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Resoconto d'Aula della Seduta n. 342 di martedì 14 giugno 2022
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   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 17.06

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pasqua, lei può svolgere  le  funzioni  di
  segretario per la firma dei verbali? Grazie.
   Avverto  che i processi verbali delle sedute n. 339 del 30  aprile
  2022-3-10-11-12-13-14 maggio 2022, n. 340 del 24 maggio 2022  e  n.
  341  del  31 maggio 2022 sono posti a disposizione degli  onorevoli
  deputati   che  intendano  prenderne  visione  e  sono  considerati
  approvati  in  assenza di osservazioni in contrario nella  presente
  seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo gli  onorevoli  Di
  Caro, Campo, Damante, Cappello, De Luca, Zafarana, Marano, Sunseri,
  Gucciardi, Pagana, Mangiacavallo, Palmeri e  Lagalla a cui vanno  i
  miei auguri di buon mandato per questo impegno che i cittadini  gli
  hanno conferito per il bene della città di Palermo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Comunicazione  di  Decreto del Presidente della  Regione  relativo
  alla  nomina dell'onorevole Alessandro Aricò ad Assessore regionale
  con  preposizione all'Assessorato regionale dell'istruzione e della
  formazione  professionale e contestuale cessazione  della  funzione
  temporaneamente assunta dal Presidente della Regione  Siciliana  di
  Assessore regionale al predetto ramo di Amministrazione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con PEC del 7 giugno 2022, protocollata
  al  n.  11168-DIG/2022 di pari data, la Segreteria  generale  della
  Presidenza   della   Regione  ha  trasmesso   copia   del   decreto
  presidenziale  n. 271/Area 1/S.G. del 7 giugno 2022, relativo  alla
  nomina  dell'On.le  Alessandro Aricò  ad  Assessore  regionale  con
  preposizione  all'Assessorato  regionale  dell'istruzione  e  della
  formazione professionale, con contestuale cessazione della funzione
  temporaneamente assunta dal Presidente della Regione  di  Assessore
  regionale al predetto ramo di Amministrazione.

   Ne do lettura:

                         «Repubblica Italiana

                           REGIONE SICILIANA
                             IL PRESIDENTE

   D.P. n. 271/Area 1/S.G.

  VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

  VISTO  in  particolare l'articolo 9 dello Statuto, come  sostituito
  dall'articolo 1, comma l, lettera f), della legge costituzionale 31
  gennaio  2001,  n.  2,  che, nel prevedere l'elezione  a  suffragio
  universale  e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
  il  potere  di  nominare  e  revocare  gli  Assessori  tra  cui  un
  Vicepresidente  che  lo  sostituisce  in  caso  di  assenza  o   di
  impedimento;

  VISTA  la  Legge  Regionale 29 dicembre 1962, n.  28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

  VISTA  la  Legge  Regionale 15 maggio 2000,  n.  10,  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

  VISTA  la  Legge  Regionale 16 dicembre 2008, n.  19  e  successive
  modifiche ed integrazioni e, in particolare, le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione Siciliana;

  VISTO  il  Decreto Presidenziale 27 giugno 2019, n. 12 "Regolamento
  di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008,
  n.  19.  Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
  Regionali ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale
  17  marzo  2016,  n. 3. Modifica del decreto del  Presidente  della
  Regione   18   gennaio  2013,  n.  6  e  successive   modifiche   c
  integrazioni";

  VISTA  la  Legge  Costituzionale 7 febbraio 2013, n.  2  "Modifiche
  all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
  riduzione   dei   deputati  dell'Assemblea   Regionale   Siciliana.
  Disposizioni transitorie";

  VISTO    il   Decreto   Presidenziale   l   settembre   2017,    n.
  444/Serv.4/S.G.,    concernente   la   ripartizione    dei    seggi
  dell'Assemblea Regionale Siciliana ai collegi provinciali  in  base
  alla popolazione residente;

  VISTO    il   Decreto   Presidenziale   l   settembre   2017,    n.
  445/Serv.4/S.G.,  concernente  la  convocazione  dei   comizi   per
  l'elezione   del   Presidente  della   Regione   e   dei   Deputati
  dell'Assemblea Regionale Siciliana per la XVII legislatura;

  VISTO l'atto del 18 novembre 2017 della Corte di Appello di Palermo
  -  Ufficio  Centrale Regionale per l'Elezione del Presidente  della
  Regione  e  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana  (elezioni  del  5
  novembre  2017)  con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci  è  stato
  proclamato   eletto  alle  cariche  di  Presidente  della   Regione
  Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;

  VISTO  il  Decreto Presidenziale n. 643/Area 1/S.G. del 29 novembre
  2017,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  5  dicembre  2017  - Parte I - n. 53, con  il  quale  è  stato
  costituito il Governo della Regione Siciliana - XVII Legislatura ed
  è  stato  nominato,  tra  gli  altri,  il  prof.  Roberto  Lagalla,
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale;

  VISTO  il  Decreto Presidenziale n. 160/Area 1/S.G.  dell'1  aprile
  2022,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  dell'8  aprile  2022, parte I, n. 16, di assunzione temporanea,  da
  parte  del  Presidente  della Regione Siciliana,  a  seguito  delle
  dimissioni presentate dal prof. Roberto Lagalla, delle funzioni  di
  Assessore     con     preposizione    all'Assessorato     regionale
  dell'istruzione e la formazione professionale;

  RITENUTO  di  dovere  nominare l'On.le  Alessandro  Aricò,  nato  a
  Palermo  il  18 dicembre 1975, Assessore Regionale con preposizione
  all'Assessorato   regionale   dell'istruzione   e   la   formazione
  professionale    con   contestuale   cessazione   delle    funzioni
  temporaneamente assunte dal Presidente della Regione  Siciliana  di
  cui al sopra richiamato D.P. n. 160/Area 1/S.G. dell'1 aprile 2022;

                             D E C R E T A

                                ART. 1

  1.  Per  quanto  in premessa specificato l'On.le Alessandro  Aricò,
  nato  a Palermo il 18 dicembre 1975, è nominato Assessore regionale
  con  preposizione  all'Assessorato regionale dell'istruzione  e  la
  formazione professionale;

  2.  Contestualmente  alla nomina di cui al superiore  comma  1  del
  presente  articolo cessa la funzione del Presidente  della  Regione
  Siciliana  di  Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
  regionale  dell'istruzione  e la formazione  professionale  assunta
  temporaneamente con il D.P. n. 160/Area 1/S.G. dell'1 aprile 2022.

                                ART. 2

  Il  presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  Siciliana e nel sito internet della Regione  Siciliana  ai
  sensi  dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n. 21 e s.m. i.

  Palermo, lì 7 giugno 2022

                                                        Il Presidente

                                                            MUSUMECI»

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione   di   decadenza  da  cariche   di   componente   di
  Commissione, di decadenza di firma ad atti ispettivi e di indirizzo
  politico  nonché  di  decadenza di atti  di  indirizzo  politico  a
  seguito di nomina ad Assessore regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che, a seguito della nomina  dell'onorevole
  Alessandro Aricò ad Assessore regionale testé annunziata, lo stesso
  deputato,  con  decorrenza  7 giugno 2022,  decade  dalle  seguenti
  cariche:
   -componente della II Commissione legislativa permanente  Bilancio';
  -componente della Commissione permanente per l'esame delle
  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea;
  -componente della Commissione per la verifica dei poteri;
  -componente della Commissione speciale sul fenomeno del randagismo
  in Sicilia.

   Alla    relativa   sostituzione si procederà    a    termini    di
  Regolamento.

   Decade,  altresì, la firma dello stesso parlamentare dai  seguenti
  atti ispettivi e di indirizzo politico:
   -interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn.  776,  805,
  1331, 1341, 1921, 2266, 2318 e 2469;
  -interpellanze: nn. 339 e 402;
  -mozioni: nn. 98, 114, 174, 245, 269, 301, 315, 347, 482, 485, 504,
  511, 586 e 615.

   Decadono inoltre i seguenti atti ispettivi:
   -    interrogazioni con richiesta di risposta orale nn. 888, 1209,
  1654 e 1858;
   -interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 162,  1084,
  1637, 1645, 2513 e 2531;
  -interpellanza n. 443.

     Decadono infine, per il venir meno del prescritto numero  minimo
  di firmatari, i seguenti atti di indirizzo politico:
   -mozioni nn. 89 e 435.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Seguito dello svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
                             della rubrica
                  Beni culturali e identità siciliana

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo da riprendere  la  rubrica
  delle  interrogazioni e interpellanze in capo  all'Assessorato  dei
  beni culturali e dell'identità siciliana.
   Si  procede con l'interpellanza n. 15  Dichiarazione di  interesse
  culturale delle 'Lancitedde' di Sferracavallo (PA) , a firma  degli
  onorevoli Di Paola ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Samonà per fornire la risposta.

    SAMONA',  assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor,  Presidente,  onorevoli deputati,  nell'atto  ispettivo  si
  rileva   come   le   lancitedde'  di  Sferracavallo   rappresentano
  l'identità  storica  del borgo marinaro e la loro  tutela  potrebbe
  contribuire  alla  riqualificazione turistica e  paesaggistica  del
  litorale. L'interpellanza è presentata per conoscere se si  intenda
  avviare  tutte  le  iniziative utili affinché  le   lancitedde'  di
  Sferracavallo siano dichiarate beni di interesse culturale.
    In  merito  al quesito posto si segnala che le  lancitedde'  sono
  delle  tipiche barche a remo in uso dai primi decenni del ventesimo
  secolo, che vengono utilizzate ancora oggi per le battute di  pesca
  sotto  costa,  si caratterizzano per la presenza di  un  dritto  di
  prua, detto  campiuni' e di una poppa retta.
    Si  tratta di natanti privati per i quali attualmente non  esiste
  un  registro  corredato  dei  relativi  dati  conoscitivi  ai  fini
  dell'individuazione   dei   singoli   proprietari   stessi.    Tale
  circostanza  non  consentirebbe  di  poter  conoscere  la  data  di
  realizzazione  precisa, risalente comunque a più  di  settant'anni,
  elemento  di  conoscenza utile ai fini dell'autorevole  apposizione
  del  cosiddetto vincolo di interesse culturale previsto per  questo
  tipo  di beni dall'articolo 10, comma 4, lettera i) del Codice  die
  beni culturali.
    Non  è  neppure  possibile  che  la  dichiarazione  di  interesse
  culturale  possa essere applicata in generale ad una  categoria  di
  manufatti, dovendosi individuare il singolo natante, ai sensi della
  legge,  in  modo  da  notificare l'interesse artistico,  storico  o
  etnoantropologico della relativa imbarcazione.
    Va  inoltre  messo  in  evidenza che i beni vincolati,  ai  sensi
  sempre  del  decreto legislativo 42 del 2004, il  Codice  dei  beni
  culturali,  restano  comunque soggetti  alle  disposizioni  di  cui
  all'articolo   21  del  Codice,  quindi  all'autorizzazione   della
  Soprintendenza per l'esecuzione di lavori e di opere  di  qualunque
  genere  che nel caso dei beni culturali vengono autorizzati  sempre
  previa presentazione di un progetto che deve essere redatto  da  un
  restauratore dei beni culturali ai sensi delle normative vigenti in
  materia.
    Analogamente anche lo spostamento di beni culturali e  dunque  di
  queste imbarcazioni è soggetto a denuncia da parte del detentore.
    Dunque,   alla   luce  di  quanto  sopra  rilevato,   l'eventuale
  apposizione  di  un vincolo su alcuni esemplari non  contribuirebbe
  alla  loro  valorizzazione,  ma  poiché  sottoposti  a  misure   di
  protezione  e  obblighi  derivanti dalla normativa  di  tutela,  ne
  verrebbe fortemente limitato il naturale uso da parte dei legittimi
  proprietari.
   Non  di  meno va riconosciuto il valore sottolineato dal  deputato
  interpellante  che  riveste  il  complesso  delle   lancitedde   di
  Sferracavallo  nello  scenario  naturale  in  cui  sono   inserite,
  costituendo    un   elemento   caratterizzante   che   nell'insieme
  contribuisce a connotare il paesaggio costiero della zona.
   Oggi,  tra  l'altro,  per  molti  pescatori  di  Sferracavallo  le
   lancitedde   costituiscono  l'unica  e  insostituibile  fonte   di
  reddito per il sostentamento del proprio nucleo familiare, offrendo
  per  la  tipicità delle barche da pesca anche un'attrattiva a  fini
  turistici, infatti sono noti anche alcuni giri in barca.
   Grazie al perdurare del loro utilizzo si mantengono ancora in vita
  attività artigianali pressoché scomparse come quelle, appunto,  dei
  maestri  d'ascia che le continuano a riparare, unici  detentori  di
  sapere,  di tecniche e di processi lavorativi che identificano  una
  particolare produzione legata alla storia e alle tradizioni di  una
  comunità.
   In  conclusione,  mentre  appare  controproducente  rispetto  alla
  finalità di valorizzazione e conservazione dell'apposizione di  una
  dichiarazione di interesse culturale  tout court  secondo le  norme
  prescritte  e  molto strette dal Codice dei beni culturali,  sembra
  invece   rispondere   a   una  rilevanza  etnoantropologica   delle
   lancitedde   di  Sferracavallo la  proposta  di  iscrizione  delle
  stesse  nel  Registro delle eredità immateriali della  Sicilia,  il
  Reis,  nel libro dei mestieri, dei saperi e delle tecniche  in  cui
  appunto vengono iscritte tutte quelle pratiche legate alla storia e
  alle  tradizioni  delle comunità e alle conoscenze  riferite  dalla
  gestione del territorio e dalla rappresentazione dei cicli naturali
  e  cosmici  quali  l'attività  dei maestri  d'ascia  che,  appunto,
  ricordiamo, sono ancora presenti nella piccola borgata marinara  di
  Sferracavallo.
   Questo  garantirebbe  il mantenimento delle attività  in  mare  di
  queste  piccole e produttive imbarcazioni da pesca la cui  presenza
  contribuisce ad identificare e valorizzare storicamente  lo  stesso
  borgo di Sferracavallo.
   Si manifesta, pertanto, la più ampia disponibilità ad avviare ogni
  pratica  per  la conservazione di questa importante  risorsa  della
  cultura  del  territorio di Sferracavallo quali le   lancitedde   e
  procedere ad avviare le attività della loro iscrizione nel Registro
  delle eredità immateriali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Di  Paola  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta    ricevuta
  dall'Assessore.

   DI PAOLA. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.   522,   a   firma
  dell'onorevole Campo.
   Io  vado  a  memoria,  mi pare che la scorsa settimana  era  stata
  trattata,  perché  l'onorevole  Campo  era  presente  per  numerose
  interrogazioni e, comunque, la trasformiamo in risposta scritta che
  perverrà alla proponente.
   Si passa all'interrogazione n. 602  Degrado della Palazzina Cinese
  nel Comune di Palermo , a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor  Presidente,  onorevoli deputati, con  l'atto  ispettivo  si
  lamenta  che  la  Palazzina Cinese di Palermo  presenta  importanti
  segni  di  deterioramento  da imputare ad  una  totale  assenza  di
  manutenzione  e  si  richiamano  agli  obblighi  conservativi   del
  patrimonio artistico culturale del territorio.
   Nel  merito dell'interrogazione preme qui ricordare che la  Casina
  Cinese,  appunto,  fino  agli anni '90 era  in  uso  al  Comune  di
  Palermo,  insieme al complesso della Favorita - chiusa al  pubblico
  per le cattive condizioni conservative - a partire dal 1995 fino al
  2008  è stata oggetto  di una serie di importanti e delicati lavori
  di  restauro  finanziati dalla Regione siciliana,  anche  grazie  a
  Fondi  extra  regionali, Fondi comunitari, che riguardato  sia  gli
  elementi strutturali che gli apparati decorativi interni ed esterni
  consentendo   a  lavori  completati  la  riapertura   al   pubblico
  dell'edificio storico.
   Dopo  la  riapertura  e  fino  ad  oggi  ulteriori  interventi  di
  manutenzione  e restauro sono stati eseguito sulla copertura  della
  sala   cosiddetta  Sala  dei  Venti  e  in  alcuni  infissi,  altri
  indirizzati alla ricollocazione degli elementi originali di arredo,
  che erano stati rimossi e restaurati durante i cantieri precedenti,
  nonché  alla riconfigurazione di alcune strutture mobili  quale  il
  letto baldacchino di Re Ferdinando di Borbone.
   A    tali    interventi    sono   seguite    altre    azioni    di
  rifunzionalizzazione in parte frutto di sponsorizzazioni e sinergie
  fra pubblico e privato e con tali supporti si sono ripristinati  35
  lampadari  originali, si è svolta la manutenzione e  ricollocazione
  di  parte  delle  antiche  tappezzerie e  anche  il  riallestimento
  filologico della cosiddetta  tavola matematica  che è un  rarissimo
  arredo  mobile  commissionato dal sovrano borbonico  all'architetto
  Venanzio Marvuglia.
   Tra l'altro ricordo che in questa occasione e alcuni mesi fa si  è
  svolta  proprio una cerimonia alla Palazzina Cinese di Palermo  per
  presentare   gli   avvenuti  restauri  e,   più   in   particolare,
  relativamente  alla denuncia sullo stato di degrado degli  intonaci
  considerati, appunto, sbiaditi e ammalorati, eccetera, nonché  alla
  presenza  di  lesioni  nei cornicioni e della ruggine  nelle  parti
  metalliche,  si  dettaglia meglio di seguito quanto  è  emerso  dai
  puntuali  monitoraggi specialistici effettuati  dai  tecnici  della
  Sovraintendenza  ai beni culturali di Palermo, anche  ricorrendo  a
  rilievi strumentali e mappatura.
   A  questo  proposito si sottolinea che le condizioni generali  dei
  quattro  prospetti, esito dei restauri condotti a partire dal  '95,
  sono  stati  rispettosi  della  stratificazione  storica  volti   a
  preservare,  il  più  possibile, gli apparati  originali  e  quelli
  sovrapposti nel tempo.
   Lo  stato  di conservazione attuale dell'intero apparato corticale
  si   presenta  in  condizioni  sufficienti,  tuttavia  provati  dal
  naturale  invecchiamento, dall'aggressione degli agenti atmosferici
  e,  soprattutto,  dal pesante inquinamento, le  cosiddette   piogge
  acide .
   Gli  intonaci, ben ancorati al supporto, mostrano un generalizzato
  degrado    con   fenomeni   di   leggera   erosione   superficiale,
  microfratture, rari distacchi puntuali comprese in sede di depositi
  superficiali   nonché   la   presenza  di   efflorescenze,   sabine
  biancastre, da imputarsi ad infiltrazioni di acqua meteorica,  alla
  perdita  dai  giunti  di  allertamento nei mattoni  in  marmo,  del
  pavimento, e al dilavamento superficiale.
   Le   cause  di  questi  fenomeni  degenerativi  sono  da  imputare
  all'invecchiamento dei materiali, alla condensazione superficiale e
  al   dilavamento.  Le  cromie  decorative  mostrano,  in  generale,
  depositi   polverosi  e  denunciano  una  progressiva  perdita   di
  intensità cromatica.
   In  cattivo stato di conservazione sono gli intonaci che ricoprono
  la  parte  esterna delle pareti del porticato al piano terra,  dove
  l'intonaco  originale è stato quasi interamente rifatto  nel  corso
  dei precedenti restauri.
   Le  parti  in  metallo,  ringhiere e  parapetti,  sono  invece  in
  discreto  stato  di  conservazione ad  eccezione  del  processo  di
  ossidazione causato dall'umidità atmosferica.
   Sulla base dei dati rilevati, la Regione siciliana ha recentemente
  finanziato   due   progetti   rivolti  all'intero   monumento,   in
  particolare  proprio  all'eliminazione  di  tutti  questi   degradi
  menzionati.
   I  due  progetti  prevedono  il  restauro  dell'intero  complesso,
  comprendente  l'ingresso  monumentale,  dunque  insieme  anche   al
  padiglione cosiddetto Padiglione dei cacciatori,  il  viale  con  i
  giardini,  il  parterre ma anche il restauro degli arredi  interni,
  dei  tessuti,  un  moderno  impianto di  illuminazione  esterno  ed
  interno   con   criteri   moderni  e  tecnologici,   la   revisione
  dell'impianto antincendio e la protezione dei pavimenti interni.
   Gli   interventi  previsti  riguardano  anche  il  restauro  degli
  intonaci, sottolineato nell'interrogazione, e dell'intero  apparato
  decorativo  dei prospetti della Casina cinese ma anche il  restauro
  di tutti gli infissi esterni, l'impermeabilizzazione dei ballatoi e
  delle   terrazze,  il  restauro  delle  ringhiere  e  delle   grate
  metalliche, delle travi di collegamento dei terrazzi attraverso  le
  azioni che, sinteticamente, qui riportiamo. Preconsolidamento,  con
  operazioni   preventive   e  piccole   riprese   e   bordature   in
  corrispondenza   delle  fessurazioni  e  dei  distacchi   puntuali,
  pulitura  leggera,  di  tipo meccanico con  nebulizzazione  d'acqua
  demineralizzata  e  anche  al fine di eliminare  tutti  i  depositi
  incoerenti presenti nelle facciate.
   Si prevede anche un trattamento biocido per eliminare ogni traccia
  di   biodeteriogeni,   il  consolidamento  di   eretti   e   lacune
  effettuando,  appunto, e avendo cura di fasciare preventivamente  e
  rendere  il  profilo  più leggibile in modo tale  da  sistemare  il
  problema   degli  intonaci  e  anche  operazione  di  presentazione
  estetica   e  di  protezione,  in  modo  tale  che  le  intonazioni
  cromatiche  delle lacune vengano, appunto, eseguite per  successive
  velature in modo da utilizzare tinte trasparenti a calce e pigmenti
  colorati.  Per  le porzioni dove si è perduto, invece,  l'originale
  strato  pittorico  verrà realizzata un'integrazione  non  mimetica,
  sempre a carattere leggero, per garantire una minima leggibilità.
   A   completamento  sarà  applicata  la  finitura  trasparente   in
  soluzione  acquosa  colloidale di silice  e  di  monocromatiche  ad
  effetto consolidante.
   Questi  manufatti,  inoltre, anche manufatti in legno,  ringhiere,
  grate  e griglie, saranno restaurati e subiranno un trattamento  di
  pulitura  tramite  spazzolatura,  scartavetratura,  utilizzando   i
  prodotti  svernicianti  e  la  protezione  sarà  garantita,  quella
  finale, con Paraloid B72 - questo per gli addetti ai lavori - e con
  vernice acrilica bicomponente.
   La  metodologia proposta per la realizzazione di questi interventi
  è  finalizzata ad ottenere il risultato migliore possibile, sia dal
  punto  di  vista conservativo che estetico, e verrà supportato  dai
  risultati delle analisi scientifiche preliminari.
   Da  quanto argomentato, è evidente che c'è un'attenzione da  parte
  dell'amministrazione attiva nei confronti di questo monumento  che,
  per  le sue caratteristiche, è molto delicato e complesso. Non solo
  ma  non  è mai venuta meno, in questi anni, e vorrei dire  che  gli
  interventi  saranno seguiti direttamente dalla Sovraintendenza  dei
  beni culturali di Palermo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci, si dichiara  soddisfatta  o  non
  soddisfatta?

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, parzialmente soddisfatta,  ma  non
  tanto  per  ciò  che ci ha appena riferito l'assessore,  quanto  il
  fatto che si tratta di un'interrogazione che è stata depositata nel
  lontano  2018,  per  cui  è  importante  sottolineare  come   degli
  interventi  su un bene architettonico così complesso  e  importante
  che  attrae  visitatori  da tutte le parti  del  mondo  ogni  anno,
  avrebbe   avuto  bisogno  di  una  cura  maggiore  da   parte   del
  dipartimento  e  dell'assessorato.  È  chiaro  che  l'assessore   è
  arrivato  in corso d'opera in questa legislatura, però  io  ritengo
  che bisogna intervenire in questi casi in maniera tempestiva perché
  quando  ci  sono delle infiltrazioni si rischia, dovendo  aspettare
  dei  tempi  lunghi per intervenire, di perdere e di fare ammalorare
  ancora  di più un bene che ci stimano da tutte le parti del  mondo.
  Volevo capire che tempi ci sono, più che altro, per intervenire sul
  bene.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Schillaci,   quindi,   è   parzialmente
  soddisfatta.
   Assessore, avremmo l'interpellanza n. 136, il cui primo firmatario
  è  l'onorevole Zito. Se i colleghi sono d'accordo, faremo pervenire
  la  risposta  al  collega. Quindi, l'Assessore  farà  pervenire  la
  risposta in forma scritta in merito all'interpellanza n. 136.
   Si    passa   all'interrogazione   n.   723    Chiarimenti   circa
  l'approvazione  del  Piano  paesistico  di  ambiti  ricadenti   nel
  catanese ,  a  firma dell'onorevole Barbagallo. Io non  ricordo  se
  l'argomento era già stato trattato.
   Assessore, ha facoltà di parlare.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Nell'interrogazione  vengono evidenziate dall'onorevole  Barbagallo
  alcune  problematiche relative al decreto assessoriale  53  del  27
  dicembre  2018, recante  Modifiche normative al Piano paesaggistico
  degli  ambiti 8, 11, 12, 13, 14, 16, 17, ricadenti nella  provincia
  di Catania'.
   Questo  decreto ha lo scopo di dare piena attuazione  all'atto  di
  indirizzo  dell'assessore  pro-tempore  per  i  beni  culturali   e
  l'identità siciliana emanato con nota prot. n. 5293 del 15 novembre
  2018,  avente  ad oggetto  Limitazioni del consumo  del  suolo  dei
  corsi  d'acqua e delle aree esondabili' si sono integrate le  norme
  per i componenti della proposta di Piano paesaggistico degli ambiti
  ricadenti  nella  provincia  di  Catania,  con  l'introduzione  del
  divieto   di   interventi  edificatori  e   di   nuove   previsioni
  urbanistiche, all'interno di aree di cui all'articolo 142, comma 1,
  lettera  c), del Codice dei beni culturali e del paesaggio.  Fiumi,
  torrenti,  corsi  d'acqua  con  livello  di  tutela  2.3   e   fino
  all'entrata  in  vigore  dei  piani di  assetto  idrogeologico  che
  delimitano  le  aree  di  rischio  per  insediamenti,   edifici   e
  infrastrutture  con  livello di tutela  1.  Nella  fattispecie,  le
  problematiche evidenziate dall'interrogante risiedevano nel mancato
  esperimento di talune fasi essenziali, ai fini della regolarità del
  procedimento stesso come l'attività di concertazione con  i  comuni
  interessati,  ai  sensi  dell'articolo  144  del  Codice  dei  beni
  culturali  e  del  paesaggio e la richiesta del  parere  preventivo
  della  speciale commissione Osservatorio regionale per  la  qualità
  del paesaggio.
   L'interrogante   rivelava  anche  che  il   diniego   all'attività
  edificatoria  a  regime generasse una disparità di trattamento  con
  coloro  che hanno operato con una normativa precedente. Considerata
  la  fondatezza  delle  suddette  argomentazioni,  l'assessore  pro-
  tempore  per  i  beni  culturali ha ritenuto  opportuno  sottoporre
  quanto  da  questo provvedimento statuito al parere della  speciale
  commissione, cioè l'Osservatorio regionale per i beni  culturali  e
  la qualità del paesaggio.
   Infatti,  l'Osservatorio,  nella seduta  del  9  aprile  2019,  ha
  nominato  al  suo interno uno specifico gruppo istruttorio  per  la
  valutazione  delle  problematiche derivanti  dall'applicazione  del
  decreto  assessoriale di cui abbiamo riferito pocanzi. Questo,  nel
  corso  della seduta del 17 aprile 2019 ha stabilito che  l'atto  di
  indirizzo,  emanato  con la nota protocollo 5293  del  15  novembre
  2018,  può essere attuato fermi restando i livelli di tutela  e  le
  relative  prescrizioni già individuate nel Piano, con la condizione
  che  nei  fiumi individuati con livello di tutela 1 e 2  non  siano
  consentiti  interventi edificatori e nuove previsioni  urbanistiche
  in  assenza di autorizzazioni dell'autorità di bacino del distretto
  idrografico  della Sicilia, sulla base delle indicazioni  contenute
  nei PAI dei territori interessati.
   Successivamente,  l'Osservatorio  regionale  per  la  qualità  del
  paesaggio,  nel corso della seduta del 21 maggio 2019 ha  condiviso
  la  proposta  avanzata dal gruppo istruttorio.  Nel  verbale  della
  stessa  seduta espressamente si legge:  accogliendo  nel  merito  i
  giusti  richiami  dell'atto di indirizzo, si interviene  sui  piani
  paesaggistici  vigenti senza modificarne l'impianto valutativo  che
  ha  condotto  a  differenziare la rete idrografica in  tre  diversi
  livelli  di tutela. Ciò comporta che non si intravede la  necessità
  di  avviare  procedure  di  concertazione  istituzionale  ai  sensi
  dell'articolo 144 del Codice, visto che le modifiche da apportare a
  detti  piani hanno natura procedurale e non introducono cioè  nuove
  prescrizioni o divieti.
   Sulla base del parere espresso dall'Osservatorio, nella seduta del
  21 maggio del 2019, allo scopo di dare attuazione al citato atto di
  indirizzo emanato con la nota protocollo 5293 del 15 novembre 2018,
  l'Assessore  per i beni culturali ha emanato il successivo  decreto
  62,  del  12  giugno  2019, recante 'modifica  normativa  ai  piani
  paesaggistici  adottati', che sostituiva il precedente  decreto  53
  Gabinetto del 27 dicembre 2018.
   Con  il  decreto  62  del 12 giugno 2019 si  dispone  che  occorre
  integrare  le  norme  per  i  componenti  dei  piani  paesaggistici
  adottati nelle province di Agrigento, Catania e Trapani, titolo II,
  norme  per  componenti, capo 1, articolo 11, lettera C,  componente
  idrologica,  fiumi, torrenti e corsi d'acqua soggetti a  tutela  di
  cui  all'articolo 142, lettera C, del Codice dei beni culturali del
  paesaggio,  inserendo dopo le parole 'nel caso della  realizzazione
  di  opere che richiedono la temporanea  rimozione di parte di dette
  formazione va prevista la loro ricostituzione con specie e vegetali
  adatte  e  proprio  della vegetazione naturale  dei  siti  e  degli
  ambienti alterati', la seguente ulteriore prescrizione.
   All'interno  delle aree di cui all'articolo 142,  lettera  C,  del
  Codice,  fiumi, torrenti, non lo rileggo perché se no è il disposto
  di  prima,  non  sono  consentiti interventi  edificatori  e  nuove
  previsioni  urbanistiche  in assenza di  autorizzazione  del  Genio
  civile  competente  per l'assetto idrogeologico  sulla  base  delle
  indicazioni contenute nel PAI dei territori interessati.
   Su   tutti  i  corsi  d'acqua  individuati  dal  Piano,  ai  sensi
  dell'articolo  142,  lettera C, del Codice dei beni  culturali  del
  paesaggio,  sono  fatti  salvi  laddove  non  siano  possibili   di
  soluzioni tecniche alternative, singoli casi di opere strategiche e
  di  pubblica utilità di livello almeno regionale consistenti  nella
  realizzazione  di  infrastrutture, come  reti per la  distribuzione
  idrica  o  di energia, reti di comunicazione, reti di trasporto  da
  sottoporre comunque a specifica valutazione caso, per caso,  previo
  parere dell'Osservazione regionale per la qualità del paesaggio.
   Identica previsione è stata introdotta con decreto 63 Gabinetto di
  pari data, per i piani paesaggistici e adottati.
   Per quanto sopra relazionato, è evidente che le criticità rilevate
  dall'onorevole  interrogante sono state oggetto di  valutazione  da
  parte  degli uffici del Dipartimento e le stesse grazie all'ausilio
  della speciale commissione, cioè dell'Osservatorio regionale per la
  qualità   e   del  paesaggio,  sono  state  risolte   dal   decreto
  assessoriale 62 del 12 giugno 2019.  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Prego, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, se permette intervengo sull'ordine
  dei lavori.
   Siccome  l'allegato  viene  dall'ultima  seduta   che  poi  si   è
  interrotta  per  un  po' di turbolenze, io siccome  l'allegato  che
  discutiamo  oggi è corposo di oltre 100 pagine, ci sono  due  atti,
  esattamente  l'interrogazione n.1177 a pagina 49 e  l'interpellanza
  n.  369  a  pagina  89,  di cui le chiediamo,  Presidente,  se  può
  disporre il prelievo o comunque avere la rassicurazione che vengano
  trattate  nella seduta odierna che è iniziata un po'  dopo,  perché
  sono    un'interpellanza   e   un'interrogazione    particolarmente
  significative  che  afferiscono a  provvedimenti  su  cui  non  c'è
  soltanto una valutazione di opportunità, ma anche di legittimità  e
  quindi le chiediamo, ecco, se può garantire la trattazione...

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, se l'Assessore è in  condizione
  di poterle prelevare fin da subito

   BARBAGALLO.   Sono  l'interpellanza  n.  369   a   pagina   89   e
  l'interrogazione n. 1177 a pagina 49.

   PRESIDENTE. Allora a pagina 48/49 abbiamo l'interrogazione n. 1177
   Chiarimenti  circa  le  modalità  di  esecuzione  dei  lavori   di
  pavimentazione  della  Piazza Municipio nel Comune  di  Caltagirone
  (CT) .
   Della risposta fornita all'interrogazione precedente, la n. 723, è
  soddisfatto?

   BARBAGALLO. A proposito di quella precedente, io sono parzialmente
  soddisfatto e volevo illustrare brevemente le ragioni, Presidente.
   Veda,  questa  interrogazione del 5 marzo  del  2019,  che  ormai,
  diciamo,  che  è  datata, fa seguito a una  dichiarazione  a  mezzo
  stampa del Presidente della Regione che è piuttosto che disporre le
  procedure di concertazione con gli organismi previsti per legge, ha
  invitato  l'Assessore  regionale ai beni culturali  del  tempo,  ad
  adottare  in modo cautelare questo decreto a tutela dei torrenti  e
  dei  corsi  d'acqua dopo alcuni alcune vicende tristi  che  avevano
  riguardato il territorio siciliano.
   Noi  siamo  contenti  che,  come dire,  otteniamo  giustizia  dopo
  diversi  anni, sarebbe stato opportuno che questo stesso  confronto
  anziché avvenire il 14 giugno del 2022 fosse avvenuto il 14  giugno
  del  2019  e  avrebbe permesso anche di evitare  alcune  incertezze
  applicative  del decreto che poi sostanzialmente è  stato  stoppato
  perché  le nostre contestazioni si sono rivelate fondate e  avrebbe
  evitato   anche   qualche  contenzioso  di  troppo  all'Assessorato
  regionale  ai  beni  culturali che poi  si  è  visto  costretto  ad
  applicare un decreto senza le concertazioni con l'osservatorio  del
  paesaggio del caso. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.   E  allora,  l'onorevole  Barbagallo  è  parzialmente
  soddisfatto.
   Se    l'Assessore   è   riuscito   a   rinvenire    la    risposta
  all'interrogazione n. 1077, procederei con l'esposizione.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Sì,  Presidente.  Il  progetto  di  riqualificazione  della  Piazza
  Municipio del Comune di Caltagirone risulta inserito nel  piano  di
  azione e coesione, PAC 3 fase e azione B9 programmi integrati nelle
  aree urbane di cui alla deliberazione della Giunta regionale n.  30
  del  2014  gestito dall'Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità,
  Dipartimento delle Infrastrutture e dei Trasporti.
   Nel  merito, la Sovrintendenza dei beni culturali e ambientali  di
  Catania  riferisce che prima della formulazione dell'interrogazione
  il  progetto in argomento non le era stato trasmesso né per  questo
  era  stato  espresso  alcun parere. Ancora, la Sovraintendenza  dei
  beni  culturali  di Catania comunica che aveva preso  atto  che  la
  realizzazione  del progetto prevedeva, fra l'altro,  l'interramento
  di  due  grandi serbatoi per l'acqua, chiedeva formalmente,  giusta
  nota   del  22  giugno  2020,  all'Unità  operativa  per   i   beni
  archeologici,  al dirigente dell'area 4 del Comune di  Caltagirone,
  al  progettista  e  direttore  dei lavori  l'avvio  di  una  visita
  ispettiva da parte dei propri funzionari.
   Nella   nota  in  parola  si  faceva  espresso  riferimento   alla
  circostanza che gli eventuali lavori sarebbero stati soggetto delle
  previsioni dell'art. 25 del decreto legislativo 50/2016 in tema  di
  archeologia preventiva e che quindi eventuali scavi nel  sottosuolo
  sarebbero  stati  soggetti alla prescrizione di scavi  archeologici
  preventivi   con  possibili  richieste  di  varianti  al   progetto
  medesimo.
   Il  24 giungo 2020 l'Unità Operativa per i beni archeologici e  la
  Sovraintendenza ai beni culturali di Catania trasmetteva  all'Unità
  Operativa  per i beni architettonici copia della diffida  trasmessa
  il  22  giugno 2020 con la nota protocollo 40938. In data 25 giungo
  2020  la  Sovraintendenza ai beni culturali e ambientali di Catania
  acquisiva  la  risposta  del Comune di  Caltagirone  e  la  diffida
  formulata.
   La  Sovraintendenza  ai  beni culturali e  ambientali  di  Catania
  riferisce  che in questa risposta, l'ente locale oltre a dichiarare
  che  la  realizzazione  del progetto era di  prossima  ultimazione,
  confermava  la  previsione dell'interramento di  due  manufatti  in
  prefabbricato da destinare uno a serbatoio antincendio e l'altro  a
  cabina interrata per motori pompe. In essa, si specificava inoltre,
  che non era ancora stata individuata l'area di interramento dei due
  manufatti  e  che  si  dichiarava disponibile  a  concordare  saggi
  archeologici preventivi.
   Successivamente,  i  lavori  subivano  ritardi   a   causa   della
  situazione emergenziale determinata dall'emergenza pandemica  Covid
  19   e  pertanto  i  saggi  archeologici  preventivi  non  venivano
  realizzati,  tanto  che  i due prefabbricati destinati  all'interro
  venivano provvisoriamente posti in stallo. Successivamente, in data
  14  luglio 2020, con protocollo 6044 l'Unità Operativa per  i  beni
  architettonici   per  la  Sovraintendenza  ai  beni   culturali   e
  ambientali   di  Catania  tornava  a  sollecitare  il   Comune   di
  Caltagirone a trasmettere il progetto, rammentando che  questo  era
  soggetto  al proprio parere preventivo anche ai sensi dell'art.  10
  del decreto legislativo n. 42 del 2004, il codice.
   La   Sovraintendenza   riferisce  che,  nonostante   i   solleciti
  effettuati,  il  Comune  di Caltagirone non  ha  mai  inoltrato  il
  progetto  de  quo e quindi la stessa non aveva potuto esprimere  il
  nulla  osta  di competenza. Per rendere una risposta aggiornata  al
  presente atto ispettivo è stata invitata la Sovraintendenza ai beni
  culturali  e  ambientali  di Catania ad  effettuare  un  successivo
  sopralluogo. Dalla relazione di sopralluogo effettuato il 10 giugno
  2022  si evince che i lavori, già in fase di ultimazione nel  2020,
  nel frattempo sono stati conclusi.
   Nella   relazione  si  legge  che  la  realizzazione  dei  lavori,
  l'originario  massetto pavimentario in asfalto è  stato  sostituito
  con   un  lastrico  di  basole  bocciardato  in  basalto  di  forma
  rettangolare,  decorato con fasce di lastre in granito  chiaro  che
  formano  un grande quadrato campito da fasce incrociate  lunghe  le
  diagonali e al centro da un cerchio che include un motivo  a  tarsi
  astratto che mescola elementi in basalto ed in maiolica. Del  pari,
  nel  corso  del  sopralluogo,  si  è  verificato  che  la  stazione
  appaltante  ha  rinunciato all'installazione  di  una  fontana  che
  avrebbe  dovuto occupare l'area e conseguente interramento dei  due
  corpi  prefabbricati che, secondo quanto dichiarato dal  Comune  di
  Caltagirone  in  data  20  giugno 2020, sarebbero  serviti  uno  da
  serbatoio  per  impianto antincendio e l'adiacente  galleria  Luigi
  Sturzo, mentre l'altro da locale macchine pompe.
   Per  la  messa  in  opera  del  nuovo non  sono  state  effettuate
  operazioni  di  scavo perché il massetto in asfalto  sarebbe  stato
  rimosso con procedimento di scarificazione, in ragione di quanto su
  esposto  la  Sovrintendenza è tornata a  richiedere  al  Comune  la
  trasmissione  degli  elaborati progettuali al  fine  di  verificare
  l'aderenza  delle  opere realizzate con il regime vincolistico  che
  insiste nelle aree.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, si dichiara soddisfatto  o  non
  soddisfatto?

   BARBAGALLO. Come sospettavamo il cuore della questione  è  questa:
  manca  il parere della Sovrintendenza. Nella piazza di Caltagirone,
  in  uno dei 42 Comuni Unesco della Sicilia viene rifatta la piazza,
  viene  cambiata  non soltanto l'aspetto esteriore della  piazza  ma
  vengono fatti alcuni lavori che modificano l'aspetto esteriore  del
  cuore  della città e su questi lavori non viene richiesto il  nulla
  osta della Sovrintendenza.
   Ci  sono due omissioni: la prima del Comune che non trasmette  gli
  atti,  la  seconda e dalla ricostruzione che ha fatto in aula  oggi
  l'assessore Samonà è evidente è che se la Sovrintendenza apprende a
  seguito   della   nostra  segnalazione,  denuncia,  interrogazione,
  chiamiamola come vogliamo che su quei lavori non c'è il nulla osta,
  i lavori si dovrebbero fermare, acquisire il nulla osta, se ci sono
  le condizioni per acquisirlo, e regolarsi di conseguenza.
   Quindi,  su  questi  due atti, assessore Samonà  noi  ci  possiamo
  ritenere  soddisfatti se vengono adottati gli  atti  consequenziali
  nei  confronti dei dipendenti della Sovrintendenza e  degli  uffici
  della  Sovrintendenza che hanno omesso il rilascio di un  atto  del
  loro  ufficio, ed è evidentissimo. Io aggiungo che tutta  la  parte
  della vicenda della sezione archeologica, dico è un aspetto interno
  alla Sovrintendenza, ma l'aspetto veramente clamoroso è che c'è chi
  pensa che in questa terra che si possano non rispettare le regole e
  per  giunta, come dire, i lavori vengono ultimati magari  pure  con
  una bella inaugurazione. E' una vicenda scandalosa di cui chiediamo
  che venga fatta giustizia.
   Ovviamente,   mi   dichiaro   parzialmente   soddisfatto;   saremo
  soddisfatti  magari quando annunceremo una nuova  interrogazione  e
  verranno  adottate  gli opportuni provvedimenti  nei  confronti  di
  coloro che hanno omesso un atto del loro ufficio.

   PRESIDENTE. Assessore, se lei è riuscito a trovare l'interpellanza
  n.  369  Chiarimenti sulla legittimità delle delibere di Giunta nn.
  322 del 2019, 80 e 296 del 2020, in relazione alle competenze della
  Regione  siciliana  in materia urbanistica  a pagina  89,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo, ha facoltà di parlare.

   SAMONA',  assessore ai beni culturali e identità siciliana.  Salto
  tutta  la  premessa che ricostruisce l'interpellanza dell'onorevole
  Barbagallo

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Sì, la può illustrare, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Con l'interpellanza n. 369, anche a vantaggio  di  chi
  ci  ascolta, noi chiediamo di conoscere la condotta del Governo  in
  ordine alla legittimità delle delibere di Giunta n. 322, 80  e  296
  degli  anni  2019  e 2020. In sostanza con queste  delibere  si  fa
  riferimento  a  una nuova organizzazione urbanistica del  quartiere
  storico  di  Catania  attorno  a Via  Plebiscito  dove  sono  state
  previste  nuove  organizzazioni nel complesso  storico  monumentale
  degli ospedali Vittorio Emanuele e Santa Marta e, in particolare, è
  stata prevista la demolizione dell'ospedale Santa Marta.
   Noi  lamentiamo, così come nell'interrogazione precedente, che  la
  demolizione dell'interno complesso Santa Marta è avvenuta -  udite,
  udite   -  nella  zona  di  Montevergini  che  è  una  delle   zone
  archeologiche  più  prestigiose di Italia, non  della  Sicilia,  la
  demolizione  con le ruspe è avvenuta senza il rilascio  del  parere
  della  sezione  Archeologica della Sovrintendenza. Di  una  gravità
  clamorosa  Cioè, quando i privati devono intervenire nelle zone  di
  prerispetto,  devono  intervenire  opportunamente  con   tutte   le
  prescrizioni del caso, interviene la Regione che dovrebbe garantire
  le  procedure  più e meglio di altre, e si permette di  intervenire
  senza il parere della sezione archeologica della Sovrintendenza con
  delle belle ruspe che pesano tonnellate. Su questo l'aspetto vero è
  il  cuore,  quindi  l'interpellanza e chiediamo nella  risposta  di
  affrontare questo aspetto del rilascio del parere.
   La ringrazio, Assessore.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Samonà.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Con  la deliberazione 322 del 4 settembre 2019, la Giunta regionale
  ha  apprezzato lo schema di accordo di comodato d'uso dell'immobile
  denominato presidio ospedaliero  Vittorio Emanuele' di Catania  fra
  la  Regione Sicilia nell'azienda ospedaliera  Policlinico' Vittorio
  Emanuele.
   Con questa deliberazione si è affermata la volontà del Governo  di
  valorizzare  il  complesso  storico  e  monumentale  del   dismesso
  presidio ospedaliero, con la finalità di riqualificare e migliorare
  la  capacità  di  attrattività turistica del  centro  cittadino  di
  Catania. L'accordo di comodato è stato successivamente stipulato il
  23  settembre 2019. Con successiva deliberazione n. 80 del 5  marzo
  2020, su proposta del Dipartimento dei beni culturali, giusta  nota
  protocollo 11441 del 27 febbraio 2020, condivisa dall'assessore pro-
  tempore,  con  nota  693  di pari data, per la  valorizzazione  del
  complesso  storico e monumentale del dismesso presidio  ospedaliero
  Vittorio  Emanuele  di  Catania, è stata  deliberata  l'attivazione
  fondi  ex  art.  38  dello  Statuto  della  Regione  siciliana  per
  complessivi 25 milioni di euro.
   Nella  stessa  deliberazione  al  Dipartimento  regionale  tecnico
  dell'assessorato  regionale  infrastrutture  e  mobilità,  per   la
  particolare competenza maturata in procedure di appalto di analoghe
  complessità, è stato conferito il ruolo di stazione appaltante. Con
  successiva  deliberazione 296 del 16 luglio 2020,  nell'ambito  del
  complessivo  intervento di valorizzazione e riqualificazione  delle
  aree  del  presidio ospedaliero Santa Marta, è stato  approvato  il
  progetto  esecutivo per la demolizione selettiva e controllata  del
  fabbricato  prospettante su via Clementi, angolo via  del  Bambino,
  per come proposto dal Dipartimento reginale tecnico.
   Il  progetto  in  parola  costituisce  l'avvio  della  prima  fase
  operativa  prodromica al successivo bando di progettazione  per  la
  sistemazione dello spazio urbano lasciato libero dalle demolizioni,
  dove  tornerà a prospettare l'edificio storico settecentesco  opera
  di  Giovan  Battista  Vaccarini. Operata questa ricognizione  degli
  atti,  oggetto  dell'interpellanza, premio cui  ribadire  è  l'alta
  valenza strategica del progetto di cui si discute, perché con  esso
  si  mira  una  riqualificazione complessiva di  un'area  di  grande
  pregio architettonico e monumentale.
   In  relazione  al progetto esecutivo redatto dal Genio  civile  di
  Catania circa la demolizione selettiva e controllata del fabbricato
  prospettante  su  via Clementi, angolo su via Bambino,  nell'ambito
  dell'intervento  presso l'ospedale S. Marta, la  soprintendenza  di
  Catania, in data 1 luglio 2020, ha emesso con nota n. 5331M2 parere
  favorevole   condizionato  alla  demolizione  del   fabbricato   in
  questione.  Si  segnala qui che il bene nella parte  oggetto  della
  demolizione selettiva non è soggetto a vincolo di tutela. Peraltro,
  suddetta autorizzazione procedimentale, è stata rilasciata ai  soli
  fini  della  tutela prevista dal decreto legislativo 42  del  2004,
  residuando in capo all'amministrazione comunale, come di  rito,  la
  verifica  dell'ammissibilità dell'intervento rispetto  a  tutte  le
  altre   norme   in   materia  di  trasformazione  urbanistica   del
  territorio.
   Per  quanto attiene la realizzazione del progetto di restauro  del
  padiglione San Marco dell'ex presidio ospedaliero Vittorio Emanuele
  di  Catania,  per la realizzazione del cosiddetto Museo  dell'Etna,
  dopo  che  nel corso 2021 si sono esperite le procedure progettuali
  nella conferenza dei servizi del 3 settembre 2021 indetta dal genio
  civile di Catania ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale n.
  12  del  2011,  e dal decreto del Presidente della Regione  13  del
  2012, è stato approvato il progetto definitivo proposto sempre  dal
  Dipartimento   regionale   tecnico  nella   qualità   di   stazione
  appaltante.
   Da   ultimo,  con  provvedimento  8369  del  23  maggio  2022   la
  soprintendenza  dei  beni  culturali ed ambientali  di  Catania  ha
  autorizzato  con condizioni, ai sensi dell'articolo 21 del  decreto
  42 del 2004, il progetto esecutivo redatto all'intervento di cui si
  è discusso, per un importo pari a 19 milioni di euro.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie assessore Samonà.
   Prego,   onorevole   Barbagallo.   Si   dichiara   soddisfatto   o
  insoddisfatto?

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Quindi, l'assessore Samonà,  nella
  ricostruzione dell'iter, ha detto che con il parere  del  2020,  1
  giugno  2020,  mi  pare di avere sentito, la  sovrintendenza  si  è
  espressa   sulla   demolizione  ai  soli  fini   del   nulla   osta
  paesaggistico.
   Non  si  è espressa quindi la sezione archeologica, che era quella
  che  doveva  esprimere per legge il parere su una demolizione  così
  importante, e che doveva dettare prescrizioni specifiche in  ordine
  alla  demolizione e all'eventuale tutela dei reperti  archeologici.
  E'  un  fatto  di una gravità inaudita. Ne prendiamo  atto,  ahimè,
  ufficialmente, nonostante l'interpellanza sia del 16  febbraio  del
  2021,  a  distanza  di  1  anno  e  4  mesi,  faremo  le  opportune
  segnalazioni, perché il fatto è di una gravità inaudita.
   Al  centro  della città di Catania, non in un posto  sperduto,  in
  qualche  parte delle montagne siciliane, ma al centro della  città,
  su  un  bene  di  questa rilevanza, viene omesso un  parere  che  è
  assolutamente   rilevante  e  atteso.  Noi  faremo   le   opportune
  segnalazioni.  Assessore Samonà, ci aspettiamo che, come  nell'atto
  ispettivo precedente, l'Assessorato ai beni culturali intervenga di
  pari  passo  rispetto  alle segnalazioni  che  faremo  agli  organi
  competenti,  anche  per  evidenziare  eventuali  omissioni  penali.
  Aggiungo che il comune denominatore fra le due interrogazioni  sono
  due  progetti  che  stavano  particolarmente  a  cuore  al  Governo
  regionale.  Non  vorremmo  che  ci sia  stata  una  manina  che  ha
  disposto, Presidente Foti, come dire, ma questo saranno gli  organi
  ad  accertare,  come dire, le omissioni se hanno un'unica  matrice.
  Certo  è  che  noi  nella trattazione di questo pomeriggio  abbiamo
  evidenziato che ci sono due omissioni con la o maiuscola.

   PRESIDENTE. Bene, ne prendiamo atto.
   Se  i colleghi sono d'accordo, io tornerei di nuovo indietro nella
  Rubrica  ordinatamente, ed eravamo arrivati circa  a  pagina  15  e
  precisamente  all'interpellanza n.  156   Redazione  dei  piani  di
  recupero ,  a firma dell'onorevole Zafarana. Per assenza  dall'Aula
  dell'onorevole Zafarana, l'interpellanza è decaduta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 771  Opportune  iniziative  volte
  all'adeguamento  degli  organici nelle Soprintendenze  e  nei  siti
  museali regionali , dell'onorevole Barbagallo.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Samonà per fornire la risposta.

   SAMONA', assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. La
  rimodulazione   degli   assetti  organizzativi   dei   dipartimenti
  regionali  discende  dalle  previsioni contenute  nell'articolo  13
  della  legge regionale 17 marzo 2016 recante  Norme di contenimento
  della  spesa  della  Pubblica amministrazione regionale   che  così
  recita:   con   decreto  del  Presidente  della   Regione,   previa
  deliberazione  della  Giunta regionale, su proposta  dell'Assessore
  regionale  per le autonomie locali e funzione pubblica  è  disposto
  con  cadenza  biennale per il quadriennio 2017-2020  l'accorpamento
  per   materie   omogenee  di  strutture  dirigenziali   in   numero
  corrispondente  a  quello  delle  strutture  dirigenziali   rimaste
  vacanti  nel biennio precedente a seguito di pensionamenti  di  cui
  all'articolo 52 della legge regionale 9 del 2015.
   A sua volta, l'articolo 52 della legge regionale 7 maggio 2015, n.
  9,  recante   Disposizioni programmatiche e correttive  per  l'anno
  2015 ,   ha   introdotto  la  norma  transitoria  in   materia   di
  collocamento  in quiescenza. Il combinato disposto di alcune  norme
  ha sancito una forte accelerazione della fuoriuscita anticipata del
  personale    dell'Amministrazione    regionale,    sia    dell'area
  dirigenziale che del comparto. Questa è la cornice entro  la  quale
  va  inserita  la  ratio  delle  due  riorganizzazioni  dell'assetto
  dipartimentale    dei   beni   culturali,   sia   quella    oggetto
  dell'interrogazione che si riscontra qui che l'attuale.
   In  particolare,  nei  limiti imposti  dai  vincoli  normativi  di
  riduzione delle strutture, si è avuta precipua attenzione  al  loro
  efficientamento.  Nello  specifico è stato  sorpassato  il  modello
  organizzativo dei cosiddetti  poli museali', medianti l'istituzione
  dei  parchi archeologici dotati di autonomia gestionale,  cui  sono
  stati  annessi  i luoghi della cultura territorialmente  satelliti.
  Inoltre    l'intervento    di    accorpamento    delle    strutture
  dipartimentali, le cosiddette  unità operative', è  stato  limitato
  mantenendo  l'impianto delle competenze istituzionali di  cui  alla
  legge regionale 1 agosto '77, n. 80.
   Oltre  a  tali interventi è palmare, ed è stato anche  oggetto  di
  note  da parte del sottoscritto, che allo stato attuale non si  può
  non  tenere  in  debito conto che il settore delle professioni  dei
  beni  culturali stia vivendo una stagione delicata a seguito  della
  contingente  carenza  organica, a cui è necessario  rispondere  con
  soluzioni  di  lungo periodo. Tra l'altro carenza  organica  che  è
  stata accelerata dall'impianto degli effetti della legge del 2015.
   Servono  norme  e  soluzioni  di  lungo  periodo  che  scongiurino
  eventuali  rischi di un potenziale abbassamento delle  garanzie  di
  tutela,  fruizione  e  valorizzazione  che  sono  istituzionalmente
  delegate  al  dipartimento  beni culturali  e  identità  siciliana.
  Questa  situazione certamente non può trovare soluzione nella  mera
  considerazione dell'unicità nel ruolo della dirigenza, che è avulso
  delle     professionalità    specifiche    necessarie    e    nella
  intercambiabilità delle mansioni del personale ancora  in  servizio
  del comparto, e questo ha reso indifferibile l'individuazione delle
  soluzioni organiche più consone, così da avviare tutte le procedure
  consequenziali.  Tra  queste si è ritenuto  prioritario  sottoporre
  all'attenzione della funzione pubblica - e l'ho fatto personalmente
  con   una   nota   inviata  quest'inverno   al   collega   titolare
  dell'Assessorato funzione pubblica, Marco Zambuto -  non  appena  i
  vincoli normativi di settore e gli accordi con lo Stato vigente  lo
  renderanno possibile, una nuova stagione di concorsi per il settore
  dei beni culturali siciliani.
   È  in  tale  ottica  che  il Dipartimento  dei  beni  culturali  e
  dell'identità   siciliana  ha  definito  il  piano  triennale   dei
  fabbisogni del personale 21/23, già approvato con deliberazione  di
  Giunta  n.  534 dell'11 dicembre 2021. Il suddetto piano  triennale
  dei  fabbisogni ha previsto per la prima volta, dopo un lungo lasso
  di tempo di contrazione di personale, e a fronte di una consistenza
  organica  che al 30 giugno 2021 era di 2.347 unità di comparto,  un
  fabbisogno di ulteriori 2.509 unità per il 2021, 493 unità  per  il
  2022, 264 per il 2023.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, si dichiara soddisfatto  o  non
  soddisfatto?

   BARBAGALLO.  Assessore, ci aspettavamo una risposta più  politica,
  anche  se siamo ormai alla fine della legislatura, insomma il  tema
  della fruizione dei siti culturali in Sicilia c'è, c'è quello della
  fruizione dei beni archeologici, manca il personale.
   La  risposta, che credo ovviamente sia scritta dagli Uffici, è una
  risposta  di  natura tecnica, qua serve capire come  a  partire  da
  quest'estate  gestiamo  i siti culturali siciliani,  a  partire  ad
  esempio da Camarina, dove non si apre in settimana perché l'erba  è
  alta  e  non  c'è nessuno che la taglia. Quindi c'è una  situazione
  grave,  non siamo per niente soddisfatti, credo che servano  misure
  straordinarie,  l'assunzione di responsabilità ci  specifica  anche
  con  coperture economiche importanti, magari anziché spenderle  per
  Ambelia i soldi li spendiamo per assumere a contratto un bel po' di
  persone  che possano valorizzare la Regione con più siti Unesco  al
  mondo, e la situazione è veramente indifferibile.
   Non solo non siamo soddisfatti, ma siamo veramente preoccupati per
  l'estate  che  avanza e tanti siti culturali ancora oggi  non  sono
  nelle condizioni di funzionare ottimamente.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  772   Precisazioni
  relative   alla   mostra   'Modigliani  Experience,   Les   Femmes'
  organizzata dall'associazione 'Gli amici di Modigliani'  a  Palazzo
  Bonocore a Palermo' , a firma dell'onorevole Barbagallo.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Samonà per fornire la risposta.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Sì,  Presidente, brevemente. Con riferimento all'atto ispettivo  in
  parola,  da compiute ricerche presso il protocollo dell'Ufficio  di
  Gabinetto   risulta   che   in  data  27  aprile   2018   perveniva
  all'Assessore  pro  tempore  per  i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana  Sebastiano Tusa una richiesta di patrocinio senza  oneri
  e,  con successiva nota n. 1523 del 9 maggio 2018, la richiesta  di
  patrocinio   senza   oneri   veniva   considerata   meritevole   di
  apprezzamento dall'Assessore Sebastiano Tusa.
   La  mostra  in  oggetto si è poi tenuta a Palazzo Bonocore  dal  3
  novembre  2018 al 31 marzo 2019, e ricordo bene anche le  polemiche
  riguardanti questa mostra, perché devo dire che me ne sono occupato
  in  un  periodo precedente al mio incarico assessoriale, anche  per
  notizie  giornalistiche, la mia professione, e però devo  dire  che
  questo  organo politico non è in grado di entrare nel merito  delle
  scelte compiute allora dall'Assessore pro tempore Sebastiano  Tusa,
  che  ha deciso di concedere il patrocinio gratuito a quella mostra.
  Immagino,  e  lo  dico a beneficio del deputato  interrogante,  che
  l'Assessore  Tusa non avesse nessuna idea, appunto,  che  potessero
  insorgere  polemiche riguardo alla veridicità  di  alcune  opere  o
  meno.

   PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo si dichiara soddisfatto.
   Si  procede  con  l'interrogazione n. 833   Interventi  per  porre
  rimedio   alla   bocciatura   del  Piano  paesaggistico   regionale
  dell'Ambito 9 , a firma degli onorevoli Cracolici, Lupo  ed  altri.
  La risposta perverrà in forma scritta.
   Si  procede  con  l'interpellanza  n.  174   Fruibilità  turistica
  dell'anfiteatro  romano  sito in Catania , a  firma  dell'onorevole
  Barbagallo.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Barbagallo  per  illustrare
  l'interpellanza.

   BARBAGALLO.   Il   4   giugno   2019,   quando   abbiamo   scritto
  l'interpellanza, disperati, non solo noi, ma i tanti turisti che in
  giro  per  la  città di Catania non riuscivano a visitare  uno  dei
  monumenti più prestigiosi della nostra Città, abbiamo chiesto conto
  della  condotta  del  Governo, perché  il  cartello  posto  davanti
  all'ingresso del Teatro che lo prevede aperto per un solo giorno la
  settimana  stride  con quella che dovrebbe essere  la  politica  di
  valorizzazione turistico-culturale della nostra Isola.
   Possiamo  capire  tutto, ma che l'Assessorato  regionale  ai  beni
  culturali  non sia in condizioni, in piena estate - perché  era  il
  giugno del 2019 -, di far fruire tutti i giorni il sito è veramente
  una  vergona, è una condotta deplorevole. Quindi, ci aspettiamo una
  risposta  più  che  delle  ragioni  che  hanno  determinato  quella
  chiusura  parziale  del  sito,  soprattutto  di  quella  che  è  la
  situazione attuale, adesso, in vista, appunto, dell'estate.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Rispetto  all'interpellanza formulata nel giugno 2019  e  con  nota
  successiva dell'ottobre 2019, il Direttore del Parco archeologico e
  paesaggistico  di  Catania  della Valle  dell'Aci  ha  fornito  gli
  elementi utili al riscontro dell'atto ispettivo.
   In   particolare,  nella  suddetta  nota  viene  evidenziato  come
  rispondesse al vero che, negli anni passati, l'Anfiteatro romano di
  Piazza  Stesicoro fosse rimasto effettivamente chiuso o  fruito  in
  modo assai ridotto.
   Il  motivo principale di tale circostanza risiedeva nel fatto  che
  il  Parco  archeologico e paesaggistico di Catania  dispone  di  un
  organico ridotto di personale addetto alla custodia ed all'apertura
  al  pubblico  dei monumenti assegnati. Peraltro, questo  personale,
  nel  tempo,  era  andato anche scemando per via  di  pensionamenti,
  senza  che  fosse  stato  realizzato un  turn  over  adeguato  alle
  esigenze riscontrate.
   Per  tale  motivo era stato necessario, nel passato,  calibrare  i
  servizi di turnazione secondo precise gerarchie di priorità,  dando
  obbligatoriamente  la  precedenza  ai  siti  monumentali  -  questo
  rispondeva il Direttore del Parco archeologico - in cui era  attiva
  la  biglietteria, ad esempio, Teatro Antico e Casa Verga per quanto
  riguarda i siti nella Città di Catania.
   Tuttavia,  nella  propria  relazione il  Direttore  del  Parco  ha
  evidenziato che la criticità riscontrata dall'onorevole  Barbagallo
  fosse  stata  già  superata rimodulando il servizio  del  personale
  addetto   e   stipulando  una  convenzione  con   associazioni   di
  volontariato per servizi in affiancamento al personale di vigilanza
  e  fruizione in base a quanto previsto dall'articolo 16,  comma  2,
  della legge regionale del 27 aprile 1999.
   Questa   disposizione  autorizza  l'Amministrazione  regionale   a
  stipulare  a  titolo gratuito con le associazioni  di  volontariato
  aventi  finalità  culturali,  scritte  nel  registro  generale,  le
  convenzioni di cui all'articolo 10 della medesima legge.
   La  gran  parte  dei  siti archeologici e monumentali  di  Catania
  risultano aperti al pubblico con regolarità e modalità adeguata  al
  mercato del settore.
   L'Anfiteatro  di Catania è stato aperto tutti i giorni  in  questi
  anni  mattina e pomeriggio, escluso il lunedì; posso  dire  che  da
  qualche mese l'Anfiteatro è stato chiuso e, invece, per i lavori di
  restauro che dovrebbero terminare nel periodo autunnale, quindi, in
  questo  momento,  è chiuso perché c'è stata, nei  mesi  scorsi,  la
  consegna  dei lavori all'impresa che dovrà realizzare una serie  di
  interventi tra cui l'abbattimento delle barriere architettoniche  e
  un'apertura  secondaria che possa consentire l'accesso  anche  alle
  persone con disabilità e agli anziani.
   Ciò detto, condivido l'idea che l'offerta e la fruibilità dei siti
  debbano   essere  ampliati  e  che  occorre  affrontare   in   modo
  sistematico  i  problemi derivanti dalla naturale sostituzione  del
  personale  nel ruolo. E' necessario, appunto, raggiungere soluzioni
  che  adeguino il personale regionale preposto ai compiti  a  cui  è
  istituzionalmente chiamato, valorizzando e promuovendo una gestione
  integrata dell'immenso patrimonio storico, artistico e culturale.
   E,  a questo proposito, devo dire, proprio entrando nel merito del
  Parco  archeologico  e  paesaggistico  di  Catania  e  della  Valle
  dell'Aci,  essendo  venute  meno  anche  le  criticità  determinate
  dall'emergenza epidemiologica Covid 19, che ne avevano  determinato
  limitazione  agli ingressi, è stata invitata la Direzione  generale
  del  Dipartimento dei beni culturali e dell'identità  siciliana  ad
  avviare  le  procedure per l'affidamento dei servizi  integrati  ex
  articolo 117 del Decreto legislativo del 2004, cioè la formulazione
  delle  gare  per i servizi aggiuntivi a concessionari  privati  che
  abbiano, appunto, dei requisiti previsti dalla normativa vigente.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   BARBAGALLO. Anche in questo caso non serviva l'atto ispettivo  per
  affermare  che  è  una  vicenda scandalosa.  Prendiamo  atto  della
  risposta  del  Governo, ovviamente. Siamo parzialmente soddisfatti,
  parzialmente perché aspettiamo il Governo alla prova dei fatti  non
  solo  e non dando solo affidamento nei servizi aggiuntivi - che,  a
  nostro giudizio, servirà tempo per affidare i siti, le procedure di
  evidenza  pubblica,  eccetera - ma l'idea di  affiancamento  con  i
  volontari  può essere la soluzione più veloce per evitare figuracce
  come quelle che sono accadute in questi anni.
   Quindi,  assessore, noi monitoreremo l'apertura non  soltanto  dei
  siti del Parco archeologico di Catania e della Valle delle Aci,  ma
  di  tutti  i  siti  culturali in un momento che  è  particolarmente
  delicato.

   PRESIDENTE.  L'interrogazione n. 878  Chiarimenti in  merito  alla
  fruibilità dei siti archeologici presenti a Catania, in particolare
  all'anfiteatro  romano, sito in piazza Stesicoro ,  a  firma  degli
  onorevoli  Marano ed altri, per assenza dall'Aula  degli  onorevoli
  interroganti si intende trasformata in interrogazione con richiesta
  di risposta scritta.
   L'interrogazione n.  946  Chiarimenti in merito  alla  nomina  dei
  direttori  dei  parchi  archeologici  regionali ,  a  firma   degli
  onorevoli  Di Paola ed altri, per assenza dall'Aula degli onorevoli
  interroganti si intende trasformata in interrogazione con richiesta
  di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 948  Revoca in autotutela a decreti
  assessoriali   concernenti  piani  paesaggistici ,   dell'onorevole
  Barbagallo.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Nell'interrogazione  viene  chiesta la  revoca  in  autotutela  dei
  decreti  assessoriali  n. 62 e n. 63 del  12  giugno  2019.  A  tal
  proposito,  si  ricorda  che l'assessore  pro-tempore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana, con la nota prot. n. 5293 del  15
  novembre  2018, ha emanato un atto di indirizzo avente  ad  oggetto
   Limitazione del consumo del suolo, dei corsi d'acqua e delle  aree
  esondabili .
   Con  questo  si  è inteso integrare le norme per componenti  della
  proposta  di  piano  paesaggistico, negli  ambiti  ricadenti  nella
  provincia  di Catania con l'introduzione del divieto di  interventi
  edificatori  e  di nuove previsioni urbanistiche all'interno  delle
  aree, di cui all'articolo 142, comma 1, lettera c), del Codice  dei
  beni  culturali e fino all'entrata in vigore dei piani  di  assetto
  idrogeologico  che delimitino le aree di rischio per  insediamenti,
  edifici ed infrastrutture con livello di tutela 1.
   Quanto dettato da questo atto di indirizzo ha portato all'adozione
  del  decreto  assessoriale n. 53 del 27 dicembre 2018,  recante  la
  modifica normativa del Piano paesaggistico negli ambiti 8, 11,  12,
  13, 14, 16 e 17 ricadenti nella provincia di Catania.
   A   seguito   di   osservazioni   formulate   anche   dall'odierno
  interrogante, con l'atto ispettivo n. 723 del 5 marzo  2019,  quale
  la  mancanza di attività di concertazione con i comuni interessati,
  la   mancata  richiesta  del  parere  preventivo  dell'osservatorio
  regionale  per  la  qualità del paesaggio e la circostanza  che  il
  diniego  dell'attività edificatoria a regime generassero  disparità
  di  trattamento  con  coloro che hanno  operato  con  la  normativa
  precedente,  l'assessore  pro-tempore  per  i  beni  culturali   ha
  ritenuto   opportuno   sottoporre  quanto  statuito   dal   decreto
  assessoriale n. 53 del 27 dicembre 2018 al parere dell'osservatorio
  regionale per il paesaggio.
   L'osservatorio, nella seduta del 9 aprile 2019, ha nominato al suo
  interno un gruppo istruttorio, così com'è avvenuto nell'altro  caso
  che abbiamo trattato poc'anzi.
   Questo,  nel  corso della seduta del 17 aprile 2019, ha  stabilito
  che  l'atto  di indirizzo, emanato con nota prot. n.  5293  del  15
  novembre  2018,  può essere attuato, fermo restando  i  livelli  di
  tutela  e  le relative prescrizioni, già individuate dal  piano,  a
  condizione che nei fiumi individuati con livello di tutela  1  e  2
  non  siano  consentiti interventi edificatori  e  nuove  previsioni
  urbanistiche in assenza di autorizzazioni dell'autorità  di  bacino
  del   distretto   idrografico  della  Sicilia  sulla   base   delle
  indicazioni contenute nei PAI dei territori interessati.
   Successivamente,    l'osservatorio    la   speciale    commissione
  osservatorio  per la qualità del paesaggio, il 21 maggio  2019,  ha
  condiviso la proposta avanzata dal gruppo istruttorio.
   Nel  verbale della seduta si legge che, accogliendo nel  merito  i
  giusti  richiami  dell'atto di indirizzo, si interviene  sui  piani
  paesaggistici  vigenti senza modificarne l'impianto valutativo  che
  ha  condotto  a  differenziare la rete idrografica in  tre  diversi
  livelli di tutela.
   Ciò  comporta  che  non  si  intravede  la  necessità  di  avviare
  procedure  di  concertazione istituzionale, ai sensi  dell'articolo
  144  del codice, visto che le modifiche da apportare a detti  piani
  hanno  natura  procedurale  e  non  introducono  nuovi  divieti   o
  prescrizioni.
   Sulla  base  del parere espresso dall'osservatorio per la  qualità
  del paesaggio, nella seduta del 21 maggio 2019 e allo scopo di dare
  attuazione al citato atto di indirizzo, l'assessore pro-tempore per
  i  beni culturali ha emanato un decreto, il 12 giugno 2019, recante
   Modifica normativa ai piani paesaggistici adottati  che sostituiva
  il precedente decreto del 27 dicembre 2018.
   In pari data veniva adottato il decreto n. 63, recante la modifica
  normativa ai piani paesaggistici approvati. Con entrambi i  decreti
  si  dispone che occorre integrare le norme per componenti dei piani
  paesaggistici adottati e approvati, Titolo 2, norme per componenti,
  Capo  I,  articolo  11, lettera c), componente  idrologica,  fiumi,
  torrenti e corsi d'acqua soggetti a tutela di cui all'articolo  142
  del  Codice, inserendo dopo le parole  nel caso della realizzazione
  di opere che richiedono la temporanea rimozione di parte e di dette
  formazioni  va prevista la loro ricostituzione con specie  vegetali
  adattate  alle  proprie della vegetazione naturale dei  siti  degli
  ambienti  alterati' la seguente ulteriore prescrizione  all'interno
  delle  aree  di  cui all'articolo 142 del Codice,  individuate  dal
  successivo  Titolo  3  con  livello di  tutela  1  e  2,  non  sono
  consentiti    interventi   edificatori   e    nuove    prescrizioni
  urbanistiche,  in  assenza  di  autorizzazioni  del  Genio   civile
  competente   per   l'assetto  idrogeologico,   sulla   base   delle
  indicazioni contenute nel PAI dei territori interessati.
   Su   tutti  i  corsi  d'acqua  individuati  dal  Piano,  ai  sensi
  dell'articolo  142,  lettera  c), del  Codice,  sono  fatti  salvi,
  laddove non siano possibili soluzioni tecniche alternative, singoli
  casi  di opere strategiche, di pubblica utilità, di livello  almeno
  regionale,  consistenti nella realizzazione di infrastrutture  come
  reti  per  la  distribuzione  idrica o di  energia,  comunicazione,
  trasporto e così come nell'altra interrogazione, anche questa volta
  devono  essere sottoposte a specifica valutazione, caso  per  caso,
  previo parere dell'Osservatorio.
   Compiuto questo excursus, sentiti gli uffici del dipartimento,  si
  comunica  che  i  decreti in parola hanno rappresentato  un  valido
  strumento per l'esercizio della tutela paesaggistica e, quindi, non
  si  è  ravvisata né allora, né adesso, la necessità di  intervenire
  ulteriormente su di essi.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo?

   BARBAGALLO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si dichiara soddisfatto.
   Colleghi,  io  proporrei  una  cosa: sfogliando  l'allegato  della
  Rubrica ispettiva ho visto che le interrogazioni e le interpellanze
  di  cui era stato chiesto lo stralcio sono state trattate. Se siete
  d'accordo  potremmo  farvi pervenire la  risposta  scritta  per  le
  rimanenti,  comprese  alcune  dell'onorevole  Barbagallo   a   cui,
  diversamente,  se  lo desidera, si risponderà in  Aula.  Basta  che
  faccia un cenno. Ci sono le interrogazioni  Isola di Capo Passero ,
  l'interrogazione  n.  1192   Precisazioni  sui   criteri   per   1'
  elaborazione  della graduatoria per il finanziamento di  interventi
  per  investimenti nel settore dei teatri in Sicilia . Se  ne  ha  a
  cuore qualcuna e se ce lo vuole dire

   BARBAGALLO.   Quella   dei   teatri,  l'interrogazione   n.   1192
   Precisazioni sui criteri per 1' elaborazione della graduatoria per
  il  finanziamento di interventi per investimenti  nel  settore  dei
  teatri in Sicilia .  Per il resto, tutte risposte scritte.

   PRESIDENTE.  Le altre perverranno in forma scritta agli  onorevoli
  deputati.
   Si ricorda la pagina, onorevole?

   BARBAGALLO. Pagina 52.

   (Le  interrogazioni cui verrà fornita risposta  scritta  recano  i
  seguenti             numeri             d'ordine:              949,
  993,1036,1170,1185,1200,1203,1246,1263,1544,1555,1577,1705,1753,201
  2,2106.
   Le  interpellanze cui verrà fornito il testo scritto  di  risposta
  recano          i         seguenti         numeri         d'ordine:
  199,200,221,248,253,302,324,345,420,425,430,433,441)

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1192  Precisazioni  sui
  criteri  per 1' elaborazione della graduatoria per il finanziamento
  di interventi per investimenti nel settore dei teatri in Sicilia .
    Prego, Assessore.

   SAMONA',  assessore  per i beni culturali e l'identità  siciliana.
  Signor Presidente, con la delibera di Giunta n. 512 del 12 dicembre
  2018   Teatri di Sicilia e attivazione fondi ex articolo  38  dello
  Statuto della Regione Siciliana' il dipartimento dei beni culturali
  e  dell'identità  siciliana  veniva incaricato  di  esplicitare  le
  procedure    esecutive   attraverso   apposito   avviso   pubblico,
  finalizzato a promuovere interventi di ristrutturazione, restauro e
  innovazione tecnologica messa a norma, ripristino dell'agibilità  e
  della  fruibilità  di  sedi di spettacolo di proprietà  pubblica  e
  privata. Con successivo decreto dirigenziale n. 100 del 17  gennaio
  2019,  veniva  approvato ed emanato l'avviso  pubblico  finalizzato
  all'attuazione di quanto deciso con la già richiamata  delibera  di
  Giunta.  Con  successivo  provvedimento  del  21  maggio  2019,  il
  Dirigente  generale nominava i componenti del nucleo di valutazione
  delle proposte presentate a valere su detto avviso.
   Con  nota  protocollo n. 50694 del 23 ottobre 2019, il  nucleo  di
  valutazione,  a conclusione dell'istruttoria condotta,  trasmetteva
  la  graduatoria provvisoria delle proposte valutate.  Nell'attività
  valutativa   la   commissione  applicava  i   criteri   specificati
  nell'avviso pubblico, ai punti 8.1, 8.2, che ad ogni buon  fine  si
  esplicitano.
   Ho  qui i criteri e li leggo: ammissibilità formale delle istanze;
  strategicità  della  struttura all'interno  dei  rispettivi  ambiti
  territoriali. Vorrei dire che c'è a ogni voce un punteggio, quindi,
  posso leggere anche i punti assegnati per ogni voce; se l'onorevole
  Barbagallo  ritiene  opportuno,  questa  parte  gliela  mando   per
  iscritto,  quindi, con nota del Dirigente generale del  7  novembre
  2019,  all'assessore pro-tempore per i beni culturali e  l'identità
  siciliana  veniva proposto di ampliare a 27 il numero dei  progetti
  da  finanziare con fondi ex articolo 38, applicando una percentuale
  pari  al  77,74% della spesa ritenuta ammissibile e  di  finanziare
  tutte le restanti proposte progettuali attraverso una revisione del
  quadro strategico di programma 'Patto per lo sviluppo della Sicilia
  FSC  14/20'; con successiva nota n. 57108 del 25 novembre 2019,  il
  nucleo  di  valutazione   trasmetteva  al  dirigente  generale   la
  graduatoria definitiva sui progetti ammessi.
   Questi,  con  propria  nota del 26 novembre  2019,  restituiva  al
  Servizio  V 'Valorizzazione' questa graduatoria definitiva  con  il
  visto  di  approvazione, graduatoria ai sensi dei criteri che  sono
  stati precedentemente specificati.
   Detta  graduatoria  era  comprendente  di  tutti  i  166  progetti
  presentati  a  valere sull'avviso pubblico emanato  il  17  gennaio
  2019, di cui i primi 27 progetti finanziabili con fondi ex articolo
  38, per un importo complessivo di 4 milioni 999 mila eccetera
   Con  conclusivo  decreto  n.  5803 del  6  dicembre  2019,  veniva
  approvata  la graduatoria definitiva dei 166 progetti presentati  a
  valere sull'avviso pubblico, con decreto del dirigente generale del
  17  gennaio 2019, di cui i primi 27 erano finanziati con  fondi  ex
  articolo 38.
   Con  successiva deliberazione n. 70, del 27 febbraio 2020, con  la
  quale  si  è  proceduto ad una riprogrammazione delle  risorse  FSC
  14/20 'Patto per il Sud', si è destinata la somma di 28 milioni  di
  euro per la copertura economica dei 139 progetti che, presentati  a
  seguito  dell'avviso  pubblico per le  spese  di  investimento  nel
  settore   dei  teatri  e  inseriti  nella  graduatoria   definitiva
  approvata  con  decreto n. 5803 del 6 dicembre  2019,  non  avevano
  precedentemente trovato finanziamento per l'insufficienza dei fondi
  a valere dell'articolo 38. Grazie.

   PRESIDENTE.   Bene,  colleghi,  come  vi  dicevo,   le   rimanenti
  interrogazioni  e  interpellanze  perverranno  ai  destinatari  con
  risposta scritta.
   Onorevole Barbagallo, lei è soddisfatto?

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,   abbiamo   presentato   questa
  interrogazione  perché,  intanto,  volevamo  vederci  chiaro  sulla
  coerenza  delle risorse dell'articolo 38 dello Statuto  con  questo
  tipo di interventi, perché lo Statuto fa riferimento all'esecuzione
  di  lavori  pubblici e, quindi, non sempre sono  stati  eseguiti  i
  lavori  pubblici,  ma  sono  state  anche  acquistate  attrezzature
  all'interno del quadro economico, quindi, ci riteniamo parzialmente
  soddisfatti, auspicando che in futuro l'uso di questa  norma  venga
  utilizzata direttamente dalla Presidenza della Regione  e  non  per
  finanziare  capitoli  e  attività di  altri  assessorati  che  sono
  sostanzialmente all'articolo 38.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata alla prossima
  settimana  con  la  Rubrica  Turismo, sport e spettacolo ,  il  cui
  allegato contenente gli atti ispettivi sarà pubblicato sul sito web
  istituzionale  dell'Assemblea, così chi  è  interessato  ad  alcune
  interrogazioni o ad altre si presenterà. Altresì, ho  chiesto  agli
  Uffici   di   verificare   la  disponibilità   dell'Assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea,  Scilla,
  per  poter trattare martedì o mercoledì prossimo in Aula e riferire
  in  merito  alla  formazione del documento PAC  (Politica  Agricola
  Comune),  che  è in discussione nei tavoli delle Conferenze  Stato-
  Regioni, che chiaramente interessa il nostro territorio.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata alla prossima settimana.
  Buona serata a tutti.

                 La seduta è tolta alle ore 18.19 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
   seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                       XXVIII SESSIONE ORDINARIA


                         343a SEDUTA PUBBLICA
                  Martedì 21 giugno 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
        Turismo, sport e spettacolo  (V. allegato)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N.  2459  -  Interventi di messa in sicurezza della S.P.  92  nel
  tratto Mascalucia (CT) - Nicolosi (CT).
   Firmatari: Zitelli Giuseppe
   -  Con nota prot. n. 4431/IN.17 del 14 gennaio 2022 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   N.  2549  -  Notizie in merito alla realizzazione dello  svincolo
  Monforte San Giorgio sull'autostrada A20
   Messina-Palermo.
   Firmatari: Calderone Tommaso A.
   -  Con  nota prot. n. 11143/IN.17 del 29 marzo 2022 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   N. 2561 - Iniziative urgenti per i lavori di adeguamento dell'Air
  Side,  delle  piste, delle vie di rullaggio e dei parcheggi  sosta
  velivoli dell'aeroporto di Catania.
   Firmatari: Papale Alfio
   -  Con  nota prot. n. 11160/IN.17 del 29 marzo 2022 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture  e  la
  mobilità.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2645  - Notizie in merito al ripristino del presidio di  base,
  pronto  soccorso e di tutti i reparti dell'ospedale  di  Barcellona
  Pozzo di Gotto (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.

   N.  2646  - Emergenza siccità nelle campagne di Licata - Palma  di
  Montechiaro - Butera e Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Catanzaro Michele

   N. 2650 - Chiarimenti circa il reclutamento del personale docente,
  dei tutor e del personale amministrativo per l'avvio dell'avviso n.
  8   del  2016  per  la  realizzazione  di  percorsi  formativi   di
  qualificazione in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Pullara Carmelo

   N.  2652 - Verifica della legittimità delle procedure di selezione
  di varie figure professionali svolte dal Cefpas.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Barbagallo   Anthony   Emanuele;  Cracolici  Antonino;   Gucciardi
  Baldassare;  Lupo  Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;  Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  2654 - Chiarimenti circa l'opportunità di dare maggior impulso
  a  quanto  previsto  dall'art. 34 della legge regionale  21  maggio
  2019, n. 7, in materia di trasparenza.
   - Presidente Regione
   Pullara Carmelo

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2644  -  Chiarimenti  in  merito all'Avviso  pubblico  per  la
  formazione,  ai sensi dell'art. 3 del D.lgs. n. 171  del  4  agosto
  2016  e ss.mm.ii., del nuovo elenco ad aggiornamento biennale degli
  idonei alla nomina a direttore amministrativo delle aziende e degli
  enti  del Servizio sanitario regionale pubblicato sulla GURS  n.  7
  del 29 aprile 2022.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pullara Carmelo; Caronia Maria Anna; Cafeo Giovanni Luca

   N.  2647  -  Violazione dei compiti istituzionali  del  presidente
  dell'IACP di Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lo Curto Eleonora

   N.  2648 - Chiarimenti in merito alla mancata riqualificazione dei
  dipendenti regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Schillaci  Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola  Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2649  - Chiarimenti su criticità riscontrate presso l'ospedale
  civile di Lipari.
   - Assessore Salute
   Fava Claudio

   N.  2651  - Motivi del grave ritardo del pagamento delle spettanze
  ai tirocinanti di cui all'avviso 22/2018 FSE Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Caronia Maria Anna

   N. 2653 - Notizie in merito all'invasione dei cinghiali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Dipasquale Emanuele

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

  Allegato B

  - Risposte scritte ad interrogazioni

  Allegato C

   - Interrogazioni e interpellanze della rubrica  Beni culturali e
                      identità siciliana  (testi)


    Intervento corretto dall'oratore.