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Resoconto d'Aula della Seduta n. 345 di martedì 05 luglio 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.03

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata di  mezz'ora
  perché  è  attualmente riunita la Commissione per la  verifica  dei
  poteri. Aspettiamo, quindi, l'esito della Commissione; credo che in
  una mezz'ora riusciremo ad avere la conclusione dei lavori.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.04, è ripresa alle ore 16.30)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

     PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Sunseri, Mangiacavallo e Pagana.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di decreto di sostituzione di componente
             della Commissione per la verifica dei poteri

      PRESIDENTE.  Do lettura del seguente decreto di sostituzione di
  componente della Commissione per la verifica dei poteri:

                          Repubblica Italiana

                          ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                                  303
                       I L    P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO che, a seguito della nomina dell'onorevole  Alessandro
  Aricò   ad  Assessore  regionale,  lo  stesso  deputato,  ai  sensi
  dell'articolo  37  bis  del Regolamento interno  dell'Assemblea,  è
  automaticamente   decaduto  dalla  carica   di   componente   della
  Commissione per la verifica dei poteri;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole   Giuseppe   ZITELLI  è  nominato   componente   della
  Commissione   per   la   verifica  dei  poteri,   in   sostituzione
  dell'onorevole  Aricò,  automaticamente decaduto  dalla  carica  di
  componente della Commissione medesima.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo, 27 giugno 2022

   Di  questo ne avevamo data comunicazione l'altra volta, ma  ora  è
  ufficiale.

           Comunicazione relativa all'interrogazione n. 2669

   PRESIDENTE. Comunico che con nota del 28 giugno 2022, protocollata
  al  n.  3709-ARS/2022 di pari data, l'onorevole Zito aveva ritirato
  la  propria firma dall'interrogazione n. 2669. Successivamente, con
  nota e-mail del 28 giugno 2022 protocollata al n. 3711-ARS/2022  di
  pari   data,   l'onorevole  Schillaci,  nella  qualità   di   primo
  firmatario, ha dichiarato di ritirare l'interrogazione.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso  della  seduta. Invito, pertanto, i deputati  a  munirsi  per
  tempo  della tessera personale di voto. Ricordo, altresì, che anche
  la  richiesta  di verifica del numero legale (art.  85)  ovvero  la
  domanda  di  scrutinio nominale o di scrutinio segreto  (art.  127)
  sono effettuate mediante procedimento elettronico.

   dell'onorevole Lagalla

   Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle  dimissioni
  dell'onorevole  Roberto Lagalla dalla carica di deputato  regionale
  per motivi di incompatibilità

   PRESIDENTE.  Colleghi,  abbiamo appena finito  la  riunione  della
  Commissione  per  la  verifica dei poteri.  Si  passa  al  I  punto
  all'ordine  del giorno, che reca:  Attribuzione del  seggio  resosi
  vacante  a seguito delle dimissioni dell'onorevole Roberto  Lagalla
  dalla carica di deputato regionale .
   Ricordo che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi vacante a
  seguito  delle  dimissioni irrevocabili per  incompatibilità  dalla
  carica  di  deputato  regionale dell'onorevole Lagalla,  dimissioni
  rassegnate  per esercizio del diritto di opzione per la  carica  di
  Sindaco del Comune di Palermo e di cui l'Assemblea ha preso atto  -
  con  decorrenza 30 giugno 2022 - nella seduta n. 344 del 27  giugno
  2022, lo stesso deputato regionale era stato proclamato eletto  nel
  collegio  circoscrizionale  di Palermo,  per  la  lista  avente  la
  denominazione   Idea  Sicilia - Popolari e autonomisti  -  Musumeci
  Presidente .
   Conseguentemente, la Commissione per la verifica  dei  poteri,  ai
  sensi  del  combinato  disposto dell'art. 4, parte  seconda,  dello
  Statuto  della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo  II
  del Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione del 5 luglio
  2022, dopo aver proceduto ai necessari accertamenti, ha deliberato,
  all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60 della legge  regionale  20
  marzo  1951,  n. 29, e successive modifiche ed integrazioni  (legge
  elettorale  siciliana),  di attribuire il seggio  lasciato  vacante
  dall'onorevole  Lagalla  al  candidato Filippo  Maria  Tripoli,  il
  quale, primo dei non eletti della medesima lista provinciale e  nel
  medesimo  collegio  elettorale in cui era stato eletto  l'onorevole
  Lagalla,  segue  immediatamente - con voti  7.063  -  l'ultimo  dei
  proclamati eletti, onorevole Lagalla.
   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,   eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il candidato Filippo Maria Tripoli, salva la sussistenza
  di motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi  decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o   reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29 e successive modificazioni.
   Poiché  l'onorevole Tripoli non è presente, presterà il giuramento
  di rito successivamente.
   L'onorevole  Tripoli  deve giurare, per cui  finché  non  giura  è
  considerato in congedo. Oggi non poteva venire e, quindi,  speriamo
  possa venire domani per il giuramento.

   per la decorrenza di opzione dell'onorevole Cannata

   Comunicazione di deliberazione della Commissione per la verifica
   dei poteri inerente l'individuazione del termine di decorrenza di
                    opzione dell'onorevole Cannata

   PRESIDENTE.   Ricordo  che  l'onorevole  Rossana   Cannata   aveva
  presentato le proprie dimissioni irrevocabili, per incompatibilità,
  da  deputato regionale per esercizio del diritto di opzione per  la
  carica  di Sindaco del Comune di Avola (SR) con nota del 23  giugno
  2022,  dimissioni di cui l'Assemblea aveva preso atto nella  seduta
  n.  344  del  27  giugno 2022, e con termine di decorrenza  -  come
  riportato  nel  resoconto stenografico della seduta -   individuato
  nell' ultimo  giorno  utile  previsto dalle  vigenti  normative  di
  riferimento .
   Poiché  la  normativa  di riferimento non fissa,  per  i  deputati
  regionali,  un termine per l'esercizio del diritto di  opzione  tra
  due  cariche tra loro incompatibili, si è reso necessario convocare
  la  Commissione per la verifica dei poteri, a ciò istituzionalmente
  deputata,   perché   individuasse  detto  termine   di   decorrenza
  dell'opzione.
   La  Commissione ha quindi deliberato, nella seduta  del  5  luglio
  2022,  che  l'opzione  per la carica di sindaco  e  la  contestuale
  decadenza    dalla    carica   di   deputato   regionale    decorra
  perentoriamente dal 6 luglio 2022.
   La   Commissione   ha   altresì  stabilito   di   dare   immediata
  comunicazione   di   tale  deliberazione   all'on.   Cannata,   con
  l'avvertenza  che,  in  assenza di opposizione  dell'interessata  -
  entro  e  non oltre la mezzanotte di oggi 5 luglio 2022  -  a  tale
  formale  individuazione del termine di decorrenza  stabilito  dalla
  stessa Commissione, l'opzione medesima si intenderà definitivamente
  perfezionata ed efficace.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto che la presente comunicazione sarà pertanto immediatamente
  trasmessa all'onorevole Cannata.

   Il  secondo punto all'ordine del giorno della Commissione  per  la
  verifica dei poteri riguardava le dimissioni dell'onorevole Cannata
  che seguono lo stesso iter del primo, salvo che l'onorevole Cannata
  non ha stabilito il giorno preciso di dimissioni.
   Per  cui,  la  Commissione per la verifica dei poteri,  che  si  è
  appena  riunita, ha deliberato che, comunque, la sua  decadenza  da
  deputato  regionale  avverrà il giorno 6, cioè domani.  L'onorevole
  Cannata  ha  tempo da qui a domani per fare eventuale resistenza  a
  questa delibera della Commissione per la verifica dei poteri,  cosa
  che  credo  non avverrà, per cui in ogni caso, se dovesse  avvenire
  domani,  la  Commissione  per  la  verifica  dei  poteri  si  dovrà
  nuovamente  riunire per indicare stavolta in maniera  tassativa  il
  giorno  della  decorrenza delle dimissioni e quindi la  conseguente
  proclamazione del subentrante.
   Anche di questo l'Assemblea prende atto.


                           Sui precari Covid

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  su
  una questione che riguarda la provincia di Messina ma, a seguito di
  un'audizione oggi in Commissione  Sanità', credo che riguardi tutta
  la Regione siciliana e che riguarda i cosiddetti precari Covid.
   La  situazione è questa: il 30 giugno l'Asp di Messina ha ritenuto
  di  non  rinnovare  i contratti ad alcune categoria  professionali,
  quali psicologi, tecnici della prevenzione, biologi Tat, assistenti
  sociali,   ritenendo  che  non  era  più  necessario   che   questi
  professionisti prestassero la loro opera a servizio della provincia
  di Messina e della sanità messinese.
   Ovviamente,  oggi, in Commissione  Sanità' sono  stati  sentiti  i
  vertici  dell'ASP 5 e hanno motivato le ragioni per le quali  hanno
  ritenuto  di  non  rinnovare  questo  contratto,  mentre  lo  hanno
  rinnovato ad altre categorie professionali, sia pure diminuendo  le
  ore.  Però,  è  accaduto e accade che in tutte  le  altre  province
  siciliane le stesse categorie professionali sono state rinnovate  o
  meglio - e mi correggo e dico più correttamente - è stato rinnovato
  il contratto alle stesse categorie professionali.
   Ora,  il problema è molto semplice, signor Presidente, o i vertici
  dell'ASP 5 di Messina hanno ragione e il contratto non va rinnovato
  -  e ho molti dubbi - o hanno preso un abbaglio gli altri direttori
  e  gli altri vertici aziendali delle altre 8 province  Tertium  non
  datur .
   Vedo  qui  l'assessore Razza e chiederò la sua l'audizione  perché
  qui  dobbiamo stabilire che cosa è accaduto, perché mentre la curva
  dell'epidemia aumenta in maniera spaventosa e vertiginosa, l'ASP di
  Messina ritiene - per le ragioni che ha esposto oggi in Commissione
  -  che  queste  categorie professionali non  erano  tra  virgolette
  meritevoli  del  rinnovo, mentre tutte le altre ASP della  Sicilia,
  proprio  perché  la curva è in ascesa, drammaticamente  in  ascesa,
  hanno  contrattualizzato credo per altri  sei  mesi  -  l'Assessore
  potrà  illustrare  meglio  quanto sto  dicendo  -  i  contratti  di
  psicologi, biologi, tecnici della prevenzione e assistenti sociali.
   Quindi,  è  un  discorso, Assessore, che va  chiarito.  Io  glielo
  chiedo a nome di tutto quel personale che dall'oggi al domani si  è
  visto troncato il rapporto di lavoro senza alcun avviso o preavviso
  e,  quindi, o ha ragione l'ASP di Messina o hanno ragione le  altre
  ASP,  nel  senso  che  non  ci  può  essere  questa  disparità   di
  trattamento.
     E'  chiaro  che  come deputato del territorio ho l'obbligo,  non
  tanto   di  preservare  quelle  categorie  professionali,   ma   di
  preservare i cittadini di tutte le province, perché se la curva del
  Covid  è  in  ascesa,  aumenta  e  preoccupa,  preoccupa  tutti   i
  cittadini; se andiamo a sottrarre figure professionali facciamo  un
  danno  a tutto il territorio non soltanto ai professionisti che  ho
  evidenziato.
   Siccome l'assessore Razza è presente - e gliene sono grato  -,  se
  ci può dare qualche chiarimento se la Presidenza lo consente.

   PRESIDENTE. L'onorevole Schillaci aveva chiesto di intervenire  su
  che  cosa?  E anche l'onorevole Foti, però dobbiamo fare la  legge,
  eventuali  interventi li facciamo dopo perché altrimenti  la  legge
  non la facciamo più.


                        Sull'ordine dei lavori

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, desideravo riferire a lei e ai  colleghi
  che  durante  lo  scorso  mese ho presieduto  i  lavori  della  III
  Commissione  ed  esitato alcuni testi di legge, in  particolare  il
  n.1014 sulla multifunzionalità delle aziende agricole, di cui avevo
  preannunciato la conclusione dei lavori durante l'ultima Conferenza
  dei  Capigruppo  che lei aveva convocato due settimane  fa  e  che,
  purtroppo, o non aveva i numeri o comunque poi non è stato riferito
  in  Aula,  il testo unico del commercio e la norma sull'artigianato
  di qualità e botteghe scuola che è un testo congiunto - mi scuso ma
  non  ricordo  il numero - di cui i primi firmatari sono l'onorevole
  Palmeri e l'onorevole Galluzzo.
   Tenevo,  signor  Presidente, a fare questa comunicazione  in  Aula
  perché  le  chiedo, come avevamo concordato, se  è  possibile,  che
  vengano  iscritti  i  testi  che sono  stati  trasmessi  dalla  III
  Commissione  e  in  particolare il  testo  unico  del  commercio  e
  l'agriturismo  so  per  certo  che  sono  stati  trasmessi,  quello
  sull'artigianato è imminente.
   E poi, Presidente, più in generale, le chiedo se, sulla base anche
  delle  conversazioni che abbiamo avuto sia intenzione  diffusa  nel
  tempo  di portare l'Assemblea a un rush finale intenso e produttivo
  su   alcune  riforme  che  purtroppo,  Presidente,  sono  ferme  in
  Commissione   Bilancio' o non si sa bene dove, o in I  Commissione,
  oggi  non vedo il collega Pellegrino, magari potrà riferire lui,  e
  segnatamente, Presidente, riforme che erano presenti nei  programmi
  elettorali  di  tutti  gli schieramenti:  parlo  del  Consorzio  di
  bonifica, noi stiamo assistendo a un dramma in agricoltura  a  cui,
  per  motivi il caro carburante, l'instabilità e quant'altro, ma c'è
  un  problema  atavico che ereditiamo anche dalle altre  legislature
  che è quello dei Consorzi di bonifica.
   Desidererei  che  questa Assemblea fosse,  come  dire,  aggiornata
  sullo stato dell'arte e messa in condizione di votare; stessa  cosa
  per la riforma delle ex Opere Pie ed IPAB.
   Lei  ricorderà che quest'Aula ha votato una mozione  d'ordine  che
  dava una corsia di velocizzazione circa 3 anni fa, fa sorridere me,
  se non fosse per il dramma di una mancata riforma che quest'anno  è
  mancata  riforma  da  22 anni, il cui testo è stato  esitato  dalla
  Commissione parecchi anni fa, poi sono sopraggiunte delle  proposte
  governative ma la I Commissione continua a non convocare sul tema.
   Io  la  prego  di  volere  forzare  su  questo  argomento  perché,
  francamente,  penso  di potere parlare a nome di  tanti,  andare  a
  chiudere  una legislatura e per alcuni anche affrontare  una  nuova
  campagna elettorale parlando di temi triti e ritriti nelle campagne
  elettorali  precedenti, sapendo, avendo la consapevolezza,  che  le
  Commissioni,  la Commissione di merito ha fatto il suo  lavoro,  in
  particolare  la  III  ha  fatto anche  la  riforma  dei  forestali.
  Presidente,  quest'Assemblea  non può  macchiarsi  della,  diciamo,
  ignomìa di non avere voluto lavorare, quindi la prego di fare delle
  verifiche  e di volerci riferire nelle prossime sedute sullo  stato
  dell'arte. Grazie.


                           Sui precari Covid

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Foti, grazie. E, allora l'Assessore
  Razza  è  in  condizioni di fare una battuta senza che si  apra  un
  dibattito,  né  un  intervento lungo perché dobbiamo  assolutamente
  votare la legge sul randagismo? Prego Assessore.

   RAZZA,  assessore per la salute. No, grazie Presidente, un accenno
  e  poi  raccolgo  ovviamente  l'invito dell'onorevole  Calderone  a
  essere  presente in audizione per entrare nel merito. Mi  limito  a
  dire  che  quando  si  è passati alla fase post  emergenziale  sono
  intervenuti  due  provvedimenti, uno legislativo nazionale  che  ha
  indicato quali erano le attività che dovevano proseguire fino  alla
  data  del  31  dicembre,  e un'altra, una  mia  circolare,  che  ha
  chiaramente   identificato  che  si  andava   verso,   semmai,   la
  diminuzione del carico orario dei lavoratori ma nell'ambito  di  un
  sistema  che non ponesse a rischio né le azioni di contact  tracing
  né  le azioni di monitoraggio territoriale; in questo senso, avendo
  ricevuto  molte  sollecitazioni anche  oltre  il  territorio  della
  provincia   di  Messina,  ma  in  alcune  altre  aziende  sanitarie
  provinciali,  sto completando una ricognizione delle discrasie  tra
  la  circolare  emanata dall'Assessorato e le condotte eventualmente
  tenute  singolarmente  dalle aziende, in  maniera  tale  da  potere
  riferire  anche  in Commissione su quali azioni ovviamente  ritengo
  che  entro  questa  settimana si possa  completare  questo  lavoro.
  Grazie.


                   Sull'utilizzo dei tablet in Aula

   PRESIDENTE. Grazie. Allora colleghi, prima di iniziare  la  seduta
  con  la votazione della legge sul randagismo, come avete visto oggi
  sono  funzionanti i tablet. Io vorrei, in un primo  momento,  dirvi
  quali  sono le azioni che vanno fatte per prime fermo restando  che
  poi,  anche  gli  assistenti parlamentari conoscono il  meccanismo,
  quindi se qualcuno di voi ha bisogno di qualche suggerimento  basta
  a  chiamarli che vengono a darvi i suggerimenti del caso, ma se voi
  l'avete  davanti voi leggete  Seduta corrente' bisogna premere  col
  dito  perché è un touch la 'Seduta corrente' per aprire intanto  il
  tablet, poi "Area legislativa" perché oggi siamo in sede di  legge,
  quindi  si preme su "Area legislativa" poi avete tutto il fascicolo
  degli  emendamenti,  che  se  li  vedete  sono  tutti,  quello  del
  randagismo, ovviamente, quindi li trovate tutti nel tablet.
   Se  avete  qualcosa  in  questa  occasione  da  appuntare,  potete
  scriverlo tranquillamente accanto, utilizzando questa specie di "V"
  che  c'è,  che sa poco di pennino, però è questa "V" che c'è  quasi
  all'inizio  del  capoverso,  sopra, e potete  scrivere  quello  che
  volete.  Se  poi volete conservare tutto quello che  avete  scritto
  dovete, là dove c'è questa, anche qui, vaga idea di dischetto,  che
  è   quello   appena   finito   il   testo   immediatamente   sopra,
  immediatamente appena finito il testo, per conservare tutto  quello
  che avete fatto.
   Quindi  questa  è  la  prima  cosa che  serve  oggi  per  guardare
  materialmente... Nei tavoli delle Commissioni non c'è.  Nei  tavoli
  della  Commissione  non  c'è, va bene, ci  attrezzeremo  anche  per
  quello.  Sono sotto, quindi li avete anche là, onorevole  Caputo  e
  onorevole Siragusa.
   Va  bene,  intanto  iniziamo,  perché  tanto  sappiamo  tutti  che
  all'inizio  qualche  difficoltà e qualche problema  potrà  sorgere,
  però speriamo.
   Per  scorrere  il testo della legge e quello degli emendamenti  si
  usa sempre il comando touch, come si fa normalmente in un tablet.

   191-326/A

     Seguito della discussione del disegno di legge  Norme per la
  tutela degli animali e la prevenzione del randagismo . (nn. 40-100-
                          159-177-191-326/A)

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione del disegno di legge  Norme per la tutela  degli
  animali  e la prevenzione del randagismo . (nn. 40-100-159-177-191-
  326/A).
   Invito la Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
   Scusate,  intanto  ieri si sarebbe dovuta riunire  la  Commissione
   Bilancio   per  dare  un  parere  su  tutti  gli  emendamenti  che
  comportavano spesa e la Commissione  Bilancio  non si è riunita, si
  riunirà  giovedì.  Per  cui noi, oggi, dobbiamo  decidere,  intanto
  possiamo  valutare tutti gli emendamenti che non comportano  spesa,
  poi  dobbiamo  decidere, noi stessi qua in Aula, se  sospendere  ed
  aspettare  il parere sugli emendamenti di spesa che deve  darci  la
  Commissione   Bilancio ,  oppure approvare  la  legge  così  com'è.
  Questo lo decideremo nel corso della nostra...
   Gli  articoli che si possono votare sono gli articoli 1, 2, 4,  5,
  6,  10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26,
  28  e  29.  Quindi, sono soltanto quattro gli articoli che  non  si
  possono votare.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Compagnone, può  usare  il
  microfono della sua postazione.

     COMPAGNONE.  Signor Presidente, presidente  Calderone,  mi  sono
  permesso  di  presentare parecchi emendamenti alla norma  e  vorrei
  spiegare un po' all'Aula il perché, non perché abbia qualche motivo
  contro  questa  norma  ma,  sinceramente,  la  trovo  assolutamente
  sbagliata e vi spiego perché. Può essere che sbaglio io  e  che  ho
  inteso  male  e credo che, colleghi, se non vogliamo  rischiare  di
  fare  l'ennesima norma che poi magari, scopriamo dopo  che  abbiamo
  fatto  delle  sciocchezze,  sarebbe il caso  che  la  si  controlli
  perbene.
   Non  solo,  sarebbe  anche il caso che la  Commissione   Bilancio'
  l'attenzioni, perché se vogliamo veramente fare qualcosa  di  serio
  contro  il  randagismo, e ce lo dobbiamo dire tutti con  sincerità,
  l'unica cosa da fare è fare in modo che i cani vengano accuditi nei
  posti  giusti  e,  quindi, ci dobbiamo mettere i soldini  per  fare
  questo  lavoro.  Non  possiamo  invece  utilizzare  una  norma  per
  trasformare  il  randagismo  in  un meccanismo  istituzionalizzato,
  perché  con questa legge stiamo facendo questo, che si sappia,  con
  questa   legge   cari   colleghi  stiamo   istituzionalizzando   il
  randagismo,  pensando  che il cane che non vuole  il  cittadino  lo
  diamo  al  comune e il comune diventa proprietario  dei  cani.  Non
  funziona  così  Creeremmo solo problemi che già si vedono in  molti
  comuni,  che già sono sotto gli occhi di tutti, che spesso non  gli
  si dà la giusta importanza.
   Vi  voglio dire questo: sono un'amante degli animali, ce li ho, li
  ho a casa, in campagna chiaramente. Allora il cane, stiamo parlando
  di  cani.  Tutti sappiamo e tutti diciamo che il cane è il migliore
  amico dell'uomo, ma attenzione il cane è un animale che diventa  il
  migliore amico dell'uomo quando sta con l'uomo. Vi prego di parlare
  con qualche veterinario preparato prima di affrontare questa norma.
  Il cane è il migliore amico dell'uomo solo quando sta con l'uomo.
   Il  cane  quando  vive con l'uomo acquisisce, in qualche  modo,  i
  comportamenti e si educa, quasi quasi, a trascurare i suoi  istinti
  animali che ogni tanto vengono fuori anche nel cane migliore  amico
  dell'uomo. Abbiamo sempre visto e ci meravigliamo ogni tanto quando
  viene fuori qualche articolo di giornale, qualche tragedia per  cui
  il  cane  poi  ha  azzannato il bambino, ha  morsicato  il  proprio
  proprietario o ha ucciso qualcuno, cose che succedono sempre.
   Il  cane  quando non vive con l'uomo è un'animale, si comporta  da
  animale, vengono fuori i suoi istinti, fa branco e quando il cane è
  immerso  nel territorio e non sta più con l'uomo, si comporta  come
  un'animale da branco. Quindi cosa fa? Può aggredire gli uomini come
  è  successo  tante volte, può aggredire altri animali perché  fanno
  branco, tra di loro si proteggono e si procacciano il cibo, il cibo
  se  lo  procacciano attaccando la pecora, attaccando altri animali,
  attaccando  i  gatti  o  come  spesso succede,  si  appropriano  di
  territori,  come è avvenuto, quando si sistemano, lo abbiamo  letto
  sulla  stampa di un gruppo di cani che si erano appropriati  di  un
  cimitero  e  non facevano avvicinare le persone. L'ho visto  io  in
  ospedale quando alcuni cani si sono illusi che quello era  il  loro
  territorio e non facevano passare le persone dentro l'ospedale.
   Quindi, stiamo un attimino attenti non possiamo istituzionalizzare
  una  cosa  che  già di suo è negativa. Se vogliano  fare  una  cosa
  seria,  ci  dobbiamo mettere i soldi per fare in modo  che  i  cani
  stiano  nei  canili  fatti bene, come si  deve,  tutto  quello  che
  vogliamo, ma è lì che devono stare.
   Il  cane  o è di proprietà di un uomo e lo accudisce un uomo  o  è
  strutturato  in  una struttura adeguata e lo accudisce  chi  ha  la
  struttura adeguata, non può essere buttato in mezzo alla strada, ci
  laviamo  la  coscienza e abbiamo risolto il problema. Non  funziona
  così
   Tra  l'altro il regolamento di polizia veterinaria vigente non  ha
  mai contemplato, nel regolamento di polizia municipale se lo andate
  a  verificare e a controllare non ha mai immaginato il cane come di
  proprietà  del comune che è microchippato e reinserito e  reimmesso
  nel  territorio,  perché  il regolamento di  polizia  municipale  è
  consapevole di quanto già descritto in termini di sicurezza, perché
  i  cani  in giro si infettano, si infiammano, si prendono malattie,
  li trasmettono, non è una cosa semplice che basta tenerli in giro e
  abbiamo risolto il problema, non è così che si risolve il problema.
  Vi prego di attenzionare seriamente questa norma.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.
   Laccoto  pure parla di quattrini che non vuole che siano i sindaci
  a uscirli.

   LACCOTO.  Beh,  vedete, scusatemi, io penso che l'articolo  4  non
  possa   essere   votato  perché  carichiamo   tutto   sui   comuni,
  praticamente  sugli  enti  locali che diventano  ormai  lo  scoglio
  finale  a  cui tutti, a livello nazionale danno compiti; a  livello
  regionale  vogliamo  comprendere che cosa  vuol  dire  dare  questi
  compiti ai comuni, il randagismo, fare sul territorio, raccoglierli
  e  altri.  Io penso che per potere fare questo ci voglia una  norma
  che  dia anche le somme, perché chi non è pratico di comuni non  si
  rende  conto  che già abbiamo i problemi perché non  possiamo  fare
  canili, perché il randagismo , fare le associazioni e devono essere
  pagate.  Ci  sono una serie di motivazioni per cui sull'articolo  4
  credo che ci siano forti perplessità anche di costituzionalità.
   Non possiamo dare ai comuni ulteriori compiti ed ulteriori carichi
  senza dare le somme adeguate.
   Quindi, vi invito a una riflessione. Per quel che mi riguarda  non
  potrò  mai  accettare che si possano dare tutti questi  compiti  ai
  comuni. Immaginate un comune dove non ci sono

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Calderone)

   LACCOTO. No, non ci sono.
   L'articolo 4 quando  E allora quando la Commissione  Bilancio

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calderone, fate  parlare.  Ora  vi  do  la
  parola.

   LACCOTO. Scusate non è un dibattito a due. Io sto cercando di dire
  qual  è  la mia posizione, che credo sia la posizione di tantissimi
  sindaci  che  sono  stanchi  di dovere, praticamente,  avere  tutti
  questi  carichi  dati  ai comuni senza somme necessarie  a  poterli
  adeguare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO.  Grazie Presidente, colleghi, Governo, ritengo  che  in
  quest'Aula,  in  questi  anni,  abbiamo  collegialmente  affrontato
  diversi  disegni di legge che poi sono diventati legge. Sul disegno
  di  legge randagismo ricordo che in quest'Aula, negli anni passati,
  per quale motivo è nata la Commissione randagismo speciale e perché
  ci  siamo determinati dopo due anni e mezzo di lavoro ad una  legge
  sul  randagismo  dove,  lo  sappiamo,  c'è  una  enorme  difficoltà
  soprattutto  dei  comuni  che  hanno  lanciato  gridi  di   allarme
  attraverso i sindaci, però fino ad ora non c'era mai stato qualcuno
  ponesse  il  tema  e iniziasse un lavoro come quello  che  è  stato
  fatto.
   Io   ritengo  che,  è  chiaro  ho  ascoltato  l'intervento   degli
  autorevoli  colleghi  prima di uno e poi  dell'altro  che  è  anche
  sindaco  di  un comune e ritengo che gli interventi siano  tutti  i
  legittimi  e  occorra ascoltarli con grande attenzione,  però  dico
  anche  che non si può parlare a priori su tutti gli articoli di  un
  disegno  di  legge perché sono convinto che la legge sul randagismo
  sia  stata  affrontata  in Commissione ed oggi  è  in  Aula  perché
  dobbiamo dare una risposta ai territori.
   E'  vero  si  possono tranquillamente migliorare gli articoli,  si
  possono  migliorare quelle che sono le istanze che ci arrivano  dai
  territori, però è pur vero che non possiamo buttare il bambino  con
  l'acqua  sporca, cioè nel senso che dopo tutto questo tempo,  anche
  perché  ci  sono  state  una serie di audizioni  dove  poco  fa  si
  ascoltava  che si doveva parlare con i veterinari però,  di  fatto,
  penso  che  ci  siano stati più veterinari auditi  in  Commissione,
  compreso  quello  di un servizio dell'Assessorato sanità  e  quindi
  ritengo,  presidente Miccichè, per carità, faccio parte  di  questa
  Commissione randagismo e mi prendo anche un minimo di merito quando
  sono arrivato qua in Aula ricordando su quello che era accaduto nel
  mio  comune  di  Sciacca dove molti animali,  anzi  dei  cani,  una
  mattina sono spuntati tutti morti ed è successo un grande caos  con
  le associazioni, con il tam tam.
   Noi  abbiamo  il  dovere di dare una risposta. Possiamo  prenderci
  due,  tre, quattro sedute però questo disegno di legge lo  dobbiamo
  portare a casa come risultato e non è a casa di un Governo, di  una
  Commissione, ma è per un lavoro che è stato svolto anche  da  parte
  di  un  consulente che, comunque, ha dato un grande  contributo  in
  questi  mesi  e  io  ritengo,  perché  ho  fatto  parte  di  questa
  Commissione  - in alcune occasioni ci sono stato, in  altre  no  -,
  però  ritengo che questo disegno di legge, presidente Micciché,  lo
  dobbiamo portare a casa come risultato poi possiamo discutere e  ci
  possiamo confrontare sugli articoli, però ritengo che oggi  abbiamo
  il  dovere  non di cestinare un lavoro che si è portato  avanti  in
  questi mesi, ma abbiamo il dovere di correggere alcune cose che non
  vanno e questo ne va della democrazia perché c'è il contratto.

   PRESIDENTE.  Noi non cestiniamo nulla perché è un testo  di  legge
  che  ora viene ovviamente valutato in Aula e si cercherà di  capire
  se  ci  sono miglioramenti da fare, ma vorrei fare presente a tutti
  che  la  Commissione randagismo ha audito una quantità di categorie
  della  Regione, dei comuni, dei veterinari; è stato fatto un lavoro
  di  cui  non  posso  che ringraziare tutta la Commissione  per  cui
  certamente non sarà una legge che cestiniamo. Certo se c'è  qualche
  cosa che non va, ogni deputato, ogni Gruppo ha tutto il diritto  di
  comunicarla  e di verificarla, però  poi do la parola all'onorevole
  Foti, prima di dare la parola alla Commissione per una risposta   i
  più  grandi  esperti  di randagismo che io ho conosciuto  mi  hanno
  assolutamente  detto  che è un disegno di legge  importante,  fatta
  bene;  poi,  per  carità, ci possono essere sempre  delle  cose  da
  migliorare, ma sono rimasti molti colpiti favorevolmente dal  testo
  di questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Anch'io volevo ringraziare la Commissione, i  colleghi  che
  hanno  lavorato  a questo testo, vorrei ricordare, che  anch'io  ho
  presentato,  chiamiamola  una  riforma  quadro;  poi,  chiaramente,
  questo   testo  con  le  persone  che  hanno  collaborato,  esterne
  all'Assemblea,  ha  preso  le  parti  migliori  anche  delle  buone
  pratiche che nel resto del Paese sono già un esercizio di civiltà.
   Io  capisco  le preoccupazioni di chi come l'onorevole  Compagnone
  dice  'attenzione',  però,  signor  Presidente,  anch'io  condivido
  l'idea  che il benessere animale e tutte le realtà associative  che
  fanno  un lavoro di volontariato rivolto anche alla riconciliazione
  tra il mondo animale e la società civile praticano già l'esperienza
  del cane di quartiere.
   E' chiaro che il cane di quartiere diventa un esercizio di civiltà
  dove  una  comunità si prende cura in maniera collettiva di  questi
  animali  che  chiaramente  sono  seguiti,  non  sono  alla  ricerca
  dell'aggressione o perché vengono lasciati senza cibo, ma  lasciare
  ingovernata  una realtà come quella del randagismo  quello  sì  che
  diventa  pericoloso.  Tutti abbiamo le  scene,  le  storie  che  in
  passato  purtroppo  hanno  visto anche delle  vittime,  ma  proprio
  perché la politica non si è interessata dell'argomento, invece, ben
  venga  una  norma,  chiaramente perfettibile, ci sono  anche  delle
  proposte   emendative  da  valutare,  io,  signor   Presidente   ho
  presentato  un aggiuntivo sugli animali non da reddito affinché  si
  possa anche per loro ragionare non unicamente con l'abbattimento ma
  anche  su  quello che si fa nelle altre Regioni, ossia  predisporre
  un'accoglienza  e  mettere in condizione anche le  associazioni  di
  volontariato di operare nel territorio perché già lo fanno in tutti
  i  modi  possibili mettendo mano al proprio portafoglio,  dedicando
  tempo e diffusione della cultura del benessere animale e finalmente
  potranno  trovare  spazio in una legge che mette in  condizione  di
  lavorare con le migliori pratiche e le migliori esperienze  che  ci
  sono  anche  nel  resto  d'Italia e, perché  no,  finalmente  anche
  coordinare  meglio  l'azione dei comuni che  annaspano,  perché  la
  norma   attualmente  che  c'è  è  poco  chiara  e  da  loro   delle
  responsabilità che sinceramente non possono prendersi, quindi,  noi
  siamo  per continuare il lavoro e voglio ringraziare nuovamente  la
  Commissione.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, anch'io sono per  proseguire  i  lavori
  dell'esame di questo disegno di legge

   PRESIDENTE.  Non è nemmeno in discussione, siamo già  partiti  per
  cui si va avanti.

   LUPO.  Non è in discussione, ma io potrei anche chiedere il rinvio
  in  Commissione,  quindi,  potrebbe esserlo,  dico,  non  è  nostra
  intenzione   e,  quindi,  chiediamo  che  si  vada   avanti,   però
  sottolineiamo alcune criticità.
   Il mio cognome mi mette al riparo da ogni dubbio; l'attenzione per
  gli  animali  da  parte mia, da parte nostra, non  può  che  essere
  massima,  però,  certo  lascia perplessi,  signor  Presidente,  per
  esempio,  come veniva prima citato da altri colleghi, il  contenuto
  dell'articolo  4,  laddove pone a carico dei comuni  una  serie  di
  responsabilità, di oneri, di impegni che io non penso che i  comuni
  oggi  siano in grado di fronteggiare, se non a seguito di  adeguate
  dotazioni finanziarie, di organici, organizzative, di mezzi.
   Non credo che questo disegno di legge possa avere un'attuazione  a
  decorrere da domani. Io non so se l'Anci è stata audita. Non  credo
  che  il  disegno  di  legge  sia stato  assegnato  neppure  alla  I
  Commissione   Affari istituzionali' per un parere. Ritengo  sarebbe
  stato  opportuno  visto  che  comunque incide  sulle  competenze  e
  sull'organizzazione dei comuni, non lo ricordo, è probabile che sia
  transitato,  in questo momento mi sfugge. È anomalo, peraltro,  che
  il  disegno  di legge venga valutato dall'Aula ancor prima  che  la
  Commissione Bilancio abbia reso parere su alcuni articoli  senza  i
  quali io penso il disegno di legge, comunque, non sta in piedi

   PRESIDENTE. Stiamo valutando tutti gli articoli tranne quelli.

   LUPO.  Comunque  non  sta in piedi. Se salta l'articolo  4  perché
  manca  il  parere  della  Commissione o un  altro  articolo  stiamo
  parlando del nulla perché salta l'impianto complessivo del  disegno
  e  della  legge di cui anche noi avvertiamo l'esigenza,  l'urgenza.
  Abbiamo    partecipato   con   entusiasmo,   slancio    e    grande
  professionalità  e  competenza ai lavori della Commissione,  grazie
  all'onorevole Catanzaro, all'onorevole Arancio, però, credo che  il
  disegno  di legge meriti l'attenzione dovuta, altrimenti  rischiamo
  di  fare un cattivo servizio ai siciliani, agli animali, ai  rischi
  che  sono  conseguenti per il fenomeno del randagismo ai cittadini,
  ai comuni.
   Ho qualche dubbio anche sul contenuto dell'articolo 10, laddove  è
  fatto  un  divieto, per esempio, di vendere o cedere,  a  qualsiasi
  titolo,  eccetera  eccetera, io non so noi a  che  titolo  possiamo
  intervenire  su  un argomento del genere che, a mio  avviso,  esula
  dalle competenze della Regione perché riguarda la libera iniziativa
  dei  cittadini  io credo il diritto privato, il Codice civile,  non
  penso  che questa Assemblea possa averne le competenze, però,  dico
  su  questo  mi  rimetto alle valutazioni della Presidenza  e  degli
  Uffici.
   Quindi,   concludendo,  signor  Presidente,  io  credo   che   sia
  necessario un esame attento del disegno di legge e oggi iniziamo il
  lavoro  condividendo tutto quello che è possibile  condividere,  mi
  auguro unanimemente, ma ci sono delle aree di criticità che, a  mio
  avviso, devono essere affrontate, innanzitutto nel rapporto  con  i
  sindaci, con gli amministratori locali.
   Io  credo,  e  concludo, e così come il Partito Democratico  altre
  volte  ha  fatto, anche con emendamenti specifici,  sia  necessario
  attribuire maggiori competenze alle Asp, ai servizi che si occupano
  di  igiene,  di veterinaria, perché le Asp hanno i mezzi economici,
  le  strutture  per  potere meglio adempiere ad alcuni  compiti  che
  invece  oggi  i  comuni  non  possono svolgere  essendo  del  tutto
  impreparati.

   PRESIDENTE.  Sì,  su  questo poi sono stati,  infatti,  presentati
  degli emendamenti. Allora, sentiamo un attimo la Commissione.

   CALDERONE,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  ovviamente, ogni cosa va valutata, ogni emendamento, ogni articolo,
  ogni parola va valutata con grandissima attenzione ed è quello  che
  è  stato  fatto in tanti, tanti lunghi mesi, perché non  so  quante
  persone,  quante  associazioni sono state audite,  tutti  i  Gruppi
  parlamentari hanno partecipato alla stesura di questo testo.
   Voglio tranquillizzare tutti perché, vede, onorevole Laccoto,  non
  bisogna leggere soltanto l'articolo 4, ma bisogna leggere tutti gli
  articoli perché mi è stato insegnato che di una legge bisogna  dare
  l'interpretazione  logico-sistematica, perché  altrimenti  parliamo
  del nulla.
   Se  lei esamina tutte le competenze dell'articolo 4, vedrà che già
  erano in capo ai comuni. La novità di questo disegno di legge  qual
  è?  Non  ci  sono aggravi per i comuni, assolutamente  no,  lei  la
  legga,  legga tutti i testi preesistenti e verificherà che non  c'è
  nessun aggravio.
   C'è  una  novità, e gliela propongo, che è quella che le  sanzioni
  questa  volta,  a  seguito  ed  in applicazione  di  questa  legge,
  entreranno nelle casse del suo comune; quindi, è una legge che  lei
  doveva  salutare  con  entusiasmo perché, e  andrà  in  Commissione
   Bilancio',  ed  è  uno  degli articoli che  andrà  in  Commissione
   Bilancio', proprio perché riguardano sono delle somme che  entrano
  ma  prima  andavano ad altri enti ed ora andranno  direttamente  ai
  comuni.
   E  questo  tranquillizzerebbe anche l'onorevole  Lupo  che  faceva
  riferimento ad un aggravio di competenze e di compiti che i  comuni
  devono  avere: l'abbiamo studiato, come ha illustrato il Presidente
  Miccichè,  eravamo  coadiuvati  da  esperti  di  assoluta  valenza,
  sicuramente  tra i migliori se non proprio i migliori non  soltanto
  della  Sicilia  ma del meridione d'Italia e questa  legge  piace  a
  tutti, soprattutto alle associazioni.
   Non  c'è  nessuna stranezza procedurale, onorevole  Lupo,  appunto
  perché  non  c'era un aggravio nei confronti dei comuni non  andava
  escusso nessun componente dell'ANCI perché portiamo soldi ai comuni
  e,  leggendo  bene, a proposito delle potestà che  possiamo  o  non
  possiamo   avere,  che  abbiamo  o  non  abbiamo,  con  una   buona
  attenzione,  lei credo faceva riferimento al comma 5  dell'articolo
  10,  lettera b),  vendere o cedere, a qualsiasi titolo ed anche sul
  web, cani e gatti non identificati e non registrati in anagrafe : e
  no,  e  non è, questa è una norma che va letta insieme a  tutte  le
  altre norme, non è che si vieta a un proprietario di un bene mobile
  o  immobile  non ha importanza, è chiaro che lì entra in  gioco  il
  codice  civile e tutte le norme che governano e tutta la  struttura
  che  governa  il  nostro vivere quotidiano, qui si  fa  riferimento
  specifico ad animali non registrati.
   Quindi  è  chiaro che noi ad ogni norma, ad ogni parola,  ad  ogni
  virgola abbiamo dato un significato e, mi permetto osservare  anche
  sulla  scorta di prestigiosi e autorevoli consigli che venivano  da
  un  consulente vero, non da un consulente che, insomma, magari, era
  messo  lì per premiare qualche formazione politica, noi avevamo  un
  consulente  vero nella Commissione randagismo, quindi, per  carità,
  tutte  le  norme  per definizione, o dico meglio  tutte  le  leggi,
  signor Presidente, per definizione sono perfettibili, ci sono stati
  degli  emendamenti,  li abbiamo già informalmente  esaminati  e  la
  maggior  parte va bene, onorevole Compagnone, anche quelli  che  ha
  inteso  proporre  lei,  tranne quelli, ovviamente,  soppressivi,  e
  quindi  io  credo  che siamo pronti finalmente  a  consegnare  alla
  Sicilia e a consegnare ai comuni della nostra Sicilia una legge che
  è  una  legge,  credo  e spero, fatta bene e che  può  risolvere  i
  problemi di tanti comuni e di tanti cittadini siciliani.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                          Principi e finalità

   1.  La  Regione siciliana, in attuazione dei principi di cui  alla
  legge   14   agosto  1991,  n.  281,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,   nonché   dell'articolo   13   del   Trattato    sul
  funzionamento  dell'Unione Europea che riconosce  agli  animali  lo
  status  di esseri senzienti, tutela gli animali, riconoscendo  loro
  il    diritto   a   un'esistenza   compatibile   con   le   proprie
  caratteristiche biologiche ed etologiche, e condanna  gli  atti  di
  crudeltà verso gli animali e il loro abbandono.

   2. Nell'esercizio delle proprie attribuzioni, la Regione:

   a)  promuove  modalità  di corretta convivenza  con  gli  animali,
  finalizzate  alla  tutela  della  salute  umana  e  animale,   alla
  salvaguardia  del  territorio, al riequilibrio  ambientale  e  alla
  prevenzione del randagismo;

   b)  promuove politiche volte alla protezione e al benessere  degli
  animali,  con particolare riguardo alle condizioni di vita  e  alla
  salute psico-fisica;

   c) favorisce l'educazione al rispetto degli animali;

   d)  riconosce il ruolo primario della medicina veterinaria,  della
  società  civile, delle associazioni, degli operatori  professionali
  qualificati   del   settore  cinotecnico  nella  promozione   delle
  politiche di tutela degli animali e di prevenzione del randagismo;

   e)   promuove  il  controllo  delle  attività  cinotecniche  e  di
  riproduzione  degli  animali, al fine  di  diffondere  una  cultura
  responsabile  del  possesso, della riproduzione  e  della  gestione
  degli animali da affezione.

   3.  Agli adempimenti previsti dalla presente legge, provvedono  la
  Regione,  le  aree  metropolitane, i liberi  consorzi  comunali,  i
  comuni singoli o associati, le aziende sanitarie provinciali (ASP),
  ognuno nell'ambito delle rispettive competenze.».

   Si passa all'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Calderone.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   CALDERONE, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2
                              Definizioni

   1. Ai fini della presente legge si applicano le definizioni di cui
  ai  Regolamenti  UE  625/2017 e 429/2016 e successive  modifiche  e
  integrazioni, con relativi regolamenti delegati e di esecuzione,  e
  le seguenti:

   a)  cani  padronali:  cani provvisti di proprietario  con  massimo
  grado di affiliazione con l'uomo che non vengono lasciati liberi di
  vagare;

   b)  cani  vaganti:  cani provvisti di proprietario  abbandonati  o
  smarriti,  cani sprovvisti di proprietario, cani di  proprietà  dei
  comuni reimmessi in libertà;

   c)  cani  affidati:  cani di proprietà dei comuni  temporaneamente
  affidati a privati cittadini che ne sono responsabili nella qualità
  di detentori;

   d)  cani  adottati:  cani la cui proprietà è  stata  trasferita  a
  privati cittadini;

   e)  gatto  libero:  gatto non di proprietà  privata  che  vive  in
  libertà in luogo pubblico o privato collegato a luogo pubblico;

   f)  colonia felina: gruppo di almeno due gatti che condividono  il
  medesimo   habitat  ovvero  qualsiasi  territorio  o  porzione   di
  territorio, urbano e non, edificato e non, nel quale risulti vivere
  stabilmente;

   g)    censimento/stima:   attività   finalizzata   ad    acquisire
  informazioni, effettuata anche con indagini statistiche, sul numero
  dei  cani  e dei gatti sul territorio e relativi dati in  merito  a
  sesso, taglia, eventuale identificazione, eventuale sterilizzazione
  e area geografica di avvistamento;

   h)  monitoraggio: rilevazione periodica e sistematica di parametri
  comportamentali e/o di salute dei cani vaganti e dei gatti liberi o
  di parametri riferiti al territorio;

   i)  tutoraggio:  atto di impegno attraverso il  quale  un  privato
  cittadino  si  offre  di  occuparsi di un cane,  di  proprietà  del
  comune, reimmesso in libertà o di una colonia felina. Relativamente
  alle  colonie feline, l'attività di tutoraggio coincide con  quella
  svolta dal referente di colonia».

   Si  passa  all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli  Tamajo  e
  D'Agostino. Ci sono gli onorevoli Tamajo e D'Agostino? No, va bene,
  non ha importanza, però
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Non  è  che  è  stato  presentato  ora,  comunque,  i
  presentatori  non sono presenti per cui l'emendamento  è  decaduto.
  Quindi,  anche l'emendamento 2.2, anche l'emendamento 2.3  e  anche
  l'emendamento 2.4 sono decaduti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                      Attribuzioni della Regione

   1. L'Assessorato regionale della salute:

   a)  autorizza  i  rifugi sanitari e per il ricovero  di  cui  alla
  presente legge;

   b)   favorisce  accordi  tra  le  amministrazioni  locali   e   le
  associazioni animaliste, per il controllo dei territori al fine  di
  limitare  gli  abbandoni, le nascite indesiderate  e  prevenire  ed
  eliminare la recrudescenza del fenomeno degli avvelenamenti;

   c)  produce uno schema di bando tipo per le operazioni di prelievo
  sul territorio ed il ricovero presso i rifugi privati in regime  di
  convenzione con i comuni;

   d)  cura  la  predisposizione di un elenco dei cani a  rischio  di
  aggressività.».

   Si  passa all'emendamento 3.1. Non si può votare l'articolo 3  per
  cui lo dobbiamo accantonare.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
    Attribuzioni dei comuni, delle aree metropolitane e dei liberi
                               consorzi

   1.   I   comuni  sono  responsabili  degli  animali  di  affezione
  sprovvisti di proprietario e, in corresponsabilità con il  gestore,
  di quelli presenti nelle strutture di ricovero e custodia intestati
  al comune.

   2.  I  comuni curano il prelievo dei cani vaganti e dei gatti  sul
  territorio,   direttamente   o  indirettamente,   tramite   privati
  cittadini  iscritti  nell'elenco  comunale  per  il  contrasto   al
  randagismo, di cui all'articolo 22, e le associazioni di protezione
  degli animali iscritte all'albo regionale, di cui all'articolo  21,
  i  lavoratori forestali o altri soggetti terzi, utilizzando mezzi e
  strutture idonee a garanzia del buon esito dell'intervento.

   3.  I  comuni  curano  la re-immissione sul  territorio  dei  cani
  prelevati, l'affido e le adozioni.

   4.  I comuni, in forma singola o associata, assicurano la custodia
  e  il  mantenimento  presso  strutture  proprie,  o  in  regime  di
  convenzione,  tali da garantire condizioni adeguate  alle  esigenze
  etologiche e fisiologiche e al benessere degli animali ricoverati e
  il rispetto delle norme igienico-sanitarie.

   5. I comuni, inoltre:

   a) istituiscono, anche nell'ambito della polizia locale, l'ufficio
   benessere   animale  e  lotta  al  randagismo ,  individuando   un
  responsabile, senza che ciò costituisca onere ulteriore  di  spesa.
  L'ufficio  di  cui alla presente lettera detiene l'elenco  comunale
  per il contrasto al randagismo, è dotato di lettore microchip ed  è
  abilitato   per   la  consultazione  dell'anagrafe  degli   animali
  d'affezione;

   b)  provvedono a censire le colonie feline e a darne comunicazione
  alle aziende sanitarie provinciali;

   c)  realizzano  una  sezione, nel proprio sito istituzionale  web,
  riguardante  il  benessere animale e la lotta  al  randagismo,  nel
  quale  sono  pubblicate  norme, notizie  e  attività  di  interesse
  pubblico,  ivi  comprese le fotografie dei cani da  adottare  e  di
  quelli reimmessi sul territorio;

   d) provvedono, in forma singola o associata, alla realizzazione  e
  al  risanamento  dei rifugi pubblici, secondo la  disponibilità  di
  risorse;

   e) garantiscono, in forma singola o associata, l'utilizzo alle ASP
  di  luoghi  idonei per l'erogazione delle prestazioni sanitarie  di
  cui alla presente legge;

   f)   garantiscono  ogni  intervento  necessario  a  rimuovere   le
  situazioni  di  pericolo sia per gli animali che  per  le  persone,
  anche  con il coinvolgimento delle ASP, delle associazioni  per  la
  protezione degli animali iscritte all'albo regionale, degli  atenei
  universitari,  dei cittadini iscritti nell'elenco comunale  per  il
  contrasto  al  randagismo  e  di ogni  altro  soggetto  pubblico  o
  privato;

   g)  redigono,  in  collaborazione con le  ASP,  il  piano  per  la
  formazione  obbligatoria  del personale  comunale  coinvolto  nelle
  attività di cui alla presente legge;

   h) garantiscono il recupero degli animali ammalati o feriti per le
  operazioni di pronto soccorso.

   6.  Per  le  finalità previste dalla presente legge, i comuni,  in
  forma singola o associata, possono inoltre:

   a)  realizzare  campagne  di informazione  per  sensibilizzare  la
  popolazione  sulle  tematiche  inerenti  alla  presente   legge   e
  sull'obbligo di iscrizione all'anagrafe degli animali di affezione;

   b)  promuovere le adozioni degli animali di affezione,  attraverso
  anche  sgravi  fiscali  sulle  imposte  dovute  al  comune   o   la
  distribuzione di voucher spendibili presso strutture convenzionate,
  per  l'acquisto di cibo per animali, antiparassitari, accessori per
  animali e prestazioni sanitarie;

   c)    programmare    periodiche    campagne    straordinarie    di
  sterilizzazione degli animali di proprietà;

   d)  prevedere,  in  sede di revisione degli strumenti  urbanistici
  nell'ambito  delle opere di urbanizzazione primaria  e  secondaria,
  aree   idonee   destinate  alla  realizzazione  di  costruzione   o
  ristrutturazione  di rifugi, di oasi feline, di aree  pubbliche  di
  alimentazione  per  cani e per gatti, di aree  di  sgambamento  per
  animali padronali e di cimiteri per animali da affezione;

   e)  concedere in comodato beni immobili alle Associazioni  per  la
  protezione  degli  animali  iscritte  all'albo  regionale,  tramite
  apposite  convenzioni, per la realizzazione  di  microcanili,  oasi
  feline, cimiteri per animali di affezione o altre strutture di  cui
  alla presente legge.

   7. Per lo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge  i
  comuni  possono  sottoscrivere protocolli  di  intesa  e  stipulare
  convenzioni  con  le aziende sanitarie provinciali  competenti  per
  territorio.

   8.  I  comuni provvedono a rendicontare, all'ASP competente  e  al
  Garante  regionale  dei diritti degli animali,  i  controlli  e  le
  attività  di  cui  alla presente legge, posti in essere  nel  corso
  dell'anno,   secondo  le  disposizioni  ed  un  flusso  informativo
  previsti dal decreto di attuazione di cui all'articolo 27».

   L'articolo  4  mi sembra di capire che non si può votare  nemmeno.
  Non  ci  sono  emendamenti da Commissione   Bilancio   per  cui  lo
  possiamo votare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, io ho ascoltato tutte le versioni  e
  ho  un atteggiamento molto laico, penso che sia una buona cosa fare
  una legge sul randagismo, quindi, parto da questo presupposto.
   Ma, signor Presidente, l'articolo 4, ora al di là del fatto che in
  buona   parte   ha  ragione  l'onorevole  Calderone,  cioè   stiamo
  disciplinando una cosa che già è disciplinata dalla legge, cioè nel
  senso  che molte competenze che sono qui scritte sono già  previste
  dalla legge sul randagismo che credo abbia circa 20, 25 anni e  che
  fu fatta da questo Parlamento.
   Però,  al  di  là  di  questo  questa norma  dell'articolo  4.  fa
  discendere  non le competenze ma le modalità con cui  attui  quelle
  competenze  e  inevitabilmente quelle modalità o  sono  connesse  a
  risorse per cui devi organizzare le competenze oppure rischiano  di
  essere poesia pura, cioè letteratura allo stato brado.
   Faccio   un  esempio  per  quello  che  ho  letto:  se  muore   il
  proprietario  di  un  cane  e gli eredi  non  lo  vogliono,  devono
  scrivere al sindaco e se entro 15 giorni il sindaco non lo  accetta
  c'è  il  silenzio  assenso e diventa responsabile  dell'animale  al
  posto dei... così come per altre fattispecie.
   Tutto  questo  ha  necessità, perché poi  deve  essere  ricoverato
  presso una struttura, eccetera eccetera... a costo del comune.
   Allora,  le  questioni   non  è  un  fatto  tecnico  la  copertura
  finanziaria. Questa legge o ha delle risorse per essere attuata o è
  una legge che stiamo scrivendo un articolo su un giornale, nulla di
  più.
   Quindi, attenzione, l'articolo 4 è uno dei cuori della legge e, al
  di  là  se  c'è  l'emendamento o no della Commissione  Bilancio,  è
  fondamentale  che  questa  legge abbia  la  copertura  finanziaria,
  perché altrimenti non stiamo facendo nessuna legge.

   PRESIDENTE. La Commissione nella legge ha previsto o ha  richiesto
  una  copertura  finanziaria  per  cui  è  necessario  che  vada  in
  Commissione   Bilancio  per vedere se è possibile  coprirla  o  no?
  Perché il ragionamento che fa l'onorevole Cracolici, come dire, non
  fa una grinza per cui dobbiamo capire...

   CALDERONE, presidente della Commissione. Signor Presidente,  forse
  non  sono stato chiaro. L'osservazione che fa l'onorevole Cracolici
  è  tecnicamente ineccepibile, però, io poc'anzi avevo precisato che
  le   casse   del  comune  venivano  impinguate  e  perché   abbiamo
  trasferito, intanto c'è un contributo di solidarietà in un articolo
  che  leggerete di cui in questo momento mi sfugge il numero, ma c'è
  un  articolo,  e  per questa ragione andrà in Commissione  Bilancio
  questa  parte che prevede che tutte le sanzioni, che sono  numerose
  come   potete   vedere  dalla  stessa  legge,  verranno   intascate
  direttamente dal sindaco.
   Quindi,  che cosa è accadrà? Queste norme già c'erano; noi  stiamo
  aggiungendo alle casse comunali le sanzioni. Quindi è giusto quello
  che  dice lei che l'articolo 4... ma guardi che l'articolo  4,  sia
  pure  con  qualche sfumatura, le competenze  non c'è  niente  di...
  l'abbiamo  soltanto  disciplinato,  non  è  che  stiamo  aggravando
  contrariamente a quanto sostiene l'onorevole Laccoto, e mi dispiace
  dirlo,  con  l'articolo  4  non  stiamo  aggravando  nulla,  stiamo
  soltanto prevedendo con la legge un introito in più.
   Siccome, però, è un introito che viene meno ad altri organi  della
  Regione  e  ad  altri enti, noi abbiamo la necessità,  mi  è  stato
  spiegato  questo perché io avevo chiesto  se sono soldi  a  entrare
  per  quale ragione deve passare dalla Commissione Bilancio',  mi  è
  stato  spiegato e la spiegazione assai mi convince che va  comunque
  esitato dalla Commissione Bilancio.
   Quindi, è corretto quello che dice lei.
   Certo  se  la  Commissione Bilancio dovesse  bocciare,  appunto  è
  corretto, la possibilità che... ma non credo, stiamo discutendo del
  nulla,  signor  Presidente... io credo che,  secondo  me,  possiamo
  andare avanti.

   PRESIDENTE.  L'unica  cosa  che  può  essere,  se  la  Commissione
  Bilancio  dovesse  bocciare quella parte che  è  stata  mandata  in
  Commissione...

   CALDERONE,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  accantoniamolo per il momento e aspettiamo la Commissione Bilancio,
  non che  succede, è una cosa...

   PRESIDENTE. Facciamo così, mi sembra meglio.

   CALDERONE, presidente della Commissione.  Per carità, il mio è  un
  atteggiamento  ottimista,  io  sono  convinto  che  passerà   dalla
  Commissione Bilancio.

   PRESIDENTE. Intanto lo accantoniamo.

   CALDERONE, presidente della Commissione. Solo accantonare, poi  la
  Commissione Bilancio decide e noi lo riprendiamo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, condivido la decisione  di  accantonare
  l'articolo  per le ragioni esposte dall'onorevole Cracolici,  penso
  condivise  anche  dal  Presidente della  Commissione,  però,  colgo
  l'occasione, visto che l'articolo viene accantonato, e invito anche
  gli  Uffici  a  considerare se la Regione siciliana può  con  legge
  imporre  ai  comuni di istituire nell'ambito della  Polizia  locale
  l'Ufficio benessere animale e lotta al randagismo.
   Ora,  al  di  là dell'opportunità, dell'utilità, io  la  condivido
  pienamente,  ma voglio ricordare a tutti che la Regione  non  è  un
  ente  giuridicamente sovraordinato costituzionalmente  rispetto  ai
  comuni.
   I  comuni hanno la loro autonomia, le piante organiche i comuni se
  le  organizzano  come ritengono, gli uffici se le organizzano  come
  ritengono, la dotazione organica, il personale altrettanto. Quindi,
  la  Regione  quello che può fare è dire ai comuni che  istituiscono
  l'Ufficio per la lotta al randagismo, la Regione che trasferisce le
  risorse  adeguate per incentivare, favorire, ma non possiamo  farci
  impugnare  una  legge,  che  è importante,  ancora  una  volta  per
  mancanza di competenza.

   PRESIDENTE.  Questo  secondo  me si può  fare  benissimo.  Avreste
  dovuto fare un emendamento all'ultimo comma.

   LUPO.  E'  la mia opinione. Invito a una riflessione.  Non  è  una
  certezza la mia.

   PRESIDENTE.  Va  benissimo.  Allora,  lo  stiamo  accantonando   e
  probabilmente la stessa Commissione può preparare un emendamento in
  questo senso. Non cambia nulla rispetto al testo.
   Noi  abbiamo una relazione dell'Ufficio del bilancio della Regione
  che  comunque dice che tutto quello che c'è nella legge è  coperto,
  per    cui    nell'eventualità   di   emendamenti   che   dovessero
  sopraggiungere, loro dovrebbero dare anche su questo la  copertura,
  ma  attualmente il testo è tranquillamente coperto, quindi, non c'è
  bisogno  di  andare in Commissione per questo testo.  Comunque,  va
  bene,  secondo  me, accantonare anche l'articolo 4 e  lo  rivediamo
  insieme dopo.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                «Art. 5.
           Attribuzioni delle aziende sanitarie provinciali

   1. Le aziende sanitarie provinciali provvedono:

   a)  all'implementazione dell'anagrafe regionale degli  animali  di
  affezione,   direttamente  o  tramite  medici   veterinari   liberi
  professionisti autorizzati;

   b)  a  garantire  la  sterilizzazione dei  cani  e  dei  gatti  di
  proprietà del comune presso le strutture veterinarie pubbliche;

   c)  alle  prestazioni di pronto soccorso degli animali  feriti  ed
  alla  cura  degli  animali  vaganti nelle  ore  diurne,  in  regime
  ambulatoriale, e a programmare il servizio di reperibilità notturno
  e festivo, presso le strutture veterinarie pubbliche;

   d)   a   coordinare  in  ogni  comune,  attraverso  un   dirigente
  veterinario   designato  senza  ulteriori  oneri   di   spesa,   la
  programmazione  degli interventi specifici sul  territorio  per  la
  prevenzione del randagismo;

   e)  a garantire la profilassi delle zoonosi e la prevenzione e  il
  controllo delle malattie infettive negli animali di affezione nelle
  strutture pubbliche di ricovero e custodia;

   f)   ad  esercitare  le  attività  di  controllo  ufficiale  sugli
  allevamenti  commerciali di animali di affezione e sulle  strutture
  di ricovero e custodia di cui alla presente legge;

   g)  alla  valutazione della salute psico-fisica  e  del  benessere
  degli animali d'affezione;

   h) all'esecuzione di controlli, eseguiti a campione, sugli animali
  dati in affido o in adozione nell'ultimo anno;

   i)  alla  formazione degli operatori comunali o di altri  soggetti
  incaricati del servizio di prelievo dal territorio dei cani e gatti
  vaganti,   dei  cittadini  che  intendono  iscriversi   nell'elenco
  comunale per il contrasto al randagismo e, in generale, a tutte  le
  attività di formazione discendenti dalla presente legge;

   j)  alla  promozione  di  interventi  per  garantire  il  corretto
  rapporto uomo-animale-ambiente, anche in ambito scolastico,  nonché
  per la prevenzione ed il contrasto dei reati in danno agli animali,
  anche in collaborazione con le associazioni per la protezione degli
  animali iscritte all'albo regionale;

   k)  a  vigilare sulla produzione e sul commercio degli animali  da
  compagnia,  al  fine  di garantire il rispetto  dei  diritti  degli
  animali e quanto previsto dalla presente legge».

   All'articolo  5  è  stato  presentato  un  emendamento,  a   firma
  dell'onorevole Calderone.
   Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, lo pongo
  in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
          Piano triennale degli interventi di prevenzione del
                              randagismo
                          e programma annuale

   1. La Giunta di governo, sentite le aziende sanitarie provinciali,
  il  Garante  regionale per i diritti degli animali, le associazioni
  di  protezione  degli animali iscritte all'albo  regionale  di  cui
  all'articolo  21,  gli ordini provinciali dei medici  veterinari  e
  l'ANCI,   adotta,  previo  parere  della  Commissione   legislativa
  permanente   salute  e  servizi sociali e sanitari   dell'Assemblea
  regionale  siciliana (ARS), il piano triennale degli interventi  di
  prevenzione del randagismo e delle condotte in danno degli  animali
  che definisce:

   a)   le   politiche  regionali  in  materia  di  sanità   pubblica
  veterinaria e tutela degli animali d'affezione;

   b)  le  linee di indirizzo e le modalità operative alle  quali  le
  aziende  sanitarie  provinciali si attengono per la  pianificazione
  delle attività di loro competenza e per la loro rendicontazione;

   c) le iniziative di informazione, sensibilizzazione ed educazione,
  da  svolgere anche in ambito scolastico, al fine di promuovere  una
  maggiore consapevolezza del rapporto uomo-animale-ambiente;

   d)  la  formazione,  a valere sui bilanci delle aziende  sanitarie
  provinciali,  sul  benessere  degli  animali  rivolti   ai   medici
  veterinari,  al  personale delle aziende sanitarie provinciali,  ai
  vigili  urbani,  alle associazioni animaliste, ai liberi  cittadini
  iscritti  negli  elenchi  comunali e  alle  guardie  ambientali  ed
  ecozoofile e venatorie;

   e)  le  modalità di valutazione degli interventi in  relazione  al
  raggiungimento degli obiettivi indicati dal piano.

   2.  L'Assessore per la salute in attuazione del Piano, entro il 30
  aprile di ogni anno, adotta il programma annuale degli interventi».

   Comunico  che  all'articolo  6  è stato  presentato  l'emendamento
  6.1della Commissione.
   Con il parere favorevole del Governo lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli articoli 7, 8 e 9 sono accantonati per motivi di bilancio. Per
  cui, si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
          Obblighi e divieti dei proprietari e dei detentori

   1. Il proprietario o il detentore, anche temporaneo, degli animali
  di  affezione,  compreso chi ne fa commercio, è responsabile  della
  salute,  dell'incolumità, del benessere e della riproduzione  degli
  stessi ed è tenuto ad assicurare condizioni di vita adeguate  sotto
  il  profilo  dell'alimentazione,  dell'igiene,  della  salute,  del
  benessere,  della  sanità dei luoghi di ricovero e  contenimento  e
  degli spazi di movimento, secondo le caratteristiche di specie,  di
  razza  e  di  età,  nel  rispetto delle  esigenze  fisiologiche  ed
  etologiche.  Ha,  altresì,  l'obbligo di  prendere  ogni  possibile
  precauzione per impedirne la fuga e il vagabondaggio.

   2.  Gli animali di affezione sono tenuti in condizioni tali da non
  costituire pericolo per la salute e l'incolumità dell'uomo e  degli
  altri animali.

   3. Il proprietario o il detentore, anche temporaneo, degli animali
  di  affezione iscritti all'anagrafe, oltre agli eventi  di  cui  al
  decreto  legislativo in materia di Identificazione e  Registrazione
  degli  animali ai sensi del Reg. UE 429/2016, segnala alle  aziende
  sanitarie provinciali competenti per territorio, con i tempi  e  le
  modalità  ivi  stabilite,  anche  la  data  di  sterilizzazione  e,
  limitatamente   agli   animali  di  sesso   femminile,   l'avvenuta
  riproduzione e il numero di cuccioli prodotti.

   4.  In  caso  di  nascita di cuccioli, il detentore,  a  qualunque
  titolo,  della  fattrice è responsabile della prole  e  deve  tener
  conto   delle   caratteristiche  fisiologiche   e   comportamentali
  dell'animale, in modo da non mettere a repentaglio la salute ed  il
  benessere degli animali.

   5. È vietato:

   a)  l'abbandono dei cani, dei gatti e di qualsiasi  altro  animale
  domestico o di affezione custodito;

   b)  vendere o cedere, a qualsiasi titolo ed anche sul web, cani  e
  gatti non identificati e non registrati in anagrafe;

   c)  vendere o cedere, a qualsiasi titolo, o separare dalla  madre,
  per  qualsiasi finalità, cani e gatti di età inferiore ai due mesi,
  fatti  salvi  i  casi  in cui i cuccioli devono essere  allontanati
  dalla madre per motivi sanitari;

   d)  offrire,  direttamente o indirettamente,  animali  d'affezione
  come premio, vincita, omaggio o regalo per giochi, sottoscrizioni o
  altre  attività che si svolgono in occasione di qualsivoglia evento
  pubblico   o  privato  e  segnatamente  di  mostre,  manifestazioni
  itineranti, feste, sagre, lotterie, fiere e mercati;

   e) il commercio ambulante di cani e gatti;

   f)  esercitare la pratica dell'accattonaggio esibendo animali come
  oggetto delle richieste;

   g)  detenere  gli  animali  in spazi inadeguati,  in  relazione  a
  specie,  razza,  età e stato fisiologico, o in condizioni  comunque
  non compatibili con il loro benessere psico-fisico;

   h)  lasciare  stabilmente,  o  incustoditi  senza  possibilità  di
  accedere  all'abitazione, cani e gatti su terrazze e balconi  privi
  di  adeguata  copertura  da  agenti atmosferici  e  protezione  con
  ringhiere;

   i)  privare  stabilmente  gli animali  della  quotidiana  attività
  motoria adeguata alla loro indole;

   j) utilizzare apparecchiature chiuse per lavaggio e asciugatura di
  animali che non permettano all'animale di essere a contatto con  il
  detentore;

   k)  vendere,  esporre  e  commercializzare  animali  sottoposti  a
  interventi chirurgici con finalità diverse da quelle sanitarie;

   l)  commercializzare animali in locali privi di  idoneo  luogo  di
  detenzione  degli  stessi, anche durante l'orario  di  chiusura.  È
  altresì   vietata  l'esposizione  degli  animali   in   vetrina   o
  all'esterno del negozio.

   6.  Le strutture adibite alla detenzione dei cani e dei gatti  per
  finalità   commerciali   sono   costruite   tenendo   conto   delle
  caratteristiche etologiche e dei bisogni dell'animale. I recinti  e
  i  box  sono mantenuti in adeguate condizioni igienico-sanitarie  e
  sono  provvisti di arricchimenti ambientali utili per  le  attività
  cognitive».
   Si  passa  all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole Calderone,
  per cui immagino sarà favorevole il Governo e la Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 10.3, dove la Commissione stessa  chiede
  di abrogare, di sopprimere il comma 5. Onorevole Calderone?

   CALDERONE, presidente della Commissione. E' ritirato.

   PRESIDENTE. Questo è ritirato, quindi il comma 5 rimane.
   Si  passa  all'emendamento  a  firma  degli  onorevoli  Tamajo   e
  D'Agostino che non sono presenti in Aula e pertanto decade.
   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE   che  mi avvertano perché io non  me  ne  ero  accorto
  sinceramente, gliela do sempre, si figuri se non le do la parola.
   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
       Rinuncia alla proprietà/detenzione e abbandono di animali

   1.  Il  proprietario  o  detentore,  in  caso  di  sopravvenuta  e
  giustificata  impossibilità  di  tenere  l'animale  con   sé,   può
  richiedere al comune di essere autorizzato a consegnarlo presso  le
  strutture  di  ricovero  e  custodia  pubbliche  o  in  regime   di
  convenzione, dimostrando l'impossibilità alla custodia e sostenendo
  le  spese  relative.  In caso di mancanza di posti  disponibili  in
  strutture di ricovero e custodia, nel caso in cui non sia possibile
  affidare   l'animale,  il  comune  può  provvedere   alla   diversa
  sistemazione, in strutture che ne garantiscano comunque un'adeguata
  condizione di vita.

   2.  Il  sindaco si pronuncia sulla richiesta entro quindici giorni
  dal  ricevimento. Qualora non si pronunci, la richiesta si  intende
  accolta.

   3.  In  caso  di morte del proprietario o di malattia  invalidante
  tale  da  non  permettere la custodia dell'animale, ove  gli  eredi
  rinuncino   alla  proprietà,  il  comune  ove  non  sia   possibile
  affidarlo, provvede al ricovero dell'animale ed al suo mantenimento
  presso una struttura di ricovero e custodia pubblica o in regime di
  convenzione, sostenendo le spese relative».

   Al   comma  1  le  parole   l'11.1  dell'onorevole  Compagnone   è
  mantenuto? Qua c'è spesa, è inammissibile perché non è quantificata
  la  spesa  e  anche l'11.2 degli onorevoli Palmeri, Lo  Giudice,  è
  uguale,  è  inammissibile  e  l'11.4 degli  onorevoli  Palmeri,  Lo
  Giudice. Ah, l'11.3 dell'onorevole Calderone è mantenuto? Questo  è
  mantenuto,  quindi, lo pongo in votazione. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi, è soppresso il comma 2.
   Si  passa  all'emendamento  11.4, degli  onorevoli  Palmeri  e  Lo
  Giudice. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Il comma 2 è soppresso.
   Sull'emendamento  11.4, degli onorevoli Palmeri,  Lo  Giudice,  il
  Governo  è  favorevole, la Commissione è favorevole.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 11, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Compagnone.

     COMPAGNONE. Siamo in pochi, ma almeno quei pochi che  ci  siamo,
  ascoltateci, dico, altrimenti ce ne andiamo

   PRESIDENTE. Io sono qua per voi.

   COMPAGNONE. E vi fate la legge, giusto?

   PRESIDENTE. Per questo, prego.

   COMPAGNONE.  L'articolo 11, io ho chiesto di eliminare  le  parole
  Qsostenendo  le spese relative' perché, voglio dire, come  si  può?
  Cioè,  si  parte  dal  presupposto che il  detentore  di  un  cane,
  dimostrando  che non lo può mantenere, che lo deve cedere,  lo  può
  dare in custodia sostenendo le spese relative. Ma è un controsenso,
  no?  Se  io non lo posso mantenere, non posso sostenere neanche  le
  spese  relative.  Me lo spiegate perché non è ammissibile?  Capisco
  che c'è l'alta scienza, ma

    PRESIDENTE. Le spese relative devono essere sostenute.

   COMPAGNONE. Chi l'ha detto?

   PRESIDENTE. Qualcuno le deve sostenere.

   COMPAGNONE. Ma chi l'ha detto?

   PRESIDENTE. Come chi l'ha detto?

   COMPAGNONE.  Se  io  sono  un povero  indigente,  ho  un  cane,  a
  cinquant'anni mi hanno licenziato, sono povero mia moglie mi ha  mi
  sono separato e praticamente con questo vivo

                           (brusìo in Aula)

   COMPAGNONE.  Scusate,  vivo  sotto,  vivo  sotto  un  ponte,  devo
  mantenere  il cane oppure gli devo dare i soldi per mantenerlo?  Ma
  dico, signori miei, questa legge quando la scriviamo pensiamo

   PRESIDENTE.  Ma  se  lo  deve  prendere  qualcun  altro,  lo  deve
  mantenere.

   COMPAGNONE   Alla realtà della vita

   PRESIDENTE. Per cui le spese le deve sostenere.

   COMPAGNONE   no  alla  fantasia.  Questa  legge  è  basate   sulle
  fantasie. Se io, se un povero Cristo ad un certo punto che aveva il
  cane  diventa povero e non può più sostenerlo non può  darlo  e  lo
  vuole  dare in affido, non può darlo, deve sostenere le  spese.  Ma
  che scrivete?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Ora, al di là del fatto che se, diciamo, il  prototipo
  che  ha  individuato l'onorevole Calderone è di una persona che  ha
  tutti  quei  guai, è abbastanza  scusa, ho sbagliato, come  l'avevo
  chiamato?...  ah,  Compagnone  non  Calderone   diciamo  abbastanza
  sfigato.  Detto questo, ora, al di là delle fattispecie che  ognuno
  di noi può individuare, io temo però una cosa, onorevole Calderone,
  che così incentiviamo il randagismo. Cioè noi stiamo costruendo  un
  meccanismo che rischia

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.   Onorevole  Compagnone,  faccia  parlare  l'onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Si agita

   PRESIDENTE. Prego.

   CRACOLICI.  Cioè,  che  diciamo  con  l'obiettivo  nobile  che  io
  condivido  di  ridurre  il  fenomeno del randagismo  noi  di  fatto
  incentiviamo il randagismo attraverso l'abbandono, perché una volta
  che  lo hai abbandonato, che ci . vedete che i microchip si possono
  togliere,  non  è  che si possono, come dire, anzi  si  determinano
  anche   eh,  eh,  eh  quindi, attenzione a fare  in  modo  che  non
  creiamo   un  sistema  talmente  rigido  da  determinare  l'effetto
  contrario.  Cioè,  io, ripeto, il senso della norma  lo  condivido,
  però  vorrei che valutassimo meglio la modalità con la quale tu  ti
  liberi  del  tuo animale d'affezione perché poi lo puoi abbandonare
  in tanti modi, diciamo adesso vorrei ricordare che non è che si  si
  abbandona pure attaccandolo al guard rail delle autostrade o  dando
  fuoco  con la coda dei gatti alle campagne, quindi non ci scordiamo
  che  la ferocia umana è, diciamo, abbastanza nota anche a proposito
  della .  quindi io su questa questione valuterei meglio le modalità
  con  le quali tu puoi stare in un elenco, chiedere, fare; il comune
  fa  l'intermediario di trasferimento di proprietà, ma il  tema  del
  costo per la gestione di un animale è un modo indiretto, perché chi
  ama gli animali non si preoccupa del costo; per chi, come dire,  ha
  altri  interessi, la causa del costo finisce per essere  foriera  e
  fomentare  fenomeni di randagismo e di uso criminale  degli  stessi
  animali.
   Quindi  io  suggerirei al collega Calderone, riflettiamo  bene  su
  questo punto perché rischiamo di avere un effetto contrario.

   PRESIDENTE.  Però,  forse  se partiamo dalla  base  originaria  di
  questa  legge, cioè quella del DNA del cane, per cui se ha  il  DNA
  del  cane,  abbandonarlo  non  viene facile,  perché  oggi  domani,
  qualsiasi   cosa  succeda,  si  può  tranquillamente   trovare   il
  proprietario...

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. Se la Commissione vuole fare qualche cosa noi  andiamo
  avanti.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
           Strutture di ricovero e custodia di cani e gatti

   1.  Sono strutture di ricovero e custodia di cani e gatti ai sensi
  della presente legge:
   a)  ambulatorio veterinario pubblico, la cui gestione sanitaria  è
  affidata     all'azienda    sanitaria    provinciale,     destinata
  all'erogazione degli interventi di identificazione e  registrazione
  ed  eventualmente anche di sterilizzazione e di cura del cane e del
  gatto;
   b) rifugio sanitario, pubblico o privato in regime di convenzione,
  struttura  sanitaria di prima accoglienza, destinata all'erogazione
  delle prestazioni sanitarie di cui alla presente legge;
   c)  casa  famiglia  per cani: struttura autorizzata  dall'ASP  per
  l'ospitalità temporanea fino ad un massimo di 10 cani;
   d)  micro-canile: struttura autorizzata dall'ASP per  l'ospitalità
  temporanea fino ad un massimo di 20 cani;
   e) rifugio per il ricovero: struttura pubblica o privata in regime
  di  convenzione, destinata alla custodia temporanea e  all'adozione
  di cani e gatti, dopo il transito presso una struttura sanitaria;
   f)  oasi  felina:  luogo opportunamente identificato  dal  comune,
  d'intesa con l'azienda sanitaria provinciale, di concerto con una o
  più  associazioni per la protezione degli animali, che consente  il
  ricovero  di  gatti  in ambiente controllato o  protetto,  per  poi
  essere liberati, dopo eventuali cure e sterilizzazione.

   2.  Nelle strutture sanitarie di cui al comma 1, lettere a) e  b),
  la  sosta  perdura  per il periodo necessario all'esecuzione  delle
  procedure sanitarie e alla stabilizzazione del paziente e  comunque
  non  oltre il day hospital. Fanno eccezione i rifugi sanitari, dove
  il   ricovero   non  deve  superare  i  7  giorni,  salvo   diversa
  prescrizione veterinaria.

   3. Le strutture di ricovero e custodia sono sottoposte a controllo
  ufficiale da parte delle autorità locali competenti per territorio,
  con frequenza adeguata alla valutazione del rischio.»

   Onorevole Compagnone

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE. Era già votato. Quando abbiamo iniziato la discussione
  era già votato.

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE.  Ha  parlato l'onorevole Compagnone quando  era  stato
  votato, ha chiesto il perché fosse stato reso inammissibile il  suo
  emendamento.

           (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lupo)

   PRESIDENTE. Va bene, col voto contrario dell'onorevole Lupo.

   COMPAGNONE. Posso parlare sull'articolo 12 prima che lo votate?

   PRESIDENTE.  Quando  lei ha chiesto la parola  lo  avevamo  appena
  votato, e lei mi ha preso la parola per sapere perché non era stato
  ammesso il suo emendamento. Prego.

   COMPAGNONE.  Allora,  all'articolo 12, comma 2,  "nelle  strutture
  sanitarie  di cui al comma 1 lettere a) e b), la sosta perdura  per
  il  periodo  necessario all'esecuzione delle procedure sanitarie  e
  alla  stabilizzazione  del paziente e comunque  non  oltre  il  day
  hospital. Fanno eccezione i rifugi sanitari", eccetera. Ma si  può,
  secondo voi, standardizzare anche quanto un cane deve stare malato?
  Quanto  può  essere  tenuto  in day hospital?  Potete  secondo  me,
  dottore collega mio Giovanni, ma secondo voi noi non lo riusciamo a
  fare  sugli  uomini,  di  sapere quanto  può  durare,  quanto  deve
  rimanere in ospedale, pensate di poterlo fare sul cane? Siamo tutti
  scienziati,  diventeranno tutti scienziati. Guardano  la  palla  di
  vetro e decideranno che il day hospital può durare solo due giorni.
  Per  cui  io  propongo di cassare a partire da  "comunque"  fino  a
  "veterinaria".

   PRESIDENTE. Andiamo avanti, colleghi.
   L'emendamento 12.2 è decaduto per assenza dei deputati proponenti.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 12.4 dell'onorevole  Calderone,
  col  parere  favorevole  del Governo e  della  Commissione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento 12.1 è inammissibile.
   Pongo in votazione l'emendamento 12.5, che recita "Al comma  3  la
  parola "ufficiale" è soppressa". Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 12 nel testo  risultante.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
               Rifugi sanitari e rifugi per il ricovero

   1.  Il  decreto di attuazione di cui all'articolo 27 stabilisce  i
  requisiti e le modalità per l'autorizzazione dei rifugi.

   2.  Alle associazioni animaliste di cui all'articolo 21 può essere
  affidata la gestione dei rifugi pubblici.

   3.  Ai  rifugi pubblici è preposto un responsabile incaricato  dal
  comune,  che  si  occupa degli adempimenti amministrativi  e  delle
  istruzioni impartite dal direttore sanitario-veterinario.

   4.  Nei  rifugi  privati,  ivi compresi  quelli  convenzionati,  i
  predetti adempimenti sono assolti dal gestore.

   5.  Nei  rifugi tutti gli operatori devono essere formati  e,  per
  ogni   80   cani,   devono  essere  previsti  almeno   un   addetto
  all'accudimento degli animali e alla pulizia delle gabbie.

   6.  I  rifugi  hanno  un  registro di carico-scarico,  debitamente
  vidimato dal servizio veterinario dell'ASP competente, o in formato
  elettronico,  che  contenga almeno le informazioni  sul  microchip,
  sulla  provenienza,  sulla data d'ingresso,  sulla  destinazione  e
  sulla  data  di uscita o del decesso dell'animale e della  relativa
  causa.

   7.  Gli animali ospitati sono suddivisi in gruppi compatibili  per
  carattere, indole e abitudini, secondo le indicazioni del direttore
  sanitario-veterinario.

   8.  I  box  per  i cani e le gabbie per i gatti sono  numerati  ed
  espongono  all'esterno  e  ben visibile una  scheda  riportante  il
  numero di microchip dell'animale e le informazioni comportamentali.

   9. I rifugi sono provvisti di un'area di sgambatura, proporzionata
  alle capacità ricettive della struttura.

   10.   I  rifugi  tengono  evidenza  della  storia  clinica  e  dei
  trattamenti  farmacologici  dei cani ricoverati  e  custoditi,  per
  tutta  la durata della permanenza presso la struttura e per  almeno
  tre anni successivi all'eventuale adozione.

   11.  Presso  i  rifugi  pubblici  l'erogazione  delle  prestazioni
  sanitarie  è  assicurata  dai  servizi  veterinari  delle   aziende
  sanitarie  provinciali,  che individuano  un  direttore  sanitario-
  veterinario.

   12.   Presso  i  rifugi  privati  le  prestazioni  sanitarie  sono
  assicurate dal medico veterinario libero professionista individuato
  dal gestore.

   13.  I  rifugi sanitari provvedono all'assistenza sanitaria  degli
  animali ricoverati, in particolare:
   a) all'inoculazione del microchip e alla registrazione in anagrafe
  degli animali d'affezione;
   b) agli esami clinici;
   c) ai trattamenti antiparassitari, interni ed esterni;
   d)   alla  vaccinazione  con  vaccino  polivalente  in  base  alla
  situazione epidemiologica del territorio;
   e) alla sterilizzazione;
   f)  agli esami di laboratorio finalizzati ad accertare lo stato di
  salute  generale e il controllo e la prevenzione delle  malattie  a
  carattere zoonosico;
   g)  all'isolamento  ed  all'osservazione dei  cani  a  rischio  di
  aggressività.

   14.  I  rifugi  sanitari  sono  dotati  di  almeno  un  assistente
  veterinario e assicurano la reperibilità del personale per  le  ore
  notturne ed i giorni festivi.

   15.  I  rifugi per il ricovero hanno come finalità prioritaria  la
  cessione  in  adozione  e garantiscono il rispetto  delle  esigenze
  etologiche e fisiologiche ed il recupero psico-fisico degli animali
  ospitati.

   16.  I  rifugi  per  il ricovero ospitano gli animali  provenienti
  dalle  strutture  sanitarie  che non possono  essere  reimmessi  in
  libertà.

   17. I rifugi per il ricovero:
   a)  garantiscono  il  benessere  fisiologico  ed  etologico  degli
  animali   ospitati,  per  favorirne  il  recupero  psico-fisico   e
  l'adozione;
   b) garantiscono la valutazione comportamentale;
   c) realizzano percorsi di modificazione comportamentale;
   d)  incentivano e favoriscono le adozioni degli animali  ospitati,
  garantendone  la  trasparenza  e  la  tracciabilità,  fornendo   ai
  cittadini le opportune informazioni;
   e)  agevolano  il  benessere  e la socializzazione  degli  animali
  ospitati, garantendo la presenza di associazioni iscritte  all'albo
  regionale;
   f) pubblicizzano le attività e i servizi erogati;
   g) consentono l'ingresso al pubblico;
   h)  provvedono  a dotarsi di un sito WEB nel quale  pubblicare  le
  foto  e i dati riassuntivi, caratteriali e fisici, di tutti i  cani
  ricoverati;
   i)  realizzano  accorgimenti  infrastrutturali  tali  da  ottenere
  l'arricchimento  ambientale  dello  spazio  vitale  degli   animali
  ospitati;
   j) provvedono a dotarti di un ambulatorio attrezzato.

   18.  I  rifugi per il ricovero di nuova istituzione possono  avere
  una  ricettività  massima  di  500 animali.  Sono  fatte  salve  le
  autorizzazioni  esistenti. Le strutture  che  ospitano  animali  in
  numero  superiore  non  possono accogliere  altri  ospiti  fino  al
  rientro nella ricettività fissata dall'autorizzazione».

   L'emendamento 13.1 è mantenuto, onorevole Compagnone? È  mantenuto
  il soppressivo del comma 5? Siamo all'articolo 13.
   C'è  un  emendamento il 13.1, che sopprime il comma 5.  Chiedo  il
  parere della Commissione. La Commissione è contraria.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Allora, anche qui "nei rifugi tutti gli  operatori  e
  devono  essere formati", va bene, "e, per ogni ottanta cani, devono
  essere  previsti almeno un addetto all'accudimento degli animali  e
  alla  pulizia delle gabbie". Dico, stiamo parlando di  animali,  di
  cani:  dei  cani ci sono tante razze, sapete? Ci sono tante  razze,
  tanti  modi,  tanti  caratteri, giusto?  Questo significa  che  non
  potete  contingentare, non puoi dire che uno deve stare attento  ad
  80 cani, perché se sono 80 cani mastini napoletani, come quelli che
  ha mio fratello, sono un conto; se sono 80 cagnolini, sono un altro
  conto. Non potete scrivere queste cose, va cassato

   PRESIDENTE. Comunque c'è il parere contrario del Governo  e  della
  Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è
  favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 13.7 è decaduto per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si  passa  all'emendamento 13.8. Con il  parere  favorevole  della
  Commissione  e del Governo lo pongo in votazione. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 13.2:  La lettera  a)  del  comma  3  è
  soppressa , a firma degli onorevoli Compagnone ed altri. Il  parere
  della Commissione?
   Onorevole Compagnone, chiedo scusa, la lettera a) del comma  13  è
  soppressa.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questo  è  un
  compito dell'Asp, non lo può fare, non si può fare di inoculare  il
  microchip, lo deve fare l'Asp.

   PRESIDENTE. Questo lo dovete spiegare voi, chiedo scusa  i  rifugi
  sanitari,  come  sono: pubblici, privati? Lo  possono  fare  tutti?
  Devono essere o pubblici o convenzionati? No? Anche se non lo sono?
  Mi dicono che non è così, che non è obbligatorio. Quindi lo ritira?
  Non  lo  ritira.  C'è  il  parere contrario  del  Governo  e  della
  Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è
  favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 13.4, sempre dell'onorevole Compagnone.
   Con  il parere contrario della Commissione e del Governo lo  pongo
  in  votazione.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 13.5:  Il comma 16 è soppresso ,  degli
  onorevoli Compagnone ed altri.
   Con  il parere contrario della Commissione e del Governo lo  pongo
  in  votazione.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 13.3:  Alla lettera b) del comma 17 sono
  aggiunte  le  parole  nelle giornate individuate  per  l'adozione ,
  degli onorevoli Compagnone ed altri. Contrario pure in questo?
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 13.3. Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa alla votazione dell'articolo 13. Chi è favorevole  resti
   seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
                 Microcanili e casa famiglia per cani

   1. La casa famiglia per cani è una struttura privata, recintata  e
  debitamente  attrezzata,  autorizzata  dall'ASP,  ove  un   privato
  cittadino,  iscritto  nell'elenco  comunale  per  il  contrasto  al
  randagismo  o  ad un'associazione per la protezione degli  animali,
  iscritta   all'albo  regionale  di  cui  all'articolo   21,   offre
  ospitalità  temporanea fino ad un massimo di 10  cani,  secondo  le
  disposizioni  ed  i requisiti previsti dal decreto assessoriale  di
  cui  all'articolo 27. La titolarità di una casa famiglia  per  cani
  non comporta alcuna corresponsione economica. Essa può ottenere dal
  comune,  nei  limiti delle risorse disponibili, un  rimborso  anche
  parziale  per  l'acquisto di cibo, farmaci e spese  veterinarie  su
  presentazione di idonea documentazione fiscale.

   2. Il micro-canile è una struttura autorizzata dall'ASP, destinata
  ad  ospitare  da  11 a 20 cani, gestita da un'associazione  per  la
  protezione  degli  animali  iscritta  all'albo  regionale  di   cui
  all'articolo  21,  anche in regime di convenzione  con  il  comune,
  secondo  le  disposizioni  ed  i  requisiti  previsti  dal  decreto
  assessoriale di cui all'articolo 27.

   3. I microcanili e le case famiglia per cani individuano un medico
  veterinario  libero professionista per la tutela della salute,  del
  benessere e dell'incolumità degli animali».

   Il  comma 1 è soppresso è precluso dall'approvazione dell'articolo
  12.  Il  14.5,  pure,  il  14.3,  pure  e  il  14.2.  Non  ci  sono
  emendamenti. Si passa alla votazione dell'articolo 14. Lo pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

                           (brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Sono  preclusi. Con l'approvazione  dell'articolo  12
  vengono preclusi questi emendamenti.
   Andiamo al comma 1 lettera g) del  12. Il comma 1 lettera g).

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Questo è un'altra cosa, ma l'emendamento è precluso.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  voglio
  mettere  il mio cervello all'ammasso, sa Presidente, ce  ne  stiamo
  per  andare e almeno uno lascia un ricordo, cioè stiamo facendo  la
  casa  famiglia  per  i cani, cioè significa che quattro  scalmanati
  fanno una casa in un condominio e decidono di fare la casa come gli
  americani. Poi voglio vedere cosa succede

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15. Ne do lettura.

                               «Art. 15.
      Apertura al pubblico delle strutture di ricovero e custodia

   1.  Al  fine  di  favorire l'adozione dei cani  e  dei  gatti  ivi
  ospitati,  le  strutture di ricovero e custodia prevedono  regolari
  orari  di  apertura  al pubblico, per almeno  due  ore  al  giorno,
  continuative, dal lunedì al venerdì e per quattro ore il  sabato  o
  la  domenica.  L'orario  di apertura al pubblico  è  comunicato  al
  comune   e   all'azienda  sanitaria  provinciale   competenti   per
  territorio,  nonché  adeguatamente  pubblicizzato  ed  esposto   in
  maniera ben visibile fuori dalla struttura.

   2.  Ogni  struttura predispone un apposito registro presenze  dove
  sono registrati l'ingresso e l'uscita del pubblico e dei volontari.

   3.  Le  strutture  di  ricovero e custodia garantiscono  l'accesso
  regolamentato  ai  volontari delle associazioni  iscritte  all'albo
  regionale  al  fine di consentire le attività di ampliamento  delle
  competenze sociali degli animali.

   4.  L'accesso del pubblico e dei volontari nei rifugi o presso  le
  zone  di  elevata  pericolosità o di  possibile  contagio  per  gli
  animali   può  essere  limitato,  su  disposizione  del   direttore
  sanitario-veterinario, imponendo anche regole di comportamento».

   Si  passa all'emendamento 15.1, a firma degli onorevoli Compagnone
  ed altri. Il parere della Commissione?

   CALDERONE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti  seduto,
   chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
     Prelievo sul territorio e controllo della popolazione di cani
                                vaganti

   1.  Chiunque  rinvenga un animale vagante lo segnala  agli  uffici
  comunali  che ne curano il prelievo dal territorio ed il  trasporto
  presso le strutture sanitarie pubbliche o in regime di convenzione.

   2.  Il  prelievo sul territorio attraverso sistemi di sedazione  e
  telenarcosi  è sempre svolto da un medico veterinario abilitato  ed
  iscritto all'apposito albo nazionale.

   3.  Nel  caso in cui il segnalante sia disponibile a farsi  carico
  dell'animale, il sindaco o suo delegato, esperiti gli  accertamenti
  sanitari,  può  darlo in affido allo stesso.  In  caso  di  mancata
  segnalazione,  le  spese  sanitarie  sono  a  carico  del  soggetto
  affidatario.

   4.  Dopo  il recupero dell'animale vagante si procede ad avvertire
  il  proprietario prima possibile e, comunque, non oltre 24 ore  dal
  ritrovamento. In caso di cani non identificati, è ammesso  il  test
  del  DNA,  l'ASP  verifica  le condizioni  sanitarie  e  valuta  la
  compatibilità con lo stato di abbandono.

   5.  Il  proprietario  dell'animale è  obbligato  al  ritiro  entro
  quindici   giorni  dalla  comunicazione  di  ritrovamento,   previo
  pagamento  dei  relativi oneri maturati, da effettuarsi  al  comune
  territorialmente competente.

   6. Sono poste a carico del proprietario le spese necessarie per la
  custodia   ed   il  mantenimento  dell'animale,   nonché   per   la
  tipizzazione del DNA.

   7.   All'animale   registrato  in  anagrafe   non   ritirato   dal
  proprietario   entro   quindici  giorni   dal   ricevimento   della
  comunicazione, si applicano le disposizioni di cui  ai  commi  8  e
  seguente.

   8.  In  caso  di  cani  non identificati, dopo  le  operazioni  di
  identificazione e registrazione in anagrafe come cane di  proprietà
  del  comune ed i relativi controlli sanitari si procede, di  norma,
  alla  sterilizzazione ed alla re-immissione sul territorio nel  più
  breve tempo possibile.

   9.  In attesa della re-immissione sul territorio il sindaco o  suo
  delegato può affidare il cane vagante recuperato e sterilizzato  ad
  un cittadino che ne faccia richiesta, che si impegna ad accudirlo e
  custodirlo fino alla re-immissione o all'adozione.

   10.  Non  si  procede alla re-immissione sul territorio  dei  cani
  vaganti  recuperati e sterilizzati soltanto nel caso  di  manifesta
  pericolosità o di soggetti a rischio di aggressività o  morsicatori
  in   maniera   conclamata,  situazioni  patologiche   che   possano
  compromettere   la   sopravvivenza  sul  territorio,   secondo   la
  valutazione dei medici veterinari dell'ASP appositamente formati.

   11.  Nei casi di cui al comma 10 i cani possono essere affidati  o
  adottati   da  privati  cittadini,  cittadini  iscritti  all'elenco
  comunale  per il contrasto al randagismo, ai membri di associazioni
  iscritte  all'albo  regionale  che ne  facciano  richiesta  o  sono
  destinati ai rifugi per ricovero a spese dei comuni competenti  per
  essere   avviati,   ove  possibile,  verso   idonei   percorsi   di
  modificazione comportamentale».

   L'emendamento 16.5 è decaduto per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si  passa  all'emendamento  16.1, degli  onorevoli  Compagnone  ed
  altri. Il parere della Commissione?
   Onorevole  Catanzaro, non gli dia a parlare che mi  deve  dare  il
  parere. Favorevole o contrario?

   CALDERONE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 16.2 è precluso.
   L'emendamento  16.3 essendo stato bocciato il 16.1  ovviamente  lo
  ritira,  onorevole  Compagnone. Aspetti che sia rosso.  Perché  non
  diventa rosso?

   COMPAGNONE. Perché non si vergogna più  Anche i microfoni  non  si
   vergognano più  E qua la prendiamo a ridere, Presidente.

   PRESIDENTE. Una persona come lei può essere spiritosa  sempre  con
   gran piacere.

   COMPAGNONE. Allora, io sto facendo questa battaglia Presidente  mi
   creda

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, per favore.

   COMPAGNONE.  Professore  Cracolici,  io  sto  combattendo   questa
  battaglia e spero venga interpretata in modo giudizioso,  cioè  per
  quello che voglio rappresentare. Il problema di questa norma non  è
  che   siamo  felici  che  ci  sia  il  randagismo.  Tutti  vorremmo
  normalizzare questo stato di fatto. Però vorrei dire, tante  volte,
  Presidente  mi  scusi.  Presidente  non  si  faccia  disturbare  da
  quell'individuo mascherato che è vicino a lei.
   Il  rischio  sa  qual  è?  Presidente, mi ascolti.  Scusate  è  un
  problema di merito, fondamentale. Onorevole Cracolici la prego  lei
  che  è  persona che gode di tutta la mia stima. No, allora,  voglio
  dire,  è  il nocciolo fondamentale della norma ecco perché io  sono
  stato  contrario perché rischiamo, credetemi, al di  là  dei  buoni
  propositi,  io  lo  capisco che c'erano tanti buoni  propositi.  Io
  stesso  vi  prego  di  credermi, li amo veramente  gli  animali  ma
  proprio  perché  li amiamo non posso ammettere che  possano  essere
  buttati in mezzo alle strade. Nel momento in cui noi diciamo, diamo
  per assodato che si faccia la reimmissione nel territorio che è  il
  nucleo  centrale  della norma, di questa norma, quello  che  stiamo
  facendo  è  di favorire l'immissione nel territorio stiamo  facendo
  questo con questa norma. La reimmissione nel territorio non  è  una
  buona  prassi è un ripiego perché non ci vogliamo mettere  i  soldi
  per  trattare  i cani bene. I cani, ripeto, devono stare  o  con  i
  padroni,   con  l'uomo,  oppure  custodite  in  ambienti  adeguati.
  Reimmettere i cani nel territorio non è una buona norma cioè stiamo
  illudendo  solo perché dobbiamo risparmiare non è una buona  norma.
  Era  più  logico  che  la  Regione siciliana  mettesse  dei  fondi,
  obbligasse i sindaci a fare determinate cose, obbligasse a fare  le
  buone  prassi mettendoci una quota di parte, una quota  di  denaro,
  una quota la metteva la Regione, una quota i Comuni per incentivare
  a gestire bene il cane ma non a reimmetterlo nel territorio. Quindi
  tutti questi articoli che parlano della reimmissione nel territorio
  io non posso che essere contrario perché è assolutamente sbagliato.
  Capisco che ormai siete decisi che la dovete fare, fatela.  Però  è
  assolutamente  sbagliata questa legge caro Michele  procurerà  solo
  guai  perché  non  funziona. E' una legge  bandiera,  è  una  legge
  demagogica  che non guarda alla realtà delle cose. E' sbagliata,  è
  sbagliato  il fondamento. Perché il cane non deve essere  reimmesso
  nel territorio. Il cane ha le sue regole. Il cane o sta nell'uomo e
  si  umanizza tra virgolette, oppure deve essere tenuto in  ambienti
  adeguati, ben trattato, bene tenuto con l'aiuto della Regione,  con
  l'aiuto del Comune, ma non immesso nel territorio.

   PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, prego.

   COMPAGNONE. Cosa lo immettiamo nel territorio? Fa altre  cose,  fa
  branco, fa altre cose, fatevelo spiegare dai veterinari seri.

   PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, le volevo fare una domanda.  Lei
  con  questa  soppressione vuole evitare che i cani feroci  vengano,
  non ho capito bene questa posizione, mi è sembrata una posizione,

   COMPAGNONE.  Il fondamento di questa norma, signor Presidente,  la
  base,  il nucleo centrale di questa legge, noi non abbiamo i  soldi
  per gestire i cani, li rimettiamo nel territorio, l'abbiamo condita
  con  tutta  una serie di belle cose, ci mettiamo il micro-chip,  ci
  facciamo l'analisi del DNA, ci mettiamo il garante, ma secondo me è
  sbagliato reimmettere i cani nel territorio, i cani vanno tenuti da
  un  legittimo proprietario che li accudisce, reimmettere i cani nel
  territorio è un errore.

   SIRAGUSA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA,   relatore.  Sentire  parlare  di  umanizzazione   degli
  animali,  mi  fa capire che probabilmente non è che si amino  molto
  gli  animali  Perché è proprio l'ultima cosa che bisogna dire,  che
  dobbiamo umanizzare gli animali. E in realtà mi pare di capire  che
  non si è neanche capito quale è il vero senso di questa legge. Vero
  è  che  è  la  rimmissione  nel territorio  ma  il  vero  passaggio
  necessario  è  quello della sterilizzazione. Onorevole  Compagnone,
  lei  ha  idea di quanti randagi ci sono in Sicilia? Circa 90  mila.
  Noi  vogliamo costruire un lager enorme nel centro della Sicilia  e
  ammassarli tutti lì dentro?
   Il   vero   compito  che  dobbiamo  cercare  di  ottenere,   oltre
  all'educazione  a il non abbandono, che peraltro è  prevalentemente
  quello  urbano l'abbandono, oltre a quello che va diminuendo  delle
  campagne  dei contadini ma che ha una sua importanza. Noi  dobbiamo
  sterilizzare  gli  animali e reimmetterli nel territorio  perché  è
  quello  l'ambiente dove possiamo, al contrario, gestirli e  tenerli
  sotto  controllo.  Dopo  che  sono stati  sterilizzati,  altrimenti
  creiamo  dei  lager  immensi, buttiamo  gli  animali  lì  dentro  e
  aspettiamo  che  succeda  qualche cosa  e  spendiamo  centinaia  di
  migliaia   di   euro   per  mantenere  questi   animali.   Con   la
  sterilizzazione, come avviene nel resto del mondo a dire la verità,
  perché  siamo  la regione che ha il maggior numero  di  randagi  in
  tutta  Italia,  questo avviene, e non riesco a  capire  perché  non
  riesca ad avvenire anche qua.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Arancio.  Ne  ha
  facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire intanto  per
  dire  una  cosa,  questa  legge ha avuto un percorso  molto  lungo,
  abbiamo audito tutti i soggetti e gli attori interessati quindi non
  è  una  legge  che è stata improvvisata, ma poi come  ha  detto  il
  Presidente abbiamo avuto un consulente veramente bravo e  in  grado
  di fare il suo lavoro.
   Questa  è  una  legge che è necessario portarla a casa,  perché  è
  necessario che i comuni abbiamo uno strumento adeguato per  far  sì
  che  un  fenomeno drammatico che si chiama randagismo  continui  ad
  essere  vissuto dalle persone di tutta la Sicilia.  Sono  piene  le
  cronache,  lui  ha parlato di Sciacca e io vi posso  dire  del  mio
  territorio,  Gela,  dove  un  bambino è  stato  aggredito,  dove  i
  bagnanti sono stati aggrediti, quindi è necessario che ci  sia  uno
  strumento adeguato che permetta di potere intervenire, come  diceva
  l'onorevole  Siragusa attraverso un atto importante che  si  chiama
  sterilizzazione.
   Qui  abbiamo  procedura  e  modi  di  come  poter  intervenire.  È
  indubbio, ci sono degli aspetti legati a problemi economici che  la
  Commissione  ha demandato, l'altra Commissione, Bilancio,  di  dare
  delle  risposte.  Qui  si  ha  una  posizione  di  preconcetto  nei
  confronti  della legge, arriviamo alla fine dove ci sono punti  che
  possono essere controversi, ci fermiamo, aspettiamo di vedere anche
  il  pronunciamento della Commissione Bilancio,  se  ci  sono  degli
  altri punti che possiamo migliorare. Indubbiamente il Parlamento  è
  fatto proprio per questo, noi siamo qui per cercare, come diceva il
  Presidente,  le  leggi sono tutte perfettibili, quindi  sicuramente
  noi siamo in grado tutti assieme, collaborando, di perfezionarla  e
  renderla  la  migliore possibile, perché non  ci  possiamo  portare
  ancora a casa questo drammatico problema.
   Vi  voglio  dire un'altra cosa: noi abbiamo il Parco  archeologico
  delle  mura  di Capo Soprano che spesso, signor Presidente,  se  mi
  sente io continuo, altrimenti posso anche terminare.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, mi stavo approcciando con

   ARANCIO. Noi abbiamo un Parco archeologico che spesso è territorio
  di  cani  randagi  che impediscono che un bene  archeologico  venga
  usufruito dai turisti. Quindi siamo in una situazione veramente  di
  piena  difficoltà. Quindi la legge abbiamo il dovere  di  dare  una
  risposta  e  di metterla in campo, quindi continuiamo a lavorare  e
  miglioriamola nei punti dove c'è qualcosa di controverso.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, un chiarimento. Se l'emendamento 11.4  è
  stato  approvato,  qualora fosse stato approvato chiedo  che  venga
  messo  a  verbale  il  mio  voto contrario,  laddove  l'emendamento
  prevede  che il cane di quartiere possa essere tatuato, comportando
  il  tatuaggio una sofferenza, una afflizione a carico dell'animale,
  sono contrario.

   CRACOLICI. Pure io voto contrario.

   PRESIDENTE.  Va bene, chiedo agli Uffici di mettere a  verbale  il
  voto  contrario, anche lei è contrario? Colleghi, l'emendamento  mi
  dicono  gli Uffici che è stato approvato, è un emendamento, non  so
  se posso ricomprendere un voto contrario. Mi fate completare?
   Prego  gli  Uffici di favorirmi l'emendamento 11.4  dell'onorevole
  Palmeri. È stato votato. Quindi su richiesta delle associazioni  di
  cui  all'articolo 21 o dei cittadini il Comune può  riconoscere  un
  cane  vagante  come  cane  di quartiere. Il riconoscimento  avviene
  previa valutazione, comma 2:  I cani di quartiere sono vaccinati  e
  sterilizzati dal servizio veterinario Asl competente, sono iscritti
  all'anagrafe  canina, tatuati o riconosciuti a nome del  Comune  di
  appartenenza e sono dotati di idoneo segno di riconoscimento .
   Se mi fa completare un attimino. L'onorevole Lupo chiede che venga
  indicato  che  il  suo voto era contrario. Ora  ho  visto  parecchi
  colleghi che hanno alzato la mano per esprimere che avevano  votato
  contrario,  non  ero  io a presiedere in quel minuto  però  non  mi
  sembra  né  che sia stato chiesto voto con la scheda,  né  che  sia
  stato  fatto  per  alzata a seduta e nessuno  si  è  alzato.  Se  i
  colleghi  presenti  tutti, a posteriori, esprimete  la  volontà  di
  avere   votato   in  maniera  contraria,  significa  a   posteriori
  modificare  la votazione e questo in questo momento  non  lo  posso
  consentire.
   Chiedo all'onorevole Palmeri, che mi aveva chiesto di parlare,  un
  chiarimento. Prego, onorevole Palmeri. Poi si è iscritto a  parlare
  l'onorevole Siragusa.

   PALMERI. Grazie Presidente, volevo dire che la versione che  avevo
  presentato  e avevo caricato sul sito aveva una piccola differenza,
  praticamente mancava questa parola  tatuaggio , forse c'è stata una
  piccola  modifica per adeguarlo alle normative delle altre regioni,
  perché  evidentemente il cane di quartiere non me lo sono inventato
  io  ed esiste nelle altre legislazioni regionali e, quindi, è stata
  fatta    default   questa  modifica  di  adeguamento   alle   altre
  legislazioni  regionali;  però, dico, se  si  può  togliere  quella
  parola specifica a questo punto io sono favorevole.

   PRESIDENTE.   Scusi,  la  parola   tatuaggio    da   chi   sarebbe
  erroneamente

   PALMERI.  No,  non  dico  erroneamente.  Probabilmente,  è   stata
  adeguata alla normativa regionale delle altre regioni che già hanno
  recepito questa cosa.

   PRESIDENTE. Va bene. Prego, onorevole Siragusa.

   PALMERI. Nella versione che io avevo inviato inizialmente non  era
  questa la versione.

   PRESIDENTE.  Allora, con il consenso dell'Aula,  comunico  che  si
  potrebbe  fare  un 117 sulla parola  tatuati  a meno  che  non  sia
  necessario, se c'è il consenso di tutti.
   Onorevole Siragusa, lei questo voleva dire?

   SIRAGUSA, relatore. Oltre a volere dire questo, volevo anche  dire
  che,  per  dare  anche  un conforto alla collega,  che  io  ho  una
  versione   degli  emendamenti  datata  29  giugno  2022  dove   c'è
  l'emendamento  della collega Palmeri e dove la  parola   tatuaggio
  non c'è.

   PRESIDENTE.  Allora  a  maggior ragione, se la  Commissione  aveva
  depositato tra gli emendamenti anche questo, faremo un 117.
   Bene,  colleghi, se non ci sono altri iscritti a parlare  torniamo
  nuovamente all'articolo 16.
   Sono  stati presentati degli emendamenti. Si passa all'emendamento
  16.3 a firma dell'onorevole Compagnone.
   Anche  l'onorevole Compagnone ci conferma che era  contrario  alla
  questione del  tatuaggio  che però sarà tolto dal testo.
   Onorevole  Compagnone,  la invito al ritiro dell'emendamento  16.3
  che  prevede la soppressione del comma 10 e del comma 11. Lo ritira
  onorevole Compagnone?
   Onorevole Compagnone, chiedo scusa, lei è al telefono, però se  mi
    Ma io posso aspettare?
   Pongo  in votazione l'emendamento 16.3. Chi è favorevole si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17.
        Cani a rischio di aggressività e corsi di modificazione
                            comportamentale

   1.  È  istituito  presso  l'anagrafe regionale  degli  animali  il
  registro dei cani a rischio di aggressività.

   2. Sono iscritti nel registro dei cani a rischio di aggressività i
  cani  che,  dopo valutazione comportamentale, vengono dichiarati  a
  rischio elevato per l'incolumità pubblica e degli altri animali.

   3.  La valutazione comportamentale è condotta da medici veterinari
  dell'ASP   appositamente   formati.   Qualora   necessario,   l'ASP
  competente    per    territorio   attiva   un    percorso    mirato
  all'accertamento delle condizioni psicofisiche dell'animale e della
  sua corretta gestione da parte del proprietario o del detentore.

   4.  I  cani  randagi a rischio di aggressività sono affidati  alle
  strutture  di  ricovero che ne consentano la  corretta  gestione  e
  sottoposti  a corsi di recupero comportamentale. Se, a  seguito  di
  valutazione   comportamentale,  sono  dichiarati  non   pericolosi,
  possono essere o ceduti in adozione o reimmessi nel territorio.

   5.  Il  proprietario  o il detentore, anche  temporaneo,  di  cani
  iscritti  nel  registro dei cani a rischio di aggressività  stipula
  una  polizza  assicurativa a copertura della responsabilità  civile
  derivante da danni causati dall'animale a persone e cose.  Inoltre,
  applica  guinzaglio e museruola quando l'animale si trova  in  aree
  urbane e nei luoghi aperti al pubblico.

   6.  A  seguito di episodi di morsicatura o di aggressione da parte
  di  cani  padronali, il sindaco nell'esercizio  delle  funzioni  di
  tutela   dell'incolumità  pubblica,  su  indicazione  dei   servizi
  veterinari   delle   aziende  sanitarie  provinciali,   ordina   ai
  proprietari  di  cani  dichiarati  a  rischio  di  aggressività  di
  frequentare corsi di modificazione comportamentale dell'animale che
  coinvolgano il nucleo familiare.

   7.   Qualora,   al   termine   del   percorso   di   modificazione
  comportamentale,    l'azienda   sanitaria    provinciale    accerti
  l'incapacità  di  gestione del cane da parte del  proprietario,  il
  comune provvede al sequestro e alla confisca dell'animale.

   8. Il proprietario che rinuncia alla custodia del cane valutato  a
  rischio di aggressività sostiene le spese di gestione del cane fino
  all'eventuale cambio di proprietà.

   9. I corsi di modificazione comportamentale sono organizzati dalle
  aziende  sanitarie provinciali, con la collaborazione degli  ordini
  professionali  dei  medici veterinari, degli  atenei  universitari,
  degli   operatori  cinotecnici  qualificati  e  delle  associazioni
  animaliste.  L'attività didattica è affidata  a  medici  veterinari
  appositamente formati e a docenti di comprovata esperienza.

   10.  Il corso rilascia un patentino denominato  certificazione  di
  conduzione   in  regime  di  sicurezza ,  con  validità  triennale,
  coerente   con   il  sistema  nazionale  di  certificazione   delle
  competenze di cui al decreto n. 13 del 16 gennaio 2013.».

   Abbiamo   due   emendamenti   ed  un  soppressivo   dell'onorevole
  Compagnone. È al telefono, spero che stia parlando del  disegno  di
  legge.
   Si passa all'emendamento 17.1. Lo pongo in votazione con il parere
  contrario  della  Commissione e del Governo. Chi  è  favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  17.2 non è ammissibile ed in ogni caso  è  decaduto
  perché i colleghi Tamajo e D'Agostino non sono presenti.
   Pongo  in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'articolo  18 viene accantonato perché ha dei profili  di  natura
  finanziaria che saranno valutati dalla Commissione  Bilancio .
   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
              Norme di tutela igienica della collettività

     1. I proprietari o i detentori che conducono cani nelle vie o in
  altro  luogo  aperto  al pubblico provvedono,  muniti  di  appositi
  dispositivi,  alla  rimozione  delle deiezioni  solide  dei  propri
  animali.

     2.  I  soggetti  di  cui  al comma 1 rimuovono  le  deiezioni  e
  puliscono  con  acqua le eliminazioni urinarie  emesse  dai  propri
  animali nelle vie o in altri luoghi aperti al pubblico.

     3.  Le  amministrazioni comunali provvedono ad individuare  e  a
  delimitare  aree da destinare ai cani, accompagnati da proprietario
  o  detentore, per le funzioni fisiologiche e motorie degli  stessi.
  Le   stesse  aree  sono  sottoposte  a  frequente  rimozione  delle
  deiezioni e a periodici interventi di bonifica, in coerenza con  il
  regolamento comunale.

   4.  Chiunque può alimentare cani e gatti vaganti, in coerenza  con
  il regolamento comunale e nel rispetto delle norme per l'igiene del
  suolo  pubblico, evitando la dispersione di alimenti e  provvedendo
  alla pulizia della zona dove gli animali sono alimentati. È vietato
  impedire  od  ostacolare, in qualsiasi modo,  l'espletamento  delle
  attività  di  accudimento  degli animali vaganti.  Chi  somministra
  regolarmente  cibo ai cani e alle colonie feline, ha  l'obbligo  di
  ripristinare  le  corrette  condizioni  igienico  sanitarie  e   di
  segnalare  al comune competente il luogo di somministrazione  e  il
  numero  di  cani  vaganti e colonie feline con il numero  di  gatti
  presenti».

   Abbiamo  un  emendamento  fuori sacco che  ora  vi  metteremo  sul
  tablet.
   Allora procediamo con gli emendamenti.
   Abbiamo   un   emendamento   a   firma  dell'onorevole   Calderone
  soppressivo del comma 2. Chiedo al collega se lo vuole ritirare.
   L'onorevole Calderone ritira l'emendamento 19.4.
   Si  passa all'emendamento 19.1, "il comma 2 è soppresso", a  firma
  dell'onorevole Compagnone e Di Mauro.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  perché  per
  esempio  quando  ci sono le deiezioni se si butta l'acqua,  l'acqua
  favorisce la crescita dei batteri.
   Quindi  è  sbagliato, almeno che uno non cammina  con  l'ammoniaca
  oppure  con  un  disinfettante, ma basta rimuovere la  delizio,  ma
  questo  fatto di lavare con acqua è sbagliato, quindi se la si  può
  cassare. Anche questo lo dice la scienza, non lo dico io.
   È il comma 2 dell'articolo 19. Al comma 2, quando si devono pulire
  le  deiezioni, c'è scritto con acqua. Ripeto, in realtà non è  così
  perché  se  tu  ci  butti l'acqua favorisci la crescita  batterica,
  quindi è una cosa sbagliata.

   CALDERONE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE, presidente della Commissione. Se l'onorevole Compagnone
  è  d'accordo,  così potremmo esprimere parere favorevole,  potremmo
  emendare "con acqua" non eliminarlo tutto, perché tutto non avrebbe
  senso.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, allora se ho compreso, perché qui
  sta avvenendo un contraddittorio.

   CALDERONE, presidente della Commissione. Signor Presidente, se  mi
  dà la parola io posso chiarire.
   La  norma  testualmente  recita "I soggetti  di  cui  al  comma  1
  rimuovono  le  deiezioni  e  puliscono con  acqua  le  eliminazioni
  urinarie emesse dai propri animali nelle vie eccetera eccetera". Se
  la  preoccupazione, che potrebbe anche essere compatibile, è quella
  dell'acqua  per  le  reazioni chimiche a cui ha  fatto  riferimento
  l'onorevole Compagnone, possiamo subemendare "con acqua" perché  di
  pulire e devono pulire.

   PRESIDENTE. Può subemendare con? Non abbiamo capito la parola.

   CALDERONE, presidente della Commissione. Dobbiamo subemendare "con
  acqua",  nelle maniere che ritengono più opportuno ma non  possiamo
  noi sopprimere il comma.

   PRESIDENTE. E la vuole sostituire con cosa?

   CALDERONE, presidente della Commissione. Con nulla, con nulla.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sì, un attimo, onorevole Cracolici.

   CALDERONE, presidente della Commissione. Signor Presidente qua noi
  dobbiamo salvaguardare...

   PRESIDENTE.   Lei  vuole  sostituire  la  parola   "acqua",   anzi
  eliminarla. Deve pulire.

   CALDERONE,  presidente  della Commissione.  Eliminarla,  perché  è
  chiaro  che  bisogna anche tutelare il decoro delle  città.  Quindi
  ognuno,  nella  maniera che riterrà più opportuna e congrua,  dovrà
  pulire le deiezioni degli animali.
   Se c'è questa reazione, ci sono le palette, ci sono i sacchetti...
  se  c'è  un  problema possiamo scrivere anche  con  acqua,  con  la
  sabbia,   però  non  possiamo  sopprimere  interamente  l'articolo,
  onorevole  Compagnone,  perché  non  possiamo  lasciare  spettacoli
  indecorosi nella città.
   Abbia pazienza.

   PRESIDENTE. Allora, chiede di parlare l'onorevole Cracolici  e  si
  iscrive a parlare l'onorevole Ciancio.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. A me dispiace contraddire il collega Calderone  perché,
  uno  può arrivare a tante cose, ma bisogna evitare che ci prestiamo
  a  disposizioni normative che poi non hanno possibilità  alcuna  di
  essere attuate.
   Io  vorrei  ricordare  ad esempio che dovremmo  pulire  tutti  gli
  alberi  della  Sicilia, perché è evidente che  normalmente  i  cani
  utilizzano, soprattutto i maschi, li utilizzano...
   Eviterei la pulizia dell'attività urinaria, che vuol dire la pipì,
  io  capisco  ed  è corretto, laddove l'animale di proprietà  se  lo
  porti a passeggio ti devi preoccupare di pulire
   Sì,  ho capito, però ragazzi vi ricordo che le disposizioni  hanno
  poi delle sanzioni, cioè il concetto è che non è che noi affermiamo
  un  principio  e non regoliamo la sanzione, che mandiamo  i  Vigili
  urbani  a seguire tutti i cani che fanno la pipì nei parchi,  sotto
  casa?
   Io   capisco   che   ci  sono  alcune  attività,  alcuni   cultori
  dell'attività   animalista   che,  secondo   me,   arrivano   anche
  all'esasperazione.
   Io, sinceramente, che devo votare una disposizione che prevede che
  se  il  cane  fa la pipì tu ti devi dotare del bidone dell'acqua  e
  portarlo dietro, la ritengo ridicola.
   E allora io questa norma non la voto, e lo dico prima, così lei se
  lo  mette a verbale, perché poi non vorrei che si dicesse lo  avete
  detto  dopo. Possiamo accettare tutto, ci vuole il vento in chiesa,
  ma spegnere le candele finisce per essere un'attività

                     (Intervento fuori microfono)

   CRACOLICI. Cioè la pipì, la pipì dei cani?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  La prego di rivolgersi alla Presidenza perché se  voi
  conversate con la Commissione gli altri non comprendono.
   È iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, devo dire che vedo in questa norma  un
  principio  di  civiltà, perché il fatto è che  noi  siamo  abituati
  molto  male in Sicilia, ma molto molto male, per cui a stento forse
  i  proprietari dei cani raccolgono le deiezioni, quindi figuriamoci
  giustamente  il ragionamento del siciliano medio che è  figuriamoci
  se  devo  pulire  pure  l'urina del cane  ma  vi  assicuro  che  in
  tantissime città d'Italia - e io stavo vedendo proprio perché basta
  cercare su internet - è obbligatoria la bottiglietta dell'acqua

   PRESIDENTE. Ci sono i regolamenti comunali.

   CIANCIO.  Ci sono dei regolamenti comunali dove è obbligatoria  la
  bottiglietta d'acqua per la pipì dei cani, multa salatissima per  i
  trasgressori. È una cosa normale  Ma chi ha esperienza  magari  con
  case che stanno al piano terra, o case che danno direttamente sulla
  strada

   PRESIDENTE. Botteghe commerciali.

   CIANCIO.  Sa  quanto è importante anche da questo punto  di  vista
  dare  un minimo di disincentivo ai proprietari dei cani di far fare
  quello che vogliono, perché non è che siccome non è la deiezione ma
  è  l'urina, è anche un argomento che capisco non è bello  parlarne,
  però vi posso assicurare che non è meno fastidioso dell'altra cosa.
   Quindi, secondo me in una legge quadro, in cui poi sono d'accordo,
  magari molto spesso non vengono applicate, oppure non si rispettano
  esattamente come si dovrebbe, però mettiamolo nella legge, in  modo
  tale  che  diamo gli strumenti anche ai Comuni, anche a  chi  vuole
  fare  a livello comunale delle sanzioni per i proprietari dei  cani
  che non fanno questo tipo di pulizia, mettiamolo nella legge.
   Stiamo  facendo  una  legge quadro, stiamo facendo  una  legge  di
  qualità, ma perché ci dobbiamo accontentare, o ci dobbiamo abituare
  alla bruttezza in Sicilia.
   Una  volta  che  facciamo una legge importante, una  legge  quadro
  anche  su questo inseriamolo. Ripeto, al Nord, in tantissime  città
  già  è  la  normalità,  noi  non ci siamo  abituati,  perché  siamo
  abituati forse a vivere nella sporcizia, ma è la normalità,  quindi
  io  non  ci  trovo  assolutamente nulla di male ad inserirlo  nella
  legge.

   PRESIDENTE.  Tornando alla questione iniziale, non si entrava  nel
  merito della necessità di pulire i bisogni fisiologici del cane, ma
  nel   metodo,   perché   viene  indicata  l'acqua.   Quindi   c'era
  un'argomentazione sul metodo, la questione iniziale era questa.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente,  semplicemente  per  aggiungere   un
  elemento  a  quanto  detto  dall'onorevole  Ciancio  che  condivido
  perfettamente. Questo emendamento sull'utilizzo dell'acqua  è  nato
  da un'esigenza reale, scusate...

                           (brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi prego di  non  fare  dibattito
  mentre  parla l'onorevole Palmeri, cosa che mi sembra anche giusta.
  Prego, onorevole Palmeri.

   PALMERI.  Semplicemente per aggiungere un elemento a quanto  detto
  dall'onorevole  Ciancio  ossia che questo  emendamento,  l'utilizzo
  dell'acqua,  è  nato da un'esigenza reale e concreta,  perché  sono
  nate  tutta una serie di infezioni. Nascono infezioni dal  contatto
  con i lucchetti dei garage, sembrerebbe assurdo ma e così.
   L'abitudine  degli animali, cani e gatti, di andare a urinare  nei
  lucchetti  dal garage, quindi sembrerebbe un'assurdità, chiaramente
  andare a pulire gli alberi, tutto ciò che in natura, è impensabile,
  però tutto ciò che è di contatto quotidiano, ossia i lucchetti  dei
  garage che vengono costantemente bersagliati da decine e decine  di
  gatti e cani è chiaro che poi l'infezione ognuno se la può beccare.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Ok.

   CALDERONE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CALDERONE, presidente della Commissione. Presidente, io ho letto
  meglio  l'articolo, perché mi ricordavo bene, i soggetti di cui  al
  comma   1   rimuovono  le  deiezioni  e  puliscono  con  acqua   le
  eliminazioni  urinarie, quindi il riferimento è  alle  eliminazioni
  urinarie,  per  tranquillizzare  l'onorevole  Compagnone.   Bisogna
  leggerla  bene  la  norma, anche con le punteggiature,  l'acqua  fa
  riferimento  alle  eliminazioni urinarie,  e  non  alle  deiezioni.
  Quindi,  mi  correggo,  melius  re perpensa,  e  dico  che  non  va
  subemendato,  pertanto il parere della Commissione è  assolutamente
  contrario.

   PRESIDENTE.  Bene,  aveva chiesto di parlare  qualcun  altro?  No,
  quindi  cari  colleghi  chiarito che il comma  2  si  riferisce  al
  lavaggio   con  acqua,  avremo  più  alberi  innaffiati   onorevole
  Cracolici, che non fa mai male.
   Ritengo  che sia una questione di civiltà, e in tantissimi  comuni
  già  avviene,  e  anche  per motivi di ordine  pubblico,  perché  i
  commercianti  che hanno le botteghe sul piano strada  non  di  rado
  arrivano,  come  dire, ad avere discussioni  e  tafferugli  con  le
  persone  che  passano  perché il cane simpaticamente,  insomma,  fa
  quello che deve fare e poi il padrone se ne infischia.
   Quindi  collega, diciamo, al netto dell'ilarità che può  suscitare
  l'argomento,  è  una  questione  di  decoro,  fermo  restando   che
  personalmente   ritengo  che  nel  dettaglio   dovrebbero   entrare
  eventuali Regolamenti comunali. Se fosse stata, come dire, una  mia
  scelta,  ma  non entro nel merito evidentemente, c'è una  necessità
  perché  i comuni già potrebbero, con propri Regolamenti, ma  se  si
  ritiene  di  metterlo  nella  norma e la  Commissione  ha  valutato
  questo, io concordo con loro, quindi se è così il testo è corretto.
   Onorevoli  colleghi,  nel frattempo vi è arrivato  sul  tablet  un
  ulteriore  file  che  è  il  19.21 che vi preannunciavo  prima,  un
  emendamento fuori sacco, il 19.2.1, sì, lo troverete sullo schermo,
  vi  si  deve  essere aperto, dovete cliccare sulla cartella,  icona
  cartella in basso centrale, il tasto rosso  non è rosso è rossa  la
  cartella, no? Il tasto ARS? Ok, allora abbiamo una icona ARS con il
  colore  rosso,  seduta corrente, emendamenti fuori sacco,  c'è  una
  voce  apposita,  e si dovrebbe aprire un Pdf con il numero  19.2.1.
  Intanto  visualizzatelo e torniamo alla votazione.  E  allora   si,
  ancora  lo  stiamo, ancora lo stiamo votando. Vi ho solo  detto  di
  cercare  il fuori sacco che è stato caricato nel sistema. E  allora
  pongo  in  votazione l'emendamento 19.1 col parere contrario  della
  Commissione e del Governo.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 19.2, sempre dell'onorevole Compagnone.
  Questo emendamento è stato riscritto, ed è il fuori sacco di cui vi
  parlavo prima. Siete riusciti a trovarlo sul tablet?
   Il  subemendamento 19.2.1 recita "all'emendamento 19.2  sopprimere
  le parole da "è vietato" fino a "accudimento agli animali vaganti".
  L'avete trovato, l'avete visualizzato?
   Lo pongo in votazione, con il parere contrario della Commissione e
  del  Governo.  Chi è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Passiamo  all'emendamento 19.2. Lo pongo in votazione  col  parere
  contrario  della  Commissione e del Governo. Chi è contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 19.4. Onorevole  Calderone,  è  un  suo
  emendamento. Lo ritira? Non lo ritira.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. La seconda parte, mi dicono gli Uffici, che ancora non
  è  stata  votata, "Al comma 4, sopprimere le parole da  È  vietato
  fino a  accudimento degli animali vaganti. . È ritirato, bene.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  19.3,  "Al  comma  4  dopo  la  parola
   vaganti  sono aggiunte le parole  già sterilizzati . Vediamo  come
  si inserisce nel testo, mi sembra che sia una buona cosa.
   La  Commissione e il Governo sono contrari. Lo pongo in votazione.
  chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

                  Presidenza del Presidente MICCICHÉ

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                               «Art. 20.
                    Protezione dei gatti in libertà

   1.  I  comuni  possono  stipulare con le  associazioni  animaliste
  appositi protocolli d'intesa per il censimento delle colonie feline
  in  stato  di  libertà, per la loro gestione e per  assicurarne  le
  condizioni di sopravvivenza e di salute.
   2. I privati cittadini che accudiscono gatti sul territorio devono
  iscriversi  nell'elenco  comunale per il contrasto  al  randagismo,
  come referenti della colonia felina.

   3.  Per  gravi e documentate necessità, le colonie feline  possono
  essere  spostate dalla zona abitualmente frequentata ad altra  zona
  preventivamente  individuata.  Lo  spostamento  è  autorizzato  dal
  Sindaco, previo parere dell'azienda sanitaria provinciale,  sentito
  il referente di colonia.

   4.  I gatti che vivono in libertà sono identificati, registrati  e
  sterilizzati a cura delle aziende sanitarie
   provinciali e reimmessi in libertà nella colonia di provenienza.»

   Si passa all'emendamento 20.1. Lo pongo in votazione con il parere
  contrario  della  Commissione e del Governo. Chi è contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 20.3, sempre dell'onorevole Compagnone.
  Lo pongo in votazione, col parere contrario della Commissione e del
  Governo. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
   Albo regionale delle associazioni per la protezione degli animali

   1.  Presso l'Assessorato della salute è istituito l'albo regionale
  delle  associazioni  per  la protezione  degli  animali,  cui  sono
  iscritte  le  associazioni costituite con  atto  pubblico,  che  ne
  facciano richiesta e che perseguono, senza fini di lucro, obiettivi
  di tutela, cura e protezione degli animali.»

   L'emendamento 21.1 è decaduto per assenza dei deputati proponenti.
   Si  passa  all'emendamento  21.3. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento  21.2. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 21, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. L'emendamento 21.3 e l'emendamento 21.2 di  Calderone.
  L'articolo 21 è approvato.
   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22.
            Elenco comunale per il contrasto al randagismo

   1.  Presso  gli uffici comunali di cui all'articolo  4,  comma  5,
  lettera  a),  è istituito un elenco per il contrasto al  randagismo
  cui possono iscriversi cittadini singoli che intendono prestare  la
  propria  opera a titolo gratuito per il contrasto al  fenomeno  del
  randagismo,  a  seguito  di  istanza e  presentazione  di  adeguata
  formazione.»

   Si   passa   all'emendamento   22.1,  dell'onorevole   Compagnone,
  soppressivo dell'articolo.
   Pongo  quindi  in votazione il mantenimento dell'articolo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
                               «Art. 23.
   Codice deontologico e di autoregolamentazione delle associazioni
               animaliste e di protezione degli animali

   1.  Le  associazioni di cui all'art. 21 ed i privati cittadini  di
  cui   all'art.   22  si  attengono  alle  leggi  vigenti   operando
  nell'ottica   della   collaborazione  con  le  istituzioni,   senza
  percepire alcun compenso.»

   Si passa all'emendamento 23.1, soppressivo dell'articolo. Lo pongo
  in  votazione.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  quindi  in votazione l'articolo 23. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                               «Art. 24.
     Accesso di cani e gatti ai giardini, parchi e aree pubbliche

   1.  Ai  cani  e  gatti, accompagnati dal detentore,  è  consentito
  l'accesso  a  tutte  le aree pubbliche o di uso pubblico,  compresi
  parchi,  giardini,  aree  verdi e spiagge,  secondo  i  regolamenti
  emanati  dagli enti proprietari o gestori. I cani sono condotti  al
  guinzaglio.  Ogni restrizione o divieto è autorizzato  dal  sindaco
  del  comune competente e segnalata con apposito cartello  indicante
  data e numero del provvedimento.

   2.  È vietato l'accesso ai cani in aree destinate e attrezzate per
  particolari scopi, come le aree giochi per bambini.

   3.  Negli spazi loro destinati, i cani accompagnati possono essere
  condotti   anche  attraverso  guinzagli  estensibili,  o  muoversi,
  correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola,  fermo
  restando l'obbligo di evitare che gli stessi costituiscano pericolo
  per le persone e per gli altri animali o arrechino danni a cose.

   4.  È  consentito il libero accesso degli animali di affezione  su
  tutti  i  mezzi  di  trasporto  pubblico  o  privato  operanti  nel
  territorio regionale. I detentori di cani sono obbligati  ad  usare
  il  guinzaglio e ad avere la disponibilità della museruola,  ovvero
  ad  utilizzare  il  trasportino, ad eccezione di  quelli  destinati
  all'assistenza delle persone prive di vista. La misura massima  del
  numero di animali ammessi è stabilita dall'operatore del trasporto.
  Il  detentore  che  conduce  animali  di  affezione  sui  mezzi  di
  trasporto  pubblico ha cura che gli stessi non sporchino  o  creino
  disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura,  pena
  risarcimento del danno causato.»

   Si  passa all'emendamento 24.1, dell'onorevole Calderone. Lo pongo
  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 24, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               «Art. 25.
     Accesso di cani e gatti negli esercizi pubblici, commerciali
               e nei locali ed uffici aperti al pubblico

   1.  Negli  esercizi pubblici e commerciali e nei locali  e  uffici
  aperti al pubblico presenti sul territorio regionale, l'accesso  di
  cani  e gatti, accompagnati dal detentore, è sempre consentito.  La
  misura  massima  del  numero di animali  ammessi  è  stabilita  dal
  responsabile.

   2.  Il  responsabile degli esercizi pubblici e commerciali, nonché
  dei  locali e degli uffici aperti al pubblico, può adottare  misure
  limitative all'accesso, segnalandole adeguatamente.

   3.  I  detentori  che  conducono i cani negli esercizi,  locali  e
  uffici  di cui al comma 1, sono tenuti a usare il guinzaglio  e  ad
  avere  a  disposizione la museruola, avendo cura  che  i  cani  non
  sporchino e non creino disturbo o danno alcuno.

   4.  È  consentito  il  libero accesso di animali  d'affezione,  al
  seguito del proprietario o detentore, nelle strutture residenziali,
  semi-residenziali, nonché nelle strutture ospedaliere, pubbliche  e
  private,  nel  rispetto  delle  prescrizioni  di  cui  al  presente
  articolo e dei criteri individuati dalla Direzione sanitaria».

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 25.1, interamente  sostitutivo
  dell'articolo 25, dell'onorevole Calderone. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                               «Art. 26.
                      Inumazione di cani e gatti

   1.  I  cani e gatti deceduti sono cremati o seppelliti, in terreni
  di  proprietà o in altre aree individuate a tale scopo dal  comune,
  secondo le prescrizioni di igiene e salute indicate dalle ASP.  Gli
  animali possono essere seppelliti solo a condizione che un apposito
  certificato rilasciato da un medico veterinario escluda il  decesso
  per malattie trasmissibili.

   2.  Chiunque intenda realizzare cimiteri per cani e gatti pubblici
  o  privati,  deve ottenere l'autorizzazione dell'azienda  sanitaria
  provinciale competente per territorio».

   È  stato  presentato l'emendamento 26.1, dell'onorevole Calderone.
  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa alla votazione dell'articolo 26. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'articolo 27 non lo possiamo votare.
   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                               «Art. 28.
                               Vigilanza

   1.  Fatte salve le attribuzioni degli ufficiali e degli agenti  di
  pubblica  sicurezza, alla vigilanza sul rispetto delle disposizioni
  previste  dalla  presente  legge sono  preposti  il  Governo  della
  Regione, le aziende sanitarie provinciali, il Corpo forestale della
  Regione  siciliana,  i comuni, l'Ufficio del Garante  e  tutti  gli
  altri soggetti che svolgono funzioni di polizia giudiziaria.

   2.  L'esercizio delle funzioni di tutela e vigilanza  può  essere,
  altresì,   esercitato  dalle  guardie  ambientali   ed   ecozoofile
  volontarie  con  la  qualifica di guardia particolare  giurata,  ai
  sensi  dell'art. 6 della legge 20 luglio 2004, n. 189 e  successive
  modifiche e integrazioni».

   È stato presentato dall'onorevole Calderone l'emendamento 28.1. Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                               «Art. 29.
                         Norma di salvaguardia

   1.   Le  convenzioni  per  la  custodia  dei  cani  prelevati  sul
  territorio  vigenti alla data di entrata in vigore  della  presente
  legge, stipulate con i rifugi privati, rimangono efficaci fino alla
  loro  scadenza e comunque non oltre ventiquattro mesi  dall'entrata
  in vigore della presente legge».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'articolo  30  è  stato  trasmesso alla  Commissione   Bilancio .
  L'articolo  31  è  la  norma finale. Lo  votiamo  dopo  che  avremo
  approvato gli altri. Va bene.
   Ci  sono  degli  altri  emendamenti e  degli  ordini  del  giorno,
  rinviamo   tutto  a  domani.  Ma  domani  non  c'è  la  Commissione
   Bilancio ,  quindi dobbiamo rinviare alla settimana  prossima?  Ma
  l'onorevole Gucciardi, non si può chiedere all'onorevole Savona  se
  si può riunire la Commissione per dare questo parere? Perché domani
  ci  dovrebbe  essere Aula, perché c'è l'insediamento probabile  dei
  due  nuovi  colleghi. Questo è inutile che lo mettiamo, perché  non
  possiamo nemmeno vederlo. Intanto incardiniamo due disegni di legge
  che sono  scusate mi dicono una e io dico una e mezzo.


   Discussione    del   disegno   di   legge    Diversificazione    e
  multifunzionalità dell'impresa agricola  (n. 1014/A)

   PRESIDENTE.   Intanto,   incardiniamo   il   disegno   di    legge
  sull'agriturismo che è pronto; ce ne sono altri   però  pronti  per
  l'Aula, ma si devono ancora guardare. Allora, incardiniamo soltanto
  il disegno di legge n. 1014/A sull'agriturismo e diamo tempo per la
  presentazione degli emendamenti fino a venerdì prossimo;  a  questo
  punto lo inizieremo a votare la settimana prossima.

  essendoci molto caldo, perché dobbiamo finire il disegno  di  legge
  iniziato oggi e faremo anche quello sull'agriturismo.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Volevo  chiedere  un
  attimo  l'attenzione  sua  e dei colleghi,  perché  immagino  tutti
  abbiamo  ricevuto  una  email  contenente  una  relazione  su   una
  questione  molto seria, che ci viene sottoposta dagli assessori  al
  turismo di oltre un centinaio di comuni.
   A  causa  del Covid, a livello statale, vado per le vie  brevi,  è
  stata  attuata  una  semplificazione sulle autorizzazioni  per  gli
  spettacoli dal vivo. Purtroppo per la nostra Regione, ci  vuole  un
  recepimento,  cioè un po' come per la raccolta per le  firme,  come
  lei ricorderà quando a causa del Covid per le elezioni comunali  si
  poteva raccogliere un solo terzo delle firme, in tutta Italia e  in
  Sicilia non lo potevamo fare perché non lo avevamo recepito.
   Ora,  da  una prima occhiata ai documenti e un primo raccordo  con
  gli Uffici sembrerebbe, e io Presidente lo deposito, e chiedo anche
  ai  colleghi  di voler partecipare attivamente a questa iniziativa,
  perché  se  tutti fossimo d'accordo io proporrei un  aggiuntivo  al
  primo  testo  utile  che  potrebbe consentire  a  questi  assessori
  comunali,  Comuni  e  comunque gli operatori dello  spettacolo,  di
  potere  godere  di  questa  semplificazione.  Perché  le  Questure,
  purtroppo,  nonostante diciamo la bontà del  ragionamento  che  gli
  Assessori  hanno proposto, hanno detto che se l'Assemblea Regionale
  non  recepisce  con  poche righe tutto sommato  la  questione,  non
  possono applicare questa semplificazione.
   Ora io Presidente lo deposito, chiaramente immagino che i colleghi
  che  hanno  chiesto  di intervenire vogliono parlare  della  stessa
  questione,  se siamo tutti favorevoli, al prossimo voto chiedo  che
  venga votato questo diciamo fuori sacco, per consentire appunto  ai
  nostri  Comuni  di potere godere di questa semplificazione  statale
  sulla  normativa delle autorizzazioni degli spettacoli dal  vivo  e
  attività culturali quali teatro, musica, danza, musical eccetera.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti per quanto io sia d'accordo  a  quello
  che lei mi dice, ma certamente ora non lo potremmo votare, però

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.  E' sullo stesso argomento?

   CIANCIO.  Sì, Presidente, è vicenda che conosco perché  in  realtà
  noi  abbiamo già recepito su mia proposta la legge che  prevede  la
  semplificazione  per  gli  spettacoli  al  di  sotto  dei  duecento
  partecipanti. In periodo Covid è stato innalzato fino alla fine  di
  quest'anno il numero dei partecipanti dai duecento a mille.  Quindi
  praticamente  in  tutta Italia sotto i mille partecipanti  c'è  una
  certa  procedura  semplificata, solo in Sicilia non  ce  l'abbiamo,
  perché  dobbiamo recepirla. Perché è urgente, con l'estate con  gli
  eventi

   PRESIDENTE.  Quindi,  il  recepimento riguarda  questo  cambio  da
  duecento a mille.

   CIANCIO. Sì, dobbiamo recepire una norma che è stata elaborata  in
  periodo Covid, perché nonostante abbiamo recepita quella ordinaria,
  diciamo sotto i duecento partecipanti, non abbiamo recepita  questa
  sui mille partecipanti che era nel periodo Covid.
   Perché  è  urgente? Perché chiaramente ora con l'estate  mi  rendo
  conto  che  tutti  gli  Assessori, e c'è un elenco,  e  lei  l'avrà
  ricevuta  pure, ma un elenco di decine di assessori al turismo  che
  chiedono il recepimento di questa norma, proprio perché l'estate  è
  in  corso,  e  permetterebbe  a  tanti  operatori  di  non  doversi
  scontrare  con la burocrazia siciliana, e al momento purtroppo  sta
  succedendo  questo.  Quindi  se riusciamo  ad  avvantaggiarli  e  a
  favorire  anche la rinascita di questo settore che  è  stato  molto
  colpito

   PRESIDENTE. Bisogna capire se è possibile fare un emendamento  più
  che fuori sacco, fuori tutto rispetto ad una legge per esempio

   CIANCIO.  Sì,  sì, mi rendo conto che è una cosa   Però  l'abbiamo
  fatto

   PRESIDENTE. No, no, ma io non  figuratevi se io mi creo  problemi
  Non me ne creo sicuramente.

   CIANCIO. Lo abbiamo fatto altre volte, io mi rendo conto che è una
  cosa un po' forzata, però è vero, io condivido il ragionamento  sul
  fatto che è assolutamente urgente.

   PRESIDENTE.  Se  preparate questo emendamento ora  vediamo.  Però,
  domani  noi  non  ci  vedremo, noi domani non abbiamo  niente.  C'è
  soltanto  l'ingresso dei due, anche se non c'è nessuno in  Aula  lo
  facciamo  girare  lo stesso. D'altro canto, anche se  lo  facessimo
  votare ora, sempre il voto finale sul randagismo ci vuole prima che
  diventi  valido,  per  cui tanto vale votarlo.  Dico  anche  se  lo
  votiamo  ora  sul randagismo non avrebbe effetto sul  voto  finale.
  Quindi lo facciamo la settimana prossima. Va bene lo preparate voi?
  Benissimo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie,  Presidente, Governo, anche  se  c'è  soltanto
  l'Assessore   Razza  presente  oggi  in  Aula,  mi  preme   portare
  all'attenzione   di   quest'Aula,  ma   soprattutto   del   Governo
  l'incresciosa vicenda dei tirocinanti dell'avviso 22, 1741  persone
  che  sono  state  coinvolte, ed ancora oggi 500 di  queste  persone
  attendono dopo due anni e mezzo parte integrale dei pagamenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, non la faccio parlare, un  attimo
  solo.  Se  ci  fosse qualcuno del Governo quanto meno per  prendere
  atto di quello che abbiamo detto. Perfetto.

   SCHILLACI. Siccome ce l'assessore Razza io, in particolare, volevo
  porre  l'attenzione su alcune diciamo dichiarazioni  dell'assessore
  Scavone  che  io  trovo  irricevibili e  imbarazzanti,  l'assessore
  riferisce che questo è un avviso che non è stato elaborato da  lui,
  d'accordo  ma  dopo due anni e mezzo l'assessore  deve  dare  delle
  risposte,   l'assessore  gestisce  un  assessorato,   gestisce   le
  politiche  attive del lavoro, deve porre dei rimedi, oltretutto  ci
  dice  che  ha  soltanto  pochissimi funzionari,  bene  organizzi  e
  trasferisca  altri funzionari al servizio per dare  definitivamente
  queste  risposte  a queste persone che oltretutto voglio  ricordare
  che  dopo  un  anno  che sono stati coinvolti con questi  tirocini,
  nessuno  ha trovato un lavoro stabile, quindi io mi chiedo  a  cosa
  servano davvero questi tirocini, grazie.

   PRESIDENTE.  Assessore Razza, si può fare carico di comunicarlo  a
  Scavone?
     E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Lupo. Ne  ha  facoltà.  Poi
  l'onorevole Grasso.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedevo se  abbiamo
  notizie  dal Governo sulle variazioni di bilancio, considerato  che
  abbiamo capitoli di bilancio praticamente a zero che necessitano di
  essere prontamente incrementati, tra gli altri c'è il capitolo  che
  ad  esempio  riguarda il trasporto pubblico sia su gommato  che  mi
  auguro anche su ferrovia quindi per il trasporto ferroviario, per i
  militari, le forze dell'ordine ed i vigili del fuoco, il capitolo è
  a  zero,  il trasporto gratuito del personale che citavo garantisce
  anche   sicurezza,  anzi  soprattutto  sicurezza  in   un   momento
  impegnativo,  in  un  momento estivo in cui la  presenza  di  forze
  dell'ordine sui mezzi pubblici di trasporto è anche garanzia per  i
  turisti in particolare, quindi questo è il caso specifico ma più in
  generale abbiamo notizia dal governo sui tempi per le variazioni di
  bilancio, grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Razza, ha facoltà di parlare.

   RAZZA,   assessore  per  la  salute.  Grazie,  Presidente.   Posso
  rispondere  all'onorevole  Lupo  per  dire  che  il  tema  è  stato
  affrontato oggi dalla Giunta di Governo.

   PRESIDENTE. Come? Non ho sentito niente.

   RAZZA,  assessore per la salute. Il tema è stato  affrontato  oggi
  dalla Giunta quando mi sono allontanato.

   PRESIDENTE.  Perché  a  noi  avrebbe  dovuto  arrivarci  già   una
  settimana fa.

   RAZZA,  assessore  per la salute. E penso sia stato  approvato  il
  provvedimento per essere trasferito all'Assemblea.

   PRESIDENTE. Quindi, lo state trasmettendo tra poco.

   RAZZA, assessore per la salute. Assolutamente sì.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  presentato  un
  ordine   del   giorno  che  riguarda  il  raddoppio  della   tratta
  ferroviaria   Palermo   Messina  nel  tratto   Patti   Castelbuono,
  sostanzialmente questo finanziamento che era previsto in un accordo
  quadro  tra  la  Regione siciliana e Ferrovie dello stato  è  stato
  definanziato da parte di Ferrovie dello stato, oggi che soprattutto
  è  anche  non  previsto nelle risorse del PNRR, quindi  siccome  si
  tratta  di un collegamento importantissimo perché, soprattutto  per
  il  collegamento tra la fascia nebroidea e tirrenica  nella  tratta
  Messina  Palermo,  non  ha senso parlare  di  alta  velocità  o  di
  raddoppio  della velocità quando i collegamenti per raggiungere  le
  città  metropolitane e poi la parte appunto nebroidea  e  tirrenica
  sono  abbastanza  lenti, per cui io chiedo con  questo  ordine  del
  giorno  al  governo  di  rinegoziare con Ferrovie  dello  stato  la
  fattibilità  e  soprattutto  che  venga  inserito  tra   le   opere
  prioritarie nel PNRR, siccome è un accordo che deve essere fatto in
  Conferenza Stato-Regione con le Ferrovie dello stato e riguarda sia
  l'assessore  alle  infrastrutture  ma  anche  la  Presidenza  della
  regione che il governo se ne possa fare carico, grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Non ci sono altri interventi.  Per  cui,  la
  seduta  è terminata. Vorrei ricordare a tutti che dobbiamo spegnere
  il  tablet quando andiamo via.  Una buona serata a tutti. La seduta
  è rinviata a domani, mercoledì 6 luglio 2022, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.34 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XXIX SESSIONE ORDINARIA


                         346a SEDUTA PUBBLICA
                  Mercoledì 6 luglio 2022 - ore 16.00
                           ORDINE DEL GIORNO

    I -GIURAMENTO DI DEPUTATO
  II -ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO CHE SI RENDERA' VACANTE A SEGUITO DELLE
  DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE ROSSANA CANNATA DALLA CARICA DI DEPUTATO
  REGIONALE PER MOTIVI DI INCOMPATIBILITA'
  III - COMUNICAZIONI
  IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
       - Norme  per  la tutela degli animali e la prevenzione  del
         randagismo . (nn. 40-100-159-177-191-326/A) (Seguito)

           Relatore: on. Siragusa

       - Diversificazione e multifunzionalità dell'impresa agricola . (n.
         1014/A) (Seguito)

           Relatore: on. Foti

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)

   - Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:

   -  da  parte  dell'Assessore  per  il  turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo

   N. 2557 - Informazioni sugli aspetti gestionali, amministrativi e
  contabili della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
   Firmatari: Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta;  Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio;  Marano  Jose; De Luca  Antonino;  Pasqua  Giorgio;
  Damante Concetta
   -  Con  nota prot. n. 11153/IN.17 del 29 marzo 2022 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore per il turismo, lo sport  e
  lo spettacolo.
   -  Con  nota  prot.  n. 2858 del 13 aprile 2022  l'Assessore  per
  l'economia ha anticipato il testo scritto della risposta, ai sensi
  dell'art. 140, comma 5, Reg. int. Ars.

   (*)  La  risposta  alla  suddetta interrogazione  sarà  pubblicata
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2673  -  Istituzione del Servizio di continuità  assistenziale
  stagionale nelle località turistiche.
   - Assessore Salute
   Lo Giudice Danilo

   N.  2674 - Chiarimenti in ordine alla riorganizzazione del 'Centro
  di  riferimento  regionale  per le complicanze  respiratorie  delle
  malattie  neuromuscolari  genetiche rare' dell'Azienda  ospedaliera
  'Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello di Palermo'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2675 - Chiarimenti in ordine alla nomina del Comitato tecnico-
  scientifico  del Parco archeologico di Selinunte, Cava  di  Cusa  e
  Pantelleria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Siragusa  Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  2677  -  Iniziative  urgenti a favore  dei  lavoratori  e  per
  l'agricoltura dei Comuni del comprensorio del Consorzio di Bonifica
  2 di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Caputo Mario

   N. 2678 - Iniziative per assicurare le prestazioni del Servizio di
  Continuità  Assistenziale  -  Guardia  Medica  -  nel   Comune   di
  Bisacquino (PA).
   - Assessore Salute
   Cracolici Antonino

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentata:

   N.  2676  -  Provvedimenti  urgenti per far  fronte  all'emergenza
  sangue in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Campo  Stefania;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   L'interrogazione sarà inviata al Governo.

  Allegato B

                  Risposta scritta ad interrogazione

  Allegato C

  ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA