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Resoconto d'Aula della Seduta n. 344 di lunedì 27 giugno 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.19

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

     PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna  gli  onorevoli Palmeri, Arancio, Caronia, Mangiacavallo  e
  Pagana.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di dimissioni dalla carica di deputato regionale

   1PRESIDENTE. Allora, colleghi, comunico che sono pervenute note di
  dimissioni da deputato regionale da parte dell'onorevole Lagalla  e
  dell'onorevole Cannata, avendo conseguito la carica di sindaco  nei
  rispettivi Comuni.

   (L'onorevole  Roberto Lagalla e l'onorevole Rossana Cannata  hanno
  dichiarato  di  dimettersi  dalla  carica  di  deputato  regionale,
  rispettivamente  con nota prot. n. del 752899 del 23  giugno  2022,
  protocollata  al n. 1168-PRE/2022 di pari data, e  con  nota  prot.
  27608 del 23 giugno 2022, protocollata al n. 12579-DIG/2022 di pari
  data.

   Le note in questione così recitano:

                                       Prot. n. 752899 del 23/06/2022

  Città di Palermo
       Il Sindaco

  Palermo, 22 giugno 2022

                                            Al Presidente dell'A.R.S.

                                   Al Segretario generale dell'A.R.S.

                                                                 Sede

  Il  sottoscritto On. Prof. Roberto Lagalla, Deputato dell'Assemblea
  Regionale Siciliana eletto nella XVII legislatura, a seguito  della
  sopravvenuta elezione alla carica di Sindaco del Comune di Palermo,
  con  la presente, nel rispetto del termine prescritto dall'art. 68,
  comma 4, del TUEL e dall'art. 14 L.R. 31/1986

                              formalizza

   a  decorrere dal 30 giugno p.v., le dimissioni irrevocabili  dalla
  carica di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana.
   Cordialmente.

                                                Prof. Roberto Lagalla

                            CITTA' DI AVOLA
                       ( Provincia di Siracusa )

   Prot. 27608

   Avola, 23/06/2022

                                         Al Presidente dell'A.R.S.

                                Al Segretario Generale dell'A.R.S.

                        Al Segretario Generale del Comune di Avola

                                       Alla Prefettura di Siracusa

                            Al Direttore Generale del dipartimento

                          autonomie locali della Regione Siciliana

   La  sottoscritta On. Avv. Rossana Cannata Deputato  dell'Assemblea
  Regionale Siciliana, eletta nella XVll legislatura, a seguito della
  sopravvenuta elezione alla carica di Sindaco del Comune  di  Avola,
  con la presente comunica e

                              Formalizza

   le dimissioni irrevocabili dalla carica di Deputato dell'Assemblea
  Regionale  a  decorrere  dall'ultimo giorno  utile  previsto  dalle
  vigenti normative di riferimento.

   Cordialmente

                                             Avv. Rossana Cannata

   Per  quanto  concerne  le  dimissioni irrevocabili  dell'onorevole
  Lagalla  a  decorrere dal 30 giugno 2022, trattandosi di dimissioni
  volte a rimuovere una situazione di incompatibilità, l'Assemblea ne
  prende atto.

      All'attribuzione  del  seggio  resosi  vacante,  si   procederà
  successivamente  a  termini  di  legge  e  di  Regolamento  interno
  dell'Ars.

      Per   quanto,   invece,  concerne  le  dimissioni  irrevocabili
  dell'onorevole  Cannata,  poiché la normativa  di  riferimento  non
  fissa,  per  i  deputati regionali, un termine per l'esercizio  del
  diritto  di  opzione  tra  due cariche tra loro  incompatibili,  si
  avverte   che   la   Commissione  per  la  Verifica   dei   Poteri,
  istituzionalmente a ciò deputata, verrà all'uopo convocata sia  per
  assegnare  il  termine  di decorrenza dell'opzione  già  esercitata
  dall'onorevole  Cannata  con  la  nota  pervenuta,   sia   per   la
  conseguente  attribuzione  di ambedue i  seggi  che  si  renderanno
  vacanti.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Si  avverte, infine, che la presente comunicazione sarà  trasmessa
  all'onorevole Cannata).

   PRESIDENTE.  Io devo convocare la Commissione per la verifica  dei
  poteri. In Commissione per la verifica dei poteri c'era l'onorevole
  Aricò  che,  essendo  diventato Assessore, non  ne  fa  più  parte.
  Allora, ho chiesto all'onorevole Aricò, in quanto ancora Capogruppo
  -  abbiamo avuto comunicazioni diverse da DiventeràBellissima? No -
  quindi vorrei dire intanto al Gruppo DiventeràBellissima che devono
  nominare  un  nuovo Capogruppo, dovrà eleggere un nuovo Capogruppo,
  poi in pochi minuti l'onorevole Aricò mi dirà chi lo sostituirà  in
  Commissione per la verifica dei poteri, che io comunque già convoco
  adesso  per  martedì  5 luglio 2022, alle ore 15.00,  in  modo  che
  stabiliscano  chi ne debba fare parte, i tempi, il  giorno  in  cui
  decorrono  le  dimissioni  e  i nuovi ingressi.  Va  bene.  Quindi,
  comunque,  è  già  convocata la Commissione  per  la  verifica  dei
  poteri.  Se,  per favore, i deputati che sono presenti  lo  possano
  comunicare ai colleghi di Gruppo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Sunseri e Cappello.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di apposizione di firma all'interrogazione n. 2670

   PRESIDENTE.   Comunico che con nota e-mail  del  23  giugno  2022,
  protocollata  al  n. 3670-ARS/2022 del 24 giugno successivo,  l'on.
  Catanzaro    ha   dichiarato   di   apporre   la   propria    firma
  all'interrogazione n. 2670 recante  Chiarimenti in merito al  bando
  di  concorso per il reclutamento del personale cat. D destinato  al
  potenziamento dei Centri per l'Impiego  dell'on. Foti ed altri.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Sul  disegno  di  legge  Norme per la tutela degli  animali  e  la
  prevenzione del randagismo  (nn. 40-100-159-177-191-326/A)

   PRESIDENTE.  Benissimo,  allora, come vedete  questo  è  il  primo
  giorno  in cui ognuno di voi ha il tablet a disposizione. Oggi  non
  sono  ancora  caricati  gli  emendamenti,  per  esempio,  che  sono
  arrivati  per la legge sul randagismo perché gli Uffici  la  stanno
  ancora  vedendo,  ma  nel  momento  in  cui  andremo  in  votazione
  sicuramente saranno già caricati.
   Per  quanto  riguarda  il disegno di legge  sul  randagismo,  sono
  arrivati  gli  emendamenti, gli Uffici direttamente  hanno  inviato
  alla  Commissione   Bilancio  tutti quelli che  riguardavano  fatti
  finanziari. La Commissione  Bilancio  dovrà assolutamente vedere  e
  fare  l'analisi di questi emendamenti entro lunedì prossimo  perché
  martedì  prossimo  la  mettiamo in votazione,  almeno  speriamo  di
  poterlo mettere in votazione.
   Ci sono altre comunicazioni che devo dare? No, e allora, assessore
  Baglieri .

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   PRESIDENTE. Come? Non sento.

   CIANCIO.    Dicevo,  la  settimana  scorsa  eravamo  rimasti   che
  quantomeno, diciamo, gli articoli senza spesa, comunque quelli  sui
  quali si poteva andare avanti

   PRESIDENTE. Si, però siccome è stata chiesta la convocazione della
  Bilancio,  non  la possiamo fare. Io speravo, io  speravo  pure  di
  farlo .

   CIANCIO.  Sugli emendamenti di spesa, Presidente. Io lo  dico  per
  velocizzare  le cose. Dico, visto che siamo qua comunque,  dico  ci
  siamo fatti anche un viaggio per

   PRESIDENTE. No, onorevole Ciancio, io sono d'accordo con  lei.  Il
  fatto  che  siano già stati ... perché io pensavo di  ricevere  gli
  emendamenti qua, decidere quali mandare in Commissione  Bilancio  e
  intanto  parlare  però  gli Uffici, come è loro  obbligo  mi  hanno
  preceduto  e  li  hanno mandati direttamente in Bilancio.  Noi  per
  quanto mi riguarda, guarda vi dico sinceramente, lo potremmo  anche
  verificare,  i  relatori  dove sono? Uno è qua,  Tommaso  Calderone
  dov'è?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Sta  arrivando.  Perché  se  noi   Quanti  sono   gli
  articoli?  Sono  una trentina. Però, che facciamo,  lasciamo .  gli
  Uffici mi dicono che facciamo confusione facendo questa cosa perché
  poi che facciamo ogni articolo lasciamo gli emendamenti non visti e
  se  poi  qualcuno di questi dovesse modificare qualche altra  cosa?
  Niente, onorevole Ciancio, facciamo così: martedì la prima cosa che
  facciamo  e  la  votiamo velocissimamente perché sennò  non  ce  la
  facciamo,  sennò oggi  Guardi, io ero convinto che venivamo  qua  a
  votare,  lo  dico sinceramente, tant'è che speravo che fossero  già
  fatti, però evidentemente non ci sono stati i tempi per farlo.
   Noi intanto diamo la parola all'assessore Baglieri, vediamo se  si
  riescono  a  valutare,  questo lo chiedo  agli  Uffici  perché,  in
  effetti,  questo  avevamo chiesto e poi tutti vogliamo  che  questa
  legge  passi velocemente. Per cui, se durante il tempo che  c'è  la
  discussione  sui rifiuti riuscissimo a fare qualcosa,  quanto  meno
  per iniziare a votare il disegno di legge, anche sull'articolo 1  e
  quindi  ormai  è  in  Aula e non si può toccare  più Va  bene,  noi
  cominciamo, ora ne parliamo di questo.


      Comunicazioni del Governo sull'emergenza rifiuti in Sicilia

   PRESIDENTE. L'assessore Baglieri, mi stava chiedendo una cosa.

         (Intervento fuori microfono dell'assessore Baglieri)

     PRESIDENTE. C'è fuori l'ingegnere Foti che mi aveva già  chiesto
  se  poteva affiancarla, ma non è possibile, però è qua. Ogni  volta
  che  lei, Assessore, ha bisogno di sospendere due minuti perché  ha
  bisogno di confrontarsi con gli Uffici, non esiste il problema,  lo
  facciamo  tranquillamente senza problemi. Questa è una  discussione
  assolutamente serena, lei non è qui per fare una lotta politica, ma
  per  spiegare e per far capire al'Aula alcune cose sui rifiuti  che
  non sono chiare.
   Prego, assessore Baglieri.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Signor  Presidente, signori onorevoli, devo ringraziare il  Partito
  Democratico e anche i presenti per questa opportunità che mi  danno
  per  portare un po' di chiarezza su un tema che è un tema  che  sta
  nuovamente  attanagliando  la  Regione  siciliana  e,  quindi,   la
  situazione  della  gestione dei rifiuti nella Regione  siciliana  e
  questo mi consente anche di fare, a circa un anno, anzi più  di  un
  anno  del mio insediamento, di fare, di tracciare anche un  piccolo
  bilancio sulle considerazioni che ho potuto maturare durante questa
  mia esperienza.
   Questa  è  un'esperienza che mi ha portato a dire che la  gestione
  dei  rifiuti  nella  Regione siciliana è un tema  che,  come  dire,
  pendola  tra  due  poli: il primo è la gestione dell'emergenza,  il
  secondo  è invece l'esigenza, le istanze della cosiddetta  economia
  circolare  e,  quindi,  istanze che  hanno  a  che  vedere  con  la
  pianificazione e la programmazione.
   Ho  potuto dedicare più tempo al primo e meno tempo al secondo, ma
  sono   due   istanze  che  chiaramente  coesistono  e   che   forse
  rappresentano  due concause di uno stato dell'arte.  E  qual  è  lo
  stato  dell'arte?  Lo  stato dell'arte che  a  poche  settimane  ci
  ritroviamo di nuovo a gestire un'ulteriore, l'ennesima esigenza  di
  andare a fronteggiare la crisi dei rifiuti dettata da una chiusura,
  questa volta in virtù di una sentenza del TAR, di una discarica che
  è sita sempre nella Sicilia orientale.
   Ora  è bene precisare, signori onorevoli, che tutto questo non  fa
  altro  che  ritornare  ad una situazione  di  sofferenza  a  cui  i
  cittadini,  ahimè,  soprattutto tutti  i  cittadini,  non  soltanto
  quelli  della  Sicilia orientale, stanno subendo. È  qui  la  prima
  considerazione  di  natura tecnico-politica. Il tema  dei  rifiuti,
  cari   onorevoli,   è   un  tema  che  vede  sì   delle   soluzioni
  tecnocratiche, delle soluzioni tecniche, è un tema molto specifico,
  ma  che  ahimè  devo qui ribadire, trova soluzioni e  richiede  una
  visione politica, una visione politica di natura trasversale perché
  trasversale è il tema dei rifiuti.
   Infatti,  la gestione di questa emergenza che nasce a Catania,  ma
  include  ben 85 comuni della Regione, dislocati in tutta la Regione
  e quindi questo fa capire che quando si parla di rifiuti, quando si
  parla  di  emergenza, emerge una valenza territoriale,  emerge  una
  valenza regionale e, quindi, emerge anche l'esigenza di chiedere la
  collaborazione di diversi attori che operano a diversi livelli.  E,
  quindi, con questo spirito non posso che, innanzitutto, ribadire il
  mio ringraziamento per la leale collaborazione che, fino ad adesso,
  ho  avuto  dai territori. I territori si sono spesi con spirito  di
  mutua   collaborazione   ma,  è  anche   vero   che   la   gestione
  dell'emergenza  non  può essere a detrimento di singoli  territori,
  quindi  quei  principi  di autonomia, di prossimità,  di  autonomia
  bacinale  rappresentano  sempre due principi  che  devono  ispirare
  anche le ottiche della panificazione.
   Quindi,  il  tema  dell'emergenza che abbiamo  affrontato  con  la
  chiusura  dell'impianto Oikos, come l'abbiamo affrontato? Bene,  lo
  abbiamo  affrontato  sempre  con lo stesso  criterio  che,  fin  ad
  adesso,  l'Assessorato e il Dipartimento tutto  -  e  qui  desidero
  anche  ringraziare  l'opera meritoria assidua e  la  determinazione
  dell'ingegnere  Calogero Foti -, cioè cercando di razionalizzare  i
  flussi  dei  rifiuti con la razionalizzazione  dei  flussi  da  una
  parte,  con la razionalizzazione degli impianti dall'altra parte  e
  questo  per  evitare che già fin dal settembre del 2021  i  rifiuti
  potessero andare fuori la Regione. Quindi, abbiamo cercato  di,  in
  un'analisi  costi-benefici,  ridurre il  costo  economico  e  anche
  sociale  e, quindi, cercando di mantenere questi rifiuti, facendoli
  circolare,  scusate  come  dire un po'  l'analogia  con  l'economia
  circolare, facendoli circolare nell'ambito della Regione.
   Ora,  tutto questo chiaramente non può procrastinarsi  e  non  può
  procrastinarsi  per  due motivi. Uno di credibilità  personale.  Mi
  sono  impegnata più volte con i gestori, ad esempio  di  Gela,  che
  questo  fosse  soltanto un tempo transitorio e al contempo  abbiamo
  invitato e abbiamo anche diffidato le SRR a fare, ad individuare  i
  siti extra Regione. Ci siamo resi conto che queste SRR lavorano  un
  po' a macchia di leopardo. Ci sono alcune SRR che si sono attivate,
  lo hanno fatto, abbiamo fatto anche un tavolo tecnico con i tecnici
  di  queste  società proprio perché emerge l'esigenza di condividere
  buone pratiche tra queste società.
   Ma  se  ancora  sono qui davanti a questo consesso  a  cercare  di
  spiegare  per l'ennesima volta l'emergenza, vuol dire che  qualcosa
  non funziona, qualcosa del quadro attuale normativo non funziona  e
  mi  riferisco  chiaramente alla legge 9 del 2010. Non  voglio  fare
  polemica, non è nel mio spirito fare polemica, come avete  imparato
  a  conoscermi ho un approccio laico ai problemi perché il  problema
  dei  rifiuti,  così  come  il  problema  dell'acqua,  sono  servizi
  pubblici  locali e, quindi sono delle precondizioni per lo sviluppo
  dell'intera  Regione,  non soltanto per  la  gestione  efficace  ed
  efficiente  del  sistema  dei  rifiuti.  Non  si  può  parlare   di
  attrattività, di investimenti, non si può parlare di turismo e, ben
  che  meno,  non si può parlare di idrogeno se ancora siamo  qui,  a
  giugno  del  2022,  a parlare di come sopperire alla  gestione  dei
  rifiuti.  Quindi qualcosa che non va c'è e forse è giunta l'ora  di
  iniziare  un  po' a stilare le cose che bisogna fare, che  possiamo
  fare in quest'ultimo scorcio, che lasciamo...
   Ora, per quanto mi riguarda cosa ho imparato da questa esperienza?
  Cosa  sto  vedendo?  Qualcosa  di molto  semplice.  Occorre  a  una
  mappatura innanzitutto dei flussi dei rifiuti. Questa mappatura dei
  flussi dei rifiuti che, attenzione, monitoriamo secondo i dati  che
  vengono  immessi dai singoli comuni nella piattaforma Orso,  non  è
  sufficiente.  Ci  sono  dati e numeri che  non  giustificano  certe
  emergenze. E quando dico questo, lo dico sulla base del  fatto  che
  se  aumenta la raccolta differenziata dovrebbe diminuire l'esigenza
  di andare a conferire presso una discarica. Se è vero, come è vero,
  che  le  Città  metropolitane  hanno avviato  questo  percorso,  mi
  stupisco  come  alcune città stiano soffrendo  perché  conferiscono
  nella discarica.
   Quindi,  la  mappatura  dei  flussi  che,  attenzione,  è  già  un
  principio già acquisito e che è in linea col programma nazionale di
  gestione dei rifiuti che è stato approvato due giorni fa a  livello
  nazionale,  cioè anche lì bisogna avere una visione processuale  e,
  quindi  mettere  in  linea i dati che provengono  dai  comuni,  dai
  gestori  e quindi dagli impianti. Questo chiaramente è l'importanza
  dei   flussi.   Cosa   abbiamo   fatto?   Abbiamo   richiesto   una
  certificazione,  però ho anche trovato un Dipartimento  che  non  è
  digitalizzato,  che  non  è informatizzato.  E,  quindi,  la  prima
  lezione  che  porto  a  casa  è che non  si  può  fare  transizione
  ecologica,  economia  circolare, senza  un'altrettanta  transizione
  digitale.
   L'analisi  dei  flussi è anche legata al fatto che bisogna  sempre
  valutare  la  riduzione degli impatti ambientali.  Questo  è  molto
  importante  perché, a volte, pur avendo le volumetrie,  come  dire,
  necessarie,  utili, per sopperire ad un'esigenza  temporanea,  però
  l'analisi  dell'impatto  ambientale è  altrettanto  importante.  E,
  quindi  tutto  questo porta a dire che bisogna avere  un'analisi  a
  trecentosessanta gradi.
   La seconda lezione di cui sto facendo esperienza è l'importanza di
  accelerare  sulla  dotazione impiantistica;  l'accelerazione  della
  dotazione  impiantistica che ci consente  di  rispondere  a  quelle
  esigenze territoriali secondo il principio dell'autonomia  e  della
  prossimità.  Tutto questo l'abbiamo messo nel Piano  regionale  dei
  rifiuti. E qui consentitemi di spendere due parole perché la stampa
  ha  dato  evidenza di una bocciatura del Piano regionale. Ecco,  io
  vorrei  tranquillizzare  qui  questo  autorevole  consesso:  non  è
  assolutamente una bocciatura. C'è stata soltanto una  richiesta  di
  dati informativi, richiesta che è stata già, come dire, fornita.  E
  però,  ecco, ce la dobbiamo dire tutta, dobbiamo aggiornare non  il
  Piano regionale dei rifiuti urbani, ma quello speciale. E su questo
  abbiamo  già  avviato  un gruppo di lavoro  che  ci  consentirà  di
  aggiornare.
   La  Regione  siciliana  insieme alla regione  Lazio  sono  le  due
  regioni  che  hanno aggiornato un piano nel 2021.  Bene,  le  linee
  guida, che sono già pronte, sono state un po' rallentate nella loro
  pubblicazione  proprio perché si attendeva il Piano  nazionale,  il
  Programma  nazionale  per  cercare di  capire  la  coerenza.  E  vi
  anticipo  che  su questo il tavolo nazionale avviato  grazie  anche
  alla  disponibilità  e alla collaborazione del  capo  Dipartimento,
  direttore  ingegnere  Laura  D'Aprile,  fa  sperare  che,  insomma,
  abbiamo avviato un percorso condiviso.
   Chiaramente parlare di rifiuti senza parlare di prevenzione  della
  gerarchia  dei rifiuti. Dobbiamo avviare e le attività  sono  state
  rallentate  proprio  per l'attenzione e le  energie  dedicate  alle
  emergenze,  dobbiamo promuovere la riduzione,  la  prevenzione,  il
  riciclo, tutte quelle attività che sono in linea con quanto  indica
  la comunità.
   Infine,  sta emergendo un dato: troppa varietà anche negli accordi
  quadro che le singole Srr stanno avviando, molta eterogeneità nelle
  attività, forse una standardizzazione sarebbe utile perché  darebbe
  anche la garanzia di una certa trasparenza e, quindi di un percorso
  più  chiaro anche nei confronti dei cittadini e, quindi un  maggior
  controllo nelle tariffe, ad esempio.
   Però,  e chiudo con queste cose da fare, un dato che emerge e  che
  non  emerge  chiaramente dai documenti, ma che emerge  andando  sui
  territori  è  il  seguente:  l'attività gestionale  dei  rifiuti  è
  frammentata  non soltanto nell'ambito di quegli enti e  gli  attori
  individuati  dalla  legge  9 del 2010, ma  coesistono  nei  singoli
  territori ARO, ATO in liquidazione, SRR, comuni, quindi capite  che
  c'è  una situazione altamente frammentata che non fa che agevolare,
  a  volte,  le asimmetrie informative fra gli attori che  dovrebbero
  invece dare e individuare delle azioni propulsive.
   Quindi,  la legge 9 aveva individuato alcune cose, non sto  qua  a
  dire  se  va sostituita, se va emendata, se va cambiata, questo  mi
  rimetto chiaramente a quanto questo consesso nel 2010 ha approvato,
  c'è  stato  un tentativo di riforma che non è andato, però  bisogna
  prendere atto che tutta questa frammentarietà sicuramente non giova
  ai fini della pianificazione.
   Ora,  è  chiaro  che  il tema dei rifiuti quindi  non  è  un  tema
  squisitamente  tecnico,  non è un Assessore  tecnico  che  fornisce
  soluzioni, tecnicamente abbiamo trovato, si può tentare di  trovare
  delle  soluzioni,  ma questo è un appello perché il  tema  richiede
  essenzialmente  una  visione politica  dei  nostri  territori,  non
  possiamo  fomentare la guerra dei territori come  sta  avvenendo  e
  come  torno  a  dire grazie al buon senso, al garbo  istituzionale,
  alla  leale collaborazione, tutto questo è stato come dire diluito,
  ma io dico fino a quando, fino a quando?
   Quindi,  con questo spirito dico che come Assessore che ha tentato
  di  dare  la  propria disponibilità, voi pensate ho  ascoltato,  ho
  fatto  tavoli, ho cercato di dare voce e ascoltare tutti, ma adesso
  ritengo che sia il momento di agire con consapevolezza, di prendere
  atto che questa casa comune che è la Regione siciliana è la casa di
  tutti,  ecco perché mi appello al senso di responsabilità di ognuno
  di voi. Abbiamo tre mesi, abbiamo tante cose da fare, il Governo ha
  fatto  la sua parte, continua a farla, io ho fatto la mia parte  ma
  secondo  me  è arrivato il momento di bypassare o di sedersi  tutti
  intorno al tavolo per cercare di risolvere o quanto meno di avviare
  un  percorso condiviso che non sia un percorso a breve  termine  ma
  che  dia  quella  speranza,  quel  decoro,  quelle  condizioni   di
  essenzialità ai cittadini.
   Pertanto,  signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  con   questo
  spirito dico che sottopongo alla vostra attenzione un tema: il tema
  non  è l'emergenza, il tema è dare, avviare azioni che vadano verso
  quei  macro  obiettivi che prima ho individuato. Non si  tratta  di
  un'azione  legislativa - può darsi che sia legislativa -  ma  anche
  un'azione organizzativa, di sistema, dobbiamo prendere atto che  se
  le  SRR  funzionano,  18  devono funzionare.  Bisogna  con  estrema
  laicità   guardare  alla  portata  del  problema  e  tutti  insieme
  individuare possibili soluzioni.
   Le   soluzioni  ci  sono  e  le  sappiamo  tutti:  promuovere   la
  pianificazione,  laddove non c'è stata il Governo si  è  sostituito
  con un Commissario ad acta, adesso non possiamo andare avanti con i
  commissariamenti, secondo me è arrivato il momento di decidere.
   E,   quindi,  con  questo  spirito  mi  rimetto  alla  volontà  di
  quest'Aula ribadendo la mia disponibilità che fino alla fine le mie
  energie  saranno  a  servizio  della  mia  Regione  e  di  tutti  i
  cittadini. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Allora, ci sono una serie di deputati iscritti a parlare.

   della Commissione per la verifica dei poteri

        Comunicazione relativa alla sostituzione di componente
             della Commissione per la verifica dei poteri

       PRESIDENTE.  Intanto, comunico di avere firmato il decreto  di
  sostituzione  dell'onorevole Zitelli in luogo dell'onorevole  Aricò
  in Commissione per la verifica dei poteri.


         Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo
                   sull'emergenza rifiuti in Sicilia

   PRESIDENTE. Il primo intervento è dell'onorevole Laccoto.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)

   PRESIDENTE.  Onorevole Lantieri, il suo sarà il terzo  intervento.
  Sono  iscritti a parlare gli onorevoli Laccoto, Calderone, Lantieri
  e poi altri.
   Onorevole Laccoto, prego.

   LACCOTO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, vedete,
  purtroppo sono sul territorio e vivo in prima persona quella che  è
  l'emergenza  rifiuti  di quest'estate. Veda, non  possiamo  restare
  così inerti, bisogna trovare delle iniziative che vengano anche dal
  Governo,  che possano tracciare una via per superare quella  che  è
  una crisi incredibile.
     Noi conferivamo - e siamo in provincia di Messina molti comuni -
  con  Trapani Servizi, laddove si fa un pretrattamento per poter poi
  andare  a conferire la stessa Trapani Servizi in una discarica.  Il
  Tar  ha  praticamente chiuso quella discarica  e  subito  ci  siamo
  trovati in una situazione paradossale.
   Veda,  Assessore, credo che sì vadano unite le forze, ma  andrebbe
  sicuramente tracciata una via per superare sia l'emergenza e sia il
  lungo  termine, altrimenti ritorneremo sempre qui a  parlare  della
  emergenza.
   Io l'anno scorso, mi dispiace dirlo, avevo previsto questo e avevo
  fatto un'interpellanza, una mozione e un'interrogazione, a gennaio,
  febbraio 2021.
   Veda, credo che ci siano delle vasche che possano essere fatte per
  poter praticamente anche lì conferire come Trapani Servizi, e credo
  che  questo,  essendo  Trapani  Servizi  una  società  di  gestione
  pubblica,  abbia  chiesto di accelerare queste procedure,  ma  sono
  procedure che sono bloccate anche per Via Vas e non so per altro, e
  qui  bisogna  accelerare con le gare. Intanto per  quanto  riguarda
  questo.
   Il  problema  delle  SRR: ho partecipato  ad  una  riunione,  come
  sindaco,  della  SRR  Messina Provincia.  Beh,  vedete  lì  c'è  un
  problema  che  non si comprende, almeno da quello che  mi  dice  il
  direttivo delle SRR da circa un anno si è in attesa del Via-Vas per
  potere avere un impianto che era già previsto ed era già appaltato.
   In  queste condizioni credo che occorra fare anche delle  riunioni
  interdipartimentali,   interassessoriali  per   accelerare   queste
  procedure,  non  è  concepibile che si pensi di portare  i  rifiuti
  della  Sicilia all'estero laddove è stata fatto un avviso  e  si  è
  presentata una sola società con 360 euro alla tonnellata; guardate,
  sono  cose  incredibili  perché quando  il  piano  finanziario  che
  abbiamo dovuto approvare come Tari perché l'ARERA ci ha imposto  di
  approvare   praticamente  il  piano  finanziario,  abbiamo   dovuto
  aumentare  di  molto  quelle  che  sono  le  tariffe  della   Tari.
  Immaginiamo se da 250, per esempio, qual è il costo di conferimento
  a  Trapani  Servizi,  noi  andiamo  a  portarla  a  360  più  altri
   amminnicoli', Iva ed altro, il che significa aumentare  ancora  di
  un  40-50  per cento quello che è il piano finanziario e quindi  le
  tariffe.
   La  SRR  ha  fatto una richiesta specifica chiedendo, intanto,  di
  poter  avere sia questa autorizzazione, e non so perché erano state
  richieste delle integrazioni a settembre, queste integrazioni  sono
  state  inviate  già  a settembre stesso e non si  comprende  perché
  tutto sia bloccato.
   Poi,  per poter coprire i costi dei maggiori oneri perché già  noi
  dalla  provincia  di Messina andiamo praticamente  a  conferire  in
  provincia  di Trapani, si è chiesto di comprendere se i 45  milioni
  annunciati  in  quest'Aula come fondi Poc, allora  destinati,  sono
  disponibili  e  in che maniera sono disponibili, né può  valere  in
  questo caso il problema delle invase alla percentuale differenziata
  perché  molti comuni non sanno, fanno la raccolta differenziata  ma
  non sanno dove poter conferire e quindi c'è un problema molto serio
  perché  diamo  le premialità a quelli che già possono  praticamente
  avere  la  possibilità di conferire l'organico e  altro  in  alcuni
  siti, ma ci sono comuni che per periodi non hanno potuto conferire.
  Ecco perché le faccio un esempio: il mio comune era arrivato all'80
  per  cento,  improvvisamente  si  è  bloccata  la  possibilità   di
  conferire ed è arrivato al 49-45 per cento, oggi è al 75 per  cento
  ma  se  permangono queste condizioni di incertezza sicuramente  non
  sapremo quello che fare.
   Allora,  Assessore, credo che lei non da sola, ma assieme a  tutti
  gli uffici, attraverso una riunione che possa anche vedere tutto il
  Governo  si  debbano  trovare  soluzioni  immediate,  intanto   per
  superare questa crisi emergenziale.
   Siamo  all'inizio dell'estate, di un'estate che dopo due  anni  di
  pandemia  vedrà  anche molti turisti arrivare o altri  tornare  nei
  propri  Paesi  e non è decoroso praticamente offrire, dare,  questo
  spettacolo  di  rifiuti in mezzo alle strade.  Questo  è  il  primo
  punto.
   Secondo  punto:  accelerare le procedure di autorizzazione  almeno
  laddove   sono   state  presentate  con  una   riunione   che   sia
  interassessoriale, interdipartimentale.
   Terzo:  se  bisogna modificare le norme, fate delle  proposte  per
  modificare  queste  norme  e  l'Assemblea  vedrà,  le  esaminerà  e
  comprenderà  quali  possono essere emendate anche  alla  legge  nel
  2010.
   Il  problema è che non si può stare più così, non è un  fatto  più
  teorico,  bisogna  avere  molta  concretezza  e  affrontare  questa
  situazione.
   Una  cosa è certa, non possiamo far pagare ai cittadini lo  scotto
  di  ritardi  che,  sicuramente, non sono  ascrivibili  agli  stessi
  cittadini.  Quando c'è la colpa dei comuni, ce la prendiamo  ma  in
  questo caso non possiamo prendercela perché, le ripeto, questa  Srr
  di  cui  io  faccio parte aveva fatto già le procedure. Ho  qua  la
  collega che mi continua a sollecitare

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, prima l'onorevole Lantieri e  poi
  lei.  Va  benissimo.  Era  previsto  prima  lei  ma,  pazienza,  al
  contrario.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  sarò  così
  lunga  come l'onorevole Laccoto. Volevo fare solamente due  domande
  all'Assessore.
   Intanto, Assessore, dopo la sua relazione è inutile fare polemiche
  perché  ha  descritto  quella che è la realtà siciliana.  Solo  che
  questo  Governo aveva detto, durante la campagna elettorale  -  lei
  non  c'era allora -, che avrebbe risolto il problema dei rifiuti  e
  ha  criticato  tanto i governi precedenti perché non avevano  fatto
  niente.  Bene ha dimostrato di non saper governare. Questo lo  dico
  dal profondo del cuore, ma lo dico sinceramente perché lo penso.
   Io  le  volevo  fare due domande. Discarica di  Timpazzo.  Il  mio
  comune  fa  parte degli otto comuni soci di questa  discarica,  una
  delle  poche discariche pubbliche che abbiamo in Sicilia, dove  con
  un  decreto fatto da voi avete permesso di andare a conferire nella
  discarica  di  Timpazzo,  dove  la facoltà  di  conferimento  della
  scarica è stata raddoppiata e di conseguenza noi, tra qualche mese,
  penso che ci ritroveremo con una discarica satura.
   Ora,  io dico, gli otto comuni che vanno in questa discarica,  poi
  saranno  costretti, magari, ad andare a conferire fuori perché,  da
  quello  che  si  dice, poi quando le discariche, le vasche  vengono
  chiuse, si deve conferire fuori per un costo maggiore per gli  otto
  comuni  che hanno le discariche. Significa che dobbiamo portare  un
  aumento.
   Giusto  il  principio  di solidarietà, Assessore,  perché  se  c'è
  un'emergenza che diventa anche un'emergenza sanitaria si deve  dare
  la disponibilità. Però, volevo chiedere a questo Governo regionale:
  quando  si  parla  di  zone  interne la disponibilità  dalle  Città
  metropolitane,   che   i   nostri   medici   vadano   nelle   Città
  metropolitane, non si può fare niente per arrestare questo tipo  di
  scorrettezza  tra virgolette, giusto? Non si trovano le  soluzioni.
  Quando le zone interne, che hanno qualcosa che funziona e la  città
  di  Gela  principalmente - perché si trova a Gela  -  ha  pagato  a
  livello ambientale un prezzo altissimo negli anni, allora si  trova
  subito la soluzione. E questa è una protesta che io faccio nei suoi
  confronti. Ripeto. Assessore adesso c'è lei, la devo fare a lei, ma
  che dev'essere riportata al suo Governo e al suo Presidente, perché
  quando si vuole le cose si possono risolvere. Questo è solamente un
  mio rammarico.
   La  seconda  cosa  che  non c'entra, però solamente  due  secondi:
  problematica acqua. Noi abbiamo, come lei sa, nel nostro territorio
  diverse dighe. Abbiamo la diga Pozzillo, l'anno scorso che ha avuto
  manutenzioni,  eccetera,  dopo tanto sacrificio  siamo  riusciti  a
  risolvere  la cosa. Adesso abbiamo la diga Sciaguana  che  è  piena
  d'acqua,  non  piena  da  buttare, però da poter  accontentare  gli
  agricoltori delle zone di Regalbuto, delle zone Nord. Bene, per una
  mancata  manutenzione, che non riguarda i consorzi di bonifica,  ma
  che  riguarda  la  Regione,  il suo Assessorato,  non  viene  fatta
  manutenzione e ci ritroviamo in un momento del genere a  non  poter
  elargire l'acqua necessaria agli agricoltori. Questo, ringrazio  il
  mio  collega  che  mi ha dato la disponibilità  e  poi  aspetto  la
  risposta dell'Assessore. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lantieri.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Assessore  il suo  indiscusso  garbo  esercita
  certamente un freno di inibizione e mi impedisce, questa  sera,  di
  assumere le vesti di Fabrizio Maramaldo. Lei ricorderà il Regno  di
  Napoli,  quando Ferrucci disse a Maramaldo, ormai inerme  e  ferito
   Tu uccidi un uomo morto . E, però, ho sentito il suo intervento, e
  non  mi posso sottrarre dal commentare il fatto che lei ha parlato,
  per  esempio, di risoluzione del problema rifiuti che richiede  una
  visione politica e una soluzione trasversale necessaria.
   Veda,  è  necessario  che i siciliani abbiano conoscenza  completa
  della  sfera delle competenze. Noi siamo il Parlamento  chiamato  a
  legiferare, ma il potere esecutivo a governare ci deve  pensare  la
  Giunta  e  il Presidente della Regione. Questo è un fatto che  deve
  essere  chiaro a tutti, perché questa sorta di scarica  barile  sul
  Parlamento  che  non c'entra niente, non mi sto  riferendo  a  lei,
  perché  noi abbiamo in questo momento una Sicilia allo stremo.  Non
  possiamo  e  non  dobbiamo accettare discorsi di  programma.  È  il
  momento  del  consuntivo,  caro Assessore.  Io  ho,  come  tutti  i
  parlamentari,  e come tutti i sindaci, soprattutto,  il  fiato  sul
  collo  dei  cittadini, perché abbiamo le nostre  città  invase  dai
  rifiuti.
   Sa, faceva riferimento l'onorevole Laccoto all'impiantistica e  al
  ritardo. Sa, da quanto e da quanti mesi si aspetta il parere, da 15
  mesi. In questi 15 mesi, sto parlando dell'impianto che lei conosce
  in  provincia  di  Messina  cosa è stato  fatto,  come  sono  stati
  sollecitati dal Governo regionale gli organi che da 15 mesi  devono
  appunto  deliberare  e inspiegabilmente non hanno  deliberato.  Lei
  conosce  meglio  di  me, il mondo e il sistema dei  rifiuti,  e  sa
  benissimo quanto risolutivo potrebbe essere l'impianto di Mazzarrà,
  non  soltanto  per  la  provincia di Messina,  ma  per  la  Sicilia
  orientale.   Eppure è inaccettabile, insopportabile, inammissibile,
  che  da  15  mesi per motivi burocratici la Sicilia  è  ferma  e  i
  rifiuti sono per strada. La Sicilia non lo può accettare. E chi  ci
  doveva  pensare il Parlamento a sollecitare. Lei sa  quanti  viaggi
  sono stati fatti.
   Si  parla  dei termovalorizzatori. Allora io mi permetto chiederle
  signor Assessore, a proposito dei termovalorizzatori si sono  fatte
  delle conferenze stampa. È stato istituito il nucleo di valutazione
  in  sede  regionale che dovrebbe completare l'analisi  delle  sette
  proposte.  Sono stati individuati i luoghi, sono stati  predisposti
  piani  di fattibilità, perché altrimenti ai siciliani cosa diciamo.
  È  stato  previsto con la presenza dei termovalorizzatori un  ciclo
  completo  dei  rifiuti,  o meglio che il ciclo  dei  rifiuti  venga
  chiuso.  Perché se parliamo di termovalorizzatori, che  è  solo  un
  ingranaggio  nel  complesso meccanismo del sistema rifiuti,  stiamo
  prendendo in giro i siciliani che pur sempre il termovalorizzatore.
  Ma  con i due termovalorizzatori, diciamo chiaro, forte e alto, non
  si risolve il problema.
   Con  una  delibera  di Giunta del febbraio del  2021,  sono  stati
  destinati  45  milioni di ristori ai comuni per portare  i  rifiuti
  fuori provincia. Lei sa che la SRR della provincia di Messina  e  i
  comuni  che ne fanno parte sono pronti perché non ce la fanno  più,
  sono  allo  stremo  a portare i rifiuti fuori provincia  e  chi  li
  pagherà? Dove sono andati a finire, che fine hanno fatto questi  45
  milioni e quali sono i criteri di riparto. Come verranno ripartiti.
  Comuni  virtuosi,  popolazione. Io desidero  sapere  questo,  e  lo
  desidero sapere a tutela della nostra gente. È inutile che parliamo
  di programmi, di termovalorizzatori, di conferenze stampa. Dobbiamo
  risolvere  i  problemi. Non li abbiamo risolti in  questi  5  anni.
  Dobbiamo certificare oggi, tutti noi, io sono un deputato, sono  il
  Presidente  di  un  gruppo parlamentare di maggioranza,  il  nostro
  fallimento.
   Io  auspico  che  questi 3 mesi possano servire a mettere  qualche
  toppa.  Sa  che cosa? Facendo una analogia, nel 1989 fu  varato  un
  meraviglioso Codice con il sistema accusatorio di procedura penale,
  a  via  di  toppe, e mettendo toppe nelle falle, abbiamo creato  un
  mostro  giuridico.  Ecco,  se noi risolviamo  il  problema  a  oggi
  dell'emergenza,  apriamo  una  vasca,  chiudiamo  questo,  facciamo
  quest'altro, finirà in quella maniera. Noi questo mostro lo abbiamo
  già creato, e il mostro si chiama  Sistema rifiuti in Sicilia .

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calderone.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Parlo  da  qui. Grazie, Presidente.  Assessore  Baglieri,
  faccio   una   piccola   premessa,  ovviamente   non   parlo   alla
  professoressa Baglieri, ma parlo all'Assessore Baglieri, componente
  del Governo Musumeci.
   Assessore, lei nella sua introduzione ha detto: dobbiamo  avviare,
  dobbiamo   promuovere,   c'è  troppa  eterogeneità,   ci   vorrebbe
  standardizzazione fra SRR, ATO, ARO e Comuni, ha parlato di cose da
  fare.  Ma,  mi  scusi, a quattro anni e sette mesi  dall'inizio  di
  questa  Legislatura, quattro anni e sette mesi di Governo  Musumeci
  lei  mi  dice, mi dice delle iniziative programmatiche di  cose  da
  fare  in  un futuro? Non è il momento dei programmi oggi.  Come  ha
  detto  il  collega Calderone poco fa, doveva venire qui a  dare  il
  sunto di ciò che aveva fatto questo Governo.
   Vede,  io  sono d'accordo con le sue parole che ho qui  riportato,
  non  è un Assessore tecnico che deve trovare la soluzione, la  deve
  trovare  la  politica, e lei ha ragione e lo sa perché?  Perché  la
  parte  politica,  cioè  questo Governo, ha  fallito.  Perché  se  a
  quattro  anni, sette mesi, noi ancora parliamo e abbiamo,  parliamo
  di  rifiuti di problema di rifiuti, abbiamo le strade con i  cumuli
  alti  metri, metri di rifiuti in altezza, evidentemente l'errore  è
  stato  della  politica,  cioè il Governo Musumeci  ha  fallito,  ha
  sbagliato  in tutto. Quattro anni e sette mesi, vi siete  succeduti
  tre Assessori, c'è stato pure un interim del Presidente Musumeci, e
  in  quattro  anni  e sette mesi zero soluzioni,  solo  dei  piccoli
  accenni  di  soluzioni che non sono state , vi siete rimpallati  le
  responsabilità fra SRR, fra comuni, ATO, Regione senza però un vero
  intervento.
   Lei  ha  detto  la standardizzazione, perché non lo  avete  fatto?
  Perché  non  avete imposto alle SRR di fare il loro lavoro?  Perché
  non  avete  avviato  con i Comuni, soprattutto  i  due  Comuni  più
  grossi,  le  Città  metropolitane di Catania e  Palermo,  una  vera
  trattativa, non lo so, fate voi, qualcosa per risolvere il problema
  della   differenziata  che  in  queste  Città  metropolitane,   che
  rappresentano  più della metà della Sicilia, non è  in  percentuali
  che possono dichiararsi di Città europee.
   Già  dal  2012  la  Comunità  ci  aveva  imposto  di  arrivare  al
  sessantacinque  per cento, il termine era il 2012, dieci  anni  fa,
  abbiamo  perso  con  questo Governo altri  cinque  anni,  perché  i
  quattro  anni e sette mesi sono passati e non avete risolto  nulla.
  Lei   ha  detto  poi  un'altra  cosa:  il  rispetto  dell'autonomia
  bacinale;  sono  d'accordissimo, razionalizzazione degli  impianti.
  Bene,  secondo  voi  le mega discariche sono razionali?  Perché  in
  questo  momento  è attiva la fase procedurale di autorizzazione  di
  una  mega  discarica, di un'altra mega discarica in  territorio  di
  Lentini, dove già esiste la mega discarica di Grotte San Giorgio da
  quasi quattro milioni e mezzo di metri cubi abbancati di rifiuti, e
  viene  chiesta  l'autorizzazione  per  un'altra  discarica  da  due
  milioni e ottocento mila metri cubi di una Provincia la cui SRR  ha
  ridotto  il  fabbisogno annuo da centosessanta mila  metri  cubi  a
  centoventicinquemila.
   I  comuni del siracusano i compiti a casa li stanno facendo,  sono
  gli  altri i comuni che non li fanno, le città grandi con le  quali
  non  avete  avuto  la  capacita di risolvere  i  problemi.  Si  può
  arrivare  alla  fine della Legislatura per cercare di  risolvere  i
  problemi?
   Vede, sabato si è svolta a Lentini una manifestazione con migliaia
  di  cittadini  di  Lentini, Francofonte, Carlentini  che  erano  in
  piazza  per manifestare contro questa mega discarica. Non  sono  le
  mega  discariche  la soluzione o almeno, sono la  soluzione  se  la
  soluzione che vedete e che vede politicamente il Governo Musumeci è
  l'inceneritore  che  dovrebbe sorgere  a  Pantano  D'Arci,  accanto
  all'Ikea, per essere chiari, a Catania e quindi servirebbe una mega
  discarica accanto.
   Non  sono  gli  inceneritori la soluzione, lei le  ha  citate,  le
  soluzioni  sono  quelle  lì  che impone  la  Comunità  europea,  il
  riutilizzo, il riuso, il riciclo. Prima bisogna arrivare  a  quelle
  soluzioni,  arrivare alla differenziata superiore al sessantacinque
  per  cento,  non  possiamo ancora illudere i siciliani  con  questo
  miraggio  degli  inceneritori.  Il  tema  non  è  l'emergenza,   ma
  l'emergenza l'avete mantenuta, accresciuta in questi cinque anni di
  inattività.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare l'onorevole  Ciancio.  Ne  ha
  facoltà.
   Poi, nell'ordine ci sono gli onorevoli Trizzino, Di Paola, Marano,
  Lupo, Barbagallo, Schillaci e Gucciardi.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio  leggere
  un comunicato stampa che abbiamo fatto qualche tempo fa:  Da giorni
  nelle  strade  del capoluogo etneo si accumulano rifiuti,  ieri  la
  Regione  ha  annunciato  una possibile soluzione  al  problema,  ma
  ancora oggi la spazzatura è tutta lì, con l'aggravante che la città
  è  piena di turisti. Nel comune con una delle tasse dei rifiuti più
  alte  d'Italia,  al  disservizio  per  i  cittadini,  che  si   sta
  trasformando in rischio sanitario, si aggiunge anche l'enorme danno
  d'immagine . Questo è un comunicato datato 15 settembre 2021,  cioè
  stiamo parlando dell'anno scorso.
   La situazione è identica. Ora, Assessore, giustamente lei dice  Io
  sono  arrivata da un anno' e, a prova del contrario, non le si  può
  dare tutta la responsabilità, però è chiaro che lei rappresenta una
  continuità amministrativa che ha fallito, e oggi non glielo  stiamo
  dicendo  solo  noi,  gliel'ha detto il Capogruppo  del  partito  di
  maggioranza, di uno dei maggiori partiti di maggioranza. Devo  dire
  che  per  una volta sono molto d'accordo con il collega  Calderone,
  proprio perché ha confermato quello che diciamo da anni.
   Ora,  è  vero che i comuni hanno tante responsabilità, io  vivo  a
  Catania, lo so benissimo come è partita la differenziata, i ritardi
  che ci sono stati, la mancanza d'informazione verso i cittadini, il
  fatto che non sono stati distribuiti i calendari, non è stata  data
  adeguata informazione prima di eliminare i cassonetti. Ci sta anche
  l'inciviltà,  perché  chiaramente è una componente  importante  del
  sistema  e  dell'emergenza rifiuti, ma non si possono utilizzare  i
  cittadini  incivili  come  scusa o come  alibi  e  come  scudo  per
  nascondere le proprie inefficienze.
   Perché,  vede,  lei prima ha parlato di legge, qua l'Assemblea  ha
  bocciato  la  riforma proposta dal Governo, ma noi  abbiamo  sempre
  detto  in Commissione che quello che ci voleva non era una  riforma
  tout court, erano delle modifiche e delle piccole sistemazioni alla
  legge n. 9, anche perché di questo tema se ne discute da anni, e in
  Commissione   sindaci,  rappresentanti  delle  SRR,  rappresentanti
  territoriali ci hanno sempre detto  Non cambiate adesso le carte in
  tavola  dopo che ci abbiamo messo dieci anni per arrivare a regime,
  ma  se  ci  sono  delle  modifiche da fare  a  livello  legislativo
  interveniamo  sulla legge n. 9'. Non c'è stato verso di  convincere
  il Governo di questa strada, e il Governo si è schiantato contro un
  muro.
   Ora,  se  ci sono degli interventi legislativi da fare, noi  siamo
  qua  e  siamo disposti a lavorare ogni giorno fino alla fine  della
  legislatura   per  risolvere  questo  problema  che   è   diventato
  drammatico,  è diventato drammatico  E io mi vergogno  quando  vedo
  orde  di  turisti  che vengono a Catania, magari  vedono  la  città
  bellissima  e  poi abbassano lo sguardo e ci sono  queste  piramidi
  indecenti di rifiuti.
   E non è solo un problema di immagine chiaramente dei turisti, ma è
  un problema per i residenti, è un problema sanitario, è un problema
  di insofferenza generale della cittadinanza.
   Ora,  noi  abbiamo proposto tante soluzioni nel  corso  di  questi
  anni,   abbiamo   detto:  potenziare  la  raccolta   differenziata,
  preparare gli impianti perché quando... perché dico che  non  è  un
  problema  di leggi? Perché quando ci sono Comuni che con le  stesse
  leggi  che  vigono anche nelle città metropolitane  raggiungono  il
  settanta,  l'ottanta  - alcuni sfiorano il  novanta  per  cento  di
  raccolta differenziata - è chiaro che non è un problema di leggi, è
  un  problema  di organizzazione e di raccolta da parte dei  Comuni.
  Quindi,  le  leggi  ci sono, bisogna semplicemente  organizzare  il
  sistema e far applicare le norme.
   Quello che abbiamo chiesto, siccome tutta la Sicilia e i cittadini
  non possono farsi carico delle inefficienze di Comuni e quindi,  in
  questo  caso, l'amministrazione comunale di Catania, ma  anche  del
  Governo  regionale,  perché poi quando  chiudono  gli  impianti  di
  compostaggio, io mi ricordo l'anno scorso quando ha chiuso la  Raco
  per  qualche  mese  i  Comuni facevano la differenziata,  ma  erano
  costretti  a portare l'umido in discarica, perché non avevano  dove
  conferire,  e  là subentra la responsabilità della Regione,  perché
  non  ci  sono  impianti dove conferire. Abbiamo  detto  "siccome  i
  cittadini  non possono pagare le conseguenze e il fallimento  e  la
  cattiva    gestione   dei   rifiuti   da   parte   della   Pubblica
  Amministrazione,  istituiamo un fondo". Ora il collega  parlava  di
  quarantacinque milioni del Poc, ma se è dobbiamo intervenire questo
  è  un  tema, Presidente, lo dico anche a lei che da qui  alla  fine
  della    legislatura   dovremo   assolutamente   trattare,   perché
  prioritario  rispetto  a tutto il resto, istituiamo  un  fondo  per
  coprire  le  maggiori  spese,  perché  l'inefficienza  delle  città
  metropolitane non la può pagare Gela, non lo può pagare  Enna,  non
  la  può  pagare  Bellolampo,  non lo  può  pagare  Trapani.  Quindi
  istituiamo  un  fondo  per  coprire le  maggiori  spese,  e  almeno
  tamponiamo la situazione.
   Non  parlo  perché  non ho più tempo della finta  soluzione  degli
  inceneritori,   però   il  mio  collega  ha   già   abbondantemente
  argomentato. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio.
   Allora.  anche  se  si  è  iscritto a  parlare  dopo,  l'onorevole
  Cracolici  ha  un  impegno di Partito per cui deve  andare  via,  e
  l'onorevole  Lupo ha chiesto la cortesia di farlo  parlare  subito,
  quindi ovviamente ne ha facoltà.
   Devo però avvertire che ho già sentito i tre Presidenti dei Gruppi
  Parlamentari che ho visto in Aula e il Governo, che io  non  ho  un
  Vicepresidente,   quindi  per  20-25  minuti   devo   assolutamente
  sospendere. Non riesco a stare, per cui vi chiedo la benevolenza di
  aspettarmi,  faccio  una cosa molto veloce,  però  devo  farla  per
  forza.
   Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Presidente, io la ringrazio  e  chiedo  scusa,  ma  ho
  purtroppo un altro impegno e devo assolutamente allontanarmi.
   Io  ho  ascoltato l'Assessore in parte, perché sono entrato mentre
  già  parlava e, come dire, ne ho colto uno stato d'animo  che,  pur
  avendo  grande rispetto per la persona, perché ne ho visto  diciamo
  il  tratto  anche  di  gentilezza e di garbo  con  il  quale  si  è
  rapportato  al  Parlamento e ai parlamentari, devo  però  essere...
  siccome  questo è un luogo della politica, devo essere  molto  duro
  nel giudizio che attraverso lei, lei oggi ha confermato se ce n'era
  ha  bisogno  non solo del fallimento del fare, perché oggi  seppure
  lei  ha  preso l'incarico in corso d'opera, credo da qualche  anno,
  forse anche diciamo... quanto? Quindici mesi.
   Il  fallimento, la conferma di un fallimento, ma soprattutto mi ha
  colpito  una  frase che lei ha detto che le fa onore, per  l'onestà
  con  la  quale l'ha detta, che però da questo punto di vista  grida
  vendetta  rispetto  ad un Governo che conosceva  dal  primo  giorno
  dell'inizio   della   legislatura  che  l'emergenza   rifiuti   era
  l'emergenza. non solo in termini di gestione dell'emergenza. ma  in
  termini di sistema da governare. per dare innanzitutto una risposta
  al  nodo sostanziale che produce l'emergenza che... scusa mi  fermo
  un attimo, aspetta che finisce la telefonata...

   PRESIDENTE. Che state combinando?

   CRACOLICI. No, è al telefono non lo voglio disturbare.

   PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi la prego, la supplico. Grazie.

   CRACOLICI.  Dicevo  il  nodo  principale,  che  è  il  nodo  delle
  infrastrutture, cioè dei siti, dei luoghi, dove al di là del quanto
  ci  riempiamo  la  bocca sulle percentuali tra la  differenziata  e
  l'indifferenziata, rimane un nodo: che sostanzialmente in  Sicilia,
  anche  se produci e fai la differenziata, uno dei problemi, che  ha
  determinato anche il sistema di raccolta differenziata, sono i siti
  di conferimento. Soprattutto i costi
   Perché  anche  nel  sistema della differenziata siamo  riusciti  a
  costruire  un  sistema monopolista, che, come dire, il  prezzo,  il
  valore  ...  noi  abbiamo fatto, prima che  lei  arrivasse  qui  da
  Assessore,  anche  una  denuncia  di  alcuni  casi  con  situazioni
  paradossali  che  si erano determinate, in cui  -  li  chiamo  così
  perché  così  erano - "faccendieri" si presentavano ai  sindaci  e,
  come  dire,  davano la disponibilità a conferire in alcuni  siti  -
  parlo  dell'umido - quando lo stesso sindaco qualche  giorno  prima
  aveva  contattato  lo  stesso sito dove poter  andare  a  conferire
  l'umido  e  gli  era  stato risposto: "ci dispiace  noi  siamo  già
  pieni".  Qualche  giorno  dopo  si presentava  qualche  faccendiere
  dicendo:  "no tutto tranquillo, c'è la disponibilità", al valore  e
  al prezzo stabilito, diciamo, dal faccendiere.
   Quindi noi abbiamo costruito un altro sistema folle, e proprio  la
  difficoltà  di  mettere in piedi una rete di infrastrutture,  e  di
  metterle  in  competizione  tra di loro,  ha  generato  un  sistema
  monopolista  che  diventa una corda al collo per le amministrazioni
  comunali.  Sono tanti i sindaci che ci hanno raccontato  in  questi
  mesi che, tra le difficoltà di conferimento dell'indifferenziato  e
  le  stesse difficoltà di conferimento dell'umido e, soprattutto,  i
  costi, il rischio vero è che alla fine il tema del differenziare  i
  rifiuti diventava un costo in più, per cui alla fine non conveniva,
  determinando  condizioni di difficoltà anche  nel  rapporto  con  i
  cittadini.  Comuni  che avevano il 65, il 70 per  cento,  l'80  per
  cento   di   differenziata,  che,  però,  avevano  dei   costi   di
  conferimento  dell'umido talmente elevati che erano più  bassi  del
  conferimento in discarica.
   Ora, perché cito questa questione che ha riguardato episodi su cui
  abbiamo  fatto  anche interrogazioni parlamentari,  oltre  che  una
  denuncia  prima che lei arrivasse? Perché lei oggi è venuta  qui  a
  dirci sostanzialmente: io dopo quindici mesi ho imparato, ho capito
  quali sono i problemi e da dove provare ad affrontarli.
   Noi  in  questi  quattro anni e mezzo siamo stati  sostanzialmente
  schiacciati  prima da una attesa riforma dei rifiuti,  poi  da  una
  proposta   di  riforma  che  non  era  condivisa  dalla  stragrande
  maggioranza degli enti locali, sia dalle amministrazioni, sia dalle
  SRR,  perché  aveva  una sorta di ambizione tutta  ideologica:  che
  bisognava  riformare la legge n. 9, che era vecchia, era  inadatta.
  Come tutte le leggi, sono modificabili e le leggi non sono vangelo,
  per  cui qualunque legge può essere necessariamente modificata alla
  luce, poi, della effettiva realizzazione.
   Ma  questa  filosofia ha generato un disegno  di  legge  da  molto
  tempo, diciamo che giace tra le biblioteche dei disegni di legge di
  iniziativa  governativa, ma rimane questo,  il  titolo,  senza  che
  nessuno  avrà  mai  e ci sarà mai in una Gazzetta Ufficiale  quella
  legge  -finisco  - bene, lei è oggi è venuta a raccontarci  che  ha
  imparato  dopo  quindici  mesi  e ha capito  da  dove  bisognerebbe
  partire.
   Assessore,  ma noi da un Governo non ci aspettiamo ... il  Governo
  non  è un luogo di sapere, non è un luogo di conoscenza, il Governo
  deve  risolvere i problemi  Lei oggi è venuta qui a certificare  il
  fallimento di quattro anni e mezzo di legislatura, di cui lei ne ha
  quindici mesi sulle spalle, che non ha risolto un solo problema  di
  un dramma che si chiama emergenza rifiuti siciliana, ne realizzando
  un  nuovo  impianto,  ne ipotizzando, se non a parole,  modelli  di
  impianto,  dai  termovalorizzatori, tanto per  buttare  fumo  negli
  occhi, in maniera tale che si discuta di altro e non si discute del
  problema sostanziale. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie  a  lei.  E allora,  la  seduta  è  sospesa  e
  riprenderà alle ore 18.00.

      (La seduta sospesa alle ore 17.25 è ripresa alle ore 17.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito di
  oggi  arriva  in  un  momento drammatico  per  la  Sicilia,  per  i
  siciliani,  perché la situazione dell'emergenza rifiuti  in  alcune
  realtà è veramente insostenibile, in particolare nella mia città.
   In  questo momento così difficile ci saremmo aspettati, almeno  in
  questo  momento, da parte del Governo, non il solito  atteggiamento
  dello   scarica   barile  nel  cercare,  Assessore   Baglieri,   le
  responsabilità  in capo a qualcun altro, ma che il Governo  facesse
  il  Governo, e come è stato detto più volte in questi anni, che  il
  Governo  proponesse  delle  soluzioni  o  se  non  ci  sono   delle
  soluzioni,  che prendesse atto della situazione e si  assumesse  le
  sue di responsabilità.
   Nel corso della sua relazione - non ero in Aula ma l'ho ascoltato,
  come  dire,  nel  sito dell'Assemblea mentre  salivo  le  scale,  a
  proposito,  signor Presidente, la campana non funziona  durante  la
  trattazione   dei   lavori,   perché  c'è   stata   anche   qualche
  incomprensione  con  i  colleghi - non solo  nella  sua  relazione,
  Assessore  Baglieri,  ma anche in una serie di  comunicati  stampa,
  interviste che abbiamo visto in questi giorni, lo sport praticato è
  sempre lo stesso, quello della responsabilità di qualcun altro.
   Vedere   testate   importanti,   autorevoli,   che   titolano   il
  virgolettato del Governo che dice  Colpa delle SRR e dei sindaci' è
  irricevibile, è irricevibile perché per primo le SRR  e  i  sindaci
  non  sono  stati  messi  nelle condizioni di  operare.  Per  quanto
  riguarda le SRR, che il Governo ricordo ha commissariato per quanto
  riguarda la progettazione e nella linea d'ambito B, che era  quella
  per partecipare ai fondi sovracomunali, le SRR ionica a cui è stata
  tolta  la  potestà di progettare perché il Governo ha  nominato  il
  malcapitato  di  turno e l'ingegnere Lizio che doveva  redigere  le
  opere  di  progettazione per partecipare  ai  bandi  del  PNRR  nei
  termini,  il  Commissario  del Governo  non  ha  presentato  nessun
  progetto  e sulla linea B abbiamo perso la possibilità di  accedere
  alle   risorse  del  PNRR.  Sempre  il  Governo  che  lei,   ahimè,
  rappresenta  in  quest'Aula, in quella che doveva essere  la  sfida
  epocale  di  questi anni, e cioè la realizzazione  degli  impianti,
  perché  parliamoci  chiaro,  il  tema  vero  attorno  a  cui  ruota
  l'emergenza rifiuti è la realizzazione degli impianti.
   Abbiamo lasciato la possibilità concreta dell'attuazione dei fondi
  comunitari, e le cito un paio di esempi affinché sia eloquente, non
  solo  per  il Governo, ma queste cose ce le siamo dette  più  volte
  anche  in  quest'Aula, ma anche per i cittadini. Sul  compostaggio,
  finalmente  viene pubblicata la graduatoria, finalmente viene  data
  la   scadenza  dei  termini  per  presentare  i  progetti,  vengono
  presentati  97  progetti, il Governo della Regione ne  esclude  92,
  quando servivano gli impianti il Governo escludeva 92 progetti e ne
  ammetteva cinque, neanche si arrivava a contare i progetti  ammessi
  sui   palmi  delle  due  mani,  quindi  cinque  progetti   ammessi.
  Nell'altro  bando, quello successivo venivano ammessi invece  sette
  progetti. È insopportabile che nel tempo in cui servivano centinaia
  di impianti ne venivano ammesse poche unità.
   Fa  scuola  poi  la vicenda dei centri comunali di  raccolta.  Nel
  momento  in  cui si è insediato il Governo Musumeci, il governo  di
  centro  sinistra ha lasciato un lungo elenco di progetti ammessi  e
  non finanziati, bastava scorrere quella graduatoria che stranamente
  il  Governo Musumeci ha fatto scorrere per un solo progetto, quello
  di   un   comune  governato  allora  da  un  sindaco  di  Diventerà
  Bellissima, che era il comune di Caltagirone. Al secondo posto  non
  ha  fatto scorrere la graduatoria perché era un sindaco targato PD,
  che  allora era il sindaco di Bronte. Ha rifatto il bando, ha fatto
  entrare  tutti i progetti che non erano previsti nella  graduatoria
  precedente  per  poi, a distanza di tre anni e  mezzo,  finanziarne
  soltanto  diciassette,  quando ce n'erano  cinquanta  esecutivi  in
  quella pronta.
   Ecco,  sono  delle responsabilità precise che abbiamo  evidenziato
  con  atti ispettivi e parlamentari a cui, ancora oggi - ho  finito,
  Presidente Micciché - non è stata data risposta.
   Io  credo,  assessore  Baglieri, che servono delle  soluzioni;  il
  trincerarsi sulle responsabilità presunte o sedicenti degli altri è
  veramente  insopportabile  e  c'è  un  tempo  in  cui  i  siciliani
  giudicheranno. Quel tempo sta arrivando e credo che  il  linguaggio
  della coerenza, del rispetto, anche istituzionale nei confronti dei
  sindaci, delle SRR e della politica che più volte ha evidenziato le
  nefandezze del piano rifiuti che il suo Governo ha presentato  come
  la  pietra  miliare  del  riscatto della Sicilia  e  che  invece  è
  diventato  il  simbolo  della  condanna  all'arretratezza  e   alla
  situazione gravissima sulla situazione rifiuti

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Grazie, signor Presidente. Io le chiederò la cortesia di
  avere  qualche  secondo in più di quello che solitamente  mi  viene
  concesso   perché  vorrei  offrire  anche  delle  soluzioni   oltre
  un'analisi critica di quello che è successo.

   PRESIDENTE.  Qualche secondo in più lo hanno preso tutti  per  cui
  non sarà negato certamente a lei.

   TRIZZINO.  Grazie. E, allora, io devo necessariamente partire  per
  avere  un  quadro complessivo della situazione da due  momenti  che
  sono  stati anche analizzati dall'assessore prima. Sono due momenti
  recenti.  Uno è la nota con la quale questo dipartimento  regionale
  individua la chiusura dei cancelli di Sicula Trasporti e sposta  le
  tre  che succede?

   PRESIDENTE  mentre lei stava parlando, glielo volevo segnalare.

   TRIZZINO.  Sì.  E,  quindi,  concentra  la  gestione  dei  rifiuti
  indifferenziati  delle città di Catania, Messina e Siracusa  presso
  le discariche di Oikos, di Timpazzo e di Catanzaro Costruzioni.
   Il  secondo  momento più drammatico, lo ricordava  l'assessore,  è
  quello  della  sentenza  del  Tar  Catania  che  chiude  e  annulla
  l'autorizzazione integrata ambientale della ditta Oikos S.p.a.
   Con  questa  chiusura si crea una situazione  di  caos  perché  il
  trattamento  meccanico-biologico che si faceva a Trapani  e  quello
  che  si  faceva  a  Sicula  Trasporti si blocca  e  si  riapre  una
  situazione emergenziale.
   Ora,  in questo momento, ci sono 390 comuni sui quali praticamente
  si  può  garantire una raccolta indifferenziata che si distribuisce
  su  poco più di tre discariche, cioè tre discariche per 390 comuni.
  Una  situazione insostenibile che è testimoniata anche dai  sindaci
  che  si  vedono  costretti a ricevere, a tornare  indietro  i  loro
  compattatori carichi di rifiuti.
     Ora, è chiaro che questa situazione è legata fondamentalmente ad
  un   piano   regionale  dei  rifiuti  sui  quali  vi  è  la   lente
  d'ingrandimento della Commissione Europea.
   Lo  ricordiamo,  la  Commissione  Europea  ha  indicato  come  non
  conforme l'attuale piano regionale dei rifiuti. Il che equivale  ad
  una  situazione in forza della quale questo piano, questo documento
  va  necessariamente  aggiornato, altrimenti i fondi  del  patto  di
  coesione  restano  bloccati ed inutilizzabili.  Molto  velocemente,
  andando in estrema sintesi, la Commissione Europea indica l'urgenza
  di  una  profonda revisione del piano. Sono le parole testuali  che
  utilizza questo documento.
   Ora,   al   2022,   viene  certificata  questa  situazione   dalla
  Commissione  Europea, ma va detto, va ricordato che,  al  2019,  il
  Ministero  dell'Ambiente certificava le stesse carenze in  sede  di
  valutazione  ambientale e strategica dello  stesso  piano,  cioè  i
  rilievi  che vengono segnalati a suo tempo, nel 2019, dal Ministero
  dell'Ambiente  sono pressoché gli stessi certificati,  oggi,  dalla
  Commissione Europea.
   Questa  situazione di estrema difficoltà a cascata colpisce  anche
  le SRR perché, come sappiamo, la legge n. 9 che cosa dice? Il piano
  regionale  dei rifiuti urbani è la cornice all'interno della  quale
  poi ci sono i piani d'ambito.
   Quindi,   è   inevitabile   che   senza   questo   documento    di
  programmazione,  le  SRR  hanno  una difficoltà  di  programmazione
  impiantistica.  Ora,  questa situazione  così  drammatica  è  anche
  presentata  dagli stessi numeri del piano regionale dei  rifiuti  e
  vengo  al dunque. Lo scenario previsionale di questo piano  prevede
  al  sessantacinque  per  cento  della  raccolta  differenziata  una
  quantità  di  rifiuti indifferenziati che è pari  ad  ottocentomila
  tonnellate.
   Attenzione, perché questi numeri sono importanti per capire quando
  noi diciamo che il ragionamento sui termovalorizzatori, o qualunque
  altro   sistema,  è  sbagliato.  Queste  ottocentomila  tonnellate,
  secondo  il documento del piano regionale, che è uscito  da  questo
  Governo  regionale,  viene  garantito attraverso  l'autosufficienza
  delle  discariche:  cioè le discariche, con i  revamping,  sono  in
  grado    di   garantire   ottocentomila   tonnellate   di   rifiuti
  indifferenziati.
   Che  cosa succede? Che, qualche settimana dopo, la stessa  Regione
  che   pubblica  quel  Piano  regionale  dei  rifiuti  presenta  una
  manifestazione  di interesse per realizzare due inceneritori  della
  stessa  identica quantità: ottocentomila tonnellate. E' chiaro  che
  c'è  un problema, perché o chiudiamo le discariche con un programma
  di dismissione, oppure costruiamo gli inceneritori.
   Questa  situazione è aggravata ancora di più dal fatto che, questa
  situazione  assolutamente frammentaria, è aggravata ancora  di  più
  dal  fatto  che le imprese, in questo momento, stanno dominando  il
  mercato, nel senso che, addirittura, siamo arrivati alla situazione
  in   forza  della  quale  la  localizzazione  degli  impianti,   la
  localizzazione  degli  impianti,  anziché  essere  demandata   alla
  Regione e, dunque, anche alle SRR, così come prevede la legge sugli
  impianti di sovra ambito, l'hanno stabilita le aziende: uno a Gela,
  uno a Catania, senza nessuna interlocuzione, in questo momento, con
  le  SRR.  Cioè  noi stiamo definendo a priori, perché alle  aziende
  conviene   questo   tipo   di   soluzione,   delle   localizzazioni
  semplicemente  perché  ci  sono  delle  aziende  che  lì   vogliono
  investire.
   E la cosa ancora più grave - e questo è un dato che è verificabile
  recentemente  -  è  che le stesse aziende contraddicono  la  stessa
  manifestazione  di  interesse  scritta  dalla  Regione,  perché  la
  Regione   dice:  vogliamo  realizzare  due  termoutilizzatori   con
  recupero energetico, quindi termovalorizzatori.  A Gela si presenta
  un  progetto di chemical recycling, che non c'entra niente  con  la
  termovalorizzazione,  cioè  è  un  progetto   fondamentalmente   di
  pirolisi  che,  anziché  tirare fuori  energia  elettrica,  produce
  metanolo come combustibile, quindi, contravvenendo ancora una volta
  a questa situazione.
   Ora, come si esce fuori da questo problema? Ci sono due strategie:
  una  di lungo periodo e una di breve periodo. Ma i colleghi che  mi
  hanno  preceduto  lo hanno accennato. La prima  è  chiaramente  una
  riorganizzazione del Piano regionale dei rifiuti, che  prima  parta
  dal  principio  di  prossimità, cioè  gli  impianti  devono  essere
  garantiti  secondo  un principio di prossimità  e,  soltanto  dopo,
  eventualmente, si ragiona sul sovrambito. Deve essere garantita  la
  concertazione con le SRR, cosa che non è avvenuta, e soprattutto se
  domani questo Governo vuole realizzare i termovalorizzatori  -   il
  Movimento  Cinque Stelle è contrario, ma chiaramente il  Governo  è
  sovrano  -  dovrà  prevedere  un  programma  di  dismissione  delle
  discariche,  altrimenti  i luoghi che ospitano  termovalorizzatori,
  impianti di pirolisi, discariche in revamping, diventeranno le  hub
  dei  rifiuti di mezza Sicilia, perché questi impianti devono essere
  necessariamente alimentati.
   Vado a quella parte che l'onorevole Calderone, giustamente, diceva
  è  di  competenza di questa assise, cioè l'aspetto  normativo.  Noi
  sulla pianificazione non possiamo dire nulla, se non delle proposte
  che  stiamo  avanzando all'Assessorato. Sull'aspetto normativo,  il
  mio  Gruppo  politico, già un anno fa, ha depositato un disegno  di
  legge, il n. 1100, che prevedeva una serie di modifiche alla  legge
  n.  9/2010. Sono delle modifiche - lo ricordava l'onorevole Ciancio
  -  che  non stravolgono la norma che è stata approvata ben 11  anni
  fa.  Non la stravolgono non perché non la vogliamo stravolgere,  ma
  perché le SRR si sono costituite, stanno lavorando e se magari  non
  funzionano   è   perché  qualche  commissario  della   Regione   va
  sostituito.
   Ora,  qual è il punto? Questa legge non funziona per alcuni punti.
  Uno  è  il  fatto  che ci sono 18 SRR. E' chiaro, sono  troppe,  lo
  pensiamo pure noi che siano troppe. Qual è la nostra idea?  Ridurle
  sulla base della pianificazione regionale, non secondo la logica  -
  cara  a Musumeci - della divisione provinciale, che non funziona  -
  lo disse pure, a suo tempo, la Corte dei conti, se non vado errato.
  Una  struttura  più centralizzata verso il Dipartimento.  Anche  da
  questo   punto   di   vista  noi  condividiamo  le   preoccupazioni
  dell'Assessorato  quando  dice che c'è  troppa  frammentazione.  E,
  allora,  sì, costruiamo un Osservatorio regionale dei rifiuti,  una
  cabina  di regia che faccia sì che il Dipartimento sia responsabile
  della pianificazione, anche d'ambito, e degli impianti.
   Queste  misure noi le abbiamo calate in questo disegno  di  legge,
  che  noi  abbiamo  depositato un anno fa, ma rassegniamo  di  nuovo
  all'Assessore  e  al  Governo, perché  qualora  fosse  disposto  ad
  ascoltarci,  noi  saremmo ben disponibili a  lavorare  insieme  per
  modificare questa legge.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Trizzino.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Grazie, signor Presidente. Governo, colleghi, cittadini,
  ormai da quattro anni e mezzo, è passato un po' di tempo, cerchiamo
  di dare qui delle proposte, anche con interventi politici, anche se
  siamo  ormai a fine legislatura dico, signor Presidente,  molto  ha
  detto  il mio collega Trizzino, io in questa legislatura ricordo  -
  di  cui poi l'assessore Baglieri ha fatto gli ultimi quindici  mesi
  come  assessore - però, io ricordo, signor Presidente, che  anziché
  un  Governo regionale con un Presidente della Regione che,  subito,
  fin  dal  primo  giorno di insediamento  io spero  che  poi,  nella
  prossima legislatura, il prossimo Governo regionale, io auspico  un
  Presidente che, fin dal primo giorno, va in giro per la  Sicilia  e
  soprattutto verifica l'impiantistica siciliana e fa di  tutto  poi,
  anche  a  livello amministrativo e di governo, per la realizzazione
  degli impianti.
   Quello  che  è  mancato, infatti, in questi anni, sono  stati  gli
  impianti,  un Presidente ed un Governo regionale che si è  staccato
  da  questa  logica  dell'impiantistica. E io  ricordo,  Presidente,
  perché  facevo parte, all'inizio, nei primi due anni,  due  anni  e
  mezzo  di  legislatura,  facevo parte  della  Commissione  ambiente
  assieme ad altri colleghi, io ricordo che, per un lungo periodo, ci
  siamo  arrovellati e siamo andati proprio in  continuamente eravamo
  lì  in Commissione a parlare di questa famosa riforma, che poi  era
  una  riforma  e  qui  l'avevamo detto tutti, che  era  una  riforma
  vessillo,  cioè  una  bandiera da parte  del  Presidente  Musumeci,
  perché  aveva  questa idea, assessore, di disegnare gli  ambiti  su
  base provinciale.
   Noi,  più  volte, inascoltati, avevamo detto  guardate - lo  hanno
  detto  anche i miei colleghi - molti amministratori ci  dicono  non
  cambiate,  non  fate nuovamente la riforma, non  partite  da  zero,
  perché noi ci abbiamo messo tanto tempo per arrivare a regime,  per
  costituire l'SRR, noi siamo indietro con l'impiantistica, lavoriamo
  per  ottimizzare  quella legge e per cercare di  sburocratizzare  e
  realizzare l'impiantistica che serve in Sicilia .
   Noi  poi qui, signor Presidente, io sono stato il deputato che  ha
  chiesto  il  voto segreto sull'articolo 1 del disegno di  legge  su
  questa  famosa  riforma,  ho ricevuto attacchi  poi  da  parte  del
  Governo  regionale; ci sono stati attacchi furibondi da  parte  del
  Presidente   della   Regione  quel  giorno,  quando   fu   bocciato
  l'articolo.
   Oggi, noi a cosa assistiamo? Assistiamo ad una Regione e quindi ai
  territori  che non hanno gli impianti, e i territori  chiedono  gli
  impianti;  molti  progetti sono presentati e fermi,  cioè  io  sono
  andato  in giro anche in alcune SRR che hanno presentato i progetti
  e  sono  fermi,  bloccati, assessore, dopo di che, cosa  andiamo  a
  fare?   Noi  andiamo  a  fare  delle  evidenze  pubbliche,   signor
  Presidente.   La  prima  evidenza  pubblica  nel  portare   rifiuti
  all'estero,  evidenza pubblica che poi, come dire   ci  sono  state
  delle aziende che hanno partecipato e poi non si è data attuazione;
  un'altra evidenza pubblica per questi famosi inceneritori, anche lì
  conferenza stampa in pompa magna con diretta facebook da parte  del
  Presidente  Musumeci, al solito, per dividere i  cittadini,  perché
  altro  non  si  fa  che  dividere  i  cittadini:  inceneritori  sì,
  incenerito  no.  Nel frattempo che i rifiuti sono in  giro  per  la
  Sicilia,  però,  una cosa strana che ho notato in  questa  evidenza
  pubblica,   assessore,  mentre  noi  quando   vogliamo   andare   a
  realizzare,  anzi quando vogliamo andare a proporre  il  territorio
  che  si  deve,  che deve essere proposto a livello  nazionale  come
  centro   per   l'idrogeno,  facciamo  un'evidenza  pubblica,   dove
  chiamiamo a raccolta i territori e diciamo chi vuole partecipare  a
  questa   evidenza  pubblica,  chi  vuole  diventare  come  proposta
  siciliana  per  il  centro per l'idrogeno, e se non  sbaglio  hanno
  partecipato  settanta  comuni,  quando  invece  dobbiamo  andare  a
  realizzare   l'impiantistica,   noi   non   andiamo   a   fare   il
  coinvolgimento  dei  territori,  quindi  noi  non  andiamo  a  fare
  un'evidenza  pubblica ai territori ed ai comuni  per  dire  chi  si
  vuole,  chi vuole ospitare - e noi siamo ovviamente contrari  -  un
  inceneritore,   un   termo  utilizzatore,  un   termovalorizzatore,
  chiamiamolo  come  vogliamo, no, noi non facciamo  questa  evidenza
  pubblica,  facciamo  un'evidenza  pubblica  diversa:  apriamo  alle
  aziende  e  poi  sono le aziende ad andare a definire  l'ubicazione
  dell'impianto senza nessun coinvolgimento da parte dei territori.
   Questo non funziona, non funziona minimamente.
   Io  ho  partecipato al consiglio comunale di qualche giorno fa,  a
  Gela,  assieme  al collega Trizzino, alla collega  Damante,  ed  ho
  assistito a qualcosa di allucinante, cioè un'azienda che viene, con
  tutto  il  rispetto,  all'interno  di  un  Consiglio  comunale   ad
  enunciare  la tecnologia innovativa di un impianto non presente  al
  momento,  non realizzato in tutto il mondo, quindi un impianto  che
  non   esiste  in  tutto  il  mondo,  però  dove  già  si  è  decisa
  l'ubicazione,  al di là dell'impianto che è super  tecnologico,  ma
  non c'è stato nessun coinvolgimento, però quando dobbiamo andare  a
  realizzare  il  centro per l'idrogeno, andiamo  a  fare  l'evidenza
  pubblica per i Comuni.
   E allora, assessore, qui manca la strategia, che attenzione non so
  se  dipenda da lei; io credo che dipenda. purtroppo, e ce ne  siamo
  accorti,  dal Presidente della Regione, perché al Presidente  della
  Regione,  in questi anni, è mancata la strategia su questa gestione
  dei rifiuti, perché prima si era incartato sul discorso di fare gli
  ambiti  provinciali, e ci ha fatto perdere due anni  e  mezzo,  tre
  anni  di  legislatura, tre anni. Mi avvio alla conclusione,  signor
  Presidente.  Tre anni di Legislatura e tre anni di governo,  quando
  invece  potevamo  andare  a  fare delle  piccole  modifiche,  e  il
  Movimento Cinque Stelle, ma tutti i Gruppi parlamentari, assessore,
  perché  in  Commissione  Ambiente, territorio e  mobilità   eravamo
  tutti  d'accordo, bastavano piccole modifiche e si  velocizzava  il
  tutto.
   Siccome questo Presidente è un Presidente che non dialoga, che  su
  determinate  cose, soprattutto sui percorsi politici,  mi  dispiace
  dirlo, ha i paraocchi, e se ne sono accorti tutti i cittadini,  noi
  ci  troviamo in una situazione di emergenza enorme, perché anche se
  fosse che in qualche modo venissero realizzati gli inceneritori, ci
  vorrebbero  almeno cinque-sei anni, assessore, e poi lì ci  sarebbe
  anche  una battaglia politica, perché noi gli inceneritori  non  li
  vogliamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Paola, più dell'onorevole  Trizzino  sta
  parlando

   DI  PAOLA. Vogliamo impianti tecnologicamente avanzati,  E  allora
  dove  li  mettiamo  i  rifiuti, assessore? Le  discariche  sono  in
  esaurimento, la discarica di Timpazzo, oggi, che è la discarica del
  mio  territorio, che doveva servire per almeno dieci  anni  il  mio
  territorio,  a breve si esaurirà, con costi immani anche  per  quel
  territorio,  perché in questo momento sta gestendo  l'emergenza  di
  tutta la Regione.
   Noi  dobbiamo  -  e chiudo, signor Presidente - auspicare  che  il
  prossimo  Governo  regionale sia un Governo regionale  che  anziché
  rimanere   chiuso  all'interno  delle  stanze  dei   Palazzi,   per
  modificare  leggi  per  ambizioni  da  parte  del  Presidente,  per
  bandiere o per bandieruole da parte di un Presidente della Regione,
  sia   un   Governo  regionale  che  di  fatto  vada  a   realizzare
  l'impiantistica. Grazie.


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli  Di
  Caro e Zafarana.

   L'Assemblea ne prende atto.


         Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Governo
                   sull'emergenza rifiuti in Sicilia

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO. Grazie, signor Presidente.  La storia si ripete sempre due
  volte,  la  prima  come tragedia, la seconda  come  farsa ,  diceva
  l'economista  filosofo  Karl Marx. Qua  però  abbiamo  superato  la
  seconda,  la  terza, la quarta, la quinta; la farsa si ripete  ogni
  anno,  perché  ogni  anno  ci troviamo a  fare  sempre  gli  stessi
  discorsi.
   Cinque  anni  in cui si ripete sempre la stessa cosa, cinque  anni
  con  la  Sicilia piena di rifiuti, cinque anni di emergenze, cinque
  anni  di  rifiuti spediti all'estero, cinque anni di TARI altissime
  per i siciliani, cinque anni di disastro, e concludiamo chiaramente
  con l'ennesima emergenza sui rifiuti.
   Ma  l'emergenza  per  questo Governo è  l'ordinarietà,  perché  ci
  troviamo  sempre ad affrontare l'emergenza dei rifiuti, l'emergenza
  degli  incendi,  l'emergenza poi a novembre, quando  cominciano  le
  alluvioni, questo Governo ha agito solo in emergenza.
   Belle  parole del Presidente Musumeci, quando faceva  la  campagna
  elettorale, però dico li conosce i temi di riciclo e di riutilizzo,
  perché   li  scriveva  in  quel  programma  del  2017,  lo   diceva
  chiaramente  in campagna elettorale di dover utilizzare  i  rifiuti
  come  risorsa.  Parlava di riciclo, parlava di  riuso,  parlava  di
  porre  fine al sistema delle discariche, ma queste discariche fatto
  sta che ancora ce le abbiamo.
   Ora  grazie alla sentenza del TAR viene chiusa quella di Oikos nel
  territorio di Motta Sant'Anastasia, vicino Misterbianco, territorio
  che  paga  da  anni,  anni,  anni,  decenni,  questa  presenza   di
  discariche  vicino  al centro abitato. E, oggi,  questo  territorio
  anziché pensare di avere un Presidente della Regione che agisce per
  il  bene  dei  cittadini,  per il bene della  gestione  della  cosa
  pubblica,  per il bene e per la tutela della salute pubblica,  deve
  ringraziare  il  Tar  perché, ovviamente,  la  gestione  di  questa
  discarica  nell'ambito  di autorizzazione  e  quant'altro  è  stata
  abbastanza  tragica.  Infatti,  il  quadro  che  emerge  da  questa
  paradossale  vicenda è agghiacciante, perché si mostra  palesemente
  l'incapacità  amministrativa  del  Governo  Musumeci,  che  non  ha
  risolto,  chiaramente, il problema, in questi anni, ed ha aggravato
  il  ciclo  dei rifiuti. Infatti, nella sentenza del TAR di  Catania
  viene   riportato  che  l'autorizzazione  rilasciata  non   risulta
  rispondente  ai canoni di completezza richiesti dalla normativa  in
  materia  di  rilascio  di  autorizzazione  ambientale  integrata  e
  rimangono  del tutto oscure le ragioni per le quali  sia  stata  di
  fatto  autorizzata  una  discarica  su  un'area  comprendente   una
  porzione  destinata a verde agricolo. Con tutto ciò che ne consegue
  in termini di violazione del codice dell'ambiente.
   Le discariche, quindi, continuano ad essere il sistema di gestione
  dei  rifiuti del Governo Musumeci e, oggi, poi, a fine legislatura,
  comincia   a   parlare  di  un  altro  tema  che  è  quello   degli
  inceneritori, senza nessuna programmazione, senza nessuna  visione,
  perché  è  quello  che  manca a questo  Governo,  assessore,  è  la
  mancanza  di  visione, di pianificazione. Qual  è  la  visione  per
  questa  Sicilia? Qual è il progetto per questa terra? Non c'è,  non
  esiste,  e  la  progettazione  e la  visione  chi  amministra,  chi
  governa,  deve averla. Non si può arrancare improvvisando.  Allora,
  se  siamo  in  campagna elettorale, perché vi serve essere  eletto,
  dico  che va bene il sistema del riciclo e del riuso; poi,  a  fine
  campagna  elettorale,  devo  porlo  un  rimedio,  devo  far  capire
  all'opinione  pubblica che qualcosa la sta facendo  e  si  esce  il
  discorso sui termovalorizzatori.
   Tra un paio di anni sarà una cosa diversa, perché il Governo della
  farsa,  il Governo dell'improvvisazione, e mi dispiace, mi dispiace
  per  i siciliani, che è da cinque anni che sperano che questa Terra
  cambi, che sperano che si pongano le basi per non andare più via da
  quest'Isola. Ma quando la gente mi chiede: Jose, ma al Governo  che
  si dice? Musumeci che fa? Cosa dice? Cosa ci aspetta per i prossimi
  anni?  Io  mi  ritrovo a dire: ragazzi c'è, non c'è,  non  ci  sono
  elementi per restare, perché se continua così ve ne andate e  forse
  me  ne devo andare pure io, però poi penso: no, devo restare qui  a
  lottare. Perché un altro governo di questo non lo auguro a nessuno.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, non posso
  nascondere  la  delusione, non solo mia, ma  penso  dei  siciliani,
  degli  amministratori  locali, dei sindaci, dei  tanti  comuni  che
  vivono una condizione di emergenza, che attendevano oggi una parola
  di  chiarezza  da parte del Governo della Regione rispetto  ad  una
  emergenza rifiuti che è diventata emergenza igienico-sanitario,  di
  una  gravità,  probabilmente,  che  conosce  pochi  precedenti.  E,
  purtroppo,  la  comunicazione dell'assessore, prendiamo  atto,  qui
  solo da 15 mesi, è davvero un'ulteriore conferma del fallimento del
  Governo  Musumeci, anche nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
  E'  un  fatto  di estrema gravità, anche in questo caso  i  sindaci
  vengono abbandonati a fronteggiare una situazione impossibile, come
  se  fossero  gli  unici  responsabili di una  situazione  esplosiva
  facendo finta che possano risolvere tutto, sapendo il Governo  che,
  in  realtà, i sindaci non possono risolvere quasi nulla perché sono
  parte di un sistema molto più complesso, di un ingranaggio che vede
  la   Regione  siciliana  essere  parte  essenziale  per   il   buon
  funzionamento del sistema stesso.
   E  non  mi  riferisco  a  comuni che hanno tassi  di  raccolta  di
  differenziata  bassi,  che pure ci sono.  Voglio  fare  un  esempio
  concreto.  La  città  di  Carini, una città  che  in  estate  quasi
  raddoppia  la popolazione residente anche per effetto,  ovviamente,
  della  popolazione che si riversa nel territorio di Carini a motivo
  delle  vacanze,  del  periodo estivo, delle seconde  abitazioni  in
  prossimità del mare o comunque abitazioni che vengono utilizzate in
  periodo festivo, periodo estivo.
   Carini  ha  il  settantasei per cento, a maggio di quest'anno,  di
  raccolta  differenziata e, purtroppo, da circa  dieci  giorni,  non
  riesce più a fare la raccolta dei rifiuti. La spazzatura resta  per
  strada  perché,  purtroppo,  gli autocompattatori  di  cui  dispone
  l'amministrazione comunale sono pieni non avendo potuto gli  stessi
  scaricare in nessuna discarica da circa dieci giorni. Questa  è  la
  condizione,  purtroppo, non solo di Carini ma anche di tanti  altri
  comuni della nostra Regione.
   Per  non  parlare  dell'esplosione dei costi che i  comuni  stanno
  sopportando.  Hanno raggiunto costi insopportabili  per  i  bilanci
  comunali,  insopportabili per le tasche dei cittadini e si  sentono
  rispondere  dal  Governo  della  Regione:   Beh,  se  non  ci  sono
  discariche non resta che conferire rifiuti all'estero .
   Ma  anche  questo è uno spot, perché la Regione dovrebbe dire  con
  esattezza  quali sono le modalità di conferimento,  come  si  fa  a
  procedere  esattamente  per una gara per potere  conferire  rifiuti
  all'estero  e, soprattutto, chi paga. Perché se, come  qui  qualche
  collega ha detto, conferire una tonnellata all'estero avrà un costo
  di  circa trecentosessanta euro a tonnellata - a fronte più o  meno
  di  110-120  in  questo  momento,  purtroppo,  anche  150  euro   a
  tonnellata  -  significa più che raddoppiare i costi  che  dovranno
  gravare, ovviamente, sulle casse dei comuni, sui cittadini.
     E  il  Governo  della Regione, fin qui, ha sempre  respinto  una
  nostra precisa richiesta di creare un fondo perequativo con risorse
  regionali  per  fronteggiare questi momenti di  crisi,  aiutando  i
  comuni  a  far  fronte anche economicamente a questi  momenti  che,
  purtroppo,  si  ripetono drammaticamente di  gravissima  emergenza,
  ripeto, igienico-sanitaria.
   Il  piano  di rifiuti, lo hanno detto meglio di me altri colleghi,
  ancora  di  fatto non c'è. Non un solo impianto previsto dal  piano
  dei  rifiuti,  di  fatto,  può essere realizzato  per  mancanza  di
  risorse  fintanto  che  lo stesso non sarà approvato  da  tutte  le
  autorità  europee  e nazionali. E sono passati,  purtroppo,  cinque
  anni e voglio ricordare, signor Presidente, signora Assessore,  che
  sul  piano  dei  rifiuti la responsabilità  è  tutta  del  Governo.
  Quest'Aula,  questo  Parlamento sul piano dei  rifiuti  non  doveva
  approvare  nessun  atto.  Siccome, ogni  tanto,  il  tentativo  del
  Governo  è  quello di scaricare responsabilità sul  Parlamento,  in
  questo caso ogni tentativo è vano.
   Ovviamente,  non mi riferisco all'assessore Baglieri.  Io  ritengo
  che  le  responsabilità siano, innanzitutto, del  Presidente  della
  Regione  e anche l'assessore Baglieri lo ha detto nel passaggio  in
  cui,  più  o  meno  non  testualmente,  diceva  che  serve  visione
  politica.  Ma  la visione politica la deve avere il  Governo  della
  Regione  a  legislazione vigente, a legislazione vigente.  Poi,  la
  legislazione si può sempre, ovviamente, migliorare e non  ci  siamo
  mai  sottratti  alla possibilità di migliorare la legge  n.  9  del
  2010.  Anzi  abbiamo presentato - e concludo - le  nostre  proposte
  prevedendo,   addirittura,  di  ridurre  gli  ambiti   territoriali
  ottimali.  Non  nove,  come  dice il  Presidente  Musumeci,  perché
  secondo il Presidente Musumeci il mondo è fatto di province, quindi
  tutto deve essere ricondotto alle province come se la provincia  di
  Enna  avesse le stesse caratteristiche della provincia di  Palermo,
  di Messina o di Catania, un modo assolutamente inadeguato di vedere
  la realtà ma, addirittura, noi parlavamo di 5 ambiti territoriali.
   Abbiamo  anche proposto di potere ridurre anche le  18  SRR,  come
  numero, anche prevedendone la trasformazione da soggetto di diritto
  privato a soggetto di diritto pubblico. Purtroppo tutto questo  non
  è  stato  possibile perché il Governo regionale per  5  anni  si  è
  intestata  una  riforma  impossibile, una  riforma  sbagliata,  una
  riforma   non  condivisa  da  nessuno  lasciando  ora  la   Sicilia
  precipitare ancor di più, in piena stagione estiva in  un  mare  di
  guai, in un mare di difficoltà nel settore dei rifiuti così come in
  tutti  gli  altri  settori.  I sindaci,  la  popolazione  siciliana
  attendono una risposta.
   Questa  sera  il  Governo  la risposta non  l'ha  data  e  noi  la
  sollecitiamo   con  forza  e  porteremo  avanti   ogni   iniziativa
  parlamentare  e politica affinché questa risposta arrivi  in  tempi
  rapidi. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Lupo.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie  Presidente.  Disordine  gestionale,  eccessiva
  burocrazia  mala gestio con discariche sature a ridosso dei  centri
  abitati, inquinamento da percolato, emissioni di fumi maleodoranti,
  intere  litoranee assediate da tonnellate di spazzatura, tassazione
  elevata non corrispondente ai servizi resi.
   Bene,  queste  sono  alcune delle parole che  vengono  estrapolate
  dalla   relazione  della  Commissione   Antimafia   non  di  questa
  legislatura  ma  di  quella  precedente dove  il  Presidente  della
  Regione era il Presidente della Commissione  Antimafia .
   Queste   stesse   criticità  evidenziate,   naturalmente   vengono
  riportate   dall'attuale  Commissione   Antimafia   nella   propria
  relazione  che oltre a queste criticità ha evidenziato un  coacervo
  di   interessi   con  una  triangolazione  di  poteri   tra   certa
  imprenditoria,  parte  della criminalità  organizzata  e  di  certa
  politica  che su questo sistema del ciclo dei rifiuti ha creato  il
  proprio consenso elettorale.
   Ma  tornando alla relazione di cui il Presidente della  Regione  è
  stato Presidente della Commissione  Antimafia  finisce la relazione
  col  dire  che  le  uniche politiche possibili sono  quelle  mirate
  all'incremento della raccolta differenziata, al riuso degli  scarti
  e  alla  conversione energetica del pattume. Quindi, il  Presidente
  evidentemente ha cambiato idea e quindi ha rinnegato se stesso.  Se
  la  sola  raccolta differenziata la si considerava come  uno  degli
  strumenti, una delle soluzioni possibili.
   Però   vede   assessore  tornando  al  discorso   della   raccolta
  differenziata  mi  fa sorridere che il suo dirigente  generale  del
  dipartimento  ha  dichiarato  proprio  nelle  ultime  ore  che   la
  responsabilità   della  crisi  e  del  fallimento  della   raccolta
  differenziata  è  da imputare, oltre che alle SRR e  ai  cittadini:
  ebbene  i  cittadini, cari assessori, vanno educati  e  soprattutto
  vanno motivati perché i cittadini non possono essere i responsabili
  del fallimento delle Pubbliche amministrazioni.
   In  merito a questo io le chiedo se sia possibile creare una sorta
  di    tutoraggio   e   monitoraggio   sui   principali   produttori
  dell'indifferenziato o dell'indifferenziato cattivo perché ci  sono
  pure amministrazioni pubbliche che producono differenziato che  non
  è adeguato e mi riferisco ai comuni di Palermo e Catania che sono i
  principali produttori di indifferenziato.
   Mi  chiedo  se  sia possibile creare un tutoraggio particolare  su
  questi  comuni  perché sono i principali produttori del  fallimento
  della raccolta differenziata a livello regionale.
   Dopo  di  che  noi rinnoviamo, come forza politica  del  Movimento
  Cinque  Stelle,  tutta la nostra disponibilità a  risolvere  questa
  crisi  emergenziale  che  non è più una emergenza,  non  è  più  un
  fenomeno  straordinario  ma è una condizione  reale  e  non  è  più
  emergenziale. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   L'onorevole  Gucciardi non lo vedo più, per cui  teoricamente  gli
  interventi sono terminati.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Grazie,  Presidente. Io dedicherò parte dell'intervento  a
  dire   la  mia  sulla  situazione  dei  rifiuti  e  poi  ne  volevo
  approfittare, come anticipato la volta scorsa, a fare  una  domanda
  all'Assessore Baglieri rispetto a una tematica che riguarda la  mia
  provincia.
   Oltre  alle cose già dette, tenevo a stigmatizzare, che ho  notato
  in  questi cinque anni di esperienza sull'atteggiamento del Governo
  e soprattutto del Presidente Musumeci rispetto alla questione della
  raccolta dei rifiuti, come in qualche modo troppo spesso le SRR e i
  sindaci  in  qualche modo non sono stati coinvolti  o  meglio  dire
  hanno avuto degli indirizzi da parte del Governo e, soprattutto, da
  parte anche del Presidente in merito alla realizzazione di impianti
  pubblici.
   Questa  cosa  ha  comportato  il non  riuscire  a  realizzare  gli
  impianti  anche perché all'interno delle SRR, ma soprattutto  anche
  all'interno  dei comuni non ci sono le competenze adeguate  per  la
  realizzazione degli impianti. Questa motivazione a mio avviso nasce
  da  un  paradigma sbagliato rispetto al rapporto con i privati,  in
  cui  dove c'è il privato c'è sicuramente il malaffare, dove c'è  il
  pubblico  no.  Io ritengo che invece degli indirizzi da  parte  del
  Governo  regionale  con  le  SRR e  con  i  sindaci  che  non  sono
  controparte  ma  che  insieme debbono affrontare  questa  questione
  avrebbe riportato dei risultati migliori.
   Personalmente  sono  stato sempre a favore dei  termovalorizzatori
  che  non  sono un'alternativa alla raccolta differenziata  ma  sono
  l'insieme  di  un mix perché comunque una parte dei rifiuti  va  in
  discarica e quindi io sono per una programmazione che vede  assieme
  gli  interessi  privati e gli interessi pubblici  anche  perché  il
  risultato  finale  di questa politica portata  avanti  dal  Governo
  Musumeci è quella che poi ad avvantaggiarsi della stasi sono sempre
  gli  stessi,  sono  le  discariche  già  esistenti  che  tendono  a
  ingrandirsi;  per  cui a volte mi è sorta, e l'ho  detto  anche  in
  alcuni  interventi qua in Aula, la preoccupazione se dietro  questa
  demonizzazione  di  un apporto dei privati anche in  collaborazione
  con  le  SRR e con i comuni nella organizzazione dell'impiantistica
  non  sia  di fatto un modo per nascondere un rapporto con chi  oggi
  gestisce   le  discariche,  perché  comunque  qualcuno  da   questa
  situazione se ne avvantaggia. E ritengo che comunque vada  cambiata
  la rotta e vada agito non scaricando sui sindaci ma d'intesa con  i
  sindaci anche perché se quando noi ci siamo insediati c'erano  gran
  parte dei comuni siciliani che rischiavano il default, lasciamo una
  situazione dopo cinque anni in cui appunto per l'aggravio dei costi
  per  lo  smaltimento dei rifiuti che ormai costa molto di  più  del
  servizio  di semplice raccolta, molti dei comuni saranno  destinati
  ad  andare in default, e io ritengo che come Regione siciliana  non
  ce lo possiamo consentire.
   Approfitto  di  questa seduta, come già anticipato dal  Presidente
  Miccichè,  per chiedere all'Assessore Baglieri che so che  è  stata
  incaricata dal Presidente Musumeci a seguire la vicenda riguardante
  IAS  che,  a  prescindere  dall'intervento  della  Procura  con  il
  sequestro  delle  quote, ritengo che oggi ci sia, anche  in  questa
  situazione  di  delicatezza,  la  necessità  di  tranquillizzare  i
  cittadini delle zone sulle condizioni dell'impianto ma, allo stesso
  modo, anche di garantire il funzionamento del polo petrolchimico.
   So  che  già  i  tecnici sotto la guida del  Prefetto,  e  con  la
  disponibilità anche dell'Assessore Baglieri, stanno lavorando  alla
  risoluzione  del problema però io gradirei da parte  dell'Assessore
  che   aggiornasse,  tutta l'Aula, su qual  è  lo  stato  di  questo
  impianto  che ricordo essere l'impianto più grosso che abbiamo  nel
  Mezzogiorno,  che è di proprietà della Regione che da  quarant'anni
  non  fa  investimenti e che rischia di mettere in crisi un  sistema
  produttivo che incide non solo sulla mia provincia ma sul PIL della
  Regione  e  sulle  esigenze anche dal punto di vista  energetico  e
  occupazionale.

   PRESIDENTE. Assessore, ritiene di intervenire? Prego.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Desidero chiaramente trarre delle considerazioni non conclusive  ma
  finali di oggi, ecco conclusive.
   Allora  distinguerei  in  due parti il mio discorso,  innanzitutto
  alcune  considerazioni di natura generale, mi  dispiace  constatare
  che l'onorevole Barbagallo non sia qua presente, ma vorrei ribadire
  che  lo scarica barile personalmente è un'attività che non esercito
  e non la esercito perché non ho nessun tipo di vantaggio e, quindi,
  quando  dico  che la governance, le SRR, i comuni,  in  realtà  sto
  soltanto  facendo  riferimento  al  quadro  normativo  vigente  che
  quest'Aula ha sancito nel 2010, che quest'Aula nel 2018  ha  deciso
  di non modificare e, quindi, in piena coerenza e nel rispetto della
  legge, io faccio riferimento a quel quadro normativo.
   Ora,  sia detto senza polemica, non voglio sembrar polemica perché
  non  giova  a  nessuno  in  questo  momento,  però  bene  ha  detto
  l'onorevole   Lupo,   il  problema  è  che   c'è   una   governance
  multilivello, c'è la Regione, ci sono le SRR, ci sono le  province,
  nella  legge  n.  9 ancora si parlava di province,  che  hanno  dei
  compiti e poi ci sono i comuni.
   Quindi,  il  riferimento ai comuni non è per scaricare ai  comuni,
  anzi,  chissà  per esempio, come dire, il supporto anche  operativo
  fornito  ad  alcuni  comuni, in questo caso faccio  riferimento  al
  comune di Catania, ma è stato un supporto operativo non nell'ultima
  emergenza, ma che già ci vedeva, il primo novembre, in una riunione
  prefettizia e via dicendo.
   Quindi, il tema è la complessità di questa governance e questo  mi
  porta  a  dire  che  quando  si parla di un  problema  trasversale,
  politicamente trasversale, alludo proprio a questo, perché non  c'è
  dubbio  che nei vari territori si fa la politica e quindi è chiaro,
  la visione a cui faceva riferimento è una visione dei territori.
   Questo, torno a dire, non lo dico ma è la ratio della legge n.  9,
  teoricamente, forse anche giustamente, i cittadini pagano la  Tari,
  i  cittadini  individuano ed eleggono la rappresentanza consiliare,
  il  sindaco e quindi il comune, essendo un servizio pubblico locale
  deve organizzarsi.
   Ora, se per economie di scala si organizzano a livello provinciale
  come attualmente, oppure no, oppure, come qualcuno oggi ha avanzato
  in   maniera   diversa  con  un  criterio  legato  alla   dotazione
  impiantistica, questo è un qualcosa di cui si può discutere, ma non
  c'è  dubbio che ogni territorio - è questo il messaggio che  vorrei
  far  passare  -  deve  pianificare e  deve  dare  e  pianificare  e
  programmare gli impianti, secondo quel principio che ci vede  tutti
  uniti dell'autonomia bacinale e della prossimità.
   Ora  cosa è che verifico? Una discrasia tra quello che si  dice  e
  quello che si fa. O meglio, tra quello che è scritto. Il fatto  che
  ci  sia  una discarica a Lentini che vuole essere ampliata ma  così
  come  si fa riferimento anche ad altri progetti, mi chiedo,  ma  il
  piano d'ambito di quelle SRR include un aumento di questo impianto?
  Include  degli  accordi  di sovrambito con  le  altre  SRR?  Perché
  altrimenti è chiaro che è il territorio che deve dire cosa desidera
  fare, quindi, su questo vorrei essere chiara, non è la Regione  che
  deve   dare  gli  indirizzi,  deve  dare  il  coordinamento,   deve
  programmare a livello regionale ma in questo dialogo con le SRR,  e
  questo è lo strumento attuale, le SRR devono fare i piani d'ambito.
  Sono  stati  invitati ad aggiornare i piani d'ambito e laddove  non
  l'hanno  fatto  in  termini d'impiantistica,  qualcuno  l'ha  anche
  ricordato,  si è provveduto ad un commissariamento ad acta.  Faccio
  riferimento  al  Commissario Lizio e comunico a quest'Aula  che  il
  Commissario  Lizio ha già provveduto a pubblicare la  progettazione
  di  un impianto di compostaggio a Noto, per le SRR di Siracusa,  un
  polo  impiantistico a Randazzo per quella di Catania e poi  c'è  il
  caso di Mili per Messina.
     Questo  cosa significa? Pone un accento sulla progettualità.  Un
  altro  tema  che è emerso, e di cui chiaramente è un  tema  di  cui
  discutere  è  poi l'accelerazione dell'iter, questo per  rispondere
  all'onorevole Calderone, molti progetti sono, come dire, potrebbero
  essere accelerati e di questo io ho preso nota e m'impegno di poter
  avviare  un'interlocuzione  interassessoriale  perché  chiaramente,
  come   diceva   l'onorevole  Calderone,  forse  accelerare   alcune
  progettualità potrebbe essere un modo per poter dare  una  risposta
  più strutturale e non emergenziale al caso delle discariche.
   Quindi il tema degli impianti però, ecco, mi piace anche ricordare
  che  non è che non ci siano impianti, stiamo lavorando, sono  state
  appaltate  due  discariche  e la SRR di Trapani,  si  è  completato
  chiaramente  quella di Enna, c'è un ampliamento di  Enna,  ci  sono
  delle   attività  progettuali  che  chiaramente  richiedono  tempo,
  richiedono   collaborazione  anche da parte  dei  comuni,  i  quali
  comuni  ci rendiamo conto che sono a volte in difficoltà in termini
  di  progettazione  ma questo non significa, come  dire,  attribuire
  colpe  ma al contempo non ci si può chiedere di sostituirsi  perché
  se  allora  ci  sostituiamo sempre forse più che un fallimento  del
  Governo  forse ora stiamo certificando un fallimento delle SRR,  il
  che non significa attribuire colpe ma prendere atto e vedere un po'
  in alcuni casi come salvare, cioè dire come prendere quel buono che
  c'è,  e  c'è,  perché come ho detto abbiamo avviato un percorso  di
  condivisione  con alcune di esse, abbiamo fatto un  tavolo  tecnico
  che aiuterà queste società a far sì, ad espletare quelle funzioni e
  quei compiti che a loro sono attribuite.
   Il  tema che si è toccato, poi c'è un tema delle risorse, è chiaro
  che  tutto  questo  sistema oligopolistico  vigente  ha  creato  un
  aumento  delle tariffe, su questo chiaramente qualcuno dirà   avete
  sbandierato  queste risorse , continuo a sostenere e l'ho  ribadito
  in  una  riunione che abbiamo svolto la settimana scorsa a  Catania
  con alcune di queste SRR, il tema è che quei quarantacinque milioni
  che non sono POC ma sono inserite in una delibera CIPE, chiaramente
  vanno a coprire l'extra costo per l'extra Regione.
   Ora,  i  criteri,  qualcuno dice:  ma quali sono i  criteri ?  Noi
  abbiamo   chiesto  da  settembre  del  2021  che  chiaramente   chi
  intendeva, sulla base dei flussi, di rifiuto a livello provinciale,
  a  livello di singole SRR, qual era la loro previsione. E  vi  dico
  anche  che  la  previsione fatta nel 2021, in cui potevamo  contare
  anche su quella volumetria di Oikos, che ci consentiva di dire  che
  va fuori chi non ha il 65 per cento, adesso quel quadro è cambiato.
   Quindi,  cosa intendo dire? Intendo dire che con la prima opzione,
  che  era  quella  di andare a restituire, a coprire l'extra  costo,
  secondo  però  procedure  di  evidenza pubblica  e  secondo  alcuni
  criteri,  delle cosiddette piste di controllo, che io ho  richiesto
  alla Programmazione, si fatica. Forse questa non è la via e quindi,
  appunto  per  questo, venerdì scorso abbiamo iniziato a  immaginare
  un'altra via, quella di una contribuzione ai singoli comuni, legata
  magari ai piani di gestione.
   Quindi non è semplice, onorevole Lupo, dire quali siano i criteri,
  perché  è chiaro che anche i comuni se rinnovano e scelgono gestori
  non  sulla  base  di una evidenza pubblica, noi abbiamo  difficoltà
  anche a rendicontare. Quindi, anche noi dobbiamo far sì che ci  sia
  coerenza tra i criteri della rendicontazione con quelli poi  reali,
  svolti e attuati dai singoli comuni.
   Non  c'è dubbio che non ci vogliamo mettere contro i comuni, e  lo
  sanno perfettamente tant'è che ho già sollecitato l'ANCI, l'ANCI mi
  ha chiesto un tavolo che faremo.
   Quindi  il tema è un altro, consentitemi. Il tema è che in  realtà
  l'avvio  di un percorso che vede l'aumento della differenziata,  il
  ciclo   integrato   dei  rifiuti,  avviare   la   progettazione   e
  l'impiantistica,  non  è semplice, non è agevole.  La  pandemia,  è
  inutile,  ha  anche rallentato tutto questo. Però, per mia  natura,
  voglio  sempre  vedere  gli  aspetti positivi  e  non  gli  aspetti
  negativi.   Io   ritengo  che  l'aumento  della  promozione   della
  differenziata,  così come la prevenzione, ma  così  come  anche  il
  termovalorizzatore,  che  non  si  sostituisce  alle  discariche  -
  abbiamo sempre bisogno delle discariche, perché il 10 per cento  lo
  dobbiamo portare in discarica, ma quei dati che circolano in realtà
  sono  dati  anche  falsati.  Per quale motivo?  Perché  quando  noi
  parliamo del 65 per cento di differenziata, io non sto parlando del
  recupero e del riciclo; la qualità di questo rifiuto va migliorata,
  la  qualità anche del compostaggio va migliorata, perché  parte  di
  quel compostaggio va a finire poi in discarica.
   Vedete  che  il  10 per cento, in fondo, è tutto  il  sovvallo  di
  quell'attività  di  differenziata  che  dobbiamo  fare.  Quindi   i
  cittadini,  ovviamente, vanno incentivati. E come si incentivano  i
  cittadini, al di là della sensibilizzazione? Semplicemente con  una
  cosa: applicando la TARIP, applicando una tariffa puntuale.
   Chiedo: quanti Comuni sono in grado di avviare? Ce ne sono alcuni,
  ma  di 392 dobbiamo fare in modo che questa attività formativa -  e
  lo  dico con cognizione di causa - formativa dei comuni e delle SRR
  va fatta.
   Quindi,  come vedete, il lavoro che va fatto è chiaro. Per  me  la
  via è tracciata. Bisogna soltanto essere onesti intellettualmente e
  dire:  bene il problema è questo, abbiamo la volontà di risolverlo?
  E  quando  dico  la  volontà di risolverlo non  faccio  riferimento
  soltanto  a questo consesso, di cui mi onoro di essere  qui,  ma  a
  tutti,  a  livello regionale nei vari livelli di governance  a  cui
  facevo riferimento.
   Le  Città  metropolitane  vanno aiutate. Abbiamo  già  avviato  un
  tavolo, a parte con Catania ma anche con Palermo, Messina è già  al
  cinquanta percento, va anche qui, come dire, messo in rete,  quindi
  l'idea  e  chiudo, è che i cittadini che vedono attualmente  questa
  difficoltà,  è  una difficoltà che non è soltanto legata  al  fatto
  della  discarica,  ma  è  anche  un  tema  di  come  reagire   alle
  problematiche,  problematiche  che  conoscevamo,  che  avevamo  già
  preannunciato,  chiaramente non sapevamo  della  coincidenza  della
  sentenza  del  TAR,  ma questo è, quindi, se  volgiamo  rendere  il
  decoro,  migliorare, bisogna secondo me, con spirito  di  servizio,
  mettersi  tutti  intorno al tavolo, anche se lo scorcio  di  questa
  legislatura,  ma per quanto è possibile metterò fino all'ultimo  le
  energie  di cui dispongo per fare in modo che almeno due  impianti,
  tre   impianti,  quattro  impianti  in  maniera  fattuale   vengano
  realizzati, questo secondo me è l'unico segno tangibile di  cui  in
  fondo  tutti  i  cittadini  hanno  bisogno  perché  poi  non  hanno
  necessità di una legge, ma di sapere che realmente c'è qualcosa  di
  concreto, risposte concrete, per fare questo noi metteremo tutte le
  nostre energie, però è anche vero che abbiamo l'esigenza che questa
  collaborazione arrivi, così come lo hanno dimostrato, dai comuni  e
  dalle SRR e da voi tutti, grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Baglieri.
   Allora,  avevamo immaginato di poter fare qualcosa sul disegno  di
  legge sul randagismo, ma gli Uffici ci hanno comunicato che ci sono
  delle cose

         (Intervento fuori microfono dell'assessore Baglieri)

   PRESIDENTE.   Doveva   rispondere  all'onorevole   Cafeo?   Prego,
  Assessore.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Scusate, ho dimenticato di dare la risposta all'onorevole Cafeo sul
  caso  IAS,  il  depuratore di Priolo. Posso rassicurare  su  questo
  intanto  nel  ringraziare  l'opera  di  coordinamento  svolta   dal
  Prefetto  sua eccellenza Scaduto, devo dire che già l'Aia è  stata,
  come  dire, Territorio e ambiente ha già esitato o sta per  esitare
  l'AIA,  ha  già  esitato al CTS il parere, e pertanto  forse  anche
  quell'autorizzazione  provvisoria non è necessaria  proprio  perché
  abbiamo  accelerato  l'iter, pertanto il  mio  è  un  messaggio  di
  rassicurazione verso quel territorio e verso anche le  imprese  del
  petrolchimico,  perché  in  realtà la soluzione  individuata  tutti
  insieme lì a Siracusa è una soluzione che verrà perseguita e da  me
  seguita.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Baglieri.
   Dicevo che il disegno di legge sul randagismo non lo possiamo fare
  perché   gli  Uffici  hanno  rilevato  alcuni  errori,  anche   sin
  dall'articolo  1, che devono essere corretti, quindi non  potremmo,
  comunque, materialmente votarlo.
   Per  cui,  non avendo altri chiesto di intervenire,  la  seduta  è
  rinviata a martedì 5 luglio 2022, alle ore 16.00. Ricordo che  alle
  ore  15.00  si terrà la Commissione per la verifica dei poteri  per
  integrare il quorum, per ripotare l'Assemblea al numero di deputati
  che merita.

                 La seduta è tolta alle ore 18.59 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXIX SESSIONE ORDINARIA


                         345a SEDUTA PUBBLICA
                   Martedì 5 luglio 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -ATTRIBUZIONE  DEL  SEGGIO  RESOSI  VACANTE  A  SEGUITO  DELLE
       DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE ROBERTO LAGALLA DALLA CARICA DI DEPUTATO
       REGIONALE PER MOTIVI DI INCOMPATIBILITA'

    II -COMUNICAZIONI

    III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -  Norme  per la tutela degli animali e la prevenzione  del
         randagismo . (nn. 40-100-159-177-191-326/A) (Seguito)

           Relatore: on. Siragusa

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)

   - Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:

   -  da  parte  dell'Assessore  per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N.  2616  -  Opportune  iniziative volte  al  mantenimento  della
  dotazione  finanziaria  in  favore delle  scuole  paritarie  della
  Sicilia.
   Firmatari:   Lupo   Giuseppe;   Cracolici   Antonino;   Gucciardi
  Baldassare;   Arancio   Giuseppe  Concetto;   Barbagallo   Anthony
  Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
   -  Con nota prot. n. 15000/IN.17 del 27 aprile 2022 il Presidente
  della   Regione,  nella  qualità  di  Assessore  ad  interim   per
  l'istruzione e la formazione professionale, ha invitato il Capo di
  gabinetto   del   relativo   Assessorato   'a   provvedere    alla
  predisposizione  di apposita nota da sottoporre alla  firma  dello
  scrivente, nella qualità di Assessore regionale per l'istruzione e
  la formazione professionale'.

   (*)  La  risposta  alla  suddetta interrogazione  sarà  pubblicata
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.   2663  -  Notizie  in  merito  all'erogazione  dell'acqua  nel
  territorio di Modica da parte del Consorzio di bonifica di Ragusa.
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Dipasquale Emanuele

   N.  2664 - Urgente indagine ispettiva sulla presunta illegittimità
  degli   incarichi  a  titolo  gratuito  a  soggetti  collocati   in
  quiescienza presso il Comune di Santa Domenica Vittoria (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Calderone Tommaso A.

   N. 2666 - Notizie circa l'integrazione socio-sanitaria nell'ambito
  della  salute  mentale  nella  Regione  siciliana  e  la  dotazione
  organica dei Dipartimenti salute mentale (DSM).
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Barbagallo   Anthony   Emanuele;  Cracolici  Antonino;   Gucciardi
  Baldassare;  Lupo  Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;  Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2665  -  Chiarimenti in merito alla gestione della  Fondazione
  Orchestra Sinfonica Siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Schillaci  Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola  Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2667  -  Chiarimenti in merito al progetto  di  ripristino  ed
  adeguamento  funzionale  della condotta  agraria  ubicata  in  c.da
  Sigona.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Marano   Jose;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.   2668   -  Misure  urgenti  per  il  potenziamento  dell'Unità
  Cardiologica dell'Ospedale San Vincenzo di Taormina (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lo Giudice Danilo

   N.  2669 - Chiarimenti in merito all'inidoneità delle procedure  e
  dei  criteri  di selezione dei concorsi per i Centri per  l'Impiego
  (CPI).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Schillaci  Roberta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola  Nunzio;
  Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  2670  -  Chiarimenti in merito al bando  di  concorso  per  il
  reclutamento  del  personale cat. D destinato al potenziamento  dei
  Centri per l'Impiego.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi Sergio; Pagana Elena

   N.  2671  -  Iniziative  volte a reperire  le  unità  mancanti  di
  personale  medico  e  infermieristico  nei  pronto  soccorso  degli
  ospedali dell'Asp di Messina e a integrare la presenza di personale
  medico a bordo delle ambulanze del 118.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Laccoto Giuseppe

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   N.  641 - Iniziative volte a garantire un'attività di monitoraggio
  sulle  infrastrutture  viarie  principali  e  secondarie,  volta  a
  constatare  l'effettivo stato a norma dei guard rail installati  in
  tutte le strade pubbliche extraurbane regionali.
   Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Tancredi Sergio; Pagana Elena
   Presentata il 10/06/22

   N.  642  -  Proroga dei contratti del personale USCA  fino  al  31
  dicembre 2022.
   Calderone Tommaso A.; Lantieri Annunziata Luisa; Ternullo Daniela
   Presentata il 17/06/22

   N.  643  -  Proroga dei contratti di tutto il personale  impegnato
  nell'emergenza Covid fino al 31 dicembre 2022.
   Calderone Tommaso A.; Lantieri Annunziata Luisa; Ternullo Daniela
   Presentata il 20/06/22

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposta scritta ad interrogazione


   1 Intervento corretto dall'oratore