Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 11.45
PRESIDENTE. Colleghi, buongiorno. La seduta è aperta.
Comunicazione relativa a documento della scorsa seduta d'Aula
PRESIDENTE. Avverto che nella scorsa seduta d'Aula per mero
disguido era stato preannunziato un emendamento da trasformarsi in
ordine del giorno con cui si invitava questa Presidenza ad
attivarsi presso i Presidenti delle Camere affinché l'articolo 6
del ddl voto n. 641 del 17 dicembre 2019 venisse riscritto.
Non sorgendo osservazioni, anche il presente documento si intende
accettato come raccomandazione da questa stessa Presidenza.
Comunicazione di dimissioni del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Colleghi, come sapete ho ricevuto una nota da parte
del Presidente della Regione e, quindi, do lettura della nota prot.
14813 del 4 agosto 2022 (qui pervenuta in pari data e protocollata
al n. 1487-PRE/2022 del 5 agosto successivo):
Repubblica Italiana
Regione Siciliana
IL PRESIDENTE
Prot. 14813
Palermo, 4 agosto 2022
Signor Presidente,
al fine di garantire nella stessa giornata del 25 settembre
prossimo l'accorpamento delle elezioni politiche con quelle
regionali, ritengo necessario avviare tutte le procedure previste
dalla vigente normativa, ai sensi ai sensi dell'art. 10 dello
Statuto autonomistico.
Non sfuggirà, certamente, all'attenzione dei Signori Deputati che
la vicina scadenza naturale della legislatura impone, non solo per
ragioni di contenimento della spesa, di operare per garantire la
più ampia partecipazione alla consultazione elettorale, di evitare
una ravvicinata chiusura delle scuole per le famiglie e di evitare
un turno elettorale che possa cadere all'inizio della stagione
autunnale, per le possibili ricadute legale alla emergenza
pandemica.
Nel rivolgere un deferente saluto al Parlamento, rappresento che
la mia decisione di presentare irrevocabili dimissioni dalla carica
di presidente della Regione non mancherà di garantire il massimo
impegno di tutto il governo della Regione e del suo presidente per
adempiere alle funzioni istituzionali fino al compimento del
procedimento elettorale.
Molto cordialmente,
Sebastiano (Nello) Musumeci
Al Sig. Presidente dell'ARS
On.le Gianfranco Miccichè
PALERMO
L'Assemblea prende atto delle dimissioni irrevocabili del
Presidente della Regione.
Poiché la specifica normativa di cui alla legge statutaria
entrerà in vigore nella prossima Legislatura, trova diretta
applicazione l'articolo 10, comma secondo, dello Statuto.
Pertanto, si procederà alla nuova e contestuale elezione
dell'Assemblea regionale e del Presidente della Regione, mentre ai
sensi dell'articolo 8 bis, comma terzo, dello Statuto e secondo la
giurisprudenza della Corte costituzionale (sent. n. 12/2006) Nel
periodo tra lo scioglimento dell'Assemblea e la nomina del nuovo
Governo regionale il Presidente e gli Assessori possono compiere
atti di ordinaria amministrazione .
Avverto, infine, che a norma dell'articolo 4 della legge
costituzionale n. 1 del 1972, Finché non si è riunita la nuova
Assemblea regionale siciliana sono prorogati i poteri della
precedente Assemblea .
Pertanto, tenendo conto degli insegnamenti della Corte
costituzionale, nonché della prassi maturata presso le Camere
nazionali e di quella dell'ARS, l'Assemblea è legittimata, in
conseguenza della prorogatio determinatasi a seguito delle
dimissioni irrevocabili del Presidente della Regione, a compiere
gli atti di propria competenza secondo il seguente schema:
-Atti legislativi: esclusivamente quelli che rivestano i caratteri
dell'indifferibilità ed urgenza, inclusi quelli costituzionalmente
dovuti. Conseguentemente, non potranno più essere accettati disegni
legge di qualsiasi provenienza, tranne quelli per i quali ne sia
stata eccezionalmente autorizzata la trattazione perché urgenti ed
indifferibili, mentre i disegni di legge che, a tale momento
risultino già presentati, non potranno essere assegnati alle
Commissioni (dichiarazione di improcedibilità).
-Atti di indirizzo politico: rimane altresì preclusa la
presentazione ovvero l'esame di mozioni, ordini del giorno e
risoluzioni.
-Atti di sindacato ispettivo: è escluso l'ingresso e lo svolgimento
di interrogazioni e interpellanze, mentre rimangono ricevibili le
interrogazioni a risposta scritta nella considerazione che esse,
risolvendosi in un rapporto diretto (sia pure veicolato tramite i
competenti Uffici parlamentari) tra deputato e Governo, non danno
vita a dibattiti in Aula.
-Atti a rilevanza interna: tutti quegli atti classificabili come
interna corporis.
Avverto, infine, che i verbali delle precedenti sedute d'Aula,
compreso quello dell'odierna seduta, saranno approvati in una
seduta d'Aula all'uopo convocata.
Quindi, dovremo convocare un'altra seduta a settembre, prima delle
prossime elezioni. Questo era mio dovere comunicarvi.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola.
Io intervengo, innanzitutto, per ringraziare il personale
dell'Assemblea regionale siciliana che, in questi anni, ci ha
collaborato, ci ha consentito di svolgere al meglio il nostro
lavoro e, ovviamente, anche per ringraziare lei per le funzioni che
ha esercitato, riconoscendole che lo ha fatto nel pieno rispetto
del Regolamento e garantendo i diritti delle opposizioni.
Mi dispiace che, purtroppo, il Presidente Musumeci non sia
presente, non abbia sentito il bisogno, non abbia avuto la
sensibilità di comunicare direttamente al Parlamento le dimissioni,
purtroppo questo conferma la sua cultura e la sua disattenzione, se
non il disprezzo - più volte dimostrato in questi anni - nei
confronti del Parlamento.
Voglio anche ringraziare tutti i colleghi, ovviamente
innanzitutto, del mio Gruppo parlamentare, ma tutti i colleghi di
tutti i Gruppi parlamentari, anche quelli con i quali abbiamo avuto
confronti aspri, dialettici, forti, di scontro politico, perché, in
questi anni, ognuno di noi - sono certo - lo ha fatto pensando così
di rappresentare al meglio i siciliani. E, ovviamente, auguri alla
nostra Regione per il futuro e, soprattutto, ai siciliani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lupo, intanto, per le parole che ha
rivolto a tutta l'Assemblea e anche quelle che ha rivolto a me
personalmente; la ringrazio molto.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo anch'io per fare un
ringraziamento, vero e sincero, a tutti i dipendenti
dell'Assemblea, agli Uffici, in questi anni con molta dedizione e
comprensione ci hanno aiutato nel capire anche i meccanismi
dell'Assemblea stessa e cercare di portare avanti tutto quello che
è stato fatto da questa Assemblea regionale, perché molte leggi,
Presidente, sono state realizzate dal confronto, anche aspro, dalle
diversità che ha avuto questa Assemblea regionale siciliana. E
nelle diversità si è riusciti a costruire, secondo me, in questi
cinque anni, anche grazie al suo equilibrio, perché poi spesso è
stato attaccato per il suo modo di esternare determinate cose, però
anche in quei modi, secondo me, c'è un equilibrio da mantenere per
le forze politiche e per le diversità dei cittadini che sono
rappresentati da questa Assemblea regionale siciliana.
A me dispiace che anche oggi il Presidente Musumeci, nel forse
ultimo suo atto di presentazione delle dimissioni a questa
Assemblea regionale siciliana, non sia presente in Aula e le
dimissioni le abbia fatte tramite una diretta Facebook. Dirette
Facebook a cui ci ha abituato.
A me questo dispiace perché nel corso degli anni, devo dire che
questo Governo, anche se non è della mia stessa forza politica, non
è del mio colore politico, secondo me poteva fare molto di più
rispetto a quello che ha fatto e non lo ha fatto proprio per
l'assenza di un generale - ora parlo con le parole che possono
essere un po' più comprensibili al Presidente Musumeci - non ha
avuto un generale che fosse disponibile al dialogo e al confronto.
Ogni qual volta ci si è confrontati, qui in Aula, io ho visto un
Presidente non affine al dialogo e al confronto. Non l'ho mai visto
in una Commissione di questa Assemblea regionale siciliana, in
nessuna discussione all'interno delle Commissioni dell'Assemblea. E
dico, per me, non so nelle passate legislature, questo è un fatto
che certifica ancor di più il distacco di questo Presidente nei
confronti, non solo dell'Assemblea regionale siciliana - ma questo
ovvio che è un parere personale e poi politico - ma nei confronti
dei cittadini.
Quindi, l'augurio è che questa Sicilia possa, nelle prossime
settimane e nei prossimi mesi, risvegliarsi molto più dialogante,
risvegliarsi affine alle diversità perché sono poi quelle diversità
che portano a realizzare, a concretizzare le proposte che, poi,
servono a tutti.
Quindi, in bocca al lupo a tutti noi, in bocca al lupo ai
cittadini siciliani e io sono convinto che la Sicilia rinascerà, e
rinascerà ancora più forte.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, vuole intervenire o no?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Siccome sono i Capigruppo. Poi agli altri darò la
parola per un minuto. Va bene.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, veramente, per pochissimo tempo
perché non è un dibattito d'Aula, visto che siamo da soli.
CRACOLICI. Signor Presidente, sono comunicazioni.
Presidente, forse mai come in questo momento, il minuto è
inappropriato perché io appartengo a quella cultura in cui la
democrazia ha delle regole scritte, delle regole non scritte, delle
forme, dei riti per i quali vive l'istituto della democrazia
attraverso, anche, degli esempi che si tramandano da mandato a
mandato, oserei dire da generazione a generazione.
Veda io non sono scandalizzato perché il Presidente della Regione
non è presente qui e, devo dire, neanche nessuno dei suoi
assessori, tranne l'onorevole Aricò che, diciamo, prudentemente si
è seduto nei banchi che utilizzava fino a qualche giorno fa, prima
di essere nominato assessore.
Quindi, da questo punto di vista, facendo forse istintivamente,
sentendosi più parlamentare che componete della giunta che decade
con le dimissioni del Presidente.
Quindi, anche l'assenza della giunta a questo rito, che non è un
rito, la dice lunga sulla deriva che, in questo momento, sta
vivendo la Sicilia e che, io credo, debba spingere tutti, persone
serie, persone responsabili, persone che amano la battaglia
politica, la battaglia democratica ma considerano questa la casa di
tutti i siciliani - perché questo è il luogo della rappresentanza
della Sicilia - che, di concerto con un Presidente eletto
direttamente dal popolo dovrebbe assicurare quella funzionalità del
sistema.
Ed è la ragione, ho sentito il dovere di parlare anche perché,
veda con altissima probabilità questo è il mio ultimo intervento in
questa sala. Concludo, con questa legislatura, la quinta
legislatura.
Ho vissuto in questi ventun anni, ventidue quasi, l'applicazione
concreta dell'elezione diretta. Sono stato eletto nel mandato in
cui, per la prima volta i siciliani hanno scelto direttamente il
Presidente della Regione. E, oggi, mi permetto di offrire anche una
valutazione. Certamente a chi verrà dopo di me, a chi verrà dopo di
noi ma una riflessione va fatta: l'elezione diretta in Sicilia è
diventata una caricatura. Dal punto di vista dell'efficienza
funzionale della democrazia, non mi pare che abbia prodotto grandi
risultati. C'è uno scollamento sempre più drammatico tra la
rappresentanza e l'esecutivo. Non c'è legislatura dove questo iato
non si sia allargato sempre di più e, soprattutto, c'è il rischio
di una democrazia malata che può produrre anche avventure perché io
considero il gesto di Musumeci non un gesto di ineducazione
parlamentare, istituzionale. La considero, invece, una
manifestazione di chi pensa che si possa legittimare la propria
funzione disprezzando non i parlamentari, ma il Parlamento che è
una cosa diversa. Perché i parlamentari cambiano, vanno, vengono.
La fortuna della democrazia è che ogni cinque anni si vota e i
cittadini scelgono, anche grazie alle preferenze, chi mandare in
Parlamento.
Ma il Parlamento esiste, si dice che sia il più antico d'Europa.
Abbiamo una data che ci ricorda da quale tempo ha origine il
Parlamento nella nostra Regione, però, il disprezzo per il
Parlamento lascia il segno, apre derive, costruisce sentimenti che
possono allignare nell'opinione pubblica; in un tempo nel quale la
democrazia appare malata, perché lo è, è inutile nasconderci, non
riusciamo a trovare il bandolo della matassa; pensavamo che
l'elezione diretta fosse una risposta e io ero tra questi, ma devo
ricredermi perché, dopo 21 anni, il sistema democratico siciliano è
più debole di quello che esisteva 21 anni fa.
Capisce perché il tema non era il minuto in senso stretto e
tecnico per fare il solito rito di una discussione che potrei
usare, anche perché qui, è paradossale, stiamo discutendo in una
condizione con una battuta, è come giocare a tressette col morto,
nel senso che uno dei giocatori non è presente alla partita, però,
non voglio infierire, non voglio lasciarla cadere con le battute
che, magari, possono appassionare, dal punto di vista comunicativo,
ma io credo che, invece, la situazione è molto grave e anche le
argomentazioni che usa il Presidente.
Veda, in questa lettera, tra l'altro non è secondario, le
dimissioni le ha date da oggi o da ieri? Perché se le ha date da
ieri, vale Facebook, ma se le ha date da oggi, vale il Parlamento.
Non mi è dato sapere visto che la lettera lei l'ha ricevuta ieri
ma la comunicazione la diamo oggi. Non è secondario anche il giorno
da quando decorrono le dimissioni. Vorrei ricordare che, in questo
momento, in tanti assessorati si stanno facendo provvedimenti in
assoluta diversità rispetto a quella attività di ordinaria
amministrazione e, quindi, queste cose le ricordo perché vorrei
ricordare a tutti che la forma è sostanza, non è rito, non è
soltanto una dichiarazione di principio che poi non ha conseguenze
operative.
Ecco, io, signor Presidente, credo che questa vicenda la dice
lunga sulla inadeguatezza, quando l'elezione diretta viene poi
interpretata con un'idea di un uomo solo al comando, uomo o donna
che sia, che determina fratture irreversibili e cicatrici
difficilmente rimarginabili, perché comunque la storia di questo
quinquennio sarà segnata dal fatto che, sin dal primo giorno,
quando ci siamo insediati in questa legislatura, il Presidente
eletto con una maggioranza che ha dato anche 36 parlamentari su 70,
quindi, anche numericamente una maggioranza esisteva, ma sin dal
primo giorno, dalle sue dichiarazioni iniziali, ha teso a
sottolineare che lui era Presidente eletto dai siciliani e che non
aveva e non riconosceva una maggioranza.
Questo non per dare un messaggio agli altri che non erano di
maggioranza, di collaborazione, di partecipazione, ma perché
nascondeva già dal primo giorno un'idea che era la netta
separazione tra sé, in quanto Presidente eletto direttamente, e il
Parlamento, dimenticando che anch'egli fa parte del Parlamento in
quanto Presidente eletto.
Io credo che questa questione, probabilmente, passerà alla storia
anche per quelle innovazioni di sistema che, a mio avviso, la
Sicilia urgentemente dovrà prendere in considerazione, non
rimanendo ancorata a feticci di modelli istituzionali, perché così
com'è l'elezione diretta rischia di essere, qualcuno magari lo ha
sognato da piccolo, non l'elezione ma la nomina di un podestà.
Io appartengo a quella cultura che i podestà li combatteva, oggi
li combatterei e continuo a combatterli, e voglio Presidenti che
diano risposte ai siciliani, ma non certamente Presidenti che
disprezzano e sputano addosso, scusatemi la volgarità, al ruolo
della democrazia. Credo che per questo oggi è un bene, mi faccia
chiudere, oggi è un bene per la Sicilia che Musumeci abbia tolto il
disturbo.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, a me tocca fare un intervento come
parità di genere, visto che sono l'unica parlamentare donna in
Aula. Io desidero, innanzitutto, ringraziare tutti i dipendenti di
questo meraviglioso Palazzo, dai più alti funzionari dell'Assemblea
regionale siciliana, agli addetti, alle persone, al personale, che
si sono occupati di rendere pulito e in ordine questo Palazzo.
Questo è stato un privilegio, lavorare in questo Palazzo.
Non sappiamo se torneremo in quest'Aula, ma devo chiedere
innanzitutto scusa a quei siciliani a cui non siamo riusciti a
rendere migliore la vita.
Mi riferisco a tutte le categorie di precari ne abbiamo 21 mila,
mi riferisco ai Pip, agli Asu, agli ex sportellisti, ma soprattutto
ai tirocinanti. La pagina dell'Avviso 22 è stata una pagina
vergognosa e triste di questo Governo regionale. Ancora oggi 400
tirocinanti non hanno ricevuto il pagamento, oltre che gli è stata
rubata la possibilità di avere un contratto, perché nessuno di
questi tirocinanti ha avuto un contratto di lavoro. A loro io mi
riferisco.
Mi auguro che la prossima legislatura, il prossimo Governo
regionale possa dare delle risposte concrete, ma anche noi
parlamentari, se pure di opposizione, potremmo rendere ai nostri
abitanti siciliani, potremo dare la possibilità di una vita più
dignitosa. Quindi, ringrazio tutti e mi congedo da questa
Legislatura.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente. Che immagine triste vedere
gli scranni del Governo assolutamente vuoti. L'assenza di un
Presidente che ha preferito dimettersi su facebook piuttosto che
annunciarle davanti al Parlamento siciliano. L'ennesimo schiaffo ad
una democrazia parlamentare, ad una possibilità di riferire
all'Aula che, in questi anni, comunque, ha condiviso con lui un
percorso all'interno di questa Regione. Un ringraziamento sentito e
affettuoso a tutti i dipendenti dell'Assemblea regionale siciliana;
un ringraziamento a lei Presidente, con il quale credo che
condividiamo ben poco politicamente, che però ho apprezzato,
soprattutto nell'ultimo periodo per la disponibilità e l'attenzione
nei confronti anche dell'opposizione, della minoranza, degli atti
parlamentari portati alla sua attenzione in questi ultimi
provvedimenti. Purtroppo, è andata così 5 anni fa.
L'augurio che faccio alla mia Regione, alla nostra Regione, è che
finalmente si possa vedere la luce all'interno di un tunnel dentro
il quale sembra non essercene più. Un augurio alla Sicilia,
all'Assemblea regionale siciliana e a tutti i miei colleghi che in
questi anni con i quali abbiamo lavorato in questi lunghi anni e
che sono certo hanno dato il massimo affinché questa Regione
potesse quanto meno ottenere dei piccoli risultati.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio, ancora con il fiatone.
CIANCIO. Con il fiatone, signor Presidente, perché sto venendo da
Catania per quest'Aula, perché ci tenevo moltissimo ad essere qua.
Ci tenevo perché è la mia ultima Aula, perché, come sapete, non
siamo ricandidabili e non ci ricandideremo, ma io avevo già fatto
questa scelta autonomamente.
Ovviamente, ho seguito il dibattito fino ad ora tramite il
telefonino e ci tenevo ad essere presente perché, anche nella
scorsa legislatura, io in quest'Aula ho imparato tantissime cose e
il Presidente Musumeci, durante il Governo Crocetta, per me è stato
un grande maestro; chiaramente, politicamente eravamo molto, ma
molto distanti, ma a livello di uomo politico l'ho sempre
rispettato.
Devo dire che lui è stato uno di quelli che mi ha insegnato che
prima delle persone, prima degli uomini e prima delle donne ci sono
le Istituzioni. Se io sono qua oggi è anche grazie al Presidente
Musumeci, però, lui oggi non c'è e questa è una cosa molto, molto
brutta e deludente per una persona che è entrata - la ringrazio - a
ventidue anni e anche grazie a queste persone si è fatta una
coscienza politica.
Detto questo, che comunque è una nota amara che rimane, ma sono
contenta di aver condiviso con tanti colleghi questo percorso,
condivido i ringraziamenti e ringrazio davvero di cuore tutte le
persone, tutti gli Uffici che ci hanno supportato e sopportato in
questi anni; alcuni sono diventati veramente più amici che
collaboratori o colleghi e ringrazio lei, signor Presidente, perché
si è dimostrato veramente all'altezza del ruolo, si è dimostrata
una persona equilibrata.
Noi abbiamo, c'è un abisso tra noi politicamente. Pirandello
diceva che nella vita si incontreranno, incontrerai, tante maschere
e pochi volti ed in questo Palazzo maschere ce ne sono tantissime,
però lei è un volto e per questo la ringrazio e ringrazio tutti,
ringrazio il mio collega, il mio Presidente di Gruppo parlamentare,
il mio Gruppo e alla prossima.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio, grazie per tutto quello che
ha detto.
ARICO', assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO', assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, grazie per la parola. Non pensavo che ci fosse,
non pensavo che ci fosse un dibattito, oggi; sembra quasi l'ultima
seduta della Legislatura, mentre penso che nelle prossime settimane
l'Assemblea sarà chiamata a riunirsi, però, voglio anch'io
ringraziare tutto il personale, i dirigenti, i funzionari, il
personale dei Gruppi parlamentari, delle Commissioni, l'Ufficio di
Presidenza per il lavoro fino ad oggi fatto.
Credo che sia stata una legislatura estremamente positiva per
tutto il lavoro che si è fatto in quest'Aula e devo ringraziare il
Presidente della Regione, Nello Musumeci, per le sue dimissioni,
che ritengo siano state un atto d'amore verso la sua, verso la sua
terra. Dimettersi, anticipando di un paio di mesi la scadenza
naturale, per far accorpare le elezioni regionali con quelle
nazionali ritengo che sia stato, e tanti di noi e tanti siciliani
lo ritengono, il miglior gesto che avrebbe potuto fare in questi,
in questi giorni.
E, allora, è stato specificato, con queste sue dimissioni, che la
Sicilia risparmierà circa 20 milioni di euro non so se questo, a
questo, vogliamo dare peso. Non faremo ritornare per ben due volte
gli elettori siciliani alle urne, non ingolferemo le scuole.
Sapete, il calendario, il mio decreto da Assessore prevede che
inizieranno le scuole il 19 settembre; dopo tre giorni le scuole
saranno, quelle interessate al voto, chiuse per le consultazioni
elettorali, dopodiché, se si fosse votato tra ottobre e novembre,
un'altra volta sarebbero state nuovamente chiuse e sappiamo quello
che è successo durante gli ultimi anni col Covid, quante scuole
sono arrivate quasi in extremis a completare i giorni minimi del
calendario scolastico per tutto quello che è successo. Quindi, io
lo ritengo un fatto d'amore verso la sua, verso la sua Regione,
verso tutti i siciliani. Non è qui non perché non volesse essere
presente ma perché è in giro per la Sicilia per numerosi impegni
istituzionali, perché come ha già detto lui, fino all'ultimo
giorno, fino all'insediamento del nuovo Governo, cercherà di dare,
di fare il meglio e dare il massimo per la sua terra e, signor
Presidente, riguardo, e lo faccio senza polemica, però, ricordo che
quando si sono dimessi almeno due Presidenti della Regione non si
fece un dibattito.
Io ricordo lei almeno in una delle due volte presiedeva
quest'Assemblea e credo che fosse il 2008, dopo le dimissioni
dell'allora Presidente della Regione non seguì un dibattito. E devo
dire, che anche per il rispetto delle Istituzioni, qualora le forze
dell'opposizione avessero voluto con forza un dibattito a seguito
dell'annuncio ieri su Facebook di dimissione del Presidente della
Regione, che poi, seguito naturalmente da lettera, preceduto da
lettera formale di dimissioni consegnata al Parlamento, forse i
banchi di quest'Aula da parte delle opposizioni sarebbero stati,
diciamo, più pieni; invece, ci sono sei o sette colleghi al mio
fianco, al nostro fianco
(Intervento fuori microfono)
ARICO', assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
oggi presenti, ma noi non abbiamo chiesto il dibattito,
Antonello, noi non pensavamo che ci fosse il dibattito
PRESIDENTE. Parli col Presidente.
ARICO', assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Parlo col Presidente, naturalmente.
Quindi, signor Presidente, io sono sicuro che il Presidente della
Regione, Nello Musumeci, fino all'ultimo giorno, cercherà di dare
il meglio per questa terra. Sono convinto, anche, che l'elezione
diretta del Presidente della Regione, visto che si è parlato anche
di meccanismi elettorali in quest'Aula, sia la scelta migliore che,
in questi anni, sia il Parlamento nazionale che regionale hanno
potuto espletare con la modifica della legge elettorale in Sicilia,
perché si è data finalmente parola al popolo.
E il Presidente della Regione, il Governo e ognuno di noi
parlamentari, prima di rispondere alle Istituzioni, a mio avviso,
devono rispondere ai cittadini siciliani e non a coloro che li
hanno eletti ma a tutta la Sicilia e ritengo che, fino ad oggi, sia
stata questa la forza che ha guidato Nello Musumeci, in questi
anni, alla guida della Regione, quella di rispondere soprattutto ai
siciliani, e fino ad oggi e con le dimissioni di oggi devo dire
prendiamo atto di un nuovo gesto di grande vicinanza al popolo
siciliano.
Signor Presidente, poi, sono stati anni difficili, qualche volta
sul telefonino, sul cellulare di ognuno di noi spuntano le foto
ricordo: io ricordo, qualche anno fa, eravamo qui in piena
emergenza sanitaria, non sapevamo come affrontare una delle più
grandi emergenze che abbia colpito il mondo negli ultimi decenni.
Non sono stati anni facili, signor Presidente, si poteva fare di
più con lei, signor Presidente, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che
gli ultimi anni di questa Sicilia sono stati terribili come
nell'intero mondo; sappiamo quello che sta succedendo alle porte
dell'Italia, in Europa, con lo stato di guerra tra la Russia e
l'Ucraina, sappiamo che l'emergenza sanitaria col Covid non è
ferma, anzi i numeri ci dicono assolutamente il contrario, ci sono
ancora numerosi siciliani e italiani che continuano a morire negli
ospedali; non è stato un anno semplice per loro, per i siciliani,
per le imprese siciliane, per i professionisti, c'è stato un
blocco.
Eppure, oggi, i risultati si vedono, c'è una Sicilia che riprende:
per esempio, nel settore turistico sono cresciute, addirittura, le
percentuali di arrivo dei turisti rispetto alla pre-pandemia,
centinaia di milioni di euro fino a ieri in Giunta sono stati
rimodulati per una prospettiva di grandi lavori pubblici per il
territorio siciliano.
Io ritengo che si è fatto tanto, non sono qui e - ha notato bene
il collega Cracolici - non ho voluto sedere tra i banchi del
Governo perché non voglio parlare, naturalmente, dei successi che
questo Governo, in questi cinque anni, ha portato.
Volevo soltanto dare la mia testimonianza da parlamentare, la mia
visione e dire quanto io abbia apprezzato in queste ore le
dimissioni del Presidente della Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò.
Sarebbe, come dire, abbastanza comodo per me dire che la seduta è
conclusa e ci vediamo la prossima volta, ma non lo posso fare.
Primo perché, intanto, insieme a voi mi devo unire ai
ringraziamenti e ai saluti a tutti coloro che hanno collaborato con
noi in questi cinque anni.
Io mi sono ritrovato per la seconda volta su questo scranno nella
mia vita e vi garantisco che, così come ho detto a tanti, è la cosa
più bella che mi sia successa nella vita. Sono stato anche Ministro
e non è paragonabile alla bellezza di questo lavoro, di questo
Palazzo, di questa atmosfera, di quest'Aula.
Ho imparato a conoscere tanti di voi, onorevole Ciancio, quelli
che me lo hanno detto prima; rimangono abissali le differenze tra
di noi. I primi giorni, dell'onorevole Ciancio dicevo mamma mia
che cos'è , ma oggi, le voglio bene, come voglio bene a tutti voi,
perché abbiamo imparato a conoscerci, abbiamo cominciato a capire
gli interventi di ognuno di noi; ricordo quando una volta con
l'onorevole Di Paola ci fermammo un'ora a discutere su un suo
intervento e lo facemmo con un garbo e una voglia di crescita di
entrambi enorme.
Non posso che amareggiarmi del fatto che Cracolici se ne vada
perché è un'icona di questa Assemblea da tanti anni e poi è una
persona di quelle che io ho sfruttato, che quando diceva le cose lo
ascoltavo e, ogni tanto, mi convincevo che aveva ragione lui e
magari mi fermavo e chiedevo agli Uffici o ad altri se era
veramente ragione quella sua o era un infrusare, anche in quello è
bravissimo facendo politica come la sa fare.
Quindi, tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari, onorevole
Lupo, con cui ho un rapporto da tanto tempo. Ma, invero, con tutti
voi, non posso che avere la felicità di avervi conosciuto perché ho
conosciuto tutte persone perbene, persone che mi hanno dato
qualcosa, a cui ho cercato di dare qualcosa perché sono più
vecchio, ho maggiore esperienza ma dal punto di vista umano non è
la vecchiaia che fa l'uomo o la donna.
Dal punto di vista umano si è grandi uomini e grandi donne a 30
anni come a 70, quello non lo dà l'età; l'età ti dà certamente più
esperienza.
Non posso che affermare - l'ho fatto tante volte e lo devo fare
anche oggi - che il concetto di democrazia è un concetto forte.
Diceva Churchill: Io non amo la democrazia, ma finché non trovo
un regime migliore credo ci dovremmo adeguare a questo . Io non so
se è il migliore, se non è il migliore, se ce ne può essere di
meglio secondo la storia, secondo i secoli, forse ce n'erano
diversi che potevano anche teoricamente - il concetto di democrazia
accademicamente è la cosa migliore - il potere ai migliori. Magari,
fosse possibile scegliere i migliori Si scelgono col voto i
migliori? Non lo so. Li scelgono i partiti? Non lo so. Se
l'impostazione democratica è quella del voto, credo che è
responsabilità dei cittadini dare il voto a quelli che gli sembrano
i migliori.
Il concetto di migliore o peggiore è molto personale, per me può
essere meravigliosa una persona e per quello che mi sta accanto la
stessa persona può essere pessima.
Il concetto di democrazia è un concetto che non può venir meno,
onorevole Aricò, da un Parlamento. Non dico che il Presidente
Musumeci non sia stato democratico, non mi permetterei di dirlo,
ovviamente, che però non ci sia stata la ricerca di tutto ciò che
di positivo c'è nella democrazia che nasce dal rapporto, dal fatto
che si è poteri diversi ma poteri contemporanei che devono
collaborare fra di loro.
Qual è stato il vero disastro che è avvenuto in Italia negli
ultimi decenni? Quando un potere dello Stato si è scontrato con
l'altro: il potere giudiziario con il potere esecutivo o
legislativo. Si sono scontrati in maniera violentissima però
raramente è successo che il potere esecutivo si scontrasse con il
potere legislativo.
Questa Legislatura forse in questo potevamo essere più bravi nel
senso che - comunque - è venuto meno un rapporto di collaborazione
reale, di fiducia reale e reciproca. Non sono sicuro che le
responsabilità siano tutte del Governo, onorevole Schillaci. Non è
il Governo che non risolve il problema che lei ha posto,
probabilmente è anche il Parlamento che non riesce a risolvere. Non
si possono dare le responsabilità sempre e comunque al Governo.
Certo, è anche giusto che chi ha vinto ha la responsabilità e non
gli si può dare la responsabilità a chi non è il vincitore perché è
lui che determina le cose.
Sicuramente posso dirlo - e l'ho detto perché non mi vergogno mai
di quello che ho detto e non rinnego mai quello che ho detto - che
qualche volta è venuta meno questa voglia di collaborazione. C'è
stata da parte dell'esecutivo una voglia di prevaricazione e
all'inizio non ne capivo il motivo. C'era una legge presentata dal
Governo, c'era una legge presentata dal Parlamento e veniva
considerata un'offesa se io mandavo avanti quella che era stata
presentata dal Parlamento.
Ma, vivaddio, il Parlamento è il Parlamento; cioè, l'esecutivo si
adegua a quello che decide il Parlamento. Il Parlamento prende
tutto ciò che l'esecutivo decide di fare e lo valuta, lo migliora,
lo sistema e non ci può essere questo scontro ogni volta che passa
un emendamento, ogni volta che qualcuno chiede la parola, persino
ogni volta che qualcuno chiede il voto segreto perché comunque
fanno parte tutte cose della democrazia. Io nemmeno amo il voto
segreto. Ricorderà, onorevole Aricò, sin dall'inizio di questa
Legislatura, avevamo lavorato anche insieme per studiare il
sistema, non per eliminarlo, perché non si può eliminare mai, ma
comunque per diminuirne gli effetti, per diminuire il potere.
Perché il voto segreto, quello del famoso discorso di Craxi alla
Camera, cioè quello per l'eliminazione dei franchi tiratori, è
assolutamente corretto; se avessi avuto la possibilità di portarlo
avanti l'avrei fatto.
Mi sono trovato, questo sì, questa è una cosa un po' ridicola, mi
sono trovato contro quelli che nella passata legislatura erano a
favore. No? E allora, il gioco delle parti nelle cose relative alla
democrazia non deve potere esistere. Se uno è d'accordo nel 2016 di
quella cosa ne è d'accordo anche nel 2018; non si può cambiare
totalmente perché prima era opposizione e oggi sono maggioranza o
perché prima ero maggioranza e ora sono opposizione.
Però, io deve essere sincero, faccio un consuntivo assolutamente
positivo di questa esperienza, sia da un punto di vista personale,
ma cinque anni qui accrescono in maniera pazzesca sia dal punto di
vista culturale, che dal punto di vista dell'esperienza, che dal
punto di vista amministrativo.
Quante cose mi ha insegnato questo signore qua accanto, che non è
Presidente dell'Assemblea, non è Presidente della Regione, è un
impiegato.
Ebbene, il Presidente dell'Assemblea senza queste persone qua
accanto fa la parte del pupo, diciamoci la verità, perché le cose
da sapere sono tali e tante che se non avessi chi me le suggerisse
e non avessi assolutamente fiducia in quello che mi suggeriscono,
nel credere a quello che mi suggeriscono, avrei fatto tali e tante
minchiate , come mi piace dire nella mia carriera, enormi.
Io li ringrazio perché sono stati precisi, perché non hanno
tifato per me, perché all'inizio quasi ci guardavamo in cagnesco
per cui non c'era nessun motivo di tifo, però abbiamo collaborato
con onestà istituzionale che io penso li abbia contraddistinti e
che spero abbia contraddistinto anche il mio operato, cioè il
rispetto dei ruoli.
C'erano alcune cose che io sapevo che quando le dicevo, ma anzi
all'inizio non lo sapevo, poi me ne sono accorto, che quando le
dicevo si stizziva il Segretario generale. E dicevo: Ma come,
comando io qua, sono il Presidente . Non è così. Non è così,
onorevole Aricò, non è così, lo dico a tutti. Non è che perché sei
presidente comandi Hai un ruolo che devi svolgere. Ma ci sono
ruoli che devono svolgere altri e ne devi avere il rispetto
assoluto, obbligatorio, perché sennò il conflitto distrugge tutto.
Io ringrazio, per l'esperienza che ho fatto, questa Assemblea.
Veramente non potrò mai smettere di ringraziare Fabrizio Scimè, ma
tutti gli altri che sono stati qua, così come ringrazio tutti
coloro che hanno fatto parte di tutte quelle strutture dal
Consiglio di Presidenza, ai Questori, ai Presidenti di Commissione,
assolutamente a tutti coloro che hanno fatto parte della struttura
amministrativa e politica di questa Amministrazione, di questa
Assemblea.
Ha funzionato tutto. Lo devo dire; forse ai rapporti tra
esecutivo e legislativo qualche cosa è mancata. Ripeto, è un dato
di fatto che non potrei negare perché rinnegherei quello che ho
fatto nell'ultimo periodo specialmente. Ma io ringrazio veramente
tutti.
Ringrazio voi parlamentari per quello che mi avete dato,
ringrazio in maniera pazzesca queste persone che mi stanno dietro e
che oggi come oggi quando mi alzo e mi dicono: Presidente, per
favore, lei c'è di nuovo la prossima volta? . State tranquilli che
se non muoio ci sarò di nuovo, probabilmente, anzi sicuramente, non
nello stesso posto, ma io spero che voi mi abbiate apprezzato come
uomo, non come Presidente dell'Assemblea e, quindi, ci sarò qui
come uomo. E quindi, in ogni caso, la mia presenza sarà con voi e
la nostra amicizia continuerà ad essere forte, anzi a rafforzarsi
ancora di più.
Grazie, veramente grazie a tutti. Può essere che ci dovremmo
riunire qualche altra volta, ma non potevamo non utilizzare questo
momento, anche molto sereno. Ringrazio veramente tutti per la
serenità, l'intelligenza perché poi la serenità è frutto di
intelligenza; questo dissi un giorno all'onorevole Di Paola che
gridava. Gli dissi: guarda che gridare non fa bene perché chi ti
ascolta non vuole sapere che cosa gli dici mentre gridi, vuole
sapere cosa gli dici mentre spieghi, mentre parli, mentre gli dici
le cose con tranquillità . Da quel giorno diventammo più amici.
Il giorno in cui gli dissi questa cosa non era neanche Capogruppo;
ricordo bene era il suo intervento per la commemorazione di
Emanuele Macaluso. Non sapevo che lo conoscesse, fece un intervento
straordinario e, quindi, glielo dissi. Gli dissi: ti rendi conto
della differenza tra questo intervento che hai fatto e qualcun
altro che hai fatto prima gridando? .
Di questo ringrazio molto l'onorevole Di Paola, perché anche
questo mio coraggio di dire le cose non me lo conoscevo totalmente,
non era così normale che ad uno che neanche conoscevo, che non
ricordavo che si chiamava Di Paola o non so come - con l'onorevole
Di Caro sbagliavo sempre, anche perché vi conoscevo tutti da poco -
ripeto, che neanche conoscevo bene, però avessi il coraggio di
dirgli qualche cosa che lo riguardava. Lui poteva dirmi di farmi i
fatti miei, invece questa possibilità e quindi il fatto che in
quest'Assemblea si siano avuti questi rapporti lo considero una
cosa trionfale per tutti, per me prima che per voi. Grazie a tutti.
La seduta, ovviamente, è conclusa.
La seduta è tolta alle ore 12.32
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO:
LETTERA DI DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE