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Resoconto d'Aula della Seduta n. 353 di venerdì 05 agosto 2022
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 11.45

   PRESIDENTE. Colleghi, buongiorno. La seduta è aperta.

     Comunicazione relativa a documento della scorsa seduta d'Aula

   PRESIDENTE.  Avverto  che  nella scorsa  seduta  d'Aula  per  mero
  disguido era stato preannunziato un emendamento da trasformarsi  in
  ordine  del  giorno  con  cui  si  invitava  questa  Presidenza  ad
  attivarsi  presso i Presidenti delle Camere affinché  l'articolo  6
  del ddl voto n. 641 del 17 dicembre 2019 venisse riscritto.
   Non  sorgendo osservazioni, anche il presente documento si intende
  accettato come raccomandazione da questa stessa Presidenza.


       Comunicazione di dimissioni del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Colleghi, come sapete ho ricevuto una nota  da  parte
  del Presidente della Regione e, quindi, do lettura della nota prot.
  14813  del 4 agosto 2022 (qui pervenuta in pari data e protocollata
  al n. 1487-PRE/2022 del 5 agosto successivo):

    Repubblica Italiana
      Regione Siciliana
     IL PRESIDENTE

   Prot. 14813

   Palermo, 4 agosto 2022

   Signor Presidente,

   al  fine  di  garantire  nella stessa giornata  del  25  settembre
  prossimo   l'accorpamento  delle  elezioni  politiche  con   quelle
  regionali,  ritengo necessario avviare tutte le procedure  previste
  dalla  vigente  normativa,  ai sensi ai sensi  dell'art.  10  dello
  Statuto autonomistico.

   Non  sfuggirà, certamente, all'attenzione dei Signori Deputati che
  la  vicina scadenza naturale della legislatura impone, non solo per
  ragioni  di  contenimento della spesa, di operare per garantire  la
  più  ampia partecipazione alla consultazione elettorale, di evitare
  una  ravvicinata chiusura delle scuole per le famiglie e di evitare
  un  turno  elettorale  che possa cadere all'inizio  della  stagione
  autunnale,   per  le  possibili  ricadute  legale  alla   emergenza
  pandemica.

   Nel  rivolgere un deferente saluto al Parlamento, rappresento  che
  la mia decisione di presentare irrevocabili dimissioni dalla carica
  di  presidente della Regione non mancherà di garantire  il  massimo
  impegno di tutto il governo della Regione e del suo presidente  per
  adempiere  alle  funzioni  istituzionali  fino  al  compimento  del
  procedimento elettorale.

   Molto cordialmente,

   Sebastiano (Nello) Musumeci


  Al Sig. Presidente dell'ARS
  On.le Gianfranco Miccichè
  PALERMO

   L'Assemblea   prende  atto  delle  dimissioni   irrevocabili   del
  Presidente della Regione.
     Poiché  la  specifica  normativa di cui  alla  legge  statutaria
  entrerà   in  vigore  nella  prossima  Legislatura,  trova  diretta
  applicazione l'articolo 10, comma secondo, dello Statuto.
   Pertanto,   si   procederà  alla  nuova  e  contestuale   elezione
  dell'Assemblea regionale e del Presidente della Regione, mentre  ai
  sensi dell'articolo 8 bis, comma terzo, dello Statuto e secondo  la
  giurisprudenza della Corte costituzionale (sent. n.  12/2006)   Nel
  periodo  tra lo scioglimento dell'Assemblea e la nomina  del  nuovo
  Governo  regionale il Presidente e gli Assessori  possono  compiere
  atti di ordinaria amministrazione .
   Avverto,   infine,  che  a  norma  dell'articolo  4  della   legge
  costituzionale  n. 1 del 1972,  Finché non si è  riunita  la  nuova
  Assemblea  regionale  siciliana  sono  prorogati  i  poteri   della
  precedente Assemblea .
   Pertanto,   tenendo   conto   degli   insegnamenti   della   Corte
  costituzionale,  nonché  della prassi  maturata  presso  le  Camere
  nazionali  e  di  quella dell'ARS, l'Assemblea  è  legittimata,  in
  conseguenza   della  prorogatio  determinatasi  a   seguito   delle
  dimissioni  irrevocabili del Presidente della Regione,  a  compiere
  gli atti di propria competenza secondo il seguente schema:
   -Atti legislativi: esclusivamente quelli che rivestano i caratteri
  dell'indifferibilità ed urgenza, inclusi quelli  costituzionalmente
  dovuti. Conseguentemente, non potranno più essere accettati disegni
  legge  di qualsiasi provenienza, tranne quelli per i quali  ne  sia
  stata eccezionalmente autorizzata la trattazione perché urgenti  ed
  indifferibili,  mentre  i  disegni di legge  che,  a  tale  momento
  risultino  già  presentati,  non  potranno  essere  assegnati  alle
  Commissioni (dichiarazione di improcedibilità).
  -Atti di indirizzo politico: rimane altresì preclusa la
  presentazione ovvero l'esame di mozioni, ordini del giorno e
  risoluzioni.
  -Atti di sindacato ispettivo: è escluso l'ingresso e lo svolgimento
  di interrogazioni e interpellanze, mentre rimangono ricevibili le
  interrogazioni a risposta scritta nella considerazione che esse,
  risolvendosi in un rapporto diretto (sia pure veicolato tramite i
  competenti Uffici parlamentari) tra deputato e Governo, non danno
  vita a dibattiti in Aula.
  -Atti a rilevanza interna: tutti quegli atti classificabili come
  interna corporis.

   Avverto,  infine,  che i verbali delle precedenti  sedute  d'Aula,
  compreso  quello  dell'odierna seduta,  saranno  approvati  in  una
  seduta d'Aula all'uopo convocata.
   Quindi, dovremo convocare un'altra seduta a settembre, prima delle
  prossime elezioni. Questo era mio dovere comunicarvi.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola.
   Io   intervengo,  innanzitutto,  per  ringraziare   il   personale
  dell'Assemblea  regionale siciliana che,  in  questi  anni,  ci  ha
  collaborato,  ci  ha  consentito di svolgere al  meglio  il  nostro
  lavoro e, ovviamente, anche per ringraziare lei per le funzioni che
  ha  esercitato,  riconoscendole che lo ha fatto nel pieno  rispetto
  del Regolamento e garantendo i diritti delle opposizioni.
   Mi  dispiace  che,  purtroppo,  il  Presidente  Musumeci  non  sia
  presente,  non  abbia  sentito  il  bisogno,  non  abbia  avuto  la
  sensibilità di comunicare direttamente al Parlamento le dimissioni,
  purtroppo questo conferma la sua cultura e la sua disattenzione, se
  non  il  disprezzo  - più volte dimostrato in  questi  anni  -  nei
  confronti del Parlamento.
   Voglio    anche   ringraziare   tutti   i   colleghi,   ovviamente
  innanzitutto, del mio Gruppo parlamentare, ma tutti i  colleghi  di
  tutti i Gruppi parlamentari, anche quelli con i quali abbiamo avuto
  confronti aspri, dialettici, forti, di scontro politico, perché, in
  questi anni, ognuno di noi - sono certo - lo ha fatto pensando così
  di  rappresentare al meglio i siciliani. E, ovviamente, auguri alla
  nostra Regione per il futuro e, soprattutto, ai siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Lupo, intanto, per le parole  che  ha
  rivolto  a  tutta l'Assemblea e anche quelle che ha  rivolto  a  me
  personalmente; la ringrazio molto.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, intervengo  anch'io  per  fare  un
  ringraziamento,   vero   e   sincero,   a   tutti   i    dipendenti
  dell'Assemblea, agli Uffici, in questi anni con molta  dedizione  e
  comprensione  ci  hanno  aiutato  nel  capire  anche  i  meccanismi
  dell'Assemblea stessa e cercare di portare avanti tutto quello  che
  è  stato  fatto da questa Assemblea regionale, perché molte  leggi,
  Presidente, sono state realizzate dal confronto, anche aspro, dalle
  diversità  che  ha  avuto questa Assemblea regionale  siciliana.  E
  nelle  diversità si è riusciti a costruire, secondo me,  in  questi
  cinque  anni, anche grazie al suo equilibrio, perché poi  spesso  è
  stato attaccato per il suo modo di esternare determinate cose, però
  anche in quei modi, secondo me, c'è un equilibrio da mantenere  per
  le  forze  politiche  e  per le diversità dei  cittadini  che  sono
  rappresentati da questa Assemblea regionale siciliana.
   A  me  dispiace che anche oggi il Presidente Musumeci,  nel  forse
  ultimo   suo  atto  di  presentazione  delle  dimissioni  a  questa
  Assemblea  regionale  siciliana, non sia  presente  in  Aula  e  le
  dimissioni  le  abbia fatte tramite una diretta  Facebook.  Dirette
  Facebook a cui ci ha abituato.
   A  me  questo dispiace perché nel corso degli anni, devo dire  che
  questo Governo, anche se non è della mia stessa forza politica, non
  è  del  mio  colore politico, secondo me poteva fare molto  di  più
  rispetto  a  quello  che ha fatto e non lo  ha  fatto  proprio  per
  l'assenza  di  un  generale - ora parlo con le parole  che  possono
  essere  un po' più comprensibili al Presidente Musumeci  -  non  ha
  avuto  un generale che fosse disponibile al dialogo e al confronto.
  Ogni  qual volta ci si è confrontati, qui in Aula, io ho  visto  un
  Presidente non affine al dialogo e al confronto. Non l'ho mai visto
  in  una  Commissione  di questa Assemblea regionale  siciliana,  in
  nessuna discussione all'interno delle Commissioni dell'Assemblea. E
  dico,  per me, non so nelle passate legislature, questo è un  fatto
  che  certifica  ancor di più il distacco di questo  Presidente  nei
  confronti, non solo dell'Assemblea regionale siciliana - ma  questo
  ovvio  che  è un parere personale e poi politico - ma nei confronti
  dei cittadini.
   Quindi,  l'augurio  è  che questa Sicilia  possa,  nelle  prossime
  settimane  e  nei prossimi mesi, risvegliarsi molto più dialogante,
  risvegliarsi affine alle diversità perché sono poi quelle diversità
  che  portano  a realizzare, a concretizzare le proposte  che,  poi,
  servono a tutti.
   Quindi,  in  bocca  al  lupo a tutti noi,  in  bocca  al  lupo  ai
  cittadini siciliani e io sono convinto che la Sicilia rinascerà,  e
  rinascerà ancora più forte.

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò, vuole intervenire o no?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE.  Siccome sono i Capigruppo. Poi  agli  altri  darò  la
  parola per un minuto. Va bene.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Però, veramente, per pochissimo  tempo
  perché non è un dibattito d'Aula, visto che siamo da soli.

   CRACOLICI. Signor Presidente, sono comunicazioni.
   Presidente,  forse  mai  come  in  questo  momento,  il  minuto  è
  inappropriato  perché  io appartengo a quella  cultura  in  cui  la
  democrazia ha delle regole scritte, delle regole non scritte, delle
  forme,  dei  riti  per  i  quali vive l'istituto  della  democrazia
  attraverso,  anche,  degli esempi che si tramandano  da  mandato  a
  mandato, oserei dire da generazione a generazione.
   Veda  io non sono scandalizzato perché il Presidente della Regione
  non  è  presente  qui  e,  devo  dire,  neanche  nessuno  dei  suoi
  assessori, tranne l'onorevole Aricò che, diciamo, prudentemente  si
  è  seduto nei banchi che utilizzava fino a qualche giorno fa, prima
  di essere nominato assessore.
   Quindi,  da  questo punto di vista, facendo forse  istintivamente,
  sentendosi  più parlamentare che componete della giunta che  decade
  con le dimissioni del Presidente.
   Quindi, anche l'assenza della giunta a questo rito, che non  è  un
  rito,  la  dice  lunga  sulla deriva che, in  questo  momento,  sta
  vivendo  la Sicilia e che, io credo, debba spingere tutti,  persone
  serie,   persone  responsabili,  persone  che  amano  la  battaglia
  politica, la battaglia democratica ma considerano questa la casa di
  tutti  i  siciliani - perché questo è il luogo della rappresentanza
  della   Sicilia  -  che,  di  concerto  con  un  Presidente  eletto
  direttamente dal popolo dovrebbe assicurare quella funzionalità del
  sistema.
   Ed  è  la  ragione, ho sentito il dovere di parlare anche  perché,
  veda con altissima probabilità questo è il mio ultimo intervento in
  questa   sala.   Concludo,  con  questa  legislatura,   la   quinta
  legislatura.
   Ho  vissuto  in questi ventun anni, ventidue quasi, l'applicazione
  concreta  dell'elezione diretta. Sono stato eletto nel  mandato  in
  cui,  per  la prima volta i siciliani hanno scelto direttamente  il
  Presidente della Regione. E, oggi, mi permetto di offrire anche una
  valutazione. Certamente a chi verrà dopo di me, a chi verrà dopo di
  noi  ma  una riflessione va fatta: l'elezione diretta in Sicilia  è
  diventata  una  caricatura.  Dal  punto  di  vista  dell'efficienza
  funzionale della democrazia, non mi pare che abbia prodotto  grandi
  risultati.  C'è  uno  scollamento  sempre  più  drammatico  tra  la
  rappresentanza e l'esecutivo. Non c'è legislatura dove questo  iato
  non  si  sia allargato sempre di più e, soprattutto, c'è il rischio
  di una democrazia malata che può produrre anche avventure perché io
  considero  il  gesto  di  Musumeci non  un  gesto  di  ineducazione
  parlamentare,    istituzionale.   La   considero,    invece,    una
  manifestazione  di  chi pensa che si possa legittimare  la  propria
  funzione  disprezzando non i parlamentari, ma il Parlamento  che  è
  una  cosa  diversa. Perché i parlamentari cambiano, vanno, vengono.
  La  fortuna  della democrazia è che ogni cinque anni si  vota  e  i
  cittadini  scelgono, anche grazie alle preferenze, chi  mandare  in
  Parlamento.
   Ma  il  Parlamento esiste, si dice che sia il più antico d'Europa.
  Abbiamo  una  data  che ci ricorda da quale  tempo  ha  origine  il
  Parlamento  nella  nostra  Regione,  però,  il  disprezzo  per   il
  Parlamento lascia il segno, apre derive, costruisce sentimenti  che
  possono allignare nell'opinione pubblica; in un tempo nel quale  la
  democrazia  appare malata, perché lo è, è inutile nasconderci,  non
  riusciamo  a  trovare  il  bandolo  della  matassa;  pensavamo  che
  l'elezione diretta fosse una risposta e io ero tra questi, ma  devo
  ricredermi perché, dopo 21 anni, il sistema democratico siciliano è
  più debole di quello che esisteva 21 anni fa.
   Capisce  perché  il  tema non era il minuto  in  senso  stretto  e
  tecnico  per  fare  il  solito rito di una discussione  che  potrei
  usare,  anche perché qui, è paradossale, stiamo discutendo  in  una
  condizione  con una battuta, è come giocare a tressette col  morto,
  nel  senso che uno dei giocatori non è presente alla partita, però,
  non  voglio  infierire, non voglio lasciarla cadere con le  battute
  che, magari, possono appassionare, dal punto di vista comunicativo,
  ma  io  credo che, invece, la situazione è molto grave e  anche  le
  argomentazioni che usa il Presidente.
   Veda,  in  questa  lettera,  tra  l'altro  non  è  secondario,  le
  dimissioni  le ha date da oggi o da ieri? Perché se le ha  date  da
  ieri, vale Facebook, ma se le ha date da oggi, vale il Parlamento.
   Non  mi è dato sapere visto che la lettera lei l'ha ricevuta  ieri
  ma la comunicazione la diamo oggi. Non è secondario anche il giorno
  da  quando decorrono le dimissioni. Vorrei ricordare che, in questo
  momento,  in  tanti assessorati si stanno facendo provvedimenti  in
  assoluta   diversità  rispetto  a  quella  attività  di   ordinaria
  amministrazione  e,  quindi, queste cose le ricordo  perché  vorrei
  ricordare  a  tutti  che la forma è sostanza, non  è  rito,  non  è
  soltanto  una dichiarazione di principio che poi non ha conseguenze
  operative.
   Ecco,  io,  signor Presidente, credo che questa  vicenda  la  dice
  lunga  sulla  inadeguatezza, quando l'elezione  diretta  viene  poi
  interpretata con un'idea di un uomo solo al comando, uomo  o  donna
  che   sia,   che  determina  fratture  irreversibili  e   cicatrici
  difficilmente  rimarginabili, perché comunque la storia  di  questo
  quinquennio  sarà  segnata dal fatto che,  sin  dal  primo  giorno,
  quando  ci  siamo  insediati in questa legislatura,  il  Presidente
  eletto con una maggioranza che ha dato anche 36 parlamentari su 70,
  quindi,  anche numericamente una maggioranza esisteva, ma  sin  dal
  primo   giorno,  dalle  sue  dichiarazioni  iniziali,  ha  teso   a
  sottolineare che lui era Presidente eletto dai siciliani e che  non
  aveva e non riconosceva una maggioranza.
   Questo  non  per  dare un messaggio agli altri che  non  erano  di
  maggioranza,  di  collaborazione,  di  partecipazione,  ma   perché
  nascondeva  già  dal  primo  giorno  un'idea  che  era   la   netta
  separazione tra sé, in quanto Presidente eletto direttamente, e  il
  Parlamento,  dimenticando che anch'egli fa parte del Parlamento  in
  quanto Presidente eletto.
   Io  credo che questa questione, probabilmente, passerà alla storia
  anche  per  quelle  innovazioni di sistema che, a  mio  avviso,  la
  Sicilia   urgentemente  dovrà  prendere  in   considerazione,   non
  rimanendo ancorata a feticci di modelli istituzionali, perché  così
  com'è  l'elezione diretta rischia di essere, qualcuno magari lo  ha
  sognato da piccolo, non l'elezione ma la nomina di un podestà.
   Io  appartengo a quella cultura che i podestà li combatteva,  oggi
  li  combatterei  e continuo a combatterli, e voglio Presidenti  che
  diano  risposte  ai  siciliani, ma non  certamente  Presidenti  che
  disprezzano  e  sputano addosso, scusatemi la volgarità,  al  ruolo
  della  democrazia. Credo che per questo oggi è un bene,  mi  faccia
  chiudere, oggi è un bene per la Sicilia che Musumeci abbia tolto il
  disturbo.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, a me tocca fare un intervento  come
  parità  di  genere,  visto che sono l'unica parlamentare  donna  in
  Aula. Io desidero, innanzitutto, ringraziare tutti i dipendenti  di
  questo meraviglioso Palazzo, dai più alti funzionari dell'Assemblea
  regionale siciliana, agli addetti, alle persone, al personale,  che
  si  sono  occupati  di rendere pulito e in ordine  questo  Palazzo.
  Questo è stato un privilegio, lavorare in questo Palazzo.
   Non   sappiamo  se  torneremo  in  quest'Aula,  ma  devo  chiedere
  innanzitutto  scusa  a quei siciliani a cui non  siamo  riusciti  a
  rendere migliore la vita.
   Mi  riferisco a tutte le categorie di precari  ne abbiamo 21 mila,
  mi riferisco ai Pip, agli Asu, agli ex sportellisti, ma soprattutto
  ai  tirocinanti.  La  pagina dell'Avviso  22  è  stata  una  pagina
  vergognosa  e triste di questo Governo regionale. Ancora  oggi  400
  tirocinanti non hanno ricevuto il pagamento, oltre che gli è  stata
  rubata  la  possibilità di avere un contratto,  perché  nessuno  di
  questi  tirocinanti ha avuto un contratto di lavoro. A loro  io  mi
  riferisco.
   Mi  auguro  che  la  prossima  legislatura,  il  prossimo  Governo
  regionale  possa  dare  delle  risposte  concrete,  ma  anche   noi
  parlamentari,  se pure di opposizione, potremmo rendere  ai  nostri
  abitanti  siciliani, potremo dare la possibilità di  una  vita  più
  dignitosa.  Quindi,  ringrazio  tutti  e  mi  congedo   da   questa
  Legislatura.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI.   Grazie, signor Presidente. Che immagine  triste  vedere
  gli  scranni  del  Governo assolutamente  vuoti.  L'assenza  di  un
  Presidente  che ha preferito dimettersi su facebook  piuttosto  che
  annunciarle davanti al Parlamento siciliano. L'ennesimo schiaffo ad
  una   democrazia  parlamentare,  ad  una  possibilità  di  riferire
  all'Aula  che, in questi anni, comunque, ha condiviso  con  lui  un
  percorso all'interno di questa Regione. Un ringraziamento sentito e
  affettuoso a tutti i dipendenti dell'Assemblea regionale siciliana;
  un  ringraziamento  a  lei  Presidente,  con  il  quale  credo  che
  condividiamo  ben  poco  politicamente,  che  però  ho  apprezzato,
  soprattutto nell'ultimo periodo per la disponibilità e l'attenzione
  nei  confronti anche dell'opposizione, della minoranza, degli  atti
  parlamentari   portati  alla  sua  attenzione  in   questi   ultimi
  provvedimenti. Purtroppo, è andata così 5 anni fa.
   L'augurio che faccio alla mia Regione, alla nostra Regione, è  che
  finalmente si possa vedere la luce all'interno di un tunnel  dentro
  il  quale  sembra  non  essercene più.  Un  augurio  alla  Sicilia,
  all'Assemblea regionale siciliana e a tutti i miei colleghi che  in
  questi  anni  con i quali abbiamo lavorato in questi lunghi anni  e
  che  sono  certo  hanno  dato il massimo  affinché  questa  Regione
  potesse quanto meno ottenere dei piccoli risultati.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio, ancora con il fiatone.

   CIANCIO. Con il fiatone, signor Presidente, perché sto venendo  da
  Catania per quest'Aula, perché ci tenevo moltissimo ad essere  qua.
  Ci  tenevo  perché è la mia ultima Aula, perché, come  sapete,  non
  siamo  ricandidabili e non ci ricandideremo, ma io avevo già  fatto
  questa scelta autonomamente.
   Ovviamente,  ho  seguito  il dibattito  fino  ad  ora  tramite  il
  telefonino  e  ci  tenevo ad essere presente  perché,  anche  nella
  scorsa legislatura, io in quest'Aula ho imparato tantissime cose  e
  il Presidente Musumeci, durante il Governo Crocetta, per me è stato
  un  grande  maestro; chiaramente, politicamente eravamo  molto,  ma
  molto   distanti,  ma  a  livello  di  uomo  politico  l'ho  sempre
  rispettato.
   Devo  dire  che lui è stato uno di quelli che mi ha insegnato  che
  prima delle persone, prima degli uomini e prima delle donne ci sono
  le  Istituzioni. Se io sono qua oggi è anche grazie  al  Presidente
  Musumeci,  però, lui oggi non c'è e questa è una cosa molto,  molto
  brutta e deludente per una persona che è entrata - la ringrazio - a
  ventidue  anni  e  anche grazie a queste persone  si  è  fatta  una
  coscienza politica.
   Detto  questo, che comunque è una nota amara che rimane,  ma  sono
  contenta  di  aver  condiviso con tanti colleghi  questo  percorso,
  condivido  i ringraziamenti e ringrazio davvero di cuore  tutte  le
  persone,  tutti gli Uffici che ci hanno supportato e sopportato  in
  questi  anni;  alcuni  sono  diventati  veramente  più  amici   che
  collaboratori o colleghi e ringrazio lei, signor Presidente, perché
  si  è  dimostrato veramente all'altezza del ruolo, si è  dimostrata
  una persona equilibrata.
   Noi  abbiamo,  c'è  un  abisso tra noi  politicamente.  Pirandello
  diceva che nella vita si incontreranno, incontrerai, tante maschere
  e  pochi volti ed in questo Palazzo maschere ce ne sono tantissime,
  però  lei  è un volto e per questo la ringrazio e ringrazio  tutti,
  ringrazio il mio collega, il mio Presidente di Gruppo parlamentare,
  il mio Gruppo e alla prossima.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio, grazie per tutto quello che
  ha detto.

   ARICO',  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO',  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, grazie per la parola. Non pensavo che ci fosse,
  non  pensavo che ci fosse un dibattito, oggi; sembra quasi l'ultima
  seduta della Legislatura, mentre penso che nelle prossime settimane
  l'Assemblea   sarà  chiamata  a  riunirsi,  però,  voglio   anch'io
  ringraziare  tutto  il  personale, i dirigenti,  i  funzionari,  il
  personale dei Gruppi parlamentari, delle Commissioni, l'Ufficio  di
  Presidenza per il lavoro fino ad oggi fatto.
   Credo  che  sia  stata una legislatura estremamente  positiva  per
  tutto il lavoro che si è fatto in quest'Aula e devo ringraziare  il
  Presidente  della Regione, Nello Musumeci, per le  sue  dimissioni,
  che  ritengo siano state un atto d'amore verso la sua, verso la sua
  terra.  Dimettersi,  anticipando di un paio  di  mesi  la  scadenza
  naturale,  per  far  accorpare  le elezioni  regionali  con  quelle
  nazionali  ritengo che sia stato, e tanti di noi e tanti  siciliani
  lo  ritengono, il miglior gesto che avrebbe potuto fare in  questi,
  in questi giorni.
   E,  allora, è stato specificato, con queste sue dimissioni, che la
  Sicilia  risparmierà circa 20 milioni di euro  non so se questo,  a
  questo, vogliamo dare peso. Non faremo ritornare per ben due  volte
  gli elettori siciliani alle urne, non ingolferemo le scuole.
   Sapete,  il  calendario, il mio decreto da Assessore  prevede  che
  inizieranno  le scuole il 19 settembre; dopo tre giorni  le  scuole
  saranno,  quelle  interessate al voto, chiuse per le  consultazioni
  elettorali,  dopodiché, se si fosse votato tra ottobre e  novembre,
  un'altra volta sarebbero state nuovamente chiuse e sappiamo  quello
  che  è  successo durante gli ultimi anni col Covid,  quante  scuole
  sono  arrivate quasi in extremis a completare i giorni  minimi  del
  calendario  scolastico per tutto quello che è successo. Quindi,  io
  lo  ritengo  un fatto d'amore verso la sua, verso la  sua  Regione,
  verso  tutti  i siciliani. Non è qui non perché non volesse  essere
  presente  ma  perché è in giro per la Sicilia per numerosi  impegni
  istituzionali,  perché  come  ha già  detto  lui,  fino  all'ultimo
  giorno, fino all'insediamento del nuovo Governo, cercherà di  dare,
  di  fare  il  meglio e dare il massimo per la sua terra  e,  signor
  Presidente, riguardo, e lo faccio senza polemica, però, ricordo che
  quando  si sono dimessi almeno due Presidenti della Regione non  si
  fece un dibattito.
   Io   ricordo   lei  almeno  in  una  delle  due  volte  presiedeva
  quest'Assemblea  e  credo  che fosse il 2008,  dopo  le  dimissioni
  dell'allora Presidente della Regione non seguì un dibattito. E devo
  dire, che anche per il rispetto delle Istituzioni, qualora le forze
  dell'opposizione avessero voluto con forza un dibattito  a  seguito
  dell'annuncio  ieri su Facebook di dimissione del Presidente  della
  Regione,  che  poi, seguito naturalmente da lettera,  preceduto  da
  lettera  formale  di dimissioni consegnata al Parlamento,  forse  i
  banchi  di  quest'Aula da parte delle opposizioni sarebbero  stati,
  diciamo,  più  pieni; invece, ci sono sei o sette colleghi  al  mio
  fianco, al nostro fianco

                     (Intervento fuori microfono)

   ARICO',  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
      oggi  presenti,  ma  noi  non  abbiamo  chiesto  il  dibattito,
  Antonello, noi non pensavamo che ci fosse il dibattito

   PRESIDENTE. Parli col Presidente.

   ARICO',  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Parlo col Presidente, naturalmente.
   Quindi, signor Presidente, io sono sicuro che il Presidente  della
  Regione, Nello Musumeci, fino all'ultimo giorno, cercherà  di  dare
  il  meglio  per questa terra. Sono convinto, anche, che  l'elezione
  diretta del Presidente della Regione, visto che si è parlato  anche
  di meccanismi elettorali in quest'Aula, sia la scelta migliore che,
  in  questi  anni,  sia il Parlamento nazionale che regionale  hanno
  potuto espletare con la modifica della legge elettorale in Sicilia,
  perché si è data finalmente parola al popolo.
   E  il  Presidente  della  Regione, il  Governo  e  ognuno  di  noi
  parlamentari, prima di rispondere alle Istituzioni, a  mio  avviso,
  devono  rispondere ai cittadini siciliani e non  a  coloro  che  li
  hanno eletti ma a tutta la Sicilia e ritengo che, fino ad oggi, sia
  stata  questa  la  forza che ha guidato Nello Musumeci,  in  questi
  anni, alla guida della Regione, quella di rispondere soprattutto ai
  siciliani,  e  fino ad oggi e con le dimissioni di oggi  devo  dire
  prendiamo  atto  di  un nuovo gesto di grande vicinanza  al  popolo
  siciliano.
   Signor  Presidente, poi, sono stati anni difficili, qualche  volta
  sul  telefonino,  sul cellulare di ognuno di noi spuntano  le  foto
  ricordo:  io  ricordo,  qualche  anno  fa,  eravamo  qui  in  piena
  emergenza  sanitaria, non sapevamo come affrontare  una  delle  più
  grandi emergenze che abbia colpito il mondo negli ultimi decenni.
   Non  sono stati anni facili, signor Presidente, si poteva fare  di
  più  con lei, signor Presidente, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che
  gli  ultimi  anni  di  questa  Sicilia sono  stati  terribili  come
  nell'intero  mondo; sappiamo quello che sta succedendo  alle  porte
  dell'Italia,  in  Europa, con lo stato di guerra tra  la  Russia  e
  l'Ucraina,  sappiamo  che l'emergenza sanitaria  col  Covid  non  è
  ferma, anzi i numeri ci dicono assolutamente il contrario, ci  sono
  ancora numerosi siciliani e italiani che continuano a morire  negli
  ospedali;  non è stato un anno semplice per loro, per i  siciliani,
  per  le  imprese  siciliane,  per i professionisti,  c'è  stato  un
  blocco.
   Eppure, oggi, i risultati si vedono, c'è una Sicilia che riprende:
  per esempio, nel settore turistico sono cresciute, addirittura,  le
  percentuali  di  arrivo  dei  turisti rispetto  alla  pre-pandemia,
  centinaia  di  milioni  di euro fino a ieri in  Giunta  sono  stati
  rimodulati  per  una prospettiva di grandi lavori pubblici  per  il
  territorio siciliano.
   Io  ritengo che si è fatto tanto, non sono qui e - ha notato  bene
  il  collega  Cracolici  - non ho voluto sedere  tra  i  banchi  del
  Governo  perché non voglio parlare, naturalmente, dei successi  che
  questo Governo, in questi cinque anni, ha portato.
   Volevo soltanto dare la mia testimonianza da parlamentare, la  mia
  visione  e  dire  quanto  io  abbia apprezzato  in  queste  ore  le
  dimissioni del Presidente della Regione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò.
   Sarebbe, come dire, abbastanza comodo per me dire che la seduta  è
  conclusa  e  ci  vediamo la prossima volta, ma non lo  posso  fare.
  Primo   perché,   intanto,  insieme  a  voi  mi   devo   unire   ai
  ringraziamenti e ai saluti a tutti coloro che hanno collaborato con
  noi in questi cinque anni.
   Io  mi sono ritrovato per la seconda volta su questo scranno nella
  mia vita e vi garantisco che, così come ho detto a tanti, è la cosa
  più bella che mi sia successa nella vita. Sono stato anche Ministro
  e  non  è  paragonabile alla bellezza di questo lavoro,  di  questo
  Palazzo, di questa atmosfera, di quest'Aula.
   Ho  imparato  a conoscere tanti di voi, onorevole Ciancio,  quelli
  che  me lo hanno detto prima; rimangono abissali le differenze  tra
  di  noi.  I primi giorni, dell'onorevole Ciancio dicevo  mamma  mia
  che cos'è  , ma oggi, le voglio bene, come voglio bene a tutti voi,
  perché  abbiamo imparato a conoscerci, abbiamo cominciato a  capire
  gli  interventi  di  ognuno di noi; ricordo quando  una  volta  con
  l'onorevole  Di  Paola ci fermammo un'ora a  discutere  su  un  suo
  intervento  e lo facemmo con un garbo e una voglia di  crescita  di
  entrambi enorme.
   Non  posso  che amareggiarmi del fatto che Cracolici  se  ne  vada
  perché  è  un'icona di questa Assemblea da tanti anni e poi  è  una
  persona di quelle che io ho sfruttato, che quando diceva le cose lo
  ascoltavo  e,  ogni tanto, mi convincevo che aveva  ragione  lui  e
  magari  mi  fermavo  e  chiedevo agli Uffici  o  ad  altri  se  era
  veramente ragione quella sua o era un infrusare, anche in quello  è
  bravissimo facendo politica come la sa fare.
   Quindi,  tutti  i  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  onorevole
  Lupo,  con cui ho un rapporto da tanto tempo. Ma, invero, con tutti
  voi, non posso che avere la felicità di avervi conosciuto perché ho
  conosciuto  tutte  persone  perbene,  persone  che  mi  hanno  dato
  qualcosa,  a  cui  ho  cercato di dare  qualcosa  perché  sono  più
  vecchio, ho maggiore esperienza ma dal punto di vista umano  non  è
  la vecchiaia che fa l'uomo o la donna.
   Dal  punto di vista umano si è grandi uomini e grandi donne  a  30
  anni come a 70, quello non lo dà l'età; l'età ti dà certamente  più
  esperienza.
   Non  posso  che affermare - l'ho fatto tante volte e lo devo  fare
  anche oggi - che il concetto di democrazia è un concetto forte.
   Diceva  Churchill:  Io non amo la democrazia, ma finché non  trovo
  un  regime migliore credo ci dovremmo adeguare a questo . Io non so
  se  è  il  migliore, se non è il migliore, se ce ne può  essere  di
  meglio  secondo  la  storia, secondo i  secoli,  forse  ce  n'erano
  diversi che potevano anche teoricamente - il concetto di democrazia
  accademicamente è la cosa migliore - il potere ai migliori. Magari,
  fosse  possibile  scegliere i migliori   Si  scelgono  col  voto  i
  migliori?  Non  lo  so.  Li  scelgono i  partiti?  Non  lo  so.  Se
  l'impostazione  democratica  è  quella  del  voto,  credo   che   è
  responsabilità dei cittadini dare il voto a quelli che gli sembrano
  i migliori.
   Il  concetto di migliore o peggiore è molto personale, per me  può
  essere meravigliosa una persona e per quello che mi sta accanto  la
  stessa persona può essere pessima.
   Il  concetto  di democrazia è un concetto che non può venir  meno,
  onorevole  Aricò,  da  un Parlamento. Non dico  che  il  Presidente
  Musumeci  non sia stato democratico, non mi permetterei  di  dirlo,
  ovviamente, che però non ci sia stata la ricerca di tutto  ciò  che
  di  positivo c'è nella democrazia che nasce dal rapporto, dal fatto
  che  si  è  poteri  diversi  ma  poteri  contemporanei  che  devono
  collaborare fra di loro.
   Qual  è  stato  il  vero disastro che è avvenuto in  Italia  negli
  ultimi  decenni?  Quando un potere dello Stato si è  scontrato  con
  l'altro:   il   potere  giudiziario  con  il  potere  esecutivo   o
  legislativo.  Si  sono  scontrati  in  maniera  violentissima  però
  raramente è successo che il potere esecutivo si scontrasse  con  il
  potere legislativo.
   Questa  Legislatura forse in questo potevamo essere più bravi  nel
  senso  che - comunque - è venuto meno un rapporto di collaborazione
  reale,  di  fiducia  reale e reciproca.  Non  sono  sicuro  che  le
  responsabilità siano tutte del Governo, onorevole Schillaci. Non  è
  il   Governo  che  non  risolve  il  problema  che  lei  ha  posto,
  probabilmente è anche il Parlamento che non riesce a risolvere. Non
  si  possono  dare le responsabilità sempre e comunque  al  Governo.
  Certo, è anche giusto che chi ha vinto ha la responsabilità  e  non
  gli si può dare la responsabilità a chi non è il vincitore perché è
  lui che determina le cose.
   Sicuramente posso dirlo - e l'ho detto perché non mi vergogno  mai
  di  quello che ho detto e non rinnego mai quello che ho detto - che
  qualche  volta  è venuta meno questa voglia di collaborazione.  C'è
  stata  da  parte  dell'esecutivo una  voglia  di  prevaricazione  e
  all'inizio non ne capivo il motivo. C'era una legge presentata  dal
  Governo,  c'era  una  legge  presentata  dal  Parlamento  e  veniva
  considerata  un'offesa se io mandavo avanti quella  che  era  stata
  presentata dal Parlamento.
   Ma, vivaddio, il Parlamento è il Parlamento; cioè, l'esecutivo  si
  adegua  a  quello  che decide il Parlamento. Il  Parlamento  prende
  tutto  ciò che l'esecutivo decide di fare e lo valuta, lo migliora,
  lo  sistema e non ci può essere questo scontro ogni volta che passa
  un  emendamento, ogni volta che qualcuno chiede la parola,  persino
  ogni  volta  che  qualcuno chiede il voto segreto  perché  comunque
  fanno  parte  tutte cose della democrazia. Io nemmeno amo  il  voto
  segreto.  Ricorderà,  onorevole Aricò, sin  dall'inizio  di  questa
  Legislatura,  avevamo  lavorato  anche  insieme  per  studiare   il
  sistema,  non per eliminarlo, perché non si può eliminare  mai,  ma
  comunque  per  diminuirne  gli effetti, per  diminuire  il  potere.
  Perché  il  voto segreto, quello del famoso discorso di Craxi  alla
  Camera,  cioè  quello  per l'eliminazione dei franchi  tiratori,  è
  assolutamente corretto; se avessi avuto la possibilità di  portarlo
  avanti l'avrei fatto.
   Mi  sono trovato, questo sì, questa è una cosa un po' ridicola, mi
  sono  trovato contro quelli che nella passata legislatura  erano  a
  favore. No? E allora, il gioco delle parti nelle cose relative alla
  democrazia non deve potere esistere. Se uno è d'accordo nel 2016 di
  quella  cosa  ne  è d'accordo anche nel 2018; non si  può  cambiare
  totalmente  perché prima era opposizione e oggi sono maggioranza  o
  perché prima ero maggioranza e ora sono opposizione.
   Però,  io  deve essere sincero, faccio un consuntivo assolutamente
  positivo  di questa esperienza, sia da un punto di vista personale,
  ma  cinque anni qui accrescono in maniera pazzesca sia dal punto di
  vista  culturale, che dal punto di vista dell'esperienza,  che  dal
  punto di vista amministrativo.
   Quante cose mi ha insegnato questo signore qua accanto, che non  è
  Presidente  dell'Assemblea, non è Presidente della  Regione,  è  un
  impiegato.
   Ebbene,  il  Presidente dell'Assemblea senza  queste  persone  qua
  accanto  fa la parte del pupo, diciamoci la verità, perché le  cose
  da  sapere sono tali e tante che se non avessi chi me le suggerisse
  e  non  avessi assolutamente fiducia in quello che mi suggeriscono,
  nel  credere a quello che mi suggeriscono, avrei fatto tali e tante
   minchiate , come mi piace dire nella mia carriera, enormi.
   Io  li  ringrazio  perché  sono stati precisi,  perché  non  hanno
  tifato  per  me, perché all'inizio quasi ci guardavamo in  cagnesco
  per  cui  non c'era nessun motivo di tifo, però abbiamo collaborato
  con  onestà  istituzionale che io penso li abbia contraddistinti  e
  che  spero  abbia  contraddistinto anche il mio  operato,  cioè  il
  rispetto dei ruoli.
   C'erano  alcune cose che io sapevo che quando le dicevo,  ma  anzi
  all'inizio  non lo sapevo, poi me ne sono accorto,  che  quando  le
  dicevo  si  stizziva il Segretario generale. E  dicevo:   Ma  come,
  comando  io  qua,  sono il Presidente  . Non è così.  Non  è  così,
  onorevole Aricò, non è così, lo dico a tutti. Non è che perché  sei
  presidente  comandi   Hai un ruolo che devi svolgere.  Ma  ci  sono
  ruoli  che  devono  svolgere  altri e ne  devi  avere  il  rispetto
  assoluto, obbligatorio, perché sennò il conflitto distrugge tutto.
   Io  ringrazio,  per  l'esperienza che ho fatto, questa  Assemblea.
  Veramente non potrò mai smettere di ringraziare Fabrizio Scimè,  ma
  tutti  gli  altri  che  sono stati qua, così come  ringrazio  tutti
  coloro  che  hanno  fatto  parte  di  tutte  quelle  strutture  dal
  Consiglio di Presidenza, ai Questori, ai Presidenti di Commissione,
  assolutamente a tutti coloro che hanno fatto parte della  struttura
  amministrativa  e  politica  di questa Amministrazione,  di  questa
  Assemblea.
   Ha   funzionato  tutto.  Lo  devo  dire;  forse  ai  rapporti  tra
  esecutivo e legislativo qualche cosa è mancata. Ripeto, è  un  dato
  di  fatto  che non potrei negare perché rinnegherei quello  che  ho
  fatto  nell'ultimo periodo specialmente. Ma io ringrazio  veramente
  tutti.
   Ringrazio   voi  parlamentari  per  quello  che  mi  avete   dato,
  ringrazio in maniera pazzesca queste persone che mi stanno dietro e
  che  oggi  come  oggi quando mi alzo e mi dicono:  Presidente,  per
  favore, lei c'è di nuovo la prossima volta? . State tranquilli  che
  se non muoio ci sarò di nuovo, probabilmente, anzi sicuramente, non
  nello stesso posto, ma io spero che voi mi abbiate apprezzato  come
  uomo,  non  come Presidente dell'Assemblea e, quindi, ci  sarò  qui
  come  uomo. E quindi, in ogni caso, la mia presenza sarà con voi  e
  la  nostra  amicizia continuerà ad essere forte, anzi a rafforzarsi
  ancora di più.
   Grazie,  veramente  grazie a tutti. Può  essere  che  ci  dovremmo
  riunire qualche altra volta, ma non potevamo non utilizzare  questo
  momento,  anche  molto  sereno. Ringrazio veramente  tutti  per  la
  serenità,  l'intelligenza  perché  poi  la  serenità  è  frutto  di
  intelligenza;  questo dissi un giorno all'onorevole  Di  Paola  che
  gridava. Gli dissi:  guarda che gridare non fa bene perché  chi  ti
  ascolta  non  vuole  sapere che cosa gli dici mentre  gridi,  vuole
  sapere cosa gli dici mentre spieghi, mentre parli, mentre gli  dici
  le cose con tranquillità . Da quel giorno diventammo più amici.
   Il giorno in cui gli dissi questa cosa non era neanche Capogruppo;
  ricordo  bene  era  il  suo  intervento per  la  commemorazione  di
  Emanuele Macaluso. Non sapevo che lo conoscesse, fece un intervento
  straordinario e, quindi, glielo dissi. Gli dissi:  ti  rendi  conto
  della  differenza  tra questo intervento che hai  fatto  e  qualcun
  altro che hai fatto prima gridando? .
   Di  questo  ringrazio  molto l'onorevole Di  Paola,  perché  anche
  questo mio coraggio di dire le cose non me lo conoscevo totalmente,
  non  era  così  normale che ad uno che neanche conoscevo,  che  non
  ricordavo  che si chiamava Di Paola o non so come - con l'onorevole
  Di Caro sbagliavo sempre, anche perché vi conoscevo tutti da poco -
  ripeto,  che  neanche conoscevo bene, però avessi  il  coraggio  di
  dirgli qualche cosa che lo riguardava. Lui poteva dirmi di farmi  i
  fatti  miei,  invece questa possibilità e quindi il  fatto  che  in
  quest'Assemblea  si siano avuti questi rapporti  lo  considero  una
  cosa trionfale per tutti, per me prima che per voi. Grazie a tutti.
   La seduta, ovviamente, è conclusa.

                   La seduta è tolta alle ore 12.32

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  ALLEGATO:

   LETTERA DI DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE