Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.19
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Palmeri, Arancio, Caronia, Mangiacavallo e
Pagana.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni dalla carica di deputato regionale
1PRESIDENTE. Allora, colleghi, comunico che sono pervenute note di
dimissioni da deputato regionale da parte dell'onorevole Lagalla e
dell'onorevole Cannata, avendo conseguito la carica di sindaco nei
rispettivi Comuni.
(L'onorevole Roberto Lagalla e l'onorevole Rossana Cannata hanno
dichiarato di dimettersi dalla carica di deputato regionale,
rispettivamente con nota prot. n. del 752899 del 23 giugno 2022,
protocollata al n. 1168-PRE/2022 di pari data, e con nota prot.
27608 del 23 giugno 2022, protocollata al n. 12579-DIG/2022 di pari
data.
Le note in questione così recitano:
Prot. n. 752899 del 23/06/2022
Città di Palermo
Il Sindaco
Palermo, 22 giugno 2022
Al Presidente dell'A.R.S.
Al Segretario generale dell'A.R.S.
Sede
Il sottoscritto On. Prof. Roberto Lagalla, Deputato dell'Assemblea
Regionale Siciliana eletto nella XVII legislatura, a seguito della
sopravvenuta elezione alla carica di Sindaco del Comune di Palermo,
con la presente, nel rispetto del termine prescritto dall'art. 68,
comma 4, del TUEL e dall'art. 14 L.R. 31/1986
formalizza
a decorrere dal 30 giugno p.v., le dimissioni irrevocabili dalla
carica di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Cordialmente.
Prof. Roberto Lagalla
CITTA' DI AVOLA
( Provincia di Siracusa )
Prot. 27608
Avola, 23/06/2022
Al Presidente dell'A.R.S.
Al Segretario Generale dell'A.R.S.
Al Segretario Generale del Comune di Avola
Alla Prefettura di Siracusa
Al Direttore Generale del dipartimento
autonomie locali della Regione Siciliana
La sottoscritta On. Avv. Rossana Cannata Deputato dell'Assemblea
Regionale Siciliana, eletta nella XVll legislatura, a seguito della
sopravvenuta elezione alla carica di Sindaco del Comune di Avola,
con la presente comunica e
Formalizza
le dimissioni irrevocabili dalla carica di Deputato dell'Assemblea
Regionale a decorrere dall'ultimo giorno utile previsto dalle
vigenti normative di riferimento.
Cordialmente
Avv. Rossana Cannata
Per quanto concerne le dimissioni irrevocabili dell'onorevole
Lagalla a decorrere dal 30 giugno 2022, trattandosi di dimissioni
volte a rimuovere una situazione di incompatibilità, l'Assemblea ne
prende atto.
All'attribuzione del seggio resosi vacante, si procederà
successivamente a termini di legge e di Regolamento interno
dell'Ars.
Per quanto, invece, concerne le dimissioni irrevocabili
dell'onorevole Cannata, poiché la normativa di riferimento non
fissa, per i deputati regionali, un termine per l'esercizio del
diritto di opzione tra due cariche tra loro incompatibili, si
avverte che la Commissione per la Verifica dei Poteri,
istituzionalmente a ciò deputata, verrà all'uopo convocata sia per
assegnare il termine di decorrenza dell'opzione già esercitata
dall'onorevole Cannata con la nota pervenuta, sia per la
conseguente attribuzione di ambedue i seggi che si renderanno
vacanti.
L'Assemblea ne prende atto.
Si avverte, infine, che la presente comunicazione sarà trasmessa
all'onorevole Cannata).
PRESIDENTE. Io devo convocare la Commissione per la verifica dei
poteri. In Commissione per la verifica dei poteri c'era l'onorevole
Aricò che, essendo diventato Assessore, non ne fa più parte.
Allora, ho chiesto all'onorevole Aricò, in quanto ancora Capogruppo
- abbiamo avuto comunicazioni diverse da DiventeràBellissima? No -
quindi vorrei dire intanto al Gruppo DiventeràBellissima che devono
nominare un nuovo Capogruppo, dovrà eleggere un nuovo Capogruppo,
poi in pochi minuti l'onorevole Aricò mi dirà chi lo sostituirà in
Commissione per la verifica dei poteri, che io comunque già convoco
adesso per martedì 5 luglio 2022, alle ore 15.00, in modo che
stabiliscano chi ne debba fare parte, i tempi, il giorno in cui
decorrono le dimissioni e i nuovi ingressi. Va bene. Quindi,
comunque, è già convocata la Commissione per la verifica dei
poteri. Se, per favore, i deputati che sono presenti lo possano
comunicare ai colleghi di Gruppo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Sunseri e Cappello.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma all'interrogazione n. 2670
PRESIDENTE. Comunico che con nota e-mail del 23 giugno 2022,
protocollata al n. 3670-ARS/2022 del 24 giugno successivo, l'on.
Catanzaro ha dichiarato di apporre la propria firma
all'interrogazione n. 2670 recante Chiarimenti in merito al bando
di concorso per il reclutamento del personale cat. D destinato al
potenziamento dei Centri per l'Impiego dell'on. Foti ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Sul disegno di legge Norme per la tutela degli animali e la
prevenzione del randagismo (nn. 40-100-159-177-191-326/A)
PRESIDENTE. Benissimo, allora, come vedete questo è il primo
giorno in cui ognuno di voi ha il tablet a disposizione. Oggi non
sono ancora caricati gli emendamenti, per esempio, che sono
arrivati per la legge sul randagismo perché gli Uffici la stanno
ancora vedendo, ma nel momento in cui andremo in votazione
sicuramente saranno già caricati.
Per quanto riguarda il disegno di legge sul randagismo, sono
arrivati gli emendamenti, gli Uffici direttamente hanno inviato
alla Commissione Bilancio tutti quelli che riguardavano fatti
finanziari. La Commissione Bilancio dovrà assolutamente vedere e
fare l'analisi di questi emendamenti entro lunedì prossimo perché
martedì prossimo la mettiamo in votazione, almeno speriamo di
poterlo mettere in votazione.
Ci sono altre comunicazioni che devo dare? No, e allora, assessore
Baglieri .
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
PRESIDENTE. Come? Non sento.
CIANCIO. Dicevo, la settimana scorsa eravamo rimasti che
quantomeno, diciamo, gli articoli senza spesa, comunque quelli sui
quali si poteva andare avanti
PRESIDENTE. Si, però siccome è stata chiesta la convocazione della
Bilancio, non la possiamo fare. Io speravo, io speravo pure di
farlo .
CIANCIO. Sugli emendamenti di spesa, Presidente. Io lo dico per
velocizzare le cose. Dico, visto che siamo qua comunque, dico ci
siamo fatti anche un viaggio per
PRESIDENTE. No, onorevole Ciancio, io sono d'accordo con lei. Il
fatto che siano già stati ... perché io pensavo di ricevere gli
emendamenti qua, decidere quali mandare in Commissione Bilancio e
intanto parlare però gli Uffici, come è loro obbligo mi hanno
preceduto e li hanno mandati direttamente in Bilancio. Noi per
quanto mi riguarda, guarda vi dico sinceramente, lo potremmo anche
verificare, i relatori dove sono? Uno è qua, Tommaso Calderone
dov'è?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sta arrivando. Perché se noi Quanti sono gli
articoli? Sono una trentina. Però, che facciamo, lasciamo . gli
Uffici mi dicono che facciamo confusione facendo questa cosa perché
poi che facciamo ogni articolo lasciamo gli emendamenti non visti e
se poi qualcuno di questi dovesse modificare qualche altra cosa?
Niente, onorevole Ciancio, facciamo così: martedì la prima cosa che
facciamo e la votiamo velocissimamente perché sennò non ce la
facciamo, sennò oggi Guardi, io ero convinto che venivamo qua a
votare, lo dico sinceramente, tant'è che speravo che fossero già
fatti, però evidentemente non ci sono stati i tempi per farlo.
Noi intanto diamo la parola all'assessore Baglieri, vediamo se si
riescono a valutare, questo lo chiedo agli Uffici perché, in
effetti, questo avevamo chiesto e poi tutti vogliamo che questa
legge passi velocemente. Per cui, se durante il tempo che c'è la
discussione sui rifiuti riuscissimo a fare qualcosa, quanto meno
per iniziare a votare il disegno di legge, anche sull'articolo 1 e
quindi ormai è in Aula e non si può toccare più Va bene, noi
cominciamo, ora ne parliamo di questo.
Comunicazioni del Governo sull'emergenza rifiuti in Sicilia
PRESIDENTE. L'assessore Baglieri, mi stava chiedendo una cosa.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Baglieri)
PRESIDENTE. C'è fuori l'ingegnere Foti che mi aveva già chiesto
se poteva affiancarla, ma non è possibile, però è qua. Ogni volta
che lei, Assessore, ha bisogno di sospendere due minuti perché ha
bisogno di confrontarsi con gli Uffici, non esiste il problema, lo
facciamo tranquillamente senza problemi. Questa è una discussione
assolutamente serena, lei non è qui per fare una lotta politica, ma
per spiegare e per far capire al'Aula alcune cose sui rifiuti che
non sono chiare.
Prego, assessore Baglieri.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, signori onorevoli, devo ringraziare il Partito
Democratico e anche i presenti per questa opportunità che mi danno
per portare un po' di chiarezza su un tema che è un tema che sta
nuovamente attanagliando la Regione siciliana e, quindi, la
situazione della gestione dei rifiuti nella Regione siciliana e
questo mi consente anche di fare, a circa un anno, anzi più di un
anno del mio insediamento, di fare, di tracciare anche un piccolo
bilancio sulle considerazioni che ho potuto maturare durante questa
mia esperienza.
Questa è un'esperienza che mi ha portato a dire che la gestione
dei rifiuti nella Regione siciliana è un tema che, come dire,
pendola tra due poli: il primo è la gestione dell'emergenza, il
secondo è invece l'esigenza, le istanze della cosiddetta economia
circolare e, quindi, istanze che hanno a che vedere con la
pianificazione e la programmazione.
Ho potuto dedicare più tempo al primo e meno tempo al secondo, ma
sono due istanze che chiaramente coesistono e che forse
rappresentano due concause di uno stato dell'arte. E qual è lo
stato dell'arte? Lo stato dell'arte che a poche settimane ci
ritroviamo di nuovo a gestire un'ulteriore, l'ennesima esigenza di
andare a fronteggiare la crisi dei rifiuti dettata da una chiusura,
questa volta in virtù di una sentenza del TAR, di una discarica che
è sita sempre nella Sicilia orientale.
Ora è bene precisare, signori onorevoli, che tutto questo non fa
altro che ritornare ad una situazione di sofferenza a cui i
cittadini, ahimè, soprattutto tutti i cittadini, non soltanto
quelli della Sicilia orientale, stanno subendo. È qui la prima
considerazione di natura tecnico-politica. Il tema dei rifiuti,
cari onorevoli, è un tema che vede sì delle soluzioni
tecnocratiche, delle soluzioni tecniche, è un tema molto specifico,
ma che ahimè devo qui ribadire, trova soluzioni e richiede una
visione politica, una visione politica di natura trasversale perché
trasversale è il tema dei rifiuti.
Infatti, la gestione di questa emergenza che nasce a Catania, ma
include ben 85 comuni della Regione, dislocati in tutta la Regione
e quindi questo fa capire che quando si parla di rifiuti, quando si
parla di emergenza, emerge una valenza territoriale, emerge una
valenza regionale e, quindi, emerge anche l'esigenza di chiedere la
collaborazione di diversi attori che operano a diversi livelli. E,
quindi, con questo spirito non posso che, innanzitutto, ribadire il
mio ringraziamento per la leale collaborazione che, fino ad adesso,
ho avuto dai territori. I territori si sono spesi con spirito di
mutua collaborazione ma, è anche vero che la gestione
dell'emergenza non può essere a detrimento di singoli territori,
quindi quei principi di autonomia, di prossimità, di autonomia
bacinale rappresentano sempre due principi che devono ispirare
anche le ottiche della panificazione.
Quindi, il tema dell'emergenza che abbiamo affrontato con la
chiusura dell'impianto Oikos, come l'abbiamo affrontato? Bene, lo
abbiamo affrontato sempre con lo stesso criterio che, fin ad
adesso, l'Assessorato e il Dipartimento tutto - e qui desidero
anche ringraziare l'opera meritoria assidua e la determinazione
dell'ingegnere Calogero Foti -, cioè cercando di razionalizzare i
flussi dei rifiuti con la razionalizzazione dei flussi da una
parte, con la razionalizzazione degli impianti dall'altra parte e
questo per evitare che già fin dal settembre del 2021 i rifiuti
potessero andare fuori la Regione. Quindi, abbiamo cercato di, in
un'analisi costi-benefici, ridurre il costo economico e anche
sociale e, quindi, cercando di mantenere questi rifiuti, facendoli
circolare, scusate come dire un po' l'analogia con l'economia
circolare, facendoli circolare nell'ambito della Regione.
Ora, tutto questo chiaramente non può procrastinarsi e non può
procrastinarsi per due motivi. Uno di credibilità personale. Mi
sono impegnata più volte con i gestori, ad esempio di Gela, che
questo fosse soltanto un tempo transitorio e al contempo abbiamo
invitato e abbiamo anche diffidato le SRR a fare, ad individuare i
siti extra Regione. Ci siamo resi conto che queste SRR lavorano un
po' a macchia di leopardo. Ci sono alcune SRR che si sono attivate,
lo hanno fatto, abbiamo fatto anche un tavolo tecnico con i tecnici
di queste società proprio perché emerge l'esigenza di condividere
buone pratiche tra queste società.
Ma se ancora sono qui davanti a questo consesso a cercare di
spiegare per l'ennesima volta l'emergenza, vuol dire che qualcosa
non funziona, qualcosa del quadro attuale normativo non funziona e
mi riferisco chiaramente alla legge 9 del 2010. Non voglio fare
polemica, non è nel mio spirito fare polemica, come avete imparato
a conoscermi ho un approccio laico ai problemi perché il problema
dei rifiuti, così come il problema dell'acqua, sono servizi
pubblici locali e, quindi sono delle precondizioni per lo sviluppo
dell'intera Regione, non soltanto per la gestione efficace ed
efficiente del sistema dei rifiuti. Non si può parlare di
attrattività, di investimenti, non si può parlare di turismo e, ben
che meno, non si può parlare di idrogeno se ancora siamo qui, a
giugno del 2022, a parlare di come sopperire alla gestione dei
rifiuti. Quindi qualcosa che non va c'è e forse è giunta l'ora di
iniziare un po' a stilare le cose che bisogna fare, che possiamo
fare in quest'ultimo scorcio, che lasciamo...
Ora, per quanto mi riguarda cosa ho imparato da questa esperienza?
Cosa sto vedendo? Qualcosa di molto semplice. Occorre a una
mappatura innanzitutto dei flussi dei rifiuti. Questa mappatura dei
flussi dei rifiuti che, attenzione, monitoriamo secondo i dati che
vengono immessi dai singoli comuni nella piattaforma Orso, non è
sufficiente. Ci sono dati e numeri che non giustificano certe
emergenze. E quando dico questo, lo dico sulla base del fatto che
se aumenta la raccolta differenziata dovrebbe diminuire l'esigenza
di andare a conferire presso una discarica. Se è vero, come è vero,
che le Città metropolitane hanno avviato questo percorso, mi
stupisco come alcune città stiano soffrendo perché conferiscono
nella discarica.
Quindi, la mappatura dei flussi che, attenzione, è già un
principio già acquisito e che è in linea col programma nazionale di
gestione dei rifiuti che è stato approvato due giorni fa a livello
nazionale, cioè anche lì bisogna avere una visione processuale e,
quindi mettere in linea i dati che provengono dai comuni, dai
gestori e quindi dagli impianti. Questo chiaramente è l'importanza
dei flussi. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo richiesto una
certificazione, però ho anche trovato un Dipartimento che non è
digitalizzato, che non è informatizzato. E, quindi, la prima
lezione che porto a casa è che non si può fare transizione
ecologica, economia circolare, senza un'altrettanta transizione
digitale.
L'analisi dei flussi è anche legata al fatto che bisogna sempre
valutare la riduzione degli impatti ambientali. Questo è molto
importante perché, a volte, pur avendo le volumetrie, come dire,
necessarie, utili, per sopperire ad un'esigenza temporanea, però
l'analisi dell'impatto ambientale è altrettanto importante. E,
quindi tutto questo porta a dire che bisogna avere un'analisi a
trecentosessanta gradi.
La seconda lezione di cui sto facendo esperienza è l'importanza di
accelerare sulla dotazione impiantistica; l'accelerazione della
dotazione impiantistica che ci consente di rispondere a quelle
esigenze territoriali secondo il principio dell'autonomia e della
prossimità. Tutto questo l'abbiamo messo nel Piano regionale dei
rifiuti. E qui consentitemi di spendere due parole perché la stampa
ha dato evidenza di una bocciatura del Piano regionale. Ecco, io
vorrei tranquillizzare qui questo autorevole consesso: non è
assolutamente una bocciatura. C'è stata soltanto una richiesta di
dati informativi, richiesta che è stata già, come dire, fornita. E
però, ecco, ce la dobbiamo dire tutta, dobbiamo aggiornare non il
Piano regionale dei rifiuti urbani, ma quello speciale. E su questo
abbiamo già avviato un gruppo di lavoro che ci consentirà di
aggiornare.
La Regione siciliana insieme alla regione Lazio sono le due
regioni che hanno aggiornato un piano nel 2021. Bene, le linee
guida, che sono già pronte, sono state un po' rallentate nella loro
pubblicazione proprio perché si attendeva il Piano nazionale, il
Programma nazionale per cercare di capire la coerenza. E vi
anticipo che su questo il tavolo nazionale avviato grazie anche
alla disponibilità e alla collaborazione del capo Dipartimento,
direttore ingegnere Laura D'Aprile, fa sperare che, insomma,
abbiamo avviato un percorso condiviso.
Chiaramente parlare di rifiuti senza parlare di prevenzione della
gerarchia dei rifiuti. Dobbiamo avviare e le attività sono state
rallentate proprio per l'attenzione e le energie dedicate alle
emergenze, dobbiamo promuovere la riduzione, la prevenzione, il
riciclo, tutte quelle attività che sono in linea con quanto indica
la comunità.
Infine, sta emergendo un dato: troppa varietà anche negli accordi
quadro che le singole Srr stanno avviando, molta eterogeneità nelle
attività, forse una standardizzazione sarebbe utile perché darebbe
anche la garanzia di una certa trasparenza e, quindi di un percorso
più chiaro anche nei confronti dei cittadini e, quindi un maggior
controllo nelle tariffe, ad esempio.
Però, e chiudo con queste cose da fare, un dato che emerge e che
non emerge chiaramente dai documenti, ma che emerge andando sui
territori è il seguente: l'attività gestionale dei rifiuti è
frammentata non soltanto nell'ambito di quegli enti e gli attori
individuati dalla legge 9 del 2010, ma coesistono nei singoli
territori ARO, ATO in liquidazione, SRR, comuni, quindi capite che
c'è una situazione altamente frammentata che non fa che agevolare,
a volte, le asimmetrie informative fra gli attori che dovrebbero
invece dare e individuare delle azioni propulsive.
Quindi, la legge 9 aveva individuato alcune cose, non sto qua a
dire se va sostituita, se va emendata, se va cambiata, questo mi
rimetto chiaramente a quanto questo consesso nel 2010 ha approvato,
c'è stato un tentativo di riforma che non è andato, però bisogna
prendere atto che tutta questa frammentarietà sicuramente non giova
ai fini della pianificazione.
Ora, è chiaro che il tema dei rifiuti quindi non è un tema
squisitamente tecnico, non è un Assessore tecnico che fornisce
soluzioni, tecnicamente abbiamo trovato, si può tentare di trovare
delle soluzioni, ma questo è un appello perché il tema richiede
essenzialmente una visione politica dei nostri territori, non
possiamo fomentare la guerra dei territori come sta avvenendo e
come torno a dire grazie al buon senso, al garbo istituzionale,
alla leale collaborazione, tutto questo è stato come dire diluito,
ma io dico fino a quando, fino a quando?
Quindi, con questo spirito dico che come Assessore che ha tentato
di dare la propria disponibilità, voi pensate ho ascoltato, ho
fatto tavoli, ho cercato di dare voce e ascoltare tutti, ma adesso
ritengo che sia il momento di agire con consapevolezza, di prendere
atto che questa casa comune che è la Regione siciliana è la casa di
tutti, ecco perché mi appello al senso di responsabilità di ognuno
di voi. Abbiamo tre mesi, abbiamo tante cose da fare, il Governo ha
fatto la sua parte, continua a farla, io ho fatto la mia parte ma
secondo me è arrivato il momento di bypassare o di sedersi tutti
intorno al tavolo per cercare di risolvere o quanto meno di avviare
un percorso condiviso che non sia un percorso a breve termine ma
che dia quella speranza, quel decoro, quelle condizioni di
essenzialità ai cittadini.
Pertanto, signor Presidente, onorevoli deputati, con questo
spirito dico che sottopongo alla vostra attenzione un tema: il tema
non è l'emergenza, il tema è dare, avviare azioni che vadano verso
quei macro obiettivi che prima ho individuato. Non si tratta di
un'azione legislativa - può darsi che sia legislativa - ma anche
un'azione organizzativa, di sistema, dobbiamo prendere atto che se
le SRR funzionano, 18 devono funzionare. Bisogna con estrema
laicità guardare alla portata del problema e tutti insieme
individuare possibili soluzioni.
Le soluzioni ci sono e le sappiamo tutti: promuovere la
pianificazione, laddove non c'è stata il Governo si è sostituito
con un Commissario ad acta, adesso non possiamo andare avanti con i
commissariamenti, secondo me è arrivato il momento di decidere.
E, quindi, con questo spirito mi rimetto alla volontà di
quest'Aula ribadendo la mia disponibilità che fino alla fine le mie
energie saranno a servizio della mia Regione e di tutti i
cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Allora, ci sono una serie di deputati iscritti a parlare.
della Commissione per la verifica dei poteri
Comunicazione relativa alla sostituzione di componente
della Commissione per la verifica dei poteri
PRESIDENTE. Intanto, comunico di avere firmato il decreto di
sostituzione dell'onorevole Zitelli in luogo dell'onorevole Aricò
in Commissione per la verifica dei poteri.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo
sull'emergenza rifiuti in Sicilia
PRESIDENTE. Il primo intervento è dell'onorevole Laccoto.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, il suo sarà il terzo intervento.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto, Calderone, Lantieri
e poi altri.
Onorevole Laccoto, prego.
LACCOTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, vedete,
purtroppo sono sul territorio e vivo in prima persona quella che è
l'emergenza rifiuti di quest'estate. Veda, non possiamo restare
così inerti, bisogna trovare delle iniziative che vengano anche dal
Governo, che possano tracciare una via per superare quella che è
una crisi incredibile.
Noi conferivamo - e siamo in provincia di Messina molti comuni -
con Trapani Servizi, laddove si fa un pretrattamento per poter poi
andare a conferire la stessa Trapani Servizi in una discarica. Il
Tar ha praticamente chiuso quella discarica e subito ci siamo
trovati in una situazione paradossale.
Veda, Assessore, credo che sì vadano unite le forze, ma andrebbe
sicuramente tracciata una via per superare sia l'emergenza e sia il
lungo termine, altrimenti ritorneremo sempre qui a parlare della
emergenza.
Io l'anno scorso, mi dispiace dirlo, avevo previsto questo e avevo
fatto un'interpellanza, una mozione e un'interrogazione, a gennaio,
febbraio 2021.
Veda, credo che ci siano delle vasche che possano essere fatte per
poter praticamente anche lì conferire come Trapani Servizi, e credo
che questo, essendo Trapani Servizi una società di gestione
pubblica, abbia chiesto di accelerare queste procedure, ma sono
procedure che sono bloccate anche per Via Vas e non so per altro, e
qui bisogna accelerare con le gare. Intanto per quanto riguarda
questo.
Il problema delle SRR: ho partecipato ad una riunione, come
sindaco, della SRR Messina Provincia. Beh, vedete lì c'è un
problema che non si comprende, almeno da quello che mi dice il
direttivo delle SRR da circa un anno si è in attesa del Via-Vas per
potere avere un impianto che era già previsto ed era già appaltato.
In queste condizioni credo che occorra fare anche delle riunioni
interdipartimentali, interassessoriali per accelerare queste
procedure, non è concepibile che si pensi di portare i rifiuti
della Sicilia all'estero laddove è stata fatto un avviso e si è
presentata una sola società con 360 euro alla tonnellata; guardate,
sono cose incredibili perché quando il piano finanziario che
abbiamo dovuto approvare come Tari perché l'ARERA ci ha imposto di
approvare praticamente il piano finanziario, abbiamo dovuto
aumentare di molto quelle che sono le tariffe della Tari.
Immaginiamo se da 250, per esempio, qual è il costo di conferimento
a Trapani Servizi, noi andiamo a portarla a 360 più altri
amminnicoli', Iva ed altro, il che significa aumentare ancora di
un 40-50 per cento quello che è il piano finanziario e quindi le
tariffe.
La SRR ha fatto una richiesta specifica chiedendo, intanto, di
poter avere sia questa autorizzazione, e non so perché erano state
richieste delle integrazioni a settembre, queste integrazioni sono
state inviate già a settembre stesso e non si comprende perché
tutto sia bloccato.
Poi, per poter coprire i costi dei maggiori oneri perché già noi
dalla provincia di Messina andiamo praticamente a conferire in
provincia di Trapani, si è chiesto di comprendere se i 45 milioni
annunciati in quest'Aula come fondi Poc, allora destinati, sono
disponibili e in che maniera sono disponibili, né può valere in
questo caso il problema delle invase alla percentuale differenziata
perché molti comuni non sanno, fanno la raccolta differenziata ma
non sanno dove poter conferire e quindi c'è un problema molto serio
perché diamo le premialità a quelli che già possono praticamente
avere la possibilità di conferire l'organico e altro in alcuni
siti, ma ci sono comuni che per periodi non hanno potuto conferire.
Ecco perché le faccio un esempio: il mio comune era arrivato all'80
per cento, improvvisamente si è bloccata la possibilità di
conferire ed è arrivato al 49-45 per cento, oggi è al 75 per cento
ma se permangono queste condizioni di incertezza sicuramente non
sapremo quello che fare.
Allora, Assessore, credo che lei non da sola, ma assieme a tutti
gli uffici, attraverso una riunione che possa anche vedere tutto il
Governo si debbano trovare soluzioni immediate, intanto per
superare questa crisi emergenziale.
Siamo all'inizio dell'estate, di un'estate che dopo due anni di
pandemia vedrà anche molti turisti arrivare o altri tornare nei
propri Paesi e non è decoroso praticamente offrire, dare, questo
spettacolo di rifiuti in mezzo alle strade. Questo è il primo
punto.
Secondo punto: accelerare le procedure di autorizzazione almeno
laddove sono state presentate con una riunione che sia
interassessoriale, interdipartimentale.
Terzo: se bisogna modificare le norme, fate delle proposte per
modificare queste norme e l'Assemblea vedrà, le esaminerà e
comprenderà quali possono essere emendate anche alla legge nel
2010.
Il problema è che non si può stare più così, non è un fatto più
teorico, bisogna avere molta concretezza e affrontare questa
situazione.
Una cosa è certa, non possiamo far pagare ai cittadini lo scotto
di ritardi che, sicuramente, non sono ascrivibili agli stessi
cittadini. Quando c'è la colpa dei comuni, ce la prendiamo ma in
questo caso non possiamo prendercela perché, le ripeto, questa Srr
di cui io faccio parte aveva fatto già le procedure. Ho qua la
collega che mi continua a sollecitare
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, prima l'onorevole Lantieri e poi
lei. Va benissimo. Era previsto prima lei ma, pazienza, al
contrario.
E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarò così
lunga come l'onorevole Laccoto. Volevo fare solamente due domande
all'Assessore.
Intanto, Assessore, dopo la sua relazione è inutile fare polemiche
perché ha descritto quella che è la realtà siciliana. Solo che
questo Governo aveva detto, durante la campagna elettorale - lei
non c'era allora -, che avrebbe risolto il problema dei rifiuti e
ha criticato tanto i governi precedenti perché non avevano fatto
niente. Bene ha dimostrato di non saper governare. Questo lo dico
dal profondo del cuore, ma lo dico sinceramente perché lo penso.
Io le volevo fare due domande. Discarica di Timpazzo. Il mio
comune fa parte degli otto comuni soci di questa discarica, una
delle poche discariche pubbliche che abbiamo in Sicilia, dove con
un decreto fatto da voi avete permesso di andare a conferire nella
discarica di Timpazzo, dove la facoltà di conferimento della
scarica è stata raddoppiata e di conseguenza noi, tra qualche mese,
penso che ci ritroveremo con una discarica satura.
Ora, io dico, gli otto comuni che vanno in questa discarica, poi
saranno costretti, magari, ad andare a conferire fuori perché, da
quello che si dice, poi quando le discariche, le vasche vengono
chiuse, si deve conferire fuori per un costo maggiore per gli otto
comuni che hanno le discariche. Significa che dobbiamo portare un
aumento.
Giusto il principio di solidarietà, Assessore, perché se c'è
un'emergenza che diventa anche un'emergenza sanitaria si deve dare
la disponibilità. Però, volevo chiedere a questo Governo regionale:
quando si parla di zone interne la disponibilità dalle Città
metropolitane, che i nostri medici vadano nelle Città
metropolitane, non si può fare niente per arrestare questo tipo di
scorrettezza tra virgolette, giusto? Non si trovano le soluzioni.
Quando le zone interne, che hanno qualcosa che funziona e la città
di Gela principalmente - perché si trova a Gela - ha pagato a
livello ambientale un prezzo altissimo negli anni, allora si trova
subito la soluzione. E questa è una protesta che io faccio nei suoi
confronti. Ripeto. Assessore adesso c'è lei, la devo fare a lei, ma
che dev'essere riportata al suo Governo e al suo Presidente, perché
quando si vuole le cose si possono risolvere. Questo è solamente un
mio rammarico.
La seconda cosa che non c'entra, però solamente due secondi:
problematica acqua. Noi abbiamo, come lei sa, nel nostro territorio
diverse dighe. Abbiamo la diga Pozzillo, l'anno scorso che ha avuto
manutenzioni, eccetera, dopo tanto sacrificio siamo riusciti a
risolvere la cosa. Adesso abbiamo la diga Sciaguana che è piena
d'acqua, non piena da buttare, però da poter accontentare gli
agricoltori delle zone di Regalbuto, delle zone Nord. Bene, per una
mancata manutenzione, che non riguarda i consorzi di bonifica, ma
che riguarda la Regione, il suo Assessorato, non viene fatta
manutenzione e ci ritroviamo in un momento del genere a non poter
elargire l'acqua necessaria agli agricoltori. Questo, ringrazio il
mio collega che mi ha dato la disponibilità e poi aspetto la
risposta dell'Assessore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri.
E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Assessore il suo indiscusso garbo esercita
certamente un freno di inibizione e mi impedisce, questa sera, di
assumere le vesti di Fabrizio Maramaldo. Lei ricorderà il Regno di
Napoli, quando Ferrucci disse a Maramaldo, ormai inerme e ferito
Tu uccidi un uomo morto . E, però, ho sentito il suo intervento, e
non mi posso sottrarre dal commentare il fatto che lei ha parlato,
per esempio, di risoluzione del problema rifiuti che richiede una
visione politica e una soluzione trasversale necessaria.
Veda, è necessario che i siciliani abbiano conoscenza completa
della sfera delle competenze. Noi siamo il Parlamento chiamato a
legiferare, ma il potere esecutivo a governare ci deve pensare la
Giunta e il Presidente della Regione. Questo è un fatto che deve
essere chiaro a tutti, perché questa sorta di scarica barile sul
Parlamento che non c'entra niente, non mi sto riferendo a lei,
perché noi abbiamo in questo momento una Sicilia allo stremo. Non
possiamo e non dobbiamo accettare discorsi di programma. È il
momento del consuntivo, caro Assessore. Io ho, come tutti i
parlamentari, e come tutti i sindaci, soprattutto, il fiato sul
collo dei cittadini, perché abbiamo le nostre città invase dai
rifiuti.
Sa, faceva riferimento l'onorevole Laccoto all'impiantistica e al
ritardo. Sa, da quanto e da quanti mesi si aspetta il parere, da 15
mesi. In questi 15 mesi, sto parlando dell'impianto che lei conosce
in provincia di Messina cosa è stato fatto, come sono stati
sollecitati dal Governo regionale gli organi che da 15 mesi devono
appunto deliberare e inspiegabilmente non hanno deliberato. Lei
conosce meglio di me, il mondo e il sistema dei rifiuti, e sa
benissimo quanto risolutivo potrebbe essere l'impianto di Mazzarrà,
non soltanto per la provincia di Messina, ma per la Sicilia
orientale. Eppure è inaccettabile, insopportabile, inammissibile,
che da 15 mesi per motivi burocratici la Sicilia è ferma e i
rifiuti sono per strada. La Sicilia non lo può accettare. E chi ci
doveva pensare il Parlamento a sollecitare. Lei sa quanti viaggi
sono stati fatti.
Si parla dei termovalorizzatori. Allora io mi permetto chiederle
signor Assessore, a proposito dei termovalorizzatori si sono fatte
delle conferenze stampa. È stato istituito il nucleo di valutazione
in sede regionale che dovrebbe completare l'analisi delle sette
proposte. Sono stati individuati i luoghi, sono stati predisposti
piani di fattibilità, perché altrimenti ai siciliani cosa diciamo.
È stato previsto con la presenza dei termovalorizzatori un ciclo
completo dei rifiuti, o meglio che il ciclo dei rifiuti venga
chiuso. Perché se parliamo di termovalorizzatori, che è solo un
ingranaggio nel complesso meccanismo del sistema rifiuti, stiamo
prendendo in giro i siciliani che pur sempre il termovalorizzatore.
Ma con i due termovalorizzatori, diciamo chiaro, forte e alto, non
si risolve il problema.
Con una delibera di Giunta del febbraio del 2021, sono stati
destinati 45 milioni di ristori ai comuni per portare i rifiuti
fuori provincia. Lei sa che la SRR della provincia di Messina e i
comuni che ne fanno parte sono pronti perché non ce la fanno più,
sono allo stremo a portare i rifiuti fuori provincia e chi li
pagherà? Dove sono andati a finire, che fine hanno fatto questi 45
milioni e quali sono i criteri di riparto. Come verranno ripartiti.
Comuni virtuosi, popolazione. Io desidero sapere questo, e lo
desidero sapere a tutela della nostra gente. È inutile che parliamo
di programmi, di termovalorizzatori, di conferenze stampa. Dobbiamo
risolvere i problemi. Non li abbiamo risolti in questi 5 anni.
Dobbiamo certificare oggi, tutti noi, io sono un deputato, sono il
Presidente di un gruppo parlamentare di maggioranza, il nostro
fallimento.
Io auspico che questi 3 mesi possano servire a mettere qualche
toppa. Sa che cosa? Facendo una analogia, nel 1989 fu varato un
meraviglioso Codice con il sistema accusatorio di procedura penale,
a via di toppe, e mettendo toppe nelle falle, abbiamo creato un
mostro giuridico. Ecco, se noi risolviamo il problema a oggi
dell'emergenza, apriamo una vasca, chiudiamo questo, facciamo
quest'altro, finirà in quella maniera. Noi questo mostro lo abbiamo
già creato, e il mostro si chiama Sistema rifiuti in Sicilia .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.
PASQUA. Parlo da qui. Grazie, Presidente. Assessore Baglieri,
faccio una piccola premessa, ovviamente non parlo alla
professoressa Baglieri, ma parlo all'Assessore Baglieri, componente
del Governo Musumeci.
Assessore, lei nella sua introduzione ha detto: dobbiamo avviare,
dobbiamo promuovere, c'è troppa eterogeneità, ci vorrebbe
standardizzazione fra SRR, ATO, ARO e Comuni, ha parlato di cose da
fare. Ma, mi scusi, a quattro anni e sette mesi dall'inizio di
questa Legislatura, quattro anni e sette mesi di Governo Musumeci
lei mi dice, mi dice delle iniziative programmatiche di cose da
fare in un futuro? Non è il momento dei programmi oggi. Come ha
detto il collega Calderone poco fa, doveva venire qui a dare il
sunto di ciò che aveva fatto questo Governo.
Vede, io sono d'accordo con le sue parole che ho qui riportato,
non è un Assessore tecnico che deve trovare la soluzione, la deve
trovare la politica, e lei ha ragione e lo sa perché? Perché la
parte politica, cioè questo Governo, ha fallito. Perché se a
quattro anni, sette mesi, noi ancora parliamo e abbiamo, parliamo
di rifiuti di problema di rifiuti, abbiamo le strade con i cumuli
alti metri, metri di rifiuti in altezza, evidentemente l'errore è
stato della politica, cioè il Governo Musumeci ha fallito, ha
sbagliato in tutto. Quattro anni e sette mesi, vi siete succeduti
tre Assessori, c'è stato pure un interim del Presidente Musumeci, e
in quattro anni e sette mesi zero soluzioni, solo dei piccoli
accenni di soluzioni che non sono state , vi siete rimpallati le
responsabilità fra SRR, fra comuni, ATO, Regione senza però un vero
intervento.
Lei ha detto la standardizzazione, perché non lo avete fatto?
Perché non avete imposto alle SRR di fare il loro lavoro? Perché
non avete avviato con i Comuni, soprattutto i due Comuni più
grossi, le Città metropolitane di Catania e Palermo, una vera
trattativa, non lo so, fate voi, qualcosa per risolvere il problema
della differenziata che in queste Città metropolitane, che
rappresentano più della metà della Sicilia, non è in percentuali
che possono dichiararsi di Città europee.
Già dal 2012 la Comunità ci aveva imposto di arrivare al
sessantacinque per cento, il termine era il 2012, dieci anni fa,
abbiamo perso con questo Governo altri cinque anni, perché i
quattro anni e sette mesi sono passati e non avete risolto nulla.
Lei ha detto poi un'altra cosa: il rispetto dell'autonomia
bacinale; sono d'accordissimo, razionalizzazione degli impianti.
Bene, secondo voi le mega discariche sono razionali? Perché in
questo momento è attiva la fase procedurale di autorizzazione di
una mega discarica, di un'altra mega discarica in territorio di
Lentini, dove già esiste la mega discarica di Grotte San Giorgio da
quasi quattro milioni e mezzo di metri cubi abbancati di rifiuti, e
viene chiesta l'autorizzazione per un'altra discarica da due
milioni e ottocento mila metri cubi di una Provincia la cui SRR ha
ridotto il fabbisogno annuo da centosessanta mila metri cubi a
centoventicinquemila.
I comuni del siracusano i compiti a casa li stanno facendo, sono
gli altri i comuni che non li fanno, le città grandi con le quali
non avete avuto la capacita di risolvere i problemi. Si può
arrivare alla fine della Legislatura per cercare di risolvere i
problemi?
Vede, sabato si è svolta a Lentini una manifestazione con migliaia
di cittadini di Lentini, Francofonte, Carlentini che erano in
piazza per manifestare contro questa mega discarica. Non sono le
mega discariche la soluzione o almeno, sono la soluzione se la
soluzione che vedete e che vede politicamente il Governo Musumeci è
l'inceneritore che dovrebbe sorgere a Pantano D'Arci, accanto
all'Ikea, per essere chiari, a Catania e quindi servirebbe una mega
discarica accanto.
Non sono gli inceneritori la soluzione, lei le ha citate, le
soluzioni sono quelle lì che impone la Comunità europea, il
riutilizzo, il riuso, il riciclo. Prima bisogna arrivare a quelle
soluzioni, arrivare alla differenziata superiore al sessantacinque
per cento, non possiamo ancora illudere i siciliani con questo
miraggio degli inceneritori. Il tema non è l'emergenza, ma
l'emergenza l'avete mantenuta, accresciuta in questi cinque anni di
inattività.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha
facoltà.
Poi, nell'ordine ci sono gli onorevoli Trizzino, Di Paola, Marano,
Lupo, Barbagallo, Schillaci e Gucciardi.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio leggere
un comunicato stampa che abbiamo fatto qualche tempo fa: Da giorni
nelle strade del capoluogo etneo si accumulano rifiuti, ieri la
Regione ha annunciato una possibile soluzione al problema, ma
ancora oggi la spazzatura è tutta lì, con l'aggravante che la città
è piena di turisti. Nel comune con una delle tasse dei rifiuti più
alte d'Italia, al disservizio per i cittadini, che si sta
trasformando in rischio sanitario, si aggiunge anche l'enorme danno
d'immagine . Questo è un comunicato datato 15 settembre 2021, cioè
stiamo parlando dell'anno scorso.
La situazione è identica. Ora, Assessore, giustamente lei dice Io
sono arrivata da un anno' e, a prova del contrario, non le si può
dare tutta la responsabilità, però è chiaro che lei rappresenta una
continuità amministrativa che ha fallito, e oggi non glielo stiamo
dicendo solo noi, gliel'ha detto il Capogruppo del partito di
maggioranza, di uno dei maggiori partiti di maggioranza. Devo dire
che per una volta sono molto d'accordo con il collega Calderone,
proprio perché ha confermato quello che diciamo da anni.
Ora, è vero che i comuni hanno tante responsabilità, io vivo a
Catania, lo so benissimo come è partita la differenziata, i ritardi
che ci sono stati, la mancanza d'informazione verso i cittadini, il
fatto che non sono stati distribuiti i calendari, non è stata data
adeguata informazione prima di eliminare i cassonetti. Ci sta anche
l'inciviltà, perché chiaramente è una componente importante del
sistema e dell'emergenza rifiuti, ma non si possono utilizzare i
cittadini incivili come scusa o come alibi e come scudo per
nascondere le proprie inefficienze.
Perché, vede, lei prima ha parlato di legge, qua l'Assemblea ha
bocciato la riforma proposta dal Governo, ma noi abbiamo sempre
detto in Commissione che quello che ci voleva non era una riforma
tout court, erano delle modifiche e delle piccole sistemazioni alla
legge n. 9, anche perché di questo tema se ne discute da anni, e in
Commissione sindaci, rappresentanti delle SRR, rappresentanti
territoriali ci hanno sempre detto Non cambiate adesso le carte in
tavola dopo che ci abbiamo messo dieci anni per arrivare a regime,
ma se ci sono delle modifiche da fare a livello legislativo
interveniamo sulla legge n. 9'. Non c'è stato verso di convincere
il Governo di questa strada, e il Governo si è schiantato contro un
muro.
Ora, se ci sono degli interventi legislativi da fare, noi siamo
qua e siamo disposti a lavorare ogni giorno fino alla fine della
legislatura per risolvere questo problema che è diventato
drammatico, è diventato drammatico E io mi vergogno quando vedo
orde di turisti che vengono a Catania, magari vedono la città
bellissima e poi abbassano lo sguardo e ci sono queste piramidi
indecenti di rifiuti.
E non è solo un problema di immagine chiaramente dei turisti, ma è
un problema per i residenti, è un problema sanitario, è un problema
di insofferenza generale della cittadinanza.
Ora, noi abbiamo proposto tante soluzioni nel corso di questi
anni, abbiamo detto: potenziare la raccolta differenziata,
preparare gli impianti perché quando... perché dico che non è un
problema di leggi? Perché quando ci sono Comuni che con le stesse
leggi che vigono anche nelle città metropolitane raggiungono il
settanta, l'ottanta - alcuni sfiorano il novanta per cento di
raccolta differenziata - è chiaro che non è un problema di leggi, è
un problema di organizzazione e di raccolta da parte dei Comuni.
Quindi, le leggi ci sono, bisogna semplicemente organizzare il
sistema e far applicare le norme.
Quello che abbiamo chiesto, siccome tutta la Sicilia e i cittadini
non possono farsi carico delle inefficienze di Comuni e quindi, in
questo caso, l'amministrazione comunale di Catania, ma anche del
Governo regionale, perché poi quando chiudono gli impianti di
compostaggio, io mi ricordo l'anno scorso quando ha chiuso la Raco
per qualche mese i Comuni facevano la differenziata, ma erano
costretti a portare l'umido in discarica, perché non avevano dove
conferire, e là subentra la responsabilità della Regione, perché
non ci sono impianti dove conferire. Abbiamo detto "siccome i
cittadini non possono pagare le conseguenze e il fallimento e la
cattiva gestione dei rifiuti da parte della Pubblica
Amministrazione, istituiamo un fondo". Ora il collega parlava di
quarantacinque milioni del Poc, ma se è dobbiamo intervenire questo
è un tema, Presidente, lo dico anche a lei che da qui alla fine
della legislatura dovremo assolutamente trattare, perché
prioritario rispetto a tutto il resto, istituiamo un fondo per
coprire le maggiori spese, perché l'inefficienza delle città
metropolitane non la può pagare Gela, non lo può pagare Enna, non
la può pagare Bellolampo, non lo può pagare Trapani. Quindi
istituiamo un fondo per coprire le maggiori spese, e almeno
tamponiamo la situazione.
Non parlo perché non ho più tempo della finta soluzione degli
inceneritori, però il mio collega ha già abbondantemente
argomentato. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio.
Allora. anche se si è iscritto a parlare dopo, l'onorevole
Cracolici ha un impegno di Partito per cui deve andare via, e
l'onorevole Lupo ha chiesto la cortesia di farlo parlare subito,
quindi ovviamente ne ha facoltà.
Devo però avvertire che ho già sentito i tre Presidenti dei Gruppi
Parlamentari che ho visto in Aula e il Governo, che io non ho un
Vicepresidente, quindi per 20-25 minuti devo assolutamente
sospendere. Non riesco a stare, per cui vi chiedo la benevolenza di
aspettarmi, faccio una cosa molto veloce, però devo farla per
forza.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Presidente, io la ringrazio e chiedo scusa, ma ho
purtroppo un altro impegno e devo assolutamente allontanarmi.
Io ho ascoltato l'Assessore in parte, perché sono entrato mentre
già parlava e, come dire, ne ho colto uno stato d'animo che, pur
avendo grande rispetto per la persona, perché ne ho visto diciamo
il tratto anche di gentilezza e di garbo con il quale si è
rapportato al Parlamento e ai parlamentari, devo però essere...
siccome questo è un luogo della politica, devo essere molto duro
nel giudizio che attraverso lei, lei oggi ha confermato se ce n'era
ha bisogno non solo del fallimento del fare, perché oggi seppure
lei ha preso l'incarico in corso d'opera, credo da qualche anno,
forse anche diciamo... quanto? Quindici mesi.
Il fallimento, la conferma di un fallimento, ma soprattutto mi ha
colpito una frase che lei ha detto che le fa onore, per l'onestà
con la quale l'ha detta, che però da questo punto di vista grida
vendetta rispetto ad un Governo che conosceva dal primo giorno
dell'inizio della legislatura che l'emergenza rifiuti era
l'emergenza. non solo in termini di gestione dell'emergenza. ma in
termini di sistema da governare. per dare innanzitutto una risposta
al nodo sostanziale che produce l'emergenza che... scusa mi fermo
un attimo, aspetta che finisce la telefonata...
PRESIDENTE. Che state combinando?
CRACOLICI. No, è al telefono non lo voglio disturbare.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi la prego, la supplico. Grazie.
CRACOLICI. Dicevo il nodo principale, che è il nodo delle
infrastrutture, cioè dei siti, dei luoghi, dove al di là del quanto
ci riempiamo la bocca sulle percentuali tra la differenziata e
l'indifferenziata, rimane un nodo: che sostanzialmente in Sicilia,
anche se produci e fai la differenziata, uno dei problemi, che ha
determinato anche il sistema di raccolta differenziata, sono i siti
di conferimento. Soprattutto i costi
Perché anche nel sistema della differenziata siamo riusciti a
costruire un sistema monopolista, che, come dire, il prezzo, il
valore ... noi abbiamo fatto, prima che lei arrivasse qui da
Assessore, anche una denuncia di alcuni casi con situazioni
paradossali che si erano determinate, in cui - li chiamo così
perché così erano - "faccendieri" si presentavano ai sindaci e,
come dire, davano la disponibilità a conferire in alcuni siti -
parlo dell'umido - quando lo stesso sindaco qualche giorno prima
aveva contattato lo stesso sito dove poter andare a conferire
l'umido e gli era stato risposto: "ci dispiace noi siamo già
pieni". Qualche giorno dopo si presentava qualche faccendiere
dicendo: "no tutto tranquillo, c'è la disponibilità", al valore e
al prezzo stabilito, diciamo, dal faccendiere.
Quindi noi abbiamo costruito un altro sistema folle, e proprio la
difficoltà di mettere in piedi una rete di infrastrutture, e di
metterle in competizione tra di loro, ha generato un sistema
monopolista che diventa una corda al collo per le amministrazioni
comunali. Sono tanti i sindaci che ci hanno raccontato in questi
mesi che, tra le difficoltà di conferimento dell'indifferenziato e
le stesse difficoltà di conferimento dell'umido e, soprattutto, i
costi, il rischio vero è che alla fine il tema del differenziare i
rifiuti diventava un costo in più, per cui alla fine non conveniva,
determinando condizioni di difficoltà anche nel rapporto con i
cittadini. Comuni che avevano il 65, il 70 per cento, l'80 per
cento di differenziata, che, però, avevano dei costi di
conferimento dell'umido talmente elevati che erano più bassi del
conferimento in discarica.
Ora, perché cito questa questione che ha riguardato episodi su cui
abbiamo fatto anche interrogazioni parlamentari, oltre che una
denuncia prima che lei arrivasse? Perché lei oggi è venuta qui a
dirci sostanzialmente: io dopo quindici mesi ho imparato, ho capito
quali sono i problemi e da dove provare ad affrontarli.
Noi in questi quattro anni e mezzo siamo stati sostanzialmente
schiacciati prima da una attesa riforma dei rifiuti, poi da una
proposta di riforma che non era condivisa dalla stragrande
maggioranza degli enti locali, sia dalle amministrazioni, sia dalle
SRR, perché aveva una sorta di ambizione tutta ideologica: che
bisognava riformare la legge n. 9, che era vecchia, era inadatta.
Come tutte le leggi, sono modificabili e le leggi non sono vangelo,
per cui qualunque legge può essere necessariamente modificata alla
luce, poi, della effettiva realizzazione.
Ma questa filosofia ha generato un disegno di legge da molto
tempo, diciamo che giace tra le biblioteche dei disegni di legge di
iniziativa governativa, ma rimane questo, il titolo, senza che
nessuno avrà mai e ci sarà mai in una Gazzetta Ufficiale quella
legge -finisco - bene, lei è oggi è venuta a raccontarci che ha
imparato dopo quindici mesi e ha capito da dove bisognerebbe
partire.
Assessore, ma noi da un Governo non ci aspettiamo ... il Governo
non è un luogo di sapere, non è un luogo di conoscenza, il Governo
deve risolvere i problemi Lei oggi è venuta qui a certificare il
fallimento di quattro anni e mezzo di legislatura, di cui lei ne ha
quindici mesi sulle spalle, che non ha risolto un solo problema di
un dramma che si chiama emergenza rifiuti siciliana, ne realizzando
un nuovo impianto, ne ipotizzando, se non a parole, modelli di
impianto, dai termovalorizzatori, tanto per buttare fumo negli
occhi, in maniera tale che si discuta di altro e non si discute del
problema sostanziale. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei. E allora, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta sospesa alle ore 17.25 è ripresa alle ore 17.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito di
oggi arriva in un momento drammatico per la Sicilia, per i
siciliani, perché la situazione dell'emergenza rifiuti in alcune
realtà è veramente insostenibile, in particolare nella mia città.
In questo momento così difficile ci saremmo aspettati, almeno in
questo momento, da parte del Governo, non il solito atteggiamento
dello scarica barile nel cercare, Assessore Baglieri, le
responsabilità in capo a qualcun altro, ma che il Governo facesse
il Governo, e come è stato detto più volte in questi anni, che il
Governo proponesse delle soluzioni o se non ci sono delle
soluzioni, che prendesse atto della situazione e si assumesse le
sue di responsabilità.
Nel corso della sua relazione - non ero in Aula ma l'ho ascoltato,
come dire, nel sito dell'Assemblea mentre salivo le scale, a
proposito, signor Presidente, la campana non funziona durante la
trattazione dei lavori, perché c'è stata anche qualche
incomprensione con i colleghi - non solo nella sua relazione,
Assessore Baglieri, ma anche in una serie di comunicati stampa,
interviste che abbiamo visto in questi giorni, lo sport praticato è
sempre lo stesso, quello della responsabilità di qualcun altro.
Vedere testate importanti, autorevoli, che titolano il
virgolettato del Governo che dice Colpa delle SRR e dei sindaci' è
irricevibile, è irricevibile perché per primo le SRR e i sindaci
non sono stati messi nelle condizioni di operare. Per quanto
riguarda le SRR, che il Governo ricordo ha commissariato per quanto
riguarda la progettazione e nella linea d'ambito B, che era quella
per partecipare ai fondi sovracomunali, le SRR ionica a cui è stata
tolta la potestà di progettare perché il Governo ha nominato il
malcapitato di turno e l'ingegnere Lizio che doveva redigere le
opere di progettazione per partecipare ai bandi del PNRR nei
termini, il Commissario del Governo non ha presentato nessun
progetto e sulla linea B abbiamo perso la possibilità di accedere
alle risorse del PNRR. Sempre il Governo che lei, ahimè,
rappresenta in quest'Aula, in quella che doveva essere la sfida
epocale di questi anni, e cioè la realizzazione degli impianti,
perché parliamoci chiaro, il tema vero attorno a cui ruota
l'emergenza rifiuti è la realizzazione degli impianti.
Abbiamo lasciato la possibilità concreta dell'attuazione dei fondi
comunitari, e le cito un paio di esempi affinché sia eloquente, non
solo per il Governo, ma queste cose ce le siamo dette più volte
anche in quest'Aula, ma anche per i cittadini. Sul compostaggio,
finalmente viene pubblicata la graduatoria, finalmente viene data
la scadenza dei termini per presentare i progetti, vengono
presentati 97 progetti, il Governo della Regione ne esclude 92,
quando servivano gli impianti il Governo escludeva 92 progetti e ne
ammetteva cinque, neanche si arrivava a contare i progetti ammessi
sui palmi delle due mani, quindi cinque progetti ammessi.
Nell'altro bando, quello successivo venivano ammessi invece sette
progetti. È insopportabile che nel tempo in cui servivano centinaia
di impianti ne venivano ammesse poche unità.
Fa scuola poi la vicenda dei centri comunali di raccolta. Nel
momento in cui si è insediato il Governo Musumeci, il governo di
centro sinistra ha lasciato un lungo elenco di progetti ammessi e
non finanziati, bastava scorrere quella graduatoria che stranamente
il Governo Musumeci ha fatto scorrere per un solo progetto, quello
di un comune governato allora da un sindaco di Diventerà
Bellissima, che era il comune di Caltagirone. Al secondo posto non
ha fatto scorrere la graduatoria perché era un sindaco targato PD,
che allora era il sindaco di Bronte. Ha rifatto il bando, ha fatto
entrare tutti i progetti che non erano previsti nella graduatoria
precedente per poi, a distanza di tre anni e mezzo, finanziarne
soltanto diciassette, quando ce n'erano cinquanta esecutivi in
quella pronta.
Ecco, sono delle responsabilità precise che abbiamo evidenziato
con atti ispettivi e parlamentari a cui, ancora oggi - ho finito,
Presidente Micciché - non è stata data risposta.
Io credo, assessore Baglieri, che servono delle soluzioni; il
trincerarsi sulle responsabilità presunte o sedicenti degli altri è
veramente insopportabile e c'è un tempo in cui i siciliani
giudicheranno. Quel tempo sta arrivando e credo che il linguaggio
della coerenza, del rispetto, anche istituzionale nei confronti dei
sindaci, delle SRR e della politica che più volte ha evidenziato le
nefandezze del piano rifiuti che il suo Governo ha presentato come
la pietra miliare del riscatto della Sicilia e che invece è
diventato il simbolo della condanna all'arretratezza e alla
situazione gravissima sulla situazione rifiuti
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Grazie, signor Presidente. Io le chiederò la cortesia di
avere qualche secondo in più di quello che solitamente mi viene
concesso perché vorrei offrire anche delle soluzioni oltre
un'analisi critica di quello che è successo.
PRESIDENTE. Qualche secondo in più lo hanno preso tutti per cui
non sarà negato certamente a lei.
TRIZZINO. Grazie. E, allora, io devo necessariamente partire per
avere un quadro complessivo della situazione da due momenti che
sono stati anche analizzati dall'assessore prima. Sono due momenti
recenti. Uno è la nota con la quale questo dipartimento regionale
individua la chiusura dei cancelli di Sicula Trasporti e sposta le
tre che succede?
PRESIDENTE mentre lei stava parlando, glielo volevo segnalare.
TRIZZINO. Sì. E, quindi, concentra la gestione dei rifiuti
indifferenziati delle città di Catania, Messina e Siracusa presso
le discariche di Oikos, di Timpazzo e di Catanzaro Costruzioni.
Il secondo momento più drammatico, lo ricordava l'assessore, è
quello della sentenza del Tar Catania che chiude e annulla
l'autorizzazione integrata ambientale della ditta Oikos S.p.a.
Con questa chiusura si crea una situazione di caos perché il
trattamento meccanico-biologico che si faceva a Trapani e quello
che si faceva a Sicula Trasporti si blocca e si riapre una
situazione emergenziale.
Ora, in questo momento, ci sono 390 comuni sui quali praticamente
si può garantire una raccolta indifferenziata che si distribuisce
su poco più di tre discariche, cioè tre discariche per 390 comuni.
Una situazione insostenibile che è testimoniata anche dai sindaci
che si vedono costretti a ricevere, a tornare indietro i loro
compattatori carichi di rifiuti.
Ora, è chiaro che questa situazione è legata fondamentalmente ad
un piano regionale dei rifiuti sui quali vi è la lente
d'ingrandimento della Commissione Europea.
Lo ricordiamo, la Commissione Europea ha indicato come non
conforme l'attuale piano regionale dei rifiuti. Il che equivale ad
una situazione in forza della quale questo piano, questo documento
va necessariamente aggiornato, altrimenti i fondi del patto di
coesione restano bloccati ed inutilizzabili. Molto velocemente,
andando in estrema sintesi, la Commissione Europea indica l'urgenza
di una profonda revisione del piano. Sono le parole testuali che
utilizza questo documento.
Ora, al 2022, viene certificata questa situazione dalla
Commissione Europea, ma va detto, va ricordato che, al 2019, il
Ministero dell'Ambiente certificava le stesse carenze in sede di
valutazione ambientale e strategica dello stesso piano, cioè i
rilievi che vengono segnalati a suo tempo, nel 2019, dal Ministero
dell'Ambiente sono pressoché gli stessi certificati, oggi, dalla
Commissione Europea.
Questa situazione di estrema difficoltà a cascata colpisce anche
le SRR perché, come sappiamo, la legge n. 9 che cosa dice? Il piano
regionale dei rifiuti urbani è la cornice all'interno della quale
poi ci sono i piani d'ambito.
Quindi, è inevitabile che senza questo documento di
programmazione, le SRR hanno una difficoltà di programmazione
impiantistica. Ora, questa situazione così drammatica è anche
presentata dagli stessi numeri del piano regionale dei rifiuti e
vengo al dunque. Lo scenario previsionale di questo piano prevede
al sessantacinque per cento della raccolta differenziata una
quantità di rifiuti indifferenziati che è pari ad ottocentomila
tonnellate.
Attenzione, perché questi numeri sono importanti per capire quando
noi diciamo che il ragionamento sui termovalorizzatori, o qualunque
altro sistema, è sbagliato. Queste ottocentomila tonnellate,
secondo il documento del piano regionale, che è uscito da questo
Governo regionale, viene garantito attraverso l'autosufficienza
delle discariche: cioè le discariche, con i revamping, sono in
grado di garantire ottocentomila tonnellate di rifiuti
indifferenziati.
Che cosa succede? Che, qualche settimana dopo, la stessa Regione
che pubblica quel Piano regionale dei rifiuti presenta una
manifestazione di interesse per realizzare due inceneritori della
stessa identica quantità: ottocentomila tonnellate. E' chiaro che
c'è un problema, perché o chiudiamo le discariche con un programma
di dismissione, oppure costruiamo gli inceneritori.
Questa situazione è aggravata ancora di più dal fatto che, questa
situazione assolutamente frammentaria, è aggravata ancora di più
dal fatto che le imprese, in questo momento, stanno dominando il
mercato, nel senso che, addirittura, siamo arrivati alla situazione
in forza della quale la localizzazione degli impianti, la
localizzazione degli impianti, anziché essere demandata alla
Regione e, dunque, anche alle SRR, così come prevede la legge sugli
impianti di sovra ambito, l'hanno stabilita le aziende: uno a Gela,
uno a Catania, senza nessuna interlocuzione, in questo momento, con
le SRR. Cioè noi stiamo definendo a priori, perché alle aziende
conviene questo tipo di soluzione, delle localizzazioni
semplicemente perché ci sono delle aziende che lì vogliono
investire.
E la cosa ancora più grave - e questo è un dato che è verificabile
recentemente - è che le stesse aziende contraddicono la stessa
manifestazione di interesse scritta dalla Regione, perché la
Regione dice: vogliamo realizzare due termoutilizzatori con
recupero energetico, quindi termovalorizzatori. A Gela si presenta
un progetto di chemical recycling, che non c'entra niente con la
termovalorizzazione, cioè è un progetto fondamentalmente di
pirolisi che, anziché tirare fuori energia elettrica, produce
metanolo come combustibile, quindi, contravvenendo ancora una volta
a questa situazione.
Ora, come si esce fuori da questo problema? Ci sono due strategie:
una di lungo periodo e una di breve periodo. Ma i colleghi che mi
hanno preceduto lo hanno accennato. La prima è chiaramente una
riorganizzazione del Piano regionale dei rifiuti, che prima parta
dal principio di prossimità, cioè gli impianti devono essere
garantiti secondo un principio di prossimità e, soltanto dopo,
eventualmente, si ragiona sul sovrambito. Deve essere garantita la
concertazione con le SRR, cosa che non è avvenuta, e soprattutto se
domani questo Governo vuole realizzare i termovalorizzatori - il
Movimento Cinque Stelle è contrario, ma chiaramente il Governo è
sovrano - dovrà prevedere un programma di dismissione delle
discariche, altrimenti i luoghi che ospitano termovalorizzatori,
impianti di pirolisi, discariche in revamping, diventeranno le hub
dei rifiuti di mezza Sicilia, perché questi impianti devono essere
necessariamente alimentati.
Vado a quella parte che l'onorevole Calderone, giustamente, diceva
è di competenza di questa assise, cioè l'aspetto normativo. Noi
sulla pianificazione non possiamo dire nulla, se non delle proposte
che stiamo avanzando all'Assessorato. Sull'aspetto normativo, il
mio Gruppo politico, già un anno fa, ha depositato un disegno di
legge, il n. 1100, che prevedeva una serie di modifiche alla legge
n. 9/2010. Sono delle modifiche - lo ricordava l'onorevole Ciancio
- che non stravolgono la norma che è stata approvata ben 11 anni
fa. Non la stravolgono non perché non la vogliamo stravolgere, ma
perché le SRR si sono costituite, stanno lavorando e se magari non
funzionano è perché qualche commissario della Regione va
sostituito.
Ora, qual è il punto? Questa legge non funziona per alcuni punti.
Uno è il fatto che ci sono 18 SRR. E' chiaro, sono troppe, lo
pensiamo pure noi che siano troppe. Qual è la nostra idea? Ridurle
sulla base della pianificazione regionale, non secondo la logica -
cara a Musumeci - della divisione provinciale, che non funziona -
lo disse pure, a suo tempo, la Corte dei conti, se non vado errato.
Una struttura più centralizzata verso il Dipartimento. Anche da
questo punto di vista noi condividiamo le preoccupazioni
dell'Assessorato quando dice che c'è troppa frammentazione. E,
allora, sì, costruiamo un Osservatorio regionale dei rifiuti, una
cabina di regia che faccia sì che il Dipartimento sia responsabile
della pianificazione, anche d'ambito, e degli impianti.
Queste misure noi le abbiamo calate in questo disegno di legge,
che noi abbiamo depositato un anno fa, ma rassegniamo di nuovo
all'Assessore e al Governo, perché qualora fosse disposto ad
ascoltarci, noi saremmo ben disponibili a lavorare insieme per
modificare questa legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Trizzino.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie, signor Presidente. Governo, colleghi, cittadini,
ormai da quattro anni e mezzo, è passato un po' di tempo, cerchiamo
di dare qui delle proposte, anche con interventi politici, anche se
siamo ormai a fine legislatura dico, signor Presidente, molto ha
detto il mio collega Trizzino, io in questa legislatura ricordo -
di cui poi l'assessore Baglieri ha fatto gli ultimi quindici mesi
come assessore - però, io ricordo, signor Presidente, che anziché
un Governo regionale con un Presidente della Regione che, subito,
fin dal primo giorno di insediamento io spero che poi, nella
prossima legislatura, il prossimo Governo regionale, io auspico un
Presidente che, fin dal primo giorno, va in giro per la Sicilia e
soprattutto verifica l'impiantistica siciliana e fa di tutto poi,
anche a livello amministrativo e di governo, per la realizzazione
degli impianti.
Quello che è mancato, infatti, in questi anni, sono stati gli
impianti, un Presidente ed un Governo regionale che si è staccato
da questa logica dell'impiantistica. E io ricordo, Presidente,
perché facevo parte, all'inizio, nei primi due anni, due anni e
mezzo di legislatura, facevo parte della Commissione ambiente
assieme ad altri colleghi, io ricordo che, per un lungo periodo, ci
siamo arrovellati e siamo andati proprio in continuamente eravamo
lì in Commissione a parlare di questa famosa riforma, che poi era
una riforma e qui l'avevamo detto tutti, che era una riforma
vessillo, cioè una bandiera da parte del Presidente Musumeci,
perché aveva questa idea, assessore, di disegnare gli ambiti su
base provinciale.
Noi, più volte, inascoltati, avevamo detto guardate - lo hanno
detto anche i miei colleghi - molti amministratori ci dicono non
cambiate, non fate nuovamente la riforma, non partite da zero,
perché noi ci abbiamo messo tanto tempo per arrivare a regime, per
costituire l'SRR, noi siamo indietro con l'impiantistica, lavoriamo
per ottimizzare quella legge e per cercare di sburocratizzare e
realizzare l'impiantistica che serve in Sicilia .
Noi poi qui, signor Presidente, io sono stato il deputato che ha
chiesto il voto segreto sull'articolo 1 del disegno di legge su
questa famosa riforma, ho ricevuto attacchi poi da parte del
Governo regionale; ci sono stati attacchi furibondi da parte del
Presidente della Regione quel giorno, quando fu bocciato
l'articolo.
Oggi, noi a cosa assistiamo? Assistiamo ad una Regione e quindi ai
territori che non hanno gli impianti, e i territori chiedono gli
impianti; molti progetti sono presentati e fermi, cioè io sono
andato in giro anche in alcune SRR che hanno presentato i progetti
e sono fermi, bloccati, assessore, dopo di che, cosa andiamo a
fare? Noi andiamo a fare delle evidenze pubbliche, signor
Presidente. La prima evidenza pubblica nel portare rifiuti
all'estero, evidenza pubblica che poi, come dire ci sono state
delle aziende che hanno partecipato e poi non si è data attuazione;
un'altra evidenza pubblica per questi famosi inceneritori, anche lì
conferenza stampa in pompa magna con diretta facebook da parte del
Presidente Musumeci, al solito, per dividere i cittadini, perché
altro non si fa che dividere i cittadini: inceneritori sì,
incenerito no. Nel frattempo che i rifiuti sono in giro per la
Sicilia, però, una cosa strana che ho notato in questa evidenza
pubblica, assessore, mentre noi quando vogliamo andare a
realizzare, anzi quando vogliamo andare a proporre il territorio
che si deve, che deve essere proposto a livello nazionale come
centro per l'idrogeno, facciamo un'evidenza pubblica, dove
chiamiamo a raccolta i territori e diciamo chi vuole partecipare a
questa evidenza pubblica, chi vuole diventare come proposta
siciliana per il centro per l'idrogeno, e se non sbaglio hanno
partecipato settanta comuni, quando invece dobbiamo andare a
realizzare l'impiantistica, noi non andiamo a fare il
coinvolgimento dei territori, quindi noi non andiamo a fare
un'evidenza pubblica ai territori ed ai comuni per dire chi si
vuole, chi vuole ospitare - e noi siamo ovviamente contrari - un
inceneritore, un termo utilizzatore, un termovalorizzatore,
chiamiamolo come vogliamo, no, noi non facciamo questa evidenza
pubblica, facciamo un'evidenza pubblica diversa: apriamo alle
aziende e poi sono le aziende ad andare a definire l'ubicazione
dell'impianto senza nessun coinvolgimento da parte dei territori.
Questo non funziona, non funziona minimamente.
Io ho partecipato al consiglio comunale di qualche giorno fa, a
Gela, assieme al collega Trizzino, alla collega Damante, ed ho
assistito a qualcosa di allucinante, cioè un'azienda che viene, con
tutto il rispetto, all'interno di un Consiglio comunale ad
enunciare la tecnologia innovativa di un impianto non presente al
momento, non realizzato in tutto il mondo, quindi un impianto che
non esiste in tutto il mondo, però dove già si è decisa
l'ubicazione, al di là dell'impianto che è super tecnologico, ma
non c'è stato nessun coinvolgimento, però quando dobbiamo andare a
realizzare il centro per l'idrogeno, andiamo a fare l'evidenza
pubblica per i Comuni.
E allora, assessore, qui manca la strategia, che attenzione non so
se dipenda da lei; io credo che dipenda. purtroppo, e ce ne siamo
accorti, dal Presidente della Regione, perché al Presidente della
Regione, in questi anni, è mancata la strategia su questa gestione
dei rifiuti, perché prima si era incartato sul discorso di fare gli
ambiti provinciali, e ci ha fatto perdere due anni e mezzo, tre
anni di legislatura, tre anni. Mi avvio alla conclusione, signor
Presidente. Tre anni di Legislatura e tre anni di governo, quando
invece potevamo andare a fare delle piccole modifiche, e il
Movimento Cinque Stelle, ma tutti i Gruppi parlamentari, assessore,
perché in Commissione Ambiente, territorio e mobilità eravamo
tutti d'accordo, bastavano piccole modifiche e si velocizzava il
tutto.
Siccome questo Presidente è un Presidente che non dialoga, che su
determinate cose, soprattutto sui percorsi politici, mi dispiace
dirlo, ha i paraocchi, e se ne sono accorti tutti i cittadini, noi
ci troviamo in una situazione di emergenza enorme, perché anche se
fosse che in qualche modo venissero realizzati gli inceneritori, ci
vorrebbero almeno cinque-sei anni, assessore, e poi lì ci sarebbe
anche una battaglia politica, perché noi gli inceneritori non li
vogliamo.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, più dell'onorevole Trizzino sta
parlando
DI PAOLA. Vogliamo impianti tecnologicamente avanzati, E allora
dove li mettiamo i rifiuti, assessore? Le discariche sono in
esaurimento, la discarica di Timpazzo, oggi, che è la discarica del
mio territorio, che doveva servire per almeno dieci anni il mio
territorio, a breve si esaurirà, con costi immani anche per quel
territorio, perché in questo momento sta gestendo l'emergenza di
tutta la Regione.
Noi dobbiamo - e chiudo, signor Presidente - auspicare che il
prossimo Governo regionale sia un Governo regionale che anziché
rimanere chiuso all'interno delle stanze dei Palazzi, per
modificare leggi per ambizioni da parte del Presidente, per
bandiere o per bandieruole da parte di un Presidente della Regione,
sia un Governo regionale che di fatto vada a realizzare
l'impiantistica. Grazie.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli Di
Caro e Zafarana.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo
sull'emergenza rifiuti in Sicilia
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Grazie, signor Presidente. La storia si ripete sempre due
volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa , diceva
l'economista filosofo Karl Marx. Qua però abbiamo superato la
seconda, la terza, la quarta, la quinta; la farsa si ripete ogni
anno, perché ogni anno ci troviamo a fare sempre gli stessi
discorsi.
Cinque anni in cui si ripete sempre la stessa cosa, cinque anni
con la Sicilia piena di rifiuti, cinque anni di emergenze, cinque
anni di rifiuti spediti all'estero, cinque anni di TARI altissime
per i siciliani, cinque anni di disastro, e concludiamo chiaramente
con l'ennesima emergenza sui rifiuti.
Ma l'emergenza per questo Governo è l'ordinarietà, perché ci
troviamo sempre ad affrontare l'emergenza dei rifiuti, l'emergenza
degli incendi, l'emergenza poi a novembre, quando cominciano le
alluvioni, questo Governo ha agito solo in emergenza.
Belle parole del Presidente Musumeci, quando faceva la campagna
elettorale, però dico li conosce i temi di riciclo e di riutilizzo,
perché li scriveva in quel programma del 2017, lo diceva
chiaramente in campagna elettorale di dover utilizzare i rifiuti
come risorsa. Parlava di riciclo, parlava di riuso, parlava di
porre fine al sistema delle discariche, ma queste discariche fatto
sta che ancora ce le abbiamo.
Ora grazie alla sentenza del TAR viene chiusa quella di Oikos nel
territorio di Motta Sant'Anastasia, vicino Misterbianco, territorio
che paga da anni, anni, anni, decenni, questa presenza di
discariche vicino al centro abitato. E, oggi, questo territorio
anziché pensare di avere un Presidente della Regione che agisce per
il bene dei cittadini, per il bene della gestione della cosa
pubblica, per il bene e per la tutela della salute pubblica, deve
ringraziare il Tar perché, ovviamente, la gestione di questa
discarica nell'ambito di autorizzazione e quant'altro è stata
abbastanza tragica. Infatti, il quadro che emerge da questa
paradossale vicenda è agghiacciante, perché si mostra palesemente
l'incapacità amministrativa del Governo Musumeci, che non ha
risolto, chiaramente, il problema, in questi anni, ed ha aggravato
il ciclo dei rifiuti. Infatti, nella sentenza del TAR di Catania
viene riportato che l'autorizzazione rilasciata non risulta
rispondente ai canoni di completezza richiesti dalla normativa in
materia di rilascio di autorizzazione ambientale integrata e
rimangono del tutto oscure le ragioni per le quali sia stata di
fatto autorizzata una discarica su un'area comprendente una
porzione destinata a verde agricolo. Con tutto ciò che ne consegue
in termini di violazione del codice dell'ambiente.
Le discariche, quindi, continuano ad essere il sistema di gestione
dei rifiuti del Governo Musumeci e, oggi, poi, a fine legislatura,
comincia a parlare di un altro tema che è quello degli
inceneritori, senza nessuna programmazione, senza nessuna visione,
perché è quello che manca a questo Governo, assessore, è la
mancanza di visione, di pianificazione. Qual è la visione per
questa Sicilia? Qual è il progetto per questa terra? Non c'è, non
esiste, e la progettazione e la visione chi amministra, chi
governa, deve averla. Non si può arrancare improvvisando. Allora,
se siamo in campagna elettorale, perché vi serve essere eletto,
dico che va bene il sistema del riciclo e del riuso; poi, a fine
campagna elettorale, devo porlo un rimedio, devo far capire
all'opinione pubblica che qualcosa la sta facendo e si esce il
discorso sui termovalorizzatori.
Tra un paio di anni sarà una cosa diversa, perché il Governo della
farsa, il Governo dell'improvvisazione, e mi dispiace, mi dispiace
per i siciliani, che è da cinque anni che sperano che questa Terra
cambi, che sperano che si pongano le basi per non andare più via da
quest'Isola. Ma quando la gente mi chiede: Jose, ma al Governo che
si dice? Musumeci che fa? Cosa dice? Cosa ci aspetta per i prossimi
anni? Io mi ritrovo a dire: ragazzi c'è, non c'è, non ci sono
elementi per restare, perché se continua così ve ne andate e forse
me ne devo andare pure io, però poi penso: no, devo restare qui a
lottare. Perché un altro governo di questo non lo auguro a nessuno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, non posso
nascondere la delusione, non solo mia, ma penso dei siciliani,
degli amministratori locali, dei sindaci, dei tanti comuni che
vivono una condizione di emergenza, che attendevano oggi una parola
di chiarezza da parte del Governo della Regione rispetto ad una
emergenza rifiuti che è diventata emergenza igienico-sanitario, di
una gravità, probabilmente, che conosce pochi precedenti. E,
purtroppo, la comunicazione dell'assessore, prendiamo atto, qui
solo da 15 mesi, è davvero un'ulteriore conferma del fallimento del
Governo Musumeci, anche nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
E' un fatto di estrema gravità, anche in questo caso i sindaci
vengono abbandonati a fronteggiare una situazione impossibile, come
se fossero gli unici responsabili di una situazione esplosiva
facendo finta che possano risolvere tutto, sapendo il Governo che,
in realtà, i sindaci non possono risolvere quasi nulla perché sono
parte di un sistema molto più complesso, di un ingranaggio che vede
la Regione siciliana essere parte essenziale per il buon
funzionamento del sistema stesso.
E non mi riferisco a comuni che hanno tassi di raccolta di
differenziata bassi, che pure ci sono. Voglio fare un esempio
concreto. La città di Carini, una città che in estate quasi
raddoppia la popolazione residente anche per effetto, ovviamente,
della popolazione che si riversa nel territorio di Carini a motivo
delle vacanze, del periodo estivo, delle seconde abitazioni in
prossimità del mare o comunque abitazioni che vengono utilizzate in
periodo festivo, periodo estivo.
Carini ha il settantasei per cento, a maggio di quest'anno, di
raccolta differenziata e, purtroppo, da circa dieci giorni, non
riesce più a fare la raccolta dei rifiuti. La spazzatura resta per
strada perché, purtroppo, gli autocompattatori di cui dispone
l'amministrazione comunale sono pieni non avendo potuto gli stessi
scaricare in nessuna discarica da circa dieci giorni. Questa è la
condizione, purtroppo, non solo di Carini ma anche di tanti altri
comuni della nostra Regione.
Per non parlare dell'esplosione dei costi che i comuni stanno
sopportando. Hanno raggiunto costi insopportabili per i bilanci
comunali, insopportabili per le tasche dei cittadini e si sentono
rispondere dal Governo della Regione: Beh, se non ci sono
discariche non resta che conferire rifiuti all'estero .
Ma anche questo è uno spot, perché la Regione dovrebbe dire con
esattezza quali sono le modalità di conferimento, come si fa a
procedere esattamente per una gara per potere conferire rifiuti
all'estero e, soprattutto, chi paga. Perché se, come qui qualche
collega ha detto, conferire una tonnellata all'estero avrà un costo
di circa trecentosessanta euro a tonnellata - a fronte più o meno
di 110-120 in questo momento, purtroppo, anche 150 euro a
tonnellata - significa più che raddoppiare i costi che dovranno
gravare, ovviamente, sulle casse dei comuni, sui cittadini.
E il Governo della Regione, fin qui, ha sempre respinto una
nostra precisa richiesta di creare un fondo perequativo con risorse
regionali per fronteggiare questi momenti di crisi, aiutando i
comuni a far fronte anche economicamente a questi momenti che,
purtroppo, si ripetono drammaticamente di gravissima emergenza,
ripeto, igienico-sanitaria.
Il piano di rifiuti, lo hanno detto meglio di me altri colleghi,
ancora di fatto non c'è. Non un solo impianto previsto dal piano
dei rifiuti, di fatto, può essere realizzato per mancanza di
risorse fintanto che lo stesso non sarà approvato da tutte le
autorità europee e nazionali. E sono passati, purtroppo, cinque
anni e voglio ricordare, signor Presidente, signora Assessore, che
sul piano dei rifiuti la responsabilità è tutta del Governo.
Quest'Aula, questo Parlamento sul piano dei rifiuti non doveva
approvare nessun atto. Siccome, ogni tanto, il tentativo del
Governo è quello di scaricare responsabilità sul Parlamento, in
questo caso ogni tentativo è vano.
Ovviamente, non mi riferisco all'assessore Baglieri. Io ritengo
che le responsabilità siano, innanzitutto, del Presidente della
Regione e anche l'assessore Baglieri lo ha detto nel passaggio in
cui, più o meno non testualmente, diceva che serve visione
politica. Ma la visione politica la deve avere il Governo della
Regione a legislazione vigente, a legislazione vigente. Poi, la
legislazione si può sempre, ovviamente, migliorare e non ci siamo
mai sottratti alla possibilità di migliorare la legge n. 9 del
2010. Anzi abbiamo presentato - e concludo - le nostre proposte
prevedendo, addirittura, di ridurre gli ambiti territoriali
ottimali. Non nove, come dice il Presidente Musumeci, perché
secondo il Presidente Musumeci il mondo è fatto di province, quindi
tutto deve essere ricondotto alle province come se la provincia di
Enna avesse le stesse caratteristiche della provincia di Palermo,
di Messina o di Catania, un modo assolutamente inadeguato di vedere
la realtà ma, addirittura, noi parlavamo di 5 ambiti territoriali.
Abbiamo anche proposto di potere ridurre anche le 18 SRR, come
numero, anche prevedendone la trasformazione da soggetto di diritto
privato a soggetto di diritto pubblico. Purtroppo tutto questo non
è stato possibile perché il Governo regionale per 5 anni si è
intestata una riforma impossibile, una riforma sbagliata, una
riforma non condivisa da nessuno lasciando ora la Sicilia
precipitare ancor di più, in piena stagione estiva in un mare di
guai, in un mare di difficoltà nel settore dei rifiuti così come in
tutti gli altri settori. I sindaci, la popolazione siciliana
attendono una risposta.
Questa sera il Governo la risposta non l'ha data e noi la
sollecitiamo con forza e porteremo avanti ogni iniziativa
parlamentare e politica affinché questa risposta arrivi in tempi
rapidi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lupo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente. Disordine gestionale, eccessiva
burocrazia mala gestio con discariche sature a ridosso dei centri
abitati, inquinamento da percolato, emissioni di fumi maleodoranti,
intere litoranee assediate da tonnellate di spazzatura, tassazione
elevata non corrispondente ai servizi resi.
Bene, queste sono alcune delle parole che vengono estrapolate
dalla relazione della Commissione Antimafia non di questa
legislatura ma di quella precedente dove il Presidente della
Regione era il Presidente della Commissione Antimafia .
Queste stesse criticità evidenziate, naturalmente vengono
riportate dall'attuale Commissione Antimafia nella propria
relazione che oltre a queste criticità ha evidenziato un coacervo
di interessi con una triangolazione di poteri tra certa
imprenditoria, parte della criminalità organizzata e di certa
politica che su questo sistema del ciclo dei rifiuti ha creato il
proprio consenso elettorale.
Ma tornando alla relazione di cui il Presidente della Regione è
stato Presidente della Commissione Antimafia finisce la relazione
col dire che le uniche politiche possibili sono quelle mirate
all'incremento della raccolta differenziata, al riuso degli scarti
e alla conversione energetica del pattume. Quindi, il Presidente
evidentemente ha cambiato idea e quindi ha rinnegato se stesso. Se
la sola raccolta differenziata la si considerava come uno degli
strumenti, una delle soluzioni possibili.
Però vede assessore tornando al discorso della raccolta
differenziata mi fa sorridere che il suo dirigente generale del
dipartimento ha dichiarato proprio nelle ultime ore che la
responsabilità della crisi e del fallimento della raccolta
differenziata è da imputare, oltre che alle SRR e ai cittadini:
ebbene i cittadini, cari assessori, vanno educati e soprattutto
vanno motivati perché i cittadini non possono essere i responsabili
del fallimento delle Pubbliche amministrazioni.
In merito a questo io le chiedo se sia possibile creare una sorta
di tutoraggio e monitoraggio sui principali produttori
dell'indifferenziato o dell'indifferenziato cattivo perché ci sono
pure amministrazioni pubbliche che producono differenziato che non
è adeguato e mi riferisco ai comuni di Palermo e Catania che sono i
principali produttori di indifferenziato.
Mi chiedo se sia possibile creare un tutoraggio particolare su
questi comuni perché sono i principali produttori del fallimento
della raccolta differenziata a livello regionale.
Dopo di che noi rinnoviamo, come forza politica del Movimento
Cinque Stelle, tutta la nostra disponibilità a risolvere questa
crisi emergenziale che non è più una emergenza, non è più un
fenomeno straordinario ma è una condizione reale e non è più
emergenziale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
L'onorevole Gucciardi non lo vedo più, per cui teoricamente gli
interventi sono terminati.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Grazie, Presidente. Io dedicherò parte dell'intervento a
dire la mia sulla situazione dei rifiuti e poi ne volevo
approfittare, come anticipato la volta scorsa, a fare una domanda
all'Assessore Baglieri rispetto a una tematica che riguarda la mia
provincia.
Oltre alle cose già dette, tenevo a stigmatizzare, che ho notato
in questi cinque anni di esperienza sull'atteggiamento del Governo
e soprattutto del Presidente Musumeci rispetto alla questione della
raccolta dei rifiuti, come in qualche modo troppo spesso le SRR e i
sindaci in qualche modo non sono stati coinvolti o meglio dire
hanno avuto degli indirizzi da parte del Governo e, soprattutto, da
parte anche del Presidente in merito alla realizzazione di impianti
pubblici.
Questa cosa ha comportato il non riuscire a realizzare gli
impianti anche perché all'interno delle SRR, ma soprattutto anche
all'interno dei comuni non ci sono le competenze adeguate per la
realizzazione degli impianti. Questa motivazione a mio avviso nasce
da un paradigma sbagliato rispetto al rapporto con i privati, in
cui dove c'è il privato c'è sicuramente il malaffare, dove c'è il
pubblico no. Io ritengo che invece degli indirizzi da parte del
Governo regionale con le SRR e con i sindaci che non sono
controparte ma che insieme debbono affrontare questa questione
avrebbe riportato dei risultati migliori.
Personalmente sono stato sempre a favore dei termovalorizzatori
che non sono un'alternativa alla raccolta differenziata ma sono
l'insieme di un mix perché comunque una parte dei rifiuti va in
discarica e quindi io sono per una programmazione che vede assieme
gli interessi privati e gli interessi pubblici anche perché il
risultato finale di questa politica portata avanti dal Governo
Musumeci è quella che poi ad avvantaggiarsi della stasi sono sempre
gli stessi, sono le discariche già esistenti che tendono a
ingrandirsi; per cui a volte mi è sorta, e l'ho detto anche in
alcuni interventi qua in Aula, la preoccupazione se dietro questa
demonizzazione di un apporto dei privati anche in collaborazione
con le SRR e con i comuni nella organizzazione dell'impiantistica
non sia di fatto un modo per nascondere un rapporto con chi oggi
gestisce le discariche, perché comunque qualcuno da questa
situazione se ne avvantaggia. E ritengo che comunque vada cambiata
la rotta e vada agito non scaricando sui sindaci ma d'intesa con i
sindaci anche perché se quando noi ci siamo insediati c'erano gran
parte dei comuni siciliani che rischiavano il default, lasciamo una
situazione dopo cinque anni in cui appunto per l'aggravio dei costi
per lo smaltimento dei rifiuti che ormai costa molto di più del
servizio di semplice raccolta, molti dei comuni saranno destinati
ad andare in default, e io ritengo che come Regione siciliana non
ce lo possiamo consentire.
Approfitto di questa seduta, come già anticipato dal Presidente
Miccichè, per chiedere all'Assessore Baglieri che so che è stata
incaricata dal Presidente Musumeci a seguire la vicenda riguardante
IAS che, a prescindere dall'intervento della Procura con il
sequestro delle quote, ritengo che oggi ci sia, anche in questa
situazione di delicatezza, la necessità di tranquillizzare i
cittadini delle zone sulle condizioni dell'impianto ma, allo stesso
modo, anche di garantire il funzionamento del polo petrolchimico.
So che già i tecnici sotto la guida del Prefetto, e con la
disponibilità anche dell'Assessore Baglieri, stanno lavorando alla
risoluzione del problema però io gradirei da parte dell'Assessore
che aggiornasse, tutta l'Aula, su qual è lo stato di questo
impianto che ricordo essere l'impianto più grosso che abbiamo nel
Mezzogiorno, che è di proprietà della Regione che da quarant'anni
non fa investimenti e che rischia di mettere in crisi un sistema
produttivo che incide non solo sulla mia provincia ma sul PIL della
Regione e sulle esigenze anche dal punto di vista energetico e
occupazionale.
PRESIDENTE. Assessore, ritiene di intervenire? Prego.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Desidero chiaramente trarre delle considerazioni non conclusive ma
finali di oggi, ecco conclusive.
Allora distinguerei in due parti il mio discorso, innanzitutto
alcune considerazioni di natura generale, mi dispiace constatare
che l'onorevole Barbagallo non sia qua presente, ma vorrei ribadire
che lo scarica barile personalmente è un'attività che non esercito
e non la esercito perché non ho nessun tipo di vantaggio e, quindi,
quando dico che la governance, le SRR, i comuni, in realtà sto
soltanto facendo riferimento al quadro normativo vigente che
quest'Aula ha sancito nel 2010, che quest'Aula nel 2018 ha deciso
di non modificare e, quindi, in piena coerenza e nel rispetto della
legge, io faccio riferimento a quel quadro normativo.
Ora, sia detto senza polemica, non voglio sembrar polemica perché
non giova a nessuno in questo momento, però bene ha detto
l'onorevole Lupo, il problema è che c'è una governance
multilivello, c'è la Regione, ci sono le SRR, ci sono le province,
nella legge n. 9 ancora si parlava di province, che hanno dei
compiti e poi ci sono i comuni.
Quindi, il riferimento ai comuni non è per scaricare ai comuni,
anzi, chissà per esempio, come dire, il supporto anche operativo
fornito ad alcuni comuni, in questo caso faccio riferimento al
comune di Catania, ma è stato un supporto operativo non nell'ultima
emergenza, ma che già ci vedeva, il primo novembre, in una riunione
prefettizia e via dicendo.
Quindi, il tema è la complessità di questa governance e questo mi
porta a dire che quando si parla di un problema trasversale,
politicamente trasversale, alludo proprio a questo, perché non c'è
dubbio che nei vari territori si fa la politica e quindi è chiaro,
la visione a cui faceva riferimento è una visione dei territori.
Questo, torno a dire, non lo dico ma è la ratio della legge n. 9,
teoricamente, forse anche giustamente, i cittadini pagano la Tari,
i cittadini individuano ed eleggono la rappresentanza consiliare,
il sindaco e quindi il comune, essendo un servizio pubblico locale
deve organizzarsi.
Ora, se per economie di scala si organizzano a livello provinciale
come attualmente, oppure no, oppure, come qualcuno oggi ha avanzato
in maniera diversa con un criterio legato alla dotazione
impiantistica, questo è un qualcosa di cui si può discutere, ma non
c'è dubbio che ogni territorio - è questo il messaggio che vorrei
far passare - deve pianificare e deve dare e pianificare e
programmare gli impianti, secondo quel principio che ci vede tutti
uniti dell'autonomia bacinale e della prossimità.
Ora cosa è che verifico? Una discrasia tra quello che si dice e
quello che si fa. O meglio, tra quello che è scritto. Il fatto che
ci sia una discarica a Lentini che vuole essere ampliata ma così
come si fa riferimento anche ad altri progetti, mi chiedo, ma il
piano d'ambito di quelle SRR include un aumento di questo impianto?
Include degli accordi di sovrambito con le altre SRR? Perché
altrimenti è chiaro che è il territorio che deve dire cosa desidera
fare, quindi, su questo vorrei essere chiara, non è la Regione che
deve dare gli indirizzi, deve dare il coordinamento, deve
programmare a livello regionale ma in questo dialogo con le SRR, e
questo è lo strumento attuale, le SRR devono fare i piani d'ambito.
Sono stati invitati ad aggiornare i piani d'ambito e laddove non
l'hanno fatto in termini d'impiantistica, qualcuno l'ha anche
ricordato, si è provveduto ad un commissariamento ad acta. Faccio
riferimento al Commissario Lizio e comunico a quest'Aula che il
Commissario Lizio ha già provveduto a pubblicare la progettazione
di un impianto di compostaggio a Noto, per le SRR di Siracusa, un
polo impiantistico a Randazzo per quella di Catania e poi c'è il
caso di Mili per Messina.
Questo cosa significa? Pone un accento sulla progettualità. Un
altro tema che è emerso, e di cui chiaramente è un tema di cui
discutere è poi l'accelerazione dell'iter, questo per rispondere
all'onorevole Calderone, molti progetti sono, come dire, potrebbero
essere accelerati e di questo io ho preso nota e m'impegno di poter
avviare un'interlocuzione interassessoriale perché chiaramente,
come diceva l'onorevole Calderone, forse accelerare alcune
progettualità potrebbe essere un modo per poter dare una risposta
più strutturale e non emergenziale al caso delle discariche.
Quindi il tema degli impianti però, ecco, mi piace anche ricordare
che non è che non ci siano impianti, stiamo lavorando, sono state
appaltate due discariche e la SRR di Trapani, si è completato
chiaramente quella di Enna, c'è un ampliamento di Enna, ci sono
delle attività progettuali che chiaramente richiedono tempo,
richiedono collaborazione anche da parte dei comuni, i quali
comuni ci rendiamo conto che sono a volte in difficoltà in termini
di progettazione ma questo non significa, come dire, attribuire
colpe ma al contempo non ci si può chiedere di sostituirsi perché
se allora ci sostituiamo sempre forse più che un fallimento del
Governo forse ora stiamo certificando un fallimento delle SRR, il
che non significa attribuire colpe ma prendere atto e vedere un po'
in alcuni casi come salvare, cioè dire come prendere quel buono che
c'è, e c'è, perché come ho detto abbiamo avviato un percorso di
condivisione con alcune di esse, abbiamo fatto un tavolo tecnico
che aiuterà queste società a far sì, ad espletare quelle funzioni e
quei compiti che a loro sono attribuite.
Il tema che si è toccato, poi c'è un tema delle risorse, è chiaro
che tutto questo sistema oligopolistico vigente ha creato un
aumento delle tariffe, su questo chiaramente qualcuno dirà avete
sbandierato queste risorse , continuo a sostenere e l'ho ribadito
in una riunione che abbiamo svolto la settimana scorsa a Catania
con alcune di queste SRR, il tema è che quei quarantacinque milioni
che non sono POC ma sono inserite in una delibera CIPE, chiaramente
vanno a coprire l'extra costo per l'extra Regione.
Ora, i criteri, qualcuno dice: ma quali sono i criteri ? Noi
abbiamo chiesto da settembre del 2021 che chiaramente chi
intendeva, sulla base dei flussi, di rifiuto a livello provinciale,
a livello di singole SRR, qual era la loro previsione. E vi dico
anche che la previsione fatta nel 2021, in cui potevamo contare
anche su quella volumetria di Oikos, che ci consentiva di dire che
va fuori chi non ha il 65 per cento, adesso quel quadro è cambiato.
Quindi, cosa intendo dire? Intendo dire che con la prima opzione,
che era quella di andare a restituire, a coprire l'extra costo,
secondo però procedure di evidenza pubblica e secondo alcuni
criteri, delle cosiddette piste di controllo, che io ho richiesto
alla Programmazione, si fatica. Forse questa non è la via e quindi,
appunto per questo, venerdì scorso abbiamo iniziato a immaginare
un'altra via, quella di una contribuzione ai singoli comuni, legata
magari ai piani di gestione.
Quindi non è semplice, onorevole Lupo, dire quali siano i criteri,
perché è chiaro che anche i comuni se rinnovano e scelgono gestori
non sulla base di una evidenza pubblica, noi abbiamo difficoltà
anche a rendicontare. Quindi, anche noi dobbiamo far sì che ci sia
coerenza tra i criteri della rendicontazione con quelli poi reali,
svolti e attuati dai singoli comuni.
Non c'è dubbio che non ci vogliamo mettere contro i comuni, e lo
sanno perfettamente tant'è che ho già sollecitato l'ANCI, l'ANCI mi
ha chiesto un tavolo che faremo.
Quindi il tema è un altro, consentitemi. Il tema è che in realtà
l'avvio di un percorso che vede l'aumento della differenziata, il
ciclo integrato dei rifiuti, avviare la progettazione e
l'impiantistica, non è semplice, non è agevole. La pandemia, è
inutile, ha anche rallentato tutto questo. Però, per mia natura,
voglio sempre vedere gli aspetti positivi e non gli aspetti
negativi. Io ritengo che l'aumento della promozione della
differenziata, così come la prevenzione, ma così come anche il
termovalorizzatore, che non si sostituisce alle discariche -
abbiamo sempre bisogno delle discariche, perché il 10 per cento lo
dobbiamo portare in discarica, ma quei dati che circolano in realtà
sono dati anche falsati. Per quale motivo? Perché quando noi
parliamo del 65 per cento di differenziata, io non sto parlando del
recupero e del riciclo; la qualità di questo rifiuto va migliorata,
la qualità anche del compostaggio va migliorata, perché parte di
quel compostaggio va a finire poi in discarica.
Vedete che il 10 per cento, in fondo, è tutto il sovvallo di
quell'attività di differenziata che dobbiamo fare. Quindi i
cittadini, ovviamente, vanno incentivati. E come si incentivano i
cittadini, al di là della sensibilizzazione? Semplicemente con una
cosa: applicando la TARIP, applicando una tariffa puntuale.
Chiedo: quanti Comuni sono in grado di avviare? Ce ne sono alcuni,
ma di 392 dobbiamo fare in modo che questa attività formativa - e
lo dico con cognizione di causa - formativa dei comuni e delle SRR
va fatta.
Quindi, come vedete, il lavoro che va fatto è chiaro. Per me la
via è tracciata. Bisogna soltanto essere onesti intellettualmente e
dire: bene il problema è questo, abbiamo la volontà di risolverlo?
E quando dico la volontà di risolverlo non faccio riferimento
soltanto a questo consesso, di cui mi onoro di essere qui, ma a
tutti, a livello regionale nei vari livelli di governance a cui
facevo riferimento.
Le Città metropolitane vanno aiutate. Abbiamo già avviato un
tavolo, a parte con Catania ma anche con Palermo, Messina è già al
cinquanta percento, va anche qui, come dire, messo in rete, quindi
l'idea e chiudo, è che i cittadini che vedono attualmente questa
difficoltà, è una difficoltà che non è soltanto legata al fatto
della discarica, ma è anche un tema di come reagire alle
problematiche, problematiche che conoscevamo, che avevamo già
preannunciato, chiaramente non sapevamo della coincidenza della
sentenza del TAR, ma questo è, quindi, se volgiamo rendere il
decoro, migliorare, bisogna secondo me, con spirito di servizio,
mettersi tutti intorno al tavolo, anche se lo scorcio di questa
legislatura, ma per quanto è possibile metterò fino all'ultimo le
energie di cui dispongo per fare in modo che almeno due impianti,
tre impianti, quattro impianti in maniera fattuale vengano
realizzati, questo secondo me è l'unico segno tangibile di cui in
fondo tutti i cittadini hanno bisogno perché poi non hanno
necessità di una legge, ma di sapere che realmente c'è qualcosa di
concreto, risposte concrete, per fare questo noi metteremo tutte le
nostre energie, però è anche vero che abbiamo l'esigenza che questa
collaborazione arrivi, così come lo hanno dimostrato, dai comuni e
dalle SRR e da voi tutti, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Baglieri.
Allora, avevamo immaginato di poter fare qualcosa sul disegno di
legge sul randagismo, ma gli Uffici ci hanno comunicato che ci sono
delle cose
(Intervento fuori microfono dell'assessore Baglieri)
PRESIDENTE. Doveva rispondere all'onorevole Cafeo? Prego,
Assessore.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Scusate, ho dimenticato di dare la risposta all'onorevole Cafeo sul
caso IAS, il depuratore di Priolo. Posso rassicurare su questo
intanto nel ringraziare l'opera di coordinamento svolta dal
Prefetto sua eccellenza Scaduto, devo dire che già l'Aia è stata,
come dire, Territorio e ambiente ha già esitato o sta per esitare
l'AIA, ha già esitato al CTS il parere, e pertanto forse anche
quell'autorizzazione provvisoria non è necessaria proprio perché
abbiamo accelerato l'iter, pertanto il mio è un messaggio di
rassicurazione verso quel territorio e verso anche le imprese del
petrolchimico, perché in realtà la soluzione individuata tutti
insieme lì a Siracusa è una soluzione che verrà perseguita e da me
seguita.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Baglieri.
Dicevo che il disegno di legge sul randagismo non lo possiamo fare
perché gli Uffici hanno rilevato alcuni errori, anche sin
dall'articolo 1, che devono essere corretti, quindi non potremmo,
comunque, materialmente votarlo.
Per cui, non avendo altri chiesto di intervenire, la seduta è
rinviata a martedì 5 luglio 2022, alle ore 16.00. Ricordo che alle
ore 15.00 si terrà la Commissione per la verifica dei poteri per
integrare il quorum, per ripotare l'Assemblea al numero di deputati
che merita.
La seduta è tolta alle ore 18.59 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXIX SESSIONE ORDINARIA
345a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 5 luglio 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLE
DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE ROBERTO LAGALLA DALLA CARICA DI DEPUTATO
REGIONALE PER MOTIVI DI INCOMPATIBILITA'
II -COMUNICAZIONI
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme per la tutela degli animali e la prevenzione del
randagismo . (nn. 40-100-159-177-191-326/A) (Seguito)
Relatore: on. Siragusa
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)
- Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
N. 2616 - Opportune iniziative volte al mantenimento della
dotazione finanziaria in favore delle scuole paritarie della
Sicilia.
Firmatari: Lupo Giuseppe; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
- Con nota prot. n. 15000/IN.17 del 27 aprile 2022 il Presidente
della Regione, nella qualità di Assessore ad interim per
l'istruzione e la formazione professionale, ha invitato il Capo di
gabinetto del relativo Assessorato 'a provvedere alla
predisposizione di apposita nota da sottoporre alla firma dello
scrivente, nella qualità di Assessore regionale per l'istruzione e
la formazione professionale'.
(*) La risposta alla suddetta interrogazione sarà pubblicata
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2663 - Notizie in merito all'erogazione dell'acqua nel
territorio di Modica da parte del Consorzio di bonifica di Ragusa.
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Dipasquale Emanuele
N. 2664 - Urgente indagine ispettiva sulla presunta illegittimità
degli incarichi a titolo gratuito a soggetti collocati in
quiescienza presso il Comune di Santa Domenica Vittoria (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Calderone Tommaso A.
N. 2666 - Notizie circa l'integrazione socio-sanitaria nell'ambito
della salute mentale nella Regione siciliana e la dotazione
organica dei Dipartimenti salute mentale (DSM).
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Barbagallo Anthony Emanuele; Cracolici Antonino; Gucciardi
Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2665 - Chiarimenti in merito alla gestione della Fondazione
Orchestra Sinfonica Siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2667 - Chiarimenti in merito al progetto di ripristino ed
adeguamento funzionale della condotta agraria ubicata in c.da
Sigona.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Marano Jose; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2668 - Misure urgenti per il potenziamento dell'Unità
Cardiologica dell'Ospedale San Vincenzo di Taormina (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lo Giudice Danilo
N. 2669 - Chiarimenti in merito all'inidoneità delle procedure e
dei criteri di selezione dei concorsi per i Centri per l'Impiego
(CPI).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Schillaci Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 2670 - Chiarimenti in merito al bando di concorso per il
reclutamento del personale cat. D destinato al potenziamento dei
Centri per l'Impiego.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi Sergio; Pagana Elena
N. 2671 - Iniziative volte a reperire le unità mancanti di
personale medico e infermieristico nei pronto soccorso degli
ospedali dell'Asp di Messina e a integrare la presenza di personale
medico a bordo delle ambulanze del 118.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Laccoto Giuseppe
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
N. 641 - Iniziative volte a garantire un'attività di monitoraggio
sulle infrastrutture viarie principali e secondarie, volta a
constatare l'effettivo stato a norma dei guard rail installati in
tutte le strade pubbliche extraurbane regionali.
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi Sergio; Pagana Elena
Presentata il 10/06/22
N. 642 - Proroga dei contratti del personale USCA fino al 31
dicembre 2022.
Calderone Tommaso A.; Lantieri Annunziata Luisa; Ternullo Daniela
Presentata il 17/06/22
N. 643 - Proroga dei contratti di tutto il personale impegnato
nell'emergenza Covid fino al 31 dicembre 2022.
Calderone Tommaso A.; Lantieri Annunziata Luisa; Ternullo Daniela
Presentata il 20/06/22
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposta scritta ad interrogazione
1 Intervento corretto dall'oratore