Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 13.43
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come avete visto, anche
visivamente si capisce quanti tentativi di accordo si stiano
facendo per provare a fare passare in tempi brevi questa norma.
Allora, sono quasi le ore 13.50 e anche il Governo mi ha chiesto -
e non mi sembra sbagliato - mentre qualcuno va a mangiare perché ha
fame, agli altri chiedo, invece, all'assessore Armao, al Presidente
della Commissione e, se fosse possibile, ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari di riunirci due minuti, capire quello che deve passare
e che non deve passare e poi, in brevissimo tempo, lo facciamo,
perché sennò se cominciamo a discutere su ogni articolo quello che
si deve fare siamo totalmente rovinati.
Per cui, vi prego di seguirmi in Sala Lettura e, invece, lasciare
liberi i colleghi, almeno per tre quarti d'ora fino alle ore 14.30,
per potere mangiare tranquillamente.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Diciamo alle ore 15.30. Allora, la seduta riprenderà
alle ore 15.30 perché alle 15.00 abbiamo il Consiglio di
Presidenza. Colleghi, è una giornata particolare, ancora siamo in
attesa di sapere...
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Dobbiamo riunirci? No. Alle ore 15.30 riprenderà la
seduta.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore 15.31)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, in assenza del Governo e anche in virtù di
una richiesta che ha fatto il Partito Democratico, la seduta è
sospesa e riprenderà alle ore 16.15. Grazie.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.32, è ripresa alle ore 16.26)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Catalfamo, Gucciardi, Pagana e Mangiacavallo.Ma l'onorevole Pagana
è qui com'è che risulta in congedo?
E' presente.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e alla legge regionale 25
maggio 2022, n. 14. Variazioni al Bilancio di previsione della
Regione siciliana per il triennio 2022-2024 . (n. 1265/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo all'articolo 5 della legge.
Un attimo che lo prendiamo. Aveva chiesto l'onorevole Lupo di
ritardare un poco stanno arrivando? Eccoli qua, perfetto, va bene
Avevo comunicato che avevate riunione stavamo aspettando eccoci
qua voglio dire sono qua comunque.
Allora, scusate, colleghi, siamo all'articolo 5. Come eravamo
rimasti ieri? Il soppressivo di Lupo è mantenuto o no? E'
mantenuto. Ovviamente, il parere è contrario.
Votiamo il 5.
Onorevole Lupo, chiedo scusa, prima del vostro emendamento,
siccome c'è un 5.6, della Commissione, che di fatto è una
riscrittura, la vogliamo vedere prima di decidere?
Allora, è nel fascicolo, dove c'è scritto emendamenti fuori
sacco . È il 5.6. Potete guardarlo?
Onorevole Galvagno, vuole illustrare l'emendamento 5.6? È un fuori
sacco presentato per tentare quantomeno di evitare il soppressivo.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. L'emendamento 5.6 non
è nient'altro che una riscrittura concordata con il PD e con il
Movimento Cinque Stelle rispetto alla dotazione che doveva essere
data all'Assessorato del turismo.
Così come chiesto da loro, abbiamo fatto una riprogrammazione
delle risorse in cui abbiamo suddiviso un milione di euro nel
capitolo 472540, 300.000 euro nel capitolo 472539 e 200.000 euro nel
capitolo 472538.
Inoltre abbiamo aggiunto - c'è qui un refuso, anzi colgo
l'occasione per dirlo agli uffici sul capitolo che non è 373738 ma
credo sia 473738 - 193.000 euro e altri 150.000 euro sul comma b).
Sostanzialmente così come d'accordo - ha controllato?
PRESIDENTE. Se c'è il refuso dobbiamo riscrivere l'emendamento.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. È un aspetto tecnico,
credo sia 473738, mi è stato suggerito dalla collega Ciancio.
Motivo per il quale noi abbiamo presentato l'emendamento così come
concordato.
Ora, rispetto a tutto quello che ci siamo detti fino a questo
momento, ci siamo attenuti a quello che ci era stato suggerito, da
parte della Commissione c'è questa riscrittura.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. A me dispiace che, nonostante il dibattito d'Aula di ieri
che speravo avere chiarito qualche equivoco, anche oggi purtroppo
qualche sindaco mi chiama dicendo che l'Assessore ha fatto presente
che non potrà intervenire per finanziare iniziative a favore del
turismo addirittura che riguardano il Natale, perché il Partito
democratico in Aula vuole ridurre i trasferimenti, e quindi il
finanziamento del capitolo previsto per queste attività.
Presidente, noi presentiamo un subemendamento all'emendamento
Galvagno che va incontro ad una riduzione dei capitoli per i
patrocini - di questo diamo atto al Presidente della Commissione -
l'emendamento che noi presentiamo prevede il blocco dei patrocini e
dei contributi dell'Assessorato del turismo in campagna elettorale,
cioè a comizi elettorali indetti vengono sospesi patrocini ed
erogazione di contributi di ogni genere e tipo.
Non si può condizionare una campagna elettorale con l'erogazione
di patrocini e contributi a chicchessia, comuni o associazioni o di
altro genere.
D'altronde, se il capitolo serve a finanziare le attività a favore
del turismo fino a fine anno, dopo il 25 settembre ci sarà modo e
tempo - se ci saranno risorse - di impegnare le risorse.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, la vostra proposta è fermo restando il
5.6?
La distribuzione che è stata fatta con l'emendamento che ha
presentato la Commissione, questo subemendamento è al 5.6.
LUPO. Esattamente.
Chiedo al Governo, all'Aula, alla Commissione, di condividere
questo subemendamento che adesso consegno ai suoi Uffici.
PRESIDENTE. Se lo presentate intanto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Al di là delle consultazioni che ci sono state da parte
del Governo con i Gruppi parlamentari, non vorrei che questo
intervento o questo emendamento - meglio ancora - che propone
l'onorevole Lupo sia a danno dei comuni, e sia a danno della
comunità.
Comprendo che ci sono state delle incomprensioni tra il Governo,
l'Assessore, così come viene detto da più parti con diversi
amministratori, perché forse il modo in cui l'Assessore ha
comunicato agli amministratori comunali la indisponibilità di
risorse nei capitoli del bilancio della finanziaria ha ingenerato
una sorta di conflitto.
Vorrei però dire all'onorevole Lupo e agli altri colleghi che noi
possiamo mettere un limite ai finanziamenti che vengono assegnati ai
Comuni, a meno che si tratti di iniziative di carattere
straordinario; che so, il carnevale, per esempio, di Acireale,
allora è una manifestazione diversa, per cui è chiaro che sarebbe
opportuno mettere somme importanti e significative, ma non credo che
assegnando cinquemila euro o massimo diecimila euro a un Comune
succede un mutamento di natura elettorale.
Io inviterei l'onorevole Lupo, il Movimento Cinque Stelle, il
Partito Democratico ma anche i colleghi della maggioranza, a fare
una riflessione, che deve essere una riflessione ponderata. Posso
comprendere che in questo momento di campagna elettorale i
finanziamenti vengano limitati, ma eliminare nei confronti dei
Comuni che hanno grande difficoltà, la possibilità di avere una
risorsa tra i cinque e i diecimila euro mi sembra una cosa illogica,
andiamo noi a fare a un danno soltanto ai Comuni e per quanto ci
riguarda come Gruppo politico, noi un emendamento di questo tipo non
lo votiamo, perché non credo che sia giusto danneggiare i Comuni
siciliani, al di là di quelle che possono essere le considerazioni
rispetto ad un andazzo di cose che fino ad oggi c'è stato.
(Interventi fuori microfono)
DI MAURO. Ogni tanto qualcosa giusta la dico
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie Presidente. Lei saprà che il Movimento Cinque
Stelle non ha mai amato particolarmente le iniziative direttamente
promosse, ed è proprio per questo...
PRESIDENTE. Posso chiederle la cortesia di togliere la mascherina?
Perché sennò non capisco niente.
CIANCIO. E' proprio per questo che abbiamo chiesto la riduzione
del fondo per finanziare due altre iniziative che secondo me sono
molto, ma molto importanti, ed è questo il motivo per il quale non
possiamo votare l'emendamento dei colleghi che, pur comprendendo e
anche condividendo in parte il loro ragionamento, io non posso
sacrificare delle realtà molto importanti, che tra l'altro
rischiano di perdere un riconoscimento ministeriale come centri di
produzione nazionale, per duecentomila euro, per trecentomila euro
di iniziative direttamente promosse sui Comuni.
Quindi ai colleghi, mi dispiace però in questo emendamento siamo
riusciti tramite - e dò atto al Presidente Galvagno di avere fatto
un'operazione di sintesi - dò atto di aver recuperato duecentomila
euro per il FURS che era stato ingiustamente tagliato rispetto
all'anno scorso e rispetto al pubblico, già diamo una miseria a
tutte le associazioni, a tutte le fondazioni, a tutti i soggetti
privati che abbiamo in Sicilia, se poi ci mettiamo anche un taglio
di duecentomila euro, onestamente non è un discorso serio da fare.
Quindi per me è importante che si sia ripristinato il FURS, e con
questo emendamento si mettono quasi duecentomila euro su quel
fondo, e che si riconoscano i centri di produzione culturale.
Questo è il motivo per il quale la riscrittura è concordata e la
voteremo.
PRESIDENTE. Quindi, comunque voi sareste favorevoli
all'emendamento della Commissione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, intanto io inizio il mio intervento
con una domanda, perché il dibattito di oggi rischia di essere
veramente surreale, perché negli ultimi minuti impazzano notizie
sui social e articoli della stampa online sulle presunte dimissioni
del governatore. Io credo che lei ci dovrebbe dire se ha avuto o
meno notizie da parte...
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, io non ho notizie, l'ho già
detto pure alla stampa, io personalmente l'ho chiesto anche al
Governo e i membri che sono seduti qua del Governo, almeno tramite
l'onorevole Cordaro, mi hanno comunicato di non avere notizie
neanche loro, quindi io penso, devo essere, come dire, devo
immaginare che le notizie stampa non possono essere oggetto di
blocco di questi lavori, perché evidentemente se nessuno le
conferma non ci sono. Per cui poi vedremo, se succederà ne
parleremo nel momento in cui succede.
BARBAGALLO. Lo dico perché le eventuali dimissioni del governatore
senza un passaggio parlamentare sarebbero l'ennesima e ulteriore
frattura in questa Legislatura fra governatore e Aula.
In questa vicenda degli articoli e dei fondi dedicati al turismo,
io credo proprio .
PRESIDENTE. Scusate, l'onorevole Barbagallo credo che stia
parlando con la Commissione, se vi mettete là, materialmente non
hanno modo di capire quello che sta dicendo.
Prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Io credo che dovremmo accompagnare questo momento,
Presidente, con il buon senso, non solo da parte dei colleghi
parlamentari, a prescindere dal colore maggioranza od opposizione,
ma anche dal Governo che, comunque, anche alla luce delle paventate
dimissioni, si affretta e si appresta a gestire momenti delicati.
Pensare di elargire patrocini per la notte di San Silvestro o per
la notte di Natale, quando ci sarà un nuovo Governo, io lo ritengo
un argomento che certamente cozza con i precetti della logicità. Un
conto è elargire i patrocini per la promozione turistica della
stagione estiva in capo al Governo, un conto è pensare di gestire
queste risorse per Natale, per Capodanno o per il periodo della
fiera dei morti, se è ancora ci sarà questa legislatura.
Io credo che da questo punto di vista una riflessione vada fatta.
Ci faremo carico di presentare anche un ulteriore sub emendamento
da questo punto di vista. Ed è giusto che il tempo regge l'atto,
come sanno tanti i colleghi parlamentari, ed elargire contributi
per un tempo in cui ci sarà un nuovo Governo, che avrà anche una
responsabilità nuova e diversa sulla programmazione turistica,
certamente è un ragionamento di cui tenere conto. Allora cosa
facciamo, programmiamo le risorse per prossimi anni? Io credo che
vada stabilito un limite inequivocabile a partire da cui non è più
possibile finanziare patrocini. Ho fatto l'esempio classico del
Natale, ma certamente il ragionamento che faceva l'onorevole Lupo è
apprezzabile e questa è la posizione del Partito Democratico.
PRESIDENTE. Un attimo assessore. Onorevole Lupo, vuole
intervenire?
LUPO. Forse non sono stato chiaro, vorrei esserlo di più. In
particolare mi rivolgo alla collega Ciancio.
Il Partito Democratico è d'accordissimo ad incrementare il
finanziamento a favore del Furs, che riguarda in particolare i
teatri privati, perché siamo straconvinti, come sempre, che sia
importante sostenere l'attività dai teatri e l'attività culturale,
perché è uno dei settori più colpiti, purtroppo, dal Covid e da
tutto il resto. Siamo pure convinti che anche il finanziamento dei
centri di produzione abbia un senso. Anzi riteniamo che questi
finanziamenti debbano avere un'entità maggiore, riducendo
ulteriormente i patrocini che, a nostro avviso, invece,
tecnicamente non ci sarebbe più neanche tempo di poter concedere,
quanto meno per il mese di agosto, considerato che la legge non
andrebbe in Gazzetta prima del 10 di agosto. Quindi materialmente
sarebbe impossibile per gli uffici provvedere ad espletare tutti i
provvedimenti necessari per attribuire i patrocini ai comuni
stessi.
L'emendamento che noi abbiamo presentato è di altro genere:
prevede la sospensione dei patrocini in piena campagna elettorale,
punto. Su questo mi auguro possa esserci la convergenza di tutti i
gruppi parlamentari.
Quindi le chiedo qualche minuto per subemendare il 5.6, per
aumentare lo stanziamento previsto per il Furs e per i centri di
produzione. Ma vorrei essere stato chiaro, non solo siamo d'accordo
di più: vogliamo anche incrementare lo stanziamento, ma chiediamo
anche trasparenza e, quindi, la sospensione dell'erogazione dei
patrocini onerosi nel periodo della campagna elettorale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io penso che il Capogruppo del
Partito Democratico sia stato chiarissimo. Ma penso che lo sia
stato anche prima, all'inizio. Cioè la nostra preoccupazione, viene
veramente difficile capire come questa preoccupazione non sia
raccolta, non sia stata raccolta da chi ha determinate sensibilità
nei confronti della spesa pubblica, nei confronti dell'utilizzo
delle risorse. Forse un pochino certe cose le abbiamo un po'
dimenticate o quell'attenzione che avevamo all'inizio, che alcuni o
avevano all'inizio, ora vedo una forma di rilassamento come se non
ci interessa, cara consigliera, cara onorevole Ciancio
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)
DIPASQUALE che in campagna elettorale, no, no, guardi io posso
parlare tranquillamente e serenamente, che in campagna elettorale 1
milione e ottocentomila euro, 1 milione e ottocentomila euro, in
campagna elettorale vengano utilizzati e vengono utilizzati per i
contributi; cose normali sicuramente durante l'anno, durante una
Legislatura. Nell'ultimo periodo e durante la campagna elettorale
il Partito Democratico qualche dubbio, qualche perplessità, qualche
preoccupazione ce l'ha, è legittimo.
Noi riteniamo che questi soldi dei cittadini, che sono tantissimi,
questi soldi delle associazioni, questi soldi dei comuni, non
vengano drogate non perché la Giunta, l'Assessore, lo possa fare
però, sa magari, lasciati coinvolgere dalla campagna elettorale e
poi magari si può vedere un comune in un modo rispetto ad un altro,
si può vedere un'associazione rispetto ad un altro, cose che
purtroppo possono succedere. Siamo sicuri che con questo Governo e
con questo Presidente, queste cose non succedano ma noi abbiamo
questa esigenza che, non da subito, durante la campagna elettorale.
È che forse le cose che diciamo non vengono ascoltate con
attenzione. Nell'emendamento che è stato illustrato dall'onorevole
Lupo, si parla dal momento dell'indizione dei comizi alla fine
della campagna elettorale. Stiamo parlando di venticinque giorni di
campagna elettorale pura e quindi venire qui a provare a fare
demagogia, lezioni di attenzione nei confronti del teatro, dei
teatri, dell'associazionismo, queste sono veramente cose che ci
fanno arrabbiare, specialmente se provengono da persone che prima
avevano un'attenzione alta di come venivano spesi i soldi del
Governo a cui siamo noi all'opposizione e oggi invece se 1 milione
e ottocentomila euro vengono spesi in quei venticinque giorni - che
è campagna elettorale -così, con libertà, noi non siamo d'accordo,
ma non perché chissà che cosa ci preoccupiamo dell'Assessore
assolutamente. Riteniamo che per una questione di tranquillità, di
serenità, e non c'entrano o ritorno a dire i teatri, non c'entra
tutto il resto, che per quei venticinque giorni, venticinque
giorni, non vengano utilizzate quelle risorse. Non finisce il
mondo, non crollano i comuni, non finiscono le amministrazioni, non
saltano i Natali, assolutamente, dopo quel venticinquesimo giorno
ci sarà un Governo, e quel Governo immediatamente si troverà le
risorse e immediatamente le potrà rinvestire.
Quindi io penso che sia stato chiaro il Capogruppo del Partito
Democratico quando lo ha illustrato, lo sta ora anche riformulando,
penso che su queste cose non c'è motivo veramente di dividerci e su
queste cose non c'è un motivo di distinguerci a meno che, poi,
cerchiamo di distinguerci, troviamo il distinguo o cerchiamo la
contrapposizione sulla base del nulla. Se è questo, problemi non ce
n'è e le Aule parlamentari ovviamente servono anche in questo, per
questo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, prego.
RAGUSA. Signor Presidente, veramente nessuno è a caccia di
contrapposizione, siamo qui per lavorare, come avevo fatto in
questi anni, cercando di portare avanti con grande sentimento di
responsabilità quello che è l'impegno del Governo.
Io penso che l'atto che è stato presentato è fuori da ogni, da
ogni risentimento politico perché è tutto contingentato, nel senso
che nessuno sapeva che dovevamo affrontare la campagna elettorale
ma, detto ciò, non vuol dire che non dobbiamo pensare ai siciliani,
e se l'Assessore al turismo pensa di impegnare questi fondi non lo
fa certamente per interessi suoi personali, ma lo fa in riferimento
alla comunità siciliana e rispetto alle richieste che ha ricevuto
in questi tempi, per fare sì che, come dire, un movimento
turistico, un buon momento di inclusione anche da parte della
comunità siciliana dopo aver superato questi anni durissimi che
sono stati il Covid.
Allora, non bisogna contrapporsi, bisogna condividere se si sente
il bisogno di accogliere il turismo, se si sente il bisogno di fare
alcuni momenti di intrattenimento nei piccoli centri montani, nelle
zone balneari. Perché, poi, è troppo facile lamentarsi che non
facciamo turismo, che non sappiamo accogliere, e le dirò di più che
io in questi giorni ho visto una comunicazione importante su alcuni
canali televisivi che ho apprezzato molto perché, finalmente,
qualcuno si è ricordato di parlare della Sicilia, e parlarne bene
per quello che abbiamo, per quello che possiamo offrire, e non
certamente per la solita vecchia retorica che non bisogna andare in
Sicilia perché ci sono tante cose che non funzionano.
Invece, al contrario, dobbiamo lavorare per abbattere questo
motivazione culturale che, a volte, mettono pregiudizio e fanno sì
che la gente non viene a soggiornare in Sicilia.
Detto questo, io dico che come Gruppo parlamentare noi voteremo
questo emendamento presentato dal Governo, così come abbiamo fatto
sempre con molta lealtà, rispetto a certi percorsi.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Semplicemente
Presidente - grazie, onorevole Barbagallo, accetto il suo
complimento - mi viene da pensare, però Presidente Micciché, che
sostanzialmente questo emendamento presentato, o che sta
presentando l'onorevole Lupo, sia un tantino limitativo per tutti
quei comuni, e mi viene da pensare a comuni dove si fa, ad esempio,
il cous cous festival di San Vito Lo Capo, piuttosto che tanti
piccoli eventi che hanno la colpa di organizzare quella
manifestazione, giusto giusto, a ridosso delle elezioni.
Allora, siccome eventuali, eventuali elezioni perché noi, finora,
abbiamo parlato né di un comunicato da parte del Governo, né del
Presidente della Regione, noi abbiamo parlato sul fatto ho sentito
dire, mi hanno telefonato . Quindi quello che le dico io,
Presidente, se le condizioni sono queste di congelare queste
risorse fino al 25 settembre, allora facciamo una cosa, noi
ritiriamo la riscrittura della Commissione e la finiamo perché
stiamo prendendo, sennò, in giro tutti. Cioè è impensabile di
tenere queste risorse bloccate, quando la maggior parte degli
eventi saranno tra agosto e settembre.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Galvagno, ma questo 25 settembre,
visto che non abbiamo comunicazioni del Presidente sull'argomento
delle dimissioni e delle elezioni anticipate, di che cosa state
parlando?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. E non lo so.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Quindi, non c'è un problema ascolti
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Benissimo, e quindi,
nel caso se ci sono degli eventi noi gli diamo la colpa che ci sono
elezioni regionali, eventualmente. Ma di che stiamo parlando?
Eventi di carattere regionale.
PRESIDENTE. Non c'è un problema di 25 settembre, onorevole
Galvagno. Onorevole Dipasquale, la prego. Ha ragione. L'emendamento
parla dal giorno di indizione dei comizi. Cioè, non c'entra il 25
settembre, perché questa data del 25 settembre sta mettendo un po'
di confusione. A livello nazionale si vota il 25 settembre. Ad
oggi, in Sicilia si vota il 5 novembre o giorni di quel tipo. Poi
se arriverà qualche comunicazione Non lo diciamo più questo 25
settembre, perché mette in confusione tutti.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Va bene.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io considerato che
avevo già posto un tema all'inizio di questa seduta, ieri, rispetto
alla non risoluzione della problematica legata ai pensionati ex ASI
e tenuto conto che le risorse disponibili per gli anni
precedenti...successivi c'erano, ma che mancano le risorse per
quest'anno.
Considerato che nessuna risposta ho avuto, anche dal Governo,
rispetto ad un'ipotesi di trovare in altro modo queste risorse, io,
Presidente Micciché, la pregherei di mettere in votazione un
subemendamento che, mi dispiace ma è l'unico spazio dove poter
prendere delle risorse, utilizza una quota delle risorse del
turismo per sanare definitivamente la vicenda legata ai pensionati
ex ASI.
PRESIDENTE. Allora noi abbiamo questa proposta dell'onorevole
Cafeo, avevamo l'onorevole Lupo che ci aveva chiesto di aspettare
un attimo per un subemendamento diverso da quello che era stato
fatto o uguale?
Volevo un attimo capire, un attimo assessore Messina, prima di
darle la parola devo capire qual è la situazione. Intervenga un
attimo l'onorevole Pagana, però mi fate capire? L'onorevole Lupo
sta cambiando quell'emendamento, quel subemendamento?
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, lei
concorda con me se le dico che è veramente squallido pensare che
con cinque mila euro di evento si possa fare una campagna
elettorale? Che è veramente squallido pensare che patrocinare un
evento significa farsi votare o fare votare qualcuno?
Dico, vale sempre un detto che io ho detto una volta che u lupu
di mala coscienza come opera pensa , però Presidente c'è da dire
una cosa, può anche essere un tema serio quello sollevato e se
secondo il Partito Democratico questo tema è così serio, io mi
chiedo perché applicarlo soltanto all'Assemblea regionale
siciliana?
Si faccia una legge regionale, da parte nostra c'è la massima
disponibilità e in modo tale che nessuno che può patrocinare
eventi, penso ad esempio anche l'Assemblea regionale siciliana,
poco fa, in Consiglio di Presidenza avete deliberato contributi per
diverse feste che si celebrano qua sul territorio della Regione,
chiaramente non l'avete fatto per consenso elettorale, guai a
pensare una cosa del genere, nessun deputato andrà in giro per i
territori a reclamare quel contributo. Quindi, Presidente, apriamo
un attimo di riflessione, credo che farlo ora significa penalizzare
tutti quei comuni che hanno già programmato degli eventi,
penalizzare tutti quei comuni a favore dei quali ci esprimiamo
durante i nostri interventi, apriamo un attimo di riflessione,
proviamo anche perché no a margine della seduta a fare direttamente
una legge regionale tanto questa Assemblea ha dimostrato che le
leggi regionali possono farsi in quattro e quattr'otto in testi che
non c'entrano assolutamente nulla.
Dico, quindi, dopo il blocca nomine dobbiamo fare addirittura il
blocca contributi, che se lo dobbiamo fare facciamolo bene,
facciamola pure per l'Assemblea regionale siciliana, facciamola
anche per i comuni però mettiamoli in condizione, cerchiamo di non
penalizzare quelli che già hanno programmato eventi e che hanno
l'unica colpa di avere programmato eventi a margine di scadenze
elettorali che naturalmente non decidono loro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pagana. Allora, in attesa che i
colleghi si mettano d'accordo, assessore Messina aveva chiesto di
parlare? Ne ha facoltà.
MESSINA, assessore per lo sport, il turismo e lo spettacolo.
Signor Presidente, signori onorevoli, io vorrei fare alcune
precisazioni in maniera molto sintetica cominciando, innanzitutto,
dallo sgomberare il campo da alcuni equivoci che evidentemente,
quasi di cortile, mi hanno stancato.
Onorevole Lupo, ieri ricevo una chiamata da parte di un assessore
del comune di Taormina chiedendomi notizie sul Natale per impegni
che abbiamo già preso e nella maniera specifica per una bellissima
installazione che abbiamo previsto al comune di Taormina che si
dovrebbe chiudere entro agosto perché a differenza, l'onorevole
Barbagallo di quanto sostiene lei, mi dispiace contraddirla,
invece, proprio la programmazione nel turismo e nelle attività
culturale è fondamentale perché per bloccare una installazione di
questo tipo che sarà un'installazione di un chilometro per tutto il
corso di Taormina occorre ordinarla oggi, non la puoi ordinare a
settembre, ottobre o novembre perché l'azienda non la potrebbe mai
realizzare.
Ho semplicemente ribadito a questo assessore che io l'impegno lo
mantengo, lo voglio mantenere ma avendo zero nel capitolo ad oggi
non posso dare una risposta certa. Ho semplicemente chiesto, visto
che il sindaco, il sindaco del Partito Democratico, quindi io non
ho mai parlato con il sindaco di Taormina, dica di intervenire pure
lui e capire che a noi, come Governo, non ci interessa il colore
tant'è che stiamo realizzando un Natale in un comune il cui sindaco
è del Partito Democratico. Ho semplicemente detto questo, non ho
fatto nessun tipo di allarme o di clamore, ma ribadisco, ho parlato
con un Assessore che mi chiedeva notizie sul Natale e sono pronto a
fare un comunicato stampa ufficiale come Assessorato per dichiarare
questo, degli impegni presi e che verranno mantenuti.
Aggiungo di più, mi pare un po' anche in questo caso paradossale
che sui patrocini, che non è una legge che ha voluto il
sottoscritto o questo Governo, è una legge che c'è sempre stata,
una legge che prevede un avviso pubblico, i cui uffici stabiliscono
gli eventi che si possono patrocinare o meno e che sia addirittura
così strumento da campagna elettorale dare 5.000 euro ad un comune
o 10.000 euro ad un comune.
Ma davvero pensate che si fa campagna elettorale favorendo un
comune, dandogli 10.000 euro? Un comune? Mi sembra anche questo
paradossale, mi sembra paradossale che ci siano attività teatrali,
come il teatro amatoriale, che non ha una legge prevista per
poterlo finanziare e che utilizzano questi fondi per fare piccole
attività teatrali e tantissime attività, vi posso portare anche
l'elenco, verranno svolte proprio a settembre, ottobre, novembre,
nel periodo natalizio e oggi si devono prevedere Perché devono
affrontare spese
Io comprendo tutto però mi sembra davvero un po' una missione
quella, onorevole Lupo, che vuole compiere, ma glielo dico con
massima sincerità perché, ribadisco, non è una legge che abbiamo
voluto noi, è una legge che esiste, che tutti i Governi hanno
utilizzato e che anche il Partito Democratico ha utilizzato quando
era al governo. Non mi risulta che avete messo il blocco voi quando
eravate al Governo, quando l'Assessore Barbagallo faceva
l'Assessore al turismo anche in campagna elettorale, come è giusto
che sia, non per la campagna elettorale, ma per non far mancare i
5.000, i 10.000 euro ai comuni che oggi in un momento così
difficile sono essenziali per poter creare attività culturali per i
nostri concittadini e per i flussi turistici, perché vi assicuro
che tanti flussi turistici si muovono grazie al cartellone che si
fa ad Adrano, grazie al cartellone che si fa a Caltagirone, grazie
al cartellone che si fa a Taormina.
Per il Natale, la programmazione è fondamentale, perché alcune
cose, il concerto che prevediamo di fare a Taormina, lo dobbiamo
programmare adesso perché devi chiamare orchestra, cantanti,
firmare contratti, anzi, onorevole Lupo, le dico di più, siamo in
estremo ritardo, noi dovremmo programmare queste cose almeno otto
mesi, un anno prima. Se in finanziaria avessimo approvato questi
fondi, Taormina già poteva uscire con il cartellone, così come
Erice e gli altri comuni sul Natale in Sicilia. Non stiamo potendo
pubblicizzare il Natale in Sicilia facendo promozione perché in
finanziaria è stato bloccato questo finanziamento e questi
contributi per i comuni.
Ora io capisco tutto, si può fare la lotta su tutto, ma far pagare
i comuni, le piccole associazioni per una battaglia elettorale o
per una guerra elettorale, io credo che sia davvero da
stigmatizzare, questa cosa. Io vi chiedo non una responsabilità
perché non credo che siate irresponsabili, chiedo semplicemente di
veramente vagliare, fate un emendamento dove controllate quello che
volete controllare, ho invitato, i patrocini sono aperti, andate a
vedere in tutte le province quanti patrocini ha dato questo
Assessorato, abbiamo coperto tutta la Sicilia senza distinzione di
colore e continueremo a farlo anche nel periodo se c'è la campagna
elettorale, perché noi siamo uomini delle istituzioni.
Io mi ritengo prima di tutto un uomo delle istituzioni e non
faccio particolarità, soprattutto quando ci sono comuni che hanno,
in questa fase soprattutto, bisogno anche dei 5.000, 10.000 euro
per fare una bella manifestazione per i propri concittadini e che
le assicuro non inciderà nulla sulla campagna elettorale perché io
non credo che il sottoscritto, che non è nemmeno candidato alle
regionali, potrà fare campagna elettorale incidendo su un sindaco
se gli dà 5.000 euro.
Io credo che probabilmente si dovrà fare politica in altro modo,
se fosse questo il mio strumento non sarei mai rieletto, anzi
eletto, ma siccome non sono candidato, ci tengo a precisare, quindi
la campagna elettorale mi sembra un motivo strumentale.
Però ribadisco, e chiudo, signor Presidente, e la ringrazio per la
parola, io credo che l'atto di responsabilità vada fatto davvero
nei confronti di tutti i comuni, di tutte quelle piccole realtà
culturali, teatrali, musicali che hanno bisogno di programmare e di
avere queste piccole risorse che non incidono nulla sulla campagna
elettorale ma incidono sui bilanci di queste piccole attività che
diventano fondamentali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io condivido in
gran parte le argomentazioni del Presidente di Mauro che noi non
possiamo penalizzare i comuni e soprattutto in un momento di grande
difficoltà, però avevo bisogno di capire dall'assessore Messina se
mi ascolta, di avere una maggiore chiarezza sui criteri.
Capisco che ha parlato lei di avviso, poi a me interesserebbe
capire in modo tale che lei anche oggi davanti al Parlamento prende
un impegno indipendentemente dall'attività che successivamente
verrà svolta dal suo assessorato, a me interessa sapere, fermo
restando che sono assolutamente favorevole per votare l'articolo 5
così come emendato dalla commissione, interessa capire bene per
votarlo con convinzione e senza almeno - io dico poi col mio gruppo
ne parleremo - senza alcuna riserva mentale capire i criteri,
capisco che c'è una discrezionalità, capisco che esistono i decreti
assessoriali, capisco tutto però vorrei capire questi soldi come
vengono distribuiti.
Glielo dico senza alcuna preoccupazione, ascoltando il territorio,
essendo tutti i giorni a contatto col territorio ho potuto notare,
certamente non per fatti al suo assessorato addebitabili, che
alcuni comuni hanno una sorta come dire di freccia, di corsia
preferenziale e altri no, non per carità sicuramente sarà stato
perché magari non è stata fatta bene la domanda, la richiesta di
patrocinio, però noi abbiamo bisogno essendo legislatori di capire
esattamente come lei riterrà di distribuire queste somme.
Dopodiché, per carità, se sono somme che vanno ai nostri comuni e
ricchezza nel territorio, ricchezza per i nostri comuni per la
nostra gente certamente siamo sotto elezioni ed è condivisibile
anche quello che afferma il Pd, certamente però non possiamo
fermarci perché siamo in prossimità delle elezioni e pertanto non
possiamo paralizzare la Sicilia perché siamo in prossimità delle
elezioni.
Altra cosa era il blocca nomine, il blocca assunzioni quello è un
altro discorso ma i patrocini di cinque diecimila euro però lei
capisce che noi deputati di territorio ci troviamo un po' in
difficoltà se per esempio un tale deputato a un'interlocuzione con
lei e dopo un giorno c'è il patrocinio, io che non ho
interlocuzioni con lei ancora aspetto i patrocini ma è solo un
esempio, per carità, ecco io non glielo ho mai chiesto perché
ritengo che non glieli devo chiedere, lei deve agire secundum legem
non perché glielo chiedo io, io non ho niente da chiedere, non mi
piace chiedere, assolutamente perché credo che un deputato non deve
chiedere c'è un elenco di come dire di meritocrazia, secondo i
requisiti e secondo i parametri, e ovviamente è necessario che
questo avvenga, quindi io le chiederei se può dare risposta a
queste mie osservazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per consentire
all'assessore Messina poi di replicare e magari tenere conto
dell'intervento di tutti, per quanto riguarda la vicenda che citava
del comune di Taormina per me tutto chiarito, diciamo io non ho mai
attribuito cose diverse da quelle che lei ha ricostruito in
quest'Aula se non qualche fraintendimento che può essere nato.
Quindi per quanto mi riguarda questo è un fatto chiarito anzi la
ringrazio per avere con estrema precisione ripercorso l'accaduto.
Per quanto riguarda il resto Presidente io ho presentato un
emendamento che aumenta lo stanziamento per il Furs riducendo
ulteriormente i capitoli che riguardano i patrocini sia dei comuni
che delle associazioni, secondo me quello che noi prevediamo
rimanga nei due capitolo è sufficiente ad affrontare il brevissimo
periodo che ci separa dalle prossime elezioni.
Per quanto riguarda invece la sospensione dei patrocini in un
momento di campagna elettorale, voglio essere chiaro, è una norma
che noi proponiamo a regime, cioè non limitatamente a questa
competizione elettorale ma a questa competizione elettorale e alle
prossime che verranno a prescindere da chi governerà, perché a mio
avviso è una norma di chiarezza e di trasparenza, detto ciò
chiediamo dopo la replica che si passi al voto, ognuno si assumerà
le sue responsabilità e, comunque, i lavori devono andare avanti
perché noi sappiamo bene che dall'approvazione di questo disegno di
legge dipende il rifinanziamento di capitoli di spesa che
riguardano stipendi, Comuni, forestali, e tutta una serie di
interventi di cui la Sicilia ha bisogno.
PRESIDENTE. È stato presentato il subemendamento? Allora,
colleghi, dobbiamo votare. Noi abbiamo il sub. A questo punto,
onorevole Lupo, il soppressivo è ritirato, evidentemente.
Un attimo, per capirci. La prima cosa che deve essere votata a
questo punto, è il subemendamento 5.6.1 che è quell'errore che era
stato evidenziato su suggerimento dell'onorevole Ciancio.
Quindi, questo lo possiamo votare subito. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
È approvata la modifica del capitolo. Il subemendamento 5.6.3 sono
gli aumenti degli stanziamenti che ha comunicato l'onorevole Lupo
e, su questo, vorrei il parere del Governo e della Commissione.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. È il subemendamento
5.6.3?
PRESIDENTE. Sì.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. No, noi abbiamo fatto
la riscrittura concordata proprio con il PD ed il Movimento Cinque
Stelle.
PRESIDENTE. Quindi il parere della Commissione?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, mi permetto
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, se
presentate un subemendamento, evidentemente non c'è nulla di
concordato, c'è un ragionamento nuovo che interviene tenuto conto
del dibattito parlamentare, quindi quello che ha presentato lei,
presidente Galvagno, non intendiamo votarlo. Abbiamo fatto un
subemendamento che aumenta il finanziamento per i privati.
PRESIDENTE. Per essere chiari, onorevole Galvagno. L'onorevole
Lupo ha ritirato l'emendamento soppressivo. Aumenti di 200mila euro
il fondo.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Ma è uguale, è uguale.
PRESIDENTE. No, lo aumento di 200mila euro.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Mi può dare un
secondo, Presidente?
PRESIDENTE. Prego.
LUPO. Posso spiegarlo, Presidente? L'emendamento riduce i
patrocini per i Comuni a 100mila euro ed i patrocini per le
associazioni a 100mila euro. I 300mila euro di economia sui
patrocini vengono destinati all'incremento del Furs per i teatri e
i privati. Questa è la proposta.
Ovviamente vorrei sentire pure il parere del Governo. Sarebbe 100
per i patrocini per i Comuni, 100 per i patrocini per le
associazioni e 450 di Furs, questa è la proposta sul nostro
emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, è chiaro che quello che dice
l'onorevole Lupo è una mediazione, se voi l'accettate .
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Presidente, un secondo
preciso, però la mediazione sta nel fatto anche che, chiaramente,
devo considerare ritirato l'emendamento che blocca
PRESIDENTE. Quello non lo ritira però le posso dire che l'Aula non
mi pare favorevolissima. Però quello è un problema dell'Aula.
Onorevole Galvagno, è bravissimo però è la prima volta che da
presidente di commissione
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Presidente è
semplicemente questo, la condizione per la mediazione è legata al
fatto che noi siamo disposti a retrocedere qualcosa.
LUPO. Evidentemente se fosse accolto questo subemendamento
l'entità dei patrocini sarebbe tale da avere una gestione tecnica e
trasparente sulla base delle parole pronunciate in Aula
dall'assessore Messina.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Benissimo.
PRESIDENTE. Quindi, sarebbe ritirato?
LUPO. E, quindi, quello sarebbe ritirato perché lo stanziamento
sarebbe a mio avviso congruo nel breve periodo
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Questa è una
mediazione, allora il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere è positivo, allora?
LUPO. Faccio buone le parole dell'assessore Messina sull'assoluta
trasparente, sull'oggettività dei criteri cui faceva riferimento
l'onorevole Calderone, ci diamo un affidamento di assoluta serietà.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Assolutamente favorevoli, l'unica cosa i 150mila si riferiscono ai
centri di produzione.
Se i soldi in più li dobbiamo mettere sul FURS dobbiamo mettere il
capitolo del FURS.
Correggiamo il sub emendamento, soltanto questo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MESSINA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. All'Assessore Messina chiederei soltanto una garanzia
- non so come me la possa dare - sulla distribuzione geografica di
questi soldi.
Posso fare in modo che almeno rimanga a verbale questa mia
richiesta? In modo che quando andiamo a fare i conti c'è un impegno
dell'Assessore Messina per cui Trapani e Siracusa non saranno
trattate diversamente.
Riguarda tutti ovviamente, ho detto Trapani e Siracusa per dire
due comuni e ovviamente per tutti.
LACCOTO. Perdonate se io intervengo, sono per tutte le mediazioni
anche perché non possiamo bloccare tutto.
PRESIDENTE. E allora intervenga velocemente.
LACCOTO. Non credo che ci possa essere lo stesso metro per i
comuni e per le associazioni.
Se dobbiamo parlare in forma assoluta di trasparenza, credo che i
comuni hanno più bisogno rispetto alle Associazioni.
PRESIDENTE. Così non finiamo più.
LACCOTO. Dico di trovare una soluzione in base alla quale siano
fatte 200.000 per i comuni.
Io sono per la mediazione.
PRESIDENTE. Con la correzione di cui parlava l'onorevole Ciancio -
se è stata fatta questa correzione - mettiamo in votazione.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. L'onorevole Ciancio
sta procedendo alla riscrittura.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Lupo, ne ha
facoltà.
LUPO. Presidente, per precisare che l'incremento dei 300.000 euro
- ha ragione l'onorevole Ciancio - va fatto sul capitolo 373738 che
si riferisce al FURS.
Stiamo formalizzando l'emendamento, glielo faremo avere nel più
breve tempo possibile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.6.3, così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Complimenti, onorevole Galvagno, c'è l'ha fatta Credo che
l'Assessore Messina le debba tanto.
Gli altri emendamenti sono ritirati.
L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.6 come risultante nel testo emendato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 5.4.R. Spero sia un fatto di equilibrio
con tutti gli altri. Non c'è decurtazione solo sul Gioeni di
Catania?
Lo pongo in votazione col parere favorevole del Governo. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Questo sull'Istituto Gioeni di ieri riguardo al quale l'onorevole
Foti aveva chiesto di eliminare la sottrazione dei 40.000 euro per
il Gioeni.
L'onorevole Cafeo aveva posto un problema che è un problema che
non può essere sottovalutato e che vorrei fosse una cosa da
risolvere per tutta l'Aula e non solo per l'onorevole Cafeo che ne
sta facendo una sua personale battaglia.
Onorevole Cafeo, brevemente ci vuole spiegare il problema che -
con l'aiuto del Governo - cerchiamo di risolvere?
CAFEO. Signor Presidente, è ovvio che io ho presentato questo
emendamento non perché
Il tema è che noi in questi cinque anni non abbiamo risolto un
problema su cui già abbiamo perso diverse cause, aggravando la
situazione delle casse della Regione.
Avevamo lavorato assieme anche all'onorevole Foti e con gli
interventi di diversi Gruppi in Aula, ad un emendamento aggiuntivo
che tra le altre cose evitava anche, che metteva anche un limite ai
diritti, fino a un massimo di tre volte la pensione minima. Tra le
altre cose la sensazione che si ha è che siccome questi dipendenti
sono distribuiti su tutto il territorio regionale e non sono tutti
di Palermo, noi abbiamo interesse sempre, o per l'ESA o per le
altre cose.
Io ritengo che dobbiamo chiudere questa Legislatura con un atto di
giustizia. Quando ci fu la finanziaria, Presidente, sono stati
presentati dei maxi-emendamenti in cui solamente al maxi-
emendamento della maggioranza è stato chiesto di fare una
decurtazione. Non è stato chiesto né al Governo né al maxi-
emendamento della minoranza.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, tanto è sulla stessa cosa, non posso
dare parola a tutti sullo stesso argomento.
CAFEO. Noi stiamo facendo un'attività di supplenza rispetto al
Governo che non riesce a trovare una soluzione che fa risparmiare
risorse.
PRESIDENTE. Ho sentito, fatemi cercare una possibile soluzione.
Onorevole Foti, lo so qual è, è la stessa cosa che mi deve dire.
Scusi, onorevole Foti, non facciamo interventi perché è tardi ed è
un qualcosa che io ho sollevato proprio perché voi due avete questo
problema, però non posso dare la parola a tutti.
Allora, io chiederei al Governo e all'assessore Armao, se fosse
possibile iniziare a fare un ragionamento su questo problema,
perché oggettivamente è un problema che ci trasciniamo da cinque
anni. Siccome il costo non è un costo pazzesco, da quello che ho
capito, quantomeno anche ammesso che non si potesse utilizzare
tutto, non avessimo le somme per risolvere tutto il problema,
quanto meno dare un segnale a queste persone per iniziare a
risolvere il problema e trovare un modo per non lasciarle
totalmente così, senza speranza.
Scusi, onorevole Cracolici, mi fa parlare? La prego, sennò non mi
sentono.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Non è un emendamento, dobbiamo votare l'articolo 5, è
un ragionamento che stiamo facendo a parte. Allora, vorrei che il
Governo mi desse una parola su quello che è possibile fare, perché
certo il problema va risolto. Ora, questa Legislatura volge alla
sua conclusione ma c'è il tempo per farlo, in ogni caso se le
avessimo tempo pure domani, dopo domani o la settimana prossima,
quando si deve risolvere un problema urgente lo si risolve, però se
c'è la volontà politica di risolverlo. Assessore Armao, se potesse
su questo dirci una parola.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, questo tema è stato esaminato, ma ho necessità
di interloquire con l'assessore Turano, per cui se facciamo, perché
da solo ovviamente l'economia non può intervenire su materia che
afferisce ad altro assessorato.
PRESIDENTE. Allora, Assessore, facciamo una cosa, non intervenite
più, scusate. L'Assessore già ha dato una sua disponibilità.
Assessore, noi intanto l'articolo 5 lo votiamo, per cui se poi lei
ci potesse dare qualche indicazione, vi garantisco che ci sarà la
mia assoluta disponibilità, anche oggi stesso, a proporre un
emendamento aggiuntivo o qualcosa se viene trovato un minimo di
soluzione da parte del Governo. Quindi lasciamoli lavorare, e
votiamo intanto l'articolo 5 ed andiamo avanti. L'argomento è
quello che mi ha chiesto lei.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Non è mancanza di fiducia, hanno anche la relazione di
Frittitta.
PRESIDENTE. Lo lasciate lavorare l'Assessore, che deve chiamare
Turano?
CAFEO. E altre volte si sono fatte scelte dell'economia senza gli
Assessori presenti.
PRESIDENTE. Perfetto. Credetemi, è necessario parlare.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Integrazione oraria del personale A.S.U. in utilizzazione al
Dipartimento regionale dei beni
culturali e dell'identità siciliana e presso gli enti locali
1. Il Dipartimento regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana è autorizzato, per l'esercizio finanziario 2022,
all'integrazione oraria, fino al limite di 36 ore settimanali, del
personale di cui all'articolo 11 della legge regionale 22 febbraio
2019, n. 1 in utilizzazione presso lo stesso Dipartimento. Per le
finalità di cui al presente comma è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2022, la spesa di 1.300 migliaia di euro da iscrivere
in un apposito capitolo nella rubrica del Dipartimento regionale
dei beni culturali e dell'identità siciliana.
2. Al fine di consentire l'integrazione oraria per il 2022, entro
il limite delle somme autorizzate dal presente comma, per il
personale di cui all'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
2016, n. 27, non rientrante nelle previsioni di cui ai commi 1,
l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 11, comma 2, della
legge regionale 25 maggio 2022, n. 13, è incrementata, per
l'esercizio finanziario 2022, di 8.000 migliaia di euro.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
quantificati in 9.300 migliaia di euro, si provvede mediante
corrispondente riduzione, per l'esercizio finanziario 2022,
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 11
della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 (Missione 20, programma
3, capitolo 215785)».
Non essendo stati presentati emendamenti all'articolo, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Trasporto pubblico locale
1. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 21 gennaio
2022, n. 1 le parole per euro 1.000.000,00 sono sostituite dalle
parole per euro 2.000.000,00 e le parole per euro 3.500.000,00
sono sostituite dalle parole per euro 2.500.000,00 ».
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, riguardo l'articolo 7, questo
spostamento di un milione di euro io sinceramente, data la grave
situazione del trasporto pubblico locale non lo comprendo fino in
fondo, mi sarei aspettata, assessore, questo spostamento di un
milione di euro dal trasporto pubblico urbano, dei mezzi turistici,
dei mezzi a trazione animale.
PRESIDENTE. Onorevole Campo, però non ha presentato nessun
emendamento. Non è che possiamo ricominciare a rivedere il tutto.
Se ci fosse i un emendamento in questo senso, il Governo dovrebbe
dire se è favorevole o contrario.
CAMPO. Ma no, volevo capire. Siccome questo articolo,
praticamente, rischia di essere seriamente
PRESIDENTE. Assessore Falcone, lei è in condizione di spiegare?
Allora diamo la parola all'assessore Falcone e vediamo se può
spiegare quello che chiede l'onorevole Campo. Prego.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Si, grazie
Presidente.
PRESIDENTE. Un minuto di tempo, assessore.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì,
soltanto per dire soltanto per dire che questo è uno spostamento
all'interno dello stesso capitolo, a saldi invariati. Noi
immaginavamo che la gratuità per le forze dell'ordine fosse
sufficiente con lo stanziamento di un milione di euro. In effetti
ci siamo accorti che questa gratuità ha suscitato grande interesse
e necessiterebbe intorno a un milione e otto un milione e nove,
forse anche due milioni di euro. E stiamo spostando, siccome
abbiamo anche avuto delle economie nello stesso capitolo, li stiamo
mettendo per far sì che le forze dell'ordine, i Vigili del fuoco, i
Corpi dello Stato possano beneficiare di questo importante
intervento.
Per il resto e il Tpl è assolutamente garantito. Ci sono i soldi,
stiamo ora erogando la seconda e la terza trimestralità in anticipo
e così risolviamo ogni tipo di problema. Ma, come dire, non è
scostamento di somme, assolutamente, è all'interno dello stesso
capitolo.
PRESIDENTE. Onorevole Campo, prego.
CAMPO. Io questo lo avevo compreso. Mi riferivo a un'altra
problematica: che c'è un grave rischio di danno erariale, perché la
Corte dei conti ha fatto notare come le reiterate proroghe del Tpl
non siano praticamente consentite a fronte della normativa
comunitaria.
PRESIDENTE. Onorevole, diamo altri trenta secondo all'assessore
Falcone.
CAMPO. Quindi noi facciamo uno spostamento all'interno di un
capitolo. Io mi sarei aspettata, assessore, che questo milione di
euro servisse per accelerare il più possibile le gare comunitarie,
per evitare, appunto, che si blocchi l'intero sistema del traporto
pubblico locale, a fronte di questo grave problema di danno
erariale che è stato appunto figurato dalla Corte dei conti.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
Campo, grazie per l'input che mi dà, così possiamo spiegare in
trenta secondi.
È stato chiesto un parere all'Avvocatura dello Stato. È arrivato
l'altro ieri e il parere, in effetti, ci indica un percorso. Noi
pagheremo, certamente, col 2041 pagheremo tutto l'arretrato.
Certamente. E in più abbiamo già pronti i decreti per l'imposizione
dei servizi pubblici, con l'obbligo di servizio pubblico, così dal
1 settembre nelle more che facciamo la nuova gara - tra l'altro
abbiamo anche individuato quali sono le macro aree, abbiamo
individuato il numero dei chilometri che stiamo mettendo a bando,
abbiamo anche individuato le modalità della nuova gara, per cui già
a fine settembre partirà la nuova gara - nel frattempo diamo questi
decreti di prosecuzione del servizio.
È un parere molto chiaro, è un parere che viene incontro a quelle
che sono le eccezioni che ha fatto la Corte dei conti. Quindi
assolutamente, anche in separata sede, posso fare vedere un po' le
carte, i documenti e, soprattutto, i pareri.
PRESIDENTE. Grazie. Pongo in votazione l'articolo7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Disposizioni per il settore della forestazione
1. Per le finalità di cui al comma 8 dell'articolo 47 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modificazioni è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2022, l'ulteriore spesa di
euro 744.080,31 (Missione 9, Programma 5, capitolo 150514) e di
euro 63.246,83 (Missione 9 Programma 5 capitolo 151001, art. 2)».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'articolo 9 lo dobbiamo accantonare. È soltanto un accantonamento
di tipo tecnico, poi lo riprendiamo dopo.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Riequilibrio economico finanziario della concessione di gestione
degli schemi acquedottistici di sovrambito nella Regione siciliana.
1. Ai fini del riequilibrio finanziario della Convenzione di
gestione Rep. n. 10994/2004 in essere tra Regione siciliana e
Siciliacque S.p.A., necessario ad assicurare la continuità del
servizio pubblico essenziale, scongiurando interruzioni dello
stesso, fermo restando il rispetto delle Deliberazioni
dell'Autorità per energia reti e ambiente (ARERA), l'Assessorato
regionale dell'economia è autorizzato al trasferimento in favore di
Siciliacque S.p.A. della somma complessiva di euro 23.653.650,12, a
titolo di anticipazione, da iscrivere su apposito capitolo del
Bilancio della Regione (Missione 9, Programma 4), di cui euro
8.000.000,00 per l'esercizio finanziario 2022 ed euro 7.826.825,06
per ciascuno degli esercizi finanziari 2023 e 2024, correlata alla
complessiva morosità subita da Siciliacque S.p.A. a fronte delle
prestazioni, rese in adempimento della Convenzione citata, negli
ambiti territoriali ottimali per i quali trova applicazione
l'articolo 147, comma 2 ter, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152.
2. La somma anticipata è restituita alla Regione siciliana da
Siciliacque S.p.A., in numero 13 rate con versamento della prima
rata entro un anno dalla concessione».
Su questo problema dell'articolo 10, presidente Galvagno e
assessore Baglieri, è stato trovato un minimo, perché io ho detto
oggi in riunione dei capigruppo - colleghi, ascoltatemi un attimo -
che questo articolo mi viene segnalato dagli Uffici della Regione,
ma anche dai miei, perché è un fatto assolutamente obbligatorio da
votare.
Un attimo solo onorevole Barbagallo. Perché se non lo votiamo, non
c'è solo il rischio - anzi la quasi certezza - di mandare in
fallimento un'impresa, un'azienda - e quello è un problema che
potrei anche non pormi - ma che contemporaneamente verrebbe meno il
servizio della distribuzione d'acqua per centinaia di migliaia di
cittadini siciliani.
Ora, che l'argomento sia spinoso, che il metodo ormai da
tantissimi anni sia un metodo su cui bisogna trovare una soluzione,
eccetera, siamo tutti d'accordo, però mi viene detto, e quindi su
questo è giusto che io riferisca all'Aula, mi viene detto che la
mancata votazione almeno del primo, cioè qual è il 10, cioè che è
quello dell'anticipazione da parte della Regione a questa società è
praticamente obbligatorio.
io vorrei che ora il Presidente Galvagno e l'Assessore Baglieri
possano intervenire un secondo per dire qual è la posizione anche
se l'Assessore Baglieri mi dice che anche gli articoli
immediatamente seguenti sono altrettanto importanti perché sono
quelli che stabiliscono il canone, tramite il quale poi dovrà
avvenire la restituzione alla Regione di queste anticipazioni e
altro di questo genero però, ripeto, quello che mi viene detto
dagli uffici e che mi viene detto dagli uffici della Regione è che
senza l'articolo 10 i problemi sarebbero veramente, veramente
enormi, gli altri li rimetto alla volontà poi dell'Assessore della
Commissione ma sull'articolo 10 mi permetto di dirvi che abbiamo
quasi, per carità non abbiamo nessun obbligo di votarlo nel senso
che ognuno poi si determina come vuole, ma è giusto che io vi
segnali quelle che sono le cose che mi sono state comunicate.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Grazie Presidente per quest'opportunità di portare di nuovo
all'attenzione dell'Aula il tema dell'acqua e la risorsa idrica che
è un tema molto caro a questo Governo tant'è che già dall'anno
scorso avevamo anche presentato un ddl in tema. Vengo direttamente
al punto: l'articolo 10 che già il Presidente Micciché ha più volte
ribadito si fonda su una ratio e la ratio è l'obbligo che la
Regione siciliana ha di intervenire sul riequilibrio economico-
finanziario a fronte di un articolo 6 della Convenzione siglata nel
2005 tra la Regione siciliana, l'EAS, l'allora EAS e Siciliacque.
Quindi la Regione siciliana ha un obbligo di intervenire sul
riequilibrio economico-finanziario. La proposta che abbiamo avuto e
che abbiamo chiaramente acquisito da parte di Siciliacque che si
trova quindi in una, come dire, situazione di squilibrio
finanziario e quindi non di perdita, non economico ma soltanto di
liquidità finanziaria, ha a che fare, cioè prevede un'anticipazione
da parte della Regione con un reintegro tramite il canone
tariffario e qui vengo subito alla seconda, cioè a dire
all'articolo 11. Ricorderete che la sentenza del CGA ha bocciato
la, diciamo così, norma e la procedura che vedeva la Regione
siciliana approvare la tariffa idrica perché l'approvazione diciamo
viene attribuita all'ARERA e quindi ci siamo ritrovati in un
vulnus, in un vuoto legislativo e quindi l'articolo 11 è legato
all'articolo 10 perché prevede una, come dire, un meccanismo per
poter determinare la tariffa. Io dico già subito, Presidente,
l'articolo 12 possiamo, è ultroneo, quindi possiamo anche
verificare, diciamo possiamo anche procedere a cassarlo. L'articolo
11 attualmente ha questa ratio però io mi rimetto alla volontà
dell'Aula e quindi certa del senso di responsabilità perché, come
già è stato detto dal Presidente Micciché, attualmente il tema è
veramente critico.
Poi, un altro tema è quello delle cause che hanno determinato ma
su questo non voglio attualmente
(Interruzione fuori microfono)
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Se mi inviterà vengo volentieri.
PRESIDENTE. Prego onorevole Barbagallo, non avevo capito che lei
voleva la parola, non me l'ha detto. Ha detto scusi' così ma non
mi ha chiesto la parola. Prego.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Intanto, visto che abbiamo appreso
dal Governo che l'articolo 12 è ultroneo, se lo può stralciare,
Presidente, così già ci portiamo avanti nella discussione e
risparmiamo tempo. Noi, assessore Baglieri, intanto ci
rammarichiamo che non abbiamo potuto ascoltare in Commissione
quella che era anche la situazione di fatto perché non abbiamo
visto il Governo in Commissione quando c'è stata la trattazione
degli articoli della finanziaria e, certamente, la presenza in
commissione avrebbe consentito una maggiore condivisione delle
norme che arrivano in Aula.
Presidente Miccichè, lo dico senza sé e senza ma, gli articoli 10
e 11 per noi sono incostituzionali, manifestamente incostituzionali
e non lo dice soltanto il Partito Democratico. C'è una copiosa
relazione dei suoi uffici, Presidente Micciché, degli uffici
dell'Assemblea. Peraltro, la relazione è a disposizione di tutti i
colleghi. E, segnatamente, l'articolo 10 è incostituzionale per la
violazione dell'art. 14 del D.Lgs. 175 del 2016, mentre l'articolo
11 è incostituzionale per violazione del combinato disposto degli
articoli 142 e 154 del codice dell'ambiente.
Continuiamo, anche in questa singolare trattazione doppia
dell'articolo 10 e 11, dopo che irritualmente l'assessore è
intervenuto prima, perché avrebbe potuto anche intervenire dopo.
Continuiamo, dicevo, nella trattazione congiunta. Quindi
l'articolo 10. La violazione del D.Lgs 175 del 2016 è
evidentissima. Io recito, anche per comodità dei colleghi, il testo
che stabilisce, espressamente un divieto per le pubbliche
amministrazioni - e, quindi, pure per la Regione - di sottoscrivere
aumenti di capitale, effettuare trasferimenti straordinari,
aperture di credito - sostanzialmente come quella che stiamo
facendo adesso. Peraltro, il Governo Musumeci si sta specializzando
in questi trasferimenti, dopo quella che abbiamo visto proposta in
quest'Aula per il CAS in finanziaria, ora ci riprova dopo qualche
mese - né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate -
come evidentemente è Sicilia Acque.
Se ci fosse stata la possibilità, peraltro, di trattare
quest'argomento in commissione, assessore Baglieri, noi vorremmo
avere anche qualche chiarimento - non so più se questa è l'Aula a
fronte di queste questioni di legittimità così dure e perentorie -
delle ragioni per cui Sicilia Acque continua a prestare il servizio
nei comuni e il debito è cresciuto e maturato così, fino a questi
otto milioni, perché? Perché ci sono dei cittadini che non pagano
l'acqua? Perché c'è una perdita nella rete idrica? Quali sono le
ragioni che hanno fatto crescere, hanno fatto maturare un debito
così ingente, anche per spiegare a tutti i cittadini siciliani che
pagano l'acqua perché i cittadini di questi comuni o non pagano
l'acqua o, come penso io, pagano l'acqua evidentemente matura un
debito per la società partecipata che è veramente, per il gestore,
veramente abnorme.
Quindi per noi, sull'articolo 10, Presidente la invito anche
formalmente a stralciare la norma a seguito della relazione degli
uffici. E' illegittima.
Sull'articolo 11 l'illegittimità più grossa, della violazione del
codice dell'ambiente, è che come sanno i colleghi - la legge
sull'acqua l'abbiamo approvata nella scorsa legislatura, io ho
avuto l'onore di essere relatore di quella legge - l'approvazione
della tariffa è di competenza degli enti di Governo dell'ambito e
non della Giunta regionale. Mentre l'articolo 11 pone,
espressamente, l'approvazione della tariffa a carico della Giunta,
ed è manifestamente illegittima perché questa previsione non
soddisfa la ripartizione di competenze prevista non dalla legge
sull'acqua ma, addirittura, da quelle due norme del Codice
dell'ambiente, l'articolo 142 e l'articolo 154.
Quindi, sarebbe stato più giusto intervenire prevedendo
espressamente l'approvazione della tariffa a carico di un ente di
Governo sovra provinciale e, quindi, dell'ATI cosa che non è
accaduta. No, assessore, è inutile che mi dice sì La Giunta
regionale, lei ha previsto espressamente l'approvazione della
tariffa a carico della Giunta e non a carico dell'organo previsto
ai sensi del Codice dell'ambiente.
Quindi, non lo so Presidente Micciché se mi sta ascoltando. Noi
chiediamo, formalmente, lo stralcio degli articoli 10, 11 e 12 per
violazione dei disposti dell'articolo 142 e 154 del Codice
dell'Ambiente e del decreto legislativo n. 175 del 2016, queste
stesse previsioni sono agli atti anche della relazione degli
Uffici, quindi, insistiamo e se il Governo insiste chiederemo il
voto segreto.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questa
norma scaturisce da una anomalia che è tutta siciliana a seguito di
una legislazione che la Regione siciliana ha compiuto, la n. 10 del
'99 che ha visto poi l'attuazione di un bando di gara nel 2004, da
cui ha scaturito una convenzione che è indicata proprio nella
relazione e che ha determinato un soggetto che è proprio
Siciliacque che ha sostituito nella sua attività di attuatore di
quello che è il processo di trasferimento dell'acqua presso ogni
Ato idrico nel 2005, come dicevo e che ha determinato che cosa? Un
onere a carico di questa società che in buona sostanza ha
determinato anche una sorta di canone che ogni giorno si paga a
metro cubo. Non credo che sia stata una scelta felice però è questa
la scelta e su questa scelta sono venute poi a seguito una serie di
attività che hanno posto in essere le amministrazioni comunali.
I soggetti che hanno dato vita all'Ato come soggetto unico sono
soltanto tre province, è l'Ato di Agrigento, è l'Ato di
Caltanissetta e l'Ato di Enna, relativamente agli altri Ato ci sono
stati qui in questo Parlamento diverse iniziative legislative
alcune di queste come quella del 2015, se ricordo bene, Governo
Crocetta, ha determinato una legislazione che dava in carico ai
comuni una gestione idrica, sappiamo tutti come è andata a finire,
il provvedimento è stato impugnato dal Governo nazionale e nel caso
in specie ci troviamo dinnanzi ad una situazione che è quella di
sedici comuni siciliani di cui quattordici nel trapanese e mi pare
di due del messinese perchè avendo Siciliacque subentrato nella
gestione a quello che era la gestione dell'ente al primo gennaio
del 2020, di fatto distribuisce l'acqua ai comuni, a questi sedici
comuni e nessuno praticamente ad oggi paga, quindi, c'è una
inattività del Governo che si è protratta per parecchio tempo
creando, come diceva l'assessore, una sorta di crisi finanziaria,
quindi, non è che a livello di bilancio la Siciliacque non abbia
fatto un servizio, lo ha fatto, lo ha fatto mantenendo, credendo di
potere a breve risolvere la questione, è passato parecchio tempo,
giorni fa Siciliacque voleva interrompere il servizio e giustamente
il Presidente della Regione è intervenuto dicendo non si
sospende', faremo in modo che il Governo e il Parlamento d'accordo
possano anticipare le somme e riuscire a venir meno a quello che è
un dovere, cioè fornire il servizio idrico e, soprattutto,
rispettare un impegno nei confronti di Siciliacque che è quello di
garantire l'equilibrio finanziario.
Quindi, si tratta di una situazione eccezionale che mi auguro
possa essere conclusa entro il 31 dicembre 2022 perché pare che ci
sia un'attività del Governo nazionale che entro il mese di
settembre si provvederà alla costituzione della società unica di
gestione del servizio idrico e mi auguro che questa scelta non sia
come quella di Agrigento, laddove il servizio idrico con il gestore
privato che è stato sospeso dall'Autorità giudiziaria incassava il
92 per cento, in questi giorni chiedendo al soggetto, a questo
gestore che è AICA a che punto fosse la riscossione, mi è stato
detto che la riscossione è al 92 per cento è diventato il 47 per
cento, quindi, questo a voler rimarcare che cosa? Che il soggetto
pubblico in realtà non è in grado di fare una gestione diretta nei
confronti dei cittadini perché il cittadino ha una idea tutta sua
di quello che è il rispetto dei canoni rispetto ai servizi che i
comuni, che il pubblico svolge. Paga la luce, paga il telefono,
paga la benzina, però c'è in testa di qualcuno che non bisogna
pagare l'acqua e si crea ovviamente un problema per le società
pubbliche, perché le società pubbliche non hanno la forza che ha un
soggetto privato di interrompere il servizio idrico.
La situazione però diventa drammatica a proposito della società
Siciliacque perché almeno questo benedetto articolo che è se non
altro un contributo che viene dato eccezionalmente e che andrà a
ricadere, questo dobbiamo averlo chiaro, sulla riscossione degli
anni futuri a carico di tutti i cittadini, a meno che i cittadini
che non hanno pagato rispettino l'impegno di pagare questi tre anni
arretrati, secondo me dobbiamo approvarlo.
Altra cosa è gli articoli successivi perché essendoci un
evidente vulnus nel decreto legislativo n. 152/2006 dove non è
stabilita la tariffa, che cosa fa l'Assessore? Si è inventato una
norma dove individua una serie di soggetti pubblici che, in
sintonia con quello che è Siciliacque e il costo, ha cercato di
individuare un percorso legittimo che possa essere presentabile nei
confronti della ARERE e stabilire finalmente quello 0,68 che ogni
anno, ogni momento, i cittadini pagano a proposito della
distribuzione, dell'approvvigionamento, meglio ancora dell'acqua da
Siciliacque, e dare un riscontro di legittimità. Perché noi in
Sicilia, avendo questo gestore unico, abbiamo un vulnus nella
legislazione nazionale, la legislazione nazionale non lo prevede e
allora siamo costretti in Sicilia ad inventarci una norma nella
speranza che non venga impugnata perché bisogna stabilire una volta
per tutte qual è il reale canone che bisogna pagare a Siciliacque
Abbiamo un ente dal quale non possiamo noi sciogliere il contratto,
se non a costo di svariati miliardi, che dobbiamo averci a che fare
e con il quale dobbiamo dialogare e che deve continuare a fare
questo servizio.
Guai a compiere come Parlamento un atto che non garantisce la
copertura della spesa dell'articolo 10 E anche lo sforzo che il
Governo sta facendo a proposito di questa tariffa perché ci
troveremmo in difficoltà tutti quanti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, all'inizio della seduta, anche se
l'Assessore al ramo non era presente, ho posto proprio in sede di
discussione generale l'attenzione a questo come agli altri articoli
relativi. Ora mi fa specie che il Presidente dell'Assemblea, quando
presiedeva, ha dichiarato che i suoi Uffici, cioè quelli
dell'Assemblea regionale, si sono orientati nel senso della
obbligatorietà dell'attività di questa norma. Ora, io ho letto la
relazione dei suoi Uffici e ho capito che dice l'esatto contrario,
nel senso che dice, come fa sempre l'Ufficio Bilancio che supporta
il testo, pone una serie di rilievi e di preoccupazioni, compresa
la citazione
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, una puntualizzazione, il
Presidente ha dichiarato che gli Uffici dell'Assessorato hanno
parlato di obbligatorietà.
CRACOLICI. No, no, sono stato molto attento, ha parlato degli
Uffici della Regione e dei suoi Uffici, lo dico a tutela, lo sto
dicendo a tutela degli Uffici dell'Assemblea
PRESIDENTE. Ci sono i verbali.
CRACOLICI. Che hanno sottoscritto una relazione che io ho qua, se
vuole la leggo, sia all'articolo 10 che all'articolo 11, diciamo,
prendo atto della ultroneità, non ho capito che vuol dire, perché
se era ultroneo non capisco perché era contenuto nel testo. Dopo di
che, va bene l'ultroneità, il Governo chiede di ritirare l'articolo
12 in nome dell'ultroneità, che però l'ultroneità nel caso
specifico somiglia molto all'ultroneità dell'articolo 10, perché se
è ultroneo l'EAS, non capisco perché non è ultroneo Siciliacque.
Il punto è uno, ora io capisco - mi dispiace Assessore, anche lei,
gliel'ho detto altre volte, ho grande simpatia per lei, lei si è
trovata in corso d'opera a fare l'Assessore in questo settore, che
è un settore molto complesso però qua, come dire, siamo al simbolo
delle cosiddette riforme annunciate e mai portate avanti, perché?
Perché che ci fossero sedici comuni gestiti dall'EAS lo sapevamo da
molti anni, che poi sia stata messa in liquidazione l'EAS e quindi
con le conseguenze che una società in liquidazione non può
ordinariamente gestire un servizio è altrettanto chiaro, che
andavano fatti i provvedimenti necessari per consentire la gestione
affidata al servizio integrato idrico del territorio era necessario
altrettanto, se non è stato fatto vuol dire che ci siamo stati
diciamo abbiamo preso atto che era meglio non squietare' il cane
che dorme, con la conseguenza che si è determinato un paradosso, lo
diceva l'onorevole Di Mauro il paradosso è che ci sono dei comuni
che ricevono l'acqua e che sostanzialmente teorizzano che non la
devono pagare, perché questo è avvenuto che il principio è: io
l'acqua ne ho diritto ma non la pago, in nome di questo si crea un
corto circuito per tutto il resto perché la conseguenza quale sarà,
che il costo all'ingrosso dell'acqua che viene in atto erogato da
Siciliacque a tutta la Sicilia, per compensare il costo complessivo
dovrà in qualche modo riversarsi sulla bolletta di tutti gli altri
servizi idrici integrati e quindi dei cittadini.
Ora è evidente che questo non è accettabile, non è completamente
accettabile, in più dico ci sono sentenze che tra l'altro il
decreto legislativo 175 fa sì riferimento alla straordinarietà di
contributi in società che sono costituite allo scopo, ma solo con
la finalità di investimenti e non per il pagamento dell'erogazione
del servizio, ecco perché ha ragione l'onorevole Barbagallo questa
norma voi la fate ma dovete sapere che sarà impugnata, e creeremo
un ulteriore incasinamento del sistema per cui la soluzione che qui
viene proposta è peggiore della pezza, come dire, del buco che si è
determinato, perché genera una condizione di incertezza giuridico-
amministrativa che è inaccettabile, allora la dico in italiano io
penso che i comuni che ricevono l'acqua, se la ricevono
direttamente da Siciliacque, se la ricevono dal servizio idrico
integrato, hanno il visto che ne hanno la gestione hanno il dovere
di pagarla, se invece come la sentenza del CGA dice che la Regione
ha l'obbligo di garantire il servizio al posto dell'EAS sciolto, e
allora diciamoci la verità la bolletta la deve pagare la Regione,
la deve pagare la Regione per alcune, per il consumo dell'acqua in
alcuni comuni, ma se è così è chiaro che va fatta una negoziazione
tra la Regione e quei comuni, perché anche dal cosiddetto fondo
delle autonomie locali quei comuni non è che possono mettersi fare
i furbi e mettersi la testa sotto la sabbia, quindi in questo caso
non c'è un anticipazione da dare all'EAS, ma c'è l'erogazione di un
servizio che viene garantito all'EAS a Siciliacque, ma c'è
l'erogazione e quindi il costo del servizio che viene garantito in
quei comuni che dovrebbe essere gestito da un servizio idrico
integrato che in atto è gestito dalla Regione in quanto obbligato
al rispetto all'ente sciolto, all'EAS in quanto ente posto in
liquidazione; pertanto, se volete dare i soldi alla Siciliacque
non parlate di anticipazione, perché l'anticipazione è illegittima
dal punto di vista della procedura costituzionale, ho fatto
riferimento anche a sentenze che non riguardano solo l'acqua ne ho
citata una che riguardava il sistema dei trasporti marittimi,
quando la Regione siciliana per partecipare a una gara e gestire
anche in proprio assieme ad altri soggetti privati fece addirittura
una fidejussione a favore del consorzio che si costituì che la
Corte costituzionale dichiarò illegittima e poi fu revocata la gara
per il trasporto i servizi obbligatori, le tratte obbligatorie
gestite dalla Sicilia per la disciolta Siremar, quindi ci sono
precedenti costituzionali che in qualche modo vietano questo
provvedimento, perché una società privata che riceve un contributo,
di fatto di un debito, che di fatto è della stessa Regione o salda
il debito la Regione e poi si rivale sui Comuni che sono oggetto
del debito stesso o non potete parlare di un'anticipazione. Cioè un
debito lo fate diventare un credito, cioè è un artificio contabile
perché se un'anticipazione diventa credito per la Regione, quindi,
tra l'altro, di incerta capacità di riscossione. Quindi, così come
è fatta questa norma, guardate voi fate più danni di quelli che
pensate di risolvere perché sarà impugnato e si creerà un marasmo
amministrativo che, a quel punto, potrebbe determinare il fatto che
Siciliacque interrompa l'erogazione. Se il debito oggi è in capo
alla Regione, la Regione lo assuma e si rivalga sui soggetti che,
ad oggi, hanno il bene cioè l'acqua e che non lo pagano. Non ci
sono altre strade, se non la strada maestra della trasparenza
amministrativa questo è il classico gioco delle tre carte che prova
a risolvere un problema senza risolverlo.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, come ho
avuto modo di spiegare in Commissione Ambiente dove ho presentato
degli emendamenti abrogativi a questi articoli, 10, 11 e 12,
emendamento che sono stati approvati, anche qui ho presentato
insieme ad altri colleghi questi emendamenti abrogativi anche se,
in realtà, credo che gli articoli maggiormente illegittimi sono
l'articolo 10 e l'articolo 11 rispetto all'articolo 12.
Sono norme queste su Siciliacque illegittime perché violano le
norme ma oltre a questo mettono in evidenza l'illegittimità della
convenzione, l'Assessore giustamente richiamava la convenzione ma
c'è un problema a monte che deriva proprio da questa convenzione
stipulata nel 2004 fatta ai tempi di Cuffaro e che, chiaramente,
non è stata fatta da un appalto ad evidenza pubblica.
Detto questo è chiaro che ormai il diritto è stato acquisito e
diciamo non possiamo più percorrere però, sicuramente,
ulteriormente questa strada dell'illegittimità e dell'illecito
perpetrando gli errori del passato andando incontro ad ulteriori
violazione di legge e, quindi, assicura impugnativa anche se
diciamo che siamo discretamente abituati negli ultimi anni a subire
delle impugnative. Credo che questa sarà, dovrebbe essere,
sicuramente un'impugnativa certa.
Alla luce, come ha detto, proprio da poco, l'onorevole Cracolici
del fatto che sicuramente questa funzione anticipatrice della
Regione siciliana nei confronti di Siciliacque è un'operazione
illegittima così come è stato, ho notato, anche da alcuni rilievi
della Commissione Bilancio . La Sicilia sicuramente non si può
sostituire ai Comuni, è una società, tra l'altro, mi chiedo con
quali garanzie possiamo avere questi soldi indietro dal momento
che, come è scritto nella stessa norma, Siciliacque subisce una
morosità pesante. Inoltre si prefigurerebbe, sicuramente, una
violazione delle direttive dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato
con delle ricadute, in caso di infrazione comunitaria, sicuramente
negative, quindi, danno erariale. Su questa norma, di certo, credo
che ci sarebbe anche la segnalazione da parte delle associazioni di
categoria in Commissione europea.
Per quanto riguarda l'articolo 11, Presidente, se ho la sua
attenzione, al comma 1ter la Giunta determina la tariffa, al comma
1bis scusate.
Al comma 1ter è istituita la Commissione idrica regionale di cui
fanno parte i presidenti delle Ato, quindi sostanzialmente vengono
esautorati i sindaci e, quindi, i territori, le assemblee
territoriali. Quindi, la norma sembrerebbe in contrasto con le
norme nazionali e le norme in materia di ARERA e le norme elusive
delle sentenze passate in giudicato sia del TAR che del CGA, perché
non si va a costituire un Ati regionale ma una semplice commissione
che, giuridicamente, non è diciamo a norma di legge per poter
stabilire il prezzo all'ingrosso, che è il prezzo, quindi, del
sovrambito e quello di Siciliacque, in quanto i singoli presidenti
delle Ato non hanno potere decisionale. Questo potere decisionale è
in capo ai sindaci, in capo alle assemblee territoriali idriche e,
quindi, in questo caso credo che la segnalazione alla Commissione
europea non deriverebbe soltanto dalle associazioni di categoria ma
partirebbe anche dalle stesse Ati, dalle associazioni territoriali
idriche che, così come già è successo in passato, perché l'Ati di
Palermo ha fatto questa segnalazione che poi ha portato la sentenza
passata in giudicato. Quindi, avremmo sicuramente una impugnativa
certa.
Per quanto riguarda l'articolo 12, credo si possa condividere
l'obiettivo di portare questi soldi alla Regione piuttosto che
all'EAS che è una società in liquidazione da più di vent'anni.
Però, credo che anche qui ci sia una violazione della concessione,
visto che questo potere dovrebbe essere in capo al Presidente della
Regione e non in capo all'Assessorato regionale.
Quindi, faccio questa segnalazione, se all'articolo 12 si può fare
questa modifica e questo potere, questo introito regionale - che
condivido perché l'EAS è una società in liquidazione da vent'anni e
non è più possibile andare ad elargire ancora questi introiti.
Quindi, se la modifica potesse essere quella di darla in capo al
Presidente della Regione così come scritto in convenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Presidente, sono molto sorpreso del prolungarsi di
questa discussione, per tutta una serie di motivi. Il principale è
che probabilmente ben pochi hanno letto la convenzione iniziale che
impone alla Regione di essere soggetto che deve compensare le
eventuali mancanze di EAS.
(Intervento fuori microfono)
TANCREDI. Un attimo, caro collega.
PRESIDENTE. Lo faccia parlare, la prego
TANCREDI. C'è un problema di fondo: il Testo unico sulle
partecipate ancorché vieti i trasferimenti diretti ma specifica
che, qualora ci siano delle convenzioni esistenti, si possano
trasferire in maniera straordinaria somme che evitano questo tipo
di problema. Ed è esattamente il caso in specie.
Ora dobbiamo decidere se risolvere un problema trovando una strada
o se lo vogliamo accantonare e aspettare che siano i cittadini a
venire con i forconi perché è stata loro interrotta l'erogazione
dell'acqua. Questa è una soluzione anche possibile che, magari,
qualcuno del trapanese o dell'ennese o dell'agrigentino potrebbe
anche pensare che possa essere utile svolgere, ma credo che non sia
il caso.
E' chiaro che in questo momento ci troviamo a dovere impegnare
delle somme per evitare l'interruzione di un servizio essenziale.
Stiamo dimenticando che parliamo dell'erogazione dell'acqua, bene
assolutamente indispensabile per la continuità della vita.
Se dobbiamo aspettarci l'interruzione e una emergenza sanitaria
pesante, perché qui noi stiamo a disquisire sul fatto che abbiamo
scelto di non fare la riforma, di non prenderci carico di quello
che la sentenza del TAR nel 2020 ci imporrebbe, nonché le tre
sentenze delle leggi precedenti che facevano capo al precedente
Governo che hanno determinato il vulnus attualmente esistente,
allora lo possiamo fare, ma ce ne prenderemo la responsabilità.
Credo che non sia il caso.
Invito l'Aula ad andare avanti e ringrazio l'Assessore per
l'impegno svolto per trovare una soluzione alternativa. Grazie.
PRESIDENTE. Decidete voi all'interno del partito a chi devo dare
la parola.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, capisco il dibattito politico, ognuno ha le
proprie opinioni, ci mancherebbe Siamo, appunto, il Parlamento.
Dire però alcune cose e non essere conseguenti è inaccettabile.
Ha ragione l'onorevole Tancredi. Con la sentenza del TAR del 2020
la Regione è di fatto debitrice nei confronti di Siciliacque.
Quindi, dire oggi che noi facciamo un'anticipazione in cui facciamo
diventare Siciliacque da creditore di 8 milioni di euro a debitore,
perché poi dovrà rimborsare questi 8 milioni che sono sotto forma
di anticipazione di un credito che il TAR dice che la Regione nel
momento in cui è stata sciolta l'EAS ha l'obbligo di garantire e
assicurare, o avrebbe avuto l'obbligo di introdurre un soggetto
gestore diciamo sovracomunale per la gestione del servizio idrico.
Allora, il tema non è che la Regione fa un'anticipazione a
Siciliacque e poi Siciliacque restituirà in tredici rate l'importo,
perché è un'operazione, un artificio contabile che mette a rischio
la norma stessa perché è aiuto, è un sistema che è già stato
contestato dalla Corte costituzionale stessa per altre fattispecie.
Il tema è uno: se è la Regione, visto che l'EAS è in liquidazione
e a questo punto dovrà assumerne l'onere, deve pagare Siciliacque
ed è la Regione, attraverso un'organizzazione sovracomunale, che a
quel punto va obbligata a questi Comuni, che dovrà assicurare la
riscossione dell'uso dell'acqua, perché non può succedere che in
Sicilia
PRESIDENTE. La prego di concludere.
CRACOLICI. Ho finito. Ma non è questa la norma, la norma così
com'è è completamente diversa.
PRESIDENTE. Ho capito, perfetto.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, pure lei un minuto sennò non ce
la facciamo.
BARBAGALLO. Sì Presidente, trenta secondi per evidenziare che il
Testo unico delle società partecipate allo stesso articolo 14 è
vero che consente i trasferimenti straordinari, ma li consente,
Presidente, come hanno opportunamente evidenziato gli Uffici, con
la sussistenza di tre condizioni.
La prima: che siano contemplate in un piano di risanamento; la
seconda: che sia stato approvato dall'Autorità di regolazione del
settore; la terza: che sia stato trasmesso alla Corte dei Conti, e
non è questo il nostro caso. Quindi, la norma cozza espressamente
col Testo unico delle società partecipate e le chiediamo di
stralciarla.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, sarò veloce. Gli Uffici certamente
hanno fatto i loro studi e sono, come dice l'avvocato Barbagallo e
l'onorevole Cracolici, in linea con le norme che ci sono, però qui
siamo dinnanzi ad una situazione che è la premessa dell'articolo.
L'articolo testualmente recita: "al fine del riequilibrio
finanziario della convenzione di gestione", eccetera; cioè c'è un
obbligo da parte nostra. Noi stiamo facendo un tentativo - che mi
auguro non venga impugnato - di un prestito che dovranno pagare
l'onorevole Cracolici, i cittadini tutti, 5 milioni di persone. Il
problema è questo, che dovranno pagare questi 24 milioni fin quando
non si sarà costituito l'ATO unico di Trapani e di Messina e queste
somme saranno ribaltate sui costi dei Comuni. L'unica soluzione è
questa, altrimenti noi possiamo chiudere, qui c'è scritto nella
norma, si chiude il servizio idrico, che è un servizio essenziale a
rilevanza economica.
Che facciamo, continuiamo a giocare? Non approviamo una norma e
chiudono l'acqua? Perché già Siciliacque lo ha chiesto al
Presidente della Regione e il Presidente della Regione ha detto:
non si chiude l'acqua, ci pensa il Parlamento a venirvi incontro .
E noi che facciamo? Attendiamo. La norma verrà pubblicata lo stesso
e guadagniamo tempo fino all'anno prossimo.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per favore, molto velocemente.
GRASSO. Solo perché non vorrei soffermarmi sulle disquisizioni
giuridiche. Voglio sottolineare che 14 Comuni della provincia di
Trapani, da Favignana a Erice, e due Comuni del messinese
resterebbero senz'acqua se oggi non si trovasse una soluzione.
Aggiungo che questo non è da intendersi come un finanziamento, ma
è un'anticipazione di somme in attuazione di una convenzione che la
Regione siciliana ha stipulato con Siciliacque. In virtù di questa
convenzione e delle sentenze del TAR la Regione deve garantire
l'equilibrio economico e finanziario della società.
A parte c'era la questione delle tariffe che poi devono pagare i
cittadini. Ho incontrato i sindaci io nella qualità di assessore,
del trapanese, tentando un accordo e di stipulare una convenzione e
i sindaci dicevano: vabbè quando si approveranno le tariffe , e
quindi è il cane che si morde la coda.
Quindi, volete saltare gli articolo 11 e 12, non si approvano, ma
non dare questa anticipazione significa martedì, perché
l'erogazione, l'assessore Scilla lo sa, perché questi sindaci li
abbiamo incontrati insieme, e l'assessore Scilla si è preso
l'impegno di portare il problema in Giunta, al Presidente della
Regione, affinché in questi Comuni domani i cittadini, a 40 gradi,
non avessero l'acqua.
E aggiungo una cosa: la mancanza di risorse priverà 14 Comuni del
trapanese, Siciliacque, a non poter accedere ai fondi del PNRR;
perderanno 110 milioni di euro e li perderanno i cittadini dei
Comuni del trapanese.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole La Rocca Ruvolo, aveva chiesto anche
lei di intervenire. Trenta secondi, per favore. Io vi prego di una
cosa sola, se dovete intervenire è perché dovete dare qualche
informazione nuova, perché sennò non ce la facciamo. Vi prego.
LA ROCCA RUVOLO. Io sarò velocissima, Presidente, grazie. Volevo
semplicemente dire che se tutto questo deve ricadere sui Comuni,
come dice l'onorevole Di Mauro, che devono pagare, ma nel momento
in cui in questa Regione già si sono costituiti gli Ati - poi se
altri non l'hanno fatto questa è un'altra storia - e pagano al
sovrambito, quindi a Siciliacque, l'Ati idrico di Agrigento paga
l'acqua a 0,69 e più Iva, mentre nel resto d'Italia l'acqua si paga
a 0,40 più Iva, mi volete dire che cosa ancora i cittadini devono
pagare? Perché dovrebbero sostenere questi costi ulteriori? Questa
è la domanda. Quindi, io voterò no a questo articolo 10.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lo Curto. Ne
ha facoltà.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Per favore Voi potete parlare gli altri no Ditemi,
ditemi se la regola è questa
LO CURTO. Presidente, qua si è data qualche informazione sbagliata
e va corretta. I Comuni della provincia di Trapani e i Comuni della
provincia di Messina non sono inadempienti per scelta e per
volontà, ma perché nessuno, EAS, che doveva fare pagare, è fallita.
E i Comuni non possono sostituirsi all'EAS.
Quindi, ora io chiederei cosa sono qualche 0,1 in più per tutti i
contribuenti che pagano l'acqua in Sicilia? Cosa sono 0,1
centesimo? Forse nulla Direi che nessuno può avere un aggravio e
può ritenere che sia un aggravio sul proprio bilancio familiare.
Non solo, ma la cosa che va detta, Presidente, è che i rubinetti
dell'acqua Siciliacque non li chiude a Trapani, ma in tutta la
Sicilia, perché è un debito che deve essere pagato dalla Regione.
Deve essere pagato.
Signor Presidente, lo dicano chi sono quei partiti che si assumono
la responsabilità di chiudere i rubinetti dell'acqua tra qualche
giorno ai Siciliani. Perché di questo si tratta Quella è pura
demagogia Grazie.
PRESIDENTE. Allora, chiedo scusa, Assessore. Mi date un attimo di
attenzione? Assessore Baglieri, io mi rimetto a lei a questo punto.
Se lei, perché mi era sembrato di capire che l'intervento di
Cracolici desse una sorta di suggerimento ad una piccola
riformulazione. Se voi foste d'accordo alla riformulazione di
Cracolici, per cui anche l'opposizione dà una mano, perché
altrimenti, io le dico - così parlo in maniera molto franca - che
non c'è la maggioranza per votare questa legge. Allora o troviamo
un accordo, come quello di prima, con l'opposizione per andare
avanti, oppure il mio consiglio è ritirarla per evitare che venga
bocciata. Ditemi voi che cosa volete fare e io mi comporto di
conseguenza.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Soltanto per fare alcune puntualizzazioni ed alcune rassicurazioni.
Intanto, il canone 0,69 rimane 0,69. Quindi, non ci sarà un
aumento, perché è chiaro
Altra cosa: è stato citato dall'onorevole Barbagallo, e non ho
avuto il piacere né di vederlo giovedì pomeriggio in Commissione
Bilancio , né venerdì mattina
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
No, io sono stata
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Ma la variazione è stata
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, la prego. Onorevole Barbagallo,
faccia parlare l'Assessore Assessore, non parli guardando
l'onorevole Barbagallo, sennò le risponde.
Allora, Assessore, lei mi deve dire, se vuole io lo metto in
votazione.
BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
No, io vorrei capire No, io non posso ritirare perché il Governo
ha fatto, perdonatemi
PRESIDENTE. Lei è disponibile alle correzioni che le suggeriscono?
BAGLIERI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. No, io sono disponibile a vedere come, come pagarla .
PRESIDENTE. E non lo so, io ascoltavo, speravo che ascoltasse pure
lei.
BAGLIERI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Ma rimane un prestito, non è un'anticipazione, non è un
contributo in conto capitale come ho capito che qualcuno ha
individuato con l'articolo se citate la .
PRESIDENTE. E allora, possiamo, chiedo scusa, possiamo .
BAGLIERI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. E' in conto prestito.
PRESIDENTE. ...tenere fermo un attimo questi articoli, io vado
avanti e vi incontrate
BAGLIERI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Senza interessi.
PRESIDENTE. Se è possibile trovare una mediazione si trova, sennò
lo decidete voi cioè io la metto in votazione.
BAGLIERI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Ditemi.
PRESIDENTE. Se non viene ritirato la metto in votazione. Per cui,
se è possibile, io vado avanti sugli articoli, ammesso che ce ne
siano ancora. Praticamente abbiamo finito. Allora, facciamo una
cosa, sospendiamo 5 minuti, vediamo se trovate un accordo. Gli
articoli 11 e il 12 mi sembra che sono fuori discussione, quindi
vengono ritirati, no? Assessore Baglieri, scusi, gli articoli 11 e
12 comunque li possiamo eliminare?
(intervento fuori microfono dell'assessore Baglieri)
PRESIDENTE. 11 e 12, mi sembra di capire che comunque non si
votano o no?
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. E allora, parlate dieci minuti e mi fate sapere. Va
benissimo. Noi abbiamo altro? Sennò interrompo 10 minuti e ci
rivediamo fra 10 minuti. Il 12 è stralciato comunque.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Chiedo scusa. Chiedo scusa, onorevole Cracolici,
chiedo scusa, siccome non è possibile questa confusione qua. Ho
capito, ma mettetevi qua dietro io non posso stare con voi che mi
gridate davanti perché non riesco
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Cinque minuti, state tranquilli che non voto mentre
non ci siete Andate, andate, serenamente Si parlano se la
possiamo risolvere. Vi ripeto, tutto quello che sto facendo, lo sto
facendo perché sono stato preventivamente chiamato e mi è stato
detto che non approvare la legge è un problema; per cui, se viene
ritirata e la si studia meglio è un altro conto, farla bocciare
sinceramente sarebbe pesante, però se l'Assessore poi la mantiene
in votazione, come va a finire va a finire. Sospendo la seduta per
5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.17, è ripresa alle ore 18.38)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, la seduta è ripresa. Se chiamate i colleghi
che sono fuori, per favore. Devo mettere in votazione la norma
prima che poi qualcuno dice no, non c'eravamo, c'eravamo e
cominciano le proteste, aspetto un altro minuto poi, però, dobbiamo
votare.
Allora, colleghi, dobbiamo votare.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)
PRESIDENTE. Voto segreto su quale? Mi chiamate l'onorevole Tamajo
perché è stato richiesto il voto segreto e bisogna essere presenti.
Allora, se prendete posto c'è una richiesta di voto segreto.
Intanto vediamo se è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 10
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
10.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chiarisco il
significato del voto: chi vuole il mantenimento dell'articolo vota
verde; chi vuole sopprimerlo vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 52
Votanti 33
Maggioranza 17
Favorevoli 20
Contrari 13
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Benissimo. Sugli articoli 11 e 12, Assessore
L'articolo 12 è soppresso.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sull'articolo 11 c'è sempre una richiesta di voto
segreto. Procediamo alla verifica dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 11
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
11.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chiarisco il significato del
voto: chi è favorevole all'articolo vota verde; chi è contrario vota
rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 53
Votanti 36
Maggioranza 19
Favorevoli 21
Contrari 15
Astenuti 1
(E' approvato)
Quindi, gli articoli 10 e 11 sono stati approvati. E' stato
escluso l'articolo 12. A questo punto ce n'è un altro da votare che
è l'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale del 25 maggio 2022,
n. 13
1. All'articolo 3 della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole si provvede a valere sui risparmi di
spesa di cui ai commi 3 e 4. sono sostituite dalle parole si
provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate di cui al Titolo
1, Tipologia 103, capitolo 1026. ;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente:
2. Al fine di recepire la normativa statale in materia di
revisione del sistema di classificazione professionale da applicare
al personale dell'Amministrazione regionale, nel rispetto di quanto
previsto dall'articolo 1, comma 612, della legge 30 dicembre 2021,
n. 234 e dal punto 2, lettera e) dell'Accordo Stato-Regione
sottoscritto in data 14 gennaio 2021, le risorse finanziarie per i
rinnovi dei contratti collettivi di lavoro relativi al triennio
2019-2021, stanziate con legge regionale 15 aprile 2021, n. 10 e
dall'articolo 14 della legge regionale 27 dicembre 2021, n. 35,
sono integrate, a decorrere dall'anno 2022, di un importo pari a
euro 3.300.000,00 comprensivo degli oneri riflessi a carico
dell'amministrazione e dell'IRAP, da destinare al rinnovo
contrattuale del personale del comparto non dirigenziale. Alla
conseguente copertura dell'onere, pari ad euro 3.300.000,00, a
decorrere dall'anno 2022 si provvede mediante utilizzo delle
maggiori entrate di cui al Titolo 1, Tipologia 103, capitolo 1026,
per gli importi di euro 3.300.000,00 nell'anno 2022, di euro
2.988.040,94 nell'anno 2023 e di euro 3.300.000,00 nell'anno 2024 e
mediante riduzione della Missione 20 Programma 1 capitolo 215744
per l'importo di euro 311.959,06 nell'anno 2023. ;
c) dopo il comma 4 è inserito il seguente comma:
4 bis. Le somme corrispondenti ai risparmi di spesa di cui ai
commi 3 e 4, pari a complessivi euro 4.385.134,00 per ciascun anno
del triennio 2022, 2023 e 2024 affluiscono a beneficio del bilancio
regionale e sono iscritte in un apposito capitolo del Dipartimento
regionale bilancio e tesoro (Missione 20, Programma 3), non
utilizzabili ai fini della gestione della spesa.».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2022 e per il
triennio 2022-2024 sono introdotte le variazioni di cui alle
annesse tabelle A e B comprensive delle variazioni discendenti
dall'applicazione delle disposizioni della presente legge».
Sull'articolo 14 ci dobbiamo fermare.
Si riprende l'esame dell'articolo 4, in precedenza accantonato. Ci
sono degli emendamenti.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Ternullo, Mancuso,
D'Agostino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1265/A
PRESIDENTE. Votiamo l'articolo 4.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Sono tutti nel fascicolo. E' la famosa storia
dell'articolo 20. C'è un accordo o no? Una riscrittura? Non c'è
niente? Non c'è alcun tipo di accordo, allora votiamo gli
emendamenti. L'emendamento 4.2?
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, mi sorprende che non ci sia un minimo di
chiarimento da parte del Governo sul tema
Ah, ecco, è arrivato l'Assessore. Non mi sorprende più.
PRESIDENTE. Allora, diamo la parola al Governo. Prego, assessore
Armao.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, scusi ma ero in Commissione Bilancio' perché
stiamo verificando alcuni emendamenti con il vicepresidente della
Commissione Bilancio' e siamo arrivati entrambi adesso.
Per quanto riguarda le richieste che erano emerse ieri in sede di
dibattitto, cioè l'attestazione rispetto alla norma codicistica al
secondo comma, il 2491, circa l'insussistenza di questioni
concernenti con gli ulteriori creditori e, per quanto riguarda, gli
ulteriori 3 milioni, su mia sollecitazione che ho mandato
immediatamente dopo la seduta, la commissaria ha dichiarato da un
lato l'insussistenza - ma vi faccio avere il documento - del
conflitto con la norma codicistica, dall'altro la disponibilità ad
aggiungere altri 3 milioni.
Per quanto riguarda il rimpinguamento si può procedere, per quanto
riguarda la praticabilità - se mi dà il tempo di stampare
l'attestazione - la faccio avere direttamente.
(Intervento fuori microfono)
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Mi
avevano chiesto 3 milioni in più e l'attestazione, questo per quanto
concerne la provvista.
Dopodiché continuiamo a discutere perché, a nostro avviso, quella
era una destinazione che sembra utile, al limite possiamo arrivare
ad una composizione di cui il presidente Galvagno ha già parlato e
per noi andrebbe parimenti sostenuta.
Per quanto riguarda la questione che poneva l'onorevole Cracolici
circa la configurabilità di un profilo di divergenza o di conflitto
con l'autorizzazione che non è bancaria ma è finanziaria dell'IRFIS,
ricordo che abbiamo previsto - e IRFIS è iscritta all'apposito
registro presso Anac - che si costituisse un ramo di azienda che, in
qualche modo, svolgesse le funzioni in house providing.
Per quanto riguarda questo segmento di attività di IRFIS, IRFIS
non è sottoposta alla vigilanza di Banca d'Italia tanto che c'è un
cosiddetto chinese wall, un muro cinese, che separa le attività:
l'attività che IRFIS svolge per conto dell'amministrazione e,
quindi, gestione del fondo tant'è che quest'Assemblea gli aveva
affidato, poi sono sorte questioni, come lei sa, sulle famiglie,
sulle edicole, sulle altre questioni, sui professionisti, IRFIS
aveva erogato anche finanziamenti per professionisti, ha erogato
risorse anche per le televisioni private o radio private, per tutti
gli interventi che abbiamo fatto, fatti dal ramo in house non dal
ramo sottoposto.
Non c'è alcun rischio di pregiudicare l'attività che IRFIS svolge
sotto la vigilanza della Banca d'Italia come ente finanziario e
sulla quale la Regione non può svolgere alcun tipo di controllo
analogo che è a parte, quindi questo filone che fu inaugurato quando
IRFIS fu scritta nell'apposito registro del TUB, in quel caso IRFIS
svolge attività come un intermediario finanziario.
Quando opera come un organismo in house, opera secondo le
direttive che gli dà il soggetto che svolge il controllo analogo.
Conseguentemente può affidare attività come per esempio quella di
fare un'attività di cernita tra soggetti che possono realizzare
infrastrutture nelle ZES e quindi consorzi di sviluppo industriale -
non possono essere privati -, quindi consorzi di sviluppo
industriale, IRSAP nel caso in ispecie, o comuni.
Non c'è alcun tipo di distrazione da una funzione coerente con le
regole che si è data IRFIS.
Conseguentemente, per quanto riguarda il Governo siamo venuti
incontro a tutte le richieste di chiarimenti che potremmo
ulteriormente svolgere.
Per quanto riguarda la destinazione, il presidente Galvagno aveva
proposto una soluzione mediana che a noi va parimenti bene.
Dopodiché, il voto si deciderà secondo quello che si ritiene più
opportuno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha
facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, volevo chiedere all'assessore Armao due
cose: la prima, considerando che queste risorse per investimenti
vengono dati all'IRFIS in quanto società in house, cos'è che vieta
che vengono dati sempre all'IRSAP, considerando che l'IRSAP è della
Regione? Questa è la prima domanda.
La seconda domanda è: visto che è stato in Commissione a discutere
di queste cose, se ha trovato una soluzione per la problematica
riguardante i pensionati dell'ASI.
PRESIDENTE. Assessore Armao, l'onorevole Cafeo ha fatto una
domanda che è relativa al problema, poi chiede giustamente, anche
se anticipatamente rispetto, anche se ora stiamo parlando di
un'altra cosa, informazioni, che ora le faccio avere io, onorevole
Cafeo, parlerò io con l'Assessore e le farò sapere.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, c'è un parere favorevole del Governo
all'approvazione dell'emendamento 4.5, che a mio parere dovrebbe
essere il primo emendamento da votare, fermo restando che
l'emendamento 4.1...
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, un attimo solo perché
altrimenti... L'onorevole Di Mauro parla con lei, Assessore.
DI MAURO. Allora, se l'onorevole Lupo e il Gruppo del PD ritirano
l'emendamento 4.2, si potrebbe passare ad approvare l'emendamento
4.5 che, dato il parere favorevole del Governo, lo porta a 23
milioni di euro, e poi ci sono due opzioni: o dividere queste
somme, metà all'Irfis, al Fondo Sicilia, e l'altra metà al Fondo
Zes, oppure dividerlo a metà al Fondo Zes, come indicato dal
Governo, e l'altra metà ai cantieri scuola. Vediamo di pronunciarci
come Partito e presentiamo un emendamento unico su questo
argomento.
Per quanto ci riguarda riteniamo che il Governo ha proposto Zes,
che è un ulteriore contributo, un ulteriore segnale alle imprese
che operano in quel territorio. Se l'altra metà può essere concessa
ai cantieri scuola, oppure 13 e 10 milioni di euro, va bene. Allora
13 milioni di euro per i Fondi Irfis e 10 milioni di euro per i
cantieri scuola per i comuni.
(Intervento fuori microfono)
DI MAURO. Il Governo suggerisce addirittura 13 milioni di euro per
i cantieri scuola per i comuni sotto i 10.000 abitanti e 10 milioni
di euro per il Fondo Irfis di cui Zes. Questa è la proposta che
formuliamo come Gruppo, però ci rimettiamo alla valutazione di
tutta l'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, chiediamo ancora una volta un'attenzione
per il mondo dell'agricoltura che, peraltro, quest'anno ha subìto
danni enormi a causa di eventi meteo avversi. Parlo dell'intera
Sicilia, potrei citare alcune delibere e alcune ordinanze, alcune
richieste anche della Protezione civile di estensione della
dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza che riguardano
Agrigento, Favara, come Lucca, come Racalmuto, Santa Elisabetta, ma
anche Gela, Nicosia, Caronia, Balestrate, Scicli, Pantelleria,
l'elenco è infinito.
Non possiamo chiudere questa legislatura senza andare incontro a
questi agricoltori che hanno sofferto danni terribili e in molte di
queste località ancora non si riesce ad avviare un'adeguata
campagna di irrigazione di questi terreni. Allora, un sostegno ai
consorzi di bonifica affinché possano aiutare questi agricoltori
anche sospendendo i canoni relativi all'anno 2021, e un sostegno
agli agricoltori per l'abbattimento del costo del gasolio agricolo
mi sembra doveroso; è una proposta che rivolgo al Governo e
all'intera Aula. Non è possibile che il mondo dell'agricoltura
siciliana possa essere abbandonato a sé stesso e tanto meno dal
Parlamento della Regione siciliana che, invece, ha il dovere di
difendere e tutelare un settore fondamentale per la crescita, lo
sviluppo e il lavoro della nostra Regione.
Abbiamo anche presentato degli emendamenti, Presidente, sia per
quanto riguarda un sostegno ai consorzi di bonifica per la
sospensione dei canoni irrigui, garantendo comunque il pagamento
degli stipendi ai lavoratori dei consorzi di bonifica, sia per
quanto riguarda l'abbattimento del costo del gasolio con
particolare riferimento alla provincia di Agrigento, presentato
dall'onorevole Catanzaro, emendamento che, a mio avviso, merita la
massima attenzione e che riguarda l'intero territorio della Regione
siciliana. Non è una battaglia di campanile, è una battaglia per la
sopravvivenza del mondo dell'agricoltura nella nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione sia
l'intervento del Presidente Di Mauro, sia l'intervento del
Presidente Lupo e credo che siano condivisibili entrambi gli
interventi. Se l'onorevole Lupo mi ascolta.
Secondo me dovremmo arrivare, ritenendo condivisibile la norma
veramente di carattere generale e le argomentazioni poste a
sostegno, quindi, credo che se sospendiamo dieci minuti,
Presidente, così da dare a tutti i Gruppi la possibilità di
incontrarsi per verificare come distribuire i 23 milioni che si
sono resi disponibili, possa essere non solo opportuno, ma anche
necessario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, vorrei ragionare su questo: ha
ragione chi dice che sui cantieri scuola, che sono stata una cosa
intelligente negli anni passati, oggi c'è da riflettere, perché
probabilmente...
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, la prego, sta parlando
COMPAGNONE. Io direi di ridurre un attimino questi fondi, perché
molti sono assorbiti da questo personale veramente con il reddito
di cittadinanza.
Mentre, invece, mi trova assolutamente d'accordo spostare dei
fondi sul mondo dell'agricoltura, che è il pilastro portante
dell'economia siciliana ed è vero, come dice il collega Lupo, che
in questo momento gli agricoltori stanno subendo dei gravi danni
dall'aumento del gasolio, che li ha portati veramente a non potere
lavorare e i campi, con ripercussioni gravissime sulla
cerealicoltura, che quest'estate avrebbe dovuto essere un'economia
fondamentale per noi. Gli incendi hanno fatto il resto del danno,
le reti idriche rovinate con mancanza di acqua nei consorzi. Tutto
questo mondo ha bisogno di essere, in qualche modo, accompagnato.
Quindi, immaginare di spostare un attimo questi soldi sul mondo
dell'agricoltura credo che sia una cosa assolutamente intelligente.
Sono d'accordo con quello che ha chiesto l'onorevole Calderone, di
fermarci cinque minuti a riflettere su come impostare e
quantificare la spesa; sarebbe una cosa giudiziosa.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Lupo, rispetto alla proposta
dell'onorevole Calderone di sospendere dieci minuti per trovare
un'intesa, c'è l'accordo?
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, diamo questi dieci minuti. Prego, però
è tardi, mi deve fare sospendere.
FOTI. Presidente, intervengo perché, essendosi liberate queste
somme e vedendo finalmente in Aula l'assessore Turano e anche
l'assessore Armao, desidero, coadiuvando il collega Cafeo e i
colleghi che ieri sono intervenuti, come l'onorevole Compagnone,
l'onorevole Zitelli ed altri, sottoporre all'Aula - e mi rivolgo
anche al Partito Democratico
Colleghi scusate.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Foti, si fermi un attimo.
Assessore Scilla, onorevole Catanzaro, onorevole Lupo, onorevole
Dipasquale, per favore, glielo volete dire - io non so se non mi
sentono - glielo volete dire che c'è dietro di voi... Per favore,
assessore Scilla, c'è una persona dietro di voi che parla Ma è
possibile che non vi rendiate conto delle cose? Che cosa c'è, non
si sente completamente quando io parlo? Si sente benissimo? E
allora, fanno finta di non sentire? Io vi espello la prossima volta
se fate finita di non sentire. Prego, onorevole Foti.
Onorevoli Dipasquale e Lupo, per favore. Onorevoli Dipasquale e
Lupo, per favore, sedetevi; mettevi da parte, almeno fatemi vedere
chi parla.
Prego, onorevole Foti.
FOTI. Presidente, il medesimo emendamento in finanziaria è stato
firmato da tutti i Gruppi parlamentari, dal Partito Democratico,
Attiva Sicilia, Lega, insomma tutti, in merito alla questione delle
pensioni integrative. In finanziaria abbiamo risolto unicamente
quello dei pensionati dell'Eas. La natura è molto simile. Il
contenzioso sta divorando le casse dell'Assessorato e, infatti, mi
sono stupita che l'articolo non fosse già previsto nella norma sin
dalla Giunta del Governo. Evidentemente non so se l'assessore
Turano vorrà parlare, però, in Commissione Bilancio l'Assessore è
venuto a presentare l'emendamento; ora è una questione di
copertura.
Si tratta di 1 milione 230 mila euro, di cui chiaramente io e un
altro collega, o pochi altri, non possiamo disporre. Ci dev'essere
una volontà. Tra l'altro, io vorrei denunciare in quest'Aula, e
dovrebbe essere di interesse anche dell'Assessore Armao, che ha in
capo al suo Assessorato, le partecipate in liquidazione, che i
liquidatori incaricano avvocati in contenziosi temerari contro i
pensionati che vincono e quelli che hanno la forza di fare causa
poi vengono risarciti non solo della pensione integrativa ma vedono
costretto l'Assessorato a pagare le spese e gli interessi legali.
Ora, caro Presidente, noi abbiamo ricevuto le raccomandazioni
della Corte dei conti che hanno indicato al legislatore la
necessità di bloccare i contenziosi, perché questi ovviamente hanno
un effetto moltiplicatore dei costi che dovremo andare a pagare.
Io trovo necessario, se si farà questa pausa per capire cosa fare
di questi 3 milioni di euro, non ho capito cos'altro, quanto sono,
dare finalmente copertura a questa vicenda incresciosa che, a
partire dal 2017, ha privato alcune persone della propria pensione
integrativa. Tra l'altro, vorrei dire che abbiamo inserito un tetto
massimo proprio perché la logica dev'essere mutualistica
PRESIDENTE. Grazie, dobbiamo sospendere.
FOTI di questo aiuto economico e, signor Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Foti, però io la prego, lei è
Vicepresidente, sa che non si possono mettere i soldi, stanno
utilizzando delle destinazioni precise
FOTI. Ecco, signor Presidente, un'ultima cosa
PRESIDENTE. Chiedo scusa, se lei mi fa sospendere, parla
direttamente con loro e vediamo di arrivare a una soluzione.
FOTI. Tutto il territorio regionale.
PRESIDENTE. Ok.
FOTI. Quindi, non è Catania, né Agrigento, né Palermo.
PRESIDENTE. Perfetto.
FOTI. Sono tutte le 11, le ASI. Grazie.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per dieci minuti, un quarto d'ora,
il tempo necessario perché si trovi questo accordo. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 19.02, è ripresa alle ore 19.22)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Assessore Armao,
l'emendamento Ah, lo sta preparando.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Gallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Allora, sospendiamo per due minuti, il tempo che sia
dattiloscritto l'emendamento all'articolo 4 e riprendiamo i lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 19.23, è ripresa alle ore 20.31)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, fuori verbale, però siccome ancora
si perde un po' di tempo, andate a mangiare e ci vediamo tra tre
quarti d'ora
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Non possiamo. Calma Calma Almeno delle cose le
dobbiamo fare ora, assolutamente Allora facciamo il
maxiemendamento, Governo e Parlamento. Po,i sul resto delle cose ne
parliamo domani.
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Allora, abbiamo tre quarti d'ora di tempo; se volete
andare a mangiare, andate a mangiare che è meglio piuttosto che
stare qui. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 20.32, è ripresa alle ore 22.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi. state guardando l'emendamento 4.R?
Onorevole Galvagno, l'emendamento 4.R risponde all'accordo che è
stato fatto materialmente con tutti. Per cui, se mi viene
confermato lo mettiamo in votazione?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
rispetto alla sintesi che abbiamo trovato con i vari Gruppi
parlamentari, l'unione dell'emendamento 4.R con il maxi
emendamento, troverete all'interno tutte le proposte per il
territorio che sono state fatte dai Gruppi parlamentari. Quindi,
noi li abbiamo fatti caricare entrambi. Se loro volessero qualche
minuto per controllare che è stato rispettato l'accordo, affinché
lo sappiano, noi abbiamo spostato alcuni emendamenti che erano nel
maxiemendamento
PRESIDENTE. Intanto, votiamo l'emendamento 4.R e poi il
maxiemendamento lo vediamo.
Onorevole Lupo e gli altri, avete controllato? Però guardatelo,
perché è nel fascicolo.
Il Governo l'emendamento 4.R l'ha visto? Assessore? La riscrittura
dell'articolo 4 che è già nel fascicolo. Va bene, perfetto. Aspetto
che i Gruppi mi dicano se va bene. Onorevole Dipasquale, sto
aspettando il suo Capogruppo e quelli degli altri partiti.
Posso metterlo in votazione? Allora, onorevole Dipasquale, come
vede il problema non è mio, io posso mettere in votazione ma
l'onorevole Lupo mi ha chiesto di aspettare un minuto, mi sembra
corretto che io aspetti. Mi verrebbe di dare ragione all'onorevole
Dipasquale e mettere in votazione. Lo facciamo? Posso mettere in
votazione l'emendamento 4.R? Bene.
Pongo in votazione l'emendamento 4.R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Come no? E' da un quarto d'ora che lo sto dicendo, colleghi Va
bene, contrario. Perfetto. Anche l'onorevole Assenza è contrario.
Non è sufficiente per batterlo, va bene. Allora, il 4.R è stato
approvato. A questo punto l'articolo 4 è approvato.
Allora, siccome sul maxiemendamento del Governo dobbiamo
verificare delle cose, non ce la possiamo fare stasera, o meglio
dipenderà dalla voglia che ha il Governo e la Commissione Bilancio
di vederlo per cui può essere anche che lo facciamo.
Intanto è stato distribuito il maxi emendamento della Commissione,
Max.Com. Noi non lo avevamo caricato già un po'di tempo fa quando
avevo chiesto di caricarlo in modo che lo potessero guardare, no?
Perché non era definitivo.
Esaminatelo con comodo, io sono qua, quando siete pronti, io resto
qua per cui prima lo vedono, e man mano che lo vedono mi danno un
cenno.
Onorevole Lupo, su richiesta di troppi deputati c'è la richiesta
di fermarci e votare stasera, purché non si facciano le tre di
notte ovviamente, quindi pregherei tutti appena votiamo il
maxiemendamento di riunirci col Governo per valutare il
maxiemendamento del Governo e poi tornare in Aula per votarlo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)
PRESIDENTE. Benissimo, "u sacciu, a mia mu rici?". Grande,
onorevole Lantieri
Voi non ci credereste perché uno dice sai, ha fregato, il suo
no . I miei vengono fregati regolarmente in questi casi. E la
normalità delle cose. Possiamo votare?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, voglio porre un problema e lo dico
con la responsabilità che deve avere quest'Aula.
Io capisco siamo a chiusura di legislatura, insomma, comprendo
mille esigenze, mille e ragioni però vorrei dare un suggerimento.
Quando si fa una norma ed un emendamento in cui mettiamo soldi in
nome, ascolta l'Assessore, in nome di un riconoscimento di un
surplus economico a dei lavoratori che hanno gestito l'emergenza
Covid e lo si fa solo per un'azienda ospedaliera e non lo si fa per
tutti gli altri, noi facciamo un danno incalcolabile, un danno
incalcolabile a tutti, a tutto il mondo della sanità che ha operato
in questi anni in Sicilia.
Per cui, se si fa una norma del genere,o si ha la forza di gestire
una norma per consentire a tutti coloro che hanno gestito
l'emergenza Covid, perché non può succedere che se sei stato...
Non la sento Presidente.
PRESIDENTE. Posso chiedere, chi ha compilato questo emendamento le
motivazioni che ci sono state. Presidente Galvagno, scusi
l'onorevole Cracolici sta avendo un'obiezione.
Io poi questo emendamento non lo conosco a memoria quindi non
posso rispondere io. C'è un intervento fatto per alcuni ospedali e
non per altri, per uno solo e non per altri, su due, ecco possiamo
capire? Se lei o l'Assessore alla sanità potete chiarire. Per
favore, onorevole Cracolici
CRACOLICI. A lei sto ascoltando. Allora io mi sono accorto del
comma 8 che riguarda l'azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello e
del comma, che non mi ricordo qual è, che riguarda l'Ismett e il
Buccheri La Ferla.
Io dico, attenzione Io sono palermitano, potrei dire, scusate, ma
l'azienda azienda sanitaria territoriale che ha gestito l'emergenza
a Covid a Partinico...
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Sembrerebbe che sia
stata l'unica che non abbia avuto alcun genere di risorsa durante
l'emergenza per questo a carattere.
PRESIDENTE. Scusi, posso dare la parola all'assessore Razza perché
pur avendolo inserito nel maxiemendamento del Governo è inserito
nel maxiemendamento del Parlamento per cui vorrei capire come fa a
sapere che lui sappia la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, sono due commi
inseriti nel maxi emendamento della Commissione che rispondono a
due fattispecie diverse.
Per quanto riguarda quella dell'istituto Buccheri La Ferla e
dell'Ismett si riferisce ad una parte di personale, vado a memoria
perché è una norma di iniziativa parlamentare, che non era
rientrato all'interno del bonus Covid che il Parlamento aveva
votato per tutte le aziende pubbliche e quindi da questo punto di
vista si giustifica per gli ospedali classificati. Non so, ma la
norma non è di iniziativa governativa, se la fattispecie possa
riguardare solo questi due ospedali classificati perché a mia
memoria riguarda almeno anche l'Oasi di Troina e forse anche la
Fondazione Giglio di Cefalù. Stiamo parlando quindi di situazioni
nelle quali non si sarebbe applicata a questa ipotesi contrattuale.
Però non c'è dubbio che l'emendamento così come indicato tiene e
conto di due aziende nelle quali un beneficio che era stato votato
dal parlamento non è stato erogato in maniera esatta così come è
avvenuto nelle altre aziende.
Non ho letto l'altro emendamento, ma potrebbe riguardare il
personale dell'azienda Cervello che, non essendo titolare di un
contratto di diritto sanitario, non ha ricevuto il bonus, il
personale SAS sarà forse. Ah no, ho capito. Con l'onorevole
Caronia, che immagino possa essere la presentatrice del comma, ne
avevamo personalmente parlato anche in passato. Si riferisce ad un
accordo interaziendale che all'ospedale Cervello aveva applicato in
maniera difforme l'erogazione del bonus Covid. Quindi, immagino che
nella volontà del presentatore ci sia il tentativo di estendere per
l'Azienda Cervello gli stessi benefici che erano stati applicati in
tutte le altre aziende pubbliche regionali.
Non essendo una norma di iniziativa governativa mi fermerei qui,
cioè mi fermerei nel dire che, effettivamente, si tratta di
fattispecie che non erano state trattate adeguatamente rispetto
alla norma previgente prevista dalla Finanziaria, allo stesso modo
- per dovere di chiarezza - devo dire che esistono, certamente,
ulteriori fattispecie, soprattutto nel personale di diritto privato
dove il beneficio previsto dal Parlamento non è potuto andare in
maniera eguale ai due ospedali classificati ai quali oggi lo si
vuole fare raggiungere.
PRESIDENTE. Dato il chiarimento dell'assessore Razza, colleghi,
metto in votazione il Max.Com.
Onorevole, deve fare qualche danno? Meglio votare.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Dobbiamo
togliere un comma perché crea un problema ai lavoratori dipendenti.
PRESIDENTE. Togliere un comma? Prego, mi dica.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, mentre stavo leggendo ho letto il comma 122, non so chi
è il collega parlamentare che lo abbia proposto ma vorrei ricordare
che questo emendamento, che fu inserito nella Finanziaria, serviva
per implementare un bacino di lavoratori, ex articolisti, ex
contrattisti - tra l'altro alcuni di questi lavorano al Comune di
Caltagirone - in assenza del quale dovrebbero essere licenziati.
Quindi, io credo che questa Assemblea non debba caratterizzarsi
per mandare a casa, alla fine dell'anno, alla fine del suo mandato,
della sua legislatura, dei dipendenti. Presenterò un emendamento
soppressivo. Sto parlando dell'altro comma, non sto parlando di
quello di cui hanno parlato l'onorevole Cracolici e l'Assessore. Il
comma di cui parlo io è il 122, comma 6, dell'articolo 15 della
legge regionale n. 13. Quindi, Presidente, presento l'emendamento
per sopprimere questo comma perché creeremmo un danno. Tra l'altro,
non riesco a capire qual è la motivazione. Era una norma che
incrementava il capitolo. 122.
Siccome sono stato io a metterlo in Finanziaria non vorrei che ora
facciamo altre cose.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, sia nella cosa che c'è di Edy che
in quella dell'assessore Falcone, se si può in un minuto fare due
subemendamenti e correggerli, li sistemiamo.
Onorevole Caronia, qual è il suo problema?
CARONIA. Signor Presidente, probabilmente, a mio avviso, c'è un
errore, forse non ci comprendiamo bene. Il comma 122 non riguarda
la fattispecie di cui parlava l'onorevole Falcone, bensì una norma
che riguarda i forestali. Gli Uffici dicono anche così.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, chi ha ragione, lei o l'onorevole
Caronia? Un attimo, tanto ormai siamo alla votazione, per cui un
minuto in più.
Assessore Falcone, che dobbiamo fare? Nel senso che non è quel
comma ed è un altro? Ma ci sarà un altro comma che riporta questo.
Onorevole Galvagno era materialmente saltato, per puro errore,
questo emendamento. Lo vorremmo inserire, se lei può presentare un
subemendamento e lo presentiamo. Lo fa come sub emendamento la
Commissione.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Se mi dà qualche
minuto noi facciamo un emendamento a firma della Commissione così
se ci sono dei correttivi da fare, li facciamo.
PRESIDENTE. Così allora se c'è qualche altro correttivo da fare,
se qualcuno ha visto che c'è qualcosa.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io mi ero permesso di segnalare ieri o
l'altro ieri, l'esigenza di reperire una somma non inferiore almeno
a un milione e cinquecentomila euro, due milioni per il consorzio
di bonifica di Ragusa perché altrimenti da domani questo consorzio
lo buttiamo al macero e non sarà più in grado di operare nemmeno un
secondo. Avevamo presentato gli emendamenti in Commissione, li
avevamo presentati in Aula, avevamo presentato un sub emendamento
insieme all'onorevole Savarino e al mio gruppo e agli onorevoli
tutti della provincia di Ragusa, Dipasquale, Ragusa e Campo oltre
che al sottoscritto.
Evidentemente ci sono tante esigenze, mi perdonerete se uso questo
termine, assolutamente frivole rispetto ad un problema essenziale
per gli agricoltori iblei, per i dipendenti di quel consorzio, per
far pervenire l'acqua alle campagne in piena siccità e questa
Assemblea se ne sta beatamente fregando. Fate quello che volete
però è una porcheria. L'assessore Scilla ha incontrato i
rappresentanti dei sindacati, ha incontrato il commissario ed è
perfettamente a conoscenza di questa situazione. Perpetuiamo questa
situazione e ci stiamo assumendo una gravissima responsabilità. Io
avevo il dovere di dirlo e di rassegnarlo all'Aula. Stiamo trovando
soldi per tutte le sciocchezze del mondo. Per una esigenza reale,
imprescindibile non riusciamo a trovarli.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, chiedo scusa e poi vediamo di
capire come si può risolvere il problema. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Dipasquale.
Che non parlino per favore tutti quelli di Ragusa. Sappiamo che il
problema è più o meno quello.
DIPASQUALE. Non lo so, Presidente, lei ha visto io ho cercato per
primo di non intervenire per dare la possibilità all'Aula di
risparmiare tempo. Però nel momento che interviene il collega
Assenza, io lo capisco, eravamo presenti ed eravamo presenti anche
in un incontro avuto dal Prefetto di Ragusa che ringrazio su questa
problematica però io mi permetto di dire, onorevole Assenza, lei si
arrabbia e fa bene ad arrabbiarsi perché sono trascorsi 5 anni.
Ed è da 5 anni, caro collega Assenza, che voi non siete riusciti a
garantire un contributo straordinario al comune del consorzio di
bonifica di Ragusa. Cioè non solo, lei è in Giunta, lei non è che è
in minoranza come lo sono io. Lei è in Giunta. Lei con i suoi
assessori può e deve pretendere, io mi aspetto, se lei ha un minimo
di coerenza, che deve votare contro le variazioni di bilancio. Io
mi aspetto questo perché altrimenti veramente se questa volta lei
non lo fa, io a Ragusa non la faccio entrare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, io tengo a precisare che ho firmato lo
stesso emendamento del collega Assenza perché la situazione dei
lavoratori del consorzio di Ragusa è veramente gravissima. C'è una
pressione sociale che potrebbe portare anche a delle cose
spiacevoli. Quindi prego la Giunta di intervenire al più presto
perché altrimenti dovremmo votare contro questa finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, state tranquilli perché sto
aspettando che preparino questo emendamento. Onorevole Assenza, un
tentativo. Appena finiamo questo Max.Com c'è il maxiemendamento del
Governo. Ora, io credo che siccome questo è un problema che ci
trasciniamo veramente da 5 anni, vorrei chiedere all'assessore
Armao se all'interno del maxiemendamento del Governo non ci fosse
la possibilità di trovare, non so se tutto l'importo, ma quanto
meno una cifra che possa dare un segnale, perché veramente è da 5
anni che ogni finanziaria, ogni Variazione, c'è questo problema e
io non so bene perché non si risolve mai. Si sono risolte
tantissime cose e questo del consorzio di bonifica di Ragusa
effettivamente non si è risolto mai. Se fosse possibile all'interno
del maxiemendamento del Governo individuare una somma da dare al
Consorzio di bonifica di Ragusa sinceramente sarei molto contento.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, anch'io ovviamente conosco questa
situazione che ci è stata sottoposta in terza commissione ed è
veramente seria, è chiaro che dato che la riforma non l'abbiamo
fatta il problema permane ma qui parliamo veramente di lavoratori.
Ora mi permetto di evidenziare che all'interno degli emendamenti
aggiuntivi ce n'è uno che impegna 1 milione e 20 mila euro,
proposto dall'assessore Zambuto, che propone di rifare il concorso
dei centri per l'impiego.
Presidente, io ho anche presentato un ordine del giorno perché
ritengo che tra le soluzioni individuate, per carità, c'è anche
quella di rifare il concorso, ma ci sarebbe la possibilità
supportata da giurisprudenza di potere individuare le persone che
hanno superato altri concorsi recentemente espletati dalla pubblica
amministrazione regionale e quindi potremmo utilizzare i profili
che sono coerenti con la richiesta di personale che già hanno
superato il concorso recentemente che ci farebbe risparmiare in
questo caso il milione e venti da potere utilizzare, qualora
l'assessore lo ritenesse opportuno per dare copertura ai consorzi
di bonifica di Ragusa.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Presidente, stiamo riscrivendo quest'altro emendamento
dove ci sono le correzioni da fare. Quindi se ha la bontà e 1
minuto concludiamo tutto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avete visto l'emendamento? Lo
fotocopiamo, lo inseriamo nel fascicolo velocemente. Stiamo
verificando la copertura, è a carico di non ho capito bene cosa che
era dell'emendamento governativo, quindi, non ci sono problemi.
Ma com'è che questa cosa era saltata? Lavoriamo come i pazzi e
qualche cosa salta Io spero che per quanto in buona fede non siano
saltate altre cose, in quel caso possiamo solo chiedere scusa. Me
ne rendo conto.
Onorevole Tancredi, si dia una calmata, onorevole Tancredi si dia
una calmata perché questo è un problema che mi sono visto con il
Presidente della Commissione, che ogni volta che siamo pronti per
votare mi dà una cosa in più, lei non c'entra niente in tutto
questo Quindi, si dia veramente una calmata
Poi posso sapere, onorevole Galvagno, quest'ultima cosa per cui si
è anche arrabbiato l'onorevole Tancredi, che io non avevo idea che
cosa era e che lei mi ha dato ora. C'è il subemendamento che lo
prevede?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Li ho dati a lei,
Presidente, per vederli intanto. Quei due fogli che le ho dato.
PRESIDENTE. Posso sapere se ce n'è altri che mi dovete presentare?
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Non ce n'è più.
PRESIDENTE. Inserite questo ulteriore subemendamento? Onorevole
Dipasquale, lei si arrabbia che non metto in votazione, però si
rende conto. Che posso fare?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Non ne accetto altri. La prego, perché sennò esco
pazzo Non sono in condizione di accettare altro.
Dov'è l'onorevole Tancredi? Scusi, onorevole Tancredi, dicono gli
Uffici che uno dei due emendamenti non è ammissibile perché non si
capisce quant'è la spesa, e quindi non si può fare
TANCREDI. C'è la relazione.
PRESIDENTE. La relazione. Nell'emendamento mi deve dire quant'è. E
comunque non è coperto. Onorevole Tancredi, io che giro abbia fatto
non lo so, so che qui c'è un emendamento che non è coperto, mentre
l'altro era già previsto; quindi, non c'è bisogno di nessun
emendamento. È al comma 61. Non c'è bisogno di questo ulteriore
emendamento. Quello dei corsi è già nel testo, è al comma 61,
l'altro non è coperto.
Onorevole Schillaci, non possiamo accettare altri emendamenti. Lo
dia all'assessore Armao e veda se lo può inserire tra quelli del
Governo. Basta Veramente c'è un limite
Pongo in votazione il subemendamento Maxi COMM 1.R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento Maxi COMM. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
E' stato approvato. Poi, se c'è qualcuno che non è contento io non
so che cosa farci.
Intanto grazie alla Commissione per questo lavoro. Chiederei a
tutti di fermarvi, ci incontriamo un attimo con il Governo, ditemi
dove, anche qui dietro, se volete, o comunque dove volete; ci siamo
non più di mezz'ora di tempo, facciamo un emendamento che io
presento ai Gruppi e se ho l'accordo lo votiamo e andiamo a casa.
Diversamente, non lo votiamo. Sospendo mezz'ora.
(Brusìo in Aula)
Colleghi, meno di mezz'ora è inutile.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Abbiamo votato tutto finora, manca un emendamento, il
Maxiemendamento del Governo e credo che andrebbe votato anche
questo. Spero che rimangano tutti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 23.04, è ripresa alle ore 00.06 del 4
agosto 2022)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E, allora, colleghi, scusatemi, il testo
dell'emendamento del Governo è già inserito nel tablet, quindi, se,
per favore, lo cominciate a vedere, così ci dite se ci sono delle
obiezioni, sennò cominciamo a votare. Poi, alcune cose le dovrò
dire io su alcuni emendamenti
(La seduta, sospesa alle ore 00.07, è ripresa alle ore 00.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'onorevole Di Paola sta inserendo un emendamento dei
Cinque Stelle, che è per evitare l'impugnativa, quella sul
terremoto, se non ricordo male.
Possiamo cominciare, se i colleghi sono d'accordo, se non avete
obiezioni. Quello è stato presentato? Si deve votare il
maxiemendamento del Governo. Intanto, la pagina 4 è già stata
approvata con l'emendamento della Commissione, per cui va tolto,
quello sul Durc. L'abbiamo già approvato nell'altro emendamento e,
quindi, si può togliere.
Quello lo stralcio io, quello della pagina 4.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio.
CIANCIO. Signor Presidente, un altro comma che, credo possa
stralciare direttamente è a pagina 14, il comma 14, perché è già
stato approvato.
PRESIDENTE. Che pagina è?
CIANCIO. Pagina 14, comma 14, dell'articolo 14, abbastanza
semplice. Perché al comma 46 la parola annualmente' sono
soppresse e l'abbiamo inserito nel maxi parlamentare, quindi, per
non creare confusione. L'ho proposto io e ho controllato chi
c'era .era per superare una impugnativa.
PRESIDENTE. Quindi, il comma 14 è stralciato. Benissimo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché c'è questo comma 16
che è l'abrogazione di un articolo di una finanziaria a proposito
della gara di riscossione. Poc'anzi, l'assessore mi ha chiamato e
mi ha fatto vedere che c'è una decisione dell'Anac. Ora, io
comprendo l'importanza di questa gara di circa 546 milioni di euro,
però, a me sembra molto strano che il Governo si debba occupare di
una fattispecie per la quale già abbiamo fatto un'esperienza con
Riscossione Sicilia, che sappiamo com'è finita. E' dovuto
intervenire il Governo.
PRESIDENTE. Assessore Armao, ha detto che era disponibile a
toglierlo, questo? Così andiamo avanti, perché mi ha detto
l'assessore che è disponibile a toglierlo.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Noi siamo disponibili a toglierlo, trattandosi di questione di
livello europeo, essendo concorrenza. Tuttavia o lo togliamo o
differiamo i termini di altri 80 giorni, 90 giorni, in modo che i
termini ancora non sappiamo cosa succederà nei prossimi giorni,
però, è evidente che nessuno vuole celebrare gare nell'immediato.
DI MAURO. E' sospesa fino al 31 dicembre 2022, quindi, se è
agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Io, di fronte ad una pronuncia dell'Anac che dice una cosa, posso
ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Togliamolo così non ne parliamo più, visto che lei ha
dato questa disponibilità. Questo articolo 16, comma 16, è pure
eliminato dal Governo. Tutti gli emendamenti che riguardano il
coinvolgimento dell'FSC io li avevo contestati al Governo, dicendo
che avevamo evitato per tutta l'Aula di proporre emendamenti che
prendessero copertura da FSC e, quindi, non li volevo inserire. Mi
dice l'assessore, e abbiamo verificato ed è oggettivamente così,
per cui c'è poco da fare, che queste non sono nuove spese, ma sono
soltanto quelle modifiche, quegli aggiustamenti che gli ha chiesto
il Governo nazionale per evitare l'impugnativa della legge. Per
cui, siccome li abbiamo verificati tutti sono cose che sono state
già fatte, non sono soldi nuovi, sono una serie di a cui il
Governo nazionale ha chiesto delle modifiche. Sono tutte le
modifiche richieste dal Governo nazionale, per cui mi sembra che
non ci sia nessun dubbio. C'è da chiarire ancora il milione di euro
sul Parco d'Orleans, che invece è coperto soltanto per 500 mila
euro, quindi, lo togliamo e restano 500. Quel milione di euro
previsto sul Parco d'Orléans che invece che era coperto solo per
500 diventa 500 direttamente.
Se lei prende pagina 27, il testo dell'emendamento Assessorato
regionale infrastrutture', il Dipartimento è autorizzato a
concedere contributi. Questo non faceva parte dell'impugnativa per
cui vorremmo capire perché deve rimanere.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Questa disposizione che consente di intervenire con 10 milioni di
euro a sostegno del bonus mare, secondo le regole stabilite a
livello nazionale, previa notifica alla Commissione europea,
quindi, con i tempi che ci vorranno, ma che, comunque, consente di
intervenire a favore degli autotrasportatori che utilizzano le vie
del mare anziché percorrere con i camion l'intero territorio,
quindi, abbassare i costi di esportazione per le nostre imprese era
stato introdotto dal Governo nel disegno di legge di stabilità.
La Segreteria generale dell'Assemblea aveva posto dei problemi di
compatibilità europea che, oggi, attraverso questi aggiustamenti,
riteniamo possano essere superati e credo che ci sia stato un
confronto anche con gli Uffici dell'Assemblea, quindi, non si
tratta di nulla di nuovo; era già stato preventivato nel disegno di
legge di stabilità, quindi, non è una nuova iniziativa; è un norma
che, probabilmente, andrà a regime, a fine anno, però, è un segno
di attenzione nei confronti delle nostre imprese che esportano e
che hanno costi.
PRESIDENTE. Io, comunque, devo chiedere all'Aula se è d'accordo
perché non abbiamo fatto nemmeno un emendamento con FSC; mentre
quelli non lo coinvolgono con nuove cifre, questo non era previsto
nell'impugnativa, per cui se l'Aula è d'accordo lo lasciamo dentro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Leggo, a pagina 31, Modifiche alle leggi regionali n. 13
e 14 del 25 maggio 2022 . C'è una riga che riguarda 150 mila
migliaia di euro, centocinquanta milioni da destinare al Comune di
Palermo per emergenza rifiuti e sanitari e la stessa cosa per 20
milioni di euro per il Comune di Catania. Mi chiedo e chiedo a
tutti i colleghi dell'Aula: esistono solo questi 2 comuni su 391
che hanno emergenze sanitarie e rifiuti?
PRESIDENTE. Questo era un emendamento che anche noi, anche la
Presidenza aveva, in qualche maniera, contestato all'assessore. In
realtà, la parte finale dell'emendamento dice che, comunque, tutto
questo è finalizzato, possibile, a condizione che lo Stato liberi
queste somme e che ci venga data la possibilità da parte del
Ministero di passare da fondo sanitario a investimenti per i
comuni.
Questa cifra su Catania e su Palermo io non posso rispondere
perché non ne ho idea, quindi, lasciamo che l'assessore risponda.
Abbiamo verificato che a condizione che venga approvato è
fattibile. Sulla suddivisione delle risorse tra Palermo e Catania
risponde l'Assessore.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ci
troviamo di fronte ad una drammatica crisi di due grandi città,
credo che sia la responsabilità ad intervenire per evitare che
questi due grandi centri possano subire gli impatti finanziari di
una situazione oggettivamente difficile, alla quale oggi il Governo
nazionale ha anche difficoltà a corrispondere perché la situazione
è quella che è anche a Roma, che tutti conoscete e non entro nei
dettagli. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Assessore, colleghi, io ho
avuto modo velocemente di dare un'occhiata a questi emendamenti
presentati dal Governo in questo Maxiemendamento. Per me si tratta
veramente di - come definirla - un manifesto elettorale .
Io lo definisco un manifesto elettorale che regge su tutta una
serie di cose che dovranno accadere, dovranno avverarsi, dovrà
esserci l'allineamento dei pianeti, se ci sarà l'allineamento dei
pianeti nel frattempo un'eclissi, allora arriveranno le risorse per
Palermo, le risorse per Catania. A pochi giorni, perché l'Assessore
Armao lo sa che domani si dimette Musumeci, oggi, domani o fra
poche ore, quindi siccome si sa che c'è questo evento, abbiamo
approfittato, avete approfittato di presentare tutta una serie di
norme che - a mio avviso - sono farlocche. Perché: cento milioni di
euro di qua, cinquanta milioni di euro di qua, venti milioni, dieci
milioni, cento milioni se domani non fa buio, cinquanta milioni se
invece succede non so cosa. Ovviamente è un manifesto elettorale .
Lo sa a me cosa dispiace? Non tanto sulla promessa, perché poi
uscirete con: Sì, abbiamo presentato un emendamento che prevede
centocinquanta milioni di euro per Palermo , ma poi quando
arriveranno? Mai La cosa che mi spiace invece è per chi è che chi
si aspetta - perché c'è anche di questo qua dentro, caro Assessore
Armao - di essere stabilizzato, chi si aspetta di trovare il
cosiddetto posto di lavoro , e qui dentro c'è qualche emendamento
di questo. Poi scopriremo che dopo un mese, due mesi, a campagna
elettorale finita ci sarà il Consiglio dei Ministri che avrà
impugnato; ci sarà quella norma che non era legittima, non era
costituzionale e nel frattempo si sono fatte le campagne
elettorali.
Purtroppo, io le ho lette tutte queste cose, sicuramente mi
sbaglio, sicuramente mi sbaglio, Assessore Armao, sicuramente
queste risorse che voi state individuando in questo Maxiemendamento
arriveranno, io non ci credo, perché non sono risorse certe, ma
sono risorse bloccate e condizionate da tutta una serie di cose. Ma
la cosa che più mi spiace e per quei lavoratori che sono inseriti
in questo Maxiemendamento e che pensano di poter trovare la
stabilizzazione del posto di lavoro, e poi invece si ritroveranno
l'impugnativa. Ma non perché il Governo nazionale è cattivo - noi
non ci siamo più nel Governo nazionale, anzi sicuramente
prossimamente ci sarete voi, non ve lo auguro ovviamente, noi ci
auguriamo di poter esserci noi - però già queste norme sono norme
viziate.
Il consiglio che mi permetto di dare a tutte queste persone è di
non credere fino a quando non toccano con mano che veramente si
tratta di stabilizzazioni, veramente si tratta di risorse, non
credete, non fate questo errore, perché di tutto quello che è
inserito qui dentro molto é aria fritta, strafritta, bollita e
purtroppo ce ne renderemo conto alla fine della campagna
elettorale, quindi agli interlocutori che mi ascoltano da casa,
dobbiamo avere speranza ma la fiducia solamente quando il percorso
si è finito, non fatevi prendere ulteriormente per i fondelli da
chi pensa di essere il più furbo di voi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, può chiedere al Governo alcune
questioni? Assessore Armao, siamo qui da quindici giorni a
dibattere una discussione su come fare questa operazione di
bilancio avendo preso atto del suo impegno nei confronti del
Governo nazionale, delle risorse che sono state assegnate e poco fa
finalmente sui quindici milioni, con grande fatica e dopo quindici
giorni, si è raggiunto l'intesa.
Il Governo ha collaborato, ne diamo atto, e come se nulla fosse il
Governo presenta un emendamento di quattrocentocinque milioni
stabilendo autonomamente che novantacinque milioni sono per
serializzazione, ammortamenti e gli investimenti in beni immobili e
rinnovo tecnologico del settore sanitario, trenta milioni per la
copertura di maggiori oneri e costi di energia settore sanitario,
centocinquanta milioni per far fronte all'emergenza rifiuti e
sanitario del Comune di Palermo e di venti milioni di euro per il
Comune di Catania che in realtà è il buco finanziario che c'è al
Comune di Palermo e credo anche al comune di Catania cosa che,
peraltro, riguarda tutta una serie di comuni siciliani e centodieci
milioni per la realizzazione di infrastrutture e strutture
ospedaliere in corso o da avviare nel settore sanitario come se non
ci fosse il famoso articolo 20.
Assessore Armao, questo emendamento va tolto. Questo emendamento,
ammesso che arrivano i soldi, si costituisce un fondo e su questo
emendamento il prossimo Parlamento, di fronte a una cifra di 405
milioni, si siede e si confronta perché i comuni siciliani sono
tutti affetti da un dissesto o pronunciato o a breve sarà
riscontrato, non esiste solo il Comune di Palermo, non esiste solo
il Comune di Catania. Per carità, le strutture e il settore
sanitario da avviare, i consumi energetici, si farà un ragionamento
al momento opportuno su una norma che, mi permetto di dire, con
molta leggerezza e con molta superficialità, il Governo propone al
Parlamento come se fosse l'emendamento di quattromila cinquecento
euro.
Questo emendamento, Assessore per quanto ci riguarda non può
passare, poi se il Parlamento, il Movimento Cinque Stelle, il PD lo
vuole sostenere solo per il comune di Palermo e di Catania e per le
strutture della sanità o di qualche sede, lo facciano, ma noi non
lo votiamo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, io non lo posso votare questo
emendamento perché si parla dell'emergenza rifiuti, centocinquanta
milioni per Palermo e venti milioni per Catania.
Barcellona Pozzo di Gotto é la mia città, ed io, se votassi questo
emendamento, tradirei cinquantamila abitanti barcellonesi perché
Barcellona è completamente soffocata dai rifiuti e io non posso
votare questo emendamento, non lo voterò perché potrebbe essere un
alto tradimento nei confronti della mia città e della mia
provincia, perché anche la provincia di Messina versa in gravissime
condizioni e in situazione di emergenza.
Last minute non si può portare un emendamento di quattrocento
cinque milioni senza discutere con il Parlamento. Io non lo voterò
e, con fermezza, invito il Parlamento a non votare questo
emendamento o comunque all'assessore Armao di ritirarlo perché non
si può, tra virgolette, favorire un territorio a discapito di tutti
gli altri.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà. E poi l'onorevole Sunseri.
DI PAOLA. Signor Presidente, finora c'è stato un clima di
collaborazione anche perché domani o dopo domani il Presidente
della Regione si deve dimettere, quindi dico anche per salvare gli
stipendi di chi in questo momento sta aspettando fuori da questo
palazzo, abbiamo partecipato ai lavori della Commissione bilancio
in maniera come dire cordiale, c'è stato un lavoro, un confronto e,
all'interno della Commissione bilancio era presente pure
l'assessore Armao.
Ora dico, se ad un certo punto alle ore 12.30 tira fuori un
emendamento con 450 milioni di euro, e vengono suddivise queste
somme nella maggior parte, attenzione perché io capisco
l'emergenza, effettivamente c'è una emergenza in quelle città, però
non è che nelle altre città l'emergenza non c'è, Presidente.
Quindi, o si fa un ragionamento globale, oppure questo articolo,
non lo so, viene tolto perché non è possibile discutere 450 milioni
di euro alle 12.30, proprio così dal Governo.
C'è un suggerimento da parte del collega Dipasquale, si può
ritirare e poi la prossima legislatura, visto che comunque il
Presidente della regione si dimetterà domani, ad ottobre, novembre
chi poi verrà nel prossimo governo discuterà di queste somme,
perché queste somme fino a qualche minuto fa non c'erano, e non è
che possono essere tirate fuori all'ultimo momento e alle 12.30
quando siamo qui da ore e ore e c'è stato, ripeto, un clima di
massima collaborazione.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola ad altri, io credo che,
ovviamente, ho chiesto anche io all'assessore Armao quando ha
presentato questi emendamenti di capire il perché di tutto ciò.
Io credo che il motivo di questo emendamento sia, probabilmente,
proprio legato alle possibili dimissioni del Presidente Musumeci,
cioè io non ho notizie delle dimissioni però, siccome questi soldi,
da quello che mi dice il governo, stanno per essere autorizzati a
Roma, quindi li si può utilizzare nel momento in cui vengono
autorizzati, se venissero autorizzati nel giro di poco, tanto è che
l'emendamento ovviamente parla di a condizione che , ma se queste
condizioni si dovessero verificare fra 15 giorni, sarebbe veramente
un delitto che queste città non possano utilizzare i soldi perché
noi non li abbiamo autorizzati.
(Brusio in Aula)
Allora, scusate, un attimo, questo è il motivo per cui io ho
lasciato questo emendamento, devo essere sincero perché dico le
cose per come stanno senza nessun infingimento, anche a seguito
delle telefonate molto interessate dei sindaci di queste città.
Allora, quello che dico è questo: se il problema, assessore, è che
non si capisce perché le somme sono date soltanto a Palermo e a
Catania e si può trovare una soluzione per inserire un'altra cifra
da distribuire al momento perché questo in realtà è perché sono
state chieste da Catania e da Palermo, non è stata una scelta da
quello che capisco, ripeto, sono state chieste. Allora, se ci fosse
la possibilità di mettere una somma che può essere utilizzata nel
momento in cui gli altri Comuni possano richiederle onorevole
Falcone, mi scusi, sto parlando credo a favore del Governo, quindi
la prego almeno di fare sentire quello che dico.
Quindi, assessore, se fosse possibile individuare una cifra da
mettere a disposizione degli altri Comuni nel momento in cui ciò
possa avvenire, sulla base di emergenze pari a quelle che sono
state individuate per la città di Palermo e Catania, probabilmente
potrebbe essere una soluzione, dico probabilmente, perché non ho
chiuso nessun accordo con i Gruppi.
(Brusio in Aula)
Ho capito un attimo, ci sono altri prima, però è una proposta che
sto facendo, altrimenti, avendo compreso delle negatività anche da
parte della maggioranza, certo il rischio che questa norma poi
venga bocciata esiste, anzi oserei un po' più del rischio, per cui
inviterei l'assessore a fare un minimo di ragionamento su quello
che è possibile fare per evitare di non dare queste risorse a
Palermo e Catania, quindi vorrei sentire un attimo l'Assessore.
Prego.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, nel clima che da parte del Governo ma anche da
parte dell'Assemblea di confronto leale, sereno, anche se
intercalato in alcuni momenti da inevitabili nervosismo, perché
siamo tutti al lavoro da tanti giorni, quindi è inevitabile che ci
siano momenti di difficoltà, però ecco il Governo vuole finalizzare
questo intervento per la Sicilia. Credo che le due città sono due
città importanti, provate che in questo momento non possono
ricevere un intervento dello Stato immediato, attraverso questa
formula potrebbero riceverlo, ma è evidente che il secondo comma
sterilizza tutto e conserva tutto all'intesa con lo Stato, quindi
non stiamo andando a prendere i soldi e li spendiamo, è tutto
sottoposto ad un'intesa con lo Stato. Raccogliendo le esigenze e le
richieste di altri comuni, che però oggi, come diceva il
Presidente, noi non abbiamo avuto richieste, noi abbiamo avuto
richieste anche a livello nazionale dei due comuni, magari ci sono
comuni che sono oggettivamente in difficoltà, noi non lo sappiamo.
Potremmo prevedere la riduzione dell'ultimo punto che riguarda 110
milioni per investimenti che poi dovrebbero comunque essere
concordati con lo Stato su siti e interventi ospedalieri, potremmo
ridurlo da 110 a 60 e destinare 50 milioni, che ovviamente lo Stato
deciderà di destinare ai Comuni, attraverso il Ministro per
l'interno, il Ministro per l'economia, non sono risorse di cui
disponiamo con assegno, dovremmo sempre trovare un'intesa, però
siccome oggi non sappiamo quali comuni possano essere in situazione
emergenziale.
PRESIDENTE. Questa devo dire che mi sembra, onestamente, una
proposta logica, cioè oggi le città che l'hanno chiesto, sono
queste due, non possiamo darli a chi non lo ha chiesto.
Scusatemi, io sto cercando, siamo all'ultima giornata, credo di
avere fatto insieme anche personalmente oltre che all'onorevole di
Mauro, e all'onorevole Galvagno e a tanti altri un lavoro di
mediazione che fino ad oggi in qualche maniera ha funzionato.
Fatemi passare quest'ultima se poi non sarà così. Sì ho capito non
continuate a stare con le mani alzate. Ora vediamo quali decisioni
prende il Governo, se il Governo lo ritira, se no è inutile che le
do la parola. Se dovesse fare qualche nuova proposta lo faremo.
Credo che questa possibilità di trovare un accordo, onestamente ci
sia, cioè siamo nelle condizioni di potere trovare una mediazione,
se poi l'Aula mi dite è inutile parlarne perché lo bocciamo
all'unanimità, chiederemo all'assessore di ritirarlo per evitare di
farlo bocciare, però proviamoci.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Foti lei ha chiesto la parola
dopo Sunseri. Sono tutti in ordine scritti.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
davanti agli occhi di tutti noi siciliani e di tutti noi
parlamentari, ci sia una Sicilia piena di immondizia, di cui ci
dovremmo vergognare tutti noi siciliani e soprattutto noi
parlamentari.
E oggi si continua a pensare di poter sostenere delle città che se
ne fregano di fare una raccolta differenziata, che se ne fregano di
seguire le norme e continuano a fare quello che fanno e noi li
premiamo dandogli altri soldi.
Questi soldi, se li vogliamo utilizzare, caro amico mio, assessore
Armao, mettiamoli in un fondo della Regione per risanare la Sicilia
da tutta l'immondizia, da tutte le microdiscariche, che ci sono in
giro per la Sicilia. Fino all'altro giorno io personalmente ho
ascoltato due turisti che svergognavano la Sicilia, esattamente a
Noto, a Noto, svergognavano la Sicilia, dicendo: Ma come non vi
vergognate di fare trovare una città così bella, piena di
immondizia? . Nelle periferie, ci sono tutte le strade della
Sicilia piene di micro discariche è una vergona e tutti ce ne
freghiamo.
Utilizziamo questo fondo, perché se no non li potremo togliere mai
tutte queste porcherie che ci sono in giro; utilizziamo questo
fondo, per esempio, per risanare la Sicilia e togliere tutta questa
immondizia faremo una grande operazione, questa è la vera
operazione, caro Manlio Messina, per il turismo in Sicilia.
Ripuliamola, utilizziamo questi fondi se ci sono. In un fondo che
già esiste tra l'altro per fare in modo che si facciano i
controlli, si prevedano i sistemi per fare i controlli, per evitare
che i siciliani maleducati continuino a buttare sporcizia
dappertutto.
PRESIDENTE. E' chiarissimo, onorevole Compagnone. Le chiedo scusa,
le chiedo scusa, ha perfettamente ragione.
COMPAGNONE. Io sono d'accordo a mandare questi soldi, ma non è
possibile premiare il Comune di Palermo. Andrebbero castigate in
uno Stato serio queste città, questi sindaci andrebbero castigati
perché non fanno rispettare le norme a discapito degli altri Comuni
dove invece la raccolta differenziata si fa.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, mi permette un secondo? Scusate,
colleghi, è la prima volta che arrivo all'una di notte, che
arriviamo all'una di notte in questa Assemblea, ero riuscito a
resistere per quattro anni e dieci mesi a questa che considero
un'abitudine non positiva. Ora siamo ad un punto in cui scusate,
onorevoli Aricò e Caronia, per favore. Grazie.
Allora, scusatemi io sono disponibile ad andare avanti però se
tutti chiedete la parola su un argomento, ad un certo punto ora
dirò all'Assessore se vuole votare, è inutile è che ognuno di noi
faccia un intervento per comunicare e alza la mano. Ovviamente nel
momento in cui dico questo e lei alza la mano, ci siamo capiti
perfettamente.
E allora se in questo momento l'assessore Armao, mi dice che cosa
vuole fare perché ha capito quale è il clima, è inutile che è
intervengono tutti, perché il clima è fin troppo evidente sia della
maggioranza che dell'opposizione e di chi è fuori.
(Brusio in Aula)
Allora, Assessore lei che vuole fare? Perché sennò metto in
votazione, punto e basta E' inutile che parlate tutti e dobbiamo
completare questa cosa Un attimo solo.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, le prime due voci sono relative a esigenze
finanziarie delle aziende sanitarie che sono assolutamente
essenziali, costi emergenti, io credo che siano fuori discussione.
Le altre due riguardano gli unici comuni che essendo comuni
metropolitani e ripeto lo Stato, lo Stato ha fatto, un momento, lo
Stato finora ha fatto interventi speciali per le grandi aree urbane
del Paese, cioè Roma e Napoli, Milano ha altri problemi. Io
propongo sull'ultimo punto Presidente, ma mi rimetto all'Aula anche
sulle quantificazioni di far trasformare i 110 milioni di euro in
110 diventano 60 milioni di euro e 50 milioni di euro destinati a
un fondo per i Comuni che debbono far fronte all'emergenza rifiuti,
fondo che dovrà essere ripartito dallo Stato.
Attenzione, non sono risorse che possiamo dare a qui e lì, sono
risorse che possiamo spendere di intesa con lo Stato e quindi
evidentemente lo Stato dovrà effettuare le valutazioni su dove
intervenire.
PRESIDENTE. Un minuto, abbiamo capito la sua posizione.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ma
50 milioni sono una risorsa enorme se data, e 50 milioni stiamo
mettendo questo più di tanto non ...
PRESIDENTE. Sì, scusi un attimo, vediamo di trovare una soluzione.
DI MAURO. Presidente, vorremmo capire, intanto mi si dice che non
ci sono 405 milioni ma sono 280, queste somme quante sono? Per
capirlo.
PRESIDENTE. E allora, scusatemi, posso dire una cosa? Questo non è
cosa che possiamo portare avanti, per cui è inutile e continuare a
parlare lo dico da palermitano con grande dispiacere che volete che
vi dica. Prego, sì, c'è una negatività che si coglie in maniera
palese.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
No, no, scusate non sono 280 sono 405 se fa la somma sono 405. A
questo punto raccogliendo le oggettive e comprensibili di esigenze
del territorio e dei diversi Comuni di cui oggi se ritenete
possiamo arrivare fino a cento milioni. Facciamo un fondo da cento
milioni ma che non possiamo assegnare oggi al comune x al comune y,
perché sono somme che dovremmo gestire d'intesa con lo Stato, lo
dice anche l'ultimo comma, quindi ma comprensibile
PRESIDENTE. Per carità, se ognuno parla della propria città siamo
rovinati
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Non è un problema oggi di comprendere che Palermo o Catania
PRESIDENTE. Scusi, posso sentire l'idea dell'onorevole Catanzaro?
Io spero di trovare un accordo ma se non c'è che posso fare?
Onorevole Catanzaro, sentiamo.
CATANZARO. Grazie, Presidente, anche perché l'ora è tarda e lo ha
detto lei. L'assessore Armao parlava di nervosismo d'Aula ma io
ritengo che dagli interventi che ci sono stati, no Presidente, mi
faccia parlare. Gli interventi di nervosismo si sono succeduti
all'interno della maggioranza perché, nel momento in cui
l'assessore Armao parla dei 95 milioni di euro, dei 30 milioni di
euro, fermo restando che 150 milioni su Palermo, 20 milioni su
Catania, nessuno può sindacare perché ci sono le emergenze, però ci
sono tante altre province, perché ho ascoltato che l'assessore
Armao, parlando di Palermo e Catania, parlava di mezza popolazione
della Sicilia, è vero. Però, le province più piccole saranno
destinate a rimanere sempre piccole.
PRESIDENTE. Scusi, non se l'abbia a male, dobbiamo
assolutamente... Lei sta dicendo una cosa che hanno già detto
altri, se c'è una proposta la faccia.
CATANZARO. La proposta è quella: o si rimodula il tutto, perché su
110 milioni sugli investimenti, sulle strutture ospedaliere, non si
possono togliere 60 milioni perché noi dobbiamo incentivare semmai
gli ospedali in Sicilia.
PRESIDENTE. La proposta qual è?
CATANZARO. La proposta è quella di rimettere tutto insieme e
ridistribuire le somme se la vogliamo fare.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, prego. Un attimo onorevole Foti,
lasciatemi lavorare, l'ha chiesto da due ore Prego, onorevole
Ciancio.
CIANCIO. Giusto perché noi avevamo una proposta. Avevamo
presentato in Commissione Ambiente proprio un emendamento per
istituire un fondo per coprire le maggiori spese che i comuni
dovevano coprire per mandare i rifiuti fuori Regione. È un
emendamento che è passato in Commissione Ambiente, non è passato in
Commissione Bilancio
PRESIDENTE. Ma c'entra con questo argomento?
CIANCIO. La proposta si basa sulla premialità sulla base della
raccolta differenziata, ovvero la proposta è prendiamo i soldi che
ci sono, sono 150 più 20, facciamo un fondo unico e li diamo ai
comuni. Io ho l'emendamento pronto che è già formulato e viene
distribuito secondo i criteri di premialità.
PRESIDENTE. Mi faccia sentire la proposta dell'onorevole Foti.
FOTI. Signor Presidente, non abbiamo nulla in contrario sulle
spese, aumento energia e sanità che, secondo noi, non vanno
toccati. Nel merito della questione dei due commi che riguardano la
questione rifiuti abbiamo già depositato un emendamento. Secondo
noi va fatto un fondo unico che poi, concordato con lo Stato, vada
incontro alle esigenze dei comuni che hanno dovuto aumentare la
tariffa in Consiglio comunale, con percentuali spaventose. Il
dramma è di tutti. Volevo anche dire, infatti, che c'era un fondo
che era stato presentato in Commissione però voglio anche dire che
non sono d'accordo sulla questione delle percentuali, perché è vero
che vanno premiati i virtuosi e non vanno sanati i drammi, ma
siccome c'è un'emergenza sanitaria e il fondo è abbastanza
capiente, però va messo a disposizione di tutti. Non comprendo
cos'è che lo Stato potrebbe avere in contrario rispetto ad un
intervento generale sui comuni, rispetto a quello puntualizzato.
L'emendamento è già depositato e prego, per favore, che venga
offerto all'Aula.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Presidente Miccichè, però questo non è il suo modo di
lavorare, perché stasera noi stiamo facendo brain storming. Qua chi
si alza propone la sua idea sulla base di fondi che sono spuntati
improvvisamente. Presidente, io faccio appello al suo senso di
responsabilità che, fino a questo momento, ci ha guidati. Questo
articolo va stralciato, Presidente. Perché siamo sul piano della
mera improvvisazione e non è possibile prendere 400 milioni di euro
e lasciare in pasto all'Aula e alle idee di chicchessia di che cosa
farne. Presidente, la prego, faccia il Presidente dell'Assemblea
come l'ha fatto bene fino a questo momento e stralci questo
articolo. La prossima legislatura, il prossimo Parlamento, saprà
cosa farne, sulla base di idee chiare, definite e precise, ma non
consegniamo questo spettacolo, stasera, in questa ultima probabile
Aula, in questa ultima fase della legislatura, ai siciliani.
PRESIDENTE. Ho chiesto già all'Assessore di comunicarmi se vuole
il voto o se lo vuole ritirare.
Dopo che ha creato questo fondo da 100 milioni se votiamo la
creazione di questo fondo, no Assessore? Poi deve dire ancora
qualcosa.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Grazie Presidente. Io quello che posso proporre all'Aula come una
soluzione perché il tema qual è? Parliamo anche in termini di
tempistica. Il Governo nazionale che emergerà dalle elezioni del 25
settembre realisticamente, tra insediamento, composizione del
Governo, formazione dei Gabinetti, operazioni preliminari non sarà
operativo per interloquire con i nostri comuni prima di, diciamo
fine novembre, per essere chiari. Dopo di che avrà la legge di
bilancio. Se nel frattempo interviene una misura specifica per
Comuni, se non ha una base normativa regionale non potrà operare.
Allora io credo sia ragionevole è che costituiamo un fondo di 100
milioni di euro, togliamoli agli investimenti considerato che si fa
riferimento alla normativa nazionale. Erano risorse, perché se
erano risorse che vengono fuori dalla retrocessione delle accise
ecco qual è il senso della preminente riferibilità al settore
sanitario e dei rifiuti.
Quindi destiniamo 100 milioni di euro ad un fondo che insieme allo
Stato verrà ripartito tra i Comuni che sono in emergenza sanitaria.
Su questo dobbiamo essere, anche perché non sappiamo se è l'ultima
occasione per un intervento o meno e quindi è necessario mettere in
sicurezza queste risorse. Io faccio un appello, il Parlamento potrà
cambiarle eventualmente. Ma noi non ci facciamo mettere in una
situazione in cui manca per noi. Credo sia giusto.
PRESIDENTE. Allora, scusate. Io faccio l'ultima proposta
all'Assessore e poi metto in votazione senza perdere tempo.
L'ultima proposta che io posso fare è questa: se fosse possibile
questi soldi impegnarli così come si devono impegnare ma senza i
nomi delle città, per quelle città che ne avranno bisogno. Poi se
il Governo nazionale riterrà che ne ha bisogno Palermo, Messina o
Agrigento, Trapani lo farà per quelle città. Diversamente se non
c'è nessuno che ne ha bisogno non vengono usati. Senza nominare
Palermo e Catania ma soltanto creando un fondo di 200 milioni a
questo punto che possa. Quanto? Si crea un fondo, erano previsti
150 e 20, 250. Si crea un fondo di 250 milioni a favore dei comuni
che hanno le emergenze. 270. Allora io credo che se questo venisse
accettato dal Governo probabilmente è una proposta che ci potrà
portare ad un risultato. Ho capito ma io voglio sapere
dall'assessore se a lui va bene questa proposta.
ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Va
bene, perché non è un atto che può condizionare, essendo risorse
che lo Stato assegna alla Sicilia, nascerà dall'intesa tra Stato e
Regione. E' evidente che questa era soltanto una indicazione.
PRESIDENTE. Quanto meno c'è la disponibilità poi il Governo
nazionale deciderà a chi darlo. Io farei una modifica in questo
senso. Se gli Uffici. Onorevole Dipasquale, lo può illustrare?
DIPASQUALE. Signor Presidente, insieme ai colleghi velocemente
abbiamo cercato di trovare una sintesi di quello che può essere un
intervento equilibrato. Così che abbiamo pensato. Di costituire un
fondo per tutto quello che è disponibile, un fondo che è a
disposizione di tutti i comuni in proporzione agli abitanti.
PRESIDENTE. Per me va bene quello che avete fatto voi, perché è
esattamente la mia idea.
DIPASQUALE. Una cosa semplice, pulita ed equilibrata. Abbiamo
presentato un emendamento e ci siamo raccordati con molti
dell'Aula.
PRESIDENTE. Sfonda una porta aperta perché era la mia idea
esattamente senza che ci fossimo parlati.
Di quanto era il fondo? 280. Se siete d'accordo, io credo che la
proposta che fa l'onorevole Di Pasquale
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Ci sono due emendamenti: uno dell'onorevole Di Pasquale
che è di soppressione, e l'altro predisposto da me in cui tiene
conto del numero degli abitanti e tiene conto anche di una proposta
che dovrebbe fare il governo, che ovviamente con una delibera
stabilisce i criteri, pubblica il bando, i comuni che hanno i
requisiti. Per esempio non potrà partecipare Melilli, perché non ha
crisi finanziaria, però da quello che dice l'Assessore Armao, che
poi va a trattare a Roma, o l'Assessore Armao ci va con un vincolo
bene definito e delineato dal Parlamento perché altrimenti a Roma
parlerà solo di Palermo e forse di Catania, oppure è meglio
approvare l'emendamento dell'onorevole Pasqua che lo boccia e poi
ci mettiamo d'accordo in Aula con un mandato rigido al governo,
perché altrimenti il governo parla solo di Palermo, perché
l'assessore è di Palermo, tutti siamo di Palermo ed esistono anche
altre 379 città.
PRESIDENTE. Da quello che ho capito è lo Stato che decide, non è
l'assessore Armao.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, noi riteniamo che la proposta che è
arrivata da lei e dall'assessore Armao cioè quella di istituire un
fondo con quelle risorse che certamente possono essere utilizzate,
perché il primo comma, quello dei 95 mila euro e quelli dei 30 mila
euro che servono per garantire i maggiori costi energetici e il
nuovo prezziario di investimenti che sono già in corso io non li
toccherei, mentre il fondo di 150 mila euro per Palermo, 20 di
Catania e aggiungiamo i 110 che sono investimenti futuri che ancora
non sono impegnati e facciamo un fondo unico per tutti i comuni in
proporzione al numero di abitanti, 280 milioni di euro. Per carità,
a Palermo gliene toccheranno magna parte perché stiamo parlando di
un comune di 1 milione di abitanti su 5 milioni che siamo in
Sicilia, però è fatto in maniera diversa. Facciamo un fondo che è
generico, che è a sostegno di tutti i comuni per l'emergenza
rifiuti e sanità, in proporzione al numero di abitanti, liberando
quelle risorse che però possono ancora essere liberate, ma quelle
che sostengono investimenti già in corso e i maggiori oneri che
sono derivanti dai costi energetici aumentati, dai prezziari
aumentati io li lascerei.
Per cui invito anche i colleghi ad un attimo di buonsenso. E' un
plafond totale di 405 milioni però i 95 e i 30 li ritengo
necessari, gli altri possiamo fare il fondo per tutti.
PRESIDENTE. Se fosse possibile arrivare a una mediazione di questo
tipo ne sarei felice. Onorevole Pasqua, rima di mettere in
votazione il soppressivo proviamo a capire se un emendamento di
questo tipo che ha proposto adesso l'onorevole Savarino che poi è
uguale a quello che aveva fatto l'onorevole Di Pasquale e che avevo
immaginato io, possa funzionare, se no poi votiamo l'1.3 e ci
togliamo il problema. Visto che non rinunciate dobbiamo votare.
Intanto votiamo gli altri emendamenti che riguardano gli altri
articoli.
Si passa all'emendamento 1.1, quello che riduce lo stanziamento di
Palazzo d'Orleàns per consentire la copertura degli altri articoli.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento Gov1.2, un emendamento tecnico, è la
copertura che mancava nei centocinquanta mila euro nel TPR.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
A pagina 5, l'emendamento è stralciato perché è un doppione.
Si passa all'emendamento Gov.1.3 e concedo i cinque minuti che mi
sono stati chiesti dalla Commissione per vedere se si trova un
accordo, altrimenti lo votiamo subito dopo.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 1.11, è ripresa alle 1.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E allora, colleghi, se torniamo a sederci ripartiamo,
tanto ormai abbiamo praticamente finito. Dunque, io devo, dal punto
di vista regolamentare, fare votare prima l'emendamento
soppressivo.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)
PRESIDENTE. Quindi, voto segreto? E' la maniera per battersi
questo stai attenta Stai attenta Va bene. E allora,
sull'emendamento GOV.1.3 è stata richiesta la votazione per
scrutinio segreto.
Vediamo se c'è, per favore, il numero dei richiedenti per il voto
segreto.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ne abbiamo parlato per mezz'ora. C'è poi l'emendamento
che prevede il fondo di 280 milioni, ma questo è il primo
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Galvagno. Onorevole Galvagno, ha
presentato questo emendamento?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Galvagno)
Ma noi non l'abbiamo. Comunque, in ogni caso, bisogna votare prima
l'emendamento soppressivo.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento GOV.1.3
Quindi, essendo la richiesta di votazione per scrutinio segreto
appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'emendamento GOV. 1.3.
Chiarisco il significato del voto: chi preme il pulsante verde
sopprime l'articolo; chi preme il pulsante rosso mantiene
l'articolo; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 49
Votanti 32
Maggioranza 17
Favorevoli 17
Contrari 15
Astenuti 1
(E' approvato)
17 a 15; vedi per poco, per poco hai vinto Secondo me potevi
perdere solo col voto segreto. Va bene, è soppresso l'articolo e
quindi non abbiamo più che cosa inventarci.
A questo punto rimane il voto complessivo. Pongo in votazione
l'emendamento GOV.1, così come modificato. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ora dobbiamo votare il disegno di legge. Prima l'articolo 9,
giusto, che a questo punto possiamo votare.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. Come scusi? Per che cosa? Per fare e che cosa? Sempre
e comunque avere rispetto per il voto dell'Assemblea, per il voto
dell'Aula. Nessuno si può arrabbiare.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
PRESIDENTE. Assessore, la prego, è stato votato.
(Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)
Assessore, la prego Sono valutazioni sue, anche corrette
scusate. Bisogna votare
(Proteste in Aula)
Onorevole Di Mauro, per favore Dobbiamo votare. Per favore
Scusate. Se continuate così sono costretto a sospendere di nuovo,
scusatemi, onorevole Tamajo, la prego E' accanto a me non può
urlare
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2022 e per il
triennio 2022-2024 sono introdotte le varia-zioni di cui alle
annesse tabelle A e B comprensive delle variazioni discendenti
dall'applicazione delle disposizioni della presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli Uffici faranno il coordinamento sugli emendamenti approvati.
Scusate, colleghi, c'è un emendamento ai sensi dell'articolo 117,
il 117.1 perché c'era un emendamento sbagliato all'articolo 5, per
cui lo devono sistemare. A questo punto, possiamo votare il disegno
di legge.
Cosa dice, onorevole Grasso?
GRASSO. Signor Presidente, chiedo solo 30 secondi per
dichiarazioni di voto che vorrei restasse a verbale. (Vedi allegato
al resoconto stenografico)
PRESIDENTE. Sono le 2.00 di notte
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Modifiche alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e alla legge
regionale 25 maggio 2022, n. 14. Variazioni al Bilancio di
previsione della Regione siciliana per il triennio 2022-2024» (n.
1265/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale 25 maggio
2022, n. 13 e alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 14.
Variazioni al Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
triennio 2022-2024» (n. 1265/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 50
Votanti 27
Maggioranza 14
Favorevoli 27
Contrari 0
Astenuti 12
(L'Assemblea approva)
Svolgimento di ordini del giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli ordini del giorno sono tutti
accettati come raccomandazione.
(Gli ordini del giorno finora presentati recano i numeri d'ordine
dal 657 al 673 di cui:
- gli ordini del giorno nn. 658, 659, 661, 670 risultano ritirati;
- gli ordini del giorno nn, 657, 660, 662, 663, 664, 665, 666, 667,
668, 669, 671, 672 e 673 sono accettati come raccomandazione)
PRESIDENTE. Scusate prima di andarvene, devo darvi una notizia,
se, per favore, state un attimo attenti. Io, non per le voci che si
rincorrono per quello che è scritto nel giornale, ma per alcuni
colloqui che ho avuto con parte del Governo, ritengo opportuno,
piuttosto che salutarci per rivederci a settembre, convocare l'Aula
per venerdì per possibili comunicazioni da parte del Presidente.
Martedì non si può perché entro lunedì si può dimettere, quindi le
comunicazioni si fanno preventivamente non ex post. Per cui,
l'unica giornata possibile è venerdì. Poi chi vuole venire viene,
chi non vuole venire non venga. Scusatemi, allora, la seduta è
convocata alle ore 11.00, eventuali modifiche di orario o
sconvocazione di seduta vi saranno comunicate via e-mail.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 1.29 di giovedì 4 agosto 2022
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato
(Dichiarazione di voto DDL n. 1265/A - On. Grasso)
GRASSO. Vorrei sottolineare la valenza anche ai fini interpretativi
di quanto approvato all'interno del Maxi comm relativamente al
contributo aggiuntivo al teatro Vittorio Emanuele di Messina,
finalizzato esclusivamente ad iniziare il percorso di attuazione di
quanto previsto nella delibera di Giunta 370/2014.
Allegato A
Annunzio di interrogazioni
- Con richiesta di risposta orale presentate:
N. 2711 - Notizie in ordine ai possibili interventi urgenti da
adottare per implementare unità nei distaccamenti dei volontari dei
Vigili del fuoco, con particolare riferimento al Distaccamento di
Linguaglossa (CT) e attivazione dei corsi di formazione per la
prevenzione incendi.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Galvagno Gaetano
N. 2712 - Urgente indagine conoscitiva all'ASP di Messina su
irregolarità nell'area tamponi drive-in.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.
N. 2716 - Notizie sulla scomparsa di Douna Diane e iniziative per
contrastare l'intermediazione illecita e lo sfruttamento nel lavoro
agricolo e non solo della c.d. Fascia trasformata.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- Con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 2707 - Interventi volti alla definizione dei mandati di
liquidazione per le imprese agricole ammesse a contributo con i
fondi del PSR-Asse 4-Misure 4.4B, 4.4 C, 4.4 D.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Lo Giudice Danilo
N. 2708 - Interventi di salvaguardia per il centro cardiologico
pediatrico di Taormina (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lo Giudice Danilo
N. 2709 - Notizie e misure urgenti per i lavori in fase di
svolgimento presso la caserma dei Carabinieri di Stromboli (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Catalfamo Antonio
N. 2710 - Notizie sulla grave carenza di personale nel Corpo dei
Vigili del fuoco in Sicilia.
- Presidente Regione
Zitelli Giuseppe
N. 2713 - Chiarimenti sulla nomina del componente del Consiglio di
amministrazione della 'Fondazione Istituto Giglio Cefalù'.
- Assessore Salute
Cracolici Antonino
N. 2715 - Notizie ed interventi urgenti per l'attività di
vigilanza venatoria e per la difesa del patrimonio boschivo e
zootecnico della Sicilia durante il periodo estivo per l'anno 2022.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Catalfamo Antonio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 457 - Chiarimenti e interventi sullo stop ai lavori di restauro
dell'Eremo di Monte Scalpello in territorio di Castel di Iudica
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 646 - Urgente revoca del sequestro da parte dell'Autorità
giudiziaria di 21 cavalcavia dell'autostrada A20 Messina-Palermo,
relativamente a presunte criticità.
Calderone Tommaso A.; Lantieri Annunziata Luisa; Ternullo Daniela
Presentata il 14/07/22
N. 647 - Interventi urgenti per la digitalizzazione dell'intero
percorso per l'erogazione degli alimenti senza glutine ai celiaci.
Pullara Carmelo; Ragusa Orazio; Caronia Maria Anna; Figuccia
Vincenzo; Sammartino Luca; Catalfamo Antonio; Cafeo Giovanni Luca
Presentata il 19/07/22
N. 648 - Interventi urgenti sui criteri adottati per porre in
essere i c.d. recuperi tariffari in forza del Decreto assessoriale
n. 170/2013 (c.d. Decreto Borsellino).
Compagnone Giuseppe; Di Mauro Giovanni; Grasso Bernardette Felice
Presentata il 19/07/22
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA