Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 12.06
PRESIDENTE. Buongiorno, colleghi.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Mangiacavallo e Pullara.
L'Assemblea ne prende atto.
2022-2023-2024 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 163)
Discussione dello schema di bilancio di previsione triennio 2022-
2023-2024 dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 163)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno che è il
bilancio dell'Assemblea. Invito l'onorevole Assenza a prendere
posto e a fare la relazione. Grazie.
ASSENZA, deputato Questore. Grazie a lei, Presidente.
Sottopongo all'attenzione dell'Assemblea il bilancio di previsione
2022-2024 che è stato diligentemente proposto dagli Uffici,
deliberato dal Collegio dei Questori nella seduta del 7 dicembre
2021 e, successivamente approvato all'unanimità dal Consiglio di
Presidenza, in data 15 dicembre 2021 e in ultimo modificato a
seguito del riaccertamento dei residui di recente, nell'ultima
seduta del Consiglio del 27 aprile 2022.
Mi permetto soffermarmi solo sul bilancio di previsione relativo
all'anno in corso, 2022, per sottoporre all'attenzione dei colleghi
alcune peculiarità che mi sembrano assolutamente importanti e di
cui ritengo che questa Assemblea debba anche andare fiera, perché
questa legislatura ed anche per quest'anno l 2022 siamo tutti
assieme, sotto l'indicazione della Presidenza, riusciti a
continuare in quel percorso virtuoso di riduzione di spesa
complessiva della istituzione parlamentare che per la verità è
iniziata nella precedente legislatura a far data dal 2013
esattamente ma che noi siamo riusciti a portare avanti in tutti
questi 5 anni di questa legislatura compreso anche quest'ultimo
anno, il 2022.
Basti pensare che rispetto all'anno scorso, il 2021, siamo tutti
insieme riusciti a ridurre di ulteriore 2 milioni e 500 mila,
rispetto al 2021, la dotazione che l'Assemblea riceve dalla
Regione.
Siamo arrivati così per il 2022 ad una previsione di 134 milioni
di Euro. Se facciamo conto che nel 2012 la dotazione era superiore
ai 162 milioni di Euro ci rendiamo conto che in meno di 10 anni il
costo dell'Assemblea è diminuito di ben 28 milioni e 200 mila che
solo in questi 5 anni dell'ultima legislatura si è riusciti ad
ottenere una riduzione dei trasferimenti di ben 9 milioni di Euro.
Parliamo di una riduzione della spesa, in meno di 10 anni del 18%.
Questo, credo, sia l'aspetto più importante senza assolutamente
compromettere il buon funzionamento dell'Assemblea, degli Uffici
nel loro complesso nonché il decoro e il prestigio dell'istituzione
e contemporaneamente, potrei dire addirittura, l'abbellimento della
sede in cui abbiamo tutti la fortuna di operare.
Ulteriore osservazione: ciò è avvenuto nonostante un aggravio di
spesa imprevista alle misure da adottare per la pandemia che ci ha
colpiti in questi anni, perché non dobbiamo dimenticare che ciò ha
costretto l'Assemblea e gli Uffici a dotare tutti i locali di
misure di sicurezza particolari, di attivare delle piattaforme
informatiche nuove, per permettere anche le sedute delle
Commissioni in streaming per consentire, comunque, che vi fosse
questo contatto continuo tra l'Assemblea, la politica e le
organizzazioni esterne e i visitatori e gli esperti e coloro che
sollevavano delle problematiche nelle varie commissioni che non
potevano accedere fisicamente al Palazzo ma sono stati messi
ugualmente in condizioni di partecipare alle sedute e di apportare
il loro prezioso contributo ai lavori dell'Assembla.
Per non parlare, poi, delle misure adottate, anche in quest'Aula,
dei lavori necessari, della dotazione degli schermi in plexiglas
nei vari uffici e di quant'altro.
Si è inoltre, finalmente, attivato il percorso concorsuale per
cercare di ripristinare la pianta organica che è stata
sensibilmente ridotta rispetto al passato ma che tuttora presenta
delle carenze di organico notevoli, per cui già sono in servizio 13
Consiglieri parlamentari che hanno superato, brillantemente, il
concorso già espletato, ai quali mi permetto di fare a nome anche
dei colleghi, un augurio di benvenuto e l'augurio di una carriera
prestigiosa; già abbiamo avuto modo di apprezzare il loro grande
livello di preparazione e la loro operatività indiscussa.
E' in corso l'ulteriore concorso riservato ai Segretari
parlamentari che penso che si concluderà, prima della fine della
legislatura, mentre nei prossimi mesi si avvieranno anche i
concorsi per gli assistenti parlamentari e per i coadiutori, con
una spesa complessiva che non è aumentata per il personale perché
parliamo di una spesa complessiva relativa al personale, di Euro 25
milioni e 500 mila, omnicomprensiva, quindi, comprensiva non solo
degli stipendi e delle indennità ma anche dell'aspetto contributivo
e previdenziale.
Ulteriore osservazione che mi permetto di ricordare ai colleghi
che la nostra Assemblea come organo creato attraverso una norma di
rango costituzionale - come organo legislativo istituito con una
norma di rango costituzionale - a differenza degli altri Consigli
regionali opera anche come ente pensionistico nei confronti dei
propri dipendenti posti in quiescenza e se facciamo riferimento a
quanto l'Assemblea deve affrontare per la spesa per le pensioni
dirette e di riversibilità per i propri dipendenti ma anche per le
pensioni e per gli ex assegni vitalizi nei confronti degli ex
deputati, anche in questo caso dirette e di reversibilità, noi
abbiamo una spesa complessiva di ben 71 milioni di Euro; se noi
pensiamo che da quel compendio iniziale di 134 milioni, dobbiamo
togliere i 71 milioni di Euro, ci rendiamo conto di quanto
effettivamente sia il costo di quest'Assemblea.
Ma non è tutto, perché noi agiamo anche in questa prestigiosa sede
e ci dobbiamo far carico del costo dell'Assemblea, enorme come per
i Consigli regionali delle altre regioni, anche della manutenzione
di questo Palazzo e degli altri edifici prestigiosi, di cui siamo
proprietari: la Chiesa di S. Elena e Costantino, e del Palazzo ex
Ministeri, i cui lavori sono ancora in corso e dovranno essere a
lavori ultimati destinati a emeroteca, a biblioteca prestigiosa, e
anche a uffici per i Gruppi parlamentari.
Solo per la ristrutturazione di questo Palazzo, quest'anno è
prevista una spesa di euro 9 milioni. Depurando quindi il bilancio
nostro, da queste voci, come è corretto che sia noi arriviamo a una
spesa complessiva per l'Assemblea, di - stricto jure - soli 47
milioni di Euro, soli tra virgolette, evidentemente è una cifra, ma
è assolutamente in sintonia o in paragone, se addirittura non siamo
più virtuosi di altri Consigli regionali relativi a Regioni
paragonabili, per popolazione e territorio, alla nostra Isola.
Ulteriore novità che quest'anno è giusto illustrare è quella
relativa all'istituzione dal primo gennaio 2022 di due casse di
quiescenza: una riservata ai dipendenti e ai propri famigliari, una
riservata alle pensioni e agli ex vitalizi dei deputati e, anche in
questo caso, anche per i coniugi superstiti e quant'altro. Sempre
sotto la Presidenza dell'Assemblea sono già stati previsti due
organi di gestione di queste due casse, senza aggravio ulteriore di
spesa per le nostre casse.
Ulteriore possibilità di risparmio è dovuta a un contenzioso in
corso con l'Agenzia delle entrate, perché noi riteniamo - anche
secondo gli Uffici in maniera assolutamente, penso, corretta - di
non essere tenuti al pagamento dell'Irap sulle pensioni, proprio
come ente legislativo e in questo caso ci sarebbe un ulteriore
risparmio di spesa di circa 4 milioni l'anno, che in questo momento
non stiamo versando, ma sono evidentemente accantonati perché, in
caso di esito negativo, dovremmo versarli all'Ufficio. Ma già il
direttore Anselmo, che ci assiste in questo contenzioso - e di
questo lo dobbiamo ringraziare - dalle prime sedute in Commissione
Tributaria ha tratto argomenti che fanno ben sperare per un esito
favorevole.
Questo comporterebbe un ulteriore risparmio di circa 4 milioni di
Euro l'anno per le nostre casse, per il nostro bilancio
dell'Assemblea. Evidentemente, in questo momento sono accantonati
nel Fondo rischi. Evidentemente tutto quello che ho detto è
suffragato dai documenti depositati, dal bilancio con gli allegati
e dalle relazioni dei vari Uffici.
Mi permetto, quindi, di concludere il mio intervento sottoponendo
questo bilancio al voto e alla valutazione dei colleghi e
ringraziando gli Uffici, a partire dal Segretario generale, dal
direttore del Servizio di Ragioneria, dal dirigente dell'Ufficio di
questura. E permettetemi anche di ricordare con gratitudine il
dottore Tomasello, da poco andato in pensione, dirigente
dell'Ufficio di Questura e di augurare le migliori fortune al nuovo
dirigente, la dottoressa Gerardi, che già in questo primo periodo
di attività si è dimostrata, assolutamente, all'altezza del
compito.
Infine, ma non per ultimi, voglio ringraziare gli amici e colleghi
Salvatore Siragusa e Giovanni Bulla, perché credo di poter dire che
abbiamo operato in assoluta armonia e sintonia, al di là delle
differenze di ciascuno, dal punto di vista politico che, però, in
questa veste, non hanno mai pesato e credo di poter dire che
abbiamo assolto serenamente al nostro compito.
Auguro al prossimo Collegio dei Questori e alla prossima Assemblea
di continuare in quest'opera.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. Essendo l'ultimo anno in
cui noi gestiamo il bilancio dell'Assemblea, permettetemi di fare
un ringraziamento non formale, ma reale, sostanziale, importante,
nei confronti dei nostri colleghi che si sono assunti l'onore di
gestire la Questura e anche i dirigenti, ovviamente.
I risparmi che sono avvenuti costantemente sono nati da una
volontà politica, prima di tutto della Questura, dei nostri
dipendenti, per carità, dell'Assemblea, ma sempre stabilendo quello
che si doveva fare insieme a loro.
Abbiamo, mi permetto di dire, segnato - io non ho voce, purtroppo
- un momento storico che è questo relativo alle pensioni, con
l'istituzione di questo, chiamiamolo Fondo pensione non so poi come
sarà esattamente, come verrà gestito, ma insomma chiamandolo Fondo
pensione, noi finalmente, tiriamo fuori dal bilancio, anno dopo
anno, di un costo che da nessun'altra parte d'Italia è a carico
dell'Assemblea stessa.
Per cui, finalmente, possiamo dimostrare al mondo intero - che
spesso ci ha criticato - che i nostri costi non sono 140 ma sono,
di fatto 50, perché questo costo delle pensioni è veramente molto
alto.
Peraltro, se non ho capito male, onorevole Assenza - chiedo scusa,
colleghi, sono totalmente senza voce vi devo chiedere personalmente
la cortesia di un attimo di silenzio, realmente non ce la faccio -
se non ho capito male, onorevole Assenza, questo tipo di meccanismo
porterà, comunque, un minore costo dell'Assemblea in futuro, al di
là del fatto che esce, formalmente, dal bilancio ma se la gestione
del Fondo pensione sarà una gestione, come dire, pulita, brava che
saranno bravi si potranno anche autoalimentarsi e, quindi,
autofinanziarsi, e quindi il costo reale dell'Assemblea, e quindi
della Regione, e quindi dell'Erario del nostro Paese sarà
sicuramente inferiore.
Quindi, veramente, vi ringrazio perché è stato fatto un lavoro
straordinario intanto di risparmio, poi di ordine, poi di
sistemazione di alcune voci.
Abbiamo fatto tutto questo, nonostante ingenti spese, sia per il
COVID sia per il miglioramento del nostro Palazzo, che oggi è
considerato veramente uno dei Palazzi più belli del mondo - ma lo
dico senza, come dire non è un mio vanto, lo dico al vanto della
Sicilia e dei siciliani - in cui sono aumentati molto i turisti, in
cui abbiamo guadagnato anche tanto e abbiamo dato possibilità alla
Fondazione di autogestirsi su tutta una serie di operazioni.
Quindi, veramente, credo che il ringraziamento ai Questori, sia
politici che amministrativi, e a tutti noi debba essere veramente
un ringraziamento che tutta l'Aula vi deve, io per primo a nome di
tutta l'Aula vi faccio.
Per cui, se siete pronti, iniziamo la votazione.
Onorevole Di Mauro, io non ho proprio voce. Me lo può fare questo
favore che lo viene a fare lei, perché,
materialmente, non riesco a parlare.
Ringrazio, anche, l'onorevole Di Mauro per tutte le volte che mi
ha sostituito in questo compito difficile.
Gli lascio la parola e votiamo, tanto dovrebbe essere una cosa
abbastanza veloce il Bilancio dell'Assemblea.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto
di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame del Documento contabile numero
163. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
capitale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura dell' Utilizzo avanzo di Amministrazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Fondo di cassa all'1/01/2022 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Titolo 2 - Trasferimenti correnti .
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
Imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 2 - Trasferimenti correnti è approvato)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie .
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di
giro .
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di giro
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvata)
(Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
approvato)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione .
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(La Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione
è approvata)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti .
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Fondo crediti di dubbia
esigibilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Altri fondi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(La Missione 20 - Fondi e accantonamenti è approvata)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi .
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e partite
di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
(La Missione 99 - Servizi per conto terzi è approvata)
Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo generale
delle Spese per Missioni, del Quadro generale riassuntivo, del
prospetto degli Equilibri di Bilancio e degli Allegati, nonché
degli allegati bilanci della Cassa di Quiescenza dei Deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e della Cassa di quiescenza del
personale dell'Assemblea regionale siciliana, come approvati dai
rispettivi organi, ponendo in votazione l'intero Documento n. 163
con gli annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Do il preavviso di trenta minuti, ai sensi dell'articolo 127,
comma 9, del Regolamento interno, al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico, e quindi alle ore 13.00 ci sarà la votazione
elettronica.
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale 2022/2024.
(n. 1234)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno,
Discussione unificata dei disegni di legge Bilancio di previsione
della Regione siciliana per il triennio 2022/2024. (n. 1224) e
Legge di stabilità regionale 2022/2024. (n. 1234).
Invito, pertanto, la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che è stata fatta ieri la discussione su tutto
l'articolato, non so se l'assessore Armao che voleva fare una
replica rispetto agli interventi di ieri, oppure andiamo avanti.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. l.
Destinazione risorse
1. A seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni normative
di modifica all'articolo 7 del decreto legislativo 27 dicembre
2019, n. 158, determinate dalla Commissione paritetica in data Il
febbraio 2022, attualmente all'esame del Consiglio dei Ministri,
che in esecuzione del punto 8) dell'Accordo siglato il 16 dicembre
2021 tra il Governo statale e la Regione Siciliana prevedono il
differimento della somma di cui al presente comma relativa alle
quote ordinarie di copertura del disavanzo accertato con
l'approvazione del rendiconto 2018 da ripianare nell'esercizio 2022
al secondo esercizio successivo a quello di conclusione del ripiano
originariamente previsto, le relative risorse pari ad euro
210.944.985,93 sono destinate alla spesa inerente la restituzione
allo Stato delle somme dovute ai sensi dell'articolo 1, comma 516,
della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Missione 1, Programma 4 -
capitolo 219221).
2. Le risorse derivanti dal minor cofinanziamento regionale dei
Programmi Operativi Regionali Sicilia 2014-2020 a seguito della
riprogrammazione ed utilizzo delle risorse della politica unitaria
di coesione dell'Unione europea e nazionale per i cicli di
programmazione 2014/2020 e precedenti, per una quota pari a 60.000
migliaia di euro, sono destinate alla spesa inerente la
restituzione allo Stato delle somme dovute ai sensi dell' articolo
1, comma 516, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Missione 1,
Programma 4 - capitolo 219221).
3. A seguito della determinazione della somma da versare in
entrata del bilancio dello Stato ai sensi del comma 823 della Legge
30 dicembre 2020, n. 178, le risorse che si rendono disponibili
della quota vincolata del risultato presunto di amministrazione
inerenti le somme trasferite alla Regione per la perdita di gettito
connesso agli effetti negativi derivanti dall'emergenza COVID-19,
di cui all'articolo 111, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020,
n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020,
n. 77, sono destinate per quota parte alle seguenti spese per gli
importi a fianco indicati:
a) Restituzione allo Stato delle somme dovute ai sensi
dell'articolo 1, comma 516, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232
(Missione 1, Programma 4 -capitolo 219221), euro 14.055.014,07;
b) Rimborsi allo Stato di quote del maggiore gettito della tassa
automobilistica ai sensi dell'articolo 1, comma 235 e 322 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Missione 1, Programma 4 -capitolo
217308), euro 22.000.000,00;
c) Restituzioni e rimborsi di imposte dirette e relative
addizionali (Missione 1, Programma 4 capitolo 219202), euro
4.311.079,02.
4. Il Ragioniere generale è autorizzato ad apportare al bilancio
della Regione, previa f deliberazione della Giunta regionale, a
seguito del parere della Commissione Bilancio dell'Assemblea
regionale siciliana, le variazioni discendenti dall'attuazione del
presente articolo.
5. La Giunta regionale, previo parere della Commissione Bilancio
dell'Assemblea regionale siciliana, nel prendere atto della
determinazione degli importi di cui ai commi l e 2 nel caso in cui
le relative risorse risultino inferiori all'ammontare di cui al
medesimo comma 1, individua la destinazione del ripristino delle
relative autorizzazioni di spesa.»
Stiamo distribuendo gli emendamenti.
Ricordo ai colleghi che alle 13.00 si voterà per l'approvazione
del bilancio della Regione, il preavviso di votazione.
Presidente Savona, possiamo iniziare? Avete tutti il fascicolo
degli emendamenti?
Si passa all'emendamento 1.2, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.1, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 1 così come è stato
emendato.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Stato di previsione dell'entrata
1. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n.118,
e successive modifiche ed integrazioni, l'ammontare delle entrate
che si prevede di accertare, riscuotere e versare nelle casse della
Regione per gli esercizi finanziari 2022, 2023 e 2024 in forza di
leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta
dall'annesso stato di previsione dell'entrata (allegato 2).»
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Chiedo di sospendere la seduta per cinque minuti perché da
una prima analisi mancano alcuni degli emendamenti presentati dal
mio Gruppo parlamentare; quindi, ho bisogno di procedere a una
verifica.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mi dicono gli Uffici - perché mi sono
insediato ora - che trattasi di emendamenti che sono a cavallo tra
bilancio e finanziaria e quindi potranno essere riproposti nella
finanziaria. In questa fase sono stati dichiarati inammissibili.
LUPO. Fino a questo momento non è stato dichiarato inammissibile
nulla, tanto che sto chiedendo come mai non sono stati fascicolati
e distribuiti.
PRESIDENTE. Ma non sono stati fascicolati perchè
LUPO. E io ho bisogno di procedere ad una verifica degli
emendamenti mancanti. Posso? Oppure non possiamo neanche
verificare Le chiedo, quindi, di sospendere la seduta.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 12.34, è ripresa alle ore 12.42)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta del Partito
Democratico di sospendere la seduta per un'ora. Pertanto, la seduta
è sospesa e riprenderà alle ore 13.45.
(La seduta sospesa alle ore 12.43, è ripresa alle ore 14.00)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, continuo a rimanere nelle mie
condizioni di voce, pertanto vi chiedo di non gridare, altrimenti
non riesco materialmente a parlare.
Non avevamo avvertito, nella prima parte, che il processo verbale
della seduta precedente è posto a disposizione degli onorevoli
deputati che intendano prenderne visione e sarà considerato
approvato in assenza di osservazioni in contrario nella presente
seduta.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, abbiamo chiesto di sospendere i lavori -
e ringraziamo la Presidenza per avere accettato la nostra richiesta
- per potere meglio approfondire alcuni emendamenti che abbiamo
presentato e che in parte abbiamo riconsiderato, ritirandone
alcuni, mantenendone altri, per le ragioni che di seguito cercherò
brevemente di esporre.
Intanto perché proponevamo alcuni tagli di spesa con diversi
emendamenti di riduzione sui capitoli di spesa?
Perché riteniamo che il bilancio presenti tagli iniqui e
indiscriminati ad alcuni capitoli, per esempio, il Fondo per la
disabilità, che passa dai 164 milioni di euro previsti per il 2021,
a 68 milioni di euro, quindi con una decurtazione di ben 96 milioni
di euro.
Ad esempio il rimborso ai comuni per le spese relative al
ricovero dei minori disposto dall'autorità giudiziaria, fondo che
viene ridotto al capitolo 183337, da 16 milioni e trecentomila euro
a 2 milioni e 410 mila euro, un taglio che si scaricherà sui
bilanci dei comuni che, ovviamente, non potranno ottenere il
rimborso per le spese relative al ricovero dei minori disposto
dall'autorità.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, la interrompo un attimo. Chiamate per
favore il Governo? Altrimenti quello che sta dicendo l'onorevole
Lupo a chi lo dice?
Fermiamoci un attimo in modo che dopo possano rispondere se no,
non si capisce chi possa rispondere.
LUPO. Rischiamo perfino di abituarci all'assenza del Governo, e
lei ha ragione. Sospendiamo qualche minuto.
PRESIDENTE. Non facciamo polemiche inutili, sta arrivando, era
già prima qua, arriverà ora.
Qualcuno può chiamare gli Assessori Armao, Cordaro per sapere se
possono venire in Aula? Altrimenti non possiamo riprendere.
Onorevole Lupo, può continuare.
Assessore Armao, l'onorevole Lupo sta facendo una serie di
elencazioni che riguardano dei capitoli, di cui lei certamente
prenderà atto per potere poi capire che tipo di risposta dare.
Onorevole Lupo, se non è lungo riprendere dall'inizio di quanto
aveva detto, così l'Assessore ne è al corrente.
LUPO. Certamente, abbiamo presentato alcuni emendamenti
finalizzati a recuperare alcune risorse, laddove riteniamo che la
previsione di spesa sia eccedente rispetto ai reali bisogni, altri
purtroppo li abbiamo dovuti ritirare perché erano a cavallo fra
bilancio e finanziaria.
Volevo mettere in risalto alcune criticità che, ad oggi, non
trovano risposta da parte del Governo, e che riguardano la
riduzione del Fondo per la disabilità di circa 100 milioni, al
capitolo 183808, la riduzione di circa 14 milioni di euro al
capitolo 183337, che riguarda il rimborso ai comuni per le spese
relative al ricovero dei minori, disposto dall'Autorità
giudiziaria, costi in più che si scaricheranno sui bilanci dei
comuni, un azzeramento del capitolo 183717.
Chiedo al Governo conferma che riguarda il fondo di solidarietà
per le vittime di richieste estorsive, mi sembra particolarmente
grave come atto. Oggi ricordiamo l'uccisione di Pio La Torre e
Rosario Di Salvo, lo abbiamo commemorato, penso che proprio oggi
l'Aula debba dare una risposta forte nella lotta alla criminalità
organizzata, e siamo qui a discutere invece di un bilancio che
addirittura prevede l'azzeramento di un capitolo che è il fondo di
solidarietà per le vittime delle richieste estorsive, non è
assolutamente accettabile.
Quindi chiedo una verifica al Governo, anche per sapere se quanto
meno si impegna a rimpinguare il capitolo in sede di legge
finanziaria. Una riduzione sempre del capitolo che riguarda la
lotta al racket, 183718, di oltre il 41 per cento, una riduzione,
un dimezzamento del capitolo 183355 che riguarda l'assistenza
igienico-personale degli alunni disabili e l'assistenza alla
comunicazione.
Quest'Aula, come alcuni colleghi, colleghe, ben sanno, ha
dibattuto con forza fra fine anno e inizio anno sull'esigenza di
stanziare 3 milioni di euro in più da destinare ai comuni, per
consentire ai ragazzi disabili di potere iniziare la scuola fin dal
primo giorno dell'anno scolastico, esattamente come tutti gli altri
bambini e come tutti gli altri ragazzi e, a fronte di
quell'impegno, oggi ci ritroviamo invece il dimezzamento del
capitolo da 31 milioni a 15 milioni e mezzo. Cosa significa? Che
andiamo a ledere il diritto allo studio di questi bambini, io lo
trovo assolutamente inaccettabile.
Il capitolo 182519, che riguarda il ricovero degli ammalati
psichiatrici in comunità alloggio, subisce una riduzione di 10
milioni, da 15 milioni a 5 milioni. Anche queste sono spese
obbligatorie rispetto alle quali i comuni dovranno fra fronte a
carico dei propri bilanci, ci saranno altri comuni che
evidentemente andranno in dissesto.
Di contro, ci sono alcuni incrementi di spese rispetto alle quali
francamente non riusciamo a comprenderne la ragione. Anche su
questi, invito il Governo a dare una risposta. Ad esempio sul
capitolo 102001, peraltro è definito spese obbligatorie, quindi non
ho proposto l'emendamento di riduzione perché probabilmente il
Presidente lo avrebbe dichiarato inammissibile, il capitolo
riguarda indennità di carica al Presidente della Regione e agli
Assessori. Ora, siccome non mi risulta che ci sia stato un
incremento delle indennità di carica né per il Presidente né per
gli Assessori, siccome per il 2021 la spesa credo fosse di
1.129.000, non capisco perché nel 2022 cresce a 1.531.000. Se c'è
una ragione vorrei sapere qual è.
Ci sono poi alcuni incrementi di spesa considerevoli su altri
capitoli, e qui passo a quattro emendamenti che ho, che abbiamo
formalizzato come gruppo del Partito democratico, alcune spese che
riguardano la pubblicizzazione e la pubblicazione di argomenti
riguardanti la Regione siciliana. Sul capitolo 100317 ho
formalizzato l'emendamento con una previsione di spesa per il 2022
di 300 mila euro, ma non sappiamo bene a cosa si riferisca questa
previsione di spesa, un incremento da 363 mila euro del 2021 a 834
mila euro per il 2022, quindi oltre un raddoppio del capitolo
132304 che riguarda fornitura di servizi in genere. Ecco, diciamo
se per il 2021 i servizi sono costati in genere 363 mila euro sul
capitolo 132304, considerato peraltro che siamo a fine Legislatura,
non si capisce per quale ragione questo capitolo possa subire un
raddoppio della spesa prevista.
E poi c'è la spesa relativa al viene definito direi anche
pomposamente, Parco adiacente palazzo adibito alla sede della
Presidenza', è un piccolo prato con delle fontanelle, tutti lo
conosciamo, per altro, a mio avviso, di dubbio gusto, ma queste
sono opinioni personali, le mie evidentemente sono diverse rispetto
a quelle del Presidente della Regione, perché al capitolo 132314 la
spesa del 2021 per questo praterello, giardinetto ecco, per
semplicità lo definisco così, con le fontanelle, è costato di
manutenzione circa 20 mila euro, anzi esattamente 20 mila euro da
quello che leggiamo dal bilancio, mentre per il 2022 costerebbe, in
previsione di spesa, 120 mila euro.
Io non so cosa si prevede di fare in quel prato, troverei
inopportuno fare funzionare le fontanelle con acqua minerale, per
arrivare a spendere 120 mila euro, cioè 10 mila euro al mese,
quindi chiediamo di mantenere la previsione di spesa del 2021
riducendo il capitolo di 100 mila euro.
E un ulteriore capitolo che subisce un forte incremento è il
capitolo 532005, che riguarda Spese per lavori di manutenzione
della sede di Palazzo d'Orléans'. Le spese di manutenzione per
l'anno passato sono state 670 mila euro, per il 2022 si prevede una
spesa di 1.820.000,00 euro. Anche qua non si capisce da alcuna
relazione di accompagnamento il perché questo capitolo viene,
praticamente, quasi triplicato.
Queste le ragioni per le quali abbiamo proposto alcuni
emendamenti, ma aspettiamo anche di sapere dal Governo le ragioni
per le quali ha previsto una forte riduzione di spesa su capitoli
particolarmente sensibili per la loro finalità come, appunto, il
fondo per la disabilità, le spese relative al ricovero dei minori
disposto dall'Autorità giudiziaria, il fondo di solidarietà per le
vittime di richieste estorsive, l'assistenza per igiene personale
degli alunni disabili e ricoveri in comunità alloggio degli
ammalati psichiatrici.
PRESIDENTE. Mi hanno chiesto alcuni di parlare, voglio capire se è
sull'articolo 2 però.
FOTI. Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, voglio capire gli altri che mi
hanno chiesto, sull'articolo 2? Perché se no intervenite man mano
che ci sono i motivi dell'intervento. Ora siamo all'articolo 2, se
dovete intervenire sull'articolo 2
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli De Luca, Zafarana e Di Caro.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Prima di lei l'aveva chiesto l'onorevole Laccoto.
Sempre sull'articolo 2 o rinviamo al momento in cui trattiamo la
materia? Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto, voglio
capire se era sull'articolo 2. Dategli un attimo la parola. Mi
risponda così, onorevole Laccoto, mi dica.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Laccoto)
PRESIDENTE. Sull'articolo 2? E allora diamo un attimo la parola a
lui, un attimo solo che finiamo l'articolo 2. Se lei ha un
intervento da fare che riguarda l'ordine dei lavori allora lo
faccia, se no finiamo l'articolo 2.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti. Prego.
FOTI. Signor Presidente io intervengo sull'ordine dei lavori. Le
chiedo di concentrare il momento del voto in un unico momento e con
un congruo avviso. Discutete gli articoli e si votano, perché?
Parlo a nome della collega Elena Pagana che è nel retro dell'Aula,
la stanza non è stata dotata di una cassa anche per potere
ascoltare, quindi a meno che non segua in differita dal proprio
cellulare il dibattito, ha uno sfalsamento di tempi rispetto al
momento di votazione, in quanto si trova con il suo bambino.
Quindi, sta vivendo un po' la mia esperienza di dieci anni fa
quando avevo mio figlio in quest'Aula.
C'eravamo raccomandati, in qualche modo, di combinare una
situazione un pochino più, diciamo, una mediazione con una cassa,
uno schermo, insomma, però in tempo reale, una trasmissione in
tempo reale del dibattito.
Ringrazio chi ci ha concesso di aprire la porta, perché la porta
non si poteva aprire, quindi dovevamo girare da fuori. Le propongo
quindi che faccia la votazione alla fine, si mettono da parte gli
emendamenti, poi due minuti prima si dice: "si vota", ci
arrangiamo, la collega parlamentare può votare.
Questo capisco che è un Parlamento pensato, concepito, ragionato,
intorno ad altre esigenze che sono quelle maschili, legittime, e ci
sono anche quelle di altre persone, e purtroppo sono costretta a
dovere riportare all'interno di questa cosa, quando invece dovrebbe
essere un onore di tutti potere, come dire, agevolare certe
situazioni. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Soltanto per chiarire che ci era stato
chiesto di organizzare un posto dove poter allattare, ed è stato
regolarmente organizzato dopodiché, se ci sarà una votazione e se
ci sarà una votazione qualificata, lo faremo sapere, lo diremo
prima. Che questa sia un'Aula organizzata per i maschi, la prego di
evitare di dirlo perché non è così.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, onorevoli colleghi, io avevo presentato degli
emendamenti, ma uno in particolare, se l'assessore mi vuole seguire
se è possibile, io credo che sia un problema pregiudiziale alla
manovra finanziaria, perché capisco tutti gli accantonamenti, ma
c'è un problema, Presidente, se è possibile segua perché questo è
un problema molto importante per tutti i Comuni.
Noi abbiamo una tabella, la tabella 2, che toglie e accantona 97
milioni e rotti per i Comuni, e vedete rispetto a tutte le altre
spese c'è un problema. I Comuni non possono fare il bilancio in
differita...
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, di questo ne parleremo in
finanziaria.
LACCOTO. No, ma questo era nella tabella pure riguardante le somme
per l'entrata e l'uscita, se noi, è pregiudiziale al bilancio e
alla finanziaria, mi perdoni Presidente.
PRESIDENTE. Allora onorevole Laccoto, l'accantonamento avviene in
finanziaria, per cui ne parleremo in finanziaria. Oggi stiamo
approvando il bilancio, non la finanziaria.
LACCOTO. Giusto. Ma in bilancio vengono appostate queste somme che
sono appostate rispetto a quelle che dovevano essere, praticamente,
col 42% in meno.
Ora, il mio concetto è pregiudiziale, nel senso che gli
accantonamenti si possono fare per qualsiasi altra spesa, ma i
Comuni, quando devono fare i bilanci, i revisori dei conti, se non
hanno la certezza delle entrate, praticamente qui vanno tutti i
Comuni in dissesto, è un problema che pregiudizialmente voglio
porre all'assessore, che si confronti anche con l'assessore agli
enti locali, c'è un problema molto serio. Basta.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, se non ci sono altri interventi,
assessore Armao, per rispondere sia a questa obiezione
dell'onorevole Laccoto, anche se credo che non sia necessaria, però
anche per quello invece che diceva l'onorevole Lupo, in modo da
capire se devono essere messi in votazione, se lei può dare
motivazioni per ritirarli, o seppure bisogna andare avanti. Prego.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Grazie, Presidente. Io credo che sia necessario un momento di
riflessione sul rapporto che c'è tra legge di bilancio e legge
finanziaria.
Noi in questo momento stiamo facendo un'assegnazione di risorse a
legislazione invariata, è chiaro che abbiamo davanti la legge
finanziaria nella quale occorrerà rimpinguare e reintegrare alcuni
capitoli. C'è il tema, di cui abbiamo discusso a lungo ieri, dei
blocchi della spesa, ma sono blocchi di spesa, come abbiamo fatto
gli altri anni, e non è mai avvenuto che un blocco di spesa non si
sia trasformato in una erogazione puntuale delle somme.
Quindi intanto se ogni anno facciamo questa discussione sui
blocchi e ogni anno vediamo che poi i blocchi vengono sbloccati.
Quindi sarebbe il quinto anno di cui discutiamo di blocchi poi
sbloccati. Ripeto, per quanto riguarda, l'unica cosa che, e ho
rassicurato questa mattina il Presidente dell'Anci, come è mio
dovere rassicurare ovviamente i parlamentari tutti che hanno
espresso queste perplessità e queste preoccupazioni, vorrei
sottolineare che, intanto dopo una lunga riunione con i miei Uffici
abbiamo rinvenuto ulteriori 200 milioni in entrata per il 23 e il
24, che allocheremo per lasciare il più possibile risorse
inalterate per comuni, teatri e disabili che sono, soprattutto
comuni e teatri hanno l'esigenza di programmazione pluriennale, e
per questo ripristineremo la triennalità che è stata una conquista
del Parlamento, oltre che su proposta del Governo, e che è una
conquista che questa Regione deve mantenere come un tratto
qualificante che riconosce la necessità degli enti teatrali di
avere una programmazione che non può essere di stretto respiro, ma
che deve essere una programmazione che consente di dispiegare le
stagioni liriche, o le ragioni concertistiche nel tempo.
Mentre i comuni devono fare dei bilanci pluriennali che tutti noi
conosciamo al netto di alcune difficoltà, di alcuni comuni che sono
in una situazione di grave disequilibrio, e che auspichiamo si
possa recuperare nel più breve tempo possibile. La Regione ha dato
tutto il supporto necessario, sia per rafforzare le entrate, sia
per svolgere gli interventi necessari a rinvenire un equilibrio di
bilancio, perché è evidente che ogni disequilibrio delle autonomie
locali rischia di ribaltarsi su quello della Regione, e quindi
determinerebbe effetti di squilibrio. Quindi 200 milioni per il
prossimo anno e 200 milioni per il 2024.
Ho appena firmato l'emendamento, e quindi sono risorse aggiuntive
per il bilancio triennale. Il resto, per quanto concerne le
questioni inerenti i disabili, vorrei precisare che l'assegnazione
non viene mutata per quest'anno anzi, grazie a un emendamento che
ho appena firmato, l'assegnazione per quest'anno è uguale a quella
dell'anno scorso, c'è ovviamente una parte del blocco che però
riguarda gli ultimi mesi dell'anno e che, definite le questioni che
abbiamo aperto con il Governo nazionale, sarà sbloccato come è
avvenuto negli altri anni.
Ovviamente, se l'Assemblea dice che su questo, solo su questo
capitolo non facciamo alcun blocco, dobbiamo spostare massa
finanziaria di analogo importo su altri blocchi. Noi abbiamo
cercato di portare i blocchi più possibile fuori dalla spesa viva
tenendoli nei rapporti con lo Stato, nei rapporti finanziari di
dare-avere tra Stato e Regione, e certamente questa operazione la
possiamo fare non fino ad azzerare altri capitoli.
Ovviamente il Governo è disponibile a ragionare con l'Aula su
tutte le forme che si possono ritenere opportune, ma l'importante è
che lo stanziamento di quest'anno non venga ridotto, e pertanto,
siccome c'erano 2 milioni in meno, ho già presentato l'emendamento
di integrazione fino alla concorrenza. Per quanto riguarda le altre
voci, ovviamente stiamo parlando di voci di bilancio, non ancora di
finanziaria, dobbiamo vedere quali saranno le risultanze in
finanziaria. Andare a fare operazioni oggi, fermo restando che è
intendimento del Governo che ha partecipato oggi con grande
attenzione e rispetto alla commemorazione dell'onorevole La Torre,
è intendimento del Governo certamente non azzerare spese di cui è
assolutamente convinto della necessità e della bontà. Quindi
dovremmo, con le risorse che ci sono in sede di finanziaria,
ripristinare alcuni stanziamenti.
Quindi a mio avviso, Presidente, il Governo si fa carico delle
esigenze che sono state rappresentate e in taluni casi non
corrispondono, mi dice il ragioniere generale alla Ragioneria
generale, rispetto ad alcune imputazioni di bilancio, ma dovremo
farlo con calma.
Io direi oggi proseguiamo nella disamina del bilancio a
legislazione invariata, e prima degli stanziamenti che possono
essere utilizzati per la finanziaria, durante l'esame della
finanziaria, apporteremo le integrazioni che saranno necessarie, e
ovviamente quelle che saranno compatibili con gli equilibri di
bilancio.
PRESIDENTE. È ovvio che voglio che si va avanti, questo a
prescindere dall'incontro. Voglio capire dall'onorevole Lupo,
onorevole Cracolici, prego.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Scusi
Presidente, forse non è stato chiaro il mio collega. Il collega
Lupo ha illustrato 4 degli emendamenti che abbiamo mantenuto in
questa fase relativa a capitoli di bilancio, e quindi parliamo
della legge di bilancio, per i quali riteniamo che vi sia un
eccesso di fondi previsti per quei capitoli, che intendiamo in
qualche modo, così aumentare, per i risparmi relativi a questi
capitoli, le somme a disposizione della finanziaria, che tratteremo
non appena discuteremo della finanziaria, anche gli eventuali
impieghi.
Per quanto riguarda le questioni che ha detto, in particolare sui
disabili, ora ha parlato di un emendamento di due milioni
aggiuntivi, credo relativamente alla finanziaria, però siccome
stiamo parlando della legge di bilancio, nella legge di bilancio
non ci sono questi due milioni, perché nella legge di bilancio ci
sono circa 96 milioni in meno, rispetto allo stanziamento dell'anno
scorso.
Quindi, se capisco bene, l'assessore sta dicendo che con la
finanziaria si ripristina l'intero finanziamento del 2021, salva la
cosiddetta clausola di congelamento; però intendiamo affrontare in
questo momento il tema degli emendamenti relativi a dei tagli che
noi proponiamo su alcuni capitoli che consideriamo eccessivamente
stimati, dal punto di vista della legge di bilancio.
PRESIDENTE. Prego, assessore Armao, risponda.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Due precisazioni, lo stanziamento di 162 milioni è uno stanziamento
assolutamente veritiero e integrale. Il blocco della spesa è solo
di tipo finanziario, ma lo stanziamento che abbiamo fatto con il
blocco di spesa, ripeto, condizionato alla definizione delle
coperture delle minori rientrate, che è un fatto dovuto, da parte
dello Stato.
Non è una gentile cortesia o un fatto improbabile ed è un fatto
per il quale lo Stato ha già stanziato 780 milioni, quindi non sono
neanche risorse da determinare, da concordare, fermo restando che è
quella del plafond massimo entro il quale Stato e Regione si
dovranno accordare, ma si dovranno accordare altresì sul
riconoscimento dei famosi 600 milioni di retrocessioni delle
accise, che ho illustrato nella scorsa seduta, quali erano i
dettagli, 600 milioni che sono stati già rivenuti di degenza da
parte dello Stato nei confronti della Regione, da tutti i tavoli
tecnici che finora si sono occupati della questione, quindi lo
stanziamento al lordo del blocco, passa da 162 a 164, e quindi
recupera in finanziaria l'intero stanziamento dello scorso anno.
Continuare a dire che lo stanziamento è di 90 milioni, scusate non
è una verità contabile, perché lo stanziamento è lo stanziamento
compreso il blocco.
Blocco che non vuol dire somme inesistenti, sono somme per le
quali, se vengono inserite in bilancio ma bloccate, non è che sono
somme inesistenti. Per il resto la ridondanza degli stanziamenti
che viene prospettata in ordine a questi 4 capitoli, che sono
emendamenti all'articolo 3, a noi Presidente non risulta, perché
questi stanziamenti non vengono fatti dall'assessorato per il
Bilancio per tutto il bilancio, ma provengono dalle
amministrazioni, che esprimono le loro esigenze e i loro
fabbisogni, con la conseguenza che questo è un fabbisogno che è
stato espresso dagli Uffici, dalla struttura della Presidenza
della Regione e dalla Segreteria generale della Regione - perché
questi vengono fuori dalla Segreteria generale della Regione - e,
quindi, non sono attestazioni o imputazioni frutto di fantasia o di
assegnazioni standard od orientative.
Quindi, io sarei dell'idea di chiedere al Partito Democratico, che
ha presentato questi quattro emendamenti, proprio perché non si
possono neanche destinare direttamente ad una finalità, ma vanno in
un calderone, che già stiamo rimpinguando per il 2023 e il 2024, e
in cui speriamo - ho una riunione adesso per cercare di trovare
nuove possibili risorse - di mettere ulteriori risorse a
disposizione dell'Assemblea, per poter effettuare i rimpinguamenti
che saranno necessari.
Io sarei dell'idea, che propongo come Governo al PD, di
raccogliere le esigenze che sono state espresse come integrazione e
chiedere di ritirare l'emendamento perché, ripeto, sono oggetto di
prospettazione da parte della Segreteria generale della Presidenza
della Regione che individua questi come stanziamenti necessari.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ripeto quella domanda che le
avevo detto prima. Riguarda questo o lo facciamo dopo?
DIPASQUALE. Cosa?
PRESIDENTE. Riguarda questo problema o ne parliamo dopo?
Benissimo, se riguarda questa cosa di cui stiamo discutendo, prego.
DIPASQUALE. Riguarda anche la richiesta che l'Assessore fa al
Partito Democratico, quella di ritirare gli emendamenti. La
risposta è no. No.
La risposta è no, assessore, perché noi riteniamo che quelle
somme, così com'è stato evidenziato dal Capogruppo Lupo, già il
fatto che ci siano per noi è vergognoso, perché abbiamo un'altra
idea di impostazione rispetto allo strumento finanziario.
Riteniamo che dei soldi per il Palazzo e per tutti questi
interventi se ne possa fare a meno. Anche perché poi, lei sì ci da
rassicurazioni su alcune deficienze dal punto di vista dei
capitoli, come quello per i disabili, che ritornerà ad essere
rimpinguato, però - mi creda Assessore, colleghi, Presidente
dell'Assemblea, oggi noi ci troviamo un bilancio che prevede, da un
capitolo che era previsto per i disabili di 164 milioni di euro e
passa, noi oggi ce lo troviamo a circa 70 milioni di euro.
No, oggi, è questo; la prego, Assessore, non mi può rigirare la
carta. La matematica non è un'opinione. I numeri cantano. Oggi è
questo Oggi chi vota la finanziaria vota questo articolo. Poi lei
ci rassicura, ci dice che noi arriveremo al punto di trovare una
soluzione, che rimpingueremo quel capitolo, garantendo lo stesso
ammontare. E noi quando lo vedremo scritto e quando vedremo che ci
sarà di nuovo un rimpinguamento e che al capitolo relativo alla
disabilità ci saranno di nuovo 160 milioni di euro, saremo
felicissimi. Noi saremo felicissimi. Saremo i primi a dirle però,
purtroppo, questo momento per i disabili non c'è. Fra un'ora, fra
mezz'ora, fra tre quarti d'ora, quando lei ci metterà in condizione
di vedere scritto al posto di 70 milioni di euro, 150, 160 milioni
di euro, noi staremo tranquilli e sereni.
Dopodiché, l'emendamento, come ha detto bene il collega Lupo, come
ha ripreso il collega Cracolici - ma questa è una posizione di
tutto il Partito Democratico - noi vogliamo che vengano messi in
votazione, perché riteniamo intanto che quei soldi lì, non che
vadano tolti, non dovevano neanche esserci. Ritornano in questo
calderone generale, come lo chiama l'Assessore, perché tanto
bisogni di risorse da utilizzare per rimpinguare capitoli,
finanziaria o interventi ne abbiamo a non finire. Cerchiamo di
eliminare tutto quello che non è essenziale, che non è obbligatorio
e lo facciamo sin da subito nel bilancio. Non dobbiamo aspettare
nessun altro strumento. Quindi, manteniamo la posizione e andiamo
avanti.
CRACOLICI. Posso fare una precisazione?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prego.
CRACOLICI. La precisazione è relativa a quello che ha detto
l'assessore Armao. Noi abbiamo presentato solo quattro emendamenti
al bilancio, non perché non sappiamo, abbiamo qualche anno di
Parlamento per sapere che il bilancio, soprattutto il bilancio, si
compone di richieste delle singole amministrazioni, tant'è che,
normalmente, è una procedura abbastanza semplice quella dell'esame
del bilancio, cioè dei singoli capitoli. La questione è un'altra
però. Ci sono questi capitoli, almeno questi noi abbiamo
individuato, per i quali rispetto alla spesa dell'anno scorso - il
collega ha fatto l'esempio simbolico del famoso giardinetto' di
Palazzo d'Orleans che passa da ventiquattromila euro a
centoventicinquemila euro. La domanda è: poiché il giardinetto c'è
e non credo che si debba ampliare - se non vogliamo metterci altre
palle, diciamo lì ci sono un po' di palle di marmo, di gesso non so
di che materiale sono - poiché non capiamo perché c'è un aumento di
oltre il cinquecento per cento del capitolo relativo alla
manutenzione del giardinetto, e questo vale anche per altri quattro
capitoli - uno riguarda una spesa che passa da quattrocentomila
euro ad ottocentomila euro.
Ora siccome, assessore, noi tutti sappiamo che all'interno delle
singole rubriche, quando i capitoli sono sovrastimati, basta un
atto di Giunta per fare gli storni in capitoli all'interno della
stessa amministrazione. Quindi, magari, noi formalmente prevediamo
una spesa per una tipologia di spesa, poi, siccome qualche anno di
amministrazione lo abbiamo fatto tutti, sappiamo come in qualche
modo si opera.
Allora, siccome per trasparenza in un bilancio che lei dice è un
bilancio difficile, per i tagli, le cose tutto quello che vuole,
ma non si può almeno non far capire il perché alcune spese
aumentano, alcune di esse, addirittura, del 500 per cento, quindi,
noi su quei quattro capitoli, cinque non so quanti sono, non
ritiriamo l'emendamento. Affronteremo con la legge finanziaria,
invece, il tema dei capitoli, soprattutto, per quelle tipologie di
spesa che ha citato l'onorevole Lupo - l'igiene dei bambini, i
minori - che affronteremo con la finanziaria. Ma su quei quattro
capitoli, noi intendiamo che l'Aula si esprima. Eventualmente, noi
proponiamo di ridurre la previsione contenuta nel bilancio, e
questo fondo di riduzione, che non so quanto sarà, va a costituire
un capitolo specifico che potrà essere riprogrammato con la legge
finanziaria, quando la faremo domani, dopodomani, quando sarà.
Spero di essere stato chiaro.
PRESIDENTE. Allora, scusatemi, perché sia chiaro a tutti, anche a
chi ci ascolta da casa, che credo che sono quelli che vogliono
capire meglio. Onorevole Dipasquale, chiedo scusa. Il bilancio è un
atto in cui se manca un miliardo di euro, per esempio, bisogna
tagliare tutta una serie di capitoli che poi si vedrà in
finanziaria come ricapitalizzare, piuttosto che quindi, come dire,
alcune obiezioni che sono state fatte non hanno bisogno di
chiarimenti. E' chiaro cioè che il bilancio, mancando un miliardo
di euro, più o meno in questo momento, un miliardo di euro deve
essere tolto.
Quello che, assessore, le chiedono, secondo me, alcuni colleghi è
perché nel momento in cui, correttamente, il Governo taglia le
spese, le cifre che deve tagliare in funzione delle minori risorse
che ci sono, perché i tagli sono fatti come volete, perché tanto
poi si va a recuperare in finanziaria eventualmente, eventuali
spostamenti. Ma perché poi ci sono alcune voci - che è quello che
chiedono anche a me ha capito, giusto per capirlo - perché ci sono
tagli ovunque e poi ci sono alcune voci, che è quello che chiedono
anche a me, per cui, giusto per capirlo, perché ci sono tagli
ovunque e poi ci sono alcune voci, una +800, una +400, non possiamo
rimandare tutto in finanziaria e vedere se anche i +400, i +100, i
+1.000 possano essere, come dire, discussi in Aula per sapere se
sui tagli che ci sono stati vale la pena dare 400.000 euro, dico al
giardino, ora non sto parlando del giardino, per carità è una
sciocchezza, invece che darli al posteggio? Allora, perché state
decidendo ora dove aumentare cifre? Oggi pensiamo ai tagli che sono
obbligatori perché manca un miliardo di euro, ma tutto il resto,
piuttosto che fare già previsioni oggi, rimandiamolo al dibattito
d'Aula della finanziaria e se dare poi 100.000 euro al giardino
davanti alla Regione piuttosto che invece a qualcuno che ne ha più
bisogno, sarà deciso dall'Aula. Ecco, mi sembra di capire che
questa è l'obiezione principale che viene fatta.
Ora, siccome io so che è ovvio che i tagli, è inutile che ne
parliamo ancora, i tagli si devono fare, per cui non è che possiamo
fare finta, il bilancio è quello, se c'è una cifra meno, deve
diventare meno, per cui si devono fare obbligatoriamente.
L'accantonamento può essere fatto, ferma restando la situazione
attuale, su tutto, a meno che non ci sono cose che servono la
settimana prossima, dico, ma non possiamo fare in modo che sia
l'Aula poi a decidere dove omettere, dove tagliare, perché in
questa maniera altrimenti qualcuno vuole capire perché le cose si
fanno in una maniera piuttosto che in un'altra.
Ecco, prima di dare la parola all'onorevole Di Mauro che l'aveva
chiesta, se chiarite questo punto e poi di nuovo l'onorevole Lupo;
se chiarite questo punto lo chiarite a me e quindi io stesso lo
posso spiegare a chi mi chiede giustificazioni.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Grazie, signor Presidente, io ribadisco che si tratta di
quantificazioni tecniche che provengono dalla Segreteria generale,
quindi, dalla Presidenza della Regione, con la conseguenza che
intervenire anche per il Governo è rischioso, non sappiamo su quali
voci entriamo, oggettivamente sono prospettazioni che sono fatte a
livello burocratico evidentemente con la responsabilità che si
assume ogni dirigente a formulare una prospettazione. Se devono
diventare però elementi dirimenti, mi pare che li stiamo
ingigantendo oltre misura, stiamo occupando l'Assemblea a
discutere, di fronte ai drammi di questa Terra, assolutamente
marginali sia per il merito che per il contenuto quantitativo,
anche perché stiamo parlando di numeri assolutamente incapienti
rispetto ai fabbisogni che si vorrebbe colmare, ecco, siccome noi
non cerchiamo né scontri né cerchiamo prove muscolari perché
dobbiamo fare una legge di bilancio e una legge di stabilità nel
modo più razionale possibile, più veloce possibile, nell'interesse
dei siciliani, quindi, non stiamo qui a cercare prove muscolari, se
questo diventa un elemento dirimente che porterebbe a inasprire i
toni d'Aula, siccome abbiamo tanto lavoro da fare non è necessario
introdurre elementi di fibrillazione ma elementi di ragionevolezza
e di confronto leale, quello che sempre - e me ne darete atto - io
cerco reiteratamente e propongo nei miei confronti e anche nei
confronti che ho con l'interlocuzione, sia come singolo Assessore
che dell'intero Governo. Certo, ci sono momenti anche difficili,
però credo che il miglior modo di introdurre un percorso anche
nella giornata in cui si commemora un grande siciliano, che è stato
un grande uomo di opposizione, ma anche un grande uomo di confronto
leale tra opposizione e maggioranza. E credo proprio, in onore a
questo stile e nel rispetto di questo stile, si possa continuare a
lavorare. Pertanto, li accantoniamo e li mettiamo poi a
disposizione della finanziaria; valuteremo poi eventualmente come
farvi fronte.
PRESIDENTE. Quindi, di fatto, è un parere favorevole agli
emendamenti. Perfetto. E, quindi, votiamo, basta, è inutile che
continuiamo a parlare.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se è sull'argomento, l'abbiamo risolto.
SAVARINO. Signor Presidente, ritiene che solo lei può fare le
filippiche da lì e noi ascoltare in silenzio? Se possiamo anche noi
dire nel nostro ruolo qualche cosa, chiedendole ordinatamente la
voce, la parola e la pregherei di darcela.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, se continua le tolgo la parola.
SAVARINO. Non ho toni polemici. Secondo la democrazia e secondo
il Regolamento di quest'Assemblea, un collega suo quale sono io le
chiede la parola, le chiede perché ha diritto di farlo e nel caso
mio specifico ha anche il dovere di farlo.
Siccome stiamo parlando di cose, non dovrei neanche ringraziarla;
è il riconoscimento di un diritto che mi sono conquistata grazie al
voto dei siciliani che oggi, tramite me, hanno anche bisogno di
sentire un po' di verità, oltre quelle ascoltate finora che sono le
verità di altri e non appartengono alla mia di verità.
E' chiaro che se ho l'esigenza di chiederle
PRESIDENTE. Ma di cosa sta parlando, onorevole Savarino?
Faccia il suo intervento.
SAVARINO. Se ho l'esigenza di chiederle la parola, è perché ho
bisogno che anche in quest'Aula sia ascoltata una voce discordante
rispetto a quello che è stato sentito.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, mi scusi, non ho voce e quindi le
ridò subito la parola.
Lei deve fare il suo intervento, sennò è fuori tema. Lei deve
fare il suo intervento, sennò va fuori tema. Se lei va fuori tema,
le tolgo la parola Faccia il suo intervento.
Onorevole Savarino, ha ancora cinque minuti che non sono stati
toccati per fare il suo intervento, ma ora faccia il suo
intervento.
SAVARINO. Lo faccio perché ho il diritto e il dovere di fare il
mio intervento, come le ho chiesto e come democraticamente devo
poter fare e non perché mi si è concesso in una monarchia e in una
sovranità incontrollata.
Ho chiesto il mio intervento perché ho il dovere di dare anche la
mia verità, oltre ad avere ascoltato quella dei colleghi che, in
maniera ordinata ma distonica, hanno espresso la loro.
Ringrazio l'Assessore Armao, che nello sforzo democratico di
ascolto preferisce fare un passo indietro rispetto ad alcune
posizioni che il bilancio qui ha assunto.
Parliamo di 24.000 euro, 100.000 euro, del giardino di Palazzo
d'Orleans, che è poca cosa quando si deve cercare un miliardo di
euro che attende che venga sbloccato da un accordo Stato-Regioni
per cui soltanto alcuni fondi vengono congelati per essere
sbloccati appena l'accordo è fatto.
E' chiaro che quando si devono congelare alcuni fondi, si vanno a
cercare capitoli più sostanziosi e i capitoli più sostanziosi di
spesa non sono le 24.000 euro del giardinetto di Palazzo d'Orleans
ma ovviamente sono il TPL, sono i Fondi per i disabili.
Voglio ricordare che da quando c'è il Governo Musumeci, non hanno
mai avuto - e sono la prima Regione d'Italia - un fondo a garanzia
per i caregivers. Vorrei ricordare che non c'è più PIF sotto
Palazzo d'Orleans a chiederlo, ma c'è una legge che è antesignana
in Italia che li stanzia per i caregivers e sono 162 milioni di
euro stanziati ogni anno e ogni mese non è mai mancato l'assegno.
Anche in questo bilancio non mancherà, pur avendo congelato parte
di quei fondi che verranno scongelati quando l'accordo sarà
sbloccato.
Così nel TPL - lo dico perché anche lì populisticamente avremo
altri interventi, ma sono i capitoli più sostanziosi di spesa della
Regione siciliana, dove chiaramente è più facile congelare 100
milioni di euro - 50 milioni, 60 milioni piuttosto che i 24.000
euro del giardinetto.
Tanto dovevo perché io non sono populista, sono concreta e voglio
che i siciliani che mi hanno eletto abbiano una voce di verità se
credono a quello che io dico, come sono certa che crederanno.
PRESIDENTE. Grazie per il suo fondamentale intervento.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pasqua.
PASQUA. Signor Presidente, riportiamo un attimo i toni alla
discussione e fare dei calcoli precisi, un po' più puntuali,
Assessore Armao.
Capisco che bisognava fare dei tagli, recuperare un miliardo di
euro e qualcosa, ecc., però, forse, gli uffici, come lei ha
indicato che sono gli artefici dei calcoli sulle cose, ecc.,
avranno forse fatto qualche errore. Perché dico questo? Perché se
l'anno scorso sono stati di competenza impiegati 165 milioni di
euro e questi 165 li dividiamo per i 12 mesi, otteniamo 13 milioni
750 mila euro al mese che dobbiamo spendere per forza.
Bene, in questo momento, allo stato attuale, non quando sarà che
ancora non sappiamo l'accordo con lo Stato, allo stato attuale
abbiamo 68 milioni di euro. Ebbene, moltiplicando 13 milioni 750
mila euro per 5 mesi cioè maggio, mese di maggio, arriviamo a 68
milioni 750 mila euro, quindi abbiamo già esaurito tutte le somme.
Ora io mi chiedo, e le chiedo, così come si chiedono anche i 13
mila quasi disabili gravissimi siciliani, quando sarà sbloccato
questo accordo con lo Stato? Quando arriveranno queste altre
disponibilità? E' questo il problema, l'oggetto del contendere; per
questo ragioniamo anche su questo, facciamo una proiezione un po'
più precisa, un po' più in avanti che sia aderente alla possibilità
di avere queste somme da accordo con lo Stato, perché io voglio
ricordare l'assestamento l'anno scorso e c'erano accordi, anche
l'anno scorso, eccetera, l'assestamento lo abbiamo votato il 26
novembre, e già quasi ad anno finito. Ok, va bene, dobbiamo
trovarli, però queste situazioni, dobbiamo coprire anche il mese di
giugno, se lei, le chiedo di assicurare in maniera chiara, anche i
mesi che si ipotizzano saranno necessari per giungere a questo
accordo con lo Stato. La ringrazio.
PRESIDENTE. Un attimo, c'erano altri interventi perché io li avevo
tolti a tutti, ma l'onorevole Savarino, arrabbiandosi, mi deve
mettere nelle condizioni di ridare la parola a tutti, a questo
punto.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Lupo.
LUPO. Grazie, signor Presidente, per esprimere apprezzamento per
la sua proposta e anche per la disponibilità offerta dal Governo di
addivenire alla sua proposta rispetto agli emendamenti che abbiamo
presentato.
Io voglio porre anche due questioni di ordine generale. La prima
attiene a come organizziamo i lavori d'Aula, considerato che in
passato rispetto ad alcune nostre osservazioni un approfondimento
avveniva in Commissione. Per esempio, io ho chiesto come mai, per
quest'anno, si prevede, c'è una previsione di indennità di carica
per il Presidente della Regione e gli Assessori di 400 mila euro in
più rispetto allo scorso anno.
La mia sarà un'osservazioni giusta, sbagliata, sono, chiedo solo
un chiarimento. In altri tempi, avremmo convocato, non so, il
Segretario generale, il Ragioniere generale, in Commissione, che
avrebbe dato una risposta. Ora, come intendiamo organizzarci?
Perché se rispetto alle nostre osservazioni la risposta
dell'Assessore per l'economia è: così hanno disposto i
dipartimenti', chiedendoci un atto di fede nei confronti, per
esempio, della Segreteria generale di Palazzo d'Orleans, noi daremo
un atto di fede, ma non mi sembra questo un modo di potere
proseguire nell'esame del bilancio e della legge di stabilità.
Quindi, il Governo si attrezzi. Organizzi gli uffici in modo tale
che rispetto alle nostre osservazioni sul perché ci sono 400 mila
euro in più di spesa per Assessori e Presidente di Regione, ci sarà
indubbiamente una risposta, faccia arrivare le carte in Aula perché
noi non possiamo andare avanti per atti di fede, noi abbiamo il
dovere di andare a fondo, di esaminare i documenti e di potere
rispondere ai cittadini che ci chiedono in maniera precisa e
puntuale. Gruppo parlamentare l'intervento della collega, onorevole
Angela Foti, relativamente alla possibilità di consentire il voto
all'onorevole Pagana; ovviamente, noi siamo disponibilissimi
PRESIDENTE. Questo è ovvio.
LUPO. Quindi, laddove dovesse esserci in particolare una richiesta
di numero legale o di appello nominale o di voto segreto, diciamo,
chiediamo anche noi che la Presidenza possa valutare qualche minuto
di sospensione, in modo da consentire alla collega di raggiungere
l'Aula per esprimere il suo voto. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, questo era stato già detto in
precedenza. Vorrei dire una cosa però, fino ad ora, proprio perché
nessuno credo voglia fare muro contro muro o rischiare che si
comincino a fare mille votazioni, l'Assessore Armao mi sembra che
sia stato disponibilissimo a dare tutte le risposte alle domande
che gli abbiamo fatto, che voi gli avete fatto. Io credevo di avere
fatto un chiarimento, non un attacco, quando ho chiarito il fatto
dei tagli che si devono fare ma delle cose che si devono mettere
dopo, io credo, Assessore, che non ci sarebbe niente di male se lei
chiedesse a qualcuno dei suoi dirigenti, di stare qui, comunque, in
modo che se ci fosse una serie di chiarimenti
Intanto, voglio fare una premessa: voi capite bene che oggi è il
giorno 30, stiamo discutendo qua, finiremo stasera a oltranza, non
c'è problema, ma se questa legge di bilancio fosse andata in
Commissione, la Commissione si sarebbe riunita oggi, forse domani,
forse dopodomani. Per cui, credo che, comunque, quello che stiamo
raggiungendo sia un risultato positivo, ma assolutamente chiedo,
senza nessun timore e non credo di creare un grosso problema al
Governo se chiedo all'assessore di accontentare questo tipo di
richiesta, facendo venire un dirigente, due dirigenti qua che
possano, nel giro di pochi minuti, laddove ci fossero dei problemi,
dare le spiegazioni sulle cose che servono.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi do la parola agli altri.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Io
ringrazio il Presidente, anche qui dobbiamo un po' fidarci del
lavoro che fa il bilancio perché il bilancio, come voi sapete, è
uno dei migliori dipartimenti se non il migliore della Regione
Siciliana, che lavora con grande scrupolo e attenzione e non lavora
mai sotto - essendoci presenti in Parlamento anche parlamentari che
sono stati assessori lo sanno -, non si fa tirare la giacca né da
un lato, né dall'altro. Né nessuno cerca di tirargliela. Le
previsioni vengono fatte secondo criteri contabili di
attendibilità, di prevedibilità e, quindi, non c'è metti qua, togli
là, tantomeno nell'indennità dell'assessore, signor Presidente.
Potrei dire, anche per alleggerire un po' l'aria, che ci avevamo
tentato e l'onorevole Lupo ci ha sgamati, ma non è così. Non
abbiamo tentato di aumentarci nessuno stipendio. Lo stanziamento è
esattamente uguale a quello iniziale dello scorso anno. Poi cosa
succede? Quando facciamo l'assestamento
PRESIDENTE. Quelli sono con i limiti di legge, mi sembra. Non se
li possono aumentare come vogliono.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Quindi, mi sia consentita la battuta per rendere anche più leggero
il clima, che è complicato, lavorando già da un po'. Dicevo, lo
stanziamento iniziale del 2022 è esattamente uguale a quello del
2021. Poi cosa succede? Durante l'anno, in sede di assestamento,
quando si fa il rastrellamento di tutto quello che non si è speso,
le risorse vengono orientate alle esigenze che ci sono. Quindi, noi
non abbiamo messo, appostato, quanto poi è risultato lo scorso
anno, anche perché, per esempio, manca un assessore; non si sa se
l'assessore sarà nominato o sarà un interno o un esterno, ci
potrebbero essere altri interni, altri assessori parlamentari che
lasciano ed entrano assessori esterni, quindi, per motivi di
cautela, lo stanziamento è uguale a quello dello scorso anno, non
c'è nessuna fuga in avanti, né tentativi di incremento. Ovviamente,
se questo stanziamento, a luglio o ai primi di agosto, risulterà
ridondante, in sede di variazione o di assestamento, a settembre,
provvederemo alle necessarie modifiche. Ma, ripeto, non c'è nessun
incremento rispetto allo stanziamento iniziale dello scorso anno.
Lungi da me. Per quanto riguarda, invece, la questione che dice
l'onorevole Pasqua, lo vorrei rassicurare, nel senso che l'impianto
del bilancio è strutturato in modo tale che non appena i 211
milioni di euro, per esempio, saranno disponibili, il che avverrà
appena il Consiglio dei Ministri approverà e appena il Presidente
della Repubblica promulgherà il decreto attuativo dello Statuto,
che determina per quest'anno la riduzione del concorso al
ripianamento del disavanzo, a quel punto, si determinerà
automaticamente la disponibilità nel bilancio. Quando? Io ho
informato il Parlamento di tutto quello di cui sono a conoscenza.
Ho sentito il Gabinetto della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, esattamente venerdì scorso, ci hanno detto che tutti i
passaggi istruttori sono definiti; si attende solo che sia iscritto
all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri per
l'approvazione. Io questo ho avuto formalmente come conoscenza e
formalmente come conoscenza la trasferisco al Parlamento.
Considerato che questo è un Governo nel quale, tranne una forza
politica anzi due forze politiche presenti in Assemblea, le altre
sono tutte presenti al Governo, credo che faremmo un utile sforzo
per la Sicilia per lavorare tutti affinché tutto questo si
dispieghi prima possibile.
Ovviamente noi, come Governo, cerchiamo di fare tutto il
possibile, però - ripeto - siccome questi sono risultati non del
Governo ma dell'intero Parlamento, dell'intera Sicilia,
probabilmente se lavoriamo tutti insieme riusciamo, come, ripeto,
si faceva anche ai tempi dell'onorevole La Torre, il quale...
PRESIDENTE. Assessore, posso chiederle un chiarimento? Su quello
che lei ha detto adesso per i disabili, nel momento in cui ci
dovesse essere un ritardo nello sblocco di questi accantonamenti,
che cosa avviene?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Ovviamente, noi non possiamo interrompere le erogazioni nei
confronti dei disabili; a parte che ci sono 95 milioni di euro e
non 68, sono 95 milioni di euro ci risultano.
PRESIDENTE. Non ha importanza questo, è per capire...
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Siccome il ragionamento che...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. La
Ragioneria mi ha mandato...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, chiedo scusa, mi sta spiegando come
avviene tecnicamente.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Nel caso in cui, c'è l'Assessore per la salute che può dare
informazioni ancora più puntuali delle mie, essendo materia di sua
spettanza, nel caso in cui la Regione non avesse la disponibilità
immediata mi dice appunto risultante 90, capitolo 183808, risulta
blocco 66 milioni di euro, somme disponibili 95175.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Pasqua)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Comunque il tema è, ripeto, quello... Ci assumiamo la
responsabilità delle cose che si dicono. I disabili non avranno un
giorno di mancata erogazione.
PRESIDENTE. Assessore Armao, chiedo scusa, perché ho bisogno di
capirlo io, perché sinceramente me lo chiedono in tanti. Se dovesse
ritardare l'accordo e quindi dovessero dare al blocco di questi,
noi oggi in bilancio stiamo calando alcuni capitoli, non tutti,
allora mi si chiede, mi è stato chiesto per telefono due minuti e
mezzo fa, questo glielo dico: non si potrebbe dire che c'è un
taglio del 3 per cento su tutti i capitoli in attesa dello sblocco,
per poi avere nel momento in cui questo sblocco ci sia la
ricomposizione di tutti i capitoli, ma evitare che qualcuno si
senta danneggiato "perché viene tagliato il mio e non quello
accanto a me?"; ecco, questo lo vorrei come chiarimento.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Allora, se facessimo questo dovremmo riscrivere il bilancio, cioè
ci pigliamo due, tre giorni, riscriviamo tutte le tabelle, tutto il
bilancio e ritorniamo qua perché.
PRESIDENTE. Non per questa volta, stiamo attenti E' una
curiosità; quindi, per questa volta è chiaro che il bilancio è
questo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Abbiamo cercato, proprio perché c'è la necessità di effettuare
interventi eventualmente su singoli capitoli, di concentrare sui
capitoli più grossi, in modo che lo sblocco si può poi trasformare
immediatamente e non dobbiamo andare a interventi su tutto il
bilancio.
Nel caso di specie, in finanziaria se l'Assemblea ritiene, e il
Governo è disponibilissimo in questo ad assecondare questo
desiderata, questa scelta, questa decisione, nel caso in cui essa
intervenga, di lasciare questo specifico capitolo esente da blocco
e decidiamo di spostare il blocco in più da un'altra parte, io già
con gli Uffici avevo dato questo input di effettuare un
monitoraggio per vederne la praticabilità, se l'assemblea ritiene
si può assolutamente, per questa eccezionale, perché stiamo
parlando di ieri sentivo che, appunto, qualcuno li definisce
fragili e invece sono persone di straordinaria forza, e credo che
sia proprio così, quindi le persone che hanno gravi patologie che
sono anche anziane, sono persone che quindi non possono avere
nessun tipo di turbativa, non c'è nulla di preclusivo da parte del
Governo che in sede di finanziaria decidiamo di esimere dal blocco
questo specifico capitolo e spostiamo il blocco ovviamente a
un'altra parte, perché il blocco ci deve essere. Massima
disponibilità, Presidente.
PRESIDENTE. Perfetto. Allora, io dico una cosa, che ora do ancora
la parola a chi la deve chiedere e a chi l'ha chiesto, un minuto,
non state col braccio alzato, stiamo discutendo un problema, appena
finiamo vi do la parola, diciamo che onestamente c'è una
disponibilità assoluta da parte del Governo e da parte
dell'assessore Armao a qualsiasi tipo di chiarimento e a qualsiasi
tipo di soluzione si voglia trovare, che mi sembra l'atteggiamento
corretto e giusto anche in un momento difficile, come quello che
stiamo vivendo, per potere arrivare ad un accordo complessivo fra
tutti senza problemi.
Per cui, adesso chiederei a chi ha chiesto di intervenire - sono
in tre ancora, se non ce ne sono altri - io avevo provato poco fa a
velocizzare pensando che fossero tutti interventi sul problema e
quindi di andare avanti per il voto. Ma a questo punto do la parola
a tutti. Non ho nessun problema, però se quello che dovete dirmi è
prettamente riservato a questo problema, altrimenti ve la do
immediatamente dopo quando abbiamo votato questo articolo, perché
poi l'altro articolo, per esempio, so già che l'onorevole Caronia
ha un emendamento che le abbiamo considerato inammissibile per
motivi tecnici che io, infatti, spiegherò all'Aula e che lei
ovviamente vorrà intervenire su questo e sul prossimo.
Quindi, se il motivo è questo le do la parola. Votiamo intanto
l'articolo 2 e poi le do la parola al momento opportuno. Se lo
stesso è per l'onorevole Lo Curto, altrimenti avete la parola e
fate quello che volete.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.
LO CURTO. Signor Presidente, al netto del clima da Tempesta
perfetta che si registra purtroppo nella politica regionale
siciliana, è importante che questo pomeriggio sia fatta chiarezza
su questo tema delicatissimo dell'assistenza ai disabili e
soprattutto ai disabili gravi e gravissimi. Perché già da ieri
serpeggiavano in tutte le possibili modalità tutta una serie di
messaggi di allarme, perché sembrerebbe che questo Parlamento,
votando questo bilancio si assume la responsabilità o si sarebbe
assunto la responsabilità di tagliare i fondi a queste persone che,
ha detto bene l'Assessore, non sono fragili, sono persone
fortissime, soprattutto tanto forti che spesso si interfacciano con
il muro di gomma delle istituzioni e ancora di più delle
amministrazioni pubbliche. Ed è il caso che abbiamo trattato in più
di una occasione in questo Parlamento, quando abbiamo affrontato il
tema della disabilità gravissima a cui nelle scuole dell'obbligo
viene meno l'assistente igienico-personale che i comuni dovrebbero
garantire ed in particolare il comune di Trapani.
Abbiamo firmato insieme in più di una occasione emendamenti e
provvedimenti in quest'Aula con il Partito Democratico, a cui pure
è iscritto quel sindaco di Trapani, e abbiamo anche chiesto,
Presidente, e qui faccio un ulteriore appello a lei nella qualità
ma anche al Governo nella qualità ognuno nella sua quota parte,
perché questo Parlamento aveva votato un ordine del giorno perché
fossero inviati gli ispettori, i commissari nei comuni proprio per
verificare la condizione di inadempienza di questi comuni rispetto
ad un diritto sancito e garantito dalle leggi.
E' vergognoso che questo non sia mai avvenuto in spregio a quanto
deliberato da questo Parlamento all'unanimità e che oggi si trova a
dovere dibattere e sono contenta che si sia finalmente fatta
chiarezza, sul fatto che non ci sarà un taglio a nessuno dei
servizi che questo Governo garantisce da anni alle persone
disabili. Questo no, perché c'è un Governatore che si chiama
Musumeci, assolutamente. Ma perché c'è un Governo che è
responsabile e soprattutto perché c'è un Parlamento attento che su
questi temi non può né dividersi, né strumentalmente essere
accusato da parte di chi, dall'opposizione magari, con un po' di
imprudenza in più cerca di addossare in termini di responsabilità a
questa parte del Parlamento che si riconosce nella maggioranza che
sostiene il Governo.
Qui non ci può essere una maggioranza e una opposizione su un tema
che riguarda veramente le persone che più soffrono e su cui non si
possono fare sconti a nessuno. Mi fa piacere che il vicepresidente
Armao abbia voluto anche trovare una soluzione perché sarebbe stato
anche il senso del mio intervento. Ma, assessore Armao, siccome
faccio parte anche della Commissione Bilancio , quando saremo
nella fase successiva della finanziaria, perché lei già mi aveva
dato, anche rassicurazioni nel merito, io questo lo voglio dire,
perché, appunto, se mi telefona una mamma di tre figli disabili
gravissimi del mio territori, io entro in angoscia, perché so quali
sono i problemi di quella famiglia, conosco perfettamente il
dolore, la frustrazione e l'estrema dignità con la quale questa
famiglia vive la condizione dei propri figli.
Quindi, oggi intanto il fatto che l'assessore Armao mi avesse
rassicurata e successivamente l'assessore Armao, rispondendo anche
a lei, Presidente, di questo la ringrazio perché, della sua
sensibilità questo Parlamento è testimone
PRESIDENTE, Per favore, onorevole Lo Curto, le devo chiedere una
cortesia, noi non possiamo finire stanotte, sarò costretto a dare
la parola a tutti, per favore, se potessimo votare. Il suo
intervento è chiarissimo. Non voglio togliere la parola, come è
stato detto o evitare di darla, la do a tutti, però nel momento in
cui si deve votare, vi chiedo la cortesia, votiamo e andiamo avanti
e gli interventi li fate al momento opportuno. Comunque, non ha
importanza.
LO CURTO. Ho chiuso, Presidente, ringrazio l'assessore Armao per
avere indicato una soluzione, che sarà quella che taglieremo
altrove ma certamente non sarà tagliato in sede di legge di
stabilità un solo centesimo alle persone e alle famiglie dove la
disabilità costituisce una condizione di vita permanente. Grazie
PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare gli onorevoli Foti, Tancredi
e Caronia e non so chi altro. Prego, onorevole Foti.
FOTI. Grazie, Presidente. In merito a questo blocco di emendamenti
presentati dai colleghi, ho sentito alcune cose che mi sono poco
chiare.
Se, diciamo, l'aiuola davanti a Palazzo D'Orleans, se la spesa si
intende per quella aiuola o per il parco e i giardini che sono
stati restituiti alla città di Palermo e ai visitatori e a chi
vuole fruire anche da un punto di vista culturale, tanto caro a
questo Parlamento, che ha da poco approvato anche una mozione sul
diritto alla cultura, vorrei ricordare che nel diritto alla cultura
ci sono anche i giardini, e giardini di questa portata, purtroppo,
ce ne sono veramente pochi e da catanese vi invidio veramente per
questa meraviglia che è stata restituita allo splendore e a tutta
la sua bellezza alla città di Palermo e a tutta la Sicilia. Quindi,
mi sembra abbastanza ingrato sentire parlare di palle di gesso,
perchè queste palle di gesso non raccontano bene quello che invece
è stato fatto ultimamente.
In merito alla questione della vicenda del fondo sulla disabilità,
io, Presidente, ero deputato la scorsa Legislatura e ricordo quello
che successe, lo scandalo e con quanta forza si dovette rivendicare
un diritto che ad oggi mi sembra non sia stato schiacciato, eluso
in nessuna maniera.
Intorno a questo capitolo, ogni anno, speculazione di ogni genere
si alzano, anche di bassissimo livello; ci può stare che il
cittadino sia poco informato, ma che i deputati speculino,
calpestando la dignità personale di tutti i deputati, del Governo,
di chiunque, perché siamo anche noi delle persone e gettare alla
gogna la politica regionale in generale, perché nessuno si deve
sentire sottratto, è veramente miserevole.
Come al solito, però, Presidente, c'è sempre qualcuno che mentre
il saggio indica la luna, si mette a guardare il dito con occhi
strabici. Io vorrei ricordare che in quest'Assemblea e anche lei,
Presidente, ci siamo prodigati con un'interessantissima seduta in
Sala Gialla, dove abbiamo invitato i membri della Commissione
paritetica, era lo scorso 17 giugno; e quando alcuni colleghi
dicono l'accordo, l'accordo c'è già stato, perché nel dicembre del
2021 sono stati fissati ben 12 punti che riguardano le casse della
nostra Regione, che sono già stati studiati e analizzati ai tavoli
tecnici e sono alla firma del Governo nazionale. Quindi, qualsiasi
deputato di questa Assemblea che ha dei referenti nazionali al
Senato, al Parlamento o, addirittura, gode di Ministri e
sottosegretari, dovrebbe alzare il telefono e chiamare il compagno
di partito dicendo: Guarda che a causa tua stiamo dovendo ridurre
i capitoli. Guarda che a causa tua non riusciamo a legiferare leggi
che abbiano neppure un euro di spesa. Guarda che siamo alla canna
del gas. Guarda che qui, quello che ci spetta ce lo dovete dare .
In ultimo, durante questa Legislatura, nel 2018, avevamo
legiferato intorno a una delle questioni che è nei tavoli romani ed
è alla firma del Consiglio dei Ministri. Voglio dire, posso
comprendere l'uomo della strada, ma l'uomo deputato di questa
Assemblea dovrebbe sapere benissimo che, a fronte delle mancate
entrate sulle disposizioni della finanziaria nazionale del 2006, la
legge 296, che dovremmo ben conoscere, ogni anno, a fronte di una
maggiore intensità nell'erogazione dei LEA, ci sono stati sottratti
centinaia di migliaia di euro. Basta leggere la rassegna stampa
della scorsa settimana. Tutti abbiamo visto l'articolo Spunta il
credito miliardario da parte dello Stato .
Quattordici anni di ruberia alla luce del sole, dove generazioni
di politici regionali e nazionali non hanno fatto altro che girarsi
dall'altra parte
Noi, caro Presidente Micciché, questo argomento, se ricorda, lo
abbiamo sottoposto lo scorso anno alla Commissione paritetica.
Bene Gli regaleremo anche gli arretrati, ma se prima non ci
passano i 600 e passa milioni - e manca una firmetta dal Consiglio
dei Ministri e manca che l'argomento si metta all'ordine del giorno
- non ci resta che tagliare.
Questa mattina, assieme ai colleghi del Gruppo Attiva Sicilia,
avevamo formulato anche noi un emendamento che tagliasse la testa
al toro e mettesse in sicurezza, anche dopo luglio, l'assegno di
cura. Ma siccome, come dire, si vanno a scombinare tutti gli altri
capitoli e lo stesso assessore Armao, poche ore fa, ci ha
confortati del fatto che lui stesso avrebbe presentato un
emendamento per il ripristino - ecco, lo sta mostrando - ci siamo
sottratti dalla becera, becera, becera politica fatta sui social.
E, invece, ci soffermiamo, Presidente, depositando un ulteriore
ordine del giorno, che prego i colleghi di volere leggere e
sottoscrivere, dove diamo forza e spingiamo il Governo regionale
affinché solleciti il più possibile questo Consiglio dei Ministri
che, tra l'altro, ci dovrebbe anche assegnare le somme del bollo
F23, F24, la riduzione della compartecipazione alla spesa pubblica
nazionale, che la Corte dei conti, da anni, nei rendiconti che vi
andate a leggere, casomai saltaste sempre le parti dei doveri anche
da parte dello Stato, ci avevano promesso una riduzione di 200
milioni, che ancora non abbiamo. E' chiaro che i conti in questa
maniera non si potranno fare e questo documento dovrà essere
rimaneggiato nei prossimi mesi, perché dovremo parlare ancora di
somme che, speriamo, ci arriveranno. Ma ci arriveranno se noi non
boicotteremo noi stessi
Io invoco chi ha rappresentanza, Forza Italia, il Partito
Democratico, la Lega, il Movimento Cinque Stelle, a pressare la
propria rappresentanza a Roma, perché l'accordo già c'è stato, i
tavoli già ci sono stati, manca che il Consiglio dei Ministri, tra
un Consiglio dei Ministri e l'altro metta finalmente questo
argomento, ricordandoci che sia il Palazzo del Governo, sia il
Palazzo dell'Assemblea si affacciano su piazza Indipendenza.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Grazie, Presidente, io intervengo per fare un attimo di
chiarezza, perché alcune cose che sono state dette sono
estremamente inesatte.
E faccio un ragionamento puramente ragionieristico. I quasi cento
milioni che sono stanziati permettono di garantire l'assegno di
cura fino alla fine di luglio, ed è chiaro che le somme che debbono
essere riconosciute alla Sicilia, già patteggiate di cui parlava la
collega Foti e di cui ha parlato anche l'Assessore, sono delle
somme che già debbono essere riconosciute in tempi brevissimi.
Perché nel caso, a luglio, non salterà solo l'assegno di cura;
salterà tutta l'economia della regione
Quindi, io mi associo all'appello che ha fatto la collega Foti a
chi ha dei rappresentanti anche al Governo e anche rappresentanti
molto importanti di darsi una mossa e smetterla di fare politica
becera - come ha ben detto la collega - sui social e si diano una
mossa loro a fare qualcosa per la Sicilia Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente. Beh, io ho ascoltato con attenzione
gli interventi dei colleghi, nonché del Governo. Devo dire che sono
piuttosto diciamo, ecco non trovo un aggettivo giusto, ma devo dire
sono piuttosto basita perché ho sentito dire delle ovvietà tali e
anche come dire dei proclami che mi lasciano davvero a bocca
aperta. Non foss'altro perché si parla di disabilità e di fragilità
come se fossero argomenti, come dire, in qualche modo di cui
fregiarsi, quando in realtà questa situazione economico-finanziaria
alla quale stiamo assistendo, investe non soltanto l'assegno per i
disabili gravi e gravissimi, ma investe tante di quelle
articolazioni del mondo della fragilità, ma non solo, anche del
mondo che riguarda la famiglia, del diritto di essere tutelate le
donne oggetto di abuso, dei minori che vanno in comunità perché
sono abusati, delle mamme e bambini che vengono alloggiati nelle
comunità con recapito segreto. E potrei fare una citazione così
lunga di interventi che non si limitano soltanto all'assegno di
cura dei gravi e gravissimi, che ovviamente è un argomento
importante.
Io credo che la scelta che il Governo abbia operato, ed è il mio
personale convincimento, sia sbagliata rispetto al metodo. Adesso
l'assessore Armao ci dice: Beh, cosa facciamo? Riscriviamo tutto
il bilancio? . E' chiaro che siamo al 30 di aprile e nessuno di noi
vuole lasciare la regione senza un bilancio perché significherebbe
paralizzare completamente ogni attività, nonché tantissimi
stipendi. Ma la versione o l'idea secondo la quale è più facile
congelare le grosse macro aree di spesa, piuttosto fare un taglio
lineare del 3 per cento non mi trova assolutamente d'accordo.
Perché se il 3 per cento rappresenta un piccolo danno e una piccola
sofferenza, amputare rami dell'amministrazione mi sembra ancor
peggio.
Ed è per questo che avevo presentato degli emendamenti, di cui
ringrazio il Presidente per averne comunque dato nota anche se poi
non sono stati resi ammissibili perché è ovvio che alla luce delle
cose che il Governo ci ha detto, non avrebbero possibilità di
essere finanziati.
Avevo presentato un emendamento che riguarda puntualmente alcuni
aspetti che riguardano la scuola, o meglio il diritto dei ragazzi
disabili a frequentare la scuola. Presidente, questi ragazzi non
potranno andare a scuola non a luglio né tra due mesi, da domani
Perché, relativamente alle attività degli igienico-personali, che
sono coloro i quali insieme al trasporto sono la prima barriera
perché i ragazzi possano recarsi a scuola, e possano stare 6 ore, 7
ore presso i locali della scuola, perché devono espletare le
funzioni vitali grazie a questi operatori, questo non potrà
avvenire già da domani perché le attività si sospendono - faccio
l'esempio della provincia di Palermo di cui sono maggiore
conoscitrice - a partire dalla prossima settimana finirà il
servizio degli igienico-personali. I ragazzi disabili della
provincia di Palermo non potranno più andare a scuola la prossima
settimana.
La stessa cosa vale per gli assistenti alla comunicazione e agli
Asacom, che dalla prossima settimana non avranno la possibilità di
poter continuare ad assistere i ragazzi. Non parliamo di mesi, la
settimana prossima
Lo stesso vale per quello che riguarda le attività dei Comuni, di
cui parlava anche l'onorevole Lupo. Noi abbiamo creato questa norma
durante un ultimo stralcio dell'assestamento. Sono somme
assolutamente, come dire, irrisorie, perché rispetto ad un bilancio
di un miliardo che viene congelato, noi parliamo di quattro
milioni, un milione, per l'intervento degli igienico-personali che
permette di traguardare, diciamo, l'approvazione della finanziaria
e non lasciare dalla settimana prossima questi servizi scoperti.
Allora, se dobbiamo fare demagogia io non mi iscrivo a questo
partito, perché non mi interessa, non è la mia politica, non è il
mio modo di rappresentare la realtà.
Pertanto, ritengo che parlare dei giardinetti che le assicuro,
onorevole Foti, io sono palermitana da otto generazioni, quel
giardinetto non rappresenta nulla per la città e per noi
palermitani, glielo assicuro, in fede, mi creda. Invece, è molto
più importante parlare di quello che può essere il rapporto con lo
Stato.
Ebbene, noi stiamo chiedendo l'accorato appello allo Stato, però
io credo che al di là dello Stato noi qui abbiamo una Regione che,
proprio perché ha un'indipendenza e una storia di uno Statuto
autonomo, non può sempre fare soltanto appello a quello che è lo
Stato, ma anche guardare alle nostre responsabilità regionali
Pertanto, credo che questo Governo abbia il compito di rivedere la
propria posizione, signor Presidente E lo dico con accorato
appello, perché è chiaro che non si può sempre soltanto dire,
stando sul divano Beh, il Governo non ci aiuta , possiamo anche
fare da noi, tanto E io credo che in quest'Aula la volontà ci sia
tutta da parte di chi come me non vuole fare nessun tipo di
populismo, né politica sui social, ma vuole trovare soluzioni qua,
perché alla gente dobbiamo dare soluzioni, altrimenti è soltanto
fuffa, mi permetto di dire
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caronia, peraltro tutti sappiamo il
suo impegno in questo campo e sono sicuro, ne avevo parlato anche
prima con il Governo, con l'assessore Armao, che certamente durante
la finanziaria questo problema si dovrà per forza di cose
risolvere. Comunque, grazie per il suo intervento perché è bene le
cose ricordarle sempre, perchè è importante.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, per qualche minuto avevo avuto
l'impressione che si stesse - e di questo ne sono persuaso - una
bella pagina di politica perché correttamente il Partito
Democratico, comunque le opposizioni avevano segnalato un problema
al Governo che riguardava un taglio o più tagli e devo dire che in
maniera opportuna, condivisibile, mi permetto di aggiungere giusta,
l'assessore Armao ne aveva preso atto e aveva riferito all'Aula che
il problema si risolveva e si risolve.
Quindi, io capisco, per carità, che si sta discutendo di disabili
e stanno tutti a cuore e nessuno, credo sia perfino banale
precisarlo, vorrebbe togliere un solo centesimo, non decine di
milioni di euro. Però, io credo che per un momento si era - in
quest'Aula raramente si verifica - creato un meccanismo perfetto:
l'opposizione aveva fatto l'opposizione e aveva segnalato un
problema, il Governo, in maniera a mio modo di vedere
condivisibile, si è dimostrato pronto a risolvere il problema e lo
risolverà.
Quindi, io credo, Presidente, che sia opportuno, proprio per il
clima che si stava instaurando e che io spero non si perda nel
corso di questa nostra ultima avventura, mi riferisco ai cinque
anni, relativo al bilancio e alla legge di stabilità, si continui
con questo clima. Un clima costruttivo in un momento di grande
difficoltà per tutti, in cui chiaramente ognuno di noi è chiamato
ad assumersi le proprie responsabilità, maggioranza e opposizione,
Governo evidentemente in prima fila perché ha la responsabilità
esecutiva di risolvere i problemi.
Quindi, Presidente, l'unica mia osservazione oltre quella che ho
detto per, tra virgolette, complimentarmi per quello che si stava
instaurando e che spero non si perda è - lo dico all'assessore
Armao - di veramente caldeggiare, quasi di opprimere, di
stalkerizzare, se posso utilizzare questo termine, il Governo
nazionale.
Ognuno di noi dovrà, come dire, attivarsi per far sì che i propri
canali, i canali dei partiti che sono al Governo possano in qualche
modo essere allertati perché quello che interessa, al di là delle
stucchevoli polemiche, quello che interessa ai siciliani è che i
problemi dei siciliani vengano risolti e Forza Italia su questo
credo sia in prima fila per cercare di risolvere ad ogni livello, a
livello nazionale, regionale, ma anche nei comuni dove siamo
impegnati, a risolvere, ad ogni livello, i problemi dei siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone. Onorevoli colleghi, ho
bisogno di interrompere cinque minuti.
Quindi, riprendiamo i lavori alle ore 15.45.
(La seduta, sospesa alle ore 15.31, è ripresa alle ore 16.23)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, prendete posto che
vediamo di accelerare i lavori.
Il Presidente Miccichè non ha voluto riprendere i lavori anche
perché ha riscontrato - onorevole Cracolici, la prego - da parte di
alcuni colleghi, un atteggiamento nei confronti di questa
Presidenza certamente non propositivo.
Ora, io vorrei avere il buon senso che il rapporto tra di noi,
soprattutto i colleghi nei confronti di questa Presidenza, abbiano
a comprendere, non solo le difficoltà durante i lavori ma che ci
sia anche la serenità di portare avanti le proprie cose senza avere
rimostranze nei confronti della Presidenza.
Allora, passiamo all'esame degli emendamenti.
Onorevole Cracolici, per favore che dobbiamo accelerare, che poi
fa buio e dobbiamo tenere le luci accese e abbiamo delle spese,
straordinario, dipendenti, cose, e poi ci scatta anche l'indennità
per i deputati in più.
Si passa all'articolo 2, emendamento AL2.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento AL2.2 che sarebbe l'incremento delle
entrate a proposito 2023/2024 di cui faceva cenno pocanzi
l'assessore Armao. Parere favorevole della Commissione, parere
favorevole del Governo, chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Non ci sono altri emendamenti all'articolo 2.
Così come previsto dal decreto legislativo n. 118 del 2011 e
s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione delle singole
Tipologie all'interno di ciascun Titolo.
Si pone in votazione il Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione il Fondo pluriennale vincolato per conto
capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione Utilizzo avanzo di Amministrazione, di cui
avanzo utilizzato anticipatamente, di cui utilizzo fondo
anticipazioni di liquidità. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione il Fondo di cassa all'1/01/2022. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame del Titolo 1.
ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA CONTRIBUTIVA PEREQUATIVA
Si pone in votazione la Tipologia 101 Imposte, tasse e proventi
assimilati. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 102 Tributi destinati al
finanziamento della sanità. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 103 Tributi devoluti e regolati
alle autonomie speciali. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del titolo 1, si passa all'esame del Titolo 2.
TRASFERIMENTI CORRENTI
Si pone in votazione la Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 102 Trasferimenti correnti da
famiglie. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
imprese. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 104 Trasferimenti correnti da
Istituzioni sociali private. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 105 Trasferimenti correnti
dall'Unione europea e dal resto del mondo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del titolo 2, si passa all'esame del titolo 3.
ENTRATE EXTRATRIBUTARIE
Si pone in votazione la Tipologia 100 Vendita di beni e servizi e
proventi derivanti dalla gestione dei beni. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Proventi derivanti
dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
illeciti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 300 Interessi attivi. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 400 Altre entrate da redditi da
capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 500 Rimborsi ed altre entrate
correnti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del titolo 3, si passa all'esame del titolo 4.
ENTRATE IN CONTO CAPITALE
Si pone in votazione la Tipologia 200 Contributi agli
investimenti. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 300 Altri trasferimenti in conto
capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 400 Entrate da alienazione di
beni materiali e immateriali. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 500 Altre entrate in conto
capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del titolo 4, si passa all'esame del titolo 5.
ENTRATE DA RIDUZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
Si pone in votazione la Tipologia 100 Alienazione di attività
finanziarie. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Riscossione di crediti di
breve termine. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 300 Riscossione crediti di medio-
lungo termine. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 400 Altre entrate per riduzione
di attività finanziarie. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del titolo 5, si passa all'esame del titolo 6.
ACCENSIONE PRESTITI
Si pone in votazione la Tipologia 300 Accensione mutui e altri
finanziamenti a medio-lungo termine. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame del titolo 6, si passa all'esame del titolo 9
ENTRATE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO
Si pone in votazione la Tipologia 100 Entrate per partite di giro.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Entrate per conto terzi. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Concluso l'esame dei titoli, si passa alla votazione dell'articolo
2.
Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato così come
emendato e ovviamente anche gli emendamenti che sono stati
approvati. Parere della Commissione favorevole, parere del Governo
favorevole. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Stato di previsione della spesa
1. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118,
e successive modifiche ed integrazioni, sono autorizzati l'impegno
ed il pagamento delle spese della Regione siciliana per gli
esercizi finanziari 2022, 2023 e 2024 in conformità dello stato di
previsione della spesa annesso alla presente legge (allegato 4)».
Presidente Savona, stiamo parlando dell'allegato 4. Come dice?
SAVONA, presidente Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento ALL.4.2, pagina 16,
c'è scritto emendamento all'articolo 3 nel testo. Parere contrario.
Allora passiamo alla votazione chi è d'accordo... ha chiesto di
parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Con l'emendamento 4.2 noi proponiamo una riduzione di appena
10 mila euro, quindi, non una grande spesa che riguarda consulenti
esperti dell'Assessorato ai Beni culturali per destinare questa
spesa che in sé non è gran che ma può servire a qualcosa per spese
per musei, gallerie e pinacoteche regionali, non ci sembra che
l'Assessorato ai Beni culturali che notoriamente è l'Assessorato
che ha il maggior numero di dirigenti regionali, credo diverse
centinaia possa aver bisogno di un consulente, per 10 mila euro per
portare avanti quelle che sono le attività dell'Assessorato stesso.
Questa è la ragione per la quale proponiamo questo emendamento e
siccome ci siamo detti che appunto riguarda il bilancio sia
l'aumento, che la riduzione, chiediamo di metterla ai voti nel caso
in cui, anzi visto che la Commissione ha espresso parere negativo,
chiedo il voto per appello nominale perché voglio vedere chi vota a
favore e chi vota contro i musei.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore Samonà. Ne ha
facoltà. Vediamo se c'è un chiarimento. Va bene.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, Presidente, c'è il parere contrario del Governo per un motivo,
perché a fronte della riduzione di diecimila euro prevista da
questo emendamento la destinazione di diecimila euro per il
capitolo 376541 che già è capiente di 145 mila euro quindi in
realtà è un aumento di 10 mila euro di un capitolo che già è molto
capiente, sembra assolutamente insignificante e peraltro vorrei
ricordare che questo capitolo da cui viene proposta la riduzione di
diecimila euro afferisce alle spese dell'Assessorato che quest'anno
a fronte del bilancio dell'anno scorso che prevedeva complessivi 85
mila euro quest'anno viene già ridotto di 5 mila euro quindi già il
Governo ha voluto ridurre le spese dell'Assessorato rispetto allo
scorso anno di 5 mila euro, quindi siccome mentre 10 mila euro in
quel capitolo non aggiungerebbero di fatto nulla visto che è già
capiente di 145 mila euro togliere diecimila euro per spese per
consulente giuridiche di Assessorato che già le abbiamo decurtate
per noi, diciamo, è sbagliato, quindi esprimiamo parere contrario.
PRESIDENTE. Ritirato, va bene. Allora, sull'emendamento ALL.4.3 il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Contrario, onorevole Savona?
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, Presidente, anche qui il capitolo che si vuole impinguare è già
di 388 mila euro, quindi 10 mila euro in più in realtà sono
insignificanti mentre si toglierebbero 10 mila euro alla
possibilità di acquisto libri, riviste, e giornali su supporto
informativo. Vorrei dire all'aula che se dovesse essere approvato
questo emendamento
PRESIDENTE. Il PD lo ritira. Emendamento ALL.4.4.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Ritirato? A va bene. Presidente, ritirato.
PRESIDENTE. È ritirato pure? Ritirato. Insiste su questo
emendamento? Parli al microfono.
CATALFAMO. Signor Presidente, non l'ho ritirato, non ho detto
nulla io; anzi, chiedo la parola sul 4.4.
PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole? Le sto dicendo che la copertura
è errata.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, non rileva il fatto che il capitolo
sia sbagliato, non era questo l'obiettivo della presentazione di
questo emendamento. Eravamo consapevoli del fatto che il capitolo
fosse vincolato, serviva soltanto, non volendo sottrarre risorse a
capitoli relativi a categorie fragili per parlare in Aula del
problema sotteso a questo emendamento. Il problema sotteso a questo
emendamento è il fatto che doverlo presentare rappresenta una
sconfitta per tutti, perché i capitoli indicati sono i capitoli
fondamentali per il funzionamento dell'assessorato beni culturali.
Già nel 2021 - e mi consta personalmente perché ho seguito
l'attività dell'assessore e dell'assessorato - l'assessorato ha
dovuto davvero fare tantissime rinunce di fronte a innumerevoli
istanze del Territorio. Si dava una risposta importante da una
parte e si doveva evitare di intervenire su tantissimi altri
fronti, lasciando tantissime criticità irrisolte.
Ora, rispetto ai capitoli del 2021, in questo momento, nel 2022,
abbiamo degli stanziamenti ancora inferiori, e secondo me è inutile
riempirci la bocca con frasi del tipo la Sicilia è il centro del
Mediterraneo, la Sicilia è la culla della civiltà, le
stratificazioni culturali nel corso dei millenni dei secoli, la
necessità di aumentare il turismo culturale, i flussi turistici
esterni e interni, se poi arriviamo, nel momento in cui dobbiamo
dare all'assessorato gli strumenti per potere lavorare e invece
diminuiamo i relativi capitoli.
Pertanto, la presentazione di questo emendamento volutamente
indicando un capitolo vincolato, serve per chiedere al Governo se
non ritiene necessario, utile, se non ritiene fondamentale di qui
alla fine di questa sessione finanziaria, intervenire su questi
capitoli individuando le risorse per permettere all'assessorato di
potere operare in serenità nei prossimi mesi. Aspetto una risposta
da parte del Governo.
PRESIDENTE. Assessore Samonà, c'è l'impegno affinché con la
finanziaria si possa tentare di incrementare, compatibilmente con
le nostre situazioni finanziarie
SAMONA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Capisco che questo emendamento cercando di prelevare delle risorse
da un fondo vincolato non potrà essere ammesso, però in linea di
principio quello che diceva l'onorevole Catalfamo è assolutamente
condivisibile perché si tratta di spese importanti, come quelle
degli scavi archeologici o del restauro dei beni archeologici, come
vedo dal titolo dei capitoli che si chiede di incrementare, e mi
sembra che il Governo dovrà, in sede di legge finanziaria, di legge
di stabilità, prevedere adeguate risorse per queste spese. In linea
di principio è condivisibile, anche se come diceva il presidente
Savona, non è ammissibile per il tipo di fondo da cui dice di
attingere le risorse.
PRESIDENTE. È inammissibile. Apprezziamo l'intervento del Governo
e lo rimettiamo alla valutazione in sede di finanziaria.
Si passa all'emendamento ALL.4.1, pagina 22 e a seguire. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAMONA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Abbiamo adesso gli emendamenti fuori sacco di cui poc'anzi c'è
stata una lunga discussione, gli emendamenti ALL.4.2.1, ALL 4.2.2,
ALL.4.2.3 e ALL.4.2.4. Li pongo in votazione con il parere
favorevole del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Allora, così come previsto dal decreto 118 del 2011 e successive
modifiche ed integrazioni, l'Assemblea procede all'approvazione dei
singoli programmi all'interno di ciascuna missione così come
emendati.
Si inizia dall'esame della missione 0 - Disavanzo finanziario .
Programma 0 Disavanzo finanziario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame della Missione 1 - Servizi istituzionali,
generali e di gestione .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Segreteria Generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione e provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e
servizi fiscali.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 6 Ufficio tecnico .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 7 Elezioni e consultazioni popolari -
Anagrafe e stato civile
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 12 Politica regionale unitaria per i
servizi istituzionali, generali e di gestione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 1, Si passa all'esame della
Missione 4 - Istruzione e diritto allo studio .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 - Istruzione prescolastica .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Altri ordini di istruzione non
universitaria .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Edilizia scolastica .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 4 Istruzione universitaria .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 5 Istruzione tecnica superiore .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 7 Diritto allo studio .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 8 Politica regionale unitaria per
l'istruzione e il diritto allo studio .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della
Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse
storico .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Attività culturali e interventi diversi
nel settore culturale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela
dei beni e delle attività culturali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 2 Sport e tempo libero .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Politica regionale unitaria per i
giovani, lo sport e il tempo libero
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
Missione 7 Turismo .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Politica regionale unitaria per il
turismo .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Edilizia residenziale pubblica e locale e
piani di edilizia economico - popolare .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Politica regionale unitaria per l'assetto
del territorio e l'edilizia abitativa .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 8, si passa all'esame della
Missione 9 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e
dell'ambiente .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Difesa del suolo .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero
ambientale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Rifiuti .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 4 Servizio idrico integrato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 5 Aree protette, parchi naturali,
protezione naturalistica e forestazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse
idriche .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione
dell'inquinamento .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 9 Politica regionale unitaria per lo
sviluppo sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame della
Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Trasporto ferroviario
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 " pubblico locale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Trasporto per vie d'acqua .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 4 Altre modalità di trasporto .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 6 Politica regionale unitaria per i
trasporti e il diritto alla mobilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della
Missione 11 Soccorso civile .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Sistema di protezione civile .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Interventi a seguito di calamità
naturali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Politica regionale unitaria per il
soccorso e la protezione civile .
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e
per asili nido .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Interventi per la disabilità
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Interventi per gli anziani .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 4 Interventi per soggetti a rischio di
esclusione sociale
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 5 Interventi per le famiglie .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 6 Interventi per il diritto alla casa
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 7 Programmazione e governo della rete dei
servizi sociosanitari e sociali
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 8 Cooperazione e associazionismo
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 10 Politica regionale unitaria per i
diritti sociali e la famiglia .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della
Missione 13 Tutela della salute .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
corrente per la garanzia dei LEA.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Servizio sanitario regionale -
finanziamento aggiuntivo corrente per livelli di assistenza
superiori ai LEA .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 4 Servizio sanitario regionale - ripiano di
disavanzi sanitari relativi ad esercizi pregressi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 5 Servizio sanitario regionale -
investimenti sanitari .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 6 Servizio sanitario regionale -
restituzione maggiori gettiti SSN .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela
della salute .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della
Missione 14 Sviluppo economico e competitività .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Industria, PMI e artigianato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela
dei consumatori .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Ricerca e innovazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 5 Politica regionale unitaria per lo
sviluppo economico e la competitività .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della
Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione
professionale .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del
lavoro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Formazione professionale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Sostegno all'occupazione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 4 Politica regionale unitaria per il lavoro
e la formazione professionale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della
Missione 16 Agricoltura politiche agroalimentari e pesca .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Sviluppo del settore agricolo e del
sistema agroalimentare .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Caccia e pesca .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Politica regionale unitaria per
l'agricoltura, i sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 16, si passa all'esame della
Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Fonti energetiche .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Politica regionale unitaria per l'energia
e la diversificazione delle fonti energetiche .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 17, si passa all'esame della
Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e
locali .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Relazioni finanziarie con le altre
autonomie territoriali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Politica regionale unitaria per le
relazioni con le altre autonomie locali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della
Missione 19 Relazioni internazionali .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazioni
allo sviluppo .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 19, si passa all'esame della
Missione 20 Fondi e accantonamenti .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Fondo crediti di dubbia esigibilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 3 Altri fondi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 20, Si passa all'esame della
Missione 50 Debito pubblico .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Quota interessi ammortamento mutui e
prestiti obbligazionari .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Quota capitale ammortamento mutui e
prestiti obbligazionari .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della
Missione 60 Anticipazioni finanziarie .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della
Missione 99 Servizi per conto terzi .
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Si passa al Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di
giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Programma 2 Anticipazioni per il finanziamento del
Sistema Sanitario Nazionale
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Concluso l'esame dell'Allegato 4, si passa alla votazione
dell'articolo 3 con il relativo allegato, così come emendato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Allegati
1. Sono approvati i seguenti allegati:
a) la nota integrativa (allegato 1);
b) il prospetto delle entrate di bilancio per titoli e tipologie
per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
(allegato 2);
c) il riepilogo generale delle entrate per titoli per ciascuno
degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 3);
d) il prospetto delle spese di bilancio per missioni, programmi e
titoli per ciascuno degli anni considerati nel bilancio
triennale (allegato 4);
e) i prospetti recanti i riepiloghi generali delle spese
rispettivamente per titoli e per missioni per ciascuno degli
anni considerati nel bilancio triennale (allegato 5/a-b);
f) il quadro generale riassuntivo delle entrate (per titoli) e
delle spese (per titoli) (allegato 6);
g) il prospetto dimostrativo dell'equilibrio di bilancio per
ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
(allegato 7);
h) il prospetto esplicativo del risultato presunto di
amministrazione (allegato 8);
i) il prospetto concernente la composizione, per missioni e
programmi, del fondo pluriennale vincolato (allegati 9
a/b/c);
j) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di
dubbia esigibilità per ciascuno degli anni considerati nel
bilancio triennale (allegato 10);
k) l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate
dalla Regione a favore di enti e di altri soggetti ai sensi
delle leggi vigenti (allegato 11);
l) il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di
indebitamento (allegato 12);
m) l'elenco dei capitoli che riguardano le spese obbligatorie
(allegato 13);
n) l'elenco delle spese che possono essere finanziate con il
fondo di riserva per spese impreviste (allegato 14);
o) l'elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato di
amministrazione presunto (allegato 15);
p) l'elenco analitico delle risorse vincolate nel risultato di
amministrazione presunto (allegato 16);
q) l'elenco analitico delle risorse destinate agli investimenti
nel risultato di amministrazione presunto (allegato 17)».
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.1.
PRESIDENTE. Presidente Savona, c'è un emendamento del Governo.
SAVONA, presidente della Commissione. A firma di chi?
PRESIDENTE. Del Governo.
SAVONA, presidente della Commissione. E che cosa dice? Che io non
ce l'ho.
PRESIDENTE. Ragioneria generale.
SAVONA, presidente della Commissione. Ragioneria generale?
PRESIDENTE. Sì.
SAVONA, presidente della Commissione. E che cosa dice
l'emendamento?
PRESIDENTE. Lo guardi. Allegati, tutti dati tecnici del Governo.
Dobbiamo prendere
SAVONA, presidente della Commissione. Ma questo l'abbiamo
approvato con parere favorevole, era per centocinquanta mila euro.
PRESIDENTE. No, no, l'emendamento 4.1, la pagina successiva,
Presidente Savona, è la pagina successiva, c'è un numero di pagina
sbagliato, è la pagina successiva.
SAVONA, presidente della Commissione. Va bene. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Appunto, parere favorevole. Con il parere favorevole
della Commissione e del Governo lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io so bene di
cosa stiamo parlando, Presidente stiamo parlando dell'emendamento
con cui il Governo si adegua alle prescrizioni fatte dal collegio
dei revisori.
Ora stiamo introducendo un altro precedente Presidente, la norma
sulla istituzione del collegio dei revisori l'ha proposta il
Governo, tra l'altro frutto di un accordo con lo Stato sulla
istituzione del collegio dei revisori ai sensi del 118. Quella
norma individua una procedura, in particolare il bilancio di
previsione che propone il Governo viene sottoposto all'esame del
collegio, il collegio, là dove fa osservazioni o prescrizioni, lo
restituisce alla Giunta di Governo, la quale può come dire
condividere le osservazioni e le prescrizioni, ma può anche non
condividerle, e quindi discostarsi motivando i motivi della non
osservanza alle prescrizioni del collegio e inviarle in Aula.
Ma è un atto della Giunta, qui stiamo esaminando un emendamento
dell'assessore che, in quanto assessore al Bilancio, sta proponendo
una modifica al bilancio di previsione sulle parti oggetto di
osservazione, che dal punto di vista procedimentale non è conforme
alla norma.
Ora, siccome non voglio fare chissà quali polemiche, però noi
Presidente abbiamo già fatto in questa manovra una serie di
accelerazioni, li chiamo così, regolamentari, però questa è una
difformità rispetto alla legge, non al regolamento, perché ripeto
occorreva che la Giunta di Governo, in quanto Giunta, organo
collettivo, e non l'assessore in quanto organo monocratico,
adeguasse a quelle prescrizioni con atto di Giunta.
Io pertanto rilevo il vizio formale, non sto discutendo il
contenuto, sto mettendo in rilievo il vizio formale di una legge
che tra l'altro ha proposto il Governo, e la procedura con cui
gestire le varie fasi dall'approvazione in Giunta all'esame del
collegio all'eventuale restituzione alla Giunta, è una procedura
che ha proposto il Governo, senza che oggi la rispetti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, intanto le voglio dire che la
Giunta ha apprezzato il parere e ha fatto le modifiche che sono
state esaminate dalla Giunta sì, sì, lasci perdere, è stato fatto
in Giunta, le sto dicendo che è stato approvato in Giunta, lasci
perdere la forma. Si ricordi che siamo al 30 aprile, che non ci
sono più altri termini oltre i quali possiamo andare, siamo in
prima applicazione, certo il Governo non costituisce - e glielo
dico a nome della Presidenza - alcun precedente, e dobbiamo cercare
di andare avanti, poi se c'è una questione di forma, onorevole, le
assicuro che non costituisce precedente, perché non c'è dubbio che
in questa prima applicazione ci sono stati degli incidenti nel
percorso che comunque si è ovviato. Il Governo ha preso atto di
questo parere, dichiaro che non costituisce un precedente, questo
non costituisce che venga verbalizzato, non costituisce
assolutamente un precedente a proposito del parere dei revisori,
prego lei intende intervenire assessore Armao.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Si
grazie, solo per dare un chiarimento. Noi qui ci troviamo in sede
di prima applicazione di questa normativa, che come bene ricordava
l'onorevole Cracolici è una iniziativa legislativa del Governo, che
il Governo ben conosce, tant'è che appena pervenuto il parere dei
Revisori, parere favorevole che com'è noto conteneva una
prescrizione, proprio perché la norma prevede una delibera di
Giunta e una motivazione solo nel caso di divergenza rispetto alla
prescrizione, ma nel caso della ossequio alla prescrizione, o
comunque della conforme determinazione, si fa una modifica.
E di fatto è stato deliberato di dare mandato all'Assessore per
l'economia, lei giustamente non conosce il testo della delibera,
perché credo non sia stata ancora pubblicata, perché ci vogliono
cinque giorni, però io mi permetto di illustrarlo. Il testo della
delibera diceva, su proposta dell'Assessore per l'economia, di
prendere atto delle risultanze del parere favorevole e di
condividere la prescrizione che, come voi tutti sapete, è una
prescrizione puramente formale, perché atteneva ad un dato
puramente formale, e di dare mandato all'Assessore di presentare i
conseguenti emendamenti in Commissione Bilancio' prima, ed in Aula
dopo, in modo da fluidificare l'approvazione del testo.
Quindi, si tratta di prima applicazione, la prassi parlamentare
non la stiamo costruendo con questa vicenda, e che certamente era
un atto coerente perché, siccome la delibera ha cinque giorni di
pubblicazione, poi dev'essere comunicato alla Presidenza, mentre
più agevole era dare mandato, essendo un dato puramente formale,
all'Assessore per l'economia di presentare l'emendamento. Cosa che
è stata fatta, e mi sono mosso in assoluta continuità con le
indicazioni della Giunta, pertanto non c'è nulla che non sia nel
pieno rispetto della legge. Grazie.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
ricostruzione fatta dal Governo, e segnatamente dall'Assessore
Armao, è falsa e tendenziosa. Falsa e tendenziosa perché, Assessore
Armao, la ricostruzione - Presidente Di Mauro - è oggetto
dell'interpellanza con cui alla Camera dei deputati il Partito
Democratico ha chiesto la rimozione del Presidente della Regione e
lo scioglimento dell'Assemblea.
L'articolo 6 della legge 1 del 2021 prevede espressamente che il
disegno di legge di bilancio arrivi in Assemblea corredato del
parere dei Revisori dei conti. In Aula il disegno di legge di
bilancio, quando è arrivato, non aveva il parere dei Revisori dei
conti. L'Assessore Armao fa finta di nulla, e con questa
ricostruzione, costruita artatamente, fa una sorta di sanatoria del
procedimento, perché il parere dei Revisori doveva arrivare prima,
e nel caso in cui il parere conteneva delle prescrizioni la Giunta
di Governo avrebbe dovuto o conformarsi al parere, e quindi
ritrasmettere nuovamente il disegno di legge di bilancio, oppure
con delibera di Giunta motivare le ragioni per cui non si
conformava al parere.
L'articolo 6 della legge 1 del 2021, peraltro, è stata proposto
dal Governo. Per noi l'interpretazione è chiara. Su questi aspetti
penderà la decisione del Commissario dello Stato che potrà
attivare, se sussistono i requisiti ed i presupposti, la procedura
di rimozione del Presidente della Regione. Come dire, per quanto
riguarda la parte precedente: il fatto solo che la presidenza dia
atto che c'è un precedente è agli atti che si è fatto così, è una
prassi che non ha - a nostro giudizio - nessuna copertura
normativa.
Ci teniamo che di questo intervento ne resti traccia a verbale,
anche perché nella seduta della Commissione Bilancio' della Camera
dei deputati che si terrà la prossima settimana, e dove verrà
trattata l'interpellanza del Partito Democratico, emergeranno
ulteriori conferme a questa impostazione che purtroppo ahimè non
vede il Governo neanche con un minimo di onestà intellettuale che
dovrebbe contraddistinguere i rapporti tra Parlamento e Governo.
PRESIDENTE. L'Assessore Armao ha chiesto di intervenire. Ne ha
facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, onorevoli deputati, qualcuno potrebbe dire che
facciamo schifo, non fino a questo punto'. E, quindi, ed evito
ulteriori commenti per carità di Patria, in un giorno particolare.
Le affermazioni dell'onorevole Barbagallo, dispiace che,
accompagnate da tanta enfasi, da tanto livore, sono tanto livorose
quanto prive di fondamento. Io non ho bisogno di dire che sono né
false, né tendenziose, sono soltanto giuridicamente scorrette e non
temiamo alcun tipo di confronto, in tutte le sedi, caro onorevole.
In tutte. Quindi, stia tranquillo, non c'è bisogno di caricare lei
stia sereno, come si usa dalle vostre parti.
(Brusìo in Aula)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Stia sereno, come si usa dalle vostre parti; andiamo a tutti i
confronti possibili. Se c'è qualche censura daremo i chiarimenti
che si devono. Mi pare che tutto questo, dopo una seduta che si è
svolta con grande libertà, con grande confronto, in un giorno
importante e con capacità di analisi e di condivisione su alcune
cose, evidentemente, vuole rimettere il confronto su temi che nulla
hanno a che vedere con il merito delle questioni, perché è noto che
la prescrizione aveva una valenza soltanto formale e che, quindi,
ancor più rende destituita di fondamento ogni ricostruzione, questa
sì totalmente non conducente e che si ferma su dati puramente
formali.
Io credo che i siciliani più di dati astrattamente formali hanno
bisogno di risposte veloci. Andiamo avanti, siamo disponibili a
ogni tipo di chiarimento, ad ogni tipo di confronto in tutte le
sedi. Spero che qui non siamo arrivati alle sedi che ogni tanto
vengono evocate, ma che per noi sono sedi amministrative e
politiche e su queste andremo avanti.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 4.1.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, siccome da
quel che ci è dato sapere il bilancio è stato approvato in Giunta
il 12 e trasmesso ai revisori il 22, chiedo all'assessore come mai
avete atteso 10 giorni prima di trasmettere il bilancio al collegio
dei revisori, lasciando poi ai revisori pochissime ore per poter
valutare il bilancio stesso?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
punto dell'onorevole Lupo, che ringrazio, mi consente di dare un
chiarimento. Non c'è nessun tipo intanto, non è il 22 ma il 20,
come si evince dalla lettura. Si evince , si, 19.50. Come si evince
dal testo dalla stessa relazione dei revisori, quello è il giorno
nel quale era stata pubblicata la delibera. E' evidente che,
essendo prevista una pubblicazione della delibera, la delibera
viene pubblicata i 5 giorni lavorativi successivi, il giorno in cui
h stata pubblicata la delibera di Giunta, è stata mandata la
delibera di Giunta con il bilancio. E' chiaro che l'assessorato
all'economia aveva il testo del bilancio, ma non poteva mandare il
bilancio senza la delibera approvativa. Anche perché nella delibera
approvativa ci sono considerazioni, valutazioni, quindi se voi
andate a controllare, vedete che la delibera è stata pubblicata il
giorno 20 e il giorno 20 delibera e bilancio sono stati trasmessi
ai revisori.
Tenga conto, onorevole Lupo, che i revisori sono operativi dal 14
aprile, perché hanno rimosso alcune posizioni, io l'ho detto in
Commissione, di incompatibilità, che giustamente sono sopravvenute
in termini di consapevolezza soltanto dopo che l'Ufficio
legislativo e legale si è pronunciato.
Tempestivamente e con grande rigore, i revisori hanno rimosso le
cause di incompatibilità; se avessero esaminato atti, questo sì,
caro onorevole Barbagallo, in conflitto di interesse, come è emerso
dal parere, cosa che neanche loro sapevano perché il parere ha
fatto degli approfondimenti e ha ritenuto il fatto che abbiano
svolto e svolga, svolgessero meglio ancora, revisione presso alcuni
Comuni determinasse l'insorgere di un conflitto. Non era
esplicitato dalla legge, è intervenuto un parere che ha chiarito la
questione. Il parere è stato da loro comunicato e devo dare atto ai
Revisori che con grande tempestività hanno immediatamente e chi mi
conosce sa e l'onorevole Cracolici, che era in Commissione, ha
sentito l'auspicio del Governo, ma non avremmo voluto ingenerare
alcun tipo di impressione di voler svolgere una captatio
benevolentiae nei confronti dei Revisori presentando un emendamento
né per la loro prosecuzione di attività, perché scadono entro fine
anno, cosa che a nostro modo di vedere è assolutamente
inappropriata, né sul loro emolumento, perché il Governo aveva dato
un emolumento certamente più coerente rispetto alle incompatibilità
che poi sono emerse. Per cui noi andiamo a chiedere alla gente di
rinunciare ad attività professionali per poi dargli un emolumento
che certamente non è coerente.
Detto questo hanno risolto le loro incompatibilità il 14, hanno
avuto quei giorni nei quali hanno lavorato sul riconoscimento dei
residui, quindi il problema dei residui che sono stati accertati è
un accertamento importante perché libera risorse e pagamenti, e poi
hanno immediatamente esaminato il bilancio con grande serietà e
professionalità.
Siamo in prima applicazione, esacerbare gli animi non credo serva
a nessuno. Hanno fatto un ottimo lavoro, il parere è favorevole
tranne una prescrizione di ordine formale, non credo - fermo
restando che la politica ha tutta la dignità e il diritto di
trovare momenti di incontro e di scontro, che fanno parte della
dialettica politica - che in questa fase sia utile introdurre
elementi. Ripeto, i cinque giorni - ha detto bene l'onorevole Lupo
- nei quali erano stati prospettate le questioni è dal 20 perché
quel giorno è stata pubblicata la delibera, quindi la trasmissione
prima sarebbe stata la trasmissione di un atto a titolo
informativo; certamente è chiaro che i Revisori hanno potuto
lavorare pochi mesi prima del bilancio.
Il bilancio della Regione, io lo dico in questi giorni in cui
tutti parlano dell'acquisto di Twitter da parte di Elon Musk, che
ha speso o sta spendendo 44 miliardi di euro per comprare Twitter,
bene, il bilancio triennale della Regione è una volta e mezzo il
valore di Twitter, quindi stiamo parlando di una massa finanziaria
enorme, di un bilancio molto complesso e articolato. Hanno fatto
davvero un miracolo pur non avendo un background, quindi non avendo
avuto il giusto tempo nei mesi pregressi di studiare, approfondire
e verificare.
Dobbiamo essere, credo, tutti convinti che siamo in una fase di
prima applicazione dove tutti hanno fatto tutto quello che
potevano, da noi si dice best wishes, cioè di più non si poteva
fare.
So bene che l'ottimo è oltre il buono ma credo che più di tanto
veramente non si poteva fare.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, la ringrazio, anche perché ci tengo
a rispettare in primis il richiamo garbato che lei ha fatto alla
ripresa.
Assessore Armao, oggi per due, tre volte, ha ripetuto sempre
Questa è una giornata particolare . Lo sappiamo che è una giornata
particolare, no perché ripeterlo la quarta volta, la sensazione è
come cercare di strumentalizzare la giornata. L'ha ripetuto uno,
due, tre, ora basta. Perché veramente poi diventa fuori luogo,
anche perché non c'entra nulla ripeterlo tre volte, magari quattro
volte.
L'onorevole Barbagallo ha sollevato una questione, noi stiamo
dando il nostro contributo ai lavori d'Aula, non stiamo chiedendo
votazione a scrutinio segreto, stiamo evitando di parlare, quando
viene sollevato con toni senza nessuna enfasi particolare,
l'onorevole Barbagallo ha fatto un intervento con l'enfasi normale,
normale, non si agiti, Assessore, la prego, non contribuisca ad
alimentare invece contrapposizioni, perché mi permetto di darle un
consiglio: meno parla meglio è. Meno parla meglio è, perché non dà
un contributo ai lavori.
Lo sa qual è la verità? Non c'è niente da ridere perché solo per
il fatto che lei rimarrà alla storia per avere esautorato le
Commissioni dal dibattito sulla finanziaria questo rimarrà alla
storia. Cioè lei ha fatto fuori il lavoro delle Commissioni, siamo
qui a discutere e correre l'ultimo giorno utile. Entro oggi
dovevamo approvare tutto, dovevamo avere approvato tutto. La verità
qual è? Che voi avete portato in Giunta, perché non è il problema,
onorevole Barbagallo, il venti; la verità è che loro o il 22 perché
poi gli piace fare il professore in queste cose, venti o ventidue,
hanno portato in Giunta giorno dodici la delibera, ve lo ricordate,
di approvazione di tutto. Ma cosa c'era in quella delibera? Niente
Era una delibera vuota. La verità è questa: che in quella carpetta,
perché l'avete aperta tutti, abbiamo verificato tutti, non c'era
nulla; hanno messo un titolo senza nulla dentro, senza nulla
dentro. La verità è questa. Dopodiché poi l'hanno ripubblicata il
venti, quando hanno iniziato a riempirla di contenuti; è arrivata
ai revisori quando non ne potevamo fare a meno. Non ha mai parlato
nei suoi interventi, spero che lo faccia a seguire, del motivo
perché lei non ha dotato il Parlamento, la Regione del Regolamento
di contabilità, non ne ha fatto mai cenno.
Ora se lo ricordi questo, così non mi serve subito il motivo
perché un obbligo che ha lei, che avete dal punto di vista
normativo di adottare il Regolamento di contabilità sì, è finita
la legislatura, quattro anni, cinque anni e lei non è riuscito a
farlo, niente, non è riuscito a farlo, non è riuscito a farlo,
quindi, la prego la smetta, la supplico, siccome dobbiamo
sbrigarci, di andare avanti, di non mettere, di non creare
ulteriori contrapposizioni.
Noi vogliamo agevolare i lavori della Presidenza, veramente,
vogliamo agevolare, ma la smetta di fare il primo della classe e la
smetta di riprendere quei pochi interventi che facciamo per
svolgere il nostro ruolo. Già si è passato il lusso e il piacere di
toglierci la possibilità di svolgere il ruolo di parlamentari nelle
Commissioni. La smetta di provare a toglierci il ruolo, anche di
svolgere il ruolo di deputati di opposizione di quest'Aula,
accusandoci di essere o di mettere troppa enfasi o di essere troppo
aggressivi o non so cosa. Meno parla meglio è e prima finiamo.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 4.1 di cui si
è ampiamente discusso.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento ALL.13.1, a firma dell'Assessore, del
Governo.
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.2, che riguarda un fatto tecnico, di
cui alleghiamo il parere dei revisori.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione l'articolo 4, con i relativi allegati così
come modificati da tutti gli emendamenti approvati.
E' posto in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Totale generale del bilancio triennale
1. E' approvato in 21.306.602.947,46 euro in termini di competenza
ed in 23.399.608.828,66 euro in termini di cassa, il totale
generale dell'entrata e della spesa del bilancio della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2022.
2. E' approvato in 19.276.726.656,99 euro in termini di
competenza, il totale generale dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2023.
3. E' approvato in 19.090.348.924,29 euro in termini di
competenza, il totale generale dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2024».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2022.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si sospende l'esame del disegno di legge n. 1224 Bilancio di
previsione della Regione siciliana per il triennio 2022/2024 prima
del voto finale per passare all'esame del disegno di legge n. 1234
Legge di stabilità regionale 2022/2024".
La seduta è sospesa e riprenderà lunedì 2 maggio 2022, alle ore
17.00. (*)
Il termine per gli emendamenti è fissato a lunedì 2 maggio 2022,
alle ore 12.00.
La seduta è sospesa alle ore 17.14 di sabato 30 aprile 2022 (*)
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, con e-mail del 1
maggio 2022 indirizzata a tutti i deputati, la ripresa della seduta
è stata differita a martedì 3 maggio 2022, alle ore 10.30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.14 di sabato 30 aprile 2022, è
ripresa alle ore 10.32 di martedì 3 maggio 2022)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Lagalla.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
11.30.
(La seduta, sospesa alle ore 10.32, è ripresa alle ore 11.39)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pullara ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, una doverosa informativa all'Aula su alcuni
elementi che sono essenziali - credo - ai fini del corretto
inquadramento dell'esame dei documenti contabili, così come è stato
già avviato nella precedente seduta e, quindi, integrativa come
comunicazione di quanto già illustrato in discussione generale sui
disegni di legge di bilancio e di finanziaria, meglio ancora di
stabilità.
A seguito di un serrato confronto col Ministero dell'Economia e di
un analitico e puntuale approfondimento svolto dagli Uffici dei
dipartimenti Finanze, Ragioneria generale e Bilancio
dell'assessorato, sono emerse significative risultanze finanziarie,
successive all'approvazione dei documenti finanziari in Giunta e
dalla conseguente presentazione all'Assemblea degli stessi.
A tale approfondimento ha giovato anche la proficua analisi
esposta nel parere dei revisori dei conti. Tali positive risultanze
consentono per un verso di reintegrare la piena utilizzabilità di
taluni strategici stanziamenti in bilancio, senza quindi provvedere
ad alcun congelamento tecnico delle risorse, anche in correlazione
di quanto emerso nell'ultimo dibattito parlamentare. Le
integrazioni, con l'effetto di determinare ingenti sblocchi di
spesa, proposte con emendamenti presentati dal Governo a valere
sulle entrate tributarie, vanno ripartite su due principali
imposte; stiamo parlando di entrate, quindi.
IVA. In data 27 aprile 2022, il Ministero dell'Economia ha, dopo
un approfondito confronto e su sollecitazione del dipartimento
Finanze, comunicato anticipatamente rispetto all'ordinario termine
di trasmissione, il valore del conguaglio, a saldo per il 2020.
Come voi sapete, noi computiamo le entrate con un conguaglio a
saldo biennale, per cui noi sappiamo esattamente quant'è l'importo
relativo al 2020 solo dopo che viene comunicato se il conguaglio è
positivo o negativo. Bene, tale valore, a fronte di una previsione
negativa di circa 200 milioni di euro per il 2022, a seguito del
richiamato conguaglio, si riduce drasticamente sino a 30 milioni di
euro. Tale modifica consente, quindi, una minore riduzione della
previsione in bilancio delle entrate dell'IVA relativa al 2022, che
passa, conseguentemente, da 2 miliardi a 2 miliardi e duecento mila
euro. Ne discende, pertanto, che la nuova previsione sul 2022 -
ripeto, sono dati che il MEF ci ha comunicato il 27 aprile -
determina un ribaltamento integrativo anche sulle previsioni di 200
milioni di euro per il 2023 e il 2024. Quindi, si tratta,
distribuiti in tre anni, di 600 milioni di euro.
IRES. A seguito degli approfondimenti e confronti con le autorità
finanziarie e su proposta del dipartimento Finanze del 2 maggio, è
stata incrementata la previsione da entrata di detto tributo di 70
milioni di euro, nella considerazione che l'andamento medio
dell'ultimo triennio si è attestato a circa 490 milioni di euro.
Pertanto, questo può giustificare l'aggiornamento di una previsione
per il 2022, che era di 350 milioni di euro, stima che, a seguito
di detti confronti, risulta eccessivamente prudenziale e che è
stata integrata fino a 420 milioni di euro, rendendo la previsione
più strettamente correlata all'andamento del tributo del triennio
precedente e non rinvenendosi più elementi per una contrazione
della previsione.
Alla luce di quanto sopra, e volendo tener conto dell'esigenza
emersa durante il dibattito d'Aula da parte di tutte le forze
politiche, il Governo ha presentato alcuni emendamenti, di cui uno
relativo all'esercizio 2022, dell'importo complessivo di 220
milioni di euro, che determinerà lo sblocco integrale di spesa per
il fondo per la disabilità, impegno che il Governo aveva preso e
oggi rispetta di fronte al Parlamento e, anche di quello dei
teatri, e invece di buona parte di quello relativo ai contributi di
parte corrente in favore dei comuni e dei liberi consorzi. Quindi,
uno stress minore per la struttura delle autonomie locali. Mentre,
un altro consentirà di sbloccare per gli esercizi 2023 e 2024 quota
parte della spesa per il fondo di stabilità e ripristinare la
triennalità per i teatri e, in quota parte, per i Comuni e liberi
consorzi, offrendo prospettive finanziarie prima non rinvenibili e
che, sostanzialmente, segnano un significativo passo avanti.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Tanto rispetto alle rimanenze finanziarie - buongiorno, signor
Presidente - dovevo dare all'Assemblea e, pertanto, tanto ho
rassegnato.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Buongiorno, onorevole Presidente;
buongiorno a tutti.
C'è un emendamento. E' stato distribuito questo?
Dobbiamo votare l'emendamento che ha illustrato adesso
l'Assessore, il 117.1. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame del disegno di legge di stabilità
regionale 2022/2024.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
Art. 1.
Disposizioni attuative dell'accordo stipulato tra lo Stato e la
Regione il 14 gennaio 2021 ai sensi dell'articolo 7 del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 in materia di contenimento
strutturale della spesa
1. Al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9 le parole con cadenza trimestrale a decorrere dal 15
giugno 2021 sono sostituite con le parole alla data del 30 giugno
e del 31 ottobre di ciascun anno, entro i successivi venti giorni
lavorativi .
2. Al comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 19 dopo le parole: L'inosservanza delle disposizioni del
presente comma ed il mancato raggiungimento degli obiettivi del
piano di rientro comporta la revoca degli organi di amministrazione
delle società sono aggiunte le parole e degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modificazioni.
3. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 11 agosto 2017
n. 16 e successive modificazioni è sostituito dal seguente
3. Gli organi di amministrazione degli enti, istituti, aziende,
agenzie, consorzi ed organismi regionali comunque denominati,
sottoposti a tutela o vigilanza della Regione o che ricevono
comunque contributi regionali, fatti salvi gli enti finanziati con
il fondo sanitario regionale, che non adottano il rendiconto
generale o il bilancio d'esercizio entro il 30 giugno dell'anno
successivo decadono e non hanno diritto al compenso previsto per
l'esercizio delle funzioni nell'anno in cui è rilevata la sanzione.
L'Amministrazione regionale che esercita la vigilanza
amministrativa nomina entro trenta giorni uno o più commissari per
la gestione dell'ente, per l'immediata adozione del documento
contabile e per la ricostituzione dell'organo di amministrazione
decaduto. Qualora, decorso l'indicato termine di trenta giorni,
l'Amministrazione che esercita la vigilanza amministrativa non
abbia provveduto alla nomina del commissario o dei commissari, vi
provvede la Giunta Regionale di Governo, su proposta dell'Assessore
regionale per l'economia, mediante nomina di dipendenti regionali,
in servizio ed in quiescenza. .
4. Al comma 1 dell'articolo 50 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 le parole 20% sono sostituite dalle parole 35% .
5. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, la
carica di Garante per l'erogazione delle prestazioni del Fondo di
quiescenza, di cui all'articolo 12 del D.P. Reg. n. 14/2009 e
s.m.i. è onorifica. Essa può dar luogo esclusivamente al rimborso
delle spese sostenute, debitamente documentate, nei limiti previsti
per i dirigenti dell'Amministrazione regionale e a un gettone di
presenza che non può superare l'importo di 30 euro a seduta
giornaliera, per un massimo di due sedute mensili. L'onere di cui
al punto 1 resta a carico del bilancio del Fondo di quiescenza.
6. L'Ufficio speciale Recupero Crediti derivanti da sentenze della
Corte dei Conti, istituito con deliberazione di Giunta Regionale n.
193 del 16 maggio 2019, è soppresso e le funzioni e i compiti allo
stesso ascritti, unitamente al personale in servizio, sono
trasferiti all'Ufficio speciale di cui all'articolo 20, comma 6
ter, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modificazioni ed integrazioni che assume la denominazione di
Ufficio speciale delle liquidazioni e delle esecuzioni delle
pronunzie della Corte dei Conti .
Ci sono interventi?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io le chiedo -
considerata la eccezionalità della procedura che, fin qui, abbiamo
seguito e anche alla luce delle ultime considerazioni che ha appena
fatto il Governo, nel senso che sono state apportate nuove entrate
che riducono, diciamo, il peso degli accantonamenti che, com'è
noto, è di oltre un miliardo di euro tra bilancio e finanziaria,
quindi, abbiamo un meno duecentottanta milioni di euro, ho capito,
da questo articolo che abbiamo appena votato - di considerare anche
l'opportunità di, come dire, poter ragionare sull'insieme della
finanziaria, anche se, formalmente, diciamo, la discussione era
unificata tra bilancio e finanziaria, però, lei per primo sa che,
di fatto, ci siamo occupati del bilancio ma non abbiamo, di fatto,
considerato Quindi la mia è una questione, in questo momento, sto
intervenendo
PRESIDENTE. Non che ci siano problemi. Siamo all'articolo,
l'intervento lo facciamo sull'articolo 1, ma ognuno, ovviamente,
dice quello che vuole.
CRACOLICI. Quindi, facciamo la discussione generale, la facciamo
sull'articolo 1.
PRESIDENTE. La facciamo sull'articolo 1 perché tornare indietro
non si può.
CRACOLICI. Va bene, va bene. Ci mancherebbe.
PRESIDENTE. Mi va benissimo.
CRACOLICI. Questo va bene. Poi mi iscrivo a parlare. Dopo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, il Governo porta buone notizie e questo non può
che rallegrarci, visto che le entrate aggiuntive consentiranno di
dare ristoro a categorie svantaggiate, ai comuni, ai liberi
consorzi.
Noi, però, signor Presidente, vorremmo conoscere tutti gli
emendamenti che il Governo intende presentare. Al momento, ne è
stato presentato solo uno, il 117.1. Posso, signor Presidente?
Dicevo, chiediamo di conoscere tutti gli emendamenti aggiuntivi
rettificativi che il Governo ha annunciato per una valutazione
complessiva della manovra, perché è chiaro che se oltre settanta
milioni di euro già votati, che riguardano l'Ires, c'è una
maggiore entrata di seicento milioni di euro nel triennio derivanti
dall'IVA, così come veniva detto dall'assessore Armao, serviranno a
coprire alcune difficoltà che riguardavano il sostegno per gli
interventi per i disabili, comuni, enti locali; indubbiamente, sono
buone notizie e noi, di questo, ci rallegriamo. Però, vorremmo
conoscere anche i documenti contabili, perché gli emendamenti
annunciati stravolgono, positivamente, l'impianto della
documentazione di cui, al momento, disponiamo.
Quindi se, per favore, può fare distribuire tutti gli emendamenti
che il Governo ha annunciato.
PRESIDENTE. Allora, intanto, il Governo ha annunciato che
presenterà degli emendamenti, ma che ancora non li abbiamo. Cioè,
per adesso, ce n'è uno solo. Peraltro, questa materia andrà
affrontata all'articolo 22. Quindi, noi possiamo aspettare, se
volete, che arrivino, ma devono arrivare da qui all'articolo 22.
Per cui, li distribuiamo, certamente, in tempo e anticipatamente.
Questo è ovvio, come facciamo sempre, però, ci stiamo
particolarmente attenti. Perché è ovvio quello che voi dite ed è
giusto, per cui bisogna assolutamente stare attenti a che voi li
abbiate prima, ma ancora non sono presentati.
CRACOLICI. Signor Presidente, io, invece, con questo intervento
voglio entrare nel merito della manovra, che per quanto possa
essere di lacrime e sangue, perché è evidente che siamo in
presenza, malgrado questi 280 milioni di euro, che certamente
riducono la sofferenza e l'incertezza del nostro bilancio ricordo
a me stesso che tra bilancio e finanziaria, per la prima volta,
abbiamo un accantonamento di oltre un miliardo di euro. Quindi,
anche tutte le eventuali cosiddette spese che noi prevediamo di
fare nell'arco dell'anno finanziario, in realtà, sono sub iudice,
perché non è dato e non è certo che, da qui a fine anno, queste
risorse siano effettivamente operative. Quindi, questo crea una
situazione di incertezza che è sotto gli occhi di tutti.
Ma al di là di questo, che è un aspetto sostanziale, quello che mi
colpisce di questa manovra è che, a fronte di un momento
particolare - è di ieri l'iniziativa del Governo nazionale, che da
mi ascolta, signor Presidente? Mi ascolta che da contezza della
gravità della situazione economico e sociale del Paese, tanto che
siamo arrivati a un'iniziativa che credo non abbia precedenti, in
cui 28 milioni di Italiani riceveranno un contributo straordinario
di 200 euro, proprio che testimonia la particolare gravità sociale
in cui ci apprestiamo a vivere nelle prossime settimane, nei
prossimi mesi; addirittura, andiamo verso una fase potenziale di
recessione, di stagnazione, per cui anche le nostre previsioni
cosiddette connesse al DEFR sono di fatto già oggi messe in
discussione dalle nuove previsioni, anche di entrate, sia per
quest'anno che per il prossimo anno - dicevo, dinnanzi a tutta
questa situazione, mi sarei aspettato che, un po' così come è
avvenuto nel 2019, quando di fronte alla gravità della condizione
che stavamo per vivere, nel 2020, cioè la cosiddetta emergenza
Covid, la Regione fece una scelta - anche lì, importante dal punto
di vista dell'impatto comunicativo, meno poi sul piano
effettivamente operativo - che utilizzò fondi extra regionali, FSC,
fondi comunitari, per fare fronte all'emergenza sociale connessa
all'emergenza pandemica: una serie di aiuti, contributi.
Faccio una premessa. Alcune di quelle misure che abbiamo previsto
nella legge finanziaria 2010, ad oggi, ad oggi e siamo al 3 maggio
2022, non hanno trovato alcuna attuazione, con la conseguenza di un
ulteriore elemento paradossale. Per cui, malgrado il Parlamento si
sia sforzato, anche con uno spirito abbastanza unitario, perché
l'emergenza non è né di destra, né di sinistra, emergenza è
emergenza, ma le scelte per affrontare l'emergenza sono connesse
alle politiche e le politiche non sono neutre: sono o di destra, o
di sinistra, o di centrodestra o di centrosinistra, ma chiaramente
hanno un segno. In quella finanziaria, in qualche modo, si provò a
costruire un equilibrio sociale che mettesse insieme imprese,
famiglie, operatori sanitari, aiuti alle categorie, proprio perché
guardavamo all'insieme della società. Ho usato la parola famiglie
non a caso, perché in quel momento c'eravamo anche, signor
Presidente, le ricordo che siamo in finanziaria e i termini per la
discussione sono un po' più elastici.
PRESIDENTE. A meno che non sia strettamente necessario, vorremmo
mantenere quelli, però, ha ragione. Prego.
CRACOLICI. Dicevo famiglie, non a caso, perché una delle misure
che facemmo con la legge finanziaria del 2020 apriva, per la prima
volta, anche attraverso l'IRFIS, che non è una struttura, diciamo,
idonea, in tal senso, perché si occupa di imprese, ma aprì, per la
prima volta, la possibilità di accesso a un credito agevolato per
fare fronte alle difficoltà dei bilanci di ogni famiglia di un
credito agevolato, abbattendo gli interessi, per fare fronte,
appunto, alla crisi che, in quel momento, avevamo. Crisi oggi
aggravata, una per tutte, dal caro bollette, che è una delle spade
di Damocle che, come dire, è sulla testa di migliaia e migliaia di
famiglie oltre che di imprese, e tuttavia quella norma non ha mai
avuto alcuna, non attuazione, ma nemmeno, diciamo, verificata
l'ipotesi di fattibilità sul piano operativo.
C'eravamo persino, seppure in via informale, avevamo anche
ipotizzato che quella misura potesse essere attuata attraverso le
Poste Italiane, con un'apertura immediata e quindi con una
semplificazione di accesso a quelle misure e all'attuabilità di
quella misura, dopodiché, dopo due anni, siamo al silenzio.
Non parlo di tutte, ma alcune delle misure che riguardano alcune
categorie, gli edicolanti, le agenzie di stampa, cioè abbiamo la
legge ma non trova attuazione, quindi, la prima preoccupazione che
abbiamo è "ma siamo sicuri che quando facciamo una legge poi c'è
qualcuno che la attua?". Siano essi i Comuni, eccetera, eccetera.
Allora, perché pongo questo tema rispetto al tema di cui stiamo
parlando oggi? Perché io penso che un Governo, che tra l'altro si
avvia, è l'ultima finanziaria - aggiungo io, per fortuna - di
questa legislatura, ma mi sarei aspettato, al di là delle tragedie
greche raccontate attraverso questi accantonamenti, queste attese,
io l'ho detto all'assessore, l'ho detto nel mio intervento, la
volta scorsa, se la legge finanziaria che è stata oggi
presentata... Vorrei, ancora oggi, capire qual è la differenza che
ci sarebbe stata se fosse stata presentata agli inizi di gennaio
rispetto a quella attuale, perché anche agli inizi di gennaio
sapevamo che avremmo potuto fare una finanziaria con delle poste
accantonate. Alla fine, ci siamo dati quattro mesi di esercizio
provvisorio perché eravamo nella certezza o nella ragionevole
consapevolezza che molte di quelle situazioni si sarebbero
sbloccate. Una si è sbloccata il 28 aprile, abbiamo appena
ascoltato, ma credo che se avessimo avuto a quel punto la
finanziaria a inizio dell'anno avremmo fatto una finanziaria lo
stesso con gli accantonamenti, ma non con questa, come dire,
frenesia con cui siamo stati costretti ad affrontare questo
passaggio che è un passaggio delicato.
Io sento che c'è un grande buco: questa finanziaria non parla ai
problemi reali della vita delle persone, cosa che avremmo potuto
fare, ripeto, non tanto utilizzando le poste di bilancio proprie,
ma come fu fatto nel 2020 provando ad articolare una serie di
risorse che sono provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione e dai
fondi cosiddetti extraregionali per fare fronte all'emergenza,
invece no, ci siamo limitati a fare un'operazione di strumento
diciamo burocraticamente contabile, senza, come dire, che parli poi
realmente ai problemi nuovi e vecchi dei siciliani, in più
aggiungendo incertezza perché tutto quello che faremo non è detto
che lo finanzieremo, per le condizioni che sono state qui evocate.
Ecco perché chiedo al Governo, durante l'esame di questa
finanziaria, di consentire una elasticità finanziaria che consenta
anche nell'impiego di fondi extra regionali, dandone una
destinazione, in qualche modo, certa e definita, che prova a
parlare ai siciliani, perché questa finanziaria parla a una parte
dei siciliani, soltanto perché rende incerto quello che succederà.
Dai forestali, ai consorzi di bonifica, dai precari, gli Asu, ai
Comuni, eccetera.
Aggiungo, in questa manovra all'articolato, così come è stato
presentato, sono stati fatti dei rilievi, da parte degli Uffici
dell'Assemblea Regionale; alcuni, col garbo istituzionale che è
proprio di un Ufficio di supporto all'Assemblea regionale è stato
posto e sottoposto alla valutazione del proponente, cioè il
Governo, insisto sul proponente, perché fino a ieri molti dei
problemi che venivano posti dagli Uffici venivano in parte risolti
dal lavoro in Commissione, oggi non abbiamo questo passaggio, per
cui il Governo, alla luce dei chiarimenti chiesti dagli Uffici,
sulle coperture, sull'applicabilità di norme che possono essere sub
judice oggetto di normativa, una per tutti quella delle Zes, per
capirci. Misure di aiuto, notifiche all'Unione Europea per il
regime d'aiuto, quindi, noi abbiamo una finanziaria, anche per le
poche parti che sono contenute in questa manovra, che
sostanzialmente, alla luce proprio della richiesta fatta dagli
Uffici.
Non sappiamo quali sono le risposte che l'amministrazione sta
offrendo all'Assemblea per superare quei chiarimenti, che non è
cosa di poco conto se si considera che su diverse norme
dell'articolato sono sottoposte all'esame, cioè gli Uffici chiedono
alla Presidenza di garantire che quelle richieste di chiarimenti
vengano offerte delle risposte esaustive al fine di superare i
rilievi o i chiarimenti posti, ma ad oggi non abbiamo nessuna
risposta a quei chiarimenti chiesti dagli Uffici dell'Assemblea.
Siccome credo, Presidente e chiudo, non voglio farla lunga, visto
che ho sentito che oggi, alle 15.00 dovremmo chiudere? Non si fanno
più le bonifiche?
PRESIDENTE. Per quanto mi riguarda la giornata di oggi è normale,
possiamo continuare sino alle 17.00, 18.00.
CRACOLICI. Avevamo sentito che oggi alle 15.00, si chiudeva
l'Assemblea per ragioni di sicurezza.
PRESIDENTE. Ah scusate, me lo sta dicendo ora, non lo sapevo.
Entro le 16.00, allora.
CRACOLICI. A Qualunque ora è insomma per non farci, però visto
che è probabile è ipotizzato il rinvio al 9?
PRESIDENTE. Finisca il suo intervento e ne parliamo.
CRACOLICI. No, perché chiederei, che da qui a quando riprendiamo
dopo la pausa, il Governo, faccia, dia conseguenza a quella
richiesta di chiarimenti, predisponendo prima le eventuali
osservazioni o controdeduzioni che il Governo farà, in maniera tale
da sapere di che cosa parliamo. Aggiungo, ripeto, il Governo ci
offra da qui al 9 la possibilità di capire quanti dei fondi extra
regionali sono potenzialmente attivabili, al fine di dare a questa
finanziaria un carattere anche di risposte sociali.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, come vede le ho dato 15 minuti e
li ha fatti tutti. Devo, visto che non stiamo neanche andando in
Commissione, mi sembra corretto che si dia il tempo a chiunque di
parlare. Prego tutti di essere più coincisi possibile nel senso che
se proprio non è necessario, evitare di arrivare a 15 minuti. Ma
non posso negarlo visto che abbiamo già negato il lavoro in
Commissione, e non mi sento di negarlo anche quello che è
Regolamento d'Aula.
Vorrei dire che, se noi riusciamo, se noi andiamo al 9 è un
problema che io ho ricevuto da un po' di tutti voi, quindi tutti mi
chiedono di andare direttamente a lunedì prossimo.
Per me non ci sono problemi, però dobbiamo capire che, se noi
andiamo a lunedì dobbiamo sapere che entro l'11 dobbiamo
completare.
Quindi, se io ho un impegno di tutti per potere concludere l'11,
altrimenti dobbiamo venire qui il sabato. Sabato prossimo, in modo
da avere 4 giorni di tempo per potere finire il tutto. Io ho appena
finito questi interventi farò una Capigruppo e ne discuterò con i
Capigruppo, e vedremo che cosa si può fare. Per cui io mantengo il
tempo di 15 minuti, pregando tutti i colleghi di non considerarlo
obbligatorio, ma soltanto facoltativo, dopo di che finita la
mattinata, ci riuniremo con i Capigruppo per decidere esattamente
cosa fare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Laccoto.
LACCOTO. Io sono contento, assessore, che finalmente lei ha dato
la buona notizia che viene rimpinguato il capitolo dei comuni da
quello. Il problema mi perdoni. C'è un problema che da un punto di
vista tecnico, che l'assessorato enti locali, tramite i propri
Uffici, può comprendere i bilanci non possono essere condizionati a
degli accantonamenti. Questo io già l'ho espresso. Quindi mi fa
piacere che queste nuove risorse che sono state recuperate possono
cercare di risolvere questo problema tecnico per quanto riguarda i
bilanci dei comuni.
Mi permetto sottolineare, assessore, Presidente e colleghi, oggi
in tutti i comuni dove vi sono gli LSU e ASU per 3 giorni
scioperano gli ASU che guardate, sono in una condizione
particolare, perché un poco è stata abbandonata quella che era la
battaglia che ha fatto tutta l'Aula all'unanimità per quanto
riguarda la stabilizzazione, perché io credo che ci sarà stato
anche un poco di collegamento con il Governo nazionale, perché è
pure strano che mentre in alcune Regioni queste stabilizzazioni
sono state autorizzate.
Qui noi abbiamo avuto e dobbiamo andare alla Corte Costituzionale,
ma c'è un altro problema che pongo, assessore. Nell'articolo 16 vi
sono delle riduzioni per quanto riguarda il problema degli LSU. Ora
giustamente loro fanno rilevare questo. In molti comuni, per il
blocco del turn over questi LSU fanno le funzioni degli impiegati o
i servizi che non possono essere fatti da assunzioni che sono
bloccate dagli enti locali, e allora c'era la proposta dell'anno
scorso che era stata fatta di autorizzare quelle somme in più per
quanto riguarda un surplus di ore.
Se noi facciamo l'esempio, oggi un LSU che lavora nei comuni e che
fa servizi indispensabili percepisce una somma di 500 euro che paga
alla Regione tramite l'INPS. Ieri un gruppo numeroso di questi LSU
che ha voluto un incontro mi ha specificato noi prendiamo molto di
meno rispetto a quelli che prendono il reddito di cittadinanza, che
pur non fanno alcun servizio. Mentre noi siamo qua a fare servizi
per gli enti locali .
Ora io pongo all'attenzione da parte dell'Assessore, della
Presidenza, degli onorevoli colleghi, del Governo tutto, la
possibilità non di diminuire nell'articolo 16 le somme per gli LSU,
ma di aumentare queste somme, per far sì che questa somma misera di
500 euro, rispetto a persone che non hanno né praticamente
contributi, che non hanno la possibilità di una pensione, che non
hanno quei requisiti minimi, possano avere almeno un aumento in
busta paga, attraverso un aumento di somme che in un certo senso
avevamo già stabilito nell'esercizio finanziario 2021.
Questo è un appello che io faccio naturalmente a tutto il
Governo, compreso anche l'Assessore per il lavoro, la famiglia,
all'Assessorato agli enti locali, in modo che possiamo in qualche
maniera aiutare e dare la possibilità ai Comuni di avere questi
servizi. In queste situazioni guardate che i servizi restano
bloccati. Quindi io mi limito ai cinque minuti, meno di cinque
minuti, signor Presidente, ma credo che questo sia uno dei problemi
da poter affrontare immediatamente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bene, io credo
che l'onorevole Cracolici mi ha preceduto per alcuni argomenti,
nella fattispecie per ciò che riguarda Irfis, dove sicuramente
dobbiamo, come dire, quando arriveremo alla trattazione
dell'articolo 2 lo faremo in maniera più puntuale, però ritengo che
sulla discussione generale va fatta una precisazione che mi sembra
doverosa nei confronti di questo Parlamento.
Perché vede, signor Presidente, quello che ha detto l'onorevole
Cracolici non può che trovarmi d'accordo rispetto al fatto che le
norme, lui si interrogava sul fatto che le norme fossero
effettivamente attuate, ebbene noi e lei in maniera lungimirante ha
dato la possibilità a questo Parlamento di costituire una
Commissione, che è la Commissione monitoraggio delle leggi. L'esame
delle norme che noi abbiamo valutato all'interno della Commissione
con i colleghi, che sicuramente sanno che insieme a me abbiamo
fatto un lavoro come dire incessante, ha dimostrato in maniera
veramente disarmante che le norme, la buona parte delle norme che
questo Parlamento approva, rimangono lettera morta, cosa che è
gravissima, perché quando viene meno il sistema delle regole e del
diritto, come dire, abbiamo fatto il peggiore servizio che possiamo
fare alla Sicilia, quando le norme non vengono applicate. E quella
Commissione, nero su bianco, signor Presidente, lei ha anche
relazione e lei è stato molto attento ad ascoltare questo grido
d'allarme che viene proprio dalla Commissione, innanzitutto ha una
disattenzione assoluta da parte del Governo che non si presenta in
maniera sistematica alle Commissioni dove noi chiediamo
semplicemente cosa? Quello che ci chiedono i siciliani, cioè che le
norme vengano attuate.
E, quindi, ecco che arriviamo alla norma sulle famiglie, i
famosi cento milioni appostati nella cosiddetta legge 9, la legge
Covid, che non sono mai stati stanziati e per i quali io vengo
tartassata, così come suppongo buona parte dei colleghi, dalle
famiglie, che oggi sono veramente l'anello debole dell'economia
siciliana, ai quali noi abbiamo detto non che regalavamo denaro, ma
che semplicemente davamo loro la possibilità di avere un prestito.
Questo dobbiamo sottolinearlo, non si regalava niente a nessuno,
erano soltanto degli strumenti finanziari, per cui da restituire,
quindi partite di giro. Ebbene, di tutto questo, nonostante i
nostri accorati appelli, non è avvenuto nulla e credo i colleghi,
Di caro, i colleghi che insieme a noi tutti sappiamo quante volte
abbiamo convocato questa Commissione su questo tema, forse si perde
veramente nella notte dei tempi il numero, nessuno mai ci ha dato
nessuna possibilità di confronto.
Altro tema che rimane inevaso, perché adesso io ho presentato un
emendamento sa per che cosa, signor Presidente? Per fare applicare
una norma che già esiste, che abbiamo fatto votare, che il
Parlamento ha votato all'unanimità la scorsa finanziaria. Ebbene è
quella norma che permette alle comunità alloggio dei bambini
abusati, di potere alloggiare un massimo di quindici bambini, cosa
che oggi la norma prevede soltanto per gli extracomunitari, per i
bambini comunitari abusati, oggetto di codice rosso. Oggi le
comunità alloggio hanno una norma che sì gli consente di poterne
alloggiare fino a quindici, ma sa cosa succede, signor Presidente?
I Comuni, poiché non c'è un decreto attuativo, interpretano quella
norma come un invito, come se le norme, siccome c'è scritto Si
autorizza il Governo , un alto dirigente di questa Regione,
esterno, si è permesso in Commissione di dire che sono degli inviti
che il Parlamento rivolge al Governo, che poi decise se può
attuarli o meno.
Ma davvero stiamo dicendo questo? Ho sentito questo in
Commissione, Presidente
Allora io ripresento la norma e dico che il Governo è obbligato,
ed è vergognoso che un parlamentare debba riscrivere una norma già
approvata all'unanimità dall'intero Parlamento.
Di questo e di tante altre cose ne discuteremo. Presidente, però
- mi creda - questo è il fallimento di tutti, perché nel momento in
cui le regole vengono meno, il diritto viene meno, non abbiamo
fatto un buon servizio ai siciliani. E quando si parla del volere
dei siciliani, ricordiamoci queste parole, perché è facile dire che
i siciliani sono compatti su dei voleri. Ritengo che i siciliani
abbiano bisogno di regole e di diritto
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole De Luca è in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata Bilancio di
previsione della Regione siciliana per il triennio 2022/2024. (n.
1224) Legge di stabilità regionale 2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, constatiamo, nonostante già
abbiamo definito l'approvazione del bilancio, anche se manca il
voto finale, abbiamo fatto già una parte importante del dibattito
sull'articolo 1, e quindi sulla discussione generale della
finanziaria.
Noi almeno in questi giorni ci aspettavamo, non dico delle scuse
formali del Governo, ma certamente la presa d'atto che nel metodo
che, a causa dei ritardi del Governo, ha previsto il taglio
consistente di una parte della democrazia parlamentare senza il
passaggio alle Commissioni, ci aspettavamo da parte del Governo
un'assunzione diretta di responsabilità specifica da questo punto
di vista.
Assistiamo invece ad un altro atteggiamento, che è la solita
tracotanza, ed è veramente insopportabile in questo momento di
confronto su quelli che sono i documenti contabili fondamentali che
devono reggere l'impalcatura dell'intera Regione, questo poteva
essere il punto di partenza per affrontare nel migliore dei modi
questa finanziaria.
Ci saremmo aspettati una presa d'atto di scuse nei confronti del
Parlamento per questo ritardo insopportabile nella trasmissione dei
documenti e nel taglio del dibattito nelle Commissioni.
Venendo al merito della manovra, i conti non tornano - lo abbiamo
già detto anche nella discussione del bilancio.
È insopportabile la solita parzialità del Governo su alcune
materie.
Mi riferisco in particolare a coloro che sono privilegiati nella
Tabella 6 perché, se è vero come è vero, che una parte delle
risorse del bilancio sono congelate, noi ci saremmo aspettati un
taglio orizzontale nei confronti di tutti i capitoli che hanno le
stesse caratteristiche o la medesima Rubrica.
In particolare mi riferisco alla questione dei teatri, se è vero
che tutti i teatri inseriti in tabella subiscono una decurtazione
dovuta al congelamento delle risorse, non si comprendono le ragioni
per cui l'Ente Luglio musicale e Taormina Arte vengono esclusi
da questo congelamento e inseriti nella Tabella 6. Credo che la
diligenza e il buon padre di famiglia dovrebbe imporre di trattare
i figli tutti allo stesso modo.
La stessa vicenda per quanto riguarda i capitoli dello sport. Lo
sport di base sottoposto, quello della legge 8, all'accantonamento
delle risorse invece gli altri capitoli dello sport esclusi
dall'accantonamento perché inseriti in tabella 6.
Ancora più insopportabile è la vicenda dei comuni, perché non
soltanto le riserve e alcuni capitoli della Tabella 6 che non
vengono sottoposti ad accantonamenti, e sono quelli approvati negli
anni scorsi, i capitoli relativi al Territorio e ambiente, quella
della demolizione degli edifici e quella della pulizia delle
spiagge - nonostante il Governo nazionale abbia previsto specifiche
risorse, da questo punto di vista, a cui tutti i comuni possono
attingere e in modo trasparente.
Nel merito dell'articolato - approfittiamo della presenza
dell'Assessore Samonà in Aula per chiedere come mai, Assessore, la
concessione relativa ai servizi va in proroga e non è stata
bandita. Da due anni il Partito Democratico insiste sul fatto che
non ci sono i requisiti per la proroga, a maggior ragione del fatto
che il 31 marzo è scaduta l'emergenza Covid. E, voglio dire,
siccome è una vicenda che grida allo scandalo, le eventuali
proroghe avrebbero dovuto essere sottoposte all'apprezzamento di
quest'Aula. Ogni volta che il disegno di legge è arrivato in Aula,
l'Aula non si è pronunciata, quindi vorremmo conoscere poi anche il
nome del funzionario che ha apposto la firma in una proroga per
atto amministrativo, nonostante l'emergenza Covid fosse finita.
È una vicenda che non riguarda bruscolette ma milioni di euro
sotto, come dire, è una vicenda evidentissima, e quindi siamo
veramente costernati dalla scioltezza con cui si adottano
determinati atti amministrativi, ripeto, nel momento in cui è
finita l'emergenza Covid.
Peraltro, l'articolo 6, quello dei beni culturali proposto
nell'articolato, è una norma che viene proposta per legge, quando
basterebbe una semplice riunione della Commissione biglietti per
sancire lo stesso principio. Quindi, quando dove servirebbe
l'intervento normativo per sancire eventuali proroghe contro
l'impostazione dell'emergenza Covid non viene proposta per legge,
ma si prorogano la concessione dei biglietti per atto
amministrativo, dove basta un atto amministrativo ci propongono la
norma per legge.
Sul resto dell'articolato siamo molto delusi dalla normativa
riguardante i temi del lavoro, resta irrisolta la vicenda degli
ASU, il 7 giugno si pronuncerà la Corte costituzionale. Noi ci
siamo fatti carico di un emendamento che prevede l'appostamento dei
15 milioni di euro per gli ASU, perché nel caso in cui la sentenza
fosse favorevole ai lavoratori, è chiaro che bisogna reperire
all'interno di questo Bilancio le risorse per garantire la
stabilizzazione, e non come ha fatto il Governo nella scorsa
Finanziaria dove i 5 milioni di euro si sono persi per strada.
L'occasione della legge Finanziaria poi potrebbe essere ideale
per risolvere alcune questioni che riguardano i lavoratori,
l'abbiamo già detto anche in seno alla discussione di Bilancio, ci
riferiamo alle stabilizzazioni e all'inquadramento normativo dei
lavoratori della Protezione civile e alla riqualificazione del
personale di A e B che è stato tagliato fuori dall'impostazione
normativa del Governo sull'accesso alla Pubblica amministrazione
nei concorsi che sono stati banditi quest'anno, in particolare
quello dell'Assessorato lavoro, che prevede la possibilità soltanto
dell'accesso dall'esterno, e non della riqualificazione del
personale.
Abbiamo presentato poi i soppressivi all'articolo 17, perché
stiamo sperimentando in questo tempo, Presidente Miccichè, anche
che le transazioni si risolvono per legge. È una cosa mai vista
anche nella storia del Palazzo, è veramente fuori luogo, quindi noi
riteniamo che se ci sia una responsabilità contabili da assumere,
una responsabilità, come dire, che rientra nell'alveo delle
responsabilità amministrative, dev'essere definita secondo le
procedure previste e non sperimentare nuovi procedimenti facendo le
transizioni per legge.
L'ultima vicenda riguarda le riserve degli enti locali, c'è
ancora qualche incomprensibile parzialità, resta il nodo delle
stabilizzazioni in corso, perché l'emendamento che è stato proposto
nel 2017, nel 2018, non ha consentito ai comuni che avevano fatto
domanda di definire la stabilizzazione del personale, per cui ci
faremo carico di uno specifico emendamento in questo senso.
Chiudo con la riflessione che riguarda gli articoli 7, 9 e 19
dove, a nostro giudizio, ci sono evidenti difformità e, a nostro
giudizio, è indubbio la copertura stessa della manovra.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
salutiamo anche il qui assente Presidente della Regione.
Presidente, da cinque mesi a questa parte, sappiamo benissimo, lo
sa il Governo, lo sanno anche le forze parlamentari presenti in
Aula, che l'esercizio provvisorio andava a scadere il 30 aprile
scorso.
In questi cinque mesi noi abbiamo avuto il piacere di vedere, o di
sapere che avevamo a che fare - lo abbiamo saputo grazie ai soldi
dei siciliani da tutte le emittenti televisive nazionali - che
avevamo a che fare col Governo del fare, attraverso uno spot
televisivo finanziato, appunto, con i fondi della Comunità europea
e, quindi, con i soldi dei siciliani perché - come sappiamo bene -
i cittadini siciliani con le loro tasse compartecipano a quelli che
sono i cosiddetti fondi comunitari.
E la domanda che tutti noi oggi dovremmo farci, Presidente, è cosa
poteva fare cinque mesi fa, da cinque mesi ad oggi, il Governo che
non ha fatto oggi con cinque mesi di ritardo in Finanziaria? La
risposta è semplice, oltre al nulla la totale esautorazione delle
Commissioni, il Governo presenta la legge finanziaria il 28 aprile
perché - ricordo - che i revisori dei conti hanno esitato
favorevolmente con qualche riserva la legge finanziaria il 28 di
aprile, legge finanziaria e bilancio che vengono portati in Aula a
48 ore di scadenza dal 30 di aprile e, di fatto, e quindi anche di
diritto, si parlamentarizza una legge finanziaria che non viene
trattata neanche dalla Commissione di merito, cioè la Bilancio.
Ecco perché, stamattina ho letto, sono stati depositati più di 900
emendamenti, e vorrei che si trattassero tutti, perché non abbiamo
avuto come parlamentari garantito il nostro diritto di indirizzo,
controllo e proposta in merito a questa legge finanziaria. Laddove
si dovesse scrivere un maxi emendamento di sintesi, vorremmo,
appunto, che ci fosse davvero una sintesi tra tutti gli emendamenti
che abbiamo presentato. Perché questa legge finanziaria non
contiene nulla, questa legge finanziaria è una non risposta. Se
voleva essere una risposta alla domanda dei siciliani, è
sicuramente sbagliata, perché mancano delle misure per terminare
l'ossimoro tutto siciliano della precarietà, una precarietà eterna
che riguarda i consorzi di bonifica, che riguarda l'ESA, che
riguarda una categoria di lavoratori, di fatto, ma purtroppo non di
diritto, che sono gli ASU.
Presidente, è stata tolta una somma che poteva garantire la loro
stabilizzazione, lanciando al Governo centrale un messaggio
gravissimo, cioè che il Governo regionale non ha interesse a
stabilizzare questa platea di lavoratori, non ha interesse a dare a
cinquemila famiglie siciliane quella serenità che meritano dopo
trent'anni di attese.
Lo stesso dicasi - lo accennavo poco fa - per i lavoratori a tempo
determinato dell'ESA, ai lavoratori dei consorzi di bonifica,
rimangono in un limbo, in un guado, di precarietà eterna. In questa
Finanziaria mancano i dispositivi per risolvere le loro vertenze.
Noi abbiamo cercato con degli emendamenti di sostituirci a quello
che poteva fare il Governo, e ci auguriamo che vengano trattati nel
corso della Finanziaria.
Per il resto, Presidente, che dire? La scorsa Finanziaria - lo
diceva un collega poco fa - conteneva un messaggio, almeno
conteneva solo quello - l'onorevole Cracolici, mi perdoni.
Conteneva un messaggio, per carità, poi è rimasto solo il messaggio
perché di concretezza, poi, ne abbiamo vista fin poca che era la
cosiddetta finanziaria di guerra'.
Ora questa finanziaria sembra assumere le sembianze del si salvi
chi può', al netto del giardinetto del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
chiaramente puntualizziamo il fatto che il Presidente Musumeci non
è in Aula. Anzi, per correttezza di informazione, è arrivato
all'inizio. Quanto è stato, un minuto? E se ne è andato. Quindi,
giusto per dire le cose come stanno.
(Intervento fuori microfono)
MARANO. Eh no, Assessore Lo dobbiamo dire, se non viene ad
ascoltarci
PRESIDENTE. Onorevole Marano, abbiamo qui il Vicepresidente della
Regione che fa, diciamo, le veci del Presidente.
MARANO. Presidente, non voglio una risposta sua. Sto dicendo, per
correttezza di informazione.
PRESIENTE. Sta ricevendo un ambasciatore.
MARANO. Non c'è bisogno di giustificarlo, Presidente
PRESIDENTE. Non sto giustificando; sto informando gli altri
colleghi.
MARANO. Io sto dando un'informazione Io sto dando un'informazione
ai siciliani Non c'è bisogno che giustificate
PRESIDENTE. Me compresa Non sto giustificando nessuno. Sto
avvisando l'Aula che c'è il Vicepresidente
MARANO. Lo sappiamo che c'è il Vicepresidente. Ma il Presidente
non c'è
PRESIDENTE. Perché il Presidente sta ricevendo una delegazione
dell'ambasciata.
MARANO. Non c'è bisogno che puntualizzate Poi se mi vuole
affermare il contrario, siamo qua ad aspettare che lei affermi il
contrario
Bene Chiaramente, tanto è stato detto sulla finanziaria, tante
cose abbiamo detto sulla vergogna e lo scempio di gestione di
questo documento, di questa programmazione che, fondamentalmente,
gestisce la vita di cinque milioni di persone
Ora, già l'altra volta sono intervenuta per, diciamo, fare un
discorso generale, ma ora mi vorrei soffermare su alcune voci nello
specifico.
Chiaramente, e qua elenco qualche capitolo dove sono stati ridotti
stanziamenti, per questo Governo gli ultimi saranno sempre ultimi e
rimarranno ultimi. Questo è chiaro ma, ormai, dopo cinque anni, i
siciliani lo sanno. E in questi capitoli che vi sto per elencare,
sono stati tolti quasi trenta milioni di euro per i soggetti più
fragili, chiaramente. Quindi, per esempio, pazienti psichiatrici,
soggetti in difficoltà economica, famiglie meno abbienti, donne
vittime di violenza, disabili eccetera, eccetera.
E, chiaramente, tutti devono sapere. Per esempio, rimborso ai
comuni per spese ricovero minori disposto dall'autorità
giudiziaria: meno tre milioni quattrocento diciassette; spese per
le comunità di alloggio pazienti psichiatrici: meno un milione
novecento ottantacinquemila; fondi in favore di soggetti
beneficiari di un sostegno economico: meno un milione, non riesco a
leggere sto numero; contributo famiglie meno abbienti - l'ho
scritto male - meno cinquecento undicimila; fondo per la
disabilità: meno 2 milioni 879 mila; indipendenza economica della
donna: meno 256 mila 635.
Per questo Governo le persone che hanno bisogno, che hanno
necessità, chiaramente possono anche aspettare, tanto il tempo c'è.
La legislatura è finita, il tempo c'è.
Poi, altra cosa. La mafia, in questa Regione non esiste più. Non
c'è più, è sparita. Tant'è che, a quelle poche associazioni che
lavorano per promuovere l'antimafia, gli togliamo pure soldi. E per
esempio, il contributo alle associazioni antiracket che era nel
2021 trentottomila euro, quest'anno è a meno diciottomila euro,
tant'è che sono rimasti soltanto diciannovemila euro. Ma io ho
fatto anche l'emendamento.
Poi, una voce veramente assurda è il Capitolo 18.37.21,
Contributo organi di Mafia . Avete tolto meno centoquaranta euro e
quarantadue Cioè era nel 2021 quattromila seicentottanta meno
centoquaranta euro e quarantadue che non si capisce per quale
motivo centoquaranta euro, siamo ora quest'anno a 4.540,29
centesimi.
Poi volevo puntualizzare l'ultima cosa: calamità naturali. Noi,
qua, ogni anno, in Sicilia per le varie calamità abbiamo avuto
anche persone che hanno perso la vita. Quindi, che Dio ce la mandi
buona quest'anno, perché anche qui, in questi capitoli, riduzioni e
riduzioni. Per esempio Investimenti per prima assistenza e pronto
intervento di pubblica calamità , meno un milione e mezzo,
Interventi per fronteggiare eventi calamitosi un altro milione e
mezzo di riduzioni.
Meno male, meno male, che sta finendo Meno male, perché davvero
questa finanziaria è la vergogna delle vergogne E tutti lo devono
sapere Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
E'iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, Governo, onorevoli colleghi, capisco che,
come è stato detto, in questo momento il Presidente Musumeci è
impegnato per altri impegni istituzionali, ma non posso non
ravvisare l'assenza, comunque, di nove assessori su undici,
considerato che al momento un Assessorato è scoperto. Io ritengo
questo un atto grave, di disattenzione nei confronti di un
Parlamento che sta esaminando la legge di stabilità, una legge di
stabilità importante.
E perché lo ritengo particolarmente grave? Perché purtroppo questo
disegno di legge di stabilità non ha avuto l'iter solito, sia nelle
Commissioni di merito, che in Commissione Bilancio.
Fin qui sempre gli Assessori sono stati presenti nelle Commissioni
di merito, hanno consentito tutti gli anni un confronto sui
capitoli delle loro Rubriche, sulle tematiche afferenti i loro
Assessorati. Poi si è fatta sempre una sintesi in Commissione
Bilancio, e per ultimo in Aula.
Oggi siamo in Aula, ma abbiamo saltato sia le Commissioni di
merito, che la Commissione Bilancio, se non per qualche ora di
lavoro, e non per alcune settimane come in passato. Quindi un
confronto con la presenza degli Assessori su alcuni temi che
riguardano la legge di stabilità sarebbe stato estremamente
opportuno.
Purtroppo, così non è. Capisco che è presente il Vicepresidente
Armao, l'assessore Baglieri, ma anche gli altri assessori penso che
avrebbero, hanno il dovere, a mio avviso, di partecipare ai lavori
parlamentari, perché ciò è particolarmente importante.
In apertura di seduta l'Assessore per l'economia ha dato alcune
buone notizie. Sostanzialmente 270 milioni in più di entrate tra
IRES ed IVA, che consentiranno di alleggerire le riduzioni ai
capitoli di spesa previste dall'articolo 22 per circa 700 milioni
complessivi. Quindi meno 270 ne restano 430, che sono comunque un
massacro per capitoli particolarmente sensibili, che riguardano in
particolare fasce deboli, ma anche per i servizi dei Comuni:
servizi che i Comuni offrono e devono offrire ai cittadini per il
trasporto pubblico e per altre situazioni che, poi, brevemente,
citerò.
Come verranno apportate queste riduzioni ai capitoli di spesa?
Anch'io pongo un tema di criteri chiari e trasparenti, che
dovrebbero impegnare il Governo, perché non possiamo assistere a
trattamenti differenziati in presenza di realtà simili. Voglio
essere più esplicito. È stato fatto il riferimento allo sport:
perché il capitolo sport per tutti, di cui alla legge n. 8/1978
deve subire una riduzione di 2 milioni e non anche gli altri
capitoli?
Ovviamente, noi chiediamo che nessun capitolo per lo sport subisca
riduzioni. Perché alcuni istituzioni culturali sono state esentate
dalla riduzione della previsione di spesa e altre istituzioni
culturali no. Ovviamente, noi chiediamo che nessuna istituzione
culturale venga penalizzata, ma non si capisce per quale motivo la
Fondazione Whitaker , che deve essere esentata da riduzioni di
spesa, e invece per esempio la Fondazione Orestiadi di Gibellina
debba pagare prezzo, perché subisce una pesante riduzione dello
stanziamento di circa il 40%. Allora, forse, è meglio far pagare
tutti per far pagare meno, piuttosto che esentare alcuni dalle
riduzioni a far gravare totalmente i 700 milioni di euro, adesso
430, su altri che risultano particolarmente penalizzati.
Quindi io invito il Governo a rivedere questa previsione di cui
all'allegato 2, articolo 22, comma 1, che riguarda la riduzione
delle spese degli stanziamenti a favore anche delle istituzioni
culturali, così come dello sport, così come di altre Rubriche, per
avere lo stesso metro, non trattamenti differenziati e
discriminatori per alcune istituzioni e di favore per altre, perché
questo è profondamente ingiusto, in particolare in un momento di
grande difficoltà come quello che stiamo attraversando.
Abbiamo avuto, purtroppo, la totale assenza di confronto fra
Governo e parti sociali, organizzazioni sindacali e associazioni di
impresa, non solo nel passato sui disegni di legge, probabilmente
ci sarà qualche incontro già domani, ma non c'è stato neppure il
tempo di fare le abituali audizioni che abbiamo sempre fatto sia
nelle Commissioni di merito che in Commissione "Bilancio" in
particolare sui diversi temi. Ciò a mio avviso ha anche impoverito
l'analisi, il dibattito rispetto a questi documenti contabili,
perché non abbiamo potuto neppure ascoltare in sede istituzionale
il parere e l'opinione dei portatori di interessi generali e
diffusi.
Come Gruppo parlamentare abbiamo incontrato le organizzazioni
sindacali, incontreremo i rappresentanti delle altre parti sociali
nei prossimi giorni, ma sarebbe stato corretto ascoltarli tutti,
tutti i Gruppi parlamentari, come sempre, nelle Commissioni di
merito in Commissione "Bilancio", e ancor prima il Governo avrebbe
dovuto concordare, concertare, confrontarsi con le parti sociali
sui documenti contabili, considerato peraltro che parliamo
dell'ultima finanziaria della Legislatura.
Su questo voglio spendere qualche secondo: questa non è una
manovra finanziaria come le altre, perché negli altri anni, negli
anni passati abbiamo potuto comunque intervenire in sede di
assestamento, di variazioni di bilancio, anche in autunno, peraltro
anche nel 2021. Quest'anno non sarà possibile farlo, perché ad
autunno noi votiamo, e quindi qualsiasi correttivo alla manovra
finanziaria va apportato prima della pausa estiva. Questo è un
problema serio, non c'è più tempo.
Io sono molto preoccupato di questa evenienza, perché se non si
dovesse intervenire con una rettifica, con un assestamento, con una
variazione di bilancio forte a sostegno delle categorie più
colpite, insediandosi il prossimo Governo, più o meno a dicembre
del 2022, non potendo che approvare un esercizio provvisorio, ci
ritroveremo a discutere di queste sofferenze ad aprile del 2023,
presumibilmente, con conseguenze drammatiche per i settori
produttivi, per il lavoro per le fasce sociali più deboli, per il
sociale, per i Comuni.
Quindi è un invito forte al Governo ad intervenire, e al
Presidente Musumeci in particolare a farsi sentire con il Governo
nazionale. Io non so se il Presidente della Regione abbia chiesto
un incontro al Presidente del Consiglio, io credo che debba farlo,
perché il Presidente Draghi è stato perfino a Torino per discutere
dei problemi della città; non penso che possa negare un incontro al
Presidente della Regione per affrontare le questioni generali che
riguardano la Sicilia, ma non vedo da parte del Governo regionale
un'iniziativa adeguata.
Siamo al 3 di maggio, con il triste primato raggiunto dal Governo
Musumeci, se mi concede ancora qualche minuto.
PRESIDENTE. È già concesso.
LUPO. di non avere neppure potuto votare un articolo della legge
di stabilità.
Io citavo poc'anzi la necessità di avere in Aula gli assessori,
perché ad esempio, non è un fatto indifferente che il settore dei
trasporti venga letteralmente massacrato da questa legge di
stabilità, noi abbiamo un taglio di 68 milioni di euro al trasporto
pubblico locale, abbiamo un taglio di 27 milioni di euro al
trasporto marittimo, e persino di 4 milioni al trasporto aereo,
totale circa 100 milioni di euro che saltano da capitoli
fondamentali Ma come si pensa di poter affrontare la stagione
estiva, turistica, l'affluenza nelle nostre isole minori, giusto
per citare le Eolie o le Egadi, rischiamo di fermare pure i
traghetti o gli aliscafi.
E allora, concludo, ciò vale anche per il settore della cultura,
dei teatri, del lavoro, Asu, Pip, della disabilità, dei comuni, dei
liberi consorzi, e grande preoccupazione esprimiamo per il settore
della forestale, perché se non sarà possibile intervenire subito
con i viali parafuoco, avremo di nuovo, un mese di luglio e di
agosto in fiamme per la nostra Regione; e ipocrita sarà qualsiasi
dibattito dopo che ci saranno stati gli incendi, questo è il
momento di intervenire.
Un'ultima cosa, ancora una volta il Governo si rifiuta di
programmare in un quadro di trasparenza nel dibattito con le forze
parlamentari, le possibilità di intervento a sostegno delle
categorie produttive con i fondi extra regionali, ancora una volta
nessun ristoro per le categorie produttive, per le famiglie,
neppure per far fronte al caro bollette, adesso immagino che il
Governo dirà che successivamente lo farà con delibera di Giunta. Io
non credo che lo farà. Penso che è questo il momento di farlo, e di
farlo in trasparenza, in legge di stabilità e di bilancio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Presidente,
nell'ultimo periodo, mi sono chiesto perché un Presidente della
Regione, si stacchi così tanto dai cittadini? E lo dimostra questa
legge di stabilità; un residente che viene eletto in maniera
diretta dai cittadini, quindi in teoria la legge di stabilità, che
è la legge principe, la finanziaria che, come dire, poi che va a
dare le risposte ai cittadini stessi, è una legge che risulta
svuotata e non riesco a capire come, e non lo so se poi è anche un
problema che i cittadini votano in maniera diretta il Presidente
della Regione, che si stacca poi, dai cittadini stessi.
Dico Presidente, noi abbiamo assistito in questi anni a continui
rinvii per quanto riguarda molti capitoli di spesa del nostro
bilancio, e veda noi siamo stati per più di un anno, in questi 5
anni, in esercizio provvisorio, per più di un anno, e credo sia un
record questo per il Governo della Regione siciliana, un anno di
esercizio provvisorio, record, e penso sia un record anche a
livello nazionale.
Ricordo gli annunci, e dico oramai, di questi annunci, il Governo
regionale ne fa tanti, e ne fa tanti su molti temi; ricordo gli
annunci fatti dall'assessore, in Aula, nel frattempo che, a fine
dicembre e poi a gennaio, noi stavamo chiudendo l'assestamento, e
poi si stava votando l'esercizio provvisorio. In molti qui in Aula,
Presidente, avevamo chiesto di non prorogare l'esercizio
provvisorio fino a fine aprile, ma perché già sapevamo che, come
dire, il Governo regionale andava avanti con l'esercizio
provvisorio sino all'ultimo giorno, quando invece le promesse fatte
in Aula e, ovviamente verbalizzate, perché rimarranno nei verbali
di quest'Aula, sono stati altre.
Le promesse fatte sono: noi andremo a Roma, cercheremo di
prendere i soldi, insomma di sistemare tutto, faremo gli incontri
da qui ai prossimi mesi. Io non so quanti incontri sono stati fatti
a Roma da parte del Governo regionale, ma di fatto noi siamo
arrivati al 30 aprile, allo stremo, e questo Governo regionale, e
forse anche questo rimarrà nella storia come guinness dei primati
da parte di questo Governo, ha completamente bloccato tutte le
Commissioni, e di fatto ha bloccato l'azione dei rappresentanti dei
cittadini all'interno delle Commissioni. Molti dei colleghi oggi
che sono intervenuti chiedevano di potere visionare gli
emendamenti, perché di fatto durante le finanziarie vengono
esaminati e valutati all'interno della Commissione bilancio, cosa
che questa volta non è stata fatta.
Oggi nuovamente si arriva con un emendamento, con ulteriori
sblocchi di fondi. Non so perché alla fine con tutte le varie
promesse tra annunci, in passato ricordo ancora gli annunci dei
collegati, che poi non furono realizzati e diceva bene la collega
Caronia, molte poi delle leggi che vengono realizzate all'interno
di questa Assemblea, che vengono portate avanti dal Governo
regionale, non vengono poi attuate, e lo abbiamo visto all'interno
della Commissione Monitoraggio Leggi e a pagarne le spese sono i
più fragili.
Penso agli assistenti igienico-personali che, nonostante la
dimenticanza da parte del Governo regionale, l'Assemblea regionale
ha provveduto a stanziare delle somme, e quelle somme poi con molta
difficoltà sono arrivate alle province, alle ex province, e sono
arrivate poi alle scuole, per potere dare la possibilità ad alunni
con disabilità di potere andare a scuola.
Ora dico noi siamo qui a fare annunci. Ora non so, esamineremo poi
gli articoli della legge di stabilità, non so se ci sono articoli
che riguardano gli inceneritori, gli ultimi annunci che sono stati
fatti da parte di questo Governo regionale, che al solito dopo 4
anni e mezzo di nulla a livello di decisioni, si pensa di potere
distogliere l'attenzione dei siciliani tramite annunci nella
realizzazione degli inceneritori, quando invece abbiamo i rifiuti
in giro per le strade soprattutto nelle città più grandi, le città
metropolitane.
Oppure ancora penso alla sanità. Ripeto vedremo se ci saranno
articoli, se ci saranno emendamenti sulla sanità. Penso alla sanità
che in questi anni non è stata gestita in maniera corretta, in
maniera adeguata nei confronti soprattutto dei cittadini che vivono
in zone periferiche, e mi riferisco ad esempio ai cittadini che
vivono nella ex provincia di Agrigento, di Caltanissetta, di Enna
che oggi, dopo 4 anni e mezzo di gestione inefficace da parte di
questo Governo per quanto riguarda la sanità, si fa l'annuncio
della realizzazione di un possibile, non si sa cosa Policlinico,
poi è diventata fondazione poi è diventato Policlinico diffuso.
Cioè quindi questo Governo regionale ci ha abituati in questi anni
a volere risolvere i problemi dei cittadini siciliani con gli
annunci, e non so se questa, come dire, è una indicazione che dà il
Presidente della Regione nei confronti degli assessori. Perché il
Presidente della Regione ci abitua, ci ha abituati agli annunci su
Facebook, annunci anomali, per certi casi, perché un Presidente
della Regione che è spesso assente qui in Assemblea regionale
siciliana, dove potrebbe fare qualsiasi tipo di annuncio, qui
all'interno dell'Aula, invece preferisce fare gli annunci tramite
diretta Facebook, non lo so per parlare magari in maniera diretta
con i cittadini, il problema però qual è? Che di quegli annunci non
ne viene concretizzato nessuno. Uno su tutti l'annuncio
dell'azzeramento di qualche mese fa della Giunta regionale,
annuncio che poi, come dire, come tutti gli altri che sono stati
fatti, è caduto sul nulla di fatto.
Ora dico, signor Presidente, che questo ritardo stia
danneggiando fortemente i Comuni, perché il fondo perequativo ad
oggi i Comuni non l'hanno ricevuto. Questo ritardo di questi
quattro mesi, e non capisco poi perché c'è stato questo ritardo,
visto che non si è riusciti ad ottenere nulla a Roma, questo
ritardo ha danneggiato tantissime categorie. Penso ai Consorzi di
bonifica, ai lavoratori dei Consorzi di bonifica che sono in
estrema difficoltà, e al solito c'è stato l'annuncio di qualche
mese fa, di qualche anno fa, da parte del Presidente della Regione,
doveva fare una riforma, doveva, come dire, risolvere tutte le
problematiche che riguardano i Consorzi di bonifica, ma anche
quell'annuncio si è perso nel vuoto, annuncio perso nel vuoto che
vede però i lavoratori dei Consorzi di bonifica in estrema
difficoltà.
Così come sono in estrema difficoltà tutti i lavoratori precari
di questa Regione, penso ai percettori del reddito minimo
d'inserimento, a cui mancano dei fondi all'interno di questa legge
finanziaria. Penso ai lavoratori Asu, che anche lì, un annuncio da
parte del Presidente della Regione, ricordo ancora il post su
Facebook dove annuncia che tutto era risolto, che i lavoratori Asu,
come dire, si iniziava un percorso per la stabilizzazione, e anche
quello un annuncio su Facebook, e oggi vediamo i lavoratori Asu che
ancora protestano, che rimangono precari, e nella loro precarietà
continuano ad avere enormi difficoltà. Lavoratori Asu, così come
tanti altri lavoratori, che lamentano il poco dialogo, l'assenza di
dialogo da parte del Presidente della Regione e da parte di questo
Governo regionale. Noi li abbiamo ricevuti qualche giorno fa, e
qualche giorno fa appunto ci raccontavano la loro enorme delusione
da parte di persone che negli anni, come dire, sono state prese in
giro dalla politica, no? Ma che a maggior ragione quando c'è un
Presidente della Regione che va lì a fare l'annuncio su Facebook e
dice Ok, è fatta. Grazie al Governo regionale abbiamo inserito una
norma e stabilizzeremo tutti i lavoratori Asu'. E così non è stato.
Noi abbiamo presentato nuovamente in questa finanziaria degli
emendamenti per star vicino a questi lavoratori che hanno un'enorme
difficoltà.
Cosa troviamo sicuramente all'interno di questa finanziaria?
Troviamo il pagamento di sentenze, di sentenze di fallimento, non
so se è un caso il discorso del fallimento politico col fatto che
all'interno della legge finanziaria la maggior parte, alcuni
articoli sono sul pagamento di sentenze di fallimento.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Signor Presidente, io dico, il Governo regionale voleva e sta
cercando ancora adesso di togliere la parola ai cittadini
nell'andare a modificare o a realizzare norme opportune per questa
legge di stabilità, lo ha fatto perdendo tempo in questi quattro
mesi e lo ha fatto annullando completamente le Commissioni di
merito. Noi come Movimento Cinque Stelle, signor Presidente, daremo
battaglia articolo per articolo, comma per comma e faremo in modo
di rendere e modificare questa legge di stabilità che parte con
tutti i segni negativi da parte dei cittadini, ma che non può
(Intervento fuori microfono)
DI PAOLA. Sì, Assessore, parte con un segno negativo questa
legge di stabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, parli con me non con l'Assessore.
DI PAOLA. E sono convinto, Presidente, perché l'Assemblea e i
deputati dell'Assemblea nonostante anche le offese che a volte,
anzi spesso, il Presidente della Regione ha emesso non solo ai
deputati dell'opposizione ma anche ai deputati della sua stessa
maggioranza, io sono convinto che quest'Aula e i componenti di
quest'Aula avranno nel corso di questi giorni la responsabilità che
hanno sempre avuto nel corso di questi anni, nonostante un
Presidente della Regione assente sia nel dialogo che fisicamente
all'interno di questa Istituzione. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Grazie, Presidente. I colleghi che hanno parlato prima
di me hanno illustrato, sono scesi nel merito di tutte quelle che
sono le palesi insufficienze di questa legge di stabilità;
insufficienze nel merito e nel metodo soprattutto.
Ciò che vorrei sottolineare oggi, prendendo e condividendo le
cose dette dai colleghi del mio Gruppo e dell'opposizione, ma anche
le cose dette con grande passione dall'onorevole Caronia che
certamente della maggioranza fa parte, il metodo, Presidente, che
riguarda anche e soprattutto la sua funzione, Presidente Micciché,
che lei ha svolto, prova con tutte le sue forze a svolgere in
maniera da garantire le prerogative di ciascun parlamentare, le
prerogative complessive di questo Parlamento. Ma ciò che si
percepisce oggi in questo che dovrebbe essere, che deve essere il
disegno di legge che disegna come atto di chiusura di questa
sofferta Legislatura, che disegna quella che è la prospettiva della
nostra Regione in un momento drammaticamente difficile, con la
pandemia i cui effetti sono tutti da superare e definire, con una
guerra che per la prima volta in oltre settant'anni riguarda il
centro dell'Europa e che già si fa sentire in maniera
insopportabile, Presidente, per le attività economiche piccole,
medie e grandi, ma soprattutto piccole e medie di questa Regione.
L'Assessore dovrebbe sapere bene come già in questi momenti, in
questi giorni pesano con grande preoccupazione e con concretezza
gli effetti di questa guerra, il cui esito è difficile da
individuare per tutti e che non può che preoccuparci, non soltanto
per ciò che la stampa correttamente ci fa vedere delle atrocità di
una guerra che sono le atrocità di tutte le guerre non soltanto di
questa guerra che è al centro dell'Europa, ma degli effetti
devastanti sull'economia oggi e soprattutto sull'economia della
prospettiva.
Questa sorta di insofferenza, Assessore mi dispiace - lei che è
il Vicepresidente non sto puntando l'indice, ascolti prima quanto
sto dicendo - Presidente Miccichè, questa sorta di insofferenza da
parte del Governo in particolare, presente ancora una volta un
Assessore.
Se disturbiamo, evitiamo, se dobbiamo concludere alle 15.00 o alle
16.00 e siamo alle 13.00 e nessuno è interessato o pochissimi della
maggioranza sono interessati a questo dibattito parlamentare che
non è per perdere tempo Ciascuno di noi avrebbe tanti e tanti
problemi da risolvere fuori da queste mura spessissime che non
ascoltano ciò che fuori, in questo momento, arriva di sofferenza.
Arriva ovunque, ma non arriva in questo Palazzo evidentemente, non
arriva dentro quest'Aula in particolare, con maggioranza e Governo
soprattutto, che stanno semplicemente aspettando quasi, come dire,
con rassegnazione che questi rompiscatole - scusi, Presidente, mi
passi il termine non è elegante utilizzarlo in Parlamento
dell'opposizione, stanno discutendo di un disegno di legge che,
probabilmente, non avrà nessun effetto per il futuro.
Forse, ha ragione, collega Caronia, perché nel 2020 noi siamo
stati come opposizione partecipi - il Presidente della Commissione
Bilancio lo sa bene - siamo stati, ci siamo resi prigionieri in
quella Commissione per poter tirare fuori in un momento drammatico
una legge di stabilità che fosse la legge di stabilità del Governo
e del Parlamento, del Parlamento e del Governo. Purtroppo, molte,
troppe, norme di quella legge di stabilità sono rimaste lettera
morta.
E allora, se in questa Regione Presidente lo dico a lei, al
Presidente del Parlamento di questa Regione, il Parlamento più
antico d'Europa, se le leggi non le norme, le leggi - chiamiamole
per quello che sono anche nella gerarchia delle fonti - rimangono,
come dire, lettera morta, non vengono attuate e allora la
preoccupazione di cui parlava, per esempio ma non solo, il
Segretario regionale del mio Partito a proposito di quel taglio
orizzontale del 42 per cento, l'Assessore ci dovrebbe dire con
quale criterio e con quale metodo sono state scelte le singole
voci; e soprattutto dovremmo capire se ai figli e ai figliastri che
già leggiamo in questa legge di stabilità di cui il Parlamento è
chiamato a discutere oggi e nei giorni a venire, se anche i figli
diventeranno figliastri con quel metodo delle leggi non applicate.
Se questo 42 per cento di tagli che varrà per alcuni alla fine,
come dire, varrà per tutti, cioè nel senso che non verranno attuate
le norme, le leggi, che questo Parlamento alla fine sarà chiamato
ad approvare ed approverà.
Presidente, noi ci saremmo aspettati, dopo il comportamento
responsabile, e gliene diamo atto del fatto che lei, come dire,
molto spesso si riferisce alle opposizioni e al senso di
responsabilità delle opposizioni che nell'esercizio delle loro
prerogative, come dire, privilegiano ciò che dev'essere il lavoro
produttivo di questo Parlamento. Il Bilancio di questa Regione che
non è un atto qualunque, cioè è l'atto - Presidente, lei ce lo ha
ricordato, lo ha ricordato al Parlamento più volte - è l'atto su
cui, come dire, c'è una sorta di Linea Maginot, giusto? Cioè nella
quale si può cominciare a parlare, si poteva cominciare a parlare
di scioglimento dell'Assemblea.
L'opposizione non credo che abbia fatto resistenze eccessive e con
un atto di grande responsabilità abbiamo consentito che entro il
30, senza alcun ostruzionismo perché non intendiamo sprecare il
nostro tempo di parlamentari a fare ostruzionismo, ma provare a
risolvere problemi, a fare delle proposte che rispetto alle quali
il più delle volte il Governo rimane, rimane sordo, nonostante
questo noi oggi percepiamo, probabilmente mi sbaglio, questa
insofferenza, Presidente, al dibattito e alla dialettica
parlamentare. C'è una sorta, come dire, di rassegnazione da parte
del Governo a doversi sorbire queste, come dire, litanie
dell'opposizione, tanto non le ascoltano, tanto la legge di
stabilità si concluderà in altre sedi e non in questa sede nella
quale oggi noi siamo chiamati ancora una volta a discutere dei
problemi della Sicilia e dei siciliani.
Abbiamo approvato come primo atto, non abbiamo fiatato,
l'onorevole Cracolici ha manifestato, come dire, persino
soddisfazione. Noi non siamo masochisti, cioè che facciamo
opposizione al Governo non alla Sicilia e ai siciliani di questi
283 milioni che in apertura di seduta abbiamo votato per alzata e
seduta, ma vorremmo capire che di questi 283 milioni, onorevole
Cracolici tu l'hai chiesto con grande chiarezza, e che cosa ne
vogliamo fare? Non basta dire li daremo ai disabili, chiuderemo
questa partita, ai comuni eccetera, noi vorremmo capire se in
quest'ultima legge di stabilità finalmente c'è una visione della
Sicilia in un momento drammatico, probabilmente il più drammatico
degli ultimi settant'anni di storia del nostro Paese che riguarda
in particolare e con forza il Mezzogiorno del Paese, le regioni più
fragili e più deboli, ad economia più fragile e più debole.
Eppure, nulla di tutto questo Noi interromperemo oggi i lavori
parlamentari, li riprenderemo quando il Presidente dell'Assemblea,
legittimamente, riterrà che è possibile proseguire con i lavori
parlamentari senza avere, in questi giorni, l'idea di poter dare il
nostro contributo, la nostra piccola proposta a quella che è la
visione strategica che questo Comune dovrebbe avere e non ha,
evidentemente, perché le cose sono due: o l'una o l'altra. O non ce
l'ha o ce l'ha e non la vuol far sapere al Parlamento perché
bisogna andare all'imboscata finale di qualche maxiemendamento che
poi l'Assemblea, all'ultimo momento, è costretta ad ingoiare,
perché comunque bisogna dare entro i primi giorni, le prime
settimane del mese di maggio una legge di stabilità a questa
Regione. Ma una legge di stabilità per far cosa? Per dare delle
risposte vere, serie ai lavoratori che in questi giorni si stanno
illudendo, perché dobbiamo essere molto chiari, io non credo
assolutamente che ciò che è scritto, quel poco che è scritto in
questa legge di stabilità alla fine andrà davvero ai lavoratori,
cioè alle famiglie, andrà al debolissimo tessuto produttivo di
questa nostra Regione.
Per cui, Presidente, io la faccio breve; lei mi ha concesso, con
grande cortesia istituzionale, qualche minuto in più. Io dico,
assessore Armao - assessore o parlo con lei o vi mando una lettera,
un telegramma, qualcosa, lo capisco, mi rendo perfettamente conto,
ma già è difficile, Assessore -
PRESIDENTE. Continui, onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Ma con chi parlo, Presidente? Poi si legge i verbali
l'Assessore, dopo.
Noi desidereremmo sapere cosa accadrà alla luce delle novità
importanti di cui abbiamo parlato, annunciate stamattina
dall'Assessore e votate da questo Parlamento. Desideriamo adesso
capire se il Governo - come dicevo prima - ha una visione, e se ce
l'ha questa visione e se riusciremo, onorevole Caronia, ad
approvare qualche norma importante per le famiglie, per le imprese,
per tutti coloro che in questo momento, tra Covid e guerra, sono in
grande difficoltà, grandissima difficoltà, evidentemente il dito
indice lo puntano contro l'intero Parlamento, non lo puntano
soltanto contro il Governo. Per cui, noi ci sentiamo responsabili e
il Governo ha il dovere di ascoltare le opposizioni e ciascun
parlamentare di questo Parlamento, perché ciascuno di noi ci mette
la faccia e si assume la responsabilità fuori da queste mura.
Desidereremmo sapere, Presidente, prima dell'8, del 7, del 9, di
quando lei deciderà di continuare, che cosa il Governo vuol fare di
queste risorse e cosa, complessivamente, intende fare rispetto a
quelle norme che tentennano e che non sono certamente la risposta
più giusta ai siciliani. Perché già dividere figli e figliastri
nella proposta, in quello di cui per ultimo parlava, se non ricordo
male, il Presidente del mio Gruppo parlamentare, l'onorevole Lupo,
se questo 42 per cento vale davvero per tutti oppure non varrà per
nessuno, perché comunque le norme approvate, ancora una volta, le
leggi approvate da questo Parlamento rimarranno lettera morta e non
saranno applicate, tanto la Legislatura è finita e sfido chiunque a
dire che noi a settembre possiamo tornare in Aula per una manovra
correttiva. Chi dice queste cose, dice delle bugie e noi lo
denunceremo ai siciliani. È l'unica cosa e l'ultima, probabilmente,
che ci rimane da fare in questa triste e inutile Legislatura
dannosa soltanto per i cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Fermo restando che rompiscatole non ce n'è, né
nell'opposizione, né nella maggioranza, né alla Presidenza.
Ovviamente, rompiscatole non ce ne sono. C'è l'ultimo intervento,
prima di sospendere mezz'ora, dell'onorevole Dipasquale.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Sunseri)
PRESIDENTE. Non l'aveva segnato, però. Si è iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri, però poi non ci sono altri interventi. Dopo
l'onorevole Dipasquale, prenderà la parola l'onorevole Sunseri e
poi interrompiamo. Non so veramente se interrompere; poi vediamo.
Prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Signor Presidente della Regione che
ovviamente non c'è, Signor Vicepresidente, onorevoli colleghi,
vedete, prima l'onorevole Marano, giustamente, riprendeva l'assenza
del Presidente ed è stata quasi criticata: No, ma c'è il
Vicepresidente . Eh no Non è la stessa cosa Stiamo parlando
dell'ultima finanziaria di questo Governo. Stiamo parlando di una
finanziaria molto importante, delicata. Questa è la terza seduta.
Due sedute le abbiamo fatte sul bilancio, una seduta l'abbiamo
fatta sulla finanziaria e il Presidente è venuto, è passato cinque
minuti oggi e poi se n'è andato. Me è proprio per
quell'atteggiamento che ha sempre avuto in questi cinque anni di
non non ha vissuto il Parlamento come un fatto positivo. Veramente
l'ha vissuto come un peso, e l'abbiamo visto in particolar modo in
questa finanziaria dove, grazie al fatto di averla trasmessa
all'ultimo momento, questa finanziaria, per la prima volta nella
storia della Regione siciliana, viene esautorata da quelli che sono
i passaggi nelle Commissioni parlamentari e arriva direttamente in
Aula.
Ma noi siamo qui e non abbandoniamo lo scranno, non abbandoniamo
le nostre postazioni. Prima, giustamente, l'onorevole Cracolici su
questa riflessione mi citava un passaggio di Gramsci Guai ad
abbandonare - l'ho anche segnato - gli spazi della democrazia . E
io lo ringrazio perché mi ha dato un suggerimento corretto
nell'intervento perché noi siamo qui. Siamo qui e continuiamo a
mantenere una posizione sapendo che poco interessa ai parlamentari
di maggioranza, ormai ridotti veramente al lumicino, gli Assessori
solamente due presenti, l'unico che è costretto a mantenere una
posizione è l'Assessore per l'economia, ogni tanto gli fa compagnia
qualcuno, così per non lasciarlo solo. Il degrado amministrativo,
il degrado veramente politico e, purtroppo, il degrado della
Sicilia lasciata, abbandonata si legge e si vede proprio da queste
immagini.
Io la chiudo subito qui, perché voglio invece entrare in merito a
una serie Ieri si sono completate, si è chiusa la presentazione
degli emendamenti e io ho presentato una serie di emendamenti, ne
farò cenno, alcuni di carattere generale altri che riguardano il
territorio, mi permetto di dirlo - Mattarella diceva che il
parlamentare doveva andare oltre i propri territori di appartenenza
- però, perdonatemi, qualche cenno lo dovrò fare anche sul
territorio.
Tra gli emendamenti presentati, l'istituzione di un osservatorio
regionale sui cambiamenti climatici, che è a costo zero, che è
previsto in una norma più complessiva su cui stiamo lavorando, ma
riteniamo che questo Parlamento possa dare un segnale, perché i
cambiamenti climatici stanno toccando e toccano profondamente anche
il Mediterraneo, anche la nostra Isola e, quindi, l'istituzione
dell'osservatorio regionale sui cambiamenti climatici metterebbe in
condizioni di aprire, come si dice, un file, un momento di
attenzione anche su questa problematica.
Così come un emendamento ho presentato su uno stanziamento per le
zone franche montane che abbiamo fatto un disegno di legge voto e
dove le zone franche montane, che riguardano la vita di migliaia di
siciliani che si ritrovano chiusi, bloccati nel loro sviluppo,
nella loro crescita, dove sono costretti a fuggire dalle zone
montane perché gli manca un progetto di sviluppo e gli manca un
aiuto. Questo emendamento prevede uno stanziamento che vada oltre
la legge voto che abbiamo fatto e dà un contributo verso questa
direzione.
Altra cosa, la possibilità di aiutare i nostri agricoltori, la
crisi agricola, dal punto di vista delle produzioni, che ha
innescato anche la guerra. Noi abbiamo una difficoltà di produzione
dal punto di vista dei cereali, in particolar modo dei cereali
estivi: il mais, il sorgo, tutti i cereali estivi. I nostri
agricoltori possono coltivare i cereali estivi, però hanno bisogno
di un aiuto per quanto riguarda il canone idrico, perché hanno
bisogno di moltissima acqua. Allora, ho presentato un emendamento,
abbiamo presentato un emendamento, che prevede la possibilità di
abbattere del 50 per cento i canoni idrici dei Consorzi di
bonifica, per dare la possibilità agli agricoltori di potere
seminare i cereali estivi, le colture estive.
Così come gli interventi per l'Aras, per quella che era
l'associazione allevatori. Un intervento per le famiglie,
prevedendo mille euro a nucleo familiare che ha più di tre figli e
con un aumento di 200 euro per ogni figlio. Vorremmo dare una
risposta anche alle famiglie che hanno più figli.
Mi permetto, ecco, di enunciare il lavoro che abbiamo fatto, nella
speranza che questa maggioranza, che questo Governo ne faccia
tesoro.
Un intervento su Irfis, Ircas e Crias che dà la possibilità alle
imprese di avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi, utile
per le imprese artigianali, utilissimo per la piccola e media
impresa. Due interventi per i lavoratori dei Consorzi di bonifica,
per chi ha 78 giornate, in base al riferimento al comma 2
dell'articolo 8 e al comma 1 dell'articolo 60. A proposito di
questo, ho presentato anche un emendamento per il Consorzio di
bonifica di Ragusa, prevedendo 5 milioni di euro per il contributo
straordinario; emendamento che ho presentato dal primo anno e che,
purtroppo, non ritrova riscontro. E mi dispiace che l'ultimo
Governo e l'ultima Legislatura che ha dato un contributo
straordinario è stata proprio quella di Crocetta. E poi ce lo siamo
dimenticati.
Un intervento per il Corfilac. Le risorse e interventi per
rimpinguare i disabili, i talassemici, i sordi. Quattro interventi
per norme urbanistiche che, appunto, intervengono sulla Via-Vas e
che agevolerebbero sicuramente le aziende nel portare avanti i loro
interventi. Un intervento per Palazzo Iacono a Vittoria, che
prevede il completamento e il restauro; per il centro direzionale
del mercato ortofrutticolo, sempre di Vittoria; per l'autoparco di
Vittoria. L'incremento per la legge 61/1981, a noi tutti cara, la
legge su Ibla. Un contributo - l'ho detto - straordinario per il
Consorzio di bonifica di Ragusa e per i licenziati, che aspettano
ancora risposta. La riqualificazione del ponte Milano-Palermo di
Modica, la riqualificazione del mercato ortofrutticolo di Santa
Croce. Ulteriori risorse per gli incendi che hanno colpito
Chiaramonte, Monterosso e Giarratana. I contributi per il dragaggio
dei porti di Pozzallo, Scoglitti e Donnalucata. La valorizzazione
di Chiafura a Scicli e della villa romana a Giarratana. E ho
concluso, Presidente.
Questi sono i suggerimenti che noi, che io insieme ai colleghi e
insieme ad altri interventi che abbiamo fatto, rimettiamo a questa
maggioranza. Questa è la parte costruttiva. Non ci limitiamo solo a
dire cosa non va, gli errori, quello che fate.
Veramente, certe volte la cosa più semplice - ne parlavo prima con
l'onorevole Cracolici, col capogruppo, con tutto il Gruppo
parlamentare - è abbandonare, lasciare perdere, mollare, perché ti
mancano anche gli interlocutori. Ma noi abbiamo il dovere fino
all'ultimo giorno, e lo faremo, perché per questo siamo stati
eletti, di rappresentare l'opposizione, la minoranza, di dire le
cose che non vanno, di denunciare le cose che non vanno, ma di
essere anche propositivi. E lo abbiamo fatto. Abbiamo presentato
tantissimi emendamenti. Siamo pronti anche a votare un
maxiemendamento tutti insieme, a votare anche la stessa finanziaria
se dovesse raccogliere quelle che sono le istanze che arrivano dai
territori, sia di carattere generale, che poi, nello specifico, le
esigenze dei singoli territori. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
L'ultimo intervento è dell'onorevole Sunseri. Prego, onorevole
Sunseri.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Guardi, Presidente, io mi aspettavo
una finanziaria, un bilancio un po' più frizzante, no? L'ultima,
quella del Governo Musumeci, quella che doveva dare lo slancio alla
competizione elettorale. Lei sembrava volesse dare nuova anima a
questa Assemblea; due mesi fa ha annunciato l'azzeramento delle
Commissioni, e io me l'aspettavo, ero lì in ansia per vedere chi
poi avrebbe in qualche modo condotto i lavori in Commissione
"Bilancio", nelle varie Commissioni. E invece ha utilizzato
l'Assemblea, il suo potere, per fini meramente personali, politici,
Presidente Miccichè, perché poi a distanza di due mesi questo non è
avvenuto e oggi siamo qui in Aula senza essere passati nemmeno
dalle Commissioni, a trattare un disegno di legge che è quello di
finanziaria assolutamente senza un'anima, senza una visione, è
un'accozzaglia di emendamenti e articoli che abbiamo già visto in
tanti altri testi, racimolati da un Assessore e poi da un altro,
collezionati insieme anche in maniera poco organica, oserei dire
quasi meramente numerica, e presentata all'Aula come quello che
certifica di fatto la fine di questo Governo regionale, quello
assolutamente incapace di affrontare i problemi più atavici della
nostra Regione.
Ci sono degli articoli che trattano le Società e gli Enti
partecipati dalla nostra Regione come se fossimo all'inizio del
mandato elettorale. Ancora per l'ennesima volta si ripresentano
nuovamente i maggiori controlli, quando sappiamo benissimo che
tutto ciò non è stato fatto; nessuna luce per quanto riguarda la
razionalizzazione, l'accorpamento degli Enti. Mi aspettavo di
trovare qualcosa sui Consorzi di bonifica qualcosa che riguardasse
CRIAS e IRCAC, Presidente anzi Vicepresidente Armao, l'assessore
Turano che oggi non c'è, sono due Enti che sono fermi da anni.
Abbiamo fatto una legge di riforma nel 2019, da allora il nulla più
assoluto. Più volte sono state ripresentate una serie di norme, i
nostri artigiani e le cooperative sono ferme al palo senza avere la
possibilità di decreti che possono in qualche modo sbloccare
milioni e milioni di euro.
Mi aspettavo di rivedere una finanziaria che avesse quantomeno un
indirizzo politico, uno di quelli che venisse incontro alle
esigenze e ai bisogni dei siciliani che riprogrammasse
possibilmente anche dei fondi extraregionali. Nulla di tutto
questo
Io immagino, Presidente Miccichè, quale studio approfondito, quale
visione straordinaria della nostra terra hanno partorito quando
questo Governo ha pensato di fare una carta annuale da 40 euro
Immagino veramente lo sforzo mentale, messo lì un intero
Dipartimento a immaginare una misura rivoluzionaria per la nostra
Sicilia
Però, sono contento che alla fine questo Governo si sia ridotto a
tutto questo, perché chi segue i lavori d'Aula, chi segue il lavoro
dell'Assemblea, chi segue il lavoro di questo Governo ha finalmente
la certificazione. Questo testo di finanziaria, il bilancio di
questa Regione sono la certificazione dell'incapacità di un Governo
di affrontare i temi seri, importanti, che possono permettere di
risanare la finanza di questa Regione e soprattutto rilanciarne una
visione alternativa, una visione che ci ha condotto oggi ai
disastri più importanti, dall'impossibilità di captare i fondi
extra regionali, il fallimento sul PNRR già certificato nelle
risorse idriche e nei consorzi di bonifica, l'incapacità di
spendere i fondi europei come quelli del PO FESR naturalmente
bloccati da due anni, sbloccati solamente grazie all'utilizzo,
durante la pandemia, di deroghe su deroghe.
Ecco, siamo arrivati a quel punto in cui chiunque, anche i
sostenitori di questo Governo, hanno la certezza che, finalmente,
questa brutta pagina politica della nostra Regione è terminata, e
che mi auguro tra qualche mese se ne apra una completamente
diversa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Allora, Assessore, prima di passare al voto devo dire che sarebbe
utile che ad alcune osservazioni che sono state fatte dai colleghi
si potesse dare una risposta, fondamentalmente a quello sugli aiuti
alle famiglie che erano stati immaginati prima, perché sappiamo,
così, almeno per sentito dire, che quelli alle imprese in qualche
maniera hanno dato un minimo di risultato, quelli invece alle
famiglie, così risulterebbero. Allora, sarebbe utile secondo me
avere qualche informazione, primo per sapere per il futuro che cosa
è più giusto fare, piuttosto che altre cose, alcune che funzionano,
altre no, e poi per capire se quelle risorse che non sono state
utilizzate, teoricamente, non fossero ancora utilizzabili, adesso
per altro tipo di agevolazioni che si volessero dare. Prego,
Assessore.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Grazie, Presidente. Diceva Konrad Adenauer che una buona
opposizione è assolutamente necessaria, senza opposizione
costruttiva, c'è aria stantia e rafferma. Certo che di aria ce ne
vuole ma, come dice un vecchio detto siciliano: l'aria in Chiesa
ci vuole ma non sino al punto di spegnere le candele
Quindi, il Governo raccoglie molti degli stimoli che sono
provenuti dall'articolato dibattito, gli onorevoli Cracolici,
Marano, Lupo, Di Paola, Barbagallo, Gucciardi, Di Caro, Caronia, Di
Pasquale e Sunseri che hanno svolto le loro argomentazioni, le loro
osservazioni, le loro critiche anche, ma è giusto che alcune cose
che possono essere valutabili, soprattutto se sono propositive,
altre che si attestano su una mera opposizione è giusto che
l'opposizione faccia il suo lavoro, il Governo faccia il suo e poi
i siciliani giudicheranno, come concludeva poc'anzi l'onorevole
Sunseri, ma non certamente nel senso, come noi riteniamo, da lui
auspicato.
Entriamo nel merito delle questioni. Proprio nel merito cui faceva
riferimento l'onorevole Gucciardi poc'anzi, così rispondo anche
alle considerazioni che ha ribadito l'onorevole Cracolici che aveva
invero già articolato nell'intervento - io annoto giustamente tutte
le osservazioni che vengono fatte - iniziale sul disegno di legge
di bilancio: potevate portarla a gennaio, questa legge o a
febbraio . Invece non è così, perché proprio quello che si
dimostra stamattina, presenterò alla segreteria della Presidenza,
al Segretario generale, anche le note pervenute dal MEF, le note
pervenute dai Dipartimenti, le note del 23 marzo, le note del 2
maggio, le note del 27 aprile, evidentemente, anzi grazie alla
spinta, alla compulsione che abbiamo svolto nei confronti del MEF,
quest'anno abbiamo ottenuto
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Queste provocazioni Vede, io nei suoi confronti, onorevole
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, Assessore, scusate, tutti hanno
sentito i vostri interventi senza che alcuno intervenisse. Siete
pregati di fare parlare l'Assessore, altrimenti tanto vale chiudere
e ce ne andiamo. Prego, Assessore.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia, Se
è vero che Konrad Adenauer guardava all'opposizione costruttiva e
anche vero che Churchill diceva che la buona politica auspica gli
argomenti che creano animosità nell'opposizione e quello
dell'onorevole Barbagallo, purtroppo, riserva sempre animosità e
non ragionamento. Il ragionamento postula
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Quindi, uno attacca, riceve la risposta è questo è un fatto
personale. Così, stiamo qui fino a domani. Se vogliamo parlare del
merito delle questioni o se vogliamo fare inutile polemica, che non
serve.
PRESIDENTE. Assessore Armao, la prego. Ci penso io, l'ho bloccato
io l'onorevole Barbagallo e gli ho chiesto di non interromperla,
però se inizia una disputa a due è chiaro che è la fine, per cui la
prego di continuare il suo intervento senza preoccuparsi di quello
che dicono i colleghi, perché a quello penso io, questo è il mio
ruolo, per cui la prego di continuare e di evitare questi
battibecchi. Grazie.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Faccio finta di non avere sentito, allora. Andiamo avanti. Andiamo
al merito delle questioni, così entriamo in quello che auspicava,
con la sua consueta saggezza, l'onorevole Gucciardi, ancorché oggi
accompagnato da una particolare enfasi che mi ha parimenti colpito.
Dicevo, il tema del merito. Ripeto, grazie a questi dati che
stanno emergendo e ripeto se il MEF, grazie alla sua disponibilità
ma anche alla nostra spinta, ci ha fornito dei dati che di solito
fornisce a giugno, ce li ha forniti in tempo per potere oggi
liberare 271 milioni di risorse, non credo che sia un limite.
Purtroppo. quest'anno, ma ripeto basta vedere costa sta succedendo
al comune di Milano, dove si stanno congelando 252 milioni di euro
di spesa proprio per le stesse analoghe questioni che stiamo
vivendo; non parliamo del comune di Palermo, tra l'altro è
argomento sensibile e quindi non indugiamo su queste questioni ma,
evidentemente, ci sono problemi per chi fa entrata, per glie enti
che raccolgono risorsa a dovere corrispondere ad esigenze
finanziarie. Quindi, ogni termine è utile, ogni momento è giusto
per potere portare più in avanti possibile la chiarezza del quadro
finanziario nell'interesse della collettività ma anche di chi deve
valutare e decidere.
Per quanto concerne il tema della verifica sulle osservazioni.
Onorevole Cracolici, sarà mia cura, certamente, articolo per
articolo, quando entreremo nel merito delle questioni, ribattere,
l'ho già fatto anche informalmente pocanzi, o sarà anche dei
colleghi perché chiaramente le questioni, le norme non riguardano
soltanto l'Assessorato all'economia ma riguardano anche altri
Dipartimenti, replicare alle osservazioni che hanno la funzione di
sceverare, di sviscerare tutte le questioni al fine di scongiurare
la prospettazione di ricorso in Corte costituzionale delle singole
disposizioni. Quindi, quello che verrà fatto, verrà fatto man mano
che esamineremo gli articoli, è chiaro che non potendolo fare in
Commissione lo faremo in questa sede.
Per quanto riguarda sempre la vicenda dell'aria e del vento,
proprio per quanto riguarda la vicenda dei tagli, in alcuni
interventi sono stati prospettati tagli. Io per chi ci ascolta,
dentro e fuori quest'Aula, vorrei spiegare che tagli non ce n'è. Il
congelamento non è un taglio perché come dimostra l'esperienza di
questi 5 anni gli enti in generale, meno 40 per cento, ricordo
l'onorevole Marano pocanzi diceva meno 40, meno 20, meno 30, non è
così. E' chiaro che ci sono nell'ambito di un bilancio che
Onorevole Lupo, raccolgo il suo stimolo ad essere più puntuale,
però lei sa bene perché ha seguito il confronto con il Governo
nazionale che ci ha portato all'accordo del 2021, del 14 gennaio
2021, che noi dobbiamo per accordo perché questa non era una
clausola che era nella nostra proposta, ci è stata imposta da Roma,
ebbene, come lei ben sa, dobbiamo risparmiare ogni anno risorse,
quindi da qualche parte devono uscire.
L'anno scorso dovevamo risparmiare 40 milioni e ne abbiamo
risparmiati 200. Quest'anno dovremmo risparmiarne 80, l'anno
prossimo 120. Questo è un decremento quindi da qualche parte queste
riduzioni dovranno scaturire. Non sono certamente risorse che
usavamo per buttare i soldi dalla finestra e che quindi da
quest'anno possiamo astenerci dal farlo, anche se credo che le
difficoltà della nostra Terra potrebbero auspicare anche un
intervento di questo tipo.
Quindi, è chiaro che per la gran parte dei casi, si parla di
congelamenti che automaticamente vengono meno nel momento in cui ci
vengono riconosciuti i 211 milioni e le minori entrate. Però, per
tranquillizzare e non far preoccupare chi giustamente non si deve
preoccupare, nel caso di conferme di disposizioni con congelamento.
E' chiaro che se c'è un minore stanziamento, onorevole Lupo, questo
stanziamento se è possibile verrà rimpinguato. Mi fa piacere che
proprio nel dibattito tra opposizione e maggioranza, io possa dire
che lo stanziamento dello scorso anno per gli enti locali non solo
è stato scongelato ma è stato anche rimpinguato. Quindi, sarà
esattamente quanto lo scorso anno con una proiezione triennale che
chiaramente tiene conto dei temi che ci siamo detti oggi sulle
entrate.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ma
io non dico Credo che ci conosciamo da almeno 40 anni, onorevole
Cracolici.
PRESIDENTE. Assessore Armao, la prego, continui il suo intervento.
Poi chiederanno la parola e caso mai lei risponderà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Poi, per quanto riguarda, anche perché credo sia chiaro che i
comuni non sono né prerogative di alcuni né prerogative di altre
forze politiche. Tutti abbiamo l'ambizione di essere più vicini
possibile ai nostri comuni che sono la trincea dell'amministrazione
soprattutto quelli male amministrati e che sia auspicabile una
nuova amministrazione.
Torniamo ai nostri punti. Il confronto di domani, come si è detto
poc'anzi, si è accennato, noi avremo un confronto domani con tutte
le associazioni di categoria, quelle datoriali, quelle dei
lavoratori, le cooperative, proprio perché sul punto ci si vuole
confrontare, nessuno scappa, anzi il confronto è auspicato, è
atteso, con proposte di idee, di iniziative, di interventi, di
misure integrative.
Andiamo alle leggi attuate. Presidente mi spiace dissentire, ma
non è che c'è stata qualche attuazione, la legge è stata
sostanzialmente attuata, c'è qualche, al contrario, c'è qualche
singolo intervento che non ha avuto attuazione.
Per quanto riguarda quelli dell'Assessorato all'economia, sono
pronto a rispondere su tutto, l'ultima, abbiamo dovuto affrontare i
due casi più delicati che sono quelli delle edicole, sono quelli
dei Confidi, che abbiamo superato perché c'era un problema di
inquadramento giuridico proprio per non fare cose tanto per farle,
ma per assegnare effettivamente risorse, mentre l'Irfis ha avuto
modo di erogare risorse significative, con un accesso e domande che
sono andate ben al di là delle stesse aspettative. Abbiamo erogato
circa 600 milioni di euro solo attraverso gli interventi che sono
stati previsti e finanziati, proprio per rispondere alla domanda di
liquidità di questa Regione, ivi compreso l'intervento attraverso
la BEI, che mi dicevano sta avendo un particolare successo e ha
raggiunto quasi il plafond previsto.
Per quanto riguarda il tema delle famiglie, Presidente, lei
sollecitava un approfondimento poc'anzi ed è corretto che il
Governo lo dia. Com'è noto io posso rispondere e mi impegno qui non
come Assessorato, ma come Governo, perché sono chiamato ad
intervenire come Governo, a sottoporre alla prossima Giunta la
questione; io condivido che se una norma è norma va rispettata fino
a quando qualcuno non ne proponga l'abrogazione, quindi dovremo
essere molto chiari, o proponiamo l'immediata attuazione di quella
norma o ne proponiamo l'abrogazione e il Parlamento sovrano
deciderà, ma questo è il corretto modo. Sono assolutamente convinto
proprio perché le norme che abbiamo trovato o proposto
all'Assemblea e che l'Assemblea o ha approvato tout court, o ha
modificato, o ha integrato ed ha approvato, noi ad esse abbiamo
dato seguito e dato attuazione, ripeto, con grande soddisfazione di
associazioni di categoria, imprenditori, professionisti che hanno
avuto accesso a queste risorse, che non sono le risorse né
dell'Assessorato all'economia, né sono le norme del governo
Musumeci, sono le norme approvate da questo Parlamento al quale il
Governo per il principio montesquieiano ha dato esecuzione come è
suo dovere fare, quindi il tema delle famiglie c'è stato un
problema di provvista finanziaria sui fondi ex regionali che
occorre superare ma, ecco, convengo sulla necessità di affrontare
con grande chiarezza la questione, non si può tergiversare e siamo
assolutamente d'accordo sul punto.
Infine il tema del caro bollette e degli interventi per
affrontare la crisi economica proveniente dalla guerra
russo-ucraina, o meglio dall'invasione della Russia a danno
dell'Ucraina, sulla quale credo che non sia mai sufficiente e mai
bastevole la contestazione, la riprovazione per questo scempio che
si sta realizzando in quel territorio che era libero e che oggi è
dominato.
Sul punto, Presidente, stiamo analizzando gli effetti economici
di questa grave crisi che è una crisi non solo della guerra ma è
una crisi che si correla a due elementi già presenti quale
l'incremento del costo delle materie prime, fenomeno che già era
partito a fine anno e che si sta rafforzando ulteriormente e
l'incremento del prezzo dei carburanti, del prezzo del gas, che ha
effetti veramente devastanti sulla nostra economia.
Ho sentito ieri il sindaco di Lampedusa che mi rappresentava
l'esigenza di un intervento straordinario, proprio perché
attraverso questo nuovo onere che si scarica sugli operatori del
settore della pesca, molti proprietari di pescherecci o società che
gestiscono pescherecci sono oramai rassegnati a consegnare le
licenze perché non sono più in grado di sostenere economicamente il
costo del carburante. Lo stesso dicasi per tanti autotrasportatori
e tante imprese che perdono competitività perché le nostre merci
debbono viaggiare e debbono viaggiare a costi assai elevati.
Ecco perché abbiamo presentato, Presidente, nell'ambito del
disegno di legge di stabilità il cosiddetto mare bonus', con 10
milioni di euro che dovrebbe proprio puntare ad abbattere il costo
dell'utilizzo del trasporto via mare e, quindi, favorire per i
nostri autotrasportatori la via del mare piuttosto che la via
stradale con non solo l'abbattimento dell'inquinamento ma anche il
minor consumo di carburante. Un incentivo quindi ad utilizzare la
via del mare e rendere competitive le nostre produzioni che
altrimenti rischiano di essere messe fuori mercato.
Un'ultima considerazione, Presidente, e concludo, riguarda la
questione del caro bollette', come si diceva prima.
Bene, è evidente, tutti sanno che il governo Draghi al quale il
presidente Musumeci ha già chiesto tre volte un incontro sulle
questioni che riguardano la Sicilia e ci sono atti scritti in questo
senso. Ho incontrato il sottosegretario Garofoli che si è fatto
carico di accelerare questo incontro ma è chiaro che questo incontro
deve avvenire prima possibile, e questa è un'idea del presidente
Musumeci e di tutto l'intero Governo.
Ieri è stato approvato in Consiglio dei Ministri un decreto legge
salva intesa di cui in questo momento ho una copia, come immagino
l'avrete voi, del testo che è entrato in Consiglio dei Ministri ma
ancora non sappiamo quali misure, con precisione, verranno adottate
dal governo Draghi per affrontare questa drammatica crisi che
colpisce anche la Sicilia e che, purtroppo, sta penalizzando molti
settori.
Siccome si auspicano interventi da parte regionale, questi
interventi come abbiamo fatto nel 2020 devono essere interventi
complementari e non addizionali rispetto a quelli che lo Stato sta
già facendo.
Aspettiamo quindi qualche giorno che si definisca - non è che noi
non vi abbiamo voluto sottoporre misure e interventi -, siccome lo
Stato si accingeva ad adottarli, non abbiamo voluto fare presentare
iniziative e misure che rischiavano di essere
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Appena si definisce il testo, studieremo insieme misure
complementari a quelle che adotta il Governo nazionale per essere
più efficaci possibili rispetto ai bisogni. A noi non interessa
sbandierare misure, ci interessa essere efficaci nei confronti dei
territori, nei confronti dei bisogni, nei confronti dei nostri
concittadini. Questo è l'impegno che posso assumere questa mattina,
Presidente.
Non mi permetto di entrare nella tempistica dei lavori d'Aula
perché non è competenza nostra chiedere e valutare che tempi sono
necessari.
E' chiaro che più ci lavoriamo, più il lavoro sarà proficuo, più
il lavoro sarà efficace, più il lavoro sarà completo.
Con una raccomandazione - questa sì che mi sento in dovere di fare
e che mi pertiene perché poi all'esecuzione delle decisioni
finanziarie provvede soprattutto l'Assessorato dell'economia -, come
tutti sanno, ma è giusto ribadirlo, l'approvazione della legge di
stabilità e del bilancio non determina che dall'indomani, o dopo una
settimana, le risorse siano disponibili. Passano almeno dieci,
dodici, quindici giorni in alcuni casi perché bisogna fare le
tabelle, bisogna pubblicare in Gazzetta Ufficiale, bisogna dare
esecuzione al bilancio quindi, siccome è giusto arrivare in tempo
per potere provvedere alle spettanze del mese di maggio è evidente
che prima facciamo, meglio è.
Ovviamente il 10-11 maggio 2022 potrebbe essere una data nella
quale ancora riusciamo a rispettare gli impegni.
Mi permetto di sottolineare - lo dico con grande garbo e rispetto
nei confronti del Parlamento - che prima facciamo, meglio è. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Assessore, quest'ultima frase che ha detto mi pare un
po' una provocazione visto che voi siete arrivati ora.
Va bene, comunque, ci metteremo tutto l'impegno per farla prima
possibile però se ci troviamo ad oggi la responsabilità non è
dell'Assemblea.
Colleghi, vorrei sospendere l'Aula per mezz'ora, magari per
consentire a qualcuno di prendere un panino e per convocare la
Capigruppo così decidiamo cosa fare, se andare via subito oppure
rinviare. Andare via subito credo sia praticamente obbligatorio
perché se alle ore 15.00 dobbiamo lasciare libera l'Aula e sono già
le ore 14.00, quindi
Però se i Capigruppo potessero venire un attimo in Sala lettura o
in Sala Pompeiana per decidere il programma dei lavori ve ne sarei
grato.
E allora, non chiudo la seduta perché torno a comunicare quella
che è la decisione che prenderà la Capigruppo. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 13.58)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito
che l'Aula riprenderà lunedì prossimo, 9 maggio 2022, alle ore
11.00.
E' ovvio che da quel momento si starà in Aula finché non si
concluderà l'esame della finanziaria che deve assolutamente
concludersi entro la sera dell'11 maggio 2022.
Per cui, possiamo salutarci. Ci vediamo lunedì prossimo, 9 maggio
2022, alle ore 11.00. Grazie a tutti. (*)
La seduta è sospesa alle ore 13.59 di martedì 3 maggio 2022 (*)
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, con e-mail del 9
maggio 2022 indirizzata a tutti i deputati, la ripresa della seduta
è stata differita a lunedì 9 maggio 2022, alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.59 di martedì 3 maggio 2022, è
ripresa alle ore 12.13 di lunedì 9 maggio 2022)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buongiorno. Siamo sempre nella
stessa seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lagalla ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma all'interrogazione n. 2632
PRESIDENTE. Comunico che con note e-mail del 9 maggio 2022,
protocollate rispettivamente ai nn. 2855-ARS/2022 e 2860-ARS/2022 di
pari data, l'onorevole Grasso ha dichiarato di apporre la propria
firma all'interrogazione a risposta scritta n. 2632 recante
Delucidazioni in ordine alla vicenda della costruzione e
assegnazione di alloggi di edilizia popolare ed economica da parte
della cooperativa «Nuova Polizia di Stato '85» dell'onorevole
Zafarana ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. Va bene, possiamo iniziare. Allora, onorevoli colleghi
buongiorno, Assessore buongiorno. L'Assessore Armao so che dovrebbe
essere qua, l'ho sentito poco fa.
Possiamo fare una telefonata all'Assessore Armao? Io l'ho visto
materialmente un quarto d'ora fa, mi ha detto ci vediamo in Aula ,
per cui sarà qui.
E poi la Commissione pure? La Commissione Bilancio?
Assessore, non è che gli farebbe una telefonata per sapere se è
qua e possiamo aspettarlo?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Lei si faccia i fatti suoi
E, allora, Assessore, che facciamo, perché senza l'assessore
Armao
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, l'Assessore Armao, che ho sentito in questo istante, mi
ha detto che è a un minuto, due minuti, però, io lascio alla
valutazione sua, evidentemente. Se vogliamo rinviare per un quarto
d'ora, dieci minuti, per avere la certezza che arrivi e non
lasciare i colleghi in attesa; mi ha ribadito che è a Piazza
Indipendenza, ma c'è molta confusione, quindi, il tempo del
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo per dieci minuti, ci rivediamo
alle ore 12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 12.21, è ripresa alle ore 12.35)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
TITOLO I
DISPOSIZIONI ATTUATIVE DELL'ACCORDO STIPULATO TRA LO STATO E LA
REGIONE
Art. 1.
Disposizioni attuative dell'accordo stipulato tra lo Stato e la
Regione il 14 gennaio 2021 ai sensi dell'articolo 7 del decreto
legislativo 27 dicembre 2019, n. 158 in materia di contenimento
strutturale della spesa
1. Al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9 le parole con cadenza trimestrale a decorrere dal 15
giugno 2021 sono sostituite con le parole alla data del 30 giugno
e del 31 ottobre di ciascun anno, entro i successivi venti giorni
lavorativi .
2. Al comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 19 dopo le parole: L'inosservanza delle disposizioni del
presente comma ed il mancato raggiungimento degli obiettivi del
piano di rientro comporta la revoca degli organi di amministrazione
delle società sono aggiunte le parole e degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modificazioni.
3. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 11 agosto
2017 n. 16 e successive modificazioni è sostituito dal seguente
3. Gli organi di amministrazione degli enti, istituti,
aziende, agenzie, consorzi ed organismi regionali comunque
denominati, sottoposti a tutela o vigilanza della Regione o che
ricevono comunque contributi regionali, fatti salvi gli enti
finanziati con il fondo sanitario regionale, che non adottano il
rendiconto generale o il bilancio d'esercizio entro il 30 giugno
dell'anno successivo decadono e non hanno diritto al compenso
previsto per l'esercizio delle funzioni nell'anno in cui è rilevata
la sanzione. L'Amministrazione regionale che esercita la vigilanza
amministrativa nomina entro trenta giorni uno o più commissari per
la gestione dell'ente, per l'immediata adozione del documento
contabile e per la ricostituzione dell'organo di amministrazione
decaduto. Qualora, decorso l'indicato termine di trenta giorni,
l'Amministrazione che esercita la vigilanza amministrativa non
abbia provveduto alla nomina del commissario o dei commissari, vi
provvede la Giunta Regionale di Governo, su proposta dell'Assessore
regionale per l'economia, mediante nomina di dipendenti regionali,
in servizio ed in quiescenza. .
4. Al comma 1 dell'articolo 50 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 le parole 20% sono sostituite dalle parole 35% .
5. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, la
carica di Garante per l'erogazione delle prestazioni del Fondo di
quiescenza, di cui all'articolo 12 del D.P. Reg. n. 14/2009 e
s.m.i. è onorifica. Essa può dar luogo esclusivamente al rimborso
delle spese sostenute, debitamente documentate, nei limiti previsti
per i dirigenti dell'Amministrazione regionale e a un gettone di
presenza che non può superare l'importo di 30 euro a seduta
giornaliera, per un massimo di due sedute mensili. L'onere di cui
al punto 1 resta a carico del bilancio del Fondo di quiescenza.
6. L'Ufficio speciale Recupero Crediti derivanti da sentenze
della Corte dei Conti, istituito con deliberazione di Giunta
Regionale n. 193 del 16 maggio 2019, è soppresso e le funzioni e i
compiti allo stesso ascritti, unitamente al personale in servizio,
sono trasferiti all'Ufficio speciale di cui all'articolo 20, comma
6 ter, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modificazioni ed integrazioni che assume la denominazione di
Ufficio speciale delle liquidazioni e delle esecuzioni delle
pronunzie della Corte dei Conti.
I primi tre emendamenti soppressivi degli onorevoli Lupo, Di
Paola e Sunseri sono inammissibili, perché privi di copertura. Si
passa all'emendamento 1.10, dove il comma 1 è soppresso, onorevole
Lupo lo mantiene?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Che non ci sia la maggioranza è un problema della
maggioranza. Onorevole Lupo l'emendamento 1.10?
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
1.15, a firma dell'onorevole Marano. Onorevole Marano lo vuole
illustrare o lo votiamo?
MARANO. Signor Presidente, è semplicemente un cambio di data per
dare il tempo, cioè si anticipa al 15 maggio il primo monitoraggio,
al fine di concludere lo stesso in tempo utile per le variazioni di
bilancio.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.15. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula, signor
Presidente, avevamo dato una indicazione, ma se l'Aula ritiene che
sia più opportuno un'accelerazione e quindi un'anticipazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.7, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Sunseri.
Onorevole Sunseri è mantenuto o ritirato?
SUNSERI. Signor Presidente, c'è il modificativo sul comma 3,
perché sono anni che parliamo di società e di enti .
PRESIDENTE. Se lei lo ritira mettiamo quello modificativo.
SUNSERI. Ne possiamo parlare già adesso, se lo ritiene opportuno.
PRESIDENTE. Lo dicevo per capire quello che dovevamo fare.
SUNSERI. Lo ritiro se ovviamente discutiamo del modificativo.
Di società ed enti da parte di questo Governo ne parliamo
dall'inizio della legislatura, ma di fatto nessun intervento è
stato posto in essere affinché si vigilasse e si controllassero con
sempre più attenzione sull'attività molte volte non legittima da
parte dei Consigli di amministrazione degli organi preposti a
vigilare e controllare, e i casi sono sotto gli occhi di tutti. La
Stampa ne ha raccontati altri, molti altri non sono venuti fuori,
altri sono stati portati all'attenzione della Procura.
Ritengo che se si vuol dare un senso a questo articolo - e
soprattutto a questa possibilità che il Governo ci mette sotto gli
occhi - è togliere la discrezionalità dell'intervento, perché le
dico questo? Perché abbiamo visto far decadere diversi Consigli di
amministrazione, che potevano essere utili al Governo, per essere
rimpiazzati da chi il Governo voleva nominare, e quindi si è dato
seguito a quelle infrazioni. Penso ad esempio ai bilanci non
approvati per una serie di anni, penso ad esempio a una serie di
attività che dovevano essere poste in essere dal Consiglio di
amministrazione obbligatorie e che, invece, non sono state fatte, e
altre volte quando invece il Governo doveva intervenire, perché
c'erano delle violazioni tali da condurre automaticamente il
Governo a far rimuovere il Consiglio di amministrazione, questo non
è successo.
E allora, noi abbiamo pensato di modificare l'articolo inserendo
quella che invece toglie la discrezionalità, cioè si dice che nel
momento in cui ricorrono quelle condizioni, automaticamente il
dirigente deve provvedere a prescrivere l'atto di indirizzo per la
Giunta per la decadenza del Consiglio di amministrazione. Se questo
non dovesse avvenire dagli organi preposti, ovviamente non si
raggiunge l'obiettivo e il traguardo da parte del dirigente.
PRESIDENTE. Evidentemente lei l'intervento l'ha fatto
sull'emendamento 1.12, onorevole Sunseri, quello è ritirato.
Sull'emendamento 1.12. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sull'emendamento 1.12 vorrei precisare meglio ancora rispetto alle
considerazioni condivisibili dell'onorevole Sunseri, col quale
sovente ci troviamo d'accordo sulle questioni riguardanti le
partecipate, però vorrei evidenziare che la proposta mirava ad
eliminare la discrezionalità.
Non è che il Governo cerca discrezionalità e viene qui a cercare
accondiscendenza sulla discrezionalità, anzi l'emendamento ha come
obiettivo di eliminare qualsiasi discrezionalità, e quindi la
proposta emendativa dell'opposizione dell'onorevole Sunseri si
innesta su un'iniziativa già in questo senso del Governo.
Solo per precisare affinché sia chiaro che ci muoviamo nello
stesso senso.
L'intervento poi sui dirigenti, sul perseguimento degli obiettivi
è plausibile ed è condivisibile, quindi ci esprimiamo
favorevolmente rispetto all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lupo su questo
emendamento. Ne ha facoltà.
LUPO. Condividiamo l'emendamento 1.12 quindi l'1.6 è ritirato.
PRESIDENTE. Personalmente lo avevo già considerato tale per cui
forse avevo sbagliato io.
Pongo in votazione l'emendamento 1.12 con il parere favorevole di
Governo e Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.13 che è assorbito dall'1.12.
L'emendamento 1.8 è ritirato. Il comma 5 è ritirato.
L'emendamento 1.14, a firma del Governo, al comma 6. Lo sopprime
il Governo stesso?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.14. con il parere
favorevole di Governo e Commissione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Disposizioni per le società ed enti partecipati
1. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
73 ter del Regolamento interno.
2. Tutti i rientri di cui alle misure gestite da Irfis-FinSicilia
S.p.A. previsti dalla legge regionale 12 maggio 2020, n. 9 e
successive modifiche ed integrazioni nonché quelli derivanti dalla
gestione di ulteriori assegnazioni a valere su risorse regionali,
extraregionali, nazionali o comunitarie, comprese le economie
conseguenti alle graduatorie di merito già esaurite di cui
all'articolo 5, comma 12, della legge regionale 12 maggio 2020, n.
9, confluiscono nelle disponibilità del Fondo Sicilia di cui
all'articolo 2 della legge regionale del 22 febbraio 2019, n. 1 e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Al fine di addivenire all'immediata chiusura della
liquidazione, in ossequio all'Accordo Stato-Regione del 14 gennaio
2021, il Commissario liquidatore dell'Ente Siciliano per la
Promozione Industriale ESPI è autorizzato a presentare il bilancio
finale di liquidazione dell'ente, ai sensi dell'articolo 1 della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, anche in pendenza di un
ultimo contenzioso.
4. A garanzia del contenzioso di cui al comma 3, il commissario
liquidatore dell'Ente Siciliano per la Promozione Industriale ESPI
trasferisce, previo consenso di tutte le parti interessate, al
bilancio della Regione le somme derivanti dalla disponibilità
liquida del bilancio finale di liquidazione ESPI.
5. Le somme di cui al comma 4 sono versate in entrata al bilancio
della Regione siciliana in un apposito capitolo da istituire presso
la rubrica attribuita all'Ufficio Speciale per la chiusura delle
liquidazioni, con vincolo di destinazione di spesa per le finalità
del medesimo comma 4.
6. Al fine di pervenire alla soppressione dei Consorzi di
Ripopolamento Ittico posti in liquidazione ai sensi dell'articolo
40 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, la definizione delle
operazioni di liquidazione già poste in essere è affidata
all'Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni,
incardinato presso l'Assessorato all'Economia, cui transita il
personale dedicato a tali competenze in servizio alla data di
entrata in vigore della presente legge presso il Dipartimento
Pesca, che è onerato di tutti gli adempimenti consequenziali .
Sono stati presentati degli emendamenti.
Si passa all'emendamento 2.1 che recita L'articolo è soppresso ,
a firma dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Presidente, magari se l'Assessore potesse spiegare
l'articolo 2 perché eventualmente o lo ritiro o chiedo il voto
palese sull'articolo.
PRESIDENTE. Assessore, l'onorevole Di Paola chiede di spiegare
l'articolo 2.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
L'articolo 2 contiene disposizioni variegate, ecco perché pensavo
fosse riferito ad un comma particolare la questione.
Tutto l'articolo 2, prevede al comma 1 la disposizione stralciata
- che se non ricordo male - concerneva le assunzioni, non mi
ricordo però, un attimo che controllo nel testo non emendato.
Sì, Presidente, il tema delle assunzioni per le quali però c'è un
emendamento del Governo che non mi ritrovo, un emendamento
ripristinatorio a parte del Governo, non sullo sblocco complessivo,
ma solo su due società: una è l'AST, che se no è condannata ad
andare avanti con gli interinali, e l'altra è Sicilia Digitale, che
per mantenere lo standard e il target, essendo una società che si
occupa di tecnologia di alto livello, o ha personale
professionalmente attrezzato oppure la condanniamo o alla chiusura
o agli interinali sempre.
Ricordo che c'è un emendamento che ho firmato però non lo vedo,
Presidente.
PRESIDENTE. Era stato considerato, in quanto fuori sacco,
aggiuntivo.
Per chiarire la posizione
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Noi diciamo va bene non sbloccare le assunzioni per tutte le
società ancorché queste società
Scusate, l'articolo 2, comma 1, prevedeva prima dello stralcio
PRESIDENTE. Lo vogliamo accantonare un momento in modo che lo
accantoniamo un secondo?
L'articolo 2 è accantonato.
Vuole spiegare le misure sull'Irfis?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
L'articolo 2, comma 2, prevede che i rientri delle misure IRFIS
convergano all'interno del... per continuare a svolgere l'attività
a sostegno in favore delle imprese, una volta che rientrino,
piuttosto che restare congelate - perché rischiano di restare
congelate - confluiscano nel fondo Sicilia, e quindi confluiscano
nell'attività che è IRFIS e che credo, tra luce e ombre immagino,
che non tutti siamo...
Però credo che possiamo dire che ci sono molte più luci che ombre,
IRFIS ha lavorato bene, anche le imprese ne ritengono sussistente
un'attività di servizio, si è passati da 700 pratiche a oltre 8000
pratiche annue, quindi questa è una norma che consente di non
paralizzare risorse e, come tutto avviene nei fondi di rotazione,
far sì che i rientri poi diventino plafond per nuovi affidamenti, e
quindi, secondo i dettami della vigilanza della Banca d'Italia,
delle regole ovviamente a cui l'Istituto è sottoposto.
PRESIDENTE. Quindi abbiamo accantonato l'articolo 2? Allora,
onorevole Di Paola, se noi aspettiamo ancora la spiegazione
dell'assessore Armao per il comma 1, andare avanti mi sembra
inutile perché, a meno che non approviamo il resto e poi però,
prima di dare il voto finale, votiamo questo comma 1, dopo.
Facciamo così, così andiamo avanti.
Allora, il comma 2. Gli emendamenti relativi alla soppressione
dell'articolo 2 e del comma 2 sono ritirati.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Gli emendamenti 2.2 e 2.4 sono ritirati. Chiedo poi di
potere intervenire sul comma 3.
PRESIDENTE. Va bene. Allora, con questi emendamenti ritirati...
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Sul discorso del comma 2 ho ascoltato l'assessore, dico
meritorio come... cioè il fatto di riutilizzare, da quello che ho
capito, le somme non utilizzate, metterle all'interno di un fondo,
quindi sempre diciamo che con le stesse finalità. Ma le finalità su
cui poi queste somme vengono riutilizzate sono le stesse finalità a
cui aveva dato indicazione l'Assemblea, o sono finalità diverse?
Sono sempre quelle, vengono rimesse nuovamente in circolo con
quelle finalità? Non ho capito questo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
L'osservazione dell'onorevole Di Paola mi consente di essere più
preciso, nel senso che nella relazione al disegno di legge,
all'ultimo comma della relazione "al fine di rimettere in circolo
tutte le risorse disponibili in favore del sistema imprenditoriale,
confluiscono nel fondo le economie conseguenti alle graduatorie di
merito già esaurite".
La disciplina è quella del fondo, del cosiddetto "Fondo Sicilia",
quindi le regole che ha dato l'Assemblea al "Fondo Sicilia" restano
vincolanti, non sono nuovi fondi per cui si può fare quello che si
vuole. Confluiscono nel "Fondo Sicilia" e saranno regolate dalla
disciplina del "Fondo Sicilia" che, come è noto, prevede un
comitato di gestione, prevede una rendicontazione trimestrale
all'assessorato, che verifica tutte le istruttorie e verifica i
pagamenti. Quindi è tutto nelle regole previste dal "Fondo Sicilia"
che, ricordate, normammo nel 2019.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, se lei mi dice che possiamo andare
avanti, se no accantoniamo tutto e chiariamo tutto dopo.
Probabilmente è così perché su ogni cosa, perché ora c'è un altro
emendamento che ha presentato l'onorevole Foti, che non voglio
considerare aggiuntivo, perché oggettivamente può essere trattato,
però ci sono tutta una serie che non possiamo... Facciamo così,
onorevole Cracolici. Mi scusi onorevole Cracolici, un attimo.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Presidente, grazie. In particolar modo, a livello
proprio di chiarimenti necessari, anche perché, appunto, questo è
il momento, Presidente spero di potere avere la sua attenzione, il
livello di approfondimento, chiaramente, ancorché noi siamo sempre
confortati dal materiale documentario fornitoci dagli Uffici, è
chiaro che non si è avuto.
E pertanto, in particolar modo io volevo chiedere all'assessore
qui presente, poiché è vero che si tratta di un rientro sul
cosiddetto Fondo Sicilia', di cui alla legge regionale 22 febbraio
2019, n. 1, però si tratta delle misure di cui alla legge di
stabilità regionale 2020, quindi è la Finanziaria Covid, e della
gestione di ulteriori assegnazioni a valere su risorse regionali,
extra regionali, nazionali e comunitarie, comprese le economie
conseguenti alle graduatorie di merito già esaurite, ecc.
Dopodiché, non è così.
Nelle nostre conoscenze, in questo momento, poter sapere se
prevedendo, appunto, che sono questi i fondi in entrata e le
iniziative che si sono svolte negli ultimi due anni a sostegno
dell'impresa, sul territorio regionale, con varie modalità che
fossero fondo perduto o che fossero, invece, sostegno al credito,
ma noi non sappiamo, ad oggi, la quantificazione, quindi quando è
in previsione di ritornare sul Fondo Sicilia, né, in questo
momento, la legge - Presidente vorrei avere la sua attenzione
proprio su questo aspetto - al comma 2 non prevede in alcun modo le
modalità e le finalità che potrebbero essere anche diversificate
rispetto a coloro che in futuro potrebbero giovare di queste
risorse. Perché, è chiaro che oggi magari c'è un'esigenza di fondo
perduto, ma domani, possibilmente, ci sarà un'esigenza di sostegno
al credito. Ecco, quindi questa diversificazione anche di rientri,
e anche la stima dei rientri, sarebbe un elemento per l'Aula,
secondo me, fondamentale per potersi esprimere.
PRESIDENTE. Assessore, tenendo conto che c'è anche un emendamento
dell'onorevole Foti che io ho considerato ammissibile, però dovrei
sentire un attimo quello che mi dice lei, perché in qualche maniera
utilizza questi fondi per una finalità che non credo sia
esattamente quella dell'IRFIS. Lei l'ha ricevuto?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
No.
PRESIDENTE. Devo capire se ammetterlo o meno. Un attimo solo,
perché io personalmente lo considero ammissibile, però devo capire.
Lo illustri in un minuto, per favore, che così poi il Governo ci
dice se è possibile ammetterlo oppure no, perché diciamo che è
ancora a rischio di ammissibilità.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Lei aveva chiesto qualcosa.
CRACOLICI. Il comma 2.
PRESIDENTE. Sempre il comma 2, prego. Mi pareva che era a seguito
dell'onorevole Lupo che le aveva chiesto
CRACOLICI. No, no. Presidente io non ho nulla in contrario che i
rientri delle attività di erogazione che sono stati fatti nel corso
di questi ultimi tempi possano essere utilizzati per rifinanziare
il Fondo Sicilia, anche se un dubbio che mi è venuto è, ma se
parliamo dei fondi della cosiddetta Finanziaria Covid', non solo
abbiamo erogato prestiti, ma abbiamo anche previsto ammortamenti
che mediamente vanno dai 12 ai 24 mesi.
Quindi, stiamo facendo una norma - mi ascolti Presidente, perché è
delicata la questione - stiamo facendo una norma a futura memoria,
perché ad oggi credo che rientri praticamente siamo ancora nella
fase se non degli ammortamenti, forse dell'inizio delle operazioni
di rientro, però questa norma, così come è scritta, rischia di
mettere insieme cose diverse tra di loro.
Lo diceva la collega Zafarana, ed io lo voglio sottolineare,
perché inviterei il Governo a riscrivere meglio questo comma per
una ragione. Una cosa sono i rientri altra cosa sono i fondi ex,
diciamo, intanto future assegnazioni di fondi extra regionali. Cioè
noi stiamo scrivendo una norma, che dà potere a chi verrà che tutti
i fondi extra regionali possono, con atto monocratico, essere
assegnati all'IRFIS per la gestione di procedure per il Fondo
Sicilia.
Io su questo riterrei che il Parlamento debba essere sovrano e non
fare una norma, come dire, manifesto, senza che poi ci sia una
reale pesatura delle risorse e delle modalità di utilizzo di queste
risorse. Ma aggiungo, la legge Covid, e lo dico dove la collega se
n'è andata, era seduta là, la Caronia, prevedeva ad esempio, alcuni
fondi che erano da erogare a favore di alcune categorie, penso le
edicole, penso le agenzie di stampa, sulle quali ci sono
emendamenti Presidente. Ma anche il fondo famiglia, il famoso fondo
famiglia che doveva essere erogato a favore delle famiglie
attraverso l'IRFIS, ma non solo, si parlava anche delle Poste
Italiane per accelerare le procedure.
Bene, quella norma approvata ad oggi non ha avuto alcun esito.
Allora noi con questa norma rischiamo di scriverla in maniera tale
che di fatto stiamo definanziando tutte quelle misure che, non so
ancora la ragione, il Governo non ha attivato, e con questa norma
noi stiamo scrivendo che tutte le misure che erano previste alla
legge, non mi ricordo qual è, la 9, oggi vengono definanziate, e le
risorse confluiscono in questo rifinanziamento del fondo Sicilia.
Io questo lo ritengo inaccettabile detto così. Quindi il Governo
riscriva la misura relativa ai rientri, ma per quanto attiene sia
le misure finanziate con la legge 9, che devono essere, e ci sono
emendamenti, io non so saranno considerati aggiuntivi, non so dove
sono andati a finire, ma sono le misure della legge 9 che vogliamo
che in qualche modo il Governo ci spieghi in questa sede, perché
quelle misure, pur approvate dal Parlamento, ed è legge della
Regione, ad oggi non hanno avuto alcun esito.
Con questa norma noi cancelleremmo quei finanziamenti e questo è
inaccettabile. Ecco perché limitatamente ai rientri, io sono
d'accordo che si possa attivare una misura cosiddetta circolare e
diventa una specie di fondo di rotazione, ma per quanto attiene
ulteriori risorse regionali, extra regionali, eccetera, eccetera,
lo si fa con legge del Parlamento, perché ancora non è stato
sciolto il Parlamento, visto che è un organo di programmazione
innanzitutto finanziaria.
PRESIDENTE. Benissimo, grazie. Intanto finiamo di dare la parola a
tutti. Un attimo solo. Onorevole Tancredi, aveva chiesto di
intervenire? Onorevole Tancredi aveva chiesto di intervenire? No,
non intervenga tanto per, se lo aveva chiesto. Va bene, niente, a
posto. Allora onorevole Marano facciamo rispondere un attimo
l'Assessore prima? Prego.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. La
vicenda dell'attuazione della legge del 2020 si presta, lo
comprendo, e se facessi l'opposizione probabilmente, dico
probabilmente, lo farei pure io. Però, si presta, anche quella
interna, e le opposizioni diciamo che si fanno sui temi non sulle
politiche, no? Perché ci sono posizioni, come lei mi insegna che
sono di bandiera, ed opposizioni che invece sono di merito, nel
senso che uno non condivide una soluzione piuttosto che un'altra.
No ma mi faccia parlare, io non la interrompo onorevole, anche
quando dice cose non condivisibili.
PRESIDENTE. Assessore Armao, lei come gli risponde?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Voglio entrare nel merito delle questioni se lei me lo consente.
PRESIDENTE. Assessore, la prego, l'onorevole Cracolici, non deve
intervenire, ma lei non gli deve rispondere perché se no
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ma
io non rispondo a nessuno, sto cercando di creare una premessa come
tutto, chi sa argomentare, parte da una premessa, se non si deve
neanche premettere e fare inutile polemica siamo disponibili.
E allora, la questione che questa normativa non ha trovato
attuazione, è una questione che non può trovare un riconoscimento
oggettivo, perché tutte, dicasi tutte, le misure relative alla
legge del 2020 che riguardano l'attuazione e l'applicazione delle
risorse finanziarie decise da questo Parlamento, sono tutte
operative, tutte, con tutti gli atti normativi conseguenti e
amministrativi conseguenti. L'unica questione riguarda questa
vicenda del finanziamento alle famiglie, che opportunamente viene
richiamata, e lo è stata anche nella scorsa seduta, per la quale il
Presidente dell'Assemblea che ha il governo degli emendamenti,
perché li conosce tutti, perché passano tutti, giustamente, dalla
posizione della Presidenza, sa bene che il Governo ha presentato un
emendamento proprio per risolvere questa vicenda sui famosi cento
milioni per le famiglie quindi l'intendimento perché? Perché non è
che non si è voluto dare attuazione perché il Governo è nemico
delle famiglie, come qualcuno potrebbe pur far passare, ma perché
rispetto ad altre misure, alcune che hanno avuto immediatamente
successo, altre più difficili da congegnare, e l'onorevole
Cracolici lo sa bene, perché alcune hanno avuto un problema di
strutturazione per poi rendicontare.
Perché, Presidente, come sanno i parlamentari, quando diamo
risorse provenienti dall'utilizzo di fondi europei, abbiamo non
solo un problema di assegnazione che potrebbe pure essere facile,
basta una norma, va in Gazzetta Ufficiale, si assegnano, il
problema è che poi quelle norme vanno rendicontate. Per cui, se non
c'è un'imputazione originaria corretta, c'è il rischio che non
siano imputabili e computabili ai fini della rendicontazione, con
la conseguenza che vi dovrà far fronte il bilancio della Regione.
Quindi la cautela, l'attenzione, non è inerzia burocratica, è
stata per alcune, solo due misure, faccio riferimento ai confidi e
all'edicole, che sono le ultime due che sono state oggetto di
disciplina da parte della Giunta perché? Perché oggettivamente è
stato più complesso costruire un sistema di finanziamento che fosse
rendicontabile pienamente con i fondi europei.
Quindi nessun intendimento d'inerzia, ma solo l'esigenza di far
bene ed evitare di far trovare a chi verrà dopo di noi una botta da
venti, dieci, quindici, venti milioni, perché tanto non si può
rendicontare, e allora si va a fronte col fondo del bilancio e
quindi solo responsabilità che ha indotto a una cautela che è
stata, ripeto, lo dico all'onorevole Cracolici, che è stato tra i
più sostenitori di queste misure, che sono state deliberate dalla
Giunta qualche settimana fa, gli ultimi atti esecutivi prima della
liquidazione quindi su questo non c'è nessun problema.
Sulla volontà del Governo, Presidente, anche da lei rappresentata
di addivenire al finanziamento anche dei cento milioni sulle
famiglie, come un po' ci si era detti alla fine dell'ultima seduta,
il Governo ha presentato un emendamento che ne consente la
liquidazione sui fondi extraregionali, ed è stato firmato e
depositato. Quindi da parte del Governo non c'è nessun intendimento
di mettere mano all'esecuzione delle decisioni dell'Assemblea,
questo sì, questo no, tutt'altro, però è vero che se ci sono delle
difficoltà oggettive, far finta di non vederle per poi andare a
sbattere tra qualche anno sarebbe esercizio credo poco conducente
nell'interesse della Regione.
Quindi, l'unico vero tema di inattuazione oggi è quello della
legge sulle famiglie e della norma sulle famiglie, per la quale il
Governo ha presentato l'emendamento, il resto è già pronto per
essere portato ad esecuzione, lungi dal fare polemica, ma è giusto
chiamare le cose col loro nome, solo questo è lo sforzo che sto
cercando di fare.
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, sull'emendamento Foti ha dato
una
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Per quanto riguarda l'emendamento presentato dall'onorevole Foti e
dall'onorevole Tancredi, di cui abbiamo anche parlato sia
formalmente in sede di convegni che si sono tenuti presso
l'Assemblea, che informalmente, trattandosi di misura che va a
gravare sul fondo Sicilia, e trattandosi di misura particolarmente
avvertita, perché riguarda il sovraindebitamento, una situazione
che concerne decine o direi centinaia di migliaia di siciliani, sul
punto non credo che ci possano essere elementi ostativi.
PRESIDENTE. Quindi, favorevole. Un attimo solo. Intanto il 12 e il
13 li possiamo distribuire. Con ordine, è iscritta a parlare
l'onorevole Marano. Ne fa facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo depositato
assessore un emendamento modificativo, che è stato evidentemente
considerato aggiuntivo, quindi se state valutando emendamenti, così
come quello della Foti, vi chiedo di verificare anche questo mio
emendamento, perché è un modificativo.
Si tratta del fondo impresa energia, siccome diciamo c'è ben poco
rispetto alla questione, allora assessore questo emendamento fondo
impresa energia prevede che le somme confluite all'Irfis a seguito
dei rientri delle misure da esso gestito, oltre al già previsto
fondo Sicilia, vengano destinate ad un apposito fondo denominato
fondo impresa energia, volto all'erogazione di agevolazioni
finanziarie e in favore delle imprese siciliane che effettuano
interventi di miglioramento dell'efficienza energetica, e
autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, per far fronte al
costo dell'energia. Quindi è un modificativo, dico se potete magari
valutare l'opportunità di questa norma, visto che le imprese
siciliane aspettano un sostegno, quanto meno un'agevolazione
finanziaria nell'ottica di gestire il caro energia, non lo so.
PRESIDENTE. E siccome il suo intervento ha una logica, ho chiesto
se mi prendono un attimo questo emendamento, lo valutiamo un
attimo, e poi le faccio sapere.
MARANO. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. No, al comma 3 ancora non ci siamo, aspetta. È
iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, man mano che ci
sono i chiarimenti su questo articolo 2 si sta complicando ancora
di più la vicenda, o almeno come dire non riesco a capire perché il
Governo sta come dire procedendo in questo modo.
Mi spiego meglio, due anni fa quando c'è stato il discorso della
finanziaria Covid, sono state fatte determinate misure a
determinate categorie che l'Assemblea ha deciso di stanziare man
mano dei fondi, quindi l'Assemblea con impegno, io ricordo anche i
proclami soprattutto del Governo su alcune cose, faccio un esempio
dell'articolo 5 comma 12 quello relativo agli incentivi per le
aziende che si dovevano, come dire, riconvertire per il discorso
delle mascherine eccetera, molti di quei fondi non sono stati
utilizzati, così come diceva anche il collega Cracolici.
Cioè, se in questi due anni il Governo regionale non ha dato
attuazione a quello che l'Assemblea aveva deciso due anni fa, e
sono rimasti dei fondi, ora dico io, non riesco a capire qual è la
modalità in cui noi mettiamo questi fondi all'interno del fondo
Sicilia, e adesso arrivano emendamenti, ne possono arrivare, ne
potranno arrivare altri, domani, non lo so poi chi deciderà la
destinazione di questi fondi, e in questo modo si sta esautorando
completamente l'Assemblea.
E allora a questo punto, Presidente, la richiesta qual è, o
accantoniamo questo articolo 2, oppure dico la richiesta è che il
Governo faccia un esame di tutti questi fondi che sono rimasti e
non sono stati utilizzati, fa un calcolo di quali sono di quanti
sono e di quali sono, lo fa sapere all'Assemblea, e dopodiché
verifichiamo, verifichiamo insieme qui in Assemblea, discutiamo,
perché così Presidente non si riesce a capire poi questi fondi
vengono messi lì, ora arriva un emendamento da parte di alcuni
colleghi parlamentari che destinano un milione di euro di questo
fondo Sicilia la cosa non la vedo chiara, signor Presidente.
Quindi, o accantoniamo questo articolo 2, andiamo avanti e
proseguiamo con gli altri articoli, di modo tale da fare una
maggiore chiarezza, oppure, signor Presidente, io chiedo che il
Governo regionale mi faccia sapere quanti fondi sono rimasti e
quanti fondi non sono stati utilizzati della finanziaria del 2020.
PRESIDENTE. Sì, anche se, Assessore, perché noi potremmo
accantonare il comma 2.
Cioè continuiamo a discutere sull'articolo, accantoniamo un attimo
il comma 2, perché effettivamente un po' di confusione c'è.
Quindi se si potesse chiarire come voi sapete io sin dall'inizio
di questa legislatura avevo chiesto e poi ottenuto la Commissione
sull'applicazione delle leggi, proprio perché troppo spesso ci sono
questo tipo di problemi.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Foti.
Però ancora oggi purtroppo chiarezza su alcune cose non ce n'è.
Per cui che possiamo fare?
Io direi, se no stiamo tutta la mattina a parlare di questo comma
2, lo accantoniamo, quindi non do più la parola sul comma 2,
passiamo direttamente al comma 3, questo lo accantoniamo e quando
riprenderemo il comma 2 ridò la parola ovviamente a coloro che
l'avevamo chiesta.
Rispetto all'emendamento dell'onorevole Foti c'è una differenza
netta. Cioè l'onorevole Foti aveva individuato a chi dare queste
risorse, mentre lei qua sta creando un nuovo fondo, senza né
disciplina né niente, per cui devo continuare a considerarlo
aggiuntivo, non perché si è su questo articolo, ma proprio perché
non c'è chiarezza a chi sarebbero destinati questi fondi.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Se è sul comma 2 no, lo stiamo accantonando.
Accantoniamolo e poi riprendiamo subito dal comma 3.
Assessore, pure lei, se era sul comma 2 tanto vale parlarne dopo.
Passiamo al comma 3 che mi sembra la cosa migliore.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì, dopodiché sul punto però voglio dire che il comma 2 è
fondamentale per l'IRFIS, perché oltre a garantirne la
funzionalità e non paralizzarlo.
PRESIDENTE. Non lo stiamo stralciando.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Perfetto.
PRESIDENTE. Non lo stiamo stralciando è per andare avanti.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
comma 3 è molto semplice.
Siamo pronti a chiudere l'ESPI, il secondo ente economico dopo
l'AZASI che è stato chiuso. C'è soltanto l'esigenza che, essendoci
un contenzioso pendente, ma dove la posizione dell'ESPI è
assolutamente marginale, autorizziamo il commissario a presentare
il bilancio di liquidazione dell'ente medesimo.
Questo consente di accantonare una risorsa a titolo cautelativo,
nell'ipotesi assolutamente recondita in cui ci fosse responsabilità
per un contenzioso lavoristico in cui è chiamata una pletora di
enti pubblici a rispondere, ma si tratta di un contezioso di
difficile esito favorevole per il ricorrente, però chiudiamo un
ente e rispondiamo all'impegno che abbiamo assunto con lo Stato di
ridurre le liquidazioni e le partecipazioni.
È solo un passaggio puramente formale.
I commi 3 e 4, signor Presidente, vanno insieme, e mi scuso che
non siano stati accorpati sin dall'inizio.
PRESIDENTE. Sì, i commi 3, 4 e 5 sono un'unica cosa.
ARAMO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì, esatto.
PRESIDENTE. Per cui la soppressione del comma 3 comporta la
soppressione anche dei commi 4 e 5.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo il
ragionevole dubbio che la norma possa essere impugnata per
illegittimità, perché ci pare che ci siano aspetti in contrasto con
la normativa civilistica che regola le procedure di liquidazione, e
in particolare per quanto riguarda l'aspetto della tutela dei
creditori.
Quindi invito il Governo ad un'ulteriore chiarimento e ad
un'assunzione di responsabilità sul tema, anche ad una verifica
ovviamente.
Per quanto riguarda il contenzioso che viene citato al comma 3,
vorremmo capire di quale contenzioso si tratta, mi riferisco alle
ultime parole anche in pendenza di un ultimo contenzioso , di che
entità è il contenzioso perché citare in maniera vaga e generica in
una norma di legge un contenzioso, senza precisarne esattamente
l'entità e la natura, mi sembra assolutamente inappropriato e
francamente sbagliato.
PRESIDENTE. Sull'ultimo contenzioso di cui parlava l'onorevole
Lupo anche gli Uffici vorrebbero un chiarimento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. La domanda è una: io capisco l'obiettivo di rispondere
all'accordo con lo Stato dichiarando di ridurre il numero di enti,
però vorrei ricordare che l'ESPI è in liquidazione da una ventina
d'anni, o sbaglio assessore Armao? E se in vent'anni non siamo
riusciti a chiuderlo perché ci sono in essere contenziosi, non è
che possiamo cambiare la norma civilistica che è in capo al
liquidatore della società la responsabilità dei crediti verso
terzi.
Quindi, attenzione che la partita non è così semplice come si
scrive qua. Aggiungo, il comma 4, poiché è connesso al comma 3, fa
riferimento al trasferimento di risorse al bilancio della Regione
delle somme - scusa Dipasquale - delle somme rinvenienti dalla
liquidazione. A mia memoria, credo che in altri momenti il bilancio
della Regione ha iscritto nel proprio bilancio risorse che erano
appunto dalla gestione liquidatoria dell'ESPI. Il tema è, qui si
dice che il capitolo è un capitolo esclusivamente dedicato alla
definizione del contenzioso, però non funziona, per una ragione.
Perché se il tema è consentire al bilancio della Regione di
rinvenire nuove risorse, e abbiamo un capitolo a destinazione
vincolata di uscita, stiamo facendo un'operazione cartacea perché
di fatto non chiudiamo nulla. Perché la definizione del contenzioso
si trasferisce dall'ESPI alla Regione, e le somme rinvenienti dalla
liquidazione rimangono bloccate. Allora, la domanda è: a che serve
questa norma?
Perché di fatto noi la liquidazione dell'ESPI la stiamo
mantenendo, in presenza di almeno un contenzioso, di un ultimo
contenzioso. Ripeto, ha ragione Lupo, le norme civilistiche non
consentono questo, perché le procedure di liquidazione sono fissate
dal Codice Civile, non da una legge regionale, quindi un bilancio
in liquidazione si fa quando sono tutte, tutte le operazioni di
liquidazione sono definite certe e i creditori sono certi. Quindi,
io personalmente non capisco questa norma.
Tra l'altro, aggiungo, fatto a fine legislatura. Cioè, mi sembra
una pezza di qualche cosa di cui mi è oscura la genesi. Ripeto, di
un ente che è stato posto in liquidazione almeno una ventina d'anni
fa. Scopriamo dopo vent'anni che abbiamo un contenzioso, quindi
abbiamo la liquidazione, ci trasferiamo il contenzioso, di cui non
si ha mai certezza dell'entità, perché se è un contenzioso non c'è
la certezza dell'ammontare, anche prudenzialmente, ma mai è
definito.
Allora, o diciamo che la liquidazione dell'ESPI passa alla Regione
siciliana (ed è una scelta), o mantenere la liquidazione dicendo
il bilancio in liquidazione lo approvi, però mi faccio carico
prudenzialmente delle somme che mi trasferisci , che non sappiamo
quante sono, a che cosa devono servire, io sinceramente questa è
una norma che non comprendo in maniera trasparente, ripeto perché
se in vent'anni si poteva fare, credo che si sarebbe fatto in
questi vent'anni, di cui una parte c'è stato anche l'assessore
Armao in periodo tra il 2010 e il 2012, se non ricordo male, ha
fatto l'assessore al bilancio, o sbaglio?
Quindi io ritengo che queste due norme devono essere stralciate.
PRESIDENTE. Chiarissimo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Grazie per avermi dato la parola. Ho chiesto di
intervenire perché l'assessore Armao, questa legislatura è
assessore dall'inizio, è stato anche assessore in tempi passati, e
certamente ha le idee chiare di questo contenzioso. Si tratta di un
soggetto che è deceduto - dicono le parti interessate - a causa
dell'amianto e, giustamente, l'Amministrazione regionale, onorevole
Cracolici, vuole chiudere una vertenza che ha credo forse anche
trent'anni non venti, ed ha appostato alcune somme proprio per
determinare la chiusura di questo ricorso.
Le somme che restano da questa liquidazione, che sono circa
ventidue milioni, io credo che non possano essere condivise - a
proposito del comma 5 - nel senso che va bene che queste somme
vengano introitate nel bilancio regionale, tra l'altro in una
condizione finanziaria difficile qual è in questo momento la
Regione siciliana, ma conservare queste somme, come dice il comma
5, ancora per il comma 4, mi sembra non solo ultroneo ma irrituale
che per un contenzioso che riguarda una persona che per quanto
possa essere il compenso che si deve a questa famiglia, avere
appostato già una somma rilevante come più di due milioni di euro,
debba ancora aggiungersi un ulteriore somma a valere sulla presunta
liquidazione.
Secondo me, onorevole Cracolici, dobbiamo accelerare la
liquidazione, fare in modo che ci sia un punto fermo su una vicenda
che si trascina da trent'anni.
Questo contenzioso - che mi auguro che sia un contenzioso
veritiero, sostenuto, non sia strumentale da parte degli eredi che
continuano a tentare di lucrare nei confronti della Regione, non so
che cosa - debba comunque prevedere l'appostamento delle somme,
essere in condizione la Regione in qualsiasi momento di avere
risorse vincolate e il resto di ciò che scaturisce da questa
liquidazione essere versato in entrata presso il bilancio della
Regione siciliana, perché è indispensabile che ogni risorsa che
possiamo risparmiare va a valere sulle risorse che mancano in
questo momento a concludere il bilancio della Regione e quindi dare
un ulteriore contributo.
Pertanto per quanto ci riguarda il comma 5 va bocciato e quindi mi
pronuncio sin da ora per la condivisione dell'emendamento 2.10.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, la relazione intanto sulla praticabilità
giuridica, noi ci siamo mossi sulla base di un parere dell'Ufficio
legislativo e legale quindi il Governo regionale si è strutturato
sulla base di approfondimenti tecnici e un parere esplicito
dell'Ufficio legislativo e legale, se altri hanno ulteriori
approfondimenti giuridici sarebbe opportuno vederli, altrimenti
restano legittime opinioni, qui noi abbiamo acquisito dei pareri
sul punto da parte della struttura, l'importo
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Come? Noi tutto possiamo produrre, se si leggesse la relazione,
nella relazione ci sarebbe pure la data e il protocollo, quindi per
dire che non stiamo lavorando su ipotesi ..
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
No, siccome si è detto che c'erano delle preclusioni
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la prego ci penso io a
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Siamo talmente disponibili a produrre atti che abbiamo pure
indicato il protocollo, in questo senso, è assolutamente indicato
l'atto, me lo faccio inviare e lo produciamo, come è detto nella
relazione, che è stato fatto un approfondimento articolato e non è
frutto di un'estemporanea apposizione quella della statuizione che
si attende. Statuizione che, in ordine alla domanda al petitum
svolto dal contenzioso, è di circa duemilioniseicentocinquanta più
ulteriori cinquantamila necessaria per eventuali spese post
liquidazioni.
Quindi la richiesta di individuazione e il risparmio che se ne
consegue, signor Presidente, perché è chiaro che se sopprimiamo un
ente non paghiamo il liquidatore, ma certamente non paghiamo
neanche i revisori che in questo momento invece continuano a
percepire. Quindi il mantenimento dell'ente determina un insorgere
di costi. La soppressione dell'ente determina la soppressione di
costi.
Dopo di che tutti i ragguagli che siano necessari siamo pronti a
darli, e la relazione è volutamente specifica e puntuale, proprio
perché pronta a dare ogni tipo di chiarimento sulla questione.
PRESIDENTE. Assessore, anche con gli Uffici abbiamo visto che ci
sono delle cose che vanno chiarite, in più l'onorevole Aricò mi ha
chiesto la possibilità di rivedere una cosa che, secondo me, è
possibile fare.
Sono le 13.30, direi di accantonare l'articolo 2, andiamo
velocemente a mangiare un boccone e ci rivediamo alle 14.30.
La seduta è sospesa.
(la seduta sospesa alle ore 13.26, riprende alle ore 14.52)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Il Governo è presente, mancano molti colleghi che credo siano
ancora a pranzo.
Sospendo la seduta per ulteriori dieci minuti fino alle ore 15.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 14.53, è ripresa alle ore 15.04)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Andiamo a trattare, per favore
colleghi prendete posto così iniziamo, riprendiamo i lavori dalla
trattazione dell'articolo 2, e invito gli Uffici a distribuire il
subemendamento 2.4.1. L'onorevole Baldo Gucciardi è pregato di
prendere posto alla Presidenza della Commissione Bilancio per
sostituire il Presidente Savona che mancherà un paio di ore, e
anche gli altri colleghi della Commissione Bilancio, l'onorevole Lo
Curto che era presente. Onorevole Gucciardi bisogna esprimere il
parere. Si rimetta all'Aula, veda lei. Si accomodi. Manca l'altro
vicepresidente onorevole Galvagno, onorevole Gucciardi. Onorevole
Tancredi, onorevole Aricò, accomodatevi presso il tavolo della
Commissione Bilancio. Onorevole Lo Curto è in Aula? Onorevole
Tancredi si accomoda, per favore? Onorevole Aricò, si accomodi al
tavolo della Commissione. Il Governo è a conoscenza di questo
subemendamento, assessore Armao? Del 2.4.1?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Al
comma 2 o al comma 1?
PRESIDENTE. Al comma 2. L'emendamento 2.4.1.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. È
al comma 1, non al comma 2.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lo vuole illustrare?
CRACOLICI. Assessore, è semplicemente quello che avevo già detto.
Ritengo che il comma 2 dell'articolo 2, così come è scritto, si
apre a diverse interpretazioni. Per cui, fermo restando che sono
d'accordo che i rientri di ciò che è stato erogato ai sensi della
legge 9 del 2020 possa essere utilizzato per rimpinguare il Fondo
Sicilia per ulteriori ma mi limito solo sui rientri. Questo è
l'emendamento che è di riscrittura nel senso che ha tolto una
parte.
PRESIDENTE. Allora, assessore Armao...
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Presidente, la proposta è assolutamente ragionevole. La nostra
articolazione riguardava anche le graduatorie già esaurite, per le
quali, evidentemente, se sono esaurite le risorse restano latenti.
Però, a questo punto, chiudiamola così, e poi se ci sono ulteriori
esigenze le sottoporremo all'Assemblea, per noi va bene,
Presidente.
PRESIDENTE. Chiedono di intervenire l'onorevole Di Paola e
l'onorevole Marano. Ne hanno facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, solo per dire che il comma 2 avevamo
deciso per il momento di accantonarlo. Eravamo al comma 3 e al
comma 4.
PRESIDENTE. Lo abbiamo accantonato, di fatto abbiamo una
riscrittura molto semplificata perché dopo la parola integrazione'
si passa direttamente al penultimo rigo confluiscono nelle
disponibilità del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della legge
regionale 1 del 2019 e s.m.i.'. Mi sembra molto semplice, lineare,
che non ostacola il percorso.
DI PAOLA. Va bene.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Marano.
MARANO. Signor Presidente, visto che siamo tornati al comma 2, io
poco fa ero intervenuta rispetto ad un mio emendamento modificativo
che è stato, invece, messo negli aggiuntivi. Gli Uffici mi avevano
detto il motivo per cui non poteva essere considerato, io avrei
preparato un subemendamento al mio emendamento che vorrei
sottoporre agli Uffici.
PRESIDENTE. Sì onorevole, prepari un ordine del giorno, il Fondo
ancora non è stato istituito.
MARANO. Ma che faccio con l'ordine del giorno, mi scusi
Presidente?
PRESIDENTE. Lo so ma noi dobbiamo istituire il Fondo, lei non può
fare una cosa
MARANO. Perdonatemi, mi avete detto qual era il problema, io col
subemendamento risolvo il problema. Posso farlo vedere agli Uffici
in modo tale che è l'unico
PRESIDENTE. No, lo fa vedere alla Presidenza. Lo faccia vedere, ce
lo porti.
MARANO. Lo posso illustrare?
PRESIDENTE. Sì, certo.
MARANO. Rispetto all'emendamento originario, tolgo le parole
imprese siciliane' e le sostituisco con soggetti di cui al comma
2 dell'articolo 2 della legge regionale 22 del 2019, n. 1, e
successive modifiche ed integrazioni per specificare i soggetti.
Vorrei porlo all'attenzione degli Uffici.
PRESIDENTE. Porti il testo qui, vediamo un pochettino.
MARANO. Grazie.
PRESIDENTE. Di dare un'occhiata attenta. Aspetti un momento.
Onorevole Marano, allora questo emendamento A.123 è inammissibile
ed anche la relativa riscrittura, perché non c'è il fondo in questo
momento, quando lo avremo costituito e regolato, poi procederemo
secondo le attività legislative che saranno compiute.
Allora, si passa all'emendamento 2.4.1. No, no, onorevole Marano,
già gliel'ho spiegato, gliel'ho detto, lo abbiamo fatto guardare
agli Uffici.
Il parere della Commissione?
ARICO'. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, pongo in votazione l'emendamento 2.4.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.3 Il comma 3 è soppresso .
Presidenza del Presidente MICCICHE'
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, grazie. Ero già intervenuto per chiedere che il
Governo chiarisse cos'è questo ultimo contenzioso. Non ho avuto
risposta. General generica sull'entità, chiedo una conferma,
nessuna di cosa si tratti, qual è la sostanza, la natura del
contenzioso, non è per nulla chiaro, quindi mantengo il
soppressivo.
Aggiungo Presidente una considerazione relativa al comma 4 che è
connesso, cosa significa previo consenso di tutte le parti
interessate . Non si capisce Presidente. Presuppone il consenso
anche di eventuali creditori? Cioè secondo me è una norma
pasticcio, così non può essere approvata, almeno per quanto ci
riguarda siamo contrari.
PRESIDENTE. Nella relazione che è allegata agli atti del disegno
di legge è indicato di che cosa si tratta, ed è indicato anche
l'importo e l'assessore lo ha specificato, due milioni seicento
cinquanta più cinquanta mila euro.
Onorevole Cracolici, prego.
CRACOLICI. Presidente, io insisto anche perché supportato anche
dal parere che hanno dato gli Uffici, che credo che anche loro
forse non hanno letto la relazione del Governo, perché gli Uffici
hanno fatto una nota di lettura dell'articolo 2 dove mettono in
rilievo i dubbi, diciamo, di natura civilistica sulla materia delle
liquidazioni che, com'è noto, è regolata dal Codice Civile, e non
da una legge ordinaria.
Aggiungo, anche alla luce delle sue considerazioni che ha fatto in
Aula, Presidente pro tempore - però ci faccia presiedere a
Micciché che lo preferiamo - no, era una battuta Di Mauro, era una
battuta, era solo una battuta, però l'onorevole Di Mauro nel suo
intervento aveva fatto una domanda che, oltre tutto, nella diciamo
capacità dell'assessore Armao che ormai conosciamo che è molto
bravo a dire tanto senza dire nulla, l'onorevole Di Mauro ha detto
ci risulterebbe dalla procedura di liquidazione
PRESIDENTE. Scusi, per favore, la sta preparando davanti a
Cracolici, se no non si sente niente. Prego.
CRACOLICI. ci risulterebbe che le somme, cosiddette disponibili,
a seguito di questa attività di liquidazione che introiterebbe il
bilancio della Regione sono di circa venticinque milioni di euro.
L'assessore, citando la relazione, ha ricordato che il debito,
cosiddetto oggetto di contenzioso, è di due milioni e rotti più
cinquanta mila euro ecc, ecc. Col comma 4, che è connesso al comma
3, si dice che i fondi della gestione liquidatoria introiterebbe il
bilancio della Regione in un capitolo a destinazione vincolata.
Intanto già c'è uno scarto tra i due milioni e cinque di debito ed
i venticinque di entrata, quindi determineremmo un blocco, diciamo,
a destinazione vincolata, del capitolo in entrata di venticinque
milioni a fronte di un contenzioso prudenzialmente stimato in due
milioni e mezzo. Già questo di suo la dice lunga sulla, come dire,
abbastanza condizione nebulosa che regna attorno a questa
operazione.
Io insisto, la procedura di liquidazione va posta come procedura
di liquidazione, poi così come in altri momenti la gestione
liquidatoria ha messo a disposizione delle risorse per il bilancio
della Regione, l'assessorato al bilancio proponga una norma in cui
dice dieci milioni, venti milioni, un milione quello che è, della
gestione liquidatoria che sono somme disponibili, entrano nei
bilanci della Regione ed entrano nel bilancio, non in un capitolo a
destinazione vincolata che non si capisce, lo vincoliamo in nome di
un debito che ad oggi è un decimo del valore delle entrate.
Quindi io, per non sapere leggere e scrivere, come si suol dire,
propongo la soppressione del comma 3, e con esso anche del comma 4.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie Presidente. Sin dall'inizio della trattazione
del disegno di legge della finanziaria, e anche durante la
discussione generale, abbiamo posto dei dubbi sul terzo comma. In
particolare con riferimento all'espressione ultimo contenzioso ,
non solo per una questione di tecnica parlamentare perché, voglio
dire, abbiamo insediato la Commissione per la qualità della
legislazione e veramente inusuale un'espressione così generica per
una norma finanziaria, ma anche perché, nonostante gli Uffici
dell'Assemblea avessero per tempo posto la questione anche nella
relazione allegata.
Ancora oggi, Presidente, non abbiamo notizie certe dei dettagli di
questo contenzioso e i parlamentari non siamo stati posti nelle
condizioni di avere i dettagli del procedimento in corso, quindi
anche per queste ragioni insistiamo sulla soppressione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto a questo
dibattito bene fa il Governo a dire abbiamo una liquidazione che si
trascina, credo che sia il Governo Capodicasa, quindi risale ai
tempi dei tempi in cui in buona sostanza si conferì l'incarico alla
professoressa Albalese, dopo diverso tempo finalmente questa
liquidazione è arrivata quasi a conclusione, nel senso che è
rimasto in vita un solo contenzioso.
E bene dice il Governo, ma chiudiamo questa partita, perché è
inutile che noi lo teniamo in vita, da questa liquidazione sembra
che il Governo abbia ricavato venticinque milioni, due milioni
seicentocinquanta più cinquanta sono per una persona che è morta a
quanto pare causa amianto, e c'è un contenzioso, questo contenzioso
non siamo stati in grado ovviamente di valutarlo perché ancora non
è andato a destinazione e il Governo giustamente mette da parte una
somma importante duemilionisettecentocinquanta, ma il resto delle
somme è inutile tenerle ancora messe lì che non si possono toccare.
Perché mi rifiuto di pensare che una copertura di spesa per un
contenzioso anche in cui la Regione ha commesso degli errori, e
certo l'amianto tutto quello che vogliamo dobbiamo bloccare
ventidue milioni in una condizione economica e finanziaria in cui
si trova la Regione in questo momento, introitiamolo dentro il
bilancio della Regione, bocciamo il comma cinque, e finalmente
finisce questa storia della liquidazione dell'Espi, i
duemilionisettecentocinquanta vengono accantonati come spesa
vincolata per la chiusura di questo benedetto contenzioso.
Il problema sono i ventiduemilionisettecentocinquanta, se è questa
la valutazione che fa il liquidatore la prendiamo per buona,
ovviamente fino a prova contraria, onorevole Cracolici, troviamo
una soluzione che ammettiamo il comma 3 e il comma 4 lo votiamo a
favore, e il comma 5 a mio parere va bocciato, perché va bene il
comma 4, che i soldi vengono ad essere riammessi nel bilancio della
Regione.
PRESIDENTE. C'è qualcun altro che deve intervenire? Pure da solo
può essere soppresso teoricamente, allora scusatemi perché io possa
capire il comma 5 è quello che metterebbe da parte in un fondo
all'ufficio speciale questi venti milioni che rimangono. Ho
ascoltato con interesse quello che ha detto onorevole Di Mauro,
mentre il comma 3 e il comma 4 gli Uffici stessi mi dicono che
qualche problema sulla liquidazione ci sono, noi non possiamo
intanto considerata la situazione della Regione mettere da parte
questi venti milioni a prescindere dalla no, mi sta rispondendo
chiaramente l'assessore, onorevole Cracolici ha qualche
suggerimento, prego.
CRACOLICI. Assessore Armao, se mi ascolta un secondo vediamo di
trovare una soluzione sempre col buon senso.
PRESIDENTE. Immagino che stia parlando con gli Uffici, un attimo
solo.
CRACOLICI. Immagino pure io, spero che non parli con la fidanzata,
perché se no mi offenderei, no anche questa assessore, non faccia
così era una battuta, allora esistono dei precedenti
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, a me non la perdonerebbero, ma a
lei è permesso tutto.
CRACOLICI. Esistono dei precedenti in cui con norma regionale
abbiamo autorizzato l'assessorato a iscrivere poste di bilancio
provenienti dalla gestione liquidatoria dell'Espi in altri momenti,
cioè ancorché la procedura non si è interamente definita, perché ha
ragione l'Ufficio, cioè gli uffici del bilancio hanno posto un
rilievo sulle modalità di liquidazione, che non ci può essere una
liquidazione anticipata in presenza di contenziosi in essere,
perché è norma civilistica e attiene alla responsabilità anche del
collegio dei revisori eccetera, eccetera.
Il bilancio di liquidazione ha una caratteristica, che non è un
bilancio ordinario.
Detto questo, se c'è questa disponibilità liquida da parte
dell'ESPI di circa 20 milioni, 22 quello che dice l'onorevole Di
Mauro, allora noi potremmo autorizzare l'Assessorato a far
transitare nel bilancio della Regione le poste disponibili da parte
dell'ESPI, iscriverle nel nostro bilancio come fondi senza vincolo,
fermo restando che l'ESPI per liquidarsi definitivamente deve
chiudere la partita del contenzioso perché non può essere una legge
ordinaria a cambiare le procedure civilistiche della liquidazione.
Quindi io sono per sopprimere il terzo e il quarto comma ed
eventualmente fare una norma che dice che l'Assessorato al bilancio
- lo abbiamo fatto in altre leggi regionali - è autorizzato a
iscrivere nel proprio bilancio la posta di x sulla base delle somme
effettivamente disponibili per le esigenze del bilancio stesso.
Quindi è una partita di trasferimento dall'ESPI alla Regione ma
non ha vincolo di destinazione perché sono somme liquide che
entrano nella disponibilità.
In ogni caso il terzo e il quarto comma alla luce dell'ordinamento
vigente non può esercitarsi con legge regionale un potere di
liquidazioni di fatto coatta di un ente in liquidazione.
PRESIDENTE. Allora, Assessore, gli Uffici sostengono che questa
cosa che ha detto ora l'onorevole Cracolici è fattibile. Cioè che
si possa autorizzare l'Assessorato a prendere questi soldi, visto
che servono, a prescindere dalla liquidazione è una cosa fattibile.
Gli Uffici mi dicono che questa norma 99,99% così com'è verrebbe
impugnata perché comunque scavalca il codice civile e non è
possibile farlo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, ometto che delle considerazioni sul rispetto
delle valutazioni reciproche perché se sono fondate, ed io lo
dubito, le valutazioni dei suoi Uffici lo sono altrettanto le
valutazioni dei nostri Uffici. Quindi non intendo credo procedere a
verità rivelate, signor Presidente.
Io rispetto pienamente le considerazioni dei suoi Uffici che sono
ampiamente riconosciuti per ruolo e status, ma io credo che vada
riconosciuto anche il lavoro che ha fatto l'Ufficio legislativo e
legale e il nostro Ufficio, quindi è opinabile, è vera la vostra
affermazione, come in altri casi è stata vera ma poi confutata
dalla Corte costituzionale ed è vera anche la nostra.
Occorre riflettere, confrontarsi serenamente e valutare gli
approcci. Quindi io francamente non mi sento di individuare
recisamente una soluzione piuttosto che un'altra.
In ogni caso la possibilità di disporre di queste risorse, ammesso
e non concesso che siano disponibili, dovrebbero comunque essere
destinate a investimenti e non a spese correnti e comunque per
renderle disponibili è necessario che il Governo chieda al
liquidatore un'attestazione.
Le informazioni che ha l'onorevole Di Mauro immagino che siano
fondate.
Io non ho una dichiarazione di disponibilità analoga a quella che
ha lui e quindi dovrei assumerla.
Quindi chiedo di incontrare il liquidatore, fare le valutazioni
quindi non è considerazioni che posso fare adesso e in ogni caso è
vero che ci sono dei precedenti, ma i precedenti sono partiti da
una proposta del Governo che evidentemente aveva prima fatto gli
approfondimenti del caso.
Che oggi si possa deliberare in questo senso senza gli
approfondimenti svolti dal Governo mi pare poco conducente.
Quindi su questo stralciamo la norma e poi si fanno gli
approfondimenti e il Governo riproporrà una proposta
PRESIDENTE. Ma io infatti non volevo fare votare niente. Volevo
arrivare alla conclusione a cui sta arrivando lei, cioè di
accantonare.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Tranquilli Io preferirei per adesso accantonarla.
Vediamo se ci sono motivazioni che danno ragione al Governo, se è
vero la mettiamo in votazione, se non è vero la stralciamo. Non c'è
motivo di stralciarla adesso, se è possibile, quando l'assessore
Armao mi dice che è convinto di quello che dice, io ovviamente gli
devo credere, così come devo credere ai miei uffici. Per questo, se
c'è la possibilità di fare un confronto e vedere effettivamente
qual è la situazione, la riprendiamo dopo quando l'abbiamo
verificata.
Avete avuto gli emendamenti 2.12 e 2.13? Dovreste averli.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Scusi Presidente, pongo un problema di ordine generale,
direi sull'ordine dei lavori. Se gli emendamenti che noi abbiamo
presentato agli articoli, in gran parte sono considerati
aggiuntivi, la regola valga per tutti, per il Governo e per altri
parlamentari che presentano emendamenti aggiuntivi in Aula.
Io non voglio entrare neppure nel merito Presidente, ma o si
trattano tutti gli aggiuntivi agli articoli, o non se ne tratta
nessuno, e si trattano alla fine come aggiuntivi. Poi rimetto alla
sua decisione.
PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione. Come sa, spesso questa
presidenza ha in situazioni del genere, quanto ha verificato
situazioni di reale emergenza o che ha provato ad inserire degli
emendamenti, dichiarando che erano aggiuntivi, per cui un'eventuale
contestazione - chiamiamola così - da parte dell'Aula, è
assolutamente legittima e in questo caso li toglierei. Però quello
del Governo è quello, no quello del Governo era già previsto no?
Quello delle tre società e non per tutti. E invece l'altro della
Foti è per un problema di emergenza di povertà di alcune famiglie.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, io poco fa sono sceso giù col collega Di
Caro e fuori c'erano altre famiglie. Mi riferisco ai lavoratori dei
consorzi di bonifica dell'ESA e gli ASU, che anche loro sono in
difficoltà e ci sono degli emendamenti a questa finanziaria che
sono stati considerati aggiuntivi.
Io direi, Presidente, gli aggiuntivi, sia quelli del Governo, che
quelli di qualunque parlamentare, ripeto io non entro nel merito
perché secondo me sono tutti emendamenti importanti e che
riguardano situazioni critiche di siciliani e di categorie di
siciliani, però trattiamoli assieme a tutti gli aggiunti. Perché
altrimenti non è che possiamo fare distinzione tra una categoria e
un'altra categoria. Ripeto, non entro nel merito perché sicuramente
l'ho letto velocemente e sono emendamenti meritevoli, però
trattiamoli assieme a tutti gli aggiuntivi, Presidente.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, vorrei sottolineare che l'emendamento era
stato depositato nei termini. È considerato aggiuntivo, ma in
effetti è una funzione del fondo, poi nel merito dell'argomento si
tratta della legge di sovra indebitamento. Vorrei dire che questo
emendamento era stato già, c'era stato il tentativo di inserirlo
nella legge della povertà con l'apposizione delle firme
praticamente di tutti i gruppi parlamentari.
Ora, se questo deve costituire un blocco dell'Aula a prescindere,
io alzo le braccia al cielo e mi rimetto Presidente alla sua
volontà. Tra l'altro, l'emendamento è stato numerato e distribuito
con il parere favorevole di Commissione e assessore, quindi chiedo
venga posto al voto dell'Aula. Poi per quanto riguarda altre
questioni, dove sono stati presentati gli aggiuntivi, io non entro
nel merito dei colleghi, del lavoro dei colleghi. È chiaro che se
riescono a chiarire con gli uffici, per noi c'è ampia disponibilità
a trattare quello che è stato sommariamente messo tra gli
aggiuntivi, ma in questo caso io mi sento di difendere la proposta,
e le chiedo, dato che già ha avuto anche il parere della
Commissione e del Governo, che venga rimesso alla volontà
dell'Aula.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Foti, facciamo una cosa, io la
ringrazio, così come le dicevo prima, emendamenti aggiuntivi non si
dovrebbero prendere, poi in tutte le finanziarie precedenti, sempre
chiedendo all'Aula - perché se l'Aula si dichiara sfavorevole è
ovvio che non si può fare niente - qualche cosa in situazioni
particolari l'abbiamo fatta.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, lei poco fa non c'era in Aula, io avevo
presentato l'articolo modificativo al comma 2.
Visto che questa finanziaria non prevede nessuna norma per il
sostegno alle imprese per il caro energia, io ho presentato un
emendamento sul caro energia visto che le imprese chiedono questa
cosa ma in finanziaria non c'è traccia di questa norma.
Mi avete detto che non venivano specificati i soggetti, ho
cambiato l'emendamento ho fatto un sub emendamento - lei non c'era
in Aula poco fa - ho specificato i soggetti. Ora, se gli
emendamenti vengono trattati tutti quanti allo stesso modo bene,
continuiamo ad andare avanti, se già cominciamo da ora ad avere
disparità di trattamento per cose ragionevoli e giuste, non critico
l'emendamento della collega rispettabilissimo
PRESIDENTE. Onorevole Marano, può stare sicura perché io cerco di
essere equilibrato nei confronti di tutti. Questo suo problema non
è tanto di aggiuntivo o non aggiuntivo è perché questo fondo non
esiste, bisogna costituirlo.
MARANO. Il fondo di sovra indebitamento non è istituito.
PRESIDENTE. Facciamo una cosa, sia per questo, perché anche quello
del Governo sarebbe aggiuntivo però il fatto che ci sono delle
aziende che devono assumere e quindi si chiede una deroga dire no
significa fare passare ancora chissà quanto tempo, per cui io certe
cose cerco di capire quali sono le reali esigenze.
Facciamo una cosa: lasciatemeli verificare, tanto prima di
dopodomani non si voterà certamente, me li fate verificare, ne
parlerò in Conferenza dei Capigruppo, vedrò di capire se ci sono
alcuni emendamenti che tutta l'Aula può ritenere in considerazione
ed altri no e lo verificheremo dopo.
Per adesso gli aggiuntivi che io ritengo importanti li mettiamo
comunque da parte in modo che la Conferenza dei Capi Gruppo possa
esprimersi.
Si passa al soppressivo del comma 6, è ritirato. Non possiamo
votare ovviamente l'articolo 2, lo accantoniamo, diciamo che
l'articolo 2 per il resto è già votato, si deve votare la
riscrittura dal comma 3 al 5.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Potenziamento attività di verifica su enti vigilati e società
partecipate
dell'amministrazione regionale
1. La Regione esercita i controlli sugli enti, gli istituti e le
aziende sottoposte a tutela e vigilanza, ivi incluse le aziende
sanitarie ed ospedaliere, le aziende policlinico ed i consorzi di
bonifica, di norma attraverso gli organi di controllo interno degli
stessi, secondo quanto disposto dall'articolo 53 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, ovvero, nei casi previsti dal comma 3, da soggetti
incaricati dalla Ragioneria genera-le della Regione, nonché sulle
società partecipate, secondo quanto disciplinato dall'articolo 2
della legge regionale 10 luglio 2018, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni ovvero, nei casi previsti dal comma 2, da soggetti
incaricati dalla Ragioneria generale della Regione.
2. Al fine di porre in essere le verifiche connesse agli obiettivi
dell'Accordo stipulato tra lo Stato e la Regione il 14 gennaio 2021
ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 27 dicembre 2019,
n. 158 e successive modificazioni, nonché le verifiche richieste
dall'attività di controllo esercitata da parte della Ragioneria
generale della Regione nei confronti degli enti, delle aziende
vigilate e delle società partecipate dell'amministrazione
regionale, l'attività ispettiva e di verifica giuridico-contabile
può essere espletata avvalendosi, oltre che dei dirigenti o
funzionari regionali in servizio iscritti all'albo regionale degli
ispettori contabili, anche di avvocati, commercialisti,
aziendalisti, revisori dei conti, magistrati e avvocati dello Stato
in quiescenza, di dirigenti o funzionari statali e regionali in
quiescenza, di comprovata esperienza in materia contabile o
amministrativa, a seguito dell'iscrizione nel predetto albo
regionale, nominati dal Ragioniere generale della Regione, di
concerto con i Dirigenti generali dei dipartimenti
dell'amministrazione regionale che svolge attività di controllo
tutorio.
3. Con decreto dell'Assessore regionale dell'economia, previo
parere della Commissione bilancio, sono determinate le modalità di
iscrizione dei soggetti esterni all'amministrazione regionale
all'albo regionale degli ispettori contabili, nonché la misura del
compenso e dei rimborsi spese da corrispondere, al termine
dell'incarico, ai soggetti incaricati di svolgere le attività
ispettive di cui al comma 2.
4. I rimborsi spese di cui al comma 3 sono posti a carico degli
enti, delle aziende e delle società soggette all'ispezione o
all'attività di verifica. I compensi di cui al comma 3 sono eroga-
ti dall'Amministrazione regionale.
5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
50 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2022 e di 100
migliaia di euro rispettivamente per gli esercizi finanziari 2023 e
2024 (Missione 1 Programma 3). Per la quantificazione degli
esercizi successivi si provvede ai sensi del comma 1 dell'articolo
38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.».
I soppressivi dell'articolo 3, onorevole Lupo?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io desidero mantenere il soppressivo
e lo dico per una ragione: l'articolo 3 è un paio di volte che
entra nelle leggi di finanziaria regionale perché questo Governo da
più tempo ipotizza l'utilizzo di figure esterne all'Amministrazione
per esercitare il potere di vigilanza e di controllo nei confronti
degli enti, delle società che, in qualche modo, l'Assessorato
all'economia è chiamato ad esercitare.
Alcune attività di vigilanza, ricordo, non sono in capo
all'Assessorato all'economia ma sono in capo agli Assessorati
relativi, dai beni culturali a quelli per lo sviluppo rurale e
altri.
Il punto è questo.
Siamo a fine legislatura, il Governo ripropone una norma che vuole
costituire un albo di professionisti esterni, compresi ex
dipendenti in pensione ecc., per far fare un'attività che in atto
svolgono sia l'organo sindacale, il collegio dei revisori
dell'ente, sia gli uffici, che in qualche modo, sono preposti
all'attività di vigilanza che - ripeto - in atto sono dislocati in
diversi Assessorati.
La norma dice che l'Assessorato assorbe tutte le competenze in
capo agli altri Assessorati per determinare la vigilanza sulle
società, in più quest'attività di vigilanza la esercita attraverso
sia dipendenti interni sia dipendenti di altri assessorati ma
soprattutto attraverso cosiddetti ispettori contabili esterni
all'amministrazione tanto che fa pure una previsione finanziaria -
abbastanza modesta - cinquantamila euro, ma il problema è il
principio.
Non possiamo rimettere in pista un'attività che la legge assegna
ai collegi dei revisori, se non si ha fiducia nei collegi dei
revisori, ricordo che è lo stesso Governo che li nomina - lo
ricordo - da un lato il Governo si nomina i revisori delle società
dall'altro lato aziona le attività di verifica della contabilità
nei confronti dei collegi dei revisori che ne hanno responsabilità
formale, giuridica e amministrativa.
Presidente, sono per sopprimere l'intero articolo 3 poiché è una
proposta che è stata reiterata almeno due volte e che non ne
capisco l'utilità tanto più alla fine di una legislatura.
Caso mai riguarderà il futuro parlamento a inizio di mandato come
modalità di gestione nel rapporto con gli enti e le società.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Presidente, che negli enti partecipati della Regione,
anche quelli a capitale di controllo privato ma di controllo
pubblico, ci sono dei problemi enormi perché le stesse indagini
recenti hanno dimostrato come la vigilanza faccia acqua da tutte le
parti all'interno di questi enti di vigilanza dove non vengono
applicate le normative come ad esempio lo stesso statuto degli enti
non viene rispettato da parte degli organi di amministrazione così
come le previsioni dei collegi sindacali.
Quello che ci auguriamo è che questa norma vada nella direzione di
un potenziamento.
Ecco perché mi sono permessa di presentare degli emendamenti che
vanno a modificare queste norme presentate dal Governo regionale.
Perché?
Perché le stesse indagini, le stesse inchieste condotte dalla
Commissione Antimafia regionale hanno dimostrato come la vigilanza
negli enti ad oggi non è possibile e non è possibile
fondamentalmente perché i dipartimenti regionali non hanno le
risorse umane disponibili per fare vigilanza.
Mi auguro che vengano accolti gli emendamenti che ho presentato
che vanno a migliorare la norma del Governo regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore Armao.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Presidente, non posso che convenire con l'emendamento
dell'onorevole Schillaci e ne esprimo la condivisione che non
possono svolgere attività i soggetti condannati
PRESIDENTE. Onorevole La Rocca Ruvolo, per favore, almeno
mettetevi vicino perché se urlate si sente fino a qui.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Ovviamente, non posso che condividere che soggetti che siano
condannati alla Corte dei Conti non possono espletare, soprattutto
se condannati con sentenza definitiva, io valuterei se mettere la
sentenza non definitiva, anche perché essendo dei garantisti
attendiamo alla sentenza positiva; ma che soggetti che siano
condannati dalla Corte dei Conti, in alcuni casi reiteratamente,
svolgono funzioni pubbliche con gestione di denaro pubblico è
questione che ringrazio l'onorevole Schillaci di aver portato
all'attenzione del Parlamento, e che probabilmente dovrebbe essere
oggetto di più ampia e articolata valutazione.
Per quanto riguarda invece l'osservazione che svolgeva l'onorevole
Cracolici, che ha un fondamento, perché questa norma effettivamente
era stata presentata nella precedente legge di stabilità, c'è
un'esigenza di incrementare le ispezioni, non per diffidenza nei
confronti dei revisori, ma perché il sistema va continuamente
sottoposto a monitoraggio e a controllo.
E allora, nel convenire al fine di trovare un'intesa, perché
chiaramente dobbiamo trovare una soluzione compositiva che
auspicabilmente ci porti ad approvare una norma, potremmo togliere,
onorevole Cracolici ho presentato un emendamento in tal senso
accogliendo le sue osservazioni, anche di avvocati, commercialisti,
aziendalisti, revisori dei conti, lasciando soltanto magistrati e
avvocati dello Stato in quiescenza, dirigenti e funzionari statali
regionali in quiescenza. Consentiteci di estendere, consentite di
iscriversi all'albo dei revisori quanto meno magistrati e avvocati
in quiescenza e dirigenti e funzionari statali e regionali in
quiescenza, perché possiamo aumentare il novero degli ispettori
senza pensare che vogliamo fare chi sa quale reclutamento di
professionalità esterno all'amministrazione. Qui c'è solo un
obiettivo, di rafforzare i controlli sulle partecipazioni e gli
Enti, quindi se può essere una soluzione di componimento con
l'opposizione, quello di eliminare i liberi professionisti e gli
operatori professionali, e limitare soltanto ad avvocati e
magistrati e dirigenti in quiescenza dello Stato e della Regione a
noi va benissimo, perché l'obiettivo deve essere quello di
mantenere l'attività di controllo.
Per quanto concerne la sua preoccupazione, onorevole Cracolici,
circa l'esautorazione degli altri dipartimenti, non corrisponde
alla lettera alla norma, poiché come lei vede, è scritto "e
nominati dal ragioniere generale, di concerto con i dirigenti
generali dei dipartimenti dell'amministrazione che svolge il
controllo tutorio". Quindi c'è un'attività di concerto tra i
dipartimenti, non è volta ad esautorare alcuno, quindi l'obiettivo
che ha l'amministrazione dell'economia è solo quello di perseguire
un effettivo controllo delle strutture, dopodiché ci affidiamo alle
soluzioni del Parlamento e ciò che il Parlamento ritiene opportuno.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Presidente, dico brevemente, noi qualche settimana fa, o
un mese fa, non ricordo di preciso, abbiamo approvato un
emendamento sul "blocca nomine", abbiamo approvato un emendamento
sul "blocca nomine".
Ora dico, questo articolo, che è stato presentato nelle passate
leggi di stabilità e non è passato, siamo a fine Legislatura, poco
fa l'assessore diceva "consentiteci"; assessore, la Legislatura sta
per finire, il Governo regionale a breve... fra qualche mese stiamo
per andare al voto, può essere addirittura che ci andremo prima se
il Presidente Musumeci deciderà di dimettersi. Dico a questo punto
questo articolo tre, Presidente, al di là poi delle modifiche che
possono essere fatte, ma sempre nomine farà, al di là se le farà su
dipendenti che possono essere in quiescenza o meno, ma sempre
nomine sono.
Ora dico, un articolo di questo tipo, considerando tutte le
difficoltà che ci sono all'esterno, dei siciliani, poco fa la
collega parlava delle bollette energetiche, quindi ci sono i
siciliani che vivono in difficoltà, ma questo articolo tre inserito
in questa legge di stabilità è indispensabile per la Sicilia? O è
indispensabile per fare nomine?
Allora dico, Presidente, io in questa fase o il Governo come dire
stralcia questo articolo, la Presidenza stralcia questo articolo,
oppure il Movimento Cinque Stelle chiederà di mettere ai voti
l'articolo 3, Presidente, perché è un articolo che da quattro anni
e mezzo noi ci ritroviamo continuamente e se non è passato in
quattro anni e mezzo lo si ripresenta a fine legislatura, da parte
del Movimento Cinque Stelle, Presidente, noi chiederemo il voto
sulla soppressione o meno dell'articolo 3.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, volevo spiegare anche gli emendamenti.
Segnalavo anche la possibilità per queste funzioni di utilizzo
dell'elenco nazionale istituito presso il dipartimento della
Presidenza del Consiglio. Visto che si tratta di un controllo, di
una vigilanza più ampia e, in questo caso, si rimanda anche a chi è
capace di vigilare sull'operato dei dirigenti che è, appunto,
questo elenco nazionale. Inoltre, avevo presentato anche il
soppressivo del comma 3 perché è consequenziale nel caso di
approvazione e di condivisione di questo comma 2, perché
chiaramente, già a livello nazionale è regolamentata la questione
relativa ad eventuali rimborsi oltre che dei rimborsi spesa di
questi soggetti.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne
facoltà. E poi l'onorevole Cracolici. Lei ha parlato un minuto fa,
prima facciamo parlare gli altri, poi vediamo.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
assessore Armao la questione non parliamo di nomine, sì sono
nomine, lei l'ha detto candidamente, ci sono nomine che riguardano
avvocati, che riguardano dirigenti che ormai sono in pensione.
Giusto. Allora siccome - noi lo sappiamo - non è che voi siete i
tipi che vi andate a nominare, anche se sono in pensione, gli amici
degli amici, questo siamo sicuri che di queste cose voi non ne
fate, non appartiene al vostro stile, però noi riteniamo che non è
qua il problema se sono in pensione o non sono in pensione, noi
riteniamo che in questi due mesi che ci rimangono, perché di questo
si tratta, di campagna elettorale, le nomine devono essere
bloccate. Nuove possibilità di nominare gente che è in pensione o
non è in pensione, no questo regalo, perché non esiste, questa
possibilità io penso che il Parlamento a voi non ve la vuole dare.
Ma non solo, su questo staremo attenti e dobbiamo cari colleghi
stare attenti che tutte quelle norme di Finanziaria che prevedono
aperture concorsuali, aperture di inserimento di nuove nomine, noi
le dobbiamo bloccare, questo Parlamento, in maniera trasversale,
con grande responsabilità, ultimamente, è riuscito a fare anche un
intervento moralmente importante, Presidente dell'Assemblea,
evitando che si faccia confusione.
Ora, siccome noi lo sappiamo che voi siete attenti, che voi state
attenti a non utilizzare le nomine per fare politica o per occupare
spazi dandoli ad amici degli amici, su questo non ci sono dubbi che
non vi appartiene, siete di grande visione e di cuore largo, però
lo sa com'è assessore, io mi fido di lei però può capitare, magari,
che lei va via, che lei va a casa, viene sostituito o che c'è o che
è distratto, arriva uno che è magari poco attento e inizia a
nominare o in pensione o senza pensione con lo stipendio amici
degli amici che poi magari li aiutano in campagna elettorale.
Perché lo sa cosa può succedere? Che magari può esserci uno che è
in pensione, che non ha nulla da fare perché è in pensione, e uno
gli dà un bel regalino e gli dà un bel ruolo e poi se lo trova in
campagna elettorale. Io lo capisco che queste sono discussioni che
non vi appartengono però siccome noi siamo un po' prevenuti, a
questa cosa dobbiamo stare attenti. Io penso che questo Parlamento
sia in grado - perché già l'ha dimostrato - di alzare muri e argini
ad eventuali tipi di poltronificio a fine elettorale.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, su che cosa? Perché l'abbiamo già
discusso. Stiamo vedendo se sopprimere o meno. Un attimo, Cracolici
ci deve dire se è d'accordo con le eventuali modifiche proposte
dall'Assessore. Onorevole Schillaci un minuto fate parlare intanto
Cracolici.
CRACOLICI. Presidente, mi dispiace non sono d'accordo con
l'Assessore non perché non capisca il senso con cui l'ha detto ma
se c'è una cosa che io, come dire, per ragioni culturali, non mi
piace è privilegiare i pensionati rispetto ai lavoratori attivi.
Quindi se dovessimo fare una norma preferirei nominare, come dire,
commercialisti in essere, avvocati in essere, aziendalisti in
essere rispetto a nomine di personale che è andato in pensione
nelle proprie amministrazioni. Quindi questo è un concetto diciamo
del privilegio ai pensionati che personalmente, come dire, sono
eventualmente per averli in un unico contesto ma non privilegiarli
rispetto a quelli che sono professionalmente attivi.
Detto questo io insisto Assessore. Talaltro devo dire che il
collega, il capogruppo Di Paola, mi capita ogni tanto di scordarmi
i nomi, ha detto una cosa che mi era persino sfuggita e la
considero assolutamente ragionevole. Noi abbiamo una norma blocca
nomine a tutti i livelli. Cioè fare una norma che oggi dovrebbe
istituire un albo, dovrebbe istituire un albo a fronte di nomine
che poi fa il Ragioniere Generale, anche qui è come se l'autorità
politica si spoglia di una responsabilità perché teme Non ho
capito. No, i politici no, la Giunta di Governo sì.
Quindi avverto, come dire, un imbarazzo persino. Io sono per
ribadire che questo articolo in questa finanziaria, vedremo alla
prossima legislatura, non ci sia. Ripeto, perché è l'attività di
vigilanza è in capo a chi è pagato per farlo e se ci sono
responsabilità dobbiamo perseguirle cioè i revisori che sono
iscritti in albo nazionale di Ministero dell'Economia e delle
Finanze e ai Dipartimenti che hanno i dirigenti, che hanno i
funzionari che devono fare anche questa attività. Creare una
superfetazione, sapete cosa significa? Che alla fine nessuno sarà
responsabile. Alla fine più ampli i soggetti che devono esercitare
la vigilanza, più nessuno esercita la vigilanza, ecco perché sono
per abrogare l'articolo 3.
PRESIDENTE. Quindi mantenete l'emendamento. Onorevole Sunseri?
SUNSERI. Grazie, Presidente. Guardi, forse dimentichiamo che
questa Regione ha 160 tra enti e società, e noi oggi stiamo
stanziando risorse assolutamente irrisorie, vorremmo stanziare
risorse assolutamente irrisorie per nominare delle persone che
dovrebbero in qualche modo coadiuvare o a volte anche sostituire
quello che i revisori già fanno.
Le porto un esempio, Presidente, che ho scoperto appena un mesetto
fa. Il Collegio dei Revisori dell'ESA ha dato un parere contrario
all'attuazione di un provvedimento proposto dal Consiglio di
Amministrazione. Sa cosa se n'è fatto il CDA e l'ESA di quel parere
del Collegio dei Revisori? Ma siccome non si deve essere volgari
all'interno di quest'Aula lo dico in maniera diversa non l'ha preso
in considerazione e si sta attuando qualcosa che il Collegio dei
Revisori riteneva non idoneo e non utilizzabile. Quindi noi oggi
cosa stiamo facendo? Stiamo mettendo una risorsa irrisoria parliamo
di 50, 100 mila Euro per coprire circa 160 tra società ed enti che
hanno già il proprio Collegio di Revisori, che hanno già i
Dipartimenti predisposti a controllare l'attuazione delle norme ed
istituiamo delle persone che dovrebbero controllare non si sa bene
chi. Né il Collegio dei Revisori, né tanto meno i Dipartimenti che
dovrebbero fare la vigilanza, dovrebbero semplicemente aggiungersi
a questi. Ma se già il parere del Collegio dei Revisori non viene
rispettato e gli enti e le società fanno di fatto quello che
vogliono senza che la Regione si intromette fregandosene dei pareri
contrari dei Revisori dei Conti questa norma di preciso a che serve
se non a nominare qualche persona in più?
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli Fava e
Catalfamo. E' qua l'onorevole Catalfamo? Mi è stato mandato il
congedo
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. l'onorevole Arancio.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, proprio un secondo perché
dobbiamo votare per favore.
SCHILLACI. Grazie, Presidente. Siccome insisto sul fatto che un
potenziamento di controlli assolutamente all'interno degli enti
vigilati appunto, lo dice la stessa parola, vigilati dalla Regione,
ma di fatto questa regione non ha mai vigilato in maniera adeguata.
Io avevo presentato l'emendamento 3.5 che supera le obiezioni
sollevate dai colleghi, che ritengo assolutamente opportune, sul
fatto che non bisogna nominare da parte del Governo regionale
nominare questi soggetti che dovrebbero condurre l'attività
ispettiva, io avevo presentato il 3.5 proprio che prevede il
sorteggio dall'Albo costituito presso l'Assessorato di questi
soggetti che dovrebbero, appunto, condurre l'attività ispettiva.
Dopodichè, sono
PRESIDENTE. Deve essere soppressivo, se viene votato è inutile che
ne parliamo.
SCHILLACI sono assolutamente d'accordo col collega Cracolici,
questa distinzione tra giovani, avvocati, commercialisti, anzi noi
siamo la terra che dobbiamo assolutamente tenere i nostri giovani
qui e non farli andare via dalla Regione siciliana; quindi, che si
dia la possibilità soltanto ai pensionati
PRESIDENTE. E allora onorevole Schillaci, la blocco perché
veramente si sta facendo tardi.
SCHILLACI. non sono assolutamente d'accordo.
PRESIDENTE. Chiedo scusa. O il PD, l'onorevole Lupo e Cracolici,
ritirano l'emendamento soppressivo per poi votare questo, se lo
mantengono è inutile che ne parliamo. E' mantenuto?
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
PRESIDENTE. E' appoggiata? Va bene, è appoggiata. Scusate un
attimo che stanno distribuendo dei tesserini.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.2
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vuole sopprimere l'articolo
vota verde, chi lo vuole mantenere vota rosso, chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Scusate, mi date retta un attimo? Chiedo scusa, si vota
all'antica, dovete tenere il dito pressato. L'onorevole Turano
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 56
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 25
Contrari 21
Astenuti 0
(E' approvato)
E' approvato. L'onorevole Turano poteva votare però Non ha
votato Non si toglie più Tenere il dito pressato L'ho detto qua,
chiarissimo
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come? Scusate, io ho fatto proprio per questo.
Scusate, onorevole Turano, chiedo scusa, due volte mentre si votava
piuttosto che gridare tutti ho detto due volte ricordatevi che si
vota all'antica, tenere il dito pressato . All'antica è così
All'antica significa quello di prima Vabbè, non c'è problema tanto
è colpa di Micciché, non vi preoccupate Onorevoli, non vi
preoccupate, anche stavolta è colpa di Micciché Andiamo avanti
perché sennò non finiamo mai.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Chi ha vinto? Non ha vinto nessuno Onorevole
Cracolici per favore può prendere posto e andiamo avanti?
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Norme in materia di personale
1. Al fine di recepire la normativa statale di cui all'articolo
1, comma 604, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio
pluriennale per il triennio 2022-2024 in materia di incremento dei
trattamenti economici accessori del personale delle pubbliche
amministrazioni, le risorse destinate ai fondi per i trattamenti
accessori del personale dell'Amministrazione regionale, anche di
livello dirigenziale, sono incrementati, complessivamente, di euro
1.600.000,00 a decorrere dall'anno 2022, nel rispetto del limite
massimo pari allo 0,22 per cento del monte salari 2018 previsto
dalla citata disposizione statale e dei contenuti previsti dal
punto 2, lettera e) dell' Accordo Stato e Regione Siciliana per il
ripiano decennale del disavanzo sottoscritto in data 14 gennaio
2021 (Missione 1 Programma 10 capitolo 212017). Alla conseguente
copertura dell'onere, pari ad euro 1.600.000,00 a decorrere
dall'anno 2022, si provvede a valere sui risparmi di spesa di cui
ai successivi commi.
2. A decorrere dall'anno 2022, in attuazione di quanto previsto
dall'articolo 49, commi 3 e 4, della legge regionale 7 maggio 2015,
n. 9 e successive modifiche e integrazioni e dall'articolo 13,
comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e della Delibera
di Giunta n. 108 del 10 marzo 2022, nonché al fine di dare
attuazione al punto 2, lettere d) ed e) dell' Accordo Stato e
Regione Siciliana per il ripiano decennale del disavanzo
sottoscritto in data 14 gennaio 2021, in materia di contenimento
del trattamento economico accessorio, il fondo per il finanziamento
della retribuzione di posizione, parte variabile e di risultato del
personale dell'area della dirigenza dell'amministrazione regionale
è ridotto di un importo pari ad euro 3.841.000,00 (Missione 1
Programma 10 capitolo 212019) rispetto all'ammontare del fondo
medesimo del 2021, come formalmente quantificato e costituito
dall'amministrazione regionale. Le economie di pari importo
registrate nel fondo di cui al primo periodo e relative all'anno
2021, costituiscono in via definitiva e strutturale risparmi a
beneficio del bilancio regionale.
3. A decorrere dall'anno 2022, in attuazione di quanto
previsto dall'articolo 49, commi 3 e 4, della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni, dall'articolo 10
comma 1 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9 e successive
modificazioni, come attuati con decreto presidenziale n. 608/2022,
nonché al fine di dare attuazione al punto 2, lettere d) ed e)
dell' Accordo Stato e Regione Siciliana per il ripiano decennale
del disavanzo sottoscritto in data 14 gennaio 2021, in materia di
contenimento del trattamento economico accessorio, il fondo risorse
decentrate del personale del comparto non dirigenziale
dell'amministrazione regionale è ridotto di un importo pari ad euro
544.134,00 (Missione 1 Programma 10 capitolo 212015) rispetto
all'ammontare del fondo medesimo del 2021, come formalmente
quantificato e costituito dall'amministrazione regionale.
4. A decorrere dall'anno 2022, sono fatti salvi gli effetti di
cui all'articolo 1, commi 604 e 612 della legge 31 dicembre 2021,
n. 234».
5. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
6. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, opposizione, non è che perché avete vinto un
emendamento state facendo questo casino' Ora riprendiamo;
riprendiamo la serenità e riprendiamo a votare.
Onorevole Lupo, l'emendamento 4.1 non è ammissibile, così come gli
emendamenti 4.2 e 4.3 non sono ammissibili.
Si passa all'emendamento 4.8 Il comma 1 è soppresso . Onorevole
Lupo, lo mantiene? Lo ritira?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusi, gli emendamenti 4.1, 4.2 e 4.3 sono
inammissibili. L'emendamento 4.8 lo mantiene o no?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come? Perché sopprimono l'entrata e quindi rimarrebbe
senza copertura. Ritirato.
L'emendamento 4.7 è inammissibile per lo stesso motivo di prima.
L'emendamento 4.4 è inammissibile. L'emendamento 4.6 è
inammissibile.
Onorevole Cracolici, l'emendamento 4.5 è ammissibile; lo ritira?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sì è tecnico, quindi è ritirato.
C'è un emendamento 4.9.R, fuori sacco, del Governo. Lo
distribuite, per favore? E allora, c'è questo emendamento 4.9.R
del Governo, se il Governo lo vuole illustrare, assessore Zambuto
se lo vuole illustrare un attimo. Prego.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Presidente, questo emendamento che presentiamo appunto come
emendamento e non lo abbiamo presentato nel testo del Governo, lo
abbiamo presentato oggi come emendamento perché abbiamo trovato la
copertura finanziaria che consente di potere effettuare la
riclassificazione del personale regionale dentro il nuovo contratto
collettivo del comparto. Tutto è stato realizzato attraverso una
interlocuzione costruttiva che abbiamo avuto anche con il MEF nel
rispetto dell'accordo Stato-Regione e, quindi, nel rispetto di
tutti i vincoli previsti sulla materia relativa al personale
regionale.
PRESIDENTE. Allora, questi tre milioni fanno già parte di un
contratto già esistente. Non erano stati pagati, sono state
trovate
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, solo per dire perché poi sembra che magari
l'Aula ce l'ha con un Assessore anziché con un altro, perché
altrimenti è come se ce l'avessimo solo con l'assessore Armao, ma
non è così.
Anche questo è un emendamento aggiuntivo, Presidente. Poco fa
l'assessore Zambuto ha detto: Abbiamo trovato i soldi, abbiamo
trovato le coperture .
Ora dico: se è un emendamento aggiuntivo e i soldi, come dire,
sono riusciti a trovarli nel corso di questi giorni...
PRESIDENTE. È nascente da un contratto già esistente.
DI PAOLA. Sì, però è un emendamento del Governo e questa cosa non
è stata inserita, la finanziaria non è che la fa l'Assemblea, la
legge di stabilità arriva dal Governo. Cioè il Governo regionale,
io immagino che durante le Giunte regionali man mano i vari
Assessori inseriscono gli articoli, discutono e si inseriscono gli
articoli all'interno della legge di stabilità.
Se poi i fondi, Presidente, sono stati trovati nei giorni
successivi facciamo anche questo come emendamento aggiuntivo. Cioè
trattiamolo domani, dopodomani. Li trattiamo tutti insieme,
Presidente.
PRESIDENTE. Se vedete il comma 4 dell'articolo 4 si dice: A
decorrere dall'anno 2022, sono fatti salvi gli effetti di cui
all'articolo 1, commi 604 e 612 della legge 31 dicembre 2021, n.
234 . E' assolutamente questo. Cioè, quindi non è aggiuntivo
perché già inserito. Si stanno materialmente inserendo i soldi, ma
è già fatti salvi gli effetti di cui all'articolo 1 .
DI PAOLA. Sì, Presidente, la domanda che faccio è: i soldi che
stanno inserendo quando sono stati trovati?
PRESIDENTE. Ci sono già nel comma 1 e 2. Attenzione Ci sono già.
Non stiamo aggiungendo somme da altre parti. Questi ci sono già.
Hanno individuato da quale capitolo prenderli.
DI PAOLA. E allora perché, Presidente, non lo hanno individuato
mentre erano in Giunta? Perché questa cosa non l'hanno inserita
direttamente all'interno
Cioè fanno le Giunte regionali
PRESIDENTE. Ho fatto la stessa domanda all'Assessore poca fa
perché è così come dice lei. Dovrebbero essere inserite già prima.
Però, non sono aggiuntivi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. L'ho già scritto il suo nome, onorevole Foti. Prima ha
chiesto la parola l'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Presidente, si dovrebbe fare assistere dal Segretario
d'Aula.
PRESIDENTE. I Segretari d'Aula, sia quelli del PD, che quelli di
Forza Italia, che quelli del Movimento Cinque Stelle, sono
diventati una merce rara
BARBAGALLO. Presidente, volevamo chiedere al Governo e nella
fattispecie all'assessore Zambuto se la riclassificazione
riguardava in particolare le categorie A e B del personale della
Regione, che sono quelle escluse dal pasticcio che ha fatto il
Governo nel ritiro e nella modifica delle procedure di accesso al
concorso pubblico di qualche mese fa; quindi, se riguarda
espressamente le categorie A e B e come intende procedere alla
riclassificazione: se farlo per tutti oppure per determinate
categorie.
I chiarimenti dell'Assessore sono determinanti anche per capire
poi quale sarà la posizione del partito. Quindi, aspettiamo
delucidazioni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Tutto il PD deve intervenire o ne
bastano due-tre?
CRACOLICI. Signor Presidente, se mi dichiaro indipendente le va
bene?
Allora, nel merito dell'emendamento sono d'accordo, faccio subito
questa premessa perché stiamo parlando di retribuzione di
riorganizzazione del personale di comparto e dirigenziale.
Questo è frutto, come diceva sempre l'onorevole Di Paola, secondo
me di un errore fatto nell'atto di approvazione della legge di
stabilità in Giunta perché, avendo recepito il comma 604, non avete
dato attuazione al comma 612, che state facendo con questo
emendamento.
Detto questo, io pongo un tema dalla copertura, e vorrei che gli
Uffici mi aiutino. Siccome la copertura la si dà con i risparmi di
cui agli effetti dell'articolo 2 e 3, che per il 2022 sono 3
milioni 841 e 544 mila euro, ma questi due commi dichiarano che per
il 2023 a seguire, quel risparmio diventa strutturale e, come dire,
per sempre. Quindi, noi non possiamo dare copertura nel 2023 con
gli effetti dell'articolo 2, del comma 2 e 3. Cioè, quei risparmi
sono già contenuti nell'attività di bilancio ordinario. La
copertura per il 2023 - mi aiuti, dottore Pecoraro - la copertura
per il 2023 non può essere, come per il 2022, dai risparmi, ma deve
trovata ad hoc, perché così è sbagliata la copertura. Spero di
essere stato chiaro.
PRESIDENTE. Questo è per il 2022.
CRACOLICI. No, ma c'è 2023, per gli anni successivi la copertura
era i risparmi, che sono invece considerati strutturali.
PRESIDENTE. Allora, scusate, perché anche qui, siccome è firmato
dal Ragioniere generale Tozzo, per cui non capisco bene. Prima di
dare la parola agli altri che l'hanno chiesto, possiamo capire qual
è il problema? Perché se il problema c'è, è inutile che stiamo qua
a dare la parola a tutti. Però, siccome io vedo firmato il
Ragioniere generale , immagino che il Ragioniere generale non
sbagli queste cose.
Accantoniamo un attimo anche questo perché si devono fare delle
verifiche. C'è da votare solo questo 4.9.R.
Si passa all'articolo 5. Io, pensate, che nel mio piano di lavoro
avevo pensato che 1, 2, 3, 4, e 5 li votavamo prima dell'una e
mezzo, e invece sono già le cinque e mezza.
Do lettura dell'articolo 5:
«Art. 5.
Autorizzazione al Fondo Pensioni Sicilia utilizzo risultato di
amministrazione per esecuzione sentenze in favore del personale ex
E.A.S.
1. Al fine di provvedere al riconoscimento dei debiti gravanti
sul Fondo Pensioni Sicilia discendenti da sentenze esecutive
concernenti il pagamento del trattamento pensionistico sostitutivo
ed integrativo al personale ex dipendente dell'Ente Acquedotti
Siciliano quantificati in 18.310.642,15, il Fondo Pensioni
Sicilia è autorizzato per l'esercizio finanziario 2022 ad
utilizzare per l'importo di 18.138.856,52 gli avanzi di
amministrazione determinati anche dai maggiori trasferimenti
effettuati dall'Amministrazione regionale a valere sui capitoli
della rubrica 2 del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica
per il personale di cui al secondo e terzo comma dell'art. 10 della
L.R. 21/1986 -contratto 1- e da altri trasferimenti, interessi,
recuperi nonché il trasferimento regionale di cui al comma
successivo.
2. Per le finalità del comma 1 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2022 la spesa di 171.785,63. (Missione 1, Programma
10)».
Colleghi, per favore, dobbiamo cercare di fare velocemente, perché
sennò dobbiamo passare la notte. Per il bene di tutti, sono
decisioni prese per il bene di tutti. Dopodiché se non ce la
facciamo entro il 13, che la colpa sia dell'uno o dell'altro non mi
interessa, non paghiamo manco questo mese i lavoratori. Per cui,
dobbiamo in qualche maniera, per far sì che tutto possa essere,
possa tornare regolare, dobbiamo approvarlo entro l'11, massimo 12
mattina. Quindi, se non lo facciamo...
Siamo all'articolo 5. Onorevole Lupo, i soppressivi?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Era già inserita nel fascicolo. La riscrittura ha già
un emendamento inserito nel fascicolo.
Aspettate, scusate, c'è una sorpresa: c'è un'altra riscrittura,
quella che abbiamo distribuito, quindi questa qua non serve più.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Cinque minuti avete chiesto? Intanto, se il Governo la
può illustrare, così qualcuno si prende il tempo per valutarla. La
riscrittura ovviamente.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. La
riscrittura tiene conto, Presidente, di alcuni contenziosi che sono
risultati soccombenti in capo al Fondo pensioni, concernenti i
dipendenti ex EAS e, quindi, è necessario provvedere a questo
rimpinguamento cui il Fondo pensioni stesso che ha firmato la
relazione ha dato una copertura. Quindi, sostanzialmente, si tratta
di far fronte a delle esigenze finanziarie che altrimenti
graverebbero sul Fondo senza copertura esterna. Noi così diamo
copertura al Fondo mantenendolo in equilibrio, perché l'esigenza è
di mantenere il Fondo in equilibrio fino all'importo massimo di
18.310.642,15 a valere sugli avanzi di amministrazione, determinati
anche da maggiore trasferimenti effettuati in passato
dall'Amministrazione regionale.
E' una richiesta che viene dal Fondo pensioni; anche questo
emendamento è firmato dal Direttore del Fondo pensioni, ma se il
collega Zambuto vuole aggiungere qualcosa gli cedo volentieri la
parola.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola, per quanto riguarda il comma
2 - anche con il nuovo emendamento - introduce una norma nuova che
secondo noi presenta due criticità: non ha natura interpretativa in
quanto è efficacia ex nunc; nella norma base non ricorrono i
presupposti per una interpretazione autentica; prevede il pagamento
delle pensioni sostitutive integrative per tutti i dipendenti ex
EAS mediante l'utilizzo degli avanzi di amministrazione del Fondo
pensioni.
E' necessario accantonarlo perché c'è qualcosa che non
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa?
FOTI. Sull'articolo 5.
PRESIDENTE. L'abbiamo accantonato.
FOTI Poi se lei supera ogni volta guardando da altre parti e non
dalla mia parte me lo dica che mi metto lì sotto
PRESIDENTE. Onorevole Foti, siccome l'articolo 5 lo abbiamo
accantonato, visto che lei ha chiesto di parlare sull'articolo 5,
qualsiasi cosa deve dire ne parliamo quando lo affrontiamo. Ora lo
abbiamo accantonato.
FOTI. Presidente, nel momento in cui ha annunciato la trattazione
dell'articolo 5 io ho alzato il braccio e lei mi ha detto: lo può
abbassare perché l'ho vista . Se mi concede la parola la ringrazio.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Foti.
FOTI. Desideravo parlare sull'articolo 5 anche perché c'è un mio
emendamento di difficile comprensione perché una parte del secondo
comma è stato inserito nel fascicolo e la prima parte è stata
espunta. Parliamo dei pensionati ex ASI.
Mi piacerebbe che qui ci fosse l'Assessore Turano che gongolandosi
per l'approvazione della riforma sull'Irsap e la liquidazione delle
ASI in Conferenza stampa annunciò la trattazione di questi
pensionati che non prendono la pensione integrativa da quando nella
scorsa Legislatura per motivi non ben precisati furono esclusi da
questa piccola pensione integrativa.
Nel corso di questa Legislatura abbiamo fatto numerosissime
audizioni in Commissione Bilancio e III Commissione, nonché
presentato ordini del giorno trasversalmente sottoscritti dai
colleghi deputati in quanto le undici ex ASI purtroppo vantano dei
poveri disgraziati che sono questi pensionati e quindi è un
interesse generale di tutta la Regione.
Con mio grande dispiacere, ho visto che la totalità dell'avanzo
del Fondo pensioni è stato impegnato per questi altri pensionati.
Dichiaro di essere stata presa in giro dal Fondo pensioni, dagli
assessori sia Zambuto che Turano, mi dispiace dirlo che mi hanno
detto sempre; Sì, sì, sistemeremo la cosa , ma qui non si trova
nulla.
Non so se l'emendamento sarà benevolmente considerato dal mistero
della fede, discutibile o non discutibile perché qui si va a
mistero della fede, e annuncio che, qualora si parlerà solo di
pensionati EAS, mi andrò a prendere un caffè al bar. Grazie.
PRESIDENTE. Abbiamo accantonato l'articolo 5.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«TITOLO II
DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Art. 6.
Piano per l'incentivazione della fruizione dei luoghi della
cultura
1. Al fine di promuovere la fruizione dei luoghi della cultura
delle singole province da parte dei nuclei familiari con figli in
queste residenti il Dipartimento dei beni culturali e dell'identità
siciliana è autorizzato ad emettere una carta annuale per un
importo di 40,00.
2. I nuclei familiari con tre o più figli, anche non residenti
nella Regione Siciliana, usufruiscono di uno sconto del 50% sulla
tassa d'ingresso da applicarsi in tutti i luoghi della cultura.
3. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
il Dipartimento dei beni culturali e dell'identità siciliana
determina con proprio decreto le modalità di attuazione delle
previsioni di cui al presente articolo».
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Il primo emendamento è un emendamento soppressivo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Intanto, Presidente, se l'assessore Samonà ci ascolta
e l'onorevole Palmeri.
Ci sono aggiuntivi su questo articolo? E' strano Siccome il
Governo ne ha presentato uno per ogni articolo, ci sembrava strano
che non ci fosse un emendamento aggiuntivo, perché già non siamo
andati nelle Commissioni di merito e in Commissione Bilancio ,
affrontiamo i testi aggiuntivi direttamente in Aula e con pochi
minuti a disposizione
Sull'articolo 6, Presidente, come già hanno denunciato gli Uffici
dell'Assemblea la norma è senza copertura finanziaria perché non si
comprende a valere da quali risorse vengono previste le coperture
per l'abbattimento sulla tassa di ingresso ai musei. Più che finanza
creativa, siamo in termini di pura fantasia.
La seconda questione - come già abbiamo evidenziato durante la
discussione generale - è quella per cui è assolutamente inusuale che
si intervenga con legge per disciplinare questo tipo di interventi;
basterebbe una semplice riunione della Commissione biglietti' per
sancire una diversa modalità.
Il terzo aspetto - ma lo dirà meglio l'onorevole Dipasquale,
componente della Commissione - non capiamo perché l'estensione vada
fatta anche per coloro che non sono residenti in Sicilia.
Ovviamente, Presidente, per queste ragioni insistiamo sul
soppressivo e continuiamo a stupirci, lo abbiamo già detto durante
la discussione generale, Assessore Samonà, come mai non arrivi in
Aula la proroga oppure la nuova previsione e il nuovo bando per la
concessione dei servizi dei beni culturali che è un affare
milionario di questa Regione e continuiamo a occuparci di dieci,
venti, trenta e quaranta euro quando alle spalle del legislatore,
per atti amministrativi, continuano le proroghe quando ormai
l'emergenza Covid è finita da diverse settimane in barba a tutte le
disposizioni di legge.
Quindi, insistiamo sull'emendamento soppressivo, Presidente Di
Mauro.
PRESIDENTE. Facciamo un po' di ordine. Hanno chiesto di
intervenire gli onorevoli Di Paola, Dipasquale, Palmeri, Lupo e
Schillaci.
L'elenco degli iscritti a parlare è chiuso.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Grazie, Presidente. Mi meraviglio sempre di più -
giusto, Assessore? - man mano si procede a discutere gli articoli di
questa finanziaria, escono fuori cose veramente assurde.
Allora, il problema è questo. Dico la Giunta che, ripeto, quando
inserisce gli articoli perché questi sono articoli che non è che
sono stati inseriti all'interno della Commissione Bilancio' perché
vede, Presidente, nelle passate finanziarie ogni tanto quando si
provava a fare una critica agli articoli della finanziaria c'era il
Governo che rispondeva: e si ma, sono passati dalla Commissione ,
quindi, come dire, la finanziaria è stata scritta assieme ai
deputati di tutta l'Assemblea.
Ora com'è possibile che il Governo regionale - ripeto, presumo che
il Governo regionale all'interno delle Giunte faccia anche, come
dire, un esame delle coperture finanziarie -, cioè come fa il
Governo regionale ad inserire all'interno della legge di stabilità
articoli senza copertura finanziaria? Cioè il Governo regionale, me
l'immagino riuniti, Presidente, che inseriscono articoli senza la
copertura finanziaria. E questo per quanto riguarda la copertura
finanziaria e, a mio modo di vedere, questo articolo già potrebbe
così essere stralciato visto che non ha copertura finanziaria.
Poi, entrando nel merito dell'articolo, ma com'è possibile
risolvere, come dire, tutte le problematiche che ci sono a riguardo
la gestione dei luoghi della cultura siciliana con una norma che,
di fatto, è una norma spot, cioè non è una norma organica che, come
dire, nel complesso cerca di dare un indirizzo, cerca di dare una
visione. Noi qui stiamo facendo una norma, come dire, sembra quasi
un ulteriore emendamento aggiuntivo, però un emendamento presentato
dal Governo regionale senza alcuna copertura e senza una visione,
perché qui l'emendamento cosa prova? Prova a dare un'ipotetica
carta con un importo ai nuclei familiari che possono essere in
difficoltà.
Ma qual è la visione del Governo regionale per quanto riguarda la
gestione della fruizione dei luoghi della cultura, Presidente?
Quindi, la richiesta che faccio, Presidente, onde evitare che
andiamo al voto anche su questo articolo e considerando che non c'è
la copertura finanziaria, è che si ritiri questo articolo, quindi
lo si metta da parte ed eventualmente poi il Governo regionale
presenterà un emendamento aggiuntivo con l'eventuale copertura
perché, ad oggi, questo articolo di fatto non ha alcuna copertura.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. E' iscritto a parlare
l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà. Siamo qui tutti orecchie,
onorevole Dipasquale, per ascoltarla.
DIPASQUALE. Grazie, Presidente. Assessori, dove avete mandato
l'Assessore Samonà?
PRESIDENTE. Può parlare, non si preoccupi.
DIPASQUALE. Stiamo parlando dell'articolo 6 che riguarda
l'assessore Samonà, per questo gradivo l'attenzione dell'assessore
Samonà, però vedo che è impegnato con gli Uffici, quindi faccio
l'intervento ugualmente, Presidente.
Allora, all'articolo 6 della finanziaria regionale, prevediamo,
avete previsto, un Piano per l'incentivazione della fruizione dei
luoghi della cultura in Sicilia.
Io veramente ritengo questo articolo non meritevole di entrare
nella finanziaria, non ha un valore così importante da essere
inserito nella finanziaria perché, al netto di una politica che la
condividiamo tutti che è più sociale, che è rivolta ad agevolare i
portatori di handicap, le famiglie numerose, per poter accedere ai
beni nei luoghi della cultura in Sicilia, che ha un determinato
significato e penso che non trova nessuno contrario di questo
Parlamento, noi riteniamo veramente improduttiva, minimale, una
strategia che parla di fruizione dei luoghi della cultura e,
quindi, l'incentivazione di questa fruizione che passa solamente
attraverso lo sconto, attraverso l'individuazione di questa carta
annua e lo sconto per le famiglie numerose.
Ritengo, al netto proprio del disinteresse dell'Assessore che si
sta occupando di altro, davvero mortificante. Cioè se voi guardate
i piani delle altre Regioni, per esempio la Regione Lazio, ma
lasciamo perdere la Regione Lazio, qualcuno potrebbe dire ma voi
perché c'è Zingaretti?' La Regione Lombardia, per esempio e i bandi
che fanno ogni anno per la valorizzazione dei luoghi della cultura,
con programma e incentivazioni importanti alle associazioni, alle
scolaresche, al mondo della scuola, ai coinvolgimenti, alle
riqualificazioni.
Vede, Assessore, che non ascolta e che si distrae
L'ultima Giunta che è intervenuta - anche dal punto di vista
finanziario, i luoghi della cultura hanno bisogno di
riqualificazione - su questo è stata quella del governo Crocetta
che, attraverso i fondi POIN, ex fondi POIN, fece un intervento di
oltre 30 milioni di euro per riqualificare i luoghi della cultura,
su diversi posti. Io ne conosco alcuni, dai noi fu finanziato il
museo di Kamarina, il convento del Gesù a Ibla che, ancora
purtroppo, è fermo e così altre strutture e altri luoghi nella
Sicilia. Di tutto questo oggi non esiste nulla.
L'offerta culturale di questo Governo, la povertà dell'offerta
culturale di questo Governo si tocca proprio in questo articolo. Un
articolo presentato da un Governo per riqualificare e rilanciare i
luoghi della cultura in Sicilia che si limita allo sconto per le
famiglie e all'istituzione di questa carta annua. Lo ritengo banale
e lo ritengo squalificante. Ma se voi guardate anche in questo
momento il dibattito, no? Nel frattempo sto intervenendo e sto
facendo questo intervento che può avere aspetti positivi, negativi,
condivisibili o no. Ma notate l'assenza dell'Assessore, l'assenza
stessa dell'Assessore, la distrazione dell'Assessore ci fa capire
quanto sia proprio superficiale e quasi insignificante l'approccio
che questo Assessorato ha rispetto al tema.
Quindi, bene ha detto il mio segretario, noi manteniamo il
soppressivo e poi quando saremo al Governo, caro segretario di
questa Regione gli faremo vedere qual è il progetto per il rilancio
dei luoghi della cultura che, sicuramente, non è lo sconticino per
le famiglie numerose.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. E' iscritta a parlare
l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, se ho l'attenzione anche degli Uffici
e dell'Assessore che, evidentemente, stanno valutando una
riscrittura di questo articolo, volevo dire che condivido alcune
delle osservazioni poste dai colleghi e, infatti, avevo presentato
una riscrittura. In un'eventuale riscrittura si può tenere conto
anche di queste osservazioni che volevo portare con questa
riscrittura.
In particolare, facevo riferimento anche al concetto delle fasce
disagiate perché, condividendo il principio di questo articolo e le
emissioni di queste carte, che va bene, anche se effettivamente non
ha copertura, quindi va bene alle carte, ma includendo anche un
riferimento alle fasce disagiate e al reddito nell'emissione,
quindi, e nella creazione anche di un decreto che possa tenere
conto anche di questa cosa.
Inoltre, al comma 3 individuavo anche il riferimento alle
agevolazioni che non possono, comunque, generare minori entrate
rispetto alla media annuale del precedente triennio, perché,
chiaramente, nei luoghi di cultura che si vogliono implementare e
incentivare bisogna tenere conto anche di quei luoghi di cultura
che, effettivamente, necessitano di un aiuto e, soprattutto, nella
stagione turistica, nella stagione estiva ci sono dei luoghi di
cultura che non hanno questa necessità e altri che, invece, hanno
questa necessità. Quindi, bisogna anche tenere conto dei luoghi che
si vanno ad agevolare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. E' iscritto a parlare
l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Lupo. Governo, ci sono novità di
emendamento, di qualche cosa?
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Presidente, stiamo provvedendo ad una riscrittura dell'articolo.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Lupo.
LUPO. Signor Presidente, ma ritengo anch'io che, al di là delle
buone intenzioni, la norma sia scritta davvero male. Quindi, mi
auguro che il Governo nella riscrittura voglia tenere conto del
dibattito.
Ad esempio il comma 1 non significa assolutamente nulla. Intanto
non si capisce perché faccia riferimento alle singole province,
perché forse la famiglia è impossibilitata a fruire di beni
culturali di un'altra provincia e in quel caso non può utilizzare
lo sconto, intuisco del valore di 40 euro Dico, intuisco, perché
usare l'espressione carta annuale non significa nulla in italiano.
Di quale carta parliamo? Parliamo di agevolazioni, parliamo di
un'esenzione, parliamo di uno sconto? Quindi anche dire carta
annuale, al di là della buona intenzione, non produce alcun effetto
di legge. Così come andrebbe anche indicato a cosa si riferisce il
40 euro? E' un 40 euro annuale? Quindi l'articolo del comma 1 è
davvero, totalmente incomprensibile così come è scritto.
Per quanto riguarda il comma 2, credo intanto che qualora ci fosse
una riduzione parziale per le famiglie con 3 o più figli non
residenti nella Regione siciliana, debba esserci un'esenzione
totale per le famiglie con 3 o più figli residenti in Sicilia
perché penso che dovremmo, sì incentivare il turismo ma anche
andare incontro alle esigenze familiari e anche di fruizione
culturale delle famiglie numerose e meno abbienti, di tutte in
generale quelle famiglie numerose che vogliono dare l'opportunità
di crescita culturale ai figli visitando il nostro straordinario
patrimonio culturale e monumentale.
Quindi, un invito al Governo a riformulare l'articolo 6 tenendo
conto anche del fatto che, a mio avviso, richiede comunque una
copertura finanziaria perché non vorrei che, alla fine, anche
l'articolo 6 finisse per essere impugnato per mancanza di copertura
finanziaria. Quindi, un esame attento del testo, una riscrittura
che tenga conto del dibattito parlamentare portato avanti dal PD,
ma condivido anche alcune proposte fatte dagli altri colleghi agli
emendamenti 6.5, 6.10, 6.11 e 6.6 e un'attenta valutazione
dell'impatto finanziario. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo. E' iscritta a parlare
l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente. Anch'io, pur condividendo
l'obiettivo dell'Assessore di incentivare l'accesso ai luoghi della
cultura, desideravo porre l'attenzione innanzitutto sul comma 1 e
cioè non condivido l'accesso alle singole province perché,
Assessore, ci sono delle province che hanno pochi siti culturali,
pochi musei all'interno della provincia. Le stesse associazioni di
categoria e le famiglie mi hanno appunto evidenziato questa cosa e,
quindi, estendere all'intero territorio siciliano l'eventuale card
annuale.
Dopodiché ci tenevo ad evidenziare la possibilità di fare accedere
i minori di 18 anni, in maniera gratuita, a tutti i siti della
cultura, nonché i portatori di handicap con un accompagnatore,
proprio per evitare che queste persone fragili finiscano con
l'essere, con il rimanere in una condizione di isolamento e,
quindi, prevedere la possibilità di entrare nei luoghi e nei siti
culturali del nostro territorio siciliano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. E' iscritto a parlare
l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà. Se vuole può parlare dal suo
posto.
RAGUSA. Signor Presidente, vorrei difendere la filosofia di questo
articolo, di questa idea, di questo progetto e mi convince anche il
fatto che alcuni colleghi, senza aggrapparsi all'opposizione forte
e dura vogliano contribuire con le idee per allargare a più
soggetti la fruizione dei luoghi della cultura, cosa che ritengo
importante perché è chiaro che da più parti viene fatto l'appello
alla crescita culturale anche attraverso i siti e la visita nei
siti della cultura.
Allora, apri i giornali e leggi: La Sicilia è un museo a cielo
aperto , leggi la tendenza sociale e turistica e la Sicilia è il
tempio della cultura aperta per tantissimi cittadini del mondo. Non
più tardi dell'anno scorso ci è stata una ferma opposizione nei
confronti di come organizzare e strutturare il turismo in Sicilia e
anche qui un'opposizione forte, però la tendenza italiana per
quanto riguarda la visita dei luoghi della cultura va sempre più
elevata, tant'è che assisto ad un'intervista importante del
Ministro dei beni culturali italiani che fa aprire i luoghi della
cultura anche la domenica. Questo perché? Per agevolare chi vuole
visitare, per agevolare le persone che vogliono far crescere i
propri figli insieme alla cultura dei luoghi dove vivono?
Allora, condivido un percorso, l'Assessore ha detto che è pronto a
riscrivere l'articolo 6, ma coglierei l'opportunità, cogliendo
l'occasione - cosa che hanno fatto notare alcuni colleghi nei
propri interventi - di migliorare e di dare più opportunità
possibile per visitare i luoghi della cultura.
Caro Presidente, qui siamo davanti ad una scelta, non molto
importante ma importante, siamo per la conoscenza dei luoghi della
cultura siciliana o no? Io sono per la conoscenza e per mettere a
servizio delle famiglie che vogliono usufruirne un bonus,
un'opportunità per far crescere i luoghi della cultura insieme alla
comunità siciliana. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ragusa. E' iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Ma io immagino lo sforzo, Presidente,
mentale al quale si sono dedicati nell'Assessorato per esordire in
finanziaria con questa norma, a tratti rivoluzionaria, onestamente,
avrei difficoltà ad immaginare qualcosa di più bello per la nostra
Regione.
Ora però, casualmente, sono andato a guardare quanto costa un
biglietto per entrare a Palazzo dei Normanni, quello che noi
fortunatamente facciamo tutti i giorni e abbiamo la fortuna di
godere di questa bellezza tutta regionale e costa 19,00 euro a
biglietto, cioè praticamente una famiglia di cinque persone per
entrare ha bisogno di 95,00 euro, noi gli stiamo dando 40,00 euro
l'anno, se vengono da un Comune della provincia devono spendere
40,00, 50,00 euro di treno per venire e tornare a casa, quindi, per
venire a vedere Palazzo dei Normanni devono spendere circa 150,00
euro e noi, la Regione siciliana, dopo una serie di burocrazia, di
atti burocratici per ottenere questa carta da 40,00 euro da
spendere solo all'interno della propria provincia gli dà 40,00
euro.
Questo, diciamo, credo che basti assolutamente per valutare
negativamente la proposta rivoluzionaria del governo Musumeci e per
far comprendere che sono delle norme talmente stupide e
assolutamente inutili per il rilancio della cultura e dei luoghi
della cultura della nostra Regione, per far capire che questo
Parlamento e sicuramente il nostro Gruppo non possono che votare
negativamente nei confronti di questa norma. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà. Se poi non ci sono altri interventi daremo la parola al
Governo che, a quanto pare, ha un emendamento di riscrittura.
CAMPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi deputati. Entro nel
merito della norma che trovo incongruente innanzitutto perché per
com'è scritta non può funzionare. Innanzitutto, attivare una carta
ha un costo e, inoltre, oltre al costo di attivazione c'è un costo
di gestione mensile della carta. Queste somme non vengono indicate,
quindi, non capisco come uno strumento del genere, senza risorse,
possa essere attivato e funzionare.
Ma, oltre a questo, vorrei citare tutta una serie d'interventi che
si potevano fare per agevolare la fruizione turistica nell'Isola e
che in un'intera legislatura non sono stati portati avanti,
interventi anche a costo zero.
Mi riferisco, per esempio, alla norma che abbiamo approvato
qualche anno fa sui percorsi letterari in Sicilia; in tre anni non
è mai stato emesso un regolamento che permettesse ai Liberi
consorzi e alle Città metropolitane di poter avviare questi
percorsi letterari e ancora ci sono comuni che già hanno dato
indicazione ai Liberi consorzi per attivarli e aspettano il
regolamento da parte di questa Regione.
E, ancora, abbiamo parlato di parchi minerari, più e più volte è
stato inserito in finanziaria l'emendamento per valorizzare i
parchi minerari; qua abbiamo miniere di sale, di zolfo, di carbone,
di pece, abbiamo miniere meravigliose e in Germania funzionano,
dove sono stai riattivati i binari con i trenini, per visitarli, e
qua non si può entrare e sono chiusi, addirittura qualcuno ci
vorrebbe anche mettere gli scarti di amianto o i rifiuti
radioattivi all'interno delle nostre miniere, anziché valorizzarle
dal punto di vista di fruizione turistica e ancora abbiamo tutte le
archeologie industriali, la fornace Penna, per esempio, dovevamo
acquistarla, avevamo messi i soldi in finanziaria, sono stati
votati, ma ancora non se ne sa nulla e intanto sono crollate tre
arcate quest'inverno con le avverse condizioni metereologiche e
ancora ho fatto un sopralluogo di recente nei parchi archeologici
siciliani e i cartelli turistici sono divelti, le staccionate
mancanti, non c'è l'accessibilità per i disabili.
Assessore, per esempio, sono stata a Solunto, c'era addirittura la
vegetazione foltissima senza la possibilità anche delle linee
taglia fuoco che potesse prevenire i gravi disastri degli incendi e
solo nel 2021 abbiamo avuto 8 mila incendi in Sicilia. Oltre ad
andare in fiamme il patrimonio boschivo, rischiamo di fare andare
in fiamme il patrimonio culturale.
Ecco queste sono solo alcune delle cose ma ancora ne poterei
citare tantissime: per esempio, a Ragusa abbiamo un museo
archeologico che è chiuso, chiuso da tantissimo tempo; c'è stata la
pandemia ma in estate avremo un boom di turisti perché finalmente
le restrizioni si sono ammorbidite e non si è trovata una soluzione
per questo museo archeologico di Ragusa, doveva essere allocato ad
Ibla nel commento degli Esu e quello non è aperto ma anche quello a
Ragusa superiore è chiuso per un'assurdità che non sto qua a
raccontare, una scala antincendio che manca.
E poi, ancora, Assessore, lei ha avuto una grande sensibilità per
la casa natale di Salvatore Quasimodo, ma la informo che c'è anche
a Roccalumera un museo dedicato a Salvatore Quasimodo all'interno
della stazione ferroviaria e Trenitalia ha chiesto 40 mila euro di
affitto per le zone circostanti il Parco quando queste persone che
hanno tenuto in vita un museo non hanno avuto alcun tipo d'ingresso
perché c'è stato il Covid e hanno fatto un servizio straordinario
per tutte le scolaresche. Li vogliamo aiutare anche questi
Io veramente, non possiamo permettere che chiuda il Museo di
Salvatore Quasimodo a Roccalumera; ci sono tutta una serie di cose
che vanno chiaramente seguite e valorizzate affinché non si
perdano, che già permettono da sé, senza alcuna carta, di avere una
grande fruizione turistica in Sicilia perché lo sappiamo tutti che
la Sicilia è meravigliosa, dobbiamo semplicemente curare e
manutenzionare i nostri siti e permettere ai turisti di potervi
accedere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. Non ci sono altri interventi,
quindi, do la parola all'Assessore perché credo che debba
annunciare all'Aula che c'è una riscrittura dell'articolo.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, Presidente, c'è una riscrittura che credo che gli Uffici stiano
per distribuire al Parlamento che fa proprie alcune delle
osservazioni, in particolare non parleremo di carte ma parleremo di
biglietto unico, non quantificando un importo preciso in modo tale
che possa essere garantito ai luoghi della cultura della Regione
siciliana l'accesso alle famiglie mediante l'emissione di un solo
biglietto, in questo modo non faremo una carta con le difficoltà di
gestione com'è stato sollecitato ma si garantirà comunque la
facilitazione alle famiglie di poter entrare nei luoghi della
cultura.
Per quanto riguarda alcune delle osservazioni dell'onorevole
Campo, devo dire che mi convincono, tant'è vero che proprio di
recente ho fatto un sopralluogo nel Parco archeologico del Monte
Iato che afferisce al Parco archeologico di Solunto, all'indomani
del quale, ho disposto con atto scritto che il Parco archeologico
si attivi per realizzare tutta una serie di interventi, alcuni sono
quelli che ha sottolineato lei, me ne sono accorto pure io, con
questi sopralluoghi e il Parco archeologico ha fortunatamente
aderito alle richieste di questo Assessore, del Governo, per
garantire un ingresso in maggiore sicurezza.
Poi vorrei ricordare che sull'accesso alle persone con disabilità
- è importante anche questo tema, dico, mi toccano questi temi
perché sono temi che ho affrontato -, proprio durante, proprio dopo
il primo giro di sopralluoghi
(Intervento fuori microfono)
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
proprio dopo il primo giro di sopralluoghi ho disposto, con una
circolare, che tutti i luoghi della cultura della Regione
siciliana, per intenderci, si facciano parte attiva per abbattere
per quanto possibile le barriere architettoniche che impediscono
alle persone con disabilità di potervi accedere. E devo dire che,
da quella circolare ad ora, tanti passi in avanti sono stati fatti
in tanti luoghi della cultura, prova ne sono le inaugurazioni di
percorsi con disabili che, ormai da un anno e mezzo a questa parte,
fortunatamente laddove sono intervenuti, appunto, i direttori ed
hanno aderito alle richieste del Governo, abbiamo fatto.
Per quanto riguarda una domanda che faceva il Partito Democratico
relativa ai bandi per i servizi aggiuntivi, mi sembra giusto,
essendo in quest'Aula venuto più volte fuori questo discorso,
rispondere. E' corretta anche questa osservazione. Devo dire che,
su indicazione del Governo, il Dipartimento dei beni culturali sta
lavorando, già da adesso, per la definizione di nuovi bandi di gara
di quelli che sono i servizi aggiuntivi scaduti e, entro l'anno mi
dice il Direttore generale, che saranno avviate tutte le procedure
dei bandi di gara per quei servizi aggiuntivi già scaduti o in
scadenza. Questo
(Intervento fuori microfono)
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Ripeto, il Direttore generale ha avviato adesso, quest'anno nel
2022, le procedure per i bandi di gara che saranno avviati entro
l'anno. Dopodiché rassicuro l'onorevole Barbagallo che le proroghe
che sono state fatte dal Dipartimento sono tutte quelle che per
legge erano previste per gli effetti del COVID. Non abbiamo
aggiunto, creativamente, come qualcuno ha detto, un giorno di più
rispetto a quelle che erano le proroghe previste dalla norma
vigente.
Poi vorrei dire, rispondendo all'onorevole Schillaci, che
condivido assolutamente le osservazioni poste dall'onorevole
Schillaci. Però già adesso, onorevole, i minori di diciotto anni
entrano gratuitamente nei luoghi della cultura e anche le persone
con disabilità con accompagnatore. Quindi, la normativa regionale e
la normativa nazionale, su questo, sono assolutamente omogenee.
Quindi, diciamo che gli emendamenti, se condivisi nella sostanza,
nella forma non c'è bisogno di questi emendamenti in quanto sono
già recepiti dall'attuale normativa.
Io non so se gli Uffici abbiano già distribuito il testo della
riscrittura che abbiamo previsto con quegli accorgimenti che
dicevamo poc'anzi. Vi ringrazio.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Aspettiamo un momento che lo distribuiscano. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi risulta che
la normativa, probabilmente la normativa nazionale sia stata
recepita, ma non attuata. Per cui, in alcuni luoghi della cultura
ancora ci sono persone, diciamo, che pagano il biglietto per
entrare. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per cinque
minuti. Riprenderà a breve.
(La seduta, sospesa alle ore 16.58, è ripresa alle ore 17.14)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Distribuiamo l'emendamento del Governo e il relativo
subemendamento del Governo.
L'Assessore per i beni culturali e per l'identità siciliana è
pregato di prendere posto.
C'è il subemendamento, sì. E' una correzione di ordine tecnico,
onorevole Cracolici. Non faccia polemica prima che la caccio fuori.
Ripetiamo: abbiamo l'emendamento sostitutivo del Governo 6.Gov e
poi abbiamo il subemendamento 6 Gov.1, che è una correzione di
carattere... prego...
BARBAGALLO. Noi abbiamo chiesto cinque minuti di sospensione per
esaminare l'emendamento di riscrittura che il Governo stava
scrivendo.
I cinque minuti ho capito sono serviti per scrivere l'emendamento
di riscrittura; ci è arrivato in questo istante, ci dovete dare il
tempo di esaminarlo.
PRESIDENTE. Ma non è tanto difficile da comprendere.
BARBAGALLO. Per lei, Presidente Di Mauro, ma io ho bisogno di più
tempo.
PRESIDENTE. Tuttavia, capisco che lei deve riunire tutto il Gruppo
che è molto affollato. Va bene, allora, sospendiamo per ulteriori
cinque minuti e alle ore 17.25 riprendiamo.
(La seduta, sospesa alle ore 16.16, è ripresa alle ore 17.24)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. È arrivato l'assessore Armao. Cominciamo con l'esame
degli emendamenti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io ho letto la riscrittura. Non so
che cosa si riscrive ma, come dire, l'intendimento è onorevole,
cioè ampliare la possibilità di utilizzare i siti culturali da
parte delle famiglie, dei giovani è in sé un principio che può
essere condiviso. Ma come tutte le norme dobbiamo evitare che si
facciano norme manifesto di difficile poi applicazione, perché
quando si scrive che la fruizione dei luoghi di cultura da parte
dei nuclei familiari con figli residenti in Sicilia', l'accesso ai
predetti siti è consentito a tutti i componenti del nucleo
familiare tramite il pagamento di un solo biglietto. Giusto? Si va
al botteghino con lo stato di famiglia? Si crea un sistema per il
quale, come dire, come si chiama, colui che stacca i biglietti al
teatro, cioè il gestore dei botteghini, si attribuisce un esercizio
di una funzione accertativa dello stato familiare. Poi c'è il
secondo comma che dice che c'è una riduzione del 50% per i nuclei
familiari anche di non residenti in Sicilia. Cioè significa che
tutti quelli che vengono in Sicilia pagano il 50%, al di là se sono
1, 2 o 10 persone, perché se è nucleo familiare può essere
costituito anche da una persona.
Allora, Assessore, se vogliamo fare una politica di maggiore
attrattività dei siti culturali, si faccia una norma generale e
astratta. Che tutti coloro che hanno meno di 30 usufruiscono, il
biglietto vale il 10% di quanto è il biglietto al botteghino, tutti
coloro che hanno più di 60 anni hanno una riduzione, come al cinema
per capirci, l'abbattimento del cioè, stabiliamo una norma
generale che consenta la riduzione del valore d'ingresso, del costo
del biglietto d'ingresso nei siti in maniera generale. Evitiamo di
farla diventare un'attività burocratica con incentivi anche alla
furbizia, perché noi dobbiamo evitare, come dire, che poi fatta una
norma, si utilizzi con l'attività di furbizia che può rasentare
anche elementi di illecito quanto meno amministrativo, poi non
parlo di si faccia una norma generale e astratta.
Si vuole fare una politica di miglioramento dell'accesso ai siti
culturali? Si faccia una norma generale e si dice che i costi dei
biglietti per una serie di categorie, scegliete voi, uomini, donne,
sopra i 40, sotto i 50, ragazzini, universitari, percettori di
reddito di inserimento, tutti quelli che volete, ma facciamo norme
che non hanno questa condizione, diciamo, abbastanza sui generis.
Per cui siamo partiti dalla carta di 40 euro per arrivare ad un
sistema in cui ti devi presentare con lo stato di famiglia. Tra
l'altro, io non lo so tecnicamente, ma qui il Ragioniere, forse, io
non so se va fatta una copertura, perché è vero che si tratterebbe
di un introito rispetto agli introiti che ci sono dai biglietti, ma
il minore introito va valutato e compensato.
Si può fare una norma senza la compensazione delle eventuali
riduzioni.
Ripeto, io considero l'obiettivo un obiettivo nobile, ma così è
una legge manifesto, tra l'altro, fatta con un certo grado di
pressapochismo che non fa onore ad un Parlamento che fa una legge.
PRESIDENTE. Volevo dire all'Assessore Armao più che all'Assessore
per i beni culturali e per l'identità siciliana, che il tema da
trattare a proposito di questi articoli di servizi aggiuntivi,
Assessore Armao, dove ci sono contratti in essere dovremmo quanto
meno scrivere con esclusione dei contratti in vigore a seguito di
gare per i servizi aggiuntivi .
Ma guardi, in questo momento alla Valle dei Templi una persona
entra e paga dieci euro, con questa norma di qua, a mio parere,
domani, anche cinque persone della stessa famiglia potrebbero
pagare un biglietto solo. Io non so se la società che ha un
contratto in essere accetta una norma di questo tipo che, di fatto,
cambia il contratto.
Io, dico, è una riflessione che rimetto all'assessore
all'economia, perché dovremmo quanto meno scrivere con esclusione
dei siti che sono stati affidati ai servizi aggiuntivi , non so se
Va beh comunque, facciamo la discussione intanto, vediamo che cosa
ne viene fuori. C'è l'onorevole Barbagallo e poi ah sì,
l'onorevole Pasqua c'era prima, onorevole Barbagallo chiedo scusa.
Onorevole Barbagallo c'era l'onorevole Pasqua prima.
PASQUA. Grazie, Presidente. Purtroppo rimangono ancora in questo
momento, grazie anche a questo emendamento sostitutivo, rimangono
le perplessità di prima. È necessaria una copertura finanziaria.
Per governare un fenomeno bisogna conoscerne la dimensione.
In questa relazione che è allegata a questo emendamento c'è
scritta la parola si stimano tali da compensare ecc. ecc. , si
stimano quanti? Quante sono le famiglie con più figli che vengono
nei nostri luoghi di cultura? Quante sono in Sicilia le famiglie
che potenzialmente possono sfruttare quest'occasione. Quale
risvolto economico avrà sugli enti, almeno, sui luoghi di cultura
che gestisce direttamente la Regione perché, come ha giustamente
anticipato l'onorevole Presidente, giustamente ci sono anche i
concessionari ai quali non possiamo cambiare le carte in tavola da
un momento all'altro, quindi andrebbero escluse queste situazioni.
In più, c'è di più, quelli che gestisce direttamente
l'assessorato, invece di fare una norma di questo tipo potreste
fare semplicemente un decreto, da domani questi che si trovano in
queste condizioni pagano il cinquanta per cento, però prima dovete
esperire un'analisi ed un'indagine attenta per valutare se questo
ha un impatto negativo sugli ingressi, e comunque cercare di
compensare.
Inoltre, è inapplicabile questa norma così com'è scritta perché i
nuclei familiari , i nuclei familiari come si accertano al
botteghino? Lo diceva poco fa il collega. Come si accerta? Per
somiglianza? Perché magari ci somiglia? Oppure perché hanno lo
stesso cognome? Sbagliato, non si può fare più, perché già da
qualche settimana ormai si può scegliere un altro cognome per il
futuro, mio figlio, che ne so, potrà avere il cognome della madre,
e quindi non avrà neanche questa corrispondenza nei documenti. Come
fate ad accertare la famiglia? Ci dobbiamo portare lo stato di
famiglia dietro e chiedere a quelli che vengono dalle altre Regioni
che non sappiamo neanche quanti sono, quindi andrebbe anche questo
studiato, quanti sono i nuclei familiari con più di tre figli che
vogliono venire in Sicilia ad andare nei luoghi di cultura e
usufruire dei vantaggi di cui al comma 2.
Bene, questa risulterà una norma spot che forse rischia di fare
danno. Rischia di fare danno. Quindi, prima di andare avanti su
questa norma, o valutate attentamente gli impatti economici che
potrà avere, oppure saremo costretti a non poterla votare, noi non
voteremo questa norma, o voteremo contrari, perché noi vogliamo
votare consapevoli di ciò che stiamo andando a votare, avendo
scritte in relazioni quanti sono il numero delle persone che
potranno usufruire di questi vantaggi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Barbagallo, prego.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente Di Mauro. Su questo articolo 6 sono
state dette tante cose. Io nel mio intervento voglio un po'
centrare quelli che sono i temi che per noi non possono essere
superati, anche per la storia ed il prestigio dell'Assemblea e per
la copertura finanziaria che gli Uffici sono tenuti a dare.
Presidente Di Mauro noi stiamo teorizzando che quattro persone
anziché pagare quattro biglietti ne pagano uno solo, e alla luce di
questa revisione non serve copertura finanziaria. Insomma, qua ci
siete deputati di lungo corso, amministratori, è una grande bufala.
Se c'è una riduzione del costo dei biglietti, va compensata. C'è
una minore entrata evidentissima, che può essere di un terzo o di
due terzi, tutti abbiamo assistito a delle coperture che in questo
caso vanno date.
Peraltro, aprire questa porta significa che oggi vale per i luoghi
della cultura, domani mattina - e approfitto della presenza in Aula
dell'assessore Cordaro -, vale per l'accesso ai parchi o per le
riserve dove si paga lo stesso biglietto, oppure le amministrazioni
dei tanti teatri siciliani, potrebbero fare la stessa cosa per
l'ingresso nei teatri di prosa o nei teatri lirici piuttosto che
negli spettacoli estivi, cioè, anziché pagare per quattro, si paga
per uno, e non serve copertura finanziaria. Quindi francamente ci
sembra fuori dal mondo.
Seconda questione, replico brevemente alla riflessine che ha fatto
l'assessore Samonà. Vede assessore, se ci fosse un giudice a
Berlino, noterebbe ..Presidente Di Mauro, conviene parlare dal
podio, perché dal banco è veramente complicato.
PRESIDENTE. Per favore ascoltiamo il collega, onorevole Cracolici,
disturbatore perenne, forse anche seriale, non ti presentare più
alle prossime elezioni, così non disturbi.
BARBAGALLO. Dicevo assessore Samonà, se ci fosse un giudice a
Berlino, non sarebbe difficile ricostruire quello che è accaduto
sui servizi aggiuntivi. Nella finanziaria di due anni fa, il suo
Governo, il governo Musumeci, ha proposto la proroga per legge, che
è stata sonoramente bocciata dall'Aula.
Nonostante la bocciatura dell'Aula, per magia e per atto
amministrativo, il Dirigente generale di allora ha disposto in via
amministrativa, la proroga, che per noi è illegittima. La scusa è
stata che siccome c'era l'emergenza Covid si doveva prorogare. Ora
l'emergenza Covid è finita al 31 marzo. Noi vogliamo sapere, questi
signori i servizi aggiuntivi come li gestiscono, e qual è la norma
di riferimento? E i conti non tornano, a maggior ragione, le
riflessioni che ha fatto la Presidenza poc'anzi, i conti non
tornano, perché una norma di questo tipo, se poi va confrontata con
chi li gestisce, con questa proroga che francamente è discutibile,
creiamo un ulteriore pasticcio.
Quindi, come già hanno detto i miei colleghi, questa più che una
norma che promuove la cultura, è una norma spot in perfetto stile
del Governo Musumeci, di questi anni.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DIPAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stavo leggendo
l'emendamento di riscrittura. Assessore, non è che sia cambiato
molto rispetto all'articolo del disegno di legge. E poi Presidente
una cosa vorrei precisare, cioè noi qui stiamo dando questo sconto,
chiamiamolo così, non ho ancora capito dove si prendono le somme
per coprire questo articolo, però lo stiamo dando a tutti i
siciliani
Assessore, Presidente, ma noi ci rendiamo conto all'esterno la
crisi economica immane che c'è, nel tessuto siciliano? Cioè noi
stiamo concedendo uno sconto a tutti i nuclei familiari siciliani,
ora o facciamo una norma che prevede in qualche modo di aiutare chi
è in difficoltà economica ad usufruire e ad andare a visitare i
luoghi culturali della Regione siciliana, oppure qui a chi ci
stiamo rivolgendo? Anche perché, Presidente, la riscrittura va in
qualche modo a fare decadere tutti gli emendamenti, quindi poco fa
l'assessore ha fatto l'intervento dicendo, apprezzo alcuni
emendamenti modificativi, e poi con la riscrittura fa praticamente
lo stesso articolo, non considerando gli emendamenti che ci sono
all'interno.
Ma non sono dentro la legge, assessore, noi qua ci stiamo
rivolgendo a tutti. Assessore ma chi ha un reddito di 80 mila euro
di nucleo familiare, lei gli sta dando lo stesso lo sconto e lo
paragona, praticamente a chi ha magari un reddito pari a zero o a
dieci mila euro Ma che senso ha dare lo sconto per entrare
all'interno dei musei o all'interno delle strutture culturali
siciliani a chi ha un reddito familiare di cento mila euro,
duecento mila euro. Non ha senso assessore
O facciamo una norma che sia organica, cioè perché io capisco che
lei vuole, come dire, pubblicizzare al meglio i luoghi culturali,
vuole farli fruire ai siciliani. Però, o facciamo una norma perché
se noi dobbiamo utilizzare fondi regionali se noi facciamo una
norma che va, come dire, ad incentivare chi, in questo momento, è
in difficoltà economica a poter usufruire dei luoghi culturali ha
un senso. Ma se noi dobbiamo dare, così, un contributo a pioggia
tanto per dire vogliamo migliorare la fruizione dei siti culturali
siciliani, non funziona in questo periodo, assessore, perché
all'esterno di questo Palazzo, assessore, c'è una crisi immane I
siciliani stanno male
Quindi, o lo facciamo in maniera corretta questo articolo, e
reputo, Presidente, che sia opportuno accantonarlo e, magari poi
nelle successive ore, o anche domani, lo scriviamo in maniera
migliore oppure rischia, come dire, di essere bocciato.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA Signor Presidente, onorevoli colleghi ma io non mi
scandalizzo davanti al fatto che se quest'articolo lo si vuole
costruire in modo diverso, diamo ognuno di noi il nostro contributo
affinché i luoghi della cultura entrino dentro la storia di
quest'Assemblea. Perché non è possibile che stiamo diventando
gretti. Non c'è spazio per i luoghi della cultura nella nostra
testa, nella nostra mente, nel nostro cuore? Allora cosa vogliamo
fare di questa Sicilia? La vogliamo emarginare? La vogliamo buttare
al vento? Io non sono d'accordo
Mettiamoci insieme e costruiamo un articolo passabile,
intelligente che possa mettere tutti d'accordo, ma non emarginiamo
i luoghi della cultura siciliana Perché chi ascolterà queste
parole, all'esterno dell'Assemblea, avrà imbarazzo a riconoscersi
in noi, perché stiamo parlando di luoghi della cultura siciliana
Quindi cari colleghi, vi prego. Sospendiamo, se volete, mettiamo
ognuno di noi il contributo affinché questo articolo diventi
l'articolo di tutti, e non ha senso dire diamo alle famiglie'
Diamo la possibilità ai bambini, a tutti quanti, alle disabilità,
di poter avere la possibilità di fruire dei luoghi della cultura
siciliana. Ed è filosofia di vita È cultura E mi pare aberrante
il fatto che alcuni colleghi stanno strumentalizzano quest'articolo
fino al punto di non volerlo votare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ragusa. Quando lei interviene,
suscita l'interesse dell'onorevole Dipasquale. Appena lei
interviene, l'onorevole Dipasquale deve intervenire. Io glielo
dico.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche a
seguito di quello che è stato detto dal Presidente Ragusa.
Ovviamente io condivido pienamente il suo pensiero, come condivido
anche l'importanza dell'iniziativa dell'assessore.
Ritengo, comunque, anche di poter, eventualmente così, dare la
possibilità di dare la possibilità - come dice l'onorevole
Cracolici - di poter formare una norma generale ed astratta in
maniera tale da evitare che possano esserci problematiche relative
a nuclei familiari, possibilità di esibire, giustamente, il modello
ISEE o il certificato di famiglia.
Ma è normale, ed è assolutamente indispensabile, che i nostri
luoghi di cultura debbano avere la possibilità di un ampliamento e
una possibilità di visita da parte di più cittadini possibili. Io
ritengo, così come è stato finora attuato, noi sappiamo che ogni
prima domenica del mese l'accesso ai luoghi di cultura è gratuito.
Io direi che potrebbe trovarsi un punto di intesa, al fine di
evitare che giustamente alle società che hanno un contratto di
gestione potrebbe causare, sicuramente, notevoli danni ed è giusto
che i contratti - pacta sunt servanda - vanno rispettati, ma è
giusto pure che si dia la possibilità, senza gravare su quelle che
sono le casse sia regionali, con mancati introiti, che con
risarcimento delle società che hanno avuto e sottoscritti i
contratti.
Io ritengo che la soluzione potrebbe essere quella, o dare la
possibilità i primi due fine settimana del mese un accesso libero e
gratuito a tutti i Siciliani e a tutte le persone che vengono in
Sicilia; quindi estenderlo non più alla prima domenica del mese, ma
fare il primo sabato e domenica e anche il secondo sabato e
domenica del mese, dando la possibilità a tutte le persone che sono
in Sicilia di potere entrare gratuitamente e aumentare in questo
modo, non solo la possibilità di apprezzare i nostri siti e farli
conoscere a tante famiglie che non hanno la possibilità anche di
pagare il prezzo, ma dare la possibilità a tutti quei commercianti
e incentivare il turismo nei vari territori dove questi
meravigliosi siti - e io devo dire che in ogni città c'è un sito
bellissimo - quindi, ripeto, ampliare l'accesso gratuito, non solo
la prima domenica del mese, ma i primi due fine settimana o le
prime due domeniche del mese. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Grazie Presidente. Si, effettivamente neanch'io credo che
questa riscrittura risolva le criticità. C'era la necessità di
riscrivere con un correttivo che rendesse la norma efficace e
utile, in poche parole che non la rendesse più una norma
propagandistica come quella che è.
Tra l'altro l'onorevole Di Paola ha, in un certo senso, detto
quello che pensavo anch'io di dire: ossia, sono state presentate
delle proposte normative e degli emendamenti con alcuni elementi di
cui non si è minimante tenuto conto. Ad esempio il discorso del
reddito. Per evitare un effetto del Robin Hood al contrario
dovevamo inserire un qualche criterio che, in maniera chiara,
individuasse l'utilità anche di dare un contributo, un aiuto a chi
effettivamente ne ha bisogno. Mi rendo conto che con l'ISEE non è
facile. Agganciarlo a chi ha il reddito di cittadinanza, non saprei
o ai pensionati, ai giovani. Anche l'onorevole Cracolici ha fatto
questo esempio, che condivido.
Inoltre, nella mia riscrittura avevo anche inserito un elemento -
anche qui non se ne è tenuto conto - della necessità di incentivare
effettivamente quei luoghi di cultura che richiedono un incentivo,
perché chiaramente, laddove c'è un pienone costante nella stagione
estiva, immagino che non ci sia la necessità di incentivare quei
luoghi di cultura, magari altre tipologie di luoghi sì. Grazie.
Presidenza del Presidenza MICCICHE'
PRESIDENTE. L'onorevole Dipasquale non vuole intervenire più.
Però aspettate un attimo. Su questo del Governo, assessore Armao,
noi perché dobbiamo finanziare quelli delle altre Regioni? Lo dico
solo perché siccome io sono un fautore perché vorrei capire
questo, siccome si dice che praticamente è consentito a tutti,
anche ai non residenti in Sicilia .
Dico soltanto la mia. Da quando io sono Presidente della
Fondazione Federico II so che cosa mi costerebbe una cosa di questo
genere. Non so se è chiaro che se noi facciamo una norma di questo
genere Cioè se la Regione - attenzione - se questo è un
emendamento che dice che si fa carico la Regione di pagarli, allora
è un conto; se è soltanto dire ai musei o ai siti culturali che
ogni cinque quattro non pagano, li roviniamo, li facciamo chiudere.
Lo dico perché siccome sono, grazie a voi, Presidente della
Fondazione Federico II, so i biglietti ogni giorno mi arriva
quello che incassiamo di biglietti scusi, dica la sua, dica la sua
al microfono intanto. A me mi hanno sentito.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Si
Presidente la ratio è proprio questa, che quando ci sono delle
famiglie numerose che pagano più biglietti, al di là del fatto che
siano residenti o meno, questo è il secondo comma a cui si
riferisce lei, e in quel caso essendo le famiglie numerose, noi
agevoliamo le famiglie numerose a non pagare 4, 5 biglietti, ma a
pagare uno sconto del 50 per cento, quello è il secondo comma
dell'articolo riscritto. Mentre per i siciliani
PRESIDENTE. Chiedo scusa, lo paga il Bilancio della Regione
questo?
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Mentre per i siciliani vige il comma 1 che prevede un ulteriore
abbattimento.
PRESIDENTE. Ho capito ma perché lo paga la Regione, su questo non
ho capito, cioè è coperto? Cioè tutti i musei, la Federico II fa il
conto e manda alla Regione il numero di biglietti che non ha
incassato e li pagate voi? Sennò può chiudere.
(voci fuori microfono)
PRESIDENTE. Io, io Assessore, lo dico veramente con assoluta
sincerità e senza polemica di nessun tipo, possiamo rivederla
perché, ripeto, no, io capisco che è una norma che per la gente può
andare bene, ma facciamo chiudere materialmente i siti. Cioè io,
con i costi che abbiamo, poi con tutto quello che è successo
ultimamente, se non entrano i soldi dei biglietti è chiusa la
partita, cioè possono chiudere tutti.
Io so che in Francia, in un museo bisogna pagare 20 euro, da noi
già costano molto di meno, ma se non glieli facciamo pagare, cioè
diventa un costo a carico della Regione.
(voci fuori microfono)
PRESIDENTE. I milioni è un conto.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, brevemente, io penso che, scusate
colleghi, che questa riscrittura lei non la può ammettere
Presidente, neanche in votazione, perché se dovesse passare questa
norma così com'è sviluppata, cioè le ha detto bene senza copertura
finanziaria, perché è senza nessuna copertura finanziaria, noi
andremmo a mettere su, a costituire dei debiti fuori bilancio.
Un debito già fuori bilancio, perché Presidente, nel caso appunto
dovesse passare, i musei, tutti quei luoghi della cultura, sono in
condizioni poi di trasmettere alla Regione una richiesta di
compensazione per mettere in equilibrio i loro bilanci. Quindi lei
non lo può ammettere in votazione Presidente
PRESIDENTE. Si infatti che manca la copertura, cioè non lo puoi
fare
DIPASQUALE. Perché questo è tre ore che lo diciamo, è tre ore che
glielo diciamo. Quindi la prego Presidente
PRESIDENTE. Perché gridate?
DIPASQUALE. Lei non lo deve ammettere.
PRESIDENTE. Io sono arrivato ora perché gridate?
CRACOLICI. Perché lo abbiamo detto da tre ore.
PRESIDENTE. Volete mettere il peso di convincimento che ho io
rispetto al vostro? Non è paragonabile. Chiedo scusa. Assessore
però, lo ripeto, io appena l'ho visto ho detto la Fondazione
Federico II è rovinata. No, io direi che lo accantoniamo un attimo,
se c'è la possibilità di trovare delle risorse lo facciamo .
(interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. No, e allora, lo votiamo. Allora Assessore, se lei
dice così lo votiamo, il mio consiglio sarebbe diverso, però se lei
dice così lo votiamo, cioè se non viene ritirato lo dobbiamo
votare. Allora, dobbiamo votare, qual è? L'emendamento qual è?
(brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Scusa, scusa, il Governo sta dicendo che lo vuole fare
a carico dei musei e quindi .
(brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Si, effettivamente, va bene, niente scusate, scusate,
mi era stato proposto per lo stralcio, non me ne sono accorto io. È
stralciato.
(brusìo in Aula)
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Scusi
Presidente, fermo restando che dico, se lei in qualità di
Presidente lo vuole stralciare insieme all'assessore fate pure,
però bisogna chiarire una cosa importante: i parchi culturali ormai
sono dotati di un proprio bilancio, non c'è bisogno di nessuna
copertura finanziaria. Detto questo fate quello che volete.
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, mi ascolti un attimo. È proprio
perché sono dotati di un proprio bilancio che non glielo puoi
andare a togliere, cioè se tu fai una cosa di queste gli togli i
soldi dal bilancio e quindi è chiaro che non lo possiamo fare. È
arrivato, è stata distribuita la riscrittura dell'emendamento
4.9.R. È stato distribuito, quindi lo avete tutti. Ma se è stato
distribuito vuol dire che ce l'avete. Potete confermarmi se è stato
distribuito? Lo stanno redistribuendo. Io ho spiegato non essere
aggiuntivo, perché è già prevista, come il 604 e 612 per cui
bisogna soltanto coprire il 612, ma non è aggiuntivo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signore Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Con
tutto il garbo possibile, prima che qualcuno qui si offende e se ne
va, come mi pare che sta succedendo, avevamo chiesto prima
all'assessore Zambuto se illustrasse l'emendamento per capire se il
personale di A e B rientra in questa fattispecie.
PRESIDENTE. Non l'aveva già fatto?
BARBAGALLO. Non l'aveva già fatto.
PRESIDENTE. Allora prego.
BARBAGALLO. E in che misura il personale di A e B rientra in
questa fattispecie.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, è chiaro che la
riclassificazione riguarda tutte le categorie e, quindi, riguarda
anche e soprattutto le categorie A e B del personale della Regione
siciliana. Le procedure saranno stabilite dal Contratto, così come
è previsto dallo Stato con il DL n. 80.
PRESIDENTE. Sono quali categorie, voleva sapere. Sono non
dirigenziali.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
No, quelle del comparto.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Ovviamente
il nostro voto è favorevole all'emendamento Presidente, lo dico
anche perché è stato riferito alle organizzazioni sindacali da
parte di alcuni rappresentanti del Governo che il PD sarebbe stato
contrario, non è così.
Semmai noi eccepiamo che lo stanziamento di 1 milione e 350mila
euro nel 2022 ci sembra insufficiente. Mi auguro, comunque, che la
norma sia stata oggetto di confronto con le organizzazioni
sindacali. Se l'assessore Zambuto mi può confermare questo, io
comunque chiederei all'assessore, in ogni caso, di attivare quanto
prima un confronto con le organizzazioni sindacali stesse. Quando
citavo alcuni rappresentanti del Governo non mi riferivo a lei,
assessore Zambuto.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Onorevole Lupo, voglio precisare come tutto l'articolo sia stato
oggetto anche e soprattutto di un confronto con lo Stato, proprio
per evitare che ci possano essere delle impugnative che mettano in
discussione un traguardo importante che oggi raggiungiamo insieme
con tutto il Parlamento.
PRESIDENTE. Con le organizzazioni sindacali c'è stato pure?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Con le organizzazioni sindacali ci sono state anche le
interlocuzioni, insieme con l'assessore all'Economia, è chiaro che
ora tutto sarà demandato. È necessaria questa copertura
finanziaria, ora tutto è demandato all'Aran.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi però votiamo, sennò non andiamo
avanti, ve lo dico se di ogni Partito intervengono tutti, prego.
DI PAOLA. No Presidente, solo per dire ...
PRESIDENTE. Non parlo con lei parlo con Cracolici.
DI PAOLA. No solo per dire velocemente che nonostante, come dire,
il ritardo da parte del Governo regionale, perché questa norma
poteva essere già inserita all'interno della Giunta regionale,
quindi all'interno della legge di stabilità, il Movimento Cinque
Stelle, ovviamente, è favorevole a questa riscrittura, anche se,
come dire, può rientrare in un aggiuntivo, però vista la
particolarità siamo favorevoli, grazie.
PRESIDENTE. Non rientra in un aggiuntivo, se no lo avremmo fatto
in Conferenza dei Capigruppo fra due giorni. Ma tutti dovete
intervenire.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io avevo posto un tema, e nessuno mi ha risposto.
Non ho dubbi sulla norma e sull'utilità della norma per quanto
riguarda il personale non di comparto, ma il tema è uno, ho detto e
ripeto: con il comma 2 e 3, noi i risparmi relativi al personale
dirigenziale e al personale di comparto li stiamo applicando in
ragione dell'accordo con lo Stato facendo, si dice qui proprio alla
fine del comma 2: "le economie di pari importo registrate nel fondo
di cui al primo periodo e relative all'anno 2021 costituiscono in
via definitiva e strutturale risparmi a beneficio del bilancio",
quindi significa che per il 2023 - 2024 quelle economie non ci sono
più.
Noi stiamo andando a finanziare questo ulteriore fondino, perché è
di quattro soldi ed è ridicolo pure per l'ammontare di esso,
comunque lo stiamo andando a finanziare, con le economie che non
esistono più, perché stiamo dichiarando per legge che è un
risparmio strutturale.
Ho posto un problema di copertura per non avere, come dire, la
beffa che non solo questo fondo è ridicolo, ma che possa essere
impugnato per difetto che la stessa norma prevede non avere non
essere più un'economia da cui attingere per finanziare altri
interventi.
Questo avevo detto, un fatto tecnico, siccome non mi rispondete
fate come volete.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, su che cosa onorevole Foti?
FOTI. Come gli altri colleghi, Presidente, parlare di quello di
cui stiamo trattando.
PRESIDENTE. Gli altri colleghi però chiedono la parola prima, no
mentre siamo in votazione. Se la chiede prima è meglio, eravamo già
in votazione, comunque come sempre, prego. Ne ha facoltà.
FOTI. Anche noi esprimiamo, come dire, apprezzamento per questo
tentativo da parte del Governo di insomma adeguare i diritti dei
lavoratori siciliani anche della Pubblica Amministrazione seppur
insomma con ritardo. Sappiamo che in questi anni si è fatto un
certo tipo di lavoro, i contratti erano fermi a dieci anni fa,
adesso c'è una fase dialogante e questo è apprezzabile.
Al netto di questo ripiano decennale del disavanzo, di
quell'accordo capestro che purtroppo ci lega mani e piedi e non ci
permette di fare quello che invece andava fatto, un piano
addirittura di assunzioni, dato che il personale è sempre più
attempato e si dirige giustamente verso l'età pensionabile, dato
che gli uffici sono vuoti, dato che i ridimensionamenti delle unità
periferiche degli uffici regionali sono sempre più sguarniti,
addirittura si prevedono dimensionamenti e chiusure nelle
periferie del nostro territorio regionale, quindi, noi esprimiamo
coerentemente un voto favorevole e la ringrazio per avermi dato la
parola.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Foti, onorevole Cracolici,
l'Assessore le risponde, se gli sta dietro gli viene difficile
rispondere.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Presidente, onorevole Cracolici, volevo assicurare l'onorevole
Cracolici sul fatto che appunto la norma, così come è stata
definita, a seguito delle interlocuzioni avute con il MEF, prevede
che oggi vi sia un'economia e che vi sia un taglio strutturale
previsto anche per gli anni avvenire.
Voglio anche precisare come la somma che lei appunto definisce
ridicola, però è dovuta al fatto di rispettare quel tetto, quel
limite previsto proprio dal contratto e, soprattutto, che prevede
anche il rispetto dell'accordo Stato-Regione. Quindi, è stata tutta
una disposizione che ha previsto e che tiene conto, da un lato
dell'accordo Stato-Regione, dall'altro lato è il completamento per
la contrattazione del comparto in corso.
PRESIDENTE. Va bene, Assessore. Pongo in votazione la riscrittura
dell'emendamento 4.9. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Avete risolto i problemi dell'articolo 2? Onorevole Di Mauro,
siccome stiamo tornando all'articolo 2, lei ha visto se sono stati
risolti i problemi? Mi dicono che non ci sono venti milioni di
avanzo, ci sono solo centomila euro di avanzo.
DI MAURO. Ci sono 20 milioni. C'è una liquidazione che è stata
accertata di venticinque milioni. Una parte viene messa accantonata
per questo contenzioso che c'è e l'altra sono tutte poi, per
carità, io dico che c'è questa somma e lo sappiamo che c'è una
somma di ventidue milioni. A meno che qualcuno questi venti milioni
li ha presi e li ha portati da qualche altra parte. Che volete che
vi dica? Presidente, non gli Uffici nostri, gli Uffici della
Regione facciamo un accertamento e ci dicono quanto è stata la
liquidazione, quali sono state le somme, e come sono state
utilizzate.
PRESIDENTE. Perché dalla relazione non risulterebbe questo.
DI MAURO. Lasci perdere la relazione. Metta da parte l'articolo 2
e si fa domani, dopo che l'Ufficio Ragioneria del Bilancio della
Regione Siciliana avrà dato, ovviamente, conto dei numeri esatti.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Presidente, onorevole Di Mauro, noi stiamo parlando su un
emendamento che è stato accompagnato da una firma del Ragioniere
generale. Allora, o pensiamo che le firme in Regione vengano messe
così perché andiamo di fretta oppure si pensa che - lei è stato
assessore per l'economia e lo sa bene - il Ragioniere, prima di
dare un parere su un emendamento, ha fatto i suoi approfondimenti,
l'ho risentito adesso, e quindi la Ragioneria dice che la norma, a
suo modo di vedere, è coperta.
Quindi, se vogliamo contestarne la copertura è una cosa, ma se
dobbiamo rinviarla alla Ragioneria per un approfondimento, la
Ragioneria mi ha confermato, sino a qualche minuto fa, che la
ritiene coperta. Quindi, io semplificherei il ragionamento e il
lavoro. Non per sorvolare, ma per dare riscontro alle firme che si
mettono.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Una liquidazione dell'EMS che si è conclusa
favorevolmente per la Regione Siciliana, per una somma di circa
venticinque milioni. Allora, voglio che domani l'assessore,
desidero, chiedo scusa per il termine usato, che l'assessore domani
riferisca l'iter di questa liquidazione. Se è vero che si è
conclusa con venticinque milioni e le risorse come sono state
impiegate. Altrimenti, sbaglio io e ci sono soltanto centomila euro
come dice l'assessore. Quindi, è giusto che il Parlamento sappia se
io dico una cosa che è corretta, o se dico cose che sono sbagliate.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Io
facevo riferimento alla norma sul personale.
CRACOLICI. Già è stata votata.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Siccome si parlava di questo tema io mi riferivo a quello, non mi
riferivo a quest'altro. Su quest'altro incontrerò - quando sarà
possibile perché ha avuto qualche problema di salute - il
liquidatore e, per tempo, darò informazioni all'Assemblea.
PRESIDENTE. Al limite possiamo anche avere il bilancio, forse per
capire effettivamente quanto
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, al di là di quant'è la cifra che
sarà definita dall'incontro tra l'assessore e il liquidatore, mi
preme sottolineare un aspetto che è contenuto nell'articolato.
L'articolo 2 dice: l'Espi è autorizzato a fare il bilancio di
liquidazione trasferendo e accantonando un fondo, un capitolo per
la Regione sul contenzioso, la relazione parla di 2 milioni e 400 o
2 milioni e 300 quello che è , quindi immagino che questi 2 milioni
e 300 o 2 milioni e 400 ci saranno nell'avanzo della liquidazione,
se addirittura autorizziamo a trasferirli alla Regione e iscriverli
in un capitolo a destinazione vincolata.
L'emendamento invece cosa dice: premesso che un bilancio di
liquidazione si fa quando si chiude la liquidazione, perché il
liquidatore è solidalmente e personalmente responsabile di
eventuali danni per i soci, quindi io non credo che un liquidatore
consenta operazioni di questo tipo visto che ne risponde
personalmente dell'attività di liquidazione, noi proponiamo che la
Regione, così come ha fatto nel 2012, assessore, senza che quel
fondo che la Regione, quell'anticipazione che la liquidazione Espi
noi autorizzammo a iscrivere nel nostro bilancio come anticipazione
delle attività della dismissione, come una anticipazione, tanto che
è una anticipazione che ancora siamo dentro la fase della
liquidazione. Allora la utilizzammo con legge, e non andò a conto
capitale, andò al bilancio nei fondi ordinari.
Tra l'altro assessore, mi permetta altrimenti facciamo sempre che
sembra una polemica tra me e lei, nel 2012 sa chi era l'assessore
al bilancio? Lei. Quindi dopo 10 anni noi torniamo a rifare una
norma che già 10 anni fa lei ha fatto. L'ho votata pure io, come
sono pronto a votarla pure ora. Non è che mi imbarazzo votare la
possibilità che la Regione incameri 20 milioni, 10 milioni, quello
che è, vedete voi, nel proprio bilancio. In un bilancio tra l'alto
così complicato come quello attuale, a recuperare 20 milioni è una,
mi dovrebbe ringraziare e non come dire, quasi quasi che le faccio
un danno.
Quindi distinguo tra l'attività della liquidazione, che non si può
fare, e la possibilità che la Regione iscriva nel proprio bilancio
una parte delle attività della liquidazione stessa come
anticipazione al socio, che ricordo essere socio unico. Cioè la
Sicilia, la Regione siciliana, è socio dell'Espi come socio unico,
quindi è l'unico beneficiario oltre i creditori per la parte della
liquidazione delle eventuali economie rinvenienti dalla
liquidazione. Quindi l'emendamento in questione, sopprime i commi
3, 4 e 5 e autorizza l'assessorato a scrivere nel bilancio della
Regione una somma. Se poi non li vuoi scrivere in entrata che vuoi
che ti dica
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Signor Presidente, poi parliamo senza bisogno di
ricorrere alla Ragioneria generale della Regione, basta guardare
atti legislativi pregressi. L'articolo 59 della legge 9 del 2013
apposta 21 milioni a fondo rischi a garanzia di tutto il
contenzioso che c'è nella questione dell'Ems, a garanzia di tutto
il contenzioso che c'è all'Ems, articolo 59, legge regionale 2013,
senza bisogno di ricorrere a Ragionerie generali.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
L'Espi credo siano due enti diversi, l'Ems è una cosa e l'Espi è
diverso. Sono due enti totalmente diversi e non c'entra nulla
questo riferimento. Evidentemente, onorevole Di Mauro, se ne
parlassimo di persona anziché parlarne per microfono avremmo modo
di approfondire meglio le questioni. Se continuiamo così,
continuiamo a fare che io personalmente non posso dare nessun tipo
di certezza su queste cose senza avere prima parlato con il
liquidatore che deve svolgere gli opportuni approfondimenti,
parlando con il Ragioniere.
Perché vero è, onorevole Cracolici, non perché dobbiamo disquisire
noi due, cosa che peraltro mi fa piacere, però le dico anzi, le do
un suggerimento che noi abbiamo adottato anche nel 2018 somme in
questo quindi non bisogna e lo abbiamo fatto per investimenti,
quindi si può passare sulla mia pelle.
Qualsiasi risorsa dovrà essere destinata ad investimenti e non su
altro, perché sono beni provenienti da dismissione, e devono andare
ad investimenti, come andarono quelli, quindi è ovvio che non
possono in nessun modo andare a spesa corrente, su questo sono
certo che gli Uffici dell'Assemblea daranno conforto.
No, no, sono certo che daranno conforto, anzi mi sto sbilanciando,
anzi non sto facendo demagogia. Peraltro, ripeto, questa cosa è
avvenuta nel 2013, nel 2012, in un mondo che non c'è più, che è il
mondo pre 118 onorevole Cracolici, ma io siccome non ho nulla di
ostacolo a quello che lei ha lei dico che l'abbiamo fatto anche
nel 2019 quindi ma lo abbiamo fatto con un contesto diverso, in
cui c'era un'attestazione da parte del liquidatore che si
dichiarava disponibile a provvedere al riparto, non è che possiamo
provvedere al riparto in contrasto con una liquidazione visto che
avevate le perplessità sui profili privatistici delle norme quindi
a fortiori.
Quindi è necessario che il Governo interloquisca con la
liquidazione, che la liquidazione si dichiari disponibile, che il
Governo proponga questa cosa all'Assemblea, ovviamente non si può
fare nessuna scorciatoia che sarebbe poco commendevole in tutti i
sensi. Quindi possiamo rimettere le biglie oppure possiamo
approfondire adeguatamente le questioni.
PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, secondo queste nuove
informazioni diciamo, due milioni e sette il contenzioso, quello
che è, e due milioni ed otto sarebbe il residuo che invece c'è due
milioni e otto è il contenzioso e invece dell'onorevole Di Mauro
quanto sarebbe invece la un attimo. Un attimo solo. Prego
assessore. Quanto sarebbe? Assessore scusi. Onorevole Di Mauro un
attimo. Assessore, mi dice secondo voi quanto è la ?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Presidente, devo parlare con il liquidatore, devo approfondire con
il liquidatore.
PRESIDENTE. Perché questo che c'è nella relazione la relazione
direbbe che di consistenza sono due milioni e otto.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Presidente, mi faccia approfondire con il liquidatore. Chiedo e la
chiudiamo qua. Basta, chiudiamola qua.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro un attimo. Abrogare che significa?
Votiamo. Onorevole Di Mauro, prego.
DI MAURO. Cracolici dice che sbaglio la Allora, al fine di
agevolare la chiusura della liquidazione di Espi ed EMS, la Regione
è autorizzata ad intervenire nei giudizi nei quali siano parte Espi
ed EMS, in liquidazione assumendo su di sé la causa e chiedendo
l'estromissione degli enti dal giudizio. A seguito
dell'estromissione degli enti dai giudizi il commissario
liquidatore trasferisce al bilancio della Regione siciliana, come
la somma di ventuno milioni di euro, dalla copertura dei relativi
oneri posti a carico dell'amministratore regionale. Entro cento
venti giorni non si è fatto più niente.
PRESIDENTE. Perché si sta facendo allora questo? Perché stiamo
facendo questa norma allora? Cracolici e poi l'assessore
giustamente dice parliamo con gli Uffici e vediamo che ci dicono .
CRACOLICI. Presidente, io non voglio fare un braccio di ferro, e
lo dico all'assessore Armao di evitare che su questa vicenda
diventi una sorta di braccio di ferro, anche perché parliamo di una
questione prevalentemente tecnica. Mi ascolti Presidente.
Presidente, mi ascolti. Noi siamo partiti da un dato. Anche alla
luce del parere degli Uffici dell'Assemblea sono stati posti dei
rilievi sulla possibilità di attivare le procedure di liquidazione,
come dire, con un sistema in cui la Regione incamerava in un
proprio capitolo questo fondo che trasferiva l'Espi e la Regione lo
destinava ad un fondo vincolato per pagare l'ultimo creditore che
si dice esserci, per chiudere questa liquidazione e abbiamo posto
dei rilievi civilistici, ecc. ecc. Dopo di che io sono convinto che
il comma 3, 4 e 5 quindi non possono essere approvati perché
violeremmo alcuni principi di contabilità pubblica, civilistica,
codice civile.
L'unica cosa che mi sono permesso di suggerire e proporre, anche
alla luce dei precedenti che sono stati costituiti con le attività
di legge, e ha ragione Armao, che già la norma fu fatta pure nel
2019, perché non è la prima volta che interveniamo sulle
anticipazioni dell'Esp. Mi è stato detto che c'è una disponibilità
residua dalla liquidazione di 25 milioni, di cui due milioni e
mezzo sarebbero dovuti servire per accantonarli per il debito.
Avevo proposto un emendamento che dice, intanto se è vero che ci
sono 25 milioni, intanto venti milioni incameriamoli in entrata,
come anticipazione alla pari, visto che abbiamo un bilancio con una
serie di accantonamenti per circa un miliardo, e intanto venti
milioni li trasferiamo in entrata al bilancio della Regione.
Se l'assessore non è d'accordo, non è che mi straccio le vesti, a
questo punto però, chiedo che il comma 3, 4 e 5, dell'articolo 2,
con le motivazioni che ho sempre sostenuto dal momento iniziale e
che l'assessore, a un certo punto, aveva detto stralciamoli e non
ne parliamo più. Io chiedo che l'Aula si esprima su stralciare il
comma 3, 4 e 5 che sono connessi, l'uno fa saltare l'altro, quindi
niente di più, ma io parlo al muro, spero di aver parlato almeno
alla storia.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo circa 4 ore di
dibattito su questo comma 3 dell'art. 2, possiamo sapere cosa sia
questo ultimo contenzioso pendente? O devo fare una richiesta di
accesso agli atti, cosa devo fare un'interrogazione parlamentare?
Finora non l'ho capito, confesso la mia ignoranza, posso avere una
risposta dal Governo? Grazie.
PRESIDENTE. Dunque siccome non possiamo bloccare l'Aula, lo
avevamo accantonato, teniamolo accantonato.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Se è una cosa che invece è utile, facciamo bocciare
perché cosa? Se è stato presentato un motivo ci sarà. Vediamo di
capire bene, quali sono le condizioni. Assessore Armao, non c'è
bisogno che risponda ora, accantoniamolo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Vorrei rispondere, Presidente.
PRESIDENTE. Allora risponda.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. È
un contenzioso lavoristico per una questione di amianto, di una
persona che purtroppo non c'è più e dice di avere subito un danno
da lavoro, e questo è il contenzioso, a questo si fa riferimento, e
ripeto sono citate, dalla Regione, all'Ente minerario è citato
mezzo mondo.
PRESIDENTE. Non c'è stata una sentenza?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
No. Perché altrimenti sarebbe risolta la questione se ci fosse
stata la sentenza.
PRESIDENTE. Scusatemi, perché se lo mettiamo in votazione ora
viene bocciato. Io, per carità, però normalmente se il Governo
presenta qualche cosa non è così, per farselo bocciare. Quindi un
motivo ci sarà. Quindi aspettiamo di capire bene le motivazioni e,
al limite, più tardi o domani lo bocciamo. Però, intanto, prima
vorremmo capire bene di che cosa si tratta. Eravamo al 6
All'articolo 5 c'era una riscrittura. Ora ce n'è una ulteriore
che, per gli Uffici, supera i problemi che c'erano.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Un attimo, è pronto. Un attimo solo. È già arrivato?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No Dovete ricordare che è una finanziaria che prima
non è passata dalle Commissioni, e quindi qualche problema in più
oggettivamente c'è, e non c'è niente di male. E non c'è niente di
male. L'unica differenza che c'è, è che mentre prima si diceva si
interpreta con efficacia dall'entrata in vigore' ora si applica a
decorrere dall'entrata in vigore'. Il resto è confermato.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. È
confermato anche il parere positivo del Ragioniere generale e,
quindi se è solo questo punto
PRESIDENTE. Lo fate distribuire, per favore, all'Aula? Anche se la
modifica è solo quella che vi ho detto.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No, di me si fidano. Stia tranquillo che di me si
fidano. Distribuiamolo, perché io ho detto che la modifica è quella
che supera il problema che avevano sollevato gli Uffici.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Allora, stiamo distribuendo l'emendamento 5GOV. e il
subemendamento 5GOV.1. Tutti gli emendamenti a questo punto si
intendono ritirati. Vediamo di fare esaminare ai parlamentari
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Allora, Presidente, quindi non ho capito cosa rimane;
il 5GOV.R non c'è più?
PRESIDENTE. Rimane, scusi, 5GOV. che stiamo distribuendo e 5GOV.1.
CRACOLICI. Oh Io vorrei fare un'osservazione, probabilmente
diciamo è sfuggito, nel testo, anche se quindi il 5 rimane quello
del testo?
PRESIDENTE. Sono due emendamenti. Onorevole Cracolici, li abbiamo
distribuiti 5GOV
CRACOLICI. Il 5GOV.1 e il 5GOV.R, giusto?
PRESIDENTE. No, lasci perdere R. 5GOV., 5GOV.1, questi due deve
considerare.
CRACOLICI. Allora, siccome a un certo punto leggo - però aiutatemi
voi perché qua non ho più certezza neanche su quello che scriviamo
- cosa vuol dire a tutti i dipendenti di ruolo in quiescenza . Che
vuol dire? O sono di ruolo o sono in quiescenza. Che vuol dire?
Cioè, una norma del genere, una volta che si approva non si
applicherà, perché qual è quel funzionario che ha certezza del
diritto, stiamo parlando di 18 milioni di euro.
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. O non e , perché e significa
PRESIDENTE. Concluda.
CRACOLICI. Perché e significa che, oltre a essere di ruolo, deve
essere pure in quiescenza.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si rivolga alla Presidenza.
CRACOLICI. Le chiedo scusa.
PRESIDENTE. Concluda il suo intervento che poi parlerà l'Assessore
Zambuto. Ha finito?
CRACOLICI. Sì, era un'osservazione immediata.
PRESIDENTE. Bene; vabbé lo chiarisca così
CRACOLICI. Seconda cosa, lo dico perché noi stiamo approvando un
testo che riconosce dal momento in cui sarà pubblicata la legge,
l'equiparazione di quei lavoratori alla legge 21/86 che dà poi il
beneficio cosiddetto dell'integrazione. Ma dobbiamo sapere che da
un lato riconosciamo il contenzioso dall'altro lato stiamo
riconoscendo il beneficio da oggi in poi. Quindi, rimane un buco
grande quanto una portaerei tra la norma che trova applicazione da
questo momento e il superamento .cioè stiamo dicendo a tutti fate
causa, fate causa per avere ciò che daremo da oggi in poi anche per
il passato.
Non so se è una norma intelligente, ecco questo stavo dicendo; con
i costi in più per l'amministrazione, perché se fate causa stiamo
dicendo siccome avete ragione perderemo le cause e pagheremo pure
le spese legali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Presidente, io ho seguito questo emendamento nella
redazione del Governo e l'ho anche analizzato a fondo. Il primo
comma riguarda i contenziosi in essere, diciamo, dove
l'amministrazione regionale nelle sue diramazioni è stata
soccombente ed hanno quantificato in 18 milioni circa in centinaia
e centinaia di soggetti che dal 2014 ad oggi alcuni non ci sono
più, alcuni purtroppo sono morti nel corso degli anni e vi devo
dire una cosa: alcuni sono morti in povertà, perché a fronte di una
pensione integrativa che faceva parte quasi in alcuni casi del 80-
90 per cento arrivavano, diciamo, a percepire poche centinaia di
euro.
Quindi, si sta ripristinando giustizia. Io ricordo proprio l'anno
scorso ce ne occupammo anche con l'onorevole Cracolici per dare la
possibilità a questi soggetti, firmando un emendamento insieme, di
essere riconosciuta la pensione integrativa, il pagamento della
pensione integrativa e il fondo pensione. Però, questi sono gli
arretrati, cioè il contenzioso e, quindi, andiamo a sanare un
problema, cioè andiamo ad autorizzare il fondo pensioni a poter
pagare.
(Intervento fuori microfono)
ARICO'. Hanno fatto causa tutti, non c'è stato un soggetto che non
ha fatto causa; forse, chi non ha fatto causa è perché è morto, non
aveva eredi, non aveva superstiti, diciamo non è stata fatta causa.
Dopodiché, il comma 2 riguarda gli ultimi 41 soggetti che non sono
stati riconosciuti con la norma che abbiamo votato in Aula per
l'integrazione e che con circa 162 mila euro l'anno potrebbero
avere il diritto riconosciuto così come i colleghi l'hanno avuto,
quelli che sono già andati in pensione.
Quindi, ritengo una norma di buonsenso, una norma che potrebbe
fare risparmiare alle casse regionali diverse centinaia di migliaia
di euro perché è logico che questi potranno fare causa tra qualche
anno ed avere riconosciuto un loro diritto. Il problema è: vogliamo
fargli vincere la causa, pagare di più come Regione e non dare la
possibilità a questi dipendenti di poter percepire quelle poche
centinaia di euro in più che meritano di avere? Ma credo che l'Aula
sia assolutamente d'accordo.
Nella relazione che è stata fatta dal Fondo pensioni e poi visto
dall'Assessorato all'economia, non c'è un soggetto che rimane
fuori. Quindi, quelli che sono stati riconosciuti prima sono oltre
300 e oggi li riconosciamo con la possibilità di pagare gli
arretrati, gli altri sono esattamente 41 e non ci sono altri
soggetti. Quindi, rispondendo, se posso - capisco che mi devo
rivolgere sempre alla Presidenza - però al quesito dell'onorevole
Cracolici ritengo che questa sia una norma di buon senso, di
giustizia sociale ed anche soprattutto per quei soggetti che non ci
sono più ed anche per i superstiti e per le signore che sono
rimaste con una pensione sotto il reddito di cittadinanza in alcuni
casi, Presidente, che potrebbero finalmente avere una giustizia.
Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Zambuto, lei è in condizione di rispondere
già o ha bisogno di qualche minuto?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Posso rispondere. Volevo dire che, rispetto alla norma appunto,
mettere anche la congiunzione. Quindi, presentiamo subito
l'emendamento. Lo consegno alla Segreteria.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Presidente, riprendiamo il dibattito sull'articolo 5,
confesso che fra le riscritture credo di non avere la copia della
riscrittura definitiva.
Detto questo, Presidente, nella precedente trattazione avevo
lamentato come un emendamento che avevo presentato per un'altra
questione di giustizia, come poc'anzi ha sottolineato l'onorevole
Aricò, sulla questione degli ex pensionati EAS, purtroppo non si
sta potendo configurare per gli ex pensionati ASI appartenenti agli
11 consorzi in liquidazione.
Purtroppo, nonostante l'attività parlamentare condotta in III
Commissione abbia tentato di adempiere a tutto quello che era stato
richiesto per avere una contabilità puntuale del numero, degli
eredi e quant'altro, pur trattandosi di pensioni che comunque non
supererebbero in nessun caso tre volte il minimo Inps, ma con
importi a volte anche di poche centinaia di euro, non hanno trovato
accoglienza nel testo, né tanto meno nella fase emendativa.
Vorrei dire che in questo frangente ho raccolto anche altre firme
a sostegno, ad aggiungersi a quelle che già c'erano nella fase di
presentazione e, quindi, praticamente tutti i Gruppi parlamentari,
anche perché si tratta di pensionati di tutte le province
siciliane, purtroppo, che sono dimenticate perché a partire circa
dal 2016-2017 cominciarono a non ricevere più questa pensione
integrativa a causa di alcune, diciamo, decisioni che furono prese
a quel tempo da quel Governo per motivazioni che francamente non
sto qui a dire e che non condivido. E quindi chiedo, Presidente, se
c'è la volontà da parte praticamente tutti i Gruppi parlamentari,
se non sia il caso di accogliere la proposta emendativa,
accantonare l'articolo 5, trovare insieme al Governo le coperture
per questo fondo, si tratta solo di 1 milione e 400 mila euro e
chiudere questa Legislatura con un atto di dignità non per i
pensionati, perché loro la dignità non la perderanno mai, ma un
atto di dignità da parte di questa Assemblea, perché tutti i
Gruppi, tutti gli Assessori, hanno ricevuto segnalazioni, stretto
mani, dato rassicurazioni, che almeno nell'arco di questa
Legislatura si sarebbe trovata una soluzione e, Presidente, mi
sembra veramente una cosa denigrante per noi tutti i deputati non
potere trovare una soluzione.
Io lo ammetto, non ci sono riuscita ad avere fedelmente delle
coperture, ad avere delle risposte concrete e veritiere da parte
degli uffici, però qui c'è una rappresentanza trasversale di
parlamentari che liberamente hanno sottoscritto la proposta e io la
prego benevolmente di volerla accogliere e vedere con gli Uffici,
con gli Assessori, con il dottore Tozzo, con Armao, con Turano, con
l'Assessore Zambuto, di dare risposte anche a questi pensionati,
che non sono, come dire, meno ben voluti rispetto agli altri verso
i quali stiamo trovando una risposta.
Quindi, le chiedo, come abbiamo fatto per altri articoli, di
accantonare volendo trovare in maniera unitaria, trasversale, a
nome del Parlamento, una risposta che sia risposta di una
Legislatura, perché ogni anno, caro Presidente, questi poveri
pensionati, alcuni indebitati, alcuni costretti a fare ricorsi, a
fare lievitare le spese della Regione, perché ogni volta i giudici
gli danno ragione, fanno pagare alla Regione gli interessi, le
spese legali. La Corte dei conti ci raccomanda di chiudere, di
mettere una pezza a queste situazioni, perché la prossima
Legislatura i deputati che ci saranno qui si troveranno a dovere
pagare più debiti e diranno: ma perché i nostri colleghi la scorsa
legislatura non hanno sanato questa questione che è una questione
di giustizia .
Come ha visto anche l'onorevole Compagnone si è aggiunto perché
anche nella provincia di Catania, a Caltagirone, nel distretto
produttivo, ci sono tante persone che guardano con rispetto e hanno
fiducia in noi; però, Presidente, deve essere una decisione e una
volontà di tutti i deputati, di tutti gli Assessori, anche di lei
soprattutto che a suo insindacabile giudizio venga data accoglienza
e, come dire, si coordini con l'articolo esistente questo sostegno
economico per le pensioni integrative.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, brevemente, per ostentare anche noi
apprezzamento alle riflessioni a sostegno degli ex pensionati delle
Camere di Commercio ASI a cui ha fatto riferimento l'onorevole
Foti. È una questione per cui abbiamo presentato sia in questa che
nella scorsa Legislatura appositi disegni di legge; speriamo che
trovino copertura, finalmente, nelle pieghe della legge di
stabilità.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Presidente, non possiamo non condividere l'intervento
accorato dell'onorevole Foti riguardo a questa categoria che la
Regione ha dimenticato ormai da anni.
Questa è la seconda Legislatura in cui, come ha detto la collega,
trasversalmente tutti i Gruppi si occupano degli ex pensionati ASI,
ma di fronte alle richieste che provengono dal Parlamento troviamo
e continuiamo a trovare dinanzi un Governo che si pone rispetto a
questi soggetti che da anni si vedono negati i propri diritti, un
muro di gomma.
Pertanto, anche noi ci uniamo, sostanzialmente, a questo appello e
chiediamo a questo Governo di trovare una soluzione definitiva che
ristori e renda giustizia a questa categoria che da troppi anni
invoca un intervento definitivo e risolutore da parte
dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà. Poi l'onorevole Zito.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, io ho sottoscritto
questo emendamento, onorevole Foti.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
DIPASQUALE. Io già ho sottoscritto l'originale, A.28, questo è
quello presentato io avevo direttamente firmato l'originale,
l'emendamento A.28 che riguarda, appunto, i lavoratori in pensione
delle ASI. Quindi, il nostro è un sostegno - l'ha detto il
Segretario regionale, lo hanno ribadito i colleghi tutti - in
maniera convinta lo aveva sottoscritto già e ovviamente ci sarà
anche il nostro voto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Grazie, Presidente. Non voglio ribadire quello che ha detto
l'onorevole Foti ma anche l'onorevole Cappello, più che altro è un
impegno che doveva essere preso veramente tanto tempo fa però
ancora non si è riuscito a risolvere questo problema. Quindi
quest'Aula, l'emendamento prima firmataria l'onorevole Foti, che
abbiamo anche controfirmato noi, ma comunque sia il Governo e,
soprattutto, il Presidente Musumeci che so che ha incontrato questi
lavoratori qualche tempo fa e a cui ancora non ha dato risposta,
devono trovare una soluzione. E si deve trovare in questa
Finanziaria, anche perché è l'ultima che faremo in questa
Legislatura. Quindi, ora o mai più.
Mi affianco all'appello degli altri colleghi. Ripeto, già abbiamo
firmato l'emendamento, troviamo una soluzione anche per non creare
delle disparità che già si vedono all'interno di questa
Finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Zambuto, c'è questa richiesta da parte di
tre Gruppi parlamentari, il PD, il Movimento Cinque Stelle e Gruppo
Attiva Sicilia, che chiedono una valutazione complessiva di tutto
il tema.
Il Governo insiste sul trattare questo argomento oppure lo
accantoniamo per vedere se nel corso dei lavori ci sono risorse?
Come dice?
(Intervento fuori microfono dell'assessore Zambuto)
PRESIDENTE. Lo dobbiamo trattare tutti assieme, perché c'è questa
richiesta, altrimenti devo mettere ai voti la loro proposta di
accantonare.
Il Governo accetta di accantonare questo emendamento. Ricordo che
erano stati presentati oltre il 5GOV, anche il 5GOV.1 e anche il
5GOV.2 che toglierebbe il termine di ruolo, questo anche in seguito
alle osservazioni fatte dall'onorevole Cracolici. E poi c'è
l'emendamento sottoscritto da 20, 25, deputati che assumerà il
5GOV.3. Vedremo cosa si potrà fare durante il corso dei lavori.
L'articolo 5 è, in questo momento, accantonato.
Governo, è chiaro che questa soluzione dovrebbe trovarsi domani
insomma, perché massimo giorno 11 dovremmo finire.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
«Art. 7.
Agevolazioni in favore delle imprese localizzate nelle zone
economiche speciali della Sicilia
1. Al fine di incentivare lo sviluppo dell'economia delle Zone
Economiche Speciali (ZES) di cui agli articoli 4 e 5 del DL 20
giugno 2017, n. 91 e successive modifiche ed integrazioni, alle
imprese operanti nei settori delle attività estrattive,
manifatturiere, della logistica e dei servizi indicati nella
tabella 5.1 dei Piani di Sviluppo Strategico ZES approvati con
delibera di Giunta Regionale n. 277 dell'8 agosto 2019, che hanno
la sede principale o l'unità locale all'interno delle ZES della
Sicilia e rientrano in Sicilia nel beneficio di cui all'articolo 5,
comma 2, del DL 20 giugno 2017, n. 91 e s.m.i., è riconosciuto
dall'anno 2022 ed entro il 31 dicembre 2023, un contributo, a
decorrere dalla data di accoglimento dell'istanza, parametrato ai
ricavi delle vendite e delle prestazioni di cui agli articoli 2425
e 2425bis del codice civile derivanti dall'attività svolta
dall'impresa nella Zona Economica Speciale della Sicilia nell'anno
nel quale l'istanza è presentata e in quello immediatamente
successivo.
2. Il contributo di cui al presente articolo è concesso nel
rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento
(UE) n.1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, relativo
all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis e
successive modifiche ed integrazioni e del regolamento (UE) N.
717/2014 della Commissione del 27 giugno 2014 relativo
all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis nel settore
della pesca e dell'acquacoltura e successive modifiche e
integrazioni.
3. Il contributo di cui al presente articolo è utilizzabile
esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 e s.m.i. Ai fini
dell'individuazione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni di
cui agli articoli 2425 e 2425bis del codice civile derivanti
dall'attività svolta dall'impresa nella Zona Economica Speciale,
sussiste l'obbligo di tenuta di un'apposita contabilità.
4. Per fruire del contributo le imprese presentano un'istanza il
cui modello è approvato con apposito provvedimento del dirigente
generale del Dipartimento Finanze e Credito dell'Assessorato
regionale dell'Economia. Entro i successivi sessanta giorni dal
termine ultimo previsto per l'invio delle istanze, sulla base del
rapporto tra l'ammontare delle risorse stanziate per ciascun anno e
l'ammontare complessivo delle agevolazioni richieste, viene
determinata con provvedimento Dirigenziale la percentuale del
contributo spettante. Le imprese ammesse al contributo non possono
presentare nuova istanza nell'anno successivo a quello della data
di presentazione dell'istanza ammessa al contributo.
5. L'utilizzo del contributo, il cui importo non può in nessun
caso superare quello indicato in sede di riconoscimento, è
consentito esclusivamente entro il secondo anno successivo a quello
di presentazione dell'istanza e comunque entro i limiti
dell'importo risultante dai ricavi delle vendite e delle
prestazioni di cui agli articoli 2425 e 2425bis del codice civile
derivanti dall'attività svolta dall'impresa nella Zona Economica
Speciale nell'anno nel quale l'istanza è stata presentata e in
quello immediatamente successivo. In caso di incapienza, il
contribuente può utilizzare il contributo residuo anche
successivamente e comunque non oltre il terzo anno successivo a
quello di presentazione dell'istanza.
6. Con uno o più decreti del dirigente generale del Dipartimento
Finanze e Credito dell'Assessorato regionale dell'Economia, da
emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentiti, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della stessa, il dirigente generale del
Dipartimento delle Attività Produttive dell'Assessorato regionale
delle Attività Produttive, e previa intesa con l'Agenzia delle
Entrate, saranno determinate le date di presentazione delle istanze
e le modalità di applicazione della procedura per la concessione
del contributo, compresa l'individuazione degli uffici competenti a
ricevere le istanze e l'emanazione delle disposizioni per
l'effettuazione delle verifiche necessarie a garantire la corretta
applicazione del presente articolo.
7. Qualora venga accertato il mancato rispetto degli obblighi
previsti dal presente articolo, dalla normativa statale e
comunitaria richiamate dal medesimo articolo, nonché dei
presupposti e delle condizioni previsti per la fruizione del
contributo, l'Amministrazione regionale procede alla revoca del
contributo ed al recupero dell'importo indebitamente fruito,
maggiorato di interessi e sanzioni ai sensi dell'articolo 9 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 e successive
modificazioni ed integrazioni.
8. All'esercizio delle funzioni discendenti dall'applicazione del
presente articolo, provvede la Regione che può avvalersi, previa
stipula con l'Agenzia delle Entrate di apposita convenzione di cui
all'articolo 7 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni, dei competenti organi statali
ai sensi del comma 1 dell'articolo 8 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074. Per le finalità del
presente comma è autorizzata la spesa di 30 migliaia di euro per
ciascun anno del biennio 2022-2023 (Missione 1 Programma 4).
9. I fondi necessari per le regolazioni contabili delle
compensazioni di cui al comma 3 del presente articolo sono posti ad
esclusivo carico della Regione. Per le finalità del presente comma
è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2022 e 25
milioni di euro per l'anno 2023, che costituiscono limite annuale,
a valere sulla disponibilità delle risorse del Fondo di Sviluppo e
Coesione (FSC)».
Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Intanto, volevo chiedere sull'articolo 7, Presidente,
se c'è da parte del Governo un emendamento aggiuntivo o di
riscrittura.
PRESIDENTE. Ci sono già due emendamenti del Governo che sono stati
presentati, che fanno parte del fascicolo.
BARBAGALLO. Non ci sono nel fascicolo.
PRESIDENTE. Ah Non fanno parte del fascicolo. Il 7.14 e il 7.15.
Sono stati distribuiti?
BARBAGALLO. No, Presidente. Magari, Presidente, se lei è
d'accordo, l'Assessore Turano e l'Assessore Armao dovrebbero essere
in Aula prima di fare il mio intervento vista la delicatezza delle
questioni.
PRESIDENTE. Intanto, guardate gli emendamenti. Sospendiamo 5
minuti in attesa che arriva l'Assessore.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Aspetti un momento. L'Articolo 8 è stralciato. Il
Governo mi dice a questo punto, in attesa di una valutazione, a
proposito degli emendamenti presentati dal Governo e dai Gruppi
parlamentari, di passare all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Disposizioni in materia di trasporto pubblico e mobilità
1. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge regionale
9 agosto 2002, n. 12 e successive modifiche ed integrazioni,
l'autorizzazione di spesa di cui all'Allegato 1 alla presente legge
è determinata in complessivi di 325.000 migliaia di euro, in
ragione di 65.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari dal 2022 al 2026 (Allegato 1, Missione 10, Programma 3,
Capitolo 476520).
2. Al fine di erogare l'adeguamento Istat, dovuto, ai sensi
dell'art. 27 c. 6 della L.r. 22 dicembre 2005, n. 19 e s.m.ii, per
l'anno 2018 alle aziende pubbliche e private esercenti il trasporto
pubblico di linea su gomma è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2022 la spesa di 762.692,98 (Missione 10, Programma
2).
3. Per le finalità di cui all'art. 14, c.5, della L.r. 11
agosto 2017 n. 16, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2022
sul capitolo 272536 (Missione 10 Programma 2) la spesa di
100.000,00.
4. All'art. 85 della legge regionale 15 aprile 2021 n. 9 e
successive modifiche ed integrazioni dopo le parole esercizio
finanziario 2021 sono aggiunte le parole e di 700 migliaia di
euro per ciascun anno del triennio 2022-2024 .
5. La Regione in qualità di proprietario della flotta di treni
regionali, è autorizzata a stipulare una polizza assicurativa per
responsabilità civile verso terzi, con un massimale di 50 milioni
di Euro, da mantenere per tutta la durata del contratto di servizio
per il trasporto pubblico ferroviario regionale.
6. Per le finalità previste dal comma precedente è autorizzata
la spesa di euro 60.000 per l'esercizio finanziario 2022 e di euro
120.000 annui per ciascuno degli esercizi finanziari dal 2023 al
2026 (Missione 10 Programma 1).
7. Nelle more di avviare il processo di privatizzazione del
trasporto pubblico locale il trasferimento del contributo di
gestione annuale ad AST il contributo di cui al comma 12
dell'articolo 10 della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68, a
valere sulla Missione 1, Programma 3, capitolo 478102, viene
erogato in un'unica soluzione entro il 31 maggio di ciascuna anno
sino alla scadenza dei contratti di affidamento provvisorio, ferma
restando l'erogazione mensile in caso di esercizio provvisorio.
L'AST S.P.A. predispone un piano di risanamento triennale entro il
31 luglio 2022, volto a superare le criticità finanziarie ed a
conseguire gradualmente sufficiente liquidità per l'espletamento
delle attività istituzionali limitando il ricorso alle
anticipazioni bancarie.
8. L'Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della
Mobilità - Dipartimento delle infrastrutture, della Mobilità e dei
Trasporti - è autorizzato a concedere contributi per migliorare la
catena intermodale e decongestionare la rete viaria, incentivando
le autostrade del mare che collegano la Sicilia da e per i porti
Italiani. L'individuazione dei beneficiari, la commisurazione
degli aiuti, le modalità e le procedure per l'attuazione degli
interventi di cui al presente articolo sono disciplinate con
decreto dell'Assessore Regionale delle Infrastrutture e della
Mobilità di concerto con l'Assessore per l'Economia, da sottoporre,
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, a notifica preventiva alla Commissione europea, ai sensi
dell'articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione
europea. Per le finalità del presente comma è autorizzata la spesa
di 10 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2022 (Missione
10, Programma 3).
9. È autorizzata la concessione di un credito al Consorzio per
le Autostrade Siciliane con le forme della anticipazione di
liquidità da estinguersi entro l'esercizio 2022 per un importo
corrispondente ad euro 10 milioni (Titolo 5, Tipologia 200 -
Missione 10, Programma 5).
10. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
11. Per il mantenimento ed il funzionamento dell'Organismo di
Ispezione di Tipo B , ai sensi della norma UNI CEI EN ISO IEC
17020, della Regione Siciliana, istituito presso il Dipartimento
Regionale Tecnico con il D.P.Reg. 27 giugno 2019, n.12, è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2022 la spesa di 32.381,00
euro (Missione 1, Programma 6).
12. Per il funzionamento della Commissione per la redazione del
Prezziario Unico Regionale è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2022 la spesa di 10.000,00 euro (Missione 1, Programma
6).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
Vediamo chi chiede di intervenire. Vediamo di organizzare i lavori
in maniera tale che sappiamo quante persone parlano. Hanno chiesto
di parlare gli onorevoli Barbagallo, Laccoto, Lupo, Schillaci,
Palmeri e Ciancio.
Prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, intanto noi più volte nel corso di
questo esercizio finanziario abbiamo chiesto a gran voce
l'applicazione e l'esecuzione delle norme della scorsa finanziaria
in materia di trasporto pubblico locale. L'Assessore Falcone lo sa,
ce ne siamo rammaricati sia nelle sedi istituzionali, nelle
Commissioni ma anche pubblicamente.
Incredibile ma vero, iniziamo la finanziaria 2022 e le norme della
finanziaria 2021 non sono state attuate. Mi riferisco in
particolare all'articolo 110 della finanziaria 2021 che era quello
che prevedeva i 7 milioni di ristoro per la categoria dell'NCC. Il
Governo regionale nel corso di quest'anno ha dato altri ristori, ma
non ha utilizzato i 7 milioni di euro previsti espressamente
all'articolo 110 e che, cosa insopportabile, ha trovato
l'approvazione dell'Aula a seguito dell'emendamento da parte delle
opposizioni e segnatamente del Partito democratico. Non vorremmo,
assessore Falcone, che questo fosse un precedente spiacevole che il
Governo esegue alcuni emendamenti frutto di quelli di natura
governativa e poi quando le opposizioni una volta ogni tanto
riescono a fare passare un emendamento, che peraltro in questo caso
riguardava il ristoro specifico per una intera categoria, questa
viene pretermessa.
Fa ancora più male la circostanza che nel corso di questo
esercizio nessuna risorsa è stata prevista sempre perla categoria
degli NCC per la rottamazione dei bus turistici Euro 1, Euro 2 ed
Euro 3 che, come è noto - assessore Falcone, lei lo sa bene e
meglio di noi - dovranno essere rottamati Euro 1 ed Euro 2 entro il
corso di quest'anno, Euro 3 nel termine ultimo del prossimo anno.
Ci aspettavamo francamente nelle pieghe della manovra di bilancio
un segnale concreto da questo punto di vista per una categoria che,
più di altre, ha sofferto la crisi e a cui non solo erano destinati
7 milioni e gli Uffici e l'Assessorato, quindi, non ha provveduto
ad impegnare la somma ma che neanche, quindi, pensiamo di garantire
per la copertura e per la possibilità di ammortizzare i costi della
rottamazione come, invece, avviene per le aziende municipalizzate o
per il TPL.
Nel corpo dell'articolo 9 siamo molto preoccupati per due commi,
segnatamente il comma 8 ed il comma 9. Per il comma 8 per come
rilevato dagli Uffici dell'Assemblea, la norma non identifica i
soggetti beneficiari degli aiuti né determina l'importo massimo
attribuibile per ciascun beneficiario e, quindi, a giudizio degli
Uffici ma anche a nostro giudizio, assessore Falcone, presenta
evidenti criticità sotto il profilo del rispetto del principio di
legalità in materia di misure economiche e relazione al sistema dei
fondi regionali. Quindi, una doppia criticità sia sulla copertura
ma anche sulla legittimità della norma.
Stesso discorso per il comma 9 che questa anticipazione di ben 10
milioni di euro nel corso dell'esercizio finanziario di quest'anno
per il CAS e, francamente, dal tenore della norma e dalle relazioni
allegate, non si comprende quale sia la compatibilità tra
un'anticipazione di questo tipo e la normativa statale in materia
di aiuti di Stato. Quindi, a nostro giudizio, c'è un evidente
profilo di illegittimità della norma.
Vorremmo essere grati all'assessore Falcone se ci fornisse dei
chiarimenti proprio da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne
ha facoltà.
LACCOTO. Sì, Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, abbiamo
avuto notizie in questi giorni, sono intervenuto anche con un
comunicato, di una situazione particolare per quanto riguarda
l'aumento dei costi dei biglietti per le Isole minori,
specificatamente per quanto riguarda le Isole Eolie e credo anche
le altre Isole minori con aumento di circa il 45 per cento, aumento
che è stato forse anche dettato dall'aumento del gasolio o da altre
a livello nazionale ed io ho avuto notizia dalla stampa che
l'assessore Falcone ha incontrato i rappresentanti di queste
categorie per avere anche la possibilità d'intervenire.
Ora, stiamo trattando una materia molto delicata che è quella dei
trasporti locali pubblici. Io ritengo che in questa sede si debba
trovare, oltre che fare un intervento a livello nazionale perché si
possano per lo meno, ecco, mitigare questi aumenti, intervenire
anche in questa finanziaria per dare una boccata d'ossigeno ed
evitare che questi costi, proprio alla vigilia di un'estate che
dovrebbe segnare la ripresa del turismo in Sicilia, blocchino di
fatto quelle che sono le possibilità dei turisti per arrivare alle
Isole minori, precisamente, di più ecco io mi occupo delle Isole
Eolie perché in provincia di Messina. Quindi, chiedo al Governo, se
non lo ha già predisposto, d'intervenire con un emendamento a
favore e per mitigare questi aumenti.
L'altra questione, Assessore, che vorrei sollevare è quella delle
Ferrovie dello Stato. Vengono dati 50 milioni per i contratti di
servizio alle Ferrovie dello Stato ma, purtroppo, ci troviamo con
una soppressione sempre più costante di quelli che sono i trasporti
specialmente Messina-Palermo che, di fatto, creano problemi sia ai
pendolari, sia agli studenti, quindi andrebbe fatto con attenzione
particolare a quelli che sono i treni che sono stati soppressi o
almeno anche le fermate che davano la possibilità sia a studenti,
sia a pendolari in provincia di Messina di prendere questi treni.
L'altro problema che pongo, Assessore, è che il Governo nazionale
sta stanziando delle somme per quanto riguarda anche i
trasportatori pubblici del traffico, anche pubblico.
Credo che qui, bisognerebbe intercettare queste somme per arrivare
proprio ad un ammodernamento sia per quanto riguarda i mezzi, ma
soprattutto per dare la possibilità di collegamenti con non solo
quelli attuali, ma molte volte mi dicono che per quanto riguarda,
per esempio, i paesi montani, vengono sempre depauperati di quello
che era il trasporto, la possibilità di collegamento anche con i
centri più grossi. Solo questo volevo rappresentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente. Governo, mi rivolgo in particolare
all'assessore Falcone ma anche all'assessore Armao. L'articolo 9 in
discussine di questa legge di stabilità riguarda appunto il settore
dei trasporti Disposizioni in materia di trasporto pubblico e
mobilità .
A leggere i singoli commi si ravvisano alcune criticità, ma nulla
rispetto alla drammaticità che emerge da una lettura che deve
essere integrata anche dall'allegato 2 che nasce con l'articolo 22,
comma 1. Mi spiego meglio: per verificare l'esatta copertura del
settore bisogna appunto fare riferimento alla tabella, allegato 2
dell'articolo 22, comma 1, dalla quale si evince che dei 65 milioni
previsti, 68 milioni 475 di fatto non ci sono, sono riduzioni,
quindi per il trasporto pubblico locale al capitolo 476521, al
momento in manovra è previsto uno stanziamento di 97 milioni 525,
cioè un taglio del 41 per cento sullo stanziamento complessivo.
L'onorevole Laccoto parlava delle Isole minori. Credo che la
situazione sia moto più tragica di quella che l'onorevole Laccoto,
giustamente, ha evidenziato, considerato che al capitolo che
riguarda le spese per l'espletamento dei servizi di collegamento
marittimo con le Isole minori, cioè il capitolo 476520, dai 65
milioni, teoricamente previsti, di cui leggiamo anche al comma 1,
dell'articolo 9, di fatto 26 milioni 812 e 500 non ci sono. Restano
di fatto disponibili, ad ora, sul capitolo a manovra approvata 38
milioni 187.
Considerato che siamo a maggio, 4/12 delle risorse disponibili
sono già state impegnate. Quindi, togliamo circa 22 milioni dai 38,
ne rimangono circa 16. Credo che quest'estate gli aliscafi e i
traghetti per le Isole minori in Sicilia rischiano di fermarsi.
Oltre che al trasporto Isole minori, c'è un ulteriore taglio che
riguarda il trasporto aereo, perché al capitolo 478109, contributi
per il funzionamento dei servizi aerei di linea, con assunzione di
oneri di servizio pubblico, capitolo teoricamente di 4 milioni 700,
di fatto, più 5.230, c'è una riduzione sempre nell'allegato 2, di
cui parlavo, di 4 milioni 125.
In altri termini, il settore dei trasporti in Sicilia è in
ginocchio oltre tutte le criticità già evidenziate dai colleghi che
mi hanno preceduto.
Chiedo al Governo come intende procedere perché è chiaro che
questa condizione sia di una drammaticità mai vista in questa
Regione.
Presidenza del Presidente Micciché
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Falcone, con l'articolo 9 si riparla di trasporto pubblico sia
marittimo che su terra. Da quando è iniziata questa legislatura non
abbiamo fatto che, assessore Falcone, fare interrogazioni, accesso
agli atti, perché le segnalazioni che sono arrivate sia dal
comparto dei lavoratori, sia dagli utenti, sono state davvero
innumerevoli sia per disservizi ma, soprattutto, per mancanza di
pianificazione.
Noi assistiamo a corse interrotte, corse anticipate o,
addirittura, a corse assolutamente cancellate. Soprattutto corse
che si pagano, poi, sulla vita dei cittadini siciliani come, ad
esempio, gli studenti.
Molti studenti che si trovano in determinati comuni dell'entro
terra siciliano che sono costretti a svegliarsi alle cinque del
mattino, anche sotto la pioggia, per potere raggiungere il proprio
plesso scolastico e, quindi, usufruire del proprio diritto allo
studio. Stiamo parlando di diritti, non stiamo parlando di vacanza
o di altro.
Assessore Falcone, quando parliamo di trasporto pubblico locale
parliamo di AST e su questo sappiamo benissimo cosa è intervenuto.
Una serie di indagini che ci hanno dato uno spaccato di quello che
è il trasporto pubblico locale, realizzato da una partecipata della
Regione siciliana che ha avuto parecchi problemi, soprattutto per
quanto riguarda anche la gestione delle proprie partecipate che non
sono, non usufruiscono e non rispettano i requisiti della
continuità aziendale.
Ecco perché ho inserito degli emendamenti proprio sulla verifica
della continuità aziendale delle partecipate della Regione, in
primis dell'AST.
Dopodiché con un altro emendamento, esattamente con l'emendamento
9.11, mi riferisco al trasporto marittimo. Assessore Falcone,
vorremmo che il Governo regionale facesse rispettare le convenzioni
e gli accordi che vengono stipulati, di volta in volta, tra il
Dipartimento delle infrastrutture e le compagnie di navigazione,
cosa che non è avvenuta in questi anni.
Noi abbiamo cambi di navi. Ci dovrebbero essere le navi, quelle in
sostituzione. Cose che non avvengono. Non parliamo poi dei ritardi
delle tratte degli aliscafi. Possiamo indicare tutta una serie di
disservizi che sono successi in questi anni.
Assessore, desideriamo una pianificazione per un servizio di
qualità ma, soprattutto, un servizio innovativo. E, invece,
assistiamo a collegamenti con mezzi marittimi davvero vetusti. Io,
personalmente, sono stata su una tratta la scorsa stagione estiva
dove c'erano le blatte, presenti sopra l'aliscafo che da Milazzo
collegava le Isole Eolie.
Questo è il nostro biglietto da visita per le nostre perle, con il
quale dovremmo fare volano economico attraverso le perle della
Sicilia che sono le nostre Isole.
La prego, assessore Falcone, una pianificazione puntuale e un
rispetto delle normative, delle convenzioni e degli accordi.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho l'attenzione
dell'assessore Falcone e dell'assessore Armao volevo spiegare
alcuni emendamenti che chiedono di valutare alcuni correttivi,
diciamo, tecnici.
Allora, in particolare, l'emendamento 9.1 modifica il comma 5.
Cioè, sostanzialmente, chiedo l'abrogazione del comma 5 perché,
solitamente, le polizze - mi chiedo - non sono a carico del
concessionario del trasporto pubblico? Quindi, appunto, del
concessionario? Quindi perché la Regione deve stipulare questa
polizza? Quindi, in maniera conseguenziale, ho presentato
l'emendamento 9.3, che abroga pure il comma 6.
Poi c'è l'emendamento 9.2, che modifica il comma 7, perché al
comma 7 nella parte iniziale c'è scritto nelle more di avviare il
processo di privatizzazione del trasporto pubblico locale . Non so
se è un refuso, il significato di questa frase. E quindi propongo
l'abrogazione di questa frase.
Infine, l'emendamento 9.4, al comma 11. In poche parole elimino le
parole ed il funzionamento del , per sostituirle con
dell'accreditamento quale . Quindi il comma 11 diventa per il
mantenimento dell'accreditamento quale organismo di ispezione .
Perché tolgo questa parola funzionamento ? Perché, assessore
Falcone, il funzionamento dovrebbe essere, in relazione appunto al
personale, dovrebbe rientrare nei normali doveri di ufficio e,
quindi, non sono previste delle norme, delle somme aggiuntive per
il funzionamento. Al contrario l'accreditamento, invece, che già è
stato fatto, ma deve essere rinnovato l'accreditamento, quindi si
chiedono appunto delle somme aggiuntive, più che altro per
confermare e fare l'accreditamento. Questo è il senso
dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palmeri. E' iscritta a parlare
l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie, Presidente. Io mi concentrerò solo sull'aspetto
del trasporto ferroviario, anche se in questo articolo lo
trattiamo, praticamente, solo nei commi 5 e 6.
Però, Assessore, abbiamo bisogno di conoscere nel dettaglio le
varie fasi e le varie tappe che stanno caratterizzando
l'applicazione del contratto di servizio, perché, come conosciamo
tutti, il contratto di servizio che abbiamo stipulato prevedeva
all'articolo 16 una serie di investimenti: mi riferisco ai 23
milioni per il revamping; ai 13 milioni per gli interventi
infrastrutturali e ammodernamento degli impianti; 1,8 milioni per
investimenti in tecnologie; 4,2 milioni per investimenti in
informatica, l'attivazione del wi-fi a bordo per i treni regionali
entro il 2019. Cosa che purtroppo ancora non è avvenuta.
Io mi rendo conto che sia un tema che esula un po' dall'articolo
in questione, però riguarda il contratto di servizio e mi auguro
che anche in Commissione Ambiente', subito dopo la finanziaria, si
possa fare un punto per approfondire tutti questi aspetti.
All'articolo 6 del contratto, per esempio, c'è scritto che
Trenitalia tiene conto dei minori oneri di ammortamento a seguito
della sostituzione con materiale rotabile concesso in comodato
d'uso . Ora, siccome, abbiamo dato e abbiamo stipulato un contratto
di comodato d'uso nel 2020, quello che vorrei sapere è cosa ne
viene alla Regione siciliana, quali sono i vantaggi e come
Trenitalia ha tenuto conto di questi investimenti.
A proposito della polizza, anch'io condivido l'emendamento della
collega, perché all'articolo 8 del contratto di servizio diciamo:
Trenitalia, per effetto della totale responsabilità dei convogli
oggetto della cessione, assume ogni responsabilità per danni al
personale o alle cose della Regione ovvero a terzi, derivanti dai
rotabili oggetto del comodato , bla, bla, bla. Fatto sta che nel
contratto c'è scritto che Trenitalia si assume tutte le
responsabilità.
Da qui la domanda: perché stipulare una nuova polizza assicurativa
anche come Regione siciliana? Senza considerare che nel 2022
abbiamo previsto 60 mila euro, nel 2023 120 mila euro. Ecco, capire
anche questa discrepanza di cifre.
Ripeto, l'intervento si concentra sui commi 5 e 6, quindi sulla
necessità e l'opportunità di stipulare la polizza, però ci sono
tanti altri temi che sono sicura insomma potremo affrontare in un
momento successivo, anche nella Commissione di merito, perché ci
sono una serie di investimenti che è necessario ed è giusto capire
come sono andati a finire e approfondire. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio. E' iscritta a parlare
l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, deputati e Governo. Allora, assessore
Falcone, lei lo sa, io in tante occasioni mi sono confrontata, l'ho
anche apprezzata però quest'articolo 9 mi sa un po' di presa in
giro.
Ora, voglio sorvolare sul congelamento dei 68 milioni che vanno a
intaccare tutte le tipologie di collegamento nell'Isola, voglio
sorvolare sugli operatori che sono i più penalizzati come per
esempio i noleggiatori con conducente o tassisti, ma non posso
sorvolare sul comma 3 che ha veramente dell'assurdo, cioè è dal
2007 che dovevamo fare la proroga per l'affidamento del trasporto
pubblico locale. C'era la scadenza del 2019 che non è stata
rispettata e si è fatta un'ennesima proroga e ora a ridosso del
rischio di fare un'ulteriore proroga dopo che non si è fatto nulla
per un'intera legislatura andiamo a istituire un articolo, un
comma, dove mettiamo 100 mila euro per un supporto, cioè stiamo
chiedendo aiuto a degli operatori per fare la proroga. Ma con quali
tempi? E in più utilizzando un capitolo soppresso, cioè un capitolo
che la Regione reputava inutile, che non serviva e che quindi ha
soppresso lo va a ripescare, mette 100 mila euro per fare la
proroga che non è riuscita a fare in quasi 5 anni di legislatura,
dopo che ha tagliato i fondi per un sacco di altre cose più utili.
A me sembra veramente una presa in giro questa cosa, cioè il comma
3 è invotabile obiettivamente. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, abbiamo finito, quindi possiamo votare.
Onorevole Lupo, gli emendamenti soppressivi 9.5, 9.9 e 9.22 per il
primo comma sono mantenuti?
LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. Ritirati, benissimo. Anche il comma 2 Vabbè qua c'è
l'emendamento del Governo. E' stato distribuito? E, allora
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Sì, sì, lo dobbiamo votare.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. E' aumentato lo stanziamento, che devi fare? Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Andiamo avanti. L'emendamento 9.21, al comma 2 era
stato già ritirato. Si passa all'emendamento 9.7 degli onorevoli
Sunseri e Di Paola. Lo ritiriamo?
SUNSERI. Anche a nome dell'altro firmatario dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento al comma 3, a firma degli
onorevoli Lupo ed altri è ritirato; l'emendamento al comma 4,
sempre a firma degli onorevoli Lupo ed altri, è ritirato.
L'emendamento al comma 5, degli onorevoli Palmeri ed altri?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
PRESIDENTE. Sì, sì, ha ragione l'onorevole Ciancio. Aspettava
risposte, chiedo scusa.
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Grazie,
Presidente. In merito alla polizza vorrei ricordare che è vero che
abbiamo da Trenitalia una polizza che assicura i danni dei treni,
che i treni possano fare durante, possano effettuare, causare,
nell'ambito del servizio, ma questa polizza è una polizza
integrativa che serve all'interno degli stessi treni, cioè per
salvaguardare ulteriormente i passeggeri. E' una polizza su 50
milioni di euro, non sono 50 milioni di euro, quindi è una polizza
che già l'anno scorso ci avevano chiesto, la stessa Trenitalia ci
aveva chiesto, per poter garantire ulteriormente i nostri
passeggeri. Quindi, è un'integrazione che facciamo a salvaguardia
degli utenti, non sono soldi che buttiamo. Tra l'altro rispetto a
un investimento importante trattasi di poche decine di migliaia di
euro.
PRESIDENTE. Grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Sì, scusi Presidente avevo compreso male io.
L'emendamento 9.7, quindi la soppressione del comma 3, lo mantengo,
avevo capito che lei si riferiva all'emendamento al comma 7. No,
avevo capito il comma 7, non avevo capito il comma 3.
PRESIDENTE. No, quello che le avevo chiesto era relativo
all'emendamento 9.7 al comma 3.
SUNSERI. Infatti, la collega adesso me l'ha sottoposto, avevo
capito al comma 7 per questo le dicevo di andare avanti. Il 3
invece sì.
PRESIDENTE. Come? Lo possiamo
SUNSERI. Il comma 3.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lo dica, lo dica, scusi, un attimo
solo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Si
Presidente. All'onorevole Sunseri volevo, ma anche a chi è
intervenuto prima, il comma 3 sostanzialmente, cosa prevede?
Prevede un supporto tecnico per la riprogrammazione ed il trasporto
pubblico locale su gomma. Noi siamo andati via via in prorogatio
perché una norma nazionale del Parlamento nazionale due anni fa per
la pandemia ha prorogato ope legis per due anni il servizio
trasporto pubblico locale, perché in questo momento gli operatori
d'Italia e d'Europa sono in ginocchio in quanto il servizio si basa
sul corrispettivo che vale un terzo e sugli introiti, sui
biglietti, che valgono due terzi.
Nel momento in cui gli operatori non hanno potuto effettuare il
servizio con carico, diciamo così, normale, hanno avuto dei danni
enormi ed il fondo di ristori del famoso articolo 200 non è stato
sufficiente a poter consentire di calmierare le perdite. Ecco
perché siamo andati in prorogatio.
Il Governo della Regione, ultimamente, la settimana scorsa, due
settimane fa, ha effettuato una ulteriore proroga per un anno, ma
il Parlamento nazionale è intervenuto dicendo che la proroga deve
essere di 24 mesi, ulteriori.
Noi, comunque, poiché vogliamo tenere fede alla pianificazione che
vogliamo fare, stiamo mettendo in campo i servizi minimi
essenziali, ma per fare questo all'interno di una pianificazione
che veda ferro e gomma intersecarsi abbiamo bisogno di un piano e
per fare il piano abbiamo anche bisogno di una consulenza, per cui
questi 100 mila euro servono non per fare una proroga ma, appunto,
per pianificare il piano prossimo quinquennale, quindi significa
quali servizi dobbiamo sopprimere perché verranno sostituiti dal
ferro, quali servizi dobbiamo rafforzare invece perché non sono ben
serviti, quali sono le nuove tratte o le tratte che dobbiamo
sopprimere e in quali macro aree intendiamo dividere la Sicilia.
La Sicilia in questo momento è servita ogni giorno da 6.108
tratte. Bene, noi immaginiamo che la Sicilia dovrà essere servita
da quattro grandi bacini. C'è tutta una logica, tutta una
filosofia. Oggi, ad esempio, vengono effettuati 56 milioni di
chilometri annualmente più 6 chilometri che le aziende, diciamo
così, esercitano, effettuano, gratuitamente perché hanno un ricavo
dalla bigliettazione e dobbiamo allora capire se serviranno ancora
per i prossimi anni 62 milioni di chilometri o qualcuno in meno o
qualcuno in più. C'è tutta una procedura ed una pianificazione,
questa pianificazione va fatta con degli esperti. Ecco perché il
fondo da 100 mila euro che, magari, probabilmente, non sarà questo
Governo a poterlo utilizzare ma sarà il Governo successivo a questo
che dovrà utilizzare questi consulenti o questi consulenti o questa
società che sarà individuata tramite evidenza pubblica.
PRESIDENTE. Scusate, siccome mi hanno chiesto la parola, vorrei
sentire l'onorevole Sunseri, perché se lo ritira non do la parola a
nessuno. Non lo ritira. Benissimo, allora siamo all'emendamento
9.7, che recita: Il comma 3 è soppresso .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(None è approvato)
Si passa all'emendamento 9.1, degli onorevoli Palmeri ed altri. E'
mantenuto o lo ritira?
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Allora, vorrei mantenere l'emendamento 9.1 perché,
chiaramente, non devo essere io a spiegare all'assessore Falcone
che se è una concessione, il concessionario si assume tutti i
rischi, altrimenti è un'altra cosa, è un appalto di servizi.
Quindi, non capisco, ne serve una, immagino di questo tipo di cosa.
Anche se stiamo parlando di poche cifre, sicuramente è un altro
tipo di appalto. Quindi, manterrei l'emendamento.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Falcone,
l'onorevole Ciancio ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Assessore, giusto perché la risposta di prima non la
ritengo abbastanza completa perché lei dice è una cosa in più che
facciamo ; la domanda però rimane: ma se Trenitalia si assume ogni
responsabilità e, addirittura, nel contratto c'è scritto che
solleva la Regione siciliana da qualsiasi richiesta o pretesa
dovesse arrivare avanzata da parte di terzi, qual è il motivo di
fare comunque, questa polizza? Tra l'altro non capisco perché un
anno 60 mila, un anno 120 mila. Non è una questione di poche decine
di migliaia di euro, è una questione di principio.
Se la responsabilità se l'assume Trenitalia non vedo il motivo per
cui anche la Regione stipula questa polizza. In caso di danno cosa
succede? Che dobbiamo pagare o comunque dobbiamo attivare una
polizza che per contratto noi non dovremmo neanche utilizzare?
Questo credo sia legittimo chiederselo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, rispondo ai colleghi dicendo: eventualmente possiamo
trovare un punto di incontro approvando l'articolo ma facendo anche
passare, se voi lo ritenete anche opportuno, un ordine del giorno,
o comunque una mozione, secondo il quale noi attiveremo questa
misura laddove possiamo verificare e concordiamo insieme anche in
un incontro diciamo così sotto un profilo amministrativo in
Assessorato con lo stesso concessionario per poter capire se in
effetti questa è una polizza integrativa o meno, se questo è un
dovere, un obbligo, che è previsto già nel contratto di servizio o
meno; cioè essere autorizzati non significa che per forza dobbiamo
attivare la norma, attenzione, essere autorizzati significa che noi
comunque abbiamo una previsione normativa che nel momento in cui vi
è necessità possiamo utilizzarla, se non vi sarà necessità
l'impegno che il Governo e personalmente assumo con quest'Aula non
l'attiviamo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, però, Assessore, questa proposta
h un poco strana, cioè se serve si fa, se non serve non si fa;
poi trattandosi di assicurazioni con questi c'è sempre, come dire
se è una cosa che serve si mette in votazione perché serve e
quindi ci sono
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Allora,
serve perché ce la chiede Trenitalia per gli eventuali incidenti
interni ai treni, quindi, è questa, dopo di che, io dico
approviamola, chiaramente verifichiamo, se voi volete verifichiamo
con voi il contratto di servizio e dimostreremo che in effetti è
necessaria,
PRESIDENTE. Assessore, scusi parliamo di una cosa: se sono interni
a Trenitalia perché deve pagare la Regione? Se sono interni ai
treni?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Di una
polizza che noi dobbiamo attivare perché Trenitalia risponde per il
contratto di servizio per gli incidenti esterni non per gli
incidenti interni.
PRESIDENTE. Interni al treno dice? Interni al treno? Possibile
mai? Interni al treno possono avvenire a Palermo come a Siracusa,
come a Reggio Calabria. Perché dobbiamo pagare noi?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. No, no,
signor Presidente, ci può essere un problema all'interno del treno,
chi cade, chi scivola, ci possono essere vari problemi, vari
incidenti, possono esserci, certo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Assessore, io lo ascolto però devo dire che sono quanto
meno stupito. I rapporti con Trenitalia sono regolati da accordo di
programma, da contratto di servizio, cioè tutto il resto, interni,
esterni è una categoria dello spirito.
Nel contratto di servizio sono definite le competenze della
Regione che in genere è cosa ci metto? E la responsabilità è del
soggetto che gestisce il servizio.
Tutti gli atti interni, ciò che succede dentro il treno è una
responsabilità del conduttore del servizio, non può essere una
responsabilità del concessionario, quindi, l'ascolto e mi stupisco
perché ho l'impressione che lei in questa trattativa quanto meno ci
è arrivato con una debolezza intrinseca; tra l'altro, lei fa
l'avvocato, quindi, ha pure una competenza giuridica e potrà anche,
come dire, ulteriormente avere gli elementi per sapere che non
esiste al mondo un soggetto, ecco allora, scusate, sui pullman che
abbiamo in concessione in Sicilia, se uno scivola dentro il pullman
risponde la Regione o il soggetto che gestisce il servizio di
autolinea? Cioè mi sembra una follia questa impostazione.
Allora poi non si può dire facciamo una norma, mettiamo le somme
e poi vediamo se la dobbiamo attuare', perché le somme, lei mi
insegna, che poi sono nella disponibilità del bilancio della sua
rubrica e potrà stornarle di volta, in volta, a seconda di quelle
che sono esigenze di altro tipo.
Ecco, io, Assessore, le chiedo di stralciare la parte delle
assicurazioni perché non può essere un obbligo per la Regione.
Ripeto, l'obbligo non può essere insito al soggetto che, invece, ne
ha la gestione diretta. Lei che ne sa o io che ne so di quello che
succede dentro un treno. La garanzia, la tutela dei passeggeri deve
essere data dal soggetto che gestisce il servizio. Lei si mette il
berretto e va sul treno per stabilire se uno è scivolato? È giusto?
Quindi, non ci facciamo prendere in giro.
PRESIDENTE. Lo stralciamo. Una domanda per curiosità mia,
assessore Falcone: glielo chiede Trenitalia, perché? In funzione di
quale tipo di si vuole fare pagare l'assicurazione Trenitalia,
diciamoci la verità. Con i soldi che abbiamo noi, proprio regalarli
a Trenitalia mi pare, onestamente, complicato. Quindi, è
stralciato. Sono stralciati i commi 5 e 6. Andiamo avanti. Il 9.6,
quello dell'onorevole Sunseri, che aveva capito che era il comma 7,
quindi, immagino che sia ritirato. Onorevole Sunseri? Perfetto,
quindi, ritirato. Il comma 7, dell'onorevole Lupo, è ritirato.
Questo Palmeri, Fava, il 9.2, assessore?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole al 9.2, appone la sua firma. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Il 9.2 è approvato. Il 9.10 era inammissibile, onorevole Schillaci
per cui invito a ritirarlo. Il comma 8, onorevole Lupo, ritirato?
LUPO. No.
PRESIDENTE. L'assessore mi aveva già fatto sapere su questo comma
assessore Falcone mi aveva chiesto forse l'assessore di
stralciarlo. Un attimo solo. Lo stralciamo. Il comma 8 è
stralciato, quindi, gli interventi sul comma 8 non sono più
necessari. Comma 9, siamo al 9.14 dell'onorevole Lupo. Non è
ritirato. L'assessore Armao chiede, accantonato quello di prima,
non stralciato, però se lei lo vuole agganciare all'altra cosa Il
comma 8, quindi, non è più stralciato ma accantonato. E lo
accantoniamo, ma lo dobbiamo votare. Noi lo possiamo accantonare se
c'è da capire qualcosa. Stralciato, allora. Rimane stralciato. Il
comma 8 lo avevamo già stralciato. Il comma 9 l'assessore chiede
di intervenire per spiegarlo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sul comma
9 trattasi di questo: il Consorzio Autostrade Siciliane dal 31
dicembre 2021 non aveva più l'anticipazione, un fido di cassa di
quindici milioni di euro. Aveva un fido prima di ventuno milioni di
euro. Questo fido era diventato di dodici milioni di euro, nel
2021, a causa e grazie agli investimenti sulla Siracusa-Gela era
stato esteso a quindici milioni di euro. Poiché le gare sono andate
deserte, le gare di tesoreria, l'Unicredit aveva bloccato
l'anticipazione di tesoreria. Finalmente, noi con atto di Giunta
abbiamo creato un presidio finanziario a garanzia di
un'anticipazione che l'Unicredit ha fatto nel valore e nel limite
di 8 milioni e mezzo di euro. Oggi, nelle more che facciamo la
nuova gara, stiamo prevedendo una anticipazione temporale al CAS,
nelle more che si faccia appunto il nuovo servizio di tesoreria che
consentirà da parte del nuovo gestore l'apertura del nuovo fido che
sarà addirittura di 15 milioni di euro. Quindi, questa norma serve
soltanto come presidio finanziario e come anticipazione, una
partita di giro che consentirà al CAS di avere un fido di ben 10
milioni di euro per le spese correnti che quotidianamente il CAS
riesce ad effettuare. Vorrei dire che passiamo da 15 milioni a 10
milioni di euro, quindi, il CAS in maniera virtuosa sta diminuendo
l'anticipazione di tesoreria, ma al contempo garantisce stipendi,
garantisce flussi di cassa, garantisce tutte le spese quotidiane e
mensili che devono essere sostenute.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, semplicemente l'assessore Falcone
ha illustrato nel suo intervento le ragioni che hanno spinto il
Governo a presentare in seno alla finanziaria il comma 9
dell'articolo 9. Noi nell'intervento generale sull'articolo 9
invece abbiamo chiesto un'altra cosa, che poi è quella che chiedono
gli Uffici nella relazione anche di accompagnamento al testo. La
compatibilità del comma 9 con la normativa nazionale in materia di
aiuti di Stato non soltanto per quello che ricordo io, ma c'è
giurisprudenza consolidata che un aiuto di questo tipo cozzerebbe
con la normativa nazionale in tema di aiuti di Stato che deve
essere disciplinata in termini di beneficiari, termini istanze e
compatibilità con la normativa europea.
PRESIDENTE. Siccome avevamo già fatto questa obiezione
all'Assessore e lui aveva detto no, lo spiego io'. Però, questo,
assessore, mi dica cosa dobbiamo fare.
.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Questo lo
abbiamo condiviso con Unicredit. C'è stato uno scambio di
carteggio. Noi abbiamo fatto un atto deliberativo come presidio
finanziario a garanzia dell'anticipazione che ci ha fatto
l'Unicredit fino al 31 maggio 2022. Dopo di che appunto così come
ha fatto la Regione Lazio, la stessa Regione Lazio ha dato una
garanzia ad una propria società in questo senso. Noi abbiamo fatto
in analogia, abbiamo lavorato. Per cui oggi noi cosa stiamo
facendo? Stiamo consentendo di anticipare al CAS 10 milioni di euro
che deve restituire entro il 31 dicembre 2022, cioè in un arco di
tempo necessario in cui noi espleteremo la nuova gara e avremo
l'anticipazione di tesoreria da parte del nuovo istituto bancario
che si aggiudicherà questa gara. Soltanto questo stiamo facendo,
quindi, è una partita di giro. Non stiamo alterando il mercato, non
stiamo dando soldi a fondo perduto, non stiamo mettendo nelle
condizioni un ente pubblico economico in un privilegio rispetto ad
un altro ente pubblico economico. Ma serve per mettere invece in
garanzia tutto ciò che sono i flussi di cassa del CAS.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Lupo.
LUPO. Signor Presidente, un chiarimento aggiuntivo: se
l'anticipazione di 10 milioni di euro comporta un costo di
interessi passivi a carico delle casse regionali oppure no.
PRESIDENTE. Assessore.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Al
contrario perché è il CAS che pagherà poi nella convenzione che
andiamo a fare, è il CAS che pagherà l'indice di tasso di interesse
che è del mercato.
PRESIDENTE. Dove è specificato questo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Ho capito
l'input dell'onorevole Lupo. Lo possiamo eventualmente integrare in
questo senso. Certamente. Ma è chiaro la Regione addirittura ci
guadagna, non ci perde nel modo più assoluto.
PRESIDENTE. Possiamo presentare un subemendamento in questo senso?
Onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Io conosco Falcone da qualche anno e ogni tanto quando
parla non so se ridere o Cioè mi spiega com'è che ci guadagna la
Regione da un'anticipazione di cassa? Cioè, qual è la, diciamo, la
dottrina finanziaria che possa determinare un ricavo di un ente che
anticipa soldi ad un altro? Cioè, io, diciamo, se lei me la spiega
su un piano tecnico, io, come dire, mi ritiro in buon ordine e non
ne parlo più.
Assessore, non dica cose di cui, diciamo, nella foga, ecco, usiamo
questa espressione, di un ragionamento rischia di dire una
corbelleria. Il punto è uno. Ora, al di là della giusta
osservazione fatta dal mio collega Lupo, che gli oneri
dell'anticipazione comunque sono a carico di chi utilizzerà la
eventuale scopertura, perché parliamo di una scopertura,
l'anticipazione si chiama scopertura, e quindi con una precisazione
di fondo, il nodo non è soltanto chi paga che già è un elemento di
risoluzione perché il fatto che garantisce la Regione, la Regione
deve appostare, comunque deve dare garanzie con un capitolo di
bilancio. Non è che la garanzia è una lettera, cioè della serie
quindi, la Regione, sta dicendo per il 2022, dieci milioni di euro,
signori, è aiuto di Stato. Poi lo potete chiamare come volete,
perché nel momento in cui la Regione, sostituendosi all'ente che
nella convenzione a seguito del monte denaro che gestisce durante
l'anno con gli introiti, fa una convenzione con la banca che
gestisce la tesoreria in cui la banca consente anticipazioni che
mediamente sono di breve durata, quindi, l'onorevole Savona ha
fatto il bancario, o il banchiere cosa hai fatto tu? E' un aiuto
di Stato, quindi, prima di avventurarci in una disposizione che ha
un immediato rilievo perché andrebbe notificato a Bruxelles come
aiuto. Come non è così? Se tu ti stai sostituendo il soggetto che
non è in grado di avere un'anticipazione, ti sostituisci ad esso,
stai dicendo i dieci milioni comunque li garantisco io , quello è
un sistema di aiuto. Punto. Allora, noi possiamo fare tutte le
norme che vogliamo se poi le vogliamo impugnare per dire la colpa
è di Bruxelles o di Roma e poi comunque non ne diamo efficacia noi
abbiamo creato un danno. Allora, siccome mi pare che queste cose,
assessore, la dico a bassa voce, si risolvono in via
amministrativa allora, mi spieghi come ha fatto la Giunta a
consentire un'anticipazione dell'anticipazione senza una norma di
riferimento.
E, allora, siccome Unicredit è pure il tesoriere della Regione o
sbaglio? Eh? Ma sempre il tesoriere è, giusto? Diciamo che alcune
questioni si risolvono con l'attività gestionale trattandosi di
un'anticipazione temporanea considerata la gara in itinere ma che
noi facciamo una norma accendendo i fari su una disposizione che ha
un immediato ma gli stessi uffici, la prima considerazione che
hanno fatto pur nella, come dire, eleganza formale, hanno posto un
tema dicendo attenzione , ha acceso un campanello d'allarme. Noi
non è che per fare le cose dobbiamo, come dire, per forza andare a
sbattere per dire ahi .
Questo è il tipico aiuto di Stato, non pensate che su una norma
del genere non si accendono i fari. Ci sono mille modi per aiutare
il CAS ad avere l'anticipazione ma non facendo una norma, per
essere chiari. Quindi questo è quello che io dico al Governo, se
vuole affrontare e risolvere i problemi, altrimenti li raccontiamo
solo i problemi.
PRESIDENTE. Assessore, lei ha ? L'assessore voleva rispondere o
prima sentiamo Sentiamo prima l'onorevole Dipasquale. Prego.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessore, assessori, colleghi
parlamentari, io ho tanto da ridire sul CAS, l'assessore lo sa,
penso sempre alla gara, quella là della sicurezza, per come è
andata a finire c'è una cosa che, noi abbiamo i comuni i comuni
quando hanno difficoltà, signor Presidente, la prego, non anche
l'assessore Armao, perché l'assessore Armao ha la vigilanza sugli
enti, quindi, cioè i Comuni, anche le partecipate, quando hanno
difficoltà economiche, cosa fanno? Onorevole Cracolici, si
rivolgono al tesoriere alla banca, noi non siamo la banca e non
siamo neanche la Cassa Depositi e prestiti che lei conosce bene,
Presidente Miccichè. Cioè non ci possiamo sostituire né alla banca
né alla Regione, altrimenti tutte le altre partecipate, Consorzi di
Bonifica, Esa, Comuni possono rivolgersi alla Regione e chiedere
un'anticipazione di cassa. Perché devono andare presso il tesoriere
o presso la propria banca?
Lo capisco ma noi non ci possiamo sostituire. O loro vanno presso
un istituto bancario o noi non ci possiamo sostituire. E guardate
che, cioè, veramente secondo me va oltre anche le riflessioni che
ha fatto Cracolici, cioè, noi commettiamo un atto veramente
illegittimo, perché noi non siamo una banca, non siamo neanche la
Cassa depositi e prestiti. Loro si devono rivolgere ad una banca;
noi non ci possiamo sostituire perché commettiamo anche un danno
all'Erario, perché comunque c'è il costo degli interessi che
andrebbe a ricadere su di noi. Non la risolviamo così.
PRESIDENTE. Prego, assessore.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Allora,
signor Presidente, anche con gli uffici, mentre i colleghi parlano,
ci siamo anche confrontati e io mi sono permesso di mandare qualche
messaggio dicendo che questo è previsto dalla legge allegato dal
118 dal 4/2.5.2, del decreto legislativo n. 118. Non è aiuto di
Stato. Possiamo andare a verificare il testo, però, signor
Presidente, siccome cerco di essere collaborativo con l'Aula, se
vogliamo, noi possiamo stralciare questo comma e lo ritrattiamo,
così come col comma 8, e lo ritrattiamo in altro articolo,
aggiuntivo, in un maxi emendamento aggiuntivo. Lo trattiamo dopo,
così il trasporto pubblico locale su gomma e marittimo ha altro
binario in un articolo a sé stante; questo che riguarda il Cas, lo
tratteremo con maggiore serenità e con maggiore coinvolgimento.
PRESIDENTE. Allora, intanto, è stralciato il comma 9, poi però,
assessore, devo dirle che avendo vissuto una vita in una famiglia
di bancari, quello che dicono loro non è va bene, comunque, ne
parleremo dopo. Il comma 10 è stralciato. Il comma 9 è stralciato.
Il 9.3 è mantenuto, onorevole Lupo?
PRESIDENTE. Dobbiamo stringere i tempi.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità sì,
velocemente, trattasi, noi abbiamo un organismo di ispezione che è
il cosiddetto organismo di verifica quando un progetto supera un
certo ammontare, deve essere sottoposto ad una verifica ex art. 26
del codice di appalto. Stiamo mettendo una piccola cifra per
pagare, appunto le prestazioni, così come il comma 11 riguarda il
prezziario, noi abbiamo una commissione e prezziario, stiamo
mettendo per i componenti, per tutta la commissione.
PRESIDENTE. Assessore, è stato stralciato. Il 9.4 è inammissibile;
rimane il 9.12, onorevole Lupo.
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ci sarebbe l'articolo 10.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Quelli si devono recuperare. Ma, dico, andando avanti,
ci sarebbe il 10 che ha soltanto tre emendamenti. Quattro
emendamenti. Se li facciamo velocemente, almeno finiamo il primo
fascicolo. L'articolo è soppresso?
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembrava che
l'assessore avesse fatto qualche emendamento per quanto riguardava
il trasporto per le Isole minori.
PRESIDENTE. L'abbiamo approvato, l'abbiamo approvato. Onorevole
Laccoto, era il 9.23 e l'abbiamo approvato. Onorevole Lupo,
l'emendamento 10.1 è ritirato?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è l'assessore
in Aula. Se lo illustra, signor Presidente, per capire anche perché
non è normativo. E' una nuova articolazione dei capitoli, così ci
facciamo un'idea.
PRESIDENTE. Assessore, prego.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, assessori, di fatto è un atto meramente
amministrativo.
PRESIDENTE. Assessore, spero di no. Se no è davvero inutile farlo
diventare legge. Diciamo che è anche amministrativo.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Sarebbe un atto amministrativo ma la Ragioneria di prassi abbiamo
sempre fatto questa procedura come atto amministrativo. Adesso la
Ragioneria dice che non è più possibile farlo e bisogna applicarlo
tramite norma. Quindi, nel 472514 la somma, così come prevista, già
prevista, non può essere spesa se non viene splittata in questi tre
capitoli, che sono il 472538, 39 e 40. Non si può più fare con un
atto amministrativo ma bisogna, necessariamente, farlo con una
norma, così come imposto, diciamo, dalla Ragioneria.
Quindi, non facciamo altro che dividere la somma principale nei
tre capitoli. Diversamente le somme rimarrebbero bloccate nel
capitolo principale. Quindi, non c'è Diciamo la norma è dettata da
un'esigenza che ci ha imposto la Ragioneria, perché non prevede più
l'atto amministrativo, così come fatto precedentemente.
PRESIDENTE. Assessore, ma c'è distribuzione di queste risorse o è
soltanto di un capitolo?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Scusi, signor Presidente, non ho sentito.
PRESIDENTE. La Ragioneria chiede che venga fatto in questa
maniera. Ma qui stiamo facendo i capitoli che si devono fare per
poterle approvare o si stanno distribuendo le somme?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. No,
si distribuiscono le somme per poi poterle spendere. Perché se non
vanno in questi tre capitoli non si possono utilizzare e le risorse
rimangono bloccate.
PRESIDENTE. Quindi, non c'è una spesa verso l'esterno. Questo è un
fatto interno.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. E' un
fatto interno questo, assolutamente.
PRESIDENTE. Se è un fatto interno è inutile intervenire.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo spiegare
l'emendamento 10.5. Questo emendamento
PRESIDENTE. Aspetti, aspetti. Scusi, al momento opportuno. Non
siamo siamo ancora prima. Un attimo solo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è un atto
amministrativo. Se fosse un atto amministrativo, dovremmo, non ci
sarebbe bisogno dell'Aula, anche perché non è che sono cambiate le
norme sulla contabilità per cui la Ragioneria può decidere No,
adesso non si può più fare'. Il 118 vige dal 2015, quindi almeno
dal 2015 procediamo alla stessa maniera.
Il tema è le modalità di utilizzo di quelle risorse, perché lei,
assessore, nel riparto di un fondo che è sì destinato
all'assessorato al turismo per il movimento turistico interno,
movimento turistico verso la Regione e turismo interno, che è un
capitolo generale, ne disciplina le modalità di utilizzo prevedendo
contributi ad istituzioni sociali private e dirette, contributi ad
amministrazioni locali, eventi all'organizzazione relativo
all'attività di propaganda e, quindi, immagino di pubblicità.
Quindi, lei sta utilizzando un capitolo che è teso a promuovere il
turismo verso la Regione con una destinazione specifica. Un po' di
soldi, 840 mila euro, li dà alla pubblicità, dico genericamente,
non tutto immagino - però siccome è scritto piccolo piccolo ho
difficoltà a leggerlo - così come 1,3 milioni alle amministrazioni
locali e un milione due e sessanta a istituzioni sociali e privati.
Quindi la finalità del movimento turistico diventa una finalità,
come dire, di elargizione, con un'attività diretta da parte
dell'Assessorato di risorse che riguardano la politica
dell'Assessorato sul turismo.
Ecco perché io ritengo sbagliata quest'articolazione. E aggiungo
anche sgradevole alla vigilia delle elezioni. Sgradevole.
Sgradevolissima alla vigilia delle elezioni No, no è lei che lo
vuole prevedere. Lei lo vuole prevedere E' lei che vuole
prevedere
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, onorevole Cracolici, parli con la
Presidenza.
CRACOLICI. E allora gli dica di stare
PRESIDENTE. Assessore, non risponda, per favore. Aspetti un
attimo, poi le darò la parola.
CRACOLICI. Se la legge lo volesse prevedere non c'è bisogno di
fare una legge, quindi non so di cosa parla, Assessore. Studi un
poco prima di parlare
E allora, io ripeto, alla vigilia
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego, evitiamo commenti. Non
ha bisogno di studiare.
CRACOLICI. alla vigilia anche delle elezioni. Ché, tra l'altro,
ricordo che questo Parlamento ha varato anche norme, oltretutto
condivise persino dallo stesso Presidente della Regione che, quando
abbiamo fatto la norma sul blocca nomine, ha vantato l'iniziativa
che giusto negli ultimi sei mesi del voto è opportuno evitare,
diciamo, attività che possono essere ordinarie, ma alla vigilia del
voto possono essere discutibili. Ecco perché io considero
discutibile questa modalità di utilizzo da parte dell'Assessorato
di un'articolazione per capitoli con una finalità di assegnazione
di contributi a pioggia - perché di questo si parla - dei 3 milioni
e rotti qui previsti dal bilancio.
Ecco perché io sono per sopprimere questo articolo, non togliendo,
non togliendo i 3 milioni, che invece rimangono nel capitolo
generale del turismo.
PRESIDENTE. Assessore ascolti un attimo. Lo rinviamo a domani, che
è meglio? Ora siamo tutti stanchi.
Un attimo, state buoni.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Onorevole Cracolici, vorrei chiarire - proprio perché io studio,
anche se sono da tre anni qua, però ho studiato - che la norma
divide il capitolo principale in quei tre capitoli, non il
sottoscritto.
La norma dice che quel capitolo principale non può essere attivato
e non si possono spendere le risorse se non vengono divise le
risorse in quei tre capitoli.
Ma lei li può spendere come vuole lei Se lei fa un emendamento
per metterli tutti in un capitolo, ne possiamo anche discutere. Ma
se non si dividono in quei tre capitoli, così come dice la norma -
così come dice la norma, non il sottoscritto - i soldi non si
possono spendere.
Poi se lei vuole fare variazioni all'interno dei tre capitoli, ci
mancherebbe. E' una scelta.
PRESIDENTE. Assessore, dia ascolto al Presidente. Siamo troppo
stanchi, andiamo a domani, se no con un voto la bocciano, poi
vediamo cosa si deve fare.
La seduta è sospesa e riprenderà domani, 10 maggio 2022, alle ore
11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.04 di lunedì 9 maggio 2022, è
ripresa alle ore 11.15 di martedì 10 maggio 2022)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lagalla è in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, aggiorniamo i lavori di 15 minuti. La seduta è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore 11.34)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo dall'articolo 2. Ho appena
parlato con l'assessore Armao. Dov'è l'Assessore? Eccolo là.
Onorevole Di Mauro, siccome riguarda l'obiezione che aveva fatto
lei ieri sui 20 milioni, l'assessore Armao mi comunica - però
aspettiamo materialmente la nota che gli viene fatta dagli Uffici -
che, di fatto, la disponibilità di queste risorse, oggi come oggi,
non c'è, ma che esisterà tra un mese e mezzo circa. Allora,
d'accordo con l'Assessore, se l'Aula è d'accordo, io stralcerei
questi tre
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, Assessore, può dichiarare quello che ha detto a
me.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Non vorrei entrare in polemica. Per me quello che dichiara
l'onorevole Micciché è quello che dichiaro io, non è che c'è
possibilità di dichiarazioni diverse
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
No, se sta riferendo un mio pensiero
PRESIDENTE. Ho detto quello che mi ha riferito l'Assessore, per
cui, come dire, non mi dovrei essere confuso in trenta secondi
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Certo
PRESIDENTE. E' a verbale.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Io, di solito, le cose che dico non me le rimangio
A proposito di quello che chiede l'onorevole Di Mauro, consultati
gli Uffici, non c'è disponibilità di queste risorse. Ci sarà forse
tra un mese e mezzo o due, ma su questo c'è l'atto scritto del
liquidatore che ho incontrato stamattina, insieme al Capo di
Gabinetto e al Direttore generale del bilancio, che appena arriva
le farò avere personalmente.
PRESIDENTE. Altrimenti, li stralciamo, per riportarli
eventualmente
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Va
bene.
PRESIDENTE. Va bene così.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Presidente, le cose che ho detto, anche per avere
chiarezza sui nostri interventi, erano scritte nella relazione che
accompagna la finanziaria.
E deve anche sapere, Presidente, che allorquando i soldi della
liquidazione giacciono in banca noi paghiamo anche interessi,
quindi, avevamo un interesse oggi, o meglio ancora ieri, che era
quello di dare immediatamente una destinazione a queste risorse
perché, altrimenti, arrechiamo un danno anche all'Amministrazione
regionale e soprattutto incrementare le entrate del bilancio della
Regione. Ora, improvvisamente, questi soldi non ci sono più, mi
costringerà a fare un accesso agli atti perché io so per certo che
questi soldi ci sono.
L'Assessore fa una dichiarazione oggi in cui afferma cose diverse,
ne prendo atto, ma sappiamo che in questo momento paghiamo
interessi alle banche per questi 21 milioni che sono giacenti
presso la liquidazione dell'ABS.
Apprendo, quindi, con viva meraviglia, la dichiarazione che fa
l'Assessore e lo invito, in un prossimo futuro, quando accompagna
la relazione alla finanziaria, a scrivere cose veritiere. E non
voglio aggiungere altro, Presidente.
PRESIDENTE. Va bene. Intanto possiamo considerare stralciati i
commi 3, 4 e 5 dell'articolo 2.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Non credo che sia consentito di ascrivere al Governo che ha
approvato una relazione che non ci sono cose veritiere.
Siccome tutto è possibile - anche che sfuggano le cose - e lei è
certamente conscio dei punti dove non ci sono cose veritiere, vorrà
usarmi la cortesia, prima di additarmi come un formulatore di
falsità, di indicarmi dove sono i punti non veritieri. Sono qui che
l'attendo, l'aspetto presto. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, mi sembra che il problema sia superato
con lo stralcio ma le affermazioni dell'onorevole Di Mauro meritano
un approfondimento.
Io non ho motivo di dubitare di ciò che ha affermato l'assessore
Armao però, indubbiamente, non può passare sotto tono neanche
quanto è stato dichiarato dall'onorevole Di Mauro.
Io quindi chiedo chiarezza rispetto a questo aspetto, al di là
dello stralcio, un chiarimento ulteriore - se è possibile da parte
del Governo - lo trovo utile alla prosecuzione dei lavori in
assoluta trasparenza.
PRESIDENTE. Il primo sinceramente ad aver richiesto chiarezza per
sapere quali sono i punti che non sarebbero veritieri è stato
direttamente l'Assessore, quindi immagino che ci sia l'assoluta
buona fede nel volere trovare effettivamente se ci sono delle
incertezze.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Mangiacavallo ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 5, in precedenza
accantonato.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Dell'articolo 2?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E' stato ritirato.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ma non è suo, però L'emendamento Di Paola, Marano,
Cappello, è stato ritirato
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Il subemendamento ad un emendamento di soppressione
non si può fare quindi evidentemente è un aggiuntivo.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. L'emendamento 2.13 non è stato trattato.
All'articolo 5 sono stati presentati degli emendamenti.
L'emendamento 5.Gov è, di fatto, la riscrittura di questo. E' un
subemendamento a questo più che altro.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. IL 2 è chiuso.
Giusto per capirci: se questo modifica il 5.4
Sull'ordine dei lavori
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Sull'articolo 5 ieri, con la firma di tutti i Gruppi
parlamentari, ho presentato una proposta che ora è in Commissione
Bilancio', dal direttore generale Tozzo, per individuare delle
coperture.
PRESIDENTE. E' firmato da tutti perché sono tutti d'accordo.
FOTI. Le chiedo di mantenere l'accantonamento prima della
votazione di quest'articolo finché gli Uffici non stabiliscano se è
possibile dare copertura.
PRESIDENTE. Siccome non ha a che vedere con l'articolo 5, possiamo
tranquillamente andare avanti. Quello è una cosa che si voterà
dopo. Quindi non c'è motivo
FOTI. Era un per un chiarimento, siccome era al Fondo pensioni le
stavo riportando questa richiesta.
PRESIDENTE. Non è sul Fondo pensioni perché sul Fondo pensioni non
si può fare. Evidentemente si sta studiando un sistema diverso
perché sul Fondo pensioni non si può fare.
FOTI. Va bene, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5 Gov.2R. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5 Gov.2.1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5 Gov. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Di fatto abbiamo approvato l'articolo 5.
Si riprende l'esame dell'articolo 7, in precedenza accantonato.
DAMANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMANTE. Presidente, volevo intervenire soprattutto sulla
copertura finanziaria perché che condivido l'articolo in pieno,
anzi era ora finalmente di parlare di ZES anche in questa
finanziaria.
Però, ahimè, ho qualche dubbio sulla copertura finanziaria e anche
sulla riscrittura, il 7.15, perché ho capito che piace la parola
programmi della politica unitaria di coesione, ma mi piacerebbe
approfondire la copertura finanziaria di questo articolo. Perché?
Perché sembra che questa politica unitaria di coesione accomuni
tutti i fondi a disposizione della Regione siciliana, ma non è
così, perché ogni fondo ha la sua natura, i suoi obiettivi e i suoi
tempi. Quindi, indicare maggiormente la specificità del fondo che
viene utilizzato darebbe maggiore conoscenza a quest'Aula, ma anche
i siciliani - visto che la misura l'aspettano da parecchio tempo -
di che fondo andremo a utilizzare, perché un conto è utilizzare un
fondo strutturale, un conto è utilizzare un fondo riprogrammato
chiamato FSC, tra l'altro l'FSC è già stato più volte
riprogrammato.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
DAMANTE. Aspetti Assessore, poi mi risponderà, siccome non abbiamo
avuto il tempo di parlarne nelle Commissioni di merito, vorrei
ricordare a quest'Aula che quando parliamo di fondi dobbiamo
parlare di obiettivi e tempi, perché il FESR per esempio deve
passare dai comitati di sorveglianza, o l'FSC se utilizziamo la
programmazione 2000-2006, 2007-2013, 2014-2020 o 2021-2027
significa anche una diversa tempistica di attuazione.
Invece, questo concetto di Politica unitaria di coesione, che ho
già detto nelle Commissioni di merito, non mi vede d'accordo nella
definizione, l'ho già detto al direttore Lasco, perché c'è già una
definizione comprensiva che si chiama Programmazione regionale
unitaria. Sembra più l'ablativo, quando studiavo il latino e mi
costringevano a tradurre dall'italiano al latino, quando non sapeva
qual era il complemento oggetto dicevo "ablativo".
Penso che sia importante che questa... il rifugium peccatorum,
Presidente, quando non sapevamo quale era il complemento e quindi
c'era una carenza sia dell'italiano che del latino...
PRESIDENTE. Avrei dovuto impararlo pure io, non lo sapevo questo
DAMANTE. Vorrei entrare maggiormente nel merito, visto che non
abbiamo avuto occasione...
PRESIDENTE. Se l'avessi conosciuta prima me l'avrebbe suggerito ai
tempi della scuola
DAMANTE. Visto che non abbiamo avuto occasione di discutere
approfonditamente nelle Commissioni di merito, vorrei sapere - ma
Presidente lo voglio sapere qui in quest'Aula prima di votare -,
qual è il fondo e la programmazione che si sta utilizzando. Grazie.
PRESIDENTE. Domanda abbastanza complicata, per ora, poi daremo la
parola all'Assessore. Ma lei faceva riferimento all'emendamento 7.5
o a tutto?
DAMANTE. Al comma 9.
PRESIDENTE. Quindi, all'emendamento 7.5.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Damante)
PRESIDENTE. Quando ci arriveremo poi, non trattandosi di ablativo
ma di "posticipativo", lo facciamo dopo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Sulle riflessioni relative alle
coperture, su cui ha detto bene l'onorevole Damante, vorrei
aggiungere qualche considerazione. La copertura su cui peraltro è
intervenuto l'emendamento 7.15 del Governo, è sempre la solita
copertura ballerina a valere sui programmi di politica unitaria di
coesione che ha già prodotto alcuni insuccessi in questa
legislatura.
È la stessa copertura che, ad esempio, ha riguardato nella
finanziaria 2021 i ristori per i cinema e gli operatori dello
spettacolo dal vivo, che ancora non hanno visto un euro, nonostante
la finanziaria sia stata approvata un anno fa. Ancora non c'è
traccia né di rinegoziazione, né di bandi, né di graduatorie,
quindi stiamo facendo con questo articolo 7 un'operazione "spot
elettorale, in perfetto stile del governo Musumeci, per non parlare
poi degli altri ristori, sempre a valere sulla politica unitaria di
coesione come quello, ad esempio, dei malcapitati fotografi nella
finanziaria sempre del 2021.
Il Governo, a seguito della riflessione degli Uffici
dell'Assemblea, ha presentato l'emendamento 7.14. A nostro
giudizio, assessore Armao, l'emendamento 7.14 non risolve tutte le
perplessità che vi sono in ordine alla definizione di unità locale,
in particolare le perplessità che avevamo e che abbiamo restano
inevase. Ad esempio, per unità locale intendiamo la succursale, la
sede di impianto? C'è un riferimento soltanto all'aspetto
temporale, ma poiché ci sono potenziali benefici, alla luce della
copertura, certamente l'espressione unità locale', per come
emendata dal Governo, non ci soddisfa, peraltro non fa riferimento
neanche alle norme civilistiche.
La misura prevista con l'articolo 7, presidente Miccichè, è
analoga a quella già prevista dall'articolo 17, comma 5, della
finanziaria del 2020. In quell'articolo si faceva espresso
riferimento a una previa intesa con l'Agenzia delle entrate, perché
è evidente che per l'applicazione della norma è indispensabile un
coordinamento con l'Agenzia delle entrate che, a nostro giudizio,
assessore Armao - e ci faremo carico di un emendamento in questo
senso -, si rivela indispensabile.
Chiediamo, poi, perché è singolare che in un articolo di questa
portata non siano previsti dettagli in ordine all'attuazione, cioè
chi deve definire il bando, chi lo deve approvare, i benefici e i
termini delle agevolazioni. Certamente, un intervento, da questo
punto di vista, chiarificatore è indispensabile. Stiamo approvando
un articolo al buio.
Da ultimo, Presidente Miccichè, le facciamo notare che manca
l'assessore Turano e sarebbe stato importante, vista la sua delega,
fare questo dibattito alla presenza dell'assessore competente che,
invece, evidentemente avrà altri impegni indifferibili.
PRESIDENTE. C'è il Presidente della Regione, le vorrei farei
notare.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, intanto ringrazio i parlamentari per il
contributo di arricchimento che stanno dando all'approfondimento di
questa norma. Evidentemente, tutte le norme sono perfettibili e
tutte le norme sono migliorabili. Noi abbiamo lavorato con gli
Uffici puntualmente.
Io vorrei, intanto, far riferimento a quello che diceva
l'onorevole Barbagallo. Al comma 8, all'esercizio delle funzioni
discendenti dall'applicazione del presente articolo provvede la
Regione , previa stipula con l'Agenzia delle entrate... . Da noi è
chiaro che una cosa del genere, un credito d'imposta non può che
passare per un'intesa con l'Agenzia delle entrate. Quindi, è giusta
la preoccupazione, è giusto anche il riferimento all'Agenzia delle
entrate che è previsto nell'articolo.
Questa è una norma che consente di rafforzare i benefici fiscali
che già sono introdotti per le ZES e, quindi, è un profilo
squisitamente fiscale, non entra in gioco in alcun modo né la
governance, né la gestione delle zone economiche speciali.
Come è noto, con il collega Turano abbiamo, insieme, seguito il
tema delle ZES. Il Dipartimento finanze, curandosi dei profili
strettamente connessi alle questioni agevolative fiscali e, invece,
il Dipartimento attività produttive curandosi dei profili
concernenti le semplificazioni procedurali, i profili territoriali,
la delimitazione, che abbiamo seguito insieme.
Questa è una disposizione che attiene, esclusivamente, a profili
di tipo fiscale perché ha come obiettivo quello di rafforzare le
opportunità fiscali per le imprese che vengono ad allocarsi nelle
zone economiche speciali, facendo sì che la Sicilia con questo
sistema sia la Regione che ha le zone economiche speciali più
vantaggiose sul piano fiscale, attraverso questo strumento.
Facendo riferimento a quello che diceva l'onorevole Damante, sono
d'accordo con lei e per me la fonte più opportuna e più appropriata
è il programma complementare 14-20 che ha ancora risorse
disponibili, però se il Dipartimento che deve certificare, che ha
la responsabilità come autorità di gestione dei fondi ci dice che
la locuzione corretta per la copertura è questa, io da organo
politico non posso assumermi la responsabilità di dire no, tu stai
zitto, si fa come dico io', anche perché la relazione tecnica la
firma il Dipartimento delle finanze.
Se lei vede, nella versione originaria avevamo individuato il
Fondo e avevamo individuato il Fondo sviluppo e coesione. Si poteva
dire no Fondo sviluppo e coesione ma programma complementare'. Ma
nel momento in cui il Dipartimento certificante ci dice la
locuzione corretta è questa', non è mio stile fermarmi di fronte,
ma devo tenere conto non degli argomenti ma dei ruoli e siccome c'è
un ruolo burocratico che ha assegnato alla legge la proposta di
tipo tecnico, io devo riferire all'Assemblea quello che mi dice il
direttore del Dipartimento che poi è l'autorità di gestione che
deve certificare queste somme.
Quindi, pur potendo convenire con lei sull'opportunità di indicare
questo o quel fondo se però dal Dipartimento ci viene richiesto di
dare una locuzione di questo tipo perché questo è più corretto,
posso, ripeto, convenire con lei ma dobbiamo, credo giustamente,
attenerci a quello che gli organi tecnici ci propongono nel
rispetto del riparto tra politica e amministrazione perché questo è
ormai un principio introdotto nel nostro ordinamento giuridico,
consacrato nell'ordinamento giuridico.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. No, il mio è un dubbio perché l'onorevole Barbagallo ha
posto un rilievo rispetto al quale l'Assessore ad ora non ha dato
una risposta, come dire, neanche poco convincente, cioè non ha dato
una risposta, cioè il tema è della sede locale. Sede locale.
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. No, aspetti, finisco. Perché o la sede locale viene
definita dal punto civilistico e, quindi, viene individuata e
precisata nella legge oppure, poi, questa norma tra l'altro
suggerirei di verificarla magari anche con un commercialista visto
che si fa riferimento alla sede locale e poi si parla, al comma 3,
che il contributo è connesso alla tenuta di un'apposita
contabilità. Quindi, c'è l'obbligo di un'apposita contabilità in
una sede locale, consentitemi di verificare e chiedo
all'Assessorato di verificare prima che questa norma poi abbia
un'effettiva attuabilità perché se è una sede locale la contabilità
- che ricordo all'assessore Armao che, certamente più di me,
conosce il Codice civile -, è connessa anche alla posizione fiscale
autonoma rispetto alla sede principale. Perché che cosa vuol dire
apposita contabilità? Apposita contabilità vuol dire apposito
bilancio, tra l'altro è un contributo che viene erogato sulle
prestazioni o i ricavi dell'attività in quel caso locale e quindi
apposita contabilità vuol dire che deve avere un proprio bilancio,
aggiungo io una propria partita IVA.
Quindi, attenzione, la mia preoccupazione è - come diceva
l'onorevole Barbagallo - che questa norma rischia di essere una
norma scritta oggi per non essere applicata domani, quindi nulla
quaestio alla possibilità di creare incentivi e agevolazioni per le
imprese che vengono ad allocarsi nel nostro territorio e nelle ZES,
ma facciamo in modo che poi le norme abbiano effettività di
attuazione perché, ripeto, già gli Uffici aveva individuato, come
dire, la genericità del concetto di sede locale, non mi pare che ci
sia negli emendamenti del Governo una definizione di che cos'è sede
locale, se è una sede, se è una succursale, se è una sede di
impianto, se è la sede di distribuzione, ma il tutto poi si
contraddice con l'apposita contabilità. Quindi delle due l'una: o è
sede locale di una sede principale e quindi è un'unica azienda o la
sede locale deve avere una propria autonomia contabile e quindi
anche giuridico-fiscale che va precisata nella norma, altrimenti
rischiamo che poi abbiamo fatto la norma ma poi qualcuno che la
dovrà applicare rimarrà impantanato.
Quindi forse andrebbe fatto qualche passaggio di verifica magari
con qualche esperto dal punto di vista tributario perché la partita
rischia di essere, come dire, più complessa di come appare.
PRESIDENTE. Allora, prima di dare la parola all'Assessore ci sono
altri due interventi, quello dell'onorevole Damante e
dell'onorevole Lupo. Poi le do la parola, Assessore. Prego,
onorevole Damante.
DAMANTE. Grazie, Presidente, era soltanto per dare il mio
contributo in Aula. Se noi vogliamo rendere e attivare questa
misura nel 2022 e nel 2023, purtroppo il Direttore della
programmazione deve individuare subito il fondo, e non lo dico io
in qualità di deputato, lo dico da tecnico con presunzione, con la
presunzione di tecnico e non di deputato, perché se decidiamo il
PAC sappiamo bene che dobbiamo andare a una riprogrammazione. Se
decidiamo l'FSC che secondo me è il miglior fondo dobbiamo
stabilire la programmazione FSC, altrimenti rischiamo di dare una
copertura ad uno strumento utilizzo, e mi aggancio anche
all'intervento dell'onorevole Cracolici, se non individuiamo il
fondo purtroppo non diamo attuazione nei tempi dovuti, e credo che
chi sta in quest'Aula debba saperlo prima di votare se avrà
attuazione o meno.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, un paio di considerazioni e qualche
richiesta di chiarimento.
Intanto non mi risulta che la norma sia stata oggetto di un
approfondimento di merito, a mio avviso sarebbe stato opportuno, né
con le associazioni degli industriali se così non è, prego il
Governo di precisarlo, né tantomeno con le altre associazioni di
impresa. Intanto, la spesa di 10.000 euro è veramente irrisoria per
un settore in estrema sofferenza, e comunque è un intervento
limitato esclusivamente alle aziende, alle imprese operanti nei
settori delle attività estrattive, manifatturiere, della logistica
e dei servizi. Quindi, intanto c'è una scelta che, individuando
solo alcuni settori, ovviamente ne esclude altri.
Vorrei capire per quale motivo altri settori sono stati esclusi,
se non sono ritenuti degni di attenzione, se c'è una previsione che
intervenendo su questi settori di intervento posso avere un effetto
moltiplicatore particolarmente vantaggioso per l'economia e
l'occupazione, mi sfugge, non intuisco né comprendo quale sia la
ragione per cui l'intervento deve essere limitato all'interno delle
aree Zes esclusivamente alle attività estrattive, manifatturiere,
di logistica e di servizi.
Credo che un intervento a sostegno delle aree Zes per le attività
industriali in particolare sia corretto, credo anche però che
dovremmo avere qualche elemento in più sia sulle modalità che sui
criteri, perché rinviare il tutto, così come fa il comma 6, a un
decreto di un Dirigente generale del Dipartimento finanze, trovo
sia una mortificazione per questo Parlamento. Al comma 6 si legge
che uno o più decreti del Dirigente generale delle finanze, e credo
dell'assessorato regionale all'economia emanasse entro novanta
giorni dall'entrata in vigore della presente leggi, sentiti, senza
alcun coinvolgimento che vada oltre l'ascolto, il dirigente
generale del dipartimento attività produttive dell'assessorato
attività produttive, e previa intesa con l'agenzia delle entrate
saranno determinate le date di presentazione delle istanze e le
modalità di applicazione della procedura per la concessione del
contributo, compreso l'individuazione.
Cioè tutta la fase applicativa è rinviata semplicemente a un
decreto o a più decreti del Dipartimento finanze, sentite le
attività produttive, senza alcun minimo previa informativa alla
Commissione attività produttive o alla Commissione bilancio, cioè a
me sembra una delega in bianco al Governo su una modalità di
attuazione di una norma che, per quanto minimale, io credo merita
maggior chiarezza, così come è non ci sentiamo di sostenerla,
chiediamo una riscrittura da parte del Governo.
Voglio aggiungere. Credo che oltre il settore industria e oltre
alle attività allocate all'interno delle aree Zes anche le attività
del commercio, notoriamente hanno subito un massacro a seguito
della pandemia. Quali interventi prevede il Governo per il settore
del commercio? Mi sembra nessuno. Allora io credo che all'articolo
7 vada aggiunto un articolo 7 bis, che tenga conto dell'esigenza di
prevedere un intervento adeguato, similare almeno dello stesso
importo, anche per le imprese operanti nel settore del commercio in
Sicilia, grazie Presidente
PRESIDENTE. Assessore Armao, prego.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Grazie Presidente, e grazie ripeto ai parlamentari per la
possibilità che ci stanno dando di approfondire una questione che
avremmo potuto approfondire in Commissione, là dove ce ne fosse
stata la possibilità, purtroppo non c'è stata, e quindi è giusto
che lo facciamo qua, con un aggravio di tempi. Ma è purtroppo una
vicenda che dobbiamo superare, col ragionamento, col confronto
leale e con la voglia di andare avanti.
Allora, per quanto riguarda la questione posta dall'onorevole
Cracolici, e che prima aveva posto l'onorevole Barbagallo, in
ordine al concetto di unità locale, anche a me confesso più aduso
all'espressione codicistica sede secondaria mi sovveniva il
concetto di sede secondaria, non quello di unità locale. Ho chiesto
i chiarimenti poi all'ufficio, e l'ufficio di cui voi conoscete la
serietà, la competenza e l'attenzione - e l'onorevole Lupo che ha
seguito questa vicenda con me già dodici anni fa, dodici, tredici
anni fa, lo ricorderà certamente - quella delle zone franche
urbane, per l'appunto la norma statale prevede il concetto di sede
principale o unità locale,.
Quindi, stiamo parlando di un quadro normativo, di un quadro
regolatorio che non ci stiamo inventando, ma che fa parte di una
disciplina statale riguardante proprio le zone speciali,
economicamente speciali, e sotto questo profilo credo che possiamo
essere confortati dalla circostanza che c'è un presidio normativo
già certo, consolidato, e che stiamo applicando alla fattispecie,
per quanto concerne il fondo, onorevole Damante - ripeto - che io
sono anche teoricamente e culturalmente d'accordo con lei, e lo
vedrà nella originaria versione a questo punto.
Se per voi va bene noi torniamo all'originale versione che aveva
proposto il Governo, cioè torniamo all'originale versione
dell'articolo 7, ultimo comma, in cui si fa riferimento al fondo
sviluppo e coesione, così ci orientiamo direttamente su un fondo, e
dico quindi se il Governo è assolutamente, no certo mi scuso del
dialogo, ma era per dire che si conviene su questa precisazione,
quindi il Governo se può ritirare gli emendamenti e torna
all'originaria versione dell'articolo 7, ultimo comma, per quanto
concerne la giusta e corretta osservazione che si faceva circa il
limite delle tipologie.
Ho verificato con gli Uffici che sono quelle previste nel piano
strategico, onorevole Lupo, cioè sono quelle le tipologie
produttive ricomprese nel piano strategico delle zone economiche e
speciali, non si è fatta nessuna estensione e nessuna restrizione,
per correttezza anche illustrativa, si sono riportate testualmente
le tipologie produttive che rientrano nel piano strategico, quindi
non c'è estensione. E' chiaro che questa è una misura che si
applica all'interno delle zone economiche speciali e ha come
finalità le zone economiche speciali, per renderle ulteriormente
attrattive, non dimentichiamo che il tema delle zone economiche
speciali riguarda, per adesso, e speriamo per il futuro, ma non è
detto che verrà per il futuro, perché già come voi sapete le zone
economiche speciali sono state estese alle isole del centro nord, e
ci sono alcune spinte da parte di alcune Regioni del nord che
chiedono anche loro zone economiche speciali.
Le zone economiche speciali entreranno in una sorta di
competizione, ci saranno zone economiche speciali più vantaggiose,
meno vantaggiose, più infrastrutturate, meno infrastrutturate, e
allora proprio in questa prospettiva di rendere le nostre zone
economiche speciali più vantaggiose sotto il profilo fiscale, e
avendo un'autonomia finanziaria che altre Regioni non hanno, ce
l'abbiamo nel Sud solo noi e la Sardegna, stiamo in qualche modo
aprendo un percorso di competitività, rafforzamento della
competitività tra le nostre zone economiche speciali utilizzando
l'autonomia finanziaria.
E questo è il senso di questa norma, non ne vuole avere altre,
quindi non entra sulle tipologie produttive, non entra su
definizioni che, ripeto, sono riconducibili alla normativa
nazionale, non entra a questo punto sulla programmazione tout
court, ma la riportiamo nella locuzione originaria del testo al
fondo sviluppo e coesione se le forze parlamentari sono d'accordo,
per il Governo a questo punto, ho verificato anche con gli Uffici,
se questa è la volontà parlamentare preminente, lo era anche quella
del Governo basta leggere il testo originario, l'emendamento è
stato poi suggerito dagli Uffici, ma torniamo alla vecchia
espressione, se convenuta, per noi va bene. Grazie.
(intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Allora, onorevole, questo è un tema antico che riguarda la Sicilia.
PRESIDENTE. Scusi assessore, ce lo fa sapere anche a noi la
domanda che le ha fatto?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
tema se ci sia una doppia contabilità, e come sia compatibile con
il regime di contabilità. Questo, onorevole Cracolici, è un tema
che riguarda la Sicilia da sempre, perché quando è stato introdotto
il problema o il tema della circostanza che le società che hanno
sede fuori, ma operano in Sicilia, debbano avere una contabilità
specifica per quanto riguarda la Sicilia, è lo Statuto che lo
prevede perché è proprio nella logica della fiscalità regionale o
della fiscalità ancorata ad un Territorio che tu devi tenere una
contabilità speciale per dimostrare il volume d'affari che sviluppi
su quel territorio.
In Sicilia, quando si dice le imprese che hanno sede secondarie
in Sicilia, principale fuori, secondarie in Sicilia, devono tenere
una contabilità , ma è proprio la logica del nostro Statuto, e la
logica della fiscalità territoriale che impone una, questo non vuol
dire una nuova partita IVA, è una contabilità che dimostra il
volume d'affari di quella specifica unità locale che confluisce poi
ai fini IVA nel contesto complessivo, ma che consente di
contabilizzare le operazioni riguardanti quell'unità locale, questo
lo si fa con le sedi secondarie.
PRESIDENTE. Serve anche perché le imposte vengano pagate qui
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Esatto, appunto È ancorata alla natura stessa di fiscalità
territoriale, tant'è che il nostro Statuto prevede proprio che
debbano essere previste forme che consentano di individuare il
volume d'affari che è prodotto qui, perché attraverso quel volume
d'affari si può individuare la percentuale di risorse da lasciare
in Sicilia.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
telegraficamente sull'ordine dei lavori. Alla luce delle
riflessioni che abbiamo fatto, e della risposta del Governo, noi
con uno spirito collaborativo, l'obiettivo nostro è quello di
migliorare il testo, quindi, non vogliamo procedere a voti in Aula,
anche se guardando i banchi mi pare che si delinea una chiara
maggioranza numerica. Chiediamo di accantonare l'articolo, e magari
trattarlo nel primo pomeriggio, in modo da emendare il testo
soprattutto, assessore Armao, sulle categorie ammesse ai
beneficiari.
Dico questo perché, da una brevissima istruttoria che abbiamo
fatto, il piano strategico ammette anche altre misure, peraltro è
stato approvato con decreto e non per legge, quindi, in base alla
gerarchia delle fonti prevale sicuramente l'atto normativo e,
quindi, Presidente Micciché, le chiediamo di accantonare l'articolo
per trattarlo nel primo pomeriggio, oppure in subordine sospendere
un quarto d'ora per formulare gli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Immagino subemendamenti a quelli esistenti. Allora
facciamo una cosa, questo lo accantoniamo un attimo e poi quando lo
possiamo riprendere lo riprendiamo, quando voi avete preparato le
cose che dovete fare lo riprendiamo, è inutile dare tempi precisi.
Si riprende la trattazione dell'articolo 10. Ieri c'eravamo
fermati sull'articolo 10 perché io temevo, assessore Messina, un
cattivo avanzamento dei lavori e, quindi, l'abbiamo fermato, oggi
siamo in condizione, mi dica lei, se non siamo pronti è sempre
meglio accantonarlo e poi verificare . Sto parlando con l'assessore
non con voi, voglio sapere se è pronto l'assessore.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'assessore spiega un attimo con le carte che ha
portato qual è la motivazione di quelle cifre, e vediamo se
possiamo andare avanti. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, signori onorevoli, solo a chiarimento appunto
della discussione di ieri, ho portato le certificazioni, le schede
dei singoli capitoli da dove si evince che non è una scelta
politica dell'Assessorato la suddivisione del capitolo fondo
principale nei tre capitoli, ma è quanto prevede l'articolo 80 e la
legge di riferimento che è quella del 12/04/1967, che distribuisce
appunto le somme del capitolo fondo, da cui non si possono
eventualmente spendere le risorse nei tre capitoli appunto in
questione. Lo si evince dalle quattro tabelle che posso consegnare
alla Presidenza per poterlo vedere, ed anche dall'aggregato
generale, da dove appunto la stessa Ragioneria d'ufficio divide il
capitolo principale nei tre capitoli.
PRESIDENTE. Assessore se lei ritiene di volerle dare me le dà, io
le fotocopio e le distribuisco.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Assolutamente sì. Questo è il dato e poi posso leggere anche la
nota della Ragioneria che ci viene inviata, dove ci obbliga a fare
la norma, a far passare questa tipologia di intervento dalla norma,
perché precedentemente era fatta per via amministrativa, anche
questa d'ufficio, ma da quest'anno hanno deciso di farla per norma.
Quindi non è una scelta politica.
Poi se all'interno dei tre capitoli, Presidente, si vogliono fare
degli spostamenti di risorse in un capitolo piuttosto che un altro,
io sono assolutamente disponibile a fare tutto quello che si deve
fare, ma è un obbligo che non decido io, purtroppo viene imposto
dalla Ragioneria. Quindi io non posso eliminare i tre capitoli,
perché la Ragioneria non me li fa togliere.
PRESIDENTE. No, ma Assessore, questo credo che sia abbastanza
giusto, quello che dice è assolutamente corretto, ma negli
eventuali spostamenti degli importi vuole che andiamo avanti con
eventuali emendamenti oppure le chiediamo di
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo. Se
l'Aula ritiene di fare emendamenti io sono pronto ad accettarli,
non ho alcun problema, proprio perché a me non cambia nulla come
vogliono disporre le somme. Io sono assolutamente disponibile.
PRESIDENTE. Allora, a questo punto la parola la devo dare
all'onorevole Lupo. C'è in Aula? Perché sul soppressivo
all'articolo se vuole intervenire qualcun altro di voi, perché a
questo punto devo capire se il soppressivo è ritirato oppure no.
LUPO. No, Presidente, è confermato il soppressivo.
PRESIDENTE. Come?
LUPO. Il soppressivo è confermato.
PRESIDENTE. È confermato? Nonostante i chiarimenti che ha dato
l'Assessore?
LUPO. Sì.
PRESIDENTE. Benissimo, meglio, devo soltanto capire come andare
avanti. Non ho motivo. Per cui dobbiamo votare l'emendamento 10.1.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
PRESIDENTE. Del soppressivo. Sul 10.1. I richiedenti? Ho chiesto i
richiedenti. Un minuto Come sempre è colpa di Micciché Ma va bene
anche questo, va bene anche questo
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.1
PRESIDENTE. Ovviamente, è un emendamento soppressivo. Quindi, chi
vuole mantenere l'articolo deve votare rosso; chi vuole sopprimere
l'articolo deve votare verde, chi si astiene preme il pulsante
bianco.
Scusate ancora per l'ennesima volta per evitare errori si vota
alla vecchia maniera cioè bisogna tenere... Onorevole Cracolici,
onorevole Cracolici, lo sto spiegando io, scusate. Scusate bisogna
tenere il dito pressato sino a fine votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti . 45
Votanti 37
Maggioranza 19
Favorevoli 25
Contrari 12
Astenuti 0
(E' approvato)
L'articolo è stato soppresso.
E allora il primo fascicolo è concluso.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Autorità di Bacino del Servizio Idrografico della Sicilia e
rifunzionalizzazione idraulica dei corsi d'acqua
1. All'art. 3 della legge regionale 8 maggio 2018 n. 8, è aggiunto
il seguente comma:
10. Per le attività d'istituto, che l'Autorità di Bacino del
Distretto Idrografico della Sicilia espleta in favore di persone
fisiche e persone giuridiche private, sono istituiti, con oneri a
carico di questi ultimi, anche nel caso in cui vengano richieste da
altri enti pubblici per il completamento delle istruttorie, i
seguenti diritti fissi:
a) per i pareri e i permessi ai sensi del Regio Decreto 25 luglio
1904 n. 523 è dovuto un diritto fisso da calcolarsi su ogni nuova
pratica secondo le disposizioni che seguono:
a1) Interventi di sistemazione dell'alveo che prevedono la
realizzazione e/o la modifica e/o la manutenzione di opere
idrauliche (argini o altre opere specifiche per la salvaguardia del
corso d'acqua quali briglie, soglie, ecc.), Euro 80,00;
a2)Interventi di sistemazione dell'alveo che non prevedono
l'esecuzione di nuove opere idrauliche e/o interventi su opere
idrauliche esistenti, Euro 80,00;
a3)Realizzazione di opere di attraversamento stradali,
ferroviarie, con tubi, con ponti tubo, con elettrodotti, in
subalveo, aeree, ecc.) o interventi su quelle opere già esistenti,
Euro 180,00;
a4)Concessione per attraversamento aree del demanio idrico
fluviale e lacuale, Euro 180,00;
a5)Concessione in uso di aree demaniali, Euro 180,00;
a6)Rinnovo concessioni, Euro 80,00;
a7)Pareri, sulla richiesta di disponibilità alla cessione di aree
del demanio fluviale ai fini dell'ottenimento della concessione in
sanatoria per opere abusive eseguite da terzi, in tutto o in parte,
su tali aree del demanio fluviale, Euro 80,00;
b)per l'istruttoria finalizzata all'approvazione dei Piani di
gestione degli invasi ai sensi dell'art. 114 del D.Lgs. 3 aprile
2006 n. 152 e s.m.i. è dovuto un diritto fisso pari a Euro 800,00;
c)per il rilascio di pareri di compatibilità su progetti ai sensi
delle norme di attuazione del Piano di Gestione del Rischio
Alluvioni (PGRA) è dovuto un diritto fisso pari a Euro 80,00;
d)per il rilascio di pareri di compatibilità su progetti ai sensi
delle norme di attuazione del Piano per l'Assetto Idrogeologico
(PAI) è dovuto un diritto fisso pari a Euro 80,00;
e)per il rilascio di dati pluviometrici e/o dati idrometrici
eventualmente disponibili sulle aste fluviali e/o tempi di ritorno
relativi a eventi piovosi, è dovuto un diritto fisso pari a Euro
40,00.
Con successivo decreto del Presidente della Regione, di concerto
con l'Assessore regionale dell'economia, saranno determinate le
modalità di versamento degli importi di cui al punto 1, in entrata
nel bilancio della Regione Siciliana. Con successivo decreto del
Segretario generale dell'Autorità di bacino, verranno definite la
disciplina di dettaglio e i casi di deroga. Le entrate derivanti di
cui alle lettere a), b), c), d), e), contribuiscono a finanziare le
spese relative agli interventi e alla gestione del demanio idrico a
cura dell'Autorità di bacino. Le entrate derivanti dai canoni di
concessioni e occupazioni per gli attraversamenti sul demanio
idrico fluviale, lacuale e relative pertinenze contribuiscono a
finanziare le spese riguardanti gli interventi e la gestione del
demanio idrico a cura dell'Autorità di bacino. Le entrate derivanti
dai canoni di concessioni e/o occupazioni del demanio idrico
fluviale, con esclusione degli attraversamenti, di cui al punto
precedente, e relativa occupazione di suolo demaniale, compresi gli
ex relitti d'alveo, le aree limitrofe e le relative pertinenze
contribuiscono a finanziare le spese relative agli interventi e
alla gestione del demanio idrico a cura dell'Autorità di bacino. .
2. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
73 ter del Regolamento interno.
3. All'articolo 3 della legge regionale n. 8 del 8 maggio 2018 è
aggiunto il seguente comma:
5 bis. Per le finalità dei commi 4 e 5 lett. a) è autorizzata per
l'esercizio 2022 la spesa di . 367.000,00».
Sospendo l'Aula per cinque minuti in modo che si possano
distribuire tranquillamente tutti i fascicoli.
(La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 12.45)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 11.
Onorevole Lupo, il soppressivo dell'articolo?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, sull'articolo 11 commentiamo,
ovviamente, la riscrittura che a seguito dei rilievi che credo
hanno fatto gli uffici dell'Assemblea ha presentato il Governo con
l'11.3.
Noi, signor Presidente, siamo concettualmente contrari al fatto
che in un tempo così difficile la Regione imponga diritti fissi
alle pratiche che riguardano l'autorità di bacino, pratiche
amministrative, appunto, siamo concettualmente contrari. In un
tempo così difficile ci aspettavamo un altro provvedimento da parte
del Governo, come ad esempio quello di una corsia preferenziale per
gli imprenditori che voglio investire, per i cittadini che spesso
malcapitati finiscono tra le pieghe della burocrazia regionale, per
non parlare di uno sconto naturale, se non un abbattimento, per
quanto riguarda i comuni. Comuni che in questi anni sono stati
colpiti da minori entrate da parte del Governo, assessore Zambuto,
e ci aspettavamo che anziché fare pagare 800 euro per una pratica-
segnatamente l'istruttoria per i piani di gestione - dicessimo ad
esempio agli enti locali che siccome diamo minori soldi almeno non
li facciamo pagare.
Non capiamo, perché non è che sono introiti trascendentali che
riescono a risollevare le casse della regione, siccome questi
introiti contribuiranno, così si legge nel penultimo comma, a
finanziare le spese degli interventi relativi alla gestione del
demanio idrico, non credo che con poche migliaia di euro all'anno
riusciamo a risolvere tutti i problemi che ci sono nel demanio
idrico regionale. Quindi, confermiamo il soppressivo e siamo
fermamente contrari.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io penso che in questo articolo vada
inserita una norma importantissima che è quella di dare un tempo
massimo all'autorità di bacino per potere rilasciare le concessioni
o i nulla osta. Perché molte volte ci troviamo come i comuni a
dovere aspettare mesi e in alcune questioni, io non so chi è
l'assessore competente su questo, sarebbe importante, sì i comuni
possono pagare la somma ma la possono pagare a condizione che venga
fatto in un arco di tempo, trenta giorni, così abbiamo per i
comuni, per il rilascio delle concessioni di tutti gli altri oneri.
Quindi io direi al Governo in questa fase, ed è molto importante
questo, perché noi ci troviamo a volte in momenti anche di
finanziamenti che rischiamo di perdere, perché noi sappiamo che
c'era una bravissima persona che oggi non c'è più, che ha cercato
di snellire, ma molte volte noi ci battiamo contro una burocrazia
che ha tempi lunghissimi. Io sono disponibile a far sì che si
paghino queste somme, purché si metta un tetto massimo per il
rilascio di queste concessioni.
Io non so chi è l'assessore competente in questo, io chiedo al
Governo di farlo perché mi sembra una cosa importante in un momento
in cui i tempi ci assillano.
PRESIDENTE. Siccome non ci sono gli Assessori competenti, lo
vorrei accantonare in attesa che arrivino, però il Presidente ha
chiesto la parola se vuole.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, Presidente. Va bene
l'accantonamento in attesa di fare delle valutazioni, voglio
soltanto rispondere ai deputati che hanno sollevato due questioni
sulla entità delle risorse necessarie per l'espletamento di alcune
particolari pratiche, e sui tempi cui richiamava l'onorevole
Laccoto.
Teniamo conto che l'autorità di bacino di recente istituzione,
come è noto proposto da questo Governo e votato da questo
Parlamento alcuni anni fa, gode di una disponibilità di risorse
umane di una trentina di persone. Ecco, tutto questo non consente
di potere smaltire in tempi ragionevolmente brevi il tanto
arretrato accumulato, e tuttavia negli ultimi mesi si sono fatti in
questo senso alcuni significativi passi avanti. L'obiettivo è
quello di accelerare il più possibile ma, onorevole Laccoto,
lasciare trenta giorni, quaranta giorni di tempo per la definizione
delle istanze mi sembra assai pericoloso considerata anche la
particolare natura degli interventi autorizzativi in capo
all'autorità di bacino.
L'impegno del Governo è quello di potere reclutare altro personale
che possa facilitare l'accelerazione delle pratiche.
Quanto alla richiesta sollevata dall'onorevole Barbagallo
naturalmente la prendiamo in considerazione per verificare la
possibilità di una parziale riduzione della proposta che ha
avanzato l'ufficio, quindi va bene Presidente se vogliamo
accantonarlo come lei aveva pensato di fare e ci riserviamo di
trovare un'intesa con il gruppo proponente.
PRESIDENTE. Benissimo. Allora, accantoniamo l'articolo 11.
Prego onorevole Cracolici, però l'articolo è accantonato.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ho capito,
siccome il Presidente ha assunto l'ipotesi di una parziale
riduzione per gli enti pubblici cioè i comuni sostanzialmente, mi
permetto di suggerire che nel caso specifico sarebbe opportuno più
che una parziale riduzione una totale riduzione perché stiamo
parlando di attività di collaborazione istituzionale quindi io ai
comuni non farei pagare nulla anche perché i comuni sono obbligati
a chiedere un parere che lo debbano pagare mi pare un po' eccessivo
questo.
PRESIDENTE. Benissimo. Il Presidente della Regione prende atto del
suo suggerimento.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Assegnazioni finanziarie ai comuni, ai liberi Consorzi comunali ed
alle Città metropolitane
1. Per le finalità del comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modificazioni è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2022 la spesa di euro
315.000.000,00 (Missione 18, Programma 1, capitolo 191301).
2. Per il triennio 2022-2024 la dotazione del Fondo di cui al
comma 5 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
e successive modificazioni è determinata in 115.000 migliaia di
euro per l'anno 2022, in euro 110.000.000,00 per l'anno 2023 e in
euro 110.000.000,00 per l'anno 2024 (Missione 18, programma 1,
capitolo 590402).
3. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 2
della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e successive
modificazioni è rideterminata, in euro 98.500.000,00 per l'anno
2022, ed in euro 32.833.333,33 per l'anno 2023 (Missione 18,
Programma 1, capitolo 191302).
4. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
73 ter del Regolamento interno.
5. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
73 ter del Regolamento interno.
6. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
73 ter del Regolamento interno».
Ha chiesto di parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'autorità di
bacino volevo chiedere al governo se era possibile piuttosto che
fare un elenco dei costi con le varie indicazioni, demandare magari
a un decreto il dettaglio e così poi da magari fare anche
un'interlocuzione con l'Anci e vedere raccogliendo la richiesta
delle opposizioni quali di queste possano essere esonerate dai
costi nei confronti degli enti locali. Quindi, magari rinviare a un
decreto sarebbe anche un modo per rendere più fluido e più semplice
l'articolazione dei vari costi e poterlo cambiare con più facilità
che con una legge se nel caso fra un anno, due, tre si volessero
modificare questi costi, avendolo fatto per legge bisognerà sempre
passare dall'Assemblea, con decreto può essere più semplice una
volta fatta un'istruttoria veloce e un'interlocuzione con i
soggetti interessasti compreso l'Anci.
Volevo anche segnalare a questa Assemblea, al Governo e ai
colleghi che sostengono con le loro forze politiche il Governo
nazionale, che l'autorità di bacino stava predisponendo degli
importanti progetti per attingere a fondi del PNRR che avrebbero
dato la possibilità nei nostri fiumi di fare pulizie, di rifare gli
argini, tanti progetti che sarebbero stati finanziati dal PNRR come
il Governo nazionale aveva indirizzato tutte le autorità di bacino
della nostra nazione. Dopodiché, dopo che i progetti si stavano
predisponendo, in maniera arbitraria il Governo nazionale ha deciso
di eliminare questa fonte di finanziamento dal PNRR destinate alle
Autorità di bacino, visto anche l'interesse che sta suscitando e
l'assoluta priorità che da quando l'Autorità di bacino ha anche
dato un'accelerazione importante alla pulizia dei fiumi e
all'attenzione, soprattutto, in un periodo in cui il cambiamento
climatico ti impone determinati lavori e determinate opere.
Io farei appello attraverso il Governo Musumeci, al Governo
nazionale, attraverso i colleghi che sostengono politicamente il
Governo Draghi, di ripristinare questa importante fonte di
finanziamento il PNRR destinate alle Autorità di bacino di cui la
Sicilia si stava facendo trovare pronta e che, invece, di colpo
sono state cancellate senza nessuna motivazione. Grazie.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, siccome è accantonato l'articolo,
aprire la discussione ora sull'articolo 11. Comunque, ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, veloce,
veloce, spesso ci lamentiamo che l'Autorità di bacino non ha
risorse e c'è una sorta di ping pong tra l'Autorità di bacino, la
Protezione civile o l'Autorità del dissesto per interventi.
Ora, credo che sia una cosa normale come si fa all'ARTA presentare
le istanze e avere una copertura di oneri legati all'istruttoria e
leggo qui delle cifre molto simboliche, per esempio, interventi
sistemazione, modifica manutenzione delle opere ottanta euro,
interventi sistemazione, realizzazione opere attraversamento
stradale centoottanta euro . Sono cifre modiche, che cosa dobbiamo
diminuire rispetto a quello che è il valore complessivo degli
interventi che si fanno?
La mia proposta è di confermare le cifre che sono indicate qui per
determinare un capitolo al quale l'assessore, comunque, potrà fare
le attività di ordinaria amministrazione.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, rimandiamo a quando discuteremo
l'articolo. Non c'è bisogno di intervento? Perfetto Si passa
all'esame dell'articolo 12, precedentemente letto.
Onorevole Lupo, ritira l'emendamento soppressivo?
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io vorrei
un attimo l'attenzione dell'assessore per l'economia su questa
vicenda degli enti locali, aspetto un attimo che finisca.
Le chiedo scusa, assessore, ma lei aveva detto che con i duecento
cinquanta milioni si sarebbe ridotta la parte da detrarre
quest'anno da accantonare per gli enti locali, se è possibile
possiamo sapere quante sono le somme e poi intervengo su questo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, signori onorevoli, è stato un emendamento che
porta da trecento quindici a trecento venticinque la somma per i
comuni e abbiamo presentato un emendamento che li scongela
completamente, quindi, se per cortesia la Segreteria generale li fa
distribuire così i parlamentari hanno il quadro complessivo.
PRESIDENTE. Lo possiamo distribuire comunque? Perché se non ne
prendano conoscenza poi non lo possono sapere, si distribuiamolo,
anche se non è, così ne prendono conoscenza.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io volevo
da quello, non ho ben compreso se la somma per il 2022 viene
scongelata totalmente, cioè i novantasette milioni non sono più
congelati?
PRESIDENTE. Questo mi sembra che sia previsto in questo
emendamento Un attimo che viene distribuito e così lo può avere.
Un attimo solo Intanto, onorevole Lupo, giusto per andare avanti,
il Comma 1 lo ha ritirato, la soppressione?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
voglio porre un tema all'assessore Armao perché è una questione
assai delicata, ora al di là dell'emendamento che propone .
PRESIDENTE. Prima lo dia a loro perché tanto il Governo lo
conosce.
CRACOLICI. Al di là dell'emendamento che ripristina parzialmente
il contributo che era in favore dei comuni, anche se per le
province credo che ci siano tre milioni di euro in meno rispetto
alla finanziaria scorsa e per i comuni credo che siamo a cinque
milioni di euro in meno in più?... ma perché ecco perché c'erano
i famosi dieci milioni di euro che sono stati presi, eccetera,
eccetera. Pongo un primo tema che è un tema che credo abbiano posto
correttamente i comuni. La Regione, con una serie di alti e bassi,
ha negoziato... Armao, però, ascolti che la interessa e mi ascolti
pure l'Assessore Zambuto tra alti e bassi la Regione ha aperto una
serie di tavoli negoziali con lo Stato relativamente alle risorse
per la Sicilia.
Quando parliamo della Sicilia c'è una tendenza che, capisco in
nome della gestione, è prevalente, però, attenzione, la Sicilia è
fatta dalla Regione ma anche dai comuni. Per cui abbiamo il fondo
sulla insularità che, in qualche modo, non riguarda solo la Regione
in quanto Istituzione, riguarda l'insieme della Regione, quindi, i
comuni, le province, eccetera, eccetera, però, queste somme che
introitiamo non le, diciamo, non esercitiamo mai un potere anche di
redistribuzione ancorché parziale a favore dei comuni. Quindi, si
crea il paradosso che la Regione tratta con lo Stato, in parte
tratta ai sensi delle competenze esclusive che esercita sugli enti
locali anche per i comuni. I comuni nazionalmente nel resto
d'Italia hanno un livello di negoziazione sul fondo per le
autonomie locali diretto con lo Stato attraverso il Ministero degli
interni; la condizione che si determina è paradossale per cui i
nostri comuni non possono accedere ad alcune misure che in qualche
modo vengono assegnate dallo Stato a favore degli enti locali
considerate le competenze esclusive della Regione e
contemporaneamente la Regione di fatto ha cristallizzato nel corso
degli anni il fondo per le autonomie locali.
Quindi, io credo che in qualche modo si ponga un tema di come
interveniamo a favore della redistribuzione dei comuni per
garantire loro, come dire, quanto meno, le stesse opportunità del
resto dei comuni italiani.
Ci sono alcuni esempi. Penso ai servizi standard, penso a tutta
una serie di strumenti che lo Stato ha attivato nei confronti del
divario esistente tra i servizi erogati e le prestazioni essenziali
da parte dei comuni nel resto d'Italia e quelli siciliani che non
possono accedere ai fondi che lo Stato stesso distribuisce a favore
dei comuni del resto d'Italia. Ma nella fattispecie voglio porre un
tema ancora più delicato. Con questa norma noi finanziamo questo
fondo per l'annualità 2022. Assessore, i Comuni così come le
province, forse le province, diciamo, ancor di più province, liberi
consorzi, città metropolitane i bilanci li fanno triennali. Eh, non
lo sapeva? Ha visto, le do un suggerimento per il futuro. Sono
pagato appunto per questo, dice il mio collega.
Allora, prevedere un finanziamento annuale e non prevederne la
triennalità significa che noi non consentiamo di fare i bilanci ai
comuni perché come lei sa i bilanci sono triennali.
Allora, quindi, noi, peraltro in un momento particolare come
l'attuale, e mi rivolgo al Presidente della Regione nella sua ex
qualità di Presidente della Provincia, in un momento come questo,
noi abbiamo l'attivazione di tutti i fondi PNRR da parte dei
comuni, attività di progettazione, di cantierizzazione. Noi di
fatto con questa dimensione finanziaria limitata al 2022
paralizziamo l'attività degli enti locali.
Allora, io le chiedo formalmente, peraltro è una richiesta che è
stata fatta dalle associazioni dei comuni e dei liberi consorzi, di
garantire con l'articolo 12, tanto più Assessore che lei ha fatto
due emendamenti fino ad ora, uno relativo alla legge di bilancio,
dove abbiamo recuperato 280 milioni di euro circa, ed uno alla
legge finanziaria, dove è stato fatto un finanziamento triennale di
200 e rotti milioni di euro per annualità, di consentire che con
l'articolo 12 garantiamo la triennalità dei finanziamenti, proprio
evitare la paralisi dell'approvazione dei bilanci da parte degli
enti locali.
Questo è un tema che non è - consentitemi di dire - né di destra
né di sinistra, ma è un tema che riguarda la funzionalità degli
enti locali, quindi, la certezza di avere copertura finanziaria nel
triennio - poi vedremo le modalità tecniche -, ma questo è
condizione sine qua non affinché possa in qualche modo svolgersi
l'attività ordinaria dei comuni.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Assessore, visto che ci sono altri interventi, vuole
intervenire dopo per tutti? Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Dare qualche precisazione può essere utile a scrutinare meglio la
materia complessa, articolata, alla quale tutti teniamo, perché io
vorrei precisare che i comuni sono patrimonio dell'intera Sicilia e
di tutte le forze politiche e tutte le forze politiche con energia,
passione e interesse tutelano gli interessi dei comuni. Primo fra
tutti il Governo che ritiene che i comuni siano la frontiera della
democrazia, la frontiera della tutela degli interessi dei
cittadini, proprio perché svolgono servizi essenziali, svolgono
servizi più prossimi ai nostri concittadini.
Il Governo ha, intanto, immediatamente, appena ha avuto la
possibilità, con un lavoro che credo abbia ottenuto il
riconoscimento di tutti, recuperato risorse immediatamente
destinate con assoluta priorità ai comuni e questo credo che sia un
gesto che sia in re ipsa, come condiviso da tutti noi.
Peraltro, la triennalità, sebbene lo stanziamento non sia
integrale ma ci sono esigenze finanziarie che si dipaneranno a
brevissimo, perché, signor Presidente, lei mi ha concesso la parola
qualche giorno fa ed ho avuto modo di illustrare la questione
cruciale che il Governo Musumeci è riuscito a portare a compimento,
a cui manca sostanzialmente solo l'atto finale, che è quello di
avere avuto riconosciuti 600 milioni di euro della retrocessione
delle accise.
Quanto meno sul piano tecnico io ho fornito al Presidente
dell'Assemblea, che me l'ha richiesta, la nota con la quale
comunichiamo di essere pronti a formalizzare l'atto al MEF, perché
i famosi tavoli - che ogni tanto raccolgono l'ilarità
dell'onorevole Cracolici - hanno prodotto quanto meno qualche
centinaio di milioni di euro e se i tavoli si fanno e sono proficui
il lavoro viene fuori.
Credo che questo sia un risultato non del solo Governo, è un
risultato della Sicilia, perché ottenere il riconoscimento di una
norma che risale al 2005, al Governo Prodi, Ministro dei rapporti
col Parlamento, onorevole Finocchiaro
CRACOLICI. Capogruppo del Senato.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Capogruppo del Senato. Vedo che lei sul punto è preparato.
Comunque, il fatto è che oggi noi ci troviamo a dare esecuzione ad
una intuizione che proveniva dall'onorevole Finocchiaro. Credo che
sia il giusto riconoscimento della coralità di impegno verso questo
obiettivo che è quello di dire se alla Sicilia viene chiesto di
passare da una compartecipazione al 42, 9 al 49,11, è giusto che
questo incremento alla compartecipazione al Fondo sanitario sia
accompagnata da una retrocessione delle accise che purtroppo per
vincolo statutario la Regione non può acquisire e che ammonta a
circa 600-630 milioni di euro.
E quindi, per far riferimento a quello che è oggettivamente, si
diceva cioè la triennalità non è garantita interamente - mi
permetto di aggiungere - cioè è garantita ma non interamente, nel
senso che i comuni hanno quest'anno la dotazione integrale, poi
l'anno prossimo una minore, l'anno prossimo ancora una minore,
perché contiamo
La triennalità negli altri due anni è prevista, con gli
emendamenti è prevista.
E' giusto che i parlamentari abbiano noi con i duecento milioni
di euro ci siamo portati avanti con il lavoro, abbiamo cercato di
attenuare l'impatto sui comuni - a livello minore possibile -
proprio per dire che la triennalità integrale non c'è ma la
triennalità è parzialmente garantita.
Abbiamo pronta una definizione col Governo centrale di risorse
significative che potranno serenamente compendiare queste carenze
attraverso iniezioni finanziarie che riguarderanno però il 2023 e
il 2024. Sul 2022 abbiamo garantito.
Onorevole Cracolici - ma so che la questione riguarda l'intera
Aula -, noi abbiamo fatto una battaglia con l'Assessore Zambuto in
piena estate, credo fosse agosto, col Ministero dell'economia.
Perché? Perché il Ministero dell'economia ha inserito la Sicilia e
le nostre autonomie locali fra quelle che entrano
nell'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni,
quindi di tutto quel marchingegno inserito nella norma del
cosiddetto federalismo fiscale , che prevede che i nostri comuni
debbano avere le prestazioni, le entrate parametrate alle
prestazioni. Quindi, una misurazione puntuale dei servizi ai
cittadini in relazione alle risorse acquisite.
Noi sul punto ci siamo battuti proprio per la peculiarità - e
l'ANCI ce ne ha dato formalmente atto - o tutti e due insieme o una
volta l'uno e una volta l'altro con la Presidenza della Commissione
sul federalismo fiscale, a finanza pubblica territoriale, proprio
per arrivare ad un riconoscimento anche della condizione di
insularità per i comuni, anche della marginalità dei comuni
siciliani rispetto ai comuni del Centro Nord.
E' una battaglia che abbiamo fatto con l'ANCI.
Nessuno ha l'idea che esiste la monade Regione e con i comuni c'è
una distanza come se fossero dei riferimenti territoriali e basta.
La circostanza che l'Assessore Zambuto ha pronto il disegno di
legge per l'istituzione del Comitato regionale per il consiglio
delle autonomie locali, inverando finalmente una norma che raccorda
ancora di più Regioni e comuni, è la prova provata che il Governo
si muove in linea con quello che lei auspica, cioè la piena
attenzione ai livelli territoriali.
Per quest'anno si ripristina lo stanziamento, viene completamente
scongelato, ancorché, come è noto, la quarta rata viene data nel
2023.
Quindi, laddove avessimo congelato la quarta rata,
oggettivamente, non avremmo dato un pregiudizio di tipo
finanziario, ma sarebbe stato di tipo programmatorio, nel senso che
in termini programmatici non ci sarebbe stata la disponibilità
delle somme.
Finanziariamente non sarebbe cambiato niente perché avrebbe
riguardato l'anno successivo.
Proprio per garantire la pluriennalità, si è preferito
immediatamente - a danno di altri settori perché chiaramente la
coperta è quella -, fino a quando non avremo nei prossimi giorni il
riconoscimento anche dei 211 milioni di euro che andranno
ulteriormente, da parte del Consiglio dei Ministri, ad alleggerire
il peso finanziario.
Questo lo sforzo che stiamo facendo.
Ovviamente non è la perfezione. Se si può fare un passo in
avanti, siamo disponibili a qualsiasi confronto con l'Aula per
trovare elementi di miglioramento a questa strategia purché si
percepisca che lo sforzo che sta facendo il Governo è nelle nostre
possibilità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, mi inserisco sul discorso
dell'onorevole Cracolici sulla triennalità 2023. E' un chiarimento,
assessore, sulle somme indicate nel prospetto che c'è in allegato.
La spesa di 315 milioni di euro, che con il comma 1 indichiamo solo
per l'esercizio finanziario 2022, viene poi distribuita per 236
milioni di euro nel 2022 e 78 milioni di euro nel 2023. Poiché
sommando questi due importi si ottiene 315 milioni di euro, vorrei
capire se la somma la sta distribuendo su due anni oppure è un
errore. Mi sta ascoltando, assessore?
PRESIDENTE. Un attimo che l'assessore sta finendo... un attimo
solo. È nel fascicolo.
Prego, onorevole Marano.
MARANO. Non so se ha sentito quello che ho detto, magari lo ripeto
assessore. Quindi, siccome lei parla di 315 milioni di euro, vorrei
capire se queste somme le stiamo distribuendo su due anni oppure è
un errore. Nel 2022 in bilancio ci sono 82.320.000 euro al momento,
più 236.350.000 euro della legge di stabilità arriviamo a
318.500.000 euro. Siccome lei parlava di 325 milioni di euro,
volevo capire da dove li prendiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Marano, c'è un emendamento che è già nel
fascicolo e che da la risposta a questa sua a questa domanda. Non
ci sono problemi.
Allora, scusate, facciamo un attimo di ordine. L'emendamento 12.12
è assorbito.
Aveva chiesto la parola prima? Prego, onorevole Barbagallo. Pure
l'onorevole Lo Curto, ha ragione. Interverrà dopo l'onorevole
Barbagallo.
BARBAGALLO. Grazie, signor Presidente. Abbiamo preso atto
dell'emendamento del Governo all'allegato 2.1 che ripristina il
contributo di parte corrente in favore dei comuni e quello in
favore dei liberi Consorzi comunali.
Come ricorderà l'assessore Armao, se l'onorevole Grasso ci dà la
possibilità di farci ascoltare...
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, stanno parlando con l'Assessore. La
ringrazio.
BARBAGALLO. In sede di discussione generale della finanziaria,
assessore Armao, abbiamo evidenziato la disparità di trattamento
che ha adottato il Governo nei confronti degli enti partecipati
dallo stesso, in particolare i teatri, e di altri enti.
Insomma, figli e figliastri: i figli sono quelli della tabella 6,
che non erano sottoposti a congelamento della spesa; i figliastri
tutto il resto. Con l'allegato 2.1 alcuni dei figliastri passano
nella categoria dei figli normali, perché vengono ripristinati i
capitoli relativi ai teatri partecipati dalla Regione, e quindi il
nostro parere non può che essere favorevole, anche perché ricalca
diversi emendamenti che avevamo fatto come Partito Democratico alla
tabella.
La cosa insopportabile però è che all'interno dei ripristini
continuano ad essere fatte discriminazioni, perché non c'è traccia
dello sport di base, che è quello, come sa l'assessore Messina che
ho intravisto prima, finanziato dalla legge n. 8, che viene
sottoposto ancora a congelamenti consistenti, mentre altre
categorie finanziate con lo sport vengono liberate per intero, ed è
inconcepibile che sia sottoposto a congelamento proprio lo sport di
base e sui teatri pubblici sto finendo, signor Presidente...
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non per interromperla, ma ne
parleremo al momento opportuno.
BARBAGALLO. E, siccome stiamo intervenendo sull'allegato...
PRESIDENTE. No, onorevole Barbagallo, lo abbiamo soltanto
distribuito per farlo vedere per un chiarimento all'onorevole
Laccoto. Non stiamo votando su questo, per cui è inutile fare
interventi, perdiamo tempo.
BARBAGALLO. ?Gli ultimi dieci secondi, signor Presidente. Se si
facevano questi interventi certamente dovevamo ripristinare almeno
sui teatri il Furs, che ovviamente ci facciamo poco del ripristino
dei capitoli ordinari, se poi il Furs continua ad avere
abbattimenti del 40 per cento.
PRESIDENTE. Comunque, dell'articolo 22 ne parleremo al momento
opportuno.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, il mio intervento è relativamente a
quello che leggo in tabella, per ripristinare il contributo sia per
Tao Arte, sia per le Orestiadi di Gibellina.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, mi scusi, così come ho interrotto
l'onorevole Barbagallo, è inutile che parliamo dell'articolo 22.
Tutte queste cose sono nell'articolo 22. Ho fermato l'onorevole
Barbagallo.
LO CURTO. Ne parleremo allora nell'articolo 22, però mi corre
l'obbligo di evidenziare questa dimenticanza. Non credo e non posso
pensare che si facciano figli e figliastri, anche perché
recentemente abbiamo inaugurato un progetto a Gibellina
straordinariamente importante su cui il suo interesse è anche
forte, visto che è consigliato al Presidente di nominare
l'architetto Cucinella. Quindi, immaginare le Orestiadi private o
Tao Arte, insomma ne parleremo allora quando parliamo dell'articolo
22.
PRESIDENTE. L'emendamento 12.12 è assorbito, il 12.3 è
inammissibile. Siamo al 12.15. C'è un subemendamento dell'onorevole
Lupo. L'avete tutti? Lo possiamo votare? Il parere del Governo? È
il 12.15.1.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Contrario. Sul 12.15.1 è contrario perché colpisce un capitolo
vitale del turismo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, velocemente, le chiedo il voto
segreto per questo subemendamento, dopodiché, brevemente, stiamo
ripristinando, stiamo dando soldi in più ai comuni. Non riesco a
capire perché il Governo è contrario, visto che l'articolo che era
stato presentato in precedenza era su questo indirizzo. Quindi, non
capisco perché a questo subemendamento sono contrari. Quindi, le
anticipo il voto segreto sul subemendamento.
PRESIDENTE. Assessore Armao, ha sentito quello che ha detto
l'onorevole Di Paola? Onorevole Di Paola, se, velocemente, lo può
ripetere.
DI PAOLA. Assessore, noi stiamo solamente mettendo i soldi, così
come stavate facendo voi con quell'articolo, li stiamo dando ai
comuni. Li stiamo dando ai comuni i soldi, assessore. Tra l'altro,
stiamo ripristinando delle somme perché, comunque, diamo sempre
pochi soldi ai comuni. Quindi, non capisco perché il parere
negativo da parte del Governo regionale.
PRESIDENTE. Assessore Messina, perché sono soldi che vengono presi
dall'assessorato dell'assessore Messina?
DI PAOLA. Sì, ma vengono dati, comunque, ai comuni. Qua che c'è
differenza tra assessorato e assessorato? Che significa questa
cosa, signor Presidente? Noi ai comuni dobbiamo, non è che qua c'è
un assessore piuttosto che un altro
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, grazie per la parola. Solo per controbattere a
quello che dice l'onorevole Di Paola. L'articolo da cui si
prevedono e si prelevano i soldi è un capitolo molto generico da
cui attingono comuni, da cui attingono le parrocchie, da cui
attingono le feste patronali, da cui attingono i cammini, i cammini
religiosi. È un capitolo con cui finanziamo non solo i comuni, in
parte i comuni. È l'articolo che finanzia le attività teatrali, è
il capitolo che finanzia le attività del cinema, è l'articolo che
finanzia la movimentazione interna del turismo. Quindi, di fatto,
voi puntate ad azzerare completamente l'azione del turismo in
Sicilia, soprattutto il turismo interno, perché a questo si rivolge
maggiormente il capitolo, di cui in questo momento, post pandemia,
abbiamo forte necessità di implementare questi flussi turistici.
Per cui, andare a toccare questo capitolo, per quanto ovviamente mi
riguarda, dobbiamo essere necessariamente contrari, perché -
ribadisco - solo una parte va ai comuni, l'altra parte va ad una
miriade di iniziative dettate anche dai comuni su cui, chiaramente,
rischiamo di azzerare completamente la movimentazione turistica
interna. Questa è la ragione per cui il Governo è contrario.
PRESIDENTE. Non ho capito bene se questo emendamento è di 3 o di
328 milioni. È più 3. Prima di qualsiasi voto, vorrei dire, vorrei
comunicare che le disponibilità, quelle libere, sono 1.997, per cui
più di tanto comunque non si può fare perché è congelato. Quindi,
in ogni caso, qualsiasi emendamento non può superare
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Però, dobbiamo modificarlo. E, allora, se non le così
non lo posso mettere in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, prego.
CRACOLICI. Giustamente, le hanno, come dire, sollevato la
questione che, siccome ci sono degli accantonamenti sui capitoli,
si pone il tema che possiamo movimentare la quota cosiddetta non
accantonato . Però, noi abbiamo votato l'articolo 10, dove c'erano
comunque gli accantonamenti che non sono stati assunti, presi in
considerazione, nel senso che abbiamo votato il riparto dei 3
milioni 180 che proponeva il Governo ed è stato bocciato dall'Aula.
PRESIDENTE. Si, ma l'accantonamento è rimasto.
CRACOLICI. No, l'accantonamento, infatti, è un fatto finale. E'
nella somma che è prevista dal bilancio, dalla finanziaria, che poi
c'è una norma che accantona ed è una norma generale in cui
individua tutti i capitoli che sono accantonati. In ogni caso,
rispetto a quest'emendamento, è evidente che si intende la quota
cosiddetta non accantonata .
PRESIDENTE. E, allora quella, ed è 1.900. Per cui staranno
presentando un lo state correggendo per uno, il numero
precisamente è 1.997 e 500, per l'esattezza.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Con questo importo modificato il parere del Governo
rimane, rimane lo stesso?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Contrario.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Un attimo, Assessore. Prego, onorevole
Tancredi.
TANCREDI. Grazie, signor Presidente. No, mi fa piacere che stiamo
provvedendo a fare questo azzeramento, perché oggettivamente, dopo
due anni di pandemia, dopo l'incremento di turismo enorme che
stiamo avendo, non serve promuovere la Sicilia, quindi, possiamo
azzerare qualsiasi tipo di finanziamento che punta a fare conoscere
la nostra Terra. Va bene così.
PRESIDENTE. Ma perché questi soldi dove li si metterebbero? Che lo
dovrebbero fare direttamente
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Dipasquale, certo.
DIPASQUALE. Nel frattempo che arriva l'emendamento, siccome
veramente sono stanco di ascoltare questi interventi di alcuni
deputati che dai tavoli dell'opposizione sono andati a finire in
maggioranza perché se la passavano meglio in maggioranza,
maggioranza generosa, coinvolgente
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si rivolga alla Presidenza.
DIPASQUALE. No, no, scusi, è un intervento politico. Che fa mi
volete togliere la possibilità anche di fare un intervento
politico? Quindi, siccome viene a raccontarci la favoletta che se
interveniamo su questo articolo, il collega che mi ha preceduto,
noi distruggiamo il turismo, ma come intendete salvarlo il turismo
in Sicilia? Con le sagre? Perché di questo stiamo parlando. Il
turismo in Sicilia è una cosa diversa. E quello che manca non sono
le sagre che non si sono potute fare durante la pandemia
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si rivolga alla Presidenza.
DIPASQUALE. Quello che manca mi scusi, signor Presidente, ho
bisogno di girarmi, ho il torcicollo.
PRESIDENTE. No, ma quando lei si gira non si sente nulla.
DIPASQUALE. Quello che manca, quello che manca è una politica che
è rivolta alla valorizzazione del turismo a 360 gradi, quindi io
capisco che avete la necessità di farvi vedere vicino al Presidente
Musumeci e questo Governo perché ne avete bisogno Presidente, anzi
ne approfitto per salutarla, sono contento che oggi è in Aula con
noi perché stiamo facendo l'ultima finanziaria, almeno 10 minuti ci
fa piacere. Quindi, che la smetta, perché, invece, sono i comuni
che sono al lastrico e non è vero, così com'è stato detto, che li
abbiamo salvati. Mettiamo pezze dopo pezze, li rattoppiamo. Quindi,
comprendiamo che avete la necessità di farvi il Presidente della
Regione definiva l'attuale Presidente della Regione quando io
intervenivo a difesa di Crocetta, mi diceva che ero un cortigiano,
ma io ero legittimato, era stato votato per fare il cortigiano e
difendere il Governo di Crocetta. Qui la cosa grave è che quelli
che sono stati votati per essere alla sua opposizione sono
diventati suoi servitori.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Grazie, Presidente. Il mio intervento voleva essere
semplicemente un intervento sull'ordine dei lavori, però, se mi
permette qualche constatazione e considerazione politica, vorrei
ricordare all'onorevole Dipasquale che chi è stato eletto per fare
opposizione per fare gli interessi dei cittadini oggi si ritrova a
fare la stampella di qualcun altro e si applica questo ragionamento
in modo esattamente uguale e contrario. Quindi, onorevole
Dipasquale, non accettiamo lezioni sicuramente da lei.
Sull'ordine dei lavori, sempre per ritornare al ragionamento e
alla premessa politica che ho fatto, ieri si è fatto l'inferno per
riservare un milione di euro di un fondo già esistente, il Fondo
Sicilia, per destinarlo alla legge salva suicidi. Ieri, il Partito
Democratico e il Movimento Cinque Stelle hanno fatto di tutto,
un'opposizione ferrea, siamo stati ore e ore a discutere
inutilmente di queste cose perché c'è un metodo, non si presentano
emendamenti, non si presentano subemendamenti perché quello sì e
quell'altro no.
Quindi, signor Presidente, oggi si presentano emendamenti,
subemendamenti, aggiuntivi che ritornano, modifiche ai
subemendamenti, quindi, Presidente Micciché, con coperture che non
c'entrano assolutamente niente. Ieri siamo stati più di due ore a
disquisire su una norma che era più che giusta ed etica e oggi i
paladini del Regolamento parlamentare, i paladini della
correttezza, i migliori oppositori del peggior Governo della storia
di questa regione e di questa nazione, stanno facendo il peggio
Quindi, Presidente Micciché, o ci diamo delle regole perché
altrimenti qua tutti iniziano a presentare emendamenti,
subemendamenti, aggiuntivi, modificativi, e chi più ne ha più ne
metta
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, la prego
PAGANA. No, io prego lei, Presidente Micciché, lei lo deve dire da
che parte sta
PRESIDENTE. Le devo rispondere.
PAGANA se parteggia per una parte, se parteggia per un'altra
parte, se c'è un metodo che è quello che ci eravamo detto
all'inizio oppure no. Io la ringrazio.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, vi prego un attimo di silenzio.
Onorevole Pagana, il Regolamento io lo conosco, lei pure? Perché se
lo conosce pure lei, ovviamente sa che i subemendamenti agli
emendamenti nel testo non sono ovviamente aggiuntivi, ma sono
assolutamente previsti. In tutta la giornata di oggi, non è stato
presentato nessun emendamento aggiuntivo, nessun emendamento
aggiuntivo Per cui, prima di dirmi se parteggio per una parte o
per l'altra, cosa che vorrei evitare di fare, la prego di capire
bene quello che stiamo facendo.
Non ci sono stati emendamenti aggiuntivi nella giornata di oggi.
Quindi, la prego, visto che poi quello che si dichiara in Aula va
nelle case della gente e in quella dei giornali peggio ancora,
prima di dire cose che oggettivamente non risultano vere la prego
quanto meno di andarsi a leggere il Regolamento così saprà che i
subemendamenti sono previsti sempre.
Siamo al subemendamento 12.15. Eliminiamo il 12.15.1 perché è
sbagliato e mettiamo direttamente invece di 328 è 326.997 .
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Presidente, se il 12.15.1 è sbagliato ed è reso
inammissibile come lei ha annunciato poco fa perché gli importi
sono sbagliati, non capisco questo emendamento su che cosa si
regge. E' scritto male.
PRESIDENTE. L'hanno corretto, l'hanno corretto.
SAVARINO. Se il 12.15.1 lei ha detto poc'anzi è di una cifra che
non può essere ammissibile
PRESIDENTE. E infatti è stata corretta.
SAVARINO. Ma lei su che cosa? Quindi, noi che cosa votiamo adesso
per capire sempre a norma di Regolamento per essere chiari perché
se no qua facciamo confusione e non sappiamo
PRESIDENTE. Ha ragione, la chiarezza è sempre importante. Votiamo
il 12.15.1 nuovo cioè corretto.
SAVARINO. Il 12.15.1 totalmente? Non si capisce, Presidente, non è
chiaro; è scritto male non si capisce.
PRESIDENTE. Questo siccome dice l'onorevole Savarino correttamente
questo è inammissibile non si può fare un subemendamento non
ammissibile, ha ragione Il concetto è chiaro è un fatto formale di
Regolamento che pone l'onorevole Savarino. Stiamo mettendo in
votazione direttamente il 12.15.1.1 che è quello modificativo che
sostituisce il 12.5.1 e basta, che va letto con le cifre che
abbiamo detto, perfetto l'abbiamo già detto è invece di 328 è
326,992 e invece di 325 .
SAVARINO. Punto uno?
PRESIDENTE. Scusate, ha ragione l'onorevole però l'onorevole
Savarino un momento. Ma non non possiamo perché sennò ha ragione
l'onorevole Savarino chiedo scusa, se noi mettiamo le parole 328
sono modificate nel testo 328 non c'è, ha perfettamente ragione
stiamo modificando. Il 12.15.1.1. lo potete presentare giusto per
favore ed evitiamo di cambiarlo?
Prego, onorevole Cracolici, ha facoltà di parlare.
CRACOLICI. Forse non è chiaro. Allora, Presidente, ripeto...
PRESIDENTE. Ripete rispetto a quando?
CRACOLICI. Sono intervenuto prima. Noi in atto nel bilancio
abbiamo 3 milioni 300 quello che è, la quota di accantonamento è
con una norma che è successiva in cui si dice tutte le poste di
bilancio sono accantonate per la percentuale; quindi, formalmente
quando noi presentiamo un emendamento
PRESIDENTE. Ma abbiamo già deciso di non fare così di mettere
direttamente
CRACOLICI. E però siccome sento discussione che è
PRESIDENTE. No, l'onorevole Savarino ha sollevato un problema
formale corretto, perché c'è oggettivamente un qualcosa di
sbagliato e lo stiamo sistemando, niente di grave.
Allora, il subemendamento 12.15.1.1. lo ridistribuiamo adesso,
quello corretto è Le parole 325 milioni sono sostituite dalle
parole 326.997 . Quindi, è questo quello che stiamo votando. Lo
distribuiamo, mi serve la firma dei presentatori e lo possiamo
votare.
L'onorevole Savarino pur non essendo, come dire, ragioniera questa
volta ha ragione. Queste erano le battute di Frassica quando diceva
E' come Ugo Pagliai senza la paglia . Non so se ricordate quando
c'era Indietro tutta che Frassica sul cacao meravigliao diceva:
L'uomo senza cacao è come Ugo Pagliai senza la paglia cose di
questo genere; e poi com'era? Andiamo al regolamento esatto; non
era andiamo, però la parola era diversa, non me lo ricordo quale
era. Un attimo, mentre si fotocopia abbiamo il diritto di
chiacchierare un poco e di sorridere pure un poco. Sapete bene che
per me il sorriso è la cosa fondamentale della mia vita, per cui
bisogna sempre cercare di averlo.
Abbiamo trovato la soluzione, la fotocopia? L'onorevole Di Paola e
l'onorevole Lupo l'hanno firmato questo nuovo?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Savarino)
PRESIDENTE. Ormai questo, onorevole Savarino, lo votiamo.
Distribuitelo a loro piuttosto che a noi, per favore, velocemente
ai deputati perché anche su questo ha ragione l'onorevole Savarino,
abbiamo fame tutti
Pongo in votazione l'emendamento 12.15.1.R
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 12.15.1.R
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 12.15.1.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 50
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 31
Contrari 11
Astenuti 0
(E' approvato)
A questo punto, pongo in votazione l'emendamento 12.15, così come
emendato.
(Brusio in Aula)
Scusate un attimo, dobbiamo finire di votare. Il subemendamento
12.15.1.R è stato approvato. Ora dobbiamo votare l'emendamento
12.15 così come emendato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Un attimo solo, colleghi, finiamo l'articolo 12 perché ormai
manca pochissimo.
Gli emendamenti 12.14 e 12.8 sono assorbiti.
L'emendamento 12.13 è decaduto.
Gli emendamenti 12.2, 12.7, 12.1 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 12.6 a firma dell'onorevole Zito.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Grazie, Presidente. Le province hanno subito negli anni dei
gravi tagli dovuti al prelievo forzoso e tuttora subiscono alcuni
problemi, alcuni strascichi. Ora, oltre a questo io avevo
presentato veramente un altro emendamento che però non trovo,
perché le criticità principali che ci sono all'interno delle ex
Province, a parte le questioni finanziarie e, ad esempio, Siracusa
è una delle province in dissesto che, purtroppo, non ha avuto mai
un aiuto da parte del Governo ma è stata l'Aula che ha votato poi
emendamenti che hanno sostenuto, ovviamente, la provincia in
dissesto e questo, grazie all'Aula, che si è potuto dare un attimo
di ossigeno alla provincia di Siracusa. Ma poi l'altro tema
importante uno è l'emendamento che vede al 12.6 e l'altro è
l'emendamento che non so perché manca, riguarda, appunto, gli aiuti
finanziari alle province in dissesto per poterli fare uscire da
questo baratro. E considerate che, grazie ad un articolo che è
stato approvato a Roma, il tempo per ripianare il disavanzo sarà
aumentato, ad esempio, per Siracusa quindi avrà ulteriore tempo per
poter uscire dal dissesto.
Ma l'altro emendamento che manca e che vorrei che fosse discusso
riguarda invece l'aumento orario di alcuni lavoratori delle
Province, che poi sono quelli che ormai tengono a galla le
Province, perché molti di essi sono a 24 ore, sono a 28 ore, sono a
32 ore e, quindi, io in quell'emendamento prevedevo un aumento
ammortizzato da parte della Regione per l'aumento orario da fare
subito e poi nei tre anni con i pensionamenti che ci saranno
progressivamente ogni Provincia compensava diciamo questo aumento
orario. E poi l'altra cosa da fare assolutamente è o sbloccare le
progressioni, anzi sbloccare le progressioni verticali perché ci
sono una grave carenza di categorie A, C e D e qualora fosse
possibile ovviamente fare delle assunzioni sempre per queste
categorie perché materialmente non ci sono gli istruttori chi porta
avanti i procedimenti amministrativi. Quindi, chiedo che sia votato
questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Bene. L'emendamento 12.6 lo votiamo adesso e poi
l'altro era aggiuntivo per cui lo può rivedere tra gli aggiuntivi.
Il parere del Governo?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Presidente, il parere del Governo è negativo. Volevo dire
all'onorevole Zito, per una semplice ragione per cui oggi questo
emendamento servirebbe soltanto per una Provincia che è in
dissesto, la Provincia di Siracusa.
Quindi, dico, non siamo
PRESIDENTE. L'onorevole Zito di dov'è secondo lei?
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E vabbè.
PRESIDENTE. E' di Siracusa per cui
C'è il parere negativo del Governo.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ma il punto è che non siamo nelle condizioni di potere garantire
tutti.
PRESIDENTE. Con il parere negativo del Governo, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendiamo un'ora per andare a pranzare. La seduta riprenderà
alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.48, è ripresa alle ore 15.35)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. La seduta è ulteriormente sospesa e riprenderà alle
ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 15.36, è ripresa alle ore 15.58)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Il Governo è presente. Assessore, riprendiamo
dall'articolo 11, o continuiamo con l'articolo 3? L'11 è quello che
avevamo sospeso a proposito del Dipartimento bonifiche, eccetera.
Allora, riprendiamo dall'articolo 13?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No, io Scusi, l'11, ci doveva essere forse un
emendamento vostro per accettare o no? Allora, sull'articolo 11
c'è emendamento da parte del Partito Democratico? Ma guardate che
le tariffe sono basse.
(Intervento fuori microfono)
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo
11, come già ho detto in sede di discussione generale
sull'articolo, noi abbiamo presentato il soppressivo. Riteniamo che
non è il tempo per vessare i comuni con una tassa di ottocento euro
per le pratiche che riguardano l'Autorità di bacino e riteniamo
che, in un momento in cui bisognerebbe semplificare, alleggerire la
burocrazia regionale e bisognerebbe dare vita a corsie
preferenziali per esitare le pratiche, la Regione si dovrebbe
concentrare più su questi aspetti, piuttosto che su quelli di
imporre 80 o 180 euro per alcune pratiche che, certamente, non sono
cifre che risollevano i destini delle casse regionali. Quindi,
insistiamo sul soppressivo.
PRESIDENTE. Le volevo dire questo: se è soltanto questo il punto
b) di 800 euro che volete ridotto, penso che il Governo possa
esaminare una riduzione, fermo restando tutti gli altri, perché un
canone va pagato per l'istruttoria delle pratiche, onorevole
Barbagallo. Non so se il Governo, assessore Armao? Ecco, vediamo se
c'è un confronto su queste cifre. Come dice?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Non accettate un eventuale emendamento di riduzione
soltanto di una voce. Gli altri sono importi, insomma 80 euro, 80
euro, 180, 80 euro, 80 euro, 40 euro addirittura, non sono importi
rilevanti.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Allora, credo che questa più che una norma finanziaria in senso
stretto è una norma di ordine, nel senso che mi sono consultato
anche con la Ragioneria generale dal venir meno delle entrate
previste da questa norma non deriverebbero ne entrate straordinarie
né credo perdite straordinarie. Che alcune attività e funzioni
amministrative siano accompagnate dal pagamento di cifre non dico
irrisorie perché 180 euro possono essere pure soldi rilevanti, ma
vengono erogati a fronte di una istanza di concessione di uso di
aree demaniali, cioè di una utilità concreta.
Ora, a nostro modo di vedere, per il Governo le attività
amministrative devono avere nel momento in cui sono un servizio
anche un minimo di corresponsione da parte dell'interessato,
soprattutto se l'interessato ne trae un beneficio, penso alle
concessioni di uso di aree demaniali o al rinnovo di dette
concessioni, stiamo parlando di 80 euro. Se alcune forze politiche
ritengono che per le attività delle funzioni amministrative non sia
dovuto nulla, come principio, poi noi ne prendiamo atto. Non credo
che noi abbiamo introdotto una vessazione, il pagamento di oneri
spropositati. Sono oneri che fanno pagare i Comuni, fanno pagare le
Provincie, fa pagare lo Stato e non credo che dal venir meno di
queste risorse possano è un principio di ordine, cioè che a una
funzione, una concessione si accompagni un minimo di versamento.
Ripeto, non è materia di mia competenza, parlo come assessore per
l'economia, e chiudo, come assessore per l'economia dicendo che il
venir meno di queste entrate non sconvolge gli equilibri di
bilancio.
Penso che un principio in cui una attività che è remunerativa per
un privato debba vederla concorrere alle spese che
l'amministrazione sopporta per produrre un servizio amministrativo,
sia un principio che vada rispettato. Poi, l'Aula in questo è
sovrana e può fare le sue valutazioni; ma, ripeto, come assessore
per l'economia vi dico che il venir meno non determina
stravolgimenti.
Pensavamo e pensiamo, come Governo, che l'introduzione di un
principio di concorso finanziario allo svolgimento della funzione
amministrativa sia un principio di ordine. Dopodiché, ci rimettiamo
presidente all'Aula. Io di più non posso dire anche perché non è
materia di mia competenza, sto facendo qui il Vicepresidente della
Regione come mi è dovuto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Questo emendamento
PRESIDENTE. Assessore, prego.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Mi
scusi se mi permetto di interromperla, volevo soltanto completare.
Vorrei anche sottolineare la destinazione di queste somme. Queste
somme sono sottoposte ad un vincolo di destinazione. Questo recita:
Le entrate derivante dai canoni di concessione occupazione demanio
con esclusione attraversamenti, eccetera, le aree delimitate,
eccetera, contribuiscono a finanziarie le spese relative agli
interventi alla gestione del demanio idrico a cura delle Autorità
di bacino . Quindi, tutte queste somme, ivi comprese quelle dei
canoni, hanno come destinazione la stessa funzione svolta; quindi,
non sono neanche somme che affluiscono a chissà quale destinazione
diversa, hanno una riconducibilità diretta.
Mi scusi se l'ho interrotta, onorevole, ma era proprio per
sottolineare questa finalizzazione.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Io volevo soltanto ribadire un concetto. Quando le norme
sono scritte senza pensarle un po' a casaccio, come gran parte di
questa finanziaria, è un assemblaggio di scritti che provengono da
vari ispiratori dei dipartimenti o degli uffici senza una cornice,
lo dico: primo abbiamo istituito l'Autorità di bacino 3 o 4 anni fa
come la grande riforma della Sicilia. Secondo: la grande riforma
della Sicilia scopriamo adesso che diventa un'attività di supporto
alle amministrazioni, stiamo parlando dei fiumi, delle aree di
bacino che hanno bisogno di una grande opera di manutenzione,
prevediamo che i comuni che hanno l'interesse ad avere i fiumi
puliti eccetera, non c'è, non ci avete presentato nessun
emendamento. Quindi, prevedete con questa misura di far pagare
quelli per i quali, come dire, chiedono alla regione un aiuto per
mettere in sicurezza gli alvi dei propri fiumi.
Secondo, proprio quelle opere di manutenzione che servono a
ripulire ii fiumi a gestire al meglio diciamo anche questo
patrimonio, invece di essere l'amministrazione attiva a supporto ne
prevediamo un canone. Ma noi abbiamo istituito le autorità di bacio
per avere dei canoni o per essere da supporto e di coordinamento a
tutta la gestione del demanio fluviale in Sicilia?
Allora ha ragione il collega Barbagallo: l'emendamento non per le
80 euro, i 50 euro, gli 800 euro, noi dobbiamo incentivare il
lavoro di ripristino e di funzionalità degli alvei, non creare una
sorta di barriera che in qualche modo come definisce per frenare.
Concludo, ma anche con la logica della politica, Governo Armao-
Musumeci, ma vi pare normale che nel maggio del 2022 a quattro mesi
dalle elezioni voi prevedete una norma che ha come obiettivo di far
pagare di più sia gli enti locali che i fruitori del ? Cioè, lo
dico anche come logica della politica Ma che logica è che dopo
quattro anni che avete istituito l'Autorità, la grande novità
dell'Autorità è che gli facciamo pagare le cose per un servizio che
dà la Regione. Mi sembra folle Lo volete fare accomodatevi, tanto
siamo tutti in campagna elettorale A me sembra una follia
Quindi, forse sarebbe meglio che il Governo la ritiri, diciamo,
autonomamente questa norma.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente. Con il mio Gruppo non abbiamo presentato
emendamenti a questo articolo diciamo nel tempo che ci è stato
costretto di studiare la finanziaria perchè riteniamo che chi
chiede un'attività specifica, che tra l'altro è prevista dalla
norma, rispetto a chi non lo fa, lo fa perché deve avviare
un'attività ad esempio economica, e francamente i canoni che
ritrovo qui sono talmente, come dire, contenuti simbolici che credo
che costi più a questo Parlamento fare questa discussione che non
quello che si guadagnerà, perché non si tratta di guadagno ma di
spese pe runa struttura che sta finalmente cominciando ad esistere
e, speriamo sempre con più qualità, proteggere il demanio idrico.
Mi fa invece piacere che i colleghi del Partito Democratico, e
anche l'onorevole Cracolici, siano contrari agli aumenti. Mi viene
in mente che la scorsa Legislatura con decreto si settuplicarono,
non so neanche come si dice, i canoni demaniali con decreto e si
dovette impugnare un aumento impronunciabile, e qui ci si stracci
le vesti per pochi euro simbolici che - ripeto - ritengo giusto che
chi procede per avere delle autorizzazioni sul quale farà delle
attività, chiaramente di proprio interesse, come concessioni di
attraversamento di demanio idrico, concessione di uso di aree
demaniali, paghi anche simbolicamente una cifra. Grazie,
Presidente.
Degli occhiali per strabici se ce li distribuite insieme alle
mascherine, forse farebbero bene a tanti.
PRESIDENTE. Non ho capito questa ultima battuta, ma non è
obbligatorio che la capisca.
Il PD mantiene l'emendamento. Benissimo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Presidente, un'ultima precisazione. Segnalo soltanto all'Aula che
PRESIDENTE. Scusi un attimo, Assessore, un attimo solo. Assessore
Falcone, per favore, sentiamo quello che dice l'Assessore, sennò
non lo capisco e non so che fare.
Prego, Assessore.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Ovviamente, il Governo ha fatto una proposta che è coerente con
quello che ha chiesto il Governo nazionale, che ricordo essere un
Governo anteriore al Governo Draghi, quando si è chiuso l'accordo,
quindi su richiesta del Governo centrale, quando si è chiuso
l'accordo del gennaio 2014, cioè l'incremento delle entrate. In
tutto questo, il Governo presenta pure un emendamento per escludere
i Comuni, volendo assecondare la richiesta del Partito Democratico.
Però, è chiaro che il Governo è tenuto ad introdurre questa
disposizione a causa di quell'accordo, non si inventa entrate per
aumentare le entrate così. Abbiamo un accordo, che purtroppo
abbiamo subito per questa parte - e poi entrerò nei dettagli - e
pertanto è meglio che si rispetti l'accordo; altrimenti, comunque
noi ci rimettiamo all'Aula, pur avendo presentato un emendamento
che esclude i Comuni.
PRESIDENTE. La posizione cambia o no?
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Presidente, avevo chiesto al Governo se fosse possibile,
assessore Armao, evitare di mettere in legge il costo di ogni atto,
di ogni procedura; facciamo un rinvio ad un decreto che peraltro si
può cambiare di anno in anno se ci sono necessità, ma non con
legge, che se poi dovesse cambiare, invece di euro 80, 50, se si
vogliono esentare anche gli enti pubblici, insomma diventa
veramente fastidioso.
Quindi chiederei, accantoniamolo momentaneamente, vediamo se si
può trovare una sintesi in questo senso, semplificarla, rinviare ad
un decreto per il dettaglio o in altra sede, in un altro momento.
Insomma, va onestamente evitato di mettere su norma tutto questo
dettaglio di quanto costano i vari atti e le varie procedure.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Allora, scusate, assessore Falcone, vale quello che mi
ha detto? Lo dica, così lo stralcio.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Presidente, il Governo accogliendo la proposta del presidente
Savarino, ritiene che forse sarebbe il caso di fare una riflessione
ulteriore. Così come è successo ieri, stralciamo questo articolo,
quindi ne riparleremo anche in un'altra sede.
PRESIDENTE. L'articolo 11 è stralciato. Grazie, Assessore.
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13
Riserve sul Fondo autonomie locali
1. A valere sui trasferimenti regionali di parte corrente per
l'anno 2022 di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5 e successive modificazioni, l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, in
considerazione delle particolari difficoltà riferite al fenomeno
migratorio in cui versano i comuni di Lampedusa e Linosa, di
Pozzallo, di Augusta, di Porto Empedocle e di Siculiana, riconosce
un contributo straordinario di 1.250 migliaia di euro da ripartire
tra i predetti comuni e da erogare in misura pari al sessanta per
cento a titolo di anticipazione ed il restante quaranta per cento a
seguito dell'avvenuta rendicontazione (Missione 18, Programma 1,
capitolo 191332).
2. L'Assessorato regionale delle autonomie locali e della
funzione pubblica è autorizzato a concedere un contributo
straordinario di 1.000 migliaia di euro in favore del comune di
Agrigento per le finalità di cui all'articolo 19, comma 2, della
legge regionale 8 agosto 1985, n. 34, cui si provvede a valere
sulle assegnazioni di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modificazioni (Missione 18,
Programma 1, capitolo 191301).
3. Il contributo di cui al comma 2 è erogato nella misura del 60
per cento a titolo di anticipazione ed il restante 40 per cento a
seguito dell'avvenuta rendicontazione.
4. Per l'anno 2022 in sede di riparto del Fondo autonomie locali
di cui all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni, ai comuni che hanno conseguito nell'anno precedente
a quello in corso il riconoscimento internazionale Bandiera Blu da
parte della Fondazione per l'educazione ambientale (Fea Italia) è
destinata la somma di 700 migliaia di euro ed ai comuni che hanno
conseguito nell'anno precedente a quello in corso il riconoscimento
Bandiera Verde da parte dei pediatri italiani è destinata la somma
di 300 migliaia di euro. Ai comuni che hanno ottenuto entrambi i
riconoscimenti sono assegnate le somme in relazione solo alla
Bandiera Blu. Tali contributi, per entrambi i riconoscimenti, sono
ripartiti per il 50 per cento in base alla densità demografica dei
singoli comuni e per il restante 50 per cento in base al numero dei
comuni che hanno ottenuto i suddetti riconoscimenti e devono essere
destinati all'attivazione o al potenziamento di interventi e
servizi di accoglienza e promozione territoriale e turistica.
5. Per l'esercizio finanziario 2022, in sede di riparto del Fondo
autonomie locali di cui all'articolo 6 della legge regionale n.
5/2014 e successive modificazioni, ai comuni che nell'anno
precedente a quello in corso hanno superato la soglia del 65 per
cento di raccolta differenziata in materia di rifiuti solidi
urbani, in conformità all'articolo 205 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni e del D.M. 26 maggio
2016, è destinata la somma di 3.000 migliaia di euro da ripartirsi
per il 50 per cento in base alla popolazione di cui all'ultimo
censimento ISTAT e per il restante 50 per cento in base al numero
dei comuni che hanno superato detta percentuale. Le certificazioni
sono a cura dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente
in considerazione anche del protocollo d'intesa sottoscritto con
l'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità.
6. In sede di riparto del Fondo autonomie locali di cui
all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni, ai comuni che hanno conseguito il riconoscimento di
Borgo più bello d'Italia è destinata la somma di 1.000 migliaia
di euro da ripartirsi in proporzione alla densità demografica ed al
numero dei comuni ed ai comuni che si sono aggiudicati il titolo di
Borgo dei Borghi è destinata la somma di 300 migliaia di euro da
ripartirsi equamente. Il tetto massimo della somma concessa ad ogni
comune non può essere superiore a 100 migliaia di euro per entrambi
i riconoscimenti e deve essere destinata all'attivazione o
potenziamento di interventi e servizi di accoglienza e promozione
territoriale e turistica.
7. Per l'anno 2022, a valere sul Fondo di cui all'articolo 6
della legge regionale n. 5/2014 e successive modificazioni, la
somma di 6.000 migliaia di euro è destinata ai comuni delle isole
minori quale contributo sulle spese per il trasporto dei rifiuti
via mare, da ripartire in proporzione alle spese effettivamente
sostenute da ogni ente nell'anno precedente (Missione 18, Programma
1, capitolo 191322).
8. Per l'anno 2022, a valere sui trasferimenti di cui all'articolo
6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
modificazioni, la somma di 8.000 migliaia di euro, è destinata ai
comuni quale contributo alle spese sostenute per il trasporto
alunni, da ripartire, per 6.500 migliaia di euro, in proporzione
alle spese effettivamente sostenute da ogni ente nell'anno
precedente e, per 1.500 migliaia di euro, in proporzione alle spese
effettivamente sostenute dai comuni in dissesto nell'anno
precedente (Missione 4, Programma 6, capitolo 373372) Al comma 1
dell'art. 12 della legge regionale 20 giugno 2019, n. 10 le parole
l'Assessore Regionale per le Autonomie Locali e la Funzione
Pubblica, di concerto con sono soppresse.
9. A sostegno ed incentivo delle unioni di comuni previste
dall'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e
successive modificazioni è autorizzata la spesa di 679.535,19 euro,
quale compartecipazione regionale ai contributi statali per
l'esercizio finanziario 2022, cui si fa fronte a valere sui
trasferimenti regionali di parte corrente per l'anno 2022 (Missione
18, Programma 1, Capitolo 590410) di cui al comma 1 dell'articolo 6
della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
modificazioni. I contributi sono concessi in relazione
all'effettivo esercizio associato di funzioni da parte dell'unione
a seguito della delega esclusiva delle medesime da parte di tutti i
comuni aderenti.
10. I contributi regionali e nazionali a sostegno e incentivo
delle unioni di comuni di cui al comma 9 sono destinati anche alla
costituzione di nuove unioni o alla stipula di convenzioni per
l'esercizio associato di funzioni tra comuni.
11. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali
e la funzione pubblica di concerto con l'Assessore all'Economia,
previo parere della conferenza Regione - autonomie locali, sono
definiti criteri e modalità per l'erogazione dei contributi di cui
al comma 9.
12. Al fine di ristorare i comuni interessati dagli eventi
alluvionali dell'8.8.2020, è destinata per l'anno 2022, a valere
nell'ambito dei trasferimenti di cui al comma 1 dell'articolo 6
della legge regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed
integrazioni, la somma di 5.100 migliaia di euro, da iscrivere su
apposito capitolo del bilancio della Regione, Commissario delegato
ex D.G.R. n. 344/2020, destinata in favore dei comuni che abbiano
dimostrato di avere avuto danni riconducibili a tali eventi.
13. In sede di riparto delle assegnazioni ai comuni di cui
all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modificazioni, per l'esercizio finanziario 2022 è destinata la
spesa di 2.400 migliaia di euro, per le finalità di cui al comma 8-
bis dell'articolo 6 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e
successive modificazioni».
Onorevole Di Paola, mantiene l'emendamento soppressivo?
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 13. Gli emendamenti soppressivi
sono ritirati tutti ovviamente, perché sono riserve.
DI PAOLA. Presidente, se cortesemente può fare illustrare
all'Assessore, visto che comunque non siamo passati dalla
Commissione "Bilancio", se può fare illustrare all'Assessore i vari
commi, così poi da ritirare i soppressivi, perché capisco che ci
sono alcune cose, come dire, che possono sembrare interessanti...
PRESIDENTE. In particolare quale? Non è che può fare tutti... sta
un'ora a parlare così Se lei mi dice in particolare quali commi
vuole chiariti.
DI PAOLA. Va bene Presidente, ritiro l'emendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Grazie. Allora i soppressivi sono ritirati.
Andiamo avanti.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi dell'articolo sono
ritirati; ci sono gli emendamenti soppressivi dei commi ora. Il
primo è l'emendamento 13.5 relativo alla soppressione del comma 1.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Assessore Zambuto, le chiedo, proprio perché non siamo
passati dalle Commissioni di merito, di illustrare le riserve;
anche perché alcune riserve sono frutto del dibattito parlamentare
della finanziaria del 2018 che poi ci riportiamo nel corso degli
anni, altri stanno spuntando quest'anno per la prima volta.
Quindi, se l'assessore Zambuto ci ricorda come stanno le cose,
anche per chiarirci le idee su come votare. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore, ha capito su cosa deve...
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, grazie. Mi dispiace che è andato via il
Presidente della Regione, ci aveva illuso, magari rimaneva con noi.
Le riserve. Io vedo nelle riserve, quelle che abbiamo seguito noi
negli anni, parlo noi dei colleghi ragusani, mie e dei colleghi
ragusani, c'erano oltre Pozzallo - che la vedo inserita per quanto
riguarda i flussi migratori - non vedo però, o non riesco a
leggerlo sull'articolato - purtroppo le Commissioni, come tutti
sappiamo il lavoro delle Commissioni è saltato - non riesco a
vedere la riserva riguardante Ibla e Ortigia, vedo Agrigento, un
riferimento su Agrigento. Siccome quella riserva è stata fatta nel
2018, dov'è scritto, dove? E allora, ecco, mi serve avere la
certezza e la conferma dove Ibla viene garantita; siccome quella
riserva l'abbiamo presentata noi, ovviamente almeno ci teniamo...
Sì e quella in merito alla raccolta differenziata, la premialità.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, io non riesco a sentire nulla
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Per quanto riguarda la riserva sollevata dall'onorevole Dipasquale,
si fa riferimento a quella norma nella quale fanno parte i centri
storici di Ibla e di Ortigia. Quindi, lo specifichiamo meglio, ma è
quella la norma. Facciamo riferimento all'articolo 19 della legge
n. 34 del 1985, che è stata poi ripresa negli anni successivi,
onorevole. L'articolo 19 della legge.
PRESIDENTE. Assessore, in questo momento nel testo c'è solo
Agrigento. Poi c'è un emendamento che inserisce anche Ibla, ma nel
testo c'è solo Agrigento. Per il comune di Agrigento. Poi c'è un
emendamento a firma degli onorevoli Campo e Di Paola, il 13.27, che
aggiunge anche Ibla, ma per adesso non c'è.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, non è questo il tema. Il tema è se ci sono
tutte le riserve e tutte le riserve sono state non serve un
emendamento, sono sicuro che la legge 61 dell'81, Ibla e anche la
legge su Ortigia sono inserite in questo articolato. Volevo capire
dall'Assessore dove, perché sono convinto che non serve nessun
emendamento, che già ci sono perché tutte le riserve sono
garantite.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ho l'elenco qui in mano delle
riserve sul fondo delle autonomie locali, velocemente le leggo:
Lampedusa, Agrigento, Bandiera blu, Bandiera verde, comuni che
hanno superato il 65 per cento di differenziata, Borgo più bello
d'Italia, Borgo dei borghi, Isole minori, trasporto alunni,
sostegno e incentivo dei comuni e ristoro danni e emergenze
finanziarie.
DIPASQUALE. Avete dimenticato le riserve di Ibla e di Ortigia. Non
so come avete fatto a fare una cosa del genere
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, l'onorevole Dipasquale dice bene, la riserva per
Ibla è una riserva storica, la legge n. 61 del 1981 e l'onorevole
Dipasquale insieme al Gruppo parlamentare del PD ha presentato un
emendamento il 13.32 che è fascicolato a pagina 18. Noi chiediamo
che venga immediatamente trattato congiuntamente alle altre
riserve, perché il ragionamento è complessivo, essendo una riserva
non di nuova istituzione, ma una riserva storica di una legge che
risale a 41 anni fa.
PRESIDENTE. Do la parola all'onorevole Campo che ha presentato
questo emendamento, dove c'è sia Ortigia che Ibla. Prego, onorevole
Campo.
CAMPO. Grazie, Presidente, Governo e colleghi deputati. Da sempre,
da quando sono state istituite le leggi speciali per i comuni di
Agrigento, Ortigia e Ragusa sono state sempre inserite tutte e tre
le norme che tutelano tre centri storici che senza questo aiuto
oggi non sarebbero nelle condizioni di sviluppo, di attrattori
turistici per tutta la Regione, perché io lo specifico ogni anno
che queste norme non sono delle norme territoriali, perché il
patrimonio culturale appartiene a tutta la Sicilia e a tutti i
siciliani.
Io non capisco perché Ortigia e Ragusa sono stati esclusi e c'era
solo Agrigento nella norma, nel testo base e, quindi, ho fatto un
emendamento che inserisce sia Ragusa che Ortigia insieme ad
Agrigento in maniera da avere tutti e tre i comuni finanziati com'è
sempre stato annualmente, anche perché questi comuni si avvalgono
di queste risorse per recuperare un patrimonio edilizio
considerevole e hanno già nei pieni triennali dei progetti in
prospettiva da poter completare e portare avanti.
Quindi, ritengo importante inserire gli altri due comuni e
valutarli tutti e tre in maniera equa com'è sempre successo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Grazie, Presidente. Io intervengo intanto per aggiungere
anche la mia firma all'emendamento dei colleghi Campo ed altri,
perché è memoria storica il fatto che Ortigia e Ibla abbiano avuto
sempre la considerazione di essere siti importanti da un punto di
vista culturale, da un punto di vista paesaggistico e sono punto di
riferimento di tantissimi turisti e quindi a questo punto non
possiamo fare altro che confermare quanto la storia ci ha indicato
fino oggi.
Quindi, io sono per inserire all'interno dell'articolo 13 questi
due siti ed altri di importanza storica e culturale.
Detto questo, Presidente, attendo che l'assessore Zambuto
inserisca all'interno dell'articolo 13 questi due siti. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Più che altro un chiarimento generale, assessore
Zambuto. Ho verificato, sicuramente sarà un errore, perché era un
testo di legge l'articolo 13 che proviene dal Governo. In maniera
sorprendente ho verificato che per il comma 12 c'è un soppressivo.
E' un errore? Sicuramente sarà un errore, Assessore, perché
riguardano somme relative ad una legge applicata per la prima volta
in Sicilia dal Presidente della Regione decretando l'urgenza e,
chiaramente, queste somme sono state già sborsate e alcuni comuni
si trovano esposti anche a procedure; quindi, era una norma che
andava a saldare debiti già contratti su una legge della Regione
siciliana applicata per la prima volta e su richiesta del
Presidente della Regione. Quindi, sicuramente sarà un errore.
PRESIDENTE. Un attimo, poi risponde a tutti.
CALDERONE. Presidente, sono somme impegnate per lavori fatti...
PRESIDENTE. sono convinto anch'io che si tratti di un errore. Lo
vediamo dopo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Non le nascondo che è difficile in
quest'Aula fare un ragionamento un po' più generale e astratto
provando a distogliersi un po' dagli interessi precisi e puntuali
di alcuni territori e/o di alcuni deputati. Ma io credo che il
discorso delle autonomie locali e il fondo delle autonomie locali
vada affrontato come mi pare anche una volta il suo stesso Governo,
il Governo Musumeci provò con l'assessore Grasso.
Le riserve di fatto sottraggono risorse ai comuni. Poco fa sentivo
un bellissimo discorso dell'assessore Armao astratto in cui diceva
che i comuni sono patrimonio di tutta l'Assemblea e che dobbiamo
provare ad aiutarli il più possibile. Il problema è che se mettiamo
poche risorse ai comuni e quelle poche che mettiamo le sottraiamo
tramite le riserve, di fatto depauperiamo delle risorse che
dovrebbero essere trasferite ai comuni per darle a Bandiera blu,
Bandiera gialla, borgo, Borgo dei borghi, borgo che ha il palazzo
più alto e quello che ha il palazzo più stretto.
Siccome non credo sia questo un metro che possa affidare risorse
ad un territorio piuttosto che un altro, perché per lo più sono
determinate da norme che derivano da singoli deputati che
preferiscono avvantaggiare un comune piuttosto che un altro, si
dovrebbe quanto meno fare una valutazione di quelle riserve che
hanno un senso. Mi viene in mente, ad esempio, sulla raccolta
differenziata. Cioè se la Regione dice dobbiamo puntare , non il
Governo Musumeci che sta prendendo tutt'altra strada, che è quello
dell'incenerimento, però diciamo se un Governo virtuoso avesse come
obiettivo quello di aumentare la raccolta differenziata, incrementa
la riserva per i comuni che intendono puntare sulla raccolta
differenziata. Quindi si dice che chi riesce a raggiungere il 65-70
per cento anziché trasferirgli 3 o 4 milioni ne mettiamo 10 di
riserva, togliendo di fatto tutte quelle riserve che sono inutili e
che sottraggono risorse ai comuni che sono già in forte difficoltà.
Questa analisi, presidente Miccichè, è talmente semplice da fare
perché lei poco fa aveva un elenco delle riserve e comprenderà che
ci sono delle riserve che sono specifiche e puntate esclusivamente
ad alcuni comuni della nostra Regione e delle riserve che invece
hanno un senso. Il trasferimento dei rifiuti dalle Isole minori
verso la terraferma ha un senso perché ha dei costi aggiuntivi per
quei comuni che devono puntare su una raccolta differenziata, ma le
varie riserve che riguardano le varie bandiere, i borghi, i flussi
migratori che oggi non mi pare pesino chissà quanto nei bilanci dei
nostri comuni potrebbero tranquillamente rivedere trasferite queste
somme in un fondo globale, trasferendo maggiori risorse ai comuni
che sono in grandi difficoltà, per lo più, la maggior parte - lo
sappiamo tutti - in deficit economici ormai strutturali, che hanno
grossi problemi di disavanzo, che non riescono nemmeno più a pagare
gli stipendi e il più delle volte vanno con debiti fuori bilancio,
fare un ragionamento del genere, comprendo che farlo all'ultima
finanziaria e soprattutto con questa Assemblea dove pare che la
finanziaria debba assicurare piccoli interessi di bottega dell'uno
piuttosto che dell'altro, potrebbe essere un segnale di un grande
senso di responsabilità dell'Assemblea regionale siciliana nei
confronti di quelli che diciamo di voler tutelare ma a cui di fatto
ogni anno sottraiamo risorse. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie.
Allora, io e l'assessore Armao avremmo un'incombenza ora, però è
follia farla. Cioè, noi dovremmo andare a salutare il nuovo
Commissario dello Stato, però dobbiamo interrompere un'ora.
Non ce la facciamo, Assessore. Sto parlando ad alta voce. Come
facciamo? Lo chiamiamo e gli chiediamo scusa. Interrompere un'ora
adesso significa che il tempo che arriviamo e torniamo non è
mezz'ora.
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Può andare lui intanto. Io posso chiedere
all'onorevole Di Mauro. Onorevole Di Mauro, non è che lei potrebbe
andare al posto mio dal Commissario dello Stato? Adesso, al volo.
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Allora, Assessore, facciamo così: andate lei e
l'onorevole Di Mauro e noi proviamo a fare qualcosa che intanto non
sia strettamente
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, vi dico sinceramente, che io di interrompere
un'ora a questo punto non me la sento.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho capito, ma siccome ci sono
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Per quante deleghe possa lasciare, io cercherò di fare
articoli che non riguardano strettamente il bilancio. Assessore
Armao è inutile dirle di fare presto. Mettete sirena, correte a
duemila all'ora e tornate.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. No, non è lontanissimo perché è allo Steri. Grazie,
onorevole Di Mauro.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Di Mauro)
PRESIDENTE. Ah Presiede lei. Allora vado io. Perfetto.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Il Partito Democratico ha
presentato un emendamento che però non vediamo nel fascicolo che è
volto a rimediare ad un pasticcio normativo che l'assessore Zambuto
dovrebbe conoscere perché, più volte, l'abbiamo rappresentato agli
Uffici che è quello generato dall'approvazione dell'articolo 22
della legge regionale n. 1 del 2019 che ha modificato il comma 6
dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016.
Questa modifica normativa, assessore Zambuto, ha imposto il limite
del 5 per cento della somma assegnata agli altri enti, agli enti
che già avevano proceduto alla stabilizzazione del personale
precario comportando, sostanzialmente, che sette enti locali
siciliani andranno matematicamente in dissesto.
Noi abbiamo presentato l'emendamento che comporta una spesa da
ripartire nei tre anni di 3 milioni di euro/anno per salvare sette
comuni. E' una situazione che i suoi Uffici conoscono bene, ora non
ci ritroviamo l'emendamento nel fascicolo, quindi, se magari prima
della fine della trattazione dell'articolo 14 ne possiamo tenere
conto perché, come dire, 30 milioni di riserve sono consistenti,
non le contestiamo però, certamente, nelle riserve è giusto
tutelare alcune situazioni veramente ingiuste che rischiano di
condannare alcuni enti locali siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha
facoltà. Intanto abbiamo distribuito il subemendamento 13.27.1.
CAFEO. Presidente, volevo sottolineare, a parte che forse è stato
considerato aggiuntivo un emendamento presentato a mia firma che
inseriva le risorse per la legge speciale che riguarda anche
Ortigia, però ci tenevo a precisare che, insomma, è una caduta di
stile presentare nelle riserve una norma solo che rifinanzia la
legge per Agrigento anche perché la legge di riferimento, comunque,
è stata abrogata per cui se rimane scritto così significa che
quelle risorse sono destinate solo ad Agrigento ed è una cosa
incomprensibile sotto ogni punto di vista. Per cui ritengo che vada
fatta una correzione e, qualora ci fosse la necessità di mettere
più risorse, s'inseriscano più risorse, come dire, ammettendo gli
emendamenti presentati dai deputati.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne
ha facoltà.
LACCOTO. E, allora, scusatemi. Assessore Zambuto, vedo in questo
articolo di riserve una serie di richieste enormi. Il problema è
uno, però, che il Governo dovrebbe tenere conto anche delle
osservazioni fatte dall'Associazione nazionale dei comuni. Le
riserve non possono andare a togliere somme al fondo normale dei
comuni. Lo si vede all'interno delle riserve e nel plafond delle
riserve quali devono essere prioritarie perché, altrimenti, in
questa maniera, andiamo praticamente a togliere e a distruggere
quello che è stato fatto finora. Cioè, gli emendamenti che hanno
praticamente rimpinguato il fondo delle spese per gli enti locali
per il 2022, se non teniamo nell'ambito del plafond delle riserve
qualsiasi - io non entro nel merito, sono tutte meritevoli di
accoglienza -, ma non possiamo snaturare il fondo normale delle
autonomie locali con queste riserve. Sarebbe, praticamente, un
ammazzare tutti gli altri enti locali. Questo è il problema.
Quindi, credo che il Governo dovrebbe, assieme all'Assemblea,
tenere conto di questo plafond di riserve e non andare oltre.
Questo è il concetto, altrimenti è finita. Cioè, da una parte
abbiamo impinguato il fondo per 98 milioni, dall'altra parte così
ne togliamo e ritorniamo al discorso del dissesto dei comuni.
Il problema è chiaro ed è stato anche evidenziato, io lo ricordo,
più volte dall'ANCI ma più volte anche in questa Assemblea negli
anni precedenti.
Quindi, mettiamoci una riga dritta e vediamo dove bisogna fare.
Non si può, praticamente, andare oltre il plafond delle riserve.
Poi le priorità le diamo.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 13.27.1 con il
parere contrario della Commissione e favorevole del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 13.27, con il parere contrario
della Commissione e favorevole del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 13.2.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, poco fa le dicevo siccome è andato al
13.27 ma ha saltato il 13.2.
PRESIDENTE. E lo stiamo votando, l'ho capito.
DI PAOLA. Va bene, va bene. Mi scusi.
PRESIDENTE. Deve intervenire?
DI PAOLA. Sì, dico, solo per spiegare l'emendamento così almeno il
Governo dà parere favorevole. Il 13.2 si aggancia al comma 1 che è,
come dire, un comma importante perché andiamo, in qualche modo, a
dare dei fondi ai comuni che gestiscono e sono più esposti sul
fenomeno migratorio. Fenomeno che, oggi, sta diventando sempre più
forte e maggiormente importante.
Io ricordo sempre all'Aula, e su questo poi ci sarà un emendamento
aggiuntivo che andremo a valutare successivamente, che abbiamo
approvato poi una legge sull'inclusione e sull'accoglienza che va a
gestire il fenomeno migratorio in maniera organica, andando ad
inserire tutti i comuni siciliani perché, oggi, tutti i comuni
siciliani sono esposti al fenomeno migratorio, purtroppo con i
recenti fatti che riguardano anche il conflitto che c'è in Ucraina.
All'interno del comma 1, però, sono inseriti comuni che al momento
sono maggiormente esposti al fenomeno migratorio. E, quindi, è
giusto andare a riconoscere una quota in più per gestire questo
fenomeno.
Io, Presidente, ho aggiunto il comune di Caltanissetta che ha un
CPR che è un Centro per il Rimpatrio e che, negli ultimi mesi, anzi
l'anno scorso, ha visto la morte di un di un pachistano, Adnan
Siddique, che dopo avere denunciato il caporalato - perché,
comunque, in questi comuni è molto forte il caporalato nei
confronti di migranti -, è stato ucciso brutalmente.
Quindi, l'aggiunta del comune di Caltanissetta, Presidente, è
dovuta al fatto che lì c'è un centro per il rimpatrio.
Dopodiché, Presidente, oltre a chiedere al Governo di apprezzare
in maniera positiva l'emendamento 13.2, chiedo fortemente al
Governo e poi all'Aula, quando andremo a valutare gli emendamenti
aggiuntivi, di poter finanziare quella legge sull'accoglienza e
l'inclusione che andrà a gestire il fenomeno migratorio in maniera
organica per tutta la Sicilia e che ad oggi non ha un euro perché,
come dire, è stata una legge approvata senza impegni di spesa ma
che, a mio modo di vedere, dobbiamo fare lo sforzo di poterla pian
piano finanziare per poter far partire un'accoglienza e
un'inclusione che sia organica e che sia gestita in sinergia tra il
Governo regionale, tra la Regione, i Comuni, tutti i comuni della
Sicilia e le associazioni perché oggi il fenomeno migratorio viene
vissuto da qualunque comune siciliano ed è bene che venga gestita
non in maniera sporadica, non in maniera organica, ma facendo
sinergia tutti insieme e gestendo il fenomeno dell'accoglienza in
maniera distribuita e non più centralizzata. Grazie, Presidente.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, chiedo l'accantonamento di questo
articolo per poterlo trattare insieme agli aggiuntivi perché, come
si evince, sono venute fuori tutta una serie di problematiche
inerenti agli accantonamenti.
Ora, immagino per esempio che si debba pur prevedere un
accantonamento per il nascente comune di Misiliscemi per il quale
quest'Aula ha votato l'istituzione, giugno scorso, se non ricordo
male, è stato inviato un commissario che attende, appunto, di poter
espletare le elezioni quando ovviamente ormai ad ottobre, fine
ottobre, ci sarà la nuova tornata elettorale e questo Comune che,
appunto, nasce ha bisogno di potersi organizzare anche di una sede,
ha bisogno di una scuola e non prevedere - scuola che c'era
ovviamente in quel territorio - un accantonamento per questo nuovo
Comune ed una disattenzione che non ci possiamo permettere e a cui
questo Parlamento deve rimediare. Quindi, Presidente, le chiedo
formalmente l'accantonamento in questo momento dell'articolo 13.
Grazie.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Accantoniamolo, Presidente.
PRESIDENTE. No, non accantoniamo niente onorevole Barbagallo,
perché in questo plafond di risorse ci sono anche quelle che
appartengono a questo nuovo Comune. Prego, onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, le chiedo di voler prendere in
considerazione l'ipotesi di accantonare l'articolo. Perché? Perché
intorno alla questione degli aggiuntivi si è già dibattuto
parecchio e non sono mancati gli sbarramenti ed il fuoco di fila su
questioni sensate come, d'altronde, sono anche le esigenze dei
territori.
Io, Presidente, non ho presentato, a questo punto lo presenterò,
una riserva per i Comuni dell'area etnea colpiti recentissimamente
da oltre 50 parossismi dell'Etna con, chiaramente, riversamento di
cenere vulcanica sui tetti, sulle case, sulle strade, chi non vive
quei luoghi non può immaginare i disagi e i costi enormi di
spazzamenti delle terrazze, degli edifici pubblici, le operazioni
di pulizia delle caditoie, delle reti idriche delle acque
superficiali e piovane, nonostante diciamo gli aiuti che promessi,
arrivati, arrivati a singhiozzo dalla Protezione civile nazionale
che non ha mai preso di petto questa questione che per il momento è
ferma. L'ultimo parossismo risale a due mesi fa, ha creato un
aggravio importante nei Comuni dell'area ionica e sud, in
particolare, ma anche sul versante nord-est.
Quindi, se c'è una apertura alle esigenze che poc'anzi sono state
descritte la prego di dirlo chiaramente, perché in questo caso ci
sono ampi territori che, incolpevolmente, stanno avendo questa,
chiamiamola, disgrazia e che hanno bisogno del nostro sostegno e
desidererei che l'Aula potesse decidere di votare anche una
proposta di questo tipo, però è necessario un chiarimento da parte
sua: o tutti dentro o tutti fuori. Grazie.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, la ringrazio. Io ho presentato un
emendamento che qui viene riportato e riguarda l'alluvione che c'è
stata il 20 novembre. Prego l'Assessore anche per l'agricoltura e
l'Assessore per le infrastrutture di ascoltare perché con
l'alluvione del 20 novembre nella zona di Dittaino, precisamente
nella stazione di Raddusa, dove c'è stato un nubifragio e per colpa
anche - e qui mi rivolgo all'Assessore per l'agricoltura - della
non manutenzione della conduttura che dovrebbe essere a carico
della condotta agraria che si è rotta letteralmente, c'è stato un
fiume di fango e di acqua che ha colpito la
Presidente, io parlo e non mi scolta nessuno Solo l'assessore
Falcone.
PRESIDENTE. Per favore
LANTIERI. Grazie, Assessore. L'assessore Scilla c'è? Perfetto.
Dico anche per colpa della condotta agraria che non ha fatto la
manutenzione la condotta si è rotta e il fiume che doveva contenere
questa acqua ha portato via sia i muretti a secco che erano stati
fatti, sia il fiume d'acqua che ha riportato tutto il fango nella
stazione di Raddusa dove 15 famiglie hanno rischiato la vita perché
di notte si sono ritrovati con la luce staccata e questo fango che
entrava in casa; è tutto documentato e di conseguenza veramente c'è
stata una cosa che mi ha - a parte che ne ha parlato il TG3 -, c'è
stata una cosa terribile, col Prefetto e tutta la provincia perché
queste 15 famiglie hanno rischiato la vita e hanno avuto danni
ingenti nelle proprie case. Per questo avevo fatto questo
emendamento che penso che i colleghi possano accogliere perché non
si sta parlando né di ristrutturazione - che è tutto giusto e tutto
valido -, però stiamo parlando di 15 famiglie che hanno questo
presidio in questa zona e che la Regione aveva garantito che
avremmo aiutato e dato un segnale veramente anche perché ripeto
molta colpa è anche della Regione perché non sono stati fatti i
lavori, è stato fatto solamente un lavoro dal Genio civile di Enna
ma da un'altra parte purtroppo che non è servito ad arginare questa
catastrofe, quindi, chiedevo di destinare alcune somme per ripagare
questa gente e ripristinare di nuovo la loro locazione dove vivono
tutto l'anno.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, a mio avviso questo articolo
andrebbe accantonato perché non è possibile che vengano sollecitati
gli appetiti di ogni singolo deputato. Oggi, i comuni siciliani
sono tutti in debito, hanno tutti bisogno di interventi, non sono
solo i centri storici di Agrigento, di Ragusa, di Caltanissetta che
hanno bisogno di interventi. Lo stesso comune di Palermo è in una
situazione di degrado e di affanno incredibile, quindi chiedo che
il Governo ritiri questo articolo e che venga fatta una scala di
priorità su quelli che devono essere gli interventi in maniera
adeguata e secondo le esigenze dei comuni che sono maggiormente in
difficoltà. Grazie.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, dobbiamo cercare di fare il
lavoro, i deputati invece di parlare presentino gli emendamenti. Li
presentino al testo e si vota. Non ho capito, presentate gli
emendamenti; chi ve lo impedisce
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, Governo. Mi riferisco in particolare al
comma 8, dell'articolo 13, che prevede una riserva di 8 milioni di
euro per il trasporto alunni. Io chiedo al Governo di verificare la
possibilità di una copertura alternativa, perché non ha senso che
debbano essere i comuni stessi, con una decurtazione del fondo di
spesa corrente di cui dispongono in finanziaria, a pagarsi di fatto
il contributo per il trasporto alunni; è una contraddizione.
Peraltro, 8 milioni sono tanti, il costo effettivo sarebbe
addirittura 24 milioni. Che il Governo faccia uno sforzo per
trovare una copertura alternativa e liberare 8 milioni di euro a
favore dei comuni provvedendo diversamente alla copertura di questo
onere assolutamente necessario, che appunto è il trasporto alunni.
Se per trovare una soluzione - mi dispiace che in questo momento
non possa essere presente l'assessore Armao - è necessario
sospendere, accantonare per qualche minuto, faccio una esplicita
richiesta a nome del Gruppo parlamentare del PD, così come già
altri colleghi e altri Gruppi parlamentari hanno avanzato una
proposta di accantonamento. In questo caso, da me motivata proprio
per le esigenze di trovare una copertura alternativa per il
trasporto alunni da altre rubriche anche di altro Assessorato.
Grazie.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Io credo che il dibattito sulle riserve non sia
qualcosa di pretestuoso o di surreale in quest'Aula. La verità è,
Presidente, che se andiamo nel merito ad esaminare riserva per
riserva, ci accorgiamo che questo provvedimento, che l'Aula credo
non dovrebbe votare così per com'è quanto meno, vada a penalizzare
i comuni più in difficoltà di questa nostra Regione, andando a
premiare i comuni per i quali non è assolutamente necessario
prevedere alcuna riserva.
Io comprendo perfettamente che ciò che dice lei sia corretto, che
in Aula si ragiona con gli emendamenti, a norma di Regolamento,
però se un dibattito politico-istituzionale va fatto su un tema
così delicato e complesso, per il quale ho visto che ci sono
polemiche diffuse e quasi tutte a ragione, è evidente che non
possiamo sostenere un provvedimento di 30 milioni che va a
penalizzare, va a togliere 30 milioni ai comuni che sono più in
difficoltà, assessore Zambuto.
E allora, l'accantonamento chiesto da più Capigruppo peraltro, dal
Capogruppo dell'UDC, dal Capogruppo del mio partito, è corretto
perché quanto meno, assessore Zambuto, presidente Di Mauro, vuole
approfondire questo tema ed evitare che ciò che è più bello venga
premiato e ciò che è più in difficoltà venga ulteriormente
penalizzato.
Ci sono quasi tutti gli altri comuni che non sono citati in questo
provvedimento che sono in difficoltà estrema, quindi è inutile che
poi cerchiamo di aiutare i comuni per stabilizzare i comuni in
dissesto e in pre-dissesto per stabilizzare i precari, perché è un
controsenso che questo Parlamento non può consentirsi.
Quindi, chiedo e sostengo ciò che ha chiesto il mio Capogruppo e
il Capogruppo dell'UDC, l'accantonamento del provvedimento e in
attesa che l'Assessore per l'economia rientri, insieme
all'Assessore per le autonomie locali, si faccia un ragionamento
serio su uno dei temi più delicati e complessi che questo
Parlamento è chiamato a trattare nell'ultima legge di stabilità di
questa legislatura. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori Assessori, questo è un
dibattito antico, è un dibattito antico, quello relativo alle
riserve, che si alimenta e si alimenta in particolar modo da quando
alcune norme, che erano di questa Regione - io faccio l'esempio
della legge su Ibla, ma c'è anche quella su Ortigia e su Agrigento
-, mentre prima erano finanziate giustamente con una linea di
finalità a parte dopodiché voi, io non c'ero, voi, questo
Parlamento, ha deciso di togliere il finanziamento e di metterlo
tra le riserve - io non lo avrei fatto -, dopodiché è rimasto tra
le riserve.
Ora, fermo restando che quello che ha detto il presidente Di Mauro
è sacrosanto, non è che alcuni parlamentari ci siamo svegliati oggi
e ci siamo resi conto che mancavano delle riserve No. Noi ci siamo
studiati la finanziaria e ci siamo resi conto che riserve che già
erano garantite prima dal 2018, in poche parole quest'anno erano
scomparse.
E quindi nei tempi dovuti, prima che scadesse il termine per la
presentazione degli emendamenti, perché ora qua vi alzate, abbiamo
"x", "y", dobbiamo fare questo intervento, dovevate farlo prima che
scadevano gli emendamenti, dovete farlo prima che scadevano gli
emendamenti, perché l'articolo 13 lo conoscevate già da tempo.
Dopodiché mi permetto di dire - è giusto, avete sbagliato, forse
un pochino avete dormito - perché potevamo confrontarci anche
sulla possibilità di inserire, o di togliere anche alcune riserve.
Ora, quando io sento dire che dobbiamo stare attenti ai Comuni, lo
so però veda consigliere Gucciardi, onorevole Gucciardi, lei lo sa
quanto io le voglio bene, però il Comune di Ragusa che a questa
Regione ha pesato nulla, perché mentre gli altri Comuni hanno
lasciato sul bilancio della Regione i propri precari, io mi
permetto di ricordare a tutti che il Comune di Ragusa se li
stabilizzava nel 2006, e se li stabilizzava con le proprie risorse,
con le proprie risorse
Allora io mi permetto di dire, perché poi mi fate diventare
sindaco, per ritornare ad essere sindaco, mi permetto di dire che
se tanti Comuni sono in difficoltà, e ancora il Comune di Ragusa
non è neanche in anticipazione di cassa, è perché i sindaci hanno
lavorato e lavorato in un determinato modo, se alcuni Comuni non
hanno gravato sulle casse della Regione, come lo fanno tanto sui
precari a cui faceva riferimento lei, è perché ci sono stati Comuni
che hanno saputo amministrare e hanno pensato a risolversi i
problemi loro. E oggi perché arriva una riserva, no arriva,
continua ad esserci una riserva antica che per giunta era di 5
milioni di euro e oggi diventa un milione e mezzo di euro, dobbiamo
sentirci come quelli che si stanno rubando qualcosa? Mi dispiace,
io questo non riesco ad accettarlo.
La verità è un'altra, anche perché i soldi per esempio per Ragusa
Ibla sono i soldi che veramente si sono spesi e sono sotto gli
occhi del mondo, perché si sono spesi e si sono spesi anche bene, e
sfido chiunque a dire che non è così o a dimostrare cose diverse.
Quindi la verità è che bisognerebbe ritornare di nuovo a com'era
prima e a farla finanziare non con una riserva. Quando questo
Parlamento riesce a fare questo va bene, ma non come avete fatto
prima, Presidente della Commissione "Bilancio" che ha dato parere
contrario a fare inserire l'emendamento su Ragusa Ibla, lei con il
suo parere contrario voleva garantire solo Agrigento e lasciare
fuori Ragusa Ibla e Ortigia. Di questo, Presidente, veramente se ne
deve vergognare Perché non si trattava di un emendamento a tutela
di tutte le riserve di tutti i Comuni, lei scientificamente ha
voluto e ha provato a fare un danno a Ragusa Ibla e ad Ortigia. Io
questo da lei non me lo sarei aspettato Forse ultimamente è poco
lucido, Presidente.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, colleghi, scusate, io vorrei
intervenire sul tema delle riserve perché è un tema antico. Qualche
anno fa si era cercato di eliminare le riserve proprio per
garantire agli enti locali un plafond per intero dei contributi che
vengono erogati. Bene, e ricordo che non è stato possibile né in
Commissione prima né in Commissione "Bilancio".
Le riserve che ci sono e che ho visto io, e ha ragione l'onorevole
Dipasquale, sono riserve che sono state alcune istituite con legge
e altre riserve che vengono rifinanziate. Quindi se noi oggi
vogliamo rinviare l'argomento riserve, ci ritroviamo domani a
riparlare dello stesso argomento, forse alcune altre non se ne
dovrebbero istituire o eventualmente si stabilisce un plafond e
oltre quel plafond non si va. Perché vi ricordo che già nel 2020 le
riserve erano 40 milioni di euro e il fondo delle autonomie locali
è stato ridotto da 340 milioni a 290, quindi se si stabilisce un
plafond che è quello di 30 milioni e ci si muove all'interno di
quel plafond perché altrimenti, noi rinviamo l'argomento, però
onestamente, non ne riusciamo a venirne a capo, perché torniamo
sempre lì, perché tutte quelle riserve, dai borghi alla bandiera
blu, sono riserve che ci trasciniamo da anni è che è difficile,
oggi nell'ultima finanziaria togliere.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si rende conto
onorevole Di Mauro che mi tocca essere d'accordo con l'onorevole
Grasso? Cioè sono d'accordo con l'ex assessore di Forza Italia, non
me lo sarei mai immaginato, devo dire, eppure sono d'accordo
Ci sono delle riserve che hanno un senso, che dentro al fondo dei
trasferimenti della parte corrente, i comuni devono trovare un
tetto massimo, dentro il quale muoverci, e ci sono delle riserve
Presidente che non hanno alcun senso, ci sono delle riserve che
sottraggono risorse, esclusivamente ai comuni. I comuni che sono in
forte difficoltà, che sono in predissesto, che sono in dissesto, ai
comuni che non sanno più come chiudere i bilanci e non sanno più
come presentarli.
Allora, o si fa un ragionamento complessivo e la richiesta è
cortesemente, bastava ascoltare i primi interventi, quando si apre
il ragionamento sul fondo delle autonomie locali e sui comuni,
purtroppo, non facendoli in Commissione ma arrivando direttamente
in Aula, quello che succede è che tutti provano a accaparrarsi la
piccola fetta di torta all'interno di un fondo che è importante per
la nostra Regione. Mi permetto di suggerirle, Presidente, facciamo
un ragionamento latere, cioè ci sediamo, capiamo qual è il tetto
massimo all'interno del trasferimento degli enti che possiamo
immaginare di potere utilizzare, visto che è stato anno dopo anno
depauperato, individuiamo quali sono le riserve per le risorse più
importanti e poi votiamo in aula, perché se così andiamo, di volta
in volta, le assicuro che arriveranno una serie di emendamenti che
andranno ad aggiungersi, perché inserire un Comune piuttosto che un
altro? Perchè nel flusso migratorio non inserire Palermo, perché
nei centri storici non mettere altri comuni della Sicilia?
Allora, siccome ritengo che le richieste di alcuni deputati hanno
un fondamento, faccio riferimento a Ragusa a Ibla, a tutte quelle
che di fatto sono state presentate con legge specifica e quindi
sono state finanziate, come prima, giustamente, si diceva con
capitoli di bilancio, diversi rispetto alle autonomie locali,
perché oggi, lo ripeto, quello che stiamo facendo e togliere
risorse a tutti i comuni siciliani per darne a 5, 6, di questa
Regione.
Allora, siccome questo ragionamento non può funzionare, perché è
sbagliato in astratto, per principio, allora ci sediamo, capiamo
qual è l'ammontare massimo che possiamo sottrarre al fondo delle
autonomie locali, tramite riserva, individuiamo, quali sono le
riserve più importanti e si va al voto. Ma se così, lo affrontiamo
in questo modo, le assicuro che ci saranno decine di emendamenti
per aggiungere comuni su comuni e poi sarà il deputato più bravo a
fare passare il proprio piuttosto che un altro togliendo di fatto
quello che è un concetto base, cioè quello del merito, quello della
possibilità di far passare un emendamento piuttosto che un altro.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colto che il
collega Luigi Sunseri dei Cinque Stelle sia d'accordo con la
collega Grasso di Forza Italia, non mi meraviglia visto che
governano insieme a Roma, ma il fatto che io che abborro il modello
Draghi sia d'accordo col collega Sunseri, la dice lunga sul fatto
che c'è un problema.
Non possiamo andare avanti ad emendamenti e subemendamenti sulle
riserve che ognuno di noi spinto dal territorio, vuole inserire,
perché altrimenti qui diventa soltanto un po' a fortuna, perché poi
magari ci si alza, qualcuno è andato in bagno, qualcuno ha
sbagliato a votare perché non si ricorda che adesso si vota tenendo
schiacciato e toglie la tessera. E' successo pocanzi O anche si va
a tentoni, se lei lo dice troppo velocemente, mette al voto
l'emendamento troppo velocemente e non si ha neanche il tempo di
dire non sono d'accordo', magari passa senza neanche avere grande
contezza di quello che sta passando.
Fare un momento di riflessione, tra l'altro, cosa che non si è
potuta fare in commissione e quindi insomma trovare una sintesi su
quelle che sono, le cose che senza intaccare un fondo che è
assolutamente necessario per tutti i comuni.
Il collega Barbagallo diceva che aveva presentato un emendamento
per 7 comuni siciliani che rischiano il dissesto. Io non so quali
sono questi 7 comuni e con quale criterio li abbia individuati. Mi
piacerebbe capirlo perché chissà quanti ce ne sono nella stessa
condizione e se così facciamo, ognuno di noi nelle nostre province
ne avrà da citarne. Il collega Nello Dipasquale citava Ragusa come
un comune che paga i precari avendoli stabilizzati prima che ci
fossero i fondi messi a disposizione dalla Regione. Anche Canicattì
ha fatto la stessa cosa e non gode di questo trasferimento. Quindi
potremmo ognuno di noi alzare sempre più il tiro citando e portando
al tavolo esigenze del nostro territorio che però andrebbero solo a
togliere a quel fondo che dovrebbe servire a tutti i comuni per
fare una partita di chi riesce gridare più forte. Non mi sembra il
caso.
Vediamo quindi se in commissione Bilancio, sentito l'assessore,
sentite le opposizioni, ovviamente sentite le forze politiche si
riesce a trovare una sintesi intelligente e che tenga conto anche
di quello che si può e non si può fare e si torna in Aula con una
sintesi la più razionale possibile. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non capisco
perché nella norma Agrigento viene considerata una legge speciale,
normale da essere inserita fin dall'inizio e Ragusa e Ortigia
invece che hanno sempre avuto leggi speciali e che sono state
sempre inserite all'interno di questa norma, sono state sempre
finanziate con la stessa metodologia con cui è stata inserita
Agrigento ora vanno ad intaccare i fondi delle riserve di altri
comuni.
E' stata, diciamolo, una chiara e netta dimenticanza
dell'assessore che forse perché è di Agrigento ha pensato che si
poteva agire con delle norme territoriali quando invece è una
finanziaria che va fatta con un principio uguale per tutta la
Regione siciliana soprattutto quando questa norma è inserita
all'interno di una finanziaria. Io ricordo sempre che queste leggi
speciali sono state istituite con un loro criterio e servono ad
avvantaggiare territori che per anni sono stati depressi e grazie a
queste norme hanno potuto valorizzare tutto il patrimonio
architettonico, culturale, hanno potuto fare in coming, attivare
turismo, diversamente senza questo aiuto chiaramente non sarebbe
successo nulla di tutto ciò ed è qualcosa di cui ne giova tutta la
Regione siciliana. Quindi sono stati dimenticati, dobbiamo essere
chiari in questa situazione. Perché Agrigento era stata inserita e
Ragusa ed Ortigia, quando ci sono sempre state con la stessa
modalità con cui era stata inserita Agrigento questa volta.
Abbiamo semplicemente colmato un problema che si era venuto a
creare inserendo quello che ci doveva essere fin dall'inizio ovvero
i tre comuni di Agrigento, Ragusa e Ortigia sono stati sempre
finanziati tutti e tre con leggi speciali. Ora se due sono stati
dimenticati, abbiamo sistemato la norma insieme al collega
Dipasquale. Non capisco qual è il problema e si parla di andare ad
intaccare fondi e riserve di altri comuni quando se per Agrigento
non è così per Ragusa e Siracusa deve essere così.
PRESIDENTE. Abbiamo terminato tutti gli interventi.
Si passa alla votazione dell'emendamento 13.2 che ha un
subemendamento. Credo sia stato distribuito.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, io vorrei rassegnare a questa
Assemblea con l'occasione una riflessione. Con tutto il rispetto
per Ortigia, Siracusa, Agrigento che hanno goduto da anni di leggi
speciali e contributi che possono essere arrivati per risanare il
centro storico, per ammodernare, per migliorare, per qualificare,
io mi chiedo queste leggi speciali hanno una durata infinita? E se
così è perché non facciamo delle leggi speciali per gli altri
comuni che sono altrettanto belli, che nel tempo non hanno goduto
di nessun privilegio e di nessuna attenzione? Questa è diventata
una insopportabile ingiustizia a cui bisogna rimediare, quindi io
sono assolutamente contraria che si proceda in questa maniera.
Chiedo ancora una volta, in nome e per conto del gruppo
parlamentare UDC che ho l'onore di rappresentare, che l'intero
articolo, emendamenti, sub-emendamenti vengano accantonati perché
procedere in questa maniera, per sub-emendamenti, significa
stravolgere il senso di una riflessione che oggi va fatta nel
rispetto di tutti gli altri amministrati dei comuni siciliani che
nel tempo sono stati trascurati e che non hanno avuto né santi né
protettori né di Ragusa, né di Siracusa, né di Ibla e nemmeno di
Agrigento.
Io credo che questo atto di ingiustizia debba cessare e che in
ogni caso non può essere commessa più nessuna sottrazione di somme
per i comuni normali che non hanno mai goduto di nessun privilegio.
Le chiedo quindi, formalmente, ancora una volta e mi auguro per
l'ultima volta, di accantonare l'intero articolo e di non procedere
più sub-emendamento per sub-emendamento che farebbe in ogni caso
non comprendere pienamente il senso di questa norma. Lo dobbiamo
accantonare per poter essere oggetto di una riflessione attenta e
accurata.
Questa finanziaria, che è l'ultima di questo Parlamento e di
questa legislatura, rischia di essere veramente una cosa
insostenibile perché non si può fare il dibattito in Aula in
maniera estemporanea, senza che abbiamo avuto il tempo di maturare
una riflessione attenta e consapevole sulle carte che normalmente
avremmo avuto tempo e modo di verificare anche con in nostri uffici
e anche con i nostri parlamentari. In questa maniera si rischia di
fare un pateracchio' che non serve alla Sicilia, non serve ai
siciliani e fa male veramente a tutti, creando sacche di privilegio
e non mi fate dire anche di clientela perché questa è un'ipotesi
che non mi piace ma che pure bisogna ipotizzare.
PRESIDENTE. Fermo restando che siamo in sede di votazione, io
vorrei chiedere all'assessore Zambuto perché l'assessore al
bilancio non c'è, quale è l'emendamento del Governo.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Volevo innanzitutto precisare, per amore della verità, ci sono gli
atti pubblici, come dall'assessorato alle autonomie locali sia
partita la nota nella redazione del bilancio che conteneva
Agrigento, Siracusa e Ragusa.
Sarà stato l'assessorato all'economia, per ragioni di sintesi. Il
Governo si rimette all'Aula nella valutazione dell'ordine dei
lavori, Presidente. E' chiaro che valgono le riflessioni che
abbiamo fatto all'inizio. Noi abbiamo voluto sintetizzare al
massimo le riserve proprio perché comunque si va ad attingere
sempre a quel fondo che è quello degli enti locali e delle
autonomie locali.
Questa è una valutazione che facciamo insieme con l'Aula, con
l'Assemblea per comprendere fino a dove ci possiamo spostare, quali
possono essere le priorità che dobbiamo tenere in considerazione.
PRESIDENTE. Va bene. No, ha parlato già onorevole Laccoto. Avete
già parlato su questo articolo, avete parlato tanto quanto ognuno.
Non è possibile, non è possibile, onorevole Laccoto, non può
parlare due volte, si è chiuso l'argomento. Onorevole Laccoto la
prego.
Allora, siamo in sede di votazione. Si vota per il subemendamento.
Dopo aggiorniamo la seduta, ma siamo in sede di votazione.
(Brusio in Aula)
Lo bocciate l'articolo, cosa volete da me?
Si passa alla votazione dell'emendamento 13.2.1.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione onorevole Savarino. Per
dichiarazione di voto?
SAVARINO. Sull'ordine dei lavori, Presidente. C'era una proposta
fatta dall'onorevole Grasso.
PRESIDENTE. Sì, eravamo in sede di votazione onorevole Savarino.
SAVARINO. No, mi deve fare parlare Presidente, sull'ordine dei
lavori ho diritto a parlare.
C'era una proposta fatta dall'onorevole Grasso, Forza Italia,
sposata dall'onorevole Sunseri, Cinque Stelle, e dalla sottoscritta
e, da ultimo, dalla capogruppo dell'UDC. Questa proposta deve
essere messa ai voti.
Se l'Aula decide che l'emendamento deve tornare per una sintesi in
Commissione per evitare subemendamenti di serie, come questo che è
appena arrivato che aggiunge, per carità, la città di Palermo come
i Comuni che subiscono il flusso migratorio insieme a Lampedusa e a
Pozzallo diventa che ognuno mette qualcosa e non ha più senso.
Dobbiamo trovare una sintesi e la sintesi si può trovare solo
sedendosi un attimo con calma, vedendo i subemendamenti e non
mettendolo ai voti così, in maniera improvvisata, insieme alla
Commissione e all'assessore al ramo.
Questa proposta fatta dai colleghi e sposata da noi deve essere
messa ai voti prima di esaminare gli emendamenti. Presidente, a
norma di regolamento, questa proposta sull'ordine dei lavori deve
essere messa ai voti dell'Aula prima di procedere alle votazioni
sugli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, assessore Zambuto, aggiorniamo su questo
argomento. Lo accantoniamo questo articolo. Scusate un attimo,
riprenderemo dall'emendamento 13.2 col subemendamento 13.2.1.
Un attimo, perché se no non ci capiamo più. Ci sarà una conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari non appena torna il
Presidente Micciché e non appena torna l'assessore Armao per
discutere in sede di conferenza Presidenti dei Gruppi parlamentari
sulla trattazione di questo articolo 13. Allora, andiamo avanti.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Fondo regionale di Protezione civile
1.Per le finalità di cui al comma 8 dell'art.3 della legge
regionale 7 luglio 2020, n.13, è istituito nella Rubrica del
Dipartimento Regionale della Protezione Civile un fondo per le
emergenze con una dotazione finanziaria di 3.000 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2022. (Missione 11, Programma 2)».
Onorevole Barbagallo, ritirate gli emendamenti?
BARBAGALLO. Sì Presidente, siamo assolutamente disponibili a
ritirare gli emendamenti. Siccome non c'è stato il passaggio nelle
Commissioni di merito vorremmo chiedere al Governo di illustrare,
come dire, come intenderebbe spendere questi tre milioni di euro e
a che cosa servono, se sono questioni di Protezione Civile ad
esempio per la cenere vulcanica o per le emergenze che riguardano
l'Etna come abbiamo sollevato prima con l'onorevole Foti oppure per
gli spazzaneve sulle Madonie e sull'Etna con l'assessore Cordaro.
Ci sono tante esigenze di Protezione Civile, vorremmo capire se il
Governo ha le idee chiare e chi è che si occupa di questo articolo.
PRESIDENTE. Allora, manca il Presidente della Regione, manca
l'Assessore e allora possiamo passare avanti.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Disposizioni per il settore della forestazione
1.Al comma 1 dell'articolo 22 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9 le parole per gli esercizi finanziari 2021, 2022 e
2023, rispettivamente negli importi massimi complessivi di 104.300
migliaia di euro, euro 100.494.933,10 ed euro 161.271.777,71. Sono
sostituite dalle parole per gli esercizi finanziari 2021, 2022,
2023 e 2024, rispettivamente negli importi massimi complessivi di
104.300 migliaia di euro, euro 170.647.440,10, euro 91.435.813,37
ed euro 51.830.000,00 .
2. Il comma 3 dell'articolo 22 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9 è sostituito dal seguente:
3. Le risorse relative ai fondi regionali per le finalità
dei commi 2 e 8 dell'articolo 47 della legge regionale n. 9/2015,
di cui al comma 1 sono iscritte nelle esercizi finanziari nelle
Missioni e programmi per gli importi di seguito indicati:
esercizio finanziario 2021 complessivi euro 104.300 migliaia di
cui:
Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 24.430 migliaia
Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900 migliaia
Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 11.000 migliaia
Missione 9, programma 5, quota parte capitolo 151001, articolo 2
euro 5.800 migliaia
Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 56.170 migliaia
esercizio finanziario 2022 complessivi euro 170.647.440,10 di cui:
Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 24.430 migliaia
Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900 migliaia
Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 10.500 migliaia
Missione 9, programma 5, quota parte capitolo 151001, articolo 2
euro 5.000 migliaia
Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 123.817.440,10
esercizio finanziario 2023 complessivi euro 91.435.813,37 di cui:
Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 24.430 migliaia
Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900 migliaia
Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 10.500 migliaia
Missione 9, programma 5, quota parte capitolo 151001, articolo 2
euro 5.000 migliaia
Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 44.605.813,37
esercizio finanziario 2024 complessivi euro 51.830.000,00 di cui:
Missione 16, Programma 1, capitolo 156604 euro 24.430 migliaia
Missione 9, Programma 5, capitolo 150514 euro 6.900 migliaia
Missione 16, Programma 1, capitolo 155802 euro 10.500 migliaia
Missione 9, programma 5, quota parte capitolo 151001, articolo 2
euro 5.000 migliaia
Missione 20, Programma 3, capitolo 215746 euro 5.000.000,00.
3. Al comma 4 dell'articolo 22 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9 le parole per ciascuno degli esercizi finanziari 2022 e
2023 sono sostituite dalle parole per ciascuno degli esercizi
finanziari 2022, 2023 e 2024».
Onorevoli colleghi, c'è una riscrittura del Governo, a pag. 30,
emendamento 15.4.
L'assessore è presente. Assessore, lo può illustrare
l'emendamento?
SCILLA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidente sì, è la programmazione finanziaria
della campagna per l'anno 2022. Abbiamo le coperture sia con fondi
regionali sia con fondi comunitari. Alcune sono, tra virgolette,
tra quelle congelate. Però abbiamo la copertura finanziaria per
potere garantire, per quest'anno, la campagna antincendio.
PRESIDENTE. Ci sono diversi emendamenti soppressivi. Il 15.1 è
inammissibile.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente gli
emendamenti soppressivi sono ritirati, nel senso che noi li abbiamo
presentati per provocare una discussione attenta sull'articolo 15
che riguarda, appunto, il settore della forestazione.
A nostro avviso c'è una assoluta sottovalutazione degli importi
con, per di più, la complicazione non indifferente, anzi direi
molto grave, degli accantonamenti che vengono fatti nell'Allegato
2.
Mi riferisco, ad esempio, al capitolo 215.746 che riguarda il
fondo destinato alle esigenze di cui all'articolo 47, comma 8,
della legge regionale n. 9/2015. Cioè, praticamente è il capitolo
che finanzia gran parte dell'attività di forestazione.
Nell'Allegato 2, articolo 22 comma 1, è prevista una riduzione
della previsione di spesa di quarantanove milioni. Non è un
accantonamento, è una riduzione perché quarantanove milioni ad oggi
non ci sono. Allora, io sono preoccupato dal fatto che l'assessore
Scilla dica che è tutto a posto e i soldi ci sono perché non è
vero. Perché la matematica non è un'opinione.
Le previsioni, di cui all'articolo 15, sono ridotte in maniera
drastica del quaranta per cento e questo riguarda la forestazione,
così come riguarda tutti gli altri settori di competenza
dell'assessore Scilla. E non è un problema dell'assessore Scilla,
nel senso che è un problema del Governo, in particolare del
Presidente, in particolare dell'assessore all'Economia perché io
temo, fortemente, che quest'anno avremo nuovamente eventi dannosi,
calamitosi, drammatici - in particolare incendi - così come si sono
verificati lo scorso anno con conseguenze davvero gravissime sia
sulle cose che sull'economia, che sulle persone.
Allora su questo il Governo deve rispondere. Cioè come intende far
fronte, da qua a fine anno, alle esigenze del settore? Peraltro la
nostra preoccupazione quest'anno è maggiore, Presidente Di Mauro,
perché come tutti ben sappiamo, tra ottobre e novembre, saremo al
voto per rieleggere la nuova Assemblea regionale e il nuovo
Presidente della Regione. Perché dico questo? Perché mentre negli
scorsi anni siamo intervenuti anche a settembre, a ottobre, a
novembre con variazioni di bilancio, con assestamenti trovando
nuove risorse da destinare ai capitoli destinati all'antincendio,
alla manutenzione, ai consorzi di bonifica quest'anno ciò non sarà
possibile, ovviamente, in piena campagna elettorale. Allora al tema
bisogna provvedere con estrema urgenza, a mio avviso, prima della
chiusura e prima della pausa estiva.
Il Governo sul tema che idea ha? Questa è la nostra domanda. È
chiaro che noi non abbiamo possibilità di presentare emendamenti in
aumento, non avendo copertura finanziaria. Ma questo è un tema che
insieme, il Parlamento deve affrontare insieme al Governo perché
riguarda esattamente l'intero territorio regionale e cinque milioni
di cittadini.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. L'assessore Cordaro ha chiesto di intervenire per dare
un contributo alla discussione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, intanto io raccolgo l'invito e l'intervento
dell'onorevole Lupo che è un intervento assolutamente appropriato,
nonostante io debba correggere qualche passaggio. Lo faccio per
spirito di verità e lo faccio perché sia chiaro a tutta l'Aula che
la campagna antincendio non è né del Governo né dell'opposizione,
non è né di destra né di sinistra, ma è di tutti noi e di tutti i
siciliani. Credo che sia una proprietà assolutamente sentita sulla
quale certamente il Governo della Regione siciliana ha messo tutto
l'impegno possibile.
Quello che dice lei è vero su un punto, onorevole Lupo, l'anno
scorso si è prodotto un tentativo che è stato quello di affidarsi
in tutto o in parte circa, soprattutto i progetti legati
all'intervento di prevenzione dello sviluppo rurale sui fondi
europei, noi quest'anno saremo in condizione di finanziare l'intera
campagna antincendio con fondi nostri ad una condizione e cioè che
è quella che noi con i fondi che abbiamo inserito nella legge di
stabilità che andiamo ad approvare oggi, ed è questa la ragione per
la quale sull'articolo 15 non soltanto vi chiedo di ritirare tutti
gli emendamenti soppressivi ma anche di votare favorevolmente, noi
siamo in condizione di garantire, e ci mettiamo la faccia, che fino
al 30 luglio noi possiamo procedere.
Ciò significa che sarà necessaria una variazione di bilancio della
quella i sindacati sono già consapevoli, che abbiamo stabilito con
loro ci confronteremo nelle sedi appropriate perché certamente le
priorità dei fondi scongelati andranno a ricadere sul completamento
dell'intera stagione antincendio, non c'è trucco e non c'è inganno,
c'è un percorso che inizia ora e che si va a concludere fino al 15
ottobre, anche perché possiamo dire senza tema di smentite che, a
differenza dell'anno scorso, la stagione legata all'attività di
prevenzione è partita il 26 aprile, la stagione legata all'attività
antincendio propriamente detta partirà quest'anno con grande
sacrificio e con lo sforzo di tutti noi dal primo giugno.
Quindi vi chiedo di ritirare gli emendamenti e di votare
l'articolo 15.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 15.4, onorevole Barbagallo?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, noi
ci fidiamo poco della rassicurazione dell'assessore Scilla. L'anno
scorso di questi tempi, quando abbiamo votato la finanziaria
all'articolo 22 abbiamo ricevuto le stesse rassicurazioni, sia
sulla copertura a carico del bilancio della Regione, sia quella a
carico di risorse extraregionali.
Puntualmente, nel corso dell'esercizio finanziario, invece, sono
arrivati i buchi di bilancio perché sono state necessarie le
procedure di riprogrammazione perché l'assessorato all'agricoltura
non è riuscito a impegnare per tempo le risorse extraregionali sui
progetti e, quindi, siamo dovuti correre ai ripari con i fondi
regionali. Quindi ostentiamo tutta la nostra preoccupazione e
diffidenza, per senso di responsabilità ritiriamo i soppressivi ma,
come dire, ci teniamo che a verbale resti traccia una volta è stato
possibile, la seconda volta, assessore Scilla, sarebbe veramente
clamoroso. Anche perché quest'anno pendono anche la porzione di
somme congelate, quindi siamo molto preoccupati però dico per senso
di responsabilità come dire ritiriamo i soppressivi e saremo vigili
nel seguire tutte le procedure. Speriamo che non ci sia il bis,
assessore Scilla.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 15.4.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intanto
qui mi pare che nessuno del Governo abbia chiarito un aspetto
principale. Ad oggi per la forestazione, presidente, facendo due
calcoli, ad occhio mancano circa 70 milioni di euro. E la
rassicurazione dell'assessore Cordaro e dell'assessore Scilla è che
fino al 30 luglio i soldi ci sono.
Cioè, si rende conto di quello che stiamo dicendo, Presidente? Noi
stiamo dicendo che per l'antincendio - assessore Cordaro, non credo
che lei faccia parte di quel gruppo di fascistelli che il
Presidente Miccichè identifica in questo Governo - si calmi,
faccia intervenire.
PRESIDENTE. Che ha detto onorevole Sunseri? Non l'ho sentita.
SUNSERI. Faccia finire l'intervento.
PRESIDENTE. Non l'ho sentita, me lo può dire che ha detto?
SUNSERI. Faccia finire l'intervento e poi lei avrà possibilità di
replicare tutte le volte che vorrà. Le sto dicendo
(Intervento fuori microfono dell'assessore Cordaro)
PRESIDENTE. lei si faccia i fatti suoi, io lo so chi individuare
come fascistelli.
SUNSERI. Va benissimo, Presidente.
Le sto dicendo, assessore Cordaro che lei ha provato a rassicurare
quest'Aula dicendo che le risorse dell'antincendio basteranno fino
al 30 luglio, auspica che Roma sblocchi le risorse entro il 30
luglio e che questa Assemblea si riunisca per una variazione di
bilancio entro il 30 di luglio per garantire le risorse antincendio
della nostra Regione.
Mi perdoni, io non capisco come lei possa anche lontanamente
pensare di rassicurare l'Assemblea regionale siciliana, i siciliani
e tutti quelli che ogni anno purtroppo subiscono degli atti così
violenti a danno della nostra Regione dicendo che le risorse non ci
sono, sono bastevoli fino al 30 di luglio e lei vorrebbe che noi
fossimo tutti contenti dicendo grazie per il regalo che ci ha
donato?
Qui nessuno sta dicendo Presidente Miccichè che mancano 70 milioni
di euro lo chieda alla Ragioneria, lo chieda alla commissione
bilancio, lo chieda a chi vuole, mancano 70 milioni di euro per la
forestazione, allora fin quando questo Governo non sarà in grado di
garantire i soldi necessari alle campagne antincendio e a tutto
quello che purtroppo questa Regione si ritrova obbligata a subire
da atti del genere. Noi non potremmo essere tranquilli perché la
rassicurazione non può essere abbiamo risorse fino al 30 di
luglio ma dovrebbe essere abbiamo trovato le risorse per
garantire tutta la campagna antincendio .
E' che purtroppo siamo abituati conferenze stampa che il Governo
Musumeci e il presidente Musumeci lo scorso anno l'11 giugno fece
dicendo abbiamo le risorse, la campagna antincendio partirà
subito . Peccato che poi dopo una settimana ci siamo resi conto che
mancavano 77 milioni di euro e abbiamo dovuto fare una variazione
di bilancio. Allora se si fosse fatto un minimo di programmazione,
cosa che questo Governo ha dimostrato di non essere in grado di
saper fare, probabilmente saremmo arrivati oggi in Aula garantendo
tutte le risorse alla campagna antincendio e mettendo al sicuro
quello che è una risorsa fondamentale per la nostra Regione.
Grazie.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io non
sono preoccupato dagli interventi dei miei colleghi che chiedono
una programmazione di un certo tipo, io sono invece fiducioso del
fatto che quello che è accaduto la passata stagione non debba
riproporsi quest'anno. E mi sento anche confortato dall'intervento
dei due assessori di competenza, sia dell'assessore Scilla che
dell'assessore Cordaro, perché dicono delle cose tecnicamente
perfette, è partita l'attività di prevenzione con l'avviamento
degli operai all'interno dei boschi demaniali, partirà, dopo che
noi avremo fatto la nostra finanziaria, a giugno l'intervento della
repressione degli incendi boschivi, ecco detto questo, è stato
onesto intellettualmente parlando, dire che abbiamo bisogno di una
variazione di bilancio per completare esattamente tutti i lavori
che riguardano la repressione e anche la prevenzione se serve.
Detto questo io penso che quest'anno bisogna accendere in modo
particolare i riflettori nell'organizzazione generale che non
bisogna più permettersi errori di nessun tipo perché parliamoci
chiaro, il demanio delle foreste, i boschi, le riserve non hanno un
colore politico, sono della comunità siciliana ed è giusto
proteggerli nel miglior modo possibile e quindi caro Presidente io
condivido l'intervento dei due assessori.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa? Eravamo quasi in votazione. Prego, ne ha
facoltà.
CRACOLICI. È fatto divieto di parlare prima della votazione?
PRESIDENTE. Assolutamente no.
CRACOLICI. Eventualmente mi ritiro. Io volevo dare un contributo e
ricordare che noi abbiamo a seguito di una chiacchierata, la
definisco così, tra l'assessore al bilancio e il liquidatore
dell'ESPI, stabilito che non potevamo, anche a seguito della
proposta fatta dall'onorevole Di Mauro, non potevamo iscrivere in
bilancio una anticipazione della liquidazione dell'ESPI sulla base
del fatto che l'assessore, discutendo con il liquidatore, gli aveva
detto no non ci sono questi soldi e quindi buh, aspettavamo le
carte.
Allora faccio una proposta: siccome quelle risorse ci sono, allora
io chiedo - fatto il passaggio istituzionale e formale - che venga
iscritto nel capitolo di entrata, dall'anticipazione della
liquidazione dell'ESPI, e destinato al fondo per i lavoratori
forestali, i venti milioni di euro che erano stati richiesti da Di
Mauro. No, ma rispetto al tema che ha posto l'assessore Cordaro,
cioè che noi al 30 luglio praticamente non abbiamo ulteriori
risorse per l'antincendio, che ricordo essere un obbligo di legge,
quindi siamo in presenza di una condizione in cui, malgrado
l'obbligatorietà della legge che deve consentire fino al 15
ottobre, credo che sia, o sbaglio? Fino al 15 ottobre, la presenza
nei nostri boschi del personale adibito all'attività
dell'antincendio - che c'entra? Sto parlando dell'antincendio.
PRESIDENTE. Per favore, non parlate tra di voi. Assessore Cordaro,
per favore.
CRACOLICI. Io credo che intanto, se riuscissimo a recuperare
questi venti milioni di euro, perché i settanta milioni a cui si fa
riferimento, sono sia per l'antincendio sia per i lavoratori
forestali del Dipartimento sviluppo rurale. Quindi, intanto, a
garanzia dell'obbligatorietà che la legge impone, sono dell'avviso
che con quei venti milioni, se li iscriviamo in entrata e se li
destiniamo all'attività dell'antincendio - tra l'altro poi qualcuno
mi deve spiegare perché sono fondi a conto capitale, sono
anticipazioni, nella liquidità e nel bilancio della Regione -
questo ci consentirebbe di non avere il 31 luglio una condizione in
cui non sappiamo che cosa succederà. Non succederà Dio solo non sa.
Non ti sento, che cosa?
Quindi, la mia è una proposta concreta. C'è questo tesoretto che
naviga, e non si capiva per che cosa doveva servire, io dico
utilizziamolo per i lavoratori dell'antincendio.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Presidente, è chiaro che anche in questo articolo si
riportano le problematiche che abbiamo discusso nella fase della
trattazione del bilancio, ossia l'incertezza che abbiamo in merito
agli accordi con lo Stato. Quando questi si concretizzeranno,
chiaramente, si darà copertura per tutto l'anno, si potrà iniziare
a programmare come in una Regione civile.
Immagino siano stati anche questi gli argomenti trattati durante
il suo incontro per il 75 anniversario dell'istituzione del
Commissario dello Stato qui in Sicilia. Alcuni colleghi sembrano
dimenticarsene, gli sembra che qualcuno sia scappato con la cassa,
la cassa è a Roma, dato che si sono presi tutto, e lì voi avete
numerosi referenti, quindi bussate a quella porta e avremo risposte
più utili anche per l'antincendio.
Io, Presidente, per quanto riguarda poi sempre questa norma, mi
sarei aspettata anche alcune cose di natura di programmazione. Noi
in III Commissione, forse ha accennato l'onorevole Ragusa, abbiamo
esitato una riforma per la forestale qui nella nostra Regione, e
dentro ci sono anche previste delle misure per la valorizzazione
boschi e una presenza permanente che sarebbe presidio di legalità
contro quei delinquenti che amano appiccare il fuoco e distruggere
questo meraviglioso patrimonio boschivo che abbiamo qui in Sicilia.
Avevamo anche proposto di inserire delle specifiche per il
pagamento e riconoscimento puntuale dello stipendio dei lavoratori
a tempo indeterminato in uso al servizio antincendio e allo
sviluppo rurale. Purtroppo non c'è stata la possibilità,
l'emendamento è stato considerato evidentemente un aggiuntivo, non
c'è spesa. Io mi auguro, Presidente, che questa Assemblea non vada
in vacanza se prima non esiti le riforme. Probabilmente intorno
agli argomenti questo Parlamento potrebbe dare il meglio di sé,
invece di dedicarsi a logori lanci di stracci che rimbalzano
persino qui in Aula, non capisco perché, con quale attinenza con
l'argomento così delicato e importante dell'antincendio.
PRESIDENTE. Allora, votiamo l'emendamento 15.4 del Governo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, io nel mio intervento ho posto, anzi ho
mosso delle critiche, penso fondate, perché comunque la riduzione
dei 49 milioni al capitolo è evidente. Io vorrei capire, al di là
dell'ottimismo, le dichiarazioni dell'assessore Cordaro su cosa si
fondano, perché non mi pare che noi abbiamo certezza ad oggi che
entro luglio saremo nelle condizioni di realizzare una variazione
di bilancio, io ne sarei felice.
Vorrei, visto che è rientrato l'assessore all'economia -
ovviamente l'assessore Cordaro merita massima attenzione e
sicuramente anche la nostra fiducia sul punto, quindi non metto in
dubbio ciò che ha dichiarato - ma vorrei che anche l'assessore
all'economia chiarisse meglio sotto il profilo tecnico per quelle
che sono le sue competenze e le competenze del suo assessorato, su
cosa si fonda la certezza di questi 50 milioni di euro in arrivo,
quanto meno per fronteggiare l'esigenza del capitolo della
forestazione entro il mese di luglio, visto che abbiamo appreso che
le risorse sono sufficienti fino al mese di luglio.
Quindi, io moltiplico al quadrato le mie preoccupazioni da questo
punto di vista, e aggiungo che invece nulla ho ascoltato fin qui
con riferimento ai Consorzi di bonifica, perché sui Consorzi di
bonifica sui capitoli 147303 e 147320 mancano 23 milioni di euro, e
dico su questo penso che il Governo ha il dovere di dire qualcosa,
così come qualcosa di chiaro e di rassicurante, ma anche di
fondato, noi ci aspettiamo che il Governo dica a proposito
dell'ESA, perché sul capitolo dell'ESA 147326 mancano, rispetto
alle previsioni, 3 milioni e mezzo.
E allora, avete deciso di massacrare l'assessorato agricoltura,
antincendio, forestazione, bonifica, ESA? Noi ovviamente su questo
saremo assolutamente contrari, perché lo riteniamo uno dei settori
fondamentali e trainanti per l'economia siciliana. Io credo che il
Governo stia sottovalutando un aspetto fondamentale, e lo sto
argomentando e motivando numeri alla mano e carte alla mano,
dichiarazioni generiche di ottimismo che non si fondino su dati
certi valgono quel che valgono, ma certamente non a far fronte alle
spese di cui invece ha assolutamente bisogno, in termini di
attenzione, il settore per realizzare le attività istituzionali
previste, appunto, per legge.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Assessore Armao, prego.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
Governo non solo si preoccupa, ma semplicemente si occupa di queste
cose. E si occupa, considerato che la maggioranza parlamentare che
sostiene il Governo Draghi mi pare che contempli forze politiche
che a vario titolo stanno in quest'Aula, credo che occuparsene
tutti coloro che sono all'interno delle forze parlamentari che
sostengono il Governo Draghi, affinché si arrivi a una tempestiva
approvazione, credo che sia uno sforzo comune.
Quindi il Governo non solo se ne occupa, non solo si preoccupa, se
ne occupa, onorevole Lupo, e io credo che nella relazione alla
legge - io la ascolto quando parla lei, ci tengo che mi ascolti, ci
tengo per stima personale - nella relazione che accompagna la
finanziaria è indicato, chiaramente, con dovizia di particolari,
quindi non è che stiamo speranzosi o ci lanciamo in voli pindarici,
i 211 milioni che la Regione siciliana, anzi che il Governo
Musumeci è riuscito a ottenere come unica Regione in Italia, come
dimezzamento del ripianamento del disavanzo, non sono solo stati
approvati dalla Commissione paritetica, che mi pare un'istituzione
disciplinata dallo Statuto e che è certamente un'istituzione che
emette atti pubblici, non valutazione riservate. E' stata approvata
dalla Commissione paritetica, ha avuto il parere del ministero
dell'Economia e delle finanze, è indicato nella relazione, ha avuto
il parere del Dipartimento degli Affari regionali, ha avuto il
parere favorevole della Presidenza del Consiglio ed oggi è pronta
per essere deliberata dal Consiglio dei ministri.
Quindi, lo ribadisco per precisarlo ma si tratta di questioni
oggettive, non sono certamente voli pindarici o fantasie, ecco sono
cose che sono ad uno stato avanzato, sollecitiamo la Presidenza del
Consiglio, che ripeto è una Presidenza del Consiglio che risponde
ad un ampio spettro di forze politiche affinché il Consiglio die
Ministri, approvi il prima possibile, nell'interesse della Sicilia,
non certo del Governo Musumeci ma della Sicilia, queste norme.
Presidente, credo sia una conquista per tutti. Saranno 211 milioni
che si libereranno e porteranno la possibilità di scongelare tutte
le somme che in questo momento, come tutti, vorremmo scongelarle
subito.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Non aveva finito, Assessore?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì, se è esaustiva la risposta, altrimenti fornisco altri dati,
questi dati ho e questi riferisco.
PRESIDENTE. Va bene. Prego onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assessore
questo ho e questo vi dico. L'onorevole Lupo ha posto, non c'entra
qui né Draghi, né l'Europa, né l'America e neanche altre parti del
mondo. Io assessore la prego veramente, ma lei Presidente più di
quello che fa. Ogni occasione è buona per fare un spot elettorale.
Il governo Musumeci, va bè lo sappiamo che lo vuole bene a Musumeci
ma per un attimo mettiamo da parte la campagna elettorale, poi
avrete altri strumenti, non ci ripeta continuamente tutto quello
che avete fatto, che siete convinti di aver fatto o che vi cercate
di appropriare come risultato politico anche perché noi e i
siciliani, mi creda non ne siamo convinti
Dopo di che, non cado io nell'errore che ha fatto lei, lei
dovrebbe evitare di fare campagna elettorale di fare propaganda
elettorale, anche per evitare poi a noi di ritornarci.
Quindi mi fermo ed entro nel merito. L'onorevole Lupo ha detto no
all'America, a Draghi, ha detto a lei, a questo Governo che ci sono
questioni non risolte che riguardano i lavoratori dei consorzi di
bonifica che riguardano l'ESA, che riguardano la forestazione, che
riguardano purtroppo le riforme che non avete fatto voi, no Draghi
che c'entra Draghi, voi le dovevate fare le riforme, le riforme per
la forestazione, le riforme per i consorzi di bonifica, le riforme
per la casa, non le avete fatto voi, cioè ha sollevato questioni
inerenti questo governo, questa realtà, questa Sicilia.
Quindi, veramente evitiamo di aprire quello che è il confronto
elettorale sulla finanziaria articolo per articolo, perché non
glielo permetteremo, io non glielo permetterò, le vengo appresso a
costo di parlare e intervenire cento volte. Cerchiamo di entrare in
merito alle questioni.
Ci sono questioni non risolte, che ci preoccupano. Ne abbiamo
dette alcune, forse e non solo l'onorevole Lupo ha detto una cosa
correttissima. Io avuto modo di leggere le note che ha fatto
l'assessore al dipartimento perché ero curioso e le cose sono state
richieste, le risorse sono state richieste, sono stati richiesti
gli interventi che purtroppo non sono arrivati. Noi non vorremmo
che magari questo assessorato venga considerato più debole, meno
interessante dal resto della Giunta e non l'abbia messo in
condizione e non lo mette in condizione di avere quelle risorse
necessarie, gli strumenti necessari di cui l'agricoltura siciliana
ha bisogno.
Forse, Presidente, converrebbe quest'articolo metterlo da parte,
siccome ci sono anche degli emendamenti presentati tra quelli là
aggiuntivi che danno risposte ai consorzi di bonifica, ai
lavoratori di consorzi di bonifica, ai sessantottisti, ai
settantottisti, all'ESA, a tutti quanti, potremmo vedere che le
preoccupazioni di Lupo, che sono anche le preoccupazioni del PD e
non solo, possibilmente possiamo utilizzare l'articolo 15 per
vedere di aggiungere qualcosa che può mancare o che manca in quello
che è non solo la forestazione ma la rubrica dell'assessore Scilla.
Proprio è costruttivo. Al netto della propaganda elettorale
dell'assessore Armao a favore di Musumeci, rimane questa
disponibilità nostra a dare un contributo e penso che se noi
accantoniamo l'articolo 15 ci possiamo provare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Palmeri.
PALMERI. Signor Presidente, visto che si parla di forestazione e
di incendi, vorrei chiedere agli assessori e in particolare
all'assessore Cordaro, all'assessore Scilla, l'anno scorso abbiamo
fatto un gran parlare di prevenzione. Oltre le valutazioni di
ordine economico e le carenze di personale abbiamo appunto sempre
parlato di tecnologie, di prevenzione, di droni, di video camere
perché alla fine vanno a fuoco sempre le stesse identiche zone.
Assessore Cordaro lei saprà che qualche giorno fa è stato per
l'ennesima volta distrutto Erice. Da lì sono andati distrutti
magazzini, case, attività private. Vanno a fuoco sempre le stesse
aree, lo sappiamo ma del resto con 70 nodi di vento di scirocco era
prevedibile che qualcosa del genere, vedendo anche quello che
succede annualmente poteva capitare. Io vorrei chiedere
all'assessore che cosa si sta facendo per mettere in atto anche le
leggi che sono state approvate l'anno scorso, la legge voto sui
piromani che è stata parzialmente approvata dallo Stato. Che cosa
si sta facendo per monitorare le aree che vanno puntualmente a
fuoco sempre negli stessi luoghi e sempre nelle stesse modalità. Ci
sono delle videocamere, si è andato a mandare il personale in quei
luoghi. Si sono fatte delle indagini? Che cosa si sta facendo
assessore?
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, lei mi ha chiesto di parlare. Però
siccome è di nuovo, le do 30 secondi. Veramente 30 secondi.
RAGUSA. Intanto, la ringrazio. Per mettere in chiaro alcuni
passaggi che ritengo importanti quanto fondamentali. Perché qua,
nella rincorsa a far passare l'idea che non siamo stati capaci di
condurre i lavori fatti all'interno della Commissione, io voglio
precisare quanto adesso le dirò.
La III Commissione Attività produttive ha già fatto la sua riforma
sui consorzi di bonifica e l'ha mandata alla II Commissione per il
regolare finanziamento. E' ritornata nella nostra Commissione.
L'abbiamo votata all'unanimità ed è adesso pronta per essere
portata in Aula se il Governo lo vuole, lo chiede.
Perché dico questo? Perché in giro si fa uno straparlare inutile e
senza senso perché la riforma sui consorzi di bonifica è un fatto
storico come quello che è avvenuto sulla pesca, sull'Irsap.
Le dirò di più. Noi siamo pronti quasi a metà per la legge sul
commercio, perché io non posso accettare l'idea che i nostri
lavori, a rispetto della Commissione, vengono penalizzati in questo
modo ridicolo, un modo di parlare, di discutere di argomenti
importanti che attengono un comparto che è l'agricoltura e i
consorzi di bonifica e lo dico a voce alta, caro Presidente.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Onorevole Cracolici, che ho ritenuto assolutamente di
buon senso, cioè sta dicendo è emerso nella discussione stamattina
che c'era un
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, mi scusi, la proposta è una
proposta politica; siccome l'assessore stamattina ha detto che
questa disponibilità non c'è, poi si faranno le indagini e se
risulterà la disponibilità di questa risorsa o ne possiamo parlare,
però non possiamo andare avanti così perché l'assessore ha detto
che i fondi non ci sono.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, siccome parliamo in questo articolo di
forestazione, abbiamo parlato di antiincendio, abbiamo parlato di
prevenzione, io volevo anticipare, giusto per non dover tornarci
successivamente, di aver presentato, proprio sul fronte della
prevenzione incendi, un aggiuntivo che discuteremo insieme a tutti
gli altri aggiuntivi, che ritengo uno strumento fondamentale
insieme a quelli che si vorranno mettere in campo, che è il potere
sostitutivo delle Regioni nei confronti dei comuni inadempienti che
non aggiornano il catasto dei soprassuoli.
Lo dico adesso perché è un argomento che è collegato a quello che
stiamo discutendo. E' prevista una norma che è prevista da un
decreto legge nazionale, in particolare è stato approvato nello
scorso anno. Perché dico che ci vuole una norma di recepimento?
Perché, lo dico adesso? Così abbiamo il tempo di lavorarci
eventualmente sull'emendamento e per portarlo nel testo dopo,
perché il testo della norma nazionale dice che con legge regionale
sono disposte le misure per l'attuazione delle azioni sostitutive
in caso di inerzia dei comuni, quindi la legge nazionale prevede
che le Regioni legiferino su questa materia. L'emendamento è
pronto. Tra le mille azioni che si vogliono fare e che spesso non
si riescono a fare, questo è uno degli strumenti che chiedo di
adoperare in questa finanziaria.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, siccome l'argomento è veramente
serio e delicato e già i primi danni purtroppo la stagione estiva
che si approssima li ha già prodotti nella mia provincia, danni
davvero gravi, come ricordava l'onorevole Palmeri, e poiché io non
ricordo se era presente ancora il presidente Micciché e l'assessore
Armao, assessore, io credo fermamente, sul piano personale e
istituzionale, in ciò che ha affermato qui nella sua qualità
l'assessore Cordaro, che ha detto delle cose precise e chiarissime,
provando a rassicurare il Parlamento, secondo quelle che sono le
sue competenze, cioè che allo stato fino al 31 luglio di
quest'anno, mi corregga se sbaglio, sono assicurati i servizi di
cui stiamo trattando e che non c'è alcun problema,. Ovviamente l'ha
detto nella qualità e secondo le funzioni che le sono state
attribuite, entro il 31 luglio, quindi, in tempi ovviamente che non
possono essere il 28 luglio, assessore Armao, sarà fatta una
manovra per coprire parecchie decine di milioni di euro. Assessore,
perché protesta? L'Assessore Cordaro ha detto questo al Parlamento.
Il Parlamento credo che avrebbe il diritto di avere dall'assessore
competente rassicurazioni e il Presidente Micciché che presiede
questo Parlamento ne deve essere direttamente a conoscenza che in
tempi accettabili, che non possono essere né il 25 né il 28 luglio,
ma in tempi rapidissimi, si possa fare quella manovra finanziaria
di cui ha parlato correttamente l'assessore Cordaro per assicurare
a questa Regione, come dire, sufficienti margini di sicurezza su
una materia così delicata e, qualche volta, purtroppo, drammatica,
qual è quella degli incendi.
PRESIDENTE. Sarà mia cura, onorevole Gucciardi, parlare col
Governo e capire quando si potrà fare chiarezza o con una manovra o
con altro.
Allora, scusate, pongo in votazione l'emendamento 15.4, del
Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri sono tutti assorbiti, per cui pongo in votazione
l'articolo 15, così come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16, a meno che non volete, scusi, onorevole,
un attimo, a meno che non vogliamo tornare non ho capito perché
non è stato fatto l'articolo 14 che è semplicissimo. Lo potremmo
fare molto velocemente. Prego. Sul perché non è stato fatto il 14.
Prego.
BARBAGALLO. Sull'articolo 14, presiedeva il Presidente Di Mauro,
ho chiesto chiarimenti al Governo sul perché ci chiedono di
stanziare tre milioni di euro per la Protezione Civile, quali sono
le ragioni, sono state individuate delle priorità, riguardano i
comuni colpiti
PRESIDENTE. L'assessore per l'economia lo può chiarire adesso.
BARBAGALLO. Se qualcuno ci risponde noi siamo pronti a farlo.
PRESIDENTE. Assessore Armao?
BARBAGALLO. Per esempio, si parlava dell'acquisto degli spazzaneve
sulle Madonie e sull'Etna
PRESIDENTE. Mi scusi, assessore Armao, lei è nelle condizioni?
Perché potremmo riprendere l'articolo 14 se lei potesse dare una
risposta all'onorevole Barbagallo. Prego.
(Intervento fuori microfono)
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, vorrei
dire al collega Barbagallo che l'iniziativa del Governo che, come
sempre, almeno per quanto riguarda le mie iniziative, cerca il
consenso del Parlamento, relativo all'acquisto di otto mezzi
spazzaneve che verrebbero suddivisi per i tre parchi che hanno
ovviamente necessità di questo tipo, cioè Etna, Nebrodi e Madonie,
abbiamo convenuto di scrivere un aggiuntivo che fa riferimento a
fondi europei che prevedrebbe, così c'è con certezza, un percorso
che abbiamo concordato con il capo della segreteria tecnica, il
Presidente della Regione, che ha il compito appunto di monitorare
l'utilizzabilità concreta dei fondi europei che prevedrebbe,
quindi, la possibilità e lo abbiamo dato in capo alla Protezione
Civile per sveltire anche le manovre di acquisto, di determinare la
conclusione di questo percorso entro il mese di settembre, al
massimo ottobre del 2022. Quindi, onorevole Barbagallo, nei tre
milioni di euro di cui parla l'articolo 14 non sono contemplati i
fondi per i mezzi spazzaneve che qualora l'Aula lo riterrà verranno
votati con un emendamento aggiuntivo.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Lantieri, che
l'ha chiesta, c'era un emendamento. Chiedo scusa, un attimo. E,
allora, diamo la parola all'onorevole Lantieri. Prego.
LANTIERI. Posso, signor Presidente? Grazie.
Volevo ricordare all'assessore Cordaro, benissimo per Etna e
Madonie, ma c'è anche la città capoluogo di Enna che ha problemi di
neve diverse volte in inverno, perciò anche un mezzo ad Enna penso
che sia necessario, lo può aggiungere. Giusto, Assessore?
PRESIDENTE. Chiedo scusa, io quando ho visto l'emendamento di
Barbagallo, ho detto siamo rovinati perché ora qua parte il
campanilismo, da ogni comune della Sicilia ci sarà una richiesta
legittima di Protezione Civile. E, allora, assessore Armao, se lei
intanto può dare la risposta sul
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì, signor Presidente, certo. Noi siamo qui per Allora, stiamo
parlando dei tre milioni di euro del fondo di Protezione Civile? La
Protezione Civile è, come voi sapete, un dipartimento che dipende
dalla Presidenza della Regione che ha richiesto la Protezione
Civile, guidata dall'ingegnere Cocina, ha richiesto questa
integrazione perché, purtroppo, come voi sapete, stante i mutamenti
climatici e quello che sta avvenendo in questa nostra Terra, le
calamità naturali si succedono sempre più pesantemente, quindi la
dotazione originaria, storica della Protezione Civile risulta
incapiente e quindi noi mettiamo tre milioni di euro per la
Protezione civile risulta incapiente e, quindi, noi mettiamo tre
milioni per la Protezione civile certamente a disposizione di,
speriamo, non verificate e non intervenute calamità. Questo
consentirà, poi in autunno o in sede di assestamento
PRESIDENTE. Quello che dice l'assessore è ovvio. Cioè, si mette
una cifra nella speranza che non ci sia nulla, perché se succede
qualcosa Se noi andiamo a dire tutto quello che è già successo e
destiniamo queste somme, si dovrà fare con un altro capitolo ma non
su questo, a mio avviso.
Onorevole Barbagallo no, non sono d'accordo. Cioè i tre milioni di
euro sono quelli nel caso ci fosse qualche disgrazia e, invece di
doverli mettere, ce li troviamo già. Onorevole, facciamo finire un
attimo l'assessore
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Dico, questa estate col Presidente Musumeci, in pieno, quando ci
sono stati quegli incendi che hanno percorso, purtroppo, le nostre
aree interne, l'intera Sicilia, ci siamo trovati in un momento
difficilissimo perché c'era necessità di risorse immediate per
intervenire, pagare mezzi - perché com'è noto quando bisogna
intervenire sulle calamità bisogna noleggiare mezzi, coinvolgere
anche privati - e non c'erano risorse nei capitoli. Quindi, abbiamo
dovuto fare le umane e divine cose per cercare di far fronte alle
esigenze.
Questo è un plafond che ci mette in sicurezza e credo che sia
acconcio che mettiamo la Protezione civile di fronte ad una
disponibilità finanziaria che non è enorme, perché tre milioni di
euro non sono cifre enormi, che però le consente di affrontare le
emergenze.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, parliamoci chiaro. Se lei, di
questi tre milioni di euro che servono per eventuali cose da
venire, ne destina uno a Catania, gli porta sfiga. Cioè, gli sta
dicendo sicuramente succederà qualcosa. Invece, in questo dobbiamo
sperare che non sia così.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, quando
presiedeva il Presidente Di Mauro, ho chiesto chiarimenti, perché,
siccome negli ultimi quattro anni il capitolo è stato di un milione
di euro, questa triplicazione delle risorse, come dire, siccome non
c'è stato il confronto nelle Commissioni di merito, legittimamente
abbiamo chiesto approfondimenti. E siccome nell'ultimo periodo
sulle calamità è dovuto intervenire, peraltro, il Governo
nazionale, noi ci auguriamo solo che non vengano investiti ad
Ambelia con sotterfugi vari. Poi, come dire, non abbiamo altri
motivi di preoccupazione. Ritiriamo il soppressivo e ci fidiamo del
buon senso del Governo
PRESIDENTE. Hanno chiesto la parola tutti su che cosa? Perché con
questi chiarimenti che ci sono stati.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, indubbiamente è
una norma ottima, assessore Armao, per carità, Protezione civile,
però, mettere così a disposizione, senza specificare se per
calamità, somme urgenze. Io scriverei L'emergenza è in senso lato,
è una norma troppo generale e astratta. Per carità, le norme devono
essere, per definizione, generali e astratte. Se riuscisse, lei,
anche con un emendamento governativo, a specificare.
PRESIDENTE. E' proprio perché sono messi, perché possano servire
che non si può specificare, secondo me. Perché se no?
CALDERONE. Va bene, signor Presidente, siccome è una norma che
condivido, per carità. E' una norma ottima. Ci mancherebbe, per la
Protezione civile, con tutti i problemi che ha la Sicilia, se ci si
può opporre ad una norma del genere. Era per, siccome poi,
assessore Cordaro, lei sa, telefona un comune, poi ne telefona un
altro. Tutti ritengono di avere priorità e tutti i settanta
deputati siamo in difficoltà.
E' questa la ragione del mio intervento, ecco, pur condividendo
totalmente la norma.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. E io condivido
a tal punto il suo intervento, onorevole Calderone, che volevo fare
un esempio che mi sovveniva. Perché, l'anno scorso, proprio nei
momenti di massima drammaticità legati agli incendi, da alcune
Regioni italiane sono arrivati decine, centinaia di volontari ai
quali la Regione siciliana ha dovuto trovare allocazione,
equipaggiamento, vitto, eccetera, e chiaramente queste sono spese
talmente impreviste che, immaginare di prevederle scrivendole nella
legge io credo che l'unica garanzia che noi dobbiamo avere, perché
riguarda tutti noi e ciascuno, è quello di dire che le finalità
sono quelle della legge istitutiva della Protezione civile. Per
cui, ripeto Ecco, ho finito, questo. Volevo dare un contributo.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
nell'apprezzare, ovviamente, lo sforzo del Governo in questa
direzione, non posso però sottacere la necessità, assessore
Cordaro, di prevedere in termini di prevenzione l'acquisto e la
dotazione anche alla Protezione civile o ai Forestali, non so a
chi, questo ovviamente sarà compito dell'Amministrazione vedere
quale organismo dotare, dei droni. Perché i droni? Ne abbiamo
parlato anche in Commissione Ambiente, territorio e mobilità,
quando abbiamo approntato alcune emergenze riguardo agli incendi.
Come ha ricordato adesso la collega Valentina Palmeri, è già
scoppiato il primo incendio nella montagna di Erice, devastata e
devastando anche abitazioni e caseggiati. E, siccome, lo scirocco è
già come dire una condizione climatica, un vento che, purtroppo,
non è occasionale, anzi direi proprio che il mese di maggio, dal
mese di maggio in poi, e per tutta l'estate, i venti di scirocco
sono inevitabili. Allora, dobbiamo evitare che il piromane
maledetto, assassino e volgare delinquente, approfittando dello
scirocco, appicchi il fuoco. L'unico modo per prevenire questa
catastrofe e questo danno ambientale di notevolissima portata è
quello di far girare i droni durante il giorno, durante la notte,
proprio nelle giornate di scirocco. Questo è l'unico modo, quindi,
io chiedo all'assessore, nel finalizzare queste risorse, di
acquistare, una parte di queste risorse sia finalizzata
all'acquisto dei droni.
PRESIDENTE. L'emendamento 14.4 è ritirato, onorevole Barbagallo?
Foti, Barbagallo, Bulla. Più che ritirato posso dire non lo vorrei
neanche ammettere, perché finalizzare questi fondi ad una cosa
specifica oggettivamente non ha senso. Per cui lo abbiamo ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 16.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Di Caro?
DI CARO. Sull'articolo 16.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, anche sull'articolo 16? Ne ha
facoltà. Diamola per anzianità, onorevole Di Caro.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
problema è anche questo: io credo, io chiederei un poco di
attenzione. Vedete, siamo in una finanziaria particolare,
certamente, dobbiamo cercare di avere anche un buon senso.
Sull'articolo 16 sono stati presentati degli emendamenti da parte
mia, da parte dell'onorevole Palmeri, che non sono qui,
naturalmente, per un problema forse di capienza, che troveremo
negli aggiuntivi, non lo so, ma il problema è uno. Beh, io credo
che tutto il Governo dovrebbe attenzionare, dato che manca
l'assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, che
pur l'anno scorso insieme avevamo fatto un assessore Armao, guardi
che l'argomento è molto delicato. Io credo che noi dovremmo un
attimo riflettere sulla questione degli Asu che sono nei Comuni.
Allora, io faccio pochi interventi, forse perché vivo la realtà di
ogni giorno; mi sono arrivate oggi decine di messaggi, di
fotografie da parte di sindaci, per esempio ne faccio uno: il
sindaco di Rometta con tutti i 15 Lsu del Comune che, naturalmente,
si vogliono dimettere a questo punto.
L'anno scorso noi avevamo fatto una norma che prevedeva la
stabilizzazione degli Asu. Si era battagliato, un'intera Assemblea
aveva unanimamente condiviso, finalmente, un patto di giustizia
sociale. Perché? Perché la storia di questi Asu è molto lontana.
Voi lo sapete, in tutte le altre Regioni, lo Stato aveva
praticamente dato le somme ogni anno, ma la Regione siciliana non
so per quale motivo, ha preferito praticamente farsi dare le somme
e mettersele a carico come Regione siciliana.
La storia è triste perché abbiamo questi, io dico, poveri
cittadini. Perché sono poveri? Perché un LSU che prende 550/560
euro al mese e che pure fa dei servizi essenziali negli enti
locali, i quali enti locali, lo ripeto ancora una volta, assessore
Armao, che ci sia qualcuno che almeno segua da un punto di vista
non c'è l'assessore al ramo, ma che ci sia qualcuno, signor
Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, un attimo solo perché l'assessore
Scavone non può venire per motivi assolutamente legittimi e volevo
capire se voi sapete altrimenti lo rinviamo a domani e vediamo in
modo che vi niente
LACCOTO. Però, mi faccia finire, così domani almeno c'è qualcosa
da finire. Il problema è questo, signor Presidente: noi siamo
passati da quello che era un progetto di stabilizzazione da parte
di tutta l'Assemblea e che, lasciatemelo dire, forse non è stato
rappresentato bene al Governo nazionale, ad oggi, che noi togliamo
le somme praticamente per gli ASU, le dimezziamo, le togliamo,
addirittura passiamo a 16 milioni rispetto a 54 milioni di euro o
altre somme che vengono tolte, cioè io, signor Presidente, la
prego di osservare questo un ASU prende 560 euro, non ha
contributi, non ha nessuna prerogativa, eppure fa dei servizi nei
comuni che sono servizi essenziali molte volte, perché i comuni
hanno il blocco delle assunzione.
In Sicilia, quando poco fa non mi hanno fatto parlare io le posso
dire che non possiamo togliere agli enti locali nemmeno un
centesimo perché sono tutti in predissesto, sono tutti praticamente
in riequilibrio finanziario. Ora, quando noi togliamo i 47 milioni
di euro del Fondo di investimento e in più vogliamo fare le riserve
per toglierle sempre dal Fondo normale, io credo che questo sia un
delitto nei riguardi degli enti locali che sono l'avamposto di
quelle che sono le nostre Istituzioni.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, la prego perchè su questo argomento
è chiaro che hanno chiesto di parlare tutti. Abbiamo già
accantonato l'articolo, non ne parliamo.
LACCOTO. Va bene.
PRESIDENTE. Legittimamente, dopo avere sentito il suo comizio,
tutti ne vogliono fare uno.
LACCOTO. Non voglio fare comizio; c'è un problema che bisogna
comprendere.
PRESIDENTE. Ma se io le dico che, infatti
LACCOTO. Signor Presidente, la chiudo, la chiudo. Su questo
articolo 16 dobbiamo fare una riflessione tutti insieme.
PRESIDENTE. Basta, onorevole Laccoto, la prego, ne parleremo
quando sarà il momento. Ora è accantonato. Tutti hanno chiesto di
parlare, cioè o do la parola a tutti oppure non lo posso fare.
Accantonato. Il Presidente Di Mauro c'è? Un attimo solo, perché se
non c'è Di Mauro io ho bisogno di interrompere per 10 minuti
precisi. Non vedo Di Mauro. Se lo trovo mi faccio sostituire,
altrimenti, ci vediamo proprio 10 minuti precisi. Sospendo per un
quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.24, è ripresa alle ore 19.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Se ci sono colleghi fuori li fate entrare così
riprendiamo e cerchiamo velocemente di andare avanti. Siamo tutti
molto stanchi.
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17
Definizione di contenziosi
1. Per la definizione dell'Accordo di bonario componimento
finalizzato al superamento del contenzioso in atto tra la Regione
Siciliana ed il Gruppo di Cooperazione Territoriale Europea GECT
ArchiMed è autorizzata la spesa di euro 100.000,00 per l'esercizio
2022 a titolo di contributo straordinario una tantum a
soddisfacimento del rapporto pregresso tra le parti (Missione 1
Programma 2). Agli oneri discendenti dal presente comma si fa
fronte con parte delle somme accantonate per il su menzionato
contenzioso nel Fondo contenzioso del Risultato di Amministrazione
presunto per l'esercizio finanziario 2021.
2. Per la definizione del contenzioso relativo ai lavori di
completamento degli allacciamenti dei bacini dei torrenti Serieri e
Scioltabino al serbatoio della Diga Olivo è autorizzato l'atto
transattivo per l'importo complessivo di 5.000.000,00 nel cui
ambito è autorizzata la maggiore spesa di 1.356.152,50 derivante
dal presente comma cui si fa fronte con le disponibilità della
Missione 20 Programma 3 capitolo 215740».
PRESIDENTE. Aspettiamo. L'onorevole Lupo c'è?
BARBAGALLO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 17.1
PRESIDENTE. Ancora non abbiamo neanche cominciato e già lei mi
dice
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Quindi, non ritira il soppressivo?
Per favore chiamate i nostri colleghi tutti e fateli entrare
perché altrimenti non ci sono
Intanto vediamo se ci sono i numeri per poterlo fare. Verificate
per favore il soppressivo? Ha chiesto il voto segreto. E lo so che
posso fare io?
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. È appoggiato. Mi posso permettere di aspettare due
minuti Che volete fare Un minuto, onorevole Cracolici, la prego,
vi prego un minuto, scusi sono mancato io mezz'ora avevo detto 10
minuti, quindi un attimo che si chiamano i deputati, non ve ne
abbiate a male. Soppressivo del 17. Onorevole Calderone, non è che
chiamate i colleghi per venire a votare? Non ci sono neanche i
rappresentanti del Governo.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Colleghi è inutile che tentate di violentarmi perché
tanto aspetteremo.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Tutto potete fare tranne dirmi che sono di parte, per
cui le cose devono essere fatte in maniera corretta, sono stato
mezz'ora fuori io per cui non tutti i colleghi sapevano che ero
rientrato. Prego.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. L'ho già fatto.
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Siccome la
materia dei contenziosi è una materia che attiene fortemente
all'Assessore alle finanze le chiederei un attimo per comprendere,
posto che è nel Palazzo, perché magari potrà volerlo ritirare, se
mi date un minuto come facciamo sempre.
PRESIDENTE. Lei ce l'ha tranquillamente perché avevo già avvertito
che senza l'Assessore di competenza non potevamo votare.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Quelli di Forza Italia ci sono, manca la Commissione
Bilancio'. La potete chiamare, onorevole Aricò, per favore?
Onorevole Barbagallo, la prego, non rompa Prego assessore Armao.
Per fatto personale
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Dovete stare tranquilli un minuto, l'Assessore ha chiesto di
intervenire e può intervenire. Prego.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Presidente, grazie. Questo è un articolo che consente di evitare
danni all'amministrazione regionale. E' evidente che il Governo
responsabilmente lo sottopone all'Assemblea che, ovviamente, fa le
sue valutazioni e che in ogni caso sono riconducibili alle scelte
che farà l'Assemblea, però mi corre l'obbligo di segnalare che
dalla mancata approvazione di questo articolo scaturiscono, per un
verso, per il primo comma, la sostanziale esclusione della Regione
dal GECT che è una struttura di livello europeo che è stata fondata
dalla Regione e che quindi il mancato riconoscimento di questa
somma determina la esclusione dal GECT, con tutto quello che ne
consegue e per quanto, invece, riguarda il secondo comma, ne
scaturiscono oneri molto pesanti per la Regione, di cui nel caso di
approvazione sarò costretto a riferire in ordine ai pregiudizi che
ne scaturirebbero.
Quello che chiediamo all'Assemblea è di farsi carico di una scelta
che il Governo propone di evitare pregiudizio all'erario regionale,
poi ovviamente ognuno fa le sue scelte, ma la nostra è una proposta
necessaria che sosteniamo e che credo al di là delle scelte
politiche abbia un solo interesse, quello di preservare l'erario
regionale.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. L'intervento dell'Assessore ha modificato qualche
cosa?
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 17.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 17.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì vota la
soppressione; chi vota no vota il mantenimento dell'articolo. Chi
vota sì, chi vota verde, vota per l'emendamento del PD; chi vota
rosso, vota per il mantenimento dell'articolo. Tenete pressato
ormai sempre così.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 34
Contrari 21
Astenuti 0
(E' approvato)
L'articolo 17 è soppresso.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Mi
segnala la Ragioneria che a questo punto dobbiamo sospendere i
lavori perché dobbiamo incrementare il fondo contenzioso di 20
milioni e depurare da altre assegnazioni. Quindi, a questo punto,
chiedo la sospensione dei lavori perché dobbiamo ridurre i capitoli
per rimpinguare per 20 milioni il fondo contenzioso. Grazie,
Presidente.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Scusatemi, scusatemi. Assessore, chiedo scusa,
facciamo quello che lei dice, però vorrei dire una cosa. Scusate,
scusate, potete darmi un attimo attenzione? L'articolo 17, al
secondo comma, dice per la definizione del contenzioso relativo è
autorizzata la maggiore spesa di euro 1.350.000,00 , e nel comma 1
di centomila euro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, chiederei all'assessore Armao di essere più
sereno anche nella valutazione dei voti d'Aula. Poi, si può non
condividere, come è legittimo che sia, però vorrei - e parlo nel
caso specifico di un emendamento che è già stato approvato -, già
questo articolo presentava dei rilievi che sono stati posti
dall'ufficio del bilancio che ha fatto delle osservazioni.
Io nel mio intervento iniziale le avevo chiesto di conoscere per
tempo la risposta alle osservazioni che fossero in punta di diritto
coerenti con le cose che venivano poste. Le ricordo, qui c'è il
Presidente della Commissione Bilancio' che mi può essere di
conforto, che a mia memoria, l'Aula non ha mai approvato
contenziosi perché il contenzioso è un atto amministrativo che si
fa con una procedura, tra l'altro prevista all'Avvocatura dello
Stato, il parere, eccetera, eccetera, ma è un atto gestionale e non
è un atto legislativo perché ancora il legislatore non è un giudice
che definisce un accordo tra le parti, fa leggi, non facciamo
accordi tra le parti.
Detto ciò, nel merito le dico di più. Quando lei propone un
contenzioso, avrebbe dovuto separare la questione
dell'impinguamento del capitolo relativo a liti e transazioni - che
poteva fare benissimo, tra l'altro, in tanti modi - dal fatto in
sé, cioè la transazione, ripeto, di cui non ha alcuna competenza il
legislatore e il fatto che sia entrato in Parlamento un'ipotesi di
transazione bonaria tra le parti e si chieda un provvedimento
legislativo costituisce un pericoloso precedente, perché questo può
in qualche modo incentivare il fatto che chi ha la responsabilità
di sottoscrivere gli atti transattivi cerca di scaricare sul
Parlamento l'attività tipica della transazione, che è un accordo
tra le parti.
Detto ciò, che poi ora l'Assessore abbia improvvisamente scoperto
che occorrono 20 milioni - non so da dove l'ha presa questa
dimensione -, mi auguro che trovi i 20 milioni, così li mettiamo ai
forestali.
Io l'ho chiesto a proposito dell'articolo 16, trovi questi 20
milioni e vediamo di evitare che il 31 luglio si sospenda
l'attività dei forestali.
Come dire: ricatti e minacce, qui nessuno s'impressiona dei suoi
ricatti
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo in maniera molto
tranquilla, anche se ho visto che l'Assessore ha avuto una reazione
un po'
Lei si ricorderà, Presidente, le battaglie che abbiamo fatto con
interventi in Aula e in Commissione Bilancio' sul discorso che la
Corte dei Conti da tempo oramai, da anni, ci chiede che sui
contenziosi ci debba essere una banca dati, quindi il Governo
regionale più volte anche l'Assessore è intervenuto in Aula dicendo
che stanno realizzando, non so se l'hanno realizzata, la famosa
banca dati per quanto riguarda i contenziosi, dopodiché c'è il
famoso Fondo contenzioso che deve essere previsto in maniera
opportuna.
Io ricordo questo Fondo contenzioso che è di circa 100 milioni di
euro all'anno a cui, più volte, abbiamo provato ad attingere anche
per cercare di aiutare categorie in difficoltà e che l'Assessore e
il Governo più volte ha detto Questo fondo non si tocca, perché
c'è il discorso dei contenziosi .
Ora non capisco perché a un certo punto, all'interno di una
finanziaria che dovrebbe essere sempre una finanziaria che parla ai
siciliani, che ascolta le difficoltà dei siciliani, andiamo ad
inserire un articolo che per certi versi mette dei soldi per dei
contenziosi.
Allora, dico, qui noi cerchiamo di dare l'indirizzo politico alle
norme, dopodiché ci sono i tecnici, i dirigenti, che su determinate
cose si devono assumere le responsabilità com'è giusto che sia.
Quindi non capisco, non ho voluto fare nemmeno l'intervento prima
del voto dell'articolo perché mi aspettavo che il Governo lo
ritirasse direttamente.
Io non capisco come sia possibile che all'interno di una legge di
stabilità, una legge che deve parlare ai siciliani, una legge che
deve dare gli indirizzi politici di spesa della Regione siciliana
ai siciliani, si inserisca un contenzioso.
Qualche giorno fa in discussione generale ho detto che questa
finanziaria è la finanziaria dei contenziosi, non è possibile che
l'Assemblea venga sminuita, che il popolo siciliano venga sminuito
nel dare anziché indirizzo politico, di visione e di prospettiva
dei siciliani, siamo qui a discutere dei contenziosi e se mettere o
meno i soldi per quanto riguarda i contenziosi, quando già c'è un
fondo, quando ci dovrebbe essere già una banca dati ma non adesso,
cioè queste cose dovrebbero già esistere da tempo, perché più volte
il Movimento Cinque Stelle e le opposizioni e non solo le
opposizioni, qui in Aula e in Commissione Bilancio' queste cose le
hanno dichiarate. Quindi, mi sorprende la reazione da parte
dell'Assessore regionale. Grazie, Presidente.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Io
non ho alcuna reazione, ho soltanto comunicato quello che ho
ricevuto dalla Ragioneria ed è mio dovere informare il Parlamento
delle conseguenze delle scelte che si fanno perché, vedete, le
scelte sono tutte pacifiche.
Mi dispiace rammentare all'onorevole Cracolici che ha tanta, lunga
esperienza di maggioranza, di opposizione, di Governo e quindi
conosce bene queste cose e sa bene che tante altre volte i
contenziosi sono finiti qui e vi ricordo l'ultimo, quello con
Sicilia digitale, che ha consentito, qualche mese fa, di chiudere
la vicenda di Sicilia digitale, quindi mi dispiace dover ricordare
fatti recenti che dovrebbero essere alla memoria dei più.
E quindi che quest'Assemblea, che questo Parlamento abbia preso
atto di questioni senza che questo voglia dire trasformare il
legislatore in giudice, non c'entra assolutamente niente, qui si
tratta soltanto di provvedere alla provvista finanziaria, non
c'entra nulla con la transazione, questo riguarda la provvista
finanziaria che interviene attraverso un atto normativo di
bilancio.
Conseguentemente non intendo ricattare né provocare nessuno e mi
dispiace che l'onorevole Cracolici pensi che io debba ricattare o
provocare alcuno.
E' mio dovere informare, se la Ragioneria generale mi dice a
questo punto abbiamo necessità di riconsiderare il fondo per i
contenziosi, proprio per trasparenza, linearità, correttezza, nei
confronti dell'Aula che è un atto dovuto da parte del Governo nei
confronti del Parlamento, ho necessità di informare che abbiamo
bisogno di effettuare un approfondimento.
Nel momento in cui un'ipotesi transattiva non è più percorribile
perché manca la disponibilità finanziaria è evidente che quel
contenzioso che si pensava di chiudere con un'ipotesi transattiva,
non essendo più coperto finanziariamente, non si può percorre la
soluzione transattiva che non è affidata ovviamente alle scelte
parlamentari, ma che percorre le linee del parere dell'Avvocatura
dello Stato, qui non si propone un bypass o una violazione alle
norme che peraltro sono nazionali sulle transazioni, che non
potrebbero essere derogate neanche con legge della Regione.
Quindi, l'unica cosa era che attraverso questa soluzione avremmo
evitato delle refluenze negative sul piano finanziario. Adesso la
Ragioneria mi chiede di riconsiderare il fondo alla luce di questa
scelta, non c'è alcun tipo di provocazione, ricatto. Non è che si
tende ad alzare i toni, non intendo assolutamente alzare i toni, ma
era mio dovere informare delle conseguenze del voto, ottenuto un
parere da parte della Ragioneria generale informare il Parlamento
che c'è necessità di un approfondimento sul punto.
E' mio dovere farlo e intendo farlo, mi dispiace che qualcuno
scambi la trasparenza e la correttezza per provocazione, se si
intende per provocazione, provocazione sia, ma io devo riferire le
cose così come sono. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, giusto per capire, i 20
milioni servono perché il fondo non era stato ancora formato? Però
non c'erano i soldi?
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Allora, mi faccia capire. Non risponda all'onorevole
Cracolici, risponda a me.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Anche perché è un'analisi talmente iperbolica che non è questa la
sede per rispondere.
PRESIDENTE. Qual è iperbolica?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Quella considerazione
PRESIDENTE. Allora, lei risponda a me.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Anche perché se fosse sottostimato, dovremmo censurare i Revisori
dei conti che hanno espresso un parere favorevole sul punto,
quindi, evidentemente a bilancio l'appostazione c'è.
E' chiaro che nel momento in cui non è più possibile chiudere un
contenzioso che, attraverso una norma, si ipotizzava di poter
chiudere evidentemente vanno fatte delle riconsiderazioni.
Ho sentito la Ragioneria che mi ha chiesto sul punto un
approfondimento e il mio dovere era riferire all'Aula, se potevo
far finta di niente, ma io non mi assumo questa responsabilità di
proseguire facendo finta di niente. La Ragioneria ha espresso
l'esigenza di un approfondimento e io ne ho messo a conoscenza
l'Aula, com'era mio dovere, proprio per esigenza di trasparenza e
correttezza. E in questo senso mi muovo.
PRESIDENTE. Assessore, giusto perché ho il vizio di voler capire:
nel momento in cui c'è stato il voto favorevole a
quest'emendamento, mi sono andato a guardare l'emendamento - perché
neanche lo avevo visto prima - e ho letto che, di fatto,
l'emendamento ha un valore di 100 mila più 1 milione e 300. Questo,
oggettivamente, come dire, non è contestabile. Allora, voglio
capire
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
No, Presidente, dobbiamo vedere il petitum
PRESIDENTE. Capisco quello che lei dice, che servono 20 milioni,
ma perché di fatto il fondo era stato nutrito ma non c'erano i
soldi. Per cui oggi servono i 20 milioni da mettere al fondo.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Laddove non è approvato questo, dobbiamo riconsiderare; così mi
dice la Ragioneria e così riferisco, Presidente.
Io ovviamente mi muovo in sintonia con la Ragioneria. Quindi, ho
chiesto di effettuare degli approfondimenti con la Ragioneria e ho
avuto questa richiesta dalla Ragioneria e questa ripropongo.
PRESIDENTE. Dobbiamo capire perché questa cosa della Ragioneria.
Nel senso che a me risulta che...
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
La domanda, Presidente, se 5 milioni è l'ipotesi transattiva -
intanto io a memoria non posso ricordare qual è il petitum, sarà
credo 30 milioni il petitum - e, allora, nel momento in cui non si
percorre una soluzione transattiva a 5 milioni e ci si espone a una
condanna a 30 milioni bisogna fare delle valutazioni conseguenti.
Comunque, Presidente, questa è la posizione dell'economia e della
Ragioneria. Mi dispiace, non ne abbiamo altre. Chiedo di potere
parlare con la Ragioneria e di effettuare gli approfondimenti
richiesti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, siamo veramente stupiti. Oggi, viene
sottoposto nell'ambito della manovra un articolo che riguarda due
accordi bonari. E' veramente inusuale, già l'onorevole Cracolici ha
detto bene e meglio di me qual è la questione. Però, dico, è fuori
dal mondo, assessore Armao, se gli Uffici erano così convinti di
definire una transazione avrebbero dovuto sottoscrivere l'accordo.
In Aula non è mai arrivata, né ci sono gli altri consigli regionali
che sottoscrivono le ipotesi di accordo bonario per legge. E' una
procedura assolutamente inusuale. I dirigenti generali se ne erano
convinti si sarebbero dovuti assumere la responsabilità anche
perché la copertura a maggior ragione sul fondo rischi si sarebbe
potuta trovare. Quindi, censurare il voto dell'Aula o delle
opposizioni ci sembra veramente fuori luogo. Quindi, Presidente,
abbiamo poco tempo. Andiamo avanti anche perché ancora c'è
l'articolo 19 sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Questo volevo capire con l'Assessore. Io credo che
dobbiamo andare avanti, Assessore. Non è che ci possiamo fermare.
Quelli dopo come sono.
L'articolo 18 è stralciato. Colleghi all'articolo 19 ci sono solo
articoli soppressivi. Qual è l'intenzione dell'Aula. Di ritirarli o
no?
Allora, possiamo andare avanti. L'articolo 19 si può votare
tranquillamente. C'è solo un emendamento, il 19.10 del Governo.
Allora, si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. L'articolo 4 della legge regionale 24 settembre 2021 n. 24 è
abrogato.
2. L'articolo 14 della legge regionale 26 novembre 2021, n. 29 è
abrogato.
3. All'articolo 3, comma 1, della legge regionale 22 febbraio
2019, n. 1 le parole 31 dicembre 2021 sono sostituite dalle
parole 31 dicembre 2022 .
4. Al comma 21 dell'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6 e s.m.i. sono soppresse le seguenti parole ed all'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze .
5. L'articolo 2 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e s.m.i.
è abrogato.
6. Al comma 12 dell'articolo 5 della legge regionale 12 maggio
2020 n.9, le parole Le misure di cui al presente comma non sono
cumulabili con analoghe misure previste dalla normativa nazionale
sono sostituite dalle parole Le misure di cui al presente comma
possono essere cumulate fino alla concorrenza del cento per cento
del costo dell'investimento con altre agevolazioni a valere su
risorse pubbliche. .
7. L'articolo 12 della legge regionale 27 dicembre 2021 n. 35 è
così modificato: 12. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge
regionale 30 dicembre 2020, n. 36 e successive modificazioni dopo
le parole che siano concesse nel corso del 2021 sono aggiunte le
parole e del primo semestre 2022 .
8. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
73 ter del Regolamento interno.
9. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi dell'articolo
73 ter del Regolamento interno.
10. All'articolo 13 della Legge regionale 15 aprile 2021 n. 9, le
parole nel limite massimo di euro 129.421,44 sono sostituite
dalle parole nel limite massimo di euro 311.964,80 .
11. Il comma 3 dell'articolo 60 della legge regionale 15 aprile
2021, n. 9 e successive modificazioni è sostituito dai seguenti:
3. Il Consorzio di Bonifica 2 Palermo è autorizzato ad assumere a
tempo indeterminato il personale dipendente dell'ASCEBEM, in
servizio al 31/12/2021, secondo le esigenze funzionali ed
organizzative dell'Ente.
4. Al personale di cui al comma 1 si applicano le disposizioni di
cui al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre
1977, n. 106 e successive modificazioni, come sostituito dall'art.
1 della legge regionale 6 aprile 1981, n. 49.
5. la presente disposizione, che non determina nuovi e maggiori
oneri a carico del bilancio regionale, trova copertura sul capitolo
147303 (Missione 16, Programma 1). .
12. Al comma 1 dell'articolo 24 bis della legge regionale 3
novembre 2000, n. 20 le parole Per il triennio 2021-2023 sono
abrogate.
13. All'articolo 1 della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 5 la
denominazione Fondazione The Brass Group è sostituita dalla
denominazione Fondazione Orchestra Jazz Siciliana - The Brass
Group .
14. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
15. Alla legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 sono apportate le
seguenti modifiche:
a) le parole Assessore regionale per i Beni culturali ed
ambientali e per la Pubblica istruzione e le parole Assessorato
regionale dei Beni culturali ed ambientali e della Pubblica
istruzione , ovunque occorrano, sono sostituite, rispettivamente,
dalle parole Assessore regionale per i Beni culturali e l'Identità
siciliana ed Assessorato regionale dei Beni culturali e
dell'Identità siciliana ;
b) al comma 1 dell'articolo 10, le parole ad un dirigente tecnico
in servizio presso l'Assessorato da almeno dieci anni ed al comma
1 dell'articolo 22, le parole ad un dirigente tecnico in servizio
presso l'Assessorato regionale dei Beni culturali ed ambientali e
della Pubblica istruzione , sono sostituite dalle parole ad un
dirigente del ruolo unico dell'Amministrazione regionale ai sensi
dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 .
16. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
17. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
18. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
19. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
20. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
21. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
22. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
23. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
24. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
25. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
26. L'autorità competente individuata al comma 3 dell'art. 46
della legge regionale 15 maggio 1986, n. 27 è il Dipartimento
Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti dell'Assessorato regionale
dell'Energia e della Pubblica Utilità.
27. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
28. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno.
29. Disposizione stralciata dalla Presidenza ai sensi
dell'articolo 73 ter del Regolamento interno».
Riguarda abrogazioni di leggi. Gli emendamenti relativi alla
soppressione dei commi sono pure ritirati?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Il comma 1 e il comma 2 sono ritirati. Il comma 2 lo
vuole soppresso anche il Governo. Governo, vuole sopprimere il
comma 2? C'è l'emendamento soppressivo. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il comma 2 è soppresso.
Si passa al comma 3.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Allora, sul comma 3 c'è il 19.10 del Governo che
facendo seguito alle riflessioni formulate anche dal Partito
Democratico in sede di discussione generale non capivamo come
poteva farsi una norma retroattiva, cioè estendevamo i benefici del
bollo auto al 31 dicembre 2022 nella proposta di legge del Governo.
Ora, secondo l'emendamento del Governo, invece li estendiamo al 31
dicembre 2024. Quindi, li proroghiamo per 2 anni.
Noi non abbiamo capito, perché non ne troviamo traccia nella
manovra, ma la copertura finanziaria per ulteriori 2 anni di
proroga su questi benefici del bollo auto, su quali fondi è a
valere? Quindi, chiediamo chiarimenti al Governo da questo punto di
vista.
PRESIDENTE. Assessore, possiamo dare questo chiarimento?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Stavo guardando un'altra cosa. Qual è il comma?
PRESIDENTE. E' il comma 3. E' l'estensione del
BARBAGALLO....quindi chiediamo chiarimenti al Governo da questo
punto di vista.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Il
comma è il 3, estensione dell'esenzione del bollo. Evidentemente è
una minore entrata sulla quale c'è sostenibilità finanziaria. Non
dobbiamo dare copertura a una nostra minore entrata, basta
appostarla come minore entrata.
Questo avviene nel caso in cui determiniamo minori entrate nel
bilancio dello stato e allora dobbiamo dare copertura, ma se noi
stessi abbiamo un quadro finanziario che ci consente la
sostenibilità anche per il 2022
PRESIDENTE. Cioè nello stesso capitolo che era previsto.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Si, quindi è sostenibile. Noi abbiamo appostato una minore entrata
su questo.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. È semplice la situazione. Questa è una norma che credo
sia stata varata due anni fa ed era stata attribuita a questa norma
venti milioni o cinquanta milioni, adesso non ricordo. Siccome non
sono stati tutti utilizzati, perché ricordo a me stesso che si
trattava di autovetture fino a 1200 di cilindrata che avevano
l'ISEE, siccome non si è arrivati a spendere quella somma, io credo
che questa estensione, che è per tutti i siciliani, fino al 31
dicembre del 2024 sia una cosa utile per tutti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 19.10 del Governo.
Chi favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento soppressivo del comma 4 è ritirato.
L'emendamento soppressivo del comma 5, anche quello non è
necessaria la norma, quindi ritirato.
Si passa all'emendamento 19.6 soppressivo del comma 6
dell'articolo 19.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, come si legge nella relazione ci sono delle
difficoltà operative che hanno indotto a orientarsi in questo
senso, anche in linea con quanto prevede il Ministero dell'Economia
con la circolare n. 33 del 31 dicembre 2021, e quindi proprio per
venire incontro ad alcune imprese che hanno profili di difficoltà a
rendicontare ci stiamo muovendo in questo senso, per cui questa
cumulabilità è giustificata nella relazione propria con riferimento
all'esigenza di far fronte a domande, a istanze che vengono dal
sistema delle imprese.
PRESIDENTE. Non è ritirato allora. Lo pongo in votazione.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del comma 6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione
Presenti . 59
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 28
Contrari 20
Astenuti 0
(E' approvato)
Il comma 6 è soppresso.
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 7.
BARBAGALLO. Il comma 7, e mi rifaccio anche alla relazione degli
Uffici dell'Assemblea, a nostro giudizio dovrebbe essere
inammissibile, perché c'è un evidente contrasto normativo.
PRESIDENTE. Ma c'è un emendamento di riscrittura dell'onorevole
Savona.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Credo che sul comma 7, anche con il PD abbiamo le stesse
finalità, perché sono i contributi dello Stato, aiuti anche della
Regione, da poter dare alle aziende anche senza che abbiamo il
Durc.
Questo, naturalmente, in questa fase aiuta le aziende, nel post
pandemia, dopo di che io, Presidente, ho presentato un
subemendamento all'emendamento 19.24 per far sì che anche il
rilascio e rinnovo e i subentri delle concessioni demaniali
marittime si possa procedere anche in assenza di DURC in regola.
Proprio per la difficoltà
PRESIDENTE. Però, mi sembra di capire che per fare quello che
vuole lei, dobbiamo sopprimere il comma 7.
ARICO'. Sì, però probabilmente rimarrebbe l'obbligo per le
concessioni demaniali marittime. Allora, io ritengo, se ci fermiamo
un attimo e capiamo cosa potere fare per migliaia e migliaia di
aziende siciliane che potrebbero avere una boccata d'ossigeno sia
per i contributi, per la possibilità di continuare la propria
gestione, le migliaia di concessionari demaniali che potrebbero,
diciamo, sia avviare l'attività che subentrarne poi
PRESIDENTE. Un suggerimento.
ARICO'. Sì.
PRESIDENTE. Volendo Io essendo favorevolissimo alla sua proposta,
un suggerimento: se noi abroghiamo il comma 7, la norma passa e non
ci sono problemi, se lo modifichiamo rischiamo fortemente
l'impugnativa. Se lo vogliamo fare
ARICO'. C'è un altro comma riferito alle concessioni.
PRESIDENTE. Che va a rischio d'impugnativa. Assessore Falcone,
prego.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Grazie
Presidente per la parola.
Io volevo rispondere al collega Aricò. Purtroppo questa norma ce
l'ha chiesta il Ministero degli Affari Regionali perché, ricorderà
quest'Aula, che l'anno scorso facemmo una norma per esentare dalla
regolarità del DURC tutte le aziende che prendevano un contributo,
ci ricordiamo i tassisti, gli NCC e così via e tante altre aziende.
Il Ministero non impugnò la norma, ma facemmo una trattativa per
cui avremo bloccato quella norma non per tutto il 2022, ma soltanto
per il primo semestre del 2022.
Presidente, ecco perché questa norma preghiamo di farla passare
così com'è, perché altrimenti rischiamo d'impugnare tutto ed
inficiare tutto quello che abbiamo fatto. Cioè, lo Stato, così come
aveva fatto per il 2021, per la pandemia, esentando le imprese
dalla regolarità del documento contabile, ce l'ha consentito per il
2022, ma soltanto limitatamente al primo semestre, quindi non
possiamo ammettere subemendamenti o altro.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Non sapevo della trattativa con lo Stato e sono
assolutamente favorevole a non modificare l'assetto temporale,
proprio per evitare il rischio dell'impugnativa, però, se l'Aula
potesse decidere per migliaia e migliaia di concessionari di
demanio marittimo di potere aggiungere un comma affinché i soggetti
che non hanno il Durc in regola, che volessero rilasciato o
rinnovare o subentrare nelle concessioni demaniali lo possano anche
fare fino al limite temporale indicato dall'assessore Falcone.
Quindi, se ci fermiamo un attimo, facciamo un comma aggiuntivo, se
siamo tutti d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, capisco l'intervento dell'assessore
ma voglio dire, nei rapporti con lo Stato, se poi una cosa si fa
sei mesi dopo, noi facciamo campare i nostri che sono tutti in
situazioni di difficoltà estrema. Lo sappiamo tutti e due, per cui
io vorrei trovare la soluzione. Io lascerei il soppressivo,
sopprimiamo il comma 7 e poi quando
ARICO'. Ma col soppressivo, però, che riguarda gli aiuti
rimarrebbe l'obbligo perché il Dipartimento ambiente e territorio
di chiedere il Durc in regola, perché non è un aiuto è una
concessione demaniale.
PRESIDENTE. Sì, però non si capisce oggettivamente. La richiesta
del Durc dall'assessorato, per un motivo di concessione? Il Durc si
chiede quando si devono dare soldi, non quando si prendono però.
Eh, scusate. Questa è una cosa che bisogna chiarire con
l'assessorato.
L'assessorato territorio e ambiente chiede il Durc per dare una
concessione. Nella concessione è l'imprenditore che paga. Il Durc
ha un senso quando si dice io ti devo dare soldi, voglio essere
sicuro di non avanzarne se no non te li do. Ma nel momento in cui
si chiedono, che senso ha il Durc? Oggettivamente.
ARICO'. Presidente, ad oggi lo chiedono, e noi ogni anno in
finanziaria ci ritroviamo a parlare dell'argomento. Quindi se lo
potessimo declinare in una norma, in un comma
PRESIDENTE. Quindi, noi rischiamo di farci impugnare una norma
perché l'assessorato territorio fa una cosa che non può fare.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi Presidente lei ha
ragione come ha ragione il collega Aricò ed io condivido
l'emendamento. Il tema è che la normativa che permetteva il
rilascio, anzi la proroga delle concessioni se si ricorda - una
legge che noi abbiamo approvato prima che lo Stato ce lo concedesse
e prima ancora, ovviamente, della sentenza del Consiglio di Stato -
prevedeva che noi potessimo dare quella proroga ai concessionari
fino al 2033.
Noi siamo stati la prima Regione a farlo con legge, a condizione
che però i concessionari avessero, fossero in regola con la
normativa, in regola con i contributi, in regola con una serie di
normative previste. E aveva una logica allora. Stiamo parlando di
pre-pandemia. Non immaginavamo, ovviamente, che la pandemia
mettesse in ginocchio tantissimi concessionari demaniali e quindi,
oggi, ci troviamo di fronte a questo tema che, giustamente, è stato
sollevato dal collega Aricò e che è figlio della pandemia e della
crisi che abbiamo attraversato.
Per cui, non è per scusare l'assessorato al territorio e il
dipartimento, ma la normativa allora venne fatta perché noi avevamo
di prorogare le concessioni demaniali fino al 2033 con quelle
condizioni. Oggi è cambiato, quindi è giusto anche andare incontro
alle cambiate esigenze.
PRESIDENTE. È vero quello che lei dice, ma mi dovete spiegare
perché un'amministrazione chiede il Durc a qualcuno che gli deve
dare soldi.
SAVARINO. Erano proroghe. Perché noi gli davamo, di contro, la
proroga fino al 2033. Gliela davamo a condizione, però, che loro
avessero assunzioni regolari.
PRESIDENTE. Chiedo scusa. La logica del Durc è io ti devo dare
soldi, voglio essere sicuro di non avanzarne . Ma se tu mi devi
dare soldi, che senso ha chiedere il Durc?
SAVARINO. Era per evitare di prorogare, Presidente, allora - sto
parlando di pre-pandemia - stiamo parlando di pre-pandemia ed era
per evitare di prorogare fino al 2033 quei concessionari che non
erano sani, che avevano lavoratori in nero, e che non utilizzavano
un bene pubblico in maniera legale. Questo era il senso.
PRESIDENTE. Siccome, vi devo dire la verità, io e Aricò a questa
cosa ci teniamo molto, perché tutti e due conosciamo una marea di
persone che sono rovinate da questo fatto.
SAVARINO. Sì, no, io condivido, condivido. Volevo spiegare perché
allora abbiamo messo nella norma quello. Lo abbiamo messo perché
gli davamo la proroga, e volevamo eliminare quei concessionari che
vivevano nell'illegalità.
PRESIDENTE. Già allora non c'era, era l'assessorato che lo
chiedeva.
SAVARINO. Oggi è diverso perché la pandemia ha messo in ginocchio,
è chiaro.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, chiedo scusa. È una follia questa,
parliamoci chiaro. Un Parlamento serio, quando c'è una cosa
palesemente sbagliata, la deve correggere. Per cui questa è una
cosa palesemente sbagliata. Allora, io sono d'accordo con lei. Lo
accantoniamo, tanto ce ne sono altri accantonati. E, tra oggi e
domani, troviamo una soluzione. Accantoniamo l'articolo.
Noi vogliamo che il Durc venga chiesto quando lo Stato o la
Regione deve dare soldi, e non quando li deve prendere. Se Falcone
dice che non si può fare per tutto l'anno e non c'è niente da fare,
però quanto meno eliminare il Durc per coloro che pagano e non che
devono prendere soldi. Io credo che questa sia una cosa giusta.
Lo accantoniamo. Il Governo è d'accordo? Lo abbiamo accantonato
perché lo dobbiamo risolvere. È accantonato.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
intervenire per parlare anche di un tema. Avevo presentato degli
emendamenti, così come altri colleghi, all'articolo 19,
relativamente al personale dei Consorzi di bonifica ed ESA. Però
non trovo qui nel fascicolo, fra l'altro erano a spesa zero.
Chiedo al Governo di valutare di ripresentarli tramite gli
emendamenti governativi, perché effettivamente hanno posto appunto,
abbiamo studiato alcuni emendamenti che ci sono stati prospettati
dai sindacati ed erano assolutamente percorribili, a spesa zero,
allo scopo di utilizzare al massimo il personale storico che, ad
oggi, in parte non potrebbe essere utilizzabile.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, lei ha pienamente ragione, ma
essendo un aggiuntivo, come tutti gli aggiuntivi domani verranno
trattati in una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
in cui i Presidenti dei Gruppi, insieme al Presidente
dell'Assemblea, agli Uffici ed al Governo valuteranno quali sono
gli emendamenti che possono passare o meno.
Io spero che questo possa essere degno di essere passato e,
quindi, speriamo, di poterlo fare. Scusate, l'articolo 19 è
accantonato. No, accantoniamo solo il comma 7. Gli altri li
facciamo.
Allora. il comma 10 è ritirato?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Sul
comma 10 vorremmo un chiarimento dal Governo in ordine all'entità
del personale che viene stabilizzato anche perché, ovviamente,
chiediamo chiarimenti sia sull'entità sia sulla copertura
finanziaria, perché era anche un rilievo che hanno fatto gli Uffici
della Regione, e ci chiediamo come mai nelle procedure di
stabilizzazione e di rettifica dell'inquadramento non siano stati
inseriti i funzionari della Protezione civile. Per cui noi abbiamo
proposto uno specifico emendamento aggiuntivo e, sin da adesso,
facciamo voti affinché venga considerato. Ecco, però, prima di
ritirare il soppressivo, vorremmo dei chiarimenti sul comma 10, sia
sulla copertura sia sull'entità del personale da stabilizzare.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, anche io
volevo un chiarimento sul comma 11. Il comma 11 è dopo? Era sul
comma 11 il mio intervento.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo sul fatto che avevo presentato un emendamento che
aggiungeva un comma, però chiaramente anche questo è stato
PRESIDENTE. È aggiuntivo. Ne parliamo domani in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
MARANO. No, ci tenevo a dirlo perché è un emendamento
PRESIDENTE. Mi sa che domani l'onorevole Di Paola avrà un lavoro
molto lungo.
MARANO. Ci tengo un attimino a puntualizzare. È un emendamento che
vuole modificare il limite massimo dell'assunzione a tempo
indeterminato per i lavoratori dei consorzi di bonifica dal 50% al
75%, l'ideale sarebbe il 100%.
In questi giorni i lavoratori sono venuti sotto il Parlamento, li
ho ascoltati, abbiamo ascoltato le loro necessità, quindi faccio
l'appello, colgo l'occasione perché questi lavoratori hanno bisogno
di avere atti concreti da parte del Governo.
PRESIDENTE. Io spero che domani in questa riunione dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, diciamo che tutti gli aggiuntivi che
riguardano il personale, siano come dire abbastanza, credo, spero,
che si possa essere abbastanza larghi nelle valutazioni.
Andiamo avanti. Si passa al comma 11. No, il comma 10. Onorevole
Barbagallo, ha ragione. Il Governo? Cominciamo ad essere stanchi.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Si tratta degli ultimi 8 dipendenti, e la norma serve a coprire la
stabilizzazione di questi, dell'assessorato all'agricoltura.
PRESIDENTE. Benissimo. Si passa al comma 11. Prego onorevole
Campo.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, anche io
volevo dei chiarimenti sul comma 11 perché praticamente intanto è
un articolo che parla di una federazione o un consorzio di
associazioni per il consorzio di bonifica che riguarda ex dirigenti
e amministrativi, questa norma, che dice di non avere impegno di
spesa, però di fatto ha istituito un capitolo. Quindi, o l'una o
l'altra.
Poi non capisco perché una norma solo per il consorzio di bonifica
di Palermo, quando noi sappiamo che in Sicilia abbiamo una
situazione disastrosa dei vari consorzi di bonifica, e soprattutto
a Ragusa è stato anche licenziato del personale, quindi solo
Palermo con un articolo, con un capitolo che non doveva esserci e
invece non doveva esserci impegno di spesa e invece c'è un capitolo
di spesa. Ecco ci sono anche delle incongruenze in questo articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Mi permetto di rispondere io, credo che lo stesso possa
fare l'onorevole Savona che è stato il materiale estensore. Questa
è la terza volta che interveniamo in questa vicenda con legge. Tre
volte per affrontare un problema.
Primo, onorevole Campo, l'ASCEBM è un'associazione degli ex 11
consorzi di bonifica che ha un solo dipendente a Palermo perché la
sede dell'ASCEBM è a Palermo quindi è una persona che lavora a
coordinamento dei consorzi di bonifica che ripeto è un solo
dipendente. Noi abbiamo già fatto credo nella finanziaria scorsa,
una norma dando pure copertura finanziaria per consentire al
consorzio dove ha sede l'ASCEBM cioè quello di Palermo, di far
transitare la persona che è dell'ASCEBM al Consorzio di Palermo.
Cosa è successo? Prima abbiamo scritto al Consorzio Sicilia
occidentale. Si è scoperto che il Consorzio Sicilia occidentale,
siccome la famosa riforma non ha avuto esecuzione, e ancora si
chiama Consorzio bonifica Palermo 2, non mi ricordo come, ora si è
determinato il fatto che mancava la norma che specificava il
dipendente a quale data doveva essere in servizio. Quindi è una
norma che si limita a stabilire che la persona di cui parliamo è un
dipendente ASCEBM che transita al consorzio di Palermo 2 e non più
a Sicilia occidentale, che era la stessa cosa, e il personale è
solo quello in servizio al 31 dicembre del 2021, parliamo di una
persona che è in servizio da oltre 20 anni. Quindi non è uno
assunto nel 2021 o nel 2020 è da oltre 20 anni. Quindi per questo
la copertura finanziaria è data dal fatto che mentre prima la
dipendente viene pagata dai consorzi all'ASCEBM cioè dai due oggi
lo paga direttamente il consorzio perché diventa il titolare del
rapporto di lavoro. Quindi nulla di più di quello che è
semplicemente una norma di specificazione per definire, speriamo,
se per la terza volta va bene, se non c'è bisogno di una quarta
riscrittura perché qua le leggi come si suol dire non sono
sufficienti a sbloccare i problemi.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
onorevole Cracolici io le dico che, e penso di parlare anche per
l'onorevole Campo, noi a differenza vostra, palermitani, li abbiamo
stabilizzati tutti a carico nostro e non della Regione però a
differenza
CRACOLICI. A carico di chi??
DIPASQUALE. A carico nostro, dei comuni. Però, siccome allora la
questione è un'altra, la questione è che noi anche per le questioni
di Palermo ce ne facciamo carico quindi vogliamo tranquillizzare
sia lei che il presidente Savona che sia io che l'onorevole Campo
ci facciamo carico anche di questa piccola questione, che non
dovrebbe essere neanche motivo di discussione in un Parlamento. Ma
ce ne facciamo carico perché noi ci facciamo carico anche della
grande Palermo. L'importante è che non si diventi, in questa
Assemblea, Palermo centrici, dove Palermo è tutto, e il resto non
vale niente.
PRESIDENTE. Quindi votiamo l'emendamento di Savona, per
intenderci. Nel fascicolo. È il 19.25. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. La soppressione del comma 12? È ritirata. Del comma13?
Aspetto che qualcuno mi cali la testa oppure no. Il comma 12,
onorevole Lupo? Del comma 13? 15 Catalfamo? 15 voi non ci siete, ah
ci siete pure. C'è il soppressivo del Governo. Solo lettera B, che
è sia del Governo che di Barbagallo e Guacciardi, sempre lettera B.
Se lo dobbiamo fare, lo ha detto anche il Governo. La correzione A
è il cambio di denominazione, quello sostanziale è lettera B.
Pongo in votazione l'emendamento19.27 soppressivo del comma 15,
lettera B. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Che c'è nella lettera B? Va bene, abrogato.
Si passa all'emendamento 19.3. E' mantenuto il soppressivo?
BARBAGALLO. Il soppressivo lo ritiriamo, se il Governo ci spiega
le ragioni per cui anche l'assessore Armao ha spessore e
competenze, anche per la tecnica parlamentare, a nostro giudizio
era più giusto, come hanno rilevato gli Uffici, emendare l'articolo
46 della legge regionale 27 del 1986.
Quindi, o sospendiamo un minuto Presidente, lo correggiamo, ma
anche gli Uffici credo che hanno avvertito la stessa questione.
PRESIDENTE. Avete notizia se stasera i manicomi sono aperti? C'è
qualcuno che si deve ricoverare stasera.
Sul comma 26 stanno aspettando che il Governo dia un chiarimento,
e che credo che sia studiando un attimo per sapere che cosa
rispondere. Stiamo aspettando chiarimenti per l'eventuale
soppressivo, stiamo chiedendo.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Grazie Presidente. Io chiedo di sopprimere questo comma
26, che praticamente dice che l'autorità competente individuata al
comma 3 dell'articolo 46 della legge eccetera, numero 27 dell'86 è
il Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. Io chiedo di
sopprimere questo comma perché l'articolo 46 della legge di che
trattasi, si occupa delle fasce di rispetto, di protezione e di
distanza per quanto riguarda, appunto, gli impianti di depurazione.
Sappiamo che la distanza minima per legge è 50 metri, e siccome
noi ci ponevamo tutta una serie di preoccupazioni e dubbi, anche
relativamente alle competenze di natura sanitaria, alla competenza
di natura urbanistica, e non è un caso che nella norma originaria
l'autorità competente era stata indicata in maniera generica,
quindi, probabilmente, ci sarebbe anche la competenza in capo
all'Autorità di bacino. Quindi questo emendamento voleva essere più
che altro anche una richiesta di informazioni relativamente a
questa autorità dato in capo al Dipartimento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome questo era accantonato per
il comma 7, su cui invece ora avrebbero trovato una soluzione, cioè
se noi votassimo il 19.29 dell'onorevole Savona, con l'aggiunta di
un emendamento che ha scritto insieme agli Uffici l'onorevole
Aricò.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, questo emendamento è un aggiuntivo a
un soppressivo che, tra l'altro, parla di altro, cioè è a tutti gli
effetti un aggiuntivo.
PRESIDENTE. È una modifica a quello che era stato fatto, perché
quello che aveva scritto l'onorevole Aricò sull'eccezione che ha
fatto il Governo non poteva passare ed è stato modificato, ma è
sempre lo stesso.
CIANCIO. Se posso dire una cosa, su questo argomento il Governo
naviga a vista, la normativa sulle concessioni è stata falcidiata a
livello nazionale e a livello regionale per tutte cose che noi
abbiamo tra l'altro esposto tutte le volte in quest'Aula, tra
sentenze della Consulta, tra impugnative del Consiglio dei
Ministri, c'è stato detto chiaramente che per esempio le
concessioni non possono essere rilasciate quando sono fuori dalle
previsioni dei piani demaniali, c'è stato detto dalla Consulta che
non si possono fare le concessioni oltre il 2024, fino al 2023.
Stiamo parlando di un argomento che al momento, intanto, ha
bisogno di una normativa a livello nazionale, ma che dove tocchiamo
sbagliamo, perché finora qualunque legge abbiamo fatto è stata
sbagliata. Quindi, Presidente, io non toccherei ulteriormente norme
dove già abbiamo dato ampia dimostrazione di non saper gestire.
PRESIDENTE. Qua la questione che è stata posta dall'onorevole
Aricò - e che io personalmente condivido in pieno - non è un
problema di tipo demaniale, è il fatto che alle imprese che
chiedono la concessione viene chiesto il Durc.
Io ritengo che, nel momento in cui lo Stato deve dare soldi, deve
accertarsi che non li avanza dalla persona a cui li dà, ma nel
momento in cui non deve dare soldi, ma addirittura li deve prendere
io credo che
CIANCIO. Per la proroga era richiesta la regolarità del pagamento
dei contributi con la Regione, quindi chi ha ottenuto la proroga
che adesso è stata dichiarata illegittima, era in regola con il
pagamento dei canoni, non era in difficoltà, non aveva regolarità
contabile.
Io voglio dire una cosa: perché noi andiamo ad intervenire
sull'articolo 7, che dice Al fine di contrastare gli effetti
dell'emergenza sanitaria derivante dal covid, le agevolazioni
regionali non cofinanziate con fondi comunitari che siano concesse
nel corso del 2021 e del 2022 a favore delle attività economiche
non sono subordinate alla regolarità contributiva in deroga a
quanto disposto dalla disposizione in materia .
È generale questa norma, non parla né di concessioni né di altro,
c'è ricompreso tutto, quindi perché dobbiamo andare a specificare
una cosa
PRESIDENTE. Perché l'Assessorato continua a chiedere il Durc.
CIANCIO. Ma che significa, Presidente, la norma è chiara, basta
leggerla per capire che si applica a tutti. Perché dobbiamo
specificare mettendoci a rischio di un'altra impugnativa?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io credo che dobbiamo intenderci su cosa vogliamo fare.
Noi stiamo modificando l'articolo 7 della legge regionale perché ce
lo chiede il Ministero dell'Economia, e lo stiamo modificando, a
differenza di quanto è scritto nella legge che prevedeva anche per
tutto il 2022, solo per il primo semestre del 2022.
Quindi, se quella è una legge che consente le agevolazioni causate
dal Covid, quella legge, comunque, a mio avviso - credo che
l'assessore che ora è tornato potr�� meglio di me specificare -,
essendo una legge che era connessa ad una fase emergenziale per
aiutare le imprese, quella legge comunque si applica, cioè i sei
mesi, fino al giugno del 2022 gli enti sono autorizzati a non
chiedere il Durc.
PRESIDENTE. E invece lo chiedono, che possiamo fare? Lo diciamo
all'assessore Cordaro.
CRACOLICI. Ma se lo chiedono - mi permetto di dire - Presidente,
se lo chiedono non è che noi lo risolviamo facendo una legge
specifica che questa sì si presta a impugnativa, e facciamo più
danni di quanti ne risolviamo.
PRESIDENTE. Io sono d'accordo con lei, tant'è che pensavo di
eliminarlo a basta.
CRACOLICI. Allora se lo chiedono, delle due l'una. O questa legge
dell'articolo 7 è vigente fino al 30 giugno 2022, e tutte le
strutture dell'Amministrazione regionale, tutte, si coordinano con
una circolare che dice ai fini della richiesta ' anche perché
vorrei ricordare che il Durc lo rilascia l'INPS, e l'INPS nel
momento in cui c'è una norma che deroga la presentazione non lo
rilascia.
Quindi c'è un po' di confusione, perché se la norma generale dice
che tu non devi avere il DURC per accedere ai benefici, l'INPS non
te lo rilascia. E allora io credo che con una circolare - assessore
al territorio - con una circolare, a mio avviso, anche i suoi
Uffici potranno utilizzare l'articolo 7 della legge, così come la
stiamo modificando, ai fini della non richiesta del Durc, anche per
le ragioni che diceva lo stesso Miccichè che, oltretutto, in questo
caso non stiamo chiedendo il Durc perché dobbiamo dare soldi.
PRESIDENTE. Questo è un problema del tuo Direttore, non c'è niente
da fare. Possiamo fare un ordine del giorno in cui si invita
l'assessore a convincere il suo Direttore a fare rispettare la
legge?
CRACOLICI. Io credo che se viene impugnata fai più danni,
ricordati che siamo a maggio, se viene impugnata sarà impugnata
dopo, e sarà un caos. Quindi stai attento a quello che facciamo.
PRESIDENTE. Io sono d'accordissimo sul fatto che non sarebbe
necessario, però se facciamo un ordine del giorno in cui cerchiamo
di convincere l'assessore, di convincere stavolta il Direttore che
può dare onorevole Cordaro il problema è questo.
ARICO'. Presidente, qui c'è l'assessore Cordaro che potrebbe anche
rispondere in merito. Però, io rispetto al riferimento del rilascio
delle nuove concessioni, o al rinnovo, che sono state quasi tutte
rinnovate, e sappiamo essere rinnovate fino al 31/12/2023, al di là
della nostra norma, ci sono, colleghi, i subentri.
I subentri sono quei centinaia e centinaia di casi di soggetti di
concessionari che, purtroppo, dopo la crisi che c'è stata nei due
anni trascorsi, vogliono cedere la loro attività, e non possono
cederla se non in possesso di Durc. E allora blocchiamo una parte
dell'economia isolana e credo, Presidente, che un ordine del giorno
non sia bastevole a risolvere questo problema, perché il
Dipartimento - è chiaro - vuole il DURC e, al di là di quanto
stanno dicendo autorevoli colleghi, però questo problema il
Dipartimento l'ha posto ed è giusto, a mio avviso, per risolvere il
problema a centinaia di concessionari siciliani, di ovviare a
questa anche intenzione che il Parlamento, credo nella sua totalità
ha, lo scriviamo a rischio di farci impugnare questo comma,
Presidente, non succede niente.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, siamo in una situazione in cui il
Parlamento sta dicendo che il suo Assessorato, in un Dipartimento
preciso, fa qualcosa che riteniamo non si debba fare.
Ora fare la legge - mi riferisco a quello che ha appena detto
l'onorevole Aricò - come la troviamo la soluzione, ce lo dica lei?
O facciamo la norma o lo si convince
Che dobbiamo fare?
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Intanto volevo
sapere sull'emendamento 19.26.
PRESIDENTE. Ne parleremo dopo.
CORDARO, assessore per il territorio e ambiente. Possiamo fare
una norma, anzi chiediamolo al Parlamento nazionale, perché la
previsione di richiesta del Durc non l'ha inventata né il mio
Direttore né io, Presidente - mi dispiace doverle dire queste cose,
ma se serve glielo ricordo.
Cambiamo la norma nazionale e non sarà più necessario chiedere il
Durc.
PRESIDENTE. Perché per forza nazionale deve essere? È una cosa
per cui la gente sta impazzendo.
Onorevole Aricò che facciamo?
ARICO'. So perfettamente che l'obbligo lo dà una norma nazionale,
però l'Assessore Falcone ci ha detto che per le imprese, con
l'accordo con lo Stato, il Durc sarebbe possibile non richiederlo
soltanto nell'arco temporale che arriva fino al 30 giugno di
quest'anno.
Io, se c'è la possibilità di estendere questo beneficio anche ai
concessionari demaniali, mantenendo l'arco temporale
PRESIDENTE. Quello di cui stiamo discutendo.
ARICO'. Se si potesse, e l'Assessore Cordaro volesse recepire, o
di buon grado sposare anche questa norma, non so, forse potrebbe
risolvere la problematica.
L'Assessore Falcone ci diceva, per quanto riguarda la richiesta
del Durc per i benefici alle imprese, sarebbe possibile, però per
un arco temporale ristretto, che sarebbe fino al 30 giugno di
quest'anno. Se si può fare
Se si potesse fare, mantengo la richiesta di voto
dell'emendamento.
PRESIDENTE. Vorrei, come l'onorevole Aricò, che si possa trovare
una soluzione.
ARICO'. Poi ci prendiamo la responsabilità.
Presidente, abbiamo votato leggi
PRESIDENTE. Sono assolutamente d'accordo.
ARICO'. E siccome non è un aggiuntivo, a chi non piace voterà
contro.
CIANCIO. Presidente, insisto e dico che nonostante abbiamo un
obiettivo diverso io e l'onorevole Aricò, comprendendo il suo,
penso che con questo emendamento fa più danno che altro.
In questo momento c'è una norma vigente che si applica a tutte le
imprese.
PRESIDENTE. Ma se non è così, onorevole Ciancio.
CIANCIO. Se questa viene impugnata, viene impugnata solo per le
concessioni demaniali.
Se il subentro, io voglio sapere qual è il Direttore in questo
momento del Territorio e ambiente che firma un subentro con una
sentenza della Consulta che dice al 2023 devono scadere tutte le
concessioni. È l'anno prossimo il 2023
(Brusio in Aula)
CIANCIO. Quali sono i Direttori che firmano una cosa del genere
con la sentenza della Consulta?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Aricò)
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, si possono dire le cose senza
gridare
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Aricò)
PRESIDENTE. È inutile che continuiamo a discutere, lo voglio
mettere in votazione
La seduta è sospesa e riprenderà domani 11 maggio 2022, alle ore
11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.14 di martedì 10 maggio 2022, è
ripresa mercoledì 11 maggio 2022 alle ore 11.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa, anche se c'è ancora troppa poca
gente. Intanto, facciamo le formalità.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. Colleghi, gli articoli sono, praticamente, finiti.
Dobbiamo vedere poche cose.
Colleghi, Sospendiamo dieci minuti in attesa che arrivano tutti
gli altri. E' inutile che stiamo seduti qua. Proviamo a riprendere
i lavori alle ore 11.30, se ancora non c'è nessuno sospendiamo di
nuovo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11.22, è ripresa alle ore 11.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende dall'articolo 19. Si passa
all'emendamento 19.11.R, la riscrittura tecnica del comma 26, a
firma dell'onorevole Barbagallo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Poi ci sono gli emendamenti per i quali ieri sera, onorevole
Ciancio, ci eravamo fermati che sono il 19.29.1, subemendamento
dell'onorevole Aricò all'emendamento 19.29 che era a firma
dell'onorevole Savona.
Ecco l'onorevole Aricò. Siccome questo va votato perché non c'è
l'accordo dell'Aula, aspetterei un attimo che arrivino i colleghi.
Mentre aspettiamo votiamo altre cose.
Si passa all'emendamento 19.30, a firma del Governo che, di
fatto, sana la questione della transazione di ieri sull'articolo
che è stato bocciato per il contezioso.
Lo hanno visto gli Uffici ed è assolutamente perfetto. E' un
emendamento che costa 1 milione e 300 - ancora meno di quello di
ieri - però sana la questione.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Anche ieri era 1 milione e 300, solo che ieri era
scritto al contrario cioè che da 5 milioni diventavano 3 milioni e
700 perché calava 1 milione e 300, ma era lo stesso.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Aspettiamo questo di Aricò dove però c'era un minimo di diatriba
ieri.
Se si è risolta, altrimenti, lo mettiamo in votazione anche se
non sono sicuro che ci siano i numeri.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciancio
sull'emendamento 19.29.1, a firma dell'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
CIANCIO. Presidente, con un po' di più calma, oggi è un giorno
nuovo.
PRESIDENTE. Ieri eravamo anche stanchi, invece adesso siamo
CIANCIO. Eravamo stanchi.
Premesso che questo emendamento - e lo dico al collega Aricò -
secondo me o passa o non passa non cambia quella che al momento è
la legge vigente, che si applica a tutte le imprese.
Quello che ho cercato di dire ieri è che se facciamo una
specifica rischiamo di peggiorare la situazione perché rischiamo di
farci impugnare un testo per diversi motivi: 1) la Regione
siciliana sul DURC non può legiferare in maniera difforme rispetto
alla normativa nazionale - e questo lo ha detto ieri anche
l'Assessore Falcone -, ma se servisse ho anche una sentenza della
Corte Costituzionale che era su un altro argomento, sugli enti di
formazione, ma dice esattamente la stessa cosa. Sul DURC la Regione
non si può allontanare da quella che è la ratio della norma
nazionale. Questo sul DURC; 2) sulla questione delle concessioni -
e lo dico ma mi dispiace, perché veramente secondo me si sta
navigando a vista, perché anziché cercare di risolvere la
situazione, si cerca sempre di aggirare l'ostacolo - la sentenza
del 18 del Consiglio di Stato del 2021 è chiarissima e dice che le
proroghe attualmente sono illegittime. L'unico motivo per cui non
sono decadute subito è che il Consiglio di Stato ha riconosciuto
l'impatto socio-economico che può avere una decadenza di massa e ha
dato il tempo al legislatore per adeguarsi e per predisporre le
gare.
Quindi, tutto quello che possiamo immaginare nel frattempo
rischia di andare incontro a un'ulteriore impugnativa.
Collega, rischiate di scontrarvi contro un muro, così come il
Governo purtroppo ha fatto dall'inizio di questa legislatura fino
ad oggi, nonostante sia stato avvertito più volte.
Io continuo a dire: su questa questione bisogna sedersi a un
tavolo e trovare una soluzione che preveda le gare con indennizzi
per chi ha fatto investimenti, cosa che è prevista anche nella
sentenza del Consiglio di Stato. In altri modi non se ne esce da
questa situazione.
Io capisco che siamo anche a fine legislatura, quindi è comodo
dire: va bene facciamo quello che possiamo fare, tanto poi se ne
parlerà alla prossima legislatura . Ma secondo me questo non è un
modo onesto, intellettualmente onesto, di procedere anche nei
confronti dei concessionari.
Quindi, ho forti dubbi anche sull'ammissibilità di questo
emendamento. Detto ciò, votiamo. Se passa, secondo me, viene
impugnato. Dopodiché se volete insistere, insistete.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, capisco le perplessità e devo dire che
quando si votò la legge sul blocca nomine , in cui si bloccava
finanche il controllo degli enti che andava contro, addirittura, al
Codice penale vigente in Italia, quest'Aula decise di votare una
norma che probabilmente sarà impugnata. Ma se sarà impugnata sarà
vigente per la Regione siciliana, questo lo sappiamo.
E, allora, non sto parlando o il mio emendamento tende a dare un
arco temporale diverso alle proroghe. Sono consapevole che le
proroghe non si possono attivare se non fino al 31 dicembre 2023.
E' chiaro? Vorrei che l'Aula fosse conscia che con questo
emendamento le proroghe finiscono al 31 dicembre 2023. Ma sono due
stagioni: sono la stagione balneare 2022 e la stagione balneare
2023. Non chiediamo proroghe successive al 1 gennaio 2024.
E, allora, volevo porre un tema: il tema era soprattutto quello
dei subentri. Se in questi due anni ci sono dei concessionari che,
purtroppo, non hanno potuto lavorare in piena pandemia e vorrebbero
cedere la propria attività a un soggetto terzo, non potrebbero
cedere la loro attività se non in regola col DURC. Ma l'attività e
la concessione scadrebbero, in ogni caso, al 31 dicembre 2023.
Quindi non capisco quale possa essere il problema di eventuali
impugnative del Consiglio di Stato.
La sentenza del Consiglio di Stato cosa dice? Che non possono
esistere proroghe successive al 31 dicembre 2023.
Però, ritengo che il Parlamento regionale si debba intestare la
problematica di centinaia e centinaia di concessionari che,
purtroppo, probabilmente, sia nella stagione balneare 2022 che
nella stagione balneare 2023, saranno costretti a tenere chiuse le
proprie attività e a non poterle neanche cedere a terzi per avviare
nuovi investimenti ed anche qualche posto di lavoro in più.
Quindi, è un emendamento, secondo me, di buon senso, che se
dovesse essere impugnato, non lo so, abbiamo la certezza? Il
Parlamento si è espresso anche sul blocca nomine e, voglio dire,
i dubbi di costituzionalità c'erano e lo vedremo a breve.
Io dico: se diamo la possibilità, anche entro il 30 giugno di
quest'anno - quindi un arco temporale molto ristretto, sarà circa
30 giorni rispetto alla pubblicazione della finanziaria, che verrà
pubblicata forse a fine mese -, ci sarà giugno in cui queste
società potranno richiedere i subentri senza avere il DURC in
regola.
E, allora, ripeto, le concessioni demaniali non potranno avere un
tempo superiore al 31 dicembre 2023 e credo che già il prossimo
anno l'Assessorato ambiente e territorio metterà a gara se il
Governo, se il Parlamento nazionale non deciderà in maniera diversa
ma è dibattito di questi giorni quello di prorogare oltre il 2023,
lo vedremo a breve, però ritengo un voto di coscienza, un voto
valido per le centinaia di imprese siciliane che vogliono avviare
questo tipo di procedura. Grazie.
PRESIDENTE. Benissimo, noi comunque lo mettiamo in votazione
perché
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusate, avevo capito che la questione di cui
parlavamo era relativa al DURC non alle proroghe. Poi quelli sono
gli effetti, diciamo, per cui
Il tema è uno - che credo che con molto buonsenso dovremmo
affrontare: oggi stiamo intervenendo sulla legge che avevamo fatto
l'anno scorso perché il Ministero dell'economia ci ha in qualche
modo intimato, pena l'impugnativa, di ridurre il periodo di
utilizzabilità della cosiddetta norma Covid, per cui in qualche
modo fino al 31 dicembre la legge nazionale consentiva di non
operare col regime del DURC riferito al periodo Covid. Noi
l'abbiamo estesa al 2022, lo Stato ci ha chiesto o la modificate,
o la impugniamo , la sostanza era questa.
Ora, cosa stiamo dicendo? Che la norma che stiamo riducendo al 30
giugno si possa utilizzare oltre che per il regime, diciamo, degli
aiuti per cui non è previsto il DURC si possa utilizzare anche per
le procedure amministrative connesse alla vicenda del demanio,
quindi proroghe e subentri.
Io però lo dico al collega, temo con grande preoccupazione che
siccome questa norma può essere impugnata non avrete un funzionario
che, in assenza di una norma che diventa efficace, si assumerà la
responsabilità di fare un atto in difformità alla legge perché in
quel caso ne risponde personalmente, non perché la legge è vigente.
Perché quando la legge se dovesse essere dichiarata
incostituzionale gli atti prodotti durante il periodo sono nella
responsabilità del funzionario che li produce. Quindi, temo che con
questa legge potremmo creare uno strumento di pressione, di
responsabilità patrimoniale, ripeto, tenete conto che nel settore -
così lo dico a bassa voce - ci sono stati episodi anche delicati,
processualmente in itinere, alcuni dei quali non sono solo di tipo
patrimoniale, ma sono addirittura di tipo penale, quindi credo che
con questa legge stiamo incartando il procedimento amministrativo.
Quindi, capisco le questioni che pone ma qui stiamo dicendo che
una legge che si applica ai regimi di aiuti possa essere utilizzata
per i regimi autorizzatori quando la legge nazionale, perché le
procedure connesse al demanio eccetera, eccetera, tutta la partita
DURC è disciplinata dalla legge dello Stato e come si è ribadito
non abbiamo la competenza per poter operare sull'esenzione o meno
del DURC.
Quindi, è un tema sul quale capisco il collega che lo pone però,
attenzione, rischia di fare più danno perché non solo accende i
fari e riaccende i fari, ma determina la paralisi amministrativa
perché per quel che conosco io di questa Amministrazione mi pare
difficile che qualcuno si assuma la responsabilità con una legge
sub iudice come questa di fare atti di cui poi ne risponde
personalmente.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Sì Presidente, da un punto di vista tecnico giuridico
ovviamente non condivido le perplessità dell'onorevole Cracolici
perché se una legge viene pubblicata è una legge vigente e innanzi
a una legge vigente qualsiasi funzionario o dirigente non ha la
facoltà o l'opzione ma ha l'obbligo come tutti i cittadini italiani
di osservarla.
Se putacaso il dirigente o il funzionario non dovesse osservare
la legge e lì che effettivamente, se diffidato previamente ai sensi
del 328 secondo comma, è lì che va a violare la norma penale.
Io credo, e questa è la mia posizione personale, che la norma
proposta dal collega Aricò - pur con le perplessità che ognuno ha,
per carità ci mancherebbe altro, condivido in parte qua le
osservazioni della collega Ciancio - sia una norma di grande buon
senso, limitandola ovviamente temporalmente perché, altrimenti, si
rischiano anche per tutte le questioni connesse e correlate al
problema concessioni altre conseguenze.
Ovviamente, se c'è una legge è una legge, poi non è detto che
venga impugnata, perché quante volte si è detto - ricordo una legge
a firma mia e dell'onorevole Pasqua sull'inquinamento -, no questa
legge verrà impugnata, il Consiglio dei Ministri l'ha vergata e
vistata immediatamente senza alcun rilievo e alcuna osservazione.
Quindi, in ogni caso, e aggiungo e concludo, l'eventuale
impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri, davanti all'alta
Corte non significa che la Corte Costituzionale possa dichiarare
illegittima una norma.
La Corte Costituzionale è chiamata a decidere, quindi siccome a
me pare una norma di buon senso, Presidente, con tutte le
perplessità, perché veda Presidente tutte le norme suscitano
perplessità.
Ieri l'assessore Armao affermava, sicuramente avendo riminiscenze
dei suoi studi giuridici, che tutte le norme sono perfettibili, la
norma perfetta non esiste, da millenni il diritto che è una
straordinaria scienza si evolve o ha subito anche delle
involuzioni, ma questo è un'altra storia e merita altre sedi e
altri dibattiti soprattutto in materia di garantismo, ma non vi
voglio annoiare con argomentazioni, non voglio divagare. Io
personalmente voterò a favore l'emendamento proposto dall'onorevole
Aricò per le ragioni che ho evidenziato.
PRESIDENTE. Bene. Se non ci sono
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PERSIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Per dichiarazioni di voto, Presidente, siccome ribadisco
secondo me questa norma può essere peggiorativa e rispetto alla
norma esistente potrebbe creare dei problemi, dico votiamo, non
chiederò né voto palese, né voto segreto, passa questa norma, tra
qualche mese ci rivedremo, secondo me il collega si sta prendendo
una responsabilità molto grande, se l'assuma fino in fondo
dopodiché ne riparleremo tra due mesi.
Io quello che dovevo dire l'ho detto e ovviamente il Movimento
Cinque Stelle è contrario a questa norma.
PRESIDENTE. E' stata molto chiara nella sua dichiarazione di
voto. Comunque pongo in votazione il subemendamento 19.29.1
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Astensione, va bene, me lo faccia porre in votazione.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Certo quando io pongo in votazione voi dite astenuti.
Rimetto in votazione, ancora non avevo iniziato la votazione,
rimetto in votazione il subemendamento 19.29.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi; il Partito del PD è
astenuto.
(È approvato)
Benissimo. Si passa all'emendamento 19.29 che era invece quello
dell'onorevole Savona. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Colleghi, sono rimasti da completare gli articoli 7, 13 e 16.
Riprendiamo l'articolo 7, un attimo, che mi stanno ridando il
primo fascicolo perché eravamo già arrivati al secondo. Mi dovreste
ridare il primo quello che era mio che ho gli appunti. Va bene, non
ha importanza datemi, a meno che non è qua dentro. Sì questo
benissimo. Allora per quanto riguarda l'articolo 7, l'emendamento
soppressivo del comma 3 è ritirato, onorevole Lupo?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, non mi ricordo più ieri chi
presiedeva nella lunga giornata. Durante il dibattito, abbiamo
chiesto che l'articolo 7 venisse accantonato per approfondire
alcune questioni, speravamo che almeno oggi l'assessore Turano si
facesse vedere in Aula ma, evidentemente, è così impegnato quindi
Anche perché i conti continuano a non tornare, noi volevamo
capire le ragioni per cui al primo comma siano state inserite
soltanto le attività estrattive, manifatturiere, della logistica e
i servizi della tabella 5.1.
Le rassicurazioni che ieri ci ha fornito l'assessore Armao non ci
hanno convinto per niente, perché dalla tabella 5.1, assessore
Armao, che poi depositiamo ci sono una trentina di categorie
previste nel decreto controfirmato, quindi abbiamo presentato due
emendamenti che, a nostro giudizio, rendono più giusto e più equo
l'articolo 7, sia tra le categorie ammesse al beneficio della norma
e sulla definizione dell'unità locale che è quella, a nostro
giudizio, più conducente che fa riferimento al Codice civile.
Quindi le chiediamo, Presidente, di metterli in votazione.
PRESIDENTE. Allora, scusate un attimo perché su questa cosa che
ha detto l'onorevole Barbagallo, ieri c'è stata una riunione, una
discussione perché mi sembra che l'attività estrattiva addirittura
non fosse neanche prevista nella tabella, quindi vorremmo capire
com'è che viene inserita.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. No, ma il PD fa un emendamento. Assessore, però se è
cambiata la tabella noi abbiamo questa.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. Scusate, fatemi capire se è cambiata la tabella,
Assessore, noi abbiamo
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Al microfono, ecco bravo, grazie. Un attimo, un
attimo, accendete il microfono all'Assessore.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Allora, comprendo lo spirito diciamo, onnicomprensivo, inclusivo
ecco, lo spirito inclusivo che sta animando l'emendamento. Lo
comprendo lo sostengo parimenti.
Ho fatto già una verifica ieri con il dottore Sciuto, persona
serissima del nostro Dipartimento, che ha seguito le ZES in questi
anni sin dalla genesi. Quell'elenco è l'elenco delle potenziali
attività che entrano in ZES secondo la norma originativa dello ZES,
dopodiché ogni Regione ha fatto un piano strategico, che è passato
del Ministero del Sud, come è noto, c'era al tempo il ministro
Provenzano che ha fatto l'istruttoria e ha mandato alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri per approvare quel decreto.
Noi abbiamo messo le tipologie che sono in quel piano strategico
approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
non abbiamo fatto né un allargamento, né un restringimento. Il
rischio qual è? Che andando a inserire un'articolazione più piena e
più estesa delle tipologie andiamo al di là del piano strategico
che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato alle ZES
della Sicilia, non c'è alcuna volontà di escludere questo o quello,
ma ci infiliamo in un sistema che ha avuto un iter che è passato
dalla Regione, è andato al Ministero del Sud e poi è andato alla
Presidenza del Consiglio. Personalmente se vogliamo inserirle tutte
possiamo pure inserirle, ma c'è il rischio
PRESIDENTE. Noi non abbiamo la possibilità di avere una copia di
questa delibera in modo che così si fa vedere
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Certo, non ho niente da nascondere. Figuriamoci.
PRESIDENTE. Hanno facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo prima
e poi l'onorevole Calderone.
BARBAGALLO. Signor Presidente, trattiamo nello spirito
assolutamente collaborativo da parte delle opposizioni questa
materia in modo inusuale sempre perché non c'è stato il passaggio
nelle Commissioni di merito dove tanti ragionamenti avrebbero
potuto farsi in modo più sereno e più approfondito.
PRESIDENTE. Noi lo stiamo facendo pure serenamente.
BARBAGALLO. Le riflessioni comprensibili dell'assessore Armao a
noi comunque non ci convincono. Noi riteniamo che l'Aula sia
sovrana. Se arriva una norma dove ci sono dei benefici si
disciplina per legge. Per legge ci sono, presidente Miccichè, altri
20 beneficiari che ne hanno diritto e noi siamo per includere
tutti. Legittimamente il Partito Democratico la pensa così.
Certamente, sul piano strategico un passaggio parlamentare, al di
là del susseguirsi dei governi, si sarebbe dovuto fare con dovizia
di particolari anche con un dibattito. Quindi, non siamo stati mai
coinvolti, la tabella 5.1 prevede innumerevoli beneficiari
soprattutto, presidente Miccichè, delle categorie del commercio che
con l'articolo 7 sono completamente escluse, nonché dei servizi di
digitalizzazione informatici che pure hanno diverse categorie e
sono esclusi, quindi, questo è il senso dell'emendamento per cui
chiediamo che venga posto in votazione e la pensiamo così, per non
fare figli e figliastri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.
CALDERONE. Signor Presidente, credo che il problema tecnicamente
sia risolvibile perché quello che afferma l'onorevole Barbagallo
non è una questione di poca maniera perché escludere delle imprese
potrebbe cagionare alle stesse imprese e a tutto il territorio e
posso aggiungere a tutta la Sicilia dei danni non di poco conto.
Se noi a questo emendamento riuscissimo a inserire due parole,
onorevole Barbagallo, anche con un subemendamento, sono sostituite
le parole a tutte le imprese operanti nei settori delle attività e
comunque non in contrasto con il piano strategico o comunque
comprese nel piano strategico, o compatibilmente al piano
strategico' avremmo risolto il problema. Basta subemendare così non
escludiamo nessuno.
PRESIDENTE. E' di buon senso.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, capisco il senso del ragionamento
del collega, però il piano strategico. Qui si fa riferimento alla
tabella 5.1 e la tabella 5.1 è citata dalla disposizione che ha
proposto il Governo. All'articolo 7 comma 1 si dice che le
imprese operanti nei settori delle attività estrattive,
manifatturiere, della logistica e dei servizi indicati nella
tabella 5.1 , quindi la tabella 5.1 è vigente. Allora è una scelta
che il Governo fa di individuare solo quelle tipologie esistenti
nella tabella 5.1.
Il ragionamento che fa il PD è di dire: se ci sono agevolazioni -
ricordo che tra l'altro stiamo parlando di agevolazioni regionali e
non agevolazioni che si incrociano con quelle nazionali -, noi qui
stiamo dicendo che queste agevolazioni che opereranno fino al 2023
vanno estese a tutte le tipologie di imprese che si insediano di
cui alla tabella 5.1 che cista il Governo e non solo quelle del
cosiddetto piano strategico che era un piano, come dire, più
economico che non di tipologie di aiuti.
Ecco, perché mi pare del tutto evidente che la proposta tenda ad
ampliare la platea dei potenziali beneficiari che possono avere le
agevolazioni di cui a questa norma perché questa è semplicemente
una norma che si aggiunge alle agevolazioni già previste dallo
Stato.
PRESIDENTE. I ragionamenti mi sembrano tutti assolutamente logici
e validi. Dobbiamo capire se vogliamo trovare una soluzione tipo
quella che diceva l'onorevole Calderone per evitare di andare
giusto in contrasto col piano strategico, oppure lasciarla così
perché, comunque...
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Se
questa è una mediazione mettiamo la tabella 5.1. La Commissione è
pure favorevole.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Sì, il 7.20. Scusi il 7.16.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Ah, fuori sacco. Si passa al 7.17, quello dell'unità locale. 7.16
approvato. Si passa al 7.17.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al 7.14, del Governo. Questo è sempre fuori, sempre di
ora, che conoscete tutti?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, ieri, sulla proposta, con l'onorevole Damante
avevamo deciso di tornare alla stesura originale. Quindi, gli
emendamenti del Governo, per quanto riguarda il finanziamento, sono
ritirati.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Scusate, io non me lo trovo.
PRESIDENTE. Lo diamo il 7.14 al Governo, per favore?
CRACOLICI. Anche all'Aula.
PRESIDENTE. E, allora, il 7.14 non ce l'ha nessuno, per cui lo
dovete distribuire. Intanto, l'assessore illustra il 7.14. Aspetti
un attimo che lo prendono.
PRESIDENTE. E' arrivato l'assessore Turano. Questo ci fa piacere.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Certo, in questa occasione, quella di Armao è
assolutamente ordinaria, visto che è sempre qua. Quindi, quella
straordinaria è quella di Turano.
Allora, lo avete ricevuto tutti? Assessore, se lo può illustrare.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Il 7.14.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, è velocissimo. Questa è una proposta che viene
dal dottor Lasco che, come sapete tutti, è l'Autorità di gestione.
Ha chiesto questa integrazione per una più agevole rendicontazione
dei fondi. Quindi, se si può lasciare questa espressione; ripeto,
ha una valenza squisitamente tecnica ai fini della rendicontazione.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ai
fini della rendicontazione.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Certo. Siccome si tratta di risorse extraregionali che vanno
rendicontate, l'Autorità di gestione chiede di fare questa
specificazione, perché questo rende sicura la rendicontazione. E'
un fatto tecnico.
PRESIDENTE. Se è un fatto tecnico che viene richiesto, voglio
dire
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parliamo del 7.14?
PRESIDENTE. 7.14.
LUPO. Mi pare di rilevare, dalla lettura dell'emendamento, che la
novità sostanziale è che si richiede alle aziende fruitrici dei
benefici previsti dall'articolo che ci sia un aumento del numero di
lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo
indeterminato. Cioè, mi sembra questa la cosa fondamentale.
CRACOLICI. E noi la condividiamo.
LUPO. Ovviamente, su questo presupposto, noi non possiamo che
essere d'accordo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Unità locale, c'è da sistemare. Lo facciamo col
coordinamento formale, qui con gli Uffici.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.4.R, che era previsto già nel
fascicolo. E' stato riscritto perché così per com'era non si poteva
accettare, perché era inammissibile. L'avete ricevuto tutti?
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Non l'hanno ricevuto?
CRACOLICI. Tutti gli emendamenti
PRESIDENTE. Un momento. E non lo so, ma io penso che ce li
abbiate. Non ce li hanno questi?
Li avete, li avete tutti.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, onorevole Lantieri un momento, un
momento senza gridare, senza gridare, un momento. Onorevole
Lantieri qual è il problema che ponete voi? Lo illustri lei,
onorevoli Lantieri.
LANTIERI. Le ZES sono uguali per tutte. Siccome c'è un problema di
aree interne stiamo parlando che la zona di Enna è per eccellenza
delle aree interne, era prioritariamente, non era escludere
nessuno, prioritariamente da dare un aiuto di iniziare con le aree
interne, non era esclusione di nessuno, signor Presidente,
assolutissimamente qua le altre aziende che fanno? Le aziende sono
tutte uguali. Le ZES sono uguali, come sono uguali in Sicilia, in
tutta Italia, perciò non c'è un discorso di campanilismo, era un
discorso di priorità. Avevo parlato anche con l'assessore Armao.
Punto.
PRESIDENTE. Il problema della priorità è soltanto in funzione
delle risorse.
LANTIERI. No, non è di togliere risorse a nessuno,
assolutissimamente, è un prioritariamente per le zone interne che
sono più svantaggiate, non che devono avere più soldi. C'è un
equilibrio, prioritariamente quando si inizia; si inizia con le
zone interne. Basta. Perché si parla e ci si sciacqua la bocca di
zone interne che c'è lo spopolamento, che devono essere aiutate le
imprese, poi, quando c'è da fare qualcosa, diventiamo tutte zone
balneari.
PRESIDENTE. Grazie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, comprendo le ragioni della collega però
il problema è l'esiguità dello stanziamento. Dieci milioni di euro
sono davvero niente, cioè significherebbe spendere questi pochi
soldi solo per le aree interne, verosimilmente. Se il Governo è in
grado, invece di dieci di mettere cento milioni di euro capisco il
buon senso di dare una mano in più alle aree interne che sono più
in difficoltà ma, diversamente, significa dare dieci milioni di
euro esclusivamente alle aree interne. Questo lo dobbiamo sapere;
ovviamente questo sarebbe un problema molto serio.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, credo che quello dell'onorevole
Lantieri sia un grido di dolore
PRESIDENTE. Per favore, facciamo un attimo di silenzio.
CALDERONE che possiamo, in una qualche maniera, recepire anche
con un subemendamento, magari in maniera proporzionale e
proporzionata, specificandolo, onorevole Lupo, proprio per evitare
il problema che ha sollevato l'onorevole Lupo, però le
preoccupazioni dell'onorevole Lantieri dovrebbero essere le
preoccupazioni di tutti i deputati, perché siamo deputati di
Sicilia, quindi le aree interne sono oggettivamente penalizzate;
addirittura, si sta e si è fatto in passato un gran lavoro per
cercare di portarle o riportarle allo stesso passo di altre aree,
tra virgolette, privilegiate. Quindi, per evitare tutto, anche qui
credo che con un subemendamento, facendo delle proporzioni e
vedendo tra l'onorevole Lantieri e l'onorevole Lupo si può arrivare
ad una soluzione proprio per non danneggiare le aree interne ma
neanche per privilegiarle del tutto.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Sì, signor Presidente, intervengo al fine di fare una
proposta. Prima di tutto rilevo che comunque per come è scritto
l'emendamento, anche qualora si volesse accogliere il merito, si
dovrebbe comunque formularlo in maniera corretta, indicando nelle
aree operanti, nelle ZES delle aree interne, altrimenti qui stiamo
parlando nelle aree interne delle ZES, per cui praticamente
diciamo no, è un'attenzione perché se no
PRESIDENTE. Onorevole, ma è chiarissimo, ha ragione, sono due cose
diverse. Perfetto.
ZAFARANA andiamo a fare cattive norme. Posto questo diciamo è
interesse nostro fare anche con norme che siano prive di
fraintendimento, poiché bisogna attuarle qualche volta e nei tempi,
perché qua parliamo di ZES dal 2017 e ci abbiamo messo cinque anni
per concretizzare una perimetrazione e ora siamo ancora allo start,
ma detto ciò il mio intervento è in termini di contributo rispetto
alla possibilità di una risoluzione di questo tema, posto che siamo
tutti deputati della Regione e siamo tutti favorevoli alla
promozione delle ZES e delle funzioni che a queste sono state
assegnate dal decreto nazionale e che abbiamo recepito in Sicilia.
Si potrebbe, eventualmente, così come leggo, nelle intenzioni del
714, dove è stato individuato un aspetto premiante, premiale nella
parte relativa alla possibilità del numero di lavoratori dipendenti
con contratto di lavoro a tempo indeterminato, quindi, è un aspetto
che è premiante, si potrebbe individuare per le ZES e le aree
interne un altro aspetto premiante che non sia discendente solo
dalla localizzazione, perché qua parliamo di localizzazione mera,
ma un aspetto premiante, discendente dalle attività delle ZES nelle
aree interne che può dare una spinta maggiore all'interno, senza
peraltro mortificare nella cifra complessiva, che è esigua, quella
di 10 milioni di euro sul Fondo azioni regionali, per tutte le
altre ZES del territorio.
Era in termini di contributo alla riflessione per potere chiudere
questo ragionamento.
PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Lantieri è una proposta Ad
esempio, nella logica europea, che vengano favorite le aree più
svantaggiate è un fatto assolutamente normale, non c'è nessuno
scandalo. Peraltro, le zone di cui parla l'onorevole Lantieri sono
le zone che anche in Sicilia sono quelle più svantaggiate, dal
punto di vista economico, che hanno il PIL più basso rispetto alle
altre, per cui non è che è scandaloso che si desse una priorità di
aiuto alle zone che sono più svantaggiate rispetto alle altre, a
prescindere dal numero degli assunti.
Se si potesse trovare una formula, esattamente come diceva
l'onorevole Zafarana, così come nel 714, in funzione del numero
degli addetti, se nella graduatoria si potesse dare uno 0,10 per
cento in più di valore a quelle imprese che sono nelle ZES delle
aree interne, secondo me, anche questo avrebbe una logica e
potrebbe essere comunque un aiuto rispetto alle altre.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, capisco che su ogni cosa proviamo a
individuare una specificità che costituisca più specifica degli
altri. Primo: le ZES in Sicilia, per una scelta strategica e
politica della nostra Regione, abbiamo costituito due macro aree.
La filosofia delle ZES: erano aree di marginalità alle portualità.
Noi abbiamo fatto due grandi macro aree inserendo aree cosiddette
Sdi portualità , aree più interne, ecc.
Oggi, noi che cosa vorremmo fare? Con questa misura stiamo dando
un ulteriore incentivo di fiscalità di vantaggio a tutte le aziende
che saranno allocate all'interno di quelle aree. Per quanto attiene
le aree interne, voglio ricordare che esistono già politiche e
strumenti, ad esempio la SNAI, la strategia nazionale delle aree
interne. Evitiamo di mettere le cose contro ed evitiamo di fare
confusione su ogni cosa. Le ZES sono ZES perché dobbiamo
incentivare l'allocazione di imprese in aree che abbiamo
individuato che servano a creare un sistema di contesto di
sviluppo.
Ecco perché è sbagliato individuare una priorità, una
specificità, perché il tema che stiamo provando a sviluppare è
quello di polarizzare, far diventare i territori elemento
attrattivo per le imprese, soprattutto per imprese la cui
allocazione ha margini di sviluppo connesso ai trasporti, ecc.
Penso che sia sbagliato, non perché voglio essere contro la
priorità - prioritario non vuol dire niente -, ma che sia sbagliato
stabilire una diversità fra le imprese.
Ecco perché abbiamo fatto l'emendamento di dire tutte le imprese
dell'elenco 5.1 devono potere utilizzare i benefici.
Ora, da un lato estendiamo, dall'altro lato specifichiamo; mi
pare sbagliato.
Ripeto, chiedo alla collega che capisco, è eletta ad Enna ed è
giusto che difenda il suo territorio, ma non c'entra nulla nella
fattispecie. E 'un modo di complicazione di cose semplici.
PRESIDENTE. Devo essere sincero. Nel momento in cui un'impresa
deve scegliere un posto in una ZES per andarsi a localizzare, è
chiaro che se trova un posto che è vicino 5 km dalla ferrovia
piuttosto che dall'autostrada, le viene certamente più comodo non
trovarne uno che è a 50 km dalle ferrovie o dall'autostrada.
Non c'è dubbio che ci sono alcune aree che sono comunque
svantaggiate - anche fosse solo per i chilometri, per la distanza
che hanno rispetto ai mezzi di trasporto grandi, cioè ferrovie e
gommato -, perché è chiaro che se vanno in queste aree il solo
trasporto da lì all'autostrada costa loro di più che se sono
vicine.
Non considero un'aberrazione quella che sta presentando
l'onorevole Lantieri.
Nella logica europea, quando sono stato a gestire i fondi
strutturali, era una delle prime cose che si teneva in
considerazione.
E' chiaro che se un area è lontana dall'autostrada e l'altra è
vicina, è ovvio che quella vicina è scelta più facilmente che non
quella lontana. Per fare scegliere anche quella quindi si davano
degli incentivi in più. Non trovo veramente niente di strano.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Abbiamo esagerato in questa finanziaria.
PRESIDENTE. L'Assessore rimane in piedi solo per un problema
fisico non perché vuole la parola a tutti costi.
DIPASQUALE. Lo so e lo capisco bene, non vorrei essere al posto
suo.
Signor Presidente, Assessori, la verità è che abbiamo uno dei
grandi assenti in questa finanziaria, le aree interne, le zone
franche montane.
Ci sono quelle aree della Sicilia che purtroppo vivendo in
maniera più pesante una crisi che è complessiva, la vivono in
maniera molto più grave, più presente, ma è chiaro.
Se realtà, come possono essere altre parti della Regione, hanno
comunque la possibilità di trovare soluzioni, sviluppo e si stanno
magari riprendendo grazie al turismo, alle potenzialità di quei
territori, le aree, le zone franche montane, le aree interne, tutto
quello che è stato sempre più svantaggiato, oggi lo svantaggio è
doppio.
In questa finanziaria, tra le tante difficoltà che ci sono,
questo tema non è trattato. Ci siamo?
Bene fa l'onorevole Cracolici a dire che il problema non è che
vogliamo dimenticarci delle aree interne o delle zone franche
montane, ci mancherebbe. Noi abbiamo l'esigenza, stiamo discutendo
sulle ZES e stiamo attenti a non sbilanciarci affinché salti tutto
l'impianto generale delle ZES.
Allora, va bene il ragionamento, però, secondo me, questo
Parlamento un segnale lo deve dare.
Ora, io ho presentato un emendamento aggiuntivo - ma ce ne
saranno sicuramente anche altri - che riguarda le zone franche
montane.
Mi permetto di ricordarvi che questo Parlamento, noi tutti
insieme, a fine dicembre, abbiamo fatto la legge voto, che non ha
avuto poi riscontri particolari. Una soluzione potrebbe essere, se
non è quella lì, all'interno dell'articolo 19, quella di creare
attraverso gli aggiuntivi, attraverso quell'emendamento, lo
ampliamo, ma diamo un segnale.
Io quello che voglio dire, signor Presidente, è che se non è ora
con le ZES, che diventerebbe comunque marginale, io vedrei un
intervento più complessivo, anche perché ho individuato anche la
possibilità di finanziamento, perché secondo me c'è e rientra nei
100 milioni di euro dell'insularità, perché secondo me noi la
possiamo fare una forzatura di queste e ritagliarci un fondo di
circa 20, 25 milioni di euro, per provare a dare un segnale, tutti
insieme, verso quelle che sono le aree più depresse della Regione
siciliana. Io penso che possa essere qualificante per tutti noi.
Signor Presidente, a lei lascio la riflessione se intervenire
sull'articolo 19, con un emendamento, o prelevando un emendamento
aggiuntivo - torno a dire, ce n'è uno mio, ma ce ne saranno anche
altri, e comunque quello mio viene a morire nel momento in cui
facciamo una discussione più complessiva - ma diventa l'occasione
per aprire il dibattito e il confronto, in modo che questo
Parlamento dia un segnale, perché ad oggi veramente non vengono
trattate completamente. Trattarlo con le ZES in questa maniera
sicuramente non è un segnale, è una toppa, una pezza.
Noi possiamo fare, e secondo me dobbiamo fare, qualcosa di più
significativo. E secondo me ci sono le condizioni.
Io le consegnerò l'emendamento aggiuntivo, signor Presidente;
glielo consegno subito, in modo che lei possa riflettere se possa
esserci occasione.
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, prima di darle la parola, ha
chiesto di intervenire l'assessore. Un attimo solo.
LANTIERI. No, signor Presidente, volevo dire soltanto una cosa
PRESIDENTE. Fate intervenire un attimo l'Assessore.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Scusate, è pro bono.
PRESIDENTE. Scusate, fate intervenire un attimo l'assessore, che
ci dà quella che è l'indicazione del Governo.
LANTIERI. Scusi, Assessore, volevo precisare che l'onorevole
Cracolici ha ragione quando parla di SNAI, le agevolazioni che ci
sono per le zone interne. Ma proprio per questo, onorevole, deve
sapere che per le SNAI, per avere i finanziamenti ci sono tutta una
serie di paletti e che le aree interne, purtroppo, essendo più
arretrate, rimangono fuori. Viabilità, sanità, ecc., ecc.
Però, voglio dire, anche questo abbiamo evidenziato. Poi, ripeto,
io non voglio litigare con l'Aula, perché non è che dobbiamo fare
un discorso di campanilismo. E' solo per un poco di giustizia.
Grazie. Mi scusi, assessore.
PRESIDENTE. Va bene, ha chiarito. Facciamo parlare l'assessore
Armao.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Ma la prego, onorevole Lantieri, lei sa che abbiamo accolto la sua
proposta, la sua idea subito con grande diponibilità, proprio
perché è vero che occorre fare un intervento.
Stamattina sono intervenuto in Conferenza delle Regioni, perché
abbiamo contestato l'iniziativa SNAI che ci propone il Governo
nazionale. E, quindi, proprio perché riteniamo, signor Presidente,
mi piace dare questa informazione, la Regione siciliana guida le
Regioni italiane in Commissione affari europei, all'unanimità la
Commissione ha approvato la posizione di contestazione nei
confronti delle politiche SNAI, che sono, purtroppo, delle
politiche che non hanno prodotto i risultati auspicati, in Sicilia
come in altre Regioni del Sud.
Quindi, è chiaro che sulle are interne occorre cambiare ritmo,
cambiare cifra, per intervenire seriamente e affrontare i problemi
seri a livello nazionale con la normativa SNAI, che evocava,
opportunamente, l'onorevole Cracolici, poc'anzi.
Ho sentito parlare di esiguità di somme. Non sono esigue le somme
di quest'anno, perché sono quasi la metà delle somme del prossimo
anno. Era inutile appostare 25 milioni di euro quest'anno e 25
l'anno prossimo, perché voleva dire che avevamo una postazione
diretta e più bassa il prossimo anno.
Abbiamo messo dieci perché il tempo che si fanno i provvedimenti
attuativi sforeremo giugno, arriveremo ai primi di luglio, quindi,
10 milioni di euro equivalgono a coprire la parte residua
dell'anno. Quindi, non credo che siano state fatte scelte
pregiudizievoli sul piano finanziario.
Per quanto riguarda l'auspicio delle aree interne - e mi permetto
di osservare che non c'è una priorità delle aree interne, ma non
vengono, cioè nel senso che le graduatorie vengono alterate - c'è
un approccio che guarda con maggiore attenzione alle aree interne,
quindi, nel caso in cui arrivino cronologicamente due istanze, è
evidente che sarà privilegiata a parità di data quella dell'area
interna rispetto a quella che non è dell'area interna.
Mi pare, però, che l'emendamento che propone l'onorevole Lantieri
possa, con la riformulazione che l'Aula ritiene, ritenersi
compatibile col sistema, anche perché riguarda soltanto questo
beneficio, non riguarda i benefici disciplinati dalla norma
nazionale generale sulle che rimangono sottoposti alla normativa
nazionale.
PRESIDENTE. La ringrazio. Un attimo, aveva chiesto la parola
l'onorevole com'è che mi dimentico il nome? Grazie, Compagnone,
scusi. Ne ha facoltà. Può parlare, può parlare, era già acceso
quello. Compagnone è acceso quello.
COMPAGNONE. L'argomento è interessante e importante e hanno
ragione un po' tutti. Per la verità, noi questo argomento lo
abbiamo - anche per molti colleghi che non fanno parte della
Commissione UE e magari non lo sanno -, noi abbiamo più volte posto
questo problema in Commissione all'ordine del giorno e abbiamo più
volte invitato il Governo e la Programmazione in modo particolare a
ragionare su questo, perché il grande problema della Sicilia,
sostanzialmente in Sicilia, a parte le aree diciamo così che poi
con le ZES poi potranno avere una prospettiva di sviluppo, e che
sono soprattutto quelle vicine alle aree portuali e quant'altro, il
problema delle aree interne è il problema dei problemi. Le zone
interne della Sicilia, infatti, sono quelle che poi sono
sottosviluppate e che comunque soffrono dei problemi reali, cioè
quelli soprattutto della carenza infrastrutturale e non solo e non
solo questa. Perché poi si aggiunge la cattiva organizzazione dei
comuni e quant'altro. Tant'è vero, scusi, vicepresidente Armao, mi
perdoni, tant'è vero che c'è un ordine del giorno presentato a nome
mio che sottolinea l'importanza, anche questo argomento più volte
trattato in Commissione UE dove abbiamo posto l'importanza di
individuare, di creare un meccanismo per cui si possano Perché il
problema, i soldi nelle aree interne in qualche modo sono stati
messi, ma non vengono utilizzati per l'incapacità spesso da parte
dei comuni di produrre progetti esecutivi fatti bene. Abbiamo
prodotto un ordine del giorno che individua, Assessore Armao, che
individua, come più volte chiesto in Commissione al Governo, di
intervenire nella programmazione, su questo, di trovare un sistema
che potrebbe essere quello di un ente intermedio.
Abbiamo noi individuato con quell'ordine del giorno, per esempio
per potere fare i progetti da mettere a disposizione dei comuni e
delle aree interne, per potere poi utilizzare questi fondi che
sennò non vengono utilizzati.
Noi rischiamo oggi che tutti questi fondi che sono stati messi
sulle aree interne non vengano utilizzati, che potrebbero essere
volano di sviluppo per tutti questi territori meno sviluppati,
rischiamo di perderli perché i comuni non hanno potuto presentare i
progetti perché non ci sono progetti esecutivi.
Questo mio ordine del giorno cerca di mettere una pezza anche lì,
per fare questo, devo dire, Assessore Armao, seppure devo dire ho
un minimo di sensibilità, l'ho sempre riscontrata nell'Assessore
Armao su questi argomenti, ma non siamo mai riusciti devo dire con
altrettanta franchezza a poter fare un ragionamento concreto,
serio, con la Programmazione, col Governo, con il Presidente
Musumeci su questo argomento, che è l'argomento fondamentale della
Sicilia. Perché se noi non capiamo, non riusciamo a ragionare su
come modulare le ZES, le aree interne, i finanziamenti, noi lo
sviluppo vero della Sicilia non lo potremo determinare mai. E non è
con piccoli interventi particolari, facendo le guerre tra una
piccola area o un'altra area, che noi determiniamo le cose.
PRESIDENTE. Perfetto, facciamo onorevole, perché non ce la
facciamo.
COMPAGNONE. Ci vuole un grande dibattito e invito il Governo una
volta tanto ad occuparsene.
FOTI. Chiedo di palare.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Foti, per favore, molto breve perché
è tardissimo dobbiamo andare avanti. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente. Chiaramente chiederò poi al Presidente
Ragusa di convocare se ci vorrà, come dire, onorare della sua
presenza l'Assessore Turano a riferirci sullo stato dell'arte,
perché su questa proposta emendativa che chiaramente va incontro a
quello che è il minimo sindacale per fare partire queste benedette
ZES non ci siamo mai opposti, né mai lo faremo, tant'è che abbiamo
dato il via libera a una riforma ASI, IRSAP, all'interno del quale
c'erano dei provvedimenti anche per velocizzare le ZES.
È chiaro che per quanto riguarda le zone montane, le aree interne,
abbiamo un problema, non sarà tirando una coperta talmente tanto
corta, Presidente, che è inimmaginabile quasi ridicolo trattare
l'argomento, perché? Perché l'insularità che ancora deve entrare
nella Costituzione, anche se ci sono stati passaggi in doppia
lettura anche al Senato, e che era anche oggetto di un documento
che abbiamo consegnato io e lei al Ministro Carfagna in visita qui
all'Assemblea regionale qualche tempo fa, deve dare soccorso alle
aree svantaggiate, più svantaggiate del Paese che ci siano, cioè le
nostre zone interne e le aree di montane chiaramente.
Ora Presidente, per tappare questo gap dell'insularità come
attestato da delibera di Giunta, da tavolo a Bruxelles, ci
vorrebbero, udite, udite, colleghi 6 miliardi, cioè l'insularità
grava sulla testa di ogni siciliano per 1.300 euro ogni anno con
dei costi aggiuntivi, come se non bastasse, sul groppone di chi
vive in quelle aree, e il peso è ancora maggiore.
Presidente, io concordo con qualsiasi intervento che tenda a
favorire, quindi è chiaro che a parità di punteggio e quant'altro
bisogna dare maggiore spinta alle zone più svantaggiate, però mi
permetto di sottolinearle che sulla questione degli organismi
intermedi e dei GAL, che secondo il Regolamento europeo 1060
vigente del 2021 possono essere individuati come soggetti
intermedi, noi stiamo tenendo una fiche nel cassetto, una fiche,
che ci viene richiesta dall'ANCI, perché i Comuni non ce la fanno,
che ci viene chiesta da i 21 GAL che attualmente sono riconosciuti
in Sicilia, e che chiedono di potere essere individuate come
autorità di gestione dei fondi SIE 21, 27.
Questo potrebbe essere il grande investimento da fare e io le
chiedo, quando ci sarà la Capigruppo, di potere inserire questa
previsione di legge, tra l'altro firmata trasversalmente da
tantissimi colleghi, perché, se è una questione di soldi e di
coperta, non risolveremo nulla, anche perché con la scorsa
finanziaria nazionale per l'insularità è stato stabilito come
copertura un sessantesimo di quello che servirebbe, cioè cento
milioni, che sono bruscolini, rispetto allo svantaggio attestato
che abbiamo.
Lei prima Presidente ha detto una cosa, e questo non è passato
inosservato, e la prego, Presidente Micciché, di darmi attenzione e
concludo.
Lei poco fa ha detto una frase, è ovvio che chi è più svantaggiato
deve avere più aiuto, Presidente non è ovvio questa cosa a Roma,
perché a Roma su tutti i fronti si continua ad avvantaggiare chi è
più avvantaggiato, si continua a creare zavorre per il nostro
Territorio, e prova ne è che anche sulle politiche, sulle aree SNAI
stiamo per assistere come per il PNRR - la collega Palmeri ha
evidenziato la questione dell'energia per l'agricoltura scandalosa
-, si continua a stressare i territori più svantaggiati e a dare
vantaggio a chi già come dire, sicuramente, avrà i suoi problemi,
ma ha abbastanza forza per affrontarli.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, io vi devo dire una cosa, che entro
oggi dobbiamo finire, se su ogni emendamento facciamo interventi in
cui si parla di tutto e di più e allora, si può intervenire solo
sullo specifico emendamento, si dice sono d'accordo non sono
d'accordo, si spiega qualcosa, ma se su ogni intervento ci mettiamo
a parlare dell'assoluto sibilo umano noi non ce la facciamo più
Per cui, senza che nessuno si offenda, io da questo momento do la
parola, ma se si va fuori tema la tolgo; mi dovete scusare perché
sennò oggi non riusciamo a finire e io non credo che noi possiamo
tenere tantissimi, centinaia di migliaia di siciliani, senza
stipendio, perché ognuno di noi deve dire le sue storie, credo che
non sia possibile.
Ve lo dico sinceramente, non è possibile andare avanti così Pongo
nuovamente in votazione l'emendamento no, pure lei Assessore
Pongo nuovamente in votazione l'emendamento. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Andiamo avanti. Articolo 7. Chi è favorevole resta seduto
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Su che cosa deve intervenire, Assessore? Prego. Per
favore, molto brevemente.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, in
maniera telegrafica, ma sto per rappresentare un argomento
collegato all'articolo 7 che è molto importante, e vorrei
l'attenzione dell'Aula perché io non nego - Presidente mi segue - è
una cosa, io non nego di essere stato in questi due giorni assente,
perché ho avviato con le forze sindacali, onorevole Cracolici e
onorevole Sunseri, e con il Direttore della struttura di emissione,
un ragionamento che riguarda l'area di crisi complessa di Termini
Imerese, che è diventata zona Zes.
Su questa dico che la politica degli ultimi dodici anni,
nonostante avesse impegnato infinite risorse, ha dovuto registrare
il fallimento di ogni bando che veniva pubblicato, per la semplice
ragione, Presidente, che a quel bando venivano, onorevole Tamajo la
prego, venivano assommati 580 lavoratori che dovevano essere
ricollocati nell'area produttiva.
Ora, il confronto con i sindacati, e li voglio ringraziare tutti,
e con i Commissari straordinari della Blutec, ha portato in queste
ore - dico in queste ore, ragione per la quale io sono stato
assente - ha portato, Presidente, a individuare un meccanismo
legato al lavoro a catena, che prevede per una indicazione del
legislatore nazionale, la possibilità di utilizzare degli scivoli
ai fini del raggiungimento della pensione, che ti permette di
accompagnare delle persone, nonostante non abbiano raggiunto i 42
anni e 10 mesi di lavoro, o i 65 anni di età, verso il
pensionamento.
Questo meccanismo, Presidente, che è un meccanismo che va
concertato con il Ministero del lavoro, permette di ridurre in
termini di occupazione circa 130 lavoratori
PRESIDENTE. Posso sapere dove deve arrivare?
TURANO, assessore delle attività produttive. Si Presidente, certo,
ho appena formulato e lo dico alla Presidenza, perché so di violare
tutti i regolamenti assembleari e quelli dell'impegno politico con
l'Aula, un meccanismo legislativo che permetterà, utilizzando i
fondi dell'attuale programmazione per quello che rimane, e della
nuova programmazione sulle politiche passive del lavoro, un
meccanismo di flessibilità concertato con le forze sindacali che
permette una sorta di transazione con i lavoratori, di talché il
prossimo bando che sarà pubblicato per l'assegnazione
dell'immobile, non vede il numero di 580 lavoratori da inserire, ma
un numero molto, molto esiguo, questo meccanismo legislativo
PRESIDENTE. Ho capito perché ce lo sta dicendo, ha preparato un
emendamento ora?
TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, Presidente,
chiedo scusa.
PRESIDENTE. Ma non è che è un argomento che possiamo affrontare
così, chi si alza è seduto, chi si alza perde la piazza, no no
onorevole Turano, le chiedo scusa lei sta facendo un ragionamento
meraviglioso, ma di un'importanza enorme che non possiamo con un
emendamento che io porto in Aula senza che nessuno l'ha valutato.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, siccome
lei stava votando l'articolo 7 e manca solo il voto finale, le
posso chiedere per cortesia di accantonare il voto finale
PRESIDENTE. Inseriamo questo emendamento.
TURANO, assessore per le attività produttive. No. Le posso
chiedere per cortesia di accantonare il voto finale sull'articolo 7
per un quarto d'ora, per permettere a lei e agli Uffici della
Presidenza di valutare l'opportunità di inserire in questo testo un
meccanismo di questo tipo che permetterà, non a questo assessore o
a questo Governo, ma al prossimo Governo della Regione, di
pubblicare un bando.
PRESIDENTE. Scusi, assessore Turano, le chiedo scusa. Risolviamo
il problema. Noi abbiamo già detto, lei non c'è stato, è stato
oggetto di dibattito in quest'Aula in questi giorni più volte, oggi
pomeriggio faremo l'incontro con i Capigruppo e con il Governo per
l'inserimento di alcuni emendamenti aggiuntivi che dovrebbe essere,
come dire, un po' più semplice di questa, ma comunque ne parliamo
oggi pomeriggio. Consideri che siamo in votazione.
TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene. Votiamo
l'articolo 7 e poi lo illustro.
DAMANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Siamo in votazione. Prego onorevole Damante. Su cosa
lei vuole parlare?
DAMANTE. Grazie Presidente. Una precisazione, in riferimento anche
all'intervento che ho fatto ieri. Volevo sapere la programmazione
2000/2006.
PRESIDENTE. È rimasta invariata.
DAMANTE. No, l'anno non è indicato nella legge, così anche con la
precedente scrittura non indica la programmazione. FSC è 7.13,
14.20, 21.27. Solo una precisazione mi interessava, perché così
capiamo anche la tempistica.
PRESIDENTE. Assessore lo può fare
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Così resta agli atti. 14.20. Riprogrammazione 14.20, tutte le
risorse liberate 14.20.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ieri abbiamo interrotto la
trattazione dell'articolo 13. Se i colleghi mi fanno parlare un
po' presi dal panico, perché ad un certo punto è iniziato il solito
saccheggio da parte di tutte le forze parlamentari nei confronti
dei fondi dei comuni.
Io credo, Presidente, che in questo momento di difficoltà da parte
di tutte le forze parlamentari tutto può succedere, ma non possiamo
certamente torcere un capello agli enti locali che già attraversano
un momento di difficoltà.
Quindi, lo scorso anno abbiamo approvato riserve per 30 milioni, e
quest'anno il testo è arrivato senza passare dalle Commissioni
sempre con una riserva di 30 milioni, possiamo sospendere anche 10
minuti e ci facciamo carico, anche con una Conferenza dei
Capigruppo, con la regia del Governo o della Presidenza, di
definire un pacchetto che non superi i 30 milioni. Ma già ci sono
stati interventi di colleghi più autorevoli e più anziani di me.
È intervenuto l'onorevole Laccoto a fare presente le stesse
riflessioni per scongiurare il saccheggio ai comuni. Quindi le
chiedo, Presidente, affinché prima di iniziare il dibattito, si
faccia carico di una iniziativa in tal senso, anche per arrivare ad
una definizione celere proprio per i tempi dei lavori d'Aula
dell'articolo 13.
PRESIDENTE. La ringrazio, perché mi facilità il compito, ma era
già stato deciso dalla Presidenza con gli Uffici che comunque non
ci si sposta dall'importo dell'anno scorso. Per cui 30 milioni
erano e 30 milioni rimangono. Dopo di che se gli emendamenti li
vedremo quali sono e li cominceremo a votare, non so se vale la
pena. Allora, noi possiamo votare soltanto gli emendamenti che
hanno la compensazione, cioè che trovano la compensazione, e che
quindi non toccano il valore finale. Questo è quello che possiamo
fare. Se ci sono emendamenti.
BARBAGALLO. Nella concitazione ieri, come gli Uffici ricorderanno,
ne sono già passati un paio.
PRESIDENTE. Allora, quelli che abbiamo votato ieri l'hanno
ridotta, non l'hanno aumentata. Per cui state tranquilli, siamo
ancora nelle condizioni di rimanere a 30 milioni. Come? Scusate che
lo spieghiamo in maniera più precisa. Un attimo.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato il
periodo in cui lei si è allontanato per andare dal Commissario e ci
fu, qua in Aula, un attimo di confusione perché sono stati
presentati una serie di subemendamenti estemporanei e anche, come
dire, fantasiosi da parte di tutti noi. Non voglio dare
responsabilità a nessuno. Ed è venuto fuori, già ieri, questa
esigenza oggi ribadita dal collega, che io condivido, di fermarci
un attimo e vedere di dare delle priorità, su questi trenta milioni
magari basarsi su quelli della volta scorsa o se si cambia ma con
una ratio che possa essere condivisa tra maggioranza e opposizione,
onde evitare l'estemporaneità di emendamenti che vengono presentati
e che, magari, hanno una valutazione non troppo attenta.
Per cui se su questo tema, come ha suggerito oggi il collega ma
avevamo anche detto ieri in Aula, si trova un minimo di sintesi con
lei, col Presidente della Commissione Bilancio, con l'assessore
Zambuto e i colleghi di opposizione e maggioranza evitiamo qua di
arrivare ad una votazione che può dare
PRESIDENTE. Ha ragione, ha ragione. Scusi, onorevole Di Paola, è
inutile che interveniamo perché è giusto quello che mi hanno detto.
Io ero convinto, non essendo presente e così mi era sembrato di
leggere, che l'aggiunta di Ragusa e Siracusa, cioè di Ibla e
Ortigia, fosse inserita all'interno dei trenta. Invece va fuori,
invece va fuori. Per cui accantoniamo un attimo, fatemelo vedere
bene. Al limite già nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppo
parlamentari oppure, se è possibile, anche prima, chiederò a
qualcuno di voi di accompagnarmi per vedere come potere risolvere
la questione e la riportiamo come prima cosa nel pomeriggio, perché
così non lo possiamo fare. Chiedo scusa, avevate ragione voi. Per
cui la teniamo da parte un attimo.
Si passa all'articolo 16. Avete l'emendamento 16.15? C'è un
emendamento del Governo, di riscrittura. Voi l'avete?
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Un attimo che lo distribuiamo. Eccolo qua, un secondo.
Così prima lo leggete e poi iniziamo gli interventi, altrimenti
parliamo del nulla.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Come? Allora, intanto vedo di capirlo io.
Allora, scusate, questo emendamento che ha portato il Governo
secondo noi ha gli stessi limiti di costituzionalità e quindi la
stessa possibilità d'impugnativa rispetto a quello che c'era per
cui, come dire, dalla Presidenza la cosa opportuna sarebbe renderlo
inammissibile a meno che parlando con l'Aula non trovate qualche
soluzione perché così verrebbe certamente impugnato. Prego,
assessore Zambuto.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, non è di mia stretta competenza essendo una
materia dell'assessorato al lavoro e alla famiglia però ci hanno
lavorato gli uffici, diciamo di raccordo. Si vuole, con questa
norma, armonizzare la normativa regionale con la normativa statale.
La Sicilia, a differenza delle altre regioni, non ha potuto
partecipare a quel fondo che negli anni passati ha consentito alle
altre regioni di potere avviare la stabilizzazione, quindi si
tratterebbe di un'armonizzazione delle norme, quella regionale con
quella statale.
PRESIDENTE. È difficile che se fosse così non possano dire che
verrebbe impugnata.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ci mancherebbe. Dico, questo era l'intento, senza che ci fosse un
aumento dal punto di vista finanziario perché si andrebbe a
utilizzare la stessa copertura finanziaria che in questo momento,
diciamo, c'è, l'andremmo a dare direttamente agli enti che
utilizzano questi lavoratori. Quindi non c'è un problema di
copertura finanziaria, c'è soltanto un tema di armonizzazione
normativa.
PRESIDENTE. Ancora non do la parola a nessuno perché devo capire
se ammetterlo o meno. Un attimo solo.
Essendo una materia che abbiamo affrontato ormai dall'inizio di
questa legislatura, sapete bene, con matematica certezza, che
questa ci viene impugnata. Allora, ho pregato il Governo di provare
a fare una cosa un po' diversa, l'articolo 16 va benissimo così per
com'è, ma è l'emendamento che non possiamo passare.
Se il Governo potesse aprire un tavolo con il Governo centrale e
trovare il sistema per farlo d'accordo, perché se non troviamo un
minimo di accordo non la possiamo fare, per cui il Governo sta
ritirando l'emendamento che era stato presentato e vediamo
cos'altro si può fare.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, noi ci aspettavamo una proposta
vera dal Governo in seno alla finanziaria. Innanzitutto sulle
coperture, perché anche il testo base e l'articolo non fanno
chiarezza sui famosi 15 milioni di euro che dovrebbero esserci a
sostegno della stabilizzazione degli ASU.
Ricordiamo che il 7 giugno si pronuncia la Corte Costituzionale, e
nel caso in cui la pronuncia sia favorevole, occorre la copertura
di 15 milioni di euro a valere sull'anno 2022. La copertura e
l'appostamento delle somme, dove l'abbiamo chiesto sia in sede di
discussione generale, e continuiamo a chiederlo ora, perché
certamente non è il momento di emendamenti, di farlocchi, ma
servono dati certi. Noi pure abbiamo perplessità sul 16.15 che è
stato presentato stamattina dal Governo, perché è un copia e
incolla dell'articolo 36, comma 1, della legge finanziaria 2021,
quindi se c'è un momento di confronto fra Governo, Parlamento anche
con la regia della Presidenza dell'Assemblea per trovare un modo
per appostare le somme e trovare una soluzione per non buttare
l'acqua con tutto il bambino.
Siamo molti preoccupati, e certamente questa non è una soluzione.
Il Partito Democratico ha presentato tre emendamenti invece che
riguardano la questione degli ASU, e sono stati inseriti tra gli
aggiuntivi, e che le chiediamo, Presidente, di valutare, perché
sono anche concordati con le parti sociali, a differenza di quello
che avrebbe dovuto fare il Governo, cioè di concordare una materia
così delicata con le parti sociali, e le chiediamo di metterle in
votazione.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, come sappiamo il tema delle
provvidenze di legge, che da anni ormai il settore dei lavoratori
socialmente utili si attendono da questo Parlamento, è tema
delicatissimo, tema per il quale questo Parlamento, negli anni, ha
inteso lavorare con spirito propositivo. Ricordo l'articolo 11
delle Finanziarie precedenti, ricordo l'articolo 36, oggi
attendiamo dalla Corte Costituzionale la pronuncia nel merito, e
pertanto non comprendo quale sia lo spirito della seconda parte di
questo emendamento, perché noi dobbiamo parlare con la verità alle
persone.
Posto che tutti abbiamo già detto, in quest'Aula, che questo tipo
di servizi che sono oggi - come ricordato nei giorni precedenti
dall'onorevole Laccoto - questi lavoratori svolgono per i comuni e
anche per le cooperative e anche per le motorizzazioni e per i
lavoratori ASU nei beni culturali sono presenti in vari servizi e
settori della Regione siciliana. Svolgono dunque un lavoro
fondamentale che quando questi si bloccano non svolge più nessuno,
come è successo al comune di Rometta ieri e come sta succedendo in
occasione degli scioperi che questo personale sta facendo.
Il tema è di notevole gravità. È chiaro che non possiamo, per
motivi di salute - l'Assessore Scavone qui non c'è e abbiamo avuto
la formulazione, le indicazioni da parte dell'Assessore Zambuto, ma
è chiaro che poi dobbiamo capire il percorso delle responsabilità.
Tutti noi siamo investiti di queste scelte, e avere cinque minuti
per entrare nel merito di questo testo e capire esattamente le
refluenze e gli effetti.
Perché dico questo? Perché le richieste di questo personale non
sono chiaramente, si parte dalla stabilizzazione però volevo
aggiungere un altro elemento.
C'è il tema dell'integrazione oraria per questi lavoratori che
sono fondamentali.
Ricordo che gli ASU vengono mandati per coprire servizi nei beni
culturali nei sabati e nelle domeniche quando si decide - per
carità Iniziativa ottima - capiamo però di cosa stiamo parlando.
Il tema dell'integrazione oraria, il tema della possibilità di
potere richiedere l'accesso alla fuoriuscita per i cinque anni
precedenti, il limite della pensionabilità, il tema di potere
transitare, per esempio, negli enti regionali per coloro che non
sono stati trasferiti, che non hanno avuto la possibilità
dell'accesso e quindi spostare la data al 31 dicembre 2022 per
coloro che - ripeto - sono nelle motorizzazioni.
È un tema complesso che, posto che l'obiettivo finale sia la
stabilizzazione - e tutti noi abbiamo dimostrato di volerla -, c'è
tutta una serie di passaggi sui quali dovremmo avere la possibilità
di metterci d'accordo in questo Palazzo, con l'aiuto della
Commissione Lavoro', e individuare un percorso.
Non credo sia possibile pensare che si chiudano i lavori di
questa finanziaria senza avere individuato un percorso da compiere.
Posto questo ragionamento, chiedo, Presidente, conferme sugli
aspetti della copertura.
Perché? Annualmente il comparto ASU costa 38 milioni e vedo
conferme del costo generale nel secondo comma di questo emendamento
presentato oggi dall'Assessore Scavone.
Noi attualmente nell'articolo 16 abbiamo una previsione, per
l'esercizio finanziario, di 16 milioni.
Vorrei capire se si tratta della tranche relativa ai prossimi
mesi, se siamo nella condizione certa di sapere se la copertura è
stata prevista nella variazione precedente e noi riusciamo a
coprire, per l'anno 2022, in maniera totale tutti i sussidi
erogati.
Chiedo di volere approfondire questo tema, Presidente, e di
volere da parte di questa Assemblea prendere le decisioni
conseguenti.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Presidente, si rischia di ripetere tutti un po' le
stesse cose. È chiaro che trovo questa riscrittura peggiorativa.
Si rischia chiaramente l'impugnativa in quanto c'è un problema di
copertura perché al comma 1 la legge nazionale esauriva i suoi
effetti nel 2021. Nessun ente inoltre andrebbe a stabilizzare con
questi criteri.
Uno dei problemi dell'impugnativa fu sicuramente la mancata
certezza del trasferimento, quindi la storicizzazione.
Sostanzialmente questa cosa peggiora.
L'anno scorso sono stati inseriti tutta una serie di emendamenti
nel maxi emendamento governativo e alcuni di questi sono uguali
agli emendamenti aggiuntivi che sono stati presentati - fra questi
ci sono anche i miei - che andavano nella direzione della
fuoriuscita, della possibilità di fuoriuscita dal bacino, allo
stesso luogo degli aggiuntivi.
Quegli emendamenti, purtroppo, furono appunto impugnati insieme
alla maxi riscrittura. Quindi non facciamo, non ripetiamo anche
questa volta l'errore. Approviamo, andiamo a ripescare tutti questi
aggiuntivi, perché questi hanno sicuramente una possibilità con i
fondi già previsti all'articolo 16, perché questi fondi ci sono,
già per raggiungere questi obiettivi della fuoriuscita dal bacino e
dell'incremento oltre le 20 ore settimanali.
Questi 4.500 lavoratori hanno finalmente diritto, hanno il
diritto di uscire dal limbo del mezzo impiego. Dobbiamo consentire
sicuramente questo in prima battuta e poi, chiaramente,
l'incremento delle somme sarà una via da battere.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Sì, Presidente, intanto grazie. Io volevo riprendere la
filosofia che in questi anni ha accompagnato le finanziarie che, di
volta in volta, ci siamo messi qui a lavorare per sviluppare i vari
problemi che vive la nostra Regione.
In questo frangente mi preme ricordare che cosa? Sono state nel
passato finanziarie solidali, che hanno cercato di raggiungere
quasi tutti gli strati sociali che, nel caso della pandemia e nel
caso della crisi economica, hanno avuto difficoltà e con grande
senso di responsabilità l'Aula ha votato delle somme che andassero
a coprire le esigenze delle aziende in crisi, le esigenze degli
strati sociali deboli, e quindi disabilità e quindi altri tipi di
difficoltà.
Oggi io ritengo che l'articolo 16 tocchi argomenti sociali molti
importanti e mi vorrei raccordare con i miei colleghi affinché gli
ASU, i cosiddetti ASU, venissero presi in grande considerazione,
perché oggi sono nelle condizioni di mandare avanti le macchine
amministrative sia comunali, sia di enti regionali. E c'è bisogno
di questo personale, perché è un personale che è stato qualificato,
professionalizzato attraverso fondi pubblici e sono diventati
patrimonio della pubblica amministrazione.
E vengo colto da un sentimento di dolore quando penso che c'è
gente che oggi guadagna solo 600 euro al mese e che non viene
trattata la sua stabilizzazione. Ora è arrivato il momento di
chiudere con il disagio che riguarda questo comparto e dare una
speranza, un sogno alle famiglie, che sentono il bisogno in questo
momento particolare, in cui la nostra economia vive una sorta di
grande difficoltà, le famiglie non possono più vivere con 600 euro
al mese.
Gli ASU, che ormai fanno parte costante della nostra attività
amministrativa, il Governo deve sentire il bisogno di stabilizzarli
tutti e di aumentare anche il monte ore e di pensare come si può
transitare per raggiungere gli obiettivi prefissati di ogni
soggetto che sia in questi anni appartenuto a questo comparto ASU.
In particolare tutti gli ASU sono importanti. Ma c'è un
Assessorato, l'Assessorato ai beni culturali, che patisce ancora un
grande disagio, perché non è stato capito cosa deve fare questo
personale. Aprono tutti i giorni della settimana e danno un
contributo importante: offrono servizi alla gente che va a visitare
i beni culturali Di cui c'è un grande bisogno Perché se è vero,
come è vero, che siamo un museo all'aperto, la Sicilia è un museo
all'aperto, e se crediamo veramente nel comparto del turismo che va
integrato con la cultura - che ringraziando Dio in questa Sicilia
c'è ed è importante
PRESIDENTE. Onorevole, ascoltiamo l'onorevole Ragusa.
RAGUSA. Io chiedo a nome del nostro Partito prima l'Italia,
stabilizzazione degli ASU, aumento monte ore e infine, caro
Presidente, ritengo di potere spendere anche una parola per la
Protezione Civile. La Protezione Civile ha fatto un grande balzo
avanti in questi anni, si è messa a servizio della comunità quando
ha avuto delle grosse difficoltà.
E allora ci sono dei dirigenti, ci sono dei laureati, c'è della
gente che si spende per il nostro Territorio e che nella
stabilizzazione sono stati portati indietro da un punto di vista
economico. Ci vuole giustizia sociale, ci vuole giustizia
economica, e il Governo di questo si deve fare carico, perché noi
saremo disposti a votare l'articolo 16 nella misura in cui ci
farete, ci spiegherete come questi soggetti rientreranno in un
contesto di equilibrio sociale ed economico. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie, Presidente. Vedo che anche dai banchi della
maggioranza si iniziano a fare i comizi. È il caso di dire come
stanno proprio le cose Presidente, perché l'articolo 16 va letto
anche tenendo conto dell'allegato 2 di cui all'articolo 22, comma
1, che prevede precise riduzioni dei capitoli indicati all'articolo
16. E noi solleviamo un allarme molto serio rispetto ad alcune
previsioni.
Brevemente sugli ASU. Sugli ASU il Governo regionale deve
incontrare il Governo nazionale e concordare un percorso. Siccome
ogni tanto perfino dai banchi del Governo si far riferimento del
Governo Draghi, come se fosse solo il Governo del PD, mi corre
l'obbligo di dire che in questo caso è soprattutto il Governo di
Forza Italia, perché i due ministri interessati all'argomento sono
entrambi di Forza Italia. Mi riferisco alla Ministra Gelmini, che
ha i Rapporti per gli Affari regionali, mi riferisco al Ministro
Brunetta, che è il Ministro per la Pubblica amministrazione. Se ne
volessimo aggiungere un terzo dovrei aggiungere la Ministra
Carfagna, che è la ministra per il Sud.
E allora il Governo della Regione è obbligato ad aprire un
confronto, quanto meno con i Ministri dello stesso partito del
vicepresidente della Regione, Assessore Armao, per trovare una
soluzione, per capire come si può far desistere il Consiglio dei
Ministri dall'impugnativa, concordare una norma, norma da
condividere in Commissione paritetica, come in altri casi da
inserire in un provvedimento nazionale affinché possa diventare
legge per risolvere un problema che da solo il Parlamento regionale
non può risolvere, perché ci abbiamo provato in tutti i modi, ma
andiamo oltre a quelle che sono, ad avviso del Consiglio dei
Ministri, le competenze di cui la Regione gode, anche a norma di
Statuto speciale.
L'altro tema riguarda le previsioni di spesa. Se non c'è una
copertura adeguata i problemi normativi non si possono in ogni caso
risolvere, e fin qui il Governo regionale non ha garantito le
coperture di spesa sufficienti a garantire il percorso di
stabilizzazione, quanto meno per il triennio, ma sappiamo che in
questi casi le previsioni di spesa devono avere una portata ben più
ampia nel tempo. Per di più, come dicevo prima, all'articolo 22,
comma 1, vengono proposte riduzioni di spesa perfino sugli
stanziamenti previsti nell'articolo 16.
Questo riguarda il capitolo 215-785, dove all'allegato 2 è
prevista una riduzione di 6 milioni 665.690, riguarda il capitolo
313-728, dove è previsto all'articolo 22, comma 1, allegato 2 una
riduzione di 15 milioni 675, è previsto persino sul capitolo 313-
727 che riguarda i lavori PIP del progetto di inserimento. Laddove
all'articolo 22, comma 1, in allegato 2, si prevede una riduzione a
mio avviso estremamente preoccupante, e non lo dico per sollevare
allarmismi, ma affinché questo Parlamento possa affrontare il
problema insieme al Governo, una riduzione di 12 milioni 787 e 500.
La risultante con la riduzione di cui parlo è uno stanziamento di
18.212 sappiamo che ne servono circa trenta più o meno, come
intende il Governo affrontare questo argomento? Anche in questo
caso dobbiamo aspettare il miracolo romano, che poi dipende in gran
parte dai Ministri che dicevo prima, che sono dello stesso partito
dell'Assessore Armao.
Noi pretendiamo una risposta chiara, pretendiamo una risposta
chiara. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà. Ci sono
altri tre interventi.
FOTI. Grazie, Presidente, non devo essere io, come dire, a narrare
la lunga storia di venticinque anni di precariato, anche perché
molti colleghi siedono in Parlamento fin da quei tempi, quando si
creò il bacino, e in queste ultime due legislature, numerosi sono
stati i tentativi di creare un minimo di certezze, soprattutto una
categoria di lavoratori che, di fatto, sono dei lavoratori come
tutti gli altri, ma non hanno chiaramente diritti alla certezza di
una pensione, non hanno diritti, come per esempio la tredicesima.
L'anno scorso avevamo fatto un tentativo, dove erano previste
anche misure per la fuoriuscita e la stabilizzazione, nei limiti
del possibile chiaramente, ora l'integrazione della questione
dell'integrazione oraria è chiaramente legata alla questione delle
coperture.
Io non vedo in Aula, non ho avuto il piacere di vedere in Aula
neppure un giorno l'Assessore Scavone, però un chiarimento,
Presidente, sarebbe necessario, anche sullo stato dell'arte, perché
si sente sempre parlare di tavoli, tavoli, tavoli, tavoli a Roma,
di cui le risultanze arrivano col contagocce e esclusivamente con
dei comunicati stampa.
Ora, quanto all'emendamento 16.15, mi fanno pervenire la notizia
che ci sono delle criticità, l'importante Presidente e che si abbia
certezza e chiarimento sulla copertura, perché non vorremmo poi fra
un mese, fra due mesi, quando si ha incertezza persino da parte di
questo Parlamento di partecipare a dei lavori così impegnativi, non
ci si ritrovi poi a dovere dire, scusate abbiamo scherzato, e far
finire questo gruppo di lavoratori completamente a gambe all'aria.
Anche io chiaramente caldeggerei un dibattito chiaro, serio, leale
con i Ministri, perché se in tutte le Regioni questa tipologia di
lavoratori già da tempo ha trovato una sua collocazione, non
capisco perché ogni volta che si fa un tentativo qui in Regione
siciliana ci devono essere sempre questioni da eccepire e bisogna
finire sempre nei tribunali, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Sì, Presidente, grazie. Il tema che stiamo affrontando,
è un tema che attiene ai diritti e alla dignità delle persone,
persone che da venticinque anni lavorano in una condizione di
capolarato, così lo definisco, perché laddove c'è assenza del
diritto e delle garanzie costituzionali, siamo di fronte allo
sfruttamento dei lavoratori, lavoratori che sono preziosi e
indispensabili per le Amministrazioni che le utilizzano.
Penso ai lavoratori dei musei, senza i quali non si potrebbero
tenere aperti i musei la domenica, nei festivi a ferragosto, cioè
nei periodi per esempio di maggiore flusso turistico, ma penso a
tutti gli altri che sono stati appunto ricordati in quest'Aula da
più parti e da più partiti.
Io credo onorevole Lupo, mi riferisco a lei, me ne scuso con la
Presidenza, che bisognerebbe uscire dalla logica dell'appartenenza
partitica, perché qua stiamo difendendo le famiglie e i diritti
delle famiglie dei siciliani che a Roma devono comprendere tutti,
non soltanto i Ministri, io non ho un Ministro con cui parlare, ma
non li devono comprendere solo i Ministri di Forza Italia, anche il
Ministro del lavoro che è del Partito Democratico.
Voglio dire, qui se ancora continuiamo a ragionare con la logica
dell'appartenenza a questo o a quel partito non abbiamo fatto il
nostro dovere, il nostro dovere sono certa che lei lo vuole fare
fino in fondo, come lo vogliamo fare un po' tutti, è quello di
trovare una soluzione per questi lavoratori, perché sono lavoratori
che ad oggi privati dei loro diritti la Regione sfrutta, la
Pubblica amministrazione sta sfruttando, ed è una indegna e
indecorosa condizione che questo Parlamento si deve attivare a
risolvere.
Non mi pare che questo possa essere risolto attraverso
l'emendamento 16.15, immagino possiamo trovare il modo di
riqualificare professionalmente queste persone attraverso magari
l'utilizzo di fondi che ad oggi non possono essere utilizzati
perché il personale non dirigenziale è andato in quiescenza. Allora
io sono dell'avviso che bisogna, così come ha detto anche
l'onorevole Zafarana, trovare un percorso, capire come accompagnare
le varie tipologie di soggetti che rientrano nella categoria, in
maniera tale che nessuno rimanga escluso.
E questa legislatura, che si avvia a concludersi, deve trovare con
forza, e questo Parlamento, la dignità di fare emergere la dignità
di questi lavoratori, mi auguro che nel momento in cui faremo pausa
per trovare sintesi, e per fare sintesi attorno a quegli
emendamenti aggiuntivi che appunto nessuno di noi conosce, ecco, in
quella circostanza i Capigruppo, tutti noi, cioè e i vari Partiti,
senza differenze, siano uniti nella difesa dei lavoratori.
Questa è una difesa che non è né di destra né di sinistra, è una
difesa della dignità delle persone che da venticinque anni vengono
sfruttate indegnamente, in modo veramente squallido, grazie.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Grazie, onorevole lo Curto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Micciché, prima dell'intervento io credo che sia opportuno
discutere questa questione in una riunione di Gruppo, dei
Capigruppo, perché noi abbiamo due problematiche.
Io non so se l'assessore Armao ha visto questo emendamento
presentato dall'assessore. Il problema che riguarda la regione
Sicilia, e quindi questa Assemblea e il Governo regionale, che è
quello della diminuzione delle somme per l'anno 2022 e quello che
ha fatto scattare il meccanismo, e quindi io credo che su questo
bisogna trovare una soluzione immediata, prima che finisca questa
finanziaria, perché è chiaro che cinquemila persone, che tra
l'altro danno dei servizi. Io parlo per gli enti locali, gli altri
colleghi hanno parlato per le altre branche della Regione, ma c'è
un problema molto serio, noi abbiamo bisogno di questi lavoratori.
Per me sono lavoratori a tutti gli effetti, finora mortificati con
un compenso di 550 euro al mese senza tributi ed altro, ma non
voglio soffermarmi su questo.
L'altra vicenda è quella riguardante il percorso di
stabilizzazione. Io credo, assessore Armao, che tutti i Capigruppo
di tutte le parti politiche che fanno parte del Governo nazionale
sono disponibili a poter praticamente, insieme all'assessore,
insieme a chi si ritenga, fare un passaggio a livello nazionale per
risolvere una volta per tutte questa problematica, che è una
problematica ormai sociale. Perché veda, questa Regione nel tempo
ha stabilizzato quasi tutti, sono rimasti questi quattromila e
cinquecento lavoratori che di fatto danno un servizio, e quindi io
mi permetto, Presidente Micciché, di chiedere che questo problema
venga affrontato per quanto attiene alle minori somme in una
riunione dei Capigruppo, là dove dobbiamo uscire da questa
situazione. Un emendamento che possa avere l'avallo sicuramente
dell'assessore all'economia e del Governo per ripristinare le somme
per il 2022, e peraltro un percorso di sensibilizzazione a livello
nazionale per quanto riguarda la stabilizzazione. Queste sono le
due problematiche che noi abbiamo davanti.
È inutile che mi soffermo su questo discorso. Ho già parlato ieri.
Ho parlato in altre questioni. Tutta l'Aula è sensibile a questa
problematica e quindi una volta e per tutte affrontiamole tutte
insieme. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, fermo restando che l'emendamento
del Governo è stato già ritirato. Per cui io accolgo la sua
richiesta di parlarne in Conferenza dei Capigruppo per vedere che
cosa si può fare. È ovvio che in questo momento non si può fare
niente. Dobbiamo votare l'articolo, perché l'emendamento è stato
già ritirato. Prima di darle la parola c'è l'ultimo intervento di
Figuccia.
Intanto assessore, se può dare una risposta.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Fermo restando che la competenza è dell'assessore Scavone che ho
sentito al telefono. Per fortuna sta bene, ha risolto tutti i suoi
problemi, ma non può essere qui presente.
Quindi mi faccio carico di una questione che è stata congegnata
dal Dipartimento dell'assessore Scavone, è stata elaborata insieme
all'Ufficio legislativo legale che sta seguendo il contenzioso
costituzionale.
Come voi sapete abbiamo un contenzioso costituzionale che si
risolverà, speriamo, entro il mese prossimo, quindi si è valutata
anche la praticabilità di questa soluzione normativa e la
compatibilità con il contenzioso in essere. Invece, fermo restando
che il Governo avverte chiaramente quali sono i drammi di queste
persone, basti pensare che ci sono persone che lavorano e prendono
la metà di soggetti che non lavorano e che percepiscono un reddito,
e quindi già questa è una sperequazione re ipsa, evidente, palese,
che merita ogni considerazione e ogni attenzione.
Vorrei precisare, rispetto a quanto diceva l'onorevole Lupo, che
scaricare su uno dei partiti della maggioranza mi pare ingeneroso,
anche perché l'impugnativa è stata proposta dal Ministero
dell'economia e delle finanze, e la competenza è ripartita tra il
Ministero della Funzione pubblica e il Ministero del lavoro, dove
c'è un illustre e autorevole esponente del Partito Democratico.
Quindi, qui, mi risulta così. A me risulta che... La sua parola
vale quanto la mia, almeno spero. Vale di più. L'onorevole Lupo
dice che la sua parola vale più della mia. Io non ci credo e vado
avanti.
Per quanto concerne invece la copertura finanziaria, che è una
cosa di esclusiva competenza dell'assessore per l'economia, la
Ragioneria mi conferma che, al netto del congelamento che riguarda
mensilità, lo stanziamento è congruo e assolutamente corrispondente
a quello necessario. Quindi devo rassicurare, proprio per
scongiurare allarmi e ovviamente questo è uno dei settori
prioritari, non appena saranno disponibili i 211 milioni da rendere
disponibili come somme. Fino a questa mattina ho sollecitato la
Presidenza del Consiglio che mi ha chiesto poco tempo per dare un
riscontro. Quindi appena arriverà il riscontro sull'inserimento
dell'ordine del giorno al Consiglio dei Ministri ne informerò
l'Assemblea, come per me dovuto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia. Io lo
faccio secondo l'ordine con cui me lo chiedono. Poi l'onorevole
Grasso, Savarino, Di Caro e Caronia.
Scusate, l'assessore si deve assentare 3 minuti. Sospendiamo
perché non c'è. Tre minuti il tempo che va e torna. Ci sono certe
esigenze a cui non posso porre rimedio se non con chi va
direttamente. Per cui dobbiamo sospendere per forza 5 minuti.
(La seduta sospesa alle ore 13.30, è ripresa alle ore 13.34)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, ha facoltà di parlare.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. In realtà è trascorso, insomma,
oltre un anno dall'impugnativa dell'articolo 36 della legge 9 del
2021 e, oggettivamente, ci aspettavamo che, al di là
dell'impugnativa, ci fossero delle soluzioni dietro l'angolo, al di
là di come, insomma, potesse finire di fronte alla Corte. Però, mi
rendo conto che ad oggi, purtroppo, di questo prospettato, di
questo auspicato percorso verso la stabilizzazione non mi sembra ci
sia traccia. E questo non so se, Assessore, lei in questi cinque
minuti ha avuto modo di
(Intervento fuori microfono)
FIGUCCIA. Ah Non era legato a questo. Ok. Allora, io non ho
capito, diciamo, se l'assessore Scavone è nelle condizioni di darci
delle novità in questo senso, perché sennò che cosa stiamo votando?
Cioè, stiamo votando un provvedimento dove si mette ancora un
dubbio, punto interrogativo sulla possibilità di uno stanziamento
incerto. Cioè, mi sembra che stiamo procedendo un po' troppo così
alla carlona su questa cosa. Dimentichiamo che ci sono cinque mila
persone che, da oltre vent'anni, aspettano un riscontro, abbiamo
fatto intravedere loro la prospettiva prima di un bonus, poi di una
tantum e sempre rincorrendo l'ipotesi di una stabilizzazione che di
fatto non solo non arriva, ma non viene neanche avviata.
Quindi, Presidente, io non capisco alla fine qual è la ratio di
questa norma così come mi sembrano davvero pannicelli caldi. E non
credo che si possa continuare a chiedere a famiglie che vivono con
600 euro al mese di continuare a far finta di nulla, perché non si
può con questo spirito, con questo tipo di atteggiamento chiedere
dei sacrifici rispondendo d'altra parte soltanto con tagli e senza
garanzie. Non vorrei che questa vicenda andasse a finire, come sta
accadendo già per il bacino dei ex Pip, in tribunale. Non vorrei
che ancora una volta, anche qui, i giudici si esprimessero prima
della politica.
E' accaduto già che con importanti studi legali palermitani il
bacino degli ex Pip sta trovando risposte in tribunale con
riferimento ad alcuni enti utilizzatori, vedasi quello che è
accaduto al Civico.
Come è accaduto al Civico che già siamo al conteggio delle somme
che devono essere date agli appartenenti al bacino per la
differenza retributiva e per la differenza contributiva, ovvero per
le somme che non sono state date a quei soggetti rispetto ai
contributi previdenziali che invece spettavano loro, non vorrei che
quello che è accaduto al Civico con i Pip adesso incominciasse ad
accadere per tutti gli enti utilizzatori, e non vorrei, lo dico per
dire perché so già che sta andando a finire così. E appena va a
finire così che si devono dare 50, 60, 70 mila euro a ciascuno
degli appartenenti al bacino Pip, moltiplicato per le due mila
persone, vedrete che risate che ci faremo quando arriveranno le
condanne per queste risorse che non sono state erogate
Ora parliamo di ASU. Vedete che la situazione degli ASU è molto
simile a quella dei Pip.
Allora, noi rischiamo di ritrovarci nel giro di un paio d'anni con
un bacino di circa 10 mila persone tra Pip, ASU e sacche di
precariato che sono state condannate a vivere in una condizione
senza alcuna tutela, con una mortificazione continua nei confronti
di questa gente e delle loro famiglie a subire le condanne che
arriveranno dai tribunali.
Io continuo a dire non vorrei, ma lo dico così per dire perché so
che ahimè andrà a finire così.
Noi continuiamo a non dare risposte, poi i giudici in sedi
diverse, che sono quelle dei tribunali, provvederanno ad emettere
le loro condanne ed esprimeranno le loro sentenze.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Il tema della stabilizzazione degli ASU e di tutto il
percorso ha interessato tutta l'Assemblea regionale, questo
Parlamento, già nella scorsa finanziaria e siamo riusciti ad
approdare ad una norma. Fra qualche giorno, i primi di giugno, la
sentenza, la Corte costituzionale si pronuncerà.
Non dobbiamo dimenticare, e questo è quello che nessuno ed i
lavoratori che sono oggi, che scioperano, eccetera, la memoria la
devono avere lunga perché vi sono due responsabilità, una
ascrivibile al precedente Governo quando perché a quest'ora noi
non saremmo qui a parlare di ASU perché, come tutti gli ASU e gli
LSU d'Italia sono stati stabilizzati, anche gli ASU siciliani
sarebbero stati stabilizzati, invece due responsabilità: la
copertura sul bilancio regionale, aggravando il bilancio regionale
e l'altra, che non è una discriminante, quando lo stato nel 2015
incaricò l'Ampal di stipulare le convenzioni con le regioni che era
il percorso propedeutico alle stabilizzazioni la Regione siciliana
è stata dimenticata.
Lo scorso anno, con uno sforzo incredibile, bipartisan di tutti,
non solo di un partito piuttosto che di un altro, ma è un problema
serio, io sono felice e orgogliosa di avere stabilizzato in tre
mesi 12 mila lavoratori degli enti locali senza che la norma stia
stata impugnata, difesi davanti alla Corte costituzionale, ed è un
orgoglio del governo ma della sottoscritta l'avere risolto quel
problema.
Oggi siamo qui in Aula ed è importante approvare questa norma,
perché al di là di qualsiasi altra strumentalizzazione di natura
politica, l'articolo 16 dà la copertura per il triennio. E io
vorrei suggerire al Governo, all'assessore Armao un'altra, perché
questo emendamento, caro Assessore, che voi avete ritirato vi è un
errore nella prima parte, nel primo comma dell'articolo quando
richiama i commi 292, 296 della legge 30 dicembre del 2020 perché
gli effetti sono cessati nel 2021, ma vi è una cosa importantissima
che è il richiamo alle disposizioni dell'articolo 1, comma 446
della legge 30 dicembre 2018, come modificato eccetera, perché
allinea la nostra norma a quella nazionale e potrebbe eventualmente
consentire la stabilizzazione ai sensi di quel comma così come è
avvenuto per le altre regioni.
Quindi, prima di dire stralciamo, io vi inviterei ad una
riflessione, ad approvare l'articolo 16 perché l'articolo 16 dà la
copertura, ma la modifica di questo emendamento e il richiamo,
saltando quelle due, quantomeno dà garanzia.
L'articolo 16 perché dà la copertura? Perché la copertura del
triennio, così come nelle precedenti norme, dà maggiore certezza
rispetto alla stabilizzazione.
Da quello che io ho capito, perché in tema di bilancio sul
discorso mancano o non mancano le coperture, sembra che non mancano
le coperture, ma si è ridotto il triennale per una questione di
bilancio, ma la copertura per quest'anno c'è e un altro anno deve
essere rimpinguata. Quindi, anche per non creare allarmismo nei
lavoratori che già vivono di una situazione precaria, diciamo che
tutto il percorso è finalizzato intanto al mantenimento del loro
lavoro, del loro utilizzo. E poi spero e mi auguro che la Corte
costituzionale ci dia ragione, ma se la Corte costituzione non
dovesse darci ragione ci può essere un impegno, dopo le
amministrative, dopo l'approvazione della finanziaria, dell'Aula,
del Parlamento e della Commissione di riaffrontare il tema in
chiave diversa rispetto alla proposizione dello scorso anno.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grasso.
Mancano solo tre interventi: Savarino, Di Caro e Caronia. Io devo
convocare la Conferenza dei Capigruppo, per cui vi prego, se fosse
possibile, di fare i vostri interventi nel più breve tempo
possibile.
E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, solo perché bisognava sottolineare,
così come del resto ha appena fatto la collega Grasso, sul tema
degli ASU, che è un tema che ha visto impegnati tutti i gruppi
parlamentari, che aveva visto questa Assemblea approvare una norma
concordata col Governo regionale per la stabilizzazione degli ASU
che poi, in maniera del tutto inaspettata, è stata impugnata e il
mese prossimo la Corte costituzionale si dichiarerà su questa
costituzionalità o meno della norma.
Questo potrebbe essere un modo per risolvere, così come noi
avevamo intrapreso e voluto e seguito, o altrimenti attraverso
l'aggancio che non è stato fatto nella scorsa Legislatura dal
Governo che ci ha preceduti, a una normativa nazionale che invece
nelle altre regioni queste percorso di stabilizzazione lo ha
operato.
Per cui, io chiedo, così come ha fatto il collega Laccoto e la
collega Grasso, un'attenzione a questa norma che possa dare la
possibilità di un percorso alternativo qualora la sentenza della
Corte Costituzionale non fosse favorevole - ma io non lo penso - e
anche noi come Gruppo parlamentare abbiamo presentato degli
emendamenti per l'integrazione oraria, per dare comunque la
possibilità a questi lavoratori assolutamente indispensabili sia
nei beni culturali, nelle cooperative che negli enti locali di
avere un'integrazione in più. Se questo nella Capigruppo può essere
attenzionato, è un impegno che sono convinta è condiviso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Caro, Ne ha
facoltà.
DI CARO. Grazie, Presidente, brevemente, non ripeterò le cose che
hanno detto i colleghi.
A me dispiace che oggi - come sempre fra l'altro - sia assente e
non segua i lavori d'Aula il Presidente della Regione perché fu tra
i primi ad esultare quando l'Aula approvò, nella scorsa
finanziaria, l'articolo 36, un articolo voluto da un'iniziativa
parlamentare, dalla V Commissione prima e poi da tutti i colleghi
dell'Assemblea regionale siciliana.
Perché dico questo, Presidente? Perché in questi mesi il Governo
non ha fatto nulla per far sentire il grido di allarme di questa
platea di lavoratori nei Ministeri a Roma. E, giustamente, nei
Ministeri spesso non si conosce nemmeno la terminologia dei precari
che abbiamo in Sicilia. A proposito vorrei dire che il Governo
regionale non ha ad oggi partorito una e una sola norma che serva
alla stabilizzazione del personale precario, dell'enorme platea del
personale precario che abbiamo nella nostra Regione.
Vorrei suggerire una cosa, Presidente, visto e considerato che ci
sarà a breve la Conferenza dei Capigruppo, se fosse possibile
accantonare l'articolo 16; anche perché in questi giorni abbiamo
visto che il Governo Draghi anche a chi ha un reddito di 35 mila
euro l'anno garantisce una forma di bonus economico. Questa platea
di lavoratori ha un reddito di gran lunga inferiore a questo. Se si
può, nelle more che si esprima la Corte costituzionale il 7 giugno,
garantire una forma di integrazione salariale e se questo si possa
decidere in Conferenza dei Capigruppo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Caro.
L'ultimo intervento è dell'onorevole Caronia, ma non è in Aula.
Onorevole Di Caro, l'articolo lo dobbiamo votare, però,
attenzione, siccome c'è la possibilità degli aggiuntivi, se si
trovasse una soluzione, lo presentiamo a parte, non credo che
succeda nulla. Però, fatemi finire l'articolato altrimenti questa
finanziaria si prolunga non so fino a che punto. Credo sia l'unica
cosa da fare perché tenerla aperta è un problema. Se gli aggiuntivi
sono fatti bene possiamo fare quello che vogliamo.
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, interrompiamo per il pranzo e per una riunione dei
Capigruppo in Sala Lettura, adesso, così intanto ci accordiamo su
quello che dobbiamo fare. E poi, potremmo riprendere, questo lo
decidiamo adesso così tutti lo sanno, una volta fatta la Capigruppo
vi chiederò, questo è il motivo, per ogni Gruppo, di farvi carico
di questi emendamenti aggiuntivi che ci sono, di cominciare a
valutarli con intelligenza e con equilibrio, voi Capigruppo, per
poi vederci un attimo noi.
E' inutile che me li vedo tutti io perché divento pazzo. Ognuno
di voi faccia uno screening di quelli che ha per poi vederci subito
dopo, con me direttamente, per vederli e tornare in Aula per
valutare gli emendamenti aggiuntivi.
La seduta potremmo riprenderla alle ore 16.00, perché se dobbiamo
valutare tutte queste cose credo che la cosa migliore sarebbe alle
16.00 e se non siamo pronti la rinviamo di mezz'ora.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Stasera finiamo dipende solo se gli aggiuntivi sono
nel numero corretto e per i quali sia possibile dare una
valutazione corretta, finiamo sicuramente.
Possiamo anche non fare la Conferenza dei Capigruppo, vi invito
direttamente ora a fare questo lavoro, cioè a farvi dare dai vostri
Gruppi tutti gli emendamenti, quando siete pronti mi chiamate e
convochiamo la Conferenza dei Capigruppo per poterli esaminare.
Allora, facciamo una cosa, in modo che anche formalmente siamo a
posto, vediamoci un attimo in Sala Lettura con i Capigruppo.
Grazie.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 18.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nessun Gruppo è autorizzato a
ridere perché sono ancora qua per colpa di ognuno di voi, perché
fino adesso sono stato con i Gruppi, uno ad uno e ancora me ne
manca uno, mi manca ancora il Gruppo DiventeràBellissima.
(Intervento
fuori microfono)
PRESIDENTE. Ostaggio no, sono stato felicemente in compagnia dei
vostri Presidenti dei Gruppi parlamentari e non abbiamo ancora
concluso; Per cui, io direi che, poiché manca ancora il Gruppo
DiventeràBellissima, poi devo incontrare il Presidente Savona, per
verificare alcune cose che sono state presentate anche in
Commissione Bilancio , dobbiamo mettere insieme questo lavoro, gli
Uffici hanno poi bisogno di un minimo di tempo per verificare tutti
questi emendamenti, dobbiamo cominciare a votarli, ci sono ancora
le tabelle da fare, c'è ancora l'articolo 13 che va completato,
credo non ci sia nessun motivo - visto che tutto sommato è stata
una finanziaria che abbiamo fatto abbastanza velocemente - di fare
notte, per cui sospendiamo la seduta e andiamo a domani mattina,
con grande serenità e grande calma, alle ore 11.00, per me anche
prima però alcuni di voi mi hanno detto che è meglio alle ore
11.00.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Così facciamo felice sia me che Cracolici che
cominciamo a riscaldarci in attesa della partita. Vi chiedo
ovviamente scusa, ma è stato un lavoro fatto tutti insieme, anzi
fino adesso è stato un ottimo lavoro, per cui ringrazio tutti i
Gruppi.
La seduta è sospesa e riprenderà domani, giovedì 12 maggio 2022,
alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa è alle ore 18.57 di mercoledì 11 maggio 2022,
è ripresa giovedì 12 maggio 2022 alle ore 11.09)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, noi stiamo finendo, diciamo, più o meno è
finito il lavoro in cui sono stati fatti tre gruppi di emendamenti
che poi rappresenteranno un unico maxiemendamento che porteremo in
Aula.
Io sono venuto qui in Aula perché pensavamo, pensavo di fare
prima gli articoli che mancano, compreso quello delle riserve. Il
Segretario Generale mi suggerisce - e credo sia meglio - che
essendoci problemi di coperture ancora su qualcosa è meglio che
prima facciamo il maxiemendamento e poi lavoriamo sulle riserve;
questo augurandoci, ovviamente, che gli emendamenti sulle riserve
vengano ritirati. Però, aspettiamo la fine dei lavori del
maxiemendamento che comunque è concluso, sono già tutti pronti;
stanno facendo verifiche per vedere se ci sono delle duplicazioni
tra i vari fascicoli e quindi li stanno eliminando, comunque il
lavoro è stato concluso. Io ieri avevo incontrato tutti tranne
DiventeràBellissima. Ho parlato stamattina con il capogruppo Aricò
che mi ha detto che non ci sono problemi perché comunque li avevano
già presentato tutti gli emendamenti.
Eccolo qua. Stavo dicendo che noi abbiamo tre fascicoli che
dobbiamo riunificare per il maxiemendamento. Ieri ho incontrato
tutti i Gruppi tranne il vostro, però mi sono sentito con
l'onorevole Aricò e in più
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Però, in linea di massima mi ha detto anche
l'onorevole Savona che comunque ce li avete tutti là. Però, va
benissimo. Non c'è problema. Ora ci vediamo un attimo quando
sospendiamo.
Però, io pensavo di fare prima le riserve, cioè finire
materialmente il fascicolo per poi fare il maxiemendamento dopo, ma
ho ricevuto il suggerimento, secondo me corretto, da parte del
Segretario Generale che mi dice di fare il maxiemendamento,
ritirare gli emendamenti sulle riserve e lo facciamo dopo e le
tabelle pure ovviamente.
Per cui, siccome tutto è più o meno pronto, io ora sento un attimo
l'onorevole Aricò, finiamo questo lavoro di collazionatura dei vari
testi perché c'è qualche duplicazione che stiamo eliminando e
dopodiché torniamo in Aula materialmente per cominciare ad
esaminare il maxiemendamento. Io sto facendo anche un calcolo che è
quello economico, perché stiamo cercando di limitare quanto più
possibile il numero degli emendamenti, ma al di là di quello
dobbiamo cercare di rimanere nella cifra che ci siamo detti per
quanto riguarda gli emendamenti di spesa.
Io credo che ancora in una mezz'oretta, massimo un'ora di tempo
dovremmo riuscire a fare tutto. Per cui, se noi ci rivediamo in
Aula alle ore 12.30, il tempo che possiamo fare tutti i lavori e
anche di riscriverlo materialmente nell'unico emendamento che poi
presenteremo in Aula e poi nel giro di poche ore finiamo certamente
tutto.
Per cui, sospendo la seduta fino alle ore 12.30, perché stanno
finendo il lavoro di collazionatura e, quindi, la seduta riprenderà
alle ore 12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 11.13, è ripresa alle ore 13.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, le difficoltà formali per mettere
a posto tutto sono tante.
E' inutile che vi riconvoco ogni cinque minuti.
Andiamo a pranzo e riprendiamo l'Aula alle ore 15.30, sperando
che possiamo farla, altrimenti dovrò continuare a rinviarla.
Penso che da qui alle ore 15.30 ce la facciamo.
La seduta è sospesa.
(la seduta sospesa alle ore 13.18 riprende alle ore 18.41)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge Bilancio
di previsione della Regione siciliana per il triennio 2022/2024.
(n. 1224) e Legge di stabilità regionale 2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. Colleghi, siamo pronti, però il maxiemendamento
dovrebbe essere firmato dai Capigruppo. Siccome qui se ne volete
prendere atto quelli che lo devono firmare, oppure perché può
essere che c'è qualcosa che non va e quindi va cambiato, è inutile
che lo fotocopiamo per tutti, i Capigruppo dei partiti dovrebbero
venire un attimo. Oppure, facciamo una cosa in Sala Lettura, io
sospendo 10 minuti, voi venite in Sala Lettura, in modo che lo
vedete.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Io vorrei assolutamente finire. Siccome ci sono il
maxiemendamento parlamentare, quello del Governo che quindi sono di
fatto due voti, se tutto va bene se non ci sono grossi problemi.
Sull'articolo 13, dice il Segretario Generale che l'idea era quella
di eliminarlo e mettere tutti gli emendamenti che c'erano, tutto
quello che era condiviso metterlo nel maxiemendamento; ma se invece
li lasciamo là ed evitiamo questa confusione? Lasciamoli là e
votiamo l'articolo 13 con gli emendamenti che ci sono.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Solo di tre milioni sono aumentate le riserve.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Prima di sospendere i lavori avevamo chiesto, nella
condivisione, almeno così il PD aveva inteso, dall'Aula che
l'assessore Zambuto, d'accordo con la Presidenza dell'Assemblea, si
faceva carico di selezionare gli emendamenti più quelli votati, più
quelli del testo per chiudere un pacchetto pari alle riserve dello
scorso anno in modo da non superare i 30 milioni. Se facciamo
questo, noi ci siamo, perché già se ai 30 aggiungiamo quelle
annualità, come quelle dei comuni in dissesto, i piani di rientro,
già arriviamo a 48. Ai comuni significa che se siamo sui 50 milioni
tagliamo il 20 per cento delle risorse. Quindi, c'è un problema.
PRESIDENTE. E' esattamente quello che pensavo di fare però poi
evidentemente non so perché non si è fatto. Cioè le riserve
condivise inserirle nel maxiemendamento, che era la cosa più
semplice in modo da lasciare comunque sostanzialmente non si
devono toccare, sempre quelle devono rimanere. Per cui, non lo so,
assessore Zambuto, lei cosa pensa di fare sulle riserve ai comuni?
BARBAGALLO . sui comuni Bandiera verde, sui comuni Bandiera blu.
Allora che sottoponiamo all'esame dell'Aula e andiamo avanti con i
soppressivi così liberiamo un po' di risorse, per quel che ci
riguarda, o si fa una verifica attenta.
PRESIDENTE. Assessore Zambuto, prego.
ZAMBUTO, assessore per le autonomie locale e la funzione pubblica.
Presidente, si era rimasti d'intesa che nell'ambito delle riserve
dei 30 milioni poi decidessero, l'Assemblea, decidessero le forze
politiche.
BARBAGALLO. Presidente, allora sono passati due giorni e non
abbiamo concluso nulla O si fa un pacchetto per stare nei 30
milioni.
(Intervento fuori microfono)
BARBAGALLO. Lo possiamo fare pure noi, ma dobbiamo fare un tavolo
per decidere.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, io credo che il governo debba
essere presente non è che lo possono fare soltanto perché sennò
chi lo fa? Scusate, io non ho problemi basta che lo fate, basta che
qualcuno me lo propone, mi porta qualcosa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Dov'è andato l'assessore Falcone? Siccome l'assessore
Falcone dice fate una proposta , faccio la proposta.
Assessore Zambuto, lei ha il compito di riscrivere l'articolo 13,
fissando i limiti delle riserve fino a 30 milioni. Li riscriva
tolga quelle che sono inutili, verdi blu, arancione, e si riscriva
un testo con gli emendamenti necessari. E' d'accordo con questa
proposta, assessore Falcone?
PRESIDENTE. Fermo restando, onorevole Cracolici, che due
emendamenti sono stati votati ieri.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho capito
Assessore Zambuto, quanto tempo ha bisogno per farlo?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E va bene se si può fare in meno tempo meglio, che
vuole che le dica Intanto, si può andare avanti con tutto il
resto. Allora, l'Assessore ha bisogno di una mezz'ora di tempo per
farlo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, sono d'accordo con la proposta del PD e
quindi l'Assessore deve riscrivere, però sentite anche i Gruppi,
perché va bene come dire gli emendamenti che sono stati approvati
sulle riserve, non metto in dubbio quelli che sono stati approvati,
ma valutiamo pure quelli che sono sati approvati. Se l'assessore
deve riscrivere, riscriviamo in modo corretto, Assessore. Le diamo
mandato, però riscriviamo in maniera opportuna valutando pure gli
emendamenti che non sono stati votati.
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, io ho cercato di accelerare il
tutto perché il Ragioniere della Regione mi ha detto che per avere
la certezza di pagare gli stipendi a fine mese a tutti i dipendenti
entro giorno 12 bisognava approvare questa manovra.
Ora, oggi è giorno 12, ho chiesto adesso se ci sono situazioni di
reale disagio, noi a un certo punto stiamo qua, non ci muoviamo,
finchè non l'approviamo, questo è fin troppo ovvio ed è poco ma
sicuro; però, se forse riusciamo a fare le cose in maniera più
serena e torniamo domani mattina, mi dispiace per chi deve tornare,
ma risolviamo.
(Brusio in Aula)
Però, un attimo, scusate, Assessore, mi fate parlare? Onorevole
Cracolici, mi fate finire? Ascoltatemi un attimo. Noi possiamo
anche andare a domani mattina, ma dobbiamo andare veramente con
tutto pronto per votare.
E allora, scusate, se il problema sono le riserve, io resto finché
non sono fatte. Punto Per cui, le facciamo insieme e finché non
sono fatte non si fa. Dopodiché, il maxiemendamento intanto viene
visto dai Capigruppo che lo devono vedere così lo firmano; il
maxiemendamento del Governo ci viene consegnato formalmente è
stato consegnato formalmente?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ora questo lo vediamo, non è questo il problema; se
sarà possibile farne uno è meglio. Stia tranquillo, se è possibile
farne uno è meglio. Non c'è questo problema. Il problema non è se
se ne fa uno o due
(Interventi fuori microfono)
Allora, scusate, ma perché gridate? Perché state gridando? Tanto
non è che c'è tanto da inventarsi?
L'onorevole Cracolici ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io vorrei fare una proposta di buonsenso perché temo
che la gattina frettolosa rischia di fare cose complicate. Allora,
se i maxiemendamenti sono già definiti e devono essere visionati e
sottoscritti dai Presidenti dei Gruppi parlamentari, lei riunisce
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, nel frattempo
il Governo riscrive l'articolo 13, forse anche l'articolo 16, non
ho idea se c'era bisogno di una rielaborazione dell'articolo 16,
questi due articoli assieme ai maxiemendamenti
PRESIDENTE. L'articolo 16 è già approvato.
CRACOLICI. 13?
PRESIDENTE. 16, è approvato.
CRACOLICI. E' stato approvato? Mi era stato detto di no. Quindi,
l'articolo 13 rielaborato, i maxiemendamenti li vede con i
Capigruppo e domani mattina i testi perché qualcuno li deve pure
leggere questi emendamenti Quindi, non è che possiamo fare tutto
in un quarto d'ora. Quindi, la prego di depositare gli emendamenti,
darci il tempo della lettura in maniera tale che domani alle 10.00,
e non alle 11.00, iniziamo e chiudiamo in giornata.
PRESIDENTE. Scusatemi, non gridate Scusatemi E' inutile che
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, sto parlando con lei, c'è poco da
intervenire tutti Colleghi, potete sentire un attimo per favore
E allora, c'è poco da chiedere tutti la parola perché ognuno deve
dire la sua, perché se vogliamo fare le cose con ordine ed io
intendo farle con ordine perché se no si incasina tutto, c'è una
strada sola. Il maxiemendamento dei parlamentari è stato già più o
meno definito e lo stanno fotocopiando, quindi lo prendiamo, lo
diamo per la firma ai Capigruppo che lo volevano firmare e si fa.
Dopodiché c'è quello del Governo. Se il Governo ritiene stasera che
preferisce che sia uno, intanto quello è fatto, se c'è da
aggiungere un emendamento che comprende tutte le cose del Governo o
metterle insieme, come volete, non mi interessa, lo si decide
stasera, ma domani mattina io devo votare definitivamente la
finanziaria.
Quindi, è inutile che chiediamo ancora la parola, soltanto
sull'orario la possiamo chiedere, perché ora l'assessore Zambuto
anche con la Presidenza, che dovrà stare qui e che lo fa
piacevolmente, definiamo questa storia delle riserve. Intanto, gli
Uffici finiscono di vedere il maxiemendamento del Governo e vede se
va tutto bene, se ci sono cose da eliminare o cose da aggiungere,
io tanto sono qua, avremo i due maxiemendamenti, avremo l'articolo
13 rivisto dall'assessore Zambuto, sistemeremo il tutto per andare
a domattina e votare. Punto Non credo
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole di Paola, però non apriamo un dibattito
perché credo
Prego, onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Presidente, nessun dibattito, solo una proposta. E
questo è, come dire, se lei è d'accordo e l'Aula è d'accordo. Se
noi dobbiamo fare l'articolo 13, quindi il discorso delle riserve e
siamo d'accordo sul fatto che il Governo lo faccia stasera,
eccetera, eccetera, c'è il maxiemendamento del Governo che si deve
un attimino limare, eccetera, eccetera, e possiamo anche rinviarlo
a domani mattina. Ma se c'è il maxiemendamento, Presidente,
relativo all'Aula, per accelerare i tempi votiamolo adesso. E'
questa la proposta che le faccio; poi, attenzione, Presidente,
così, come dire, in qualche modo acceleriamo i tempi. E' una
proposta Presidente, è una proposta.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Di Paola, la prego, chiedo scusa,
Assessori, state tranquilli io capisco tutto nella vita, ma capisco
anche che il compito del Presidente dell'Assemblea è di garanzia
per tutti e di ordine complessivo e generale. Per cui, con grande
serenità vi dico che ora lavoreremo noi quelli che dobbiamo
lavorare per vederci domani alle ore 11.00 e votare, soltanto
materialmente per votare, grazie.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Se volete alle 10.00, anche alle 10.00. Alle 11.00.
Prego, Assessore, ha facoltà di parlare.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Vorrei fare una dichiarazione, Presidente. Abbiamo a lungo lavorato
con gli Uffici nel confronto tra le forze parlamentari col Governo
per trovare una soluzione che consenta di approvare il prima
possibile questa legge di stabilità, cosa che tutti auspichiamo e
per la quale lavoriamo.
Il dato è che per motivi assolutamente regolamentari è evidente
che dobbiamo arrivare a un solo maxiemendamento, solo per il motivo
agevole di pensare che ci possono essere anche sovrapposizioni tra
proposte parlamentari e proposte governative, siccome hanno
priorità quelle governative arriverebbe Quindi, l'idea è quella di
arrivare ad un emendamento unitario che
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Se
c'è una proposta parlamentare e una del Governo ha priorità quella
del Governo.
PRESIDENTE. Fate parlare l'Assessore. Prego, Assessore.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Quindi, facciamo immediatamente questa... continuiamo a lavorare,
io personalmente mi trattengo a lavorare, per arrivare ad un
emendamento unico che consenta domani mattina il prima possibile
PRESIDENTE. Quello che io voglio dire è questo, scusatemi, noi in
questo momento abbiamo un maxiemendamento proposto dai partiti del
Parlamento, non ne abbiamo manco uno governativo; perciò che noi
oggi dobbiamo pensare di lavorare su quello governativo che manco
abbiamo quando ce n'è uno già pronto, e allora tranquillamente. Il
maxiemendamento fatto dai Gruppi del Parlamento è già materialmente
pronto e lo potremmo distribuire; poi - scusatemi le cose vanno
fatte serenamente - siccome il Governo fa la richiesta di un unico
maxiemendamento vedremo se è possibile stasera scioglieremo la
questione, domani mattina vi verrà sottoposta per la votazione.
La seduta è sospesa e riprenderà domani, 13 maggio 2022, alle ore
11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.58 di giovedì 12 maggio 2022, è
ripresa alle ore 16.48 di venerdì 13 maggio 2022)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Allora, tutto ciò che riguarda la
finanziaria ormai è praticamente pronto, però si stanno facendo le
fotocopie, ci sono delle cose che si stanno scrivendo.
Scusatemi, ho chiesto all'assessore Zambuto se ha il testo sulle
riserve, se ne ha parlato, lui dice che ha un testo, lo facciamo
fotocopiare e distribuire in modo che lo guardate e affrontiamo, se
è possibile, subito l'argomento relativo all'articolo 13.
È pronto questo? Allora, se facciamo le fotocopie velocemente di
questo, lo distribuiamo all'Aula.
Assessore Zambuto, questo appunto, tiene conto che c'erano due
emendamenti approvati?
(Intervento fuori microfono dell'assessore Zambuto)
PRESIDENTE. Quelli a parte, va bene
(Intervento fuori microfono dell'assessore Zambuto)
PRESIDENTE. Quindi, non abbiamo fatto niente.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, come lei sta vedendo, se fosse un
problema mio, che mi scoccia lavorare Siccome i problemi che vanno
nascendo, minuto dopo minuto, devo capire se si possono risolvere
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Scusi, non c'è bisogno di dare la parola. Sto
verificando se siamo nelle condizioni di votare stasera, allora
rimanete qua, diversamente vi mando a casa, che volete fare e ci
rivediamo lunedì, per cui dovete stare calmi. Purtroppo, è una
finanziaria difficile.
Allora colleghi, scusate, io faccio distribuire, adesso, oltre
quella di Zambuto è pronta, si sta fotocopiando?... allora, per
adesso, i tre maxiemendamenti che sono pervenuti alla Presidenza.
Onorevole Di Paola, chiedo scusa. Stiamo facendo distribuire i tre
maxiemendamenti che sono pervenuti alla Presidenza. Fermo restando,
però, che io li faccio distribuire ma, intanto, ci hanno e ve le
comunico una per una, tutte le norme che sono state stralciate,
dalla Presidenza, di questi maxiemendamenti che riguardano, per la
maggior parte dei casi, norme che erano state presentate prima e
che erano state stralciate prima o che riguardano emendamenti che
sono stati approvati, o bocciati, in questa stessa finanziaria e
che, quindi, non potevano essere riproposti - onorevole Lentini,
chiedo scusa, scusate - e le devo elencare, ve le devo dire una per
una, anche se poi sono segnalate materialmente, nei maxi che
distribuiamo le troverete comunque barrati. Il Regolamento prevede
che io le legga comunque in Aula.
Allora nel Maxi.1, di iniziativa parlamentare, sono gli ultimi due
periodi del comma 6, il comma 23, il comma 65 e il comma 69.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusate, uno dice è inutile che li e ora sta dicendo.
Allora, li stiamo Onorevole Barbagallo, io seguo le regole
parlamentari. Io devo prima comunicare cos'è che abbiamo stralciato
e poi darveli. Per cui se, per favore, su ogni cosa evitate di fare
polemica, può essere che andiamo un attimo più spediti, perché
siamo tutti, siamo tutti
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Il Maxi.1 è maggioranza, Maxi.2 è opposizione e Maxi
Governo è Governo. per essere chiari. Vi prego di non interrompere
con una polemica, tanto per farla ogni due minuti. Le regole
parlamentari dicono che io comunico quali sono gli stralci e, poi,
consegno la legge. Quindi. vi prego di stare tranquilli. Ovviamente
ora ho perso il filo.
Allora. Ripetiamo. nel Maxi.1 gli ultimi due periodi del comma 6,
il comma 23, il comma 65 e il comma 69, in quanto presentano
evidenti profili di incompatibilità costituzionale.
Il comma 11, il comma 47 e il comma 53, in quanto presentano
evidenti criticità di natura finanziaria, derivanti da mancanza di
quantificazione e copertura degli oneri.
Il comma 84, in quanto avente identico contenuto del comma 3.
Ho, altresì, deliberato di stralciare dal Maxi.2, di iniziativa
parlamentare, che sono quindi quelli dell'opposizione, il comma 16,
il 17 e il comma 20, in quanto presentano evidenti criticità di
natura finanziaria derivanti da mancata quantificazione e copertura
degli oneri. Il penultimo capoverso del comma 22 ed il comma 59, in
quanto presentano evidenti profili di incompatibilità
costituzionale.
Si avvertono i presentatori di questi due commi, anche se, in
realtà un attimo, un attimo anche se, in realtà, il tutto
riguarda più o meno uno dei due maxi, che comunque il totale dei
costi finanziari, delle risorse che sarebbero necessarie per
coprire più che altro il primo dei maxiemendamenti, è nettamente
superiore a quello che c'è.
Per cui noi possiamo la Presidenza può valutare l'ammissibilità o
non ammissibilità, può valutare la copertura o non copertura,
dopodiché, noi non possiamo scegliere di mettere questo e levare
quest'altro, in funzione di una copertura complessiva che c'è. E,
quindi, io questo lo sto dicendo perché, comunque, ci dovremo,
purtroppo, fermare nuovamente per rivalutare con i presentatori di
quest'emendamento e capire dove è possibile o necessario
individuare dei tagli da effettuare.
Altresì, ho deciso di stralciare dall'emendamento maxi del Governo
il comma 3, il comma 26, il 35, 45, 49, 50, 54, 62, 64, 65, 66 e
70, in quanto riproduttivi di norme che erano state già stralciate
in questi giorni. Quindi, è inutile, ovviamente, ripresentarli.
Poi il comma 5, in quanto già approvato dall'Aula durante il
disegno di legge.
Il comma 10, il comma 36 e il 46, in quanto contengono norme in
contrasto con le precedenti votazioni che abbiamo fatto in
quest'Aula.
Il comma 12 e il comma 13, in quanto riproduttivi di norme già
vigenti.
Il comma 42, in quanto riproduttivo dei commi 27, 28 e 29.
Il comma 43, in quanto presenta evidenti criticità di natura
finanziaria derivanti da una incongrua quantificazione in relazione
al contenuto stesso della norma.
Il comma 51 e 71, in quanto presentano evidenti profili di
incompatibilità costituzionale.
Il comma 58, in quanto introduce modifiche al disegno di legge
voto già approvato dall'Aula e trasmesso al Parlamento nazionale.
Comunico, infine, che la norma di cui al comma 33 sarà inserita
nel disegno di legge di bilancio.
Alcune norme dei due maxiemendamenti dei parlamentari sono
anch'esse anche in queste sono state stralciate che erano già
state stralciate in questa stessa finanziaria e, quindi, non le
trovate. Ma se non le trovate è solo perché non si potevano neanche
mettere, in quanto erano state stralciate.
Allora, onorevoli colleghi, ora io aspetto se anche l'assessore
Zambuto mi da la sua valutazione sulle riserve, in modo che
distribuiamo pure queste un attimo, un attimo solo, mi faccia
finire di intervenire io vorrei distribuire questi fascicoli,
dopodiché, che mi piaccia o meno, dobbiamo prenderci il tempo
perché questi fascicoli vengano esaminati. Intanto, perché la
maggior parte di voi, o forse tutti, non conoscono l'emendamento
del Governo e, quindi, ne devono prendere anche conoscenza, e poi
perché, così fatti, questi emendamenti di fatto non li conosce
nessuno, e siccome sono un totale di 200 norme, 100 e passa norme,
è chiaro che bisogna avere il tempo per vederli.
Io approfitterei di questa occasione per riunire anche i
Presidenti dei Gruppi parlamentari dell'emendamento che ha sforato,
per vedere se è possibile trovare d'accordo con loro una soluzione,
senza la quale mi troverei costretto a fare un taglio lineare di
quello che serve, per riportare a copertura tutte le norme che ci
sono.
Preferirei, certamente, che anziché togliere il tot per cento a
tutti, si individuassero le norme di cui si può fare a meno si
lasciano in vita per intero le altre o, comunque, si potrebbe
arrivare ad avere un taglio ulteriore lineare per tutte quelle che
restano.
Per cui, siccome non voglio continuare, perché continuare a dire
che fra due ore finiamo, quando ancora le carte complete non ci
sono - ci dobbiamo dire la verità, altrimenti, è inutile che
continuiamo a stare qui -, io direi - però, quello che vi sto
dicendo è soltanto un'idea che proporrò alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, immediatamente appena
sospendiamo quest'Aula - io direi che oggi facciamo queste
valutazioni e domani dobbiamo assolutamente
(Intervento
fuori microfono)
PRESIDENTE. Domani, scusate, ora gridate tutti, per favore, c'è
qualcuno che non ha gridato? Scusate, io ho detto che questa è la
mia proposta che porterò alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Capisco che ci possano essere dei disagi per tutti ma, siccome
questo è un Parlamento, dobbiamo fare la legge di stabilità per la
nostra Regione, quindi, per cinque milioni di cittadini e, siccome
- fatemi finire - il Ragioniere Generale della Regione mi ha fatto
sapere che questa legge già doveva essere approvata entro oggi ,ma
se noi andiamo a lunedì i rischio che non vengano pagati gli
stipendi sono enormi, anzi oserei dire quasi sicuro, io la
responsabilità da solo non me la prendo, dopodiché, per me possiamo
andare avanti oggi stesso.
Scusate, è inutile che gridate, è inutile che ognuno dice la sua,
io sto convocando, quindi, faccio distribuire questi emendamenti e,
mentre qualcuno li guarda, convoco la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari. Do, comunque, nella migliore delle ipotesi,
un'ora di sospensione, ma io direi scusatemi, io sono stanco, vi
chiedo scusa, sono veramente stanco, perché non solo ho la mia età,
ma è da quattro giorni che, praticamente, sono buttato qua.
Ieri, perché mi sono permesso di andare a vedere la partita, dalla
partita stessa rispondevo al Segretario Generale, che stava
guardando alcune cose e me ne sono dovuto andare, per cui vi prego
di fare le cose con calma, perché siamo tutti stanchi, io sono per
favore, chi è che ride?
Non c'è niente da ridere in questo momento. Siete pregati di
stare attenti e tranquilli, perché stiamo parlando di qualcosa che
serve per pagare gli stipendi a cinque milioni di siciliani. Per
cui io, in ogni caso, devo sospendere almeno per un paio d'ore,
perché per trovare con la maggioranza la soluzione degli importi
superiori a quelli possibili nel maxiemendamento non è cosa che
potremo fare in venti minuti. Per cui convoco la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala Lettura e preferirei
evitare gli interventi qui.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Se è una cosa che non si può dire in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, altrimenti, cominciamo un
dibattito e non la finiamo più.
Sospendo l'Aula per cinque minuti, andiamo in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e ritorniamo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.19, è ripresa alle ore 18.58)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, la maggioranza ha trovato l'accordo per il
suo emendamento. Onorevole De Luca, la maggioranza ha trovato
l'accordo per il suo emendamento; quindi, possiamo votare stasera.
Ora, loro l'hanno finito il lavoro, però è passato tutto alla
Segreteria generale che deve rifare i conteggi. Mi hanno detto
mezz'ora; io vorrei evitare di farvi venire e poi di nuovo
aspettare; dico direttamente alle 20.00 per cominciare a votare
subito l'articolo 13 e, a seguire, gli emendamenti che vi sono già
stati dati prima e quello della maggioranza verrà dato adesso.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Onorevole, speriamo Io sono qui per fare votare, poi
se succede di nuovo un'altra cosa per cui non si può votare. Spero
proprio che si possa votare.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Volevo comunicare che anche noi apporteremo qualche piccola
rettifica al nostro emendamento, ovviamente, senza alcun ulteriore
incremento di spesa.
PRESIDENTE. Se potete farle avere subito al Segretario generale.
LUPO. Certamente sì, nel giro di cinque minuti. Mi dispiace che
non sia presente l'Assessore per l'economia, non so se fosse
possibile...
PRESIDENTE. No, ma era soltanto perché devo dare la comunicazione
adesso.
LUPO. Siccome è stato sostenuto in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari che il Governo non ha potuto incrementare o
meglio ripristinare i tagli ai fondi dello sport perché con il max
Gov si sarebbe effettuato un incremento dei fondi per il turismo,
forse è sfuggito al Governo - lo dico senza alcun tono polemico -
che la Presidenza ha stralciato il comma 36, quindi l'incremento
per il turismo non c'è.
A questo punto vorrei invitare il Governo a farsi carico invece
del taglio per lo sport.
PRESIDENTE. Allora, ho ascoltato ciò che lei ha detto e lo
riferisco
LUPO. Il comma 36 è stato stralciato.
PRESIDENTE. Però se ci sono
LUPO. Presidente, è arrivato l'Assessore.
PRESIDENTE. Non lo faccio parlare perché ora verificheremo perché
anche il fondo sui Consorzi di bonifica dovrebbe essere, come dire,
a carico del Governo e anche altri.
LUPO. Siccome è la motivazione ufficiale che il Governo ha dato in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, volevo far
presente che c'è una novità. Solo questo.
PRESIDENTE. Ora lo verificheremo. In ogni caso l'Aula è convocata
per le ore 20.00 precise per cominciare materialmente a votare.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Ho presentato un subemendamento, eventualmente, ne
parleremo quando sarà trattato il MAXI 1? Oppure debbo solamente
PRESIDENTE. Lei ha presentato un subemendamento a quale?
PELLEGRINO. Un subemendamento al Max 1 in relazione alle attività
sportive e gli impianti sportivi perché Marsala è la quinta città
della Sicilia, ha 4 impianti tutti inagibili con una squadra di
volley in serie A, una squadra di calcio che sta andando in serie
C.
PRESIDENTE. Voglio capire perché non è stato fatto prima?
PELLEGRINO. Perché non mi è stato chiesto,
PRESIDENTE. Perché?
PELLEGRINO. Perché non mi era stato chiesto, per parlare in
maniera molto
PRESIDENTE. Però siccome ancora il Max 1 diciamo è stato
modificato e non è arrivato in Aula forse se vuole inerire, se ha
la possibilità di inserire questa cosa perché poi nei sub credo che
difficilmente potrò dire ok se non c'è una copertura; la copertura
lei non me lo potrà dare e finisce che salta. Allora forse è
meglio
PELLEGRINO. Il sub è già presentato.
PRESIDENTE. Ho capito ma se lo inserisce ora che sono riuniti e
stanno sistemando il Max, forse rientra, contrariamente mi sembra
più complicato.
PELLEGRINO. Va bene.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Come?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ora al Segretario generale perché hanno portato tutto
al Segretario generale. L'aula riprende alle ore 20.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.03, è ripresa alle ore 20.24)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, può andare al tavolo della
Commissione e anche quelli che sono i componenti. E anche Galvagno,
Gaetano al banco della Commissione. Tutti ci dovete andare non è
che può stare vuoto?
Onorevoli colleghi, l'articolo 13 non si può fare perché ci sono
riserve degli altri maxi emendamenti, per cui dobbiamo farlo dopo.
Allora, il 13 colleghi, scusate intanto la seduta è riaperta.
L'articolo 13 è stato distribuito, ma nei maxiemendamenti ci sono
utilizzate altre riserve, per cui è inutile che lo votiamo ora, lo
dobbiamo votare alla fine, dopo aver dato i maxi emendamenti per
avere la certezza di quante perché questa è la tornata dal trenta
al milione, ma quella invece non si sa quanto può essere. E allora,
questo lo facciamo dopo.
Abbiamo gli emendamenti, pronti i maxiemendamenti per favore così
li votiamo? Allora, il maxiemendamento 1 - sto parlando - è stato
emendato per essere riportato all'importo che doveva non superiore
a quello che dovevamo avere, e voi è inutile che ridete, perché
teoricamente anche sul vostro si doveva fare qualcosa. Scusate, nel
maxi emendamento 2 non è stato presentato l'emendamento che riduce.
Qua non ce l'abbiamo, gli Uffici mi dicono che non ce l'hanno.
Allora, intanto leggo in relazione all'emendamento maxi 1
presentato in Aula, avendo riscontrato alcune imperfezioni e
anomalie nel testo distribuito, la prego di considerare non apposta
la mia firma è dell'onorevole Savona. Quindi non è firmato da
Savona.
Il Maxi del 2 è arrivato? Aspetta il sub dell'1 ed il sub del 2.
Anche quello del Maxi.Gov aspettiamo dei subemendamenti. Onorevole
Barbagallo è da stamattina alle 9 che l'aspetto
Abbiamo aspettato due ore Barbagallo che presentasse il suo, sono
i sub del Maxi.Gov. E allora sono arrivati tutti i sub, ora sono
completi. un attimo che li verificano, non è che il suo emendamento
si deve vedere subito e gli altri no, stanno..... onorevole
Barbagallo io la detesto , onorevole Barbagallo stanno verificando
i sub che sono stati presentati, appena sono pronti cominciamo a
votare subito.
Colleghi, da questo momento non si accettano più sub emendamenti
perché se no impazziamo, grazie.
Pragmaticamente si potrebbe fare così. Mentre aspettiamo che gli
Uffici valutino i subemendamenti, l'onorevole Barbagallo ha chiesto
di potere illustrare - scusate siete davanti all'onorevole
Barbagallo, onorevole Dipasquale e Assessore - sta parlando
l'onorevole Barbagallo che ha chiesto di poter illustrare il sub
per il Maxi.2.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Insieme con il Movimento Cinque
Stelle abbiamo presentato il Maxi 2, per cui ci rimettiamo al testo
perché è piuttosto eloquente.
Negli ultimi minuti abbiamo presentato un emendamento
modificativo, perché ci sono alcune difficoltà sulle coperture. Noi
al comma 1 chiedevamo lo scongelamento di tutta la misura che
riguarda lo sport di base, e segnatamente la legge n. 8.
Come abbiamo già evidenziato in sede di discussione generale, il
Governo lo sa bene, troviamo assolutamente ingiusto che alcune
categorie dello sport come quelle al vertice o altri capitoli come
il Cip, non siano soggetti a congelamento della somma, mentre lo
sport di base, che è quello che riguarda le quarantadue federazioni
sportive, quindi i ragazzi che fanno sport, le scuole calcio, le
scuole di nuoto, eccetera, siano sottoposte ad un congelamento
pesante del quaranta per cento delle risorse.
Avevamo chiesto lo scongelamento immediato, raschiando il barile
siamo arrivati ora a presentare questo emendamento che lo riduce di
350.000 euro, è un piccolo segnale in un tempo difficile.
Ci aspettiamo e facciamo voti al Governo affinché in pochi minuti
trovi la copertura, altrimenti ci vedremmo costretti a votare il
nostro emendamento.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Barbagallo, non ho capito bene, è un
1.800.000 euro il comma 1, e invece?
BARBAGALLO. Nell'ambito della copertura dell'emendamento,
raschiando il fondo del barile, abbiamo reperito 350.000 euro che
sono un piccolo segnale. Il Governo potrebbe mettere il resto.
PRESIDENTE. Quindi questo... Un 1.500.000 di euro, era 1.800.000,
trecento, sempre di scongelamento parliamo, bisogna coprirlo lo
stesso, Assessore. La copertura ci deve essere comunque e la
copertura può essere questa.
Allora Assessore ha sentito, si sta informando un attimo come si
può fare. Un attimo solo che l'Assessore sta vedendo di potervi
accontentare.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi abbiamo ascoltato la
comunicazione sul maxi emendamento al disegno di legge, e in
particolare laddove lei ha dichiarato che questa Presidenza ha
altresì deliberato di stralciare dall'emendamento Maxi.Gov
presentato dal Governo le seguenti disposizioni. Tra queste il
comma 36, in quanto contengono norme in contrasto con precedenti
deliberazioni d'Aula.
Io sono assolutamente d'accordo con la sua comunicazione, e mi
auguro che il Governo non tenti di ripresentare per la terza volta
un emendamento contro il Regolamento, dopo che lei ha fatto una
comunicazione ben precisa.
Probabilmente la mia comunicazione è superflua, però mi piace
essere chiaro fino in fondo, signor Presidente, perché diversamente
io non capisco perché il milione e nove che era destinato al comma
36 non viene destinato allo sport piuttosto che non utilizzare il
milione e nove previsto visto che non si può destinare al
ripristino del capitolo per attività turistiche.
Sulla chiarezza dobbiamo essere chiari fino in fondo anche nella
diversità di opinioni politiche, ma almeno nella chiarezza.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo ho guardato un attimo, visto che lei ha
accennato a qualcosa evidentemente c'era un motivo. E allora il
Governo, sempre su quel capitolo, ha scongelato un'altra somma che
c'era sempre in quel capitolo e l'ha scongelata congelandone
qualcuna di un altro capitolo ancora. Non so se è chiaro.
Cioè non è che sono state rimesse somme là. All'interno di quel
capitolo stesso c'erano messi due milioni congelati, sono stati
scongelati per essere congelati da un'altra parte.
Questo mi sembra di avere capito, però un attimo che lo
verifichiamo con calma. È così o no?
A me sembra di avere capito così, però un attimo.
Un attimo, un attimo.
È chiaro che se il tentativo di rimettere di nuovo una cosa che
era stata stralciata non si sarebbe potuto mettere, però mi dicono
gli Uffici che la cosa
Prima mi fate capire bene se ho detto cose giuste o corbellerie?
Un attimo solo.
Io non avevo completamente torto quando dicevo che dovevamo
lasciare lavorare gli Uffici stasera per poi votare domani
sinceramente.
Perché sono tutte una serie di piccole cose che sfuggono, non c'è
niente da fare. Io capisco che c'è chi deve andare via, capisco
tutto, però se vogliamo fare un lavoro pulito purtroppo
Scusate, allora mentre gli Uffici fanno questo conteggi io ho
bisogno di una velocissima Conferenza dei Capigruppo in Sala
Lettura perché dobbiamo decidere che cosa fare, perché sono le
21.00 e ancora non siamo neanche al primo emendamento, cioè
arrivare domani alle 6.00 totalmente sfiniti
Onorevole, non possiamo fare un maxiemendamento e non gli altri,
si devono votare insieme. Allora, mi faccia vedere come è combinata
la situazione, perché se capiamo che ancora ci sono troppe cose da
sistemare
Intanto, devo dare delle comunicazioni. La prima: con riferimento
all'emendamento MAXI 1 i commi 108 e 109 sono trasferiti al 13 Gov.
riserve , per cui lo voteremo comunque insieme al MAXI 1 ma poi
verrà spostato. Con riferimento all'emendamento MAXI Gov. il comma
9 è trasferito alle riserve; il comma 11 è riproduttivo di norme
già in vigore pertanto è stralciato; il comma 3 è inserito tra le
disposizioni stralciate per un mero errore ed è pertanto ammesso a
votazione; il comma 57 è trasferito anche questo a riserve .
DI CARO. Presidente, il comma stralciato per errore qual è?
PRESIDENTE. Il comma 13 del MAXI Gov. Onorevole Di Caro, se gli
Uffici dicono che è un errore, non credo che si assumano errori che
non hanno commesso.
Intanto, il Governo mi ha detto che per tutti gli emendamenti sia
il Governo che la Commissione si rimetteranno all'Aula, che mi
sembra una cosa di cortesia e di intelligenza secondo me.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. A me una cosa di questo genere la poteva comunicare
solo lui che è il responsabile dei rapporti con l'Assemblea. E
comunque, onorevole Cracolici, ormai che me l'ha comunicato
prendiamocelo e buonanotte
Colleghi, se mi posso permettere, questa è l'ultima finanziaria
che facciamo in questa Legislatura. Io ho sempre cercato sin dalla
prima finanziaria di trovare soluzioni di accordo perché credo che
poi la finanziaria è l'espressione massima in una legislatura anno
dopo anno del lavoro che fanno Governo e Parlamento. Spesso ci
siamo riusciti, non sempre. Abbiamo fatto ogni tanto dei casini,
ricordo i famosi collegati che non erano collegati, gli scollegati
che erano venduti come collegati e invece erano scollegati o altre
situazioni in cui spesso ci siamo arrabbiati col Governo e
quant'altro.
Però, credo che questa Legislatura, nonostante quest'ultimo
periodo, non si possa dire che sia stata una Legislatura di
grandissimi scontri. C'è stata, ovviamente, una contrapposizione
anche forte tra il Governo e il Parlamento. Se posso dare un
suggerimento per questi ultimi sei mesi al Governo è quello di
considerare il Parlamento non un elemento estraneo alla politica,
ma un elemento fondante della politica, perché qualsiasi cosa senza
il controllo del Parlamento farebbe sparire l'idea di un regime che
è quella della Democrazia. Ora c'è qualcuno che dice che è
terribile, ma è il meglio che abbiamo trovato finora. E, quindi,
questo atto finale dell'ultima Legislatura del Governo di
comunicarmi direttamente, non glielo avevo chiesto, si è voltato
verso di me l'assessore Cordaro per farmi questa comunicazione,
credo che debba essere letto come un atto, non è che sia chissà
quale generosità, ma è un atto intanto di intelligenza ed
educazione istituzionale, cosa che io valuto enormemente bene
perché spesso tra le Istituzioni è proprio la mancanza di
educazione quella che crea scontri enormi.
Dopodiché, il Governo sa benissimo, così come sanno i Gruppi
parlamentari, che nei vari maxi c'è compreso qualche cosa che non
piace, questo è fin troppo ovvio, alla sinistra non piacerà
qualcosa che c'è del Governo del centrodestra, al centrodestra ci
sarà qualcosa che non va nel centrosinistra, entrambi avranno
qualcosa che non gli va del Governo e il Governo nella stessa
maniera. Però, il rimettersi all'Aula significa rimettersi alla
sensibilità, all'intelligenza e alla volontà di tipo istituzionale
che ogni parlamentare, che ogni persona che si siede in quest'Aula
deve assolutamente avere.
Per cui, devo dire che valuto questo gesto in maniera estremamente
positivo e ringrazio l'assessore Cordaro per questo gesto che ha
fatto. Il che non significa che ora saremo in pace, ma perchè
ognuno poi farà la sua parte. Ma comunque, in questo momento in cui
ci siamo accusati vicendevolmente da Parlamento, Governo,
maggioranza, opposizione, eccetera, lo leggo veramente in maniera
molto molto positiva e la ringrazio ancora.
Così come devo dire che in questa finanziaria - sto aspettando
una cosa la devo fare, parlo - devo dire, prima di dare la parola
all'onorevole Lupo, che in questa finanziaria non c'è stato il
famoso assalto alla diligenza di cui qualcuno ha parlato nel corso
degli anni. Guardate che se io lo dico è perché è così. Io ricordo
finanziarie in cui si finanziava di tutto. Ora sarà stata forse
anche la mancanza di quattrini che ci ha reso più bravi, però non
c'è dubbio che cose di quelle che uno guarda e dice ma che cose di
pazzi io non ne ho trovate può essere che qualche cosa mi è
sfuggita ma sinceramente non ne ho trovate.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, approfittiamo di questo momento di
approfondimento e di pausa. Vorrei chiederle, Presidente, di
riconsiderare lo stralcio del comma 43 del MAXI Gov. che riguarda
l'ente di sviluppo agricolo. E' una questione che l'Assessore
Scilla ha affrontato con impegno devo dire con le organizzazioni
sindacali per trovare
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento che lo rimette a
posto.
LUPO. Ecco. Credo che sia opportuno e che, probabilmente, vada
adottata una formulazione diversa adeguando le coperture.
PRESIDENTE. E' stato già presentato, è stato già accordato diciamo
un emendamento.
LUPO. Magari è possibile averlo così lo valutiamo intanto, grazie.
PRESIDENTE. E ora appena li hanno visti tutti, ovviamente li
distribuiamo.
Faccio la domanda al microfono: quanto vi manca ancora? Intanto,
mi è stato comunicato che ci sono i panini al bar, qualcuno se lo
può andare a prendere in modo da non uscire dopo.
Allora, al MAXI 1 anche il comma 87 passa all'articolo 13, a
riserve .
Distribuiamo i subemendamenti. E allora, si stanno fotocopiando
materialmente i subemendamenti che sono stati sistemati tutti e
possiamo iniziare.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. A chi li ha presentati? No, ma io avevo detto poco fa
che emendamenti non se ne possono presentare più. Non sono stati
accettati, perché sennò diventa veramente una barzelletta
Colleghi, per favore, io non ne posso accettare più emendamenti
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Ho capito E' inutile che lo dite voi, perché dal
vostro Gruppo mi sta arrivando
Basta, per favore
E' ovvio, colleghi, che siccome vedo che ci sono degli emendamenti
di spesa sono inammissibili; è inutile che li presentate perché è
chiaro che non si può. Onorevole Pellegrino, le avevo suggerito
oggi di provare a inserirlo prima che arrivasse.
PELLEGRINO. C'è un ordine del giorno in sostituzione
dell'emendamento, Presidente. Però, considerato che vengono poi
votati successivamente alla finanziaria, se il Governo potesse dare
adesso il parere sull'ordine del giorno che è dello stesso preciso
tenore.
PRESIDENTE. Assessore, un parere in anticipo sull'ordine del
giorno che mi ha appena presentato?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Poi li diamo tutti insieme.
PRESIDENTE. Ho capito, però l'onorevole Pellegrino vuole un minimo
di garanzia.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Ovviamente, dico sul punto visto che risolviamo un profilo
procedurale il Governo è assolutamente d'accordo. E' chiaro che poi
li approveremo insieme poi tutti gli ordini del giorno ma questo ne
farà parte con il gradimento del Governo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pellegrino, grazie Assessore.
Assessore Armao, chiedo scusa, giusto per capirci, altrimenti non
ci capisco più niente. Noi non accettiamo, noi non consideriamo
ammissibili emendamenti di spesa da parte del Parlamento, ma quelli
vostri sono tutti di spesa.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. Lo dica al microfono, perché altrimenti...
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Grazie, Presidente. I nostri subemendamenti sono intanto per
regolare la posizione del turismo, con la conseguenza che riusciamo
a sbloccare sia somme del turismo, sia per lo sport che per la
promozione, e quindi due emendamenti sono in questo senso. Poi c'è
il subemendamento apprezzato...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, siccome c'è una giornata complicata,
allora emendamenti che devono essere coperti in altra maniera
perché li stiamo presentando ora?
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. Ho capito però in tutta questa finanziaria io ai
deputati ho stralciato una marea di cose perché non erano relative
alla finanziaria, ora se le accettiamo invece l'ultimo giorno, sono
cose che non è obbligatorio fare oggi.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Presidente, però noi così credo che abbiamo ragionato anche col PD
su questa cosa del turismo e abbiamo trovato un equilibrio grazie a
questi emendamenti.
PRESIDENTE. Infatti, ero convinto che fossero tutti emendamenti
relativi a sistemazioni della finanziaria, cioè ci sono cose
totalmente nuove.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
No, su questo
Allora, scusate, il punto 1 a quanto pare è stato concordato con
gli Uffici perché, mi dicono, riguarda una questione di una parola
che aveva determinato uno stralcio e che grazie a questa parola...
PRESIDENTE. Di spesa.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Di
spesa, allora di spesa quale abbiamo? Questo riguardante il CAS...
PRESIDENTE. Non riguarda il CAS, altrimenti lo dovrei rendere
inammissibile. Cioè, non è un tentativo di rimettere
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. È
un capitolo di spesa per un'anticipazione, che però è determinante
quindi l'abbiamo rimodulato proprio per consentire - scusi
assessore Falcone - la vicenda del CAS è fondamentale per dare
sopravvivenza al CAS per noi, quindi l'abbiamo riformulato e
riscritto completamente.
PRESIDENTE. Assessore Armao, ci mette in grande difficoltà questa
cosa, perché giustamente tutti i deputati dicono "insomma, a noi
avete detto no su tutto, e ora "
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Scusi, completo, così... L'emendamento Maxi.Gov.3 è un emendamento
del quale abbiamo parlato, però a quanto pare c'è qualche problema
tecnico. Mi dicono che dovrebbe passare all'IRFIS, così è
strutturato sull'IRCA.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Probabilmente, se dobbiamo andare avanti serenamente, è meglio in
questo momento toglierlo e poi vediamo di recuperarlo più avanti.
PRESIDENTE. È ritirato. Andiamo avanti.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Mi
scusi, concludo, quello successivo è servito al turismo per fare
quella liberazione. Questo riguardante l'Ente di sviluppo agricolo
credo che sia stato condiviso, perché è una richiesta
dell'Assessore
PRESIDENTE. No, chiedo scusa, condiviso non mi interessa, voglio
capire se lo dobbiamo... se è coperto o no.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Certo che sono coperti, Presidente. La copertura c'è assolutamente.
Poi c'è quest'ultimo che riguarda i ciechi, che è una... Abbiamo
cercato di integrare...
PRESIDENTE. E questo va bene perché è un emendamento su una cosa
esistente, e su questo non c'è dubbio.
(Subbuglio in Aula)
Il CAS è stato ritirato, punto
(Subbuglio in Aula)
Onorevole Caputo, il suo è inammissibile. Ritirato.
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
Assessore Falcone, la prego onorevole Dipasquale, la prego.
Assessore Falcone, la prego. Onorevole Dipasquale, per favore. Così
mi sembra di avere capito. Ne parliamo nel momento in cui...
(Proteste in Aula)
Stiamo litigando tanto perché avevamo avuto due momenti di
serenità, e quindi oggi dobbiamo litigare. Io avevo chiesto una
cosa al Governo che mi ha risposto, devo dire anche stavolta, con
assoluta precisione, punto.
Dopodiché un emendamento o due che ha capito che non si potevano
passare, sono stati ritirati e quindi state calmi, non c'è motivo
di gridare. Stiamo cercando di fare le cose nella maniera giusta.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Presidente, non è per fare polemica, ma se c'è una somma
per stabilizzare alcune persone che sono da 25 anni che aspettano,
non è che li possiamo buttare a mare e poi andiamo a stabilizzare
altra gente che entra adesso.
PRESIDENTE. Sono con lei.
LANTIERI. Mi sembra assurdo, toglierli su tutto va bene ma sulle
famiglie no
PRESIDENTE. Non so a cosa si riferisce ma sono d'accordo con lei.
Onorevole Lantieri, ho detto al Governo che se ci sono emendamenti
di spesa aggiuntivi, non li accetto.
Se poi ci sono sistemazioni sulle cose già esistenti allora è un
altro conto.
LANTIERI. Su tutto possiamo toglierli, ma su certe cose no.
PRESIDENTE. L'onorevole Lantieri ha ragione.
Tutti abbiamo bisogno, si sa benissimo che ci sono una marea di
cose che si potrebbero fare e non si sono fatte. Per cui o c'è una
linea per tutti o non c'è per nessuno e così sarà fatto
Dopo avere ricevuto l'informazione del Governo che per tutti gli
emendamenti c'è la remissione all'Aula, a questo punto restituisco
la cortesia istituzionale e faccio votare subito quello del
Governo.
Sull'ordine dei lavori
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Cerchiamo di evitare interventi lunghi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori anche per
fare un po' di ordine con noi stessi perché sono fasi concitate e
siamo tutti stanchi, dall'attesa e da questi giorni di finanziaria.
Sull'ordine dei lavori. Abbiamo illustrato l'emendamento Maxi 2
che è quello proposto dalle opposizioni.
Abbiamo presentato alcuni emendamenti, alcuni dei quali ritiriamo
e segnatamente: il 2.2 sul Maxi delle opposizioni e l'1.4 sul Maxi
1.
Siccome abbiamo illustrato il Maxi 2 le chiederemmo per garbo
istituzionale, anche nei confronti delle opposizioni, di votare per
prima il Maxi 2.
PRESIDENTE. Era già iniziato il dibattito sul Maxi 2?
BARBAGALLO. Avendo fatto tutte le verifiche. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Anche qui, come sempre, nessun problema.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022/2024. (n. 1224) e Legge di stabilità regionale
2022/2024. (n. 1234)
PRESIDENTE. Se era già iniziato il dibattito sul 2 finiamo di
votare il 2.
Quali emendamenti ci sono sul Maxi 2?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E' la copertura. Ritira la copertura? Siamo consumati
Siamo sul Maxi 2. Quindi quello non è ritirato.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Con riguardo al Maxi 2, considerato che c'è un'esigenza molto
avvertita nel comune di Caltanissetta che è interessato dal Maxi
2.71 e che il Maxi 2 prevede con riguardo all'Istituto Gramsci uno
stanziamento di 200 mila euro, nel frattempo anche il Governo
regionale aveva fatto uno stanziamento che porterebbe - abbiamo
sentito anche i vertici dell'Istituto - ad uno stanziamento ben
oltre le necessità che hanno ravvisato e che il Parlamento sta
corrispondendo, il Governo orienterebbe questi 100 mila euro che si
liberano perché già 200 sono assegnati nei confronti del comune di
Caltanissetta per le finalità di cui al comma 71.
PRESIDENTE. Lo abbiamo? Non abbiamo niente.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Lo
volevo illustrare per presentarlo, questo è l'orientamento.
Siccome è un emendamento che il Governo presenta a un Maxi di
iniziativa parlamentare.
PRESIDENTE. Se è una cosa al Maxi 2 bisogna farle l'emendamento al
Maxi 2.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Certo, siccome è un emendamento del Governo ad un Maxi
dell'opposizione, lo sto illustrando prima di presentarlo
direttamente visto che abbiamo inaugurato
E' concordato.
PRESIDENTE. Quindi quelli che ci sono rimangono validi?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Certo.
PRESIDENTE. Attenzione Perché altrimenti non capiamo più niente.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Io
presento allora l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il Maxi 2.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il Maxi 2.2 è ritirato perché c'è la riscrittura.
Si passa al Maxi 2.2 R. Il Governo e la Commissione si rimettono
all'Aula.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Maxi 2.3. E' sostitutivo. Va benissimo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Maxi 2.4. Assessore, il Maxi 2.4
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Io ho il Maxi 2.4, a firma dell'onorevole Zitelli,
Aricò ed altri.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. È un errore questo?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Intanto, non so a quale Maxi è, ma manca la copertura.
Come lo prendiamo? Il Maxi 2.4 è ritirato.
ZITELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITELLI. Signor Presidente è un problema che ci tiriamo da qualche
anno. Magari lo convertiamo in ordine del giorno per vincolare
PRESIDENTE. Bravissimo, l'onorevole Zitelli. Quindi, non ce n'è
più?
Quello dell'onorevole Zitelli è ritirato, trasformato in ordine
del giorno. Questi emendamenti che state trasformando in ordini del
giorno me li dovete dare però.
Onorevole Pellegrino, lo dico anche a lei.
Si passa al Maxi 2.5, a firma del Governo per cui duecento
migliaia sono sostituiti da trecento con quale copertura,
Assessore?
Allora, al comma 71 le parole duecento migliaia sono sostituite
con trecento .
E con quale copertura? Mi faccia l'assegno
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. E quindi va bene così e poi li toglie dal Governo?
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. Sì, non è Gramsci però, eh? Non stiamo parlando di
Gramsci.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. Caltanissetta, va bene.
Sappiamo e ricorderemo tutti che al momento del Maxi del Governo
bisogna aggiungere un subemendamento che ripristini la copertura.
Pongo in votazione il Maxi 2.5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento Maxi 2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Facciamo velocemente l'emendamento Maxi 1, Assessore, a questo
punto?
Così poi mi sembra che ci sia più tempo da perdere sul Gov.
Si passa all'emendamento Maxi 1.
Allora, quanti subemendamenti ci sono? Ecco allora questo è quello
che è stato fatto di riduzione complessiva che è il Maxi 1.8, ed è
ovviamente obbligatorio perché altrimenti non si potrebbe
approvare. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento Maxi 1.1 che così recita: il comma
nove è soppresso .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento Maxi 1.2 che così recita: il comma 29
è soppresso .
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, io l'ho chiamato un po' come lo
schiaffo alla meritocrazia, quando ho letto questo emendamento
onestamente è quella la sensazione che ho provato e per questa
ragione ho presentato un emendamento soppressivo di questo comma,
il 29. In una stagione in cui Presidente veramente trovo
difficoltà a intervenire su un argomento del genere, in cui la
Regione ha sbloccato i concorsi, in cui ovunque si sta procedendo
verso la direzione che per poter dare un messaggio diverso alla
nostra Terra, dove chi ha investito nello studio, nell'università,
le famiglie che hanno speso centinaia di migliaia di euro per dare
ai propri giovani un messaggio diverso in questa Terra,
quest'Assemblea vuole approvare un emendamento in cui chi viene
scelto dalla politica ha la possibilità di continuare a lavorare in
Assemblea anche in assenza del Gruppo.
Guardi, Presidente, mi creda sono in forte difficoltà perché mai
mi sarei aspettato una norma del genere e credo che approvandola
lanceremo fuori un messaggio veramente brutto per la nostra Terra.
Le chiedo e chiedo all'Assemblea tutta di approvarla perché un
esempio che mi è venuto in mente qualche minuto fa, è come se io
avessi chiesto a un mio collega di un ufficio di Presidenza di
assumere mio fratello e oggi mio fratello potesse essere
stabilizzato all'interno dell'Assemblea regionale siciliana; è un
messaggio talmente brutto, Presidente, che secondo me noi non ci
possiamo permettere, che questa Regione non si può permettere e mi
auguro che venga bocciato. Grazie.
PRESIDENTE. E, allora, do la parola però le cose sono diverse da
come le ha dette ovviamente, non c'è alcuna stabilizzazione
all'interno dell'Assemblea, non si possono avere senza i Gruppi
perché sono persone che vengono assegnate ai Gruppi, cioè ai gruppi
politici, per cui in Assemblea si entra solo per concorso, in
Assemblea si entra solo per concorso, questo lo posso dare per
certo, e in ogni caso a invarianza totale di spesa perché,
comunque, è soltanto nel momento, proprio perché i Gruppi politici
ne hanno bisogno, se va via in pensione qualcuno se ne prende un
altro per cui, onorevole Sunseri, le cose per carità ognuno può
fare l'intervento che vuole ma le cose vanno dette correttamente.
Comunque lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Alcuni deputati chiedono il voto palese)
PRESIDENTE. Che succede? Voto palese benissimo, e allora mi date
un attimo.
(Alcuni deputati chiedono il voto segreto)
PRESIDENTE. Voto segreto? E allora prevale il voto segreto quindi
deve essere segreto, sto aspettando. Non è un problema. Scusami i
richiedenti ci sono? No, no, un emendamento, ok?
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento Maxi 1.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento Maxi 1.2.
Chi vuole approvare l'emendamento dell'onorevole Sunseri deve
votare verde, chi non lo vuole approvare deve votare rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 61
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 21
Contrari 29
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento Maxi 1.3, dell'onorevole Lupo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
norma che abbiamo appena approvata creerà qualche imbarazzo
all'esterno. Detto questo, ho il dovere però di entrare nel merito
della norma ed entrando nel merito abbiamo proposto un
subemendamento al comma 29 per togliere l'espressione finale e cioè
e che i medesimi fossero già stati contrattualizzati nel corso
della precedente legislatura ai sensi dell'articolo 8'.
Ora, noi stiamo parlando di un elenco e un elenco è un elenco, poi
ci saranno i futuri Gruppi che decideranno le modalità per
avvalersi di eventuali persone che hanno svolto questa attività. Ma
non si capisce con molta onestà perché tutti coloro che sono stati
contrattualizzati in questa legislatura sono esclusi, mentre
sarebbero inclusi soltanto quelli che oltre a essere stati
contrattualizzati in questa legislatura, parlo dai deputati, devono
essere anche stati contrattualizzati nella legislatura precedente,
quindi stiamo in qualche modo costruendo una riserva della riserva
impedendo di potere essere iscritti ad un elenco anche a coloro che
hanno avuto un contratto di collaborazione con i deputati di questa
legislatura. Ecco perché noi proponiamo
PRESIDENTE. Soltanto un chiarimento. Questa legislatura la deve
avere pure.
CRACOLICI. Sì ma deve avere questa più quell'altra. Chi invece è
stato contrattualizzato solo in questa non può accedere,
PRESIDENTE. Ma può accedere alla prossima, è per avere un minimo
di esperienza
CRACOLICI. Signor Presidente, questa è una disposizione, Purtroppo
non è così, so di che cosa sto parlando, quindi con tutto il
rispetto.
PRESIDENTE. Anche io, mi scusi.
CRACOLICI. Mi faccia finire, Presidente.
PRESIDENTE. Prego.
CRACOLICI. La dico come la penso. Se si fa un elenco per i
collaboratori dei deputati allora l'elenco deve essere aperto, non
si può fare l'elenco per i collaboratori dei deputati che erano
pure contrattualizzati nei gruppi parlamentari nella scorsa
legislatura perché questo è motivo di discriminazione, quindi
siccome un elenco è un elenco, poi le modalità di selezione per
quello che diceva lei riguardano la sostituzione di coloro che
andranno in pensione di quell'elenco, ma quell'elenco non può
essere un elenco fotografia rivolto solo ad alcuni escludendo tanti
altri. Poi saranno i Gruppi a scegliere.
Allora, Presidente, il mio subemendamento elimina quest'ultimo
rigo proprio perché consente anche ai colleghi che hanno
contrattualizzato in questa legislatura di poter consentire ai
propri collaboratori di essere iscritti nell'elenco. Per il resto
poi vedremo.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Presidente, io stranamente sono favorevole a quanto
(Brusio in Aula)
ARICO'. Può succedere. Nell'ultima finanziaria sono d'accordo con
l'onorevole Cracolici, quindi rispetto tutte le motivazioni che ha
elencato l'onorevole Cracolici e devo dire anche con l'esclusione
di quelli che prima della precedente legislatura sono stati esclusi
perché vorrei capire, Presidente, se vanno bene quelli che sono
stati contrattualizzati nella XVI legislatura perché non devono
andare bene quelli che hanno avuto il contratto nella XV o nella
XIV o nella XIII? E forse sono stati fuori. Questo perché? Perché
forse non sapendo diciamo la platea non si può, diciamo,
verificare. E allora io, sono d'accordo a quanto proposto
dall'onorevole Cracolici e vorrei anche sottoscrivere
l'emendamento.
PRESIDENTE. Scusate onorevole Calderone, Galvagno, onorevole
Calderone aveva chiesto di intervenire? No, basta.
Pongo in votazione il subemendamento 1.3 al Maxi 1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Abbiamo messo in votazione quello suo. Non approvato.
Io ho detto, scusa.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Scusami io l'ho fatto votare ho detto chi è favorevole
in piedi, chi è contrario seduto. Lo vediamo dal verbale. Se ho
detto è approvato, è approvato. Scusami, facciamo rivotare, guardi
se c'è stato Io sono stato chiarissimo. Io ho detto chi è
favorevole in piedi, chi è contrario resta seduto, non approvato.
(Alcuni deputati affermano che non si è sentito l'audio)
PRESIDENTE. Ma che posso fare io? Senza gridare. Rivotiamo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente. Senta in aggiunta da quanto detto
dall'onorevole Cracolici, dall'onorevole Aricò trovo
discriminatorio che alla lettera c) si preveda che abbiano
intrattenuto rapporti di lavoro con i Gruppi parlamentari o meglio
che si preveda esclusivamente che nel senso che come noi sappiamo
bene la legislazione vigente consente anche di avere i
collaboratori dei Gruppi che non siano direttamente dipendenti dei
Gruppi ma dei deputati componenti dei Gruppi. Andare a discriminare
quei Gruppi che non hanno direttamente assunto i dipendenti, hanno
preferito l'altra modalità prevista dalla legge, lo trovo
fortemente discriminatorio.
PRESIDENTE. Lo posso dire sinceramente che non ne ho capito
niente?
LUPO. E' fortemente limitativo.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa.
LUPO. Cioè, se il senso è, concludo brevissimamente, di favorire
l'esperienza maturata dal personale che ha lavorato per i Gruppi
parlamentari l'hanno fatto sia quelli direttamente assunti dai
Gruppi parlamentari che quelli assunti dai parlamentari all'interno
dei Gruppi. Non cambia assolutamente nulla. Questa discriminazione
non capisco proprio che senso abbia.
PRESIDENTE. Io mi sono confuso.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Condivido il punto di vista dell'onorevole Lupo perché
in effetti che differenza c'è in termini di esperienza? Scusate,
Presidente, può fare
PRESIDENTE. Onorevole Damante, onorevole Damante, la prego.
Grazie.
FIGUCCIA. E, allora, volevo sostenere la tesi che è stata in
questo momento rappresentata dall'onorevole Lupo e condividere un
ragionamento. Nella fase di contrattualizzazione di questo
personale al di là del fatto che i collaboratori siano stati
inseriti all'interno dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli, stiamo facendo la finanziaria e ci stiamo
impantanando su un emendamento che non c'entra niente.
FIGUCCIA. Io ritengo che bisogna dare lo stesso trattamento ed
evitare discriminazioni.
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Figuccia, ci stiamo impantanando.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi. Ed è
approvato. Basta
FIGUCCIA. Quale? Quale? Ma che cosa abbiamo approvato. Lupo. Va
bene.
PRESIDENTE. Io ho approvato quello di Cracolici. L'ultimo che era
stato presentato.
Si passa al subemendamento Maxi 1.4, il comma 33 che cosa è?
Ritirato.
Il subemendamento Maxi 1.5 è ritirato. Si passa al subemendamento
Maxi 1.6.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Credo che abbiamo garantito con la collaborazione di
tutti un ordine ai lavori, garantendo ed evitando eccessi. Il comma
95, non so tra i colleghi chi l'abbia proposto, rompe la logica
della professione. La professione di guida turistica è una
professione disciplinata per legge nazionale e per legge regionale.
E' un esame per cui si studia, ci si prepara, ci sono delle
competenze e non può essere sostituito da un comma che non solo
offende le guide turistiche ma vanifica mesi e mesi di lavoro, anni
di studio e attività. Eludere l'attività di guida turistica con una
scorciatoia che farebbe fare una figuraccia internazionale alla
Regione che ha più siti UNESCO al mondo è una pagina che questo
Parlamento non merita. A nostro giudizio, prima che l'Aula si
pronunci, gli Uffici dovrebbero valutare pure l'inammissibilità.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, signor Presidente. Io mi associo alla protesta
del comma 95 che già ha esposto il collega Barbagallo, ma vorrei
aggiungere qualcosa di più. Il settore delle guide turistiche è
stato pesantemente danneggiato, i cui redditi sono stati falcidiati
dalla pandemia. Oltretutto, hanno - mi faccia finire - anche,
spesso e volentieri lo stesso volontariato con alcune
manifestazioni finiscono col danneggiarle, quindi
PRESIDENTE. Ci faccia andare avanti.
SCHILLACI. La ringrazio per avere apprezzato.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa, onorevole Foti? Prego, le sto dando la
parola. Chiedevo solo su che cosa.
FOTI. Signor Presidente, prima della fine della legislatura,
magari mi spiegherà come mai ogni volta che chiedo di parlare mi
chiede su che cosa e non lo fa con gli altri. Signor Presidente,
nel merito di questo comma e della soppressione di questo comma
terrei ad invitare i colleghi ad una riflessione. Anzitutto, sul
profilo di costituzionalità dei commi c'è stato il vaglio degli
Uffici che hanno stralciato i commi ritenuti incostituzionali. Mi
permetto di dire che questa è una materia concorrente con lo Stato,
tant'è che già noi abbiamo legiferato
PRESIDENTE. Onorevole Foti, non se l'abbia a male, rispetto
all'emendamento da sopprimere che c'entra questo?
FOTI. Signor Presidente, io sto parlando dell'emendamento Maxi
1.6, che propone la soppressione del comma 95. Stiamo trattando
questo?
PRESIDENTE. Stiamo parlando di guide.
FOTI. Esattamente. Stiamo parlando del comma 95 ed io sto parlando
del comma 95.
Signor Presidente, la prego di consentirmi di fermare il tempo e
di consentirmi di fare il mio intervento come si deve, senza
interruzioni, come ha fatto con gli altri colleghi. Stavo dicendo
che gli Uffici, che ringrazio per lo sforzo anche del venerdì sera,
hanno fatto il vaglio di costituzionalità e hanno ritenuto di non
stralciare questo comma, signor Presidente, infatti, lei non l'ha
stralciato, in quanto si tratta di materia concorrente con lo Stato
e noi abbiamo già, questa Regione, legiferato sull'argomento, in
quanto già è prevista una deroga per i dipendenti regionali che
gestiscono i palazzi della Regione, in quanto essi possono
procedere alla descrizione come da comma 95 dell'edificio di cui si
occupano e di cui sono destinatari. Ora, la Regione da dei palazzi
in concessione o in uso; noi semplicemente equipariamo le persone
che lo gestiscono a quello che fanno i dipendenti regionali, ossia
illustrare il bene regionale nell'ambito della propria prerogativa
e, quindi, questa concorrenza non c'è, c'è una equiparazione a
quello che già fanno i dipendenti regionali.
Io invito l'onorevole Barbagallo, che ha presentato il
soppressivo, se vuole anche ascoltare il ragionamento ed il perché
il comma non è stato valutato come incostituzionale dagli Uffici,
perché già i dipendenti regionali che prestano servizio all'interno
degli edifici regionali svolgono questa funzione.
Quando l'edificio viene affidato ad una associazione del terzo
settore, limitatamente all'edificio affidato dalla Regione, si
consente di poter fare quello che fanno i dipendenti regionali,
lungi dal volere entrare nelle competenze statali, tant'è che gli
Uffici non l'hanno stralciato.
Questa è una esigenza, onorevole, che si è sviluppata nell'ambito
dei quei beni, diciamo, fuori dai circuiti turistici che vengono
affidati alle associazioni dei territori.
Chiedo ai colleghi di ritirare il soppressivo.
PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento soppressivo. Voto segreto? Era
già passato voglio dire, che voto segreto stiamo facendo? Era già
passato, sicuramente. Voglio dire, siamo stanchi, cerchiamo di
velocizzare.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento MAXI 1.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento MAXI 1.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 61
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 15
Contrari 23
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento Maxi 1.7 è la copertura del quindi, lo facciamo
votare subito.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento Maxi 1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Va bene, a verbale, l'onorevole Schillaci si dichiara contraria.
Siamo all'emendamento Maxi.Gov.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Riprendiamo. L'emendamento Maxi Gov.8 è, praticamente,
la copertura all'emendamento di Caltanissetta, che riguardava il
Maxi Gov.2. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento Maxi Gov.1. Attendiamo la distribuzione.
Questo è un emendamento del Governo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma glielo abbiamo dato il fascicoletto?
BARBAGALLO. Lo so, ma non lo troviamo, se può aspettare un attimo.
PRESIDENTE. Allora, dica che l'ha smarrito. Per favore, Uffici,
distribuite il fascicoletto all'onorevole Barbagallo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Allora, cominciamo dal Maxi Gov.1. Con il parere favorevole della
Commissione e del Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Il Maxi Gov. 2 è stato ritirato; il Maxi Gov.3 è stato ritirato.
Il Maxi Gov 4 è del Governo. Con il parere favorevole della
Commissione del Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al Maxi Gov. 5, sempre del Governo.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa al Maxi Gov.6. firmato sempre dal Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa, infine, al Maxi Gov 7.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Allora, passiamo alla votazione del Maxi.1 del Governo. Come?
Scusate, stiamo passando alla votazione del Maxi.1, del Governo,
così com'è stato...
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Prima del voto finale, mi dispiace che non c'è
l'Assessore Baglieri, noi abbiamo due riflessioni che purtroppo
negli emendamenti, nella presentazione sono saltati. La prima è
quella che riguarda la tariffa che stranamente viene previsto un
parere della Commissione vincolante nei confronti del Governo e nel
panorama istituzionale francamente è assolutamente inusuale, anche
perché nella relazione di accompagnamento è previsto che lo stesso
parere sia non vincolante.
Quindi, abbiamo l'impressione agli atti che, per errore, mi
dispiace ripeto che non c'è l'Assessore, è saltato un non , perché
c'è una netta difformità tra la relazione e il dettato normativo.
La seconda questione, signor Presidente, ne faccio una mia
questione, ed è a livello personale, ma anche per il Partito
Democratico, insopportabile, e la vicenda riguarda la normativa sul
gioco d'azzardo.
Al comma 1 del Maxi.Gov si deroga sui limiti dalle scuole, si
consentono i sub ingressi. Io credo che il gioco d'azzardo non è un
valore aggiunto e quindi i ragazzi, i giovani, le scuole,
dovrebbero stare lontani dalla possibilità di installare questo
tipo di attrezzature.
Il comma 1 del Maxi.Gov non fa onore neanche al Governo, quindi,
io non so se devo guardare l'Assessore Armao, l'Assessore Cordaro,
l'Assessore Razza, oggi, scriviamo una pagina triste per la nostra
terra.
PRESIDENTE. Scusate, come mai su questo emendamento ci sono tutti
questi interventi? Mi pare che il percorso del nostro lavoro è
stato consono a quelli che sono stati gli emendamenti presentati.
Sugli emendamenti c'è stata qualche discussione su qualche
emendamento, ma sulla discussione finale del maxiemendamento, del
primo e del secondo, non c'è stata alcuna discussione e credo che
sia corretto nelle relazioni tra parlamentari esaminare e votare il
maxi, così come stato emendato.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa deve intervenire, onorevole? E' una cosa
tecnica. Prego.
CIANCIO. Signor Presidente, non si preoccupi, è una questione
tecnica sto dicendo, siccome il comma 53, che è un comma
PRESIDENTE. Assessore, ascolti un momentino il comma 53
CIANCIO che io avevo presentato qualche giorno fa e avevo dato al
Governo, l'ho inserito anche nel Maxi.2, dico agli Uffici, e anche
alla Presidenza, chiaramente, che si può stralciare il comma 53,
perché è già stato approvato al Maxi.2.
E' ordinamentale, non c'è spesa, quindi, non si liberano somme,
però, da questo punto di vista...
PRESIDENTE. Onorevole, lo faremo con il 117, allorquando ci siano
doppioni
CIANCIO. No, no, ma si può stralciare dal maxiemendamento.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, signor Presidente, io non posso non intervenire
in merito all'articolo 6 del Gov. 3, del Maxi.Gov, perché, signor
Presidente, a mio avviso, forse, sarà stata una svista,
probabilmente l'Assessore Armao non ha fatto attenzione a questo
tipo di norma, perché così la intendo io, perché noi dovremmo con
questa norma acquistare un immobile che già è di proprietà della
Regione per venti milioni di euro e si tratta dell'immobile in via
Ugo La Malfa, che dovrebbe essere, secondo quello che è la delibera
che il Governo ha deliberato, nel 2019, il Centro direzionale,
fortemente dibattuto da me e da quest'Aula.
Poiché io ritengo che sia assolutamente inopportuno, a parte il
fatto che ritengo che da quella delibera di Giunta si capiva in
maniera molto chiara che già l'immobile fosse di proprietà della
Regione, evidentemente, ci sarà stato un errore, perché non posso
immaginare per quale motivo dovremmo riacquistare un bene che già è
di proprietà nostra.
Devo anche dire, signor Presidente, che siccome abbiamo tanti
capitoli di bilancio in difficoltà, fra cui per esempio quello per
i ragazzi disabili che frequentano le scuole della nostra terra, io
penso che è ovvio, fin troppo ovvio, che queste somme dovrebbero
essere indirizzate alle vere emergenze perché, ripeto,
probabilmente, sarà stato un errore, però, questo immobile risulta
essere nella delibera con la quale abbiamo, a seguito della norma
che abbiamo votato in questo Parlamento, indicato come immobile di
proprietà della Regione siciliana. Per cui, oltretutto
assolutamente dibattuto, perché questo lo voglio dire, il Centro
direzionale dovrà essere comunque vagliato dal Consiglio comunale
di Palermo ed è stato fortemente dibattuto in maniera negativa alla
scelta di poterlo allocare presso la via Ugo La Malfa. Per cui
questa norma mi sembra, oltre che inopportuna, assolutamente priva
di fondamento dal punto di vista economico.
Signor Presidente, l'ho voluto richiamare perché probabilmente si
può rimediare a un errore commesso.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Grazie, signor Presidente. Semplicemente, occorrerebbe un
chiarimento da parte dell'assessore Armao, relativamente ai commi
20, 21, e 22, in quanto noi con legge, nell'ambito della
ristrutturazione di un immobile di proprietà credo privata, stiamo
destinando ad anticipazione mezzo milione di euro che il
proprietario dell'immobile restituirà alla Regione, non si capisce
per quale motivo.
Siamo diventati un ente finanziatore di proprietà private? C'è un
problemino leggerissimo perché stiamo elargendo mezzo milione di
euro a un privato, una società privata, senza neppure chiedere
interessi? Ma che stiamo facendo, ma che siamo pazzi? Questa norma
va assolutamente stralciata, signor Presidente. Ci sono i siciliani
che muoiono di fame e noi finanziamo un privato che ristruttura
l'immobile dove la Regione alloca le proprie attività? Si rivedano
questi articoli e si stralcino i commi dal 20 al 24.
PRESIDENTE. Relativamente alle osservazioni prodotte
dall'onorevole Caronia, ricordo che questo Parlamento ha approvato
un disegno di legge del Governo per la realizzazione del Centro
degli Uffici regionali e fu individuato anche il sito, se lei
ricorda. Questo sito non è di proprietà del Comune, e il Comune
certamente deve compiere l'azione di acquistare questo immobile.
Tenga conto che la proprietà è condivisa con la Regione per una
percentuale abbastanza consistente, quindi, l'impegno finanziario
di cui al comma 7 è un impegno che dobbiamo necessariamente
approvare se vogliamo dare un seguito a un progetto, a
un'iniziativa che il Parlamento ha assolutamente condiviso.
Relativamente a tutte le altre cose che sono, a mio parere,
connesse con la realizzazione di questa infrastruttura, non c'è
dubbio che va realizzato anche un piano infrastrutturale di
accompagnamento, ma tutto questo non c'entra con l'acquisto di
questo terreno, perché l'infrastruttura, che dovrà essere un asse
viario esterno alla città di Palermo, se vogliamo decongestionare
il traffico, dovrà essere proposto dal Governo regionale,
ovviamente condiviso con l'amministrazione comunale. Si tratta
anche di variare lo strumento urbanistico, una cosa abbastanza
complessa.
Per gli altri commi, se l'assessore Armao per favore può
rispondere sul 19, 20 e 21, in maniera tale che l'onorevole De
Luca...
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Il comma 1.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sul gioco d'azzardo, il Governo si è fatto carico di una legge
approvata da questo Parlamento. Si è fatta carico, diciamo, la
compagine governativa, difendendo in Corte costituzionale, come
dovere del Governo, difendendo una legge approvata dal Parlamento.
È emerso in sede in sede dibattimentale di fronte alla Corte
costituzionale, che all'uopo ha concesso un rinvio per evitare la
censura di costituzionalità, che si possa effettuare con questo
rinvio alla normativa nazionale, si preserva l'equilibrio fra la
legislazione regionale, approvata da questo Parlamento. Il Governo
non è stato protagonista di questa cosa, ma si è fatto carico di
evitare un'ulteriore sentenza di annullamento di una legge del
Parlamento.
L'intervento del Governo quindi è soltanto su richiesta
dell'Avvocato generale volto a scongiurare una statuizione negativa
da parte della Corte Costituzionale, primo.
Per quanto riguarda l'immobile, onorevole Caronia, è evidente che
non si comprano immobili della Regione perché sfioreremmo la
stupidità acclarata per legem del sottoscritto.
Immagino che, per quanto non possa non avere stima della mia
attività, non arrivi fino a questo punto, a ritenerla da totale
deficiente.
Il bene non è della Regione ma è di un fondo per scelte che non
ha fatto il Governo Musumeci. Cosa succede? Dobbiamo acquistare
l'immobile, ovviamente abbiamo il 30 per cento del fondo.
Noi da un lato compriamo, dall'altro abbiamo diritto ad ottenere
in sede di riparto il 30 per cento di questa somma perché compriamo
un bene di un fondo del quale siamo quotisti al 30 per cento.
Questo è il senso.
Per quanto riguarda le osservazioni dell'onorevole De Luca,
capisco e sono d'accordo con lei che tutto quello che possiamo
utilizzare per interventi nel sociale - mi conosce personalmente e
sa che io non sarei mai contrario a questa utilizzazione - ma
queste sono spese per investimenti e, quindi, le spese per
investimenti possono andare soltanto a investimenti e non possono
andare a spese correnti, anche per le spese correnti più urgenti,
necessarie e opportune che ci siano e - ammesso e non concesso -
non potremmo dirottarle verso le spese correnti.
Per quanto riguarda l'onorevole De Luca, devo dire che anch'io
leggendo, ex abrupto, avrei i suoi stessi dubbi. La prego di
leggere il comma 22. Cosa succede? Stiamo parlando del fondo sotto
altra versione.
Noi abbiamo esigenze - come Assessorato all'economia - di creare
un intervento di adeguamento per la messa in sicurezza. Voi sapete
che i nostri direttori generali sono datori di lavoro e quindi
l'eventuale mancanza di sicurezza dell'immobile porterebbe a
responsabilità enormi nostre. Siccome siamo nei locali del Fondo,
cosa abbiamo scritto? Anticipiamo, però vada a leggere il comma 22.
Il comma 22 dice che per non incorrere io in sanzioni da datore di
lavoro ti anticipo, ma te li tratterrò dall'affitto.
Non c'è nessun pregiudizio per gli interessi della Regione,
perché si dice che il soggetto titolare della proprietà
dell'immobile provvede a restituire le somme, di cui al comma
precedente, mediante versamenti in entrata Sì, ma siccome è un
intervento
Scusate, noi vogliamo tutelare la Regione, è per dare forza alla
Regione.
E' volto a tutelare l'intervento della Regione, l'intervento
legislativo, non a indebolirlo. E' evidente che l'intervento in via
amministrativa lei è anche avvocato e sa bene che l'intervento in
via amministrativa è agevolmente impugnabile in via amministrativa.
Una legge protegge di più l'azione della Regione.
Non intendiamo fare null'altro che rendere più sicuri gli
ambienti di lavoro dove lavorano in assenza di interventi del
Fondo; questi sono interventi che faremo limitandoci ad anticipare
quello che deve essere fatto dal proprietario e che, comunque, sarà
ripristinato.
Se vogliamo aprire un dibattito su questa cosa, di fronte al
fatto che abbiamo anche fatto emendamenti ad adiuvandum negli altri
maxiemendamenti, il Governo è disponibile a dare tutti i
chiarimenti, perché, giustamente, non c'è stato il lavoro di
Commissione ed è più che giusto che si diano i chiarimenti e siamo
qui per darli.
E' chiaro che questo è un intervento volto a tutelare la Regione
e non a pregiudicarla, ci mancherebbe.
PRESIDENTE. Assessore, mi sono distratto, la risposta
all'onorevole Barbagallo l'ha data?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sì, l'ho fornita proprio con riguardo al contenzioso
costituzionale. Ci viene dall'Avvocatura che ci dice se adottate
questo intervento si scongiura una statuizione .
Fermo restando che è una volontà del Parlamento, il Governo non
ci ha messo nulla di suo né intende mettercelo, essendo la volontà
del Parlamento quella di approvare le leggi questa legge, che è di
iniziativa parlamentare, tra l'altro .
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Dal fondo, perché se non mettiamo i locali in sicurezza, i locali
diventano inagibili e credo che creiamo ulteriori problemi.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Sono locali di proprietà del fondo, certo.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Li abbiamo pure diffidati. Non sono intervenuti. Cosa facciamo?
Dichiariamo inagibili i locali dove lavoriamo? Oppure interveniamo
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Certo, è obbligata a restituire.
Quindi, mi ha confermato il Ragioniere generale
Sono interventi di manutenzione straordinaria, sono lavori di
messa in sicurezza.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, abbiamo un
maxiemendamento che è stato presentato dal Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, se le dà fastidio, io smetto, ci
mancherebbe.
PRESIDENTE. Vorrei che lei desse un contributo alla discussione,
così come lo ha dato anche per gli altri maxiemendamenti, al fine
di definire un percorso condiviso.
CRACOLICI. Mi pare che c'è uno spirito di grande
PRESIDENTE. Lo apprezzo.
CRACOLICI. Io l'unica cosa che pongo su questo comma 20 è che il
concetto di anticipazione, tra l'altro, stiamo parlando di una
società di cui la Regione è partecipante al 30% circa e per cui
paga un affitto a questo fondo.
Allora, o è evidente che la Regione anticipa non pagando il
canone di locazione connesso al costo della questione, oppure noi
ci stiamo trasformando in una sorta di operatore finanziario che
anticipa ad un fondo di cui siamo minoranza al 30%, anticipandogli
una liquidità che forse il fondo non ha. Ma questo non si può fare.
Vi ricordo che ci sono una serie di questioni aperte anche nel
passato che, in qualche modo, hanno posto rilievi che l'attività
della Regione
Allora, o è evidente che l'anticipazione è connessa
esclusivamente a fare i lavori non pagando il canone connesso e va
scritto, va scritto. E con i relativi interessi vabbè, questo, poi
ci sono
Perché altrimenti è un'anticipazione di liquidità.
Non so se ho dato un contributo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha dato un contributo, ha dato un contributo.
CRACOLICI. Grazie, sono molto grato del suo giudizio.
PRESIDENTE. Il sei lo ha superato.
Un attimino che l'Assessore prepara il subemendamento e così
passiamo all'approvazione.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Allora, signor Presidente, se siamo d'accordo onorevole Cracolici
posso?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non disturbi.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Volevo dire che, raccogliendo la proposta dell'onorevole Cracolici
e dell'onorevole De Luca, aggiungiamo all'articolo 22 in assenza
sono detratti con interessi legali dai canoni locativi . Va bene?
PRESIDENTE. Va bene.
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo
in votazione il subemendamento Maxi Gov.9. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento del Maxi Gov, così come è stato
subemendato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13.
C'è un emendamento del Governo, il 13.Gov e il 13.Gov.1. Sono in
distribuzione.
Assessore Zambuto, aspettiamo lei.
Intanto passiamo alla votazione del 13.Gov.1. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al 13.Gov, così come è stato emendato. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Avete votato tutti i MAXI. Sono contento.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«TITOLO IV
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 20.
Fondi speciali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei Fondi speciali di cui
all'articolo 49, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118,
per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si
perfezionano dopo l'approvazione del bilancio, destinati ad
interventi di spese correnti, restano determinati per ciascuno
degli anni 2022, 2023 e 2024 nelle misure indicate nella tabella
A .
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, gli stanziamenti autorizzati in relazione a
disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
di stabilità sono determinati nell'allegata tabella G ».
C'è un emendamento tecnico del Governo, il TAB.A.GOV squisitamente
tecnico? È squisitamente tecnico.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Rifinanziamento autorizzazioni di spesa
1. Gli interventi individuati nell'allegato 1 - Parte A della
presente legge sono determinati, per ciascuno degli anni del
triennio 2022-2024, negli importi dallo stesso indicati.
2. Gli interventi individuati nell'allegato 1 - Parte B della
presente legge sono determinati, per ciascuno degli anni del
triennio 2022-2024, negli importi dallo stesso indicati.
3. Le autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella 1 della
presente legge sono rideterminate per gli importi indicati nella
medesima».
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Prego, non ho capito niente, l'abbiamo fatto. Mi
dicono votato, io sono arrivato ora. Il 21 si può votare? Onorevole
Barbagallo che problemi ha lei?
BARBAGALLO. No, Presidente mi scusi, nella trattazione del maxi 1
due commi, il 108 e il 109, sono stati trasposti sul 13 e sono
stati votati già?
PRESIDENTE. Assolutamente sì.
BARBAGALLO. E quando? Erano in questa ultima votazione?
PRESIDENTE. Li abbiamo votati nel MAXI 1, abbiamo detto che poi li
avremmo trasferiti nel Gov. Stia tranquillo, è così. Ho avvertito
che sarebbero stati votati comunque dei maxi dove erano previsti, e
poi si sarebbero trasferiti, tranquillo può stare più che
tranquillo.
Pongo in votazione l'articolo 21. Non ci sono emendamenti.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Riduzioni autorizzazioni di spesa
1. A seguito della determinazione della somma da versare in
entrata del bilancio dello Stato ai sensi del comma 823 della Legge
30 dicembre 2020, n. 178, le risorse che si rendono disponibili
della quota vincolata del risultato presunto di amministrazione
inerenti le somme trasferite alla Regione per la perdita di gettito
connesso agli effetti negativi derivanti dall'emergenza COVID-19,
di cui all'articolo 111, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020,
n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020,
n. 77, per un importo pari ad euro 693.633.906,91 nell'anno 2022
sono destinate al ripristino delle autorizzazioni di spesa di cui
all'Allegato 2 della presente legge.
2. Il Ragioniere Generale è autorizzato ad apportare al Bilancio
della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, a
seguito del parere della Commissione Bilancio dell'Assemblea
regionale Siciliana, le variazioni discendenti dall'attuazione del
presente articolo.
3. La Giunta regionale, previo parere della Commissione Bilancio
dell'Assemblea regionale siciliana, nel prendere atto della
determinazione degli importi di cui ai commi l e 2 nel caso in cui
le relative risorse risultino inferiori all'ammontare di cui al
medesimo comma 1, individua la destinazione del ripristino delle
relative autorizzazioni di spesa.
4. Le quote per gli anni 2022 e 2023 dell'autorizzazione di spesa
per le finalità di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge
regionale 14 maggio 2009, n. 6 e successive modificazioni, sono
rideterminate negli importi di euro 30.000.000,00 per ciascuno
degli anni 2022 e 2023 (Missione 1, Programma 11, capitolo 511603).
5. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 21 dell'articolo 3
della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive
modificazioni è rideterminata, per ciascuno degli esercizi
finanziari dal 2022 al 2038, in euro 184.682.543,36 per l'anno 2022
e in euro 183.882.543,36 per ciascuno degli esercizi finanziari dal
2023 al 2038 (Missione 20, Programma 3, capitolo 215754)».
Onorevole Ciancio, prego.
CIANCIO. Signor Presidente, io vorrei intervenire sull'articolo 22
perché tra tutti gli emendamenti che abbiamo presentato, ne è
saltato uno che io ritengo molto importante, mi rendo conto che
all'ultimo è stato difficile trovare delle risorse per più di due
milioni. Io parlo del fondo unico regionale per lo spettacolo,
assessore Armao, io vorrei da lei delle rassicurazioni, chiaramente
non per me, ma per le centinaia di operatori dello spettacolo
privato che operano in Sicilia perché è vero che abbiamo riportato
i capitoli per i teatri pubblici allo stanziamento triennale, una
battaglia che io conduco da tanto tempo all'interno di questa
Assemblea, che finalmente dopo tanti anni abbiamo messo a regime,
quindi è da due-tre anni che garantiamo il contributo triennale,
questo significa poter garantire ai teatri un'adeguata
programmazione e abbiamo visto che i risultati sono stati sotto gli
occhi di tutti per tutti i nostri enti lirico-sinfonici. Ma i
nostri enti privati non sono da meno e con risorse pari al 5 per
cento rispetto a quello che noi spendiamo per il pubblico riescono
a produrre indotto, generano lavoro, producono arte, cultura e
vanno tutelati.
Quindi, non siamo riusciti a togliere il congelamento della somma
del quaranta per cento, però mi auguro che il governo da domani
lavori su questo tema perché io mi aspettavo onestamente che anche
sul Furs si agisse per evitare il taglio del 40 per cento. Non si è
fatto, mi dispiace anche non aver visto l'assessore oggi perché
onestamente pensavo che si sistemasse questa situazione, non è
stato così, però è fondamentale agire, da quando verrà pubblicata
la finanziaria agire immediatamente per ristabilire, rideterminare
l'importo per il Furs così è stato per tutti gli altri anni perché
sono operatori privati che hanno la stessa identica dignità di
tutti gli altri lavoratori che purtroppo, tra le tante cosa che
abbiamo approvato, non sono ricompresi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, sulle tabelle non c'è sfuggito che
il Teatro Stabile di Catania, rispetto ad altri teatri e ad altri
stanziamenti delle tabelle, nonostante l'emendamento che scongela
risorse dell'articolo 22, comunque ha una riduzione, assessore
Armao, rispetto allo scorso anno del 10 per cento delle somme,
parliamo del Teatro Stabile di Catania, pari a 150 mila euro. E'
una riduzione dolorosa perché nel 2015 abbiamo ereditato una
situazione veramente difficile per il Teatro Stabile, con due
commissariamenti, abbiamo rimesso in ordine le casse del teatro,
anche l'ultimo consiglio di amministrazione, dopo Giorgio Paci, ha
fatto un lavoro straordinario, e vedere una disattenzione di questa
fa male, quindi, noi abbiamo presentato un emendamento che
ripristina lo stanziamento del Teatro Stabile, piuttosto che andare
a colpi di maggioranza o di minoranza, ci aspettiamo una
composizione del governo, visto che non sono somme trascendentali
su questo aspetto per sanare quella che è una ferita che sanguina
in questa finanziaria.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevole colleghi, io volevo fare
un appello anche all'assessore Armao perché nel capitolo del
bilancio relativo all'assistenza alla disabilità per gli studenti
per le scuole abbiamo una somma che è di 2 milioni di euro che
potrà essere usata fino alla fine dell'anno però, assessore, io
chiedo a questo Governo di potere intervenire nei mesi prossimi per
potere reperire quelle somme che saranno necessarie per garantire
una pianificazione congrua per l'intero prossimo anno scolastico.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, intervengo per fare un appello al Governo
sull'esigenza di garantire priorità al rifinanziamento pieno e
totale del fondo unico regionale per lo spettacolo considerato che
oggettivamente soprattutto i teatri privati stanno vivendo una
drammatica crisi per effetto del Covid che purtroppo ancora non
accenna a risolvere quella che è la condizione generale cioè della
scarsa partecipazione del pubblico al teatro stesso con danni
notevolissimi per i teatri.
Ora, se c'è ancora spazio intervenire subito ma comunque un
appello al Governo a considerare prioritaria questa problematica
che indubbiamente è di estrema importanza per tutto il settore
della cultura in Sicilia ma anche come volano per la crescita e lo
sviluppo per il turismo, perché essendo il teatro privato anche un
elemento fondamentale di attrazione turistica.
PRESIDENTE. Altri interventi? Nessuno. Allora dobbiamo votare il
22, il 22.2? Prego, assessore Armao.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Intanto ovviamente un riconoscimento di impegno all'onorevole
Ciancio che in questi cinque anni sostanzialmente si è sempre
impegnata nel settore del teatro e quindi diciamo ovviamente
confermo quello che lei ha detto sull'impegno, sul tema. L'impegno
è anche del Governo che com'è noto ha cercato di sostenere la
triennalità per i teatri pubblici e qui ribadisco l'impegno anche
nei confronti dell'onorevole Lupo che ha sottolineato l'esigenza di
un ripristino della liquidità per il FURS.
L'impegno massimo da parte del Governo a portare in Assemblea
prima possibile, io l'ho detto privatamente ad alcuni parlamentari,
lo ribadisco pubblicamente, da lunedì sarà permanentemente in
contatto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze ed il
Ministero delle Regioni e delle Autonomie per definire prima
possibile il pacchetto finanziario necessario per sbloccare
liquidità, quindi sbloccare i cosiddetti congelamenti e per
recuperare nuove risorse che ci consentiranno di ripristinare non
solo la liquidità, quindi non solo lo scongelamento delle somme che
abbiamo dovuto congelare ma anche nuove risorse che spero passano
considerevolmente integrare gli stanziamenti nei settori che sono
stati evocati.
E' un impegno del Governo ma, ripeto, con l'auspicio che ho
espresso in questi giorni che sia un impegno di tutte le forze
politiche che sostengono il Governo nazionale. Chiaro il Governo
che fa la sua parte e deve battersi per portare più risorse
possibili alla Sicilia però credo che sia uno sforzo che possiamo
in qualche modo ritenere corale per tutte le forze politiche che
sono presenti al Governo nazionale perché sarà il Governo nazionale
che dovrà assumere queste decisioni, che in questo momento sta
peraltro facendo sacrifici finanziari molto consistenti e quindi
auspicabilmente siano rivolti anche alla Sicilia. E quindi mi
dispiace che non c'è l'onorevole Barbagallo però ecco preciso che
questo impegno è rivolto ovviamente al teatro di Catania, a
circostanza che il nostro collega, Assessore Messina sia catanese
rende ancora più serio laddove fosse necessario ribadirlo l'impegno
del Governo a sostenere il teatro di questa importante città della
Sicilia. E' uno tra i più bei teatri d'Italia che talaltro la
Regione siciliana ha totalmente in carico a differenza di altri
teatri come il teatro Massimo di Palermo che invece vedono
l'intervento del fondo unico dello spettacolo nazionale. Quindi io
spero di poter tornare il prima possibile in Aula con le
disponibilità finanziarie per lo scongelamento ma anche per il
completamento degli impegni. Questo è l'impegno che intendo
ribadire in questa sede e che auspicabilmente spero di poter
portare a compimento come ha portato in questi quattro anni e mezzo
impegni di nuove risorse o risorse finanziarie disponibili per la
Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, possiamo dare le stesse garanzie per
il Biondo di Palermo? Sì, certamente. Siccome non è intervenuto
nessuno glielo chiedo io, glielo chiedo io.
Allora, dobbiamo votare il 22.2 del Governo che è la riscrittura
tecnica. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento All.2.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, a decorrere dal 1 gennaio 2022».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 1.7 è assorbito dal MAXI 1.8.
Allora, scusate, intanto volevo farvi sapere che a nome di tutti
voi ho dato a tutte le signore di cui il capo è Cettina, mi sono
permesso di omaggiare dei baci Perugina a nome di tutti noi perché
sono qua a mezzanotte, hanno i figli a casa, i mariti a casa e ho
pensato quantomeno di dargli un bacio di ringraziamento, poi
dobbiamo votare il voto finale della finanziaria.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto dopo, mentre poi la Giunta si
riunisce, andiamo a fare le dichiarazioni di voto sennò perdiamo un
sacco di tempo. Voto e dichiarazioni di voto. Non c'è problema. Ve
le faccio fare le dichiarazioni di voto.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno sempre dopo. Onorevole Lupo, se
anche lei va a votare così
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Legge di stabilità 2022/2024» (n. 1234)
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno
di legge «Legge di stabilità 2022/2024» (n. 1234).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 60
Votanti 32
Maggioranza 17
Favorevoli 22
Contrari 10
Astenuti 4
(L'Assemblea approva)
Ha sbagliato? Sa quante volte ho sbagliato io nella vita Lo
segnaliamo. Tranquilla onorevole Zafarana, lo stiamo segnalando
però è a verbale, il voto rimane quello che è ovviamente.
Cos'è successo là in fondo? Onorevole Bulla cosa avrebbe votato?
Verde. Onorevole Ragusa? Ha votato? Sissignore. Io l'onorevole
Bulla dicevo, non a lei. E anche il voto contrario dell'onorevole
Cracolici. Ma insomma, allora perché votiamo se poi lo dovete dire
tutti a voce?
Allora, scusate, chi ritiene che ha avuto qualche problema lo
comunichi qua e se ne prenderà nota.
(Pertanto, su invito del Presidente, i seguenti deputati
dichiarano a verbale: l'onorevole Zafarana di avere, per mero
errore materiale, votato a favore del disegno di legge anziché
esprimere voto contrario; gli onorevoli Cracolici, Gucciardi e
Catanzaro, in assenza della rilevazione del proprio voto, che
avrebbero votato contro; gli onorevoli Foti, Bulla, Calderone,
Pullara, Lantieri, Sammartino, La Rocca Ruvolo e Ragusa, in assenza
della rilevazione del proprio voto, che avrebbero votato a
favore.)
PRESIDENTE. Sospendiamo per consentire alla Giunta di riunirsi, io
però se rimane
Onorevole Savona, c'è la variazione di bilancio da
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE La nota di variazione. C'è la Giunta.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Tranquilla onorevole Caronia, assolutamente
tranquilla. Li avete dati tutti. Se sono tutti qui, appena rientra
il Governo e votiamo, approviamo tutti gli ordini del giorno. La
seduta è sospesa per un quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 23.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, il problema è che con la confusione,
evidentemente, c'è stato qualche cosa che è stata capita male qui
dal banco della Presidenza rispetto a quello che aveva detto il
Governo e, quindi, c'è un problema che dobbiamo risolvere.
Ovviamente, non si può risolvere in finanziaria che, ormai, ha
avuto l'approvazione, per cui non c'è assolutamente più niente da
fare. C'è un problema reale, si sta vedendo di trovare una
soluzione.
Io, però, direi che se riprendiamo, intanto, mentre voi studiate
questa cosa. Intanto, facciamo le dichiarazioni di voto e, così ci
togliamo, inutile stare fermi. Dobbiamo votare, appunto, quindi
andiamo avanti, facciamo le dichiarazioni di voto. Non ho capito,
non la sento.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Caronia)
PRESIDENTE. No, il Governo è qui, sono tutti qui. Onorevole
Caronia, intanto lei faccia le sue dichiarazioni di voto, poi se ci
sono altri che vogliono fare dichiarazioni di voto me lo dicano.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno li votiamo pure, dobbiamo
votare. Gli ordini del giorno si votano dopo la votazione. Se ci
sono dichiarazioni di voto prima della votazione, devo fare far
prima le dichiarazioni di voto.
CARONIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente. Per fortuna, devo dire per fortuna,
abbiamo concluso la Legislatura, Presidente. E con grande amarezza,
qui possiamo parlare in maniera libera, ognuno di noi esprime il
proprio pensiero ed il proprio convincimento e nella piena
consapevolezza di ciò che sto per dire, devo dire che la delusione
proprio complessiva che si sta concludendo con questo atto
finanziario, segna soltanto dieci punti in meno rispetto ad un
Governo che, a mio avviso, ha perso grandi occasioni. L'occasione
di dare delle svolte importanti a dei settori estremamente
importanti, cosa che, peraltro, avevamo chiesto in qualche modo
stabilito nel nostro programma elettorale, nel nostro contratto con
il corpo elettorale, ossia con i siciliani.
A mio avviso tutto questo si è infranto veramente nei banchi di
quest'Aula, perché a partire da quell'ultimo, ma un ultimo soltanto
elemento di disattenzione, fortissima, che il Governo non ha preso
in considerazione e mi riferisco alla vertenza che riguarda i
minori disabili di questa Isola che oggi, purtroppo, si ritrovano
con uno stanziamento che non consentirà, da domani, di poter fare
le attività nelle scuole.
Ebbene, penso che quando si rivolge lo sguardo da altre parti
piuttosto che ai più fragili della società, credo che sicuramente
non si è fatto un buon servizio.
Io all'inizio di questa sessione di finanziaria ho gridato
all'appello, ho detto che tra una settimana si sarebbero concluse
le attività perché senza le somme non si poteva continuare a
rendere questo servizio che è quello che consente ai minori
disabili di quest'isola di poter andare a scuola, eppure questo
appello è rimasto assolutamente nel vuoto.
Ricordo bene, Presidente, che lei se ne fece carico rispetto al
fatto che l'avremmo detto al Governo; ebbene, oggi, ho controllato
fino a poco fa, nelle tabelle non risulta nessuna somma liberata.
Le somme sono tutte congelate, il congelamento che era stato
paventato è rimasto tale, pertanto le somme non saranno disponibili
e quando, chissà quando arriveranno le somme da Roma forse questi
ragazzi li avranno, ma sicuramente, Presidente, nel frattempo
resteranno a casa, insieme alle loro famiglie, con grande
disappunto di tutti, me compresa.
Che dirle Presidente, l'amarezza L'amarezza perché già tante
grandi opportunità sono state perse; e, rapidamente, le scorro
proprio su quelle che sono, quelle che mi vengono più velocemente
in mente, a partire da quella che è stata la norma che stasera ho
visto un'imposizione rispetto a una scelta che peraltro non è
neanche economicamente - lo dimostrerò nel tempo - non è neanche
sostenibile quella di volere fare di questa città un luogo dove si
parla di grandi strutture, addirittura di tre palazzi fatti da
trenta piani in un luogo in cui non c'è neanche un mezzo pubblico
che arriva, Presidente.
La città di Palermo veramente maltrattata da questo Governo non ha
visto neanche destinare somme per il nuovo cimitero di Ciaculli,
non abbiamo destinato neanche veramente il minimo per garantire
neanche i morti di essere seppelliti.
E' stato un accorato appello che ho rivolto eppure anche questo è
rimasto inascoltato, Presidente.
Potrei continuare per ore, potrei continuare per ore. Devo dirle
che il grande dispiacere che purtroppo tutto questo so già che non
avrà nessuna risposta. L'assessore Armao, sa bene a che cosa mi
riferisco perché tante volte lo coinvolto cercando di trovare delle
soluzioni.
Così come i 100 milioni delle famiglie che non sono mai arrivati,
nonostante nel 2020 abbiamo appostato un importo di 100 milioni che
dovevano essere destinati a prestiti alle famiglie in un momento di
bisogno economico, prestiti da 15 mila euro; non regalavamo niente
a nessuno, semplicemente dei prestiti a tasso zero, l'unico
vantaggio era quello di non pagare gli interessi, dopodiché
null'altro. E anche in questo i siciliani sono rimasti ad
attendere. e le assicuro, Presidente, tante le e-mail che
riceviamo, credo io come i miei colleghi, di famiglie che hanno
bisogno sa di cosa? Di potere comprare l'apparecchio, fare un
impianto di apparecchio nei denti ai propri figli, venire incontro
a un'esigenza, anche un lutto, perché anche questo è diventato un
lusso
E allora, io credo che quando non si guarda a quei diritti
essenziali di una comunità si è fallito del tutto quello che era
l'obiettivo: governare una Regione bellissima che bellissima non è
rimasta più Perché, Presidente, questa è una Regione che è rimasta
devastata e lo dico con grandissima amarezza, perché ho creduto
tantissimo in questo progetto e con senso di responsabilità ho
prestato la mia attività dentro quest'Aula cercando sempre di
migliorare quello che veniva proposto con uno spirito costruttivo,
e purtroppo tutto questo non è avvenuto.
Quindi, con grandissimo dispiacere, Presidente, io preannuncio il
mio voto contrario rispetto a questa finanziaria che non riscontra
nessun tipo, il voto finale scusatemi al bilancio perché la
finanziaria è stata già votata, la mia valutazione è assolutamente
negativa perché non ha risposto alle esigenze minime di una
popolazione che non può essere considerata
(Brusio in Aula)
CARONIA. Scusate, colleghi, sto terminando, che non può essere
sicuramente considerata soddisfatta quando non si guardano i più
deboli, perché quando un Governo, come oggi è successo, non ha
guardato alle esigenze dei più deboli, ma ha disperso in mille
rivoli le risorse di cui disponiamo credo che non abbia fatto
assolutamente nessun buon servizio, e non sarà certamente questa la
valutazione che può dare la serenità ai Sicilia di potere
riconfermare scelte che io personalmente non condivido. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia. L'Assessore diceva, certo,
che ci sono anche responsabilità da parte del Comune questo è
scontato, voglio dire.
Scusatemi, l'onorevole Di Paola ha chiesto di parlare per
dichiarazione di voto? Poi, l'onorevole Barbagallo. Quindi, ho
capito tutti i Capigruppo.
Prego, onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Grazie Presidente, colleghi, Governo, cittadini,
Presidente, sappiamo benissimo le difficoltà che stanno affrontando
i siciliani in questo periodo. Difficoltà
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, potete evitare Scusate, onorevole
Barbagallo, se lei ritiene che quando parla lei poi ci mettiamo a
ridere tutti E allora, la prego sta parlando il suo collega, il
nostro collega, lo lasci parlare tranquillamente E' colpa
dell'onorevole Cracolici? E' interista, lo so questo, è un problema
suo questo.
DI PAOLA. Presidente, Il PD cerca sempre di disturbare; entra in
sempre in tackle scivolata.
Presidente, i siciliani stanno veramente attraversando un periodo
difficile: la pandemia, stiamo uscendo dalla pandemia, il discorso,
come dire, delle crisi che ci sono a livello europeo e sappiamo
benissimo che la finanziaria ha avuto un travaglio, in forte
ritardo, perché noi ci aspettavamo i documenti da parte del Governo
regionale molto tempo prima. Si è arrivati proprio al limite, si è
arrivati a fine aprile ed è successo che si sono completamente
esautorate le Commissioni, cioè il Governo regionale con la sua
lentezza ha completamente annullato le Commissioni.
Una cosa è emersa fortemente: le assenze di questa finanziaria, le
assenze e l'assenza da parte di un Presidente della Regione che,
anche oggi, anche questa sera, non è presente in Aula, e non è
stato presente durante tutta questa legge di stabilità, durante
tutta questa finanziaria Un Presidente della Regione che ha diviso
continuamente, che ha snobbato questa Assemblea regionale
siciliana, che ha diviso la sua stessa maggioranza e che ha diviso
il suo stesso Governo Un Presidente assente, e che oggi non voterà
l'ultima legge di stabilità e che oggi non voterà il suo stesso
bilancio Un Presidente che non è stato al timone di questa
Regione, non c'è stato e non c'è nemmeno stasera
Presidente, in maniera responsabile tutti i deputati presenti nei
vari partiti hanno portato avanti in questi giorni, nonostante la
lentezza del Governo regionale che se n'è fregato dei cittadini
siciliani, che se n'è fregato di tutte le categorie di precari che
stanno all'esterno, che se n'è fregato degli alunni affetti da
disabilità, che se ne è fregato di tutte le categorie che noi qui,
i parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana, hanno provato a
difendere, e si aspettavano risposte da parte del Governo regionale
che doveva in qualche modo migliorare l'accordo con Roma, e così
non è stato.
Siamo arrivati fino a fine aprile, adesso siamo a metà maggio e
abbiamo allungato e allungato i tempi per che cosa alla fine, per
che cosa?
Moltissime categorie sono rimaste deluse da questa legge di
stabilità. Il Movimento Cinque Stelle ce l'ha messa tutta per
cercare di migliorare questa legge di stabilità, e non solo il
Movimento Cinque Stelle, tantissime altre forze politiche presente
all'interno dell'Assemblea. Quello che è mancato è stato il
Governo, il Governo regionale. È mancato il Governo regionale,
assessore Turano, Presidente, è mancato il Governo regionale, è
mancato Ma è mancato perché Perché alla fine questa Regione non
ha il suo timoniere. Non ha il suo timoniere e questa Regione
rischia di affondare. Ecco perché sono convinto del fatto che
questa sera il Presidente della Regione, visto che non è presente
questa sera qui in Aula, io sono convinto che non si ripresenterà
alle prossime elezioni regionali, perché sta completamente
abbandonando la Sicilia; magari, lo vedremo presente nella festa
che ci sarà domenica, magari lo vedremo presente nei talk show,
magari lo vedremo presente in giro a farsi campagna elettorale, ma
non è presente qui in quest'Aula, questa sera, Presidente.
Ecco perché io preannuncio, proprio perché l'assenza del
Presidente della Regione e il fatto che ha snobbato per questi
cinque anni questa Assemblea e ha snobbato tutti i parlamentari,
nessuno escluso, io preannuncio il voto contrario del Movimento
Cinque Stelle a questa finanziaria. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Se l'assessore Turano mi consente
di svolgere il mio intervento...
Presidente, questa finanziaria finisce come era iniziata, con la
sedia vuota del Governatore; una sedia che il Governatore ha
scaldato, a dire il vero, qualche ora in tempo per vedere il
Governo andare sotto con 11 voti quando sono state cancellate e
sono assessore Turano, con grande rispetto abbiamo rispettato i
tempi e non vorremmo essere molestati durante i nostri interventi.
Dicevo, il Governatore è stato presente poche ore, però ha fatto
in tempo a vedere la visione turistica del suo Governo demolita con
soli 11 voti favorevoli e quella culturale con soli 12 voti
favorevoli.
Il giudizio sul bilancio e sulla finanziaria non cambia rispetto
alla discussione generale, assessore Armao, quando abbiamo
evidenziato che, rispetto alle previsioni del documento di economia
e finanze, aumentano le spese correnti e diminuiscono quelle in
conto capitale. L'Aula ha confermato questa visione bocciando la
prospettiva che aveva in mente il Governo regionale sullo sviluppo
della Sicilia.
Il voto contrario sulle politiche turistiche e culturali, sui
tanti emendamenti del Governo stralciati, su una visione del
Governo che non è stata più la visione collettiva di un lavoro di
squadra in raccordo anche con il Parlamento e con la sua
maggioranza.
E' stata anche la maggioranza dei messaggini dei direttori
generali. Uno su tutti, la vicenda dell'autorità di bacino dove
sono arrivati i messaggini del direttore dispiaciuto e pronto a
sostenere l'emendamento è una cosa che non si era mai vista prima
anche nel prestigio e nella tradizione di quest'Aula.
Politiche turistiche e culturali sconfessate anche da questa
delibera, da questo decreto adottato dal Dipartimento turismo che
fa male, 2 milioni di euro per una mostra a Cannes quando nelle
pieghe del bilancio rincorriamo 100 mila euro, 50 mila euro per
dare una mano e tendere la mano agli ultimi, ai più deboli.
Presidente Di Mauro, ci aspettavamo in questa finanziaria una
risposta vera per le categorie che soffrivano di più, a partire
dagli ASU. Il Governo non ha adottato una, una misura significativa
nei confronti degli ASU e un euro speso o accantonato per gli ASU,
come era giusto fare. Bocciati tutti e tre gli emendamenti del
Partito Democratico che prevedevano gli accantonamenti e gli
appostamenti in vista dell'udienza davanti alla Corte
costituzionale del 7 giugno.
Bocciate anche le norme che riguardavano l'inquadramento dei
precari della Protezione civile che valevano 3 milioni e bocciate
anche le norme che prevedevano l'inquadramento e la progressione di
carriera per il personale delle categorie A' e B' della Regione
siciliana tagliato fuori da ogni prospettiva di carriera.
Non è questa la finanziaria che serviva ai siciliani. Non so quale
sarà il giudizio sul bilancio, l'Aula come voterà. Dalla
certificazione dei Segretari d'Aula sulla legge finanziaria emerge
un'ulteriore spaccatura nella maggioranza: non votano sei deputati
di Forza Italia e non vota la Lega. E' un ulteriore pezzo della
maggioranza del Governo Musumeci che se ne va.
Un Governo finito non soltanto per l'Aula, ma anche per i
siciliani. La distanza, lo scoramento con cui non soltanto sono
stati accompagnati i lavori d'Aula, ma con cui è stata accompagnata
dalla presenza del Governo in quest'Aula, testimonia la distanza
sempre più evidente fra il Governo e il Palazzo.
Il Governo è finito, non è soltanto finita la Legislatura. I
siciliani fra un paio di mesi ci consegneranno un nuovo Governo, un
nuovo Parlamento. Noi siamo convinti che ci consegneranno anche una
nuova visione della Sicilia e una nuova speranza per i siciliani.
Naturalmente, per queste ragioni il voto del Partito Democratico
sarà contrario al bilancio e alla legge finanziaria.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti che rinuncia.
Ha chiesto di parlare l'assessore Armao. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Grazie, Presidente. Questo bilancio e questa finanziaria sono stati
particolarmente gravosi sia sul piano del confronto politico, in
alcuni momenti aspro in altri improntato alla responsabilità e al
confronto.
È una finanziaria che vale oltre 831 milioni di euro, un bilancio
triennale da 57 miliardi e mezzo e un bilancio che quest'anno ci
porta a oltre 20 miliardi. Quindi, una mobilitazione di risorse
imponente per la Sicilia.
Vorrei solo precisare, perché mi dispiace che l'onorevole
Barbagallo pensi che noi non abbiamo postato risorse per gli ASU,
mi permetto di richiamare i dati: 38 milioni di stanziamento e 16
milioni di fondo per il precariato per la stabilizzazione, quindi
in totale sono 54 milioni di euro per gli ASU, non abbiamo
assolutamente ridotto gli stanziamenti.
E mi dispiace che l'onorevole Caronia abbia affidato i suoi strali
ad un intervento ed oggi non sia qui neanche a sentire la risposta
del Governo e, pertanto, ometto di darla perché evidentemente non
era interessante sentirla, e questo mi rincresce molto perché credo
che i lavori si siano svolti in modo leale, di confronto, sul
merito delle questioni e non su accuse che non sono fondate su
fatti reali. Uno tra tutti, e questo mi rincresce che sia avvenuto,
e devo dare una precisazione.
Il Presidente oggi non è stato presente qui non perché non voleva
essere presente ai lavori d'Aula, tant'è che ha presieduto
(intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Tant'è che a presieduto la Giunta sebbene a distanza. Il Presidente
della Regione oggi è ad un incontro di tutti i Presidente delle
Regioni del sud insieme al Ministro Carfagna, alla presenza del
Presidente Draghi.
Quindi, non si tratta di nessuna fuga, nessuna distanza, nessuna
assenza, il Governo è stato presente, puntuale nel confronto con
l'Aula, leale nel confronto con i parlamentari tutti, entrando nel
merito delle questioni, merito nel quale continueremo a
confrontarci sugli approfondimenti che dovremo inevitabilmente fare
per completare questa manovra finanziaria con le ulteriori risorse
finanziarie che saranno disponibili per restituire la liquidità
alle forme di congelamento che abbiamo dovuto introdurre perché
ancora manca l'ultimo passaggio ad un iter che è cominciato nel
febbraio scorso, ma addirittura è cominciato in Commissione
Bilancio , io ringrazio, intanto colgo l'occasione di ringraziare
il Presidente della Commissione Bilancio per il sostegno continuo
e tutti i parlamentari che ne fanno parte come tutti i parlamentari
che hanno offerto anche in termini critici il loro contributo.
Io sono d'accordo con il Presidente Micciché quando fa riferimento
al fatto che, ma l'ho detto anche prima, l'ho detto nel dibattito
pubblico, la legge di bilancio è per antonomasia la legge del
Parlamento. Non è una legge di iniziativa governativa in senso
pieno, ma è una legge dove il Governo fa una proposta e poi è per
antonomasia la legge di elaborazione parlamentare.
Credo che questo sia il risultato, perché anche chi vota contro ha
contribuito a parti significative di questa legge, quindi non è una
legge che né fa capo solo alla maggioranza, né fa capo solo al
Governo, perché parti significative sono state prodotte anche da
parte di chi sta votando in modo contrario, ma è chiaro che ognuno
esprime le sue valutazioni. Certamente, nelle prossime settimane ci
confronteremo per completare questo percorso.
Un'ultima considerazione di ordine personale, se mi è consentito.
È il mio settimo bilancio. Ho lavorato con dedizione e anche nei
momenti difficili se sono stato in alcuni casi duro me ne scuso,
perché il mio obiettivo è quello di arrivare ad un impianto
finanziario coerente. Credo che il risultato sia più che
soddisfacente e oggi mette la Sicilia in condizione di avere
risorse disponibili.
Ringrazio tutti del contributo che hanno offerto anche i più
critici, convinti come siamo che la democrazia sia un esercizio
straordinario di confronto tra persone non tra posizioni, non tra
numeri, ma tra persone che anche quando divergono devono mantenere
sempre il rispetto reciproco, la convinzione che attraverso il
confronto e lo scontro si crea una società più democratica e più
giusta. Grazie, Presidente.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Mangiacavallo, Laccoto e
Lagalla hanno chiesto congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2022/2024.» (n. 1224)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana
per il triennio 2022/2024.» (n. 1224).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 30
Contrari 19
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Allora, colleghi, a questo punto quand'è che
riprendiamo? Intanto, prima ci dobbiamo riprendere noi e poi
riprendiamo la seduta.
(Intervento fuori microfono)
Presentazione e votazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno, chiedo scusa. Assessore Armao,
gli ordini del giorno sono tutti approvati?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Approvati, Presidente. Grazie di tutto.
PRESIDENTE. Allora tutti approvati, come dice il Governo.
(Gli ordini del giorno approvati recano i numeri d'ordine da 635
a 656)
PRESIDENTE. Allora scusate, la seduta è rinviata a martedì 24
maggio 2022, alle ore 16.00. Andatevi a riposare un poco. A chi
deve partire e andare nelle proprie città, consiglio di rimanere a
Palermo. All'ordine del giorno una discussione seria su Turano e
non so come finisce
La seduta è tolta alle ore 00.03 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVIII SESSIONE ORDINARIA
340a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 24 maggio 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato
- Schema di bilancio di previsione triennio 2022-2023-2024
dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. n. 163).
- Dichiarazione dell'Assessore per l'Economia sui documenti
finanziari del 3.05.22.