Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 17.06
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, lei può svolgere le funzioni di
segretario per la firma dei verbali? Grazie.
Avverto che i processi verbali delle sedute n. 339 del 30 aprile
2022-3-10-11-12-13-14 maggio 2022, n. 340 del 24 maggio 2022 e n.
341 del 31 maggio 2022 sono posti a disposizione degli onorevoli
deputati che intendano prenderne visione e sono considerati
approvati in assenza di osservazioni in contrario nella presente
seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli Di
Caro, Campo, Damante, Cappello, De Luca, Zafarana, Marano, Sunseri,
Gucciardi, Pagana, Mangiacavallo, Palmeri e Lagalla a cui vanno i
miei auguri di buon mandato per questo impegno che i cittadini gli
hanno conferito per il bene della città di Palermo.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di Decreto del Presidente della Regione relativo
alla nomina dell'onorevole Alessandro Aricò ad Assessore regionale
con preposizione all'Assessorato regionale dell'istruzione e della
formazione professionale e contestuale cessazione della funzione
temporaneamente assunta dal Presidente della Regione Siciliana di
Assessore regionale al predetto ramo di Amministrazione
PRESIDENTE. Comunico che, con PEC del 7 giugno 2022, protocollata
al n. 11168-DIG/2022 di pari data, la Segreteria generale della
Presidenza della Regione ha trasmesso copia del decreto
presidenziale n. 271/Area 1/S.G. del 7 giugno 2022, relativo alla
nomina dell'On.le Alessandro Aricò ad Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato regionale dell'istruzione e della
formazione professionale, con contestuale cessazione della funzione
temporaneamente assunta dal Presidente della Regione di Assessore
regionale al predetto ramo di Amministrazione.
Ne do lettura:
«Repubblica Italiana
REGIONE SICILIANA
IL PRESIDENTE
D.P. n. 271/Area 1/S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 dello Statuto, come sostituito
dall'articolo 1, comma l, lettera f), della legge costituzionale 31
gennaio 2001, n. 2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio
universale e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
il potere di nominare e revocare gli Assessori tra cui un
Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o di
impedimento;
VISTA la Legge Regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la Legge Regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la Legge Regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni e, in particolare, le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione Siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale 27 giugno 2019, n. 12 "Regolamento
di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
Regionali ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale
17 marzo 2016, n. 3. Modifica del decreto del Presidente della
Regione 18 gennaio 2013, n. 6 e successive modifiche c
integrazioni";
VISTA la Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2 "Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Disposizioni transitorie";
VISTO il Decreto Presidenziale l settembre 2017, n.
444/Serv.4/S.G., concernente la ripartizione dei seggi
dell'Assemblea Regionale Siciliana ai collegi provinciali in base
alla popolazione residente;
VISTO il Decreto Presidenziale l settembre 2017, n.
445/Serv.4/S.G., concernente la convocazione dei comizi per
l'elezione del Presidente della Regione e dei Deputati
dell'Assemblea Regionale Siciliana per la XVII legislatura;
VISTO l'atto del 18 novembre 2017 della Corte di Appello di Palermo
- Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del Presidente della
Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del 5
novembre 2017) con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci è stato
proclamato eletto alle cariche di Presidente della Regione
Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 643/Area 1/S.G. del 29 novembre
2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 5 dicembre 2017 - Parte I - n. 53, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione Siciliana - XVII Legislatura ed
è stato nominato, tra gli altri, il prof. Roberto Lagalla,
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 160/Area 1/S.G. dell'1 aprile
2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
dell'8 aprile 2022, parte I, n. 16, di assunzione temporanea, da
parte del Presidente della Regione Siciliana, a seguito delle
dimissioni presentate dal prof. Roberto Lagalla, delle funzioni di
Assessore con preposizione all'Assessorato regionale
dell'istruzione e la formazione professionale;
RITENUTO di dovere nominare l'On.le Alessandro Aricò, nato a
Palermo il 18 dicembre 1975, Assessore Regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dell'istruzione e la formazione
professionale con contestuale cessazione delle funzioni
temporaneamente assunte dal Presidente della Regione Siciliana di
cui al sopra richiamato D.P. n. 160/Area 1/S.G. dell'1 aprile 2022;
D E C R E T A
ART. 1
1. Per quanto in premessa specificato l'On.le Alessandro Aricò,
nato a Palermo il 18 dicembre 1975, è nominato Assessore regionale
con preposizione all'Assessorato regionale dell'istruzione e la
formazione professionale;
2. Contestualmente alla nomina di cui al superiore comma 1 del
presente articolo cessa la funzione del Presidente della Regione
Siciliana di Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale dell'istruzione e la formazione professionale assunta
temporaneamente con il D.P. n. 160/Area 1/S.G. dell'1 aprile 2022.
ART. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana e nel sito internet della Regione Siciliana ai
sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21 e s.m. i.
Palermo, lì 7 giugno 2022
Il Presidente
MUSUMECI»
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza da cariche di componente di
Commissione, di decadenza di firma ad atti ispettivi e di indirizzo
politico nonché di decadenza di atti di indirizzo politico a
seguito di nomina ad Assessore regionale
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della nomina dell'onorevole
Alessandro Aricò ad Assessore regionale testé annunziata, lo stesso
deputato, con decorrenza 7 giugno 2022, decade dalle seguenti
cariche:
-componente della II Commissione legislativa permanente Bilancio';
-componente della Commissione permanente per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea;
-componente della Commissione per la verifica dei poteri;
-componente della Commissione speciale sul fenomeno del randagismo
in Sicilia.
Alla relativa sostituzione si procederà a termini di
Regolamento.
Decade, altresì, la firma dello stesso parlamentare dai seguenti
atti ispettivi e di indirizzo politico:
-interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 776, 805,
1331, 1341, 1921, 2266, 2318 e 2469;
-interpellanze: nn. 339 e 402;
-mozioni: nn. 98, 114, 174, 245, 269, 301, 315, 347, 482, 485, 504,
511, 586 e 615.
Decadono inoltre i seguenti atti ispettivi:
- interrogazioni con richiesta di risposta orale nn. 888, 1209,
1654 e 1858;
-interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 162, 1084,
1637, 1645, 2513 e 2531;
-interpellanza n. 443.
Decadono infine, per il venir meno del prescritto numero minimo
di firmatari, i seguenti atti di indirizzo politico:
-mozioni nn. 89 e 435.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica
Beni culturali e identità siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo da riprendere la rubrica
delle interrogazioni e interpellanze in capo all'Assessorato dei
beni culturali e dell'identità siciliana.
Si procede con l'interpellanza n. 15 Dichiarazione di interesse
culturale delle 'Lancitedde' di Sferracavallo (PA) , a firma degli
onorevoli Di Paola ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Samonà per fornire la risposta.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor, Presidente, onorevoli deputati, nell'atto ispettivo si
rileva come le lancitedde' di Sferracavallo rappresentano
l'identità storica del borgo marinaro e la loro tutela potrebbe
contribuire alla riqualificazione turistica e paesaggistica del
litorale. L'interpellanza è presentata per conoscere se si intenda
avviare tutte le iniziative utili affinché le lancitedde' di
Sferracavallo siano dichiarate beni di interesse culturale.
In merito al quesito posto si segnala che le lancitedde' sono
delle tipiche barche a remo in uso dai primi decenni del ventesimo
secolo, che vengono utilizzate ancora oggi per le battute di pesca
sotto costa, si caratterizzano per la presenza di un dritto di
prua, detto campiuni' e di una poppa retta.
Si tratta di natanti privati per i quali attualmente non esiste
un registro corredato dei relativi dati conoscitivi ai fini
dell'individuazione dei singoli proprietari stessi. Tale
circostanza non consentirebbe di poter conoscere la data di
realizzazione precisa, risalente comunque a più di settant'anni,
elemento di conoscenza utile ai fini dell'autorevole apposizione
del cosiddetto vincolo di interesse culturale previsto per questo
tipo di beni dall'articolo 10, comma 4, lettera i) del Codice die
beni culturali.
Non è neppure possibile che la dichiarazione di interesse
culturale possa essere applicata in generale ad una categoria di
manufatti, dovendosi individuare il singolo natante, ai sensi della
legge, in modo da notificare l'interesse artistico, storico o
etnoantropologico della relativa imbarcazione.
Va inoltre messo in evidenza che i beni vincolati, ai sensi
sempre del decreto legislativo 42 del 2004, il Codice dei beni
culturali, restano comunque soggetti alle disposizioni di cui
all'articolo 21 del Codice, quindi all'autorizzazione della
Soprintendenza per l'esecuzione di lavori e di opere di qualunque
genere che nel caso dei beni culturali vengono autorizzati sempre
previa presentazione di un progetto che deve essere redatto da un
restauratore dei beni culturali ai sensi delle normative vigenti in
materia.
Analogamente anche lo spostamento di beni culturali e dunque di
queste imbarcazioni è soggetto a denuncia da parte del detentore.
Dunque, alla luce di quanto sopra rilevato, l'eventuale
apposizione di un vincolo su alcuni esemplari non contribuirebbe
alla loro valorizzazione, ma poiché sottoposti a misure di
protezione e obblighi derivanti dalla normativa di tutela, ne
verrebbe fortemente limitato il naturale uso da parte dei legittimi
proprietari.
Non di meno va riconosciuto il valore sottolineato dal deputato
interpellante che riveste il complesso delle lancitedde di
Sferracavallo nello scenario naturale in cui sono inserite,
costituendo un elemento caratterizzante che nell'insieme
contribuisce a connotare il paesaggio costiero della zona.
Oggi, tra l'altro, per molti pescatori di Sferracavallo le
lancitedde costituiscono l'unica e insostituibile fonte di
reddito per il sostentamento del proprio nucleo familiare, offrendo
per la tipicità delle barche da pesca anche un'attrattiva a fini
turistici, infatti sono noti anche alcuni giri in barca.
Grazie al perdurare del loro utilizzo si mantengono ancora in vita
attività artigianali pressoché scomparse come quelle, appunto, dei
maestri d'ascia che le continuano a riparare, unici detentori di
sapere, di tecniche e di processi lavorativi che identificano una
particolare produzione legata alla storia e alle tradizioni di una
comunità.
In conclusione, mentre appare controproducente rispetto alla
finalità di valorizzazione e conservazione dell'apposizione di una
dichiarazione di interesse culturale tout court secondo le norme
prescritte e molto strette dal Codice dei beni culturali, sembra
invece rispondere a una rilevanza etnoantropologica delle
lancitedde di Sferracavallo la proposta di iscrizione delle
stesse nel Registro delle eredità immateriali della Sicilia, il
Reis, nel libro dei mestieri, dei saperi e delle tecniche in cui
appunto vengono iscritte tutte quelle pratiche legate alla storia e
alle tradizioni delle comunità e alle conoscenze riferite dalla
gestione del territorio e dalla rappresentazione dei cicli naturali
e cosmici quali l'attività dei maestri d'ascia che, appunto,
ricordiamo, sono ancora presenti nella piccola borgata marinara di
Sferracavallo.
Questo garantirebbe il mantenimento delle attività in mare di
queste piccole e produttive imbarcazioni da pesca la cui presenza
contribuisce ad identificare e valorizzare storicamente lo stesso
borgo di Sferracavallo.
Si manifesta, pertanto, la più ampia disponibilità ad avviare ogni
pratica per la conservazione di questa importante risorsa della
cultura del territorio di Sferracavallo quali le lancitedde e
procedere ad avviare le attività della loro iscrizione nel Registro
delle eredità immateriali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta ricevuta
dall'Assessore.
DI PAOLA. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 522, a firma
dell'onorevole Campo.
Io vado a memoria, mi pare che la scorsa settimana era stata
trattata, perché l'onorevole Campo era presente per numerose
interrogazioni e, comunque, la trasformiamo in risposta scritta che
perverrà alla proponente.
Si passa all'interrogazione n. 602 Degrado della Palazzina Cinese
nel Comune di Palermo , a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'atto ispettivo si
lamenta che la Palazzina Cinese di Palermo presenta importanti
segni di deterioramento da imputare ad una totale assenza di
manutenzione e si richiamano agli obblighi conservativi del
patrimonio artistico culturale del territorio.
Nel merito dell'interrogazione preme qui ricordare che la Casina
Cinese, appunto, fino agli anni '90 era in uso al Comune di
Palermo, insieme al complesso della Favorita - chiusa al pubblico
per le cattive condizioni conservative - a partire dal 1995 fino al
2008 è stata oggetto di una serie di importanti e delicati lavori
di restauro finanziati dalla Regione siciliana, anche grazie a
Fondi extra regionali, Fondi comunitari, che riguardato sia gli
elementi strutturali che gli apparati decorativi interni ed esterni
consentendo a lavori completati la riapertura al pubblico
dell'edificio storico.
Dopo la riapertura e fino ad oggi ulteriori interventi di
manutenzione e restauro sono stati eseguito sulla copertura della
sala cosiddetta Sala dei Venti e in alcuni infissi, altri
indirizzati alla ricollocazione degli elementi originali di arredo,
che erano stati rimossi e restaurati durante i cantieri precedenti,
nonché alla riconfigurazione di alcune strutture mobili quale il
letto baldacchino di Re Ferdinando di Borbone.
A tali interventi sono seguite altre azioni di
rifunzionalizzazione in parte frutto di sponsorizzazioni e sinergie
fra pubblico e privato e con tali supporti si sono ripristinati 35
lampadari originali, si è svolta la manutenzione e ricollocazione
di parte delle antiche tappezzerie e anche il riallestimento
filologico della cosiddetta tavola matematica che è un rarissimo
arredo mobile commissionato dal sovrano borbonico all'architetto
Venanzio Marvuglia.
Tra l'altro ricordo che in questa occasione e alcuni mesi fa si è
svolta proprio una cerimonia alla Palazzina Cinese di Palermo per
presentare gli avvenuti restauri e, più in particolare,
relativamente alla denuncia sullo stato di degrado degli intonaci
considerati, appunto, sbiaditi e ammalorati, eccetera, nonché alla
presenza di lesioni nei cornicioni e della ruggine nelle parti
metalliche, si dettaglia meglio di seguito quanto è emerso dai
puntuali monitoraggi specialistici effettuati dai tecnici della
Sovraintendenza ai beni culturali di Palermo, anche ricorrendo a
rilievi strumentali e mappatura.
A questo proposito si sottolinea che le condizioni generali dei
quattro prospetti, esito dei restauri condotti a partire dal '95,
sono stati rispettosi della stratificazione storica volti a
preservare, il più possibile, gli apparati originali e quelli
sovrapposti nel tempo.
Lo stato di conservazione attuale dell'intero apparato corticale
si presenta in condizioni sufficienti, tuttavia provati dal
naturale invecchiamento, dall'aggressione degli agenti atmosferici
e, soprattutto, dal pesante inquinamento, le cosiddette piogge
acide .
Gli intonaci, ben ancorati al supporto, mostrano un generalizzato
degrado con fenomeni di leggera erosione superficiale,
microfratture, rari distacchi puntuali comprese in sede di depositi
superficiali nonché la presenza di efflorescenze, sabine
biancastre, da imputarsi ad infiltrazioni di acqua meteorica, alla
perdita dai giunti di allertamento nei mattoni in marmo, del
pavimento, e al dilavamento superficiale.
Le cause di questi fenomeni degenerativi sono da imputare
all'invecchiamento dei materiali, alla condensazione superficiale e
al dilavamento. Le cromie decorative mostrano, in generale,
depositi polverosi e denunciano una progressiva perdita di
intensità cromatica.
In cattivo stato di conservazione sono gli intonaci che ricoprono
la parte esterna delle pareti del porticato al piano terra, dove
l'intonaco originale è stato quasi interamente rifatto nel corso
dei precedenti restauri.
Le parti in metallo, ringhiere e parapetti, sono invece in
discreto stato di conservazione ad eccezione del processo di
ossidazione causato dall'umidità atmosferica.
Sulla base dei dati rilevati, la Regione siciliana ha recentemente
finanziato due progetti rivolti all'intero monumento, in
particolare proprio all'eliminazione di tutti questi degradi
menzionati.
I due progetti prevedono il restauro dell'intero complesso,
comprendente l'ingresso monumentale, dunque insieme anche al
padiglione cosiddetto Padiglione dei cacciatori, il viale con i
giardini, il parterre ma anche il restauro degli arredi interni,
dei tessuti, un moderno impianto di illuminazione esterno ed
interno con criteri moderni e tecnologici, la revisione
dell'impianto antincendio e la protezione dei pavimenti interni.
Gli interventi previsti riguardano anche il restauro degli
intonaci, sottolineato nell'interrogazione, e dell'intero apparato
decorativo dei prospetti della Casina cinese ma anche il restauro
di tutti gli infissi esterni, l'impermeabilizzazione dei ballatoi e
delle terrazze, il restauro delle ringhiere e delle grate
metalliche, delle travi di collegamento dei terrazzi attraverso le
azioni che, sinteticamente, qui riportiamo. Preconsolidamento, con
operazioni preventive e piccole riprese e bordature in
corrispondenza delle fessurazioni e dei distacchi puntuali,
pulitura leggera, di tipo meccanico con nebulizzazione d'acqua
demineralizzata e anche al fine di eliminare tutti i depositi
incoerenti presenti nelle facciate.
Si prevede anche un trattamento biocido per eliminare ogni traccia
di biodeteriogeni, il consolidamento di eretti e lacune
effettuando, appunto, e avendo cura di fasciare preventivamente e
rendere il profilo più leggibile in modo tale da sistemare il
problema degli intonaci e anche operazione di presentazione
estetica e di protezione, in modo tale che le intonazioni
cromatiche delle lacune vengano, appunto, eseguite per successive
velature in modo da utilizzare tinte trasparenti a calce e pigmenti
colorati. Per le porzioni dove si è perduto, invece, l'originale
strato pittorico verrà realizzata un'integrazione non mimetica,
sempre a carattere leggero, per garantire una minima leggibilità.
A completamento sarà applicata la finitura trasparente in
soluzione acquosa colloidale di silice e di monocromatiche ad
effetto consolidante.
Questi manufatti, inoltre, anche manufatti in legno, ringhiere,
grate e griglie, saranno restaurati e subiranno un trattamento di
pulitura tramite spazzolatura, scartavetratura, utilizzando i
prodotti svernicianti e la protezione sarà garantita, quella
finale, con Paraloid B72 - questo per gli addetti ai lavori - e con
vernice acrilica bicomponente.
La metodologia proposta per la realizzazione di questi interventi
è finalizzata ad ottenere il risultato migliore possibile, sia dal
punto di vista conservativo che estetico, e verrà supportato dai
risultati delle analisi scientifiche preliminari.
Da quanto argomentato, è evidente che c'è un'attenzione da parte
dell'amministrazione attiva nei confronti di questo monumento che,
per le sue caratteristiche, è molto delicato e complesso. Non solo
ma non è mai venuta meno, in questi anni, e vorrei dire che gli
interventi saranno seguiti direttamente dalla Sovraintendenza dei
beni culturali di Palermo.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, si dichiara soddisfatta o non
soddisfatta?
SCHILLACI. Signor Presidente, parzialmente soddisfatta, ma non
tanto per ciò che ci ha appena riferito l'assessore, quanto il
fatto che si tratta di un'interrogazione che è stata depositata nel
lontano 2018, per cui è importante sottolineare come degli
interventi su un bene architettonico così complesso e importante
che attrae visitatori da tutte le parti del mondo ogni anno,
avrebbe avuto bisogno di una cura maggiore da parte del
dipartimento e dell'assessorato. È chiaro che l'assessore è
arrivato in corso d'opera in questa legislatura, però io ritengo
che bisogna intervenire in questi casi in maniera tempestiva perché
quando ci sono delle infiltrazioni si rischia, dovendo aspettare
dei tempi lunghi per intervenire, di perdere e di fare ammalorare
ancora di più un bene che ci stimano da tutte le parti del mondo.
Volevo capire che tempi ci sono, più che altro, per intervenire sul
bene.
PRESIDENTE. L'onorevole Schillaci, quindi, è parzialmente
soddisfatta.
Assessore, avremmo l'interpellanza n. 136, il cui primo firmatario
è l'onorevole Zito. Se i colleghi sono d'accordo, faremo pervenire
la risposta al collega. Quindi, l'Assessore farà pervenire la
risposta in forma scritta in merito all'interpellanza n. 136.
Si passa all'interrogazione n. 723 Chiarimenti circa
l'approvazione del Piano paesistico di ambiti ricadenti nel
catanese , a firma dell'onorevole Barbagallo. Io non ricordo se
l'argomento era già stato trattato.
Assessore, ha facoltà di parlare.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Nell'interrogazione vengono evidenziate dall'onorevole Barbagallo
alcune problematiche relative al decreto assessoriale 53 del 27
dicembre 2018, recante Modifiche normative al Piano paesaggistico
degli ambiti 8, 11, 12, 13, 14, 16, 17, ricadenti nella provincia
di Catania'.
Questo decreto ha lo scopo di dare piena attuazione all'atto di
indirizzo dell'assessore pro-tempore per i beni culturali e
l'identità siciliana emanato con nota prot. n. 5293 del 15 novembre
2018, avente ad oggetto Limitazioni del consumo del suolo dei
corsi d'acqua e delle aree esondabili' si sono integrate le norme
per i componenti della proposta di Piano paesaggistico degli ambiti
ricadenti nella provincia di Catania, con l'introduzione del
divieto di interventi edificatori e di nuove previsioni
urbanistiche, all'interno di aree di cui all'articolo 142, comma 1,
lettera c), del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Fiumi,
torrenti, corsi d'acqua con livello di tutela 2.3 e fino
all'entrata in vigore dei piani di assetto idrogeologico che
delimitano le aree di rischio per insediamenti, edifici e
infrastrutture con livello di tutela 1. Nella fattispecie, le
problematiche evidenziate dall'interrogante risiedevano nel mancato
esperimento di talune fasi essenziali, ai fini della regolarità del
procedimento stesso come l'attività di concertazione con i comuni
interessati, ai sensi dell'articolo 144 del Codice dei beni
culturali e del paesaggio e la richiesta del parere preventivo
della speciale commissione Osservatorio regionale per la qualità
del paesaggio.
L'interrogante rivelava anche che il diniego all'attività
edificatoria a regime generasse una disparità di trattamento con
coloro che hanno operato con una normativa precedente. Considerata
la fondatezza delle suddette argomentazioni, l'assessore pro-
tempore per i beni culturali ha ritenuto opportuno sottoporre
quanto da questo provvedimento statuito al parere della speciale
commissione, cioè l'Osservatorio regionale per i beni culturali e
la qualità del paesaggio.
Infatti, l'Osservatorio, nella seduta del 9 aprile 2019, ha
nominato al suo interno uno specifico gruppo istruttorio per la
valutazione delle problematiche derivanti dall'applicazione del
decreto assessoriale di cui abbiamo riferito pocanzi. Questo, nel
corso della seduta del 17 aprile 2019 ha stabilito che l'atto di
indirizzo, emanato con la nota protocollo 5293 del 15 novembre
2018, può essere attuato fermi restando i livelli di tutela e le
relative prescrizioni già individuate nel Piano, con la condizione
che nei fiumi individuati con livello di tutela 1 e 2 non siano
consentiti interventi edificatori e nuove previsioni urbanistiche
in assenza di autorizzazioni dell'autorità di bacino del distretto
idrografico della Sicilia, sulla base delle indicazioni contenute
nei PAI dei territori interessati.
Successivamente, l'Osservatorio regionale per la qualità del
paesaggio, nel corso della seduta del 21 maggio 2019 ha condiviso
la proposta avanzata dal gruppo istruttorio. Nel verbale della
stessa seduta espressamente si legge: accogliendo nel merito i
giusti richiami dell'atto di indirizzo, si interviene sui piani
paesaggistici vigenti senza modificarne l'impianto valutativo che
ha condotto a differenziare la rete idrografica in tre diversi
livelli di tutela. Ciò comporta che non si intravede la necessità
di avviare procedure di concertazione istituzionale ai sensi
dell'articolo 144 del Codice, visto che le modifiche da apportare a
detti piani hanno natura procedurale e non introducono cioè nuove
prescrizioni o divieti.
Sulla base del parere espresso dall'Osservatorio, nella seduta del
21 maggio del 2019, allo scopo di dare attuazione al citato atto di
indirizzo emanato con la nota protocollo 5293 del 15 novembre 2018,
l'Assessore per i beni culturali ha emanato il successivo decreto
62, del 12 giugno 2019, recante 'modifica normativa ai piani
paesaggistici adottati', che sostituiva il precedente decreto 53
Gabinetto del 27 dicembre 2018.
Con il decreto 62 del 12 giugno 2019 si dispone che occorre
integrare le norme per i componenti dei piani paesaggistici
adottati nelle province di Agrigento, Catania e Trapani, titolo II,
norme per componenti, capo 1, articolo 11, lettera C, componente
idrologica, fiumi, torrenti e corsi d'acqua soggetti a tutela di
cui all'articolo 142, lettera C, del Codice dei beni culturali del
paesaggio, inserendo dopo le parole 'nel caso della realizzazione
di opere che richiedono la temporanea rimozione di parte di dette
formazione va prevista la loro ricostituzione con specie e vegetali
adatte e proprio della vegetazione naturale dei siti e degli
ambienti alterati', la seguente ulteriore prescrizione.
All'interno delle aree di cui all'articolo 142, lettera C, del
Codice, fiumi, torrenti, non lo rileggo perché se no è il disposto
di prima, non sono consentiti interventi edificatori e nuove
previsioni urbanistiche in assenza di autorizzazione del Genio
civile competente per l'assetto idrogeologico sulla base delle
indicazioni contenute nel PAI dei territori interessati.
Su tutti i corsi d'acqua individuati dal Piano, ai sensi
dell'articolo 142, lettera C, del Codice dei beni culturali del
paesaggio, sono fatti salvi laddove non siano possibili di
soluzioni tecniche alternative, singoli casi di opere strategiche e
di pubblica utilità di livello almeno regionale consistenti nella
realizzazione di infrastrutture, come reti per la distribuzione
idrica o di energia, reti di comunicazione, reti di trasporto da
sottoporre comunque a specifica valutazione caso, per caso, previo
parere dell'Osservazione regionale per la qualità del paesaggio.
Identica previsione è stata introdotta con decreto 63 Gabinetto di
pari data, per i piani paesaggistici e adottati.
Per quanto sopra relazionato, è evidente che le criticità rilevate
dall'onorevole interrogante sono state oggetto di valutazione da
parte degli uffici del Dipartimento e le stesse grazie all'ausilio
della speciale commissione, cioè dell'Osservatorio regionale per la
qualità e del paesaggio, sono state risolte dal decreto
assessoriale 62 del 12 giugno 2019. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, se permette intervengo sull'ordine
dei lavori.
Siccome l'allegato viene dall'ultima seduta che poi si è
interrotta per un po' di turbolenze, io siccome l'allegato che
discutiamo oggi è corposo di oltre 100 pagine, ci sono due atti,
esattamente l'interrogazione n.1177 a pagina 49 e l'interpellanza
n. 369 a pagina 89, di cui le chiediamo, Presidente, se può
disporre il prelievo o comunque avere la rassicurazione che vengano
trattate nella seduta odierna che è iniziata un po' dopo, perché
sono un'interpellanza e un'interrogazione particolarmente
significative che afferiscono a provvedimenti su cui non c'è
soltanto una valutazione di opportunità, ma anche di legittimità e
quindi le chiediamo, ecco, se può garantire la trattazione...
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, se l'Assessore è in condizione
di poterle prelevare fin da subito
BARBAGALLO. Sono l'interpellanza n. 369 a pagina 89 e
l'interrogazione n. 1177 a pagina 49.
PRESIDENTE. Allora a pagina 48/49 abbiamo l'interrogazione n. 1177
Chiarimenti circa le modalità di esecuzione dei lavori di
pavimentazione della Piazza Municipio nel Comune di Caltagirone
(CT) .
Della risposta fornita all'interrogazione precedente, la n. 723, è
soddisfatto?
BARBAGALLO. A proposito di quella precedente, io sono parzialmente
soddisfatto e volevo illustrare brevemente le ragioni, Presidente.
Veda, questa interrogazione del 5 marzo del 2019, che ormai,
diciamo, che è datata, fa seguito a una dichiarazione a mezzo
stampa del Presidente della Regione che è piuttosto che disporre le
procedure di concertazione con gli organismi previsti per legge, ha
invitato l'Assessore regionale ai beni culturali del tempo, ad
adottare in modo cautelare questo decreto a tutela dei torrenti e
dei corsi d'acqua dopo alcuni alcune vicende tristi che avevano
riguardato il territorio siciliano.
Noi siamo contenti che, come dire, otteniamo giustizia dopo
diversi anni, sarebbe stato opportuno che questo stesso confronto
anziché avvenire il 14 giugno del 2022 fosse avvenuto il 14 giugno
del 2019 e avrebbe permesso anche di evitare alcune incertezze
applicative del decreto che poi sostanzialmente è stato stoppato
perché le nostre contestazioni si sono rivelate fondate e avrebbe
evitato anche qualche contenzioso di troppo all'Assessorato
regionale ai beni culturali che poi si è visto costretto ad
applicare un decreto senza le concertazioni con l'osservatorio del
paesaggio del caso. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. E allora, l'onorevole Barbagallo è parzialmente
soddisfatto.
Se l'Assessore è riuscito a rinvenire la risposta
all'interrogazione n. 1077, procederei con l'esposizione.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, Presidente. Il progetto di riqualificazione della Piazza
Municipio del Comune di Caltagirone risulta inserito nel piano di
azione e coesione, PAC 3 fase e azione B9 programmi integrati nelle
aree urbane di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 30
del 2014 gestito dall'Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità,
Dipartimento delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nel merito, la Sovrintendenza dei beni culturali e ambientali di
Catania riferisce che prima della formulazione dell'interrogazione
il progetto in argomento non le era stato trasmesso né per questo
era stato espresso alcun parere. Ancora, la Sovraintendenza dei
beni culturali di Catania comunica che aveva preso atto che la
realizzazione del progetto prevedeva, fra l'altro, l'interramento
di due grandi serbatoi per l'acqua, chiedeva formalmente, giusta
nota del 22 giugno 2020, all'Unità operativa per i beni
archeologici, al dirigente dell'area 4 del Comune di Caltagirone,
al progettista e direttore dei lavori l'avvio di una visita
ispettiva da parte dei propri funzionari.
Nella nota in parola si faceva espresso riferimento alla
circostanza che gli eventuali lavori sarebbero stati soggetto delle
previsioni dell'art. 25 del decreto legislativo 50/2016 in tema di
archeologia preventiva e che quindi eventuali scavi nel sottosuolo
sarebbero stati soggetti alla prescrizione di scavi archeologici
preventivi con possibili richieste di varianti al progetto
medesimo.
Il 24 giungo 2020 l'Unità Operativa per i beni archeologici e la
Sovraintendenza ai beni culturali di Catania trasmetteva all'Unità
Operativa per i beni architettonici copia della diffida trasmessa
il 22 giugno 2020 con la nota protocollo 40938. In data 25 giungo
2020 la Sovraintendenza ai beni culturali e ambientali di Catania
acquisiva la risposta del Comune di Caltagirone e la diffida
formulata.
La Sovraintendenza ai beni culturali e ambientali di Catania
riferisce che in questa risposta, l'ente locale oltre a dichiarare
che la realizzazione del progetto era di prossima ultimazione,
confermava la previsione dell'interramento di due manufatti in
prefabbricato da destinare uno a serbatoio antincendio e l'altro a
cabina interrata per motori pompe. In essa, si specificava inoltre,
che non era ancora stata individuata l'area di interramento dei due
manufatti e che si dichiarava disponibile a concordare saggi
archeologici preventivi.
Successivamente, i lavori subivano ritardi a causa della
situazione emergenziale determinata dall'emergenza pandemica Covid
19 e pertanto i saggi archeologici preventivi non venivano
realizzati, tanto che i due prefabbricati destinati all'interro
venivano provvisoriamente posti in stallo. Successivamente, in data
14 luglio 2020, con protocollo 6044 l'Unità Operativa per i beni
architettonici per la Sovraintendenza ai beni culturali e
ambientali di Catania tornava a sollecitare il Comune di
Caltagirone a trasmettere il progetto, rammentando che questo era
soggetto al proprio parere preventivo anche ai sensi dell'art. 10
del decreto legislativo n. 42 del 2004, il codice.
La Sovraintendenza riferisce che, nonostante i solleciti
effettuati, il Comune di Caltagirone non ha mai inoltrato il
progetto de quo e quindi la stessa non aveva potuto esprimere il
nulla osta di competenza. Per rendere una risposta aggiornata al
presente atto ispettivo è stata invitata la Sovraintendenza ai beni
culturali e ambientali di Catania ad effettuare un successivo
sopralluogo. Dalla relazione di sopralluogo effettuato il 10 giugno
2022 si evince che i lavori, già in fase di ultimazione nel 2020,
nel frattempo sono stati conclusi.
Nella relazione si legge che la realizzazione dei lavori,
l'originario massetto pavimentario in asfalto è stato sostituito
con un lastrico di basole bocciardato in basalto di forma
rettangolare, decorato con fasce di lastre in granito chiaro che
formano un grande quadrato campito da fasce incrociate lunghe le
diagonali e al centro da un cerchio che include un motivo a tarsi
astratto che mescola elementi in basalto ed in maiolica. Del pari,
nel corso del sopralluogo, si è verificato che la stazione
appaltante ha rinunciato all'installazione di una fontana che
avrebbe dovuto occupare l'area e conseguente interramento dei due
corpi prefabbricati che, secondo quanto dichiarato dal Comune di
Caltagirone in data 20 giugno 2020, sarebbero serviti uno da
serbatoio per impianto antincendio e l'adiacente galleria Luigi
Sturzo, mentre l'altro da locale macchine pompe.
Per la messa in opera del nuovo non sono state effettuate
operazioni di scavo perché il massetto in asfalto sarebbe stato
rimosso con procedimento di scarificazione, in ragione di quanto su
esposto la Sovrintendenza è tornata a richiedere al Comune la
trasmissione degli elaborati progettuali al fine di verificare
l'aderenza delle opere realizzate con il regime vincolistico che
insiste nelle aree.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si dichiara soddisfatto o non
soddisfatto?
BARBAGALLO. Come sospettavamo il cuore della questione è questa:
manca il parere della Sovrintendenza. Nella piazza di Caltagirone,
in uno dei 42 Comuni Unesco della Sicilia viene rifatta la piazza,
viene cambiata non soltanto l'aspetto esteriore della piazza ma
vengono fatti alcuni lavori che modificano l'aspetto esteriore del
cuore della città e su questi lavori non viene richiesto il nulla
osta della Sovrintendenza.
Ci sono due omissioni: la prima del Comune che non trasmette gli
atti, la seconda e dalla ricostruzione che ha fatto in aula oggi
l'assessore Samonà è evidente è che se la Sovrintendenza apprende a
seguito della nostra segnalazione, denuncia, interrogazione,
chiamiamola come vogliamo che su quei lavori non c'è il nulla osta,
i lavori si dovrebbero fermare, acquisire il nulla osta, se ci sono
le condizioni per acquisirlo, e regolarsi di conseguenza.
Quindi, su questi due atti, assessore Samonà noi ci possiamo
ritenere soddisfatti se vengono adottati gli atti consequenziali
nei confronti dei dipendenti della Sovrintendenza e degli uffici
della Sovrintendenza che hanno omesso il rilascio di un atto del
loro ufficio, ed è evidentissimo. Io aggiungo che tutta la parte
della vicenda della sezione archeologica, dico è un aspetto interno
alla Sovrintendenza, ma l'aspetto veramente clamoroso è che c'è chi
pensa che in questa terra che si possano non rispettare le regole e
per giunta, come dire, i lavori vengono ultimati magari pure con
una bella inaugurazione. E' una vicenda scandalosa di cui chiediamo
che venga fatta giustizia.
Ovviamente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto; saremo
soddisfatti magari quando annunceremo una nuova interrogazione e
verranno adottate gli opportuni provvedimenti nei confronti di
coloro che hanno omesso un atto del loro ufficio.
PRESIDENTE. Assessore, se lei è riuscito a trovare l'interpellanza
n. 369 Chiarimenti sulla legittimità delle delibere di Giunta nn.
322 del 2019, 80 e 296 del 2020, in relazione alle competenze della
Regione siciliana in materia urbanistica a pagina 89, a firma
dell'onorevole Barbagallo, ha facoltà di parlare.
SAMONA', assessore ai beni culturali e identità siciliana. Salto
tutta la premessa che ricostruisce l'interpellanza dell'onorevole
Barbagallo
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Sì, la può illustrare, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Con l'interpellanza n. 369, anche a vantaggio di chi
ci ascolta, noi chiediamo di conoscere la condotta del Governo in
ordine alla legittimità delle delibere di Giunta n. 322, 80 e 296
degli anni 2019 e 2020. In sostanza con queste delibere si fa
riferimento a una nuova organizzazione urbanistica del quartiere
storico di Catania attorno a Via Plebiscito dove sono state
previste nuove organizzazioni nel complesso storico monumentale
degli ospedali Vittorio Emanuele e Santa Marta e, in particolare, è
stata prevista la demolizione dell'ospedale Santa Marta.
Noi lamentiamo, così come nell'interrogazione precedente, che la
demolizione dell'interno complesso Santa Marta è avvenuta - udite,
udite - nella zona di Montevergini che è una delle zone
archeologiche più prestigiose di Italia, non della Sicilia, la
demolizione con le ruspe è avvenuta senza il rilascio del parere
della sezione Archeologica della Sovrintendenza. Di una gravità
clamorosa Cioè, quando i privati devono intervenire nelle zone di
prerispetto, devono intervenire opportunamente con tutte le
prescrizioni del caso, interviene la Regione che dovrebbe garantire
le procedure più e meglio di altre, e si permette di intervenire
senza il parere della sezione archeologica della Sovrintendenza con
delle belle ruspe che pesano tonnellate. Su questo l'aspetto vero è
il cuore, quindi l'interpellanza e chiediamo nella risposta di
affrontare questo aspetto del rilascio del parere.
La ringrazio, Assessore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Samonà.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Con la deliberazione 322 del 4 settembre 2019, la Giunta regionale
ha apprezzato lo schema di accordo di comodato d'uso dell'immobile
denominato presidio ospedaliero Vittorio Emanuele' di Catania fra
la Regione Sicilia nell'azienda ospedaliera Policlinico' Vittorio
Emanuele.
Con questa deliberazione si è affermata la volontà del Governo di
valorizzare il complesso storico e monumentale del dismesso
presidio ospedaliero, con la finalità di riqualificare e migliorare
la capacità di attrattività turistica del centro cittadino di
Catania. L'accordo di comodato è stato successivamente stipulato il
23 settembre 2019. Con successiva deliberazione n. 80 del 5 marzo
2020, su proposta del Dipartimento dei beni culturali, giusta nota
protocollo 11441 del 27 febbraio 2020, condivisa dall'assessore pro-
tempore, con nota 693 di pari data, per la valorizzazione del
complesso storico e monumentale del dismesso presidio ospedaliero
Vittorio Emanuele di Catania, è stata deliberata l'attivazione
fondi ex art. 38 dello Statuto della Regione siciliana per
complessivi 25 milioni di euro.
Nella stessa deliberazione al Dipartimento regionale tecnico
dell'assessorato regionale infrastrutture e mobilità, per la
particolare competenza maturata in procedure di appalto di analoghe
complessità, è stato conferito il ruolo di stazione appaltante. Con
successiva deliberazione 296 del 16 luglio 2020, nell'ambito del
complessivo intervento di valorizzazione e riqualificazione delle
aree del presidio ospedaliero Santa Marta, è stato approvato il
progetto esecutivo per la demolizione selettiva e controllata del
fabbricato prospettante su via Clementi, angolo via del Bambino,
per come proposto dal Dipartimento reginale tecnico.
Il progetto in parola costituisce l'avvio della prima fase
operativa prodromica al successivo bando di progettazione per la
sistemazione dello spazio urbano lasciato libero dalle demolizioni,
dove tornerà a prospettare l'edificio storico settecentesco opera
di Giovan Battista Vaccarini. Operata questa ricognizione degli
atti, oggetto dell'interpellanza, premio cui ribadire è l'alta
valenza strategica del progetto di cui si discute, perché con esso
si mira una riqualificazione complessiva di un'area di grande
pregio architettonico e monumentale.
In relazione al progetto esecutivo redatto dal Genio civile di
Catania circa la demolizione selettiva e controllata del fabbricato
prospettante su via Clementi, angolo su via Bambino, nell'ambito
dell'intervento presso l'ospedale S. Marta, la soprintendenza di
Catania, in data 1 luglio 2020, ha emesso con nota n. 5331M2 parere
favorevole condizionato alla demolizione del fabbricato in
questione. Si segnala qui che il bene nella parte oggetto della
demolizione selettiva non è soggetto a vincolo di tutela. Peraltro,
suddetta autorizzazione procedimentale, è stata rilasciata ai soli
fini della tutela prevista dal decreto legislativo 42 del 2004,
residuando in capo all'amministrazione comunale, come di rito, la
verifica dell'ammissibilità dell'intervento rispetto a tutte le
altre norme in materia di trasformazione urbanistica del
territorio.
Per quanto attiene la realizzazione del progetto di restauro del
padiglione San Marco dell'ex presidio ospedaliero Vittorio Emanuele
di Catania, per la realizzazione del cosiddetto Museo dell'Etna,
dopo che nel corso 2021 si sono esperite le procedure progettuali
nella conferenza dei servizi del 3 settembre 2021 indetta dal genio
civile di Catania ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale n.
12 del 2011, e dal decreto del Presidente della Regione 13 del
2012, è stato approvato il progetto definitivo proposto sempre dal
Dipartimento regionale tecnico nella qualità di stazione
appaltante.
Da ultimo, con provvedimento 8369 del 23 maggio 2022 la
soprintendenza dei beni culturali ed ambientali di Catania ha
autorizzato con condizioni, ai sensi dell'articolo 21 del decreto
42 del 2004, il progetto esecutivo redatto all'intervento di cui si
è discusso, per un importo pari a 19 milioni di euro.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie assessore Samonà.
Prego, onorevole Barbagallo. Si dichiara soddisfatto o
insoddisfatto?
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Quindi, l'assessore Samonà, nella
ricostruzione dell'iter, ha detto che con il parere del 2020, 1
giugno 2020, mi pare di avere sentito, la sovrintendenza si è
espressa sulla demolizione ai soli fini del nulla osta
paesaggistico.
Non si è espressa quindi la sezione archeologica, che era quella
che doveva esprimere per legge il parere su una demolizione così
importante, e che doveva dettare prescrizioni specifiche in ordine
alla demolizione e all'eventuale tutela dei reperti archeologici.
E' un fatto di una gravità inaudita. Ne prendiamo atto, ahimè,
ufficialmente, nonostante l'interpellanza sia del 16 febbraio del
2021, a distanza di 1 anno e 4 mesi, faremo le opportune
segnalazioni, perché il fatto è di una gravità inaudita.
Al centro della città di Catania, non in un posto sperduto, in
qualche parte delle montagne siciliane, ma al centro della città,
su un bene di questa rilevanza, viene omesso un parere che è
assolutamente rilevante e atteso. Noi faremo le opportune
segnalazioni. Assessore Samonà, ci aspettiamo che, come nell'atto
ispettivo precedente, l'Assessorato ai beni culturali intervenga di
pari passo rispetto alle segnalazioni che faremo agli organi
competenti, anche per evidenziare eventuali omissioni penali.
Aggiungo che il comune denominatore fra le due interrogazioni sono
due progetti che stavano particolarmente a cuore al Governo
regionale. Non vorremmo che ci sia stata una manina che ha
disposto, Presidente Foti, come dire, ma questo saranno gli organi
ad accertare, come dire, le omissioni se hanno un'unica matrice.
Certo è che noi nella trattazione di questo pomeriggio abbiamo
evidenziato che ci sono due omissioni con la o maiuscola.
PRESIDENTE. Bene, ne prendiamo atto.
Se i colleghi sono d'accordo, io tornerei di nuovo indietro nella
Rubrica ordinatamente, ed eravamo arrivati circa a pagina 15 e
precisamente all'interpellanza n. 156 Redazione dei piani di
recupero , a firma dell'onorevole Zafarana. Per assenza dall'Aula
dell'onorevole Zafarana, l'interpellanza è decaduta.
Si passa all'interrogazione n. 771 Opportune iniziative volte
all'adeguamento degli organici nelle Soprintendenze e nei siti
museali regionali , dell'onorevole Barbagallo.
Ha facoltà di parlare l'assessore Samonà per fornire la risposta.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. La
rimodulazione degli assetti organizzativi dei dipartimenti
regionali discende dalle previsioni contenute nell'articolo 13
della legge regionale 17 marzo 2016 recante Norme di contenimento
della spesa della Pubblica amministrazione regionale che così
recita: con decreto del Presidente della Regione, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per le autonomie locali e funzione pubblica è disposto
con cadenza biennale per il quadriennio 2017-2020 l'accorpamento
per materie omogenee di strutture dirigenziali in numero
corrispondente a quello delle strutture dirigenziali rimaste
vacanti nel biennio precedente a seguito di pensionamenti di cui
all'articolo 52 della legge regionale 9 del 2015.
A sua volta, l'articolo 52 della legge regionale 7 maggio 2015, n.
9, recante Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2015 , ha introdotto la norma transitoria in materia di
collocamento in quiescenza. Il combinato disposto di alcune norme
ha sancito una forte accelerazione della fuoriuscita anticipata del
personale dell'Amministrazione regionale, sia dell'area
dirigenziale che del comparto. Questa è la cornice entro la quale
va inserita la ratio delle due riorganizzazioni dell'assetto
dipartimentale dei beni culturali, sia quella oggetto
dell'interrogazione che si riscontra qui che l'attuale.
In particolare, nei limiti imposti dai vincoli normativi di
riduzione delle strutture, si è avuta precipua attenzione al loro
efficientamento. Nello specifico è stato sorpassato il modello
organizzativo dei cosiddetti poli museali', medianti l'istituzione
dei parchi archeologici dotati di autonomia gestionale, cui sono
stati annessi i luoghi della cultura territorialmente satelliti.
Inoltre l'intervento di accorpamento delle strutture
dipartimentali, le cosiddette unità operative', è stato limitato
mantenendo l'impianto delle competenze istituzionali di cui alla
legge regionale 1 agosto '77, n. 80.
Oltre a tali interventi è palmare, ed è stato anche oggetto di
note da parte del sottoscritto, che allo stato attuale non si può
non tenere in debito conto che il settore delle professioni dei
beni culturali stia vivendo una stagione delicata a seguito della
contingente carenza organica, a cui è necessario rispondere con
soluzioni di lungo periodo. Tra l'altro carenza organica che è
stata accelerata dall'impianto degli effetti della legge del 2015.
Servono norme e soluzioni di lungo periodo che scongiurino
eventuali rischi di un potenziale abbassamento delle garanzie di
tutela, fruizione e valorizzazione che sono istituzionalmente
delegate al dipartimento beni culturali e identità siciliana.
Questa situazione certamente non può trovare soluzione nella mera
considerazione dell'unicità nel ruolo della dirigenza, che è avulso
delle professionalità specifiche necessarie e nella
intercambiabilità delle mansioni del personale ancora in servizio
del comparto, e questo ha reso indifferibile l'individuazione delle
soluzioni organiche più consone, così da avviare tutte le procedure
consequenziali. Tra queste si è ritenuto prioritario sottoporre
all'attenzione della funzione pubblica - e l'ho fatto personalmente
con una nota inviata quest'inverno al collega titolare
dell'Assessorato funzione pubblica, Marco Zambuto - non appena i
vincoli normativi di settore e gli accordi con lo Stato vigente lo
renderanno possibile, una nuova stagione di concorsi per il settore
dei beni culturali siciliani.
È in tale ottica che il Dipartimento dei beni culturali e
dell'identità siciliana ha definito il piano triennale dei
fabbisogni del personale 21/23, già approvato con deliberazione di
Giunta n. 534 dell'11 dicembre 2021. Il suddetto piano triennale
dei fabbisogni ha previsto per la prima volta, dopo un lungo lasso
di tempo di contrazione di personale, e a fronte di una consistenza
organica che al 30 giugno 2021 era di 2.347 unità di comparto, un
fabbisogno di ulteriori 2.509 unità per il 2021, 493 unità per il
2022, 264 per il 2023.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si dichiara soddisfatto o non
soddisfatto?
BARBAGALLO. Assessore, ci aspettavamo una risposta più politica,
anche se siamo ormai alla fine della legislatura, insomma il tema
della fruizione dei siti culturali in Sicilia c'è, c'è quello della
fruizione dei beni archeologici, manca il personale.
La risposta, che credo ovviamente sia scritta dagli Uffici, è una
risposta di natura tecnica, qua serve capire come a partire da
quest'estate gestiamo i siti culturali siciliani, a partire ad
esempio da Camarina, dove non si apre in settimana perché l'erba è
alta e non c'è nessuno che la taglia. Quindi c'è una situazione
grave, non siamo per niente soddisfatti, credo che servano misure
straordinarie, l'assunzione di responsabilità ci specifica anche
con coperture economiche importanti, magari anziché spenderle per
Ambelia i soldi li spendiamo per assumere a contratto un bel po' di
persone che possano valorizzare la Regione con più siti Unesco al
mondo, e la situazione è veramente indifferibile.
Non solo non siamo soddisfatti, ma siamo veramente preoccupati per
l'estate che avanza e tanti siti culturali ancora oggi non sono
nelle condizioni di funzionare ottimamente.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 772 Precisazioni
relative alla mostra 'Modigliani Experience, Les Femmes'
organizzata dall'associazione 'Gli amici di Modigliani' a Palazzo
Bonocore a Palermo' , a firma dell'onorevole Barbagallo.
Ha facoltà di parlare l'assessore Samonà per fornire la risposta.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, Presidente, brevemente. Con riferimento all'atto ispettivo in
parola, da compiute ricerche presso il protocollo dell'Ufficio di
Gabinetto risulta che in data 27 aprile 2018 perveniva
all'Assessore pro tempore per i beni culturali e l'identità
siciliana Sebastiano Tusa una richiesta di patrocinio senza oneri
e, con successiva nota n. 1523 del 9 maggio 2018, la richiesta di
patrocinio senza oneri veniva considerata meritevole di
apprezzamento dall'Assessore Sebastiano Tusa.
La mostra in oggetto si è poi tenuta a Palazzo Bonocore dal 3
novembre 2018 al 31 marzo 2019, e ricordo bene anche le polemiche
riguardanti questa mostra, perché devo dire che me ne sono occupato
in un periodo precedente al mio incarico assessoriale, anche per
notizie giornalistiche, la mia professione, e però devo dire che
questo organo politico non è in grado di entrare nel merito delle
scelte compiute allora dall'Assessore pro tempore Sebastiano Tusa,
che ha deciso di concedere il patrocinio gratuito a quella mostra.
Immagino, e lo dico a beneficio del deputato interrogante, che
l'Assessore Tusa non avesse nessuna idea, appunto, che potessero
insorgere polemiche riguardo alla veridicità di alcune opere o
meno.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo si dichiara soddisfatto.
Si procede con l'interrogazione n. 833 Interventi per porre
rimedio alla bocciatura del Piano paesaggistico regionale
dell'Ambito 9 , a firma degli onorevoli Cracolici, Lupo ed altri.
La risposta perverrà in forma scritta.
Si procede con l'interpellanza n. 174 Fruibilità turistica
dell'anfiteatro romano sito in Catania , a firma dell'onorevole
Barbagallo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per illustrare
l'interpellanza.
BARBAGALLO. Il 4 giugno 2019, quando abbiamo scritto
l'interpellanza, disperati, non solo noi, ma i tanti turisti che in
giro per la città di Catania non riuscivano a visitare uno dei
monumenti più prestigiosi della nostra Città, abbiamo chiesto conto
della condotta del Governo, perché il cartello posto davanti
all'ingresso del Teatro che lo prevede aperto per un solo giorno la
settimana stride con quella che dovrebbe essere la politica di
valorizzazione turistico-culturale della nostra Isola.
Possiamo capire tutto, ma che l'Assessorato regionale ai beni
culturali non sia in condizioni, in piena estate - perché era il
giugno del 2019 -, di far fruire tutti i giorni il sito è veramente
una vergona, è una condotta deplorevole. Quindi, ci aspettiamo una
risposta più che delle ragioni che hanno determinato quella
chiusura parziale del sito, soprattutto di quella che è la
situazione attuale, adesso, in vista, appunto, dell'estate.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Rispetto all'interpellanza formulata nel giugno 2019 e con nota
successiva dell'ottobre 2019, il Direttore del Parco archeologico e
paesaggistico di Catania della Valle dell'Aci ha fornito gli
elementi utili al riscontro dell'atto ispettivo.
In particolare, nella suddetta nota viene evidenziato come
rispondesse al vero che, negli anni passati, l'Anfiteatro romano di
Piazza Stesicoro fosse rimasto effettivamente chiuso o fruito in
modo assai ridotto.
Il motivo principale di tale circostanza risiedeva nel fatto che
il Parco archeologico e paesaggistico di Catania dispone di un
organico ridotto di personale addetto alla custodia ed all'apertura
al pubblico dei monumenti assegnati. Peraltro, questo personale,
nel tempo, era andato anche scemando per via di pensionamenti,
senza che fosse stato realizzato un turn over adeguato alle
esigenze riscontrate.
Per tale motivo era stato necessario, nel passato, calibrare i
servizi di turnazione secondo precise gerarchie di priorità, dando
obbligatoriamente la precedenza ai siti monumentali - questo
rispondeva il Direttore del Parco archeologico - in cui era attiva
la biglietteria, ad esempio, Teatro Antico e Casa Verga per quanto
riguarda i siti nella Città di Catania.
Tuttavia, nella propria relazione il Direttore del Parco ha
evidenziato che la criticità riscontrata dall'onorevole Barbagallo
fosse stata già superata rimodulando il servizio del personale
addetto e stipulando una convenzione con associazioni di
volontariato per servizi in affiancamento al personale di vigilanza
e fruizione in base a quanto previsto dall'articolo 16, comma 2,
della legge regionale del 27 aprile 1999.
Questa disposizione autorizza l'Amministrazione regionale a
stipulare a titolo gratuito con le associazioni di volontariato
aventi finalità culturali, scritte nel registro generale, le
convenzioni di cui all'articolo 10 della medesima legge.
La gran parte dei siti archeologici e monumentali di Catania
risultano aperti al pubblico con regolarità e modalità adeguata al
mercato del settore.
L'Anfiteatro di Catania è stato aperto tutti i giorni in questi
anni mattina e pomeriggio, escluso il lunedì; posso dire che da
qualche mese l'Anfiteatro è stato chiuso e, invece, per i lavori di
restauro che dovrebbero terminare nel periodo autunnale, quindi, in
questo momento, è chiuso perché c'è stata, nei mesi scorsi, la
consegna dei lavori all'impresa che dovrà realizzare una serie di
interventi tra cui l'abbattimento delle barriere architettoniche e
un'apertura secondaria che possa consentire l'accesso anche alle
persone con disabilità e agli anziani.
Ciò detto, condivido l'idea che l'offerta e la fruibilità dei siti
debbano essere ampliati e che occorre affrontare in modo
sistematico i problemi derivanti dalla naturale sostituzione del
personale nel ruolo. E' necessario, appunto, raggiungere soluzioni
che adeguino il personale regionale preposto ai compiti a cui è
istituzionalmente chiamato, valorizzando e promuovendo una gestione
integrata dell'immenso patrimonio storico, artistico e culturale.
E, a questo proposito, devo dire, proprio entrando nel merito del
Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle
dell'Aci, essendo venute meno anche le criticità determinate
dall'emergenza epidemiologica Covid 19, che ne avevano determinato
limitazione agli ingressi, è stata invitata la Direzione generale
del Dipartimento dei beni culturali e dell'identità siciliana ad
avviare le procedure per l'affidamento dei servizi integrati ex
articolo 117 del Decreto legislativo del 2004, cioè la formulazione
delle gare per i servizi aggiuntivi a concessionari privati che
abbiano, appunto, dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
BARBAGALLO. Anche in questo caso non serviva l'atto ispettivo per
affermare che è una vicenda scandalosa. Prendiamo atto della
risposta del Governo, ovviamente. Siamo parzialmente soddisfatti,
parzialmente perché aspettiamo il Governo alla prova dei fatti non
solo e non dando solo affidamento nei servizi aggiuntivi - che, a
nostro giudizio, servirà tempo per affidare i siti, le procedure di
evidenza pubblica, eccetera - ma l'idea di affiancamento con i
volontari può essere la soluzione più veloce per evitare figuracce
come quelle che sono accadute in questi anni.
Quindi, assessore, noi monitoreremo l'apertura non soltanto dei
siti del Parco archeologico di Catania e della Valle delle Aci, ma
di tutti i siti culturali in un momento che è particolarmente
delicato.
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 878 Chiarimenti in merito alla
fruibilità dei siti archeologici presenti a Catania, in particolare
all'anfiteatro romano, sito in piazza Stesicoro , a firma degli
onorevoli Marano ed altri, per assenza dall'Aula degli onorevoli
interroganti si intende trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta.
L'interrogazione n. 946 Chiarimenti in merito alla nomina dei
direttori dei parchi archeologici regionali , a firma degli
onorevoli Di Paola ed altri, per assenza dall'Aula degli onorevoli
interroganti si intende trasformata in interrogazione con richiesta
di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 948 Revoca in autotutela a decreti
assessoriali concernenti piani paesaggistici , dell'onorevole
Barbagallo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Nell'interrogazione viene chiesta la revoca in autotutela dei
decreti assessoriali n. 62 e n. 63 del 12 giugno 2019. A tal
proposito, si ricorda che l'assessore pro-tempore per i beni
culturali e l'identità siciliana, con la nota prot. n. 5293 del 15
novembre 2018, ha emanato un atto di indirizzo avente ad oggetto
Limitazione del consumo del suolo, dei corsi d'acqua e delle aree
esondabili .
Con questo si è inteso integrare le norme per componenti della
proposta di piano paesaggistico, negli ambiti ricadenti nella
provincia di Catania con l'introduzione del divieto di interventi
edificatori e di nuove previsioni urbanistiche all'interno delle
aree, di cui all'articolo 142, comma 1, lettera c), del Codice dei
beni culturali e fino all'entrata in vigore dei piani di assetto
idrogeologico che delimitino le aree di rischio per insediamenti,
edifici ed infrastrutture con livello di tutela 1.
Quanto dettato da questo atto di indirizzo ha portato all'adozione
del decreto assessoriale n. 53 del 27 dicembre 2018, recante la
modifica normativa del Piano paesaggistico negli ambiti 8, 11, 12,
13, 14, 16 e 17 ricadenti nella provincia di Catania.
A seguito di osservazioni formulate anche dall'odierno
interrogante, con l'atto ispettivo n. 723 del 5 marzo 2019, quale
la mancanza di attività di concertazione con i comuni interessati,
la mancata richiesta del parere preventivo dell'osservatorio
regionale per la qualità del paesaggio e la circostanza che il
diniego dell'attività edificatoria a regime generassero disparità
di trattamento con coloro che hanno operato con la normativa
precedente, l'assessore pro-tempore per i beni culturali ha
ritenuto opportuno sottoporre quanto statuito dal decreto
assessoriale n. 53 del 27 dicembre 2018 al parere dell'osservatorio
regionale per il paesaggio.
L'osservatorio, nella seduta del 9 aprile 2019, ha nominato al suo
interno un gruppo istruttorio, così com'è avvenuto nell'altro caso
che abbiamo trattato poc'anzi.
Questo, nel corso della seduta del 17 aprile 2019, ha stabilito
che l'atto di indirizzo, emanato con nota prot. n. 5293 del 15
novembre 2018, può essere attuato, fermo restando i livelli di
tutela e le relative prescrizioni, già individuate dal piano, a
condizione che nei fiumi individuati con livello di tutela 1 e 2
non siano consentiti interventi edificatori e nuove previsioni
urbanistiche in assenza di autorizzazioni dell'autorità di bacino
del distretto idrografico della Sicilia sulla base delle
indicazioni contenute nei PAI dei territori interessati.
Successivamente, l'osservatorio la speciale commissione
osservatorio per la qualità del paesaggio, il 21 maggio 2019, ha
condiviso la proposta avanzata dal gruppo istruttorio.
Nel verbale della seduta si legge che, accogliendo nel merito i
giusti richiami dell'atto di indirizzo, si interviene sui piani
paesaggistici vigenti senza modificarne l'impianto valutativo che
ha condotto a differenziare la rete idrografica in tre diversi
livelli di tutela.
Ciò comporta che non si intravede la necessità di avviare
procedure di concertazione istituzionale, ai sensi dell'articolo
144 del codice, visto che le modifiche da apportare a detti piani
hanno natura procedurale e non introducono nuovi divieti o
prescrizioni.
Sulla base del parere espresso dall'osservatorio per la qualità
del paesaggio, nella seduta del 21 maggio 2019 e allo scopo di dare
attuazione al citato atto di indirizzo, l'assessore pro-tempore per
i beni culturali ha emanato un decreto, il 12 giugno 2019, recante
Modifica normativa ai piani paesaggistici adottati che sostituiva
il precedente decreto del 27 dicembre 2018.
In pari data veniva adottato il decreto n. 63, recante la modifica
normativa ai piani paesaggistici approvati. Con entrambi i decreti
si dispone che occorre integrare le norme per componenti dei piani
paesaggistici adottati e approvati, Titolo 2, norme per componenti,
Capo I, articolo 11, lettera c), componente idrologica, fiumi,
torrenti e corsi d'acqua soggetti a tutela di cui all'articolo 142
del Codice, inserendo dopo le parole nel caso della realizzazione
di opere che richiedono la temporanea rimozione di parte e di dette
formazioni va prevista la loro ricostituzione con specie vegetali
adattate alle proprie della vegetazione naturale dei siti degli
ambienti alterati' la seguente ulteriore prescrizione all'interno
delle aree di cui all'articolo 142 del Codice, individuate dal
successivo Titolo 3 con livello di tutela 1 e 2, non sono
consentiti interventi edificatori e nuove prescrizioni
urbanistiche, in assenza di autorizzazioni del Genio civile
competente per l'assetto idrogeologico, sulla base delle
indicazioni contenute nel PAI dei territori interessati.
Su tutti i corsi d'acqua individuati dal Piano, ai sensi
dell'articolo 142, lettera c), del Codice, sono fatti salvi,
laddove non siano possibili soluzioni tecniche alternative, singoli
casi di opere strategiche, di pubblica utilità, di livello almeno
regionale, consistenti nella realizzazione di infrastrutture come
reti per la distribuzione idrica o di energia, comunicazione,
trasporto e così come nell'altra interrogazione, anche questa volta
devono essere sottoposte a specifica valutazione, caso per caso,
previo parere dell'Osservatorio.
Compiuto questo excursus, sentiti gli uffici del dipartimento, si
comunica che i decreti in parola hanno rappresentato un valido
strumento per l'esercizio della tutela paesaggistica e, quindi, non
si è ravvisata né allora, né adesso, la necessità di intervenire
ulteriormente su di essi.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo?
BARBAGALLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si dichiara soddisfatto.
Colleghi, io proporrei una cosa: sfogliando l'allegato della
Rubrica ispettiva ho visto che le interrogazioni e le interpellanze
di cui era stato chiesto lo stralcio sono state trattate. Se siete
d'accordo potremmo farvi pervenire la risposta scritta per le
rimanenti, comprese alcune dell'onorevole Barbagallo a cui,
diversamente, se lo desidera, si risponderà in Aula. Basta che
faccia un cenno. Ci sono le interrogazioni Isola di Capo Passero ,
l'interrogazione n. 1192 Precisazioni sui criteri per 1'
elaborazione della graduatoria per il finanziamento di interventi
per investimenti nel settore dei teatri in Sicilia . Se ne ha a
cuore qualcuna e se ce lo vuole dire
BARBAGALLO. Quella dei teatri, l'interrogazione n. 1192
Precisazioni sui criteri per 1' elaborazione della graduatoria per
il finanziamento di interventi per investimenti nel settore dei
teatri in Sicilia . Per il resto, tutte risposte scritte.
PRESIDENTE. Le altre perverranno in forma scritta agli onorevoli
deputati.
Si ricorda la pagina, onorevole?
BARBAGALLO. Pagina 52.
(Le interrogazioni cui verrà fornita risposta scritta recano i
seguenti numeri d'ordine: 949,
993,1036,1170,1185,1200,1203,1246,1263,1544,1555,1577,1705,1753,201
2,2106.
Le interpellanze cui verrà fornito il testo scritto di risposta
recano i seguenti numeri d'ordine:
199,200,221,248,253,302,324,345,420,425,430,433,441)
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1192 Precisazioni sui
criteri per 1' elaborazione della graduatoria per il finanziamento
di interventi per investimenti nel settore dei teatri in Sicilia .
Prego, Assessore.
SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, con la delibera di Giunta n. 512 del 12 dicembre
2018 Teatri di Sicilia e attivazione fondi ex articolo 38 dello
Statuto della Regione Siciliana' il dipartimento dei beni culturali
e dell'identità siciliana veniva incaricato di esplicitare le
procedure esecutive attraverso apposito avviso pubblico,
finalizzato a promuovere interventi di ristrutturazione, restauro e
innovazione tecnologica messa a norma, ripristino dell'agibilità e
della fruibilità di sedi di spettacolo di proprietà pubblica e
privata. Con successivo decreto dirigenziale n. 100 del 17 gennaio
2019, veniva approvato ed emanato l'avviso pubblico finalizzato
all'attuazione di quanto deciso con la già richiamata delibera di
Giunta. Con successivo provvedimento del 21 maggio 2019, il
Dirigente generale nominava i componenti del nucleo di valutazione
delle proposte presentate a valere su detto avviso.
Con nota protocollo n. 50694 del 23 ottobre 2019, il nucleo di
valutazione, a conclusione dell'istruttoria condotta, trasmetteva
la graduatoria provvisoria delle proposte valutate. Nell'attività
valutativa la commissione applicava i criteri specificati
nell'avviso pubblico, ai punti 8.1, 8.2, che ad ogni buon fine si
esplicitano.
Ho qui i criteri e li leggo: ammissibilità formale delle istanze;
strategicità della struttura all'interno dei rispettivi ambiti
territoriali. Vorrei dire che c'è a ogni voce un punteggio, quindi,
posso leggere anche i punti assegnati per ogni voce; se l'onorevole
Barbagallo ritiene opportuno, questa parte gliela mando per
iscritto, quindi, con nota del Dirigente generale del 7 novembre
2019, all'assessore pro-tempore per i beni culturali e l'identità
siciliana veniva proposto di ampliare a 27 il numero dei progetti
da finanziare con fondi ex articolo 38, applicando una percentuale
pari al 77,74% della spesa ritenuta ammissibile e di finanziare
tutte le restanti proposte progettuali attraverso una revisione del
quadro strategico di programma 'Patto per lo sviluppo della Sicilia
FSC 14/20'; con successiva nota n. 57108 del 25 novembre 2019, il
nucleo di valutazione trasmetteva al dirigente generale la
graduatoria definitiva sui progetti ammessi.
Questi, con propria nota del 26 novembre 2019, restituiva al
Servizio V 'Valorizzazione' questa graduatoria definitiva con il
visto di approvazione, graduatoria ai sensi dei criteri che sono
stati precedentemente specificati.
Detta graduatoria era comprendente di tutti i 166 progetti
presentati a valere sull'avviso pubblico emanato il 17 gennaio
2019, di cui i primi 27 progetti finanziabili con fondi ex articolo
38, per un importo complessivo di 4 milioni 999 mila eccetera
Con conclusivo decreto n. 5803 del 6 dicembre 2019, veniva
approvata la graduatoria definitiva dei 166 progetti presentati a
valere sull'avviso pubblico, con decreto del dirigente generale del
17 gennaio 2019, di cui i primi 27 erano finanziati con fondi ex
articolo 38.
Con successiva deliberazione n. 70, del 27 febbraio 2020, con la
quale si è proceduto ad una riprogrammazione delle risorse FSC
14/20 'Patto per il Sud', si è destinata la somma di 28 milioni di
euro per la copertura economica dei 139 progetti che, presentati a
seguito dell'avviso pubblico per le spese di investimento nel
settore dei teatri e inseriti nella graduatoria definitiva
approvata con decreto n. 5803 del 6 dicembre 2019, non avevano
precedentemente trovato finanziamento per l'insufficienza dei fondi
a valere dell'articolo 38. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, come vi dicevo, le rimanenti
interrogazioni e interpellanze perverranno ai destinatari con
risposta scritta.
Onorevole Barbagallo, lei è soddisfatto?
BARBAGALLO. Signor Presidente, abbiamo presentato questa
interrogazione perché, intanto, volevamo vederci chiaro sulla
coerenza delle risorse dell'articolo 38 dello Statuto con questo
tipo di interventi, perché lo Statuto fa riferimento all'esecuzione
di lavori pubblici e, quindi, non sempre sono stati eseguiti i
lavori pubblici, ma sono state anche acquistate attrezzature
all'interno del quadro economico, quindi, ci riteniamo parzialmente
soddisfatti, auspicando che in futuro l'uso di questa norma venga
utilizzata direttamente dalla Presidenza della Regione e non per
finanziare capitoli e attività di altri assessorati che sono
sostanzialmente all'articolo 38.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata alla prossima
settimana con la Rubrica Turismo, sport e spettacolo , il cui
allegato contenente gli atti ispettivi sarà pubblicato sul sito web
istituzionale dell'Assemblea, così chi è interessato ad alcune
interrogazioni o ad altre si presenterà. Altresì, ho chiesto agli
Uffici di verificare la disponibilità dell'Assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, Scilla,
per poter trattare martedì o mercoledì prossimo in Aula e riferire
in merito alla formazione del documento PAC (Politica Agricola
Comune), che è in discussione nei tavoli delle Conferenze Stato-
Regioni, che chiaramente interessa il nostro territorio.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata alla prossima settimana.
Buona serata a tutti.
La seduta è tolta alle ore 18.19 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXVIII SESSIONE ORDINARIA
343a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 21 giugno 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Turismo, sport e spettacolo (V. allegato)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
N. 2459 - Interventi di messa in sicurezza della S.P. 92 nel
tratto Mascalucia (CT) - Nicolosi (CT).
Firmatari: Zitelli Giuseppe
- Con nota prot. n. 4431/IN.17 del 14 gennaio 2022 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 2549 - Notizie in merito alla realizzazione dello svincolo
Monforte San Giorgio sull'autostrada A20
Messina-Palermo.
Firmatari: Calderone Tommaso A.
- Con nota prot. n. 11143/IN.17 del 29 marzo 2022 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
N. 2561 - Iniziative urgenti per i lavori di adeguamento dell'Air
Side, delle piste, delle vie di rullaggio e dei parcheggi sosta
velivoli dell'aeroporto di Catania.
Firmatari: Papale Alfio
- Con nota prot. n. 11160/IN.17 del 29 marzo 2022 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2645 - Notizie in merito al ripristino del presidio di base,
pronto soccorso e di tutti i reparti dell'ospedale di Barcellona
Pozzo di Gotto (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.
N. 2646 - Emergenza siccità nelle campagne di Licata - Palma di
Montechiaro - Butera e Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Catanzaro Michele
N. 2650 - Chiarimenti circa il reclutamento del personale docente,
dei tutor e del personale amministrativo per l'avvio dell'avviso n.
8 del 2016 per la realizzazione di percorsi formativi di
qualificazione in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Pullara Carmelo
N. 2652 - Verifica della legittimità delle procedure di selezione
di varie figure professionali svolte dal Cefpas.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
N. 2654 - Chiarimenti circa l'opportunità di dare maggior impulso
a quanto previsto dall'art. 34 della legge regionale 21 maggio
2019, n. 7, in materia di trasparenza.
- Presidente Regione
Pullara Carmelo
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2644 - Chiarimenti in merito all'Avviso pubblico per la
formazione, ai sensi dell'art. 3 del D.lgs. n. 171 del 4 agosto
2016 e ss.mm.ii., del nuovo elenco ad aggiornamento biennale degli
idonei alla nomina a direttore amministrativo delle aziende e degli
enti del Servizio sanitario regionale pubblicato sulla GURS n. 7
del 29 aprile 2022.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pullara Carmelo; Caronia Maria Anna; Cafeo Giovanni Luca
N. 2647 - Violazione dei compiti istituzionali del presidente
dell'IACP di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lo Curto Eleonora
N. 2648 - Chiarimenti in merito alla mancata riqualificazione dei
dipendenti regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2649 - Chiarimenti su criticità riscontrate presso l'ospedale
civile di Lipari.
- Assessore Salute
Fava Claudio
N. 2651 - Motivi del grave ritardo del pagamento delle spettanze
ai tirocinanti di cui all'avviso 22/2018 FSE Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Caronia Maria Anna
N. 2653 - Notizie in merito all'invasione dei cinghiali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
Dipasquale Emanuele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Allegato B
- Risposte scritte ad interrogazioni
Allegato C
- Interrogazioni e interpellanze della rubrica Beni culturali e
identità siciliana (testi)
Intervento corretto dall'oratore.