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Resoconto d'Aula della Seduta n. 40 di giovedì 26 aprile 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 13.02

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli colleghi, invito i Presidente dei Gruppi parlamentari  a
  seguirmi  in Sala Lettura per una veloce Conferenza dei  Capigruppo
  che  fisserà un minimo di paletti sugli interventi, sui  tempi  che
  daremo,  intanto  oggi,  e  poi speriamo  anche  alla  finanziaria.
  L'inizio vero e proprio dei lavori sarà alle ore 14.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.08, è ripresa alle ore 15.09)

               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   La seduta è ripresa.

      Comunicazione relativa ai tempi spettanti a ciascun Gruppo
                             parlamentare
      ai fini della discussione generale dei documenti finanziari

   PRESIDENTE. Comunico che questa Presidenza, sentita la  Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari  ai  sensi  dell'articolo
  73bis,   comma  3,  del  Regolamento  interno  dell'Assemblea,   ha
  determinato i tempi spettanti a ciascun Gruppo parlamentare ai fini
  della discussione generale dei documenti finanziari.
   Il  tempo complessivo, pari a 5 ore, sottratti 30 minuti spettanti
  al Governo regionale, è stato ripartito in parte in misura eguale e
  per  altra  parte in maniera proporzionale ai Gruppi  parlamentari,
  come di seguito specificato:

  -Movimento Cinque Stelle 64 minuti;
  -Partito Democratico    43 minuti;
  -Forza Italia         30 minuti;
  -Diventerà Bellissima   27 minuti;
  -UDC         25 minuti;
  -Fratelli d'Italia     21 minuti;
  -Popolari e Autonomisti  20 minuti;
  -Sicilia Futura       19 minuti;
  -Misto          23 minuti.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo, per oggi, gli  onorevoli
  Trizzino e Schillaci.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Indirizzo di saluto da parte del Presidente delle Regione al nuovo
         Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di cominciare la discussione
  generale,  il  Presidente della Regione vuole presentare  il  nuovo
  Assessore.
   Onorevole Presidente, ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  è  mio dovere e piacere presentare all'Aula,  in  questa
  prima  occasione  utile, il nuovo assessore alla  cultura  ed  alla
  identità  siciliana,  ai beni culturali, il  professore  Sebastiano
  Tusa,  archeologo, docente a contratto dell'Università di Napoli  e
  di Marburg in Germania. Egli subentra al professore Vittorio Sgarbi
  insediatosi, alcuni giorni fa, alla Camera dei Deputati  a  seguito
  delle ultime elezioni politiche.
   A nome del Governo desidero esprimere all'assessore Tusa l'augurio
  di  buon  lavoro e il benvenuto in questa compagine  che  dei  beni
  culturali  vuole fare uno degli obiettivi prioritari della  propria
  azione di Governo.
   Egli,  peraltro,  è dirigente della Regione siciliana  e,  quindi,
  conosce a sufficienza la complessa ed articolata macchina di questa
  Amministrazione.
   Buon lavoro assessore Tusa.

   previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020"
   (n. 230-230bis/A) e "Disposizioni programmatiche e correttive
   per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale" (n. 231/A)

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
   previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n.
       230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive
       per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine   del   giorno
  Discussione  dei  disegni di legge: «Bilancio di  previsione  della
  Regione  Siciliana  per  il triennio 2018/2020»  (n.  230-230bis/A)
  (Seguito)  e «Disposizioni programmatiche e correttive  per  l'anno
  2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A) (Seguito).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Se  ci  sono colleghi che vogliono iscriversi, comincio a prendere
  nota  e  vi  concedo la parola. Onorevoli colleghi, la  discussione
  generale  al disegno di legge  Finanziaria  è in questo momento  in
  atto. Io credo che quantomeno i Capigruppo dovrebbero cominciare ad
  intervenire.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero,
  prima  di entrare nel merito del testo che stiamo esaminando,  fare
  una  breve  riflessione  sul percorso che  abbiamo  affrontato,  in
  Commissione  Bilancio', in modo particolare, anche per chiarire  da
  subito con l'Assessore per il bilancio e con il presidente Musumeci
  come  ci  si  vuole rapportare su alcune questioni che  sono  state
  affrontate anche con grande senso di responsabilità.
   Io  ho  votato a favore in Commissione  Bilancio' sia  per  quanto
  riguarda  il  bilancio,  sia  per  quanto  riguarda  la  legge   di
  stabilità,  ed il mio desiderio è quello di concludere il  percorso
  parlamentare con il voto favorevole.
   E' logico che bisogna avere un chiarimento, credo sin da subito  e
  senza alcuna esitazione.
   Ho fatto, parallelamente a quello che è l'esame dei testi che sono
  stati  presentati dal Governo, delle analisi e delle  ricerche  sui
  fondi extra regionali in modo tale da potere dare un mio contributo
  fattivo  a  questa legge di stabilità che è entrata in  Commissione
   Bilancio' e nelle Commissioni di merito con circa 35 articoli ed è
  stata  arricchita  da una serie di provvedimenti  che  sono  frutto
  della sensibilità di ognuno di noi che sul territorio vive le varie
  dinamiche  e che per un verso ha voluto anche spronare  il  Governo
  affinché su alcune tematiche non sia più esitante, anzi, approfitti
  di questa occasione per poter cercare di dare una risposta concreta
  alle questioni che noi poniamo.
   Le  mie ricerche sono state, Presidente, focalizzate su quelli che
  sono i fondi FSC ed i fondi POC perché ho cercato di rendermi conto
  come  fosse la situazione in termini di programmazione e  ho  visto
  che  per  quanto  riguarda  i fondi FSC  risultano  programmati  ma
  impegnati  neanche  il  10  per  cento  ed  ovviamente  non  è  una
  responsabilità  che  sto  ascrivendo  a  questo  Governo,  lo   sto
  evidenziando.
   Per  quanto riguarda i fondi POC la situazione è ancora più  grave
  perché le delibere CIPE risalgono ad agosto scorso e di conseguenza
  di  quello che è circa 1 miliardo e 700 milioni di dotazione per la
  Sicilia  ne risulta programmato appena 350. Un miliardo e  400  non
  risulta  neanche programmato e mi sono permesso di  intervenire  su
  questa tematica con delle norme che sono frutto anche del dibattito
  che  c'è  stato  in  Aula  e  di  quelle  che  sono  state  le  sue
  dichiarazioni  su  alcune  tematiche  delle  quali  dobbiamo  anche
  parlare. Nessun atto e nessuno di noi, ed io in particolare, volevo
  travalicare il confine delle competenze, però questo è  un  momento
  di  confronto nel quale credo che il Governo debba, da questo punto
  di  vista,  ascoltare  e  dare seguito  a  quelle  che  sono  delle
  sollecitazioni di buon senso e, in questa ottica, entro subito  nel
  merito di alcune questioni.
   Lei  ha detto che i comuni virtuosi andavano premiati, lo ha detto
  anche  a  Catania quando ci sono state le consegne dei  comuni  più
  virtuosi  in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti  solidi-
  urbani.
   Io,  Presidente, ho ascoltato il suo suggerimento e l'ho messo  in
  pratica  e  ho proprio proposto - e la Commissione  Bilancio'  l'ha
  approvato  - una premialità di 5 milioni di euro per i  comuni  che
  sono  sopra  la  soglia  del 65 per cento per  quanto  riguarda  la
  raccolta  e  lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, proprio  per
  dare un segnale di virtuosismo a quei comuni che hanno investito  e
  che hanno, ovviamente, chiesto alla loro comunità di adeguarsi alle
  norme,  alla  fine questo è stato fatto, però va dato  un  segnale.
  Questo  che  cosa  significa? Un piccolo segnale già  per  quaranta
  comuni di tutta la Sicilia, perché non sono i comuni virtuosi  solo
  in una provincia, sono in tutta la Sicilia.
   Devo dire che sulla scia di questo suggerimento lei mi ha portato,
  sul  tema delle autonomie locali, a fare una valutazione su  quelli
  che  sono le certificazioni di qualità di cui gli enti locali  sono
  portatori e sono altre due. Per quanto riguarda i comuni costieri o
  che hanno laghi, l'attribuzione della bandiera blu che richiede  da
  parte  dei  comuni  dei grandi investimenti per quanto  riguarda  i
  servizi balneari e che ovviamente sono risorse di bilancio che ogni
  comune sottrae ai servizi per i cittadini per poter ottenere questo
  importante riconoscimento che ha dei parametri internazionali.
   Abbiamo  messo 1 milione di euro nel fondo delle autonomie  locali
  proprio per premiare quei comuni che hanno ottenuto la bandiera blu
  al  fine  di  spronare  gli  altri comuni  perché  non  è  per  noi
  sicuramente  un vanto avere solo 7 comuni in Sicilia che  hanno  la
  bandiera  blu e, anzi, mi permetto di dire, che da questo punto  di
  vista  una  politica di sana competizione per le  autonomie  locali
  deve  portare,  invece, a dare un segnale chiaro alla  meritocrazia
  perché non è pensabile che si possa continuare a livellare tutti  i
  comportamenti sul territorio senza poter dare un segnale  minimo  a
  chi  realmente cerca di avere quelle certificazioni che fanno  fare
  il salto di qualità, che fanno la differenza in un territorio.
   Un  altro  elemento  di certificazione sono  i  borghi  più  belli
  d'Italia. Ne abbiamo 19 in Sicilia.
   Queste fanno riferimento ai comuni montani, principalmente,  anche
  se c'è qualche borgo costiero. Abbiamo dato un altro segnale qui, 1
  milione  di  euro, un piccolo segnale da dividere su 20 comuni,  ma
  per dire a questi comuni ed agli altri soprattutto, che quello è il
  percorso  che  porta  poi  richieste di permanenza  all'interno  di
  questi  comuni.  Le assicuro che dove ci sono stati  i  comuni  che
  hanno  acquisito queste certificazioni, quella che è  la  strategia
  ricettiva si è veramente aumentata anche del 400 per cento.  Glielo
  assicuro, è così
   E,  allora, credo che abbiamo il dovere, voi come Governo, di dare
  un  segnale  chiaro  alle autonomie locali  su  quella  che  è  una
  competizione  al  rialzo  sotto i profili  della  qualità  e  dare,
  quindi,  piccoli segnali per quanto meno dire:  sì questo  tipo  di
  competizione, noi la riconosciamo. .
   Sulla  scia  di questo - e di questo devo ringraziare  l'assessore
  Armao  col  quale  ci  siamo confrontati nelle  varie  notti  della
  Commissione   Bilancio'  -, mi sono permesso  di  presentare  degli
  emendamenti riguardanti queste tematiche, presidente Musumeci,  che
  sono tematiche che lei ha anche trattato e abbiamo trattato qui  in
  Aula.
   Abbiamo  fatto  una Commissione speciale per il randagismo,  bene,
  sulla  scorta  di  questo ho presentato l'emendamento  per  fare  i
  rifugi  perché  qui c'è un problema serio non solo riguardante  gli
  animali  domestici  o  ex  tali ma anche cinghiali  e  quant'altro.
  Allora,  ho  destinato per tutti i comuni della Sicilia 25  milioni
  dei fondi POC per fare queste strutture.
   Poi,  sempre sulla scorta dei dibattiti che ci sono stati in Aula,
  abbiamo  destinato  10  milioni per l'abbattimento  delle  barriere
  architettoniche   per  istituti  pubblici  e   privati,   strutture
  pubbliche  dove,  su  suggerimento del collega, onorevole  Milazzo,
  abbiamo inserito quelle che sono destinatarie di sedi istituzionali
  perché è vergognoso che ci siano aule consiliari non accessibili ai
  portatori  di  handicap  proprio partendo dai  palazzi  municipali,
  giusto suggerimento dell'onorevole Milazzo lo abbiamo fatto proprio
  in Commissione  Bilancio'.
   Poi  un altro elemento lo abbiamo inserito per quanto riguarda  la
  riqualificazione degli impianti sportivi perché abbiamo centinaia e
  centinaia di impianti sportivi che vanno riqualificati. E'  inutile
  pensare  di  fare  nuove strutture quando c'è un patrimonio  che  è
  diventato  ormai  anche  pericoloso  per  la  pubblica  incolumità,
  quindi,  anche  qui  25 milioni per tutti gli impianti  dei  comuni
  dell'Isola.
   Su  questa  scia  abbiamo pensato di mettere  20  milioni  per  la
  progettazione.  Lei giustamente ha detto in Conferenza  stampa  più
  volte:   datemi i progetti esecutivi ed io li finanzio .  Questa  è
  stata la sintesi. Ha ragione ma vanno messe le risorse per far fare
  i  progetti  esecutivi ai comuni; ecco perché mi sono  permesso  di
  fare,  anche da questo punto di vista, un'azione mirata  su  questo
  fronte sempre per quanto riguarda i fondi extra regionali.
   Poi,  da  questo  Parlamento  è  stata  fatta  una  legge,  signor
  Presidente,  per  quanto riguarda l'amianto. Ci si  è  dimenticati,
  però,  di  dare  la  giusta dotazione ed anche su suggerimento  del
  direttore   del   Dipartimento  di  protezione  civile   ci   siamo
  confrontati,  abbiamo presentato una norma che  è  stata  approvata
  dove  abbiamo  previsto  10 milioni per quanto  riguarda  tutta  la
  mappatura  ed  il  censimento e 40 milioni di  euro  per  risolvere
  definitivamente il problema, cifre che, a spanne, ci  ha  detto  il
  direttore del Dipartimento di protezione civile, e devo dire che ho
  avuto  la  grazia  in  questa occasione  di  conoscere  l'assessore
  Pierobon per quanto riguarda i profili di sua competenza il  quale,
  nonostante  l'approccio iniziale, devo dire, ha compreso  per  bene
  quella  che era la delicatezza del problema ed ha visto  insieme  a
  noi  ed insieme all'onorevole Di Mauro quello che era un testo  che
  era ovviamente condiviso per un'emergenza che c'è. D'altronde, è di
  qualche settimana fa la notizia che ci sono stati 600 morti  in  un
  anno  per  quanto riguarda l'emergenza amianto e credo  che  questo
  Parlamento e questo Governo debbano per forza dare ora una risposta
  immediata da questo punto di vista.
   Un  altro  elemento che abbiamo voluto tenere presente è stato  il
  destino  dei  portatori  di  handicap  e  questo  Governo  si   sta
  dimostrando  molto sensibile alla tematica; devo dare atto  ai  due
  Assessori che affrontano questa tematica sia per quanto riguarda la
  famiglia, sia per quanto riguarda la sanità, però mancava un  pezzo
  del  dopo  di  noi  in Sicilia non è stato ancora, nella  sostanza,
  programmato. Abbiamo destinato 50 milioni di euro per realizzare in
  ogni  provincia  il villaggio del dopo di noi  perché qui  c'è  una
  questione  delicatissima riguardante i portatori  di  handicap  che
  hanno ormai famiglie che non sono più in condizioni di assisterlo o
  che  addirittura rimangano senza famiglia. Queste persone  speciali
  devono avere, oggi, realmente una loro casa e la Regione credo  che
  sarà,  anche  da questo punto di vista, all'avanguardia  perché   i
  villaggi  del  dopo  di noi  è un'idea che è  nata  qui  in  questo
  Parlamento  da  una  serie  di confronti  e  di  analisi  e  questo
  emendamento ha avuto proprio questa finalità.
   Poi,  abbiamo previsto non 500 mila euro, come ha fatto ed ha dato
  un  segnale  l'Assessore per il territorio per quanto  riguarda  la
  redazione  dei piani regolatori e per quanto riguarda la  redazione
  dei piani di gestione riguardo al demanio marittimo. Beh, su questo
  signor  Presidente abbiamo messo 9 milioni perché abbiamo fatto  la
  valutazione che i comuni sono circa 250 che non hanno ancora questo
  piani e, quindi, su questo fondo abbiamo agito per cercare di  dare
  un segnale più concreto perché erano insufficienti quelli.
   Rispetto  a  tutto  questo ho presentato, poi,  3  emendamenti,  e
  concludo  su  quelle che sono tematiche affrontate in questa  Aula.
  L'emergenza  idrica  del comune di Messina,  anche  lei  è  rimasto
  sorpreso  che  il comune di Messina prenda l'acqua  a  Fiumefreddo.
  Abbiamo  previsto  20 milioni di euro non per individuare,  già  ci
  sono,  bisogna  realizzare ora le strutture già  individuate  dalla
  mappatura  fatta  su  indicazione del  Dipartimento  di  protezione
  civile  per  prendere l'acqua nel territorio di Messina e  chiudere
  questa vergogna.
   Un'altra questione che abbiamo affrontato riguarda le baracche  di
  Messina, lei c'è stato signor Presidente, lei le ha viste e  sa  in
  che  condizioni sono, e di conseguenza sa anche che la  legge  n.10
  del  1990  non  ha  funzionato per un conflitto di  competenze  fra
  Istituto  autonomo case popolari, comune di Messina e  demanio.  E'
  stata   prevista  qui  una  norma  di  semplificazione,  un'agenzia
  comunale  che prenda queste competenze ed una dotazione  conclusiva
  per  risolvere  questo problema calcolato in 40 milioni  perché  ci
  sono  ancora  3.300 baracche che partono dal 1908,  unica  vergogna
  purtroppo in tutta la Sicilia.
   L'ultima  questione, e passo la parola al mio  collega  di  gruppo
  onorevole  Fava,  la  bomba  dei veleni che  caratterizza  Messina,
  l'area ex Sanderson è piena di veleni, le falde acquifere sono  già
  messe  in  pericolo ed abbiamo previsto, da questo punto di  vista,
  proprio  perché  è  nel centro urbano di Messina,  la  cessione  al
  comune  di  Messina  e sulla scorta di un progetto  che  stava  già
  redigendo  il Dipartimento dei rifiuti, la somma di 25 milioni  per
  bonificare  questa area. Questo è, in conclusione e mi  fermo  qui,
  poi  interverrò  sui  singoli argomenti,  quello  che  è  stato  un
  contributo che abbiamo voluto dare al Governo, ringraziandolo anche
  per   quella  che  è  stata  la  disponibilità  del  Governo  nella
  Commissione nell'accogliere questi suggerimenti e, quindi, ampliare
  in termini di contenuti il disegno di legge di stabilità che questo
  Governo ha presentato e che, oggi, noi ci accingiamo ad affrontare.
  Mi  fermo  qui perché per una questione di minuti devo  passare  la
  palla al mio collega di Gruppo, onorevole Fava.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  cittadini,
  Presidente  della Regione, Assessori, devo dire che  l'analisi  che
  faccio  su  quello  che è questa  Finanziaria'  che,  inizialmente,
  aveva  35 articoli e che dalla Commissione  Bilancio' è uscita  con
  120  articoli più quelli stralciati dalla Presidenza, devo dire che
  un  po' mi lascia perplesso, per un motivo molto semplice: mi sarei
  aspettato che si tracciasse una linea riguardo a quelle che sono le
  priorità  ed  emergenze,  invece ci siamo lasciati  prendere  dalla
  bulimia di aggiungere, aggiungere, aggiungere.
   Questo  cosa  comporta, cosa sta comportando, cosa ha  comportato?
  Sicuramente  una  contrazione  dei tempi,  un'enorme  difficoltà  a
  comprendere  i  singoli  provvedimenti,  personalmente  ho   potuto
  approfondire  forse 2/3 di quello che c'è nel testo e  la  cosa  mi
  lascia un po' di amaro in bocca, perché quando parliamo di qualcosa
  vorrei  avere la possibilità di sapere perfettamente di cosa stiamo
  parlando  e  su che cosa stiamo legiferando. Questo per  dire  che,
  sostanzialmente, abbiamo cercato, come Gruppo parlamentare, di dare
  un   apporto  da  quello  che  è  uscito  fuori  dalla  Commissione
   Bilancio',  abbiamo cercato di migliorare gli articoli  sui  quali
  potevamo  intervenire  per cercare di fare un  lavoro  migliore  al
  servizio  della Sicilia. Ma è chiaro che il combinato disposto  tra
  la   manovra,  il   Collegato   che  probabilmente,  si  parla   di
  approvarlo entro la fine del mese, credo che questo sia un modo  di
  lavorare  che, sostanzialmente, impedisce al Parlamento  di  essere
  pienamente legittimato a comprendere quello che sta accadendo.
   Avrei  preferito  una finanziaria ancora più  asciutta  dove  ogni
  Assessorato presentava due, tre norme al massimo  di grande impatto
  e  poi passare successivamente con i lavori parlamentari, con degli
  approfondimenti   adeguati  per  singolo  capitolo,   per   singolo
  provvedimento,  per  fare un lavoro che si estendesse  per  qualche
  mese in più per avere un quadro migliore.
   Questo,  evidentemente, non sta accadendo e spero  che  da  questa
  finanziaria  non  esca fuori qualche strafalcione  che  in  passato
  abbiamo  visto,  perché sappiamo benissimo che  poi  sulla  Sicilia
  l'attenzione è spasmodica.
   Tra  l'altro,  sottolineo il fatto che, quello che è  accaduto  in
  Commissione   Bilancio  che spero non accada mia più, perché  credo
  che  legiferare  durante  la notte, in tarda  mattinata,  impedisca
  qualsiasi  valutazione di merito, spero che non accada  più,  spero
  che  non accada nemmeno durante questa discussione, perché  a  quel
  punto  chiaramente ci troveremmo di fronte alla reale impossibilità
  di  capire cosa accade, e davanti al pericolo di fare un lavoro che
  poi, alla fine, potrebbe essere stralciato altrove.
   Ci sono tre, quattro articoli che credo non passerebbero il vaglio
  della Presidenza del Consiglio dei Ministri perché sono norme  che,
  probabilmente,  sono incostituzionali, una su tutte,  per  esempio,
  quella sulla tassa automobilistica.
   Quindi,  il ragionamento da fare è sempre lo stesso. Approfondiamo
  bene  quello che c'è qua dentro, se è il caso fermiamoci sui  punti
  ed  eventualmente  prendiamoci tutto il tempo necessario.  Evitiamo
  salti  nel buio. Non siamo soliti fare sconti a nessuno perché  per
  nostra  natura  cerchiamo di approfondirle le cose.  Di  contro  ci
  aspettiamo  massima  attenzione da parte del Governo  per  tutti  i
  suggerimenti  che  dovessero arrivare durante  la  trattazione.  E'
  chiaro che qui credo che nessuno voglia tirare fuori una norma  che
  abbia  dei  buchi  o  delle lacune che poi possa  venire  impugnata
  successivamente.
   L'ipotesi  che  ventilavo di una finanziaria asciutta  ci  avrebbe
  permesso  successivamente  di andare a  razionalizzare  quelle  che
  potevano  essere  delle entrate successive che  dobbiamo  andare  a
  ragionarci ancora con lo Stato e, magari, in fase di variazione  di
  bilancio successivamente avere ulteriori risorse per dare ulteriori
  risposte.
   Spero che su questa linea il Governo cominci ad adattarsi all'idea
  di  razionalizzare il testo e spero che tutti i  colleghi  in  Aula
  siano concordi su questa linea.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questa è
  la  mia prima finanziaria a cui assisto perché, comunque, questo  è
  il mio primo mandato. Devo dire che da prima finanziaria ho cercato
  di  assistere puntualmente all'interno delle varie Commissioni, non
  solo   quelle  a  cui  faccio  parte,  ma  anche,  ad  esempio,  la
  Commissione  Bilancio  ed altre Commissioni.
   Devo  dire che, alla fine, il titolo di questa manovra finanziaria
  può  essere  un  titolo da film horror, signor  Presidente,  è  una
  manovra finanziaria da film horror. Questo perché, alla fine, tutta
  questa manovra finanziaria, che doveva essere una manovra snella, è
  stata concepita in una sola nottata, ed è un film horror anche devo
  dire un po' scarso, deludente.
   Ora  man  mano entreremo nel dettaglio. Vi dicevo, questa  manovra
  finanziaria  doveva  essere  una  manovra  finanziaria   di   pochi
  articoli, facilmente comprensibile, snella. Alla fine ci ritroviamo
  dentro  circa 130 articoli, non lo so, non li ho contati perché  ad
  un certo punto mi sono perso.
   E'  stata cambiata più e più volte ed anche le intenzioni iniziali
  del Governo sono state dalla maggioranza completamente stravolte ed
  adesso andremo nel particolare in alcuni articoli.
   Ad  esempio,  l'articolo 14 in riferimento al sostegno finanziario
  all'istruzione.   Io  ho  assistito  a  più  audizioni   da   parte
  dell'Assessore. Questo articolo doveva essere nelle  intenzioni  un
  articolo che doveva aiutare le scuole paritarie, scuole paritarie e
  soprattutto i bambini in difficoltà economica che volevano comunque
  accedere all'istruzione per quanto riguarda le scuole paritarie.
    Inizialmente la somma destinata a queste scuole paritarie era, ad
  esempio,  di 5 milioni e 400, perché? Perché alle scuole elementari
  paritarie  venivano  aggiunte quelle di  scuola  media,  quindi  si
  accorpavano quelle elementari più quelle di scuola media. Ad  oggi,
  questa  somma  è  stata drasticamente diminuita,  siamo  a  quattro
  milioni e mezzo anziché 5 milioni e 400. Mi chiedo come faranno  le
  scuole  paritaria  di  scuola media a  poter  essere  sostenute  e,
  quindi,  i  bambini in difficoltà economica non potranno  scegliere
  una scuola piuttosto che un'altra.
   Oppure,  ancora, mi sono segnato anche l'articolo 11  Disposizione
  in materia di beni culturali . Saluto ovviamente l'assessore Tusa e
  le  do  il benvenuto, però in Commissione V l'Assessore Sgarbi  non
  l'abbiamo   mai  visto   Mi  chiedo,  questo  articolo   e   queste
  disposizioni  in  base  a  che cosa sono stati  fatti?  Qual  è  il
  criterio  politico con cui questo articolo è stato realizzato?   Un
  assessore,  l'assessore Sgarbi, che è stato completamente  assente.
  Nessuno ci è venuto a spiegare in Commissione, non lo so questo non
  lo so dire, però nessuno in Commissione è venuto a spiegarci questo
  articolo.
   Noi  abbiamo  fatto  il massimo come opposizione  per  cercare  di
  migliorarlo,  ma non mi sembra una buona pratica il  fatto  che  io
  inserisco delle disposizioni all'interno di una manovra finanziaria
  ed il Governo non viene a relazionare all'interno delle Commissioni
  di merito.
   Oppure,  ancora,  l'articolo 6  Biglietto unico per  il  trasporto
  locale . Devo dire che questa poteva essere una buona idea,  è  una
  buona idea, nel senso che io cerco di creare un biglietto unico per
  le  città  metropolitane  per far sì che l'utente  possa  adoperare
  tutti i mezzi pubblici collegati a quel biglietto unico, quindi  in
  qualche modo voglio favorire il trasporto pubblico.
   Inizialmente,  si è partiti con delle cifre, perché  comunque  noi
  come  opposizione  abbiamo chiesto, visto che  si  stanno  mettendo
  delle   cifre  per  il  triennio  quanto  meno  diamo  dei  servizi
  aggiuntivi,  cioè  facciamo in modo che  l'utente  possa  veramente
  scegliere questo biglietto unico, perché altrimenti se io do  delle
  cifre  così, all'inizio erano 900 mila euro nel triennio,  è  ovvio
  che  se rimane il biglietto singolo e aggiungiamo pure il biglietto
  unico e non mettiamo nessun servizio aggiuntivo è normale che nella
  maggior parte dei casi l'utente continuerà a scegliere il biglietto
  unico,  di conseguenza noi avremo completamente bruciato  900  mila
  euro.
   Devo  dire  che  l'Assessore  ha  accolto,  in  parte,  le  nostre
  richieste,  però  poi alla fine, nella riscrittura finale,  anziché
  900  mila  euro mi ritrovo 450 - ora, il calcolo non l'ho  fatto  -
  circa 500 mila euro. Mi chiedo, ma questo articolo, diciamo, questa
  idea,  può essere realizzato con 500 mila euro? A questo punto  non
  so se dobbiamo stralciarlo o meno.
   Oppure, ancora, l'articolo 8 relativo agli interventi per la prima
  casa  di  modo  da  favorire  le giovani  coppie  e  dare  loro  la
  possibilità   di   ristrutturare  la   propria   abitazione.   Dico
  ristrutturare  e  non  costruire  perché  non  possiamo  nuovamente
  finanziare ulteriore consumo di suolo. Cerchiamo di incentivare  le
  giovani  coppie,  che  magari  hanno difficoltà  economica,  non  a
  costruire nuove abitazioni,  ma a ristrutturare quelle esistenti.
   E  dopo,  la  cosa  che  mi  ha lasciato ancora  più  perplesso  è
  l'articolo  16, il comma 4 dell'articolo 16 che, devo  dire,  è  un
  comma  molto  importante perché in qualche modo  stiamo  destinando
  delle  somme  per la pulizia dei fiumi, dei canali e,  quindi,  per
  prevenire il dissesto idrogeologico.
   Ebbene, queste somme, dopo la grande nottata - e adesso non so  se
  qualcuno  della  maggioranza spiegherà cosa è  successo  in  questa
  nottata  -  alla  fine,  queste  somme,  sono  state  drasticamente
  diminuite.
   Ora, il discorso qual è? Tra le altre cose si è pensato pochissimo
  ai  giovani e al loro rilancio, c'è solo un articolo che  parla  di
  giovani, ed è l'articolo 52 sulla realizzazione di un fondo per  le
  politiche  giovanili, perché probabilmente, viste le  idee  che  ci
  sono  all'interno  di questa finanziaria, forse è  bene  aprire  ai
  giovani  e  chiedere loro come vorrebbero rilanciare questa  nostra
  Sicilia.
   Ora,  Presidente, non so come andrà a finire tutto  l'iter,  ma  è
  ovvio  che  al momento questa finanziaria altro non è che  un  film
  horror mal fatto per la nostra Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,  onorevoli
  colleghi,  io  vorrei partire da una premessa delle poche,  sobrie,
  dichiarazioni  che  abbiamo  ascoltato  da  parte  del   Presidente
  Musumeci  in  questi giorni, dove l'attenzione anche  polemica  sul
  modo  in  cui  si modificava l'assetto, l'aspetto, il contenuto  di
  questa  finanziaria dilagava sui giornali, e il Presidente Musumeci
  ha  detto  nell'unico  commento che abbiamo raccolto  da  lui:   la
  finanziaria  appartiene  all'Assemblea  regionale  siciliana,  l'ha
  voluta così il Parlamento siciliano .
   Non  credo  di  poter  essere d'accordo  con  questa  affermazione
  perché, è vero che l'Assemblea regionale siciliana ha il compito di
  discutere,  emendare  e approvare, ma non è  questa  Assemblea  che
  vuole  così questa finanziaria. La finanziaria rappresenta  intanto
  una scelta dell'Esecutivo, una proposta e una scelta.
   La   prima   finanziaria   di   un  Governo   che   si   appresta,
  auspicabilmente nelle vostre intenzioni, a governare questa regione
  per  cinque  anni rappresenta, non solo un biglietto da visita,  ma
  anche  l'obbligo di una proposta, di una visione, di una idea.  Una
  finanziaria  non  può  essere  il  verbale  della  riunione  di  un
  condominio, la finanziaria deve avere un'anima ed una intenzione  e
  da  questa  finanziaria non si coglie quale sia l'idea, la  visione
  che  questo  Governo ha, non tanto della spesa,  quanto  di  questo
  territorio, di questa terra, di questa regione.
   Ci  sfuggono  le  indicazioni che sono legate alla  strategia  non
  della spesa, ma la strategia produttiva; ci sfuggono le indicazioni
  che questo Governo vuole dare all'Assemblea e ai siciliani su quali
  sono  le priorità, gli asset sui quali vuole ricostruire condizioni
  di decoro, di decenza e di sviluppo.
   Ci sfugge il titolo. Lei è un giornalista come me, se dovesse dare
  un  titolo a questa finanziaria credo che sarebbe in imbarazzo.  Il
  titolo  che  avrebbe  voluto  dare  quando  l'ha  presentata   alla
  Commissione   Bilancio  e all'Assemblea regionale:  una finanziaria
  asciutta . Sappiamo che asciutta non è, sappiamo che forse  l'unico
  elemento   che   lascia   intendere,   contraddistinguere    questa
  finanziaria  è avere cercato una possibile mediazione parlamentare,
  la  sopravvivenza  di  questo Esecutivo, il raggiungimento  di  una
  soglia di galleggiamento con la quale continuare ad andare avanti.
   Ma ciò che turba di più, non sono tanto le spese grottesche, sì ci
  sono  spese  che  sono  degli  ossimori:  i  200.000  euro  per  il
  ripopolamento del coniglio selvatico e molte di queste  le  vedremo
  nel  dettaglio;  quello  che preoccupa sono  alcuni  tagli  che  io
  considero  particolarmente sprovveduti e superficiali  perché  sono
  tagli  leggeri,  perché  ci  dicono che attraverso  quei  tagli  la
  Regione  decide,  il  Governo regionale decide di  non  considerare
  quegli asset, quei processi di spese di investimento politico  come
  processi  fondamentali  per la ricostruzione  economica  di  questa
  Regione.
   Penso,  ad  esempio, ad un taglio significativo nell'ordine  di  7
  milioni  per  il diritto allo studio. Noi continuiamo  a  dire  che
  questa  è  l'unica  Regione che è priva di una legge  organica  sul
  diritto  allo  studio,  poi  però  in  Finanziaria  ci  presentiamo
  all'Assemblea  regionale dicendo che passiamo dai  17  milioni  che
  erano  fruibili nel 2017 ai 10 milioni del 2018; 7 milioni in meno,
  il  40 per cento in meno, in una Regione che è considerata un punto
  di  riferimento quasi letterario per la creazione di  questo  nuovo
  stimolo  che  sono gli idonei non beneficiari, cioè i  ragazzi  che
  hanno pieno titolo che è stato loro legittimamente riconosciuto per
  avere  borse  di studio, un sostengo economico nella loro  carriera
  scolastica universitaria, ma non sono beneficiari perché le risorse
  non ci sono. Avere tagliato 7 milioni all'Ersu pone alcune domande,
  su  come  noi  vogliamo considerare quel punto,  quell'investimento
  strategico per questa terra.
   Così come la Protezione civile, gli interventi per le calamità: un
  taglio del 25 per cento; la messa in sicurezza di territori in zone
  franose, passiamo da 2 milioni e mezzo a 1 milione e 700 mila euro.
   Io  ricordo, Presidente, quando lei qualche mese fa è andato a San
  Fratello, ricordando l'ottavo Anniversario mi sembra,  della  frana
  che ha colpito quel  paese; ricordo come  le  cronache,  i  giornali
  raccontarono quell'incontro in cui lei si è impegnato,  un  impegno
  serio,  determinato  dicendo che  se occorrono 940  interventi  per
  rimettere in sicurezza il territorio, che è considerato  il  più  a
  rischio  di  tutta  Italia, con tre quarti dei comuni  che  sono  a
  rischio   sostanziale   idrogeologico ,  e  lei   testualmente   ha
  ricordato:   voglio, e sottolineo voglio, una mappa completa  delle
  realtà  siciliane  maggiormente esposte ad  ogni  tipo  di  rischio
  perché  non possiamo continuare a inseguire le emergenze  , e  poi,
  quando vediamo che invece su questo punto, su questo capitolo,  che
  riguarda  la messa in sicurezza, il consolidamento, la capacità  di
  intervento  per un territorio fortemente deprivato nelle condizioni
  di  sicurezza necessari, c'è un taglio verticale dal 25 al  30  per
  cento   ci   chiediamo  quali  siano  le  intenzioni,  la  visione,
  l'obiettivo che questo Governo attraverso la Finanziaria si pone.
   Sono  pochi i minuti a disposizione, interverremo nel merito degli
  articoli con i nostri emendamenti; però, vorrei ricordare che anche
  questa idea di un taglio orizzontale, con un 15 per cento di media,
  e  che  deve essere lineare attraversando tutte le voci di spesa  e
  che si abbatte in modo particolarmente significativo sulle voce  di
  spesa  del  welfare, in una terra, Presidente, che ha difficoltà  a
  vedere ulteriormente contratta la spesa destinata ad affrontare  le
  condizioni di povertà, io lo ricordo a me stesso, la Sicilia ha  il
  più alto tasso di povertà, di popolazione a rischio di povertà,  di
  tutta l'Europa, il 42 per cento e abbiamo un milione di persone  in
  condizioni  di povertà assolute, la scelta di un taglio orizzontale
  che  poi  non trova compensazioni in altre spese la cui cognizione,
  la  cui  funzione,  la  cui  strategia ci  sfugge,  merita  qualche
  spiegazione  che noi ci aspettiamo, arrivi da questo  dibattito  ma
  propone qualche dubbio.
   Infine,  quali  sono le proiezioni strategiche che questo  Governo
  vuole  affidare all'appropriazione nei prossimi anni? Quali sono  i
  settori  ai  quali  noi  vogliamo affidare  il  compito  di  essere
  trainanti?
   Io  credo  che noi abbiamo una eccellenza nella nostra  tradizione
  che  è  quella della microtecnologia, delle biotecnologie, e quando
  scopriamo che questo settore ha avuto 3 milioni in meno,  si  passa
  dai  5  milioni  del  2017  ai 2 milioni del  2018  con  un  taglio
  verticale  durissimo che penalizza uno dei pochi settori sui  quali
  la Sicilia è stata competitiva, è uno dei tanti esempi che possiamo
  fare  accanto invece ai 300 mila euro di valore che sono stati dati
  al  quasi  sconosciuto  teatro comunale di  Adrano,  ci  chiediamo,
  Presidente,  quale sia la visione che lei vuole proporre  a  questo
  Parlamento.
   Ci auguriamo che da questo dibattito, al di là del ragionamento di
  merito  e di tecnica su ciascun emendamento, questa risposta  possa
  venire,  perché  se  questa risposta non  c'è  noi  potremmo  anche
  portare  a casa uno strumento finanziario che permetta alla Regione
  di  continuare  ad essere ente di spesa, ma continuerà  a  rimanere
  sospesa  questa domanda: cosa vogliamo fare della sua  funzione  di
  Governo e di questa terra per i prossimi cinque anni?

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Fava anche per avere rispettato  il
  tempo  anche  se era poco. È chiaro che, data la natura particolare
  del  Gruppo  Misto,  composto da varie anime  politiche,  se  anche
  qualche altro collega del Gruppo Misto volesse intervenire io  sono
  convinto  che non troverà ostacolo in nessuno degli altri  colleghi
  dei  Gruppi  parlamentari. Quindi, mi rivolgo anche a  chi  volesse
  intervenire  in seguito, visto che il Gruppo Misto  ha,  di  fatto,
  esaurito  il  tempo a disposizione, però non credo che  ci  possano
  essere problemi per tacitare ulteriori interventi da parte di  quei
  componenti.
   È iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sto provando
  da  un  paio  di  giorni a mettere ordine al  documento  che  ci  è
  pervenuto, ma poi mi sono resa conto che ordine non si può  mettere
  in  qualcosa che ordine non ha. Qualcosa che nasce male  e  finisce
  peggio;   qualcosa  che  in  una  sorta  di  turbinio  di   bulimia
  paesanistica,   nell'ultima  notte,  ha  visto   questo   documento
  accrescersi  in  maniera  abnorme  e  diventare  il  bestiario  che
  conosciamo.
   Mi  chiedo  secondo  quale  criterio e ragionevolezza  si  possano
  mettere  200 mila euro per togliere l'amianto e 200 mila  euro  per
  mettere  i  conigli  nella piana di Gela. Mi chiedo  quale  sia  il
  criterio, quale sia lo spirito che ha mosso il deputato, i deputati
  a votare delle cose di questo genere
   Eppure,  Presidente  e colleghi della scorsa legislatura,  ricordo
  che  quando approvammo la legge sull'amianto, dopo oltre  vent'anni
  di  attesa,  si  era  ben  progettata l'idea  del  Piano  regionale
  dell'amianto  e dell'utilizzo delle risorse europee previste  dalla
  misura 6 per la bonifica da materiali inquinanti.
   Allora,  mi chiedo, anziché lasciare penare quell'ufficio speciale
  che  poi  è nato morto e lì si potevano mettere dei soldi  per  poi
  utilizzare  questi  leggendari fondi europei, perché  si  vada  con
  questi  strumenti  ad affrontare questioni che,  invece,  avrebbero
  soluzioni già pronte.
   Da  qui,  Presidente,  la mia convinzione di una  piccolezza,  una
  tendenza  davvero alla piccolezza, anziché volare alto  o,  almeno,
  mantenersi  sul giusto, abbassarsi a delle cose che  scendono  alla
  volgarità  del  peggior Consiglio comunale  di  quartiere.  Con  il
  dovuto  rispetto,  anzi  maggiore, accresciuto,  nei  riguardi  dei
  Consigli comunali che, invece, devono fare i conti con la realtà.
   La  realtà, una realtà che vede per i comuni e per gli enti locali
  una   ghigliottina  che  è  scesa  senza  pietà;  l'importante  era
  finanziare  qualcosa che facesse riferimento ad un'area geografica,
  qualcosa  di quartiere. Tutto legittimo. Un egocentrismo  in  veste
  elettorale che non trovo giustificabile. Un marchettificio  vero  e
  proprio che ha visto aumentare questa cosa qui.
   Queste sono le colpe che attribuisco in parte a questo Parlamento,
  ma  anche  il  punto di partenza del Governo non è da  meno,  forse
  siete  stati voi, onorevoli membri del Governo, ad avere aperto  la
  porta,  dato il via a questo tipo di atteggiamento che mi sento  di
  dover  censurare.  Perché  a  scatola  chiusa,  davvero  all'ultimo
  minuto,  con  una danza del gambero, con la vicenda dello  stralcio
  che  ancora  si  ostina  a  voler  fare  consumare  in  Commissione
   Bilancio , si usa il trucchetto della distrazione, si  elimina  un
  bel blocco di articoli sostanziosi, su cui l'opinione pubblica e le
  parti  sociali  hanno  alzato un muro senza  se  e  senza  ma,  che
  vogliono rientrare.
   Ma  di  questo parleremo nello stralcio durante i magheggi che  si
  deciderà di attuare durante questa finanziaria.
   E,   poi,  apprendo  dai  giornali  -  mi  dispiace  che  non  c'è
  l'onorevole Razza - la convenzione per le idromoto.
   Molti  di  voi  si saranno incuriositi. Dovete sapere  che,  sullo
  scorcio  dell'ultimo Lombardo, si decise di comprare 6  idromoto  -
  questo  i documenti dicono - che si spesero più di 60 mila  euro  e
  si formarono più di 25 persone per guidare le idromoto.
   Queste  idromoto sono servite il tempo utile di far  fare  qualche
  scatto  all'Assessore  del  tempo,  sulla  splendida  spiaggia   di
  Mondello,  ma  poi  si  sono  perse le tracce.  Sono  seguiti  atti
  parlamentari,  esposti  e risposte da parte  dell'Assessore,  anche
  quello  di oggi. Le idromoto saranno vendute, sono in vendita.  Ora
  mi  ritrovo  che stiamo spendendo 80 mila euro, non ho capito  bene
  per fare cosa  Poi, ne parleremo in Commissione.
   E  poi, il  Vivaio Paulsen , sarei curiosa di sapere quali sono le
  proprietà,  come dire, le particolari condizioni che  hanno  questi
  lavoratori  per cui, a dispetto di altri, debbano avere  il  giusto
  che gli spetta.
   Allora  io, colleghi, dico questo: dobbiamo cercare di  essere  un
  po'  più  equilibrati,  perché fuori  c'è  una  Sicilia  che  grida
  vendetta,  ma  sul  serio,  e tutta una serie  di  lavoratori  che,
  davvero, sono alla fame come i lavoratori delle IPAB, che  si  sono
  visti non solo assegnare un capitolo con soli 2 milioni di euro, ma
  addirittura ridurre. E' per questo che ho presentato un emendamento
  e  poi  ce  la  discuteremo  al  momento  della  discussione  degli
  articoli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Assessori,  onorevoli  colleghi,  questo  mio  intervento,   Signor
  Presidente,  è un intervento che scaturisce da un atteggiamento  di
  sorpresa,  perché ho potuto verificare che ci si lamenta del  fatto
  che  è  -  questa che ci accingiamo da qui a qualche  ora,  qualche
  giorno  a votare una legge completa, che doveva essere più asciutta
  e  più snella - una legge che si occupa di tutti i problemi che, in
  questo momento, il cittadino siciliano che vive in terra di Sicilia
  ha.
   Io  l'ho  letta con grande attenzione e il tempo ce l'ho avuto  e,
  come ce l'ho avuto io per leggerla e per studiarla, credo, penso  e
  spero  lo  abbiano avuto anche i colleghi seduti nei  banchi  della
  opposizione.  E  quando sento dire, signor Presidente,  e  lo  dico
  senza  polemica alcuna perché non entra e non rientra nel mio stile
  di  un  film o di un libro - non ricordo bene adesso - dell'horror,
  non  devo  negare che rimango sorpreso perché è una  legge  che  si
  occupa, finalmente, e cerca di risolvere - onorevole Grasso, grazie
  al suo intenso e articolato lavoro, e mi riferisco anche a tutto il
  Governo,  dei precari finalmente - o una legge che si occupa,  dico
  alle  donne  -  ce  ne sono tante in assemblea -  della  assistenza
  postuma  alla  violenza che una donna subisce, o una legge,  signor
  Presidente,  che  si occupa, offre e fornisce misure  di  contrasto
  alla  povertà, così esaltando lo stato sociale e la visione sociale
  della  politica,  non  può essere tacciata, perché  non  è  giusto,
  signori colleghi, perché qui noi siamo chiamati a rialzare le sorti
  di  una Sicilia martoriata da cinquant'anni, e una finanziaria  che
  si occupa di tutti questi problemi, di questi argomenti, è soltanto
  da salutare con grande entusiasmo.
   Certo  è perfettibile come tutti gli atti. Certo, assessore Armao,
  il  suo incredibile lavoro,  - di questo io gliene devo dare  atto,
  ma  fuor da piaggeria - certamente come quello di tutti gli  uomini
  può  essere  migliorabile, o all'assessore Bandiera che ha  pensato
  alle   misure  di sostegno all'agricoltura. Questa  è  una  visione
  sociale della politica.
   Avete  pensato all'istruzione, avete pensato, ed ha pensato questo
  Governo,  alle  politiche giovanili, alla sanità penitenziaria,   -
  problema di grande complessità - alla disabilità e a tanto e  tanto
  altro ancora.
   Quindi,  rimango  sorpreso, e spero che sia un  dibattito  sereno,
  costruttivo,  formativo, produttivo quello, che da  qui  a  qualche
  ora, ci accingiamo ad intraprendere.
   Io  credo non sia giusto, signor Presidente, perché noi siamo  qui
  non  per  contrapporci l'un contro l'altro armato ma siamo chiamati
  qui  -  e  sento fortemente il peso di essere un appartenente  alle
  istituzioni  -  per risolvere i problemi della Sicilia.  Ci  stiamo
  tentando. Il vostro indefesso e veramente incredibile lavoro  ne  è
  fedele testimonianza e puntuale riscontro.
   E,  quindi, io a nome di Forza Italia saluto, veramente con grande
  soddisfazione, questa legge e lo dico fuori dal gioco  delle  parti
  e, quindi, benvenuta questa legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, assessori, bellissimo questo  marchettificio'.
   Non è una legge di stabilità questa signor Presidente.
   Non  è  una  legge  di  stabilità perché prima  è  stata  bocciata
  ampiamente  nel  momento in cui si depaupera questa  Assemblea  del
  potere  legislativo.  Molte  volte  ne  abbiamo  già  discusso   in
  Commissione  Bilancio  con l'Assessore, viene rimandato un  decreto
  presidenziale  o,  addirittura, un decreto  dell'Assessore,  e  noi
  siamo  stati  eletti per fare i legislatori non siamo stati  eletti
  per fare i passacarte del Governo e ritengo che questo sia il primo
  messaggio che con questa legge di stabilità, la prima, lei lancia.
   Secondo,  è  una  legge di stabilità che per la  prima  volta,   -
  neanche  Crocetta  c'era  riuscito -  è  riuscito  a  eliminare  lo
  streaming delle Commissioni.
   Nessuno  ha  visto  come sono passati gli emendamenti  aggiuntivi,
  vergognosi, della sua maggioranza.
   Faccio riferimento ai centomila Euro per la gara nautica a Gela  o
  ai   cinquantamila  Euro  di  Caltanissetta,  che  per  fortuna  il
  Presidente  Miccichè  ha  stralciato. Per fortuna.  Ma  altri  sono
  rimasti.
   Come diceva la collega, abbiamo duecentomila Euro per l'amianto  e
  duecentomila  Euro  per i conigli. Ma Presidente  Musumeci,  glielo
  spieghi  al suo Capogruppo di maggioranza che non è una  tabella  H
  quella  che  stiamo  facendo  ma è la legge  di  stabilità  per  il
  rilancio di questa Regione.
   Presidente  è  la mia prima legge di stabilità e non mi  aspettavo
  tutta questa confusione.
   Questa  confusione  dovuta al fatto che è arrivata  a  marzo,  poi
  abbiamo  dovuto  prolungare  il  provvisorio,  poi  ritardo   negli
  emendamenti, lo stralcio, la prima volta in Commissione  Bilancio ,
  oggi   l'ennesimo  ritardo.  Avremmo  dovuto  iniziare  a   parlare
  stamattina del documento del primo stralcio. Rinviato anche quello.
   Io  mi  aspettavo dal suo Governo, e questo annuncio glielo  avevo
  già  chiesto  durante il DEFR dove lei diceva  giustamente  che  le
  responsabilità  non  erano di questo Governo ed  io  le  dissi   ci
  rivedremo  in  legge di stabilità , perché il timore  poi  è  stato
  confermato  perché questo non può essere presentato come  il  primo
  documento  di un Governo che aveva intenzione di rilanciare  quello
  che è stato distrutto precedentemente.
   Allora, Presidente, abbiamo difficoltà ad analizzare positivamente
  questa  finanziaria che come, giustamente, lei aveva  detto  doveva
  essere,  mi  ricordo il suo annuncio, snella, diretta  ai  problemi
  della Regione e, invece, si sta rivelando tutt'altro.
   Avrà  avuto  anche  lei modo di leggere, come  me,  e  sono  certo
  concorderà sul fatto che molti di questi articoli vanno stralciati,
  e  mi  auguro  che questa maggioranza lo faccia perché è  veramente
  poco  rispettoso  nei  confronti di questa Sicilia  leggere  questo
  Documento  e  pensare che in questo modo si possa  cambiare  questa
  Terra. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   Musumeci,
  signori  Assessori,  onorevoli colleghi, cittadini,  è  con  grande
  entusiasmo  che  ho  partecipato a questo iter per  questa  manovra
  finanziaria;  anche per me si tratta della prima esperienza in  tal
  senso,  è  stato  un  onore ed è un onore parteciparvi  insieme  al
  Gruppo  che  rappresento, Fratelli d'Italia, che è  il  gruppo  più
  giovane qui in Assemblea regionale siciliana.
   Questo entusiasmo va un po' a cozzare con quello che è invece è il
  sentimento che prevale oggi. Era un timore che io avevo  e  che  si
  sta  materializzando, mi sembra che in questa Aula stia  prevalendo
  un  po'  il gioco delle parti, cioè a seconda di chi sale a parlare
  c'è il troppo brutto o il troppo bello.
   In  realtà,  secondo me, dovremmo cercare, soprattutto  in  questa
  fase,  di  spogliarci delle faziosità e cercare di collaborare  per
  portare  in  porto questa manovra finanziaria che  ci  indica  dove
  vogliamo  andare,   ma  prima di dire ai  siciliani  dove  dobbiamo
  andare  è  necessario anche ricordare, ancor prima che  a  tutti  i
  cittadini,  a noi stessi, da dove veniamo perché vuoi  o  non  vuoi
  dobbiamo  riconoscere  che la Sicilia è  la  più  indebitata  delle
  regioni  italiane, che le casse siciliane sono vicine  al  default,
  che la scorsa esperienza governativa non ci ha aiutati in tal senso
  e  che ahimè spesso quell'ancora di salvezza che dovevano essere  i
  fondi europei tale non è perché questi fondi tornano indietro.
   A  tal  proposito  -   apro una parentesi - era ottima  quell'idea
  dell'assessore Armao di anticipare dalla Cassa Depositi e  Prestiti
  i  fondi per i comuni che non avevano i soldi per pagare progetti e
  progettisti,  purtroppo si devono fare delle scelte e speriamo  che
  si possa tornare a parlare in seguito anche di questo.
   Quindi  non ci dimentichiamo da dove partiamo prima di  dire  dove
  vogliamo  arrivare, però anche nel cercare di capire dove  vogliamo
  arrivare,  mi sembra troppo severo il giudizio, credo,espresso  dal
  collega Fava secondo cui questa finanziaria non ha una visione.
   Io  cercando  di spogliarmi dal ruolo di deputato di  maggioranza,
  piuttosto  che  di  opposizione,  ho  cercato  di  leggere  i  vari
  articoli,  ripeto,  tutto è perfezionabile,  ma  secondo  me  delle
  visioni  importanti vengono date ai cittadini. Io,  ripeto,  sempre
  che  le due istituzioni principali su cui si deve fondare la nostra
  società sono la scuola e la famiglia.
   In  tal  senso  io  ritengo che in questa  legge  alcune  risposte
  vengano  date,  a  me piace personalmente l'idea  di  agevolare  le
  giovani famiglie indigenti, da poco costituite attraverso, appunto,
  delle facilitazioni per l'acquisto della prima casa.
   Mi  piace il rafforzamento dell'istruzione, o delle scuole;  nelle
  scuole  bisogna  starci al sicuro, nelle scuole bisogna  formare  i
  giovani,  bisogna far tornare i giovani a informarsi e  a  formarsi
  una  cultura perché questi sono valori importanti, e  nella società
  di  oggi  comincia a diventare tutto relativo e queste cose bisogna
  ritornare  a  considerarle  fondamentali,  tornare  a  considerarli
  imprescindibili.
   Mi  piace quando nella legge di cui stiamo discutendo si parla  di
  lavoro,  si  parla  di  percorso  di  stabilizzazione  dei  precari
  siciliani. Da membro della V Commissione, dove analizziamo tutte le
  ferite  aperte  di  molti  lavoratori  siciliani,  non  posso   che
  esprimere soddisfazione anche per questi passaggi della legge.
   Apprezzo  quando si istituisce un fondo ad hoc per  la  protezione
  civile  per  la  prevenzione del rischio  idrogeologico.  Provengo,
  signor   Presidente,  lei  lo  sa  benissimo,  da   una   provincia
  martoriata, ferita, lacerata da tanti episodi incresciosi.
   Come Fratelli d'Italia avevamo anche pensato ad un emendamento  ad
  hoc.  Ci  avete anticipato anche migliorando la nostra  proposta  e
  questo è sicuramente positivo, quindi riteniamo anche un po' nostra
  anche quella parte della legge.
     Ci  piace  la  premialità per i comuni virtuosi che  raggiungono
  quella soglia magica del 65 per cento, perché la meritocrazia è  un
  altro   dei   principi  imprescindibili  che  secondo  noi   devono
  improntare l'azione amministrativa.
   Ci  sono  altri passaggi importanti, anche le tematiche ambientali
  sono state affrontate.
   Dalle  nostre parti, signor Presidente, aree come la ex Pirelli  o
  la  Sacelit  nel  corso degli anni hanno disseminato  morte  tra  i
  lavoratori,  per  troppo  tempo.   Sui  luoghi  di  lavoro  abbiamo
  accettato  la  presenza  dell'amianto,  abbiamo  accettato   questa
  esperienza e questo ci è costato decine e decine di decessi,  e  di
  amianto  si muore male, si muore in maniera pessima, per asbestosi,
  per   fame  d'aria,  quindi,  gli  stanziamenti  per  la  rimozione
  dell'amianto,  o  pochi  o tanti che siano,  sono  un  altro  segno
  importante  che  questo  Governo sta dando per  l'attenzione  verso
  l'ambiente.
     Potrei  andare  oltre,  ovviamente,  non  voglio  essere  troppo
  prolisso,  anche  per  non  nuocere  ai  colleghi  del  mio  Gruppo
  parlamentare che, poi, probabilmente vorranno intervenire.
   Dico  solo,  signor  Presidente, che il sostegno  del  Gruppo  che
  rappresento  anche in questa fase non mancherà al  Governo,  perché
  credo  che  le  risposte che questo Governo deve ai  siciliani  con
  questa legge comincino ad essere date anche se, ovviamente, ripeto,
  tutto è perfettibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  credo
  che sia intanto necessario, opportuno, fare alcune precisazioni che
  riguardano  di fatto le dinamiche che portano in Aula la  legge  di
  stabilità,   le  dinamiche  che  attengono  ai  rapporti   tra   le
  Commissioni di merito e la Commissione  Bilancio  che è Commissione
  di  sintesi; le dinamiche che riguardano i rapporti, quindi, tra le
  scelte della maggioranza e le scelte del Governo, perché credo  che
  il  collega di Fratelli d'Italia sia partito da una giusta premessa
  che  è  quella  per cui non possiamo partire, in  un  momento  così
  delicato   qual  è  quello  della  finanziaria,  da  una  posizione
  ideologica  e prestabilita per cui io prima di entrare  nel  merito
  perché  appartengo ad un Gruppo e non ad un altro sono a  favore  o
  contro i singoli provvedimenti.
   Credo che la scommessa del Governo Musumeci si sia avviata e vinta
  rispetto  all'appuntamento elettorale proprio  da  queste  premesse
  cioè dall'esigenza di rompere con un passato che faceva riferimento
  solo a posizioni precostituite di appartenenza per guardare poi nel
  merito ai singoli provvedimenti.
   E,  allora,  rispetto ai singoli provvedimenti,  se  proprio  così
  tanto diciamo di volere essere appassionati perché così sembrerebbe
  ascoltando  la  maggior  parte dei colleghi dell'opposizione,  devo
  dire,  più  che della maggioranza, sembrerebbe che ci  siamo  molto
  appassionati a questa metafora che in realtà, Presidente  Musumeci,
  è  stata  più rappresentata e raccontata dalla Stampa prima  ancora
  che dall'opinione pubblica, Stampa che inevitabilmente contribuisce
  poi  a  generare l'opinione pubblica. Quale era la metafora  che  è
  stata  raccontata?  Era  quella  di  una  finanziaria  snella,  poi
  diventata,   anzi esattamente dicevano, poi ingrassata,  poi  nelle
  Commissioni  di  merito ancora più ingrassata, poi  in  Commissione
   Bilancio   ancora  ingrassata, e così via  nelle  affermazioni  di
  tanti  deputati  dell'opposizione sino ad arrivare a  questi,  come
  loro hanno detto, circa 130 articoli.
   Ma  se  oggi questa finanziaria consta di 130 articoli  mi  volete
  spiegare cosa c'entra tutto questo con l'impostazione iniziale  del
  Presidente  della  Regione,  con  i suoi  assessori?  Probabilmente
  eravamo  davvero partiti da una finanziaria snella, poi ingrassata,
  poi  sulla scia di un nuovo dietologo questa Finanziaria ha  subito
  un  nuovo ed eccessivo, a parere di alcuni, dimagrimento ma questo,
  oggettivamente,  credo che non c'entri nulla né con  il  Presidente
  Musumeci  né  con nessuno degli assessori presenti,  da  Cordaro  a
  Lagalla,  passando  per  Bandiera o  per  l'assessore  dell'UDC  ai
  Rifiuti o per l'assessore Pappalardo.
   Questo    c'entra    semmai   con   dinamiche   che    riguardano,
  esclusivamente, quello spirito di bulimia ma che attiene il singolo
  parlamentare,  al  di  là  delle  posizioni  di  maggioranza  e  di
  opposizione che spinto dal desiderio, a tutti i costi, e  credetemi
  qui  non c'entra né la maggioranza né l'opposizione, perché abbiamo
  il  dovere  di  essere onesti, ma io ho visto presentare  decine  e
  centinaia di emendamenti da parte di autorevoli parlamentari  delle
  opposizioni con istanze a loro avviso legittime che sono finite  in
  una  finanziaria di 130 articoli, ma, ripeto, cosa  c'entra  questo
  con  l'atteggiamento del Governo? Il Governo ha portato in Aula una
  finanziaria dove, probabilmente, potevano criticarsi alcuni aspetti
  legati  alla  istanza  di prevedere copertura  maggiore  su  alcuni
  capitoli di spesa, si poteva intervenire su quelli, invece  no,  il
  Parlamento  con le responsabilità di tutti -  e qui non c'entra  né
  la  maggioranza  né  l'opposizione -  ha deciso di  portare  avanti
  questa  proposta.  Bene,  adesso  ci  troviamo  di  fronte  ad   un
  intervento  che  chiede un provvedimento di dieta, a  questo  punto
  cosa  facciamo?  Io credo che la dieta vada cercata negli  sprechi,
  vada ricercata in quelle posizioni, non di equilibrio che attengono
  alle  differenze  tra chi ha troppo e chi ha troppo  poco,  e  vada
  ricercata  nel  principio  di  giustizia  sociale,  di   più   equa
  distribuzione delle ricchezze, ma certamente non possiamo andare  a
  mettere  il dito contro tutta una serie di articoli che dal Governo
  sono  stati  posti  e che vanno dal contrasto alla  povertà  e  che
  continuano  con  i  temi dell'inclusione sociale,  delle  politiche
  giovanili,  del  supporto ai disoccupati nella fascia  degli  ultra
  cinquantenni,  nel  sistema  previdenziale,  anche  a  favore   dei
  dipendenti pubblici.
     Certo  sono  stati  introdotti degli  elementi  di  innovazione,
  assolutamente condivisibili, tra questi ad esempio, il  sistema  di
  premialità  rispetto al Fondo per le Autonomie  locali,  grazie  al
  quale  attraverso  un principio che premia il merito,  coerente  al
  programma  del Governo del Presidente della Regione, noi  decidiamo
  di  premiare,  finalmente, quei Comuni che arrivano ad  un  equo  e
  sufficiente   livello  di  raccolta  differenziata,  decidiamo   di
  premiare  quei  Comuni che, ad esempio, riescono  ad  affermare  il
  principio  di  un  rilancio  dell'economia  attraverso  il  sistema
  turistico,  attraverso le cosiddette bandiere blu. Come  finalmente
  poniamo attenzione al tema delle disabilità.
   Nell'ultima  finanziaria,  mi rivolgo  ai  colleghi  che  arrivano
  adesso   in   Parlamento,  abbiamo  avuto  questa  piazza   invasa,
  legittimamente,  da quelle richieste di tutele  che  riguardano  il
  mondo delle disabilità e che, oggi, attraverso l'assessore Ippolito
  e  il  contributo  e  l'intervento del  Presidente  della  Regione,
  trovano risposta.
   Vedete,  quello delle disabilità, come altri temi, non può  essere
  un  tema di maggioranza o di opposizione, perché alla disabilità si
  può  arrivare  attraverso  le strade più impervie,  attraverso  una
  telefonata della polizia municipale che ti racconta di un incidente
  che  può  avere coinvolto un tuo caro, attraverso una  radiografia,
  attraverso  quel  primo momento in cui una mamma  incontra  per  la
  prima volta il proprio figlio. Quella creatura che amerà sopra ogni
  cosa come soggetto speciale per tutta la propria vita.
   Allora,  se  questi  temi sono entrati nelle  priorità  di  questa
  finanziaria, credo che questo vada riconosciuto e vada riconosciuto
  da  tutti. Certo, onorevole Presidente, ci siamo dovuti far carico,
  è  vero, dell'andamento di una legislatura, quella passata, che  ha
  prodotto,  come  più  volte ci siamo detti,  davvero  catastrofi  e
  macellerie  sociali, ci siamo dovuti caricare di temi sulle  tutele
  che purtroppo non potevano più aspettare.
   Mi  riferisco,  come  lei  sa, a quelle tante  categorie  che  dal
  Governo  precedente sono state, a dir poco, maltrattate. Una  serie
  di  categorie che attengono tutte le dimensioni della vita sociale,
  produttiva, economica e lavorativa di questa Terra. E mi  riferisco
  per  esempio  all'emendamento  presentato  insieme  a  tanti  altri
  colleghi  di  tutti  i  Gruppi parlamentari che  va  incontro  alle
  esigenze, per esempio, di Emergenza Palermo. Un bacino di  soggetti
  che  per decenni, per quasi vent'anni sono stati sottoposti a delle
  condizioni di illegittimità essendo trattati come un voucher,  come
  un  vero e proprio sostegno al reddito, ai quali finalmente  questo
  Governo,  il  Governo del Presidente Musumeci, vorrà e  potrà  dare
  delle risposte.
   Così  come  delle risposte, e questo lo raccontavamo  tutti  nella
  legislatura   precedente,  tra  i  banchi  di  maggioranza   e   di
  opposizione, avremmo dovuto andare incontro alle esigenze di  altre
  categorie. Ricordate quella logica del bosco produttivo che  doveva
  coinvolgere i forestali? Mi sembra che nell'azione del Governo  sia
  tracciato un solco per rispondere finalmente a queste istanze  così
  come  ad  altre istanze, quelle delle politiche attive del  lavoro,
  rispetto alle quali anche io ho presentato un emendamento sugli  ex
  sportellisti, così come quelli della formazione professionale.
   Certo,   i  tempi  non  ci  hanno aiutato,  onorevole  Presidente.
  Quindi,   ad   esempio,   sulle  politiche   attive   del   lavoro,
  l'emendamento aggiuntivo prevede che il Governo ponga in essere  un
  piano  di utilizzo entro centottanta giorni attraverso le procedure
  che  verranno  realizzate di concerto tra  i  due  Assessorati  non
  ponendo vincoli che, oggettivamente, per i tempi che abbiamo avuto,
  non avremmo potuto superare.
   Questo  attiene,  quindi, a diverse categorie  di  precariato  nel
  settore della sanità, nel settore degli enti locali. Credo  che  ci
  sia   stato   spazio.  Talvolta  questo  non  è  potuto   accadere,
  ovviamente,  attraverso degli emendamenti, ma lo si è  dovuto  fare
  attraverso  ordini del giorno che ritengo abbiano una  funzione  di
  indirizzo importante per questo Parlamento.
   Tra  questi,  ad esempio, vi sono ordini del giorno che  prevedono
  l'istituzione   delle  Zone  ad  economia  speciale.   Abbiamo   la
  possibilità  di introdurre nell'ordine del giorno due  grandi  aree
  per quanto riguarda la Sicilia occidentale -  si fa riferimento  al
  territorio  che  va  da Carini a Termini Imerese,   un  territorio,
  inevitabilmente   a  vocazione  industriale  -,   dove   attraverso
  l'istituzione  delle  Zone  ad economia  speciale,  sarà  possibile
  prevedere insieme a quelle delle altre due della Sicilia orientale,
  -  lei  mi  ricorda,  giustamente, quella di Messina,  -  si  potrà
  introdurre  il  principio  di una serie di  agevolazioni  a  quelle
  imprese   che,   davvero,  finalmente  potranno  diventare   volano
  dell'economia e dello sviluppo per la Sicilia.
   Tutto questo facendo il paio con quel principio di insularità che,
  riteniamo, sarà necessario ed opportuno poter introdurre.
   Abbiamo fatto un lavoro insieme all'assessore Armao, insieme  alla
  Capogruppo  dell'UDC, per introdurre, finalmente, il  principio  di
  insularità  nello Statuto perché, davvero, non sia più un  handicap
  nascere a Termini Imerese, anziché in provincia di Messina,  perché
  si  possano  riequilibrare quelle condizioni di  disequilibrio  che
  caratterizzano  i nati in Sicilia rispetto ai nati  nel  resto  del
  Paese.
   Tutto  questo noi riteniamo sarà possibile attraverso questa legge
  di  stabilità, ma sarà possibile attraverso una serie di  leggi  di
  riforme  le cui luci inevitabilmente dovranno vedersi nei  prossimi
  mesi e talvolta nei prossimi anni.
   Ovviamente, questo è l'approccio con il quale si guarda in  queste
  prime  battute  iniziali della legge di stabilità, è  un  approccio
  quindi  assolutamente ottimistico che dovrà fare i conti,  come  ho
  dichiarato,  e  sono  certo che il Presidente  della  Regione  sarà
  d'accordo,  con questa impostazione, attraverso una  procedura  che
  coinvolgerà   l'Aula   articolo  per  articolo,   emendamento   per
  emendamento,  com'è giusto che sia, quando non  ci  sono  posizioni
  precostituite,  ma  si guarda in faccia alla  battaglia  per  poter
  portare  risultati rispetto a quell'approccio del  dimagrimento,  e
  dell'ingrassare che anche lì non può avere posizioni precostituite.
   Io  credo  che la troppa magrezza non sia un pregio, in  tutte  le
  forme,  in  qualsiasi metafora. Noi speriamo,  anzi,  che  sia  una
  maternità  generosa,  generosa come lo sarà  questa  Terra  per  il
  futuro e per lo sviluppo di essa stessa e dei suoi figli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA.  Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi. Discontinuità,
  Presidente  Musumeci, lei quando ha presentato il suo Governo,  fra
  le  altre  cose,  ha affermato che avrebbe marcato  un  segnale  di
  discontinuità   nei   confronti   delle   passate   amministrazioni
  regionali.  Ed  io  come neo deputato, con   l'entusiasmo  del  neo
  eletto,  con  la speranza di chi si accinge adesso a votare  questa
  legge  di  stabilità, ho improntato la mia attività in  Commissione
   Sanità ,   della   quale  sono  componente,   verso   la   massima
  collaborazione, cercando di utilizzare la mia migliore capacità  su
  quelli che sono i problemi della salute in questa Regione.
   Però, purtroppo, devo constatare una cosa -  da quello che abbiamo
  già  sentito da chi mi ha preceduto, dai colleghi, alcuni  deputati
  delle  altre forze politiche -  che di discontinuità non se ne  può
  parlare con questa legge di stabilità, purtroppo.
   Purtroppo, chi mi ha preceduto ha chiarito anche quali sono  stati
  i  contorni  dei  problemi riscontrati: emendamenti presentati  pro
  domo  propria,  per  il proprio collegio elettorale,  assalti  alla
  diligenza,  quelli  che si vedevano una volta  e  dei  quali  tutti
  eravamo  critici - forti critici - anche lei. E mi spiace  ripetere
  quanto  detto  dai miei colleghi: abbiamo assistito anche  a  delle
   marchette .
   A  questo, purtroppo, però, occorre aggiungere ciò che è  avvenuto
  nei  passaggi dei vari articoli nella trattazione nelle Commissioni
  di  merito,  nel  passaggio alla Commissione  Bilancio ,  e  questo
  purtroppo lo devo registrare perché sono stato testimone,  e  parte
  di questo problema, cioè ad esempio, ciò che riguarda l'articolo 33
   Fondo  regionale per le disabilità e le non autosufficienze ,  ciò
  che  era  passato con grande senso di responsabilità in Commissione
   Salute',  con  un  senso di collaborazione,  e  l'assessore  ed  i
  colleghi  della maggioranza che sono colleghi come  me  lo  possono
  testimoniare,  era passato ed è arrivato in Commissione   Bilancio'
  privo di un comma fondamentale, che era quello dell'aumento dei  30
  milioni di euro del fondo per l'assistenza.
   Abbiamo, io ho collaborato personalmente in Commissione  Bilancio'
  a sistemare questo, chiamiamolo refuso, questo errore. Però, questo
  mi  ha  portato  ad  analizzare anche e ulteriormente,  ancora  una
  volta,  l'insufficienza delle somme messe  a  disposizione  per  il
  fondo delle disabilità.
   Quando tratteremo poi, nei prossimi giorni, articolo per articolo,
  avrò  anche  il  piacere di illustrare quanto le sto dicendo,  però
  dell'insufficienza di queste somme se ne sono rese conto  anche  le
  associazioni  dei disabili che hanno indetto, per  domani  mattina,
  qui sotto al Parlamento, una manifestazione.
   E  mi  spiace  anche  registrare una certa non  discontinuità  nei
  metodi,  purtroppo:  queste associazioni sono state  convocate  per
  stamattina  dall'assessore per la salute in assessorato; purtroppo,
  mi  è  stato riferito che l'assessore non si è presentato a  questo
  incontro  -  sì  assessore Ippolito, c'era una  convocazione  delle
  associazioni in assessorato alla salute, sono andati e  sono  stati
  ricevuti  solo dai dirigenti, purtroppo - e questo appare a  questa
  forza  politica,  ma  anche  alle stesse  associazioni  che  domani
  saranno qui sotto, una grave mancanza di rispetto.
   Quello  che vi chiediamo, e lo chiederemo all'infinito, qui stiamo
  trattando,  in questo articolo 33, le fasce più deboli  dei  nostri
  concittadini. Ce ne siamo resi conto noi, se ne rendono conto  loro
  stessi: le somme messe a disposizione sono insufficienti.
   Vi  chiediamo,  in  queste  ore, se  potete,  se  ci  riuscite,  a
  modificare i capitoli e a mettere molti più fondi per la  soluzione
  di questi problemi di questi nostri concittadini.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  assessori,  Presidente della Commissione, parlamentari,  io  inizio
  ringraziando il Presidente della Commissione  Bilancio' e tutta  la
  Commissione perché sono stato uno dei pochi che, anche  se  non  fa
  parte  di quella Commissione, ha trascorso la nottata insieme  alla
  Commissione  Bilancio', e i componenti lo sanno.
   Ho avuto modo di apprezzare il lavoro fatto da tutti i componenti,
  maggioranza e minoranza, non ho difficoltà a dirlo, così come  devo
  riconoscere  anche  la  disponibilità  dell'assessore  Armao,   sin
  dall'inizio  e  fino alla fine, nell'ascoltare  tutte  le  esigenze
  emerse  da  parte  dei  vari  Gruppi  parlamentari.  Ovviamente  il
  ringraziamento  va  anche al mio Capogruppo  e  ai  componenti  del
  Partito  Democratico  vanno doppi, me lo permettete,  perché  hanno
  raccolto le esigenze di tutti.
   Un  lavoro  in  Commissione, voglio partire  con  una  riflessione
  positiva, e voglio continuare anche per alcune norme che sono state
  approvate,  io  mi  limiterò a piccole cose che riguardano  il  mio
  territorio, perché poi il Capogruppo sicuramente parlerà delle cose
  più  qualificanti  e  che  hanno una valenza  più  regionale.  Sono
  contento che sono stati accolti una serie di emendamenti presentati
  in  Commissione  Bilancio', che riguardano la legge  su  Ibla,  che
  viene  rifinanziata così come era stata rifinanziata l'anno  scorso
  per un milione di euro, così come sono contento che è stato accolto
  anche un emendamento che riconosce a Pozzallo la stessa dignità  di
  Lampedusa,   perché   in   trincea   in   questa   risposta   verso
  l'immigrazione  e quindi, ringrazio i componenti della  Commissione
  anche  per  questo,  così  come  un  emendamento  che  riguarda  il
  Tribunale di Modica che insieme a Nicosia e Mistretta lo  mette  in
  condizione di poter svolgere un ruolo che stava perdendo.
   Ci   sono  state  anche  ovviamente  altre  cose,  un  intervento,
  ringrazio i componenti della Commissione, per l'aeroporto di Comiso
  dove  hanno voluto individuare un finanziamento per il Cargo  e  di
  questo  li  ringrazio, così come ho sostenuto anche un  emendamento
  presentato dall'onorevole Assenza e che lo ripresenteremo  in  Aula
  per quanto riguarda i controllori di volo, perché ritengo che anche
  questo è importante; quindi, io potrei dirvi sono anche soddisfatto
  per alcune cose che riguardano il mio territorio, però, Presidente,
  non le nego che sono rimasto deluso quando oggi, all'apertura della
  seduta,  non  c'è  stata una sua relazione sulla finanziaria   Cioè
  oggi  si  è  aperta, abbiamo aperto i lavori ed è  mancata  la  sua
  relazione;  secondo  me, lei non ha voluto  non  farlo,  ovviamente
  nessuno è obbligato, però secondo me poteva essere e doveva  essere
  il momento di partenza, cioè proprio capire qual era stata l'idea -
  anche se poi cambia - della finanziaria del Presidente, quali erano
  state  le  sue sensazioni, le sue emozioni. Io sono stato  sindaco,
  lei  lo  sa, lei è stato Presidente della Provincia, ma il Bilancio
  era  l'occasione per trasmettere l'anima dell'azione politica,  lei
  in silenzio
   Lo  sa qual è stata la sensazione? Come se fosse stato violentato,
  politicamente  ovviamente, come se la sua idea di finanziaria,  pur
  debole  perché  quella era una bozza debole, poi di fatto  è  stata
  violata  da  parte  del Parlamento. Secondo me questo  è  stato  un
  peccato e abbiamo perso una occasione anche perché io avrei  voluto
  sentire  dalle sue parole, capire come può pensare di  azzerare  il
  ruolo  del  Parlamento pensando quasi ad una legge  delega  su  tre
  aspetti importanti: uno riguarda la riforma della casa, per fortuna
  al  momento  stralciata, prevedendo questa Agenzia, eliminando  gli
  Istituti    autonomi   case   popolari   e   rilegando    a    voi,
  all'amministrazione, alla Giunta, al Presidente, la possibilità  di
  dare  delle  indicazioni;  poi l'Istituto zootecnico,  l'incremento
  ippico per quanto riguarda l'agricoltura e la zootecnia, questo  ce
  l'ho  qua  a  portata  di  mano, magari  lo  posso  anche  leggere,
  azzeriamo e poi diamo mandato al Presidente con apposito decreto di
  normare  tutta  la procedura ; la stessa cosa vale  per  la  Crias,
  Presidente  c'è  il  Parlamento,  le  riforme  le  deve   fare   il
  Parlamento
   Su  questo  sconti noi non ne faremo perché veda, se noi  mettiamo
  insieme tutta una serie di tasselli, volete spogliare il Parlamento
  della possibilità di legiferare e di riformare, volete eliminare il
  voto segreto all'improvviso, siamo stati insieme cinque anni ma  io
  non  l'ho  sentito quasi mai  Molto raramente questo voto  segreto,
  poco, molto poco  Molto poco, molto poco, Presidente
   Su   questo   battaglieremo   Eliminare  il   voto   segreto,   le
  interrogazioni: lo sa quante interrogazioni sono state  presentate,
  Presidente?

   MUSUMECI, presidente della Regione. 142

   DI PASQUALE. Bravissimo  Lo sa a quante avete risposto

   MUSUMECI, presidente della Regione. Nessuna

   DI PASQUALE. Bravissimo  Neanche una  È preparato però
   Lei  capisce, se da una parte dobbiamo azzerare, non  mi  venga  a
  raccontare  che  le  responsabilità sono dell'Assemblea,  sono  dei
  Gruppi  parlamentari, fate avere le risposte, perché nel  frattempo
  che noi facciamo le interrogazioni e voi non rispondete, lo sa cosa
  succede?  I lavoratori del Consorzio di bonifica di Ragusa  salgono
  sul  tetto, noi non siamo in condizioni di dare una risposta perché
  lei  lo fa direttamente attraverso altri organi. Ma ci siamo  anche
  noi. Esistiamo. Esiste un Parlamento che lei non può azzerare,  non
  riuscirà ad azzerarlo, né qui dentro, né fuori.
   Il  nostro  è  un  approccio positivo, però ci  sono  alcune  cose
  fondamentali,   Presidente.  Io  li  voglio   considerare   davvero
  scivoloni,   distrazioni,  ma  per  quanto  riguarda  togliere   al
  Parlamento  la  possibilità di fare le riforme,  le  risposte  alle
  interrogazioni e alle attività ispettive, quelle che sono  i  ruoli
  del Parlamento, lei su questo, la prego, deve stare molto attento e
  ci deve mettere in condizioni di svolgere il nostro ruolo appieno.
   La   collaborazione  a  cui  lei  fa  riferimento   deve   partire
  innanzitutto da questo. E io la rispetto. Mi fermo, ricordando  che
  sono  state  stralciate alcune norme importanti che abbiamo  fatto.
  Una   riguarda   un  intervento  sui  centri  storici,   patrimonio
  dell'Unesco per dieci milioni di euro che abbiamo condiviso insieme
  al  Governo e alla Commissione, su cui ritorneremo sicuramente  col
  collegato, così come un intervento per gli anziani, over  65.  Ogni
  tanto  viene  una vecchietta che incontro davanti al Parlamento,  a
  fare  l'elemosina,  viene  da Corleone, con  una  pensione  minima.
  Pensavamo  di dare un contributo a questa tipologia, non  ci  siamo
  riusciti con gli emendamenti, io le lascio questo messaggio in modo
  da poterlo approfondire, Presidente.
   Rimarranno  i  lavori d'Aula, ci confronteremo nei  lavori  d'Aula
  emendamento per emendamento, io sono convinto che ancora ci sono  i
  margini per migliorare questa finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  questa  finanziaria sicuramente anche da parte mia è quanto di  più
  lontano  possa esserci da una finanziaria asciutta, una finanziaria
  che  guardi  al  bene  comune di tutti  i  siciliani  e  che  possa
  finalmente avviare un vero percorso costruttivo di cambiamento.
   Io  mi  sarei  aspettata da questo Governo un  maggiore  senso  di
  responsabilità  e  una presa di posizione più  forte  verso  questo
  malcostume e questo modus operandi che a noi assolutamente  non  ci
  appartiene.   Quando  si  inizierà  veramente   a   utilizzare   le
  finanziarie  per un cambiamento omogeneo della Regione?  Quando  si
  inizieranno a considerare i comuni, tutti uguali in Sicilia,  tutti
  sullo  stesso  piano devono essere messi i comuni, quindi  dare  le
  stesse condizioni di base a tutti e, al contempo, premiare i comuni
  virtuosi.  Questo  principio deve iniziare a passare,  la  politica
  deve  auto  responsabilizzarsi in questa  direzione,  altrimenti  è
  inutile  parlare  di minima possibilità di cambiamento  per  questa
  terra.  Quindi territorialismo e marchette purtroppo a gogò.  E  se
  continuiamo  ad  andare in questa direzione, purtroppo,  andremo  a
  sbattere.
   Noi,  da  parte  nostra, abbiamo sicuramente cercato  di  dare  il
  massimo  costruttivamente e continueremo a  farlo  per  cercare  di
  minimizzare i danni e cercare di essere più costruttivi  possibili.
  Molti  gli articoli pericolosi, alcuni inutili e dannosi quindi  mi
  auguro  che  ci  possa essere un ripensamento da  parte  di  questo
  Governo su alcuni articoli. Faccio l'esempio dell'articolo  25  sul
  demanio. Pericolosissimo. In particolare questo articolo non  pensa
  sicuramente  ad una vera e propria valorizzazione del demanio,  che
  era  l'obiettivo  principe  della norma e  invece  può  prefigurare
  alcuni  pericoli  per  la  tutela stessa del  demanio  e  dei  beni
  demaniali.
   Per  quanto riguarda le riserve naturali, purtroppo, anche qui  ci
  sono   stati  dei  tagli  importanti  e  già  da  questo  si   vede
  l'interesse, la sensibilità che ha il Governo verso la tutela e  la
  valorizzazione  delle  aree naturali protette.  L'articolo  60,  la
  follia  del  ripopolamento del  coniglio selvatico . Già  molti  si
  sono  espressi.  Oltre  alle intelligenti argomentazioni  che  sono
  uscite  fuori,  vorrei anche fare riferimento al modo  solito  che,
  purtroppo,  c'è  di  utilizzare i soldi  pubblici,  quindi  l'altro
  aspetto.  Questi  soldi vengono dati per fare i  ripopolamento,  ma
  come  vengono  dati questi soldi? Viene fatto uno  studio  a  monte
  delle  condizioni  di  ripopolamento, della genetica  del  coniglio
  selvatico  o  del  modo in cui, ad esempio, questi conigli  vengono
  monitorati? No
   Tutto  questo non è assolutamente previsto nella norma,  e  quindi
  significa  prendere  questi soldi e buttarli,  quindi,  tanto  vale
  andarli  ad  utilizzare per qualcosa di più utile e di più  urgente
  per la Sicilia.
   Oppure, per quanto riguarda le convenzioni del Corpo forestale con
  le  associazioni  delle Guardie volontarie,  articolo  102.  Follie
  pure
   Oppure,  tantissime le norme ad personam, le  norme  a  favore  di
  soggetti  specifici  che non, sicuramente, dell'intero  settore  di
  riferimento  per  la  Sicilia. Faccio degli esempi:  l'articolo  41
  sulla   bio-banca ;  46 Teatro comunale di Adrano;  51  Ente  Fiera
  Messina; 53 Teatro Samonà; 82 trasporto pubblico del solo comune di
  Catania,  un  solo  comune; 81 sul solo  personale  del  Parco  dei
  Nebrodi;  93  dipendenti del solo  Vivaio Federico Polsen ;  e  poi
  singoli teatri, enti di ricerca, enti agricoli, associazioni.
   Quindi,  io  invito  veramente  questo  Governo  a  prendere   una
  posizione, sicuramente, più forte verso questo modus operandi, e mi
  auguro di non vederlo mai più nelle prossime finanziarie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Arancio.  Ne  ha
  facoltà.

   ARANCIO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli colleghi è iniziata la finanziaria.  Io  sono
  alla  mia seconda esperienza e pensavo che, rispetto alla mia prima
  esperienza,   ci  fosse  una  discontinuità,  Presidente.   Io   ho
  apprezzato  quando lei ha dichiarato una finanziaria  molto  breve,
  fatta   di  una  trentina  di  articoli.  Una  cosa  che  mi   sono
  compiaciuto. Finalmente c'è una diversità rispetto alle finanziarie
  che ho votato, da maggioranza, negli ultimi cinque anni precedenti.
  Però,  mi  sono  dovuto ricredere, perché di  nuovo  c'è  stato  un
  assalto  a presentare emendamenti. Da una finanziaria snella  siamo
  arrivati  ad una finanziaria con 120 articoli, tanto che  è  dovuto
  intervenire  il Presidente dell'Assemblea regionale per  stralciare
  molti  articoli, di cui alcuni che ritengo molto importanti e penso
  di  chiedere  al  Governo tutto, e poi lo dirò alla  fine  del  mio
  intervento, se è possibile recuperarne alcuni.
   Io  mi immagino, Presidente, di votare una finanziaria in cui ogni
  legge   che   votiamo  sia  per  tutti  i  siciliani,   perché   mi
  dispiacerebbe  votare leggi che sono con il  marchio,  con  nome  e
  cognome, perché io di queste leggi mi vergogno
   Io  chiedo,  sia  al  Presidente della Regione sia  al  Presidente
  dell'Assemblea regionale, che siano garanti di leggi che siano  per
  tutti  i  siciliani. Un'altra cosa che chiedo,  è  il  criterio  di
  eguaglianza  perché  non si possono fare leggi  per  alcuni  e  non
  abbiano  rilevanza  per  altri  che hanno  gli  stessi  criteri  di
  appartenenza. Voglio fare un esempio. Mi riferisco alle  leggi  per
  l'emergenza Palermo.
   C'è   un'altra   emergenza,  che  ha  le  stesse  caratteristiche.
  L'emergenza provincia di Caltanissetta e provincia di Agrigento. Mi
  riferisco ai PIP e agli RLI, che sono bacini equiparati. O la legge
  ha un carattere generale o non può essere una legge parziale perché
  ritorniamo al criterio A, al criterio di prima. Facciamo leggi  per
  alcuni  e  non le facciamo per tutti. Quindi, chiedo  che  se  deve
  essere una legge che sia fatta per tutti.
   Ritengo che la finanziaria è una finanziaria con luci ed ombre. E'
  una finanziaria che nel percorso, grazie al contributo di tutti,  è
  una finanziaria che può essere sicuramente migliorata.
   Il  mio intervento lo baserò soprattutto sul sociale ad esclusione
  del   fatto   di   fare   voti  per  quanto  riguarda   l'assessore
  all'agricoltura,  che  se ne è già occupato,  per  quanto  riguarda
  l'Associazione  allevatori.  Ce ne  siamo  occupati  nella  passata
  legislatura senza chiudere il cerchio.
   Vediamo se riusciamo, attraverso questa finanziaria, finalmente, a
  chiudere  questo cerchio perché ci sono 120 lavoratori  che  ancora
  aspettano  nonostante  i fondi c'erano nella  passata  legislatura.
  Penso che ci siano ancora in questa.
   Ci  sono  molti punti importanti in questa finanziaria per  quanto
  riguarda  il  sociale. Mi riferisco all'allargamento del  REI,  che
  sicuramente,  avendo aumentato a 6 mila euro l'ISEE, allargherà  il
  bacino delle persone che potranno utilizzare uno strumento. In  una
  situazione  di  difficoltà  notevole  come  in  questo  periodo  in
  Commissione  sanità  ci siamo occupati della sanità  penitenziaria.
  Questo sicuramente era un tassello che la nostra Sicilia non  aveva
  chiuso. Mi riferisco alla norma sullo spettro dell'autismo.  Signor
  Presidente,  qui con una parolina si è cambiato il  senso  che  noi
  avevamo dato in Commissione sanità. Per questa patologia emergente,
  emergente che significa, non è che prima non c'era, ma ora si  sono
  affinati  i  mezzi per fare diagnosi quindi si diagnosticano  molti
  casi   ed   è  sicuramente  molto  estesa.  Noi  abbiamo  aumentato
  l'utilizzo delle finanze dallo 0,1 per cento dei bilanci delle  ASP
  allo 0,2 per cento. In Commissione questo 0,2 per cento è diventato
   sino ad un massimo dello 0,2 per cento . Lei capisce che in queste
  due parolette c'è di mezzo una situazione che diventa un'altra. Io,
  quindi,  chiederei,  che  restasse  così  come  era  passato  dalla
  Commissione   sanità  perché  stiamo  parlando  di  una   patologia
  emergente  per la quale stiamo iniziando a creare le strutture  che
  servono  a  dare  sollievo alle famiglie. Quindi è  necessario  che
  venga  mantenuto  il  finanziamento così come era  stato  stabilito
  dalla Commissione Sanità.
   Un plauso a chi ha introdotto la norma per il banco alimentare, mi
  dicono  il Presidente della Commissione Bilancio. Solo vorrei  fare
  notare  che  io  sono  stato  assessore  ai  servizi  sociali   una
  decina/quindicina di anni fa nella mia comunità, ma 200  mila  euro
  sono  un  po' pochi. Io penso che su questo il Parlamento  dovrebbe
  riflettere  e  vedere  se c'è la possibilità,  perché  capisco  che
  quando  si debbono aggiungere soldi diventa un po' difficile,  però
  vorrei che fosse attenzionata.
   Un  plauso per l'istituzione del reddito di libertà perché ritengo
  che questo sia un articolo di una valenza importantissima anche  se
  penso  che  si  dovrebbe  agire anche sulla  prevenzione  mettendo,
  quindi, anche sportelli di ascolto perché questi prevengono poi  la
  necessità di finanziare interventi a favore delle vittime.
   Noi  dobbiamo  intervenire prima che esistano le  vittime,  quindi
  penso  che poi dovremmo avere la necessità di ritornarci,  va  bene
  così ma dobbiamo ritornarci. Anche l'istituzione di un fondo per le
  politiche  giovanili,  anche questo penso che  sia  sicuramente  un
  punto molto positivo per questa finanziaria.
   Voglio   concludere,  Presidente,  chiedendo  che  rispetto   agli
  articoli  che  sono stati stralciati, perché capisco  che  con  una
  finanziaria non si può finanziare tutto, ci sono due norme  che  mi
  stanno  particolarmente  a cuore. La prima  riguarda  gli  ospedali
  delle  zone  ad  alto rischio ambientali che in termini  di  salute
  persa  di salute che la gente ha perso praticamente ritengo che  ci
  siamo   anche   delle  norme  che  determinano  un  aumento   della
  prevenzione, quindi quella norma che è stata stralciata  mi  sembra
  giusta.  Io  spero  che tra le norme stralcio  anche  questa  venga
  ripresa in considerazione, signor Presidente. E poi un'altra  cosa:
  l'aeroporto di Comiso; lì, come sa Presidente io sono di Gela,  non
  c'entro  completamente con Comiso, ma ritengo che averlo stralciato
  sia  un  danno per un'area molto vasta della Sicilia, e chiedo  che
  venga  presa  in considerazione anche la possibilità che  la  norma
  sull'aeroporto di Comiso venga rivista e se c'è la possibilità  che
  si  agisca conseguentemente e se non si può fare ora che  si  tenga
  nell'attenzione  perché è in dubbio che qui stiamo  parlando  della
  possibilità  di  futuro di una intera area. Lì bisogna  programmare
  anche  le  infrastrutture  che portano  verso  l'aeroporto  perché,
  Presidente, facciamo l'aeroporto però non ci arriva né ferrovia, né
  strade, quindi di che stiamo parlando? Bisogna che su questo ci  si
  rifletta per fare un'opera organica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  signori
  Assessori, onorevoli colleghi, il Fondo delle autonomie  locali  lo
  scorso Governo Crocetta lo ha diminuito il fondo da 900 milioni  di
  euro  a  250  milioni di euro. La diminuzione di  questo  fondo  ha
  causato  nei  nostri comuni, nelle nostre località,  una  serie  di
  dissesti finanziari. Ad oggi i dissesti finanziari in Sicilia,  tra
  piano  decennale di riequilibrio e dissesto conclamato sono  60.  E
  come  gruppo  parlamentare, signor Presidente, noi ci  sentiamo  il
  dovere  di  portare in questa Aula il grido disperato  di  tutti  i
  comuni  siciliani  che hanno dichiarato dissesto  finanziario,  che
  praticamente è il fallimento delle comunità, è un fallimento  anche
  del  popolo  siciliano  perché non riesce  a  garantire  i  servizi
  essenziali.
   Signor Presidente io le voglio elencare, uno ad uno, i comuni  che
  hanno  dichiarato  dissesto finanziario: Acate,  Aci  Sant'Antonio,
  Augusta,   Bagheria,  Barrafranca,  Brolo,  Carini,   Casteldaccia,
  Casteltermini,  Cefalù,  Cerda, Favara,  Ispica,  Lentini,  Mazzarà
  Sant'Andrea,  Milazzo,  Mirabella Imbaccari, Mussomeli,  Palagonia,
  Porto  Empedocle, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina,  Scaletta
  Zanclea,  Scordia,  Tortorici, Adrano,  Avola,  Belmonte  Mezzagno,
  Borgetto,  Caccamo, Campobello di Licata, Catania, Ficarra,  Galati
  Marettimo,  Giardini Naxos, Giarre, Itala, Leonforte, Linguaglossa,
  Mazzarrone,  Messina,  Modica,  Monreale,  Monterosso  Almo,  Motta
  Camastra,  Pachino,  Racalmuto,  Randazzo,  Riposto,  San  Cataldo,
  Sant'Alessio Siculo, Scicli, Sommatino, Taormina, Terme Vigliatore,
  Tremestieri Etneo e Ustica.
   Bene,  a  questo  grido disperato, la Regione, questo  Governo  ha
  risposto in maniera insufficiente perché all'articolo 18, al  comma
  12,  l'aumento  del Fondo di riserva corrisponde a 700  mila  euro.
  Capisce  bene  che  questo elenco che le ho fatto  è  destinato  ad
  aumentare  nei  giorni e nelle settimane. Quindi  siamo  ancora  in
  tempo  per evitare che crollino tutti i comuni siciliani perché  se
  crollano i comuni crolla la Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Presidente  della
  Regione,  Assessori, i colleghi che mi hanno preceduto, ad  esempio
  il   collega  Di  Paola,  hanno  parlato  di  un  film  horror   ed
  effettivamente  sembrava il sequel di quello  che  era  il  governo
  Crocetta.  Ma  noi  abbiamo visto che è ben  peggio,  almeno  dalla
  partenza  si  vede  questo, di quello che era  appunto  il  governo
  Crocetta.
   Sostanzialmente,  potremmo riassumere quella che  è  stata  questa
  prima   Finanziaria' con due titoli di film. Uno è  Il baratto   ed
  il  baratto che vuol dire: avere una finanziaria delega  in  cambio
  delle marchette. Questo sostanzialmente è il primo approccio che si
  è  avuto  per questa  Finanziaria' e lo abbiamo visto; era  entrata
  una   Finanziaria'  di circa 35 articoli e  poi  ne  è  uscita  una
   Finanziaria' di 130 articoli, la gran parte tutta marchette.
   I  miei colleghi hanno parlato di tanti punti. All'articolo 8,  ad
  esempio,  si  parla delle agevolazioni per l'acquisto  della  prima
  casa  ma  chissà  perché  aggiungiamo delle nuove  costruzioni  che
  sappiamo  che  hanno  un costo eccessivo. Poi, avete  il  biglietto
  unico,  hanno  parlato  i miei colleghi; dei beni  culturali,  tema
  importantissimo,  qui c'è il nuovo Assessore, noi  dovremmo  capire
  come  rilanciarli  una volta per tutte, farli  diventare  fonti  di
  guadagno  serie  ed invece questo ancora non avviene.  Abbiamo  dei
  parchi, ad esempio l'istituzione del Parco della Neapolis, fermo da
  una  vita,  non  riusciamo ad istituirlo,  in  più  abbiamo  questa
  disparità  che  alcuni hanno l'autonomia ed altri no,  ma  comunque
  questo è un altro discorso.
   Poi,   abbiamo  l'articolo  13  per  quanto  riguarda   l'edilizia
  scolastica, però questo andrebbe visto assieme all'articolo  17  ed
  all'articolo  20 perché andrebbero visti non una cosa  a  parte  ma
  inserendoli  in  quelli che hanno effettivamente le competenze  per
  fare  questi  interventi, soprattutto visto  che  stanno  crollando
  questi  edifici  in testa ai nostri ragazzi e riguardano  gli  enti
  locali  e  riguardano le province e riguardano i  comuni.  La  gran
  parte  dei  soldi,  perché noi sappiamo che  ci  sono  anche  fondi
  europei,  altri  investimenti che arrivano,  quindi,  extra  budget
  regionale  e  comunale, arrivano ma non hanno  il  potere  di  fare
  progetti,  non  hanno  la  capacità di  progettare  e  lì  dovevamo
  intervenire, caso mai, con un fondo di rotazione dedicato  non  con
  un'altra  legge  ad hoc per 1 milione di euro che poi  non  servirà
  praticamente a niente.
   Poi,  all'articolo  17, abbiamo messo solo  23  milioni  di  euro,
  questi  in  più. Ce ne avevano chiesti circa 60 perché noi  abbiamo
  avuto  questa cosa che, inizialmente, l'anno precedente, nel  2017,
  avevamo  promesso 340 milioni, poi, gliene abbiamo  tolti  60  così
  d'emblée  all'ultimo  mese  e, quindi, molti  di  loro  si  trovano
  veramente in grosse difficoltà. Abbiamo aumentato questi 23 milioni
  del  fondo di investimenti che, poi, spesso e volentieri  non  sono
  investimenti, ma sono per fargli pagare i mutui.
   Stessa  cosa  l'articolo 20 che parla delle province. Ho  proposto
  all'Assessore anche una modifica perché ci sono molti di questi che
  andranno anche in dissesto, una ci è andata praticamente da poco  e
  non avranno neanche i soldi per pagare gli stipendi.
   Poi, abbiamo tutta la serie dei lavoratori che, per l'amor di Dio,
  vanno  tutelati  ma  in  che modo? Intanto quelli  che  sicuramente
  tuteliamo sono i comandati, i comandati li tuteliamo, non  sappiamo
  perché  nonostante abbiamo un bacino di dipendenti regionali enorme
  abbiamo sempre bisogno dei comandati che costano, ad esempio quelli
  della sanità, circa 1 milione di euro.
   I  precari che prendiamo sempre in giro, speriamo che stavolta sia
  la volta buona.
   Poi, c'è l'articolo 78 che riguarda i Pip. Noi li stiamo prendendo
  palesemente  in giro perché è una cosa che non si può fare,  forse,
  per  potere  dire poi un giorno:  io ci ho provato ma poi  me  l'ha
  impugnata il Consiglio dei Ministri  , così almeno fanno i paladini
  ed i giustizieri.
   Parliamo  anche  dell'articolo 32 comma 4  che  è  il  taglio  che
  riguarda l'Ersu. Sono stati tagliati altri 2 milioni di euro.
   L'articolo 33: si parla dei disabili. Sono stati tolti soldi.  Noi
  abbiamo  presentato un emendamento che spero che sia apprezzato  da
  parte  di  questa Presidenza e che passi perché c'è un  aumento  di
  circa 10 milioni di euro.
   Poi,  due  capolavori: l'articolo 18 e l'articolo dal 38  in  poi,
  diciamo  così,  perché  l'articolo  18  è  pieno  anche  quello  di
  marchette, di cose praticamente singole e dall'articolo 38 in  poi,
  pure.  Spesso  si  dice:  Ma non possiamo buttare  il  bambino  con
  l'acqua   sporca    il  problema  è  che  il  bambino  era  pulito,
  tranquillo  fuori,  lo  abbiamo rimesso a mollo  nell'acqua  sporca
  proprio  per  dire  che  non  lo  possiamo  buttare  e,  poi,   con
  quell'acqua  ci  andiamo  a brindare perché  questo  è  quello  che
  abbiamo  fatto  in  questi  anni,  festeggiavamo  chissà  cosa   ma
  quell'acqua sporca ha finanziato tante e tante campagne elettorali.
     Poi,  finalmente  abbiamo  cercato di inserire  qualche  piccolo
  aggiustamento e sono passati comunque sia l'articolo 85  e  86  che
  sono  due  nostri emendamenti di carattere generale che  riguardano
  randagismo e autismo, due temi importanti.
   Ora,  Presidente della Regione, concludo dicendo, il secondo  film
  che  abbiamo visto in Commissione e che speriamo di non vedere qua,
  ebbene,  il  secondo  film era  Il Fantasma di  Palazzo  d'Orleans
  perché  purtroppo già abbiamo visto, in Commissione  Bilancio',  la
  sua assenza totale che è un fatto grave perché poteva intervenire e
  poteva  evitare  molti  di  questi problemi,  quindi,  un  fantasma
  silente dove si sente la presenza, perché è venuto Crocetta i primi
  tempi  e  questo è un fatto importante soprattutto se un Presidente
  non è d'accordo con molti di questi articoli e, invece, così non  è
  stato.

   DI MAURO. Ma quando mai il Presidente della Regione deve venire in
  Commissione?

   ZITO.  Io  spero che almeno, qui, in Aula darà parere  negativo  a
  molti  di  questi  articoli, perché è un  senso  di  giustizia  per
  evitare  molti  di  questi problemi. Il problema,  caro  Presidente
  della  Regione  è  che c'è un detto che dice:   una  piuma  ed  una
  rondine  possono volare ma uno solo può decidere dove  andare .  Il
  problema  è dove volete andare? Perché quello che stiamo vedendo  è
  che per ora state andando in basso e continuando a scavare e questa
  Regione non se lo può permettere.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli,
  Assessori,  parlare  della  Finanziaria' ad inizio  di  legislatura
  pensavo  che fosse più facile e, invece, ascoltando gli  interventi
  mi  sembra di essere sul finire di un'esperienza di governo per cui
  si raccolgono lamentele in ordine a quello che poteva essere e che,
  invece, non è stato.
   Allora,  vorrei porre un ordine alle cose e vorrei cominciare  dal
  quadro  di natura politica e finanziaria che è il punto di partenza
  per la redazione di questa  Finanziaria'.
   Il  quadro  politico:  ovviamente, il Governo  insediatosi  il  15
  dicembre  ha  cominciato  a  lavorare subito  dopo  le  feste  alla
  redazione   del  bilancio  ed  è  mancata  quella   che   è   stata
  l'interlocuzione con il Governo nazionale; tante volte colloquiando
  con    l'assessore   Armao   abbiamo   aspettato   che   ci   fosse
  un'interlocuzione,  ma tuttora a Roma non c'è un'interlocuzione  e,
  quindi,  ci  si è dovuto organizzare nel redigere una  Finanziaria'
  che  tenesse  soltanto una cornice delle cose che  dovevano  essere
  fatte.
   Ma,  mi  permetto  di  dire  anche quella  che  è  un'osservazione
  rispetto  al quadro finanziario. Noi abbiamo, meglio ancora  questo
  Governo,  come  punto di partenza, ha un debito  consolidato  di  5
  miliardi  e  300,  più  3 miliardi di debito,  onorevole  Musumeci,
  contratti  la  scorsa legislatura a seguito di quelli  che  sono  i
  debiti  verso  la  Pubblica amministrazione  perché  lo  Stato  non
  trasferiva risorse e noi abbiamo dovuto assumere debiti per quasi 3
  miliardi che non sono proprio debiti ma sono soldi che noi dobbiamo
  pagare  perché,  di fatto, abbiamo contratto un  mutuo  e,  quindi,
  abbiamo l'onere di pagare le rate mensili.
   A   tutto  questo,  signor  Presidente  della  Regione,  si   deve
  aggiungere quello che è stato il rapporto, in questi ultimi 5 anni,
  meglio   ancora  6  anni,  col  Governo  nazionale.  Veda,   signor
  Presidente, se noi rispetto al concorso di finanza pubblica che, in
  questi ultimi 6 anni, abbiamo determinato, avessimo tolto l'80  per
  cento  di debiti, noi abbiamo dato allo Stato - dopo avere  sentito
  tante  volte da parte del Governo nazionale che le Regioni autonome
  vanno  tolte, che le Regioni non lavorano bene, che le Regioni  non
  sono  in  grado  di  fare il proprio dovere - ben  6  miliardi  395
  milioni.
   Onorevole  Musumeci, noi abbiamo trasferito allo Stato 6  miliardi
  395  milioni e continuo facendo un'affermazione che è la  seguente:
  rispetto a quello che succederà quest'anno, il 2019 ed il  2020,  a
  fronte di un trasferimento di risorse a seguito dei 3 accordi fatti
  dal presidente Crocetta, pari a 1 miliardo e 400 l'anno, in verità,
  incasseremo  nel  2019 e nel 2020 soltanto 400 milioni  perché  per
  quest'anno  rispetto  a  1 miliardo e 400  che  viene  da  Roma  ne
  restituiamo  1 miliardo 398, negli anni 2019 e 2020 a fronte  di  1
  miliardo e 400 che riceviamo dobbiamo restituire 1 miliardo.
   Questo  è  il  quadro, cioè significa che se  noi  avessimo  avuto
  questa  sorta di ristoro al Governo nazionale trattenute le risorse
  per  onorare la nostra posizione debitoria, a metà del suo mandato,
  avremmo avuto una Regione senza debiti. Invece non è così.
   Questo certamente è legato a quello che è stato il nostro rapporto
  politico  nonostante qui ci fosse un governo  di  sinistra  con  il
  governo  nazionale  retto  da Renzi. Ed  è  un  punto  di  partenza
  rispetto  al  quale non bisogna dimenticare quando noi parliamo  di
  una  finanziaria. Nonostante questo la  Finanziaria' ha cercato  di
  mettere  su,  ripeto in assenza di quello che sono i  rapporti  con
  Roma,  in  un  contesto  in cui  Bilancio' e  Finanziaria'  debbono
  rappresentare  quelli  che  sono gli aspetti  affinché  si  capisca
  quelli che sono i risultati che un governo deve raggiungere, quelle
  che  sono  le  condizioni  di  attendibilità  e  le  condizioni  di
  credibilità di un governo, una  Finanziaria' che ha trattato, oltre
  il  trasferimento  degli enti locali, confermando  l'importo  dello
  scorso anno, gli interventi per la casa proposti dall'Assessore per
  le   infrastrutture,  il  trasporto  locale,   norme   a   sostegno
  dell'agricoltura,  le  norme sull'edilizia scolastica  e  le  norme
  sull'ambiente.
   Questa  è  stata  la cornice minimale che il Governo  ha  proposto
  all'Assemblea.
   Nel   corso  dei  lavori  delle  Commissioni,  credo  che  si  sia
  verificato un fatto innovativo e cioè un  rapporto che è nato senza
  alcuna  contrattazione  tra il Governo  ed  i  parlamentari  perché
  rispetto  ad ogni emendamento c'è stato un confronto sereno  ed  un
  confronto  anche  con  l'assessore  Armao  che,  in  questo  senso,
  rappresenta   il  Governo,  lo  rappresenta  per  Regolamento,   lo
  rappresenta  perché è Assessore per l'economia e credo che  nessuno
  si  possa lamentare della capacità del Governo di attenzionare,  di
  ascoltare gli emendamenti che sono stati presentati, a tal punto da
  avere, caro presidente Musumeci, un fondo per la povertà.
   Il  Governo  proponeva, attraverso l'Assessore,  10  milioni,  per
  esigenze di fondi, è stato accettato quello delle opposizioni di  5
  milioni. Ma dieci o cinque, l'idea c'è.
   Abbiamo  il fondo, il reddito di inserimento. Abbiamo il  reddito,
  come  esperienza, come pilota proposto dal PD di  libertà  per  200
  mila  euro.  Abbiamo  previsto  tutto  ciò  che  è  stato  proposto
  singolarmente  da ogni deputato come frutto di un ragionamento  che
  lei   tante   volte  ha  evocato,  Presidente,  che  è  quello   di
  confrontarsi  sui temi singolarmente, volta per volta,  giorno  per
  giorno.
   Credo  che  questo  esperimento sia  venuto  fuori  attraverso  un
  ragionamento di natura politica e che senza essere, mi permetto  di
  dire,  né  organizzato, né voluto, di fatto, si  è  realizzato.  Di
  fatto, siamo riusciti a mettere in campo, nella sede istituzionale,
  che è la Commissione di merito, che trattava il singolo argomento o
  la  Commissione  Bilancio' una serie di iniziative che, ovviamente,
  oggi,  sono  a  merito del Governo che ha dato  parere  favorevole,
  della  coalizione  che  ricordo a tutti in  Commissione   Bilancio'
  consta  di  otto componenti su tredici, quindi c'è una volontà  ben
  precisa  della  coalizione  che  sostiene  il  governo  Musumeci  e
  dell'opposizione  che, diligentemente, ha formulato  una  serie  di
  proposte  di  natura politica con annesso supporto  finanziario  al
  quale  il  Governo, attraverso l'assessore Armao, ha dato il  primo
  parere,  di  iniziative che portano, ovviamente,  ad  allargare  la
   Finanziaria',  a  creare  uno strumento politico,  legislativo  di
  importanza notevole.
   Oltre queste vorrei ricordare alcune cose, Presidente, che sono le
  risorse  che  sono  state  indicate a proposito  di  una  serie  di
  interventi  nel  settore dell'amianto, per la  progettazione  degli
  enti locali, le risorse che sono state trasferite alle province, le
  risorse  come  fondo  per gli enti di culto,  il  fondo  dell'IACP,
  sapendo  la  situazione  disastrata in cui versano,  le  norme  per
  l'edilizia agevolata proposta dall'Assessore per le infrastrutture,
  le  norme  relative al personale in servizio presso la  società  in
  house  della  Regione, cioè una serie di elementi che  sono  venuti
  fuori  dal  dialogo  che hanno consentito,  mi  permetto  di  dire,
  qualora  dovessero tutti questi emendamenti, tutti questi articoli,
  questi commi, essere approvati, un ragionamento di natura politica,
  programmatoria  che  vede  e  raggiunge l'obiettivo  attraverso  un
  dispositivo  legislativo  che  è  a  merito  del  Governo   e   dei
  parlamentari e di tutta questa Istituzione, perché non  c'è  dubbio
  che i siciliani, caro presidente Musumeci, attendevano l'inizio del
  suo  percorso e la  Finanziaria' è il banco di prova, è il  momento
  istituzionalmente più elevato attraverso il quale il Governo ed  il
  Parlamento  manifestano  tutto  il  loro  impegno  in  favore   dei
  siciliani  e  credo  che quello che è stato  fatto  sia  di  grande
  rilievo.
   E'  importante, straordinario, mettere assieme senza accordi sotto
  banco  e  senza  altro,  iniziative  politiche  che  consentono  di
  raggiungere  determinati obiettivi. Quindi, è  stata  tracciata  la
  strada,  è  stato  tracciato  il percorso,  siamo  consapevoli  che
  sarebbe il caso, presidente Musumeci, e mi auguro che il Governo in
  questo  senso, quello nazionale, al di là del colore politico,  sia
  sensibile  a  quelle che sono le istanze dei siciliani  perché  non
  possiamo  concorrere, anche per il 2018, 2019 e 2020, a  concorrere
  alla  finanza  pubblica, continuando a pagare in ordine  al  numero
  agli abitanti e non al reddito pro capite.
   Questa  è  una  battaglia che lei, Presidente, si deve  intestare,
  unitamente al suo Governo, all'assessore Armao, perché continuare a
  pagare  in  ordine al numero degli abitanti, considerata  la  crisi
  economica  in  cui versa la Sicilia, è un suicidio  e  non  ci  può
  essere  Governo di colore, di destra, di sinistra o  del  Movimento
  Cinque Stelle che non possa attenzionare questa vicenda. Questo  lo
  dico, Presidente, perché deve essere la battaglia sua e dell'intero
  Parlamento.  Deve essere una battaglia che lei deve portare  avanti
  affinché tutti quanti si possa esserne orgogliosi e soprattutto  in
  modo  da  rimettere in moto un meccanismo che possa  consentire  ai
  siciliani di essere fieri del proprio Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  cinque
  milioni  di  residenti in Sicilia, su 5 milioni solo 1 milione  370
  mila  risultano occupati. Il 15 per cento dei 5 milioni di abitanti
  vive  all'estero. Si registra in Sicilia il terzo peggior tasso  di
  attività,  circa  il  40  per cento. Ogni anno  25  mila  siciliani
  emigrano  verso  Nord  o  l'Europa. La  dispersione  scolastica  ed
  universitaria  è  ai massimi nazionali. L'indice  di  competitività
  europeo  colloca  la Sicilia al 237  posto su  263.  Le  PMI  hanno
  difficoltà  ad  accedere  al credito. Il  numero  di  occupati  nel
  settore  manifatturiero è insufficiente ed è  pesantemente  colpito
  dalla crisi.
   Si  potrebbe continuare ancora per altro tempo; queste sono alcune
  delle   premesse   che  c'erano  nel  Documento  di  Programmazione
  Finanziaria.  Ora,  io vorrei capire qual è  il  nesso  tra  questa
  premessa  e  le  soluzioni,  la pianificazione  di  spesa  che  c'è
  all'interno della  Finanziaria'.
     Io sono al mio primo mandato, muovo i primi passi all'interno di
  questo  Palazzo e lasciatemi dire che, gestire il bilancio  di  una
  Regione,  la  finanziaria di una Regione  in  questi  termini,  con
  queste modalità è davvero assurdo. Non si può stare fermi tre mesi,
  ricevere poi i capitoli di spesa in un paio di giorni, emendamenti,
  termine per emendamenti in un paio di ore e non si può non avere il
  tempo  di  agire con progettualità, con una struttura ben costruita
  ad hoc per il rilancio di questa Terra.
   Vi  chiedo  velocemente - il mio intervento appunto è molto  breve
  perché ancora ci sono i colleghi che devono parlare - dopo il  DEFR
  e  dopo  questa  Finanziaria' di preparare magari un libro  per  le
  risposte  da  dare  ai siciliani perché io, ad oggi,  non  so  cosa
  rispondere  a tutte le persone, a tutti i lavoratori,  ai  giovani,
  agli  anziani,  ai  disabili che vivono in questo  periodo  davvero
  drammatico.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Ciancio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIANCIO.  Grazie  Presidente, Governo, colleghi,  sarò  brevissima
  anche perché i miei colleghi hanno già detto tutto.
   Vorrei  fare  solo  un appello al Presidente della  Regione  ed  a
  questo  Governo  partendo da alcune parole chiave:  programmazione,
  visione e stabilità. Programmazione non se ne può fare se,  come  è
  successo  purtroppo  con un colpo di mano si sono  tolti  -  io  mi
  riferisco ad alcuni settori che ho seguito più approfonditamente  -
  ma, non si può fare programmazione facendo con un colpo di mano  un
  taglio  di  7  milioni  ai  teatri, per  esempio,  perché  sappiamo
  benissimo   che  le  grandi  istituzioni  culturali   non   possono
  programmare,  non  possono avere una giusta programmazione  se  non
  hanno un minimo di stabilità all'interno del proprio bilancio ed  è
  anche  per  questo che chiediamo che la programmazione venga  fatta
  triennalmente,  non  annualmente,  anzi,  come  abbiamo  visto   in
  passato, a volte semestralmente; questo è un modus operandi che non
  può funzionare.
   Non  si può avere una visione quando arrivano in Commissione degli
  emendamenti che nessuno conosce o che nessuno ha illustrato, o  che
  anche  gli  stessi  addetti  ai  lavori  non  conoscono;  mi  creda
  Presidente, è stato disarmante in Commissione V quando  è  arrivato
  l'emendamento sui beni culturali, quando abbiamo convocato anche  i
  diversi  attori  e non c'era nessuno del Governo  che  potesse,  in
  qualche modo, spiegare la ratio di questa norma.
   Allo  stesso modo non si può dire di avere una visione  quando  in
  Commissione  I si vuole aggiungere, per esempio, il termine   Isole
  minori  all'Assessorato enti locali ed allo stesso tempo si attuano
  dei  tagli molto netti e molto importanti proprio sul settore delle
  Isole minori.
   Io  capisco la posizione del Presidente e capisco, anche,  un  po'
  l'imbarazzo   che   forse  ha  provato  quando  ha   visto   questa
  QFinanziaria', però lei mi insegna, Presidente, che il Governo  non
  può  lavarsene  le  mani;  è chiaro che lei  deve  dare  un  chiaro
  indirizzo politico. Purtroppo, un indirizzo politico - mi  dispiace
  per l'assessore Armao - sarà stata anche la nottata, ma proprio per
  questo  io  avevo  chiesto  sia  al  presidente  Miccichè  che   al
  Presidente  della  Commissione di non operare di  notte  perché  di
  notte,  poi, purtroppo, succedono le cose che abbiamo visto  venire
  fuori da questo testo.
   È  chiaro che il Governo deve dare un indirizzo che, purtroppo, in
  Commissione  non  c'è stato perché, e lo dico  da  opposizione,  le
  persone  che  l'hanno  votata, l'hanno votata  per  resistere  agli
  appetiti  della  sua maggioranza, Presidente,  anche  con  forza  e
  bloccando questi appetiti laddove vanno in contrasto con un'armonia
  complessiva che, purtroppo, in questo testo non c'è.
   Siamo  ancora  in  tempo,  siamo  all'inizio  di  questa  sessione
  bilancio,  io mi auguro che non si metta ordine -  lo ha già  detto
  una mia collega, purtroppo ordine in questo documento non ce n'è -,
  però  almeno  porre rimedio ad alcune ingiustizie  che  sono  state
  fatte  a  proposito dei teatri, per esempio, mi viene in  mente  il
  FURS: grazie ad una battaglia fatta in V Commissione siamo riusciti
  a  stoppare  questi tagli ma dal ragionamento complessivo  è  stato
  tenuto  fuori il FURS, il Fondo Unico Regionale per lo  Spettacolo,
  che  è  uno strumento fondamentale per tutte quelle piccole realtà,
  per  le compagnie, le associazioni musicali, gli enti culturali che
  lavorano  grazie a questo fondo e creano indotto,  danno  lavoro  e
  rendono la nostra Terra più bella.
   Quindi, mi auguro che in fase di discussione si possa, anche  qui,
  porre rimedio a questa ingiustizia che vede un taglio di più  di  1
  milione al fondo unico.
   Ripeto,  è  vero  che  il  documento  di  programmazione   lo   fa
  l'Assemblea, però questa è la prova del nove, Presidente.
   Noi,  in  base  a  come andrà questa discussione, questa  sessione
  bilancio, capiremo che tipo di interlocuzione possiamo avere con il
  Governo,  se  varrà  la  pena, domani, non appena  finiremo  questo
  testo, sederci al tavolo ed affrontare anche delle cose importanti,
  delle  riforme  che,  purtroppo, non possono essere  affrontate  in
   Finanziaria'  con  un articolo in un mese con dei  rimandi  a  dei
  regolamenti,  mi riferisco agli enti di credito, mi riferisco  agli
  Istituti autonomi per le case popolari, mi riferisco a tante  norme
  per  le  quali non siamo contrari nel merito, ma nel metodo  perché
  non  vanno  affrontate in  Finanziaria', e lo abbiamo  detto  tante
  volte  nella  scorsa  legislatura,  le  vorremmo  affrontare  nelle
  Commissioni  di  merito  col giusto tempo  che  meritano,  appunto,
  argomenti talmente importanti.
   Quindi,  da  come andrà questa sessione bilancio  capiremo  se  il
  Governo ha davvero voglia di cambiare le cose o di presentare delle
  giuste e buone riforme per questa Regione o se, come purtroppo come
  nella scorsa legislatura, tireremo a campare non facendo niente  di
  buono per questa Regione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  nei
  pochi  minuti a mia disposizione proverò ad offrire una valutazione
  al  Governo  e  al  Parlamento sui rilievi che facciamo  su  questa
   Finanziaria'.
   La  prima:  noi  siamo  in presenza di una  Finanziaria'  con  una
  disponibilità finanziaria rispetto al passato di circa 600  milioni
  di  euro  in più, alcuni dei quali lascio al destino la possibilità
  che  siano effettivamente utilizzabili, mi riferisco in particolare
  alla  cancellazione  dei residui attivi che la  norma  prevede  che
  possano  essere  iscritti nel bilancio di competenza esclusivamente
  per  cassa  e non per competenza, circa 310 milioni, il Governo  ha
  fatto   un'altra   cosa,  li  ha  scritti  anche   per   competenza
  trasformandoli,   quindi,  in  spesa  malgrado   le   norme   sulla
  contabilità lo vietino ma questo saranno altri organi a valutarlo.
   E,  però,  pur avendo circa 600 milioni, anche qualcosa in  più  a
  seguito   della  manovra  che  si  è  fatta  di  maggiori  entrate,
  assistiamo ad una manovra che, sostanzialmente, lascia una serie di
  debiti  fuori  bilancio la possibilità di fare attività  in  questa
  Regione,  in  particolare:  ci sono interi  capitoli  che  pur  non
  essendo formalmente spese obbligatorie ma sono spese obbligate,  mi
  riferisco  in  particolare a tutti gli enti  vigilati,  addirittura
  entri   strumentali  della  Regione,  per  i  quali  la  previsione
  finanziaria è sottostimata addirittura sugli stipendi previsti  per
  pagare  le  persone, uno per tutti l'Esa ma potrei  continuare  con
  tutta  una  serie di enti per i quali è stato fatto  un  taglio  in
  alcuni  casi  di  un  1/3  rispetto  alla  previsione  finanziaria,
  rispetto a quanto accertato nella spesa nell'anno precedente.
   Quindi,  è  evidente che questa tecnica con cui si fa il  bilancio
  che è più una manovra - e lo dico con rispetto dovuto ai ragionieri
  -  di  natura  ragionieristica non di natura formale e  sostanziale
  rispetto agli obiettivi che si vogliono realizzare, mi pare che qui
  ci  sia  un grande buco che il Governo o è capace, da qui a  quando
  sarà  approvata  la manovra, a ripristinare quei capitoli  per  cui
  sappiamo  già  oggi  che  la  spesa è  obbligatoria  al  di  là  se
  formalmente lo è ma lo è nei fatti, e quindi, per evitare che siano
  chiamati  i dirigenti o gli amministratori, nei casi specifici,  ad
  assumersi  la  responsabilità di fare debiti fuori  bilancio  nella
  propria responsabilità anche per pagare gli stipendi.
   E,  però,  al  di  là poi degli stipendi ci sono alcune  cose  che
  gridano vendetta perché vorrei capire a favore di chi e contro  chi
  è  questa manovra. Se posso usare una categoria è contro i  ragazzi
  della   nostra   Regione   cioè,  in  particolare,   gli   studenti
  universitari. C'è un taglio di circa 2 milioni di euro sulle  borse
  di  studio, cioè il diritto allo studio universitario delle quattro
  Università siciliane che, lo dico all'Assessore al ramo, non è  che
  ci  limitiamo a tagliare i fondi della Regione sui famosi  Ersu  ma
  con  la  nuova  disciplina, il nuovo decreto  ministeriale  che  ha
  modificato  le  modalità  di  compartecipazione  dello  Stato  alle
  Regioni,   pur   avendo  lo  Stato  aumentato  le   risorse   nella
  disponibilità  delle  Regioni per quanto attiene  il  diritto  allo
  studio,  questa è una misura che può essere attivata  solo  con  la
  premialità,  cioè  laddove le Regioni decurtano  rispetto  all'anno
  precedente  la quota di cofinanziamento c'è una, non solo  una  non
  partecipazione  alla  premialità  ma  una  decurtazione  del  fondo
  nazionale  che  viene  destinato alle  Regioni  per  finanziare  il
  diritto   allo  studio.  Quindi,  noi  siamo  facendo   una   legge
  finanziaria  che  dice chiaramente contro chi  è,  ed  è  contro  i
  ragazzi della nostra Regione
   Seconda  questione:  è contro l'ambiente in  maniera  chiara.  Noi
  stiamo  riducendo in maniera abbastanza importante i fondi per  gli
  enti  Parco  e per le riserve naturali. Ricordo che gli enti  Parco
  sono   enti   strumentali   della   Regione,   cioè   sono   organi
  dell'amministrazione regionale e, quindi, anche lì ci sono, pur non
  essendo  spese  obbligatorie ma essendo obbligate,  dipendenti  che
  hanno fatto un concorso pubblico a cui dovremo pagare uno stipendio
  per le attività istituzionali che si fanno.
   Così  come  le riserve, ancorché non siano dipendenti pubblici  ma
  soggetti  affidatari, se gli riduciamo un milione e 300  mila  euro
  del Fondo destinato alle riserve, noi stiamo dichiarando, il nostro
  obiettivo,  di ridurre la tutela e la valorizzazione  delle  nostre
  aree naturali e delle nostre riserve in Sicilia.
   C'è  un'altra  cosa  che grida vendetta - ripeto,  tanto  più  che
  abbiamo  600  e  rotti  milioni  di  euro  di  maggiori  entrate  -
  riduciamo  la  spesa  per  il ricovero minori  e  per  le  comunità
  alloggio,  cioè  stiamo  danneggiando un pezzo  di  quella  società
  siciliana  più  debole e meno tutelata. È evidente che  con  questa
  dimensione  rischieremmo  di trasferire  solo  ai  comuni,  in  una
  situazione   già  complicata,  costi  che  sono  in  qualche   modo
  obbligati.
   Mi  riferisco per tutti al ricovero minori per disposizioni  delle
  autorità giudiziarie. Eppure noi riduciamo il nostro trasferimento,
  così  come  ai  ciechi,  così  come ai sordi,  a  quelle  categorie
  maggiormente svantaggiate.
   Cosa  fa, invece, la manovra? Ed è questo un punto di discussione,
  io  non  do  un giudizio, tutte le Finanziarie, chi le  propone  le
  ritiene le migliori del mondo, chi si oppone prova a dimostrare che
  così  non  è,  ma fa parte delle regole del gioco. Mi  pare,  però,
  importante sottolineare due aspetti. Questa manovra ha un obiettivo
  strategico,  di  rendere il Governo extraparlamentare.  L'Assessore
  Armao  sorride  e  sorride a buon veduta perché l'Assessore  Armao,
  facendo  un po' il contabile ma anche avendo cognizioni giuridiche,
  cerca  di  utilizzare quegli elementi di cognizione  giuridica  per
  provare  a fare in modo che dopo questa Finanziaria il Governo  non
  ha più bisogno del Parlamento.
   Molte  norme,  in violazione dell'articolo 12 dello Statuto  della
  Regione, prevedono che il Governo, cioè il Presidente della Regione
  con  decreto del Presidente della Regione, malgrado tutta una serie
  di   passaggi   formalmente  di  coinvolgimento  delle  Commissioni
  parlamentari,  possa fare ciò che la legge non gli  attribuisce  di
  fare.  Non  la  legge  della  Regione,  lo  Statuto  della  Regione
  Siciliana  che - ricordo all'Assessore Armao - non è un  elenco  di
  suggerimenti,  è una serie di norma prescrittive. E l'articolo  12,
  in  particolare, dice che il Governo può esercitare  il  potere  di
  regolamentazione attraverso le procedure di un regolamento, laddove
  però  anche lo stesso regolamento stabilisce le linee guida che  la
  legge  deve,  in qualche modo, definire per produrre il regolamento
  con tutta una serie di procedure; ma qui non mi dilungo.
   L'altra  novità  -  e di questo ne discuteremo nel  merito  quando
  affronteremo   l'articolato  -  c'è  una  ipotesi  nuova   che   è,
  sostanzialmente la costituzione dell'autorità di bacino. In  questa
  norma  ci  sono  due  idee  - ma lo approfondiremo  quando  andremo
  all'esame  della  questione  -  sostanzialmente  da  un   lato   di
  esternalizzare, non nel senso che c'è un privato ma nel  senso  che
  si  costruisce  un  soggetto  autonomo dell'Amministrazione  intesa
  nella  organizzazione  dei dipartimenti della  nostra  Regione,  di
  prevedere  una organizzazione di tipo autoritativo che,  Presidente
  Musumeci,  somiglia un po' troppo a quello che si fece nel  2005  e
  che  poi  con legge del 2008 fu abrogato da questa Regione,  ovvero
  che a seguito del commissariamento per le emergenze acqua e rifiuti
  -  anche allora ci fu una storia di commissariamento - l'evoluzione
  del commissariamento fu la costituzione di un'agenzia delle acque e
  dei rifiuti.
   Noi  con la legge del 2008, la n. 19 del 2008, stabilimmo  che  in
  Sicilia   quelle  attività  venissero  internalizzate   all'interno
  dell'organizzazione   dell'Amministrazione    regionale    e,    in
  particolare, costituimmo un Assessorato, unico in Sicilia, rispetto
  alla storia della Sicilia che era costruita secondo uno schema  che
  si è ripetuto quasi per quarant'anni: ovvero l'Assessorato energia,
  acque e rifiuti.
   Al  di  là  se  dovrà  essere un'autorità o  se  dovrà  essere  un
  dipartimento, io voglio sapere dal Governo - tanto più che oggi  il
  Presidente  della  Regione  è  anche  commissario  non   solo   per
  l'emergenza  rifiuti,  ma  anche per l'emergenza  idrica  -  se  il
  Governo ha inteso cambiare profilo, obiettivo, organizzazione della
  propria  macchina,  trasferendo le competenze nel  settore  idrico,
  dall'assessorato Acqua all'assessorato Territorio.
   Ripeto,  ci sta, tutto è possibile, con legge si può fare ciò  che
  si  vuole,  ma  il  Governo deve spiegare perché. Tra  l'altro,  ho
  saputo   pochi   minuti  fa  che  il  nuovo   capo   di   gabinetto
  dell'Assessore appena nominato, a cui faccio tanti auguri anche per
  il  gravoso lavoro che lo attende, è l'ex capo servizio del settore
  Acque.
   Quindi,  da  un lato vorrei capire qual è la schizofrenia  con  la
  quale  si  sta muovendo questo Governo, nel modo di affrontare  una
  questione  assai delicata. Non ci scordiamo che il tema idrico  non
  riguarda  solo il potabile, ma riguarda anche l'irriguo, con  tutta
  una  serie di questioni aperte che investono più competenze ma  che
  bisogna ricondurre ad unicità.
   Io,  devo  dire, di mio naturalmente ho una reazione epidermica  a
  tutto  ciò  che  somiglia ad organismi esterni all'amministrazione,
  organizzativamente  prevista  dalla  legge,  organizzazione   della
  macchina  regionale. Insomma, sono contrario all'idea  di  autorità
  indipendenti,  anche  perché, in Sicilia, di indipendente  non  c'è
  nulla
   Ripeto, queste sono questioni che affronteremo nel corso di questa
  manovra.   Mi  interessa,  però,  capire  che,  al  di   là   delle
  dichiarazioni  di  intenti  che  è  la  migliore  o   la   peggiore
  finanziaria  del  mondo,  io vorrei che da questa  finanziaria  non
  uscissimo danneggiando alcuni siciliani.
   Primo. Chi vive nelle isole minori deve sapere se il trasferimento
  dei  rifiuti, a mezzo nave visto che sul mare si va solo per  nave,
  gli debba costare ai cittadini di quelle comunità - stiamo parlando
  di pochissimi cittadini che vivono

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Bisogna dirlo a Roma

   CRACOLICI. Scusi, Presidente Musumeci, non vorrei che Roma diventi
  un  alibi.  Lei  nel  suo  Governo, sta  proponendo  un  taglio  ai
  trasferimenti

   MUSUMECI, Presidente della Regione. No

   CRACOLICI.  Come no? Glielo dimostreremo nel corso dell'esercizio.
  Sta  proponendo un taglio ai trasferimenti per il trasporto rifiuti
  delle isole minori che danneggerà i cittadini delle isole minori.
   Secondo.  Ad  oggi  assistiamo, tra  l'altro  avendo  da  un  lato
  prevediamo delle norme per pagare una parte del contenzioso con  le
  società accreditate, concessionarie, del sistema della autolinee in
  Sicilia - circa un milione e mezzo di euro, se non ricordo  male  -
  dall'altro lato, tagliamo circa 20 o 30 milioni di euro al  sistema
  delle  autolinee.  Sappiamo, anche lì, che ci  presenteremo  ad  un
  sistema  di contenzioso, che lo abbiamo già perso quando il sistema
  del  famoso   quinto d'obbligo  che in qualche  modo  ad  un  certo
  punto,  per  fantasie  amministrative,  aveva  fatto  pensare  alla
  Regione  di  risparmiare i servizi col quinto d'obbligo tranne  che
  abbiamo perso davanti al giudice ed oggi paghiamo il contenzioso.
   Quindi,  questa manovra, ripeto, a fronte di circa 600 milioni  di
  nuove  entrate,  questo per rimarcare una serie  di  considerazioni
  sull'accordo Stato-Regione; noi speriamo che l'assessore Armao avrà
  possibilità, come dire,  forzute  per portare in Sicilia  ciò  che,
  fino ad oggi, non siamo riusciti ad ottenere, maggiori risorse  dei
  trasferimenti  dallo Stato alla Sicilia - ma, intanto,  con  queste
  risorse  in  più,  che  oggi ha la Sicilia noi stiamo  danneggiando
  alcune  categorie, per fare poi una finanziaria  che  -  con  tutta
  onestà, e chiudo su questo - è, abbastanza, raccogliticcia. Non c'è
  un'idea.
   Un'ultima  cosa, assessore Armao. Lei, con la manovra finanziaria,
  si  riprende e fa bene - su questo siamo d'accordo - 84 milioni che
  giacciono all'IRFIS da molti anni. Salvo, però, non dire questi  84
  milioni  che  fine  debbano fare. Lo rinvia al fatto  che  è  nella
  disponibilità dell'amministrazione regionale. Noi la  sfidiamo.  Se
  vogliamo  dare  un  sostegno reale allo  sviluppo  economico  della
  nostra regione, quegli 84 milioni destiniamoli al credito agevolato
  per gli artigiani, per gli agricoltori, per i commercianti, per  le
  cooperative,    estendiamolo   ai   giovani   e   alle    categorie
  dell'innovazione,  ma  prevediamolo per  legge.  Non  fa  parte  di
  quell'altro disegno che, magari, lei non l'ha scritto  ma  che,  in
  qualche  modo,  nel  suo  cuore  lo  spera  che  con  provvedimento
  dell'assessore, poi, deciderà a chi darlo.
   Con tutto il rispetto, questo è un Parlamento e ciò che decideremo
  lo  faremo tutti e 70 in Parlamento con uno strumento che si chiama
   legge della Regione  che sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale  e,
  quindi, tutti i cittadini potranno sapere chi sta dentro e chi  sta
  fuori.
   Anche  lì,  quindi, quella norma scritta è un po'  nascosta  nella
  norma  dell'IRFIS. Quegli 84 milioni mettiamoli a disposizione  per
  le  imprese  ora e non domani in maniera tale che tutti sanno  come
  realmente fare nuovi investimenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione, Assessori, il tempo stringe per cui mi limiterò soltanto a
  qualche  considerazione in fretta, quasi un  saluto.  Comunque,  ci
  sono  4 giorni davanti a noi per potere esprimere anche valutazioni
  politiche,  valutazioni  istituzionali rispetto  a  questo  momento
  fondamentale nel percorso della legislatura.
   E' la prima legge di stabilità, il primo bilancio e se una analisi
  ed  una  sottolineatura si può fare è che a fronte di una legge  di
  stabilità,  votata  dal  Governo  in  prima  fase  e  arrivata   in
  Parlamento  piuttosto distante,  e non ne comprendo le ragioni,  da
  quello  che era il documento di economia e finanza regionale,  cioè
  di  una  legge  di  stabilità alla quale mancava probabilmente  una
  visione  complessiva  rispetto  a quello  che  invece,  seppure  in
  embrione, Presidente, contenuto nel Documento di Economia e Finanza
  che  avete  prodotto, successivamente in Parlamento,  probabilmente
  anche  con un atteggiamento bulimico, lo definiamo in questo  modo,
  da parte dei parlamentari, nonostante l'importante opera di sintesi
  che  ha operato il Presidente della Commissione  Bilancio , si sono
  prodotte delle norme, molte buone, molte condivisibili, altre molto
  meno condivisibili, altre da cancellare.
   E  tuttavia, il problema è che queste norme, Presidente, sono  una
  somma  di  norme  frutto dell'iniziativa di singoli parlamentari  e
  anche  di  iniziative  del Governo nel corso della  lettura,  nelle
  Commissioni  di  merito prima e nella Commissione  Bilancio   dopo,
  che  non  danno  a  questo strumento quello che  dovrebbe  avere  a
  prescindere  se  io  sono  un  parlamentare  dell'opposizione   che
  dovrebbe  cioè avere una visione di insieme, una visione di  quella
  che  è  la prospettiva della nostra Regione, una prospettiva per  i
  siciliani.
   E in questo senso io mi permetto, senza tema di equivoci, peraltro
  è  notorio, pubblico e notorio il rapporto di stima che mi  lega  a
  lei,  Presidente,  dal  punto di vista  politico  e  istituzionale,
  persino  affettivo, e che si è svolto sempre nel rispetto  rigoroso
  delle posizioni che prima lei nella scorsa legislatura ha avuto  di
  opposizione al Governo di cui per un periodo ho fatto  parte  io  e
  adesso  io nel dovere, nel ruolo che ci hanno riservato i siciliani
  di  opposizione  al  suo  Governo, ma non ai siciliani  ovviamente;
  quindi,  in  questo rispetto reciproco io credo  che  una  maggiore
  presenza  del Presidente, lo dico come auspicio rispetto  a  questo
  percorso  sugli  strumenti finanziari, ci avrebbe consentito  tutti
  insieme,  ognuno per la sua parte, la maggioranza per la sua  parte
  di  responsabilità  e  di  proposta,  l'opposizione  anche  in  una
  dialettica  a  volte  persino  dura, persino  di  contrapposizione,
  avrebbe consentito probabilmente di dare una visione più di sintesi
  a  tutto questo percorso legislativo che, ripeto, è fatto di  buone
  norme anche se alcune non sono assolutamente condivisibili.
   Quindi,  il mio è un auspicio che in questa fase in cui si esprime
  la  democrazia della sovranità popolare del Parlamento con  la  sua
  presenza,  Presidente, si possa davvero migliorare  e  rendere  più
  organica  con una visione complessiva in cui la opposizione  ha  il
  dovere  di  dare  il suo contributo, seppur critico,  ma  anche  di
  proposta esattamente come abbiamo fatto.
   Alcuni  colleghi del mio Gruppo parlamentare li hanno  citate,  le
  misure per gli ultimi, che non è una battuta, che sono state,  come
  dire,  hanno  ricevuto  la  copertura  da  parte  del  Governo,   i
  provvedimenti  per  il reddito di inserimento, i provvedimenti  che
  riguardano  i  comuni commissariati per mafia,  l'estensione  delle
  zone franche per la legalità, l'attenzione per le problematiche che
  derivano dall'usura e dal racket, il reddito di libertà che è stato
  citato  che  evidentemente da una visione rispetto alla  quale  noi
  registriamo  che  comunque è stato consentito che venissero  calate
  nella legge di stabilità.
   Ma  ci  sono  anche  norme proposte da me e da altri  parlamentari
  della  maggioranza  come  quello  citato  dall'onorevole  Di  Mauro
  sull'amianto, la bonifica dell'amianto, un tema che  deve  stare  a
  cuore  delle  istituzioni  regionali a  prescindere  dai  ruoli  di
  maggioranza   o  di  opposizione  o  quello  citato  dall'onorevole
  Arancio, proposto appunto dalla maggioranza, e di questo do  merito
  evidentemente alla Commissione  Salute , all'Assessore Razza, sullo
  0,2 per cento  sull'autismo.
   Non è un caso insomma, qualcuno ha detto l'autismo è una patologia
  a  macchia di leopardo in Italia. Non è vero, la verità  è  che  la
  Sicilia  è  molti  anni avanti rispetto a regioni  evolutissime  da
  questo  punto  di  vista come la Lombardia,  l'Emilia  Romagna,  la
  Toscana  perché  noi  abbiamo  voluto  la  diagnosi  precoce  e  il
  trattamento intensivo e, quindi, bene hanno fatto, e quindi  ha  il
  mio  plauso  incondizionato, passare dallo 0,1 allo 0,2  per  cento
  perché questo possa essere un fatto che ci consente, Presidente, di
  recuperare  davvero  bambini che diagnosticati  per  tempo  in  età
  davvero  tenera  possano  essere recuperati  e  recuperati  ad  una
  dimensione  sociale  da  cittadino nel pieno  del  suo  diritto  di
  cittadinanza.
   Ed  allora, Presidente, queste sono le critiche veloci - mi  avvio
  alla  conclusione  perché  il tempo è  terminato  -   della  nostra
  visione critica rispetto alla legge di stabilità. Non è una critica
  di contrapposizione, è una critica che vorrebbe che, come auspicavo
  da  capogruppo di maggioranza e poi da Assessore, che il Parlamento
  fosse  davvero al centro delle istituzioni regionali e che  con  la
  sua sensibilità istituzionale davvero si potesse governare anche  e
  soprattutto   attraverso   il  contributo   determinante   che   il
  Parlamento, espressione vera della sovranità popolare, ha il dovere
  e il diritto di esprimere.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, così  come  ha
  chiaramente fatto emergere il ragionamento del mio amico Roberto Di
  Mauro, non c'è dubbio che noi abbiamo dei grandi problemi in questa
  finanziaria,  sono  legati a quelle che sono le  realtà  del  caso.
  Pochi  fondi,  una  coperta piccola che deve  coprire  tante  cose,
  quindi se c'è un grande problema in questa finanziaria è certamente
  questa  che non si può certamente ascrivere a un problema di questo
  Governo,  è  ascritto  alla  storia i problemi  della  Sicilia  che
  certamente  noi  dovremo cercare di recuperare.  E  ha  fatto  bene
  Roberto  Di Mauro quando incita questo Governo a, in qualche  modo,
  rivedere  i  rapporti  con  lo  Stato  in  una  condizione  non  di
  sudditanza  ma  di  rapporto  corretto,  paritario,  perché  questa
  Sicilia possa avere riconosciuti i suoi diritti.
   Detto  questo, non c'è dubbio che in questa coperta stretta  tante
  cose  buone  ci sono in questa finanziaria, molte cose  sono  state
  citate  anche obiettivamente come chi mi ha preceduto,  l'onorevole
  Gucciardi.
   Io,   per  esempio,  rispetto  a  tante  critiche  che  si  stanno
  sollevando  su  questo ragionamento che si sta  facendo  su  alcuni
  istituti  come  può essere Crias, Ircac e così via di  seguito,  mi
  ritrovo  invece  d'accordo  con quanto  sostenuto  con  l'assessore
  Armao. E non lo faccio solo per un debito di amicizia, ma lo faccio
  perché   sono  convinto,  perché  credo  che  sia  uno  sforzo   di
  riorganizzare,  rivedere,  perché il ragionamento su  tutti  questi
  enti,  strutture  e  quant'altro della Regione siciliana,  non  c'è
  dubbio   che  è  uno  sforzo  sicuramente  positivo,  intelligente,
  giudizioso.
   Certo,  la  perfezione non è di questo mondo, vanno  ragionate  le
  cose,  vanno  modulate, è stato giudizioso  da  parte  del  Governo
  rimodulare  quello  che era stato individuato inizialmente  con  un
  accorpamento dei tre ambiti per riportarli invece solamente a  due,
  lasciando  per il momento fuori l'Irfis. Tutto questo  è  un  fatto
  positivo.
   Detto questo, signor Presidente, io voglio lanciare un appello, so
  di  essere  forse  seccante perché più volte  l'ho  ribadito,  l'ho
  ribadito  all'Assessore per l'agricoltura, l'ho ribadito  alla  sua
  persona.  C'è in questo momento un problema serio che va affrontato
  e  non  si può tralasciare immaginando che tanto è sempre colpa  di
  qualcuno  e che, voglio dire, c'è qualcuno che ha fatto i  danni  e
  non è colpa nostra.
   Noi  abbiamo il dovere, in qualche modo, di mettervi mano, abbiamo
  il  dovere di dare delle risposte, abbiamo il dovere di, anche  lì,
  come  si  sta  facendo  giudiziosamente,  questo  Governo  si   sta
  sforzando  di rivedere queste strutture, queste cose  come  si  sta
  facendo  per il sistema bancario, il sistema del credito, va  fatto
  anche  per altri enti che, ahimè, producono scarsi servizi e debiti
  che,  poi,  alla fine qualcuno dovrà pagare o li pagano  in  questi
  casi  gli agricoltori o li paga la Regione, ma di fatto li paga  il
  popolo siciliano ed è l'annoso problema dei Consorzi di bonifica.
   Vedo   che  l'Assessore  per  l'agricoltura  mi  guarda  e   dice:
   ancora  .  Sono cocciuto, mi piace, ma lo faccio perché  ci  credo
  per uno spirito, perché voglio stimolare il Governo a ragionare  su
  questa  cosa, a non metterlo da parte, a non metterlo da  parte  in
  modo  semplicistico,  dicendo,  Vabbè  qualcuno  ha  sbagliato.  Ne
  pagherà  le  conseguenze  , perché oggi chi ne paga le conseguenze
  In  questo momento ne stanno pagando le conseguenze gli agricoltori
  e  se  noi diciamo che l'agricoltura è una cosa importante  per  la
  nostra terra non possiamo permettere tutto questo
   Perché  la  stanno pagando gli agricoltori adesso? La  pagano  gli
  agricoltori  perché tutti quei contenziosi, ben 450 contenziosi  in
  questo  momento si stanno riversando sui consorzi di  bonifica,  di
  fatto lo stanno pagando gli agricoltori. Tutto questo lo pagano gli
  agricoltori non solo in termini economici, ma anche in  termini  di
  cattivo funzionamento perché di fatto in questo momento la campagna
  irrigua  non è partita, di fatto in questo momento nessuno  porterà
  l'acqua alle campagne.
   Questa  è una cosa drammatica per noi, per la nostra cultura,  per
  quei  territori,  per  quella gente che  vive  di  agricoltura.  E'
  drammatica  per  gli  agricoltori  che  vivono  di  agricoltura,  è
  drammatica per quei lavoratori e non solo sempre dei nulla facenti.
  Sono  della  brava gente, dei cittadini siciliani che lavorano  per
  qualche  migliaio  di euro al mese in campagna a lavorare.  Quindi,
  hanno  anche loro il diritto di essere attenzionati, il diritto  di
  potere lavorare e di potere portare un pezzo di pane a casa.
   Ed  allora,  dobbiamo mettere insieme tutto questo, dobbiamo  dare
  queste  risposte.  Ecco  perché voglio sottolineare,  e  faccio  un
  appello,   Presidente,  so  quanto  lei  è  attento   alla   nostra
  agricoltura,  alla  gente, alla povera gente.  Prestare  attenzione
  alla  povera gente, alla gente che lavora per mille euro al mese  e
  che  fa un servizio anche lì in una organizzazione il sistema  deve
  essere certamente riorganizzato perché un sistema che costa tanto e
  funziona poco è chiaro che non funziona. Di qualcuno sarà la colpa,
  va  accertato,  certamente noi dovremo trovare la soluzione  perché
  questo  non  avvenga più. Noi dobbiamo la soluzione che il  sistema
  costi poco e funzioni bene.
   Che  significa  costare poco e funzionare bene?  Intanto,  a  cosa
  serve?  Ogni cosa deve avere un suo significato. A cosa serve  ogni
  consorzio? I consorzi non è vero, come si sostiene, che non servono
  a  nulla,  questa  è una dabbenaggine, è, come dire,  trattare  con
  superficialità una cosa.
   Dobbiamo  ricordare, e mi riallaccio a quel discorso che  è  stato
  fatto   in  quest'Aula  a  proposito  delle  acque,  del  risparmio
  dell'acqua eccetera. Noi oggi, caro Presidente, in Italia riusciamo
  a  garantire,  a  conservare appena, appena il 10 per  cento  delle
  acque  piovane. Di tutta l'acqua che piove solo il 10-11 per  cento
  noi  riusciamo a conservare. Perfetto  Questo ci deve  dire  quanto
  sciocchi siamo a pensare a delle alternative mirabolanti, quale può
  essere  il  dissalatore,  che costano una marea  di  soldi,  quando
  invece  potremmo  conservarli con gli invasi, esiste  una  Autorità
  nazionale   degli   invasi   che   è   in   carico   al   Ministero
  dell'Agricoltura, ma la struttura poi periferica  in  tutta  Italia
  funziona   da   decenni  e  che  devono  servire  a  irreggimentare
  quest'acqua  a conservarla e poi a utilizzarla sono i  Consorzi  di
  bonifica,  che hanno la struttura tecnica manuale per  fare  questo
  lavoro.
   Allora,  noi  dobbiamo solo farla funzionare, non distruggerla;  e
  come  si  fa  funzionare? Riorganizzando il  sistema,  chiarendo  i
  compiti,  chiarendo cosa si deve fare, riorganizzando un meccanismo
  che  da  10  anni ormai è bloccato. Le piante organiche sono  ormai
  ridotte  al  lumicino, non c'è personale di  ruolo  che  fa  questo
  lavoro,  per  cui di anno in anno si chiamano questi avventizi  che
  diventa  precariato  e che non a caso poi rivolgendosi  al  giudice
  viene  dato  ragione a loro e torto all'ente che sarà il Consorzio;
  poi, di fatto, si ribalta sulla Regione perché come il 90 per cento
  delle  cause  perse  da  parte dell'ente  consorzio  a  favore  dei
  lavoratori  e  che  poi alla fine si ritrovano  gli  agricoltori  a
  pagare. Questo è un meccanismo a cui dobbiamo assolutamente mettere
  mano.
   Io  ho presentato questo emendamento e mi sono sforzato di trovare
  un meccanismo perché si possa risolvere il problema. Capisco che  è
  complicato  e capisco, caro Presidente, che soldi non ce  ne  sono,
  capisco che non possiamo caricare la Regione ulteriormente, capisco
  tutto  questo  però  dobbiamo sforzarci e questo  è  l'appello  che
  faccio  a lei, Presidente della Regione, e a lei, Assessore, perché
  ci si metta mano in modo organico.
   Io  mi  sono  sforzato  di risolverlo con  un  emendamento,  forse
  semplicistico ma che dà una risposta immediata.
   Allora,  vi dico, intanto mandiamo la gente a lavorare e  mandiamo
  l'acqua  agli agricoltori; intanto, nell'emergenza facciamo questo,
  vi  prego, poi se il Governo riterrà - e questo è il mio appello  -
  di  mettere mano ad una riforma più organica, più completa che  dia
  risposte oggi per il futuro, cioè di non mettere sempre pezze  come
  spesso  facciamo  noi  in  Sicilia, ma immaginare  delle  cose  che
  funzionano ed evitando questa iattura, questa cosa drammatica che è
  il precariato.
   Io  credo che non ci sia cosa più brutta,  signor Presidente della
  Regione,  che  mantenere gente che non ha la  libertà  nel  proprio
  lavoro, che non ha la libertà di dire:  io ho un mio lavoro, un mio
  diritto e mi sento libero dal dovere ogni anno chiedere e tirare la
  giacca  all'assessore di turno al funzionario di turno  per  potere
  andare a lavorare e sfamare la mia famiglia  .
   Tutto questo non è, oggi, concepibile e so che per la dignità  che
  ha  questo  Governo, per la dignità che ha questo Presidente  della
  Regione, per la dignità che abbiamo tutti noi, oggi questo  non  lo
  dobbiamo consentire, non dobbiamo consentire che i nostri cittadini
  perdano la dignità e la libertà di essere autonomi. E la libertà  e
  la  dignità te la dà il lavoro e la sicurezza del lavoro, non certo
  il precariato.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  Assessori, è già stato  detto,  la  legge  di
  stabilità è arrivata in Aula e conteneva appena 35 articoli di  cui
  alcuni di grande importanza. Io parto dall'esame di quelli che sono
  della  competenza  della  mia Commissione che  abbiamo  per  questo
  motivo esaminato con più attenzione e scrupolo.
   Questa   legge  portava  la  costituzione  dell'ARCAS,   l'Agenzia
  Regionale sulla Casa, che è un'agenzia importante che non  solo  si
  limita a sostituire lo IACP, ma va ben oltre; avevamo immaginato in
  Commissione  addirittura che il Presidente  della  Regione  potesse
  chiedere a Roma di mettere dentro questa Agenzia anche gli immobili
  confiscati  alla mafia in modo da utilizzarli prioritariamente  per
  le  famiglie  bisognose  di un alloggio,  quindi  riorganizzare  un
  sistema  che  in questo momento, purtroppo, non è funzionale  e  in
  molti casi è addirittura ombroso.
   E'  una  priorità  di  questo Governo che in  Commissione  abbiamo
  apprezzato.  Ora la norma è stata stralciata; ci auguriamo  che  in
  tempi brevi rientri attraverso il  Collegato .
   Nei  35  articoli c'era - e c'è tuttora - la norma che prevede  la
  possibilità  di fare una selezione pubblica e delle assunzioni  per
  l'ARPA.
   Abbiamo  ricevuto qualche settimana fa in audizione in Commissione
  la dirigenza dell'ARPA che ha portato un grido di allarme.
      L'ARPA   infatti  lavora  tanto  e  ha  tantissime   competenze
  prioritarie  in  Sicilia,  dal  controllo  delle  acque   a   tante
  competenze  anche ausiliarie - su richiesta di altri enti  e  della
  Magistratura - ma ha pochissime professionalità, spesso legate  con
  contratti precari.
   Questa  norma dà la possibilità a tanti giovani professionisti  di
  potere  restare in Sicilia e essere utili per un ente  come  l'ARPA
  che,  assolutamente, è di primaria importanza nella visione di  una
  strategia che tuteli e valorizzi l'ambiente.
   C'erano  gli interventi sulla prima casa. L'Assessore Falcone,  su
  richiesta della Presidenza dell'Assemblea, lo ha riscritto.  In  un
  primo  momento  si era immaginato di utilizzare dei fondi  europei,
  adesso  si  è  trovato un finanziamento, questa  è  una  norma  che
  ritengo fra le più importanti di questa legge di stabilità.  Quella
  di  dare  un  sostegno alle giovani coppie con un  reddito  minimo,
  potere costruire - si ipotizzava una somma intorno ai 40.000 euro -
  o  acquistare  o  ristrutturare la loro  prima  casa  è  una  norma
  importantissima la cui sensibilità è avvertita anche dalla gente.
   Quando  tale  norma  è stata annunciata dal Governo,  più  persone
  hanno  chiamato in ARS per sapere come funzionasse  una  norma  che
  ancora dobbiamo approvare. C'è tantissima attenzione su questo.  E'
  chiaro che 40.000 Euro, in una grande città, rappresenti una  somma
  che  ha bisogno qualche altro sostegno, ma per chi, come me,  viene
  dalla  provincia  sa invece che in molte realtà  di  provincia,  in
  molti  paesi  -  che purtroppo si vanno svuotando  -,  una  giovane
  coppia con 40.000 Euro può comprare una casa dignitosa.
   Ciò  rappresenta un aiuto importante per le giovani coppie, questo
  norma  l'ho salutata con grande favore come del resto tutta  quanta
  la  Commissione. La riscrittura pertanto la ritroveremo in  Aula  e
  sarà salutata con grande favore.
   Tra  i  35 articoli c'è l'istituzione dell'Autorità di bacino.  E'
  stato  detto dall'onorevole Cracolici, è stata criticata l'idea  di
  averne fatto piuttosto che un dipartimento un'autorità autonoma con
  personalità  giuridica di diritto pubblico. Questo è stato  oggetto
  di analisi della nostra Commissione.
   Abbiamo dibattuto con gli Assessori di competenza ed è una  norma,
  anche  questa,  molto  attesa, richiesta dalla normativa  nazionale
  perché  prevista dal Testo Unico per l'ambiente, il 152, e  prevede
  che  ci  sia  anche in Sicilia un'autorità autonoma che  abbia  una
  governance del tutto pubblica, - quindi non si grava la Regione  di
  spese,  oneri,  di  un  carrozzone che metta  dentro  chissà  quali
  personalità  esterne - ma che con autorevolezza  possa  stilare  il
  piano  di  bacino  e  possa soprattutto monitorare  il  rischio  di
  desertificazione  che  abbiamo,  possa  monitorare  l'utilizzo  dei
  bacini  idrici,  del demanio idrico sia marittimo  che  fluviale  e
  possa,  soprattutto, attenzionare quelle che sono le  gestioni  dei
  servizi idrici.
   Ciò  rappresenta  un  altro  tema dolente  di  cui  noi  ci  siamo
  ampiamente occupati e continueremo ad occuparci nell'interesse  dei
  siciliani.
   L'autorità  di bacino quindi risponde ad una normativa  del  Testo
  Unico  ed è importante che anche la Sicilia, con colpevole ritardo,
  si doti di questo ente di personalità giuridica pubblica.
   C'era ed è rimasta la valorizzazione dei beni demaniali.
   Sappiamo  benissimo che i beni demaniali se ben sfruttati  possono
  essere fonte di grande risorsa per questa Terra.
   C'è  ma  è   stato  ampliato,  e saluto con  favore  l'emendamento
  dell'onorevole De Luca, che propone di ampliare in modo notevole un
  articolo che il Governo aveva già proposto ossia la possibilità  di
  aiutare  gli enti locali nel redigere i piani regolatori e i  piani
  per  l'utilizzo  del demanio  marittimo, il PUDM,  perché  sappiamo
  bene,  e  noi lo abbiamo visto incontrando diversi sindaci, diversi
  amministratori nella nostra Commissione, che i Comuni,  soprattutto
  i  più  piccoli,  non hanno la possibilità economica  di  dare  gli
  incarichi  per  i  progettisti e quindi non  si  dotano  di  questi
  importanti  strumenti urbanistici proprio per delle  difficoltà  di
  bilancio. Questa è un'altra nota favorevole.
   C'era  e  c'è il biglietto unico. Qualcuno ne ha parlato prima  di
  me.  E',  ovviamente,  sperimentale.  Il  biglietto  unico  dà   la
  possibilità  al cittadino - soprattutto in questa fase  -  soltanto
  nelle  aree metropolitane, quindi a Catania, a Palermo, a  Messina,
  di  arrivare e  con lo stesso biglietto del treno poter  utilizzare
  anche i mezzi pubblici nelle città dove arriva.
   E'  uno  strumento  innovativo, siamo tra i  primi  in  Italia  ad
  ipotizzare una cosa del genere, speriamo funzioni.
   Certamente ha accolto favorevolmente l'Assessore Falcone anche  le
  sollecitazioni che sono arrivate dai colleghi per fornire anche  di
  ulteriori  servizi quali il wi-fi e altre particolari  benefit  chi
  utilizza questo biglietto unico. Vedremo se funziona. Certamente se
  funziona  potrà  essere anche promosso nelle  altre  città,  almeno
  capoluogo. Perché sarebbe bello arrivare anche ad Agrigento e  poi,
  con  lo  stesso biglietto, andare alla Valle dei Templi o piuttosto
  alla Scala dei Turchi o scendere a mare.
   C'era  l'esenzione della tassa automobilistica per la  prima  auto
  per  le  famiglie  meno  abbienti. Questo era  un  tema  che  aveva
  annunciato  il  Presidente Musumeci in campagna  elettorale  e  che
  nella prima tornata utile, quindi nella legge di stabilità, è stato
  inserito.  E'  una cosa anche questa di grande aiuto alle  famiglie
  meno abbienti essere esonerati dal pagamento del bollo auto per  la
  loro  unica  auto spesso utilizzata anche per motivi di lavoro.  E'
  certamente un aiuto notevole e molto apprezzato dai siciliani.
   Poi  ci  sono delle norme in più. Sono state inserite delle  norme
  secondo  la  sensibilità dei deputati. Si è parlato - lo  ha  fatto
  l'onorevole  Gucciardi  - del reddito di libertà  delle  donne  che
  hanno subìto violenza. Non posso che essere d'accordo. Si è parlato
  di  rifinanziare una norma che dà la possibilità alle famiglie  che
  fanno  adozioni  internazionali di coprire le spese  enormi  per  i
  costi delle adozioni. E questa è una normativa regionale che esiste
  grazie  ad  un  mio emendamento per cui sono felice che  in  questa
  legge di stabilità si possa rifinanziare.
   E  in  più  una  serie  di  normative; ne  ha  illustrate  diverse
  l'onorevole  Dipasquale,  per Ibla, Pozzallo,  Comiso.  E'  chiaro,
  onorevoli  colleghi, che alcune di queste sensibilità  sono  più  o
  meno  nobili. Qualcuno le ha chiamate  marchette . Io dico che sono
  esigenze di un territorio che ognuno di noi porta in questa  legge.
  Qualcuno,  sono convinta anche io, che con il voto di  questa  Aula
  possa essere migliorata o addirittura cassata.
   Però, è chiaro, che questa legge e questo ingigantirsi della legge
  di  stabilità  da  35 a 110 articoli, ha fatto  sì  che  trovassero
  spazio  quelle che sono le istanze di un territorio vasto  come  la
  Regione siciliana e che siano state interpretate in maniera  più  o
  meno nobile dai componenti di questa Assemblea.
   Non griderei allo scandalo. Il voto dell'Aula è un voto sovrano  e
  vedremo;  l'onorevole Musumeci farà la sua relazione alla  fine;  a
  secondo  quello  che verrà fuori dal voto di ognuno  di  noi  sulle
  sollecitazioni che sono arrivate dal Governo con i suoi 35 articoli
  e  da  tutti  noi  a  vario titolo e con gli  altri  che  l'  hanno
  enormemente gonfiata.
   Vorrei dire all'onorevole Fava una cosa, che ha esperienza di  più
  mandati  parlamentari a Roma ma è un neofita  di  questa  Aula:  il
  bilancio  regionale siciliano è per il 90 per cento fatto di  spese
  non  comprimibili. E' un bilancio che è ingessato. E'  un  bilancio
  per  cui  è  impossibile - o quasi -  immaginare di poter tracciare
  una  strategia  politica  su quel 10% che puoi  utilizzare,  perché
  spesso,  e  così è successo, per esempio, in questa sede  oggi,  si
  devono coprire delle emergenze e si devono coprire delle necessità.
   L'abbiamo fatto e l'ha fatto il Governo con la norma sui disabili,
  che trova spazio in questa legge di stabilità, per cui la strategia
  del  Governo, più che da un bilancio ingessato, fatto di spese  non
  comprimibili,  verrà,  giustamente, dettato  dall'utilizzo  che  si
  riuscirà a fare di quelli che sono i fondi europei.
   Il Presidente Musumeci l'ha denunciato più volte, dovrà spendere e
  certificare,  entro  il 31 dicembre, circa  770  milioni  di  euro,
  sapendo  che,   ad  oggi, il Governo precedente ne  ha  certificati
  soltanto 7 milioni.
   Ecco,  dalla spesa di quei fondi e da quelli che verranno dopo,  è
  lì  che  si potrà tracciare una strategia politica e da lì  che  si
  potranno dare risposte ai siciliani e al territorio. E da lì che io
  mi aspetto, anzi, è da lì che io pretendo che questo Governo riesca
  ad  utilizzare  i  bandi  per potere dare una  speranza  ai  nostri
  giovani.
   Assessore Lagalla, io avevo presentato degli emendamenti,  che  la
  Presidenza dell'Assemblea ha ritenuto di dovere stralciare  perché,
  piuttosto  che  sul bilancio regionale che sapevo  bene  essere  di
  scarso  respiro, quindi di poca manovra, facevano leva sui fondi  a
  lei  disponibili. Erano delle norme che prevedevano la  possibilità
  di  finanziare  l'apprendistato professionalizzante  per  i  nostri
  giovani,  di  finanziare dei master che li specializzasse  qui,  in
  Sicilia, anche all'interno di grandi aziende siciliane.
   Erano  norme che prevedevano la possibilità di fare rientrare,  in
  Sicilia,  dei  giovani che si sono formati in  maniera  eccellente,
  anche fuori dalla Sicilia, ma anche all'estero.
   Sono  norme che noi possiamo, in qualche modo, usare,  ed   io  ne
  farò  oggetto  di un ordine del giorno, proprio per sensibilizzarla
  ulteriormente, mutuando i fondi disponibili dell'Unione europea.
   Quella  è  l'occasione  che avremo per dare  risposte  concrete  e
  dirette al nostro territorio, ai nostri giovani, ai siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.

   PULLARA.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per  parlare della finanziaria. Mi  pare  che  sia  una
  finanziaria che abbia due linee di azione: la prima che  cerchi  di
  colmare  alcuni  buchi,  alcune esigenze del  passato  e,  qui,  mi
  riferisco, ad esempio, alle norme contenute nei primi articoli, che
  sono  quelli  sull'EAS e lì il Governo si è dovuto,  evidentemente,
  muovere  in  un  ambito nel quale è stato necessario  cominciare  a
  mettere  le toppe a delle falle che si è sono trovate. In  maniera,
  debbo dire, anche silente, ha lavorato in questo senso.
   L'altra  attività  della stessa legge finanziaria  è  dovuta  alle
  nuove  implementazioni.  E lì mi riferisco:  al  dopo  di  noi,  mi
  riferisco all'autismo, mi riferisco al reddito di libertà in favore
  delle  donne  che hanno subito violenza, così come mi riferisco  al
  criterio  per  potere  incentivare i comuni  che  si  avviano  alla
  raccolta  differenziata e, di questo ne fanno tesoro e,  cominciano
  ad  innalzare la percentuale. E queste sono le linee che il Governo
  ci ha dato nella sua legge finanziaria.
   Non  trovo  assolutamente  strano che a questa  legge  finanziaria
  partecipino  anche  i  deputati  che  ascoltano  il  territorio  ed
  attraverso  gli emendamenti o le implementazioni alla stessa  legge
  finanziaria provano, loro stessi, ad aiutare il Governo, senza  con
  questo volerne togliere, come dire, né la paternità né l'indirizzo,
  così  com'è giusto, ma provano anche a dare voce a quelle che  sono
  le istanze di tutti i territori.
   Io, come tutti i miei colleghi, perché altrimenti rischieremmo qua
  di fare stupida e bassa ipocrisia, ho presentato emendamenti perché
  riteniamo,  nel  bene  o  nel male, che  quegli  emendamenti  diano
  risposte  alle  associazioni, agli stakeholders che provengono  dal
  territorio  e che ci chiedono di avere risposte dopo anni  e  anni.
  Spesso risposte molto semplici: un caso emblematico, per esempio, è
  quello  dei  lavoratori  della  SAS  che  affrontano  e  hanno   un
  contenzioso  notevole  con la Regione, e  la  Regione  affronta  un
  contenzioso e paga avvocati, poi paga stipendi -  vuoto per pieno -
  nel senso che non hanno lavorato e bisogna pagargli lo stipendio ed
  inoltre  gli  interessi. Che senso ha? Allora,  quei  deputati  che
  aiutano in questo senso svolgono un lavoro encomiabile.
   Ritengo che questa possa essere la migliore finanziaria che poteva
  essere  presentata in un momento di crisi, in un momento in cui  un
  Governo  regionale si trova a dover affrontare numerose  emergenze:
  prima  c'è  stata  quella dell'acqua, poi se  vogliamo  quella  dei
  rifiuti, ancora oggi vigente e per la quale sappiamo che il Governo
  sta  lavorando alacremente, ed in questo senso siamo certi  che  le
  risposte arriveranno. Quindi mi complimento.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
  della Regione, intanto, mi corre l'obbligo di ringraziare il gruppo
  "Forza  Italia",  che  ci  ha  ceduto qualche  minuto  in  modo  da
  consentire  di concludere l'intervento mio e quello del  presidente
  del nostro Gruppo parlamentare.
   Io,  in  apertura,  con franchezza devo riconoscere che  mi  sarei
  aspettato   un   maggiore  stralcio  da  parte   della   Presidenza
  dell'Assemblea. Uno stralcio più consistente rispetto a quella  che
  era  la  prassi parlamentare che ha evitato la produzione di  leggi
  che non avevano i requisiti di leggi e di norme di legge, nel corso
  della  legge  finanziaria, che non avevano la caratteristica  della
  generalità e dell'astrattezza.
   Fortunatamente,  tra gli stralci però c'è quello dell'articolo  1,
  comma 5, che riguarda le somme del POC - assessore Armao, come  sa,
  era  stato  oggetto anche di discussione in Commissione  -  siccome
  pare  che  ci  siano  anche degli emendamenti  di  riscrittura  per
  salvare alcune delle norme stralciate, noi ci auguriamo che  quelle
  somme del POC non vengano toccate. Sono somme che riguardano, da un
  lato,  l'ospitalità  diffusa  in  capo  all'Assessore  per  i  beni
  culturali, e dall'altro, le vie di fuga per la Protezione Civile.
   Magari sono degli interventi per cui alcuni Comuni, o alcuni Enti,
  non  stanno  rispettando  i  tempi, io  credo  però  che  un'azione
  specifica  da  parte del Governo per sollecitare, da un  lato,  gli
  enti che hanno partecipato, ma dall'altro anche i propri uffici per
  definire  ed  arrivare  quanto prima ai decreti  di  finanziamento,
  sarebbe un atto opportuno.
   Non  mi  aspettavo poi - come lei sa, io sono un fautore di questa
  omogeneizzazione   tra   l'Assessorato   ai   beni   culturali    e
  l'Assessorato al turismo - che venisse tagliato il fondo che traeva
  origine  dall'articolo  22, della legge regionale  16/2017.  E'  un
  fondo,  lo  ricorderanno i parlamentari che  erano  presenti  anche
  nella   scorsa  legislatura,  che  venne  approvato  con   un'ampia
  maggioranza di questa Assemblea, e che prevede una omogeneizzazione
  degli  interventi da parte dei due assessorati nei teatri di pietra
  della  Regione  siciliana. E' un fondo che è entrato  in  vigore  a
  settembre  del 2017, quindi durante la campagna elettorale,  ed  io
  credo  che,  anziché  essere tagliato, dovrebbe  essere,  non  solo
  mantenuto  per  rispetto alla volontà del Parlamento  dello  scorso
  anno,  ma  che si dovrebbe procedere con l'attuazione  dei  decreti
  relativi.
   Una  riflessione mi corre obbligo farla con riferimento ad  alcune
  norme della finanziaria, per cui a mio giudizio occorreva una  vera
  e  propria  legge  istitutiva.  Mi  riferisco,  assessore  Cordaro,
  all'Autorità  di  bacino, ma anche - non c'è l'assessore  Turano  -
  alla  legge che promuove la semplificazione amministrativa,  perché
  no,  anche a quella della valorizzazione demaniale. Sono  leggi  su
  cui,  è vero, la Regione ha gravi ritardi ma è anche vero che altre
  regioni,  comprese  quelle più piccole come la  Basilicata,  oppure
  quelle  più grandi, come il Veneto, hanno proceduto con un'apposita
  legge istitutiva.
   Io spero, onorevole Presidente, che da parte del Governo ci sia la
  maturità,  la  serenità di non procedere a colpi di maggioranza  su
  queste norme e che si trovi in Aula la composizione giusta. Noi,  a
  proposito  dell'Autorità di bacino riteniamo  con  convinzione  che
  debba restare in capo all'Assessorato dell'energia perché la scorsa
  legislatura venne votata questa impostazione e crediamo  anche  sul
  modello  di  altre  regioni magari più virtuose  della  nostra  sia
  questo un modello che possa funzionare.
   C'è  un'altra  norma  che  ci  sta  molto  a  cuore  come  Partito
  Democratico  ed  è  quella che prevede di dare  la  possibilità  ai
  comuni   di   aggiudicare  e  affidare  le  gare  in  ordine   alla
  distribuzione del gas naturale. È un pasticcio normativo che  si  è
  creato  qualche  anno  fa. La norma è stata  proposta  dal  Partito
  Democratico,  fatta  propria  da tutta  la  III  Commissione  e,  a
  proposito  dei servizi del gas, io credo che il gas naturale  possa
  essere un elemento di sostegno ai comuni in un momento difficile. E
  a  proposito del sostegno ai comuni, a mio giudizio, sono veramente
  tante  le riserve poste sul fondo delle autonomie locali:   vengono
  tagliati  in un momento difficilissimo per i comuni dove continuano
  a  mancare  i  trasferimenti statali, i trasferimenti  regionali  e
  riempire   il   fondo  delle  autonomie  locali,  di   quell'elenco
  innumerevole di riserve, credo, che sia un atto ingiusto e che  non
  si parta col piede giusto. Sarebbe un atto di offesa non solo verso
  i  nostri sindaci ma i nostri amministratori, i cittadini, la gente
  comune.
   Quindi auspichiamo come Partito Democratico che vengano ridotte le
  riserve e venga ridotta, infine, anche qualche norma ad personam  -
  l'ha  detto  bene prima l'onorevole Ciancio - ci sono tanti  teatri
  comunali  nella nostra terra e credo che se in questi anni  abbiamo
  costruito,  assessore Pappalardo, il modello  del  FURS  che  è  un
  modello  apprezzato, l'Assessorato ha fatto un lavoro egregio,  c'è
  un  Fondo  che per tutti i teatri comunali, privati, partecipano  i
  teatri,  facciano  la  domanda e la Regione  sceglierà  quali  sono
  meritevoli di finanziamento. Fare una norma in finanziaria  per  un
  teatro comunale o per un teatro di tradizione popolare io credo che
  non faccia onore non solo al Parlamento ma neanche al Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo terminato gli  interventi
  degli  iscritti  a  parlare. Procederemo con  ulteriori  interventi
  alternando esponenti di maggioranza e opposizione.

   LO CURTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  del  Governo,
  onorevoli  colleghi, signori assessori, ringrazio per l'opportunità
  che  mi  viene  data di esprimere la mia opinione,  l'opinione  del
  partito che rappresento, l'UDC.
   Ho  ascoltato  con  molta attenzione gli interventi  che  si  sono
  succeduti, quelli delle opposizioni; alcuni miei colleghi  si  sono
  espressi  con  garbo istituzionale ma anche con ferma  opposizione,
  muovendo  delle critiche al testo e ai testi che abbiamo  in  esame
  che  già  hanno  superato  l'esame  della  Commissione   Bilancio ,
  facendo rilevare quelle che a loro giudizio erano le criticità  che
  all'interno di questi testi sono emerse.
   Altri  colleghi  hanno  ingenerosamente ma sempre  rispettosamente
  utilizzato  un  linguaggio  molto fermo per  definire  senza  anima
  questa  legge di stabilità che era l'espressione di una assenza  di
  visione strategica del Governo, in ordine agli strumenti finanziari
  e  alle  norme  da  mettere  a disposizione  della  Sicilia  e  dei
  siciliani.
   Altri  ancora  hanno utilizzato un linguaggio, che  direi  un  po'
  irriverente, rispetto all'uso frequente -  eccessivamente frequente
  -  di  una  parola  che  attiene  ad una  pratica,  che  certamente
  all'interno  di  questa nobile istituzione,  non  dovrebbe  trovare
  luogo.
   Chiaramente  la posizione che esprimo nella qualità di  Presidente
  del  Gruppo  parlamentare  non  è una  posizione  di  pregiudiziale
  positiva  valutazione dei documenti che abbiamo  esaminato,  perché
  facciamo  parte della maggioranza, questo attiene alle  regole  del
  rispetto  di ciò che noi abbiamo fatto, costruendo una  maggioranza
  e  portando  il  suo Governo ad esprimersi e ad  esprimere  la  sua
  politica  per  il bene dei siciliani ma la valutazione  che  vorrei
  esprimere è a partire dalle sue affermazioni, onorevole Presidente,
  quelle  che  lei  ancora oggi non ha reso ma sulle  quali,  la  mia
  attenzione politica e anche la mia intelligenza umana si  sono  più
  volte soffermate.
   Lei  ha più volte usato due parole: ordine e normalità; queste due
  parole,  ordine  e  normalità, a mio giudizio, contengono  una  ben
  chiara visione politica e strategica dell'azione del suo Governo.
   Dobbiamo ripartire mettendo ordine, questo lei lo ha detto  più  e
  più  volte,  ed  è  l'approccio più corretto,  quello  più  onesto,
  onorevole Presidente, quella onestà che le è stata riconosciuta dai
  siciliani  e  per cui oggi lei siede su quella poltrona.  Ordine  e
  normalità,  significherà innanzitutto, mettere ordine  nelle  casse
  della  Regione,  mettere ordine tra i numeri che sono  stati  molto
  spesso abusati.
   Ordine  significa  rimettere le cose  al  loro  posto  per  potere
  ripartire,  perché  prima di rilanciare occorre  bilanciare  e  per
  bilanciare ogni cosa deve essere in giusto equilibrio.
   Questo mi è sembrato possa scorgersi all'interno della manovra che
  noi  stiamo  adesso  apprezzando e che  devo  dire  in  Commissione
   Bilancio , onorevole Presidente, con il contributo di tutti  e  di
  tutte  le  forze  politiche,  insieme  al  suo  Governo,  esponenti
  autorevoli  del suo Governo, il Vicepresidente, e i vari  assessori
  che  ci  hanno  aiutato a lavorare collaborando con noi,  è  venuto
  fuori un testo, che qualcuno ha definito  grasso' rispetto a quello
   magro' che si aspettavano.
   Bene, non è un problema di essere grasso, caso mai ed è giusto che
  sia  così, in una logica di attenzione, doverosa a quello che è  il
  nostro ruolo e alle risposte che i cittadini si aspettano da noi, è
  stato   doverosamente   apportato  il   contributo   delle   nostre
  intelligenze,  delle nostre idee che è sempre stato oggetto  di  un
  confronto aperto e non di accordi sotterranei, ancorché  le sedute,
  l'ultima seduta si è svolta nelle ore notturne.
   Ci  siamo  confrontati, lealmente e correttamente. E  il  giudizio
  politico  che  viene fuori da queste norme, da questa  finanziaria,
  legge di stabilità, il bilancio è un giudizio positivo che mi sento
  di  esprimere con forza a nome del mio partito ed è un giudizio che
  nasce  proprio  da  questo confronto ed è un giudizio  che  taluni,
  ingenerosamente, hanno espresso con note critiche,  perché  è  vero
  che   noi  abbiamo  visto  dentro  questa  finanziaria  una  grande
  attenzione alle fasce deboli della nostra società.
   Perché  se  è  vero  che sono state inserite delle  norme  per  la
  stabilizzazione  dei  precari e mi auguro che  questa  norma  possa
  contemplare  una  platea più vasta di precari perché  sono  uomini,
  persone,  non ce lo dimentichiamo, non sono numeri, le  persone  da
  stabilizzare,  sono  persone  che  hanno  una  vita,  una   storia,
  un'identità  e  sono persone che vengono utilizzate nella  Pubblica
  Amministrazione,  negli  enti  locali,  nei  vari  enti   collegati
  all'Amministrazione regionale, che fanno funzionare i  servizi,  mi
  riferisco per esempio a quelli che utilizziamo negli enti culturali
  o a quelli degli enti locali.
   Bene,  sono  persone a cui è necessario dare una tutela  normativa
  non  che  ignoriamo  che  esistano  solo  perché  sono  sussidiati.
  Dobbiamo  invece  costruire un percorso virtuoso e  mi  auguro  che
  questo  percorso  virtuoso poi possa portare ad un  altro  virtuoso
  processo  che  è  quello di aprire ed inaugurare  la  stagione  dei
  concorsi.
   I  nostri Uffici, i vostri Uffici hanno lavorato davvero e  voglio
  rendere  un plauso a tutti gli Uffici collegati ai vari Assessorati
  e  anche ai nostri funzionari del Bilancio ed oltre che delle varie
  Commissioni perché se noi siamo andati a letto all'indomani mattina
  del giorno di sabato, questi funzionari e dirigenti sono rimasti  a
  lavorare fino alla sera ed erano stati svegli come noi per 27  ore,
  se  non  da  prima e hanno continuato a stare svegli e  a  lavorare
  anche di domenica.
   Questo  perché  non  solo era necessario far quadrare  i  conti  e
  mettere  ordine  tra le varie norme ma era necessario  fare  questo
  surplus  di  lavoro  perché il personale, come più  volte  dice  il
  Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Gianfranco Miccichè, è al di
  sotto  di  quello  che  numericamente  servirebbe  per  fare   bene
  funzionare gli Uffici.
   Allora,  noi  all'interno  di questi documenti  abbiamo  ravvisato
  l'anima  generosa  di  chi  governa la Sicilia,  attenta  le  fasce
  deboli.  Con  l'Assessore Ippolito abbiamo discusso e  tante  volte
  discusso  e  affrontato il tema gravissimo della  disabilità  e  su
  questo  tema  e  senza  opposizioni e  maggioranze  l'Assessore  ha
  immediatamente  risposto con quello che è lo strumento  finanziario
  che  gli  permetteva di rispondere. Trenta milioni di  euro  per  i
  disabili in più rispetto alle somme storicamente appostate e questo
  perché,  cari  colleghi, la disabilità è cresciuta in  Sicilia  con
  cifre  veramente spaventose che io non mi permetto né di criticare,
  perché  a  fronte  di  una certificazione c'è  un  lavoro  serie  e
  indubbiamente fatto da chi è competente nel rilevare la  condizione
  di gravità.
   Altresì,  le  norme  per dotare le famiglie, le  giovani  famiglie
  bisognose  a  basso  reddito, della possibilità di  utilizzare  una
  somma per costruire una cosa, per ammodernare la propria casa,  per
  ristrutturarla.  Ecco  anche  questa  è  una  norma  che  va  nella
  direzione  di  un  Governo  attento e generoso  nei  confronti  dei
  siciliani  e  delle fasce deboli. Se è vero che  la   scuola'  dove
  abbiamo   comunque  registrato  un  più  di  somme,  sia   per   le
  manutenzioni ordinarie, sia per le manutenzioni straordinarie,  sia
  per quanto attiene ai progetti formativi e all'obbligo formativo ed
  è sempre molto poco, diciamocelo, perché la scuola è stato il luogo
  nel  quale  più  è  meglio, qualunque Governo ha sottratto  risorse
  scambiando  la  scuola per il bancomat, mi riferisco soprattutto  a
  livello  nazionale.  A  cascata poi i  minori  trasferimenti  hanno
  inciso  sulle casse regionali e sui trasferimenti alle  scuole.  E'
  vero  anche  tuttavia  che c'è un segno in più,  un  bel  più,  due
  milioni  e  settecento mila euro appunto in queste voci  che  sono,
  come  dire, un segnale che qualcosa sta cambiando. Ma qualcosa  sta
  cambiando  e ce lo ha detto anche l'Assessore in Conferenza  stampa
  raccontandoci  che  ci  sono 270 e passa milioni  di  euro  in  più
  proprio per i progetti che servono a finanziare i Comuni che  hanno
  pronti  i  progetti esecutivi per le scuole. Questo è un  benessere
  che  non  è soltanto per la scuola, per i bambini, per la sicurezza
  degli  edifici  ma  anche per il lavoro, crea  sviluppo  perché  se
  riparte   l'edilizia  a  qualunque  titolo  riparte   anche   parte
  dell'economia.
   Anche  le  norme sull'agricoltura per il fondo che  istituisce  il
  fondo  di  solidarietà per chi è colpito da eventi calamitosi  così
  come  da situazioni di attacco delle colture di parassiti e insetti
  e  animali selvatici. E' un sostegno, è una inversione di tendenza,
  è un'attenzione a questo mondo, e noi - colgo l'occasione per dirlo
  all'assessore - è bene che facciamo i conti con quello che vogliamo
  fare  in  Regione  siciliana  a favore dell'agricoltura,  che  deve
  essere   una  voce  importante  del  PIL,  e  una  voce  importante
  nell'economia di ogni singola famiglia che vive di agricoltura e di
  onesto lavoro.
   Avere anche avuto attenzione a grandi infrastrutture come Comiso e
  l'aeroporto  di  Trapani  Birgi,  rimettendoci  i  soldi   per   la
  ricapitalizzazione  come quello per gli investimenti  a  favore  di
  questi scali, sono un segnale chiaro da parte di questo Governo che
  vuole generosamente impegnarsi a sostenere il proprio territorio  e
  i propri territori, e noi di questo dobbiamo prendere atto.
   Certamente,  come ha bene detto chi mi ha preceduto,  e  parlo  in
  particolare  dell'onorevole Di Mauro  che  ha  memoria  storica  di
  quanto  è accaduto negli anni e nei diversi Governi precedenti,  la
  situazione  debitoria  della  Sicilia era  una  situazione  davvero
  grave,  molto  grave,  mi auguro, ed è questo  il  momento  da  cui
  possiamo ripartire, che questo mettere ordine è ridare normalità  a
  questa terra, significherà che la nostra normalità ci permetterà di
  godere del diritto di sentirci come gli altri, noi siciliani come i
  veneti,  come  i  lombardi e come i piemontesi, ed in  questo  sono
  fieramente  e  tenacemente legata all'idea che  si  possa  ottenere
  anche  la  identificazione dell'insularità, a partire  anche  dalla
  modifica  statutaria  che va resa e va perseguita.  Ma  altresì  va
  combattuto anche quell'ascarismo di chi ha fatto bancomat  a  danno
  dei  siciliani, dobbiamo arrivare a questo obiettivo, questo  è  un
  primo momento la nostra normalità, Presidente, quella che lei  dice
  ordine  e normalità, su queste parole si costruisce la Sicilia  che
  vogliamo  che  deve  diventare bellissima, lo è per  madre  natura,
  perché  la  natura  l'ha resa bellissima, ma  certamente  un'azione
  politica  forte,  coerente, sinergica, improntata all'onestà  degli
  interventi   che   servono,  servirà  a   dare   a   questa   terra
  quell'aggettivo  superlativo che non è  solo  il  simbolo  del  suo
  partito, Presidente, è il simbolo e la metafora della speranza  che
  dobbiamo costruire per tutti i siciliani, ecco per quale motivo  la
  nostra  valutazione come partito dell'Udc non è una aprioristica  e
  anche come dire asettica determinazione a sostenere il suo Governo,
  no,  ma è la convinta e determinata volontà di sostenere attraverso
  il suo Governo la Sicilia e i siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Galvagno.  Ne  ha
  facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,  come
  il  collega  Di  Paola del Movimento Cinque Stelle,  anche  per  me
  questa  è  la prima finanziaria, e devo riconoscere che  un  grande
  senso  di responsabilità in questi mesi mi ha assalito, tanti  sono
  stati  gli interrogativi che mi sono posto, quello che mi sento  di
  dire  è che ho avuto il piacere di confrontarmi in Commissione  con
  tutti i colleghi sia di maggioranza e dell'opposizione, e devo dire
  che si sono creati dei ragionamenti abbastanza costruttivi, abbiamo
  avuto  la  possibilità  di parlare con associazioni  di  categorie,
  enti, rappresentanti di enti, o rappresentanti di singole categorie
  e  non  posso che essere contento che siamo riusciti ad  ascoltarli
  sia all'interno del Palazzo, che fuori dal Palazzo.
   Credo che un plauso vada fatto al Presidente Savona, in qualità di
  Presidente della Commissione, perché è riuscito a fare un lavoro di
  sintesi  non  indifferente in un momento così delicato  per  questa
  martoriata  regione,  il  mio  giudizio  su  questa  finanziaria  è
  duplice,  è  duplice  perché  una è a carattere  generale,  l'altro
  invece  è collocato nel tempo. A carattere generale credo di essere
  abbastanza  soddisfatto  anche  se credo  che  molti  temi  abbiamo
  bisogno  di una seconda riflessione, e credo che molte cose  vadano
  successivamente riviste.
   Ma  se  devo  dare  un  giudizio che è quello di  una  finanziaria
  collocata  nel  tempo,  devo ricordare che  noi  siamo  entrati  in
  quest'Aula  il 15 di dicembre e riuscire in quattro mesi  a  creare
  qualcosa non era per niente facile.
   Quindi,  anche con grande emozione per essere oggi qui e  fare  un
  intervento, non mi sento di dare grandi criticità perché  purtroppo
  siamo  stati  contingentati con i tempi, non abbiamo  avuto  grande
  possibilità  di  manovra, non abbiamo avuto grandi  possibilità  di
  confronto  e quindi credo che questo valga di insegnamento  per  il
  prossimo  anno  e  mi auguro che il Governo riesca  a  prendere  un
  impegno  e  ci siano dei tempi maggiori, ci sia da parte  di  tutti
  quanti  gli  Assessori, magari, più tempo per noi tutti per  potere
  dare ognuno il nostro modesto contributo.
   Sono  soddisfatto  comunque perché non abbiamo  avuto  una  grande
  eredità,  motivo  per il quale, dico, riuscire a  creare  qualcosa,
  riuscire  a  creare questo percorso non era una cosa  assolutamente
  semplice  e sono convinto che con il Presidente Musumeci riusciremo
  a uscire da questo tunnel.
   Ho  avuto  modo  di  ascoltare con piacere  le  parole  dei  tanti
  colleghi,   ho   ascoltato   con  particolare   attenzione   quelle
  dell'onorevole  Figuccia e dell'amico De Luca, il  quale  ringrazio
  pubblicamente  per i preziosi consigli. E ricordo  ancora  le  loro
  prime  critiche quando entrammo in quest'Aula che, se  prima  erano
  delle critiche, oggi ritengo che siano delle critiche assolutamente
  costruttive  che  oggi si sono rivelate dei contributi  per  questa
  manovra che siamo riusciti a mettere in piedi.
   Apprezzo  anche  tutti  coloro  i  quali  hanno  partecipato  alla
  Commissione,  come l'onorevole Dipasquale, Cracolici o  l'onorevole
  Foti   che   hanno  partecipato  anche  non  facendo  parte   della
  Commissione  ma  per dare il loro punto di vista  e  dare  il  loro
  contributo. Motivo per il quale non mi vorrò protrarre più di tanto
  per  lasciare il poco tempo rimasto a un eventuale intervento della
  mia collega.
   Il  mio  augurio  è semplicemente che questa legislatura  non  sia
  legata  né ai colori, né alle logiche di appartenenza, né ai numeri
  che  sono altalenanti ma ai contenuti e soprattutto agli interessi,
  ma che siano gli interessi dei siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  assessori,  molto
  brevemente  perché  i  deputati del Gruppo del Partito  Democratico
  hanno già sviscerato diversi aspetti della manovra finanziaria,  lo
  hanno  fatto bene, non è necessario che io mi ripeta, ma  solo  per
  sottolineare alcuni aspetti più di ordine politico.
   Io  credo  che questa è la finanziaria, mi dispiace che in  questo
  momento non sia presente il Presidente della Regione, di un Governo
  che  è nato stanco, è la finanziaria di un Governo che procede  con
  passo  lento, come qualcuno dei colleghi diceva prima, in un  clima
  quasi da fine legislatura, francamente sorprendente.
   E  questo è un Governo che aveva annunciato di volere approvare la
  manovra entro il mese di dicembre scorso, per poi rinviarla a marzo
  e  adesso  siamo  a  fine  aprile. Siamo  a  fine  aprile  con  una
  finanziaria,  una  legge  di  stabilità  e  di  bilancio   che   si
  annunciavano snelle, una legge finanziaria snella, così  era  stata
  preannunciata  dopo  la  riunione di Giunta  dal  Presidente  della
  Regione,  ma  che si è via via appesantita nel corso del  dibattito
  anche  per  una serie di emendamenti coriandolo cioè  senza  alcuna
  organicità  che  sono piovuti, direi, in Commissione  Bilancio  nel
  corso dei lavori parlamentari, ma è una manovra che nonostante  gli
  attuali circa 90 articoli a nostro avviso non affronta le emergenze
  vere  della  Sicilia,  non affronta i temi  dello  sviluppo  e  del
  lavoro.
   E  allora, domani avrà inizio la seduta per entrare nel  vivo  dei
  singoli articoli e avremo modo di commentarli, di esporre anche  le
  ragioni degli emendamenti che abbiamo presentato.
   Il  PD porterà avanti le sue proposte, proposte di emendamenti che
  metteremo   in   votazione,  ovviamente,  nel  corso   dei   lavori
  parlamentari, quindi che animeranno anche il dibattito parlamentare
  delle  prossime giornate e sono proposte per la lotta alla povertà,
  per  lo sviluppo, per le politiche sociali, per i giovani, proposte
  per sostenere i comuni oggi in difficoltà nella nostra Regione,  ma
  anche per dare sostegno alla scuola, alla cultura, all'ambiente.
   Avremo  modo  di  entrare  sui singoli  temi  per  poterli  meglio
  affrontare a partire da domani.
   Per  questa  sera completo qui quest'intervento, ma credo  davvero
  che questa manovra finanziaria sia estremamente deludente.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Non si fa così, signor Presidente.

   LO CURTO. Lo aveva già chiesto, l'ho visto io

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, a parte il fatto che le  decisioni
  della  Presidenza non sono messe neanche in discussione, le ricordo
  V  e  l'ho  detto  anche prima di dare la parola a  lei  -  che  ho
  preferito,   per   dare  rispetto  al  dibattito   ed   ai   Gruppi
  parlamentari,  alternare un capogruppo di  maggioranza  ed  uno  di
  opposizione.
   Viene  da  sé  che,  dopo l'onorevole Lupo, stia  facendo  parlare
  l'onorevole Giuseppe Milazzo.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, partiamo
  da una premessa. Il Governo nazionale impone alle regioni un taglio
  al  3  per  cento  per  quanto concerne la spesa  corrente,  quindi
  partiamo da questa condizione quando si comincia a lavorare  ad  un
  documento contabile e ad una legge di stabilità.
   Questo  per  evidenziare, rimarcare, Presidente, le difficoltà  in
  cui  si  trova un governo quando deve portare avanti legittimamente
  il  programma  che  ha sottoposto ai Siciliani e  per  il  quale  i
  Siciliani hanno dato fiducia, in modo chiaro, a questo governo.
   Lo dico ai colleghi delle minoranze - con il rispetto che è voluto
  ed  obbligato  -  perché  in  altre  esperienze  governative  -  ma
  l'esperienza  nazionale  ci  sta facendo  riflettere  su  quanto  è
  difficile mettere in piedi un Governo, quant'è difficile affrontare
  le avversità.
   La  premessa serve a far riflettere soprattutto il sottoscritto su
  una questione:  Non facciamo che quando si entra a Sala d'Ercole si
  perde  la memoria e si ricorda che è difficile governare e  portare
  avanti,  adempiere  ad  un  programma che  è  stato  sottoposto  ai
  Siciliani e questa regola vale solo uscendo da Sala d'Ercole? .
   Lo  dico con moderazione ma anche con determinazione, lo dico  con
  convinzione perché il nostro programma è stato reso credibile dalla
  vittoria,  dalla  vidimazione del consenso  che  ci  hanno  dato  i
  Siciliani,  lo dico con determinazione perché abbiamo visto  giorno
  per  giorno,  ognuno  da  prospettive diverse  quanto  è  difficile
  portare  avanti anche una singola norma che, magari,  per  qualcuno
  sarà  marchetta  ma  quando  una  norma  interessa  anche  un  solo
  Siciliano  per qualcuno sarà marchetta, se questa norma  legittima,
  costituzionale,  con  copertura finanziaria interesserà  e  porterà
  benefici  anche  ad un solo cittadino quella è  una  norma  che  va
  rispettata, perché è prima approvata o apprezzata nelle commissioni
  di merito, poi approvata in quest'aula, poi sottoposta ad eventuale
  controllo da parte del Consiglio dei ministri e poi norma.
   Quindi,  qui  non  ci sono emendamenti che, se presentati  da  una
  parte politica sono emendamenti salvifici e se li presenta un'altra
  parte politica sono porcate o marchette.
   Io  penso che il rispetto ci debba essere una volta che è  passata
  dal percorso parlamentare. Quella è una norma che va rispettata,  è
  una norma che va rispettata.
   Vorrei elencare qualcuna di queste norme che, secondo me, meritano
  rispetto,  non  perché frutto dell'approvazione  del  Parlamento  -
  questo  lo  vedremo  -  ma sicuramente delle  parti  e  dei  Gruppi
  parlamentari.
   La  disabilità  grave.  In Commissione  Bilancio'  l'Assessore  ha
  preteso, quando si voleva accantonare quella norma e approvarla  in
  prima   fase   sotto   il   profilo   ordinamentale,   che   avesse
  immediatamente copertura finanziaria - penso che ciò sia  segno  di
  grande  serietà  nei  confronti  di  coloro  i  quali  avevano  una
  legittima aspettativa.
   Una norma sull'autismo. Ci siamo posti un problema, abbiamo aperto
  un dibattito, questione di cui abbiamo dibattuto? Sì  E questo deve
  fare il Parlamento.
   Ed  ancora,  il  rifinanziamento, creare la  condizione  per  fare
  uscire  da  una  situazione di difficoltà deficitaria dell'Istituto
  olio  e  vino  che  ormai  da  due anni -  vorrei  che  l'onorevole
  Cracolici mi ascoltasse - non è una presa di posizione, non  è  una
  creatura  di  questa maggioranza, si è fatto un buon  lavoro  negli
  ultimi anni ed era corretto non affossarlo.
   Ogni  volta si dice questo ha un trend negativo, questo  aveva  un
  trend  positivo e per senso di responsabilità andava  rifinanziato,
  riappostata  la somma attraverso l'autorizzazione di un  mutuo  per
  fare  uscire  da  una situazione deficitaria un ente  che  è  stato
  fondato  certamente non da questa maggioranza ma da  chi  aveva  in
  mente un organismo per certificare - sotto il profilo strategico  -
  un settore importante per l'economia siciliana.
   Ed  ancora,  l'Istituto  del fondo per la prevenzione  dei  rischi
  idrogeologici.  Qualcuno  potrà dire  che  quella  somma  non  sarà
  sufficiente, certo, ma noi abbiamo previsto il fondo.
   Magari chi verrà dopo di noi, sicuramente più bravi, una volta che
  c'è  il fondo o dall'anno prossimo o da adesso qualcuno potrà  dire
  che i soldi sono pochi ma visto che c'è il fondo ci potrà essere un
  momento di confronto su questo tema.
   Poco  fa  ho  sentito scherzare sul vivaio Paulsen o  Pulsen  -  a
  seconda della pronuncia  Ho assistito a diversi interventi, andiamo
  alla  sostanza e non fermarci a come si pronuncia  Ho sentito anche
  parlare di marchette in questo caso. La norma comunitaria impone ai
  vivaisti  l'acquisto solamente attraverso i vivai autorizzati,  nel
  caso  della  Sicilia  quello nostro, altrimenti acquisterebbero  in
  altra  Regione.  Mi trovo davanti ad una struttura in  attivo,  che
  produce  -   ho studiato quindi parlo, a differenza di  alcuni  che
  parlano  e non studiano come qualche mio amico di partito così  non
  si offendono gli altri - centro di pre-moltiplicazione e produce la
   barbatella' cioè il primo arbusto della vite. Possiamo pure ridere
  e  scherzare  su  tutto  ma questa è una  cosa  seria.  Perché  non
  istituire  tutele per coloro i quali mantengono in piedi  una  cosa
  seria? Questo è il tema
   Presentiamo  un  emendamento  soppressivo,  chiudiamo  il   vivaio
  Paulsen  e  ce ne liberiamo  Oppure diciamo a questi 23 schiavi  di
  essere schiavi della politica che di finanziaria in finanziaria non
  si  sa  se  metteranno o meno fondi. Negli anni questa è  stata  la
  politica  vista,  la  politica dei vecchi consessi  politici.  Oggi
  vogliamo rendere autonomi e dare dignità a questa struttura.
   I  PIP.  Tutti  ridono  e  dicono  essere  un  problema  solo  dei
  palermitani, ma io dico che è un problema di tutti. Tra  questi  si
  annovera gente che ha commesso degli errori e per questo ha  pagato
  e  pagherà  però  nei settori, nei Dipartimenti, negli  Assessorati
  questi fisicamente ci sono e lavorano. Non gli mandiamo il sussidio
  a  casa.  Ci sono persone che andranno rivalorizzate, ma  vi  posso
  assicurare  che ci sono, in alcuni settori regionali,  persone  che
  reggono,  che aiutano a reggere quella struttura. E noi -  lo  dico
  io, così mi assumo la responsabilità - li vogliamo rendere schiavi.
  Un  sussidio  perché hanno lavorato. No, lavorano. Ci sono  persone
  che lavorano con grande professionalità.
   E  allora,  cosa  prevede  la  norma?  Perché  qualcuno  non  l'ha
  studiata.  Coloro  che  non  potranno transitare  -  quindi  si  fa
  riferimento  a quelli che non sono nelle condizioni giuridiche  per
  poter transitare e non dobbiamo scendere nei particolari, non serve
  -   o   coloro  i  quali  non  vogliono  transitare,  non  vogliono
  contribuire,  perché  tra  un anno andranno  in  pensione,  faranno
  istanza  e rimarranno là dove sono, ma per coloro i quali  vogliono
  scommettere  su loro stessi, noi abbiamo il dovere  di  sfidare  il
  Consiglio dei Ministri e cercare di portare avanti una norma quanto
  più  possibile  costituzionale. C'è il rischio,  però  noi  abbiamo
  inserito  che lo stanziamento rimane invariato, abbiamo parlato  di
  transito,  abbiamo  parlato di part-time. Come ancora  li  vogliamo
  mortificare,  visto  che da 12 anni lavorano? Allora,  il  tema  è:
  siccome è stato firmato da tutti, non è una creatura di Milazzo, di
  Figuccia,  è una condizione, una situazione reale che c'è,  a  meno
  che  non  si ha il coraggio di dire che gli manderemo il  sussidio,
  c'è  chi  è  esperto di sussidio mandato a casa, e non  devono  più
  mettere piedi dentro la Regione. Perché questi signori sono schiavi
  e si vedono con il compagno di stanza, lui che ha tutte le tutele e
  l'altro  che non ha nemmeno una tutela  Non può andare  nemmeno  in
  malattia  Non può avere nemmeno la maternità  Siccome vedo riempire
  le bocche di tutele delle donne  Nessuno ha tutele.
   Il  tema  è cercare di provarci. E ai costituzionalisti di  questa
  Aula  vorrei  ricordare che la norma sui rifiuti,  sulle  province,
  sugli appalti e sull'acqua, quel modello Sicilia, è stato impugnato
  più  volte  ripetutamente. Ne faccio una condanna?  No   Diamo  per
  buono  che lo volevano fare per il bene della Sicilia e io  non  li
  condanno. Ma noi ci dobbiamo provare
   E  ancora,  i precari degli Enti Locali. Io penso - e nessuno  può
  smentire   -   che  l'Assessore  Grasso,  nelle  sedi  appropriate,
  Commissioni,  Gruppi  parlamentari, si  è  confrontata  apertamente
  avendo  come  fine ultimo la stabilizzazione di queste persone  che
  ormai da anni sono schiavi della politica.
   Ed  ancora.  Da 700 a un milione e 700 mila euro i  fondi  per  la
  manutenzione  nelle scuole con la pianificazione di 27  milioni  di
  euro   per   l'edilizia  scolastica,  per  la  progettazione,   per
  assicurare il finanziamento di progetti nell'edilizia scolastica.
   Ed   ancora,  il  FURS.  Noi  abbiamo  avuto  un  confronto  nelle
  Commissioni   non  come  dire   yes  man ;  ci  siamo   confrontati
  apertamente e tutti voi lo avete visto. Ci sono stati anche momenti
  di  tensione con il Governo, ma per arrivare ad un unico  obiettivo
  che  è  l'obiettivo,  intanto del Governo ma anche  dei  componenti
  della maggioranza, di perfezionare il più possibile quello che è il
  percorso legislativo del Parlamento.
   E  concludo, signor Presidente, dicendo questo: il Governo  ha  il
  dovere  di  governare  ma  il dovere di governare  viene  garantito
  attraverso il diritto di governare. Altrimenti siamo alla paralisi.
  E dalla paralisi non se ne ricava né una norma perfettibile, né una
  norma  perfetta. Non si ricava niente. E i cittadini, molto spesso,
  ci rimproverano di non decidere.
   Ed  allora,  un  confronto parlamentare sano  e  leale  purché  il
  Governo  sia  messo  nelle condizioni di esprimersi  e  di  portare
  avanti  ciò  che  è  stato  sottoposto ad un  contesto  ancora  più
  importante  dell'autorevole Assemblea regionale, che  è  il  popolo
  siciliano  che  ha  autorizzato, vidimato, il programma  di  questo
  Governo  che certamente non si è mai tirato indietro per confronto,
  per la parte del Governo.
   Per  la  parte  della maggioranza - e concludo - il capogruppo  di
  Forza Italia, ma penso tutti gli altri Capigruppo, non si sono  mai
  sottratti al confronto ed anche a retromarce per condividere il più
  possibile il percorso parlamentare.
   Direi  agli amici che, se ne avessero bisogno, così come ho ceduto
  15  minuti del tempo, se ci fossero cose serie da rimarcare,  Forza
  Italia mette a disposizione delle minoranze i 6 minuti restanti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  nei  giorni che hanno preceduto  questo  momento  della
  discussione  generale, che hanno visto, appunto, l'attività  ed  il
  lavoro di tutta quest'Aula, nelle Commissioni di merito e poi nella
  Commissione   Bilancio',  abbiamo avuto  modo,  quindi,  di  potere
  vedere  lo  svolgersi dei lavori, come sono arrivati i testi,  come
  sono  stati proposti gli emendamenti in fretta e furia,  come  sono
  stati  contingentati  i  tempi, come, a  volte,  addirittura  si  è
  arrivati  ad una nottata di Commissione  Bilancio', pertanto,  come
  si  è  anche  compresso il dibattito e l'entrare nel  merito  delle
  misure  proposte, ancorché avessimo fatto una proposta, all'inizio,
  verso  il  15 marzo scorso, quando si cominciava a prospettare,  in
  maniera  molto  timida da parte di questo Governo,  la  volontà  di
  presentare  un  documento finanziario che desse delle  risposte  di
  senso immediato, contabile, economiche, si intende.
   Avevamo  detto:   Presidente, presenti una manovra snella,  quello
  che  serve,  attualmente,  per curare le  fragilità,  le  emergenze
  immediate.  Tutte  le  norme ordinamentali  vadano  dopo  e  vadano
  proposte ad un dibattito sereno dell'Aula.
   Perché faccio questa premessa, signor Presidente? Perché la  forma
  è  sostanza. Per operare, e bene, e noi è questo che vogliamo  fare
  qua  dentro, in rispetto ai siciliani che ci hanno eletto,  abbiamo
  bisogno  di  poterci avvalere di quelle che sono le garanzie  della
  legge,   che   ci   permette  di  potere  lavorare  con   serenità,
  analizzando, esattamente, ciò che si intende fare, facendo anche  e
  svolgendo  fino  in fondo, con responsabilità, il nostro  ruolo  di
  opposizione.
   Qual  è  la  sensazione  che,  ad oggi,  e  che  ci  ha  condotto,
  praticamente,  pervade ancora, e la leggiamo in  queste  carte,  in
  questa    Finanziaria'  che  è  diventata  obesa,   quest'approccio
  bulimico,  in  cui deve entrare tutto, in una notte di  Commissione
   Bilancio', cos'è?
   Tutto   questo   si  regge  su  una  profonda  fragilità,   signor
  Presidente.  E' la fragilità della stessa compagine di  maggioranza
  che  l'ha  portata qua dentro. Questa stessa fragilità  si  unisce,
  oggi,  alla  povertà del fatalismo con cui, mi sembra di ricordare,
  ricordo a me stessa, gliel'ho sentito dire, il fatalismo che  dice:
   Chi vuole, la voti. .  Chi vuole, voti le cose che io porterò  qua
  dentro.
   Chi  vuole?  Ma qua dentro, non possiamo permetterci di  avere  un
  respiro corto
   Entrerò  tra  un  attimo nel merito anche della  manovra  nel  suo
  complesso, anche perché nel dettaglio l'hanno già fatto i  colleghi
  del mio Gruppo parlamentare, ma anche gli altri colleghi.
   Penso  soltanto ad una cosa, signor Presidente, ed è un flash  che
  voglio  lasciare  a  quest'Aula ed a chi ci  ascolta  fuori.  Senza
  polemica,  ma  questo   Diventerà  bellissima ,  diventerà,  questo
  futuro, a quanto ancora lei pensa di poterlo procrastinare?

   PRESIDENTE, presidente della Regione. 20 anni, almeno.

   ZAFARANA. Venti anni almeno.
   Signor  Presidente,  abbiamo bisogno di interventi  immediati  che
  superino anche le contingenze economiche del momento e che  non  si
  prestino a chi tira la sua giacca ora di qua, ora di là.
   E  vengo subito ad intervenire nel merito. Come si è aperta questa
   Finanziaria'?  Subito  abbiamo visto  in  Commissione  cultura  un
  taglio di 84 milioni, netto.
   Io  faccio  i  miei  auguri all'assessore  Tusa,  che  oggi  si  è
  insediato,  per  la  sua  attività perché,  come  tutti  gli  altri
  assessori, ha una delega di grandissima importanza e rispetto ed il
  mio  rispetto  nei confronti di chi si occupa di questa  materia  è
  sommo,  ma  le preannuncio che saranno gravissime le difficoltà  ad
  operare nella situazione attuale.
   Alla  fine della manovra di bilancio è vero che di qualche  taglio
  si  è  rientrato,  ma mi corre l'obbligo di dover  sottolineare  il
  fatto  che di questi 84 milioni sono praticamente la maggior  parte
  sui  beni culturali e su tutte le leggi che vanno a finanziare  gli
  interventi  di manutenzione, interventi di manutenzione in  termini
  di  interventi  anche straordinari per calamità  e  vanno  anche  a
  mortificare  i  servizi sociali, pertanto, vanno  a  mortificare  i
  consultori,  vanno  a  mortificare  le  associazioni  anti  racket;
  abbiamo  segnato  un  taglio del venti percento sulle  associazioni
  anti racket. Questo è insostenibile
   Questa   Finanziaria', per chi la legge in maniera attenta, sembra
  una  finanziaria a  gettone . C'è un gettone per tutti: dai 100  ai
  200 mila euro messi lì hanno lo stesso peso.
   E ripeterò quanto qua dentro già detto: il coniglio selvatico, 200
  mila  euro;  200  mila euro pure agli interventi  per  la  bonifica
  sull'amianto,  quando sappiamo che, oggi, le richieste  dei  comuni
  per  la bonifica sono per più di 40 milioni? E ancora, a 200 a 200?
  Per  chi?  Per che cosa? Per quale finalità? Per quale prospettiva?
  Per quale idea?
   Perché,  chiaramente, come un'azienda, volendo fare  un  paragone,
  anche  la Regione siciliana dà una propria vocazione ed un  proprio
  stampo di prospettiva dentro le righe del proprio bilancio.
   Ancora,  una disparità di trattamento ingiustificata tra le  varie
  categorie   di   precari   della  nostra   Regione.   Sull'edilizia
  scolastica,  per esempio, sono stati apposti poco più di  200  mila
  euro, no, chiedo scusa, 2 milioni in tre anni.
   Perché,  mi chiedo, se ci sono i fondi comunitari che è  possibile
  spendere  se  l'azione  di  spesa si  fa  in  maniera  programmata,
  annuale,  censendo  le  criticità, avviando un  percorso  specifico
  all'interno   di  un  processo  di  catalogazione   dei   problemi?
  All'interno  dell'anagrafe  dell'edilizia  scolastica,  che  è  uno
  strumento  che  esiste. Perché? Forse perché  probabilmente  è  più
  facile intervenire ad hoc, al momento, dove serve, per avere  spesa
  corrente  su  un  tema  che, purtroppo,  sia  chiaro,  siamo  tutti
  favorevoli  a che il patrimonio edilizio delle nostre scuole  venga
  rimesso a nuovo, non potremmo che essere di questo parere,  ma  per
  avere probabilmente interventi immediati per poi poter dire: "siamo
  bravi, noi si che abbiamo rimesso a posto le scuole", però ci  sono
  i  fondi  BEI,  però ci sono i fondi comunitari. Anche  questo  sta
  nell'ottica di una prospettiva, del sapere da dove togliere e  dove
  mettere.
   Entreremo,  poi, nel merito di altro durante la discussione  degli
  articoli.  Noi abbiamo inteso comunque, e non ci siamo  chiaramente
  tirati indietro, intervenire con intelligenza e con responsabilità,
  Presidente, perché chiaramente poi quello che noi dobbiamo fare qua
  dentro  rende omaggio ed è l'obbligo che ci siamo presi ed  abbiamo
  assunto dinnanzi ai siciliani.
   Abbiamo presentato degli emendamenti che vanno nell'ottica di dare
  maggiore  agio  ai  comuni, soprattutto per  quanto  riguarda,  per
  esempio,  i  comuni  che hanno la possibilità di  avere  royalties.
  Abbiamo  provato  ad  implementare un fondo  di  rotazione  per  la
  progettazione dei comuni, è un'esigenza diffusissima per  i  comuni
  che,  oggi, sono in chiara, urgente difficoltà per quanto  riguarda
  l'approccio   ai  fondi  comunitari,  l'accesso.  Se   non   vi   è
  progettazione, praticamente la spesa è impossibile.
   E  abbiamo  ancora provato a frenare il taglio, laddove ritenevamo
  fosse  necessario e, pertanto, nel FURS, nelle riserve, nei parchi.
  Nei  parchi è qualcosa di allucinante quello che si va a  fare,  mi
  chiedo  come  sia  possibile nella Regione  che  ha  il  territorio
  boscato  più  ampio  di tutte le altre Regioni italiane,  si  va  a
  tagliare, a fare un taglio scriteriato di più di 2 milioni: parchi,
  ERSU, teatri.
   Abbiamo   già   approfondito  l'argomento  relativo  all'approccio
  all'emergenza sulla disabilità grave e gravissima, che  secondo  me
  anche  oggi, anche in questo momento, anche in quest'Aula, sono  il
  frutto  di  una  incapacità  gestionale di  potere  approcciare  il
  problema  a tutto tondo, ed è per questo che, oggi, ancora,  ci  si
  trova  nelle condizioni di dover comunque coprire questo fondo  per
  fare arrivare a quella che è l'esigenza reale.
   E  poi,  un'altra  manovrina  che abbiamo  inteso,  dove  è  stato
  lasciato  tutto  intonso rispetto alla spesa  dell'anno  precedente
  vediamo che la spesa è soprattutto individuata, per gli anni 2018 e
  2019  rimane  quasi intatta, il grande taglio è  nel  2020.  Voglio
  vedere  come si arriverà poi a fare quei tagli, lacrime  e  sangue,
  che sono previsti nel 2020.
   Presidente, abbiamo provato, nonostante tutto, con impegno  e  con
  dedizione   a  fare  il  nostro  ruolo  per  imprimere   a   questa
   Finanziaria', comunque, quello stile e quell'esigenza di snellezza
  che avevamo rappresentato. Faremo la nostra parte in quest'Aula, in
  ossequio al compito che i siciliani ci hanno dato.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Aricò.  È  l'ultimo
  intervento prima di dare la parola al Governo.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  assessori, onorevoli colleghi,  Finanziaria'  travagliata,
  con  grande lavoro della Commissione  Bilancio', un'ottima proposta
  da  parte  del Governo, ottima collaborazione e sostegno  da  parte
  dell'Assessore  per  l'economia alle richieste che  venivano  dalla
  Commissione.
   Io  in  questi  interventi ho sentito parlare di marchette,  credo
  siano  stati l'onorevole Foti, l'onorevole Sunseri, qualche  minuto
  fa, l'onorevole Zafarana parlava di  Finanziaria' a  gettoni .
   Io ricordo bene, ero fuori da questo Palazzo quando anni fa, credo
  fosse  il  2013, il Movimento Cinque Stelle votava la   Finanziaria
  Crocetta' consegnandogli anche proposte, quelle che io dall'esterno
  ritenevo proposte e non marchette. Perché la Commissione  Bilancio'
  -  davanti  a me c'è il presidente Savona che in queste giornate  e
  nottate ha svolto un ruolo di grande equilibrio - ha fatto in  modo
  che le proposte si trasformassero in sintesi da presentare in Aula.
   Non  si  capisce perché la  Finanziaria' debba essere snella.  Noi
  abbiamo  un meccanismo di legiferazione diverso rispetto  ad  altri
  parlamenti.  Se  noi vediamo le statistiche presenti  negli  ultimi
  trent'anni credo che le iniziative parlamentari che poi raggiungono
  l'iter per essere approvate in Aula, non credo siano più di cinque,
  sei,  durante  ogni anno. E abbiamo la possibilità,  attraverso  la
   Finanziaria', di fare piccole riforme concrete che servono per  lo
  sviluppo della Sicilia.
   Si  è  parlato  poco delle aziende e delle imprese. Questa  è  una
   Finanziaria'  di  sviluppo, è una  Finanziaria'  per  le  imprese,
  perché  se  andiamo  a ben vedere l'articolo 5 e  l'articolo  8  di
  questa   Finanziaria' capiremo che nei prossimi  anni  si  potranno
  sviluppare  investimenti  per oltre  2  miliardi  di  euro,  perché
  nell'articolo  5  ci  sono  oltre  84  milioni  di  euro  collocati
  nell'Irfis  che Banca d'Italia ci dice sviluppare investimenti  per
  16 volte in più e siamo intorno ad 1 miliardo e mezzo. E l'articolo
  7,  dove  si  vanno  a  collocare  per  i  cosiddetti  cofidi  e  i
  finanziamenti  -  se  vi  ricordate bene -  Jessica  e  Jeremy  che
  ritornano in possesso della Regione sono circa 50 milioni di euro e
  anche  quelli  Banca d'Italia ci certifica essere un moltiplicatore
  pari a dieci, circa 500 milioni.
   Onorevoli colleghi, abbiamo cercato anche di snellire così come il
  programma  elettorale e gli enti, articolo 2. Di fatto,  l'Istituto
  dell'incremento ippico sarà incorporato dallo zootecnico.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Sullo stesso piano.

   ARICO'.   Saranno   sullo   stesso   piano,   meno   consigli   di
  Amministrazione, un direttore generale in meno, meno  sottogoverni,
  ci  sarà  il  rilancio  dell'Arpa, in  tutte  le  regioni  d'Italia
  funziona egregiamente, in Lombardia, addirittura, l'Arpa riesce  ad
  avere utili da parte della Regione ma a noi mancano i lavoratori, i
  funzionari, i dirigenti e stiamo dando la possibilità e  daremo  la
  possibilità a centinaia di persone di poter lavorare in Arpa.
   Perché?  E  quando  si sbloccano le assunzioni che  cosa  succede?
  Quanti  sono  i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri  cugini  in
  cerca  di  lavoro. Si è parlato di 25 mila giovani  che  ogni  anno
  partono  dalla Sicilia per andare nelle Regioni del  Nord  o  forse
  anche all'estero.
   E se diamo la possibilità nei meccanismi regionali di creare nuovo
  sviluppo  e nuovi posti di lavoro, cosa stiamo facendo? Non  stiamo
  facendo il bene per la nostra Terra
   Allora, il bene per la nostra Terra si fa? Sì, creando nuovi posti
  di  lavoro, ma anche mantenendo il livello occupazionale degli enti
  regionali. L'articolo 4 dice proprio questo.
   Si  è  fatto  un  gran parlare del biglietto unico sui  trasporti.
  Ritengo  che  le  città metropolitane, Palermo, Messina  e  Catania
  avranno  un grande beneficio, ricordo era il 2007, quando a Palermo
  si  incominciò a parlare di biglietto unico, siamo nel 2018, ancora
  non  c'è e ci sono palermitani, siciliani che devono comprare  uno,
  due,  tre  biglietti.  E' un incentivo, mi sono  complimentato  con
  l'assessore  Falcone,  per  questa bella iniziativa;  ritengo  sarà
  molto dura da attuare in pochi mesi. Ma è quanto meno un inizio.
   Poi,  le  giovani  famiglie,  8  milioni  di  euro  concreti   per
  l'acquisto della prima casa. In una prima stesura si era pensato ad
  un  contributo di 50 mila euro, sono pochi 8 milioni, ma 8  milioni
  creano  anche  sviluppo  economico, la possibilità  di  mettere  in
  circolazione  denaro, ci saranno centinaia di  nuove  famiglie  che
  potranno  comprare  la casa, ristrutturarla,  si  potranno  sentire
  veramente una famiglia, perché lo sappiamo, la famiglia a  volte  è
  bistrattata.
   E' questa, onorevole Presidente e tutti signori colleghi e signori
  Assessori  è  una   Finanziaria' che taglia le  tasse;  nessuno  ha
  parlato  del  bollo auto. Qual è stata mai una finanziaria  che  ha
  tolto una tassa. Per le auto di piccola cilindrata, per le famiglie
  meno  abbienti,  i  siciliani da quest'anno non pagheranno  più  il
  bollo  auto  e  si  prevede  anche un articolo,  presentare  quella
  cosiddetta zona taxi free la possibilità di alcune famiglie di  non
  pagare più l'addizionale regionale.
   Si  è  fatto  un taglio all'inizio della cultura, si  è  fatto  un
  taglio dei teatri, ma si darà pure la possibilità di utilizzare,  e
  qui  saluto  il  nuovo  assessore per  i  beni  culturali,  l'amico
  Sebastiano  Tusa, per il compito che l'aspetta caro  assessore,  ma
  per  la  prima  volta  ci sarà un incremento sulla  possibilità  di
  utilizzare  i ricavi dei biglietti che quest'anno sarà del  50  per
  cento e, addirittura, il prossimo anno del 70 per cento ed i ricavi
  dei  biglietti saranno utilizzati per le iniziative culturali,  per
  il  mantenimento  dei  siti archeologici e  monumentali  e  per  la
  valorizzazione di questi siti.
   Sull'edilizia  scolastica. E' vero, onorevole  Presidente,  membri
  del  governo, assessore La Galla, forse 700 mila euro  sono  pochi,
  avremmo  dovuto  ascoltare le sue parole, fare uno sforzo,  trovare
  più fondi in tal senso.
   Sono  d'accordo  con l'onorevole Zafarana, probabilmente,  l'unica
  cosa sulla quale sono d'accordo è aumentare i soldi per l'edilizia,
  utilizzare  i  fondi europei, probabilmente utilizzare  questi  700
  mila  euro  per accendere un mutuo, con cassa deposito e  prestiti.
  Sono  pochi,  però i livelli rimangono e questo lo  dobbiamo  dire,
  Assessore, quelli dell'anno precedente; non c'è alcun taglio per le
  scuole, anzi c'è un leggero incremento.
   Anche l'articolo 9, quello che riguarda circa 10 milioni che  sono
  dati alle colture che sono state danneggiate da agenti atmosferici.
  La  Sicilia è una Terra grande e probabilmente assessore  Bandiera,
  sono  pochi,  però  è già un primo segnale per capire  che  noi  su
  alcuni territori siamo presenti.
   Per  non parlare poi del centro direzionale dell'Asi che passa  di
  proprietà   regionale  e  l'inventario  che  obbligatoriamente   si
  sancisce  una norma che, di fatto, gli enti fino ad oggi non  hanno
  ascoltato,  non  hanno adottato che è quella di inventare  tutti  i
  beni immobili.
   Per  non parlare di 5 milioni dei disabili, dei disabili psichici.
  Saranno  stanziati  5  milioni  di  euro  per  i  comuni,  per  una
  assistenza maggiore.
   La   problematica   dei   consorzi   dei   Comuni,   delle   città
  metropolitane,  le ex province, senza una guida, signori  colleghi.
  Prima sentivo la battuta dell'onorevole Zafarana, quando si diceva:
   ma quando diventerà bellissima'.
   Onorevole  noi  ce la stiamo mettendo tutta, anche gran  parte  di
  quest'Aula  dico, non soltanto il movimento che abbiamo creato  con
  il  presidente  Musumeci  ma riteniamo che  quella  del  presidente
  Musumeci di 20 anni sia una provocazione. Ma dobbiamo ritornare nel
  giro  di  2  o  3  anni  ad essere una Regione normale.  E'  questo
  l'obiettivo  che  più  volte  il  presidente  Musumeci  ha   voluto
  ribadire.
   E  anche per lo sport, c'è un piccolo articolo anche per lo sport.
  Si  è pensato anche alle società di massima serie, quelle che hanno
  problemi  a  spostarsi perché prima qualche anno fa la Sicilia  era
  terra  di  sport, negli ultimi 5 anni le società di  massima  serie
  hanno  avuto  azzerato il capitolo che permetteva una contribuzione
  per affrontare le trasferte e, allora, si parlava di insularità  ma
  non  si  aiutavano i soggetti a muoversi all'interno del territorio
  nazionale.
   Per  non parlare dei Pip ma già è stato fatto e detto tanto e  per
  l'autismo.
   Signor Presidente, si è parlato tanto dell'autismo in questi anni.
  Io  ritengo, e mi avvio alle conclusioni, che quello di raddoppiare
  il tetto massimo del Fondo sanitario nazionale per questi ragazzi e
  non che soffrono e soprattutto di sostenere le famiglia ritengo che
  sia un atto di grande civiltà.
   Quindi,  Presidente, signori colleghi, ritengo che questa  sia  la
   Finanziaria' non delle  marchette', non la finanziaria a  gettoni'
  ma  la  finanziaria per le imprese e la finanziaria del  confronto.
  Noi  riteniamo che con tutti i Gruppi parlamentari, la  Commissione
   Bilancio'  si  è voluta confrontare, gli Assessori  sono  stati  a
  fianco  delle  Commissioni di riferimento e quella   Bilancio'  per
  capire  come  meglio  adattare questi  numeri  che,  purtroppo,  ci
  vengono  consegnati dopo 5 anni di Governo Crocetta, riteniamo  che
  si sia fatto il lavoro migliore che si potesse fare. Grazie.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la seduta odierna gli
  onorevoli La Rocca Ruvolo, Ragusa, Papale e Gallo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020"
   (n. 230-230bis/A) e "Disposizioni programmatiche e correttive
   per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale" (n. 231/A)

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


    Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge 230-
                           230bis/A e 231/A

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare il Presidente  della  Regione,
  onorevole Musumeci.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Grazie  signor  Presidente,
  onorevoli deputati, con meritato rispetto e costante attenzione  ho
  ascoltato tutti gli interventi che si sono sviluppati in quest'Aula
  alla vigilia del confronto sul  Bilancio' e sulla  Finanziaria', il
  primo  bilancio  e finanziaria di questo Governo insediatosi  pochi
  mesi fa.
   Ho  apprezzato  il  tono,  il garbo, il proposito  costruttivo  di
  alcuni  interventi  e questo torna a merito del  Parlamento,  molto
  spesso  negli  anni  passati  al  centro  di  accese  ed  infuocate
  polemiche e spesso di immeritati giudizi denigratori.
   Io  che provengo da quest'Aula, dai banchi dell'opposizione e  che
  ho  vissuto negli ultimi 5 anni un dibattito ed un confronto  sulle
  leggi  finanziarie  posso confermare - e lo confermeranno  anche  i
  colleghi  animati  da onestà intellettuale -  che  da  parte  delle
  opposizioni  non  c'è  mai stato un atteggiamento  conciliante,  un
  atteggiamento di apprezzamento.
   Spesso  si  è  detto  che  la   Finanziaria'  è  il  momento   più
  qualificante  e nulla è più politico di uno strumento contabile,  è
  vero,  e forse per questo è normale che le opposizioni si alternino
  in   giudizi  di  critica,  a  volte  aspra,  a  volte  animata  da
  pregiudizi, ma pur sempre degna di rispetto da parte del Governo.
   Ed  è il rispetto che si deve al Parlamento, se io dico che questa
  che  ci  ritroviamo  è  la  Finanziaria' che poteva  esprimere  una
  coalizione  di Governo in questo condizioni interne ed  esterne,  è
  una  finanziaria,  se  volete, che vuole segnare  l'inizio  di  una
  inversione  di  tendenza,  progetto  ambizioso  si  dirà,   ma   se
  l'ambizione  non  fa scattare la molla che deve operare  un  metodo
  nuovo,  a  che  serve  l'ambizione  se  non  è  proporzionata  alle
  capacità,  ai  propositi,  agli obiettivi  che  una  coalizione  di
  Governo, se pure con difficoltà di numeri, intende esprimere
   Noi  stiamo  vivendo, voi onorevoli colleghi e noi al Governo,  da
  protagonisti la stagione più triste della Regione siciliana,  della
  storia  autonomistica della Regione siciliana, non è  un  merito  è
  soltanto  una  viltà di calendario e, però, la stiamo  vivendo  per
  interno, magari con stati d'animo diversi, questa è la stagione più
  difficile  che la storia del Parlamento siciliano dal 1947  in  poi
  abbia conosciuto.
   La Regione è stata un bancomat per tutti, per tutti i Governi, per
  tutte le formule, la Regione è stata un ammortizzatore sociale,  la
  Regione  è stata la più grande industria di quest'Isola, la Regione
  è  stata  spesso  lo strumento cieco e comodo attraverso  il  quale
  conquistare facile consenso e, quindi, drogato.
   E'  ambizione quella di un Governo che si propone di non fare  più
  della Regione siciliana un bancomat? Anche perché fra qualche  mese
  a  chi  chiede  risorse  al bancomat si ritrova  sul  display  come
  risposta  disponibilità esaurita .
   Ecco, il mondo è cambiato; quella Regione siciliana non esiste più
  e  se qualcuno pensa di potere avventare le poche briciole che sono
  ormai  casualmente rimaste per terra, deve rifare i conti  con  una
  realtà  che  di  quelle briciole ha bisogno per potere  dare  anche
  minime marginali risposte.
   I  tagli  sono sempre dolorosi, nessun Governo è aduso ad  operare
  tagli e quando li fa li fa mal volentieri; il problema è capire  se
  quei tagli sono frutto di una scelta mediata, se sono frutto di  un
  confronto,  di una riflessione, o se invece sono tagli operati  per
  assecondare  e  rispondere, alle pur legittime, dal loro  punto  di
  vista, esigenze tecniche degli uffici. Gli uffici, sì, molto spesso
  non  hanno  un'anima, verrebbe da dire, e lo dico io  da  bancario,
  perché  uscì  un  bel libro una volta,  Anche  il  bancario  ha  un
  cuore .  Ecco,  a volte i tecnici hanno un cuore,  altre  volte  ce
  l'hanno  ma  non  si  apre  sufficientemente  all'esigenza  di  far
  quadrare i numeri.
   Questa è una finanziaria nata e concepita nella consapevolezza che
  ci  ritrovavamo di fronte ad una Regione fortemente indebitata  con
  un  contenzioso aperto con il Governo nazionale, con un  contributo
  che  dobbiamo alla finanza pubblica nazionale di oltre un  miliardo
  di  euro, credo un miliardo e 300 mila euro, eppure abbiamo  voluto
  assecondare  le  richieste  che  arrivavano  dall'opposizione:   Mi
  raccomando,    finanziaria   asciutta;   finanziaria    essenziale;
  finanziaria  che non sia il contenitore di tutto e il contrario  di
  tutto  .
   Abbiamo  commesso l'errore di condividere, forse, questa esigenza,
  venuta  fuori  sostanzialmente dall'Aula, ma in  particolare  dalle
  opposizioni  e  abbiamo presentato una finanziaria asciutta,  35-36
  articoli.  E quegli articoli che presagivano una possibile  riforma
  presentavano  caratteristiche tali da non richiedere una  legge  di
  settore,   ma   una  riforma  che,  al  di  là  della  enunciazione
  contestuale  di  contesto, rimandava poi  alle  responsabilità  del
  Governo  e  quindi  del  Presidente la  definizione  dei  dettagli.
  Dettagli che il Presidente e il Governo, naturalmente dipende dalla
  cultura a cui ognuno attinge, avrebbe varato in un confronto con le
  organizzazioni  di categoria e con tutti i Gruppi  parlamentari.  È
  normale. E però va bene così.
   I  tagli  ci sono stati. E smettiamola con la ipocrisia   Dobbiamo
  dire  ai  siciliani che se vogliamo mettere assieme e  sulla  buona
  strada  questo  ente fortemente depotenziato, i tagli continueranno
  ad  esserci. Nessun Presidente vorrebbe dirlo. E che volete? Io  ho
  la   follia  di  dirlo,  sì   Proprio  perché  se  non  lo  dicessi
  apparterrei   a   quella  schiera  di  rispettabilissimi   colleghi
  presidenti  che erano convinti che i tagli vanno fatti senza  dirlo
  ai  siciliani e vanno fatti attraverso marchingegni per cui  io  ti
  metto  la  mano  nel  portafoglio ma, come  sanno  fare  gli  abili
  scippatori,  voglio  compiere un furto con  destrezza.  No   Niente
  furti con destrezza. I siciliani debbono sapere che almeno per  tre
  anni  i tagli ci saranno se vogliamo che la Regione siciliana torni
  ad  essere  una  Regione normale e speriamo di  potere  vincere  il
  contenzioso  con  lo Stato, con il Governo nazionale  per  avere  a
  disposizione  qualche  risorsa in più e,  soprattutto,  per  vedere
  riconosciuti   legittimi  diritti  che  indegnamente   sono   stati
  espropriati a questa Regione molto spesso, lasciatemelo  dire,  con
  atteggiamenti  remissivi e di compiacimento  da  parte  di  diversi
  Governi  e  non  soltanto dell'ultimo Governo, lo  dico  con  molta
  lealtà.
   Erano  35  gli  articoli della finanziaria di questo  Governo  che
  vuole cambiare la Regione e siamo arrivati a 130 articoli; dopo  lo
  stralcio  118. Ma non avevamo detto in una delle ultime sedute  che
  sarebbe  stato il Parlamento a fare la finanziaria? Non  era  stato
  rivendicato,  da  alcuni  settori  di  quest'Aula,  il  diritto  al
  confronto  aperto, libero, alla luce del sole? O ricordo male?
   Allora, delle due l'una: o si pretende un Governo che ingessi, che
  blindi la propria finanziaria - questo è, prendere o lasciare - una
  finanziaria agile, snella, asciutta, o un Governo che  si  apre  al
  confronto del Parlamento e che - come ben diceva l'onorevole Fava -
  è  il  Governo  che  propone  ed  il Parlamento  che  elabora,  nel
  crogiuolo  della critica e degli emendamenti e che, poi,  definisce
  un testo finale.
   Sia  chiaro,  l'emendamento per sua  natura  non  è  mai  un  buon
  strumento  di  programmazione. Questo sono il primo a riconoscerlo.
  Ma vogliamo affidare al Parlamento il diritto di poter intervenire?
  Lo  fa  il  settore della coalizione di Governo, lo fa  il  settore
  dell'opposizione. L'importante è che l'Assemblea lo abbia  fatto  e
  che  lo  abbia fatto non nella stanza del Presidente della Regione,
  in  fondo  al  corridoio parlamentare, ma che  lo  abbia  fatto  in
  Commissione,  quindi,  alla luce del sole,  nel  luogo  preposto  a
  farlo,  con gli atti di Commissione, con gli atti parlamentari  che
  sanciscono  un  lavoro  di confronto fra i deputati  componenti  la
  Commissione  Bilancio , rappresentativi di tutto il Parlamento,  e,
  dall'altra  parte, il rappresentante del Governo,  in  questo  caso
  l'ottimo assessore Armao.
   Quali  le  linee  generali?  Ma lo  abbiamo  detto  e  lo  abbiamo
  ricalcato  nel  nostro  magro disegno di legge  della  finanziaria:
   Priorità  alle  imprese, attenzione alle fasce  sociali  deboli  e
  riduzione  dei  costi  della politica . Sono  questi  i  tre  punti
  attorno  ai quali non solo abbiamo articolato il disegno  di  legge
  della finanziaria, ma abbiamo anche improntato la nostra azione per
  gli atti amministrativi finora adottati.
   Certo,  un capitolo non esisteva lo scorso anno, l'abbiamo  dovuto
  inventare, ed è il capitolo dei disabili gravissimi. E'  colpa  del
  Governo Musumeci se gli uffici dicono che in Sicilia ci sono  oltre
  12  mila disabili gravissimi? E' colpa del Governo Musumeci se  per
  poter assistere, contribuire alle famiglie che assistono i disabili
  gravissimi servono 220 milioni di euro?
   Se  non  ci  fossero stati disabili gravissimi molte famiglie  non
  avrebbero  dovuto  subire  un colpo in fronte  ed  avremmo,  forse,
  potuto  disporre di qualche decina di milioni in più per collocarli
  in settori attualmente carenti di disponibilità finanziarie.
   Certo  che  i  lavoratori del Consorzio di  bonifica  salgono  sui
  tetti   Ci  preoccupiamo di sapere non solo se scendono,  onorevole
  Dipasquale,  dobbiamo anche chiederci perché  ci  salgono   Perché
  Perché? Perché?
   Non  dobbiamo  avere  memoria corta perché tutti  i  problemi  che
  stiamo  affrontando voi e noi in questi mesi, in  queste  settimane
  hanno  una  storia,  hanno un percorso, hanno delle  responsabilità
  politiche,  responsabilità  dalle quali  non  può  essere  estraneo
  nessun Governo né di centrodestra né di centrosinistra, sia chiaro.
   E  però,  la  Regione  avrebbe dovuto  vigilare  sui  consorzi  di
  bonifica  che  non  sono, come sapete, enti  regionali,  sono  enti
  voluti  dagli agricoltori, nati per portare l'acqua e  la  bonifica
  nelle  campagne,  enti ai quali la Regione fornisce  un  contributo
  annuo  e  sulla  cui gestione la Regione dovrebbe o avrebbe  dovuto
  esercitare vigilanza.
   Dobbiamo  pensare,  di  certo,  ai  lavoratori  dei  consorzi   di
  bonifica.   Dobbiamo  preoccuparci non solo di farli  scendere  dal
  tetto, ma dobbiamo finalmente occuparci a non farli più salire.
   Credo che il Parlamento meriti rispetto per le scelte che ha fatto
  in questa finanziaria. Se un deputato regionale di Adrano decide di
  presentare  un  emendamento  per un finanziamento  a  sostegno  del
  teatro  della  propria città che per un secolo  circa  è  stata  la
  massima  istituzione  culturale  di  quella  località,  non  è  una
  marchetta, non è un reato  Quel deputato ritiene di rappresentare i
  legittimi interessi della propria comunità.
   Se  un deputato ritiene di dovere presentare un emendamento per un
  intervento finanziario a favore del teatro popolare di Sciacca, non
  è  una  marchetta;  è una legittima richiesta che  fa  un  deputato
  chiamato a rappresentare gli interessi del proprio territorio.
   Credo che il Parlamento meriti rispetto, un deputato deve fare  il
  proprio  lavoro. Poi, se non ci riesce il Parlamento, è il  Governo
  che  deve  fornire una visione di insieme al tema - mi  confrontavo
  prima  con  l'ex Assessore, onorevole Barbagallo - e dire  vogliamo
  pensare al teatro di Sciacca, di Adrano ma anche agli altri  teatri
  dell'Isola pubblici e privati, grandi e piccoli, noti e meno  noti?
  Sì, certo  Abbiamo fondi a sufficienza per poterlo fare.
   Predisporremo uno strumento per potere mettere i teatri - sarà che
  io ho un attore in famiglia, sarà perché apprezzo molto gli artisti
  -  ma i teatri sono spesso l'unica istituzione culturale che c'è in
  una  città. Ne abbiamo a decine in Sicilia. Siccome non  esiste  un
  censimento  puntuale e dettagliato, l'Assessore Pappalardo  proprio
  in   questi  giorni  sta  predisponendo  con  i  propri  uffici  un
  interpello  a tutti i comuni dell'Isola per sapere se  ogni  comune
  abbia un teatro, se è pubblico, se è privato, se è a norma, se  non
  lo  è, quanti posti ha, se ha la torre scenica, se ha la cavea  per
  l'orchestra, per sapere in che condizioni è.
   Avendo  un  quadro  di  insieme possiamo benissimo  intervenire  a
  favore  dei teatri. Non sono marchette  E la finanziaria non  è  un
  marchettificio   Mi  rivolgo  al  deputato  che  ha  usato   questo
  apprezzamento  che  non  suona  certamente  bene  per  i   colleghi
  deputati.
   Così  come i 200 mila euro previsti nell'amianto. E' chiaro, è  la
  generosa  proposta  di un parlamentare per porre  l'accento  su  un
  problema  serissimo. Ma lasciatemelo dire: ma di  quale  legge  per
  l'amianto stiamo parlando? Di quale? Quella votata nel 2014? Stiamo
  parlando  di  quella?  Siamo sicuri che entro i  ventiquattro  mesi
  previsti dalla legge sia stato operato il censimento e la mappatura
  dell'amianto in Sicilia? Siamo sicuri che entro i tre anni previsti
  dalla  legge  si  è provveduto alla totale rimozione  del  cemento-
  amianto?  Siamo sicuri che quella legge abbia avuto un seguito  con
  gli strumenti di pianificazione?
   Allora,  come vedete, non solo dobbiamo preoccuparci di affrontare
  il  tema dell'amianto - e l'Assessore Razza sa quanto io lo  pressi
  perché l'Ospedale di Augusto diventi il luogo di eccellenza per  le
  patologie  oncologiche da esposizione all'amianto  -  ma  sul  tema
  dell'amianto stiamo partendo quasi da zero e gli uffici si  debbono
  muovere per recuperare tre anni di arretrato.
   Io  lo  dico  con  molta  franchezza, onorevoli  colleghi,  questa
  Regione  non  può  essere più quello che è stato finora.  E  se  mi
  consentite sono stanco di sentire dire sempre:  Ah  Ma  che  fa  la
  Regione?  Ah  Ma ci pensa la Regione. Ah  Ma perché non  lo  chiedi
  alla Regione . Dobbiamo dirlo a tutti: la Regione non è il pozzo di
  San Patrizio che abbiamo conosciuto per 30, per 40, per 50 anni   E
  sarebbe  bene,  senza scomodare una frase kennediana,  che  qualche
  siciliano  invece di chiedersi sempre:  cosa fa per me la Regione?
  possa  chiedersi:  cosa faccio io per la Regione? . Cominci a  dare
  una  mano di aiuto  E se ognuno dovesse fare il proprio dovere,  la
  Regione   avrebbe  più  risorse  finanziarie  e  più  capacità   di
  intervento.
   Non  ho il compito di difendere una Regione che fa acqua da  tutte
  le  parti, ma nella consapevolezza che questa Regione è arrivata al
  bivio tutti abbiamo il dovere di contribuire a cambiarla.
   E  allora - e lo dirò anche alle organizzazioni sindacali, con  le
  quali, tutte, desideriamo avere un rapporto improntato a serenità e
  a  confronto - dobbiamo cominciare a smetterla, onorevoli colleghi,
  in  Sicilia  a  pensare  di difendere una  Regione  che  ha  creato
  occupazione senza lavoro.
   La  domanda  che  ognuno  si dovrebbe porre  è:  quanto  ci  costa
  quell'ente? Quanto ci costa quella struttura? Ma ha 100 dipendenti
  Ma  ha 200 dipendenti  Ma ha 1000 dipendenti  Bene. Quanto ci costa
  quell'ente?
   Io  mi  ricordo - ma qui nessuno lo può ricordare  per  averlo  io
  appreso dal mio maestro, dall'onorevole Cusimano - che c'erano enti
  economici  negli anni  60 e  70 che sarebbero costati di meno  alla
  Regione  se  i  dipendenti invece di andare in ufficio  la  mattina
  fossero  rimasti a casa. Erano gli anni in cui la Regione pensò  di
  diventare  imprenditrice; e lo fece in malo modo.  Il  mio  Governo
  desidera  chiedersi  quanto cosa un ente? In  base  al  numero  dei
  dipendenti,  quale risultato produce quell'ente? Quanto  si  rivela
  utile  per  la  economia  siciliana? Perché i  cittadini  siciliani
  debbono mettere la mano nel portafoglio e pagare quell'ente che non
  produce lavoro, ma che garantisce soltanto occupazione.
   Ed  allora,  diciamolo con chiarezza, onorevoli  colleghi:  questo
  Governo vuole tutelare il lavoratore, non il posto di lavoro.  Sono
  due  cose diverse. Noi dobbiamo tutelare i lavoratori, non i  posti
  di  lavoro  improduttivi.  Non quelli  che  costano  alla  Regione,
  decine,  decine, decine di milioni senza produrre alcuna ricchezza.
  Basta  con  questa politica sterile improntata ad assistenzialismo
  Basta con questa politica improntata al parassitismo
   Noi  dobbiamo  tutelare il contenuto cioè il  lavoratore,  non  il
  contenitore  cioè  l'apparato,  i consigli  di  amministrazione,  i
  consiglieri, i presidenti, e poi, ogni anno sborsare 10, 15, 20, 50
  milioni  per  mantenere  in  vita  questi  enti  inutili.  Dobbiamo
  salvaguardare   la  forza-lavoro.  Questo  è  il  nostro   impegno,
  attraverso  una  riqualificazione  del  personale,  attraverso   un
  aggiornamento,  attraverso la formazione, ma ogni  lavoratore  deve
  sapere  di  doversi la mattina alzare dal letto  e  rendersi  utile
  all'economia  siciliana.  Questo  è  l'obiettivo  al  quale   tutti
  dobbiamo lavorare.
   Oltre  la  finanziaria,  che si è arricchita  di  un'ottantina  di
  norme,  poi,  ci  sarà la stagione delle riforme -  mi  avvio  alla
  conclusione  -  e  quello, l'abbiamo detto tante volte,  le  faremo
  assieme  le  riforme. Le faremo assieme  Perché - come qualcuno  ha
  ricordato  - le riforme le fa il Parlamento, l'ha detto l'onorevole
  Cracolici. Certo, le faremo qui. Noi avanzeremo una proposta, com'è
  normale  che  sia e ci confronteremo. E siccome non ci affezioniamo
  alle  nostre  proposte, vi diciamo qual è l'obiettivo finale,  poi,
  tutti  assieme,  se  vorrete, ci aiuterete  a  trovare  l'obiettivo
  finale,  ma qui, qui in diretta, con la telecamera, alla  luce  del
  sole, senza sotterfugi.
   E  parleremo di consorzi di bonifica, seriamente, per porre fine a
  questa eterna stagione che mantiene in una condizione di precarietà
  i   lavoratori   e  che  fa  sborsare  denaro  continuamente   agli
  agricoltori,  senza  peraltro avere un servizio,  degno  di  questo
  nome,  perché  arrivano,  puntualmente, soltanto  le  bollette  del
  canone da pagare.
   Parleremo  di  forestale  e faremo, finalmente,  una  riforma  dei
  lavoratori forestali e del settore forestale.
   Parleremo di legge sul diritto allo studio.
   Parleremo  di  legge  sul diritto all'acqua  pubblica  e,  quindi,
  accenderemo i riflettori su un tema che rimane caldo e di fronte al
  quale  il Governo non ha remore, perché il nostro obiettivo  è  far
  pagare il meno possibile ai cittadini ed assicurare un servizio  il
  migliore possibile.
   Parleremo della legge sulle ex province.
   Parleremo  della legge sulla gestione delle acque e dei rifiuti  e
  tenteremo  di riformare la legge sulla ex  tabella H ,  che  ancora
  resiste  ed  è  una  delle più clamorose vergogne  di  questo  ente
  Regione e non soltanto del Parlamento.
   Al  resto stiamo provvedendo con i fondi extraregionali.  Con  una
  spesa come quella che abbiamo, che avete potuto notare, soltanto  i
  fondi  extraregionali ci consentono una politica  di  investimenti,
  investimenti ed interventi sul piano sociale.
   E,  scusate se è poco, ma in questi 3-4 mesi, fra bandi pubblicati
  e  bandi  in pre-informazione, abbiamo messo in giro qualcosa  come
  oltre  800  milioni di euro. Soltanto, in questi  primi  3  mesi  e
  mezzo, 4, il tempo di poterci insediare ed incontrare i direttori.
   L'obiettivo era quello di dare priorità alle imprese. Più  aumenta
  la spesa pubblica produttiva, più le imprese lavorano, più si mette
  in moto il meccanismo virtuoso, senza dimenticare, naturalmente, le
  fasce più deboli.
   Concludo  con  una rassicurazione. L'onorevole Zafarana,  nel  suo
  garbato  intervento,  mi  ha chiesto quando  questa  terra,  a  mio
  giudizio,   diventerà  bellissima.  Come  sapete,   questa   terra,
  esteticamente,  è  già bellissima, anche se alcuni  luoghi  non  lo
  sono,  penso  a  Milazzo, a Priolo, penso a Gela, penso  ai  luoghi
  devastati  dall'uomo e da una cieca politica di  presunto  sviluppo
  economico.
   E'  un  problema antropologico, onorevole Zafarana. E' un problema
  culturale.  Credo  che  per potere competere  col  Veneto,  con  la
  Lombardia,  col Piemonte, ci vorranno 2-3 lustri almeno  e,  forse,
  sono eccessivamente ottimista.
   Forse,  i  giovani che arriveranno, non tanto dopo di lei,  perché
  lei  è  già  giovane,  ma dopo di me, potranno  aiutarci  a  creare
  un'Isola  diversa,  in  cui  alcuni luoghi  comuni  possano  essere
  davvero rimossi.
   Il  nostro  è un auspicio che questa terra diventerà bellissima  e
  credo  che  sia  l'auspicio di tutti perché era  l'auspicio  di  un
  grande  Magistrato, che non era un eroe, e non voleva esserlo,  era
  un  Magistrato convinto di dover fare il Magistrato fino all'ultimo
  senza deflettere dai suoi propositi iniziali. Era Paolo Borsellino.
  E  non  sarà solo la politica a farla diventare bellissima, saranno
  anche  i siciliani, soprattutto i siciliani, quando smetteranno  di
  chiedersi  "che fa pi mia a Regione?", e cominceranno a rimboccarsi
  le  maniche  e a fare il mestiere di cittadino, perché  la  società
  civile non è migliore della società politica, in Sicilia.
   Ecco  perché  sono  convinto che questo  percorso  va  iniziato  a
  dobbiamo  iniziarlo assieme. La nostra ambizione è solo  quella  di
  avviare  questa  inversione di tendenza, poi forse dieci,  quindici
  anni,  le cose miglioreranno e sarà un bene per chi in quegli  anni
  potrà governare la Sicilia, e per chi potrà sedere in questi banchi
  che hanno visto uomini di straordinario pregio: da Colajanni, a  La
  Loggia,  a  Milazzo,  ad  Alessi, voglio pensare  a  Mattarella,  a
  Tricoli,  a  Pio  La Torre. Uomini straordinari,  straordinari,  di
  straordinaria levatura. Ecco, ne siamo tutti onorati ed orgogliosi.
   Lasciatemi  concludere  questo intervento  rivolgendo  un  sincero
  ringraziamento  a  tutti  i  deputati  componenti  la   Commissione
   Bilancio ,  a quelli della coalizione di Governo e a quelli  della
  opposizione, al suo Presidente che ha mostrato equilibrio, tenacia,
  perseveranza e grande padronanza della materia.
   Ringrazio  ancora  l'Assessore per l'economia,  il  vicepresidente
  Armao,  il  quale  ha  dedicato tutto se  stesso.  Non  poteva  più
  dedicare  i  capelli,  perché non ne  ha  più,  però  lo  ha  fatto
  veramente con grande passione.
   Un  grazie,  infine,  al  personale  del  Dipartimento  finanze  e
  bilancio  per la collaborazione che ha fornito, rivolgendo  a  voi,
  anche da parte loro, le scuse se alcuni appuntamenti non sono stati
  rispettati, se alcuni sono stati mantenuti con qualche  ora  o  con
  qualche  giorno di ritardo. Può capitare ad un Governo  che  ha  10
  componenti su 12 che non hanno mai fatto esperienza di Governo; può
  capitare  ad una dirigenza che ha visto 17 nuovi nomi  su  28;  può
  capitare  a  chi,  con  qualche difficoltà,  e  non  ha  remore  ad
  ammetterlo,  si affaccia ad un'esperienza nuova, che vuole  segnare
  una  discontinuità  non per forza, ma una discontinuità  anche  sui
  metodi e, sbagliando, riesce poi ad indovinare.
   Quello   che   non   sappiamo   fare,  lo   impariamo   facendolo.
  Confrontiamoci in questi giorni, onorevoli colleghi, con  serenità,
  se   volete  con  l'asprezza  anche  del  confronto  politico,   ma
  facciamolo  nell'interesse  della  gente,  perché  i  siciliani  ci
  seguono  e sono interessanti non soltanto a quello che diciamo,  ma
  anche e soprattutto a quello che facciamo. Alla fine, l'esito  sarà
  merito  di  tutti, non ci saranno vinti, se volete, non ci  saranno
  vincitori. Avremo fatto tutti il nostro dovere. Questo è l'auspicio
  del  Governo  e sono sicuro di potere interpretare il  pensiero  di
  ciascuno di voi, grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Presidente. Onorevoli colleghi,  il
  mio  apprezzamento  per la compostezza che ha tenuto  l'Aula.  Alla
  fine, sembravano tante ma in realtà la discussione è durata davvero
  cinque   ore.  Da  parte  mia  l'apprezzamento  a  tutti  i  Gruppi
  parlamentari,  sia a quelli di maggioranza, che con grande  spirito
  di  fair play  hanno regalato minuti preziosi poi alle opposizioni,
  che  invece  volevano  intervenire, ed io per  questo  ringrazio  i
  Capigruppo di Forza Italia, dei Popolari ed autonomisti e di  tutti
  gli  altri  Gruppi che hanno, in qualche modo, regalato dei  minuti
  preziosi sia al Movimento Cinque Stelle che al Partito Democratico,
  e  grazie  soprattutto  al  Governo che, in  maniera  esemplare,  è
  rimasto  in  Aula ad ascoltare quello che è stato il  dibattito  da
  parte anche delle opposizioni.
   Devo  dire  che  a  memoria della passata legislatura  insomma  in
  qualche  modo  avevamo  avuto di che lamentarci,  invece  stavolta,
  almeno  questo  insomma, è un plauso che da questa Presidenza  deve
  essere rivolto ai banchi del Governo.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  venerdì  27
  aprile 2018, alle ore 9.30, con il seguente ordine del giorno:

        I  -COMUNICAZIONI
  II  - PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
  SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2018 (Doc. n. 154)

           Relatori: i deputati Questori

        III  -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL
        REGOLAMENTO INTERNO (DOC. I)

         Relatore: il Presidente

        IV  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

          o Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
            2018/2020 . (n. 230-230bis/A) (Seguito)

            Relatore di maggioranza: Savona

            Relatore di minoranza: Sunseri

          o  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge
            di stabilità regionale . (n. 231/A) (Seguito)

            Relatore di maggioranza: Savona

            Relatore di minoranza: Sunseri

                   La seduta è tolta alle ore 20.01

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

   previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020"
   (n. 230-230bis/A) e "Disposizioni programmatiche e correttive
   per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale" (n. 231/A)

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
   previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n.
       230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive
       per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine   del   giorno
  Discussione  dei  disegni di legge: «Bilancio di  previsione  della
  Regione  Siciliana  per  il triennio 2018/2020»  (n.  230-230bis/A)
  (Seguito)  e «Disposizioni programmatiche e correttive  per  l'anno
  2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A) (Seguito).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Se  ci  sono colleghi che vogliono iscriversi, comincio a prendere
  nota  e  vi  concedo la parola. Onorevoli colleghi, la  discussione
  generale  al disegno di legge  Finanziaria  è in questo momento  in
  atto. Io credo che quantomeno i Capigruppo dovrebbero cominciare ad
  intervenire.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero,
  prima  di entrare nel merito del testo che stiamo esaminando,  fare
  una  breve  riflessione  sul percorso che  abbiamo  affrontato,  in
  Commissione  Bilancio', in modo particolare, anche per chiarire  da
  subito con l'Assessore per il bilancio e con il presidente Musumeci
  come  ci  si  vuole rapportare su alcune questioni che  sono  state
  affrontate anche con grande senso di responsabilità.
   Io  ho  votato a favore in Commissione  Bilancio' sia  per  quanto
  riguarda  il  bilancio,  sia  per  quanto  riguarda  la  legge   di
  stabilità,  ed il mio desiderio è quello di concludere il  percorso
  parlamentare con il voto favorevole.
   E' logico che bisogna avere un chiarimento, credo sin da subito  e
  senza alcuna esitazione.
   Ho fatto, parallelamente a quello che è l'esame dei testi che sono
  stati  presentati dal Governo, delle analisi e delle  ricerche  sui
  fondi extra regionali in modo tale da potere dare un mio contributo
  fattivo  a  questa legge di stabilità che è entrata in  Commissione
   Bilancio' e nelle Commissioni di merito con circa 35 articoli ed è
  stata  arricchita  da una serie di provvedimenti  che  sono  frutto
  della sensibilità di ognuno di noi che sul territorio vive le varie
  dinamiche  e che per un verso ha voluto anche spronare  il  Governo
  affinché su alcune tematiche non sia più esitante, anzi, approfitti
  di questa occasione per poter cercare di dare una risposta concreta
  alle questioni che noi poniamo.
   Le  mie ricerche sono state, Presidente, focalizzate su quelli che
  sono i fondi FSC ed i fondi POC perché ho cercato di rendermi conto
  come  fosse la situazione in termini di programmazione e  ho  visto
  che  per  quanto  riguarda  i fondi FSC  risultano  programmati  ma
  impegnati  neanche  il  10  per  cento  ed  ovviamente  non  è  una
  responsabilità  che  sto  ascrivendo  a  questo  Governo,  lo   sto
  evidenziando.
   Per  quanto riguarda i fondi POC la situazione è ancora più  grave
  perché le delibere CIPE risalgono ad agosto scorso e di conseguenza
  di  quello che è circa 1 miliardo e 700 milioni di dotazione per la
  Sicilia  ne risulta programmato appena 350. Un miliardo e  400  non
  risulta  neanche programmato e mi sono permesso di  intervenire  su
  questa tematica con delle norme che sono frutto anche del dibattito
  che  c'è  stato  in  Aula  e  di  quelle  che  sono  state  le  sue
  dichiarazioni  su  alcune  tematiche  delle  quali  dobbiamo  anche
  parlare. Nessun atto e nessuno di noi, ed io in particolare, volevo
  travalicare il confine delle competenze, però questo è  un  momento
  di  confronto nel quale credo che il Governo debba, da questo punto
  di  vista,  ascoltare  e  dare seguito  a  quelle  che  sono  delle
  sollecitazioni di buon senso e, in questa ottica, entro subito  nel
  merito di alcune questioni.
   Lei  ha detto che i comuni virtuosi andavano premiati, lo ha detto
  anche  a  Catania quando ci sono state le consegne dei  comuni  più
  virtuosi  in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti  solidi-
  urbani.
   Io,  Presidente, ho ascoltato il suo suggerimento e l'ho messo  in
  pratica  e  ho proprio proposto - e la Commissione  Bilancio'  l'ha
  approvato  - una premialità di 5 milioni di euro per i  comuni  che
  sono  sopra  la  soglia  del 65 per cento per  quanto  riguarda  la
  raccolta  e  lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, proprio  per
  dare un segnale di virtuosismo a quei comuni che hanno investito  e
  che hanno, ovviamente, chiesto alla loro comunità di adeguarsi alle
  norme,  alla  fine questo è stato fatto, però va dato  un  segnale.
  Questo  che  cosa  significa? Un piccolo segnale già  per  quaranta
  comuni di tutta la Sicilia, perché non sono i comuni virtuosi  solo
  in una provincia, sono in tutta la Sicilia.
   Devo dire che sulla scia di questo suggerimento lei mi ha portato,
  sul  tema delle autonomie locali, a fare una valutazione su  quelli
  che  sono le certificazioni di qualità di cui gli enti locali  sono
  portatori e sono altre due. Per quanto riguarda i comuni costieri o
  che hanno laghi, l'attribuzione della bandiera blu che richiede  da
  parte  dei  comuni  dei grandi investimenti per quanto  riguarda  i
  servizi balneari e che ovviamente sono risorse di bilancio che ogni
  comune sottrae ai servizi per i cittadini per poter ottenere questo
  importante riconoscimento che ha dei parametri internazionali.
   Abbiamo  messo 1 milione di euro nel fondo delle autonomie  locali
  proprio per premiare quei comuni che hanno ottenuto la bandiera blu
  al  fine  di  spronare  gli  altri comuni  perché  non  è  per  noi
  sicuramente  un vanto avere solo 7 comuni in Sicilia che  hanno  la
  bandiera  blu e, anzi, mi permetto di dire, che da questo punto  di
  vista  una  politica di sana competizione per le  autonomie  locali
  deve  portare,  invece, a dare un segnale chiaro alla  meritocrazia
  perché non è pensabile che si possa continuare a livellare tutti  i
  comportamenti sul territorio senza poter dare un segnale  minimo  a
  chi  realmente cerca di avere quelle certificazioni che fanno  fare
  il salto di qualità, che fanno la differenza in un territorio.
   Un  altro  elemento  di certificazione sono  i  borghi  più  belli
  d'Italia. Ne abbiamo 19 in Sicilia.
   Queste fanno riferimento ai comuni montani, principalmente,  anche
  se c'è qualche borgo costiero. Abbiamo dato un altro segnale qui, 1
  milione  di  euro, un piccolo segnale da dividere su 20 comuni,  ma
  per dire a questi comuni ed agli altri soprattutto, che quello è il
  percorso  che  porta  poi  richieste di permanenza  all'interno  di
  questi  comuni.  Le assicuro che dove ci sono stati  i  comuni  che
  hanno  acquisito queste certificazioni, quella che è  la  strategia
  ricettiva si è veramente aumentata anche del 400 per cento.  Glielo
  assicuro, è così
   E,  allora, credo che abbiamo il dovere, voi come Governo, di dare
  un  segnale  chiaro  alle autonomie locali  su  quella  che  è  una
  competizione  al  rialzo  sotto i profili  della  qualità  e  dare,
  quindi,  piccoli segnali per quanto meno dire:  sì questo  tipo  di
  competizione, noi la riconosciamo. .
   Sulla  scia  di questo - e di questo devo ringraziare  l'assessore
  Armao  col  quale  ci  siamo confrontati nelle  varie  notti  della
  Commissione   Bilancio'  -, mi sono permesso  di  presentare  degli
  emendamenti riguardanti queste tematiche, presidente Musumeci,  che
  sono tematiche che lei ha anche trattato e abbiamo trattato qui  in
  Aula.
   Abbiamo  fatto  una Commissione speciale per il randagismo,  bene,
  sulla  scorta  di  questo ho presentato l'emendamento  per  fare  i
  rifugi  perché  qui c'è un problema serio non solo riguardante  gli
  animali  domestici  o  ex  tali ma anche cinghiali  e  quant'altro.
  Allora,  ho  destinato per tutti i comuni della Sicilia 25  milioni
  dei fondi POC per fare queste strutture.
   Poi,  sempre sulla scorta dei dibattiti che ci sono stati in Aula,
  abbiamo  destinato  10  milioni per l'abbattimento  delle  barriere
  architettoniche   per  istituti  pubblici  e   privati,   strutture
  pubbliche  dove,  su  suggerimento del collega, onorevole  Milazzo,
  abbiamo inserito quelle che sono destinatarie di sedi istituzionali
  perché è vergognoso che ci siano aule consiliari non accessibili ai
  portatori  di  handicap  proprio partendo dai  palazzi  municipali,
  giusto suggerimento dell'onorevole Milazzo lo abbiamo fatto proprio
  in Commissione  Bilancio'.
   Poi  un altro elemento lo abbiamo inserito per quanto riguarda  la
  riqualificazione degli impianti sportivi perché abbiamo centinaia e
  centinaia di impianti sportivi che vanno riqualificati. E'  inutile
  pensare  di  fare  nuove strutture quando c'è un patrimonio  che  è
  diventato  ormai  anche  pericoloso  per  la  pubblica  incolumità,
  quindi,  anche  qui  25 milioni per tutti gli impianti  dei  comuni
  dell'Isola.
   Su  questa  scia  abbiamo pensato di mettere  20  milioni  per  la
  progettazione.  Lei giustamente ha detto in Conferenza  stampa  più
  volte:   datemi i progetti esecutivi ed io li finanzio .  Questa  è
  stata la sintesi. Ha ragione ma vanno messe le risorse per far fare
  i  progetti  esecutivi ai comuni; ecco perché mi sono  permesso  di
  fare,  anche da questo punto di vista, un'azione mirata  su  questo
  fronte sempre per quanto riguarda i fondi extra regionali.
   Poi,  da  questo  Parlamento  è  stata  fatta  una  legge,  signor
  Presidente,  per  quanto riguarda l'amianto. Ci si  è  dimenticati,
  però,  di  dare  la  giusta dotazione ed anche su suggerimento  del
  direttore   del   Dipartimento  di  protezione  civile   ci   siamo
  confrontati,  abbiamo presentato una norma che  è  stata  approvata
  dove  abbiamo  previsto  10 milioni per quanto  riguarda  tutta  la
  mappatura  ed  il  censimento e 40 milioni di  euro  per  risolvere
  definitivamente il problema, cifre che, a spanne, ci  ha  detto  il
  direttore del Dipartimento di protezione civile, e devo dire che ho
  avuto  la  grazia  in  questa occasione  di  conoscere  l'assessore
  Pierobon per quanto riguarda i profili di sua competenza il  quale,
  nonostante  l'approccio iniziale, devo dire, ha compreso  per  bene
  quella  che era la delicatezza del problema ed ha visto  insieme  a
  noi  ed insieme all'onorevole Di Mauro quello che era un testo  che
  era ovviamente condiviso per un'emergenza che c'è. D'altronde, è di
  qualche settimana fa la notizia che ci sono stati 600 morti  in  un
  anno  per  quanto riguarda l'emergenza amianto e credo  che  questo
  Parlamento e questo Governo debbano per forza dare ora una risposta
  immediata da questo punto di vista.
   Un  altro  elemento che abbiamo voluto tenere presente è stato  il
  destino  dei  portatori  di  handicap  e  questo  Governo  si   sta
  dimostrando  molto sensibile alla tematica; devo dare atto  ai  due
  Assessori che affrontano questa tematica sia per quanto riguarda la
  famiglia, sia per quanto riguarda la sanità, però mancava un  pezzo
  del  dopo  di  noi  in Sicilia non è stato ancora, nella  sostanza,
  programmato. Abbiamo destinato 50 milioni di euro per realizzare in
  ogni  provincia  il villaggio del dopo di noi  perché qui  c'è  una
  questione  delicatissima riguardante i portatori  di  handicap  che
  hanno ormai famiglie che non sono più in condizioni di assisterlo o
  che  addirittura rimangano senza famiglia. Queste persone  speciali
  devono avere, oggi, realmente una loro casa e la Regione credo  che
  sarà,  anche  da questo punto di vista, all'avanguardia  perché   i
  villaggi  del  dopo  di noi  è un'idea che è  nata  qui  in  questo
  Parlamento  da  una  serie  di confronti  e  di  analisi  e  questo
  emendamento ha avuto proprio questa finalità.
   Poi,  abbiamo previsto non 500 mila euro, come ha fatto ed ha dato
  un  segnale  l'Assessore per il territorio per quanto  riguarda  la
  redazione  dei piani regolatori e per quanto riguarda la  redazione
  dei piani di gestione riguardo al demanio marittimo. Beh, su questo
  signor  Presidente abbiamo messo 9 milioni perché abbiamo fatto  la
  valutazione che i comuni sono circa 250 che non hanno ancora questo
  piani e, quindi, su questo fondo abbiamo agito per cercare di  dare
  un segnale più concreto perché erano insufficienti quelli.
   Rispetto  a  tutto  questo ho presentato, poi,  3  emendamenti,  e
  concludo  su  quelle che sono tematiche affrontate in questa  Aula.
  L'emergenza  idrica  del comune di Messina,  anche  lei  è  rimasto
  sorpreso  che  il comune di Messina prenda l'acqua  a  Fiumefreddo.
  Abbiamo  previsto  20 milioni di euro non per individuare,  già  ci
  sono,  bisogna  realizzare ora le strutture già  individuate  dalla
  mappatura  fatta  su  indicazione del  Dipartimento  di  protezione
  civile  per  prendere l'acqua nel territorio di Messina e  chiudere
  questa vergogna.
   Un'altra questione che abbiamo affrontato riguarda le baracche  di
  Messina, lei c'è stato signor Presidente, lei le ha viste e  sa  in
  che  condizioni sono, e di conseguenza sa anche che la  legge  n.10
  del  1990  non  ha  funzionato per un conflitto di  competenze  fra
  Istituto  autonomo case popolari, comune di Messina e  demanio.  E'
  stata   prevista  qui  una  norma  di  semplificazione,  un'agenzia
  comunale  che prenda queste competenze ed una dotazione  conclusiva
  per  risolvere  questo problema calcolato in 40 milioni  perché  ci
  sono  ancora  3.300 baracche che partono dal 1908,  unica  vergogna
  purtroppo in tutta la Sicilia.
   L'ultima  questione, e passo la parola al mio  collega  di  gruppo
  onorevole  Fava,  la  bomba  dei veleni che  caratterizza  Messina,
  l'area ex Sanderson è piena di veleni, le falde acquifere sono  già
  messe  in  pericolo ed abbiamo previsto, da questo punto di  vista,
  proprio  perché  è  nel centro urbano di Messina,  la  cessione  al
  comune  di  Messina  e sulla scorta di un progetto  che  stava  già
  redigendo  il Dipartimento dei rifiuti, la somma di 25 milioni  per
  bonificare  questa area. Questo è, in conclusione e mi  fermo  qui,
  poi  interverrò  sui  singoli argomenti,  quello  che  è  stato  un
  contributo che abbiamo voluto dare al Governo, ringraziandolo anche
  per   quella  che  è  stata  la  disponibilità  del  Governo  nella
  Commissione nell'accogliere questi suggerimenti e, quindi, ampliare
  in termini di contenuti il disegno di legge di stabilità che questo
  Governo ha presentato e che, oggi, noi ci accingiamo ad affrontare.
  Mi  fermo  qui perché per una questione di minuti devo  passare  la
  palla al mio collega di Gruppo, onorevole Fava.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  cittadini,
  Presidente  della Regione, Assessori, devo dire che  l'analisi  che
  faccio  su  quello  che è questa  Finanziaria'  che,  inizialmente,
  aveva  35 articoli e che dalla Commissione  Bilancio' è uscita  con
  120  articoli più quelli stralciati dalla Presidenza, devo dire che
  un  po' mi lascia perplesso, per un motivo molto semplice: mi sarei
  aspettato che si tracciasse una linea riguardo a quelle che sono le
  priorità  ed  emergenze,  invece ci siamo lasciati  prendere  dalla
  bulimia di aggiungere, aggiungere, aggiungere.
   Questo  cosa  comporta, cosa sta comportando, cosa ha  comportato?
  Sicuramente  una  contrazione  dei tempi,  un'enorme  difficoltà  a
  comprendere  i  singoli  provvedimenti,  personalmente  ho   potuto
  approfondire  forse 2/3 di quello che c'è nel testo e  la  cosa  mi
  lascia un po' di amaro in bocca, perché quando parliamo di qualcosa
  vorrei  avere la possibilità di sapere perfettamente di cosa stiamo
  parlando  e  su che cosa stiamo legiferando. Questo per  dire  che,
  sostanzialmente, abbiamo cercato, come Gruppo parlamentare, di dare
  un   apporto  da  quello  che  è  uscito  fuori  dalla  Commissione
   Bilancio',  abbiamo cercato di migliorare gli articoli  sui  quali
  potevamo  intervenire  per cercare di fare un  lavoro  migliore  al
  servizio  della Sicilia. Ma è chiaro che il combinato disposto  tra
  la   manovra,  il   Collegato   che  probabilmente,  si  parla   di
  approvarlo entro la fine del mese, credo che questo sia un modo  di
  lavorare  che, sostanzialmente, impedisce al Parlamento  di  essere
  pienamente legittimato a comprendere quello che sta accadendo.
   Avrei  preferito  una finanziaria ancora più  asciutta  dove  ogni
  Assessorato presentava due, tre norme al massimo  di grande impatto
  e  poi passare successivamente con i lavori parlamentari, con degli
  approfondimenti   adeguati  per  singolo  capitolo,   per   singolo
  provvedimento,  per  fare un lavoro che si estendesse  per  qualche
  mese in più per avere un quadro migliore.
   Questo,  evidentemente, non sta accadendo e spero  che  da  questa
  finanziaria  non  esca fuori qualche strafalcione  che  in  passato
  abbiamo  visto,  perché sappiamo benissimo che  poi  sulla  Sicilia
  l'attenzione è spasmodica.
   Tra  l'altro,  sottolineo il fatto che, quello che è  accaduto  in
  Commissione   Bilancio  che spero non accada mia più, perché  credo
  che  legiferare  durante  la notte, in tarda  mattinata,  impedisca
  qualsiasi  valutazione di merito, spero che non accada  più,  spero
  che  non accada nemmeno durante questa discussione, perché  a  quel
  punto  chiaramente ci troveremmo di fronte alla reale impossibilità
  di  capire cosa accade, e davanti al pericolo di fare un lavoro che
  poi, alla fine, potrebbe essere stralciato altrove.
   Ci sono tre, quattro articoli che credo non passerebbero il vaglio
  della Presidenza del Consiglio dei Ministri perché sono norme  che,
  probabilmente,  sono incostituzionali, una su tutte,  per  esempio,
  quella sulla tassa automobilistica.
   Quindi,  il ragionamento da fare è sempre lo stesso. Approfondiamo
  bene  quello che c'è qua dentro, se è il caso fermiamoci sui  punti
  ed  eventualmente  prendiamoci tutto il tempo necessario.  Evitiamo
  salti  nel buio. Non siamo soliti fare sconti a nessuno perché  per
  nostra  natura  cerchiamo di approfondirle le cose.  Di  contro  ci
  aspettiamo  massima  attenzione da parte del Governo  per  tutti  i
  suggerimenti  che  dovessero arrivare durante  la  trattazione.  E'
  chiaro che qui credo che nessuno voglia tirare fuori una norma  che
  abbia  dei  buchi  o  delle lacune che poi possa  venire  impugnata
  successivamente.
   L'ipotesi  che  ventilavo di una finanziaria asciutta  ci  avrebbe
  permesso  successivamente  di andare a  razionalizzare  quelle  che
  potevano  essere  delle entrate successive che  dobbiamo  andare  a
  ragionarci ancora con lo Stato e, magari, in fase di variazione  di
  bilancio successivamente avere ulteriori risorse per dare ulteriori
  risposte.
   Spero che su questa linea il Governo cominci ad adattarsi all'idea
  di  razionalizzare il testo e spero che tutti i  colleghi  in  Aula
  siano concordi su questa linea.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questa è
  la  mia prima finanziaria a cui assisto perché, comunque, questo  è
  il mio primo mandato. Devo dire che da prima finanziaria ho cercato
  di  assistere puntualmente all'interno delle varie Commissioni, non
  solo   quelle  a  cui  faccio  parte,  ma  anche,  ad  esempio,  la
  Commissione  Bilancio  ed altre Commissioni.
   Devo  dire che, alla fine, il titolo di questa manovra finanziaria
  può  essere  un  titolo da film horror, signor  Presidente,  è  una
  manovra finanziaria da film horror. Questo perché, alla fine, tutta
  questa manovra finanziaria, che doveva essere una manovra snella, è
  stata concepita in una sola nottata, ed è un film horror anche devo
  dire un po' scarso, deludente.
   Ora  man  mano entreremo nel dettaglio. Vi dicevo, questa  manovra
  finanziaria  doveva  essere  una  manovra  finanziaria   di   pochi
  articoli, facilmente comprensibile, snella. Alla fine ci ritroviamo
  dentro  circa 130 articoli, non lo so, non li ho contati perché  ad
  un certo punto mi sono perso.
   E'  stata cambiata più e più volte ed anche le intenzioni iniziali
  del Governo sono state dalla maggioranza completamente stravolte ed
  adesso andremo nel particolare in alcuni articoli.
   Ad  esempio,  l'articolo 14 in riferimento al sostegno finanziario
  all'istruzione.   Io  ho  assistito  a  più  audizioni   da   parte
  dell'Assessore. Questo articolo doveva essere nelle  intenzioni  un
  articolo che doveva aiutare le scuole paritarie, scuole paritarie e
  soprattutto i bambini in difficoltà economica che volevano comunque
  accedere all'istruzione per quanto riguarda le scuole paritarie.
    Inizialmente la somma destinata a queste scuole paritarie era, ad
  esempio,  di 5 milioni e 400, perché? Perché alle scuole elementari
  paritarie  venivano  aggiunte quelle di  scuola  media,  quindi  si
  accorpavano quelle elementari più quelle di scuola media. Ad  oggi,
  questa  somma  è  stata drasticamente diminuita,  siamo  a  quattro
  milioni e mezzo anziché 5 milioni e 400. Mi chiedo come faranno  le
  scuole  paritaria  di  scuola media a  poter  essere  sostenute  e,
  quindi,  i  bambini in difficoltà economica non potranno  scegliere
  una scuola piuttosto che un'altra.
   Oppure,  ancora, mi sono segnato anche l'articolo 11  Disposizione
  in materia di beni culturali . Saluto ovviamente l'assessore Tusa e
  le  do  il benvenuto, però in Commissione V l'Assessore Sgarbi  non
  l'abbiamo   mai  visto   Mi  chiedo,  questo  articolo   e   queste
  disposizioni  in  base  a  che cosa sono stati  fatti?  Qual  è  il
  criterio  politico con cui questo articolo è stato realizzato?   Un
  assessore,  l'assessore Sgarbi, che è stato completamente  assente.
  Nessuno ci è venuto a spiegare in Commissione, non lo so questo non
  lo so dire, però nessuno in Commissione è venuto a spiegarci questo
  articolo.
   Noi  abbiamo  fatto  il massimo come opposizione  per  cercare  di
  migliorarlo,  ma non mi sembra una buona pratica il  fatto  che  io
  inserisco delle disposizioni all'interno di una manovra finanziaria
  ed il Governo non viene a relazionare all'interno delle Commissioni
  di merito.
   Oppure,  ancora,  l'articolo 6  Biglietto unico per  il  trasporto
  locale . Devo dire che questa poteva essere una buona idea,  è  una
  buona idea, nel senso che io cerco di creare un biglietto unico per
  le  città  metropolitane  per far sì che l'utente  possa  adoperare
  tutti i mezzi pubblici collegati a quel biglietto unico, quindi  in
  qualche modo voglio favorire il trasporto pubblico.
   Inizialmente,  si è partiti con delle cifre, perché  comunque  noi
  come  opposizione  abbiamo chiesto, visto che  si  stanno  mettendo
  delle   cifre  per  il  triennio  quanto  meno  diamo  dei  servizi
  aggiuntivi,  cioè  facciamo in modo che  l'utente  possa  veramente
  scegliere questo biglietto unico, perché altrimenti se io do  delle
  cifre  così, all'inizio erano 900 mila euro nel triennio,  è  ovvio
  che  se rimane il biglietto singolo e aggiungiamo pure il biglietto
  unico e non mettiamo nessun servizio aggiuntivo è normale che nella
  maggior parte dei casi l'utente continuerà a scegliere il biglietto
  unico,  di conseguenza noi avremo completamente bruciato  900  mila
  euro.
   Devo  dire  che  l'Assessore  ha  accolto,  in  parte,  le  nostre
  richieste,  però  poi alla fine, nella riscrittura finale,  anziché
  900  mila  euro mi ritrovo 450 - ora, il calcolo non l'ho  fatto  -
  circa 500 mila euro. Mi chiedo, ma questo articolo, diciamo, questa
  idea,  può essere realizzato con 500 mila euro? A questo punto  non
  so se dobbiamo stralciarlo o meno.
   Oppure, ancora, l'articolo 8 relativo agli interventi per la prima
  casa  di  modo  da  favorire  le giovani  coppie  e  dare  loro  la
  possibilità   di   ristrutturare  la   propria   abitazione.   Dico
  ristrutturare  e  non  costruire  perché  non  possiamo  nuovamente
  finanziare ulteriore consumo di suolo. Cerchiamo di incentivare  le
  giovani  coppie,  che  magari  hanno difficoltà  economica,  non  a
  costruire nuove abitazioni,  ma a ristrutturare quelle esistenti.
   E  dopo,  la  cosa  che  mi  ha lasciato ancora  più  perplesso  è
  l'articolo  16, il comma 4 dell'articolo 16 che, devo  dire,  è  un
  comma  molto  importante perché in qualche modo  stiamo  destinando
  delle  somme  per la pulizia dei fiumi, dei canali e,  quindi,  per
  prevenire il dissesto idrogeologico.
   Ebbene, queste somme, dopo la grande nottata - e adesso non so  se
  qualcuno  della  maggioranza spiegherà cosa è  successo  in  questa
  nottata  -  alla  fine,  queste  somme,  sono  state  drasticamente
  diminuite.
   Ora, il discorso qual è? Tra le altre cose si è pensato pochissimo
  ai  giovani e al loro rilancio, c'è solo un articolo che  parla  di
  giovani, ed è l'articolo 52 sulla realizzazione di un fondo per  le
  politiche  giovanili, perché probabilmente, viste le  idee  che  ci
  sono  all'interno  di questa finanziaria, forse è  bene  aprire  ai
  giovani  e  chiedere loro come vorrebbero rilanciare questa  nostra
  Sicilia.
   Ora,  Presidente, non so come andrà a finire tutto  l'iter,  ma  è
  ovvio  che  al momento questa finanziaria altro non è che  un  film
  horror mal fatto per la nostra Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,  onorevoli
  colleghi,  io  vorrei partire da una premessa delle poche,  sobrie,
  dichiarazioni  che  abbiamo  ascoltato  da  parte  del   Presidente
  Musumeci  in  questi giorni, dove l'attenzione anche  polemica  sul
  modo  in  cui  si modificava l'assetto, l'aspetto, il contenuto  di
  questa  finanziaria dilagava sui giornali, e il Presidente Musumeci
  ha  detto  nell'unico  commento che abbiamo raccolto  da  lui:   la
  finanziaria  appartiene  all'Assemblea  regionale  siciliana,  l'ha
  voluta così il Parlamento siciliano .
   Non  credo  di  poter  essere d'accordo  con  questa  affermazione
  perché, è vero che l'Assemblea regionale siciliana ha il compito di
  discutere,  emendare  e approvare, ma non è  questa  Assemblea  che
  vuole  così questa finanziaria. La finanziaria rappresenta  intanto
  una scelta dell'Esecutivo, una proposta e una scelta.
   La   prima   finanziaria   di   un  Governo   che   si   appresta,
  auspicabilmente nelle vostre intenzioni, a governare questa regione
  per  cinque  anni rappresenta, non solo un biglietto da visita,  ma
  anche  l'obbligo di una proposta, di una visione, di una idea.  Una
  finanziaria  non  può  essere  il  verbale  della  riunione  di  un
  condominio, la finanziaria deve avere un'anima ed una intenzione  e
  da  questa  finanziaria non si coglie quale sia l'idea, la  visione
  che  questo  Governo ha, non tanto della spesa,  quanto  di  questo
  territorio, di questa terra, di questa regione.
   Ci  sfuggono  le  indicazioni che sono legate alla  strategia  non
  della spesa, ma la strategia produttiva; ci sfuggono le indicazioni
  che questo Governo vuole dare all'Assemblea e ai siciliani su quali
  sono  le priorità, gli asset sui quali vuole ricostruire condizioni
  di decoro, di decenza e di sviluppo.
   Ci sfugge il titolo. Lei è un giornalista come me, se dovesse dare
  un  titolo a questa finanziaria credo che sarebbe in imbarazzo.  Il
  titolo  che  avrebbe  voluto  dare  quando  l'ha  presentata   alla
  Commissione   Bilancio  e all'Assemblea regionale:  una finanziaria
  asciutta . Sappiamo che asciutta non è, sappiamo che forse  l'unico
  elemento   che   lascia   intendere,   contraddistinguere    questa
  finanziaria  è avere cercato una possibile mediazione parlamentare,
  la  sopravvivenza  di  questo Esecutivo, il raggiungimento  di  una
  soglia di galleggiamento con la quale continuare ad andare avanti.
   Ma ciò che turba di più, non sono tanto le spese grottesche, sì ci
  sono  spese  che  sono  degli  ossimori:  i  200.000  euro  per  il
  ripopolamento del coniglio selvatico e molte di queste  le  vedremo
  nel  dettaglio;  quello  che preoccupa sono  alcuni  tagli  che  io
  considero  particolarmente sprovveduti e superficiali  perché  sono
  tagli  leggeri,  perché  ci  dicono che attraverso  quei  tagli  la
  Regione  decide,  il  Governo regionale decide di  non  considerare
  quegli asset, quei processi di spese di investimento politico  come
  processi  fondamentali  per la ricostruzione  economica  di  questa
  Regione.
   Penso,  ad  esempio, ad un taglio significativo nell'ordine  di  7
  milioni  per  il diritto allo studio. Noi continuiamo  a  dire  che
  questa  è  l'unica  Regione che è priva di una legge  organica  sul
  diritto  allo  studio,  poi  però  in  Finanziaria  ci  presentiamo
  all'Assemblea  regionale dicendo che passiamo dai  17  milioni  che
  erano  fruibili nel 2017 ai 10 milioni del 2018; 7 milioni in meno,
  il  40 per cento in meno, in una Regione che è considerata un punto
  di  riferimento quasi letterario per la creazione di  questo  nuovo
  stimolo  che  sono gli idonei non beneficiari, cioè i  ragazzi  che
  hanno pieno titolo che è stato loro legittimamente riconosciuto per
  avere  borse  di studio, un sostengo economico nella loro  carriera
  scolastica universitaria, ma non sono beneficiari perché le risorse
  non ci sono. Avere tagliato 7 milioni all'Ersu pone alcune domande,
  su  come  noi  vogliamo considerare quel punto,  quell'investimento
  strategico per questa terra.
   Così come la Protezione civile, gli interventi per le calamità: un
  taglio del 25 per cento; la messa in sicurezza di territori in zone
  franose, passiamo da 2 milioni e mezzo a 1 milione e 700 mila euro.
   Io  ricordo, Presidente, quando lei qualche mese fa è andato a San
  Fratello, ricordando l'ottavo Anniversario mi sembra,  della  frana
  che ha colpito quel  paese; ricordo come  le  cronache,  i  giornali
  raccontarono quell'incontro in cui lei si è impegnato,  un  impegno
  serio,  determinato  dicendo che  se occorrono 940  interventi  per
  rimettere in sicurezza il territorio, che è considerato  il  più  a
  rischio  di  tutta  Italia, con tre quarti dei comuni  che  sono  a
  rischio   sostanziale   idrogeologico ,  e  lei   testualmente   ha
  ricordato:   voglio, e sottolineo voglio, una mappa completa  delle
  realtà  siciliane  maggiormente esposte ad  ogni  tipo  di  rischio
  perché  non possiamo continuare a inseguire le emergenze  , e  poi,
  quando vediamo che invece su questo punto, su questo capitolo,  che
  riguarda  la messa in sicurezza, il consolidamento, la capacità  di
  intervento  per un territorio fortemente deprivato nelle condizioni
  di  sicurezza necessari, c'è un taglio verticale dal 25 al  30  per
  cento   ci   chiediamo  quali  siano  le  intenzioni,  la  visione,
  l'obiettivo che questo Governo attraverso la Finanziaria si pone.
   Sono  pochi i minuti a disposizione, interverremo nel merito degli
  articoli con i nostri emendamenti; però, vorrei ricordare che anche
  questa idea di un taglio orizzontale, con un 15 per cento di media,
  e  che  deve essere lineare attraversando tutte le voci di spesa  e
  che si abbatte in modo particolarmente significativo sulle voce  di
  spesa  del  welfare, in una terra, Presidente, che ha difficoltà  a
  vedere ulteriormente contratta la spesa destinata ad affrontare  le
  condizioni di povertà, io lo ricordo a me stesso, la Sicilia ha  il
  più alto tasso di povertà, di popolazione a rischio di povertà,  di
  tutta l'Europa, il 42 per cento e abbiamo un milione di persone  in
  condizioni  di povertà assolute, la scelta di un taglio orizzontale
  che  poi  non trova compensazioni in altre spese la cui cognizione,
  la  cui  funzione,  la  cui  strategia ci  sfugge,  merita  qualche
  spiegazione  che noi ci aspettiamo, arrivi da questo  dibattito  ma
  propone qualche dubbio.
   Infine,  quali  sono le proiezioni strategiche che questo  Governo
  vuole  affidare all'appropriazione nei prossimi anni? Quali sono  i
  settori  ai  quali  noi  vogliamo affidare  il  compito  di  essere
  trainanti?
   Io  credo  che noi abbiamo una eccellenza nella nostra  tradizione
  che  è  quella della microtecnologia, delle biotecnologie, e quando
  scopriamo che questo settore ha avuto 3 milioni in meno,  si  passa
  dai  5  milioni  del  2017  ai 2 milioni del  2018  con  un  taglio
  verticale  durissimo che penalizza uno dei pochi settori sui  quali
  la Sicilia è stata competitiva, è uno dei tanti esempi che possiamo
  fare  accanto invece ai 300 mila euro di valore che sono stati dati
  al  quasi  sconosciuto  teatro comunale di  Adrano,  ci  chiediamo,
  Presidente,  quale sia la visione che lei vuole proporre  a  questo
  Parlamento.
   Ci auguriamo che da questo dibattito, al di là del ragionamento di
  merito  e di tecnica su ciascun emendamento, questa risposta  possa
  venire,  perché  se  questa risposta non  c'è  noi  potremmo  anche
  portare  a casa uno strumento finanziario che permetta alla Regione
  di  continuare  ad essere ente di spesa, ma continuerà  a  rimanere
  sospesa  questa domanda: cosa vogliamo fare della sua  funzione  di
  Governo e di questa terra per i prossimi cinque anni?

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Fava anche per avere rispettato  il
  tempo  anche  se era poco. È chiaro che, data la natura particolare
  del  Gruppo  Misto,  composto da varie anime  politiche,  se  anche
  qualche altro collega del Gruppo Misto volesse intervenire io  sono
  convinto  che non troverà ostacolo in nessuno degli altri  colleghi
  dei  Gruppi  parlamentari. Quindi, mi rivolgo anche a  chi  volesse
  intervenire  in seguito, visto che il Gruppo Misto  ha,  di  fatto,
  esaurito  il  tempo a disposizione, però non credo che  ci  possano
  essere problemi per tacitare ulteriori interventi da parte di  quei
  componenti.
   È iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sto provando
  da  un  paio  di  giorni a mettere ordine al  documento  che  ci  è
  pervenuto, ma poi mi sono resa conto che ordine non si può  mettere
  in  qualcosa che ordine non ha. Qualcosa che nasce male  e  finisce
  peggio;   qualcosa  che  in  una  sorta  di  turbinio  di   bulimia
  paesanistica,   nell'ultima  notte,  ha  visto   questo   documento
  accrescersi  in  maniera  abnorme  e  diventare  il  bestiario  che
  conosciamo.
   Mi  chiedo  secondo  quale  criterio e ragionevolezza  si  possano
  mettere  200 mila euro per togliere l'amianto e 200 mila  euro  per
  mettere  i  conigli  nella piana di Gela. Mi chiedo  quale  sia  il
  criterio, quale sia lo spirito che ha mosso il deputato, i deputati
  a votare delle cose di questo genere
   Eppure,  Presidente  e colleghi della scorsa legislatura,  ricordo
  che  quando approvammo la legge sull'amianto, dopo oltre  vent'anni
  di  attesa,  si  era  ben  progettata l'idea  del  Piano  regionale
  dell'amianto  e dell'utilizzo delle risorse europee previste  dalla
  misura 6 per la bonifica da materiali inquinanti.
   Allora,  mi chiedo, anziché lasciare penare quell'ufficio speciale
  che  poi  è nato morto e lì si potevano mettere dei soldi  per  poi
  utilizzare  questi  leggendari fondi europei, perché  si  vada  con
  questi  strumenti  ad affrontare questioni che,  invece,  avrebbero
  soluzioni già pronte.
   Da  qui,  Presidente,  la mia convinzione di una  piccolezza,  una
  tendenza  davvero alla piccolezza, anziché volare alto  o,  almeno,
  mantenersi  sul giusto, abbassarsi a delle cose che  scendono  alla
  volgarità  del  peggior Consiglio comunale  di  quartiere.  Con  il
  dovuto  rispetto,  anzi  maggiore, accresciuto,  nei  riguardi  dei
  Consigli comunali che, invece, devono fare i conti con la realtà.
   La  realtà, una realtà che vede per i comuni e per gli enti locali
  una   ghigliottina  che  è  scesa  senza  pietà;  l'importante  era
  finanziare  qualcosa che facesse riferimento ad un'area geografica,
  qualcosa  di quartiere. Tutto legittimo. Un egocentrismo  in  veste
  elettorale che non trovo giustificabile. Un marchettificio  vero  e
  proprio che ha visto aumentare questa cosa qui.
   Queste sono le colpe che attribuisco in parte a questo Parlamento,
  ma  anche  il  punto di partenza del Governo non è da  meno,  forse
  siete  stati voi, onorevoli membri del Governo, ad avere aperto  la
  porta,  dato il via a questo tipo di atteggiamento che mi sento  di
  dover  censurare.  Perché  a  scatola  chiusa,  davvero  all'ultimo
  minuto,  con  una danza del gambero, con la vicenda dello  stralcio
  che  ancora  si  ostina  a  voler  fare  consumare  in  Commissione
   Bilancio , si usa il trucchetto della distrazione, si  elimina  un
  bel blocco di articoli sostanziosi, su cui l'opinione pubblica e le
  parti  sociali  hanno  alzato un muro senza  se  e  senza  ma,  che
  vogliono rientrare.
   Ma  di  questo parleremo nello stralcio durante i magheggi che  si
  deciderà di attuare durante questa finanziaria.
   E,   poi,  apprendo  dai  giornali  -  mi  dispiace  che  non  c'è
  l'onorevole Razza - la convenzione per le idromoto.
   Molti  di  voi  si saranno incuriositi. Dovete sapere  che,  sullo
  scorcio  dell'ultimo Lombardo, si decise di comprare 6  idromoto  -
  questo  i documenti dicono - che si spesero più di 60 mila  euro  e
  si formarono più di 25 persone per guidare le idromoto.
   Queste  idromoto sono servite il tempo utile di far  fare  qualche
  scatto  all'Assessore  del  tempo,  sulla  splendida  spiaggia   di
  Mondello,  ma  poi  si  sono  perse le tracce.  Sono  seguiti  atti
  parlamentari,  esposti  e risposte da parte  dell'Assessore,  anche
  quello  di oggi. Le idromoto saranno vendute, sono in vendita.  Ora
  mi  ritrovo  che stiamo spendendo 80 mila euro, non ho capito  bene
  per fare cosa  Poi, ne parleremo in Commissione.
   E  poi, il  Vivaio Paulsen , sarei curiosa di sapere quali sono le
  proprietà,  come dire, le particolari condizioni che  hanno  questi
  lavoratori  per cui, a dispetto di altri, debbano avere  il  giusto
  che gli spetta.
   Allora  io, colleghi, dico questo: dobbiamo cercare di  essere  un
  po'  più  equilibrati,  perché fuori  c'è  una  Sicilia  che  grida
  vendetta,  ma  sul  serio,  e tutta una serie  di  lavoratori  che,
  davvero, sono alla fame come i lavoratori delle IPAB, che  si  sono
  visti non solo assegnare un capitolo con soli 2 milioni di euro, ma
  addirittura ridurre. E' per questo che ho presentato un emendamento
  e  poi  ce  la  discuteremo  al  momento  della  discussione  degli
  articoli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Assessori,  onorevoli  colleghi,  questo  mio  intervento,   Signor
  Presidente,  è un intervento che scaturisce da un atteggiamento  di
  sorpresa,  perché ho potuto verificare che ci si lamenta del  fatto
  che  è  -  questa che ci accingiamo da qui a qualche  ora,  qualche
  giorno  a votare una legge completa, che doveva essere più asciutta
  e  più snella - una legge che si occupa di tutti i problemi che, in
  questo momento, il cittadino siciliano che vive in terra di Sicilia
  ha.
   Io  l'ho  letta con grande attenzione e il tempo ce l'ho avuto  e,
  come ce l'ho avuto io per leggerla e per studiarla, credo, penso  e
  spero  lo  abbiano avuto anche i colleghi seduti nei  banchi  della
  opposizione.  E  quando sento dire, signor Presidente,  e  lo  dico
  senza  polemica alcuna perché non entra e non rientra nel mio stile
  di  un  film o di un libro - non ricordo bene adesso - dell'horror,
  non  devo  negare che rimango sorpreso perché è una  legge  che  si
  occupa, finalmente, e cerca di risolvere - onorevole Grasso, grazie
  al suo intenso e articolato lavoro, e mi riferisco anche a tutto il
  Governo,  dei precari finalmente - o una legge che si occupa,  dico
  alle  donne  -  ce  ne sono tante in assemblea -  della  assistenza
  postuma  alla  violenza che una donna subisce, o una legge,  signor
  Presidente,  che  si occupa, offre e fornisce misure  di  contrasto
  alla  povertà, così esaltando lo stato sociale e la visione sociale
  della  politica,  non  può essere tacciata, perché  non  è  giusto,
  signori colleghi, perché qui noi siamo chiamati a rialzare le sorti
  di  una Sicilia martoriata da cinquant'anni, e una finanziaria  che
  si occupa di tutti questi problemi, di questi argomenti, è soltanto
  da salutare con grande entusiasmo.
   Certo  è perfettibile come tutti gli atti. Certo, assessore Armao,
  il  suo incredibile lavoro,  - di questo io gliene devo dare  atto,
  ma  fuor da piaggeria - certamente come quello di tutti gli  uomini
  può  essere  migliorabile, o all'assessore Bandiera che ha  pensato
  alle   misure  di sostegno all'agricoltura. Questa  è  una  visione
  sociale della politica.
   Avete  pensato all'istruzione, avete pensato, ed ha pensato questo
  Governo,  alle  politiche giovanili, alla sanità penitenziaria,   -
  problema di grande complessità - alla disabilità e a tanto e  tanto
  altro ancora.
   Quindi,  rimango  sorpreso, e spero che sia un  dibattito  sereno,
  costruttivo,  formativo, produttivo quello, che da  qui  a  qualche
  ora, ci accingiamo ad intraprendere.
   Io  credo non sia giusto, signor Presidente, perché noi siamo  qui
  non  per  contrapporci l'un contro l'altro armato ma siamo chiamati
  qui  -  e  sento fortemente il peso di essere un appartenente  alle
  istituzioni  -  per risolvere i problemi della Sicilia.  Ci  stiamo
  tentando. Il vostro indefesso e veramente incredibile lavoro  ne  è
  fedele testimonianza e puntuale riscontro.
   E,  quindi, io a nome di Forza Italia saluto, veramente con grande
  soddisfazione, questa legge e lo dico fuori dal gioco  delle  parti
  e, quindi, benvenuta questa legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, assessori, bellissimo questo  marchettificio'.
   Non è una legge di stabilità questa signor Presidente.
   Non  è  una  legge  di  stabilità perché prima  è  stata  bocciata
  ampiamente  nel  momento in cui si depaupera questa  Assemblea  del
  potere  legislativo.  Molte  volte  ne  abbiamo  già  discusso   in
  Commissione  Bilancio  con l'Assessore, viene rimandato un  decreto
  presidenziale  o,  addirittura, un decreto  dell'Assessore,  e  noi
  siamo  stati  eletti per fare i legislatori non siamo stati  eletti
  per fare i passacarte del Governo e ritengo che questo sia il primo
  messaggio che con questa legge di stabilità, la prima, lei lancia.
   Secondo,  è  una  legge di stabilità che per la  prima  volta,   -
  neanche  Crocetta  c'era  riuscito -  è  riuscito  a  eliminare  lo
  streaming delle Commissioni.
   Nessuno  ha  visto  come sono passati gli emendamenti  aggiuntivi,
  vergognosi, della sua maggioranza.
   Faccio riferimento ai centomila Euro per la gara nautica a Gela  o
  ai   cinquantamila  Euro  di  Caltanissetta,  che  per  fortuna  il
  Presidente  Miccichè  ha  stralciato. Per fortuna.  Ma  altri  sono
  rimasti.
   Come diceva la collega, abbiamo duecentomila Euro per l'amianto  e
  duecentomila  Euro  per i conigli. Ma Presidente  Musumeci,  glielo
  spieghi  al suo Capogruppo di maggioranza che non è una  tabella  H
  quella  che  stiamo  facendo  ma è la legge  di  stabilità  per  il
  rilancio di questa Regione.
   Presidente  è  la mia prima legge di stabilità e non mi  aspettavo
  tutta questa confusione.
   Questa  confusione  dovuta al fatto che è arrivata  a  marzo,  poi
  abbiamo  dovuto  prolungare  il  provvisorio,  poi  ritardo   negli
  emendamenti, lo stralcio, la prima volta in Commissione  Bilancio ,
  oggi   l'ennesimo  ritardo.  Avremmo  dovuto  iniziare  a   parlare
  stamattina del documento del primo stralcio. Rinviato anche quello.
   Io  mi  aspettavo dal suo Governo, e questo annuncio glielo  avevo
  già  chiesto  durante il DEFR dove lei diceva  giustamente  che  le
  responsabilità  non  erano di questo Governo ed  io  le  dissi   ci
  rivedremo  in  legge di stabilità , perché il timore  poi  è  stato
  confermato  perché questo non può essere presentato come  il  primo
  documento  di un Governo che aveva intenzione di rilanciare  quello
  che è stato distrutto precedentemente.
   Allora, Presidente, abbiamo difficoltà ad analizzare positivamente
  questa  finanziaria che come, giustamente, lei aveva  detto  doveva
  essere,  mi  ricordo il suo annuncio, snella, diretta  ai  problemi
  della Regione e, invece, si sta rivelando tutt'altro.
   Avrà  avuto  anche  lei modo di leggere, come  me,  e  sono  certo
  concorderà sul fatto che molti di questi articoli vanno stralciati,
  e  mi  auguro  che questa maggioranza lo faccia perché è  veramente
  poco  rispettoso  nei  confronti di questa Sicilia  leggere  questo
  Documento  e  pensare che in questo modo si possa  cambiare  questa
  Terra. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   Musumeci,
  signori  Assessori,  onorevoli colleghi, cittadini,  è  con  grande
  entusiasmo  che  ho  partecipato a questo iter per  questa  manovra
  finanziaria;  anche per me si tratta della prima esperienza in  tal
  senso,  è  stato  un  onore ed è un onore parteciparvi  insieme  al
  Gruppo  che  rappresento, Fratelli d'Italia, che è  il  gruppo  più
  giovane qui in Assemblea regionale siciliana.
   Questo entusiasmo va un po' a cozzare con quello che è invece è il
  sentimento che prevale oggi. Era un timore che io avevo  e  che  si
  sta  materializzando, mi sembra che in questa Aula stia  prevalendo
  un  po'  il gioco delle parti, cioè a seconda di chi sale a parlare
  c'è il troppo brutto o il troppo bello.
   In  realtà,  secondo me, dovremmo cercare, soprattutto  in  questa
  fase,  di  spogliarci delle faziosità e cercare di collaborare  per
  portare  in  porto questa manovra finanziaria che  ci  indica  dove
  vogliamo  andare,   ma  prima di dire ai  siciliani  dove  dobbiamo
  andare  è  necessario anche ricordare, ancor prima che  a  tutti  i
  cittadini,  a noi stessi, da dove veniamo perché vuoi  o  non  vuoi
  dobbiamo  riconoscere  che la Sicilia è  la  più  indebitata  delle
  regioni  italiane, che le casse siciliane sono vicine  al  default,
  che la scorsa esperienza governativa non ci ha aiutati in tal senso
  e  che ahimè spesso quell'ancora di salvezza che dovevano essere  i
  fondi europei tale non è perché questi fondi tornano indietro.
   A  tal  proposito  -   apro una parentesi - era ottima  quell'idea
  dell'assessore Armao di anticipare dalla Cassa Depositi e  Prestiti
  i  fondi per i comuni che non avevano i soldi per pagare progetti e
  progettisti,  purtroppo si devono fare delle scelte e speriamo  che
  si possa tornare a parlare in seguito anche di questo.
   Quindi  non ci dimentichiamo da dove partiamo prima di  dire  dove
  vogliamo  arrivare, però anche nel cercare di capire dove  vogliamo
  arrivare,  mi sembra troppo severo il giudizio, credo,espresso  dal
  collega Fava secondo cui questa finanziaria non ha una visione.
   Io  cercando  di spogliarmi dal ruolo di deputato di  maggioranza,
  piuttosto  che  di  opposizione,  ho  cercato  di  leggere  i  vari
  articoli,  ripeto,  tutto è perfezionabile,  ma  secondo  me  delle
  visioni  importanti vengono date ai cittadini. Io,  ripeto,  sempre
  che  le due istituzioni principali su cui si deve fondare la nostra
  società sono la scuola e la famiglia.
   In  tal  senso  io  ritengo che in questa  legge  alcune  risposte
  vengano  date,  a  me piace personalmente l'idea  di  agevolare  le
  giovani famiglie indigenti, da poco costituite attraverso, appunto,
  delle facilitazioni per l'acquisto della prima casa.
   Mi  piace il rafforzamento dell'istruzione, o delle scuole;  nelle
  scuole  bisogna  starci al sicuro, nelle scuole bisogna  formare  i
  giovani,  bisogna far tornare i giovani a informarsi e  a  formarsi
  una  cultura perché questi sono valori importanti, e  nella società
  di  oggi  comincia a diventare tutto relativo e queste cose bisogna
  ritornare  a  considerarle  fondamentali,  tornare  a  considerarli
  imprescindibili.
   Mi  piace quando nella legge di cui stiamo discutendo si parla  di
  lavoro,  si  parla  di  percorso  di  stabilizzazione  dei  precari
  siciliani. Da membro della V Commissione, dove analizziamo tutte le
  ferite  aperte  di  molti  lavoratori  siciliani,  non  posso   che
  esprimere soddisfazione anche per questi passaggi della legge.
   Apprezzo  quando si istituisce un fondo ad hoc per  la  protezione
  civile  per  la  prevenzione del rischio  idrogeologico.  Provengo,
  signor   Presidente,  lei  lo  sa  benissimo,  da   una   provincia
  martoriata, ferita, lacerata da tanti episodi incresciosi.
   Come Fratelli d'Italia avevamo anche pensato ad un emendamento  ad
  hoc.  Ci  avete anticipato anche migliorando la nostra  proposta  e
  questo è sicuramente positivo, quindi riteniamo anche un po' nostra
  anche quella parte della legge.
     Ci  piace  la  premialità per i comuni virtuosi che  raggiungono
  quella soglia magica del 65 per cento, perché la meritocrazia è  un
  altro   dei   principi  imprescindibili  che  secondo  noi   devono
  improntare l'azione amministrativa.
   Ci  sono  altri passaggi importanti, anche le tematiche ambientali
  sono state affrontate.
   Dalle  nostre parti, signor Presidente, aree come la ex Pirelli  o
  la  Sacelit  nel  corso degli anni hanno disseminato  morte  tra  i
  lavoratori,  per  troppo  tempo.   Sui  luoghi  di  lavoro  abbiamo
  accettato  la  presenza  dell'amianto,  abbiamo  accettato   questa
  esperienza e questo ci è costato decine e decine di decessi,  e  di
  amianto  si muore male, si muore in maniera pessima, per asbestosi,
  per   fame  d'aria,  quindi,  gli  stanziamenti  per  la  rimozione
  dell'amianto,  o  pochi  o tanti che siano,  sono  un  altro  segno
  importante  che  questo  Governo sta dando per  l'attenzione  verso
  l'ambiente.
     Potrei  andare  oltre,  ovviamente,  non  voglio  essere  troppo
  prolisso,  anche  per  non  nuocere  ai  colleghi  del  mio  Gruppo
  parlamentare che, poi, probabilmente vorranno intervenire.
   Dico  solo,  signor  Presidente, che il sostegno  del  Gruppo  che
  rappresento  anche in questa fase non mancherà al  Governo,  perché
  credo  che  le  risposte che questo Governo deve ai  siciliani  con
  questa legge comincino ad essere date anche se, ovviamente, ripeto,
  tutto è perfettibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  credo
  che sia intanto necessario, opportuno, fare alcune precisazioni che
  riguardano  di fatto le dinamiche che portano in Aula la  legge  di
  stabilità,   le  dinamiche  che  attengono  ai  rapporti   tra   le
  Commissioni di merito e la Commissione  Bilancio  che è Commissione
  di  sintesi; le dinamiche che riguardano i rapporti, quindi, tra le
  scelte della maggioranza e le scelte del Governo, perché credo  che
  il  collega di Fratelli d'Italia sia partito da una giusta premessa
  che  è  quella  per cui non possiamo partire, in  un  momento  così
  delicato   qual  è  quello  della  finanziaria,  da  una  posizione
  ideologica  e prestabilita per cui io prima di entrare  nel  merito
  perché  appartengo ad un Gruppo e non ad un altro sono a  favore  o
  contro i singoli provvedimenti.
   Credo che la scommessa del Governo Musumeci si sia avviata e vinta
  rispetto  all'appuntamento elettorale proprio  da  queste  premesse
  cioè dall'esigenza di rompere con un passato che faceva riferimento
  solo a posizioni precostituite di appartenenza per guardare poi nel
  merito ai singoli provvedimenti.
   E,  allora,  rispetto ai singoli provvedimenti,  se  proprio  così
  tanto diciamo di volere essere appassionati perché così sembrerebbe
  ascoltando  la  maggior  parte dei colleghi dell'opposizione,  devo
  dire,  più  che della maggioranza, sembrerebbe che ci  siamo  molto
  appassionati a questa metafora che in realtà, Presidente  Musumeci,
  è  stata  più rappresentata e raccontata dalla Stampa prima  ancora
  che dall'opinione pubblica, Stampa che inevitabilmente contribuisce
  poi  a  generare l'opinione pubblica. Quale era la metafora  che  è
  stata  raccontata?  Era  quella  di  una  finanziaria  snella,  poi
  diventata,   anzi esattamente dicevano, poi ingrassata,  poi  nelle
  Commissioni  di  merito ancora più ingrassata, poi  in  Commissione
   Bilancio   ancora  ingrassata, e così via  nelle  affermazioni  di
  tanti  deputati  dell'opposizione sino ad arrivare a  questi,  come
  loro hanno detto, circa 130 articoli.
   Ma  se  oggi questa finanziaria consta di 130 articoli  mi  volete
  spiegare cosa c'entra tutto questo con l'impostazione iniziale  del
  Presidente  della  Regione,  con  i suoi  assessori?  Probabilmente
  eravamo  davvero partiti da una finanziaria snella, poi ingrassata,
  poi  sulla scia di un nuovo dietologo questa Finanziaria ha  subito
  un  nuovo ed eccessivo, a parere di alcuni, dimagrimento ma questo,
  oggettivamente,  credo che non c'entri nulla né con  il  Presidente
  Musumeci  né  con nessuno degli assessori presenti,  da  Cordaro  a
  Lagalla,  passando  per  Bandiera o  per  l'assessore  dell'UDC  ai
  Rifiuti o per l'assessore Pappalardo.
   Questo    c'entra    semmai   con   dinamiche   che    riguardano,
  esclusivamente, quello spirito di bulimia ma che attiene il singolo
  parlamentare,  al  di  là  delle  posizioni  di  maggioranza  e  di
  opposizione che spinto dal desiderio, a tutti i costi, e  credetemi
  qui  non c'entra né la maggioranza né l'opposizione, perché abbiamo
  il  dovere  di  essere onesti, ma io ho visto presentare  decine  e
  centinaia di emendamenti da parte di autorevoli parlamentari  delle
  opposizioni con istanze a loro avviso legittime che sono finite  in
  una  finanziaria di 130 articoli, ma, ripeto, cosa  c'entra  questo
  con  l'atteggiamento del Governo? Il Governo ha portato in Aula una
  finanziaria dove, probabilmente, potevano criticarsi alcuni aspetti
  legati  alla  istanza  di prevedere copertura  maggiore  su  alcuni
  capitoli di spesa, si poteva intervenire su quelli, invece  no,  il
  Parlamento  con le responsabilità di tutti -  e qui non c'entra  né
  la  maggioranza  né  l'opposizione -  ha deciso di  portare  avanti
  questa  proposta.  Bene,  adesso  ci  troviamo  di  fronte  ad   un
  intervento  che  chiede un provvedimento di dieta, a  questo  punto
  cosa  facciamo?  Io credo che la dieta vada cercata negli  sprechi,
  vada ricercata in quelle posizioni, non di equilibrio che attengono
  alle  differenze  tra chi ha troppo e chi ha troppo  poco,  e  vada
  ricercata  nel  principio  di  giustizia  sociale,  di   più   equa
  distribuzione delle ricchezze, ma certamente non possiamo andare  a
  mettere  il dito contro tutta una serie di articoli che dal Governo
  sono  stati  posti  e che vanno dal contrasto alla  povertà  e  che
  continuano  con  i  temi dell'inclusione sociale,  delle  politiche
  giovanili,  del  supporto ai disoccupati nella fascia  degli  ultra
  cinquantenni,  nel  sistema  previdenziale,  anche  a  favore   dei
  dipendenti pubblici.
     Certo  sono  stati  introdotti degli  elementi  di  innovazione,
  assolutamente condivisibili, tra questi ad esempio, il  sistema  di
  premialità  rispetto al Fondo per le Autonomie  locali,  grazie  al
  quale  attraverso  un principio che premia il merito,  coerente  al
  programma  del Governo del Presidente della Regione, noi  decidiamo
  di  premiare,  finalmente, quei Comuni che arrivano ad  un  equo  e
  sufficiente   livello  di  raccolta  differenziata,  decidiamo   di
  premiare  quei  Comuni che, ad esempio, riescono  ad  affermare  il
  principio  di  un  rilancio  dell'economia  attraverso  il  sistema
  turistico,  attraverso le cosiddette bandiere blu. Come  finalmente
  poniamo attenzione al tema delle disabilità.
   Nell'ultima  finanziaria,  mi rivolgo  ai  colleghi  che  arrivano
  adesso   in   Parlamento,  abbiamo  avuto  questa  piazza   invasa,
  legittimamente,  da quelle richieste di tutele  che  riguardano  il
  mondo delle disabilità e che, oggi, attraverso l'assessore Ippolito
  e  il  contributo  e  l'intervento del  Presidente  della  Regione,
  trovano risposta.
   Vedete,  quello delle disabilità, come altri temi, non può  essere
  un  tema di maggioranza o di opposizione, perché alla disabilità si
  può  arrivare  attraverso  le strade più impervie,  attraverso  una
  telefonata della polizia municipale che ti racconta di un incidente
  che  può  avere coinvolto un tuo caro, attraverso una  radiografia,
  attraverso  quel  primo momento in cui una mamma  incontra  per  la
  prima volta il proprio figlio. Quella creatura che amerà sopra ogni
  cosa come soggetto speciale per tutta la propria vita.
   Allora,  se  questi  temi sono entrati nelle  priorità  di  questa
  finanziaria, credo che questo vada riconosciuto e vada riconosciuto
  da  tutti. Certo, onorevole Presidente, ci siamo dovuti far carico,
  è  vero, dell'andamento di una legislatura, quella passata, che  ha
  prodotto,  come  più  volte ci siamo detti,  davvero  catastrofi  e
  macellerie  sociali, ci siamo dovuti caricare di temi sulle  tutele
  che purtroppo non potevano più aspettare.
   Mi  riferisco,  come  lei  sa, a quelle tante  categorie  che  dal
  Governo  precedente sono state, a dir poco, maltrattate. Una  serie
  di  categorie che attengono tutte le dimensioni della vita sociale,
  produttiva, economica e lavorativa di questa Terra. E mi  riferisco
  per  esempio  all'emendamento  presentato  insieme  a  tanti  altri
  colleghi  di  tutti  i  Gruppi parlamentari che  va  incontro  alle
  esigenze, per esempio, di Emergenza Palermo. Un bacino di  soggetti
  che  per decenni, per quasi vent'anni sono stati sottoposti a delle
  condizioni di illegittimità essendo trattati come un voucher,  come
  un  vero e proprio sostegno al reddito, ai quali finalmente  questo
  Governo,  il  Governo del Presidente Musumeci, vorrà e  potrà  dare
  delle risposte.
   Così  come  delle risposte, e questo lo raccontavamo  tutti  nella
  legislatura   precedente,  tra  i  banchi  di  maggioranza   e   di
  opposizione, avremmo dovuto andare incontro alle esigenze di  altre
  categorie. Ricordate quella logica del bosco produttivo che  doveva
  coinvolgere i forestali? Mi sembra che nell'azione del Governo  sia
  tracciato un solco per rispondere finalmente a queste istanze  così
  come  ad  altre istanze, quelle delle politiche attive del  lavoro,
  rispetto alle quali anche io ho presentato un emendamento sugli  ex
  sportellisti, così come quelli della formazione professionale.
   Certo,   i  tempi  non  ci  hanno aiutato,  onorevole  Presidente.
  Quindi,   ad   esempio,   sulle  politiche   attive   del   lavoro,
  l'emendamento aggiuntivo prevede che il Governo ponga in essere  un
  piano  di utilizzo entro centottanta giorni attraverso le procedure
  che  verranno  realizzate di concerto tra  i  due  Assessorati  non
  ponendo vincoli che, oggettivamente, per i tempi che abbiamo avuto,
  non avremmo potuto superare.
   Questo  attiene,  quindi, a diverse categorie  di  precariato  nel
  settore della sanità, nel settore degli enti locali. Credo  che  ci
  sia   stato   spazio.  Talvolta  questo  non  è  potuto   accadere,
  ovviamente,  attraverso degli emendamenti, ma lo si è  dovuto  fare
  attraverso  ordini del giorno che ritengo abbiano una  funzione  di
  indirizzo importante per questo Parlamento.
   Tra  questi,  ad esempio, vi sono ordini del giorno che  prevedono
  l'istituzione   delle  Zone  ad  economia  speciale.   Abbiamo   la
  possibilità  di introdurre nell'ordine del giorno due  grandi  aree
  per quanto riguarda la Sicilia occidentale -  si fa riferimento  al
  territorio  che  va  da Carini a Termini Imerese,   un  territorio,
  inevitabilmente   a  vocazione  industriale  -,   dove   attraverso
  l'istituzione  delle  Zone  ad economia  speciale,  sarà  possibile
  prevedere insieme a quelle delle altre due della Sicilia orientale,
  -  lei  mi  ricorda,  giustamente, quella di Messina,  -  si  potrà
  introdurre  il  principio  di una serie di  agevolazioni  a  quelle
  imprese   che,   davvero,  finalmente  potranno  diventare   volano
  dell'economia e dello sviluppo per la Sicilia.
   Tutto questo facendo il paio con quel principio di insularità che,
  riteniamo, sarà necessario ed opportuno poter introdurre.
   Abbiamo fatto un lavoro insieme all'assessore Armao, insieme  alla
  Capogruppo  dell'UDC, per introdurre, finalmente, il  principio  di
  insularità  nello Statuto perché, davvero, non sia più un  handicap
  nascere a Termini Imerese, anziché in provincia di Messina,  perché
  si  possano  riequilibrare quelle condizioni di  disequilibrio  che
  caratterizzano  i nati in Sicilia rispetto ai nati  nel  resto  del
  Paese.
   Tutto  questo noi riteniamo sarà possibile attraverso questa legge
  di  stabilità, ma sarà possibile attraverso una serie di  leggi  di
  riforme  le cui luci inevitabilmente dovranno vedersi nei  prossimi
  mesi e talvolta nei prossimi anni.
   Ovviamente, questo è l'approccio con il quale si guarda in  queste
  prime  battute  iniziali della legge di stabilità, è  un  approccio
  quindi  assolutamente ottimistico che dovrà fare i conti,  come  ho
  dichiarato,  e  sono  certo che il Presidente  della  Regione  sarà
  d'accordo,  con questa impostazione, attraverso una  procedura  che
  coinvolgerà   l'Aula   articolo  per  articolo,   emendamento   per
  emendamento,  com'è giusto che sia, quando non  ci  sono  posizioni
  precostituite,  ma  si guarda in faccia alla  battaglia  per  poter
  portare  risultati rispetto a quell'approccio del  dimagrimento,  e
  dell'ingrassare che anche lì non può avere posizioni precostituite.
   Io  credo  che la troppa magrezza non sia un pregio, in  tutte  le
  forme,  in  qualsiasi metafora. Noi speriamo,  anzi,  che  sia  una
  maternità  generosa,  generosa come lo sarà  questa  Terra  per  il
  futuro e per lo sviluppo di essa stessa e dei suoi figli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA.  Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi. Discontinuità,
  Presidente  Musumeci, lei quando ha presentato il suo Governo,  fra
  le  altre  cose,  ha affermato che avrebbe marcato  un  segnale  di
  discontinuità   nei   confronti   delle   passate   amministrazioni
  regionali.  Ed  io  come neo deputato, con   l'entusiasmo  del  neo
  eletto,  con  la speranza di chi si accinge adesso a votare  questa
  legge  di  stabilità, ho improntato la mia attività in  Commissione
   Sanità ,   della   quale  sono  componente,   verso   la   massima
  collaborazione, cercando di utilizzare la mia migliore capacità  su
  quelli che sono i problemi della salute in questa Regione.
   Però, purtroppo, devo constatare una cosa -  da quello che abbiamo
  già  sentito da chi mi ha preceduto, dai colleghi, alcuni  deputati
  delle  altre forze politiche -  che di discontinuità non se ne  può
  parlare con questa legge di stabilità, purtroppo.
   Purtroppo, chi mi ha preceduto ha chiarito anche quali sono  stati
  i  contorni  dei  problemi riscontrati: emendamenti presentati  pro
  domo  propria,  per  il proprio collegio elettorale,  assalti  alla
  diligenza,  quelli  che si vedevano una volta  e  dei  quali  tutti
  eravamo  critici - forti critici - anche lei. E mi spiace  ripetere
  quanto  detto  dai miei colleghi: abbiamo assistito anche  a  delle
   marchette .
   A  questo, purtroppo, però, occorre aggiungere ciò che è  avvenuto
  nei  passaggi dei vari articoli nella trattazione nelle Commissioni
  di  merito,  nel  passaggio alla Commissione  Bilancio ,  e  questo
  purtroppo lo devo registrare perché sono stato testimone,  e  parte
  di questo problema, cioè ad esempio, ciò che riguarda l'articolo 33
   Fondo  regionale per le disabilità e le non autosufficienze ,  ciò
  che  era  passato con grande senso di responsabilità in Commissione
   Salute',  con  un  senso di collaborazione,  e  l'assessore  ed  i
  colleghi  della maggioranza che sono colleghi come  me  lo  possono
  testimoniare,  era passato ed è arrivato in Commissione   Bilancio'
  privo di un comma fondamentale, che era quello dell'aumento dei  30
  milioni di euro del fondo per l'assistenza.
   Abbiamo, io ho collaborato personalmente in Commissione  Bilancio'
  a sistemare questo, chiamiamolo refuso, questo errore. Però, questo
  mi  ha  portato  ad  analizzare anche e ulteriormente,  ancora  una
  volta,  l'insufficienza delle somme messe  a  disposizione  per  il
  fondo delle disabilità.
   Quando tratteremo poi, nei prossimi giorni, articolo per articolo,
  avrò  anche  il  piacere di illustrare quanto le sto dicendo,  però
  dell'insufficienza di queste somme se ne sono rese conto  anche  le
  associazioni  dei disabili che hanno indetto, per  domani  mattina,
  qui sotto al Parlamento, una manifestazione.
   E  mi  spiace  anche  registrare una certa non  discontinuità  nei
  metodi,  purtroppo:  queste associazioni sono state  convocate  per
  stamattina  dall'assessore per la salute in assessorato; purtroppo,
  mi  è  stato riferito che l'assessore non si è presentato a  questo
  incontro  -  sì  assessore Ippolito, c'era una  convocazione  delle
  associazioni in assessorato alla salute, sono andati e  sono  stati
  ricevuti  solo dai dirigenti, purtroppo - e questo appare a  questa
  forza  politica,  ma  anche  alle stesse  associazioni  che  domani
  saranno qui sotto, una grave mancanza di rispetto.
   Quello  che vi chiediamo, e lo chiederemo all'infinito, qui stiamo
  trattando,  in questo articolo 33, le fasce più deboli  dei  nostri
  concittadini. Ce ne siamo resi conto noi, se ne rendono conto  loro
  stessi: le somme messe a disposizione sono insufficienti.
   Vi  chiediamo,  in  queste  ore, se  potete,  se  ci  riuscite,  a
  modificare i capitoli e a mettere molti più fondi per la  soluzione
  di questi problemi di questi nostri concittadini.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  assessori,  Presidente della Commissione, parlamentari,  io  inizio
  ringraziando il Presidente della Commissione  Bilancio' e tutta  la
  Commissione perché sono stato uno dei pochi che, anche  se  non  fa
  parte  di quella Commissione, ha trascorso la nottata insieme  alla
  Commissione  Bilancio', e i componenti lo sanno.
   Ho avuto modo di apprezzare il lavoro fatto da tutti i componenti,
  maggioranza e minoranza, non ho difficoltà a dirlo, così come  devo
  riconoscere  anche  la  disponibilità  dell'assessore  Armao,   sin
  dall'inizio  e  fino alla fine, nell'ascoltare  tutte  le  esigenze
  emerse  da  parte  dei  vari  Gruppi  parlamentari.  Ovviamente  il
  ringraziamento  va  anche al mio Capogruppo  e  ai  componenti  del
  Partito  Democratico  vanno doppi, me lo permettete,  perché  hanno
  raccolto le esigenze di tutti.
   Un  lavoro  in  Commissione, voglio partire  con  una  riflessione
  positiva, e voglio continuare anche per alcune norme che sono state
  approvate,  io  mi  limiterò a piccole cose che riguardano  il  mio
  territorio, perché poi il Capogruppo sicuramente parlerà delle cose
  più  qualificanti  e  che  hanno una valenza  più  regionale.  Sono
  contento che sono stati accolti una serie di emendamenti presentati
  in  Commissione  Bilancio', che riguardano la legge  su  Ibla,  che
  viene  rifinanziata così come era stata rifinanziata l'anno  scorso
  per un milione di euro, così come sono contento che è stato accolto
  anche un emendamento che riconosce a Pozzallo la stessa dignità  di
  Lampedusa,   perché   in   trincea   in   questa   risposta   verso
  l'immigrazione  e quindi, ringrazio i componenti della  Commissione
  anche  per  questo,  così  come  un  emendamento  che  riguarda  il
  Tribunale di Modica che insieme a Nicosia e Mistretta lo  mette  in
  condizione di poter svolgere un ruolo che stava perdendo.
   Ci   sono  state  anche  ovviamente  altre  cose,  un  intervento,
  ringrazio i componenti della Commissione, per l'aeroporto di Comiso
  dove  hanno voluto individuare un finanziamento per il Cargo  e  di
  questo  li  ringrazio, così come ho sostenuto anche un  emendamento
  presentato dall'onorevole Assenza e che lo ripresenteremo  in  Aula
  per quanto riguarda i controllori di volo, perché ritengo che anche
  questo è importante; quindi, io potrei dirvi sono anche soddisfatto
  per alcune cose che riguardano il mio territorio, però, Presidente,
  non le nego che sono rimasto deluso quando oggi, all'apertura della
  seduta,  non  c'è  stata una sua relazione sulla finanziaria   Cioè
  oggi  si  è  aperta, abbiamo aperto i lavori ed è  mancata  la  sua
  relazione;  secondo  me, lei non ha voluto  non  farlo,  ovviamente
  nessuno è obbligato, però secondo me poteva essere e doveva  essere
  il momento di partenza, cioè proprio capire qual era stata l'idea -
  anche se poi cambia - della finanziaria del Presidente, quali erano
  state  le  sue sensazioni, le sue emozioni. Io sono stato  sindaco,
  lei  lo  sa, lei è stato Presidente della Provincia, ma il Bilancio
  era  l'occasione per trasmettere l'anima dell'azione politica,  lei
  in silenzio
   Lo  sa qual è stata la sensazione? Come se fosse stato violentato,
  politicamente  ovviamente, come se la sua idea di finanziaria,  pur
  debole  perché  quella era una bozza debole, poi di fatto  è  stata
  violata  da  parte  del Parlamento. Secondo me questo  è  stato  un
  peccato e abbiamo perso una occasione anche perché io avrei  voluto
  sentire  dalle sue parole, capire come può pensare di  azzerare  il
  ruolo  del  Parlamento pensando quasi ad una legge  delega  su  tre
  aspetti importanti: uno riguarda la riforma della casa, per fortuna
  al  momento  stralciata, prevedendo questa Agenzia, eliminando  gli
  Istituti    autonomi   case   popolari   e   rilegando    a    voi,
  all'amministrazione, alla Giunta, al Presidente, la possibilità  di
  dare  delle  indicazioni;  poi l'Istituto zootecnico,  l'incremento
  ippico per quanto riguarda l'agricoltura e la zootecnia, questo  ce
  l'ho  qua  a  portata  di  mano, magari  lo  posso  anche  leggere,
  azzeriamo e poi diamo mandato al Presidente con apposito decreto di
  normare  tutta  la procedura ; la stessa cosa vale  per  la  Crias,
  Presidente  c'è  il  Parlamento,  le  riforme  le  deve   fare   il
  Parlamento
   Su  questo  sconti noi non ne faremo perché veda, se noi  mettiamo
  insieme tutta una serie di tasselli, volete spogliare il Parlamento
  della possibilità di legiferare e di riformare, volete eliminare il
  voto segreto all'improvviso, siamo stati insieme cinque anni ma  io
  non  l'ho  sentito quasi mai  Molto raramente questo voto  segreto,
  poco, molto poco  Molto poco, molto poco, Presidente
   Su   questo   battaglieremo   Eliminare  il   voto   segreto,   le
  interrogazioni: lo sa quante interrogazioni sono state  presentate,
  Presidente?

   MUSUMECI, presidente della Regione. 142

   DI PASQUALE. Bravissimo  Lo sa a quante avete risposto

   MUSUMECI, presidente della Regione. Nessuna

   DI PASQUALE. Bravissimo  Neanche una  È preparato però
   Lei  capisce, se da una parte dobbiamo azzerare, non  mi  venga  a
  raccontare  che  le  responsabilità sono dell'Assemblea,  sono  dei
  Gruppi  parlamentari, fate avere le risposte, perché nel  frattempo
  che noi facciamo le interrogazioni e voi non rispondete, lo sa cosa
  succede?  I lavoratori del Consorzio di bonifica di Ragusa  salgono
  sul  tetto, noi non siamo in condizioni di dare una risposta perché
  lei  lo fa direttamente attraverso altri organi. Ma ci siamo  anche
  noi. Esistiamo. Esiste un Parlamento che lei non può azzerare,  non
  riuscirà ad azzerarlo, né qui dentro, né fuori.
   Il  nostro  è  un  approccio positivo, però ci  sono  alcune  cose
  fondamentali,   Presidente.  Io  li  voglio   considerare   davvero
  scivoloni,   distrazioni,  ma  per  quanto  riguarda  togliere   al
  Parlamento  la  possibilità di fare le riforme,  le  risposte  alle
  interrogazioni e alle attività ispettive, quelle che sono  i  ruoli
  del Parlamento, lei su questo, la prego, deve stare molto attento e
  ci deve mettere in condizioni di svolgere il nostro ruolo appieno.
   La   collaborazione  a  cui  lei  fa  riferimento   deve   partire
  innanzitutto da questo. E io la rispetto. Mi fermo, ricordando  che
  sono  state  stralciate alcune norme importanti che abbiamo  fatto.
  Una   riguarda   un  intervento  sui  centri  storici,   patrimonio
  dell'Unesco per dieci milioni di euro che abbiamo condiviso insieme
  al  Governo e alla Commissione, su cui ritorneremo sicuramente  col
  collegato, così come un intervento per gli anziani, over  65.  Ogni
  tanto  viene  una vecchietta che incontro davanti al Parlamento,  a
  fare  l'elemosina,  viene  da Corleone, con  una  pensione  minima.
  Pensavamo  di dare un contributo a questa tipologia, non  ci  siamo
  riusciti con gli emendamenti, io le lascio questo messaggio in modo
  da poterlo approfondire, Presidente.
   Rimarranno  i  lavori d'Aula, ci confronteremo nei  lavori  d'Aula
  emendamento per emendamento, io sono convinto che ancora ci sono  i
  margini per migliorare questa finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  questa  finanziaria sicuramente anche da parte mia è quanto di  più
  lontano  possa esserci da una finanziaria asciutta, una finanziaria
  che  guardi  al  bene  comune di tutti  i  siciliani  e  che  possa
  finalmente avviare un vero percorso costruttivo di cambiamento.
   Io  mi  sarei  aspettata da questo Governo un  maggiore  senso  di
  responsabilità  e  una presa di posizione più  forte  verso  questo
  malcostume e questo modus operandi che a noi assolutamente  non  ci
  appartiene.   Quando  si  inizierà  veramente   a   utilizzare   le
  finanziarie  per un cambiamento omogeneo della Regione?  Quando  si
  inizieranno a considerare i comuni, tutti uguali in Sicilia,  tutti
  sullo  stesso  piano devono essere messi i comuni, quindi  dare  le
  stesse condizioni di base a tutti e, al contempo, premiare i comuni
  virtuosi.  Questo  principio deve iniziare a passare,  la  politica
  deve  auto  responsabilizzarsi in questa  direzione,  altrimenti  è
  inutile  parlare  di minima possibilità di cambiamento  per  questa
  terra.  Quindi territorialismo e marchette purtroppo a gogò.  E  se
  continuiamo  ad  andare in questa direzione, purtroppo,  andremo  a
  sbattere.
   Noi,  da  parte  nostra, abbiamo sicuramente cercato  di  dare  il
  massimo  costruttivamente e continueremo a  farlo  per  cercare  di
  minimizzare i danni e cercare di essere più costruttivi  possibili.
  Molti  gli articoli pericolosi, alcuni inutili e dannosi quindi  mi
  auguro  che  ci  possa essere un ripensamento da  parte  di  questo
  Governo su alcuni articoli. Faccio l'esempio dell'articolo  25  sul
  demanio. Pericolosissimo. In particolare questo articolo non  pensa
  sicuramente  ad una vera e propria valorizzazione del demanio,  che
  era  l'obiettivo  principe  della norma e  invece  può  prefigurare
  alcuni  pericoli  per  la  tutela stessa del  demanio  e  dei  beni
  demaniali.
   Per  quanto riguarda le riserve naturali, purtroppo, anche qui  ci
  sono   stati  dei  tagli  importanti  e  già  da  questo  si   vede
  l'interesse, la sensibilità che ha il Governo verso la tutela e  la
  valorizzazione  delle  aree naturali protette.  L'articolo  60,  la
  follia  del  ripopolamento del  coniglio selvatico . Già  molti  si
  sono  espressi.  Oltre  alle intelligenti argomentazioni  che  sono
  uscite  fuori,  vorrei anche fare riferimento al modo  solito  che,
  purtroppo,  c'è  di  utilizzare i soldi  pubblici,  quindi  l'altro
  aspetto.  Questi  soldi vengono dati per fare i  ripopolamento,  ma
  come  vengono  dati questi soldi? Viene fatto uno  studio  a  monte
  delle  condizioni  di  ripopolamento, della genetica  del  coniglio
  selvatico  o  del  modo in cui, ad esempio, questi conigli  vengono
  monitorati? No
   Tutto  questo non è assolutamente previsto nella norma,  e  quindi
  significa  prendere  questi soldi e buttarli,  quindi,  tanto  vale
  andarli  ad  utilizzare per qualcosa di più utile e di più  urgente
  per la Sicilia.
   Oppure, per quanto riguarda le convenzioni del Corpo forestale con
  le  associazioni  delle Guardie volontarie,  articolo  102.  Follie
  pure
   Oppure,  tantissime le norme ad personam, le  norme  a  favore  di
  soggetti  specifici  che non, sicuramente, dell'intero  settore  di
  riferimento  per  la  Sicilia. Faccio degli esempi:  l'articolo  41
  sulla   bio-banca ;  46 Teatro comunale di Adrano;  51  Ente  Fiera
  Messina; 53 Teatro Samonà; 82 trasporto pubblico del solo comune di
  Catania,  un  solo  comune; 81 sul solo  personale  del  Parco  dei
  Nebrodi;  93  dipendenti del solo  Vivaio Federico Polsen ;  e  poi
  singoli teatri, enti di ricerca, enti agricoli, associazioni.
   Quindi,  io  invito  veramente  questo  Governo  a  prendere   una
  posizione, sicuramente, più forte verso questo modus operandi, e mi
  auguro di non vederlo mai più nelle prossime finanziarie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Arancio.  Ne  ha
  facoltà.

   ARANCIO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli colleghi è iniziata la finanziaria.  Io  sono
  alla  mia seconda esperienza e pensavo che, rispetto alla mia prima
  esperienza,   ci  fosse  una  discontinuità,  Presidente.   Io   ho
  apprezzato  quando lei ha dichiarato una finanziaria  molto  breve,
  fatta   di  una  trentina  di  articoli.  Una  cosa  che  mi   sono
  compiaciuto. Finalmente c'è una diversità rispetto alle finanziarie
  che ho votato, da maggioranza, negli ultimi cinque anni precedenti.
  Però,  mi  sono  dovuto ricredere, perché di  nuovo  c'è  stato  un
  assalto  a presentare emendamenti. Da una finanziaria snella  siamo
  arrivati  ad una finanziaria con 120 articoli, tanto che  è  dovuto
  intervenire  il Presidente dell'Assemblea regionale per  stralciare
  molti  articoli, di cui alcuni che ritengo molto importanti e penso
  di  chiedere  al  Governo tutto, e poi lo dirò alla  fine  del  mio
  intervento, se è possibile recuperarne alcuni.
   Io  mi immagino, Presidente, di votare una finanziaria in cui ogni
  legge   che   votiamo  sia  per  tutti  i  siciliani,   perché   mi
  dispiacerebbe  votare leggi che sono con il  marchio,  con  nome  e
  cognome, perché io di queste leggi mi vergogno
   Io  chiedo,  sia  al  Presidente della Regione sia  al  Presidente
  dell'Assemblea regionale, che siano garanti di leggi che siano  per
  tutti  i  siciliani. Un'altra cosa che chiedo,  è  il  criterio  di
  eguaglianza  perché  non si possono fare leggi  per  alcuni  e  non
  abbiano  rilevanza  per  altri  che hanno  gli  stessi  criteri  di
  appartenenza. Voglio fare un esempio. Mi riferisco alle  leggi  per
  l'emergenza Palermo.
   C'è   un'altra   emergenza,  che  ha  le  stesse  caratteristiche.
  L'emergenza provincia di Caltanissetta e provincia di Agrigento. Mi
  riferisco ai PIP e agli RLI, che sono bacini equiparati. O la legge
  ha un carattere generale o non può essere una legge parziale perché
  ritorniamo al criterio A, al criterio di prima. Facciamo leggi  per
  alcuni  e  non le facciamo per tutti. Quindi, chiedo  che  se  deve
  essere una legge che sia fatta per tutti.
   Ritengo che la finanziaria è una finanziaria con luci ed ombre. E'
  una finanziaria che nel percorso, grazie al contributo di tutti,  è
  una finanziaria che può essere sicuramente migliorata.
   Il  mio intervento lo baserò soprattutto sul sociale ad esclusione
  del   fatto   di   fare   voti  per  quanto  riguarda   l'assessore
  all'agricoltura,  che  se ne è già occupato,  per  quanto  riguarda
  l'Associazione  allevatori.  Ce ne  siamo  occupati  nella  passata
  legislatura senza chiudere il cerchio.
   Vediamo se riusciamo, attraverso questa finanziaria, finalmente, a
  chiudere  questo cerchio perché ci sono 120 lavoratori  che  ancora
  aspettano  nonostante  i fondi c'erano nella  passata  legislatura.
  Penso che ci siano ancora in questa.
   Ci  sono  molti punti importanti in questa finanziaria per  quanto
  riguarda  il  sociale. Mi riferisco all'allargamento del  REI,  che
  sicuramente,  avendo aumentato a 6 mila euro l'ISEE, allargherà  il
  bacino delle persone che potranno utilizzare uno strumento. In  una
  situazione  di  difficoltà  notevole  come  in  questo  periodo  in
  Commissione  sanità  ci siamo occupati della sanità  penitenziaria.
  Questo sicuramente era un tassello che la nostra Sicilia non  aveva
  chiuso. Mi riferisco alla norma sullo spettro dell'autismo.  Signor
  Presidente,  qui con una parolina si è cambiato il  senso  che  noi
  avevamo dato in Commissione sanità. Per questa patologia emergente,
  emergente che significa, non è che prima non c'era, ma ora si  sono
  affinati  i  mezzi per fare diagnosi quindi si diagnosticano  molti
  casi   ed   è  sicuramente  molto  estesa.  Noi  abbiamo  aumentato
  l'utilizzo delle finanze dallo 0,1 per cento dei bilanci delle  ASP
  allo 0,2 per cento. In Commissione questo 0,2 per cento è diventato
   sino ad un massimo dello 0,2 per cento . Lei capisce che in queste
  due parolette c'è di mezzo una situazione che diventa un'altra. Io,
  quindi,  chiederei,  che  restasse  così  come  era  passato  dalla
  Commissione   sanità  perché  stiamo  parlando  di  una   patologia
  emergente  per la quale stiamo iniziando a creare le strutture  che
  servono  a  dare  sollievo alle famiglie. Quindi è  necessario  che
  venga  mantenuto  il  finanziamento così come era  stato  stabilito
  dalla Commissione Sanità.
   Un plauso a chi ha introdotto la norma per il banco alimentare, mi
  dicono  il Presidente della Commissione Bilancio. Solo vorrei  fare
  notare  che  io  sono  stato  assessore  ai  servizi  sociali   una
  decina/quindicina di anni fa nella mia comunità, ma 200  mila  euro
  sono  un  po' pochi. Io penso che su questo il Parlamento  dovrebbe
  riflettere  e  vedere  se c'è la possibilità,  perché  capisco  che
  quando  si debbono aggiungere soldi diventa un po' difficile,  però
  vorrei che fosse attenzionata.
   Un  plauso per l'istituzione del reddito di libertà perché ritengo
  che questo sia un articolo di una valenza importantissima anche  se
  penso  che  si  dovrebbe  agire anche sulla  prevenzione  mettendo,
  quindi, anche sportelli di ascolto perché questi prevengono poi  la
  necessità di finanziare interventi a favore delle vittime.
   Noi  dobbiamo  intervenire prima che esistano le  vittime,  quindi
  penso  che poi dovremmo avere la necessità di ritornarci,  va  bene
  così ma dobbiamo ritornarci. Anche l'istituzione di un fondo per le
  politiche  giovanili,  anche questo penso che  sia  sicuramente  un
  punto molto positivo per questa finanziaria.
   Voglio   concludere,  Presidente,  chiedendo  che  rispetto   agli
  articoli  che  sono stati stralciati, perché capisco  che  con  una
  finanziaria non si può finanziare tutto, ci sono due norme  che  mi
  stanno  particolarmente  a cuore. La prima  riguarda  gli  ospedali
  delle  zone  ad  alto rischio ambientali che in termini  di  salute
  persa  di salute che la gente ha perso praticamente ritengo che  ci
  siamo   anche   delle  norme  che  determinano  un  aumento   della
  prevenzione, quindi quella norma che è stata stralciata  mi  sembra
  giusta.  Io  spero  che tra le norme stralcio  anche  questa  venga
  ripresa in considerazione, signor Presidente. E poi un'altra  cosa:
  l'aeroporto di Comiso; lì, come sa Presidente io sono di Gela,  non
  c'entro  completamente con Comiso, ma ritengo che averlo stralciato
  sia  un  danno per un'area molto vasta della Sicilia, e chiedo  che
  venga  presa  in considerazione anche la possibilità che  la  norma
  sull'aeroporto di Comiso venga rivista e se c'è la possibilità  che
  si  agisca conseguentemente e se non si può fare ora che  si  tenga
  nell'attenzione  perché è in dubbio che qui stiamo  parlando  della
  possibilità  di  futuro di una intera area. Lì bisogna  programmare
  anche  le  infrastrutture  che portano  verso  l'aeroporto  perché,
  Presidente, facciamo l'aeroporto però non ci arriva né ferrovia, né
  strade, quindi di che stiamo parlando? Bisogna che su questo ci  si
  rifletta per fare un'opera organica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  signori
  Assessori, onorevoli colleghi, il Fondo delle autonomie  locali  lo
  scorso Governo Crocetta lo ha diminuito il fondo da 900 milioni  di
  euro  a  250  milioni di euro. La diminuzione di  questo  fondo  ha
  causato  nei  nostri comuni, nelle nostre località,  una  serie  di
  dissesti finanziari. Ad oggi i dissesti finanziari in Sicilia,  tra
  piano  decennale di riequilibrio e dissesto conclamato sono  60.  E
  come  gruppo  parlamentare, signor Presidente, noi ci  sentiamo  il
  dovere  di  portare in questa Aula il grido disperato  di  tutti  i
  comuni  siciliani  che hanno dichiarato dissesto  finanziario,  che
  praticamente è il fallimento delle comunità, è un fallimento  anche
  del  popolo  siciliano  perché non riesce  a  garantire  i  servizi
  essenziali.
   Signor Presidente io le voglio elencare, uno ad uno, i comuni  che
  hanno  dichiarato  dissesto finanziario: Acate,  Aci  Sant'Antonio,
  Augusta,   Bagheria,  Barrafranca,  Brolo,  Carini,   Casteldaccia,
  Casteltermini,  Cefalù,  Cerda, Favara,  Ispica,  Lentini,  Mazzarà
  Sant'Andrea,  Milazzo,  Mirabella Imbaccari, Mussomeli,  Palagonia,
  Porto  Empedocle, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina,  Scaletta
  Zanclea,  Scordia,  Tortorici, Adrano,  Avola,  Belmonte  Mezzagno,
  Borgetto,  Caccamo, Campobello di Licata, Catania, Ficarra,  Galati
  Marettimo,  Giardini Naxos, Giarre, Itala, Leonforte, Linguaglossa,
  Mazzarrone,  Messina,  Modica,  Monreale,  Monterosso  Almo,  Motta
  Camastra,  Pachino,  Racalmuto,  Randazzo,  Riposto,  San  Cataldo,
  Sant'Alessio Siculo, Scicli, Sommatino, Taormina, Terme Vigliatore,
  Tremestieri Etneo e Ustica.
   Bene,  a  questo  grido disperato, la Regione, questo  Governo  ha
  risposto in maniera insufficiente perché all'articolo 18, al  comma
  12,  l'aumento  del Fondo di riserva corrisponde a 700  mila  euro.
  Capisce  bene  che  questo elenco che le ho fatto  è  destinato  ad
  aumentare  nei  giorni e nelle settimane. Quindi  siamo  ancora  in
  tempo  per evitare che crollino tutti i comuni siciliani perché  se
  crollano i comuni crolla la Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Presidente  della
  Regione,  Assessori, i colleghi che mi hanno preceduto, ad  esempio
  il   collega  Di  Paola,  hanno  parlato  di  un  film  horror   ed
  effettivamente  sembrava il sequel di quello  che  era  il  governo
  Crocetta.  Ma  noi  abbiamo visto che è ben  peggio,  almeno  dalla
  partenza  si  vede  questo, di quello che era  appunto  il  governo
  Crocetta.
   Sostanzialmente,  potremmo riassumere quella che  è  stata  questa
  prima   Finanziaria' con due titoli di film. Uno è  Il baratto   ed
  il  baratto che vuol dire: avere una finanziaria delega  in  cambio
  delle marchette. Questo sostanzialmente è il primo approccio che si
  è  avuto  per questa  Finanziaria' e lo abbiamo visto; era  entrata
  una   Finanziaria'  di circa 35 articoli e  poi  ne  è  uscita  una
   Finanziaria' di 130 articoli, la gran parte tutta marchette.
   I  miei colleghi hanno parlato di tanti punti. All'articolo 8,  ad
  esempio,  si  parla delle agevolazioni per l'acquisto  della  prima
  casa  ma  chissà  perché  aggiungiamo delle nuove  costruzioni  che
  sappiamo  che  hanno  un costo eccessivo. Poi, avete  il  biglietto
  unico,  hanno  parlato  i miei colleghi; dei beni  culturali,  tema
  importantissimo,  qui c'è il nuovo Assessore, noi  dovremmo  capire
  come  rilanciarli  una volta per tutte, farli  diventare  fonti  di
  guadagno  serie  ed invece questo ancora non avviene.  Abbiamo  dei
  parchi, ad esempio l'istituzione del Parco della Neapolis, fermo da
  una  vita,  non  riusciamo ad istituirlo,  in  più  abbiamo  questa
  disparità  che  alcuni hanno l'autonomia ed altri no,  ma  comunque
  questo è un altro discorso.
   Poi,   abbiamo  l'articolo  13  per  quanto  riguarda   l'edilizia
  scolastica, però questo andrebbe visto assieme all'articolo  17  ed
  all'articolo  20 perché andrebbero visti non una cosa  a  parte  ma
  inserendoli  in  quelli che hanno effettivamente le competenze  per
  fare  questi  interventi, soprattutto visto  che  stanno  crollando
  questi  edifici  in testa ai nostri ragazzi e riguardano  gli  enti
  locali  e  riguardano le province e riguardano i  comuni.  La  gran
  parte  dei  soldi,  perché noi sappiamo che  ci  sono  anche  fondi
  europei,  altri  investimenti che arrivano,  quindi,  extra  budget
  regionale  e  comunale, arrivano ma non hanno  il  potere  di  fare
  progetti,  non  hanno  la  capacità di  progettare  e  lì  dovevamo
  intervenire, caso mai, con un fondo di rotazione dedicato  non  con
  un'altra  legge  ad hoc per 1 milione di euro che poi  non  servirà
  praticamente a niente.
   Poi,  all'articolo  17, abbiamo messo solo  23  milioni  di  euro,
  questi  in  più. Ce ne avevano chiesti circa 60 perché noi  abbiamo
  avuto  questa cosa che, inizialmente, l'anno precedente, nel  2017,
  avevamo  promesso 340 milioni, poi, gliene abbiamo  tolti  60  così
  d'emblée  all'ultimo  mese  e, quindi, molti  di  loro  si  trovano
  veramente in grosse difficoltà. Abbiamo aumentato questi 23 milioni
  del  fondo di investimenti che, poi, spesso e volentieri  non  sono
  investimenti, ma sono per fargli pagare i mutui.
   Stessa  cosa  l'articolo 20 che parla delle province. Ho  proposto
  all'Assessore anche una modifica perché ci sono molti di questi che
  andranno anche in dissesto, una ci è andata praticamente da poco  e
  non avranno neanche i soldi per pagare gli stipendi.
   Poi, abbiamo tutta la serie dei lavoratori che, per l'amor di Dio,
  vanno  tutelati  ma  in  che modo? Intanto quelli  che  sicuramente
  tuteliamo sono i comandati, i comandati li tuteliamo, non  sappiamo
  perché  nonostante abbiamo un bacino di dipendenti regionali enorme
  abbiamo sempre bisogno dei comandati che costano, ad esempio quelli
  della sanità, circa 1 milione di euro.
   I  precari che prendiamo sempre in giro, speriamo che stavolta sia
  la volta buona.
   Poi, c'è l'articolo 78 che riguarda i Pip. Noi li stiamo prendendo
  palesemente  in giro perché è una cosa che non si può fare,  forse,
  per  potere  dire poi un giorno:  io ci ho provato ma poi  me  l'ha
  impugnata il Consiglio dei Ministri  , così almeno fanno i paladini
  ed i giustizieri.
   Parliamo  anche  dell'articolo 32 comma 4  che  è  il  taglio  che
  riguarda l'Ersu. Sono stati tagliati altri 2 milioni di euro.
   L'articolo 33: si parla dei disabili. Sono stati tolti soldi.  Noi
  abbiamo  presentato un emendamento che spero che sia apprezzato  da
  parte  di  questa Presidenza e che passi perché c'è un  aumento  di
  circa 10 milioni di euro.
   Poi,  due  capolavori: l'articolo 18 e l'articolo dal 38  in  poi,
  diciamo  così,  perché  l'articolo  18  è  pieno  anche  quello  di
  marchette, di cose praticamente singole e dall'articolo 38 in  poi,
  pure.  Spesso  si  dice:  Ma non possiamo buttare  il  bambino  con
  l'acqua   sporca    il  problema  è  che  il  bambino  era  pulito,
  tranquillo  fuori,  lo  abbiamo rimesso a mollo  nell'acqua  sporca
  proprio  per  dire  che  non  lo  possiamo  buttare  e,  poi,   con
  quell'acqua  ci  andiamo  a brindare perché  questo  è  quello  che
  abbiamo  fatto  in  questi  anni,  festeggiavamo  chissà  cosa   ma
  quell'acqua sporca ha finanziato tante e tante campagne elettorali.
     Poi,  finalmente  abbiamo  cercato di inserire  qualche  piccolo
  aggiustamento e sono passati comunque sia l'articolo 85  e  86  che
  sono  due  nostri emendamenti di carattere generale che  riguardano
  randagismo e autismo, due temi importanti.
   Ora,  Presidente della Regione, concludo dicendo, il secondo  film
  che  abbiamo visto in Commissione e che speriamo di non vedere qua,
  ebbene,  il  secondo  film era  Il Fantasma di  Palazzo  d'Orleans
  perché  purtroppo già abbiamo visto, in Commissione  Bilancio',  la
  sua assenza totale che è un fatto grave perché poteva intervenire e
  poteva  evitare  molti  di  questi problemi,  quindi,  un  fantasma
  silente dove si sente la presenza, perché è venuto Crocetta i primi
  tempi  e  questo è un fatto importante soprattutto se un Presidente
  non è d'accordo con molti di questi articoli e, invece, così non  è
  stato.

   DI MAURO. Ma quando mai il Presidente della Regione deve venire in
  Commissione?

   ZITO.  Io  spero che almeno, qui, in Aula darà parere  negativo  a
  molti  di  questi  articoli, perché è un  senso  di  giustizia  per
  evitare  molti  di  questi problemi. Il problema,  caro  Presidente
  della  Regione  è  che c'è un detto che dice:   una  piuma  ed  una
  rondine  possono volare ma uno solo può decidere dove  andare .  Il
  problema  è dove volete andare? Perché quello che stiamo vedendo  è
  che per ora state andando in basso e continuando a scavare e questa
  Regione non se lo può permettere.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli,
  Assessori,  parlare  della  Finanziaria' ad inizio  di  legislatura
  pensavo  che fosse più facile e, invece, ascoltando gli  interventi
  mi  sembra di essere sul finire di un'esperienza di governo per cui
  si raccolgono lamentele in ordine a quello che poteva essere e che,
  invece, non è stato.
   Allora,  vorrei porre un ordine alle cose e vorrei cominciare  dal
  quadro  di natura politica e finanziaria che è il punto di partenza
  per la redazione di questa  Finanziaria'.
   Il  quadro  politico:  ovviamente, il Governo  insediatosi  il  15
  dicembre  ha  cominciato  a  lavorare subito  dopo  le  feste  alla
  redazione   del  bilancio  ed  è  mancata  quella   che   è   stata
  l'interlocuzione con il Governo nazionale; tante volte colloquiando
  con    l'assessore   Armao   abbiamo   aspettato   che   ci   fosse
  un'interlocuzione,  ma tuttora a Roma non c'è un'interlocuzione  e,
  quindi,  ci  si è dovuto organizzare nel redigere una  Finanziaria'
  che  tenesse  soltanto una cornice delle cose che  dovevano  essere
  fatte.
   Ma,  mi  permetto  di  dire  anche quella  che  è  un'osservazione
  rispetto  al quadro finanziario. Noi abbiamo, meglio ancora  questo
  Governo,  come  punto di partenza, ha un debito  consolidato  di  5
  miliardi  e  300,  più  3 miliardi di debito,  onorevole  Musumeci,
  contratti  la  scorsa legislatura a seguito di quelli  che  sono  i
  debiti  verso  la  Pubblica amministrazione  perché  lo  Stato  non
  trasferiva risorse e noi abbiamo dovuto assumere debiti per quasi 3
  miliardi che non sono proprio debiti ma sono soldi che noi dobbiamo
  pagare  perché,  di fatto, abbiamo contratto un  mutuo  e,  quindi,
  abbiamo l'onere di pagare le rate mensili.
   A   tutto  questo,  signor  Presidente  della  Regione,  si   deve
  aggiungere quello che è stato il rapporto, in questi ultimi 5 anni,
  meglio   ancora  6  anni,  col  Governo  nazionale.  Veda,   signor
  Presidente, se noi rispetto al concorso di finanza pubblica che, in
  questi ultimi 6 anni, abbiamo determinato, avessimo tolto l'80  per
  cento  di debiti, noi abbiamo dato allo Stato - dopo avere  sentito
  tante  volte da parte del Governo nazionale che le Regioni autonome
  vanno  tolte, che le Regioni non lavorano bene, che le Regioni  non
  sono  in  grado  di  fare il proprio dovere - ben  6  miliardi  395
  milioni.
   Onorevole  Musumeci, noi abbiamo trasferito allo Stato 6  miliardi
  395  milioni e continuo facendo un'affermazione che è la  seguente:
  rispetto a quello che succederà quest'anno, il 2019 ed il  2020,  a
  fronte di un trasferimento di risorse a seguito dei 3 accordi fatti
  dal presidente Crocetta, pari a 1 miliardo e 400 l'anno, in verità,
  incasseremo  nel  2019 e nel 2020 soltanto 400 milioni  perché  per
  quest'anno  rispetto  a  1 miliardo e 400  che  viene  da  Roma  ne
  restituiamo  1 miliardo 398, negli anni 2019 e 2020 a fronte  di  1
  miliardo e 400 che riceviamo dobbiamo restituire 1 miliardo.
   Questo  è  il  quadro, cioè significa che se  noi  avessimo  avuto
  questa  sorta di ristoro al Governo nazionale trattenute le risorse
  per  onorare la nostra posizione debitoria, a metà del suo mandato,
  avremmo avuto una Regione senza debiti. Invece non è così.
   Questo certamente è legato a quello che è stato il nostro rapporto
  politico  nonostante qui ci fosse un governo  di  sinistra  con  il
  governo  nazionale  retto  da Renzi. Ed  è  un  punto  di  partenza
  rispetto  al  quale non bisogna dimenticare quando noi parliamo  di
  una  finanziaria. Nonostante questo la  Finanziaria' ha cercato  di
  mettere  su,  ripeto in assenza di quello che sono i  rapporti  con
  Roma,  in  un  contesto  in cui  Bilancio' e  Finanziaria'  debbono
  rappresentare  quelli  che  sono gli aspetti  affinché  si  capisca
  quelli che sono i risultati che un governo deve raggiungere, quelle
  che  sono  le  condizioni  di  attendibilità  e  le  condizioni  di
  credibilità di un governo, una  Finanziaria' che ha trattato, oltre
  il  trasferimento  degli enti locali, confermando  l'importo  dello
  scorso anno, gli interventi per la casa proposti dall'Assessore per
  le   infrastrutture,  il  trasporto  locale,   norme   a   sostegno
  dell'agricoltura,  le  norme sull'edilizia scolastica  e  le  norme
  sull'ambiente.
   Questa  è  stata  la cornice minimale che il Governo  ha  proposto
  all'Assemblea.
   Nel   corso  dei  lavori  delle  Commissioni,  credo  che  si  sia
  verificato un fatto innovativo e cioè un  rapporto che è nato senza
  alcuna  contrattazione  tra il Governo  ed  i  parlamentari  perché
  rispetto  ad ogni emendamento c'è stato un confronto sereno  ed  un
  confronto  anche  con  l'assessore  Armao  che,  in  questo  senso,
  rappresenta   il  Governo,  lo  rappresenta  per  Regolamento,   lo
  rappresenta  perché è Assessore per l'economia e credo che  nessuno
  si  possa lamentare della capacità del Governo di attenzionare,  di
  ascoltare gli emendamenti che sono stati presentati, a tal punto da
  avere, caro presidente Musumeci, un fondo per la povertà.
   Il  Governo  proponeva, attraverso l'Assessore,  10  milioni,  per
  esigenze di fondi, è stato accettato quello delle opposizioni di  5
  milioni. Ma dieci o cinque, l'idea c'è.
   Abbiamo  il fondo, il reddito di inserimento. Abbiamo il  reddito,
  come  esperienza, come pilota proposto dal PD di  libertà  per  200
  mila  euro.  Abbiamo  previsto  tutto  ciò  che  è  stato  proposto
  singolarmente  da ogni deputato come frutto di un ragionamento  che
  lei   tante   volte  ha  evocato,  Presidente,  che  è  quello   di
  confrontarsi  sui temi singolarmente, volta per volta,  giorno  per
  giorno.
   Credo  che  questo  esperimento sia  venuto  fuori  attraverso  un
  ragionamento di natura politica e che senza essere, mi permetto  di
  dire,  né  organizzato, né voluto, di fatto, si  è  realizzato.  Di
  fatto, siamo riusciti a mettere in campo, nella sede istituzionale,
  che è la Commissione di merito, che trattava il singolo argomento o
  la  Commissione  Bilancio' una serie di iniziative che, ovviamente,
  oggi,  sono  a  merito del Governo che ha dato  parere  favorevole,
  della  coalizione  che  ricordo a tutti in  Commissione   Bilancio'
  consta  di  otto componenti su tredici, quindi c'è una volontà  ben
  precisa  della  coalizione  che  sostiene  il  governo  Musumeci  e
  dell'opposizione  che, diligentemente, ha formulato  una  serie  di
  proposte  di  natura politica con annesso supporto  finanziario  al
  quale  il  Governo, attraverso l'assessore Armao, ha dato il  primo
  parere,  di  iniziative che portano, ovviamente,  ad  allargare  la
   Finanziaria',  a  creare  uno strumento politico,  legislativo  di
  importanza notevole.
   Oltre queste vorrei ricordare alcune cose, Presidente, che sono le
  risorse  che  sono  state  indicate a proposito  di  una  serie  di
  interventi  nel  settore dell'amianto, per la  progettazione  degli
  enti locali, le risorse che sono state trasferite alle province, le
  risorse  come  fondo  per gli enti di culto,  il  fondo  dell'IACP,
  sapendo  la  situazione  disastrata in cui versano,  le  norme  per
  l'edilizia agevolata proposta dall'Assessore per le infrastrutture,
  le  norme  relative al personale in servizio presso la  società  in
  house  della  Regione, cioè una serie di elementi che  sono  venuti
  fuori  dal  dialogo  che hanno consentito,  mi  permetto  di  dire,
  qualora  dovessero tutti questi emendamenti, tutti questi articoli,
  questi commi, essere approvati, un ragionamento di natura politica,
  programmatoria  che  vede  e  raggiunge l'obiettivo  attraverso  un
  dispositivo  legislativo  che  è  a  merito  del  Governo   e   dei
  parlamentari e di tutta questa Istituzione, perché non  c'è  dubbio
  che i siciliani, caro presidente Musumeci, attendevano l'inizio del
  suo  percorso e la  Finanziaria' è il banco di prova, è il  momento
  istituzionalmente più elevato attraverso il quale il Governo ed  il
  Parlamento  manifestano  tutto  il  loro  impegno  in  favore   dei
  siciliani  e  credo  che quello che è stato  fatto  sia  di  grande
  rilievo.
   E'  importante, straordinario, mettere assieme senza accordi sotto
  banco  e  senza  altro,  iniziative  politiche  che  consentono  di
  raggiungere  determinati obiettivi. Quindi, è  stata  tracciata  la
  strada,  è  stato  tracciato  il percorso,  siamo  consapevoli  che
  sarebbe il caso, presidente Musumeci, e mi auguro che il Governo in
  questo  senso, quello nazionale, al di là del colore politico,  sia
  sensibile  a  quelle che sono le istanze dei siciliani  perché  non
  possiamo  concorrere, anche per il 2018, 2019 e 2020, a  concorrere
  alla  finanza  pubblica, continuando a pagare in ordine  al  numero
  agli abitanti e non al reddito pro capite.
   Questa  è  una  battaglia che lei, Presidente, si deve  intestare,
  unitamente al suo Governo, all'assessore Armao, perché continuare a
  pagare  in  ordine al numero degli abitanti, considerata  la  crisi
  economica  in  cui versa la Sicilia, è un suicidio  e  non  ci  può
  essere  Governo di colore, di destra, di sinistra o  del  Movimento
  Cinque Stelle che non possa attenzionare questa vicenda. Questo  lo
  dico, Presidente, perché deve essere la battaglia sua e dell'intero
  Parlamento.  Deve essere una battaglia che lei deve portare  avanti
  affinché tutti quanti si possa esserne orgogliosi e soprattutto  in
  modo  da  rimettere in moto un meccanismo che possa  consentire  ai
  siciliani di essere fieri del proprio Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  cinque
  milioni  di  residenti in Sicilia, su 5 milioni solo 1 milione  370
  mila  risultano occupati. Il 15 per cento dei 5 milioni di abitanti
  vive  all'estero. Si registra in Sicilia il terzo peggior tasso  di
  attività,  circa  il  40  per cento. Ogni anno  25  mila  siciliani
  emigrano  verso  Nord  o  l'Europa. La  dispersione  scolastica  ed
  universitaria  è  ai massimi nazionali. L'indice  di  competitività
  europeo  colloca  la Sicilia al 237  posto su  263.  Le  PMI  hanno
  difficoltà  ad  accedere  al credito. Il  numero  di  occupati  nel
  settore  manifatturiero è insufficiente ed è  pesantemente  colpito
  dalla crisi.
   Si  potrebbe continuare ancora per altro tempo; queste sono alcune
  delle   premesse   che  c'erano  nel  Documento  di  Programmazione
  Finanziaria.  Ora,  io vorrei capire qual è  il  nesso  tra  questa
  premessa  e  le  soluzioni,  la pianificazione  di  spesa  che  c'è
  all'interno della  Finanziaria'.
     Io sono al mio primo mandato, muovo i primi passi all'interno di
  questo  Palazzo e lasciatemi dire che, gestire il bilancio  di  una
  Regione,  la  finanziaria di una Regione  in  questi  termini,  con
  queste modalità è davvero assurdo. Non si può stare fermi tre mesi,
  ricevere poi i capitoli di spesa in un paio di giorni, emendamenti,
  termine per emendamenti in un paio di ore e non si può non avere il
  tempo  di  agire con progettualità, con una struttura ben costruita
  ad hoc per il rilancio di questa Terra.
   Vi  chiedo  velocemente - il mio intervento appunto è molto  breve
  perché ancora ci sono i colleghi che devono parlare - dopo il  DEFR
  e  dopo  questa  Finanziaria' di preparare magari un libro  per  le
  risposte  da  dare  ai siciliani perché io, ad oggi,  non  so  cosa
  rispondere  a tutte le persone, a tutti i lavoratori,  ai  giovani,
  agli  anziani,  ai  disabili che vivono in questo  periodo  davvero
  drammatico.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Ciancio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIANCIO.  Grazie  Presidente, Governo, colleghi,  sarò  brevissima
  anche perché i miei colleghi hanno già detto tutto.
   Vorrei  fare  solo  un appello al Presidente della  Regione  ed  a
  questo  Governo  partendo da alcune parole chiave:  programmazione,
  visione e stabilità. Programmazione non se ne può fare se,  come  è
  successo  purtroppo  con un colpo di mano si sono  tolti  -  io  mi
  riferisco ad alcuni settori che ho seguito più approfonditamente  -
  ma, non si può fare programmazione facendo con un colpo di mano  un
  taglio  di  7  milioni  ai  teatri, per  esempio,  perché  sappiamo
  benissimo   che  le  grandi  istituzioni  culturali   non   possono
  programmare,  non  possono avere una giusta programmazione  se  non
  hanno un minimo di stabilità all'interno del proprio bilancio ed  è
  anche  per  questo che chiediamo che la programmazione venga  fatta
  triennalmente,  non  annualmente,  anzi,  come  abbiamo  visto   in
  passato, a volte semestralmente; questo è un modus operandi che non
  può funzionare.
   Non  si può avere una visione quando arrivano in Commissione degli
  emendamenti che nessuno conosce o che nessuno ha illustrato, o  che
  anche  gli  stessi  addetti  ai  lavori  non  conoscono;  mi  creda
  Presidente, è stato disarmante in Commissione V quando  è  arrivato
  l'emendamento sui beni culturali, quando abbiamo convocato anche  i
  diversi  attori  e non c'era nessuno del Governo  che  potesse,  in
  qualche modo, spiegare la ratio di questa norma.
   Allo  stesso modo non si può dire di avere una visione  quando  in
  Commissione  I si vuole aggiungere, per esempio, il termine   Isole
  minori  all'Assessorato enti locali ed allo stesso tempo si attuano
  dei  tagli molto netti e molto importanti proprio sul settore delle
  Isole minori.
   Io  capisco la posizione del Presidente e capisco, anche,  un  po'
  l'imbarazzo   che   forse  ha  provato  quando  ha   visto   questa
  QFinanziaria', però lei mi insegna, Presidente, che il Governo  non
  può  lavarsene  le  mani;  è chiaro che lei  deve  dare  un  chiaro
  indirizzo politico. Purtroppo, un indirizzo politico - mi  dispiace
  per l'assessore Armao - sarà stata anche la nottata, ma proprio per
  questo  io  avevo  chiesto  sia  al  presidente  Miccichè  che   al
  Presidente  della  Commissione di non operare di  notte  perché  di
  notte,  poi, purtroppo, succedono le cose che abbiamo visto  venire
  fuori da questo testo.
   È  chiaro che il Governo deve dare un indirizzo che, purtroppo, in
  Commissione  non  c'è stato perché, e lo dico  da  opposizione,  le
  persone  che  l'hanno  votata, l'hanno votata  per  resistere  agli
  appetiti  della  sua maggioranza, Presidente,  anche  con  forza  e
  bloccando questi appetiti laddove vanno in contrasto con un'armonia
  complessiva che, purtroppo, in questo testo non c'è.
   Siamo  ancora  in  tempo,  siamo  all'inizio  di  questa  sessione
  bilancio,  io mi auguro che non si metta ordine -  lo ha già  detto
  una mia collega, purtroppo ordine in questo documento non ce n'è -,
  però  almeno  porre rimedio ad alcune ingiustizie  che  sono  state
  fatte  a  proposito dei teatri, per esempio, mi viene in  mente  il
  FURS: grazie ad una battaglia fatta in V Commissione siamo riusciti
  a  stoppare  questi tagli ma dal ragionamento complessivo  è  stato
  tenuto  fuori il FURS, il Fondo Unico Regionale per lo  Spettacolo,
  che  è  uno strumento fondamentale per tutte quelle piccole realtà,
  per  le compagnie, le associazioni musicali, gli enti culturali che
  lavorano  grazie a questo fondo e creano indotto,  danno  lavoro  e
  rendono la nostra Terra più bella.
   Quindi, mi auguro che in fase di discussione si possa, anche  qui,
  porre rimedio a questa ingiustizia che vede un taglio di più  di  1
  milione al fondo unico.
   Ripeto,  è  vero  che  il  documento  di  programmazione   lo   fa
  l'Assemblea, però questa è la prova del nove, Presidente.
   Noi,  in  base  a  come andrà questa discussione, questa  sessione
  bilancio, capiremo che tipo di interlocuzione possiamo avere con il
  Governo,  se  varrà  la  pena, domani, non appena  finiremo  questo
  testo, sederci al tavolo ed affrontare anche delle cose importanti,
  delle  riforme  che,  purtroppo, non possono essere  affrontate  in
   Finanziaria'  con  un articolo in un mese con dei  rimandi  a  dei
  regolamenti,  mi riferisco agli enti di credito, mi riferisco  agli
  Istituti autonomi per le case popolari, mi riferisco a tante  norme
  per  le  quali non siamo contrari nel merito, ma nel metodo  perché
  non  vanno  affrontate in  Finanziaria', e lo abbiamo  detto  tante
  volte  nella  scorsa  legislatura,  le  vorremmo  affrontare  nelle
  Commissioni  di  merito  col giusto tempo  che  meritano,  appunto,
  argomenti talmente importanti.
   Quindi,  da  come andrà questa sessione bilancio  capiremo  se  il
  Governo ha davvero voglia di cambiare le cose o di presentare delle
  giuste e buone riforme per questa Regione o se, come purtroppo come
  nella scorsa legislatura, tireremo a campare non facendo niente  di
  buono per questa Regione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  nei
  pochi  minuti a mia disposizione proverò ad offrire una valutazione
  al  Governo  e  al  Parlamento sui rilievi che facciamo  su  questa
   Finanziaria'.
   La  prima:  noi  siamo  in presenza di una  Finanziaria'  con  una
  disponibilità finanziaria rispetto al passato di circa 600  milioni
  di  euro  in più, alcuni dei quali lascio al destino la possibilità
  che  siano effettivamente utilizzabili, mi riferisco in particolare
  alla  cancellazione  dei residui attivi che la  norma  prevede  che
  possano  essere  iscritti nel bilancio di competenza esclusivamente
  per  cassa  e non per competenza, circa 310 milioni, il Governo  ha
  fatto   un'altra   cosa,  li  ha  scritti  anche   per   competenza
  trasformandoli,   quindi,  in  spesa  malgrado   le   norme   sulla
  contabilità lo vietino ma questo saranno altri organi a valutarlo.
   E,  però,  pur avendo circa 600 milioni, anche qualcosa in  più  a
  seguito   della  manovra  che  si  è  fatta  di  maggiori  entrate,
  assistiamo ad una manovra che, sostanzialmente, lascia una serie di
  debiti  fuori  bilancio la possibilità di fare attività  in  questa
  Regione,  in  particolare:  ci sono interi  capitoli  che  pur  non
  essendo formalmente spese obbligatorie ma sono spese obbligate,  mi
  riferisco  in  particolare a tutti gli enti  vigilati,  addirittura
  entri   strumentali  della  Regione,  per  i  quali  la  previsione
  finanziaria è sottostimata addirittura sugli stipendi previsti  per
  pagare  le  persone, uno per tutti l'Esa ma potrei  continuare  con
  tutta  una  serie di enti per i quali è stato fatto  un  taglio  in
  alcuni  casi  di  un  1/3  rispetto  alla  previsione  finanziaria,
  rispetto a quanto accertato nella spesa nell'anno precedente.
   Quindi,  è  evidente che questa tecnica con cui si fa il  bilancio
  che è più una manovra - e lo dico con rispetto dovuto ai ragionieri
  -  di  natura  ragionieristica non di natura formale e  sostanziale
  rispetto agli obiettivi che si vogliono realizzare, mi pare che qui
  ci  sia  un grande buco che il Governo o è capace, da qui a  quando
  sarà  approvata  la manovra, a ripristinare quei capitoli  per  cui
  sappiamo  già  oggi  che  la  spesa è  obbligatoria  al  di  là  se
  formalmente lo è ma lo è nei fatti, e quindi, per evitare che siano
  chiamati  i dirigenti o gli amministratori, nei casi specifici,  ad
  assumersi  la  responsabilità di fare debiti fuori  bilancio  nella
  propria responsabilità anche per pagare gli stipendi.
   E,  però,  al  di  là poi degli stipendi ci sono alcune  cose  che
  gridano vendetta perché vorrei capire a favore di chi e contro  chi
  è  questa manovra. Se posso usare una categoria è contro i  ragazzi
  della   nostra   Regione   cioè,  in  particolare,   gli   studenti
  universitari. C'è un taglio di circa 2 milioni di euro sulle  borse
  di  studio, cioè il diritto allo studio universitario delle quattro
  Università siciliane che, lo dico all'Assessore al ramo, non è  che
  ci  limitiamo a tagliare i fondi della Regione sui famosi  Ersu  ma
  con  la  nuova  disciplina, il nuovo decreto  ministeriale  che  ha
  modificato  le  modalità  di  compartecipazione  dello  Stato  alle
  Regioni,   pur   avendo  lo  Stato  aumentato  le   risorse   nella
  disponibilità  delle  Regioni per quanto attiene  il  diritto  allo
  studio,  questa è una misura che può essere attivata  solo  con  la
  premialità,  cioè  laddove le Regioni decurtano  rispetto  all'anno
  precedente  la quota di cofinanziamento c'è una, non solo  una  non
  partecipazione  alla  premialità  ma  una  decurtazione  del  fondo
  nazionale  che  viene  destinato alle  Regioni  per  finanziare  il
  diritto   allo  studio.  Quindi,  noi  siamo  facendo   una   legge
  finanziaria  che  dice chiaramente contro chi  è,  ed  è  contro  i
  ragazzi della nostra Regione
   Seconda  questione:  è contro l'ambiente in  maniera  chiara.  Noi
  stiamo  riducendo in maniera abbastanza importante i fondi per  gli
  enti  Parco  e per le riserve naturali. Ricordo che gli enti  Parco
  sono   enti   strumentali   della   Regione,   cioè   sono   organi
  dell'amministrazione regionale e, quindi, anche lì ci sono, pur non
  essendo  spese  obbligatorie ma essendo obbligate,  dipendenti  che
  hanno fatto un concorso pubblico a cui dovremo pagare uno stipendio
  per le attività istituzionali che si fanno.
   Così  come  le riserve, ancorché non siano dipendenti pubblici  ma
  soggetti  affidatari, se gli riduciamo un milione e 300  mila  euro
  del Fondo destinato alle riserve, noi stiamo dichiarando, il nostro
  obiettivo,  di ridurre la tutela e la valorizzazione  delle  nostre
  aree naturali e delle nostre riserve in Sicilia.
   C'è  un'altra  cosa  che grida vendetta - ripeto,  tanto  più  che
  abbiamo  600  e  rotti  milioni  di  euro  di  maggiori  entrate  -
  riduciamo  la  spesa  per  il ricovero minori  e  per  le  comunità
  alloggio,  cioè  stiamo  danneggiando un pezzo  di  quella  società
  siciliana  più  debole e meno tutelata. È evidente che  con  questa
  dimensione  rischieremmo  di trasferire  solo  ai  comuni,  in  una
  situazione   già  complicata,  costi  che  sono  in  qualche   modo
  obbligati.
   Mi  riferisco per tutti al ricovero minori per disposizioni  delle
  autorità giudiziarie. Eppure noi riduciamo il nostro trasferimento,
  così  come  ai  ciechi,  così  come ai sordi,  a  quelle  categorie
  maggiormente svantaggiate.
   Cosa  fa, invece, la manovra? Ed è questo un punto di discussione,
  io  non  do  un giudizio, tutte le Finanziarie, chi le  propone  le
  ritiene le migliori del mondo, chi si oppone prova a dimostrare che
  così  non  è,  ma fa parte delle regole del gioco. Mi  pare,  però,
  importante sottolineare due aspetti. Questa manovra ha un obiettivo
  strategico,  di  rendere il Governo extraparlamentare.  L'Assessore
  Armao  sorride  e  sorride a buon veduta perché l'Assessore  Armao,
  facendo  un po' il contabile ma anche avendo cognizioni giuridiche,
  cerca  di  utilizzare quegli elementi di cognizione  giuridica  per
  provare  a fare in modo che dopo questa Finanziaria il Governo  non
  ha più bisogno del Parlamento.
   Molte  norme,  in violazione dell'articolo 12 dello Statuto  della
  Regione, prevedono che il Governo, cioè il Presidente della Regione
  con  decreto del Presidente della Regione, malgrado tutta una serie
  di   passaggi   formalmente  di  coinvolgimento  delle  Commissioni
  parlamentari,  possa fare ciò che la legge non gli  attribuisce  di
  fare.  Non  la  legge  della  Regione,  lo  Statuto  della  Regione
  Siciliana  che - ricordo all'Assessore Armao - non è un  elenco  di
  suggerimenti,  è una serie di norma prescrittive. E l'articolo  12,
  in  particolare, dice che il Governo può esercitare  il  potere  di
  regolamentazione attraverso le procedure di un regolamento, laddove
  però  anche lo stesso regolamento stabilisce le linee guida che  la
  legge  deve,  in qualche modo, definire per produrre il regolamento
  con tutta una serie di procedure; ma qui non mi dilungo.
   L'altra  novità  -  e di questo ne discuteremo nel  merito  quando
  affronteremo   l'articolato  -  c'è  una  ipotesi  nuova   che   è,
  sostanzialmente la costituzione dell'autorità di bacino. In  questa
  norma  ci  sono  due  idee  - ma lo approfondiremo  quando  andremo
  all'esame  della  questione  -  sostanzialmente  da  un   lato   di
  esternalizzare, non nel senso che c'è un privato ma nel  senso  che
  si  costruisce  un  soggetto  autonomo dell'Amministrazione  intesa
  nella  organizzazione  dei dipartimenti della  nostra  Regione,  di
  prevedere  una organizzazione di tipo autoritativo che,  Presidente
  Musumeci,  somiglia un po' troppo a quello che si fece nel  2005  e
  che  poi  con legge del 2008 fu abrogato da questa Regione,  ovvero
  che a seguito del commissariamento per le emergenze acqua e rifiuti
  -  anche allora ci fu una storia di commissariamento - l'evoluzione
  del commissariamento fu la costituzione di un'agenzia delle acque e
  dei rifiuti.
   Noi  con la legge del 2008, la n. 19 del 2008, stabilimmo  che  in
  Sicilia   quelle  attività  venissero  internalizzate   all'interno
  dell'organizzazione   dell'Amministrazione    regionale    e,    in
  particolare, costituimmo un Assessorato, unico in Sicilia, rispetto
  alla storia della Sicilia che era costruita secondo uno schema  che
  si è ripetuto quasi per quarant'anni: ovvero l'Assessorato energia,
  acque e rifiuti.
   Al  di  là  se  dovrà  essere un'autorità o  se  dovrà  essere  un
  dipartimento, io voglio sapere dal Governo - tanto più che oggi  il
  Presidente  della  Regione  è  anche  commissario  non   solo   per
  l'emergenza  rifiuti,  ma  anche per l'emergenza  idrica  -  se  il
  Governo ha inteso cambiare profilo, obiettivo, organizzazione della
  propria  macchina,  trasferendo le competenze nel  settore  idrico,
  dall'assessorato Acqua all'assessorato Territorio.
   Ripeto,  ci sta, tutto è possibile, con legge si può fare ciò  che
  si  vuole,  ma  il  Governo deve spiegare perché. Tra  l'altro,  ho
  saputo   pochi   minuti  fa  che  il  nuovo   capo   di   gabinetto
  dell'Assessore appena nominato, a cui faccio tanti auguri anche per
  il  gravoso lavoro che lo attende, è l'ex capo servizio del settore
  Acque.
   Quindi,  da  un lato vorrei capire qual è la schizofrenia  con  la
  quale  si  sta muovendo questo Governo, nel modo di affrontare  una
  questione  assai delicata. Non ci scordiamo che il tema idrico  non
  riguarda  solo il potabile, ma riguarda anche l'irriguo, con  tutta
  una  serie di questioni aperte che investono più competenze ma  che
  bisogna ricondurre ad unicità.
   Io,  devo  dire, di mio naturalmente ho una reazione epidermica  a
  tutto  ciò  che  somiglia ad organismi esterni all'amministrazione,
  organizzativamente  prevista  dalla  legge,  organizzazione   della
  macchina  regionale. Insomma, sono contrario all'idea  di  autorità
  indipendenti,  anche  perché, in Sicilia, di indipendente  non  c'è
  nulla
   Ripeto, queste sono questioni che affronteremo nel corso di questa
  manovra.   Mi  interessa,  però,  capire  che,  al  di   là   delle
  dichiarazioni  di  intenti  che  è  la  migliore  o   la   peggiore
  finanziaria  del  mondo,  io vorrei che da questa  finanziaria  non
  uscissimo danneggiando alcuni siciliani.
   Primo. Chi vive nelle isole minori deve sapere se il trasferimento
  dei  rifiuti, a mezzo nave visto che sul mare si va solo per  nave,
  gli debba costare ai cittadini di quelle comunità - stiamo parlando
  di pochissimi cittadini che vivono

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Bisogna dirlo a Roma

   CRACOLICI. Scusi, Presidente Musumeci, non vorrei che Roma diventi
  un  alibi.  Lei  nel  suo  Governo, sta  proponendo  un  taglio  ai
  trasferimenti

   MUSUMECI, Presidente della Regione. No

   CRACOLICI.  Come no? Glielo dimostreremo nel corso dell'esercizio.
  Sta  proponendo un taglio ai trasferimenti per il trasporto rifiuti
  delle isole minori che danneggerà i cittadini delle isole minori.
   Secondo.  Ad  oggi  assistiamo, tra  l'altro  avendo  da  un  lato
  prevediamo delle norme per pagare una parte del contenzioso con  le
  società accreditate, concessionarie, del sistema della autolinee in
  Sicilia - circa un milione e mezzo di euro, se non ricordo  male  -
  dall'altro lato, tagliamo circa 20 o 30 milioni di euro al  sistema
  delle  autolinee.  Sappiamo, anche lì, che ci  presenteremo  ad  un
  sistema  di contenzioso, che lo abbiamo già perso quando il sistema
  del  famoso   quinto d'obbligo  che in qualche  modo  ad  un  certo
  punto,  per  fantasie  amministrative,  aveva  fatto  pensare  alla
  Regione  di  risparmiare i servizi col quinto d'obbligo tranne  che
  abbiamo perso davanti al giudice ed oggi paghiamo il contenzioso.
   Quindi,  questa manovra, ripeto, a fronte di circa 600 milioni  di
  nuove  entrate,  questo per rimarcare una serie  di  considerazioni
  sull'accordo Stato-Regione; noi speriamo che l'assessore Armao avrà
  possibilità, come dire,  forzute  per portare in Sicilia  ciò  che,
  fino ad oggi, non siamo riusciti ad ottenere, maggiori risorse  dei
  trasferimenti  dallo Stato alla Sicilia - ma, intanto,  con  queste
  risorse  in  più,  che  oggi ha la Sicilia noi stiamo  danneggiando
  alcune  categorie, per fare poi una finanziaria  che  -  con  tutta
  onestà, e chiudo su questo - è, abbastanza, raccogliticcia. Non c'è
  un'idea.
   Un'ultima  cosa, assessore Armao. Lei, con la manovra finanziaria,
  si  riprende e fa bene - su questo siamo d'accordo - 84 milioni che
  giacciono all'IRFIS da molti anni. Salvo, però, non dire questi  84
  milioni  che  fine  debbano fare. Lo rinvia al fatto  che  è  nella
  disponibilità dell'amministrazione regionale. Noi la  sfidiamo.  Se
  vogliamo  dare  un  sostegno reale allo  sviluppo  economico  della
  nostra regione, quegli 84 milioni destiniamoli al credito agevolato
  per gli artigiani, per gli agricoltori, per i commercianti, per  le
  cooperative,    estendiamolo   ai   giovani   e   alle    categorie
  dell'innovazione,  ma  prevediamolo per  legge.  Non  fa  parte  di
  quell'altro disegno che, magari, lei non l'ha scritto  ma  che,  in
  qualche  modo,  nel  suo  cuore  lo  spera  che  con  provvedimento
  dell'assessore, poi, deciderà a chi darlo.
   Con tutto il rispetto, questo è un Parlamento e ciò che decideremo
  lo  faremo tutti e 70 in Parlamento con uno strumento che si chiama
   legge della Regione  che sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale  e,
  quindi, tutti i cittadini potranno sapere chi sta dentro e chi  sta
  fuori.
   Anche  lì,  quindi, quella norma scritta è un po'  nascosta  nella
  norma  dell'IRFIS. Quegli 84 milioni mettiamoli a disposizione  per
  le  imprese  ora e non domani in maniera tale che tutti sanno  come
  realmente fare nuovi investimenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione, Assessori, il tempo stringe per cui mi limiterò soltanto a
  qualche  considerazione in fretta, quasi un  saluto.  Comunque,  ci
  sono  4 giorni davanti a noi per potere esprimere anche valutazioni
  politiche,  valutazioni  istituzionali rispetto  a  questo  momento
  fondamentale nel percorso della legislatura.
   E' la prima legge di stabilità, il primo bilancio e se una analisi
  ed  una  sottolineatura si può fare è che a fronte di una legge  di
  stabilità,  votata  dal  Governo  in  prima  fase  e  arrivata   in
  Parlamento  piuttosto distante,  e non ne comprendo le ragioni,  da
  quello  che era il documento di economia e finanza regionale,  cioè
  di  una  legge  di  stabilità alla quale mancava probabilmente  una
  visione  complessiva  rispetto  a quello  che  invece,  seppure  in
  embrione, Presidente, contenuto nel Documento di Economia e Finanza
  che  avete  prodotto, successivamente in Parlamento,  probabilmente
  anche  con un atteggiamento bulimico, lo definiamo in questo  modo,
  da parte dei parlamentari, nonostante l'importante opera di sintesi
  che  ha operato il Presidente della Commissione  Bilancio , si sono
  prodotte delle norme, molte buone, molte condivisibili, altre molto
  meno condivisibili, altre da cancellare.
   E  tuttavia, il problema è che queste norme, Presidente, sono  una
  somma  di  norme  frutto dell'iniziativa di singoli parlamentari  e
  anche  di  iniziative  del Governo nel corso della  lettura,  nelle
  Commissioni  di  merito prima e nella Commissione  Bilancio   dopo,
  che  non  danno  a  questo strumento quello che  dovrebbe  avere  a
  prescindere  se  io  sono  un  parlamentare  dell'opposizione   che
  dovrebbe  cioè avere una visione di insieme, una visione di  quella
  che  è  la prospettiva della nostra Regione, una prospettiva per  i
  siciliani.
   E in questo senso io mi permetto, senza tema di equivoci, peraltro
  è  notorio, pubblico e notorio il rapporto di stima che mi  lega  a
  lei,  Presidente,  dal  punto di vista  politico  e  istituzionale,
  persino  affettivo, e che si è svolto sempre nel rispetto  rigoroso
  delle posizioni che prima lei nella scorsa legislatura ha avuto  di
  opposizione al Governo di cui per un periodo ho fatto  parte  io  e
  adesso  io nel dovere, nel ruolo che ci hanno riservato i siciliani
  di  opposizione  al  suo  Governo, ma non ai siciliani  ovviamente;
  quindi,  in  questo rispetto reciproco io credo  che  una  maggiore
  presenza  del Presidente, lo dico come auspicio rispetto  a  questo
  percorso  sugli  strumenti finanziari, ci avrebbe consentito  tutti
  insieme,  ognuno per la sua parte, la maggioranza per la sua  parte
  di  responsabilità  e  di  proposta,  l'opposizione  anche  in  una
  dialettica  a  volte  persino  dura, persino  di  contrapposizione,
  avrebbe consentito probabilmente di dare una visione più di sintesi
  a  tutto questo percorso legislativo che, ripeto, è fatto di  buone
  norme anche se alcune non sono assolutamente condivisibili.
   Quindi,  il mio è un auspicio che in questa fase in cui si esprime
  la  democrazia della sovranità popolare del Parlamento con  la  sua
  presenza,  Presidente, si possa davvero migliorare  e  rendere  più
  organica  con una visione complessiva in cui la opposizione  ha  il
  dovere  di  dare  il suo contributo, seppur critico,  ma  anche  di
  proposta esattamente come abbiamo fatto.
   Alcuni  colleghi del mio Gruppo parlamentare li hanno  citate,  le
  misure per gli ultimi, che non è una battuta, che sono state,  come
  dire,  hanno  ricevuto  la  copertura  da  parte  del  Governo,   i
  provvedimenti  per  il reddito di inserimento, i provvedimenti  che
  riguardano  i  comuni commissariati per mafia,  l'estensione  delle
  zone franche per la legalità, l'attenzione per le problematiche che
  derivano dall'usura e dal racket, il reddito di libertà che è stato
  citato  che  evidentemente da una visione rispetto alla  quale  noi
  registriamo  che  comunque è stato consentito che venissero  calate
  nella legge di stabilità.
   Ma  ci  sono  anche  norme proposte da me e da altri  parlamentari
  della  maggioranza  come  quello  citato  dall'onorevole  Di  Mauro
  sull'amianto, la bonifica dell'amianto, un tema che  deve  stare  a
  cuore  delle  istituzioni  regionali a  prescindere  dai  ruoli  di
  maggioranza   o  di  opposizione  o  quello  citato  dall'onorevole
  Arancio, proposto appunto dalla maggioranza, e di questo do  merito
  evidentemente alla Commissione  Salute , all'Assessore Razza, sullo
  0,2 per cento  sull'autismo.
   Non è un caso insomma, qualcuno ha detto l'autismo è una patologia
  a  macchia di leopardo in Italia. Non è vero, la verità  è  che  la
  Sicilia  è  molti  anni avanti rispetto a regioni  evolutissime  da
  questo  punto  di  vista come la Lombardia,  l'Emilia  Romagna,  la
  Toscana  perché  noi  abbiamo  voluto  la  diagnosi  precoce  e  il
  trattamento intensivo e, quindi, bene hanno fatto, e quindi  ha  il
  mio  plauso  incondizionato, passare dallo 0,1 allo 0,2  per  cento
  perché questo possa essere un fatto che ci consente, Presidente, di
  recuperare  davvero  bambini che diagnosticati  per  tempo  in  età
  davvero  tenera  possano  essere recuperati  e  recuperati  ad  una
  dimensione  sociale  da  cittadino nel pieno  del  suo  diritto  di
  cittadinanza.
   Ed  allora, Presidente, queste sono le critiche veloci - mi  avvio
  alla  conclusione  perché  il tempo è  terminato  -   della  nostra
  visione critica rispetto alla legge di stabilità. Non è una critica
  di contrapposizione, è una critica che vorrebbe che, come auspicavo
  da  capogruppo di maggioranza e poi da Assessore, che il Parlamento
  fosse  davvero al centro delle istituzioni regionali e che  con  la
  sua sensibilità istituzionale davvero si potesse governare anche  e
  soprattutto   attraverso   il  contributo   determinante   che   il
  Parlamento, espressione vera della sovranità popolare, ha il dovere
  e il diritto di esprimere.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, così  come  ha
  chiaramente fatto emergere il ragionamento del mio amico Roberto Di
  Mauro, non c'è dubbio che noi abbiamo dei grandi problemi in questa
  finanziaria,  sono  legati a quelle che sono le  realtà  del  caso.
  Pochi  fondi,  una  coperta piccola che deve  coprire  tante  cose,
  quindi se c'è un grande problema in questa finanziaria è certamente
  questa  che non si può certamente ascrivere a un problema di questo
  Governo,  è  ascritto  alla  storia i problemi  della  Sicilia  che
  certamente  noi  dovremo cercare di recuperare.  E  ha  fatto  bene
  Roberto  Di Mauro quando incita questo Governo a, in qualche  modo,
  rivedere  i  rapporti  con  lo  Stato  in  una  condizione  non  di
  sudditanza  ma  di  rapporto  corretto,  paritario,  perché  questa
  Sicilia possa avere riconosciuti i suoi diritti.
   Detto  questo, non c'è dubbio che in questa coperta stretta  tante
  cose  buone  ci sono in questa finanziaria, molte cose  sono  state
  citate  anche obiettivamente come chi mi ha preceduto,  l'onorevole
  Gucciardi.
   Io,   per  esempio,  rispetto  a  tante  critiche  che  si  stanno
  sollevando  su  questo ragionamento che si sta  facendo  su  alcuni
  istituti  come  può essere Crias, Ircac e così via di  seguito,  mi
  ritrovo  invece  d'accordo  con quanto  sostenuto  con  l'assessore
  Armao. E non lo faccio solo per un debito di amicizia, ma lo faccio
  perché   sono  convinto,  perché  credo  che  sia  uno  sforzo   di
  riorganizzare,  rivedere,  perché il ragionamento su  tutti  questi
  enti,  strutture  e  quant'altro della Regione siciliana,  non  c'è
  dubbio   che  è  uno  sforzo  sicuramente  positivo,  intelligente,
  giudizioso.
   Certo,  la  perfezione non è di questo mondo, vanno  ragionate  le
  cose,  vanno  modulate, è stato giudizioso  da  parte  del  Governo
  rimodulare  quello  che era stato individuato inizialmente  con  un
  accorpamento dei tre ambiti per riportarli invece solamente a  due,
  lasciando  per il momento fuori l'Irfis. Tutto questo  è  un  fatto
  positivo.
   Detto questo, signor Presidente, io voglio lanciare un appello, so
  di  essere  forse  seccante perché più volte  l'ho  ribadito,  l'ho
  ribadito  all'Assessore per l'agricoltura, l'ho ribadito  alla  sua
  persona.  C'è in questo momento un problema serio che va affrontato
  e  non  si può tralasciare immaginando che tanto è sempre colpa  di
  qualcuno  e che, voglio dire, c'è qualcuno che ha fatto i  danni  e
  non è colpa nostra.
   Noi  abbiamo il dovere, in qualche modo, di mettervi mano, abbiamo
  il  dovere di dare delle risposte, abbiamo il dovere di, anche  lì,
  come  si  sta  facendo  giudiziosamente,  questo  Governo  si   sta
  sforzando  di rivedere queste strutture, queste cose  come  si  sta
  facendo  per il sistema bancario, il sistema del credito, va  fatto
  anche  per altri enti che, ahimè, producono scarsi servizi e debiti
  che,  poi,  alla fine qualcuno dovrà pagare o li pagano  in  questi
  casi  gli agricoltori o li paga la Regione, ma di fatto li paga  il
  popolo siciliano ed è l'annoso problema dei Consorzi di bonifica.
   Vedo   che  l'Assessore  per  l'agricoltura  mi  guarda  e   dice:
   ancora  .  Sono cocciuto, mi piace, ma lo faccio perché  ci  credo
  per uno spirito, perché voglio stimolare il Governo a ragionare  su
  questa  cosa, a non metterlo da parte, a non metterlo da  parte  in
  modo  semplicistico,  dicendo,  Vabbè  qualcuno  ha  sbagliato.  Ne
  pagherà  le  conseguenze  , perché oggi chi ne paga le conseguenze
  In  questo momento ne stanno pagando le conseguenze gli agricoltori
  e  se  noi diciamo che l'agricoltura è una cosa importante  per  la
  nostra terra non possiamo permettere tutto questo
   Perché  la  stanno pagando gli agricoltori adesso? La  pagano  gli
  agricoltori  perché tutti quei contenziosi, ben 450 contenziosi  in
  questo  momento si stanno riversando sui consorzi di  bonifica,  di
  fatto lo stanno pagando gli agricoltori. Tutto questo lo pagano gli
  agricoltori non solo in termini economici, ma anche in  termini  di
  cattivo funzionamento perché di fatto in questo momento la campagna
  irrigua  non è partita, di fatto in questo momento nessuno  porterà
  l'acqua alle campagne.
   Questa  è una cosa drammatica per noi, per la nostra cultura,  per
  quei  territori,  per  quella gente che  vive  di  agricoltura.  E'
  drammatica  per  gli  agricoltori  che  vivono  di  agricoltura,  è
  drammatica per quei lavoratori e non solo sempre dei nulla facenti.
  Sono  della  brava gente, dei cittadini siciliani che lavorano  per
  qualche  migliaio  di euro al mese in campagna a lavorare.  Quindi,
  hanno  anche loro il diritto di essere attenzionati, il diritto  di
  potere lavorare e di potere portare un pezzo di pane a casa.
   Ed  allora,  dobbiamo mettere insieme tutto questo, dobbiamo  dare
  queste  risposte.  Ecco  perché voglio sottolineare,  e  faccio  un
  appello,   Presidente,  so  quanto  lei  è  attento   alla   nostra
  agricoltura,  alla  gente, alla povera gente.  Prestare  attenzione
  alla  povera gente, alla gente che lavora per mille euro al mese  e
  che  fa un servizio anche lì in una organizzazione il sistema  deve
  essere certamente riorganizzato perché un sistema che costa tanto e
  funziona poco è chiaro che non funziona. Di qualcuno sarà la colpa,
  va  accertato,  certamente noi dovremo trovare la soluzione  perché
  questo  non  avvenga più. Noi dobbiamo la soluzione che il  sistema
  costi poco e funzioni bene.
   Che  significa  costare poco e funzionare bene?  Intanto,  a  cosa
  serve?  Ogni cosa deve avere un suo significato. A cosa serve  ogni
  consorzio? I consorzi non è vero, come si sostiene, che non servono
  a  nulla,  questa  è una dabbenaggine, è, come dire,  trattare  con
  superficialità una cosa.
   Dobbiamo  ricordare, e mi riallaccio a quel discorso che  è  stato
  fatto   in  quest'Aula  a  proposito  delle  acque,  del  risparmio
  dell'acqua eccetera. Noi oggi, caro Presidente, in Italia riusciamo
  a  garantire,  a  conservare appena, appena il 10 per  cento  delle
  acque  piovane. Di tutta l'acqua che piove solo il 10-11 per  cento
  noi  riusciamo a conservare. Perfetto  Questo ci deve  dire  quanto
  sciocchi siamo a pensare a delle alternative mirabolanti, quale può
  essere  il  dissalatore,  che costano una marea  di  soldi,  quando
  invece  potremmo  conservarli con gli invasi, esiste  una  Autorità
  nazionale   degli   invasi   che   è   in   carico   al   Ministero
  dell'Agricoltura, ma la struttura poi periferica  in  tutta  Italia
  funziona   da   decenni  e  che  devono  servire  a  irreggimentare
  quest'acqua  a conservarla e poi a utilizzarla sono i  Consorzi  di
  bonifica,  che hanno la struttura tecnica manuale per  fare  questo
  lavoro.
   Allora,  noi  dobbiamo solo farla funzionare, non distruggerla;  e
  come  si  fa  funzionare? Riorganizzando il  sistema,  chiarendo  i
  compiti,  chiarendo cosa si deve fare, riorganizzando un meccanismo
  che  da  10  anni ormai è bloccato. Le piante organiche sono  ormai
  ridotte  al  lumicino, non c'è personale di  ruolo  che  fa  questo
  lavoro,  per  cui di anno in anno si chiamano questi avventizi  che
  diventa  precariato  e che non a caso poi rivolgendosi  al  giudice
  viene  dato  ragione a loro e torto all'ente che sarà il Consorzio;
  poi, di fatto, si ribalta sulla Regione perché come il 90 per cento
  delle  cause  perse  da  parte dell'ente  consorzio  a  favore  dei
  lavoratori  e  che  poi alla fine si ritrovano  gli  agricoltori  a
  pagare. Questo è un meccanismo a cui dobbiamo assolutamente mettere
  mano.
   Io  ho presentato questo emendamento e mi sono sforzato di trovare
  un meccanismo perché si possa risolvere il problema. Capisco che  è
  complicato  e capisco, caro Presidente, che soldi non ce  ne  sono,
  capisco che non possiamo caricare la Regione ulteriormente, capisco
  tutto  questo  però  dobbiamo sforzarci e questo  è  l'appello  che
  faccio  a lei, Presidente della Regione, e a lei, Assessore, perché
  ci si metta mano in modo organico.
   Io  mi  sono  sforzato  di risolverlo con  un  emendamento,  forse
  semplicistico ma che dà una risposta immediata.
   Allora,  vi dico, intanto mandiamo la gente a lavorare e  mandiamo
  l'acqua  agli agricoltori; intanto, nell'emergenza facciamo questo,
  vi  prego, poi se il Governo riterrà - e questo è il mio appello  -
  di  mettere mano ad una riforma più organica, più completa che  dia
  risposte oggi per il futuro, cioè di non mettere sempre pezze  come
  spesso  facciamo  noi  in  Sicilia, ma immaginare  delle  cose  che
  funzionano ed evitando questa iattura, questa cosa drammatica che è
  il precariato.
   Io  credo che non ci sia cosa più brutta,  signor Presidente della
  Regione,  che  mantenere gente che non ha la  libertà  nel  proprio
  lavoro, che non ha la libertà di dire:  io ho un mio lavoro, un mio
  diritto e mi sento libero dal dovere ogni anno chiedere e tirare la
  giacca  all'assessore di turno al funzionario di turno  per  potere
  andare a lavorare e sfamare la mia famiglia  .
   Tutto questo non è, oggi, concepibile e so che per la dignità  che
  ha  questo  Governo, per la dignità che ha questo Presidente  della
  Regione, per la dignità che abbiamo tutti noi, oggi questo  non  lo
  dobbiamo consentire, non dobbiamo consentire che i nostri cittadini
  perdano la dignità e la libertà di essere autonomi. E la libertà  e
  la  dignità te la dà il lavoro e la sicurezza del lavoro, non certo
  il precariato.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  Assessori, è già stato  detto,  la  legge  di
  stabilità è arrivata in Aula e conteneva appena 35 articoli di  cui
  alcuni di grande importanza. Io parto dall'esame di quelli che sono
  della  competenza  della  mia Commissione che  abbiamo  per  questo
  motivo esaminato con più attenzione e scrupolo.
   Questa   legge  portava  la  costituzione  dell'ARCAS,   l'Agenzia
  Regionale sulla Casa, che è un'agenzia importante che non  solo  si
  limita a sostituire lo IACP, ma va ben oltre; avevamo immaginato in
  Commissione  addirittura che il Presidente  della  Regione  potesse
  chiedere a Roma di mettere dentro questa Agenzia anche gli immobili
  confiscati  alla mafia in modo da utilizzarli prioritariamente  per
  le  famiglie  bisognose  di un alloggio,  quindi  riorganizzare  un
  sistema  che  in questo momento, purtroppo, non è funzionale  e  in
  molti casi è addirittura ombroso.
   E'  una  priorità  di  questo Governo che in  Commissione  abbiamo
  apprezzato.  Ora la norma è stata stralciata; ci auguriamo  che  in
  tempi brevi rientri attraverso il  Collegato .
   Nei  35  articoli c'era - e c'è tuttora - la norma che prevede  la
  possibilità  di fare una selezione pubblica e delle assunzioni  per
  l'ARPA.
   Abbiamo  ricevuto qualche settimana fa in audizione in Commissione
  la dirigenza dell'ARPA che ha portato un grido di allarme.
      L'ARPA   infatti  lavora  tanto  e  ha  tantissime   competenze
  prioritarie  in  Sicilia,  dal  controllo  delle  acque   a   tante
  competenze  anche ausiliarie - su richiesta di altri enti  e  della
  Magistratura - ma ha pochissime professionalità, spesso legate  con
  contratti precari.
   Questa  norma dà la possibilità a tanti giovani professionisti  di
  potere  restare in Sicilia e essere utili per un ente  come  l'ARPA
  che,  assolutamente, è di primaria importanza nella visione di  una
  strategia che tuteli e valorizzi l'ambiente.
   C'erano  gli interventi sulla prima casa. L'Assessore Falcone,  su
  richiesta della Presidenza dell'Assemblea, lo ha riscritto.  In  un
  primo  momento  si era immaginato di utilizzare dei fondi  europei,
  adesso  si  è  trovato un finanziamento, questa  è  una  norma  che
  ritengo fra le più importanti di questa legge di stabilità.  Quella
  di  dare  un  sostegno alle giovani coppie con un  reddito  minimo,
  potere costruire - si ipotizzava una somma intorno ai 40.000 euro -
  o  acquistare  o  ristrutturare la loro  prima  casa  è  una  norma
  importantissima la cui sensibilità è avvertita anche dalla gente.
   Quando  tale  norma  è stata annunciata dal Governo,  più  persone
  hanno  chiamato in ARS per sapere come funzionasse  una  norma  che
  ancora dobbiamo approvare. C'è tantissima attenzione su questo.  E'
  chiaro che 40.000 Euro, in una grande città, rappresenti una  somma
  che  ha bisogno qualche altro sostegno, ma per chi, come me,  viene
  dalla  provincia  sa invece che in molte realtà  di  provincia,  in
  molti  paesi  -  che purtroppo si vanno svuotando  -,  una  giovane
  coppia con 40.000 Euro può comprare una casa dignitosa.
   Ciò  rappresenta un aiuto importante per le giovani coppie, questo
  norma  l'ho salutata con grande favore come del resto tutta  quanta
  la  Commissione. La riscrittura pertanto la ritroveremo in  Aula  e
  sarà salutata con grande favore.
   Tra  i  35 articoli c'è l'istituzione dell'Autorità di bacino.  E'
  stato  detto dall'onorevole Cracolici, è stata criticata l'idea  di
  averne fatto piuttosto che un dipartimento un'autorità autonoma con
  personalità  giuridica di diritto pubblico. Questo è stato  oggetto
  di analisi della nostra Commissione.
   Abbiamo dibattuto con gli Assessori di competenza ed è una  norma,
  anche  questa,  molto  attesa, richiesta dalla normativa  nazionale
  perché  prevista dal Testo Unico per l'ambiente, il 152, e  prevede
  che  ci  sia  anche in Sicilia un'autorità autonoma che  abbia  una
  governance del tutto pubblica, - quindi non si grava la Regione  di
  spese,  oneri,  di  un  carrozzone che metta  dentro  chissà  quali
  personalità  esterne - ma che con autorevolezza  possa  stilare  il
  piano  di  bacino  e  possa soprattutto monitorare  il  rischio  di
  desertificazione  che  abbiamo,  possa  monitorare  l'utilizzo  dei
  bacini  idrici,  del demanio idrico sia marittimo  che  fluviale  e
  possa,  soprattutto, attenzionare quelle che sono le  gestioni  dei
  servizi idrici.
   Ciò  rappresenta  un  altro  tema dolente  di  cui  noi  ci  siamo
  ampiamente occupati e continueremo ad occuparci nell'interesse  dei
  siciliani.
   L'autorità  di bacino quindi risponde ad una normativa  del  Testo
  Unico  ed è importante che anche la Sicilia, con colpevole ritardo,
  si doti di questo ente di personalità giuridica pubblica.
   C'era ed è rimasta la valorizzazione dei beni demaniali.
   Sappiamo  benissimo che i beni demaniali se ben sfruttati  possono
  essere fonte di grande risorsa per questa Terra.
   C'è  ma  è   stato  ampliato,  e saluto con  favore  l'emendamento
  dell'onorevole De Luca, che propone di ampliare in modo notevole un
  articolo che il Governo aveva già proposto ossia la possibilità  di
  aiutare  gli enti locali nel redigere i piani regolatori e i  piani
  per  l'utilizzo  del demanio  marittimo, il PUDM,  perché  sappiamo
  bene,  e  noi lo abbiamo visto incontrando diversi sindaci, diversi
  amministratori nella nostra Commissione, che i Comuni,  soprattutto
  i  più  piccoli,  non hanno la possibilità economica  di  dare  gli
  incarichi  per  i  progettisti e quindi non  si  dotano  di  questi
  importanti  strumenti urbanistici proprio per delle  difficoltà  di
  bilancio. Questa è un'altra nota favorevole.
   C'era  e  c'è il biglietto unico. Qualcuno ne ha parlato prima  di
  me.  E',  ovviamente,  sperimentale.  Il  biglietto  unico  dà   la
  possibilità  al cittadino - soprattutto in questa fase  -  soltanto
  nelle  aree metropolitane, quindi a Catania, a Palermo, a  Messina,
  di  arrivare e  con lo stesso biglietto del treno poter  utilizzare
  anche i mezzi pubblici nelle città dove arriva.
   E'  uno  strumento  innovativo, siamo tra i  primi  in  Italia  ad
  ipotizzare una cosa del genere, speriamo funzioni.
   Certamente ha accolto favorevolmente l'Assessore Falcone anche  le
  sollecitazioni che sono arrivate dai colleghi per fornire anche  di
  ulteriori  servizi quali il wi-fi e altre particolari  benefit  chi
  utilizza questo biglietto unico. Vedremo se funziona. Certamente se
  funziona  potrà  essere anche promosso nelle  altre  città,  almeno
  capoluogo. Perché sarebbe bello arrivare anche ad Agrigento e  poi,
  con  lo  stesso biglietto, andare alla Valle dei Templi o piuttosto
  alla Scala dei Turchi o scendere a mare.
   C'era  l'esenzione della tassa automobilistica per la  prima  auto
  per  le  famiglie  meno  abbienti. Questo era  un  tema  che  aveva
  annunciato  il  Presidente Musumeci in campagna  elettorale  e  che
  nella prima tornata utile, quindi nella legge di stabilità, è stato
  inserito.  E'  una cosa anche questa di grande aiuto alle  famiglie
  meno abbienti essere esonerati dal pagamento del bollo auto per  la
  loro  unica  auto spesso utilizzata anche per motivi di lavoro.  E'
  certamente un aiuto notevole e molto apprezzato dai siciliani.
   Poi  ci  sono delle norme in più. Sono state inserite delle  norme
  secondo  la  sensibilità dei deputati. Si è parlato - lo  ha  fatto
  l'onorevole  Gucciardi  - del reddito di libertà  delle  donne  che
  hanno subìto violenza. Non posso che essere d'accordo. Si è parlato
  di  rifinanziare una norma che dà la possibilità alle famiglie  che
  fanno  adozioni  internazionali di coprire le spese  enormi  per  i
  costi delle adozioni. E questa è una normativa regionale che esiste
  grazie  ad  un  mio emendamento per cui sono felice che  in  questa
  legge di stabilità si possa rifinanziare.
   E  in  più  una  serie  di  normative; ne  ha  illustrate  diverse
  l'onorevole  Dipasquale,  per Ibla, Pozzallo,  Comiso.  E'  chiaro,
  onorevoli  colleghi, che alcune di queste sensibilità  sono  più  o
  meno  nobili. Qualcuno le ha chiamate  marchette . Io dico che sono
  esigenze di un territorio che ognuno di noi porta in questa  legge.
  Qualcuno,  sono convinta anche io, che con il voto di  questa  Aula
  possa essere migliorata o addirittura cassata.
   Però, è chiaro, che questa legge e questo ingigantirsi della legge
  di  stabilità  da  35 a 110 articoli, ha fatto  sì  che  trovassero
  spazio  quelle che sono le istanze di un territorio vasto  come  la
  Regione siciliana e che siano state interpretate in maniera  più  o
  meno nobile dai componenti di questa Assemblea.
   Non griderei allo scandalo. Il voto dell'Aula è un voto sovrano  e
  vedremo;  l'onorevole Musumeci farà la sua relazione alla  fine;  a
  secondo  quello  che verrà fuori dal voto di ognuno  di  noi  sulle
  sollecitazioni che sono arrivate dal Governo con i suoi 35 articoli
  e  da  tutti  noi  a  vario titolo e con gli  altri  che  l'  hanno
  enormemente gonfiata.
   Vorrei dire all'onorevole Fava una cosa, che ha esperienza di  più
  mandati  parlamentari a Roma ma è un neofita  di  questa  Aula:  il
  bilancio  regionale siciliano è per il 90 per cento fatto di  spese
  non  comprimibili. E' un bilancio che è ingessato. E'  un  bilancio
  per  cui  è  impossibile - o quasi -  immaginare di poter tracciare
  una  strategia  politica  su quel 10% che puoi  utilizzare,  perché
  spesso,  e  così è successo, per esempio, in questa sede  oggi,  si
  devono coprire delle emergenze e si devono coprire delle necessità.
   L'abbiamo fatto e l'ha fatto il Governo con la norma sui disabili,
  che trova spazio in questa legge di stabilità, per cui la strategia
  del  Governo, più che da un bilancio ingessato, fatto di spese  non
  comprimibili,  verrà,  giustamente, dettato  dall'utilizzo  che  si
  riuscirà a fare di quelli che sono i fondi europei.
   Il Presidente Musumeci l'ha denunciato più volte, dovrà spendere e
  certificare,  entro  il 31 dicembre, circa  770  milioni  di  euro,
  sapendo  che,   ad  oggi, il Governo precedente ne  ha  certificati
  soltanto 7 milioni.
   Ecco,  dalla spesa di quei fondi e da quelli che verranno dopo,  è
  lì  che  si potrà tracciare una strategia politica e da lì  che  si
  potranno dare risposte ai siciliani e al territorio. E da lì che io
  mi aspetto, anzi, è da lì che io pretendo che questo Governo riesca
  ad  utilizzare  i  bandi  per potere dare una  speranza  ai  nostri
  giovani.
   Assessore Lagalla, io avevo presentato degli emendamenti,  che  la
  Presidenza dell'Assemblea ha ritenuto di dovere stralciare  perché,
  piuttosto  che  sul bilancio regionale che sapevo  bene  essere  di
  scarso  respiro, quindi di poca manovra, facevano leva sui fondi  a
  lei  disponibili. Erano delle norme che prevedevano la  possibilità
  di  finanziare  l'apprendistato professionalizzante  per  i  nostri
  giovani,  di  finanziare dei master che li specializzasse  qui,  in
  Sicilia, anche all'interno di grandi aziende siciliane.
   Erano  norme che prevedevano la possibilità di fare rientrare,  in
  Sicilia,  dei  giovani che si sono formati in  maniera  eccellente,
  anche fuori dalla Sicilia, ma anche all'estero.
   Sono  norme che noi possiamo, in qualche modo, usare,  ed   io  ne
  farò  oggetto  di un ordine del giorno, proprio per sensibilizzarla
  ulteriormente, mutuando i fondi disponibili dell'Unione europea.
   Quella  è  l'occasione  che avremo per dare  risposte  concrete  e
  dirette al nostro territorio, ai nostri giovani, ai siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.

   PULLARA.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per  parlare della finanziaria. Mi  pare  che  sia  una
  finanziaria che abbia due linee di azione: la prima che  cerchi  di
  colmare  alcuni  buchi,  alcune esigenze del  passato  e,  qui,  mi
  riferisco, ad esempio, alle norme contenute nei primi articoli, che
  sono  quelli  sull'EAS e lì il Governo si è dovuto,  evidentemente,
  muovere  in  un  ambito nel quale è stato necessario  cominciare  a
  mettere  le toppe a delle falle che si è sono trovate. In  maniera,
  debbo dire, anche silente, ha lavorato in questo senso.
   L'altra  attività  della stessa legge finanziaria  è  dovuta  alle
  nuove  implementazioni.  E lì mi riferisco:  al  dopo  di  noi,  mi
  riferisco all'autismo, mi riferisco al reddito di libertà in favore
  delle  donne  che hanno subito violenza, così come mi riferisco  al
  criterio  per  potere  incentivare i comuni  che  si  avviano  alla
  raccolta  differenziata e, di questo ne fanno tesoro e,  cominciano
  ad  innalzare la percentuale. E queste sono le linee che il Governo
  ci ha dato nella sua legge finanziaria.
   Non  trovo  assolutamente  strano che a questa  legge  finanziaria
  partecipino  anche  i  deputati  che  ascoltano  il  territorio  ed
  attraverso  gli emendamenti o le implementazioni alla stessa  legge
  finanziaria provano, loro stessi, ad aiutare il Governo, senza  con
  questo volerne togliere, come dire, né la paternità né l'indirizzo,
  così  com'è giusto, ma provano anche a dare voce a quelle che  sono
  le istanze di tutti i territori.
   Io, come tutti i miei colleghi, perché altrimenti rischieremmo qua
  di fare stupida e bassa ipocrisia, ho presentato emendamenti perché
  riteniamo,  nel  bene  o  nel male, che  quegli  emendamenti  diano
  risposte  alle  associazioni, agli stakeholders che provengono  dal
  territorio  e che ci chiedono di avere risposte dopo anni  e  anni.
  Spesso risposte molto semplici: un caso emblematico, per esempio, è
  quello  dei  lavoratori  della  SAS  che  affrontano  e  hanno   un
  contenzioso  notevole  con la Regione, e  la  Regione  affronta  un
  contenzioso e paga avvocati, poi paga stipendi -  vuoto per pieno -
  nel senso che non hanno lavorato e bisogna pagargli lo stipendio ed
  inoltre  gli  interessi. Che senso ha? Allora,  quei  deputati  che
  aiutano in questo senso svolgono un lavoro encomiabile.
   Ritengo che questa possa essere la migliore finanziaria che poteva
  essere  presentata in un momento di crisi, in un momento in cui  un
  Governo  regionale si trova a dover affrontare numerose  emergenze:
  prima  c'è  stata  quella dell'acqua, poi se  vogliamo  quella  dei
  rifiuti, ancora oggi vigente e per la quale sappiamo che il Governo
  sta  lavorando alacremente, ed in questo senso siamo certi  che  le
  risposte arriveranno. Quindi mi complimento.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
  della Regione, intanto, mi corre l'obbligo di ringraziare il gruppo
  "Forza  Italia",  che  ci  ha  ceduto qualche  minuto  in  modo  da
  consentire  di concludere l'intervento mio e quello del  presidente
  del nostro Gruppo parlamentare.
   Io,  in  apertura,  con franchezza devo riconoscere che  mi  sarei
  aspettato   un   maggiore  stralcio  da  parte   della   Presidenza
  dell'Assemblea. Uno stralcio più consistente rispetto a quella  che
  era  la  prassi parlamentare che ha evitato la produzione di  leggi
  che non avevano i requisiti di leggi e di norme di legge, nel corso
  della  legge  finanziaria, che non avevano la caratteristica  della
  generalità e dell'astrattezza.
   Fortunatamente,  tra gli stralci però c'è quello dell'articolo  1,
  comma 5, che riguarda le somme del POC - assessore Armao, come  sa,
  era  stato  oggetto anche di discussione in Commissione  -  siccome
  pare  che  ci  siano  anche degli emendamenti  di  riscrittura  per
  salvare alcune delle norme stralciate, noi ci auguriamo che  quelle
  somme del POC non vengano toccate. Sono somme che riguardano, da un
  lato,  l'ospitalità  diffusa  in  capo  all'Assessore  per  i  beni
  culturali, e dall'altro, le vie di fuga per la Protezione Civile.
   Magari sono degli interventi per cui alcuni Comuni, o alcuni Enti,
  non  stanno  rispettando  i  tempi, io  credo  però  che  un'azione
  specifica  da  parte del Governo per sollecitare, da un  lato,  gli
  enti che hanno partecipato, ma dall'altro anche i propri uffici per
  definire  ed  arrivare  quanto prima ai decreti  di  finanziamento,
  sarebbe un atto opportuno.
   Non  mi  aspettavo poi - come lei sa, io sono un fautore di questa
  omogeneizzazione   tra   l'Assessorato   ai   beni   culturali    e
  l'Assessorato al turismo - che venisse tagliato il fondo che traeva
  origine  dall'articolo  22, della legge regionale  16/2017.  E'  un
  fondo,  lo  ricorderanno i parlamentari che  erano  presenti  anche
  nella   scorsa  legislatura,  che  venne  approvato  con   un'ampia
  maggioranza di questa Assemblea, e che prevede una omogeneizzazione
  degli  interventi da parte dei due assessorati nei teatri di pietra
  della  Regione  siciliana. E' un fondo che è entrato  in  vigore  a
  settembre  del 2017, quindi durante la campagna elettorale,  ed  io
  credo  che,  anziché  essere tagliato, dovrebbe  essere,  non  solo
  mantenuto  per  rispetto alla volontà del Parlamento  dello  scorso
  anno,  ma  che si dovrebbe procedere con l'attuazione  dei  decreti
  relativi.
   Una  riflessione mi corre obbligo farla con riferimento ad  alcune
  norme della finanziaria, per cui a mio giudizio occorreva una  vera
  e  propria  legge  istitutiva.  Mi  riferisco,  assessore  Cordaro,
  all'Autorità  di  bacino, ma anche - non c'è l'assessore  Turano  -
  alla  legge che promuove la semplificazione amministrativa,  perché
  no,  anche a quella della valorizzazione demaniale. Sono  leggi  su
  cui,  è vero, la Regione ha gravi ritardi ma è anche vero che altre
  regioni,  comprese  quelle più piccole come la  Basilicata,  oppure
  quelle  più grandi, come il Veneto, hanno proceduto con un'apposita
  legge istitutiva.
   Io spero, onorevole Presidente, che da parte del Governo ci sia la
  maturità,  la  serenità di non procedere a colpi di maggioranza  su
  queste norme e che si trovi in Aula la composizione giusta. Noi,  a
  proposito  dell'Autorità di bacino riteniamo  con  convinzione  che
  debba restare in capo all'Assessorato dell'energia perché la scorsa
  legislatura venne votata questa impostazione e crediamo  anche  sul
  modello  di  altre  regioni magari più virtuose  della  nostra  sia
  questo un modello che possa funzionare.
   C'è  un'altra  norma  che  ci  sta  molto  a  cuore  come  Partito
  Democratico  ed  è  quella che prevede di dare  la  possibilità  ai
  comuni   di   aggiudicare  e  affidare  le  gare  in  ordine   alla
  distribuzione del gas naturale. È un pasticcio normativo che  si  è
  creato  qualche  anno  fa. La norma è stata  proposta  dal  Partito
  Democratico,  fatta  propria  da tutta  la  III  Commissione  e,  a
  proposito  dei servizi del gas, io credo che il gas naturale  possa
  essere un elemento di sostegno ai comuni in un momento difficile. E
  a  proposito del sostegno ai comuni, a mio giudizio, sono veramente
  tante  le riserve poste sul fondo delle autonomie locali:   vengono
  tagliati  in un momento difficilissimo per i comuni dove continuano
  a  mancare  i  trasferimenti statali, i trasferimenti  regionali  e
  riempire   il   fondo  delle  autonomie  locali,  di   quell'elenco
  innumerevole di riserve, credo, che sia un atto ingiusto e che  non
  si parta col piede giusto. Sarebbe un atto di offesa non solo verso
  i  nostri sindaci ma i nostri amministratori, i cittadini, la gente
  comune.
   Quindi auspichiamo come Partito Democratico che vengano ridotte le
  riserve e venga ridotta, infine, anche qualche norma ad personam  -
  l'ha  detto  bene prima l'onorevole Ciancio - ci sono tanti  teatri
  comunali  nella nostra terra e credo che se in questi anni  abbiamo
  costruito,  assessore Pappalardo, il modello  del  FURS  che  è  un
  modello  apprezzato, l'Assessorato ha fatto un lavoro egregio,  c'è
  un  Fondo  che per tutti i teatri comunali, privati, partecipano  i
  teatri,  facciano  la  domanda e la Regione  sceglierà  quali  sono
  meritevoli di finanziamento. Fare una norma in finanziaria  per  un
  teatro comunale o per un teatro di tradizione popolare io credo che
  non faccia onore non solo al Parlamento ma neanche al Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo terminato gli  interventi
  degli  iscritti  a  parlare. Procederemo con  ulteriori  interventi
  alternando esponenti di maggioranza e opposizione.

   LO CURTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  del  Governo,
  onorevoli  colleghi, signori assessori, ringrazio per l'opportunità
  che  mi  viene  data di esprimere la mia opinione,  l'opinione  del
  partito che rappresento, l'UDC.
   Ho  ascoltato  con  molta attenzione gli interventi  che  si  sono
  succeduti, quelli delle opposizioni; alcuni miei colleghi  si  sono
  espressi  con  garbo istituzionale ma anche con ferma  opposizione,
  muovendo  delle critiche al testo e ai testi che abbiamo  in  esame
  che  già  hanno  superato  l'esame  della  Commissione   Bilancio ,
  facendo rilevare quelle che a loro giudizio erano le criticità  che
  all'interno di questi testi sono emerse.
   Altri  colleghi  hanno  ingenerosamente ma sempre  rispettosamente
  utilizzato  un  linguaggio  molto fermo per  definire  senza  anima
  questa  legge di stabilità che era l'espressione di una assenza  di
  visione strategica del Governo, in ordine agli strumenti finanziari
  e  alle  norme  da  mettere  a disposizione  della  Sicilia  e  dei
  siciliani.
   Altri  ancora  hanno utilizzato un linguaggio, che  direi  un  po'
  irriverente, rispetto all'uso frequente -  eccessivamente frequente
  -  di  una  parola  che  attiene  ad una  pratica,  che  certamente
  all'interno  di  questa nobile istituzione,  non  dovrebbe  trovare
  luogo.
   Chiaramente  la posizione che esprimo nella qualità di  Presidente
  del  Gruppo  parlamentare  non  è una  posizione  di  pregiudiziale
  positiva  valutazione dei documenti che abbiamo  esaminato,  perché
  facciamo  parte della maggioranza, questo attiene alle  regole  del
  rispetto  di ciò che noi abbiamo fatto, costruendo una  maggioranza
  e  portando  il  suo Governo ad esprimersi e ad  esprimere  la  sua
  politica  per  il bene dei siciliani ma la valutazione  che  vorrei
  esprimere è a partire dalle sue affermazioni, onorevole Presidente,
  quelle  che  lei  ancora oggi non ha reso ma sulle  quali,  la  mia
  attenzione politica e anche la mia intelligenza umana si  sono  più
  volte soffermate.
   Lei  ha più volte usato due parole: ordine e normalità; queste due
  parole,  ordine  e  normalità, a mio giudizio, contengono  una  ben
  chiara visione politica e strategica dell'azione del suo Governo.
   Dobbiamo ripartire mettendo ordine, questo lei lo ha detto  più  e
  più  volte,  ed  è  l'approccio più corretto,  quello  più  onesto,
  onorevole Presidente, quella onestà che le è stata riconosciuta dai
  siciliani  e  per cui oggi lei siede su quella poltrona.  Ordine  e
  normalità,  significherà innanzitutto, mettere ordine  nelle  casse
  della  Regione,  mettere ordine tra i numeri che sono  stati  molto
  spesso abusati.
   Ordine  significa  rimettere le cose  al  loro  posto  per  potere
  ripartire,  perché  prima di rilanciare occorre  bilanciare  e  per
  bilanciare ogni cosa deve essere in giusto equilibrio.
   Questo mi è sembrato possa scorgersi all'interno della manovra che
  noi  stiamo  adesso  apprezzando e che  devo  dire  in  Commissione
   Bilancio , onorevole Presidente, con il contributo di tutti  e  di
  tutte  le  forze  politiche,  insieme  al  suo  Governo,  esponenti
  autorevoli  del suo Governo, il Vicepresidente, e i vari  assessori
  che  ci  hanno  aiutato a lavorare collaborando con noi,  è  venuto
  fuori un testo, che qualcuno ha definito  grasso' rispetto a quello
   magro' che si aspettavano.
   Bene, non è un problema di essere grasso, caso mai ed è giusto che
  sia  così, in una logica di attenzione, doverosa a quello che è  il
  nostro ruolo e alle risposte che i cittadini si aspettano da noi, è
  stato   doverosamente   apportato  il   contributo   delle   nostre
  intelligenze,  delle nostre idee che è sempre stato oggetto  di  un
  confronto aperto e non di accordi sotterranei, ancorché  le sedute,
  l'ultima seduta si è svolta nelle ore notturne.
   Ci  siamo  confrontati, lealmente e correttamente. E  il  giudizio
  politico  che  viene fuori da queste norme, da questa  finanziaria,
  legge di stabilità, il bilancio è un giudizio positivo che mi sento
  di  esprimere con forza a nome del mio partito ed è un giudizio che
  nasce  proprio  da  questo confronto ed è un giudizio  che  taluni,
  ingenerosamente, hanno espresso con note critiche,  perché  è  vero
  che   noi  abbiamo  visto  dentro  questa  finanziaria  una  grande
  attenzione alle fasce deboli della nostra società.
   Perché  se  è  vero  che sono state inserite delle  norme  per  la
  stabilizzazione  dei  precari e mi auguro che  questa  norma  possa
  contemplare  una  platea più vasta di precari perché  sono  uomini,
  persone,  non ce lo dimentichiamo, non sono numeri, le  persone  da
  stabilizzare,  sono  persone  che  hanno  una  vita,  una   storia,
  un'identità  e  sono persone che vengono utilizzate nella  Pubblica
  Amministrazione,  negli  enti  locali,  nei  vari  enti   collegati
  all'Amministrazione regionale, che fanno funzionare i  servizi,  mi
  riferisco per esempio a quelli che utilizziamo negli enti culturali
  o a quelli degli enti locali.
   Bene,  sono  persone a cui è necessario dare una tutela  normativa
  non  che  ignoriamo  che  esistano  solo  perché  sono  sussidiati.
  Dobbiamo  invece  costruire un percorso virtuoso e  mi  auguro  che
  questo  percorso  virtuoso poi possa portare ad un  altro  virtuoso
  processo  che  è  quello di aprire ed inaugurare  la  stagione  dei
  concorsi.
   I  nostri Uffici, i vostri Uffici hanno lavorato davvero e  voglio
  rendere  un plauso a tutti gli Uffici collegati ai vari Assessorati
  e  anche ai nostri funzionari del Bilancio ed oltre che delle varie
  Commissioni perché se noi siamo andati a letto all'indomani mattina
  del giorno di sabato, questi funzionari e dirigenti sono rimasti  a
  lavorare fino alla sera ed erano stati svegli come noi per 27  ore,
  se  non  da  prima e hanno continuato a stare svegli e  a  lavorare
  anche di domenica.
   Questo  perché  non  solo era necessario far quadrare  i  conti  e
  mettere  ordine  tra le varie norme ma era necessario  fare  questo
  surplus  di  lavoro  perché il personale, come più  volte  dice  il
  Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Gianfranco Miccichè, è al di
  sotto  di  quello  che  numericamente  servirebbe  per  fare   bene
  funzionare gli Uffici.
   Allora,  noi  all'interno  di questi documenti  abbiamo  ravvisato
  l'anima  generosa  di  chi  governa la Sicilia,  attenta  le  fasce
  deboli.  Con  l'Assessore Ippolito abbiamo discusso e  tante  volte
  discusso  e  affrontato il tema gravissimo della  disabilità  e  su
  questo  tema  e  senza  opposizioni e  maggioranze  l'Assessore  ha
  immediatamente  risposto con quello che è lo strumento  finanziario
  che  gli  permetteva di rispondere. Trenta milioni di  euro  per  i
  disabili in più rispetto alle somme storicamente appostate e questo
  perché,  cari  colleghi, la disabilità è cresciuta in  Sicilia  con
  cifre  veramente spaventose che io non mi permetto né di criticare,
  perché  a  fronte  di  una certificazione c'è  un  lavoro  serie  e
  indubbiamente fatto da chi è competente nel rilevare la  condizione
  di gravità.
   Altresì,  le  norme  per dotare le famiglie, le  giovani  famiglie
  bisognose  a  basso  reddito, della possibilità di  utilizzare  una
  somma per costruire una cosa, per ammodernare la propria casa,  per
  ristrutturarla.  Ecco  anche  questa  è  una  norma  che  va  nella
  direzione  di  un  Governo  attento e generoso  nei  confronti  dei
  siciliani  e  delle fasce deboli. Se è vero che  la   scuola'  dove
  abbiamo   comunque  registrato  un  più  di  somme,  sia   per   le
  manutenzioni ordinarie, sia per le manutenzioni straordinarie,  sia
  per quanto attiene ai progetti formativi e all'obbligo formativo ed
  è sempre molto poco, diciamocelo, perché la scuola è stato il luogo
  nel  quale  più  è  meglio, qualunque Governo ha sottratto  risorse
  scambiando  la  scuola per il bancomat, mi riferisco soprattutto  a
  livello  nazionale.  A  cascata poi i  minori  trasferimenti  hanno
  inciso  sulle casse regionali e sui trasferimenti alle  scuole.  E'
  vero  anche  tuttavia  che c'è un segno in più,  un  bel  più,  due
  milioni  e  settecento mila euro appunto in queste voci  che  sono,
  come  dire, un segnale che qualcosa sta cambiando. Ma qualcosa  sta
  cambiando  e ce lo ha detto anche l'Assessore in Conferenza  stampa
  raccontandoci  che  ci  sono 270 e passa milioni  di  euro  in  più
  proprio per i progetti che servono a finanziare i Comuni che  hanno
  pronti  i  progetti esecutivi per le scuole. Questo è un  benessere
  che  non  è soltanto per la scuola, per i bambini, per la sicurezza
  degli  edifici  ma  anche per il lavoro, crea  sviluppo  perché  se
  riparte   l'edilizia  a  qualunque  titolo  riparte   anche   parte
  dell'economia.
   Anche  le  norme sull'agricoltura per il fondo che  istituisce  il
  fondo  di  solidarietà per chi è colpito da eventi calamitosi  così
  come  da situazioni di attacco delle colture di parassiti e insetti
  e  animali selvatici. E' un sostegno, è una inversione di tendenza,
  è un'attenzione a questo mondo, e noi - colgo l'occasione per dirlo
  all'assessore - è bene che facciamo i conti con quello che vogliamo
  fare  in  Regione  siciliana  a favore dell'agricoltura,  che  deve
  essere   una  voce  importante  del  PIL,  e  una  voce  importante
  nell'economia di ogni singola famiglia che vive di agricoltura e di
  onesto lavoro.
   Avere anche avuto attenzione a grandi infrastrutture come Comiso e
  l'aeroporto  di  Trapani  Birgi,  rimettendoci  i  soldi   per   la
  ricapitalizzazione  come quello per gli investimenti  a  favore  di
  questi scali, sono un segnale chiaro da parte di questo Governo che
  vuole generosamente impegnarsi a sostenere il proprio territorio  e
  i propri territori, e noi di questo dobbiamo prendere atto.
   Certamente,  come ha bene detto chi mi ha preceduto,  e  parlo  in
  particolare  dell'onorevole Di Mauro  che  ha  memoria  storica  di
  quanto  è accaduto negli anni e nei diversi Governi precedenti,  la
  situazione  debitoria  della  Sicilia era  una  situazione  davvero
  grave,  molto  grave,  mi auguro, ed è questo  il  momento  da  cui
  possiamo ripartire, che questo mettere ordine è ridare normalità  a
  questa terra, significherà che la nostra normalità ci permetterà di
  godere del diritto di sentirci come gli altri, noi siciliani come i
  veneti,  come  i  lombardi e come i piemontesi, ed in  questo  sono
  fieramente  e  tenacemente legata all'idea che  si  possa  ottenere
  anche  la  identificazione dell'insularità, a partire  anche  dalla
  modifica  statutaria  che va resa e va perseguita.  Ma  altresì  va
  combattuto anche quell'ascarismo di chi ha fatto bancomat  a  danno
  dei  siciliani, dobbiamo arrivare a questo obiettivo, questo  è  un
  primo momento la nostra normalità, Presidente, quella che lei  dice
  ordine  e normalità, su queste parole si costruisce la Sicilia  che
  vogliamo  che  deve  diventare bellissima, lo è per  madre  natura,
  perché  la  natura  l'ha resa bellissima, ma  certamente  un'azione
  politica  forte,  coerente, sinergica, improntata all'onestà  degli
  interventi   che   servono,  servirà  a   dare   a   questa   terra
  quell'aggettivo  superlativo che non è  solo  il  simbolo  del  suo
  partito, Presidente, è il simbolo e la metafora della speranza  che
  dobbiamo costruire per tutti i siciliani, ecco per quale motivo  la
  nostra  valutazione come partito dell'Udc non è una aprioristica  e
  anche come dire asettica determinazione a sostenere il suo Governo,
  no,  ma è la convinta e determinata volontà di sostenere attraverso
  il suo Governo la Sicilia e i siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Galvagno.  Ne  ha
  facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,  come
  il  collega  Di  Paola del Movimento Cinque Stelle,  anche  per  me
  questa  è  la prima finanziaria, e devo riconoscere che  un  grande
  senso  di responsabilità in questi mesi mi ha assalito, tanti  sono
  stati  gli interrogativi che mi sono posto, quello che mi sento  di
  dire  è che ho avuto il piacere di confrontarmi in Commissione  con
  tutti i colleghi sia di maggioranza e dell'opposizione, e devo dire
  che si sono creati dei ragionamenti abbastanza costruttivi, abbiamo
  avuto  la  possibilità  di parlare con associazioni  di  categorie,
  enti, rappresentanti di enti, o rappresentanti di singole categorie
  e  non  posso che essere contento che siamo riusciti ad  ascoltarli
  sia all'interno del Palazzo, che fuori dal Palazzo.
   Credo che un plauso vada fatto al Presidente Savona, in qualità di
  Presidente della Commissione, perché è riuscito a fare un lavoro di
  sintesi  non  indifferente in un momento così delicato  per  questa
  martoriata  regione,  il  mio  giudizio  su  questa  finanziaria  è
  duplice,  è  duplice  perché  una è a carattere  generale,  l'altro
  invece  è collocato nel tempo. A carattere generale credo di essere
  abbastanza  soddisfatto  anche  se credo  che  molti  temi  abbiamo
  bisogno  di una seconda riflessione, e credo che molte cose  vadano
  successivamente riviste.
   Ma  se  devo  dare  un  giudizio che è quello di  una  finanziaria
  collocata  nel  tempo,  devo ricordare che  noi  siamo  entrati  in
  quest'Aula  il 15 di dicembre e riuscire in quattro mesi  a  creare
  qualcosa non era per niente facile.
   Quindi,  anche con grande emozione per essere oggi qui e  fare  un
  intervento, non mi sento di dare grandi criticità perché  purtroppo
  siamo  stati  contingentati con i tempi, non abbiamo  avuto  grande
  possibilità  di  manovra, non abbiamo avuto grandi  possibilità  di
  confronto  e quindi credo che questo valga di insegnamento  per  il
  prossimo  anno  e  mi auguro che il Governo riesca  a  prendere  un
  impegno  e  ci siano dei tempi maggiori, ci sia da parte  di  tutti
  quanti  gli  Assessori, magari, più tempo per noi tutti per  potere
  dare ognuno il nostro modesto contributo.
   Sono  soddisfatto  comunque perché non abbiamo  avuto  una  grande
  eredità,  motivo  per il quale, dico, riuscire a  creare  qualcosa,
  riuscire  a  creare questo percorso non era una cosa  assolutamente
  semplice  e sono convinto che con il Presidente Musumeci riusciremo
  a uscire da questo tunnel.
   Ho  avuto  modo  di  ascoltare con piacere  le  parole  dei  tanti
  colleghi,   ho   ascoltato   con  particolare   attenzione   quelle
  dell'onorevole  Figuccia e dell'amico De Luca, il  quale  ringrazio
  pubblicamente  per i preziosi consigli. E ricordo  ancora  le  loro
  prime  critiche quando entrammo in quest'Aula che, se  prima  erano
  delle critiche, oggi ritengo che siano delle critiche assolutamente
  costruttive  che  oggi si sono rivelate dei contributi  per  questa
  manovra che siamo riusciti a mettere in piedi.
   Apprezzo  anche  tutti  coloro  i  quali  hanno  partecipato  alla
  Commissione,  come l'onorevole Dipasquale, Cracolici o  l'onorevole
  Foti   che   hanno  partecipato  anche  non  facendo  parte   della
  Commissione  ma  per dare il loro punto di vista  e  dare  il  loro
  contributo. Motivo per il quale non mi vorrò protrarre più di tanto
  per  lasciare il poco tempo rimasto a un eventuale intervento della
  mia collega.
   Il  mio  augurio  è semplicemente che questa legislatura  non  sia
  legata  né ai colori, né alle logiche di appartenenza, né ai numeri
  che  sono altalenanti ma ai contenuti e soprattutto agli interessi,
  ma che siano gli interessi dei siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  assessori,  molto
  brevemente  perché  i  deputati del Gruppo del Partito  Democratico
  hanno già sviscerato diversi aspetti della manovra finanziaria,  lo
  hanno  fatto bene, non è necessario che io mi ripeta, ma  solo  per
  sottolineare alcuni aspetti più di ordine politico.
   Io  credo  che questa è la finanziaria, mi dispiace che in  questo
  momento non sia presente il Presidente della Regione, di un Governo
  che  è nato stanco, è la finanziaria di un Governo che procede  con
  passo  lento, come qualcuno dei colleghi diceva prima, in un  clima
  quasi da fine legislatura, francamente sorprendente.
   E  questo è un Governo che aveva annunciato di volere approvare la
  manovra entro il mese di dicembre scorso, per poi rinviarla a marzo
  e  adesso  siamo  a  fine  aprile. Siamo  a  fine  aprile  con  una
  finanziaria,  una  legge  di  stabilità  e  di  bilancio   che   si
  annunciavano snelle, una legge finanziaria snella, così  era  stata
  preannunciata  dopo  la  riunione di Giunta  dal  Presidente  della
  Regione,  ma  che si è via via appesantita nel corso del  dibattito
  anche  per  una serie di emendamenti coriandolo cioè  senza  alcuna
  organicità  che  sono piovuti, direi, in Commissione  Bilancio  nel
  corso dei lavori parlamentari, ma è una manovra che nonostante  gli
  attuali circa 90 articoli a nostro avviso non affronta le emergenze
  vere  della  Sicilia,  non affronta i temi  dello  sviluppo  e  del
  lavoro.
   E  allora, domani avrà inizio la seduta per entrare nel  vivo  dei
  singoli articoli e avremo modo di commentarli, di esporre anche  le
  ragioni degli emendamenti che abbiamo presentato.
   Il  PD porterà avanti le sue proposte, proposte di emendamenti che
  metteremo   in   votazione,  ovviamente,  nel  corso   dei   lavori
  parlamentari, quindi che animeranno anche il dibattito parlamentare
  delle  prossime giornate e sono proposte per la lotta alla povertà,
  per  lo sviluppo, per le politiche sociali, per i giovani, proposte
  per sostenere i comuni oggi in difficoltà nella nostra Regione,  ma
  anche per dare sostegno alla scuola, alla cultura, all'ambiente.
   Avremo  modo  di  entrare  sui singoli  temi  per  poterli  meglio
  affrontare a partire da domani.
   Per  questa  sera completo qui quest'intervento, ma credo  davvero
  che questa manovra finanziaria sia estremamente deludente.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Non si fa così, signor Presidente.

   LO CURTO. Lo aveva già chiesto, l'ho visto io

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, a parte il fatto che le  decisioni
  della  Presidenza non sono messe neanche in discussione, le ricordo
  V  e  l'ho  detto  anche prima di dare la parola a  lei  -  che  ho
  preferito,   per   dare  rispetto  al  dibattito   ed   ai   Gruppi
  parlamentari,  alternare un capogruppo di  maggioranza  ed  uno  di
  opposizione.
   Viene  da  sé  che,  dopo l'onorevole Lupo, stia  facendo  parlare
  l'onorevole Giuseppe Milazzo.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, partiamo
  da una premessa. Il Governo nazionale impone alle regioni un taglio
  al  3  per  cento  per  quanto concerne la spesa  corrente,  quindi
  partiamo da questa condizione quando si comincia a lavorare  ad  un
  documento contabile e ad una legge di stabilità.
   Questo  per  evidenziare, rimarcare, Presidente, le difficoltà  in
  cui  si  trova un governo quando deve portare avanti legittimamente
  il  programma  che  ha sottoposto ai Siciliani e  per  il  quale  i
  Siciliani hanno dato fiducia, in modo chiaro, a questo governo.
   Lo dico ai colleghi delle minoranze - con il rispetto che è voluto
  ed  obbligato  -  perché  in  altre  esperienze  governative  -  ma
  l'esperienza  nazionale  ci  sta facendo  riflettere  su  quanto  è
  difficile mettere in piedi un Governo, quant'è difficile affrontare
  le avversità.
   La  premessa serve a far riflettere soprattutto il sottoscritto su
  una questione:  Non facciamo che quando si entra a Sala d'Ercole si
  perde  la memoria e si ricorda che è difficile governare e  portare
  avanti,  adempiere  ad  un  programma che  è  stato  sottoposto  ai
  Siciliani e questa regola vale solo uscendo da Sala d'Ercole? .
   Lo  dico con moderazione ma anche con determinazione, lo dico  con
  convinzione perché il nostro programma è stato reso credibile dalla
  vittoria,  dalla  vidimazione del consenso  che  ci  hanno  dato  i
  Siciliani,  lo dico con determinazione perché abbiamo visto  giorno
  per  giorno,  ognuno  da  prospettive diverse  quanto  è  difficile
  portare  avanti anche una singola norma che, magari,  per  qualcuno
  sarà  marchetta  ma  quando  una  norma  interessa  anche  un  solo
  Siciliano  per qualcuno sarà marchetta, se questa norma  legittima,
  costituzionale,  con  copertura finanziaria interesserà  e  porterà
  benefici  anche  ad un solo cittadino quella è  una  norma  che  va
  rispettata, perché è prima approvata o apprezzata nelle commissioni
  di merito, poi approvata in quest'aula, poi sottoposta ad eventuale
  controllo da parte del Consiglio dei ministri e poi norma.
   Quindi,  qui  non  ci sono emendamenti che, se presentati  da  una
  parte politica sono emendamenti salvifici e se li presenta un'altra
  parte politica sono porcate o marchette.
   Io  penso che il rispetto ci debba essere una volta che è  passata
  dal percorso parlamentare. Quella è una norma che va rispettata,  è
  una norma che va rispettata.
   Vorrei elencare qualcuna di queste norme che, secondo me, meritano
  rispetto,  non  perché frutto dell'approvazione  del  Parlamento  -
  questo  lo  vedremo  -  ma sicuramente delle  parti  e  dei  Gruppi
  parlamentari.
   La  disabilità  grave.  In Commissione  Bilancio'  l'Assessore  ha
  preteso, quando si voleva accantonare quella norma e approvarla  in
  prima   fase   sotto   il   profilo   ordinamentale,   che   avesse
  immediatamente copertura finanziaria - penso che ciò sia  segno  di
  grande  serietà  nei  confronti  di  coloro  i  quali  avevano  una
  legittima aspettativa.
   Una norma sull'autismo. Ci siamo posti un problema, abbiamo aperto
  un dibattito, questione di cui abbiamo dibattuto? Sì  E questo deve
  fare il Parlamento.
   Ed  ancora,  il  rifinanziamento, creare la  condizione  per  fare
  uscire  da  una  situazione di difficoltà deficitaria dell'Istituto
  olio  e  vino  che  ormai  da  due anni -  vorrei  che  l'onorevole
  Cracolici mi ascoltasse - non è una presa di posizione, non  è  una
  creatura  di  questa maggioranza, si è fatto un buon  lavoro  negli
  ultimi anni ed era corretto non affossarlo.
   Ogni  volta si dice questo ha un trend negativo, questo  aveva  un
  trend  positivo e per senso di responsabilità andava  rifinanziato,
  riappostata  la somma attraverso l'autorizzazione di un  mutuo  per
  fare  uscire  da  una situazione deficitaria un ente  che  è  stato
  fondato  certamente non da questa maggioranza ma da  chi  aveva  in
  mente un organismo per certificare - sotto il profilo strategico  -
  un settore importante per l'economia siciliana.
   Ed  ancora,  l'Istituto  del fondo per la prevenzione  dei  rischi
  idrogeologici.  Qualcuno  potrà dire  che  quella  somma  non  sarà
  sufficiente, certo, ma noi abbiamo previsto il fondo.
   Magari chi verrà dopo di noi, sicuramente più bravi, una volta che
  c'è  il fondo o dall'anno prossimo o da adesso qualcuno potrà  dire
  che i soldi sono pochi ma visto che c'è il fondo ci potrà essere un
  momento di confronto su questo tema.
   Poco  fa  ho  sentito scherzare sul vivaio Paulsen o  Pulsen  -  a
  seconda della pronuncia  Ho assistito a diversi interventi, andiamo
  alla  sostanza e non fermarci a come si pronuncia  Ho sentito anche
  parlare di marchette in questo caso. La norma comunitaria impone ai
  vivaisti  l'acquisto solamente attraverso i vivai autorizzati,  nel
  caso  della  Sicilia  quello nostro, altrimenti acquisterebbero  in
  altra  Regione.  Mi trovo davanti ad una struttura in  attivo,  che
  produce  -   ho studiato quindi parlo, a differenza di  alcuni  che
  parlano  e non studiano come qualche mio amico di partito così  non
  si offendono gli altri - centro di pre-moltiplicazione e produce la
   barbatella' cioè il primo arbusto della vite. Possiamo pure ridere
  e  scherzare  su  tutto  ma questa è una  cosa  seria.  Perché  non
  istituire  tutele per coloro i quali mantengono in piedi  una  cosa
  seria? Questo è il tema
   Presentiamo  un  emendamento  soppressivo,  chiudiamo  il   vivaio
  Paulsen  e  ce ne liberiamo  Oppure diciamo a questi 23 schiavi  di
  essere schiavi della politica che di finanziaria in finanziaria non
  si  sa  se  metteranno o meno fondi. Negli anni questa è  stata  la
  politica  vista,  la  politica dei vecchi consessi  politici.  Oggi
  vogliamo rendere autonomi e dare dignità a questa struttura.
   I  PIP.  Tutti  ridono  e  dicono  essere  un  problema  solo  dei
  palermitani, ma io dico che è un problema di tutti. Tra  questi  si
  annovera gente che ha commesso degli errori e per questo ha  pagato
  e  pagherà  però  nei settori, nei Dipartimenti, negli  Assessorati
  questi fisicamente ci sono e lavorano. Non gli mandiamo il sussidio
  a  casa.  Ci sono persone che andranno rivalorizzate, ma  vi  posso
  assicurare  che ci sono, in alcuni settori regionali,  persone  che
  reggono,  che aiutano a reggere quella struttura. E noi -  lo  dico
  io, così mi assumo la responsabilità - li vogliamo rendere schiavi.
  Un  sussidio  perché hanno lavorato. No, lavorano. Ci sono  persone
  che lavorano con grande professionalità.
   E  allora,  cosa  prevede  la  norma?  Perché  qualcuno  non  l'ha
  studiata.  Coloro  che  non  potranno transitare  -  quindi  si  fa
  riferimento  a quelli che non sono nelle condizioni giuridiche  per
  poter transitare e non dobbiamo scendere nei particolari, non serve
  -   o   coloro  i  quali  non  vogliono  transitare,  non  vogliono
  contribuire,  perché  tra  un anno andranno  in  pensione,  faranno
  istanza  e rimarranno là dove sono, ma per coloro i quali  vogliono
  scommettere  su loro stessi, noi abbiamo il dovere  di  sfidare  il
  Consiglio dei Ministri e cercare di portare avanti una norma quanto
  più  possibile  costituzionale. C'è il rischio,  però  noi  abbiamo
  inserito  che lo stanziamento rimane invariato, abbiamo parlato  di
  transito,  abbiamo  parlato di part-time. Come ancora  li  vogliamo
  mortificare,  visto  che da 12 anni lavorano? Allora,  il  tema  è:
  siccome è stato firmato da tutti, non è una creatura di Milazzo, di
  Figuccia,  è una condizione, una situazione reale che c'è,  a  meno
  che  non  si ha il coraggio di dire che gli manderemo il  sussidio,
  c'è  chi  è  esperto di sussidio mandato a casa, e non  devono  più
  mettere piedi dentro la Regione. Perché questi signori sono schiavi
  e si vedono con il compagno di stanza, lui che ha tutte le tutele e
  l'altro  che non ha nemmeno una tutela  Non può andare  nemmeno  in
  malattia  Non può avere nemmeno la maternità  Siccome vedo riempire
  le bocche di tutele delle donne  Nessuno ha tutele.
   Il  tema  è cercare di provarci. E ai costituzionalisti di  questa
  Aula  vorrei  ricordare che la norma sui rifiuti,  sulle  province,
  sugli appalti e sull'acqua, quel modello Sicilia, è stato impugnato
  più  volte  ripetutamente. Ne faccio una condanna?  No   Diamo  per
  buono  che lo volevano fare per il bene della Sicilia e io  non  li
  condanno. Ma noi ci dobbiamo provare
   E  ancora,  i precari degli Enti Locali. Io penso - e nessuno  può
  smentire   -   che  l'Assessore  Grasso,  nelle  sedi  appropriate,
  Commissioni,  Gruppi  parlamentari, si  è  confrontata  apertamente
  avendo  come  fine ultimo la stabilizzazione di queste persone  che
  ormai da anni sono schiavi della politica.
   Ed  ancora.  Da 700 a un milione e 700 mila euro i  fondi  per  la
  manutenzione  nelle scuole con la pianificazione di 27  milioni  di
  euro   per   l'edilizia  scolastica,  per  la  progettazione,   per
  assicurare il finanziamento di progetti nell'edilizia scolastica.
   Ed   ancora,  il  FURS.  Noi  abbiamo  avuto  un  confronto  nelle
  Commissioni   non  come  dire   yes  man ;  ci  siamo   confrontati
  apertamente e tutti voi lo avete visto. Ci sono stati anche momenti
  di  tensione con il Governo, ma per arrivare ad un unico  obiettivo
  che  è  l'obiettivo,  intanto del Governo ma anche  dei  componenti
  della maggioranza, di perfezionare il più possibile quello che è il
  percorso legislativo del Parlamento.
   E  concludo, signor Presidente, dicendo questo: il Governo  ha  il
  dovere  di  governare  ma  il dovere di governare  viene  garantito
  attraverso il diritto di governare. Altrimenti siamo alla paralisi.
  E dalla paralisi non se ne ricava né una norma perfettibile, né una
  norma  perfetta. Non si ricava niente. E i cittadini, molto spesso,
  ci rimproverano di non decidere.
   Ed  allora,  un  confronto parlamentare sano  e  leale  purché  il
  Governo  sia  messo  nelle condizioni di esprimersi  e  di  portare
  avanti  ciò  che  è  stato  sottoposto ad un  contesto  ancora  più
  importante  dell'autorevole Assemblea regionale, che  è  il  popolo
  siciliano  che  ha  autorizzato, vidimato, il programma  di  questo
  Governo  che certamente non si è mai tirato indietro per confronto,
  per la parte del Governo.
   Per  la  parte  della maggioranza - e concludo - il capogruppo  di
  Forza Italia, ma penso tutti gli altri Capigruppo, non si sono  mai
  sottratti al confronto ed anche a retromarce per condividere il più
  possibile il percorso parlamentare.
   Direi  agli amici che, se ne avessero bisogno, così come ho ceduto
  15  minuti del tempo, se ci fossero cose serie da rimarcare,  Forza
  Italia mette a disposizione delle minoranze i 6 minuti restanti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  nei  giorni che hanno preceduto  questo  momento  della
  discussione  generale, che hanno visto, appunto, l'attività  ed  il
  lavoro di tutta quest'Aula, nelle Commissioni di merito e poi nella
  Commissione   Bilancio',  abbiamo avuto  modo,  quindi,  di  potere
  vedere  lo  svolgersi dei lavori, come sono arrivati i testi,  come
  sono  stati proposti gli emendamenti in fretta e furia,  come  sono
  stati  contingentati  i  tempi, come, a  volte,  addirittura  si  è
  arrivati  ad una nottata di Commissione  Bilancio', pertanto,  come
  si  è  anche  compresso il dibattito e l'entrare nel  merito  delle
  misure  proposte, ancorché avessimo fatto una proposta, all'inizio,
  verso  il  15 marzo scorso, quando si cominciava a prospettare,  in
  maniera  molto  timida da parte di questo Governo,  la  volontà  di
  presentare  un  documento finanziario che desse delle  risposte  di
  senso immediato, contabile, economiche, si intende.
   Avevamo  detto:   Presidente, presenti una manovra snella,  quello
  che  serve,  attualmente,  per curare le  fragilità,  le  emergenze
  immediate.  Tutte  le  norme ordinamentali  vadano  dopo  e  vadano
  proposte ad un dibattito sereno dell'Aula.
   Perché faccio questa premessa, signor Presidente? Perché la  forma
  è  sostanza. Per operare, e bene, e noi è questo che vogliamo  fare
  qua  dentro, in rispetto ai siciliani che ci hanno eletto,  abbiamo
  bisogno  di  poterci avvalere di quelle che sono le garanzie  della
  legge,   che   ci   permette  di  potere  lavorare  con   serenità,
  analizzando, esattamente, ciò che si intende fare, facendo anche  e
  svolgendo  fino  in fondo, con responsabilità, il nostro  ruolo  di
  opposizione.
   Qual  è  la  sensazione  che,  ad oggi,  e  che  ci  ha  condotto,
  praticamente,  pervade ancora, e la leggiamo in  queste  carte,  in
  questa    Finanziaria'  che  è  diventata  obesa,   quest'approccio
  bulimico,  in  cui deve entrare tutto, in una notte di  Commissione
   Bilancio', cos'è?
   Tutto   questo   si  regge  su  una  profonda  fragilità,   signor
  Presidente.  E' la fragilità della stessa compagine di  maggioranza
  che  l'ha  portata qua dentro. Questa stessa fragilità  si  unisce,
  oggi,  alla  povertà del fatalismo con cui, mi sembra di ricordare,
  ricordo a me stessa, gliel'ho sentito dire, il fatalismo che  dice:
   Chi vuole, la voti. .  Chi vuole, voti le cose che io porterò  qua
  dentro.
   Chi  vuole?  Ma qua dentro, non possiamo permetterci di  avere  un
  respiro corto
   Entrerò  tra  un  attimo nel merito anche della  manovra  nel  suo
  complesso, anche perché nel dettaglio l'hanno già fatto i  colleghi
  del mio Gruppo parlamentare, ma anche gli altri colleghi.
   Penso  soltanto ad una cosa, signor Presidente, ed è un flash  che
  voglio  lasciare  a  quest'Aula ed a chi ci  ascolta  fuori.  Senza
  polemica,  ma  questo   Diventerà  bellissima ,  diventerà,  questo
  futuro, a quanto ancora lei pensa di poterlo procrastinare?

   PRESIDENTE, presidente della Regione. 20 anni, almeno.

   ZAFARANA. Venti anni almeno.
   Signor  Presidente,  abbiamo bisogno di interventi  immediati  che
  superino anche le contingenze economiche del momento e che  non  si
  prestino a chi tira la sua giacca ora di qua, ora di là.
   E  vengo subito ad intervenire nel merito. Come si è aperta questa
   Finanziaria'?  Subito  abbiamo visto  in  Commissione  cultura  un
  taglio di 84 milioni, netto.
   Io  faccio  i  miei  auguri all'assessore  Tusa,  che  oggi  si  è
  insediato,  per  la  sua  attività perché,  come  tutti  gli  altri
  assessori, ha una delega di grandissima importanza e rispetto ed il
  mio  rispetto  nei confronti di chi si occupa di questa  materia  è
  sommo,  ma  le preannuncio che saranno gravissime le difficoltà  ad
  operare nella situazione attuale.
   Alla  fine della manovra di bilancio è vero che di qualche  taglio
  si  è  rientrato,  ma mi corre l'obbligo di dover  sottolineare  il
  fatto  che di questi 84 milioni sono praticamente la maggior  parte
  sui  beni culturali e su tutte le leggi che vanno a finanziare  gli
  interventi  di manutenzione, interventi di manutenzione in  termini
  di  interventi  anche straordinari per calamità  e  vanno  anche  a
  mortificare  i  servizi sociali, pertanto, vanno  a  mortificare  i
  consultori,  vanno  a  mortificare  le  associazioni  anti  racket;
  abbiamo  segnato  un  taglio del venti percento sulle  associazioni
  anti racket. Questo è insostenibile
   Questa   Finanziaria', per chi la legge in maniera attenta, sembra
  una  finanziaria a  gettone . C'è un gettone per tutti: dai 100  ai
  200 mila euro messi lì hanno lo stesso peso.
   E ripeterò quanto qua dentro già detto: il coniglio selvatico, 200
  mila  euro;  200  mila euro pure agli interventi  per  la  bonifica
  sull'amianto,  quando sappiamo che, oggi, le richieste  dei  comuni
  per  la bonifica sono per più di 40 milioni? E ancora, a 200 a 200?
  Per  chi?  Per che cosa? Per quale finalità? Per quale prospettiva?
  Per quale idea?
   Perché,  chiaramente, come un'azienda, volendo fare  un  paragone,
  anche  la Regione siciliana dà una propria vocazione ed un  proprio
  stampo di prospettiva dentro le righe del proprio bilancio.
   Ancora,  una disparità di trattamento ingiustificata tra le  varie
  categorie   di   precari   della  nostra   Regione.   Sull'edilizia
  scolastica,  per esempio, sono stati apposti poco più di  200  mila
  euro, no, chiedo scusa, 2 milioni in tre anni.
   Perché,  mi chiedo, se ci sono i fondi comunitari che è  possibile
  spendere  se  l'azione  di  spesa si  fa  in  maniera  programmata,
  annuale,  censendo  le  criticità, avviando un  percorso  specifico
  all'interno   di  un  processo  di  catalogazione   dei   problemi?
  All'interno  dell'anagrafe  dell'edilizia  scolastica,  che  è  uno
  strumento  che  esiste. Perché? Forse perché  probabilmente  è  più
  facile intervenire ad hoc, al momento, dove serve, per avere  spesa
  corrente  su  un  tema  che, purtroppo,  sia  chiaro,  siamo  tutti
  favorevoli  a che il patrimonio edilizio delle nostre scuole  venga
  rimesso a nuovo, non potremmo che essere di questo parere,  ma  per
  avere probabilmente interventi immediati per poi poter dire: "siamo
  bravi, noi si che abbiamo rimesso a posto le scuole", però ci  sono
  i  fondi  BEI,  però ci sono i fondi comunitari. Anche  questo  sta
  nell'ottica di una prospettiva, del sapere da dove togliere e  dove
  mettere.
   Entreremo,  poi, nel merito di altro durante la discussione  degli
  articoli.  Noi abbiamo inteso comunque, e non ci siamo  chiaramente
  tirati indietro, intervenire con intelligenza e con responsabilità,
  Presidente, perché chiaramente poi quello che noi dobbiamo fare qua
  dentro  rende omaggio ed è l'obbligo che ci siamo presi ed  abbiamo
  assunto dinnanzi ai siciliani.
   Abbiamo presentato degli emendamenti che vanno nell'ottica di dare
  maggiore  agio  ai  comuni, soprattutto per  quanto  riguarda,  per
  esempio,  i  comuni  che hanno la possibilità di  avere  royalties.
  Abbiamo  provato  ad  implementare un fondo  di  rotazione  per  la
  progettazione dei comuni, è un'esigenza diffusissima per  i  comuni
  che,  oggi, sono in chiara, urgente difficoltà per quanto  riguarda
  l'approccio   ai  fondi  comunitari,  l'accesso.  Se   non   vi   è
  progettazione, praticamente la spesa è impossibile.
   E  abbiamo  ancora provato a frenare il taglio, laddove ritenevamo
  fosse  necessario e, pertanto, nel FURS, nelle riserve, nei parchi.
  Nei  parchi è qualcosa di allucinante quello che si va a  fare,  mi
  chiedo  come  sia  possibile nella Regione  che  ha  il  territorio
  boscato  più  ampio  di tutte le altre Regioni italiane,  si  va  a
  tagliare, a fare un taglio scriteriato di più di 2 milioni: parchi,
  ERSU, teatri.
   Abbiamo   già   approfondito  l'argomento  relativo  all'approccio
  all'emergenza sulla disabilità grave e gravissima, che  secondo  me
  anche  oggi, anche in questo momento, anche in quest'Aula, sono  il
  frutto  di  una  incapacità  gestionale di  potere  approcciare  il
  problema  a tutto tondo, ed è per questo che, oggi, ancora,  ci  si
  trova  nelle condizioni di dover comunque coprire questo fondo  per
  fare arrivare a quella che è l'esigenza reale.
   E  poi,  un'altra  manovrina  che abbiamo  inteso,  dove  è  stato
  lasciato  tutto  intonso rispetto alla spesa  dell'anno  precedente
  vediamo che la spesa è soprattutto individuata, per gli anni 2018 e
  2019  rimane  quasi intatta, il grande taglio è  nel  2020.  Voglio
  vedere  come si arriverà poi a fare quei tagli, lacrime  e  sangue,
  che sono previsti nel 2020.
   Presidente, abbiamo provato, nonostante tutto, con impegno  e  con
  dedizione   a  fare  il  nostro  ruolo  per  imprimere   a   questa
   Finanziaria', comunque, quello stile e quell'esigenza di snellezza
  che avevamo rappresentato. Faremo la nostra parte in quest'Aula, in
  ossequio al compito che i siciliani ci hanno dato.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Aricò.  È  l'ultimo
  intervento prima di dare la parola al Governo.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  assessori, onorevoli colleghi,  Finanziaria'  travagliata,
  con  grande lavoro della Commissione  Bilancio', un'ottima proposta
  da  parte  del Governo, ottima collaborazione e sostegno  da  parte
  dell'Assessore  per  l'economia alle richieste che  venivano  dalla
  Commissione.
   Io  in  questi  interventi ho sentito parlare di marchette,  credo
  siano  stati l'onorevole Foti, l'onorevole Sunseri, qualche  minuto
  fa, l'onorevole Zafarana parlava di  Finanziaria' a  gettoni .
   Io ricordo bene, ero fuori da questo Palazzo quando anni fa, credo
  fosse  il  2013, il Movimento Cinque Stelle votava la   Finanziaria
  Crocetta' consegnandogli anche proposte, quelle che io dall'esterno
  ritenevo proposte e non marchette. Perché la Commissione  Bilancio'
  -  davanti  a me c'è il presidente Savona che in queste giornate  e
  nottate ha svolto un ruolo di grande equilibrio - ha fatto in  modo
  che le proposte si trasformassero in sintesi da presentare in Aula.
   Non  si  capisce perché la  Finanziaria' debba essere snella.  Noi
  abbiamo  un meccanismo di legiferazione diverso rispetto  ad  altri
  parlamenti.  Se  noi vediamo le statistiche presenti  negli  ultimi
  trent'anni credo che le iniziative parlamentari che poi raggiungono
  l'iter per essere approvate in Aula, non credo siano più di cinque,
  sei,  durante  ogni anno. E abbiamo la possibilità,  attraverso  la
   Finanziaria', di fare piccole riforme concrete che servono per  lo
  sviluppo della Sicilia.
   Si  è  parlato  poco delle aziende e delle imprese. Questa  è  una
   Finanziaria'  di  sviluppo, è una  Finanziaria'  per  le  imprese,
  perché  se  andiamo  a ben vedere l'articolo 5 e  l'articolo  8  di
  questa   Finanziaria' capiremo che nei prossimi  anni  si  potranno
  sviluppare  investimenti  per oltre  2  miliardi  di  euro,  perché
  nell'articolo  5  ci  sono  oltre  84  milioni  di  euro  collocati
  nell'Irfis  che Banca d'Italia ci dice sviluppare investimenti  per
  16 volte in più e siamo intorno ad 1 miliardo e mezzo. E l'articolo
  7,  dove  si  vanno  a  collocare  per  i  cosiddetti  cofidi  e  i
  finanziamenti  -  se  vi  ricordate bene -  Jessica  e  Jeremy  che
  ritornano in possesso della Regione sono circa 50 milioni di euro e
  anche  quelli  Banca d'Italia ci certifica essere un moltiplicatore
  pari a dieci, circa 500 milioni.
   Onorevoli colleghi, abbiamo cercato anche di snellire così come il
  programma  elettorale e gli enti, articolo 2. Di fatto,  l'Istituto
  dell'incremento ippico sarà incorporato dallo zootecnico.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Sullo stesso piano.

   ARICO'.   Saranno   sullo   stesso   piano,   meno   consigli   di
  Amministrazione, un direttore generale in meno, meno  sottogoverni,
  ci  sarà  il  rilancio  dell'Arpa, in  tutte  le  regioni  d'Italia
  funziona egregiamente, in Lombardia, addirittura, l'Arpa riesce  ad
  avere utili da parte della Regione ma a noi mancano i lavoratori, i
  funzionari, i dirigenti e stiamo dando la possibilità e  daremo  la
  possibilità a centinaia di persone di poter lavorare in Arpa.
   Perché?  E  quando  si sbloccano le assunzioni che  cosa  succede?
  Quanti  sono  i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri  cugini  in
  cerca  di  lavoro. Si è parlato di 25 mila giovani  che  ogni  anno
  partono  dalla Sicilia per andare nelle Regioni del  Nord  o  forse
  anche all'estero.
   E se diamo la possibilità nei meccanismi regionali di creare nuovo
  sviluppo  e nuovi posti di lavoro, cosa stiamo facendo? Non  stiamo
  facendo il bene per la nostra Terra
   Allora, il bene per la nostra Terra si fa? Sì, creando nuovi posti
  di  lavoro, ma anche mantenendo il livello occupazionale degli enti
  regionali. L'articolo 4 dice proprio questo.
   Si  è  fatto  un  gran parlare del biglietto unico sui  trasporti.
  Ritengo  che  le  città metropolitane, Palermo, Messina  e  Catania
  avranno  un grande beneficio, ricordo era il 2007, quando a Palermo
  si  incominciò a parlare di biglietto unico, siamo nel 2018, ancora
  non  c'è e ci sono palermitani, siciliani che devono comprare  uno,
  due,  tre  biglietti.  E' un incentivo, mi sono  complimentato  con
  l'assessore  Falcone,  per  questa bella iniziativa;  ritengo  sarà
  molto dura da attuare in pochi mesi. Ma è quanto meno un inizio.
   Poi,  le  giovani  famiglie,  8  milioni  di  euro  concreti   per
  l'acquisto della prima casa. In una prima stesura si era pensato ad
  un  contributo di 50 mila euro, sono pochi 8 milioni, ma 8  milioni
  creano  anche  sviluppo  economico, la possibilità  di  mettere  in
  circolazione  denaro, ci saranno centinaia di  nuove  famiglie  che
  potranno  comprare  la casa, ristrutturarla,  si  potranno  sentire
  veramente una famiglia, perché lo sappiamo, la famiglia a  volte  è
  bistrattata.
   E' questa, onorevole Presidente e tutti signori colleghi e signori
  Assessori  è  una   Finanziaria' che taglia le  tasse;  nessuno  ha
  parlato  del  bollo auto. Qual è stata mai una finanziaria  che  ha
  tolto una tassa. Per le auto di piccola cilindrata, per le famiglie
  meno  abbienti,  i  siciliani da quest'anno non pagheranno  più  il
  bollo  auto  e  si  prevede  anche un articolo,  presentare  quella
  cosiddetta zona taxi free la possibilità di alcune famiglie di  non
  pagare più l'addizionale regionale.
   Si  è  fatto  un taglio all'inizio della cultura, si  è  fatto  un
  taglio dei teatri, ma si darà pure la possibilità di utilizzare,  e
  qui  saluto  il  nuovo  assessore per  i  beni  culturali,  l'amico
  Sebastiano  Tusa, per il compito che l'aspetta caro  assessore,  ma
  per  la  prima  volta  ci sarà un incremento sulla  possibilità  di
  utilizzare  i ricavi dei biglietti che quest'anno sarà del  50  per
  cento e, addirittura, il prossimo anno del 70 per cento ed i ricavi
  dei  biglietti saranno utilizzati per le iniziative culturali,  per
  il  mantenimento  dei  siti archeologici e  monumentali  e  per  la
  valorizzazione di questi siti.
   Sull'edilizia  scolastica. E' vero, onorevole  Presidente,  membri
  del  governo, assessore La Galla, forse 700 mila euro  sono  pochi,
  avremmo  dovuto  ascoltare le sue parole, fare uno sforzo,  trovare
  più fondi in tal senso.
   Sono  d'accordo  con l'onorevole Zafarana, probabilmente,  l'unica
  cosa sulla quale sono d'accordo è aumentare i soldi per l'edilizia,
  utilizzare  i  fondi europei, probabilmente utilizzare  questi  700
  mila  euro  per accendere un mutuo, con cassa deposito e  prestiti.
  Sono  pochi,  però i livelli rimangono e questo lo  dobbiamo  dire,
  Assessore, quelli dell'anno precedente; non c'è alcun taglio per le
  scuole, anzi c'è un leggero incremento.
   Anche l'articolo 9, quello che riguarda circa 10 milioni che  sono
  dati alle colture che sono state danneggiate da agenti atmosferici.
  La  Sicilia è una Terra grande e probabilmente assessore  Bandiera,
  sono  pochi,  però  è già un primo segnale per capire  che  noi  su
  alcuni territori siamo presenti.
   Per  non parlare poi del centro direzionale dell'Asi che passa  di
  proprietà   regionale  e  l'inventario  che  obbligatoriamente   si
  sancisce  una norma che, di fatto, gli enti fino ad oggi non  hanno
  ascoltato,  non  hanno adottato che è quella di inventare  tutti  i
  beni immobili.
   Per  non parlare di 5 milioni dei disabili, dei disabili psichici.
  Saranno  stanziati  5  milioni  di  euro  per  i  comuni,  per  una
  assistenza maggiore.
   La   problematica   dei   consorzi   dei   Comuni,   delle   città
  metropolitane,  le ex province, senza una guida, signori  colleghi.
  Prima sentivo la battuta dell'onorevole Zafarana, quando si diceva:
   ma quando diventerà bellissima'.
   Onorevole  noi  ce la stiamo mettendo tutta, anche gran  parte  di
  quest'Aula  dico, non soltanto il movimento che abbiamo creato  con
  il  presidente  Musumeci  ma riteniamo che  quella  del  presidente
  Musumeci di 20 anni sia una provocazione. Ma dobbiamo ritornare nel
  giro  di  2  o  3  anni  ad essere una Regione normale.  E'  questo
  l'obiettivo  che  più  volte  il  presidente  Musumeci  ha   voluto
  ribadire.
   E  anche per lo sport, c'è un piccolo articolo anche per lo sport.
  Si  è pensato anche alle società di massima serie, quelle che hanno
  problemi  a  spostarsi perché prima qualche anno fa la Sicilia  era
  terra  di  sport, negli ultimi 5 anni le società di  massima  serie
  hanno  avuto  azzerato il capitolo che permetteva una contribuzione
  per affrontare le trasferte e, allora, si parlava di insularità  ma
  non  si  aiutavano i soggetti a muoversi all'interno del territorio
  nazionale.
   Per  non parlare dei Pip ma già è stato fatto e detto tanto e  per
  l'autismo.
   Signor Presidente, si è parlato tanto dell'autismo in questi anni.
  Io  ritengo, e mi avvio alle conclusioni, che quello di raddoppiare
  il tetto massimo del Fondo sanitario nazionale per questi ragazzi e
  non che soffrono e soprattutto di sostenere le famiglia ritengo che
  sia un atto di grande civiltà.
   Quindi,  Presidente, signori colleghi, ritengo che questa  sia  la
   Finanziaria' non delle  marchette', non la finanziaria a  gettoni'
  ma  la  finanziaria per le imprese e la finanziaria del  confronto.
  Noi  riteniamo che con tutti i Gruppi parlamentari, la  Commissione
   Bilancio'  si  è voluta confrontare, gli Assessori  sono  stati  a
  fianco  delle  Commissioni di riferimento e quella   Bilancio'  per
  capire  come  meglio  adattare questi  numeri  che,  purtroppo,  ci
  vengono  consegnati dopo 5 anni di Governo Crocetta, riteniamo  che
  si sia fatto il lavoro migliore che si potesse fare. Grazie.