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Resoconto d'Aula della Seduta n. 352 di mercoledì 03 agosto 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 13.43

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  come   avete   visto,   anche
  visivamente  si  capisce  quanti tentativi  di  accordo  si  stiano
  facendo per provare a fare passare in tempi brevi questa norma.
   Allora, sono quasi le ore 13.50 e anche il Governo mi ha chiesto -
  e non mi sembra sbagliato - mentre qualcuno va a mangiare perché ha
  fame, agli altri chiedo, invece, all'assessore Armao, al Presidente
  della  Commissione e, se fosse  possibile, ai Presidenti dei Gruppi
  parlamentari di riunirci due minuti, capire quello che deve passare
  e  che  non  deve passare e poi, in brevissimo tempo, lo  facciamo,
  perché sennò se cominciamo a discutere su ogni articolo quello  che
  si deve fare siamo totalmente rovinati.
   Per  cui, vi prego di seguirmi in Sala Lettura e, invece, lasciare
  liberi i colleghi, almeno per tre quarti d'ora fino alle ore 14.30,
  per potere mangiare tranquillamente.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Diciamo alle ore 15.30. Allora, la seduta  riprenderà
  alle   ore  15.30  perché  alle  15.00  abbiamo  il  Consiglio   di
  Presidenza. Colleghi, è una giornata particolare, ancora  siamo  in
  attesa di sapere...

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Dobbiamo riunirci? No. Alle ore 15.30  riprenderà  la
  seduta.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.45, è ripresa alle ore 15.31)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, in assenza del Governo e anche in  virtù  di
  una  richiesta  che ha fatto il Partito Democratico,  la  seduta  è
  sospesa e riprenderà alle ore 16.15. Grazie.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.32, è ripresa alle ore 16.26)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli
  Catalfamo, Gucciardi, Pagana e Mangiacavallo.Ma l'onorevole  Pagana
  è qui  com'è che risulta in congedo?
   E' presente.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge   Modifiche  alla
  legge  regionale  25 maggio 2022, n. 13 e alla legge  regionale  25
  maggio  2022,  n.  14. Variazioni al Bilancio di  previsione  della
  Regione siciliana per il triennio 2022-2024 . (n. 1265/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo all'articolo 5 della  legge.
  Un  attimo  che  lo  prendiamo. Aveva chiesto l'onorevole  Lupo  di
  ritardare un poco  stanno arrivando? Eccoli qua, perfetto, va bene
   Avevo  comunicato che avevate riunione  stavamo aspettando  eccoci
  qua  voglio dire sono qua comunque.
   Allora,  scusate,  colleghi, siamo all'articolo  5.  Come  eravamo
  rimasti  ieri?  Il  soppressivo  di  Lupo  è  mantenuto  o  no?  E'
  mantenuto. Ovviamente, il parere è contrario.
   Votiamo il 5.
   Onorevole  Lupo,  chiedo  scusa,  prima  del  vostro  emendamento,
  siccome  c'è  un  5.6,  della  Commissione,  che  di  fatto  è  una
  riscrittura, la vogliamo vedere prima di decidere?
   Allora,  è  nel  fascicolo,  dove c'è scritto   emendamenti  fuori
  sacco . È il 5.6. Potete guardarlo?
   Onorevole Galvagno, vuole illustrare l'emendamento 5.6? È un  fuori
  sacco presentato per tentare quantomeno di evitare il soppressivo.

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. L'emendamento  5.6  non
  è  nient'altro che una riscrittura concordata con il  PD  e  con  il
  Movimento  Cinque Stelle rispetto alla dotazione che  doveva  essere
  data all'Assessorato del turismo.
   Così  come  chiesto  da  loro, abbiamo fatto  una  riprogrammazione
  delle  risorse  in  cui abbiamo suddiviso un  milione  di  euro  nel
  capitolo 472540, 300.000 euro nel capitolo 472539 e 200.000 euro nel
  capitolo 472538.
   Inoltre   abbiamo  aggiunto  -  c'è  qui  un  refuso,  anzi   colgo
  l'occasione per dirlo agli uffici sul capitolo che non è  373738  ma
  credo sia 473738 - 193.000 euro e altri 150.000 euro sul comma b).
   Sostanzialmente così come d'accordo - ha controllato?

   PRESIDENTE. Se c'è il refuso dobbiamo riscrivere l'emendamento.

   GALVAGNO,  vicepresidente della Commissione. È un aspetto  tecnico,
  credo sia 473738, mi è stato suggerito dalla collega Ciancio.
   Motivo per il quale noi abbiamo presentato l'emendamento così  come
  concordato.
   Ora,  rispetto  a  tutto quello che ci siamo detti  fino  a  questo
  momento,  ci siamo attenuti a quello che ci era stato suggerito,  da
  parte della Commissione c'è questa riscrittura.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  A  me dispiace che, nonostante il dibattito d'Aula  di  ieri
  che  speravo  avere chiarito qualche equivoco, anche oggi  purtroppo
  qualche  sindaco mi chiama dicendo che l'Assessore ha fatto presente
  che  non  potrà intervenire per finanziare iniziative a  favore  del
  turismo  addirittura  che riguardano il Natale,  perché  il  Partito
  democratico  in  Aula  vuole ridurre i trasferimenti,  e  quindi  il
  finanziamento del capitolo previsto per queste attività.
   Presidente,   noi  presentiamo  un  subemendamento  all'emendamento
  Galvagno  che  va  incontro  ad una riduzione  dei  capitoli  per  i
  patrocini  - di questo diamo atto al Presidente della Commissione  -
  l'emendamento che noi presentiamo prevede il blocco dei patrocini  e
  dei  contributi dell'Assessorato del turismo in campagna elettorale,
  cioè  a  comizi  elettorali  indetti vengono  sospesi  patrocini  ed
  erogazione di contributi di ogni genere e tipo.
   Non  si  può  condizionare una campagna elettorale con l'erogazione
  di  patrocini e contributi a chicchessia, comuni o associazioni o di
  altro genere.
   D'altronde, se il capitolo serve a finanziare le attività a  favore
  del  turismo fino a fine anno, dopo il 25 settembre ci sarà  modo  e
  tempo - se ci saranno risorse - di impegnare le risorse.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, la vostra proposta è fermo restando  il
  5.6?
   La  distribuzione  che  è  stata fatta  con  l'emendamento  che  ha
  presentato la Commissione, questo subemendamento è al 5.6.

   LUPO. Esattamente.
   Chiedo  al  Governo,  all'Aula, alla  Commissione,  di  condividere
  questo subemendamento che adesso consegno ai suoi Uffici.

   PRESIDENTE. Se lo presentate intanto.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Al di là delle consultazioni che ci sono state da  parte
  del  Governo  con  i  Gruppi parlamentari,  non  vorrei  che  questo
  intervento  o  questo  emendamento - meglio  ancora  -  che  propone
  l'onorevole  Lupo  sia  a danno dei comuni,  e  sia  a  danno  della
  comunità.
   Comprendo  che ci sono state delle incomprensioni tra  il  Governo,
  l'Assessore,  così  come  viene  detto  da  più  parti  con  diversi
  amministratori,  perché  forse  il  modo  in  cui   l'Assessore   ha
  comunicato  agli  amministratori  comunali  la  indisponibilità   di
  risorse  nei  capitoli del bilancio della finanziaria ha  ingenerato
  una sorta di conflitto.
   Vorrei  però dire all'onorevole Lupo e agli altri colleghi che  noi
  possiamo mettere un limite ai finanziamenti che vengono assegnati ai
  Comuni,   a   meno  che  si  tratti  di  iniziative   di   carattere
  straordinario;  che  so,  il carnevale, per  esempio,  di  Acireale,
  allora  è  una manifestazione diversa, per cui è chiaro che  sarebbe
  opportuno mettere somme importanti e significative, ma non credo che
  assegnando  cinquemila euro o massimo diecimila  euro  a  un  Comune
  succede un mutamento di natura elettorale.
   Io  inviterei  l'onorevole  Lupo, il Movimento  Cinque  Stelle,  il
  Partito  Democratico ma anche i colleghi della maggioranza,  a  fare
  una  riflessione,  che deve essere una riflessione ponderata.  Posso
  comprendere   che  in  questo  momento  di  campagna  elettorale   i
  finanziamenti  vengano  limitati, ma  eliminare  nei  confronti  dei
  Comuni  che  hanno grande difficoltà, la possibilità  di  avere  una
  risorsa tra i cinque e i diecimila euro mi sembra una cosa illogica,
  andiamo  noi  a fare a un danno soltanto ai Comuni e per  quanto  ci
  riguarda come Gruppo politico, noi un emendamento di questo tipo non
  lo  votiamo,  perché non credo che sia giusto danneggiare  i  Comuni
  siciliani,  al  di là di quelle che possono essere le considerazioni
  rispetto ad un andazzo di cose che fino ad oggi c'è stato.

                     (Interventi fuori microfono)

   DI MAURO. Ogni tanto qualcosa giusta la dico

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Grazie  Presidente. Lei saprà che  il  Movimento  Cinque
  Stelle  non ha mai amato particolarmente le iniziative direttamente
  promosse, ed è proprio per questo...

   PRESIDENTE. Posso chiederle la cortesia di togliere la mascherina?
  Perché sennò non capisco niente.

   CIANCIO.  E'  proprio per questo che abbiamo chiesto la  riduzione
  del  fondo per finanziare due altre iniziative che secondo me  sono
  molto, ma molto importanti, ed è questo il motivo per il quale  non
  possiamo votare l'emendamento dei colleghi che, pur comprendendo  e
  anche  condividendo  in parte il loro ragionamento,  io  non  posso
  sacrificare   delle  realtà  molto  importanti,  che  tra   l'altro
  rischiano di perdere un riconoscimento ministeriale come centri  di
  produzione nazionale, per duecentomila euro, per trecentomila  euro
  di iniziative direttamente promosse sui Comuni.
   Quindi  ai colleghi, mi dispiace però in questo emendamento  siamo
  riusciti tramite - e dò atto al Presidente Galvagno di avere  fatto
  un'operazione di sintesi - dò atto di aver recuperato  duecentomila
  euro  per  il  FURS  che era stato ingiustamente tagliato  rispetto
  all'anno  scorso e rispetto al pubblico, già diamo  una  miseria  a
  tutte  le  associazioni, a tutte le fondazioni, a tutti i  soggetti
  privati che abbiamo in Sicilia, se poi ci mettiamo anche un  taglio
  di duecentomila euro, onestamente non è un discorso serio da fare.
   Quindi per me è importante che si sia ripristinato il FURS, e  con
  questo  emendamento  si  mettono quasi duecentomila  euro  su  quel
  fondo,  e  che  si  riconoscano i centri di  produzione  culturale.
  Questo  è il motivo per il quale la riscrittura è concordata  e  la
  voteremo.

   PRESIDENTE.    Quindi,    comunque    voi    sareste    favorevoli
  all'emendamento della Commissione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, intanto io inizio il mio intervento
  con  una  domanda,  perché il dibattito di oggi rischia  di  essere
  veramente  surreale, perché negli ultimi minuti  impazzano  notizie
  sui social e articoli della stampa online sulle presunte dimissioni
  del  governatore. Io credo che lei ci dovrebbe dire se ha  avuto  o
  meno notizie da parte...

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, io non  ho  notizie,  l'ho  già
  detto  pure  alla  stampa, io personalmente l'ho chiesto  anche  al
  Governo  e i membri che sono seduti qua del Governo, almeno tramite
  l'onorevole  Cordaro,  mi hanno comunicato  di  non  avere  notizie
  neanche  loro,  quindi  io  penso, devo  essere,  come  dire,  devo
  immaginare  che  le  notizie stampa non possono essere  oggetto  di
  blocco  di  questi  lavori,  perché  evidentemente  se  nessuno  le
  conferma  non  ci  sono.  Per  cui poi  vedremo,  se  succederà  ne
  parleremo nel momento in cui succede.

   BARBAGALLO. Lo dico perché le eventuali dimissioni del governatore
  senza  un  passaggio parlamentare sarebbero l'ennesima e  ulteriore
  frattura in questa Legislatura fra governatore e Aula.
   In  questa vicenda degli articoli e dei fondi dedicati al turismo,
  io credo proprio  .

   PRESIDENTE.  Scusate,  l'onorevole  Barbagallo  credo   che   stia
  parlando  con  la Commissione, se vi mettete là, materialmente  non
  hanno modo di capire quello che sta dicendo.
   Prego, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Io  credo che dovremmo accompagnare  questo  momento,
  Presidente,  con  il  buon senso, non solo da  parte  dei  colleghi
  parlamentari, a prescindere dal colore maggioranza od  opposizione,
  ma anche dal Governo che, comunque, anche alla luce delle paventate
  dimissioni,  si affretta e si appresta a gestire momenti  delicati.
  Pensare di elargire patrocini per la notte di San Silvestro  o  per
  la  notte di Natale, quando ci sarà un nuovo Governo, io lo ritengo
  un argomento che certamente cozza con i precetti della logicità. Un
  conto  è  elargire  i patrocini per la promozione  turistica  della
  stagione  estiva in capo al Governo, un conto è pensare di  gestire
  queste  risorse  per Natale, per Capodanno o per il  periodo  della
  fiera dei morti, se è ancora ci sarà questa legislatura.
   Io  credo che da questo punto di vista una riflessione vada fatta.
  Ci  faremo  carico di presentare anche un ulteriore sub emendamento
  da  questo  punto di vista. Ed è giusto che il tempo regge  l'atto,
  come  sanno  tanti i colleghi parlamentari, ed elargire  contributi
  per  un  tempo in cui ci sarà un nuovo Governo, che avrà anche  una
  responsabilità  nuova  e  diversa sulla  programmazione  turistica,
  certamente  è  un  ragionamento di cui tenere  conto.  Allora  cosa
  facciamo,  programmiamo le risorse per prossimi anni? Io credo  che
  vada stabilito un limite inequivocabile a partire da cui non è  più
  possibile  finanziare  patrocini. Ho fatto l'esempio  classico  del
  Natale, ma certamente il ragionamento che faceva l'onorevole Lupo è
  apprezzabile e questa è la posizione del Partito Democratico.

   PRESIDENTE.   Un   attimo   assessore.   Onorevole   Lupo,   vuole
  intervenire?

   LUPO.  Forse  non  sono stato chiaro, vorrei esserlo  di  più.  In
  particolare mi rivolgo alla collega Ciancio.
   Il   Partito  Democratico  è  d'accordissimo  ad  incrementare  il
  finanziamento  a  favore del Furs, che riguarda  in  particolare  i
  teatri  privati,  perché siamo straconvinti, come sempre,  che  sia
  importante  sostenere l'attività dai teatri e l'attività culturale,
  perché  è  uno dei settori più colpiti, purtroppo, dal Covid  e  da
  tutto il resto. Siamo pure convinti che anche il finanziamento  dei
  centri  di  produzione  abbia un senso. Anzi riteniamo  che  questi
  finanziamenti   debbano   avere   un'entità   maggiore,   riducendo
  ulteriormente   i   patrocini  che,  a   nostro   avviso,   invece,
  tecnicamente  non ci sarebbe più neanche tempo di poter  concedere,
  quanto  meno  per il mese di agosto, considerato che la  legge  non
  andrebbe  in  Gazzetta prima del 10 di agosto. Quindi materialmente
  sarebbe impossibile per gli uffici provvedere ad espletare tutti  i
  provvedimenti  necessari  per  attribuire  i  patrocini  ai  comuni
  stessi.
   L'emendamento  che  noi  abbiamo presentato  è  di  altro  genere:
  prevede  la sospensione dei patrocini in piena campagna elettorale,
  punto. Su questo mi auguro possa esserci la convergenza di tutti  i
  gruppi parlamentari.
   Quindi  le  chiedo  qualche minuto per  subemendare  il  5.6,  per
  aumentare  lo stanziamento previsto per il Furs e per i  centri  di
  produzione. Ma vorrei essere stato chiaro, non solo siamo d'accordo
  di  più:  vogliamo anche incrementare lo stanziamento, ma chiediamo
  anche  trasparenza  e, quindi, la sospensione  dell'erogazione  dei
  patrocini onerosi nel periodo della campagna elettorale.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, io penso che  il  Capogruppo  del
  Partito  Democratico sia stato chiarissimo. Ma  penso  che  lo  sia
  stato anche prima, all'inizio. Cioè la nostra preoccupazione, viene
  veramente  difficile  capire  come questa  preoccupazione  non  sia
  raccolta,  non sia stata raccolta da chi ha determinate sensibilità
  nei  confronti  della  spesa pubblica, nei confronti  dell'utilizzo
  delle  risorse.  Forse  un pochino certe cose  le  abbiamo  un  po'
  dimenticate o quell'attenzione che avevamo all'inizio, che alcuni o
  avevano all'inizio, ora vedo una forma di rilassamento come se  non
  ci interessa, cara consigliera, cara onorevole Ciancio

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Ciancio)

   DIPASQUALE   che in campagna elettorale, no, no, guardi  io  posso
  parlare tranquillamente e serenamente, che in campagna elettorale 1
  milione  e ottocentomila euro, 1 milione e ottocentomila  euro,  in
  campagna elettorale vengano utilizzati e vengono utilizzati  per  i
  contributi;  cose normali sicuramente durante l'anno,  durante  una
  Legislatura.  Nell'ultimo periodo e durante la campagna  elettorale
  il Partito Democratico qualche dubbio, qualche perplessità, qualche
  preoccupazione ce l'ha, è legittimo.
   Noi riteniamo che questi soldi dei cittadini, che sono tantissimi,
  questi  soldi  delle  associazioni, questi soldi  dei  comuni,  non
  vengano  drogate non perché la Giunta, l'Assessore, lo  possa  fare
  però,  sa magari, lasciati coinvolgere dalla campagna elettorale  e
  poi magari si può vedere un comune in un modo rispetto ad un altro,
  si  può  vedere  un'associazione rispetto ad  un  altro,  cose  che
  purtroppo possono succedere. Siamo sicuri che con questo Governo  e
  con  questo  Presidente, queste cose non succedano ma  noi  abbiamo
  questa esigenza che, non da subito, durante la campagna elettorale.
   È  che  forse  le  cose  che  diciamo non  vengono  ascoltate  con
  attenzione.  Nell'emendamento che è stato illustrato dall'onorevole
  Lupo,  si  parla  dal momento dell'indizione dei comizi  alla  fine
  della campagna elettorale. Stiamo parlando di venticinque giorni di
  campagna  elettorale  pura e quindi venire qui  a  provare  a  fare
  demagogia,  lezioni  di attenzione nei confronti  del  teatro,  dei
  teatri,  dell'associazionismo, queste sono veramente  cose  che  ci
  fanno  arrabbiare, specialmente se provengono da persone che  prima
  avevano  un'attenzione  alta di come venivano  spesi  i  soldi  del
  Governo  a cui siamo noi all'opposizione e oggi invece se 1 milione
  e ottocentomila euro vengono spesi in quei venticinque giorni - che
  è  campagna elettorale -così, con libertà, noi non siamo d'accordo,
  ma  non  perché  chissà  che  cosa ci  preoccupiamo  dell'Assessore
  assolutamente. Riteniamo che per una questione di tranquillità,  di
  serenità,  e  non c'entrano o ritorno a dire i teatri, non  c'entra
  tutto  il  resto,  che  per  quei venticinque  giorni,  venticinque
  giorni,  non  vengano  utilizzate quelle risorse.  Non  finisce  il
  mondo, non crollano i comuni, non finiscono le amministrazioni, non
  saltano  i Natali, assolutamente, dopo quel venticinquesimo  giorno
  ci  sarà  un  Governo, e quel Governo immediatamente si troverà  le
  risorse e immediatamente le potrà rinvestire.
   Quindi  io  penso che sia stato chiaro il Capogruppo  del  Partito
  Democratico quando lo ha illustrato, lo sta ora anche riformulando,
  penso che su queste cose non c'è motivo veramente di dividerci e su
  queste  cose  non c'è un motivo di distinguerci a  meno  che,  poi,
  cerchiamo  di  distinguerci, troviamo il distinguo o  cerchiamo  la
  contrapposizione sulla base del nulla. Se è questo, problemi non ce
  n'è  e le Aule parlamentari ovviamente servono anche in questo, per
  questo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, prego.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  veramente  nessuno  è  a  caccia  di
  contrapposizione,  siamo  qui per lavorare,  come  avevo  fatto  in
  questi  anni,  cercando di portare avanti con grande sentimento  di
  responsabilità quello che è l'impegno del Governo.
   Io  penso  che l'atto che è stato presentato è fuori da  ogni,  da
  ogni  risentimento politico perché è tutto contingentato, nel senso
  che  nessuno sapeva che dovevamo affrontare la campagna  elettorale
  ma, detto ciò, non vuol dire che non dobbiamo pensare ai siciliani,
  e  se l'Assessore al turismo pensa di impegnare questi fondi non lo
  fa certamente per interessi suoi personali, ma lo fa in riferimento
  alla  comunità siciliana e rispetto alle richieste che ha  ricevuto
  in  questi  tempi,  per  fare  sì  che,  come  dire,  un  movimento
  turistico,  un  buon  momento di inclusione anche  da  parte  della
  comunità  siciliana  dopo aver superato questi anni  durissimi  che
  sono stati il Covid.
   Allora, non bisogna contrapporsi, bisogna condividere se si  sente
  il bisogno di accogliere il turismo, se si sente il bisogno di fare
  alcuni momenti di intrattenimento nei piccoli centri montani, nelle
  zone  balneari.  Perché, poi, è troppo facile  lamentarsi  che  non
  facciamo turismo, che non sappiamo accogliere, e le dirò di più che
  io in questi giorni ho visto una comunicazione importante su alcuni
  canali  televisivi  che  ho  apprezzato molto  perché,  finalmente,
  qualcuno  si è ricordato di parlare della Sicilia, e parlarne  bene
  per  quello  che  abbiamo, per quello che possiamo offrire,  e  non
  certamente per la solita vecchia retorica che non bisogna andare in
  Sicilia perché ci sono tante cose che non funzionano.
   Invece,  al  contrario,  dobbiamo lavorare  per  abbattere  questo
  motivazione culturale che, a volte, mettono pregiudizio e fanno  sì
  che la gente non viene a soggiornare in Sicilia.
   Detto  questo, io dico che come Gruppo parlamentare  noi  voteremo
  questo emendamento presentato dal Governo, così come abbiamo  fatto
  sempre con molta lealtà, rispetto a certi percorsi.

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,    vicepresidente   della   Commissione.   Semplicemente
  Presidente   -  grazie,  onorevole  Barbagallo,  accetto   il   suo
  complimento  -  mi viene da pensare, però Presidente Micciché,  che
  sostanzialmente   questo  emendamento   presentato,   o   che   sta
  presentando l'onorevole Lupo, sia un tantino limitativo  per  tutti
  quei comuni, e mi viene da pensare a comuni dove si fa, ad esempio,
  il  cous  cous  festival di San Vito Lo Capo, piuttosto  che  tanti
  piccoli   eventi   che   hanno  la  colpa  di  organizzare   quella
  manifestazione, giusto giusto, a ridosso delle elezioni.
   Allora,  siccome eventuali, eventuali elezioni perché noi, finora,
  abbiamo  parlato né di un comunicato da parte del Governo,  né  del
  Presidente della Regione, noi abbiamo parlato sul fatto  ho sentito
  dire,  mi  hanno  telefonato .  Quindi  quello  che  le  dico   io,
  Presidente,  se  le  condizioni sono  queste  di  congelare  queste
  risorse  fino  al  25  settembre, allora  facciamo  una  cosa,  noi
  ritiriamo  la  riscrittura della Commissione e  la  finiamo  perché
  stiamo  prendendo,  sennò, in giro tutti.  Cioè  è  impensabile  di
  tenere  queste  risorse  bloccate, quando la  maggior  parte  degli
  eventi saranno tra agosto e settembre.

   PRESIDENTE.  Scusi,  onorevole Galvagno, ma questo  25  settembre,
  visto  che  non abbiamo comunicazioni del Presidente sull'argomento
  delle  dimissioni e delle elezioni anticipate, di  che  cosa  state
  parlando?

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. E non lo so.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Quindi, non c'è un problema ascolti

   GALVAGNO,  vicepresidente della Commissione. Benissimo, e  quindi,
  nel caso se ci sono degli eventi noi gli diamo la colpa che ci sono
  elezioni  regionali,  eventualmente. Ma  di  che  stiamo  parlando?
  Eventi di carattere regionale.

   PRESIDENTE.  Non  c'è  un  problema  di  25  settembre,  onorevole
  Galvagno. Onorevole Dipasquale, la prego. Ha ragione. L'emendamento
  parla  dal giorno di indizione dei comizi. Cioè, non c'entra il  25
  settembre, perché questa data del 25 settembre sta mettendo un  po'
  di  confusione.  A  livello nazionale si vota il 25  settembre.  Ad
  oggi,  in Sicilia si vota il 5 novembre o giorni di quel tipo.  Poi
  se  arriverà  qualche comunicazione Non lo diciamo  più  questo  25
  settembre, perché mette in confusione tutti.

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Va bene.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi io considerato  che
  avevo già posto un tema all'inizio di questa seduta, ieri, rispetto
  alla non risoluzione della problematica legata ai pensionati ex ASI
  e   tenuto   conto  che  le  risorse  disponibili  per   gli   anni
  precedenti...successivi  c'erano, ma che  mancano  le  risorse  per
  quest'anno.
   Considerato  che  nessuna risposta ho avuto,  anche  dal  Governo,
  rispetto ad un'ipotesi di trovare in altro modo queste risorse, io,
  Presidente  Micciché,  la  pregherei di  mettere  in  votazione  un
  subemendamento  che,  mi dispiace ma è l'unico  spazio  dove  poter
  prendere  delle  risorse,  utilizza una  quota  delle  risorse  del
  turismo  per sanare definitivamente la vicenda legata ai pensionati
  ex ASI.

   PRESIDENTE.  Allora  noi  abbiamo questa  proposta  dell'onorevole
  Cafeo,  avevamo l'onorevole Lupo che ci aveva chiesto di  aspettare
  un  attimo  per un subemendamento diverso da quello che  era  stato
  fatto o uguale?
   Volevo  un  attimo capire, un attimo assessore Messina,  prima  di
  darle  la  parola devo capire qual è la situazione.  Intervenga  un
  attimo  l'onorevole Pagana, però mi fate capire?  L'onorevole  Lupo
  sta cambiando quell'emendamento, quel subemendamento?

   PAGANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   lei
  concorda  con me se le dico che è veramente squallido  pensare  che
  con  cinque  mila  euro  di  evento  si  possa  fare  una  campagna
  elettorale?  Che è veramente squallido pensare che  patrocinare  un
  evento significa farsi votare o fare votare qualcuno?
   Dico,  vale sempre un detto che io ho detto una volta che  u  lupu
  di  mala  coscienza come opera pensa , però Presidente c'è da  dire
  una  cosa,  può  anche essere un tema serio quello sollevato  e  se
  secondo  il  Partito Democratico questo tema è così  serio,  io  mi
  chiedo   perché   applicarlo   soltanto   all'Assemblea   regionale
  siciliana?
   Si  faccia  una  legge regionale, da parte nostra c'è  la  massima
  disponibilità  e  in  modo  tale che nessuno  che  può  patrocinare
  eventi,  penso  ad  esempio anche l'Assemblea regionale  siciliana,
  poco fa, in Consiglio di Presidenza avete deliberato contributi per
  diverse  feste  che si celebrano qua sul territorio della  Regione,
  chiaramente  non  l'avete  fatto per consenso  elettorale,  guai  a
  pensare  una cosa del genere, nessun deputato andrà in giro  per  i
  territori a reclamare quel contributo. Quindi, Presidente,  apriamo
  un attimo di riflessione, credo che farlo ora significa penalizzare
  tutti   quei  comuni  che  hanno  già  programmato  degli   eventi,
  penalizzare  tutti  quei comuni a favore dei  quali  ci  esprimiamo
  durante  i  nostri  interventi, apriamo un attimo  di  riflessione,
  proviamo anche perché no a margine della seduta a fare direttamente
  una  legge  regionale tanto questa Assemblea ha dimostrato  che  le
  leggi regionali possono farsi in quattro e quattr'otto in testi che
  non c'entrano assolutamente nulla.
   Dico,  quindi, dopo il blocca nomine dobbiamo fare addirittura  il
  blocca  contributi,  che  se  lo  dobbiamo  fare  facciamolo  bene,
  facciamola  pure  per  l'Assemblea regionale siciliana,  facciamola
  anche per i comuni però mettiamoli in condizione, cerchiamo di  non
  penalizzare  quelli che già hanno programmato eventi  e  che  hanno
  l'unica  colpa  di avere programmato eventi a margine  di  scadenze
  elettorali che naturalmente non decidono loro.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Pagana. Allora,  in  attesa  che  i
  colleghi  si mettano d'accordo, assessore Messina aveva chiesto  di
  parlare? Ne ha facoltà.

   MESSINA,  assessore  per  lo sport, il turismo  e  lo  spettacolo.
  Signor   Presidente,  signori  onorevoli,  io  vorrei  fare  alcune
  precisazioni  in maniera molto sintetica cominciando, innanzitutto,
  dallo  sgomberare  il campo da alcuni equivoci  che  evidentemente,
  quasi di cortile, mi hanno stancato.
   Onorevole  Lupo, ieri ricevo una chiamata da parte di un assessore
  del  comune di Taormina chiedendomi notizie sul Natale per  impegni
  che  abbiamo già preso e nella maniera specifica per una bellissima
  installazione  che abbiamo previsto al comune di  Taormina  che  si
  dovrebbe  chiudere  entro  agosto perché a differenza,  l'onorevole
  Barbagallo  di  quanto  sostiene  lei,  mi  dispiace  contraddirla,
  invece,  proprio  la programmazione nel turismo  e  nelle  attività
  culturale  è fondamentale perché per bloccare una installazione  di
  questo tipo che sarà un'installazione di un chilometro per tutto il
  corso  di  Taormina occorre ordinarla oggi, non la puoi ordinare  a
  settembre, ottobre o novembre perché l'azienda non la potrebbe  mai
  realizzare.
   Ho  semplicemente ribadito a questo assessore che io l'impegno  lo
  mantengo, lo voglio mantenere ma avendo zero nel capitolo  ad  oggi
  non  posso dare una risposta certa. Ho semplicemente chiesto, visto
  che  il sindaco, il sindaco del Partito Democratico, quindi io  non
  ho mai parlato con il sindaco di Taormina, dica di intervenire pure
  lui  e  capire che a noi, come Governo, non ci interessa il  colore
  tant'è che stiamo realizzando un Natale in un comune il cui sindaco
  è  del  Partito Democratico. Ho semplicemente detto questo, non  ho
  fatto nessun tipo di allarme o di clamore, ma ribadisco, ho parlato
  con un Assessore che mi chiedeva notizie sul Natale e sono pronto a
  fare un comunicato stampa ufficiale come Assessorato per dichiarare
  questo, degli impegni presi e che verranno mantenuti.
   Aggiungo  di  più, mi pare un po' anche in questo caso paradossale
  che  sui  patrocini,  che  non  è  una  legge  che  ha  voluto   il
  sottoscritto  o questo Governo, è una legge che c'è  sempre  stata,
  una legge che prevede un avviso pubblico, i cui uffici stabiliscono
  gli  eventi che si possono patrocinare o meno e che sia addirittura
  così  strumento da campagna elettorale dare 5.000 euro ad un comune
  o 10.000 euro ad un comune.
   Ma  davvero  pensate  che si fa campagna elettorale  favorendo  un
  comune,  dandogli  10.000 euro? Un comune? Mi sembra  anche  questo
  paradossale, mi sembra paradossale che ci siano attività  teatrali,
  come  il  teatro  amatoriale, che non ha  una  legge  prevista  per
  poterlo  finanziare e che utilizzano questi fondi per fare  piccole
  attività  teatrali  e tantissime attività, vi posso  portare  anche
  l'elenco,  verranno svolte proprio a settembre, ottobre,  novembre,
  nel  periodo  natalizio e oggi si devono prevedere   Perché  devono
  affrontare spese
   Io  comprendo  tutto però mi sembra davvero un  po'  una  missione
  quella,  onorevole  Lupo, che vuole compiere, ma  glielo  dico  con
  massima  sincerità perché, ribadisco, non è una legge  che  abbiamo
  voluto  noi,  è  una legge che esiste, che tutti  i  Governi  hanno
  utilizzato e che anche il Partito Democratico ha utilizzato  quando
  era al governo. Non mi risulta che avete messo il blocco voi quando
  eravate   al   Governo,   quando  l'Assessore   Barbagallo   faceva
  l'Assessore al turismo anche in campagna elettorale, come è  giusto
  che  sia, non per la campagna elettorale, ma per non far mancare  i
  5.000,  i  10.000  euro  ai  comuni che oggi  in  un  momento  così
  difficile sono essenziali per poter creare attività culturali per i
  nostri  concittadini e per i flussi turistici, perché  vi  assicuro
  che  tanti flussi turistici si muovono grazie al cartellone che  si
  fa  ad Adrano, grazie al cartellone che si fa a Caltagirone, grazie
  al cartellone che si fa a Taormina.
   Per  il  Natale, la programmazione è fondamentale,  perché  alcune
  cose,  il  concerto che prevediamo di fare a Taormina, lo  dobbiamo
  programmare  adesso  perché  devi  chiamare  orchestra,   cantanti,
  firmare  contratti, anzi, onorevole Lupo, le dico di più, siamo  in
  estremo  ritardo, noi dovremmo programmare queste cose almeno  otto
  mesi,  un  anno prima. Se in finanziaria avessimo approvato  questi
  fondi,  Taormina  già  poteva uscire con il cartellone,  così  come
  Erice  e gli altri comuni sul Natale in Sicilia. Non stiamo potendo
  pubblicizzare  il  Natale in Sicilia facendo promozione  perché  in
  finanziaria  è  stato  bloccato  questo  finanziamento   e   questi
  contributi per i comuni.
   Ora io capisco tutto, si può fare la lotta su tutto, ma far pagare
  i  comuni,  le piccole associazioni per una battaglia elettorale  o
  per   una   guerra  elettorale,  io  credo  che  sia   davvero   da
  stigmatizzare,  questa  cosa. Io vi chiedo non  una  responsabilità
  perché non credo che siate irresponsabili, chiedo semplicemente  di
  veramente vagliare, fate un emendamento dove controllate quello che
  volete controllare, ho invitato, i patrocini sono aperti, andate  a
  vedere  in  tutte  le  province quanti  patrocini  ha  dato  questo
  Assessorato, abbiamo coperto tutta la Sicilia senza distinzione  di
  colore  e continueremo a farlo anche nel periodo se c'è la campagna
  elettorale, perché noi siamo uomini delle istituzioni.
   Io  mi  ritengo  prima di tutto un uomo delle  istituzioni  e  non
  faccio  particolarità, soprattutto quando ci sono comuni che hanno,
  in  questa  fase soprattutto, bisogno anche dei 5.000, 10.000  euro
  per  fare una bella manifestazione per i propri concittadini e  che
  le  assicuro non inciderà nulla sulla campagna elettorale perché io
  non  credo  che  il sottoscritto, che non è nemmeno candidato  alle
  regionali,  potrà fare campagna elettorale incidendo su un  sindaco
  se gli dà 5.000 euro.
   Io  credo che probabilmente si dovrà fare politica in altro  modo,
  se  fosse  questo  il  mio strumento non sarei mai  rieletto,  anzi
  eletto, ma siccome non sono candidato, ci tengo a precisare, quindi
  la campagna elettorale mi sembra un motivo strumentale.
   Però ribadisco, e chiudo, signor Presidente, e la ringrazio per la
  parola,  io  credo che l'atto di responsabilità vada fatto  davvero
  nei  confronti  di tutti i comuni, di tutte quelle  piccole  realtà
  culturali, teatrali, musicali che hanno bisogno di programmare e di
  avere  queste piccole risorse che non incidono nulla sulla campagna
  elettorale  ma incidono sui bilanci di queste piccole attività  che
  diventano fondamentali.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Calderone. Ne ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io condivido  in
  gran  parte le argomentazioni del Presidente di Mauro che  noi  non
  possiamo penalizzare i comuni e soprattutto in un momento di grande
  difficoltà, però avevo bisogno di capire dall'assessore Messina  se
  mi ascolta, di avere una maggiore chiarezza sui criteri.
   Capisco  che  ha  parlato lei di avviso, poi a  me  interesserebbe
  capire in modo tale che lei anche oggi davanti al Parlamento prende
  un  impegno  indipendentemente  dall'attività  che  successivamente
  verrà  svolta  dal  suo assessorato, a me interessa  sapere,  fermo
  restando che sono assolutamente favorevole per votare l'articolo  5
  così  come  emendato dalla commissione, interessa capire  bene  per
  votarlo con convinzione e senza almeno - io dico poi col mio gruppo
  ne  parleremo  -  senza alcuna riserva mentale  capire  i  criteri,
  capisco che c'è una discrezionalità, capisco che esistono i decreti
  assessoriali,  capisco tutto però vorrei capire questi  soldi  come
  vengono distribuiti.
   Glielo dico senza alcuna preoccupazione, ascoltando il territorio,
  essendo  tutti i giorni a contatto col territorio ho potuto notare,
  certamente  non  per  fatti  al suo assessorato  addebitabili,  che
  alcuni  comuni  hanno  una sorta come dire di  freccia,  di  corsia
  preferenziale  e  altri no, non per carità sicuramente  sarà  stato
  perché  magari non è stata fatta bene la domanda, la  richiesta  di
  patrocinio, però noi abbiamo bisogno essendo legislatori di  capire
  esattamente   come  lei  riterrà  di  distribuire   queste   somme.
  Dopodiché, per carità, se sono somme che vanno ai nostri  comuni  e
  ricchezza  nel  territorio, ricchezza per i nostri  comuni  per  la
  nostra  gente  certamente siamo sotto elezioni ed  è  condivisibile
  anche  quello  che  afferma  il Pd, certamente  però  non  possiamo
  fermarci  perché siamo in prossimità delle elezioni e pertanto  non
  possiamo  paralizzare la Sicilia perché siamo in  prossimità  delle
  elezioni.
   Altra cosa era il blocca nomine, il blocca assunzioni quello è  un
  altro  discorso ma i patrocini di cinque diecimila  euro  però  lei
  capisce  che  noi  deputati di territorio ci  troviamo  un  po'  in
  difficoltà se per esempio un tale deputato a un'interlocuzione  con
  lei   e   dopo  un  giorno  c'è  il  patrocinio,  io  che  non   ho
  interlocuzioni  con lei ancora aspetto i patrocini  ma  è  solo  un
  esempio,  per  carità,  ecco io non glielo ho  mai  chiesto  perché
  ritengo che non glieli devo chiedere, lei deve agire secundum legem
  non  perché glielo chiedo io, io non ho niente da chiedere, non  mi
  piace chiedere, assolutamente perché credo che un deputato non deve
  chiedere  c'è  un  elenco di come dire di meritocrazia,  secondo  i
  requisiti  e  secondo i parametri, e ovviamente  è  necessario  che
  questo  avvenga,  quindi io le chiederei se  può  dare  risposta  a
  queste mie osservazioni.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per consentire
  all'assessore  Messina  poi  di replicare  e  magari  tenere  conto
  dell'intervento di tutti, per quanto riguarda la vicenda che citava
  del comune di Taormina per me tutto chiarito, diciamo io non ho mai
  attribuito  cose  diverse  da quelle  che  lei  ha  ricostruito  in
  quest'Aula se non qualche fraintendimento che può essere nato.
   Quindi  per quanto mi riguarda questo è un fatto chiarito anzi  la
  ringrazio per avere con estrema precisione ripercorso l'accaduto.
   Per  quanto  riguarda  il resto Presidente  io  ho  presentato  un
  emendamento  che  aumenta lo stanziamento  per  il  Furs  riducendo
  ulteriormente i capitoli che riguardano i patrocini sia dei  comuni
  che  delle  associazioni,  secondo me  quello  che  noi  prevediamo
  rimanga  nei due capitolo è sufficiente ad affrontare il brevissimo
  periodo che ci separa dalle prossime elezioni.
   Per  quanto  riguarda invece la sospensione dei  patrocini  in  un
  momento  di campagna elettorale, voglio essere chiaro, è una  norma
  che  noi  proponiamo  a  regime, cioè non  limitatamente  a  questa
  competizione elettorale ma a questa competizione elettorale e  alle
  prossime che verranno a prescindere da chi governerà, perché a  mio
  avviso  è  una  norma  di  chiarezza e di  trasparenza,  detto  ciò
  chiediamo dopo la replica che si passi al voto, ognuno si  assumerà
  le  sue  responsabilità e, comunque, i lavori devono andare  avanti
  perché noi sappiamo bene che dall'approvazione di questo disegno di
  legge   dipende  il  rifinanziamento  di  capitoli  di  spesa   che
  riguardano  stipendi,  Comuni, forestali,  e  tutta  una  serie  di
  interventi di cui la Sicilia ha bisogno.

   PRESIDENTE.   È   stato  presentato  il  subemendamento?   Allora,
  colleghi,  dobbiamo  votare. Noi abbiamo il sub.  A  questo  punto,
  onorevole Lupo, il soppressivo è ritirato, evidentemente.
   Un  attimo,  per capirci. La prima cosa che deve essere  votata  a
  questo punto, è il subemendamento 5.6.1 che è quell'errore che  era
  stato evidenziato su suggerimento dell'onorevole Ciancio.
   Quindi,  questo lo possiamo votare subito. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   È approvata la modifica del capitolo. Il subemendamento 5.6.3 sono
  gli  aumenti degli stanziamenti che ha comunicato l'onorevole  Lupo
  e, su questo, vorrei il parere del Governo e della Commissione.

   GALVAGNO,  vicepresidente della Commissione. È  il  subemendamento
  5.6.3?

   PRESIDENTE. Sì.

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. No, noi abbiamo  fatto
  la  riscrittura concordata proprio con il PD ed il Movimento Cinque
  Stelle.

   PRESIDENTE. Quindi il parere della Commissione?

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, mi permetto

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,   se
  presentate  un  subemendamento,  evidentemente  non  c'è  nulla  di
  concordato,  c'è un ragionamento nuovo che interviene tenuto  conto
  del  dibattito  parlamentare, quindi quello che ha presentato  lei,
  presidente  Galvagno,  non  intendiamo votarlo.  Abbiamo  fatto  un
  subemendamento che aumenta il finanziamento per i privati.

   PRESIDENTE.  Per  essere chiari, onorevole  Galvagno.  L'onorevole
  Lupo ha ritirato l'emendamento soppressivo. Aumenti di 200mila euro
  il fondo.

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Ma è uguale, è uguale.

   PRESIDENTE. No, lo aumento di 200mila euro.

   GALVAGNO,  vicepresidente  della  Commissione.  Mi  può  dare   un
  secondo, Presidente?

   PRESIDENTE. Prego.

   LUPO.   Posso  spiegarlo,  Presidente?  L'emendamento   riduce   i
  patrocini  per  i  Comuni a 100mila euro  ed  i  patrocini  per  le
  associazioni  a  100mila  euro.  I 300mila  euro  di  economia  sui
  patrocini vengono destinati all'incremento del Furs per i teatri  e
  i privati. Questa è la proposta.
   Ovviamente vorrei sentire pure il parere del Governo. Sarebbe  100
  per  i  patrocini  per  i  Comuni,  100  per  i  patrocini  per  le
  associazioni  e  450  di  Furs, questa è  la  proposta  sul  nostro
  emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Galvagno, è chiaro  che  quello  che  dice
  l'onorevole Lupo è una mediazione, se voi l'accettate .

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Presidente, un secondo
  preciso,  però la mediazione sta nel fatto anche che,  chiaramente,
  devo considerare ritirato l'emendamento che blocca

   PRESIDENTE. Quello non lo ritira però le posso dire che l'Aula non
  mi  pare  favorevolissima.  Però quello è  un  problema  dell'Aula.
  Onorevole  Galvagno,  è bravissimo però è la  prima  volta  che  da
  presidente di commissione

   GALVAGNO,   vicepresidente   della   Commissione.   Presidente   è
  semplicemente questo, la condizione per la mediazione è  legata  al
  fatto che noi siamo disposti a retrocedere qualcosa.

   LUPO.   Evidentemente  se  fosse  accolto  questo   subemendamento
  l'entità dei patrocini sarebbe tale da avere una gestione tecnica e
  trasparente   sulla   base  delle  parole   pronunciate   in   Aula
  dall'assessore Messina.

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Benissimo.

   PRESIDENTE. Quindi, sarebbe ritirato?

   LUPO.  E,  quindi, quello sarebbe ritirato perché lo  stanziamento
  sarebbe a mio avviso congruo nel breve periodo

   GALVAGNO,   vicepresidente  della  Commissione.   Questa   è   una
  mediazione, allora il parere è favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere è positivo, allora?

   LUPO.  Faccio buone le parole dell'assessore Messina sull'assoluta
  trasparente,  sull'oggettività dei criteri cui  faceva  riferimento
  l'onorevole Calderone, ci diamo un affidamento di assoluta serietà.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori.
  Assolutamente favorevoli, l'unica cosa i 150mila si riferiscono  ai
  centri di produzione.
   Se i soldi in più li dobbiamo mettere sul FURS dobbiamo mettere il
  capitolo del FURS.
   Correggiamo il sub emendamento, soltanto questo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MESSINA,  assessore  per  il turismo, lo  sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  All'Assessore Messina chiederei soltanto una  garanzia
  -  non so come me la possa dare - sulla distribuzione geografica  di
  questi soldi.
   Posso  fare  in  modo  che  almeno rimanga  a  verbale  questa  mia
  richiesta? In modo che quando andiamo a fare i conti c'è un  impegno
  dell'Assessore  Messina  per  cui Trapani  e  Siracusa  non  saranno
  trattate diversamente.
   Riguarda  tutti  ovviamente, ho detto Trapani e Siracusa  per  dire
  due comuni e ovviamente per tutti.

   LACCOTO.  Perdonate se io intervengo, sono per tutte le  mediazioni
  anche perché non possiamo bloccare tutto.

   PRESIDENTE. E allora intervenga velocemente.

   LACCOTO.  Non  credo  che ci possa essere lo  stesso  metro  per  i
  comuni e per le associazioni.
   Se  dobbiamo parlare in forma assoluta di trasparenza, credo che  i
  comuni hanno più bisogno rispetto alle Associazioni.

   PRESIDENTE. Così non finiamo più.

   LACCOTO.  Dico  di trovare una soluzione in base alla  quale  siano
  fatte 200.000 per i comuni.
   Io sono per la mediazione.

   PRESIDENTE. Con la correzione di cui parlava l'onorevole Ciancio  -
  se è stata fatta questa correzione - mettiamo in votazione.

   GALVAGNO,  vicepresidente  della Commissione.  L'onorevole  Ciancio
  sta procedendo alla riscrittura.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di intervenire l'onorevole  Lupo,  ne  ha
  facoltà.

   LUPO.  Presidente, per precisare che l'incremento dei 300.000  euro
  -  ha ragione l'onorevole Ciancio - va fatto sul capitolo 373738 che
  si riferisce al FURS.
   Stiamo  formalizzando l'emendamento, glielo faremo  avere  nel  più
  breve tempo possibile.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  5.6.3,  così  come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Complimenti,  onorevole  Galvagno,  c'è  l'ha  fatta    Credo   che
  l'Assessore Messina le debba tanto.
   Gli altri emendamenti sono ritirati.
   L'assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 5.6 come risultante nel testo  emendato.
  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 5.4.R. Spero sia un fatto di  equilibrio
  con  tutti  gli  altri.  Non c'è decurtazione  solo  sul  Gioeni  di
  Catania?
   Lo  pongo  in  votazione col parere favorevole del Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Questo  sull'Istituto Gioeni di ieri riguardo al quale  l'onorevole
  Foti  aveva chiesto di eliminare la sottrazione dei 40.000 euro  per
  il Gioeni.
   L'onorevole  Cafeo aveva posto un problema che è  un  problema  che
  non  può  essere  sottovalutato  e che  vorrei  fosse  una  cosa  da
  risolvere per tutta l'Aula e non solo per l'onorevole Cafeo  che  ne
  sta facendo una sua personale battaglia.
   Onorevole  Cafeo, brevemente ci vuole spiegare il  problema  che  -
  con l'aiuto del Governo - cerchiamo di risolvere?

   CAFEO.  Signor  Presidente, è ovvio che io  ho  presentato  questo
  emendamento non perché
   Il  tema  è  che noi in questi cinque anni non abbiamo risolto  un
  problema  su  cui  già abbiamo perso diverse cause,  aggravando  la
  situazione delle casse della Regione.
   Avevamo  lavorato  assieme  anche all'onorevole  Foti  e  con  gli
  interventi  di diversi Gruppi in Aula, ad un emendamento aggiuntivo
  che tra le altre cose evitava anche, che metteva anche un limite ai
  diritti, fino a un massimo di tre volte la pensione minima. Tra  le
  altre  cose la sensazione che si ha è che siccome questi dipendenti
  sono  distribuiti su tutto il territorio regionale e non sono tutti
  di  Palermo,  noi abbiamo interesse sempre, o per l'ESA  o  per  le
  altre cose.
   Io ritengo che dobbiamo chiudere questa Legislatura con un atto di
  giustizia.  Quando  ci  fu la finanziaria, Presidente,  sono  stati
  presentati   dei  maxi-emendamenti  in  cui  solamente   al   maxi-
  emendamento  della  maggioranza  è  stato  chiesto  di   fare   una
  decurtazione.  Non  è  stato chiesto né  al  Governo  né  al  maxi-
  emendamento della minoranza.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, tanto è sulla stessa cosa,  non  posso
  dare parola a tutti sullo stesso argomento.

   CAFEO.  Noi  stiamo facendo un'attività di supplenza  rispetto  al
  Governo  che  non riesce a trovare una soluzione che fa risparmiare
  risorse.

   PRESIDENTE.  Ho  sentito, fatemi cercare una possibile  soluzione.
  Onorevole  Foti, lo so qual è, è la stessa cosa che mi  deve  dire.
  Scusi, onorevole Foti, non facciamo interventi perché è tardi ed  è
  un qualcosa che io ho sollevato proprio perché voi due avete questo
  problema, però non posso dare la parola a tutti.
   Allora,  io chiederei al Governo e all'assessore Armao,  se  fosse
  possibile  iniziare  a  fare un ragionamento  su  questo  problema,
  perché  oggettivamente è un problema che ci trasciniamo  da  cinque
  anni.  Siccome il costo non è un costo pazzesco, da quello  che  ho
  capito,  quantomeno  anche ammesso che non  si  potesse  utilizzare
  tutto,  non  avessimo  le somme per risolvere  tutto  il  problema,
  quanto  meno  dare  un  segnale a queste  persone  per  iniziare  a
  risolvere   il  problema  e  trovare  un  modo  per  non  lasciarle
  totalmente così, senza speranza.
   Scusi, onorevole Cracolici, mi fa parlare? La prego, sennò non  mi
  sentono.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Non è un emendamento, dobbiamo votare l'articolo 5,  è
  un  ragionamento che stiamo facendo a parte. Allora, vorrei che  il
  Governo mi desse una parola su quello che è possibile fare,  perché
  certo  il  problema va risolto. Ora, questa Legislatura volge  alla
  sua  conclusione  ma c'è il tempo per farlo, in  ogni  caso  se  le
  avessimo  tempo  pure domani, dopo domani o la settimana  prossima,
  quando si deve risolvere un problema urgente lo si risolve, però se
  c'è  la volontà politica di risolverlo. Assessore Armao, se potesse
  su questo dirci una parola.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente, questo tema è stato esaminato, ma ho  necessità
  di interloquire con l'assessore Turano, per cui se facciamo, perché
  da  solo  ovviamente l'economia non può intervenire su materia  che
  afferisce ad altro assessorato.

   PRESIDENTE.  Allora, Assessore, facciamo una cosa, non intervenite
  più,  scusate.  L'Assessore  già ha  dato  una  sua  disponibilità.
  Assessore, noi intanto l'articolo 5 lo votiamo, per cui se poi  lei
  ci  potesse dare qualche indicazione, vi garantisco che ci sarà  la
  mia  assoluta  disponibilità, anche  oggi  stesso,  a  proporre  un
  emendamento  aggiuntivo o qualcosa se viene trovato  un  minimo  di
  soluzione  da  parte  del  Governo. Quindi lasciamoli  lavorare,  e
  votiamo  intanto  l'articolo  5 ed andiamo  avanti.  L'argomento  è
  quello che mi ha chiesto lei.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Non  è  mancanza di fiducia, hanno anche la  relazione  di
  Frittitta.

   PRESIDENTE.  Lo lasciate lavorare l'Assessore, che  deve  chiamare
  Turano?

   CAFEO. E altre volte si sono fatte scelte dell'economia senza  gli
  Assessori presenti.

   PRESIDENTE. Perfetto. Credetemi, è necessario parlare.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
     Integrazione oraria del personale A.S.U. in utilizzazione al
                    Dipartimento regionale dei beni
     culturali e dell'identità siciliana e presso gli enti locali

   1.  Il  Dipartimento regionale dei beni culturali e  dell'identità
  siciliana   è   autorizzato,  per  l'esercizio  finanziario   2022,
  all'integrazione oraria, fino al limite di 36 ore settimanali,  del
  personale di cui all'articolo 11 della legge regionale 22  febbraio
  2019,  n. 1 in utilizzazione presso lo stesso Dipartimento. Per  le
  finalità  di  cui al presente comma è autorizzata, per  l'esercizio
  finanziario  2022, la spesa di 1.300 migliaia di euro da  iscrivere
  in  un  apposito capitolo nella rubrica del Dipartimento  regionale
  dei beni culturali e dell'identità siciliana.

   2.  Al fine di consentire l'integrazione oraria per il 2022, entro
  il  limite  delle  somme  autorizzate dal presente  comma,  per  il
  personale  di cui all'articolo 4 della legge regionale 29  dicembre
  2016,  n.  27, non rientrante nelle previsioni di cui ai  commi  1,
  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 11,  comma  2,  della
  legge  regionale  25  maggio  2022,  n.  13,  è  incrementata,  per
  l'esercizio finanziario 2022, di 8.000 migliaia di euro.

   3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
  quantificati  in  9.300  migliaia di  euro,  si  provvede  mediante
  corrispondente   riduzione,  per  l'esercizio   finanziario   2022,
  dell'autorizzazione  di spesa di cui al comma  1  dell'articolo  11
  della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 (Missione 20, programma
  3, capitolo 215785)».

   Non essendo stati presentati emendamenti all'articolo, lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                       Trasporto pubblico locale

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale  21  gennaio
  2022,  n. 1 le parole  per euro 1.000.000,00  sono sostituite dalle
  parole   per euro 2.000.000,00  e le parole  per euro 3.500.000,00
  sono sostituite dalle parole  per euro 2.500.000,00 ».

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Signor   Presidente,  riguardo   l'articolo   7,   questo
  spostamento  di un milione di euro io sinceramente, data  la  grave
  situazione del trasporto pubblico locale non lo comprendo  fino  in
  fondo,  mi  sarei  aspettata, assessore, questo spostamento  di  un
  milione di euro dal trasporto pubblico urbano, dei mezzi turistici,
  dei mezzi a trazione animale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Campo,  però  non  ha  presentato   nessun
  emendamento. Non è che possiamo ricominciare a rivedere  il  tutto.
  Se  ci  fosse i un emendamento in questo senso, il Governo dovrebbe
  dire se è favorevole o contrario.

   CAMPO.   Ma   no,   volevo   capire.  Siccome   questo   articolo,
  praticamente, rischia di essere seriamente

   PRESIDENTE.  Assessore Falcone, lei è in condizione  di  spiegare?
  Allora  diamo  la  parola all'assessore Falcone e  vediamo  se  può
  spiegare quello che chiede l'onorevole Campo. Prego.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Si, grazie
  Presidente.

   PRESIDENTE. Un minuto di tempo, assessore.

     FALCONE,  assessore per le infrastrutture e  la  mobilità.   Sì,
  soltanto  per  dire soltanto per dire che questo è uno  spostamento
  all'interno   dello  stesso  capitolo,  a  saldi   invariati.   Noi
  immaginavamo  che  la  gratuità  per  le  forze  dell'ordine  fosse
  sufficiente con lo stanziamento di un milione di euro.  In  effetti
  ci  siamo accorti che questa gratuità ha suscitato grande interesse
  e  necessiterebbe intorno a un milione e otto un  milione  e  nove,
  forse  anche  due  milioni  di euro. E  stiamo  spostando,  siccome
  abbiamo anche avuto delle economie nello stesso capitolo, li stiamo
  mettendo per far sì che le forze dell'ordine, i Vigili del fuoco, i
  Corpi   dello  Stato  possano  beneficiare  di  questo   importante
  intervento.
   Per  il resto e il Tpl è assolutamente garantito. Ci sono i soldi,
  stiamo ora erogando la seconda e la terza trimestralità in anticipo
  e  così  risolviamo ogni tipo di problema. Ma,  come  dire,  non  è
  scostamento  di  somme, assolutamente, è all'interno  dello  stesso
  capitolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Campo, prego.

   CAMPO.  Io  questo  lo  avevo compreso.  Mi  riferivo  a  un'altra
  problematica: che c'è un grave rischio di danno erariale, perché la
  Corte dei conti ha fatto notare come le reiterate proroghe del  Tpl
  non   siano   praticamente  consentite  a  fronte  della  normativa
  comunitaria.

   PRESIDENTE.  Onorevole, diamo altri trenta  secondo  all'assessore
  Falcone.

   CAMPO.  Quindi  noi  facciamo uno spostamento  all'interno  di  un
  capitolo.  Io mi sarei aspettata, assessore, che questo milione  di
  euro  servisse per accelerare il più possibile le gare comunitarie,
  per  evitare, appunto, che si blocchi l'intero sistema del traporto
  pubblico  locale,  a  fronte  di questo  grave  problema  di  danno
  erariale che è stato appunto figurato dalla Corte dei conti.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
  Campo,  grazie  per  l'input che mi dà, così possiamo  spiegare  in
  trenta secondi.
   È  stato  chiesto un parere all'Avvocatura dello Stato. È arrivato
  l'altro  ieri  e il parere, in effetti, ci indica un percorso.  Noi
  pagheremo,   certamente,  col  2041  pagheremo  tutto  l'arretrato.
  Certamente. E in più abbiamo già pronti i decreti per l'imposizione
  dei  servizi pubblici, con l'obbligo di servizio pubblico, così dal
  1   settembre  nelle more che facciamo la nuova gara - tra  l'altro
  abbiamo  anche  individuato  quali  sono  le  macro  aree,  abbiamo
  individuato il numero dei chilometri che stiamo mettendo  a  bando,
  abbiamo anche individuato le modalità della nuova gara, per cui già
  a fine settembre partirà la nuova gara - nel frattempo diamo questi
  decreti di prosecuzione del servizio.
   È  un parere molto chiaro, è un parere che viene incontro a quelle
  che  sono  le  eccezioni che ha fatto la Corte  dei  conti.  Quindi
  assolutamente, anche in separata sede, posso fare vedere un po'  le
  carte, i documenti e, soprattutto, i pareri.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Pongo  in  votazione  l'articolo7.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
            Disposizioni per il settore della forestazione

   1.  Per le finalità di cui al comma 8 dell'articolo 47 della legge
  regionale  7  maggio  2015,  n.  9  e  successive  modificazioni  è
  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2022, l'ulteriore spesa di
  euro  744.080,31 (Missione 9, Programma 5, capitolo  150514)  e  di
  euro 63.246,83 (Missione 9 Programma 5 capitolo 151001, art. 2)».

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'articolo 9 lo dobbiamo accantonare. È soltanto un accantonamento
  di tipo tecnico, poi lo riprendiamo dopo.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
   Riequilibrio economico finanziario della concessione di gestione
  degli schemi acquedottistici di sovrambito nella Regione siciliana.

   1.  Ai  fini  del  riequilibrio finanziario della  Convenzione  di
  gestione  Rep.  n.  10994/2004 in essere tra  Regione  siciliana  e
  Siciliacque  S.p.A.,  necessario ad assicurare  la  continuità  del
  servizio  pubblico  essenziale,  scongiurando  interruzioni   dello
  stesso,    fermo   restando   il   rispetto   delle   Deliberazioni
  dell'Autorità  per  energia reti e ambiente (ARERA),  l'Assessorato
  regionale dell'economia è autorizzato al trasferimento in favore di
  Siciliacque S.p.A. della somma complessiva di euro 23.653.650,12, a
  titolo  di  anticipazione, da iscrivere su  apposito  capitolo  del
  Bilancio  della  Regione (Missione 9, Programma  4),  di  cui  euro
  8.000.000,00  per l'esercizio finanziario 2022 ed euro 7.826.825,06
  per  ciascuno degli esercizi finanziari 2023 e 2024, correlata alla
  complessiva  morosità subita da Siciliacque S.p.A. a  fronte  delle
  prestazioni,  rese in adempimento della Convenzione  citata,  negli
  ambiti   territoriali  ottimali  per  i  quali  trova  applicazione
  l'articolo 147, comma 2 ter, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
  n. 152.

   2.  La  somma  anticipata è restituita alla Regione  siciliana  da
  Siciliacque  S.p.A., in numero 13 rate con versamento  della  prima
  rata entro un anno dalla concessione».

   Su  questo  problema  dell'articolo  10,  presidente  Galvagno   e
  assessore Baglieri, è stato trovato un minimo, perché io  ho  detto
  oggi in riunione dei capigruppo - colleghi, ascoltatemi un attimo -
  che  questo articolo mi viene segnalato dagli Uffici della Regione,
  ma  anche dai miei, perché è un fatto assolutamente obbligatorio da
  votare.
   Un attimo solo onorevole Barbagallo. Perché se non lo votiamo, non
  c'è  solo  il  rischio - anzi la quasi certezza  -  di  mandare  in
  fallimento  un'impresa, un'azienda - e quello  è  un  problema  che
  potrei anche non pormi - ma che contemporaneamente verrebbe meno il
  servizio  della distribuzione d'acqua per centinaia di migliaia  di
  cittadini siciliani.
   Ora,  che  l'argomento  sia  spinoso,  che  il  metodo  ormai   da
  tantissimi anni sia un metodo su cui bisogna trovare una soluzione,
  eccetera,  siamo tutti d'accordo, però mi viene detto, e quindi  su
  questo  è giusto che io riferisca all'Aula, mi viene detto  che  la
  mancata votazione almeno del primo, cioè qual è il 10, cioè  che  è
  quello dell'anticipazione da parte della Regione a questa società è
  praticamente obbligatorio.
   io  vorrei  che ora il Presidente Galvagno e l'Assessore  Baglieri
  possano  intervenire un secondo per dire qual è la posizione  anche
  se   l'Assessore   Baglieri  mi  dice  che   anche   gli   articoli
  immediatamente  seguenti sono altrettanto  importanti  perché  sono
  quelli  che  stabiliscono il canone, tramite  il  quale  poi  dovrà
  avvenire  la  restituzione alla Regione di queste  anticipazioni  e
  altro  di  questo genero però, ripeto, quello che  mi  viene  detto
  dagli uffici e che mi viene detto dagli uffici della Regione è  che
  senza  l'articolo  10  i  problemi sarebbero  veramente,  veramente
  enormi, gli altri li rimetto alla volontà poi dell'Assessore  della
  Commissione  ma sull'articolo 10 mi permetto di dirvi  che  abbiamo
  quasi,  per carità non abbiamo nessun obbligo di votarlo nel  senso
  che  ognuno  poi  si determina come vuole, ma è giusto  che  io  vi
  segnali quelle che sono le cose che mi sono state comunicate.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Grazie  Presidente  per  quest'opportunità  di  portare  di   nuovo
  all'attenzione dell'Aula il tema dell'acqua e la risorsa idrica che
  è  un  tema  molto caro a questo Governo tant'è che  già  dall'anno
  scorso  avevamo anche presentato un ddl in tema. Vengo direttamente
  al punto: l'articolo 10 che già il Presidente Micciché ha più volte
  ribadito  si  fonda  su una ratio e la ratio  è  l'obbligo  che  la
  Regione  siciliana  ha  di intervenire sul riequilibrio  economico-
  finanziario a fronte di un articolo 6 della Convenzione siglata nel
  2005 tra la Regione siciliana, l'EAS, l'allora EAS e Siciliacque.
   Quindi  la  Regione  siciliana ha un obbligo  di  intervenire  sul
  riequilibrio economico-finanziario. La proposta che abbiamo avuto e
  che  abbiamo chiaramente acquisito da parte di Siciliacque  che  si
  trova   quindi   in  una,  come  dire,  situazione  di   squilibrio
  finanziario  e quindi non di perdita, non economico ma soltanto  di
  liquidità finanziaria, ha a che fare, cioè prevede un'anticipazione
  da   parte  della  Regione  con  un  reintegro  tramite  il  canone
  tariffario   e  qui  vengo  subito  alla  seconda,  cioè   a   dire
  all'articolo  11. Ricorderete che la sentenza del CGA  ha  bocciato
  la,  diciamo  così,  norma e la procedura  che  vedeva  la  Regione
  siciliana approvare la tariffa idrica perché l'approvazione diciamo
  viene  attribuita  all'ARERA e quindi  ci  siamo  ritrovati  in  un
  vulnus,  in  un vuoto legislativo e quindi l'articolo 11  è  legato
  all'articolo  10 perché prevede una, come dire, un  meccanismo  per
  poter  determinare  la  tariffa. Io dico  già  subito,  Presidente,
  l'articolo   12   possiamo,  è  ultroneo,  quindi  possiamo   anche
  verificare, diciamo possiamo anche procedere a cassarlo. L'articolo
  11  attualmente  ha  questa ratio però io mi rimetto  alla  volontà
  dell'Aula  e quindi certa del senso di responsabilità perché,  come
  già  è  stato detto dal Presidente Micciché, attualmente il tema  è
  veramente critico.
   Poi,  un altro tema è quello delle cause che hanno determinato  ma
  su questo non voglio attualmente

                    (Interruzione fuori microfono)

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Se mi inviterà vengo volentieri.

   PRESIDENTE. Prego onorevole Barbagallo, non avevo capito  che  lei
  voleva  la parola, non me l'ha detto. Ha detto  scusi' così ma  non
  mi ha chiesto la parola. Prego.

   BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Intanto, visto che abbiamo appreso
  dal  Governo  che  l'articolo 12 è ultroneo, se lo può  stralciare,
  Presidente,  così  già  ci  portiamo  avanti  nella  discussione  e
  risparmiamo   tempo.   Noi,   assessore   Baglieri,   intanto    ci
  rammarichiamo  che  non  abbiamo potuto  ascoltare  in  Commissione
  quella  che  era  anche la situazione di fatto perché  non  abbiamo
  visto  il  Governo in Commissione quando c'è stata  la  trattazione
  degli  articoli  della finanziaria e, certamente,  la  presenza  in
  commissione  avrebbe  consentito una  maggiore  condivisione  delle
  norme che arrivano in Aula.
   Presidente Miccichè, lo dico senza sé e senza ma, gli articoli  10
  e 11 per noi sono incostituzionali, manifestamente incostituzionali
  e  non  lo  dice soltanto il Partito Democratico. C'è  una  copiosa
  relazione  dei  suoi  uffici,  Presidente  Micciché,  degli  uffici
  dell'Assemblea. Peraltro, la relazione è a disposizione di tutti  i
  colleghi. E, segnatamente, l'articolo 10 è incostituzionale per  la
  violazione  dell'art. 14 del D.Lgs. 175 del 2016, mentre l'articolo
  11  è  incostituzionale per violazione del combinato disposto degli
  articoli 142 e 154 del codice dell'ambiente.
   Continuiamo,   anche   in  questa  singolare  trattazione   doppia
  dell'articolo  10  e  11,  dopo  che  irritualmente  l'assessore  è
  intervenuto prima, perché avrebbe potuto anche intervenire dopo.
   Continuiamo,   dicevo,   nella   trattazione   congiunta.   Quindi
  l'articolo   10.   La  violazione  del  D.Lgs  175   del   2016   è
  evidentissima. Io recito, anche per comodità dei colleghi, il testo
  che   stabilisce,  espressamente   un  divieto  per  le   pubbliche
  amministrazioni - e, quindi, pure per la Regione - di sottoscrivere
  aumenti   di   capitale,  effettuare  trasferimenti   straordinari,
  aperture  di  credito  -  sostanzialmente come  quella  che  stiamo
  facendo adesso. Peraltro, il Governo Musumeci si sta specializzando
  in  questi trasferimenti, dopo quella che abbiamo visto proposta in
  quest'Aula  per il CAS in finanziaria, ora ci riprova dopo  qualche
  mese - né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate  -
  come evidentemente è Sicilia Acque.
   Se   ci   fosse  stata  la  possibilità,  peraltro,  di   trattare
  quest'argomento  in commissione, assessore Baglieri,  noi  vorremmo
  avere  anche qualche chiarimento - non so più se questa è l'Aula  a
  fronte di queste questioni di legittimità così dure e perentorie  -
  delle ragioni per cui Sicilia Acque continua a prestare il servizio
  nei  comuni e il debito è cresciuto e maturato così, fino a  questi
  otto  milioni, perché? Perché ci sono dei cittadini che non  pagano
  l'acqua?  Perché c'è una perdita nella rete idrica? Quali  sono  le
  ragioni  che hanno fatto crescere, hanno fatto maturare  un  debito
  così ingente, anche per spiegare a tutti i cittadini siciliani  che
  pagano  l'acqua perché i cittadini di questi comuni  o  non  pagano
  l'acqua  o, come penso io, pagano l'acqua evidentemente  matura  un
  debito  per la società partecipata che è veramente, per il gestore,
  veramente abnorme.
   Quindi  per  noi,  sull'articolo 10, Presidente  la  invito  anche
  formalmente  a stralciare la norma a seguito della relazione  degli
  uffici. E' illegittima.
   Sull'articolo 11 l'illegittimità più grossa, della violazione  del
  codice  dell'ambiente,  è che come sanno  i  colleghi  -  la  legge
  sull'acqua  l'abbiamo  approvata nella scorsa  legislatura,  io  ho
  avuto  l'onore  di essere relatore di quella legge - l'approvazione
  della  tariffa è di competenza degli enti di Governo dell'ambito  e
  non   della   Giunta   regionale.  Mentre   l'articolo   11   pone,
  espressamente, l'approvazione della tariffa a carico della  Giunta,
  ed  è  manifestamente  illegittima  perché  questa  previsione  non
  soddisfa  la  ripartizione di competenze prevista non  dalla  legge
  sull'acqua  ma,  addirittura,  da  quelle  due  norme  del   Codice
  dell'ambiente, l'articolo 142 e l'articolo 154.
   Quindi,   sarebbe   stato   più  giusto   intervenire   prevedendo
  espressamente l'approvazione della tariffa a carico di un  ente  di
  Governo  sovra  provinciale e, quindi,  dell'ATI  cosa  che  non  è
  accaduta.  No,  assessore, è inutile che  mi  dice  sì   La  Giunta
  regionale,  lei  ha  previsto  espressamente  l'approvazione  della
  tariffa  a carico della Giunta e non a carico dell'organo  previsto
  ai sensi del Codice dell'ambiente.
   Quindi,  non  lo so Presidente Micciché se mi sta ascoltando.  Noi
  chiediamo, formalmente, lo stralcio degli articoli 10, 11 e 12  per
  violazione  dei  disposti  dell'articolo  142  e  154  del   Codice
  dell'Ambiente  e  del decreto legislativo n. 175 del  2016,  queste
  stesse  previsioni  sono  agli  atti anche  della  relazione  degli
  Uffici,  quindi, insistiamo e se il Governo insiste  chiederemo  il
  voto segreto.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  questa
  norma scaturisce da una anomalia che è tutta siciliana a seguito di
  una legislazione che la Regione siciliana ha compiuto, la n. 10 del
  '99 che ha visto poi l'attuazione di un bando di gara nel 2004,  da
  cui  ha  scaturito  una  convenzione che è indicata  proprio  nella
  relazione   e  che  ha  determinato  un  soggetto  che  è   proprio
  Siciliacque  che ha sostituito nella sua attività di  attuatore  di
  quello  che  è il processo di trasferimento dell'acqua presso  ogni
  Ato idrico nel 2005, come dicevo e che ha determinato che cosa?  Un
  onere  a  carico  di  questa  società  che  in  buona  sostanza  ha
  determinato  anche una sorta di canone che ogni giorno  si  paga  a
  metro cubo. Non credo che sia stata una scelta felice però è questa
  la scelta e su questa scelta sono venute poi a seguito una serie di
  attività che hanno posto in essere le amministrazioni comunali.
   I  soggetti  che hanno dato vita all'Ato come soggetto unico  sono
  soltanto   tre  province,  è  l'Ato  di  Agrigento,  è   l'Ato   di
  Caltanissetta e l'Ato di Enna, relativamente agli altri Ato ci sono
  stati  qui  in  questo  Parlamento diverse  iniziative  legislative
  alcune  di  queste come quella del 2015, se ricordo  bene,  Governo
  Crocetta,  ha  determinato una legislazione che dava in  carico  ai
  comuni  una gestione idrica, sappiamo tutti come è andata a finire,
  il provvedimento è stato impugnato dal Governo nazionale e nel caso
  in  specie  ci troviamo dinnanzi ad una situazione che è quella  di
  sedici comuni siciliani di cui quattordici nel trapanese e mi  pare
  di  due  del  messinese perchè avendo Siciliacque subentrato  nella
  gestione  a  quello che era la gestione dell'ente al primo  gennaio
  del  2020, di fatto distribuisce l'acqua ai comuni, a questi sedici
  comuni  e  nessuno  praticamente ad  oggi  paga,  quindi,  c'è  una
  inattività  del  Governo  che si è protratta  per  parecchio  tempo
  creando,  come diceva l'assessore, una sorta di crisi  finanziaria,
  quindi,  non è che a livello di bilancio la Siciliacque  non  abbia
  fatto un servizio, lo ha fatto, lo ha fatto mantenendo, credendo di
  potere  a breve risolvere la questione, è passato parecchio  tempo,
  giorni fa Siciliacque voleva interrompere il servizio e giustamente
  il   Presidente  della  Regione  è  intervenuto  dicendo   non   si
  sospende', faremo in modo che il Governo e il Parlamento  d'accordo
  possano anticipare le somme e riuscire a venir meno a quello che  è
  un   dovere,  cioè  fornire  il  servizio  idrico  e,  soprattutto,
  rispettare un impegno nei confronti di Siciliacque che è quello  di
  garantire l'equilibrio finanziario.
   Quindi,  si  tratta di una situazione eccezionale  che  mi  auguro
  possa essere conclusa entro il 31 dicembre 2022 perché pare che  ci
  sia  un'attività  del  Governo  nazionale  che  entro  il  mese  di
  settembre  si provvederà alla costituzione della società  unica  di
  gestione del servizio idrico e mi auguro che questa scelta non  sia
  come quella di Agrigento, laddove il servizio idrico con il gestore
  privato che è stato sospeso dall'Autorità giudiziaria incassava  il
  92  per  cento,  in questi giorni chiedendo al soggetto,  a  questo
  gestore  che è AICA a che punto fosse la riscossione,  mi  è  stato
  detto  che la riscossione è al 92 per cento è diventato il  47  per
  cento,  quindi, questo a voler rimarcare che cosa? Che il  soggetto
  pubblico in realtà non è in grado di fare una gestione diretta  nei
  confronti  dei cittadini perché il cittadino ha una idea tutta  sua
  di  quello che è il rispetto dei canoni rispetto ai servizi  che  i
  comuni,  che  il pubblico svolge. Paga la luce, paga  il  telefono,
  paga  la  benzina, però c'è in testa di qualcuno  che  non  bisogna
  pagare  l'acqua  e si crea ovviamente un problema  per  le  società
  pubbliche, perché le società pubbliche non hanno la forza che ha un
  soggetto privato di interrompere il servizio idrico.
    La  situazione però diventa drammatica a proposito della  società
  Siciliacque perché almeno questo benedetto articolo che  è  se  non
  altro  un contributo che viene dato eccezionalmente e che  andrà  a
  ricadere,  questo  dobbiamo averlo chiaro, sulla riscossione  degli
  anni  futuri a carico di tutti i cittadini, a meno che i  cittadini
  che non hanno pagato rispettino l'impegno di pagare questi tre anni
  arretrati, secondo me dobbiamo approvarlo.
    Altra  cosa  è  gli  articoli  successivi  perché  essendoci   un
  evidente  vulnus  nel decreto legislativo n. 152/2006  dove  non  è
  stabilita  la tariffa, che cosa fa l'Assessore? Si è inventato  una
  norma  dove  individua  una  serie di  soggetti  pubblici  che,  in
  sintonia  con  quello che è Siciliacque e il costo, ha  cercato  di
  individuare un percorso legittimo che possa essere presentabile nei
  confronti della ARERE e stabilire finalmente quello 0,68  che  ogni
  anno,   ogni   momento,  i  cittadini  pagano  a  proposito   della
  distribuzione, dell'approvvigionamento, meglio ancora dell'acqua da
  Siciliacque,  e  dare un riscontro di legittimità.  Perché  noi  in
  Sicilia,  avendo  questo  gestore unico, abbiamo  un  vulnus  nella
  legislazione nazionale, la legislazione nazionale non lo prevede  e
  allora  siamo  costretti in Sicilia ad inventarci una  norma  nella
  speranza che non venga impugnata perché bisogna stabilire una volta
  per  tutte qual è il reale canone che bisogna pagare a Siciliacque
  Abbiamo un ente dal quale non possiamo noi sciogliere il contratto,
  se non a costo di svariati miliardi, che dobbiamo averci a che fare
  e  con  il  quale dobbiamo dialogare e che deve continuare  a  fare
  questo servizio.
    Guai  a  compiere come Parlamento un atto che non  garantisce  la
  copertura  della spesa dell'articolo 10  E anche lo sforzo  che  il
  Governo  sta  facendo  a  proposito di  questa  tariffa  perché  ci
  troveremmo in difficoltà tutti quanti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, all'inizio della seduta,  anche  se
  l'Assessore al ramo non era presente, ho posto proprio in  sede  di
  discussione generale l'attenzione a questo come agli altri articoli
  relativi. Ora mi fa specie che il Presidente dell'Assemblea, quando
  presiedeva,   ha  dichiarato  che  i  suoi  Uffici,   cioè   quelli
  dell'Assemblea  regionale,  si  sono  orientati  nel  senso   della
  obbligatorietà dell'attività di questa norma. Ora, io ho  letto  la
  relazione  dei suoi Uffici e ho capito che dice l'esatto contrario,
  nel  senso che dice, come fa sempre l'Ufficio Bilancio che supporta
  il  testo, pone una serie di rilievi e di preoccupazioni,  compresa
  la citazione

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cracolici,  una   puntualizzazione,   il
  Presidente  ha  dichiarato  che gli Uffici  dell'Assessorato  hanno
  parlato di obbligatorietà.

   CRACOLICI.  No,  no, sono stato molto attento,  ha  parlato  degli
  Uffici  della Regione e dei suoi Uffici, lo dico a tutela,  lo  sto
  dicendo a tutela degli Uffici dell'Assemblea

   PRESIDENTE. Ci sono i verbali.

   CRACOLICI. Che hanno sottoscritto una relazione che io ho qua,  se
  vuole  la  leggo, sia all'articolo 10 che all'articolo 11, diciamo,
  prendo  atto della ultroneità, non ho capito che vuol dire,  perché
  se era ultroneo non capisco perché era contenuto nel testo. Dopo di
  che, va bene l'ultroneità, il Governo chiede di ritirare l'articolo
  12   in  nome  dell'ultroneità,  che  però  l'ultroneità  nel  caso
  specifico somiglia molto all'ultroneità dell'articolo 10, perché se
  è ultroneo l'EAS, non capisco perché non è ultroneo Siciliacque.
   Il punto è uno, ora io capisco - mi dispiace Assessore, anche lei,
  gliel'ho  detto altre volte, ho grande simpatia per lei, lei  si  è
  trovata in corso d'opera a fare l'Assessore in questo settore,  che
  è  un settore molto complesso però qua, come dire, siamo al simbolo
  delle  cosiddette riforme annunciate e  mai portate avanti, perché?
  Perché che ci fossero sedici comuni gestiti dall'EAS lo sapevamo da
  molti  anni, che poi sia stata messa in liquidazione l'EAS e quindi
  con  le  conseguenze  che  una  società  in  liquidazione  non  può
  ordinariamente  gestire  un  servizio  è  altrettanto  chiaro,  che
  andavano fatti i provvedimenti necessari per consentire la gestione
  affidata al servizio integrato idrico del territorio era necessario
  altrettanto,  se  non è stato fatto vuol dire che  ci  siamo  stati
  diciamo  abbiamo preso atto che era meglio non  squietare' il  cane
  che dorme, con la conseguenza che si è determinato un paradosso, lo
  diceva  l'onorevole Di Mauro il paradosso è che ci sono dei  comuni
  che  ricevono l'acqua e che sostanzialmente teorizzano che  non  la
  devono  pagare,  perché questo è avvenuto che il  principio  è:  io
  l'acqua ne ho diritto ma non la pago, in nome di questo si crea  un
  corto circuito per tutto il resto perché la conseguenza quale sarà,
  che  il costo all'ingrosso dell'acqua che viene in atto erogato  da
  Siciliacque a tutta la Sicilia, per compensare il costo complessivo
  dovrà  in qualche modo riversarsi sulla bolletta di tutti gli altri
  servizi idrici integrati e quindi dei cittadini.
   Ora  è  evidente che questo non è accettabile, non è completamente
  accettabile,  in  più  dico ci sono sentenze  che  tra  l'altro  il
  decreto  legislativo 175 fa sì riferimento alla straordinarietà  di
  contributi in società che sono costituite allo scopo, ma  solo  con
  la  finalità di investimenti e non per il pagamento dell'erogazione
  del  servizio, ecco perché ha ragione l'onorevole Barbagallo questa
  norma  voi la fate ma dovete sapere che sarà impugnata, e  creeremo
  un ulteriore incasinamento del sistema per cui la soluzione che qui
  viene proposta è peggiore della pezza, come dire, del buco che si è
  determinato, perché genera una condizione di incertezza  giuridico-
  amministrativa che è inaccettabile, allora la dico in  italiano  io
  penso   che   i  comuni  che  ricevono  l'acqua,  se  la   ricevono
  direttamente  da  Siciliacque, se la ricevono dal  servizio  idrico
  integrato, hanno il visto che ne hanno la gestione hanno il  dovere
  di  pagarla, se invece come la sentenza del CGA dice che la Regione
  ha l'obbligo di garantire il servizio al posto dell'EAS sciolto,  e
  allora  diciamoci la verità la bolletta la deve pagare la  Regione,
  la  deve pagare la Regione per alcune, per il consumo dell'acqua in
  alcuni  comuni, ma se è così è chiaro che va fatta una negoziazione
  tra  la  Regione  e quei comuni, perché anche dal cosiddetto  fondo
  delle autonomie locali quei comuni non è che possono mettersi  fare
  i  furbi e mettersi la testa sotto la sabbia, quindi in questo caso
  non c'è un anticipazione da dare all'EAS, ma c'è l'erogazione di un
  servizio  che  viene  garantito  all'EAS  a  Siciliacque,  ma   c'è
  l'erogazione e quindi il costo del servizio che viene garantito  in
  quei  comuni  che  dovrebbe essere gestito da  un  servizio  idrico
  integrato  che in atto è gestito dalla Regione in quanto  obbligato
  al  rispetto  all'ente  sciolto, all'EAS in quanto  ente  posto  in
  liquidazione;   pertanto, se volete dare i soldi  alla  Siciliacque
  non  parlate di anticipazione, perché l'anticipazione è illegittima
  dal  punto  di  vista  della  procedura  costituzionale,  ho  fatto
  riferimento anche a sentenze che non riguardano solo l'acqua ne  ho
  citata  una  che  riguardava il sistema  dei  trasporti  marittimi,
  quando  la  Regione siciliana per partecipare a una gara e  gestire
  anche in proprio assieme ad altri soggetti privati fece addirittura
  una  fidejussione  a favore del consorzio che si  costituì  che  la
  Corte costituzionale dichiarò illegittima e poi fu revocata la gara
  per  il  trasporto  i servizi  obbligatori, le tratte  obbligatorie
  gestite  dalla  Sicilia per la disciolta Siremar,  quindi  ci  sono
  precedenti  costituzionali  che  in  qualche  modo  vietano  questo
  provvedimento, perché una società privata che riceve un contributo,
  di  fatto di un debito, che di fatto è della stessa Regione o salda
  il  debito  la Regione e poi si rivale sui Comuni che sono  oggetto
  del debito stesso o non potete parlare di un'anticipazione. Cioè un
  debito  lo fate diventare un credito, cioè è un artificio contabile
  perché  se un'anticipazione diventa credito per la Regione, quindi,
  tra  l'altro, di incerta capacità di riscossione. Quindi, così come
  è  fatta  questa norma, guardate voi fate più danni di  quelli  che
  pensate  di risolvere perché sarà impugnato e si creerà un  marasmo
  amministrativo che, a quel punto, potrebbe determinare il fatto che
  Siciliacque interrompa l'erogazione. Se il debito oggi  è  in  capo
  alla  Regione, la Regione lo assuma e si rivalga sui soggetti  che,
  ad  oggi,  hanno il bene cioè l'acqua e che non lo pagano.  Non  ci
  sono  altre  strade,  se  non la strada maestra  della  trasparenza
  amministrativa questo è il classico gioco delle tre carte che prova
  a risolvere un problema senza risolverlo.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, come ho
  avuto modo di spiegare in Commissione  Ambiente  dove ho presentato
  degli  emendamenti  abrogativi a questi  articoli,  10,  11  e  12,
  emendamento  che  sono  stati approvati, anche  qui  ho  presentato
  insieme  ad altri colleghi questi emendamenti abrogativi anche  se,
  in  realtà,  credo  che gli articoli maggiormente illegittimi  sono
  l'articolo 10 e l'articolo 11 rispetto all'articolo 12.
   Sono  norme  queste su Siciliacque illegittime perché  violano  le
  norme  ma oltre a questo mettono in evidenza l'illegittimità  della
  convenzione,  l'Assessore giustamente richiamava la convenzione  ma
  c'è  un  problema a monte che deriva proprio da questa  convenzione
  stipulata  nel  2004 fatta ai tempi di Cuffaro e che,  chiaramente,
  non è stata fatta da un appalto ad evidenza pubblica.
   Detto  questo  è chiaro che ormai il diritto è stato  acquisito  e
  diciamo    non   possiamo   più   percorrere   però,   sicuramente,
  ulteriormente  questa  strada  dell'illegittimità  e  dell'illecito
  perpetrando  gli errori del passato andando incontro  ad  ulteriori
  violazione  di  legge  e,  quindi, assicura  impugnativa  anche  se
  diciamo che siamo discretamente abituati negli ultimi anni a subire
  delle   impugnative.  Credo  che  questa  sarà,  dovrebbe   essere,
  sicuramente un'impugnativa certa.
   Alla  luce, come ha detto, proprio da poco, l'onorevole  Cracolici
  del  fatto  che  sicuramente  questa funzione  anticipatrice  della
  Regione  siciliana  nei  confronti di Siciliacque  è  un'operazione
  illegittima  così come è stato, ho notato, anche da alcuni  rilievi
  della  Commissione  Bilancio . La Sicilia sicuramente  non  si  può
  sostituire  ai  Comuni, è una società, tra l'altro, mi  chiedo  con
  quali  garanzie  possiamo avere questi soldi indietro  dal  momento
  che,  come  è  scritto nella stessa norma, Siciliacque subisce  una
  morosità  pesante.  Inoltre  si  prefigurerebbe,  sicuramente,  una
  violazione delle direttive dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato
  con  delle ricadute, in caso di infrazione comunitaria, sicuramente
  negative, quindi, danno erariale. Su questa norma, di certo,  credo
  che ci sarebbe anche la segnalazione da parte delle associazioni di
  categoria in Commissione europea.
   Per  quanto  riguarda  l'articolo 11, Presidente,  se  ho  la  sua
  attenzione, al comma 1ter la Giunta determina la tariffa, al  comma
  1bis scusate.
   Al  comma 1ter è istituita la Commissione idrica regionale di  cui
  fanno  parte i presidenti delle Ato, quindi sostanzialmente vengono
  esautorati   i  sindaci  e,  quindi,  i  territori,  le   assemblee
  territoriali.  Quindi, la norma sembrerebbe  in  contrasto  con  le
  norme  nazionali e le norme in materia di ARERA  e le norme elusive
  delle sentenze passate in giudicato sia del TAR che del CGA, perché
  non si va a costituire un Ati regionale ma una semplice commissione
  che,  giuridicamente,  non è diciamo a norma  di  legge  per  poter
  stabilire  il  prezzo  all'ingrosso, che è il prezzo,  quindi,  del
  sovrambito  e quello di Siciliacque, in quanto i singoli presidenti
  delle Ato non hanno potere decisionale. Questo potere decisionale è
  in  capo ai sindaci, in capo alle assemblee territoriali idriche e,
  quindi,  in  questo caso credo che la segnalazione alla Commissione
  europea non deriverebbe soltanto dalle associazioni di categoria ma
  partirebbe  anche dalle stesse Ati, dalle associazioni territoriali
  idriche  che, così come già è successo in passato, perché l'Ati  di
  Palermo ha fatto questa segnalazione che poi ha portato la sentenza
  passata  in  giudicato. Quindi, avremmo sicuramente una impugnativa
  certa.
   Per  quanto  riguarda  l'articolo 12, credo si  possa  condividere
  l'obiettivo  di  portare questi soldi alla  Regione  piuttosto  che
  all'EAS  che  è  una società in liquidazione da più  di  vent'anni.
  Però,  credo che anche qui ci sia una violazione della concessione,
  visto che questo potere dovrebbe essere in capo al Presidente della
  Regione e non in capo all'Assessorato regionale.
   Quindi, faccio questa segnalazione, se all'articolo 12 si può fare
  questa  modifica e questo potere, questo introito regionale  -  che
  condivido perché l'EAS è una società in liquidazione da vent'anni e
  non  è  più  possibile andare ad elargire ancora  questi  introiti.
  Quindi,  se la modifica potesse essere quella di darla in  capo  al
  Presidente della Regione così come scritto in convenzione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.  Presidente,  sono  molto sorpreso  del  prolungarsi  di
  questa discussione, per tutta una serie di motivi. Il principale  è
  che probabilmente ben pochi hanno letto la convenzione iniziale che
  impone  alla  Regione  di essere soggetto che  deve  compensare  le
  eventuali mancanze di EAS.

                     (Intervento fuori microfono)

   TANCREDI. Un attimo, caro collega.

   PRESIDENTE. Lo faccia parlare, la prego

   TANCREDI.  C'è  un  problema  di  fondo:  il  Testo  unico   sulle
  partecipate  ancorché  vieti i trasferimenti diretti  ma  specifica
  che,  qualora  ci  siano  delle convenzioni esistenti,  si  possano
  trasferire  in maniera straordinaria somme che evitano questo  tipo
  di problema. Ed è esattamente il caso in specie.
   Ora dobbiamo decidere se risolvere un problema trovando una strada
  o  se  lo vogliamo accantonare e aspettare che siano i cittadini  a
  venire  con  i  forconi perché è stata loro interrotta l'erogazione
  dell'acqua.  Questa  è una soluzione anche possibile  che,  magari,
  qualcuno  del  trapanese o dell'ennese o dell'agrigentino  potrebbe
  anche pensare che possa essere utile svolgere, ma credo che non sia
  il caso.
   E'  chiaro  che  in questo momento ci troviamo a dovere  impegnare
  delle  somme  per evitare l'interruzione di un servizio essenziale.
  Stiamo  dimenticando che parliamo dell'erogazione dell'acqua,  bene
  assolutamente indispensabile per la continuità della vita.
   Se  dobbiamo  aspettarci l'interruzione e una emergenza  sanitaria
  pesante,  perché qui noi stiamo a disquisire sul fatto che  abbiamo
  scelto  di  non fare la riforma, di non prenderci carico di  quello
  che  la  sentenza  del TAR nel 2020 ci imporrebbe,  nonché  le  tre
  sentenze  delle  leggi precedenti che facevano capo  al  precedente
  Governo  che  hanno  determinato il vulnus  attualmente  esistente,
  allora  lo  possiamo  fare, ma ce ne prenderemo la  responsabilità.
  Credo che non sia il caso.
   Invito  l'Aula  ad  andare  avanti  e  ringrazio  l'Assessore  per
  l'impegno svolto per trovare una soluzione alternativa. Grazie.

   PRESIDENTE. Decidete voi all'interno del partito a chi  devo  dare
  la parola.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, capisco il dibattito politico, ognuno ha le
  proprie  opinioni, ci mancherebbe  Siamo, appunto,  il  Parlamento.
  Dire però alcune cose e non essere conseguenti è inaccettabile.
   Ha  ragione l'onorevole Tancredi. Con la sentenza del TAR del 2020
  la  Regione  è  di  fatto debitrice nei confronti  di  Siciliacque.
  Quindi, dire oggi che noi facciamo un'anticipazione in cui facciamo
  diventare Siciliacque da creditore di 8 milioni di euro a debitore,
  perché  poi dovrà rimborsare questi 8 milioni che sono sotto  forma
  di  anticipazione di un credito che il TAR dice che la Regione  nel
  momento  in  cui è stata sciolta l'EAS ha l'obbligo di garantire  e
  assicurare,  o  avrebbe avuto l'obbligo di introdurre  un  soggetto
  gestore diciamo sovracomunale per la gestione del servizio idrico.
   Allora,  il  tema  non  è  che la Regione  fa  un'anticipazione  a
  Siciliacque e poi Siciliacque restituirà in tredici rate l'importo,
  perché  è un'operazione, un artificio contabile che mette a rischio
  la  norma  stessa  perché è aiuto, è un sistema  che  è  già  stato
  contestato dalla Corte costituzionale stessa per altre fattispecie.
   Il  tema è uno: se è la Regione, visto che l'EAS è in liquidazione
  e  a  questo punto dovrà assumerne l'onere, deve pagare Siciliacque
  ed è la Regione, attraverso un'organizzazione sovracomunale, che  a
  quel  punto  va obbligata a questi Comuni, che dovrà assicurare  la
  riscossione  dell'uso dell'acqua, perché non può succedere  che  in
  Sicilia

   PRESIDENTE. La prego di concludere.

     CRACOLICI.  Ho finito. Ma non è questa la norma, la  norma  così
  com'è è completamente diversa.

   PRESIDENTE. Ho capito, perfetto.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, pure lei un minuto sennò non  ce
  la facciamo.

   BARBAGALLO. Sì Presidente, trenta secondi per evidenziare  che  il
  Testo  unico  delle società partecipate allo stesso articolo  14  è
  vero  che  consente i trasferimenti straordinari, ma  li  consente,
  Presidente,  come hanno opportunamente evidenziato gli Uffici,  con
  la sussistenza di tre condizioni.
   La  prima:  che  siano contemplate in un piano di risanamento;  la
  seconda:  che sia stato approvato dall'Autorità di regolazione  del
  settore; la terza: che sia stato trasmesso alla Corte dei Conti,  e
  non  è  questo il nostro caso. Quindi, la norma cozza espressamente
  col  Testo  unico  delle  società partecipate  e  le  chiediamo  di
  stralciarla.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, sarò veloce. Gli Uffici  certamente
  hanno fatto i loro studi e sono, come dice l'avvocato Barbagallo  e
  l'onorevole Cracolici, in linea con le norme che ci sono, però  qui
  siamo dinnanzi ad una situazione che è la premessa dell'articolo.
   L'articolo   testualmente  recita:  "al  fine   del   riequilibrio
  finanziario della convenzione di gestione", eccetera; cioè  c'è  un
  obbligo da parte nostra. Noi stiamo facendo un tentativo -  che  mi
  auguro  non  venga impugnato - di un prestito che  dovranno  pagare
  l'onorevole Cracolici, i cittadini tutti, 5 milioni di persone.  Il
  problema è questo, che dovranno pagare questi 24 milioni fin quando
  non si sarà costituito l'ATO unico di Trapani e di Messina e queste
  somme  saranno ribaltate sui costi dei Comuni. L'unica soluzione  è
  questa,  altrimenti noi possiamo chiudere, qui  c'è  scritto  nella
  norma, si chiude il servizio idrico, che è un servizio essenziale a
  rilevanza economica.
   Che  facciamo, continuiamo a giocare? Non approviamo una  norma  e
  chiudono   l'acqua?  Perché  già  Siciliacque  lo  ha  chiesto   al
  Presidente  della Regione e il Presidente della Regione  ha  detto:
   non si chiude l'acqua, ci pensa il Parlamento a venirvi incontro .
  E noi che facciamo? Attendiamo. La norma verrà pubblicata lo stesso
  e guadagniamo tempo fino all'anno prossimo.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per favore, molto velocemente.

   GRASSO.  Solo  perché  non vorrei soffermarmi sulle  disquisizioni
  giuridiche.  Voglio sottolineare che 14 Comuni della  provincia  di
  Trapani,   da  Favignana  a  Erice,  e  due  Comuni  del  messinese
  resterebbero senz'acqua se oggi non si trovasse una soluzione.
   Aggiungo che questo non è da intendersi come un finanziamento,  ma
  è un'anticipazione di somme in attuazione di una convenzione che la
  Regione siciliana ha stipulato con Siciliacque. In virtù di  questa
  convenzione  e  delle  sentenze del TAR la Regione  deve  garantire
  l'equilibrio economico e finanziario della società.
   A  parte c'era la questione delle tariffe che poi devono pagare  i
  cittadini.  Ho incontrato i sindaci io nella qualità di  assessore,
  del trapanese, tentando un accordo e di stipulare una convenzione e
  i  sindaci  dicevano:  vabbè quando si approveranno le tariffe ,  e
  quindi è il cane che si morde la coda.
   Quindi, volete saltare gli articolo 11 e 12, non si approvano,  ma
  non   dare   questa   anticipazione    significa  martedì,   perché
  l'erogazione,  l'assessore Scilla lo sa, perché questi  sindaci  li
  abbiamo  incontrati  insieme,  e  l'assessore  Scilla  si  è  preso
  l'impegno  di  portare il problema in Giunta, al  Presidente  della
  Regione, affinché in questi Comuni domani i cittadini, a 40  gradi,
  non avessero l'acqua.
   E  aggiungo una cosa: la mancanza di risorse priverà 14 Comuni del
  trapanese,  Siciliacque, a non poter accedere ai  fondi  del  PNRR;
  perderanno  110  milioni di euro e li perderanno  i  cittadini  dei
  Comuni del trapanese.

   PRESIDENTE. Grazie. Onorevole La Rocca Ruvolo, aveva chiesto anche
  lei  di intervenire. Trenta secondi, per favore. Io vi prego di una
  cosa  sola,  se  dovete intervenire è perché  dovete  dare  qualche
  informazione nuova, perché sennò non ce la facciamo. Vi prego.

   LA  ROCCA RUVOLO. Io sarò velocissima, Presidente, grazie.  Volevo
  semplicemente  dire che se tutto questo deve ricadere  sui  Comuni,
  come  dice l'onorevole Di Mauro, che devono pagare, ma nel  momento
  in  cui  in questa Regione già si sono costituiti gli Ati - poi  se
  altri  non  l'hanno fatto questa è un'altra storia -  e  pagano  al
  sovrambito,  quindi a Siciliacque, l'Ati idrico di  Agrigento  paga
  l'acqua a 0,69 e più Iva, mentre nel resto d'Italia l'acqua si paga
  a  0,40  più Iva, mi volete dire che cosa ancora i cittadini devono
  pagare? Perché dovrebbero sostenere questi costi ulteriori?  Questa
  è la domanda. Quindi, io voterò no a questo articolo 10.

   PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lo Curto. Ne
  ha facoltà.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Per favore  Voi potete parlare gli altri no   Ditemi,
  ditemi se la regola è questa

   LO CURTO. Presidente, qua si è data qualche informazione sbagliata
  e va corretta. I Comuni della provincia di Trapani e i Comuni della
  provincia  di  Messina  non  sono inadempienti  per  scelta  e  per
  volontà, ma perché nessuno, EAS, che doveva fare pagare, è fallita.
  E i Comuni non possono sostituirsi all'EAS.
   Quindi, ora io chiederei cosa sono qualche 0,1 in più per tutti  i
  contribuenti  che  pagano  l'acqua  in  Sicilia?  Cosa   sono   0,1
  centesimo?  Forse nulla  Direi che nessuno può avere un aggravio  e
  può ritenere che sia un aggravio sul proprio bilancio familiare.
   Non  solo,  ma la cosa che va detta, Presidente, è che i rubinetti
  dell'acqua  Siciliacque non li chiude a Trapani,  ma  in  tutta  la
  Sicilia,  perché è un debito che deve essere pagato dalla  Regione.
  Deve essere pagato.
   Signor Presidente, lo dicano chi sono quei partiti che si assumono
  la  responsabilità di chiudere i rubinetti dell'acqua  tra  qualche
  giorno  ai  Siciliani. Perché di questo si tratta   Quella  è  pura
  demagogia  Grazie.

   PRESIDENTE. Allora, chiedo scusa, Assessore. Mi date un attimo  di
  attenzione? Assessore Baglieri, io mi rimetto a lei a questo punto.
  Se  lei,  perché  mi  era sembrato di capire  che  l'intervento  di
  Cracolici   desse  una  sorta  di  suggerimento  ad   una   piccola
  riformulazione.  Se  voi  foste d'accordo  alla  riformulazione  di
  Cracolici,  per  cui  anche  l'opposizione  dà  una  mano,   perché
  altrimenti, io le dico - così parlo in maniera molto franca  -  che
  non  c'è  la maggioranza per votare questa legge. Allora o troviamo
  un  accordo,  come  quello di prima, con l'opposizione  per  andare
  avanti,  oppure il mio consiglio è ritirarla per evitare che  venga
  bocciata.  Ditemi  voi che cosa volete fare e  io  mi  comporto  di
  conseguenza.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Soltanto per fare alcune puntualizzazioni ed alcune rassicurazioni.
  Intanto,  il  canone  0,69 rimane 0,69.  Quindi,  non  ci  sarà  un
  aumento, perché è chiaro
   Altra  cosa: è stato citato dall'onorevole Barbagallo,  e  non  ho
  avuto  il  piacere né di vederlo giovedì pomeriggio in  Commissione
   Bilancio , né venerdì mattina

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  No, io sono stata

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Ma la variazione è stata

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, la prego. Onorevole Barbagallo,
  faccia   parlare   l'Assessore   Assessore,  non  parli   guardando
  l'onorevole Barbagallo, sennò le risponde.
   Allora,  Assessore,  lei mi deve dire, se vuole  io  lo  metto  in
  votazione.

   BAGLIERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  No,  io vorrei capire   No, io non posso ritirare perché il Governo
  ha fatto, perdonatemi

   PRESIDENTE. Lei è disponibile alle correzioni che le suggeriscono?

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. No, io sono disponibile a vedere come, come pagarla .

   PRESIDENTE. E non lo so, io ascoltavo, speravo che ascoltasse pure
  lei.

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Ma rimane un prestito, non è un'anticipazione, non  è  un
  contributo  in  conto  capitale come  ho  capito  che  qualcuno  ha
  individuato con l'articolo  se citate la .

   PRESIDENTE. E allora, possiamo, chiedo scusa, possiamo .

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. E' in conto prestito.

   PRESIDENTE.  ...tenere fermo un attimo questi  articoli,  io  vado
  avanti e vi incontrate

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Senza interessi.

   PRESIDENTE. Se è possibile trovare una mediazione si trova,  sennò
  lo decidete voi cioè io la metto in votazione.

   BAGLIERI,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Ditemi.

   PRESIDENTE. Se non viene ritirato la metto in votazione. Per  cui,
  se  è  possibile, io vado avanti sugli articoli, ammesso che ce  ne
  siano  ancora.  Praticamente abbiamo finito. Allora,  facciamo  una
  cosa,  sospendiamo  5 minuti, vediamo se trovate  un  accordo.  Gli
  articoli  11  e il 12 mi sembra che sono fuori discussione,  quindi
  vengono ritirati, no? Assessore Baglieri, scusi, gli articoli 11  e
  12 comunque li possiamo eliminare?

         (intervento fuori microfono dell'assessore Baglieri)

   PRESIDENTE.  11  e  12, mi sembra di capire che  comunque  non  si
  votano o no?

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  E allora, parlate dieci minuti e mi fate  sapere.  Va
  benissimo.  Noi  abbiamo altro? Sennò interrompo  10  minuti  e  ci
  rivediamo fra 10 minuti. Il 12 è stralciato comunque.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa.  Chiedo  scusa,  onorevole  Cracolici,
  chiedo  scusa,  siccome non è possibile questa confusione  qua.  Ho
  capito, ma mettetevi qua dietro io non posso stare con voi  che  mi
  gridate davanti perché non riesco

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Cinque minuti, state tranquilli che non  voto  mentre
  non  ci  siete   Andate, andate, serenamente   Si  parlano   se  la
  possiamo risolvere. Vi ripeto, tutto quello che sto facendo, lo sto
  facendo  perché sono stato preventivamente chiamato e  mi  è  stato
  detto  che non approvare la legge è un problema; per cui, se  viene
  ritirata  e  la  si studia meglio è un altro conto, farla  bocciare
  sinceramente sarebbe pesante, però se l'Assessore poi  la  mantiene
  in  votazione, come va a finire va a finire. Sospendo la seduta per
  5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.17, è ripresa alle ore 18.38)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, la seduta è ripresa. Se chiamate i  colleghi
  che  sono  fuori,  per favore. Devo mettere in votazione  la  norma
  prima  che  poi  qualcuno  dice  no,  non  c'eravamo,  c'eravamo  e
  cominciano le proteste, aspetto un altro minuto poi, però, dobbiamo
  votare.
   Allora, colleghi, dobbiamo votare.

        (Intervento fuori microfono dell'onorevole Barbagallo)

   PRESIDENTE. Voto segreto su quale? Mi chiamate l'onorevole  Tamajo
  perché è stato richiesto il voto segreto e bisogna essere presenti.
   Allora,  se  prendete  posto c'è una richiesta  di  voto  segreto.
  Intanto vediamo se è appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 10

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  10.
   Pongo  in  votazione  il mantenimento dell'articolo.  Chiarisco  il
  significato  del voto: chi vuole il mantenimento dell'articolo  vota
  verde; chi vuole sopprimerlo vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            52
   Votanti             33
   Maggioranza         17
   Favorevoli          20
   Contrari            13
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Benissimo. Sugli articoli 11 e 12, Assessore
   L'articolo 12 è soppresso.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Sull'articolo 11 c'è sempre  una  richiesta  di  voto
  segreto. Procediamo alla verifica dei richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 11

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  11.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 11. Chiarisco il  significato  del
  voto: chi è favorevole all'articolo vota verde; chi è contrario vota
  rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            53
   Votanti             36
   Maggioranza         19
   Favorevoli          21
   Contrari            15
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   Quindi,  gli  articoli  10  e 11 sono stati  approvati.  E'  stato
  escluso l'articolo 12. A questo punto ce n'è un altro da votare che
  è l'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13
  Modifiche all'articolo 3 della legge regionale del 25 maggio 2022,
                                 n. 13

   1. All'articolo 3 della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1 le parole  si provvede a valere sui  risparmi  di
  spesa  di  cui  ai commi 3 e 4.  sono sostituite dalle  parole   si
  provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate di cui al  Titolo
  1, Tipologia 103, capitolo 1026. ;

   b) il comma 2 è sostituito dal seguente:

    2.  Al  fine  di  recepire la normativa  statale  in  materia  di
  revisione del sistema di classificazione professionale da applicare
  al personale dell'Amministrazione regionale, nel rispetto di quanto
  previsto dall'articolo 1, comma 612, della legge 30 dicembre  2021,
  n.  234  e  dal  punto  2,  lettera e)  dell'Accordo  Stato-Regione
  sottoscritto in data 14 gennaio 2021, le risorse finanziarie per  i
  rinnovi  dei  contratti collettivi di lavoro relativi  al  triennio
  2019-2021, stanziate con legge regionale 15 aprile 2021,  n.  10  e
  dall'articolo  14 della legge regionale 27 dicembre  2021,  n.  35,
  sono  integrate, a decorrere dall'anno 2022, di un importo  pari  a
  euro   3.300.000,00  comprensivo  degli  oneri  riflessi  a  carico
  dell'amministrazione   e  dell'IRAP,  da   destinare   al   rinnovo
  contrattuale  del  personale del comparto  non  dirigenziale.  Alla
  conseguente  copertura  dell'onere, pari ad  euro  3.300.000,00,  a
  decorrere  dall'anno  2022  si  provvede  mediante  utilizzo  delle
  maggiori entrate di cui al Titolo 1, Tipologia 103, capitolo  1026,
  per  gli  importi  di  euro 3.300.000,00 nell'anno  2022,  di  euro
  2.988.040,94 nell'anno 2023 e di euro 3.300.000,00 nell'anno 2024 e
  mediante  riduzione della Missione 20 Programma 1  capitolo  215744
  per l'importo di euro 311.959,06 nell'anno 2023. ;

   c) dopo il comma 4 è inserito il seguente comma:

    4  bis.  Le somme corrispondenti ai risparmi di spesa di  cui  ai
  commi 3 e 4, pari a complessivi euro 4.385.134,00 per ciascun  anno
  del triennio 2022, 2023 e 2024 affluiscono a beneficio del bilancio
  regionale  e sono iscritte in un apposito capitolo del Dipartimento
  regionale  bilancio  e  tesoro  (Missione  20,  Programma  3),  non
  utilizzabili ai fini della gestione della spesa.».

    Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio  della Regione per l'esercizio finanziario 2022 e  per  il
  triennio  2022-2024  sono  introdotte le  variazioni  di  cui  alle
  annesse  tabelle  A  e  B  comprensive delle variazioni discendenti
  dall'applicazione delle disposizioni della presente legge».

   Sull'articolo 14 ci dobbiamo fermare.
   Si riprende l'esame dell'articolo 4, in precedenza accantonato. Ci
  sono degli emendamenti.


                                Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che  gli  onorevoli  Ternullo,   Mancuso,
  D'Agostino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                1265/A

   PRESIDENTE. Votiamo l'articolo 4.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Sono  tutti  nel  fascicolo.  E'  la  famosa   storia
  dell'articolo  20.  C'è un accordo o no? Una riscrittura?  Non  c'è
  niente?  Non  c'è  alcun  tipo  di  accordo,  allora  votiamo   gli
  emendamenti. L'emendamento 4.2?

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, mi sorprende che non ci sia un minimo  di
  chiarimento da parte del Governo sul tema
   Ah, ecco, è arrivato l'Assessore. Non mi sorprende più.

   PRESIDENTE.  Allora, diamo la parola al Governo. Prego,  assessore
  Armao.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente, scusi ma ero in Commissione   Bilancio'  perché
  stiamo  verificando alcuni emendamenti con il vicepresidente  della
  Commissione  Bilancio' e siamo arrivati entrambi adesso.
   Per quanto riguarda le richieste che erano emerse ieri in sede  di
  dibattitto, cioè l'attestazione rispetto alla norma codicistica  al
  secondo   comma,  il  2491,  circa  l'insussistenza  di   questioni
  concernenti con gli ulteriori creditori e, per quanto riguarda, gli
  ulteriori   3  milioni,  su  mia  sollecitazione  che  ho   mandato
  immediatamente dopo la seduta, la commissaria ha dichiarato  da  un
  lato  l'insussistenza  -  ma vi faccio avere  il  documento  -  del
  conflitto con la norma codicistica, dall'altro la disponibilità  ad
  aggiungere altri 3 milioni.
   Per  quanto riguarda il rimpinguamento si può procedere, per quanto
  riguarda   la  praticabilità  -  se  mi  dà  il  tempo  di  stampare
  l'attestazione - la faccio avere direttamente.

                     (Intervento fuori microfono)

   ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.  Mi
  avevano chiesto 3 milioni in più e l'attestazione, questo per quanto
  concerne la provvista.
   Dopodiché  continuiamo a discutere perché, a nostro avviso,  quella
  era  una  destinazione che sembra utile, al limite possiamo arrivare
  ad  una composizione di cui il presidente Galvagno ha già parlato  e
  per noi andrebbe parimenti sostenuta.
   Per  quanto riguarda la questione che poneva l'onorevole  Cracolici
  circa  la configurabilità di un profilo di divergenza o di conflitto
  con l'autorizzazione che non è bancaria ma è finanziaria dell'IRFIS,
  ricordo  che  abbiamo  previsto - e IRFIS  è  iscritta  all'apposito
  registro presso Anac - che si costituisse un ramo di azienda che, in
  qualche modo, svolgesse le funzioni in house providing.
   Per  quanto  riguarda questo segmento di attività di  IRFIS,  IRFIS
  non  è sottoposta alla vigilanza di Banca d'Italia tanto che c'è  un
  cosiddetto  chinese  wall, un muro cinese, che separa  le  attività:
  l'attività  che  IRFIS  svolge  per  conto  dell'amministrazione  e,
  quindi,  gestione  del  fondo tant'è che quest'Assemblea  gli  aveva
  affidato,  poi  sono sorte questioni, come lei sa,  sulle  famiglie,
  sulle  edicole,  sulle  altre questioni, sui  professionisti,  IRFIS
  aveva  erogato  anche finanziamenti per professionisti,  ha  erogato
  risorse anche per le televisioni private o radio private, per  tutti
  gli  interventi che abbiamo fatto, fatti dal ramo in house  non  dal
  ramo sottoposto.
   Non  c'è alcun rischio di pregiudicare l'attività che IRFIS  svolge
  sotto  la  vigilanza  della Banca d'Italia come ente  finanziario  e
  sulla  quale  la  Regione non può svolgere alcun tipo  di  controllo
  analogo che è a parte, quindi questo filone che fu inaugurato quando
  IRFIS  fu scritta nell'apposito registro del TUB, in quel caso IRFIS
  svolge attività come un intermediario finanziario.
   Quando  opera  come  un  organismo  in  house,  opera  secondo   le
  direttive  che  gli dà il soggetto che svolge il controllo  analogo.
  Conseguentemente  può affidare attività come per esempio  quella  di
  fare  un'attività  di  cernita tra soggetti che  possono  realizzare
  infrastrutture nelle ZES e quindi consorzi di sviluppo industriale -
  non   possono   essere  privati  -,  quindi  consorzi  di   sviluppo
  industriale, IRSAP nel caso in ispecie, o comuni.
   Non  c'è alcun tipo di distrazione da una funzione coerente con  le
  regole che si è data IRFIS.
   Conseguentemente,  per  quanto riguarda  il  Governo  siamo  venuti
  incontro   a   tutte  le  richieste  di  chiarimenti  che   potremmo
  ulteriormente svolgere.
   Per  quanto riguarda la destinazione, il presidente Galvagno  aveva
  proposto  una  soluzione  mediana  che  a  noi  va  parimenti  bene.
  Dopodiché,  il  voto si deciderà secondo quello che si  ritiene  più
  opportuno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cafeo.  Ne   ha
  facoltà.

   CAFEO.  Signor Presidente, volevo chiedere all'assessore Armao  due
  cose:  la  prima,  considerando che queste risorse per  investimenti
  vengono  dati all'IRFIS in quanto società in house, cos'è che  vieta
  che  vengono dati sempre all'IRSAP, considerando che l'IRSAP è della
  Regione? Questa è la prima domanda.
   La  seconda domanda è: visto che è stato in Commissione a discutere
  di  queste  cose,  se ha trovato una soluzione per  la  problematica
  riguardante i pensionati dell'ASI.

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao,  l'onorevole  Cafeo  ha  fatto  una
  domanda  che è relativa al problema, poi chiede giustamente,  anche
  se  anticipatamente  rispetto, anche  se  ora  stiamo  parlando  di
  un'altra  cosa, informazioni, che ora le faccio avere io, onorevole
  Cafeo, parlerò io con l'Assessore e le farò sapere.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, c'è un parere favorevole del Governo
  all'approvazione  dell'emendamento 4.5, che a mio  parere  dovrebbe
  essere   il  primo  emendamento  da  votare,  fermo  restando   che
  l'emendamento 4.1...

   PRESIDENTE.   Onorevole   Di  Mauro,   un   attimo   solo   perché
  altrimenti... L'onorevole Di Mauro parla con lei, Assessore.

   DI  MAURO. Allora, se l'onorevole Lupo e il Gruppo del PD ritirano
  l'emendamento  4.2, si potrebbe passare ad approvare  l'emendamento
  4.5  che,  dato  il parere favorevole del Governo, lo  porta  a  23
  milioni  di  euro,  e poi ci sono due opzioni:  o  dividere  queste
  somme,  metà all'Irfis, al Fondo Sicilia, e l'altra metà  al  Fondo
  Zes,  oppure  dividerlo  a metà al Fondo  Zes,  come  indicato  dal
  Governo, e l'altra metà ai cantieri scuola. Vediamo di pronunciarci
  come   Partito  e  presentiamo  un  emendamento  unico  su   questo
  argomento.
   Per  quanto ci riguarda riteniamo che il Governo ha proposto  Zes,
  che  è  un ulteriore contributo, un ulteriore segnale alle  imprese
  che operano in quel territorio. Se l'altra metà può essere concessa
  ai cantieri scuola, oppure 13 e 10 milioni di euro, va bene. Allora
  13  milioni  di euro per i Fondi Irfis e 10 milioni di euro  per  i
  cantieri scuola per i comuni.

                     (Intervento fuori microfono)

   DI MAURO. Il Governo suggerisce addirittura 13 milioni di euro per
  i cantieri scuola per i comuni sotto i 10.000 abitanti e 10 milioni
  di  euro  per  il Fondo Irfis di cui Zes. Questa è la proposta  che
  formuliamo  come  Gruppo, però ci rimettiamo  alla  valutazione  di
  tutta l'Aula.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, chiediamo ancora una volta un'attenzione
  per  il  mondo dell'agricoltura che, peraltro, quest'anno ha subìto
  danni  enormi  a  causa di eventi meteo avversi. Parlo  dell'intera
  Sicilia,  potrei citare alcune delibere e alcune ordinanze,  alcune
  richieste  anche  della  Protezione  civile  di  estensione   della
  dichiarazione  dello stato di crisi e di emergenza  che  riguardano
  Agrigento, Favara, come Lucca, come Racalmuto, Santa Elisabetta, ma
  anche  Gela,  Nicosia,  Caronia, Balestrate,  Scicli,  Pantelleria,
  l'elenco è infinito.
   Non  possiamo chiudere questa legislatura senza andare incontro  a
  questi agricoltori che hanno sofferto danni terribili e in molte di
  queste  località  ancora  non  si  riesce  ad  avviare  un'adeguata
  campagna  di irrigazione di questi terreni. Allora, un sostegno  ai
  consorzi  di  bonifica affinché possano aiutare questi  agricoltori
  anche  sospendendo i canoni relativi all'anno 2021, e  un  sostegno
  agli  agricoltori per l'abbattimento del costo del gasolio agricolo
  mi  sembra  doveroso;  è  una proposta che  rivolgo  al  Governo  e
  all'intera  Aula.  Non  è  possibile che il mondo  dell'agricoltura
  siciliana  possa essere abbandonato a sé stesso e  tanto  meno  dal
  Parlamento  della Regione siciliana che, invece, ha  il  dovere  di
  difendere  e  tutelare un settore fondamentale per la crescita,  lo
  sviluppo e il lavoro della nostra Regione.
   Abbiamo  anche presentato degli emendamenti, Presidente,  sia  per
  quanto  riguarda  un  sostegno  ai  consorzi  di  bonifica  per  la
  sospensione  dei canoni irrigui, garantendo comunque  il  pagamento
  degli  stipendi  ai  lavoratori dei consorzi di bonifica,  sia  per
  quanto   riguarda   l'abbattimento  del  costo  del   gasolio   con
  particolare  riferimento  alla provincia di  Agrigento,  presentato
  dall'onorevole Catanzaro, emendamento che, a mio avviso, merita  la
  massima attenzione e che riguarda l'intero territorio della Regione
  siciliana. Non è una battaglia di campanile, è una battaglia per la
  sopravvivenza del mondo dell'agricoltura nella nostra Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, ho ascoltato  con  attenzione  sia
  l'intervento   del  Presidente  Di  Mauro,  sia  l'intervento   del
  Presidente  Lupo  e  credo  che siano  condivisibili  entrambi  gli
  interventi. Se l'onorevole Lupo mi ascolta.
   Secondo  me  dovremmo arrivare, ritenendo condivisibile  la  norma
  veramente  di  carattere  generale  e  le  argomentazioni  poste  a
  sostegno,   quindi,   credo  che  se  sospendiamo   dieci   minuti,
  Presidente,  così  da  dare  a tutti i  Gruppi  la  possibilità  di
  incontrarsi  per verificare come distribuire i 23  milioni  che  si
  sono  resi disponibili, possa essere non solo opportuno,  ma  anche
  necessario.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, vorrei ragionare  su  questo:  ha
  ragione  chi dice che sui cantieri scuola, che sono stata una  cosa
  intelligente  negli  anni passati, oggi c'è da  riflettere,  perché
  probabilmente...

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, la prego, sta parlando

   COMPAGNONE.  Io direi di ridurre un attimino questi fondi,  perché
  molti  sono assorbiti da questo personale veramente con il  reddito
  di cittadinanza.
   Mentre,  invece,  mi  trova assolutamente d'accordo  spostare  dei
  fondi  sul  mondo  dell'agricoltura, che  è  il  pilastro  portante
  dell'economia siciliana ed è vero, come dice il collega  Lupo,  che
  in  questo  momento gli agricoltori stanno subendo dei gravi  danni
  dall'aumento del gasolio, che li ha portati veramente a non  potere
  lavorare   e   i   campi,   con  ripercussioni   gravissime   sulla
  cerealicoltura, che quest'estate avrebbe dovuto essere  un'economia
  fondamentale per noi. Gli incendi hanno fatto il resto  del  danno,
  le  reti idriche rovinate con mancanza di acqua nei consorzi. Tutto
  questo mondo ha bisogno di essere, in qualche modo, accompagnato.
   Quindi,  immaginare di spostare un attimo questi soldi  sul  mondo
  dell'agricoltura credo che sia una cosa assolutamente intelligente.
  Sono d'accordo con quello che ha chiesto l'onorevole Calderone,  di
  fermarci   cinque   minuti  a  riflettere  su  come   impostare   e
  quantificare la spesa; sarebbe una cosa giudiziosa.

   PRESIDENTE.   Allora,  onorevole  Lupo,  rispetto  alla   proposta
  dell'onorevole  Calderone di sospendere dieci  minuti  per  trovare
  un'intesa, c'è l'accordo?

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, diamo questi dieci minuti. Prego, però
  è tardi, mi deve fare sospendere.

   FOTI.  Presidente,  intervengo perché, essendosi  liberate  queste
  somme  e  vedendo  finalmente in Aula l'assessore  Turano  e  anche
  l'assessore  Armao,  desidero, coadiuvando il  collega  Cafeo  e  i
  colleghi  che  ieri sono intervenuti, come l'onorevole  Compagnone,
  l'onorevole  Zitelli ed altri, sottoporre all'Aula - e  mi  rivolgo
  anche al Partito Democratico
   Colleghi scusate.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, si fermi un attimo.
   Assessore  Scilla, onorevole Catanzaro, onorevole Lupo,  onorevole
  Dipasquale, per favore, glielo volete dire - io non so  se  non  mi
  sentono  - glielo volete dire che c'è dietro di voi... Per  favore,
  assessore  Scilla, c'è una persona dietro di voi che  parla   Ma  è
  possibile che non vi rendiate conto delle cose? Che cosa  c'è,  non
  si  sente  completamente quando io parlo?  Si  sente  benissimo?  E
  allora, fanno finta di non sentire? Io vi espello la prossima volta
  se fate finita di non sentire. Prego, onorevole Foti.
   Onorevoli  Dipasquale e Lupo, per favore. Onorevoli  Dipasquale  e
  Lupo,  per favore, sedetevi; mettevi da parte, almeno fatemi vedere
  chi parla.
   Prego, onorevole Foti.

   FOTI.  Presidente, il medesimo emendamento in finanziaria è  stato
  firmato  da  tutti i Gruppi parlamentari, dal Partito  Democratico,
  Attiva Sicilia, Lega, insomma tutti, in merito alla questione delle
  pensioni  integrative.  In finanziaria abbiamo  risolto  unicamente
  quello  dei  pensionati  dell'Eas. La natura  è  molto  simile.  Il
  contenzioso sta divorando le casse dell'Assessorato e, infatti,  mi
  sono stupita che l'articolo non fosse già previsto nella norma  sin
  dalla  Giunta  del  Governo. Evidentemente non  so  se  l'assessore
  Turano  vorrà parlare, però, in Commissione Bilancio l'Assessore  è
  venuto   a  presentare  l'emendamento;  ora  è  una  questione   di
  copertura.
   Si  tratta di 1 milione 230 mila euro, di cui chiaramente io e  un
  altro  collega, o pochi altri, non possiamo disporre. Ci dev'essere
  una  volontà.  Tra l'altro, io vorrei denunciare in  quest'Aula,  e
  dovrebbe essere di interesse anche dell'Assessore Armao, che ha  in
  capo  al  suo  Assessorato, le partecipate in liquidazione,  che  i
  liquidatori  incaricano avvocati in contenziosi temerari  contro  i
  pensionati  che vincono e quelli che hanno la forza di  fare  causa
  poi vengono risarciti non solo della pensione integrativa ma vedono
  costretto l'Assessorato a pagare le spese e gli interessi legali.
   Ora,  caro  Presidente,  noi abbiamo ricevuto  le  raccomandazioni
  della  Corte  dei  conti  che  hanno  indicato  al  legislatore  la
  necessità di bloccare i contenziosi, perché questi ovviamente hanno
  un effetto moltiplicatore dei costi che dovremo andare a pagare.
   Io  trovo necessario, se si farà questa pausa per capire cosa fare
  di  questi 3 milioni di euro, non ho capito cos'altro, quanto sono,
  dare  finalmente  copertura  a questa vicenda  incresciosa  che,  a
  partire  dal 2017, ha privato alcune persone della propria pensione
  integrativa. Tra l'altro, vorrei dire che abbiamo inserito un tetto
  massimo proprio perché la logica dev'essere mutualistica

   PRESIDENTE. Grazie, dobbiamo sospendere.

   FOTI  di questo aiuto economico e, signor Presidente

   PRESIDENTE.   Onorevole   Foti,  però   io   la   prego,   lei   è
  Vicepresidente,  sa  che  non si possono mettere  i  soldi,  stanno
  utilizzando delle destinazioni precise

   FOTI. Ecco, signor Presidente, un'ultima cosa

   PRESIDENTE.   Chiedo  scusa,  se  lei  mi  fa  sospendere,   parla
  direttamente con loro e vediamo di arrivare a una soluzione.

   FOTI.  Tutto il territorio regionale.

   PRESIDENTE. Ok.

   FOTI. Quindi, non è Catania, né Agrigento, né Palermo.

   PRESIDENTE. Perfetto.

   FOTI. Sono tutte le 11, le ASI. Grazie.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per dieci minuti, un quarto d'ora,
  il tempo necessario perché si trovi questo accordo. Grazie.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.02, è ripresa alle ore 19.22)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  riprendiamo  i  lavori.  Assessore  Armao,
  l'emendamento  Ah, lo sta preparando.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Gallo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Allora,   sospendiamo   per  due  minuti,   il   tempo   che   sia
  dattiloscritto l'emendamento all'articolo 4 e riprendiamo i lavori.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.23, è ripresa alle ore 20.31)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Colleghi, scusate, fuori verbale, però siccome  ancora
  si  perde un po' di tempo, andate a mangiare e ci vediamo  tra  tre
  quarti d'ora

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Non  possiamo. Calma  Calma   Almeno  delle  cose  le
  dobbiamo    fare   ora,   assolutamente    Allora    facciamo    il
  maxiemendamento, Governo e Parlamento. Po,i sul resto delle cose ne
  parliamo domani.

                     (Interventi fuori microfono)

   PRESIDENTE. Allora, abbiamo tre quarti d'ora di tempo;  se  volete
  andare  a  mangiare, andate a mangiare che è meglio  piuttosto  che
  stare qui. Grazie.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.32, è ripresa alle ore 22.15)

   La seduta è ripresa.


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi. state guardando l'emendamento 4.R?
   Onorevole Galvagno, l'emendamento 4.R risponde all'accordo  che  è
  stato   fatto  materialmente  con  tutti.  Per  cui,  se  mi  viene
  confermato lo mettiamo in votazione?

   GALVAGNO,  vicepresidente  della Commissione.  Signor  Presidente,
  rispetto  alla  sintesi  che  abbiamo trovato  con  i  vari  Gruppi
  parlamentari,   l'unione   dell'emendamento   4.R   con   il   maxi
  emendamento,  troverete  all'interno  tutte  le  proposte  per   il
  territorio  che  sono state fatte dai Gruppi parlamentari.  Quindi,
  noi  li  abbiamo fatti caricare entrambi. Se loro volessero qualche
  minuto  per controllare che è stato rispettato l'accordo,  affinché
  lo  sappiano, noi abbiamo spostato alcuni emendamenti che erano nel
  maxiemendamento

   PRESIDENTE.   Intanto,  votiamo  l'emendamento  4.R   e   poi   il
  maxiemendamento lo vediamo.
   Onorevole  Lupo  e gli altri, avete controllato? Però  guardatelo,
  perché è nel fascicolo.
   Il Governo l'emendamento 4.R l'ha visto? Assessore? La riscrittura
  dell'articolo 4 che è già nel fascicolo. Va bene, perfetto. Aspetto
  che  i  Gruppi  mi  dicano  se va bene. Onorevole  Dipasquale,  sto
  aspettando il suo Capogruppo e quelli degli altri partiti.
   Posso  metterlo  in votazione? Allora, onorevole Dipasquale,  come
  vede  il  problema  non  è mio, io posso mettere  in  votazione  ma
  l'onorevole  Lupo mi ha chiesto di aspettare un minuto,  mi  sembra
  corretto  che io aspetti. Mi verrebbe di dare ragione all'onorevole
  Dipasquale  e mettere in votazione. Lo facciamo? Posso  mettere  in
  votazione l'emendamento 4.R? Bene.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 4.R. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Come  no?  E' da un quarto d'ora che lo sto dicendo, colleghi   Va
  bene,  contrario. Perfetto. Anche l'onorevole Assenza è  contrario.
  Non  è  sufficiente per batterlo, va bene. Allora, il 4.R  è  stato
  approvato. A questo punto l'articolo 4 è approvato.
   Allora,   siccome   sul  maxiemendamento  del   Governo   dobbiamo
  verificare  delle cose, non ce la possiamo fare stasera,  o  meglio
  dipenderà dalla voglia che ha il Governo e la Commissione  Bilancio
  di vederlo per cui può essere anche che lo facciamo.
   Intanto è stato distribuito il maxi emendamento della Commissione,
  Max.Com.  Noi non lo avevamo caricato già un po'di tempo fa  quando
  avevo  chiesto di caricarlo in modo che lo potessero guardare,  no?
  Perché non era definitivo.
   Esaminatelo con comodo, io sono qua, quando siete pronti, io resto
  qua  per cui prima lo vedono, e man mano che lo vedono mi danno  un
  cenno.
   Onorevole  Lupo, su richiesta di troppi deputati c'è la  richiesta
  di  fermarci  e votare stasera, purché non si facciano  le  tre  di
  notte   ovviamente,  quindi  pregherei  tutti  appena  votiamo   il
  maxiemendamento   di   riunirci  col  Governo   per   valutare   il
  maxiemendamento del Governo e poi tornare in Aula per votarlo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Lantieri)

   PRESIDENTE.  Benissimo,  "u  sacciu,  a  mia  mu  rici?".  Grande,
  onorevole Lantieri
   Voi  non  ci credereste perché uno dice  sai, ha fregato,  il  suo
  no  .  I  miei vengono fregati regolarmente in questi  casi.  E  la
  normalità delle cose. Possiamo votare?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, voglio porre un problema e  lo  dico
  con la responsabilità che deve avere quest'Aula.
   Io  capisco  siamo  a chiusura di legislatura, insomma,  comprendo
  mille  esigenze, mille e ragioni però vorrei dare un  suggerimento.
  Quando  si fa una norma ed un emendamento in cui mettiamo soldi  in
  nome,  ascolta  l'Assessore, in nome di  un  riconoscimento  di  un
  surplus  economico  a dei lavoratori che hanno gestito  l'emergenza
  Covid e lo si fa solo per un'azienda ospedaliera e non lo si fa per
  tutti  gli  altri,  noi facciamo un danno incalcolabile,  un  danno
  incalcolabile a tutti, a tutto il mondo della sanità che ha operato
  in questi anni in Sicilia.
   Per cui, se si fa una norma del genere,o si ha la forza di gestire
  una   norma  per  consentire  a  tutti  coloro  che  hanno  gestito
  l'emergenza Covid, perché non può succedere che se sei stato...
   Non la sento Presidente.

   PRESIDENTE. Posso chiedere, chi ha compilato questo emendamento le
  motivazioni   che   ci  sono  state.  Presidente  Galvagno,   scusi
  l'onorevole Cracolici sta avendo un'obiezione.
   Io  poi  questo  emendamento non lo conosco a memoria  quindi  non
  posso rispondere io. C'è un intervento fatto per alcuni ospedali  e
  non  per altri, per uno solo e non per altri, su due, ecco possiamo
  capire?  Se  lei  o  l'Assessore alla sanità potete  chiarire.  Per
  favore, onorevole Cracolici

   CRACOLICI.  A  lei sto ascoltando. Allora io mi sono  accorto  del
  comma  8 che riguarda l'azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello  e
  del  comma, che non mi ricordo qual è, che riguarda l'Ismett  e  il
  Buccheri La Ferla.
   Io dico, attenzione  Io sono palermitano, potrei dire, scusate, ma
  l'azienda azienda sanitaria territoriale che ha gestito l'emergenza
  a Covid a Partinico...

   GALVAGNO,  vicepresidente della Commissione. Sembrerebbe  che  sia
  stata  l'unica che non abbia avuto alcun genere di risorsa  durante
  l'emergenza per questo a carattere.

   PRESIDENTE. Scusi, posso dare la parola all'assessore Razza perché
  pur  avendolo inserito nel maxiemendamento del Governo  è  inserito
  nel maxiemendamento del Parlamento per cui vorrei capire come fa  a
  sapere che lui sappia la risposta.

   RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, sono due  commi
  inseriti  nel  maxi emendamento della Commissione che rispondono  a
  due fattispecie diverse.
   Per  quanto  riguarda  quella dell'istituto Buccheri  La  Ferla  e
  dell'Ismett si riferisce ad una parte di personale, vado a  memoria
  perché  è  una  norma  di  iniziativa  parlamentare,  che  non  era
  rientrato  all'interno  del bonus Covid  che  il  Parlamento  aveva
  votato  per tutte le aziende pubbliche e quindi da questo punto  di
  vista  si giustifica per gli ospedali classificati. Non so,  ma  la
  norma  non  è  di  iniziativa governativa, se la fattispecie  possa
  riguardare  solo  questi  due ospedali classificati  perché  a  mia
  memoria  riguarda almeno anche l'Oasi di Troina e  forse  anche  la
  Fondazione  Giglio di Cefalù. Stiamo parlando quindi di  situazioni
  nelle quali non si sarebbe applicata a questa ipotesi contrattuale.
  Però  non c'è dubbio che l'emendamento così come indicato  tiene  e
  conto  di due aziende nelle quali un beneficio che era stato votato
  dal  parlamento non è stato erogato in maniera esatta così  come  è
  avvenuto nelle altre aziende.
   Non  ho  letto  l'altro  emendamento, ma  potrebbe  riguardare  il
  personale  dell'azienda Cervello che, non essendo  titolare  di  un
  contratto  di  diritto  sanitario, non ha  ricevuto  il  bonus,  il
  personale  SAS  sarà  forse.  Ah no,  ho  capito.  Con  l'onorevole
  Caronia,  che immagino possa essere la presentatrice del comma,  ne
  avevamo personalmente parlato anche in passato. Si riferisce ad  un
  accordo interaziendale che all'ospedale Cervello aveva applicato in
  maniera difforme l'erogazione del bonus Covid. Quindi, immagino che
  nella volontà del presentatore ci sia il tentativo di estendere per
  l'Azienda Cervello gli stessi benefici che erano stati applicati in
  tutte le altre aziende pubbliche regionali.
   Non  essendo una norma di iniziativa governativa mi fermerei  qui,
  cioè  mi  fermerei  nel  dire  che, effettivamente,  si  tratta  di
  fattispecie  che  non  erano state trattate adeguatamente  rispetto
  alla  norma previgente prevista dalla Finanziaria, allo stesso modo
  -  per  dovere  di chiarezza - devo dire che esistono,  certamente,
  ulteriori fattispecie, soprattutto nel personale di diritto privato
  dove  il  beneficio previsto dal Parlamento non è potuto andare  in
  maniera  eguale ai due ospedali classificati ai quali  oggi  lo  si
  vuole fare raggiungere.

   PRESIDENTE.  Dato  il chiarimento dell'assessore Razza,  colleghi,
  metto in votazione il Max.Com.
   Onorevole, deve fare qualche danno? Meglio votare.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Dobbiamo
  togliere un comma perché crea un problema ai lavoratori dipendenti.

   PRESIDENTE. Togliere un comma? Prego, mi dica.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, mentre stavo leggendo ho letto il comma 122, non so chi
  è il collega parlamentare che lo abbia proposto ma vorrei ricordare
  che  questo emendamento, che fu inserito nella Finanziaria, serviva
  per  implementare  un  bacino  di lavoratori,  ex  articolisti,  ex
  contrattisti - tra l'altro alcuni di questi lavorano al  Comune  di
  Caltagirone - in assenza del quale dovrebbero essere licenziati.
   Quindi,  io  credo che questa Assemblea non debba  caratterizzarsi
  per mandare a casa, alla fine dell'anno, alla fine del suo mandato,
  della  sua  legislatura, dei dipendenti. Presenterò un  emendamento
  soppressivo.  Sto parlando dell'altro comma, non  sto  parlando  di
  quello di cui hanno parlato l'onorevole Cracolici e l'Assessore. Il
  comma  di  cui parlo io è il 122, comma 6, dell'articolo  15  della
  legge  regionale n. 13. Quindi, Presidente, presento  l'emendamento
  per sopprimere questo comma perché creeremmo un danno. Tra l'altro,
  non  riesco  a  capire qual è la motivazione.  Era  una  norma  che
  incrementava il capitolo. 122.
   Siccome sono stato io a metterlo in Finanziaria non vorrei che ora
  facciamo altre cose.

   PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, sia nella cosa che c'è di Edy  che
  in  quella dell'assessore Falcone, se si può in un minuto fare  due
  subemendamenti e correggerli, li sistemiamo.
   Onorevole Caronia, qual è il suo problema?

   CARONIA.  Signor Presidente, probabilmente, a mio avviso,  c'è  un
  errore,  forse non ci comprendiamo bene. Il comma 122 non  riguarda
  la  fattispecie di cui parlava l'onorevole Falcone, bensì una norma
  che riguarda i forestali. Gli Uffici dicono anche così.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, chi ha ragione, lei o  l'onorevole
  Caronia?  Un attimo, tanto ormai siamo alla votazione, per  cui  un
  minuto in più.
   Assessore  Falcone, che dobbiamo fare? Nel senso che  non  è  quel
  comma  ed è un altro? Ma ci sarà un altro comma che riporta questo.
  Onorevole  Galvagno  era materialmente saltato,  per  puro  errore,
  questo emendamento. Lo vorremmo inserire, se lei può presentare  un
  subemendamento  e  lo presentiamo. Lo fa come  sub  emendamento  la
  Commissione.

   GALVAGNO,  vicepresidente  della Commissione.  Se  mi  dà  qualche
  minuto  noi facciamo un emendamento a firma della Commissione  così
  se ci sono dei correttivi da fare, li facciamo.

   PRESIDENTE. Così allora se c'è qualche altro correttivo  da  fare,
  se qualcuno ha visto che c'è qualcosa.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, io mi ero permesso di segnalare ieri o
  l'altro ieri, l'esigenza di reperire una somma non inferiore almeno
  a  un  milione e cinquecentomila euro, due milioni per il consorzio
  di  bonifica di Ragusa perché altrimenti da domani questo consorzio
  lo buttiamo al macero e non sarà più in grado di operare nemmeno un
  secondo.  Avevamo  presentato gli emendamenti  in  Commissione,  li
  avevamo  presentati in Aula, avevamo presentato un sub  emendamento
  insieme  all'onorevole Savarino e al mio gruppo  e  agli  onorevoli
  tutti  della provincia di Ragusa, Dipasquale, Ragusa e Campo  oltre
  che al sottoscritto.
   Evidentemente ci sono tante esigenze, mi perdonerete se uso questo
  termine,  assolutamente frivole rispetto ad un problema  essenziale
  per  gli agricoltori iblei, per i dipendenti di quel consorzio, per
  far  pervenire  l'acqua  alle campagne in piena  siccità  e  questa
  Assemblea  se  ne sta beatamente fregando. Fate quello  che  volete
  però   è   una  porcheria.  L'assessore  Scilla  ha  incontrato   i
  rappresentanti  dei sindacati, ha incontrato il  commissario  ed  è
  perfettamente a conoscenza di questa situazione. Perpetuiamo questa
  situazione e ci stiamo assumendo una gravissima responsabilità.  Io
  avevo il dovere di dirlo e di rassegnarlo all'Aula. Stiamo trovando
  soldi  per tutte le sciocchezze del mondo. Per una esigenza  reale,
  imprescindibile non riusciamo a trovarli.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza, chiedo scusa  e  poi  vediamo  di
  capire  come  si può risolvere il problema. Ha facoltà  di  parlare
  l'onorevole Dipasquale.
   Che non parlino per favore tutti quelli di Ragusa. Sappiamo che il
  problema è più o meno quello.

   DIPASQUALE. Non lo so, Presidente, lei ha visto io ho cercato  per
  primo  di  non  intervenire  per dare la  possibilità  all'Aula  di
  risparmiare  tempo.  Però  nel momento che  interviene  il  collega
  Assenza, io lo capisco, eravamo presenti ed eravamo presenti  anche
  in un incontro avuto dal Prefetto di Ragusa che ringrazio su questa
  problematica però io mi permetto di dire, onorevole Assenza, lei si
  arrabbia e fa bene ad arrabbiarsi perché sono trascorsi 5 anni.
   Ed è da 5 anni, caro collega Assenza, che voi non siete riusciti a
  garantire  un  contributo straordinario al comune del consorzio  di
  bonifica di Ragusa. Cioè non solo, lei è in Giunta, lei non è che è
  in  minoranza  come lo sono io. Lei è in Giunta.  Lei  con  i  suoi
  assessori può e deve pretendere, io mi aspetto, se lei ha un minimo
  di  coerenza, che deve votare contro le variazioni di bilancio.  Io
  mi  aspetto questo perché altrimenti veramente se questa volta  lei
  non lo fa, io a Ragusa non la faccio entrare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, io tengo a precisare che ho firmato  lo
  stesso  emendamento del collega Assenza perché  la  situazione  dei
  lavoratori del consorzio di Ragusa è veramente gravissima. C'è  una
  pressione   sociale  che  potrebbe  portare  anche  a  delle   cose
  spiacevoli.  Quindi prego la Giunta di intervenire  al  più  presto
  perché altrimenti dovremmo votare contro questa finanziaria.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza,  state  tranquilli   perché   sto
  aspettando che preparino questo emendamento. Onorevole Assenza,  un
  tentativo. Appena finiamo questo Max.Com c'è il maxiemendamento del
  Governo.  Ora,  io credo che siccome questo è un  problema  che  ci
  trasciniamo  veramente  da  5 anni, vorrei  chiedere  all'assessore
  Armao  se all'interno del maxiemendamento del Governo non ci  fosse
  la  possibilità  di trovare, non so se tutto l'importo,  ma  quanto
  meno  una cifra che possa dare un segnale, perché veramente è da  5
  anni  che ogni finanziaria, ogni Variazione, c'è questo problema  e
  io  non  so  bene  perché  non  si risolve  mai.  Si  sono  risolte
  tantissime  cose  e  questo del consorzio  di  bonifica  di  Ragusa
  effettivamente non si è risolto mai. Se fosse possibile all'interno
  del  maxiemendamento del Governo individuare una somma da  dare  al
  Consorzio di bonifica di Ragusa sinceramente sarei molto contento.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor  Presidente,  anch'io  ovviamente  conosco   questa
  situazione  che  ci è stata sottoposta in terza  commissione  ed  è
  veramente  seria,  è chiaro che dato che la riforma  non  l'abbiamo
  fatta il problema permane ma qui parliamo veramente di lavoratori.
   Ora  mi  permetto di evidenziare che all'interno degli emendamenti
  aggiuntivi  ce  n'è  uno  che impegna 1 milione  e  20  mila  euro,
  proposto  dall'assessore Zambuto, che propone di rifare il concorso
  dei centri per l'impiego.
   Presidente,  io  ho anche presentato un ordine del  giorno  perché
  ritengo  che  tra le soluzioni individuate, per carità,  c'è  anche
  quella  di  rifare  il  concorso,  ma  ci  sarebbe  la  possibilità
  supportata  da giurisprudenza di potere individuare le persone  che
  hanno superato altri concorsi recentemente espletati dalla pubblica
  amministrazione  regionale e quindi potremmo utilizzare  i  profili
  che  sono  coerenti  con la richiesta di personale  che  già  hanno
  superato  il  concorso recentemente che ci farebbe  risparmiare  in
  questo  caso  il  milione  e  venti da potere  utilizzare,  qualora
  l'assessore  lo ritenesse opportuno per dare copertura ai  consorzi
  di bonifica di Ragusa.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Presidente,  stiamo riscrivendo  quest'altro  emendamento
  dove  ci  sono  le correzioni da fare. Quindi se ha la  bontà  e  1
  minuto concludiamo tutto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avete  visto  l'emendamento?  Lo
  fotocopiamo,   lo  inseriamo  nel  fascicolo  velocemente.   Stiamo
  verificando la copertura, è a carico di non ho capito bene cosa che
  era dell'emendamento governativo, quindi, non ci sono problemi.
   Ma  com'è  che questa cosa era saltata? Lavoriamo come i  pazzi  e
  qualche cosa salta  Io spero che per quanto in buona fede non siano
  saltate  altre cose, in quel caso possiamo solo chiedere scusa.  Me
  ne rendo conto.
   Onorevole Tancredi, si dia una calmata, onorevole Tancredi si  dia
  una  calmata perché questo è un problema che mi sono visto  con  il
  Presidente  della Commissione, che ogni volta che siamo pronti  per
  votare  mi  dà  una cosa in più, lei non c'entra  niente  in  tutto
  questo  Quindi, si dia veramente una calmata
   Poi posso sapere, onorevole Galvagno, quest'ultima cosa per cui si
  è  anche arrabbiato l'onorevole Tancredi, che io non avevo idea che
  cosa  era  e che lei mi ha dato ora. C'è il subemendamento  che  lo
  prevede?

   GALVAGNO,  vicepresidente della Commissione. Li  ho  dati  a  lei,
  Presidente, per vederli intanto. Quei due fogli che le ho dato.

   PRESIDENTE. Posso sapere se ce n'è altri che mi dovete presentare?

   GALVAGNO, vicepresidente della Commissione. Non ce n'è più.

   PRESIDENTE.  Inserite  questo ulteriore subemendamento?  Onorevole
  Dipasquale,  lei  si arrabbia che non metto in votazione,  però  si
  rende conto. Che posso fare?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Non  ne accetto altri. La prego,  perché  sennò  esco
  pazzo  Non sono in condizione di accettare altro.
   Dov'è l'onorevole Tancredi? Scusi, onorevole Tancredi, dicono  gli
  Uffici che uno dei due emendamenti non è ammissibile perché non  si
  capisce quant'è la spesa, e quindi non si può fare

   TANCREDI. C'è la relazione.

   PRESIDENTE. La relazione. Nell'emendamento mi deve dire quant'è. E
  comunque non è coperto. Onorevole Tancredi, io che giro abbia fatto
  non  lo so, so che qui c'è un emendamento che non è coperto, mentre
  l'altro  era  già  previsto;  quindi, non  c'è  bisogno  di  nessun
  emendamento.  È  al comma 61. Non c'è bisogno di  questo  ulteriore
  emendamento.  Quello  dei corsi è già nel testo,  è  al  comma  61,
  l'altro non è coperto.
   Onorevole Schillaci, non possiamo accettare altri emendamenti.  Lo
  dia  all'assessore Armao e veda se lo può inserire tra  quelli  del
  Governo. Basta  Veramente c'è un limite
   Pongo  in  votazione  il subemendamento  Maxi  COMM  1.R.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento Maxi COMM.   Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   E' stato approvato. Poi, se c'è qualcuno che non è contento io non
  so che cosa farci.
    Intanto   grazie alla Commissione per questo lavoro. Chiederei  a
  tutti  di fermarvi, ci incontriamo un attimo con il Governo, ditemi
  dove, anche qui dietro, se volete, o comunque dove volete; ci siamo
  non  più  di  mezz'ora  di tempo, facciamo un  emendamento  che  io
  presento ai Gruppi e se ho l'accordo lo votiamo e andiamo  a  casa.
  Diversamente, non lo votiamo. Sospendo mezz'ora.

                           (Brusìo in Aula)

   Colleghi, meno di mezz'ora è inutile.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Abbiamo votato tutto finora, manca un emendamento,  il
  Maxiemendamento  del  Governo e credo  che  andrebbe  votato  anche
  questo. Spero che rimangano tutti.
   La seduta è sospesa.

  (La seduta, sospesa alle ore 23.04, è ripresa alle ore 00.06 del 4
                             agosto 2022)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   E,   allora,   colleghi,   scusatemi,    il    testo
  dell'emendamento del Governo è già inserito nel tablet, quindi, se,
  per  favore, lo cominciate a vedere, così ci dite se ci sono  delle
  obiezioni,  sennò cominciamo a votare. Poi, alcune  cose  le  dovrò
  dire io su alcuni emendamenti

     (La seduta, sospesa alle ore 00.07, è ripresa alle ore 00.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. L'onorevole Di Paola sta inserendo un emendamento  dei
  Cinque  Stelle,  che  è  per  evitare  l'impugnativa,  quella   sul
  terremoto, se non ricordo male.
   Possiamo  cominciare, se i colleghi sono d'accordo, se  non  avete
  obiezioni.   Quello  è  stato  presentato?  Si   deve   votare   il
  maxiemendamento  del  Governo. Intanto, la pagina  4  è  già  stata
  approvata  con l'emendamento della Commissione, per cui  va  tolto,
  quello sul Durc. L'abbiamo già approvato nell'altro emendamento  e,
  quindi, si può togliere.
   Quello lo stralcio io, quello della pagina 4.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  un altro  comma  che,  credo  possa
  stralciare  direttamente è a pagina 14, il comma 14, perché  è  già
  stato approvato.

   PRESIDENTE. Che pagina è?

   CIANCIO.   Pagina  14,  comma  14,  dell'articolo  14,  abbastanza
  semplice.  Perché  al  comma  46  la  parola   annualmente'    sono
  soppresse  e l'abbiamo inserito nel maxi parlamentare, quindi,  per
  non  creare  confusione.  L'ho proposto io  e  ho  controllato  chi
  c'era .era per superare una impugnativa.

   PRESIDENTE. Quindi, il comma 14 è stralciato. Benissimo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché c'è questo comma 16
  che  è  l'abrogazione di un articolo di una finanziaria a proposito
  della  gara di riscossione. Poc'anzi, l'assessore mi ha chiamato  e
  mi  ha  fatto  vedere  che  c'è una decisione  dell'Anac.  Ora,  io
  comprendo l'importanza di questa gara di circa 546 milioni di euro,
  però, a me sembra molto strano che il Governo si debba occupare  di
  una  fattispecie  per la quale già abbiamo fatto un'esperienza  con
  Riscossione   Sicilia,  che  sappiamo  com'è  finita.   E'   dovuto
  intervenire il Governo.

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao, ha  detto  che  era  disponibile  a
  toglierlo,  questo?  Così  andiamo  avanti,  perché  mi  ha   detto
  l'assessore che è disponibile a toglierlo.

   ARMAO,  Vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Noi  siamo  disponibili a toglierlo, trattandosi  di  questione  di
  livello  europeo, essendo concorrenza. Tuttavia  o  lo  togliamo  o
  differiamo i termini di altri 80 giorni, 90 giorni, in modo  che  i
  termini   ancora  non sappiamo cosa succederà nei prossimi  giorni,
  però, è evidente che nessuno vuole celebrare gare nell'immediato.

   DI  MAURO.  E'  sospesa fino al 31 dicembre  2022,  quindi,  se  è
  agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre.

   ARMAO,  Vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Io,  di fronte ad una pronuncia dell'Anac che dice una cosa,  posso
  ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Togliamolo così non ne parliamo più, visto che lei  ha
  dato  questa disponibilità. Questo articolo 16, comma  16,  è  pure
  eliminato  dal  Governo. Tutti gli emendamenti  che  riguardano  il
  coinvolgimento dell'FSC io li avevo contestati al Governo,  dicendo
  che  avevamo  evitato per tutta l'Aula di proporre emendamenti  che
  prendessero copertura da FSC e, quindi, non li volevo inserire.  Mi
  dice  l'assessore,  e abbiamo verificato ed è oggettivamente  così,
  per  cui c'è poco da fare, che queste non sono nuove spese, ma sono
  soltanto quelle modifiche, quegli aggiustamenti che gli ha  chiesto
  il  Governo  nazionale per evitare l'impugnativa della  legge.  Per
  cui,  siccome li abbiamo verificati tutti  sono cose che sono state
  già  fatte,  non sono soldi nuovi, sono una serie di     a  cui  il
  Governo  nazionale  ha  chiesto  delle  modifiche.  Sono  tutte  le
  modifiche  richieste dal Governo nazionale, per cui mi  sembra  che
  non ci sia nessun dubbio. C'è da chiarire ancora il milione di euro
  sul  Parco  d'Orleans, che invece è coperto soltanto per  500  mila
  euro,  quindi,  lo  togliamo e restano 500. Quel  milione  di  euro
  previsto  sul Parco d'Orléans che invece che era coperto  solo  per
  500 diventa 500 direttamente.
   Se  lei  prende pagina 27, il testo dell'emendamento   Assessorato
  regionale   infrastrutture',  il  Dipartimento  è   autorizzato   a
  concedere contributi. Questo non faceva parte dell'impugnativa  per
  cui vorremmo capire perché deve rimanere.

   ARMAO,  Vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Questa  disposizione che consente di intervenire con 10 milioni  di
  euro  a  sostegno  del bonus mare, secondo le  regole  stabilite  a
  livello   nazionale,  previa  notifica  alla  Commissione  europea,
  quindi, con i tempi che ci vorranno, ma che, comunque, consente  di
  intervenire a favore degli autotrasportatori che utilizzano le  vie
  del  mare  anziché  percorrere  con i camion  l'intero  territorio,
  quindi, abbassare i costi di esportazione per le nostre imprese era
  stato introdotto dal Governo nel disegno di legge di stabilità.
   La  Segreteria generale dell'Assemblea aveva posto dei problemi di
  compatibilità  europea che, oggi, attraverso questi  aggiustamenti,
  riteniamo  possano  essere superati e credo che  ci  sia  stato  un
  confronto  anche  con  gli Uffici dell'Assemblea,  quindi,  non  si
  tratta di nulla di nuovo; era già stato preventivato nel disegno di
  legge  di stabilità, quindi, non è una nuova iniziativa; è un norma
  che,  probabilmente, andrà a regime, a fine anno, però, è un  segno
  di  attenzione nei confronti delle nostre imprese che  esportano  e
  che hanno costi.

   PRESIDENTE.  Io, comunque, devo chiedere all'Aula se  è  d'accordo
  perché  non  abbiamo fatto nemmeno un emendamento con  FSC;  mentre
  quelli  non lo coinvolgono con nuove cifre, questo non era previsto
  nell'impugnativa, per cui se l'Aula è d'accordo lo lasciamo dentro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA. Leggo, a pagina 31,  Modifiche alle leggi regionali n.  13
  e  14  del  25  maggio 2022 . C'è una riga che  riguarda  150  mila
  migliaia di euro, centocinquanta milioni da destinare al Comune  di
  Palermo  per emergenza rifiuti e sanitari e la stessa cosa  per  20
  milioni  di  euro per il Comune di Catania. Mi chiedo  e  chiedo  a
  tutti  i colleghi dell'Aula: esistono solo questi 2 comuni  su  391
  che hanno emergenze sanitarie e rifiuti?

   PRESIDENTE.  Questo  era un emendamento che anche  noi,  anche  la
  Presidenza aveva, in qualche maniera, contestato all'assessore.  In
  realtà, la parte finale dell'emendamento dice che, comunque,  tutto
  questo  è finalizzato, possibile, a condizione che lo Stato  liberi
  queste  somme  e  che  ci venga data la possibilità  da  parte  del
  Ministero  di  passare  da fondo sanitario  a  investimenti  per  i
  comuni.
   Questa  cifra  su  Catania e su Palermo  io non  posso  rispondere
  perché  non ne ho idea, quindi, lasciamo che l'assessore  risponda.
  Abbiamo   verificato  che  a  condizione  che  venga  approvato   è
  fattibile. Sulla suddivisione delle risorse tra Palermo  e  Catania
  risponde l'Assessore.

   ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ci
  troviamo  di  fronte ad una drammatica crisi di due  grandi  città,
  credo  che  sia  la responsabilità ad intervenire per  evitare  che
  questi  due grandi centri possano subire gli impatti finanziari  di
  una situazione oggettivamente difficile, alla quale oggi il Governo
  nazionale  ha anche difficoltà a corrispondere perché la situazione
  è  quella  che è anche a Roma, che tutti conoscete e non entro  nei
  dettagli. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Assessore, colleghi,  io  ho
  avuto  modo  velocemente di dare un'occhiata a  questi  emendamenti
  presentati dal Governo in questo Maxiemendamento. Per me si  tratta
  veramente di - come definirla - un  manifesto elettorale .
   Io  lo definisco un  manifesto elettorale  che regge su tutta  una
  serie  di  cose  che dovranno accadere, dovranno  avverarsi,  dovrà
  esserci  l'allineamento dei pianeti, se ci sarà l'allineamento  dei
  pianeti nel frattempo un'eclissi, allora arriveranno le risorse per
  Palermo, le risorse per Catania. A pochi giorni, perché l'Assessore
  Armao  lo  sa  che domani si dimette Musumeci, oggi, domani  o  fra
  poche  ore,  quindi  siccome si sa che c'è questo  evento,  abbiamo
  approfittato, avete approfittato di presentare tutta una  serie  di
  norme che - a mio avviso - sono farlocche. Perché: cento milioni di
  euro di qua, cinquanta milioni di euro di qua, venti milioni, dieci
  milioni, cento milioni se domani non fa buio, cinquanta milioni  se
  invece succede non so cosa. Ovviamente è un  manifesto elettorale .
   Lo  sa  a  me cosa dispiace? Non tanto sulla promessa, perché  poi
  uscirete  con:  Sì, abbiamo presentato un emendamento  che  prevede
  centocinquanta  milioni  di  euro  per  Palermo ,  ma  poi   quando
  arriveranno? Mai  La cosa che mi spiace invece è per chi è che  chi
  si  aspetta - perché c'è anche di questo qua dentro, caro Assessore
  Armao  -  di  essere  stabilizzato, chi si aspetta  di  trovare  il
  cosiddetto   posto di lavoro , e qui dentro c'è qualche emendamento
  di  questo.  Poi scopriremo che dopo un mese, due mesi, a  campagna
  elettorale  finita  ci  sarà il Consiglio  dei  Ministri  che  avrà
  impugnato;  ci  sarà  quella norma che non era legittima,  non  era
  costituzionale   e  nel  frattempo  si  sono  fatte   le   campagne
  elettorali.
   Purtroppo,  io  le  ho  lette tutte queste  cose,  sicuramente  mi
  sbaglio,  sicuramente  mi  sbaglio,  Assessore  Armao,  sicuramente
  queste risorse che voi state individuando in questo Maxiemendamento
  arriveranno,  io  non ci credo, perché non sono risorse  certe,  ma
  sono risorse bloccate e condizionate da tutta una serie di cose. Ma
  la  cosa  che più mi spiace e per quei lavoratori che sono inseriti
  in  questo  Maxiemendamento  e  che pensano  di  poter  trovare  la
  stabilizzazione  del posto di lavoro, e poi invece si  ritroveranno
  l'impugnativa. Ma non perché il Governo nazionale è cattivo  -  noi
  non   ci   siamo  più  nel  Governo  nazionale,  anzi   sicuramente
  prossimamente  ci sarete voi, non ve lo auguro ovviamente,  noi  ci
  auguriamo  di poter esserci noi - però già queste norme sono  norme
  viziate.
   Il  consiglio che mi permetto di dare a tutte queste persone è  di
  non  credere  fino a quando non toccano con mano che  veramente  si
  tratta  di  stabilizzazioni, veramente si tratta  di  risorse,  non
  credete,  non  fate  questo errore, perché di tutto  quello  che  è
  inserito  qui  dentro  molto é aria fritta, strafritta,  bollita  e
  purtroppo   ce   ne  renderemo  conto  alla  fine  della   campagna
  elettorale,  quindi  agli interlocutori che mi ascoltano  da  casa,
  dobbiamo  avere speranza ma la fiducia solamente quando il percorso
  si  è  finito, non fatevi prendere ulteriormente per i fondelli  da
  chi pensa di essere il più furbo di voi.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, può  chiedere  al  Governo  alcune
  questioni?  Assessore  Armao,  siamo  qui  da  quindici  giorni   a
  dibattere  una  discussione  su  come  fare  questa  operazione  di
  bilancio  avendo  preso  atto del suo  impegno  nei  confronti  del
  Governo nazionale, delle risorse che sono state assegnate e poco fa
  finalmente sui quindici milioni, con grande fatica e dopo  quindici
  giorni, si è raggiunto l'intesa.
   Il Governo ha collaborato, ne diamo atto, e come se nulla fosse il
  Governo  presenta  un  emendamento  di  quattrocentocinque  milioni
  stabilendo  autonomamente  che  novantacinque  milioni   sono   per
  serializzazione, ammortamenti e gli investimenti in beni immobili e
  rinnovo  tecnologico del settore sanitario, trenta milioni  per  la
  copertura  di maggiori oneri e costi di energia settore  sanitario,
  centocinquanta  milioni  per  far fronte  all'emergenza  rifiuti  e
  sanitario del Comune di Palermo e di venti milioni di euro  per  il
  Comune  di Catania che in realtà è il buco finanziario che  c'è  al
  Comune  di  Palermo  e credo anche al comune di Catania  cosa  che,
  peraltro, riguarda tutta una serie di comuni siciliani e centodieci
  milioni   per  la  realizzazione  di  infrastrutture  e   strutture
  ospedaliere in corso o da avviare nel settore sanitario come se non
  ci fosse il famoso articolo 20.
   Assessore  Armao, questo emendamento va tolto. Questo emendamento,
  ammesso  che arrivano i soldi, si costituisce un fondo e su  questo
  emendamento  il prossimo Parlamento, di fronte a una cifra  di  405
  milioni,  si  siede e si confronta perché i comuni  siciliani  sono
  tutti  affetti  da  un  dissesto  o  pronunciato  o  a  breve  sarà
  riscontrato, non esiste solo il Comune di Palermo, non esiste  solo
  il  Comune  di  Catania.  Per carità, le  strutture  e  il  settore
  sanitario da avviare, i consumi energetici, si farà un ragionamento
  al  momento  opportuno su una norma che, mi permetto di  dire,  con
  molta leggerezza e con molta superficialità, il Governo propone  al
  Parlamento  come se fosse l'emendamento di quattromila  cinquecento
  euro.
   Questo  emendamento,  Assessore per quanto  ci  riguarda  non  può
  passare, poi se il Parlamento, il Movimento Cinque Stelle, il PD lo
  vuole sostenere solo per il comune di Palermo e di Catania e per le
  strutture della sanità o di qualche sede, lo facciano, ma  noi  non
  lo votiamo.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, io  non  lo  posso  votare  questo
  emendamento  perché si parla dell'emergenza rifiuti, centocinquanta
  milioni per Palermo e venti milioni per Catania.
   Barcellona Pozzo di Gotto é la mia città, ed io, se votassi questo
  emendamento,  tradirei cinquantamila abitanti  barcellonesi  perché
  Barcellona  è  completamente soffocata dai rifiuti e io  non  posso
  votare questo emendamento, non lo voterò perché potrebbe essere  un
  alto  tradimento  nei  confronti  della  mia  città  e  della   mia
  provincia, perché anche la provincia di Messina versa in gravissime
  condizioni e in situazione di emergenza.
   Last  minute  non  si può portare un emendamento  di  quattrocento
  cinque  milioni senza discutere con il Parlamento. Io non lo voterò
  e,   con  fermezza,  invito  il  Parlamento  a  non  votare  questo
  emendamento o comunque all'assessore Armao di ritirarlo perché  non
  si può, tra virgolette, favorire un territorio a discapito di tutti
  gli altri.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà. E poi l'onorevole Sunseri.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente,  finora  c'è  stato  un  clima  di
  collaborazione  anche  perché domani o dopo  domani  il  Presidente
  della Regione si deve dimettere, quindi dico anche per salvare  gli
  stipendi  di chi in questo momento sta aspettando fuori  da  questo
  palazzo,  abbiamo partecipato ai lavori della Commissione  bilancio
  in maniera come dire cordiale, c'è stato un lavoro, un confronto e,
  all'interno   della   Commissione  bilancio   era   presente   pure
  l'assessore Armao.
   Ora  dico,  se  ad  un certo punto alle ore 12.30  tira  fuori  un
  emendamento  con  450 milioni di euro, e vengono  suddivise  queste
  somme   nella   maggior  parte,  attenzione   perché   io   capisco
  l'emergenza, effettivamente c'è una emergenza in quelle città, però
  non  è  che  nelle  altre città l'emergenza  non  c'è,  Presidente.
  Quindi,  o  si fa un ragionamento globale, oppure questo  articolo,
  non lo so, viene tolto perché non è possibile discutere 450 milioni
  di euro alle 12.30, proprio così dal Governo.
   C'è  un  suggerimento  da  parte del collega  Dipasquale,  si  può
  ritirare  e  poi  la prossima legislatura, visto  che  comunque  il
  Presidente della regione si dimetterà domani, ad ottobre,  novembre
  chi  poi  verrà  nel prossimo governo discuterà  di  queste  somme,
  perché queste somme fino a qualche minuto fa non c'erano, e  non  è
  che  possono  essere tirate fuori all'ultimo momento e  alle  12.30
  quando  siamo  qui da ore e ore e c'è stato, ripeto,  un  clima  di
  massima collaborazione.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare la parola ad  altri,  io  credo  che,
  ovviamente,  ho  chiesto  anche io all'assessore  Armao  quando  ha
  presentato questi emendamenti di capire il perché di tutto ciò.
   Io  credo  che il motivo di questo emendamento sia, probabilmente,
  proprio  legato alle possibili dimissioni del Presidente  Musumeci,
  cioè io non ho notizie delle dimissioni però, siccome questi soldi,
  da  quello che mi dice il governo, stanno per essere autorizzati  a
  Roma,  quindi  li  si  può utilizzare nel momento  in  cui  vengono
  autorizzati, se venissero autorizzati nel giro di poco, tanto è che
  l'emendamento ovviamente parla di  a condizione che , ma se  queste
  condizioni si dovessero verificare fra 15 giorni, sarebbe veramente
  un  delitto che queste città non possano utilizzare i soldi  perché
  noi non li abbiamo autorizzati.

                           (Brusio in Aula)

   Allora,  scusate,  un attimo, questo è il motivo  per  cui  io  ho
  lasciato  questo emendamento, devo essere sincero  perché  dico  le
  cose  per  come stanno senza nessun infingimento, anche  a  seguito
  delle  telefonate  molto interessate dei sindaci di  queste  città.
  Allora, quello che dico è questo: se il problema, assessore, è  che
  non  si  capisce perché le somme sono date soltanto a Palermo  e  a
  Catania e si può trovare una soluzione per inserire un'altra  cifra
  da  distribuire al momento perché questo in realtà  è  perché  sono
  state  chieste da Catania e da Palermo, non è stata una  scelta  da
  quello che capisco, ripeto, sono state chieste. Allora, se ci fosse
  la  possibilità di mettere una somma che può essere utilizzata  nel
  momento  in  cui  gli  altri Comuni possano  richiederle  onorevole
  Falcone, mi scusi, sto parlando credo a favore del Governo,  quindi
  la prego almeno di fare sentire quello che dico.
   Quindi,  assessore, se fosse possibile individuare  una  cifra  da
  mettere  a disposizione degli altri Comuni nel momento in  cui  ciò
  possa  avvenire,  sulla base di emergenze pari a  quelle  che  sono
  state  individuate per la città di Palermo e Catania, probabilmente
  potrebbe  essere una soluzione, dico probabilmente, perché  non  ho
  chiuso nessun accordo con i Gruppi.

                           (Brusio in Aula)

   Ho  capito un attimo, ci sono altri prima, però è una proposta che
  sto facendo, altrimenti, avendo compreso delle negatività anche  da
  parte  della  maggioranza, certo il rischio che  questa  norma  poi
  venga bocciata esiste, anzi oserei un po' più del rischio, per  cui
  inviterei  l'assessore a fare un minimo di ragionamento  su  quello
  che  è  possibile  fare per evitare di non dare  queste  risorse  a
  Palermo  e  Catania,  quindi vorrei sentire un attimo  l'Assessore.
  Prego.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente, nel clima che da parte del Governo ma anche  da
  parte   dell'Assemblea  di  confronto  leale,  sereno,   anche   se
  intercalato  in  alcuni momenti da inevitabili  nervosismo,  perché
  siamo tutti al lavoro da tanti giorni, quindi è inevitabile che  ci
  siano momenti di difficoltà, però ecco il Governo vuole finalizzare
  questo  intervento per la Sicilia. Credo che le due città sono  due
  città  importanti,  provate  che  in  questo  momento  non  possono
  ricevere  un  intervento dello Stato immediato,  attraverso  questa
  formula  potrebbero riceverlo, ma è evidente che il  secondo  comma
  sterilizza  tutto e conserva tutto all'intesa con lo Stato,  quindi
  non  stiamo  andando  a prendere i soldi e li  spendiamo,  è  tutto
  sottoposto ad un'intesa con lo Stato. Raccogliendo le esigenze e le
  richieste   di  altri  comuni,  che  però  oggi,  come  diceva   il
  Presidente,  noi  non abbiamo avuto richieste,  noi  abbiamo  avuto
  richieste anche a livello nazionale dei due comuni, magari ci  sono
  comuni  che sono oggettivamente in difficoltà, noi non lo sappiamo.
  Potremmo prevedere la riduzione dell'ultimo punto che riguarda  110
  milioni  per  investimenti  che  poi  dovrebbero  comunque   essere
  concordati con lo Stato su siti e interventi ospedalieri,  potremmo
  ridurlo da 110 a 60 e destinare 50 milioni, che ovviamente lo Stato
  deciderà  di  destinare  ai  Comuni,  attraverso  il  Ministro  per
  l'interno,  il  Ministro per l'economia, non sono  risorse  di  cui
  disponiamo  con  assegno, dovremmo sempre trovare  un'intesa,  però
  siccome oggi non sappiamo quali comuni possano essere in situazione
  emergenziale.

   PRESIDENTE.  Questa  devo  dire che mi  sembra,  onestamente,  una
  proposta  logica,  cioè  oggi le città che  l'hanno  chiesto,  sono
  queste due, non possiamo darli a chi non lo ha chiesto.
   Scusatemi,  io sto cercando, siamo all'ultima giornata,  credo  di
  avere fatto insieme anche personalmente oltre che all'onorevole  di
  Mauro,  e  all'onorevole  Galvagno e a tanti  altri  un  lavoro  di
  mediazione che fino ad oggi in qualche maniera ha funzionato.
   Fatemi passare quest'ultima se poi non sarà così. Sì ho capito non
  continuate a stare con le mani alzate. Ora vediamo quali  decisioni
  prende il Governo, se il Governo lo ritira, se no è inutile che  le
  do la parola. Se dovesse fare qualche nuova proposta lo faremo.
   Credo che questa possibilità di trovare un accordo, onestamente ci
  sia,  cioè siamo nelle condizioni di potere trovare una mediazione,
  se  poi  l'Aula  mi  dite  è inutile parlarne  perché  lo  bocciamo
  all'unanimità, chiederemo all'assessore di ritirarlo per evitare di
  farlo bocciare, però proviamoci.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Foti lei ha chiesto la parola
  dopo Sunseri. Sono tutti in ordine scritti.

   COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  sia
  davanti  agli  occhi  di  tutti  noi  siciliani  e  di  tutti   noi
  parlamentari,  ci sia una Sicilia piena di immondizia,  di  cui  ci
  dovremmo   vergognare  tutti  noi  siciliani  e   soprattutto   noi
  parlamentari.
   E oggi si continua a pensare di poter sostenere delle città che se
  ne fregano di fare una raccolta differenziata, che se ne fregano di
  seguire  le  norme e continuano a fare quello che fanno  e  noi  li
  premiamo dandogli altri soldi.
   Questi soldi, se li vogliamo utilizzare, caro amico mio, assessore
  Armao, mettiamoli in un fondo della Regione per risanare la Sicilia
  da  tutta l'immondizia, da tutte le microdiscariche, che ci sono in
  giro  per  la  Sicilia. Fino all'altro giorno io  personalmente  ho
  ascoltato  due turisti che svergognavano la Sicilia, esattamente  a
  Noto,  a Noto, svergognavano la Sicilia, dicendo:  Ma come  non  vi
  vergognate  di  fare  trovare  una  città  così  bella,  piena   di
  immondizia? .  Nelle  periferie, ci  sono  tutte  le  strade  della
  Sicilia  piene  di micro discariche è una vergona  e  tutti  ce  ne
  freghiamo.
   Utilizziamo questo fondo, perché se no non li potremo togliere mai
  tutte  queste  porcherie  che ci sono in giro;  utilizziamo  questo
  fondo, per esempio, per risanare la Sicilia e togliere tutta questa
  immondizia  faremo  una  grande  operazione,  questa  è   la   vera
  operazione,  caro  Manlio  Messina,  per  il  turismo  in  Sicilia.
  Ripuliamola, utilizziamo questi fondi se ci sono. In un  fondo  che
  già  esiste  tra  l'altro  per fare  in  modo  che  si  facciano  i
  controlli, si prevedano i sistemi per fare i controlli, per evitare
  che   i   siciliani  maleducati  continuino  a  buttare   sporcizia
  dappertutto.

   PRESIDENTE. E' chiarissimo, onorevole Compagnone. Le chiedo scusa,
  le chiedo scusa, ha perfettamente ragione.

   COMPAGNONE.  Io sono d'accordo a mandare questi soldi,  ma  non  è
  possibile  premiare il Comune di Palermo. Andrebbero  castigate  in
  uno  Stato  serio queste città, questi sindaci andrebbero castigati
  perché non fanno rispettare le norme a discapito degli altri Comuni
  dove invece la raccolta differenziata si fa.

   PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, mi permette un secondo? Scusate,
  colleghi,  è  la  prima  volta che arrivo  all'una  di  notte,  che
  arriviamo  all'una  di notte in questa Assemblea,  ero  riuscito  a
  resistere  per  quattro anni e dieci mesi a  questa  che  considero
  un'abitudine  non positiva. Ora siamo ad un punto in cui   scusate,
  onorevoli Aricò e Caronia, per favore. Grazie.
   Allora,  scusatemi io sono disponibile ad andare  avanti  però  se
  tutti  chiedete  la parola su un argomento, ad un certo  punto  ora
  dirò  all'Assessore se vuole votare, è inutile è che ognuno di  noi
  faccia un intervento per comunicare e alza la mano. Ovviamente  nel
  momento  in  cui  dico questo e lei alza la mano, ci  siamo  capiti
  perfettamente.
   E  allora se in questo momento l'assessore Armao, mi dice che cosa
  vuole  fare  perché ha capito quale è il clima,  è  inutile  che  è
  intervengono tutti, perché il clima è fin troppo evidente sia della
  maggioranza che dell'opposizione e di chi è fuori.

                           (Brusio in Aula)

   Allora,  Assessore  lei  che vuole fare?  Perché  sennò  metto  in
  votazione,  punto e basta  E' inutile che parlate tutti e  dobbiamo
  completare questa cosa  Un attimo solo.

   ARMAO,  Vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente,  le  prime due voci sono  relative  a  esigenze
  finanziarie   delle   aziende  sanitarie  che  sono   assolutamente
  essenziali,  costi emergenti, io credo che siano fuori discussione.
  Le  altre  due  riguardano  gli unici  comuni  che  essendo  comuni
  metropolitani e ripeto lo Stato, lo Stato ha fatto, un momento,  lo
  Stato finora ha fatto interventi speciali per le grandi aree urbane
  del  Paese,  cioè  Roma  e Napoli, Milano  ha  altri  problemi.  Io
  propongo sull'ultimo punto Presidente, ma mi rimetto all'Aula anche
  sulle  quantificazioni di far trasformare i 110 milioni di euro  in
  110  diventano 60 milioni di euro e 50 milioni di euro destinati  a
  un fondo per i Comuni che debbono far fronte all'emergenza rifiuti,
  fondo che dovrà essere ripartito dallo Stato.
   Attenzione, non sono risorse che possiamo dare a qui  e  lì,  sono
  risorse  che  possiamo spendere di intesa con  lo  Stato  e  quindi
  evidentemente  lo  Stato dovrà effettuare le  valutazioni  su  dove
  intervenire.

   PRESIDENTE. Un minuto, abbiamo capito la sua posizione.

   ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Ma
  50  milioni  sono una risorsa enorme se data, e 50  milioni  stiamo
  mettendo questo più di tanto non ...

   PRESIDENTE. Sì, scusi un attimo, vediamo di trovare una soluzione.

   DI  MAURO. Presidente, vorremmo capire, intanto mi si dice che non
  ci  sono  405  milioni ma sono 280, queste somme quante  sono?  Per
  capirlo.

   PRESIDENTE. E allora, scusatemi, posso dire una cosa? Questo non è
  cosa che possiamo portare avanti, per cui è inutile e continuare  a
  parlare lo dico da palermitano con grande dispiacere che volete che
  vi  dica.  Prego, sì, c'è una negatività che si coglie  in  maniera
  palese.

   ARMAO,  Vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  No,  no, scusate non sono 280 sono 405 se fa la somma sono  405.  A
  questo  punto raccogliendo le oggettive e comprensibili di esigenze
  del  territorio  e  dei  diversi Comuni di  cui  oggi  se  ritenete
  possiamo arrivare fino a cento milioni. Facciamo un fondo da  cento
  milioni ma che non possiamo assegnare oggi al comune x al comune y,
  perché  sono somme che dovremmo gestire d'intesa con lo  Stato,  lo
  dice anche l'ultimo comma, quindi ma comprensibile

   PRESIDENTE. Per carità, se ognuno parla della propria città  siamo
  rovinati

   ARMAO,  Vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Non è un problema oggi di comprendere che Palermo o Catania

   PRESIDENTE. Scusi, posso sentire l'idea dell'onorevole  Catanzaro?
  Io  spero  di  trovare  un accordo ma se non c'è  che  posso  fare?
  Onorevole Catanzaro, sentiamo.

   CATANZARO. Grazie, Presidente, anche perché l'ora è tarda e lo  ha
  detto  lei.  L'assessore Armao parlava di nervosismo d'Aula  ma  io
  ritengo  che dagli interventi che ci sono stati, no Presidente,  mi
  faccia  parlare.  Gli interventi di nervosismo  si  sono  succeduti
  all'interno   della  maggioranza  perché,  nel   momento   in   cui
  l'assessore Armao parla dei 95 milioni di euro, dei 30  milioni  di
  euro,  fermo  restando che 150 milioni su Palermo,  20  milioni  su
  Catania, nessuno può sindacare perché ci sono le emergenze, però ci
  sono  tante  altre  province, perché ho ascoltato  che  l'assessore
  Armao,  parlando di Palermo e Catania, parlava di mezza popolazione
  della  Sicilia,  è  vero.  Però, le province  più  piccole  saranno
  destinate a rimanere sempre piccole.

   PRESIDENTE.    Scusi,   non   se   l'abbia   a   male,    dobbiamo
  assolutamente...  Lei  sta dicendo una cosa  che  hanno  già  detto
  altri, se c'è una proposta la faccia.

   CATANZARO. La proposta è quella: o si rimodula il tutto, perché su
  110 milioni sugli investimenti, sulle strutture ospedaliere, non si
  possono togliere 60 milioni perché noi dobbiamo incentivare  semmai
  gli ospedali in Sicilia.

   PRESIDENTE. La proposta qual è?

   CATANZARO.  La  proposta  è quella di rimettere  tutto  insieme  e
  ridistribuire le somme se la vogliamo fare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, prego. Un attimo  onorevole  Foti,
  lasciatemi  lavorare,  l'ha chiesto da due  ore   Prego,  onorevole
  Ciancio.

   CIANCIO.   Giusto   perché  noi  avevamo  una  proposta.   Avevamo
  presentato  in  Commissione  Ambiente proprio  un  emendamento  per
  istituire  un  fondo  per coprire le maggiori spese  che  i  comuni
  dovevano  coprire  per  mandare  i  rifiuti  fuori  Regione.  È  un
  emendamento che è passato in Commissione Ambiente, non è passato in
  Commissione Bilancio

   PRESIDENTE. Ma c'entra con questo argomento?

   CIANCIO.  La  proposta si basa sulla premialità sulla  base  della
  raccolta differenziata, ovvero la proposta è prendiamo i soldi  che
  ci  sono,  sono 150 più 20, facciamo un fondo unico e li  diamo  ai
  comuni.  Io  ho  l'emendamento pronto che è già formulato  e  viene
  distribuito secondo i criteri di premialità.

   PRESIDENTE. Mi faccia sentire la proposta dell'onorevole Foti.

   FOTI.  Signor  Presidente, non abbiamo nulla  in  contrario  sulle
  spese,  aumento  energia  e  sanità che,  secondo  noi,  non  vanno
  toccati. Nel merito della questione dei due commi che riguardano la
  questione  rifiuti  abbiamo già depositato un emendamento.  Secondo
  noi  va fatto un fondo unico che poi, concordato con lo Stato, vada
  incontro  alle  esigenze dei comuni che hanno dovuto  aumentare  la
  tariffa  in  Consiglio  comunale, con  percentuali  spaventose.  Il
  dramma  è di tutti. Volevo anche dire, infatti, che c'era un  fondo
  che  era stato presentato in Commissione però voglio anche dire che
  non sono d'accordo sulla questione delle percentuali, perché è vero
  che  vanno  premiati  i virtuosi e non vanno sanati  i  drammi,  ma
  siccome   c'è  un'emergenza  sanitaria  e  il  fondo  è  abbastanza
  capiente,  però  va  messo a disposizione di tutti.  Non  comprendo
  cos'è  che  lo  Stato potrebbe avere in contrario  rispetto  ad  un
  intervento  generale  sui comuni, rispetto a quello  puntualizzato.
  L'emendamento  è  già  depositato e prego, per  favore,  che  venga
  offerto all'Aula.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Presidente Miccichè, però questo non è il suo  modo  di
  lavorare, perché stasera noi stiamo facendo brain storming. Qua chi
  si  alza  propone la sua idea sulla base di fondi che sono spuntati
  improvvisamente.  Presidente, io faccio appello  al  suo  senso  di
  responsabilità  che, fino a questo momento, ci ha  guidati.  Questo
  articolo  va  stralciato, Presidente. Perché siamo sul piano  della
  mera improvvisazione e non è possibile prendere 400 milioni di euro
  e lasciare in pasto all'Aula e alle idee di chicchessia di che cosa
  farne.  Presidente,  la prego, faccia il Presidente  dell'Assemblea
  come  l'ha  fatto  bene  fino a questo  momento  e  stralci  questo
  articolo.  La  prossima legislatura, il prossimo Parlamento,  saprà
  cosa  farne, sulla base di idee chiare, definite e precise, ma  non
  consegniamo questo spettacolo, stasera, in questa ultima  probabile
  Aula, in questa ultima fase della legislatura, ai siciliani.

   PRESIDENTE. Ho chiesto già all'Assessore di comunicarmi  se  vuole
  il voto o se lo vuole ritirare.
   Dopo  che  ha  creato questo fondo da 100 milioni  se  votiamo  la
  creazione  di  questo  fondo, no Assessore? Poi  deve  dire  ancora
  qualcosa.

   ARMAO,  Vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Grazie  Presidente. Io quello che posso proporre all'Aula come  una
  soluzione  perché  il  tema qual è? Parliamo anche  in  termini  di
  tempistica. Il Governo nazionale che emergerà dalle elezioni del 25
  settembre  realisticamente,  tra  insediamento,  composizione   del
  Governo, formazione dei Gabinetti, operazioni preliminari non  sarà
  operativo  per interloquire con i nostri comuni prima  di,  diciamo
  fine  novembre,  per essere chiari. Dopo di che avrà  la  legge  di
  bilancio.  Se  nel  frattempo interviene una misura  specifica  per
  Comuni,  se non ha una base normativa regionale non potrà  operare.
  Allora  io credo sia ragionevole è che costituiamo un fondo di  100
  milioni di euro, togliamoli agli investimenti considerato che si fa
  riferimento  alla  normativa nazionale. Erano  risorse,  perché  se
  erano  risorse che vengono fuori dalla retrocessione  delle  accise
  ecco  qual  è  il  senso della preminente riferibilità  al  settore
  sanitario e dei rifiuti.
   Quindi destiniamo 100 milioni di euro ad un fondo che insieme allo
  Stato verrà ripartito tra i Comuni che sono in emergenza sanitaria.
  Su  questo dobbiamo essere, anche perché non sappiamo se è l'ultima
  occasione per un intervento o meno e quindi è necessario mettere in
  sicurezza queste risorse. Io faccio un appello, il Parlamento potrà
  cambiarle  eventualmente. Ma noi non ci  facciamo  mettere  in  una
  situazione in cui manca per noi. Credo sia giusto.

   PRESIDENTE.   Allora,   scusate.  Io  faccio   l'ultima   proposta
  all'Assessore  e  poi  metto  in  votazione  senza  perdere  tempo.
  L'ultima  proposta che io posso fare è questa: se  fosse  possibile
  questi  soldi impegnarli così come si devono impegnare ma  senza  i
  nomi  delle città, per quelle città che ne avranno bisogno. Poi  se
  il  Governo nazionale riterrà che ne ha bisogno Palermo, Messina  o
  Agrigento,  Trapani lo farà per quelle città. Diversamente  se  non
  c'è  nessuno  che ne ha bisogno non vengono usati.  Senza  nominare
  Palermo  e  Catania ma soltanto creando un fondo di 200  milioni  a
  questo  punto  che possa. Quanto? Si crea un fondo, erano  previsti
  150  e 20, 250. Si crea un fondo di 250 milioni a favore dei comuni
  che  hanno le emergenze. 270. Allora io credo che se questo venisse
  accettato  dal Governo probabilmente è una proposta  che  ci  potrà
  portare   ad   un   risultato.  Ho  capito  ma  io  voglio   sapere
  dall'assessore se a lui va bene questa proposta.

   ARMAO, Vicepresidente della Regione e assessore per l'economia. Va
  bene,  perché  non è un atto che può condizionare, essendo  risorse
  che lo Stato assegna alla Sicilia, nascerà dall'intesa tra Stato  e
  Regione. E' evidente che questa era soltanto una indicazione.

   PRESIDENTE.  Quanto  meno  c'è  la disponibilità  poi  il  Governo
  nazionale  deciderà  a chi darlo. Io farei una modifica  in  questo
  senso. Se gli Uffici. Onorevole Dipasquale, lo può illustrare?

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, insieme ai  colleghi  velocemente
  abbiamo cercato di trovare una sintesi di quello che può essere  un
  intervento equilibrato. Così che abbiamo pensato. Di costituire  un
  fondo  per  tutto  quello  che è disponibile,  un  fondo  che  è  a
  disposizione di tutti i comuni in proporzione agli abitanti.

   PRESIDENTE.  Per me va bene quello che avete fatto voi,  perché  è
  esattamente la mia idea.

   DIPASQUALE.  Una  cosa  semplice, pulita ed  equilibrata.  Abbiamo
  presentato  un  emendamento  e  ci  siamo  raccordati   con   molti
  dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Sfonda  una  porta aperta  perché  era  la  mia  idea
  esattamente senza che ci fossimo parlati.
   Di  quanto era il fondo? 280. Se siete d'accordo, io credo che  la
  proposta che fa l'onorevole Di Pasquale

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Ci sono due emendamenti: uno dell'onorevole Di Pasquale
  che  è  di  soppressione, e l'altro predisposto da me in cui  tiene
  conto del numero degli abitanti e tiene conto anche di una proposta
  che  dovrebbe  fare  il governo, che ovviamente  con  una  delibera
  stabilisce  i  criteri, pubblica il bando, i  comuni  che  hanno  i
  requisiti. Per esempio non potrà partecipare Melilli, perché non ha
  crisi  finanziaria, però da quello che dice l'Assessore Armao,  che
  poi  va a trattare a Roma, o l'Assessore Armao ci va con un vincolo
  bene  definito e delineato dal Parlamento perché altrimenti a  Roma
  parlerà  solo  di  Palermo  e forse di  Catania,  oppure  è  meglio
  approvare l'emendamento dell'onorevole Pasqua che lo boccia  e  poi
  ci  mettiamo  d'accordo in Aula con un mandato rigido  al  governo,
  perché   altrimenti  il  governo  parla  solo  di  Palermo,  perché
  l'assessore è di Palermo, tutti siamo di Palermo ed esistono  anche
  altre 379 città.

   PRESIDENTE. Da quello che ho capito è lo Stato che decide,  non  è
  l'assessore Armao.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, noi riteniamo che la proposta  che  è
  arrivata da lei e dall'assessore Armao cioè quella di istituire  un
  fondo  con quelle risorse che certamente possono essere utilizzate,
  perché il primo comma, quello dei 95 mila euro e quelli dei 30 mila
  euro  che  servono per garantire i maggiori costi energetici  e  il
  nuovo  prezziario di investimenti che sono già in corso io  non  li
  toccherei,  mentre  il fondo di 150 mila euro per  Palermo,  20  di
  Catania e aggiungiamo i 110 che sono investimenti futuri che ancora
  non sono impegnati e facciamo un fondo unico per tutti i comuni  in
  proporzione al numero di abitanti, 280 milioni di euro. Per carità,
  a  Palermo gliene toccheranno magna parte perché stiamo parlando di
  un  comune  di  1  milione di abitanti su 5 milioni  che  siamo  in
  Sicilia, però è fatto in maniera diversa. Facciamo un fondo  che  è
  generico,  che  è  a  sostegno di tutti i  comuni  per  l'emergenza
  rifiuti  e  sanità, in proporzione al numero di abitanti, liberando
  quelle  risorse che però possono ancora essere liberate, ma  quelle
  che  sostengono  investimenti già in corso e i maggiori  oneri  che
  sono  derivanti  dai  costi  energetici  aumentati,  dai  prezziari
  aumentati io li lascerei.
   Per  cui invito anche i colleghi ad un attimo di buonsenso. E'  un
  plafond  totale  di  405  milioni però i  95  e  i  30  li  ritengo
  necessari, gli altri possiamo fare il fondo per tutti.

   PRESIDENTE. Se fosse possibile arrivare a una mediazione di questo
  tipo  ne  sarei  felice.  Onorevole  Pasqua,  rima  di  mettere  in
  votazione  il  soppressivo proviamo a capire se un  emendamento  di
  questo tipo che ha proposto adesso l'onorevole Savarino che  poi  è
  uguale a quello che aveva fatto l'onorevole Di Pasquale e che avevo
  immaginato  io,  possa funzionare, se no poi  votiamo  l'1.3  e  ci
  togliamo  il  problema. Visto che non rinunciate  dobbiamo  votare.
  Intanto  votiamo  gli  altri emendamenti che riguardano  gli  altri
  articoli.
   Si  passa all'emendamento 1.1, quello che riduce lo stanziamento di
  Palazzo d'Orleàns per consentire la copertura degli altri articoli.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  Gov1.2, un emendamento  tecnico,  è  la
  copertura che mancava nei centocinquanta mila euro nel TPR.
   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A pagina 5, l'emendamento è stralciato perché è un doppione.
   Si  passa all'emendamento Gov.1.3 e concedo i cinque minuti che mi
  sono  stati  chiesti dalla Commissione per vedere se  si  trova  un
  accordo, altrimenti lo votiamo subito dopo.
   La seduta è sospesa.

        (La seduta sospesa alle ore 1.11, è ripresa alle 1.22)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  E allora, colleghi, se torniamo a sederci ripartiamo,
  tanto ormai abbiamo praticamente finito. Dunque, io devo, dal punto
  di   vista   regolamentare,   fare   votare   prima   l'emendamento
  soppressivo.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio segreto)

     PRESIDENTE.  Quindi,  voto segreto? E' la maniera  per  battersi
  questo    stai   attenta   Stai  attenta   Va   bene.   E   allora,
  sull'emendamento  GOV.1.3  è  stata  richiesta  la  votazione   per
  scrutinio segreto.
   Vediamo se c'è, per favore, il numero dei richiedenti per il  voto
  segreto.

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Ne abbiamo parlato per mezz'ora. C'è poi l'emendamento
  che prevede il fondo di 280 milioni, ma questo è il primo

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Galvagno. Onorevole Galvagno, ha
  presentato questo emendamento?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Galvagno)

   Ma noi non l'abbiamo. Comunque, in ogni caso, bisogna votare prima
  l'emendamento soppressivo.


       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento GOV.1.3

   Quindi,  essendo  la richiesta di votazione per scrutinio  segreto
  appoggiata  a  termini  di  Regolamento, indìco  la  votazione  per
  scrutinio segreto dell'emendamento GOV. 1.3.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi preme il  pulsante  verde
  sopprime   l'articolo;  chi  preme  il  pulsante   rosso   mantiene
  l'articolo; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            49
   Votanti             32
   Maggioranza         17
   Favorevoli          17
   Contrari            15
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   17  a  15;  vedi per poco, per poco hai vinto  Secondo  me  potevi
  perdere  solo  col voto segreto. Va bene, è soppresso l'articolo  e
  quindi non abbiamo più che cosa inventarci.
   A  questo  punto  rimane il voto complessivo. Pongo  in  votazione
  l'emendamento GOV.1, così come modificato.  Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ora  dobbiamo  votare  il disegno di legge.  Prima  l'articolo  9,
  giusto, che a questo punto possiamo votare.

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE. Come scusi? Per che cosa? Per fare e che cosa?  Sempre
  e  comunque avere rispetto per il voto dell'Assemblea, per il  voto
  dell'Aula. Nessuno si può arrabbiare.

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

   PRESIDENTE. Assessore, la prego, è stato votato.

           (Intervento fuori microfono dell'assessore Armao)

     Assessore,  la  prego   Sono valutazioni  sue,  anche  corrette
  scusate. Bisogna votare

                          (Proteste in Aula)

     Onorevole  Di  Mauro, per favore  Dobbiamo votare.  Per  favore
  Scusate.  Se continuate così sono costretto a sospendere di  nuovo,
  scusatemi,  onorevole Tamajo, la prego  E' accanto  a  me  non  può
  urlare
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio  della Regione per l'esercizio finanziario 2022 e  per  il
  triennio  2022-2024  sono  introdotte le varia-zioni  di  cui  alle
  annesse  tabelle  A  e  B  comprensive delle variazioni discendenti
  dall'applicazione delle disposizioni della presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli Uffici faranno il coordinamento sugli emendamenti approvati.
   Scusate, colleghi, c'è un emendamento ai sensi dell'articolo  117,
  il  117.1 perché c'era un emendamento sbagliato all'articolo 5, per
  cui lo devono sistemare. A questo punto, possiamo votare il disegno
  di legge.
   Cosa dice, onorevole Grasso?

   GRASSO.   Signor   Presidente,  chiedo   solo   30   secondi   per
  dichiarazioni di voto che vorrei restasse a verbale. (Vedi allegato
  al resoconto stenografico)

   PRESIDENTE. Sono le 2.00 di notte


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Modifiche alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e alla  legge
  regionale  25  maggio  2022,  n.  14.  Variazioni  al  Bilancio  di
  previsione  della Regione siciliana per il triennio 2022-2024»  (n.
  1265/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Modifiche alla legge regionale  25  maggio
  2022,  n.  13  e  alla  legge regionale  25  maggio  2022,  n.  14.
  Variazioni al Bilancio di previsione della Regione siciliana per il
  triennio 2022-2024» (n. 1265/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            50
   Votanti             27
   Maggioranza         14
   Favorevoli          27
   Contrari            0
   Astenuti            12

                         (L'Assemblea approva)


                   Svolgimento di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli ordini del giorno  sono  tutti
  accettati come raccomandazione.

  (Gli  ordini del giorno finora presentati recano i numeri  d'ordine
  dal 657 al 673 di cui:
  - gli ordini del giorno nn. 658, 659, 661, 670 risultano ritirati;
  - gli ordini del giorno nn, 657, 660, 662, 663, 664, 665, 666, 667,
  668, 669, 671, 672 e 673 sono accettati come raccomandazione)

   PRESIDENTE.  Scusate prima di andarvene, devo darvi  una  notizia,
  se, per favore, state un attimo attenti. Io, non per le voci che si
  rincorrono  per quello che è scritto nel giornale,  ma  per  alcuni
  colloqui  che  ho  avuto con parte del Governo, ritengo  opportuno,
  piuttosto che salutarci per rivederci a settembre, convocare l'Aula
  per  venerdì  per possibili comunicazioni da parte del  Presidente.
  Martedì non si può perché entro lunedì si può dimettere, quindi  le
  comunicazioni  si  fanno preventivamente  non  ex  post.  Per  cui,
  l'unica  giornata possibile è venerdì. Poi chi vuole venire  viene,
  chi  non  vuole venire non venga. Scusatemi, allora,  la  seduta  è
  convocata  alle  ore  11.00,  eventuali  modifiche  di   orario   o
  sconvocazione di seduta vi saranno comunicate via e-mail.
   La seduta è tolta.

       La seduta è tolta alle ore 1.29 di giovedì 4 agosto 2022

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
  Allegato

  (Dichiarazione di voto DDL n. 1265/A - On. Grasso)

  GRASSO. Vorrei sottolineare la valenza anche ai fini interpretativi
  di  quanto  approvato  all'interno del Maxi comm  relativamente  al
  contributo  aggiuntivo  al  teatro Vittorio  Emanuele  di  Messina,
  finalizzato esclusivamente ad iniziare il percorso di attuazione di
  quanto previsto nella delibera di Giunta 370/2014.

  Allegato A

                      Annunzio di interrogazioni

   - Con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  2711  -  Notizie in ordine ai possibili interventi urgenti  da
  adottare per implementare unità nei distaccamenti dei volontari dei
  Vigili  del fuoco, con particolare riferimento al Distaccamento  di
  Linguaglossa  (CT)  e attivazione dei corsi di  formazione  per  la
  prevenzione incendi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Galvagno Gaetano

   N.  2712  -  Urgente indagine conoscitiva all'ASP  di  Messina  su
  irregolarità nell'area tamponi drive-in.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.

   N.  2716 - Notizie sulla scomparsa di Douna Diane e iniziative per
  contrastare l'intermediazione illecita e lo sfruttamento nel lavoro
  agricolo e non solo della c.d. Fascia trasformata.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Campo  Stefania;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - Con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  2707  -  Interventi  volti  alla definizione  dei  mandati  di
  liquidazione  per  le imprese agricole ammesse a contributo  con  i
  fondi del PSR-Asse 4-Misure 4.4B, 4.4 C, 4.4 D.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Lo Giudice Danilo

   N.  2708  -  Interventi di salvaguardia per il centro cardiologico
  pediatrico di Taormina (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lo Giudice Danilo

   N.  2709  -  Notizie  e misure urgenti per i  lavori  in  fase  di
  svolgimento presso la caserma dei Carabinieri di Stromboli (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Catalfamo Antonio

   N.  2710 - Notizie sulla grave carenza di personale nel Corpo  dei
  Vigili del fuoco in Sicilia.
   - Presidente Regione
   Zitelli Giuseppe

   N. 2713 - Chiarimenti sulla nomina del componente del Consiglio di
  amministrazione della 'Fondazione Istituto Giglio Cefalù'.
   - Assessore Salute
   Cracolici Antonino

   N.  2715  -  Notizie  ed  interventi  urgenti  per  l'attività  di
  vigilanza  venatoria  e  per la difesa del  patrimonio  boschivo  e
  zootecnico della Sicilia durante il periodo estivo per l'anno 2022.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Catalfamo Antonio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N. 457 - Chiarimenti e interventi sullo stop ai lavori di restauro
  dell'Eremo  di  Monte Scalpello in territorio di Castel  di  Iudica
  (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Ciancio  Gianina; Cappello Francesco; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  De Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  646  -  Urgente  revoca del sequestro da  parte  dell'Autorità
  giudiziaria  di  21 cavalcavia dell'autostrada A20 Messina-Palermo,
  relativamente a presunte criticità.
   Calderone Tommaso A.; Lantieri Annunziata Luisa; Ternullo Daniela
   Presentata il 14/07/22

   N.  647  -  Interventi urgenti per la digitalizzazione dell'intero
  percorso per l'erogazione degli alimenti senza glutine ai celiaci.
   Pullara  Carmelo;  Ragusa  Orazio; Caronia  Maria  Anna;  Figuccia
  Vincenzo; Sammartino Luca; Catalfamo Antonio; Cafeo Giovanni Luca
   Presentata il 19/07/22

   N.  648  -  Interventi urgenti sui criteri adottati per  porre  in
  essere  i c.d. recuperi tariffari in forza del Decreto assessoriale
  n. 170/2013 (c.d. Decreto Borsellino).
   Compagnone Giuseppe; Di Mauro Giovanni; Grasso Bernardette Felice
   Presentata il 19/07/22

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

  ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA