'esame  della
  Missione 99  Servizi per conto terzi .
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
   Si  passa  al  Programma 1  Servizi per conto terzi -  partite  di
  giro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al Programma 2  Anticipazioni per il finanziamento  del
  Sistema Sanitario Nazionale
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Concluso   l'esame  dell'Allegato  4,  si  passa  alla   votazione
  dell'articolo 3 con il relativo allegato, così come emendato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Si passa quindi all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
                               Allegati

    1. Sono approvati i seguenti allegati:

    a) la nota integrativa (allegato 1);

    b) il  prospetto delle entrate di bilancio per titoli e tipologie
         per  ciascuno degli anni considerati nel bilancio  triennale
         (allegato 2);

    c) il  riepilogo  generale delle entrate per titoli per  ciascuno
         degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 3);

    d) il prospetto delle spese di bilancio per missioni, programmi e
         titoli  per  ciascuno  degli anni considerati  nel  bilancio
         triennale (allegato 4);

    e) i prospetti   recanti  i  riepiloghi  generali   delle   spese
         rispettivamente per titoli e per missioni per ciascuno degli
         anni considerati nel bilancio triennale (allegato 5/a-b);

    f) il  quadro  generale riassuntivo delle entrate (per titoli)  e
         delle spese (per titoli) (allegato 6);

    g) il  prospetto  dimostrativo dell'equilibrio  di  bilancio  per
         ciascuno  degli  anni  considerati  nel  bilancio  triennale
         (allegato 7);

    h) il   prospetto   esplicativo   del   risultato   presunto   di
         amministrazione (allegato 8);

    i) il  prospetto  concernente  la composizione,  per  missioni  e
         programmi,  del  fondo  pluriennale  vincolato  (allegati  9
         a/b/c);

    j) il  prospetto concernente la composizione del fondo crediti di
         dubbia  esigibilità per ciascuno degli anni considerati  nel
         bilancio triennale (allegato 10);

    k) l'elenco  delle  garanzie  principali o  sussidiarie  prestate
         dalla  Regione a favore di enti e di altri soggetti ai sensi
         delle leggi vigenti (allegato 11);

    l) il   prospetto  dimostrativo  del  rispetto  dei  vincoli   di
         indebitamento (allegato 12);

    m) l'elenco  dei  capitoli che riguardano le  spese  obbligatorie
         (allegato 13);

    n) l'elenco  delle  spese che possono essere  finanziate  con  il
         fondo di riserva per spese impreviste (allegato 14);

    o) l'elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato  di
         amministrazione presunto (allegato 15);

    p) l'elenco  analitico delle risorse vincolate nel  risultato  di
         amministrazione presunto (allegato 16);

    q) l'elenco  analitico delle risorse destinate agli  investimenti
         nel risultato di amministrazione presunto (allegato 17)».

    Si passa alla votazione dell'emendamento 4.1.

    PRESIDENTE. Presidente Savona, c'è un emendamento del Governo.

    SAVONA, presidente della Commissione. A firma di chi?

    PRESIDENTE. Del Governo.

    SAVONA, presidente della Commissione. E che cosa dice? Che io non
         ce l'ho.

    PRESIDENTE. Ragioneria generale.

    SAVONA, presidente della Commissione. Ragioneria generale?

    PRESIDENTE. Sì.

    SAVONA,   presidente   della  Commissione.  E   che   cosa   dice
         l'emendamento?

   PRESIDENTE.  Lo guardi. Allegati, tutti dati tecnici del  Governo.
  Dobbiamo prendere

   SAVONA,   presidente  della  Commissione.  Ma   questo   l'abbiamo
  approvato con parere favorevole, era per centocinquanta mila euro.

   PRESIDENTE.  No,  no,  l'emendamento 4.1,  la  pagina  successiva,
  Presidente Savona, è la pagina successiva, c'è un numero di  pagina
  sbagliato, è la pagina successiva.

   SAVONA, presidente della Commissione. Va bene. Parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Appunto, parere favorevole. Con il parere  favorevole
  della Commissione e del Governo lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so  bene  di
  cosa  stiamo  parlando, Presidente stiamo parlando dell'emendamento
  con  cui  il Governo si adegua alle prescrizioni fatte dal collegio
  dei revisori.
   Ora  stiamo introducendo un altro precedente Presidente, la  norma
  sulla  istituzione  del  collegio dei  revisori  l'ha  proposta  il
  Governo,  tra  l'altro  frutto di un accordo  con  lo  Stato  sulla
  istituzione  del  collegio dei revisori ai sensi  del  118.  Quella
  norma  individua  una  procedura, in  particolare  il  bilancio  di
  previsione  che propone il Governo viene sottoposto  all'esame  del
  collegio,  il collegio, là dove fa osservazioni o prescrizioni,  lo
  restituisce  alla  Giunta  di  Governo,  la  quale  può  come  dire
  condividere  le osservazioni e le prescrizioni, ma  può  anche  non
  condividerle,  e  quindi discostarsi motivando i motivi  della  non
  osservanza alle prescrizioni del collegio e inviarle in Aula.
   Ma  è  un  atto della Giunta, qui stiamo esaminando un emendamento
  dell'assessore che, in quanto assessore al Bilancio, sta proponendo
  una  modifica  al  bilancio di previsione sulle  parti  oggetto  di
  osservazione, che dal punto di vista procedimentale non è  conforme
  alla norma.
   Ora,  siccome  non  voglio fare chissà quali polemiche,  però  noi
  Presidente  abbiamo  già  fatto in  questa  manovra  una  serie  di
  accelerazioni,  li chiamo così, regolamentari, però  questa  è  una
  difformità  rispetto alla legge, non al regolamento, perché  ripeto
  occorreva  che  la  Giunta  di Governo, in  quanto  Giunta,  organo
  collettivo,   e  non  l'assessore  in  quanto  organo  monocratico,
  adeguasse a quelle prescrizioni con atto di Giunta.
   Io  pertanto  rilevo  il  vizio formale,  non  sto  discutendo  il
  contenuto,  sto mettendo in rilievo il vizio formale di  una  legge
  che  tra  l'altro  ha proposto il Governo, e la procedura  con  cui
  gestire  le  varie fasi dall'approvazione in Giunta  all'esame  del
  collegio  all'eventuale restituzione alla Giunta, è  una  procedura
  che ha proposto il Governo, senza che oggi la rispetti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, intanto le voglio  dire  che  la
  Giunta  ha  apprezzato il parere e ha fatto le modifiche  che  sono
  state  esaminate dalla Giunta  sì, sì, lasci perdere, è stato fatto
  in  Giunta,  le sto dicendo che è stato approvato in Giunta,  lasci
  perdere  la  forma. Si ricordi che siamo al 30 aprile, che  non  ci
  sono  più  altri  termini oltre i quali possiamo andare,  siamo  in
  prima  applicazione, certo il Governo non costituisce  -  e  glielo
  dico a nome della Presidenza - alcun precedente, e dobbiamo cercare
  di  andare avanti, poi se c'è una questione di forma, onorevole, le
  assicuro che non costituisce precedente, perché non c'è dubbio  che
  in  questa  prima  applicazione ci sono stati degli  incidenti  nel
  percorso  che  comunque si è ovviato. Il Governo ha preso  atto  di
  questo  parere, dichiaro che non costituisce un precedente,  questo
  non   costituisce   che   venga   verbalizzato,   non   costituisce
  assolutamente  un precedente a proposito del parere  dei  revisori,
  prego lei intende intervenire assessore Armao.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Si
  grazie,  solo per dare un chiarimento. Noi qui ci troviamo in  sede
  di  prima applicazione di questa normativa, che come bene ricordava
  l'onorevole Cracolici è una iniziativa legislativa del Governo, che
  il  Governo ben conosce, tant'è che appena pervenuto il parere  dei
  Revisori,   parere   favorevole  che  com'è  noto   conteneva   una
  prescrizione,  proprio  perché la norma  prevede  una  delibera  di
  Giunta e una motivazione solo nel caso di divergenza rispetto  alla
  prescrizione,  ma  nel  caso della ossequio  alla  prescrizione,  o
  comunque della conforme determinazione, si fa una modifica.
   E  di  fatto è stato deliberato di dare mandato all'Assessore  per
  l'economia,  lei  giustamente non conosce il testo della  delibera,
  perché  credo non sia stata ancora pubblicata, perché  ci  vogliono
  cinque  giorni, però io mi permetto di illustrarlo. Il testo  della
  delibera  diceva,  su proposta dell'Assessore  per  l'economia,  di
  prendere  atto  delle  risultanze  del  parere  favorevole   e   di
  condividere  la  prescrizione che, come voi  tutti  sapete,  è  una
  prescrizione  puramente  formale,  perché  atteneva  ad   un   dato
  puramente formale, e di dare mandato all'Assessore di presentare  i
  conseguenti emendamenti in Commissione  Bilancio' prima, ed in Aula
  dopo, in modo da fluidificare l'approvazione del testo.
   Quindi,  si  tratta di prima applicazione, la prassi  parlamentare
  non  la stiamo costruendo con questa vicenda, e che certamente  era
  un  atto  coerente perché, siccome la delibera ha cinque giorni  di
  pubblicazione,  poi  dev'essere comunicato alla Presidenza,  mentre
  più  agevole  era dare mandato, essendo un dato puramente  formale,
  all'Assessore per l'economia di presentare l'emendamento. Cosa  che
  è  stata  fatta,  e  mi sono mosso in assoluta  continuità  con  le
  indicazioni  della Giunta, pertanto non c'è nulla che non  sia  nel
  pieno rispetto della legge. Grazie.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    la
  ricostruzione  fatta  dal  Governo, e  segnatamente  dall'Assessore
  Armao, è falsa e tendenziosa. Falsa e tendenziosa perché, Assessore
  Armao,   la  ricostruzione  -  Presidente  Di  Mauro  -  è  oggetto
  dell'interpellanza  con  cui alla Camera dei  deputati  il  Partito
  Democratico ha chiesto la rimozione del Presidente della Regione  e
  lo scioglimento dell'Assemblea.
   L'articolo 6 della legge 1 del 2021 prevede espressamente  che  il
  disegno  di  legge  di bilancio arrivi in Assemblea  corredato  del
  parere  dei  Revisori  dei conti. In Aula il disegno  di  legge  di
  bilancio,  quando è arrivato, non aveva il parere dei Revisori  dei
  conti.   L'Assessore  Armao  fa  finta  di  nulla,  e  con   questa
  ricostruzione, costruita artatamente, fa una sorta di sanatoria del
  procedimento, perché il parere dei Revisori doveva arrivare  prima,
  e  nel caso in cui il parere conteneva delle prescrizioni la Giunta
  di  Governo  avrebbe  dovuto  o conformarsi  al  parere,  e  quindi
  ritrasmettere  nuovamente il disegno di legge di  bilancio,  oppure
  con  delibera  di  Giunta  motivare  le  ragioni  per  cui  non  si
  conformava al parere.
   L'articolo  6  della legge 1 del 2021, peraltro, è stata  proposto
  dal  Governo. Per noi l'interpretazione è chiara. Su questi aspetti
  penderà  la  decisione  del  Commissario  dello  Stato  che   potrà
  attivare,  se sussistono i requisiti ed i presupposti, la procedura
  di  rimozione del Presidente della Regione. Come dire,  per  quanto
  riguarda  la parte precedente: il fatto solo che la presidenza  dia
  atto  che c'è un precedente è agli atti che si è fatto così, è  una
  prassi  che  non  ha  -  a  nostro  giudizio  -  nessuna  copertura
  normativa.
   Ci  teniamo  che di questo intervento ne resti traccia a  verbale,
  anche perché nella seduta della Commissione  Bilancio' della Camera
  dei  deputati  che  si terrà la prossima settimana,  e  dove  verrà
  trattata   l'interpellanza  del  Partito  Democratico,  emergeranno
  ulteriori  conferme a questa impostazione che purtroppo  ahimè  non
  vede  il Governo neanche con un minimo di onestà intellettuale  che
  dovrebbe contraddistinguere i rapporti tra Parlamento e Governo.

   PRESIDENTE.  L'Assessore Armao ha chiesto di  intervenire.  Ne  ha
  facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, qualcuno potrebbe dire  che
   facciamo  schifo, non fino a questo punto'. E,  quindi,  ed  evito
  ulteriori commenti per carità di Patria, in un giorno particolare.
   Le   affermazioni   dell'onorevole   Barbagallo,   dispiace   che,
  accompagnate da tanta enfasi, da tanto livore, sono tanto  livorose
  quanto  prive di fondamento. Io non ho bisogno di dire che sono  né
  false, né tendenziose, sono soltanto giuridicamente scorrette e non
  temiamo  alcun tipo di confronto, in tutte le sedi, caro onorevole.
  In  tutte. Quindi, stia tranquillo, non c'è bisogno di caricare lei
  stia sereno, come si usa dalle vostre parti.

                           (Brusìo in Aula)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Stia  sereno,  come si usa dalle vostre parti; andiamo  a  tutti  i
  confronti  possibili. Se c'è qualche censura daremo  i  chiarimenti
  che  si devono. Mi pare che tutto questo, dopo una seduta che si  è
  svolta  con  grande  libertà, con grande confronto,  in  un  giorno
  importante  e con capacità di analisi e di condivisione  su  alcune
  cose, evidentemente, vuole rimettere il confronto su temi che nulla
  hanno a che vedere con il merito delle questioni, perché è noto che
  la  prescrizione aveva una valenza soltanto formale e che,  quindi,
  ancor più rende destituita di fondamento ogni ricostruzione, questa
  sì  totalmente  non  conducente e che si ferma  su  dati  puramente
  formali.
   Io  credo che i siciliani più di dati astrattamente formali  hanno
  bisogno  di  risposte veloci. Andiamo avanti, siamo  disponibili  a
  ogni  tipo  di chiarimento, ad ogni tipo di confronto in  tutte  le
  sedi.  Spero  che qui non siamo arrivati alle sedi che  ogni  tanto
  vengono  evocate,  ma  che  per  noi  sono  sedi  amministrative  e
  politiche e su queste andremo avanti.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 4.1.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, siccome da
  quel  che ci è dato sapere il bilancio è stato approvato in  Giunta
  il  12 e trasmesso ai revisori il 22, chiedo all'assessore come mai
  avete atteso 10 giorni prima di trasmettere il bilancio al collegio
  dei  revisori, lasciando poi ai revisori pochissime ore  per  poter
  valutare il bilancio stesso?

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
  punto  dell'onorevole Lupo, che ringrazio, mi consente di  dare  un
  chiarimento. Non c'è nessun tipo  intanto, non è il 22  ma  il  20,
  come si evince dalla lettura. Si evince , si, 19.50. Come si evince
  dal  testo dalla stessa relazione dei revisori, quello è il  giorno
  nel  quale  era  stata  pubblicata la delibera.  E'  evidente  che,
  essendo  prevista  una  pubblicazione della delibera,  la  delibera
  viene pubblicata i 5 giorni lavorativi successivi, il giorno in cui
  h  stata  pubblicata  la delibera di Giunta,  è  stata  mandata  la
  delibera  di  Giunta con il bilancio. E' chiaro  che  l'assessorato
  all'economia aveva il testo del bilancio, ma non poteva mandare  il
  bilancio senza la delibera approvativa. Anche perché nella delibera
  approvativa  ci  sono considerazioni, valutazioni,  quindi  se  voi
  andate a controllare, vedete che la delibera è stata pubblicata  il
  giorno  20  e il giorno 20 delibera e bilancio sono stati trasmessi
  ai revisori.
   Tenga conto, onorevole Lupo, che i revisori sono operativi dal  14
  aprile,  perché hanno rimosso alcune posizioni, io  l'ho  detto  in
  Commissione,  di incompatibilità, che giustamente sono sopravvenute
  in   termini   di   consapevolezza  soltanto  dopo  che   l'Ufficio
  legislativo e legale si è pronunciato.
   Tempestivamente e con grande rigore, i revisori hanno  rimosso  le
  cause  di  incompatibilità; se avessero esaminato atti, questo  sì,
  caro onorevole Barbagallo, in conflitto di interesse, come è emerso
  dal  parere,  cosa che neanche loro sapevano perché  il  parere  ha
  fatto  degli  approfondimenti e ha ritenuto  il fatto  che  abbiano
  svolto e svolga, svolgessero meglio ancora, revisione presso alcuni
  Comuni   determinasse  l'insorgere  di  un   conflitto.   Non   era
  esplicitato dalla legge, è intervenuto un parere che ha chiarito la
  questione. Il parere è stato da loro comunicato e devo dare atto ai
  Revisori che con grande tempestività hanno immediatamente  e chi mi
  conosce  sa  e  l'onorevole Cracolici, che era in  Commissione,  ha
  sentito  l'auspicio del Governo,  ma non avremmo voluto  ingenerare
  alcun   tipo   di  impressione  di  voler  svolgere  una   captatio
  benevolentiae nei confronti dei Revisori presentando un emendamento
  né  per la loro prosecuzione di attività, perché scadono entro fine
  anno,   cosa   che   a  nostro  modo  di  vedere  è   assolutamente
  inappropriata, né sul loro emolumento, perché il Governo aveva dato
  un emolumento certamente più coerente rispetto alle incompatibilità
  che  poi sono emerse. Per cui noi andiamo a chiedere alla gente  di
  rinunciare  ad attività professionali per poi dargli un  emolumento
  che certamente non è coerente.
   Detto  questo hanno risolto le loro incompatibilità il  14,  hanno
  avuto  quei giorni nei quali hanno lavorato sul riconoscimento  dei
  residui, quindi il problema dei residui che sono stati accertati  è
  un accertamento importante perché libera risorse e pagamenti, e poi
  hanno  immediatamente esaminato il bilancio con  grande  serietà  e
  professionalità.
   Siamo  in prima applicazione, esacerbare gli animi non credo serva
  a  nessuno.  Hanno fatto un ottimo lavoro, il parere  è  favorevole
  tranne  una  prescrizione  di ordine formale,  non  credo  -  fermo
  restando  che  la  politica ha tutta la dignità  e  il  diritto  di
  trovare  momenti  di incontro e di scontro, che fanno  parte  della
  dialettica  politica  -  che in questa fase  sia  utile  introdurre
  elementi. Ripeto, i cinque giorni - ha detto bene l'onorevole  Lupo
  -  nei  quali erano stati prospettate le questioni è dal 20  perché
  quel  giorno è stata pubblicata la delibera, quindi la trasmissione
  prima   sarebbe  stata  la  trasmissione  di  un  atto   a   titolo
  informativo;  certamente  è  chiaro che  i  Revisori  hanno  potuto
  lavorare pochi mesi prima del bilancio.
   Il  bilancio  della Regione, io lo dico in questi  giorni  in  cui
  tutti  parlano dell'acquisto di Twitter da parte di Elon Musk,  che
  ha  speso o sta spendendo 44 miliardi di euro per comprare Twitter,
  bene,  il  bilancio triennale della Regione è una volta e mezzo  il
  valore  di Twitter, quindi stiamo parlando di una massa finanziaria
  enorme,  di  un bilancio molto complesso e articolato. Hanno  fatto
  davvero un miracolo pur non avendo un background, quindi non avendo
  avuto  il giusto tempo nei mesi pregressi di studiare, approfondire
  e verificare.
   Dobbiamo  essere, credo, tutti convinti che siamo in una  fase  di
  prima  applicazione  dove  tutti  hanno  fatto  tutto  quello   che
  potevano,  da  noi si dice best wishes, cioè di più non  si  poteva
  fare.
   So  bene  che l'ottimo è oltre il buono ma credo che più di  tanto
  veramente non si poteva fare.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, la ringrazio, anche perché ci tengo
  a  rispettare in primis il richiamo garbato che lei ha  fatto  alla
  ripresa.
   Assessore  Armao,  oggi  per due, tre volte,  ha  ripetuto  sempre
   Questa è una giornata particolare . Lo sappiamo che è una giornata
  particolare,  no perché ripeterlo la quarta volta, la sensazione  è
  come  cercare  di strumentalizzare la giornata. L'ha ripetuto  uno,
  due,  tre,  ora  basta. Perché veramente poi diventa  fuori  luogo,
  anche  perché non c'entra nulla ripeterlo tre volte, magari quattro
  volte.
   L'onorevole  Barbagallo  ha sollevato una  questione,  noi  stiamo
  dando  il  nostro contributo ai lavori d'Aula, non stiamo chiedendo
  votazione  a scrutinio segreto, stiamo evitando di parlare,  quando
  viene   sollevato  con  toni  senza  nessuna  enfasi   particolare,
  l'onorevole Barbagallo ha fatto un intervento con l'enfasi normale,
  normale,  non  si  agiti, Assessore, la prego, non contribuisca  ad
  alimentare invece contrapposizioni, perché mi permetto di darle  un
  consiglio: meno parla meglio è. Meno parla meglio è, perché non  dà
  un contributo ai lavori.
   Lo  sa qual è la verità? Non c'è niente da ridere perché solo  per
  il  fatto  che  lei  rimarrà alla storia per  avere  esautorato  le
  Commissioni  dal  dibattito sulla finanziaria questo  rimarrà  alla
  storia. Cioè lei ha fatto fuori il lavoro delle Commissioni,  siamo
  qui  a  discutere  e  correre l'ultimo  giorno  utile.  Entro  oggi
  dovevamo approvare tutto, dovevamo avere approvato tutto. La verità
  qual  è? Che voi avete portato in Giunta, perché non è il problema,
  onorevole Barbagallo, il venti; la verità è che loro o il 22 perché
  poi  gli piace fare il professore in queste cose, venti o ventidue,
  hanno portato in Giunta giorno dodici la delibera, ve lo ricordate,
  di approvazione di tutto. Ma cosa c'era in quella delibera? Niente
  Era una delibera vuota. La verità è questa: che in quella carpetta,
  perché  l'avete aperta tutti, abbiamo verificato tutti,  non  c'era
  nulla;  hanno  messo  un  titolo senza nulla  dentro,  senza  nulla
  dentro.  La verità è questa. Dopodiché poi l'hanno ripubblicata  il
  venti,  quando hanno iniziato a riempirla di contenuti; è  arrivata
  ai  revisori quando non ne potevamo fare a meno. Non ha mai parlato
  nei  suoi  interventi, spero che lo faccia a  seguire,  del  motivo
  perché  lei non ha dotato il Parlamento, la Regione del Regolamento
  di contabilità, non ne ha fatto mai cenno.
   Ora  se  lo  ricordi questo, così  non mi serve subito  il  motivo
  perché  un  obbligo  che  ha  lei, che avete  dal  punto  di  vista
  normativo di adottare il Regolamento di contabilità  sì,  è  finita
  la  legislatura, quattro anni, cinque anni e lei non è  riuscito  a
  farlo,  niente,  non è riuscito a farlo, non è  riuscito  a  farlo,
  quindi,   la  prego  la  smetta,  la  supplico,  siccome   dobbiamo
  sbrigarci,  di  andare  avanti,  di  non  mettere,  di  non  creare
  ulteriori contrapposizioni.
   Noi  vogliamo  agevolare  i  lavori della  Presidenza,  veramente,
  vogliamo agevolare, ma la smetta di fare il primo della classe e la
  smetta  di  riprendere  quei  pochi  interventi  che  facciamo  per
  svolgere il nostro ruolo. Già si è passato il lusso e il piacere di
  toglierci la possibilità di svolgere il ruolo di parlamentari nelle
  Commissioni.  La smetta di provare a toglierci il ruolo,  anche  di
  svolgere  il  ruolo  di  deputati  di  opposizione  di  quest'Aula,
  accusandoci di essere o di mettere troppa enfasi o di essere troppo
  aggressivi o non so cosa. Meno parla meglio è e prima finiamo.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 4.1 di cui si
  è ampiamente discusso.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento ALL.13.1, a firma  dell'Assessore,  del
  Governo.

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 4.2, che riguarda un fatto tecnico,  di
  cui alleghiamo il parere dei revisori.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla votazione l'articolo 4, con i relativi allegati così
  come modificati da tutti gli emendamenti approvati.
   E'  posto  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                Totale generale del bilancio triennale

   1. E' approvato in 21.306.602.947,46 euro in termini di competenza
  ed  in  23.399.608.828,66  euro in  termini  di  cassa,  il  totale
  generale  dell'entrata  e della spesa del  bilancio  della  Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2022.

   2.   E'   approvato  in  19.276.726.656,99  euro  in  termini   di
  competenza,  il  totale generale dell'entrata  e  della  spesa  del
  bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2023.

   3.   E'   approvato  in  19.090.348.924,29  euro  in  termini   di
  competenza,  il  totale generale dell'entrata  e  della  spesa  del
  bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2024».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2022.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Non  essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  sospende  l'esame del disegno di legge n.  1224   Bilancio  di
  previsione della Regione siciliana per il triennio 2022/2024  prima
  del  voto finale per passare all'esame del disegno di legge n. 1234
   Legge di stabilità regionale 2022/2024".
   La  seduta è sospesa e riprenderà lunedì 2 maggio 2022,  alle  ore
  17.00. (*)
   Il  termine per gli emendamenti è fissato a lunedì 2 maggio  2022,
  alle ore 12.00.

    La seduta è sospesa alle ore 17.14 di sabato 30 aprile 2022 (*)

   (*)  D'ordine  del Presidente dell'Assemblea, con  e-mail  del  1
  maggio 2022 indirizzata a tutti i deputati, la ripresa della seduta
  è stata differita a martedì 3 maggio 2022, alle ore 10.30.

   (La  seduta,  sospesa alle ore 17.14 di sabato 30 aprile  2022,  è
  ripresa alle ore 10.32 di martedì 3 maggio 2022)

   La seduta è ripresa.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Lagalla.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è sospesa e  riprenderà  alle  ore
  11.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.32, è ripresa alle ore 11.39)

   La seduta è ripresa.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Pullara ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente,  una doverosa informativa  all'Aula  su  alcuni
  elementi  che  sono  essenziali - credo  -  ai  fini  del  corretto
  inquadramento dell'esame dei documenti contabili, così come è stato
  già  avviato  nella precedente seduta e, quindi,  integrativa  come
  comunicazione di quanto già illustrato in discussione generale  sui
  disegni  di  legge di bilancio e di finanziaria, meglio  ancora  di
  stabilità.
   A seguito di un serrato confronto col Ministero dell'Economia e di
  un  analitico  e puntuale approfondimento svolto dagli  Uffici  dei
  dipartimenti    Finanze,    Ragioneria    generale    e    Bilancio
  dell'assessorato, sono emerse significative risultanze finanziarie,
  successive  all'approvazione dei documenti finanziari in  Giunta  e
  dalla conseguente presentazione all'Assemblea degli stessi.
   A  tale  approfondimento  ha  giovato anche  la  proficua  analisi
  esposta nel parere dei revisori dei conti. Tali positive risultanze
  consentono  per un verso di reintegrare la piena utilizzabilità  di
  taluni strategici stanziamenti in bilancio, senza quindi provvedere
  ad  alcun congelamento tecnico delle risorse, anche in correlazione
  di   quanto   emerso   nell'ultimo   dibattito   parlamentare.   Le
  integrazioni,  con  l'effetto di determinare  ingenti  sblocchi  di
  spesa,  proposte  con emendamenti presentati dal Governo  a  valere
  sulle   entrate  tributarie,  vanno  ripartite  su  due  principali
  imposte; stiamo parlando di entrate, quindi.
   IVA.  In data 27 aprile 2022, il Ministero dell'Economia ha,  dopo
  un  approfondito  confronto  e su sollecitazione  del  dipartimento
  Finanze, comunicato anticipatamente rispetto all'ordinario  termine
  di  trasmissione, il valore del conguaglio, a saldo  per  il  2020.
  Come  voi  sapete, noi computiamo le entrate con  un  conguaglio  a
  saldo  biennale, per cui noi sappiamo esattamente quant'è l'importo
  relativo al 2020 solo dopo che viene comunicato se il conguaglio  è
  positivo  o negativo. Bene, tale valore, a fronte di una previsione
  negativa  di  circa 200 milioni di euro per il 2022, a seguito  del
  richiamato conguaglio, si riduce drasticamente sino a 30 milioni di
  euro.  Tale  modifica consente, quindi, una minore riduzione  della
  previsione in bilancio delle entrate dell'IVA relativa al 2022, che
  passa, conseguentemente, da 2 miliardi a 2 miliardi e duecento mila
  euro.  Ne  discende, pertanto, che la nuova previsione sul  2022  -
  ripeto,  sono  dati  che il MEF ci ha comunicato  il  27  aprile  -
  determina un ribaltamento integrativo anche sulle previsioni di 200
  milioni  di  euro  per  il  2023  e il  2024.  Quindi,  si  tratta,
  distribuiti in tre anni, di 600 milioni di euro.
   IRES.  A seguito degli approfondimenti e confronti con le autorità
  finanziarie e su proposta del dipartimento Finanze del 2 maggio,  è
  stata incrementata la previsione da entrata di detto tributo di  70
  milioni  di  euro,  nella  considerazione  che  l'andamento   medio
  dell'ultimo  triennio si è attestato a circa 490 milioni  di  euro.
  Pertanto, questo può giustificare l'aggiornamento di una previsione
  per  il  2022, che era di 350 milioni di euro, stima che, a seguito
  di  detti  confronti, risulta eccessivamente prudenziale  e  che  è
  stata  integrata fino a 420 milioni di euro, rendendo la previsione
  più  strettamente correlata all'andamento del tributo del  triennio
  precedente  e  non  rinvenendosi più elementi per  una  contrazione
  della previsione.
   Alla  luce  di  quanto sopra, e volendo tener conto  dell'esigenza
  emersa  durante  il  dibattito d'Aula da parte di  tutte  le  forze
  politiche, il Governo ha presentato alcuni emendamenti, di cui  uno
  relativo  all'esercizio  2022,  dell'importo  complessivo  di   220
  milioni di euro, che determinerà lo sblocco integrale di spesa  per
  il  fondo per la disabilità, impegno che il Governo aveva  preso  e
  oggi  rispetta  di  fronte al Parlamento e,  anche  di  quello  dei
  teatri, e invece di buona parte di quello relativo ai contributi di
  parte  corrente in favore dei comuni e dei liberi consorzi. Quindi,
  uno  stress minore per la struttura delle autonomie locali. Mentre,
  un altro consentirà di sbloccare per gli esercizi 2023 e 2024 quota
  parte  della  spesa  per il fondo di stabilità  e  ripristinare  la
  triennalità per i teatri e, in quota parte, per i Comuni  e  liberi
  consorzi, offrendo prospettive finanziarie prima non rinvenibili  e
  che, sostanzialmente, segnano un significativo passo avanti.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Tanto  rispetto  alle  rimanenze finanziarie -  buongiorno,  signor
  Presidente  -  dovevo  dare all'Assemblea  e,  pertanto,  tanto  ho
  rassegnato.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Buongiorno, onorevole  Presidente;
  buongiorno a tutti.
   C'è un emendamento. E' stato distribuito questo?
   Dobbiamo   votare   l'emendamento   che   ha   illustrato   adesso
  l'Assessore,  il  117.1. Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'esame del disegno di legge di  stabilità
  regionale 2022/2024.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.

                                Art. 1.

    Disposizioni attuative dell'accordo stipulato tra lo Stato e la
    Regione il 14 gennaio 2021 ai sensi dell'articolo 7 del decreto
    legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 in materia di contenimento
                        strutturale della spesa

   1.  Al  comma  2 dell'articolo 1 della legge regionale  15  aprile
  2021,  n. 9 le parole  con cadenza trimestrale a decorrere  dal  15
  giugno 2021  sono sostituite con le parole  alla data del 30 giugno
  e  del  31 ottobre di ciascun anno, entro i successivi venti giorni
  lavorativi .

   2.  Al  comma  2 dell'articolo 4 della legge regionale  15  aprile
  2021, n. 19 dopo le parole:  L'inosservanza delle disposizioni  del
  presente  comma  ed il mancato raggiungimento degli  obiettivi  del
  piano di rientro comporta la revoca degli organi di amministrazione
  delle  società   sono  aggiunte le parole   e  degli  enti  di  cui
  all'articolo  1  della  legge regionale 15 maggio  2000,  n.  10  e
  successive modificazioni.

   3. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 11 agosto 2017
  n. 16 e successive modificazioni è sostituito dal seguente
    3.  Gli  organi di amministrazione degli enti, istituti, aziende,
  agenzie,  consorzi  ed  organismi  regionali  comunque  denominati,
  sottoposti  a  tutela  o  vigilanza della Regione  o  che  ricevono
  comunque contributi regionali, fatti salvi gli enti finanziati  con
  il  fondo  sanitario  regionale, che  non  adottano  il  rendiconto
  generale  o  il  bilancio d'esercizio entro il 30 giugno  dell'anno
  successivo  decadono e non hanno diritto al compenso  previsto  per
  l'esercizio delle funzioni nell'anno in cui è rilevata la sanzione.
  L'Amministrazione    regionale   che    esercita    la    vigilanza
  amministrativa nomina entro trenta giorni uno o più commissari  per
  la  gestione  dell'ente,  per l'immediata  adozione  del  documento
  contabile  e  per  la ricostituzione dell'organo di amministrazione
  decaduto.  Qualora, decorso l'indicato termine  di  trenta  giorni,
  l'Amministrazione  che  esercita la  vigilanza  amministrativa  non
  abbia  provveduto alla nomina del commissario o dei commissari,  vi
  provvede la Giunta Regionale di Governo, su proposta dell'Assessore
  regionale  per l'economia, mediante nomina di dipendenti regionali,
  in servizio ed in quiescenza. .

   4.  Al  comma  1 dell'articolo 50 della legge regionale  7  maggio
  2015, n. 9 le parole  20%  sono sostituite dalle parole  35% .

   5.  A  decorrere dall'entrata in vigore della presente  legge,  la
  carica  di Garante per l'erogazione delle prestazioni del Fondo  di
  quiescenza,  di  cui all'articolo 12 del D.P.  Reg.  n.  14/2009  e
  s.m.i.  è  onorifica. Essa può dar luogo esclusivamente al rimborso
  delle spese sostenute, debitamente documentate, nei limiti previsti
  per  i  dirigenti dell'Amministrazione regionale e a un gettone  di
  presenza  che  non  può superare l'importo  di  30  euro  a  seduta
  giornaliera, per un massimo di due sedute mensili. L'onere  di  cui
  al punto 1 resta a carico del bilancio del Fondo di quiescenza.

   6. L'Ufficio speciale Recupero Crediti derivanti da sentenze della
  Corte dei Conti, istituito con deliberazione di Giunta Regionale n.
  193  del 16 maggio 2019, è soppresso e le funzioni e i compiti allo
  stesso   ascritti,  unitamente  al  personale  in  servizio,   sono
  trasferiti  all'Ufficio speciale di cui all'articolo  20,  comma  6
  ter,  della  legge regionale 12 maggio 2010, n.  11   e  successive
  modificazioni  ed  integrazioni  che  assume  la  denominazione  di
  Ufficio  speciale  delle  liquidazioni  e  delle  esecuzioni  delle
  pronunzie della Corte dei Conti .

   Ci sono interventi?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io le  chiedo  -
  considerata la eccezionalità della procedura che, fin qui,  abbiamo
  seguito e anche alla luce delle ultime considerazioni che ha appena
  fatto  il Governo, nel senso che sono state apportate nuove entrate
  che  riducono,  diciamo,  il peso degli accantonamenti  che,  com'è
  noto,  è  di  oltre un miliardo di euro tra bilancio e finanziaria,
  quindi,  abbiamo un meno duecentottanta milioni di euro, ho capito,
  da questo articolo che abbiamo appena votato - di considerare anche
  l'opportunità  di,  come dire, poter ragionare  sull'insieme  della
  finanziaria,  anche  se, formalmente, diciamo, la  discussione  era
  unificata tra bilancio e finanziaria, però, lei per primo  sa  che,
  di  fatto, ci siamo occupati del bilancio ma non abbiamo, di fatto,
  considerato  Quindi la mia è una questione, in questo momento,  sto
  intervenendo

   PRESIDENTE.   Non  che  ci  siano  problemi.  Siamo  all'articolo,
  l'intervento  lo  facciamo sull'articolo 1, ma ognuno,  ovviamente,
  dice quello che vuole.

   CRACOLICI.  Quindi, facciamo la discussione generale, la  facciamo
  sull'articolo 1.

   PRESIDENTE.  La  facciamo sull'articolo 1 perché tornare  indietro
  non si può.

   CRACOLICI. Va bene, va bene. Ci mancherebbe.

   PRESIDENTE. Mi va benissimo.

   CRACOLICI. Questo va bene. Poi mi iscrivo a parlare. Dopo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Presidente della  Regione,  assessori,
  onorevoli colleghi, il Governo porta buone notizie e questo non può
  che  rallegrarci, visto che le entrate aggiuntive consentiranno  di
  dare  ristoro  a  categorie  svantaggiate,  ai  comuni,  ai  liberi
  consorzi.
   Noi,  però,  signor  Presidente,  vorremmo  conoscere  tutti   gli
  emendamenti  che il Governo intende presentare. Al  momento,  ne  è
  stato  presentato  solo  uno, il 117.1. Posso,  signor  Presidente?
  Dicevo,  chiediamo  di  conoscere tutti gli emendamenti  aggiuntivi
  rettificativi  che  il Governo ha annunciato  per  una  valutazione
  complessiva  della manovra, perché è chiaro che se  oltre  settanta
  milioni  di  euro   già  votati, che  riguardano  l'Ires,  c'è  una
  maggiore entrata di seicento milioni di euro nel triennio derivanti
  dall'IVA, così come veniva detto dall'assessore Armao, serviranno a
  coprire  alcune  difficoltà che riguardavano il  sostegno  per  gli
  interventi per i disabili, comuni, enti locali; indubbiamente, sono
  buone  notizie  e  noi, di questo, ci rallegriamo.  Però,  vorremmo
  conoscere  anche  i  documenti contabili,  perché  gli  emendamenti
  annunciati    stravolgono,    positivamente,    l'impianto    della
  documentazione di cui, al momento, disponiamo.
   Quindi  se, per favore, può fare distribuire tutti gli emendamenti
  che il Governo ha annunciato.

   PRESIDENTE.   Allora,  intanto,  il  Governo  ha  annunciato   che
  presenterà  degli emendamenti, ma che ancora non li abbiamo.  Cioè,
  per  adesso,  ce  n'è  uno  solo. Peraltro,  questa  materia  andrà
  affrontata  all'articolo  22. Quindi, noi  possiamo  aspettare,  se
  volete,  che  arrivino, ma devono arrivare da qui all'articolo  22.
  Per  cui,  li distribuiamo, certamente, in tempo e anticipatamente.
  Questo   è   ovvio,   come  facciamo  sempre,   però,   ci   stiamo
  particolarmente attenti. Perché è ovvio quello che voi  dite  ed  è
  giusto,  per cui bisogna assolutamente stare attenti a che  voi  li
  abbiate prima, ma ancora non sono presentati.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io, invece, con questo  intervento
  voglio  entrare  nel  merito della manovra, che  per  quanto  possa
  essere  di  lacrime  e  sangue, perché  è  evidente  che  siamo  in
  presenza,  malgrado  questi 280 milioni  di  euro,  che  certamente
  riducono la sofferenza e l'incertezza del nostro bilancio   ricordo
  a  me  stesso  che tra bilancio e finanziaria, per la prima  volta,
  abbiamo  un  accantonamento di oltre un miliardo di  euro.  Quindi,
  anche  tutte  le eventuali cosiddette spese che noi  prevediamo  di
  fare  nell'arco dell'anno finanziario, in realtà, sono sub  iudice,
  perché  non  è  dato e non è certo che, da qui a fine anno,  queste
  risorse  siano  effettivamente operative. Quindi, questo  crea  una
  situazione di incertezza che è sotto gli occhi di tutti.
   Ma al di là di questo, che è un aspetto sostanziale, quello che mi
  colpisce  di  questa  manovra  è  che,  a  fronte  di  un   momento
  particolare - è di ieri l'iniziativa del Governo nazionale, che da
  mi  ascolta,  signor Presidente? Mi ascolta  che da contezza  della
  gravità  della situazione economico e sociale del Paese, tanto  che
  siamo  arrivati a un'iniziativa che credo non abbia precedenti,  in
  cui  28 milioni di Italiani riceveranno un contributo straordinario
  di  200 euro, proprio che testimonia la particolare gravità sociale
  in  cui  ci  apprestiamo  a  vivere nelle prossime  settimane,  nei
  prossimi  mesi;  addirittura, andiamo verso una fase potenziale  di
  recessione,  di  stagnazione, per cui anche  le  nostre  previsioni
  cosiddette  connesse  al  DEFR sono di  fatto  già  oggi  messe  in
  discussione  dalle  nuove previsioni, anche  di  entrate,  sia  per
  quest'anno  che  per il prossimo anno - dicevo,  dinnanzi  a  tutta
  questa  situazione,  mi sarei aspettato che, un  po'  così  come  è
  avvenuto  nel 2019, quando di fronte alla gravità della  condizione
  che  stavamo  per  vivere, nel 2020, cioè la  cosiddetta  emergenza
  Covid, la Regione fece una scelta - anche lì, importante dal  punto
  di   vista   dell'impatto  comunicativo,   meno   poi   sul   piano
  effettivamente operativo - che utilizzò fondi extra regionali, FSC,
  fondi  comunitari, per fare fronte all'emergenza  sociale  connessa
  all'emergenza pandemica: una serie di aiuti, contributi.
   Faccio  una premessa. Alcune di quelle misure che abbiamo previsto
  nella  legge finanziaria 2010, ad oggi, ad oggi e siamo al 3 maggio
  2022, non hanno trovato alcuna attuazione, con la conseguenza di un
  ulteriore elemento paradossale. Per cui, malgrado il Parlamento  si
  sia  sforzato,  anche con uno spirito abbastanza  unitario,  perché
  l'emergenza  non  è  né  di  destra, né di  sinistra,  emergenza  è
  emergenza,  ma  le scelte per affrontare l'emergenza sono  connesse
  alle politiche e le politiche non sono neutre: sono o di destra,  o
  di  sinistra, o di centrodestra o di centrosinistra, ma chiaramente
  hanno un segno. In quella finanziaria, in qualche modo, si provò  a
  costruire  un  equilibrio  sociale che  mettesse  insieme  imprese,
  famiglie, operatori sanitari, aiuti alle categorie, proprio  perché
  guardavamo  all'insieme della società. Ho usato la parola  famiglie
  non  a  caso,  perché  in  quel  momento  c'eravamo  anche,  signor
  Presidente, le ricordo che siamo in finanziaria e i termini per  la
  discussione sono un po' più elastici.

   PRESIDENTE.  A meno che non sia strettamente necessario,  vorremmo
  mantenere quelli, però, ha ragione. Prego.

   CRACOLICI.  Dicevo famiglie, non a caso, perché una  delle  misure
  che  facemmo con la legge finanziaria del 2020 apriva, per la prima
  volta,  anche attraverso l'IRFIS, che non è una struttura, diciamo,
  idonea, in tal senso, perché si occupa di imprese, ma aprì, per  la
  prima  volta, la possibilità di accesso a un credito agevolato  per
  fare  fronte  alle difficoltà dei bilanci di ogni  famiglia  di  un
  credito  agevolato,  abbattendo gli  interessi,  per  fare  fronte,
  appunto,  alla  crisi  che, in quel momento,  avevamo.  Crisi  oggi
  aggravata, una per tutte, dal caro bollette, che è una delle  spade
  di  Damocle che, come dire, è sulla testa di migliaia e migliaia di
  famiglie oltre che di imprese, e tuttavia quella norma non  ha  mai
  avuto  alcuna,  non  attuazione, ma  nemmeno,  diciamo,  verificata
  l'ipotesi di fattibilità sul piano operativo.
   C'eravamo  persino,  seppure  in  via  informale,  avevamo   anche
  ipotizzato  che quella misura potesse essere attuata attraverso  le
  Poste  Italiane,  con  un'apertura  immediata  e  quindi  con   una
  semplificazione  di  accesso a quelle misure e  all'attuabilità  di
  quella misura, dopodiché, dopo due anni, siamo al silenzio.
   Non  parlo di tutte, ma alcune delle misure che riguardano  alcune
  categorie,  gli edicolanti, le agenzie di stampa, cioè  abbiamo  la
  legge ma non trova attuazione, quindi, la prima preoccupazione  che
  abbiamo  è "ma siamo sicuri che quando facciamo una legge  poi  c'è
  qualcuno  che la attua?". Siano essi i Comuni, eccetera,  eccetera.
  Allora,  perché pongo questo tema rispetto al tema  di  cui  stiamo
  parlando  oggi? Perché io penso che un Governo, che tra l'altro  si
  avvia,  è  l'ultima finanziaria - aggiungo io, per  fortuna  -   di
  questa  legislatura, ma mi sarei aspettato, al di là delle tragedie
  greche  raccontate attraverso questi accantonamenti, queste attese,
  io  l'ho  detto  all'assessore, l'ho detto nel mio  intervento,  la
  volta   scorsa,  se  la  legge  finanziaria  che   è   stata   oggi
  presentata... Vorrei, ancora oggi, capire qual è la differenza  che
  ci  sarebbe  stata se fosse stata presentata agli inizi di  gennaio
  rispetto  a  quella  attuale, perché anche agli  inizi  di  gennaio
  sapevamo  che avremmo potuto fare una finanziaria con  delle  poste
  accantonate.  Alla  fine, ci siamo dati quattro mesi  di  esercizio
  provvisorio  perché  eravamo  nella certezza  o  nella  ragionevole
  consapevolezza  che  molte  di  quelle  situazioni   si   sarebbero
  sbloccate.  Una  si  è  sbloccata  il  28  aprile,  abbiamo  appena
  ascoltato,  ma  credo  che  se  avessimo  avuto  a  quel  punto  la
  finanziaria  a  inizio dell'anno avremmo fatto una  finanziaria  lo
  stesso  con  gli  accantonamenti, ma non  con  questa,  come  dire,
  frenesia  con  cui  siamo  stati  costretti  ad  affrontare  questo
  passaggio che è un passaggio delicato.
   Io  sento che c'è un grande buco: questa finanziaria non parla  ai
  problemi  reali  della vita delle persone, cosa che avremmo  potuto
  fare,  ripeto, non tanto utilizzando le poste di bilancio  proprie,
  ma  come  fu  fatto nel 2020 provando ad articolare  una  serie  di
  risorse  che sono provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione  e  dai
  fondi  cosiddetti  extraregionali per  fare  fronte  all'emergenza,
  invece  no,  ci  siamo limitati a fare un'operazione  di  strumento
  diciamo burocraticamente contabile, senza, come dire, che parli poi
  realmente  ai  problemi  nuovi  e  vecchi  dei  siciliani,  in  più
  aggiungendo incertezza perché tutto quello che faremo non  è  detto
  che lo finanzieremo, per le condizioni che sono state qui evocate.
   Ecco   perché  chiedo  al  Governo,  durante  l'esame  di   questa
  finanziaria, di consentire una elasticità finanziaria che  consenta
  anche   nell'impiego   di  fondi  extra  regionali,   dandone   una
  destinazione,  in  qualche modo, certa  e  definita,  che  prova  a
  parlare  ai siciliani, perché questa finanziaria parla a una  parte
  dei  siciliani, soltanto perché rende incerto quello che succederà.
  Dai  forestali, ai consorzi di bonifica, dai precari, gli  Asu,  ai
  Comuni, eccetera.
   Aggiungo,  in  questa manovra all'articolato, così  come  è  stato
  presentato,  sono  stati fatti dei rilievi, da parte  degli  Uffici
  dell'Assemblea  Regionale; alcuni, col garbo  istituzionale  che  è
  proprio  di un Ufficio di supporto all'Assemblea regionale è  stato
  posto  e  sottoposto  alla  valutazione  del  proponente,  cioè  il
  Governo,  insisto  sul proponente, perché fino  a  ieri  molti  dei
  problemi che venivano posti dagli Uffici venivano in parte  risolti
  dal  lavoro in Commissione, oggi non abbiamo questo passaggio,  per
  cui  il  Governo, alla luce dei chiarimenti chiesti  dagli  Uffici,
  sulle coperture, sull'applicabilità di norme che possono essere sub
  judice  oggetto di normativa, una per tutti quella delle  Zes,  per
  capirci.  Misure  di  aiuto, notifiche all'Unione  Europea  per  il
  regime  d'aiuto, quindi, noi abbiamo una finanziaria, anche per  le
  poche   parti   che   sono  contenute  in   questa   manovra,   che
  sostanzialmente,  alla  luce proprio della  richiesta  fatta  dagli
  Uffici.
   Non  sappiamo  quali  sono le risposte che  l'amministrazione  sta
  offrendo  all'Assemblea per superare quei chiarimenti,  che  non  è
  cosa   di  poco  conto  se  si  considera  che  su  diverse   norme
  dell'articolato sono sottoposte all'esame, cioè gli Uffici chiedono
  alla  Presidenza di garantire che  quelle richieste di  chiarimenti
  vengano  offerte  delle risposte esaustive al fine  di  superare  i
  rilievi  o  i  chiarimenti posti, ma ad oggi  non  abbiamo  nessuna
  risposta a quei chiarimenti chiesti dagli Uffici dell'Assemblea.
   Siccome credo, Presidente e chiudo, non voglio farla lunga,  visto
  che ho sentito che oggi, alle 15.00 dovremmo chiudere? Non si fanno
  più le bonifiche?

   PRESIDENTE. Per quanto mi riguarda la giornata di oggi è  normale,
  possiamo continuare sino alle 17.00, 18.00.

   CRACOLICI.  Avevamo  sentito  che oggi  alle  15.00,  si  chiudeva
  l'Assemblea per ragioni di sicurezza.

   PRESIDENTE.  Ah  scusate, me lo sta dicendo ora,  non  lo  sapevo.
  Entro le 16.00, allora.

   CRACOLICI.  A Qualunque ora  è insomma per non farci,  però  visto
  che è probabile è ipotizzato il rinvio al 9?

   PRESIDENTE. Finisca il suo intervento e ne parliamo.

   CRACOLICI.  No, perché chiederei, che da qui a quando  riprendiamo
  dopo  la  pausa,  il  Governo, faccia,  dia  conseguenza  a  quella
  richiesta   di   chiarimenti,  predisponendo  prima  le   eventuali
  osservazioni o controdeduzioni che il Governo farà, in maniera tale
  da  sapere  di che cosa parliamo. Aggiungo, ripeto, il  Governo  ci
  offra  da qui al 9 la possibilità di capire quanti dei fondi  extra
  regionali sono potenzialmente attivabili, al fine di dare a  questa
  finanziaria un carattere anche di risposte sociali.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, come vede le ho dato 15 minuti  e
  li  ha  fatti tutti. Devo, visto che non stiamo neanche andando  in
  Commissione, mi sembra corretto che si dia il tempo a  chiunque  di
  parlare. Prego tutti di essere più coincisi possibile nel senso che
  se  proprio  non è necessario, evitare di arrivare a 15 minuti.  Ma
  non  posso  negarlo  visto  che abbiamo già  negato  il  lavoro  in
  Commissione,  e  non  mi  sento  di  negarlo  anche  quello  che  è
  Regolamento d'Aula.
   Vorrei  dire  che,  se noi riusciamo, se noi andiamo  al  9  è  un
  problema che io ho ricevuto da un po' di tutti voi, quindi tutti mi
  chiedono di andare direttamente a lunedì prossimo.
   Per  me  non  ci sono problemi, però dobbiamo capire che,  se  noi
  andiamo   a   lunedì  dobbiamo  sapere  che  entro  l'11   dobbiamo
  completare.
   Quindi,  se io ho un impegno di tutti per potere concludere  l'11,
  altrimenti dobbiamo venire qui il sabato. Sabato prossimo, in  modo
  da avere 4 giorni di tempo per potere finire il tutto. Io ho appena
  finito questi interventi farò una Capigruppo e ne discuterò  con  i
  Capigruppo, e vedremo che cosa si può fare. Per cui io mantengo  il
  tempo  di  15 minuti, pregando tutti i colleghi di non considerarlo
  obbligatorio,  ma  soltanto facoltativo,  dopo  di  che  finita  la
  mattinata,  ci riuniremo con i Capigruppo per decidere  esattamente
  cosa fare.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ha facoltà di  parlare
  l'onorevole Laccoto.

   LACCOTO. Io sono contento, assessore, che finalmente lei  ha  dato
  la  buona  notizia che viene rimpinguato il capitolo dei comuni  da
  quello. Il problema mi perdoni. C'è un problema che da un punto  di
  vista  tecnico,  che l'assessorato enti locali,  tramite  i  propri
  Uffici, può comprendere i bilanci non possono essere condizionati a
  degli  accantonamenti. Questo io già l'ho espresso.  Quindi  mi  fa
  piacere  che queste nuove risorse che sono state recuperate possono
  cercare di risolvere questo problema tecnico per quanto riguarda  i
  bilanci dei comuni.
   Mi  permetto sottolineare, assessore, Presidente e colleghi,  oggi
  in  tutti  i  comuni  dove  vi sono gli LSU  e  ASU  per  3  giorni
  scioperano   gli   ASU  che  guardate,  sono  in   una   condizione
  particolare, perché un poco è stata abbandonata quella che  era  la
  battaglia  che  ha  fatto  tutta l'Aula  all'unanimità  per  quanto
  riguarda  la  stabilizzazione, perché io credo che  ci  sarà  stato
  anche  un  poco di collegamento con il Governo nazionale, perché  è
  pure  strano  che  mentre in alcune Regioni queste  stabilizzazioni
  sono state autorizzate.
   Qui noi abbiamo avuto e dobbiamo andare alla Corte Costituzionale,
  ma  c'è un altro problema che pongo, assessore. Nell'articolo 16 vi
  sono delle riduzioni per quanto riguarda il problema degli LSU. Ora
  giustamente loro fanno   rilevare questo. In molti comuni,  per  il
  blocco del turn over questi LSU fanno le funzioni degli impiegati o
  i  servizi  che  non  possono essere fatti da assunzioni  che  sono
  bloccate  dagli  enti locali, e allora c'era la proposta  dell'anno
  scorso  che era stata fatta di autorizzare quelle somme in più  per
  quanto riguarda un surplus di ore.
   Se noi facciamo l'esempio, oggi un LSU che lavora nei comuni e che
  fa servizi indispensabili percepisce una somma di 500 euro che paga
  alla Regione tramite l'INPS. Ieri un gruppo numeroso di questi  LSU
  che ha voluto un incontro mi ha specificato  noi prendiamo molto di
  meno rispetto a quelli che prendono il reddito di cittadinanza, che
  pur  non  fanno alcun servizio. Mentre noi siamo qua a fare servizi
  per gli enti locali .
   Ora   io  pongo  all'attenzione  da  parte  dell'Assessore,  della
  Presidenza,  degli  onorevoli  colleghi,  del  Governo  tutto,   la
  possibilità non di diminuire nell'articolo 16 le somme per gli LSU,
  ma di aumentare queste somme, per far sì che questa somma misera di
  500  euro,  rispetto  a  persone  che  non  hanno  né  praticamente
  contributi, che non hanno la possibilità di una pensione,  che  non
  hanno  quei  requisiti minimi, possano avere almeno un  aumento  in
  busta  paga,  attraverso un aumento di somme che in un certo  senso
  avevamo già stabilito nell'esercizio finanziario 2021.
    Questo  è  un  appello  che  io faccio naturalmente  a  tutto  il
  Governo,  compreso  anche l'Assessore per il lavoro,  la  famiglia,
  all'Assessorato agli enti locali, in modo che possiamo  in  qualche
  maniera  aiutare  e dare la possibilità ai Comuni di  avere  questi
  servizi.  In  queste  situazioni guardate  che  i  servizi  restano
  bloccati.  Quindi  io mi limito ai cinque minuti,  meno  di  cinque
  minuti, signor Presidente, ma credo che questo sia uno dei problemi
  da poter affrontare immediatamente.

    PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

    CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, bene,  io  credo
  che  l'onorevole  Cracolici mi ha preceduto per  alcuni  argomenti,
  nella  fattispecie  per  ciò che riguarda Irfis,  dove  sicuramente
  dobbiamo,   come   dire,   quando   arriveremo   alla   trattazione
  dell'articolo 2 lo faremo in maniera più puntuale, però ritengo che
  sulla  discussione generale va fatta una precisazione che mi sembra
  doverosa nei confronti di questo Parlamento.
    Perché  vede, signor Presidente, quello che ha detto  l'onorevole
  Cracolici non può che trovarmi d'accordo rispetto al fatto  che  le
  norme,   lui  si  interrogava  sul  fatto  che  le  norme   fossero
  effettivamente attuate, ebbene noi e lei in maniera lungimirante ha
  dato   la  possibilità  a  questo  Parlamento  di  costituire   una
  Commissione, che è la Commissione monitoraggio delle leggi. L'esame
  delle  norme che noi abbiamo valutato all'interno della Commissione
  con  i  colleghi, che sicuramente sanno che insieme  a  me  abbiamo
  fatto  un  lavoro  come dire incessante, ha dimostrato  in  maniera
  veramente  disarmante che le norme, la buona parte delle norme  che
  questo  Parlamento  approva, rimangono lettera morta,  cosa  che  è
  gravissima, perché quando viene meno il sistema delle regole e  del
  diritto, come dire, abbiamo fatto il peggiore servizio che possiamo
  fare  alla Sicilia, quando le norme non vengono applicate. E quella
  Commissione,  nero  su  bianco, signor  Presidente,  lei  ha  anche
  relazione  e  lei è stato molto attento ad ascoltare  questo  grido
  d'allarme che viene proprio dalla Commissione, innanzitutto ha  una
  disattenzione assoluta da parte del Governo che non si presenta  in
  maniera   sistematica   alle   Commissioni   dove   noi   chiediamo
  semplicemente cosa? Quello che ci chiedono i siciliani, cioè che le
  norme vengano attuate.
    E,  quindi,  ecco  che  arriviamo alla norma  sulle  famiglie,  i
  famosi  cento milioni appostati nella cosiddetta legge 9, la  legge
  Covid,  che  non  sono mai stati stanziati e per i quali  io  vengo
  tartassata,  così  come suppongo buona parte  dei  colleghi,  dalle
  famiglie,  che  oggi  sono veramente l'anello debole  dell'economia
  siciliana, ai quali noi abbiamo detto non che regalavamo denaro, ma
  che  semplicemente davamo loro la possibilità di avere un prestito.
  Questo  dobbiamo sottolinearlo, non si regalava niente  a  nessuno,
  erano  soltanto degli strumenti finanziari, per cui da  restituire,
  quindi  partite  di  giro. Ebbene, di tutto  questo,  nonostante  i
  nostri  accorati appelli, non è avvenuto nulla e credo i  colleghi,
  Di  caro, i colleghi che insieme a noi tutti sappiamo quante  volte
  abbiamo convocato questa Commissione su questo tema, forse si perde
  veramente nella notte dei tempi il numero, nessuno mai ci  ha  dato
  nessuna possibilità di confronto.
    Altro tema che rimane inevaso, perché adesso io ho presentato  un
  emendamento sa per che cosa, signor Presidente? Per fare  applicare
  una  norma  che  già  esiste,  che abbiamo  fatto  votare,  che  il
  Parlamento ha votato all'unanimità la scorsa finanziaria. Ebbene  è
  quella  norma  che  permette  alle comunità  alloggio  dei  bambini
  abusati, di potere alloggiare un massimo di quindici bambini,  cosa
  che  oggi la norma prevede soltanto per gli extracomunitari, per  i
  bambini  comunitari  abusati, oggetto  di  codice  rosso.  Oggi  le
  comunità  alloggio hanno una norma che sì gli consente  di  poterne
  alloggiare  fino a quindici, ma sa cosa succede, signor Presidente?
  I  Comuni, poiché non c'è un decreto attuativo, interpretano quella
  norma  come  un invito, come se le norme, siccome c'è  scritto   Si
  autorizza  il  Governo ,  un  alto  dirigente  di  questa  Regione,
  esterno, si è permesso in Commissione di dire che sono degli inviti
  che  il  Parlamento  rivolge al Governo,  che  poi  decise  se  può
  attuarli o meno.
   Ma   davvero   stiamo  dicendo  questo?  Ho  sentito   questo   in
  Commissione, Presidente
   Allora  io  ripresento la norma e dico che il Governo è obbligato,
  ed  è vergognoso che un parlamentare debba riscrivere una norma già
  approvata all'unanimità dall'intero Parlamento.
   Di  questo e di tante altre cose ne discuteremo. Presidente,  però
  - mi creda - questo è il fallimento di tutti, perché nel momento in
  cui  le  regole  vengono meno, il diritto viene meno,  non  abbiamo
  fatto  un buon servizio ai siciliani. E quando si parla del  volere
  dei siciliani, ricordiamoci queste parole, perché è facile dire che
  i  siciliani  sono compatti su dei voleri. Ritengo che i  siciliani
  abbiano bisogno di regole e di diritto


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole De Luca è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende  il  seguito  della  discussione  unificata   Bilancio  di
  previsione  della Regione siciliana per il triennio 2022/2024.   (n.
  1224)  Legge di stabilità regionale 2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  constatiamo,   nonostante   già
  abbiamo  definito l'approvazione del bilancio, anche  se  manca  il
  voto  finale, abbiamo fatto già una parte importante del  dibattito
  sull'articolo   1,  e  quindi  sulla  discussione  generale   della
  finanziaria.
   Noi  almeno in questi giorni ci aspettavamo, non dico delle  scuse
  formali  del Governo, ma certamente la presa d'atto che nel  metodo
  che,  a  causa  dei  ritardi del Governo,  ha  previsto  il  taglio
  consistente  di  una parte della democrazia parlamentare  senza  il
  passaggio  alle  Commissioni, ci aspettavamo da parte  del  Governo
  un'assunzione diretta di responsabilità specifica da  questo  punto
  di vista.
   Assistiamo  invece  ad un altro atteggiamento,  che  è  la  solita
  tracotanza,  ed  è  veramente insopportabile in questo  momento  di
  confronto su quelli che sono i documenti contabili fondamentali che
  devono  reggere  l'impalcatura dell'intera Regione,  questo  poteva
  essere  il punto di partenza per affrontare nel migliore  dei  modi
  questa finanziaria.
   Ci  saremmo aspettati una presa d'atto di scuse nei confronti  del
  Parlamento per questo ritardo insopportabile nella trasmissione dei
  documenti e nel taglio del dibattito nelle Commissioni.
   Venendo  al merito della manovra, i conti non tornano - lo abbiamo
  già detto anche nella discussione del bilancio.
   È  insopportabile  la  solita parzialità  del  Governo  su  alcune
  materie.
   Mi  riferisco in particolare a coloro che sono privilegiati  nella
  Tabella  6  perché,  se è vero come è vero,  che  una  parte  delle
  risorse  del  bilancio sono congelate, noi ci saremmo aspettati  un
  taglio  orizzontale nei confronti di tutti i capitoli che hanno  le
  stesse caratteristiche o la medesima Rubrica.
   In  particolare mi riferisco alla questione dei teatri, se è  vero
  che  tutti  i teatri inseriti in tabella subiscono una decurtazione
  dovuta al congelamento delle risorse, non si comprendono le ragioni
  per  cui l'Ente  Luglio musicale  e  Taormina Arte  vengono esclusi
  da  questo  congelamento e inseriti nella Tabella 6. Credo  che  la
  diligenza e il buon padre di famiglia dovrebbe imporre di  trattare
  i figli tutti allo stesso modo.
   La  stessa vicenda per quanto riguarda i capitoli dello sport.  Lo
  sport  di base sottoposto, quello della legge 8, all'accantonamento
  delle  risorse  invece  gli  altri  capitoli  dello  sport  esclusi
  dall'accantonamento perché inseriti in tabella 6.
   Ancora  più  insopportabile è la vicenda dei  comuni,  perché  non
  soltanto  le  riserve e alcuni capitoli della  Tabella  6  che  non
  vengono sottoposti ad accantonamenti, e sono quelli approvati negli
  anni  scorsi, i capitoli relativi al Territorio e ambiente,  quella
  della  demolizione  degli  edifici e  quella  della  pulizia  delle
  spiagge - nonostante il Governo nazionale abbia previsto specifiche
  risorse,  da  questo punto di vista, a cui tutti i  comuni  possono
  attingere e in modo trasparente.
   Nel   merito   dell'articolato  -  approfittiamo  della   presenza
  dell'Assessore Samonà in Aula per chiedere come mai, Assessore,  la
  concessione  relativa  ai  servizi va in  proroga  e  non  è  stata
  bandita.  Da due anni il Partito Democratico insiste sul fatto  che
  non ci sono i requisiti per la proroga, a maggior ragione del fatto
  che  il  31  marzo  è scaduta l'emergenza Covid.  E,  voglio  dire,
  siccome  è  una  vicenda  che  grida allo  scandalo,  le  eventuali
  proroghe  avrebbero  dovuto essere sottoposte all'apprezzamento  di
  quest'Aula. Ogni volta che il disegno di legge è arrivato in  Aula,
  l'Aula non si è pronunciata, quindi vorremmo conoscere poi anche il
  nome  del  funzionario che ha apposto la firma in una  proroga  per
  atto amministrativo, nonostante l'emergenza Covid fosse finita.
   È  una  vicenda  che non riguarda bruscolette ma milioni  di  euro
  sotto,  come  dire,  è una vicenda evidentissima,  e  quindi  siamo
  veramente   costernati  dalla  scioltezza  con  cui   si   adottano
  determinati  atti  amministrativi, ripeto, nel  momento  in  cui  è
  finita l'emergenza Covid.
   Peraltro,  l'articolo  6,  quello  dei  beni  culturali   proposto
  nell'articolato, è una norma che viene proposta per  legge,  quando
  basterebbe  una semplice riunione della Commissione  biglietti  per
  sancire   lo  stesso  principio.  Quindi,  quando  dove  servirebbe
  l'intervento  normativo  per  sancire  eventuali  proroghe   contro
  l'impostazione dell'emergenza Covid non viene proposta  per  legge,
  ma   si   prorogano   la   concessione  dei  biglietti   per   atto
  amministrativo, dove basta un atto amministrativo ci propongono  la
  norma per legge.
   Sul  resto  dell'articolato  siamo molto  delusi  dalla  normativa
  riguardante  i  temi del lavoro, resta irrisolta la  vicenda  degli
  ASU,  il  7  giugno si pronuncerà la Corte costituzionale.  Noi  ci
  siamo fatti carico di un emendamento che prevede l'appostamento dei
  15  milioni di euro per gli ASU, perché nel caso in cui la sentenza
  fosse  favorevole  ai  lavoratori, è chiaro  che  bisogna  reperire
  all'interno  di  questo  Bilancio  le  risorse  per  garantire   la
  stabilizzazione,  e  non  come ha fatto  il  Governo  nella  scorsa
  Finanziaria dove i 5 milioni di euro si sono persi per strada.
   L'occasione  della  legge Finanziaria poi potrebbe  essere  ideale
  per   risolvere  alcune  questioni  che  riguardano  i  lavoratori,
  l'abbiamo già detto anche in seno alla discussione di Bilancio,  ci
  riferiamo  alle stabilizzazioni e all'inquadramento  normativo  dei
  lavoratori  della  Protezione civile e  alla  riqualificazione  del
  personale  di  A  e  B che è stato tagliato fuori dall'impostazione
  normativa  del  Governo sull'accesso alla Pubblica  amministrazione
  nei  concorsi  che  sono stati banditi quest'anno,  in  particolare
  quello dell'Assessorato lavoro, che prevede la possibilità soltanto
  dell'accesso   dall'esterno,  e  non  della  riqualificazione   del
  personale.
   Abbiamo  presentato  poi  i soppressivi  all'articolo  17,  perché
  stiamo  sperimentando in questo tempo, Presidente  Miccichè,  anche
  che  le  transazioni si risolvono per legge. È una cosa  mai  vista
  anche nella storia del Palazzo, è veramente fuori luogo, quindi noi
  riteniamo  che se ci sia una responsabilità contabili da  assumere,
  una   responsabilità,  come  dire,  che  rientra  nell'alveo  delle
  responsabilità  amministrative,  dev'essere  definita  secondo   le
  procedure previste e non sperimentare nuovi procedimenti facendo le
  transizioni per legge.
   L'ultima  vicenda  riguarda  le riserve  degli  enti  locali,  c'è
  ancora  qualche  incomprensibile parzialità, resta  il  nodo  delle
  stabilizzazioni in corso, perché l'emendamento che è stato proposto
  nel  2017, nel 2018, non ha consentito ai comuni che avevano  fatto
  domanda  di definire la stabilizzazione del personale, per  cui  ci
  faremo carico di uno specifico emendamento in questo senso.
   Chiudo  con la riflessione che riguarda gli articoli  7,  9  e  19
  dove,  a  nostro giudizio, ci sono evidenti difformità e, a  nostro
  giudizio, è indubbio la copertura stessa della manovra.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  salutiamo   anche   il  qui  assente  Presidente   della   Regione.
  Presidente,  da cinque mesi a questa parte, sappiamo benissimo,  lo
  sa  il  Governo, lo sanno anche le forze parlamentari  presenti  in
  Aula,  che  l'esercizio provvisorio andava a scadere il  30  aprile
  scorso.
   In questi cinque mesi noi abbiamo avuto il piacere di vedere, o di
  sapere  che avevamo a che fare - lo abbiamo saputo grazie ai  soldi
  dei  siciliani  da tutte le emittenti televisive  nazionali  -  che
  avevamo  a  che  fare  col Governo del fare,  attraverso  uno  spot
  televisivo finanziato, appunto, con i fondi della Comunità  europea
  e, quindi, con i soldi dei siciliani perché - come sappiamo bene  -
  i cittadini siciliani con le loro tasse compartecipano a quelli che
  sono i cosiddetti fondi comunitari.
   E la domanda che tutti noi oggi dovremmo farci, Presidente, è cosa
  poteva fare cinque mesi fa, da cinque mesi ad oggi, il Governo  che
  non  ha  fatto  oggi con cinque mesi di ritardo in Finanziaria?  La
  risposta  è semplice, oltre al nulla la totale esautorazione  delle
  Commissioni, il Governo presenta la legge finanziaria il 28  aprile
  perché  -  ricordo  -  che  i  revisori  dei  conti  hanno  esitato
  favorevolmente con qualche riserva la legge finanziaria  il  28  di
  aprile, legge finanziaria e bilancio che vengono portati in Aula  a
  48  ore di scadenza dal 30 di aprile e, di fatto, e quindi anche di
  diritto,  si  parlamentarizza una legge finanziaria che  non  viene
  trattata neanche dalla Commissione di merito, cioè la Bilancio.
   Ecco perché, stamattina ho letto, sono stati depositati più di 900
  emendamenti, e vorrei che si trattassero tutti, perché non  abbiamo
  avuto  come  parlamentari garantito il nostro diritto di indirizzo,
  controllo e proposta in merito a questa legge finanziaria.  Laddove
  si  dovesse  scrivere  un maxi emendamento  di  sintesi,  vorremmo,
  appunto, che ci fosse davvero una sintesi tra tutti gli emendamenti
  che   abbiamo  presentato.  Perché  questa  legge  finanziaria  non
  contiene  nulla,  questa legge finanziaria è una non  risposta.  Se
  voleva   essere  una  risposta  alla  domanda  dei   siciliani,   è
  sicuramente  sbagliata, perché mancano delle misure  per  terminare
  l'ossimoro tutto siciliano della precarietà, una precarietà  eterna
  che  riguarda  i  consorzi  di bonifica, che  riguarda  l'ESA,  che
  riguarda una categoria di lavoratori, di fatto, ma purtroppo non di
  diritto, che sono gli ASU.
   Presidente, è stata tolta una somma che poteva garantire  la  loro
  stabilizzazione,  lanciando  al  Governo  centrale   un   messaggio
  gravissimo,  cioè  che  il Governo regionale  non  ha  interesse  a
  stabilizzare questa platea di lavoratori, non ha interesse a dare a
  cinquemila  famiglie siciliane quella serenità  che  meritano  dopo
  trent'anni di attese.
   Lo stesso dicasi - lo accennavo poco fa - per i lavoratori a tempo
  determinato  dell'ESA,  ai  lavoratori dei  consorzi  di  bonifica,
  rimangono in un limbo, in un guado, di precarietà eterna. In questa
  Finanziaria  mancano i dispositivi per risolvere le loro  vertenze.
  Noi  abbiamo cercato con degli emendamenti di sostituirci a  quello
  che poteva fare il Governo, e ci auguriamo che vengano trattati nel
  corso della Finanziaria.
   Per  il  resto, Presidente, che dire? La scorsa Finanziaria  -  lo
  diceva  un  collega  poco  fa  -  conteneva  un  messaggio,  almeno
  conteneva   solo  quello  -  l'onorevole  Cracolici,  mi   perdoni.
  Conteneva un messaggio, per carità, poi è rimasto solo il messaggio
  perché  di concretezza, poi, ne abbiamo vista fin poca che  era  la
  cosiddetta  finanziaria di guerra'.
   Ora  questa finanziaria sembra assumere le sembianze del  si salvi
  chi può', al netto del giardinetto del Presidente della Regione.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.   Signor   Presidente,  assessore,   onorevoli   colleghi,
  chiaramente puntualizziamo il fatto che il Presidente Musumeci  non
  è  in  Aula.  Anzi,  per  correttezza di informazione,  è  arrivato
  all'inizio.  Quanto è stato, un minuto? E se ne è  andato.  Quindi,
  giusto per dire le cose come stanno.

                     (Intervento fuori microfono)

   MARANO.  Eh  no,  Assessore  Lo dobbiamo dire,  se  non  viene  ad
  ascoltarci

   PRESIDENTE. Onorevole Marano, abbiamo qui il Vicepresidente  della
  Regione che fa, diciamo, le veci del Presidente.

   MARANO. Presidente, non voglio una risposta sua. Sto dicendo,  per
  correttezza di informazione.

   PRESIENTE. Sta ricevendo un ambasciatore.

   MARANO. Non c'è bisogno di giustificarlo, Presidente

   PRESIDENTE.  Non  sto  giustificando;  sto  informando  gli  altri
  colleghi.

   MARANO. Io sto dando un'informazione  Io sto dando un'informazione
  ai siciliani  Non c'è bisogno che giustificate

   PRESIDENTE.  Me  compresa   Non  sto  giustificando  nessuno.  Sto
  avvisando l'Aula che c'è il Vicepresidente

   MARANO.  Lo  sappiamo che c'è il Vicepresidente. Ma il  Presidente
  non c'è

   PRESIDENTE.   Perché il Presidente sta ricevendo  una  delegazione
  dell'ambasciata.

   MARANO.  Non  c'è  bisogno  che puntualizzate   Poi  se  mi  vuole
  affermare  il contrario, siamo qua ad aspettare che lei affermi  il
  contrario
   Bene   Chiaramente,  tanto è stato detto sulla finanziaria,  tante
  cose  abbiamo  detto  sulla vergogna e lo scempio  di  gestione  di
  questo  documento,  di questa programmazione che, fondamentalmente,
  gestisce la vita di cinque milioni di persone
   Ora,  già  l'altra  volta sono intervenuta per, diciamo,  fare  un
  discorso generale, ma ora mi vorrei soffermare su alcune voci nello
  specifico.
   Chiaramente, e qua elenco qualche capitolo dove sono stati ridotti
  stanziamenti, per questo Governo gli ultimi saranno sempre ultimi e
  rimarranno ultimi. Questo è chiaro ma, ormai, dopo cinque  anni,  i
  siciliani  lo sanno. E in questi capitoli che vi sto per  elencare,
  sono  stati  tolti quasi trenta milioni di euro per i soggetti  più
  fragili,  chiaramente. Quindi, per esempio, pazienti  psichiatrici,
  soggetti  in  difficoltà economica, famiglie meno  abbienti,  donne
  vittime di violenza, disabili eccetera, eccetera.
   E,  chiaramente,  tutti devono sapere. Per  esempio,  rimborso  ai
  comuni   per   spese   ricovero   minori   disposto   dall'autorità
  giudiziaria: meno tre milioni quattrocento diciassette;  spese  per
  le  comunità  di  alloggio pazienti psichiatrici: meno  un  milione
  novecento   ottantacinquemila;  fondi   in   favore   di   soggetti
  beneficiari di un sostegno economico: meno un milione, non riesco a
  leggere  sto  numero;  contributo famiglie  meno  abbienti  -  l'ho
  scritto   male  -  meno  cinquecento  undicimila;  fondo   per   la
  disabilità:  meno 2 milioni 879 mila; indipendenza economica  della
  donna: meno 256 mila 635.
   Per  questo  Governo  le  persone che  hanno  bisogno,  che  hanno
  necessità, chiaramente possono anche aspettare, tanto il tempo c'è.
  La legislatura è finita, il tempo c'è.
   Poi,  altra cosa. La mafia, in questa Regione non esiste più.  Non
  c'è  più,  è  sparita. Tant'è che, a quelle poche associazioni  che
  lavorano per promuovere l'antimafia, gli togliamo pure soldi. E per
  esempio,  il  contributo alle associazioni antiracket che  era  nel
  2021  trentottomila  euro, quest'anno è a meno  diciottomila  euro,
  tant'è  che  sono rimasti soltanto diciannovemila euro.  Ma  io  ho
  fatto anche l'emendamento.
   Poi,   una   voce  veramente  assurda  è  il  Capitolo   18.37.21,
   Contributo organi di Mafia . Avete tolto meno centoquaranta euro e
  quarantadue   Cioè  era  nel 2021 quattromila  seicentottanta  meno
  centoquaranta  euro  e  quarantadue che non si  capisce  per  quale
  motivo   centoquaranta  euro,  siamo  ora  quest'anno  a   4.540,29
  centesimi.
   Poi  volevo  puntualizzare l'ultima cosa: calamità naturali.  Noi,
  qua,  ogni  anno,  in Sicilia per le varie calamità  abbiamo  avuto
  anche  persone che hanno perso la vita. Quindi, che Dio ce la mandi
  buona quest'anno, perché anche qui, in questi capitoli, riduzioni e
  riduzioni. Per esempio  Investimenti per prima assistenza e  pronto
  intervento  di  pubblica  calamità ,  meno  un  milione  e   mezzo,
   Interventi per fronteggiare eventi calamitosi  un altro milione  e
  mezzo di riduzioni.
   Meno  male, meno male, che sta finendo  Meno male, perché  davvero
  questa  finanziaria è la vergogna delle vergogne  E tutti lo devono
  sapere  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   E'iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Grazie Presidente, Governo, onorevoli colleghi, capisco che,
  come  è  stato  detto, in questo momento il Presidente  Musumeci  è
  impegnato  per  altri  impegni  istituzionali,  ma  non  posso  non
  ravvisare  l'assenza,  comunque,  di  nove  assessori  su   undici,
  considerato  che al momento un Assessorato è scoperto.  Io  ritengo
  questo  un  atto  grave,  di  disattenzione  nei  confronti  di  un
  Parlamento che sta esaminando la legge di stabilità, una  legge  di
  stabilità importante.
   E perché lo ritengo particolarmente grave? Perché purtroppo questo
  disegno di legge di stabilità non ha avuto l'iter solito, sia nelle
  Commissioni di merito, che in Commissione Bilancio.
   Fin qui sempre gli Assessori sono stati presenti nelle Commissioni
  di  merito,  hanno  consentito tutti  gli  anni  un  confronto  sui
  capitoli  delle  loro Rubriche, sulle tematiche  afferenti  i  loro
  Assessorati.  Poi  si  è  fatta sempre una sintesi  in  Commissione
  Bilancio, e per ultimo in Aula.
   Oggi  siamo  in  Aula, ma abbiamo saltato sia  le  Commissioni  di
  merito,  che  la  Commissione Bilancio, se non per qualche  ora  di
  lavoro,  e  non  per  alcune settimane come in passato.  Quindi  un
  confronto  con  la  presenza degli Assessori  su  alcuni  temi  che
  riguardano   la  legge  di  stabilità  sarebbe  stato  estremamente
  opportuno.
   Purtroppo,  così  non è. Capisco che è presente il  Vicepresidente
  Armao, l'assessore Baglieri, ma anche gli altri assessori penso che
  avrebbero, hanno il dovere, a mio avviso, di partecipare ai  lavori
  parlamentari, perché ciò è particolarmente importante.
   In  apertura  di seduta l'Assessore per l'economia ha dato  alcune
  buone  notizie. Sostanzialmente 270 milioni in più di  entrate  tra
  IRES  ed  IVA,  che consentiranno di alleggerire  le  riduzioni  ai
  capitoli  di spesa previste dall'articolo 22 per circa 700  milioni
  complessivi. Quindi meno 270 ne restano 430, che sono  comunque  un
  massacro per capitoli particolarmente sensibili, che riguardano  in
  particolare  fasce  deboli,  ma anche per  i  servizi  dei  Comuni:
  servizi che i Comuni offrono e devono offrire ai cittadini  per  il
  trasporto  pubblico  e per altre situazioni che,  poi,  brevemente,
  citerò.
   Come  verranno  apportate queste riduzioni ai capitoli  di  spesa?
  Anch'io  pongo  un  tema  di  criteri  chiari  e  trasparenti,  che
  dovrebbero  impegnare il Governo, perché non possiamo  assistere  a
  trattamenti  differenziati in presenza  di  realtà  simili.  Voglio
  essere  più  esplicito.  È stato fatto il riferimento  allo  sport:
  perché  il  capitolo sport per tutti, di cui alla legge  n.  8/1978
  deve  subire  una  riduzione di 2 milioni e  non  anche  gli  altri
  capitoli?
   Ovviamente, noi chiediamo che nessun capitolo per lo sport subisca
  riduzioni. Perché alcuni istituzioni culturali sono state  esentate
  dalla  riduzione  della  previsione di spesa  e  altre  istituzioni
  culturali  no.  Ovviamente, noi chiediamo che  nessuna  istituzione
  culturale venga penalizzata, ma non si capisce per quale motivo  la
   Fondazione  Whitaker , che deve essere esentata  da  riduzioni  di
  spesa,  e invece per esempio la  Fondazione Orestiadi  di Gibellina
  debba  pagare  prezzo, perché subisce una pesante  riduzione  dello
  stanziamento  di circa il 40%. Allora, forse, è meglio  far  pagare
  tutti  per  far  pagare meno, piuttosto che esentare  alcuni  dalle
  riduzioni  a  far gravare totalmente i 700 milioni di euro,  adesso
  430, su altri che risultano particolarmente penalizzati.
   Quindi  io invito il Governo a rivedere questa previsione  di  cui
  all'allegato  2,  articolo 22, comma 1, che riguarda  la  riduzione
  delle  spese  degli  stanziamenti a favore anche delle  istituzioni
  culturali, così come dello sport, così come di altre Rubriche,  per
  avere   lo   stesso   metro,   non  trattamenti   differenziati   e
  discriminatori per alcune istituzioni e di favore per altre, perché
  questo  è  profondamente ingiusto, in particolare in un momento  di
  grande difficoltà come quello che stiamo attraversando.
   Abbiamo  avuto,  purtroppo, la totale  assenza  di  confronto  fra
  Governo e parti sociali, organizzazioni sindacali e associazioni di
  impresa,  non  solo nel passato sui disegni di legge, probabilmente
  ci  sarà  qualche incontro già domani, ma non c'è stato neppure  il
  tempo  di  fare le abituali audizioni che abbiamo sempre fatto  sia
  nelle  Commissioni  di  merito  che in  Commissione  "Bilancio"  in
  particolare sui diversi temi. Ciò a mio avviso ha anche  impoverito
  l'analisi,  il  dibattito  rispetto a questi  documenti  contabili,
  perché  non  abbiamo potuto neppure ascoltare in sede istituzionale
  il  parere  e  l'opinione  dei portatori di  interessi  generali  e
  diffusi.
   Come  Gruppo  parlamentare  abbiamo incontrato  le  organizzazioni
  sindacali, incontreremo i rappresentanti delle altre parti  sociali
  nei  prossimi  giorni, ma sarebbe stato corretto ascoltarli  tutti,
  tutti  i  Gruppi  parlamentari, come sempre, nelle  Commissioni  di
  merito  in Commissione "Bilancio", e ancor prima il Governo avrebbe
  dovuto  concordare, concertare, confrontarsi con le  parti  sociali
  sui   documenti  contabili,  considerato  peraltro   che   parliamo
  dell'ultima finanziaria della Legislatura.
   Su  questo  voglio  spendere qualche secondo:  questa  non  è  una
  manovra  finanziaria come le altre, perché negli altri anni,  negli
  anni  passati  abbiamo  potuto  comunque  intervenire  in  sede  di
  assestamento, di variazioni di bilancio, anche in autunno, peraltro
  anche  nel  2021.  Quest'anno non sarà possibile farlo,  perché  ad
  autunno  noi  votiamo, e quindi qualsiasi correttivo  alla  manovra
  finanziaria  va  apportato prima della pausa estiva.  Questo  è  un
  problema serio, non c'è più tempo.
   Io  sono molto preoccupato di questa evenienza, perché se  non  si
  dovesse intervenire con una rettifica, con un assestamento, con una
  variazione  di  bilancio  forte  a  sostegno  delle  categorie  più
  colpite,  insediandosi il prossimo Governo, più o meno  a  dicembre
  del  2022,  non potendo che approvare un esercizio provvisorio,  ci
  ritroveremo  a discutere di queste sofferenze ad aprile  del  2023,
  presumibilmente,  con  conseguenze  drammatiche   per   i   settori
  produttivi, per il lavoro per le fasce sociali più deboli,  per  il
  sociale, per i Comuni.
   Quindi  è  un  invito  forte  al  Governo  ad  intervenire,  e  al
  Presidente  Musumeci in particolare a farsi sentire con il  Governo
  nazionale.  Io non so se il Presidente della Regione abbia  chiesto
  un  incontro al Presidente del Consiglio, io credo che debba farlo,
  perché  il Presidente Draghi è stato perfino a Torino per discutere
  dei problemi della città; non penso che possa negare un incontro al
  Presidente  della Regione per affrontare le questioni generali  che
  riguardano  la Sicilia, ma non vedo da parte del Governo  regionale
  un'iniziativa adeguata.
   Siamo  al 3 di maggio, con il triste primato raggiunto dal Governo
  Musumeci, se mi concede ancora qualche minuto.

   PRESIDENTE. È già concesso.

   LUPO.   di non avere neppure potuto votare un articolo della legge
  di stabilità.
   Io  citavo  poc'anzi la necessità di avere in Aula gli  assessori,
  perché  ad esempio, non è un fatto indifferente che il settore  dei
  trasporti  venga  letteralmente  massacrato  da  questa  legge   di
  stabilità, noi abbiamo un taglio di 68 milioni di euro al trasporto
  pubblico  locale,  abbiamo  un taglio di  27  milioni  di  euro  al
  trasporto  marittimo, e persino di 4 milioni  al  trasporto  aereo,
  totale   circa  100  milioni  di  euro  che  saltano  da   capitoli
  fondamentali   Ma  come  si pensa di poter affrontare  la  stagione
  estiva,  turistica, l'affluenza nelle nostre isole  minori,  giusto
  per  citare  le  Eolie  o le Egadi, rischiamo  di  fermare  pure  i
  traghetti o gli aliscafi.
   E  allora, concludo, ciò vale anche per il settore della  cultura,
  dei teatri, del lavoro, Asu, Pip, della disabilità, dei comuni, dei
  liberi  consorzi, e grande preoccupazione esprimiamo per il settore
  della  forestale,  perché se non sarà possibile intervenire  subito
  con  i  viali  parafuoco, avremo di nuovo, un mese di luglio  e  di
  agosto  in  fiamme per la nostra Regione; e ipocrita sarà qualsiasi
  dibattito  dopo  che  ci saranno stati gli  incendi,  questo  è  il
  momento di intervenire.
   Un'ultima  cosa,  ancora  una  volta  il  Governo  si  rifiuta  di
  programmare in un quadro di trasparenza nel dibattito con le  forze
  parlamentari,  le  possibilità  di  intervento  a  sostegno   delle
  categorie produttive con i fondi extra regionali, ancora una  volta
  nessun  ristoro  per  le  categorie produttive,  per  le  famiglie,
  neppure  per  far fronte al caro bollette, adesso immagino  che  il
  Governo dirà che successivamente lo farà con delibera di Giunta. Io
  non credo che lo farà. Penso che è questo il momento di farlo, e di
  farlo in trasparenza, in legge di stabilità e di bilancio.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Presidente,
  nell'ultimo  periodo, mi sono chiesto perché  un  Presidente  della
  Regione, si stacchi così tanto dai cittadini? E lo dimostra  questa
  legge  di  stabilità;  un  residente che viene  eletto  in  maniera
  diretta dai cittadini, quindi in teoria la legge di stabilità,  che
  è  la  legge principe, la finanziaria che, come dire, poi che va  a
  dare  le  risposte  ai cittadini stessi, è una  legge  che  risulta
  svuotata e non riesco a capire come, e non lo so se poi è anche  un
  problema  che  i cittadini votano in maniera diretta il  Presidente
  della Regione, che si stacca poi, dai cittadini stessi.
   Dico  Presidente, noi abbiamo assistito in questi anni a  continui
  rinvii  per  quanto  riguarda molti capitoli di  spesa  del  nostro
  bilancio,  e veda noi siamo stati per più di un anno, in  questi  5
  anni, in esercizio provvisorio, per più di un anno, e credo sia  un
  record  questo per il Governo della Regione siciliana, un  anno  di
  esercizio  provvisorio,  record, e penso  sia  un  record  anche  a
  livello nazionale.
   Ricordo  gli annunci, e dico oramai, di questi annunci, il Governo
  regionale  ne  fa tanti, e ne fa tanti su molti temi;  ricordo  gli
  annunci  fatti dall'assessore, in Aula, nel frattempo che,  a  fine
  dicembre  e poi a gennaio, noi stavamo chiudendo l'assestamento,  e
  poi si stava votando l'esercizio provvisorio. In molti qui in Aula,
  Presidente,   avevamo   chiesto  di   non   prorogare   l'esercizio
  provvisorio  fino a fine aprile, ma perché già sapevamo  che,  come
  dire,   il   Governo  regionale  andava  avanti   con   l'esercizio
  provvisorio sino all'ultimo giorno, quando invece le promesse fatte
  in  Aula  e, ovviamente verbalizzate, perché rimarranno nei verbali
  di quest'Aula, sono stati altre.
   Le  promesse  fatte  sono:   noi andremo  a  Roma,  cercheremo  di
  prendere  i soldi, insomma di sistemare tutto, faremo gli  incontri
  da qui ai prossimi mesi. Io non so quanti incontri sono stati fatti
  a  Roma  da  parte  del Governo regionale, ma di  fatto  noi  siamo
  arrivati  al 30 aprile, allo stremo, e questo Governo regionale,  e
  forse  anche questo rimarrà nella storia come guinness dei  primati
  da  parte  di  questo Governo, ha completamente bloccato  tutte  le
  Commissioni, e di fatto ha bloccato l'azione dei rappresentanti dei
  cittadini  all'interno delle Commissioni. Molti dei  colleghi  oggi
  che   sono   intervenuti   chiedevano  di  potere   visionare   gli
  emendamenti,  perché  di  fatto  durante  le  finanziarie   vengono
  esaminati  e valutati all'interno della Commissione bilancio,  cosa
  che questa volta non è stata fatta.
   Oggi  nuovamente  si  arriva  con un  emendamento,  con  ulteriori
  sblocchi  di  fondi.  Non so perché alla fine con  tutte  le  varie
  promesse  tra  annunci, in passato ricordo ancora gli  annunci  dei
  collegati,  che poi non furono realizzati e diceva bene la  collega
  Caronia,  molte poi delle leggi che vengono realizzate  all'interno
  di  questa  Assemblea,  che  vengono  portate  avanti  dal  Governo
  regionale,  non vengono poi attuate, e lo abbiamo visto all'interno
  della  Commissione Monitoraggio Leggi e a pagarne le spese  sono  i
  più fragili.
   Penso  agli  assistenti  igienico-personali  che,  nonostante   la
  dimenticanza da parte del Governo regionale, l'Assemblea  regionale
  ha provveduto a stanziare delle somme, e quelle somme poi con molta
  difficoltà  sono arrivate alle province, alle ex province,  e  sono
  arrivate poi alle scuole, per potere dare la possibilità ad  alunni
  con disabilità di potere andare a scuola.
   Ora dico noi siamo qui a fare annunci. Ora non so, esamineremo poi
  gli  articoli della legge di stabilità, non so se ci sono  articoli
  che  riguardano gli inceneritori, gli ultimi annunci che sono stati
  fatti  da parte di questo Governo regionale, che al solito  dopo  4
  anni  e  mezzo di nulla a livello di decisioni, si pensa di  potere
  distogliere  l'attenzione  dei  siciliani  tramite  annunci   nella
  realizzazione degli inceneritori, quando invece abbiamo  i  rifiuti
  in  giro per le strade soprattutto nelle città più grandi, le città
  metropolitane.
   Oppure  ancora  penso alla sanità. Ripeto vedremo  se  ci  saranno
  articoli, se ci saranno emendamenti sulla sanità. Penso alla sanità
  che  in  questi  anni non è stata gestita in maniera  corretta,  in
  maniera adeguata nei confronti soprattutto dei cittadini che vivono
  in  zone  periferiche, e mi riferisco ad esempio ai  cittadini  che
  vivono  nella ex provincia di Agrigento, di Caltanissetta, di  Enna
  che  oggi, dopo 4 anni e mezzo di gestione inefficace da  parte  di
  questo  Governo  per quanto riguarda la sanità,  si  fa  l'annuncio
  della  realizzazione di un possibile, non si sa  cosa  Policlinico,
  poi è diventata fondazione poi è diventato Policlinico diffuso.
   Cioè quindi questo Governo regionale ci ha abituati in questi anni
  a  volere  risolvere  i problemi dei cittadini  siciliani  con  gli
  annunci, e non so se questa, come dire, è una indicazione che dà il
  Presidente della Regione nei confronti degli assessori.  Perché  il
  Presidente della Regione ci abitua, ci ha abituati agli annunci  su
  Facebook,  annunci  anomali, per certi casi, perché  un  Presidente
  della  Regione  che  è  spesso assente qui in  Assemblea  regionale
  siciliana,  dove  potrebbe fare qualsiasi  tipo  di  annuncio,  qui
  all'interno  dell'Aula, invece preferisce fare gli annunci  tramite
  diretta  Facebook, non lo so per parlare magari in maniera  diretta
  con i cittadini, il problema però qual è? Che di quegli annunci non
  ne   viene   concretizzato  nessuno.  Uno   su   tutti   l'annuncio
  dell'azzeramento  di  qualche  mese  fa  della  Giunta   regionale,
  annuncio  che poi, come dire, come tutti gli altri che  sono  stati
  fatti, è caduto sul nulla di fatto.
    Ora   dico,   signor   Presidente,  che   questo   ritardo   stia
  danneggiando  fortemente i Comuni, perché il fondo  perequativo  ad
  oggi  i  Comuni  non  l'hanno ricevuto. Questo  ritardo  di  questi
  quattro  mesi,  e non capisco poi perché c'è stato questo  ritardo,
  visto  che  non  si  è riusciti ad ottenere nulla  a  Roma,  questo
  ritardo  ha danneggiato tantissime categorie. Penso ai Consorzi  di
  bonifica,  ai  lavoratori  dei Consorzi di  bonifica  che  sono  in
  estrema  difficoltà,  e al solito c'è stato l'annuncio  di  qualche
  mese fa, di qualche anno fa, da parte del Presidente della Regione,
  doveva  fare  una  riforma, doveva, come dire, risolvere  tutte  le
  problematiche  che  riguardano i Consorzi  di  bonifica,  ma  anche
  quell'annuncio si è perso nel vuoto, annuncio perso nel  vuoto  che
  vede  però  i  lavoratori  dei  Consorzi  di  bonifica  in  estrema
  difficoltà.
    Così  come sono in estrema difficoltà tutti i lavoratori  precari
  di   questa  Regione,  penso  ai  percettori  del  reddito   minimo
  d'inserimento, a cui mancano dei fondi all'interno di questa  legge
  finanziaria. Penso ai lavoratori Asu, che anche lì, un annuncio  da
  parte  del  Presidente della Regione, ricordo  ancora  il  post  su
  Facebook dove annuncia che tutto era risolto, che i lavoratori Asu,
  come  dire, si iniziava un percorso per la stabilizzazione, e anche
  quello un annuncio su Facebook, e oggi vediamo i lavoratori Asu che
  ancora  protestano, che rimangono precari, e nella loro  precarietà
  continuano  ad avere enormi difficoltà. Lavoratori Asu,  così  come
  tanti altri lavoratori, che lamentano il poco dialogo, l'assenza di
  dialogo da parte del Presidente della Regione e da parte di  questo
  Governo  regionale. Noi li abbiamo ricevuti qualche  giorno  fa,  e
  qualche  giorno fa appunto ci raccontavano la loro enorme delusione
  da  parte di persone che negli anni, come dire, sono state prese in
  giro  dalla  politica, no? Ma che a maggior ragione quando  c'è  un
  Presidente della Regione che va lì a fare l'annuncio su Facebook  e
  dice  Ok, è fatta. Grazie al Governo regionale abbiamo inserito una
  norma e stabilizzeremo tutti i lavoratori Asu'. E così non è stato.
    Noi  abbiamo  presentato nuovamente in questa  finanziaria  degli
  emendamenti per star vicino a questi lavoratori che hanno un'enorme
  difficoltà.
    Cosa  troviamo  sicuramente all'interno  di  questa  finanziaria?
  Troviamo  il pagamento di sentenze, di sentenze di fallimento,  non
  so  se è un caso il discorso del fallimento politico col fatto  che
  all'interno  della  legge  finanziaria  la  maggior  parte,  alcuni
  articoli sono sul pagamento di sentenze di fallimento.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

    Signor  Presidente, io dico, il Governo regionale  voleva  e  sta
  cercando   ancora  adesso  di  togliere  la  parola  ai   cittadini
  nell'andare a modificare o a realizzare norme opportune per  questa
  legge  di  stabilità, lo ha fatto perdendo tempo in questi  quattro
  mesi  e  lo  ha  fatto annullando completamente le  Commissioni  di
  merito. Noi come Movimento Cinque Stelle, signor Presidente, daremo
  battaglia articolo per articolo, comma per comma e faremo  in  modo
  di  rendere  e modificare questa legge di stabilità che  parte  con
  tutti i segni negativi da parte dei cittadini, ma che non può

                     (Intervento fuori microfono)

    DI  PAOLA.  Sì,  Assessore, parte con un  segno  negativo  questa
  legge di stabilità.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, parli con me non con l'Assessore.

   DI  PAOLA.  E  sono convinto, Presidente, perché l'Assemblea  e  i
  deputati  dell'Assemblea nonostante anche le offese  che  a  volte,
  anzi  spesso,  il Presidente della Regione ha emesso  non  solo  ai
  deputati  dell'opposizione ma anche ai deputati  della  sua  stessa
  maggioranza,  io  sono convinto che quest'Aula e  i  componenti  di
  quest'Aula avranno nel corso di questi giorni la responsabilità che
  hanno  sempre  avuto  nel  corso  di  questi  anni,  nonostante  un
  Presidente  della Regione assente sia nel dialogo  che  fisicamente
  all'interno di questa Istituzione. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Grazie, Presidente. I colleghi che hanno parlato  prima
  di  me hanno illustrato, sono scesi nel merito di tutte quelle  che
  sono   le  palesi  insufficienze  di  questa  legge  di  stabilità;
  insufficienze nel merito e nel metodo soprattutto.
   Ciò  che  vorrei  sottolineare oggi, prendendo e  condividendo  le
  cose dette dai colleghi del mio Gruppo e dell'opposizione, ma anche
  le  cose  dette  con  grande  passione dall'onorevole  Caronia  che
  certamente  della maggioranza fa parte, il metodo, Presidente,  che
  riguarda  anche e soprattutto la sua funzione, Presidente Micciché,
  che  lei  ha  svolto, prova con tutte le sue forze  a  svolgere  in
  maniera  da  garantire le prerogative di ciascun  parlamentare,  le
  prerogative  complessive  di  questo  Parlamento.  Ma  ciò  che  si
  percepisce oggi in questo che dovrebbe essere, che deve  essere  il
  disegno  di  legge  che  disegna come atto di  chiusura  di  questa
  sofferta Legislatura, che disegna quella che è la prospettiva della
  nostra  Regione  in  un momento drammaticamente difficile,  con  la
  pandemia i cui effetti sono tutti da superare e definire,  con  una
  guerra  che  per la prima volta in oltre settant'anni  riguarda  il
  centro   dell'Europa   e  che  già  si  fa   sentire   in   maniera
  insopportabile,  Presidente,  per le attività  economiche  piccole,
  medie e grandi, ma soprattutto piccole e medie di questa Regione.
   L'Assessore  dovrebbe sapere bene come già in questi  momenti,  in
  questi  giorni  pesano con grande preoccupazione e con  concretezza
  gli  effetti  di  questa  guerra,  il  cui  esito  è  difficile  da
  individuare per tutti e che non può che preoccuparci, non  soltanto
  per ciò che la stampa correttamente ci fa vedere delle atrocità  di
  una guerra che sono le atrocità di tutte le guerre non soltanto  di
  questa  guerra  che  è  al  centro dell'Europa,  ma  degli  effetti
  devastanti  sull'economia  oggi e soprattutto  sull'economia  della
  prospettiva.
   Questa  sorta di insofferenza, Assessore mi dispiace - lei  che  è
  il  Vicepresidente non sto puntando l'indice, ascolti prima  quanto
  sto dicendo - Presidente Miccichè, questa sorta di insofferenza  da
  parte  del  Governo in particolare, presente ancora  una  volta  un
  Assessore.
   Se disturbiamo, evitiamo, se dobbiamo concludere alle 15.00 o alle
  16.00 e siamo alle 13.00 e nessuno è interessato o pochissimi della
  maggioranza  sono  interessati a questo dibattito parlamentare  che
  non  è  per  perdere tempo  Ciascuno di noi avrebbe tanti  e  tanti
  problemi  da  risolvere fuori da queste mura  spessissime  che  non
  ascoltano  ciò che fuori, in questo momento, arriva di  sofferenza.
  Arriva ovunque, ma non arriva in questo Palazzo evidentemente,  non
  arriva  dentro quest'Aula in particolare, con maggioranza e Governo
  soprattutto, che stanno semplicemente aspettando quasi, come  dire,
  con  rassegnazione che questi rompiscatole - scusi, Presidente,  mi
  passi   il   termine  non  è  elegante  utilizzarlo  in  Parlamento
  dell'opposizione,  stanno discutendo di un disegno  di  legge  che,
  probabilmente, non avrà nessun effetto per il futuro.
   Forse,  ha  ragione, collega Caronia, perché nel  2020  noi  siamo
  stati come opposizione partecipi -  il Presidente della Commissione
   Bilancio   lo sa bene - siamo stati, ci siamo resi prigionieri  in
  quella  Commissione per poter tirare fuori in un momento drammatico
  una  legge di stabilità che fosse la legge di stabilità del Governo
  e  del  Parlamento, del Parlamento e del Governo. Purtroppo, molte,
  troppe,  norme  di quella legge di stabilità sono  rimaste  lettera
  morta.
   E  allora,  se  in questa Regione Presidente lo  dico  a  lei,  al
  Presidente  del  Parlamento di questa Regione,  il  Parlamento  più
  antico  d'Europa, se le leggi non le norme, le leggi -  chiamiamole
  per  quello che sono anche nella gerarchia delle fonti - rimangono,
  come  dire,  lettera  morta,  non  vengono  attuate  e  allora   la
  preoccupazione  di  cui  parlava,  per  esempio  ma  non  solo,  il
  Segretario  regionale del mio Partito a proposito  di  quel  taglio
  orizzontale  del  42 per cento, l'Assessore ci  dovrebbe  dire  con
  quale  criterio  e  con quale metodo sono state scelte  le  singole
  voci; e soprattutto dovremmo capire se ai figli e ai figliastri che
  già  leggiamo  in questa legge di stabilità di cui il Parlamento  è
  chiamato a discutere oggi e nei giorni a venire, se anche  i  figli
  diventeranno figliastri con quel metodo delle leggi non  applicate.
  Se  questo  42 per cento di tagli che varrà per alcuni  alla  fine,
  come dire, varrà per tutti, cioè nel senso che non verranno attuate
  le  norme, le leggi, che questo Parlamento alla fine sarà  chiamato
  ad approvare ed approverà.
   Presidente,  noi  ci  saremmo  aspettati,  dopo  il  comportamento
  responsabile,  e  gliene diamo atto del fatto che lei,  come  dire,
  molto   spesso  si  riferisce  alle  opposizioni  e  al  senso   di
  responsabilità  delle  opposizioni che  nell'esercizio  delle  loro
  prerogative, come dire, privilegiano ciò che dev'essere  il  lavoro
  produttivo di questo Parlamento. Il Bilancio di questa Regione  che
  non  è un atto qualunque, cioè è l'atto - Presidente, lei ce lo  ha
  ricordato,  lo ha ricordato al Parlamento più volte - è  l'atto  su
  cui,  come dire, c'è una sorta di Linea Maginot, giusto? Cioè nella
  quale  si può cominciare a parlare, si poteva cominciare a  parlare
  di scioglimento dell'Assemblea.
   L'opposizione non credo che abbia fatto resistenze eccessive e con
  un  atto  di grande responsabilità abbiamo consentito che entro  il
  30,  senza  alcun ostruzionismo perché non intendiamo  sprecare  il
  nostro  tempo  di parlamentari a fare ostruzionismo, ma  provare  a
  risolvere  problemi, a fare delle proposte che rispetto alle  quali
  il  più  delle  volte il Governo rimane, rimane  sordo,  nonostante
  questo  noi  oggi  percepiamo,  probabilmente  mi  sbaglio,  questa
  insofferenza,   Presidente,   al  dibattito   e   alla   dialettica
  parlamentare. C'è una sorta, come dire, di rassegnazione  da  parte
  del   Governo   a  doversi  sorbire  queste,  come  dire,   litanie
  dell'opposizione,  tanto  non  le  ascoltano,  tanto  la  legge  di
  stabilità  si concluderà in altre sedi e non in questa  sede  nella
  quale  oggi  noi  siamo chiamati ancora una volta a  discutere  dei
  problemi della Sicilia e dei siciliani.
   Abbiamo   approvato   come  primo  atto,  non   abbiamo   fiatato,
  l'onorevole   Cracolici   ha  manifestato,   come   dire,   persino
  soddisfazione.  Noi  non  siamo  masochisti,  cioè   che   facciamo
  opposizione  al Governo non alla Sicilia e ai siciliani  di  questi
  283  milioni che in apertura di seduta abbiamo votato per alzata  e
  seduta,  ma  vorremmo capire che di questi 283  milioni,  onorevole
  Cracolici  tu  l'hai chiesto con grande chiarezza, e  che  cosa  ne
  vogliamo  fare?  Non  basta dire li daremo ai disabili,  chiuderemo
  questa  partita,  ai  comuni eccetera, noi vorremmo  capire  se  in
  quest'ultima  legge di stabilità finalmente c'è una  visione  della
  Sicilia  in  un momento drammatico, probabilmente il più drammatico
  degli  ultimi settant'anni di storia del nostro Paese che  riguarda
  in particolare e con forza il Mezzogiorno del Paese, le regioni più
  fragili e più deboli, ad economia più fragile e più debole.
   Eppure,  nulla di tutto questo  Noi interromperemo oggi  i  lavori
  parlamentari,  li riprenderemo quando il Presidente dell'Assemblea,
  legittimamente,  riterrà che è possibile proseguire  con  i  lavori
  parlamentari senza avere, in questi giorni, l'idea di poter dare il
  nostro  contributo, la nostra piccola proposta a quella  che  è  la
  visione  strategica  che questo Comune dovrebbe  avere  e  non  ha,
  evidentemente, perché le cose sono due: o l'una o l'altra. O non ce
  l'ha  o  ce  l'ha  e  non la vuol far sapere al  Parlamento  perché
  bisogna andare all'imboscata finale di qualche maxiemendamento  che
  poi  l'Assemblea,  all'ultimo momento,  è  costretta  ad  ingoiare,
  perché  comunque  bisogna  dare entro  i  primi  giorni,  le  prime
  settimane  del  mese  di  maggio una legge di  stabilità  a  questa
  Regione.  Ma  una legge di stabilità per far cosa? Per  dare  delle
  risposte  vere, serie ai lavoratori che in questi giorni si  stanno
  illudendo,  perché  dobbiamo  essere molto  chiari,  io  non  credo
  assolutamente  che ciò che è scritto, quel poco che  è  scritto  in
  questa  legge  di stabilità alla fine andrà davvero ai  lavoratori,
  cioè  alle  famiglie,  andrà al debolissimo tessuto  produttivo  di
  questa nostra Regione.
   Per  cui, Presidente, io la faccio breve; lei mi ha concesso,  con
  grande  cortesia  istituzionale, qualche minuto in  più.  Io  dico,
  assessore Armao - assessore o parlo con lei o vi mando una lettera,
  un  telegramma, qualcosa, lo capisco, mi rendo perfettamente conto,
  ma già è difficile, Assessore -

   PRESIDENTE. Continui, onorevole Gucciardi.

   GUCCIARDI.  Ma con chi parlo, Presidente? Poi si legge  i  verbali
  l'Assessore, dopo.
   Noi  desidereremmo  sapere cosa accadrà  alla  luce  delle  novità
  importanti   di   cui   abbiamo  parlato,   annunciate   stamattina
  dall'Assessore  e  votate da questo Parlamento. Desideriamo  adesso
  capire se il Governo - come dicevo prima - ha una visione, e se  ce
  l'ha  questa  visione  e  se  riusciremo,  onorevole  Caronia,   ad
  approvare qualche norma importante per le famiglie, per le imprese,
  per tutti coloro che in questo momento, tra Covid e guerra, sono in
  grande  difficoltà, grandissima difficoltà, evidentemente  il  dito
  indice  lo  puntano  contro  l'intero Parlamento,  non  lo  puntano
  soltanto contro il Governo. Per cui, noi ci sentiamo responsabili e
  il  Governo  ha  il  dovere di ascoltare le opposizioni  e  ciascun
  parlamentare di questo Parlamento, perché ciascuno di noi ci  mette
  la faccia e si assume la responsabilità fuori da queste mura.
   Desidereremmo sapere, Presidente, prima dell'8, del 7, del  9,  di
  quando lei deciderà di continuare, che cosa il Governo vuol fare di
  queste  risorse e cosa, complessivamente, intende fare  rispetto  a
  quelle  norme che tentennano e che non sono certamente la  risposta
  più  giusta  ai siciliani. Perché già dividere figli  e  figliastri
  nella proposta, in quello di cui per ultimo parlava, se non ricordo
  male,  il Presidente del mio Gruppo parlamentare, l'onorevole Lupo,
  se  questo 42 per cento vale davvero per tutti oppure non varrà per
  nessuno,  perché comunque le norme approvate, ancora una volta,  le
  leggi approvate da questo Parlamento rimarranno lettera morta e non
  saranno applicate, tanto la Legislatura è finita e sfido chiunque a
  dire  che noi a settembre possiamo tornare in Aula per una  manovra
  correttiva.  Chi  dice  queste cose, dice  delle  bugie  e  noi  lo
  denunceremo ai siciliani. È l'unica cosa e l'ultima, probabilmente,
  che  ci  rimane  da  fare  in questa triste e  inutile  Legislatura
  dannosa soltanto per i cittadini siciliani.

   PRESIDENTE.  Fermo  restando  che  rompiscatole  non  ce  n'è,  né
  nell'opposizione,  né  nella  maggioranza,  né   alla   Presidenza.
  Ovviamente,  rompiscatole non ce ne sono. C'è l'ultimo  intervento,
  prima di sospendere mezz'ora, dell'onorevole Dipasquale.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Sunseri)

   PRESIDENTE.  Non  l'aveva segnato, però. Si è iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Sunseri, però poi non ci sono altri  interventi.  Dopo
  l'onorevole  Dipasquale, prenderà la parola l'onorevole  Sunseri  e
  poi interrompiamo. Non so veramente se interrompere; poi vediamo.
   Prego, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Signor Presidente della Regione che
  ovviamente  non  c'è,  Signor Vicepresidente,  onorevoli  colleghi,
  vedete, prima l'onorevole Marano, giustamente, riprendeva l'assenza
  del  Presidente  ed  è  stata  quasi  criticata:   No,  ma  c'è  il
  Vicepresidente  .   Eh  no  Non è la stessa cosa   Stiamo  parlando
  dell'ultima finanziaria di questo Governo. Stiamo parlando  di  una
  finanziaria  molto importante, delicata. Questa è la terza  seduta.
  Due  sedute  le  abbiamo fatte sul bilancio, una  seduta  l'abbiamo
  fatta  sulla finanziaria e il Presidente è venuto, è passato cinque
  minuti   oggi   e   poi   se  n'è  andato.   Me   è   proprio   per
  quell'atteggiamento che ha sempre avuto in questi  cinque  anni  di
  non  non ha vissuto il Parlamento come un fatto positivo. Veramente
  l'ha vissuto come un peso, e l'abbiamo visto in particolar modo  in
  questa  finanziaria  dove,  grazie al  fatto  di  averla  trasmessa
  all'ultimo  momento, questa finanziaria, per la prima  volta  nella
  storia della Regione siciliana, viene esautorata da quelli che sono
  i  passaggi nelle Commissioni parlamentari e arriva direttamente in
  Aula.
   Ma  noi  siamo qui e non abbandoniamo lo scranno, non abbandoniamo
  le  nostre postazioni. Prima, giustamente, l'onorevole Cracolici su
  questa  riflessione  mi citava un passaggio  di  Gramsci   Guai  ad
  abbandonare - l'ho anche segnato - gli spazi della democrazia  .  E
  io  lo  ringrazio  perché  mi  ha  dato  un  suggerimento  corretto
  nell'intervento  perché noi siamo qui. Siamo qui  e  continuiamo  a
  mantenere  una posizione sapendo che poco interessa ai parlamentari
  di  maggioranza, ormai ridotti veramente al lumicino, gli Assessori
  solamente  due  presenti, l'unico che è costretto a  mantenere  una
  posizione è l'Assessore per l'economia, ogni tanto gli fa compagnia
  qualcuno,  così  per non lasciarlo solo. Il degrado amministrativo,
  il  degrado  veramente  politico e,  purtroppo,  il  degrado  della
  Sicilia lasciata, abbandonata si legge e si vede proprio da  queste
  immagini.
   Io la chiudo subito qui, perché voglio invece entrare in merito  a
  una  serie Ieri  si sono completate, si è chiusa  la  presentazione
  degli  emendamenti e io ho presentato una serie di emendamenti,  ne
  farò  cenno,  alcuni di carattere generale altri che riguardano  il
  territorio,  mi  permetto  di  dirlo -  Mattarella  diceva  che  il
  parlamentare doveva andare oltre i propri territori di appartenenza
  -  però,  perdonatemi,  qualche  cenno  lo  dovrò  fare  anche  sul
  territorio.
   Tra  gli  emendamenti presentati, l'istituzione di un osservatorio
  regionale  sui  cambiamenti climatici, che è a costo  zero,  che  è
  previsto  in una norma più complessiva su cui stiamo lavorando,  ma
  riteniamo  che  questo Parlamento possa dare un segnale,  perché  i
  cambiamenti climatici stanno toccando e toccano profondamente anche
  il  Mediterraneo,  anche la nostra Isola e,  quindi,  l'istituzione
  dell'osservatorio regionale sui cambiamenti climatici metterebbe in
  condizioni  di  aprire,  come  si dice,  un  file,  un  momento  di
  attenzione anche su questa problematica.
   Così come un emendamento ho presentato su uno stanziamento per  le
  zone  franche montane che abbiamo fatto un disegno di legge voto  e
  dove le zone franche montane, che riguardano la vita di migliaia di
  siciliani  che  si  ritrovano chiusi, bloccati nel  loro  sviluppo,
  nella  loro  crescita,  dove sono costretti a  fuggire  dalle  zone
  montane  perché gli manca un progetto di sviluppo e  gli  manca  un
  aiuto.  Questo emendamento prevede uno stanziamento che vada  oltre
  la  legge  voto che abbiamo fatto e dà un contributo  verso  questa
  direzione.
   Altra  cosa,  la  possibilità di aiutare i nostri agricoltori,  la
  crisi  agricola,  dal  punto  di vista  delle  produzioni,  che  ha
  innescato anche la guerra. Noi abbiamo una difficoltà di produzione
  dal  punto  di  vista dei cereali, in particolar modo  dei  cereali
  estivi:  il  mais,  il  sorgo, tutti i  cereali  estivi.  I  nostri
  agricoltori possono coltivare i cereali estivi, però hanno  bisogno
  di  un  aiuto  per quanto riguarda il canone idrico,  perché  hanno
  bisogno  di moltissima acqua. Allora, ho presentato un emendamento,
  abbiamo  presentato un emendamento, che prevede la  possibilità  di
  abbattere  del  50  per  cento  i canoni  idrici  dei  Consorzi  di
  bonifica,  per  dare  la  possibilità agli  agricoltori  di  potere
  seminare i cereali estivi, le colture estive.
   Così   come  gli  interventi  per  l'Aras,  per  quella  che   era
  l'associazione   allevatori.  Un  intervento   per   le   famiglie,
  prevedendo mille euro a nucleo familiare che ha più di tre figli  e
  con  un  aumento  di  200 euro per ogni figlio. Vorremmo  dare  una
  risposta anche alle famiglie che hanno più figli.
   Mi permetto, ecco, di enunciare il lavoro che abbiamo fatto, nella
  speranza  che  questa  maggioranza, che questo  Governo  ne  faccia
  tesoro.
   Un  intervento su Irfis, Ircas e Crias che dà la possibilità  alle
  imprese  di  avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi,  utile
  per  le  imprese  artigianali, utilissimo per la  piccola  e  media
  impresa.  Due interventi per i lavoratori dei Consorzi di bonifica,
  per  chi  ha  78  giornate,  in base  al  riferimento  al  comma  2
  dell'articolo  8  e  al comma 1 dell'articolo 60.  A  proposito  di
  questo,  ho  presentato anche un emendamento per  il  Consorzio  di
  bonifica  di Ragusa, prevedendo 5 milioni di euro per il contributo
  straordinario; emendamento che ho presentato dal primo anno e  che,
  purtroppo,  non  ritrova  riscontro. E  mi  dispiace  che  l'ultimo
  Governo   e   l'ultima  Legislatura  che  ha  dato  un   contributo
  straordinario è stata proprio quella di Crocetta. E poi ce lo siamo
  dimenticati.
   Un  intervento  per  il  Corfilac. Le  risorse  e  interventi  per
  rimpinguare i disabili, i talassemici, i sordi. Quattro  interventi
  per  norme urbanistiche che, appunto, intervengono sulla Via-Vas  e
  che agevolerebbero sicuramente le aziende nel portare avanti i loro
  interventi.  Un  intervento  per Palazzo  Iacono  a  Vittoria,  che
  prevede  il  completamento e il restauro; per il centro direzionale
  del mercato ortofrutticolo, sempre di Vittoria; per l'autoparco  di
  Vittoria. L'incremento per la legge 61/1981, a noi tutti  cara,  la
  legge  su Ibla. Un contributo - l'ho detto - straordinario  per  il
  Consorzio  di bonifica di Ragusa e per i licenziati, che  aspettano
  ancora  risposta.  La riqualificazione del ponte Milano-Palermo  di
  Modica,  la  riqualificazione del mercato ortofrutticolo  di  Santa
  Croce.   Ulteriori  risorse  per  gli  incendi  che  hanno  colpito
  Chiaramonte, Monterosso e Giarratana. I contributi per il dragaggio
  dei  porti  di Pozzallo, Scoglitti e Donnalucata. La valorizzazione
  di  Chiafura  a  Scicli e della villa romana  a  Giarratana.  E  ho
  concluso, Presidente.
   Questi  sono i suggerimenti che noi, che io insieme ai colleghi  e
  insieme ad altri interventi che abbiamo fatto, rimettiamo a  questa
  maggioranza. Questa è la parte costruttiva. Non ci limitiamo solo a
  dire cosa non va, gli errori, quello che fate.
   Veramente, certe volte la cosa più semplice - ne parlavo prima con
  l'onorevole  Cracolici,  col  capogruppo,  con  tutto   il   Gruppo
  parlamentare - è abbandonare, lasciare perdere, mollare, perché  ti
  mancano  anche  gli interlocutori. Ma noi abbiamo  il  dovere  fino
  all'ultimo  giorno,  e  lo faremo, perché per  questo  siamo  stati
  eletti,  di rappresentare l'opposizione, la minoranza, di  dire  le
  cose  che  non  vanno, di denunciare le cose che non vanno,  ma  di
  essere  anche  propositivi. E lo abbiamo fatto. Abbiamo  presentato
  tantissimi   emendamenti.   Siamo  pronti   anche   a   votare   un
  maxiemendamento tutti insieme, a votare anche la stessa finanziaria
  se  dovesse raccogliere quelle che sono le istanze che arrivano dai
  territori, sia di carattere generale, che poi, nello specifico,  le
  esigenze dei singoli territori. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   L'ultimo  intervento  è dell'onorevole Sunseri.  Prego,  onorevole
  Sunseri.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente. Guardi, Presidente, io mi  aspettavo
  una  finanziaria, un bilancio un po' più frizzante,  no?  L'ultima,
  quella del Governo Musumeci, quella che doveva dare lo slancio alla
  competizione  elettorale. Lei sembrava volesse dare nuova  anima  a
  questa  Assemblea;  due mesi fa ha annunciato  l'azzeramento  delle
  Commissioni,  e io me l'aspettavo, ero lì in ansia per  vedere  chi
  poi  avrebbe  in  qualche  modo condotto i  lavori  in  Commissione
  "Bilancio",  nelle  varie  Commissioni.  E  invece  ha   utilizzato
  l'Assemblea, il suo potere, per fini meramente personali, politici,
  Presidente Miccichè, perché poi a distanza di due mesi questo non è
  avvenuto  e  oggi  siamo qui in Aula senza essere  passati  nemmeno
  dalle  Commissioni, a trattare un disegno di legge che è quello  di
  finanziaria  assolutamente senza un'anima,  senza  una  visione,  è
  un'accozzaglia di emendamenti e articoli che abbiamo già  visto  in
  tanti  altri testi, racimolati da un Assessore e poi da  un  altro,
  collezionati  insieme anche in maniera poco organica,  oserei  dire
  quasi  meramente  numerica, e presentata all'Aula come  quello  che
  certifica  di  fatto  la fine di questo Governo  regionale,  quello
  assolutamente  incapace di affrontare i problemi più atavici  della
  nostra Regione.
   Ci  sono  degli  articoli  che trattano  le  Società  e  gli  Enti
  partecipati  dalla  nostra Regione come se fossimo  all'inizio  del
  mandato  elettorale.  Ancora per l'ennesima volta  si  ripresentano
  nuovamente  i  maggiori  controlli, quando sappiamo  benissimo  che
  tutto  ciò  non è stato fatto; nessuna luce per quanto riguarda  la
  razionalizzazione,  l'accorpamento  degli  Enti.  Mi  aspettavo  di
  trovare  qualcosa sui Consorzi di bonifica qualcosa che riguardasse
  CRIAS  e  IRCAC, Presidente anzi Vicepresidente Armao,  l'assessore
  Turano  che  oggi non c'è, sono due Enti che sono  fermi  da  anni.
  Abbiamo fatto una legge di riforma nel 2019, da allora il nulla più
  assoluto. Più volte sono state ripresentate una serie di  norme,  i
  nostri artigiani e le cooperative sono ferme al palo senza avere la
  possibilità  di  decreti  che possono  in  qualche  modo  sbloccare
  milioni e milioni di euro.
   Mi  aspettavo di rivedere una finanziaria che avesse quantomeno un
  indirizzo  politico,  uno  di  quelli  che  venisse  incontro  alle
  esigenze   e   ai   bisogni   dei  siciliani   che   riprogrammasse
  possibilmente  anche  dei  fondi  extraregionali.  Nulla  di  tutto
  questo
   Io immagino, Presidente Miccichè, quale studio approfondito, quale
  visione  straordinaria  della nostra terra hanno  partorito  quando
  questo  Governo ha pensato di fare una carta annuale  da  40  euro
  Immagino   veramente  lo  sforzo  mentale,  messo  lì   un   intero
  Dipartimento a immaginare una misura rivoluzionaria per  la  nostra
  Sicilia
   Però, sono contento che alla fine questo Governo si sia ridotto  a
  tutto questo, perché chi segue i lavori d'Aula, chi segue il lavoro
  dell'Assemblea, chi segue il lavoro di questo Governo ha finalmente
  la  certificazione.  Questo testo di finanziaria,  il  bilancio  di
  questa Regione sono la certificazione dell'incapacità di un Governo
  di  affrontare  i temi seri, importanti, che possono permettere  di
  risanare la finanza di questa Regione e soprattutto rilanciarne una
  visione  alternativa,  una  visione che  ci  ha  condotto  oggi  ai
  disastri  più  importanti, dall'impossibilità di  captare  i  fondi
  extra  regionali,  il  fallimento sul PNRR  già  certificato  nelle
  risorse  idriche  e  nei  consorzi  di  bonifica,  l'incapacità  di
  spendere  i  fondi  europei come quelli del  PO  FESR  naturalmente
  bloccati  da  due  anni, sbloccati solamente  grazie  all'utilizzo,
  durante la pandemia, di deroghe su deroghe.
   Ecco,  siamo  arrivati  a  quel punto in  cui  chiunque,  anche  i
  sostenitori  di questo Governo, hanno la certezza che,  finalmente,
  questa  brutta pagina politica della nostra Regione è terminata,  e
  che  mi  auguro  tra  qualche  mese se ne  apra  una  completamente
  diversa. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Allora,  Assessore, prima di passare al voto devo dire che sarebbe
  utile  che ad alcune osservazioni che sono state fatte dai colleghi
  si potesse dare una risposta, fondamentalmente a quello sugli aiuti
  alle  famiglie  che erano stati immaginati prima, perché  sappiamo,
  così,  almeno per sentito dire, che quelli alle imprese in  qualche
  maniera  hanno  dato  un minimo di risultato,  quelli  invece  alle
  famiglie,  così  risulterebbero. Allora, sarebbe utile  secondo  me
  avere qualche informazione, primo per sapere per il futuro che cosa
  è più giusto fare, piuttosto che altre cose, alcune che funzionano,
  altre  no,  e poi per capire se quelle risorse che non  sono  state
  utilizzate,  teoricamente, non fossero ancora utilizzabili,  adesso
  per  altro  tipo  di  agevolazioni che si  volessero  dare.  Prego,
  Assessore.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Grazie,   Presidente.  Diceva  Konrad  Adenauer   che   una   buona
  opposizione   è   assolutamente   necessaria,   senza   opposizione
  costruttiva, c'è aria stantia e rafferma. Certo che di aria  ce  ne
  vuole  ma, come dice un vecchio detto siciliano:  l'aria in  Chiesa
  ci vuole ma non sino al punto di spegnere le candele
   Quindi,  il  Governo  raccoglie  molti  degli  stimoli  che   sono
  provenuti   dall'articolato  dibattito,  gli  onorevoli  Cracolici,
  Marano, Lupo, Di Paola, Barbagallo, Gucciardi, Di Caro, Caronia, Di
  Pasquale e Sunseri che hanno svolto le loro argomentazioni, le loro
  osservazioni, le loro critiche anche, ma è giusto  che alcune  cose
  che  possono  essere valutabili, soprattutto se  sono  propositive,
  altre  che  si  attestano  su una mera  opposizione  è  giusto  che
  l'opposizione faccia il suo lavoro, il Governo faccia il suo e  poi
  i  siciliani  giudicheranno, come concludeva  poc'anzi  l'onorevole
  Sunseri,  ma non certamente nel senso, come noi riteniamo,  da  lui
  auspicato.
   Entriamo nel merito delle questioni. Proprio nel merito cui faceva
  riferimento  l'onorevole Gucciardi poc'anzi,  così  rispondo  anche
  alle considerazioni che ha ribadito l'onorevole Cracolici che aveva
  invero già articolato nell'intervento - io annoto giustamente tutte
  le  osservazioni che vengono fatte - iniziale sul disegno di  legge
  di  bilancio:   potevate  portarla a  gennaio,  questa  legge  o  a
  febbraio .   Invece  non  è  così, perché  proprio  quello  che  si
  dimostra  stamattina, presenterò alla segreteria della  Presidenza,
  al  Segretario generale, anche le note pervenute dal MEF,  le  note
  pervenute  dai Dipartimenti, le note del 23 marzo, le  note  del  2
  maggio,  le  note  del 27 aprile, evidentemente, anzi  grazie  alla
  spinta, alla compulsione che abbiamo svolto nei confronti del  MEF,
  quest'anno abbiamo ottenuto

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Queste provocazioni  Vede, io nei suoi confronti, onorevole

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, Assessore, scusate, tutti  hanno
  sentito  i  vostri interventi senza che alcuno intervenisse.  Siete
  pregati di fare parlare l'Assessore, altrimenti tanto vale chiudere
  e ce ne andiamo. Prego, Assessore.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia, Se
  è  vero che Konrad Adenauer guardava all'opposizione costruttiva  e
  anche  vero che Churchill diceva che la buona politica auspica  gli
  argomenti   che   creano   animosità  nell'opposizione   e   quello
  dell'onorevole  Barbagallo, purtroppo, riserva sempre  animosità  e
  non ragionamento. Il ragionamento postula

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Quindi,  uno  attacca,  riceve la risposta  è  questo  è  un  fatto
  personale. Così, stiamo qui fino a domani. Se vogliamo parlare  del
  merito delle questioni o se vogliamo fare inutile polemica, che non
  serve.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, la prego. Ci penso io, l'ho  bloccato
  io  l'onorevole  Barbagallo e gli ho chiesto di non  interromperla,
  però se inizia una disputa a due è chiaro che è la fine, per cui la
  prego  di continuare il suo intervento senza preoccuparsi di quello
  che  dicono i colleghi, perché a quello penso io, questo è  il  mio
  ruolo,  per  cui  la  prego  di  continuare  e  di  evitare  questi
  battibecchi. Grazie.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Faccio  finta di non avere sentito, allora. Andiamo avanti. Andiamo
  al  merito  delle questioni, così entriamo in quello che auspicava,
  con  la sua consueta saggezza, l'onorevole Gucciardi, ancorché oggi
  accompagnato da una particolare enfasi che mi ha parimenti colpito.
   Dicevo,  il  tema  del merito. Ripeto, grazie a  questi  dati  che
  stanno  emergendo e ripeto se il MEF, grazie alla sua disponibilità
  ma  anche alla nostra spinta, ci ha fornito dei dati che di  solito
  fornisce  a  giugno,  ce  li ha forniti in tempo  per  potere  oggi
  liberare  271  milioni di risorse, non credo  che  sia  un  limite.
  Purtroppo.  quest'anno, ma ripeto basta vedere costa sta succedendo
  al  comune di Milano, dove si stanno congelando 252 milioni di euro
  di  spesa  proprio  per  le stesse analoghe  questioni  che  stiamo
  vivendo;  non  parliamo  del  comune  di  Palermo,  tra  l'altro  è
  argomento sensibile e quindi non indugiamo su queste questioni  ma,
  evidentemente, ci sono problemi per chi fa entrata, per  glie  enti
  che   raccolgono  risorsa  a  dovere  corrispondere   ad   esigenze
  finanziarie.  Quindi, ogni termine è utile, ogni momento  è  giusto
  per  potere portare più in avanti possibile la chiarezza del quadro
  finanziario nell'interesse della collettività ma anche di chi  deve
  valutare e decidere.
   Per  quanto  concerne  il tema della verifica sulle  osservazioni.
  Onorevole  Cracolici,  sarà  mia  cura,  certamente,  articolo  per
  articolo,  quando entreremo nel merito delle questioni,  ribattere,
  l'ho  già  fatto  anche informalmente pocanzi,  o  sarà  anche  dei
  colleghi  perché chiaramente le questioni, le norme non  riguardano
  soltanto  l'Assessorato  all'economia  ma  riguardano  anche  altri
  Dipartimenti, replicare alle osservazioni che hanno la funzione  di
  sceverare,  di sviscerare tutte le questioni al fine di scongiurare
  la  prospettazione di ricorso in Corte costituzionale delle singole
  disposizioni. Quindi, quello che verrà fatto, verrà fatto man  mano
  che  esamineremo gli articoli, è chiaro che non potendolo  fare  in
  Commissione lo faremo in questa sede.
   Per  quanto  riguarda  sempre la vicenda dell'aria  e  del  vento,
  proprio  per  quanto  riguarda  la vicenda  dei  tagli,  in  alcuni
  interventi  sono  stati prospettati tagli. Io per chi  ci  ascolta,
  dentro e fuori quest'Aula, vorrei spiegare che tagli non ce n'è. Il
  congelamento  non è un taglio perché come dimostra l'esperienza  di
  questi  5  anni  gli enti in generale, meno 40 per  cento,  ricordo
  l'onorevole Marano pocanzi diceva meno 40, meno 20, meno 30, non  è
  così.  E'  chiaro  che  ci sono nell'ambito  di  un  bilancio  che
  Onorevole  Lupo,  raccolgo il suo stimolo ad essere  più  puntuale,
  però  lei  sa  bene perché ha seguito il confronto con  il  Governo
  nazionale  che ci ha portato all'accordo del 2021, del  14  gennaio
  2021,  che  noi  dobbiamo per accordo perché  questa  non  era  una
  clausola che era nella nostra proposta, ci è stata imposta da Roma,
  ebbene,  come  lei ben sa, dobbiamo risparmiare ogni anno  risorse,
  quindi da qualche parte devono uscire.
   L'anno  scorso  dovevamo  risparmiare  40  milioni  e  ne  abbiamo
  risparmiati  200.  Quest'anno  dovremmo  risparmiarne  80,   l'anno
  prossimo 120. Questo è un decremento quindi da qualche parte queste
  riduzioni  dovranno  scaturire. Non  sono  certamente  risorse  che
  usavamo  per  buttare  i  soldi dalla  finestra  e  che  quindi  da
  quest'anno  possiamo astenerci dal farlo, anche  se  credo  che  le
  difficoltà  della  nostra  Terra  potrebbero  auspicare  anche   un
  intervento di questo tipo.
   Quindi,  è  chiaro  che per la gran parte dei casi,  si  parla  di
  congelamenti che automaticamente vengono meno nel momento in cui ci
  vengono  riconosciuti i 211 milioni e le minori entrate. Però,  per
  tranquillizzare e non far preoccupare chi giustamente non  si  deve
  preoccupare, nel caso di conferme di disposizioni con congelamento.
  E' chiaro che se c'è un minore stanziamento, onorevole Lupo, questo
  stanziamento  se è possibile verrà rimpinguato. Mi fa  piacere  che
  proprio nel dibattito tra opposizione e maggioranza, io possa  dire
  che  lo stanziamento dello scorso anno per gli enti locali non solo
  è  stato  scongelato  ma  è stato anche rimpinguato.  Quindi,  sarà
  esattamente quanto lo scorso anno con una proiezione triennale  che
  chiaramente  tiene  conto dei temi che ci siamo  detti  oggi  sulle
  entrate.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ma
  io  non  dico  Credo che ci conosciamo da almeno 40 anni, onorevole
  Cracolici.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, la prego, continui il suo intervento.
  Poi chiederanno la parola e caso mai lei risponderà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Poi,  per  quanto  riguarda, anche perché credo sia  chiaro  che  i
  comuni  non sono né prerogative di alcuni né prerogative  di  altre
  forze  politiche.  Tutti abbiamo l'ambizione di essere  più  vicini
  possibile ai nostri comuni che sono la trincea dell'amministrazione
  soprattutto  quelli  male amministrati e che  sia  auspicabile  una
  nuova amministrazione.
   Torniamo ai nostri punti. Il confronto di domani, come si è  detto
  poc'anzi, si è accennato, noi avremo un confronto domani con  tutte
  le   associazioni  di  categoria,  quelle  datoriali,  quelle   dei
  lavoratori,  le cooperative, proprio perché sul punto ci  si  vuole
  confrontare,  nessuno  scappa, anzi il  confronto  è  auspicato,  è
  atteso,  con  proposte di idee, di iniziative,  di  interventi,  di
  misure integrative.
    Andiamo  alle leggi attuate. Presidente mi spiace dissentire,  ma
  non   è  che  c'è  stata  qualche  attuazione,  la  legge  è  stata
  sostanzialmente  attuata, c'è qualche, al  contrario,  c'è  qualche
  singolo intervento che non ha avuto attuazione.
    Per  quanto  riguarda quelli dell'Assessorato all'economia,  sono
  pronto a rispondere su tutto, l'ultima, abbiamo dovuto affrontare i
  due  casi  più delicati che sono quelli delle edicole, sono  quelli
  dei  Confidi,  che  abbiamo superato perché c'era  un  problema  di
  inquadramento giuridico proprio per non fare cose tanto per  farle,
  ma  per  assegnare effettivamente risorse, mentre l'Irfis ha  avuto
  modo di erogare risorse significative, con un accesso e domande che
  sono  andate ben al di là delle stesse aspettative. Abbiamo erogato
  circa  600 milioni di euro solo attraverso gli interventi che  sono
  stati previsti e finanziati, proprio per rispondere alla domanda di
  liquidità  di questa Regione, ivi compreso l'intervento  attraverso
  la  BEI,  che mi dicevano sta avendo un particolare successo  e  ha
  raggiunto quasi il plafond previsto.
    Per  quanto  riguarda  il  tema delle famiglie,  Presidente,  lei
  sollecitava  un  approfondimento poc'anzi  ed  è  corretto  che  il
  Governo lo dia. Com'è noto io posso rispondere e mi impegno qui non
  come  Assessorato,  ma  come  Governo,  perché  sono  chiamato   ad
  intervenire  come  Governo, a sottoporre alla  prossima  Giunta  la
  questione; io condivido che se una norma è norma va rispettata fino
  a  quando  qualcuno non ne proponga l'abrogazione,  quindi  dovremo
  essere  molto chiari, o proponiamo l'immediata attuazione di quella
  norma  o  ne  proponiamo  l'abrogazione  e  il  Parlamento  sovrano
  deciderà, ma questo è il corretto modo. Sono assolutamente convinto
  proprio   perché   le   norme  che  abbiamo  trovato   o   proposto
  all'Assemblea  e che l'Assemblea o ha approvato tout  court,  o  ha
  modificato,  o  ha integrato ed ha approvato, noi ad  esse  abbiamo
  dato seguito e dato attuazione, ripeto, con grande soddisfazione di
  associazioni di categoria, imprenditori, professionisti  che  hanno
  avuto  accesso  a  queste  risorse, che  non  sono  le  risorse  né
  dell'Assessorato  all'economia,  né  sono  le  norme  del   governo
  Musumeci, sono le norme approvate da questo Parlamento al quale  il
  Governo per il principio montesquieiano ha dato esecuzione  come  è
  suo  dovere  fare,  quindi  il tema delle  famiglie  c'è  stato  un
  problema  di  provvista  finanziaria sui  fondi  ex  regionali  che
  occorre  superare ma, ecco, convengo sulla necessità di  affrontare
  con  grande chiarezza la questione, non si può tergiversare e siamo
  assolutamente d'accordo sul punto.
      Infine  il  tema  del  caro bollette  e  degli  interventi  per
  affrontare   la   crisi   economica   proveniente   dalla    guerra
  russo-ucraina,  o  meglio  dall'invasione  della  Russia  a   danno
  dell'Ucraina, sulla quale credo che non sia mai sufficiente  e  mai
  bastevole la contestazione, la riprovazione per questo scempio  che
  si  sta realizzando in quel territorio che era libero e che oggi  è
  dominato.
    Sul  punto, Presidente, stiamo analizzando gli effetti  economici
  di  questa grave crisi che è una crisi non solo della guerra  ma  è
  una  crisi  che  si  correla  a  due elementi  già  presenti  quale
  l'incremento del costo delle materie prime, fenomeno  che  già  era
  partito  a  fine  anno  e  che si sta rafforzando  ulteriormente  e
  l'incremento del prezzo dei carburanti, del prezzo del gas, che  ha
  effetti veramente devastanti sulla nostra economia.
    Ho  sentito  ieri  il sindaco di Lampedusa che  mi  rappresentava
  l'esigenza   di   un  intervento  straordinario,   proprio   perché
  attraverso  questo nuovo onere che si scarica sugli  operatori  del
  settore della pesca, molti proprietari di pescherecci o società che
  gestiscono  pescherecci  sono oramai  rassegnati  a  consegnare  le
  licenze perché non sono più in grado di sostenere economicamente il
  costo  del carburante. Lo stesso dicasi per tanti autotrasportatori
  e  tante  imprese che perdono competitività perché le nostre  merci
  debbono viaggiare e debbono viaggiare a costi assai elevati.
   Ecco   perché  abbiamo  presentato,  Presidente,  nell'ambito   del
  disegno  di  legge di stabilità il cosiddetto  mare bonus',  con  10
  milioni  di euro che dovrebbe proprio puntare ad abbattere il  costo
  dell'utilizzo  del  trasporto via mare e,  quindi,  favorire  per  i
  nostri  autotrasportatori  la via del  mare  piuttosto  che  la  via
  stradale  con non solo l'abbattimento dell'inquinamento ma anche  il
  minor  consumo  di carburante. Un incentivo quindi ad utilizzare  la
  via  del  mare  e  rendere  competitive  le  nostre  produzioni  che
  altrimenti rischiano di essere messe fuori mercato.
   Un'ultima  considerazione,  Presidente,  e  concludo,  riguarda  la
  questione del  caro bollette', come si diceva prima.
   Bene,  è  evidente, tutti sanno che il governo Draghi al  quale  il
  presidente  Musumeci  ha  già chiesto tre volte  un  incontro  sulle
  questioni che riguardano la Sicilia e ci sono atti scritti in questo
  senso.  Ho  incontrato il sottosegretario Garofoli che  si  è  fatto
  carico di accelerare questo incontro ma è chiaro che questo incontro
  deve  avvenire  prima possibile, e questa è un'idea  del  presidente
  Musumeci e di tutto l'intero Governo.
   Ieri  è stato approvato in Consiglio dei Ministri un decreto  legge
  salva  intesa  di cui in questo momento ho una copia, come  immagino
  l'avrete  voi, del testo che è entrato in Consiglio dei Ministri  ma
  ancora  non sappiamo quali misure, con precisione, verranno adottate
  dal  governo  Draghi  per  affrontare questa  drammatica  crisi  che
  colpisce  anche la Sicilia e che, purtroppo, sta penalizzando  molti
  settori.
   Siccome   si  auspicano  interventi  da  parte  regionale,   questi
  interventi  come  abbiamo  fatto nel 2020 devono  essere  interventi
  complementari e non addizionali rispetto a quelli che lo  Stato  sta
  già facendo.
   Aspettiamo quindi qualche giorno che si definisca - non è  che  noi
  non  vi abbiamo voluto sottoporre misure e interventi -, siccome  lo
  Stato  si accingeva ad adottarli, non abbiamo voluto fare presentare
  iniziative e misure che rischiavano di essere

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente  della Regione e assessore  per  l'economia.
  Appena   si   definisce   il   testo,  studieremo   insieme   misure
  complementari  a quelle che adotta il Governo nazionale  per  essere
  più  efficaci  possibili rispetto ai bisogni. A  noi  non  interessa
  sbandierare  misure, ci interessa essere efficaci nei confronti  dei
  territori,  nei  confronti  dei bisogni, nei  confronti  dei  nostri
  concittadini. Questo è l'impegno che posso assumere questa  mattina,
  Presidente.
   Non  mi  permetto  di entrare nella tempistica  dei  lavori  d'Aula
  perché  non  è competenza nostra chiedere e valutare che tempi  sono
  necessari.
   E'  chiaro  che più ci lavoriamo, più il lavoro sarà proficuo,  più
  il lavoro sarà efficace, più il lavoro sarà completo.
   Con  una raccomandazione - questa sì che mi sento in dovere di fare
  e   che  mi  pertiene  perché  poi  all'esecuzione  delle  decisioni
  finanziarie provvede soprattutto l'Assessorato dell'economia -, come
  tutti  sanno, ma è giusto ribadirlo, l'approvazione della  legge  di
  stabilità e del bilancio non determina che dall'indomani, o dopo una
  settimana,  le  risorse  siano disponibili.  Passano  almeno  dieci,
  dodici,  quindici  giorni  in alcuni casi  perché  bisogna  fare  le
  tabelle,  bisogna  pubblicare in Gazzetta  Ufficiale,  bisogna  dare
  esecuzione  al bilancio quindi, siccome è giusto arrivare  in  tempo
  per  potere provvedere alle spettanze del mese di maggio è  evidente
  che prima facciamo, meglio è.
   Ovviamente  il  10-11 maggio 2022 potrebbe essere  una  data  nella
  quale ancora riusciamo a rispettare gli impegni.
   Mi  permetto di sottolineare - lo dico con grande garbo e  rispetto
  nei confronti del Parlamento - che prima facciamo, meglio è. Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Assessore, quest'ultima frase che ha detto mi  pare  un
  po' una provocazione visto che voi siete arrivati ora.
   Va  bene,  comunque, ci metteremo tutto l'impegno per  farla  prima
  possibile  però  se  ci  troviamo ad oggi la  responsabilità  non  è
  dell'Assemblea.
   Colleghi,  vorrei  sospendere  l'Aula  per  mezz'ora,  magari   per
  consentire  a  qualcuno di prendere un panino  e  per  convocare  la
  Capigruppo  così  decidiamo cosa fare, se andare via  subito  oppure
  rinviare.  Andare  via  subito credo sia  praticamente  obbligatorio
  perché se alle ore 15.00 dobbiamo lasciare libera l'Aula e sono  già
  le ore 14.00, quindi
   Però  se i Capigruppo potessero venire un attimo in Sala lettura  o
  in  Sala Pompeiana per decidere il programma dei lavori ve ne  sarei
  grato.
   E  allora,  non  chiudo la seduta perché torno a comunicare  quella
  che è la decisione che prenderà la Capigruppo. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 13.58)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo ha  stabilito
  che  l'Aula  riprenderà  lunedì prossimo, 9 maggio  2022,  alle  ore
  11.00.
   E'  ovvio  che  da  quel momento si starà in  Aula  finché  non  si
  concluderà   l'esame   della  finanziaria  che  deve   assolutamente
  concludersi entro la sera dell'11 maggio 2022.
   Per  cui, possiamo salutarci. Ci vediamo lunedì prossimo, 9  maggio
  2022, alle ore 11.00. Grazie a tutti. (*)

    La seduta è sospesa alle ore 13.59 di martedì 3 maggio 2022 (*)

   (*)  D'ordine  del  Presidente dell'Assemblea, con  e-mail  del  9
  maggio 2022 indirizzata a tutti i deputati, la ripresa della seduta
  è stata differita a lunedì 9 maggio 2022, alle ore 12.00.

   (La  seduta,  sospesa alle ore 13.59 di martedì 3 maggio  2022,  è
  ripresa alle ore 12.13 di lunedì 9 maggio 2022)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, buongiorno.  Siamo  sempre  nella
  stessa seduta.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Lagalla ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Comunicazione di apposizione di firma all'interrogazione n. 2632

   PRESIDENTE.   Comunico  che  con note e-mail  del  9  maggio  2022,
  protocollate rispettivamente ai nn. 2855-ARS/2022 e 2860-ARS/2022 di
  pari  data,  l'onorevole Grasso ha dichiarato di apporre la  propria
  firma   all'interrogazione  a  risposta  scritta  n.  2632   recante
   Delucidazioni   in   ordine  alla  vicenda  della   costruzione   e
  assegnazione di alloggi di edilizia popolare ed economica  da  parte
  della  cooperativa  «Nuova  Polizia di  Stato  '85»   dell'onorevole
  Zafarana ed altri.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE. Va bene, possiamo iniziare. Allora, onorevoli colleghi
  buongiorno, Assessore buongiorno. L'Assessore Armao so che dovrebbe
  essere qua, l'ho sentito poco fa.
   Possiamo  fare una telefonata all'Assessore Armao? Io  l'ho  visto
  materialmente un quarto d'ora fa, mi ha detto  ci vediamo in Aula ,
  per cui sarà qui.
   E poi la Commissione pure? La Commissione Bilancio?
   Assessore,  non è che gli farebbe una telefonata per sapere  se  è
  qua e possiamo aspettarlo?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Lei si faccia i fatti suoi
   E,  allora,  Assessore,  che facciamo,  perché  senza  l'assessore
  Armao

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, l'Assessore Armao, che ho sentito in questo istante, mi
  ha  detto  che  è  a un minuto, due minuti, però,  io  lascio  alla
  valutazione sua, evidentemente. Se vogliamo rinviare per un  quarto
  d'ora,  dieci  minuti,  per  avere la certezza  che  arrivi  e  non
  lasciare  i  colleghi  in attesa; mi ha ribadito  che  è  a  Piazza
  Indipendenza, ma c'è molta confusione, quindi, il tempo del

   PRESIDENTE.  Va bene, sospendiamo per dieci minuti,  ci  rivediamo
  alle ore 12.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.21, è ripresa alle ore 12.35)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               TITOLO I
    DISPOSIZIONI ATTUATIVE DELL'ACCORDO STIPULATO TRA LO STATO E LA
                                REGIONE

                                Art. 1.

    Disposizioni attuative dell'accordo stipulato tra lo Stato e la
    Regione il 14 gennaio 2021 ai sensi dell'articolo 7 del decreto
    legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 in materia di contenimento
                        strutturale della spesa

     1.  Al  comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 15  aprile
  2021,  n. 9 le parole  con cadenza trimestrale a decorrere  dal  15
  giugno 2021  sono sostituite con le parole  alla data del 30 giugno
  e  del  31 ottobre di ciascun anno, entro i successivi venti giorni
  lavorativi .

     2.  Al  comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 15  aprile
  2021, n. 19 dopo le parole:  L'inosservanza delle disposizioni  del
  presente  comma  ed il mancato raggiungimento degli  obiettivi  del
  piano di rientro comporta la revoca degli organi di amministrazione
  delle  società   sono  aggiunte le parole   e  degli  enti  di  cui
  all'articolo  1  della  legge regionale 15 maggio  2000,  n.  10  e
  successive modificazioni.

     3.  Il  comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 11  agosto
  2017 n. 16 e successive modificazioni è sostituito dal seguente
      3.   Gli   organi  di  amministrazione  degli  enti,  istituti,
  aziende,   agenzie,   consorzi  ed  organismi  regionali   comunque
  denominati,  sottoposti a tutela o vigilanza della  Regione  o  che
  ricevono  comunque  contributi  regionali,  fatti  salvi  gli  enti
  finanziati  con il fondo sanitario regionale, che non  adottano  il
  rendiconto  generale o il bilancio d'esercizio entro il  30  giugno
  dell'anno  successivo  decadono e non  hanno  diritto  al  compenso
  previsto per l'esercizio delle funzioni nell'anno in cui è rilevata
  la  sanzione. L'Amministrazione regionale che esercita la vigilanza
  amministrativa nomina entro trenta giorni uno o più commissari  per
  la  gestione  dell'ente,  per l'immediata  adozione  del  documento
  contabile  e  per  la ricostituzione dell'organo di amministrazione
  decaduto.  Qualora, decorso l'indicato termine  di  trenta  giorni,
  l'Amministrazione  che  esercita la  vigilanza  amministrativa  non
  abbia  provveduto alla nomina del commissario o dei commissari,  vi
  provvede la Giunta Regionale di Governo, su proposta dell'Assessore
  regionale  per l'economia, mediante nomina di dipendenti regionali,
  in servizio ed in quiescenza. .

     4.  Al  comma 1 dell'articolo 50 della legge regionale 7  maggio
  2015, n. 9 le parole  20%  sono sostituite dalle parole  35% .

     5.  A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge,  la
  carica  di Garante per l'erogazione delle prestazioni del Fondo  di
  quiescenza,  di  cui all'articolo 12 del D.P.  Reg.  n.  14/2009  e
  s.m.i.  è  onorifica. Essa può dar luogo esclusivamente al rimborso
  delle spese sostenute, debitamente documentate, nei limiti previsti
  per  i  dirigenti dell'Amministrazione regionale e a un gettone  di
  presenza  che  non  può superare l'importo  di  30  euro  a  seduta
  giornaliera, per un massimo di due sedute mensili. L'onere  di  cui
  al punto 1 resta a carico del bilancio del Fondo di quiescenza.

     6.  L'Ufficio  speciale Recupero Crediti derivanti  da  sentenze
  della  Corte  dei  Conti,  istituito con  deliberazione  di  Giunta
  Regionale n. 193 del 16 maggio 2019, è soppresso e le funzioni e  i
  compiti  allo stesso ascritti, unitamente al personale in servizio,
  sono  trasferiti all'Ufficio speciale di cui all'articolo 20, comma
  6  ter,  della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11  e  successive
  modificazioni  ed  integrazioni  che  assume  la  denominazione  di
  Ufficio  speciale  delle  liquidazioni  e  delle  esecuzioni  delle
  pronunzie della Corte dei Conti.

     I  primi  tre emendamenti soppressivi degli onorevoli  Lupo,  Di
  Paola  e Sunseri sono inammissibili, perché privi di copertura.  Si
  passa  all'emendamento 1.10, dove il comma 1 è soppresso, onorevole
  Lupo lo mantiene?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Che  non ci sia la maggioranza è  un  problema  della
  maggioranza. Onorevole Lupo l'emendamento 1.10?

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  1.15,  a  firma  dell'onorevole Marano. Onorevole Marano  lo  vuole
  illustrare o lo votiamo?

   MARANO.  Signor Presidente, è semplicemente un cambio di data  per
  dare il tempo, cioè si anticipa al 15 maggio il primo monitoraggio,
  al fine di concludere lo stesso in tempo utile per le variazioni di
  bilancio.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.15. Il   parere del
  Governo?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula,  signor
  Presidente, avevamo dato una indicazione, ma se l'Aula ritiene  che
  sia più opportuno un'accelerazione e quindi un'anticipazione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

    Si passa all'emendamento 1.7, che è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento  1.2, a firma  dell'onorevole  Sunseri.
  Onorevole Sunseri è mantenuto o ritirato?

   SUNSERI.  Signor  Presidente, c'è il  modificativo  sul  comma  3,
  perché sono anni che parliamo di società e di enti  .

   PRESIDENTE. Se lei lo ritira mettiamo quello modificativo.

   SUNSERI. Ne possiamo parlare già adesso, se lo ritiene opportuno.

   PRESIDENTE. Lo dicevo per capire quello che dovevamo fare.

   SUNSERI. Lo ritiro se ovviamente discutiamo del modificativo.
   Di  società  ed  enti  da  parte di  questo  Governo  ne  parliamo
  dall'inizio  della  legislatura, ma di fatto  nessun  intervento  è
  stato posto in essere affinché si vigilasse e si controllassero con
  sempre  più  attenzione sull'attività molte volte non legittima  da
  parte  dei  Consigli  di amministrazione degli  organi  preposti  a
  vigilare e controllare, e i casi sono sotto gli occhi di tutti.  La
  Stampa  ne ha raccontati altri, molti altri non sono venuti  fuori,
  altri sono stati portati all'attenzione della Procura.
     Ritengo  che  se  si vuol dare un senso a questo  articolo  -  e
  soprattutto a questa possibilità che il Governo ci mette sotto  gli
  occhi  -  è togliere la discrezionalità dell'intervento, perché  le
  dico questo? Perché abbiamo visto far decadere diversi Consigli  di
  amministrazione, che potevano essere utili al Governo,  per  essere
  rimpiazzati da chi il Governo voleva nominare, e quindi si  è  dato
  seguito  a  quelle  infrazioni. Penso ad  esempio  ai  bilanci  non
  approvati  per una serie di anni, penso ad esempio a una  serie  di
  attività  che  dovevano  essere poste in essere  dal  Consiglio  di
  amministrazione obbligatorie e che, invece, non sono state fatte, e
  altre  volte  quando  invece il Governo doveva intervenire,  perché
  c'erano  delle  violazioni  tali  da  condurre  automaticamente  il
  Governo a far rimuovere il Consiglio di amministrazione, questo non
  è successo.
   E  allora,  noi abbiamo pensato di modificare l'articolo inserendo
  quella  che invece toglie la discrezionalità, cioè si dice che  nel
  momento  in  cui  ricorrono quelle condizioni,  automaticamente  il
  dirigente deve provvedere a prescrivere l'atto di indirizzo per  la
  Giunta per la decadenza del Consiglio di amministrazione. Se questo
  non  dovesse  avvenire  dagli organi preposti,  ovviamente  non  si
  raggiunge l'obiettivo e il traguardo da parte del dirigente.

      PRESIDENTE.   Evidentemente   lei   l'intervento   l'ha   fatto
  sull'emendamento 1.12, onorevole Sunseri, quello è ritirato.
   Sull'emendamento 1.12. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sull'emendamento 1.12 vorrei precisare meglio ancora rispetto  alle
  considerazioni  condivisibili  dell'onorevole  Sunseri,  col  quale
  sovente  ci  troviamo  d'accordo  sulle  questioni  riguardanti  le
  partecipate,  però  vorrei evidenziare che la  proposta  mirava  ad
  eliminare la discrezionalità.
   Non  è  che il Governo cerca discrezionalità e viene qui a cercare
  accondiscendenza sulla discrezionalità, anzi l'emendamento ha  come
  obiettivo  di  eliminare  qualsiasi discrezionalità,  e  quindi  la
  proposta  emendativa  dell'opposizione  dell'onorevole  Sunseri  si
  innesta su un'iniziativa già in questo senso del Governo.
   Solo  per  precisare  affinché sia chiaro che  ci  muoviamo  nello
  stesso senso.
   L'intervento poi sui dirigenti, sul perseguimento degli  obiettivi
  è   plausibile   ed   è   condivisibile,   quindi   ci   esprimiamo
  favorevolmente rispetto all'emendamento.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lupo  su  questo
  emendamento. Ne ha facoltà.

   LUPO. Condividiamo l'emendamento 1.12 quindi l'1.6 è ritirato.

   PRESIDENTE.  Personalmente lo avevo già considerato tale  per  cui
  forse avevo sbagliato io.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.12 con il parere favorevole  di
  Governo e Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 1.13 che è assorbito dall'1.12.
   L'emendamento 1.8 è ritirato. Il comma 5 è ritirato.
   L'emendamento 1.14, a firma del Governo, al comma 6.  Lo  sopprime
  il Governo stesso?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì, Presidente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.14. con  il  parere
  favorevole di Governo e Commissione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
            Disposizioni per le società ed enti partecipati

   1. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
  73 ter del Regolamento interno.

   2.  Tutti i rientri di cui alle misure gestite da Irfis-FinSicilia
  S.p.A.  previsti  dalla legge regionale 12  maggio  2020,  n.  9  e
  successive modifiche ed integrazioni nonché quelli derivanti  dalla
  gestione  di ulteriori assegnazioni a valere su risorse  regionali,
  extraregionali,  nazionali  o  comunitarie,  comprese  le  economie
  conseguenti  alle  graduatorie  di  merito  già  esaurite  di   cui
  all'articolo 5, comma 12, della legge regionale 12 maggio 2020,  n.
  9,  confluiscono  nelle  disponibilità del  Fondo  Sicilia  di  cui
  all'articolo 2 della legge regionale del 22 febbraio 2019, n.  1  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   3.   Al   fine   di   addivenire  all'immediata   chiusura   della
  liquidazione, in ossequio all'Accordo Stato-Regione del 14  gennaio
  2021,  il  Commissario  liquidatore  dell'Ente  Siciliano  per   la
  Promozione Industriale ESPI è autorizzato a presentare il  bilancio
  finale  di liquidazione dell'ente, ai sensi dell'articolo  1  della
  legge  regionale  20 gennaio 1999, n. 5, anche in  pendenza  di  un
  ultimo contenzioso.

   4.  A  garanzia del contenzioso di cui al comma 3, il  commissario
  liquidatore dell'Ente Siciliano per la Promozione Industriale  ESPI
  trasferisce,  previo  consenso di tutte le  parti  interessate,  al
  bilancio  della  Regione  le  somme derivanti  dalla  disponibilità
  liquida del bilancio finale di liquidazione ESPI.

   5.  Le somme di cui al comma 4 sono versate in entrata al bilancio
  della Regione siciliana in un apposito capitolo da istituire presso
  la  rubrica  attribuita all'Ufficio Speciale per la chiusura  delle
  liquidazioni, con vincolo di destinazione di spesa per le  finalità
  del medesimo comma 4.

   6.  Al  fine  di  pervenire  alla  soppressione  dei  Consorzi  di
  Ripopolamento  Ittico posti in liquidazione ai sensi  dell'articolo
  40  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, la definizione delle
  operazioni   di  liquidazione  già  poste  in  essere  è   affidata
  all'Ufficio   speciale   per   la  chiusura   delle   liquidazioni,
  incardinato  presso  l'Assessorato all'Economia,  cui  transita  il
  personale  dedicato  a  tali competenze in servizio  alla  data  di
  entrata  in  vigore  della presente legge  presso  il  Dipartimento
  Pesca, che è onerato di tutti gli adempimenti consequenziali .

   Sono stati presentati degli emendamenti.
   Si  passa all'emendamento 2.1 che recita  L'articolo è soppresso ,
  a firma dell'onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA.  Presidente,  magari  se l'Assessore  potesse  spiegare
  l'articolo  2  perché eventualmente o lo ritiro o  chiedo  il  voto
  palese sull'articolo.

   PRESIDENTE.  Assessore, l'onorevole Di Paola  chiede  di  spiegare
  l'articolo 2.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  L'articolo  2 contiene disposizioni variegate, ecco perché  pensavo
  fosse riferito ad un comma particolare la questione.
   Tutto  l'articolo 2, prevede al comma 1 la disposizione stralciata
  -  che  se  non  ricordo male - concerneva le  assunzioni,  non  mi
  ricordo però, un attimo che controllo nel testo non emendato.
   Sì, Presidente, il tema delle assunzioni per le quali però c'è  un
  emendamento   del  Governo  che  non  mi  ritrovo,  un  emendamento
  ripristinatorio a parte del Governo, non sullo sblocco complessivo,
  ma  solo  su  due società: una è l'AST, che se no è  condannata  ad
  andare avanti con gli interinali, e l'altra è Sicilia Digitale, che
  per  mantenere lo standard e il target, essendo una società che  si
  occupa   di   tecnologia   di   alto  livello,   o   ha   personale
  professionalmente attrezzato oppure la condanniamo o alla  chiusura
  o agli interinali sempre.
   Ricordo  che c'è un emendamento che ho firmato però non  lo  vedo,
  Presidente.

   PRESIDENTE.   Era  stato  considerato,  in  quanto  fuori   sacco,
  aggiuntivo.
   Per chiarire la posizione

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Noi  diciamo  va  bene  non sbloccare le assunzioni  per  tutte  le
  società ancorché queste società
   Scusate, l'articolo 2, comma 1, prevedeva prima dello stralcio

   PRESIDENTE.  Lo  vogliamo accantonare un momento in  modo  che  lo
  accantoniamo un secondo?
   L'articolo 2 è accantonato.
   Vuole spiegare le misure sull'Irfis?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  L'articolo  2,  comma 2, prevede che i rientri delle  misure  IRFIS
  convergano  all'interno del... per continuare a svolgere l'attività
  a  sostegno  in  favore  delle imprese, una  volta  che  rientrino,
  piuttosto  che  restare  congelate - perché  rischiano  di  restare
  congelate  -  confluiscano nel fondo Sicilia, e quindi confluiscano
  nell'attività  che è IRFIS e che credo, tra luce e ombre  immagino,
  che non tutti siamo...
   Però credo che possiamo dire che ci sono molte più luci che ombre,
  IRFIS  ha  lavorato bene, anche le imprese ne ritengono sussistente
  un'attività di servizio, si è passati da 700 pratiche a oltre  8000
  pratiche  annue,  quindi questa è una norma  che  consente  di  non
  paralizzare  risorse e, come tutto avviene nei fondi di  rotazione,
  far sì che i rientri poi diventino plafond per nuovi affidamenti, e
  quindi,  secondo  i dettami della vigilanza della  Banca  d'Italia,
  delle regole ovviamente a cui l'Istituto è sottoposto.

   PRESIDENTE.  Quindi  abbiamo  accantonato  l'articolo  2?  Allora,
  onorevole  Di  Paola,  se  noi  aspettiamo  ancora  la  spiegazione
  dell'assessore  Armao  per  il comma 1,  andare  avanti  mi  sembra
  inutile  perché,  a meno che non approviamo il resto  e  poi  però,
  prima  di  dare  il  voto  finale, votiamo questo  comma  1,  dopo.
  Facciamo così, così andiamo avanti.
   Allora,  il  comma  2. Gli emendamenti relativi alla  soppressione
  dell'articolo 2 e del comma 2 sono ritirati.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Gli  emendamenti  2.2 e 2.4 sono ritirati.  Chiedo  poi  di
  potere intervenire sul comma 3.

   PRESIDENTE. Va bene. Allora, con questi emendamenti ritirati...

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Sul discorso del comma 2 ho ascoltato l'assessore, dico
  meritorio come... cioè il fatto di riutilizzare, da quello  che  ho
  capito, le somme non utilizzate, metterle all'interno di un  fondo,
  quindi sempre diciamo che con le stesse finalità. Ma le finalità su
  cui poi queste somme vengono riutilizzate sono le stesse finalità a
  cui aveva dato indicazione l'Assemblea, o sono finalità diverse?
   Sono  sempre  quelle, vengono rimesse nuovamente  in  circolo  con
  quelle finalità?  Non ho capito questo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  L'osservazione dell'onorevole Di Paola mi consente  di  essere  più
  preciso,  nel  senso  che  nella relazione  al  disegno  di  legge,
  all'ultimo  comma della relazione "al fine di rimettere in  circolo
  tutte le risorse disponibili in favore del sistema imprenditoriale,
  confluiscono nel fondo le economie conseguenti alle graduatorie  di
  merito già esaurite".
   La  disciplina è quella del fondo, del cosiddetto "Fondo Sicilia",
  quindi le regole che ha dato l'Assemblea al "Fondo Sicilia" restano
  vincolanti, non sono nuovi fondi per cui si può fare quello che  si
  vuole.  Confluiscono nel "Fondo Sicilia" e saranno  regolate  dalla
  disciplina  del  "Fondo  Sicilia" che,  come  è  noto,  prevede  un
  comitato  di  gestione,  prevede  una  rendicontazione  trimestrale
  all'assessorato,  che verifica tutte le istruttorie  e  verifica  i
  pagamenti. Quindi è tutto nelle regole previste dal "Fondo Sicilia"
  che, ricordate, normammo nel 2019.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, se lei mi dice che possiamo andare
  avanti, se no accantoniamo tutto e chiariamo tutto dopo.
   Probabilmente è così perché su ogni cosa, perché ora c'è un  altro
  emendamento  che  ha presentato l'onorevole Foti,  che  non  voglio
  considerare aggiuntivo, perché oggettivamente può essere  trattato,
  però  ci  sono  tutta una serie che non possiamo... Facciamo  così,
  onorevole Cracolici. Mi scusi onorevole Cracolici, un attimo.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Presidente,  grazie.  In  particolar  modo,  a  livello
  proprio  di chiarimenti necessari, anche perché, appunto, questo  è
  il  momento, Presidente spero di potere avere la sua attenzione, il
  livello di approfondimento, chiaramente, ancorché noi siamo  sempre
  confortati  dal  materiale documentario fornitoci dagli  Uffici,  è
  chiaro che non si è avuto.
   E  pertanto,  in particolar modo io volevo chiedere  all'assessore
  qui  presente,  poiché  è  vero che si tratta  di  un  rientro  sul
  cosiddetto  Fondo Sicilia', di cui alla legge regionale 22 febbraio
  2019,  n.  1,  però  si tratta delle misure di cui  alla  legge  di
  stabilità  regionale 2020, quindi è la Finanziaria Covid,  e  della
  gestione  di ulteriori assegnazioni a valere su risorse  regionali,
  extra  regionali,  nazionali e comunitarie,  comprese  le  economie
  conseguenti   alle  graduatorie  di  merito  già   esaurite,   ecc.
  Dopodiché, non è così.
   Nelle  nostre  conoscenze,  in questo  momento,  poter  sapere  se
  prevedendo,  appunto,  che sono questi i  fondi  in  entrata  e  le
  iniziative  che  si sono svolte negli ultimi due  anni  a  sostegno
  dell'impresa,  sul  territorio regionale, con  varie  modalità  che
  fossero  fondo perduto o che fossero, invece, sostegno al  credito,
  ma  noi non sappiamo, ad oggi, la quantificazione, quindi quando  è
  in  previsione  di  ritornare  sul Fondo  Sicilia,  né,  in  questo
  momento,  la  legge  - Presidente vorrei avere  la  sua  attenzione
  proprio su questo aspetto - al comma 2 non prevede in alcun modo le
  modalità  e  le  finalità che potrebbero essere anche diversificate
  rispetto  a  coloro  che  in futuro potrebbero  giovare  di  queste
  risorse. Perché, è chiaro che oggi magari c'è un'esigenza di  fondo
  perduto,  ma domani, possibilmente, ci sarà un'esigenza di sostegno
  al  credito. Ecco, quindi questa diversificazione anche di rientri,
  e  anche  la  stima  dei rientri, sarebbe un elemento  per  l'Aula,
  secondo me, fondamentale per potersi esprimere.

   PRESIDENTE.  Assessore, tenendo conto che c'è anche un emendamento
  dell'onorevole Foti che io ho considerato ammissibile, però  dovrei
  sentire un attimo quello che mi dice lei, perché in qualche maniera
  utilizza   questi  fondi  per  una  finalità  che  non  credo   sia
  esattamente quella dell'IRFIS. Lei l'ha ricevuto?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  No.

   PRESIDENTE.  Devo  capire se ammetterlo o meno.  Un  attimo  solo,
  perché io personalmente lo considero ammissibile, però devo capire.
  Lo  illustri in un minuto, per favore, che così poi il  Governo  ci
  dice  se  è  possibile ammetterlo oppure no, perché diciamo  che  è
  ancora a rischio di ammissibilità.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Lei aveva chiesto qualcosa.

   CRACOLICI. Il comma 2.

    PRESIDENTE. Sempre il comma 2, prego. Mi pareva che era a seguito
  dell'onorevole Lupo che le aveva chiesto

   CRACOLICI. No, no. Presidente io non ho nulla in contrario  che  i
  rientri delle attività di erogazione che sono stati fatti nel corso
  di  questi  ultimi tempi possano essere utilizzati per rifinanziare
  il  Fondo  Sicilia, anche se un dubbio che mi è  venuto  è,  ma  se
  parliamo  dei fondi della cosiddetta  Finanziaria Covid', non  solo
  abbiamo  erogato  prestiti, ma abbiamo anche previsto  ammortamenti
  che mediamente vanno dai 12 ai 24 mesi.
   Quindi, stiamo facendo una norma - mi ascolti Presidente, perché è
  delicata  la questione - stiamo facendo una norma a futura memoria,
  perché  ad oggi credo che rientri  praticamente siamo ancora  nella
  fase  se non degli ammortamenti, forse dell'inizio delle operazioni
  di  rientro,  però  questa norma, così come è scritta,  rischia  di
  mettere insieme cose diverse tra di loro.
   Lo  diceva  la  collega  Zafarana, ed io lo  voglio  sottolineare,
  perché  inviterei il Governo a riscrivere meglio questo  comma  per
  una  ragione. Una cosa sono i rientri altra cosa sono i  fondi  ex,
  diciamo, intanto future assegnazioni di fondi extra regionali. Cioè
  noi stiamo scrivendo una norma, che dà potere a chi verrà che tutti
  i  fondi  extra  regionali  possono, con atto  monocratico,  essere
  assegnati  all'IRFIS  per la gestione di  procedure  per  il  Fondo
  Sicilia.
   Io su questo riterrei che il Parlamento debba essere sovrano e non
  fare  una  norma, come dire, manifesto, senza che poi  ci  sia  una
  reale pesatura delle risorse e delle modalità di utilizzo di queste
  risorse. Ma aggiungo, la legge Covid, e lo dico dove la collega  se
  n'è andata, era seduta là, la Caronia, prevedeva ad esempio, alcuni
  fondi  che erano da erogare a favore di alcune categorie, penso  le
  edicole,  penso  le  agenzie  di  stampa,  sulle  quali   ci   sono
  emendamenti Presidente. Ma anche il fondo famiglia, il famoso fondo
  famiglia   che  doveva  essere  erogato  a  favore  delle  famiglie
  attraverso  l'IRFIS,  ma  non solo, si parlava  anche  delle  Poste
  Italiane per accelerare le procedure.
   Bene,  quella  norma approvata ad oggi non ha avuto  alcun  esito.
  Allora noi con questa norma rischiamo di scriverla in maniera  tale
  che  di fatto stiamo definanziando tutte quelle misure che, non  so
  ancora  la ragione, il Governo non ha attivato, e con questa  norma
  noi  stiamo  scrivendo che tutte le misure che erano previste  alla
  legge, non mi ricordo qual è, la 9, oggi vengono definanziate, e le
  risorse confluiscono in questo rifinanziamento del fondo Sicilia.
   Io  questo lo ritengo inaccettabile detto così. Quindi il  Governo
  riscriva  la misura relativa ai rientri, ma per quanto attiene  sia
  le  misure finanziate con la legge 9, che devono essere, e ci  sono
  emendamenti, io non so saranno considerati aggiuntivi, non so  dove
  sono  andati a finire, ma sono le misure della legge 9 che vogliamo
  che  in  qualche modo il Governo ci spieghi in questa sede,  perché
  quelle  misure,  pur approvate dal Parlamento,  ed  è  legge  della
  Regione, ad oggi non hanno avuto alcun esito.
   Con  questa norma noi cancelleremmo quei finanziamenti e questo  è
  inaccettabile.  Ecco  perché  limitatamente  ai  rientri,  io  sono
  d'accordo che si possa attivare una misura cosiddetta  circolare  e
  diventa  una  specie di fondo di rotazione, ma per  quanto  attiene
  ulteriori  risorse regionali, extra regionali, eccetera,  eccetera,
  lo  si  fa  con  legge del Parlamento, perché ancora  non  è  stato
  sciolto  il  Parlamento,  visto che è un organo  di  programmazione
  innanzitutto finanziaria.

   PRESIDENTE. Benissimo, grazie. Intanto finiamo di dare la parola a
  tutti.  Un  attimo  solo.  Onorevole  Tancredi,  aveva  chiesto  di
  intervenire?  Onorevole Tancredi aveva chiesto di intervenire?  No,
  non  intervenga tanto per, se lo aveva chiesto. Va bene, niente,  a
  posto.  Allora  onorevole  Marano  facciamo  rispondere  un  attimo
  l'Assessore prima? Prego.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. La
  vicenda  dell'attuazione  della  legge  del  2020  si  presta,   lo
  comprendo,   e   se   facessi  l'opposizione  probabilmente,   dico
  probabilmente,  lo  farei pure io. Però, si  presta,  anche  quella
  interna,  e le opposizioni diciamo che si fanno sui temi non  sulle
  politiche,  no? Perché ci sono posizioni, come lei mi  insegna  che
  sono  di  bandiera, ed opposizioni che invece sono di  merito,  nel
  senso  che  uno non condivide una soluzione piuttosto che un'altra.
  No  ma  mi  faccia  parlare, io non la interrompo onorevole,  anche
  quando dice cose non condivisibili.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, lei come gli risponde?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Voglio entrare nel merito delle questioni se lei me lo consente.

   PRESIDENTE. Assessore, la prego, l'onorevole Cracolici,  non  deve
  intervenire, ma lei non gli deve rispondere perché se no

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ma
  io non rispondo a nessuno, sto cercando di creare una premessa come
  tutto,  chi sa argomentare, parte da una premessa, se non  si  deve
  neanche premettere e fare inutile polemica siamo disponibili.
   E  allora,  la  questione  che questa  normativa  non  ha  trovato
  attuazione,  è  una questione che non può trovare un riconoscimento
  oggettivo,  perché  tutte, dicasi tutte, le  misure  relative  alla
  legge  del 2020 che riguardano l'attuazione e l'applicazione  delle
  risorse  finanziarie  decise  da  questo  Parlamento,  sono   tutte
  operative,  tutte,  con  tutti  gli atti  normativi  conseguenti  e
  amministrativi  conseguenti.  L'unica  questione  riguarda   questa
  vicenda  del finanziamento alle famiglie, che opportunamente  viene
  richiamata, e lo è stata anche nella scorsa seduta, per la quale il
  Presidente  dell'Assemblea  che ha il  governo  degli  emendamenti,
  perché  li conosce tutti, perché passano tutti, giustamente,  dalla
  posizione della Presidenza, sa bene che il Governo ha presentato un
  emendamento  proprio per risolvere questa vicenda sui famosi  cento
  milioni per le famiglie quindi l'intendimento  perché? Perché non è
  che  non  si  è voluto dare attuazione perché il Governo  è  nemico
  delle  famiglie, come qualcuno potrebbe pur far passare, ma  perché
  rispetto  ad  altre  misure, alcune che hanno avuto  immediatamente
  successo,   altre  più  difficili  da  congegnare,  e   l'onorevole
  Cracolici  lo  sa bene, perché alcune hanno avuto  un  problema  di
  strutturazione per poi rendicontare.
   Perché,  Presidente,  come  sanno  i  parlamentari,  quando  diamo
  risorse  provenienti  dall'utilizzo di fondi europei,  abbiamo  non
  solo  un  problema di assegnazione che potrebbe pure essere facile,
  basta  una  norma,  va  in  Gazzetta Ufficiale,  si  assegnano,  il
  problema è che poi quelle norme vanno rendicontate. Per cui, se non
  c'è  un'imputazione  originaria corretta, c'è il  rischio  che  non
  siano  imputabili e computabili ai fini della rendicontazione,  con
  la conseguenza che vi dovrà far fronte il bilancio della Regione.
   Quindi  la  cautela,  l'attenzione, non è inerzia  burocratica,  è
  stata per alcune, solo due misure, faccio riferimento ai confidi  e
  all'edicole,  che  sono  le ultime due che sono  state  oggetto  di
  disciplina  da  parte della Giunta perché? Perché oggettivamente  è
  stato più complesso costruire un sistema di finanziamento che fosse
  rendicontabile pienamente con i fondi europei.
   Quindi  nessun intendimento d'inerzia, ma solo l'esigenza  di  far
  bene ed evitare di far trovare a chi verrà dopo di noi una botta da
  venti,  dieci,  quindici, venti milioni, perché tanto  non  si  può
  rendicontare,  e  allora si va a fronte col fondo  del  bilancio  e
  quindi  solo  responsabilità che ha indotto a  una  cautela  che  è
  stata, ripeto, lo dico all'onorevole Cracolici, che è stato  tra  i
  più  sostenitori di queste misure, che sono state deliberate  dalla
  Giunta qualche settimana fa, gli ultimi atti esecutivi prima  della
  liquidazione quindi su questo non c'è nessun problema.
   Sulla  volontà del Governo, Presidente, anche da lei rappresentata
  di  addivenire  al  finanziamento anche  dei  cento  milioni  sulle
  famiglie, come un po' ci si era detti alla fine dell'ultima seduta,
  il  Governo  ha  presentato  un  emendamento  che  ne  consente  la
  liquidazione  sui  fondi  extraregionali,  ed  è  stato  firmato  e
  depositato. Quindi da parte del Governo non c'è nessun intendimento
  di  mettere  mano  all'esecuzione delle  decisioni  dell'Assemblea,
  questo sì, questo no, tutt'altro, però è vero che se ci sono  delle
  difficoltà  oggettive, far finta di non vederle per  poi  andare  a
  sbattere  tra qualche anno sarebbe esercizio credo poco  conducente
  nell'interesse della Regione.
   Quindi,  l'unico  vero tema di inattuazione oggi  è  quello  della
  legge sulle famiglie e della norma sulle famiglie, per la quale  il
  Governo  ha  presentato l'emendamento, il resto è  già  pronto  per
  essere  portato ad esecuzione, lungi dal fare polemica, ma è giusto
  chiamare  le  cose col loro nome, solo questo è lo sforzo  che  sto
  cercando di fare.

   PRESIDENTE.  Assessore, mi scusi, sull'emendamento  Foti  ha  dato
  una

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Per quanto riguarda l'emendamento presentato dall'onorevole Foti  e
  dall'onorevole   Tancredi,  di  cui  abbiamo  anche   parlato   sia
  formalmente  in  sede  di  convegni  che  si  sono  tenuti   presso
  l'Assemblea,  che informalmente, trattandosi di  misura  che  va  a
  gravare  sul fondo Sicilia, e trattandosi di misura particolarmente
  avvertita,  perché riguarda il sovraindebitamento,  una  situazione
  che concerne decine o direi centinaia di migliaia di siciliani, sul
  punto non credo che ci possano essere elementi ostativi.

   PRESIDENTE. Quindi, favorevole. Un attimo solo. Intanto il 12 e il
  13  li  possiamo  distribuire. Con ordine,  è  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Marano. Ne fa facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo depositato
  assessore  un  emendamento modificativo, che è stato  evidentemente
  considerato aggiuntivo, quindi se state valutando emendamenti, così
  come  quello della Foti, vi chiedo di verificare anche  questo  mio
  emendamento, perché è un modificativo.
   Si  tratta del fondo impresa energia, siccome diciamo c'è ben poco
  rispetto alla questione, allora assessore questo emendamento  fondo
  impresa  energia prevede che le somme confluite all'Irfis a seguito
  dei  rientri  delle misure da esso gestito, oltre al  già  previsto
  fondo  Sicilia,  vengano destinate ad un apposito fondo  denominato
  fondo   impresa  energia,  volto  all'erogazione  di   agevolazioni
  finanziarie  e  in  favore delle imprese siciliane  che  effettuano
  interventi   di   miglioramento   dell'efficienza   energetica,   e
  autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, per far  fronte  al
  costo dell'energia. Quindi è un modificativo, dico se potete magari
  valutare  l'opportunità  di  questa norma,  visto  che  le  imprese
  siciliane   aspettano  un  sostegno,  quanto  meno  un'agevolazione
  finanziaria nell'ottica di gestire il caro energia, non lo so.

   PRESIDENTE. E siccome il suo intervento ha una logica, ho  chiesto
  se  mi  prendono  un  attimo questo emendamento,  lo  valutiamo  un
  attimo, e poi le faccio sapere.

   MARANO. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  No,  al  comma  3 ancora non  ci  siamo,  aspetta.  È
  iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, man mano che  ci
  sono  i  chiarimenti su questo articolo 2 si sta complicando ancora
  di più la vicenda, o almeno come dire non riesco a capire perché il
  Governo sta come dire procedendo in questo modo.
   Mi  spiego meglio, due anni fa quando c'è stato il discorso  della
  finanziaria   Covid,   sono  state  fatte  determinate   misure   a
  determinate  categorie che l'Assemblea ha deciso di  stanziare  man
  mano dei fondi, quindi l'Assemblea con impegno, io ricordo anche  i
  proclami soprattutto del Governo su alcune cose, faccio un  esempio
  dell'articolo  5  comma 12 quello relativo agli  incentivi  per  le
  aziende  che  si dovevano, come dire, riconvertire per il  discorso
  delle  mascherine  eccetera, molti di quei  fondi  non  sono  stati
  utilizzati, così come diceva anche il collega Cracolici.
   Cioè,  se  in  questi due anni il Governo regionale  non  ha  dato
  attuazione  a quello che l'Assemblea aveva deciso due  anni  fa,  e
  sono rimasti dei fondi, ora dico io, non riesco a capire qual è  la
  modalità  in  cui noi mettiamo questi fondi all'interno  del  fondo
  Sicilia,  e  adesso arrivano emendamenti, ne possono  arrivare,  ne
  potranno  arrivare  altri, domani, non lo so poi  chi  deciderà  la
  destinazione  di questi fondi, e in questo modo si sta  esautorando
  completamente l'Assemblea.
   E  allora  a  questo  punto, Presidente, la richiesta  qual  è,  o
  accantoniamo questo articolo 2, oppure dico la richiesta è  che  il
  Governo  faccia un esame di tutti questi fondi che sono  rimasti  e
  non  sono  stati utilizzati, fa un calcolo di quali sono di  quanti
  sono  e  di  quali  sono, lo fa sapere all'Assemblea,  e  dopodiché
  verifichiamo,  verifichiamo insieme qui in  Assemblea,  discutiamo,
  perché  così  Presidente non si riesce a capire  poi  questi  fondi
  vengono  messi  lì, ora arriva un emendamento da  parte  di  alcuni
  colleghi  parlamentari che destinano un milione di euro  di  questo
  fondo Sicilia  la cosa non la vedo chiara, signor Presidente.
   Quindi,  o  accantoniamo  questo  articolo  2,  andiamo  avanti  e
  proseguiamo  con  gli  altri articoli, di modo  tale  da  fare  una
  maggiore  chiarezza, oppure, signor Presidente, io  chiedo  che  il
  Governo  regionale  mi faccia sapere quanti fondi  sono  rimasti  e
  quanti fondi non sono stati utilizzati della finanziaria del 2020.

   PRESIDENTE.   Sì,  anche  se,  Assessore,  perché   noi   potremmo
  accantonare il comma 2.
   Cioè continuiamo a discutere sull'articolo, accantoniamo un attimo
  il comma 2, perché effettivamente un po' di confusione c'è.
   Quindi  se si potesse chiarire  come voi sapete io sin dall'inizio
  di  questa  legislatura avevo chiesto e poi ottenuto la Commissione
  sull'applicazione delle leggi, proprio perché troppo spesso ci sono
  questo tipo di problemi.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Foti.
   Però  ancora oggi purtroppo chiarezza su alcune cose non  ce  n'è.
  Per cui che possiamo fare?
   Io  direi, se no stiamo tutta la mattina a parlare di questo comma
  2,  lo  accantoniamo,  quindi non do più la  parola  sul  comma  2,
  passiamo  direttamente al comma 3, questo lo accantoniamo e  quando
  riprenderemo  il  comma 2 ridò la parola ovviamente  a  coloro  che
  l'avevamo chiesta.
   Rispetto  all'emendamento dell'onorevole Foti c'è  una  differenza
  netta.  Cioè  l'onorevole Foti aveva individuato a chi dare  queste
  risorse,  mentre  lei  qua sta creando un  nuovo  fondo,  senza  né
  disciplina  né  niente,  per  cui devo  continuare  a  considerarlo
  aggiuntivo,  non perché si è su questo articolo, ma proprio  perché
  non c'è chiarezza a chi sarebbero destinati questi fondi.

                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Se  è  sul  comma  2  no,  lo  stiamo  accantonando.
  Accantoniamolo e poi riprendiamo subito dal comma 3.
   Assessore, pure lei, se era sul comma 2 tanto vale parlarne dopo.
   Passiamo al comma 3 che mi sembra la cosa migliore.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì,  dopodiché  sul  punto  però voglio  dire  che  il  comma  2  è
  fondamentale   per   l'IRFIS,  perché   oltre   a   garantirne   la
  funzionalità  e non paralizzarlo.

   PRESIDENTE. Non lo stiamo stralciando.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Perfetto.

   PRESIDENTE. Non lo stiamo stralciando è per andare avanti.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
  comma 3 è molto semplice.
   Siamo  pronti  a  chiudere l'ESPI, il secondo ente economico  dopo
  l'AZASI  che è stato chiuso. C'è soltanto l'esigenza che, essendoci
  un   contenzioso  pendente,  ma  dove  la  posizione  dell'ESPI   è
  assolutamente marginale, autorizziamo il commissario  a  presentare
  il bilancio di liquidazione dell'ente medesimo.
   Questo  consente di accantonare una risorsa a titolo  cautelativo,
  nell'ipotesi assolutamente recondita in cui ci fosse responsabilità
  per  un  contenzioso lavoristico in cui è chiamata una  pletora  di
  enti  pubblici  a  rispondere, ma si tratta  di  un  contezioso  di
  difficile  esito  favorevole per il ricorrente, però  chiudiamo  un
  ente e rispondiamo all'impegno che abbiamo assunto con lo Stato  di
  ridurre le liquidazioni e le partecipazioni.
   È solo un passaggio puramente formale.
   I  commi  3 e 4, signor Presidente, vanno insieme, e mi scuso  che
  non siano stati accorpati sin dall'inizio.

   PRESIDENTE. Sì, i commi 3, 4 e 5 sono un'unica cosa.

   ARAMO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì, esatto.

   PRESIDENTE.  Per  cui  la soppressione del  comma  3  comporta  la
  soppressione anche dei commi 4 e 5.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  abbiamo  il
  ragionevole  dubbio  che  la  norma  possa  essere  impugnata   per
  illegittimità, perché ci pare che ci siano aspetti in contrasto con
  la normativa civilistica che regola le procedure di liquidazione, e
  in  particolare  per  quanto riguarda l'aspetto  della  tutela  dei
  creditori.
   Quindi  invito  il  Governo  ad  un'ulteriore  chiarimento  e   ad
  un'assunzione  di responsabilità sul tema, anche  ad  una  verifica
  ovviamente.
   Per  quanto riguarda il contenzioso che viene citato al  comma  3,
  vorremmo  capire di quale contenzioso si tratta, mi riferisco  alle
  ultime parole  anche in pendenza di un ultimo contenzioso , di  che
  entità è il contenzioso perché citare in maniera vaga e generica in
  una  norma  di  legge un contenzioso, senza precisarne  esattamente
  l'entità  e  la  natura,  mi sembra assolutamente  inappropriato  e
  francamente sbagliato.

   PRESIDENTE.  Sull'ultimo  contenzioso di cui  parlava  l'onorevole
  Lupo anche gli Uffici vorrebbero un chiarimento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  La domanda è una: io capisco l'obiettivo di rispondere
  all'accordo con lo Stato dichiarando di ridurre il numero di  enti,
  però  vorrei ricordare che l'ESPI è in liquidazione da una  ventina
  d'anni,  o  sbaglio  assessore Armao? E se in vent'anni  non  siamo
  riusciti  a chiuderlo perché ci sono in essere contenziosi,  non  è
  che  possiamo  cambiare  la norma civilistica  che  è  in  capo  al
  liquidatore  della  società  la responsabilità  dei  crediti  verso
  terzi.
   Quindi,  attenzione  che la partita non è così  semplice  come  si
  scrive qua. Aggiungo, il comma 4, poiché è connesso al comma 3,  fa
  riferimento  al trasferimento di risorse al bilancio della  Regione
  delle  somme  -  scusa Dipasquale - delle somme  rinvenienti  dalla
  liquidazione. A mia memoria, credo che in altri momenti il bilancio
  della  Regione ha iscritto nel proprio bilancio risorse  che  erano
  appunto  dalla gestione liquidatoria dell'ESPI. Il tema è,  qui  si
  dice  che  il  capitolo è un capitolo esclusivamente dedicato  alla
  definizione  del contenzioso, però non funziona, per  una  ragione.
  Perché  se  il  tema  è  consentire al bilancio  della  Regione  di
  rinvenire  nuove  risorse,  e abbiamo un  capitolo  a  destinazione
  vincolata  di uscita, stiamo facendo un'operazione cartacea  perché
  di fatto non chiudiamo nulla. Perché la definizione del contenzioso
  si trasferisce dall'ESPI alla Regione, e le somme rinvenienti dalla
  liquidazione rimangono bloccate. Allora, la domanda è: a che  serve
  questa norma?
   Perché   di   fatto  noi  la  liquidazione  dell'ESPI  la   stiamo
  mantenendo,  in  presenza di almeno un contenzioso,  di  un  ultimo
  contenzioso.  Ripeto,  ha ragione Lupo, le norme  civilistiche  non
  consentono questo, perché le procedure di liquidazione sono fissate
  dal  Codice Civile, non da una legge regionale, quindi un  bilancio
  in  liquidazione  si fa quando sono tutte, tutte le  operazioni  di
  liquidazione sono definite certe e i creditori sono certi.  Quindi,
  io personalmente non capisco questa norma.
   Tra  l'altro, aggiungo, fatto a fine legislatura. Cioè, mi  sembra
  una pezza di qualche cosa di cui mi è oscura la genesi. Ripeto,  di
  un ente che è stato posto in liquidazione almeno una ventina d'anni
  fa.  Scopriamo  dopo  vent'anni che abbiamo un contenzioso,  quindi
  abbiamo la liquidazione, ci trasferiamo il contenzioso, di cui  non
  si  ha mai certezza dell'entità, perché se è un contenzioso non c'è
  la  certezza  dell'ammontare,  anche  prudenzialmente,  ma  mai   è
  definito.
   Allora, o diciamo che la liquidazione dell'ESPI passa alla Regione
  siciliana  (ed  è una scelta), o mantenere la liquidazione  dicendo
   il  bilancio  in  liquidazione lo approvi, però mi  faccio  carico
  prudenzialmente delle somme che mi trasferisci , che  non  sappiamo
  quante  sono, a che cosa devono servire, io sinceramente  questa  è
  una  norma che non comprendo in maniera trasparente, ripeto  perché
  se  in  vent'anni  si poteva fare, credo che si  sarebbe  fatto  in
  questi  vent'anni,  di  cui una parte c'è stato  anche  l'assessore
  Armao  in  periodo tra il 2010 e il 2012, se non ricordo  male,  ha
  fatto l'assessore al bilancio, o sbaglio?
   Quindi io ritengo che queste due norme devono essere stralciate.

   PRESIDENTE. Chiarissimo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Grazie  per  avermi dato  la  parola.  Ho  chiesto  di
  intervenire   perché  l'assessore  Armao,  questa   legislatura   è
  assessore dall'inizio, è stato anche assessore in tempi passati,  e
  certamente ha le idee chiare di questo contenzioso. Si tratta di un
  soggetto  che è deceduto - dicono le parti interessate  -  a  causa
  dell'amianto e, giustamente, l'Amministrazione regionale, onorevole
  Cracolici,  vuole  chiudere una vertenza che ha credo  forse  anche
  trent'anni  non  venti, ed ha appostato alcune  somme  proprio  per
  determinare la chiusura di questo ricorso.
   Le  somme  che  restano  da questa liquidazione,  che  sono  circa
  ventidue  milioni, io credo che non possano essere  condivise  -  a
  proposito  del  comma 5 -  nel senso che va bene che  queste  somme
  vengano  introitate  nel bilancio regionale,  tra  l'altro  in  una
  condizione  finanziaria  difficile qual  è  in  questo  momento  la
  Regione  siciliana, ma conservare queste somme, come dice il  comma
  5,  ancora per il comma 4, mi sembra non solo ultroneo ma irrituale
  che  per  un  contenzioso che riguarda una persona che  per  quanto
  possa  essere  il  compenso che si deve a  questa  famiglia,  avere
  appostato già una somma rilevante come più di due milioni di  euro,
  debba ancora aggiungersi un ulteriore somma a valere sulla presunta
  liquidazione.
   Secondo   me,   onorevole   Cracolici,  dobbiamo   accelerare   la
  liquidazione, fare in modo che ci sia un punto fermo su una vicenda
  che si trascina da trent'anni.
   Questo  contenzioso  -  che  mi  auguro  che  sia  un  contenzioso
  veritiero, sostenuto, non sia strumentale da parte degli eredi  che
  continuano a tentare di lucrare nei confronti della Regione, non so
  che  cosa  -  debba comunque prevedere l'appostamento delle  somme,
  essere  in  condizione  la Regione in qualsiasi  momento  di  avere
  risorse  vincolate  e  il  resto di ciò che  scaturisce  da  questa
  liquidazione  essere versato in entrata presso  il  bilancio  della
  Regione  siciliana, perché è indispensabile che  ogni  risorsa  che
  possiamo  risparmiare  va a valere sulle  risorse  che  mancano  in
  questo momento a concludere il bilancio della Regione e quindi dare
  un ulteriore contributo.
   Pertanto per quanto ci riguarda il comma 5 va bocciato e quindi mi
  pronuncio sin da ora per la condivisione dell'emendamento 2.10.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor   Presidente,  la  relazione  intanto  sulla   praticabilità
  giuridica,  noi ci siamo mossi sulla base di un parere dell'Ufficio
  legislativo  e legale quindi il Governo regionale si è  strutturato
  sulla  base  di  approfondimenti  tecnici  e  un  parere  esplicito
  dell'Ufficio  legislativo  e  legale,  se  altri  hanno   ulteriori
  approfondimenti  giuridici  sarebbe opportuno  vederli,  altrimenti
  restano  legittime opinioni, qui noi abbiamo acquisito  dei  pareri
  sul punto da parte della struttura, l'importo

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Come?  Noi  tutto possiamo produrre, se si leggesse  la  relazione,
  nella relazione ci sarebbe pure la data e il protocollo, quindi per
  dire che non stiamo lavorando su ipotesi ..

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  No, siccome si è detto che c'erano delle preclusioni

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la prego ci penso io a

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Siamo  talmente  disponibili  a  produrre  atti  che  abbiamo  pure
  indicato  il protocollo, in questo senso, è assolutamente  indicato
  l'atto,  me  lo faccio inviare e lo produciamo, come è detto  nella
  relazione, che è stato fatto un approfondimento articolato e non  è
  frutto di un'estemporanea apposizione quella della statuizione  che
  si  attende.  Statuizione che, in ordine alla  domanda  al  petitum
  svolto dal contenzioso, è di circa duemilioniseicentocinquanta  più
  ulteriori   cinquantamila  necessaria  per  eventuali  spese   post
  liquidazioni.
   Quindi  la  richiesta di individuazione e il risparmio che  se  ne
  consegue, signor Presidente, perché è chiaro che se sopprimiamo  un
  ente  non  paghiamo  il  liquidatore, ma  certamente  non  paghiamo
  neanche  i  revisori  che  in questo momento  invece  continuano  a
  percepire. Quindi il mantenimento dell'ente determina un  insorgere
  di  costi.  La soppressione dell'ente determina la soppressione  di
  costi.
   Dopo  di  che tutti i ragguagli che siano necessari siamo pronti  a
  darli,  e  la relazione è volutamente specifica e puntuale,  proprio
  perché pronta a dare ogni tipo di chiarimento sulla questione.

   PRESIDENTE.  Assessore, anche con gli Uffici abbiamo visto  che  ci
  sono  delle cose che vanno chiarite, in più l'onorevole Aricò mi  ha
  chiesto  la  possibilità di rivedere una cosa  che,  secondo  me,  è
  possibile fare.
   Sono   le   13.30,  direi  di  accantonare  l'articolo  2,  andiamo
  velocemente a mangiare un boccone e ci rivediamo alle 14.30.
   La seduta è sospesa.

      (la seduta sospesa alle ore 13.26, riprende alle ore 14.52)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Il  Governo  è  presente, mancano molti colleghi che  credo  siano
  ancora a pranzo.
   Sospendo la seduta per ulteriori dieci minuti fino alle ore 15.00.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta sospesa alle ore 14.53, è ripresa alle ore 15.04)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE.  La seduta è ripresa. Andiamo a trattare,  per  favore
  colleghi  prendete posto così iniziamo, riprendiamo i lavori  dalla
  trattazione  dell'articolo 2, e invito gli Uffici a distribuire  il
  subemendamento  2.4.1.  L'onorevole Baldo Gucciardi  è  pregato  di
  prendere  posto  alla  Presidenza della  Commissione  Bilancio  per
  sostituire  il  Presidente Savona che mancherà un paio  di  ore,  e
  anche gli altri colleghi della Commissione Bilancio, l'onorevole Lo
  Curto  che  era presente. Onorevole Gucciardi bisogna esprimere  il
  parere.  Si rimetta all'Aula, veda lei. Si accomodi. Manca  l'altro
  vicepresidente  onorevole Galvagno, onorevole Gucciardi.  Onorevole
  Tancredi,  onorevole  Aricò, accomodatevi presso  il  tavolo  della
  Commissione  Bilancio.  Onorevole Lo Curto  è  in  Aula?  Onorevole
  Tancredi  si accomoda, per favore? Onorevole Aricò, si accomodi  al
  tavolo  della  Commissione. Il Governo è  a  conoscenza  di  questo
  subemendamento, assessore Armao? Del 2.4.1?

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Al
  comma 2 o al comma 1?

   PRESIDENTE. Al comma 2. L'emendamento 2.4.1.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.  È
  al comma 1, non al comma 2.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lo vuole illustrare?

   CRACOLICI. Assessore, è semplicemente quello che avevo già  detto.
  Ritengo  che  il comma 2 dell'articolo 2, così come è  scritto,  si
  apre  a  diverse interpretazioni. Per cui, fermo restando che  sono
  d'accordo  che i rientri di ciò che è stato erogato ai sensi  della
  legge  9 del 2020 possa essere utilizzato per rimpinguare il  Fondo
  Sicilia  per  ulteriori  ma mi limito solo sui  rientri.  Questo  è
  l'emendamento  che  è di riscrittura nel senso  che  ha  tolto  una
  parte.

   PRESIDENTE. Allora, assessore Armao...

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Presidente,  la  proposta è assolutamente  ragionevole.  La  nostra
  articolazione riguardava anche le graduatorie già esaurite, per  le
  quali,  evidentemente, se sono esaurite le risorse restano latenti.
  Però,  a questo punto, chiudiamola così, e poi se ci sono ulteriori
  esigenze   le   sottoporremo  all'Assemblea,  per  noi   va   bene,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Chiedono  di  intervenire  l'onorevole  Di  Paola   e
  l'onorevole Marano. Ne hanno facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, solo per dire che il comma 2 avevamo
  deciso  per  il momento di accantonarlo. Eravamo al comma  3  e  al
  comma 4.

   PRESIDENTE.   Lo  abbiamo  accantonato,  di  fatto   abbiamo   una
  riscrittura molto semplificata perché dopo la parola  integrazione'
  si   passa  direttamente  al  penultimo  rigo   confluiscono  nelle
  disponibilità del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2  della  legge
  regionale 1 del 2019 e s.m.i.'. Mi sembra molto semplice,  lineare,
  che non ostacola il percorso.

   DI PAOLA. Va bene.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Marano.

   MARANO. Signor Presidente, visto che siamo tornati al comma 2,  io
  poco fa ero intervenuta rispetto ad un mio emendamento modificativo
  che  è stato, invece, messo negli aggiuntivi. Gli Uffici mi avevano
  detto  il  motivo per cui non poteva essere considerato,  io  avrei
  preparato   un  subemendamento  al  mio  emendamento   che   vorrei
  sottoporre agli Uffici.

   PRESIDENTE. Sì onorevole, prepari un ordine del giorno,  il  Fondo
  ancora non è stato istituito.

   MARANO.   Ma  che  faccio  con  l'ordine  del  giorno,  mi   scusi
  Presidente?

   PRESIDENTE. Lo so ma noi dobbiamo istituire il Fondo, lei non  può
  fare una cosa

   MARANO. Perdonatemi, mi avete detto qual era il problema,  io  col
  subemendamento risolvo il problema. Posso farlo vedere agli  Uffici
  in modo tale che è l'unico

   PRESIDENTE. No, lo fa vedere alla Presidenza. Lo faccia vedere, ce
  lo porti.

   MARANO. Lo posso illustrare?

   PRESIDENTE. Sì, certo.

   MARANO.  Rispetto  all'emendamento  originario,  tolgo  le  parole
   imprese siciliane' e le sostituisco con  soggetti di cui al  comma
  2  dell'articolo  2  della legge regionale 22 del  2019,  n.  1,  e
  successive  modifiche ed integrazioni  per specificare i  soggetti.
  Vorrei porlo all'attenzione degli Uffici.

   PRESIDENTE. Porti il testo qui, vediamo un pochettino.

   MARANO. Grazie.

   PRESIDENTE. Di dare un'occhiata attenta. Aspetti un momento.
   Onorevole  Marano, allora questo emendamento A.123 è inammissibile
  ed anche la relativa riscrittura, perché non c'è il fondo in questo
  momento,  quando  lo avremo costituito e regolato, poi  procederemo
  secondo le attività legislative che saranno compiute.
   Allora,  si passa all'emendamento 2.4.1. No, no, onorevole Marano,
  già  gliel'ho  spiegato, gliel'ho detto, lo abbiamo fatto  guardare
  agli Uffici.
   Il parere della Commissione?

   ARICO'. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo,  pongo in votazione l'emendamento 2.4.1. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 2.3  Il comma 3 è soppresso .

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Presidente, grazie. Ero già intervenuto per chiedere che  il
  Governo  chiarisse cos'è questo ultimo contenzioso.  Non  ho  avuto
  risposta.   General  generica  sull'entità,  chiedo  una  conferma,
  nessuna  di  cosa  si  tratti, qual è la sostanza,  la  natura  del
  contenzioso,   non   è  per  nulla  chiaro,  quindi   mantengo   il
  soppressivo.
   Aggiungo Presidente una considerazione relativa al comma 4  che  è
  connesso,  cosa  significa   previo  consenso  di  tutte  le  parti
  interessate .  Non  si capisce Presidente. Presuppone  il  consenso
  anche   di  eventuali  creditori?  Cioè  secondo  me  è  una  norma
  pasticcio,  così  non può essere approvata, almeno  per  quanto  ci
  riguarda siamo contrari.

   PRESIDENTE.  Nella relazione che è allegata agli atti del  disegno
  di  legge  è  indicato di che cosa si tratta, ed è  indicato  anche
  l'importo  e  l'assessore lo ha specificato, due  milioni  seicento
  cinquanta più cinquanta mila euro.
   Onorevole Cracolici, prego.

   CRACOLICI.  Presidente, io insisto anche perché  supportato  anche
  dal  parere  che  hanno dato gli Uffici, che credo che  anche  loro
  forse  non hanno letto la relazione del Governo, perché gli  Uffici
  hanno  fatto  una nota di lettura dell'articolo 2 dove  mettono  in
  rilievo i dubbi, diciamo, di natura civilistica sulla materia delle
  liquidazioni che, com'è noto, è regolata dal Codice Civile,  e  non
  da una legge ordinaria.
   Aggiungo, anche alla luce delle sue considerazioni che ha fatto in
  Aula,  Presidente  pro  tempore -   però  ci  faccia  presiedere  a
  Micciché che lo preferiamo - no, era una battuta Di Mauro, era  una
  battuta,  era solo una battuta, però l'onorevole Di Mauro  nel  suo
  intervento aveva fatto una domanda che, oltre tutto, nella  diciamo
  capacità  dell'assessore Armao che ormai  conosciamo  che  è  molto
  bravo  a dire tanto senza dire nulla, l'onorevole Di Mauro ha detto
   ci risulterebbe dalla procedura di liquidazione

   PRESIDENTE.  Scusi,  per  favore,  la  sta  preparando  davanti  a
  Cracolici, se no non si sente niente. Prego.

   CRACOLICI.   ci risulterebbe che le somme, cosiddette disponibili,
  a  seguito di questa attività di liquidazione che introiterebbe  il
  bilancio della Regione sono di circa venticinque milioni di euro.
   L'assessore,  citando la relazione, ha ricordato  che  il  debito,
  cosiddetto  oggetto di contenzioso, è di due milioni  e  rotti  più
  cinquanta mila euro ecc, ecc. Col comma 4, che è connesso al  comma
  3, si dice che i fondi della gestione liquidatoria introiterebbe il
  bilancio della Regione in un capitolo a destinazione vincolata.
   Intanto già c'è uno scarto tra i due milioni e cinque di debito ed
  i venticinque di entrata, quindi determineremmo un blocco, diciamo,
  a  destinazione  vincolata, del capitolo in entrata di  venticinque
  milioni a fronte di un contenzioso prudenzialmente stimato  in  due
  milioni e mezzo. Già questo di suo la dice lunga sulla, come  dire,
  abbastanza   condizione  nebulosa  che  regna  attorno   a   questa
  operazione.
   Io  insisto, la procedura di liquidazione va posta come  procedura
  di  liquidazione,  poi  così  come in  altri  momenti  la  gestione
  liquidatoria ha messo a disposizione delle risorse per il  bilancio
  della Regione, l'assessorato al bilancio proponga una norma in  cui
  dice  dieci milioni, venti milioni, un milione  quello che è, della
  gestione  liquidatoria  che  sono somme  disponibili,  entrano  nei
  bilanci della Regione ed entrano nel bilancio, non in un capitolo a
  destinazione vincolata che non si capisce, lo vincoliamo in nome di
  un debito che ad oggi è un decimo del valore delle entrate.
   Quindi  io, per non sapere leggere e scrivere, come si suol  dire,
  propongo la soppressione del comma 3, e con esso anche del comma 4.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie Presidente. Sin dall'inizio della  trattazione
  del  disegno  di  legge  della  finanziaria,  e  anche  durante  la
  discussione generale, abbiamo posto dei dubbi sul terzo  comma.  In
  particolare  con riferimento all'espressione  ultimo  contenzioso ,
  non  solo per una questione di tecnica parlamentare perché,  voglio
  dire,  abbiamo  insediato  la  Commissione  per  la  qualità  della
  legislazione e veramente inusuale un'espressione così generica  per
  una  norma  finanziaria,  ma anche perché,  nonostante  gli  Uffici
  dell'Assemblea  avessero per tempo posto la questione  anche  nella
  relazione allegata.
   Ancora oggi, Presidente, non abbiamo notizie certe dei dettagli di
  questo  contenzioso e i parlamentari non siamo  stati  posti  nelle
  condizioni  di  avere i dettagli del procedimento in corso,  quindi
  anche per queste ragioni insistiamo sulla soppressione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto a questo
  dibattito bene fa il Governo a dire abbiamo una liquidazione che si
  trascina,  credo  che sia il Governo Capodicasa, quindi  risale  ai
  tempi dei tempi in cui in buona sostanza si conferì l'incarico alla
  professoressa  Albalese,  dopo  diverso  tempo  finalmente   questa
  liquidazione  è  arrivata  quasi a conclusione,  nel  senso  che  è
  rimasto in vita un solo contenzioso.
   E  bene  dice  il Governo, ma chiudiamo questa partita,  perché  è
  inutile  che noi lo teniamo in vita, da questa liquidazione  sembra
  che  il  Governo  abbia ricavato venticinque milioni,  due  milioni
  seicentocinquanta più cinquanta sono per una persona che è morta  a
  quanto pare causa amianto, e c'è un contenzioso, questo contenzioso
  non  siamo stati in grado ovviamente di valutarlo perché ancora non
  è andato a destinazione e il Governo giustamente mette da parte una
  somma  importante  duemilionisettecentocinquanta, ma il resto delle
  somme è inutile tenerle ancora messe lì che non si possono toccare.
   Perché  mi  rifiuto di pensare che una copertura di spesa  per  un
  contenzioso  anche in cui la Regione ha commesso  degli  errori,  e
  certo   l'amianto  tutto  quello  che  vogliamo  dobbiamo  bloccare
  ventidue milioni in una condizione economica e finanziaria  in  cui
  si  trova  la  Regione in questo momento, introitiamolo  dentro  il
  bilancio  della  Regione, bocciamo il comma  cinque,  e  finalmente
  finisce    questa   storia   della   liquidazione   dell'Espi,    i
  duemilionisettecentocinquanta  vengono   accantonati   come   spesa
  vincolata per la chiusura di questo benedetto contenzioso.
   Il problema sono i ventiduemilionisettecentocinquanta, se è questa
  la  valutazione  che  fa  il liquidatore la  prendiamo  per  buona,
  ovviamente  fino  a prova contraria, onorevole Cracolici,  troviamo
  una  soluzione che ammettiamo il comma 3 e il comma 4 lo votiamo  a
  favore,  e il comma 5 a mio parere va bocciato, perché va  bene  il
  comma 4, che i soldi vengono ad essere riammessi nel bilancio della
  Regione.

   PRESIDENTE. C'è qualcun altro che deve intervenire? Pure  da  solo
  può essere soppresso teoricamente, allora scusatemi perché io possa
  capire  il  comma 5 è quello che metterebbe da parte  in  un  fondo
  all'ufficio  speciale  questi  venti  milioni  che  rimangono.   Ho
  ascoltato  con  interesse quello che ha detto onorevole  Di  Mauro,
  mentre  il  comma 3 e il comma 4 gli Uffici stessi  mi  dicono  che
  qualche  problema  sulla  liquidazione ci sono,  noi  non  possiamo
  intanto  considerata la situazione della Regione mettere  da  parte
  questi  venti  milioni a prescindere dalla  no, mi sta  rispondendo
  chiaramente   l'assessore,   onorevole   Cracolici    ha    qualche
  suggerimento, prego.

   CRACOLICI.  Assessore Armao, se mi ascolta un secondo  vediamo  di
  trovare una soluzione sempre col buon senso.

   PRESIDENTE. Immagino che stia parlando con gli Uffici,  un  attimo
  solo.

   CRACOLICI. Immagino pure io, spero che non parli con la fidanzata,
  perché  se no mi offenderei, no anche questa assessore, non  faccia
  così era una battuta, allora esistono dei precedenti

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, a me non la perdonerebbero, ma  a
  lei è permesso tutto.

   CRACOLICI.  Esistono  dei precedenti in cui  con  norma  regionale
  abbiamo  autorizzato l'assessorato a iscrivere  poste  di  bilancio
  provenienti dalla gestione liquidatoria dell'Espi in altri momenti,
  cioè ancorché la procedura non si è interamente definita, perché ha
  ragione  l'Ufficio,  cioè gli uffici del bilancio  hanno  posto  un
  rilievo  sulle modalità di liquidazione, che non ci può essere  una
  liquidazione  anticipata  in presenza  di  contenziosi  in  essere,
  perché è norma civilistica e attiene alla responsabilità anche  del
  collegio dei revisori eccetera, eccetera.
   Il  bilancio di liquidazione ha una caratteristica, che non  è  un
  bilancio ordinario.
   Detto  questo,  se  c'è  questa  disponibilità  liquida  da  parte
  dell'ESPI  di  circa 20 milioni, 22 quello che dice l'onorevole  Di
  Mauro,  allora  noi  potremmo  autorizzare  l'Assessorato   a   far
  transitare nel bilancio della Regione le poste disponibili da parte
  dell'ESPI, iscriverle nel nostro bilancio come fondi senza vincolo,
  fermo  restando  che  l'ESPI  per liquidarsi  definitivamente  deve
  chiudere la partita del contenzioso perché non può essere una legge
  ordinaria a cambiare le procedure civilistiche della liquidazione.
   Quindi  io  sono  per  sopprimere il terzo e il  quarto  comma  ed
  eventualmente fare una norma che dice che l'Assessorato al bilancio
  -  lo  abbiamo  fatto in altre leggi regionali -  è  autorizzato  a
  iscrivere nel proprio bilancio la posta di x sulla base delle somme
  effettivamente disponibili per le esigenze del bilancio stesso.
   Quindi  è  una partita di trasferimento dall'ESPI alla Regione  ma
  non  ha  vincolo  di  destinazione perché sono  somme  liquide  che
  entrano nella disponibilità.
   In ogni caso il terzo e il quarto comma alla luce dell'ordinamento
  vigente  non  può  esercitarsi con legge  regionale  un  potere  di
  liquidazioni di fatto coatta di un ente in liquidazione.

   PRESIDENTE.  Allora, Assessore, gli Uffici sostengono  che  questa
  cosa  che ha detto ora l'onorevole Cracolici è fattibile. Cioè  che
  si  possa autorizzare l'Assessorato a prendere questi soldi,  visto
  che servono, a prescindere dalla liquidazione è una cosa fattibile.
   Gli  Uffici mi dicono che questa norma 99,99% così com'è  verrebbe
  impugnata  perché  comunque scavalca  il  codice  civile  e  non  è
  possibile farlo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente,  ometto che delle considerazioni  sul  rispetto
  delle  valutazioni  reciproche perché se sono  fondate,  ed  io  lo
  dubito,  le  valutazioni  dei suoi Uffici lo  sono  altrettanto  le
  valutazioni dei nostri Uffici. Quindi non intendo credo procedere a
  verità rivelate, signor Presidente.
   Io  rispetto pienamente le considerazioni dei suoi Uffici che sono
  ampiamente  riconosciuti per ruolo e status, ma io credo  che  vada
  riconosciuto  anche il lavoro che ha fatto l'Ufficio legislativo  e
  legale  e  il nostro Ufficio, quindi è opinabile, è vera la  vostra
  affermazione,  come  in altri casi è stata vera  ma  poi  confutata
  dalla Corte costituzionale ed è vera anche la nostra.
   Occorre  riflettere,  confrontarsi  serenamente  e  valutare   gli
  approcci.  Quindi  io  francamente  non  mi  sento  di  individuare
  recisamente una soluzione piuttosto che un'altra.
   In ogni caso la possibilità di disporre di queste risorse, ammesso
  e  non  concesso che siano disponibili, dovrebbero comunque  essere
  destinate  a  investimenti e non a spese correnti  e  comunque  per
  renderle  disponibili  è  necessario  che  il  Governo  chieda   al
  liquidatore un'attestazione.
   Le  informazioni  che ha l'onorevole Di Mauro immagino  che  siano
  fondate.
   Io  non ho una dichiarazione di disponibilità analoga a quella che
  ha lui e quindi dovrei assumerla.
   Quindi  chiedo di incontrare il liquidatore, fare le  valutazioni
  quindi non è considerazioni che posso fare adesso e in ogni caso  è
  vero  che  ci sono dei precedenti, ma i precedenti sono partiti  da
  una  proposta del Governo che evidentemente aveva prima  fatto  gli
  approfondimenti del caso.
   Che   oggi   si  possa  deliberare  in  questo  senso  senza   gli
  approfondimenti svolti dal Governo mi pare poco conducente.
   Quindi  su  questo  stralciamo  la  norma  e  poi  si  fanno   gli
  approfondimenti e il Governo riproporrà una proposta

   PRESIDENTE.  Ma  io infatti non volevo fare votare niente.  Volevo
  arrivare  alla  conclusione  a  cui  sta  arrivando  lei,  cioè  di
  accantonare.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. Tranquilli  Io preferirei per adesso accantonarla.
   Vediamo se ci sono motivazioni che danno ragione al Governo, se  è
  vero la mettiamo in votazione, se non è vero la stralciamo. Non c'è
  motivo  di  stralciarla adesso, se è possibile, quando  l'assessore
  Armao mi dice che è convinto di quello che dice, io ovviamente  gli
  devo credere, così come devo credere ai miei uffici. Per questo, se
  c'è  la  possibilità  di fare un confronto e vedere  effettivamente
  qual   è  la  situazione,  la  riprendiamo  dopo  quando  l'abbiamo
  verificata.
   Avete avuto gli emendamenti 2.12 e 2.13? Dovreste averli.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Scusi  Presidente, pongo un problema  di  ordine  generale,
  direi  sull'ordine dei lavori. Se gli emendamenti che  noi  abbiamo
  presentato   agli   articoli,  in  gran  parte   sono   considerati
  aggiuntivi, la regola valga per tutti, per il Governo e  per  altri
  parlamentari che presentano emendamenti aggiuntivi in Aula.
   Io  non  voglio  entrare neppure nel merito Presidente,  ma  o  si
  trattano  tutti gli aggiuntivi agli articoli, o non  se  ne  tratta
  nessuno, e si trattano alla fine come aggiuntivi. Poi rimetto  alla
  sua decisione.

   PRESIDENTE.  Lei ha perfettamente ragione. Come sa, spesso  questa
  presidenza  ha  in  situazioni  del genere,  quanto  ha  verificato
  situazioni  di  reale emergenza o che ha provato ad inserire  degli
  emendamenti, dichiarando che erano aggiuntivi, per cui un'eventuale
  contestazione   -  chiamiamola  così  -  da  parte   dell'Aula,   è
  assolutamente legittima e in questo caso li toglierei. Però  quello
  del  Governo  è quello, no quello del Governo era già previsto  no?
  Quello  delle  tre società e non per tutti. E invece l'altro  della
  Foti è per un problema di emergenza di povertà di alcune famiglie.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Presidente, io poco fa sono sceso giù col  collega  Di
  Caro e fuori c'erano altre famiglie. Mi riferisco ai lavoratori dei
  consorzi  di  bonifica dell'ESA e gli ASU, che anche loro  sono  in
  difficoltà  e  ci  sono degli emendamenti a questa finanziaria  che
  sono stati considerati aggiuntivi.
   Io  direi, Presidente, gli aggiuntivi, sia quelli del Governo, che
  quelli  di  qualunque parlamentare, ripeto io non entro nel  merito
  perché  secondo  me  sono  tutti  emendamenti  importanti   e   che
  riguardano  situazioni  critiche di siciliani  e  di  categorie  di
  siciliani,  però  trattiamoli assieme a tutti gli aggiunti.  Perché
  altrimenti non è che possiamo fare distinzione tra una categoria  e
  un'altra categoria. Ripeto, non entro nel merito perché sicuramente
  l'ho   letto  velocemente  e  sono  emendamenti  meritevoli,   però
  trattiamoli assieme a tutti gli aggiuntivi, Presidente.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, vorrei sottolineare che l'emendamento era
  stato  depositato  nei  termini. È considerato  aggiuntivo,  ma  in
  effetti è una funzione del fondo, poi nel merito dell'argomento  si
  tratta  della legge di sovra indebitamento. Vorrei dire che  questo
  emendamento  era stato già, c'era stato il tentativo  di  inserirlo
  nella   legge   della   povertà  con  l'apposizione   delle   firme
  praticamente di tutti i gruppi parlamentari.
   Ora,  se questo deve costituire un blocco dell'Aula a prescindere,
  io  alzo  le  braccia  al cielo e mi rimetto  Presidente  alla  sua
  volontà.  Tra l'altro, l'emendamento è stato numerato e distribuito
  con  il parere favorevole di Commissione e assessore, quindi chiedo
  venga  posto  al  voto  dell'Aula. Poi per  quanto  riguarda  altre
  questioni, dove sono stati presentati gli aggiuntivi, io non  entro
  nel  merito dei colleghi, del lavoro dei colleghi. È chiaro che  se
  riescono a chiarire con gli uffici, per noi c'è ampia disponibilità
  a   trattare  quello  che  è  stato  sommariamente  messo  tra  gli
  aggiuntivi, ma in questo caso io mi sento di difendere la proposta,
  e  le  chiedo,  dato  che  già  ha  avuto  anche  il  parere  della
  Commissione   e  del  Governo,  che  venga  rimesso  alla   volontà
  dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Allora,  onorevole Foti, facciamo  una  cosa,  io  la
  ringrazio, così come le dicevo prima, emendamenti aggiuntivi non si
  dovrebbero prendere, poi in tutte le finanziarie precedenti, sempre
  chiedendo  all'Aula  - perché se l'Aula si dichiara  sfavorevole  è
  ovvio  che  non  si  può fare niente - qualche cosa  in  situazioni
  particolari l'abbiamo fatta.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, lei poco fa non c'era in Aula, io avevo
  presentato l'articolo modificativo al comma 2.
   Visto  che  questa finanziaria non prevede nessuna  norma  per  il
  sostegno  alle  imprese per il caro energia, io  ho  presentato  un
  emendamento  sul caro energia visto che le imprese chiedono  questa
  cosa ma in finanziaria non c'è traccia di questa norma.
   Mi  avete  detto  che  non  venivano specificati  i  soggetti,  ho
  cambiato l'emendamento ho fatto un sub emendamento - lei non  c'era
  in  Aula  poco  fa  -  ho  specificato  i  soggetti.  Ora,  se  gli
  emendamenti  vengono trattati tutti quanti allo stesso  modo  bene,
  continuiamo  ad andare avanti, se già cominciamo da  ora  ad  avere
  disparità di trattamento per cose ragionevoli e giuste, non critico
  l'emendamento della collega rispettabilissimo

   PRESIDENTE. Onorevole Marano, può stare sicura perché io cerco  di
  essere equilibrato nei confronti di tutti. Questo suo problema  non
  è  tanto  di aggiuntivo o non aggiuntivo è perché questo fondo  non
  esiste, bisogna costituirlo.

   MARANO. Il fondo di sovra indebitamento non è istituito.

   PRESIDENTE. Facciamo una cosa, sia per questo, perché anche quello
  del  Governo  sarebbe aggiuntivo però il fatto che  ci  sono  delle
  aziende  che devono assumere e quindi si chiede una deroga dire  no
  significa fare passare ancora chissà quanto tempo, per cui io certe
  cose cerco di capire quali sono le reali esigenze.
   Facciamo  una  cosa:  lasciatemeli  verificare,  tanto  prima   di
  dopodomani  non  si  voterà certamente, me li fate  verificare,  ne
  parlerò  in Conferenza dei Capigruppo, vedrò di capire se  ci  sono
  alcuni  emendamenti che tutta l'Aula può ritenere in considerazione
  ed altri no e lo verificheremo dopo.
   Per  adesso  gli aggiuntivi che io ritengo importanti li  mettiamo
  comunque  da parte in modo che la Conferenza dei Capi Gruppo  possa
  esprimersi.
   Si  passa  al  soppressivo del comma 6, è ritirato.  Non  possiamo
  votare  ovviamente  l'articolo  2,  lo  accantoniamo,  diciamo  che
  l'articolo  2  per  il  resto  è già  votato,  si  deve  votare  la
  riscrittura dal comma 3 al 5.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
     Potenziamento attività di verifica su enti vigilati e società
                              partecipate
                    dell'amministrazione regionale

   1.  La Regione esercita i controlli sugli enti, gli istituti e  le
  aziende  sottoposte  a tutela e vigilanza, ivi incluse  le  aziende
  sanitarie  ed ospedaliere, le aziende policlinico ed i consorzi  di
  bonifica, di norma attraverso gli organi di controllo interno degli
  stessi,  secondo  quanto  disposto  dall'articolo  53  della  legge
  regionale  28  dicembre  2004,  n. 17  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  ovvero, nei casi previsti dal comma 3,  da  soggetti
  incaricati  dalla Ragioneria genera-le della Regione, nonché  sulle
  società  partecipate, secondo quanto disciplinato  dall'articolo  2
  della  legge regionale 10 luglio 2018, n. 10 e successive modifiche
  ed  integrazioni ovvero, nei casi previsti dal comma 2, da soggetti
  incaricati dalla Ragioneria generale della Regione.

   2. Al fine di porre in essere le verifiche connesse agli obiettivi
  dell'Accordo stipulato tra lo Stato e la Regione il 14 gennaio 2021
  ai  sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 27 dicembre 2019,
  n.  158  e  successive modificazioni, nonché le verifiche richieste
  dall'attività  di  controllo esercitata da parte  della  Ragioneria
  generale  della  Regione nei confronti degli  enti,  delle  aziende
  vigilate   e   delle   società   partecipate   dell'amministrazione
  regionale,  l'attività ispettiva e di verifica  giuridico-contabile
  può  essere  espletata  avvalendosi,  oltre  che  dei  dirigenti  o
  funzionari regionali in servizio iscritti all'albo regionale  degli
  ispettori    contabili,   anche   di   avvocati,    commercialisti,
  aziendalisti, revisori dei conti, magistrati e avvocati dello Stato
  in  quiescenza,  di dirigenti o funzionari statali e  regionali  in
  quiescenza,  di  comprovata  esperienza  in  materia  contabile   o
  amministrativa,  a  seguito  dell'iscrizione  nel   predetto   albo
  regionale,  nominati  dal  Ragioniere generale  della  Regione,  di
  concerto    con    i    Dirigenti   generali    dei    dipartimenti
  dell'amministrazione  regionale che svolge  attività  di  controllo
  tutorio.

   3.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  dell'economia,  previo
  parere della Commissione bilancio, sono determinate le modalità  di
  iscrizione  dei  soggetti  esterni  all'amministrazione   regionale
  all'albo regionale degli ispettori contabili, nonché la misura  del
  compenso  e  dei  rimborsi  spese  da  corrispondere,  al   termine
  dell'incarico,  ai  soggetti incaricati  di  svolgere  le  attività
  ispettive di cui al comma 2.

   4.  I  rimborsi spese di cui al comma 3 sono posti a carico  degli
  enti,  delle  aziende  e  delle società  soggette  all'ispezione  o
  all'attività di verifica. I compensi di cui al comma 3 sono  eroga-
  ti dall'Amministrazione regionale.

   5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
  50  migliaia  di euro per l'esercizio finanziario  2022  e  di  100
  migliaia di euro rispettivamente per gli esercizi finanziari 2023 e
  2024  (Missione  1  Programma  3).  Per  la  quantificazione  degli
  esercizi  successivi si provvede ai sensi del comma 1 dell'articolo
  38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.».

   I soppressivi dell'articolo 3, onorevole Lupo?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io desidero mantenere il soppressivo
  e  lo  dico  per una ragione: l'articolo 3 è un paio di  volte  che
  entra nelle leggi di finanziaria regionale perché questo Governo da
  più tempo ipotizza l'utilizzo di figure esterne all'Amministrazione
  per  esercitare il potere di vigilanza e di controllo nei confronti
  degli  enti,  delle  società  che, in qualche  modo,  l'Assessorato
  all'economia è chiamato ad esercitare.
   Alcune   attività  di  vigilanza,  ricordo,  non  sono   in   capo
  all'Assessorato  all'economia  ma sono  in  capo  agli  Assessorati
  relativi,  dai  beni culturali a quelli per lo  sviluppo  rurale  e
  altri.
   Il punto è questo.
   Siamo a fine legislatura, il Governo ripropone una norma che vuole
  costituire   un  albo  di  professionisti  esterni,   compresi   ex
  dipendenti in pensione ecc., per far fare un'attività che  in  atto
  svolgono   sia   l'organo  sindacale,  il  collegio  dei   revisori
  dell'ente,  sia  gli  uffici, che in qualche  modo,  sono  preposti
  all'attività di vigilanza che - ripeto - in atto sono dislocati  in
  diversi Assessorati.
   La  norma  dice  che l'Assessorato assorbe tutte le competenze  in
  capo  agli  altri  Assessorati per determinare la  vigilanza  sulle
  società,  in più quest'attività di vigilanza la esercita attraverso
  sia  dipendenti  interni  sia dipendenti di  altri  assessorati  ma
  soprattutto  attraverso  cosiddetti  ispettori  contabili   esterni
  all'amministrazione tanto che fa pure una previsione finanziaria  -
  abbastanza  modesta  - cinquantamila euro,  ma  il  problema  è  il
  principio.
   Non  possiamo rimettere in pista un'attività che la legge  assegna
  ai  collegi  dei  revisori, se non si ha fiducia  nei  collegi  dei
  revisori,  ricordo  che è lo stesso Governo  che  li  nomina  -  lo
  ricordo  - da un lato il Governo si nomina i revisori delle società
  dall'altro  lato  aziona le attività di verifica della  contabilità
  nei  confronti dei collegi dei revisori che ne hanno responsabilità
  formale, giuridica e amministrativa.
   Presidente, sono per sopprimere l'intero articolo 3 poiché  è  una
  proposta  che  è  stata reiterata almeno due volte  e  che  non  ne
  capisco l'utilità tanto più alla fine di una legislatura.
   Caso  mai riguarderà il futuro parlamento a inizio di mandato come
  modalità di gestione nel rapporto con gli enti e le società.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Schillaci. Ne ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Presidente, che negli enti partecipati della  Regione,
  anche  quelli  a  capitale  di controllo privato  ma  di  controllo
  pubblico,  ci  sono dei problemi enormi perché le  stesse  indagini
  recenti hanno dimostrato come la vigilanza faccia acqua da tutte le
  parti  all'interno  di questi enti di vigilanza  dove  non  vengono
  applicate le normative come ad esempio lo stesso statuto degli enti
  non  viene rispettato da parte degli organi di amministrazione così
  come le previsioni dei collegi sindacali.
   Quello che ci auguriamo è che questa norma vada nella direzione di
  un potenziamento.
   Ecco  perché mi sono permessa di presentare degli emendamenti  che
  vanno  a  modificare queste norme presentate dal Governo regionale.
  Perché?
   Perché  le  stesse  indagini, le stesse inchieste  condotte  dalla
  Commissione Antimafia regionale hanno dimostrato come la  vigilanza
  negli   enti   ad   oggi  non  è  possibile  e  non   è   possibile
  fondamentalmente  perché  i dipartimenti  regionali  non  hanno  le
  risorse umane disponibili per fare vigilanza.
   Mi  auguro  che vengano accolti gli emendamenti che ho  presentato
  che vanno a migliorare la norma del Governo regionale.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore Armao.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Presidente,    non   posso   che   convenire   con    l'emendamento
  dell'onorevole  Schillaci  e ne esprimo  la  condivisione  che  non
  possono svolgere attività i soggetti condannati

   PRESIDENTE.   Onorevole  La  Rocca  Ruvolo,  per  favore,   almeno
  mettetevi vicino perché se urlate si sente fino a qui.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Ovviamente,  non  posso  che condividere  che  soggetti  che  siano
  condannati  alla Corte dei Conti non possono espletare, soprattutto
  se  condannati con sentenza definitiva, io valuterei se mettere  la
  sentenza  non  definitiva,  anche  perché  essendo  dei  garantisti
  attendiamo  alla  sentenza  positiva; ma  che  soggetti  che  siano
  condannati  dalla  Corte dei Conti, in alcuni casi  reiteratamente,
  svolgono  funzioni  pubbliche con gestione  di  denaro  pubblico  è
  questione  che  ringrazio  l'onorevole Schillaci  di  aver  portato
  all'attenzione del Parlamento, e che probabilmente dovrebbe  essere
  oggetto di più ampia e articolata valutazione.
   Per quanto riguarda invece l'osservazione che svolgeva l'onorevole
  Cracolici, che ha un fondamento, perché questa norma effettivamente
  era  stata  presentata  nella precedente legge  di  stabilità,  c'è
  un'esigenza  di  incrementare le ispezioni, non per diffidenza  nei
  confronti  dei  revisori,  ma perché il  sistema  va  continuamente
  sottoposto a monitoraggio e a controllo.
   E  allora,  nel  convenire  al fine di trovare  un'intesa,  perché
  chiaramente   dobbiamo  trovare  una  soluzione   compositiva   che
  auspicabilmente ci porti ad approvare una norma, potremmo togliere,
  onorevole  Cracolici  ho  presentato un emendamento  in  tal  senso
  accogliendo le sue osservazioni, anche di avvocati, commercialisti,
  aziendalisti, revisori dei conti, lasciando soltanto  magistrati  e
  avvocati dello Stato in quiescenza, dirigenti e funzionari  statali
  regionali  in quiescenza. Consentiteci di estendere, consentite  di
  iscriversi all'albo dei revisori quanto meno magistrati e  avvocati
  in  quiescenza  e  dirigenti e funzionari statali  e  regionali  in
  quiescenza,  perché  possiamo aumentare il novero  degli  ispettori
  senza  pensare  che  vogliamo fare chi  sa  quale  reclutamento  di
  professionalità  esterno  all'amministrazione.  Qui  c'è  solo   un
  obiettivo,  di  rafforzare i controlli sulle partecipazioni  e  gli
  Enti,  quindi  se  può  essere una soluzione  di  componimento  con
  l'opposizione,  quello di eliminare i liberi professionisti  e  gli
  operatori   professionali,  e  limitare  soltanto  ad  avvocati   e
  magistrati e dirigenti in quiescenza dello Stato e della Regione  a
  noi  va  benissimo,  perché  l'obiettivo  deve  essere  quello   di
  mantenere l'attività di controllo.
   Per  quanto  concerne la sua preoccupazione, onorevole  Cracolici,
  circa  l'esautorazione  degli altri dipartimenti,  non  corrisponde
  alla  lettera  alla  norma, poiché come  lei  vede,  è  scritto  "e
  nominati  dal  ragioniere  generale, di concerto  con  i  dirigenti
  generali  dei  dipartimenti  dell'amministrazione  che  svolge   il
  controllo  tutorio".  Quindi  c'è un'attività  di  concerto  tra  i
  dipartimenti, non è volta ad esautorare alcuno, quindi  l'obiettivo
  che  ha l'amministrazione dell'economia è solo quello di perseguire
  un effettivo controllo delle strutture, dopodiché ci affidiamo alle
  soluzioni del Parlamento e ciò che il Parlamento ritiene opportuno.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI PAOLA. Presidente, dico brevemente, noi qualche settimana fa, o
  un   mese  fa,  non  ricordo  di  preciso,  abbiamo  approvato   un
  emendamento  sul "blocca nomine", abbiamo approvato un  emendamento
  sul "blocca nomine".
   Ora  dico,  questo articolo, che è stato presentato nelle  passate
  leggi di stabilità e non è passato, siamo a fine Legislatura,  poco
  fa l'assessore diceva "consentiteci"; assessore, la Legislatura sta
  per finire, il Governo regionale a breve... fra qualche mese stiamo
  per andare al voto, può essere addirittura che ci andremo prima  se
  il  Presidente Musumeci deciderà di dimettersi. Dico a questo punto
  questo  articolo tre, Presidente, al di là poi delle modifiche  che
  possono essere fatte, ma sempre nomine farà, al di là se le farà su
  dipendenti  che  possono essere in quiescenza  o  meno,  ma  sempre
  nomine sono.
   Ora  dico,  un  articolo  di questo tipo,  considerando  tutte  le
  difficoltà  che  ci  sono all'esterno, dei siciliani,  poco  fa  la
  collega  parlava  delle  bollette energetiche,  quindi  ci  sono  i
  siciliani che vivono in difficoltà, ma questo articolo tre inserito
  in  questa legge di stabilità è indispensabile per la Sicilia? O  è
  indispensabile per fare nomine?
   Allora dico, Presidente, io in questa fase o il Governo come  dire
  stralcia  questo articolo, la Presidenza stralcia questo  articolo,
  oppure  il  Movimento Cinque Stelle chiederà  di  mettere  ai  voti
  l'articolo 3, Presidente, perché è un articolo che da quattro  anni
  e  mezzo  noi  ci ritroviamo continuamente e se non  è  passato  in
  quattro anni e mezzo lo si ripresenta a fine legislatura, da  parte
  del  Movimento  Cinque Stelle, Presidente, noi chiederemo  il  voto
  sulla soppressione o meno dell'articolo 3.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, volevo spiegare anche gli emendamenti.
  Segnalavo  anche  la  possibilità per queste funzioni  di  utilizzo
  dell'elenco  nazionale  istituito  presso  il  dipartimento   della
  Presidenza  del Consiglio. Visto che si tratta di un controllo,  di
  una vigilanza più ampia e, in questo caso, si rimanda anche a chi è
  capace  di  vigilare  sull'operato dei dirigenti  che  è,  appunto,
  questo  elenco  nazionale.  Inoltre,  avevo  presentato  anche   il
  soppressivo  del  comma  3  perché è  consequenziale  nel  caso  di
  approvazione   e  di  condivisione  di  questo  comma   2,   perché
  chiaramente,  già a livello nazionale è regolamentata la  questione
  relativa  ad  eventuali rimborsi oltre che dei  rimborsi  spesa  di
  questi soggetti.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Dipasquale.  Ne
  facoltà. E poi l'onorevole Cracolici. Lei ha parlato un minuto  fa,
  prima facciamo parlare gli altri, poi vediamo.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  assessore  Armao  la  questione non parliamo  di  nomine,  sì  sono
  nomine,  lei l'ha detto candidamente, ci sono nomine che riguardano
  avvocati,  che  riguardano dirigenti che ormai  sono  in  pensione.
  Giusto.  Allora siccome - noi lo sappiamo - non è che voi  siete  i
  tipi che vi andate a nominare, anche se sono in pensione, gli amici
  degli  amici,  questo siamo sicuri che di queste cose  voi  non  ne
  fate, non appartiene al vostro stile, però noi riteniamo che non  è
  qua  il  problema se sono in pensione o non sono in  pensione,  noi
  riteniamo che in questi due mesi che ci rimangono, perché di questo
  si   tratta,  di  campagna  elettorale,  le  nomine  devono  essere
  bloccate.  Nuove possibilità di nominare gente che è in pensione  o
  non  è  in  pensione, no questo regalo, perché non  esiste,  questa
  possibilità io penso che il Parlamento a voi non ve la vuole  dare.
  Ma  non  solo,  su questo staremo attenti e dobbiamo cari  colleghi
  stare  attenti che tutte quelle norme di Finanziaria che  prevedono
  aperture concorsuali, aperture di inserimento di nuove nomine,  noi
  le  dobbiamo  bloccare, questo Parlamento, in maniera  trasversale,
  con grande responsabilità, ultimamente, è riuscito a fare anche  un
  intervento   moralmente   importante,  Presidente   dell'Assemblea,
  evitando che si faccia confusione.
   Ora,  siccome noi lo sappiamo che voi siete attenti, che voi state
  attenti a non utilizzare le nomine per fare politica o per occupare
  spazi dandoli ad amici degli amici, su questo non ci sono dubbi che
  non  vi appartiene, siete di grande visione e di cuore largo,  però
  lo sa com'è assessore, io mi fido di lei però può capitare, magari,
  che lei va via, che lei va a casa, viene sostituito o che c'è o che
  è  distratto,  arriva  uno che è magari poco  attento  e  inizia  a
  nominare  o  in  pensione o senza pensione con lo  stipendio  amici
  degli  amici  che  poi  magari li aiutano in  campagna  elettorale.
  Perché lo sa cosa può succedere? Che magari può esserci uno  che  è
  in  pensione, che non ha nulla da fare perché è in pensione, e  uno
  gli  dà un bel regalino e gli dà un bel ruolo e poi se lo trova  in
  campagna elettorale. Io lo capisco che queste sono discussioni  che
  non  vi  appartengono però siccome noi siamo un  po'  prevenuti,  a
  questa  cosa dobbiamo stare attenti. Io penso che questo Parlamento
  sia in grado - perché già l'ha dimostrato - di alzare muri e argini
  ad eventuali tipi di  poltronificio  a fine elettorale.

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, su che cosa? Perché l'abbiamo già
  discusso. Stiamo vedendo se sopprimere o meno. Un attimo, Cracolici
  ci  deve  dire  se è d'accordo con le eventuali modifiche  proposte
  dall'Assessore. Onorevole Schillaci un minuto fate parlare  intanto
  Cracolici.

   CRACOLICI.   Presidente,  mi  dispiace  non  sono  d'accordo   con
  l'Assessore non perché non capisca il senso con cui l'ha  detto  ma
  se  c'è  una cosa che io, come dire, per ragioni culturali, non  mi
  piace  è  privilegiare i pensionati rispetto ai lavoratori  attivi.
  Quindi se dovessimo fare una norma preferirei nominare, come  dire,
  commercialisti  in  essere,  avvocati in  essere,  aziendalisti  in
  essere  rispetto  a  nomine di personale che è andato  in  pensione
  nelle  proprie amministrazioni. Quindi questo è un concetto diciamo
  del  privilegio  ai pensionati che personalmente, come  dire,  sono
  eventualmente  per averli in un unico contesto ma non privilegiarli
  rispetto a quelli che sono professionalmente attivi.
   Detto  questo  io  insisto Assessore. Talaltro devo  dire  che  il
  collega,  il capogruppo Di Paola, mi capita ogni tanto di scordarmi
  i  nomi,  ha  detto  una  cosa che mi era  persino  sfuggita  e  la
  considero  assolutamente ragionevole. Noi abbiamo una norma  blocca
  nomine  a  tutti i livelli. Cioè fare una norma che  oggi  dovrebbe
  istituire  un albo, dovrebbe istituire un albo a fronte  di  nomine
  che  poi  fa il Ragioniere Generale, anche qui è come se l'autorità
  politica  si  spoglia  di una responsabilità perché  teme   Non  ho
  capito. No, i politici no, la Giunta di Governo sì.
   Quindi  avverto,  come  dire, un imbarazzo persino.  Io  sono  per
  ribadire  che  questo articolo in questa finanziaria, vedremo  alla
  prossima  legislatura, non ci sia. Ripeto, perché è  l'attività  di
  vigilanza  è  in  capo  a  chi è pagato per  farlo  e  se  ci  sono
  responsabilità  dobbiamo  perseguirle  cioè  i  revisori  che  sono
  iscritti  in  albo  nazionale di Ministero  dell'Economia  e  delle
  Finanze  e  ai  Dipartimenti che hanno i  dirigenti,  che  hanno  i
  funzionari  che  devono  fare  anche questa  attività.  Creare  una
  superfetazione, sapete cosa significa? Che alla fine  nessuno  sarà
  responsabile. Alla fine più ampli i soggetti che devono  esercitare
  la  vigilanza, più nessuno esercita la vigilanza, ecco perché  sono
  per abrogare l'articolo 3.

   PRESIDENTE. Quindi mantenete l'emendamento. Onorevole Sunseri?

   SUNSERI.  Grazie,  Presidente.  Guardi,  forse  dimentichiamo  che
  questa  Regione  ha  160  tra enti e società,  e  noi  oggi  stiamo
  stanziando  risorse  assolutamente  irrisorie,  vorremmo  stanziare
  risorse  assolutamente  irrisorie per nominare  delle  persone  che
  dovrebbero  in  qualche modo coadiuvare o a volte anche  sostituire
  quello che i revisori già fanno.
   Le porto un esempio, Presidente, che ho scoperto appena un mesetto
  fa.  Il  Collegio dei Revisori dell'ESA ha dato un parere contrario
  all'attuazione  di  un  provvedimento  proposto  dal  Consiglio  di
  Amministrazione. Sa cosa se n'è fatto il CDA e l'ESA di quel parere
  del  Collegio  dei Revisori? Ma siccome non si deve essere  volgari
  all'interno di quest'Aula lo dico in maniera diversa non l'ha preso
  in  considerazione e si sta attuando qualcosa che il  Collegio  dei
  Revisori  riteneva non idoneo e non utilizzabile. Quindi  noi  oggi
  cosa stiamo facendo? Stiamo mettendo una risorsa irrisoria parliamo
  di  50, 100 mila Euro per coprire circa 160 tra società ed enti che
  hanno  già  il  proprio  Collegio di  Revisori,  che  hanno  già  i
  Dipartimenti predisposti a controllare l'attuazione delle norme  ed
  istituiamo delle persone che dovrebbero controllare non si sa  bene
  chi. Né il Collegio dei Revisori, né tanto meno i Dipartimenti  che
  dovrebbero  fare la vigilanza, dovrebbero semplicemente aggiungersi
  a  questi. Ma se già il parere del Collegio dei Revisori non  viene
  rispettato  e  gli  enti e le società fanno  di  fatto  quello  che
  vogliono senza che la Regione si intromette fregandosene dei pareri
  contrari dei Revisori dei Conti questa norma di preciso a che serve
  se non a nominare qualche persona in più?


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono in congedo gli  onorevoli  Fava  e
  Catalfamo.  E'  qua l'onorevole Catalfamo? Mi è  stato  mandato  il
  congedo

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. l'onorevole Arancio.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Schillaci,  proprio  un  secondo   perché
  dobbiamo votare per favore.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente. Siccome insisto sul fatto  che  un
  potenziamento  di  controlli assolutamente all'interno  degli  enti
  vigilati appunto, lo dice la stessa parola, vigilati dalla Regione,
  ma di fatto questa regione non ha mai vigilato in maniera adeguata.
   Io  avevo  presentato  l'emendamento 3.5 che supera  le  obiezioni
  sollevate  dai  colleghi, che ritengo assolutamente opportune,  sul
  fatto  che  non  bisogna  nominare da parte del  Governo  regionale
  nominare   questi  soggetti  che  dovrebbero  condurre   l'attività
  ispettiva,  io  avevo  presentato il 3.5  proprio  che  prevede  il
  sorteggio  dall'Albo  costituito  presso  l'Assessorato  di  questi
  soggetti  che  dovrebbero, appunto, condurre l'attività  ispettiva.
  Dopodichè, sono

   PRESIDENTE. Deve essere soppressivo, se viene votato è inutile che
  ne parliamo.

   SCHILLACI   sono  assolutamente d'accordo col  collega  Cracolici,
  questa distinzione tra giovani, avvocati, commercialisti, anzi  noi
  siamo  la terra che dobbiamo assolutamente tenere i nostri  giovani
  qui e non farli andare via dalla Regione siciliana; quindi, che  si
  dia la possibilità soltanto ai pensionati

   PRESIDENTE.  E  allora  onorevole  Schillaci,  la  blocco   perché
  veramente si sta facendo tardi.

   SCHILLACI.   non sono assolutamente d'accordo.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa. O il PD, l'onorevole Lupo e  Cracolici,
  ritirano  l'emendamento soppressivo per poi votare  questo,  se  lo
  mantengono è inutile che ne parliamo. E' mantenuto?

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)

     PRESIDENTE.  E'  appoggiata? Va bene, è appoggiata.  Scusate  un
  attimo che stanno distribuendo dei tesserini.


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.2

    PRESIDENTE    Indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vuole sopprimere l'articolo
  vota  verde, chi lo vuole mantenere vota rosso, chi si astiene preme
  il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Scusate,  mi  date  retta  un  attimo?  Chiedo  scusa,   si   vota
  all'antica, dovete tenere il dito pressato. L'onorevole Turano

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti            56
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          25
   Contrari            21
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

    E'  approvato.  L'onorevole Turano poteva  votare  però   Non  ha
  votato  Non si toglie più  Tenere il dito pressato  L'ho detto qua,
  chiarissimo

                     (Intervento fuori microfono)

     PRESIDENTE.  Come?  Scusate, io ho fatto   proprio  per  questo.
  Scusate, onorevole Turano, chiedo scusa, due volte mentre si votava
  piuttosto che gridare tutti ho detto due volte  ricordatevi che  si
  vota  all'antica,  tenere  il dito pressato .  All'antica  è  così
  All'antica significa quello di prima  Vabbè, non c'è problema tanto
  è  colpa  di  Micciché,  non  vi  preoccupate   Onorevoli,  non  vi
  preoccupate,  anche  stavolta è colpa di Micciché   Andiamo  avanti
  perché sennò non finiamo mai.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Chi  ha  vinto?  Non  ha  vinto  nessuno    Onorevole
  Cracolici per favore può prendere posto e andiamo avanti?
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                     Norme in materia di personale

     1.  Al fine di recepire la normativa statale di cui all'articolo
  1,  comma  604, della legge 30 dicembre 2021, n. 234   Bilancio  di
  previsione  dello  Stato  per l'anno finanziario  2022  e  bilancio
  pluriennale per il triennio 2022-2024  in materia di incremento dei
  trattamenti  economici  accessori  del  personale  delle  pubbliche
  amministrazioni,  le risorse destinate ai fondi per  i  trattamenti
  accessori  del personale dell'Amministrazione regionale,  anche  di
  livello dirigenziale, sono incrementati, complessivamente, di  euro
  1.600.000,00  a decorrere dall'anno 2022, nel rispetto  del  limite
  massimo  pari  allo 0,22 per cento del monte salari  2018  previsto
  dalla  citata  disposizione statale e dei  contenuti  previsti  dal
  punto 2, lettera e) dell' Accordo Stato e Regione Siciliana per  il
  ripiano  decennale del disavanzo  sottoscritto in data  14  gennaio
  2021  (Missione 1  Programma 10 capitolo 212017). Alla  conseguente
  copertura   dell'onere,  pari  ad  euro  1.600.000,00  a  decorrere
  dall'anno 2022, si provvede a valere sui risparmi di spesa  di  cui
  ai successivi commi.

     2.  A decorrere dall'anno 2022, in attuazione di quanto previsto
  dall'articolo 49, commi 3 e 4, della legge regionale 7 maggio 2015,
  n.  9  e  successive  modifiche e integrazioni e dall'articolo  13,
  comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e della Delibera
  di  Giunta  n.  108  del  10 marzo 2022, nonché  al  fine  di  dare
  attuazione  al  punto  2, lettere d) ed e)  dell' Accordo  Stato  e
  Regione   Siciliana  per  il  ripiano  decennale   del   disavanzo
  sottoscritto  in  data 14 gennaio 2021, in materia di  contenimento
  del trattamento economico accessorio, il fondo per il finanziamento
  della retribuzione di posizione, parte variabile e di risultato del
  personale  dell'area della dirigenza dell'amministrazione regionale
  è  ridotto  di  un  importo pari ad euro 3.841.000,00  (Missione  1
  Programma  10  capitolo  212019) rispetto all'ammontare  del  fondo
  medesimo  del  2021,  come  formalmente quantificato  e  costituito
  dall'amministrazione  regionale.  Le  economie  di   pari   importo
  registrate  nel  fondo di cui al primo periodo e relative  all'anno
  2021,  costituiscono  in  via definitiva e strutturale  risparmi  a
  beneficio del bilancio regionale.

     3.    A  decorrere  dall'anno  2022,  in  attuazione  di  quanto
  previsto  dall'articolo 49, commi 3 e 4, della  legge  regionale  7
  maggio  2015,  n.  9 e successive modificazioni,  dall'articolo  10
  comma  1  della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9  e  successive
  modificazioni, come attuati con decreto presidenziale n.  608/2022,
  nonché  al  fine di dare attuazione al punto 2, lettere  d)  ed  e)
  dell' Accordo  Stato e Regione Siciliana per il  ripiano  decennale
  del disavanzo  sottoscritto in data 14 gennaio 2021, in materia  di
  contenimento del trattamento economico accessorio, il fondo risorse
  decentrate    del   personale   del   comparto   non   dirigenziale
  dell'amministrazione regionale è ridotto di un importo pari ad euro
  544.134,00  (Missione  1   Programma 10 capitolo  212015)  rispetto
  all'ammontare  del  fondo  medesimo  del  2021,  come   formalmente
  quantificato e costituito dall'amministrazione regionale.

     4.  A decorrere dall'anno 2022, sono fatti salvi gli effetti  di
  cui  all'articolo 1, commi 604 e 612 della legge 31 dicembre  2021,
  n. 234».

     5.   Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.

     6.   Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Colleghi, opposizione, non è che perché avete vinto un
  emendamento   state  facendo  questo   casino'   Ora   riprendiamo;
  riprendiamo la serenità e riprendiamo a votare.
   Onorevole Lupo, l'emendamento 4.1 non è ammissibile, così come gli
  emendamenti 4.2 e 4.3 non sono ammissibili.
   Si  passa  all'emendamento 4.8  Il comma 1 è soppresso . Onorevole
  Lupo, lo mantiene? Lo ritira?

                     (Intervento fuori microfono)
   PRESIDENTE.   Scusi,  gli  emendamenti  4.1,  4.2   e   4.3   sono
  inammissibili. L'emendamento 4.8 lo mantiene o no?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Come? Perché sopprimono l'entrata e quindi  rimarrebbe
  senza copertura. Ritirato.
   L'emendamento 4.7 è inammissibile per lo stesso motivo  di  prima.
  L'emendamento   4.4   è   inammissibile.   L'emendamento   4.6    è
  inammissibile.
   Onorevole Cracolici, l'emendamento 4.5 è ammissibile; lo ritira?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Sì è tecnico, quindi è ritirato.
   C'è   un   emendamento  4.9.R,  fuori  sacco,  del   Governo.   Lo
  distribuite,  per  favore?  E allora, c'è questo emendamento  4.9.R
  del  Governo, se il Governo lo vuole illustrare, assessore  Zambuto
  se lo vuole illustrare un attimo. Prego.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Presidente,   questo  emendamento  che  presentiamo  appunto   come
  emendamento  e non lo abbiamo presentato nel testo del Governo,  lo
  abbiamo presentato oggi come emendamento perché abbiamo trovato  la
  copertura   finanziaria  che  consente  di  potere  effettuare   la
  riclassificazione del personale regionale dentro il nuovo contratto
  collettivo  del  comparto. Tutto è stato realizzato attraverso  una
  interlocuzione costruttiva che abbiamo avuto anche con il  MEF  nel
  rispetto  dell'accordo  Stato-Regione e, quindi,  nel  rispetto  di
  tutti  i  vincoli  previsti  sulla materia  relativa  al  personale
  regionale.

   PRESIDENTE.  Allora,  questi tre milioni fanno  già  parte  di  un
  contratto  già  esistente.  Non  erano  stati  pagati,  sono  state
  trovate

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Presidente, solo per dire perché poi sembra che  magari
  l'Aula  ce  l'ha  con  un Assessore anziché con  un  altro,  perché
  altrimenti è come se ce l'avessimo solo con l'assessore  Armao,  ma
  non è così.
   Anche  questo  è  un emendamento aggiuntivo, Presidente.  Poco  fa
  l'assessore  Zambuto ha detto:  Abbiamo trovato  i  soldi,  abbiamo
  trovato le coperture .
   Ora  dico:  se è un emendamento aggiuntivo e i soldi,  come  dire,
  sono riusciti a trovarli nel corso di questi giorni...

   PRESIDENTE. È nascente da un contratto già esistente.

   DI  PAOLA. Sì, però è un emendamento del Governo e questa cosa non
  è  stata  inserita, la finanziaria non è che la fa l'Assemblea,  la
  legge  di  stabilità arriva dal Governo. Cioè il Governo regionale,
  io  immagino  che  durante  le Giunte regionali  man  mano  i  vari
  Assessori inseriscono gli articoli, discutono e si inseriscono  gli
  articoli all'interno della legge di stabilità.
   Se  poi  i  fondi,  Presidente,  sono  stati  trovati  nei  giorni
  successivi  facciamo anche questo come emendamento aggiuntivo. Cioè
  trattiamolo   domani,  dopodomani.  Li  trattiamo  tutti   insieme,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Se  vedete il comma 4 dell'articolo  4  si  dice:   A
  decorrere  dall'anno  2022, sono fatti salvi  gli  effetti  di  cui
  all'articolo  1, commi 604 e 612 della legge 31 dicembre  2021,  n.
  234 .   E'  assolutamente  questo. Cioè, quindi  non  è  aggiuntivo
  perché già inserito. Si stanno materialmente inserendo i soldi,  ma
  è già  fatti salvi gli effetti di cui all'articolo 1  .

   DI  PAOLA.  Sì, Presidente, la domanda che faccio è: i  soldi  che
  stanno inserendo quando sono stati trovati?

   PRESIDENTE. Ci sono già nel comma 1 e 2. Attenzione  Ci sono  già.
  Non  stiamo aggiungendo somme da altre parti. Questi ci  sono  già.
  Hanno individuato da quale capitolo prenderli.

   DI  PAOLA.  E  allora perché, Presidente, non lo hanno individuato
  mentre  erano  in  Giunta? Perché questa cosa non l'hanno  inserita
  direttamente all'interno
   Cioè fanno le Giunte regionali

   PRESIDENTE.  Ho  fatto  la stessa domanda  all'Assessore  poca  fa
  perché  è così come dice lei. Dovrebbero essere inserite già prima.
  Però, non sono aggiuntivi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

   PRESIDENTE. L'ho già scritto il suo nome, onorevole Foti. Prima ha
  chiesto la parola l'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Presidente, si dovrebbe fare assistere dal  Segretario
  d'Aula.

   PRESIDENTE. I Segretari d'Aula, sia quelli del PD, che  quelli  di
  Forza  Italia,  che  quelli  del  Movimento  Cinque  Stelle,   sono
  diventati una merce rara

   BARBAGALLO.  Presidente,  volevamo chiedere  al  Governo  e  nella
  fattispecie   all'assessore   Zambuto   se   la   riclassificazione
  riguardava  in  particolare le categorie A e B del personale  della
  Regione,  che  sono quelle escluse dal pasticcio che  ha  fatto  il
  Governo  nel ritiro e nella modifica delle procedure di accesso  al
  concorso   pubblico  di  qualche  mese  fa;  quindi,  se   riguarda
  espressamente  le  categorie A e B e come  intende  procedere  alla
  riclassificazione:  se  farlo  per  tutti  oppure  per  determinate
  categorie.
   I  chiarimenti dell'Assessore sono determinanti anche  per  capire
  poi  quale  sarà  la  posizione  del  partito.  Quindi,  aspettiamo
  delucidazioni.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Tutto il PD deve  intervenire  o  ne
  bastano due-tre?

   CRACOLICI.  Signor Presidente, se mi dichiaro indipendente  le  va
  bene?
   Allora, nel merito dell'emendamento sono d'accordo, faccio  subito
  questa   premessa   perché  stiamo  parlando  di  retribuzione   di
  riorganizzazione del personale di comparto e dirigenziale.
   Questo  è frutto, come diceva sempre l'onorevole Di Paola, secondo
  me  di  un  errore fatto nell'atto di approvazione della  legge  di
  stabilità in Giunta perché, avendo recepito il comma 604, non avete
  dato  attuazione  al  comma  612,  che  state  facendo  con  questo
  emendamento.
   Detto  questo, io pongo un tema dalla copertura, e vorrei che  gli
  Uffici mi aiutino. Siccome la copertura la si dà con i risparmi  di
  cui  agli  effetti  dell'articolo 2 e 3, che per  il  2022  sono  3
  milioni 841 e 544 mila euro, ma questi due commi dichiarano che per
  il 2023 a seguire, quel risparmio diventa strutturale e, come dire,
  per  sempre. Quindi, noi non possiamo dare copertura nel  2023  con
  gli  effetti dell'articolo 2, del comma 2 e 3. Cioè, quei  risparmi
  sono   già  contenuti  nell'attività  di  bilancio  ordinario.   La
  copertura  per il 2023 - mi aiuti, dottore Pecoraro - la  copertura
  per il 2023 non può essere, come per il 2022, dai risparmi, ma deve
  trovata  ad  hoc,  perché così è sbagliata la copertura.  Spero  di
  essere stato chiaro.

   PRESIDENTE. Questo è per il 2022.

   CRACOLICI.  No, ma c'è 2023, per gli anni successivi la  copertura
  era i risparmi, che sono invece considerati strutturali.

   PRESIDENTE. Allora, scusate, perché anche qui, siccome  è  firmato
  dal  Ragioniere generale Tozzo, per cui non capisco bene. Prima  di
  dare la parola agli altri che l'hanno chiesto, possiamo capire qual
  è  il problema? Perché se il problema c'è, è inutile che stiamo qua
  a  dare  la  parola  a  tutti. Però, siccome io  vedo  firmato   il
  Ragioniere  generale ,  immagino che  il  Ragioniere  generale  non
  sbagli queste cose.
   Accantoniamo  un attimo anche questo perché si devono  fare  delle
  verifiche. C'è da votare solo questo 4.9.R.
   Si  passa all'articolo 5. Io, pensate, che nel mio piano di lavoro
  avevo  pensato  che 1, 2, 3, 4, e 5 li votavamo  prima  dell'una  e
  mezzo, e invece sono già le cinque e mezza.
   Do lettura dell'articolo 5:

                               «Art. 5.
    Autorizzazione al Fondo Pensioni Sicilia utilizzo risultato di
  amministrazione per esecuzione sentenze in favore del personale ex
                                E.A.S.

     1.  Al  fine di provvedere al riconoscimento dei debiti gravanti
  sul  Fondo  Pensioni  Sicilia  discendenti  da  sentenze  esecutive
  concernenti  il pagamento del trattamento pensionistico sostitutivo
  ed  integrativo  al  personale ex dipendente  dell'Ente  Acquedotti
  Siciliano  quantificati  in     18.310.642,15,  il  Fondo  Pensioni
  Sicilia   è  autorizzato  per  l'esercizio  finanziario   2022   ad
  utilizzare  per  l'importo  di     18.138.856,52  gli   avanzi   di
  amministrazione   determinati  anche  dai  maggiori   trasferimenti
  effettuati  dall'Amministrazione regionale a valere  sui   capitoli
  della  rubrica 2 del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica
  per il personale di cui al secondo e terzo comma dell'art. 10 della
  L.R.  21/1986  -contratto  1- e da altri trasferimenti,  interessi,
  recuperi  nonché  il  trasferimento  regionale  di  cui  al   comma
  successivo.

     2.  Per  le  finalità del comma 1 è autorizzata per  l'esercizio
  finanziario  2022 la spesa di   171.785,63. (Missione 1,  Programma
  10)».

   Colleghi, per favore, dobbiamo cercare di fare velocemente, perché
  sennò  dobbiamo  passare  la notte. Per  il  bene  di  tutti,  sono
  decisioni  prese  per  il bene di tutti. Dopodiché  se  non  ce  la
  facciamo entro il 13, che la colpa sia dell'uno o dell'altro non mi
  interessa,  non paghiamo manco questo mese i lavoratori.  Per  cui,
  dobbiamo  in  qualche maniera, per far sì che tutto  possa  essere,
  possa tornare regolare, dobbiamo approvarlo entro l'11, massimo  12
  mattina. Quindi, se non lo facciamo...
   Siamo all'articolo 5. Onorevole Lupo, i soppressivi?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Era già inserita nel fascicolo. La riscrittura ha  già
  un emendamento inserito nel fascicolo.
   Aspettate,  scusate,  c'è una sorpresa: c'è un'altra  riscrittura,
  quella che abbiamo distribuito, quindi questa qua non serve più.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Cinque minuti avete chiesto? Intanto, se il Governo la
  può illustrare, così qualcuno si prende il tempo per valutarla.  La
  riscrittura ovviamente.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. La
  riscrittura tiene conto, Presidente, di alcuni contenziosi che sono
  risultati  soccombenti  in capo al Fondo  pensioni,  concernenti  i
  dipendenti  ex  EAS  e, quindi, è necessario  provvedere  a  questo
  rimpinguamento  cui  il Fondo pensioni stesso  che  ha  firmato  la
  relazione ha dato una copertura. Quindi, sostanzialmente, si tratta
  di   far   fronte  a  delle  esigenze  finanziarie  che  altrimenti
  graverebbero  sul  Fondo senza copertura esterna.  Noi  così  diamo
  copertura al Fondo mantenendolo in equilibrio, perché l'esigenza  è
  di  mantenere il Fondo in equilibrio fino all'importo massimo di
  18.310.642,15 a valere sugli avanzi di amministrazione, determinati
  anche    da   maggiore   trasferimenti   effettuati   in    passato
  dall'Amministrazione regionale.
   E'  una  richiesta  che  viene dal Fondo  pensioni;  anche  questo
  emendamento è firmato dal Direttore del Fondo pensioni,  ma  se  il
  collega  Zambuto vuole aggiungere qualcosa gli cedo  volentieri  la
  parola.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola, per quanto riguarda il  comma
  2  - anche con il nuovo emendamento - introduce una norma nuova che
  secondo noi presenta due criticità: non ha natura interpretativa in
  quanto  è  efficacia  ex nunc; nella norma  base  non  ricorrono  i
  presupposti per una interpretazione autentica; prevede il pagamento
  delle  pensioni sostitutive integrative per tutti i  dipendenti  ex
  EAS  mediante l'utilizzo degli avanzi di amministrazione del  Fondo
  pensioni.
   E' necessario accantonarlo perché c'è qualcosa che non

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa?

   FOTI. Sull'articolo 5.

   PRESIDENTE. L'abbiamo accantonato.

   FOTI  Poi se lei supera ogni volta guardando da altre parti e  non
  dalla mia parte me lo dica che mi metto lì sotto

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  siccome  l'articolo  5  lo  abbiamo
  accantonato,  visto che lei ha chiesto di parlare sull'articolo  5,
  qualsiasi cosa deve dire ne parliamo quando lo affrontiamo. Ora  lo
  abbiamo accantonato.

   FOTI.  Presidente, nel momento in cui ha annunciato la trattazione
  dell'articolo 5 io ho alzato il braccio e lei mi ha detto:  lo  può
  abbassare perché l'ho vista . Se mi concede la parola la ringrazio.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Foti.

   FOTI.  Desideravo parlare sull'articolo 5 anche perché c'è un  mio
  emendamento di difficile comprensione perché una parte del  secondo
  comma  è  stato  inserito nel fascicolo e la prima  parte  è  stata
  espunta. Parliamo dei pensionati ex ASI.
   Mi piacerebbe che qui ci fosse l'Assessore Turano che gongolandosi
  per l'approvazione della riforma sull'Irsap e la liquidazione delle
  ASI   in  Conferenza  stampa  annunciò  la  trattazione  di  questi
  pensionati che non prendono la pensione integrativa da quando nella
  scorsa  Legislatura per motivi non ben precisati furono esclusi  da
  questa piccola pensione integrativa.
   Nel  corso  di  questa  Legislatura  abbiamo  fatto  numerosissime
  audizioni  in  Commissione   Bilancio  e  III  Commissione,  nonché
  presentato  ordini  del  giorno  trasversalmente  sottoscritti  dai
  colleghi deputati in quanto le undici ex ASI purtroppo vantano  dei
  poveri  disgraziati  che  sono questi  pensionati  e  quindi  è  un
  interesse generale di tutta la Regione.
   Con  mio  grande dispiacere, ho visto che la totalità  dell'avanzo
  del  Fondo  pensioni è stato impegnato per questi altri pensionati.
  Dichiaro  di  essere stata presa in giro dal Fondo pensioni,  dagli
  assessori  sia Zambuto che Turano, mi dispiace dirlo che  mi  hanno
  detto  sempre;  Sì, sì, sistemeremo la cosa , ma qui non  si  trova
  nulla.
   Non  so se l'emendamento sarà benevolmente considerato dal mistero
  della  fede,  discutibile o non discutibile  perché  qui  si  va  a
  mistero  della  fede, e annuncio che, qualora si  parlerà  solo  di
  pensionati EAS, mi andrò a prendere un caffè al bar. Grazie.

   PRESIDENTE. Abbiamo accantonato l'articolo 5.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «TITOLO II
                       DISPOSIZIONI FINANZIARIE

                                Art. 6.
      Piano per l'incentivazione della fruizione dei luoghi della
                                cultura

     1.  Al  fine di promuovere la fruizione dei luoghi della cultura
  delle  singole province da parte dei nuclei familiari con figli  in
  queste residenti il Dipartimento dei beni culturali e dell'identità
  siciliana  è  autorizzato  ad emettere una  carta  annuale  per  un
  importo di   40,00.

     2.  I  nuclei familiari con tre o più figli, anche non residenti
  nella  Regione Siciliana, usufruiscono di uno sconto del 50%  sulla
  tassa d'ingresso da applicarsi in tutti i luoghi della cultura.

     3.  Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
  il  Dipartimento  dei  beni  culturali  e  dell'identità  siciliana
  determina  con  proprio  decreto le modalità  di  attuazione  delle
  previsioni di cui al presente articolo».

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. Il primo emendamento è un emendamento soppressivo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Intanto, Presidente, se l'assessore Samonà  ci  ascolta
  e l'onorevole Palmeri.
   Ci  sono  aggiuntivi  su  questo articolo? E'  strano   Siccome  il
  Governo  ne ha presentato uno per ogni articolo, ci sembrava  strano
  che  non  ci fosse un emendamento aggiuntivo, perché già  non  siamo
  andati  nelle  Commissioni  di merito e in  Commissione   Bilancio ,
  affrontiamo  i  testi aggiuntivi direttamente in Aula  e  con  pochi
  minuti a disposizione
   Sull'articolo 6, Presidente, come già hanno denunciato  gli  Uffici
  dell'Assemblea la norma è senza copertura finanziaria perché non  si
  comprende  a  valere da quali risorse vengono previste le  coperture
  per l'abbattimento sulla tassa di ingresso ai musei. Più che finanza
  creativa, siamo in termini di pura fantasia.
   La  seconda  questione  - come già abbiamo evidenziato  durante  la
  discussione generale - è quella per cui è assolutamente inusuale che
  si  intervenga con legge per disciplinare questo tipo di interventi;
  basterebbe  una semplice riunione della Commissione  biglietti'  per
  sancire una diversa modalità.
   Il  terzo  aspetto  -  ma  lo dirà meglio  l'onorevole  Dipasquale,
  componente della Commissione - non capiamo perché l'estensione  vada
  fatta anche per coloro che non sono residenti in Sicilia.
   Ovviamente,   Presidente,  per  queste   ragioni   insistiamo   sul
  soppressivo  e continuiamo a stupirci, lo abbiamo già detto  durante
  la  discussione generale, Assessore Samonà, come mai non  arrivi  in
  Aula  la proroga oppure la nuova previsione e il nuovo bando per  la
  concessione  dei  servizi  dei  beni  culturali  che  è  un   affare
  milionario  di  questa Regione e continuiamo a occuparci  di  dieci,
  venti,  trenta  e quaranta euro quando alle spalle del  legislatore,
  per   atti  amministrativi,  continuano  le  proroghe  quando  ormai
  l'emergenza Covid è finita da diverse settimane in barba a tutte  le
  disposizioni di legge.
   Quindi,  insistiamo  sull'emendamento  soppressivo,  Presidente  Di
  Mauro.

   PRESIDENTE.   Facciamo  un  po'  di  ordine.   Hanno   chiesto   di
  intervenire  gli  onorevoli Di Paola, Dipasquale,  Palmeri,  Lupo  e
  Schillaci.
   L'elenco degli iscritti a parlare è chiuso.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA.  Grazie,  Presidente. Mi  meraviglio  sempre  di  più  -
  giusto, Assessore? - man mano si procede a discutere gli articoli di
  questa finanziaria, escono fuori cose veramente assurde.
   Allora,  il  problema è questo. Dico la Giunta che, ripeto,  quando
  inserisce  gli articoli perché questi sono articoli che  non  è  che
  sono  stati inseriti all'interno della Commissione  Bilancio' perché
  vede,  Presidente, nelle passate finanziarie ogni  tanto  quando  si
  provava a fare una critica agli articoli della finanziaria c'era  il
  Governo  che  rispondeva:  e si ma, sono passati dalla Commissione ,
  quindi,  come  dire,  la  finanziaria è  stata  scritta  assieme  ai
  deputati di tutta l'Assemblea.
   Ora com'è possibile che il Governo regionale - ripeto, presumo che
  il  Governo  regionale all'interno delle Giunte faccia anche,  come
  dire,  un  esame  delle coperture finanziarie -, cioè  come  fa  il
  Governo  regionale ad inserire all'interno della legge di stabilità
  articoli senza copertura finanziaria? Cioè il Governo regionale, me
  l'immagino riuniti, Presidente, che inseriscono articoli  senza  la
  copertura  finanziaria. E questo per quanto riguarda  la  copertura
  finanziaria  e, a mio modo di vedere, questo articolo già  potrebbe
  così essere stralciato visto che non ha copertura finanziaria.
   Poi,   entrando  nel  merito  dell'articolo,  ma  com'è  possibile
  risolvere, come dire, tutte le problematiche che ci sono a riguardo
  la  gestione dei luoghi della cultura siciliana con una norma  che,
  di fatto, è una norma spot, cioè non è una norma organica che, come
  dire,  nel complesso cerca di dare un indirizzo, cerca di dare  una
  visione. Noi qui stiamo facendo una norma, come dire, sembra  quasi
  un ulteriore emendamento aggiuntivo, però un emendamento presentato
  dal  Governo regionale senza alcuna copertura e senza una  visione,
  perché  qui  l'emendamento cosa prova? Prova  a  dare  un'ipotetica
  carta  con  un  importo ai nuclei familiari che possono  essere  in
  difficoltà.
   Ma  qual è la visione del Governo regionale per quanto riguarda la
  gestione della fruizione dei luoghi della cultura, Presidente?
   Quindi,  la  richiesta che faccio, Presidente,  onde  evitare  che
  andiamo al voto anche su questo articolo e considerando che non c'è
  la  copertura finanziaria, è che si ritiri questo articolo,  quindi
  lo  si  metta  da  parte ed eventualmente poi il Governo  regionale
  presenterà  un  emendamento  aggiuntivo con  l'eventuale  copertura
  perché,  ad oggi, questo articolo di fatto non ha alcuna copertura.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Di Paola. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Dipasquale. Ne ha facoltà. Siamo qui  tutti  orecchie,
  onorevole Dipasquale, per ascoltarla.

   DIPASQUALE.  Grazie,  Presidente. Assessori,  dove  avete  mandato
  l'Assessore Samonà?

   PRESIDENTE. Può parlare, non si preoccupi.

   DIPASQUALE.   Stiamo  parlando  dell'articolo   6   che   riguarda
  l'assessore  Samonà, per questo gradivo l'attenzione dell'assessore
  Samonà,  però  vedo che è impegnato con gli Uffici,  quindi  faccio
  l'intervento ugualmente, Presidente.
   Allora,  all'articolo  6 della finanziaria regionale,  prevediamo,
  avete  previsto, un Piano per l'incentivazione della fruizione  dei
  luoghi della cultura in Sicilia.
   Io  veramente  ritengo questo articolo non meritevole  di  entrare
  nella  finanziaria,  non  ha un valore così  importante  da  essere
  inserito nella finanziaria perché, al netto di una politica che  la
  condividiamo tutti che è più sociale, che è rivolta ad agevolare  i
  portatori di handicap, le famiglie numerose, per poter accedere  ai
  beni  nei  luoghi della cultura in Sicilia, che ha  un  determinato
  significato  e  penso  che non trova nessuno  contrario  di  questo
  Parlamento,  noi  riteniamo veramente improduttiva,  minimale,  una
  strategia  che  parla  di  fruizione dei luoghi  della  cultura  e,
  quindi,  l'incentivazione di questa fruizione che  passa  solamente
  attraverso  lo sconto, attraverso l'individuazione di questa  carta
  annua e lo sconto per le famiglie numerose.
   Ritengo, al netto proprio del disinteresse dell'Assessore  che  si
  sta  occupando di altro, davvero mortificante. Cioè se voi guardate
  i  piani  delle  altre Regioni, per esempio la  Regione  Lazio,  ma
  lasciamo perdere la Regione Lazio, qualcuno potrebbe dire  ma   voi
  perché c'è Zingaretti?' La Regione Lombardia, per esempio e i bandi
  che fanno ogni anno per la valorizzazione dei luoghi della cultura,
  con  programma e incentivazioni importanti alle associazioni,  alle
  scolaresche,  al  mondo  della  scuola,  ai  coinvolgimenti,   alle
  riqualificazioni.
   Vede, Assessore, che non ascolta e che si distrae
   L'ultima  Giunta  che è intervenuta - anche  dal  punto  di  vista
  finanziario,   i   luoghi   della   cultura   hanno   bisogno    di
  riqualificazione  - su questo è stata quella del  governo  Crocetta
  che, attraverso i fondi POIN, ex fondi POIN, fece un intervento  di
  oltre  30 milioni di euro per riqualificare i luoghi della cultura,
  su  diversi  posti. Io ne conosco alcuni, dai noi fu finanziato  il
  museo  di  Kamarina,  il  convento del  Gesù  a  Ibla  che,  ancora
  purtroppo,  è  fermo  e così altre strutture e altri  luoghi  nella
  Sicilia. Di tutto questo oggi non esiste nulla.
   L'offerta  culturale  di questo Governo, la  povertà  dell'offerta
  culturale di questo Governo si tocca proprio in questo articolo. Un
  articolo presentato da un Governo per riqualificare e rilanciare  i
  luoghi  della cultura in Sicilia che si limita allo sconto  per  le
  famiglie e all'istituzione di questa carta annua. Lo ritengo banale
  e  lo  ritengo  squalificante. Ma se voi guardate anche  in  questo
  momento  il  dibattito, no? Nel frattempo sto  intervenendo  e  sto
  facendo questo intervento che può avere aspetti positivi, negativi,
  condivisibili  o no. Ma notate l'assenza dell'Assessore,  l'assenza
  stessa  dell'Assessore, la distrazione dell'Assessore ci fa  capire
  quanto  sia proprio superficiale e quasi insignificante l'approccio
  che questo Assessorato ha rispetto al tema.
   Quindi,  bene  ha  detto  il  mio segretario,  noi  manteniamo  il
  soppressivo  e  poi  quando saremo al Governo, caro  segretario  di
  questa Regione gli faremo vedere qual è il progetto per il rilancio
  dei  luoghi della cultura che, sicuramente, non è lo sconticino per
  le famiglie numerose.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. E' iscritta  a  parlare
  l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, se ho l'attenzione anche degli  Uffici
  e   dell'Assessore   che,  evidentemente,  stanno   valutando   una
  riscrittura  di  questo articolo, volevo dire che condivido  alcune
  delle  osservazioni poste dai colleghi e, infatti, avevo presentato
  una  riscrittura. In un'eventuale riscrittura si può  tenere  conto
  anche   di  queste  osservazioni  che  volevo  portare  con  questa
  riscrittura.
   In  particolare, facevo riferimento anche al concetto delle  fasce
  disagiate perché, condividendo il principio di questo articolo e le
  emissioni di queste carte, che va bene, anche se effettivamente non
  ha  copertura,  quindi va bene alle carte, ma includendo  anche  un
  riferimento  alle  fasce  disagiate e  al  reddito  nell'emissione,
  quindi,  e  nella  creazione anche di un decreto che  possa  tenere
  conto anche di questa cosa.
   Inoltre,  al  comma  3  individuavo  anche  il  riferimento   alle
  agevolazioni  che  non possono, comunque, generare  minori  entrate
  rispetto  alla  media  annuale  del  precedente  triennio,  perché,
  chiaramente,  nei luoghi di cultura che si vogliono implementare  e
  incentivare  bisogna tenere conto anche di quei luoghi  di  cultura
  che,  effettivamente, necessitano di un aiuto e, soprattutto, nella
  stagione  turistica, nella stagione estiva ci sono  dei  luoghi  di
  cultura  che non hanno questa necessità e altri che, invece,  hanno
  questa necessità. Quindi, bisogna anche tenere conto dei luoghi che
  si vanno ad agevolare. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Palmeri.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente

   PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Lupo. Governo, ci sono  novità  di
  emendamento, di qualche cosa?

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Presidente, stiamo provvedendo ad una riscrittura dell'articolo.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Lupo.

   LUPO.  Signor Presidente, ma ritengo anch'io che, al di  là  delle
  buone  intenzioni, la norma sia scritta davvero  male.  Quindi,  mi
  auguro  che  il Governo nella riscrittura voglia tenere  conto  del
  dibattito.
   Ad  esempio il comma 1 non significa assolutamente nulla.  Intanto
  non  si  capisce  perché faccia riferimento alle singole  province,
  perché  forse  la  famiglia  è impossibilitata  a  fruire  di  beni
  culturali  di un'altra provincia e in quel caso non può  utilizzare
  lo  sconto, intuisco del valore di 40 euro  Dico, intuisco,  perché
  usare  l'espressione carta annuale non significa nulla in italiano.
  Di  quale  carta  parliamo? Parliamo di agevolazioni,  parliamo  di
  un'esenzione,  parliamo  di uno sconto?  Quindi  anche  dire  carta
  annuale, al di là della buona intenzione, non produce alcun effetto
  di  legge. Così come andrebbe anche indicato a cosa si riferisce il
  40  euro?  E' un 40 euro annuale? Quindi l'articolo del comma  1  è
  davvero, totalmente incomprensibile così come è scritto.
   Per quanto riguarda il comma 2, credo intanto che qualora ci fosse
  una  riduzione  parziale per le famiglie con  3  o  più  figli  non
  residenti  nella  Regione  siciliana,  debba  esserci  un'esenzione
  totale  per  le  famiglie con 3 o più figli  residenti  in  Sicilia
  perché  penso  che  dovremmo, sì incentivare il  turismo  ma  anche
  andare  incontro  alle  esigenze familiari  e  anche  di  fruizione
  culturale  delle  famiglie numerose e meno abbienti,  di  tutte  in
  generale  quelle famiglie numerose che vogliono dare  l'opportunità
  di  crescita  culturale ai figli visitando il nostro  straordinario
  patrimonio culturale e monumentale.
   Quindi,  un invito al Governo a riformulare l'articolo  6  tenendo
  conto  anche  del  fatto che, a mio avviso, richiede  comunque  una
  copertura  finanziaria  perché non vorrei  che,  alla  fine,  anche
  l'articolo 6 finisse per essere impugnato per mancanza di copertura
  finanziaria.  Quindi, un esame attento del testo,  una  riscrittura
  che  tenga conto del dibattito parlamentare portato avanti dal  PD,
  ma  condivido anche alcune proposte fatte dagli altri colleghi agli
  emendamenti   6.5,  6.10,  6.11  e  6.6  e  un'attenta  valutazione
  dell'impatto finanziario. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Lupo.  E'  iscritta   a   parlare
  l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.    Grazie   Presidente.   Anch'io,   pur   condividendo
  l'obiettivo dell'Assessore di incentivare l'accesso ai luoghi della
  cultura, desideravo porre l'attenzione innanzitutto sul comma  1  e
  cioè   non  condivido  l'accesso  alle  singole  province   perché,
  Assessore,  ci sono delle province che hanno pochi siti  culturali,
  pochi musei all'interno della provincia. Le stesse associazioni  di
  categoria e le famiglie mi hanno appunto evidenziato questa cosa e,
  quindi, estendere all'intero territorio siciliano l'eventuale  card
  annuale.
   Dopodiché ci tenevo ad evidenziare la possibilità di fare accedere
  i  minori  di  18 anni, in maniera gratuita, a tutti i  siti  della
  cultura,  nonché  i  portatori di handicap con  un  accompagnatore,
  proprio  per  evitare  che  queste persone  fragili  finiscano  con
  l'essere,  con  il  rimanere  in una condizione  di  isolamento  e,
  quindi,  prevedere la possibilità di entrare nei luoghi e nei  siti
  culturali del nostro territorio siciliano. Grazie.

       PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. E' iscritto a parlare
  l'onorevole  Ragusa. Ne ha facoltà. Se vuole può  parlare  dal  suo
  posto.

   RAGUSA. Signor Presidente, vorrei difendere la filosofia di questo
  articolo, di questa idea, di questo progetto e mi convince anche il
  fatto  che alcuni colleghi, senza aggrapparsi all'opposizione forte
  e  dura  vogliano  contribuire con le  idee  per  allargare  a  più
  soggetti  la  fruizione dei luoghi della cultura, cosa che  ritengo
  importante  perché è chiaro che da più parti viene fatto  l'appello
  alla  crescita  culturale anche attraverso i siti e la  visita  nei
  siti della cultura.
   Allora,  apri i giornali e leggi:  La Sicilia è un museo  a  cielo
  aperto ,  leggi la tendenza sociale e turistica e la Sicilia  è  il
  tempio della cultura aperta per tantissimi cittadini del mondo. Non
  più  tardi  dell'anno scorso ci è stata una ferma  opposizione  nei
  confronti di come organizzare e strutturare il turismo in Sicilia e
  anche  qui  un'opposizione  forte, però la  tendenza  italiana  per
  quanto  riguarda la visita dei luoghi della cultura va  sempre  più
  elevata,  tant'è  che  assisto  ad  un'intervista  importante   del
  Ministro  dei beni culturali italiani che fa aprire i luoghi  della
  cultura  anche la domenica. Questo perché? Per agevolare chi  vuole
  visitare,  per  agevolare le persone che vogliono  far  crescere  i
  propri figli insieme alla cultura dei luoghi dove vivono?
   Allora, condivido un percorso, l'Assessore ha detto che è pronto a
  riscrivere  l'articolo  6,  ma coglierei  l'opportunità,  cogliendo
  l'occasione  -  cosa  che hanno fatto notare  alcuni  colleghi  nei
  propri  interventi  -  di  migliorare e  di  dare  più  opportunità
  possibile per visitare i luoghi della cultura.
   Caro  Presidente,  qui  siamo davanti ad  una  scelta,  non  molto
  importante ma importante, siamo per la conoscenza dei luoghi  della
  cultura  siciliana o no? Io sono per la conoscenza e per mettere  a
  servizio   delle  famiglie  che  vogliono  usufruirne   un   bonus,
  un'opportunità per far crescere i luoghi della cultura insieme alla
  comunità siciliana. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Ragusa.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Grazie, Presidente. Ma io immagino lo sforzo, Presidente,
  mentale al quale si sono dedicati nell'Assessorato per esordire  in
  finanziaria con questa norma, a tratti rivoluzionaria, onestamente,
  avrei  difficoltà ad immaginare qualcosa di più bello per la nostra
  Regione.
   Ora  però,  casualmente, sono andato a guardare  quanto  costa  un
  biglietto  per  entrare  a  Palazzo dei Normanni,  quello  che  noi
  fortunatamente  facciamo tutti i giorni e  abbiamo  la  fortuna  di
  godere  di  questa bellezza tutta regionale e costa  19,00  euro  a
  biglietto,  cioè  praticamente una famiglia di cinque  persone  per
  entrare  ha bisogno di 95,00 euro, noi gli stiamo dando 40,00  euro
  l'anno,  se  vengono da un Comune della provincia  devono  spendere
  40,00, 50,00 euro di treno per venire e tornare a casa, quindi, per
  venire  a vedere Palazzo dei Normanni devono spendere circa  150,00
  euro e noi, la Regione siciliana, dopo una serie di burocrazia,  di
  atti  burocratici  per  ottenere questa  carta  da  40,00  euro  da
  spendere  solo  all'interno della propria provincia  gli  dà  40,00
  euro.
   Questo,  diciamo,  credo  che  basti  assolutamente  per  valutare
  negativamente la proposta rivoluzionaria del governo Musumeci e per
  far   comprendere   che  sono  delle  norme  talmente   stupide   e
  assolutamente inutili per il rilancio della cultura  e  dei  luoghi
  della  cultura  della  nostra Regione, per far  capire  che  questo
  Parlamento  e sicuramente il nostro Gruppo non possono  che  votare
  negativamente nei confronti di questa norma. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
  facoltà.  Se poi non ci sono altri interventi daremo la  parola  al
  Governo che, a quanto pare, ha un emendamento di riscrittura.

   CAMPO.  Grazie Presidente, Governo, colleghi deputati.  Entro  nel
  merito  della norma che trovo incongruente innanzitutto perché  per
  com'è  scritta non può funzionare. Innanzitutto, attivare una carta
  ha  un costo e, inoltre, oltre al costo di attivazione c'è un costo
  di gestione mensile della carta. Queste somme non vengono indicate,
  quindi,  non capisco come uno strumento del genere, senza  risorse,
  possa essere attivato e funzionare.
   Ma, oltre a questo, vorrei citare tutta una serie d'interventi che
  si potevano fare per agevolare la fruizione turistica nell'Isola  e
  che  in  un'intera  legislatura  non  sono  stati  portati  avanti,
  interventi anche a costo zero.
   Mi  riferisco,  per  esempio,  alla norma  che  abbiamo  approvato
  qualche anno fa sui percorsi letterari in Sicilia; in tre anni  non
  è  mai  stato  emesso  un  regolamento che  permettesse  ai  Liberi
  consorzi  e  alle  Città  metropolitane  di  poter  avviare  questi
  percorsi  letterari  e ancora ci sono comuni  che  già  hanno  dato
  indicazione  ai  Liberi  consorzi  per  attivarli  e  aspettano  il
  regolamento da parte di questa Regione.
   E,  ancora, abbiamo parlato di parchi minerari, più e più volte  è
  stato  inserito  in  finanziaria l'emendamento  per  valorizzare  i
  parchi minerari; qua abbiamo miniere di sale, di zolfo, di carbone,
  di  pece,  abbiamo  miniere meravigliose e in Germania  funzionano,
  dove sono stai riattivati i binari con i trenini, per visitarli,  e
  qua  non  si  può  entrare e sono chiusi, addirittura  qualcuno  ci
  vorrebbe   anche  mettere  gli  scarti  di  amianto  o  i   rifiuti
  radioattivi  all'interno delle nostre miniere, anziché valorizzarle
  dal punto di vista di fruizione turistica e ancora abbiamo tutte le
  archeologie  industriali, la fornace Penna, per  esempio,  dovevamo
  acquistarla,  avevamo  messi  i soldi in  finanziaria,  sono  stati
  votati,  ma  ancora non se ne sa nulla e intanto sono crollate  tre
  arcate  quest'inverno  con le avverse condizioni  metereologiche  e
  ancora  ho  fatto un sopralluogo di recente nei parchi archeologici
  siciliani  e  i  cartelli  turistici sono divelti,  le  staccionate
  mancanti, non c'è l'accessibilità per i disabili.
   Assessore, per esempio, sono stata a Solunto, c'era addirittura la
  vegetazione  foltissima  senza  la possibilità  anche  delle  linee
  taglia fuoco che potesse prevenire i gravi disastri degli incendi e
  solo  nel  2021 abbiamo avuto 8 mila incendi in Sicilia.  Oltre  ad
  andare  in fiamme il patrimonio boschivo, rischiamo di fare  andare
  in fiamme il patrimonio culturale.
   Ecco  queste  sono  solo alcune delle cose ma  ancora  ne  poterei
  citare   tantissime:  per  esempio,  a  Ragusa  abbiamo  un   museo
  archeologico che è chiuso, chiuso da tantissimo tempo; c'è stata la
  pandemia  ma in estate avremo un boom di turisti perché  finalmente
  le restrizioni si sono ammorbidite e non si è trovata una soluzione
  per questo museo archeologico di Ragusa, doveva essere allocato  ad
  Ibla nel commento degli Esu e quello non è aperto ma anche quello a
  Ragusa  superiore  è chiuso per un'assurdità  che  non  sto  qua  a
  raccontare, una scala antincendio  che manca.
   E  poi, ancora, Assessore, lei ha avuto una grande sensibilità per
  la  casa natale di Salvatore Quasimodo, ma la informo che c'è anche
  a  Roccalumera un museo dedicato a Salvatore Quasimodo  all'interno
  della stazione ferroviaria e Trenitalia ha chiesto 40 mila euro  di
  affitto per le zone circostanti il Parco quando queste persone  che
  hanno tenuto in vita un museo non hanno avuto alcun tipo d'ingresso
  perché  c'è  stato il Covid e hanno fatto un servizio straordinario
  per tutte le scolaresche. Li vogliamo aiutare anche questi
   Io  veramente,  non  possiamo permettere che chiuda  il  Museo  di
  Salvatore Quasimodo a Roccalumera; ci sono tutta una serie di  cose
  che  vanno  chiaramente  seguite  e  valorizzate  affinché  non  si
  perdano, che già permettono da sé, senza alcuna carta, di avere una
  grande fruizione turistica in Sicilia perché lo sappiamo tutti  che
  la   Sicilia  è  meravigliosa,  dobbiamo  semplicemente  curare   e
  manutenzionare  i  nostri siti e permettere ai turisti  di  potervi
  accedere. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. Non ci sono altri interventi,
  quindi,   do  la  parola  all'Assessore  perché  credo  che   debba
  annunciare all'Aula che c'è una riscrittura dell'articolo.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Sì, Presidente, c'è una riscrittura che credo che gli Uffici stiano
  per   distribuire  al  Parlamento  che  fa  proprie  alcune   delle
  osservazioni, in particolare non parleremo di carte ma parleremo di
  biglietto unico, non quantificando un importo preciso in modo  tale
  che  possa essere garantito ai luoghi della cultura  della  Regione
  siciliana l'accesso alle famiglie mediante l'emissione di  un  solo
  biglietto, in questo modo non faremo una carta con le difficoltà di
  gestione  com'è  stato  sollecitato ma  si  garantirà  comunque  la
  facilitazione  alle  famiglie di poter  entrare  nei  luoghi  della
  cultura.
   Per  quanto  riguarda  alcune  delle  osservazioni  dell'onorevole
  Campo,  devo  dire che mi convincono, tant'è vero  che  proprio  di
  recente  ho fatto un sopralluogo nel Parco archeologico  del  Monte
  Iato  che  afferisce al Parco archeologico di Solunto, all'indomani
  del  quale,  ho disposto con atto scritto che il Parco archeologico
  si attivi per realizzare tutta una serie di interventi, alcuni sono
  quelli  che  ha sottolineato lei, me ne sono accorto pure  io,  con
  questi  sopralluoghi  e  il  Parco archeologico  ha  fortunatamente
  aderito  alle   richieste  di questo Assessore,  del  Governo,  per
  garantire un ingresso in maggiore sicurezza.
   Poi  vorrei ricordare che sull'accesso alle persone con disabilità
  -  è  importante  anche questo tema, dico, mi toccano  questi  temi
  perché sono temi che ho affrontato -, proprio durante, proprio dopo
  il primo giro di sopralluoghi

                     (Intervento fuori microfono)

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
   proprio  dopo il primo giro di sopralluoghi ho disposto,  con  una
  circolare,   che  tutti  i  luoghi  della  cultura  della   Regione
  siciliana,  per intenderci, si facciano parte attiva per  abbattere
  per  quanto  possibile le barriere architettoniche che  impediscono
  alle  persone con disabilità di potervi accedere. E devo dire  che,
  da  quella circolare ad ora, tanti passi in avanti sono stati fatti
  in  tanti  luoghi della cultura, prova ne sono le inaugurazioni  di
  percorsi con disabili che, ormai da un anno e mezzo a questa parte,
  fortunatamente  laddove sono intervenuti, appunto, i  direttori  ed
  hanno aderito alle richieste del Governo, abbiamo fatto.
   Per  quanto riguarda una domanda che faceva il Partito Democratico
  relativa  ai  bandi  per i servizi aggiuntivi,  mi  sembra  giusto,
  essendo  in  quest'Aula  venuto più volte  fuori  questo  discorso,
  rispondere. E' corretta anche questa osservazione. Devo  dire  che,
  su  indicazione del Governo, il Dipartimento dei beni culturali sta
  lavorando, già da adesso, per la definizione di nuovi bandi di gara
  di  quelli che sono i servizi aggiuntivi scaduti e, entro l'anno mi
  dice  il Direttore generale, che saranno avviate tutte le procedure
  dei  bandi  di  gara per quei servizi aggiuntivi già scaduti  o  in
  scadenza. Questo

                     (Intervento fuori microfono)

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Ripeto,  il  Direttore generale ha avviato adesso,  quest'anno  nel
  2022,  le  procedure per i bandi di gara che saranno avviati  entro
  l'anno.  Dopodiché rassicuro l'onorevole Barbagallo che le proroghe
  che  sono  state fatte dal Dipartimento sono tutte quelle  che  per
  legge  erano  previste  per  gli effetti  del  COVID.  Non  abbiamo
  aggiunto, creativamente, come qualcuno ha detto, un giorno  di  più
  rispetto  a  quelle  che  erano le proroghe  previste  dalla  norma
  vigente.
   Poi   vorrei   dire,  rispondendo  all'onorevole  Schillaci,   che
  condivido   assolutamente  le  osservazioni  poste   dall'onorevole
  Schillaci.  Però già adesso, onorevole, i minori di  diciotto  anni
  entrano  gratuitamente nei luoghi della cultura e anche le  persone
  con disabilità con accompagnatore. Quindi, la normativa regionale e
  la normativa nazionale, su questo, sono assolutamente omogenee.
   Quindi,  diciamo che gli emendamenti, se condivisi nella sostanza,
  nella  forma  non c'è bisogno di questi emendamenti in quanto  sono
  già recepiti dall'attuale normativa.
   Io  non  so  se gli Uffici abbiano già distribuito il testo  della
  riscrittura  che  abbiamo  previsto  con  quegli  accorgimenti  che
  dicevamo poc'anzi. Vi ringrazio.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Aspettiamo un momento che lo  distribuiscano.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi risulta  che
  la  normativa,  probabilmente  la  normativa  nazionale  sia  stata
  recepita,  ma non attuata. Per cui, in alcuni luoghi della  cultura
  ancora  ci  sono  persone,  diciamo, che pagano  il  biglietto  per
  entrare. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'Aula  è  sospesa  per  cinque
  minuti. Riprenderà a breve.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.58, è ripresa alle ore 17.14)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Distribuiamo l'emendamento del Governo e il  relativo
  subemendamento del Governo.
   L'Assessore  per  i  beni culturali e per l'identità  siciliana  è
  pregato di prendere posto.
   C'è  il  subemendamento, sì. E' una correzione di ordine  tecnico,
  onorevole Cracolici. Non faccia polemica prima che la caccio fuori.
   Ripetiamo: abbiamo l'emendamento sostitutivo del Governo  6.Gov  e
  poi  abbiamo  il  subemendamento 6 Gov.1, che è una  correzione  di
  carattere... prego...

   BARBAGALLO.  Noi abbiamo chiesto cinque minuti di sospensione  per
  esaminare  l'emendamento  di  riscrittura  che  il  Governo   stava
  scrivendo.
   I  cinque minuti ho capito sono serviti per scrivere l'emendamento
  di  riscrittura; ci è arrivato in questo istante, ci dovete dare il
  tempo di esaminarlo.

   PRESIDENTE. Ma non è tanto difficile da comprendere.

   BARBAGALLO. Per lei, Presidente Di Mauro, ma io ho bisogno di  più
  tempo.

   PRESIDENTE. Tuttavia, capisco che lei deve riunire tutto il Gruppo
  che  è  molto affollato. Va bene, allora, sospendiamo per ulteriori
  cinque minuti e alle ore 17.25 riprendiamo.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.16, è ripresa alle ore 17.24)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  È arrivato l'assessore Armao. Cominciamo con  l'esame
  degli emendamenti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io ho letto la riscrittura.  Non  so
  che  cosa  si  riscrive ma, come dire, l'intendimento è  onorevole,
  cioè  ampliare  la  possibilità di utilizzare i siti  culturali  da
  parte  delle  famiglie, dei giovani è in sé un  principio  che  può
  essere  condiviso. Ma come tutte le norme dobbiamo evitare  che  si
  facciano  norme  manifesto  di difficile poi  applicazione,  perché
  quando  si scrive che  la fruizione dei luoghi di cultura da  parte
  dei nuclei familiari con figli residenti in Sicilia', l'accesso  ai
  predetti  siti  è  consentito  a  tutti  i  componenti  del  nucleo
  familiare tramite il pagamento di un solo biglietto. Giusto? Si  va
  al  botteghino con lo stato di famiglia? Si crea un sistema per  il
  quale,  come dire, come si chiama, colui che stacca i biglietti  al
  teatro, cioè il gestore dei botteghini, si attribuisce un esercizio
  di  una  funzione  accertativa dello stato familiare.  Poi  c'è  il
  secondo  comma che dice che c'è una riduzione del 50% per i  nuclei
  familiari  anche  di non residenti in Sicilia. Cioè  significa  che
  tutti quelli che vengono in Sicilia pagano il 50%, al di là se sono
  1,  2  o  10  persone,  perché  se è nucleo  familiare  può  essere
  costituito anche da una persona.
   Allora,  Assessore,  se  vogliamo fare una  politica  di  maggiore
  attrattività  dei  siti culturali, si faccia una norma  generale  e
  astratta.  Che  tutti coloro che hanno meno di 30 usufruiscono,  il
  biglietto vale il 10% di quanto è il biglietto al botteghino, tutti
  coloro che hanno più di 60 anni hanno una riduzione, come al cinema
  per   capirci,  l'abbattimento  del   cioè,  stabiliamo  una  norma
  generale che consenta la riduzione del valore d'ingresso, del costo
  del biglietto d'ingresso nei siti in maniera generale. Evitiamo  di
  farla  diventare un'attività burocratica con incentivi  anche  alla
  furbizia, perché noi dobbiamo evitare, come dire, che poi fatta una
  norma,  si  utilizzi con l'attività di furbizia che  può  rasentare
  anche  elementi  di  illecito quanto meno amministrativo,  poi  non
  parlo di  si faccia una norma generale e astratta.
   Si  vuole fare una politica di miglioramento dell'accesso ai  siti
  culturali? Si faccia una norma generale e si dice che i  costi  dei
  biglietti per una serie di categorie, scegliete voi, uomini, donne,
  sopra  i  40,  sotto i 50, ragazzini, universitari,  percettori  di
  reddito di inserimento, tutti quelli che volete, ma facciamo  norme
  che non hanno questa condizione, diciamo, abbastanza sui generis.
   Per  cui siamo partiti dalla carta di 40 euro per arrivare  ad  un
  sistema  in  cui ti devi presentare con lo stato di  famiglia.  Tra
  l'altro, io non lo so tecnicamente, ma qui il Ragioniere, forse, io
  non  so se va fatta una copertura, perché è vero che si tratterebbe
  di un introito rispetto agli introiti che ci sono dai biglietti, ma
  il minore introito va valutato e compensato.
   Si  può  fare  una  norma senza la compensazione  delle  eventuali
  riduzioni.
   Ripeto,  io considero l'obiettivo un obiettivo nobile, ma  così  è
  una  legge  manifesto, tra l'altro, fatta con  un  certo  grado  di
  pressapochismo che non fa onore ad un Parlamento che fa una legge.

   PRESIDENTE.  Volevo dire all'Assessore Armao più che all'Assessore
  per  i  beni culturali e per l'identità siciliana, che il  tema  da
  trattare  a  proposito  di questi articoli di  servizi  aggiuntivi,
  Assessore Armao, dove ci sono contratti in essere  dovremmo  quanto
  meno scrivere  con esclusione dei contratti in vigore a seguito  di
  gare per i servizi aggiuntivi .
   Ma  guardi,  in questo momento alla Valle dei Templi  una  persona
  entra  e  paga dieci euro, con questa norma di qua, a  mio  parere,
  domani,  anche  cinque  persone della  stessa  famiglia  potrebbero
  pagare  un  biglietto  solo. Io non so se  la  società  che  ha  un
  contratto in essere accetta una norma di questo tipo che, di fatto,
  cambia il contratto.
   Io,   dico,   è   una   riflessione  che   rimetto   all'assessore
  all'economia, perché dovremmo quanto meno scrivere  con  esclusione
  dei siti che sono stati affidati ai servizi aggiuntivi , non so se
  Va  beh comunque, facciamo la discussione intanto, vediamo che cosa
  ne   viene  fuori.  C'è  l'onorevole  Barbagallo  e  poi   ah   sì,
  l'onorevole Pasqua c'era prima, onorevole Barbagallo chiedo  scusa.
  Onorevole Barbagallo c'era l'onorevole Pasqua prima.

   PASQUA.  Grazie, Presidente. Purtroppo rimangono ancora in  questo
  momento,  grazie anche a questo emendamento sostitutivo,  rimangono
  le  perplessità  di prima. È necessaria una copertura  finanziaria.
  Per governare un fenomeno bisogna conoscerne la dimensione.
   In  questa  relazione  che  è allegata a  questo  emendamento  c'è
  scritta  la  parola  si stimano tali da compensare ecc.  ecc. ,  si
  stimano  quanti? Quante sono le famiglie con più figli che  vengono
  nei  nostri  luoghi di cultura? Quante sono in Sicilia le  famiglie
  che   potenzialmente   possono  sfruttare  quest'occasione.   Quale
  risvolto  economico avrà sugli enti, almeno, sui luoghi di  cultura
  che  gestisce  direttamente la Regione perché, come ha  giustamente
  anticipato  l'onorevole Presidente, giustamente  ci  sono  anche  i
  concessionari ai quali non possiamo cambiare le carte in tavola  da
  un momento all'altro, quindi andrebbero escluse queste situazioni.
   In   più,   c'è   di   più,   quelli  che  gestisce   direttamente
  l'assessorato,  invece di fare una norma di  questo  tipo  potreste
  fare  semplicemente un decreto, da domani questi che si trovano  in
  queste  condizioni pagano il cinquanta per cento, però prima dovete
  esperire  un'analisi ed un'indagine attenta per valutare se  questo
  ha  un  impatto  negativo sugli ingressi,  e  comunque  cercare  di
  compensare.
   Inoltre, è inapplicabile questa norma così com'è scritta perché  i
  nuclei  familiari ,  i  nuclei  familiari  come  si  accertano   al
  botteghino?  Lo  diceva poco fa il collega. Come  si  accerta?  Per
  somiglianza?  Perché  magari ci somiglia? Oppure  perché  hanno  lo
  stesso  cognome?  Sbagliato, non si può fare  più,  perché  già  da
  qualche  settimana ormai si può scegliere un altro cognome  per  il
  futuro, mio figlio, che ne so, potrà avere il cognome della  madre,
  e quindi non avrà neanche questa corrispondenza nei documenti. Come
  fate  ad  accertare la famiglia? Ci dobbiamo portare  lo  stato  di
  famiglia dietro e chiedere a quelli che vengono dalle altre Regioni
  che  non sappiamo neanche quanti sono, quindi andrebbe anche questo
  studiato,  quanti sono i nuclei familiari con più di tre figli  che
  vogliono  venire  in  Sicilia ad andare nei  luoghi  di  cultura  e
  usufruire dei vantaggi di cui al comma 2.
   Bene,  questa risulterà una norma spot che forse rischia  di  fare
  danno.  Rischia  di fare danno. Quindi, prima di andare  avanti  su
  questa  norma,  o valutate attentamente gli impatti  economici  che
  potrà avere, oppure saremo costretti a non poterla votare, noi  non
  voteremo  questa  norma, o voteremo contrari, perché  noi  vogliamo
  votare  consapevoli  di  ciò che stiamo andando  a  votare,  avendo
  scritte  in  relazioni  quanti sono il  numero  delle  persone  che
  potranno usufruire di questi vantaggi. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Barbagallo, prego.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente Di Mauro. Su questo articolo 6 sono
  state  dette  tante  cose.  Io nel mio  intervento  voglio  un  po'
  centrare  quelli  che sono i temi che per noi  non  possono  essere
  superati, anche per la storia ed il prestigio dell'Assemblea e  per
  la copertura finanziaria che gli Uffici sono tenuti a dare.
   Presidente  Di  Mauro noi stiamo teorizzando che  quattro  persone
  anziché pagare quattro biglietti ne pagano uno solo, e alla luce di
  questa  revisione non serve copertura finanziaria. Insomma, qua  ci
  siete deputati di lungo corso, amministratori, è una grande bufala.
  Se  c'è  una riduzione del costo dei biglietti, va compensata.  C'è
  una  minore entrata evidentissima, che può essere di un terzo o  di
  due  terzi, tutti abbiamo assistito a delle coperture che in questo
  caso vanno date.
   Peraltro, aprire questa porta significa che oggi vale per i luoghi
  della cultura, domani mattina - e approfitto della presenza in Aula
  dell'assessore  Cordaro -, vale per l'accesso ai parchi  o  per  le
  riserve dove si paga lo stesso biglietto, oppure le amministrazioni
  dei  tanti  teatri siciliani, potrebbero fare la  stessa  cosa  per
  l'ingresso  nei  teatri di prosa o nei teatri lirici piuttosto  che
  negli spettacoli estivi,  cioè, anziché pagare per quattro, si paga
  per  uno, e non serve copertura finanziaria. Quindi francamente  ci
  sembra fuori dal mondo.
   Seconda questione, replico brevemente alla riflessine che ha fatto
  l'assessore  Samonà.  Vede assessore, se  ci  fosse  un  giudice  a
  Berlino,  noterebbe   ..Presidente Di Mauro, conviene  parlare  dal
  podio, perché dal banco è veramente complicato.

   PRESIDENTE. Per favore ascoltiamo il collega, onorevole Cracolici,
  disturbatore  perenne, forse anche seriale, non ti  presentare  più
  alle prossime elezioni, così non disturbi.

   BARBAGALLO.  Dicevo  assessore Samonà, se ci fosse  un  giudice  a
  Berlino,  non sarebbe difficile ricostruire quello che  è  accaduto
  sui  servizi aggiuntivi. Nella finanziaria di due anni fa,  il  suo
  Governo, il governo Musumeci, ha proposto la proroga per legge, che
  è stata sonoramente bocciata dall'Aula.
   Nonostante  la  bocciatura  dell'Aula,  per  magia  e   per   atto
  amministrativo, il Dirigente generale di allora ha disposto in  via
  amministrativa, la proroga, che per noi è illegittima. La  scusa  è
  stata che siccome c'era l'emergenza Covid si doveva prorogare.  Ora
  l'emergenza Covid è finita al 31 marzo. Noi vogliamo sapere, questi
  signori i servizi aggiuntivi come li gestiscono, e qual è la  norma
  di  riferimento?  E  i  conti non tornano, a  maggior  ragione,  le
  riflessioni  che  ha  fatto la Presidenza  poc'anzi,  i  conti  non
  tornano, perché una norma di questo tipo, se poi va confrontata con
  chi  li gestisce, con questa proroga che francamente è discutibile,
  creiamo un ulteriore pasticcio.
   Quindi,  come già hanno detto i miei colleghi, questa più che  una
  norma  che promuove la cultura, è una norma spot in perfetto  stile
  del Governo Musumeci, di questi anni.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPAOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  stavo  leggendo
  l'emendamento  di  riscrittura. Assessore, non è che  sia  cambiato
  molto  rispetto all'articolo del disegno di legge. E poi Presidente
  una cosa vorrei precisare, cioè noi qui stiamo dando questo sconto,
  chiamiamolo  così, non ho ancora capito dove si prendono  le  somme
  per  coprire  questo  articolo, però lo  stiamo  dando  a  tutti  i
  siciliani
   Assessore,  Presidente, ma noi ci rendiamo  conto  all'esterno  la
  crisi  economica  immane che c'è, nel tessuto siciliano?  Cioè  noi
  stiamo  concedendo uno sconto a tutti i nuclei familiari siciliani,
  ora o facciamo una norma che prevede in qualche modo di aiutare chi
  è  in  difficoltà economica ad usufruire e ad andare a  visitare  i
  luoghi  culturali  della Regione siciliana, oppure  qui  a  chi  ci
  stiamo rivolgendo? Anche perché, Presidente, la riscrittura  va  in
  qualche modo a fare decadere tutti gli emendamenti, quindi poco  fa
  l'assessore   ha   fatto  l'intervento  dicendo,  apprezzo   alcuni
  emendamenti  modificativi, e poi con la riscrittura fa praticamente
  lo  stesso articolo, non considerando gli emendamenti che  ci  sono
  all'interno.
   Ma  non  sono  dentro  la  legge, assessore,  noi  qua  ci  stiamo
  rivolgendo a tutti. Assessore ma chi ha un reddito di 80 mila  euro
  di  nucleo  familiare, lei gli sta dando lo stesso lo sconto  e  lo
  paragona, praticamente a chi ha magari un reddito pari a zero  o  a
  dieci  mila  euro   Ma  che senso ha dare  lo  sconto  per  entrare
  all'interno  dei  musei  o  all'interno delle  strutture  culturali
  siciliani  a  chi  ha  un reddito familiare  di  cento  mila  euro,
  duecento mila euro. Non ha senso assessore
   O  facciamo una norma che sia organica, cioè perché io capisco che
  lei  vuole,  come dire, pubblicizzare al meglio i luoghi culturali,
  vuole  farli fruire ai siciliani. Però, o facciamo una norma perché
  se  noi  dobbiamo utilizzare fondi regionali  se noi  facciamo  una
  norma  che va, come dire, ad incentivare chi, in questo momento,  è
  in  difficoltà economica a poter usufruire dei luoghi culturali  ha
  un  senso.  Ma se noi dobbiamo dare, così, un contributo a  pioggia
  tanto  per dire vogliamo migliorare la fruizione dei siti culturali
  siciliani,  non  funziona  in  questo  periodo,  assessore,  perché
  all'esterno di questo Palazzo, assessore, c'è una crisi  immane   I
  siciliani stanno male
   Quindi,  o  lo  facciamo in maniera corretta  questo  articolo,  e
  reputo,  Presidente, che sia opportuno accantonarlo e,  magari  poi
  nelle  successive  ore,  o anche domani, lo  scriviamo  in  maniera
  migliore oppure rischia, come dire, di essere bocciato.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  ma  io  non   mi
  scandalizzo  davanti  al fatto che se quest'articolo  lo  si  vuole
  costruire in modo diverso, diamo ognuno di noi il nostro contributo
  affinché  i  luoghi  della  cultura entrino  dentro  la  storia  di
  quest'Assemblea.  Perché  non  è possibile  che  stiamo  diventando
  gretti.  Non  c'è  spazio per i luoghi della cultura  nella  nostra
  testa,  nella nostra mente, nel nostro cuore? Allora cosa  vogliamo
  fare di questa Sicilia? La vogliamo emarginare? La vogliamo buttare
  al vento? Io non sono d'accordo
   Mettiamoci   insieme   e   costruiamo   un   articolo   passabile,
  intelligente che possa mettere tutti d'accordo, ma non  emarginiamo
  i  luoghi  della  cultura siciliana  Perché  chi  ascolterà  queste
  parole,  all'esterno dell'Assemblea, avrà imbarazzo a  riconoscersi
  in noi, perché stiamo parlando di luoghi della cultura siciliana
   Quindi  cari colleghi, vi prego. Sospendiamo, se volete,  mettiamo
  ognuno  di  noi  il  contributo affinché  questo  articolo  diventi
  l'articolo di tutti, e non ha senso dire  diamo alle famiglie'
   Diamo  la possibilità ai bambini, a tutti quanti, alle disabilità,
  di  poter  avere la possibilità di fruire dei luoghi della  cultura
  siciliana.  Ed è filosofia di vita  È cultura  E mi pare  aberrante
  il fatto che alcuni colleghi stanno strumentalizzano quest'articolo
  fino al punto di non volerlo votare.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Ragusa.  Quando  lei  interviene,
  suscita   l'interesse   dell'onorevole   Dipasquale.   Appena   lei
  interviene,  l'onorevole  Dipasquale deve  intervenire.  Io  glielo
  dico.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche  a
  seguito  di  quello  che  è  stato  detto  dal  Presidente  Ragusa.
  Ovviamente io condivido pienamente il suo pensiero, come  condivido
  anche l'importanza dell'iniziativa dell'assessore.
   Ritengo,  comunque, anche di poter, eventualmente  così,  dare  la
  possibilità   di  dare  la  possibilità  -  come  dice  l'onorevole
  Cracolici  -  di  poter formare una norma generale ed  astratta  in
  maniera  tale da evitare che possano esserci problematiche relative
  a nuclei familiari, possibilità di esibire, giustamente, il modello
  ISEE o il certificato di famiglia.
   Ma  è  normale, ed è assolutamente indispensabile,  che  i  nostri
  luoghi di cultura debbano avere la possibilità di un ampliamento  e
  una  possibilità di visita da parte di più cittadini possibili.  Io
  ritengo,  così come è stato finora attuato, noi sappiamo  che  ogni
  prima  domenica del mese l'accesso ai luoghi di cultura è gratuito.
  Io  direi  che  potrebbe trovarsi un punto di intesa,  al  fine  di
  evitare  che  giustamente alle società che hanno  un  contratto  di
  gestione potrebbe causare, sicuramente, notevoli danni ed è  giusto
  che  i  contratti  - pacta sunt servanda - vanno rispettati,  ma  è
  giusto pure che si dia la possibilità, senza gravare su quelle  che
  sono  le  casse  sia  regionali,  con  mancati  introiti,  che  con
  risarcimento  delle  società  che  hanno  avuto  e  sottoscritti  i
  contratti.
   Io  ritengo  che la soluzione potrebbe essere quella,  o  dare  la
  possibilità i primi due fine settimana del mese un accesso libero e
  gratuito  a  tutti i Siciliani e a tutte le persone che vengono  in
  Sicilia; quindi estenderlo non più alla prima domenica del mese, ma
  fare  il  primo  sabato  e domenica e anche  il  secondo  sabato  e
  domenica del mese, dando la possibilità a tutte le persone che sono
  in  Sicilia di potere entrare gratuitamente e aumentare  in  questo
  modo,  non solo la possibilità di apprezzare i nostri siti e  farli
  conoscere  a tante famiglie che non hanno la possibilità  anche  di
  pagare  il prezzo, ma dare la possibilità a tutti quei commercianti
  e   incentivare   il  turismo  nei  vari  territori   dove   questi
  meravigliosi siti - e io devo dire che in ogni città  c'è  un  sito
  bellissimo -  quindi, ripeto, ampliare l'accesso gratuito, non solo
  la  prima  domenica del mese, ma i primi due fine  settimana  o  le
  prime due domeniche del mese. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI. Grazie Presidente. Si, effettivamente neanch'io credo che
  questa  riscrittura  risolva le criticità. C'era  la  necessità  di
  riscrivere  con  un  correttivo che rendesse la  norma  efficace  e
  utile,  in  poche  parole  che  non  la  rendesse  più  una   norma
  propagandistica come quella che è.
   Tra  l'altro  l'onorevole Di Paola ha, in un  certo  senso,  detto
  quello  che  pensavo anch'io di dire: ossia, sono state  presentate
  delle proposte normative e degli emendamenti con alcuni elementi di
  cui  non  si  è minimante tenuto conto. Ad esempio il discorso  del
  reddito.  Per  evitare  un effetto del  Robin  Hood   al  contrario
  dovevamo  inserire  un  qualche criterio che,  in  maniera  chiara,
  individuasse l'utilità anche di dare un contributo, un aiuto a  chi
  effettivamente ne ha bisogno. Mi rendo conto che con l'ISEE  non  è
  facile. Agganciarlo a chi ha il reddito di cittadinanza, non saprei
    o ai pensionati, ai giovani. Anche l'onorevole Cracolici ha fatto
  questo esempio, che condivido.
   Inoltre, nella mia riscrittura avevo anche inserito un elemento  -
  anche qui non se ne è tenuto conto - della necessità di incentivare
  effettivamente quei luoghi di cultura che richiedono un  incentivo,
  perché  chiaramente, laddove c'è un pienone costante nella stagione
  estiva,  immagino  che non ci sia la necessità di incentivare  quei
  luoghi di cultura, magari altre tipologie di luoghi sì. Grazie.

                  Presidenza del Presidenza MICCICHE'

   PRESIDENTE. L'onorevole Dipasquale non vuole intervenire più.
   Però  aspettate un attimo. Su questo del Governo, assessore Armao,
  noi  perché dobbiamo finanziare quelli delle altre Regioni? Lo dico
  solo  perché  siccome  io sono un fautore    perché  vorrei  capire
  questo,  siccome  si  dice che praticamente è consentito  a  tutti,
   anche ai non residenti in Sicilia .
   Dico   soltanto  la  mia.  Da  quando  io  sono  Presidente  della
  Fondazione Federico II so che cosa mi costerebbe una cosa di questo
  genere. Non so se è chiaro che se noi facciamo una norma di  questo
  genere     Cioè  se  la Regione - attenzione  -   se  questo  è  un
  emendamento che dice che si fa carico la Regione di pagarli, allora
  è  un  conto;  se è soltanto dire ai musei o ai siti culturali  che
  ogni cinque quattro non pagano, li roviniamo, li facciamo chiudere.
   Lo  dico  perché  siccome  sono, grazie a  voi,  Presidente  della
  Fondazione  Federico  II, so i biglietti   ogni  giorno  mi  arriva
  quello che incassiamo di biglietti scusi, dica la sua, dica la  sua
  al microfono intanto. A me mi hanno sentito.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Si
  Presidente  la  ratio è proprio questa, che quando  ci  sono  delle
  famiglie numerose che pagano più biglietti, al di là del fatto  che
  siano  residenti  o  meno,  questo è il  secondo  comma  a  cui  si
  riferisce  lei,  e in quel caso essendo le famiglie  numerose,  noi
  agevoliamo le famiglie numerose a non pagare 4, 5 biglietti,  ma  a
  pagare  uno  sconto  del 50 per cento, quello è  il  secondo  comma
  dell'articolo riscritto. Mentre per i siciliani

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa,  lo paga  il  Bilancio  della  Regione
  questo?

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Mentre  per  i  siciliani vige il comma 1 che prevede un  ulteriore
  abbattimento.

   PRESIDENTE. Ho capito ma perché lo paga la Regione, su questo  non
  ho capito, cioè è coperto? Cioè tutti i musei, la Federico II fa il
  conto  e  manda  alla  Regione il numero di biglietti  che  non  ha
  incassato e li pagate voi? Sennò può chiudere.

                        (voci fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Io,  io  Assessore, lo dico  veramente  con  assoluta
  sincerità  e  senza  polemica di nessun  tipo,  possiamo  rivederla
  perché, ripeto, no, io capisco che è una norma che per la gente può
  andare  bene, ma facciamo chiudere materialmente i siti.  Cioè  io,
  con  i  costi  che  abbiamo, poi con tutto quello  che  è  successo
  ultimamente,  se  non  entrano i soldi dei biglietti  è  chiusa  la
  partita, cioè possono chiudere tutti.
   Io  so che in Francia, in un museo bisogna pagare 20 euro, da  noi
  già  costano molto di meno, ma se non glieli facciamo pagare,  cioè
  diventa un costo a carico della Regione.

                        (voci fuori microfono)

   PRESIDENTE. I milioni è un conto.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Presidente,  brevemente,  io  penso   che,   scusate
  colleghi,   che  questa  riscrittura  lei  non  la  può   ammettere
  Presidente, neanche in votazione, perché se dovesse passare  questa
  norma  così com'è sviluppata, cioè le ha detto bene senza copertura
  finanziaria,  perché  è  senza nessuna copertura  finanziaria,  noi
  andremmo a mettere su, a costituire dei debiti fuori bilancio.
   Un  debito già fuori bilancio, perché Presidente, nel caso appunto
  dovesse passare, i musei, tutti quei luoghi della cultura, sono  in
  condizioni  poi  di  trasmettere  alla  Regione  una  richiesta  di
  compensazione per mettere in equilibrio i loro bilanci. Quindi  lei
  non lo può ammettere in votazione Presidente

   PRESIDENTE.  Si infatti che manca la copertura, cioè non  lo  puoi
  fare

   DIPASQUALE. Perché questo è tre ore che lo diciamo, è tre ore  che
  glielo diciamo. Quindi la prego Presidente

   PRESIDENTE. Perché gridate?

   DIPASQUALE. Lei non lo deve ammettere.

   PRESIDENTE. Io sono arrivato ora perché gridate?

   CRACOLICI. Perché lo abbiamo detto da tre ore.

   PRESIDENTE.  Volete  mettere il peso di convincimento  che  ho  io
  rispetto  al  vostro? Non è paragonabile. Chiedo  scusa.  Assessore
  però,  lo  ripeto,  io  appena l'ho visto ho  detto  la  Fondazione
  Federico II è rovinata. No, io direi che lo accantoniamo un attimo,
  se c'è la possibilità di trovare delle risorse  lo facciamo .

                     (interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  No,  e allora, lo votiamo. Allora Assessore,  se  lei
  dice così lo votiamo, il mio consiglio sarebbe diverso, però se lei
  dice  così  lo  votiamo,  cioè se non viene  ritirato  lo  dobbiamo
  votare. Allora, dobbiamo votare, qual è? L'emendamento qual è?

                           (brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Scusa, scusa, il Governo sta dicendo che lo vuole fare
  a carico dei musei e quindi .

                           (brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Si, effettivamente, va bene, niente scusate,  scusate,
  mi era stato proposto per lo stralcio, non me ne sono accorto io. È
  stralciato.

                           (brusìo in Aula)

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Scusi
  Presidente,  fermo  restando  che  dico,  se  lei  in  qualità   di
  Presidente  lo  vuole stralciare insieme all'assessore  fate  pure,
  però bisogna chiarire una cosa importante: i parchi culturali ormai
  sono  dotati  di  un proprio bilancio, non c'è bisogno  di  nessuna
  copertura finanziaria. Detto questo fate quello che volete.

                           (brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole Ragusa, mi ascolti  un  attimo.  È  proprio
  perché  sono  dotati  di un proprio bilancio che  non  glielo  puoi
  andare  a togliere, cioè se tu fai una cosa di queste gli  togli  i
  soldi  dal bilancio e quindi è chiaro che non lo possiamo  fare.  È
  arrivato,  è  stata  distribuita  la  riscrittura  dell'emendamento
  4.9.R.  È stato distribuito, quindi lo avete tutti. Ma se  è  stato
  distribuito vuol dire che ce l'avete. Potete confermarmi se è stato
  distribuito?  Lo stanno redistribuendo. Io ho spiegato  non  essere
  aggiuntivo,  perché  è già prevista, come il  604  e  612  per  cui
  bisogna soltanto coprire il 612, ma non è aggiuntivo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signore Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Con
  tutto il garbo possibile, prima che qualcuno qui si offende e se ne
  va,  come  mi  pare  che  sta  succedendo,  avevamo  chiesto  prima
  all'assessore Zambuto se illustrasse l'emendamento per capire se il
  personale di A e B rientra in questa fattispecie.

   PRESIDENTE. Non l'aveva già fatto?

   BARBAGALLO. Non l'aveva già fatto.

   PRESIDENTE. Allora prego.

   BARBAGALLO.  E  in che misura il personale di A  e  B  rientra  in
  questa fattispecie.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor   Presidente,   onorevoli  deputati,   è   chiaro   che   la
  riclassificazione riguarda tutte le categorie e,  quindi,  riguarda
  anche  e soprattutto le categorie A e B del personale della Regione
  siciliana. Le procedure saranno stabilite dal Contratto, così  come
  è previsto dallo Stato con il DL n. 80.

   PRESIDENTE.  Sono  quali  categorie,  voleva  sapere.   Sono   non
  dirigenziali.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  No, quelle del comparto.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Ovviamente
  il  nostro  voto è favorevole all'emendamento Presidente,  lo  dico
  anche  perché  è  stato riferito alle organizzazioni  sindacali  da
  parte  di alcuni rappresentanti del Governo che il PD sarebbe stato
  contrario, non è così.
   Semmai  noi eccepiamo che lo stanziamento di 1 milione  e  350mila
  euro nel 2022 ci sembra insufficiente. Mi auguro, comunque, che  la
  norma   sia  stata  oggetto  di  confronto  con  le  organizzazioni
  sindacali.  Se  l'assessore Zambuto mi può  confermare  questo,  io
  comunque chiederei all'assessore, in ogni caso, di attivare  quanto
  prima  un confronto con le organizzazioni sindacali stesse.  Quando
  citavo  alcuni  rappresentanti del Governo non mi riferivo  a  lei,
  assessore Zambuto.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Onorevole  Lupo, voglio precisare come tutto l'articolo  sia  stato
  oggetto  anche e soprattutto di un confronto con lo Stato,  proprio
  per evitare che ci possano essere delle impugnative che mettano  in
  discussione  un traguardo importante che oggi raggiungiamo  insieme
  con tutto il Parlamento.

   PRESIDENTE. Con le organizzazioni sindacali c'è stato pure?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Con   le   organizzazioni  sindacali  ci  sono   state   anche   le
  interlocuzioni, insieme con l'assessore all'Economia, è chiaro  che
  ora   tutto   sarà   demandato.  È  necessaria   questa   copertura
  finanziaria, ora tutto è demandato all'Aran.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Poi però votiamo, sennò  non  andiamo
  avanti, ve lo dico  se di ogni Partito intervengono tutti, prego.

   DI PAOLA. No Presidente, solo per dire ...

   PRESIDENTE. Non parlo con lei parlo con Cracolici.

   DI  PAOLA. No solo per dire velocemente che nonostante, come dire,
  il  ritardo  da  parte del Governo regionale, perché  questa  norma
  poteva  essere  già  inserita all'interno della  Giunta  regionale,
  quindi  all'interno della legge di stabilità, il  Movimento  Cinque
  Stelle,  ovviamente, è favorevole a questa riscrittura,  anche  se,
  come   dire,  può  rientrare  in  un  aggiuntivo,  però  vista   la
  particolarità siamo favorevoli, grazie.

   PRESIDENTE.  Non rientra in un aggiuntivo, se no lo avremmo  fatto
  in  Conferenza  dei  Capigruppo fra due  giorni.  Ma  tutti  dovete
  intervenire.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Io avevo posto un tema, e nessuno mi ha risposto.
   Non  ho  dubbi sulla norma e sull'utilità della norma  per  quanto
  riguarda il personale non di comparto, ma il tema è uno, ho detto e
  ripeto:  con  il comma 2 e 3, noi i risparmi relativi al  personale
  dirigenziale  e  al personale di comparto li stiamo  applicando  in
  ragione dell'accordo con lo Stato facendo, si dice qui proprio alla
  fine del comma 2: "le economie di pari importo registrate nel fondo
  di  cui al primo periodo e relative all'anno 2021 costituiscono  in
  via  definitiva  e strutturale risparmi a beneficio del  bilancio",
  quindi significa che per il 2023 - 2024 quelle economie non ci sono
  più.
   Noi stiamo andando a finanziare questo ulteriore fondino, perché è
  di  quattro  soldi  ed  è ridicolo pure per  l'ammontare  di  esso,
  comunque  lo stiamo andando a finanziare, con le economie  che  non
  esistono  più,  perché  stiamo  dichiarando  per  legge  che  è  un
  risparmio strutturale.
   Ho  posto  un problema di copertura per non avere, come  dire,  la
  beffa  che  non solo questo fondo è ridicolo, ma che  possa  essere
  impugnato  per  difetto che la stessa norma prevede non  avere  non
  essere  più  un'economia  da  cui attingere  per  finanziare  altri
  interventi.
   Questo  avevo  detto, un fatto tecnico, siccome non mi  rispondete
  fate come volete.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, su che cosa onorevole Foti?

   FOTI.  Come gli altri colleghi, Presidente, parlare di  quello  di
  cui stiamo trattando.

   PRESIDENTE. Gli altri colleghi però chiedono la parola  prima,  no
  mentre siamo in votazione. Se la chiede prima è meglio, eravamo già
  in votazione, comunque come sempre, prego. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Anche noi esprimiamo, come dire, apprezzamento  per  questo
  tentativo  da parte del Governo di insomma adeguare i  diritti  dei
  lavoratori  siciliani  anche della Pubblica Amministrazione  seppur
  insomma  con  ritardo. Sappiamo che in questi anni si  è  fatto  un
  certo  tipo  di  lavoro, i contratti erano fermi a dieci  anni  fa,
  adesso c'è una fase dialogante e questo è apprezzabile.
   Al   netto   di   questo  ripiano  decennale  del  disavanzo,   di
  quell'accordo capestro che purtroppo ci lega mani e piedi e non  ci
  permette  di  fare  quello  che  invece  andava  fatto,  un   piano
  addirittura  di  assunzioni, dato che il  personale  è  sempre  più
  attempato  e  si dirige giustamente verso l'età pensionabile,  dato
  che gli uffici sono vuoti, dato che i ridimensionamenti delle unità
  periferiche  degli  uffici  regionali sono  sempre  più  sguarniti,
  addirittura si prevedono dimensionamenti e chiusure nelle
  periferie  del nostro territorio regionale, quindi, noi  esprimiamo
  coerentemente un voto favorevole e la ringrazio per avermi dato  la
  parola.

   PRESIDENTE.  Grazie  a  lei onorevole Foti,  onorevole  Cracolici,
  l'Assessore  le  risponde, se gli sta dietro  gli  viene  difficile
  rispondere.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Presidente,  onorevole  Cracolici,  volevo  assicurare  l'onorevole
  Cracolici  sul  fatto  che  appunto la norma,  così  come  è  stata
  definita, a seguito delle interlocuzioni avute con il MEF,  prevede
  che  oggi  vi  sia  un'economia e che vi sia un taglio  strutturale
  previsto anche per gli anni avvenire.
   Voglio  anche  precisare come la somma che lei  appunto  definisce
  ridicola,  però  è dovuta al fatto di rispettare quel  tetto,  quel
  limite  previsto proprio dal contratto e, soprattutto, che  prevede
  anche il rispetto dell'accordo Stato-Regione. Quindi, è stata tutta
  una  disposizione  che ha previsto e che tiene conto,  da  un  lato
  dell'accordo Stato-Regione, dall'altro lato è il completamento  per
  la contrattazione del comparto in corso.

   PRESIDENTE.  Va bene, Assessore. Pongo in votazione la riscrittura
  dell'emendamento  4.9.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4, chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Avete  risolto  i  problemi dell'articolo 2? Onorevole  Di  Mauro,
  siccome stiamo tornando all'articolo 2, lei ha visto se sono  stati
  risolti  i  problemi? Mi dicono che non ci sono  venti  milioni  di
  avanzo, ci sono solo centomila euro di avanzo.

   DI  MAURO.  Ci sono 20 milioni. C'è una liquidazione che  è  stata
  accertata di venticinque milioni. Una parte viene messa accantonata
  per  questo  contenzioso che c'è e l'altra  sono  tutte   poi,  per
  carità,  io  dico che c'è questa somma e lo sappiamo  che  c'è  una
  somma di ventidue milioni. A meno che qualcuno questi venti milioni
  li  ha presi e li ha portati da qualche altra parte. Che volete che
  vi  dica?  Presidente,  non  gli Uffici nostri,  gli  Uffici  della
  Regione  facciamo  un accertamento e ci dicono quanto  è  stata  la
  liquidazione,  quali  sono  state  le  somme,  e  come  sono  state
  utilizzate.

   PRESIDENTE. Perché dalla relazione non risulterebbe questo.

   DI MAURO. Lasci perdere la relazione. Metta da parte l'articolo  2
  e  si  fa domani, dopo che l'Ufficio Ragioneria del Bilancio  della
  Regione Siciliana avrà dato, ovviamente, conto dei numeri esatti.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Presidente,  onorevole  Di  Mauro,  noi  stiamo  parlando   su   un
  emendamento  che è stato accompagnato da una firma  del  Ragioniere
  generale. Allora, o pensiamo che le firme in Regione vengano  messe
  così  perché  andiamo di fretta oppure si pensa che - lei  è  stato
  assessore  per  l'economia e lo sa bene - il Ragioniere,  prima  di
  dare  un parere su un emendamento, ha fatto i suoi approfondimenti,
  l'ho risentito adesso, e quindi la Ragioneria dice che la norma,  a
  suo modo di vedere, è coperta.
   Quindi,  se  vogliamo contestarne la copertura è una cosa,  ma  se
  dobbiamo  rinviarla  alla  Ragioneria per  un  approfondimento,  la
  Ragioneria  mi  ha  confermato, sino a qualche minuto  fa,  che  la
  ritiene  coperta.  Quindi, io semplificherei il ragionamento  e  il
  lavoro. Non per sorvolare, ma per dare riscontro alle firme che  si
  mettono.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Una   liquidazione  dell'EMS  che  si   è   conclusa
  favorevolmente  per la Regione Siciliana, per una  somma  di  circa
  venticinque   milioni.  Allora,  voglio  che  domani   l'assessore,
  desidero, chiedo scusa per il termine usato, che l'assessore domani
  riferisca  l'iter  di questa liquidazione.  Se  è  vero  che  si  è
  conclusa  con  venticinque milioni e le  risorse  come  sono  state
  impiegate. Altrimenti, sbaglio io e ci sono soltanto centomila euro
  come dice l'assessore. Quindi, è giusto che il Parlamento sappia se
  io dico una cosa che è corretta, o se dico cose che sono sbagliate.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Io
  facevo riferimento alla norma sul personale.

   CRACOLICI. Già è stata votata.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Siccome si parlava di questo tema io mi riferivo a quello,  non  mi
  riferivo  a  quest'altro. Su quest'altro incontrerò -  quando  sarà
  possibile  perché  ha  avuto  qualche  problema  di  salute  -   il
  liquidatore e, per tempo, darò informazioni all'Assemblea.

   PRESIDENTE. Al limite possiamo anche avere il bilancio, forse  per
  capire effettivamente quanto

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, al di là di quant'è  la  cifra  che
  sarà  definita  dall'incontro tra l'assessore e il liquidatore,  mi
  preme  sottolineare  un  aspetto che è  contenuto  nell'articolato.
  L'articolo  2  dice:  l'Espi è autorizzato a fare  il  bilancio  di
  liquidazione  trasferendo e accantonando un fondo, un capitolo  per
  la Regione sul contenzioso, la relazione parla di 2 milioni e 400 o
  2 milioni e 300 quello che è , quindi immagino che questi 2 milioni
  e  300 o 2 milioni e 400 ci saranno nell'avanzo della liquidazione,
  se addirittura autorizziamo a trasferirli alla Regione e iscriverli
  in un capitolo a destinazione vincolata.
   L'emendamento  invece  cosa dice:  premesso  che  un  bilancio  di
  liquidazione  si  fa  quando si chiude la liquidazione,  perché  il
  liquidatore   è   solidalmente  e  personalmente  responsabile   di
  eventuali  danni per i soci, quindi io non credo che un liquidatore
  consenta   operazioni  di  questo  tipo  visto  che   ne   risponde
  personalmente dell'attività di liquidazione, noi proponiamo che  la
  Regione,  così  come ha fatto nel 2012, assessore, senza  che  quel
  fondo che la Regione, quell'anticipazione che la liquidazione  Espi
  noi autorizzammo a iscrivere nel nostro bilancio come anticipazione
  delle attività della dismissione, come una anticipazione, tanto che
  è   una  anticipazione  che  ancora  siamo  dentro  la  fase  della
  liquidazione. Allora la utilizzammo con legge, e non andò  a  conto
  capitale, andò al bilancio nei fondi ordinari.
   Tra  l'altro assessore, mi permetta altrimenti facciamo sempre che
  sembra  una  polemica tra me e lei, nel 2012 sa chi era l'assessore
  al  bilancio?  Lei. Quindi dopo 10 anni noi torniamo a  rifare  una
  norma  che già 10 anni fa lei ha fatto. L'ho votata pure  io,  come
  sono  pronto a votarla pure ora. Non è che mi imbarazzo  votare  la
  possibilità che la Regione incameri 20 milioni, 10 milioni,  quello
  che  è, vedete voi, nel proprio bilancio. In un bilancio tra l'alto
  così complicato come quello attuale, a recuperare 20 milioni è una,
  mi  dovrebbe ringraziare e non come dire, quasi quasi che le faccio
  un danno.
   Quindi distinguo tra l'attività della liquidazione, che non si può
  fare,  e la possibilità che la Regione iscriva nel proprio bilancio
  una   parte   delle   attività  della  liquidazione   stessa   come
  anticipazione  al socio, che ricordo essere socio  unico.  Cioè  la
  Sicilia, la Regione siciliana, è socio dell'Espi come socio  unico,
  quindi è l'unico beneficiario oltre i creditori per la parte  della
  liquidazione    delle   eventuali   economie   rinvenienti    dalla
  liquidazione. Quindi l'emendamento in questione, sopprime  i  commi
  3,  4  e 5 e autorizza l'assessorato a scrivere nel bilancio  della
  Regione una somma. Se poi non li vuoi scrivere in entrata che  vuoi
  che ti dica

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente,  poi  parliamo  senza  bisogno  di
  ricorrere  alla  Ragioneria generale della Regione, basta  guardare
  atti  legislativi pregressi. L'articolo 59 della legge 9  del  2013
  apposta  21  milioni  a  fondo  rischi  a  garanzia  di  tutto   il
  contenzioso che c'è nella questione dell'Ems, a garanzia  di  tutto
  il  contenzioso che c'è all'Ems, articolo 59, legge regionale 2013,
  senza bisogno di ricorrere a Ragionerie generali.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  L'Espi  credo siano due enti diversi, l'Ems è una cosa e  l'Espi  è
  diverso.  Sono  due  enti totalmente diversi e  non  c'entra  nulla
  questo  riferimento.  Evidentemente,  onorevole  Di  Mauro,  se  ne
  parlassimo  di persona anziché parlarne per microfono avremmo  modo
  di   approfondire   meglio  le  questioni.  Se  continuiamo   così,
  continuiamo a fare che io personalmente non posso dare nessun  tipo
  di  certezza  su  queste  cose senza avere  prima  parlato  con  il
  liquidatore   che  deve  svolgere  gli  opportuni  approfondimenti,
  parlando con il Ragioniere.
   Perché vero è, onorevole Cracolici, non perché dobbiamo disquisire
  noi due, cosa che peraltro mi fa piacere, però le dico anzi, le  do
  un  suggerimento che noi abbiamo adottato anche nel 2018  somme  in
  questo   quindi  non bisogna  e lo abbiamo fatto per  investimenti,
  quindi si può passare sulla mia pelle.
   Qualsiasi risorsa dovrà essere destinata ad investimenti e non  su
  altro, perché sono beni provenienti da dismissione, e devono andare
  ad  investimenti,  come andarono quelli, quindi  è  ovvio  che  non
  possono  in  nessun modo andare a spesa corrente,  su  questo  sono
  certo che gli Uffici dell'Assemblea daranno conforto.
   No, no, sono certo che daranno conforto, anzi mi sto sbilanciando,
  anzi  non  sto facendo demagogia. Peraltro, ripeto, questa  cosa  è
  avvenuta nel 2013, nel 2012, in un mondo che non c'è più, che è  il
  mondo  pre 118 onorevole Cracolici, ma io siccome non ho  nulla  di
  ostacolo  a  quello che lei ha  lei dico che l'abbiamo fatto  anche
  nel  2019  quindi  ma lo abbiamo fatto con un contesto diverso,  in
  cui   c'era  un'attestazione  da  parte  del  liquidatore  che   si
  dichiarava disponibile a provvedere al riparto, non è che  possiamo
  provvedere al riparto in contrasto con una liquidazione  visto  che
  avevate le perplessità sui profili privatistici delle norme  quindi
  a fortiori.
   Quindi   è  necessario  che  il  Governo  interloquisca   con   la
  liquidazione, che la liquidazione si dichiari disponibile,  che  il
  Governo proponga questa cosa all'Assemblea, ovviamente non  si  può
  fare  nessuna scorciatoia che sarebbe poco commendevole in tutti  i
  sensi.   Quindi  possiamo  rimettere  le  biglie  oppure   possiamo
  approfondire adeguatamente le questioni.

   PRESIDENTE.   Assessore,  chiedo  scusa,  secondo   queste   nuove
  informazioni  diciamo, due milioni e sette il  contenzioso,  quello
  che è, e due milioni ed otto sarebbe il residuo che invece c'è  due
  milioni  e otto è il contenzioso e invece dell'onorevole Di  Mauro
  quanto  sarebbe  invece  la   un  attimo.  Un  attimo  solo.  Prego
  assessore. Quanto sarebbe? Assessore scusi. Onorevole Di  Mauro  un
  attimo. Assessore, mi dice secondo voi quanto è la  ?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Presidente, devo parlare con il liquidatore, devo approfondire  con
  il liquidatore.

   PRESIDENTE.  Perché questo che c'è nella relazione   la  relazione
  direbbe che di consistenza sono due milioni e otto.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Presidente, mi faccia approfondire con il liquidatore. Chiedo  e la
  chiudiamo qua. Basta, chiudiamola qua.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro un attimo. Abrogare che  significa?
  Votiamo. Onorevole Di Mauro, prego.

   DI  MAURO.  Cracolici dice che sbaglio la   Allora,   al  fine  di
  agevolare la chiusura della liquidazione di Espi ed EMS, la Regione
  è autorizzata ad intervenire nei giudizi nei quali siano parte Espi
  ed  EMS,  in  liquidazione assumendo su di sé la causa e  chiedendo
  l'estromissione    degli    enti   dal    giudizio.    A    seguito
  dell'estromissione   degli   enti  dai   giudizi   il   commissario
  liquidatore trasferisce al bilancio della Regione siciliana, come
  la somma di ventuno milioni di euro,   dalla copertura dei relativi
  oneri  posti  a carico dell'amministratore regionale.  Entro  cento
  venti giorni   non si è fatto più niente.

   PRESIDENTE.   Perché si sta facendo allora questo?  Perché  stiamo
  facendo   questa   norma  allora?  Cracolici  e   poi   l'assessore
  giustamente dice  parliamo con gli Uffici e vediamo che ci dicono .

   CRACOLICI. Presidente, io non voglio fare un braccio di  ferro,  e
  lo  dico  all'assessore  Armao di evitare  che  su  questa  vicenda
  diventi una sorta di braccio di ferro, anche perché parliamo di una
  questione   prevalentemente   tecnica.   Mi   ascolti   Presidente.
  Presidente,  mi ascolti. Noi siamo partiti da un dato.  Anche  alla
  luce  del  parere degli Uffici dell'Assemblea sono stati posti  dei
  rilievi sulla possibilità di attivare le procedure di liquidazione,
  come  dire,  con  un  sistema in cui la Regione  incamerava  in  un
  proprio capitolo questo fondo che trasferiva l'Espi e la Regione lo
  destinava  ad un fondo vincolato per pagare l'ultimo creditore  che
  si  dice esserci, per chiudere questa liquidazione e abbiamo  posto
  dei rilievi civilistici, ecc. ecc. Dopo di che io sono convinto che
  il  comma  3,  4  e  5 quindi non possono essere  approvati  perché
  violeremmo  alcuni  principi di contabilità pubblica,  civilistica,
  codice civile.
   L'unica  cosa che mi sono permesso di suggerire e proporre,  anche
  alla  luce dei precedenti che sono stati costituiti con le attività
  di  legge, e ha ragione Armao, che già la norma fu fatta  pure  nel
  2019,   perché  non  è  la  prima  volta  che  interveniamo   sulle
  anticipazioni  dell'Esp. Mi è stato detto che c'è una disponibilità
  residua  dalla  liquidazione di 25 milioni, di cui  due  milioni  e
  mezzo sarebbero dovuti servire per accantonarli per il debito.
   Avevo  proposto un emendamento che dice, intanto se è vero che  ci
  sono  25  milioni, intanto venti milioni incameriamoli in  entrata,
  come anticipazione alla pari, visto che abbiamo un bilancio con una
  serie  di  accantonamenti per circa un miliardo,  e  intanto  venti
  milioni li trasferiamo in entrata al bilancio della Regione.
   Se l'assessore non è d'accordo, non è che mi straccio le vesti,  a
  questo  punto però, chiedo che il comma 3, 4 e 5, dell'articolo  2,
  con  le motivazioni che ho sempre sostenuto dal momento iniziale  e
  che  l'assessore, a un certo punto, aveva detto stralciamoli e  non
  ne  parliamo più. Io chiedo che l'Aula si esprima su stralciare  il
  comma  3, 4 e 5 che sono connessi, l'uno fa saltare l'altro, quindi
  niente  di  più, ma io parlo al muro, spero di aver parlato  almeno
  alla storia.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo circa 4 ore  di
  dibattito su questo comma 3 dell'art. 2, possiamo sapere  cosa  sia
  questo  ultimo contenzioso pendente? O devo fare una  richiesta  di
  accesso  agli  atti, cosa devo fare un'interrogazione parlamentare?
  Finora non l'ho capito, confesso la mia ignoranza, posso avere  una
  risposta dal Governo? Grazie.

   PRESIDENTE.  Dunque  siccome  non  possiamo  bloccare  l'Aula,  lo
  avevamo accantonato, teniamolo accantonato.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Se  è una cosa che invece è utile, facciamo  bocciare
  perché  cosa? Se è stato presentato un motivo ci sarà.  Vediamo  di
  capire  bene,  quali sono le condizioni. Assessore Armao,  non  c'è
  bisogno che risponda ora, accantoniamolo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Vorrei rispondere, Presidente.

   PRESIDENTE. Allora risponda.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.  È
  un  contenzioso  lavoristico per una questione di amianto,  di  una
  persona  che purtroppo non c'è più e dice di avere subito un  danno
  da lavoro, e questo è il contenzioso, a questo si fa riferimento, e
  ripeto  sono  citate, dalla Regione, all'Ente  minerario  è  citato
  mezzo mondo.

   PRESIDENTE. Non c'è stata una sentenza?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  No.  Perché  altrimenti sarebbe risolta la questione  se  ci  fosse
  stata la sentenza.

   PRESIDENTE.  Scusatemi,  perché se lo mettiamo  in  votazione  ora
  viene  bocciato.  Io, per carità, però normalmente  se  il  Governo
  presenta  qualche cosa non è così, per farselo bocciare. Quindi  un
  motivo ci sarà. Quindi aspettiamo di capire bene le motivazioni  e,
  al  limite,  più  tardi o domani lo bocciamo. Però, intanto,  prima
  vorremmo capire bene di che cosa si tratta. Eravamo al 6
   All'articolo  5  c'era una riscrittura. Ora ce n'è  una  ulteriore
  che, per gli Uffici, supera i problemi che c'erano.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Un attimo, è pronto. Un attimo solo. È già arrivato?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. No  Dovete ricordare che è una finanziaria  che  prima
  non  è passata dalle Commissioni, e quindi qualche problema in  più
  oggettivamente c'è, e non c'è niente di male. E non c'è  niente  di
  male. L'unica differenza che c'è, è che mentre prima si diceva   si
  interpreta con efficacia dall'entrata in vigore' ora  si applica  a
  decorrere dall'entrata in vigore'. Il resto è confermato.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.  È
  confermato  anche  il  parere positivo del Ragioniere  generale  e,
  quindi se è solo questo punto

   PRESIDENTE. Lo fate distribuire, per favore, all'Aula? Anche se la
  modifica è solo quella che vi ho detto.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  No, di me si fidano. Stia tranquillo  che  di  me  si
  fidano. Distribuiamolo, perché io ho detto che la modifica è quella
  che supera il problema che avevano sollevato gli Uffici.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. Allora, stiamo distribuendo l'emendamento 5GOV.  e  il
  subemendamento  5GOV.1. Tutti gli emendamenti  a  questo  punto  si
  intendono ritirati. Vediamo di fare esaminare ai parlamentari

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Allora, Presidente, quindi non ho capito cosa  rimane;
  il 5GOV.R non c'è più?

   PRESIDENTE. Rimane, scusi, 5GOV. che stiamo distribuendo e 5GOV.1.

   CRACOLICI.  Oh   Io  vorrei  fare  un'osservazione,  probabilmente
  diciamo  è sfuggito, nel testo, anche se quindi il 5 rimane  quello
  del testo?

   PRESIDENTE. Sono due emendamenti. Onorevole Cracolici, li  abbiamo
  distribuiti 5GOV

   CRACOLICI. Il 5GOV.1 e il 5GOV.R, giusto?

   PRESIDENTE.  No, lasci perdere R. 5GOV., 5GOV.1, questi  due  deve
  considerare.

   CRACOLICI. Allora, siccome a un certo punto leggo - però aiutatemi
  voi  perché qua non ho più certezza neanche su quello che scriviamo
  - cosa vuol dire  a tutti i dipendenti di ruolo in quiescenza . Che
  vuol  dire?  O sono di ruolo o sono in quiescenza. Che  vuol  dire?
  Cioè,  una  norma  del  genere, una volta che  si  approva  non  si
  applicherà,  perché  qual è quel funzionario che  ha  certezza  del
  diritto, stiamo parlando di 18 milioni di euro.

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI.  O  non  e , perché  e  significa

   PRESIDENTE. Concluda.

   CRACOLICI. Perché  e  significa che, oltre a essere di ruolo, deve
  essere pure in quiescenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si rivolga alla Presidenza.

   CRACOLICI. Le chiedo scusa.

   PRESIDENTE. Concluda il suo intervento che poi parlerà l'Assessore
  Zambuto. Ha finito?

   CRACOLICI. Sì, era un'osservazione immediata.

   PRESIDENTE. Bene; vabbé lo chiarisca così

   CRACOLICI.  Seconda cosa, lo dico perché noi stiamo approvando  un
  testo  che  riconosce dal momento in cui sarà pubblicata la  legge,
  l'equiparazione di quei lavoratori alla legge 21/86 che dà  poi  il
  beneficio cosiddetto dell'integrazione. Ma dobbiamo sapere  che  da
  un   lato  riconosciamo  il  contenzioso  dall'altro  lato   stiamo
  riconoscendo  il beneficio da oggi in poi. Quindi, rimane  un  buco
  grande quanto una portaerei tra la norma che trova applicazione  da
  questo  momento e il superamento .cioè stiamo dicendo a tutti  fate
  causa, fate causa per avere ciò che daremo da oggi in poi anche per
  il passato.
   Non so se è una norma intelligente, ecco questo stavo dicendo; con
  i  costi in più per l'amministrazione, perché se fate causa  stiamo
  dicendo  siccome avete ragione perderemo le cause e pagheremo  pure
  le spese legali.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Presidente,  io  ho  seguito  questo  emendamento   nella
  redazione  del  Governo e l'ho anche analizzato a fondo.  Il  primo
  comma   riguarda   i   contenziosi   in   essere,   diciamo,   dove
  l'amministrazione   regionale  nelle  sue   diramazioni   è   stata
  soccombente ed hanno quantificato in 18 milioni circa in  centinaia
  e  centinaia  di soggetti che dal 2014 ad oggi alcuni non  ci  sono
  più,  alcuni purtroppo sono morti nel corso degli anni  e  vi  devo
  dire una cosa: alcuni sono morti in povertà, perché a fronte di una
  pensione integrativa che faceva parte quasi in alcuni casi del  80-
  90  per  cento arrivavano, diciamo, a percepire poche centinaia  di
  euro.
   Quindi, si sta ripristinando giustizia. Io ricordo proprio  l'anno
  scorso ce ne occupammo anche con l'onorevole Cracolici per dare  la
  possibilità a questi soggetti, firmando un emendamento insieme,  di
  essere  riconosciuta la pensione integrativa,  il  pagamento  della
  pensione  integrativa e il fondo pensione. Però,  questi  sono  gli
  arretrati,  cioè  il  contenzioso e, quindi, andiamo  a  sanare  un
  problema,  cioè  andiamo ad autorizzare il fondo pensioni  a  poter
  pagare.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARICO'. Hanno fatto causa tutti, non c'è stato un soggetto che non
  ha fatto causa; forse, chi non ha fatto causa è perché è morto, non
  aveva eredi, non aveva superstiti, diciamo non è stata fatta causa.
   Dopodiché, il comma 2 riguarda gli ultimi 41 soggetti che non sono
  stati  riconosciuti  con la norma che abbiamo votato  in  Aula  per
  l'integrazione  e  che  con circa 162 mila euro  l'anno  potrebbero
  avere  il diritto riconosciuto così come i colleghi l'hanno  avuto,
  quelli che sono già andati in pensione.
   Quindi,  ritengo  una norma di buonsenso, una norma  che  potrebbe
  fare risparmiare alle casse regionali diverse centinaia di migliaia
  di  euro perché è logico che questi potranno fare causa tra qualche
  anno ed avere riconosciuto un loro diritto. Il problema è: vogliamo
  fargli  vincere la causa, pagare di più come Regione e non dare  la
  possibilità  a  questi dipendenti di poter percepire  quelle  poche
  centinaia di euro in più che meritano di avere? Ma credo che l'Aula
  sia assolutamente d'accordo.
   Nella  relazione che è stata fatta dal Fondo pensioni e poi  visto
  dall'Assessorato  all'economia, non  c'è  un  soggetto  che  rimane
  fuori. Quindi, quelli che sono stati riconosciuti prima sono  oltre
  300  e  oggi  li  riconosciamo con la  possibilità  di  pagare  gli
  arretrati,  gli  altri sono esattamente 41  e  non  ci  sono  altri
  soggetti.  Quindi,  rispondendo, se posso -  capisco  che  mi  devo
  rivolgere  sempre alla Presidenza - però al quesito  dell'onorevole
  Cracolici  ritengo  che  questa sia una norma  di  buon  senso,  di
  giustizia sociale ed anche soprattutto per quei soggetti che non ci
  sono  più  ed  anche  per i superstiti e per le  signore  che  sono
  rimaste con una pensione sotto il reddito di cittadinanza in alcuni
  casi,  Presidente, che potrebbero finalmente avere  una  giustizia.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Assessore Zambuto, lei è in condizione di  rispondere
  già o ha bisogno di qualche minuto?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Posso  rispondere.  Volevo dire che, rispetto alla  norma  appunto,
  mettere   anche   la   congiunzione.  Quindi,  presentiamo   subito
  l'emendamento. Lo consegno alla Segreteria.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Presidente,  riprendiamo  il  dibattito  sull'articolo   5,
  confesso  che fra le riscritture credo di non avere la copia  della
  riscrittura definitiva.
   Detto  questo,  Presidente,  nella  precedente  trattazione  avevo
  lamentato  come  un emendamento che avevo presentato  per  un'altra
  questione  di giustizia, come poc'anzi ha sottolineato  l'onorevole
  Aricò,  sulla questione degli ex pensionati EAS, purtroppo  non  si
  sta potendo configurare per gli ex pensionati ASI appartenenti agli
  11 consorzi in liquidazione.
   Purtroppo,  nonostante  l'attività parlamentare  condotta  in  III
  Commissione abbia tentato di adempiere a tutto quello che era stato
  richiesto  per  avere una contabilità puntuale  del  numero,  degli
  eredi  e quant'altro, pur trattandosi di pensioni che comunque  non
  supererebbero  in  nessun caso tre volte il  minimo  Inps,  ma  con
  importi a volte anche di poche centinaia di euro, non hanno trovato
  accoglienza nel testo, né tanto meno nella fase emendativa.
   Vorrei dire che in questo frangente ho raccolto anche altre  firme
  a  sostegno, ad  aggiungersi a quelle che già c'erano nella fase di
  presentazione  e, quindi, praticamente tutti i Gruppi parlamentari,
  anche   perché  si  tratta  di  pensionati  di  tutte  le  province
  siciliane,  purtroppo, che sono dimenticate perché a partire  circa
  dal  2016-2017  cominciarono  a non ricevere  più  questa  pensione
  integrativa a causa di alcune, diciamo, decisioni che furono  prese
  a  quel  tempo da quel Governo per motivazioni che francamente  non
  sto qui a dire e che non condivido. E quindi chiedo, Presidente, se
  c'è  la volontà da parte praticamente tutti i  Gruppi parlamentari,
  se   non   sia  il  caso  di  accogliere  la  proposta  emendativa,
  accantonare  l'articolo 5, trovare insieme al Governo le  coperture
  per  questo  fondo, si tratta solo di 1 milione e 400 mila  euro  e
  chiudere  questa  Legislatura con un atto  di  dignità  non  per  i
  pensionati,  perché loro la dignità non la perderanno  mai,  ma  un
  atto  di  dignità  da  parte di questa Assemblea,  perché  tutti  i
  Gruppi,  tutti gli Assessori, hanno ricevuto segnalazioni,  stretto
  mani,   dato  rassicurazioni,  che  almeno  nell'arco   di   questa
  Legislatura  si  sarebbe trovata una soluzione e,   Presidente,  mi
  sembra  veramente una cosa denigrante per noi tutti i deputati  non
  potere trovare una soluzione.
   Io  lo  ammetto,  non ci sono riuscita ad avere  fedelmente  delle
  coperture, ad avere delle risposte concrete  e veritiere  da  parte
  degli  uffici,  però  qui  c'è  una rappresentanza  trasversale  di
  parlamentari che liberamente hanno sottoscritto la proposta e io la
  prego  benevolmente di volerla accogliere e vedere con gli  Uffici,
  con gli Assessori, con il dottore Tozzo, con Armao, con Turano, con
  l'Assessore  Zambuto, di dare risposte anche a  questi  pensionati,
  che  non sono, come dire, meno ben voluti rispetto agli altri verso
  i quali stiamo trovando una risposta.
   Quindi,  le  chiedo,  come abbiamo fatto per  altri  articoli,  di
  accantonare  volendo  trovare in maniera unitaria,  trasversale,  a
  nome  del  Parlamento,  una  risposta  che  sia  risposta  di   una
  Legislatura,  perché  ogni  anno, caro  Presidente,  questi  poveri
  pensionati, alcuni indebitati, alcuni costretti a fare  ricorsi,  a
  fare  lievitare le spese della Regione, perché ogni volta i giudici
  gli  danno  ragione, fanno pagare alla Regione  gli  interessi,  le
  spese  legali.  La Corte dei conti ci raccomanda  di  chiudere,  di
  mettere   una  pezza  a  queste  situazioni,  perché  la   prossima
  Legislatura  i deputati che ci saranno qui si troveranno  a  dovere
  pagare più debiti e diranno:  ma perché i nostri colleghi la scorsa
  legislatura  non hanno sanato questa questione che è una  questione
  di giustizia  .
   Come  ha  visto anche l'onorevole Compagnone si è aggiunto  perché
  anche  nella  provincia  di Catania, a Caltagirone,  nel  distretto
  produttivo, ci sono tante persone che guardano con rispetto e hanno
  fiducia in noi; però, Presidente, deve essere una decisione  e  una
  volontà di tutti i deputati, di tutti gli Assessori, anche  di  lei
  soprattutto che a suo insindacabile giudizio venga data accoglienza
  e,  come dire, si coordini con l'articolo esistente questo sostegno
  economico per le pensioni integrative.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, brevemente, per ostentare anche noi
  apprezzamento alle riflessioni a sostegno degli ex pensionati delle
  Camere  di  Commercio  ASI  a cui ha fatto riferimento  l'onorevole
  Foti. È una questione per cui abbiamo presentato sia in questa  che
  nella  scorsa  Legislatura appositi disegni di legge; speriamo  che
  trovino   copertura,  finalmente,  nelle  pieghe  della  legge   di
  stabilità.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Presidente,  non possiamo non condividere  l'intervento
  accorato  dell'onorevole Foti riguardo a questa  categoria  che  la
  Regione ha dimenticato ormai da anni.
   Questa  è la seconda Legislatura in cui, come ha detto la collega,
  trasversalmente tutti i Gruppi si occupano degli ex pensionati ASI,
  ma  di fronte alle richieste che provengono dal Parlamento troviamo
  e  continuiamo a trovare dinanzi un Governo che si pone rispetto  a
  questi  soggetti che da anni si vedono negati i propri diritti,  un
  muro di gomma.
   Pertanto, anche noi ci uniamo, sostanzialmente, a questo appello e
  chiediamo a questo Governo di trovare una soluzione definitiva  che
  ristori  e  renda giustizia a questa categoria che da  troppi  anni
  invoca   un   intervento   definitivo   e   risolutore   da   parte
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà. Poi l'onorevole Zito.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  Assessore,  io  ho  sottoscritto
  questo emendamento, onorevole Foti.

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

   DIPASQUALE.  Io  già ho sottoscritto l'originale, A.28,  questo  è
  quello  presentato   io  avevo  direttamente  firmato  l'originale,
  l'emendamento A.28 che riguarda, appunto, i lavoratori in  pensione
  delle  ASI.  Quindi,  il  nostro è un  sostegno  -  l'ha  detto  il
  Segretario  regionale,  lo hanno ribadito i  colleghi  tutti  -  in
  maniera  convinta  lo aveva sottoscritto già e ovviamente  ci  sarà
  anche il nostro voto.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Grazie, Presidente. Non voglio ribadire quello che ha detto
  l'onorevole Foti ma anche l'onorevole Cappello, più che altro è  un
  impegno  che  doveva  essere preso veramente tanto  tempo  fa  però
  ancora  non  si  è  riuscito a risolvere  questo  problema.  Quindi
  quest'Aula,  l'emendamento prima firmataria l'onorevole  Foti,  che
  abbiamo  anche  controfirmato noi, ma comunque sia  il  Governo  e,
  soprattutto, il Presidente Musumeci che so che ha incontrato questi
  lavoratori  qualche tempo fa e a cui ancora non ha  dato  risposta,
  devono   trovare  una  soluzione.  E  si  deve  trovare  in  questa
  Finanziaria,  anche  perché  è  l'ultima  che  faremo   in   questa
  Legislatura. Quindi, ora o mai più.
   Mi  affianco all'appello degli altri colleghi. Ripeto, già abbiamo
  firmato l'emendamento, troviamo una soluzione anche per non  creare
  delle   disparità   che  già  si  vedono  all'interno   di   questa
  Finanziaria. Grazie.

   PRESIDENTE.  Assessore Zambuto, c'è questa richiesta da  parte  di
  tre Gruppi parlamentari, il PD, il Movimento Cinque Stelle e Gruppo
  Attiva  Sicilia, che chiedono una valutazione complessiva di  tutto
  il tema.
   Il  Governo  insiste  sul  trattare  questo  argomento  oppure  lo
  accantoniamo  per vedere se nel corso dei lavori ci  sono  risorse?
  Come dice?

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Zambuto)

   PRESIDENTE. Lo dobbiamo trattare tutti assieme, perché c'è  questa
  richiesta,  altrimenti devo mettere ai voti  la  loro  proposta  di
  accantonare.
   Il  Governo accetta di accantonare questo emendamento. Ricordo che
  erano  stati presentati oltre il 5GOV, anche il 5GOV.1 e  anche  il
  5GOV.2 che toglierebbe il termine di ruolo, questo anche in seguito
  alle  osservazioni  fatte  dall'onorevole  Cracolici.  E  poi   c'è
  l'emendamento  sottoscritto da 20, 25,  deputati  che  assumerà  il
  5GOV.3.  Vedremo  cosa si potrà fare durante il corso  dei  lavori.
  L'articolo 5 è, in questo momento, accantonato.
   Governo,  è  chiaro che questa soluzione dovrebbe trovarsi  domani
  insomma, perché massimo giorno 11 dovremmo finire.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.

                                «Art. 7.
      Agevolazioni in favore delle imprese localizzate nelle zone
                   economiche speciali della Sicilia

  1.  Al  fine  di incentivare lo sviluppo dell'economia  delle  Zone
  Economiche  Speciali (ZES) di cui agli articoli 4 e  5  del  DL  20
  giugno  2017,  n.  91 e successive modifiche ed integrazioni,  alle
  imprese   operanti   nei   settori   delle   attività   estrattive,
  manifatturiere,  della  logistica  e  dei  servizi  indicati  nella
  tabella  5.1  dei  Piani di Sviluppo Strategico ZES  approvati  con
  delibera  di Giunta Regionale n. 277 dell'8 agosto 2019, che  hanno
  la  sede  principale o l'unità locale all'interno delle  ZES  della
  Sicilia e rientrano in Sicilia nel beneficio di cui all'articolo 5,
  comma  2,  del  DL 20 giugno 2017, n. 91 e s.m.i.,  è  riconosciuto
  dall'anno  2022  ed  entro il 31 dicembre 2023,  un  contributo,  a
  decorrere  dalla data di accoglimento dell'istanza, parametrato  ai
  ricavi delle vendite e delle prestazioni di cui agli articoli  2425
  e   2425bis  del  codice  civile  derivanti  dall'attività   svolta
  dall'impresa nella Zona Economica Speciale della Sicilia  nell'anno
  nel  quale  l'istanza  è  presentata  e  in  quello  immediatamente
  successivo.
  2.  Il  contributo  di  cui  al presente articolo  è  concesso  nel
  rispetto  dei  limiti e delle condizioni previsti  dal  regolamento
  (UE)  n.1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013,  relativo
  all'applicazione  degli  articoli  107  e  108  del  trattato   sul
  funzionamento  dell'Unione  europea  agli  aiuti   de   minimis   e
  successive  modifiche  ed integrazioni e del  regolamento  (UE)  N.
  717/2014   della   Commissione  del   27   giugno   2014   relativo
  all'applicazione  degli  articoli  107  e  108  del  trattato   sul
  funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis nel settore
  della   pesca   e  dell'acquacoltura  e  successive   modifiche   e
  integrazioni.
  3.  Il  contributo  di  cui  al presente  articolo  è  utilizzabile
  esclusivamente  in  compensazione, ai sensi  dell'articolo  17  del
  decreto  legislativo  9  luglio 1997,  n.  241  e  s.m.i.  Ai  fini
  dell'individuazione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni di
  cui  agli  articoli  2425  e 2425bis del  codice  civile  derivanti
  dall'attività  svolta dall'impresa nella Zona  Economica  Speciale,
  sussiste l'obbligo di tenuta di un'apposita contabilità.
  4.  Per  fruire del contributo le imprese presentano un'istanza  il
  cui  modello  è approvato con apposito provvedimento del  dirigente
  generale   del  Dipartimento  Finanze  e  Credito  dell'Assessorato
  regionale  dell'Economia. Entro i successivi  sessanta  giorni  dal
  termine  ultimo previsto per l'invio delle istanze, sulla base  del
  rapporto tra l'ammontare delle risorse stanziate per ciascun anno e
  l'ammontare   complessivo  delle  agevolazioni   richieste,   viene
  determinata  con  provvedimento  Dirigenziale  la  percentuale  del
  contributo spettante. Le imprese ammesse al contributo non  possono
  presentare  nuova istanza nell'anno successivo a quello della  data
  di presentazione dell'istanza ammessa al contributo.
  5.  L'utilizzo  del contributo, il cui importo non  può  in  nessun
  caso  superare  quello  indicato  in  sede  di  riconoscimento,   è
  consentito esclusivamente entro il secondo anno successivo a quello
  di   presentazione   dell'istanza  e  comunque   entro   i   limiti
  dell'importo   risultante  dai  ricavi  delle   vendite   e   delle
  prestazioni  di cui agli articoli 2425 e 2425bis del codice  civile
  derivanti  dall'attività svolta dall'impresa nella  Zona  Economica
  Speciale  nell'anno  nel quale l'istanza è stata  presentata  e  in
  quello  immediatamente  successivo.  In  caso  di  incapienza,   il
  contribuente   può   utilizzare   il   contributo   residuo   anche
  successivamente  e  comunque non oltre il terzo anno  successivo  a
  quello di presentazione dell'istanza.
  6.  Con  uno  o più decreti del dirigente generale del Dipartimento
  Finanze  e  Credito  dell'Assessorato regionale  dell'Economia,  da
  emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge,  sentiti,  entro sessanta  giorni  dalla  data  di
  entrata   in  vigore  della  stessa,  il  dirigente  generale   del
  Dipartimento  delle Attività Produttive dell'Assessorato  regionale
  delle  Attività  Produttive, e previa intesa  con  l'Agenzia  delle
  Entrate, saranno determinate le date di presentazione delle istanze
  e  le  modalità di applicazione della procedura per la  concessione
  del contributo, compresa l'individuazione degli uffici competenti a
  ricevere   le   istanze  e  l'emanazione  delle  disposizioni   per
  l'effettuazione delle verifiche necessarie a garantire la  corretta
  applicazione del presente articolo.
  7.  Qualora  venga  accertato il mancato  rispetto  degli  obblighi
  previsti   dal  presente  articolo,  dalla  normativa   statale   e
  comunitaria   richiamate   dal  medesimo   articolo,   nonché   dei
  presupposti  e  delle  condizioni previsti  per  la  fruizione  del
  contributo,  l'Amministrazione regionale procede  alla  revoca  del
  contributo  ed  al  recupero  dell'importo  indebitamente   fruito,
  maggiorato  di  interessi e sanzioni ai sensi dell'articolo  9  del
  decreto   legislativo   31  marzo  1998,  n.   123   e   successive
  modificazioni ed integrazioni.
  8.  All'esercizio delle funzioni discendenti dall'applicazione  del
  presente  articolo, provvede la Regione che può  avvalersi,  previa
  stipula con l'Agenzia delle Entrate di apposita convenzione di  cui
  all'articolo  7  della  legge regionale  3  maggio  2001,  n.  6  e
  successive modifiche ed integrazioni, dei competenti organi statali
  ai  sensi  del  comma 1 dell'articolo 8 del decreto del  Presidente
  della  Repubblica  26  luglio 1965, n. 1074. Per  le  finalità  del
  presente  comma è autorizzata la spesa di 30 migliaia di  euro  per
  ciascun anno del biennio 2022-2023 (Missione 1 Programma 4).
   9.   I   fondi  necessari  per  le  regolazioni  contabili   delle
  compensazioni di cui al comma 3 del presente articolo sono posti ad
  esclusivo carico della Regione. Per le finalità del presente  comma
  è  autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2022 e  25
  milioni  di euro per l'anno 2023, che costituiscono limite annuale,
  a  valere sulla disponibilità delle risorse del Fondo di Sviluppo e
  Coesione (FSC)».

   Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Intanto, volevo chiedere sull'articolo 7, Presidente,
  se  c'è  da  parte  del  Governo  un emendamento  aggiuntivo  o  di
  riscrittura.

   PRESIDENTE. Ci sono già due emendamenti del Governo che sono stati
  presentati, che fanno parte del fascicolo.

   BARBAGALLO. Non ci sono nel fascicolo.

   PRESIDENTE. Ah  Non fanno parte del fascicolo. Il 7.14 e il  7.15.
  Sono stati distribuiti?

   BARBAGALLO.  No,  Presidente.  Magari,  Presidente,   se   lei   è
  d'accordo, l'Assessore Turano e l'Assessore Armao dovrebbero essere
  in  Aula prima di fare il mio intervento vista la delicatezza delle
  questioni.

   PRESIDENTE.  Intanto,  guardate  gli  emendamenti.  Sospendiamo  5
  minuti in attesa che arriva l'Assessore.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Aspetti un momento. L'Articolo  8  è  stralciato.  Il
  Governo  mi  dice a questo punto, in attesa di una  valutazione,  a
  proposito  degli emendamenti presentati dal Governo  e  dai  Gruppi
  parlamentari, di passare all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
       Disposizioni in materia di trasporto pubblico e mobilità

     1.  Per  le finalità di cui all'articolo 1 della legge regionale
  9  agosto  2002,  n.  12  e successive modifiche  ed  integrazioni,
  l'autorizzazione di spesa di cui all'Allegato 1 alla presente legge
  è  determinata  in  complessivi di 325.000  migliaia  di  euro,  in
  ragione  di  65.000  migliaia di euro per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari dal 2022 al 2026 (Allegato 1, Missione 10, Programma  3,
  Capitolo 476520).

     2.  Al  fine  di erogare l'adeguamento Istat, dovuto,  ai  sensi
  dell'art. 27 c. 6 della L.r. 22 dicembre 2005, n. 19 e s.m.ii,  per
  l'anno 2018 alle aziende pubbliche e private esercenti il trasporto
  pubblico   di   linea  su  gomma  è  autorizzata  per   l'esercizio
  finanziario  2022 la spesa di   762.692,98 (Missione 10,  Programma
  2).

     3.  Per  le  finalità  di cui all'art. 14, c.5,  della  L.r.  11
  agosto  2017 n. 16, è autorizzata per l'esercizio finanziario  2022
  sul  capitolo  272536  (Missione 10 Programma  2)  la  spesa  di
  100.000,00.

     4.  All'art.  85 della legge regionale 15 aprile  2021  n.  9  e
  successive  modifiche  ed integrazioni dopo  le  parole   esercizio
  finanziario  2021  sono aggiunte le parole  e di  700  migliaia  di
  euro per ciascun anno del triennio 2022-2024 .

     5.  La  Regione in qualità di proprietario della flotta di treni
  regionali,  è autorizzata a stipulare una polizza assicurativa  per
  responsabilità civile verso terzi, con un massimale di  50  milioni
  di Euro, da mantenere per tutta la durata del contratto di servizio
  per il trasporto pubblico ferroviario regionale.

     6.  Per  le finalità previste dal comma precedente è autorizzata
  la  spesa di euro 60.000 per l'esercizio finanziario 2022 e di euro
  120.000  annui per ciascuno degli esercizi finanziari dal  2023  al
  2026 (Missione 10 Programma 1).

     7.  Nelle  more  di  avviare il processo di privatizzazione  del
  trasporto  pubblico  locale  il  trasferimento  del  contributo  di
  gestione  annuale  ad  AST  il  contributo  di  cui  al  comma   12
  dell'articolo  10 della legge regionale 14 giugno 1983,  n.  68,  a
  valere  sulla  Missione  1,  Programma 3,  capitolo  478102,  viene
  erogato  in un'unica soluzione entro il 31 maggio di ciascuna  anno
  sino  alla scadenza dei contratti di affidamento provvisorio, ferma
  restando  l'erogazione  mensile in caso di  esercizio  provvisorio.
  L'AST S.P.A. predispone un piano di risanamento triennale entro  il
  31  luglio  2022,  volto a superare le criticità finanziarie  ed  a
  conseguire  gradualmente sufficiente liquidità  per  l'espletamento
  delle   attività   istituzionali   limitando   il   ricorso    alle
  anticipazioni bancarie.

     8.   L'Assessorato  Regionale  delle  Infrastrutture   e   della
  Mobilità - Dipartimento delle infrastrutture, della Mobilità e  dei
  Trasporti - è autorizzato a concedere contributi per migliorare  la
  catena  intermodale e decongestionare la rete viaria,  incentivando
  le  autostrade del mare che collegano la Sicilia da e per  i  porti
  Italiani.   L'individuazione  dei  beneficiari,  la  commisurazione
  degli  aiuti,  le  modalità e le procedure per  l'attuazione  degli
  interventi  di  cui  al  presente articolo  sono  disciplinate  con
  decreto  dell'Assessore  Regionale  delle  Infrastrutture  e  della
  Mobilità di concerto con l'Assessore per l'Economia, da sottoporre,
  entro  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  a  notifica preventiva alla Commissione europea,  ai  sensi
  dell'articolo  108  del  Trattato  sul  funzionamento   dell'Unione
  europea. Per le finalità del presente comma è autorizzata la  spesa
  di  10  milioni di euro per l'esercizio finanziario 2022  (Missione
  10, Programma 3).

     9.  È autorizzata la concessione di un credito al Consorzio  per
  le  Autostrade  Siciliane  con  le  forme  della  anticipazione  di
  liquidità  da  estinguersi entro l'esercizio 2022  per  un  importo
  corrispondente  ad  euro  10 milioni (Titolo  5,  Tipologia  200  -
  Missione 10, Programma 5).

     10.   Disposizione   stralciata  dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.

     11.  Per  il mantenimento ed il funzionamento dell'Organismo  di
  Ispezione  di   Tipo B , ai sensi della norma UNI CEI  EN  ISO  IEC
  17020,  della  Regione Siciliana, istituito presso il  Dipartimento
  Regionale  Tecnico  con  il  D.P.Reg.  27  giugno  2019,  n.12,   è
  autorizzata per l'esercizio finanziario 2022 la spesa di  32.381,00
  euro (Missione 1, Programma 6).

     12.  Per il funzionamento della Commissione per la redazione del
  Prezziario   Unico   Regionale   è  autorizzata   per   l'esercizio
  finanziario 2022 la spesa di 10.000,00 euro (Missione 1,  Programma
  6).

   Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
   Vediamo chi chiede di intervenire. Vediamo di organizzare i lavori
  in  maniera tale che sappiamo quante persone parlano. Hanno chiesto
  di  parlare  gli  onorevoli Barbagallo, Laccoto,  Lupo,  Schillaci,
  Palmeri e Ciancio.
   Prego, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, intanto noi più volte nel corso  di
  questo   esercizio  finanziario  abbiamo  chiesto   a   gran   voce
  l'applicazione e l'esecuzione delle norme della scorsa  finanziaria
  in materia di trasporto pubblico locale. L'Assessore Falcone lo sa,
  ce  ne  siamo  rammaricati  sia  nelle  sedi  istituzionali,  nelle
  Commissioni ma anche pubblicamente.
   Incredibile ma vero, iniziamo la finanziaria 2022 e le norme della
  finanziaria   2021  non  sono  state  attuate.  Mi   riferisco   in
  particolare all'articolo 110 della finanziaria 2021 che era  quello
  che prevedeva i 7 milioni di ristoro per la categoria dell'NCC.  Il
  Governo regionale nel corso di quest'anno ha dato altri ristori, ma
  non  ha  utilizzato  i  7  milioni di euro  previsti  espressamente
  all'articolo   110   e   che,  cosa  insopportabile,   ha   trovato
  l'approvazione dell'Aula a seguito dell'emendamento da parte  delle
  opposizioni  e segnatamente del Partito democratico. Non  vorremmo,
  assessore Falcone, che questo fosse un precedente spiacevole che il
  Governo  esegue  alcuni  emendamenti frutto  di  quelli  di  natura
  governativa  e  poi  quando le opposizioni  una  volta  ogni  tanto
  riescono a fare passare un emendamento, che peraltro in questo caso
  riguardava  il  ristoro specifico per una intera categoria,  questa
  viene pretermessa.
   Fa  ancora  più  male  la  circostanza che  nel  corso  di  questo
  esercizio  nessuna risorsa è stata prevista sempre perla  categoria
  degli NCC per la rottamazione dei bus turistici Euro 1, Euro  2  ed
  Euro  3  che,  come è noto - assessore Falcone, lei lo  sa  bene  e
  meglio di noi - dovranno essere rottamati Euro 1 ed Euro 2 entro il
  corso di quest'anno, Euro 3 nel termine ultimo del prossimo anno.
   Ci  aspettavamo francamente nelle pieghe della manovra di bilancio
  un segnale concreto da questo punto di vista per una categoria che,
  più di altre, ha sofferto la crisi e a cui non solo erano destinati
  7  milioni  e gli Uffici e l'Assessorato, quindi, non ha provveduto
  ad impegnare la somma ma che neanche, quindi, pensiamo di garantire
  per la copertura e per la possibilità di ammortizzare i costi della
  rottamazione come, invece, avviene per le aziende municipalizzate o
  per il TPL.
   Nel  corpo dell'articolo 9 siamo molto preoccupati per due  commi,
  segnatamente  il  comma 8 ed il comma 9. Per il comma  8  per  come
  rilevato  dagli  Uffici dell'Assemblea, la norma non  identifica  i
  soggetti  beneficiari  degli aiuti né determina  l'importo  massimo
  attribuibile  per ciascun beneficiario e, quindi, a giudizio  degli
  Uffici  ma  anche  a  nostro giudizio, assessore Falcone,  presenta
  evidenti  criticità sotto il profilo del rispetto del principio  di
  legalità in materia di misure economiche e relazione al sistema dei
  fondi  regionali. Quindi, una doppia criticità sia sulla  copertura
  ma anche sulla legittimità della norma.
   Stesso discorso per il comma 9 che questa anticipazione di ben  10
  milioni  di euro nel corso dell'esercizio finanziario di quest'anno
  per il CAS e, francamente, dal tenore della norma e dalle relazioni
  allegate,   non  si  comprende  quale  sia  la  compatibilità   tra
  un'anticipazione di questo tipo e la normativa statale  in  materia
  di  aiuti  di  Stato. Quindi, a nostro giudizio,  c'è  un  evidente
  profilo di illegittimità della norma.
   Vorremmo  essere  grati all'assessore Falcone se ci  fornisse  dei
  chiarimenti proprio da questo punto di vista.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne
  ha facoltà.

   LACCOTO.  Sì,  Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  abbiamo
  avuto  notizie  in  questi giorni, sono intervenuto  anche  con  un
  comunicato,  di  una  situazione particolare  per  quanto  riguarda
  l'aumento   dei   costi  dei  biglietti  per   le   Isole   minori,
  specificatamente per quanto riguarda le Isole Eolie e  credo  anche
  le altre Isole minori con aumento di circa il 45 per cento, aumento
  che è stato forse anche dettato dall'aumento del gasolio o da altre
  a  livello  nazionale  ed  io ho avuto  notizia  dalla  stampa  che
  l'assessore  Falcone  ha  incontrato  i  rappresentanti  di  queste
  categorie per avere anche la possibilità d'intervenire.
   Ora, stiamo trattando una materia molto delicata che è quella  dei
  trasporti locali pubblici. Io ritengo che in questa sede  si  debba
  trovare, oltre che fare un intervento a livello nazionale perché si
  possano  per  lo  meno, ecco, mitigare questi aumenti,  intervenire
  anche  in  questa  finanziaria per dare una boccata  d'ossigeno  ed
  evitare  che  questi costi, proprio alla vigilia di  un'estate  che
  dovrebbe  segnare la ripresa del turismo in Sicilia,  blocchino  di
  fatto quelle che sono le possibilità dei turisti per arrivare  alle
  Isole  minori, precisamente, di più ecco io mi occupo  delle  Isole
  Eolie perché in provincia di Messina. Quindi, chiedo al Governo, se
  non  lo  ha  già  predisposto, d'intervenire con un  emendamento  a
  favore e per mitigare questi aumenti.
   L'altra questione, Assessore, che vorrei sollevare è quella  delle
  Ferrovie  dello Stato. Vengono dati 50 milioni per i  contratti  di
  servizio  alle Ferrovie dello Stato ma, purtroppo, ci troviamo  con
  una soppressione sempre più costante di quelli che sono i trasporti
  specialmente Messina-Palermo che, di fatto, creano problemi sia  ai
  pendolari,  sia agli studenti, quindi andrebbe fatto con attenzione
  particolare  a quelli che sono i treni che sono stati  soppressi  o
  almeno  anche le fermate che davano la possibilità sia a  studenti,
  sia a pendolari in provincia di Messina di prendere questi treni.
   L'altro  problema che pongo, Assessore, è che il Governo nazionale
  sta   stanziando   delle  somme  per  quanto   riguarda   anche   i
  trasportatori pubblici del traffico, anche pubblico.
   Credo che qui, bisognerebbe intercettare queste somme per arrivare
  proprio  ad un ammodernamento sia per quanto riguarda i  mezzi,  ma
  soprattutto  per dare la possibilità di collegamenti con  non  solo
  quelli  attuali, ma molte volte mi dicono che per quanto  riguarda,
  per  esempio, i paesi montani, vengono sempre depauperati di quello
  che  era il trasporto, la possibilità di collegamento anche  con  i
  centri più grossi. Solo questo volevo rappresentare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie  Presidente.  Governo,  mi  rivolgo  in  particolare
  all'assessore Falcone ma anche all'assessore Armao. L'articolo 9 in
  discussine di questa legge di stabilità riguarda appunto il settore
  dei  trasporti   Disposizioni in materia di  trasporto  pubblico  e
  mobilità .
   A  leggere i singoli commi si ravvisano alcune criticità, ma nulla
  rispetto  alla  drammaticità che emerge da  una  lettura  che  deve
  essere integrata anche dall'allegato 2 che nasce con l'articolo 22,
  comma  1.  Mi spiego meglio: per verificare l'esatta copertura  del
  settore  bisogna appunto fare riferimento alla tabella, allegato  2
  dell'articolo 22, comma 1, dalla quale si evince che dei 65 milioni
  previsti,  68  milioni  475 di fatto non ci sono,  sono  riduzioni,
  quindi  per  il  trasporto pubblico locale al capitolo  476521,  al
  momento  in manovra è previsto uno stanziamento di 97 milioni  525,
  cioè un taglio del 41 per cento sullo stanziamento complessivo.
   L'onorevole  Laccoto  parlava delle Isole  minori.  Credo  che  la
  situazione sia moto più tragica di quella che l'onorevole  Laccoto,
  giustamente,  ha  evidenziato,  considerato  che  al  capitolo  che
  riguarda  le  spese per l'espletamento dei servizi di  collegamento
  marittimo  con  le Isole minori, cioè il capitolo  476520,  dai  65
  milioni,  teoricamente previsti, di cui leggiamo anche al comma  1,
  dell'articolo 9, di fatto 26 milioni 812 e 500 non ci sono. Restano
  di  fatto disponibili, ad ora, sul capitolo a manovra approvata  38
  milioni 187.
   Considerato  che  siamo a maggio, 4/12 delle  risorse  disponibili
  sono già state impegnate. Quindi, togliamo circa 22 milioni dai 38,
  ne  rimangono  circa 16. Credo che quest'estate gli  aliscafi  e  i
  traghetti per le Isole minori in Sicilia rischiano di fermarsi.
   Oltre  che al trasporto Isole minori, c'è un ulteriore taglio  che
  riguarda  il trasporto aereo, perché al capitolo 478109, contributi
  per il funzionamento dei servizi aerei di linea, con assunzione  di
  oneri di servizio pubblico, capitolo teoricamente di 4 milioni 700,
  di  fatto, più 5.230, c'è una riduzione sempre nell'allegato 2,  di
  cui parlavo, di 4 milioni 125.
   In  altri  termini,  il  settore dei trasporti  in  Sicilia  è  in
  ginocchio oltre tutte le criticità già evidenziate dai colleghi che
  mi hanno preceduto.
   Chiedo  al  Governo  come intende procedere perché  è  chiaro  che
  questa  condizione  sia di una drammaticità  mai  vista  in  questa
  Regione.

                  Presidenza del Presidente Micciché

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Falcone,  con  l'articolo 9 si riparla di  trasporto  pubblico  sia
  marittimo che su terra. Da quando è iniziata questa legislatura non
  abbiamo  fatto che, assessore Falcone, fare interrogazioni, accesso
  agli  atti,  perché  le  segnalazioni che  sono  arrivate  sia  dal
  comparto  dei  lavoratori,  sia dagli utenti,  sono  state  davvero
  innumerevoli  sia per disservizi ma, soprattutto, per  mancanza  di
  pianificazione.
   Noi   assistiamo   a   corse  interrotte,  corse   anticipate   o,
  addirittura,  a  corse assolutamente cancellate. Soprattutto  corse
  che  si  pagano, poi, sulla vita dei cittadini siciliani  come,  ad
  esempio, gli studenti.
   Molti  studenti  che si trovano in determinati  comuni  dell'entro
  terra  siciliano  che sono costretti a svegliarsi alle  cinque  del
  mattino, anche sotto la pioggia, per potere raggiungere il  proprio
  plesso  scolastico  e, quindi, usufruire del proprio  diritto  allo
  studio.  Stiamo parlando di diritti, non stiamo parlando di vacanza
  o di altro.
   Assessore  Falcone, quando parliamo di trasporto  pubblico  locale
  parliamo  di AST e su questo sappiamo benissimo cosa è intervenuto.
  Una  serie di indagini che ci hanno dato uno spaccato di quello che
  è il trasporto pubblico locale, realizzato da una partecipata della
  Regione  siciliana che ha avuto parecchi problemi, soprattutto  per
  quanto riguarda anche la gestione delle proprie partecipate che non
  sono,   non  usufruiscono  e  non  rispettano  i  requisiti   della
  continuità aziendale.
   Ecco  perché ho inserito degli emendamenti proprio sulla  verifica
  della  continuità  aziendale delle partecipate  della  Regione,  in
  primis dell'AST.
   Dopodiché  con un altro emendamento, esattamente con l'emendamento
  9.11,  mi  riferisco  al  trasporto marittimo.  Assessore  Falcone,
  vorremmo che il Governo regionale facesse rispettare le convenzioni
  e  gli  accordi  che vengono stipulati, di volta in volta,  tra  il
  Dipartimento  delle infrastrutture e le compagnie  di  navigazione,
  cosa che non è avvenuta in questi anni.
   Noi abbiamo cambi di navi. Ci dovrebbero essere le navi, quelle in
  sostituzione. Cose che non avvengono. Non parliamo poi dei  ritardi
  delle  tratte degli aliscafi. Possiamo indicare tutta una serie  di
  disservizi che sono successi in questi anni.
   Assessore,  desideriamo  una pianificazione  per  un  servizio  di
  qualità   ma,  soprattutto,  un  servizio  innovativo.  E,  invece,
  assistiamo a collegamenti con mezzi marittimi davvero vetusti.  Io,
  personalmente,  sono stata su una tratta la scorsa stagione  estiva
  dove  c'erano le blatte, presenti sopra l'aliscafo che  da  Milazzo
  collegava le Isole Eolie.
   Questo è il nostro biglietto da visita per le nostre perle, con il
  quale  dovremmo  fare volano economico attraverso  le  perle  della
  Sicilia che sono le nostre Isole.
   La  prego,  assessore Falcone, una pianificazione  puntuale  e  un
  rispetto  delle  normative,  delle  convenzioni  e  degli  accordi.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho l'attenzione
  dell'assessore  Falcone  e  dell'assessore  Armao  volevo  spiegare
  alcuni  emendamenti  che  chiedono di valutare  alcuni  correttivi,
  diciamo, tecnici.
   Allora,  in  particolare, l'emendamento 9.1 modifica il  comma  5.
  Cioè,  sostanzialmente, chiedo l'abrogazione del  comma  5  perché,
  solitamente,  le  polizze  - mi chiedo -  non  sono  a  carico  del
  concessionario  del  trasporto  pubblico?  Quindi,   appunto,   del
  concessionario?  Quindi  perché la Regione  deve  stipulare  questa
  polizza?   Quindi,   in  maniera  conseguenziale,   ho   presentato
  l'emendamento 9.3, che abroga pure il comma 6.
   Poi  c'è  l'emendamento 9.2, che modifica il comma  7,  perché  al
  comma 7 nella parte iniziale c'è scritto  nelle more di avviare  il
  processo di privatizzazione del trasporto pubblico locale . Non  so
  se  è  un refuso, il significato di questa frase. E quindi propongo
  l'abrogazione di questa frase.
   Infine, l'emendamento 9.4, al comma 11. In poche parole elimino le
  parole    ed   il   funzionamento   del ,   per   sostituirle   con
   dell'accreditamento quale . Quindi il comma  11  diventa   per  il
  mantenimento  dell'accreditamento quale  organismo  di  ispezione .
  Perché  tolgo  questa  parola   funzionamento ?  Perché,  assessore
  Falcone, il funzionamento dovrebbe essere, in relazione appunto  al
  personale,  dovrebbe  rientrare nei normali doveri  di  ufficio  e,
  quindi,  non sono previste delle norme, delle somme aggiuntive  per
  il funzionamento. Al contrario l'accreditamento, invece, che già  è
  stato  fatto, ma deve essere rinnovato l'accreditamento, quindi  si
  chiedono  appunto  delle  somme  aggiuntive,  più  che  altro   per
  confermare   e   fare   l'accreditamento.   Questo   è   il   senso
  dell'emendamento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Palmeri.  E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Grazie, Presidente. Io mi concentrerò solo  sull'aspetto
  del   trasporto  ferroviario,  anche  se  in  questo  articolo   lo
  trattiamo, praticamente, solo nei commi 5 e 6.
   Però,  Assessore,  abbiamo bisogno di conoscere nel  dettaglio  le
  varie   fasi   e   le   varie  tappe  che  stanno   caratterizzando
  l'applicazione  del contratto di servizio, perché, come  conosciamo
  tutti,  il  contratto  di servizio che abbiamo stipulato  prevedeva
  all'articolo  16  una serie di investimenti:  mi  riferisco  ai  23
  milioni  per  il  revamping;  ai  13  milioni  per  gli  interventi
  infrastrutturali e ammodernamento degli impianti; 1,8  milioni  per
  investimenti  in  tecnologie;  4,2  milioni  per  investimenti   in
  informatica, l'attivazione del wi-fi a bordo per i treni  regionali
  entro il 2019. Cosa che purtroppo ancora non è avvenuta.
   Io  mi  rendo conto che sia un tema che esula un po' dall'articolo
  in  questione, però riguarda il contratto di servizio e  mi  auguro
  che anche in Commissione  Ambiente', subito dopo la finanziaria, si
  possa fare un punto per approfondire tutti questi aspetti.
   All'articolo  6  del  contratto,  per  esempio,  c'è  scritto  che
   Trenitalia tiene conto dei minori oneri di ammortamento a  seguito
  della  sostituzione  con materiale rotabile  concesso  in  comodato
  d'uso . Ora, siccome, abbiamo dato e abbiamo stipulato un contratto
  di  comodato  d'uso nel 2020, quello che vorrei sapere  è  cosa  ne
  viene  alla  Regione  siciliana,  quali  sono  i  vantaggi  e  come
  Trenitalia ha tenuto conto di questi investimenti.
   A  proposito della polizza, anch'io condivido l'emendamento  della
  collega,  perché all'articolo 8 del contratto di servizio  diciamo:
   Trenitalia,  per effetto della totale responsabilità dei  convogli
  oggetto  della cessione, assume ogni responsabilità  per  danni  al
  personale  o alle cose della Regione ovvero a terzi, derivanti  dai
  rotabili oggetto del comodato  , bla, bla, bla. Fatto sta  che  nel
  contratto   c'è   scritto  che  Trenitalia  si  assume   tutte   le
  responsabilità.
   Da qui la domanda: perché stipulare una nuova polizza assicurativa
  anche  come  Regione  siciliana? Senza  considerare  che  nel  2022
  abbiamo previsto 60 mila euro, nel 2023 120 mila euro. Ecco, capire
  anche questa discrepanza di cifre.
   Ripeto,  l'intervento si concentra sui commi 5 e 6,  quindi  sulla
  necessità  e  l'opportunità di stipulare la polizza, però  ci  sono
  tanti  altri temi che sono sicura insomma potremo affrontare in  un
  momento  successivo, anche nella Commissione di merito,  perché  ci
  sono  una serie di investimenti che è necessario ed è giusto capire
  come sono andati a finire e approfondire. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Ciancio.  E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie  Presidente, deputati e Governo. Allora,  assessore
  Falcone, lei lo sa, io in tante occasioni mi sono confrontata, l'ho
  anche  apprezzata però quest'articolo 9 mi sa un po'  di  presa  in
  giro.
   Ora, voglio sorvolare sul congelamento dei 68 milioni che vanno  a
  intaccare  tutte  le  tipologie di collegamento nell'Isola,  voglio
  sorvolare  sugli  operatori che sono i  più  penalizzati  come  per
  esempio  i  noleggiatori con conducente o tassisti,  ma  non  posso
  sorvolare  sul comma 3 che ha veramente dell'assurdo,  cioè  è  dal
  2007  che  dovevamo fare la proroga per l'affidamento del trasporto
  pubblico  locale.  C'era  la scadenza del  2019  che  non  è  stata
  rispettata  e  si è fatta un'ennesima proroga e ora a  ridosso  del
  rischio di fare un'ulteriore proroga dopo che non si è fatto  nulla
  per  un'intera  legislatura  andiamo a istituire  un  articolo,  un
  comma,  dove  mettiamo 100 mila euro per un supporto,  cioè  stiamo
  chiedendo aiuto a degli operatori per fare la proroga. Ma con quali
  tempi? E in più utilizzando un capitolo soppresso, cioè un capitolo
  che  la  Regione reputava inutile, che non serviva e che quindi  ha
  soppresso  lo  va  a ripescare, mette 100 mila  euro  per  fare  la
  proroga  che  non è riuscita a fare in quasi 5 anni di legislatura,
  dopo che ha tagliato i fondi per un sacco di altre cose più utili.
   A me sembra veramente una presa in giro questa cosa, cioè il comma
  3 è invotabile obiettivamente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora,  abbiamo  finito,  quindi  possiamo   votare.
  Onorevole Lupo, gli emendamenti soppressivi 9.5, 9.9 e 9.22 per  il
  primo comma sono mantenuti?

   LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. Ritirati, benissimo. Anche il comma 2  Vabbè  qua  c'è
  l'emendamento del Governo. E' stato distribuito? E, allora

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Sì, sì, lo dobbiamo votare.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. E' aumentato lo stanziamento, che devi fare? Lo  pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Andiamo avanti. L'emendamento 9.21, al  comma  2  era
  stato  già  ritirato. Si passa all'emendamento 9.7 degli  onorevoli
  Sunseri e Di Paola. Lo ritiriamo?

   SUNSERI. Anche a nome dell'altro firmatario dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Grazie.  L'emendamento al  comma  3,  a  firma  degli
  onorevoli  Lupo  ed  altri è ritirato; l'emendamento  al  comma  4,
  sempre   a  firma  degli  onorevoli  Lupo  ed  altri,  è  ritirato.
  L'emendamento al comma 5, degli onorevoli Palmeri ed altri?

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   PRESIDENTE.  Sì,  sì,  ha ragione l'onorevole  Ciancio.  Aspettava
  risposte, chiedo scusa.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Grazie,
  Presidente. In merito alla polizza vorrei ricordare che è vero  che
  abbiamo  da Trenitalia una polizza che assicura i danni dei  treni,
  che  i  treni  possano  fare durante, possano effettuare,  causare,
  nell'ambito   del  servizio,  ma  questa  polizza  è  una   polizza
  integrativa  che  serve all'interno degli stessi  treni,  cioè  per
  salvaguardare  ulteriormente i passeggeri. E'  una  polizza  su  50
  milioni  di euro, non sono 50 milioni di euro, quindi è una polizza
  che  già l'anno scorso ci avevano chiesto, la stessa Trenitalia  ci
  aveva   chiesto,  per  poter  garantire  ulteriormente   i   nostri
  passeggeri.  Quindi, è un'integrazione che facciamo a  salvaguardia
  degli  utenti, non sono soldi che buttiamo. Tra l'altro rispetto  a
  un  investimento importante trattasi di poche decine di migliaia di
  euro.

   PRESIDENTE. Grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Sì,   scusi   Presidente  avevo   compreso   male   io.
  L'emendamento 9.7, quindi la soppressione del comma 3, lo mantengo,
  avevo  capito che lei si riferiva all'emendamento al comma  7.  No,
  avevo capito il comma 7, non avevo capito il comma 3.

   PRESIDENTE.   No,  quello  che  le  avevo  chiesto  era   relativo
  all'emendamento 9.7 al comma 3.

   SUNSERI.  Infatti,  la  collega adesso me l'ha  sottoposto,  avevo
  capito  al  comma  7 per questo le dicevo di andare  avanti.  Il  3
  invece sì.

   PRESIDENTE. Come? Lo possiamo

   SUNSERI. Il comma 3.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Lo dica, lo dica,  scusi,  un  attimo
  solo.

   FALCONE,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la  mobilità.  Si
  Presidente.  All'onorevole  Sunseri  volevo,  ma  anche  a  chi   è
  intervenuto  prima,  il  comma  3  sostanzialmente,  cosa  prevede?
  Prevede un supporto tecnico per la riprogrammazione ed il trasporto
  pubblico  locale su gomma. Noi siamo andati via via  in  prorogatio
  perché una norma nazionale del Parlamento nazionale due anni fa per
  la  pandemia  ha  prorogato  ope legis per  due  anni  il  servizio
  trasporto  pubblico locale, perché in questo momento gli  operatori
  d'Italia e d'Europa sono in ginocchio in quanto il servizio si basa
  sul   corrispettivo  che  vale  un  terzo  e  sugli  introiti,  sui
  biglietti, che valgono due terzi.
   Nel  momento  in cui gli operatori non hanno potuto effettuare  il
  servizio  con carico, diciamo così, normale, hanno avuto dei  danni
  enormi  ed il fondo di ristori del famoso articolo 200 non è  stato
  sufficiente  a  poter  consentire di calmierare  le  perdite.  Ecco
  perché siamo andati in prorogatio.
   Il  Governo  della Regione, ultimamente, la settimana scorsa,  due
  settimane fa, ha effettuato una ulteriore proroga per un  anno,  ma
  il  Parlamento nazionale è intervenuto dicendo che la proroga  deve
  essere di 24 mesi, ulteriori.
   Noi, comunque, poiché vogliamo tenere fede alla pianificazione che
  vogliamo   fare,   stiamo  mettendo  in  campo  i  servizi   minimi
  essenziali,  ma  per fare questo all'interno di una  pianificazione
  che  veda ferro e gomma intersecarsi abbiamo bisogno di un piano  e
  per  fare il piano abbiamo anche bisogno di una consulenza, per cui
  questi  100 mila euro servono non per fare una proroga ma, appunto,
  per  pianificare  il piano prossimo quinquennale, quindi  significa
  quali  servizi  dobbiamo sopprimere perché verranno sostituiti  dal
  ferro, quali servizi dobbiamo rafforzare invece perché non sono ben
  serviti,  quali  sono  le  nuove tratte o le  tratte  che  dobbiamo
  sopprimere e in quali macro aree intendiamo dividere la Sicilia.
   La  Sicilia  in  questo  momento è servita ogni  giorno  da  6.108
  tratte.  Bene, noi immaginiamo che la Sicilia dovrà essere  servita
  da   quattro  grandi  bacini.  C'è  tutta  una  logica,  tutta  una
  filosofia.  Oggi,  ad  esempio, vengono effettuati  56  milioni  di
  chilometri  annualmente più 6 chilometri che  le  aziende,  diciamo
  così,  esercitano, effettuano, gratuitamente perché hanno un ricavo
  dalla  bigliettazione e dobbiamo allora capire se serviranno ancora
  per  i prossimi anni 62 milioni di chilometri o qualcuno in meno  o
  qualcuno  in  più.  C'è tutta una procedura ed una  pianificazione,
  questa  pianificazione va fatta con degli esperti. Ecco  perché  il
  fondo  da 100 mila euro che, magari, probabilmente, non sarà questo
  Governo a poterlo utilizzare ma sarà il Governo successivo a questo
  che dovrà utilizzare questi consulenti o questi consulenti o questa
  società che sarà individuata tramite evidenza pubblica.

   PRESIDENTE.  Scusate, siccome mi hanno chiesto la  parola,  vorrei
  sentire l'onorevole Sunseri, perché se lo ritira non do la parola a
  nessuno.  Non  lo  ritira. Benissimo, allora siamo  all'emendamento
  9.7, che recita:  Il comma 3 è soppresso .
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
  resti seduto.

                          (None è approvato)

   Si passa all'emendamento 9.1, degli onorevoli Palmeri ed altri. E'
  mantenuto o lo ritira?

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Allora,  vorrei  mantenere  l'emendamento  9.1   perché,
  chiaramente,  non  devo essere io a spiegare all'assessore  Falcone
  che  se  è  una  concessione, il concessionario si assume  tutti  i
  rischi,  altrimenti  è  un'altra cosa, è  un  appalto  di  servizi.
  Quindi, non capisco, ne serve una, immagino di questo tipo di cosa.
  Anche  se  stiamo parlando di poche cifre, sicuramente è  un  altro
  tipo di appalto. Quindi, manterrei l'emendamento.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la  parola  all'onorevole   Falcone,
  l'onorevole Ciancio ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Assessore, giusto perché la risposta  di  prima  non  la
  ritengo abbastanza completa perché lei dice  è una cosa in più  che
  facciamo ; la domanda però rimane: ma se Trenitalia si assume  ogni
  responsabilità  e,  addirittura,  nel  contratto  c'è  scritto  che
  solleva  la  Regione  siciliana da qualsiasi  richiesta  o  pretesa
  dovesse  arrivare avanzata da parte di terzi, qual è il  motivo  di
  fare  comunque, questa polizza? Tra l'altro non capisco  perché  un
  anno 60 mila, un anno 120 mila. Non è una questione di poche decine
  di migliaia di euro, è una questione di principio.
   Se la responsabilità se l'assume Trenitalia non vedo il motivo per
  cui  anche la Regione stipula questa polizza. In caso di danno cosa
  succede?  Che  dobbiamo  pagare o comunque  dobbiamo  attivare  una
  polizza che per contratto noi non dovremmo neanche utilizzare?
   Questo credo sia legittimo chiederselo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'Assessore  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE  assessore  per le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  rispondo  ai colleghi dicendo: eventualmente  possiamo
  trovare un punto di incontro approvando l'articolo ma facendo anche
  passare, se voi lo ritenete anche opportuno, un ordine del  giorno,
  o  comunque  una  mozione, secondo il quale noi  attiveremo  questa
  misura laddove possiamo verificare  e concordiamo insieme anche  in
  un  incontro  diciamo  così  sotto  un  profilo  amministrativo  in
  Assessorato  con lo stesso concessionario per poter  capire  se  in
  effetti  questa è una polizza integrativa o meno, se  questo  è  un
  dovere, un obbligo, che è previsto già nel contratto di servizio  o
  meno;  cioè essere autorizzati non significa che per forza dobbiamo
  attivare la norma, attenzione, essere autorizzati significa che noi
  comunque abbiamo una previsione normativa che nel momento in cui vi
  è   necessità  possiamo  utilizzarla,  se  non  vi  sarà  necessità
  l'impegno che il Governo e personalmente assumo con  quest'Aula non
  l'attiviamo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, però, Assessore, questa  proposta
  h  un  poco strana, cioè  se  serve si fa, se non serve non si  fa;
  poi  trattandosi di assicurazioni con questi c'è sempre, come dire
  se  è  una  cosa   che serve si mette in votazione perché  serve  e
  quindi ci sono

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Allora,
  serve  perché  ce la chiede Trenitalia per gli eventuali  incidenti
  interni  ai  treni,  quindi,  è  questa,  dopo  di  che,  io   dico
  approviamola, chiaramente verifichiamo, se voi volete  verifichiamo
  con  voi il contratto di servizio e dimostreremo  che in effetti  è
  necessaria,

   PRESIDENTE. Assessore, scusi parliamo di una cosa: se sono interni
  a  Trenitalia  perché deve pagare la Regione? Se  sono  interni  ai
  treni?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.   Di  una
  polizza che noi dobbiamo attivare perché Trenitalia risponde per il
  contratto  di  servizio  per  gli incidenti  esterni  non  per  gli
  incidenti interni.

   PRESIDENTE.  Interni  al treno dice? Interni al  treno?  Possibile
  mai?  Interni al treno possono avvenire a Palermo come a  Siracusa,
  come a Reggio Calabria. Perché dobbiamo pagare noi?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  No,  no,
  signor Presidente, ci può essere un problema all'interno del treno,
  chi  cade,  chi  scivola,  ci possono essere  vari  problemi,  vari
  incidenti, possono esserci, certo.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Assessore, io lo ascolto però devo dire che sono quanto
  meno stupito. I rapporti con Trenitalia sono regolati da accordo di
  programma, da contratto di servizio, cioè tutto il resto,  interni,
  esterni è una categoria dello spirito.
   Nel  contratto  di  servizio  sono definite  le  competenze  della
  Regione  che in genere è cosa ci metto? E la responsabilità  è  del
  soggetto che gestisce il servizio.
   Tutti  gli  atti interni, ciò che succede dentro il  treno  è  una
  responsabilità  del  conduttore del servizio, non  può  essere  una
  responsabilità del concessionario, quindi, l'ascolto e mi  stupisco
  perché ho l'impressione che lei in questa trattativa quanto meno ci
  è  arrivato  con  una  debolezza intrinseca; tra  l'altro,  lei  fa
  l'avvocato, quindi, ha pure una competenza giuridica e potrà anche,
  come  dire,  ulteriormente avere gli elementi per  sapere  che  non
  esiste al mondo un soggetto, ecco  allora, scusate, sui pullman che
  abbiamo in concessione in Sicilia, se uno scivola dentro il pullman
  risponde  la  Regione o  il soggetto che gestisce  il  servizio  di
  autolinea? Cioè mi sembra una follia questa impostazione.
   Allora poi non si può dire  facciamo una norma, mettiamo le  somme
  e  poi  vediamo  se la dobbiamo attuare', perché le somme,  lei  mi
  insegna,  che poi sono nella disponibilità del bilancio  della  sua
  rubrica  e potrà stornarle di volta, in volta, a seconda di  quelle
  che sono esigenze di altro tipo.
   Ecco,  io,  Assessore,  le  chiedo di stralciare  la  parte  delle
  assicurazioni  perché  non può essere un obbligo  per  la  Regione.
  Ripeto, l'obbligo non può essere insito al soggetto che, invece, ne
  ha  la gestione diretta. Lei che ne sa o io che ne so di quello che
  succede dentro un treno. La garanzia, la tutela dei passeggeri deve
  essere data dal soggetto che gestisce il servizio. Lei si mette  il
  berretto e va sul treno per stabilire se uno è scivolato? È giusto?
  Quindi, non ci facciamo prendere in giro.

   PRESIDENTE.   Lo  stralciamo.  Una  domanda  per  curiosità   mia,
  assessore Falcone: glielo chiede Trenitalia, perché? In funzione di
  quale  tipo  di   si vuole fare pagare l'assicurazione  Trenitalia,
  diciamoci la verità. Con i soldi che abbiamo noi, proprio regalarli
  a   Trenitalia   mi  pare,  onestamente,  complicato.   Quindi,   è
  stralciato. Sono stralciati i commi 5 e 6. Andiamo avanti. Il  9.6,
  quello dell'onorevole Sunseri, che aveva capito che era il comma 7,
  quindi,  immagino  che sia ritirato. Onorevole  Sunseri?  Perfetto,
  quindi,  ritirato.  Il comma 7, dell'onorevole  Lupo,  è  ritirato.
  Questo Palmeri, Fava, il 9.2, assessore?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Favorevole  al  9.2,  appone  la  sua  firma.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Il 9.2 è approvato. Il 9.10 era inammissibile, onorevole Schillaci
  per cui invito a ritirarlo. Il comma 8, onorevole Lupo, ritirato?

   LUPO. No.

   PRESIDENTE. L'assessore mi aveva già fatto sapere su questo comma
  assessore   Falcone    mi  aveva  chiesto  forse   l'assessore   di
  stralciarlo.  Un  attimo  solo.  Lo  stralciamo.  Il  comma   8   è
  stralciato,  quindi,  gli  interventi sul  comma  8  non  sono  più
  necessari.  Comma  9,  siamo  al 9.14 dell'onorevole  Lupo.  Non  è
  ritirato.  L'assessore Armao chiede, accantonato quello  di  prima,
  non stralciato, però se lei lo vuole agganciare all'altra cosa   Il
  comma  8,  quindi,  non  è  più stralciato  ma  accantonato.  E  lo
  accantoniamo, ma lo dobbiamo votare. Noi lo possiamo accantonare se
  c'è  da capire qualcosa. Stralciato, allora. Rimane stralciato.  Il
  comma  8 lo avevamo già stralciato. Il comma 9  l'assessore  chiede
  di intervenire per spiegarlo.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sul  comma
  9  trattasi  di  questo: il Consorzio Autostrade Siciliane  dal  31
  dicembre  2021 non aveva più l'anticipazione, un fido di  cassa  di
  quindici milioni di euro. Aveva un fido prima di ventuno milioni di
  euro.  Questo  fido era diventato di dodici milioni  di  euro,  nel
  2021,  a  causa e grazie agli investimenti sulla Siracusa-Gela  era
  stato esteso a quindici milioni di euro. Poiché le gare sono andate
  deserte,   le   gare  di  tesoreria,  l'Unicredit  aveva   bloccato
  l'anticipazione di tesoreria. Finalmente, noi con  atto  di  Giunta
  abbiamo   creato   un   presidio   finanziario   a   garanzia    di
  un'anticipazione che l'Unicredit ha fatto nel valore e  nel  limite
  di  8  milioni  e mezzo di euro. Oggi, nelle more che  facciamo  la
  nuova  gara, stiamo prevedendo una anticipazione temporale al  CAS,
  nelle more che si faccia appunto il nuovo servizio di tesoreria che
  consentirà da parte del nuovo gestore l'apertura del nuovo fido che
  sarà  addirittura di 15 milioni di euro. Quindi, questa norma serve
  soltanto  come  presidio  finanziario  e  come  anticipazione,  una
  partita  di giro che consentirà al CAS di avere un fido di  ben  10
  milioni  di euro per le spese correnti che quotidianamente  il  CAS
  riesce ad effettuare. Vorrei dire che passiamo da 15 milioni  a  10
  milioni  di euro, quindi, il CAS in maniera virtuosa sta diminuendo
  l'anticipazione  di tesoreria, ma al contempo garantisce  stipendi,
  garantisce flussi di cassa, garantisce tutte le spese quotidiane  e
  mensili che devono essere sostenute.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, semplicemente l'assessore  Falcone
  ha  illustrato  nel suo intervento le ragioni che hanno  spinto  il
  Governo   a  presentare  in  seno  alla  finanziaria  il  comma   9
  dell'articolo  9.  Noi  nell'intervento  generale  sull'articolo  9
  invece abbiamo chiesto un'altra cosa, che poi è quella che chiedono
  gli  Uffici nella relazione anche di accompagnamento al  testo.  La
  compatibilità del comma 9 con la normativa nazionale in materia  di
  aiuti  di  Stato  non soltanto per quello che ricordo  io,  ma  c'è
  giurisprudenza  consolidata che un aiuto di questo tipo  cozzerebbe
  con  la  normativa  nazionale in tema di aiuti di  Stato  che  deve
  essere  disciplinata in termini di beneficiari, termini  istanze  e
  compatibilità con la normativa europea.

   PRESIDENTE.   Siccome   avevamo   già   fatto   questa   obiezione
  all'Assessore  e lui aveva detto  no, lo spiego io'. Però,  questo,
  assessore, mi dica cosa dobbiamo fare.
    .
   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Questo  lo
  abbiamo   condiviso  con  Unicredit.  C'è  stato  uno  scambio   di
  carteggio.  Noi  abbiamo fatto un atto deliberativo  come  presidio
  finanziario   a  garanzia  dell'anticipazione  che  ci   ha   fatto
  l'Unicredit fino al 31 maggio 2022. Dopo di che appunto  così  come
  ha  fatto  la  Regione Lazio, la stessa Regione Lazio ha  dato  una
  garanzia ad una propria società in questo senso. Noi abbiamo  fatto
  in  analogia,  abbiamo  lavorato. Per  cui  oggi  noi  cosa  stiamo
  facendo? Stiamo consentendo di anticipare al CAS 10 milioni di euro
  che  deve restituire entro il 31 dicembre 2022, cioè in un arco  di
  tempo  necessario  in cui noi espleteremo la nuova  gara  e  avremo
  l'anticipazione  di tesoreria da parte del nuovo istituto  bancario
  che  si  aggiudicherà questa gara. Soltanto questo stiamo  facendo,
  quindi, è una partita di giro. Non stiamo alterando il mercato, non
  stiamo  dando  soldi  a  fondo perduto, non stiamo  mettendo  nelle
  condizioni un ente pubblico economico in un privilegio rispetto  ad
  un  altro  ente pubblico economico. Ma serve per mettere invece  in
  garanzia tutto ciò che sono i flussi di cassa del CAS.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Lupo.

   LUPO.   Signor   Presidente,   un   chiarimento   aggiuntivo:   se
  l'anticipazione  di  10  milioni  di  euro  comporta  un  costo  di
  interessi passivi a carico delle casse regionali oppure no.

   PRESIDENTE. Assessore.

   FALCONE,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la  mobilità.  Al
  contrario  perché  è il CAS che pagherà poi nella  convenzione  che
  andiamo a fare, è il CAS che pagherà l'indice di tasso di interesse
  che è del mercato.

   PRESIDENTE. Dove è specificato questo?

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Ho  capito
  l'input dell'onorevole Lupo. Lo possiamo eventualmente integrare in
  questo  senso.  Certamente. Ma è chiaro la Regione  addirittura  ci
  guadagna, non ci perde nel modo più assoluto.

   PRESIDENTE. Possiamo presentare un subemendamento in questo senso?
  Onorevole Cracolici?

   CRACOLICI. Io conosco Falcone da qualche anno e ogni tanto  quando
  parla  non so se ridere o  Cioè mi spiega com'è che ci guadagna  la
  Regione da un'anticipazione di cassa? Cioè, qual è la, diciamo,  la
  dottrina finanziaria che possa determinare un ricavo di un ente che
  anticipa soldi ad un altro? Cioè, io, diciamo, se lei me la  spiega
  su  un piano tecnico, io, come dire, mi ritiro in buon ordine e non
  ne parlo più.
   Assessore, non dica cose di cui, diciamo, nella foga, ecco, usiamo
  questa  espressione,  di  un  ragionamento  rischia  di  dire   una
  corbelleria.   Il  punto  è  uno.  Ora,  al  di  là  della   giusta
  osservazione   fatta   dal  mio  collega  Lupo,   che   gli   oneri
  dell'anticipazione  comunque sono a carico  di  chi  utilizzerà  la
  eventuale   scopertura,   perché  parliamo   di   una   scopertura,
  l'anticipazione si chiama scopertura, e quindi con una precisazione
  di  fondo, il nodo non è soltanto chi paga che già è un elemento di
  risoluzione perché il fatto che garantisce la Regione,  la  Regione
  deve  appostare,  comunque deve dare garanzie con  un  capitolo  di
  bilancio.  Non è che la garanzia è una lettera, cioè  della  serie
  quindi, la Regione, sta dicendo per il 2022, dieci milioni di euro,
  signori,  è  aiuto  di Stato. Poi lo potete chiamare  come  volete,
  perché  nel  momento in cui la Regione, sostituendosi all'ente  che
  nella  convenzione a seguito del monte denaro che gestisce  durante
  l'anno  con  gli  introiti, fa una convenzione  con  la  banca  che
  gestisce  la  tesoreria in cui la banca consente anticipazioni  che
  mediamente  sono  di  breve durata, quindi, l'onorevole  Savona  ha
  fatto  il bancario, o il banchiere  cosa hai fatto tu? E' un  aiuto
  di  Stato, quindi, prima di avventurarci in una disposizione che ha
  un  immediato rilievo  perché andrebbe notificato a Bruxelles  come
  aiuto.  Come non è così? Se tu ti stai sostituendo il soggetto  che
  non  è  in grado di avere un'anticipazione, ti sostituisci ad esso,
  stai dicendo  i dieci milioni comunque li garantisco io , quello  è
  un  sistema  di  aiuto. Punto. Allora, noi possiamo fare  tutte  le
  norme che vogliamo  se poi le vogliamo impugnare per dire  la colpa
  è di Bruxelles o di Roma  e poi comunque non ne diamo efficacia noi
  abbiamo  creato un danno. Allora, siccome mi pare che queste  cose,
  assessore,   la   dico   a  bassa  voce,  si   risolvono   in   via
  amministrativa   allora,  mi spieghi come  ha  fatto  la  Giunta  a
  consentire un'anticipazione dell'anticipazione senza una  norma  di
  riferimento.
   E,  allora, siccome Unicredit è pure il tesoriere della Regione  o
  sbaglio?  Eh? Ma sempre il tesoriere è, giusto? Diciamo che  alcune
  questioni  si  risolvono con l'attività gestionale  trattandosi  di
  un'anticipazione temporanea considerata la gara in itinere  ma  che
  noi facciamo una norma accendendo i fari su una disposizione che ha
  un  immediato   ma  gli stessi uffici, la prima considerazione  che
  hanno fatto pur nella, come dire, eleganza formale, hanno posto  un
  tema  dicendo  attenzione , ha acceso un campanello d'allarme.  Noi
  non è che per fare le cose dobbiamo, come dire, per forza andare  a
  sbattere per dire  ahi .
   Questo  è  il tipico aiuto di Stato, non pensate che su una  norma
  del  genere non si accendono i fari. Ci sono mille modi per aiutare
  il  CAS  ad  avere l'anticipazione ma non facendo  una  norma,  per
  essere  chiari. Quindi questo è quello che io dico al  Governo,  se
  vuole  affrontare e risolvere i problemi, altrimenti li raccontiamo
  solo i problemi.

   PRESIDENTE.  Assessore, lei ha ? L'assessore voleva  rispondere  o
  prima sentiamo  Sentiamo prima l'onorevole Dipasquale. Prego.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  assessore,  assessori,  colleghi
  parlamentari,  io  ho tanto da ridire sul CAS, l'assessore  lo  sa,
  penso  sempre  alla  gara, quella là della sicurezza,  per  come  è
  andata  a finire  c'è una cosa che, noi abbiamo i comuni  i  comuni
  quando  hanno  difficoltà, signor Presidente, la prego,  non  anche
  l'assessore  Armao, perché l'assessore Armao ha la vigilanza  sugli
  enti,  quindi,  cioè i Comuni, anche le partecipate,  quando  hanno
  difficoltà   economiche,  cosa  fanno?  Onorevole   Cracolici,   si
  rivolgono  al tesoriere alla banca, noi non siamo la  banca  e  non
  siamo  neanche  la Cassa Depositi e prestiti che lei conosce  bene,
  Presidente Miccichè. Cioè non ci possiamo sostituire né alla  banca
  né alla Regione, altrimenti tutte le altre partecipate, Consorzi di
  Bonifica,  Esa, Comuni possono rivolgersi alla Regione  e  chiedere
  un'anticipazione di cassa. Perché devono andare presso il tesoriere
  o presso la propria banca?
   Lo  capisco ma noi non ci possiamo sostituire. O loro vanno presso
  un  istituto bancario o noi non ci possiamo sostituire. E  guardate
  che,  cioè, veramente secondo me va oltre anche le riflessioni  che
  ha  fatto  Cracolici,  cioè,  noi  commettiamo  un  atto  veramente
  illegittimo, perché noi non siamo una banca, non siamo  neanche  la
  Cassa  depositi e prestiti. Loro si devono rivolgere ad una  banca;
  noi  non  ci possiamo sostituire perché commettiamo anche un  danno
  all'Erario,  perché  comunque  c'è il  costo  degli  interessi  che
  andrebbe a ricadere su di noi. Non la risolviamo così.

   PRESIDENTE. Prego, assessore.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Allora,
  signor Presidente, anche con gli uffici, mentre i colleghi parlano,
  ci siamo anche confrontati e io mi sono permesso di mandare qualche
  messaggio  dicendo che questo è previsto dalla legge  allegato  dal
  118  dal  4/2.5.2, del decreto legislativo n. 118. Non è  aiuto  di
  Stato.   Possiamo  andare  a  verificare  il  testo,  però,  signor
  Presidente,  siccome cerco di essere collaborativo con  l'Aula,  se
  vogliamo,  noi  possiamo stralciare questo comma e lo  ritrattiamo,
  così  come  col  comma  8,  e  lo ritrattiamo  in  altro  articolo,
  aggiuntivo,  in un maxi emendamento aggiuntivo. Lo trattiamo  dopo,
  così  il  trasporto pubblico locale su gomma e marittimo  ha  altro
  binario in un articolo a sé stante; questo che riguarda il Cas,  lo
  tratteremo con maggiore serenità e con maggiore coinvolgimento.

   PRESIDENTE.  Allora, intanto, è stralciato il comma 9,  poi  però,
  assessore,  devo dirle che avendo vissuto una vita in una  famiglia
  di  bancari,  quello che dicono loro non è  va bene,  comunque,  ne
  parleremo  dopo. Il comma 10 è stralciato. Il comma 9 è stralciato.
  Il 9.3 è mantenuto, onorevole Lupo?

   PRESIDENTE. Dobbiamo stringere i tempi.

   FALCONE,  assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità   sì,
  velocemente, trattasi, noi abbiamo un organismo di ispezione che  è
  il  cosiddetto organismo di verifica  quando un progetto supera  un
  certo ammontare, deve essere sottoposto ad una verifica ex art.  26
  del  codice  di  appalto. Stiamo mettendo  una  piccola  cifra  per
  pagare,  appunto le prestazioni, così come il comma 11 riguarda  il
  prezziario,  noi  abbiamo  una  commissione  e  prezziario,  stiamo
  mettendo per i componenti, per tutta la commissione.

   PRESIDENTE. Assessore, è stato stralciato. Il 9.4 è inammissibile;
  rimane il 9.12, onorevole Lupo.

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Ritirato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ci sarebbe l'articolo 10.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Quelli si devono recuperare. Ma, dico, andando avanti,
  ci   sarebbe  il  10  che  ha  soltanto  tre  emendamenti.  Quattro
  emendamenti.  Se li facciamo velocemente, almeno finiamo  il  primo
  fascicolo. L'articolo è soppresso?

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  sembrava  che
  l'assessore avesse fatto qualche emendamento per quanto  riguardava
  il trasporto per le Isole minori.

   PRESIDENTE.  L'abbiamo approvato, l'abbiamo  approvato.  Onorevole
  Laccoto,  era  il  9.23  e  l'abbiamo  approvato.  Onorevole  Lupo,
  l'emendamento 10.1 è ritirato?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è l'assessore
  in Aula. Se lo illustra, signor Presidente, per capire anche perché
  non  è normativo. E' una nuova articolazione dei capitoli, così  ci
  facciamo un'idea.

   PRESIDENTE. Assessore, prego.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente,  assessori,  di  fatto  è   un  atto  meramente
  amministrativo.

   PRESIDENTE. Assessore, spero di no. Se no è davvero inutile  farlo
  diventare legge. Diciamo che è anche amministrativo.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Sarebbe  un atto amministrativo ma la Ragioneria  di prassi abbiamo
  sempre  fatto questa procedura come atto amministrativo. Adesso  la
  Ragioneria  dice che non è più possibile farlo e bisogna applicarlo
  tramite norma. Quindi, nel 472514 la somma, così come prevista, già
  prevista, non può essere spesa se non viene splittata in questi tre
  capitoli, che sono il 472538, 39 e 40. Non si può più fare  con  un
  atto  amministrativo  ma bisogna, necessariamente,  farlo  con  una
  norma, così come imposto, diciamo, dalla Ragioneria.
   Quindi,  non  facciamo altro che dividere la somma principale  nei
  tre  capitoli.  Diversamente  le somme  rimarrebbero  bloccate  nel
  capitolo principale. Quindi, non c'è  Diciamo la norma è dettata da
  un'esigenza che ci ha imposto la Ragioneria, perché non prevede più
  l'atto amministrativo, così come fatto precedentemente.

   PRESIDENTE. Assessore, ma c'è distribuzione di queste risorse o  è
  soltanto  di un capitolo?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Scusi, signor Presidente, non ho sentito.

   PRESIDENTE.  La  Ragioneria  chiede  che  venga  fatto  in  questa
  maniera.  Ma qui stiamo facendo i capitoli che si devono  fare  per
  poterle approvare o si stanno distribuendo le somme?

   MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.   No,
  si  distribuiscono le somme per poi poterle spendere. Perché se non
  vanno in questi tre capitoli non si possono utilizzare e le risorse
  rimangono bloccate.

   PRESIDENTE. Quindi, non c'è una spesa verso l'esterno. Questo è un
  fatto interno.

   MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. E' un
  fatto interno questo, assolutamente.

   PRESIDENTE. Se è un fatto interno è inutile intervenire.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  spiegare
  l'emendamento 10.5. Questo emendamento

   PRESIDENTE.  Aspetti,  aspetti. Scusi, al momento  opportuno.  Non
  siamo  siamo ancora prima. Un attimo solo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  è  un  atto
  amministrativo. Se fosse un atto amministrativo, dovremmo,  non  ci
  sarebbe bisogno dell'Aula, anche perché non è che sono cambiate  le
  norme  sulla  contabilità per cui la Ragioneria può  decidere   No,
  adesso  non  si può più fare'. Il 118 vige dal 2015, quindi  almeno
  dal 2015 procediamo alla stessa maniera.
   Il  tema è le modalità di utilizzo di quelle risorse, perché  lei,
  assessore,   nel   riparto  di  un  fondo  che   è   sì   destinato
  all'assessorato  al  turismo  per il movimento  turistico  interno,
  movimento turistico verso la Regione e turismo interno,  che  è  un
  capitolo generale, ne disciplina le modalità di utilizzo prevedendo
  contributi ad istituzioni sociali private e dirette, contributi  ad
  amministrazioni   locali,   eventi   all'organizzazione    relativo
  all'attività di propaganda e, quindi, immagino di pubblicità.
   Quindi, lei sta utilizzando un capitolo che è teso a promuovere il
  turismo verso la Regione con una destinazione specifica. Un po'  di
  soldi,  840  mila euro, li dà alla pubblicità, dico  genericamente,
  non  tutto  immagino  - però siccome è scritto piccolo  piccolo  ho
  difficoltà  a leggerlo - così come 1,3 milioni alle amministrazioni
  locali e un milione due e sessanta a istituzioni sociali e privati.
   Quindi  la  finalità del movimento turistico diventa una finalità,
  come  dire,  di  elargizione,  con  un'attività  diretta  da  parte
  dell'Assessorato   di   risorse   che   riguardano   la    politica
  dell'Assessorato sul turismo.
   Ecco  perché io ritengo sbagliata quest'articolazione. E  aggiungo
  anche   sgradevole   alla   vigilia  delle  elezioni.   Sgradevole.
  Sgradevolissima alla vigilia delle elezioni   No, no è lei  che  lo
  vuole   prevedere.  Lei  lo  vuole  prevedere   E'  lei  che  vuole
  prevedere

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, onorevole Cracolici, parli con la
  Presidenza.

   CRACOLICI. E allora gli dica di stare

   PRESIDENTE.  Assessore,  non  risponda,  per  favore.  Aspetti  un
  attimo, poi le darò la parola.

   CRACOLICI.  Se  la legge lo volesse prevedere non c'è  bisogno  di
  fare  una  legge, quindi non so di cosa parla, Assessore. Studi  un
  poco prima di parlare
   E allora, io ripeto, alla vigilia

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego, evitiamo commenti.  Non
  ha bisogno di studiare.

   CRACOLICI.   alla vigilia anche delle elezioni. Ché, tra  l'altro,
  ricordo  che  questo Parlamento ha varato anche  norme,  oltretutto
  condivise persino dallo stesso Presidente della Regione che, quando
  abbiamo  fatto la norma sul blocca nomine, ha vantato  l'iniziativa
  che  giusto  negli  ultimi sei mesi del voto è  opportuno  evitare,
  diciamo, attività che possono essere ordinarie, ma alla vigilia del
  voto   possono   essere  discutibili.  Ecco  perché  io   considero
  discutibile  questa modalità di utilizzo da parte  dell'Assessorato
  di  un'articolazione per capitoli con una finalità di  assegnazione
  di contributi a pioggia - perché di questo si parla - dei 3 milioni
  e rotti qui previsti dal bilancio.
   Ecco perché io sono per sopprimere questo articolo, non togliendo,
  non  togliendo  i  3  milioni, che invece  rimangono  nel  capitolo
  generale del turismo.

   PRESIDENTE. Assessore ascolti un attimo. Lo rinviamo a domani, che
  è meglio? Ora siamo tutti stanchi.
   Un attimo, state buoni.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Onorevole  Cracolici, vorrei chiarire - proprio perché  io  studio,
  anche  se  sono da tre anni qua, però ho studiato -  che  la  norma
  divide  il  capitolo  principale  in  quei  tre  capitoli,  non  il
  sottoscritto.
   La norma dice che quel capitolo principale non può essere attivato
  e  non  si  possono  spendere le risorse se non vengono  divise  le
  risorse in quei tre capitoli.
   Ma  lei  li  può spendere come vuole lei  Se lei fa un emendamento
  per metterli tutti in un capitolo, ne possiamo anche discutere.  Ma
  se non si dividono in quei tre capitoli, così come dice la norma  -
  così  come  dice  la norma, non il sottoscritto - i  soldi  non  si
  possono spendere.
   Poi se lei vuole fare variazioni all'interno dei tre capitoli,  ci
  mancherebbe. E' una scelta.

   PRESIDENTE.  Assessore,  dia ascolto al Presidente.  Siamo  troppo
  stanchi,  andiamo  a  domani, se no con un voto  la  bocciano,  poi
  vediamo cosa si deve fare.
   La  seduta è sospesa e riprenderà domani, 10 maggio 2022, alle ore
  11.00.

   (La  seduta,  sospesa alle ore 20.04 di lunedì 9  maggio  2022,  è
  ripresa alle ore 11.15 di martedì 10 maggio 2022)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lagalla è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli colleghi, aggiorniamo i lavori di 15 minuti. La seduta è
  sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore 11.34)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE.  Colleghi,  riprendiamo  dall'articolo  2.  Ho  appena
  parlato  con  l'assessore  Armao.  Dov'è  l'Assessore?  Eccolo  là.
  Onorevole  Di Mauro, siccome riguarda l'obiezione che  aveva  fatto
  lei  ieri  sui  20  milioni, l'assessore Armao mi comunica  -  però
  aspettiamo materialmente la nota che gli viene fatta dagli Uffici -
  che,  di fatto, la disponibilità di queste risorse, oggi come oggi,
  non  c'è,  ma  che  esisterà tra un mese  e  mezzo  circa.  Allora,
  d'accordo  con  l'Assessore, se l'Aula è d'accordo,  io  stralcerei
  questi tre

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sì, Assessore, può dichiarare quello che  ha  detto  a
  me.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Non  vorrei  entrare  in  polemica.  Per  me  quello  che  dichiara
  l'onorevole  Micciché  è quello che dichiaro  io,  non  è  che  c'è
  possibilità di dichiarazioni diverse

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  No, se sta riferendo un mio pensiero

   PRESIDENTE.  Ho  detto quello che mi ha riferito l'Assessore,  per
  cui, come dire, non mi dovrei essere confuso in trenta secondi

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Certo

   PRESIDENTE. E' a verbale.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Io, di solito, le cose che dico non me le rimangio
   A  proposito di quello che chiede l'onorevole Di Mauro, consultati
  gli  Uffici, non c'è disponibilità di queste risorse. Ci sarà forse
  tra  un  mese  e mezzo o due, ma su questo c'è l'atto  scritto  del
  liquidatore  che  ho  incontrato stamattina,  insieme  al  Capo  di
  Gabinetto  e al Direttore generale del bilancio, che appena  arriva
  le farò avere personalmente.

   PRESIDENTE.    Altrimenti,   li   stralciamo,    per    riportarli
  eventualmente

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Va
  bene.

   PRESIDENTE. Va bene così.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Presidente,  le cose che ho  detto,  anche  per  avere
  chiarezza sui nostri interventi, erano scritte nella relazione  che
  accompagna la finanziaria.
   E  deve  anche sapere, Presidente, che allorquando i  soldi  della
  liquidazione  giacciono  in  banca noi  paghiamo  anche  interessi,
  quindi,  avevamo un interesse oggi, o meglio ancora ieri,  che  era
  quello  di  dare  immediatamente una destinazione a queste  risorse
  perché,  altrimenti,  arrechiamo un danno anche all'Amministrazione
  regionale e soprattutto incrementare le entrate del bilancio  della
  Regione.  Ora, improvvisamente, questi soldi non ci  sono  più,  mi
  costringerà a fare un accesso agli atti perché io so per certo  che
  questi soldi ci sono.
   L'Assessore fa una dichiarazione oggi in cui afferma cose diverse,
  ne  prendo  atto,  ma  sappiamo  che  in  questo  momento  paghiamo
  interessi  alle  banche  per questi 21 milioni  che  sono  giacenti
  presso la liquidazione dell'ABS.
   Apprendo,  quindi,  con viva meraviglia, la dichiarazione  che  fa
  l'Assessore  e lo invito, in un prossimo futuro, quando  accompagna
  la  relazione  alla finanziaria, a scrivere cose veritiere.  E  non
  voglio aggiungere altro, Presidente.

   PRESIDENTE.  Va  bene. Intanto possiamo considerare  stralciati  i
  commi 3, 4 e 5 dell'articolo 2.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Non  credo  che  sia  consentito di ascrivere  al  Governo  che  ha
  approvato una relazione che non ci sono cose veritiere.
   Siccome tutto è possibile - anche che sfuggano le cose - e  lei  è
  certamente conscio dei punti dove non ci sono cose veritiere, vorrà
  usarmi  la  cortesia,  prima di additarmi come  un  formulatore  di
  falsità, di indicarmi dove sono i punti non veritieri. Sono qui che
  l'attendo, l'aspetto presto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, mi sembra che il problema sia  superato
  con lo stralcio ma le affermazioni dell'onorevole Di Mauro meritano
  un approfondimento.
   Io  non  ho motivo di dubitare di ciò che ha affermato l'assessore
  Armao  però,  indubbiamente,  non può passare  sotto  tono  neanche
  quanto è stato dichiarato dall'onorevole Di Mauro.
   Io  quindi chiedo chiarezza rispetto a questo aspetto,  al  di  là
  dello  stralcio, un chiarimento ulteriore - se è possibile da parte
  del  Governo  -  lo  trovo utile alla prosecuzione  dei  lavori  in
  assoluta trasparenza.

   PRESIDENTE. Il primo sinceramente ad aver richiesto chiarezza  per
  sapere  quali  sono  i punti che non sarebbero  veritieri  è  stato
  direttamente  l'Assessore, quindi immagino che  ci  sia  l'assoluta
  buona  fede  nel  volere trovare effettivamente se  ci  sono  delle
  incertezze.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole Mangiacavallo  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE.  Si  riprende l'esame dell'articolo 5,  in  precedenza
  accantonato.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Dell'articolo 2?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. E' stato ritirato.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ma  non è suo, però  L'emendamento Di Paola,  Marano,
  Cappello, è stato ritirato

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Il  subemendamento ad un emendamento di  soppressione
  non si può fare quindi evidentemente è un aggiuntivo.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. L'emendamento 2.13 non è stato trattato.
   All'articolo   5   sono   stati  presentati   degli   emendamenti.
  L'emendamento  5.Gov è, di fatto, la riscrittura di questo.  E'  un
  subemendamento a questo più che altro.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. IL 2 è chiuso.
   Giusto per capirci: se questo modifica il 5.4


                        Sull'ordine dei lavori

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Sull'articolo  5  ieri, con la  firma  di  tutti  i  Gruppi
  parlamentari,  ho presentato una proposta che ora è in  Commissione
   Bilancio',  dal  direttore generale Tozzo, per  individuare  delle
  coperture.

   PRESIDENTE. E' firmato da tutti perché sono tutti d'accordo.

   FOTI.   Le  chiedo  di  mantenere  l'accantonamento  prima   della
  votazione di quest'articolo finché gli Uffici non stabiliscano se è
  possibile dare copertura.

   PRESIDENTE. Siccome non ha a che vedere con l'articolo 5, possiamo
  tranquillamente  andare avanti. Quello è una  cosa  che  si  voterà
  dopo. Quindi non c'è motivo

   FOTI. Era un per un chiarimento, siccome era al Fondo pensioni  le
  stavo riportando questa richiesta.

   PRESIDENTE. Non è sul Fondo pensioni perché sul Fondo pensioni non
  si  può  fare.  Evidentemente si sta studiando un  sistema  diverso
  perché sul Fondo pensioni non si può fare.

   FOTI. Va bene, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie a lei.


    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  5  Gov.2R.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 5 Gov.2.1. Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 5 Gov. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Di fatto abbiamo approvato l'articolo 5.
   Si riprende l'esame dell'articolo 7, in precedenza accantonato.

   DAMANTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAMANTE.   Presidente,   volevo  intervenire   soprattutto   sulla
  copertura  finanziaria perché che condivido  l'articolo  in  pieno,
  anzi  era  ora  finalmente  di  parlare  di  ZES  anche  in  questa
  finanziaria.
   Però, ahimè, ho qualche dubbio sulla copertura finanziaria e anche
  sulla  riscrittura, il 7.15, perché ho capito che piace  la  parola
  programmi  della  politica unitaria di coesione, ma  mi  piacerebbe
  approfondire  la copertura finanziaria di questo articolo.  Perché?
  Perché  sembra  che  questa politica unitaria di coesione  accomuni
  tutti  i  fondi a disposizione della Regione siciliana,  ma  non  è
  così, perché ogni fondo ha la sua natura, i suoi obiettivi e i suoi
  tempi.  Quindi, indicare maggiormente la specificità del fondo  che
  viene utilizzato darebbe maggiore conoscenza a quest'Aula, ma anche
  i  siciliani - visto che la misura l'aspettano da parecchio tempo -
  di  che fondo andremo a utilizzare, perché un conto è utilizzare un
  fondo  strutturale,  un conto è utilizzare un  fondo  riprogrammato
  chiamato   FSC,   tra  l'altro  l'FSC  è  già   stato   più   volte
  riprogrammato.

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   DAMANTE. Aspetti Assessore, poi mi risponderà, siccome non abbiamo
  avuto  il  tempo  di parlarne nelle Commissioni di  merito,  vorrei
  ricordare  a  quest'Aula  che  quando parliamo  di  fondi  dobbiamo
  parlare  di  obiettivi  e tempi, perché il FESR  per  esempio  deve
  passare  dai  comitati di sorveglianza, o l'FSC se  utilizziamo  la
  programmazione   2000-2006,  2007-2013,   2014-2020   o   2021-2027
  significa anche una diversa tempistica di attuazione.
   Invece, questo concetto di Politica unitaria di coesione,  che  ho
  già  detto nelle Commissioni di merito, non mi vede d'accordo nella
  definizione, l'ho già detto al direttore Lasco, perché c'è già  una
  definizione  comprensiva  che  si chiama  Programmazione  regionale
  unitaria.  Sembra più l'ablativo, quando studiavo il  latino  e  mi
  costringevano a tradurre dall'italiano al latino, quando non sapeva
  qual era il complemento oggetto dicevo "ablativo".
   Penso  che  sia  importante che questa... il rifugium  peccatorum,
  Presidente, quando non sapevamo quale era il complemento  e  quindi
  c'era una carenza sia dell'italiano che del latino...

   PRESIDENTE. Avrei dovuto impararlo pure io, non lo sapevo questo

   DAMANTE.  Vorrei entrare maggiormente nel merito,  visto  che  non
  abbiamo avuto occasione...

   PRESIDENTE. Se l'avessi conosciuta prima me l'avrebbe suggerito ai
  tempi della scuola

   DAMANTE.  Visto  che  non  abbiamo avuto  occasione  di  discutere
  approfonditamente nelle Commissioni di merito, vorrei sapere  -  ma
  Presidente  lo voglio sapere qui in quest'Aula prima di  votare  -,
  qual è il fondo e la programmazione che si sta utilizzando. Grazie.

   PRESIDENTE. Domanda abbastanza complicata, per ora, poi daremo  la
  parola all'Assessore. Ma lei faceva riferimento all'emendamento 7.5
  o a tutto?

   DAMANTE. Al comma 9.

   PRESIDENTE. Quindi, all'emendamento 7.5.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Damante)

   PRESIDENTE. Quando ci arriveremo poi, non trattandosi di  ablativo
  ma di "posticipativo", lo facciamo dopo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie, Presidente. Sulle riflessioni  relative  alle
  coperture,  su  cui  ha  detto  bene  l'onorevole  Damante,  vorrei
  aggiungere  qualche considerazione. La copertura su cui peraltro  è
  intervenuto  l'emendamento 7.15 del Governo,  è  sempre  la  solita
  copertura ballerina a valere sui programmi di politica unitaria  di
  coesione   che  ha  già  prodotto  alcuni  insuccessi   in   questa
  legislatura.
   È  la  stessa  copertura  che,  ad esempio,  ha  riguardato  nella
  finanziaria  2021  i  ristori per i cinema e  gli  operatori  dello
  spettacolo dal vivo, che ancora non hanno visto un euro, nonostante
  la  finanziaria  sia  stata approvata un anno fa.  Ancora  non  c'è
  traccia  né  di  rinegoziazione, né di bandi,  né  di  graduatorie,
  quindi  stiamo  facendo con questo articolo 7 un'operazione  "spot
  elettorale, in perfetto stile del governo Musumeci, per non parlare
  poi degli altri ristori, sempre a valere sulla politica unitaria di
  coesione  come quello, ad esempio, dei malcapitati fotografi  nella
  finanziaria sempre del 2021.
   Il   Governo,   a   seguito   della   riflessione   degli   Uffici
  dell'Assemblea,  ha  presentato  l'emendamento   7.14.   A   nostro
  giudizio, assessore Armao, l'emendamento 7.14 non risolve tutte  le
  perplessità che vi sono in ordine alla definizione di unità locale,
  in  particolare  le perplessità che avevamo e che  abbiamo  restano
  inevase. Ad esempio, per unità locale intendiamo la succursale,  la
  sede   di   impianto?  C'è  un  riferimento  soltanto   all'aspetto
  temporale,  ma poiché ci sono potenziali benefici, alla luce  della
  copertura,  certamente  l'espressione   unità  locale',  per   come
  emendata  dal Governo, non ci soddisfa, peraltro non fa riferimento
  neanche alle norme civilistiche.
   La  misura  prevista  con  l'articolo 7,  presidente  Miccichè,  è
  analoga  a  quella già prevista dall'articolo 17,  comma  5,  della
  finanziaria   del  2020.  In  quell'articolo  si  faceva   espresso
  riferimento a una previa intesa con l'Agenzia delle entrate, perché
  è  evidente che per l'applicazione della norma è indispensabile  un
  coordinamento  con l'Agenzia delle entrate che, a nostro  giudizio,
  assessore  Armao - e ci faremo carico di un emendamento  in  questo
  senso -, si rivela indispensabile.
   Chiediamo,  poi, perché è singolare che in un articolo  di  questa
  portata non siano previsti dettagli in ordine all'attuazione,  cioè
  chi  deve definire il bando, chi lo deve approvare, i benefici e  i
  termini  delle agevolazioni. Certamente, un intervento,  da  questo
  punto  di vista, chiarificatore è indispensabile. Stiamo approvando
  un articolo al buio.
   Da  ultimo,  Presidente  Miccichè, le facciamo  notare  che  manca
  l'assessore Turano e sarebbe stato importante, vista la sua delega,
  fare  questo dibattito alla presenza dell'assessore competente che,
  invece, evidentemente avrà altri impegni indifferibili.

   PRESIDENTE.  C'è  il  Presidente della Regione,  le  vorrei  farei
  notare.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor   Presidente,  intanto  ringrazio  i  parlamentari  per   il
  contributo di arricchimento che stanno dando all'approfondimento di
  questa  norma.  Evidentemente, tutte le norme sono  perfettibili  e
  tutte  le  norme  sono migliorabili. Noi abbiamo lavorato  con  gli
  Uffici puntualmente.
   Io   vorrei,   intanto,  far  riferimento  a  quello  che   diceva
  l'onorevole  Barbagallo. Al comma 8,  all'esercizio delle  funzioni
  discendenti  dall'applicazione del presente  articolo  provvede  la
  Regione , previa stipula con l'Agenzia delle entrate... . Da noi  è
  chiaro  che una cosa del genere, un credito d'imposta non  può  che
  passare per un'intesa con l'Agenzia delle entrate. Quindi, è giusta
  la  preoccupazione, è giusto anche il riferimento all'Agenzia delle
  entrate che è previsto nell'articolo.
   Questa  è una norma che consente di rafforzare i benefici  fiscali
  che  già  sono  introdotti  per le ZES  e,  quindi,  è  un  profilo
  squisitamente  fiscale, non entra in gioco  in  alcun  modo  né  la
  governance, né la gestione delle zone economiche speciali.
   Come  è  noto, con il collega Turano abbiamo, insieme, seguito  il
  tema  delle  ZES.  Il Dipartimento finanze, curandosi  dei  profili
  strettamente connessi alle questioni agevolative fiscali e, invece,
  il   Dipartimento   attività  produttive  curandosi   dei   profili
  concernenti le semplificazioni procedurali, i profili territoriali,
  la delimitazione, che abbiamo seguito insieme.
   Questa  è una disposizione che attiene, esclusivamente, a  profili
  di  tipo  fiscale perché ha come obiettivo quello di rafforzare  le
  opportunità  fiscali per le imprese che vengono ad allocarsi  nelle
  zone  economiche  speciali, facendo sì che la  Sicilia  con  questo
  sistema  sia  la  Regione  che ha le zone economiche  speciali  più
  vantaggiose sul piano fiscale, attraverso questo strumento.
   Facendo riferimento a quello che diceva l'onorevole Damante,  sono
  d'accordo con lei e per me la fonte più opportuna e più appropriata
  è   il   programma  complementare  14-20  che  ha  ancora   risorse
  disponibili, però se il Dipartimento che deve certificare,  che  ha
  la  responsabilità come autorità di gestione dei fondi ci dice  che
  la  locuzione  corretta per la copertura è  questa,  io  da  organo
  politico non posso assumermi la responsabilità di dire  no, tu stai
  zitto,  si  fa come dico io', anche perché la relazione tecnica  la
  firma il Dipartimento delle finanze.
   Se  lei  vede,  nella versione originaria avevamo  individuato  il
  Fondo e avevamo individuato il Fondo sviluppo e coesione. Si poteva
  dire  no Fondo sviluppo e coesione ma programma complementare'.  Ma
  nel  momento  in  cui  il  Dipartimento certificante  ci  dice   la
  locuzione  corretta è questa', non è mio stile fermarmi di  fronte,
  ma devo tenere conto non degli argomenti ma dei ruoli e siccome c'è
  un  ruolo  burocratico che ha assegnato alla legge la  proposta  di
  tipo tecnico, io devo riferire all'Assemblea quello che mi dice  il
  direttore  del  Dipartimento che poi è l'autorità di  gestione  che
  deve certificare queste somme.
   Quindi, pur potendo convenire con lei sull'opportunità di indicare
  questo o quel fondo se però dal Dipartimento ci viene richiesto  di
  dare  una  locuzione di questo tipo perché questo è  più  corretto,
  posso,  ripeto,  convenire con lei ma dobbiamo, credo  giustamente,
  attenerci  a  quello  che  gli organi  tecnici  ci  propongono  nel
  rispetto del riparto tra politica e amministrazione perché questo è
  ormai  un  principio  introdotto nel nostro ordinamento  giuridico,
  consacrato nell'ordinamento giuridico.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. No, il mio è un dubbio perché l'onorevole Barbagallo ha
  posto  un rilievo rispetto al quale l'Assessore ad ora non ha  dato
  una risposta, come dire, neanche poco convincente, cioè non ha dato
  una risposta, cioè il tema è della sede locale. Sede locale.

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI.  No,  aspetti, finisco. Perché o la sede  locale  viene
  definita  dal  punto  civilistico e, quindi,  viene  individuata  e
  precisata  nella  legge  oppure,  poi,  questa  norma  tra  l'altro
  suggerirei di verificarla magari anche con un commercialista  visto
  che si fa riferimento alla sede locale e poi si parla, al comma  3,
  che   il   contributo  è  connesso  alla  tenuta   di   un'apposita
  contabilità.  Quindi, c'è l'obbligo di un'apposita  contabilità  in
  una    sede   locale,   consentitemi   di   verificare   e   chiedo
  all'Assessorato  di  verificare prima che questa  norma  poi  abbia
  un'effettiva attuabilità perché se è una sede locale la contabilità
  -  che  ricordo  all'assessore Armao che,  certamente  più  di  me,
  conosce il Codice civile -, è connessa anche alla posizione fiscale
  autonoma  rispetto alla sede principale. Perché che cosa vuol  dire
  apposita  contabilità?  Apposita  contabilità  vuol  dire  apposito
  bilancio,  tra  l'altro  è un contributo che  viene  erogato  sulle
  prestazioni o i ricavi dell'attività in quel caso locale  e  quindi
  apposita  contabilità vuol dire che deve avere un proprio bilancio,
  aggiungo io una propria partita IVA.
   Quindi,  attenzione,  la  mia  preoccupazione  è  -  come   diceva
  l'onorevole  Barbagallo - che questa  norma rischia di  essere  una
  norma  scritta oggi per non essere applicata domani,  quindi  nulla
  quaestio alla possibilità di creare incentivi e agevolazioni per le
  imprese che vengono ad allocarsi nel nostro territorio e nelle ZES,
  ma  facciamo  in  modo  che  poi le norme  abbiano  effettività  di
  attuazione  perché, ripeto, già gli Uffici aveva individuato,  come
  dire, la genericità del concetto di sede locale, non mi pare che ci
  sia negli emendamenti del Governo una definizione di che cos'è sede
  locale,  se  è  una sede, se è una succursale, se  è  una  sede  di
  impianto,  se  è  la  sede di distribuzione, ma  il  tutto  poi  si
  contraddice con l'apposita contabilità. Quindi delle due l'una: o è
  sede locale di una sede principale e quindi è un'unica azienda o la
  sede  locale  deve avere una propria autonomia contabile  e  quindi
  anche  giuridico-fiscale che va precisata nella  norma,  altrimenti
  rischiamo  che  poi abbiamo fatto la norma ma poi qualcuno  che  la
  dovrà applicare rimarrà impantanato.
   Quindi  forse andrebbe fatto qualche passaggio di verifica  magari
  con qualche esperto dal punto di vista tributario perché la partita
  rischia di essere, come dire, più complessa di come appare.

   PRESIDENTE. Allora, prima di dare la parola all'Assessore ci  sono
  altri    due   interventi,   quello   dell'onorevole   Damante    e
  dell'onorevole  Lupo.  Poi  le  do  la  parola,  Assessore.  Prego,
  onorevole Damante.

   DAMANTE.  Grazie,  Presidente,  era  soltanto  per  dare  il   mio
  contributo  in  Aula.  Se noi vogliamo rendere  e  attivare  questa
  misura   nel  2022  e  nel  2023,  purtroppo  il  Direttore   della
  programmazione deve individuare subito il fondo, e non lo  dico  io
  in  qualità di deputato, lo dico da tecnico con presunzione, con la
  presunzione  di tecnico e non di deputato, perché se  decidiamo  il
  PAC  sappiamo  bene che dobbiamo andare a una riprogrammazione.  Se
  decidiamo  l'FSC  che  secondo  me  è  il  miglior  fondo  dobbiamo
  stabilire la programmazione FSC, altrimenti rischiamo di  dare  una
  copertura   ad   uno  strumento  utilizzo,  e  mi  aggancio   anche
  all'intervento  dell'onorevole Cracolici, se  non  individuiamo  il
  fondo purtroppo non diamo attuazione nei tempi dovuti, e credo  che
  chi  sta  in  quest'Aula  debba saperlo prima  di  votare  se  avrà
  attuazione o meno.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  un paio di  considerazioni  e  qualche
  richiesta di chiarimento.
   Intanto  non  mi  risulta che la norma sia  stata  oggetto  di  un
  approfondimento di merito, a mio avviso sarebbe stato opportuno, né
  con  le  associazioni degli industriali se così  non  è,  prego  il
  Governo  di  precisarlo, né tantomeno con le altre associazioni  di
  impresa. Intanto, la spesa di 10.000 euro è veramente irrisoria per
  un  settore  in  estrema  sofferenza, e comunque  è  un  intervento
  limitato  esclusivamente alle aziende, alle  imprese  operanti  nei
  settori  delle attività estrattive, manifatturiere, della logistica
  e  dei  servizi.  Quindi, intanto c'è una scelta che,  individuando
  solo alcuni settori, ovviamente ne esclude altri.
   Vorrei  capire per quale motivo altri settori sono stati  esclusi,
  se non sono ritenuti degni di attenzione, se c'è una previsione che
  intervenendo su questi settori di intervento posso avere un effetto
  moltiplicatore   particolarmente  vantaggioso  per   l'economia   e
  l'occupazione, mi sfugge, non intuisco né comprendo  quale  sia  la
  ragione per cui l'intervento deve essere limitato all'interno delle
  aree  Zes  esclusivamente alle attività estrattive, manifatturiere,
  di logistica e di servizi.
   Credo  che un intervento a sostegno delle aree Zes per le attività
  industriali  in  particolare sia corretto,  credo  anche  però  che
  dovremmo avere qualche elemento in più sia sulle modalità  che  sui
  criteri, perché rinviare il tutto, così come fa il comma  6,  a  un
  decreto  di  un Dirigente generale del Dipartimento finanze,  trovo
  sia  una mortificazione per questo Parlamento. Al comma 6 si  legge
  che uno o più decreti del Dirigente generale delle finanze, e credo
  dell'assessorato  regionale  all'economia  emanasse  entro  novanta
  giorni dall'entrata in vigore della presente leggi, sentiti,  senza
  alcun   coinvolgimento  che  vada  oltre  l'ascolto,  il  dirigente
  generale  del  dipartimento  attività  produttive  dell'assessorato
  attività  produttive, e previa intesa con l'agenzia  delle  entrate
  saranno  determinate le date di presentazione delle  istanze  e  le
  modalità  di  applicazione della procedura per la  concessione  del
  contributo, compreso l'individuazione.
   Cioè  tutta  la  fase  applicativa è rinviata semplicemente  a  un
  decreto  o  a  più  decreti del Dipartimento  finanze,  sentite  le
  attività  produttive,  senza alcun minimo previa  informativa  alla
  Commissione attività produttive o alla Commissione bilancio, cioè a
  me  sembra  una  delega in bianco al Governo  su  una  modalità  di
  attuazione  di una norma che, per quanto minimale, io credo  merita
  maggior  chiarezza,  così  come è non ci  sentiamo  di  sostenerla,
  chiediamo una riscrittura da parte del Governo.
   Voglio  aggiungere. Credo che oltre il settore industria  e  oltre
  alle attività allocate all'interno delle aree Zes anche le attività
  del  commercio,  notoriamente hanno subito un  massacro  a  seguito
  della  pandemia. Quali interventi prevede il Governo per il settore
  del  commercio? Mi sembra nessuno. Allora io credo che all'articolo
  7 vada aggiunto un articolo 7 bis, che tenga conto dell'esigenza di
  prevedere  un  intervento adeguato, similare  almeno  dello  stesso
  importo, anche per le imprese operanti nel settore del commercio in
  Sicilia, grazie Presidente

   PRESIDENTE. Assessore Armao, prego.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Grazie   Presidente,  e  grazie  ripeto  ai  parlamentari  per   la
  possibilità  che ci stanno dando di approfondire una questione  che
  avremmo  potuto approfondire in Commissione, là dove  ce  ne  fosse
  stata  la  possibilità, purtroppo non c'è stata, e quindi è  giusto
  che  lo facciamo qua, con un aggravio di tempi. Ma è purtroppo  una
  vicenda  che  dobbiamo  superare, col ragionamento,  col  confronto
  leale e con la voglia di andare avanti.
     Allora,  per  quanto riguarda la questione posta  dall'onorevole
  Cracolici,  e  che  prima  aveva posto l'onorevole  Barbagallo,  in
  ordine  al concetto di unità locale, anche a me confesso più  aduso
  all'espressione  codicistica  sede  secondaria  mi   sovveniva   il
  concetto di sede secondaria, non quello di unità locale. Ho chiesto
  i  chiarimenti poi all'ufficio, e l'ufficio di cui voi conoscete la
  serietà, la competenza e l'attenzione - e l'onorevole Lupo  che  ha
  seguito  questa vicenda con me già dodici anni fa, dodici,  tredici
  anni  fa,  lo  ricorderà  certamente - quella  delle  zone  franche
  urbane, per l'appunto la norma statale prevede il concetto di  sede
  principale o unità locale,.
   Quindi,  stiamo  parlando  di un quadro normativo,  di  un  quadro
  regolatorio  che non ci stiamo inventando, ma che fa parte  di  una
  disciplina   statale   riguardante  proprio   le   zone   speciali,
  economicamente speciali, e sotto questo profilo credo che  possiamo
  essere  confortati dalla circostanza che c'è un presidio  normativo
  già  certo,  consolidato, e che stiamo applicando alla fattispecie,
  per quanto concerne il fondo, onorevole Damante  - ripeto - che  io
  sono  anche teoricamente e culturalmente d'accordo con  lei,  e  lo
  vedrà nella originaria versione a questo punto.
   Se  per voi va bene noi torniamo all'originale versione che  aveva
  proposto   il   Governo,   cioè  torniamo  all'originale   versione
  dell'articolo  7, ultimo comma, in cui si fa riferimento  al  fondo
  sviluppo e coesione, così ci orientiamo direttamente su un fondo, e
  dico  quindi se il Governo è assolutamente, no certo mi  scuso  del
  dialogo,  ma  era per dire che si conviene su questa  precisazione,
  quindi  il  Governo  se  può  ritirare  gli  emendamenti  e   torna
  all'originaria versione dell'articolo 7, ultimo comma,  per  quanto
  concerne  la giusta e corretta osservazione che si faceva circa  il
  limite delle tipologie.
   Ho  verificato con gli Uffici che sono quelle previste  nel  piano
  strategico,   onorevole  Lupo,  cioè  sono  quelle   le   tipologie
  produttive ricomprese nel piano strategico delle zone economiche  e
  speciali,  non si è fatta nessuna estensione e nessuna restrizione,
  per  correttezza anche illustrativa, si sono riportate testualmente
  le  tipologie produttive che rientrano nel piano strategico, quindi
  non  c'è  estensione.  E' chiaro che questa è  una  misura  che  si
  applica  all'interno  delle  zone economiche  speciali  e  ha  come
  finalità  le  zone economiche speciali, per renderle  ulteriormente
  attrattive,  non  dimentichiamo che il tema delle  zone  economiche
  speciali riguarda, per adesso, e speriamo per il futuro, ma  non  è
  detto  che verrà per il futuro, perché già come voi sapete le  zone
  economiche speciali sono state estese alle isole del centro nord, e
  ci  sono  alcune  spinte da parte di alcune Regioni  del  nord  che
  chiedono anche loro zone economiche speciali.
   Le   zone   economiche  speciali  entreranno  in  una   sorta   di
  competizione, ci saranno zone economiche speciali più  vantaggiose,
  meno  vantaggiose,  più infrastrutturate, meno infrastrutturate,  e
  allora  proprio  in questa prospettiva di rendere  le  nostre  zone
  economiche  speciali più vantaggiose sotto il  profilo  fiscale,  e
  avendo  un'autonomia finanziaria che altre Regioni  non  hanno,  ce
  l'abbiamo  nel Sud solo noi e la Sardegna, stiamo in  qualche  modo
  aprendo   un   percorso   di  competitività,  rafforzamento   della
  competitività  tra  le nostre zone economiche speciali  utilizzando
  l'autonomia finanziaria.
   E  questo  è  il senso di questa norma, non ne vuole avere  altre,
  quindi   non  entra  sulle  tipologie  produttive,  non  entra   su
  definizioni   che,  ripeto,  sono  riconducibili   alla   normativa
  nazionale,  non  entra  a  questo punto sulla  programmazione  tout
  court,  ma  la riportiamo nella locuzione originaria del  testo  al
  fondo  sviluppo e coesione se le forze parlamentari sono d'accordo,
  per  il Governo a questo punto, ho verificato anche con gli Uffici,
  se questa è la volontà parlamentare preminente, lo era anche quella
  del  Governo  basta  leggere il testo originario,  l'emendamento  è
  stato   poi  suggerito  dagli  Uffici,  ma  torniamo  alla  vecchia
  espressione, se convenuta, per noi va bene. Grazie.

         (intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Allora, onorevole, questo è un tema antico che riguarda la Sicilia.

   PRESIDENTE.  Scusi  assessore, ce lo fa  sapere  anche  a  noi  la
  domanda che le ha fatto?

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
  tema  se ci sia una doppia contabilità, e come sia compatibile  con
  il  regime di contabilità. Questo, onorevole Cracolici, è  un  tema
  che riguarda la Sicilia da sempre, perché quando è stato introdotto
  il  problema o il tema della circostanza che le società  che  hanno
  sede  fuori,  ma operano in Sicilia, debbano avere una  contabilità
  specifica  per  quanto riguarda la Sicilia, è  lo  Statuto  che  lo
  prevede  perché è proprio nella logica della fiscalità regionale  o
  della  fiscalità ancorata ad un Territorio che tu devi  tenere  una
  contabilità speciale per dimostrare il volume d'affari che sviluppi
  su quel territorio.
   In  Sicilia, quando si dice  le imprese che hanno sede  secondarie
  in  Sicilia, principale fuori, secondarie in Sicilia, devono tenere
  una contabilità  , ma è proprio la logica del nostro Statuto, e  la
  logica della fiscalità territoriale che impone una, questo non vuol
  dire  una  nuova  partita IVA, è una contabilità  che  dimostra  il
  volume d'affari di quella specifica unità locale che confluisce poi
  ai   fini  IVA  nel  contesto  complessivo,  ma  che  consente   di
  contabilizzare le operazioni riguardanti quell'unità locale, questo
  lo si fa con le sedi secondarie.

   PRESIDENTE. Serve anche perché le imposte vengano pagate qui

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Esatto,  appunto   È  ancorata  alla  natura  stessa  di  fiscalità
  territoriale,  tant'è  che il nostro Statuto  prevede  proprio  che
  debbano  essere  previste forme che consentano  di  individuare  il
  volume  d'affari che è prodotto qui, perché attraverso quel  volume
  d'affari  si può individuare la percentuale di risorse da  lasciare
  in Sicilia.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  telegraficamente   sull'ordine  dei   lavori.   Alla   luce   delle
  riflessioni  che abbiamo fatto, e della risposta del  Governo,  noi
  con  uno  spirito  collaborativo, l'obiettivo nostro  è  quello  di
  migliorare il testo, quindi, non vogliamo procedere a voti in Aula,
  anche  se  guardando  i banchi mi pare che si  delinea  una  chiara
  maggioranza numerica. Chiediamo di accantonare l'articolo, e magari
  trattarlo  nel  primo  pomeriggio, in modo  da  emendare  il  testo
  soprattutto,   assessore   Armao,  sulle   categorie   ammesse   ai
  beneficiari.
   Dico  questo  perché,  da una brevissima istruttoria  che  abbiamo
  fatto,  il piano strategico ammette anche altre misure, peraltro  è
  stato  approvato con decreto e non per legge, quindi, in base  alla
  gerarchia  delle  fonti  prevale sicuramente  l'atto  normativo  e,
  quindi, Presidente Micciché, le chiediamo di accantonare l'articolo
  per  trattarlo nel primo pomeriggio, oppure in subordine sospendere
  un quarto d'ora per formulare gli emendamenti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Immagino  subemendamenti a quelli  esistenti.  Allora
  facciamo una cosa, questo lo accantoniamo un attimo e poi quando lo
  possiamo  riprendere lo riprendiamo, quando voi avete preparato  le
  cose che dovete fare lo riprendiamo, è inutile dare tempi precisi.
   Si  riprende  la  trattazione  dell'articolo  10.  Ieri  c'eravamo
  fermati  sull'articolo 10 perché io temevo, assessore  Messina,  un
  cattivo  avanzamento dei lavori e, quindi, l'abbiamo fermato,  oggi
  siamo  in  condizione, mi dica lei, se non siamo  pronti  è  sempre
  meglio accantonarlo e poi verificare . Sto parlando con l'assessore
  non con voi, voglio sapere se è pronto l'assessore.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'assessore spiega un attimo  con  le  carte  che  ha
  portato  qual  è  la  motivazione di quelle  cifre,  e  vediamo  se
  possiamo andare avanti. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente,  signori onorevoli, solo a chiarimento  appunto
  della  discussione di ieri, ho portato le certificazioni, le schede
  dei  singoli  capitoli  da dove si evince  che  non  è  una  scelta
  politica  dell'Assessorato  la  suddivisione  del  capitolo   fondo
  principale nei tre capitoli, ma è quanto prevede l'articolo 80 e la
  legge  di riferimento che è quella del 12/04/1967, che distribuisce
  appunto  le  somme  del  capitolo fondo,  da  cui  non  si  possono
  eventualmente  spendere  le risorse nei  tre  capitoli  appunto  in
  questione.  Lo si evince dalle quattro tabelle che posso consegnare
  alla   Presidenza  per  poterlo  vedere,  ed  anche  dall'aggregato
  generale, da dove appunto la stessa Ragioneria d'ufficio divide  il
  capitolo principale nei tre capitoli.

   PRESIDENTE. Assessore se lei ritiene di volerle dare me le dà,  io
  le fotocopio e le distribuisco.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Assolutamente  sì. Questo è il dato e poi posso  leggere  anche  la
  nota  della Ragioneria che ci viene inviata, dove ci obbliga a fare
  la norma, a far passare questa tipologia di intervento dalla norma,
  perché  precedentemente  era fatta per  via  amministrativa,  anche
  questa d'ufficio, ma da quest'anno hanno deciso di farla per norma.
  Quindi non è una scelta politica.
   Poi  se all'interno dei tre capitoli, Presidente, si vogliono fare
  degli spostamenti di risorse in un capitolo piuttosto che un altro,
  io  sono assolutamente disponibile a fare tutto quello che si  deve
  fare,  ma  è un obbligo che non decido io, purtroppo viene  imposto
  dalla  Ragioneria. Quindi io non posso eliminare  i  tre  capitoli,
  perché la Ragioneria non me li fa togliere.

   PRESIDENTE.  No,  ma  Assessore, questo credo che  sia  abbastanza
  giusto,  quello  che  dice  è  assolutamente  corretto,  ma   negli
  eventuali  spostamenti degli importi vuole che andiamo  avanti  con
  eventuali emendamenti oppure le chiediamo di

   MESSINA,  assessore per il turismo, lo sport e lo  spettacolo.  Se
  l'Aula  ritiene  di fare emendamenti io sono pronto ad  accettarli,
  non  ho  alcun problema, proprio perché a me non cambia nulla  come
  vogliono disporre le somme. Io sono assolutamente disponibile.

   PRESIDENTE.  Allora,  a  questo  punto  la  parola  la  devo  dare
  all'onorevole   Lupo.   C'è  in  Aula?   Perché   sul   soppressivo
  all'articolo  se vuole intervenire qualcun altro di voi,  perché  a
  questo punto devo capire se il soppressivo è ritirato oppure no.

   LUPO. No, Presidente, è confermato il soppressivo.

   PRESIDENTE. Come?

   LUPO. Il soppressivo è confermato.

   PRESIDENTE.  È confermato? Nonostante i chiarimenti  che  ha  dato
  l'Assessore?

   LUPO. Sì.

   PRESIDENTE.  Benissimo, meglio, devo soltanto capire  come  andare
  avanti. Non ho motivo. Per cui dobbiamo votare l'emendamento 10.1.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)

   PRESIDENTE. Del soppressivo. Sul 10.1. I richiedenti? Ho chiesto i
  richiedenti. Un minuto  Come sempre è colpa di Micciché  Ma va bene
  anche questo, va bene anche questo

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.1

   PRESIDENTE. Ovviamente, è un emendamento soppressivo. Quindi,  chi
  vuole  mantenere l'articolo deve votare rosso; chi vuole sopprimere
  l'articolo  deve  votare verde, chi si astiene  preme  il  pulsante
  bianco.
   Scusate  ancora  per l'ennesima volta per evitare errori  si  vota
  alla  vecchia  maniera cioè bisogna tenere... Onorevole  Cracolici,
  onorevole Cracolici, lo sto spiegando io, scusate. Scusate  bisogna
  tenere il dito pressato sino a fine votazione.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti  .         45
   Votanti             37
   Maggioranza         19
   Favorevoli          25
   Contrari            12
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   L'articolo è stato soppresso.
   E allora il primo fascicolo è concluso.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
      Autorità di Bacino del Servizio Idrografico della Sicilia e
           rifunzionalizzazione idraulica dei corsi d'acqua

  1.  All'art. 3 della legge regionale 8 maggio 2018 n. 8, è aggiunto
  il seguente comma:

   10.  Per  le  attività d'istituto, che l'Autorità  di  Bacino  del
  Distretto  Idrografico della Sicilia espleta in favore  di  persone
  fisiche  e persone giuridiche private, sono istituiti, con oneri  a
  carico di questi ultimi, anche nel caso in cui vengano richieste da
  altri  enti  pubblici  per il completamento  delle  istruttorie,  i
  seguenti diritti fissi:

  a)  per  i pareri e i permessi ai sensi del Regio Decreto 25 luglio
  1904  n. 523 è dovuto un diritto fisso da calcolarsi su ogni  nuova
  pratica secondo le disposizioni che seguono:

  a1)   Interventi  di  sistemazione  dell'alveo  che  prevedono   la
  realizzazione  e/o  la  modifica  e/o  la  manutenzione  di   opere
  idrauliche (argini o altre opere specifiche per la salvaguardia del
  corso d'acqua quali briglie, soglie, ecc.), Euro 80,00;

  a2)Interventi   di  sistemazione  dell'alveo  che   non   prevedono
  l'esecuzione  di  nuove opere idrauliche e/o  interventi  su  opere
  idrauliche esistenti, Euro 80,00;

  a3)Realizzazione    di    opere   di   attraversamento    stradali,
  ferroviarie,  con  tubi,  con  ponti  tubo,  con  elettrodotti,  in
  subalveo,  aeree, ecc.) o interventi su quelle opere già esistenti,
  Euro 180,00;

  a4)Concessione   per  attraversamento  aree  del   demanio   idrico
  fluviale e lacuale, Euro 180,00;

  a5)Concessione in uso di aree demaniali, Euro 180,00;

  a6)Rinnovo concessioni, Euro 80,00;

  a7)Pareri, sulla richiesta di disponibilità alla cessione  di  aree
  del demanio fluviale ai fini dell'ottenimento della concessione  in
  sanatoria per opere abusive eseguite da terzi, in tutto o in parte,
  su tali aree del demanio fluviale, Euro 80,00;

  b)per  l'istruttoria  finalizzata  all'approvazione  dei  Piani  di
  gestione  degli invasi ai sensi dell'art. 114 del D.Lgs.  3  aprile
  2006 n. 152 e s.m.i. è dovuto un diritto fisso pari a Euro 800,00;

  c)per  il rilascio di pareri di compatibilità su progetti ai  sensi
  delle  norme  di  attuazione  del Piano  di  Gestione  del  Rischio
  Alluvioni (PGRA) è dovuto un diritto fisso pari a Euro 80,00;

  d)per  il rilascio di pareri di compatibilità su progetti ai  sensi
  delle  norme  di  attuazione del Piano per l'Assetto  Idrogeologico
  (PAI) è dovuto un diritto fisso pari a Euro 80,00;

  e)per  il  rilascio  di  dati pluviometrici  e/o  dati  idrometrici
  eventualmente disponibili sulle aste fluviali e/o tempi di  ritorno
  relativi  a eventi piovosi, è dovuto un diritto fisso pari  a  Euro
  40,00.

  Con  successivo decreto del Presidente della Regione,  di  concerto
  con  l'Assessore  regionale dell'economia, saranno  determinate  le
  modalità di versamento degli importi di cui al punto 1, in  entrata
  nel  bilancio della Regione Siciliana. Con successivo  decreto  del
  Segretario  generale dell'Autorità di bacino, verranno definite  la
  disciplina di dettaglio e i casi di deroga. Le entrate derivanti di
  cui alle lettere a), b), c), d), e), contribuiscono a finanziare le
  spese relative agli interventi e alla gestione del demanio idrico a
  cura  dell'Autorità di bacino. Le entrate derivanti dai  canoni  di
  concessioni  e  occupazioni  per gli  attraversamenti  sul  demanio
  idrico  fluviale,  lacuale e relative pertinenze  contribuiscono  a
  finanziare  le spese riguardanti gli interventi e la  gestione  del
  demanio idrico a cura dell'Autorità di bacino. Le entrate derivanti
  dai  canoni  di  concessioni  e/o occupazioni  del  demanio  idrico
  fluviale,  con esclusione degli attraversamenti, di  cui  al  punto
  precedente, e relativa occupazione di suolo demaniale, compresi gli
  ex  relitti  d'alveo,  le aree limitrofe e le  relative  pertinenze
  contribuiscono  a  finanziare le spese relative agli  interventi  e
  alla gestione del demanio idrico a cura dell'Autorità di bacino. .

  2.  Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
  73 ter del Regolamento interno.

  3.  All'articolo 3 della legge regionale n. 8 del 8 maggio  2018  è
  aggiunto il seguente comma:

    5 bis. Per le finalità dei commi 4 e 5 lett. a) è autorizzata per
  l'esercizio 2022 la spesa di  . 367.000,00».

   Sospendo  l'Aula  per  cinque  minuti  in  modo  che  si   possano
  distribuire tranquillamente tutti i fascicoli.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 12.45)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 11.
   Onorevole Lupo, il soppressivo dell'articolo?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  sull'articolo  11  commentiamo,
  ovviamente,  la  riscrittura che a seguito dei  rilievi  che  credo
  hanno fatto gli uffici dell'Assemblea ha presentato il Governo  con
  l'11.3.
   Noi,  signor Presidente, siamo concettualmente contrari  al  fatto
  che  in  un  tempo così difficile la Regione imponga diritti  fissi
  alle   pratiche  che  riguardano  l'autorità  di  bacino,  pratiche
  amministrative,  appunto,  siamo concettualmente  contrari.  In  un
  tempo così difficile ci aspettavamo un altro provvedimento da parte
  del Governo, come ad esempio quello di una corsia preferenziale per
  gli  imprenditori che voglio investire, per i cittadini che  spesso
  malcapitati finiscono tra le pieghe della burocrazia regionale, per
  non  parlare  di  uno sconto naturale, se non un abbattimento,  per
  quanto  riguarda  i comuni. Comuni che in questi  anni  sono  stati
  colpiti  da minori entrate da parte del Governo, assessore Zambuto,
  e  ci aspettavamo che anziché fare pagare 800 euro per una pratica-
  segnatamente  l'istruttoria per i piani di gestione - dicessimo  ad
  esempio agli enti locali che siccome diamo minori soldi almeno  non
  li facciamo pagare.
   Non  capiamo,  perché non è che sono introiti  trascendentali  che
  riescono  a  risollevare  le casse della  regione,  siccome  questi
  introiti  contribuiranno,  così si legge  nel  penultimo  comma,  a
  finanziare  le  spese degli interventi relativi alla  gestione  del
  demanio  idrico, non credo che con poche migliaia di euro  all'anno
  riusciamo  a  risolvere tutti i problemi che ci  sono  nel  demanio
  idrico  regionale.  Quindi,  confermiamo  il  soppressivo  e  siamo
  fermamente contrari.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, io penso che in questo articolo  vada
  inserita  una norma importantissima che è quella di dare  un  tempo
  massimo all'autorità di bacino per potere rilasciare le concessioni
  o  i  nulla  osta. Perché molte volte ci troviamo come i  comuni  a
  dovere  aspettare  mesi e in alcune questioni,  io  non  so  chi  è
  l'assessore competente su questo, sarebbe importante, sì  i  comuni
  possono pagare la somma ma la possono pagare a condizione che venga
  fatto  in  un  arco  di tempo, trenta giorni, così  abbiamo  per  i
  comuni, per il rilascio delle concessioni di tutti gli altri oneri.
   Quindi  io  direi al Governo in questa fase, ed è molto importante
  questo,  perché  noi  ci  troviamo a  volte  in  momenti  anche  di
  finanziamenti  che rischiamo di perdere, perché  noi  sappiamo  che
  c'era  una bravissima persona che oggi non c'è più, che ha  cercato
  di  snellire, ma molte volte noi ci battiamo contro una  burocrazia
  che  ha  tempi  lunghissimi. Io sono disponibile a far  sì  che  si
  paghino  queste  somme, purché si metta un  tetto  massimo  per  il
  rilascio di queste concessioni.
   Io  non  so  chi è l'assessore competente in questo, io chiedo  al
  Governo di farlo perché mi sembra una cosa importante in un momento
  in cui i tempi ci assillano.

   PRESIDENTE.  Siccome  non  ci sono gli  Assessori  competenti,  lo
  vorrei  accantonare in attesa che arrivino, però il  Presidente  ha
  chiesto la parola se vuole.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Grazie, Presidente.  Va  bene
  l'accantonamento  in  attesa  di  fare  delle  valutazioni,  voglio
  soltanto  rispondere ai deputati che hanno sollevato due  questioni
  sulla  entità delle risorse necessarie per l'espletamento di alcune
  particolari  pratiche,  e  sui  tempi  cui  richiamava  l'onorevole
  Laccoto.
   Teniamo  conto  che  l'autorità di bacino di recente  istituzione,
  come  è  noto  proposto  da  questo  Governo  e  votato  da  questo
  Parlamento  alcuni  anni fa, gode di una disponibilità  di  risorse
  umane  di  una trentina di persone. Ecco, tutto questo non consente
  di   potere  smaltire  in  tempi  ragionevolmente  brevi  il  tanto
  arretrato accumulato, e tuttavia negli ultimi mesi si sono fatti in
  questo  senso  alcuni  significativi passi  avanti.  L'obiettivo  è
  quello  di  accelerare  il  più possibile  ma,  onorevole  Laccoto,
  lasciare trenta giorni, quaranta giorni di tempo per la definizione
  delle  istanze  mi  sembra assai pericoloso  considerata  anche  la
  particolare   natura   degli  interventi  autorizzativi   in   capo
  all'autorità di bacino.
   L'impegno del Governo è quello di potere reclutare altro personale
  che possa facilitare l'accelerazione delle pratiche.
   Quanto   alla   richiesta   sollevata  dall'onorevole   Barbagallo
  naturalmente  la  prendiamo  in considerazione  per  verificare  la
  possibilità  di  una  parziale  riduzione  della  proposta  che  ha
  avanzato   l'ufficio,  quindi  va  bene  Presidente   se   vogliamo
  accantonarlo  come  lei aveva pensato di fare e  ci  riserviamo  di
  trovare un'intesa con il gruppo proponente.

   PRESIDENTE. Benissimo. Allora, accantoniamo l'articolo 11.
   Prego onorevole Cracolici, però l'articolo è accantonato.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'ho  capito,
  siccome   il  Presidente  ha  assunto  l'ipotesi  di  una  parziale
  riduzione  per gli enti pubblici cioè i comuni sostanzialmente,  mi
  permetto di suggerire che nel caso specifico sarebbe opportuno  più
  che  una  parziale  riduzione una totale  riduzione  perché  stiamo
  parlando di attività di collaborazione istituzionale quindi  io  ai
  comuni  non farei pagare nulla anche perché i comuni sono obbligati
  a chiedere un parere che lo debbano pagare mi pare un po' eccessivo
  questo.

   PRESIDENTE. Benissimo. Il Presidente della Regione prende atto del
  suo suggerimento.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
  Assegnazioni finanziarie ai comuni, ai liberi Consorzi comunali ed
                       alle Città metropolitane

   1.  Per  le  finalità  del  comma 1 dell'articolo  6  della  legge
  regionale  28  gennaio  2014,  n. 5 e  successive  modificazioni  è
  autorizzata,  per  l'esercizio finanziario 2022 la  spesa  di  euro
  315.000.000,00 (Missione 18, Programma 1, capitolo 191301).

   2.  Per  il  triennio 2022-2024 la dotazione del Fondo di  cui  al
  comma 5 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
  e  successive  modificazioni è determinata in 115.000  migliaia  di
  euro  per l'anno 2022, in euro 110.000.000,00 per l'anno 2023 e  in
  euro  110.000.000,00  per l'anno 2024 (Missione  18,  programma  1,
  capitolo 590402).

   3.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma  1  dell'articolo  2
  della   legge   regionale  9  maggio  2017,  n.  8   e   successive
  modificazioni  è  rideterminata, in euro 98.500.000,00  per  l'anno
  2022,  ed  in  euro  32.833.333,33 per l'anno  2023  (Missione  18,
  Programma 1, capitolo 191302).

   4. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
  73 ter del Regolamento interno.

   5. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
  73 ter del Regolamento interno.

   6. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
  73 ter del Regolamento interno».

   Ha chiesto di parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'autorità  di
  bacino  volevo  chiedere al governo se era possibile piuttosto  che
  fare un elenco dei costi con le varie indicazioni, demandare magari
  a  un  decreto  il  dettaglio  e così  poi  da  magari  fare  anche
  un'interlocuzione  con  l'Anci e vedere raccogliendo  la  richiesta
  delle  opposizioni  quali di queste possano  essere  esonerate  dai
  costi nei confronti degli enti locali. Quindi, magari rinviare a un
  decreto sarebbe anche un modo per rendere più fluido e più semplice
  l'articolazione dei vari costi e poterlo cambiare con più  facilità
  che  con  una legge se nel caso fra un anno, due, tre si  volessero
  modificare questi costi, avendolo fatto per legge bisognerà  sempre
  passare  dall'Assemblea, con decreto può essere  più  semplice  una
  volta  fatta  un'istruttoria  veloce  e  un'interlocuzione  con   i
  soggetti interessasti compreso l'Anci.
   Volevo  anche  segnalare  a  questa Assemblea,  al  Governo  e  ai
  colleghi  che  sostengono con le loro forze  politiche  il  Governo
  nazionale,  che  l'autorità  di bacino  stava  predisponendo  degli
  importanti  progetti per attingere a fondi del PNRR  che  avrebbero
  dato la possibilità nei nostri fiumi di fare pulizie, di rifare gli
  argini, tanti progetti che sarebbero stati finanziati dal PNRR come
  il  Governo nazionale aveva indirizzato tutte le autorità di bacino
  della  nostra  nazione. Dopodiché, dopo che i progetti  si  stavano
  predisponendo, in maniera arbitraria il Governo nazionale ha deciso
  di  eliminare questa fonte di finanziamento dal PNRR destinate alle
  Autorità  di  bacino, visto anche l'interesse che sta suscitando  e
  l'assoluta  priorità che da quando l'Autorità di  bacino  ha  anche
  dato   un'accelerazione  importante  alla  pulizia  dei   fiumi   e
  all'attenzione,  soprattutto, in un periodo in cui  il  cambiamento
  climatico ti impone determinati lavori e determinate opere.
   Io  farei  appello  attraverso  il Governo  Musumeci,  al  Governo
  nazionale,  attraverso i colleghi che sostengono  politicamente  il
  Governo   Draghi,  di  ripristinare  questa  importante  fonte   di
  finanziamento il PNRR destinate alle Autorità di bacino di  cui  la
  Sicilia  si  stava facendo trovare pronta e che, invece,  di  colpo
  sono state cancellate senza nessuna motivazione. Grazie.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro, siccome è accantonato l'articolo,
  aprire  la  discussione  ora  sull'articolo  11.  Comunque,  ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, veloce,
  veloce,  spesso  ci  lamentiamo che l'Autorità  di  bacino  non  ha
  risorse  e c'è una sorta di ping pong tra l'Autorità di bacino,  la
  Protezione civile o l'Autorità del dissesto per interventi.
   Ora, credo che sia una cosa normale come si fa all'ARTA presentare
  le istanze e avere una copertura di oneri legati all'istruttoria  e
  leggo  qui  delle cifre molto simboliche, per esempio,   interventi
  sistemazione,  modifica  manutenzione  delle  opere  ottanta  euro,
  interventi   sistemazione,  realizzazione   opere   attraversamento
  stradale  centoottanta euro . Sono cifre modiche, che cosa dobbiamo
  diminuire  rispetto  a  quello che è il  valore  complessivo  degli
  interventi che si fanno?
   La mia proposta è di confermare le cifre che sono indicate qui per
  determinare un capitolo al quale l'assessore, comunque, potrà  fare
  le attività di ordinaria amministrazione.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, rimandiamo  a  quando  discuteremo
  l'articolo.  Non  c'è  bisogno di intervento?  Perfetto   Si  passa
  all'esame dell'articolo 12, precedentemente letto.
   Onorevole Lupo, ritira l'emendamento soppressivo?

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io vorrei
  un  attimo  l'attenzione dell'assessore per  l'economia  su  questa
  vicenda degli enti locali, aspetto un attimo che finisca.
   Le  chiedo scusa, assessore, ma lei aveva detto che con i duecento
  cinquanta   milioni  si  sarebbe  ridotta  la  parte  da   detrarre
  quest'anno  da  accantonare per gli enti  locali,  se  è  possibile
  possiamo sapere quante sono le somme e poi intervengo su questo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente, signori onorevoli, è stato un  emendamento  che
  porta  da trecento quindici a trecento venticinque la somma  per  i
  comuni   e  abbiamo  presentato  un  emendamento  che  li  scongela
  completamente, quindi, se per cortesia la Segreteria generale li fa
  distribuire così i parlamentari hanno il quadro complessivo.

   PRESIDENTE.  Lo possiamo distribuire comunque? Perché  se  non  ne
  prendano  conoscenza poi non lo possono sapere, si  distribuiamolo,
  anche se non è, così ne prendono conoscenza.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io volevo
  da  quello,  non  ho  ben compreso se la somma per  il  2022  viene
  scongelata  totalmente, cioè i novantasette milioni  non  sono  più
  congelati?

   PRESIDENTE.   Questo  mi  sembra  che  sia  previsto   in   questo
  emendamento  Un attimo che viene distribuito e così lo  può  avere.
  Un  attimo solo  Intanto, onorevole Lupo, giusto per andare avanti,
  il Comma 1 lo ha ritirato, la soppressione?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  voglio  porre  un tema all'assessore Armao perché è  una  questione
  assai delicata, ora al di là dell'emendamento che propone .

   PRESIDENTE.  Prima  lo  dia  a loro perché  tanto  il  Governo  lo
  conosce.

   CRACOLICI.  Al di là dell'emendamento che ripristina  parzialmente
  il  contributo  che  era  in favore dei comuni,  anche  se  per  le
  province  credo che ci siano tre milioni di euro in  meno  rispetto
  alla  finanziaria scorsa e per i comuni credo che  siamo  a  cinque
  milioni  di euro in meno  in più?... ma perché  ecco perché c'erano
  i  famosi  dieci  milioni di euro che sono stati  presi,  eccetera,
  eccetera. Pongo un primo tema che è un tema che credo abbiano posto
  correttamente i comuni. La Regione, con una serie di alti e  bassi,
  ha  negoziato... Armao, però, ascolti che la interessa e mi ascolti
  pure l'Assessore Zambuto  tra alti e bassi la Regione ha aperto una
  serie  di tavoli negoziali con lo Stato relativamente alle  risorse
  per la Sicilia.
   Quando  parliamo  della Sicilia c'è una tendenza che,  capisco  in
  nome  della gestione, è prevalente, però, attenzione, la Sicilia  è
  fatta  dalla Regione ma anche dai comuni. Per cui abbiamo il  fondo
  sulla insularità che, in qualche modo, non riguarda solo la Regione
  in quanto Istituzione, riguarda l'insieme della Regione, quindi,  i
  comuni,  le  province, eccetera, eccetera, però, queste  somme  che
  introitiamo non le, diciamo, non esercitiamo mai un potere anche di
  redistribuzione ancorché parziale a favore dei comuni.  Quindi,  si
  crea  il  paradosso che la Regione tratta con lo  Stato,  in  parte
  tratta ai sensi delle competenze esclusive che esercita sugli  enti
  locali  anche  per  i  comuni.  I comuni  nazionalmente  nel  resto
  d'Italia  hanno  un  livello  di  negoziazione  sul  fondo  per  le
  autonomie locali diretto con lo Stato attraverso il Ministero degli
  interni;  la condizione che si determina è paradossale  per  cui  i
  nostri  comuni non possono accedere ad alcune misure che in qualche
  modo  vengono  assegnate  dallo Stato a favore  degli  enti  locali
  considerate    le    competenze   esclusive   della    Regione    e
  contemporaneamente la Regione di fatto ha cristallizzato nel  corso
  degli anni il fondo per le autonomie locali.
   Quindi,  io  credo che in qualche modo si ponga un  tema  di  come
  interveniamo  a  favore  della  redistribuzione  dei   comuni   per
  garantire  loro, come dire, quanto meno, le stesse opportunità  del
  resto dei comuni italiani.
   Ci  sono  alcuni esempi. Penso ai servizi standard, penso a  tutta
  una  serie di strumenti che lo Stato ha attivato nei confronti  del
  divario esistente tra i servizi erogati e le prestazioni essenziali
  da  parte dei comuni nel resto d'Italia e quelli siciliani che  non
  possono accedere ai fondi che lo Stato stesso distribuisce a favore
  dei comuni del resto d'Italia. Ma nella fattispecie voglio porre un
  tema  ancora  più delicato. Con questa norma noi finanziamo  questo
  fondo  per  l'annualità  2022. Assessore, i  Comuni  così  come  le
  province, forse le province, diciamo, ancor di più province, liberi
  consorzi, città metropolitane i bilanci li fanno triennali. Eh, non
  lo  sapeva?  Ha  visto, le do un suggerimento per il  futuro.  Sono
  pagato appunto per questo, dice il mio collega.
   Allora,  prevedere  un finanziamento annuale e non  prevederne  la
  triennalità significa che noi non consentiamo di fare i bilanci  ai
  comuni perché come lei sa i bilanci sono triennali.
   Allora,  quindi,  noi,  peraltro in un  momento  particolare  come
  l'attuale,  e mi rivolgo al Presidente della Regione nella  sua  ex
  qualità  di Presidente della Provincia, in un momento come  questo,
  noi  abbiamo  l'attivazione di tutti i  fondi  PNRR  da  parte  dei
  comuni,  attività  di  progettazione, di cantierizzazione.  Noi  di
  fatto   con   questa  dimensione  finanziaria  limitata   al   2022
  paralizziamo l'attività degli enti locali.
   Allora, io le chiedo formalmente, peraltro è una richiesta  che  è
  stata fatta dalle associazioni dei comuni e dei liberi consorzi, di
  garantire con l'articolo 12, tanto più Assessore che lei  ha  fatto
  due  emendamenti fino ad ora, uno relativo alla legge di  bilancio,
  dove  abbiamo  recuperato 280 milioni di euro circa,  ed  uno  alla
  legge finanziaria, dove è stato fatto un finanziamento triennale di
  200  e  rotti milioni di euro per annualità, di consentire che  con
  l'articolo 12 garantiamo la triennalità dei finanziamenti,  proprio
  evitare  la  paralisi dell'approvazione dei bilanci da parte  degli
  enti locali.
   Questo  è un tema che non è - consentitemi di dire - né di  destra
  né  di  sinistra,  ma è un tema che riguarda la funzionalità  degli
  enti locali, quindi, la certezza di avere copertura finanziaria nel
  triennio  -  poi  vedremo  le modalità  tecniche  -,  ma  questo  è
  condizione  sine qua non affinché possa in qualche  modo  svolgersi
  l'attività ordinaria dei comuni.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Assessore, visto che ci sono altri interventi,  vuole
  intervenire dopo per tutti? Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Dare  qualche precisazione può essere utile a scrutinare meglio  la
  materia complessa, articolata, alla quale tutti teniamo, perché  io
  vorrei precisare che i comuni sono patrimonio dell'intera Sicilia e
  di tutte le forze politiche e tutte le forze politiche con energia,
  passione  e interesse tutelano gli interessi dei comuni. Primo  fra
  tutti  il Governo che ritiene che i comuni siano la frontiera della
  democrazia,   la  frontiera  della  tutela  degli   interessi   dei
  cittadini,  proprio  perché svolgono servizi  essenziali,  svolgono
  servizi più prossimi ai nostri concittadini.
   Il  Governo  ha,  intanto,  immediatamente,  appena  ha  avuto  la
  possibilità,   con   un  lavoro  che  credo   abbia   ottenuto   il
  riconoscimento   di   tutti,  recuperato   risorse   immediatamente
  destinate con assoluta priorità ai comuni e questo credo che sia un
  gesto che sia in re ipsa, come condiviso da tutti noi.
   Peraltro,  la  triennalità,  sebbene  lo  stanziamento   non   sia
  integrale  ma  ci  sono esigenze finanziarie che si  dipaneranno  a
  brevissimo, perché, signor Presidente, lei mi ha concesso la parola
  qualche  giorno  fa  ed  ho avuto modo di illustrare  la  questione
  cruciale che il Governo Musumeci è riuscito a portare a compimento,
  a  cui  manca sostanzialmente solo l'atto finale, che è  quello  di
  avere  avuto  riconosciuti 600 milioni di euro della  retrocessione
  delle accise.
   Quanto  meno  sul  piano  tecnico  io  ho  fornito  al  Presidente
  dell'Assemblea,  che  me  l'ha richiesta,  la  nota  con  la  quale
  comunichiamo di essere pronti a formalizzare l'atto al MEF,  perché
  i   famosi   tavoli   -   che  ogni  tanto   raccolgono   l'ilarità
  dell'onorevole  Cracolici  -  hanno prodotto  quanto  meno  qualche
  centinaio di milioni di euro e se i tavoli si fanno e sono proficui
  il lavoro viene fuori.
   Credo  che  questo  sia un risultato non del solo  Governo,  è  un
  risultato della Sicilia, perché ottenere il riconoscimento  di  una
  norma  che risale al 2005, al Governo Prodi, Ministro dei  rapporti
  col Parlamento, onorevole Finocchiaro

   CRACOLICI. Capogruppo del Senato.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Capogruppo  del  Senato.  Vedo  che  lei  sul  punto  è  preparato.
  Comunque, il fatto è che oggi noi ci troviamo a dare esecuzione  ad
  una  intuizione che proveniva dall'onorevole Finocchiaro. Credo che
  sia il giusto riconoscimento della coralità di impegno verso questo
  obiettivo  che  è quello di dire se alla Sicilia viene  chiesto  di
  passare  da  una compartecipazione al 42, 9 al 49,11, è giusto  che
  questo  incremento  alla compartecipazione al Fondo  sanitario  sia
  accompagnata  da una retrocessione delle accise che  purtroppo  per
  vincolo  statutario la Regione non può acquisire e  che  ammonta  a
  circa 600-630 milioni di euro.
   E  quindi,  per far riferimento a quello che è oggettivamente,  si
  diceva   cioè  la  triennalità non è  garantita  interamente  -  mi
  permetto  di aggiungere - cioè è garantita ma non interamente,  nel
  senso  che  i  comuni hanno quest'anno la dotazione integrale,  poi
  l'anno  prossimo  una minore, l'anno prossimo  ancora  una  minore,
  perché contiamo
   La   triennalità  negli  altri  due  anni  è  prevista,  con   gli
  emendamenti è prevista.
   E'  giusto che i parlamentari abbiano  noi con i duecento  milioni
  di  euro ci siamo portati avanti con il lavoro, abbiamo cercato  di
  attenuare  l'impatto  sui  comuni - a livello  minore  possibile  -
  proprio  per  dire  che  la triennalità integrale  non  c'è  ma  la
  triennalità è parzialmente garantita.
   Abbiamo  pronta  una definizione col Governo centrale  di  risorse
  significative  che potranno serenamente compendiare queste  carenze
  attraverso iniezioni finanziarie che riguarderanno però il  2023  e
  il 2024. Sul 2022 abbiamo garantito.
   Onorevole  Cracolici  - ma so che la questione  riguarda  l'intera
  Aula -, noi abbiamo fatto una battaglia con l'Assessore Zambuto  in
  piena  estate,  credo  fosse agosto, col  Ministero  dell'economia.
  Perché? Perché il Ministero dell'economia ha inserito la Sicilia  e
  le    nostre    autonomie   locali   fra   quelle    che    entrano
  nell'individuazione  dei  livelli  essenziali  delle   prestazioni,
  quindi  di  tutto  quel  marchingegno  inserito  nella  norma   del
  cosiddetto   federalismo fiscale , che prevede che i nostri  comuni
  debbano   avere   le  prestazioni,  le  entrate  parametrate   alle
  prestazioni.  Quindi,  una  misurazione  puntuale  dei  servizi  ai
  cittadini in relazione alle risorse acquisite.
   Noi  sul  punto  ci siamo battuti proprio per la peculiarità  -  e
  l'ANCI ce ne ha dato formalmente atto - o tutti e due insieme o una
  volta l'uno e una volta l'altro con la Presidenza della Commissione
  sul  federalismo fiscale, a finanza pubblica territoriale,  proprio
  per  arrivare  ad  un  riconoscimento  anche  della  condizione  di
  insularità  per  i  comuni,  anche  della  marginalità  dei  comuni
  siciliani rispetto ai comuni del Centro Nord.
   E' una battaglia che abbiamo fatto con l'ANCI.
   Nessuno ha l'idea che esiste la monade Regione e con i comuni  c'è
  una distanza come se fossero dei riferimenti territoriali e basta.
   La  circostanza che l'Assessore Zambuto ha pronto  il  disegno  di
  legge  per  l'istituzione del Comitato regionale per  il  consiglio
  delle autonomie locali, inverando finalmente una norma che raccorda
  ancora  di più Regioni e comuni, è la prova provata che il  Governo
  si  muove  in  linea  con  quello che lei auspica,  cioè  la  piena
  attenzione ai livelli territoriali.
   Per  quest'anno si ripristina lo stanziamento, viene completamente
  scongelato,  ancorché, come è noto, la quarta rata viene  data  nel
  2023.
   Quindi,    laddove    avessimo   congelato   la    quarta    rata,
  oggettivamente,   non   avremmo  dato  un   pregiudizio   di   tipo
  finanziario, ma sarebbe stato di tipo programmatorio, nel senso che
  in  termini  programmatici non ci sarebbe  stata  la  disponibilità
  delle somme.
   Finanziariamente  non  sarebbe  cambiato  niente  perché   avrebbe
  riguardato l'anno successivo.
   Proprio   per   garantire  la  pluriennalità,   si   è   preferito
  immediatamente  -  a danno di altri settori perché  chiaramente  la
  coperta è quella -, fino a quando non avremo nei prossimi giorni il
  riconoscimento  anche  dei  211  milioni  di  euro   che   andranno
  ulteriormente, da parte del Consiglio dei Ministri, ad  alleggerire
  il peso finanziario.
   Questo lo sforzo che stiamo facendo.
   Ovviamente  non  è  la  perfezione. Se si può  fare  un  passo  in
  avanti,  siamo  disponibili a qualsiasi confronto  con  l'Aula  per
  trovare  elementi  di  miglioramento a questa strategia  purché  si
  percepisca che lo sforzo che sta facendo il Governo è nelle  nostre
  possibilità.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.    Signor   Presidente,   mi   inserisco   sul    discorso
  dell'onorevole Cracolici sulla triennalità 2023. E' un chiarimento,
  assessore, sulle somme indicate nel prospetto che c'è in  allegato.
  La spesa di 315 milioni di euro, che con il comma 1 indichiamo solo
  per  l'esercizio  finanziario 2022, viene poi distribuita  per  236
  milioni  di  euro  nel 2022 e 78 milioni di euro nel  2023.  Poiché
  sommando questi due importi si ottiene 315 milioni di euro,  vorrei
  capire  se  la somma la sta distribuendo su due anni  oppure  è  un
  errore. Mi sta ascoltando, assessore?

   PRESIDENTE.  Un  attimo che l'assessore sta finendo...  un  attimo
  solo.  È nel fascicolo.
   Prego, onorevole Marano.

   MARANO. Non so se ha sentito quello che ho detto, magari lo ripeto
  assessore. Quindi, siccome lei parla di 315 milioni di euro, vorrei
  capire se queste somme le stiamo distribuendo su due anni oppure  è
  un errore. Nel 2022 in bilancio ci sono 82.320.000 euro al momento,
  più   236.350.000  euro  della  legge  di  stabilità  arriviamo   a
  318.500.000  euro.  Siccome lei parlava di  325  milioni  di  euro,
  volevo capire da dove li prendiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marano, c'è un emendamento che  è  già  nel
  fascicolo  e che da la risposta a questa sua a questa domanda.  Non
  ci sono problemi.
   Allora, scusate, facciamo un attimo di ordine. L'emendamento 12.12
  è assorbito.
   Aveva  chiesto la parola prima? Prego, onorevole Barbagallo.  Pure
  l'onorevole  Lo  Curto,  ha  ragione. Interverrà  dopo  l'onorevole
  Barbagallo.

   BARBAGALLO.   Grazie,  signor  Presidente.  Abbiamo   preso   atto
  dell'emendamento  del Governo all'allegato 2.1  che  ripristina  il
  contributo  di  parte corrente in favore dei  comuni  e  quello  in
  favore dei liberi Consorzi comunali.
   Come  ricorderà l'assessore Armao, se l'onorevole Grasso ci dà  la
  possibilità di farci ascoltare...

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso, stanno parlando con l'Assessore.  La
  ringrazio.

   BARBAGALLO.  In  sede di discussione generale  della  finanziaria,
  assessore  Armao, abbiamo evidenziato la disparità  di  trattamento
  che  ha  adottato  il Governo nei confronti degli enti  partecipati
  dallo stesso, in particolare i teatri, e di altri enti.
   Insomma, figli e figliastri: i figli sono quelli della tabella  6,
  che  non  erano sottoposti a congelamento della spesa; i figliastri
  tutto  il  resto. Con l'allegato 2.1 alcuni dei figliastri  passano
  nella  categoria dei figli normali, perché vengono  ripristinati  i
  capitoli relativi ai teatri partecipati dalla Regione, e quindi  il
  nostro  parere non può che essere favorevole, anche perché  ricalca
  diversi emendamenti che avevamo fatto come Partito Democratico alla
  tabella.
   La  cosa  insopportabile  però è che  all'interno  dei  ripristini
  continuano ad essere fatte discriminazioni, perché non c'è  traccia
  dello sport di base, che è quello, come sa l'assessore Messina  che
  ho  intravisto  prima,  finanziato dalla  legge  n.  8,  che  viene
  sottoposto   ancora  a  congelamenti  consistenti,   mentre   altre
  categorie finanziate con lo sport vengono liberate per intero, ed è
  inconcepibile che sia sottoposto a congelamento proprio lo sport di
  base e sui teatri pubblici  sto finendo, signor Presidente...

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, non per  interromperla,  ma  ne
  parleremo al momento opportuno.

   BARBAGALLO. E, siccome stiamo intervenendo sull'allegato...

   PRESIDENTE.   No,   onorevole  Barbagallo,  lo  abbiamo   soltanto
  distribuito  per  farlo  vedere  per un  chiarimento  all'onorevole
  Laccoto.  Non  stiamo votando su questo, per  cui  è  inutile  fare
  interventi, perdiamo tempo.

   BARBAGALLO.  ?Gli ultimi dieci secondi, signor Presidente.  Se  si
  facevano questi interventi certamente dovevamo ripristinare  almeno
  sui  teatri il Furs, che ovviamente ci facciamo poco del ripristino
  dei   capitoli  ordinari,  se  poi  il  Furs  continua   ad   avere
  abbattimenti del 40 per cento.

   PRESIDENTE.  Comunque, dell'articolo 22 ne  parleremo  al  momento
  opportuno.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, il mio intervento è relativamente  a
  quello che leggo in tabella, per ripristinare il contributo sia per
  Tao Arte, sia per le Orestiadi di Gibellina.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, mi scusi, così come ho  interrotto
  l'onorevole  Barbagallo, è inutile che parliamo  dell'articolo  22.
  Tutte  queste  cose  sono nell'articolo 22. Ho fermato  l'onorevole
  Barbagallo.

   LO  CURTO.  Ne  parleremo allora nell'articolo 22, però  mi  corre
  l'obbligo di evidenziare questa dimenticanza. Non credo e non posso
  pensare   che   si  facciano  figli  e  figliastri,  anche   perché
  recentemente   abbiamo   inaugurato   un   progetto   a   Gibellina
  straordinariamente  importante su cui  il  suo  interesse  è  anche
  forte,   visto  che  è  consigliato  al  Presidente   di   nominare
  l'architetto Cucinella. Quindi, immaginare le Orestiadi  private  o
  Tao Arte, insomma ne parleremo allora quando parliamo dell'articolo
  22.

   PRESIDENTE.   L'emendamento  12.12  è   assorbito,   il   12.3   è
  inammissibile. Siamo al 12.15. C'è un subemendamento dell'onorevole
  Lupo.  L'avete tutti? Lo possiamo votare? Il parere del Governo?  È
  il 12.15.1.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Contrario.  Sul  12.15.1 è contrario perché  colpisce  un  capitolo
  vitale del turismo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, velocemente,  le  chiedo  il  voto
  segreto  per  questo subemendamento, dopodiché, brevemente,  stiamo
  ripristinando, stiamo dando soldi in più ai comuni.  Non  riesco  a
  capire perché il Governo è contrario, visto che l'articolo che  era
  stato presentato in precedenza era su questo indirizzo. Quindi, non
  capisco  perché a questo subemendamento sono contrari.  Quindi,  le
  anticipo il voto segreto sul subemendamento.

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao, ha  sentito  quello  che  ha  detto
  l'onorevole Di Paola? Onorevole Di Paola, se, velocemente,  lo  può
  ripetere.

   DI  PAOLA. Assessore, noi stiamo solamente mettendo i soldi,  così
  come  stavate  facendo voi con quell'articolo, li stiamo  dando  ai
  comuni.  Li stiamo dando ai comuni i soldi, assessore. Tra l'altro,
  stiamo  ripristinando  delle somme perché, comunque,  diamo  sempre
  pochi  soldi  ai  comuni.  Quindi, non  capisco  perché  il  parere
  negativo da parte del Governo regionale.

   PRESIDENTE. Assessore Messina, perché sono soldi che vengono presi
  dall'assessorato dell'assessore Messina?

   DI  PAOLA. Sì, ma vengono dati, comunque, ai comuni. Qua  che  c'è
  differenza  tra  assessorato e assessorato?  Che  significa  questa
  cosa, signor Presidente? Noi ai comuni dobbiamo, non è che qua  c'è
  un assessore piuttosto che un altro

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, grazie per la parola. Solo per controbattere  a
  quello  che  dice  l'onorevole  Di  Paola.  L'articolo  da  cui  si
  prevedono  e  si prelevano i soldi è un capitolo molto generico  da
  cui  attingono  comuni,  da cui attingono  le  parrocchie,  da  cui
  attingono le feste patronali, da cui attingono i cammini, i cammini
  religiosi.  È un capitolo con cui finanziamo non solo i comuni,  in
  parte  i comuni. È l'articolo che finanzia le attività teatrali,  è
  il  capitolo che finanzia le attività del cinema, è l'articolo  che
  finanzia  la movimentazione interna del turismo. Quindi, di  fatto,
  voi  puntate  ad  azzerare completamente l'azione  del  turismo  in
  Sicilia, soprattutto il turismo interno, perché a questo si rivolge
  maggiormente il capitolo, di cui in questo momento, post  pandemia,
  abbiamo  forte  necessità di implementare questi flussi  turistici.
  Per cui, andare a toccare questo capitolo, per quanto ovviamente mi
  riguarda,  dobbiamo  essere  necessariamente  contrari,  perché   -
  ribadisco  - solo una parte va ai comuni, l'altra parte va  ad  una
  miriade di iniziative dettate anche dai comuni su cui, chiaramente,
  rischiamo  di  azzerare  completamente la movimentazione  turistica
  interna. Questa è la ragione per cui il Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Non ho capito bene se questo emendamento è di 3  o  di
  328  milioni. È più 3. Prima di qualsiasi voto, vorrei dire, vorrei
  comunicare che le disponibilità, quelle libere, sono 1.997, per cui
  più  di tanto comunque non si può fare perché  è congelato. Quindi,
  in ogni caso, qualsiasi emendamento non può superare

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Come?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Però, dobbiamo modificarlo. E, allora, se non le  così
  non lo posso mettere in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, prego.

   CRACOLICI.   Giustamente,  le  hanno,  come  dire,  sollevato   la
  questione  che, siccome ci sono degli accantonamenti sui  capitoli,
  si  pone il tema che possiamo movimentare la quota cosiddetta   non
  accantonato . Però, noi abbiamo votato l'articolo 10, dove  c'erano
  comunque  gli accantonamenti che non sono stati assunti,  presi  in
  considerazione,  nel  senso che abbiamo votato  il  riparto  dei  3
  milioni 180 che proponeva il Governo ed è stato bocciato dall'Aula.

   PRESIDENTE. Si, ma l'accantonamento è rimasto.

   CRACOLICI.  No, l'accantonamento, infatti, è un fatto  finale.  E'
  nella somma che è prevista dal bilancio, dalla finanziaria, che poi
  c'è  una  norma  che  accantona ed è  una  norma  generale  in  cui
  individua  tutti  i capitoli che sono accantonati.  In  ogni  caso,
  rispetto  a quest'emendamento, è evidente che si intende  la  quota
  cosiddetta  non accantonata .

   PRESIDENTE.  E,  allora  quella, ed  è  1.900.  Per  cui  staranno
  presentando   un   lo  state  correggendo  per   uno,   il   numero
  precisamente è 1.997 e 500, per l'esattezza.

                     (Intervento fuori microfono)
   PRESIDENTE.  Con questo importo modificato il parere  del  Governo
  rimane, rimane lo stesso?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Contrario.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Un attimo, Assessore. Prego,  onorevole
  Tancredi.

   TANCREDI. Grazie, signor Presidente. No, mi fa piacere che  stiamo
  provvedendo a fare questo azzeramento, perché oggettivamente,  dopo
  due  anni  di  pandemia, dopo l'incremento di  turismo  enorme  che
  stiamo  avendo,  non serve promuovere la Sicilia, quindi,  possiamo
  azzerare qualsiasi tipo di finanziamento che punta a fare conoscere
  la nostra Terra. Va bene così.

   PRESIDENTE. Ma perché questi soldi dove li si metterebbero? Che lo
  dovrebbero fare direttamente

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Dipasquale, certo.

   DIPASQUALE.  Nel  frattempo  che  arriva  l'emendamento,   siccome
  veramente  sono  stanco di ascoltare questi  interventi  di  alcuni
  deputati  che dai tavoli dell'opposizione sono andati a  finire  in
  maggioranza   perché  se  la  passavano  meglio   in   maggioranza,
  maggioranza generosa, coinvolgente

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si rivolga alla Presidenza.

   DIPASQUALE.  No, no, scusi, è un intervento politico.  Che  fa  mi
  volete   togliere  la  possibilità  anche  di  fare  un  intervento
  politico? Quindi, siccome viene a raccontarci la favoletta  che  se
  interveniamo  su questo articolo, il collega che mi  ha  preceduto,
  noi  distruggiamo il turismo, ma come intendete salvarlo il turismo
  in  Sicilia?  Con  le sagre? Perché di questo stiamo  parlando.  Il
  turismo in Sicilia è una cosa diversa. E quello che manca non  sono
  le sagre che non si sono potute fare durante la pandemia

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si rivolga alla Presidenza.

   DIPASQUALE.  Quello  che manca  mi scusi,  signor  Presidente,  ho
  bisogno di girarmi, ho il torcicollo.

   PRESIDENTE. No, ma quando lei si gira non si sente nulla.

   DIPASQUALE. Quello che manca, quello che manca è una politica  che
  è  rivolta  alla valorizzazione del turismo a 360 gradi, quindi  io
  capisco che avete la necessità di farvi vedere vicino al Presidente
  Musumeci e questo Governo perché ne avete bisogno  Presidente, anzi
  ne  approfitto per salutarla, sono contento che oggi è in Aula  con
  noi perché stiamo facendo l'ultima finanziaria, almeno 10 minuti ci
  fa  piacere. Quindi, che la smetta, perché, invece, sono  i  comuni
  che  sono al lastrico e non è vero, così com'è stato detto, che  li
  abbiamo salvati. Mettiamo pezze dopo pezze, li rattoppiamo. Quindi,
  comprendiamo  che avete la necessità di farvi  il Presidente  della
  Regione  definiva  l'attuale Presidente  della  Regione  quando  io
  intervenivo  a difesa di Crocetta, mi diceva che ero un cortigiano,
  ma  io  ero legittimato, era stato votato per fare il cortigiano  e
  difendere  il Governo di Crocetta. Qui la cosa grave è  che  quelli
  che  sono  stati  votati  per  essere  alla  sua  opposizione  sono
  diventati suoi servitori.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Grazie,  Presidente.  Il  mio  intervento  voleva  essere
  semplicemente  un intervento sull'ordine dei lavori,  però,  se  mi
  permette  qualche  constatazione e considerazione politica,  vorrei
  ricordare all'onorevole Dipasquale che chi è stato eletto per  fare
  opposizione per fare gli interessi dei cittadini oggi si ritrova  a
  fare la stampella di qualcun altro e si applica questo ragionamento
  in   modo   esattamente  uguale  e  contrario.  Quindi,   onorevole
  Dipasquale, non accettiamo lezioni sicuramente da lei.
   Sull'ordine  dei  lavori, sempre per ritornare al  ragionamento  e
  alla premessa politica che ho fatto, ieri si è fatto l'inferno  per
  riservare  un milione di euro di un fondo già esistente,  il  Fondo
  Sicilia, per destinarlo alla legge salva suicidi. Ieri, il  Partito
  Democratico  e  il Movimento Cinque Stelle hanno  fatto  di  tutto,
  un'opposizione   ferrea,  siamo  stati  ore  e  ore   a   discutere
  inutilmente di queste cose perché c'è un metodo, non si  presentano
  emendamenti, non si presentano subemendamenti perché  quello  sì  e
  quell'altro no.
   Quindi,   signor  Presidente,  oggi  si  presentano   emendamenti,
  subemendamenti,    aggiuntivi   che   ritornano,    modifiche    ai
  subemendamenti, quindi, Presidente Micciché, con coperture che  non
  c'entrano assolutamente niente. Ieri siamo stati più di due  ore  a
  disquisire su una norma che era più che giusta ed etica  e  oggi  i
  paladini   del   Regolamento   parlamentare,   i   paladini   della
  correttezza, i migliori oppositori del peggior Governo della storia
  di questa regione e di questa nazione, stanno facendo il peggio
   Quindi,  Presidente  Micciché,  o ci  diamo  delle  regole  perché
  altrimenti   qua   tutti   iniziano   a   presentare   emendamenti,
  subemendamenti, aggiuntivi, modificativi, e chi più ne  ha  più  ne
  metta

   PRESIDENTE. Onorevole Pagana, la prego

   PAGANA. No, io prego lei, Presidente Micciché, lei lo deve dire da
  che parte sta

   PRESIDENTE. Le devo rispondere.

   PAGANA   se  parteggia  per una parte, se parteggia  per  un'altra
  parte,  se  c'è  un  metodo  che  è quello  che  ci  eravamo  detto
  all'inizio oppure no. Io la ringrazio.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa,  vi  prego  un  attimo  di   silenzio.
  Onorevole Pagana, il Regolamento io lo conosco, lei pure? Perché se
  lo  conosce  pure  lei,  ovviamente sa che  i  subemendamenti  agli
  emendamenti  nel  testo  non sono ovviamente  aggiuntivi,  ma  sono
  assolutamente previsti. In tutta la giornata di oggi, non  è  stato
  presentato   nessun  emendamento  aggiuntivo,  nessun   emendamento
  aggiuntivo   Per cui, prima di dirmi se parteggio per una  parte  o
  per  l'altra, cosa che vorrei evitare di fare, la prego  di  capire
  bene quello che stiamo facendo.
   Non  ci sono stati emendamenti aggiuntivi nella giornata di  oggi.
  Quindi,  la prego, visto che poi quello che si dichiara in Aula  va
  nelle  case  della  gente e in quella dei giornali  peggio  ancora,
  prima  di dire cose che oggettivamente non risultano vere la  prego
  quanto  meno di andarsi a leggere il Regolamento così saprà  che  i
  subemendamenti sono previsti sempre.
   Siamo  al  subemendamento 12.15. Eliminiamo il  12.15.1  perché  è
  sbagliato e mettiamo direttamente invece di  328  è  326.997 .

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Presidente,  se  il  12.15.1  è  sbagliato  ed  è  reso
  inammissibile  come  lei ha annunciato poco fa perché  gli  importi
  sono  sbagliati,  non capisco questo emendamento  su  che  cosa  si
  regge. E' scritto male.

   PRESIDENTE. L'hanno corretto, l'hanno corretto.

   SAVARINO.  Se il 12.15.1 lei ha detto poc'anzi è di una cifra  che
  non può essere ammissibile

   PRESIDENTE. E infatti è stata corretta.

   SAVARINO. Ma lei su che cosa? Quindi, noi che cosa votiamo  adesso
  per  capire sempre a norma di Regolamento per essere chiari  perché
  se no qua facciamo confusione e non sappiamo

   PRESIDENTE. Ha ragione, la chiarezza è sempre importante.  Votiamo
  il 12.15.1 nuovo cioè corretto.

   SAVARINO. Il 12.15.1 totalmente? Non si capisce, Presidente, non è
  chiaro; è scritto male non si capisce.

   PRESIDENTE. Questo siccome dice l'onorevole Savarino correttamente
  questo  è  inammissibile  non  si può fare  un  subemendamento  non
  ammissibile, ha ragione  Il concetto è chiaro è un fatto formale di
  Regolamento  che  pone  l'onorevole Savarino.  Stiamo  mettendo  in
  votazione  direttamente il 12.15.1.1 che è quello modificativo  che
  sostituisce  il  12.5.1  e basta, che va letto  con  le  cifre  che
  abbiamo  detto,  perfetto l'abbiamo già detto è  invece  di  328  è
  326,992 e invece di 325 .

   SAVARINO. Punto uno?

   PRESIDENTE.  Scusate,  ha  ragione  l'onorevole  però  l'onorevole
  Savarino  un momento. Ma non non possiamo perché sennò  ha  ragione
  l'onorevole  Savarino chiedo scusa, se noi mettiamo le  parole  328
  sono  modificate  nel  testo 328 non c'è, ha perfettamente  ragione
  stiamo  modificando. Il 12.15.1.1. lo potete presentare giusto  per
  favore ed evitiamo di cambiarlo?
   Prego, onorevole Cracolici, ha facoltà di parlare.

   CRACOLICI. Forse non è chiaro. Allora, Presidente, ripeto...

   PRESIDENTE. Ripete rispetto a quando?

   CRACOLICI.  Sono  intervenuto prima.  Noi  in  atto  nel  bilancio
  abbiamo  3  milioni 300 quello che è, la quota di accantonamento  è
  con  una  norma che è successiva in cui si dice tutte le  poste  di
  bilancio  sono accantonate per la percentuale; quindi,  formalmente
  quando noi presentiamo un emendamento

   PRESIDENTE.  Ma  abbiamo già deciso di non fare  così  di  mettere
  direttamente

   CRACOLICI. E però siccome sento discussione che è

   PRESIDENTE.  No,  l'onorevole Savarino ha  sollevato  un  problema
  formale   corretto,  perché  c'è  oggettivamente  un  qualcosa   di
  sbagliato e lo stiamo sistemando, niente di grave.
   Allora,  il  subemendamento 12.15.1.1. lo  ridistribuiamo  adesso,
  quello  corretto  è   Le parole 325 milioni sono  sostituite  dalle
  parole  326.997 .  Quindi, è questo quello che stiamo  votando.  Lo
  distribuiamo,  mi  serve la firma dei presentatori  e  lo  possiamo
  votare.
   L'onorevole Savarino pur non essendo, come dire, ragioniera questa
  volta ha ragione. Queste erano le battute di Frassica quando diceva
   E'  come Ugo Pagliai senza la paglia  . Non so se ricordate quando
  c'era  Indietro tutta  che Frassica sul  cacao meravigliao  diceva:
   L'uomo  senza cacao è come Ugo Pagliai senza la paglia    cose  di
  questo genere; e poi com'era?  Andiamo al regolamento  esatto;  non
  era  andiamo,  però la parola era diversa, non me lo ricordo  quale
  era.  Un  attimo,  mentre  si  fotocopia  abbiamo  il  diritto   di
  chiacchierare un poco e di sorridere pure un poco. Sapete bene  che
  per  me  il sorriso è la cosa fondamentale della mia vita, per  cui
  bisogna sempre cercare di averlo.
   Abbiamo trovato la soluzione, la fotocopia? L'onorevole Di Paola e
  l'onorevole Lupo l'hanno firmato questo nuovo?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)

   PRESIDENTE.   Ormai  questo,  onorevole  Savarino,   lo   votiamo.
  Distribuitelo  a loro piuttosto che a noi, per favore,  velocemente
  ai deputati perché anche su questo ha ragione l'onorevole Savarino,
  abbiamo fame tutti
   Pongo in votazione l'emendamento 12.15.1.R

              (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.15.1.R

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 12.15.1.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            50
   Votanti             42
   Maggioranza         22
   Favorevoli          31
   Contrari            11
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   A  questo punto, pongo in votazione l'emendamento 12.15, così come
  emendato.

                           (Brusio in Aula)

   Scusate  un  attimo, dobbiamo finire di votare. Il  subemendamento
  12.15.1.R  è  stato  approvato. Ora dobbiamo  votare  l'emendamento
  12.15 così come emendato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Un  attimo  solo,  colleghi, finiamo l'articolo  12  perché  ormai
  manca pochissimo.
   Gli emendamenti 12.14 e 12.8 sono assorbiti.
   L'emendamento 12.13 è decaduto.
   Gli emendamenti 12.2, 12.7, 12.1 sono inammissibili.
   Si passa all'emendamento 12.6 a firma dell'onorevole Zito.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Grazie, Presidente. Le province hanno subito negli anni  dei
  gravi  tagli dovuti al prelievo forzoso e tuttora subiscono  alcuni
  problemi,  alcuni  strascichi.  Ora,  oltre  a  questo   io   avevo
  presentato  veramente  un altro emendamento  che  però  non  trovo,
  perché  le  criticità principali che ci sono all'interno  delle  ex
  Province, a parte le questioni finanziarie e, ad esempio,  Siracusa
  è  una delle province in dissesto che, purtroppo, non ha avuto  mai
  un  aiuto da parte del Governo ma è stata l'Aula che ha votato  poi
  emendamenti  che  hanno  sostenuto,  ovviamente,  la  provincia  in
  dissesto e questo, grazie all'Aula, che si è potuto dare un  attimo
  di  ossigeno  alla  provincia  di Siracusa.  Ma  poi  l'altro  tema
  importante  uno  è  l'emendamento che vede  al  12.6  e  l'altro  è
  l'emendamento che non so perché manca, riguarda, appunto, gli aiuti
  finanziari  alle province in dissesto per poterli  fare  uscire  da
  questo  baratro.  E considerate che, grazie ad un  articolo  che  è
  stato  approvato a Roma, il tempo per ripianare il  disavanzo  sarà
  aumentato, ad esempio, per Siracusa quindi avrà ulteriore tempo per
  poter uscire dal dissesto.
   Ma  l'altro emendamento che manca e che vorrei che fosse  discusso
  riguarda  invece  l'aumento  orario  di  alcuni  lavoratori   delle
  Province,  che  poi  sono  quelli che  ormai  tengono  a  galla  le
  Province, perché molti di essi sono a 24 ore, sono a 28 ore, sono a
  32  ore  e,  quindi, io in quell'emendamento prevedevo  un  aumento
  ammortizzato  da parte della Regione per l'aumento orario  da  fare
  subito  e  poi  nei  tre anni con i pensionamenti  che  ci  saranno
  progressivamente ogni Provincia compensava diciamo  questo  aumento
  orario.  E poi l'altra cosa da fare assolutamente è o sbloccare  le
  progressioni,  anzi sbloccare le progressioni verticali  perché  ci
  sono  una  grave  carenza di categorie A, C e  D  e  qualora  fosse
  possibile  ovviamente  fare  delle  assunzioni  sempre  per  queste
  categorie perché materialmente non ci sono gli istruttori chi porta
  avanti i procedimenti amministrativi. Quindi, chiedo che sia votato
  questo emendamento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Bene.  L'emendamento 12.6 lo  votiamo  adesso  e  poi
  l'altro era aggiuntivo per cui lo può rivedere tra gli aggiuntivi.
   Il parere del Governo?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Presidente,   il  parere  del  Governo  è  negativo.  Volevo   dire
  all'onorevole  Zito, per una semplice ragione per cui  oggi  questo
  emendamento  servirebbe  soltanto  per  una  Provincia  che  è   in
  dissesto, la Provincia di Siracusa.
   Quindi, dico, non siamo

   PRESIDENTE. L'onorevole Zito di dov'è secondo lei?

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E vabbè.

   PRESIDENTE. E' di Siracusa per cui
   C'è il parere negativo del Governo.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ma  il  punto è che non siamo nelle condizioni di potere  garantire
  tutti.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere negativo del  Governo,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendiamo  un'ora  per andare a pranzare. La  seduta  riprenderà
  alle ore 15.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.48, è ripresa alle ore 15.35)

   La seduta è ripresa.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  La  seduta è ulteriormente sospesa e riprenderà  alle
  ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.36, è ripresa alle ore 15.58)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Il   Governo  è  presente.  Assessore,   riprendiamo
  dall'articolo 11, o continuiamo con l'articolo 3? L'11 è quello che
  avevamo sospeso a proposito del Dipartimento bonifiche, eccetera.
   Allora, riprendiamo dall'articolo 13?

                     (Intervento fuori microfono)
   PRESIDENTE. Come?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  No,  io   Scusi, l'11,  ci  doveva  essere  forse  un
  emendamento  vostro per accettare  o no? Allora,  sull'articolo  11
  c'è  emendamento da parte del Partito Democratico? Ma guardate  che
  le tariffe sono basse.
                     (Intervento fuori microfono)

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sull'articolo
  11,   come   già   ho   detto  in  sede  di  discussione   generale
  sull'articolo, noi abbiamo presentato il soppressivo. Riteniamo che
  non è il tempo per vessare i comuni con una tassa di ottocento euro
  per  le  pratiche che riguardano l'Autorità di bacino  e  riteniamo
  che, in un momento in cui bisognerebbe semplificare, alleggerire la
  burocrazia   regionale   e  bisognerebbe   dare   vita   a   corsie
  preferenziali  per  esitare le pratiche,  la  Regione  si  dovrebbe
  concentrare  più  su questi aspetti, piuttosto  che  su  quelli  di
  imporre 80 o 180 euro per alcune pratiche che, certamente, non sono
  cifre  che  risollevano  i destini delle casse  regionali.  Quindi,
  insistiamo sul soppressivo.

   PRESIDENTE. Le volevo dire questo: se è soltanto questo  il  punto
  b)  di  800  euro  che volete ridotto, penso che il  Governo  possa
  esaminare una riduzione, fermo restando tutti gli altri, perché  un
  canone  va  pagato  per  l'istruttoria  delle  pratiche,  onorevole
  Barbagallo. Non so se il Governo, assessore Armao? Ecco, vediamo se
  c'è un confronto su queste cifre. Come dice?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Non accettate un eventuale emendamento  di  riduzione
  soltanto  di una voce. Gli altri sono importi, insomma 80 euro,  80
  euro,  180, 80 euro, 80 euro, 40 euro addirittura, non sono importi
  rilevanti.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Allora,  credo  che questa più che una norma finanziaria  in  senso
  stretto  è  una  norma di ordine, nel senso che mi sono  consultato
  anche  con  la  Ragioneria generale dal venir  meno  delle  entrate
  previste da questa norma non deriverebbero ne entrate straordinarie
  né  credo  perdite  straordinarie. Che alcune attività  e  funzioni
  amministrative siano accompagnate dal pagamento di cifre  non  dico
  irrisorie  perché 180 euro possono essere pure soldi rilevanti,  ma
  vengono  erogati a fronte di una istanza di concessione di  uso  di
  aree demaniali, cioè di una utilità concreta.
   Ora,  a  nostro  modo  di  vedere,  per  il  Governo  le  attività
  amministrative  devono avere nel momento in cui  sono  un  servizio
  anche  un  minimo  di  corresponsione  da  parte  dell'interessato,
  soprattutto  se  l'interessato ne trae  un  beneficio,  penso  alle
  concessioni  di  uso  di  aree demaniali  o  al  rinnovo  di  dette
  concessioni, stiamo parlando di 80 euro. Se alcune forze  politiche
  ritengono che per le attività delle funzioni amministrative non sia
  dovuto nulla, come principio, poi noi ne prendiamo atto. Non  credo
  che  noi  abbiamo introdotto una vessazione, il pagamento di  oneri
  spropositati. Sono oneri che fanno pagare i Comuni, fanno pagare le
  Provincie,  fa  pagare lo Stato e non credo che dal venir  meno  di
  queste  risorse possano  è un principio di ordine, cioè che  a  una
  funzione, una concessione si accompagni un minimo di versamento.
   Ripeto, non è materia di mia competenza, parlo come assessore  per
  l'economia, e chiudo, come assessore per l'economia dicendo che  il
  venir  meno  di  queste  entrate non  sconvolge  gli  equilibri  di
  bilancio.
   Penso che un principio in cui una attività che è remunerativa  per
  un    privato   debba   vederla   concorrere   alle    spese    che
  l'amministrazione sopporta per produrre un servizio amministrativo,
  sia  un  principio  che vada rispettato. Poi, l'Aula  in  questo  è
  sovrana  e  può fare le sue valutazioni; ma, ripeto, come assessore
  per   l'economia   vi  dico  che  il  venir  meno   non   determina
  stravolgimenti.
   Pensavamo  e  pensiamo,  come Governo, che  l'introduzione  di  un
  principio  di concorso finanziario allo svolgimento della  funzione
  amministrativa sia un principio di ordine. Dopodiché, ci rimettiamo
  presidente  all'Aula. Io di più non posso dire anche perché  non  è
  materia di mia competenza, sto facendo qui il Vicepresidente  della
  Regione come mi è dovuto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Questo emendamento

   PRESIDENTE. Assessore, prego.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Mi
  scusi  se mi permetto di interromperla, volevo soltanto completare.
  Vorrei  anche sottolineare la destinazione di queste somme.  Queste
  somme sono sottoposte ad un vincolo di destinazione. Questo recita:
   Le entrate derivante dai canoni di concessione occupazione demanio
  con  esclusione  attraversamenti,  eccetera,  le  aree  delimitate,
  eccetera,  contribuiscono  a finanziarie  le  spese  relative  agli
  interventi  alla gestione del demanio idrico a cura delle  Autorità
  di  bacino .  Quindi, tutte queste somme, ivi comprese  quelle  dei
  canoni,  hanno come destinazione la stessa funzione svolta; quindi,
  non  sono neanche somme che affluiscono a chissà quale destinazione
  diversa, hanno una riconducibilità diretta.
   Mi  scusi  se  l'ho  interrotta, onorevole,  ma  era  proprio  per
  sottolineare questa finalizzazione.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

  PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.

  CRACOLICI. Io volevo soltanto ribadire un concetto. Quando le norme
  sono  scritte senza pensarle un po' a casaccio, come gran parte  di
  questa finanziaria, è un assemblaggio di scritti che provengono  da
  vari  ispiratori dei dipartimenti o degli uffici senza una cornice,
  lo dico: primo abbiamo istituito l'Autorità di bacino 3 o 4 anni fa
  come  la  grande riforma della Sicilia. Secondo: la grande  riforma
  della  Sicilia scopriamo adesso che diventa un'attività di supporto
  alle  amministrazioni, stiamo parlando dei  fiumi,  delle  aree  di
  bacino  che  hanno  bisogno di una grande  opera  di  manutenzione,
  prevediamo  che  i comuni che hanno l'interesse ad  avere  i  fiumi
  puliti   eccetera,   non  c'è,  non  ci  avete  presentato   nessun
  emendamento.  Quindi,  prevedete con questa misura  di  far  pagare
  quelli  per i quali, come dire, chiedono alla regione un aiuto  per
  mettere in sicurezza gli alvi dei propri fiumi.
  Secondo,  proprio  quelle  opere  di  manutenzione  che  servono  a
  ripulire  ii  fiumi  a  gestire  al  meglio  diciamo  anche  questo
  patrimonio, invece di essere l'amministrazione attiva a supporto ne
  prevediamo un canone. Ma noi abbiamo istituito le autorità di bacio
  per avere dei canoni o per essere da supporto e di coordinamento  a
  tutta la gestione del demanio fluviale in Sicilia?
  Allora  ha ragione il collega Barbagallo: l'emendamento non per  le
  80  euro,  i  50  euro, gli 800 euro, noi dobbiamo  incentivare  il
  lavoro di ripristino e di funzionalità degli alvei, non creare  una
  sorta di barriera che in qualche modo come definisce per frenare.
  Concludo,  ma  anche con la logica della politica,  Governo  Armao-
  Musumeci, ma vi pare normale che nel maggio del 2022 a quattro mesi
  dalle elezioni voi prevedete una norma che ha come obiettivo di far
  pagare  di  più sia gli enti locali che i fruitori del ?  Cioè,  lo
  dico  anche  come logica della politica  Ma che logica è  che  dopo
  quattro  anni  che  avete istituito l'Autorità,  la  grande  novità
  dell'Autorità è che gli facciamo pagare le cose per un servizio che
  dà la Regione. Mi sembra folle  Lo volete fare  accomodatevi, tanto
  siamo tutti in campagna elettorale  A me sembra una follia
  Quindi,  forse  sarebbe meglio che il Governo la  ritiri,  diciamo,
  autonomamente questa norma.

  FOTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FOTI.  Grazie, Presidente. Con il mio Gruppo non abbiamo presentato
  emendamenti  a  questo articolo diciamo nel tempo che  ci  è  stato
  costretto  di  studiare  la finanziaria perchè  riteniamo  che  chi
  chiede  un'attività  specifica, che tra l'altro  è  prevista  dalla
  norma,  rispetto  a  chi  non  lo fa, lo  fa  perché  deve  avviare
  un'attività  ad  esempio  economica, e  francamente  i  canoni  che
  ritrovo qui sono talmente, come dire, contenuti simbolici che credo
  che  costi più a questo Parlamento fare questa discussione che  non
  quello  che si guadagnerà, perché non si tratta di guadagno  ma  di
  spese  pe runa struttura che sta finalmente cominciando ad esistere
  e, speriamo sempre con più qualità, proteggere il demanio idrico.
   Mi  fa  invece  piacere che i colleghi del Partito Democratico,  e
  anche  l'onorevole Cracolici, siano contrari agli aumenti. Mi viene
  in  mente  che la scorsa Legislatura con decreto si settuplicarono,
  non  so neanche come si dice, i canoni demaniali con decreto  e  si
  dovette  impugnare un aumento impronunciabile, e qui ci si  stracci
  le vesti per pochi euro simbolici che - ripeto - ritengo giusto che
  chi  procede  per avere delle autorizzazioni sul quale  farà  delle
  attività,  chiaramente di proprio interesse,  come  concessioni  di
  attraversamento  di  demanio idrico, concessione  di  uso  di  aree
  demaniali,   paghi   anche  simbolicamente   una   cifra.   Grazie,
  Presidente.
   Degli  occhiali  per  strabici se ce li distribuite  insieme  alle
  mascherine, forse farebbero bene a tanti.

   PRESIDENTE.  Non  ho  capito  questa  ultima  battuta,  ma  non  è
  obbligatorio che la capisca.
   Il PD mantiene l'emendamento. Benissimo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Presidente, un'ultima precisazione. Segnalo soltanto all'Aula che

   PRESIDENTE. Scusi un attimo, Assessore, un attimo solo.  Assessore
  Falcone,  per  favore, sentiamo quello che dice l'Assessore,  sennò
  non lo capisco e non so che fare.
   Prego, Assessore.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Ovviamente,  il  Governo ha fatto una proposta che è  coerente  con
  quello  che ha chiesto il Governo nazionale, che ricordo essere  un
  Governo  anteriore al Governo Draghi, quando si è chiuso l'accordo,
  quindi  su  richiesta  del Governo centrale,  quando  si  è  chiuso
  l'accordo  del  gennaio 2014, cioè l'incremento delle  entrate.  In
  tutto questo, il Governo presenta pure un emendamento per escludere
  i Comuni, volendo assecondare la richiesta del Partito Democratico.
  Però,  è  chiaro  che  il  Governo è tenuto  ad  introdurre  questa
  disposizione a causa di quell'accordo, non si inventa  entrate  per
  aumentare  le  entrate  così. Abbiamo  un  accordo,  che  purtroppo
  abbiamo  subito per questa parte - e poi entrerò nei dettagli  -  e
  pertanto  è meglio che si rispetti l'accordo; altrimenti,  comunque
  noi  ci  rimettiamo all'Aula, pur avendo presentato un  emendamento
  che esclude i Comuni.

   PRESIDENTE. La posizione cambia o no?

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Presidente, avevo chiesto al Governo se fosse possibile,
  assessore Armao, evitare di mettere in legge il costo di ogni atto,
  di ogni procedura; facciamo un rinvio ad un decreto che peraltro si
  può  cambiare  di  anno in anno se ci sono necessità,  ma  non  con
  legge,  che se poi dovesse cambiare, invece di euro 80, 50,  se  si
  vogliono   esentare  anche  gli  enti  pubblici,  insomma   diventa
  veramente fastidioso.
   Quindi  chiederei, accantoniamolo momentaneamente, vediamo  se  si
  può trovare una sintesi in questo senso, semplificarla, rinviare ad
  un  decreto per il dettaglio o in altra sede, in un altro  momento.
  Insomma,  va  onestamente evitato di mettere su norma tutto  questo
  dettaglio di quanto costano i vari atti e le varie procedure.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Allora, scusate, assessore Falcone, vale quello che mi
  ha detto? Lo dica, così lo stralcio.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Presidente,  il  Governo  accogliendo la  proposta  del  presidente
  Savarino, ritiene che forse sarebbe il caso di fare una riflessione
  ulteriore.  Così come è successo ieri, stralciamo questo  articolo,
  quindi ne riparleremo anche in un'altra sede.

   PRESIDENTE. L'articolo 11 è stralciato. Grazie, Assessore.
   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13
                   Riserve sul Fondo autonomie locali

   1.   A  valere  sui trasferimenti regionali di parte corrente  per
  l'anno 2022 di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale
  28  gennaio  2014,  n.  5  e successive modificazioni,  l'Assessore
  regionale  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,  in
  considerazione  delle particolari difficoltà riferite  al  fenomeno
  migratorio  in  cui  versano i comuni di  Lampedusa  e  Linosa,  di
  Pozzallo,  di Augusta, di Porto Empedocle e di Siculiana, riconosce
  un  contributo straordinario di 1.250 migliaia di euro da ripartire
  tra  i predetti comuni e da erogare in misura pari al sessanta  per
  cento a titolo di anticipazione ed il restante quaranta per cento a
  seguito  dell'avvenuta rendicontazione (Missione 18,  Programma  1,
  capitolo 191332).
   2.    L'Assessorato  regionale  delle  autonomie  locali  e  della
  funzione   pubblica  è  autorizzato  a  concedere   un   contributo
  straordinario  di 1.000 migliaia di euro in favore  del  comune  di
  Agrigento  per le finalità di cui all'articolo 19, comma  2,  della
  legge  regionale  8  agosto 1985, n. 34, cui si provvede  a  valere
  sulle  assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6  della  legge
  regionale  n.  5/2014  e  successive  modificazioni  (Missione  18,
  Programma 1, capitolo 191301).
   3.   Il contributo di cui al comma 2 è erogato nella misura del 60
  per  cento a titolo di anticipazione ed il restante 40 per cento  a
  seguito dell'avvenuta rendicontazione.
   4.   Per l'anno 2022 in sede di riparto del Fondo autonomie locali
  di  cui all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
  modificazioni, ai comuni che hanno conseguito nell'anno  precedente
  a  quello in corso il riconoscimento internazionale Bandiera Blu da
  parte  della Fondazione per l'educazione ambientale (Fea Italia)  è
  destinata  la somma di 700 migliaia di euro ed ai comuni che  hanno
  conseguito nell'anno precedente a quello in corso il riconoscimento
  Bandiera Verde da parte dei pediatri italiani è destinata la  somma
  di  300  migliaia di euro. Ai comuni che hanno ottenuto entrambi  i
  riconoscimenti  sono  assegnate le somme  in  relazione  solo  alla
  Bandiera Blu. Tali contributi, per entrambi i riconoscimenti,  sono
  ripartiti per il 50 per cento in base alla densità demografica  dei
  singoli comuni e per il restante 50 per cento in base al numero dei
  comuni che hanno ottenuto i suddetti riconoscimenti e devono essere
  destinati  all'attivazione  o  al  potenziamento  di  interventi  e
  servizi di accoglienza e promozione territoriale e turistica.
   5.  Per l'esercizio finanziario 2022, in sede di riparto del Fondo
  autonomie  locali  di cui all'articolo 6 della legge  regionale  n.
  5/2014   e   successive  modificazioni,  ai  comuni  che  nell'anno
  precedente  a quello in corso hanno superato la soglia del  65  per
  cento  di  raccolta  differenziata in  materia  di  rifiuti  solidi
  urbani,  in  conformità all'articolo 205 del decreto legislativo  3
  aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni e del D.M. 26 maggio
  2016,  è destinata la somma di 3.000 migliaia di euro da ripartirsi
  per  il  50  per  cento in base alla popolazione di cui  all'ultimo
  censimento ISTAT e per il restante 50 per cento in base  al  numero
  dei  comuni che hanno superato detta percentuale. Le certificazioni
  sono  a cura dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente
  in  considerazione anche del protocollo d'intesa  sottoscritto  con
  l'Assessorato  regionale  dell'energia e dei  servizi  di  pubblica
  utilità.
   6.   In  sede  di  riparto  del  Fondo  autonomie  locali  di  cui
  all'articolo  6  della  legge  regionale  n.  5/2014  e  successive
  modificazioni, ai comuni che hanno conseguito il riconoscimento  di
   Borgo  più bello d'Italia  è destinata la somma di 1.000  migliaia
  di euro da ripartirsi in proporzione alla densità demografica ed al
  numero dei comuni ed ai comuni che si sono aggiudicati il titolo di
   Borgo dei Borghi  è destinata la somma di 300 migliaia di euro  da
  ripartirsi equamente. Il tetto massimo della somma concessa ad ogni
  comune non può essere superiore a 100 migliaia di euro per entrambi
  i   riconoscimenti  e  deve  essere  destinata  all'attivazione   o
  potenziamento di interventi e servizi di accoglienza  e  promozione
  territoriale e turistica.
   7.   Per  l'anno  2022, a valere sul Fondo di cui  all'articolo  6
  della  legge  regionale  n. 5/2014 e successive  modificazioni,  la
  somma  di 6.000 migliaia di euro è destinata ai comuni delle  isole
  minori  quale contributo sulle spese per il trasporto  dei  rifiuti
  via  mare,  da  ripartire in proporzione alle spese  effettivamente
  sostenute da ogni ente nell'anno precedente (Missione 18, Programma
  1, capitolo 191322).
   8. Per l'anno 2022, a valere sui trasferimenti di cui all'articolo
  6  della  legge  regionale  28 gennaio  2014,  n.  5  e  successive
  modificazioni, la somma di 8.000 migliaia di euro, è  destinata  ai
  comuni  quale  contributo  alle spese sostenute  per  il  trasporto
  alunni,  da  ripartire, per 6.500 migliaia di euro, in  proporzione
  alle   spese  effettivamente  sostenute  da  ogni  ente   nell'anno
  precedente e, per 1.500 migliaia di euro, in proporzione alle spese
  effettivamente   sostenute  dai  comuni   in   dissesto   nell'anno
  precedente  (Missione 4, Programma 6, capitolo 373372) Al  comma  1
  dell'art. 12 della legge regionale 20 giugno 2019, n. 10 le  parole
   l'Assessore  Regionale  per  le Autonomie  Locali  e  la  Funzione
  Pubblica, di concerto con  sono soppresse.
   9.  A  sostegno  ed  incentivo delle  unioni  di  comuni  previste
  dall'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267  e
  successive modificazioni è autorizzata la spesa di 679.535,19 euro,
  quale   compartecipazione  regionale  ai  contributi  statali   per
  l'esercizio  finanziario  2022, cui  si  fa  fronte  a  valere  sui
  trasferimenti regionali di parte corrente per l'anno 2022 (Missione
  18, Programma 1, Capitolo 590410) di cui al comma 1 dell'articolo 6
  della   legge  regionale  28  gennaio  2014,  n.  5  e   successive
  modificazioni.   I   contributi   sono   concessi   in    relazione
  all'effettivo esercizio associato di funzioni da parte  dell'unione
  a seguito della delega esclusiva delle medesime da parte di tutti i
  comuni aderenti.
   10.   I  contributi regionali e nazionali a sostegno  e  incentivo
  delle unioni di comuni di cui al comma 9 sono destinati anche  alla
  costituzione  di  nuove unioni o alla stipula  di  convenzioni  per
  l'esercizio associato di funzioni tra comuni.
   11.   Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali
  e  la  funzione  pubblica di concerto con l'Assessore all'Economia,
  previo  parere  della conferenza Regione - autonomie  locali,  sono
  definiti criteri e modalità per l'erogazione dei contributi di  cui
  al comma 9.
   12.  Al  fine  di  ristorare  i comuni  interessati  dagli  eventi
  alluvionali  dell'8.8.2020, è destinata per l'anno 2022,  a  valere
  nell'ambito  dei  trasferimenti di cui al comma 1  dell'articolo  6
  della   legge  regionale  n.  5/2014  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, la somma di 5.100 migliaia di euro, da  iscrivere  su
  apposito  capitolo del bilancio della Regione, Commissario delegato
  ex  D.G.R. n. 344/2020, destinata in favore dei comuni che  abbiano
  dimostrato di avere avuto danni riconducibili a tali eventi.
   13.  In  sede  di  riparto delle assegnazioni  ai  comuni  di  cui
  all'articolo  6  della  legge  regionale  n.  5/2014  e  successive
  modificazioni,  per  l'esercizio finanziario 2022  è  destinata  la
  spesa di 2.400 migliaia di euro, per le finalità di cui al comma 8-
  bis  dell'articolo 6 della legge regionale 7 maggio 2015,  n.  9  e
  successive modificazioni».

   Onorevole Di Paola, mantiene l'emendamento soppressivo?

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Siamo  all'articolo 13. Gli  emendamenti  soppressivi
  sono ritirati tutti ovviamente, perché sono riserve.

   DI   PAOLA.   Presidente,  se  cortesemente  può  fare  illustrare
  all'Assessore,   visto  che  comunque  non  siamo   passati   dalla
  Commissione "Bilancio", se può fare illustrare all'Assessore i vari
  commi,  così poi da ritirare i soppressivi, perché capisco  che  ci
  sono alcune cose, come dire, che possono sembrare interessanti...

   PRESIDENTE. In particolare quale? Non è che può fare tutti...  sta
  un'ora  a  parlare così  Se lei mi dice in particolare quali  commi
  vuole chiariti.

   DI PAOLA. Va bene Presidente, ritiro l'emendamento soppressivo.

   PRESIDENTE. Grazie. Allora i soppressivi sono ritirati.
   Andiamo avanti.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.   Gli   emendamenti  soppressivi  dell'articolo   sono
  ritirati;  ci  sono gli emendamenti soppressivi dei commi  ora.  Il
  primo è l'emendamento 13.5 relativo alla soppressione del comma 1.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Assessore Zambuto, le chiedo, proprio perché non siamo
  passati  dalle  Commissioni di merito, di  illustrare  le  riserve;
  anche  perché alcune riserve sono frutto del dibattito parlamentare
  della  finanziaria del 2018 che poi ci riportiamo nel  corso  degli
  anni, altri stanno spuntando quest'anno per la prima volta.
   Quindi,  se  l'assessore Zambuto ci ricorda come stanno  le  cose,
  anche per chiarirci le idee su come votare. Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore, ha capito su cosa deve...

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Presidente, grazie. Mi dispiace che è andato  via  il
  Presidente della Regione, ci aveva illuso, magari rimaneva con noi.
   Le  riserve. Io vedo nelle riserve, quelle che abbiamo seguito noi
  negli  anni,  parlo noi dei colleghi ragusani, mie e  dei  colleghi
  ragusani, c'erano oltre Pozzallo - che la vedo inserita per  quanto
  riguarda  i  flussi  migratori - non vedo  però,  o  non  riesco  a
  leggerlo  sull'articolato - purtroppo le  Commissioni,  come  tutti
  sappiamo  il  lavoro delle Commissioni è saltato  -  non  riesco  a
  vedere  la  riserva riguardante Ibla e Ortigia, vedo Agrigento,  un
  riferimento su Agrigento. Siccome quella riserva è stata fatta  nel
  2018,  dov'è  scritto,  dove? E allora, ecco,  mi  serve  avere  la
  certezza  e  la conferma dove Ibla viene garantita; siccome  quella
  riserva  l'abbiamo presentata noi, ovviamente almeno ci  teniamo...
  Sì e quella in merito alla raccolta differenziata, la premialità.

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore, io non riesco a sentire nulla

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Per quanto riguarda la riserva sollevata dall'onorevole Dipasquale,
  si  fa  riferimento a quella norma nella quale fanno parte i centri
  storici di Ibla e di Ortigia. Quindi, lo specifichiamo meglio, ma è
  quella  la norma. Facciamo riferimento all'articolo 19 della  legge
  n.  34  del  1985,  che è stata poi ripresa negli anni  successivi,
  onorevole. L'articolo 19 della legge.

   PRESIDENTE.  Assessore,  in  questo momento  nel  testo  c'è  solo
  Agrigento. Poi c'è un emendamento che inserisce anche Ibla, ma  nel
  testo  c'è solo Agrigento. Per il comune di Agrigento. Poi  c'è  un
  emendamento a firma degli onorevoli Campo e Di Paola, il 13.27, che
  aggiunge anche Ibla, ma per adesso non c'è.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Presidente, non è questo il tema. Il tema è se ci sono
  tutte  le  riserve  e  tutte le riserve sono state   non  serve  un
  emendamento, sono sicuro che la legge 61 dell'81, Ibla e  anche  la
  legge  su Ortigia sono inserite in questo articolato. Volevo capire
  dall'Assessore  dove,  perché sono convinto che  non  serve  nessun
  emendamento,  che  già  ci  sono  perché  tutte  le  riserve   sono
  garantite.

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, ho l'elenco qui in  mano  delle
  riserve  sul  fondo delle autonomie locali, velocemente  le  leggo:
   Lampedusa,  Agrigento, Bandiera blu, Bandiera  verde,  comuni  che
  hanno  superato il 65 per cento di differenziata, Borgo  più  bello
  d'Italia,  Borgo  dei  borghi,  Isole  minori,  trasporto   alunni,
  sostegno  e  incentivo  dei  comuni e  ristoro  danni  e  emergenze
  finanziarie.

   DIPASQUALE. Avete dimenticato le riserve di Ibla e di Ortigia. Non
  so come avete fatto a fare una cosa del genere

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Presidente, l'onorevole Dipasquale dice bene, la riserva per
  Ibla  è  una riserva storica, la legge n. 61 del 1981 e l'onorevole
  Dipasquale  insieme al Gruppo parlamentare del PD ha presentato  un
  emendamento  il 13.32 che è fascicolato a pagina 18. Noi  chiediamo
  che   venga  immediatamente  trattato  congiuntamente  alle   altre
  riserve, perché il ragionamento è complessivo, essendo una  riserva
  non  di nuova istituzione, ma una riserva storica di una legge  che
  risale a 41 anni fa.

   PRESIDENTE.  Do  la parola all'onorevole Campo che  ha  presentato
  questo emendamento, dove c'è sia Ortigia che Ibla. Prego, onorevole
  Campo.

   CAMPO. Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati. Da sempre,
  da  quando  sono state istituite le leggi speciali per i comuni  di
  Agrigento, Ortigia e Ragusa sono state sempre inserite tutte e  tre
  le  norme  che  tutelano tre centri storici che senza questo  aiuto
  oggi  non  sarebbero  nelle condizioni di sviluppo,  di  attrattori
  turistici  per tutta la Regione, perché io lo specifico  ogni  anno
  che  queste  norme  non  sono delle norme territoriali,  perché  il
  patrimonio  culturale appartiene a tutta la Sicilia  e  a  tutti  i
  siciliani.
   Io  non capisco perché Ortigia e Ragusa sono stati esclusi e c'era
  solo  Agrigento nella norma, nel testo base e, quindi, ho fatto  un
  emendamento  che  inserisce  sia  Ragusa  che  Ortigia  insieme  ad
  Agrigento in maniera da avere tutti e tre i comuni finanziati com'è
  sempre  stato annualmente, anche perché questi comuni si  avvalgono
  di   queste   risorse   per  recuperare  un   patrimonio   edilizio
  considerevole  e  hanno  già nei pieni triennali  dei  progetti  in
  prospettiva da poter completare e portare avanti.
   Quindi,  ritengo  importante  inserire  gli  altri  due  comuni  e
  valutarli tutti e tre in maniera equa com'è sempre successo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Grazie, Presidente. Io intervengo intanto per  aggiungere
  anche  la  mia firma all'emendamento dei colleghi Campo  ed  altri,
  perché è memoria storica il fatto che Ortigia e Ibla abbiano  avuto
  sempre  la considerazione di essere siti importanti da un punto  di
  vista culturale, da un punto di vista paesaggistico e sono punto di
  riferimento  di  tantissimi turisti e quindi  a  questo  punto  non
  possiamo  fare altro che confermare quanto la storia ci ha indicato
  fino oggi.
   Quindi,  io sono per inserire all'interno dell'articolo 13  questi
  due siti ed altri di importanza storica e culturale.
   Detto   questo,   Presidente,  attendo  che  l'assessore   Zambuto
  inserisca  all'interno dell'articolo 13 questi  due  siti.  Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Più  che  altro  un  chiarimento  generale,  assessore
  Zambuto. Ho verificato, sicuramente sarà un errore, perché  era  un
  testo  di legge l'articolo 13 che proviene dal Governo. In  maniera
  sorprendente  ho verificato che per il comma 12 c'è un soppressivo.
  E'  un  errore?  Sicuramente  sarà  un  errore,  Assessore,  perché
  riguardano somme relative ad una legge applicata per la prima volta
  in  Sicilia  dal Presidente della Regione decretando  l'urgenza  e,
  chiaramente,  queste somme sono state già sborsate e alcuni  comuni
  si  trovano  esposti anche a procedure; quindi, era una  norma  che
  andava  a  saldare debiti già contratti su una legge della  Regione
  siciliana  applicata  per  la  prima  volta  e  su  richiesta   del
  Presidente della Regione. Quindi, sicuramente sarà un errore.

   PRESIDENTE. Un attimo, poi risponde a tutti.

   CALDERONE. Presidente, sono somme impegnate per lavori fatti...

   PRESIDENTE. sono convinto anch'io che si tratti di un errore.   Lo
  vediamo dopo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente. Non le nascondo che è  difficile  in
  quest'Aula  fare  un  ragionamento un po' più generale  e  astratto
  provando  a distogliersi un po' dagli interessi precisi e  puntuali
  di  alcuni  territori e/o di alcuni deputati. Ma io  credo  che  il
  discorso  delle autonomie locali e il fondo delle autonomie  locali
  vada affrontato come mi pare anche una volta il suo stesso Governo,
  il Governo Musumeci provò con l'assessore Grasso.
   Le riserve di fatto sottraggono risorse ai comuni. Poco fa sentivo
  un  bellissimo discorso dell'assessore Armao astratto in cui diceva
  che  i  comuni sono patrimonio di tutta l'Assemblea e che  dobbiamo
  provare ad aiutarli il più possibile. Il problema è che se mettiamo
  poche  risorse ai comuni e quelle poche che mettiamo le  sottraiamo
  tramite  le  riserve,  di  fatto  depauperiamo  delle  risorse  che
  dovrebbero  essere trasferite ai comuni per darle a  Bandiera  blu,
  Bandiera  gialla, borgo, Borgo dei borghi, borgo che ha il  palazzo
  più alto e quello che ha il palazzo più stretto.
   Siccome  non credo sia questo un metro che possa affidare  risorse
  ad  un  territorio piuttosto che un altro, perché per lo  più  sono
  determinate   da  norme  che  derivano  da  singoli  deputati   che
  preferiscono  avvantaggiare un comune piuttosto che  un  altro,  si
  dovrebbe  quanto  meno fare una valutazione di quelle  riserve  che
  hanno  un  senso.  Mi  viene in mente, ad esempio,  sulla  raccolta
  differenziata. Cioè se la Regione dice  dobbiamo puntare ,  non  il
  Governo Musumeci che sta prendendo tutt'altra strada, che è  quello
  dell'incenerimento, però diciamo se un Governo virtuoso avesse come
  obiettivo quello di aumentare la raccolta differenziata, incrementa
  la  riserva  per  i  comuni che intendono  puntare  sulla  raccolta
  differenziata. Quindi si dice che chi riesce a raggiungere il 65-70
  per  cento  anziché trasferirgli 3 o 4 milioni ne  mettiamo  10  di
  riserva, togliendo di fatto tutte quelle riserve che sono inutili e
  che sottraggono risorse ai comuni che sono già in forte difficoltà.
   Questa  analisi, presidente Miccichè, è talmente semplice da  fare
  perché lei poco fa aveva un elenco delle riserve e comprenderà  che
  ci  sono delle riserve che sono specifiche e puntate esclusivamente
  ad  alcuni  comuni della nostra Regione e delle riserve che  invece
  hanno  un  senso. Il trasferimento dei rifiuti dalle  Isole  minori
  verso la terraferma ha un senso perché ha dei costi aggiuntivi  per
  quei comuni che devono puntare su una raccolta differenziata, ma le
  varie  riserve che riguardano le varie bandiere, i borghi, i flussi
  migratori che oggi non mi pare pesino chissà quanto nei bilanci dei
  nostri comuni potrebbero tranquillamente rivedere trasferite queste
  somme  in un fondo globale, trasferendo maggiori risorse ai  comuni
  che  sono in grandi difficoltà, per lo più, la maggior parte  -  lo
  sappiamo tutti - in deficit economici ormai strutturali, che  hanno
  grossi problemi di disavanzo, che non riescono nemmeno più a pagare
  gli  stipendi e il più delle volte vanno con debiti fuori bilancio,
  fare  un  ragionamento del genere, comprendo che  farlo  all'ultima
  finanziaria  e soprattutto con questa Assemblea dove  pare  che  la
  finanziaria debba assicurare piccoli interessi di bottega  dell'uno
  piuttosto  che dell'altro, potrebbe essere un segnale di un  grande
  senso  di  responsabilità  dell'Assemblea regionale  siciliana  nei
  confronti di quelli che diciamo di voler tutelare ma a cui di fatto
  ogni anno sottraiamo risorse. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Allora, io e l'assessore Armao avremmo un'incombenza ora,  però  è
  follia  farla.  Cioè,  noi  dovremmo andare  a  salutare  il  nuovo
  Commissario dello Stato, però dobbiamo interrompere un'ora.
   Non  ce  la  facciamo, Assessore. Sto parlando ad alta voce.  Come
  facciamo?  Lo chiamiamo e gli chiediamo scusa. Interrompere  un'ora
  adesso  significa  che  il tempo che arriviamo  e  torniamo  non  è
  mezz'ora.

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE.   Può   andare   lui  intanto.   Io   posso   chiedere
  all'onorevole Di Mauro. Onorevole Di Mauro, non è che lei  potrebbe
  andare al posto mio dal Commissario dello Stato? Adesso, al volo.

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE.  Allora,  Assessore,  facciamo  così:  andate  lei   e
  l'onorevole Di Mauro e noi proviamo a fare qualcosa che intanto non
  sia strettamente

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE. Colleghi, vi dico sinceramente, che io di interrompere
  un'ora a questo punto non me la sento.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Ho capito, ma siccome ci sono

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Per quante deleghe possa lasciare, io cercherò di fare
  articoli  che  non  riguardano strettamente il bilancio.  Assessore
  Armao  è  inutile dirle di fare presto. Mettete sirena,  correte  a
  duemila all'ora e tornate.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  No, non è lontanissimo perché è allo  Steri.  Grazie,
  onorevole Di Mauro.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Mauro)

   PRESIDENTE. Ah  Presiede lei. Allora vado io. Perfetto.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Grazie,  Presidente.  Il  Partito   Democratico   ha
  presentato un emendamento che però non vediamo nel fascicolo che  è
  volto a rimediare ad un pasticcio normativo che l'assessore Zambuto
  dovrebbe conoscere perché, più volte, l'abbiamo rappresentato  agli
  Uffici  che  è  quello generato dall'approvazione dell'articolo  22
  della  legge regionale n. 1 del 2019 che ha modificato il  comma  6
  dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016.
   Questa modifica normativa, assessore Zambuto, ha imposto il limite
  del  5  per cento della somma assegnata agli altri enti, agli  enti
  che  già  avevano  proceduto  alla  stabilizzazione  del  personale
  precario  comportando,  sostanzialmente,  che  sette  enti   locali
  siciliani andranno matematicamente in dissesto.
   Noi  abbiamo  presentato l'emendamento che comporta una  spesa  da
  ripartire nei tre anni di 3 milioni di euro/anno per salvare  sette
  comuni. E' una situazione che i suoi Uffici conoscono bene, ora non
  ci  ritroviamo l'emendamento nel fascicolo, quindi, se magari prima
  della  fine  della trattazione dell'articolo 14 ne possiamo  tenere
  conto  perché,  come dire, 30 milioni di riserve sono  consistenti,
  non  le  contestiamo  però,  certamente,  nelle  riserve  è  giusto
  tutelare  alcune  situazioni veramente ingiuste  che  rischiano  di
  condannare alcuni enti locali siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cafeo.  Ne  ha
  facoltà. Intanto abbiamo distribuito il subemendamento 13.27.1.

   CAFEO. Presidente, volevo sottolineare, a parte che forse è  stato
  considerato  aggiuntivo un emendamento presentato a mia  firma  che
  inseriva  le  risorse  per  la legge speciale  che  riguarda  anche
  Ortigia,  però ci tenevo a precisare che, insomma, è una caduta  di
  stile  presentare  nelle riserve una norma solo che  rifinanzia  la
  legge per Agrigento anche perché la legge di riferimento, comunque,
  è  stata  abrogata  per cui se rimane scritto  così  significa  che
  quelle  risorse  sono destinate solo ad Agrigento  ed  è  una  cosa
  incomprensibile sotto ogni punto di vista. Per cui ritengo che vada
  fatta  una  correzione e, qualora ci fosse la necessità di  mettere
  più  risorse, s'inseriscano più risorse, come dire, ammettendo  gli
  emendamenti presentati dai deputati.

   PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne
  ha facoltà.

   LACCOTO.  E, allora, scusatemi. Assessore Zambuto, vedo in  questo
  articolo  di riserve una serie di richieste enormi. Il  problema  è
  uno,  però,  che  il  Governo dovrebbe  tenere  conto  anche  delle
  osservazioni  fatte  dall'Associazione  nazionale  dei  comuni.  Le
  riserve  non  possono andare a togliere somme al fondo normale  dei
  comuni.  Lo  si vede all'interno delle riserve e nel plafond  delle
  riserve  quali  devono  essere prioritarie perché,  altrimenti,  in
  questa  maniera,  andiamo praticamente a togliere e  a  distruggere
  quello  che è stato fatto finora. Cioè, gli emendamenti  che  hanno
  praticamente rimpinguato il fondo delle spese per gli  enti  locali
  per  il  2022, se non teniamo nell'ambito del plafond delle riserve
  qualsiasi  -  io  non  entro nel merito, sono tutte  meritevoli  di
  accoglienza  -,  ma non possiamo snaturare il fondo  normale  delle
  autonomie  locali  con  queste riserve. Sarebbe,  praticamente,  un
  ammazzare tutti gli altri enti locali. Questo è il problema.
   Quindi,  credo  che  il  Governo dovrebbe, assieme  all'Assemblea,
  tenere  conto  di  questo plafond di riserve e  non  andare  oltre.
  Questo  è  il  concetto, altrimenti è finita. Cioè,  da  una  parte
  abbiamo  impinguato il fondo per 98 milioni, dall'altra parte  così
  ne togliamo e ritorniamo al discorso del dissesto dei comuni.
   Il  problema è chiaro ed è stato anche evidenziato, io lo ricordo,
  più  volte  dall'ANCI ma più volte anche in questa Assemblea  negli
  anni precedenti.
   Quindi,  mettiamoci una riga dritta e vediamo dove  bisogna  fare.
  Non  si  può, praticamente, andare oltre il plafond delle  riserve.
  Poi le priorità le diamo.

   PRESIDENTE  Pongo in votazione il subemendamento  13.27.1  con  il
  parere contrario della Commissione e favorevole del Governo. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 13.27, con il parere  contrario
  della  Commissione e favorevole del Governo. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 13.2.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, poco fa le dicevo siccome è andato al
  13.27 ma ha saltato il 13.2.

   PRESIDENTE. E lo stiamo votando, l'ho capito.

   DI PAOLA. Va bene, va bene. Mi scusi.

   PRESIDENTE. Deve intervenire?

   DI PAOLA. Sì, dico, solo per spiegare l'emendamento così almeno il
  Governo dà parere favorevole. Il 13.2 si aggancia al comma 1 che è,
  come  dire, un comma importante perché andiamo, in qualche modo,  a
  dare  dei  fondi  ai comuni che gestiscono e sono più  esposti  sul
  fenomeno migratorio. Fenomeno che, oggi, sta diventando sempre  più
  forte e maggiormente importante.
   Io ricordo sempre all'Aula, e su questo poi ci sarà un emendamento
  aggiuntivo  che  andremo  a valutare successivamente,  che  abbiamo
  approvato poi una legge sull'inclusione e sull'accoglienza che va a
  gestire  il  fenomeno  migratorio in maniera organica,  andando  ad
  inserire  tutti  i comuni siciliani perché, oggi,  tutti  i  comuni
  siciliani  sono  esposti al fenomeno migratorio,  purtroppo  con  i
  recenti fatti che riguardano anche il conflitto che c'è in Ucraina.
   All'interno del comma 1, però, sono inseriti comuni che al momento
  sono  maggiormente  esposti al fenomeno migratorio.  E,  quindi,  è
  giusto  andare  a riconoscere una quota in più per  gestire  questo
  fenomeno.
   Io,  Presidente, ho aggiunto il comune di Caltanissetta che ha  un
  CPR che è un Centro per il Rimpatrio e che, negli ultimi mesi, anzi
  l'anno  scorso,  ha  visto la morte di un di un  pachistano,  Adnan
  Siddique,  che  dopo  avere  denunciato  il  caporalato  -  perché,
  comunque,  in  questi  comuni  è  molto  forte  il  caporalato  nei
  confronti di migranti -, è stato ucciso brutalmente.
   Quindi,  l'aggiunta  del  comune di Caltanissetta,  Presidente,  è
  dovuta al fatto che lì c'è un centro per il rimpatrio.
   Dopodiché,  Presidente, oltre a chiedere al Governo di  apprezzare
  in  maniera  positiva  l'emendamento  13.2,  chiedo  fortemente  al
  Governo  e  poi all'Aula, quando andremo a valutare gli emendamenti
  aggiuntivi,  di  poter finanziare quella legge  sull'accoglienza  e
  l'inclusione che andrà a gestire il fenomeno migratorio in  maniera
  organica per tutta la Sicilia e che ad oggi non ha un euro  perché,
  come  dire, è stata una legge approvata senza impegni di  spesa  ma
  che,  a mio modo di vedere, dobbiamo fare lo sforzo di poterla pian
  piano   finanziare   per   poter  far  partire   un'accoglienza   e
  un'inclusione che sia organica e che sia gestita in sinergia tra il
  Governo  regionale, tra la Regione, i Comuni, tutti i comuni  della
  Sicilia e le associazioni perché oggi il fenomeno migratorio  viene
  vissuto  da qualunque comune siciliano ed è bene che venga  gestita
  non  in  maniera  sporadica, non in maniera  organica,  ma  facendo
  sinergia  tutti insieme e gestendo il fenomeno dell'accoglienza  in
  maniera distribuita e non più centralizzata. Grazie, Presidente.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, chiedo l'accantonamento  di  questo
  articolo per poterlo trattare insieme agli aggiuntivi perché,  come
  si  evince,  sono  venute  fuori tutta una serie  di  problematiche
  inerenti agli accantonamenti.
   Ora,   immagino  per  esempio  che  si  debba  pur  prevedere   un
  accantonamento per il nascente comune di Misiliscemi per  il  quale
  quest'Aula  ha votato l'istituzione, giugno scorso, se non  ricordo
  male, è stato inviato un commissario che attende, appunto, di poter
  espletare  le  elezioni quando ovviamente ormai  ad  ottobre,  fine
  ottobre,  ci sarà la nuova tornata elettorale e questo Comune  che,
  appunto, nasce ha bisogno di potersi organizzare anche di una sede,
  ha  bisogno  di  una  scuola e non prevedere  -  scuola  che  c'era
  ovviamente in quel territorio - un accantonamento per questo  nuovo
  Comune ed una disattenzione che non ci possiamo permettere e a  cui
  questo  Parlamento  deve rimediare. Quindi, Presidente,  le  chiedo
  formalmente  l'accantonamento in questo momento  dell'articolo  13.
  Grazie.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Accantoniamolo, Presidente.

   PRESIDENTE.  No,  non  accantoniamo niente  onorevole  Barbagallo,
  perché  in  questo  plafond di risorse ci  sono  anche  quelle  che
  appartengono a questo nuovo Comune. Prego, onorevole Foti.

   FOTI.   Signor  Presidente,  le  chiedo  di  voler   prendere   in
  considerazione l'ipotesi di accantonare l'articolo. Perché?  Perché
  intorno   alla  questione  degli  aggiuntivi  si  è  già  dibattuto
  parecchio e non sono mancati gli sbarramenti ed il fuoco di fila su
  questioni  sensate  come, d'altronde, sono anche  le  esigenze  dei
  territori.
   Io,  Presidente, non ho presentato, a questo punto lo  presenterò,
  una  riserva per i Comuni dell'area etnea colpiti recentissimamente
  da  oltre 50 parossismi dell'Etna con, chiaramente, riversamento di
  cenere vulcanica sui tetti, sulle case, sulle strade, chi non  vive
  quei  luoghi  non  può  immaginare i disagi e  i  costi  enormi  di
  spazzamenti  delle terrazze, degli edifici pubblici, le  operazioni
  di   pulizia  delle  caditoie,  delle  reti  idriche  delle   acque
  superficiali e piovane, nonostante diciamo gli aiuti che  promessi,
  arrivati,  arrivati a singhiozzo dalla Protezione civile  nazionale
  che non ha mai preso di petto questa questione che per il momento è
  ferma.  L'ultimo  parossismo risale a due mesi  fa,  ha  creato  un
  aggravio  importante  nei  Comuni  dell'area  ionica  e   sud,   in
  particolare, ma anche sul versante nord-est.
   Quindi, se c'è una apertura alle esigenze che poc'anzi sono  state
  descritte la prego di dirlo chiaramente, perché in questo  caso  ci
  sono  ampi  territori che, incolpevolmente, stanno  avendo  questa,
  chiamiamola,  disgrazia e che hanno bisogno del nostro  sostegno  e
  desidererei  che  l'Aula  potesse  decidere  di  votare  anche  una
  proposta di questo tipo, però è necessario un chiarimento da  parte
  sua: o tutti dentro o tutti fuori. Grazie.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.  Signor  Presidente, la ringrazio. Io ho  presentato  un
  emendamento che qui viene riportato e riguarda l'alluvione che  c'è
  stata  il 20 novembre. Prego l'Assessore anche per l'agricoltura  e
  l'Assessore   per  le  infrastrutture  di  ascoltare   perché   con
  l'alluvione  del  20 novembre nella zona di Dittaino,  precisamente
  nella stazione di Raddusa, dove c'è stato un nubifragio e per colpa
  anche  -  e qui mi rivolgo all'Assessore per l'agricoltura -  della
  non  manutenzione  della conduttura che dovrebbe  essere  a  carico
  della  condotta agraria che si è rotta letteralmente, c'è stato  un
  fiume di fango e di acqua che ha colpito la
   Presidente,  io  parlo e non mi scolta nessuno   Solo  l'assessore
  Falcone.

   PRESIDENTE. Per favore

   LANTIERI.  Grazie,  Assessore. L'assessore Scilla  c'è?  Perfetto.
  Dico  anche  per colpa della condotta agraria che non ha  fatto  la
  manutenzione la condotta si è rotta e il fiume che doveva contenere
  questa  acqua ha portato via sia i muretti a secco che erano  stati
  fatti,  sia il fiume d'acqua che ha riportato tutto il fango  nella
  stazione di Raddusa dove 15 famiglie hanno rischiato la vita perché
  di  notte si sono ritrovati con la luce staccata e questo fango che
  entrava in casa; è tutto documentato e di conseguenza veramente c'è
  stata una cosa che mi ha - a parte che ne ha parlato il TG3 -,  c'è
  stata  una cosa terribile, col Prefetto e tutta la provincia perché
  queste  15  famiglie hanno rischiato la vita e  hanno  avuto  danni
  ingenti   nelle  proprie  case.  Per  questo  avevo  fatto   questo
  emendamento che penso che i colleghi possano accogliere perché  non
  si sta parlando né di ristrutturazione - che è tutto giusto e tutto
  valido  -,  però  stiamo parlando di 15 famiglie che  hanno  questo
  presidio  in  questa  zona  e che la Regione  aveva  garantito  che
  avremmo  aiutato  e dato un segnale veramente anche  perché  ripeto
  molta  colpa  è anche della Regione perché non sono stati  fatti  i
  lavori, è stato fatto solamente un lavoro dal Genio civile di  Enna
  ma da un'altra parte purtroppo che non è servito ad arginare questa
  catastrofe, quindi, chiedevo di destinare alcune somme per ripagare
  questa  gente e ripristinare di nuovo la loro locazione dove vivono
  tutto l'anno.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente,  a  mio  avviso  questo   articolo
  andrebbe accantonato perché non è possibile che vengano sollecitati
  gli  appetiti  di  ogni singolo deputato. Oggi, i comuni  siciliani
  sono  tutti in debito, hanno tutti bisogno di interventi, non  sono
  solo i centri storici di Agrigento, di Ragusa, di Caltanissetta che
  hanno  bisogno di interventi. Lo stesso comune di Palermo è in  una
  situazione  di degrado e di affanno incredibile, quindi chiedo  che
  il  Governo ritiri questo articolo e che venga fatta una  scala  di
  priorità  su  quelli  che devono essere gli interventi  in  maniera
  adeguata e secondo le esigenze dei comuni che sono maggiormente  in
  difficoltà. Grazie.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, dobbiamo  cercare  di  fare  il
  lavoro, i deputati invece di parlare presentino gli emendamenti. Li
  presentino  al  testo  e  si vota. Non ho  capito,  presentate  gli
  emendamenti; chi ve lo impedisce

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie Presidente, Governo. Mi riferisco in particolare  al
  comma 8, dell'articolo 13, che prevede una riserva di 8 milioni  di
  euro per il trasporto alunni. Io chiedo al Governo di verificare la
  possibilità di una copertura alternativa, perché non ha  senso  che
  debbano  essere i comuni stessi, con una decurtazione del fondo  di
  spesa corrente di cui dispongono in finanziaria, a pagarsi di fatto
  il  contributo  per  il  trasporto alunni;  è  una  contraddizione.
  Peraltro,  8  milioni  sono  tanti,  il  costo  effettivo   sarebbe
  addirittura  24  milioni.  Che il Governo  faccia  uno  sforzo  per
  trovare  una copertura alternativa e liberare 8 milioni di  euro  a
  favore dei comuni provvedendo diversamente alla copertura di questo
  onere assolutamente necessario, che appunto è il trasporto alunni.
   Se  per  trovare una soluzione - mi dispiace che in questo momento
  non   possa  essere  presente  l'assessore  Armao  -  è  necessario
  sospendere,  accantonare per qualche minuto, faccio  una  esplicita
  richiesta  a  nome del Gruppo parlamentare del PD,  così  come  già
  altri  colleghi  e  altri Gruppi parlamentari  hanno  avanzato  una
  proposta di accantonamento. In questo caso, da me motivata  proprio
  per  le  esigenze  di  trovare  una copertura  alternativa  per  il
  trasporto  alunni  da  altre rubriche anche di  altro  Assessorato.
  Grazie.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Io  credo  che  il dibattito  sulle  riserve  non  sia
  qualcosa  di pretestuoso o di surreale in quest'Aula. La verità  è,
  Presidente,  che  se  andiamo nel merito ad esaminare  riserva  per
  riserva,  ci accorgiamo che questo provvedimento, che l'Aula  credo
  non  dovrebbe votare così per com'è quanto meno, vada a penalizzare
  i  comuni  più  in difficoltà di questa nostra Regione,  andando  a
  premiare  i  comuni  per  i  quali non è  assolutamente  necessario
  prevedere alcuna riserva.
   Io  comprendo perfettamente che ciò che dice lei sia corretto, che
  in  Aula  si  ragiona con gli emendamenti, a norma di  Regolamento,
  però  se  un dibattito politico-istituzionale va fatto su  un  tema
  così  delicato  e  complesso, per il quale ho  visto  che  ci  sono
  polemiche  diffuse  e quasi tutte a ragione,  è  evidente  che  non
  possiamo  sostenere  un  provvedimento  di  30  milioni  che  va  a
  penalizzare,  va a togliere 30 milioni ai comuni che  sono  più  in
  difficoltà, assessore Zambuto.
   E allora, l'accantonamento chiesto da più Capigruppo peraltro, dal
  Capogruppo  dell'UDC, dal Capogruppo del mio  partito,  è  corretto
  perché  quanto meno, assessore Zambuto, presidente Di Mauro,  vuole
  approfondire questo tema ed evitare che ciò che è più  bello  venga
  premiato  e  ciò  che  è  più  in  difficoltà  venga  ulteriormente
  penalizzato.
   Ci sono quasi tutti gli altri comuni che non sono citati in questo
  provvedimento che sono in difficoltà estrema, quindi è inutile  che
  poi  cerchiamo  di aiutare i comuni per stabilizzare  i  comuni  in
  dissesto e in pre-dissesto per stabilizzare i precari, perché è  un
  controsenso che questo Parlamento non può consentirsi.
   Quindi,  chiedo e sostengo ciò che ha chiesto il mio Capogruppo  e
  il  Capogruppo  dell'UDC, l'accantonamento del provvedimento  e  in
  attesa    che   l'Assessore   per   l'economia   rientri,   insieme
  all'Assessore  per le autonomie locali, si faccia  un  ragionamento
  serio  su  uno  dei  temi  più  delicati  e  complessi  che  questo
  Parlamento è chiamato a trattare nell'ultima legge di stabilità  di
  questa legislatura. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, signori Assessori,  questo  è  un
  dibattito  antico,  è  un dibattito antico,  quello  relativo  alle
  riserve, che si alimenta e si alimenta in particolar modo da quando
  alcune  norme,  che erano di questa Regione - io  faccio  l'esempio
  della  legge su Ibla, ma c'è anche quella su Ortigia e su Agrigento
  -,  mentre  prima  erano finanziate giustamente con  una  linea  di
  finalità  a  parte  dopodiché  voi,  io  non  c'ero,  voi,   questo
  Parlamento,  ha deciso di togliere il finanziamento e  di  metterlo
  tra  le riserve - io non lo avrei fatto -, dopodiché è rimasto  tra
  le riserve.
   Ora, fermo restando che quello che ha detto il presidente Di Mauro
  è sacrosanto, non è che alcuni parlamentari ci siamo svegliati oggi
  e ci siamo resi conto che mancavano delle riserve  No. Noi ci siamo
  studiati la finanziaria e ci siamo resi conto che riserve  che  già
  erano  garantite  prima dal 2018, in poche parole quest'anno  erano
  scomparse.
   E  quindi nei tempi dovuti, prima che scadesse il termine  per  la
  presentazione degli emendamenti, perché ora qua vi alzate,  abbiamo
  "x", "y", dobbiamo fare questo intervento, dovevate farlo prima che
  scadevano  gli  emendamenti, dovete farlo prima che  scadevano  gli
  emendamenti, perché l'articolo 13 lo conoscevate già da tempo.
   Dopodiché  mi permetto di dire - è giusto, avete sbagliato,  forse
  un  pochino  avete  dormito -  perché potevamo  confrontarci  anche
  sulla  possibilità di inserire, o di togliere anche alcune riserve.
  Ora, quando io sento dire che dobbiamo stare attenti ai Comuni,  lo
  so  però veda consigliere Gucciardi, onorevole Gucciardi, lei lo sa
  quanto  io  le voglio bene, però il Comune di Ragusa che  a  questa
  Regione  ha  pesato  nulla, perché mentre gli  altri  Comuni  hanno
  lasciato  sul  bilancio  della Regione  i  propri  precari,  io  mi
  permetto  di  ricordare  a tutti che il  Comune  di  Ragusa  se  li
  stabilizzava nel 2006, e se li stabilizzava con le proprie risorse,
  con le proprie risorse
   Allora  io  mi  permetto  di dire, perché poi  mi  fate  diventare
  sindaco,  per ritornare ad essere sindaco, mi permetto di dire  che
  se  tanti  Comuni sono in difficoltà, e ancora il Comune di  Ragusa
  non  è  neanche in anticipazione di cassa, è perché i sindaci hanno
  lavorato  e  lavorato in un determinato modo, se alcuni Comuni  non
  hanno  gravato sulle casse della Regione, come lo fanno  tanto  sui
  precari a cui faceva riferimento lei, è perché ci sono stati Comuni
  che  hanno  saputo  amministrare e hanno  pensato  a  risolversi  i
  problemi  loro.  E  oggi  perché arriva  una  riserva,  no  arriva,
  continua  ad  esserci una riserva antica che per giunta  era  di  5
  milioni di euro e oggi diventa un milione e mezzo di euro, dobbiamo
  sentirci  come quelli che si stanno rubando qualcosa? Mi  dispiace,
  io questo non riesco ad accettarlo.
   La  verità è un'altra, anche perché i soldi per esempio per Ragusa
  Ibla  sono  i  soldi che veramente si sono spesi e sono  sotto  gli
  occhi del mondo, perché si sono spesi e si sono spesi anche bene, e
  sfido  chiunque a dire che non è così o a dimostrare cose  diverse.
  Quindi  la  verità è che bisognerebbe ritornare di nuovo a  com'era
  prima  e  a  farla  finanziare non con una riserva.  Quando  questo
  Parlamento  riesce a fare questo va bene, ma non come  avete  fatto
  prima,  Presidente della Commissione "Bilancio" che ha dato  parere
  contrario a fare inserire l'emendamento su Ragusa Ibla, lei con  il
  suo  parere  contrario voleva garantire solo Agrigento  e  lasciare
  fuori Ragusa Ibla e Ortigia. Di questo, Presidente, veramente se ne
  deve  vergognare  Perché non si trattava di un emendamento a tutela
  di  tutte  le  riserve  di tutti i Comuni, lei scientificamente  ha
  voluto e ha provato a fare un danno a Ragusa Ibla e ad Ortigia.  Io
  questo  da lei non me lo sarei aspettato  Forse ultimamente è  poco
  lucido, Presidente.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, Governo, colleghi, scusate, io  vorrei
  intervenire sul tema delle riserve perché è un tema antico. Qualche
  anno  fa  si  era  cercato  di eliminare  le  riserve  proprio  per
  garantire agli enti locali un plafond per intero dei contributi che
  vengono  erogati. Bene, e ricordo che non è stato possibile  né  in
  Commissione prima né in Commissione "Bilancio".
   Le riserve che ci sono e che ho visto io, e ha ragione l'onorevole
  Dipasquale, sono riserve che sono state alcune istituite con  legge
  e  altre  riserve  che vengono rifinanziate.  Quindi  se  noi  oggi
  vogliamo  rinviare  l'argomento riserve,  ci  ritroviamo  domani  a
  riparlare  dello  stesso argomento, forse alcune altre  non  se  ne
  dovrebbero  istituire o eventualmente si stabilisce  un  plafond  e
  oltre quel plafond non si va. Perché vi ricordo che già nel 2020 le
  riserve erano 40 milioni di euro e il fondo delle autonomie  locali
  è  stato  ridotto da 340 milioni a 290, quindi se si stabilisce  un
  plafond  che  è  quello di 30 milioni e ci si muove all'interno  di
  quel  plafond  perché  altrimenti, noi rinviamo  l'argomento,  però
  onestamente,  non  ne riusciamo a venirne a capo,  perché  torniamo
  sempre  lì,  perché tutte quelle riserve, dai borghi alla  bandiera
  blu,  sono  riserve che ci trasciniamo da anni è che  è  difficile,
  oggi nell'ultima finanziaria togliere.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  si  rende  conto
  onorevole  Di  Mauro che mi tocca essere d'accordo con  l'onorevole
  Grasso? Cioè sono d'accordo con l'ex assessore di Forza Italia, non
  me lo sarei mai immaginato, devo dire, eppure sono d'accordo
   Ci  sono delle riserve che hanno un senso, che dentro al fondo dei
  trasferimenti  della  parte corrente, i comuni  devono  trovare  un
  tetto  massimo, dentro il quale muoverci, e ci sono  delle  riserve
  Presidente  che  non hanno alcun senso, ci sono delle  riserve  che
  sottraggono risorse, esclusivamente ai comuni. I comuni che sono in
  forte difficoltà, che sono in predissesto, che sono in dissesto, ai
  comuni  che non sanno più come chiudere i bilanci e non  sanno  più
  come presentarli.
   Allora,  o  si  fa un ragionamento complessivo e  la  richiesta  è
  cortesemente, bastava ascoltare i primi interventi, quando si  apre
  il  ragionamento  sul fondo delle autonomie locali  e  sui  comuni,
  purtroppo,  non facendoli in Commissione ma arrivando  direttamente
  in  Aula, quello che succede è che tutti provano a accaparrarsi  la
  piccola fetta di torta all'interno di un fondo che è importante per
  la  nostra Regione. Mi permetto di suggerirle, Presidente, facciamo
  un  ragionamento latere, cioè ci sediamo, capiamo qual è  il  tetto
  massimo  all'interno  del  trasferimento degli  enti  che  possiamo
  immaginare di potere utilizzare, visto che è stato anno  dopo  anno
  depauperato, individuiamo quali sono le riserve per le risorse  più
  importanti e poi votiamo in aula, perché se così andiamo, di  volta
  in  volta, le assicuro che arriveranno una serie di emendamenti che
  andranno ad aggiungersi, perché inserire un Comune piuttosto che un
  altro?  Perchè  nel flusso migratorio non inserire Palermo,  perché
  nei centri storici non mettere altri comuni della Sicilia?
   Allora, siccome ritengo che le richieste di alcuni deputati  hanno
  un  fondamento, faccio riferimento a Ragusa a Ibla, a tutte  quelle
  che  di  fatto sono state presentate con legge specifica  e  quindi
  sono  state  finanziate,  come prima, giustamente,  si  diceva  con
  capitoli  di  bilancio,  diversi rispetto  alle  autonomie  locali,
  perché  oggi,  lo  ripeto,  quello che stiamo  facendo  e  togliere
  risorse  a  tutti i comuni siciliani per darne a 5,  6,  di  questa
  Regione.
   Allora,  siccome questo ragionamento non può funzionare, perché  è
  sbagliato  in  astratto, per principio, allora ci sediamo,  capiamo
  qual  è  l'ammontare massimo che possiamo sottrarre al fondo  delle
  autonomie  locali,  tramite riserva, individuiamo,  quali  sono  le
  riserve  più importanti e si va al voto. Ma se così, lo affrontiamo
  in  questo  modo, le assicuro che ci saranno decine di  emendamenti
  per aggiungere comuni su comuni e poi sarà il deputato più bravo  a
  fare  passare il proprio piuttosto che un altro togliendo di  fatto
  quello che è un concetto base, cioè quello del merito, quello della
  possibilità di far passare un emendamento piuttosto che un altro.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  colto  che  il
  collega  Luigi  Sunseri  dei Cinque Stelle  sia  d'accordo  con  la
  collega  Grasso  di  Forza  Italia, non  mi  meraviglia  visto  che
  governano insieme a Roma, ma il fatto che io che abborro il modello
  Draghi  sia d'accordo col collega Sunseri, la dice lunga sul  fatto
  che c'è un problema.
   Non  possiamo andare avanti ad emendamenti e subemendamenti  sulle
  riserve  che  ognuno di noi spinto dal territorio, vuole  inserire,
  perché altrimenti qui diventa soltanto un po' a fortuna, perché poi
  magari  ci  si  alza,  qualcuno  è andato  in  bagno,  qualcuno  ha
  sbagliato a votare perché non si ricorda che adesso si vota tenendo
  schiacciato e toglie la tessera. E' successo pocanzi  O anche si va
  a  tentoni,  se  lei  lo  dice troppo velocemente,  mette  al  voto
  l'emendamento troppo velocemente e non si ha neanche  il  tempo  di
  dire   non sono d'accordo', magari passa senza neanche avere grande
  contezza di quello che sta passando.
   Fare  un  momento di riflessione, tra l'altro, cosa che non  si  è
  potuta fare in commissione e quindi insomma trovare una sintesi  su
  quelle  che  sono,  le  cose che senza intaccare  un  fondo  che  è
  assolutamente necessario per tutti i comuni.
   Il  collega  Barbagallo diceva che aveva presentato un emendamento
  per  7  comuni siciliani che rischiano il dissesto. Io non so quali
  sono questi 7 comuni e con quale criterio li abbia individuati.  Mi
  piacerebbe  capirlo perché chissà quanti ce ne  sono  nella  stessa
  condizione e se così facciamo, ognuno di noi nelle nostre  province
  ne  avrà da citarne. Il collega Nello Dipasquale citava Ragusa come
  un  comune  che paga i precari avendoli stabilizzati prima  che  ci
  fossero i fondi messi a disposizione dalla Regione. Anche Canicattì
  ha  fatto la stessa cosa e non gode di questo trasferimento. Quindi
  potremmo ognuno di noi alzare sempre più il tiro citando e portando
  al tavolo esigenze del nostro territorio che però andrebbero solo a
  togliere  a  quel fondo che dovrebbe servire a tutti i  comuni  per
  fare una partita di chi riesce gridare più forte. Non mi sembra  il
  caso.
   Vediamo  quindi  se in commissione Bilancio, sentito  l'assessore,
  sentite  le  opposizioni, ovviamente sentite le forze politiche  si
  riesce  a trovare una sintesi intelligente e che tenga conto  anche
  di  quello che si può e non si può fare e si torna in Aula con  una
  sintesi la più razionale possibile. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  non  capisco
  perché  nella norma Agrigento viene considerata una legge speciale,
  normale  da  essere  inserita fin dall'inizio e  Ragusa  e  Ortigia
  invece  che  hanno  sempre avuto leggi speciali e  che  sono  state
  sempre  inserite  all'interno di questa norma,  sono  state  sempre
  finanziate  con  la  stessa metodologia con cui  è  stata  inserita
  Agrigento  ora  vanno ad intaccare i fondi delle riserve  di  altri
  comuni.
   E'   stata,   diciamolo,   una   chiara   e   netta   dimenticanza
  dell'assessore  che forse perché è di Agrigento ha pensato  che  si
  poteva  agire  con  delle norme territoriali quando  invece  è  una
  finanziaria  che  va  fatta con un principio uguale  per  tutta  la
  Regione  siciliana  soprattutto  quando  questa  norma  è  inserita
  all'interno di una finanziaria. Io ricordo sempre che queste  leggi
  speciali  sono state istituite con un loro criterio  e  servono  ad
  avvantaggiare territori che per anni sono stati depressi e grazie a
  queste   norme   hanno  potuto  valorizzare  tutto  il   patrimonio
  architettonico,  culturale, hanno potuto fare in  coming,  attivare
  turismo,  diversamente senza questo aiuto chiaramente  non  sarebbe
  successo nulla di tutto ciò ed è qualcosa di cui ne giova tutta  la
  Regione  siciliana. Quindi sono stati dimenticati, dobbiamo  essere
  chiari in questa situazione. Perché Agrigento era stata inserita  e
  Ragusa  ed  Ortigia,  quando ci sono sempre  state  con  la  stessa
  modalità con cui era stata inserita Agrigento questa volta.
   Abbiamo  semplicemente colmato un problema che  si  era  venuto  a
  creare inserendo quello che ci doveva essere fin dall'inizio ovvero
  i  tre  comuni  di  Agrigento, Ragusa e Ortigia sono  stati  sempre
  finanziati  tutti e tre con leggi speciali. Ora se due  sono  stati
  dimenticati,  abbiamo  sistemato  la  norma  insieme   al   collega
  Dipasquale. Non capisco qual è il problema e si parla di andare  ad
  intaccare  fondi e riserve di altri comuni quando se per  Agrigento
  non è così per Ragusa e Siracusa deve essere così.

   PRESIDENTE. Abbiamo terminato tutti gli interventi.
   Si   passa  alla  votazione  dell'emendamento  13.2  che   ha   un
  subemendamento. Credo sia stato distribuito.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente,  io  vorrei  rassegnare  a  questa
  Assemblea  con l'occasione una riflessione. Con tutto  il  rispetto
  per  Ortigia, Siracusa, Agrigento che hanno goduto da anni di leggi
  speciali  e contributi che possono essere arrivati per risanare  il
  centro  storico, per ammodernare, per migliorare, per  qualificare,
  io  mi chiedo queste leggi speciali hanno una durata infinita? E se
  così  è  perché  non facciamo delle leggi speciali  per  gli  altri
  comuni  che sono altrettanto belli, che nel tempo non hanno  goduto
  di  nessun  privilegio e di nessuna attenzione? Questa è  diventata
  una  insopportabile ingiustizia a cui bisogna rimediare, quindi  io
  sono assolutamente contraria che si proceda in questa maniera.
   Chiedo   ancora  una  volta,  in  nome  e  per  conto  del  gruppo
  parlamentare  UDC  che  ho l'onore di rappresentare,  che  l'intero
  articolo,  emendamenti, sub-emendamenti vengano accantonati  perché
  procedere   in  questa  maniera,  per  sub-emendamenti,   significa
  stravolgere  il  senso di una riflessione che  oggi  va  fatta  nel
  rispetto  di tutti gli altri amministrati dei comuni siciliani  che
  nel  tempo sono stati trascurati e che non hanno avuto né santi  né
  protettori  né di Ragusa, né di Siracusa, né di Ibla e  nemmeno  di
  Agrigento.
   Io  credo  che questo atto di ingiustizia debba cessare e  che  in
  ogni  caso non può essere commessa più nessuna sottrazione di somme
  per i comuni normali che non hanno mai goduto di nessun privilegio.
  Le  chiedo  quindi, formalmente, ancora una volta e mi  auguro  per
  l'ultima volta, di accantonare l'intero articolo e di non procedere
  più  sub-emendamento per sub-emendamento che farebbe in  ogni  caso
  non  comprendere pienamente il senso di questa norma.  Lo  dobbiamo
  accantonare per poter essere oggetto di una riflessione  attenta  e
  accurata.
   Questa  finanziaria,  che è l'ultima di  questo  Parlamento  e  di
  questa   legislatura,  rischia  di  essere   veramente   una   cosa
  insostenibile  perché  non si può fare  il  dibattito  in  Aula  in
  maniera  estemporanea, senza che abbiamo avuto il tempo di maturare
  una  riflessione attenta e consapevole sulle carte che  normalmente
  avremmo avuto tempo e modo di verificare anche con in nostri uffici
  e  anche con i nostri parlamentari. In questa maniera si rischia di
  fare  un   pateracchio' che non serve alla Sicilia,  non  serve  ai
  siciliani e fa male veramente a tutti, creando sacche di privilegio
  e  non  mi  fate dire anche di clientela perché questa è un'ipotesi
  che non mi piace ma che pure bisogna ipotizzare.

   PRESIDENTE.  Fermo  restando che siamo in sede  di  votazione,  io
  vorrei   chiedere  all'assessore  Zambuto  perché  l'assessore   al
  bilancio non c'è, quale è l'emendamento del Governo.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Volevo innanzitutto precisare, per amore della verità, ci sono  gli
  atti  pubblici,  come  dall'assessorato alle autonomie  locali  sia
  partita   la  nota  nella  redazione  del  bilancio  che  conteneva
  Agrigento, Siracusa e Ragusa.
   Sarà stato l'assessorato all'economia, per ragioni di sintesi.  Il
  Governo  si  rimette  all'Aula  nella valutazione  dell'ordine  dei
  lavori,  Presidente.  E'  chiaro che  valgono  le  riflessioni  che
  abbiamo  fatto  all'inizio.  Noi  abbiamo  voluto  sintetizzare  al
  massimo  le  riserve  proprio perché comunque si  va  ad  attingere
  sempre  a  quel  fondo  che  è quello degli  enti  locali  e  delle
  autonomie locali.
   Questa  è  una  valutazione che facciamo insieme con  l'Aula,  con
  l'Assemblea per comprendere fino a dove ci possiamo spostare, quali
  possono essere le priorità che dobbiamo tenere in considerazione.

   PRESIDENTE.  Va bene. No, ha parlato già onorevole Laccoto.  Avete
  già  parlato su questo articolo, avete parlato tanto quanto ognuno.
  Non  è  possibile,  non  è possibile, onorevole  Laccoto,  non  può
  parlare  due volte, si è chiuso l'argomento. Onorevole  Laccoto  la
  prego.
   Allora, siamo in sede di votazione. Si vota per il subemendamento.
  Dopo aggiorniamo la seduta, ma siamo in sede di votazione.

                           (Brusio in Aula)

   Lo bocciate l'articolo, cosa volete da me?
   Si passa alla votazione dell'emendamento 13.2.1.

   PRESIDENTE.  Siamo  in sede di votazione onorevole  Savarino.  Per
  dichiarazione di voto?

   SAVARINO.  Sull'ordine dei lavori, Presidente. C'era una  proposta
  fatta dall'onorevole Grasso.

   PRESIDENTE. Sì, eravamo in sede di votazione onorevole Savarino.

   SAVARINO.  No,  mi deve fare parlare Presidente,  sull'ordine  dei
  lavori ho diritto a parlare.
   C'era  una  proposta  fatta dall'onorevole Grasso,  Forza  Italia,
  sposata dall'onorevole Sunseri, Cinque Stelle, e dalla sottoscritta
  e,  da  ultimo,  dalla  capogruppo dell'UDC. Questa  proposta  deve
  essere messa ai voti.
   Se l'Aula decide che l'emendamento deve tornare per una sintesi in
  Commissione per evitare subemendamenti di serie, come questo che  è
  appena arrivato che aggiunge, per carità, la città di Palermo  come
  i Comuni che subiscono il flusso migratorio insieme a Lampedusa e a
  Pozzallo  diventa  che ognuno mette qualcosa e non  ha  più  senso.
  Dobbiamo  trovare  una sintesi e la sintesi  si  può  trovare  solo
  sedendosi  un  attimo  con calma, vedendo i  subemendamenti  e  non
  mettendolo  ai  voti  così, in maniera improvvisata,  insieme  alla
  Commissione e all'assessore al ramo.
   Questa  proposta fatta dai colleghi e sposata da noi  deve  essere
  messa  ai  voti  prima di esaminare gli emendamenti. Presidente,  a
  norma  di regolamento, questa proposta sull'ordine dei lavori  deve
  essere  messa  ai voti dell'Aula prima di procedere alle  votazioni
  sugli emendamenti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora,  assessore  Zambuto,  aggiorniamo  su  questo
  argomento.  Lo  accantoniamo questo articolo.  Scusate  un  attimo,
  riprenderemo dall'emendamento 13.2 col subemendamento 13.2.1.
   Un attimo, perché se no non ci capiamo più. Ci sarà una conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  non  appena  torna   il
  Presidente  Micciché  e  non  appena torna  l'assessore  Armao  per
  discutere  in sede di conferenza Presidenti dei Gruppi parlamentari
  sulla trattazione di questo articolo 13. Allora, andiamo avanti.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
                 Fondo regionale di Protezione civile

   1.Per  le  finalità  di  cui  al comma 8  dell'art.3  della  legge
  regionale  7  luglio  2020,  n.13, è istituito  nella  Rubrica  del
  Dipartimento  Regionale della Protezione Civile  un  fondo  per  le
  emergenze con una dotazione finanziaria di 3.000 migliaia  di  euro
  per l'esercizio finanziario 2022. (Missione 11, Programma 2)».

   Onorevole Barbagallo, ritirate gli emendamenti?

   BARBAGALLO.  Sì  Presidente,  siamo  assolutamente  disponibili  a
  ritirare gli emendamenti. Siccome non c'è stato il passaggio  nelle
  Commissioni  di merito vorremmo chiedere al Governo di  illustrare,
  come dire, come intenderebbe spendere questi tre milioni di euro  e
  a  che  cosa  servono,  se sono questioni di Protezione  Civile  ad
  esempio  per la cenere vulcanica o per le emergenze che  riguardano
  l'Etna come abbiamo sollevato prima con l'onorevole Foti oppure per
  gli  spazzaneve sulle Madonie e sull'Etna con l'assessore  Cordaro.
  Ci  sono tante esigenze di Protezione Civile, vorremmo capire se il
  Governo ha le idee chiare e chi è che si occupa di questo articolo.

   PRESIDENTE.  Allora,  manca  il Presidente  della  Regione,  manca
  l'Assessore e allora possiamo passare avanti.
   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
            Disposizioni per il settore della forestazione

   1.Al  comma  1  dell'articolo 22 della legge regionale  15  aprile
  2021,  n.  9  le parole  per gli esercizi finanziari 2021,  2022  e
  2023,  rispettivamente negli importi massimi complessivi di 104.300
  migliaia di euro, euro 100.494.933,10 ed euro 161.271.777,71.  Sono
  sostituite  dalle parole  per gli esercizi finanziari  2021,  2022,
  2023  e 2024, rispettivamente negli importi massimi complessivi  di
  104.300  migliaia di euro, euro 170.647.440,10, euro  91.435.813,37
  ed euro 51.830.000,00 .

   2.  Il  comma 3 dell'articolo 22 della legge regionale  15  aprile
  2021, n. 9 è sostituito dal seguente:

    3.  Le  risorse  relative  ai fondi  regionali  per  le  finalità
  dei  commi 2 e 8 dell'articolo 47 della legge regionale n.  9/2015,
  di  cui  al  comma 1 sono iscritte nelle esercizi finanziari  nelle
  Missioni e programmi per gli importi di seguito indicati:

   esercizio  finanziario 2021 complessivi euro 104.300  migliaia  di
  cui:

   Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 24.430 migliaia
   Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900 migliaia
   Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 11.000 migliaia
   Missione  9, programma 5, quota parte capitolo 151001, articolo  2
  euro 5.800 migliaia
   Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 56.170 migliaia

   esercizio finanziario 2022 complessivi euro 170.647.440,10 di cui:

   Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 24.430 migliaia
   Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900 migliaia
   Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 10.500 migliaia
   Missione  9, programma 5, quota parte capitolo 151001, articolo  2
  euro 5.000 migliaia
   Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 123.817.440,10

   esercizio finanziario 2023 complessivi euro 91.435.813,37 di cui:

   Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 24.430 migliaia
   Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900 migliaia
   Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 10.500 migliaia
   Missione  9, programma 5, quota parte capitolo 151001, articolo  2
  euro 5.000 migliaia
   Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 44.605.813,37

   esercizio finanziario 2024 complessivi euro 51.830.000,00 di cui:

   Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 24.430 migliaia
   Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900 migliaia
   Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 10.500 migliaia
   Missione  9, programma 5, quota parte capitolo 151001, articolo  2
  euro 5.000 migliaia
   Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 5.000.000,00.

   3.  Al  comma 4 dell'articolo 22 della legge regionale  15  aprile
  2021, n. 9 le parole  per ciascuno degli esercizi finanziari 2022 e
  2023   sono  sostituite dalle parole  per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari 2022, 2023 e 2024».

   Onorevoli  colleghi, c'è una riscrittura del Governo, a  pag.  30,
  emendamento 15.4.
   L'assessore    è   presente.   Assessore,   lo   può    illustrare
  l'emendamento?

   SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea. Signor Presidente sì, è la programmazione finanziaria
  della  campagna per l'anno 2022. Abbiamo le coperture sia con fondi
  regionali  sia  con fondi comunitari. Alcune sono, tra  virgolette,
  tra  quelle  congelate. Però abbiamo la copertura  finanziaria  per
  potere garantire, per quest'anno, la campagna antincendio.

   PRESIDENTE.  Ci sono diversi emendamenti soppressivi.  Il  15.1  è
  inammissibile.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ovviamente   gli
  emendamenti soppressivi sono ritirati, nel senso che noi li abbiamo
  presentati  per provocare una discussione attenta sull'articolo  15
  che riguarda, appunto, il settore della forestazione.
   A  nostro  avviso c'è una assoluta sottovalutazione degli  importi
  con,  per  di  più, la complicazione non indifferente,  anzi  direi
  molto  grave,  degli accantonamenti che vengono fatti nell'Allegato
  2.
   Mi  riferisco,  ad esempio, al capitolo 215.746  che  riguarda  il
  fondo  destinato  alle esigenze di cui all'articolo  47,  comma  8,
  della  legge regionale n. 9/2015. Cioè, praticamente è il  capitolo
  che finanzia gran parte dell'attività di forestazione.
   Nell'Allegato  2,  articolo 22 comma 1, è prevista  una  riduzione
  della  previsione  di  spesa  di quarantanove  milioni.  Non  è  un
  accantonamento, è una riduzione perché quarantanove milioni ad oggi
  non  ci sono. Allora, io sono preoccupato dal fatto che l'assessore
  Scilla  dica  che è tutto a posto e i soldi ci sono  perché  non  è
  vero. Perché la matematica non è un'opinione.
   Le  previsioni,  di cui all'articolo 15, sono ridotte  in  maniera
  drastica  del quaranta per cento e questo riguarda la forestazione,
  così   come   riguarda  tutti  gli  altri  settori  di   competenza
  dell'assessore  Scilla. E non è un problema dell'assessore  Scilla,
  nel  senso  che  è  un  problema del Governo,  in  particolare  del
  Presidente,  in particolare dell'assessore all'Economia  perché  io
  temo,  fortemente, che quest'anno avremo nuovamente eventi dannosi,
  calamitosi, drammatici - in particolare incendi - così come si sono
  verificati  lo  scorso anno con conseguenze davvero gravissime  sia
  sulle cose che sull'economia, che sulle persone.
   Allora su questo il Governo deve rispondere. Cioè come intende far
  fronte, da qua a fine anno, alle esigenze del settore? Peraltro  la
  nostra  preoccupazione quest'anno è maggiore, Presidente Di  Mauro,
  perché  come tutti ben sappiamo, tra ottobre e novembre, saremo  al
  voto  per  rieleggere  la  nuova Assemblea  regionale  e  il  nuovo
  Presidente  della Regione. Perché dico questo? Perché mentre  negli
  scorsi  anni  siamo  intervenuti anche a settembre,  a  ottobre,  a
  novembre  con  variazioni  di bilancio, con  assestamenti  trovando
  nuove  risorse  da destinare ai capitoli destinati all'antincendio,
  alla  manutenzione, ai consorzi di bonifica quest'anno ciò non sarà
  possibile, ovviamente, in piena campagna elettorale. Allora al tema
  bisogna  provvedere con estrema urgenza, a mio avviso, prima  della
  chiusura e prima della pausa estiva.
   Il  Governo  sul tema che idea ha? Questa è la nostra  domanda.  È
  chiaro che noi non abbiamo possibilità di presentare emendamenti in
  aumento, non avendo copertura finanziaria. Ma questo è un tema  che
  insieme,  il  Parlamento deve affrontare insieme al Governo  perché
  riguarda esattamente l'intero territorio regionale e cinque milioni
  di cittadini.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE. L'assessore Cordaro ha chiesto di intervenire per dare
  un contributo alla discussione.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   intanto   io   raccolgo   l'invito   e   l'intervento
  dell'onorevole Lupo che è un intervento assolutamente  appropriato,
  nonostante  io  debba correggere qualche passaggio. Lo  faccio  per
  spirito di verità e lo faccio perché sia chiaro a tutta l'Aula  che
  la  campagna  antincendio non è né del Governo né dell'opposizione,
  non  è né di destra né di sinistra, ma è di tutti noi e di tutti  i
  siciliani. Credo che sia una proprietà assolutamente sentita  sulla
  quale  certamente il Governo della Regione siciliana ha messo tutto
  l'impegno possibile.
   Quello  che  dice lei è vero su un punto, onorevole  Lupo,  l'anno
  scorso  si  è prodotto un tentativo che è stato quello di affidarsi
  in   tutto  o  in  parte  circa,  soprattutto  i  progetti   legati
  all'intervento  di  prevenzione dello  sviluppo  rurale  sui  fondi
  europei, noi quest'anno saremo in condizione di finanziare l'intera
  campagna antincendio con fondi nostri ad una condizione e cioè  che
  è  quella  che noi con i fondi che abbiamo inserito nella legge  di
  stabilità che andiamo ad approvare oggi, ed è questa la ragione per
  la  quale sull'articolo 15 non soltanto vi chiedo di ritirare tutti
  gli  emendamenti soppressivi ma anche di votare favorevolmente, noi
  siamo in condizione di garantire, e ci mettiamo la faccia, che fino
  al 30 luglio noi possiamo procedere.
   Ciò significa che sarà necessaria una variazione di bilancio della
  quella i sindacati sono già consapevoli, che abbiamo stabilito  con
  loro  ci confronteremo nelle sedi appropriate perché certamente  le
  priorità dei fondi scongelati andranno a ricadere sul completamento
  dell'intera stagione antincendio, non c'è trucco e non c'è inganno,
  c'è un percorso che inizia ora e che si va a concludere fino al  15
  ottobre, anche perché possiamo dire senza tema di smentite  che,  a
  differenza  dell'anno  scorso, la stagione legata  all'attività  di
  prevenzione è partita il 26 aprile, la stagione legata all'attività
  antincendio  propriamente  detta  partirà  quest'anno  con   grande
  sacrificio e con lo sforzo di tutti noi dal primo giugno.
   Quindi   vi  chiedo  di  ritirare  gli  emendamenti  e  di  votare
  l'articolo 15.

   PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 15.4, onorevole Barbagallo?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  noi
  ci  fidiamo poco della rassicurazione dell'assessore Scilla. L'anno
  scorso  di  questi  tempi,  quando abbiamo  votato  la  finanziaria
  all'articolo  22  abbiamo  ricevuto le stesse  rassicurazioni,  sia
  sulla  copertura a carico del bilancio della Regione, sia quella  a
  carico di risorse extraregionali.
   Puntualmente, nel corso dell'esercizio finanziario,  invece,  sono
  arrivati  i  buchi  di  bilancio perché sono  state  necessarie  le
  procedure  di riprogrammazione perché l'assessorato all'agricoltura
  non  è riuscito a impegnare per tempo le risorse extraregionali sui
  progetti  e,  quindi, siamo dovuti correre ai ripari  con  i  fondi
  regionali.  Quindi  ostentiamo tutta  la  nostra  preoccupazione  e
  diffidenza, per senso di responsabilità ritiriamo i soppressivi ma,
  come dire, ci teniamo che a verbale resti traccia una volta è stato
  possibile,  la  seconda volta, assessore Scilla, sarebbe  veramente
  clamoroso.  Anche perché quest'anno pendono anche  la  porzione  di
  somme congelate, quindi siamo molto preoccupati però dico per senso
  di responsabilità come dire ritiriamo i soppressivi e saremo vigili
  nel  seguire  tutte le procedure. Speriamo che non ci sia  il  bis,
  assessore Scilla.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 15.4.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intanto
  qui  mi  pare  che  nessuno del Governo abbia chiarito  un  aspetto
  principale.  Ad oggi per la forestazione, presidente,  facendo  due
  calcoli,  ad  occhio  mancano  circa  70  milioni  di  euro.  E  la
  rassicurazione dell'assessore Cordaro e dell'assessore Scilla è che
  fino al 30 luglio i soldi ci sono.
   Cioè, si rende conto di quello che stiamo dicendo, Presidente? Noi
  stiamo dicendo che per l'antincendio - assessore Cordaro, non credo
  che  lei  faccia  parte  di  quel  gruppo  di  fascistelli  che  il
  Presidente  Miccichè  identifica in questo  Governo  -   si  calmi,
  faccia intervenire.

   PRESIDENTE. Che ha detto onorevole Sunseri? Non l'ho sentita.

   SUNSERI. Faccia finire l'intervento.

   PRESIDENTE. Non l'ho sentita, me lo può dire che ha detto?

   SUNSERI. Faccia finire l'intervento e poi lei avrà possibilità  di
  replicare tutte le volte che vorrà. Le sto dicendo

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)

   PRESIDENTE.  lei si faccia i fatti suoi, io lo so chi  individuare
  come fascistelli.

   SUNSERI. Va benissimo, Presidente.
   Le sto dicendo, assessore Cordaro che lei ha provato a rassicurare
  quest'Aula dicendo che le risorse dell'antincendio basteranno  fino
  al  30  luglio, auspica che Roma sblocchi le risorse  entro  il  30
  luglio  e  che  questa Assemblea si riunisca per una variazione  di
  bilancio entro il 30 di luglio per garantire le risorse antincendio
  della nostra Regione.
   Mi  perdoni,  io  non  capisco come lei possa  anche  lontanamente
  pensare di rassicurare l'Assemblea regionale siciliana, i siciliani
  e  tutti  quelli che ogni anno purtroppo subiscono degli atti  così
  violenti a danno della nostra Regione dicendo che le risorse non ci
  sono,  sono bastevoli fino al 30 di luglio e lei vorrebbe  che  noi
  fossimo  tutti  contenti dicendo grazie per il  regalo  che  ci  ha
  donato?
   Qui nessuno sta dicendo Presidente Miccichè che mancano 70 milioni
  di  euro  lo  chieda  alla Ragioneria, lo chieda  alla  commissione
  bilancio, lo chieda a chi vuole, mancano 70 milioni di euro per  la
  forestazione, allora fin quando questo Governo non sarà in grado di
  garantire  i soldi necessari alle campagne antincendio  e  a  tutto
  quello  che purtroppo questa Regione si ritrova obbligata a  subire
  da  atti  del genere. Noi non potremmo essere tranquilli perché  la
  rassicurazione  non  può essere  abbiamo  risorse  fino  al  30  di
  luglio   ma  dovrebbe  essere   abbiamo  trovato  le  risorse   per
  garantire tutta la campagna antincendio .
   E'  che  purtroppo siamo abituati conferenze stampa che il Governo
  Musumeci  e il presidente Musumeci lo scorso anno l'11 giugno  fece
  dicendo   abbiamo  le  risorse,  la  campagna  antincendio  partirà
  subito . Peccato che poi dopo una settimana ci siamo resi conto che
  mancavano  77 milioni di euro e abbiamo dovuto fare una  variazione
  di  bilancio. Allora se si fosse fatto un minimo di programmazione,
  cosa  che  questo Governo ha dimostrato di non essere in  grado  di
  saper  fare, probabilmente saremmo arrivati oggi in Aula garantendo
  tutte  le  risorse alla campagna antincendio e mettendo  al  sicuro
  quello  che  è  una  risorsa fondamentale per  la  nostra  Regione.
  Grazie.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  non
  sono  preoccupato dagli interventi dei miei colleghi  che  chiedono
  una  programmazione di un certo tipo, io sono invece fiducioso  del
  fatto  che  quello  che è accaduto la passata  stagione  non  debba
  riproporsi  quest'anno. E mi sento anche confortato dall'intervento
  dei  due  assessori  di competenza, sia dell'assessore  Scilla  che
  dell'assessore  Cordaro,  perché  dicono  delle  cose  tecnicamente
  perfette,  è  partita  l'attività di prevenzione  con  l'avviamento
  degli  operai all'interno dei boschi demaniali, partirà,  dopo  che
  noi avremo fatto la nostra finanziaria, a giugno l'intervento della
  repressione  degli  incendi boschivi, ecco detto  questo,  è  stato
  onesto intellettualmente parlando, dire che abbiamo bisogno di  una
  variazione  di bilancio per completare esattamente tutti  i  lavori
  che riguardano la repressione e anche la prevenzione se serve.
   Detto  questo  io penso che quest'anno bisogna accendere  in  modo
  particolare  i  riflettori  nell'organizzazione  generale  che  non
  bisogna  più  permettersi errori di nessun tipo  perché  parliamoci
  chiaro, il demanio delle foreste, i boschi, le riserve non hanno un
  colore   politico,  sono  della  comunità  siciliana  ed  è  giusto
  proteggerli nel miglior modo possibile e quindi caro Presidente  io
  condivido l'intervento dei due assessori.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Su  cosa? Eravamo quasi in votazione.  Prego,  ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. È fatto divieto di parlare prima della votazione?

   PRESIDENTE. Assolutamente no.

   CRACOLICI. Eventualmente mi ritiro. Io volevo dare un contributo e
  ricordare  che  noi  abbiamo a seguito  di  una  chiacchierata,  la
  definisco  così,  tra  l'assessore al  bilancio  e  il  liquidatore
  dell'ESPI,  stabilito  che  non potevamo,  anche  a  seguito  della
  proposta  fatta dall'onorevole Di Mauro, non potevamo iscrivere  in
  bilancio una anticipazione della liquidazione dell'ESPI sulla  base
  del fatto che l'assessore, discutendo con il liquidatore, gli aveva
  detto  no  non  ci sono questi soldi e quindi buh,  aspettavamo  le
  carte.
   Allora faccio una proposta: siccome quelle risorse ci sono, allora
  io  chiedo - fatto il passaggio istituzionale e formale - che venga
  iscritto   nel   capitolo  di  entrata,  dall'anticipazione   della
  liquidazione  dell'ESPI,  e destinato al  fondo  per  i  lavoratori
  forestali, i venti milioni di euro che erano stati richiesti da  Di
  Mauro.  No,  ma rispetto al tema che ha posto l'assessore  Cordaro,
  cioè  che  noi  al  30  luglio praticamente non  abbiamo  ulteriori
  risorse per l'antincendio, che ricordo essere un obbligo di  legge,
  quindi  siamo  in  presenza  di  una condizione  in  cui,  malgrado
  l'obbligatorietà  della  legge  che  deve  consentire  fino  al  15
  ottobre,  credo che sia, o sbaglio? Fino al 15 ottobre, la presenza
  nei    nostri    boschi   del   personale   adibito    all'attività
  dell'antincendio - che c'entra? Sto parlando dell'antincendio.

   PRESIDENTE. Per favore, non parlate tra di voi. Assessore Cordaro,
  per favore.

   CRACOLICI.  Io  credo  che  intanto, se riuscissimo  a  recuperare
  questi venti milioni di euro, perché i settanta milioni a cui si fa
  riferimento,  sono  sia  per l'antincendio  sia  per  i  lavoratori
  forestali  del  Dipartimento sviluppo rurale.  Quindi,  intanto,  a
  garanzia  dell'obbligatorietà che la legge impone, sono dell'avviso
  che  con  quei venti milioni, se li iscriviamo in entrata e  se  li
  destiniamo all'attività dell'antincendio - tra l'altro poi qualcuno
  mi   deve  spiegare  perché  sono  fondi  a  conto  capitale,  sono
  anticipazioni,  nella  liquidità e nel  bilancio  della  Regione  -
  questo ci consentirebbe di non avere il 31 luglio una condizione in
  cui non sappiamo che cosa succederà. Non succederà Dio solo non sa.
  Non ti sento, che cosa?
   Quindi,  la mia è una proposta concreta. C'è questo tesoretto  che
  naviga,  e  non  si  capiva per che cosa doveva  servire,  io  dico
  utilizziamolo per i lavoratori dell'antincendio.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Presidente,  è  chiaro  che anche  in  questo  articolo  si
  riportano  le problematiche che abbiamo discusso nella  fase  della
  trattazione del bilancio, ossia l'incertezza che abbiamo in  merito
  agli  accordi  con  lo  Stato. Quando questi  si  concretizzeranno,
  chiaramente, si darà copertura per tutto l'anno, si potrà  iniziare
  a programmare come in una Regione civile.
   Immagino  siano stati anche questi gli argomenti trattati  durante
  il  suo  incontro  per  il  75  anniversario  dell'istituzione  del
  Commissario  dello  Stato qui in Sicilia. Alcuni colleghi  sembrano
  dimenticarsene, gli sembra che qualcuno sia scappato con la  cassa,
  la  cassa  è a Roma, dato che si sono presi tutto, e lì  voi  avete
  numerosi referenti, quindi bussate a quella porta e avremo risposte
  più utili anche per l'antincendio.
   Io,  Presidente, per quanto riguarda poi sempre questa  norma,  mi
  sarei aspettata anche alcune cose di natura di programmazione.  Noi
  in  III Commissione, forse ha accennato l'onorevole Ragusa, abbiamo
  esitato  una riforma per la forestale qui nella nostra  Regione,  e
  dentro  ci  sono  anche previste delle misure per la valorizzazione
  boschi  e  una presenza permanente che sarebbe presidio di legalità
  contro  quei delinquenti che amano appiccare il fuoco e distruggere
  questo meraviglioso patrimonio boschivo che abbiamo qui in Sicilia.
   Avevamo  anche  proposto  di  inserire  delle  specifiche  per  il
  pagamento  e riconoscimento puntuale dello stipendio dei lavoratori
  a  tempo  indeterminato  in  uso al  servizio  antincendio  e  allo
  sviluppo   rurale.   Purtroppo  non  c'è  stata   la   possibilità,
  l'emendamento è stato considerato evidentemente un aggiuntivo,  non
  c'è  spesa. Io mi auguro, Presidente, che questa Assemblea non vada
  in  vacanza  se  prima non esiti le riforme. Probabilmente  intorno
  agli  argomenti questo Parlamento potrebbe dare il  meglio  di  sé,
  invece  di  dedicarsi  a  logori lanci di  stracci  che  rimbalzano
  persino  qui  in Aula, non capisco perché, con quale attinenza  con
  l'argomento così delicato e importante dell'antincendio.

   PRESIDENTE. Allora, votiamo l'emendamento 15.4 del Governo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, io nel mio intervento ho posto, anzi  ho
  mosso  delle critiche, penso fondate, perché comunque la  riduzione
  dei  49 milioni al capitolo è evidente. Io vorrei capire, al di  là
  dell'ottimismo, le dichiarazioni dell'assessore Cordaro su cosa  si
  fondano,  perché non mi pare che noi abbiamo certezza ad  oggi  che
  entro  luglio saremo nelle condizioni di realizzare una  variazione
  di bilancio, io ne sarei felice.
   Vorrei,   visto   che  è  rientrato  l'assessore  all'economia   -
  ovviamente   l'assessore  Cordaro  merita  massima   attenzione   e
  sicuramente anche la nostra fiducia sul punto, quindi non metto  in
  dubbio  ciò  che  ha  dichiarato - ma vorrei che anche  l'assessore
  all'economia chiarisse meglio sotto il profilo tecnico  per  quelle
  che sono le sue competenze e le competenze del suo assessorato,  su
  cosa  si  fonda la certezza di questi 50 milioni di euro in arrivo,
  quanto   meno  per  fronteggiare  l'esigenza  del  capitolo   della
  forestazione entro il mese di luglio, visto che abbiamo appreso che
  le risorse sono sufficienti fino al mese di luglio.
   Quindi, io moltiplico al quadrato le mie preoccupazioni da  questo
  punto  di vista, e aggiungo che invece nulla ho ascoltato  fin  qui
  con  riferimento  ai Consorzi di bonifica, perché sui  Consorzi  di
  bonifica sui capitoli 147303 e 147320 mancano 23 milioni di euro, e
  dico  su questo penso che il Governo ha il dovere di dire qualcosa,
  così  come  qualcosa  di  chiaro e di  rassicurante,  ma  anche  di
  fondato,  noi  ci  aspettiamo  che  il  Governo  dica  a  proposito
  dell'ESA,  perché  sul capitolo dell'ESA 147326  mancano,  rispetto
  alle previsioni, 3 milioni e mezzo.
   E  allora,  avete deciso di massacrare l'assessorato  agricoltura,
  antincendio, forestazione, bonifica, ESA? Noi ovviamente su  questo
  saremo  assolutamente contrari, perché lo riteniamo uno dei settori
  fondamentali e trainanti per l'economia siciliana. Io credo che  il
  Governo  stia  sottovalutando un aspetto  fondamentale,  e  lo  sto
  argomentando  e  motivando numeri alla  mano  e  carte  alla  mano,
  dichiarazioni  generiche di ottimismo che non si  fondino  su  dati
  certi valgono quel che valgono, ma certamente non a far fronte alle
  spese  di  cui  invece  ha  assolutamente bisogno,  in  termini  di
  attenzione,  il  settore  per realizzare le attività  istituzionali
  previste, appunto, per legge.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, prego.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
  Governo non solo si preoccupa, ma semplicemente si occupa di queste
  cose. E si occupa, considerato che la maggioranza parlamentare  che
  sostiene  il  Governo Draghi mi pare che contempli forze  politiche
  che  a  vario  titolo stanno in quest'Aula, credo  che  occuparsene
  tutti  coloro  che  sono all'interno delle forze  parlamentari  che
  sostengono  il Governo Draghi, affinché si arrivi a una  tempestiva
  approvazione, credo che sia uno sforzo comune.
   Quindi il Governo non solo se ne occupa, non solo si preoccupa, se
  ne  occupa,  onorevole  Lupo, e io credo che nella  relazione  alla
  legge - io la ascolto quando parla lei, ci tengo che mi ascolti, ci
  tengo  per  stima  personale - nella relazione  che  accompagna  la
  finanziaria  è  indicato, chiaramente, con dovizia di  particolari,
  quindi non è che stiamo speranzosi o ci lanciamo in voli pindarici,
  i  211  milioni  che  la Regione siciliana,  anzi  che  il  Governo
  Musumeci  è riuscito a ottenere come unica Regione in Italia,  come
  dimezzamento  del ripianamento del disavanzo, non sono  solo  stati
  approvati  dalla Commissione paritetica, che mi pare un'istituzione
  disciplinata  dallo  Statuto e che è certamente un'istituzione  che
  emette atti pubblici, non valutazione riservate. E' stata approvata
  dalla  Commissione  paritetica, ha avuto il  parere  del  ministero
  dell'Economia e delle finanze, è indicato nella relazione, ha avuto
  il  parere  del Dipartimento degli Affari regionali,  ha  avuto  il
  parere  favorevole della Presidenza del Consiglio ed oggi è  pronta
  per essere deliberata dal Consiglio dei ministri.
   Quindi,  lo  ribadisco per precisarlo ma si  tratta  di  questioni
  oggettive, non sono certamente voli pindarici o fantasie, ecco sono
  cose che sono ad uno stato avanzato, sollecitiamo la Presidenza del
  Consiglio,  che ripeto è una Presidenza del Consiglio che  risponde
  ad  un  ampio spettro di forze politiche affinché il Consiglio  die
  Ministri, approvi il prima possibile, nell'interesse della Sicilia,
  non certo del Governo Musumeci ma della Sicilia, queste norme.
   Presidente, credo sia una conquista per tutti. Saranno 211 milioni
  che  si libereranno e porteranno la possibilità di scongelare tutte
  le  somme  che in questo momento, come tutti, vorremmo  scongelarle
  subito.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PRESIDENTE. Non aveva finito, Assessore?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì,  se  è  esaustiva la risposta, altrimenti fornisco altri  dati,
  questi dati ho e questi riferisco.

   PRESIDENTE. Va bene. Prego onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'Assessore
  questo ho e questo vi dico.  L'onorevole Lupo ha posto, non c'entra
  qui  né Draghi, né l'Europa, né l'America e neanche altre parti del
  mondo.  Io assessore la prego veramente, ma lei Presidente  più  di
  quello  che fa. Ogni occasione è buona per fare un spot elettorale.
  Il governo Musumeci, va bè lo sappiamo che lo vuole bene a Musumeci
  ma  per  un  attimo mettiamo da parte la campagna  elettorale,  poi
  avrete  altri  strumenti, non ci ripeta continuamente tutto  quello
  che  avete fatto, che siete convinti di aver fatto o che vi cercate
  di  appropriare  come  risultato politico  anche  perché  noi  e  i
  siciliani, mi creda non ne siamo convinti
   Dopo  di  che,  non  cado io nell'errore che  ha  fatto  lei,  lei
  dovrebbe  evitare  di fare campagna elettorale di  fare  propaganda
  elettorale, anche per evitare poi a noi di ritornarci.
   Quindi mi fermo ed entro nel merito. L'onorevole Lupo ha detto  no
  all'America, a Draghi, ha detto a lei, a questo Governo che ci sono
  questioni  non risolte che riguardano i lavoratori dei consorzi  di
  bonifica che riguardano l'ESA, che riguardano la forestazione,  che
  riguardano purtroppo le riforme che non avete fatto voi, no  Draghi
  che c'entra Draghi, voi le dovevate fare le riforme, le riforme per
  la  forestazione, le riforme per i consorzi di bonifica, le riforme
  per  la  casa, non le avete fatto voi, cioè ha sollevato  questioni
  inerenti questo governo, questa realtà, questa Sicilia.
   Quindi,  veramente evitiamo di aprire quello che  è  il  confronto
  elettorale  sulla  finanziaria articolo per  articolo,  perché  non
  glielo permetteremo, io non glielo permetterò, le vengo appresso  a
  costo di parlare e intervenire cento volte. Cerchiamo di entrare in
  merito alle questioni.
   Ci  sono  questioni  non risolte, che ci preoccupano.  Ne  abbiamo
  dette  alcune, forse e non solo l'onorevole Lupo ha detto una  cosa
  correttissima.  Io  avuto modo di leggere  le  note  che  ha  fatto
  l'assessore al dipartimento perché ero curioso e le cose sono state
  richieste,  le  risorse sono state richieste, sono stati  richiesti
  gli  interventi che purtroppo non sono arrivati. Noi  non  vorremmo
  che  magari  questo assessorato venga considerato più debole,  meno
  interessante  dal  resto  della  Giunta  e  non  l'abbia  messo  in
  condizione  e  non lo mette in condizione di avere  quelle  risorse
  necessarie, gli strumenti necessari di cui l'agricoltura  siciliana
  ha bisogno.
   Forse,  Presidente, converrebbe quest'articolo metterlo da  parte,
  siccome  ci sono anche degli emendamenti presentati tra  quelli  là
  aggiuntivi   che  danno  risposte  ai  consorzi  di  bonifica,   ai
  lavoratori   di   consorzi  di  bonifica,  ai  sessantottisti,   ai
  settantottisti,  all'ESA, a tutti quanti, potremmo  vedere  che  le
  preoccupazioni di Lupo, che sono anche le preoccupazioni del  PD  e
  non  solo,  possibilmente  possiamo utilizzare  l'articolo  15  per
  vedere di aggiungere qualcosa che può mancare o che manca in quello
  che è non solo la forestazione ma la rubrica dell'assessore Scilla.
   Proprio  è  costruttivo.  Al  netto  della  propaganda  elettorale
  dell'assessore   Armao   a  favore  di  Musumeci,   rimane   questa
  disponibilità  nostra  a dare un contributo  e  penso  che  se  noi
  accantoniamo l'articolo 15 ci possiamo provare.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Palmeri.

   PALMERI.  Signor Presidente, visto che si parla di forestazione  e
  di  incendi,  vorrei  chiedere  agli  assessori  e  in  particolare
  all'assessore Cordaro, all'assessore Scilla, l'anno scorso  abbiamo
  fatto  un  gran  parlare di prevenzione. Oltre  le  valutazioni  di
  ordine  economico e le carenze di personale abbiamo appunto  sempre
  parlato  di  tecnologie, di prevenzione, di droni, di video  camere
  perché alla fine vanno a fuoco sempre le stesse identiche zone.
   Assessore  Cordaro lei saprà che qualche giorno  fa  è  stato  per
  l'ennesima  volta  distrutto Erice. Da  lì  sono  andati  distrutti
  magazzini, case, attività private. Vanno a fuoco sempre  le  stesse
  aree, lo sappiamo ma del resto con 70 nodi di vento di scirocco era
  prevedibile  che  qualcosa  del genere, vedendo  anche  quello  che
  succede   annualmente   poteva   capitare.   Io   vorrei   chiedere
  all'assessore  che cosa si sta facendo per mettere in atto anche le
  leggi  che  sono state approvate l'anno scorso, la legge  voto  sui
  piromani  che è stata parzialmente approvata dallo Stato. Che  cosa
  si  sta  facendo  per monitorare le aree che vanno  puntualmente  a
  fuoco sempre negli stessi luoghi e sempre nelle stesse modalità. Ci
  sono  delle videocamere, si è andato a mandare il personale in quei
  luoghi.  Si  sono  fatte delle indagini? Che cosa  si  sta  facendo
  assessore?

   PRESIDENTE.  Onorevole Ragusa, lei mi ha chiesto di parlare.  Però
  siccome è di nuovo, le do 30 secondi. Veramente 30 secondi.

   RAGUSA.  Intanto,  la  ringrazio. Per  mettere  in  chiaro  alcuni
  passaggi  che ritengo importanti quanto fondamentali.  Perché  qua,
  nella  rincorsa a far passare l'idea che non siamo stati capaci  di
  condurre  i lavori fatti all'interno della Commissione,  io  voglio
  precisare quanto adesso le dirò.
   La III Commissione Attività produttive ha già fatto la sua riforma
  sui consorzi di bonifica e l'ha mandata alla II Commissione per  il
  regolare  finanziamento.  E' ritornata  nella  nostra  Commissione.
  L'abbiamo  votata  all'unanimità ed  è  adesso  pronta  per  essere
  portata in Aula se il Governo lo vuole, lo chiede.
   Perché dico questo? Perché in giro si fa uno straparlare inutile e
  senza  senso perché la riforma sui consorzi di bonifica è un  fatto
  storico come quello che è avvenuto sulla pesca, sull'Irsap.
   Le  dirò  di più. Noi siamo pronti quasi a metà per la  legge  sul
  commercio,  perché  io  non posso accettare  l'idea  che  i  nostri
  lavori, a rispetto della Commissione, vengono penalizzati in questo
  modo  ridicolo,  un  modo  di parlare, di  discutere  di  argomenti
  importanti  che  attengono un comparto  che  è  l'agricoltura  e  i
  consorzi di bonifica e lo dico a voce alta, caro Presidente.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Onorevole  Cracolici, che ho ritenuto  assolutamente  di
  buon  senso, cioè sta dicendo è emerso nella discussione stamattina
  che c'era un

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sunseri,  mi  scusi,  la  proposta  è  una
  proposta  politica;  siccome l'assessore stamattina  ha  detto  che
  questa  disponibilità  non c'è, poi si faranno  le  indagini  e  se
  risulterà la disponibilità di questa risorsa o ne possiamo parlare,
  però  non  possiamo andare avanti così perché l'assessore ha  detto
  che i fondi non ci sono.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, siccome parliamo in questo articolo di
  forestazione, abbiamo parlato di antiincendio, abbiamo  parlato  di
  prevenzione,  io volevo anticipare, giusto per non  dover  tornarci
  successivamente,  di  aver  presentato, proprio  sul  fronte  della
  prevenzione incendi, un aggiuntivo che discuteremo insieme a  tutti
  gli  altri  aggiuntivi,  che  ritengo  uno  strumento  fondamentale
  insieme a quelli che si vorranno mettere in campo, che è il  potere
  sostitutivo delle Regioni nei confronti dei comuni inadempienti che
  non aggiornano il catasto dei soprassuoli.
   Lo  dico adesso perché è un argomento che è collegato a quello che
  stiamo  discutendo.  E' prevista una norma che  è  prevista  da  un
  decreto  legge  nazionale, in particolare è stato  approvato  nello
  scorso  anno.  Perché dico che ci vuole una norma  di  recepimento?
  Perché,  lo  dico  adesso?  Così  abbiamo  il  tempo  di  lavorarci
  eventualmente  sull'emendamento e  per  portarlo  nel  testo  dopo,
  perché  il testo della norma nazionale dice che con legge regionale
  sono  disposte le misure per l'attuazione delle azioni  sostitutive
  in  caso  di inerzia dei comuni, quindi la legge nazionale  prevede
  che  le  Regioni  legiferino  su questa  materia.  L'emendamento  è
  pronto.  Tra le mille azioni che si vogliono fare e che spesso  non
  si  riescono  a  fare, questo è uno degli strumenti che  chiedo  di
  adoperare in questa finanziaria.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, siccome  l'argomento  è  veramente
  serio  e delicato e già i primi danni purtroppo la stagione  estiva
  che  si  approssima li ha già prodotti nella mia  provincia,  danni
  davvero gravi, come ricordava l'onorevole Palmeri, e poiché io  non
  ricordo se era presente ancora il presidente Micciché e l'assessore
  Armao,  assessore,  io  credo fermamente,  sul  piano  personale  e
  istituzionale,  in  ciò  che ha affermato  qui  nella  sua  qualità
  l'assessore Cordaro, che ha detto delle cose precise e chiarissime,
  provando  a rassicurare il Parlamento, secondo quelle che  sono  le
  sue  competenze,  cioè  che  allo  stato  fino  al  31  luglio   di
  quest'anno,  mi corregga se sbaglio, sono assicurati i  servizi  di
  cui stiamo trattando e che non c'è alcun problema,. Ovviamente l'ha
  detto  nella  qualità  e  secondo le funzioni  che  le  sono  state
  attribuite, entro il 31 luglio, quindi, in tempi ovviamente che non
  possono  essere  il  28  luglio, assessore Armao,  sarà  fatta  una
  manovra per coprire parecchie decine di milioni di euro. Assessore,
  perché protesta? L'Assessore Cordaro ha detto questo al Parlamento.
  Il  Parlamento credo che avrebbe il diritto di avere dall'assessore
  competente  rassicurazioni e il Presidente  Micciché  che  presiede
  questo  Parlamento ne deve essere direttamente a conoscenza che  in
  tempi accettabili, che non possono essere né il 25 né il 28 luglio,
  ma  in  tempi rapidissimi, si possa fare quella manovra finanziaria
  di  cui ha parlato correttamente l'assessore Cordaro per assicurare
  a  questa  Regione, come dire, sufficienti margini di sicurezza  su
  una  materia così delicata e, qualche volta, purtroppo, drammatica,
  qual è quella degli incendi.

   PRESIDENTE.  Sarà  mia  cura,  onorevole  Gucciardi,  parlare  col
  Governo e capire quando si potrà fare chiarezza o con una manovra o
  con altro.
   Allora,  scusate,  pongo  in  votazione  l'emendamento  15.4,  del
  Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  altri  sono  tutti  assorbiti, per  cui  pongo  in  votazione
  l'articolo 15, così come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16, a meno che non volete, scusi, onorevole,
  un  attimo,  a meno che non vogliamo tornare  non ho capito  perché
  non  è  stato fatto l'articolo 14 che è semplicissimo. Lo  potremmo
  fare molto velocemente. Prego. Sul perché non è stato fatto il  14.
  Prego.

   BARBAGALLO. Sull'articolo 14, presiedeva il Presidente  Di  Mauro,
  ho  chiesto  chiarimenti  al  Governo sul  perché  ci  chiedono  di
  stanziare tre milioni di euro per la Protezione Civile, quali  sono
  le  ragioni,  sono state individuate delle priorità,  riguardano  i
  comuni colpiti

   PRESIDENTE. L'assessore per l'economia lo può chiarire adesso.

   BARBAGALLO. Se qualcuno ci risponde noi siamo pronti a farlo.

   PRESIDENTE. Assessore Armao?

   BARBAGALLO. Per esempio, si parlava dell'acquisto degli spazzaneve
  sulle Madonie e sull'Etna

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, assessore Armao, lei è  nelle  condizioni?
  Perché  potremmo riprendere l'articolo 14 se lei potesse  dare  una
  risposta all'onorevole Barbagallo. Prego.

                     (Intervento fuori microfono)

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora,  vorrei
  dire  al collega Barbagallo che l'iniziativa del Governo che,  come
  sempre,  almeno  per  quanto riguarda le mie iniziative,  cerca  il
  consenso  del  Parlamento,  relativo  all'acquisto  di  otto  mezzi
  spazzaneve  che  verrebbero suddivisi per i tre  parchi  che  hanno
  ovviamente necessità di questo tipo, cioè Etna, Nebrodi e  Madonie,
  abbiamo  convenuto di scrivere un aggiuntivo che fa  riferimento  a
  fondi  europei che prevedrebbe, così c'è con certezza, un  percorso
  che  abbiamo  concordato con il capo della segreteria  tecnica,  il
  Presidente  della Regione, che ha il compito appunto di  monitorare
  l'utilizzabilità  concreta  dei  fondi  europei  che   prevedrebbe,
  quindi,  la  possibilità e lo abbiamo dato in capo alla  Protezione
  Civile per sveltire anche le manovre di acquisto, di determinare la
  conclusione  di  questo  percorso entro il mese  di  settembre,  al
  massimo  ottobre  del 2022. Quindi, onorevole Barbagallo,  nei  tre
  milioni  di euro di cui parla l'articolo 14 non sono contemplati  i
  fondi per i mezzi spazzaneve che qualora l'Aula lo riterrà verranno
  votati con un emendamento aggiuntivo.

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'onorevole  Lantieri,  che
  l'ha  chiesta,  c'era un emendamento. Chiedo scusa, un  attimo.  E,
  allora, diamo la parola all'onorevole Lantieri. Prego.

   LANTIERI. Posso, signor Presidente? Grazie.
   Volevo  ricordare  all'assessore Cordaro,  benissimo  per  Etna  e
  Madonie, ma c'è anche la città capoluogo di Enna che ha problemi di
  neve  diverse volte in inverno, perciò anche un mezzo ad Enna penso
  che sia necessario, lo può aggiungere. Giusto, Assessore?

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa, io quando ho  visto  l'emendamento  di
  Barbagallo,  ho  detto  siamo rovinati  perché  ora  qua  parte  il
  campanilismo,  da ogni comune della Sicilia ci sarà  una  richiesta
  legittima di Protezione Civile. E, allora, assessore Armao, se  lei
  intanto può dare la risposta sul

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì,  signor  Presidente, certo. Noi siamo qui per   Allora,  stiamo
  parlando dei tre milioni di euro del fondo di Protezione Civile? La
  Protezione  Civile è, come voi sapete, un dipartimento che  dipende
  dalla  Presidenza  della  Regione che ha richiesto   la  Protezione
  Civile,   guidata   dall'ingegnere  Cocina,  ha  richiesto   questa
  integrazione perché, purtroppo, come voi sapete, stante i mutamenti
  climatici  e  quello che sta avvenendo in questa nostra  Terra,  le
  calamità  naturali si succedono sempre più pesantemente, quindi  la
  dotazione  originaria,  storica  della  Protezione  Civile  risulta
  incapiente  e  quindi  noi mettiamo tre  milioni  di  euro  per  la
  Protezione  civile risulta incapiente e, quindi, noi  mettiamo  tre
  milioni  per  la  Protezione civile certamente a  disposizione  di,
  speriamo,  non  verificate  e  non  intervenute  calamità.   Questo
  consentirà, poi in autunno o in sede di assestamento

   PRESIDENTE.  Quello che dice l'assessore è ovvio. Cioè,  si  mette
  una  cifra  nella speranza che non ci sia nulla, perché se  succede
  qualcosa   Se noi andiamo a dire tutto quello che è già successo  e
  destiniamo queste somme, si dovrà fare con un altro capitolo ma non
  su questo, a mio avviso.
   Onorevole Barbagallo no, non sono d'accordo. Cioè i tre milioni di
  euro  sono quelli nel caso ci fosse qualche disgrazia e, invece  di
  doverli mettere, ce li troviamo già. Onorevole, facciamo finire  un
  attimo l'assessore

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Dico,  questa estate col Presidente Musumeci, in pieno,  quando  ci
  sono  stati quegli incendi che hanno percorso, purtroppo, le nostre
  aree  interne,  l'intera Sicilia, ci siamo trovati  in  un  momento
  difficilissimo  perché  c'era necessità di  risorse  immediate  per
  intervenire,  pagare  mezzi  - perché  com'è  noto  quando  bisogna
  intervenire  sulle  calamità bisogna noleggiare mezzi,  coinvolgere
  anche privati - e non c'erano risorse nei capitoli. Quindi, abbiamo
  dovuto  fare le umane e divine cose per cercare di far fronte  alle
  esigenze.
   Questo  è  un  plafond che ci mette in sicurezza e credo  che  sia
  acconcio  che  mettiamo  la Protezione  civile  di  fronte  ad  una
  disponibilità finanziaria che non è enorme, perché tre  milioni  di
  euro  non sono cifre enormi, che però le consente di affrontare  le
  emergenze.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, parliamoci chiaro.  Se  lei,  di
  questi  tre  milioni  di euro  che servono per  eventuali  cose  da
  venire,  ne destina uno a Catania, gli porta sfiga. Cioè,  gli  sta
  dicendo  sicuramente succederà qualcosa. Invece, in questo dobbiamo
  sperare che non sia così.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io,  quando
  presiedeva il Presidente Di Mauro, ho chiesto chiarimenti,  perché,
  siccome negli ultimi quattro anni il capitolo è stato di un milione
  di euro, questa triplicazione delle risorse, come dire, siccome non
  c'è  stato il confronto nelle Commissioni di merito, legittimamente
  abbiamo  chiesto  approfondimenti. E  siccome  nell'ultimo  periodo
  sulle   calamità  è  dovuto  intervenire,  peraltro,   il   Governo
  nazionale,  noi  ci  auguriamo solo che non  vengano  investiti  ad
  Ambelia  con  sotterfugi vari. Poi, come dire,  non  abbiamo  altri
  motivi di preoccupazione. Ritiriamo il soppressivo e ci fidiamo del
  buon senso del Governo

   PRESIDENTE. Hanno chiesto la parola tutti su che cosa? Perché  con
  questi chiarimenti che ci sono stati.
   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, indubbiamente  è
  una  norma ottima, assessore Armao, per carità, Protezione  civile,
  però,  mettere  così  a  disposizione,  senza  specificare  se  per
  calamità, somme urgenze. Io scriverei  L'emergenza è in senso lato,
  è una norma troppo generale e astratta. Per carità, le norme devono
  essere,  per  definizione, generali e astratte. Se riuscisse,  lei,
  anche con un emendamento governativo, a specificare.

   PRESIDENTE.  E' proprio perché sono messi, perché possano  servire
  che non si può specificare, secondo me. Perché se no?

   CALDERONE.  Va  bene, signor Presidente, siccome è una  norma  che
  condivido, per carità. E' una norma ottima. Ci mancherebbe, per  la
  Protezione civile, con tutti i problemi che ha la Sicilia, se ci si
  può  opporre  ad  una  norma  del genere.  Era  per,  siccome  poi,
  assessore  Cordaro, lei sa, telefona un comune, poi ne telefona  un
  altro.  Tutti  ritengono  di  avere priorità  e  tutti  i  settanta
  deputati siamo in difficoltà.
   E'  questa  la  ragione del mio intervento, ecco, pur condividendo
  totalmente la norma.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. E io condivido
  a tal punto il suo intervento, onorevole Calderone, che volevo fare
  un  esempio  che mi sovveniva. Perché, l'anno scorso,  proprio  nei
  momenti  di  massima  drammaticità legati agli incendi,  da  alcune
  Regioni  italiane sono arrivati decine, centinaia di  volontari  ai
  quali   la   Regione  siciliana  ha  dovuto  trovare   allocazione,
  equipaggiamento, vitto, eccetera, e chiaramente queste  sono  spese
  talmente impreviste che, immaginare di prevederle scrivendole nella
  legge  io credo che l'unica garanzia che noi dobbiamo avere, perché
  riguarda  tutti  noi e ciascuno, è quello di dire che  le  finalità
  sono  quelle  della legge istitutiva della Protezione  civile.  Per
  cui, ripeto  Ecco, ho finito, questo. Volevo dare un contributo.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  nell'apprezzare,  ovviamente,  lo  sforzo  del  Governo  in  questa
  direzione,  non  posso  però  sottacere  la  necessità,   assessore
  Cordaro,  di  prevedere in termini di prevenzione l'acquisto  e  la
  dotazione  anche alla Protezione civile o ai Forestali,  non  so  a
  chi,  questo  ovviamente  sarà compito dell'Amministrazione  vedere
  quale  organismo  dotare, dei droni. Perché  i  droni?  Ne  abbiamo
  parlato  anche  in  Commissione Ambiente,  territorio  e  mobilità,
  quando  abbiamo approntato alcune emergenze riguardo agli  incendi.
  Come  ha  ricordato  adesso  la collega Valentina  Palmeri,  è  già
  scoppiato  il primo incendio nella montagna di Erice,  devastata  e
  devastando anche abitazioni e caseggiati. E, siccome, lo scirocco è
  già  come  dire una condizione climatica, un vento che,  purtroppo,
  non  è  occasionale, anzi direi proprio che il mese di maggio,  dal
  mese  di  maggio in poi, e per tutta l'estate, i venti di  scirocco
  sono   inevitabili.  Allora,  dobbiamo  evitare  che  il   piromane
  maledetto,  assassino  e volgare delinquente,  approfittando  dello
  scirocco,  appicchi  il fuoco. L'unico modo  per  prevenire  questa
  catastrofe  e  questo danno ambientale di notevolissima  portata  è
  quello  di far girare i droni durante il giorno, durante la  notte,
  proprio  nelle giornate di scirocco. Questo è l'unico modo, quindi,
  io   chiedo  all'assessore,  nel  finalizzare  queste  risorse,  di
  acquistare,   una   parte   di  queste  risorse   sia   finalizzata
  all'acquisto dei droni.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 14.4 è ritirato, onorevole  Barbagallo?
  Foti,  Barbagallo, Bulla. Più che ritirato posso dire non lo vorrei
  neanche  ammettere, perché finalizzare questi  fondi  ad  una  cosa
  specifica oggettivamente non ha senso. Per cui lo abbiamo ritirato.
   Pongo  in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 16.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Di Caro?

   DI CARO. Sull'articolo 16.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Laccoto, anche  sull'articolo  16?  Ne  ha
  facoltà. Diamola per anzianità, onorevole Di Caro.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  il
  problema  è  anche  questo:  io credo,  io  chiederei  un  poco  di
  attenzione.   Vedete,   siamo  in  una   finanziaria   particolare,
  certamente,  dobbiamo  cercare  di  avere  anche  un  buon   senso.
  Sull'articolo 16 sono stati presentati degli emendamenti  da  parte
  mia,   da   parte  dell'onorevole  Palmeri,  che  non   sono   qui,
  naturalmente,  per  un  problema forse di capienza,  che  troveremo
  negli  aggiuntivi, non lo so, ma il problema è uno. Beh,  io  credo
  che   tutto  il  Governo  dovrebbe  attenzionare,  dato  che  manca
  l'assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,  che
  pur l'anno scorso insieme avevamo fatto un  assessore Armao, guardi
  che  l'argomento  è molto delicato. Io credo che  noi  dovremmo  un
  attimo  riflettere sulla questione degli Asu che sono  nei  Comuni.
  Allora, io faccio pochi interventi, forse perché vivo la realtà  di
  ogni  giorno;  mi  sono  arrivate  oggi  decine  di  messaggi,   di
  fotografie  da  parte di sindaci, per esempio  ne  faccio  uno:  il
  sindaco di Rometta con tutti i 15 Lsu del Comune che, naturalmente,
  si vogliono dimettere a questo punto.
   L'anno  scorso  noi  avevamo  fatto una  norma  che  prevedeva  la
  stabilizzazione degli Asu. Si era battagliato, un'intera  Assemblea
  aveva  unanimamente  condiviso, finalmente, un patto  di  giustizia
  sociale.  Perché? Perché la storia di questi Asu è  molto  lontana.
  Voi   lo  sapete,  in  tutte  le  altre  Regioni,  lo  Stato  aveva
  praticamente  dato le somme ogni anno, ma la Regione siciliana  non
  so  per quale motivo, ha preferito praticamente farsi dare le somme
  e mettersele a carico come Regione siciliana.
   La  storia  è  triste  perché  abbiamo  questi,  io  dico,  poveri
  cittadini.  Perché  sono poveri? Perché un LSU che  prende  550/560
  euro  al  mese  e  che  pure fa dei servizi essenziali  negli  enti
  locali,  i quali enti locali, lo ripeto ancora una volta, assessore
  Armao,  che ci sia qualcuno che almeno segua da un punto di  vista
  non  c'è  l'assessore  al  ramo, ma che  ci  sia  qualcuno,  signor
  Presidente

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, un attimo solo perché  l'assessore
  Scavone non può venire per motivi assolutamente legittimi e  volevo
  capire se voi sapete  altrimenti lo rinviamo a domani e vediamo  in
  modo che vi  niente

   LACCOTO.  Però, mi faccia finire, così domani almeno c'è  qualcosa
  da  finire.  Il  problema è questo, signor  Presidente:  noi  siamo
  passati  da quello che era un progetto di stabilizzazione da  parte
  di  tutta l'Assemblea e che, lasciatemelo dire, forse non  è  stato
  rappresentato bene al Governo nazionale, ad oggi, che noi  togliamo
  le  somme  praticamente  per gli ASU, le dimezziamo,  le  togliamo,
  addirittura passiamo a 16 milioni rispetto a 54 milioni di  euro  o
  altre  somme  che  vengono tolte, cioè  io, signor  Presidente,  la
  prego  di  osservare  questo   un  ASU  prende  560  euro,  non  ha
  contributi,  non ha nessuna prerogativa, eppure fa dei servizi  nei
  comuni  che  sono servizi essenziali molte volte, perché  i  comuni
  hanno il blocco delle assunzione.
   In Sicilia, quando poco fa non mi hanno fatto parlare  io le posso
  dire  che  non  possiamo  togliere  agli  enti  locali  nemmeno  un
  centesimo perché sono tutti in predissesto, sono tutti praticamente
  in  riequilibrio finanziario. Ora, quando noi togliamo i 47 milioni
  di euro del Fondo di investimento e in più vogliamo fare le riserve
  per toglierle sempre dal Fondo normale, io credo che questo sia  un
  delitto  nei  riguardi degli enti locali che  sono  l'avamposto  di
  quelle che sono le nostre Istituzioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la prego perchè su questo argomento
  è   chiaro  che  hanno  chiesto  di  parlare  tutti.  Abbiamo   già
  accantonato l'articolo, non ne parliamo.

   LACCOTO. Va bene.

   PRESIDENTE.  Legittimamente, dopo avere sentito  il  suo  comizio,
  tutti ne vogliono fare uno.

   LACCOTO.  Non  voglio  fare comizio; c'è un problema  che  bisogna
  comprendere.

   PRESIDENTE. Ma se io le dico che, infatti

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  la chiudo,  la  chiudo.  Su  questo
  articolo 16 dobbiamo fare una riflessione tutti insieme.

   PRESIDENTE.  Basta,  onorevole Laccoto,  la  prego,  ne  parleremo
  quando  sarà il momento. Ora è accantonato. Tutti hanno chiesto  di
  parlare,  cioè  o do la parola a tutti oppure non  lo  posso  fare.
  Accantonato. Il Presidente Di Mauro c'è? Un attimo solo, perché  se
  non  c'è  Di  Mauro  io ho bisogno di interrompere  per  10  minuti
  precisi.  Non  vedo  Di  Mauro. Se lo trovo mi  faccio  sostituire,
  altrimenti, ci vediamo  proprio 10 minuti precisi. Sospendo per  un
  quarto d'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.24, è ripresa alle ore 19.04)

    La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Se  ci  sono  colleghi fuori  li  fate  entrare  così
  riprendiamo  e cerchiamo velocemente di andare avanti. Siamo  tutti
  molto stanchi.
   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                             «Articolo 17
                      Definizione di contenziosi

   1.   Per  la  definizione  dell'Accordo  di  bonario  componimento
  finalizzato al superamento del contenzioso in atto tra  la  Regione
  Siciliana  ed  il Gruppo di Cooperazione Territoriale Europea  GECT
  ArchiMed  è autorizzata la spesa di euro 100.000,00 per l'esercizio
  2022   a   titolo  di  contributo  straordinario   una   tantum   a
  soddisfacimento  del rapporto pregresso tra le  parti  (Missione  1
  Programma  2).  Agli  oneri discendenti dal presente  comma  si  fa
  fronte  con  parte  delle somme accantonate per  il  su  menzionato
  contenzioso  nel Fondo contenzioso del Risultato di Amministrazione
  presunto per l'esercizio finanziario 2021.

   2.  Per  la  definizione  del contenzioso relativo  ai  lavori  di
  completamento degli allacciamenti dei bacini dei torrenti Serieri e
  Scioltabino  al  serbatoio della Diga Olivo  è  autorizzato  l'atto
  transattivo  per  l'importo complessivo di   5.000.000,00  nel  cui
  ambito  è autorizzata la maggiore spesa di   1.356.152,50 derivante
  dal  presente  comma  cui si fa fronte con le  disponibilità  della
  Missione 20 Programma 3 capitolo 215740».

   PRESIDENTE. Aspettiamo. L'onorevole Lupo c'è?

   BARBAGALLO.   Chiedo   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 17.1

   PRESIDENTE.  Ancora non abbiamo neanche cominciato e  già  lei  mi
  dice

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Quindi, non ritira il soppressivo?
   Per  favore  chiamate  i nostri colleghi tutti  e  fateli  entrare
  perché altrimenti non ci sono
   Intanto  vediamo se ci sono i numeri per poterlo fare.  Verificate
  per  favore il soppressivo? Ha chiesto il voto segreto. E lo so che
  posso fare io?

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.  È  appoggiato. Mi posso permettere di  aspettare  due
  minuti  Che volete fare  Un minuto, onorevole Cracolici, la  prego,
  vi  prego un minuto, scusi sono mancato io mezz'ora avevo detto  10
  minuti,  quindi  un attimo che si chiamano i deputati,  non  ve  ne
  abbiate a male. Soppressivo del 17. Onorevole Calderone, non è  che
  chiamate  i  colleghi per venire a votare? Non ci  sono  neanche  i
  rappresentanti del Governo.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Colleghi è inutile che tentate di violentarmi  perché
  tanto aspetteremo.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Tutto potete fare tranne dirmi che sono di parte,  per
  cui  le  cose devono essere fatte in maniera corretta,  sono  stato
  mezz'ora  fuori  io per cui non tutti i colleghi sapevano  che  ero
  rientrato. Prego.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. L'ho già fatto.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  ambiente.  Siccome  la
  materia  dei  contenziosi  è  una materia  che  attiene  fortemente
  all'Assessore alle finanze le chiederei un attimo per  comprendere,
  posto  che è nel Palazzo, perché magari potrà volerlo ritirare,  se
  mi date un minuto come facciamo sempre.

   PRESIDENTE. Lei ce l'ha tranquillamente perché avevo già avvertito
  che senza l'Assessore di competenza non potevamo votare.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Quelli di Forza Italia ci sono, manca la  Commissione
   Bilancio'.  La  potete  chiamare,  onorevole  Aricò,  per  favore?
  Onorevole Barbagallo, la prego, non rompa  Prego assessore Armao.


                          Per fatto personale

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Dovete  stare  tranquilli  un minuto, l'Assessore  ha  chiesto  di
  intervenire e può intervenire. Prego.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Presidente,  grazie. Questo è un articolo che consente  di  evitare
  danni  all'amministrazione regionale. E' evidente  che  il  Governo
  responsabilmente lo sottopone all'Assemblea che, ovviamente, fa  le
  sue  valutazioni e che in ogni caso sono riconducibili alle  scelte
  che  farà  l'Assemblea, però mi corre l'obbligo  di  segnalare  che
  dalla mancata approvazione di questo articolo scaturiscono, per  un
  verso,  per il primo comma, la sostanziale esclusione della Regione
  dal GECT che è una struttura di livello europeo che è stata fondata
  dalla  Regione  e  che quindi il mancato riconoscimento  di  questa
  somma  determina la esclusione dal GECT, con tutto  quello  che  ne
  consegue  e  per  quanto, invece, riguarda  il  secondo  comma,  ne
  scaturiscono oneri molto pesanti per la Regione, di cui nel caso di
  approvazione sarò costretto a riferire in ordine ai pregiudizi  che
  ne scaturirebbero.
   Quello che chiediamo all'Assemblea è di farsi carico di una scelta
  che il Governo propone di evitare pregiudizio all'erario regionale,
  poi ovviamente ognuno fa le sue scelte, ma la nostra è una proposta
  necessaria  che  sosteniamo  e che credo  al  di  là  delle  scelte
  politiche  abbia  un solo interesse, quello di preservare  l'erario
  regionale.


    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE.  L'intervento  dell'Assessore  ha  modificato  qualche
  cosa?


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 17.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 17.1.
   Chiarisco   il  significato  del  voto:  chi  vota  sì   vota   la
  soppressione;  chi vota no vota il mantenimento dell'articolo.  Chi
  vota  sì,  chi vota verde, vota per l'emendamento del PD; chi  vota
  rosso,  vota  per  il mantenimento dell'articolo.  Tenete  pressato
  ormai sempre così.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          34
   Contrari            21
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   L'articolo 17 è soppresso.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Mi
  segnala  la  Ragioneria  che a questo punto dobbiamo  sospendere  i
  lavori  perché  dobbiamo incrementare il fondo  contenzioso  di  20
  milioni  e depurare da altre assegnazioni. Quindi, a questo  punto,
  chiedo la sospensione dei lavori perché dobbiamo ridurre i capitoli
  per  rimpinguare  per  20  milioni il  fondo  contenzioso.  Grazie,
  Presidente.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.   Scusatemi,  scusatemi.  Assessore,   chiedo   scusa,
  facciamo  quello che lei dice, però vorrei dire una cosa.  Scusate,
  scusate,  potete  darmi  un attimo attenzione?  L'articolo  17,  al
  secondo comma, dice  per la definizione del contenzioso relativo  è
  autorizzata la maggiore spesa di euro 1.350.000,00  , e nel comma 1
  di centomila euro.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, chiederei all'assessore Armao di essere più
  sereno  anche nella valutazione dei voti d'Aula. Poi,  si  può  non
  condividere, come è legittimo che sia, però vorrei -  e  parlo  nel
  caso  specifico di un emendamento che è già stato approvato -,  già
  questo  articolo  presentava  dei  rilievi  che  sono  stati  posti
  dall'ufficio del bilancio che ha fatto delle osservazioni.
   Io  nel mio intervento iniziale le avevo chiesto di conoscere  per
  tempo la risposta alle osservazioni che fossero in punta di diritto
  coerenti  con le cose che venivano poste. Le ricordo,  qui  c'è  il
  Presidente  della  Commissione  Bilancio'  che  mi  può  essere  di
  conforto,   che  a  mia  memoria,  l'Aula  non  ha  mai   approvato
  contenziosi perché il contenzioso è un atto amministrativo  che  si
  fa  con  una  procedura, tra l'altro prevista all'Avvocatura  dello
  Stato, il parere, eccetera, eccetera, ma è un atto gestionale e non
  è un atto legislativo perché ancora il legislatore non è un giudice
  che  definisce  un  accordo tra le parti, fa  leggi,  non  facciamo
  accordi tra le parti.
   Detto  ciò,  nel  merito  le dico di più. Quando  lei  propone  un
  contenzioso,     avrebbe    dovuto    separare     la     questione
  dell'impinguamento del capitolo relativo a liti e transazioni - che
  poteva  fare benissimo, tra l'altro, in tanti modi - dal  fatto  in
  sé, cioè la transazione, ripeto, di cui non ha alcuna competenza il
  legislatore e il fatto che sia entrato in Parlamento un'ipotesi  di
  transazione  bonaria  tra  le parti e si  chieda  un  provvedimento
  legislativo costituisce un pericoloso precedente, perché questo può
  in  qualche  modo incentivare il fatto che chi ha la responsabilità
  di  sottoscrivere  gli  atti transattivi  cerca  di  scaricare  sul
  Parlamento  l'attività tipica della transazione, che è  un  accordo
  tra le parti.
   Detto  ciò, che poi ora l'Assessore abbia improvvisamente scoperto
  che  occorrono  20  milioni  - non so da  dove  l'ha  presa  questa
  dimensione -, mi auguro che trovi i 20 milioni, così li mettiamo ai
  forestali.
   Io  l'ho  chiesto  a proposito dell'articolo 16, trovi  questi  20
  milioni  e  vediamo  di  evitare  che  il  31  luglio  si  sospenda
  l'attività dei forestali.
   Come  dire: ricatti e minacce, qui nessuno s'impressiona dei  suoi
  ricatti

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  intervengo  in  maniera   molto
  tranquilla, anche se ho visto che l'Assessore ha avuto una reazione
  un po'
   Lei  si ricorderà, Presidente, le battaglie che abbiamo fatto  con
  interventi in Aula e in Commissione  Bilancio' sul discorso che  la
  Corte  dei  Conti  da  tempo oramai, da anni,  ci  chiede  che  sui
  contenziosi  ci  debba  essere una banca dati,  quindi  il  Governo
  regionale più volte anche l'Assessore è intervenuto in Aula dicendo
  che  stanno  realizzando, non so se l'hanno realizzata,  la  famosa
  banca  dati  per  quanto riguarda i contenziosi, dopodiché  c'è  il
  famoso  Fondo  contenzioso  che deve  essere  previsto  in  maniera
  opportuna.
   Io  ricordo questo Fondo contenzioso che è di circa 100 milioni di
  euro  all'anno a cui, più volte, abbiamo provato ad attingere anche
  per cercare di aiutare categorie in difficoltà e che l'Assessore  e
  il  Governo  più volte ha detto  Questo fondo non si tocca,  perché
  c'è il discorso dei contenziosi .
   Ora  non  capisco  perché  a un certo punto,  all'interno  di  una
  finanziaria che dovrebbe essere sempre una finanziaria che parla ai
  siciliani,  che  ascolta le difficoltà dei  siciliani,  andiamo  ad
  inserire  un articolo che per certi versi mette dei soldi  per  dei
  contenziosi.
   Allora, dico, qui noi cerchiamo di dare l'indirizzo politico  alle
  norme, dopodiché ci sono i tecnici, i dirigenti, che su determinate
  cose  si  devono assumere le responsabilità com'è giusto  che  sia.
  Quindi  non capisco, non ho voluto fare nemmeno l'intervento  prima
  del  voto  dell'articolo  perché mi aspettavo  che  il  Governo  lo
  ritirasse direttamente.
   Io  non capisco come sia possibile che all'interno di una legge di
  stabilità, una legge che deve parlare ai siciliani, una  legge  che
  deve  dare  gli indirizzi politici di spesa della Regione siciliana
  ai siciliani, si inserisca un contenzioso.
   Qualche  giorno  fa in discussione generale ho  detto  che  questa
  finanziaria  è la finanziaria dei contenziosi, non è possibile  che
  l'Assemblea venga sminuita, che il popolo siciliano venga  sminuito
  nel  dare  anziché indirizzo politico, di visione e di  prospettiva
  dei siciliani, siamo qui a discutere dei contenziosi e se mettere o
  meno  i soldi per quanto riguarda i contenziosi, quando già c'è  un
  fondo,  quando ci dovrebbe essere già una banca dati ma non adesso,
  cioè queste cose dovrebbero già esistere da tempo, perché più volte
  il  Movimento  Cinque  Stelle  e  le  opposizioni  e  non  solo  le
  opposizioni, qui in Aula e in Commissione  Bilancio' queste cose le
  hanno  dichiarate.  Quindi,  mi  sorprende  la  reazione  da  parte
  dell'Assessore regionale. Grazie, Presidente.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Io
  non  ho  alcuna  reazione,  ho soltanto comunicato  quello  che  ho
  ricevuto  dalla Ragioneria ed è mio dovere informare il  Parlamento
  delle  conseguenze  delle scelte che si fanno  perché,  vedete,  le
  scelte sono tutte pacifiche.
   Mi dispiace rammentare all'onorevole Cracolici che ha tanta, lunga
  esperienza  di  maggioranza, di opposizione, di  Governo  e  quindi
  conosce  bene  queste  cose  e sa bene  che  tante  altre  volte  i
  contenziosi  sono  finiti  qui e vi ricordo  l'ultimo,  quello  con
  Sicilia  digitale, che ha consentito, qualche mese fa, di  chiudere
  la  vicenda di Sicilia digitale, quindi mi dispiace dover ricordare
  fatti recenti che dovrebbero essere alla memoria dei più.
   E  quindi  che quest'Assemblea, che questo Parlamento abbia  preso
  atto  di  questioni  senza che questo voglia  dire  trasformare  il
  legislatore  in giudice, non c'entra assolutamente niente,  qui  si
  tratta  soltanto  di  provvedere alla  provvista  finanziaria,  non
  c'entra  nulla  con  la transazione, questo riguarda  la  provvista
  finanziaria   che  interviene  attraverso  un  atto  normativo   di
  bilancio.
   Conseguentemente non intendo ricattare né provocare nessuno  e  mi
  dispiace  che l'onorevole Cracolici pensi che io debba ricattare  o
  provocare alcuno.
   E'  mio  dovere  informare, se la Ragioneria generale  mi  dice  a
  questo  punto  abbiamo necessità di riconsiderare il  fondo  per  i
  contenziosi,  proprio per trasparenza, linearità, correttezza,  nei
  confronti  dell'Aula che è un atto dovuto da parte del Governo  nei
  confronti  del  Parlamento, ho necessità di informare  che  abbiamo
  bisogno di effettuare un approfondimento.
   Nel  momento  in cui un'ipotesi transattiva non è più percorribile
  perché  manca  la  disponibilità finanziaria è  evidente  che  quel
  contenzioso  che si pensava di chiudere con un'ipotesi transattiva,
  non  essendo  più coperto finanziariamente, non si può percorre  la
  soluzione  transattiva  che non è affidata ovviamente  alle  scelte
  parlamentari,  ma che percorre le linee del parere  dell'Avvocatura
  dello  Stato,  qui non si propone un bypass o una  violazione  alle
  norme  che  peraltro  sono  nazionali sulle  transazioni,  che  non
  potrebbero essere derogate neanche con legge della Regione.
   Quindi,  l'unica cosa era che attraverso questa soluzione  avremmo
  evitato  delle refluenze negative sul piano finanziario. Adesso  la
  Ragioneria mi chiede di riconsiderare il fondo alla luce di  questa
  scelta, non c'è alcun tipo di provocazione, ricatto. Non è  che  si
  tende ad alzare i toni, non intendo assolutamente alzare i toni, ma
  era  mio  dovere informare delle conseguenze del voto, ottenuto  un
  parere  da  parte della Ragioneria generale informare il Parlamento
  che c'è necessità di un approfondimento sul punto.
   E'  mio  dovere  farlo e intendo farlo, mi dispiace  che  qualcuno
  scambi  la  trasparenza e la correttezza per  provocazione,  se  si
  intende per provocazione, provocazione sia, ma io devo riferire  le
  cose così come sono. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Assessore,  chiedo scusa, giusto  per  capire,  i  20
  milioni servono perché il fondo non era stato ancora formato?  Però
  non c'erano i soldi?

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Allora, mi faccia capire. Non risponda  all'onorevole
  Cracolici, risponda a me.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Anche  perché è un'analisi talmente iperbolica che non è questa  la
  sede per rispondere.

   PRESIDENTE. Qual è iperbolica?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Quella considerazione

   PRESIDENTE. Allora, lei risponda a me.

     ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
  Anche  perché se fosse sottostimato, dovremmo censurare i  Revisori
  dei  conti  che  hanno  espresso un parere  favorevole  sul  punto,
  quindi, evidentemente a bilancio l'appostazione c'è.
   E'  chiaro che nel momento in cui non è più possibile chiudere  un
  contenzioso  che,  attraverso una norma,  si  ipotizzava  di  poter
  chiudere evidentemente vanno fatte delle riconsiderazioni.
   Ho   sentito  la  Ragioneria  che  mi  ha  chiesto  sul  punto  un
  approfondimento  e il mio dovere era riferire all'Aula,  se  potevo
  far  finta di niente, ma io non mi assumo questa responsabilità  di
  proseguire  facendo  finta  di niente. La  Ragioneria  ha  espresso
  l'esigenza  di  un  approfondimento e io ne ho messo  a  conoscenza
  l'Aula,  com'era mio dovere, proprio per esigenza di trasparenza  e
  correttezza. E in questo senso mi muovo.

   PRESIDENTE. Assessore, giusto perché ho il vizio di voler  capire:
  nel   momento   in   cui   c'è   stato   il   voto   favorevole   a
  quest'emendamento, mi sono andato a guardare l'emendamento - perché
  neanche  lo  avevo  visto  prima  -  e  ho  letto  che,  di  fatto,
  l'emendamento ha un valore di 100 mila più 1 milione e 300. Questo,
  oggettivamente,  come  dire,  non è  contestabile.  Allora,  voglio
  capire

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  No, Presidente, dobbiamo vedere il petitum

   PRESIDENTE.  Capisco quello che lei dice, che servono 20  milioni,
  ma  perché  di  fatto il fondo era stato nutrito ma non  c'erano  i
  soldi. Per cui oggi servono i 20 milioni da mettere al fondo.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Laddove  non  è approvato questo, dobbiamo riconsiderare;  così  mi
  dice la Ragioneria e così riferisco, Presidente.
   Io  ovviamente mi muovo in sintonia con la Ragioneria. Quindi,  ho
  chiesto di effettuare degli approfondimenti con la Ragioneria e  ho
  avuto questa richiesta dalla Ragioneria e questa ripropongo.

   PRESIDENTE.  Dobbiamo capire perché questa cosa della  Ragioneria.
  Nel senso che a me risulta che...

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  La  domanda,  Presidente,  se 5 milioni è l'ipotesi  transattiva  -
  intanto  io  a memoria non posso ricordare qual è il petitum,  sarà
  credo 30 milioni il petitum - e, allora, nel momento in cui non  si
  percorre una soluzione transattiva a 5 milioni e ci si espone a una
  condanna a 30 milioni bisogna fare delle valutazioni conseguenti.
   Comunque, Presidente, questa è la posizione dell'economia e  della
  Ragioneria.  Mi  dispiace, non ne abbiamo altre. Chiedo  di  potere
  parlare  con  la  Ragioneria  e di effettuare  gli  approfondimenti
  richiesti.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Presidente,  siamo  veramente  stupiti.  Oggi,  viene
  sottoposto  nell'ambito della manovra un articolo che riguarda  due
  accordi bonari. E' veramente inusuale, già l'onorevole Cracolici ha
  detto  bene e meglio di me qual è la questione. Però, dico, è fuori
  dal  mondo,  assessore Armao, se gli Uffici erano così convinti  di
  definire  una transazione avrebbero dovuto sottoscrivere l'accordo.
  In Aula non è mai arrivata, né ci sono gli altri consigli regionali
  che  sottoscrivono le ipotesi di accordo bonario per legge. E'  una
  procedura assolutamente inusuale. I dirigenti generali se ne  erano
  convinti  si  sarebbero  dovuti assumere  la  responsabilità  anche
  perché  la copertura a maggior ragione sul fondo rischi si  sarebbe
  potuta  trovare.  Quindi,  censurare  il  voto  dell'Aula  o  delle
  opposizioni  ci  sembra veramente fuori luogo. Quindi,  Presidente,
  abbiamo  poco  tempo.  Andiamo  avanti  anche  perché  ancora   c'è
  l'articolo 19 sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Questo volevo capire con l'Assessore.  Io  credo  che
  dobbiamo  andare avanti, Assessore. Non è che ci possiamo  fermare.
  Quelli dopo come sono.
   L'articolo 18 è stralciato. Colleghi all'articolo 19 ci sono  solo
  articoli soppressivi. Qual è l'intenzione dell'Aula. Di ritirarli o
  no?
   Allora,  possiamo  andare  avanti. L'articolo  19  si  può  votare
  tranquillamente. C'è solo un emendamento, il 19.10 del Governo.
   Allora, si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  L'articolo 4 della legge regionale 24 settembre 2021 n.  24  è
  abrogato.
   2.  L'articolo 14 della legge regionale 26 novembre 2021, n. 29  è
  abrogato.
   3.  All'articolo  3,  comma 1, della legge regionale  22  febbraio
  2019,  n.  1  le  parole  31 dicembre 2021  sono  sostituite  dalle
  parole  31 dicembre 2022 .
   4. Al comma 21 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997,
  n. 6 e s.m.i. sono soppresse le seguenti parole  ed all'Assessorato
  regionale del bilancio e delle finanze .
   5. L'articolo 2 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e s.m.i.
  è abrogato.
   6.  Al  comma 12 dell'articolo 5 della legge regionale  12  maggio
  2020  n.9, le parole  Le misure di cui al presente comma  non  sono
  cumulabili  con analoghe misure previste dalla normativa nazionale
  sono  sostituite dalle parole  Le misure di cui al  presente  comma
  possono  essere cumulate fino alla concorrenza del cento per  cento
  del  costo  dell'investimento con altre agevolazioni  a  valere  su
  risorse pubbliche. .
   7.  L'articolo 12 della legge regionale 27 dicembre 2021 n.  35  è
  così  modificato:   12.  Al  comma 1 dell'articolo  7  della  legge
  regionale  30 dicembre 2020, n. 36 e successive modificazioni  dopo
  le  parole  che siano concesse nel corso del 2021  sono aggiunte le
  parole  e del primo semestre 2022 .
   8. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
  73 ter del Regolamento interno.
   9. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
  73 ter del Regolamento interno.
   10. All'articolo 13 della Legge regionale 15 aprile 2021 n. 9,  le
  parole   nel  limite  massimo di euro 129.421,44   sono  sostituite
  dalle parole  nel limite massimo di euro 311.964,80 .
   11.  Il  comma 3 dell'articolo 60 della legge regionale 15  aprile
  2021, n. 9 e successive modificazioni è sostituito dai seguenti:
    3. Il Consorzio di Bonifica 2 Palermo è autorizzato ad assumere a
  tempo  indeterminato  il  personale  dipendente  dell'ASCEBEM,   in
  servizio   al   31/12/2021,  secondo  le  esigenze  funzionali   ed
  organizzative dell'Ente.
   4.  Al personale di cui al comma 1 si applicano le disposizioni di
  cui  al  comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 30  dicembre
  1977,  n. 106 e successive modificazioni, come sostituito dall'art.
  1 della legge regionale 6 aprile 1981, n. 49.
   5.  la  presente disposizione, che non determina nuovi e  maggiori
  oneri a carico del bilancio regionale, trova copertura sul capitolo
  147303 (Missione 16, Programma 1). .
   12.  Al  comma  1  dell'articolo 24 bis della  legge  regionale  3
  novembre  2000,  n. 20 le parole  Per il triennio  2021-2023   sono
  abrogate.
   13. All'articolo 1 della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 5  la
  denominazione   Fondazione  The Brass  Group   è  sostituita  dalla
  denominazione   Fondazione Orchestra Jazz  Siciliana  -  The  Brass
  Group .
   14.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   15. Alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 sono apportate  le
  seguenti modifiche:
   a)  le  parole   Assessore  regionale  per  i  Beni  culturali  ed
  ambientali  e  per la Pubblica istruzione  e le parole  Assessorato
  regionale  dei  Beni  culturali  ed  ambientali  e  della  Pubblica
  istruzione ,  ovunque occorrano, sono sostituite,  rispettivamente,
  dalle parole  Assessore regionale per i Beni culturali e l'Identità
  siciliana    ed   Assessorato  regionale  dei  Beni   culturali   e
  dell'Identità siciliana ;
   b) al comma 1 dell'articolo 10, le parole  ad un dirigente tecnico
  in  servizio presso l'Assessorato da almeno dieci anni  ed al comma
  1  dell'articolo 22, le parole  ad un dirigente tecnico in servizio
  presso  l'Assessorato regionale dei Beni culturali ed ambientali  e
  della  Pubblica istruzione , sono sostituite dalle  parole   ad  un
  dirigente del ruolo unico dell'Amministrazione regionale  ai  sensi
  dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 .
   16.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   17.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   18.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   19.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   20.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   21.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   22.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   23.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   24.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   25.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   26.  L'autorità  competente individuata al comma  3  dell'art.  46
  della  legge  regionale 15 maggio 1986, n.  27  è  il  Dipartimento
  Regionale  dell'Acqua  e  dei  Rifiuti  dell'Assessorato  regionale
  dell'Energia e della Pubblica Utilità.
   27.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   28.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
   29.    Disposizione   stralciata   dalla   Presidenza   ai   sensi
  dell'articolo 73 ter del Regolamento interno».

   Riguarda  abrogazioni  di  leggi. Gli  emendamenti  relativi  alla
  soppressione dei commi sono pure ritirati?

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Il comma 1 e il comma 2 sono ritirati. Il comma  2  lo
  vuole  soppresso  anche il Governo. Governo,  vuole  sopprimere  il
  comma 2? C'è l'emendamento soppressivo. Lo pongo in votazione.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il comma 2 è soppresso.
   Si passa al comma 3.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Allora,  sul comma 3 c'è il  19.10  del  Governo  che
  facendo  seguito  alle  riflessioni  formulate  anche  dal  Partito
  Democratico  in  sede  di discussione generale  non  capivamo  come
  poteva farsi una norma retroattiva, cioè estendevamo i benefici del
  bollo auto al 31 dicembre 2022 nella proposta di legge del Governo.
  Ora, secondo l'emendamento del Governo, invece li estendiamo al  31
  dicembre 2024. Quindi, li proroghiamo per 2 anni.
   Noi  non  abbiamo  capito, perché non ne  troviamo  traccia  nella
  manovra,  ma  la  copertura finanziaria per  ulteriori  2  anni  di
  proroga  su  questi benefici del bollo auto, su  quali  fondi  è  a
  valere? Quindi, chiediamo chiarimenti al Governo da questo punto di
  vista.

   PRESIDENTE. Assessore, possiamo dare questo chiarimento?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Stavo guardando un'altra cosa. Qual è il comma?

   PRESIDENTE. E' il comma 3. E' l'estensione del

   BARBAGALLO....quindi chiediamo chiarimenti al  Governo  da  questo
  punto di vista.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
  comma è il 3, estensione dell'esenzione del bollo. Evidentemente  è
  una  minore entrata sulla quale c'è sostenibilità finanziaria.  Non
  dobbiamo  dare  copertura  a  una  nostra  minore  entrata,   basta
  appostarla come minore entrata.
   Questo  avviene  nel caso in cui determiniamo minori  entrate  nel
  bilancio  dello stato e allora dobbiamo dare copertura, ma  se  noi
  stessi   abbiamo   un  quadro  finanziario  che  ci   consente   la
  sostenibilità anche per il 2022

   PRESIDENTE. Cioè nello stesso capitolo che era previsto.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Si,  quindi è sostenibile. Noi abbiamo appostato una minore entrata
  su questo.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. È semplice la situazione. Questa è una norma che  credo
  sia stata varata due anni fa ed era stata attribuita a questa norma
  venti milioni o cinquanta milioni, adesso non ricordo. Siccome  non
  sono  stati  tutti utilizzati, perché ricordo a me  stesso  che  si
  trattava  di  autovetture  fino a 1200 di  cilindrata  che  avevano
  l'ISEE, siccome non si è arrivati a spendere quella somma, io credo
  che  questa  estensione, che è per tutti i siciliani,  fino  al  31
  dicembre del 2024 sia una cosa utile per tutti.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 19.10  del  Governo.
  Chi favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento soppressivo del comma 4 è ritirato.
   L'emendamento  soppressivo  del  comma  5,  anche  quello  non   è
  necessaria la norma, quindi ritirato.
   Si   passa   all'emendamento  19.6   soppressivo   del   comma   6
  dell'articolo 19.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente,  come si legge nella relazione  ci  sono  delle
  difficoltà  operative  che hanno indotto  a  orientarsi  in  questo
  senso, anche in linea con quanto prevede il Ministero dell'Economia
  con  la circolare n. 33 del 31 dicembre 2021, e quindi proprio  per
  venire incontro ad alcune imprese che hanno profili di difficoltà a
  rendicontare  ci stiamo muovendo in questo senso,  per  cui  questa
  cumulabilità è giustificata nella relazione propria con riferimento
  all'esigenza  di  far fronte a domande, a istanze che  vengono  dal
  sistema delle imprese.

   PRESIDENTE. Non è ritirato allora. Lo pongo in votazione.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del comma 6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione

   Presenti  .         59
   Votanti             48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          28
   Contrari            20
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Il comma 6 è soppresso.
   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 7.

   BARBAGALLO.  Il comma 7, e mi rifaccio anche alla relazione  degli
  Uffici   dell'Assemblea,   a   nostro  giudizio   dovrebbe   essere
  inammissibile, perché c'è un evidente contrasto normativo.

   PRESIDENTE.  Ma  c'è un emendamento di riscrittura  dell'onorevole
  Savona.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Credo che sul comma 7, anche con il PD abbiamo le  stesse
  finalità,  perché sono i contributi dello Stato, aiuti anche  della
  Regione,  da  poter dare alle aziende anche senza  che  abbiamo  il
  Durc.
   Questo,  naturalmente, in questa fase aiuta le aziende,  nel  post
  pandemia,   dopo   di  che  io,  Presidente,   ho   presentato   un
  subemendamento  all'emendamento 19.24  per  far  sì  che  anche  il
  rilascio  e  rinnovo  e  i  subentri  delle  concessioni  demaniali
  marittime  si possa procedere anche in assenza di DURC  in  regola.
  Proprio per la difficoltà

   PRESIDENTE.  Però,  mi sembra di capire che per  fare  quello  che
  vuole lei, dobbiamo sopprimere il comma 7.

   ARICO'.  Sì,  però  probabilmente  rimarrebbe  l'obbligo  per   le
  concessioni demaniali marittime. Allora, io ritengo, se ci fermiamo
  un  attimo  e  capiamo cosa potere fare per migliaia e migliaia  di
  aziende  siciliane che potrebbero avere una boccata d'ossigeno  sia
  per  i  contributi,  per  la possibilità di continuare  la  propria
  gestione,  le  migliaia di concessionari demaniali che  potrebbero,
  diciamo, sia avviare l'attività che subentrarne poi

   PRESIDENTE. Un suggerimento.

   ARICO'. Sì.

   PRESIDENTE. Volendo  Io essendo favorevolissimo alla sua proposta,
  un suggerimento: se noi abroghiamo il comma 7, la norma passa e non
  ci   sono   problemi,  se  lo  modifichiamo  rischiamo   fortemente
  l'impugnativa. Se lo vogliamo fare

   ARICO'. C'è un altro comma riferito alle concessioni.

   PRESIDENTE.  Che  va  a rischio d'impugnativa. Assessore  Falcone,
  prego.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Grazie
  Presidente per la parola.
   Io  volevo rispondere al collega Aricò. Purtroppo questa norma  ce
  l'ha  chiesta il Ministero degli Affari Regionali perché, ricorderà
  quest'Aula, che l'anno scorso facemmo una norma per esentare  dalla
  regolarità  del DURC tutte le aziende che prendevano un contributo,
  ci ricordiamo i tassisti, gli NCC e così via e tante altre aziende.
  Il  Ministero  non impugnò la norma, ma facemmo una trattativa  per
  cui avremo bloccato quella norma non per tutto il 2022, ma soltanto
  per il primo semestre del 2022.
   Presidente,  ecco perché questa norma preghiamo di  farla  passare
  così  com'è,  perché  altrimenti  rischiamo  d'impugnare  tutto  ed
  inficiare tutto quello che abbiamo fatto. Cioè, lo Stato, così come
  aveva  fatto  per  il 2021, per la pandemia, esentando  le  imprese
  dalla regolarità del documento contabile, ce l'ha consentito per il
  2022,  ma  soltanto  limitatamente al primo  semestre,  quindi  non
  possiamo ammettere subemendamenti o altro.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Non  sapevo  della  trattativa  con  lo  Stato   e   sono
  assolutamente  favorevole  a  non modificare  l'assetto  temporale,
  proprio  per evitare il rischio dell'impugnativa, però,  se  l'Aula
  potesse  decidere  per  migliaia e  migliaia  di  concessionari  di
  demanio marittimo di potere aggiungere un comma affinché i soggetti
  che  non  hanno  il  Durc  in regola, che  volessero  rilasciato  o
  rinnovare o subentrare nelle concessioni demaniali lo possano anche
  fare fino al limite temporale indicato dall'assessore Falcone.
   Quindi, se ci fermiamo un attimo, facciamo un comma aggiuntivo, se
  siamo tutti d'accordo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, capisco l'intervento  dell'assessore
  ma  voglio dire, nei rapporti con lo Stato, se poi una cosa  si  fa
  sei  mesi  dopo, noi facciamo campare i nostri che  sono  tutti  in
  situazioni di difficoltà estrema. Lo sappiamo tutti e due, per  cui
  io  vorrei  trovare  la  soluzione.  Io  lascerei  il  soppressivo,
  sopprimiamo il comma 7 e poi quando

   ARICO'.   Ma  col  soppressivo,  però,  che  riguarda  gli   aiuti
  rimarrebbe  l'obbligo perché il Dipartimento ambiente e  territorio
  di  chiedere  il  Durc  in regola, perché non  è  un  aiuto  è  una
  concessione demaniale.

   PRESIDENTE.  Sì, però non si capisce oggettivamente. La  richiesta
  del Durc dall'assessorato, per un motivo di concessione? Il Durc si
  chiede  quando  si devono dare soldi, non quando si prendono  però.
  Eh,   scusate.   Questa  è  una  cosa  che  bisogna  chiarire   con
  l'assessorato.
   L'assessorato territorio e ambiente chiede il Durc  per  dare  una
  concessione. Nella concessione è l'imprenditore che paga.  Il  Durc
  ha  un  senso  quando si dice io ti devo dare soldi, voglio  essere
  sicuro  di non avanzarne se no non te li do. Ma nel momento in  cui
  si chiedono, che senso ha il Durc? Oggettivamente.

   ARICO'.  Presidente,  ad oggi lo chiedono,  e  noi  ogni  anno  in
  finanziaria  ci ritroviamo a parlare dell'argomento. Quindi  se  lo
  potessimo declinare in una norma, in un comma

   PRESIDENTE.  Quindi,  noi rischiamo di farci impugnare  una  norma
  perché l'assessorato territorio fa una cosa che non può fare.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi Presidente lei  ha
  ragione   come  ha  ragione  il  collega  Aricò  ed  io   condivido
  l'emendamento.  Il  tema  è  che la  normativa  che  permetteva  il
  rilascio,  anzi la proroga delle concessioni se si  ricorda  -  una
  legge che noi abbiamo approvato prima che lo Stato ce lo concedesse
  e prima ancora, ovviamente, della sentenza del Consiglio di Stato -
  prevedeva  che  noi potessimo dare quella proroga ai  concessionari
  fino al 2033.
   Noi  siamo  stati la prima Regione a farlo con legge, a condizione
  che  però  i  concessionari  avessero, fossero  in  regola  con  la
  normativa, in regola con i contributi, in regola con una  serie  di
  normative  previste. E aveva una logica allora. Stiamo parlando  di
  pre-pandemia.  Non  immaginavamo,  ovviamente,  che   la   pandemia
  mettesse in ginocchio tantissimi concessionari demaniali e  quindi,
  oggi, ci troviamo di fronte a questo tema che, giustamente, è stato
  sollevato dal collega Aricò e che è figlio della pandemia  e  della
  crisi che abbiamo attraversato.
   Per  cui,  non  è  per scusare l'assessorato al  territorio  e  il
  dipartimento, ma la normativa allora venne fatta perché noi avevamo
  di  prorogare  le  concessioni demaniali fino al  2033  con  quelle
  condizioni. Oggi è cambiato, quindi è giusto anche andare  incontro
  alle cambiate esigenze.

   PRESIDENTE.  È  vero  quello che lei dice, ma mi  dovete  spiegare
  perché  un'amministrazione chiede il Durc a qualcuno che  gli  deve
  dare soldi.

   SAVARINO.  Erano proroghe. Perché noi gli davamo,  di  contro,  la
  proroga  fino al 2033. Gliela davamo a condizione, però,  che  loro
  avessero assunzioni regolari.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa. La logica del Durc è  io ti  devo  dare
  soldi,  voglio essere sicuro di non avanzarne . Ma se  tu  mi  devi
  dare soldi, che senso ha chiedere il Durc?

   SAVARINO. Era per evitare di prorogare, Presidente, allora  -  sto
  parlando di pre-pandemia - stiamo parlando di pre-pandemia  ed  era
  per  evitare di prorogare fino al 2033 quei concessionari  che  non
  erano  sani, che avevano lavoratori in nero, e che non utilizzavano
  un bene pubblico in maniera legale. Questo era il senso.

   PRESIDENTE. Siccome, vi devo dire la verità, io e Aricò  a  questa
  cosa  ci teniamo molto, perché tutti e due conosciamo una marea  di
  persone che sono rovinate da questo fatto.

   SAVARINO. Sì, no, io condivido, condivido. Volevo spiegare  perché
  allora  abbiamo messo nella norma quello. Lo abbiamo  messo  perché
  gli  davamo la proroga, e volevamo eliminare quei concessionari che
  vivevano nell'illegalità.

   PRESIDENTE.  Già  allora  non  c'era,  era  l'assessorato  che  lo
  chiedeva.

   SAVARINO. Oggi è diverso perché la pandemia ha messo in ginocchio,
  è chiaro.

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, chiedo scusa. È una  follia  questa,
  parliamoci  chiaro.  Un  Parlamento  serio,  quando  c'è  una  cosa
  palesemente  sbagliata, la deve correggere. Per cui  questa  è  una
  cosa  palesemente sbagliata. Allora, io sono d'accordo con lei.  Lo
  accantoniamo,  tanto ce ne sono altri accantonati. E,  tra  oggi  e
  domani, troviamo una soluzione. Accantoniamo l'articolo.
   Noi  vogliamo  che  il Durc venga chiesto quando  lo  Stato  o  la
  Regione  deve dare soldi, e non quando li deve prendere. Se Falcone
  dice che non si può fare per tutto l'anno e non c'è niente da fare,
  però quanto meno eliminare il Durc per coloro che pagano e non  che
  devono prendere soldi. Io credo che questa sia una cosa giusta.
   Lo  accantoniamo.  Il Governo è d'accordo? Lo abbiamo  accantonato
  perché lo dobbiamo risolvere. È accantonato.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  intervenire  per  parlare anche di un tema. Avevo presentato  degli
  emendamenti,   così   come   altri   colleghi,   all'articolo   19,
  relativamente al personale dei Consorzi di bonifica  ed  ESA.  Però
  non trovo qui nel fascicolo, fra l'altro erano a spesa zero.
   Chiedo  al  Governo  di  valutare  di  ripresentarli  tramite  gli
  emendamenti governativi, perché effettivamente hanno posto appunto,
  abbiamo  studiato alcuni emendamenti che ci sono stati  prospettati
  dai  sindacati ed erano assolutamente percorribili, a  spesa  zero,
  allo  scopo di utilizzare al massimo il personale storico  che,  ad
  oggi, in parte non potrebbe essere utilizzabile.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Palmeri, lei  ha  pienamente  ragione,  ma
  essendo  un  aggiuntivo, come tutti gli aggiuntivi domani  verranno
  trattati  in  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  in   cui   i   Presidenti   dei  Gruppi,  insieme   al   Presidente
  dell'Assemblea,  agli Uffici ed al Governo valuteranno  quali  sono
  gli emendamenti che possono passare o meno.
   Io  spero  che  questo  possa essere degno di  essere  passato  e,
  quindi,  speriamo,  di  poterlo  fare.  Scusate,  l'articolo  19  è
  accantonato.  No,  accantoniamo solo  il  comma  7.  Gli  altri  li
  facciamo.
   Allora. il comma 10 è ritirato?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Sul
  comma  10  vorremmo un chiarimento dal Governo in ordine all'entità
  del  personale  che  viene stabilizzato anche  perché,  ovviamente,
  chiediamo   chiarimenti  sia  sull'entità   sia   sulla   copertura
  finanziaria, perché era anche un rilievo che hanno fatto gli Uffici
  della  Regione,  e  ci  chiediamo  come  mai  nelle  procedure   di
  stabilizzazione e di rettifica dell'inquadramento non  siano  stati
  inseriti i funzionari della Protezione civile. Per cui noi  abbiamo
  proposto  uno  specifico emendamento aggiuntivo e, sin  da  adesso,
  facciamo  voti  affinché venga considerato. Ecco,  però,  prima  di
  ritirare il soppressivo, vorremmo dei chiarimenti sul comma 10, sia
  sulla copertura sia sull'entità del personale da stabilizzare.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, anche  io
  volevo  un  chiarimento sul comma 11. Il comma 11 è dopo?  Era  sul
  comma 11 il mio intervento.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  intervengo  sul  fatto  che  avevo presentato  un  emendamento  che
  aggiungeva un comma, però chiaramente anche questo è stato

   PRESIDENTE.  È  aggiuntivo. Ne parliamo domani in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   MARANO. No, ci tenevo a dirlo perché è un emendamento

   PRESIDENTE. Mi sa che domani l'onorevole Di Paola avrà  un  lavoro
  molto lungo.

   MARANO. Ci tengo un attimino a puntualizzare. È un emendamento che
  vuole   modificare  il  limite  massimo  dell'assunzione  a   tempo
  indeterminato per i lavoratori dei consorzi di bonifica dal 50%  al
  75%, l'ideale sarebbe il 100%.
   In  questi giorni i lavoratori sono venuti sotto il Parlamento, li
  ho  ascoltati,  abbiamo ascoltato le loro necessità, quindi  faccio
  l'appello, colgo l'occasione perché questi lavoratori hanno bisogno
  di avere atti concreti da parte del Governo.

   PRESIDENTE. Io spero che domani in questa riunione dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari,  diciamo che tutti  gli  aggiuntivi  che
  riguardano il personale, siano come dire abbastanza, credo,  spero,
  che si possa essere abbastanza larghi nelle valutazioni.
   Andiamo  avanti. Si passa al comma 11. No, il comma 10.  Onorevole
  Barbagallo, ha ragione. Il Governo? Cominciamo ad essere stanchi.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Si  tratta degli ultimi 8 dipendenti, e la norma serve a coprire la
  stabilizzazione di questi, dell'assessorato all'agricoltura.

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Si  passa al comma  11.  Prego  onorevole
  Campo.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  anche  io
  volevo  dei chiarimenti sul comma 11 perché praticamente intanto  è
  un  articolo  che  parla  di  una federazione  o  un  consorzio  di
  associazioni per il consorzio di bonifica che riguarda ex dirigenti
  e  amministrativi, questa norma, che dice di non avere  impegno  di
  spesa,  però di fatto ha istituito un capitolo. Quindi, o  l'una  o
  l'altra.
   Poi non capisco perché una norma solo per il consorzio di bonifica
  di  Palermo,  quando  noi  sappiamo  che  in  Sicilia  abbiamo  una
  situazione  disastrosa dei vari consorzi di bonifica, e soprattutto
  a  Ragusa  è  stato  anche  licenziato del personale,  quindi  solo
  Palermo  con un articolo, con un capitolo che non doveva esserci  e
  invece non doveva esserci impegno di spesa e invece c'è un capitolo
  di spesa. Ecco ci sono anche delle incongruenze in questo articolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Mi permetto di rispondere io, credo che lo stesso possa
  fare  l'onorevole Savona che è stato il materiale estensore. Questa
  è  la terza volta che interveniamo in questa vicenda con legge. Tre
  volte per affrontare un problema.
   Primo,  onorevole Campo, l'ASCEBM è un'associazione  degli  ex  11
  consorzi di bonifica che ha un solo dipendente a Palermo perché  la
  sede  dell'ASCEBM  è a Palermo quindi è una persona  che  lavora  a
  coordinamento  dei  consorzi  di bonifica  che  ripeto  è  un  solo
  dipendente.  Noi abbiamo già fatto credo nella finanziaria  scorsa,
  una  norma  dando  pure  copertura finanziaria  per  consentire  al
  consorzio  dove  ha sede l'ASCEBM cioè quello di  Palermo,  di  far
  transitare la persona che è dell'ASCEBM al Consorzio di Palermo.
   Cosa  è  successo?  Prima  abbiamo scritto  al  Consorzio  Sicilia
  occidentale.  Si  è scoperto che il Consorzio Sicilia  occidentale,
  siccome  la  famosa riforma non ha avuto esecuzione,  e  ancora  si
  chiama Consorzio bonifica Palermo 2, non mi ricordo come, ora si  è
  determinato  il  fatto  che  mancava la norma  che  specificava  il
  dipendente  a  quale data doveva essere in servizio. Quindi  è  una
  norma che si limita a stabilire che la persona di cui parliamo è un
  dipendente ASCEBM che transita al consorzio di Palermo 2 e non  più
  a  Sicilia  occidentale, che era la stessa cosa, e il  personale  è
  solo  quello in servizio al 31 dicembre del 2021, parliamo  di  una
  persona  che  è  in  servizio da oltre 20 anni. Quindi  non  è  uno
  assunto  nel 2021 o nel 2020 è da oltre 20 anni. Quindi per  questo
  la  copertura  finanziaria è data dal fatto  che  mentre  prima  la
  dipendente viene pagata dai consorzi all'ASCEBM cioè dai  due  oggi
  lo  paga  direttamente il consorzio perché diventa il titolare  del
  rapporto  di  lavoro.  Quindi  nulla  di  più  di  quello   che   è
  semplicemente  una norma di specificazione per definire,  speriamo,
  se  per  la  terza volta va bene, se non c'è bisogno di una  quarta
  riscrittura  perché  qua  le  leggi come  si  suol  dire  non  sono
  sufficienti a sbloccare i problemi.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  onorevole  Cracolici io le dico che, e penso di parlare  anche  per
  l'onorevole Campo, noi a differenza vostra, palermitani, li abbiamo
  stabilizzati  tutti  a  carico nostro e non della  Regione  però  a
  differenza

   CRACOLICI. A carico di chi??

   DIPASQUALE. A carico nostro, dei comuni. Però, siccome  allora  la
  questione è un'altra, la questione è che noi anche per le questioni
  di  Palermo  ce  ne facciamo carico quindi vogliamo tranquillizzare
  sia  lei che il presidente Savona che sia io che l'onorevole  Campo
  ci  facciamo  carico  anche di questa piccola  questione,  che  non
  dovrebbe essere neanche motivo di discussione in un Parlamento.  Ma
  ce  ne  facciamo carico perché noi ci facciamo carico  anche  della
  grande  Palermo.  L'importante è che  non  si  diventi,  in  questa
  Assemblea, Palermo centrici, dove Palermo è tutto, e il  resto  non
  vale niente.

   PRESIDENTE.   Quindi   votiamo  l'emendamento   di   Savona,   per
  intenderci. Nel fascicolo. È il 19.25. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. La soppressione del comma 12? È ritirata. Del comma13?
  Aspetto  che  qualcuno mi cali la testa oppure  no.  Il  comma  12,
  onorevole Lupo? Del comma 13? 15 Catalfamo? 15 voi non ci siete, ah
  ci  siete pure. C'è il soppressivo del Governo. Solo lettera B, che
  è sia del Governo che di Barbagallo e Guacciardi, sempre lettera B.
  Se lo dobbiamo fare, lo ha detto anche il Governo. La correzione  A
  è il cambio di denominazione, quello sostanziale è lettera B.
   Pongo  in  votazione l'emendamento19.27 soppressivo del comma  15,
  lettera B. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Che c'è nella lettera B? Va bene, abrogato.
   Si passa all'emendamento 19.3. E' mantenuto il soppressivo?

   BARBAGALLO. Il soppressivo lo ritiriamo, se il Governo  ci  spiega
  le   ragioni  per  cui  anche  l'assessore  Armao  ha  spessore   e
  competenze,  anche per la tecnica parlamentare, a  nostro  giudizio
  era più giusto, come hanno rilevato gli Uffici, emendare l'articolo
  46 della legge regionale 27 del 1986.
   Quindi,  o  sospendiamo un minuto Presidente, lo  correggiamo,  ma
  anche gli Uffici credo che hanno avvertito la stessa questione.

   PRESIDENTE.  Avete notizia se stasera i manicomi sono aperti?  C'è
  qualcuno che si deve ricoverare stasera.
   Sul  comma 26 stanno aspettando che il Governo dia un chiarimento,
  e  che  credo  che  sia  studiando un attimo per  sapere  che  cosa
  rispondere.   Stiamo   aspettando   chiarimenti   per   l'eventuale
  soppressivo, stiamo chiedendo.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Grazie Presidente. Io chiedo di sopprimere questo  comma
  26, che praticamente dice che l'autorità competente individuata  al
  comma 3 dell'articolo 46 della legge eccetera, numero 27 dell'86  è
  il  Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. Io  chiedo  di
  sopprimere  questo comma perché l'articolo 46 della  legge  di  che
  trattasi,  si  occupa delle fasce di rispetto, di protezione  e  di
  distanza per quanto riguarda, appunto, gli impianti di depurazione.
   Sappiamo  che la distanza minima per legge è 50 metri,  e  siccome
  noi  ci  ponevamo tutta una serie di preoccupazioni e dubbi,  anche
  relativamente alle competenze di natura sanitaria, alla  competenza
  di  natura  urbanistica, e non è un caso che nella norma originaria
  l'autorità  competente  era  stata indicata  in  maniera  generica,
  quindi,  probabilmente,  ci sarebbe anche  la  competenza  in  capo
  all'Autorità di bacino. Quindi questo emendamento voleva essere più
  che  altro  anche  una  richiesta di informazioni  relativamente  a
  questa autorità dato in capo al Dipartimento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome questo era accantonato per
  il comma 7, su cui invece ora avrebbero trovato una soluzione, cioè
  se  noi votassimo il 19.29 dell'onorevole Savona, con l'aggiunta di
  un  emendamento  che  ha  scritto insieme agli  Uffici  l'onorevole
  Aricò.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, questo emendamento è un aggiuntivo  a
  un soppressivo che, tra l'altro, parla di altro, cioè è a tutti gli
  effetti un aggiuntivo.

   PRESIDENTE.  È  una modifica a quello che era stato fatto,  perché
  quello  che aveva scritto l'onorevole Aricò sull'eccezione  che  ha
  fatto  il  Governo non poteva passare ed è stato modificato,  ma  è
  sempre lo stesso.

   CIANCIO.  Se posso dire una cosa, su questo argomento  il  Governo
  naviga a vista, la normativa sulle concessioni è stata falcidiata a
  livello  nazionale  e a livello regionale per tutte  cose  che  noi
  abbiamo  tra  l'altro  esposto tutte le volte  in  quest'Aula,  tra
  sentenze   della  Consulta,  tra  impugnative  del  Consiglio   dei
  Ministri,   c'è  stato  detto  chiaramente  che  per   esempio   le
  concessioni  non possono essere rilasciate quando sono fuori  dalle
  previsioni dei piani demaniali, c'è stato detto dalla Consulta  che
  non si possono fare le concessioni oltre il 2024, fino al 2023.
   Stiamo  parlando  di  un  argomento che al  momento,  intanto,  ha
  bisogno di una normativa a livello nazionale, ma che dove tocchiamo
  sbagliamo,  perché  finora qualunque legge abbiamo  fatto  è  stata
  sbagliata. Quindi, Presidente, io non toccherei ulteriormente norme
  dove già abbiamo dato ampia dimostrazione di non saper gestire.

   PRESIDENTE.  Qua  la  questione che è stata  posta  dall'onorevole
  Aricò  -  e  che io personalmente condivido in pieno  -  non  è  un
  problema  di  tipo  demaniale, è il  fatto  che  alle  imprese  che
  chiedono la concessione viene chiesto il Durc.
   Io  ritengo che, nel momento in cui lo Stato deve dare soldi, deve
  accertarsi  che non li avanza dalla persona a cui  li  dà,  ma  nel
  momento in cui non deve dare soldi, ma addirittura li deve prendere
  io credo che

   CIANCIO.  Per la proroga era richiesta la regolarità del pagamento
  dei  contributi con la Regione, quindi chi ha ottenuto  la  proroga
  che  adesso  è stata dichiarata illegittima, era in regola  con  il
  pagamento  dei canoni, non era in difficoltà, non aveva  regolarità
  contabile.
   Io  voglio  dire  una  cosa:  perché noi  andiamo  ad  intervenire
  sull'articolo  7,  che  dice  Al fine di  contrastare  gli  effetti
  dell'emergenza  sanitaria  derivante  dal  covid,  le  agevolazioni
  regionali non cofinanziate con fondi comunitari che siano  concesse
  nel  corso  del 2021 e del 2022 a favore delle attività  economiche
  non  sono  subordinate  alla regolarità contributiva  in  deroga  a
  quanto disposto dalla disposizione in materia .
   È  generale questa norma, non parla né di concessioni né di altro,
  c'è  ricompreso tutto, quindi perché dobbiamo andare a  specificare
  una cosa

   PRESIDENTE. Perché l'Assessorato continua a chiedere il Durc.

   CIANCIO.  Ma  che significa, Presidente, la norma è chiara,  basta
  leggerla  per  capire  che  si applica  a  tutti.  Perché  dobbiamo
  specificare mettendoci a rischio di un'altra impugnativa?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Io credo che dobbiamo intenderci su cosa vogliamo fare.
  Noi stiamo modificando l'articolo 7 della legge regionale perché ce
  lo  chiede  il Ministero dell'Economia, e lo stiamo modificando,  a
  differenza di quanto è scritto nella legge che prevedeva anche  per
  tutto il 2022, solo per il primo semestre del 2022.
   Quindi, se quella è una legge che consente le agevolazioni causate
  dal  Covid,  quella  legge, comunque, a  mio  avviso  -  credo  che
  l'assessore  che  ora è tornato potr�� meglio di me  specificare  -,
  essendo  una  legge che era connessa ad una fase  emergenziale  per
  aiutare  le imprese, quella legge comunque si applica, cioè  i  sei
  mesi,  fino  al  giugno del 2022 gli enti sono  autorizzati  a  non
  chiedere il Durc.

   PRESIDENTE.  E invece lo chiedono, che possiamo fare?  Lo  diciamo
  all'assessore Cordaro.

   CRACOLICI.  Ma se lo chiedono - mi permetto di dire -  Presidente,
  se  lo  chiedono  non  è che noi lo risolviamo  facendo  una  legge
  specifica  che  questa sì si presta a impugnativa, e  facciamo  più
  danni di quanti ne risolviamo.

   PRESIDENTE.  Io  sono  d'accordo con lei, tant'è  che  pensavo  di
  eliminarlo a basta.

   CRACOLICI. Allora se lo chiedono, delle due l'una. O questa  legge
  dell'articolo  7  è  vigente fino al 30 giugno  2022,  e  tutte  le
  strutture dell'Amministrazione regionale, tutte, si coordinano  con
  una  circolare  che  dice  ai fini della richiesta '  anche  perché
  vorrei  ricordare  che  il Durc lo rilascia l'INPS,  e  l'INPS  nel
  momento  in  cui c'è una norma che deroga la presentazione  non  lo
  rilascia.
   Quindi c'è un po' di confusione, perché se la norma generale  dice
  che  tu non devi avere il DURC per accedere ai benefici, l'INPS non
  te lo rilascia. E allora io credo che con una circolare - assessore
  al  territorio  -  con una circolare, a mio avviso,  anche  i  suoi
  Uffici  potranno utilizzare l'articolo 7 della legge, così come  la
  stiamo modificando, ai fini della non richiesta del Durc, anche per
  le ragioni che diceva lo stesso Miccichè che, oltretutto, in questo
  caso non stiamo chiedendo il Durc perché dobbiamo dare soldi.

   PRESIDENTE. Questo è un problema del tuo Direttore, non c'è niente
  da  fare.  Possiamo  fare un ordine del giorno  in  cui  si  invita
  l'assessore  a  convincere il suo Direttore a  fare  rispettare  la
  legge?

   CRACOLICI.  Io  credo  che  se  viene  impugnata  fai  più  danni,
  ricordati  che  siamo a maggio, se viene impugnata  sarà  impugnata
  dopo, e sarà un caos. Quindi stai attento a quello che facciamo.

   PRESIDENTE.  Io  sono  d'accordissimo sul fatto  che  non  sarebbe
  necessario, però se facciamo un ordine del giorno in cui  cerchiamo
  di  convincere l'assessore, di convincere stavolta il Direttore che
  può dare  onorevole Cordaro il problema è questo.

   ARICO'. Presidente, qui c'è l'assessore Cordaro che potrebbe anche
  rispondere in merito. Però, io rispetto al riferimento del rilascio
  delle  nuove concessioni, o al rinnovo, che sono state quasi  tutte
  rinnovate, e sappiamo essere rinnovate fino al 31/12/2023, al di là
  della nostra norma, ci sono, colleghi, i subentri.
   I  subentri sono quei centinaia e centinaia di casi di soggetti di
  concessionari che, purtroppo, dopo la crisi che c'è stata  nei  due
  anni  trascorsi, vogliono cedere la loro attività,  e  non  possono
  cederla  se non in possesso di Durc. E allora blocchiamo una  parte
  dell'economia isolana e credo, Presidente, che un ordine del giorno
  non   sia   bastevole  a  risolvere  questo  problema,  perché   il
  Dipartimento  -  è chiaro - vuole il DURC e, al  di  là  di  quanto
  stanno  dicendo  autorevoli  colleghi,  però  questo  problema   il
  Dipartimento l'ha posto ed è giusto, a mio avviso, per risolvere il
  problema  a  centinaia  di concessionari siciliani,  di  ovviare  a
  questa anche intenzione che il Parlamento, credo nella sua totalità
  ha,  lo  scriviamo  a  rischio  di farci  impugnare  questo  comma,
  Presidente, non succede niente.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, siamo in una situazione in  cui  il
  Parlamento  sta dicendo che il suo Assessorato, in un  Dipartimento
  preciso, fa qualcosa che riteniamo non si debba fare.
   Ora  fare  la  legge - mi riferisco a quello che ha  appena  detto
  l'onorevole Aricò - come la troviamo la soluzione, ce lo dica  lei?
  O facciamo la norma o lo si convince
   Che dobbiamo fare?

   CORDARO,  assessore per il territorio e ambiente.  Intanto  volevo
  sapere sull'emendamento 19.26.

   PRESIDENTE. Ne parleremo dopo.

   CORDARO,  assessore  per il territorio e ambiente.  Possiamo  fare
  una  norma,  anzi  chiediamolo al Parlamento nazionale,  perché  la
  previsione  di  richiesta del Durc non l'ha  inventata  né  il  mio
  Direttore né io, Presidente - mi dispiace doverle dire queste cose,
  ma se serve glielo ricordo.
   Cambiamo la norma nazionale e non sarà più necessario chiedere  il
  Durc.

   PRESIDENTE.  Perché per forza nazionale deve essere?  È  una  cosa
  per cui la gente sta impazzendo.
   Onorevole Aricò che facciamo?

   ARICO'.  So perfettamente che l'obbligo lo dà una norma nazionale,
  però  l'Assessore  Falcone ci ha detto  che  per  le  imprese,  con
  l'accordo  con lo Stato, il Durc sarebbe possibile non  richiederlo
  soltanto  nell'arco  temporale che arriva  fino  al  30  giugno  di
  quest'anno.
   Io,  se c'è la possibilità di estendere questo beneficio anche  ai
  concessionari demaniali, mantenendo l'arco temporale

   PRESIDENTE. Quello di cui stiamo discutendo.

   ARICO'.  Se si potesse, e l'Assessore Cordaro volesse recepire,  o
  di  buon  grado sposare anche questa norma, non so, forse  potrebbe
  risolvere la problematica.
   L'Assessore  Falcone ci diceva, per quanto riguarda  la  richiesta
  del  Durc per i benefici alle imprese, sarebbe possibile, però  per
  un  arco  temporale ristretto, che sarebbe fino  al  30  giugno  di
  quest'anno. Se si può fare
   Se    si   potesse   fare,   mantengo   la   richiesta   di   voto
  dell'emendamento.

   PRESIDENTE.  Vorrei, come l'onorevole Aricò, che si possa  trovare
  una soluzione.

   ARICO'. Poi ci prendiamo la responsabilità.
   Presidente, abbiamo votato leggi

   PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo.

   ARICO'.  E  siccome non è un aggiuntivo, a chi  non  piace  voterà
  contro.

   CIANCIO.  Presidente,  insisto e dico che  nonostante  abbiamo  un
  obiettivo  diverso  io  e l'onorevole Aricò, comprendendo  il  suo,
  penso che con questo emendamento fa più danno che altro.
   In  questo momento c'è una norma vigente che si applica a tutte le
  imprese.

   PRESIDENTE. Ma se non è così, onorevole Ciancio.

   CIANCIO.  Se questa viene impugnata, viene impugnata solo  per  le
  concessioni demaniali.
   Se  il  subentro, io voglio sapere qual è il Direttore  in  questo
  momento  del  Territorio e ambiente che firma un subentro  con  una
  sentenza  della Consulta che dice al 2023 devono scadere  tutte  le
  concessioni. È l'anno prossimo il 2023

                           (Brusio in Aula)

   CIANCIO.  Quali sono i Direttori che firmano una cosa  del  genere
  con la sentenza della Consulta?

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Aricò)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Aricò,  si  possono  dire  le  cose  senza
  gridare

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Aricò)

   PRESIDENTE.  È  inutile  che continuiamo a  discutere,  lo  voglio
  mettere in votazione
   La  seduta è sospesa e riprenderà domani 11 maggio 2022, alle  ore
  11.00.

   (La  seduta, sospesa alle ore 20.14 di martedì 10 maggio  2022,  è
  ripresa mercoledì 11 maggio 2022 alle ore 11.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  La seduta è ripresa, anche se c'è ancora troppa  poca
  gente. Intanto, facciamo le formalità.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE.   Colleghi,  gli articoli sono, praticamente,  finiti.
  Dobbiamo vedere poche cose.
   Colleghi,  Sospendiamo dieci minuti in attesa che  arrivano  tutti
  gli  altri. E' inutile che stiamo seduti qua. Proviamo a riprendere
  i  lavori alle ore 11.30, se ancora non c'è nessuno sospendiamo  di
  nuovo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.22, è ripresa alle ore 11.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.    Si   riprende   dall'articolo    19.    Si    passa
  all'emendamento  19.11.R, la riscrittura tecnica del  comma  26,  a
  firma dell'onorevole Barbagallo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Poi  ci  sono  gli  emendamenti per i quali ieri  sera,  onorevole
  Ciancio,  ci  eravamo  fermati che sono il 19.29.1,  subemendamento
  dell'onorevole  Aricò  all'emendamento  19.29  che  era   a   firma
  dell'onorevole Savona.
   Ecco  l'onorevole Aricò. Siccome questo va votato perché  non  c'è
  l'accordo  dell'Aula, aspetterei un attimo che arrivino i colleghi.
  Mentre aspettiamo votiamo altre cose.
   Si  passa  all'emendamento  19.30, a firma  del  Governo  che,  di
  fatto,  sana  la questione della transazione di ieri  sull'articolo
  che è stato bocciato per il contezioso.
   Lo  hanno  visto  gli Uffici ed è assolutamente  perfetto.  E'  un
  emendamento  che costa 1 milione e 300 - ancora meno di  quello  di
  ieri - però sana la questione.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE.  Anche  ieri era 1 milione e 300, solo  che  ieri  era
  scritto al contrario cioè che da 5 milioni diventavano 3 milioni  e
  700 perché calava 1 milione e 300, ma era lo stesso.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Aspettiamo  questo di Aricò dove però c'era un minimo di  diatriba
  ieri.
   Se  si  è  risolta, altrimenti, lo mettiamo in votazione anche  se
  non sono sicuro che ci siano i numeri.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ha   chiesto   di   parlare   l'onorevole    Ciancio
  sull'emendamento  19.29.1,  a  firma dell'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   CIANCIO.  Presidente, con un po' di più calma, oggi  è  un  giorno
  nuovo.

   PRESIDENTE. Ieri eravamo anche stanchi, invece adesso siamo

   CIANCIO. Eravamo stanchi.
   Premesso  che  questo emendamento - e lo dico al collega  Aricò  -
  secondo  me o passa o non passa non cambia quella che al momento  è
  la legge vigente, che si applica a tutte le imprese.
   Quello  che  ho  cercato  di  dire ieri  è  che  se  facciamo  una
  specifica rischiamo di peggiorare la situazione perché rischiamo di
  farci  impugnare  un  testo  per  diversi  motivi:  1)  la  Regione
  siciliana sul DURC non può legiferare in maniera difforme  rispetto
  alla  normativa  nazionale  -  e questo  lo  ha  detto  ieri  anche
  l'Assessore  Falcone -, ma se servisse ho anche una sentenza  della
  Corte  Costituzionale che era su un altro argomento, sugli enti  di
  formazione, ma dice esattamente la stessa cosa. Sul DURC la Regione
  non  si  può  allontanare  da quella che è  la  ratio  della  norma
  nazionale. Questo sul DURC; 2) sulla questione delle concessioni  -
  e  lo  dico  ma  mi dispiace, perché veramente secondo  me  si  sta
  navigando   a  vista,  perché  anziché  cercare  di  risolvere   la
  situazione,  si cerca sempre di aggirare l'ostacolo -  la  sentenza
  del 18 del Consiglio di Stato del 2021 è chiarissima e dice che  le
  proroghe attualmente sono illegittime. L'unico motivo per  cui  non
  sono  decadute  subito è che il Consiglio di Stato ha  riconosciuto
  l'impatto socio-economico che può avere una decadenza di massa e ha
  dato  il  tempo  al legislatore per adeguarsi e per predisporre  le
  gare.
   Quindi,   tutto  quello  che  possiamo  immaginare  nel  frattempo
  rischia di andare incontro a un'ulteriore impugnativa.
   Collega,  rischiate  di scontrarvi contro un muro,  così  come  il
  Governo  purtroppo ha fatto dall'inizio di questa legislatura  fino
  ad oggi, nonostante sia stato avvertito più volte.
   Io  continuo  a  dire: su questa questione bisogna  sedersi  a  un
  tavolo  e  trovare una soluzione che preveda le gare con indennizzi
  per  chi  ha  fatto investimenti, cosa che è prevista  anche  nella
  sentenza  del Consiglio di Stato. In altri modi non se ne  esce  da
  questa situazione.
   Io  capisco  che siamo anche a fine legislatura, quindi  è  comodo
  dire:   va bene facciamo quello che possiamo fare, tanto poi se  ne
  parlerà alla prossima legislatura . Ma secondo me questo non  è  un
  modo  onesto,  intellettualmente onesto,  di  procedere  anche  nei
  confronti dei concessionari.
   Quindi,   ho  forti  dubbi  anche  sull'ammissibilità  di   questo
  emendamento.  Detto  ciò,  votiamo. Se  passa,  secondo  me,  viene
  impugnato. Dopodiché se volete insistere, insistete.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, capisco le perplessità e devo dire  che
  quando  si  votò la legge sul  blocca nomine , in cui  si  bloccava
  finanche il controllo degli enti che andava contro, addirittura, al
  Codice  penale vigente in Italia, quest'Aula decise di  votare  una
  norma  che probabilmente sarà impugnata. Ma se sarà impugnata  sarà
  vigente per la Regione siciliana, questo lo sappiamo.
   E,  allora, non sto parlando o il mio emendamento tende a dare  un
  arco  temporale  diverso  alle proroghe. Sono  consapevole  che  le
  proroghe  non si possono attivare se non fino al 31 dicembre  2023.
  E'   chiaro?  Vorrei  che  l'Aula  fosse  conscia  che  con  questo
  emendamento le proroghe finiscono al 31 dicembre 2023. Ma sono  due
  stagioni:  sono  la  stagione balneare 2022 e la stagione  balneare
  2023. Non chiediamo proroghe successive al 1  gennaio 2024.
   E,  allora,  volevo porre un tema: il tema era soprattutto  quello
  dei  subentri. Se in questi due anni ci sono dei concessionari che,
  purtroppo, non hanno potuto lavorare in piena pandemia e vorrebbero
  cedere  la  propria  attività a un soggetto terzo,  non  potrebbero
  cedere la loro attività se non in regola col DURC. Ma l'attività  e
  la  concessione  scadrebbero, in ogni caso, al  31  dicembre  2023.
  Quindi  non  capisco  quale possa essere il problema  di  eventuali
  impugnative del Consiglio di Stato.
   La  sentenza  del  Consiglio di Stato cosa dice? Che  non  possono
  esistere proroghe successive al 31 dicembre 2023.
   Però,  ritengo che il Parlamento regionale si debba  intestare  la
  problematica  di  centinaia  e  centinaia  di  concessionari   che,
  purtroppo,  probabilmente,  sia nella stagione  balneare  2022  che
  nella stagione balneare 2023, saranno costretti a tenere chiuse  le
  proprie attività e a non poterle neanche cedere a terzi per avviare
  nuovi investimenti ed anche qualche posto di lavoro in più.
   Quindi,  è  un  emendamento, secondo me, di  buon  senso,  che  se
  dovesse  essere  impugnato,  non lo so,  abbiamo  la  certezza?  Il
  Parlamento si è espresso anche sul  blocca nomine  e, voglio  dire,
  i dubbi di costituzionalità c'erano e lo vedremo a breve.
   Io  dico:  se  diamo la possibilità, anche entro il 30  giugno  di
  quest'anno  - quindi un arco temporale molto ristretto, sarà  circa
  30  giorni rispetto alla pubblicazione della finanziaria, che verrà
  pubblicata  forse  a  fine mese -, ci sarà  giugno  in  cui  queste
  società  potranno  richiedere i subentri senza  avere  il  DURC  in
  regola.
   E,  allora, ripeto, le concessioni demaniali non potranno avere un
  tempo  superiore  al 31 dicembre 2023 e credo che già  il  prossimo
  anno  l'Assessorato  ambiente e territorio metterà  a  gara  se  il
  Governo, se il Parlamento nazionale non deciderà in maniera diversa
  ma  è dibattito di questi giorni quello di prorogare oltre il 2023,
  lo  vedremo  a  breve, però ritengo un voto di coscienza,  un  voto
  valido  per le centinaia di imprese siciliane che vogliono  avviare
  questo tipo di procedura. Grazie.

   PRESIDENTE.  Benissimo,  noi comunque  lo  mettiamo  in  votazione
  perché

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Scusate,  avevo  capito  che  la  questione   di   cui
  parlavamo  era relativa al DURC non alle proroghe. Poi quelli  sono
  gli effetti, diciamo, per cui
   Il  tema  è  uno  -  che  credo che con molto  buonsenso  dovremmo
  affrontare: oggi stiamo intervenendo sulla legge che avevamo  fatto
  l'anno  scorso perché il Ministero dell'economia ci ha  in  qualche
  modo  intimato,  pena  l'impugnativa,  di  ridurre  il  periodo  di
  utilizzabilità  della cosiddetta norma Covid, per  cui  in  qualche
  modo  fino  al  31  dicembre la legge nazionale consentiva  di  non
  operare  col  regime  del  DURC  riferito  al  periodo  Covid.  Noi
  l'abbiamo  estesa al 2022, lo Stato ci ha chiesto  o la modificate,
  o la impugniamo , la sostanza era questa.
   Ora, cosa stiamo dicendo? Che la norma che stiamo riducendo al  30
  giugno si possa utilizzare oltre che per il regime, diciamo,  degli
  aiuti per cui non è previsto il DURC si possa utilizzare anche  per
  le  procedure  amministrative connesse alla  vicenda  del  demanio,
  quindi proroghe e subentri.
   Io  però  lo  dico al collega, temo con grande preoccupazione  che
  siccome questa norma può essere impugnata non avrete un funzionario
  che,  in assenza di una norma che diventa efficace, si assumerà  la
  responsabilità di fare un atto in difformità alla legge  perché  in
  quel caso ne risponde personalmente, non perché la legge è vigente.
  Perché    quando   la   legge   se   dovesse   essere    dichiarata
  incostituzionale  gli atti prodotti durante il periodo  sono  nella
  responsabilità del funzionario che li produce. Quindi, temo che con
  questa  legge  potremmo  creare  uno  strumento  di  pressione,  di
  responsabilità patrimoniale, ripeto, tenete conto che nel settore -
  così  lo  dico a bassa voce - ci sono stati episodi anche delicati,
  processualmente in itinere, alcuni dei quali non sono solo di  tipo
  patrimoniale, ma sono addirittura di tipo penale, quindi credo  che
  con questa legge stiamo incartando il procedimento amministrativo.
   Quindi,  capisco le questioni che pone ma qui stiamo  dicendo  che
  una legge che si applica ai regimi di aiuti possa essere utilizzata
  per  i  regimi autorizzatori quando la legge nazionale,  perché  le
  procedure connesse al demanio eccetera, eccetera, tutta la  partita
  DURC  è  disciplinata dalla legge dello Stato e come si è  ribadito
  non  abbiamo la competenza per poter operare sull'esenzione o  meno
  del DURC.
   Quindi,  è un tema sul quale capisco il collega che lo pone  però,
  attenzione,  rischia di fare più danno perché non  solo  accende  i
  fari  e  riaccende i fari, ma determina la paralisi  amministrativa
  perché  per quel che conosco io di questa Amministrazione  mi  pare
  difficile  che qualcuno si assuma la responsabilità con  una  legge
  sub  iudice  come  questa  di fare atti  di  cui  poi  ne  risponde
  personalmente.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Sì Presidente, da un punto di vista tecnico  giuridico
  ovviamente  non  condivido le perplessità dell'onorevole  Cracolici
  perché  se una legge viene pubblicata è una legge vigente e innanzi
  a  una  legge vigente qualsiasi funzionario o dirigente non  ha  la
  facoltà o l'opzione ma ha l'obbligo come tutti i cittadini italiani
  di osservarla.
   Se  putacaso  il dirigente o il funzionario non dovesse  osservare
  la legge e lì che effettivamente, se diffidato previamente ai sensi
  del 328 secondo comma, è lì che va a violare la norma penale.
   Io  credo,  e  questa è la mia posizione personale, che  la  norma
  proposta dal collega Aricò - pur con le perplessità che ognuno  ha,
  per  carità  ci  mancherebbe  altro,  condivido  in  parte  qua  le
  osservazioni della collega Ciancio - sia una norma di  grande  buon
  senso, limitandola ovviamente temporalmente perché, altrimenti,  si
  rischiano  anche  per tutte le questioni connesse  e  correlate  al
  problema concessioni altre conseguenze.
   Ovviamente,  se  c'è una legge è una legge, poi non  è  detto  che
  venga impugnata, perché quante volte si è detto - ricordo una legge
  a  firma mia e dell'onorevole Pasqua sull'inquinamento -, no questa
  legge  verrà  impugnata, il Consiglio dei Ministri l'ha  vergata  e
  vistata immediatamente senza alcun rilievo e alcuna osservazione.
   Quindi,   in   ogni  caso,  e  aggiungo  e  concludo,  l'eventuale
  impugnativa  da parte del Consiglio dei Ministri, davanti  all'alta
  Corte  non  significa che la Corte Costituzionale possa  dichiarare
  illegittima una norma.
   La  Corte  Costituzionale è chiamata a decidere, quindi siccome  a
  me  pare  una  norma  di  buon  senso,  Presidente,  con  tutte  le
  perplessità,  perché  veda  Presidente  tutte  le  norme  suscitano
  perplessità.
   Ieri  l'assessore Armao affermava, sicuramente avendo riminiscenze
  dei suoi studi giuridici, che tutte le norme sono perfettibili,  la
  norma  perfetta  non  esiste, da millenni  il  diritto  che  è  una
  straordinaria   scienza  si  evolve  o  ha   subito   anche   delle
  involuzioni,  ma  questo è un'altra storia e merita  altre  sedi  e
  altri  dibattiti soprattutto in materia di garantismo,  ma  non  vi
  voglio  annoiare  con  argomentazioni,  non  voglio  divagare.   Io
  personalmente voterò a favore l'emendamento proposto dall'onorevole
  Aricò per le ragioni che ho evidenziato.

   PRESIDENTE.  Bene. Se non ci sono

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PERSIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Per dichiarazioni di voto, Presidente, siccome ribadisco
  secondo  me  questa norma può essere peggiorativa e  rispetto  alla
  norma  esistente  potrebbe creare dei problemi, dico  votiamo,  non
  chiederò  né voto palese, né voto segreto, passa questa norma,  tra
  qualche  mese ci rivedremo, secondo me il collega si sta  prendendo
  una   responsabilità  molto  grande,  se  l'assuma  fino  in  fondo
  dopodiché ne riparleremo tra due mesi.
   Io  quello  che dovevo dire l'ho detto e ovviamente  il  Movimento
  Cinque Stelle è contrario a questa norma.

   PRESIDENTE.  E'  stata  molto chiara nella  sua  dichiarazione  di
  voto. Comunque pongo in votazione il subemendamento 19.29.1

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Astensione, va bene, me lo faccia porre in votazione.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Certo quando io pongo in votazione voi dite astenuti.
   Rimetto  in  votazione,  ancora non avevo iniziato  la  votazione,
  rimetto  in  votazione il subemendamento 19.29.1. Chi è  favorevole
  resti  seduto;  chi  è  contrario si alzi;  il  Partito  del  PD  è
  astenuto.

                             (È approvato)

   Benissimo.  Si  passa all'emendamento 19.29 che era invece  quello
  dell'onorevole  Savona.  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Colleghi, sono rimasti da completare gli articoli 7, 13 e 16.
   Riprendiamo  l'articolo 7, un attimo, che  mi  stanno  ridando  il
  primo fascicolo perché eravamo già arrivati al secondo. Mi dovreste
  ridare il primo quello che era mio che ho gli appunti. Va bene, non
  ha  importanza  datemi,  a meno che non è  qua  dentro.  Sì  questo
  benissimo.  Allora per quanto riguarda l'articolo 7,  l'emendamento
  soppressivo del comma 3 è ritirato, onorevole Lupo?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  non  mi  ricordo  più  ieri  chi
  presiedeva  nella  lunga giornata. Durante  il  dibattito,  abbiamo
  chiesto  che  l'articolo  7  venisse accantonato  per  approfondire
  alcune  questioni, speravamo che almeno oggi l'assessore Turano  si
  facesse vedere in Aula ma, evidentemente, è così impegnato quindi
   Anche  perché  i  conti  continuano a non  tornare,  noi  volevamo
  capire  le  ragioni  per cui al primo comma  siano  state  inserite
  soltanto le attività estrattive, manifatturiere, della logistica  e
  i servizi della tabella 5.1.
   Le  rassicurazioni che ieri ci ha fornito l'assessore Armao non ci
  hanno  convinto  per  niente, perché dalla tabella  5.1,  assessore
  Armao,  che  poi  depositiamo ci sono  una  trentina  di  categorie
  previste  nel decreto controfirmato, quindi abbiamo presentato  due
  emendamenti che, a nostro giudizio, rendono più giusto e  più  equo
  l'articolo 7, sia tra le categorie ammesse al beneficio della norma
  e  sulla  definizione  dell'unità locale che  è  quella,  a  nostro
  giudizio,  più  conducente  che fa riferimento  al  Codice  civile.
  Quindi le chiediamo, Presidente, di metterli in votazione.

   PRESIDENTE.  Allora, scusate un attimo perché su questa  cosa  che
  ha  detto l'onorevole Barbagallo, ieri c'è stata una riunione,  una
  discussione  perché mi sembra che l'attività estrattiva addirittura
  non  fosse  neanche prevista nella tabella, quindi vorremmo  capire
  com'è che viene inserita.

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE. No, ma il PD fa un emendamento. Assessore, però  se  è
  cambiata la tabella noi abbiamo questa.

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE.  Scusate,  fatemi capire se  è  cambiata  la  tabella,
  Assessore, noi abbiamo

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Al  microfono,  ecco bravo,  grazie.  Un  attimo,  un
  attimo, accendete il microfono all'Assessore.

     ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
  Allora,  comprendo lo spirito  diciamo, onnicomprensivo,  inclusivo
  ecco,  lo  spirito  inclusivo  che sta animando  l'emendamento.  Lo
  comprendo lo sostengo parimenti.
   Ho  fatto  già  una verifica ieri con il dottore  Sciuto,  persona
  serissima del nostro Dipartimento, che ha seguito le ZES in  questi
  anni  sin  dalla  genesi. Quell'elenco è l'elenco delle  potenziali
  attività che entrano in ZES secondo la norma originativa dello ZES,
  dopodiché ogni Regione ha fatto un piano strategico, che è  passato
  del  Ministero  del  Sud, come è noto, c'era al tempo  il  ministro
  Provenzano  che ha fatto l'istruttoria e ha mandato alla Presidenza
  del Consiglio dei Ministri per approvare quel decreto.
   Noi  abbiamo messo le tipologie che sono in quel piano  strategico
  approvato  con  decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,
  non  abbiamo  fatto  né un allargamento, né un  restringimento.  Il
  rischio qual è? Che andando a inserire un'articolazione più piena e
  più  estesa  delle tipologie andiamo al di là del piano  strategico
  che  la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato alle ZES
  della Sicilia, non c'è alcuna volontà di escludere questo o quello,
  ma  ci  infiliamo in un sistema che ha avuto un iter che è  passato
  dalla  Regione, è andato al Ministero del Sud e poi è  andato  alla
  Presidenza del Consiglio. Personalmente se vogliamo inserirle tutte
  possiamo pure inserirle, ma c'è il rischio

   PRESIDENTE. Noi non abbiamo la possibilità di avere una  copia  di
  questa delibera in modo che così si fa vedere

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Certo, non ho niente da nascondere. Figuriamoci.

   PRESIDENTE. Hanno facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo  prima
  e poi l'onorevole Calderone.

   BARBAGALLO.    Signor   Presidente,   trattiamo   nello    spirito
  assolutamente  collaborativo  da  parte  delle  opposizioni  questa
  materia  in modo inusuale sempre perché non c'è stato il  passaggio
  nelle  Commissioni  di  merito  dove tanti  ragionamenti  avrebbero
  potuto farsi in modo più sereno e più approfondito.

   PRESIDENTE. Noi lo stiamo facendo pure serenamente.

   BARBAGALLO.  Le riflessioni comprensibili dell'assessore  Armao  a
  noi  comunque  non  ci  convincono. Noi riteniamo  che  l'Aula  sia
  sovrana.  Se  arriva  una  norma  dove  ci  sono  dei  benefici  si
  disciplina per legge. Per legge ci sono, presidente Miccichè, altri
  20  beneficiari  che  ne hanno diritto e noi  siamo  per  includere
  tutti.  Legittimamente  il  Partito  Democratico  la  pensa   così.
  Certamente, sul piano strategico un passaggio parlamentare,  al  di
  là  del susseguirsi dei governi, si sarebbe dovuto fare con dovizia
  di  particolari anche con un dibattito. Quindi, non siamo stati mai
  coinvolti,   la   tabella  5.1  prevede  innumerevoli   beneficiari
  soprattutto, presidente Miccichè, delle categorie del commercio che
  con l'articolo 7 sono completamente escluse, nonché dei servizi  di
  digitalizzazione  informatici che pure hanno  diverse  categorie  e
  sono  esclusi, quindi, questo è il senso dell'emendamento  per  cui
  chiediamo che venga posto in votazione e la pensiamo così, per  non
  fare figli e figliastri.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.

   CALDERONE.  Signor Presidente, credo che il problema  tecnicamente
  sia  risolvibile  perché quello che afferma l'onorevole  Barbagallo
  non  è una questione di poca maniera perché escludere delle imprese
  potrebbe  cagionare alle stesse imprese e a tutto il  territorio  e
  posso aggiungere a tutta la Sicilia dei danni non di poco conto.
   Se  noi  a  questo emendamento riuscissimo a inserire due  parole,
  onorevole  Barbagallo, anche con un subemendamento, sono sostituite
  le parole  a tutte le imprese operanti nei settori delle attività e
  comunque  non  in  contrasto  con il piano  strategico  o  comunque
  comprese   nel  piano  strategico,  o  compatibilmente   al   piano
  strategico' avremmo risolto il problema. Basta subemendare così non
  escludiamo nessuno.

   PRESIDENTE. E' di buon senso.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, capisco il senso  del  ragionamento
  del  collega, però il piano strategico. Qui si fa riferimento  alla
  tabella  5.1  e la tabella 5.1 è citata dalla disposizione  che  ha
  proposto  il  Governo. All'articolo 7 comma  1  si  dice    che  le
  imprese   operanti   nei   settori   delle   attività   estrattive,
  manifatturiere,  della  logistica  e  dei  servizi  indicati  nella
  tabella 5.1  , quindi la tabella 5.1 è vigente. Allora è una scelta
  che  il  Governo fa di individuare solo quelle tipologie  esistenti
  nella tabella 5.1.
   Il ragionamento che fa il PD è di dire: se ci sono agevolazioni  -
  ricordo che tra l'altro stiamo parlando di agevolazioni regionali e
  non  agevolazioni che si incrociano con quelle nazionali -, noi qui
  stiamo dicendo che queste agevolazioni che opereranno fino al  2023
  vanno  estese  a tutte le tipologie di imprese che si insediano  di
  cui  alla  tabella 5.1 che cista il Governo e non solo  quelle  del
  cosiddetto  piano  strategico che era  un  piano,  come  dire,  più
  economico che non di tipologie di aiuti.
   Ecco,  perché mi pare del tutto evidente che la proposta tenda  ad
  ampliare la platea dei potenziali beneficiari che possono avere  le
  agevolazioni  di  cui a questa norma perché questa è  semplicemente
  una  norma  che  si aggiunge alle agevolazioni già  previste  dallo
  Stato.

   PRESIDENTE. I ragionamenti mi sembrano tutti assolutamente  logici
  e  validi.  Dobbiamo capire se vogliamo trovare una soluzione  tipo
  quella  che  diceva  l'onorevole Calderone per  evitare  di  andare
  giusto  in  contrasto col piano strategico, oppure  lasciarla  così
  perché, comunque...

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo?

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Se
  questa  è una mediazione mettiamo la tabella 5.1. La Commissione  è
  pure favorevole.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Sì, il 7.20. Scusi il 7.16.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ah,  fuori sacco. Si passa al 7.17, quello dell'unità locale. 7.16
  approvato. Si passa al 7.17.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il parere favorevole del Governo,  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al 7.14, del Governo. Questo è sempre fuori, sempre  di
  ora, che conoscete tutti?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente,  ieri, sulla proposta, con l'onorevole  Damante
  avevamo  deciso  di  tornare alla stesura  originale.  Quindi,  gli
  emendamenti del Governo, per quanto riguarda il finanziamento, sono
  ritirati.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Scusate, io non me lo trovo.

   PRESIDENTE. Lo diamo il 7.14 al Governo, per favore?

   CRACOLICI. Anche all'Aula.

   PRESIDENTE.  E, allora, il 7.14 non ce l'ha nessuno,  per  cui  lo
  dovete  distribuire. Intanto, l'assessore illustra il 7.14. Aspetti
  un attimo che lo prendono.

   PRESIDENTE. E' arrivato l'assessore Turano. Questo ci fa piacere.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Certo,  in  questa  occasione,  quella  di  Armao   è
  assolutamente  ordinaria, visto che è sempre  qua.  Quindi,  quella
  straordinaria è quella di Turano.
   Allora, lo avete ricevuto tutti? Assessore, se lo può illustrare.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Il 7.14.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente, è velocissimo. Questa è una proposta che  viene
  dal  dottor Lasco che, come sapete tutti, è l'Autorità di gestione.
  Ha  chiesto questa integrazione per una più agevole rendicontazione
  dei  fondi. Quindi, se si può lasciare questa espressione;  ripeto,
  ha una valenza squisitamente tecnica ai fini della rendicontazione.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ai
  fini della rendicontazione.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Certo.  Siccome  si  tratta  di risorse  extraregionali  che  vanno
  rendicontate,  l'Autorità  di  gestione  chiede  di   fare   questa
  specificazione,  perché questo rende sicura la rendicontazione.  E'
  un fatto tecnico.

   PRESIDENTE.  Se  è  un fatto tecnico che viene  richiesto,  voglio
  dire

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parliamo del 7.14?

   PRESIDENTE. 7.14.

   LUPO. Mi pare di rilevare, dalla lettura dell'emendamento, che  la
  novità  sostanziale  è che si richiede alle aziende  fruitrici  dei
  benefici previsti dall'articolo che ci sia un aumento del numero di
  lavoratori   dipendenti   con   contratto   di   lavoro   a   tempo
  indeterminato. Cioè, mi sembra questa la cosa fondamentale.

   CRACOLICI. E noi la condividiamo.

   LUPO.  Ovviamente,  su questo presupposto, noi  non  possiamo  che
  essere d'accordo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Unità  locale,  c'è da  sistemare.  Lo  facciamo  col
  coordinamento formale, qui con gli Uffici.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  7.4.R,  che  era  previsto  già   nel
  fascicolo. E' stato riscritto perché così per com'era non si poteva
  accettare, perché era inammissibile. L'avete ricevuto tutti?
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Non l'hanno ricevuto?

   CRACOLICI. Tutti gli emendamenti

   PRESIDENTE.  Un  momento. E non lo so,  ma  io  penso  che  ce  li
  abbiate. Non ce li hanno questi?
   Li avete, li avete tutti.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)

   PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, onorevole Lantieri  un momento, un
  momento   senza  gridare,  senza  gridare,  un  momento.  Onorevole
  Lantieri  qual  è  il  problema che ponete voi?  Lo  illustri  lei,
  onorevoli Lantieri.

   LANTIERI. Le ZES sono uguali per tutte. Siccome c'è un problema di
  aree  interne  stiamo parlando che la zona di Enna è per eccellenza
  delle   aree  interne,  era  prioritariamente,  non  era  escludere
  nessuno, prioritariamente da dare un aiuto  di iniziare con le aree
  interne,   non  era  esclusione  di  nessuno,  signor   Presidente,
  assolutissimamente  qua le altre aziende che fanno? Le aziende sono
  tutte  uguali. Le ZES sono uguali, come sono uguali in Sicilia,  in
  tutta  Italia, perciò non c'è un discorso di campanilismo,  era  un
  discorso  di  priorità. Avevo parlato anche con l'assessore  Armao.
  Punto.

   PRESIDENTE.  Il  problema della priorità è  soltanto  in  funzione
  delle risorse.

   LANTIERI.   No,   non   è   di   togliere   risorse   a   nessuno,
  assolutissimamente, è un prioritariamente per le zone  interne  che
  sono  più  svantaggiate, non che devono avere  più  soldi.  C'è  un
  equilibrio,  prioritariamente quando si inizia; si  inizia  con  le
  zone  interne. Basta. Perché si parla e ci si sciacqua la bocca  di
  zone interne  che c'è lo spopolamento, che devono essere aiutate le
  imprese,  poi, quando c'è da fare qualcosa, diventiamo  tutte  zone
  balneari.

   PRESIDENTE. Grazie.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, comprendo le ragioni della collega  però
  il  problema è l'esiguità dello stanziamento. Dieci milioni di euro
  sono  davvero  niente, cioè significherebbe spendere  questi  pochi
  soldi solo per le aree interne, verosimilmente. Se il Governo è  in
  grado, invece di dieci di mettere cento milioni di euro  capisco il
  buon  senso di dare una mano in più alle aree interne che sono  più
  in  difficoltà  ma, diversamente, significa dare dieci  milioni  di
  euro  esclusivamente alle aree interne. Questo lo dobbiamo  sapere;
  ovviamente questo sarebbe un problema molto serio.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, credo  che  quello  dell'onorevole
  Lantieri sia un grido di dolore

   PRESIDENTE. Per favore, facciamo un attimo di silenzio.

   CALDERONE   che  possiamo, in una qualche maniera, recepire  anche
  con   un   subemendamento,  magari  in  maniera   proporzionale   e
  proporzionata, specificandolo, onorevole Lupo, proprio per  evitare
  il   problema   che  ha  sollevato  l'onorevole   Lupo,   però   le
  preoccupazioni   dell'onorevole  Lantieri  dovrebbero   essere   le
  preoccupazioni  di  tutti  i deputati,  perché  siamo  deputati  di
  Sicilia,  quindi  le aree interne sono oggettivamente  penalizzate;
  addirittura,  si  sta e si è fatto in passato un  gran  lavoro  per
  cercare  di portarle o riportarle allo stesso passo di altre  aree,
  tra  virgolette, privilegiate. Quindi, per evitare tutto, anche qui
  credo  che  con  un  subemendamento, facendo  delle  proporzioni  e
  vedendo tra l'onorevole Lantieri e l'onorevole Lupo si può arrivare
  ad  una  soluzione proprio per non danneggiare le aree  interne  ma
  neanche per privilegiarle del tutto.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Sì, signor Presidente, intervengo al fine di  fare  una
  proposta.  Prima di tutto rilevo che comunque per  come  è  scritto
  l'emendamento, anche qualora si volesse accogliere  il  merito,  si
  dovrebbe  comunque formularlo in maniera corretta, indicando  nelle
  aree  operanti, nelle ZES delle aree interne, altrimenti qui stiamo
  parlando  nelle  aree  interne  delle  ZES,  per  cui  praticamente
  diciamo  no, è un'attenzione perché se no

   PRESIDENTE. Onorevole, ma è chiarissimo, ha ragione, sono due cose
  diverse. Perfetto.

   ZAFARANA   andiamo a fare cattive norme. Posto questo  diciamo   è
  interesse  nostro  fare  anche  con  norme  che  siano   prive   di
  fraintendimento, poiché bisogna attuarle qualche volta e nei tempi,
  perché qua parliamo di ZES dal 2017 e ci abbiamo messo cinque  anni
  per concretizzare una perimetrazione e ora siamo ancora allo start,
  ma  detto ciò il mio intervento è in termini di contributo rispetto
  alla possibilità di una risoluzione di questo tema, posto che siamo
  tutti  deputati  della  Regione  e  siamo  tutti  favorevoli   alla
  promozione  delle  ZES e delle funzioni che  a  queste  sono  state
  assegnate dal decreto nazionale e che abbiamo recepito in Sicilia.
   Si  potrebbe, eventualmente, così come leggo, nelle intenzioni del
  714,  dove è stato individuato un aspetto premiante, premiale nella
  parte relativa alla possibilità del numero di lavoratori dipendenti
  con contratto di lavoro a tempo indeterminato, quindi, è un aspetto
  che  è  premiante, si potrebbe individuare per le  ZES  e  le  aree
  interne  un  altro  aspetto premiante che non sia discendente  solo
  dalla  localizzazione, perché qua parliamo di localizzazione  mera,
  ma un aspetto premiante, discendente dalle attività delle ZES nelle
  aree  interne  che può dare una spinta maggiore all'interno,  senza
  peraltro mortificare nella cifra complessiva, che è esigua,  quella
  di  10  milioni di euro sul Fondo azioni regionali,  per  tutte  le
  altre ZES del territorio.
   Era  in termini di contributo alla riflessione per potere chiudere
  questo ragionamento.

   PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Lantieri è una proposta  Ad
  esempio,  nella logica europea, che vengano favorite  le  aree  più
  svantaggiate  è  un fatto assolutamente normale,  non  c'è  nessuno
  scandalo. Peraltro, le zone di cui parla l'onorevole Lantieri  sono
  le  zone  che  anche  in Sicilia sono quelle più svantaggiate,  dal
  punto di vista economico, che hanno il PIL più basso rispetto  alle
  altre, per cui non è che è scandaloso che si desse una priorità  di
  aiuto  alle zone che sono più svantaggiate rispetto alle  altre,  a
  prescindere dal numero degli assunti.
   Se  si  potesse  trovare  una  formula,  esattamente  come  diceva
  l'onorevole  Zafarana, così come nel 714, in  funzione  del  numero
  degli  addetti, se nella graduatoria si potesse dare uno  0,10  per
  cento  in  più di valore a quelle imprese che sono nelle ZES  delle
  aree  interne,  secondo  me,  anche questo  avrebbe  una  logica  e
  potrebbe essere comunque un aiuto rispetto alle altre.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, capisco che su ogni cosa proviamo  a
  individuare  una  specificità che costituisca più  specifica  degli
  altri.  Primo:  le  ZES  in Sicilia, per una  scelta  strategica  e
  politica  della nostra Regione, abbiamo costituito due macro  aree.
  La  filosofia delle ZES: erano aree di marginalità alle portualità.
  Noi  abbiamo fatto due grandi macro aree inserendo aree  cosiddette
  Sdi portualità , aree più interne, ecc.
   Oggi,  noi che cosa vorremmo fare? Con questa misura stiamo  dando
  un ulteriore incentivo di fiscalità di vantaggio a tutte le aziende
  che saranno allocate all'interno di quelle aree. Per quanto attiene
  le  aree  interne, voglio ricordare che esistono  già  politiche  e
  strumenti,  ad esempio la SNAI, la strategia nazionale  delle  aree
  interne.  Evitiamo di mettere le cose contro ed  evitiamo  di  fare
  confusione   su  ogni  cosa.  Le  ZES  sono  ZES  perché   dobbiamo
  incentivare   l'allocazione  di  imprese  in   aree   che   abbiamo
  individuato  che  servano  a  creare  un  sistema  di  contesto  di
  sviluppo.
   Ecco   perché   è   sbagliato  individuare   una   priorità,   una
  specificità,  perché  il tema che stiamo provando  a  sviluppare  è
  quello   di   polarizzare,  far  diventare  i  territori   elemento
  attrattivo  per  le  imprese,  soprattutto  per  imprese   la   cui
  allocazione ha margini di sviluppo connesso ai trasporti, ecc.
   Penso  che  sia  sbagliato, non perché  voglio  essere  contro  la
  priorità - prioritario non vuol dire niente -, ma che sia sbagliato
  stabilire una diversità fra le imprese.
   Ecco  perché abbiamo fatto l'emendamento  di dire tutte le imprese
  dell'elenco 5.1 devono potere utilizzare i benefici.
   Ora,  da  un  lato  estendiamo, dall'altro lato specifichiamo;  mi
  pare sbagliato.
   Ripeto,  chiedo alla collega che capisco, è eletta ad  Enna  ed  è
  giusto  che  difenda il suo territorio, ma non c'entra nulla  nella
  fattispecie. E 'un modo di complicazione di cose semplici.

   PRESIDENTE.  Devo  essere sincero. Nel momento in  cui  un'impresa
  deve  scegliere  un posto in una ZES per andarsi a  localizzare,  è
  chiaro  che  se  trova un posto che è vicino 5  km  dalla  ferrovia
  piuttosto  che dall'autostrada, le viene certamente più comodo  non
  trovarne uno che è a 50 km dalle ferrovie o dall'autostrada.
   Non  c'è  dubbio  che  ci  sono  alcune  aree  che  sono  comunque
  svantaggiate - anche fosse solo per i chilometri, per  la  distanza
  che  hanno  rispetto ai mezzi di trasporto grandi, cioè ferrovie  e
  gommato  -,  perché è chiaro che se vanno in queste  aree  il  solo
  trasporto  da  lì  all'autostrada costa loro di  più  che  se  sono
  vicine.
   Non   considero   un'aberrazione  quella   che   sta   presentando
  l'onorevole Lantieri.
   Nella  logica  europea,  quando  sono  stato  a  gestire  i  fondi
  strutturali,   era  una  delle  prime  cose  che   si   teneva   in
  considerazione.
   E'  chiaro  che se un area è lontana dall'autostrada e  l'altra  è
  vicina,  è ovvio che quella vicina è scelta più facilmente che  non
  quella  lontana. Per fare scegliere anche quella quindi  si  davano
  degli incentivi in più. Non trovo veramente niente di strano.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Abbiamo esagerato in questa finanziaria.

   PRESIDENTE.  L'Assessore  rimane in piedi  solo  per  un  problema
  fisico non perché vuole la parola a tutti costi.

   DIPASQUALE.  Lo so e lo capisco bene, non vorrei essere  al  posto
  suo.
   Signor  Presidente,  Assessori, la verità è che  abbiamo  uno  dei
  grandi  assenti  in questa finanziaria, le aree  interne,  le  zone
  franche montane.
   Ci  sono  quelle  aree  della Sicilia  che  purtroppo  vivendo  in
  maniera  più  pesante  una crisi che è complessiva,  la  vivono  in
  maniera molto più grave, più presente, ma è chiaro.
   Se  realtà,  come possono essere altre parti della Regione,  hanno
  comunque la possibilità di trovare soluzioni, sviluppo e si  stanno
  magari  riprendendo  grazie al turismo, alle potenzialità  di  quei
  territori, le aree, le zone franche montane, le aree interne, tutto
  quello  che  è stato sempre più svantaggiato, oggi lo svantaggio  è
  doppio.
   In  questa  finanziaria,  tra le tante  difficoltà  che  ci  sono,
  questo tema non è trattato. Ci siamo?
   Bene  fa  l'onorevole Cracolici a dire che il problema non  è  che
  vogliamo  dimenticarci  delle aree interne  o  delle  zone  franche
  montane,  ci mancherebbe. Noi abbiamo l'esigenza, stiamo discutendo
  sulle  ZES e stiamo attenti a non sbilanciarci affinché salti tutto
  l'impianto generale delle ZES.
   Allora,  va  bene  il  ragionamento,  però,  secondo  me,   questo
  Parlamento un segnale lo deve dare.
   Ora,  io  ho  presentato  un emendamento aggiuntivo  -  ma  ce  ne
  saranno  sicuramente anche altri -  che riguarda  le  zone  franche
  montane.
   Mi  permetto  di  ricordarvi  che  questo  Parlamento,  noi  tutti
  insieme, a fine dicembre, abbiamo fatto la legge voto, che  non  ha
  avuto poi riscontri particolari. Una soluzione potrebbe essere,  se
  non  è  quella lì, all'interno dell'articolo 19, quella  di  creare
  attraverso   gli   aggiuntivi,  attraverso  quell'emendamento,   lo
  ampliamo, ma diamo un segnale.
   Io  quello che voglio dire, signor Presidente, è che se non è  ora
  con  le  ZES,  che diventerebbe comunque marginale,  io  vedrei  un
  intervento  più complessivo, anche perché ho individuato  anche  la
  possibilità  di finanziamento, perché secondo me c'è e rientra  nei
  100  milioni  di  euro dell'insularità, perché secondo  me  noi  la
  possiamo  fare una forzatura di queste e ritagliarci  un  fondo  di
  circa  20, 25 milioni di euro, per provare a dare un segnale, tutti
  insieme,  verso quelle che sono le aree più depresse della  Regione
  siciliana. Io penso che possa essere qualificante per tutti noi.
   Signor  Presidente,  a  lei lascio la riflessione  se  intervenire
  sull'articolo  19, con un emendamento, o prelevando un  emendamento
  aggiuntivo  - torno a dire, ce n'è uno mio, ma ce ne saranno  anche
  altri,  e  comunque quello mio viene a morire nel  momento  in  cui
  facciamo  una discussione più complessiva - ma diventa  l'occasione
  per  aprire  il  dibattito  e  il confronto,  in  modo  che  questo
  Parlamento  dia  un segnale, perché ad oggi veramente  non  vengono
  trattate  completamente. Trattarlo con le  ZES  in  questa  maniera
  sicuramente non è un segnale, è una toppa, una pezza.
   Noi  possiamo  fare, e secondo me dobbiamo fare, qualcosa  di  più
  significativo. E secondo me ci sono le condizioni.
   Io  le  consegnerò  l'emendamento aggiuntivo,  signor  Presidente;
  glielo  consegno subito, in modo che lei possa riflettere se  possa
  esserci occasione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lantieri, prima di  darle  la  parola,  ha
  chiesto di intervenire l'assessore. Un attimo solo.

   LANTIERI. No, signor Presidente, volevo dire soltanto una cosa

   PRESIDENTE. Fate intervenire un attimo l'Assessore.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Scusate, è pro bono.

   PRESIDENTE.  Scusate, fate intervenire un attimo l'assessore,  che
  ci dà quella che è l'indicazione del Governo.

   LANTIERI.  Scusi,  Assessore,  volevo  precisare  che  l'onorevole
  Cracolici ha ragione quando parla di SNAI, le agevolazioni  che  ci
  sono  per  le zone interne. Ma proprio per questo, onorevole,  deve
  sapere che per le SNAI, per avere i finanziamenti ci sono tutta una
  serie  di  paletti  e che le aree interne, purtroppo,  essendo  più
  arretrate, rimangono fuori. Viabilità, sanità, ecc., ecc.
   Però,  voglio dire, anche questo abbiamo evidenziato. Poi, ripeto,
  io  non voglio litigare con l'Aula, perché non è che dobbiamo  fare
  un  discorso  di  campanilismo. E' solo per un poco  di  giustizia.
  Grazie. Mi scusi, assessore.

   PRESIDENTE.  Va  bene, ha chiarito. Facciamo  parlare  l'assessore
  Armao.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Ma  la prego, onorevole Lantieri, lei sa che abbiamo accolto la sua
  proposta,  la  sua  idea  subito con grande  diponibilità,  proprio
  perché è vero che occorre fare un intervento.
   Stamattina  sono  intervenuto in Conferenza delle Regioni,  perché
  abbiamo  contestato  l'iniziativa SNAI che ci  propone  il  Governo
  nazionale.  E, quindi, proprio perché riteniamo, signor Presidente,
  mi  piace  dare questa informazione, la Regione siciliana guida  le
  Regioni  italiane  in Commissione affari europei, all'unanimità  la
  Commissione   ha  approvato  la  posizione  di  contestazione   nei
  confronti   delle  politiche  SNAI,  che  sono,  purtroppo,   delle
  politiche che non hanno prodotto i risultati auspicati, in  Sicilia
  come in altre Regioni del Sud.
   Quindi,  è  chiaro che sulle are interne occorre  cambiare  ritmo,
  cambiare  cifra, per intervenire seriamente e affrontare i problemi
  seri  a  livello  nazionale  con la normativa  SNAI,  che  evocava,
  opportunamente, l'onorevole Cracolici, poc'anzi.
   Ho  sentito parlare di esiguità di somme. Non sono esigue le somme
  di  quest'anno, perché sono quasi la metà delle somme del  prossimo
  anno.  Era  inutile appostare 25 milioni di euro  quest'anno  e  25
  l'anno  prossimo,  perché voleva dire che  avevamo  una  postazione
  diretta e più bassa il prossimo anno.
   Abbiamo  messo  dieci perché il tempo che si fanno i provvedimenti
  attuativi sforeremo giugno, arriveremo ai primi di luglio,  quindi,
  10   milioni  di  euro  equivalgono  a  coprire  la  parte  residua
  dell'anno.   Quindi,  non  credo  che  siano  state  fatte   scelte
  pregiudizievoli sul piano finanziario.
   Per  quanto riguarda l'auspicio delle aree interne - e mi permetto
  di  osservare che non c'è una priorità delle aree interne,  ma  non
  vengono, cioè nel senso che le graduatorie vengono alterate  -  c'è
  un  approccio che guarda con maggiore attenzione alle aree interne,
  quindi,  nel caso in cui arrivino cronologicamente due  istanze,  è
  evidente  che  sarà privilegiata a parità di data quella  dell'area
  interna rispetto a quella che non è dell'area interna.
   Mi  pare, però, che l'emendamento che propone l'onorevole Lantieri
  possa,   con  la  riformulazione  che  l'Aula  ritiene,   ritenersi
  compatibile  col  sistema,  anche perché riguarda  soltanto  questo
  beneficio,  non  riguarda  i  benefici  disciplinati  dalla   norma
  nazionale  generale sulle  che rimangono sottoposti alla  normativa
  nazionale.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio. Un attimo,  aveva  chiesto  la  parola
  l'onorevole   com'è  che mi dimentico il nome? Grazie,  Compagnone,
  scusi.  Ne  ha  facoltà. Può parlare, può parlare, era  già  acceso
  quello. Compagnone è acceso quello.

   COMPAGNONE.  L'argomento  è  interessante  e  importante  e  hanno
  ragione  un  po'  tutti.  Per la verità, noi  questo  argomento  lo
  abbiamo  -  anche  per  molti colleghi che non  fanno  parte  della
  Commissione UE e magari non lo sanno -, noi abbiamo più volte posto
  questo problema in Commissione all'ordine del giorno e abbiamo  più
  volte invitato il Governo e la Programmazione in modo particolare a
  ragionare  su  questo,  perché il grande  problema  della  Sicilia,
  sostanzialmente in Sicilia, a parte le aree diciamo  così  che  poi
  con  le ZES poi potranno avere una prospettiva di sviluppo,  e  che
  sono soprattutto quelle vicine alle aree portuali e quant'altro, il
  problema  delle  aree interne è il problema dei problemi.  Le  zone
  interne   della  Sicilia,  infatti,  sono  quelle  che   poi   sono
  sottosviluppate  e che comunque soffrono dei problemi  reali,  cioè
  quelli soprattutto della carenza infrastrutturale e non solo e  non
  solo  questa. Perché poi si aggiunge la cattiva organizzazione  dei
  comuni e quant'altro. Tant'è vero, scusi, vicepresidente Armao,  mi
  perdoni, tant'è vero che c'è un ordine del giorno presentato a nome
  mio  che sottolinea l'importanza, anche questo argomento più  volte
  trattato  in  Commissione  UE dove abbiamo  posto  l'importanza  di
  individuare, di creare un meccanismo per cui si possano  Perché  il
  problema,  i  soldi nelle aree interne in qualche modo  sono  stati
  messi,  ma non vengono utilizzati per l'incapacità spesso da  parte
  dei  comuni  di  produrre progetti esecutivi  fatti  bene.  Abbiamo
  prodotto  un ordine del giorno che individua, Assessore Armao,  che
  individua,  come più volte chiesto in Commissione  al  Governo,  di
  intervenire nella programmazione, su questo, di trovare un  sistema
  che potrebbe essere quello di un ente intermedio.
   Abbiamo  noi individuato con quell'ordine del giorno, per esempio
  per  potere fare i progetti da mettere a disposizione dei comuni  e
  delle  aree  interne, per potere poi utilizzare  questi  fondi  che
  sennò non vengono utilizzati.
   Noi  rischiamo  oggi che tutti questi fondi che sono  stati  messi
  sulle  aree  interne non vengano utilizzati, che potrebbero  essere
  volano  di  sviluppo  per tutti questi territori  meno  sviluppati,
  rischiamo di perderli perché i comuni non hanno potuto presentare i
  progetti perché non ci sono progetti esecutivi.
   Questo mio ordine del giorno cerca di mettere una pezza anche  lì,
  per  fare questo, devo dire, Assessore Armao, seppure devo dire  ho
  un  minimo  di  sensibilità, l'ho sempre riscontrata nell'Assessore
  Armao su questi argomenti, ma non siamo mai riusciti devo dire  con
  altrettanta  franchezza  a  poter fare  un  ragionamento  concreto,
  serio,  con  la  Programmazione, col  Governo,  con  il  Presidente
  Musumeci su questo argomento, che è l'argomento fondamentale  della
  Sicilia.  Perché se noi non capiamo, non riusciamo a  ragionare  su
  come  modulare  le  ZES, le aree interne, i finanziamenti,  noi  lo
  sviluppo vero della Sicilia non lo potremo determinare mai. E non è
  con  piccoli  interventi particolari, facendo  le  guerre  tra  una
  piccola area o un'altra area, che noi determiniamo le cose.

   PRESIDENTE.  Perfetto,  facciamo   onorevole,  perché  non  ce  la
  facciamo.

   COMPAGNONE.  Ci vuole un grande dibattito e invito il Governo  una
  volta tanto ad occuparsene.

   FOTI. Chiedo di palare.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Foti, per favore, molto breve perché
  è tardissimo dobbiamo andare avanti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie,  Presidente. Chiaramente chiederò poi al Presidente
  Ragusa  di  convocare  se ci vorrà, come dire,  onorare  della  sua
  presenza  l'Assessore  Turano a riferirci  sullo  stato  dell'arte,
  perché su questa proposta emendativa che chiaramente va incontro  a
  quello  che è il minimo sindacale per fare partire queste benedette
  ZES  non ci siamo mai opposti, né mai lo faremo, tant'è che abbiamo
  dato  il via libera a una riforma ASI, IRSAP, all'interno del quale
  c'erano dei provvedimenti anche per velocizzare le ZES.
   È chiaro che per quanto riguarda le zone montane, le aree interne,
  abbiamo  un  problema, non sarà tirando una coperta talmente  tanto
  corta,  Presidente,  che è inimmaginabile quasi  ridicolo  trattare
  l'argomento,  perché? Perché l'insularità che ancora  deve  entrare
  nella  Costituzione,  anche se ci sono  stati  passaggi  in  doppia
  lettura  anche al Senato, e che era anche oggetto di  un  documento
  che  abbiamo consegnato io e lei al Ministro Carfagna in visita qui
  all'Assemblea  regionale qualche tempo fa, deve dare soccorso  alle
  aree svantaggiate, più svantaggiate del Paese che ci siano, cioè le
  nostre zone interne e le aree di montane chiaramente.
   Ora  Presidente,  per  tappare  questo  gap  dell'insularità  come
  attestato  da  delibera  di  Giunta,  da  tavolo  a  Bruxelles,  ci
  vorrebbero,  udite, udite, colleghi 6 miliardi,  cioè  l'insularità
  grava  sulla testa di ogni siciliano per 1.300 euro ogni  anno  con
  dei  costi  aggiuntivi, come se non bastasse, sul groppone  di  chi
  vive in quelle aree, e il peso è ancora maggiore.
   Presidente,  io  concordo con qualsiasi  intervento  che  tenda  a
  favorire,  quindi è chiaro che a parità di punteggio e  quant'altro
  bisogna  dare maggiore spinta alle zone più svantaggiate,  però  mi
  permetto  di  sottolinearle  che sulla  questione  degli  organismi
  intermedi  e  dei  GAL,  che  secondo il Regolamento  europeo  1060
  vigente   del   2021  possono  essere  individuati  come   soggetti
  intermedi,  noi stiamo tenendo una fiche nel cassetto,  una  fiche,
  che  ci viene richiesta dall'ANCI, perché i Comuni non ce la fanno,
  che  ci viene chiesta da i 21 GAL che attualmente sono riconosciuti
  in  Sicilia,  e  che  chiedono di potere  essere  individuate  come
  autorità di gestione dei fondi SIE 21, 27.
   Questo  potrebbe essere il grande investimento da  fare  e  io  le
  chiedo,  quando  ci sarà la Capigruppo, di potere  inserire  questa
  previsione  di  legge,  tra  l'altro  firmata  trasversalmente   da
  tantissimi  colleghi,  perché, se è una questione  di  soldi  e  di
  coperta,  non   risolveremo  nulla,  anche  perché  con  la  scorsa
  finanziaria  nazionale  per l'insularità  è  stato  stabilito  come
  copertura  un  sessantesimo di quello che  servirebbe,  cioè  cento
  milioni,  che  sono bruscolini, rispetto allo svantaggio  attestato
  che abbiamo.
   Lei  prima  Presidente ha detto una cosa, e questo non  è  passato
  inosservato, e la prego, Presidente Micciché, di darmi attenzione e
  concludo.
   Lei poco fa ha detto una frase, è ovvio che chi è più svantaggiato
  deve  avere più aiuto,  Presidente non è ovvio questa cosa a  Roma,
  perché a Roma su tutti i fronti si continua ad avvantaggiare chi  è
  più  avvantaggiato,  si  continua a creare zavorre  per  il  nostro
  Territorio, e prova ne è che anche sulle politiche, sulle aree SNAI
  stiamo  per  assistere  come per il PNRR - la  collega  Palmeri  ha
  evidenziato la questione dell'energia per l'agricoltura  scandalosa
  -,  si  continua a stressare i territori più svantaggiati e a  dare
  vantaggio  a chi già come dire, sicuramente, avrà i suoi  problemi,
  ma ha abbastanza forza per affrontarli.

   PRESIDENTE. Allora, colleghi, io vi devo dire una cosa, che  entro
  oggi dobbiamo finire, se su ogni emendamento facciamo interventi in
  cui  si parla di tutto e di più  e allora, si può intervenire  solo
  sullo  specifico  emendamento,  si dice  sono  d'accordo  non  sono
  d'accordo, si spiega qualcosa, ma se su ogni intervento ci mettiamo
  a parlare dell'assoluto sibilo umano noi non ce la facciamo più
   Per cui, senza che nessuno si offenda, io da questo momento do  la
  parola,  ma se si va fuori tema la tolgo; mi dovete scusare  perché
  sennò  oggi non riusciamo a finire e io non credo che noi  possiamo
  tenere  tantissimi,  centinaia  di  migliaia  di  siciliani,  senza
  stipendio, perché ognuno di noi deve dire le sue storie, credo  che
  non sia possibile.
   Ve lo dico sinceramente, non è possibile andare avanti così  Pongo
  nuovamente  in  votazione l'emendamento  no,  pure  lei  Assessore
  Pongo nuovamente in votazione l'emendamento. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Andiamo avanti. Articolo 7. Chi è favorevole resta seduto

                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Su che cosa deve intervenire, Assessore?  Prego.  Per
  favore, molto brevemente.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  in
  maniera   telegrafica,  ma  sto  per  rappresentare  un   argomento
  collegato  all'articolo  7  che  è  molto  importante,   e   vorrei
  l'attenzione dell'Aula perché io non nego - Presidente mi segue - è
  una cosa, io non nego di essere stato in questi due giorni assente,
  perché  ho  avviato con le forze sindacali, onorevole  Cracolici  e
  onorevole Sunseri, e con il Direttore della struttura di emissione,
  un  ragionamento che riguarda l'area di crisi complessa di  Termini
  Imerese, che è diventata zona Zes.
   Su   questa  dico  che  la  politica  degli  ultimi  dodici  anni,
  nonostante  avesse impegnato infinite risorse, ha dovuto registrare
  il  fallimento di ogni bando che veniva pubblicato, per la semplice
  ragione, Presidente, che a quel bando venivano, onorevole Tamajo la
  prego,  venivano  assommati  580  lavoratori  che  dovevano  essere
  ricollocati nell'area produttiva.
   Ora,  il confronto con i sindacati, e li voglio ringraziare tutti,
  e  con i Commissari straordinari della Blutec, ha portato in queste
  ore  -  dico  in  queste ore, ragione per la quale  io  sono  stato
  assente  -  ha  portato,  Presidente, a individuare  un  meccanismo
  legato  al  lavoro  a catena, che prevede per una  indicazione  del
  legislatore  nazionale, la possibilità di utilizzare degli  scivoli
  ai  fini  del  raggiungimento della pensione, che  ti  permette  di
  accompagnare delle persone, nonostante non abbiano raggiunto  i  42
  anni  e  10  mesi  di  lavoro,  o  i  65  anni  di  età,  verso  il
  pensionamento.
   Questo  meccanismo,  Presidente,  che  è  un  meccanismo  che   va
  concertato  con  il Ministero del lavoro, permette  di  ridurre  in
  termini di occupazione circa 130 lavoratori

   PRESIDENTE. Posso sapere dove deve arrivare?

   TURANO, assessore delle attività produttive. Si Presidente, certo,
  ho appena formulato e lo dico alla Presidenza, perché so di violare
  tutti i regolamenti assembleari e quelli dell'impegno politico  con
  l'Aula,  un  meccanismo legislativo che permetterà,  utilizzando  i
  fondi  dell'attuale programmazione per quello che rimane,  e  della
  nuova  programmazione  sulle  politiche  passive  del  lavoro,   un
  meccanismo  di  flessibilità concertato con le forze sindacali  che
  permette  una sorta di transazione con i lavoratori, di  talché  il
  prossimo    bando    che   sarà   pubblicato   per   l'assegnazione
  dell'immobile, non vede il numero di 580 lavoratori da inserire, ma
  un numero molto, molto esiguo, questo meccanismo legislativo

   PRESIDENTE.  Ho capito perché ce lo sta dicendo, ha  preparato  un
  emendamento ora?

   TURANO,  assessore  per  le attività produttive.  Sì,  Presidente,
  chiedo scusa.

   PRESIDENTE.  Ma  non è che è un argomento che possiamo  affrontare
  così,  chi  si  alza è seduto, chi si alza perde la piazza,  no  no
  onorevole  Turano, le chiedo scusa lei sta facendo un  ragionamento
  meraviglioso,  ma di un'importanza enorme che non possiamo  con  un
  emendamento che io porto in Aula senza che nessuno l'ha valutato.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Presidente, siccome
  lei  stava  votando l'articolo 7 e manca solo il  voto  finale,  le
  posso chiedere per cortesia di accantonare il voto finale

   PRESIDENTE. Inseriamo questo emendamento.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  No.   Le  posso
  chiedere per cortesia di accantonare il voto finale sull'articolo 7
  per  un  quarto  d'ora, per permettere a lei e  agli  Uffici  della
  Presidenza di valutare l'opportunità di inserire in questo testo un
  meccanismo di questo tipo che permetterà, non a questo assessore  o
  a  questo  Governo,  ma  al  prossimo  Governo  della  Regione,  di
  pubblicare un bando.

   PRESIDENTE.  Scusi, assessore Turano, le chiedo scusa.  Risolviamo
  il  problema.  Noi abbiamo già detto, lei non c'è  stato,  è  stato
  oggetto di dibattito in quest'Aula in questi giorni più volte, oggi
  pomeriggio faremo l'incontro con i Capigruppo e con il Governo  per
  l'inserimento di alcuni emendamenti aggiuntivi che dovrebbe essere,
  come  dire, un po' più semplice di questa, ma comunque ne  parliamo
  oggi pomeriggio. Consideri che siamo in votazione.

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  Va  bene.  Votiamo
  l'articolo 7 e poi lo illustro.

   DAMANTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Siamo in votazione.  Prego onorevole Damante. Su  cosa
  lei vuole parlare?

   DAMANTE. Grazie Presidente. Una precisazione, in riferimento anche
  all'intervento  che ho fatto ieri. Volevo sapere la  programmazione
  2000/2006.

   PRESIDENTE. È rimasta invariata.

   DAMANTE. No, l'anno non è indicato nella legge, così anche con  la
  precedente  scrittura  non indica la programmazione.  FSC  è  7.13,
  14.20,  21.27.  Solo una precisazione mi interessava,  perché  così
  capiamo anche la tempistica.

   PRESIDENTE. Assessore lo può fare

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Così  resta  agli  atti. 14.20. Riprogrammazione  14.20,  tutte  le
  risorse liberate 14.20.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 7.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  ieri  abbiamo   interrotto   la
  trattazione  dell'articolo 13. Se i colleghi mi fanno  parlare   un
  po' presi dal panico, perché ad un certo punto è iniziato il solito
  saccheggio  da  parte di tutte le forze parlamentari nei  confronti
  dei fondi dei comuni.
   Io credo, Presidente, che in questo momento di difficoltà da parte
  di tutte le forze parlamentari tutto può succedere, ma non possiamo
  certamente torcere un capello agli enti locali che già attraversano
  un momento di difficoltà.
   Quindi, lo scorso anno abbiamo approvato riserve per 30 milioni, e
  quest'anno  il  testo  è arrivato senza passare  dalle  Commissioni
  sempre con una riserva di 30 milioni, possiamo sospendere anche  10
  minuti  e  ci  facciamo  carico,  anche  con  una  Conferenza   dei
  Capigruppo,  con  la   regia del Governo  o  della  Presidenza,  di
  definire un pacchetto che non superi i 30 milioni. Ma già  ci  sono
  stati interventi di colleghi più autorevoli e più anziani di me.
   È  intervenuto  l'onorevole  Laccoto a  fare  presente  le  stesse
  riflessioni  per  scongiurare il saccheggio ai  comuni.  Quindi  le
  chiedo,  Presidente, affinché prima di iniziare  il  dibattito,  si
  faccia carico di una iniziativa in tal senso, anche per arrivare ad
  una  definizione  celere  proprio per i  tempi  dei  lavori  d'Aula
  dell'articolo 13.

   PRESIDENTE.  La ringrazio, perché mi facilità il compito,  ma  era
  già  stato deciso dalla Presidenza con gli Uffici che comunque  non
  ci  si  sposta  dall'importo dell'anno scorso. Per cui  30  milioni
  erano  e  30  milioni rimangono. Dopo di che se gli emendamenti  li
  vedremo  quali sono e li cominceremo a votare, non so  se  vale  la
  pena.  Allora,  noi  possiamo votare soltanto gli  emendamenti  che
  hanno  la compensazione, cioè che trovano la compensazione,  e  che
  quindi  non toccano il valore finale. Questo è quello che  possiamo
  fare. Se ci sono emendamenti.

   BARBAGALLO. Nella concitazione ieri, come gli Uffici ricorderanno,
  ne sono già passati un paio.

   PRESIDENTE.  Allora,  quelli  che  abbiamo  votato  ieri   l'hanno
  ridotta,  non  l'hanno aumentata. Per cui state  tranquilli,  siamo
  ancora nelle condizioni di rimanere a 30 milioni. Come? Scusate che
  lo spieghiamo in maniera più precisa. Un attimo.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  stato  il
  periodo in cui lei si è allontanato per andare dal Commissario e ci
  fu,  qua  in  Aula,  un  attimo  di confusione  perché  sono  stati
  presentati  una serie di subemendamenti estemporanei e anche,  come
  dire,   fantasiosi  da  parte  di  tutti  noi.  Non   voglio   dare
  responsabilità  a  nessuno. Ed è venuto  fuori,  già  ieri,  questa
  esigenza  oggi ribadita dal collega, che io condivido, di  fermarci
  un attimo e vedere di dare delle priorità, su questi trenta milioni
  magari  basarsi su quelli della volta scorsa o se si cambia ma  con
  una ratio che possa essere condivisa tra maggioranza e opposizione,
  onde evitare l'estemporaneità di emendamenti che vengono presentati
  e che, magari, hanno una valutazione non troppo attenta.
   Per  cui  se su questo tema, come ha suggerito oggi il collega  ma
  avevamo anche detto ieri in Aula, si trova un minimo di sintesi con
  lei,  col  Presidente della Commissione Bilancio,  con  l'assessore
  Zambuto e i colleghi di opposizione e maggioranza evitiamo  qua  di
  arrivare ad una votazione che può dare

   PRESIDENTE. Ha ragione, ha ragione. Scusi, onorevole Di  Paola,  è
  inutile che interveniamo perché è giusto quello che mi hanno detto.
  Io  ero  convinto, non essendo presente e così mi era  sembrato  di
  leggere,  che  l'aggiunta  di Ragusa e Siracusa,  cioè  di  Ibla  e
  Ortigia,  fosse inserita all'interno dei trenta. Invece  va  fuori,
  invece  va  fuori. Per cui accantoniamo un attimo, fatemelo  vedere
  bene.  Al  limite  già nella Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppo
  parlamentari  oppure,  se  è possibile,  anche  prima,  chiederò  a
  qualcuno  di voi di accompagnarmi per vedere come potere  risolvere
  la questione e la riportiamo come prima cosa nel pomeriggio, perché
  così  non lo possiamo fare. Chiedo scusa, avevate ragione voi.  Per
  cui la teniamo da parte un attimo.
   Si  passa  all'articolo  16.  Avete l'emendamento  16.15?  C'è  un
  emendamento del Governo, di riscrittura. Voi l'avete?

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. Un attimo che lo distribuiamo. Eccolo qua, un secondo.
  Così  prima  lo  leggete e poi iniziamo gli interventi,  altrimenti
  parliamo del nulla.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. Come? Allora, intanto vedo di capirlo io.
   Allora,  scusate,  questo emendamento che ha  portato  il  Governo
  secondo  noi ha gli stessi limiti di costituzionalità e  quindi  la
  stessa  possibilità d'impugnativa rispetto a quello che  c'era  per
  cui, come dire, dalla Presidenza la cosa opportuna sarebbe renderlo
  inammissibile  a  meno che parlando con l'Aula non trovate  qualche
  soluzione   perché  così  verrebbe  certamente  impugnato.   Prego,
  assessore Zambuto.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  non  è di mia stretta competenza  essendo  una
  materia  dell'assessorato al lavoro e alla famiglia però  ci  hanno
  lavorato  gli  uffici, diciamo di raccordo. Si  vuole,  con  questa
  norma, armonizzare la normativa regionale con la normativa statale.
   La  Sicilia,  a  differenza delle altre  regioni,  non  ha  potuto
  partecipare a quel fondo che negli anni passati ha consentito  alle
  altre  regioni  di  potere  avviare la stabilizzazione,  quindi  si
  tratterebbe di un'armonizzazione delle norme, quella regionale  con
  quella statale.

   PRESIDENTE.  È  difficile che se fosse così non possano  dire  che
  verrebbe impugnata.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ci  mancherebbe. Dico, questo era l'intento, senza che ci fosse  un
  aumento  dal  punto  di  vista finanziario  perché  si  andrebbe  a
  utilizzare  la stessa copertura finanziaria che in questo  momento,
  diciamo,  c'è,  l'andremmo  a  dare  direttamente  agli  enti   che
  utilizzano  questi  lavoratori.  Quindi  non  c'è  un  problema  di
  copertura  finanziaria,  c'è soltanto  un  tema  di  armonizzazione
  normativa.

   PRESIDENTE.  Ancora non do la parola a nessuno perché devo  capire
  se ammetterlo o meno. Un attimo solo.
   Essendo  una  materia che abbiamo affrontato ormai dall'inizio  di
  questa  legislatura,  sapete  bene, con  matematica  certezza,  che
  questa ci viene impugnata. Allora, ho pregato il Governo di provare
  a fare una cosa un po' diversa, l'articolo 16 va benissimo così per
  com'è, ma è l'emendamento che non possiamo passare.
   Se  il Governo potesse aprire un tavolo con il Governo centrale  e
  trovare  il sistema per farlo d'accordo, perché se non troviamo  un
  minimo  di  accordo non la possiamo fare, per cui  il  Governo  sta
  ritirando   l'emendamento  che  era  stato  presentato  e   vediamo
  cos'altro si può fare.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, noi ci aspettavamo  una  proposta
  vera  dal  Governo  in  seno alla finanziaria.  Innanzitutto  sulle
  coperture,  perché  anche  il testo base  e  l'articolo  non  fanno
  chiarezza  sui famosi 15 milioni di euro che dovrebbero  esserci  a
  sostegno della stabilizzazione degli ASU.
   Ricordiamo che il 7 giugno si pronuncia la Corte Costituzionale, e
  nel  caso  in cui la pronuncia sia favorevole, occorre la copertura
  di  15  milioni  di euro a valere sull'anno 2022.  La  copertura  e
  l'appostamento delle somme, dove l'abbiamo chiesto sia in  sede  di
  discussione  generale,  e  continuiamo  a  chiederlo  ora,   perché
  certamente  non  è  il  momento di emendamenti,  di  farlocchi,  ma
  servono  dati certi. Noi pure abbiamo perplessità sul 16.15  che  è
  stato  presentato  stamattina dal Governo,  perché  è  un  copia  e
  incolla  dell'articolo 36, comma 1, della legge  finanziaria  2021,
  quindi se c'è un momento di confronto fra Governo, Parlamento anche
  con  la  regia della Presidenza dell'Assemblea per trovare un  modo
  per  appostare  le somme e trovare una soluzione  per  non  buttare
  l'acqua con tutto il bambino.
   Siamo  molti preoccupati, e certamente questa non è una soluzione.
  Il  Partito  Democratico ha presentato tre emendamenti  invece  che
  riguardano  la questione degli ASU, e sono stati inseriti  tra  gli
  aggiuntivi,  e  che le chiediamo, Presidente, di  valutare,  perché
  sono  anche concordati con le parti sociali, a differenza di quello
  che  avrebbe dovuto fare il Governo, cioè di concordare una materia
  così  delicata con le parti sociali, e le chiediamo di metterle  in
  votazione.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  come  sappiamo  il   tema   delle
  provvidenze  di legge, che da anni ormai il settore dei  lavoratori
  socialmente  utili  si  attendono  da  questo  Parlamento,  è  tema
  delicatissimo, tema per il quale questo Parlamento, negli anni,  ha
  inteso  lavorare  con  spirito propositivo. Ricordo  l'articolo  11
  delle   Finanziarie   precedenti,  ricordo  l'articolo   36,   oggi
  attendiamo  dalla Corte Costituzionale la pronuncia nel  merito,  e
  pertanto non comprendo quale sia lo spirito della seconda parte  di
  questo emendamento, perché noi dobbiamo parlare con la verità  alle
  persone.
   Posto che tutti abbiamo già detto, in quest'Aula, che questo  tipo
  di  servizi  che  sono oggi - come ricordato nei giorni  precedenti
  dall'onorevole Laccoto - questi lavoratori svolgono per i comuni  e
  anche  per  le cooperative e anche per le motorizzazioni  e  per  i
  lavoratori ASU nei beni culturali sono presenti in vari  servizi  e
  settori   della  Regione  siciliana.  Svolgono  dunque  un   lavoro
  fondamentale che quando questi si bloccano non svolge più  nessuno,
  come è successo al comune di Rometta ieri e come sta succedendo  in
  occasione degli scioperi che questo personale sta facendo.
   Il  tema  è  di  notevole gravità. È chiaro che non possiamo,  per
  motivi di salute - l'Assessore Scavone qui non c'è e abbiamo  avuto
  la formulazione, le indicazioni da parte dell'Assessore Zambuto, ma
  è chiaro che poi dobbiamo capire il percorso delle responsabilità.
   Tutti  noi siamo investiti di queste scelte, e avere cinque minuti
  per  entrare  nel  merito di questo testo e capire  esattamente  le
  refluenze e gli effetti.
   Perché  dico  questo? Perché le richieste di questo personale  non
  sono  chiaramente,  si  parte  dalla  stabilizzazione  però  volevo
  aggiungere un altro elemento.
   C'è  il  tema  dell'integrazione oraria per questi lavoratori  che
  sono fondamentali.
   Ricordo  che gli ASU vengono mandati per coprire servizi nei  beni
  culturali  nei  sabati e nelle domeniche quando  si  decide  -  per
  carità  Iniziativa ottima  - capiamo però di cosa stiamo parlando.
   Il  tema  dell'integrazione oraria, il tema della  possibilità  di
  potere  richiedere  l'accesso alla fuoriuscita per  i  cinque  anni
  precedenti,  il  limite della pensionabilità,  il  tema  di  potere
  transitare,  per esempio, negli enti regionali per coloro  che  non
  sono   stati   trasferiti,  che  non  hanno  avuto  la  possibilità
  dell'accesso  e  quindi spostare la data al 31  dicembre  2022  per
  coloro che - ripeto - sono nelle motorizzazioni.
   È  un  tema  complesso che, posto che l'obiettivo  finale  sia  la
  stabilizzazione - e tutti noi abbiamo dimostrato di volerla -,  c'è
  tutta una serie di passaggi sui quali dovremmo avere la possibilità
  di   metterci  d'accordo  in  questo  Palazzo,  con  l'aiuto  della
  Commissione  Lavoro', e individuare un percorso.
   Non  credo  sia  possibile pensare che si  chiudano  i  lavori  di
  questa finanziaria senza avere individuato un percorso da compiere.
   Posto  questo  ragionamento,  chiedo, Presidente,  conferme  sugli
  aspetti della copertura.
   Perché?  Annualmente  il  comparto ASU costa  38  milioni  e  vedo
  conferme del costo generale nel secondo comma di questo emendamento
  presentato oggi dall'Assessore Scavone.
   Noi  attualmente  nell'articolo 16  abbiamo  una  previsione,  per
  l'esercizio finanziario, di 16 milioni.
   Vorrei  capire  se  si tratta della tranche relativa  ai  prossimi
  mesi,  se siamo nella condizione certa di sapere se la copertura  è
  stata  prevista  nella  variazione precedente  e  noi  riusciamo  a
  coprire,  per  l'anno  2022,  in maniera  totale  tutti  i  sussidi
  erogati.
   Chiedo  di  volere  approfondire questo  tema,  Presidente,  e  di
  volere   da   parte  di  questa  Assemblea  prendere  le  decisioni
  conseguenti.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.  Presidente,  si  rischia di ripetere  tutti  un  po'  le
  stesse cose. È chiaro che trovo questa riscrittura peggiorativa.
   Si  rischia chiaramente l'impugnativa in quanto c'è un problema di
  copertura  perché  al comma 1 la legge nazionale  esauriva  i  suoi
  effetti  nel 2021. Nessun ente inoltre andrebbe a stabilizzare  con
  questi criteri.
   Uno  dei  problemi  dell'impugnativa  fu  sicuramente  la  mancata
  certezza    del    trasferimento,   quindi   la    storicizzazione.
  Sostanzialmente questa cosa peggiora.
   L'anno  scorso sono stati inseriti tutta una serie di  emendamenti
  nel  maxi  emendamento governativo e alcuni di questi  sono  uguali
  agli  emendamenti aggiuntivi che sono stati presentati - fra questi
  ci  sono  anche  i  miei  -  che  andavano  nella  direzione  della
  fuoriuscita,  della  possibilità di fuoriuscita  dal  bacino,  allo
  stesso luogo degli aggiuntivi.
   Quegli  emendamenti, purtroppo, furono appunto  impugnati  insieme
  alla  maxi  riscrittura. Quindi non facciamo, non  ripetiamo  anche
  questa volta l'errore. Approviamo, andiamo a ripescare tutti questi
  aggiuntivi, perché questi hanno sicuramente una possibilità  con  i
  fondi  già previsti all'articolo 16, perché questi fondi  ci  sono,
  già per raggiungere questi obiettivi della fuoriuscita dal bacino e
  dell'incremento oltre le 20 ore settimanali.
   Questi  4.500  lavoratori  hanno  finalmente  diritto,  hanno   il
  diritto  di uscire dal limbo del mezzo impiego. Dobbiamo consentire
  sicuramente   questo   in  prima  battuta   e   poi,   chiaramente,
  l'incremento delle somme sarà una via da battere.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Sì,  Presidente, intanto grazie. Io volevo riprendere  la
  filosofia che in questi anni ha accompagnato le finanziarie che, di
  volta in volta, ci siamo messi qui a lavorare per sviluppare i vari
  problemi che vive la nostra Regione.
   In  questo  frangente mi preme ricordare che cosa? Sono state  nel
  passato  finanziarie  solidali, che hanno  cercato  di  raggiungere
  quasi  tutti gli strati sociali che, nel caso della pandemia e  nel
  caso  della  crisi economica, hanno avuto difficoltà e  con  grande
  senso  di responsabilità l'Aula ha votato delle somme che andassero
  a  coprire  le  esigenze delle aziende in crisi, le esigenze  degli
  strati  sociali deboli, e quindi disabilità e quindi altri tipi  di
  difficoltà.
   Oggi  io ritengo che l'articolo 16 tocchi argomenti sociali  molti
  importanti e mi vorrei raccordare con i miei colleghi affinché  gli
  ASU,  i  cosiddetti ASU, venissero presi in grande  considerazione,
  perché  oggi  sono nelle condizioni di mandare avanti  le  macchine
  amministrative sia comunali, sia di enti regionali. E  c'è  bisogno
  di questo personale, perché è un personale che è stato qualificato,
  professionalizzato  attraverso  fondi  pubblici  e  sono  diventati
  patrimonio della pubblica amministrazione.
   E  vengo  colto  da un sentimento di dolore quando penso  che  c'è
  gente  che  oggi  guadagna solo 600 euro al mese e  che  non  viene
  trattata  la  sua  stabilizzazione. Ora è arrivato  il  momento  di
  chiudere  con il disagio che riguarda questo comparto  e  dare  una
  speranza, un sogno alle famiglie, che sentono il bisogno in  questo
  momento  particolare, in cui la nostra economia vive una  sorta  di
  grande difficoltà, le famiglie non possono più vivere con 600  euro
  al mese.
   Gli  ASU,  che  ormai fanno parte costante della  nostra  attività
  amministrativa, il Governo deve sentire il bisogno di stabilizzarli
  tutti  e di aumentare anche il monte ore e di pensare come  si  può
  transitare  per  raggiungere  gli  obiettivi  prefissati  di   ogni
  soggetto che sia in questi anni appartenuto a questo comparto ASU.
   In   particolare  tutti  gli  ASU  sono  importanti.  Ma  c'è   un
  Assessorato, l'Assessorato ai beni culturali, che patisce ancora un
  grande  disagio,  perché non è stato capito cosa deve  fare  questo
  personale.  Aprono  tutti  i  giorni della  settimana  e  danno  un
  contributo importante: offrono servizi alla gente che va a visitare
  i  beni culturali  Di cui c'è un grande bisogno  Perché se è  vero,
  come  è vero, che siamo un museo all'aperto, la Sicilia è un  museo
  all'aperto, e se crediamo veramente nel comparto del turismo che va
  integrato  con la cultura - che ringraziando Dio in questa  Sicilia
  c'è ed è importante

   PRESIDENTE. Onorevole, ascoltiamo l'onorevole Ragusa.

   RAGUSA.  Io  chiedo  a  nome del nostro  Partito  prima  l'Italia,
  stabilizzazione  degli  ASU,  aumento  monte  ore  e  infine,  caro
  Presidente,  ritengo di potere spendere anche  una  parola  per  la
  Protezione  Civile. La Protezione Civile ha fatto un  grande  balzo
  avanti  in questi anni, si è messa a servizio della comunità quando
  ha avuto delle grosse difficoltà.
   E  allora  ci sono dei dirigenti, ci sono dei laureati, c'è  della
  gente   che  si  spende  per  il  nostro  Territorio  e  che  nella
  stabilizzazione sono stati portati indietro da un  punto  di  vista
  economico.   Ci   vuole  giustizia  sociale,  ci  vuole   giustizia
  economica,  e il Governo di questo si deve fare carico, perché  noi
  saremo  disposti  a votare l'articolo 16 nella  misura  in  cui  ci
  farete,  ci  spiegherete come questi soggetti  rientreranno  in  un
  contesto di equilibrio sociale ed economico. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Grazie,  Presidente.  Vedo  che  anche  dai  banchi  della
  maggioranza  si iniziano a fare i comizi. È il caso  di  dire  come
  stanno  proprio le cose Presidente, perché l'articolo 16  va  letto
  anche  tenendo conto dell'allegato 2 di cui all'articolo 22,  comma
  1, che prevede precise riduzioni dei capitoli indicati all'articolo
  16.  E  noi  solleviamo un allarme molto serio rispetto  ad  alcune
  previsioni.
   Brevemente  sugli  ASU.  Sugli  ASU  il  Governo  regionale   deve
  incontrare  il Governo nazionale e concordare un percorso.  Siccome
  ogni  tanto  perfino dai banchi del Governo si far riferimento  del
  Governo  Draghi,  come se fosse solo il Governo del  PD,  mi  corre
  l'obbligo  di dire che in questo caso è soprattutto il  Governo  di
  Forza Italia, perché i due ministri interessati all'argomento  sono
  entrambi  di Forza Italia. Mi riferisco alla Ministra Gelmini,  che
  ha  i  Rapporti per gli Affari regionali, mi riferisco al  Ministro
  Brunetta, che è il Ministro per la Pubblica amministrazione. Se  ne
  volessimo  aggiungere  un  terzo  dovrei  aggiungere  la   Ministra
  Carfagna, che è la ministra per il Sud.
   E  allora  il  Governo  della Regione è  obbligato  ad  aprire  un
  confronto,  quanto  meno con i Ministri dello  stesso  partito  del
  vicepresidente  della  Regione, Assessore Armao,  per  trovare  una
  soluzione,  per capire come si può far desistere il  Consiglio  dei
  Ministri   dall'impugnativa,  concordare  una   norma,   norma   da
  condividere  in  Commissione paritetica,  come  in  altri  casi  da
  inserire  in  un  provvedimento nazionale affinché possa  diventare
  legge per risolvere un problema che da solo il Parlamento regionale
  non  può  risolvere, perché ci abbiamo provato in tutti i modi,  ma
  andiamo  oltre  a  quelle  che sono, ad avviso  del  Consiglio  dei
  Ministri,  le competenze di cui la Regione gode, anche a  norma  di
  Statuto speciale.
   L'altro  tema  riguarda le previsioni di spesa.  Se  non  c'è  una
  copertura adeguata i problemi normativi non si possono in ogni caso
  risolvere,  e  fin  qui il Governo regionale non  ha  garantito  le
  coperture   di  spesa  sufficienti  a  garantire  il  percorso   di
  stabilizzazione, quanto meno per il triennio, ma  sappiamo  che  in
  questi casi le previsioni di spesa devono avere una portata ben più
  ampia  nel  tempo. Per di più, come dicevo prima, all'articolo  22,
  comma   1,  vengono  proposte  riduzioni  di  spesa  perfino  sugli
  stanziamenti previsti nell'articolo 16.
   Questo  riguarda  il  capitolo  215-785,  dove  all'allegato  2  è
  prevista  una riduzione di 6 milioni 665.690, riguarda il  capitolo
  313-728, dove è previsto all'articolo 22, comma 1, allegato  2  una
  riduzione  di 15 milioni 675, è previsto persino sul capitolo  313-
  727  che riguarda i lavori PIP del progetto di inserimento. Laddove
  all'articolo 22, comma 1, in allegato 2, si prevede una riduzione a
  mio  avviso estremamente preoccupante, e non lo dico per  sollevare
  allarmismi,  ma  affinché  questo Parlamento  possa  affrontare  il
  problema insieme al Governo, una riduzione di 12 milioni 787 e 500.
   La  risultante con la riduzione di cui parlo è uno stanziamento di
  18.212  sappiamo  che  ne servono circa trenta  più  o  meno,  come
  intende  il  Governo affrontare questo argomento? Anche  in  questo
  caso dobbiamo aspettare il miracolo romano, che poi dipende in gran
  parte  dai Ministri che dicevo prima, che sono dello stesso partito
  dell'Assessore Armao.
   Noi  pretendiamo  una  risposta chiara, pretendiamo  una  risposta
  chiara. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
   Ha  chiesto  di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.  Ci  sono
  altri tre interventi.

   FOTI. Grazie, Presidente, non devo essere io, come dire, a narrare
  la  lunga  storia di venticinque anni di precariato,  anche  perché
  molti  colleghi siedono in Parlamento fin da quei tempi, quando  si
  creò  il bacino, e in queste ultime due legislature, numerosi  sono
  stati i tentativi di creare un minimo di certezze, soprattutto  una
  categoria  di  lavoratori che, di fatto, sono dei  lavoratori  come
  tutti gli altri, ma non hanno chiaramente diritti alla certezza  di
  una pensione, non hanno diritti, come per esempio la tredicesima.
   L'anno  scorso  avevamo fatto un tentativo,  dove  erano  previste
  anche  misure per la fuoriuscita e la stabilizzazione,  nei  limiti
  del  possibile  chiaramente,  ora  l'integrazione  della  questione
  dell'integrazione oraria è chiaramente legata alla questione  delle
  coperture.
   Io  non  vedo in Aula, non ho avuto il piacere di vedere  in  Aula
  neppure   un  giorno  l'Assessore  Scavone,  però  un  chiarimento,
  Presidente, sarebbe necessario, anche sullo stato dell'arte, perché
  si  sente sempre parlare di tavoli, tavoli, tavoli, tavoli a  Roma,
  di  cui le risultanze arrivano col contagocce e esclusivamente  con
  dei comunicati stampa.
   Ora,  quanto all'emendamento 16.15, mi fanno pervenire la  notizia
  che ci sono delle criticità, l'importante Presidente e che si abbia
  certezza e chiarimento sulla copertura, perché non vorremmo poi fra
  un  mese, fra due mesi, quando si ha incertezza persino da parte di
  questo Parlamento di partecipare a dei lavori così impegnativi, non
  ci  si ritrovi poi a dovere dire, scusate abbiamo scherzato, e  far
  finire questo gruppo di lavoratori completamente a gambe all'aria.
   Anche io chiaramente caldeggerei un dibattito chiaro, serio, leale
  con  i Ministri, perché se in tutte le Regioni questa tipologia  di
  lavoratori  già  da  tempo  ha trovato una  sua  collocazione,  non
  capisco  perché  ogni volta che si fa un tentativo qui  in  Regione
  siciliana  ci devono essere sempre questioni da eccepire e  bisogna
  finire sempre nei tribunali, grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Sì, Presidente, grazie. Il tema che stiamo affrontando,
  è  un  tema  che  attiene ai diritti e alla dignità delle  persone,
  persone  che  da  venticinque anni lavorano in  una  condizione  di
  capolarato,  così  lo  definisco, perché laddove  c'è  assenza  del
  diritto  e  delle  garanzie costituzionali, siamo  di  fronte  allo
  sfruttamento  dei  lavoratori,  lavoratori  che  sono  preziosi   e
  indispensabili per le Amministrazioni che le utilizzano.
   Penso  ai  lavoratori dei musei, senza i quali non  si  potrebbero
  tenere  aperti i musei la domenica, nei festivi a ferragosto,  cioè
  nei  periodi per esempio di maggiore flusso turistico, ma  penso  a
  tutti  gli altri che sono stati appunto ricordati in quest'Aula  da
  più parti e da più partiti.
   Io  credo onorevole Lupo, mi riferisco a lei, me ne scuso  con  la
  Presidenza,  che bisognerebbe uscire dalla logica dell'appartenenza
  partitica,  perché qua stiamo difendendo le famiglie  e  i  diritti
  delle  famiglie dei siciliani che a Roma devono comprendere  tutti,
  non soltanto i Ministri, io non ho un Ministro con cui parlare,  ma
  non li devono comprendere solo i Ministri di Forza Italia, anche il
  Ministro del lavoro che è del Partito Democratico.
   Voglio  dire, qui se ancora continuiamo a ragionare con la  logica
  dell'appartenenza a questo o a quel partito non  abbiamo  fatto  il
  nostro  dovere, il nostro dovere sono certa che lei lo  vuole  fare
  fino  in  fondo, come lo vogliamo fare un po' tutti,  è  quello  di
  trovare una soluzione per questi lavoratori, perché sono lavoratori
  che  ad  oggi  privati  dei loro diritti  la  Regione  sfrutta,  la
  Pubblica  amministrazione  sta  sfruttando,  ed  è  una  indegna  e
  indecorosa  condizione che questo Parlamento  si  deve  attivare  a
  risolvere.
   Non   mi   pare   che  questo  possa  essere  risolto   attraverso
  l'emendamento  16.15,  immagino  possiamo  trovare   il   modo   di
  riqualificare  professionalmente queste persone  attraverso  magari
  l'utilizzo  di  fondi  che  ad oggi non possono  essere  utilizzati
  perché il personale non dirigenziale è andato in quiescenza. Allora
  io   sono  dell'avviso  che  bisogna,  così  come  ha  detto  anche
  l'onorevole Zafarana, trovare un percorso, capire come accompagnare
  le  varie  tipologie di soggetti che rientrano nella categoria,  in
  maniera tale che nessuno rimanga escluso.
   E questa legislatura, che si avvia a concludersi, deve trovare con
  forza,  e questo Parlamento, la dignità di fare emergere la dignità
  di questi lavoratori, mi auguro che nel momento in cui faremo pausa
  per   trovare  sintesi,  e  per  fare  sintesi  attorno  a   quegli
  emendamenti aggiuntivi che appunto nessuno di noi conosce, ecco, in
  quella  circostanza i Capigruppo, tutti noi, cioè e i vari Partiti,
  senza differenze, siano uniti nella difesa dei lavoratori.
   Questa è una difesa che non è né di destra né di sinistra,  è  una
  difesa  della dignità delle persone che da venticinque anni vengono
  sfruttate indegnamente, in modo veramente squallido, grazie.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole lo Curto.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Micciché,   prima  dell'intervento  io  credo  che  sia   opportuno
  discutere   questa  questione  in  una  riunione  di  Gruppo,   dei
  Capigruppo, perché noi abbiamo due problematiche.
   Io  non  so  se  l'assessore  Armao ha  visto  questo  emendamento
  presentato  dall'assessore. Il problema  che  riguarda  la  regione
  Sicilia,  e quindi questa Assemblea e il Governo regionale,  che  è
  quello  della diminuzione delle somme per l'anno 2022 e quello  che
  ha  fatto  scattare il meccanismo, e quindi io credo che su  questo
  bisogna  trovare una soluzione immediata, prima che finisca  questa
  finanziaria,  perché  è  chiaro che  cinquemila  persone,  che  tra
  l'altro danno dei servizi. Io parlo per gli enti locali, gli  altri
  colleghi hanno parlato per le altre branche della Regione,  ma  c'è
  un  problema molto serio, noi abbiamo bisogno di questi lavoratori.
  Per  me sono lavoratori a tutti gli effetti, finora mortificati con
  un  compenso  di 550 euro al mese senza tributi ed  altro,  ma  non
  voglio soffermarmi su questo.
   L'altra   vicenda   è   quella   riguardante   il   percorso    di
  stabilizzazione. Io credo, assessore Armao, che tutti i  Capigruppo
  di  tutte  le parti politiche che fanno parte del Governo nazionale
  sono  disponibili  a  poter  praticamente,  insieme  all'assessore,
  insieme a chi si ritenga, fare un passaggio a livello nazionale per
  risolvere  una  volta  per  tutte questa problematica,  che  è  una
  problematica ormai sociale. Perché veda, questa Regione  nel  tempo
  ha  stabilizzato  quasi tutti, sono rimasti  questi  quattromila  e
  cinquecento lavoratori che di fatto danno un servizio, e quindi  io
  mi  permetto, Presidente Micciché, di chiedere che questo  problema
  venga  affrontato  per  quanto attiene alle  minori  somme  in  una
  riunione  dei  Capigruppo,  là  dove  dobbiamo  uscire  da   questa
  situazione.  Un  emendamento che possa avere  l'avallo  sicuramente
  dell'assessore all'economia e del Governo per ripristinare le somme
  per  il 2022, e peraltro un percorso di sensibilizzazione a livello
  nazionale  per quanto riguarda la stabilizzazione. Queste  sono  le
  due problematiche che noi abbiamo davanti.
   È inutile che mi soffermo su questo discorso. Ho già parlato ieri.
  Ho  parlato in altre questioni. Tutta l'Aula è sensibile  a  questa
  problematica  e  quindi una volta e per tutte  affrontiamole  tutte
  insieme. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Laccoto, fermo restando  che  l'emendamento
  del  Governo  è  stato  già ritirato. Per cui  io  accolgo  la  sua
  richiesta  di parlarne in Conferenza dei Capigruppo per vedere  che
  cosa  si  può fare. È ovvio che in questo momento non si  può  fare
  niente.  Dobbiamo votare l'articolo, perché l'emendamento  è  stato
  già  ritirato. Prima di darle la parola c'è l'ultimo intervento  di
  Figuccia.
   Intanto assessore, se può dare una risposta.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Fermo  restando che la competenza è dell'assessore Scavone  che  ho
  sentito al telefono. Per fortuna sta bene, ha risolto tutti i  suoi
  problemi, ma non può essere qui presente.
   Quindi  mi  faccio carico di una questione che è stata  congegnata
  dal  Dipartimento dell'assessore Scavone, è stata elaborata insieme
  all'Ufficio  legislativo  legale che sta  seguendo  il  contenzioso
  costituzionale.
   Come  voi  sapete  abbiamo un contenzioso  costituzionale  che  si
  risolverà,  speriamo, entro il mese prossimo, quindi si è  valutata
  anche  la  praticabilità  di  questa  soluzione  normativa   e   la
  compatibilità con il contenzioso in essere. Invece, fermo  restando
  che  il  Governo avverte chiaramente quali sono i drammi di  queste
  persone,  basti pensare che ci sono persone che lavorano e prendono
  la metà di soggetti che non lavorano e che percepiscono un reddito,
  e  quindi già questa è una sperequazione re ipsa, evidente, palese,
  che merita ogni considerazione e ogni attenzione.
   Vorrei  precisare, rispetto a quanto diceva l'onorevole Lupo,  che
  scaricare  su uno dei partiti della maggioranza mi pare ingeneroso,
  anche   perché   l'impugnativa  è  stata  proposta  dal   Ministero
  dell'economia e delle finanze, e la competenza è ripartita  tra  il
  Ministero  della Funzione pubblica e il Ministero del lavoro,  dove
  c'è  un  illustre  e autorevole esponente del Partito  Democratico.
  Quindi,  qui,  mi risulta così. A me risulta che... La  sua  parola
  vale  quanto  la  mia, almeno spero. Vale di più. L'onorevole  Lupo
  dice  che la sua parola vale più della mia. Io non ci credo e  vado
  avanti.
   Per  quanto concerne invece la copertura finanziaria,  che  è  una
  cosa  di  esclusiva  competenza dell'assessore per  l'economia,  la
  Ragioneria mi conferma che, al netto del congelamento che  riguarda
  mensilità, lo stanziamento è congruo e assolutamente corrispondente
  a   quello   necessario.  Quindi  devo  rassicurare,  proprio   per
  scongiurare   allarmi  e  ovviamente  questo  è  uno  dei   settori
  prioritari, non appena saranno disponibili i 211 milioni da rendere
  disponibili  come  somme. Fino a questa mattina ho  sollecitato  la
  Presidenza del Consiglio che mi ha chiesto poco tempo per  dare  un
  riscontro.  Quindi  appena  arriverà il riscontro  sull'inserimento
  dell'ordine  del  giorno  al Consiglio dei  Ministri  ne  informerò
  l'Assemblea, come per me dovuto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Figuccia.  Io  lo
  faccio  secondo  l'ordine con cui me lo chiedono.  Poi  l'onorevole
  Grasso, Savarino, Di Caro e Caronia.
   Scusate,  l'assessore  si  deve assentare  3  minuti.  Sospendiamo
  perché  non c'è. Tre minuti il tempo che va e torna. Ci sono  certe
  esigenze  a  cui  non  posso  porre  rimedio  se  non  con  chi  va
  direttamente. Per cui dobbiamo sospendere per forza 5 minuti.

     (La seduta sospesa alle ore 13.30, è ripresa alle ore 13.34)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, ha facoltà di parlare.

   FIGUCCIA.  Grazie,  Presidente. In realtà  è  trascorso,  insomma,
  oltre  un anno dall'impugnativa dell'articolo 36 della legge 9  del
  2021   e,   oggettivamente,   ci  aspettavamo   che,   al   di   là
  dell'impugnativa, ci fossero delle soluzioni dietro l'angolo, al di
  là  di come, insomma, potesse finire di fronte alla Corte. Però, mi
  rendo  conto  che  ad  oggi, purtroppo, di questo  prospettato,  di
  questo auspicato percorso verso la stabilizzazione non mi sembra ci
  sia  traccia.  E questo non so se, Assessore, lei in questi  cinque
  minuti ha avuto modo di

                     (Intervento fuori microfono)

   FIGUCCIA.  Ah   Non  era legato a questo. Ok. Allora,  io  non  ho
  capito, diciamo, se l'assessore Scavone è nelle condizioni di darci
  delle novità in questo senso, perché sennò che cosa stiamo votando?
  Cioè,  stiamo  votando un provvedimento dove  si  mette  ancora  un
  dubbio,  punto interrogativo sulla possibilità di uno  stanziamento
  incerto.  Cioè, mi sembra che stiamo procedendo un po' troppo  così
  alla  carlona su questa cosa. Dimentichiamo che ci sono cinque mila
  persone  che,  da oltre vent'anni, aspettano un riscontro,  abbiamo
  fatto intravedere loro la prospettiva prima di un bonus, poi di una
  tantum e sempre rincorrendo l'ipotesi di una stabilizzazione che di
  fatto non solo non arriva, ma non viene neanche avviata.
   Quindi,  Presidente, io non capisco alla fine qual è la  ratio  di
  questa norma così come  mi sembrano davvero pannicelli caldi. E non
  credo che si possa continuare a chiedere a famiglie che vivono  con
  600 euro al mese di continuare a far finta di nulla, perché non  si
  può  con  questo spirito, con questo tipo di atteggiamento chiedere
  dei  sacrifici rispondendo d'altra parte soltanto con tagli e senza
  garanzie. Non vorrei che questa vicenda andasse a finire, come  sta
  accadendo  già per il bacino dei ex Pip, in tribunale.  Non  vorrei
  che  ancora  una volta, anche qui, i giudici si esprimessero  prima
  della politica.
   E'  accaduto  già che con importanti studi legali  palermitani  il
  bacino  degli  ex  Pip  sta  trovando  risposte  in  tribunale  con
  riferimento  ad  alcuni  enti utilizzatori,  vedasi  quello  che  è
  accaduto al Civico.
   Come  è accaduto al Civico che già siamo al conteggio delle  somme
  che  devono  essere  date  agli  appartenenti  al  bacino  per   la
  differenza retributiva e per la differenza contributiva, ovvero per
  le  somme  che  non  sono state date a quei  soggetti  rispetto  ai
  contributi previdenziali che invece spettavano loro, non vorrei che
  quello  che è accaduto al Civico con i Pip adesso incominciasse  ad
  accadere per tutti gli enti utilizzatori, e non vorrei, lo dico per
  dire  perché  so già che sta andando a finire così. E appena  va  a
  finire  così  che  si devono dare 50, 60, 70 mila euro  a  ciascuno
  degli  appartenenti al bacino Pip, moltiplicato  per  le  due  mila
  persone,  vedrete  che risate che ci faremo quando  arriveranno  le
  condanne per queste risorse che non sono state erogate
   Ora  parliamo di ASU. Vedete che la situazione degli ASU  è  molto
  simile a quella dei Pip.
   Allora, noi rischiamo di ritrovarci nel giro di un paio d'anni con
  un  bacino  di  circa  10 mila persone tra Pip,  ASU  e  sacche  di
  precariato  che  sono state condannate a vivere in  una  condizione
  senza  alcuna tutela, con una mortificazione continua nei confronti
  di  questa  gente  e delle loro famiglie a subire le  condanne  che
  arriveranno dai tribunali.
   Io  continuo a dire non vorrei, ma lo dico così per dire perché so
  che ahimè andrà a finire così.
   Noi  continuiamo  a  non  dare risposte, poi  i  giudici  in  sedi
  diverse,  che sono quelle dei tribunali, provvederanno ad  emettere
  le loro condanne ed esprimeranno le loro sentenze.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Il  tema della stabilizzazione degli ASU e  di  tutto  il
  percorso   ha  interessato  tutta  l'Assemblea  regionale,   questo
  Parlamento,  già  nella  scorsa finanziaria  e  siamo  riusciti  ad
  approdare  ad una norma. Fra qualche giorno, i primi di giugno,  la
  sentenza, la Corte costituzionale si pronuncerà.
   Non  dobbiamo  dimenticare, e questo è quello  che  nessuno  ed  i
  lavoratori  che sono oggi, che scioperano, eccetera, la memoria  la
  devono   avere  lunga  perché  vi  sono  due  responsabilità,   una
  ascrivibile  al precedente Governo quando  perché a  quest'ora  noi
  non  saremmo qui a parlare di ASU perché, come tutti gli ASU e  gli
  LSU  d'Italia  sono  stati stabilizzati, anche  gli  ASU  siciliani
  sarebbero   stati  stabilizzati,  invece  due  responsabilità:   la
  copertura  sul bilancio regionale, aggravando il bilancio regionale
  e  l'altra, che non è una discriminante, quando lo stato  nel  2015
  incaricò l'Ampal di stipulare le convenzioni con le regioni che era
  il  percorso propedeutico alle stabilizzazioni la Regione siciliana
  è stata dimenticata.
   Lo  scorso anno, con uno sforzo incredibile, bipartisan di  tutti,
  non  solo di un partito piuttosto che di un altro, ma è un problema
  serio,  io  sono felice e orgogliosa di avere stabilizzato  in  tre
  mesi  12 mila lavoratori degli enti locali senza che la norma  stia
  stata impugnata, difesi davanti alla Corte costituzionale, ed è  un
  orgoglio  del  governo ma della sottoscritta l'avere  risolto  quel
  problema.
   Oggi  siamo  qui in Aula ed è importante approvare  questa  norma,
  perché  al  di là di qualsiasi altra strumentalizzazione di  natura
  politica,  l'articolo  16 dà la copertura per  il  triennio.  E  io
  vorrei  suggerire al Governo, all'assessore Armao un'altra,  perché
  questo emendamento, caro Assessore, che voi avete ritirato vi è  un
  errore  nella  prima  parte, nel primo comma  dell'articolo  quando
  richiama  i commi 292, 296 della legge 30 dicembre del 2020  perché
  gli effetti sono cessati nel 2021, ma vi è una cosa importantissima
  che  è  il  richiamo alle disposizioni dell'articolo 1,  comma  446
  della  legge  30  dicembre 2018, come modificato  eccetera,  perché
  allinea la nostra norma a quella nazionale e potrebbe eventualmente
  consentire  la stabilizzazione ai sensi di quel comma così  come  è
  avvenuto per le altre regioni.
   Quindi,  prima  di  dire  stralciamo,  io  vi  inviterei  ad   una
  riflessione, ad approvare l'articolo 16 perché l'articolo 16 dà  la
  copertura,  ma  la modifica di questo emendamento  e  il  richiamo,
  saltando quelle due, quantomeno dà garanzia.
   L'articolo  16  perché dà la copertura? Perché  la  copertura  del
  triennio,  così  come nelle precedenti norme, dà maggiore  certezza
  rispetto alla stabilizzazione.
   Da  quello  che  io  ho  capito, perché in tema  di  bilancio  sul
  discorso mancano o non mancano le coperture, sembra che non mancano
  le  coperture,  ma si è ridotto il triennale per una  questione  di
  bilancio,  ma la copertura per quest'anno c'è e un altro anno  deve
  essere  rimpinguata.  Quindi, anche per non creare  allarmismo  nei
  lavoratori  che già vivono di una situazione precaria, diciamo  che
  tutto  il  percorso è finalizzato intanto al mantenimento del  loro
  lavoro,  del  loro utilizzo. E poi spero e mi auguro che  la  Corte
  costituzionale  ci  dia  ragione, ma se la Corte  costituzione  non
  dovesse   darci  ragione  ci  può  essere  un  impegno,   dopo   le
  amministrative,  dopo l'approvazione della finanziaria,  dell'Aula,
  del  Parlamento  e  della Commissione di riaffrontare  il  tema  in
  chiave  diversa  rispetto  alla  proposizione  dello  scorso  anno.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grasso.
   Mancano solo tre interventi: Savarino, Di Caro e Caronia. Io  devo
  convocare la Conferenza dei Capigruppo, per cui vi prego, se  fosse
  possibile,  di  fare  i  vostri  interventi  nel  più  breve  tempo
  possibile.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, solo perché bisognava  sottolineare,
  così  come  del resto ha appena fatto la collega Grasso,  sul  tema
  degli  ASU,  che  è un tema che ha visto impegnati tutti  i  gruppi
  parlamentari, che aveva visto questa Assemblea approvare una  norma
  concordata col Governo regionale per la stabilizzazione  degli  ASU
  che  poi, in maniera del tutto inaspettata, è stata impugnata e  il
  mese  prossimo  la  Corte costituzionale si  dichiarerà  su  questa
  costituzionalità o meno della norma.
   Questo  potrebbe  essere  un modo per  risolvere,  così  come  noi
  avevamo  intrapreso  e  voluto e seguito, o  altrimenti  attraverso
  l'aggancio  che  non  è  stato fatto nella scorsa  Legislatura  dal
  Governo  che ci ha preceduti, a una normativa nazionale che  invece
  nelle  altre  regioni  queste percorso  di  stabilizzazione  lo  ha
  operato.
     Per  cui, io chiedo, così come ha fatto il collega Laccoto e  la
  collega  Grasso,  un'attenzione a questa norma che  possa  dare  la
  possibilità  di  un percorso alternativo qualora la sentenza  della
  Corte Costituzionale non fosse favorevole - ma io non lo penso -  e
  anche   noi  come  Gruppo  parlamentare  abbiamo  presentato  degli
  emendamenti  per  l'integrazione  oraria,  per  dare  comunque   la
  possibilità  a  questi lavoratori assolutamente indispensabili  sia
  nei  beni  culturali, nelle cooperative che negli  enti  locali  di
  avere un'integrazione in più. Se questo nella Capigruppo può essere
  attenzionato, è un impegno che sono convinta è condiviso.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Di  Caro,  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO. Grazie, Presidente, brevemente, non ripeterò le cose che
  hanno detto i colleghi.
   A  me dispiace che oggi - come sempre fra l'altro - sia assente  e
  non segua i lavori d'Aula il Presidente della Regione perché fu tra
  i   primi   ad   esultare  quando  l'Aula  approvò,  nella   scorsa
  finanziaria,  l'articolo  36, un articolo voluto  da  un'iniziativa
  parlamentare, dalla V Commissione prima e poi da tutti  i  colleghi
  dell'Assemblea regionale siciliana.
   Perché  dico questo, Presidente? Perché in questi mesi il  Governo
  non  ha  fatto nulla per far sentire il grido di allarme di  questa
  platea  di  lavoratori nei Ministeri a Roma.  E,  giustamente,  nei
  Ministeri spesso non si conosce nemmeno la terminologia dei precari
  che  abbiamo  in  Sicilia. A proposito vorrei dire che  il  Governo
  regionale  non ha ad oggi partorito una e una sola norma che  serva
  alla stabilizzazione del personale precario, dell'enorme platea del
  personale precario che abbiamo nella nostra Regione.
   Vorrei suggerire una cosa, Presidente, visto e considerato che  ci
  sarà  a  breve  la  Conferenza dei Capigruppo, se  fosse  possibile
  accantonare  l'articolo 16; anche perché in questi  giorni  abbiamo
  visto  che il Governo Draghi anche a chi ha un reddito di  35  mila
  euro  l'anno garantisce una forma di bonus economico. Questa platea
  di lavoratori ha un reddito di gran lunga inferiore a questo. Se si
  può, nelle more che si esprima la Corte costituzionale il 7 giugno,
  garantire una forma di integrazione salariale e se questo si  possa
  decidere in Conferenza dei Capigruppo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Caro.
   L'ultimo intervento è dell'onorevole Caronia, ma non è in Aula.
   Onorevole   Di   Caro,  l'articolo  lo  dobbiamo   votare,   però,
  attenzione,  siccome  c'è la possibilità degli  aggiuntivi,  se  si
  trovasse  una  soluzione, lo presentiamo a  parte,  non  credo  che
  succeda  nulla. Però, fatemi finire l'articolato altrimenti  questa
  finanziaria si prolunga non so fino a che punto. Credo sia  l'unica
  cosa da fare perché tenerla aperta è un problema. Se gli aggiuntivi
  sono fatti bene possiamo fare quello che vogliamo.
   Pongo  in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora,  interrompiamo  per  il pranzo  e  per  una  riunione  dei
  Capigruppo  in Sala Lettura, adesso, così intanto ci accordiamo  su
  quello  che  dobbiamo fare. E poi, potremmo riprendere,  questo  lo
  decidiamo adesso così tutti lo sanno, una volta fatta la Capigruppo
  vi  chiederò, questo è il motivo, per ogni Gruppo, di farvi  carico
  di  questi  emendamenti  aggiuntivi che ci sono,  di  cominciare  a
  valutarli  con  intelligenza e con equilibrio, voi Capigruppo,  per
  poi vederci un attimo noi.
   E'  inutile  che me li vedo tutti io perché divento pazzo.  Ognuno
  di voi faccia uno screening di quelli che ha per poi vederci subito
  dopo,  con  me  direttamente, per vederli e  tornare  in  Aula  per
  valutare gli emendamenti aggiuntivi.
   La  seduta potremmo riprenderla alle ore 16.00, perché se dobbiamo
  valutare tutte queste cose credo che la cosa migliore sarebbe  alle
  16.00 e se non siamo pronti la rinviamo di mezz'ora.

                     (intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Stasera finiamo dipende solo se gli  aggiuntivi  sono
  nel   numero  corretto  e  per  i  quali  sia  possibile  dare  una
  valutazione corretta, finiamo sicuramente.
   Possiamo  anche non fare la Conferenza dei Capigruppo,  vi  invito
  direttamente ora a fare questo lavoro, cioè a farvi dare dai vostri
  Gruppi  tutti  gli emendamenti, quando siete pronti mi  chiamate  e
  convochiamo la Conferenza dei Capigruppo per poterli esaminare.
   Allora,  facciamo una cosa, in modo che anche formalmente siamo  a
  posto,  vediamoci  un  attimo in Sala  Lettura  con  i  Capigruppo.
  Grazie.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 18.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, nessun Gruppo  è  autorizzato  a
  ridere  perché sono ancora qua per colpa di ognuno di  voi,  perché
  fino  adesso  sono stato con i Gruppi, uno ad uno e  ancora  me  ne
  manca uno, mi manca ancora il Gruppo DiventeràBellissima.

                                                          (Intervento
  fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Ostaggio no, sono stato felicemente in compagnia  dei
  vostri  Presidenti  dei Gruppi parlamentari e  non  abbiamo  ancora
  concluso;  Per  cui, io direi che, poiché manca  ancora  il  Gruppo
  DiventeràBellissima, poi devo incontrare il Presidente Savona,  per
  verificare  alcune  cose  che  sono  state  presentate   anche   in
  Commissione  Bilancio , dobbiamo mettere insieme questo lavoro, gli
  Uffici hanno poi bisogno di un minimo di tempo per verificare tutti
  questi  emendamenti, dobbiamo cominciare a votarli, ci sono  ancora
  le  tabelle  da  fare, c'è ancora l'articolo 13 che va  completato,
  credo  non ci sia nessun motivo - visto che tutto sommato  è  stata
  una  finanziaria che abbiamo fatto abbastanza velocemente - di fare
  notte,  per  cui sospendiamo la seduta e andiamo a domani  mattina,
  con  grande serenità e grande calma, alle ore 11.00, per  me  anche
  prima  però  alcuni  di voi mi hanno detto che è  meglio  alle  ore
  11.00.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Così  facciamo  felice  sia  me  che  Cracolici   che
  cominciamo  a  riscaldarci  in  attesa  della  partita.  Vi  chiedo
  ovviamente  scusa, ma è stato un lavoro fatto tutti  insieme,  anzi
  fino  adesso  è stato un ottimo lavoro, per cui ringrazio  tutti  i
  Gruppi.
   La  seduta è sospesa e riprenderà domani, giovedì 12 maggio  2022,
  alle ore 11.00.

   (La  seduta, sospesa è alle ore 18.57 di mercoledì 11 maggio 2022,
  è ripresa giovedì 12 maggio 2022 alle ore 11.09)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, noi stiamo finendo, diciamo, più  o  meno  è
  finito  il lavoro in cui sono stati fatti tre gruppi di emendamenti
  che poi rappresenteranno un unico maxiemendamento che porteremo  in
  Aula.
     Io  sono  venuto qui in Aula perché pensavamo, pensavo  di  fare
  prima  gli articoli che mancano, compreso quello delle riserve.  Il
  Segretario  Generale  mi  suggerisce - e credo  sia  meglio  -  che
  essendoci  problemi di coperture ancora su qualcosa  è  meglio  che
  prima  facciamo  il maxiemendamento e poi lavoriamo sulle  riserve;
  questo  augurandoci, ovviamente, che gli emendamenti sulle  riserve
  vengano   ritirati.  Però,  aspettiamo  la  fine  dei  lavori   del
  maxiemendamento  che comunque è concluso, sono  già  tutti  pronti;
  stanno  facendo verifiche per vedere se ci sono delle  duplicazioni
  tra  i  vari  fascicoli e quindi li stanno eliminando, comunque  il
  lavoro  è  stato  concluso. Io ieri avevo incontrato  tutti  tranne
  DiventeràBellissima. Ho parlato stamattina con il capogruppo  Aricò
  che mi ha detto che non ci sono problemi perché comunque li avevano
  già presentato tutti gli emendamenti.
     Eccolo  qua.  Stavo dicendo che noi abbiamo  tre  fascicoli  che
  dobbiamo  riunificare per il maxiemendamento.  Ieri  ho  incontrato
  tutti  i  Gruppi  tranne  il  vostro,  però  mi  sono  sentito  con
  l'onorevole Aricò e in più

                     (Intervento fuori microfono)

     PRESIDENTE.  Però,  in  linea  di  massima  mi  ha  detto  anche
  l'onorevole  Savona  che comunque ce li avete tutti  là.  Però,  va
  benissimo.  Non  c'è  problema. Ora ci  vediamo  un  attimo  quando
  sospendiamo.
   Però,   io   pensavo  di  fare  prima  le  riserve,  cioè   finire
  materialmente il fascicolo per poi fare il maxiemendamento dopo, ma
  ho  ricevuto  il suggerimento, secondo me corretto,  da  parte  del
  Segretario  Generale  che  mi  dice  di  fare  il  maxiemendamento,
  ritirare  gli  emendamenti sulle riserve e lo facciamo  dopo  e  le
  tabelle pure ovviamente.
   Per cui, siccome tutto è più o meno pronto, io ora sento un attimo
  l'onorevole Aricò, finiamo questo lavoro di collazionatura dei vari
  testi  perché  c'è  qualche duplicazione che  stiamo  eliminando  e
  dopodiché   torniamo  in  Aula  materialmente  per  cominciare   ad
  esaminare il maxiemendamento. Io sto facendo anche un calcolo che è
  quello  economico,  perché stiamo cercando di limitare  quanto  più
  possibile  il  numero degli emendamenti, ma  al  di  là  di  quello
  dobbiamo  cercare di rimanere nella cifra che ci  siamo  detti  per
  quanto riguarda gli emendamenti di spesa.
   Io  credo  che ancora in una mezz'oretta, massimo un'ora di  tempo
  dovremmo  riuscire a fare tutto. Per cui, se noi  ci  rivediamo  in
  Aula  alle ore 12.30, il tempo che possiamo fare tutti i  lavori  e
  anche  di riscriverlo materialmente nell'unico emendamento che  poi
  presenteremo in Aula e poi nel giro di poche ore finiamo certamente
  tutto.
   Per  cui,  sospendo la seduta fino alle ore 12.30,  perché  stanno
  finendo il lavoro di collazionatura e, quindi, la seduta riprenderà
  alle ore 12.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.13, è ripresa alle ore 13.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, le difficoltà formali per  mettere
  a posto tutto sono tante.
   E' inutile che vi riconvoco ogni cinque minuti.
   Andiamo  a  pranzo e riprendiamo l'Aula alle ore  15.30,  sperando
  che possiamo farla, altrimenti dovrò continuare a rinviarla.
   Penso che da qui alle ore 15.30 ce la facciamo.
   La seduta è sospesa.

      (la seduta sospesa alle ore 13.18 riprende alle ore 18.41)

   La seduta è ripresa.

   Seguito della discussione unificata dei disegni di legge  Bilancio
  di  previsione della Regione siciliana per il triennio  2022/2024.
  (n. 1224) e   Legge di stabilità regionale 2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE.   Colleghi,  siamo  pronti,  però  il  maxiemendamento
  dovrebbe  essere firmato dai Capigruppo. Siccome qui se  ne  volete
  prendere  atto  quelli  che lo devono firmare,  oppure  perché  può
  essere  che c'è qualcosa che non va e quindi va cambiato, è inutile
  che  lo  fotocopiamo per tutti, i Capigruppo dei partiti dovrebbero
  venire  un  attimo. Oppure, facciamo una cosa in Sala  Lettura,  io
  sospendo  10  minuti, voi venite in Sala Lettura, in  modo  che  lo
  vedete.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Io vorrei assolutamente finire. Siccome  ci  sono  il
  maxiemendamento parlamentare, quello del Governo che quindi sono di
  fatto  due  voti, se tutto va bene se non ci sono grossi  problemi.
  Sull'articolo 13, dice il Segretario Generale che l'idea era quella
  di  eliminarlo  e mettere tutti gli emendamenti che c'erano,  tutto
  quello che era condiviso metterlo nel maxiemendamento; ma se invece
  li  lasciamo  là  ed evitiamo questa confusione?  Lasciamoli  là  e
  votiamo l'articolo 13 con gli emendamenti che ci sono.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Solo di tre milioni sono aumentate le riserve.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Prima di sospendere i lavori avevamo  chiesto,  nella
  condivisione,  almeno  così  il  PD  aveva  inteso,  dall'Aula  che
  l'assessore Zambuto, d'accordo con la Presidenza dell'Assemblea, si
  faceva carico di selezionare gli emendamenti più quelli votati, più
  quelli del testo per chiudere un pacchetto pari alle riserve  dello
  scorso  anno  in  modo  da non superare i 30 milioni.  Se  facciamo
  questo,  noi  ci  siamo,  perché già se ai  30  aggiungiamo  quelle
  annualità, come quelle dei comuni in dissesto, i piani di  rientro,
  già arriviamo a 48. Ai comuni significa che se siamo sui 50 milioni
  tagliamo il 20 per cento delle risorse. Quindi, c'è un problema.

   PRESIDENTE.  E' esattamente quello che pensavo di  fare  però  poi
  evidentemente  non  so  perché non si  è  fatto.  Cioè  le  riserve
  condivise  inserirle  nel maxiemendamento,  che  era  la  cosa  più
  semplice  in  modo  da  lasciare comunque sostanzialmente   non  si
  devono toccare, sempre quelle devono rimanere. Per cui, non lo  so,
  assessore Zambuto, lei cosa pensa di fare sulle riserve ai comuni?

   BARBAGALLO .  sui comuni Bandiera verde, sui comuni Bandiera  blu.
  Allora che sottoponiamo all'esame dell'Aula e andiamo avanti con  i
  soppressivi  così  liberiamo un po' di risorse,  per  quel  che  ci
  riguarda, o si fa una verifica attenta.

   PRESIDENTE. Assessore Zambuto, prego.

   ZAMBUTO, assessore per le autonomie locale e la funzione pubblica.
  Presidente,  si era rimasti d'intesa che nell'ambito delle  riserve
  dei  30 milioni poi decidessero, l'Assemblea, decidessero le  forze
  politiche.

   BARBAGALLO.  Presidente,  allora sono passati  due  giorni  e  non
  abbiamo  concluso  nulla  O si fa un pacchetto  per  stare  nei  30
  milioni.

                     (Intervento fuori microfono)

   BARBAGALLO. Lo possiamo fare pure noi, ma dobbiamo fare un  tavolo
  per decidere.

   PRESIDENTE.  Assessore  Falcone, io credo  che  il  governo  debba
  essere  presente non è che lo possono fare soltanto   perché  sennò
  chi lo fa? Scusate, io non ho problemi basta che lo fate, basta che
  qualcuno me lo propone, mi porta qualcosa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Dov'è andato l'assessore Falcone? Siccome  l'assessore
  Falcone dice  fate una proposta , faccio la proposta.
   Assessore Zambuto, lei ha il compito di riscrivere l'articolo  13,
  fissando  i  limiti  delle riserve fino a 30 milioni.  Li  riscriva
  tolga  quelle che sono inutili, verdi blu, arancione, e si riscriva
  un  testo  con gli emendamenti necessari. E' d'accordo  con  questa
  proposta, assessore Falcone?

   PRESIDENTE.   Fermo   restando,  onorevole  Cracolici,   che   due
  emendamenti sono stati votati ieri.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Ho capito
   Assessore Zambuto, quanto tempo ha bisogno per farlo?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  E  va bene se si può fare in meno tempo  meglio,  che
  vuole  che  le  dica  Intanto, si può andare avanti  con  tutto  il
  resto. Allora, l'Assessore ha bisogno di una mezz'ora di tempo  per
  farlo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Presidente, sono d'accordo con la proposta  del  PD  e
  quindi  l'Assessore deve riscrivere, però sentite anche  i  Gruppi,
  perché  va  bene come dire gli emendamenti che sono stati approvati
  sulle riserve, non metto in dubbio quelli che sono stati approvati,
  ma  valutiamo  pure quelli che sono sati approvati. Se  l'assessore
  deve  riscrivere, riscriviamo in modo corretto, Assessore. Le diamo
  mandato,  però riscriviamo in maniera opportuna valutando pure  gli
  emendamenti che non sono stati votati.

   PRESIDENTE.  Scusate,  colleghi, io ho cercato  di  accelerare  il
  tutto  perché il Ragioniere della Regione mi ha detto che per avere
  la certezza di pagare gli stipendi a fine mese a tutti i dipendenti
  entro giorno 12 bisognava approvare questa manovra.
   Ora, oggi è giorno 12, ho chiesto adesso se ci sono situazioni  di
  reale  disagio, noi a un certo punto stiamo qua, non  ci  muoviamo,
  finchè  non l'approviamo, questo è fin troppo ovvio ed  è  poco  ma
  sicuro;  però,  se forse riusciamo a fare le cose  in  maniera  più
  serena e torniamo domani mattina, mi dispiace per chi deve tornare,
  ma risolviamo.

                           (Brusio in Aula)

   Però,  un  attimo, scusate, Assessore, mi fate parlare?  Onorevole
  Cracolici,  mi  fate  finire? Ascoltatemi un attimo.  Noi  possiamo
  anche  andare  a domani mattina, ma dobbiamo andare  veramente  con
  tutto pronto per votare.
   E allora, scusate, se il problema sono le riserve, io resto finché
  non  sono  fatte. Punto  Per cui, le facciamo insieme e finché  non
  sono  fatte non si fa. Dopodiché, il maxiemendamento intanto  viene
  visto  dai  Capigruppo che lo devono vedere  così  lo  firmano;  il
  maxiemendamento  del  Governo ci viene  consegnato  formalmente   è
  stato consegnato formalmente?

                     (Intervento fuori microfono)

     PRESIDENTE. Ora questo lo vediamo, non è questo il problema;  se
  sarà  possibile farne uno è meglio. Stia tranquillo, se è possibile
  farne uno è meglio. Non c'è questo problema. Il problema non  è  se
  se ne fa uno o due

                     (Interventi fuori microfono)

   Allora,  scusate, ma perché gridate? Perché state gridando?  Tanto
  non è che c'è tanto da inventarsi?
    L'onorevole Cracolici ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Io vorrei fare una proposta di buonsenso  perché  temo
  che  la gattina frettolosa rischia di fare cose complicate. Allora,
  se i maxiemendamenti sono già definiti e devono essere visionati  e
  sottoscritti  dai Presidenti dei Gruppi parlamentari, lei  riunisce
  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, nel frattempo
  il  Governo riscrive l'articolo 13, forse anche l'articolo 16,  non
  ho  idea  se c'era bisogno di una rielaborazione dell'articolo  16,
  questi due articoli assieme ai maxiemendamenti

   PRESIDENTE. L'articolo 16 è già approvato.

   CRACOLICI. 13?

   PRESIDENTE. 16, è approvato.

   CRACOLICI.  E' stato approvato? Mi era stato detto di no.  Quindi,
  l'articolo  13  rielaborato,  i  maxiemendamenti  li  vede  con   i
  Capigruppo e domani mattina i testi  perché qualcuno li  deve  pure
  leggere  questi emendamenti  Quindi, non è che possiamo fare  tutto
  in un quarto d'ora. Quindi, la prego di depositare gli emendamenti,
  darci il tempo della lettura in maniera tale che domani alle 10.00,
  e non alle 11.00, iniziamo e chiudiamo in giornata.

   PRESIDENTE. Scusatemi, non gridate  Scusatemi  E' inutile che

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sto parlando con lei, c'è poco da
  intervenire tutti  Colleghi, potete sentire un attimo per favore
   E  allora, c'è poco da chiedere tutti la parola perché ognuno deve
  dire  la  sua,  perché se vogliamo fare le cose con  ordine  ed  io
  intendo  farle con ordine perché se no si incasina tutto,  c'è  una
  strada sola. Il maxiemendamento dei parlamentari è stato già più  o
  meno  definito  e lo stanno fotocopiando, quindi lo  prendiamo,  lo
  diamo  per la firma ai Capigruppo che lo volevano firmare e si  fa.
  Dopodiché c'è quello del Governo. Se il Governo ritiene stasera che
  preferisce  che  sia  uno,  intanto  quello  è  fatto,  se  c'è  da
  aggiungere un emendamento che comprende tutte le cose del Governo o
  metterle  insieme,  come  volete, non mi interessa,  lo  si  decide
  stasera,  ma  domani  mattina  io devo  votare  definitivamente  la
  finanziaria.
   Quindi,  è  inutile  che  chiediamo  ancora  la  parola,  soltanto
  sull'orario  la  possiamo chiedere, perché ora l'assessore  Zambuto
  anche  con  la  Presidenza,  che  dovrà  stare  qui  e  che  lo  fa
  piacevolmente, definiamo questa storia delle riserve. Intanto,  gli
  Uffici finiscono di vedere il maxiemendamento del Governo e vede se
  va  tutto  bene, se ci sono cose da eliminare o cose da aggiungere,
  io  tanto sono qua, avremo i due maxiemendamenti, avremo l'articolo
  13  rivisto dall'assessore Zambuto, sistemeremo il tutto per andare
  a domattina e votare. Punto  Non credo

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  di Paola, però non  apriamo  un  dibattito
  perché credo
   Prego, onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA.  Presidente, nessun dibattito,  solo  una  proposta.  E
  questo  è,  come dire, se lei è d'accordo e l'Aula è d'accordo.  Se
  noi dobbiamo fare l'articolo 13, quindi il discorso delle riserve e
  siamo  d'accordo  sul  fatto  che il  Governo  lo  faccia  stasera,
  eccetera, eccetera, c'è il maxiemendamento del Governo che si  deve
  un  attimino limare, eccetera, eccetera, e possiamo anche rinviarlo
  a  domani  mattina.  Ma  se  c'è  il  maxiemendamento,  Presidente,
  relativo  all'Aula,  per accelerare i tempi  votiamolo  adesso.  E'
  questa  la  proposta  che  le faccio; poi, attenzione,  Presidente,
  così,  come  dire,  in qualche modo acceleriamo  i  tempi.  E'  una
  proposta Presidente, è una proposta.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevole Di Paola, la prego,  chiedo  scusa,
  Assessori, state tranquilli io capisco tutto nella vita, ma capisco
  anche  che  il compito del Presidente dell'Assemblea è di  garanzia
  per  tutti e di ordine complessivo e generale. Per cui, con  grande
  serenità  vi  dico  che  ora lavoreremo  noi  quelli  che  dobbiamo
  lavorare  per  vederci  domani alle ore 11.00  e  votare,  soltanto
  materialmente per votare, grazie.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Se volete alle 10.00, anche alle 10.00. Alle 11.00.
    Prego, Assessore, ha facoltà di parlare.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Vorrei fare una dichiarazione, Presidente. Abbiamo a lungo lavorato
  con  gli Uffici nel confronto tra le forze parlamentari col Governo
  per  trovare  una  soluzione che consenta  di  approvare  il  prima
  possibile  questa legge di stabilità, cosa che tutti auspichiamo  e
  per la quale lavoriamo.
   Il  dato  è che per motivi assolutamente regolamentari è  evidente
  che dobbiamo arrivare a un solo maxiemendamento, solo per il motivo
  agevole di pensare che ci possono essere anche sovrapposizioni  tra
  proposte   parlamentari  e  proposte  governative,  siccome   hanno
  priorità quelle governative arriverebbe  Quindi, l'idea è quella di
  arrivare ad un emendamento unitario che

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Se
  c'è  una proposta parlamentare e una del Governo ha priorità quella
  del Governo.

   PRESIDENTE. Fate parlare l'Assessore. Prego, Assessore.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Quindi,  facciamo immediatamente questa... continuiamo a  lavorare,
  io  personalmente  mi  trattengo a lavorare,  per  arrivare  ad  un
  emendamento unico che consenta domani mattina il prima possibile

   PRESIDENTE. Quello che io voglio dire è questo, scusatemi, noi  in
  questo momento abbiamo un maxiemendamento proposto dai partiti  del
  Parlamento,  non ne abbiamo manco uno governativo; perciò  che  noi
  oggi  dobbiamo pensare di lavorare su quello governativo che  manco
  abbiamo quando ce n'è uno già pronto, e allora tranquillamente.  Il
  maxiemendamento fatto dai Gruppi del Parlamento è già materialmente
  pronto  e  lo potremmo distribuire; poi - scusatemi le  cose  vanno
  fatte serenamente -  siccome il Governo fa la richiesta di un unico
  maxiemendamento  vedremo  se è possibile  stasera  scioglieremo  la
  questione, domani mattina vi verrà sottoposta per la votazione.
   La  seduta è sospesa e riprenderà domani, 13 maggio 2022, alle ore
  11.00.

   (La  seduta, sospesa alle ore 18.58 di giovedì 12 maggio  2022,  è
  ripresa alle ore 16.48 di venerdì 13 maggio 2022)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Allora, tutto ciò che riguarda  la
  finanziaria ormai è praticamente pronto, però si stanno facendo  le
  fotocopie, ci sono delle cose che si stanno scrivendo.
   Scusatemi,  ho chiesto all'assessore Zambuto se ha il testo  sulle
  riserve,  se  ne ha parlato, lui dice che ha un testo, lo  facciamo
  fotocopiare e distribuire in modo che lo guardate e affrontiamo, se
  è possibile, subito l'argomento relativo all'articolo 13.
   È  pronto questo? Allora, se facciamo le fotocopie velocemente  di
  questo, lo distribuiamo all'Aula.
   Assessore  Zambuto, questo appunto, tiene conto  che  c'erano  due
  emendamenti approvati?

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Zambuto)

   PRESIDENTE. Quelli a parte, va bene

          (Intervento fuori microfono dell'assessore Zambuto)

   PRESIDENTE. Quindi, non abbiamo fatto niente.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, come lei sta vedendo, se fosse un
  problema mio, che mi scoccia lavorare  Siccome i problemi che vanno
  nascendo, minuto dopo minuto, devo capire se si possono risolvere

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE.  Scusi,  non  c'è  bisogno  di  dare  la  parola.  Sto
  verificando  se  siamo nelle condizioni di votare  stasera,  allora
  rimanete  qua, diversamente vi mando a casa, che volete fare  e  ci
  rivediamo  lunedì,  per cui dovete stare calmi.  Purtroppo,  è  una
  finanziaria difficile.
   Allora  colleghi, scusate, io faccio distribuire,  adesso,  oltre
  quella  di  Zambuto è pronta, si sta fotocopiando?...  allora,  per
  adesso, i tre maxiemendamenti che sono pervenuti alla Presidenza.
   Onorevole Di Paola, chiedo scusa. Stiamo facendo distribuire i tre
  maxiemendamenti che sono pervenuti alla Presidenza. Fermo restando,
  però,  che io li faccio distribuire ma, intanto, ci hanno  e ve  le
  comunico  una  per  una, tutte le norme che sono state  stralciate,
  dalla Presidenza, di questi maxiemendamenti che riguardano, per  la
  maggior  parte dei casi, norme che erano state presentate  prima  e
  che  erano state stralciate prima o che riguardano emendamenti  che
  sono  stati  approvati, o bocciati, in questa stessa finanziaria  e
  che,  quindi,  non potevano essere riproposti - onorevole  Lentini,
  chiedo scusa, scusate - e le devo elencare, ve le devo dire una per
  una,  anche  se  poi  sono segnalate materialmente,  nei  maxi  che
  distribuiamo le troverete comunque  barrati. Il Regolamento prevede
  che io le legga comunque in Aula.
   Allora nel Maxi.1, di iniziativa parlamentare, sono gli ultimi due
  periodi del comma 6, il comma 23, il comma 65 e il comma 69.

                     (Intervento fuori microfono)
   PRESIDENTE. Scusate, uno dice è inutile che li  e ora sta dicendo.
  Allora,  li  stiamo   Onorevole  Barbagallo,  io  seguo  le  regole
  parlamentari. Io devo prima comunicare cos'è che abbiamo stralciato
  e poi darveli. Per cui se, per favore, su ogni cosa evitate di fare
  polemica,  può  essere che andiamo un attimo  più  spediti,  perché
  siamo tutti, siamo tutti

                     (Intervento fuori microfono)
   PRESIDENTE. Come?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Il Maxi.1 è maggioranza, Maxi.2 è opposizione  e  Maxi
  Governo  è Governo. per essere chiari. Vi prego di non interrompere
  con  una  polemica,  tanto per farla ogni  due  minuti.  Le  regole
  parlamentari dicono che io comunico quali sono gli stralci e,  poi,
  consegno la legge. Quindi. vi prego di stare tranquilli. Ovviamente
  ora ho perso il filo.
   Allora. Ripetiamo. nel Maxi.1 gli ultimi due periodi del comma  6,
  il  comma  23,  il  comma 65 e il comma 69,  in  quanto  presentano
  evidenti profili di incompatibilità costituzionale.
   Il  comma  11,  il  comma 47 e il comma 53, in  quanto  presentano
  evidenti criticità di natura finanziaria, derivanti da mancanza  di
  quantificazione e copertura degli oneri.
   Il comma 84, in quanto avente identico contenuto del comma 3.
   Ho,  altresì,  deliberato di stralciare dal Maxi.2, di  iniziativa
  parlamentare, che sono quindi quelli dell'opposizione, il comma 16,
  il  17  e  il comma 20, in quanto presentano evidenti criticità  di
  natura finanziaria derivanti da mancata quantificazione e copertura
  degli oneri. Il penultimo capoverso del comma 22 ed il comma 59, in
  quanto    presentano    evidenti   profili    di    incompatibilità
  costituzionale.
   Si  avvertono  i presentatori di questi due commi,  anche  se,  in
  realtà   un  attimo,  un  attimo  anche se,  in  realtà,  il  tutto
  riguarda  più o meno uno dei due maxi, che comunque il  totale  dei
  costi  finanziari,  delle  risorse  che  sarebbero  necessarie  per
  coprire  più  che altro il primo dei maxiemendamenti, è  nettamente
  superiore a quello che c'è.
   Per cui noi possiamo  la Presidenza può valutare l'ammissibilità o
  non  ammissibilità,  può  valutare la copertura  o  non  copertura,
  dopodiché,  noi non possiamo scegliere di mettere questo  e  levare
  quest'altro, in funzione di una copertura complessiva che  c'è.  E,
  quindi,  io  questo  lo sto dicendo perché, comunque,  ci  dovremo,
  purtroppo, fermare nuovamente per rivalutare con i presentatori  di
  quest'emendamento   e   capire  dove  è  possibile   o   necessario
  individuare dei tagli da effettuare.
   Altresì, ho deciso di stralciare dall'emendamento maxi del Governo
  il  comma 3, il comma 26, il 35, 45, 49, 50, 54, 62, 64, 65,  66  e
  70,  in quanto riproduttivi di norme che erano state già stralciate
  in questi giorni. Quindi, è inutile, ovviamente, ripresentarli.
   Poi  il  comma  5,  in quanto già approvato dall'Aula  durante  il
  disegno di legge.
   Il  comma  10, il comma 36 e il 46, in quanto contengono norme  in
  contrasto  con  le  precedenti  votazioni  che  abbiamo  fatto   in
  quest'Aula.
   Il  comma  12 e il comma 13, in quanto riproduttivi di  norme  già
  vigenti.
   Il comma 42, in quanto riproduttivo dei commi 27, 28 e 29.
   Il  comma  43,  in  quanto presenta evidenti criticità  di  natura
  finanziaria derivanti da una incongrua quantificazione in relazione
  al contenuto stesso della norma.
   Il  comma  51  e  71,  in quanto presentano  evidenti  profili  di
  incompatibilità costituzionale.
   Il  comma  58, in quanto introduce modifiche al disegno  di  legge
  voto già approvato dall'Aula e trasmesso al Parlamento nazionale.
   Comunico,  infine, che la norma di cui al comma 33  sarà  inserita
  nel disegno di legge di bilancio.
   Alcune  norme  dei  due  maxiemendamenti  dei  parlamentari   sono
  anch'esse   anche in queste sono state stralciate   che  erano  già
  state  stralciate in questa stessa finanziaria e,  quindi,  non  le
  trovate. Ma se non le trovate è solo perché non si potevano neanche
  mettere, in quanto erano state stralciate.
   Allora,  onorevoli  colleghi, ora io aspetto se anche  l'assessore
  Zambuto  mi  da  la  sua  valutazione sulle riserve,  in  modo  che
  distribuiamo  pure  queste  un attimo, un attimo  solo,  mi  faccia
  finire  di  intervenire   io vorrei distribuire  questi  fascicoli,
  dopodiché,  che  mi  piaccia o meno, dobbiamo  prenderci  il  tempo
  perché  questi  fascicoli  vengano esaminati.  Intanto,  perché  la
  maggior  parte  di voi, o forse tutti, non conoscono  l'emendamento
  del  Governo e, quindi, ne devono prendere anche conoscenza, e  poi
  perché,  così  fatti, questi emendamenti di fatto  non  li  conosce
  nessuno, e siccome sono un totale di 200 norme, 100 e passa  norme,
  è chiaro che bisogna avere il tempo per vederli.
   Io   approfitterei  di  questa  occasione  per  riunire  anche   i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari dell'emendamento che ha sforato,
  per vedere se è possibile trovare d'accordo con loro una soluzione,
  senza  la  quale mi troverei costretto a fare un taglio lineare  di
  quello  che serve, per riportare a copertura tutte le norme che  ci
  sono.
   Preferirei,  certamente, che anziché togliere il tot per  cento  a
  tutti,  si  individuassero le norme di cui si può fare  a  meno  si
  lasciano  in  vita  per  intero le altre o, comunque,  si  potrebbe
  arrivare ad avere un taglio ulteriore lineare per tutte quelle  che
  restano.
   Per  cui, siccome non voglio continuare, perché continuare a  dire
  che  fra  due ore finiamo, quando ancora le carte complete  non  ci
  sono  -  ci  dobbiamo  dire la verità, altrimenti,  è  inutile  che
  continuiamo  a  stare qui -, io direi - però,  quello  che  vi  sto
  dicendo  è  soltanto  un'idea  che  proporrò  alla  Conferenza  dei
  Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari,   immediatamente   appena
  sospendiamo  quest'Aula  -  io  direi  che  oggi  facciamo   queste
  valutazioni e domani dobbiamo assolutamente

                                                          (Intervento
  fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Domani, scusate, ora gridate tutti, per  favore,  c'è
  qualcuno che non ha gridato? Scusate, io ho detto che questa  è  la
  mia  proposta che porterò alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari.
   Capisco  che  ci possano essere dei disagi per tutti  ma,  siccome
  questo è un Parlamento, dobbiamo fare la legge di stabilità per  la
  nostra  Regione, quindi, per cinque milioni di cittadini e, siccome
  -  fatemi finire - il Ragioniere Generale della Regione mi ha fatto
  sapere che questa legge già doveva essere approvata entro oggi  ,ma
  se  noi  andiamo  a  lunedì i rischio che non  vengano  pagati  gli
  stipendi  sono  enormi,  anzi  oserei  dire  quasi  sicuro,  io  la
  responsabilità da solo non me la prendo, dopodiché, per me possiamo
  andare avanti oggi stesso.

   Scusate, è inutile che gridate, è inutile che ognuno dice la  sua,
  io sto convocando, quindi, faccio distribuire questi emendamenti e,
  mentre qualcuno li guarda, convoco la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari. Do, comunque, nella migliore  delle  ipotesi,
  un'ora  di sospensione, ma io direi  scusatemi, io sono stanco,  vi
  chiedo scusa, sono veramente stanco, perché non solo ho la mia età,
  ma è da quattro giorni che, praticamente, sono buttato qua.
   Ieri, perché mi sono permesso di andare a vedere la partita, dalla
  partita  stessa  rispondevo  al  Segretario  Generale,  che   stava
  guardando alcune cose e me ne sono dovuto andare, per cui vi  prego
  di fare le cose con calma, perché siamo tutti stanchi, io sono  per
  favore, chi è che ride?
   Non  c'è  niente  da ridere in questo momento.  Siete  pregati  di
  stare attenti e tranquilli, perché stiamo parlando di qualcosa  che
  serve  per  pagare gli stipendi a cinque milioni di siciliani.  Per
  cui  io,  in  ogni caso, devo sospendere almeno per un paio  d'ore,
  perché  per  trovare con la maggioranza la soluzione degli  importi
  superiori  a quelli possibili nel maxiemendamento non  è  cosa  che
  potremo  fare  in venti minuti. Per cui convoco la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari in Sala Lettura  e  preferirei
  evitare gli interventi qui.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Se  è una cosa che non si può dire in Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  altrimenti,  cominciamo  un
  dibattito e non la finiamo più.
   Sospendo  l'Aula  per  cinque minuti, andiamo  in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari e ritorniamo.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.19, è ripresa alle ore 18.58)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, la maggioranza ha trovato l'accordo  per  il
  suo  emendamento.  Onorevole De Luca,  la  maggioranza  ha  trovato
  l'accordo per il suo emendamento; quindi, possiamo votare  stasera.
  Ora,  loro  l'hanno  finito il lavoro, però è  passato  tutto  alla
  Segreteria  generale  che deve rifare i conteggi.  Mi  hanno  detto
  mezz'ora;  io  vorrei  evitare  di farvi  venire  e  poi  di  nuovo
  aspettare;  dico  direttamente alle 20.00 per cominciare  a  votare
  subito l'articolo 13 e, a seguire, gli emendamenti che vi sono  già
  stati dati prima e quello della maggioranza verrà dato adesso.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Onorevole, speriamo  Io sono qui per fare votare,  poi
  se  succede di nuovo un'altra cosa per cui non si può votare. Spero
  proprio che si possa votare.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Volevo comunicare che anche noi apporteremo qualche piccola
  rettifica  al nostro emendamento, ovviamente, senza alcun ulteriore
  incremento di spesa.

   PRESIDENTE. Se potete farle avere subito al Segretario generale.

   LUPO.  Certamente sì, nel giro di cinque minuti. Mi  dispiace  che
  non  sia  presente  l'Assessore per l'economia,  non  so  se  fosse
  possibile...

   PRESIDENTE.  No, ma era soltanto perché devo dare la comunicazione
  adesso.

   LUPO.  Siccome è stato sostenuto in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  che il Governo non ha potuto  incrementare  o
  meglio ripristinare i tagli ai fondi dello sport perché con il  max
  Gov  si  sarebbe effettuato un incremento dei fondi per il turismo,
  forse  è sfuggito al Governo - lo dico senza alcun tono polemico  -
  che  la  Presidenza ha stralciato il comma 36, quindi  l'incremento
  per il turismo non c'è.
   A  questo  punto vorrei invitare il Governo a farsi carico  invece
  del taglio per lo sport.

   PRESIDENTE.  Allora,  ho ascoltato ciò  che  lei  ha  detto  e  lo
  riferisco

   LUPO. Il comma 36 è stato stralciato.

   PRESIDENTE. Però se ci sono

   LUPO. Presidente, è arrivato l'Assessore.

   PRESIDENTE. Non lo faccio parlare perché ora verificheremo  perché
  anche il fondo sui Consorzi di bonifica dovrebbe essere, come dire,
  a carico del Governo e anche altri.

   LUPO. Siccome è la motivazione ufficiale che il Governo ha dato in
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  volevo  far
  presente che c'è una novità. Solo questo.

   PRESIDENTE. Ora lo verificheremo. In ogni caso l'Aula è  convocata
  per le ore 20.00 precise per cominciare materialmente a votare.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO.  Ho  presentato un subemendamento,  eventualmente,  ne
  parleremo quando sarà trattato il MAXI 1? Oppure debbo solamente

   PRESIDENTE. Lei ha presentato un subemendamento a quale?

   PELLEGRINO. Un subemendamento al Max 1 in relazione alle  attività
  sportive  e gli impianti sportivi perché Marsala è la quinta  città
  della  Sicilia,  ha 4 impianti tutti inagibili con una  squadra  di
  volley  in serie A, una squadra di calcio che sta andando in  serie
  C.

   PRESIDENTE. Voglio capire perché non è stato fatto prima?

   PELLEGRINO. Perché non mi è stato chiesto,

   PRESIDENTE.  Perché?

   PELLEGRINO.  Perché  non  mi era stato  chiesto,  per  parlare  in
  maniera molto

   PRESIDENTE.  Però  siccome  ancora  il  Max  1  diciamo  è   stato
  modificato e non è arrivato in Aula forse se vuole inerire,  se  ha
  la possibilità di inserire questa cosa perché poi nei sub credo che
  difficilmente potrò dire ok se non c'è una copertura; la  copertura
  lei  non  me  lo  potrà dare e finisce che salta.  Allora  forse  è
  meglio

   PELLEGRINO. Il sub è già presentato.

   PRESIDENTE.  Ho capito ma se lo inserisce ora che sono  riuniti  e
  stanno  sistemando il Max, forse rientra, contrariamente mi  sembra
  più complicato.

   PELLEGRINO. Va bene.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Come?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Ora al Segretario generale perché hanno portato  tutto
  al Segretario generale. L'aula riprende alle ore 20.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.03, è ripresa alle ore 20.24)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gucciardi,  può  andare  al  tavolo  della
  Commissione e anche quelli che sono i componenti. E anche Galvagno,
  Gaetano  al banco della Commissione. Tutti ci dovete andare  non  è
  che può stare vuoto?
   Onorevoli colleghi, l'articolo 13 non si può fare perché  ci  sono
  riserve degli altri maxi emendamenti, per cui dobbiamo farlo  dopo.
  Allora,  il  13   colleghi, scusate intanto la seduta  è  riaperta.
  L'articolo 13 è stato distribuito, ma nei maxiemendamenti  ci  sono
  utilizzate altre riserve, per cui è inutile che lo votiamo ora,  lo
  dobbiamo  votare  alla fine, dopo aver dato i maxi emendamenti  per
  avere  la certezza di quante  perché questa è la tornata dal trenta
  al milione, ma quella invece non si sa quanto può essere. E allora,
  questo lo facciamo dopo.
   Abbiamo gli emendamenti, pronti i maxiemendamenti per favore  così
  li  votiamo? Allora, il maxiemendamento 1 - sto parlando - è  stato
  emendato per essere riportato all'importo che doveva  non superiore
  a  quello  che  dovevamo avere, e voi è inutile che ridete,  perché
  teoricamente anche sul vostro si doveva fare qualcosa. Scusate, nel
  maxi emendamento 2 non è stato presentato l'emendamento che riduce.
  Qua non ce l'abbiamo, gli Uffici mi dicono che non ce l'hanno.
   Allora,  intanto  leggo   in  relazione  all'emendamento  maxi   1
  presentato  in  Aula,  avendo  riscontrato  alcune  imperfezioni  e
  anomalie nel testo distribuito, la prego di considerare non apposta
  la  mia  firma  è dell'onorevole Savona. Quindi non  è  firmato  da
  Savona.
   Il  Maxi del 2 è arrivato? Aspetta il sub dell'1 ed il sub del  2.
  Anche  quello del Maxi.Gov aspettiamo dei subemendamenti. Onorevole
  Barbagallo è da stamattina alle 9 che l'aspetto
   Abbiamo aspettato due ore Barbagallo che presentasse il suo,  sono
  i  sub  del Maxi.Gov. E allora sono arrivati tutti i sub, ora  sono
  completi. un attimo che li verificano, non è che il suo emendamento
  si  deve  vedere  subito  e  gli altri  no,  stanno.....  onorevole
  Barbagallo  io la detesto , onorevole Barbagallo stanno verificando
  i  sub  che sono stati presentati, appena sono pronti cominciamo  a
  votare subito.
   Colleghi,  da questo momento non si accettano più sub  emendamenti
  perché se no impazziamo, grazie.
   Pragmaticamente si potrebbe fare così. Mentre aspettiamo  che  gli
  Uffici valutino i subemendamenti, l'onorevole Barbagallo ha chiesto
  di   potere   illustrare  -  scusate  siete  davanti  all'onorevole
  Barbagallo,  onorevole  Dipasquale  e  Assessore  -  sta   parlando
  l'onorevole  Barbagallo che ha chiesto di poter illustrare  il  sub
  per il Maxi.2.

   BARBAGALLO.  Grazie, Presidente. Insieme con il  Movimento  Cinque
  Stelle abbiamo presentato il Maxi 2, per cui ci rimettiamo al testo
  perché è piuttosto eloquente.
   Negli    ultimi   minuti   abbiamo   presentato   un   emendamento
  modificativo, perché ci sono alcune difficoltà sulle coperture. Noi
  al  comma  1  chiedevamo lo scongelamento di tutta  la  misura  che
  riguarda lo sport di base, e segnatamente la legge n. 8.
   Come  abbiamo già evidenziato in sede di discussione generale,  il
  Governo  lo  sa  bene, troviamo assolutamente ingiusto  che  alcune
  categorie dello sport come quelle al vertice o altri capitoli  come
  il  Cip,  non siano soggetti a congelamento della somma, mentre  lo
  sport di base, che è quello che riguarda le quarantadue federazioni
  sportive,  quindi i ragazzi che fanno sport, le scuole  calcio,  le
  scuole  di  nuoto,  eccetera, siano sottoposte ad  un  congelamento
  pesante del quaranta per cento delle risorse.
   Avevamo  chiesto lo scongelamento immediato, raschiando il  barile
  siamo arrivati ora a presentare questo emendamento che lo riduce di
  350.000 euro, è un piccolo segnale in un tempo difficile.
   Ci  aspettiamo e facciamo voti al Governo affinché in pochi minuti
  trovi  la  copertura, altrimenti ci vedremmo costretti a votare  il
  nostro emendamento.

   PRESIDENTE. Scusi onorevole Barbagallo, non ho capito bene,  è  un
  1.800.000 euro il comma 1, e invece?

   BARBAGALLO.    Nell'ambito   della   copertura   dell'emendamento,
  raschiando il fondo del barile, abbiamo reperito 350.000  euro  che
  sono un piccolo segnale. Il Governo potrebbe mettere il resto.

   PRESIDENTE. Quindi questo... Un 1.500.000 di euro, era  1.800.000,
  trecento,  sempre  di scongelamento parliamo, bisogna  coprirlo  lo
  stesso,  Assessore.  La  copertura ci deve  essere  comunque  e  la
  copertura può essere questa.
   Allora  Assessore ha sentito, si sta informando un attimo come  si
  può  fare.  Un attimo solo che l'Assessore sta vedendo  di  potervi
  accontentare.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi abbiamo ascoltato  la
  comunicazione  sul  maxi  emendamento al disegno  di  legge,  e  in
  particolare  laddove  lei ha dichiarato che  questa  Presidenza  ha
  altresì   deliberato   di   stralciare  dall'emendamento   Maxi.Gov
  presentato  dal  Governo le seguenti disposizioni.  Tra  queste  il
  comma  36,  in quanto contengono norme in contrasto con  precedenti
  deliberazioni d'Aula.
   Io  sono  assolutamente d'accordo con la sua comunicazione,  e  mi
  auguro che il Governo non tenti di ripresentare per la terza  volta
  un  emendamento contro il Regolamento, dopo che lei  ha  fatto  una
  comunicazione ben precisa.
   Probabilmente  la  mia comunicazione è superflua,  però  mi  piace
  essere chiaro fino in fondo, signor Presidente, perché diversamente
  io  non capisco perché il milione e nove che era destinato al comma
  36  non viene destinato allo sport piuttosto che non utilizzare  il
  milione  e  nove  previsto  visto  che  non  si  può  destinare  al
  ripristino del capitolo per attività turistiche.
   Sulla  chiarezza dobbiamo essere chiari fino in fondo anche  nella
  diversità di opinioni politiche, ma almeno nella chiarezza.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo ho guardato un attimo, visto che lei ha
  accennato  a  qualcosa evidentemente c'era un motivo. E  allora  il
  Governo, sempre su quel capitolo, ha scongelato un'altra somma  che
  c'era  sempre  in  quel  capitolo e  l'ha  scongelata  congelandone
  qualcuna di un altro capitolo ancora. Non so se è chiaro.
   Cioè  non è che sono state rimesse somme là. All'interno  di  quel
  capitolo  stesso  c'erano messi due milioni congelati,  sono  stati
  scongelati per essere congelati da un'altra parte.
   Questo  mi  sembra  di  avere  capito,  però  un  attimo  che   lo
  verifichiamo con calma. È così o no?
   A me sembra di avere capito così, però un attimo.
   Un attimo, un attimo.
   È  chiaro  che se il tentativo di rimettere di nuovo una cosa  che
  era  stata stralciata non si sarebbe potuto mettere, però mi dicono
  gli Uffici che la cosa
   Prima  mi  fate capire bene se ho detto cose giuste o corbellerie?
  Un attimo solo.
   Io  non  avevo  completamente  torto quando  dicevo  che  dovevamo
  lasciare  lavorare  gli  Uffici  stasera  per  poi  votare   domani
  sinceramente.
   Perché sono tutte una serie di piccole cose che sfuggono, non  c'è
  niente  da  fare. Io capisco che c'è chi deve andare  via,  capisco
  tutto, però se vogliamo fare un lavoro pulito purtroppo
   Scusate,  allora  mentre gli Uffici fanno questo  conteggi  io  ho
  bisogno  di  una  velocissima Conferenza  dei  Capigruppo  in  Sala
  Lettura  perché  dobbiamo decidere che cosa fare,  perché  sono  le
  21.00  e  ancora  non  siamo  neanche al  primo  emendamento,  cioè
  arrivare domani alle 6.00 totalmente sfiniti
   Onorevole,  non possiamo fare un maxiemendamento e non gli  altri,
  si devono votare insieme. Allora, mi faccia vedere come è combinata
  la  situazione, perché se capiamo che ancora ci sono troppe cose da
  sistemare
   Intanto,  devo dare delle comunicazioni. La prima: con riferimento
  all'emendamento MAXI 1 i commi 108 e 109 sono trasferiti al 13 Gov.
   riserve , per cui lo voteremo comunque insieme al MAXI  1  ma  poi
  verrà  spostato. Con riferimento all'emendamento MAXI Gov. il comma
  9  è  trasferito alle riserve; il comma 11 è riproduttivo di  norme
  già  in vigore pertanto è stralciato; il comma 3 è inserito tra  le
  disposizioni stralciate per un mero errore ed è pertanto ammesso  a
  votazione; il comma 57 è trasferito anche questo a  riserve .

   DI CARO. Presidente, il comma stralciato per errore qual è?

   PRESIDENTE.  Il comma 13 del MAXI Gov. Onorevole Di Caro,  se  gli
  Uffici dicono che è un errore, non credo che si assumano errori che
  non hanno commesso.
   Intanto, il Governo mi ha detto che per tutti gli emendamenti  sia
  il  Governo  che  la Commissione si rimetteranno all'Aula,  che  mi
  sembra una cosa di cortesia e di intelligenza secondo me.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  A  me una cosa di questo genere la poteva  comunicare
  solo  lui  che  è  il responsabile dei rapporti con l'Assemblea.  E
  comunque,   onorevole  Cracolici,  ormai  che  me  l'ha  comunicato
  prendiamocelo e buonanotte
   Colleghi,  se  mi posso permettere, questa è l'ultima  finanziaria
  che  facciamo in questa Legislatura. Io ho sempre cercato sin dalla
  prima finanziaria di trovare soluzioni di accordo perché credo  che
  poi  la finanziaria è l'espressione massima in una legislatura anno
  dopo  anno  del  lavoro che fanno Governo e Parlamento.  Spesso  ci
  siamo  riusciti, non sempre. Abbiamo fatto ogni tanto  dei  casini,
  ricordo  i famosi collegati che non erano collegati, gli scollegati
  che  erano venduti come collegati e invece erano scollegati o altre
  situazioni  in  cui  spesso  ci  siamo  arrabbiati  col  Governo  e
  quant'altro.
   Però,   credo  che  questa  Legislatura,  nonostante  quest'ultimo
  periodo,  non  si  possa  dire che sia  stata  una  Legislatura  di
  grandissimi  scontri.  C'è stata, ovviamente, una  contrapposizione
  anche  forte  tra  il Governo e il Parlamento.  Se  posso  dare  un
  suggerimento  per  questi ultimi sei mesi al Governo  è  quello  di
  considerare  il Parlamento non un elemento estraneo alla  politica,
  ma un elemento fondante della politica, perché qualsiasi cosa senza
  il controllo del Parlamento farebbe sparire l'idea di un regime che
  è  quella  della  Democrazia.  Ora c'è  qualcuno  che  dice  che  è
  terribile,  ma è il meglio che abbiamo trovato finora.  E,  quindi,
  questo   atto  finale  dell'ultima  Legislatura  del   Governo   di
  comunicarmi  direttamente, non glielo avevo chiesto, si  è  voltato
  verso  di  me  l'assessore Cordaro per farmi questa  comunicazione,
  credo  che  debba essere letto come un atto, non è che  sia  chissà
  quale  generosità,  ma  è  un  atto  intanto  di  intelligenza   ed
  educazione  istituzionale,  cosa che  io  valuto  enormemente  bene
  perché  spesso  tra  le  Istituzioni  è  proprio  la  mancanza   di
  educazione quella che crea scontri enormi.
   Dopodiché,  il  Governo sa benissimo, così  come  sanno  i  Gruppi
  parlamentari, che nei vari maxi c'è compreso qualche cosa  che  non
  piace,  questo  è  fin  troppo ovvio,  alla  sinistra  non  piacerà
  qualcosa  che c'è del Governo del centrodestra, al centrodestra  ci
  sarà  qualcosa  che  non  va nel centrosinistra,  entrambi  avranno
  qualcosa  che  non  gli  va del Governo e il Governo  nella  stessa
  maniera.  Però,  il rimettersi all'Aula significa  rimettersi  alla
  sensibilità,  all'intelligenza e alla volontà di tipo istituzionale
  che  ogni parlamentare, che ogni persona che si siede in quest'Aula
  deve assolutamente avere.
   Per cui, devo dire che valuto questo gesto in maniera estremamente
  positivo  e ringrazio l'assessore Cordaro per questo gesto  che  ha
  fatto.  Il  che  non significa che ora saremo in  pace,  ma  perchè
  ognuno poi farà la sua parte. Ma comunque, in questo momento in cui
  ci   siamo   accusati   vicendevolmente  da  Parlamento,   Governo,
  maggioranza, opposizione, eccetera, lo leggo veramente  in  maniera
  molto molto positiva e la ringrazio ancora.
   Così  come  devo  dire che in questa finanziaria - sto  aspettando
  una  cosa la devo fare, parlo - devo dire, prima di dare la  parola
  all'onorevole  Lupo, che in questa finanziaria  non  c'è  stato  il
  famoso assalto alla diligenza di cui qualcuno ha parlato nel  corso
  degli  anni. Guardate che se io lo dico è perché è così. Io ricordo
  finanziarie  in  cui si finanziava di tutto. Ora sarà  stata  forse
  anche  la mancanza di quattrini che ci ha reso più bravi, però  non
  c'è dubbio che cose di quelle che uno guarda e dice  ma che cose di
  pazzi    io  non  ne ho trovate può essere che qualche  cosa  mi  è
  sfuggita ma sinceramente non ne ho trovate.
   LUPO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   LUPO.  Grazie  Presidente,  approfittiamo  di  questo  momento  di
  approfondimento  e  di  pausa.  Vorrei  chiederle,  Presidente,  di
  riconsiderare lo stralcio del comma 43 del MAXI Gov.  che  riguarda
  l'ente  di  sviluppo  agricolo. E' una  questione  che  l'Assessore
  Scilla  ha  affrontato con impegno devo dire con le  organizzazioni
  sindacali per trovare
   PRESIDENTE.  E' stato presentato un emendamento che lo  rimette  a
  posto.
   LUPO.  Ecco.  Credo  che sia opportuno e che, probabilmente,  vada
  adottata una formulazione diversa adeguando le coperture.
   PRESIDENTE. E' stato già presentato, è stato già accordato diciamo
  un emendamento.
   LUPO. Magari è possibile averlo così lo valutiamo intanto, grazie.
   PRESIDENTE.  E  ora  appena li hanno visti  tutti,  ovviamente  li
  distribuiamo.
   Faccio  la domanda al microfono: quanto vi manca ancora?  Intanto,
  mi  è stato comunicato che ci sono i panini al bar, qualcuno se  lo
  può andare a prendere in modo da non uscire dopo.
   Allora,  al  MAXI  1  anche il comma 87 passa all'articolo  13,  a
   riserve .
   Distribuiamo  i  subemendamenti. E allora, si stanno  fotocopiando
  materialmente  i  subemendamenti che sono stati sistemati  tutti  e
  possiamo iniziare.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  A chi li ha presentati? No, ma io avevo detto poco fa
  che  emendamenti non se ne possono presentare più. Non  sono  stati
  accettati, perché sennò diventa veramente una barzelletta
   Colleghi, per favore, io non ne posso accettare più emendamenti

                     (Interventi fuori microfono)

     PRESIDENTE.  Ho capito  E' inutile che lo dite voi,  perché  dal
  vostro Gruppo mi sta arrivando
   Basta, per favore
   E' ovvio, colleghi, che siccome vedo che ci sono degli emendamenti
  di  spesa sono inammissibili; è inutile che li presentate perché  è
  chiaro  che  non  si può. Onorevole Pellegrino, le avevo  suggerito
  oggi di provare a inserirlo prima che arrivasse.

   PELLEGRINO.   C'è   un   ordine   del   giorno   in   sostituzione
  dell'emendamento,  Presidente. Però, considerato  che  vengono  poi
  votati successivamente alla finanziaria, se il Governo potesse dare
  adesso  il parere sull'ordine del giorno che è dello stesso preciso
  tenore.

   PRESIDENTE.  Assessore,  un  parere in  anticipo  sull'ordine  del
  giorno che mi ha appena presentato?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Poi li diamo tutti insieme.

   PRESIDENTE. Ho capito, però l'onorevole Pellegrino vuole un minimo
  di garanzia.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Ovviamente,  dico  sul  punto  visto  che  risolviamo  un   profilo
  procedurale il Governo è assolutamente d'accordo. E' chiaro che poi
  li approveremo insieme poi tutti gli ordini del giorno ma questo ne
  farà parte con il gradimento del Governo.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Pellegrino, grazie Assessore.
   Assessore Armao, chiedo scusa, giusto per capirci, altrimenti  non
  ci  capisco  più  niente. Noi non accettiamo, noi non  consideriamo
  ammissibili emendamenti di spesa da parte del Parlamento, ma quelli
  vostri sono tutti di spesa.

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE. Lo dica al microfono, perché altrimenti...

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Grazie,  Presidente.  I  nostri  subemendamenti  sono  intanto  per
  regolare la posizione del turismo, con la conseguenza che riusciamo
  a  sbloccare  sia somme del turismo, sia per lo sport  che  per  la
  promozione, e quindi due emendamenti sono in questo senso. Poi  c'è
  il subemendamento apprezzato...

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa, siccome c'è una  giornata  complicata,
  allora  emendamenti  che  devono essere coperti  in  altra  maniera
  perché li stiamo presentando ora?

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE.  Ho  capito  però in tutta questa  finanziaria  io  ai
  deputati  ho stralciato una marea di cose perché non erano relative
  alla finanziaria, ora se le accettiamo invece l'ultimo giorno, sono
  cose che non è obbligatorio fare oggi.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Presidente, però noi così credo che abbiamo ragionato anche col  PD
  su questa cosa del turismo e abbiamo trovato un equilibrio grazie a
  questi emendamenti.

   PRESIDENTE.  Infatti, ero convinto che fossero  tutti  emendamenti
  relativi  a  sistemazioni  della finanziaria,  cioè  ci  sono  cose
  totalmente nuove.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  No, su questo
   Allora,  scusate, il punto 1 a quanto pare è stato concordato  con
  gli  Uffici perché, mi dicono, riguarda una questione di una parola
  che aveva determinato uno stralcio e che grazie a questa parola...

   PRESIDENTE. Di spesa.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Di
  spesa, allora di spesa quale abbiamo? Questo riguardante il CAS...

   PRESIDENTE.  Non  riguarda il CAS, altrimenti  lo  dovrei  rendere
  inammissibile. Cioè, non è un tentativo di rimettere

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.  È
  un  capitolo di spesa per un'anticipazione, che però è determinante
  quindi   l'abbiamo  rimodulato  proprio  per  consentire  -   scusi
  assessore  Falcone  -  la vicenda del CAS è fondamentale  per  dare
  sopravvivenza  al  CAS  per  noi, quindi  l'abbiamo  riformulato  e
  riscritto completamente.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, ci mette in grande difficoltà  questa
  cosa,  perché giustamente tutti i deputati dicono "insomma,  a  noi
  avete detto no su tutto, e ora "

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Scusi,  completo, così... L'emendamento Maxi.Gov.3 è un emendamento
  del  quale abbiamo parlato, però a quanto pare c'è qualche problema
  tecnico.  Mi  dicono  che  dovrebbe  passare  all'IRFIS,   così   è
  strutturato sull'IRCA.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Probabilmente, se dobbiamo andare avanti serenamente, è  meglio  in
  questo momento toglierlo e poi vediamo di recuperarlo più avanti.

   PRESIDENTE. È ritirato. Andiamo avanti.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Mi
  scusi,  concludo, quello successivo è servito al turismo  per  fare
  quella  liberazione. Questo riguardante l'Ente di sviluppo agricolo
  credo   che   sia   stato  condiviso,  perché   è   una   richiesta
  dell'Assessore

   PRESIDENTE.  No, chiedo scusa, condiviso non mi interessa,  voglio
  capire se lo dobbiamo... se è coperto o no.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Certo che sono coperti, Presidente. La copertura c'è assolutamente.
  Poi  c'è  quest'ultimo che riguarda i ciechi, che è una...  Abbiamo
  cercato di integrare...

   PRESIDENTE. E questo va bene perché è un emendamento su  una  cosa
  esistente, e su questo non c'è dubbio.

                          (Subbuglio in Aula)

   Il CAS è stato ritirato, punto

                          (Subbuglio in Aula)

   Onorevole Caputo, il suo è inammissibile. Ritirato.

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   Assessore  Falcone,  la  prego  onorevole  Dipasquale,  la  prego.
  Assessore Falcone, la prego. Onorevole Dipasquale, per favore. Così
  mi sembra di avere capito. Ne parliamo nel momento in cui...

                          (Proteste in Aula)

   Stiamo  litigando  tanto  perché  avevamo  avuto  due  momenti  di
  serenità,  e  quindi oggi dobbiamo litigare. Io avevo  chiesto  una
  cosa  al Governo che mi ha risposto, devo dire anche stavolta,  con
  assoluta precisione, punto.
   Dopodiché  un emendamento o due che ha capito che non si  potevano
  passare,  sono stati ritirati e quindi state calmi, non c'è  motivo
  di gridare. Stiamo cercando di fare le cose nella maniera giusta.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI. Presidente, non è per fare polemica, ma se c'è una somma
  per  stabilizzare alcune persone che sono da 25 anni che aspettano,
  non  è  che li possiamo buttare a mare e poi andiamo a stabilizzare
  altra gente che entra adesso.

   PRESIDENTE. Sono con lei.

   LANTIERI. Mi sembra assurdo, toglierli su tutto va bene  ma  sulle
  famiglie no

   PRESIDENTE. Non so a cosa si riferisce ma sono d'accordo con lei.
   Onorevole Lantieri, ho detto al Governo che se ci sono emendamenti
  di spesa aggiuntivi, non li accetto.
   Se  poi ci sono sistemazioni sulle cose già esistenti allora è  un
  altro conto.

   LANTIERI. Su tutto possiamo toglierli, ma su certe cose no.

   PRESIDENTE. L'onorevole Lantieri ha ragione.
   Tutti  abbiamo bisogno, si sa benissimo che ci sono una  marea  di
  cose che si potrebbero fare e non si sono fatte. Per cui o c'è  una
  linea per tutti o non c'è per nessuno e così sarà fatto
   Dopo  avere ricevuto l'informazione del Governo che per tutti  gli
  emendamenti  c'è la remissione all'Aula, a questo punto restituisco
  la  cortesia  istituzionale  e  faccio  votare  subito  quello  del
  Governo.


                        Sull'ordine dei lavori

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Cerchiamo di evitare interventi lunghi.

   BARBAGALLO.  Chiedo di parlare sull'ordine dei  lavori  anche  per
  fare  un po' di ordine con noi stessi perché sono fasi concitate  e
  siamo tutti stanchi, dall'attesa e da questi giorni di finanziaria.
   Sull'ordine  dei lavori. Abbiamo illustrato l'emendamento  Maxi  2
  che è quello proposto dalle opposizioni.
   Abbiamo  presentato alcuni emendamenti, alcuni dei quali ritiriamo
  e  segnatamente: il 2.2 sul Maxi delle opposizioni e l'1.4 sul Maxi
  1.
   Siccome  abbiamo  illustrato il Maxi 2 le  chiederemmo  per  garbo
  istituzionale, anche nei confronti delle opposizioni, di votare per
  prima il Maxi 2.

   PRESIDENTE. Era già iniziato il dibattito sul Maxi 2?

   BARBAGALLO. Avendo fatto tutte le verifiche. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Anche qui, come sempre, nessun problema.


    Riprende  il seguito della discussione unificata dei  disegni  di
  legge   Bilancio  di  previsione della  Regione  siciliana  per  il
  triennio  2022/2024.   (n. 1224) e  Legge  di  stabilità  regionale
  2022/2024.  (n. 1234)

   PRESIDENTE.  Se  era già iniziato il dibattito sul  2  finiamo  di
  votare il 2.
   Quali emendamenti ci sono sul Maxi 2?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. E' la copertura. Ritira la copertura? Siamo consumati
   Siamo sul Maxi 2. Quindi quello non è ritirato.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Con  riguardo  al  Maxi  2, considerato che c'è  un'esigenza  molto
  avvertita  nel comune di Caltanissetta che è interessato  dal  Maxi
  2.71 e che il Maxi 2 prevede con riguardo all'Istituto Gramsci  uno
  stanziamento  di  200  mila euro, nel frattempo  anche  il  Governo
  regionale  aveva  fatto uno stanziamento che porterebbe  -  abbiamo
  sentito  anche  i  vertici dell'Istituto - ad uno stanziamento  ben
  oltre  le  necessità che hanno ravvisato e che  il  Parlamento  sta
  corrispondendo, il Governo orienterebbe questi 100 mila euro che si
  liberano perché già 200 sono assegnati nei confronti del comune  di
  Caltanissetta per le finalità di cui al comma 71.

   PRESIDENTE. Lo abbiamo? Non abbiamo niente.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Lo
  volevo illustrare per presentarlo, questo è l'orientamento.
   Siccome  è  un emendamento che il Governo presenta a  un  Maxi  di
  iniziativa parlamentare.

   PRESIDENTE. Se è una cosa al Maxi 2 bisogna farle l'emendamento al
  Maxi 2.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Certo,   siccome  è  un  emendamento  del  Governo   ad   un   Maxi
  dell'opposizione,   lo   sto  illustrando  prima   di   presentarlo
  direttamente visto che abbiamo inaugurato
   E' concordato.

   PRESIDENTE. Quindi quelli che ci sono rimangono validi?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Certo.

   PRESIDENTE. Attenzione  Perché altrimenti non capiamo più niente.

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Io
  presento allora l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il Maxi 2.1.   Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il Maxi 2.2 è ritirato perché c'è la riscrittura.
   Si  passa  al Maxi 2.2 R. Il Governo e la Commissione si rimettono
  all'Aula.
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al Maxi 2.3. E' sostitutivo. Va benissimo.
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al Maxi 2.4. Assessore, il Maxi 2.4

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE.  Io  ho  il Maxi 2.4, a firma dell'onorevole  Zitelli,
  Aricò ed altri.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. È un errore questo?

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Intanto, non so a quale Maxi è, ma manca la copertura.
   Come lo prendiamo? Il Maxi 2.4 è ritirato.

   ZITELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITELLI. Signor Presidente è un problema che ci tiriamo da qualche
  anno. Magari lo convertiamo in ordine del giorno per vincolare

   PRESIDENTE. Bravissimo, l'onorevole Zitelli. Quindi,  non  ce  n'è
  più?
   Quello  dell'onorevole Zitelli è ritirato, trasformato  in  ordine
  del giorno. Questi emendamenti che state trasformando in ordini del
  giorno me li dovete dare però.
   Onorevole Pellegrino, lo dico anche a lei.
   Si  passa  al  Maxi  2.5, a firma del Governo  per  cui   duecento
  migliaia   sono  sostituiti  da  trecento    con  quale  copertura,
  Assessore?
   Allora,  al comma 71 le parole  duecento migliaia  sono sostituite
  con  trecento  .
   E con quale copertura? Mi faccia l'assegno

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. E quindi va bene così e poi li toglie dal Governo?

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE.  Sì,  non è Gramsci però, eh? Non stiamo  parlando  di
  Gramsci.

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE. Caltanissetta, va bene.
   Sappiamo  e ricorderemo tutti che al momento del Maxi del  Governo
  bisogna aggiungere un subemendamento che ripristini la copertura.
    Pongo  in  votazione il Maxi 2.5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento Maxi 2.
    Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Facciamo  velocemente l'emendamento Maxi 1,  Assessore,  a  questo
  punto?
   Così poi mi sembra che ci sia più tempo da perdere sul Gov.
   Si passa all'emendamento Maxi 1.
   Allora, quanti subemendamenti ci sono? Ecco allora questo è quello
  che è stato fatto di riduzione complessiva che è il Maxi 1.8, ed  è
  ovviamente   obbligatorio  perché  altrimenti   non   si   potrebbe
  approvare.  Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al subemendamento Maxi 1.1 che così recita:   il  comma
  nove è soppresso .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa al subemendamento Maxi 1.2 che così recita:  il comma 29
  è soppresso .

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, io l'ho  chiamato  un  po'  come  lo
  schiaffo  alla  meritocrazia, quando ho  letto  questo  emendamento
  onestamente  è  quella la sensazione che ho provato  e  per  questa
  ragione  ho presentato un emendamento soppressivo di questo  comma,
  il   29.  In  una  stagione  in  cui   Presidente  veramente  trovo
  difficoltà  a  intervenire su un argomento del genere,  in  cui  la
  Regione  ha  sbloccato i concorsi, in cui ovunque si sta procedendo
  verso  la  direzione che per poter dare un messaggio  diverso  alla
  nostra  Terra, dove chi ha investito nello studio, nell'università,
  le  famiglie che hanno speso centinaia di migliaia di euro per dare
  ai   propri   giovani  un  messaggio  diverso  in   questa   Terra,
  quest'Assemblea  vuole approvare un emendamento in  cui  chi  viene
  scelto dalla politica ha la possibilità di continuare a lavorare in
  Assemblea anche in assenza del Gruppo.
   Guardi,  Presidente, mi creda sono in forte difficoltà perché  mai
  mi  sarei  aspettato una norma del genere e credo che  approvandola
  lanceremo fuori un messaggio veramente brutto per la nostra Terra.
   Le  chiedo  e chiedo all'Assemblea tutta di approvarla  perché  un
  esempio  che mi è venuto in mente qualche minuto fa, è come  se  io
  avessi  chiesto  a  un mio collega di un ufficio di  Presidenza  di
  assumere   mio   fratello  e  oggi  mio  fratello  potesse   essere
  stabilizzato all'interno dell'Assemblea regionale siciliana;  è  un
  messaggio  talmente brutto, Presidente, che secondo me noi  non  ci
  possiamo permettere, che questa Regione non si può permettere e  mi
  auguro che venga bocciato. Grazie.

   PRESIDENTE.  E, allora, do la parola però le cose sono diverse  da
  come  le  ha  dette  ovviamente,  non  c'è  alcuna  stabilizzazione
  all'interno  dell'Assemblea, non si possono avere  senza  i  Gruppi
  perché sono persone che vengono assegnate ai Gruppi, cioè ai gruppi
  politici,  per  cui  in Assemblea si entra solo  per  concorso,  in
  Assemblea  si  entra solo per concorso, questo lo  posso  dare  per
  certo,  e  in  ogni  caso  a  invarianza totale  di  spesa  perché,
  comunque, è soltanto nel momento, proprio perché i Gruppi  politici
  ne  hanno  bisogno, se va via in pensione qualcuno se ne prende  un
  altro  per  cui, onorevole Sunseri, le cose per carità  ognuno  può
  fare l'intervento che vuole ma le cose vanno dette correttamente.
   Comunque  lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

               (Alcuni deputati chiedono il voto palese)

   PRESIDENTE. Che succede? Voto palese benissimo, e allora  mi  date
  un attimo.

              (Alcuni deputati chiedono il voto segreto)

   PRESIDENTE. Voto segreto? E allora prevale il voto segreto  quindi
  deve  essere segreto, sto aspettando. Non è un problema. Scusami  i
  richiedenti ci sono? No, no, un emendamento, ok?

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Maxi 1.2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento Maxi 1.2.
   Chi  vuole  approvare  l'emendamento  dell'onorevole  Sunseri  deve
  votare verde, chi non lo vuole approvare deve votare rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         61
   Votanti             50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          21
   Contrari            29
   Astenuti            1

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento Maxi 1.3, dell'onorevole Lupo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
  norma   che  abbiamo  appena  approvata  creerà  qualche  imbarazzo
  all'esterno. Detto questo, ho il dovere però di entrare nel  merito
  della   norma   ed   entrando  nel  merito  abbiamo   proposto   un
  subemendamento al comma 29 per togliere l'espressione finale e cioè
    e  che  i medesimi fossero già stati contrattualizzati nel  corso
  della precedente legislatura ai sensi dell'articolo 8'.
   Ora, noi stiamo parlando di un elenco e un elenco è un elenco, poi
  ci  saranno  i  futuri  Gruppi  che  decideranno  le  modalità  per
  avvalersi di eventuali persone che hanno svolto questa attività. Ma
  non  si capisce con molta onestà perché tutti coloro che sono stati
  contrattualizzati  in  questa  legislatura  sono  esclusi,   mentre
  sarebbero  inclusi  soltanto  quelli  che  oltre  a  essere   stati
  contrattualizzati in questa legislatura, parlo dai deputati, devono
  essere  anche stati contrattualizzati nella legislatura precedente,
  quindi  stiamo in qualche modo costruendo una riserva della riserva
  impedendo di potere essere iscritti ad un elenco anche a coloro che
  hanno avuto un contratto di collaborazione con i deputati di questa
  legislatura. Ecco perché noi proponiamo

   PRESIDENTE.  Soltanto un chiarimento. Questa legislatura  la  deve
  avere pure.

   CRACOLICI. Sì ma deve avere questa più quell'altra. Chi  invece  è
  stato contrattualizzato solo in questa non può accedere,

   PRESIDENTE. Ma può accedere alla prossima, è per avere  un  minimo
  di esperienza

   CRACOLICI. Signor Presidente, questa è una disposizione, Purtroppo
  non  è  così,  so  di che cosa sto parlando, quindi  con  tutto  il
  rispetto.

   PRESIDENTE. Anche io, mi scusi.

   CRACOLICI. Mi faccia finire, Presidente.

   PRESIDENTE. Prego.

   CRACOLICI.  La  dico  come la penso. Se si  fa  un  elenco  per  i
  collaboratori dei deputati allora l'elenco deve essere aperto,  non
  si  può  fare l'elenco per i collaboratori dei deputati  che  erano
  pure   contrattualizzati  nei  gruppi  parlamentari  nella   scorsa
  legislatura  perché  questo  è motivo  di  discriminazione,  quindi
  siccome  un  elenco è un elenco, poi le modalità di  selezione  per
  quello  che  diceva lei riguardano la sostituzione  di  coloro  che
  andranno  in  pensione  di quell'elenco, ma  quell'elenco  non  può
  essere un elenco fotografia rivolto solo ad alcuni escludendo tanti
  altri. Poi saranno i Gruppi a scegliere.
   Allora,  Presidente,  il mio subemendamento  elimina  quest'ultimo
  rigo   proprio  perché  consente  anche  ai  colleghi   che   hanno
  contrattualizzato  in  questa legislatura di  poter  consentire  ai
  propri  collaboratori di essere iscritti nell'elenco. Per il  resto
  poi vedremo.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Presidente, io stranamente sono favorevole a quanto

                           (Brusio in Aula)

   ARICO'. Può succedere. Nell'ultima finanziaria sono d'accordo  con
  l'onorevole Cracolici, quindi rispetto tutte le motivazioni che  ha
  elencato  l'onorevole Cracolici e devo dire anche con  l'esclusione
  di quelli che prima della precedente legislatura sono stati esclusi
  perché  vorrei  capire, Presidente, se vanno bene quelli  che  sono
  stati  contrattualizzati nella XVI legislatura  perché  non  devono
  andare  bene quelli che hanno avuto il contratto nella XV  o  nella
  XIV  o  nella XIII? E forse sono stati fuori. Questo perché? Perché
  forse   non  sapendo  diciamo  la  platea  non  si  può,   diciamo,
  verificare.   E  allora  io,  sono  d'accordo  a  quanto   proposto
  dall'onorevole    Cracolici    e   vorrei    anche    sottoscrivere
  l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Scusate  onorevole  Calderone,  Galvagno,   onorevole
  Calderone aveva chiesto di intervenire? No, basta.
   Pongo  in  votazione  il subemendamento  1.3  al  Maxi  1.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Abbiamo messo in votazione quello suo. Non  approvato.
  Io ho detto, scusa.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Scusami io l'ho fatto votare ho detto chi è favorevole
  in  piedi,  chi è contrario seduto. Lo vediamo dal verbale.  Se  ho
  detto  è approvato, è approvato. Scusami, facciamo rivotare, guardi
  se  c'è  stato   Io  sono stato chiarissimo.  Io  ho  detto  chi  è
  favorevole in piedi, chi è contrario resta seduto, non approvato.
       (Alcuni deputati affermano che non si è sentito l'audio)

   PRESIDENTE. Ma che posso fare io? Senza gridare. Rivotiamo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie  Presidente.  Senta  in  aggiunta  da  quanto  detto
  dall'onorevole     Cracolici,    dall'onorevole     Aricò     trovo
  discriminatorio  che  alla  lettera  c)   si  preveda  che  abbiano
  intrattenuto rapporti di lavoro con i Gruppi parlamentari o  meglio
  che si preveda esclusivamente che   nel senso che come noi sappiamo
  bene   la   legislazione  vigente  consente  anche   di   avere   i
  collaboratori dei Gruppi che non siano direttamente dipendenti  dei
  Gruppi ma dei deputati componenti dei Gruppi. Andare a discriminare
  quei  Gruppi che non hanno direttamente assunto i dipendenti, hanno
  preferito   l'altra  modalità  prevista  dalla  legge,   lo   trovo
  fortemente discriminatorio.

   PRESIDENTE.  Lo  posso  dire sinceramente che  non  ne  ho  capito
  niente?

   LUPO. E' fortemente limitativo.

   PRESIDENTE. Le chiedo scusa.

   LUPO.  Cioè, se il senso è, concludo brevissimamente, di  favorire
  l'esperienza  maturata dal personale che ha lavorato per  i  Gruppi
  parlamentari  l'hanno  fatto sia quelli  direttamente  assunti  dai
  Gruppi parlamentari che quelli assunti dai parlamentari all'interno
  dei  Gruppi. Non cambia assolutamente nulla. Questa discriminazione
  non capisco proprio che senso abbia.

   PRESIDENTE. Io mi sono confuso.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Condivido il punto di vista dell'onorevole Lupo  perché
  in  effetti  che differenza c'è in termini di esperienza?  Scusate,
  Presidente, può fare

   PRESIDENTE.  Onorevole  Damante,  onorevole  Damante,  la   prego.
  Grazie.

   FIGUCCIA.  E,  allora, volevo sostenere la tesi  che  è  stata  in
  questo  momento rappresentata dall'onorevole Lupo e condividere  un
  ragionamento.   Nella  fase  di  contrattualizzazione   di   questo
  personale  al  di  là  del  fatto che i collaboratori  siano  stati
  inseriti all'interno dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli, stiamo facendo la finanziaria e  ci  stiamo
  impantanando su un emendamento che non c'entra niente.

   FIGUCCIA.  Io  ritengo che bisogna dare lo stesso  trattamento  ed
  evitare discriminazioni.

   PRESIDENTE.  Scusate, onorevole Figuccia, ci stiamo  impantanando.
  Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario  si  alzi.  Ed  è
  approvato. Basta

   FIGUCCIA.  Quale? Quale? Ma che cosa abbiamo approvato.  Lupo.  Va
  bene.

   PRESIDENTE. Io ho approvato quello di Cracolici. L'ultimo che  era
  stato presentato.
   Si  passa  al  subemendamento Maxi 1.4, il comma 33  che  cosa  è?
  Ritirato.
   Il  subemendamento Maxi 1.5 è ritirato. Si passa al subemendamento
  Maxi 1.6.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Credo che abbiamo garantito con la collaborazione  di
  tutti un ordine ai lavori, garantendo ed evitando eccessi. Il comma
  95,  non  so tra i colleghi chi l'abbia proposto, rompe  la  logica
  della  professione.  La  professione  di  guida  turistica  è   una
  professione disciplinata per legge nazionale e per legge regionale.
  E'  un  esame  per  cui  si studia, ci si prepara,  ci  sono  delle
  competenze  e  non può essere sostituito da un comma che  non  solo
  offende le guide turistiche ma vanifica mesi e mesi di lavoro, anni
  di studio e attività. Eludere l'attività di guida turistica con una
  scorciatoia  che  farebbe fare una figuraccia  internazionale  alla
  Regione  che  ha più siti UNESCO al mondo è una pagina  che  questo
  Parlamento  non  merita. A nostro giudizio,  prima  che  l'Aula  si
  pronunci, gli Uffici dovrebbero valutare pure l'inammissibilità.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Grazie, signor Presidente. Io mi associo alla  protesta
  del  comma  95 che già ha esposto il collega Barbagallo, ma  vorrei
  aggiungere  qualcosa di più. Il settore delle  guide  turistiche  è
  stato pesantemente danneggiato, i cui redditi sono stati falcidiati
  dalla  pandemia.  Oltretutto, hanno - mi  faccia  finire  -  anche,
  spesso   e   volentieri    lo   stesso  volontariato   con   alcune
  manifestazioni finiscono col danneggiarle, quindi

   PRESIDENTE. Ci faccia andare avanti.

   SCHILLACI. La ringrazio per avere apprezzato.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Su  cosa,  onorevole Foti? Prego,  le  sto  dando  la
  parola. Chiedevo solo su che cosa.

   FOTI.  Signor  Presidente,  prima della  fine  della  legislatura,
  magari  mi  spiegherà come mai ogni volta che chiedo di parlare  mi
  chiede  su  che cosa e non lo fa con gli altri. Signor  Presidente,
  nel  merito  di questo comma e della soppressione di  questo  comma
  terrei  ad  invitare i colleghi ad una riflessione. Anzitutto,  sul
  profilo  di  costituzionalità dei commi c'è stato il  vaglio  degli
  Uffici  che hanno stralciato i commi ritenuti incostituzionali.  Mi
  permetto di dire che questa è una materia concorrente con lo Stato,
  tant'è che già noi abbiamo legiferato

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  non se  l'abbia  a  male,  rispetto
  all'emendamento da sopprimere che c'entra questo?

   FOTI.  Signor  Presidente, io sto parlando  dell'emendamento  Maxi
  1.6,  che  propone  la soppressione del comma 95. Stiamo  trattando
  questo?

   PRESIDENTE. Stiamo parlando di guide.

   FOTI. Esattamente. Stiamo parlando del comma 95 ed io sto parlando
  del comma 95.
   Signor  Presidente, la prego di consentirmi di fermare il tempo  e
  di  consentirmi  di  fare il mio intervento  come  si  deve,  senza
  interruzioni,  come ha fatto con gli altri colleghi. Stavo  dicendo
  che gli Uffici, che ringrazio per lo sforzo anche del venerdì sera,
  hanno  fatto il vaglio di costituzionalità e hanno ritenuto di  non
  stralciare questo comma, signor Presidente, infatti, lei  non  l'ha
  stralciato, in quanto si tratta di materia concorrente con lo Stato
  e  noi  abbiamo già, questa Regione, legiferato sull'argomento,  in
  quanto  già  è  prevista una deroga per i dipendenti regionali  che
  gestiscono  i  palazzi  della  Regione,  in  quanto  essi   possono
  procedere alla descrizione come da comma 95 dell'edificio di cui si
  occupano e di cui sono destinatari. Ora, la Regione da dei  palazzi
  in  concessione o in uso; noi semplicemente equipariamo le  persone
  che  lo gestiscono a quello che fanno i dipendenti regionali, ossia
  illustrare  il bene regionale nell'ambito della propria prerogativa
  e,  quindi,  questa  concorrenza non c'è, c'è una  equiparazione  a
  quello che già fanno i dipendenti regionali.
   Io   invito   l'onorevole  Barbagallo,  che   ha   presentato   il
  soppressivo, se vuole anche ascoltare il ragionamento ed il  perché
  il  comma non è stato valutato come incostituzionale dagli  Uffici,
  perché già i dipendenti regionali che prestano servizio all'interno
  degli edifici regionali svolgono questa funzione.
   Quando  l'edificio  viene affidato ad una associazione  del  terzo
  settore,  limitatamente  all'edificio affidato  dalla  Regione,  si
  consente  di  poter  fare quello che fanno i dipendenti  regionali,
  lungi  dal volere entrare nelle competenze statali, tant'è che  gli
  Uffici non l'hanno stralciato.
   Questa  è una esigenza, onorevole, che si è sviluppata nell'ambito
  dei  quei  beni, diciamo, fuori dai circuiti turistici che  vengono
  affidati alle associazioni dei territori.
   Chiedo ai colleghi di ritirare il soppressivo.

   PRESIDENTE.  Votiamo l'emendamento soppressivo. Voto segreto?  Era
  già  passato  voglio dire, che voto segreto stiamo facendo? Era già
  passato,  sicuramente.  Voglio dire, siamo  stanchi,  cerchiamo  di
  velocizzare.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento MAXI 1.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento MAXI 1.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti  .         61
   Votanti             38
   Maggioranza         20
   Favorevoli          15
   Contrari            23
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  Maxi  1.7 è la copertura del  quindi,  lo  facciamo
  votare subito.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento Maxi 1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Va  bene,  a verbale, l'onorevole Schillaci si dichiara contraria.
  Siamo all'emendamento Maxi.Gov.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. Riprendiamo. L'emendamento Maxi Gov.8 è, praticamente,
  la  copertura  all'emendamento di Caltanissetta, che riguardava  il
  Maxi  Gov.2. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento Maxi Gov.1. Attendiamo la distribuzione.
  Questo è un emendamento del Governo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma glielo abbiamo dato il fascicoletto?

   BARBAGALLO. Lo so, ma non lo troviamo, se può aspettare un attimo.

   PRESIDENTE.  Allora, dica che l'ha smarrito. Per  favore,  Uffici,
  distribuite il fascicoletto all'onorevole Barbagallo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Allora, cominciamo dal Maxi Gov.1. Con il parere favorevole  della
  Commissione e del Governo, lo pongo in votazione. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Il Maxi Gov. 2 è stato ritirato; il Maxi Gov.3 è stato ritirato.
   Il  Maxi  Gov  4  è  del Governo. Con il parere  favorevole  della
  Commissione  del Governo, lo pongo in votazione. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Si passa al Maxi Gov. 5, sempre del Governo.
   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al Maxi Gov.6. firmato sempre dal Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Si passa, infine, al Maxi Gov 7.
   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

     Allora,  passiamo alla votazione del Maxi.1 del  Governo.  Come?
  Scusate,  stiamo passando alla votazione del Maxi.1,  del  Governo,
  così com'è stato...

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Prima  del  voto finale,  mi  dispiace  che  non  c'è
  l'Assessore  Baglieri,  noi abbiamo due riflessioni  che  purtroppo
  negli  emendamenti, nella presentazione sono saltati.  La  prima  è
  quella  che riguarda la tariffa che  stranamente viene previsto  un
  parere della Commissione vincolante nei confronti del Governo e nel
  panorama istituzionale francamente è assolutamente inusuale,  anche
  perché  nella relazione di accompagnamento è previsto che lo stesso
  parere sia non vincolante.
   Quindi,  abbiamo  l'impressione agli  atti  che,  per  errore,  mi
  dispiace ripeto che non c'è l'Assessore, è saltato un  non , perché
  c'è una netta difformità tra la relazione e il dettato normativo.
   La  seconda  questione,  signor  Presidente,  ne  faccio  una  mia
  questione,  ed  è  a  livello personale, ma anche  per  il  Partito
  Democratico, insopportabile, e la vicenda riguarda la normativa sul
  gioco d'azzardo.
   Al  comma  1  del Maxi.Gov si deroga sui limiti dalle  scuole,  si
  consentono i sub ingressi. Io credo che il gioco d'azzardo non è un
  valore   aggiunto  e  quindi  i  ragazzi,  i  giovani,  le  scuole,
  dovrebbero  stare  lontani dalla possibilità di  installare  questo
  tipo di attrezzature.
   Il  comma 1 del Maxi.Gov non fa onore neanche al Governo,  quindi,
  io  non so se devo guardare l'Assessore Armao, l'Assessore Cordaro,
  l'Assessore Razza, oggi, scriviamo una pagina triste per la  nostra
  terra.

   PRESIDENTE. Scusate, come mai su questo emendamento ci sono  tutti
  questi  interventi?  Mi pare che il percorso del  nostro  lavoro  è
  stato  consono a quelli che sono stati gli emendamenti  presentati.
  Sugli   emendamenti  c'è  stata  qualche  discussione  su   qualche
  emendamento,  ma sulla discussione finale del maxiemendamento,  del
  primo  e del secondo, non c'è stata alcuna discussione e credo  che
  sia corretto nelle relazioni tra parlamentari esaminare e votare il
  maxi, così come stato emendato.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa deve intervenire, onorevole?  E' una  cosa
  tecnica. Prego.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, non si preoccupi,  è  una  questione
  tecnica  sto dicendo, siccome il comma 53, che è un comma

   PRESIDENTE. Assessore, ascolti un momentino il comma 53

   CIANCIO  che io avevo presentato qualche giorno fa e avevo dato al
  Governo, l'ho inserito anche nel Maxi.2, dico agli Uffici, e  anche
  alla  Presidenza, chiaramente, che si può stralciare il  comma  53,
  perché è già stato approvato al Maxi.2.
   E'  ordinamentale, non c'è spesa, quindi, non si  liberano  somme,
  però, da questo punto di vista...

   PRESIDENTE. Onorevole, lo faremo con il 117, allorquando ci  siano
  doppioni

   CIANCIO. No, no, ma si può stralciare dal maxiemendamento.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie, signor Presidente, io non posso non  intervenire
  in  merito all'articolo 6 del Gov. 3, del Maxi.Gov, perché,  signor
  Presidente,   a   mio  avviso,  forse,  sarà  stata   una   svista,
  probabilmente  l'Assessore Armao non ha fatto attenzione  a  questo
  tipo  di norma, perché così la intendo io, perché noi dovremmo  con
  questa  norma  acquistare un immobile che già è di proprietà  della
  Regione per venti milioni di euro e si tratta dell'immobile in  via
  Ugo La Malfa, che dovrebbe essere, secondo quello che è la delibera
  che  il  Governo  ha  deliberato, nel 2019, il Centro  direzionale,
  fortemente dibattuto da me e da quest'Aula.
   Poiché  io ritengo che sia assolutamente inopportuno, a  parte  il
  fatto  che  ritengo che da quella delibera di Giunta si  capiva  in
  maniera  molto  chiara che già l'immobile fosse di proprietà  della
  Regione,  evidentemente, ci sarà stato un errore, perché non  posso
  immaginare per quale motivo dovremmo riacquistare un bene che già è
  di proprietà nostra.
   Devo  anche  dire,  signor Presidente, che siccome  abbiamo  tanti
  capitoli di bilancio in difficoltà, fra cui per esempio quello  per
  i ragazzi disabili che frequentano le scuole della nostra terra, io
  penso  che  è ovvio, fin troppo ovvio, che queste somme  dovrebbero
  essere    indirizzate   alle   vere   emergenze   perché,   ripeto,
  probabilmente, sarà stato un errore, però, questo immobile  risulta
  essere  nella delibera con la quale abbiamo, a seguito della  norma
  che abbiamo votato in questo Parlamento, indicato come immobile  di
  proprietà    della   Regione   siciliana.   Per   cui,   oltretutto
  assolutamente  dibattuto, perché questo lo voglio dire,  il  Centro
  direzionale  dovrà essere comunque vagliato dal Consiglio  comunale
  di Palermo ed è stato fortemente dibattuto in maniera negativa alla
  scelta  di  poterlo allocare presso la via Ugo La  Malfa.  Per  cui
  questa norma mi sembra, oltre che inopportuna, assolutamente  priva
  di fondamento dal punto di vista economico.
   Signor Presidente, l'ho voluto richiamare perché probabilmente  si
  può rimediare a un errore commesso.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Grazie, signor Presidente. Semplicemente, occorrerebbe un
  chiarimento da parte dell'assessore Armao, relativamente  ai  commi
  20,   21,  e  22,  in  quanto  noi  con  legge,  nell'ambito  della
  ristrutturazione di un immobile di proprietà credo privata,  stiamo
  destinando   ad  anticipazione  mezzo  milione  di  euro   che   il
  proprietario dell'immobile restituirà alla Regione, non si  capisce
  per quale motivo.
   Siamo diventati un ente finanziatore di proprietà private? C'è  un
  problemino  leggerissimo perché stiamo elargendo mezzo  milione  di
  euro  a  un  privato, una società privata, senza  neppure  chiedere
  interessi? Ma che stiamo facendo, ma che siamo pazzi? Questa  norma
  va assolutamente stralciata, signor Presidente. Ci sono i siciliani
  che  muoiono  di  fame e noi finanziamo un privato che  ristruttura
  l'immobile dove la Regione alloca le proprie attività? Si  rivedano
  questi articoli e si stralcino i commi dal 20 al 24.

   PRESIDENTE.     Relativamente    alle    osservazioni     prodotte
  dall'onorevole Caronia, ricordo che questo Parlamento ha  approvato
  un  disegno  di legge del Governo per la realizzazione  del  Centro
  degli  Uffici  regionali e fu individuato anche  il  sito,  se  lei
  ricorda.  Questo sito non è di proprietà del Comune,  e  il  Comune
  certamente deve compiere l'azione di acquistare questo immobile.
   Tenga  conto che la proprietà è condivisa con la Regione  per  una
  percentuale  abbastanza consistente, quindi, l'impegno  finanziario
  di  cui  al  comma  7  è  un  impegno che dobbiamo  necessariamente
  approvare   se   vogliamo  dare  un  seguito  a  un   progetto,   a
  un'iniziativa che il Parlamento ha assolutamente condiviso.
   Relativamente  a  tutte  le altre cose che  sono,  a  mio  parere,
  connesse  con  la realizzazione di questa infrastruttura,  non  c'è
  dubbio  che  va  realizzato  anche  un  piano  infrastrutturale  di
  accompagnamento,  ma  tutto questo non c'entra  con  l'acquisto  di
  questo  terreno, perché l'infrastruttura, che dovrà essere un  asse
  viario  esterno  alla città di Palermo, se vogliamo decongestionare
  il   traffico,   dovrà  essere  proposto  dal  Governo   regionale,
  ovviamente  condiviso  con l'amministrazione  comunale.  Si  tratta
  anche  di  variare  lo strumento urbanistico, una  cosa  abbastanza
  complessa.
   Per   gli  altri  commi,  se  l'assessore  Armao  per  favore  può
  rispondere  sul  19,  20 e 21, in maniera tale che  l'onorevole  De
  Luca...

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Il comma 1.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sul  gioco  d'azzardo, il Governo si è fatto carico  di  una  legge
  approvata  da  questo  Parlamento. Si è fatta carico,  diciamo,  la
  compagine  governativa,  difendendo in Corte  costituzionale,  come
  dovere del Governo, difendendo una legge approvata dal Parlamento.
   È  emerso  in  sede  in sede dibattimentale di fronte  alla  Corte
  costituzionale, che all'uopo ha concesso un rinvio per  evitare  la
  censura  di  costituzionalità, che si possa effettuare  con  questo
  rinvio  alla normativa nazionale, si preserva l'equilibrio  fra  la
  legislazione regionale, approvata da questo Parlamento. Il  Governo
  non  è  stato protagonista di questa cosa, ma si è fatto carico  di
  evitare  un'ulteriore sentenza di annullamento  di  una  legge  del
  Parlamento.
   L'intervento   del   Governo  quindi  è  soltanto   su   richiesta
  dell'Avvocato generale volto a scongiurare una statuizione negativa
  da parte della Corte Costituzionale, primo.
   Per  quanto riguarda l'immobile, onorevole Caronia, è evidente che
  non  si  comprano  immobili  della Regione  perché  sfioreremmo  la
  stupidità acclarata per legem del sottoscritto.
   Immagino  che,  per  quanto non possa non avere  stima  della  mia
  attività,  non  arrivi fino a questo punto, a ritenerla  da  totale
  deficiente.
   Il  bene  non è della Regione ma è di un fondo per scelte che  non
  ha  fatto  il  Governo Musumeci. Cosa succede? Dobbiamo  acquistare
  l'immobile, ovviamente abbiamo il 30 per cento del fondo.
   Noi  da  un lato compriamo, dall'altro abbiamo diritto ad ottenere
  in sede di riparto il 30 per cento di questa somma perché compriamo
  un  bene  di  un  fondo del quale siamo quotisti al 30  per  cento.
  Questo è il senso.
   Per  quanto  riguarda  le  osservazioni  dell'onorevole  De  Luca,
  capisco  e  sono  d'accordo con lei che tutto quello  che  possiamo
  utilizzare per interventi nel sociale - mi conosce personalmente  e
  sa  che  io  non  sarei mai contrario a questa utilizzazione  -  ma
  queste  sono  spese  per  investimenti  e,  quindi,  le  spese  per
  investimenti possono andare soltanto a investimenti e  non  possono
  andare  a  spese correnti, anche per le spese correnti più urgenti,
  necessarie  e opportune che ci siano e - ammesso e non  concesso  -
  non potremmo dirottarle verso le spese correnti.
   Per  quanto  riguarda l'onorevole De Luca, devo dire  che  anch'io
  leggendo,  ex  abrupto,  avrei i suoi stessi  dubbi.  La  prego  di
  leggere il comma 22. Cosa succede? Stiamo parlando del fondo  sotto
  altra versione.
   Noi  abbiamo esigenze - come Assessorato all'economia - di  creare
  un  intervento di adeguamento per la messa in sicurezza. Voi sapete
  che  i  nostri  direttori generali sono datori di lavoro  e  quindi
  l'eventuale  mancanza  di  sicurezza  dell'immobile  porterebbe   a
  responsabilità enormi nostre. Siccome siamo nei locali  del  Fondo,
  cosa abbiamo scritto? Anticipiamo, però vada a leggere il comma 22.
  Il  comma 22 dice che per non incorrere io in sanzioni da datore di
  lavoro ti anticipo, ma te li tratterrò dall'affitto.
   Non  c'è  nessun  pregiudizio  per gli  interessi  della  Regione,
  perché   si   dice   che  il  soggetto  titolare  della   proprietà
  dell'immobile  provvede  a restituire le somme,  di  cui  al  comma
  precedente,  mediante versamenti in entrata  Sì, ma  siccome  è  un
  intervento
   Scusate,  noi vogliamo tutelare la Regione, è per dare forza  alla
  Regione.
   E'  volto  a  tutelare  l'intervento della  Regione,  l'intervento
  legislativo, non a indebolirlo. E' evidente che l'intervento in via
  amministrativa  lei è anche avvocato e sa bene che l'intervento  in
  via amministrativa è agevolmente impugnabile in via amministrativa.
   Una legge protegge di più l'azione della Regione.
   Non   intendiamo  fare  null'altro  che  rendere  più  sicuri  gli
  ambienti  di  lavoro  dove lavorano in assenza  di  interventi  del
  Fondo;  questi sono interventi che faremo limitandoci ad anticipare
  quello che deve essere fatto dal proprietario e che, comunque, sarà
  ripristinato.
   Se  vogliamo  aprire  un dibattito su questa cosa,  di  fronte  al
  fatto che abbiamo anche fatto emendamenti ad adiuvandum negli altri
  maxiemendamenti,  il  Governo  è  disponibile  a   dare   tutti   i
  chiarimenti,  perché,  giustamente, non  c'è  stato  il  lavoro  di
  Commissione ed è più che giusto che si diano i chiarimenti e  siamo
  qui per darli.
   E'  chiaro che questo è un intervento volto a tutelare la  Regione
  e non a pregiudicarla, ci mancherebbe.

   PRESIDENTE.   Assessore,   mi   sono   distratto,   la    risposta
  all'onorevole Barbagallo l'ha data?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sì,    l'ho   fornita   proprio   con   riguardo   al   contenzioso
  costituzionale. Ci viene dall'Avvocatura che ci dice   se  adottate
  questo intervento si scongiura una statuizione .
   Fermo  restando che è una volontà del Parlamento, il  Governo  non
  ci  ha messo nulla di suo né intende mettercelo, essendo la volontà
  del Parlamento quella di approvare le leggi  questa legge, che è di
  iniziativa parlamentare, tra l'altro .

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Dal  fondo, perché se non mettiamo i locali in sicurezza, i  locali
  diventano inagibili e credo che creiamo ulteriori problemi.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Sono locali di proprietà del fondo, certo.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Li  abbiamo  pure diffidati. Non sono intervenuti.  Cosa  facciamo?
  Dichiariamo inagibili i locali dove lavoriamo? Oppure interveniamo

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Certo, è obbligata a restituire.
   Quindi, mi ha confermato il Ragioniere generale
   Sono  interventi  di manutenzione straordinaria,  sono  lavori  di
  messa in sicurezza.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.    Allora,    onorevoli    colleghi,    abbiamo     un
  maxiemendamento che è stato presentato dal Governo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, se le dà fastidio,  io  smetto,  ci
  mancherebbe.

   PRESIDENTE.  Vorrei che lei desse un contributo alla  discussione,
  così  come lo ha dato anche per gli altri maxiemendamenti, al  fine
  di definire un percorso condiviso.

   CRACOLICI. Mi pare che c'è uno spirito di grande

   PRESIDENTE. Lo apprezzo.

   CRACOLICI. Io l'unica cosa che pongo su questo comma 20 è  che  il
  concetto  di  anticipazione, tra l'altro, stiamo  parlando  di  una
  società  di cui la Regione è partecipante al 30% circa  e  per  cui
  paga un affitto a questo fondo.
   Allora,  o  è  evidente  che la Regione anticipa  non  pagando  il
  canone  di locazione connesso al costo della questione, oppure  noi
  ci  stiamo  trasformando in una sorta di operatore finanziario  che
  anticipa  ad un fondo di cui siamo minoranza al 30%, anticipandogli
  una liquidità che forse il fondo non ha. Ma questo non si può fare.
   Vi  ricordo  che ci sono una serie di questioni aperte  anche  nel
  passato  che,  in qualche modo, hanno posto rilievi che  l'attività
  della Regione
   Allora,    o   è   evidente   che   l'anticipazione   è   connessa
  esclusivamente a fare i lavori non pagando il canone connesso e  va
  scritto, va scritto. E con i relativi interessi  vabbè, questo, poi
  ci sono
   Perché altrimenti è un'anticipazione di liquidità.
   Non so se ho dato un contributo, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Ha dato un contributo, ha dato un contributo.

   CRACOLICI. Grazie, sono molto grato del suo giudizio.

   PRESIDENTE. Il sei lo ha superato.
   Un  attimino  che  l'Assessore prepara il  subemendamento  e  così
  passiamo all'approvazione.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Allora,  signor Presidente, se siamo d'accordo  onorevole Cracolici
  posso?

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non disturbi.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Volevo  dire che, raccogliendo la proposta dell'onorevole Cracolici
  e  dell'onorevole De Luca, aggiungiamo all'articolo 22  in  assenza
  sono detratti con interessi legali dai canoni locativi . Va bene?

   PRESIDENTE. Va bene.
   Con  il  parere favorevole della Commissione e del Governo,  pongo
  in  votazione il subemendamento Maxi Gov.9. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  del  Maxi  Gov,  così  come  è  stato
  subemendato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13.
   C'è  un emendamento del Governo, il 13.Gov e il 13.Gov.1. Sono  in
  distribuzione.
   Assessore Zambuto, aspettiamo lei.
   Intanto  passiamo  alla votazione del 13.Gov.1. Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al 13.Gov, così come è stato emendato. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE. Avete votato tutti i MAXI. Sono contento.
   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                              «TITOLO IV
                          DISPOSIZIONI FINALI
                               Art. 20.
                       Fondi speciali e tabelle

     1.   Gli  importi  da  iscrivere  nei  Fondi  speciali  di   cui
  all'articolo  49, del decreto legislativo 23 giugno 2011,  n.  118,
  per   il   finanziamento  dei  provvedimenti  legislativi  che   si
  perfezionano   dopo  l'approvazione  del  bilancio,  destinati   ad
  interventi  di  spese  correnti, restano determinati  per  ciascuno
  degli  anni  2022, 2023 e 2024 nelle misure indicate nella  tabella
   A .

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,   gli  stanziamenti  autorizzati   in   relazione   a
  disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
  di stabilità sono determinati nell'allegata tabella  G ».

   C'è un emendamento tecnico del Governo, il TAB.A.GOV squisitamente
  tecnico? È squisitamente tecnico.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
                Rifinanziamento autorizzazioni di spesa

     1.  Gli  interventi individuati nell'allegato 1 - Parte A  della
  presente  legge  sono  determinati, per  ciascuno  degli  anni  del
  triennio 2022-2024, negli importi dallo stesso indicati.

     2.  Gli  interventi individuati nell'allegato 1 - Parte B  della
  presente  legge  sono  determinati, per  ciascuno  degli  anni  del
  triennio 2022-2024, negli importi dallo stesso indicati.

     3.  Le  autorizzazioni  di spesa di cui  alla  Tabella  1  della
  presente  legge  sono rideterminate per gli importi indicati  nella
  medesima».

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Prego,  non  ho capito niente,  l'abbiamo  fatto.  Mi
  dicono votato, io sono arrivato ora. Il 21 si può votare? Onorevole
  Barbagallo che problemi ha lei?

   BARBAGALLO. No, Presidente mi scusi, nella trattazione del maxi  1
  due  commi,  il 108 e il 109, sono stati trasposti sul  13  e  sono
  stati votati già?

   PRESIDENTE. Assolutamente sì.

   BARBAGALLO. E quando? Erano in questa ultima votazione?

   PRESIDENTE. Li abbiamo votati nel MAXI 1, abbiamo detto che poi li
  avremmo  trasferiti nel Gov. Stia tranquillo, è così. Ho  avvertito
  che sarebbero stati votati comunque dei maxi dove erano previsti, e
  poi   si  sarebbero  trasferiti,  tranquillo  può  stare  più   che
  tranquillo.
   Pongo in votazione l'articolo 21. Non ci sono emendamenti.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22.
                   Riduzioni autorizzazioni di spesa

   1.  A  seguito  della  determinazione della somma  da  versare  in
  entrata del bilancio dello Stato ai sensi del comma 823 della Legge
  30  dicembre  2020,  n. 178, le risorse che si rendono  disponibili
  della  quota  vincolata del risultato presunto  di  amministrazione
  inerenti le somme trasferite alla Regione per la perdita di gettito
  connesso  agli effetti negativi derivanti dall'emergenza  COVID-19,
  di cui all'articolo 111, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020,
  n.  34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio  2020,
  n.  77,  per un importo pari ad euro 693.633.906,91 nell'anno  2022
  sono  destinate al ripristino delle autorizzazioni di spesa di  cui
  all'Allegato 2 della presente legge.

   2.  Il  Ragioniere Generale è autorizzato ad apportare al Bilancio
  della  Regione,  previa  deliberazione della  Giunta  regionale,  a
  seguito   del  parere  della  Commissione  Bilancio  dell'Assemblea
  regionale Siciliana, le variazioni discendenti dall'attuazione  del
  presente articolo.

   3.  La  Giunta regionale, previo parere della Commissione Bilancio
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  nel  prendere   atto   della
  determinazione degli importi di cui ai commi l e 2 nel caso in  cui
  le  relative risorse risultino inferiori all'ammontare  di  cui  al
  medesimo  comma  1, individua la destinazione del ripristino  delle
  relative autorizzazioni di spesa.

   4.  Le quote per gli anni 2022 e 2023 dell'autorizzazione di spesa
  per  le  finalità di cui al comma 4 dell'articolo  15  della  legge
  regionale  14  maggio  2009, n. 6 e successive modificazioni,  sono
  rideterminate  negli  importi di euro  30.000.000,00  per  ciascuno
  degli anni 2022 e 2023 (Missione 1, Programma 11, capitolo 511603).

   5.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 21  dell'articolo  3
  della  legge  regionale  29  dicembre  2016,  n.  27  e  successive
  modificazioni   è  rideterminata,  per  ciascuno   degli   esercizi
  finanziari dal 2022 al 2038, in euro 184.682.543,36 per l'anno 2022
  e in euro 183.882.543,36 per ciascuno degli esercizi finanziari dal
  2023 al 2038 (Missione 20, Programma 3, capitolo 215754)».

   Onorevole Ciancio, prego.

   CIANCIO. Signor Presidente, io vorrei intervenire sull'articolo 22
  perché  tra  tutti  gli emendamenti che abbiamo  presentato,  ne  è
  saltato  uno  che io ritengo molto importante, mi rendo  conto  che
  all'ultimo è stato difficile trovare delle risorse per più  di  due
  milioni.  Io  parlo  del fondo unico regionale per  lo  spettacolo,
  assessore Armao, io vorrei da lei delle rassicurazioni, chiaramente
  non  per  me,  ma  per le centinaia di operatori  dello  spettacolo
  privato  che operano in Sicilia perché è vero che abbiamo riportato
  i  capitoli per i teatri pubblici allo stanziamento triennale,  una
  battaglia  che  io  conduco da tanto tempo  all'interno  di  questa
  Assemblea, che finalmente dopo tanti anni abbiamo messo  a  regime,
  quindi  è  da due-tre anni che garantiamo il contributo  triennale,
  questo    significa   poter   garantire   ai   teatri   un'adeguata
  programmazione e abbiamo visto che i risultati sono stati sotto gli
  occhi  di  tutti  per  tutti i nostri enti lirico-sinfonici.  Ma  i
  nostri  enti privati non sono da meno e con risorse pari al  5  per
  cento  rispetto a quello che noi spendiamo per il pubblico riescono
  a  produrre  indotto, generano lavoro, producono  arte,  cultura  e
  vanno tutelati.
   Quindi, non siamo riusciti a togliere il congelamento della  somma
  del  quaranta  per cento, però mi auguro che il governo  da  domani
  lavori su questo tema perché io mi aspettavo onestamente che  anche
  sul Furs si agisse per evitare il taglio del 40 per cento. Non si è
  fatto,  mi  dispiace anche non aver visto l'assessore  oggi  perché
  onestamente  pensavo  che si sistemasse questa  situazione,  non  è
  stato  così, però è fondamentale agire, da quando verrà  pubblicata
  la  finanziaria agire immediatamente per ristabilire, rideterminare
  l'importo per il Furs così è stato per tutti gli altri anni  perché
  sono  operatori  privati che hanno la stessa  identica  dignità  di
  tutti  gli  altri lavoratori che purtroppo, tra le tante  cosa  che
  abbiamo approvato, non sono ricompresi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, sulle tabelle non c'è sfuggito  che
  il  Teatro Stabile di Catania, rispetto ad altri teatri e ad  altri
  stanziamenti  delle tabelle, nonostante l'emendamento che  scongela
  risorse  dell'articolo  22, comunque ha  una  riduzione,  assessore
  Armao,  rispetto  allo scorso anno del 10 per  cento  delle  somme,
  parliamo  del Teatro Stabile di Catania, pari a 150 mila  euro.  E'
  una  riduzione  dolorosa  perché nel  2015  abbiamo  ereditato  una
  situazione  veramente  difficile per il  Teatro  Stabile,  con  due
  commissariamenti,  abbiamo rimesso in ordine le casse  del  teatro,
  anche l'ultimo consiglio di amministrazione, dopo Giorgio Paci,  ha
  fatto un lavoro straordinario, e vedere una disattenzione di questa
  fa   male,  quindi,  noi  abbiamo  presentato  un  emendamento  che
  ripristina lo stanziamento del Teatro Stabile, piuttosto che andare
  a   colpi  di  maggioranza  o  di  minoranza,  ci  aspettiamo   una
  composizione  del governo, visto che non sono somme  trascendentali
  su  questo aspetto per sanare quella che è una ferita che  sanguina
  in questa finanziaria.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevole colleghi, io volevo  fare
  un  appello  anche  all'assessore Armao  perché  nel  capitolo  del
  bilancio  relativo all'assistenza alla disabilità per gli  studenti
  per  le  scuole abbiamo una somma che è di 2 milioni  di  euro  che
  potrà  essere  usata fino alla fine dell'anno però,  assessore,  io
  chiedo a questo Governo di potere intervenire nei mesi prossimi per
  potere  reperire quelle somme che saranno necessarie per  garantire
  una pianificazione congrua per l'intero prossimo anno scolastico.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, intervengo per fare un appello al Governo
  sull'esigenza  di  garantire priorità al  rifinanziamento  pieno  e
  totale del fondo unico regionale per lo spettacolo considerato  che
  oggettivamente  soprattutto  i teatri privati  stanno  vivendo  una
  drammatica  crisi  per effetto del Covid che purtroppo  ancora  non
  accenna a risolvere quella che è la condizione generale cioè  della
  scarsa  partecipazione  del pubblico al  teatro  stesso  con  danni
  notevolissimi per i teatri.
   Ora,  se  c'è  ancora  spazio intervenire subito  ma  comunque  un
  appello  al  Governo a considerare prioritaria questa  problematica
  che  indubbiamente  è di estrema importanza per  tutto  il  settore
  della cultura in Sicilia ma anche come volano per la crescita e  lo
  sviluppo per il turismo, perché essendo il teatro privato anche  un
  elemento fondamentale di attrazione turistica.

   PRESIDENTE. Altri interventi? Nessuno. Allora dobbiamo  votare  il
  22, il 22.2? Prego, assessore Armao.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Intanto  ovviamente  un  riconoscimento  di  impegno  all'onorevole
  Ciancio  che  in  questi cinque anni sostanzialmente  si  è  sempre
  impegnata  nel  settore  del  teatro e  quindi  diciamo  ovviamente
  confermo  quello che lei ha detto sull'impegno, sul tema. L'impegno
  è  anche  del  Governo che com'è noto ha cercato  di  sostenere  la
  triennalità  per i teatri pubblici e qui ribadisco l'impegno  anche
  nei confronti dell'onorevole Lupo che ha sottolineato l'esigenza di
  un ripristino della liquidità per il FURS.
   L'impegno  massimo  da  parte del Governo a portare  in  Assemblea
  prima possibile, io l'ho detto privatamente ad alcuni parlamentari,
  lo  ribadisco  pubblicamente,  da lunedì  sarà  permanentemente  in
  contatto  con  il  Ministero dell'Economia e delle  Finanze  ed  il
  Ministero  delle  Regioni  e  delle Autonomie  per  definire  prima
  possibile   il  pacchetto  finanziario  necessario  per   sbloccare
  liquidità,  quindi  sbloccare  i  cosiddetti  congelamenti  e   per
  recuperare  nuove risorse che ci consentiranno di ripristinare  non
  solo la liquidità, quindi non solo lo scongelamento delle somme che
  abbiamo  dovuto congelare ma anche nuove risorse che spero  passano
  considerevolmente integrare gli stanziamenti nei settori  che  sono
  stati evocati.
   E'  un  impegno  del  Governo ma, ripeto, con  l'auspicio  che  ho
  espresso  in  questi giorni che sia un impegno di  tutte  le  forze
  politiche  che sostengono il Governo nazionale. Chiaro  il  Governo
  che  fa  la  sua  parte  e deve battersi per  portare  più  risorse
  possibili  alla Sicilia però credo che sia uno sforzo che  possiamo
  in  qualche  modo ritenere corale per tutte le forze politiche  che
  sono presenti al Governo nazionale perché sarà il Governo nazionale
  che  dovrà  assumere  queste decisioni, che in questo  momento  sta
  peraltro  facendo sacrifici finanziari molto consistenti  e  quindi
  auspicabilmente  siano  rivolti anche alla  Sicilia.  E  quindi  mi
  dispiace  che non c'è l'onorevole Barbagallo però ecco preciso  che
  questo  impegno  è  rivolto ovviamente  al  teatro  di  Catania,  a
  circostanza  che il nostro collega, Assessore Messina sia  catanese
  rende ancora più serio laddove fosse necessario ribadirlo l'impegno
  del  Governo a sostenere il teatro di questa importante città della
  Sicilia.  E'  uno  tra i più bei teatri d'Italia  che  talaltro  la
  Regione  siciliana  ha totalmente in carico a differenza  di  altri
  teatri  come  il  teatro  Massimo  di  Palermo  che  invece  vedono
  l'intervento del fondo unico dello spettacolo nazionale. Quindi  io
  spero  di  poter  tornare  il  prima  possibile  in  Aula  con   le
  disponibilità  finanziarie per lo scongelamento  ma  anche  per  il
  completamento  degli  impegni.  Questo  è  l'impegno  che   intendo
  ribadire  in  questa  sede  e che auspicabilmente  spero  di  poter
  portare a compimento come ha portato in questi quattro anni e mezzo
  impegni di nuove risorse o risorse finanziarie disponibili  per  la
  Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore, possiamo dare le stesse garanzie per
  il  Biondo  di  Palermo? Sì, certamente. Siccome non è  intervenuto
  nessuno glielo chiedo io, glielo chiedo io.
   Allora,  dobbiamo votare il 22.2 del Governo che è la  riscrittura
  tecnica. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla votazione dell'emendamento All.2.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                               «Art. 23.
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
  relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.

   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, a decorrere dal 1  gennaio 2022».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                               «Art. 24.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 117.1. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 1.7 è assorbito dal MAXI 1.8.
   Allora,  scusate, intanto volevo farvi sapere che a nome di  tutti
  voi  ho  dato a tutte le signore di cui il capo è Cettina, mi  sono
  permesso di omaggiare dei baci Perugina a nome di tutti noi  perché
  sono  qua a mezzanotte, hanno i figli a casa, i mariti a casa e  ho
  pensato  quantomeno  di  dargli  un bacio  di  ringraziamento,  poi
  dobbiamo votare il voto finale della finanziaria.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto dopo, mentre poi la Giunta si
  riunisce, andiamo a fare le dichiarazioni di voto sennò perdiamo un
  sacco di tempo. Voto e dichiarazioni di voto. Non c'è problema.  Ve
  le faccio fare le dichiarazioni di voto.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Gli ordini del giorno sempre dopo. Onorevole Lupo,  se
  anche lei va a votare così


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
               «Legge di stabilità 2022/2024» (n. 1234)

   PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del  disegno
  di legge «Legge di stabilità 2022/2024» (n. 1234).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .         60
   Votanti             32
   Maggioranza         17
   Favorevoli          22
   Contrari            10
   Astenuti            4

                         (L'Assemblea approva)

   Ha  sbagliato?  Sa  quante volte ho sbagliato io  nella  vita   Lo
  segnaliamo.  Tranquilla onorevole Zafarana,  lo  stiamo  segnalando
  però è a verbale, il voto rimane quello che è ovviamente.
   Cos'è  successo là in fondo? Onorevole Bulla cosa avrebbe  votato?
  Verde.  Onorevole  Ragusa?  Ha votato? Sissignore.  Io  l'onorevole
  Bulla  dicevo,  non a lei. E anche il voto contrario dell'onorevole
  Cracolici. Ma insomma, allora perché votiamo se poi lo dovete  dire
  tutti a voce?
   Allora,  scusate,  chi ritiene che ha avuto  qualche  problema  lo
  comunichi qua e se ne prenderà nota.

   (Pertanto,   su   invito  del  Presidente,  i  seguenti   deputati
  dichiarano  a  verbale: l'onorevole Zafarana  di  avere,  per  mero
  errore  materiale,  votato a favore del disegno  di  legge  anziché
  esprimere  voto  contrario; gli onorevoli  Cracolici,  Gucciardi  e
  Catanzaro,  in  assenza  della rilevazione del  proprio  voto,  che
  avrebbero  votato  contro; gli onorevoli  Foti,  Bulla,  Calderone,
  Pullara, Lantieri, Sammartino, La Rocca Ruvolo e Ragusa, in assenza
  della  rilevazione  del  proprio  voto,  che   avrebbero  votato  a
  favore.)

   PRESIDENTE. Sospendiamo per consentire alla Giunta di riunirsi, io
  però se rimane
   Onorevole Savona, c'è la variazione di bilancio da

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE  La nota di variazione. C'è la Giunta.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.    Tranquilla    onorevole   Caronia,    assolutamente
  tranquilla. Li avete dati tutti. Se sono tutti qui, appena  rientra
  il  Governo  e votiamo, approviamo tutti gli ordini del giorno.  La
  seduta è sospesa per un quarto d'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 23.36)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  il  problema  è  che  con  la  confusione,
  evidentemente, c'è stato qualche cosa che è stata capita  male  qui
  dal  banco  della Presidenza rispetto a quello che aveva  detto  il
  Governo   e,  quindi,  c'è  un  problema  che  dobbiamo  risolvere.
  Ovviamente,  non  si può risolvere in finanziaria  che,  ormai,  ha
  avuto  l'approvazione, per cui non c'è assolutamente più niente  da
  fare.  C'è  un  problema  reale, si  sta  vedendo  di  trovare  una
  soluzione.
   Io,  però, direi che se riprendiamo, intanto, mentre voi  studiate
  questa cosa. Intanto, facciamo le dichiarazioni di voto e, così  ci
  togliamo,  inutile  stare fermi. Dobbiamo votare,  appunto,  quindi
  andiamo  avanti, facciamo le dichiarazioni di voto. Non ho  capito,
  non la sento.

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)

   PRESIDENTE.  No,  il  Governo è qui,  sono  tutti  qui.  Onorevole
  Caronia, intanto lei faccia le sue dichiarazioni di voto, poi se ci
  sono altri che vogliono fare dichiarazioni di voto me lo dicano.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Gli  ordini  del giorno  li  votiamo  pure,  dobbiamo
  votare.  Gli ordini del giorno si votano dopo la votazione.  Se  ci
  sono  dichiarazioni di voto prima della votazione,  devo  fare  far
  prima le dichiarazioni di voto.

   CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie, Presidente. Per fortuna, devo dire per  fortuna,
  abbiamo concluso la Legislatura, Presidente. E con grande amarezza,
  qui  possiamo parlare in maniera libera, ognuno di noi  esprime  il
  proprio  pensiero  ed  il  proprio  convincimento  e  nella   piena
  consapevolezza di ciò che sto per dire, devo dire che la  delusione
  proprio  complessiva  che  si  sta  concludendo  con  questo   atto
  finanziario,  segna  soltanto dieci punti in meno  rispetto  ad  un
  Governo  che, a mio avviso, ha perso grandi occasioni.  L'occasione
  di   dare  delle  svolte  importanti  a  dei  settori  estremamente
  importanti,  cosa che, peraltro, avevamo chiesto  in  qualche  modo
  stabilito nel nostro programma elettorale, nel nostro contratto con
  il corpo elettorale, ossia con i siciliani.
   A  mio  avviso tutto questo si è infranto veramente nei banchi  di
  quest'Aula, perché a partire da quell'ultimo, ma un ultimo soltanto
  elemento di disattenzione, fortissima, che il Governo non ha  preso
  in  considerazione  e  mi riferisco alla vertenza  che  riguarda  i
  minori  disabili di questa Isola che oggi, purtroppo, si  ritrovano
  con  uno stanziamento che non consentirà, da domani, di poter  fare
  le attività nelle scuole.
   Ebbene,  penso  che quando si rivolge lo sguardo  da  altre  parti
  piuttosto  che ai più fragili della società, credo che  sicuramente
  non si è fatto un buon servizio.
   Io  all'inizio  di  questa  sessione  di  finanziaria  ho  gridato
  all'appello,  ho detto che tra una settimana si sarebbero  concluse
  le  attività  perché  senza le somme non  si  poteva  continuare  a
  rendere  questo  servizio  che  è quello  che  consente  ai  minori
  disabili  di  quest'isola di poter andare a scuola,  eppure  questo
  appello è rimasto assolutamente nel vuoto.
   Ricordo  bene, Presidente, che lei se ne fece carico  rispetto  al
  fatto  che l'avremmo detto al Governo; ebbene, oggi, ho controllato
  fino  a  poco fa, nelle tabelle non risulta nessuna somma liberata.
  Le  somme  sono  tutte  congelate, il congelamento  che  era  stato
  paventato è rimasto tale, pertanto le somme non saranno disponibili
  e  quando, chissà quando arriveranno le somme da Roma forse  questi
  ragazzi  li  avranno,  ma  sicuramente, Presidente,  nel  frattempo
  resteranno   a  casa,  insieme  alle  loro  famiglie,  con   grande
  disappunto di tutti, me compresa.
   Che  dirle  Presidente, l'amarezza  L'amarezza  perché  già  tante
  grandi  opportunità  sono state perse; e,  rapidamente,  le  scorro
  proprio  su  quelle che sono, quelle che mi vengono più velocemente
  in  mente, a partire da quella che è stata la norma che stasera  ho
  visto  un'imposizione  rispetto a una scelta  che  peraltro  non  è
  neanche  economicamente - lo dimostrerò nel tempo - non  è  neanche
  sostenibile quella di volere fare di questa città un luogo dove  si
  parla  di  grandi  strutture, addirittura di tre palazzi  fatti  da
  trenta  piani in un luogo in cui non c'è neanche un mezzo  pubblico
  che arriva, Presidente.
   La città di Palermo veramente maltrattata da questo Governo non ha
  visto  neanche destinare somme per il nuovo cimitero  di  Ciaculli,
  non  abbiamo  destinato neanche veramente il minimo  per  garantire
  neanche i morti di essere seppelliti.
   E' stato un accorato appello che ho rivolto eppure anche questo  è
  rimasto inascoltato, Presidente.
   Potrei  continuare per ore, potrei continuare per ore. Devo  dirle
  che  il grande dispiacere che purtroppo tutto questo so già che non
  avrà  nessuna risposta. L'assessore Armao, sa bene a  che  cosa  mi
  riferisco perché tante volte lo coinvolto cercando di trovare delle
  soluzioni.
   Così  come i 100 milioni delle famiglie che non sono mai arrivati,
  nonostante nel 2020 abbiamo appostato un importo di 100 milioni che
  dovevano essere destinati a prestiti alle famiglie in un momento di
  bisogno economico, prestiti da 15 mila euro; non regalavamo  niente
  a  nessuno,  semplicemente  dei  prestiti  a  tasso  zero,  l'unico
  vantaggio  era  quello  di  non  pagare  gli  interessi,  dopodiché
  null'altro.  E  anche  in  questo  i  siciliani  sono  rimasti   ad
  attendere.   e  le  assicuro,  Presidente,  tante  le  e-mail   che
  riceviamo,  credo  io come i miei colleghi, di famiglie  che  hanno
  bisogno  sa  di  cosa?  Di potere comprare l'apparecchio,  fare  un
  impianto  di apparecchio nei denti ai propri figli, venire incontro
  a  un'esigenza, anche un lutto, perché anche questo è diventato  un
  lusso
   E  allora,  io  credo  che quando non si  guarda  a  quei  diritti
  essenziali  di una comunità si è fallito del tutto quello  che  era
  l'obiettivo: governare una Regione bellissima che bellissima non  è
  rimasta più  Perché, Presidente, questa è una Regione che è rimasta
  devastata  e  lo dico con grandissima amarezza, perché  ho  creduto
  tantissimo  in  questo  progetto e con senso di  responsabilità  ho
  prestato  la  mia  attività dentro quest'Aula  cercando  sempre  di
  migliorare  quello che veniva proposto con uno spirito costruttivo,
  e purtroppo tutto questo non è avvenuto.
   Quindi, con grandissimo dispiacere, Presidente, io preannuncio  il
  mio  voto contrario rispetto a questa finanziaria che non riscontra
  nessun  tipo,  il  voto  finale scusatemi  al  bilancio  perché  la
  finanziaria  è stata già votata, la mia valutazione è assolutamente
  negativa  perché  non  ha  risposto alle  esigenze  minime  di  una
  popolazione che non può essere considerata

                           (Brusio in Aula)

   CARONIA.  Scusate, colleghi, sto terminando, che  non  può  essere
  sicuramente  considerata soddisfatta quando non si guardano  i  più
  deboli,  perché  quando un Governo, come oggi è  successo,  non  ha
  guardato  alle  esigenze dei più deboli, ma ha  disperso  in  mille
  rivoli  le  risorse  di cui disponiamo credo che  non  abbia  fatto
  assolutamente nessun buon servizio, e non sarà certamente questa la
  valutazione  che  può  dare  la  serenità  ai  Sicilia  di   potere
  riconfermare scelte che io personalmente non condivido. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia. L'Assessore diceva,  certo,
  che  ci  sono  anche responsabilità da parte del  Comune  questo  è
  scontato, voglio dire.
   Scusatemi,  l'onorevole  Di  Paola  ha  chiesto  di  parlare   per
  dichiarazione  di  voto?  Poi, l'onorevole Barbagallo.  Quindi,  ho
  capito tutti i Capigruppo.
    Prego, onorevole Di Paola.

   DI   PAOLA.   Grazie  Presidente,  colleghi,  Governo,  cittadini,
  Presidente, sappiamo benissimo le difficoltà che stanno affrontando
  i siciliani in questo periodo. Difficoltà

                            (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.   Colleghi,   potete   evitare    Scusate,   onorevole
  Barbagallo, se lei ritiene che quando parla lei poi ci  mettiamo  a
  ridere  tutti  E allora, la prego sta parlando il suo  collega,  il
  nostro   collega,  lo  lasci  parlare  tranquillamente   E'   colpa
  dell'onorevole Cracolici? E' interista, lo so questo, è un problema
  suo questo.

   DI  PAOLA. Presidente, Il PD cerca sempre di disturbare; entra  in
  sempre in tackle scivolata.
   Presidente, i siciliani stanno veramente attraversando un  periodo
  difficile: la pandemia, stiamo uscendo dalla pandemia, il discorso,
  come  dire,  delle crisi che ci sono a livello europeo  e  sappiamo
  benissimo  che  la  finanziaria ha avuto  un  travaglio,  in  forte
  ritardo, perché noi ci aspettavamo i documenti da parte del Governo
  regionale molto tempo prima. Si è arrivati proprio al limite, si  è
  arrivati  a  fine  aprile ed è successo che si  sono  completamente
  esautorate  le Commissioni, cioè il Governo regionale  con  la  sua
  lentezza ha completamente annullato le Commissioni.
   Una cosa è emersa fortemente: le assenze di questa finanziaria, le
  assenze  e  l'assenza da parte di un Presidente della Regione  che,
  anche  oggi,  anche questa sera, non è presente in Aula,  e  non  è
  stato  presente  durante tutta questa legge di  stabilità,  durante
  tutta questa finanziaria  Un Presidente della Regione che ha diviso
  continuamente,   che   ha  snobbato  questa   Assemblea   regionale
  siciliana, che ha diviso la sua stessa maggioranza e che ha  diviso
  il suo stesso Governo  Un Presidente assente, e che oggi non voterà
  l'ultima  legge di stabilità e che oggi non voterà  il  suo  stesso
  bilancio   Un  Presidente  che non è  stato  al  timone  di  questa
  Regione, non c'è stato e non c'è nemmeno stasera
   Presidente, in maniera responsabile tutti i deputati presenti  nei
  vari  partiti hanno portato avanti in questi giorni, nonostante  la
  lentezza  del  Governo regionale che se n'è fregato  dei  cittadini
  siciliani, che se n'è fregato di tutte le categorie di precari  che
  stanno  all'esterno,  che se n'è fregato degli  alunni  affetti  da
  disabilità, che se ne è fregato di tutte le categorie che noi  qui,
  i  parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana, hanno provato a
  difendere, e si aspettavano risposte da parte del Governo regionale
  che  doveva in qualche modo migliorare l'accordo con Roma,  e  così
  non è stato.
   Siamo  arrivati fino a fine aprile, adesso siamo a metà  maggio  e
  abbiamo  allungato e allungato i tempi per che cosa alla fine,  per
  che cosa?
   Moltissime  categorie  sono  rimaste deluse  da  questa  legge  di
  stabilità.  Il  Movimento Cinque Stelle ce  l'ha  messa  tutta  per
  cercare  di  migliorare questa legge di stabilità, e  non  solo  il
  Movimento Cinque Stelle, tantissime altre forze politiche  presente
  all'interno  dell'Assemblea.  Quello  che  è  mancato  è  stato  il
  Governo,  il  Governo  regionale. È mancato il  Governo  regionale,
  assessore  Turano,  Presidente, è mancato il Governo  regionale,  è
  mancato   Ma è mancato perché  Perché alla fine questa Regione  non
  ha  il  suo  timoniere. Non ha il suo timoniere  e  questa  Regione
  rischia  di  affondare.  Ecco perché sono convinto  del  fatto  che
  questa  sera il Presidente della Regione, visto che non è  presente
  questa  sera  qui in Aula, io sono convinto che non si ripresenterà
  alle   prossime   elezioni  regionali,  perché  sta   completamente
  abbandonando  la Sicilia; magari, lo vedremo presente  nella  festa
  che  ci  sarà domenica, magari lo vedremo presente nei  talk  show,
  magari lo vedremo presente in giro a farsi campagna elettorale,  ma
  non è presente qui in quest'Aula, questa sera, Presidente.
   Ecco   perché   io  preannuncio,  proprio  perché  l'assenza   del
  Presidente  della  Regione e il fatto che ha  snobbato  per  questi
  cinque  anni  questa Assemblea e ha snobbato tutti i  parlamentari,
  nessuno  escluso,  io preannuncio il voto contrario  del  Movimento
  Cinque Stelle a questa finanziaria. Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Se l'assessore Turano mi  consente
  di svolgere il mio intervento...
   Presidente, questa finanziaria finisce come era iniziata,  con  la
  sedia  vuota  del  Governatore; una sedia  che  il  Governatore  ha
  scaldato,  a  dire  il  vero, qualche ora in tempo  per  vedere  il
  Governo  andare  sotto con 11 voti quando sono state  cancellate  e
  sono    assessore Turano, con grande rispetto abbiamo rispettato  i
  tempi e non vorremmo essere molestati durante i nostri interventi.
   Dicevo,  il Governatore è stato presente poche ore, però ha  fatto
  in tempo a vedere la visione turistica del suo Governo demolita con
  soli  11  voti  favorevoli  e quella culturale  con  soli  12  voti
  favorevoli.
   Il  giudizio sul bilancio e sulla finanziaria non cambia  rispetto
  alla   discussione  generale,  assessore  Armao,   quando   abbiamo
  evidenziato che, rispetto alle previsioni del documento di economia
  e  finanze,  aumentano le spese correnti e diminuiscono  quelle  in
  conto  capitale. L'Aula ha confermato questa visione  bocciando  la
  prospettiva che aveva in mente il Governo regionale sullo  sviluppo
  della Sicilia.
   Il  voto  contrario sulle politiche turistiche  e  culturali,  sui
  tanti  emendamenti  del  Governo stralciati,  su  una  visione  del
  Governo  che non è stata più la visione collettiva di un lavoro  di
  squadra  in  raccordo  anche  con  il  Parlamento  e  con  la   sua
  maggioranza.
   E'  stata  anche  la  maggioranza  dei  messaggini  dei  direttori
  generali.  Uno  su tutti, la vicenda dell'autorità di  bacino  dove
  sono  arrivati i messaggini del direttore dispiaciuto  e  pronto  a
  sostenere  l'emendamento è una cosa che non si era mai vista  prima
  anche nel prestigio e nella tradizione di quest'Aula.
   Politiche  turistiche  e  culturali sconfessate  anche  da  questa
  delibera,  da questo decreto adottato dal Dipartimento turismo  che
  fa  male,  2  milioni di euro per una mostra a Cannes quando  nelle
  pieghe  del  bilancio rincorriamo 100 mila euro, 50 mila  euro  per
  dare una mano e tendere la mano agli ultimi, ai più deboli.
   Presidente  Di  Mauro,  ci aspettavamo in questa  finanziaria  una
  risposta  vera  per le categorie che soffrivano di più,  a  partire
  dagli ASU. Il Governo non ha adottato una, una misura significativa
  nei  confronti degli ASU e un euro speso o accantonato per gli ASU,
  come  era  giusto  fare. Bocciati tutti e tre gli  emendamenti  del
  Partito  Democratico  che  prevedevano  gli  accantonamenti  e  gli
  appostamenti   in   vista   dell'udienza   davanti    alla    Corte
  costituzionale del 7 giugno.
   Bocciate  anche  le  norme  che riguardavano  l'inquadramento  dei
  precari  della Protezione civile che valevano 3 milioni e  bocciate
  anche le norme che prevedevano l'inquadramento e la progressione di
  carriera  per il personale delle categorie  A' e  B' della  Regione
  siciliana tagliato fuori da ogni prospettiva di carriera.
   Non è questa la finanziaria che serviva ai siciliani. Non so quale
  sarà   il   giudizio  sul  bilancio,  l'Aula  come  voterà.   Dalla
  certificazione dei Segretari d'Aula sulla legge finanziaria  emerge
  un'ulteriore spaccatura nella maggioranza: non votano sei  deputati
  di  Forza  Italia e non vota la Lega. E' un ulteriore  pezzo  della
  maggioranza del Governo Musumeci che se ne va.
   Un  Governo  finito  non  soltanto per  l'Aula,  ma  anche  per  i
  siciliani.  La  distanza, lo scoramento con cui non  soltanto  sono
  stati accompagnati i lavori d'Aula, ma con cui è stata accompagnata
  dalla  presenza del Governo in quest'Aula, testimonia  la  distanza
  sempre più evidente fra il Governo e il Palazzo.
   Il  Governo  è  finito, non è soltanto finita  la  Legislatura.  I
  siciliani fra un paio di mesi ci consegneranno un nuovo Governo, un
  nuovo Parlamento. Noi siamo convinti che ci consegneranno anche una
  nuova visione della Sicilia e una nuova speranza per i siciliani.
   Naturalmente,  per queste ragioni il voto del Partito  Democratico
  sarà contrario al bilancio e alla legge finanziaria.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti che rinuncia.
   Ha chiesto di parlare l'assessore Armao. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Grazie, Presidente. Questo bilancio e questa finanziaria sono stati
  particolarmente  gravosi sia sul piano del confronto  politico,  in
  alcuni momenti aspro in altri improntato alla responsabilità  e  al
  confronto.
   È  una finanziaria che vale oltre 831 milioni di euro, un bilancio
  triennale  da  57 miliardi e mezzo e un bilancio che quest'anno  ci
  porta  a  oltre 20 miliardi. Quindi, una mobilitazione  di  risorse
  imponente per la Sicilia.
   Vorrei   solo   precisare,  perché  mi  dispiace  che  l'onorevole
  Barbagallo pensi che noi non abbiamo postato risorse per  gli  ASU,
  mi  permetto di richiamare i dati: 38 milioni di stanziamento e  16
  milioni  di fondo per il precariato per la stabilizzazione,  quindi
  in  totale  sono  54  milioni di euro  per  gli  ASU,  non  abbiamo
  assolutamente ridotto gli stanziamenti.
   E mi dispiace che l'onorevole Caronia abbia affidato i suoi strali
  ad  un intervento ed oggi non sia qui neanche a sentire la risposta
  del  Governo e, pertanto, ometto di darla perché evidentemente  non
  era interessante sentirla, e questo mi rincresce molto perché credo
  che  i  lavori  si  siano svolti in modo leale, di  confronto,  sul
  merito  delle  questioni e non su accuse che non  sono  fondate  su
  fatti reali. Uno tra tutti, e questo mi rincresce che sia avvenuto,
  e devo dare una precisazione.
   Il  Presidente oggi non è stato presente qui non perché non voleva
  essere presente ai lavori d'Aula, tant'è che ha presieduto

                     (intervento fuori microfono)

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Tant'è che a presieduto la Giunta sebbene a distanza. Il Presidente
  della  Regione  oggi è ad un incontro di tutti i  Presidente  delle
  Regioni  del  sud insieme al Ministro Carfagna, alla  presenza  del
  Presidente Draghi.
   Quindi,  non si tratta di nessuna fuga, nessuna distanza,  nessuna
  assenza,  il  Governo è stato presente, puntuale nel confronto  con
  l'Aula, leale nel confronto con i parlamentari tutti, entrando  nel
  merito   delle   questioni,  merito  nel   quale   continueremo   a
  confrontarci sugli approfondimenti che dovremo inevitabilmente fare
  per  completare questa manovra finanziaria con le ulteriori risorse
  finanziarie  che  saranno disponibili per restituire  la  liquidità
  alle  forme  di  congelamento che abbiamo dovuto introdurre  perché
  ancora  manca  l'ultimo passaggio ad un iter che è  cominciato  nel
  febbraio   scorso,  ma  addirittura  è  cominciato  in  Commissione
   Bilancio ,  io ringrazio, intanto colgo l'occasione di ringraziare
  il Presidente della Commissione  Bilancio  per il sostegno continuo
  e tutti i parlamentari che ne fanno parte come tutti i parlamentari
  che hanno offerto anche in termini critici il loro contributo.
   Io sono d'accordo con il Presidente Micciché quando fa riferimento
  al  fatto  che, ma l'ho detto anche prima, l'ho detto nel dibattito
  pubblico,  la  legge  di bilancio è per antonomasia  la  legge  del
  Parlamento.  Non  è  una legge di iniziativa governativa  in  senso
  pieno, ma è una legge dove il Governo fa una proposta e poi  è  per
  antonomasia la legge di elaborazione parlamentare.
   Credo che questo sia il risultato, perché anche chi vota contro ha
  contribuito a parti significative di questa legge, quindi non è una
  legge  che  né  fa capo solo alla maggioranza, né fa capo  solo  al
  Governo,  perché parti significative sono state prodotte  anche  da
  parte  di chi sta votando in modo contrario, ma è chiaro che ognuno
  esprime le sue valutazioni. Certamente, nelle prossime settimane ci
  confronteremo per completare questo percorso.
   Un'ultima  considerazione di ordine personale, se mi è consentito.
  È  il  mio settimo bilancio. Ho lavorato con dedizione e anche  nei
  momenti  difficili se sono stato in alcuni casi duro me  ne  scuso,
  perché  il  mio  obiettivo  è quello di  arrivare  ad  un  impianto
  finanziario   coerente.  Credo  che  il  risultato  sia   più   che
  soddisfacente  e  oggi  mette la Sicilia  in  condizione  di  avere
  risorse disponibili.
   Ringrazio  tutti  del  contributo che hanno offerto  anche  i  più
  critici,  convinti come siamo che la democrazia  sia  un  esercizio
  straordinario di confronto tra persone non tra posizioni,  non  tra
  numeri,  ma tra persone che anche quando divergono devono mantenere
  sempre  il  rispetto reciproco, la convinzione  che  attraverso  il
  confronto  e lo scontro si crea una società più democratica  e  più
  giusta. Grazie, Presidente.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Mangiacavallo,  Laccoto  e
  Lagalla hanno chiesto congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
                         2022/2024.» (n. 1224)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana
  per il triennio 2022/2024.» (n. 1224).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            58
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          30
   Contrari            19
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.   Allora,  colleghi,  a  questo  punto   quand'è   che
  riprendiamo?  Intanto,  prima  ci dobbiamo  riprendere  noi  e  poi
  riprendiamo la seduta.

                     (Intervento fuori microfono)


            Presentazione e votazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Gli ordini del giorno, chiedo scusa. Assessore  Armao,
  gli ordini del giorno sono tutti approvati?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Approvati, Presidente. Grazie di tutto.

   PRESIDENTE. Allora tutti approvati, come dice il Governo.

   (Gli ordini del giorno approvati recano i numeri d'ordine da 635
                                a 656)

   PRESIDENTE.  Allora  scusate, la seduta è rinviata  a  martedì  24
  maggio  2022, alle ore 16.00. Andatevi a riposare un  poco.  A  chi
  deve partire e andare nelle proprie città, consiglio di rimanere  a
  Palermo.  All'ordine del giorno una discussione seria su  Turano  e
  non so come finisce

                 La seduta è tolta alle ore 00.03 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXVIII SESSIONE ORDINARIA


                         340a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 24 maggio 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    -COMUNICAZIONI

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato

  -   Schema   di  bilancio  di  previsione  triennio  2022-2023-2024
  dell'Assemblea regionale siciliana  (Doc. n. 163).

  -   Dichiarazione  dell'Assessore  per  l'Economia  sui   documenti
  finanziari del 3.05.22.