Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.03
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata di mezz'ora
perché è attualmente riunita la Commissione per la verifica dei
poteri. Aspettiamo, quindi, l'esito della Commissione; credo che in
una mezz'ora riusciremo ad avere la conclusione dei lavori.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.04, è ripresa alle ore 16.30)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Sunseri, Mangiacavallo e Pagana.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di sostituzione di componente
della Commissione per la verifica dei poteri
PRESIDENTE. Do lettura del seguente decreto di sostituzione di
componente della Commissione per la verifica dei poteri:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
303
I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che, a seguito della nomina dell'onorevole Alessandro
Aricò ad Assessore regionale, lo stesso deputato, ai sensi
dell'articolo 37 bis del Regolamento interno dell'Assemblea, è
automaticamente decaduto dalla carica di componente della
Commissione per la verifica dei poteri;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Giuseppe ZITELLI è nominato componente della
Commissione per la verifica dei poteri, in sostituzione
dell'onorevole Aricò, automaticamente decaduto dalla carica di
componente della Commissione medesima.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 27 giugno 2022
Di questo ne avevamo data comunicazione l'altra volta, ma ora è
ufficiale.
Comunicazione relativa all'interrogazione n. 2669
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 28 giugno 2022, protocollata
al n. 3709-ARS/2022 di pari data, l'onorevole Zito aveva ritirato
la propria firma dall'interrogazione n. 2669. Successivamente, con
nota e-mail del 28 giugno 2022 protocollata al n. 3711-ARS/2022 di
pari data, l'onorevole Schillaci, nella qualità di primo
firmatario, ha dichiarato di ritirare l'interrogazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta. Invito, pertanto, i deputati a munirsi per
tempo della tessera personale di voto. Ricordo, altresì, che anche
la richiesta di verifica del numero legale (art. 85) ovvero la
domanda di scrutinio nominale o di scrutinio segreto (art. 127)
sono effettuate mediante procedimento elettronico.
dell'onorevole Lagalla
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Roberto Lagalla dalla carica di deputato regionale
per motivi di incompatibilità
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo appena finito la riunione della
Commissione per la verifica dei poteri. Si passa al I punto
all'ordine del giorno, che reca: Attribuzione del seggio resosi
vacante a seguito delle dimissioni dell'onorevole Roberto Lagalla
dalla carica di deputato regionale .
Ricordo che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi vacante a
seguito delle dimissioni irrevocabili per incompatibilità dalla
carica di deputato regionale dell'onorevole Lagalla, dimissioni
rassegnate per esercizio del diritto di opzione per la carica di
Sindaco del Comune di Palermo e di cui l'Assemblea ha preso atto -
con decorrenza 30 giugno 2022 - nella seduta n. 344 del 27 giugno
2022, lo stesso deputato regionale era stato proclamato eletto nel
collegio circoscrizionale di Palermo, per la lista avente la
denominazione Idea Sicilia - Popolari e autonomisti - Musumeci
Presidente .
Conseguentemente, la Commissione per la verifica dei poteri, ai
sensi del combinato disposto dell'art. 4, parte seconda, dello
Statuto della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo II
del Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione del 5 luglio
2022, dopo aver proceduto ai necessari accertamenti, ha deliberato,
all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60 della legge regionale 20
marzo 1951, n. 29, e successive modifiche ed integrazioni (legge
elettorale siciliana), di attribuire il seggio lasciato vacante
dall'onorevole Lagalla al candidato Filippo Maria Tripoli, il
quale, primo dei non eletti della medesima lista provinciale e nel
medesimo collegio elettorale in cui era stato eletto l'onorevole
Lagalla, segue immediatamente - con voti 7.063 - l'ultimo dei
proclamati eletti, onorevole Lagalla.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Filippo Maria Tripoli, salva la sussistenza
di motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni.
Poiché l'onorevole Tripoli non è presente, presterà il giuramento
di rito successivamente.
L'onorevole Tripoli deve giurare, per cui finché non giura è
considerato in congedo. Oggi non poteva venire e, quindi, speriamo
possa venire domani per il giuramento.
per la decorrenza di opzione dell'onorevole Cannata
Comunicazione di deliberazione della Commissione per la verifica
dei poteri inerente l'individuazione del termine di decorrenza di
opzione dell'onorevole Cannata
PRESIDENTE. Ricordo che l'onorevole Rossana Cannata aveva
presentato le proprie dimissioni irrevocabili, per incompatibilità,
da deputato regionale per esercizio del diritto di opzione per la
carica di Sindaco del Comune di Avola (SR) con nota del 23 giugno
2022, dimissioni di cui l'Assemblea aveva preso atto nella seduta
n. 344 del 27 giugno 2022, e con termine di decorrenza - come
riportato nel resoconto stenografico della seduta - individuato
nell' ultimo giorno utile previsto dalle vigenti normative di
riferimento .
Poiché la normativa di riferimento non fissa, per i deputati
regionali, un termine per l'esercizio del diritto di opzione tra
due cariche tra loro incompatibili, si è reso necessario convocare
la Commissione per la verifica dei poteri, a ciò istituzionalmente
deputata, perché individuasse detto termine di decorrenza
dell'opzione.
La Commissione ha quindi deliberato, nella seduta del 5 luglio
2022, che l'opzione per la carica di sindaco e la contestuale
decadenza dalla carica di deputato regionale decorra
perentoriamente dal 6 luglio 2022.
La Commissione ha altresì stabilito di dare immediata
comunicazione di tale deliberazione all'on. Cannata, con
l'avvertenza che, in assenza di opposizione dell'interessata -
entro e non oltre la mezzanotte di oggi 5 luglio 2022 - a tale
formale individuazione del termine di decorrenza stabilito dalla
stessa Commissione, l'opzione medesima si intenderà definitivamente
perfezionata ed efficace.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che la presente comunicazione sarà pertanto immediatamente
trasmessa all'onorevole Cannata.
Il secondo punto all'ordine del giorno della Commissione per la
verifica dei poteri riguardava le dimissioni dell'onorevole Cannata
che seguono lo stesso iter del primo, salvo che l'onorevole Cannata
non ha stabilito il giorno preciso di dimissioni.
Per cui, la Commissione per la verifica dei poteri, che si è
appena riunita, ha deliberato che, comunque, la sua decadenza da
deputato regionale avverrà il giorno 6, cioè domani. L'onorevole
Cannata ha tempo da qui a domani per fare eventuale resistenza a
questa delibera della Commissione per la verifica dei poteri, cosa
che credo non avverrà, per cui in ogni caso, se dovesse avvenire
domani, la Commissione per la verifica dei poteri si dovrà
nuovamente riunire per indicare stavolta in maniera tassativa il
giorno della decorrenza delle dimissioni e quindi la conseguente
proclamazione del subentrante.
Anche di questo l'Assemblea prende atto.
Sui precari Covid
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
una questione che riguarda la provincia di Messina ma, a seguito di
un'audizione oggi in Commissione Sanità', credo che riguardi tutta
la Regione siciliana e che riguarda i cosiddetti precari Covid.
La situazione è questa: il 30 giugno l'Asp di Messina ha ritenuto
di non rinnovare i contratti ad alcune categoria professionali,
quali psicologi, tecnici della prevenzione, biologi Tat, assistenti
sociali, ritenendo che non era più necessario che questi
professionisti prestassero la loro opera a servizio della provincia
di Messina e della sanità messinese.
Ovviamente, oggi, in Commissione Sanità' sono stati sentiti i
vertici dell'ASP 5 e hanno motivato le ragioni per le quali hanno
ritenuto di non rinnovare questo contratto, mentre lo hanno
rinnovato ad altre categorie professionali, sia pure diminuendo le
ore. Però, è accaduto e accade che in tutte le altre province
siciliane le stesse categorie professionali sono state rinnovate o
meglio - e mi correggo e dico più correttamente - è stato rinnovato
il contratto alle stesse categorie professionali.
Ora, il problema è molto semplice, signor Presidente, o i vertici
dell'ASP 5 di Messina hanno ragione e il contratto non va rinnovato
- e ho molti dubbi - o hanno preso un abbaglio gli altri direttori
e gli altri vertici aziendali delle altre 8 province Tertium non
datur .
Vedo qui l'assessore Razza e chiederò la sua l'audizione perché
qui dobbiamo stabilire che cosa è accaduto, perché mentre la curva
dell'epidemia aumenta in maniera spaventosa e vertiginosa, l'ASP di
Messina ritiene - per le ragioni che ha esposto oggi in Commissione
- che queste categorie professionali non erano tra virgolette
meritevoli del rinnovo, mentre tutte le altre ASP della Sicilia,
proprio perché la curva è in ascesa, drammaticamente in ascesa,
hanno contrattualizzato credo per altri sei mesi - l'Assessore
potrà illustrare meglio quanto sto dicendo - i contratti di
psicologi, biologi, tecnici della prevenzione e assistenti sociali.
Quindi, è un discorso, Assessore, che va chiarito. Io glielo
chiedo a nome di tutto quel personale che dall'oggi al domani si è
visto troncato il rapporto di lavoro senza alcun avviso o preavviso
e, quindi, o ha ragione l'ASP di Messina o hanno ragione le altre
ASP, nel senso che non ci può essere questa disparità di
trattamento.
E' chiaro che come deputato del territorio ho l'obbligo, non
tanto di preservare quelle categorie professionali, ma di
preservare i cittadini di tutte le province, perché se la curva del
Covid è in ascesa, aumenta e preoccupa, preoccupa tutti i
cittadini; se andiamo a sottrarre figure professionali facciamo un
danno a tutto il territorio non soltanto ai professionisti che ho
evidenziato.
Siccome l'assessore Razza è presente - e gliene sono grato -, se
ci può dare qualche chiarimento se la Presidenza lo consente.
PRESIDENTE. L'onorevole Schillaci aveva chiesto di intervenire su
che cosa? E anche l'onorevole Foti, però dobbiamo fare la legge,
eventuali interventi li facciamo dopo perché altrimenti la legge
non la facciamo più.
Sull'ordine dei lavori
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, desideravo riferire a lei e ai colleghi
che durante lo scorso mese ho presieduto i lavori della III
Commissione ed esitato alcuni testi di legge, in particolare il
n.1014 sulla multifunzionalità delle aziende agricole, di cui avevo
preannunciato la conclusione dei lavori durante l'ultima Conferenza
dei Capigruppo che lei aveva convocato due settimane fa e che,
purtroppo, o non aveva i numeri o comunque poi non è stato riferito
in Aula, il testo unico del commercio e la norma sull'artigianato
di qualità e botteghe scuola che è un testo congiunto - mi scuso ma
non ricordo il numero - di cui i primi firmatari sono l'onorevole
Palmeri e l'onorevole Galluzzo.
Tenevo, signor Presidente, a fare questa comunicazione in Aula
perché le chiedo, come avevamo concordato, se è possibile, che
vengano iscritti i testi che sono stati trasmessi dalla III
Commissione e in particolare il testo unico del commercio e
l'agriturismo so per certo che sono stati trasmessi, quello
sull'artigianato è imminente.
E poi, Presidente, più in generale, le chiedo se, sulla base anche
delle conversazioni che abbiamo avuto sia intenzione diffusa nel
tempo di portare l'Assemblea a un rush finale intenso e produttivo
su alcune riforme che purtroppo, Presidente, sono ferme in
Commissione Bilancio' o non si sa bene dove, o in I Commissione,
oggi non vedo il collega Pellegrino, magari potrà riferire lui, e
segnatamente, Presidente, riforme che erano presenti nei programmi
elettorali di tutti gli schieramenti: parlo del Consorzio di
bonifica, noi stiamo assistendo a un dramma in agricoltura a cui,
per motivi il caro carburante, l'instabilità e quant'altro, ma c'è
un problema atavico che ereditiamo anche dalle altre legislature
che è quello dei Consorzi di bonifica.
Desidererei che questa Assemblea fosse, come dire, aggiornata
sullo stato dell'arte e messa in condizione di votare; stessa cosa
per la riforma delle ex Opere Pie ed IPAB.
Lei ricorderà che quest'Aula ha votato una mozione d'ordine che
dava una corsia di velocizzazione circa 3 anni fa, fa sorridere me,
se non fosse per il dramma di una mancata riforma che quest'anno è
mancata riforma da 22 anni, il cui testo è stato esitato dalla
Commissione parecchi anni fa, poi sono sopraggiunte delle proposte
governative ma la I Commissione continua a non convocare sul tema.
Io la prego di volere forzare su questo argomento perché,
francamente, penso di potere parlare a nome di tanti, andare a
chiudere una legislatura e per alcuni anche affrontare una nuova
campagna elettorale parlando di temi triti e ritriti nelle campagne
elettorali precedenti, sapendo, avendo la consapevolezza, che le
Commissioni, la Commissione di merito ha fatto il suo lavoro, in
particolare la III ha fatto anche la riforma dei forestali.
Presidente, quest'Assemblea non può macchiarsi della, diciamo,
ignomìa di non avere voluto lavorare, quindi la prego di fare delle
verifiche e di volerci riferire nelle prossime sedute sullo stato
dell'arte. Grazie.
Sui precari Covid
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Foti, grazie. E, allora l'Assessore
Razza è in condizioni di fare una battuta senza che si apra un
dibattito, né un intervento lungo perché dobbiamo assolutamente
votare la legge sul randagismo? Prego Assessore.
RAZZA, assessore per la salute. No, grazie Presidente, un accenno
e poi raccolgo ovviamente l'invito dell'onorevole Calderone a
essere presente in audizione per entrare nel merito. Mi limito a
dire che quando si è passati alla fase post emergenziale sono
intervenuti due provvedimenti, uno legislativo nazionale che ha
indicato quali erano le attività che dovevano proseguire fino alla
data del 31 dicembre, e un'altra, una mia circolare, che ha
chiaramente identificato che si andava verso, semmai, la
diminuzione del carico orario dei lavoratori ma nell'ambito di un
sistema che non ponesse a rischio né le azioni di contact tracing
né le azioni di monitoraggio territoriale; in questo senso, avendo
ricevuto molte sollecitazioni anche oltre il territorio della
provincia di Messina, ma in alcune altre aziende sanitarie
provinciali, sto completando una ricognizione delle discrasie tra
la circolare emanata dall'Assessorato e le condotte eventualmente
tenute singolarmente dalle aziende, in maniera tale da potere
riferire anche in Commissione su quali azioni ovviamente ritengo
che entro questa settimana si possa completare questo lavoro.
Grazie.
Sull'utilizzo dei tablet in Aula
PRESIDENTE. Grazie. Allora colleghi, prima di iniziare la seduta
con la votazione della legge sul randagismo, come avete visto oggi
sono funzionanti i tablet. Io vorrei, in un primo momento, dirvi
quali sono le azioni che vanno fatte per prime fermo restando che
poi, anche gli assistenti parlamentari conoscono il meccanismo,
quindi se qualcuno di voi ha bisogno di qualche suggerimento basta
a chiamarli che vengono a darvi i suggerimenti del caso, ma se voi
l'avete davanti voi leggete Seduta corrente' bisogna premere col
dito perché è un touch la 'Seduta corrente' per aprire intanto il
tablet, poi "Area legislativa" perché oggi siamo in sede di legge,
quindi si preme su "Area legislativa" poi avete tutto il fascicolo
degli emendamenti, che se li vedete sono tutti, quello del
randagismo, ovviamente, quindi li trovate tutti nel tablet.
Se avete qualcosa in questa occasione da appuntare, potete
scriverlo tranquillamente accanto, utilizzando questa specie di "V"
che c'è, che sa poco di pennino, però è questa "V" che c'è quasi
all'inizio del capoverso, sopra, e potete scrivere quello che
volete. Se poi volete conservare tutto quello che avete scritto
dovete, là dove c'è questa, anche qui, vaga idea di dischetto, che
è quello appena finito il testo immediatamente sopra,
immediatamente appena finito il testo, per conservare tutto quello
che avete fatto.
Quindi questa è la prima cosa che serve oggi per guardare
materialmente... Nei tavoli delle Commissioni non c'è. Nei tavoli
della Commissione non c'è, va bene, ci attrezzeremo anche per
quello. Sono sotto, quindi li avete anche là, onorevole Caputo e
onorevole Siragusa.
Va bene, intanto iniziamo, perché tanto sappiamo tutti che
all'inizio qualche difficoltà e qualche problema potrà sorgere,
però speriamo.
Per scorrere il testo della legge e quello degli emendamenti si
usa sempre il comando touch, come si fa normalmente in un tablet.
191-326/A
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per la
tutela degli animali e la prevenzione del randagismo . (nn. 40-100-
159-177-191-326/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge Norme per la tutela degli
animali e la prevenzione del randagismo . (nn. 40-100-159-177-191-
326/A).
Invito la Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Scusate, intanto ieri si sarebbe dovuta riunire la Commissione
Bilancio per dare un parere su tutti gli emendamenti che
comportavano spesa e la Commissione Bilancio non si è riunita, si
riunirà giovedì. Per cui noi, oggi, dobbiamo decidere, intanto
possiamo valutare tutti gli emendamenti che non comportano spesa,
poi dobbiamo decidere, noi stessi qua in Aula, se sospendere ed
aspettare il parere sugli emendamenti di spesa che deve darci la
Commissione Bilancio , oppure approvare la legge così com'è.
Questo lo decideremo nel corso della nostra...
Gli articoli che si possono votare sono gli articoli 1, 2, 4, 5,
6, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26,
28 e 29. Quindi, sono soltanto quattro gli articoli che non si
possono votare.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Compagnone, può usare il
microfono della sua postazione.
COMPAGNONE. Signor Presidente, presidente Calderone, mi sono
permesso di presentare parecchi emendamenti alla norma e vorrei
spiegare un po' all'Aula il perché, non perché abbia qualche motivo
contro questa norma ma, sinceramente, la trovo assolutamente
sbagliata e vi spiego perché. Può essere che sbaglio io e che ho
inteso male e credo che, colleghi, se non vogliamo rischiare di
fare l'ennesima norma che poi magari, scopriamo dopo che abbiamo
fatto delle sciocchezze, sarebbe il caso che la si controlli
perbene.
Non solo, sarebbe anche il caso che la Commissione Bilancio'
l'attenzioni, perché se vogliamo veramente fare qualcosa di serio
contro il randagismo, e ce lo dobbiamo dire tutti con sincerità,
l'unica cosa da fare è fare in modo che i cani vengano accuditi nei
posti giusti e, quindi, ci dobbiamo mettere i soldini per fare
questo lavoro. Non possiamo invece utilizzare una norma per
trasformare il randagismo in un meccanismo istituzionalizzato,
perché con questa legge stiamo facendo questo, che si sappia, con
questa legge cari colleghi stiamo istituzionalizzando il
randagismo, pensando che il cane che non vuole il cittadino lo
diamo al comune e il comune diventa proprietario dei cani. Non
funziona così Creeremmo solo problemi che già si vedono in molti
comuni, che già sono sotto gli occhi di tutti, che spesso non gli
si dà la giusta importanza.
Vi voglio dire questo: sono un'amante degli animali, ce li ho, li
ho a casa, in campagna chiaramente. Allora il cane, stiamo parlando
di cani. Tutti sappiamo e tutti diciamo che il cane è il migliore
amico dell'uomo, ma attenzione il cane è un animale che diventa il
migliore amico dell'uomo quando sta con l'uomo. Vi prego di parlare
con qualche veterinario preparato prima di affrontare questa norma.
Il cane è il migliore amico dell'uomo solo quando sta con l'uomo.
Il cane quando vive con l'uomo acquisisce, in qualche modo, i
comportamenti e si educa, quasi quasi, a trascurare i suoi istinti
animali che ogni tanto vengono fuori anche nel cane migliore amico
dell'uomo. Abbiamo sempre visto e ci meravigliamo ogni tanto quando
viene fuori qualche articolo di giornale, qualche tragedia per cui
il cane poi ha azzannato il bambino, ha morsicato il proprio
proprietario o ha ucciso qualcuno, cose che succedono sempre.
Il cane quando non vive con l'uomo è un'animale, si comporta da
animale, vengono fuori i suoi istinti, fa branco e quando il cane è
immerso nel territorio e non sta più con l'uomo, si comporta come
un'animale da branco. Quindi cosa fa? Può aggredire gli uomini come
è successo tante volte, può aggredire altri animali perché fanno
branco, tra di loro si proteggono e si procacciano il cibo, il cibo
se lo procacciano attaccando la pecora, attaccando altri animali,
attaccando i gatti o come spesso succede, si appropriano di
territori, come è avvenuto, quando si sistemano, lo abbiamo letto
sulla stampa di un gruppo di cani che si erano appropriati di un
cimitero e non facevano avvicinare le persone. L'ho visto io in
ospedale quando alcuni cani si sono illusi che quello era il loro
territorio e non facevano passare le persone dentro l'ospedale.
Quindi, stiamo un attimino attenti non possiamo istituzionalizzare
una cosa che già di suo è negativa. Se vogliano fare una cosa
seria, ci dobbiamo mettere i soldi per fare in modo che i cani
stiano nei canili fatti bene, come si deve, tutto quello che
vogliamo, ma è lì che devono stare.
Il cane o è di proprietà di un uomo e lo accudisce un uomo o è
strutturato in una struttura adeguata e lo accudisce chi ha la
struttura adeguata, non può essere buttato in mezzo alla strada, ci
laviamo la coscienza e abbiamo risolto il problema. Non funziona
così
Tra l'altro il regolamento di polizia veterinaria vigente non ha
mai contemplato, nel regolamento di polizia municipale se lo andate
a verificare e a controllare non ha mai immaginato il cane come di
proprietà del comune che è microchippato e reinserito e reimmesso
nel territorio, perché il regolamento di polizia municipale è
consapevole di quanto già descritto in termini di sicurezza, perché
i cani in giro si infettano, si infiammano, si prendono malattie,
li trasmettono, non è una cosa semplice che basta tenerli in giro e
abbiamo risolto il problema, non è così che si risolve il problema.
Vi prego di attenzionare seriamente questa norma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
Laccoto pure parla di quattrini che non vuole che siano i sindaci
a uscirli.
LACCOTO. Beh, vedete, scusatemi, io penso che l'articolo 4 non
possa essere votato perché carichiamo tutto sui comuni,
praticamente sugli enti locali che diventano ormai lo scoglio
finale a cui tutti, a livello nazionale danno compiti; a livello
regionale vogliamo comprendere che cosa vuol dire dare questi
compiti ai comuni, il randagismo, fare sul territorio, raccoglierli
e altri. Io penso che per potere fare questo ci voglia una norma
che dia anche le somme, perché chi non è pratico di comuni non si
rende conto che già abbiamo i problemi perché non possiamo fare
canili, perché il randagismo , fare le associazioni e devono essere
pagate. Ci sono una serie di motivazioni per cui sull'articolo 4
credo che ci siano forti perplessità anche di costituzionalità.
Non possiamo dare ai comuni ulteriori compiti ed ulteriori carichi
senza dare le somme adeguate.
Quindi, vi invito a una riflessione. Per quel che mi riguarda non
potrò mai accettare che si possano dare tutti questi compiti ai
comuni. Immaginate un comune dove non ci sono
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)
LACCOTO. No, non ci sono.
L'articolo 4 quando E allora quando la Commissione Bilancio
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, fate parlare. Ora vi do la
parola.
LACCOTO. Scusate non è un dibattito a due. Io sto cercando di dire
qual è la mia posizione, che credo sia la posizione di tantissimi
sindaci che sono stanchi di dovere, praticamente, avere tutti
questi carichi dati ai comuni senza somme necessarie a poterli
adeguare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Grazie Presidente, colleghi, Governo, ritengo che in
quest'Aula, in questi anni, abbiamo collegialmente affrontato
diversi disegni di legge che poi sono diventati legge. Sul disegno
di legge randagismo ricordo che in quest'Aula, negli anni passati,
per quale motivo è nata la Commissione randagismo speciale e perché
ci siamo determinati dopo due anni e mezzo di lavoro ad una legge
sul randagismo dove, lo sappiamo, c'è una enorme difficoltà
soprattutto dei comuni che hanno lanciato gridi di allarme
attraverso i sindaci, però fino ad ora non c'era mai stato qualcuno
ponesse il tema e iniziasse un lavoro come quello che è stato
fatto.
Io ritengo che, è chiaro ho ascoltato l'intervento degli
autorevoli colleghi prima di uno e poi dell'altro che è anche
sindaco di un comune e ritengo che gli interventi siano tutti i
legittimi e occorra ascoltarli con grande attenzione, però dico
anche che non si può parlare a priori su tutti gli articoli di un
disegno di legge perché sono convinto che la legge sul randagismo
sia stata affrontata in Commissione ed oggi è in Aula perché
dobbiamo dare una risposta ai territori.
E' vero si possono tranquillamente migliorare gli articoli, si
possono migliorare quelle che sono le istanze che ci arrivano dai
territori, però è pur vero che non possiamo buttare il bambino con
l'acqua sporca, cioè nel senso che dopo tutto questo tempo, anche
perché ci sono state una serie di audizioni dove poco fa si
ascoltava che si doveva parlare con i veterinari però, di fatto,
penso che ci siano stati più veterinari auditi in Commissione,
compreso quello di un servizio dell'Assessorato sanità e quindi
ritengo, presidente Miccichè, per carità, faccio parte di questa
Commissione randagismo e mi prendo anche un minimo di merito quando
sono arrivato qua in Aula ricordando su quello che era accaduto nel
mio comune di Sciacca dove molti animali, anzi dei cani, una
mattina sono spuntati tutti morti ed è successo un grande caos con
le associazioni, con il tam tam.
Noi abbiamo il dovere di dare una risposta. Possiamo prenderci
due, tre, quattro sedute però questo disegno di legge lo dobbiamo
portare a casa come risultato e non è a casa di un Governo, di una
Commissione, ma è per un lavoro che è stato svolto anche da parte
di un consulente che, comunque, ha dato un grande contributo in
questi mesi e io ritengo, perché ho fatto parte di questa
Commissione - in alcune occasioni ci sono stato, in altre no -,
però ritengo che questo disegno di legge, presidente Micciché, lo
dobbiamo portare a casa come risultato poi possiamo discutere e ci
possiamo confrontare sugli articoli, però ritengo che oggi abbiamo
il dovere non di cestinare un lavoro che si è portato avanti in
questi mesi, ma abbiamo il dovere di correggere alcune cose che non
vanno e questo ne va della democrazia perché c'è il contratto.
PRESIDENTE. Noi non cestiniamo nulla perché è un testo di legge
che ora viene ovviamente valutato in Aula e si cercherà di capire
se ci sono miglioramenti da fare, ma vorrei fare presente a tutti
che la Commissione randagismo ha audito una quantità di categorie
della Regione, dei comuni, dei veterinari; è stato fatto un lavoro
di cui non posso che ringraziare tutta la Commissione per cui
certamente non sarà una legge che cestiniamo. Certo se c'è qualche
cosa che non va, ogni deputato, ogni Gruppo ha tutto il diritto di
comunicarla e di verificarla, però poi do la parola all'onorevole
Foti, prima di dare la parola alla Commissione per una risposta i
più grandi esperti di randagismo che io ho conosciuto mi hanno
assolutamente detto che è un disegno di legge importante, fatta
bene; poi, per carità, ci possono essere sempre delle cose da
migliorare, ma sono rimasti molti colpiti favorevolmente dal testo
di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Anch'io volevo ringraziare la Commissione, i colleghi che
hanno lavorato a questo testo, vorrei ricordare, che anch'io ho
presentato, chiamiamola una riforma quadro; poi, chiaramente,
questo testo con le persone che hanno collaborato, esterne
all'Assemblea, ha preso le parti migliori anche delle buone
pratiche che nel resto del Paese sono già un esercizio di civiltà.
Io capisco le preoccupazioni di chi come l'onorevole Compagnone
dice 'attenzione', però, signor Presidente, anch'io condivido
l'idea che il benessere animale e tutte le realtà associative che
fanno un lavoro di volontariato rivolto anche alla riconciliazione
tra il mondo animale e la società civile praticano già l'esperienza
del cane di quartiere.
E' chiaro che il cane di quartiere diventa un esercizio di civiltà
dove una comunità si prende cura in maniera collettiva di questi
animali che chiaramente sono seguiti, non sono alla ricerca
dell'aggressione o perché vengono lasciati senza cibo, ma lasciare
ingovernata una realtà come quella del randagismo quello sì che
diventa pericoloso. Tutti abbiamo le scene, le storie che in
passato purtroppo hanno visto anche delle vittime, ma proprio
perché la politica non si è interessata dell'argomento, invece, ben
venga una norma, chiaramente perfettibile, ci sono anche delle
proposte emendative da valutare, io, signor Presidente ho
presentato un aggiuntivo sugli animali non da reddito affinché si
possa anche per loro ragionare non unicamente con l'abbattimento ma
anche su quello che si fa nelle altre Regioni, ossia predisporre
un'accoglienza e mettere in condizione anche le associazioni di
volontariato di operare nel territorio perché già lo fanno in tutti
i modi possibili mettendo mano al proprio portafoglio, dedicando
tempo e diffusione della cultura del benessere animale e finalmente
potranno trovare spazio in una legge che mette in condizione di
lavorare con le migliori pratiche e le migliori esperienze che ci
sono anche nel resto d'Italia e, perché no, finalmente anche
coordinare meglio l'azione dei comuni che annaspano, perché la
norma attualmente che c'è è poco chiara e da loro delle
responsabilità che sinceramente non possono prendersi, quindi, noi
siamo per continuare il lavoro e voglio ringraziare nuovamente la
Commissione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, anch'io sono per proseguire i lavori
dell'esame di questo disegno di legge
PRESIDENTE. Non è nemmeno in discussione, siamo già partiti per
cui si va avanti.
LUPO. Non è in discussione, ma io potrei anche chiedere il rinvio
in Commissione, quindi, potrebbe esserlo, dico, non è nostra
intenzione e, quindi, chiediamo che si vada avanti, però
sottolineiamo alcune criticità.
Il mio cognome mi mette al riparo da ogni dubbio; l'attenzione per
gli animali da parte mia, da parte nostra, non può che essere
massima, però, certo lascia perplessi, signor Presidente, per
esempio, come veniva prima citato da altri colleghi, il contenuto
dell'articolo 4, laddove pone a carico dei comuni una serie di
responsabilità, di oneri, di impegni che io non penso che i comuni
oggi siano in grado di fronteggiare, se non a seguito di adeguate
dotazioni finanziarie, di organici, organizzative, di mezzi.
Non credo che questo disegno di legge possa avere un'attuazione a
decorrere da domani. Io non so se l'Anci è stata audita. Non credo
che il disegno di legge sia stato assegnato neppure alla I
Commissione Affari istituzionali' per un parere. Ritengo sarebbe
stato opportuno visto che comunque incide sulle competenze e
sull'organizzazione dei comuni, non lo ricordo, è probabile che sia
transitato, in questo momento mi sfugge. È anomalo, peraltro, che
il disegno di legge venga valutato dall'Aula ancor prima che la
Commissione Bilancio abbia reso parere su alcuni articoli senza i
quali io penso il disegno di legge, comunque, non sta in piedi
PRESIDENTE. Stiamo valutando tutti gli articoli tranne quelli.
LUPO. Comunque non sta in piedi. Se salta l'articolo 4 perché
manca il parere della Commissione o un altro articolo stiamo
parlando del nulla perché salta l'impianto complessivo del disegno
e della legge di cui anche noi avvertiamo l'esigenza, l'urgenza.
Abbiamo partecipato con entusiasmo, slancio e grande
professionalità e competenza ai lavori della Commissione, grazie
all'onorevole Catanzaro, all'onorevole Arancio, però, credo che il
disegno di legge meriti l'attenzione dovuta, altrimenti rischiamo
di fare un cattivo servizio ai siciliani, agli animali, ai rischi
che sono conseguenti per il fenomeno del randagismo ai cittadini,
ai comuni.
Ho qualche dubbio anche sul contenuto dell'articolo 10, laddove è
fatto un divieto, per esempio, di vendere o cedere, a qualsiasi
titolo, eccetera eccetera, io non so noi a che titolo possiamo
intervenire su un argomento del genere che, a mio avviso, esula
dalle competenze della Regione perché riguarda la libera iniziativa
dei cittadini io credo il diritto privato, il Codice civile, non
penso che questa Assemblea possa averne le competenze, però, dico
su questo mi rimetto alle valutazioni della Presidenza e degli
Uffici.
Quindi, concludendo, signor Presidente, io credo che sia
necessario un esame attento del disegno di legge e oggi iniziamo il
lavoro condividendo tutto quello che è possibile condividere, mi
auguro unanimemente, ma ci sono delle aree di criticità che, a mio
avviso, devono essere affrontate, innanzitutto nel rapporto con i
sindaci, con gli amministratori locali.
Io credo, e concludo, e così come il Partito Democratico altre
volte ha fatto, anche con emendamenti specifici, sia necessario
attribuire maggiori competenze alle Asp, ai servizi che si occupano
di igiene, di veterinaria, perché le Asp hanno i mezzi economici,
le strutture per potere meglio adempiere ad alcuni compiti che
invece oggi i comuni non possono svolgere essendo del tutto
impreparati.
PRESIDENTE. Sì, su questo poi sono stati, infatti, presentati
degli emendamenti. Allora, sentiamo un attimo la Commissione.
CALDERONE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
ovviamente, ogni cosa va valutata, ogni emendamento, ogni articolo,
ogni parola va valutata con grandissima attenzione ed è quello che
è stato fatto in tanti, tanti lunghi mesi, perché non so quante
persone, quante associazioni sono state audite, tutti i Gruppi
parlamentari hanno partecipato alla stesura di questo testo.
Voglio tranquillizzare tutti perché, vede, onorevole Laccoto, non
bisogna leggere soltanto l'articolo 4, ma bisogna leggere tutti gli
articoli perché mi è stato insegnato che di una legge bisogna dare
l'interpretazione logico-sistematica, perché altrimenti parliamo
del nulla.
Se lei esamina tutte le competenze dell'articolo 4, vedrà che già
erano in capo ai comuni. La novità di questo disegno di legge qual
è? Non ci sono aggravi per i comuni, assolutamente no, lei la
legga, legga tutti i testi preesistenti e verificherà che non c'è
nessun aggravio.
C'è una novità, e gliela propongo, che è quella che le sanzioni
questa volta, a seguito ed in applicazione di questa legge,
entreranno nelle casse del suo comune; quindi, è una legge che lei
doveva salutare con entusiasmo perché, e andrà in Commissione
Bilancio', ed è uno degli articoli che andrà in Commissione
Bilancio', proprio perché riguardano sono delle somme che entrano
ma prima andavano ad altri enti ed ora andranno direttamente ai
comuni.
E questo tranquillizzerebbe anche l'onorevole Lupo che faceva
riferimento ad un aggravio di competenze e di compiti che i comuni
devono avere: l'abbiamo studiato, come ha illustrato il Presidente
Miccichè, eravamo coadiuvati da esperti di assoluta valenza,
sicuramente tra i migliori se non proprio i migliori non soltanto
della Sicilia ma del meridione d'Italia e questa legge piace a
tutti, soprattutto alle associazioni.
Non c'è nessuna stranezza procedurale, onorevole Lupo, appunto
perché non c'era un aggravio nei confronti dei comuni non andava
escusso nessun componente dell'ANCI perché portiamo soldi ai comuni
e, leggendo bene, a proposito delle potestà che possiamo o non
possiamo avere, che abbiamo o non abbiamo, con una buona
attenzione, lei credo faceva riferimento al comma 5 dell'articolo
10, lettera b), vendere o cedere, a qualsiasi titolo ed anche sul
web, cani e gatti non identificati e non registrati in anagrafe : e
no, e non è, questa è una norma che va letta insieme a tutte le
altre norme, non è che si vieta a un proprietario di un bene mobile
o immobile non ha importanza, è chiaro che lì entra in gioco il
codice civile e tutte le norme che governano e tutta la struttura
che governa il nostro vivere quotidiano, qui si fa riferimento
specifico ad animali non registrati.
Quindi è chiaro che noi ad ogni norma, ad ogni parola, ad ogni
virgola abbiamo dato un significato e, mi permetto osservare anche
sulla scorta di prestigiosi e autorevoli consigli che venivano da
un consulente vero, non da un consulente che, insomma, magari, era
messo lì per premiare qualche formazione politica, noi avevamo un
consulente vero nella Commissione randagismo, quindi, per carità,
tutte le norme per definizione, o dico meglio tutte le leggi,
signor Presidente, per definizione sono perfettibili, ci sono stati
degli emendamenti, li abbiamo già informalmente esaminati e la
maggior parte va bene, onorevole Compagnone, anche quelli che ha
inteso proporre lei, tranne quelli, ovviamente, soppressivi, e
quindi io credo che siamo pronti finalmente a consegnare alla
Sicilia e a consegnare ai comuni della nostra Sicilia una legge che
è una legge, credo e spero, fatta bene e che può risolvere i
problemi di tanti comuni e di tanti cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Principi e finalità
1. La Regione siciliana, in attuazione dei principi di cui alla
legge 14 agosto 1991, n. 281, e successive modifiche ed
integrazioni, nonché dell'articolo 13 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione Europea che riconosce agli animali lo
status di esseri senzienti, tutela gli animali, riconoscendo loro
il diritto a un'esistenza compatibile con le proprie
caratteristiche biologiche ed etologiche, e condanna gli atti di
crudeltà verso gli animali e il loro abbandono.
2. Nell'esercizio delle proprie attribuzioni, la Regione:
a) promuove modalità di corretta convivenza con gli animali,
finalizzate alla tutela della salute umana e animale, alla
salvaguardia del territorio, al riequilibrio ambientale e alla
prevenzione del randagismo;
b) promuove politiche volte alla protezione e al benessere degli
animali, con particolare riguardo alle condizioni di vita e alla
salute psico-fisica;
c) favorisce l'educazione al rispetto degli animali;
d) riconosce il ruolo primario della medicina veterinaria, della
società civile, delle associazioni, degli operatori professionali
qualificati del settore cinotecnico nella promozione delle
politiche di tutela degli animali e di prevenzione del randagismo;
e) promuove il controllo delle attività cinotecniche e di
riproduzione degli animali, al fine di diffondere una cultura
responsabile del possesso, della riproduzione e della gestione
degli animali da affezione.
3. Agli adempimenti previsti dalla presente legge, provvedono la
Regione, le aree metropolitane, i liberi consorzi comunali, i
comuni singoli o associati, le aziende sanitarie provinciali (ASP),
ognuno nell'ambito delle rispettive competenze.».
Si passa all'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Calderone.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CALDERONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Definizioni
1. Ai fini della presente legge si applicano le definizioni di cui
ai Regolamenti UE 625/2017 e 429/2016 e successive modifiche e
integrazioni, con relativi regolamenti delegati e di esecuzione, e
le seguenti:
a) cani padronali: cani provvisti di proprietario con massimo
grado di affiliazione con l'uomo che non vengono lasciati liberi di
vagare;
b) cani vaganti: cani provvisti di proprietario abbandonati o
smarriti, cani sprovvisti di proprietario, cani di proprietà dei
comuni reimmessi in libertà;
c) cani affidati: cani di proprietà dei comuni temporaneamente
affidati a privati cittadini che ne sono responsabili nella qualità
di detentori;
d) cani adottati: cani la cui proprietà è stata trasferita a
privati cittadini;
e) gatto libero: gatto non di proprietà privata che vive in
libertà in luogo pubblico o privato collegato a luogo pubblico;
f) colonia felina: gruppo di almeno due gatti che condividono il
medesimo habitat ovvero qualsiasi territorio o porzione di
territorio, urbano e non, edificato e non, nel quale risulti vivere
stabilmente;
g) censimento/stima: attività finalizzata ad acquisire
informazioni, effettuata anche con indagini statistiche, sul numero
dei cani e dei gatti sul territorio e relativi dati in merito a
sesso, taglia, eventuale identificazione, eventuale sterilizzazione
e area geografica di avvistamento;
h) monitoraggio: rilevazione periodica e sistematica di parametri
comportamentali e/o di salute dei cani vaganti e dei gatti liberi o
di parametri riferiti al territorio;
i) tutoraggio: atto di impegno attraverso il quale un privato
cittadino si offre di occuparsi di un cane, di proprietà del
comune, reimmesso in libertà o di una colonia felina. Relativamente
alle colonie feline, l'attività di tutoraggio coincide con quella
svolta dal referente di colonia».
Si passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Tamajo e
D'Agostino. Ci sono gli onorevoli Tamajo e D'Agostino? No, va bene,
non ha importanza, però
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Non è che è stato presentato ora, comunque, i
presentatori non sono presenti per cui l'emendamento è decaduto.
Quindi, anche l'emendamento 2.2, anche l'emendamento 2.3 e anche
l'emendamento 2.4 sono decaduti.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Attribuzioni della Regione
1. L'Assessorato regionale della salute:
a) autorizza i rifugi sanitari e per il ricovero di cui alla
presente legge;
b) favorisce accordi tra le amministrazioni locali e le
associazioni animaliste, per il controllo dei territori al fine di
limitare gli abbandoni, le nascite indesiderate e prevenire ed
eliminare la recrudescenza del fenomeno degli avvelenamenti;
c) produce uno schema di bando tipo per le operazioni di prelievo
sul territorio ed il ricovero presso i rifugi privati in regime di
convenzione con i comuni;
d) cura la predisposizione di un elenco dei cani a rischio di
aggressività.».
Si passa all'emendamento 3.1. Non si può votare l'articolo 3 per
cui lo dobbiamo accantonare.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Attribuzioni dei comuni, delle aree metropolitane e dei liberi
consorzi
1. I comuni sono responsabili degli animali di affezione
sprovvisti di proprietario e, in corresponsabilità con il gestore,
di quelli presenti nelle strutture di ricovero e custodia intestati
al comune.
2. I comuni curano il prelievo dei cani vaganti e dei gatti sul
territorio, direttamente o indirettamente, tramite privati
cittadini iscritti nell'elenco comunale per il contrasto al
randagismo, di cui all'articolo 22, e le associazioni di protezione
degli animali iscritte all'albo regionale, di cui all'articolo 21,
i lavoratori forestali o altri soggetti terzi, utilizzando mezzi e
strutture idonee a garanzia del buon esito dell'intervento.
3. I comuni curano la re-immissione sul territorio dei cani
prelevati, l'affido e le adozioni.
4. I comuni, in forma singola o associata, assicurano la custodia
e il mantenimento presso strutture proprie, o in regime di
convenzione, tali da garantire condizioni adeguate alle esigenze
etologiche e fisiologiche e al benessere degli animali ricoverati e
il rispetto delle norme igienico-sanitarie.
5. I comuni, inoltre:
a) istituiscono, anche nell'ambito della polizia locale, l'ufficio
benessere animale e lotta al randagismo , individuando un
responsabile, senza che ciò costituisca onere ulteriore di spesa.
L'ufficio di cui alla presente lettera detiene l'elenco comunale
per il contrasto al randagismo, è dotato di lettore microchip ed è
abilitato per la consultazione dell'anagrafe degli animali
d'affezione;
b) provvedono a censire le colonie feline e a darne comunicazione
alle aziende sanitarie provinciali;
c) realizzano una sezione, nel proprio sito istituzionale web,
riguardante il benessere animale e la lotta al randagismo, nel
quale sono pubblicate norme, notizie e attività di interesse
pubblico, ivi comprese le fotografie dei cani da adottare e di
quelli reimmessi sul territorio;
d) provvedono, in forma singola o associata, alla realizzazione e
al risanamento dei rifugi pubblici, secondo la disponibilità di
risorse;
e) garantiscono, in forma singola o associata, l'utilizzo alle ASP
di luoghi idonei per l'erogazione delle prestazioni sanitarie di
cui alla presente legge;
f) garantiscono ogni intervento necessario a rimuovere le
situazioni di pericolo sia per gli animali che per le persone,
anche con il coinvolgimento delle ASP, delle associazioni per la
protezione degli animali iscritte all'albo regionale, degli atenei
universitari, dei cittadini iscritti nell'elenco comunale per il
contrasto al randagismo e di ogni altro soggetto pubblico o
privato;
g) redigono, in collaborazione con le ASP, il piano per la
formazione obbligatoria del personale comunale coinvolto nelle
attività di cui alla presente legge;
h) garantiscono il recupero degli animali ammalati o feriti per le
operazioni di pronto soccorso.
6. Per le finalità previste dalla presente legge, i comuni, in
forma singola o associata, possono inoltre:
a) realizzare campagne di informazione per sensibilizzare la
popolazione sulle tematiche inerenti alla presente legge e
sull'obbligo di iscrizione all'anagrafe degli animali di affezione;
b) promuovere le adozioni degli animali di affezione, attraverso
anche sgravi fiscali sulle imposte dovute al comune o la
distribuzione di voucher spendibili presso strutture convenzionate,
per l'acquisto di cibo per animali, antiparassitari, accessori per
animali e prestazioni sanitarie;
c) programmare periodiche campagne straordinarie di
sterilizzazione degli animali di proprietà;
d) prevedere, in sede di revisione degli strumenti urbanistici
nell'ambito delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria,
aree idonee destinate alla realizzazione di costruzione o
ristrutturazione di rifugi, di oasi feline, di aree pubbliche di
alimentazione per cani e per gatti, di aree di sgambamento per
animali padronali e di cimiteri per animali da affezione;
e) concedere in comodato beni immobili alle Associazioni per la
protezione degli animali iscritte all'albo regionale, tramite
apposite convenzioni, per la realizzazione di microcanili, oasi
feline, cimiteri per animali di affezione o altre strutture di cui
alla presente legge.
7. Per lo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge i
comuni possono sottoscrivere protocolli di intesa e stipulare
convenzioni con le aziende sanitarie provinciali competenti per
territorio.
8. I comuni provvedono a rendicontare, all'ASP competente e al
Garante regionale dei diritti degli animali, i controlli e le
attività di cui alla presente legge, posti in essere nel corso
dell'anno, secondo le disposizioni ed un flusso informativo
previsti dal decreto di attuazione di cui all'articolo 27».
L'articolo 4 mi sembra di capire che non si può votare nemmeno.
Non ci sono emendamenti da Commissione Bilancio per cui lo
possiamo votare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io ho ascoltato tutte le versioni e
ho un atteggiamento molto laico, penso che sia una buona cosa fare
una legge sul randagismo, quindi, parto da questo presupposto.
Ma, signor Presidente, l'articolo 4, ora al di là del fatto che in
buona parte ha ragione l'onorevole Calderone, cioè stiamo
disciplinando una cosa che già è disciplinata dalla legge, cioè nel
senso che molte competenze che sono qui scritte sono già previste
dalla legge sul randagismo che credo abbia circa 20, 25 anni e che
fu fatta da questo Parlamento.
Però, al di là di questo questa norma dell'articolo 4. fa
discendere non le competenze ma le modalità con cui attui quelle
competenze e inevitabilmente quelle modalità o sono connesse a
risorse per cui devi organizzare le competenze oppure rischiano di
essere poesia pura, cioè letteratura allo stato brado.
Faccio un esempio per quello che ho letto: se muore il
proprietario di un cane e gli eredi non lo vogliono, devono
scrivere al sindaco e se entro 15 giorni il sindaco non lo accetta
c'è il silenzio assenso e diventa responsabile dell'animale al
posto dei... così come per altre fattispecie.
Tutto questo ha necessità, perché poi deve essere ricoverato
presso una struttura, eccetera eccetera... a costo del comune.
Allora, le questioni non è un fatto tecnico la copertura
finanziaria. Questa legge o ha delle risorse per essere attuata o è
una legge che stiamo scrivendo un articolo su un giornale, nulla di
più.
Quindi, attenzione, l'articolo 4 è uno dei cuori della legge e, al
di là se c'è l'emendamento o no della Commissione Bilancio, è
fondamentale che questa legge abbia la copertura finanziaria,
perché altrimenti non stiamo facendo nessuna legge.
PRESIDENTE. La Commissione nella legge ha previsto o ha richiesto
una copertura finanziaria per cui è necessario che vada in
Commissione Bilancio per vedere se è possibile coprirla o no?
Perché il ragionamento che fa l'onorevole Cracolici, come dire, non
fa una grinza per cui dobbiamo capire...
CALDERONE, presidente della Commissione. Signor Presidente, forse
non sono stato chiaro. L'osservazione che fa l'onorevole Cracolici
è tecnicamente ineccepibile, però, io poc'anzi avevo precisato che
le casse del comune venivano impinguate e perché abbiamo
trasferito, intanto c'è un contributo di solidarietà in un articolo
che leggerete di cui in questo momento mi sfugge il numero, ma c'è
un articolo, e per questa ragione andrà in Commissione Bilancio
questa parte che prevede che tutte le sanzioni, che sono numerose
come potete vedere dalla stessa legge, verranno intascate
direttamente dal sindaco.
Quindi, che cosa è accadrà? Queste norme già c'erano; noi stiamo
aggiungendo alle casse comunali le sanzioni. Quindi è giusto quello
che dice lei che l'articolo 4... ma guardi che l'articolo 4, sia
pure con qualche sfumatura, le competenze non c'è niente di...
l'abbiamo soltanto disciplinato, non è che stiamo aggravando
contrariamente a quanto sostiene l'onorevole Laccoto, e mi dispiace
dirlo, con l'articolo 4 non stiamo aggravando nulla, stiamo
soltanto prevedendo con la legge un introito in più.
Siccome, però, è un introito che viene meno ad altri organi della
Regione e ad altri enti, noi abbiamo la necessità, mi è stato
spiegato questo perché io avevo chiesto se sono soldi a entrare
per quale ragione deve passare dalla Commissione Bilancio', mi è
stato spiegato e la spiegazione assai mi convince che va comunque
esitato dalla Commissione Bilancio.
Quindi, è corretto quello che dice lei.
Certo se la Commissione Bilancio dovesse bocciare, appunto è
corretto, la possibilità che... ma non credo, stiamo discutendo del
nulla, signor Presidente... io credo che, secondo me, possiamo
andare avanti.
PRESIDENTE. L'unica cosa che può essere, se la Commissione
Bilancio dovesse bocciare quella parte che è stata mandata in
Commissione...
CALDERONE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
accantoniamolo per il momento e aspettiamo la Commissione Bilancio,
non che succede, è una cosa...
PRESIDENTE. Facciamo così, mi sembra meglio.
CALDERONE, presidente della Commissione. Per carità, il mio è un
atteggiamento ottimista, io sono convinto che passerà dalla
Commissione Bilancio.
PRESIDENTE. Intanto lo accantoniamo.
CALDERONE, presidente della Commissione. Solo accantonare, poi la
Commissione Bilancio decide e noi lo riprendiamo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, condivido la decisione di accantonare
l'articolo per le ragioni esposte dall'onorevole Cracolici, penso
condivise anche dal Presidente della Commissione, però, colgo
l'occasione, visto che l'articolo viene accantonato, e invito anche
gli Uffici a considerare se la Regione siciliana può con legge
imporre ai comuni di istituire nell'ambito della Polizia locale
l'Ufficio benessere animale e lotta al randagismo.
Ora, al di là dell'opportunità, dell'utilità, io la condivido
pienamente, ma voglio ricordare a tutti che la Regione non è un
ente giuridicamente sovraordinato costituzionalmente rispetto ai
comuni.
I comuni hanno la loro autonomia, le piante organiche i comuni se
le organizzano come ritengono, gli uffici se le organizzano come
ritengono, la dotazione organica, il personale altrettanto. Quindi,
la Regione quello che può fare è dire ai comuni che istituiscono
l'Ufficio per la lotta al randagismo, la Regione che trasferisce le
risorse adeguate per incentivare, favorire, ma non possiamo farci
impugnare una legge, che è importante, ancora una volta per
mancanza di competenza.
PRESIDENTE. Questo secondo me si può fare benissimo. Avreste
dovuto fare un emendamento all'ultimo comma.
LUPO. E' la mia opinione. Invito a una riflessione. Non è una
certezza la mia.
PRESIDENTE. Va benissimo. Allora, lo stiamo accantonando e
probabilmente la stessa Commissione può preparare un emendamento in
questo senso. Non cambia nulla rispetto al testo.
Noi abbiamo una relazione dell'Ufficio del bilancio della Regione
che comunque dice che tutto quello che c'è nella legge è coperto,
per cui nell'eventualità di emendamenti che dovessero
sopraggiungere, loro dovrebbero dare anche su questo la copertura,
ma attualmente il testo è tranquillamente coperto, quindi, non c'è
bisogno di andare in Commissione per questo testo. Comunque, va
bene, secondo me, accantonare anche l'articolo 4 e lo rivediamo
insieme dopo.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Attribuzioni delle aziende sanitarie provinciali
1. Le aziende sanitarie provinciali provvedono:
a) all'implementazione dell'anagrafe regionale degli animali di
affezione, direttamente o tramite medici veterinari liberi
professionisti autorizzati;
b) a garantire la sterilizzazione dei cani e dei gatti di
proprietà del comune presso le strutture veterinarie pubbliche;
c) alle prestazioni di pronto soccorso degli animali feriti ed
alla cura degli animali vaganti nelle ore diurne, in regime
ambulatoriale, e a programmare il servizio di reperibilità notturno
e festivo, presso le strutture veterinarie pubbliche;
d) a coordinare in ogni comune, attraverso un dirigente
veterinario designato senza ulteriori oneri di spesa, la
programmazione degli interventi specifici sul territorio per la
prevenzione del randagismo;
e) a garantire la profilassi delle zoonosi e la prevenzione e il
controllo delle malattie infettive negli animali di affezione nelle
strutture pubbliche di ricovero e custodia;
f) ad esercitare le attività di controllo ufficiale sugli
allevamenti commerciali di animali di affezione e sulle strutture
di ricovero e custodia di cui alla presente legge;
g) alla valutazione della salute psico-fisica e del benessere
degli animali d'affezione;
h) all'esecuzione di controlli, eseguiti a campione, sugli animali
dati in affido o in adozione nell'ultimo anno;
i) alla formazione degli operatori comunali o di altri soggetti
incaricati del servizio di prelievo dal territorio dei cani e gatti
vaganti, dei cittadini che intendono iscriversi nell'elenco
comunale per il contrasto al randagismo e, in generale, a tutte le
attività di formazione discendenti dalla presente legge;
j) alla promozione di interventi per garantire il corretto
rapporto uomo-animale-ambiente, anche in ambito scolastico, nonché
per la prevenzione ed il contrasto dei reati in danno agli animali,
anche in collaborazione con le associazioni per la protezione degli
animali iscritte all'albo regionale;
k) a vigilare sulla produzione e sul commercio degli animali da
compagnia, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli
animali e quanto previsto dalla presente legge».
All'articolo 5 è stato presentato un emendamento, a firma
dell'onorevole Calderone.
Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Piano triennale degli interventi di prevenzione del
randagismo
e programma annuale
1. La Giunta di governo, sentite le aziende sanitarie provinciali,
il Garante regionale per i diritti degli animali, le associazioni
di protezione degli animali iscritte all'albo regionale di cui
all'articolo 21, gli ordini provinciali dei medici veterinari e
l'ANCI, adotta, previo parere della Commissione legislativa
permanente salute e servizi sociali e sanitari dell'Assemblea
regionale siciliana (ARS), il piano triennale degli interventi di
prevenzione del randagismo e delle condotte in danno degli animali
che definisce:
a) le politiche regionali in materia di sanità pubblica
veterinaria e tutela degli animali d'affezione;
b) le linee di indirizzo e le modalità operative alle quali le
aziende sanitarie provinciali si attengono per la pianificazione
delle attività di loro competenza e per la loro rendicontazione;
c) le iniziative di informazione, sensibilizzazione ed educazione,
da svolgere anche in ambito scolastico, al fine di promuovere una
maggiore consapevolezza del rapporto uomo-animale-ambiente;
d) la formazione, a valere sui bilanci delle aziende sanitarie
provinciali, sul benessere degli animali rivolti ai medici
veterinari, al personale delle aziende sanitarie provinciali, ai
vigili urbani, alle associazioni animaliste, ai liberi cittadini
iscritti negli elenchi comunali e alle guardie ambientali ed
ecozoofile e venatorie;
e) le modalità di valutazione degli interventi in relazione al
raggiungimento degli obiettivi indicati dal piano.
2. L'Assessore per la salute in attuazione del Piano, entro il 30
aprile di ogni anno, adotta il programma annuale degli interventi».
Comunico che all'articolo 6 è stato presentato l'emendamento
6.1della Commissione.
Con il parere favorevole del Governo lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli articoli 7, 8 e 9 sono accantonati per motivi di bilancio. Per
cui, si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Obblighi e divieti dei proprietari e dei detentori
1. Il proprietario o il detentore, anche temporaneo, degli animali
di affezione, compreso chi ne fa commercio, è responsabile della
salute, dell'incolumità, del benessere e della riproduzione degli
stessi ed è tenuto ad assicurare condizioni di vita adeguate sotto
il profilo dell'alimentazione, dell'igiene, della salute, del
benessere, della sanità dei luoghi di ricovero e contenimento e
degli spazi di movimento, secondo le caratteristiche di specie, di
razza e di età, nel rispetto delle esigenze fisiologiche ed
etologiche. Ha, altresì, l'obbligo di prendere ogni possibile
precauzione per impedirne la fuga e il vagabondaggio.
2. Gli animali di affezione sono tenuti in condizioni tali da non
costituire pericolo per la salute e l'incolumità dell'uomo e degli
altri animali.
3. Il proprietario o il detentore, anche temporaneo, degli animali
di affezione iscritti all'anagrafe, oltre agli eventi di cui al
decreto legislativo in materia di Identificazione e Registrazione
degli animali ai sensi del Reg. UE 429/2016, segnala alle aziende
sanitarie provinciali competenti per territorio, con i tempi e le
modalità ivi stabilite, anche la data di sterilizzazione e,
limitatamente agli animali di sesso femminile, l'avvenuta
riproduzione e il numero di cuccioli prodotti.
4. In caso di nascita di cuccioli, il detentore, a qualunque
titolo, della fattrice è responsabile della prole e deve tener
conto delle caratteristiche fisiologiche e comportamentali
dell'animale, in modo da non mettere a repentaglio la salute ed il
benessere degli animali.
5. È vietato:
a) l'abbandono dei cani, dei gatti e di qualsiasi altro animale
domestico o di affezione custodito;
b) vendere o cedere, a qualsiasi titolo ed anche sul web, cani e
gatti non identificati e non registrati in anagrafe;
c) vendere o cedere, a qualsiasi titolo, o separare dalla madre,
per qualsiasi finalità, cani e gatti di età inferiore ai due mesi,
fatti salvi i casi in cui i cuccioli devono essere allontanati
dalla madre per motivi sanitari;
d) offrire, direttamente o indirettamente, animali d'affezione
come premio, vincita, omaggio o regalo per giochi, sottoscrizioni o
altre attività che si svolgono in occasione di qualsivoglia evento
pubblico o privato e segnatamente di mostre, manifestazioni
itineranti, feste, sagre, lotterie, fiere e mercati;
e) il commercio ambulante di cani e gatti;
f) esercitare la pratica dell'accattonaggio esibendo animali come
oggetto delle richieste;
g) detenere gli animali in spazi inadeguati, in relazione a
specie, razza, età e stato fisiologico, o in condizioni comunque
non compatibili con il loro benessere psico-fisico;
h) lasciare stabilmente, o incustoditi senza possibilità di
accedere all'abitazione, cani e gatti su terrazze e balconi privi
di adeguata copertura da agenti atmosferici e protezione con
ringhiere;
i) privare stabilmente gli animali della quotidiana attività
motoria adeguata alla loro indole;
j) utilizzare apparecchiature chiuse per lavaggio e asciugatura di
animali che non permettano all'animale di essere a contatto con il
detentore;
k) vendere, esporre e commercializzare animali sottoposti a
interventi chirurgici con finalità diverse da quelle sanitarie;
l) commercializzare animali in locali privi di idoneo luogo di
detenzione degli stessi, anche durante l'orario di chiusura. È
altresì vietata l'esposizione degli animali in vetrina o
all'esterno del negozio.
6. Le strutture adibite alla detenzione dei cani e dei gatti per
finalità commerciali sono costruite tenendo conto delle
caratteristiche etologiche e dei bisogni dell'animale. I recinti e
i box sono mantenuti in adeguate condizioni igienico-sanitarie e
sono provvisti di arricchimenti ambientali utili per le attività
cognitive».
Si passa all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole Calderone,
per cui immagino sarà favorevole il Governo e la Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.3, dove la Commissione stessa chiede
di abrogare, di sopprimere il comma 5. Onorevole Calderone?
CALDERONE, presidente della Commissione. E' ritirato.
PRESIDENTE. Questo è ritirato, quindi il comma 5 rimane.
Si passa all'emendamento a firma degli onorevoli Tamajo e
D'Agostino che non sono presenti in Aula e pertanto decade.
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE che mi avvertano perché io non me ne ero accorto
sinceramente, gliela do sempre, si figuri se non le do la parola.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Rinuncia alla proprietà/detenzione e abbandono di animali
1. Il proprietario o detentore, in caso di sopravvenuta e
giustificata impossibilità di tenere l'animale con sé, può
richiedere al comune di essere autorizzato a consegnarlo presso le
strutture di ricovero e custodia pubbliche o in regime di
convenzione, dimostrando l'impossibilità alla custodia e sostenendo
le spese relative. In caso di mancanza di posti disponibili in
strutture di ricovero e custodia, nel caso in cui non sia possibile
affidare l'animale, il comune può provvedere alla diversa
sistemazione, in strutture che ne garantiscano comunque un'adeguata
condizione di vita.
2. Il sindaco si pronuncia sulla richiesta entro quindici giorni
dal ricevimento. Qualora non si pronunci, la richiesta si intende
accolta.
3. In caso di morte del proprietario o di malattia invalidante
tale da non permettere la custodia dell'animale, ove gli eredi
rinuncino alla proprietà, il comune ove non sia possibile
affidarlo, provvede al ricovero dell'animale ed al suo mantenimento
presso una struttura di ricovero e custodia pubblica o in regime di
convenzione, sostenendo le spese relative».
Al comma 1 le parole l'11.1 dell'onorevole Compagnone è
mantenuto? Qua c'è spesa, è inammissibile perché non è quantificata
la spesa e anche l'11.2 degli onorevoli Palmeri, Lo Giudice, è
uguale, è inammissibile e l'11.4 degli onorevoli Palmeri, Lo
Giudice. Ah, l'11.3 dell'onorevole Calderone è mantenuto? Questo è
mantenuto, quindi, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, è soppresso il comma 2.
Si passa all'emendamento 11.4, degli onorevoli Palmeri e Lo
Giudice. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Il comma 2 è soppresso.
Sull'emendamento 11.4, degli onorevoli Palmeri, Lo Giudice, il
Governo è favorevole, la Commissione è favorevole. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Compagnone.
COMPAGNONE. Siamo in pochi, ma almeno quei pochi che ci siamo,
ascoltateci, dico, altrimenti ce ne andiamo
PRESIDENTE. Io sono qua per voi.
COMPAGNONE. E vi fate la legge, giusto?
PRESIDENTE. Per questo, prego.
COMPAGNONE. L'articolo 11, io ho chiesto di eliminare le parole
Qsostenendo le spese relative' perché, voglio dire, come si può?
Cioè, si parte dal presupposto che il detentore di un cane,
dimostrando che non lo può mantenere, che lo deve cedere, lo può
dare in custodia sostenendo le spese relative. Ma è un controsenso,
no? Se io non lo posso mantenere, non posso sostenere neanche le
spese relative. Me lo spiegate perché non è ammissibile? Capisco
che c'è l'alta scienza, ma
PRESIDENTE. Le spese relative devono essere sostenute.
COMPAGNONE. Chi l'ha detto?
PRESIDENTE. Qualcuno le deve sostenere.
COMPAGNONE. Ma chi l'ha detto?
PRESIDENTE. Come chi l'ha detto?
COMPAGNONE. Se io sono un povero indigente, ho un cane, a
cinquant'anni mi hanno licenziato, sono povero mia moglie mi ha mi
sono separato e praticamente con questo vivo
(brusìo in Aula)
COMPAGNONE. Scusate, vivo sotto, vivo sotto un ponte, devo
mantenere il cane oppure gli devo dare i soldi per mantenerlo? Ma
dico, signori miei, questa legge quando la scriviamo pensiamo
PRESIDENTE. Ma se lo deve prendere qualcun altro, lo deve
mantenere.
COMPAGNONE Alla realtà della vita
PRESIDENTE. Per cui le spese le deve sostenere.
COMPAGNONE no alla fantasia. Questa legge è basate sulle
fantasie. Se io, se un povero Cristo ad un certo punto che aveva il
cane diventa povero e non può più sostenerlo non può darlo e lo
vuole dare in affido, non può darlo, deve sostenere le spese. Ma
che scrivete?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Ora, al di là del fatto che se, diciamo, il prototipo
che ha individuato l'onorevole Calderone è di una persona che ha
tutti quei guai, è abbastanza scusa, ho sbagliato, come l'avevo
chiamato?... ah, Compagnone non Calderone diciamo abbastanza
sfigato. Detto questo, ora, al di là delle fattispecie che ognuno
di noi può individuare, io temo però una cosa, onorevole Calderone,
che così incentiviamo il randagismo. Cioè noi stiamo costruendo un
meccanismo che rischia
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, faccia parlare l'onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Si agita
PRESIDENTE. Prego.
CRACOLICI. Cioè, che diciamo con l'obiettivo nobile che io
condivido di ridurre il fenomeno del randagismo noi di fatto
incentiviamo il randagismo attraverso l'abbandono, perché una volta
che lo hai abbandonato, che ci . vedete che i microchip si possono
togliere, non è che si possono, come dire, anzi si determinano
anche eh, eh, eh quindi, attenzione a fare in modo che non
creiamo un sistema talmente rigido da determinare l'effetto
contrario. Cioè, io, ripeto, il senso della norma lo condivido,
però vorrei che valutassimo meglio la modalità con la quale tu ti
liberi del tuo animale d'affezione perché poi lo puoi abbandonare
in tanti modi, diciamo adesso vorrei ricordare che non è che si si
abbandona pure attaccandolo al guard rail delle autostrade o dando
fuoco con la coda dei gatti alle campagne, quindi non ci scordiamo
che la ferocia umana è, diciamo, abbastanza nota anche a proposito
della . quindi io su questa questione valuterei meglio le modalità
con le quali tu puoi stare in un elenco, chiedere, fare; il comune
fa l'intermediario di trasferimento di proprietà, ma il tema del
costo per la gestione di un animale è un modo indiretto, perché chi
ama gli animali non si preoccupa del costo; per chi, come dire, ha
altri interessi, la causa del costo finisce per essere foriera e
fomentare fenomeni di randagismo e di uso criminale degli stessi
animali.
Quindi io suggerirei al collega Calderone, riflettiamo bene su
questo punto perché rischiamo di avere un effetto contrario.
PRESIDENTE. Però, forse se partiamo dalla base originaria di
questa legge, cioè quella del DNA del cane, per cui se ha il DNA
del cane, abbandonarlo non viene facile, perché oggi domani,
qualsiasi cosa succeda, si può tranquillamente trovare il
proprietario...
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Se la Commissione vuole fare qualche cosa noi andiamo
avanti.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Strutture di ricovero e custodia di cani e gatti
1. Sono strutture di ricovero e custodia di cani e gatti ai sensi
della presente legge:
a) ambulatorio veterinario pubblico, la cui gestione sanitaria è
affidata all'azienda sanitaria provinciale, destinata
all'erogazione degli interventi di identificazione e registrazione
ed eventualmente anche di sterilizzazione e di cura del cane e del
gatto;
b) rifugio sanitario, pubblico o privato in regime di convenzione,
struttura sanitaria di prima accoglienza, destinata all'erogazione
delle prestazioni sanitarie di cui alla presente legge;
c) casa famiglia per cani: struttura autorizzata dall'ASP per
l'ospitalità temporanea fino ad un massimo di 10 cani;
d) micro-canile: struttura autorizzata dall'ASP per l'ospitalità
temporanea fino ad un massimo di 20 cani;
e) rifugio per il ricovero: struttura pubblica o privata in regime
di convenzione, destinata alla custodia temporanea e all'adozione
di cani e gatti, dopo il transito presso una struttura sanitaria;
f) oasi felina: luogo opportunamente identificato dal comune,
d'intesa con l'azienda sanitaria provinciale, di concerto con una o
più associazioni per la protezione degli animali, che consente il
ricovero di gatti in ambiente controllato o protetto, per poi
essere liberati, dopo eventuali cure e sterilizzazione.
2. Nelle strutture sanitarie di cui al comma 1, lettere a) e b),
la sosta perdura per il periodo necessario all'esecuzione delle
procedure sanitarie e alla stabilizzazione del paziente e comunque
non oltre il day hospital. Fanno eccezione i rifugi sanitari, dove
il ricovero non deve superare i 7 giorni, salvo diversa
prescrizione veterinaria.
3. Le strutture di ricovero e custodia sono sottoposte a controllo
ufficiale da parte delle autorità locali competenti per territorio,
con frequenza adeguata alla valutazione del rischio.»
Onorevole Compagnone
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Era già votato. Quando abbiamo iniziato la discussione
era già votato.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Ha parlato l'onorevole Compagnone quando era stato
votato, ha chiesto il perché fosse stato reso inammissibile il suo
emendamento.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)
PRESIDENTE. Va bene, col voto contrario dell'onorevole Lupo.
COMPAGNONE. Posso parlare sull'articolo 12 prima che lo votate?
PRESIDENTE. Quando lei ha chiesto la parola lo avevamo appena
votato, e lei mi ha preso la parola per sapere perché non era stato
ammesso il suo emendamento. Prego.
COMPAGNONE. Allora, all'articolo 12, comma 2, "nelle strutture
sanitarie di cui al comma 1 lettere a) e b), la sosta perdura per
il periodo necessario all'esecuzione delle procedure sanitarie e
alla stabilizzazione del paziente e comunque non oltre il day
hospital. Fanno eccezione i rifugi sanitari", eccetera. Ma si può,
secondo voi, standardizzare anche quanto un cane deve stare malato?
Quanto può essere tenuto in day hospital? Potete secondo me,
dottore collega mio Giovanni, ma secondo voi noi non lo riusciamo a
fare sugli uomini, di sapere quanto può durare, quanto deve
rimanere in ospedale, pensate di poterlo fare sul cane? Siamo tutti
scienziati, diventeranno tutti scienziati. Guardano la palla di
vetro e decideranno che il day hospital può durare solo due giorni.
Per cui io propongo di cassare a partire da "comunque" fino a
"veterinaria".
PRESIDENTE. Andiamo avanti, colleghi.
L'emendamento 12.2 è decaduto per assenza dei deputati proponenti.
Pongo in votazione l'emendamento 12.4 dell'onorevole Calderone,
col parere favorevole del Governo e della Commissione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 12.1 è inammissibile.
Pongo in votazione l'emendamento 12.5, che recita "Al comma 3 la
parola "ufficiale" è soppressa". Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Rifugi sanitari e rifugi per il ricovero
1. Il decreto di attuazione di cui all'articolo 27 stabilisce i
requisiti e le modalità per l'autorizzazione dei rifugi.
2. Alle associazioni animaliste di cui all'articolo 21 può essere
affidata la gestione dei rifugi pubblici.
3. Ai rifugi pubblici è preposto un responsabile incaricato dal
comune, che si occupa degli adempimenti amministrativi e delle
istruzioni impartite dal direttore sanitario-veterinario.
4. Nei rifugi privati, ivi compresi quelli convenzionati, i
predetti adempimenti sono assolti dal gestore.
5. Nei rifugi tutti gli operatori devono essere formati e, per
ogni 80 cani, devono essere previsti almeno un addetto
all'accudimento degli animali e alla pulizia delle gabbie.
6. I rifugi hanno un registro di carico-scarico, debitamente
vidimato dal servizio veterinario dell'ASP competente, o in formato
elettronico, che contenga almeno le informazioni sul microchip,
sulla provenienza, sulla data d'ingresso, sulla destinazione e
sulla data di uscita o del decesso dell'animale e della relativa
causa.
7. Gli animali ospitati sono suddivisi in gruppi compatibili per
carattere, indole e abitudini, secondo le indicazioni del direttore
sanitario-veterinario.
8. I box per i cani e le gabbie per i gatti sono numerati ed
espongono all'esterno e ben visibile una scheda riportante il
numero di microchip dell'animale e le informazioni comportamentali.
9. I rifugi sono provvisti di un'area di sgambatura, proporzionata
alle capacità ricettive della struttura.
10. I rifugi tengono evidenza della storia clinica e dei
trattamenti farmacologici dei cani ricoverati e custoditi, per
tutta la durata della permanenza presso la struttura e per almeno
tre anni successivi all'eventuale adozione.
11. Presso i rifugi pubblici l'erogazione delle prestazioni
sanitarie è assicurata dai servizi veterinari delle aziende
sanitarie provinciali, che individuano un direttore sanitario-
veterinario.
12. Presso i rifugi privati le prestazioni sanitarie sono
assicurate dal medico veterinario libero professionista individuato
dal gestore.
13. I rifugi sanitari provvedono all'assistenza sanitaria degli
animali ricoverati, in particolare:
a) all'inoculazione del microchip e alla registrazione in anagrafe
degli animali d'affezione;
b) agli esami clinici;
c) ai trattamenti antiparassitari, interni ed esterni;
d) alla vaccinazione con vaccino polivalente in base alla
situazione epidemiologica del territorio;
e) alla sterilizzazione;
f) agli esami di laboratorio finalizzati ad accertare lo stato di
salute generale e il controllo e la prevenzione delle malattie a
carattere zoonosico;
g) all'isolamento ed all'osservazione dei cani a rischio di
aggressività.
14. I rifugi sanitari sono dotati di almeno un assistente
veterinario e assicurano la reperibilità del personale per le ore
notturne ed i giorni festivi.
15. I rifugi per il ricovero hanno come finalità prioritaria la
cessione in adozione e garantiscono il rispetto delle esigenze
etologiche e fisiologiche ed il recupero psico-fisico degli animali
ospitati.
16. I rifugi per il ricovero ospitano gli animali provenienti
dalle strutture sanitarie che non possono essere reimmessi in
libertà.
17. I rifugi per il ricovero:
a) garantiscono il benessere fisiologico ed etologico degli
animali ospitati, per favorirne il recupero psico-fisico e
l'adozione;
b) garantiscono la valutazione comportamentale;
c) realizzano percorsi di modificazione comportamentale;
d) incentivano e favoriscono le adozioni degli animali ospitati,
garantendone la trasparenza e la tracciabilità, fornendo ai
cittadini le opportune informazioni;
e) agevolano il benessere e la socializzazione degli animali
ospitati, garantendo la presenza di associazioni iscritte all'albo
regionale;
f) pubblicizzano le attività e i servizi erogati;
g) consentono l'ingresso al pubblico;
h) provvedono a dotarsi di un sito WEB nel quale pubblicare le
foto e i dati riassuntivi, caratteriali e fisici, di tutti i cani
ricoverati;
i) realizzano accorgimenti infrastrutturali tali da ottenere
l'arricchimento ambientale dello spazio vitale degli animali
ospitati;
j) provvedono a dotarti di un ambulatorio attrezzato.
18. I rifugi per il ricovero di nuova istituzione possono avere
una ricettività massima di 500 animali. Sono fatte salve le
autorizzazioni esistenti. Le strutture che ospitano animali in
numero superiore non possono accogliere altri ospiti fino al
rientro nella ricettività fissata dall'autorizzazione».
L'emendamento 13.1 è mantenuto, onorevole Compagnone? È mantenuto
il soppressivo del comma 5? Siamo all'articolo 13.
C'è un emendamento il 13.1, che sopprime il comma 5. Chiedo il
parere della Commissione. La Commissione è contraria.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Allora, anche qui "nei rifugi tutti gli operatori e
devono essere formati", va bene, "e, per ogni ottanta cani, devono
essere previsti almeno un addetto all'accudimento degli animali e
alla pulizia delle gabbie". Dico, stiamo parlando di animali, di
cani: dei cani ci sono tante razze, sapete? Ci sono tante razze,
tanti modi, tanti caratteri, giusto? Questo significa che non
potete contingentare, non puoi dire che uno deve stare attento ad
80 cani, perché se sono 80 cani mastini napoletani, come quelli che
ha mio fratello, sono un conto; se sono 80 cagnolini, sono un altro
conto. Non potete scrivere queste cose, va cassato
PRESIDENTE. Comunque c'è il parere contrario del Governo e della
Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 13.7 è decaduto per assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 13.8. Con il parere favorevole della
Commissione e del Governo lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 13.2: La lettera a) del comma 3 è
soppressa , a firma degli onorevoli Compagnone ed altri. Il parere
della Commissione?
Onorevole Compagnone, chiedo scusa, la lettera a) del comma 13 è
soppressa.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
compito dell'Asp, non lo può fare, non si può fare di inoculare il
microchip, lo deve fare l'Asp.
PRESIDENTE. Questo lo dovete spiegare voi, chiedo scusa i rifugi
sanitari, come sono: pubblici, privati? Lo possono fare tutti?
Devono essere o pubblici o convenzionati? No? Anche se non lo sono?
Mi dicono che non è così, che non è obbligatorio. Quindi lo ritira?
Non lo ritira. C'è il parere contrario del Governo e della
Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.4, sempre dell'onorevole Compagnone.
Con il parere contrario della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.5: Il comma 16 è soppresso , degli
onorevoli Compagnone ed altri.
Con il parere contrario della Commissione e del Governo lo pongo
in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.3: Alla lettera b) del comma 17 sono
aggiunte le parole nelle giornate individuate per l'adozione ,
degli onorevoli Compagnone ed altri. Contrario pure in questo?
Pongo in votazione l'emendamento 13.3. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 13. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Microcanili e casa famiglia per cani
1. La casa famiglia per cani è una struttura privata, recintata e
debitamente attrezzata, autorizzata dall'ASP, ove un privato
cittadino, iscritto nell'elenco comunale per il contrasto al
randagismo o ad un'associazione per la protezione degli animali,
iscritta all'albo regionale di cui all'articolo 21, offre
ospitalità temporanea fino ad un massimo di 10 cani, secondo le
disposizioni ed i requisiti previsti dal decreto assessoriale di
cui all'articolo 27. La titolarità di una casa famiglia per cani
non comporta alcuna corresponsione economica. Essa può ottenere dal
comune, nei limiti delle risorse disponibili, un rimborso anche
parziale per l'acquisto di cibo, farmaci e spese veterinarie su
presentazione di idonea documentazione fiscale.
2. Il micro-canile è una struttura autorizzata dall'ASP, destinata
ad ospitare da 11 a 20 cani, gestita da un'associazione per la
protezione degli animali iscritta all'albo regionale di cui
all'articolo 21, anche in regime di convenzione con il comune,
secondo le disposizioni ed i requisiti previsti dal decreto
assessoriale di cui all'articolo 27.
3. I microcanili e le case famiglia per cani individuano un medico
veterinario libero professionista per la tutela della salute, del
benessere e dell'incolumità degli animali».
Il comma 1 è soppresso è precluso dall'approvazione dell'articolo
12. Il 14.5, pure, il 14.3, pure e il 14.2. Non ci sono
emendamenti. Si passa alla votazione dell'articolo 14. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. Sono preclusi. Con l'approvazione dell'articolo 12
vengono preclusi questi emendamenti.
Andiamo al comma 1 lettera g) del 12. Il comma 1 lettera g).
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Questo è un'altra cosa, ma l'emendamento è precluso.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
mettere il mio cervello all'ammasso, sa Presidente, ce ne stiamo
per andare e almeno uno lascia un ricordo, cioè stiamo facendo la
casa famiglia per i cani, cioè significa che quattro scalmanati
fanno una casa in un condominio e decidono di fare la casa come gli
americani. Poi voglio vedere cosa succede
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15. Ne do lettura.
«Art. 15.
Apertura al pubblico delle strutture di ricovero e custodia
1. Al fine di favorire l'adozione dei cani e dei gatti ivi
ospitati, le strutture di ricovero e custodia prevedono regolari
orari di apertura al pubblico, per almeno due ore al giorno,
continuative, dal lunedì al venerdì e per quattro ore il sabato o
la domenica. L'orario di apertura al pubblico è comunicato al
comune e all'azienda sanitaria provinciale competenti per
territorio, nonché adeguatamente pubblicizzato ed esposto in
maniera ben visibile fuori dalla struttura.
2. Ogni struttura predispone un apposito registro presenze dove
sono registrati l'ingresso e l'uscita del pubblico e dei volontari.
3. Le strutture di ricovero e custodia garantiscono l'accesso
regolamentato ai volontari delle associazioni iscritte all'albo
regionale al fine di consentire le attività di ampliamento delle
competenze sociali degli animali.
4. L'accesso del pubblico e dei volontari nei rifugi o presso le
zone di elevata pericolosità o di possibile contagio per gli
animali può essere limitato, su disposizione del direttore
sanitario-veterinario, imponendo anche regole di comportamento».
Si passa all'emendamento 15.1, a firma degli onorevoli Compagnone
ed altri. Il parere della Commissione?
CALDERONE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Prelievo sul territorio e controllo della popolazione di cani
vaganti
1. Chiunque rinvenga un animale vagante lo segnala agli uffici
comunali che ne curano il prelievo dal territorio ed il trasporto
presso le strutture sanitarie pubbliche o in regime di convenzione.
2. Il prelievo sul territorio attraverso sistemi di sedazione e
telenarcosi è sempre svolto da un medico veterinario abilitato ed
iscritto all'apposito albo nazionale.
3. Nel caso in cui il segnalante sia disponibile a farsi carico
dell'animale, il sindaco o suo delegato, esperiti gli accertamenti
sanitari, può darlo in affido allo stesso. In caso di mancata
segnalazione, le spese sanitarie sono a carico del soggetto
affidatario.
4. Dopo il recupero dell'animale vagante si procede ad avvertire
il proprietario prima possibile e, comunque, non oltre 24 ore dal
ritrovamento. In caso di cani non identificati, è ammesso il test
del DNA, l'ASP verifica le condizioni sanitarie e valuta la
compatibilità con lo stato di abbandono.
5. Il proprietario dell'animale è obbligato al ritiro entro
quindici giorni dalla comunicazione di ritrovamento, previo
pagamento dei relativi oneri maturati, da effettuarsi al comune
territorialmente competente.
6. Sono poste a carico del proprietario le spese necessarie per la
custodia ed il mantenimento dell'animale, nonché per la
tipizzazione del DNA.
7. All'animale registrato in anagrafe non ritirato dal
proprietario entro quindici giorni dal ricevimento della
comunicazione, si applicano le disposizioni di cui ai commi 8 e
seguente.
8. In caso di cani non identificati, dopo le operazioni di
identificazione e registrazione in anagrafe come cane di proprietà
del comune ed i relativi controlli sanitari si procede, di norma,
alla sterilizzazione ed alla re-immissione sul territorio nel più
breve tempo possibile.
9. In attesa della re-immissione sul territorio il sindaco o suo
delegato può affidare il cane vagante recuperato e sterilizzato ad
un cittadino che ne faccia richiesta, che si impegna ad accudirlo e
custodirlo fino alla re-immissione o all'adozione.
10. Non si procede alla re-immissione sul territorio dei cani
vaganti recuperati e sterilizzati soltanto nel caso di manifesta
pericolosità o di soggetti a rischio di aggressività o morsicatori
in maniera conclamata, situazioni patologiche che possano
compromettere la sopravvivenza sul territorio, secondo la
valutazione dei medici veterinari dell'ASP appositamente formati.
11. Nei casi di cui al comma 10 i cani possono essere affidati o
adottati da privati cittadini, cittadini iscritti all'elenco
comunale per il contrasto al randagismo, ai membri di associazioni
iscritte all'albo regionale che ne facciano richiesta o sono
destinati ai rifugi per ricovero a spese dei comuni competenti per
essere avviati, ove possibile, verso idonei percorsi di
modificazione comportamentale».
L'emendamento 16.5 è decaduto per assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 16.1, degli onorevoli Compagnone ed
altri. Il parere della Commissione?
Onorevole Catanzaro, non gli dia a parlare che mi deve dare il
parere. Favorevole o contrario?
CALDERONE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 16.2 è precluso.
L'emendamento 16.3 essendo stato bocciato il 16.1 ovviamente lo
ritira, onorevole Compagnone. Aspetti che sia rosso. Perché non
diventa rosso?
COMPAGNONE. Perché non si vergogna più Anche i microfoni non si
vergognano più E qua la prendiamo a ridere, Presidente.
PRESIDENTE. Una persona come lei può essere spiritosa sempre con
gran piacere.
COMPAGNONE. Allora, io sto facendo questa battaglia Presidente mi
creda
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, per favore.
COMPAGNONE. Professore Cracolici, io sto combattendo questa
battaglia e spero venga interpretata in modo giudizioso, cioè per
quello che voglio rappresentare. Il problema di questa norma non è
che siamo felici che ci sia il randagismo. Tutti vorremmo
normalizzare questo stato di fatto. Però vorrei dire, tante volte,
Presidente mi scusi. Presidente non si faccia disturbare da
quell'individuo mascherato che è vicino a lei.
Il rischio sa qual è? Presidente, mi ascolti. Scusate è un
problema di merito, fondamentale. Onorevole Cracolici la prego lei
che è persona che gode di tutta la mia stima. No, allora, voglio
dire, è il nocciolo fondamentale della norma ecco perché io sono
stato contrario perché rischiamo, credetemi, al di là dei buoni
propositi, io lo capisco che c'erano tanti buoni propositi. Io
stesso vi prego di credermi, li amo veramente gli animali ma
proprio perché li amiamo non posso ammettere che possano essere
buttati in mezzo alle strade. Nel momento in cui noi diciamo, diamo
per assodato che si faccia la reimmissione nel territorio che è il
nucleo centrale della norma, di questa norma, quello che stiamo
facendo è di favorire l'immissione nel territorio stiamo facendo
questo con questa norma. La reimmissione nel territorio non è una
buona prassi è un ripiego perché non ci vogliamo mettere i soldi
per trattare i cani bene. I cani, ripeto, devono stare o con i
padroni, con l'uomo, oppure custodite in ambienti adeguati.
Reimmettere i cani nel territorio non è una buona norma cioè stiamo
illudendo solo perché dobbiamo risparmiare non è una buona norma.
Era più logico che la Regione siciliana mettesse dei fondi,
obbligasse i sindaci a fare determinate cose, obbligasse a fare le
buone prassi mettendoci una quota di parte, una quota di denaro,
una quota la metteva la Regione, una quota i Comuni per incentivare
a gestire bene il cane ma non a reimmetterlo nel territorio. Quindi
tutti questi articoli che parlano della reimmissione nel territorio
io non posso che essere contrario perché è assolutamente sbagliato.
Capisco che ormai siete decisi che la dovete fare, fatela. Però è
assolutamente sbagliata questa legge caro Michele procurerà solo
guai perché non funziona. E' una legge bandiera, è una legge
demagogica che non guarda alla realtà delle cose. E' sbagliata, è
sbagliato il fondamento. Perché il cane non deve essere reimmesso
nel territorio. Il cane ha le sue regole. Il cane o sta nell'uomo e
si umanizza tra virgolette, oppure deve essere tenuto in ambienti
adeguati, ben trattato, bene tenuto con l'aiuto della Regione, con
l'aiuto del Comune, ma non immesso nel territorio.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, prego.
COMPAGNONE. Cosa lo immettiamo nel territorio? Fa altre cose, fa
branco, fa altre cose, fatevelo spiegare dai veterinari seri.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, le volevo fare una domanda. Lei
con questa soppressione vuole evitare che i cani feroci vengano,
non ho capito bene questa posizione, mi è sembrata una posizione,
COMPAGNONE. Il fondamento di questa norma, signor Presidente, la
base, il nucleo centrale di questa legge, noi non abbiamo i soldi
per gestire i cani, li rimettiamo nel territorio, l'abbiamo condita
con tutta una serie di belle cose, ci mettiamo il micro-chip, ci
facciamo l'analisi del DNA, ci mettiamo il garante, ma secondo me è
sbagliato reimmettere i cani nel territorio, i cani vanno tenuti da
un legittimo proprietario che li accudisce, reimmettere i cani nel
territorio è un errore.
SIRAGUSA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA, relatore. Sentire parlare di umanizzazione degli
animali, mi fa capire che probabilmente non è che si amino molto
gli animali Perché è proprio l'ultima cosa che bisogna dire, che
dobbiamo umanizzare gli animali. E in realtà mi pare di capire che
non si è neanche capito quale è il vero senso di questa legge. Vero
è che è la rimmissione nel territorio ma il vero passaggio
necessario è quello della sterilizzazione. Onorevole Compagnone,
lei ha idea di quanti randagi ci sono in Sicilia? Circa 90 mila.
Noi vogliamo costruire un lager enorme nel centro della Sicilia e
ammassarli tutti lì dentro?
Il vero compito che dobbiamo cercare di ottenere, oltre
all'educazione a il non abbandono, che peraltro è prevalentemente
quello urbano l'abbandono, oltre a quello che va diminuendo delle
campagne dei contadini ma che ha una sua importanza. Noi dobbiamo
sterilizzare gli animali e reimmetterli nel territorio perché è
quello l'ambiente dove possiamo, al contrario, gestirli e tenerli
sotto controllo. Dopo che sono stati sterilizzati, altrimenti
creiamo dei lager immensi, buttiamo gli animali lì dentro e
aspettiamo che succeda qualche cosa e spendiamo centinaia di
migliaia di euro per mantenere questi animali. Con la
sterilizzazione, come avviene nel resto del mondo a dire la verità,
perché siamo la regione che ha il maggior numero di randagi in
tutta Italia, questo avviene, e non riesco a capire perché non
riesca ad avvenire anche qua.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha
facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire intanto per
dire una cosa, questa legge ha avuto un percorso molto lungo,
abbiamo audito tutti i soggetti e gli attori interessati quindi non
è una legge che è stata improvvisata, ma poi come ha detto il
Presidente abbiamo avuto un consulente veramente bravo e in grado
di fare il suo lavoro.
Questa è una legge che è necessario portarla a casa, perché è
necessario che i comuni abbiamo uno strumento adeguato per far sì
che un fenomeno drammatico che si chiama randagismo continui ad
essere vissuto dalle persone di tutta la Sicilia. Sono piene le
cronache, lui ha parlato di Sciacca e io vi posso dire del mio
territorio, Gela, dove un bambino è stato aggredito, dove i
bagnanti sono stati aggrediti, quindi è necessario che ci sia uno
strumento adeguato che permetta di potere intervenire, come diceva
l'onorevole Siragusa attraverso un atto importante che si chiama
sterilizzazione.
Qui abbiamo procedura e modi di come poter intervenire. È
indubbio, ci sono degli aspetti legati a problemi economici che la
Commissione ha demandato, l'altra Commissione, Bilancio, di dare
delle risposte. Qui si ha una posizione di preconcetto nei
confronti della legge, arriviamo alla fine dove ci sono punti che
possono essere controversi, ci fermiamo, aspettiamo di vedere anche
il pronunciamento della Commissione Bilancio, se ci sono degli
altri punti che possiamo migliorare. Indubbiamente il Parlamento è
fatto proprio per questo, noi siamo qui per cercare, come diceva il
Presidente, le leggi sono tutte perfettibili, quindi sicuramente
noi siamo in grado tutti assieme, collaborando, di perfezionarla e
renderla la migliore possibile, perché non ci possiamo portare
ancora a casa questo drammatico problema.
Vi voglio dire un'altra cosa: noi abbiamo il Parco archeologico
delle mura di Capo Soprano che spesso, signor Presidente, se mi
sente io continuo, altrimenti posso anche terminare.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, mi stavo approcciando con
ARANCIO. Noi abbiamo un Parco archeologico che spesso è territorio
di cani randagi che impediscono che un bene archeologico venga
usufruito dai turisti. Quindi siamo in una situazione veramente di
piena difficoltà. Quindi la legge abbiamo il dovere di dare una
risposta e di metterla in campo, quindi continuiamo a lavorare e
miglioriamola nei punti dove c'è qualcosa di controverso.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, un chiarimento. Se l'emendamento 11.4 è
stato approvato, qualora fosse stato approvato chiedo che venga
messo a verbale il mio voto contrario, laddove l'emendamento
prevede che il cane di quartiere possa essere tatuato, comportando
il tatuaggio una sofferenza, una afflizione a carico dell'animale,
sono contrario.
CRACOLICI. Pure io voto contrario.
PRESIDENTE. Va bene, chiedo agli Uffici di mettere a verbale il
voto contrario, anche lei è contrario? Colleghi, l'emendamento mi
dicono gli Uffici che è stato approvato, è un emendamento, non so
se posso ricomprendere un voto contrario. Mi fate completare?
Prego gli Uffici di favorirmi l'emendamento 11.4 dell'onorevole
Palmeri. È stato votato. Quindi su richiesta delle associazioni di
cui all'articolo 21 o dei cittadini il Comune può riconoscere un
cane vagante come cane di quartiere. Il riconoscimento avviene
previa valutazione, comma 2: I cani di quartiere sono vaccinati e
sterilizzati dal servizio veterinario Asl competente, sono iscritti
all'anagrafe canina, tatuati o riconosciuti a nome del Comune di
appartenenza e sono dotati di idoneo segno di riconoscimento .
Se mi fa completare un attimino. L'onorevole Lupo chiede che venga
indicato che il suo voto era contrario. Ora ho visto parecchi
colleghi che hanno alzato la mano per esprimere che avevano votato
contrario, non ero io a presiedere in quel minuto però non mi
sembra né che sia stato chiesto voto con la scheda, né che sia
stato fatto per alzata a seduta e nessuno si è alzato. Se i
colleghi presenti tutti, a posteriori, esprimete la volontà di
avere votato in maniera contraria, significa a posteriori
modificare la votazione e questo in questo momento non lo posso
consentire.
Chiedo all'onorevole Palmeri, che mi aveva chiesto di parlare, un
chiarimento. Prego, onorevole Palmeri. Poi si è iscritto a parlare
l'onorevole Siragusa.
PALMERI. Grazie Presidente, volevo dire che la versione che avevo
presentato e avevo caricato sul sito aveva una piccola differenza,
praticamente mancava questa parola tatuaggio , forse c'è stata una
piccola modifica per adeguarlo alle normative delle altre regioni,
perché evidentemente il cane di quartiere non me lo sono inventato
io ed esiste nelle altre legislazioni regionali e, quindi, è stata
fatta default questa modifica di adeguamento alle altre
legislazioni regionali; però, dico, se si può togliere quella
parola specifica a questo punto io sono favorevole.
PRESIDENTE. Scusi, la parola tatuaggio da chi sarebbe
erroneamente
PALMERI. No, non dico erroneamente. Probabilmente, è stata
adeguata alla normativa regionale delle altre regioni che già hanno
recepito questa cosa.
PRESIDENTE. Va bene. Prego, onorevole Siragusa.
PALMERI. Nella versione che io avevo inviato inizialmente non era
questa la versione.
PRESIDENTE. Allora, con il consenso dell'Aula, comunico che si
potrebbe fare un 117 sulla parola tatuati a meno che non sia
necessario, se c'è il consenso di tutti.
Onorevole Siragusa, lei questo voleva dire?
SIRAGUSA, relatore. Oltre a volere dire questo, volevo anche dire
che, per dare anche un conforto alla collega, che io ho una
versione degli emendamenti datata 29 giugno 2022 dove c'è
l'emendamento della collega Palmeri e dove la parola tatuaggio
non c'è.
PRESIDENTE. Allora a maggior ragione, se la Commissione aveva
depositato tra gli emendamenti anche questo, faremo un 117.
Bene, colleghi, se non ci sono altri iscritti a parlare torniamo
nuovamente all'articolo 16.
Sono stati presentati degli emendamenti. Si passa all'emendamento
16.3 a firma dell'onorevole Compagnone.
Anche l'onorevole Compagnone ci conferma che era contrario alla
questione del tatuaggio che però sarà tolto dal testo.
Onorevole Compagnone, la invito al ritiro dell'emendamento 16.3
che prevede la soppressione del comma 10 e del comma 11. Lo ritira
onorevole Compagnone?
Onorevole Compagnone, chiedo scusa, lei è al telefono, però se mi
Ma io posso aspettare?
Pongo in votazione l'emendamento 16.3. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Cani a rischio di aggressività e corsi di modificazione
comportamentale
1. È istituito presso l'anagrafe regionale degli animali il
registro dei cani a rischio di aggressività.
2. Sono iscritti nel registro dei cani a rischio di aggressività i
cani che, dopo valutazione comportamentale, vengono dichiarati a
rischio elevato per l'incolumità pubblica e degli altri animali.
3. La valutazione comportamentale è condotta da medici veterinari
dell'ASP appositamente formati. Qualora necessario, l'ASP
competente per territorio attiva un percorso mirato
all'accertamento delle condizioni psicofisiche dell'animale e della
sua corretta gestione da parte del proprietario o del detentore.
4. I cani randagi a rischio di aggressività sono affidati alle
strutture di ricovero che ne consentano la corretta gestione e
sottoposti a corsi di recupero comportamentale. Se, a seguito di
valutazione comportamentale, sono dichiarati non pericolosi,
possono essere o ceduti in adozione o reimmessi nel territorio.
5. Il proprietario o il detentore, anche temporaneo, di cani
iscritti nel registro dei cani a rischio di aggressività stipula
una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile
derivante da danni causati dall'animale a persone e cose. Inoltre,
applica guinzaglio e museruola quando l'animale si trova in aree
urbane e nei luoghi aperti al pubblico.
6. A seguito di episodi di morsicatura o di aggressione da parte
di cani padronali, il sindaco nell'esercizio delle funzioni di
tutela dell'incolumità pubblica, su indicazione dei servizi
veterinari delle aziende sanitarie provinciali, ordina ai
proprietari di cani dichiarati a rischio di aggressività di
frequentare corsi di modificazione comportamentale dell'animale che
coinvolgano il nucleo familiare.
7. Qualora, al termine del percorso di modificazione
comportamentale, l'azienda sanitaria provinciale accerti
l'incapacità di gestione del cane da parte del proprietario, il
comune provvede al sequestro e alla confisca dell'animale.
8. Il proprietario che rinuncia alla custodia del cane valutato a
rischio di aggressività sostiene le spese di gestione del cane fino
all'eventuale cambio di proprietà.
9. I corsi di modificazione comportamentale sono organizzati dalle
aziende sanitarie provinciali, con la collaborazione degli ordini
professionali dei medici veterinari, degli atenei universitari,
degli operatori cinotecnici qualificati e delle associazioni
animaliste. L'attività didattica è affidata a medici veterinari
appositamente formati e a docenti di comprovata esperienza.
10. Il corso rilascia un patentino denominato certificazione di
conduzione in regime di sicurezza , con validità triennale,
coerente con il sistema nazionale di certificazione delle
competenze di cui al decreto n. 13 del 16 gennaio 2013.».
Abbiamo due emendamenti ed un soppressivo dell'onorevole
Compagnone. È al telefono, spero che stia parlando del disegno di
legge.
Si passa all'emendamento 17.1. Lo pongo in votazione con il parere
contrario della Commissione e del Governo. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 17.2 non è ammissibile ed in ogni caso è decaduto
perché i colleghi Tamajo e D'Agostino non sono presenti.
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'articolo 18 viene accantonato perché ha dei profili di natura
finanziaria che saranno valutati dalla Commissione Bilancio .
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Norme di tutela igienica della collettività
1. I proprietari o i detentori che conducono cani nelle vie o in
altro luogo aperto al pubblico provvedono, muniti di appositi
dispositivi, alla rimozione delle deiezioni solide dei propri
animali.
2. I soggetti di cui al comma 1 rimuovono le deiezioni e
puliscono con acqua le eliminazioni urinarie emesse dai propri
animali nelle vie o in altri luoghi aperti al pubblico.
3. Le amministrazioni comunali provvedono ad individuare e a
delimitare aree da destinare ai cani, accompagnati da proprietario
o detentore, per le funzioni fisiologiche e motorie degli stessi.
Le stesse aree sono sottoposte a frequente rimozione delle
deiezioni e a periodici interventi di bonifica, in coerenza con il
regolamento comunale.
4. Chiunque può alimentare cani e gatti vaganti, in coerenza con
il regolamento comunale e nel rispetto delle norme per l'igiene del
suolo pubblico, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo
alla pulizia della zona dove gli animali sono alimentati. È vietato
impedire od ostacolare, in qualsiasi modo, l'espletamento delle
attività di accudimento degli animali vaganti. Chi somministra
regolarmente cibo ai cani e alle colonie feline, ha l'obbligo di
ripristinare le corrette condizioni igienico sanitarie e di
segnalare al comune competente il luogo di somministrazione e il
numero di cani vaganti e colonie feline con il numero di gatti
presenti».
Abbiamo un emendamento fuori sacco che ora vi metteremo sul
tablet.
Allora procediamo con gli emendamenti.
Abbiamo un emendamento a firma dell'onorevole Calderone
soppressivo del comma 2. Chiedo al collega se lo vuole ritirare.
L'onorevole Calderone ritira l'emendamento 19.4.
Si passa all'emendamento 19.1, "il comma 2 è soppresso", a firma
dell'onorevole Compagnone e Di Mauro.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché per
esempio quando ci sono le deiezioni se si butta l'acqua, l'acqua
favorisce la crescita dei batteri.
Quindi è sbagliato, almeno che uno non cammina con l'ammoniaca
oppure con un disinfettante, ma basta rimuovere la delizio, ma
questo fatto di lavare con acqua è sbagliato, quindi se la si può
cassare. Anche questo lo dice la scienza, non lo dico io.
È il comma 2 dell'articolo 19. Al comma 2, quando si devono pulire
le deiezioni, c'è scritto con acqua. Ripeto, in realtà non è così
perché se tu ci butti l'acqua favorisci la crescita batterica,
quindi è una cosa sbagliata.
CALDERONE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE, presidente della Commissione. Se l'onorevole Compagnone
è d'accordo, così potremmo esprimere parere favorevole, potremmo
emendare "con acqua" non eliminarlo tutto, perché tutto non avrebbe
senso.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, allora se ho compreso, perché qui
sta avvenendo un contraddittorio.
CALDERONE, presidente della Commissione. Signor Presidente, se mi
dà la parola io posso chiarire.
La norma testualmente recita "I soggetti di cui al comma 1
rimuovono le deiezioni e puliscono con acqua le eliminazioni
urinarie emesse dai propri animali nelle vie eccetera eccetera". Se
la preoccupazione, che potrebbe anche essere compatibile, è quella
dell'acqua per le reazioni chimiche a cui ha fatto riferimento
l'onorevole Compagnone, possiamo subemendare "con acqua" perché di
pulire e devono pulire.
PRESIDENTE. Può subemendare con? Non abbiamo capito la parola.
CALDERONE, presidente della Commissione. Dobbiamo subemendare "con
acqua", nelle maniere che ritengono più opportuno ma non possiamo
noi sopprimere il comma.
PRESIDENTE. E la vuole sostituire con cosa?
CALDERONE, presidente della Commissione. Con nulla, con nulla.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, un attimo, onorevole Cracolici.
CALDERONE, presidente della Commissione. Signor Presidente qua noi
dobbiamo salvaguardare...
PRESIDENTE. Lei vuole sostituire la parola "acqua", anzi
eliminarla. Deve pulire.
CALDERONE, presidente della Commissione. Eliminarla, perché è
chiaro che bisogna anche tutelare il decoro delle città. Quindi
ognuno, nella maniera che riterrà più opportuna e congrua, dovrà
pulire le deiezioni degli animali.
Se c'è questa reazione, ci sono le palette, ci sono i sacchetti...
se c'è un problema possiamo scrivere anche con acqua, con la
sabbia, però non possiamo sopprimere interamente l'articolo,
onorevole Compagnone, perché non possiamo lasciare spettacoli
indecorosi nella città.
Abbia pazienza.
PRESIDENTE. Allora, chiede di parlare l'onorevole Cracolici e si
iscrive a parlare l'onorevole Ciancio.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. A me dispiace contraddire il collega Calderone perché,
uno può arrivare a tante cose, ma bisogna evitare che ci prestiamo
a disposizioni normative che poi non hanno possibilità alcuna di
essere attuate.
Io vorrei ricordare ad esempio che dovremmo pulire tutti gli
alberi della Sicilia, perché è evidente che normalmente i cani
utilizzano, soprattutto i maschi, li utilizzano...
Eviterei la pulizia dell'attività urinaria, che vuol dire la pipì,
io capisco ed è corretto, laddove l'animale di proprietà se lo
porti a passeggio ti devi preoccupare di pulire
Sì, ho capito, però ragazzi vi ricordo che le disposizioni hanno
poi delle sanzioni, cioè il concetto è che non è che noi affermiamo
un principio e non regoliamo la sanzione, che mandiamo i Vigili
urbani a seguire tutti i cani che fanno la pipì nei parchi, sotto
casa?
Io capisco che ci sono alcune attività, alcuni cultori
dell'attività animalista che, secondo me, arrivano anche
all'esasperazione.
Io, sinceramente, che devo votare una disposizione che prevede che
se il cane fa la pipì tu ti devi dotare del bidone dell'acqua e
portarlo dietro, la ritengo ridicola.
E allora io questa norma non la voto, e lo dico prima, così lei se
lo mette a verbale, perché poi non vorrei che si dicesse lo avete
detto dopo. Possiamo accettare tutto, ci vuole il vento in chiesa,
ma spegnere le candele finisce per essere un'attività
(Intervento fuori microfono)
CRACOLICI. Cioè la pipì, la pipì dei cani?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. La prego di rivolgersi alla Presidenza perché se voi
conversate con la Commissione gli altri non comprendono.
È iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, devo dire che vedo in questa norma un
principio di civiltà, perché il fatto è che noi siamo abituati
molto male in Sicilia, ma molto molto male, per cui a stento forse
i proprietari dei cani raccolgono le deiezioni, quindi figuriamoci
giustamente il ragionamento del siciliano medio che è figuriamoci
se devo pulire pure l'urina del cane ma vi assicuro che in
tantissime città d'Italia - e io stavo vedendo proprio perché basta
cercare su internet - è obbligatoria la bottiglietta dell'acqua
PRESIDENTE. Ci sono i regolamenti comunali.
CIANCIO. Ci sono dei regolamenti comunali dove è obbligatoria la
bottiglietta d'acqua per la pipì dei cani, multa salatissima per i
trasgressori. È una cosa normale Ma chi ha esperienza magari con
case che stanno al piano terra, o case che danno direttamente sulla
strada
PRESIDENTE. Botteghe commerciali.
CIANCIO. Sa quanto è importante anche da questo punto di vista
dare un minimo di disincentivo ai proprietari dei cani di far fare
quello che vogliono, perché non è che siccome non è la deiezione ma
è l'urina, è anche un argomento che capisco non è bello parlarne,
però vi posso assicurare che non è meno fastidioso dell'altra cosa.
Quindi, secondo me in una legge quadro, in cui poi sono d'accordo,
magari molto spesso non vengono applicate, oppure non si rispettano
esattamente come si dovrebbe, però mettiamolo nella legge, in modo
tale che diamo gli strumenti anche ai Comuni, anche a chi vuole
fare a livello comunale delle sanzioni per i proprietari dei cani
che non fanno questo tipo di pulizia, mettiamolo nella legge.
Stiamo facendo una legge quadro, stiamo facendo una legge di
qualità, ma perché ci dobbiamo accontentare, o ci dobbiamo abituare
alla bruttezza in Sicilia.
Una volta che facciamo una legge importante, una legge quadro
anche su questo inseriamolo. Ripeto, al Nord, in tantissime città
già è la normalità, noi non ci siamo abituati, perché siamo
abituati forse a vivere nella sporcizia, ma è la normalità, quindi
io non ci trovo assolutamente nulla di male ad inserirlo nella
legge.
PRESIDENTE. Tornando alla questione iniziale, non si entrava nel
merito della necessità di pulire i bisogni fisiologici del cane, ma
nel metodo, perché viene indicata l'acqua. Quindi c'era
un'argomentazione sul metodo, la questione iniziale era questa.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, semplicemente per aggiungere un
elemento a quanto detto dall'onorevole Ciancio che condivido
perfettamente. Questo emendamento sull'utilizzo dell'acqua è nato
da un'esigenza reale, scusate...
(brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di non fare dibattito
mentre parla l'onorevole Palmeri, cosa che mi sembra anche giusta.
Prego, onorevole Palmeri.
PALMERI. Semplicemente per aggiungere un elemento a quanto detto
dall'onorevole Ciancio ossia che questo emendamento, l'utilizzo
dell'acqua, è nato da un'esigenza reale e concreta, perché sono
nate tutta una serie di infezioni. Nascono infezioni dal contatto
con i lucchetti dei garage, sembrerebbe assurdo ma e così.
L'abitudine degli animali, cani e gatti, di andare a urinare nei
lucchetti dal garage, quindi sembrerebbe un'assurdità, chiaramente
andare a pulire gli alberi, tutto ciò che in natura, è impensabile,
però tutto ciò che è di contatto quotidiano, ossia i lucchetti dei
garage che vengono costantemente bersagliati da decine e decine di
gatti e cani è chiaro che poi l'infezione ognuno se la può beccare.
Grazie.
PRESIDENTE. Ok.
CALDERONE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE, presidente della Commissione. Presidente, io ho letto
meglio l'articolo, perché mi ricordavo bene, i soggetti di cui al
comma 1 rimuovono le deiezioni e puliscono con acqua le
eliminazioni urinarie, quindi il riferimento è alle eliminazioni
urinarie, per tranquillizzare l'onorevole Compagnone. Bisogna
leggerla bene la norma, anche con le punteggiature, l'acqua fa
riferimento alle eliminazioni urinarie, e non alle deiezioni.
Quindi, mi correggo, melius re perpensa, e dico che non va
subemendato, pertanto il parere della Commissione è assolutamente
contrario.
PRESIDENTE. Bene, aveva chiesto di parlare qualcun altro? No,
quindi cari colleghi chiarito che il comma 2 si riferisce al
lavaggio con acqua, avremo più alberi innaffiati onorevole
Cracolici, che non fa mai male.
Ritengo che sia una questione di civiltà, e in tantissimi comuni
già avviene, e anche per motivi di ordine pubblico, perché i
commercianti che hanno le botteghe sul piano strada non di rado
arrivano, come dire, ad avere discussioni e tafferugli con le
persone che passano perché il cane simpaticamente, insomma, fa
quello che deve fare e poi il padrone se ne infischia.
Quindi collega, diciamo, al netto dell'ilarità che può suscitare
l'argomento, è una questione di decoro, fermo restando che
personalmente ritengo che nel dettaglio dovrebbero entrare
eventuali Regolamenti comunali. Se fosse stata, come dire, una mia
scelta, ma non entro nel merito evidentemente, c'è una necessità
perché i comuni già potrebbero, con propri Regolamenti, ma se si
ritiene di metterlo nella norma e la Commissione ha valutato
questo, io concordo con loro, quindi se è così il testo è corretto.
Onorevoli colleghi, nel frattempo vi è arrivato sul tablet un
ulteriore file che è il 19.21 che vi preannunciavo prima, un
emendamento fuori sacco, il 19.2.1, sì, lo troverete sullo schermo,
vi si deve essere aperto, dovete cliccare sulla cartella, icona
cartella in basso centrale, il tasto rosso non è rosso è rossa la
cartella, no? Il tasto ARS? Ok, allora abbiamo una icona ARS con il
colore rosso, seduta corrente, emendamenti fuori sacco, c'è una
voce apposita, e si dovrebbe aprire un Pdf con il numero 19.2.1.
Intanto visualizzatelo e torniamo alla votazione. E allora si,
ancora lo stiamo, ancora lo stiamo votando. Vi ho solo detto di
cercare il fuori sacco che è stato caricato nel sistema. E allora
pongo in votazione l'emendamento 19.1 col parere contrario della
Commissione e del Governo.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 19.2, sempre dell'onorevole Compagnone.
Questo emendamento è stato riscritto, ed è il fuori sacco di cui vi
parlavo prima. Siete riusciti a trovarlo sul tablet?
Il subemendamento 19.2.1 recita "all'emendamento 19.2 sopprimere
le parole da "è vietato" fino a "accudimento agli animali vaganti".
L'avete trovato, l'avete visualizzato?
Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
del Governo. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento 19.2. Lo pongo in votazione col parere
contrario della Commissione e del Governo. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 19.4. Onorevole Calderone, è un suo
emendamento. Lo ritira? Non lo ritira.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. La seconda parte, mi dicono gli Uffici, che ancora non
è stata votata, "Al comma 4, sopprimere le parole da È vietato
fino a accudimento degli animali vaganti. . È ritirato, bene.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 19.3, "Al comma 4 dopo la parola
vaganti sono aggiunte le parole già sterilizzati . Vediamo come
si inserisce nel testo, mi sembra che sia una buona cosa.
La Commissione e il Governo sono contrari. Lo pongo in votazione.
chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Presidenza del Presidente MICCICHÉ
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Protezione dei gatti in libertà
1. I comuni possono stipulare con le associazioni animaliste
appositi protocolli d'intesa per il censimento delle colonie feline
in stato di libertà, per la loro gestione e per assicurarne le
condizioni di sopravvivenza e di salute.
2. I privati cittadini che accudiscono gatti sul territorio devono
iscriversi nell'elenco comunale per il contrasto al randagismo,
come referenti della colonia felina.
3. Per gravi e documentate necessità, le colonie feline possono
essere spostate dalla zona abitualmente frequentata ad altra zona
preventivamente individuata. Lo spostamento è autorizzato dal
Sindaco, previo parere dell'azienda sanitaria provinciale, sentito
il referente di colonia.
4. I gatti che vivono in libertà sono identificati, registrati e
sterilizzati a cura delle aziende sanitarie
provinciali e reimmessi in libertà nella colonia di provenienza.»
Si passa all'emendamento 20.1. Lo pongo in votazione con il parere
contrario della Commissione e del Governo. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.3, sempre dell'onorevole Compagnone.
Lo pongo in votazione, col parere contrario della Commissione e del
Governo. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Albo regionale delle associazioni per la protezione degli animali
1. Presso l'Assessorato della salute è istituito l'albo regionale
delle associazioni per la protezione degli animali, cui sono
iscritte le associazioni costituite con atto pubblico, che ne
facciano richiesta e che perseguono, senza fini di lucro, obiettivi
di tutela, cura e protezione degli animali.»
L'emendamento 21.1 è decaduto per assenza dei deputati proponenti.
Si passa all'emendamento 21.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 21.2. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 21, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. L'emendamento 21.3 e l'emendamento 21.2 di Calderone.
L'articolo 21 è approvato.
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Elenco comunale per il contrasto al randagismo
1. Presso gli uffici comunali di cui all'articolo 4, comma 5,
lettera a), è istituito un elenco per il contrasto al randagismo
cui possono iscriversi cittadini singoli che intendono prestare la
propria opera a titolo gratuito per il contrasto al fenomeno del
randagismo, a seguito di istanza e presentazione di adeguata
formazione.»
Si passa all'emendamento 22.1, dell'onorevole Compagnone,
soppressivo dell'articolo.
Pongo quindi in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Codice deontologico e di autoregolamentazione delle associazioni
animaliste e di protezione degli animali
1. Le associazioni di cui all'art. 21 ed i privati cittadini di
cui all'art. 22 si attengono alle leggi vigenti operando
nell'ottica della collaborazione con le istituzioni, senza
percepire alcun compenso.»
Si passa all'emendamento 23.1, soppressivo dell'articolo. Lo pongo
in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo quindi in votazione l'articolo 23. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Accesso di cani e gatti ai giardini, parchi e aree pubbliche
1. Ai cani e gatti, accompagnati dal detentore, è consentito
l'accesso a tutte le aree pubbliche o di uso pubblico, compresi
parchi, giardini, aree verdi e spiagge, secondo i regolamenti
emanati dagli enti proprietari o gestori. I cani sono condotti al
guinzaglio. Ogni restrizione o divieto è autorizzato dal sindaco
del comune competente e segnalata con apposito cartello indicante
data e numero del provvedimento.
2. È vietato l'accesso ai cani in aree destinate e attrezzate per
particolari scopi, come le aree giochi per bambini.
3. Negli spazi loro destinati, i cani accompagnati possono essere
condotti anche attraverso guinzagli estensibili, o muoversi,
correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, fermo
restando l'obbligo di evitare che gli stessi costituiscano pericolo
per le persone e per gli altri animali o arrechino danni a cose.
4. È consentito il libero accesso degli animali di affezione su
tutti i mezzi di trasporto pubblico o privato operanti nel
territorio regionale. I detentori di cani sono obbligati ad usare
il guinzaglio e ad avere la disponibilità della museruola, ovvero
ad utilizzare il trasportino, ad eccezione di quelli destinati
all'assistenza delle persone prive di vista. La misura massima del
numero di animali ammessi è stabilita dall'operatore del trasporto.
Il detentore che conduce animali di affezione sui mezzi di
trasporto pubblico ha cura che gli stessi non sporchino o creino
disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura, pena
risarcimento del danno causato.»
Si passa all'emendamento 24.1, dell'onorevole Calderone. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 24, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
Accesso di cani e gatti negli esercizi pubblici, commerciali
e nei locali ed uffici aperti al pubblico
1. Negli esercizi pubblici e commerciali e nei locali e uffici
aperti al pubblico presenti sul territorio regionale, l'accesso di
cani e gatti, accompagnati dal detentore, è sempre consentito. La
misura massima del numero di animali ammessi è stabilita dal
responsabile.
2. Il responsabile degli esercizi pubblici e commerciali, nonché
dei locali e degli uffici aperti al pubblico, può adottare misure
limitative all'accesso, segnalandole adeguatamente.
3. I detentori che conducono i cani negli esercizi, locali e
uffici di cui al comma 1, sono tenuti a usare il guinzaglio e ad
avere a disposizione la museruola, avendo cura che i cani non
sporchino e non creino disturbo o danno alcuno.
4. È consentito il libero accesso di animali d'affezione, al
seguito del proprietario o detentore, nelle strutture residenziali,
semi-residenziali, nonché nelle strutture ospedaliere, pubbliche e
private, nel rispetto delle prescrizioni di cui al presente
articolo e dei criteri individuati dalla Direzione sanitaria».
Pongo in votazione l'emendamento 25.1, interamente sostitutivo
dell'articolo 25, dell'onorevole Calderone. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Art. 26.
Inumazione di cani e gatti
1. I cani e gatti deceduti sono cremati o seppelliti, in terreni
di proprietà o in altre aree individuate a tale scopo dal comune,
secondo le prescrizioni di igiene e salute indicate dalle ASP. Gli
animali possono essere seppelliti solo a condizione che un apposito
certificato rilasciato da un medico veterinario escluda il decesso
per malattie trasmissibili.
2. Chiunque intenda realizzare cimiteri per cani e gatti pubblici
o privati, deve ottenere l'autorizzazione dell'azienda sanitaria
provinciale competente per territorio».
È stato presentato l'emendamento 26.1, dell'onorevole Calderone.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 26. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'articolo 27 non lo possiamo votare.
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Vigilanza
1. Fatte salve le attribuzioni degli ufficiali e degli agenti di
pubblica sicurezza, alla vigilanza sul rispetto delle disposizioni
previste dalla presente legge sono preposti il Governo della
Regione, le aziende sanitarie provinciali, il Corpo forestale della
Regione siciliana, i comuni, l'Ufficio del Garante e tutti gli
altri soggetti che svolgono funzioni di polizia giudiziaria.
2. L'esercizio delle funzioni di tutela e vigilanza può essere,
altresì, esercitato dalle guardie ambientali ed ecozoofile
volontarie con la qualifica di guardia particolare giurata, ai
sensi dell'art. 6 della legge 20 luglio 2004, n. 189 e successive
modifiche e integrazioni».
È stato presentato dall'onorevole Calderone l'emendamento 28.1. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29.
Norma di salvaguardia
1. Le convenzioni per la custodia dei cani prelevati sul
territorio vigenti alla data di entrata in vigore della presente
legge, stipulate con i rifugi privati, rimangono efficaci fino alla
loro scadenza e comunque non oltre ventiquattro mesi dall'entrata
in vigore della presente legge».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'articolo 30 è stato trasmesso alla Commissione Bilancio .
L'articolo 31 è la norma finale. Lo votiamo dopo che avremo
approvato gli altri. Va bene.
Ci sono degli altri emendamenti e degli ordini del giorno,
rinviamo tutto a domani. Ma domani non c'è la Commissione
Bilancio , quindi dobbiamo rinviare alla settimana prossima? Ma
l'onorevole Gucciardi, non si può chiedere all'onorevole Savona se
si può riunire la Commissione per dare questo parere? Perché domani
ci dovrebbe essere Aula, perché c'è l'insediamento probabile dei
due nuovi colleghi. Questo è inutile che lo mettiamo, perché non
possiamo nemmeno vederlo. Intanto incardiniamo due disegni di legge
che sono scusate mi dicono una e io dico una e mezzo.
Discussione del disegno di legge Diversificazione e
multifunzionalità dell'impresa agricola (n. 1014/A)
PRESIDENTE. Intanto, incardiniamo il disegno di legge
sull'agriturismo che è pronto; ce ne sono altri però pronti per
l'Aula, ma si devono ancora guardare. Allora, incardiniamo soltanto
il disegno di legge n. 1014/A sull'agriturismo e diamo tempo per la
presentazione degli emendamenti fino a venerdì prossimo; a questo
punto lo inizieremo a votare la settimana prossima.
essendoci molto caldo, perché dobbiamo finire il disegno di legge
iniziato oggi e faremo anche quello sull'agriturismo.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Volevo chiedere un
attimo l'attenzione sua e dei colleghi, perché immagino tutti
abbiamo ricevuto una email contenente una relazione su una
questione molto seria, che ci viene sottoposta dagli assessori al
turismo di oltre un centinaio di comuni.
A causa del Covid, a livello statale, vado per le vie brevi, è
stata attuata una semplificazione sulle autorizzazioni per gli
spettacoli dal vivo. Purtroppo per la nostra Regione, ci vuole un
recepimento, cioè un po' come per la raccolta per le firme, come
lei ricorderà quando a causa del Covid per le elezioni comunali si
poteva raccogliere un solo terzo delle firme, in tutta Italia e in
Sicilia non lo potevamo fare perché non lo avevamo recepito.
Ora, da una prima occhiata ai documenti e un primo raccordo con
gli Uffici sembrerebbe, e io Presidente lo deposito, e chiedo anche
ai colleghi di voler partecipare attivamente a questa iniziativa,
perché se tutti fossimo d'accordo io proporrei un aggiuntivo al
primo testo utile che potrebbe consentire a questi assessori
comunali, Comuni e comunque gli operatori dello spettacolo, di
potere godere di questa semplificazione. Perché le Questure,
purtroppo, nonostante diciamo la bontà del ragionamento che gli
Assessori hanno proposto, hanno detto che se l'Assemblea Regionale
non recepisce con poche righe tutto sommato la questione, non
possono applicare questa semplificazione.
Ora io Presidente lo deposito, chiaramente immagino che i colleghi
che hanno chiesto di intervenire vogliono parlare della stessa
questione, se siamo tutti favorevoli, al prossimo voto chiedo che
venga votato questo diciamo fuori sacco, per consentire appunto ai
nostri Comuni di potere godere di questa semplificazione statale
sulla normativa delle autorizzazioni degli spettacoli dal vivo e
attività culturali quali teatro, musica, danza, musical eccetera.
PRESIDENTE. Onorevole Foti per quanto io sia d'accordo a quello
che lei mi dice, ma certamente ora non lo potremmo votare, però
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E' sullo stesso argomento?
CIANCIO. Sì, Presidente, è vicenda che conosco perché in realtà
noi abbiamo già recepito su mia proposta la legge che prevede la
semplificazione per gli spettacoli al di sotto dei duecento
partecipanti. In periodo Covid è stato innalzato fino alla fine di
quest'anno il numero dei partecipanti dai duecento a mille. Quindi
praticamente in tutta Italia sotto i mille partecipanti c'è una
certa procedura semplificata, solo in Sicilia non ce l'abbiamo,
perché dobbiamo recepirla. Perché è urgente, con l'estate con gli
eventi
PRESIDENTE. Quindi, il recepimento riguarda questo cambio da
duecento a mille.
CIANCIO. Sì, dobbiamo recepire una norma che è stata elaborata in
periodo Covid, perché nonostante abbiamo recepita quella ordinaria,
diciamo sotto i duecento partecipanti, non abbiamo recepita questa
sui mille partecipanti che era nel periodo Covid.
Perché è urgente? Perché chiaramente ora con l'estate mi rendo
conto che tutti gli Assessori, e c'è un elenco, e lei l'avrà
ricevuta pure, ma un elenco di decine di assessori al turismo che
chiedono il recepimento di questa norma, proprio perché l'estate è
in corso, e permetterebbe a tanti operatori di non doversi
scontrare con la burocrazia siciliana, e al momento purtroppo sta
succedendo questo. Quindi se riusciamo ad avvantaggiarli e a
favorire anche la rinascita di questo settore che è stato molto
colpito
PRESIDENTE. Bisogna capire se è possibile fare un emendamento più
che fuori sacco, fuori tutto rispetto ad una legge per esempio
CIANCIO. Sì, sì, mi rendo conto che è una cosa Però l'abbiamo
fatto
PRESIDENTE. No, no, ma io non figuratevi se io mi creo problemi
Non me ne creo sicuramente.
CIANCIO. Lo abbiamo fatto altre volte, io mi rendo conto che è una
cosa un po' forzata, però è vero, io condivido il ragionamento sul
fatto che è assolutamente urgente.
PRESIDENTE. Se preparate questo emendamento ora vediamo. Però,
domani noi non ci vedremo, noi domani non abbiamo niente. C'è
soltanto l'ingresso dei due, anche se non c'è nessuno in Aula lo
facciamo girare lo stesso. D'altro canto, anche se lo facessimo
votare ora, sempre il voto finale sul randagismo ci vuole prima che
diventi valido, per cui tanto vale votarlo. Dico anche se lo
votiamo ora sul randagismo non avrebbe effetto sul voto finale.
Quindi lo facciamo la settimana prossima. Va bene lo preparate voi?
Benissimo.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, Governo, anche se c'è soltanto
l'Assessore Razza presente oggi in Aula, mi preme portare
all'attenzione di quest'Aula, ma soprattutto del Governo
l'incresciosa vicenda dei tirocinanti dell'avviso 22, 1741 persone
che sono state coinvolte, ed ancora oggi 500 di queste persone
attendono dopo due anni e mezzo parte integrale dei pagamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, non la faccio parlare, un attimo
solo. Se ci fosse qualcuno del Governo quanto meno per prendere
atto di quello che abbiamo detto. Perfetto.
SCHILLACI. Siccome ce l'assessore Razza io, in particolare, volevo
porre l'attenzione su alcune diciamo dichiarazioni dell'assessore
Scavone che io trovo irricevibili e imbarazzanti, l'assessore
riferisce che questo è un avviso che non è stato elaborato da lui,
d'accordo ma dopo due anni e mezzo l'assessore deve dare delle
risposte, l'assessore gestisce un assessorato, gestisce le
politiche attive del lavoro, deve porre dei rimedi, oltretutto ci
dice che ha soltanto pochissimi funzionari, bene organizzi e
trasferisca altri funzionari al servizio per dare definitivamente
queste risposte a queste persone che oltretutto voglio ricordare
che dopo un anno che sono stati coinvolti con questi tirocini,
nessuno ha trovato un lavoro stabile, quindi io mi chiedo a cosa
servano davvero questi tirocini, grazie.
PRESIDENTE. Assessore Razza, si può fare carico di comunicarlo a
Scavone?
E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà. Poi
l'onorevole Grasso.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedevo se abbiamo
notizie dal Governo sulle variazioni di bilancio, considerato che
abbiamo capitoli di bilancio praticamente a zero che necessitano di
essere prontamente incrementati, tra gli altri c'è il capitolo che
ad esempio riguarda il trasporto pubblico sia su gommato che mi
auguro anche su ferrovia quindi per il trasporto ferroviario, per i
militari, le forze dell'ordine ed i vigili del fuoco, il capitolo è
a zero, il trasporto gratuito del personale che citavo garantisce
anche sicurezza, anzi soprattutto sicurezza in un momento
impegnativo, in un momento estivo in cui la presenza di forze
dell'ordine sui mezzi pubblici di trasporto è anche garanzia per i
turisti in particolare, quindi questo è il caso specifico ma più in
generale abbiamo notizia dal governo sui tempi per le variazioni di
bilancio, grazie.
PRESIDENTE. Assessore Razza, ha facoltà di parlare.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente. Posso
rispondere all'onorevole Lupo per dire che il tema è stato
affrontato oggi dalla Giunta di Governo.
PRESIDENTE. Come? Non ho sentito niente.
RAZZA, assessore per la salute. Il tema è stato affrontato oggi
dalla Giunta quando mi sono allontanato.
PRESIDENTE. Perché a noi avrebbe dovuto arrivarci già una
settimana fa.
RAZZA, assessore per la salute. E penso sia stato approvato il
provvedimento per essere trasferito all'Assemblea.
PRESIDENTE. Quindi, lo state trasmettendo tra poco.
RAZZA, assessore per la salute. Assolutamente sì.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
ordine del giorno che riguarda il raddoppio della tratta
ferroviaria Palermo Messina nel tratto Patti Castelbuono,
sostanzialmente questo finanziamento che era previsto in un accordo
quadro tra la Regione siciliana e Ferrovie dello stato è stato
definanziato da parte di Ferrovie dello stato, oggi che soprattutto
è anche non previsto nelle risorse del PNRR, quindi siccome si
tratta di un collegamento importantissimo perché, soprattutto per
il collegamento tra la fascia nebroidea e tirrenica nella tratta
Messina Palermo, non ha senso parlare di alta velocità o di
raddoppio della velocità quando i collegamenti per raggiungere le
città metropolitane e poi la parte appunto nebroidea e tirrenica
sono abbastanza lenti, per cui io chiedo con questo ordine del
giorno al governo di rinegoziare con Ferrovie dello stato la
fattibilità e soprattutto che venga inserito tra le opere
prioritarie nel PNRR, siccome è un accordo che deve essere fatto in
Conferenza Stato-Regione con le Ferrovie dello stato e riguarda sia
l'assessore alle infrastrutture ma anche la Presidenza della
regione che il governo se ne possa fare carico, grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Non ci sono altri interventi. Per cui, la
seduta è terminata. Vorrei ricordare a tutti che dobbiamo spegnere
il tablet quando andiamo via. Una buona serata a tutti. La seduta
è rinviata a domani, mercoledì 6 luglio 2022, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 18.34 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XXIX SESSIONE ORDINARIA
346a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 6 luglio 2022 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -GIURAMENTO DI DEPUTATO
II -ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO CHE SI RENDERA' VACANTE A SEGUITO DELLE
DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE ROSSANA CANNATA DALLA CARICA DI DEPUTATO
REGIONALE PER MOTIVI DI INCOMPATIBILITA'
III - COMUNICAZIONI
IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- Norme per la tutela degli animali e la prevenzione del
randagismo . (nn. 40-100-159-177-191-326/A) (Seguito)
Relatore: on. Siragusa
- Diversificazione e multifunzionalità dell'impresa agricola . (n.
1014/A) (Seguito)
Relatore: on. Foti
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)
- Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo
N. 2557 - Informazioni sugli aspetti gestionali, amministrativi e
contabili della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio;
Damante Concetta
- Con nota prot. n. 11153/IN.17 del 29 marzo 2022 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il turismo, lo sport e
lo spettacolo.
- Con nota prot. n. 2858 del 13 aprile 2022 l'Assessore per
l'economia ha anticipato il testo scritto della risposta, ai sensi
dell'art. 140, comma 5, Reg. int. Ars.
(*) La risposta alla suddetta interrogazione sarà pubblicata
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2673 - Istituzione del Servizio di continuità assistenziale
stagionale nelle località turistiche.
- Assessore Salute
Lo Giudice Danilo
N. 2674 - Chiarimenti in ordine alla riorganizzazione del 'Centro
di riferimento regionale per le complicanze respiratorie delle
malattie neuromuscolari genetiche rare' dell'Azienda ospedaliera
'Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello di Palermo'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2675 - Chiarimenti in ordine alla nomina del Comitato tecnico-
scientifico del Parco archeologico di Selinunte, Cava di Cusa e
Pantelleria.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 2677 - Iniziative urgenti a favore dei lavoratori e per
l'agricoltura dei Comuni del comprensorio del Consorzio di Bonifica
2 di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Caputo Mario
N. 2678 - Iniziative per assicurare le prestazioni del Servizio di
Continuità Assistenziale - Guardia Medica - nel Comune di
Bisacquino (PA).
- Assessore Salute
Cracolici Antonino
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentata:
N. 2676 - Provvedimenti urgenti per far fronte all'emergenza
sangue in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
L'interrogazione sarà inviata al Governo.
Allegato B
Risposta scritta ad interrogazione
Allegato C
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA