Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 13.02
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, invito i Presidente dei Gruppi parlamentari a
seguirmi in Sala Lettura per una veloce Conferenza dei Capigruppo
che fisserà un minimo di paletti sugli interventi, sui tempi che
daremo, intanto oggi, e poi speriamo anche alla finanziaria.
L'inizio vero e proprio dei lavori sarà alle ore 14.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.08, è ripresa alle ore 15.09)
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
La seduta è ripresa.
Comunicazione relativa ai tempi spettanti a ciascun Gruppo
parlamentare
ai fini della discussione generale dei documenti finanziari
PRESIDENTE. Comunico che questa Presidenza, sentita la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ai sensi dell'articolo
73bis, comma 3, del Regolamento interno dell'Assemblea, ha
determinato i tempi spettanti a ciascun Gruppo parlamentare ai fini
della discussione generale dei documenti finanziari.
Il tempo complessivo, pari a 5 ore, sottratti 30 minuti spettanti
al Governo regionale, è stato ripartito in parte in misura eguale e
per altra parte in maniera proporzionale ai Gruppi parlamentari,
come di seguito specificato:
-Movimento Cinque Stelle 64 minuti;
-Partito Democratico 43 minuti;
-Forza Italia 30 minuti;
-Diventerà Bellissima 27 minuti;
-UDC 25 minuti;
-Fratelli d'Italia 21 minuti;
-Popolari e Autonomisti 20 minuti;
-Sicilia Futura 19 minuti;
-Misto 23 minuti.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo, per oggi, gli onorevoli
Trizzino e Schillaci.
L'Assemblea ne prende atto.
Indirizzo di saluto da parte del Presidente delle Regione al nuovo
Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di cominciare la discussione
generale, il Presidente della Regione vuole presentare il nuovo
Assessore.
Onorevole Presidente, ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è mio dovere e piacere presentare all'Aula, in questa
prima occasione utile, il nuovo assessore alla cultura ed alla
identità siciliana, ai beni culturali, il professore Sebastiano
Tusa, archeologo, docente a contratto dell'Università di Napoli e
di Marburg in Germania. Egli subentra al professore Vittorio Sgarbi
insediatosi, alcuni giorni fa, alla Camera dei Deputati a seguito
delle ultime elezioni politiche.
A nome del Governo desidero esprimere all'assessore Tusa l'augurio
di buon lavoro e il benvenuto in questa compagine che dei beni
culturali vuole fare uno degli obiettivi prioritari della propria
azione di Governo.
Egli, peraltro, è dirigente della Regione siciliana e, quindi,
conosce a sufficienza la complessa ed articolata macchina di questa
Amministrazione.
Buon lavoro assessore Tusa.
previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020"
(n. 230-230bis/A) e "Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale" (n. 231/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n.
230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno
Discussione dei disegni di legge: «Bilancio di previsione della
Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n. 230-230bis/A)
(Seguito) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A) (Seguito).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Se ci sono colleghi che vogliono iscriversi, comincio a prendere
nota e vi concedo la parola. Onorevoli colleghi, la discussione
generale al disegno di legge Finanziaria è in questo momento in
atto. Io credo che quantomeno i Capigruppo dovrebbero cominciare ad
intervenire.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero,
prima di entrare nel merito del testo che stiamo esaminando, fare
una breve riflessione sul percorso che abbiamo affrontato, in
Commissione Bilancio', in modo particolare, anche per chiarire da
subito con l'Assessore per il bilancio e con il presidente Musumeci
come ci si vuole rapportare su alcune questioni che sono state
affrontate anche con grande senso di responsabilità.
Io ho votato a favore in Commissione Bilancio' sia per quanto
riguarda il bilancio, sia per quanto riguarda la legge di
stabilità, ed il mio desiderio è quello di concludere il percorso
parlamentare con il voto favorevole.
E' logico che bisogna avere un chiarimento, credo sin da subito e
senza alcuna esitazione.
Ho fatto, parallelamente a quello che è l'esame dei testi che sono
stati presentati dal Governo, delle analisi e delle ricerche sui
fondi extra regionali in modo tale da potere dare un mio contributo
fattivo a questa legge di stabilità che è entrata in Commissione
Bilancio' e nelle Commissioni di merito con circa 35 articoli ed è
stata arricchita da una serie di provvedimenti che sono frutto
della sensibilità di ognuno di noi che sul territorio vive le varie
dinamiche e che per un verso ha voluto anche spronare il Governo
affinché su alcune tematiche non sia più esitante, anzi, approfitti
di questa occasione per poter cercare di dare una risposta concreta
alle questioni che noi poniamo.
Le mie ricerche sono state, Presidente, focalizzate su quelli che
sono i fondi FSC ed i fondi POC perché ho cercato di rendermi conto
come fosse la situazione in termini di programmazione e ho visto
che per quanto riguarda i fondi FSC risultano programmati ma
impegnati neanche il 10 per cento ed ovviamente non è una
responsabilità che sto ascrivendo a questo Governo, lo sto
evidenziando.
Per quanto riguarda i fondi POC la situazione è ancora più grave
perché le delibere CIPE risalgono ad agosto scorso e di conseguenza
di quello che è circa 1 miliardo e 700 milioni di dotazione per la
Sicilia ne risulta programmato appena 350. Un miliardo e 400 non
risulta neanche programmato e mi sono permesso di intervenire su
questa tematica con delle norme che sono frutto anche del dibattito
che c'è stato in Aula e di quelle che sono state le sue
dichiarazioni su alcune tematiche delle quali dobbiamo anche
parlare. Nessun atto e nessuno di noi, ed io in particolare, volevo
travalicare il confine delle competenze, però questo è un momento
di confronto nel quale credo che il Governo debba, da questo punto
di vista, ascoltare e dare seguito a quelle che sono delle
sollecitazioni di buon senso e, in questa ottica, entro subito nel
merito di alcune questioni.
Lei ha detto che i comuni virtuosi andavano premiati, lo ha detto
anche a Catania quando ci sono state le consegne dei comuni più
virtuosi in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi-
urbani.
Io, Presidente, ho ascoltato il suo suggerimento e l'ho messo in
pratica e ho proprio proposto - e la Commissione Bilancio' l'ha
approvato - una premialità di 5 milioni di euro per i comuni che
sono sopra la soglia del 65 per cento per quanto riguarda la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, proprio per
dare un segnale di virtuosismo a quei comuni che hanno investito e
che hanno, ovviamente, chiesto alla loro comunità di adeguarsi alle
norme, alla fine questo è stato fatto, però va dato un segnale.
Questo che cosa significa? Un piccolo segnale già per quaranta
comuni di tutta la Sicilia, perché non sono i comuni virtuosi solo
in una provincia, sono in tutta la Sicilia.
Devo dire che sulla scia di questo suggerimento lei mi ha portato,
sul tema delle autonomie locali, a fare una valutazione su quelli
che sono le certificazioni di qualità di cui gli enti locali sono
portatori e sono altre due. Per quanto riguarda i comuni costieri o
che hanno laghi, l'attribuzione della bandiera blu che richiede da
parte dei comuni dei grandi investimenti per quanto riguarda i
servizi balneari e che ovviamente sono risorse di bilancio che ogni
comune sottrae ai servizi per i cittadini per poter ottenere questo
importante riconoscimento che ha dei parametri internazionali.
Abbiamo messo 1 milione di euro nel fondo delle autonomie locali
proprio per premiare quei comuni che hanno ottenuto la bandiera blu
al fine di spronare gli altri comuni perché non è per noi
sicuramente un vanto avere solo 7 comuni in Sicilia che hanno la
bandiera blu e, anzi, mi permetto di dire, che da questo punto di
vista una politica di sana competizione per le autonomie locali
deve portare, invece, a dare un segnale chiaro alla meritocrazia
perché non è pensabile che si possa continuare a livellare tutti i
comportamenti sul territorio senza poter dare un segnale minimo a
chi realmente cerca di avere quelle certificazioni che fanno fare
il salto di qualità, che fanno la differenza in un territorio.
Un altro elemento di certificazione sono i borghi più belli
d'Italia. Ne abbiamo 19 in Sicilia.
Queste fanno riferimento ai comuni montani, principalmente, anche
se c'è qualche borgo costiero. Abbiamo dato un altro segnale qui, 1
milione di euro, un piccolo segnale da dividere su 20 comuni, ma
per dire a questi comuni ed agli altri soprattutto, che quello è il
percorso che porta poi richieste di permanenza all'interno di
questi comuni. Le assicuro che dove ci sono stati i comuni che
hanno acquisito queste certificazioni, quella che è la strategia
ricettiva si è veramente aumentata anche del 400 per cento. Glielo
assicuro, è così
E, allora, credo che abbiamo il dovere, voi come Governo, di dare
un segnale chiaro alle autonomie locali su quella che è una
competizione al rialzo sotto i profili della qualità e dare,
quindi, piccoli segnali per quanto meno dire: sì questo tipo di
competizione, noi la riconosciamo. .
Sulla scia di questo - e di questo devo ringraziare l'assessore
Armao col quale ci siamo confrontati nelle varie notti della
Commissione Bilancio' -, mi sono permesso di presentare degli
emendamenti riguardanti queste tematiche, presidente Musumeci, che
sono tematiche che lei ha anche trattato e abbiamo trattato qui in
Aula.
Abbiamo fatto una Commissione speciale per il randagismo, bene,
sulla scorta di questo ho presentato l'emendamento per fare i
rifugi perché qui c'è un problema serio non solo riguardante gli
animali domestici o ex tali ma anche cinghiali e quant'altro.
Allora, ho destinato per tutti i comuni della Sicilia 25 milioni
dei fondi POC per fare queste strutture.
Poi, sempre sulla scorta dei dibattiti che ci sono stati in Aula,
abbiamo destinato 10 milioni per l'abbattimento delle barriere
architettoniche per istituti pubblici e privati, strutture
pubbliche dove, su suggerimento del collega, onorevole Milazzo,
abbiamo inserito quelle che sono destinatarie di sedi istituzionali
perché è vergognoso che ci siano aule consiliari non accessibili ai
portatori di handicap proprio partendo dai palazzi municipali,
giusto suggerimento dell'onorevole Milazzo lo abbiamo fatto proprio
in Commissione Bilancio'.
Poi un altro elemento lo abbiamo inserito per quanto riguarda la
riqualificazione degli impianti sportivi perché abbiamo centinaia e
centinaia di impianti sportivi che vanno riqualificati. E' inutile
pensare di fare nuove strutture quando c'è un patrimonio che è
diventato ormai anche pericoloso per la pubblica incolumità,
quindi, anche qui 25 milioni per tutti gli impianti dei comuni
dell'Isola.
Su questa scia abbiamo pensato di mettere 20 milioni per la
progettazione. Lei giustamente ha detto in Conferenza stampa più
volte: datemi i progetti esecutivi ed io li finanzio . Questa è
stata la sintesi. Ha ragione ma vanno messe le risorse per far fare
i progetti esecutivi ai comuni; ecco perché mi sono permesso di
fare, anche da questo punto di vista, un'azione mirata su questo
fronte sempre per quanto riguarda i fondi extra regionali.
Poi, da questo Parlamento è stata fatta una legge, signor
Presidente, per quanto riguarda l'amianto. Ci si è dimenticati,
però, di dare la giusta dotazione ed anche su suggerimento del
direttore del Dipartimento di protezione civile ci siamo
confrontati, abbiamo presentato una norma che è stata approvata
dove abbiamo previsto 10 milioni per quanto riguarda tutta la
mappatura ed il censimento e 40 milioni di euro per risolvere
definitivamente il problema, cifre che, a spanne, ci ha detto il
direttore del Dipartimento di protezione civile, e devo dire che ho
avuto la grazia in questa occasione di conoscere l'assessore
Pierobon per quanto riguarda i profili di sua competenza il quale,
nonostante l'approccio iniziale, devo dire, ha compreso per bene
quella che era la delicatezza del problema ed ha visto insieme a
noi ed insieme all'onorevole Di Mauro quello che era un testo che
era ovviamente condiviso per un'emergenza che c'è. D'altronde, è di
qualche settimana fa la notizia che ci sono stati 600 morti in un
anno per quanto riguarda l'emergenza amianto e credo che questo
Parlamento e questo Governo debbano per forza dare ora una risposta
immediata da questo punto di vista.
Un altro elemento che abbiamo voluto tenere presente è stato il
destino dei portatori di handicap e questo Governo si sta
dimostrando molto sensibile alla tematica; devo dare atto ai due
Assessori che affrontano questa tematica sia per quanto riguarda la
famiglia, sia per quanto riguarda la sanità, però mancava un pezzo
del dopo di noi in Sicilia non è stato ancora, nella sostanza,
programmato. Abbiamo destinato 50 milioni di euro per realizzare in
ogni provincia il villaggio del dopo di noi perché qui c'è una
questione delicatissima riguardante i portatori di handicap che
hanno ormai famiglie che non sono più in condizioni di assisterlo o
che addirittura rimangano senza famiglia. Queste persone speciali
devono avere, oggi, realmente una loro casa e la Regione credo che
sarà, anche da questo punto di vista, all'avanguardia perché i
villaggi del dopo di noi è un'idea che è nata qui in questo
Parlamento da una serie di confronti e di analisi e questo
emendamento ha avuto proprio questa finalità.
Poi, abbiamo previsto non 500 mila euro, come ha fatto ed ha dato
un segnale l'Assessore per il territorio per quanto riguarda la
redazione dei piani regolatori e per quanto riguarda la redazione
dei piani di gestione riguardo al demanio marittimo. Beh, su questo
signor Presidente abbiamo messo 9 milioni perché abbiamo fatto la
valutazione che i comuni sono circa 250 che non hanno ancora questo
piani e, quindi, su questo fondo abbiamo agito per cercare di dare
un segnale più concreto perché erano insufficienti quelli.
Rispetto a tutto questo ho presentato, poi, 3 emendamenti, e
concludo su quelle che sono tematiche affrontate in questa Aula.
L'emergenza idrica del comune di Messina, anche lei è rimasto
sorpreso che il comune di Messina prenda l'acqua a Fiumefreddo.
Abbiamo previsto 20 milioni di euro non per individuare, già ci
sono, bisogna realizzare ora le strutture già individuate dalla
mappatura fatta su indicazione del Dipartimento di protezione
civile per prendere l'acqua nel territorio di Messina e chiudere
questa vergogna.
Un'altra questione che abbiamo affrontato riguarda le baracche di
Messina, lei c'è stato signor Presidente, lei le ha viste e sa in
che condizioni sono, e di conseguenza sa anche che la legge n.10
del 1990 non ha funzionato per un conflitto di competenze fra
Istituto autonomo case popolari, comune di Messina e demanio. E'
stata prevista qui una norma di semplificazione, un'agenzia
comunale che prenda queste competenze ed una dotazione conclusiva
per risolvere questo problema calcolato in 40 milioni perché ci
sono ancora 3.300 baracche che partono dal 1908, unica vergogna
purtroppo in tutta la Sicilia.
L'ultima questione, e passo la parola al mio collega di gruppo
onorevole Fava, la bomba dei veleni che caratterizza Messina,
l'area ex Sanderson è piena di veleni, le falde acquifere sono già
messe in pericolo ed abbiamo previsto, da questo punto di vista,
proprio perché è nel centro urbano di Messina, la cessione al
comune di Messina e sulla scorta di un progetto che stava già
redigendo il Dipartimento dei rifiuti, la somma di 25 milioni per
bonificare questa area. Questo è, in conclusione e mi fermo qui,
poi interverrò sui singoli argomenti, quello che è stato un
contributo che abbiamo voluto dare al Governo, ringraziandolo anche
per quella che è stata la disponibilità del Governo nella
Commissione nell'accogliere questi suggerimenti e, quindi, ampliare
in termini di contenuti il disegno di legge di stabilità che questo
Governo ha presentato e che, oggi, noi ci accingiamo ad affrontare.
Mi fermo qui perché per una questione di minuti devo passare la
palla al mio collega di Gruppo, onorevole Fava.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
Presidente della Regione, Assessori, devo dire che l'analisi che
faccio su quello che è questa Finanziaria' che, inizialmente,
aveva 35 articoli e che dalla Commissione Bilancio' è uscita con
120 articoli più quelli stralciati dalla Presidenza, devo dire che
un po' mi lascia perplesso, per un motivo molto semplice: mi sarei
aspettato che si tracciasse una linea riguardo a quelle che sono le
priorità ed emergenze, invece ci siamo lasciati prendere dalla
bulimia di aggiungere, aggiungere, aggiungere.
Questo cosa comporta, cosa sta comportando, cosa ha comportato?
Sicuramente una contrazione dei tempi, un'enorme difficoltà a
comprendere i singoli provvedimenti, personalmente ho potuto
approfondire forse 2/3 di quello che c'è nel testo e la cosa mi
lascia un po' di amaro in bocca, perché quando parliamo di qualcosa
vorrei avere la possibilità di sapere perfettamente di cosa stiamo
parlando e su che cosa stiamo legiferando. Questo per dire che,
sostanzialmente, abbiamo cercato, come Gruppo parlamentare, di dare
un apporto da quello che è uscito fuori dalla Commissione
Bilancio', abbiamo cercato di migliorare gli articoli sui quali
potevamo intervenire per cercare di fare un lavoro migliore al
servizio della Sicilia. Ma è chiaro che il combinato disposto tra
la manovra, il Collegato che probabilmente, si parla di
approvarlo entro la fine del mese, credo che questo sia un modo di
lavorare che, sostanzialmente, impedisce al Parlamento di essere
pienamente legittimato a comprendere quello che sta accadendo.
Avrei preferito una finanziaria ancora più asciutta dove ogni
Assessorato presentava due, tre norme al massimo di grande impatto
e poi passare successivamente con i lavori parlamentari, con degli
approfondimenti adeguati per singolo capitolo, per singolo
provvedimento, per fare un lavoro che si estendesse per qualche
mese in più per avere un quadro migliore.
Questo, evidentemente, non sta accadendo e spero che da questa
finanziaria non esca fuori qualche strafalcione che in passato
abbiamo visto, perché sappiamo benissimo che poi sulla Sicilia
l'attenzione è spasmodica.
Tra l'altro, sottolineo il fatto che, quello che è accaduto in
Commissione Bilancio che spero non accada mia più, perché credo
che legiferare durante la notte, in tarda mattinata, impedisca
qualsiasi valutazione di merito, spero che non accada più, spero
che non accada nemmeno durante questa discussione, perché a quel
punto chiaramente ci troveremmo di fronte alla reale impossibilità
di capire cosa accade, e davanti al pericolo di fare un lavoro che
poi, alla fine, potrebbe essere stralciato altrove.
Ci sono tre, quattro articoli che credo non passerebbero il vaglio
della Presidenza del Consiglio dei Ministri perché sono norme che,
probabilmente, sono incostituzionali, una su tutte, per esempio,
quella sulla tassa automobilistica.
Quindi, il ragionamento da fare è sempre lo stesso. Approfondiamo
bene quello che c'è qua dentro, se è il caso fermiamoci sui punti
ed eventualmente prendiamoci tutto il tempo necessario. Evitiamo
salti nel buio. Non siamo soliti fare sconti a nessuno perché per
nostra natura cerchiamo di approfondirle le cose. Di contro ci
aspettiamo massima attenzione da parte del Governo per tutti i
suggerimenti che dovessero arrivare durante la trattazione. E'
chiaro che qui credo che nessuno voglia tirare fuori una norma che
abbia dei buchi o delle lacune che poi possa venire impugnata
successivamente.
L'ipotesi che ventilavo di una finanziaria asciutta ci avrebbe
permesso successivamente di andare a razionalizzare quelle che
potevano essere delle entrate successive che dobbiamo andare a
ragionarci ancora con lo Stato e, magari, in fase di variazione di
bilancio successivamente avere ulteriori risorse per dare ulteriori
risposte.
Spero che su questa linea il Governo cominci ad adattarsi all'idea
di razionalizzare il testo e spero che tutti i colleghi in Aula
siano concordi su questa linea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questa è
la mia prima finanziaria a cui assisto perché, comunque, questo è
il mio primo mandato. Devo dire che da prima finanziaria ho cercato
di assistere puntualmente all'interno delle varie Commissioni, non
solo quelle a cui faccio parte, ma anche, ad esempio, la
Commissione Bilancio ed altre Commissioni.
Devo dire che, alla fine, il titolo di questa manovra finanziaria
può essere un titolo da film horror, signor Presidente, è una
manovra finanziaria da film horror. Questo perché, alla fine, tutta
questa manovra finanziaria, che doveva essere una manovra snella, è
stata concepita in una sola nottata, ed è un film horror anche devo
dire un po' scarso, deludente.
Ora man mano entreremo nel dettaglio. Vi dicevo, questa manovra
finanziaria doveva essere una manovra finanziaria di pochi
articoli, facilmente comprensibile, snella. Alla fine ci ritroviamo
dentro circa 130 articoli, non lo so, non li ho contati perché ad
un certo punto mi sono perso.
E' stata cambiata più e più volte ed anche le intenzioni iniziali
del Governo sono state dalla maggioranza completamente stravolte ed
adesso andremo nel particolare in alcuni articoli.
Ad esempio, l'articolo 14 in riferimento al sostegno finanziario
all'istruzione. Io ho assistito a più audizioni da parte
dell'Assessore. Questo articolo doveva essere nelle intenzioni un
articolo che doveva aiutare le scuole paritarie, scuole paritarie e
soprattutto i bambini in difficoltà economica che volevano comunque
accedere all'istruzione per quanto riguarda le scuole paritarie.
Inizialmente la somma destinata a queste scuole paritarie era, ad
esempio, di 5 milioni e 400, perché? Perché alle scuole elementari
paritarie venivano aggiunte quelle di scuola media, quindi si
accorpavano quelle elementari più quelle di scuola media. Ad oggi,
questa somma è stata drasticamente diminuita, siamo a quattro
milioni e mezzo anziché 5 milioni e 400. Mi chiedo come faranno le
scuole paritaria di scuola media a poter essere sostenute e,
quindi, i bambini in difficoltà economica non potranno scegliere
una scuola piuttosto che un'altra.
Oppure, ancora, mi sono segnato anche l'articolo 11 Disposizione
in materia di beni culturali . Saluto ovviamente l'assessore Tusa e
le do il benvenuto, però in Commissione V l'Assessore Sgarbi non
l'abbiamo mai visto Mi chiedo, questo articolo e queste
disposizioni in base a che cosa sono stati fatti? Qual è il
criterio politico con cui questo articolo è stato realizzato? Un
assessore, l'assessore Sgarbi, che è stato completamente assente.
Nessuno ci è venuto a spiegare in Commissione, non lo so questo non
lo so dire, però nessuno in Commissione è venuto a spiegarci questo
articolo.
Noi abbiamo fatto il massimo come opposizione per cercare di
migliorarlo, ma non mi sembra una buona pratica il fatto che io
inserisco delle disposizioni all'interno di una manovra finanziaria
ed il Governo non viene a relazionare all'interno delle Commissioni
di merito.
Oppure, ancora, l'articolo 6 Biglietto unico per il trasporto
locale . Devo dire che questa poteva essere una buona idea, è una
buona idea, nel senso che io cerco di creare un biglietto unico per
le città metropolitane per far sì che l'utente possa adoperare
tutti i mezzi pubblici collegati a quel biglietto unico, quindi in
qualche modo voglio favorire il trasporto pubblico.
Inizialmente, si è partiti con delle cifre, perché comunque noi
come opposizione abbiamo chiesto, visto che si stanno mettendo
delle cifre per il triennio quanto meno diamo dei servizi
aggiuntivi, cioè facciamo in modo che l'utente possa veramente
scegliere questo biglietto unico, perché altrimenti se io do delle
cifre così, all'inizio erano 900 mila euro nel triennio, è ovvio
che se rimane il biglietto singolo e aggiungiamo pure il biglietto
unico e non mettiamo nessun servizio aggiuntivo è normale che nella
maggior parte dei casi l'utente continuerà a scegliere il biglietto
unico, di conseguenza noi avremo completamente bruciato 900 mila
euro.
Devo dire che l'Assessore ha accolto, in parte, le nostre
richieste, però poi alla fine, nella riscrittura finale, anziché
900 mila euro mi ritrovo 450 - ora, il calcolo non l'ho fatto -
circa 500 mila euro. Mi chiedo, ma questo articolo, diciamo, questa
idea, può essere realizzato con 500 mila euro? A questo punto non
so se dobbiamo stralciarlo o meno.
Oppure, ancora, l'articolo 8 relativo agli interventi per la prima
casa di modo da favorire le giovani coppie e dare loro la
possibilità di ristrutturare la propria abitazione. Dico
ristrutturare e non costruire perché non possiamo nuovamente
finanziare ulteriore consumo di suolo. Cerchiamo di incentivare le
giovani coppie, che magari hanno difficoltà economica, non a
costruire nuove abitazioni, ma a ristrutturare quelle esistenti.
E dopo, la cosa che mi ha lasciato ancora più perplesso è
l'articolo 16, il comma 4 dell'articolo 16 che, devo dire, è un
comma molto importante perché in qualche modo stiamo destinando
delle somme per la pulizia dei fiumi, dei canali e, quindi, per
prevenire il dissesto idrogeologico.
Ebbene, queste somme, dopo la grande nottata - e adesso non so se
qualcuno della maggioranza spiegherà cosa è successo in questa
nottata - alla fine, queste somme, sono state drasticamente
diminuite.
Ora, il discorso qual è? Tra le altre cose si è pensato pochissimo
ai giovani e al loro rilancio, c'è solo un articolo che parla di
giovani, ed è l'articolo 52 sulla realizzazione di un fondo per le
politiche giovanili, perché probabilmente, viste le idee che ci
sono all'interno di questa finanziaria, forse è bene aprire ai
giovani e chiedere loro come vorrebbero rilanciare questa nostra
Sicilia.
Ora, Presidente, non so come andrà a finire tutto l'iter, ma è
ovvio che al momento questa finanziaria altro non è che un film
horror mal fatto per la nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, io vorrei partire da una premessa delle poche, sobrie,
dichiarazioni che abbiamo ascoltato da parte del Presidente
Musumeci in questi giorni, dove l'attenzione anche polemica sul
modo in cui si modificava l'assetto, l'aspetto, il contenuto di
questa finanziaria dilagava sui giornali, e il Presidente Musumeci
ha detto nell'unico commento che abbiamo raccolto da lui: la
finanziaria appartiene all'Assemblea regionale siciliana, l'ha
voluta così il Parlamento siciliano .
Non credo di poter essere d'accordo con questa affermazione
perché, è vero che l'Assemblea regionale siciliana ha il compito di
discutere, emendare e approvare, ma non è questa Assemblea che
vuole così questa finanziaria. La finanziaria rappresenta intanto
una scelta dell'Esecutivo, una proposta e una scelta.
La prima finanziaria di un Governo che si appresta,
auspicabilmente nelle vostre intenzioni, a governare questa regione
per cinque anni rappresenta, non solo un biglietto da visita, ma
anche l'obbligo di una proposta, di una visione, di una idea. Una
finanziaria non può essere il verbale della riunione di un
condominio, la finanziaria deve avere un'anima ed una intenzione e
da questa finanziaria non si coglie quale sia l'idea, la visione
che questo Governo ha, non tanto della spesa, quanto di questo
territorio, di questa terra, di questa regione.
Ci sfuggono le indicazioni che sono legate alla strategia non
della spesa, ma la strategia produttiva; ci sfuggono le indicazioni
che questo Governo vuole dare all'Assemblea e ai siciliani su quali
sono le priorità, gli asset sui quali vuole ricostruire condizioni
di decoro, di decenza e di sviluppo.
Ci sfugge il titolo. Lei è un giornalista come me, se dovesse dare
un titolo a questa finanziaria credo che sarebbe in imbarazzo. Il
titolo che avrebbe voluto dare quando l'ha presentata alla
Commissione Bilancio e all'Assemblea regionale: una finanziaria
asciutta . Sappiamo che asciutta non è, sappiamo che forse l'unico
elemento che lascia intendere, contraddistinguere questa
finanziaria è avere cercato una possibile mediazione parlamentare,
la sopravvivenza di questo Esecutivo, il raggiungimento di una
soglia di galleggiamento con la quale continuare ad andare avanti.
Ma ciò che turba di più, non sono tanto le spese grottesche, sì ci
sono spese che sono degli ossimori: i 200.000 euro per il
ripopolamento del coniglio selvatico e molte di queste le vedremo
nel dettaglio; quello che preoccupa sono alcuni tagli che io
considero particolarmente sprovveduti e superficiali perché sono
tagli leggeri, perché ci dicono che attraverso quei tagli la
Regione decide, il Governo regionale decide di non considerare
quegli asset, quei processi di spese di investimento politico come
processi fondamentali per la ricostruzione economica di questa
Regione.
Penso, ad esempio, ad un taglio significativo nell'ordine di 7
milioni per il diritto allo studio. Noi continuiamo a dire che
questa è l'unica Regione che è priva di una legge organica sul
diritto allo studio, poi però in Finanziaria ci presentiamo
all'Assemblea regionale dicendo che passiamo dai 17 milioni che
erano fruibili nel 2017 ai 10 milioni del 2018; 7 milioni in meno,
il 40 per cento in meno, in una Regione che è considerata un punto
di riferimento quasi letterario per la creazione di questo nuovo
stimolo che sono gli idonei non beneficiari, cioè i ragazzi che
hanno pieno titolo che è stato loro legittimamente riconosciuto per
avere borse di studio, un sostengo economico nella loro carriera
scolastica universitaria, ma non sono beneficiari perché le risorse
non ci sono. Avere tagliato 7 milioni all'Ersu pone alcune domande,
su come noi vogliamo considerare quel punto, quell'investimento
strategico per questa terra.
Così come la Protezione civile, gli interventi per le calamità: un
taglio del 25 per cento; la messa in sicurezza di territori in zone
franose, passiamo da 2 milioni e mezzo a 1 milione e 700 mila euro.
Io ricordo, Presidente, quando lei qualche mese fa è andato a San
Fratello, ricordando l'ottavo Anniversario mi sembra, della frana
che ha colpito quel paese; ricordo come le cronache, i giornali
raccontarono quell'incontro in cui lei si è impegnato, un impegno
serio, determinato dicendo che se occorrono 940 interventi per
rimettere in sicurezza il territorio, che è considerato il più a
rischio di tutta Italia, con tre quarti dei comuni che sono a
rischio sostanziale idrogeologico , e lei testualmente ha
ricordato: voglio, e sottolineo voglio, una mappa completa delle
realtà siciliane maggiormente esposte ad ogni tipo di rischio
perché non possiamo continuare a inseguire le emergenze , e poi,
quando vediamo che invece su questo punto, su questo capitolo, che
riguarda la messa in sicurezza, il consolidamento, la capacità di
intervento per un territorio fortemente deprivato nelle condizioni
di sicurezza necessari, c'è un taglio verticale dal 25 al 30 per
cento ci chiediamo quali siano le intenzioni, la visione,
l'obiettivo che questo Governo attraverso la Finanziaria si pone.
Sono pochi i minuti a disposizione, interverremo nel merito degli
articoli con i nostri emendamenti; però, vorrei ricordare che anche
questa idea di un taglio orizzontale, con un 15 per cento di media,
e che deve essere lineare attraversando tutte le voci di spesa e
che si abbatte in modo particolarmente significativo sulle voce di
spesa del welfare, in una terra, Presidente, che ha difficoltà a
vedere ulteriormente contratta la spesa destinata ad affrontare le
condizioni di povertà, io lo ricordo a me stesso, la Sicilia ha il
più alto tasso di povertà, di popolazione a rischio di povertà, di
tutta l'Europa, il 42 per cento e abbiamo un milione di persone in
condizioni di povertà assolute, la scelta di un taglio orizzontale
che poi non trova compensazioni in altre spese la cui cognizione,
la cui funzione, la cui strategia ci sfugge, merita qualche
spiegazione che noi ci aspettiamo, arrivi da questo dibattito ma
propone qualche dubbio.
Infine, quali sono le proiezioni strategiche che questo Governo
vuole affidare all'appropriazione nei prossimi anni? Quali sono i
settori ai quali noi vogliamo affidare il compito di essere
trainanti?
Io credo che noi abbiamo una eccellenza nella nostra tradizione
che è quella della microtecnologia, delle biotecnologie, e quando
scopriamo che questo settore ha avuto 3 milioni in meno, si passa
dai 5 milioni del 2017 ai 2 milioni del 2018 con un taglio
verticale durissimo che penalizza uno dei pochi settori sui quali
la Sicilia è stata competitiva, è uno dei tanti esempi che possiamo
fare accanto invece ai 300 mila euro di valore che sono stati dati
al quasi sconosciuto teatro comunale di Adrano, ci chiediamo,
Presidente, quale sia la visione che lei vuole proporre a questo
Parlamento.
Ci auguriamo che da questo dibattito, al di là del ragionamento di
merito e di tecnica su ciascun emendamento, questa risposta possa
venire, perché se questa risposta non c'è noi potremmo anche
portare a casa uno strumento finanziario che permetta alla Regione
di continuare ad essere ente di spesa, ma continuerà a rimanere
sospesa questa domanda: cosa vogliamo fare della sua funzione di
Governo e di questa terra per i prossimi cinque anni?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava anche per avere rispettato il
tempo anche se era poco. È chiaro che, data la natura particolare
del Gruppo Misto, composto da varie anime politiche, se anche
qualche altro collega del Gruppo Misto volesse intervenire io sono
convinto che non troverà ostacolo in nessuno degli altri colleghi
dei Gruppi parlamentari. Quindi, mi rivolgo anche a chi volesse
intervenire in seguito, visto che il Gruppo Misto ha, di fatto,
esaurito il tempo a disposizione, però non credo che ci possano
essere problemi per tacitare ulteriori interventi da parte di quei
componenti.
È iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sto provando
da un paio di giorni a mettere ordine al documento che ci è
pervenuto, ma poi mi sono resa conto che ordine non si può mettere
in qualcosa che ordine non ha. Qualcosa che nasce male e finisce
peggio; qualcosa che in una sorta di turbinio di bulimia
paesanistica, nell'ultima notte, ha visto questo documento
accrescersi in maniera abnorme e diventare il bestiario che
conosciamo.
Mi chiedo secondo quale criterio e ragionevolezza si possano
mettere 200 mila euro per togliere l'amianto e 200 mila euro per
mettere i conigli nella piana di Gela. Mi chiedo quale sia il
criterio, quale sia lo spirito che ha mosso il deputato, i deputati
a votare delle cose di questo genere
Eppure, Presidente e colleghi della scorsa legislatura, ricordo
che quando approvammo la legge sull'amianto, dopo oltre vent'anni
di attesa, si era ben progettata l'idea del Piano regionale
dell'amianto e dell'utilizzo delle risorse europee previste dalla
misura 6 per la bonifica da materiali inquinanti.
Allora, mi chiedo, anziché lasciare penare quell'ufficio speciale
che poi è nato morto e lì si potevano mettere dei soldi per poi
utilizzare questi leggendari fondi europei, perché si vada con
questi strumenti ad affrontare questioni che, invece, avrebbero
soluzioni già pronte.
Da qui, Presidente, la mia convinzione di una piccolezza, una
tendenza davvero alla piccolezza, anziché volare alto o, almeno,
mantenersi sul giusto, abbassarsi a delle cose che scendono alla
volgarità del peggior Consiglio comunale di quartiere. Con il
dovuto rispetto, anzi maggiore, accresciuto, nei riguardi dei
Consigli comunali che, invece, devono fare i conti con la realtà.
La realtà, una realtà che vede per i comuni e per gli enti locali
una ghigliottina che è scesa senza pietà; l'importante era
finanziare qualcosa che facesse riferimento ad un'area geografica,
qualcosa di quartiere. Tutto legittimo. Un egocentrismo in veste
elettorale che non trovo giustificabile. Un marchettificio vero e
proprio che ha visto aumentare questa cosa qui.
Queste sono le colpe che attribuisco in parte a questo Parlamento,
ma anche il punto di partenza del Governo non è da meno, forse
siete stati voi, onorevoli membri del Governo, ad avere aperto la
porta, dato il via a questo tipo di atteggiamento che mi sento di
dover censurare. Perché a scatola chiusa, davvero all'ultimo
minuto, con una danza del gambero, con la vicenda dello stralcio
che ancora si ostina a voler fare consumare in Commissione
Bilancio , si usa il trucchetto della distrazione, si elimina un
bel blocco di articoli sostanziosi, su cui l'opinione pubblica e le
parti sociali hanno alzato un muro senza se e senza ma, che
vogliono rientrare.
Ma di questo parleremo nello stralcio durante i magheggi che si
deciderà di attuare durante questa finanziaria.
E, poi, apprendo dai giornali - mi dispiace che non c'è
l'onorevole Razza - la convenzione per le idromoto.
Molti di voi si saranno incuriositi. Dovete sapere che, sullo
scorcio dell'ultimo Lombardo, si decise di comprare 6 idromoto -
questo i documenti dicono - che si spesero più di 60 mila euro e
si formarono più di 25 persone per guidare le idromoto.
Queste idromoto sono servite il tempo utile di far fare qualche
scatto all'Assessore del tempo, sulla splendida spiaggia di
Mondello, ma poi si sono perse le tracce. Sono seguiti atti
parlamentari, esposti e risposte da parte dell'Assessore, anche
quello di oggi. Le idromoto saranno vendute, sono in vendita. Ora
mi ritrovo che stiamo spendendo 80 mila euro, non ho capito bene
per fare cosa Poi, ne parleremo in Commissione.
E poi, il Vivaio Paulsen , sarei curiosa di sapere quali sono le
proprietà, come dire, le particolari condizioni che hanno questi
lavoratori per cui, a dispetto di altri, debbano avere il giusto
che gli spetta.
Allora io, colleghi, dico questo: dobbiamo cercare di essere un
po' più equilibrati, perché fuori c'è una Sicilia che grida
vendetta, ma sul serio, e tutta una serie di lavoratori che,
davvero, sono alla fame come i lavoratori delle IPAB, che si sono
visti non solo assegnare un capitolo con soli 2 milioni di euro, ma
addirittura ridurre. E' per questo che ho presentato un emendamento
e poi ce la discuteremo al momento della discussione degli
articoli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, questo mio intervento, Signor
Presidente, è un intervento che scaturisce da un atteggiamento di
sorpresa, perché ho potuto verificare che ci si lamenta del fatto
che è - questa che ci accingiamo da qui a qualche ora, qualche
giorno a votare una legge completa, che doveva essere più asciutta
e più snella - una legge che si occupa di tutti i problemi che, in
questo momento, il cittadino siciliano che vive in terra di Sicilia
ha.
Io l'ho letta con grande attenzione e il tempo ce l'ho avuto e,
come ce l'ho avuto io per leggerla e per studiarla, credo, penso e
spero lo abbiano avuto anche i colleghi seduti nei banchi della
opposizione. E quando sento dire, signor Presidente, e lo dico
senza polemica alcuna perché non entra e non rientra nel mio stile
di un film o di un libro - non ricordo bene adesso - dell'horror,
non devo negare che rimango sorpreso perché è una legge che si
occupa, finalmente, e cerca di risolvere - onorevole Grasso, grazie
al suo intenso e articolato lavoro, e mi riferisco anche a tutto il
Governo, dei precari finalmente - o una legge che si occupa, dico
alle donne - ce ne sono tante in assemblea - della assistenza
postuma alla violenza che una donna subisce, o una legge, signor
Presidente, che si occupa, offre e fornisce misure di contrasto
alla povertà, così esaltando lo stato sociale e la visione sociale
della politica, non può essere tacciata, perché non è giusto,
signori colleghi, perché qui noi siamo chiamati a rialzare le sorti
di una Sicilia martoriata da cinquant'anni, e una finanziaria che
si occupa di tutti questi problemi, di questi argomenti, è soltanto
da salutare con grande entusiasmo.
Certo è perfettibile come tutti gli atti. Certo, assessore Armao,
il suo incredibile lavoro, - di questo io gliene devo dare atto,
ma fuor da piaggeria - certamente come quello di tutti gli uomini
può essere migliorabile, o all'assessore Bandiera che ha pensato
alle misure di sostegno all'agricoltura. Questa è una visione
sociale della politica.
Avete pensato all'istruzione, avete pensato, ed ha pensato questo
Governo, alle politiche giovanili, alla sanità penitenziaria, -
problema di grande complessità - alla disabilità e a tanto e tanto
altro ancora.
Quindi, rimango sorpreso, e spero che sia un dibattito sereno,
costruttivo, formativo, produttivo quello, che da qui a qualche
ora, ci accingiamo ad intraprendere.
Io credo non sia giusto, signor Presidente, perché noi siamo qui
non per contrapporci l'un contro l'altro armato ma siamo chiamati
qui - e sento fortemente il peso di essere un appartenente alle
istituzioni - per risolvere i problemi della Sicilia. Ci stiamo
tentando. Il vostro indefesso e veramente incredibile lavoro ne è
fedele testimonianza e puntuale riscontro.
E, quindi, io a nome di Forza Italia saluto, veramente con grande
soddisfazione, questa legge e lo dico fuori dal gioco delle parti
e, quindi, benvenuta questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, assessori, bellissimo questo marchettificio'.
Non è una legge di stabilità questa signor Presidente.
Non è una legge di stabilità perché prima è stata bocciata
ampiamente nel momento in cui si depaupera questa Assemblea del
potere legislativo. Molte volte ne abbiamo già discusso in
Commissione Bilancio con l'Assessore, viene rimandato un decreto
presidenziale o, addirittura, un decreto dell'Assessore, e noi
siamo stati eletti per fare i legislatori non siamo stati eletti
per fare i passacarte del Governo e ritengo che questo sia il primo
messaggio che con questa legge di stabilità, la prima, lei lancia.
Secondo, è una legge di stabilità che per la prima volta, -
neanche Crocetta c'era riuscito - è riuscito a eliminare lo
streaming delle Commissioni.
Nessuno ha visto come sono passati gli emendamenti aggiuntivi,
vergognosi, della sua maggioranza.
Faccio riferimento ai centomila Euro per la gara nautica a Gela o
ai cinquantamila Euro di Caltanissetta, che per fortuna il
Presidente Miccichè ha stralciato. Per fortuna. Ma altri sono
rimasti.
Come diceva la collega, abbiamo duecentomila Euro per l'amianto e
duecentomila Euro per i conigli. Ma Presidente Musumeci, glielo
spieghi al suo Capogruppo di maggioranza che non è una tabella H
quella che stiamo facendo ma è la legge di stabilità per il
rilancio di questa Regione.
Presidente è la mia prima legge di stabilità e non mi aspettavo
tutta questa confusione.
Questa confusione dovuta al fatto che è arrivata a marzo, poi
abbiamo dovuto prolungare il provvisorio, poi ritardo negli
emendamenti, lo stralcio, la prima volta in Commissione Bilancio ,
oggi l'ennesimo ritardo. Avremmo dovuto iniziare a parlare
stamattina del documento del primo stralcio. Rinviato anche quello.
Io mi aspettavo dal suo Governo, e questo annuncio glielo avevo
già chiesto durante il DEFR dove lei diceva giustamente che le
responsabilità non erano di questo Governo ed io le dissi ci
rivedremo in legge di stabilità , perché il timore poi è stato
confermato perché questo non può essere presentato come il primo
documento di un Governo che aveva intenzione di rilanciare quello
che è stato distrutto precedentemente.
Allora, Presidente, abbiamo difficoltà ad analizzare positivamente
questa finanziaria che come, giustamente, lei aveva detto doveva
essere, mi ricordo il suo annuncio, snella, diretta ai problemi
della Regione e, invece, si sta rivelando tutt'altro.
Avrà avuto anche lei modo di leggere, come me, e sono certo
concorderà sul fatto che molti di questi articoli vanno stralciati,
e mi auguro che questa maggioranza lo faccia perché è veramente
poco rispettoso nei confronti di questa Sicilia leggere questo
Documento e pensare che in questo modo si possa cambiare questa
Terra. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevole Presidente Musumeci,
signori Assessori, onorevoli colleghi, cittadini, è con grande
entusiasmo che ho partecipato a questo iter per questa manovra
finanziaria; anche per me si tratta della prima esperienza in tal
senso, è stato un onore ed è un onore parteciparvi insieme al
Gruppo che rappresento, Fratelli d'Italia, che è il gruppo più
giovane qui in Assemblea regionale siciliana.
Questo entusiasmo va un po' a cozzare con quello che è invece è il
sentimento che prevale oggi. Era un timore che io avevo e che si
sta materializzando, mi sembra che in questa Aula stia prevalendo
un po' il gioco delle parti, cioè a seconda di chi sale a parlare
c'è il troppo brutto o il troppo bello.
In realtà, secondo me, dovremmo cercare, soprattutto in questa
fase, di spogliarci delle faziosità e cercare di collaborare per
portare in porto questa manovra finanziaria che ci indica dove
vogliamo andare, ma prima di dire ai siciliani dove dobbiamo
andare è necessario anche ricordare, ancor prima che a tutti i
cittadini, a noi stessi, da dove veniamo perché vuoi o non vuoi
dobbiamo riconoscere che la Sicilia è la più indebitata delle
regioni italiane, che le casse siciliane sono vicine al default,
che la scorsa esperienza governativa non ci ha aiutati in tal senso
e che ahimè spesso quell'ancora di salvezza che dovevano essere i
fondi europei tale non è perché questi fondi tornano indietro.
A tal proposito - apro una parentesi - era ottima quell'idea
dell'assessore Armao di anticipare dalla Cassa Depositi e Prestiti
i fondi per i comuni che non avevano i soldi per pagare progetti e
progettisti, purtroppo si devono fare delle scelte e speriamo che
si possa tornare a parlare in seguito anche di questo.
Quindi non ci dimentichiamo da dove partiamo prima di dire dove
vogliamo arrivare, però anche nel cercare di capire dove vogliamo
arrivare, mi sembra troppo severo il giudizio, credo,espresso dal
collega Fava secondo cui questa finanziaria non ha una visione.
Io cercando di spogliarmi dal ruolo di deputato di maggioranza,
piuttosto che di opposizione, ho cercato di leggere i vari
articoli, ripeto, tutto è perfezionabile, ma secondo me delle
visioni importanti vengono date ai cittadini. Io, ripeto, sempre
che le due istituzioni principali su cui si deve fondare la nostra
società sono la scuola e la famiglia.
In tal senso io ritengo che in questa legge alcune risposte
vengano date, a me piace personalmente l'idea di agevolare le
giovani famiglie indigenti, da poco costituite attraverso, appunto,
delle facilitazioni per l'acquisto della prima casa.
Mi piace il rafforzamento dell'istruzione, o delle scuole; nelle
scuole bisogna starci al sicuro, nelle scuole bisogna formare i
giovani, bisogna far tornare i giovani a informarsi e a formarsi
una cultura perché questi sono valori importanti, e nella società
di oggi comincia a diventare tutto relativo e queste cose bisogna
ritornare a considerarle fondamentali, tornare a considerarli
imprescindibili.
Mi piace quando nella legge di cui stiamo discutendo si parla di
lavoro, si parla di percorso di stabilizzazione dei precari
siciliani. Da membro della V Commissione, dove analizziamo tutte le
ferite aperte di molti lavoratori siciliani, non posso che
esprimere soddisfazione anche per questi passaggi della legge.
Apprezzo quando si istituisce un fondo ad hoc per la protezione
civile per la prevenzione del rischio idrogeologico. Provengo,
signor Presidente, lei lo sa benissimo, da una provincia
martoriata, ferita, lacerata da tanti episodi incresciosi.
Come Fratelli d'Italia avevamo anche pensato ad un emendamento ad
hoc. Ci avete anticipato anche migliorando la nostra proposta e
questo è sicuramente positivo, quindi riteniamo anche un po' nostra
anche quella parte della legge.
Ci piace la premialità per i comuni virtuosi che raggiungono
quella soglia magica del 65 per cento, perché la meritocrazia è un
altro dei principi imprescindibili che secondo noi devono
improntare l'azione amministrativa.
Ci sono altri passaggi importanti, anche le tematiche ambientali
sono state affrontate.
Dalle nostre parti, signor Presidente, aree come la ex Pirelli o
la Sacelit nel corso degli anni hanno disseminato morte tra i
lavoratori, per troppo tempo. Sui luoghi di lavoro abbiamo
accettato la presenza dell'amianto, abbiamo accettato questa
esperienza e questo ci è costato decine e decine di decessi, e di
amianto si muore male, si muore in maniera pessima, per asbestosi,
per fame d'aria, quindi, gli stanziamenti per la rimozione
dell'amianto, o pochi o tanti che siano, sono un altro segno
importante che questo Governo sta dando per l'attenzione verso
l'ambiente.
Potrei andare oltre, ovviamente, non voglio essere troppo
prolisso, anche per non nuocere ai colleghi del mio Gruppo
parlamentare che, poi, probabilmente vorranno intervenire.
Dico solo, signor Presidente, che il sostegno del Gruppo che
rappresento anche in questa fase non mancherà al Governo, perché
credo che le risposte che questo Governo deve ai siciliani con
questa legge comincino ad essere date anche se, ovviamente, ripeto,
tutto è perfettibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, credo
che sia intanto necessario, opportuno, fare alcune precisazioni che
riguardano di fatto le dinamiche che portano in Aula la legge di
stabilità, le dinamiche che attengono ai rapporti tra le
Commissioni di merito e la Commissione Bilancio che è Commissione
di sintesi; le dinamiche che riguardano i rapporti, quindi, tra le
scelte della maggioranza e le scelte del Governo, perché credo che
il collega di Fratelli d'Italia sia partito da una giusta premessa
che è quella per cui non possiamo partire, in un momento così
delicato qual è quello della finanziaria, da una posizione
ideologica e prestabilita per cui io prima di entrare nel merito
perché appartengo ad un Gruppo e non ad un altro sono a favore o
contro i singoli provvedimenti.
Credo che la scommessa del Governo Musumeci si sia avviata e vinta
rispetto all'appuntamento elettorale proprio da queste premesse
cioè dall'esigenza di rompere con un passato che faceva riferimento
solo a posizioni precostituite di appartenenza per guardare poi nel
merito ai singoli provvedimenti.
E, allora, rispetto ai singoli provvedimenti, se proprio così
tanto diciamo di volere essere appassionati perché così sembrerebbe
ascoltando la maggior parte dei colleghi dell'opposizione, devo
dire, più che della maggioranza, sembrerebbe che ci siamo molto
appassionati a questa metafora che in realtà, Presidente Musumeci,
è stata più rappresentata e raccontata dalla Stampa prima ancora
che dall'opinione pubblica, Stampa che inevitabilmente contribuisce
poi a generare l'opinione pubblica. Quale era la metafora che è
stata raccontata? Era quella di una finanziaria snella, poi
diventata, anzi esattamente dicevano, poi ingrassata, poi nelle
Commissioni di merito ancora più ingrassata, poi in Commissione
Bilancio ancora ingrassata, e così via nelle affermazioni di
tanti deputati dell'opposizione sino ad arrivare a questi, come
loro hanno detto, circa 130 articoli.
Ma se oggi questa finanziaria consta di 130 articoli mi volete
spiegare cosa c'entra tutto questo con l'impostazione iniziale del
Presidente della Regione, con i suoi assessori? Probabilmente
eravamo davvero partiti da una finanziaria snella, poi ingrassata,
poi sulla scia di un nuovo dietologo questa Finanziaria ha subito
un nuovo ed eccessivo, a parere di alcuni, dimagrimento ma questo,
oggettivamente, credo che non c'entri nulla né con il Presidente
Musumeci né con nessuno degli assessori presenti, da Cordaro a
Lagalla, passando per Bandiera o per l'assessore dell'UDC ai
Rifiuti o per l'assessore Pappalardo.
Questo c'entra semmai con dinamiche che riguardano,
esclusivamente, quello spirito di bulimia ma che attiene il singolo
parlamentare, al di là delle posizioni di maggioranza e di
opposizione che spinto dal desiderio, a tutti i costi, e credetemi
qui non c'entra né la maggioranza né l'opposizione, perché abbiamo
il dovere di essere onesti, ma io ho visto presentare decine e
centinaia di emendamenti da parte di autorevoli parlamentari delle
opposizioni con istanze a loro avviso legittime che sono finite in
una finanziaria di 130 articoli, ma, ripeto, cosa c'entra questo
con l'atteggiamento del Governo? Il Governo ha portato in Aula una
finanziaria dove, probabilmente, potevano criticarsi alcuni aspetti
legati alla istanza di prevedere copertura maggiore su alcuni
capitoli di spesa, si poteva intervenire su quelli, invece no, il
Parlamento con le responsabilità di tutti - e qui non c'entra né
la maggioranza né l'opposizione - ha deciso di portare avanti
questa proposta. Bene, adesso ci troviamo di fronte ad un
intervento che chiede un provvedimento di dieta, a questo punto
cosa facciamo? Io credo che la dieta vada cercata negli sprechi,
vada ricercata in quelle posizioni, non di equilibrio che attengono
alle differenze tra chi ha troppo e chi ha troppo poco, e vada
ricercata nel principio di giustizia sociale, di più equa
distribuzione delle ricchezze, ma certamente non possiamo andare a
mettere il dito contro tutta una serie di articoli che dal Governo
sono stati posti e che vanno dal contrasto alla povertà e che
continuano con i temi dell'inclusione sociale, delle politiche
giovanili, del supporto ai disoccupati nella fascia degli ultra
cinquantenni, nel sistema previdenziale, anche a favore dei
dipendenti pubblici.
Certo sono stati introdotti degli elementi di innovazione,
assolutamente condivisibili, tra questi ad esempio, il sistema di
premialità rispetto al Fondo per le Autonomie locali, grazie al
quale attraverso un principio che premia il merito, coerente al
programma del Governo del Presidente della Regione, noi decidiamo
di premiare, finalmente, quei Comuni che arrivano ad un equo e
sufficiente livello di raccolta differenziata, decidiamo di
premiare quei Comuni che, ad esempio, riescono ad affermare il
principio di un rilancio dell'economia attraverso il sistema
turistico, attraverso le cosiddette bandiere blu. Come finalmente
poniamo attenzione al tema delle disabilità.
Nell'ultima finanziaria, mi rivolgo ai colleghi che arrivano
adesso in Parlamento, abbiamo avuto questa piazza invasa,
legittimamente, da quelle richieste di tutele che riguardano il
mondo delle disabilità e che, oggi, attraverso l'assessore Ippolito
e il contributo e l'intervento del Presidente della Regione,
trovano risposta.
Vedete, quello delle disabilità, come altri temi, non può essere
un tema di maggioranza o di opposizione, perché alla disabilità si
può arrivare attraverso le strade più impervie, attraverso una
telefonata della polizia municipale che ti racconta di un incidente
che può avere coinvolto un tuo caro, attraverso una radiografia,
attraverso quel primo momento in cui una mamma incontra per la
prima volta il proprio figlio. Quella creatura che amerà sopra ogni
cosa come soggetto speciale per tutta la propria vita.
Allora, se questi temi sono entrati nelle priorità di questa
finanziaria, credo che questo vada riconosciuto e vada riconosciuto
da tutti. Certo, onorevole Presidente, ci siamo dovuti far carico,
è vero, dell'andamento di una legislatura, quella passata, che ha
prodotto, come più volte ci siamo detti, davvero catastrofi e
macellerie sociali, ci siamo dovuti caricare di temi sulle tutele
che purtroppo non potevano più aspettare.
Mi riferisco, come lei sa, a quelle tante categorie che dal
Governo precedente sono state, a dir poco, maltrattate. Una serie
di categorie che attengono tutte le dimensioni della vita sociale,
produttiva, economica e lavorativa di questa Terra. E mi riferisco
per esempio all'emendamento presentato insieme a tanti altri
colleghi di tutti i Gruppi parlamentari che va incontro alle
esigenze, per esempio, di Emergenza Palermo. Un bacino di soggetti
che per decenni, per quasi vent'anni sono stati sottoposti a delle
condizioni di illegittimità essendo trattati come un voucher, come
un vero e proprio sostegno al reddito, ai quali finalmente questo
Governo, il Governo del Presidente Musumeci, vorrà e potrà dare
delle risposte.
Così come delle risposte, e questo lo raccontavamo tutti nella
legislatura precedente, tra i banchi di maggioranza e di
opposizione, avremmo dovuto andare incontro alle esigenze di altre
categorie. Ricordate quella logica del bosco produttivo che doveva
coinvolgere i forestali? Mi sembra che nell'azione del Governo sia
tracciato un solco per rispondere finalmente a queste istanze così
come ad altre istanze, quelle delle politiche attive del lavoro,
rispetto alle quali anche io ho presentato un emendamento sugli ex
sportellisti, così come quelli della formazione professionale.
Certo, i tempi non ci hanno aiutato, onorevole Presidente.
Quindi, ad esempio, sulle politiche attive del lavoro,
l'emendamento aggiuntivo prevede che il Governo ponga in essere un
piano di utilizzo entro centottanta giorni attraverso le procedure
che verranno realizzate di concerto tra i due Assessorati non
ponendo vincoli che, oggettivamente, per i tempi che abbiamo avuto,
non avremmo potuto superare.
Questo attiene, quindi, a diverse categorie di precariato nel
settore della sanità, nel settore degli enti locali. Credo che ci
sia stato spazio. Talvolta questo non è potuto accadere,
ovviamente, attraverso degli emendamenti, ma lo si è dovuto fare
attraverso ordini del giorno che ritengo abbiano una funzione di
indirizzo importante per questo Parlamento.
Tra questi, ad esempio, vi sono ordini del giorno che prevedono
l'istituzione delle Zone ad economia speciale. Abbiamo la
possibilità di introdurre nell'ordine del giorno due grandi aree
per quanto riguarda la Sicilia occidentale - si fa riferimento al
territorio che va da Carini a Termini Imerese, un territorio,
inevitabilmente a vocazione industriale -, dove attraverso
l'istituzione delle Zone ad economia speciale, sarà possibile
prevedere insieme a quelle delle altre due della Sicilia orientale,
- lei mi ricorda, giustamente, quella di Messina, - si potrà
introdurre il principio di una serie di agevolazioni a quelle
imprese che, davvero, finalmente potranno diventare volano
dell'economia e dello sviluppo per la Sicilia.
Tutto questo facendo il paio con quel principio di insularità che,
riteniamo, sarà necessario ed opportuno poter introdurre.
Abbiamo fatto un lavoro insieme all'assessore Armao, insieme alla
Capogruppo dell'UDC, per introdurre, finalmente, il principio di
insularità nello Statuto perché, davvero, non sia più un handicap
nascere a Termini Imerese, anziché in provincia di Messina, perché
si possano riequilibrare quelle condizioni di disequilibrio che
caratterizzano i nati in Sicilia rispetto ai nati nel resto del
Paese.
Tutto questo noi riteniamo sarà possibile attraverso questa legge
di stabilità, ma sarà possibile attraverso una serie di leggi di
riforme le cui luci inevitabilmente dovranno vedersi nei prossimi
mesi e talvolta nei prossimi anni.
Ovviamente, questo è l'approccio con il quale si guarda in queste
prime battute iniziali della legge di stabilità, è un approccio
quindi assolutamente ottimistico che dovrà fare i conti, come ho
dichiarato, e sono certo che il Presidente della Regione sarà
d'accordo, con questa impostazione, attraverso una procedura che
coinvolgerà l'Aula articolo per articolo, emendamento per
emendamento, com'è giusto che sia, quando non ci sono posizioni
precostituite, ma si guarda in faccia alla battaglia per poter
portare risultati rispetto a quell'approccio del dimagrimento, e
dell'ingrassare che anche lì non può avere posizioni precostituite.
Io credo che la troppa magrezza non sia un pregio, in tutte le
forme, in qualsiasi metafora. Noi speriamo, anzi, che sia una
maternità generosa, generosa come lo sarà questa Terra per il
futuro e per lo sviluppo di essa stessa e dei suoi figli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi. Discontinuità,
Presidente Musumeci, lei quando ha presentato il suo Governo, fra
le altre cose, ha affermato che avrebbe marcato un segnale di
discontinuità nei confronti delle passate amministrazioni
regionali. Ed io come neo deputato, con l'entusiasmo del neo
eletto, con la speranza di chi si accinge adesso a votare questa
legge di stabilità, ho improntato la mia attività in Commissione
Sanità , della quale sono componente, verso la massima
collaborazione, cercando di utilizzare la mia migliore capacità su
quelli che sono i problemi della salute in questa Regione.
Però, purtroppo, devo constatare una cosa - da quello che abbiamo
già sentito da chi mi ha preceduto, dai colleghi, alcuni deputati
delle altre forze politiche - che di discontinuità non se ne può
parlare con questa legge di stabilità, purtroppo.
Purtroppo, chi mi ha preceduto ha chiarito anche quali sono stati
i contorni dei problemi riscontrati: emendamenti presentati pro
domo propria, per il proprio collegio elettorale, assalti alla
diligenza, quelli che si vedevano una volta e dei quali tutti
eravamo critici - forti critici - anche lei. E mi spiace ripetere
quanto detto dai miei colleghi: abbiamo assistito anche a delle
marchette .
A questo, purtroppo, però, occorre aggiungere ciò che è avvenuto
nei passaggi dei vari articoli nella trattazione nelle Commissioni
di merito, nel passaggio alla Commissione Bilancio , e questo
purtroppo lo devo registrare perché sono stato testimone, e parte
di questo problema, cioè ad esempio, ciò che riguarda l'articolo 33
Fondo regionale per le disabilità e le non autosufficienze , ciò
che era passato con grande senso di responsabilità in Commissione
Salute', con un senso di collaborazione, e l'assessore ed i
colleghi della maggioranza che sono colleghi come me lo possono
testimoniare, era passato ed è arrivato in Commissione Bilancio'
privo di un comma fondamentale, che era quello dell'aumento dei 30
milioni di euro del fondo per l'assistenza.
Abbiamo, io ho collaborato personalmente in Commissione Bilancio'
a sistemare questo, chiamiamolo refuso, questo errore. Però, questo
mi ha portato ad analizzare anche e ulteriormente, ancora una
volta, l'insufficienza delle somme messe a disposizione per il
fondo delle disabilità.
Quando tratteremo poi, nei prossimi giorni, articolo per articolo,
avrò anche il piacere di illustrare quanto le sto dicendo, però
dell'insufficienza di queste somme se ne sono rese conto anche le
associazioni dei disabili che hanno indetto, per domani mattina,
qui sotto al Parlamento, una manifestazione.
E mi spiace anche registrare una certa non discontinuità nei
metodi, purtroppo: queste associazioni sono state convocate per
stamattina dall'assessore per la salute in assessorato; purtroppo,
mi è stato riferito che l'assessore non si è presentato a questo
incontro - sì assessore Ippolito, c'era una convocazione delle
associazioni in assessorato alla salute, sono andati e sono stati
ricevuti solo dai dirigenti, purtroppo - e questo appare a questa
forza politica, ma anche alle stesse associazioni che domani
saranno qui sotto, una grave mancanza di rispetto.
Quello che vi chiediamo, e lo chiederemo all'infinito, qui stiamo
trattando, in questo articolo 33, le fasce più deboli dei nostri
concittadini. Ce ne siamo resi conto noi, se ne rendono conto loro
stessi: le somme messe a disposizione sono insufficienti.
Vi chiediamo, in queste ore, se potete, se ci riuscite, a
modificare i capitoli e a mettere molti più fondi per la soluzione
di questi problemi di questi nostri concittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
assessori, Presidente della Commissione, parlamentari, io inizio
ringraziando il Presidente della Commissione Bilancio' e tutta la
Commissione perché sono stato uno dei pochi che, anche se non fa
parte di quella Commissione, ha trascorso la nottata insieme alla
Commissione Bilancio', e i componenti lo sanno.
Ho avuto modo di apprezzare il lavoro fatto da tutti i componenti,
maggioranza e minoranza, non ho difficoltà a dirlo, così come devo
riconoscere anche la disponibilità dell'assessore Armao, sin
dall'inizio e fino alla fine, nell'ascoltare tutte le esigenze
emerse da parte dei vari Gruppi parlamentari. Ovviamente il
ringraziamento va anche al mio Capogruppo e ai componenti del
Partito Democratico vanno doppi, me lo permettete, perché hanno
raccolto le esigenze di tutti.
Un lavoro in Commissione, voglio partire con una riflessione
positiva, e voglio continuare anche per alcune norme che sono state
approvate, io mi limiterò a piccole cose che riguardano il mio
territorio, perché poi il Capogruppo sicuramente parlerà delle cose
più qualificanti e che hanno una valenza più regionale. Sono
contento che sono stati accolti una serie di emendamenti presentati
in Commissione Bilancio', che riguardano la legge su Ibla, che
viene rifinanziata così come era stata rifinanziata l'anno scorso
per un milione di euro, così come sono contento che è stato accolto
anche un emendamento che riconosce a Pozzallo la stessa dignità di
Lampedusa, perché in trincea in questa risposta verso
l'immigrazione e quindi, ringrazio i componenti della Commissione
anche per questo, così come un emendamento che riguarda il
Tribunale di Modica che insieme a Nicosia e Mistretta lo mette in
condizione di poter svolgere un ruolo che stava perdendo.
Ci sono state anche ovviamente altre cose, un intervento,
ringrazio i componenti della Commissione, per l'aeroporto di Comiso
dove hanno voluto individuare un finanziamento per il Cargo e di
questo li ringrazio, così come ho sostenuto anche un emendamento
presentato dall'onorevole Assenza e che lo ripresenteremo in Aula
per quanto riguarda i controllori di volo, perché ritengo che anche
questo è importante; quindi, io potrei dirvi sono anche soddisfatto
per alcune cose che riguardano il mio territorio, però, Presidente,
non le nego che sono rimasto deluso quando oggi, all'apertura della
seduta, non c'è stata una sua relazione sulla finanziaria Cioè
oggi si è aperta, abbiamo aperto i lavori ed è mancata la sua
relazione; secondo me, lei non ha voluto non farlo, ovviamente
nessuno è obbligato, però secondo me poteva essere e doveva essere
il momento di partenza, cioè proprio capire qual era stata l'idea -
anche se poi cambia - della finanziaria del Presidente, quali erano
state le sue sensazioni, le sue emozioni. Io sono stato sindaco,
lei lo sa, lei è stato Presidente della Provincia, ma il Bilancio
era l'occasione per trasmettere l'anima dell'azione politica, lei
in silenzio
Lo sa qual è stata la sensazione? Come se fosse stato violentato,
politicamente ovviamente, come se la sua idea di finanziaria, pur
debole perché quella era una bozza debole, poi di fatto è stata
violata da parte del Parlamento. Secondo me questo è stato un
peccato e abbiamo perso una occasione anche perché io avrei voluto
sentire dalle sue parole, capire come può pensare di azzerare il
ruolo del Parlamento pensando quasi ad una legge delega su tre
aspetti importanti: uno riguarda la riforma della casa, per fortuna
al momento stralciata, prevedendo questa Agenzia, eliminando gli
Istituti autonomi case popolari e rilegando a voi,
all'amministrazione, alla Giunta, al Presidente, la possibilità di
dare delle indicazioni; poi l'Istituto zootecnico, l'incremento
ippico per quanto riguarda l'agricoltura e la zootecnia, questo ce
l'ho qua a portata di mano, magari lo posso anche leggere,
azzeriamo e poi diamo mandato al Presidente con apposito decreto di
normare tutta la procedura ; la stessa cosa vale per la Crias,
Presidente c'è il Parlamento, le riforme le deve fare il
Parlamento
Su questo sconti noi non ne faremo perché veda, se noi mettiamo
insieme tutta una serie di tasselli, volete spogliare il Parlamento
della possibilità di legiferare e di riformare, volete eliminare il
voto segreto all'improvviso, siamo stati insieme cinque anni ma io
non l'ho sentito quasi mai Molto raramente questo voto segreto,
poco, molto poco Molto poco, molto poco, Presidente
Su questo battaglieremo Eliminare il voto segreto, le
interrogazioni: lo sa quante interrogazioni sono state presentate,
Presidente?
MUSUMECI, presidente della Regione. 142
DI PASQUALE. Bravissimo Lo sa a quante avete risposto
MUSUMECI, presidente della Regione. Nessuna
DI PASQUALE. Bravissimo Neanche una È preparato però
Lei capisce, se da una parte dobbiamo azzerare, non mi venga a
raccontare che le responsabilità sono dell'Assemblea, sono dei
Gruppi parlamentari, fate avere le risposte, perché nel frattempo
che noi facciamo le interrogazioni e voi non rispondete, lo sa cosa
succede? I lavoratori del Consorzio di bonifica di Ragusa salgono
sul tetto, noi non siamo in condizioni di dare una risposta perché
lei lo fa direttamente attraverso altri organi. Ma ci siamo anche
noi. Esistiamo. Esiste un Parlamento che lei non può azzerare, non
riuscirà ad azzerarlo, né qui dentro, né fuori.
Il nostro è un approccio positivo, però ci sono alcune cose
fondamentali, Presidente. Io li voglio considerare davvero
scivoloni, distrazioni, ma per quanto riguarda togliere al
Parlamento la possibilità di fare le riforme, le risposte alle
interrogazioni e alle attività ispettive, quelle che sono i ruoli
del Parlamento, lei su questo, la prego, deve stare molto attento e
ci deve mettere in condizioni di svolgere il nostro ruolo appieno.
La collaborazione a cui lei fa riferimento deve partire
innanzitutto da questo. E io la rispetto. Mi fermo, ricordando che
sono state stralciate alcune norme importanti che abbiamo fatto.
Una riguarda un intervento sui centri storici, patrimonio
dell'Unesco per dieci milioni di euro che abbiamo condiviso insieme
al Governo e alla Commissione, su cui ritorneremo sicuramente col
collegato, così come un intervento per gli anziani, over 65. Ogni
tanto viene una vecchietta che incontro davanti al Parlamento, a
fare l'elemosina, viene da Corleone, con una pensione minima.
Pensavamo di dare un contributo a questa tipologia, non ci siamo
riusciti con gli emendamenti, io le lascio questo messaggio in modo
da poterlo approfondire, Presidente.
Rimarranno i lavori d'Aula, ci confronteremo nei lavori d'Aula
emendamento per emendamento, io sono convinto che ancora ci sono i
margini per migliorare questa finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
questa finanziaria sicuramente anche da parte mia è quanto di più
lontano possa esserci da una finanziaria asciutta, una finanziaria
che guardi al bene comune di tutti i siciliani e che possa
finalmente avviare un vero percorso costruttivo di cambiamento.
Io mi sarei aspettata da questo Governo un maggiore senso di
responsabilità e una presa di posizione più forte verso questo
malcostume e questo modus operandi che a noi assolutamente non ci
appartiene. Quando si inizierà veramente a utilizzare le
finanziarie per un cambiamento omogeneo della Regione? Quando si
inizieranno a considerare i comuni, tutti uguali in Sicilia, tutti
sullo stesso piano devono essere messi i comuni, quindi dare le
stesse condizioni di base a tutti e, al contempo, premiare i comuni
virtuosi. Questo principio deve iniziare a passare, la politica
deve auto responsabilizzarsi in questa direzione, altrimenti è
inutile parlare di minima possibilità di cambiamento per questa
terra. Quindi territorialismo e marchette purtroppo a gogò. E se
continuiamo ad andare in questa direzione, purtroppo, andremo a
sbattere.
Noi, da parte nostra, abbiamo sicuramente cercato di dare il
massimo costruttivamente e continueremo a farlo per cercare di
minimizzare i danni e cercare di essere più costruttivi possibili.
Molti gli articoli pericolosi, alcuni inutili e dannosi quindi mi
auguro che ci possa essere un ripensamento da parte di questo
Governo su alcuni articoli. Faccio l'esempio dell'articolo 25 sul
demanio. Pericolosissimo. In particolare questo articolo non pensa
sicuramente ad una vera e propria valorizzazione del demanio, che
era l'obiettivo principe della norma e invece può prefigurare
alcuni pericoli per la tutela stessa del demanio e dei beni
demaniali.
Per quanto riguarda le riserve naturali, purtroppo, anche qui ci
sono stati dei tagli importanti e già da questo si vede
l'interesse, la sensibilità che ha il Governo verso la tutela e la
valorizzazione delle aree naturali protette. L'articolo 60, la
follia del ripopolamento del coniglio selvatico . Già molti si
sono espressi. Oltre alle intelligenti argomentazioni che sono
uscite fuori, vorrei anche fare riferimento al modo solito che,
purtroppo, c'è di utilizzare i soldi pubblici, quindi l'altro
aspetto. Questi soldi vengono dati per fare i ripopolamento, ma
come vengono dati questi soldi? Viene fatto uno studio a monte
delle condizioni di ripopolamento, della genetica del coniglio
selvatico o del modo in cui, ad esempio, questi conigli vengono
monitorati? No
Tutto questo non è assolutamente previsto nella norma, e quindi
significa prendere questi soldi e buttarli, quindi, tanto vale
andarli ad utilizzare per qualcosa di più utile e di più urgente
per la Sicilia.
Oppure, per quanto riguarda le convenzioni del Corpo forestale con
le associazioni delle Guardie volontarie, articolo 102. Follie
pure
Oppure, tantissime le norme ad personam, le norme a favore di
soggetti specifici che non, sicuramente, dell'intero settore di
riferimento per la Sicilia. Faccio degli esempi: l'articolo 41
sulla bio-banca ; 46 Teatro comunale di Adrano; 51 Ente Fiera
Messina; 53 Teatro Samonà; 82 trasporto pubblico del solo comune di
Catania, un solo comune; 81 sul solo personale del Parco dei
Nebrodi; 93 dipendenti del solo Vivaio Federico Polsen ; e poi
singoli teatri, enti di ricerca, enti agricoli, associazioni.
Quindi, io invito veramente questo Governo a prendere una
posizione, sicuramente, più forte verso questo modus operandi, e mi
auguro di non vederlo mai più nelle prossime finanziarie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha
facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi è iniziata la finanziaria. Io sono
alla mia seconda esperienza e pensavo che, rispetto alla mia prima
esperienza, ci fosse una discontinuità, Presidente. Io ho
apprezzato quando lei ha dichiarato una finanziaria molto breve,
fatta di una trentina di articoli. Una cosa che mi sono
compiaciuto. Finalmente c'è una diversità rispetto alle finanziarie
che ho votato, da maggioranza, negli ultimi cinque anni precedenti.
Però, mi sono dovuto ricredere, perché di nuovo c'è stato un
assalto a presentare emendamenti. Da una finanziaria snella siamo
arrivati ad una finanziaria con 120 articoli, tanto che è dovuto
intervenire il Presidente dell'Assemblea regionale per stralciare
molti articoli, di cui alcuni che ritengo molto importanti e penso
di chiedere al Governo tutto, e poi lo dirò alla fine del mio
intervento, se è possibile recuperarne alcuni.
Io mi immagino, Presidente, di votare una finanziaria in cui ogni
legge che votiamo sia per tutti i siciliani, perché mi
dispiacerebbe votare leggi che sono con il marchio, con nome e
cognome, perché io di queste leggi mi vergogno
Io chiedo, sia al Presidente della Regione sia al Presidente
dell'Assemblea regionale, che siano garanti di leggi che siano per
tutti i siciliani. Un'altra cosa che chiedo, è il criterio di
eguaglianza perché non si possono fare leggi per alcuni e non
abbiano rilevanza per altri che hanno gli stessi criteri di
appartenenza. Voglio fare un esempio. Mi riferisco alle leggi per
l'emergenza Palermo.
C'è un'altra emergenza, che ha le stesse caratteristiche.
L'emergenza provincia di Caltanissetta e provincia di Agrigento. Mi
riferisco ai PIP e agli RLI, che sono bacini equiparati. O la legge
ha un carattere generale o non può essere una legge parziale perché
ritorniamo al criterio A, al criterio di prima. Facciamo leggi per
alcuni e non le facciamo per tutti. Quindi, chiedo che se deve
essere una legge che sia fatta per tutti.
Ritengo che la finanziaria è una finanziaria con luci ed ombre. E'
una finanziaria che nel percorso, grazie al contributo di tutti, è
una finanziaria che può essere sicuramente migliorata.
Il mio intervento lo baserò soprattutto sul sociale ad esclusione
del fatto di fare voti per quanto riguarda l'assessore
all'agricoltura, che se ne è già occupato, per quanto riguarda
l'Associazione allevatori. Ce ne siamo occupati nella passata
legislatura senza chiudere il cerchio.
Vediamo se riusciamo, attraverso questa finanziaria, finalmente, a
chiudere questo cerchio perché ci sono 120 lavoratori che ancora
aspettano nonostante i fondi c'erano nella passata legislatura.
Penso che ci siano ancora in questa.
Ci sono molti punti importanti in questa finanziaria per quanto
riguarda il sociale. Mi riferisco all'allargamento del REI, che
sicuramente, avendo aumentato a 6 mila euro l'ISEE, allargherà il
bacino delle persone che potranno utilizzare uno strumento. In una
situazione di difficoltà notevole come in questo periodo in
Commissione sanità ci siamo occupati della sanità penitenziaria.
Questo sicuramente era un tassello che la nostra Sicilia non aveva
chiuso. Mi riferisco alla norma sullo spettro dell'autismo. Signor
Presidente, qui con una parolina si è cambiato il senso che noi
avevamo dato in Commissione sanità. Per questa patologia emergente,
emergente che significa, non è che prima non c'era, ma ora si sono
affinati i mezzi per fare diagnosi quindi si diagnosticano molti
casi ed è sicuramente molto estesa. Noi abbiamo aumentato
l'utilizzo delle finanze dallo 0,1 per cento dei bilanci delle ASP
allo 0,2 per cento. In Commissione questo 0,2 per cento è diventato
sino ad un massimo dello 0,2 per cento . Lei capisce che in queste
due parolette c'è di mezzo una situazione che diventa un'altra. Io,
quindi, chiederei, che restasse così come era passato dalla
Commissione sanità perché stiamo parlando di una patologia
emergente per la quale stiamo iniziando a creare le strutture che
servono a dare sollievo alle famiglie. Quindi è necessario che
venga mantenuto il finanziamento così come era stato stabilito
dalla Commissione Sanità.
Un plauso a chi ha introdotto la norma per il banco alimentare, mi
dicono il Presidente della Commissione Bilancio. Solo vorrei fare
notare che io sono stato assessore ai servizi sociali una
decina/quindicina di anni fa nella mia comunità, ma 200 mila euro
sono un po' pochi. Io penso che su questo il Parlamento dovrebbe
riflettere e vedere se c'è la possibilità, perché capisco che
quando si debbono aggiungere soldi diventa un po' difficile, però
vorrei che fosse attenzionata.
Un plauso per l'istituzione del reddito di libertà perché ritengo
che questo sia un articolo di una valenza importantissima anche se
penso che si dovrebbe agire anche sulla prevenzione mettendo,
quindi, anche sportelli di ascolto perché questi prevengono poi la
necessità di finanziare interventi a favore delle vittime.
Noi dobbiamo intervenire prima che esistano le vittime, quindi
penso che poi dovremmo avere la necessità di ritornarci, va bene
così ma dobbiamo ritornarci. Anche l'istituzione di un fondo per le
politiche giovanili, anche questo penso che sia sicuramente un
punto molto positivo per questa finanziaria.
Voglio concludere, Presidente, chiedendo che rispetto agli
articoli che sono stati stralciati, perché capisco che con una
finanziaria non si può finanziare tutto, ci sono due norme che mi
stanno particolarmente a cuore. La prima riguarda gli ospedali
delle zone ad alto rischio ambientali che in termini di salute
persa di salute che la gente ha perso praticamente ritengo che ci
siamo anche delle norme che determinano un aumento della
prevenzione, quindi quella norma che è stata stralciata mi sembra
giusta. Io spero che tra le norme stralcio anche questa venga
ripresa in considerazione, signor Presidente. E poi un'altra cosa:
l'aeroporto di Comiso; lì, come sa Presidente io sono di Gela, non
c'entro completamente con Comiso, ma ritengo che averlo stralciato
sia un danno per un'area molto vasta della Sicilia, e chiedo che
venga presa in considerazione anche la possibilità che la norma
sull'aeroporto di Comiso venga rivista e se c'è la possibilità che
si agisca conseguentemente e se non si può fare ora che si tenga
nell'attenzione perché è in dubbio che qui stiamo parlando della
possibilità di futuro di una intera area. Lì bisogna programmare
anche le infrastrutture che portano verso l'aeroporto perché,
Presidente, facciamo l'aeroporto però non ci arriva né ferrovia, né
strade, quindi di che stiamo parlando? Bisogna che su questo ci si
rifletta per fare un'opera organica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, signori
Assessori, onorevoli colleghi, il Fondo delle autonomie locali lo
scorso Governo Crocetta lo ha diminuito il fondo da 900 milioni di
euro a 250 milioni di euro. La diminuzione di questo fondo ha
causato nei nostri comuni, nelle nostre località, una serie di
dissesti finanziari. Ad oggi i dissesti finanziari in Sicilia, tra
piano decennale di riequilibrio e dissesto conclamato sono 60. E
come gruppo parlamentare, signor Presidente, noi ci sentiamo il
dovere di portare in questa Aula il grido disperato di tutti i
comuni siciliani che hanno dichiarato dissesto finanziario, che
praticamente è il fallimento delle comunità, è un fallimento anche
del popolo siciliano perché non riesce a garantire i servizi
essenziali.
Signor Presidente io le voglio elencare, uno ad uno, i comuni che
hanno dichiarato dissesto finanziario: Acate, Aci Sant'Antonio,
Augusta, Bagheria, Barrafranca, Brolo, Carini, Casteldaccia,
Casteltermini, Cefalù, Cerda, Favara, Ispica, Lentini, Mazzarà
Sant'Andrea, Milazzo, Mirabella Imbaccari, Mussomeli, Palagonia,
Porto Empedocle, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Scaletta
Zanclea, Scordia, Tortorici, Adrano, Avola, Belmonte Mezzagno,
Borgetto, Caccamo, Campobello di Licata, Catania, Ficarra, Galati
Marettimo, Giardini Naxos, Giarre, Itala, Leonforte, Linguaglossa,
Mazzarrone, Messina, Modica, Monreale, Monterosso Almo, Motta
Camastra, Pachino, Racalmuto, Randazzo, Riposto, San Cataldo,
Sant'Alessio Siculo, Scicli, Sommatino, Taormina, Terme Vigliatore,
Tremestieri Etneo e Ustica.
Bene, a questo grido disperato, la Regione, questo Governo ha
risposto in maniera insufficiente perché all'articolo 18, al comma
12, l'aumento del Fondo di riserva corrisponde a 700 mila euro.
Capisce bene che questo elenco che le ho fatto è destinato ad
aumentare nei giorni e nelle settimane. Quindi siamo ancora in
tempo per evitare che crollino tutti i comuni siciliani perché se
crollano i comuni crolla la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, i colleghi che mi hanno preceduto, ad esempio
il collega Di Paola, hanno parlato di un film horror ed
effettivamente sembrava il sequel di quello che era il governo
Crocetta. Ma noi abbiamo visto che è ben peggio, almeno dalla
partenza si vede questo, di quello che era appunto il governo
Crocetta.
Sostanzialmente, potremmo riassumere quella che è stata questa
prima Finanziaria' con due titoli di film. Uno è Il baratto ed
il baratto che vuol dire: avere una finanziaria delega in cambio
delle marchette. Questo sostanzialmente è il primo approccio che si
è avuto per questa Finanziaria' e lo abbiamo visto; era entrata
una Finanziaria' di circa 35 articoli e poi ne è uscita una
Finanziaria' di 130 articoli, la gran parte tutta marchette.
I miei colleghi hanno parlato di tanti punti. All'articolo 8, ad
esempio, si parla delle agevolazioni per l'acquisto della prima
casa ma chissà perché aggiungiamo delle nuove costruzioni che
sappiamo che hanno un costo eccessivo. Poi, avete il biglietto
unico, hanno parlato i miei colleghi; dei beni culturali, tema
importantissimo, qui c'è il nuovo Assessore, noi dovremmo capire
come rilanciarli una volta per tutte, farli diventare fonti di
guadagno serie ed invece questo ancora non avviene. Abbiamo dei
parchi, ad esempio l'istituzione del Parco della Neapolis, fermo da
una vita, non riusciamo ad istituirlo, in più abbiamo questa
disparità che alcuni hanno l'autonomia ed altri no, ma comunque
questo è un altro discorso.
Poi, abbiamo l'articolo 13 per quanto riguarda l'edilizia
scolastica, però questo andrebbe visto assieme all'articolo 17 ed
all'articolo 20 perché andrebbero visti non una cosa a parte ma
inserendoli in quelli che hanno effettivamente le competenze per
fare questi interventi, soprattutto visto che stanno crollando
questi edifici in testa ai nostri ragazzi e riguardano gli enti
locali e riguardano le province e riguardano i comuni. La gran
parte dei soldi, perché noi sappiamo che ci sono anche fondi
europei, altri investimenti che arrivano, quindi, extra budget
regionale e comunale, arrivano ma non hanno il potere di fare
progetti, non hanno la capacità di progettare e lì dovevamo
intervenire, caso mai, con un fondo di rotazione dedicato non con
un'altra legge ad hoc per 1 milione di euro che poi non servirà
praticamente a niente.
Poi, all'articolo 17, abbiamo messo solo 23 milioni di euro,
questi in più. Ce ne avevano chiesti circa 60 perché noi abbiamo
avuto questa cosa che, inizialmente, l'anno precedente, nel 2017,
avevamo promesso 340 milioni, poi, gliene abbiamo tolti 60 così
d'emblée all'ultimo mese e, quindi, molti di loro si trovano
veramente in grosse difficoltà. Abbiamo aumentato questi 23 milioni
del fondo di investimenti che, poi, spesso e volentieri non sono
investimenti, ma sono per fargli pagare i mutui.
Stessa cosa l'articolo 20 che parla delle province. Ho proposto
all'Assessore anche una modifica perché ci sono molti di questi che
andranno anche in dissesto, una ci è andata praticamente da poco e
non avranno neanche i soldi per pagare gli stipendi.
Poi, abbiamo tutta la serie dei lavoratori che, per l'amor di Dio,
vanno tutelati ma in che modo? Intanto quelli che sicuramente
tuteliamo sono i comandati, i comandati li tuteliamo, non sappiamo
perché nonostante abbiamo un bacino di dipendenti regionali enorme
abbiamo sempre bisogno dei comandati che costano, ad esempio quelli
della sanità, circa 1 milione di euro.
I precari che prendiamo sempre in giro, speriamo che stavolta sia
la volta buona.
Poi, c'è l'articolo 78 che riguarda i Pip. Noi li stiamo prendendo
palesemente in giro perché è una cosa che non si può fare, forse,
per potere dire poi un giorno: io ci ho provato ma poi me l'ha
impugnata il Consiglio dei Ministri , così almeno fanno i paladini
ed i giustizieri.
Parliamo anche dell'articolo 32 comma 4 che è il taglio che
riguarda l'Ersu. Sono stati tagliati altri 2 milioni di euro.
L'articolo 33: si parla dei disabili. Sono stati tolti soldi. Noi
abbiamo presentato un emendamento che spero che sia apprezzato da
parte di questa Presidenza e che passi perché c'è un aumento di
circa 10 milioni di euro.
Poi, due capolavori: l'articolo 18 e l'articolo dal 38 in poi,
diciamo così, perché l'articolo 18 è pieno anche quello di
marchette, di cose praticamente singole e dall'articolo 38 in poi,
pure. Spesso si dice: Ma non possiamo buttare il bambino con
l'acqua sporca il problema è che il bambino era pulito,
tranquillo fuori, lo abbiamo rimesso a mollo nell'acqua sporca
proprio per dire che non lo possiamo buttare e, poi, con
quell'acqua ci andiamo a brindare perché questo è quello che
abbiamo fatto in questi anni, festeggiavamo chissà cosa ma
quell'acqua sporca ha finanziato tante e tante campagne elettorali.
Poi, finalmente abbiamo cercato di inserire qualche piccolo
aggiustamento e sono passati comunque sia l'articolo 85 e 86 che
sono due nostri emendamenti di carattere generale che riguardano
randagismo e autismo, due temi importanti.
Ora, Presidente della Regione, concludo dicendo, il secondo film
che abbiamo visto in Commissione e che speriamo di non vedere qua,
ebbene, il secondo film era Il Fantasma di Palazzo d'Orleans
perché purtroppo già abbiamo visto, in Commissione Bilancio', la
sua assenza totale che è un fatto grave perché poteva intervenire e
poteva evitare molti di questi problemi, quindi, un fantasma
silente dove si sente la presenza, perché è venuto Crocetta i primi
tempi e questo è un fatto importante soprattutto se un Presidente
non è d'accordo con molti di questi articoli e, invece, così non è
stato.
DI MAURO. Ma quando mai il Presidente della Regione deve venire in
Commissione?
ZITO. Io spero che almeno, qui, in Aula darà parere negativo a
molti di questi articoli, perché è un senso di giustizia per
evitare molti di questi problemi. Il problema, caro Presidente
della Regione è che c'è un detto che dice: una piuma ed una
rondine possono volare ma uno solo può decidere dove andare . Il
problema è dove volete andare? Perché quello che stiamo vedendo è
che per ora state andando in basso e continuando a scavare e questa
Regione non se lo può permettere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli,
Assessori, parlare della Finanziaria' ad inizio di legislatura
pensavo che fosse più facile e, invece, ascoltando gli interventi
mi sembra di essere sul finire di un'esperienza di governo per cui
si raccolgono lamentele in ordine a quello che poteva essere e che,
invece, non è stato.
Allora, vorrei porre un ordine alle cose e vorrei cominciare dal
quadro di natura politica e finanziaria che è il punto di partenza
per la redazione di questa Finanziaria'.
Il quadro politico: ovviamente, il Governo insediatosi il 15
dicembre ha cominciato a lavorare subito dopo le feste alla
redazione del bilancio ed è mancata quella che è stata
l'interlocuzione con il Governo nazionale; tante volte colloquiando
con l'assessore Armao abbiamo aspettato che ci fosse
un'interlocuzione, ma tuttora a Roma non c'è un'interlocuzione e,
quindi, ci si è dovuto organizzare nel redigere una Finanziaria'
che tenesse soltanto una cornice delle cose che dovevano essere
fatte.
Ma, mi permetto di dire anche quella che è un'osservazione
rispetto al quadro finanziario. Noi abbiamo, meglio ancora questo
Governo, come punto di partenza, ha un debito consolidato di 5
miliardi e 300, più 3 miliardi di debito, onorevole Musumeci,
contratti la scorsa legislatura a seguito di quelli che sono i
debiti verso la Pubblica amministrazione perché lo Stato non
trasferiva risorse e noi abbiamo dovuto assumere debiti per quasi 3
miliardi che non sono proprio debiti ma sono soldi che noi dobbiamo
pagare perché, di fatto, abbiamo contratto un mutuo e, quindi,
abbiamo l'onere di pagare le rate mensili.
A tutto questo, signor Presidente della Regione, si deve
aggiungere quello che è stato il rapporto, in questi ultimi 5 anni,
meglio ancora 6 anni, col Governo nazionale. Veda, signor
Presidente, se noi rispetto al concorso di finanza pubblica che, in
questi ultimi 6 anni, abbiamo determinato, avessimo tolto l'80 per
cento di debiti, noi abbiamo dato allo Stato - dopo avere sentito
tante volte da parte del Governo nazionale che le Regioni autonome
vanno tolte, che le Regioni non lavorano bene, che le Regioni non
sono in grado di fare il proprio dovere - ben 6 miliardi 395
milioni.
Onorevole Musumeci, noi abbiamo trasferito allo Stato 6 miliardi
395 milioni e continuo facendo un'affermazione che è la seguente:
rispetto a quello che succederà quest'anno, il 2019 ed il 2020, a
fronte di un trasferimento di risorse a seguito dei 3 accordi fatti
dal presidente Crocetta, pari a 1 miliardo e 400 l'anno, in verità,
incasseremo nel 2019 e nel 2020 soltanto 400 milioni perché per
quest'anno rispetto a 1 miliardo e 400 che viene da Roma ne
restituiamo 1 miliardo 398, negli anni 2019 e 2020 a fronte di 1
miliardo e 400 che riceviamo dobbiamo restituire 1 miliardo.
Questo è il quadro, cioè significa che se noi avessimo avuto
questa sorta di ristoro al Governo nazionale trattenute le risorse
per onorare la nostra posizione debitoria, a metà del suo mandato,
avremmo avuto una Regione senza debiti. Invece non è così.
Questo certamente è legato a quello che è stato il nostro rapporto
politico nonostante qui ci fosse un governo di sinistra con il
governo nazionale retto da Renzi. Ed è un punto di partenza
rispetto al quale non bisogna dimenticare quando noi parliamo di
una finanziaria. Nonostante questo la Finanziaria' ha cercato di
mettere su, ripeto in assenza di quello che sono i rapporti con
Roma, in un contesto in cui Bilancio' e Finanziaria' debbono
rappresentare quelli che sono gli aspetti affinché si capisca
quelli che sono i risultati che un governo deve raggiungere, quelle
che sono le condizioni di attendibilità e le condizioni di
credibilità di un governo, una Finanziaria' che ha trattato, oltre
il trasferimento degli enti locali, confermando l'importo dello
scorso anno, gli interventi per la casa proposti dall'Assessore per
le infrastrutture, il trasporto locale, norme a sostegno
dell'agricoltura, le norme sull'edilizia scolastica e le norme
sull'ambiente.
Questa è stata la cornice minimale che il Governo ha proposto
all'Assemblea.
Nel corso dei lavori delle Commissioni, credo che si sia
verificato un fatto innovativo e cioè un rapporto che è nato senza
alcuna contrattazione tra il Governo ed i parlamentari perché
rispetto ad ogni emendamento c'è stato un confronto sereno ed un
confronto anche con l'assessore Armao che, in questo senso,
rappresenta il Governo, lo rappresenta per Regolamento, lo
rappresenta perché è Assessore per l'economia e credo che nessuno
si possa lamentare della capacità del Governo di attenzionare, di
ascoltare gli emendamenti che sono stati presentati, a tal punto da
avere, caro presidente Musumeci, un fondo per la povertà.
Il Governo proponeva, attraverso l'Assessore, 10 milioni, per
esigenze di fondi, è stato accettato quello delle opposizioni di 5
milioni. Ma dieci o cinque, l'idea c'è.
Abbiamo il fondo, il reddito di inserimento. Abbiamo il reddito,
come esperienza, come pilota proposto dal PD di libertà per 200
mila euro. Abbiamo previsto tutto ciò che è stato proposto
singolarmente da ogni deputato come frutto di un ragionamento che
lei tante volte ha evocato, Presidente, che è quello di
confrontarsi sui temi singolarmente, volta per volta, giorno per
giorno.
Credo che questo esperimento sia venuto fuori attraverso un
ragionamento di natura politica e che senza essere, mi permetto di
dire, né organizzato, né voluto, di fatto, si è realizzato. Di
fatto, siamo riusciti a mettere in campo, nella sede istituzionale,
che è la Commissione di merito, che trattava il singolo argomento o
la Commissione Bilancio' una serie di iniziative che, ovviamente,
oggi, sono a merito del Governo che ha dato parere favorevole,
della coalizione che ricordo a tutti in Commissione Bilancio'
consta di otto componenti su tredici, quindi c'è una volontà ben
precisa della coalizione che sostiene il governo Musumeci e
dell'opposizione che, diligentemente, ha formulato una serie di
proposte di natura politica con annesso supporto finanziario al
quale il Governo, attraverso l'assessore Armao, ha dato il primo
parere, di iniziative che portano, ovviamente, ad allargare la
Finanziaria', a creare uno strumento politico, legislativo di
importanza notevole.
Oltre queste vorrei ricordare alcune cose, Presidente, che sono le
risorse che sono state indicate a proposito di una serie di
interventi nel settore dell'amianto, per la progettazione degli
enti locali, le risorse che sono state trasferite alle province, le
risorse come fondo per gli enti di culto, il fondo dell'IACP,
sapendo la situazione disastrata in cui versano, le norme per
l'edilizia agevolata proposta dall'Assessore per le infrastrutture,
le norme relative al personale in servizio presso la società in
house della Regione, cioè una serie di elementi che sono venuti
fuori dal dialogo che hanno consentito, mi permetto di dire,
qualora dovessero tutti questi emendamenti, tutti questi articoli,
questi commi, essere approvati, un ragionamento di natura politica,
programmatoria che vede e raggiunge l'obiettivo attraverso un
dispositivo legislativo che è a merito del Governo e dei
parlamentari e di tutta questa Istituzione, perché non c'è dubbio
che i siciliani, caro presidente Musumeci, attendevano l'inizio del
suo percorso e la Finanziaria' è il banco di prova, è il momento
istituzionalmente più elevato attraverso il quale il Governo ed il
Parlamento manifestano tutto il loro impegno in favore dei
siciliani e credo che quello che è stato fatto sia di grande
rilievo.
E' importante, straordinario, mettere assieme senza accordi sotto
banco e senza altro, iniziative politiche che consentono di
raggiungere determinati obiettivi. Quindi, è stata tracciata la
strada, è stato tracciato il percorso, siamo consapevoli che
sarebbe il caso, presidente Musumeci, e mi auguro che il Governo in
questo senso, quello nazionale, al di là del colore politico, sia
sensibile a quelle che sono le istanze dei siciliani perché non
possiamo concorrere, anche per il 2018, 2019 e 2020, a concorrere
alla finanza pubblica, continuando a pagare in ordine al numero
agli abitanti e non al reddito pro capite.
Questa è una battaglia che lei, Presidente, si deve intestare,
unitamente al suo Governo, all'assessore Armao, perché continuare a
pagare in ordine al numero degli abitanti, considerata la crisi
economica in cui versa la Sicilia, è un suicidio e non ci può
essere Governo di colore, di destra, di sinistra o del Movimento
Cinque Stelle che non possa attenzionare questa vicenda. Questo lo
dico, Presidente, perché deve essere la battaglia sua e dell'intero
Parlamento. Deve essere una battaglia che lei deve portare avanti
affinché tutti quanti si possa esserne orgogliosi e soprattutto in
modo da rimettere in moto un meccanismo che possa consentire ai
siciliani di essere fieri del proprio Governo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, cinque
milioni di residenti in Sicilia, su 5 milioni solo 1 milione 370
mila risultano occupati. Il 15 per cento dei 5 milioni di abitanti
vive all'estero. Si registra in Sicilia il terzo peggior tasso di
attività, circa il 40 per cento. Ogni anno 25 mila siciliani
emigrano verso Nord o l'Europa. La dispersione scolastica ed
universitaria è ai massimi nazionali. L'indice di competitività
europeo colloca la Sicilia al 237 posto su 263. Le PMI hanno
difficoltà ad accedere al credito. Il numero di occupati nel
settore manifatturiero è insufficiente ed è pesantemente colpito
dalla crisi.
Si potrebbe continuare ancora per altro tempo; queste sono alcune
delle premesse che c'erano nel Documento di Programmazione
Finanziaria. Ora, io vorrei capire qual è il nesso tra questa
premessa e le soluzioni, la pianificazione di spesa che c'è
all'interno della Finanziaria'.
Io sono al mio primo mandato, muovo i primi passi all'interno di
questo Palazzo e lasciatemi dire che, gestire il bilancio di una
Regione, la finanziaria di una Regione in questi termini, con
queste modalità è davvero assurdo. Non si può stare fermi tre mesi,
ricevere poi i capitoli di spesa in un paio di giorni, emendamenti,
termine per emendamenti in un paio di ore e non si può non avere il
tempo di agire con progettualità, con una struttura ben costruita
ad hoc per il rilancio di questa Terra.
Vi chiedo velocemente - il mio intervento appunto è molto breve
perché ancora ci sono i colleghi che devono parlare - dopo il DEFR
e dopo questa Finanziaria' di preparare magari un libro per le
risposte da dare ai siciliani perché io, ad oggi, non so cosa
rispondere a tutte le persone, a tutti i lavoratori, ai giovani,
agli anziani, ai disabili che vivono in questo periodo davvero
drammatico.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha
facoltà.
CIANCIO. Grazie Presidente, Governo, colleghi, sarò brevissima
anche perché i miei colleghi hanno già detto tutto.
Vorrei fare solo un appello al Presidente della Regione ed a
questo Governo partendo da alcune parole chiave: programmazione,
visione e stabilità. Programmazione non se ne può fare se, come è
successo purtroppo con un colpo di mano si sono tolti - io mi
riferisco ad alcuni settori che ho seguito più approfonditamente -
ma, non si può fare programmazione facendo con un colpo di mano un
taglio di 7 milioni ai teatri, per esempio, perché sappiamo
benissimo che le grandi istituzioni culturali non possono
programmare, non possono avere una giusta programmazione se non
hanno un minimo di stabilità all'interno del proprio bilancio ed è
anche per questo che chiediamo che la programmazione venga fatta
triennalmente, non annualmente, anzi, come abbiamo visto in
passato, a volte semestralmente; questo è un modus operandi che non
può funzionare.
Non si può avere una visione quando arrivano in Commissione degli
emendamenti che nessuno conosce o che nessuno ha illustrato, o che
anche gli stessi addetti ai lavori non conoscono; mi creda
Presidente, è stato disarmante in Commissione V quando è arrivato
l'emendamento sui beni culturali, quando abbiamo convocato anche i
diversi attori e non c'era nessuno del Governo che potesse, in
qualche modo, spiegare la ratio di questa norma.
Allo stesso modo non si può dire di avere una visione quando in
Commissione I si vuole aggiungere, per esempio, il termine Isole
minori all'Assessorato enti locali ed allo stesso tempo si attuano
dei tagli molto netti e molto importanti proprio sul settore delle
Isole minori.
Io capisco la posizione del Presidente e capisco, anche, un po'
l'imbarazzo che forse ha provato quando ha visto questa
QFinanziaria', però lei mi insegna, Presidente, che il Governo non
può lavarsene le mani; è chiaro che lei deve dare un chiaro
indirizzo politico. Purtroppo, un indirizzo politico - mi dispiace
per l'assessore Armao - sarà stata anche la nottata, ma proprio per
questo io avevo chiesto sia al presidente Miccichè che al
Presidente della Commissione di non operare di notte perché di
notte, poi, purtroppo, succedono le cose che abbiamo visto venire
fuori da questo testo.
È chiaro che il Governo deve dare un indirizzo che, purtroppo, in
Commissione non c'è stato perché, e lo dico da opposizione, le
persone che l'hanno votata, l'hanno votata per resistere agli
appetiti della sua maggioranza, Presidente, anche con forza e
bloccando questi appetiti laddove vanno in contrasto con un'armonia
complessiva che, purtroppo, in questo testo non c'è.
Siamo ancora in tempo, siamo all'inizio di questa sessione
bilancio, io mi auguro che non si metta ordine - lo ha già detto
una mia collega, purtroppo ordine in questo documento non ce n'è -,
però almeno porre rimedio ad alcune ingiustizie che sono state
fatte a proposito dei teatri, per esempio, mi viene in mente il
FURS: grazie ad una battaglia fatta in V Commissione siamo riusciti
a stoppare questi tagli ma dal ragionamento complessivo è stato
tenuto fuori il FURS, il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo,
che è uno strumento fondamentale per tutte quelle piccole realtà,
per le compagnie, le associazioni musicali, gli enti culturali che
lavorano grazie a questo fondo e creano indotto, danno lavoro e
rendono la nostra Terra più bella.
Quindi, mi auguro che in fase di discussione si possa, anche qui,
porre rimedio a questa ingiustizia che vede un taglio di più di 1
milione al fondo unico.
Ripeto, è vero che il documento di programmazione lo fa
l'Assemblea, però questa è la prova del nove, Presidente.
Noi, in base a come andrà questa discussione, questa sessione
bilancio, capiremo che tipo di interlocuzione possiamo avere con il
Governo, se varrà la pena, domani, non appena finiremo questo
testo, sederci al tavolo ed affrontare anche delle cose importanti,
delle riforme che, purtroppo, non possono essere affrontate in
Finanziaria' con un articolo in un mese con dei rimandi a dei
regolamenti, mi riferisco agli enti di credito, mi riferisco agli
Istituti autonomi per le case popolari, mi riferisco a tante norme
per le quali non siamo contrari nel merito, ma nel metodo perché
non vanno affrontate in Finanziaria', e lo abbiamo detto tante
volte nella scorsa legislatura, le vorremmo affrontare nelle
Commissioni di merito col giusto tempo che meritano, appunto,
argomenti talmente importanti.
Quindi, da come andrà questa sessione bilancio capiremo se il
Governo ha davvero voglia di cambiare le cose o di presentare delle
giuste e buone riforme per questa Regione o se, come purtroppo come
nella scorsa legislatura, tireremo a campare non facendo niente di
buono per questa Regione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, nei
pochi minuti a mia disposizione proverò ad offrire una valutazione
al Governo e al Parlamento sui rilievi che facciamo su questa
Finanziaria'.
La prima: noi siamo in presenza di una Finanziaria' con una
disponibilità finanziaria rispetto al passato di circa 600 milioni
di euro in più, alcuni dei quali lascio al destino la possibilità
che siano effettivamente utilizzabili, mi riferisco in particolare
alla cancellazione dei residui attivi che la norma prevede che
possano essere iscritti nel bilancio di competenza esclusivamente
per cassa e non per competenza, circa 310 milioni, il Governo ha
fatto un'altra cosa, li ha scritti anche per competenza
trasformandoli, quindi, in spesa malgrado le norme sulla
contabilità lo vietino ma questo saranno altri organi a valutarlo.
E, però, pur avendo circa 600 milioni, anche qualcosa in più a
seguito della manovra che si è fatta di maggiori entrate,
assistiamo ad una manovra che, sostanzialmente, lascia una serie di
debiti fuori bilancio la possibilità di fare attività in questa
Regione, in particolare: ci sono interi capitoli che pur non
essendo formalmente spese obbligatorie ma sono spese obbligate, mi
riferisco in particolare a tutti gli enti vigilati, addirittura
entri strumentali della Regione, per i quali la previsione
finanziaria è sottostimata addirittura sugli stipendi previsti per
pagare le persone, uno per tutti l'Esa ma potrei continuare con
tutta una serie di enti per i quali è stato fatto un taglio in
alcuni casi di un 1/3 rispetto alla previsione finanziaria,
rispetto a quanto accertato nella spesa nell'anno precedente.
Quindi, è evidente che questa tecnica con cui si fa il bilancio
che è più una manovra - e lo dico con rispetto dovuto ai ragionieri
- di natura ragionieristica non di natura formale e sostanziale
rispetto agli obiettivi che si vogliono realizzare, mi pare che qui
ci sia un grande buco che il Governo o è capace, da qui a quando
sarà approvata la manovra, a ripristinare quei capitoli per cui
sappiamo già oggi che la spesa è obbligatoria al di là se
formalmente lo è ma lo è nei fatti, e quindi, per evitare che siano
chiamati i dirigenti o gli amministratori, nei casi specifici, ad
assumersi la responsabilità di fare debiti fuori bilancio nella
propria responsabilità anche per pagare gli stipendi.
E, però, al di là poi degli stipendi ci sono alcune cose che
gridano vendetta perché vorrei capire a favore di chi e contro chi
è questa manovra. Se posso usare una categoria è contro i ragazzi
della nostra Regione cioè, in particolare, gli studenti
universitari. C'è un taglio di circa 2 milioni di euro sulle borse
di studio, cioè il diritto allo studio universitario delle quattro
Università siciliane che, lo dico all'Assessore al ramo, non è che
ci limitiamo a tagliare i fondi della Regione sui famosi Ersu ma
con la nuova disciplina, il nuovo decreto ministeriale che ha
modificato le modalità di compartecipazione dello Stato alle
Regioni, pur avendo lo Stato aumentato le risorse nella
disponibilità delle Regioni per quanto attiene il diritto allo
studio, questa è una misura che può essere attivata solo con la
premialità, cioè laddove le Regioni decurtano rispetto all'anno
precedente la quota di cofinanziamento c'è una, non solo una non
partecipazione alla premialità ma una decurtazione del fondo
nazionale che viene destinato alle Regioni per finanziare il
diritto allo studio. Quindi, noi siamo facendo una legge
finanziaria che dice chiaramente contro chi è, ed è contro i
ragazzi della nostra Regione
Seconda questione: è contro l'ambiente in maniera chiara. Noi
stiamo riducendo in maniera abbastanza importante i fondi per gli
enti Parco e per le riserve naturali. Ricordo che gli enti Parco
sono enti strumentali della Regione, cioè sono organi
dell'amministrazione regionale e, quindi, anche lì ci sono, pur non
essendo spese obbligatorie ma essendo obbligate, dipendenti che
hanno fatto un concorso pubblico a cui dovremo pagare uno stipendio
per le attività istituzionali che si fanno.
Così come le riserve, ancorché non siano dipendenti pubblici ma
soggetti affidatari, se gli riduciamo un milione e 300 mila euro
del Fondo destinato alle riserve, noi stiamo dichiarando, il nostro
obiettivo, di ridurre la tutela e la valorizzazione delle nostre
aree naturali e delle nostre riserve in Sicilia.
C'è un'altra cosa che grida vendetta - ripeto, tanto più che
abbiamo 600 e rotti milioni di euro di maggiori entrate -
riduciamo la spesa per il ricovero minori e per le comunità
alloggio, cioè stiamo danneggiando un pezzo di quella società
siciliana più debole e meno tutelata. È evidente che con questa
dimensione rischieremmo di trasferire solo ai comuni, in una
situazione già complicata, costi che sono in qualche modo
obbligati.
Mi riferisco per tutti al ricovero minori per disposizioni delle
autorità giudiziarie. Eppure noi riduciamo il nostro trasferimento,
così come ai ciechi, così come ai sordi, a quelle categorie
maggiormente svantaggiate.
Cosa fa, invece, la manovra? Ed è questo un punto di discussione,
io non do un giudizio, tutte le Finanziarie, chi le propone le
ritiene le migliori del mondo, chi si oppone prova a dimostrare che
così non è, ma fa parte delle regole del gioco. Mi pare, però,
importante sottolineare due aspetti. Questa manovra ha un obiettivo
strategico, di rendere il Governo extraparlamentare. L'Assessore
Armao sorride e sorride a buon veduta perché l'Assessore Armao,
facendo un po' il contabile ma anche avendo cognizioni giuridiche,
cerca di utilizzare quegli elementi di cognizione giuridica per
provare a fare in modo che dopo questa Finanziaria il Governo non
ha più bisogno del Parlamento.
Molte norme, in violazione dell'articolo 12 dello Statuto della
Regione, prevedono che il Governo, cioè il Presidente della Regione
con decreto del Presidente della Regione, malgrado tutta una serie
di passaggi formalmente di coinvolgimento delle Commissioni
parlamentari, possa fare ciò che la legge non gli attribuisce di
fare. Non la legge della Regione, lo Statuto della Regione
Siciliana che - ricordo all'Assessore Armao - non è un elenco di
suggerimenti, è una serie di norma prescrittive. E l'articolo 12,
in particolare, dice che il Governo può esercitare il potere di
regolamentazione attraverso le procedure di un regolamento, laddove
però anche lo stesso regolamento stabilisce le linee guida che la
legge deve, in qualche modo, definire per produrre il regolamento
con tutta una serie di procedure; ma qui non mi dilungo.
L'altra novità - e di questo ne discuteremo nel merito quando
affronteremo l'articolato - c'è una ipotesi nuova che è,
sostanzialmente la costituzione dell'autorità di bacino. In questa
norma ci sono due idee - ma lo approfondiremo quando andremo
all'esame della questione - sostanzialmente da un lato di
esternalizzare, non nel senso che c'è un privato ma nel senso che
si costruisce un soggetto autonomo dell'Amministrazione intesa
nella organizzazione dei dipartimenti della nostra Regione, di
prevedere una organizzazione di tipo autoritativo che, Presidente
Musumeci, somiglia un po' troppo a quello che si fece nel 2005 e
che poi con legge del 2008 fu abrogato da questa Regione, ovvero
che a seguito del commissariamento per le emergenze acqua e rifiuti
- anche allora ci fu una storia di commissariamento - l'evoluzione
del commissariamento fu la costituzione di un'agenzia delle acque e
dei rifiuti.
Noi con la legge del 2008, la n. 19 del 2008, stabilimmo che in
Sicilia quelle attività venissero internalizzate all'interno
dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale e, in
particolare, costituimmo un Assessorato, unico in Sicilia, rispetto
alla storia della Sicilia che era costruita secondo uno schema che
si è ripetuto quasi per quarant'anni: ovvero l'Assessorato energia,
acque e rifiuti.
Al di là se dovrà essere un'autorità o se dovrà essere un
dipartimento, io voglio sapere dal Governo - tanto più che oggi il
Presidente della Regione è anche commissario non solo per
l'emergenza rifiuti, ma anche per l'emergenza idrica - se il
Governo ha inteso cambiare profilo, obiettivo, organizzazione della
propria macchina, trasferendo le competenze nel settore idrico,
dall'assessorato Acqua all'assessorato Territorio.
Ripeto, ci sta, tutto è possibile, con legge si può fare ciò che
si vuole, ma il Governo deve spiegare perché. Tra l'altro, ho
saputo pochi minuti fa che il nuovo capo di gabinetto
dell'Assessore appena nominato, a cui faccio tanti auguri anche per
il gravoso lavoro che lo attende, è l'ex capo servizio del settore
Acque.
Quindi, da un lato vorrei capire qual è la schizofrenia con la
quale si sta muovendo questo Governo, nel modo di affrontare una
questione assai delicata. Non ci scordiamo che il tema idrico non
riguarda solo il potabile, ma riguarda anche l'irriguo, con tutta
una serie di questioni aperte che investono più competenze ma che
bisogna ricondurre ad unicità.
Io, devo dire, di mio naturalmente ho una reazione epidermica a
tutto ciò che somiglia ad organismi esterni all'amministrazione,
organizzativamente prevista dalla legge, organizzazione della
macchina regionale. Insomma, sono contrario all'idea di autorità
indipendenti, anche perché, in Sicilia, di indipendente non c'è
nulla
Ripeto, queste sono questioni che affronteremo nel corso di questa
manovra. Mi interessa, però, capire che, al di là delle
dichiarazioni di intenti che è la migliore o la peggiore
finanziaria del mondo, io vorrei che da questa finanziaria non
uscissimo danneggiando alcuni siciliani.
Primo. Chi vive nelle isole minori deve sapere se il trasferimento
dei rifiuti, a mezzo nave visto che sul mare si va solo per nave,
gli debba costare ai cittadini di quelle comunità - stiamo parlando
di pochissimi cittadini che vivono
MUSUMECI, Presidente della Regione. Bisogna dirlo a Roma
CRACOLICI. Scusi, Presidente Musumeci, non vorrei che Roma diventi
un alibi. Lei nel suo Governo, sta proponendo un taglio ai
trasferimenti
MUSUMECI, Presidente della Regione. No
CRACOLICI. Come no? Glielo dimostreremo nel corso dell'esercizio.
Sta proponendo un taglio ai trasferimenti per il trasporto rifiuti
delle isole minori che danneggerà i cittadini delle isole minori.
Secondo. Ad oggi assistiamo, tra l'altro avendo da un lato
prevediamo delle norme per pagare una parte del contenzioso con le
società accreditate, concessionarie, del sistema della autolinee in
Sicilia - circa un milione e mezzo di euro, se non ricordo male -
dall'altro lato, tagliamo circa 20 o 30 milioni di euro al sistema
delle autolinee. Sappiamo, anche lì, che ci presenteremo ad un
sistema di contenzioso, che lo abbiamo già perso quando il sistema
del famoso quinto d'obbligo che in qualche modo ad un certo
punto, per fantasie amministrative, aveva fatto pensare alla
Regione di risparmiare i servizi col quinto d'obbligo tranne che
abbiamo perso davanti al giudice ed oggi paghiamo il contenzioso.
Quindi, questa manovra, ripeto, a fronte di circa 600 milioni di
nuove entrate, questo per rimarcare una serie di considerazioni
sull'accordo Stato-Regione; noi speriamo che l'assessore Armao avrà
possibilità, come dire, forzute per portare in Sicilia ciò che,
fino ad oggi, non siamo riusciti ad ottenere, maggiori risorse dei
trasferimenti dallo Stato alla Sicilia - ma, intanto, con queste
risorse in più, che oggi ha la Sicilia noi stiamo danneggiando
alcune categorie, per fare poi una finanziaria che - con tutta
onestà, e chiudo su questo - è, abbastanza, raccogliticcia. Non c'è
un'idea.
Un'ultima cosa, assessore Armao. Lei, con la manovra finanziaria,
si riprende e fa bene - su questo siamo d'accordo - 84 milioni che
giacciono all'IRFIS da molti anni. Salvo, però, non dire questi 84
milioni che fine debbano fare. Lo rinvia al fatto che è nella
disponibilità dell'amministrazione regionale. Noi la sfidiamo. Se
vogliamo dare un sostegno reale allo sviluppo economico della
nostra regione, quegli 84 milioni destiniamoli al credito agevolato
per gli artigiani, per gli agricoltori, per i commercianti, per le
cooperative, estendiamolo ai giovani e alle categorie
dell'innovazione, ma prevediamolo per legge. Non fa parte di
quell'altro disegno che, magari, lei non l'ha scritto ma che, in
qualche modo, nel suo cuore lo spera che con provvedimento
dell'assessore, poi, deciderà a chi darlo.
Con tutto il rispetto, questo è un Parlamento e ciò che decideremo
lo faremo tutti e 70 in Parlamento con uno strumento che si chiama
legge della Regione che sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale e,
quindi, tutti i cittadini potranno sapere chi sta dentro e chi sta
fuori.
Anche lì, quindi, quella norma scritta è un po' nascosta nella
norma dell'IRFIS. Quegli 84 milioni mettiamoli a disposizione per
le imprese ora e non domani in maniera tale che tutti sanno come
realmente fare nuovi investimenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, il tempo stringe per cui mi limiterò soltanto a
qualche considerazione in fretta, quasi un saluto. Comunque, ci
sono 4 giorni davanti a noi per potere esprimere anche valutazioni
politiche, valutazioni istituzionali rispetto a questo momento
fondamentale nel percorso della legislatura.
E' la prima legge di stabilità, il primo bilancio e se una analisi
ed una sottolineatura si può fare è che a fronte di una legge di
stabilità, votata dal Governo in prima fase e arrivata in
Parlamento piuttosto distante, e non ne comprendo le ragioni, da
quello che era il documento di economia e finanza regionale, cioè
di una legge di stabilità alla quale mancava probabilmente una
visione complessiva rispetto a quello che invece, seppure in
embrione, Presidente, contenuto nel Documento di Economia e Finanza
che avete prodotto, successivamente in Parlamento, probabilmente
anche con un atteggiamento bulimico, lo definiamo in questo modo,
da parte dei parlamentari, nonostante l'importante opera di sintesi
che ha operato il Presidente della Commissione Bilancio , si sono
prodotte delle norme, molte buone, molte condivisibili, altre molto
meno condivisibili, altre da cancellare.
E tuttavia, il problema è che queste norme, Presidente, sono una
somma di norme frutto dell'iniziativa di singoli parlamentari e
anche di iniziative del Governo nel corso della lettura, nelle
Commissioni di merito prima e nella Commissione Bilancio dopo,
che non danno a questo strumento quello che dovrebbe avere a
prescindere se io sono un parlamentare dell'opposizione che
dovrebbe cioè avere una visione di insieme, una visione di quella
che è la prospettiva della nostra Regione, una prospettiva per i
siciliani.
E in questo senso io mi permetto, senza tema di equivoci, peraltro
è notorio, pubblico e notorio il rapporto di stima che mi lega a
lei, Presidente, dal punto di vista politico e istituzionale,
persino affettivo, e che si è svolto sempre nel rispetto rigoroso
delle posizioni che prima lei nella scorsa legislatura ha avuto di
opposizione al Governo di cui per un periodo ho fatto parte io e
adesso io nel dovere, nel ruolo che ci hanno riservato i siciliani
di opposizione al suo Governo, ma non ai siciliani ovviamente;
quindi, in questo rispetto reciproco io credo che una maggiore
presenza del Presidente, lo dico come auspicio rispetto a questo
percorso sugli strumenti finanziari, ci avrebbe consentito tutti
insieme, ognuno per la sua parte, la maggioranza per la sua parte
di responsabilità e di proposta, l'opposizione anche in una
dialettica a volte persino dura, persino di contrapposizione,
avrebbe consentito probabilmente di dare una visione più di sintesi
a tutto questo percorso legislativo che, ripeto, è fatto di buone
norme anche se alcune non sono assolutamente condivisibili.
Quindi, il mio è un auspicio che in questa fase in cui si esprime
la democrazia della sovranità popolare del Parlamento con la sua
presenza, Presidente, si possa davvero migliorare e rendere più
organica con una visione complessiva in cui la opposizione ha il
dovere di dare il suo contributo, seppur critico, ma anche di
proposta esattamente come abbiamo fatto.
Alcuni colleghi del mio Gruppo parlamentare li hanno citate, le
misure per gli ultimi, che non è una battuta, che sono state, come
dire, hanno ricevuto la copertura da parte del Governo, i
provvedimenti per il reddito di inserimento, i provvedimenti che
riguardano i comuni commissariati per mafia, l'estensione delle
zone franche per la legalità, l'attenzione per le problematiche che
derivano dall'usura e dal racket, il reddito di libertà che è stato
citato che evidentemente da una visione rispetto alla quale noi
registriamo che comunque è stato consentito che venissero calate
nella legge di stabilità.
Ma ci sono anche norme proposte da me e da altri parlamentari
della maggioranza come quello citato dall'onorevole Di Mauro
sull'amianto, la bonifica dell'amianto, un tema che deve stare a
cuore delle istituzioni regionali a prescindere dai ruoli di
maggioranza o di opposizione o quello citato dall'onorevole
Arancio, proposto appunto dalla maggioranza, e di questo do merito
evidentemente alla Commissione Salute , all'Assessore Razza, sullo
0,2 per cento sull'autismo.
Non è un caso insomma, qualcuno ha detto l'autismo è una patologia
a macchia di leopardo in Italia. Non è vero, la verità è che la
Sicilia è molti anni avanti rispetto a regioni evolutissime da
questo punto di vista come la Lombardia, l'Emilia Romagna, la
Toscana perché noi abbiamo voluto la diagnosi precoce e il
trattamento intensivo e, quindi, bene hanno fatto, e quindi ha il
mio plauso incondizionato, passare dallo 0,1 allo 0,2 per cento
perché questo possa essere un fatto che ci consente, Presidente, di
recuperare davvero bambini che diagnosticati per tempo in età
davvero tenera possano essere recuperati e recuperati ad una
dimensione sociale da cittadino nel pieno del suo diritto di
cittadinanza.
Ed allora, Presidente, queste sono le critiche veloci - mi avvio
alla conclusione perché il tempo è terminato - della nostra
visione critica rispetto alla legge di stabilità. Non è una critica
di contrapposizione, è una critica che vorrebbe che, come auspicavo
da capogruppo di maggioranza e poi da Assessore, che il Parlamento
fosse davvero al centro delle istituzioni regionali e che con la
sua sensibilità istituzionale davvero si potesse governare anche e
soprattutto attraverso il contributo determinante che il
Parlamento, espressione vera della sovranità popolare, ha il dovere
e il diritto di esprimere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come ha
chiaramente fatto emergere il ragionamento del mio amico Roberto Di
Mauro, non c'è dubbio che noi abbiamo dei grandi problemi in questa
finanziaria, sono legati a quelle che sono le realtà del caso.
Pochi fondi, una coperta piccola che deve coprire tante cose,
quindi se c'è un grande problema in questa finanziaria è certamente
questa che non si può certamente ascrivere a un problema di questo
Governo, è ascritto alla storia i problemi della Sicilia che
certamente noi dovremo cercare di recuperare. E ha fatto bene
Roberto Di Mauro quando incita questo Governo a, in qualche modo,
rivedere i rapporti con lo Stato in una condizione non di
sudditanza ma di rapporto corretto, paritario, perché questa
Sicilia possa avere riconosciuti i suoi diritti.
Detto questo, non c'è dubbio che in questa coperta stretta tante
cose buone ci sono in questa finanziaria, molte cose sono state
citate anche obiettivamente come chi mi ha preceduto, l'onorevole
Gucciardi.
Io, per esempio, rispetto a tante critiche che si stanno
sollevando su questo ragionamento che si sta facendo su alcuni
istituti come può essere Crias, Ircac e così via di seguito, mi
ritrovo invece d'accordo con quanto sostenuto con l'assessore
Armao. E non lo faccio solo per un debito di amicizia, ma lo faccio
perché sono convinto, perché credo che sia uno sforzo di
riorganizzare, rivedere, perché il ragionamento su tutti questi
enti, strutture e quant'altro della Regione siciliana, non c'è
dubbio che è uno sforzo sicuramente positivo, intelligente,
giudizioso.
Certo, la perfezione non è di questo mondo, vanno ragionate le
cose, vanno modulate, è stato giudizioso da parte del Governo
rimodulare quello che era stato individuato inizialmente con un
accorpamento dei tre ambiti per riportarli invece solamente a due,
lasciando per il momento fuori l'Irfis. Tutto questo è un fatto
positivo.
Detto questo, signor Presidente, io voglio lanciare un appello, so
di essere forse seccante perché più volte l'ho ribadito, l'ho
ribadito all'Assessore per l'agricoltura, l'ho ribadito alla sua
persona. C'è in questo momento un problema serio che va affrontato
e non si può tralasciare immaginando che tanto è sempre colpa di
qualcuno e che, voglio dire, c'è qualcuno che ha fatto i danni e
non è colpa nostra.
Noi abbiamo il dovere, in qualche modo, di mettervi mano, abbiamo
il dovere di dare delle risposte, abbiamo il dovere di, anche lì,
come si sta facendo giudiziosamente, questo Governo si sta
sforzando di rivedere queste strutture, queste cose come si sta
facendo per il sistema bancario, il sistema del credito, va fatto
anche per altri enti che, ahimè, producono scarsi servizi e debiti
che, poi, alla fine qualcuno dovrà pagare o li pagano in questi
casi gli agricoltori o li paga la Regione, ma di fatto li paga il
popolo siciliano ed è l'annoso problema dei Consorzi di bonifica.
Vedo che l'Assessore per l'agricoltura mi guarda e dice:
ancora . Sono cocciuto, mi piace, ma lo faccio perché ci credo
per uno spirito, perché voglio stimolare il Governo a ragionare su
questa cosa, a non metterlo da parte, a non metterlo da parte in
modo semplicistico, dicendo, Vabbè qualcuno ha sbagliato. Ne
pagherà le conseguenze , perché oggi chi ne paga le conseguenze
In questo momento ne stanno pagando le conseguenze gli agricoltori
e se noi diciamo che l'agricoltura è una cosa importante per la
nostra terra non possiamo permettere tutto questo
Perché la stanno pagando gli agricoltori adesso? La pagano gli
agricoltori perché tutti quei contenziosi, ben 450 contenziosi in
questo momento si stanno riversando sui consorzi di bonifica, di
fatto lo stanno pagando gli agricoltori. Tutto questo lo pagano gli
agricoltori non solo in termini economici, ma anche in termini di
cattivo funzionamento perché di fatto in questo momento la campagna
irrigua non è partita, di fatto in questo momento nessuno porterà
l'acqua alle campagne.
Questa è una cosa drammatica per noi, per la nostra cultura, per
quei territori, per quella gente che vive di agricoltura. E'
drammatica per gli agricoltori che vivono di agricoltura, è
drammatica per quei lavoratori e non solo sempre dei nulla facenti.
Sono della brava gente, dei cittadini siciliani che lavorano per
qualche migliaio di euro al mese in campagna a lavorare. Quindi,
hanno anche loro il diritto di essere attenzionati, il diritto di
potere lavorare e di potere portare un pezzo di pane a casa.
Ed allora, dobbiamo mettere insieme tutto questo, dobbiamo dare
queste risposte. Ecco perché voglio sottolineare, e faccio un
appello, Presidente, so quanto lei è attento alla nostra
agricoltura, alla gente, alla povera gente. Prestare attenzione
alla povera gente, alla gente che lavora per mille euro al mese e
che fa un servizio anche lì in una organizzazione il sistema deve
essere certamente riorganizzato perché un sistema che costa tanto e
funziona poco è chiaro che non funziona. Di qualcuno sarà la colpa,
va accertato, certamente noi dovremo trovare la soluzione perché
questo non avvenga più. Noi dobbiamo la soluzione che il sistema
costi poco e funzioni bene.
Che significa costare poco e funzionare bene? Intanto, a cosa
serve? Ogni cosa deve avere un suo significato. A cosa serve ogni
consorzio? I consorzi non è vero, come si sostiene, che non servono
a nulla, questa è una dabbenaggine, è, come dire, trattare con
superficialità una cosa.
Dobbiamo ricordare, e mi riallaccio a quel discorso che è stato
fatto in quest'Aula a proposito delle acque, del risparmio
dell'acqua eccetera. Noi oggi, caro Presidente, in Italia riusciamo
a garantire, a conservare appena, appena il 10 per cento delle
acque piovane. Di tutta l'acqua che piove solo il 10-11 per cento
noi riusciamo a conservare. Perfetto Questo ci deve dire quanto
sciocchi siamo a pensare a delle alternative mirabolanti, quale può
essere il dissalatore, che costano una marea di soldi, quando
invece potremmo conservarli con gli invasi, esiste una Autorità
nazionale degli invasi che è in carico al Ministero
dell'Agricoltura, ma la struttura poi periferica in tutta Italia
funziona da decenni e che devono servire a irreggimentare
quest'acqua a conservarla e poi a utilizzarla sono i Consorzi di
bonifica, che hanno la struttura tecnica manuale per fare questo
lavoro.
Allora, noi dobbiamo solo farla funzionare, non distruggerla; e
come si fa funzionare? Riorganizzando il sistema, chiarendo i
compiti, chiarendo cosa si deve fare, riorganizzando un meccanismo
che da 10 anni ormai è bloccato. Le piante organiche sono ormai
ridotte al lumicino, non c'è personale di ruolo che fa questo
lavoro, per cui di anno in anno si chiamano questi avventizi che
diventa precariato e che non a caso poi rivolgendosi al giudice
viene dato ragione a loro e torto all'ente che sarà il Consorzio;
poi, di fatto, si ribalta sulla Regione perché come il 90 per cento
delle cause perse da parte dell'ente consorzio a favore dei
lavoratori e che poi alla fine si ritrovano gli agricoltori a
pagare. Questo è un meccanismo a cui dobbiamo assolutamente mettere
mano.
Io ho presentato questo emendamento e mi sono sforzato di trovare
un meccanismo perché si possa risolvere il problema. Capisco che è
complicato e capisco, caro Presidente, che soldi non ce ne sono,
capisco che non possiamo caricare la Regione ulteriormente, capisco
tutto questo però dobbiamo sforzarci e questo è l'appello che
faccio a lei, Presidente della Regione, e a lei, Assessore, perché
ci si metta mano in modo organico.
Io mi sono sforzato di risolverlo con un emendamento, forse
semplicistico ma che dà una risposta immediata.
Allora, vi dico, intanto mandiamo la gente a lavorare e mandiamo
l'acqua agli agricoltori; intanto, nell'emergenza facciamo questo,
vi prego, poi se il Governo riterrà - e questo è il mio appello -
di mettere mano ad una riforma più organica, più completa che dia
risposte oggi per il futuro, cioè di non mettere sempre pezze come
spesso facciamo noi in Sicilia, ma immaginare delle cose che
funzionano ed evitando questa iattura, questa cosa drammatica che è
il precariato.
Io credo che non ci sia cosa più brutta, signor Presidente della
Regione, che mantenere gente che non ha la libertà nel proprio
lavoro, che non ha la libertà di dire: io ho un mio lavoro, un mio
diritto e mi sento libero dal dovere ogni anno chiedere e tirare la
giacca all'assessore di turno al funzionario di turno per potere
andare a lavorare e sfamare la mia famiglia .
Tutto questo non è, oggi, concepibile e so che per la dignità che
ha questo Governo, per la dignità che ha questo Presidente della
Regione, per la dignità che abbiamo tutti noi, oggi questo non lo
dobbiamo consentire, non dobbiamo consentire che i nostri cittadini
perdano la dignità e la libertà di essere autonomi. E la libertà e
la dignità te la dà il lavoro e la sicurezza del lavoro, non certo
il precariato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Assessori, è già stato detto, la legge di
stabilità è arrivata in Aula e conteneva appena 35 articoli di cui
alcuni di grande importanza. Io parto dall'esame di quelli che sono
della competenza della mia Commissione che abbiamo per questo
motivo esaminato con più attenzione e scrupolo.
Questa legge portava la costituzione dell'ARCAS, l'Agenzia
Regionale sulla Casa, che è un'agenzia importante che non solo si
limita a sostituire lo IACP, ma va ben oltre; avevamo immaginato in
Commissione addirittura che il Presidente della Regione potesse
chiedere a Roma di mettere dentro questa Agenzia anche gli immobili
confiscati alla mafia in modo da utilizzarli prioritariamente per
le famiglie bisognose di un alloggio, quindi riorganizzare un
sistema che in questo momento, purtroppo, non è funzionale e in
molti casi è addirittura ombroso.
E' una priorità di questo Governo che in Commissione abbiamo
apprezzato. Ora la norma è stata stralciata; ci auguriamo che in
tempi brevi rientri attraverso il Collegato .
Nei 35 articoli c'era - e c'è tuttora - la norma che prevede la
possibilità di fare una selezione pubblica e delle assunzioni per
l'ARPA.
Abbiamo ricevuto qualche settimana fa in audizione in Commissione
la dirigenza dell'ARPA che ha portato un grido di allarme.
L'ARPA infatti lavora tanto e ha tantissime competenze
prioritarie in Sicilia, dal controllo delle acque a tante
competenze anche ausiliarie - su richiesta di altri enti e della
Magistratura - ma ha pochissime professionalità, spesso legate con
contratti precari.
Questa norma dà la possibilità a tanti giovani professionisti di
potere restare in Sicilia e essere utili per un ente come l'ARPA
che, assolutamente, è di primaria importanza nella visione di una
strategia che tuteli e valorizzi l'ambiente.
C'erano gli interventi sulla prima casa. L'Assessore Falcone, su
richiesta della Presidenza dell'Assemblea, lo ha riscritto. In un
primo momento si era immaginato di utilizzare dei fondi europei,
adesso si è trovato un finanziamento, questa è una norma che
ritengo fra le più importanti di questa legge di stabilità. Quella
di dare un sostegno alle giovani coppie con un reddito minimo,
potere costruire - si ipotizzava una somma intorno ai 40.000 euro -
o acquistare o ristrutturare la loro prima casa è una norma
importantissima la cui sensibilità è avvertita anche dalla gente.
Quando tale norma è stata annunciata dal Governo, più persone
hanno chiamato in ARS per sapere come funzionasse una norma che
ancora dobbiamo approvare. C'è tantissima attenzione su questo. E'
chiaro che 40.000 Euro, in una grande città, rappresenti una somma
che ha bisogno qualche altro sostegno, ma per chi, come me, viene
dalla provincia sa invece che in molte realtà di provincia, in
molti paesi - che purtroppo si vanno svuotando -, una giovane
coppia con 40.000 Euro può comprare una casa dignitosa.
Ciò rappresenta un aiuto importante per le giovani coppie, questo
norma l'ho salutata con grande favore come del resto tutta quanta
la Commissione. La riscrittura pertanto la ritroveremo in Aula e
sarà salutata con grande favore.
Tra i 35 articoli c'è l'istituzione dell'Autorità di bacino. E'
stato detto dall'onorevole Cracolici, è stata criticata l'idea di
averne fatto piuttosto che un dipartimento un'autorità autonoma con
personalità giuridica di diritto pubblico. Questo è stato oggetto
di analisi della nostra Commissione.
Abbiamo dibattuto con gli Assessori di competenza ed è una norma,
anche questa, molto attesa, richiesta dalla normativa nazionale
perché prevista dal Testo Unico per l'ambiente, il 152, e prevede
che ci sia anche in Sicilia un'autorità autonoma che abbia una
governance del tutto pubblica, - quindi non si grava la Regione di
spese, oneri, di un carrozzone che metta dentro chissà quali
personalità esterne - ma che con autorevolezza possa stilare il
piano di bacino e possa soprattutto monitorare il rischio di
desertificazione che abbiamo, possa monitorare l'utilizzo dei
bacini idrici, del demanio idrico sia marittimo che fluviale e
possa, soprattutto, attenzionare quelle che sono le gestioni dei
servizi idrici.
Ciò rappresenta un altro tema dolente di cui noi ci siamo
ampiamente occupati e continueremo ad occuparci nell'interesse dei
siciliani.
L'autorità di bacino quindi risponde ad una normativa del Testo
Unico ed è importante che anche la Sicilia, con colpevole ritardo,
si doti di questo ente di personalità giuridica pubblica.
C'era ed è rimasta la valorizzazione dei beni demaniali.
Sappiamo benissimo che i beni demaniali se ben sfruttati possono
essere fonte di grande risorsa per questa Terra.
C'è ma è stato ampliato, e saluto con favore l'emendamento
dell'onorevole De Luca, che propone di ampliare in modo notevole un
articolo che il Governo aveva già proposto ossia la possibilità di
aiutare gli enti locali nel redigere i piani regolatori e i piani
per l'utilizzo del demanio marittimo, il PUDM, perché sappiamo
bene, e noi lo abbiamo visto incontrando diversi sindaci, diversi
amministratori nella nostra Commissione, che i Comuni, soprattutto
i più piccoli, non hanno la possibilità economica di dare gli
incarichi per i progettisti e quindi non si dotano di questi
importanti strumenti urbanistici proprio per delle difficoltà di
bilancio. Questa è un'altra nota favorevole.
C'era e c'è il biglietto unico. Qualcuno ne ha parlato prima di
me. E', ovviamente, sperimentale. Il biglietto unico dà la
possibilità al cittadino - soprattutto in questa fase - soltanto
nelle aree metropolitane, quindi a Catania, a Palermo, a Messina,
di arrivare e con lo stesso biglietto del treno poter utilizzare
anche i mezzi pubblici nelle città dove arriva.
E' uno strumento innovativo, siamo tra i primi in Italia ad
ipotizzare una cosa del genere, speriamo funzioni.
Certamente ha accolto favorevolmente l'Assessore Falcone anche le
sollecitazioni che sono arrivate dai colleghi per fornire anche di
ulteriori servizi quali il wi-fi e altre particolari benefit chi
utilizza questo biglietto unico. Vedremo se funziona. Certamente se
funziona potrà essere anche promosso nelle altre città, almeno
capoluogo. Perché sarebbe bello arrivare anche ad Agrigento e poi,
con lo stesso biglietto, andare alla Valle dei Templi o piuttosto
alla Scala dei Turchi o scendere a mare.
C'era l'esenzione della tassa automobilistica per la prima auto
per le famiglie meno abbienti. Questo era un tema che aveva
annunciato il Presidente Musumeci in campagna elettorale e che
nella prima tornata utile, quindi nella legge di stabilità, è stato
inserito. E' una cosa anche questa di grande aiuto alle famiglie
meno abbienti essere esonerati dal pagamento del bollo auto per la
loro unica auto spesso utilizzata anche per motivi di lavoro. E'
certamente un aiuto notevole e molto apprezzato dai siciliani.
Poi ci sono delle norme in più. Sono state inserite delle norme
secondo la sensibilità dei deputati. Si è parlato - lo ha fatto
l'onorevole Gucciardi - del reddito di libertà delle donne che
hanno subìto violenza. Non posso che essere d'accordo. Si è parlato
di rifinanziare una norma che dà la possibilità alle famiglie che
fanno adozioni internazionali di coprire le spese enormi per i
costi delle adozioni. E questa è una normativa regionale che esiste
grazie ad un mio emendamento per cui sono felice che in questa
legge di stabilità si possa rifinanziare.
E in più una serie di normative; ne ha illustrate diverse
l'onorevole Dipasquale, per Ibla, Pozzallo, Comiso. E' chiaro,
onorevoli colleghi, che alcune di queste sensibilità sono più o
meno nobili. Qualcuno le ha chiamate marchette . Io dico che sono
esigenze di un territorio che ognuno di noi porta in questa legge.
Qualcuno, sono convinta anche io, che con il voto di questa Aula
possa essere migliorata o addirittura cassata.
Però, è chiaro, che questa legge e questo ingigantirsi della legge
di stabilità da 35 a 110 articoli, ha fatto sì che trovassero
spazio quelle che sono le istanze di un territorio vasto come la
Regione siciliana e che siano state interpretate in maniera più o
meno nobile dai componenti di questa Assemblea.
Non griderei allo scandalo. Il voto dell'Aula è un voto sovrano e
vedremo; l'onorevole Musumeci farà la sua relazione alla fine; a
secondo quello che verrà fuori dal voto di ognuno di noi sulle
sollecitazioni che sono arrivate dal Governo con i suoi 35 articoli
e da tutti noi a vario titolo e con gli altri che l' hanno
enormemente gonfiata.
Vorrei dire all'onorevole Fava una cosa, che ha esperienza di più
mandati parlamentari a Roma ma è un neofita di questa Aula: il
bilancio regionale siciliano è per il 90 per cento fatto di spese
non comprimibili. E' un bilancio che è ingessato. E' un bilancio
per cui è impossibile - o quasi - immaginare di poter tracciare
una strategia politica su quel 10% che puoi utilizzare, perché
spesso, e così è successo, per esempio, in questa sede oggi, si
devono coprire delle emergenze e si devono coprire delle necessità.
L'abbiamo fatto e l'ha fatto il Governo con la norma sui disabili,
che trova spazio in questa legge di stabilità, per cui la strategia
del Governo, più che da un bilancio ingessato, fatto di spese non
comprimibili, verrà, giustamente, dettato dall'utilizzo che si
riuscirà a fare di quelli che sono i fondi europei.
Il Presidente Musumeci l'ha denunciato più volte, dovrà spendere e
certificare, entro il 31 dicembre, circa 770 milioni di euro,
sapendo che, ad oggi, il Governo precedente ne ha certificati
soltanto 7 milioni.
Ecco, dalla spesa di quei fondi e da quelli che verranno dopo, è
lì che si potrà tracciare una strategia politica e da lì che si
potranno dare risposte ai siciliani e al territorio. E da lì che io
mi aspetto, anzi, è da lì che io pretendo che questo Governo riesca
ad utilizzare i bandi per potere dare una speranza ai nostri
giovani.
Assessore Lagalla, io avevo presentato degli emendamenti, che la
Presidenza dell'Assemblea ha ritenuto di dovere stralciare perché,
piuttosto che sul bilancio regionale che sapevo bene essere di
scarso respiro, quindi di poca manovra, facevano leva sui fondi a
lei disponibili. Erano delle norme che prevedevano la possibilità
di finanziare l'apprendistato professionalizzante per i nostri
giovani, di finanziare dei master che li specializzasse qui, in
Sicilia, anche all'interno di grandi aziende siciliane.
Erano norme che prevedevano la possibilità di fare rientrare, in
Sicilia, dei giovani che si sono formati in maniera eccellente,
anche fuori dalla Sicilia, ma anche all'estero.
Sono norme che noi possiamo, in qualche modo, usare, ed io ne
farò oggetto di un ordine del giorno, proprio per sensibilizzarla
ulteriormente, mutuando i fondi disponibili dell'Unione europea.
Quella è l'occasione che avremo per dare risposte concrete e
dirette al nostro territorio, ai nostri giovani, ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo per parlare della finanziaria. Mi pare che sia una
finanziaria che abbia due linee di azione: la prima che cerchi di
colmare alcuni buchi, alcune esigenze del passato e, qui, mi
riferisco, ad esempio, alle norme contenute nei primi articoli, che
sono quelli sull'EAS e lì il Governo si è dovuto, evidentemente,
muovere in un ambito nel quale è stato necessario cominciare a
mettere le toppe a delle falle che si è sono trovate. In maniera,
debbo dire, anche silente, ha lavorato in questo senso.
L'altra attività della stessa legge finanziaria è dovuta alle
nuove implementazioni. E lì mi riferisco: al dopo di noi, mi
riferisco all'autismo, mi riferisco al reddito di libertà in favore
delle donne che hanno subito violenza, così come mi riferisco al
criterio per potere incentivare i comuni che si avviano alla
raccolta differenziata e, di questo ne fanno tesoro e, cominciano
ad innalzare la percentuale. E queste sono le linee che il Governo
ci ha dato nella sua legge finanziaria.
Non trovo assolutamente strano che a questa legge finanziaria
partecipino anche i deputati che ascoltano il territorio ed
attraverso gli emendamenti o le implementazioni alla stessa legge
finanziaria provano, loro stessi, ad aiutare il Governo, senza con
questo volerne togliere, come dire, né la paternità né l'indirizzo,
così com'è giusto, ma provano anche a dare voce a quelle che sono
le istanze di tutti i territori.
Io, come tutti i miei colleghi, perché altrimenti rischieremmo qua
di fare stupida e bassa ipocrisia, ho presentato emendamenti perché
riteniamo, nel bene o nel male, che quegli emendamenti diano
risposte alle associazioni, agli stakeholders che provengono dal
territorio e che ci chiedono di avere risposte dopo anni e anni.
Spesso risposte molto semplici: un caso emblematico, per esempio, è
quello dei lavoratori della SAS che affrontano e hanno un
contenzioso notevole con la Regione, e la Regione affronta un
contenzioso e paga avvocati, poi paga stipendi - vuoto per pieno -
nel senso che non hanno lavorato e bisogna pagargli lo stipendio ed
inoltre gli interessi. Che senso ha? Allora, quei deputati che
aiutano in questo senso svolgono un lavoro encomiabile.
Ritengo che questa possa essere la migliore finanziaria che poteva
essere presentata in un momento di crisi, in un momento in cui un
Governo regionale si trova a dover affrontare numerose emergenze:
prima c'è stata quella dell'acqua, poi se vogliamo quella dei
rifiuti, ancora oggi vigente e per la quale sappiamo che il Governo
sta lavorando alacremente, ed in questo senso siamo certi che le
risposte arriveranno. Quindi mi complimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, intanto, mi corre l'obbligo di ringraziare il gruppo
"Forza Italia", che ci ha ceduto qualche minuto in modo da
consentire di concludere l'intervento mio e quello del presidente
del nostro Gruppo parlamentare.
Io, in apertura, con franchezza devo riconoscere che mi sarei
aspettato un maggiore stralcio da parte della Presidenza
dell'Assemblea. Uno stralcio più consistente rispetto a quella che
era la prassi parlamentare che ha evitato la produzione di leggi
che non avevano i requisiti di leggi e di norme di legge, nel corso
della legge finanziaria, che non avevano la caratteristica della
generalità e dell'astrattezza.
Fortunatamente, tra gli stralci però c'è quello dell'articolo 1,
comma 5, che riguarda le somme del POC - assessore Armao, come sa,
era stato oggetto anche di discussione in Commissione - siccome
pare che ci siano anche degli emendamenti di riscrittura per
salvare alcune delle norme stralciate, noi ci auguriamo che quelle
somme del POC non vengano toccate. Sono somme che riguardano, da un
lato, l'ospitalità diffusa in capo all'Assessore per i beni
culturali, e dall'altro, le vie di fuga per la Protezione Civile.
Magari sono degli interventi per cui alcuni Comuni, o alcuni Enti,
non stanno rispettando i tempi, io credo però che un'azione
specifica da parte del Governo per sollecitare, da un lato, gli
enti che hanno partecipato, ma dall'altro anche i propri uffici per
definire ed arrivare quanto prima ai decreti di finanziamento,
sarebbe un atto opportuno.
Non mi aspettavo poi - come lei sa, io sono un fautore di questa
omogeneizzazione tra l'Assessorato ai beni culturali e
l'Assessorato al turismo - che venisse tagliato il fondo che traeva
origine dall'articolo 22, della legge regionale 16/2017. E' un
fondo, lo ricorderanno i parlamentari che erano presenti anche
nella scorsa legislatura, che venne approvato con un'ampia
maggioranza di questa Assemblea, e che prevede una omogeneizzazione
degli interventi da parte dei due assessorati nei teatri di pietra
della Regione siciliana. E' un fondo che è entrato in vigore a
settembre del 2017, quindi durante la campagna elettorale, ed io
credo che, anziché essere tagliato, dovrebbe essere, non solo
mantenuto per rispetto alla volontà del Parlamento dello scorso
anno, ma che si dovrebbe procedere con l'attuazione dei decreti
relativi.
Una riflessione mi corre obbligo farla con riferimento ad alcune
norme della finanziaria, per cui a mio giudizio occorreva una vera
e propria legge istitutiva. Mi riferisco, assessore Cordaro,
all'Autorità di bacino, ma anche - non c'è l'assessore Turano -
alla legge che promuove la semplificazione amministrativa, perché
no, anche a quella della valorizzazione demaniale. Sono leggi su
cui, è vero, la Regione ha gravi ritardi ma è anche vero che altre
regioni, comprese quelle più piccole come la Basilicata, oppure
quelle più grandi, come il Veneto, hanno proceduto con un'apposita
legge istitutiva.
Io spero, onorevole Presidente, che da parte del Governo ci sia la
maturità, la serenità di non procedere a colpi di maggioranza su
queste norme e che si trovi in Aula la composizione giusta. Noi, a
proposito dell'Autorità di bacino riteniamo con convinzione che
debba restare in capo all'Assessorato dell'energia perché la scorsa
legislatura venne votata questa impostazione e crediamo anche sul
modello di altre regioni magari più virtuose della nostra sia
questo un modello che possa funzionare.
C'è un'altra norma che ci sta molto a cuore come Partito
Democratico ed è quella che prevede di dare la possibilità ai
comuni di aggiudicare e affidare le gare in ordine alla
distribuzione del gas naturale. È un pasticcio normativo che si è
creato qualche anno fa. La norma è stata proposta dal Partito
Democratico, fatta propria da tutta la III Commissione e, a
proposito dei servizi del gas, io credo che il gas naturale possa
essere un elemento di sostegno ai comuni in un momento difficile. E
a proposito del sostegno ai comuni, a mio giudizio, sono veramente
tante le riserve poste sul fondo delle autonomie locali: vengono
tagliati in un momento difficilissimo per i comuni dove continuano
a mancare i trasferimenti statali, i trasferimenti regionali e
riempire il fondo delle autonomie locali, di quell'elenco
innumerevole di riserve, credo, che sia un atto ingiusto e che non
si parta col piede giusto. Sarebbe un atto di offesa non solo verso
i nostri sindaci ma i nostri amministratori, i cittadini, la gente
comune.
Quindi auspichiamo come Partito Democratico che vengano ridotte le
riserve e venga ridotta, infine, anche qualche norma ad personam -
l'ha detto bene prima l'onorevole Ciancio - ci sono tanti teatri
comunali nella nostra terra e credo che se in questi anni abbiamo
costruito, assessore Pappalardo, il modello del FURS che è un
modello apprezzato, l'Assessorato ha fatto un lavoro egregio, c'è
un Fondo che per tutti i teatri comunali, privati, partecipano i
teatri, facciano la domanda e la Regione sceglierà quali sono
meritevoli di finanziamento. Fare una norma in finanziaria per un
teatro comunale o per un teatro di tradizione popolare io credo che
non faccia onore non solo al Parlamento ma neanche al Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo terminato gli interventi
degli iscritti a parlare. Procederemo con ulteriori interventi
alternando esponenti di maggioranza e opposizione.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevole Presidente del Governo,
onorevoli colleghi, signori assessori, ringrazio per l'opportunità
che mi viene data di esprimere la mia opinione, l'opinione del
partito che rappresento, l'UDC.
Ho ascoltato con molta attenzione gli interventi che si sono
succeduti, quelli delle opposizioni; alcuni miei colleghi si sono
espressi con garbo istituzionale ma anche con ferma opposizione,
muovendo delle critiche al testo e ai testi che abbiamo in esame
che già hanno superato l'esame della Commissione Bilancio ,
facendo rilevare quelle che a loro giudizio erano le criticità che
all'interno di questi testi sono emerse.
Altri colleghi hanno ingenerosamente ma sempre rispettosamente
utilizzato un linguaggio molto fermo per definire senza anima
questa legge di stabilità che era l'espressione di una assenza di
visione strategica del Governo, in ordine agli strumenti finanziari
e alle norme da mettere a disposizione della Sicilia e dei
siciliani.
Altri ancora hanno utilizzato un linguaggio, che direi un po'
irriverente, rispetto all'uso frequente - eccessivamente frequente
- di una parola che attiene ad una pratica, che certamente
all'interno di questa nobile istituzione, non dovrebbe trovare
luogo.
Chiaramente la posizione che esprimo nella qualità di Presidente
del Gruppo parlamentare non è una posizione di pregiudiziale
positiva valutazione dei documenti che abbiamo esaminato, perché
facciamo parte della maggioranza, questo attiene alle regole del
rispetto di ciò che noi abbiamo fatto, costruendo una maggioranza
e portando il suo Governo ad esprimersi e ad esprimere la sua
politica per il bene dei siciliani ma la valutazione che vorrei
esprimere è a partire dalle sue affermazioni, onorevole Presidente,
quelle che lei ancora oggi non ha reso ma sulle quali, la mia
attenzione politica e anche la mia intelligenza umana si sono più
volte soffermate.
Lei ha più volte usato due parole: ordine e normalità; queste due
parole, ordine e normalità, a mio giudizio, contengono una ben
chiara visione politica e strategica dell'azione del suo Governo.
Dobbiamo ripartire mettendo ordine, questo lei lo ha detto più e
più volte, ed è l'approccio più corretto, quello più onesto,
onorevole Presidente, quella onestà che le è stata riconosciuta dai
siciliani e per cui oggi lei siede su quella poltrona. Ordine e
normalità, significherà innanzitutto, mettere ordine nelle casse
della Regione, mettere ordine tra i numeri che sono stati molto
spesso abusati.
Ordine significa rimettere le cose al loro posto per potere
ripartire, perché prima di rilanciare occorre bilanciare e per
bilanciare ogni cosa deve essere in giusto equilibrio.
Questo mi è sembrato possa scorgersi all'interno della manovra che
noi stiamo adesso apprezzando e che devo dire in Commissione
Bilancio , onorevole Presidente, con il contributo di tutti e di
tutte le forze politiche, insieme al suo Governo, esponenti
autorevoli del suo Governo, il Vicepresidente, e i vari assessori
che ci hanno aiutato a lavorare collaborando con noi, è venuto
fuori un testo, che qualcuno ha definito grasso' rispetto a quello
magro' che si aspettavano.
Bene, non è un problema di essere grasso, caso mai ed è giusto che
sia così, in una logica di attenzione, doverosa a quello che è il
nostro ruolo e alle risposte che i cittadini si aspettano da noi, è
stato doverosamente apportato il contributo delle nostre
intelligenze, delle nostre idee che è sempre stato oggetto di un
confronto aperto e non di accordi sotterranei, ancorché le sedute,
l'ultima seduta si è svolta nelle ore notturne.
Ci siamo confrontati, lealmente e correttamente. E il giudizio
politico che viene fuori da queste norme, da questa finanziaria,
legge di stabilità, il bilancio è un giudizio positivo che mi sento
di esprimere con forza a nome del mio partito ed è un giudizio che
nasce proprio da questo confronto ed è un giudizio che taluni,
ingenerosamente, hanno espresso con note critiche, perché è vero
che noi abbiamo visto dentro questa finanziaria una grande
attenzione alle fasce deboli della nostra società.
Perché se è vero che sono state inserite delle norme per la
stabilizzazione dei precari e mi auguro che questa norma possa
contemplare una platea più vasta di precari perché sono uomini,
persone, non ce lo dimentichiamo, non sono numeri, le persone da
stabilizzare, sono persone che hanno una vita, una storia,
un'identità e sono persone che vengono utilizzate nella Pubblica
Amministrazione, negli enti locali, nei vari enti collegati
all'Amministrazione regionale, che fanno funzionare i servizi, mi
riferisco per esempio a quelli che utilizziamo negli enti culturali
o a quelli degli enti locali.
Bene, sono persone a cui è necessario dare una tutela normativa
non che ignoriamo che esistano solo perché sono sussidiati.
Dobbiamo invece costruire un percorso virtuoso e mi auguro che
questo percorso virtuoso poi possa portare ad un altro virtuoso
processo che è quello di aprire ed inaugurare la stagione dei
concorsi.
I nostri Uffici, i vostri Uffici hanno lavorato davvero e voglio
rendere un plauso a tutti gli Uffici collegati ai vari Assessorati
e anche ai nostri funzionari del Bilancio ed oltre che delle varie
Commissioni perché se noi siamo andati a letto all'indomani mattina
del giorno di sabato, questi funzionari e dirigenti sono rimasti a
lavorare fino alla sera ed erano stati svegli come noi per 27 ore,
se non da prima e hanno continuato a stare svegli e a lavorare
anche di domenica.
Questo perché non solo era necessario far quadrare i conti e
mettere ordine tra le varie norme ma era necessario fare questo
surplus di lavoro perché il personale, come più volte dice il
Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Gianfranco Miccichè, è al di
sotto di quello che numericamente servirebbe per fare bene
funzionare gli Uffici.
Allora, noi all'interno di questi documenti abbiamo ravvisato
l'anima generosa di chi governa la Sicilia, attenta le fasce
deboli. Con l'Assessore Ippolito abbiamo discusso e tante volte
discusso e affrontato il tema gravissimo della disabilità e su
questo tema e senza opposizioni e maggioranze l'Assessore ha
immediatamente risposto con quello che è lo strumento finanziario
che gli permetteva di rispondere. Trenta milioni di euro per i
disabili in più rispetto alle somme storicamente appostate e questo
perché, cari colleghi, la disabilità è cresciuta in Sicilia con
cifre veramente spaventose che io non mi permetto né di criticare,
perché a fronte di una certificazione c'è un lavoro serie e
indubbiamente fatto da chi è competente nel rilevare la condizione
di gravità.
Altresì, le norme per dotare le famiglie, le giovani famiglie
bisognose a basso reddito, della possibilità di utilizzare una
somma per costruire una cosa, per ammodernare la propria casa, per
ristrutturarla. Ecco anche questa è una norma che va nella
direzione di un Governo attento e generoso nei confronti dei
siciliani e delle fasce deboli. Se è vero che la scuola' dove
abbiamo comunque registrato un più di somme, sia per le
manutenzioni ordinarie, sia per le manutenzioni straordinarie, sia
per quanto attiene ai progetti formativi e all'obbligo formativo ed
è sempre molto poco, diciamocelo, perché la scuola è stato il luogo
nel quale più è meglio, qualunque Governo ha sottratto risorse
scambiando la scuola per il bancomat, mi riferisco soprattutto a
livello nazionale. A cascata poi i minori trasferimenti hanno
inciso sulle casse regionali e sui trasferimenti alle scuole. E'
vero anche tuttavia che c'è un segno in più, un bel più, due
milioni e settecento mila euro appunto in queste voci che sono,
come dire, un segnale che qualcosa sta cambiando. Ma qualcosa sta
cambiando e ce lo ha detto anche l'Assessore in Conferenza stampa
raccontandoci che ci sono 270 e passa milioni di euro in più
proprio per i progetti che servono a finanziare i Comuni che hanno
pronti i progetti esecutivi per le scuole. Questo è un benessere
che non è soltanto per la scuola, per i bambini, per la sicurezza
degli edifici ma anche per il lavoro, crea sviluppo perché se
riparte l'edilizia a qualunque titolo riparte anche parte
dell'economia.
Anche le norme sull'agricoltura per il fondo che istituisce il
fondo di solidarietà per chi è colpito da eventi calamitosi così
come da situazioni di attacco delle colture di parassiti e insetti
e animali selvatici. E' un sostegno, è una inversione di tendenza,
è un'attenzione a questo mondo, e noi - colgo l'occasione per dirlo
all'assessore - è bene che facciamo i conti con quello che vogliamo
fare in Regione siciliana a favore dell'agricoltura, che deve
essere una voce importante del PIL, e una voce importante
nell'economia di ogni singola famiglia che vive di agricoltura e di
onesto lavoro.
Avere anche avuto attenzione a grandi infrastrutture come Comiso e
l'aeroporto di Trapani Birgi, rimettendoci i soldi per la
ricapitalizzazione come quello per gli investimenti a favore di
questi scali, sono un segnale chiaro da parte di questo Governo che
vuole generosamente impegnarsi a sostenere il proprio territorio e
i propri territori, e noi di questo dobbiamo prendere atto.
Certamente, come ha bene detto chi mi ha preceduto, e parlo in
particolare dell'onorevole Di Mauro che ha memoria storica di
quanto è accaduto negli anni e nei diversi Governi precedenti, la
situazione debitoria della Sicilia era una situazione davvero
grave, molto grave, mi auguro, ed è questo il momento da cui
possiamo ripartire, che questo mettere ordine è ridare normalità a
questa terra, significherà che la nostra normalità ci permetterà di
godere del diritto di sentirci come gli altri, noi siciliani come i
veneti, come i lombardi e come i piemontesi, ed in questo sono
fieramente e tenacemente legata all'idea che si possa ottenere
anche la identificazione dell'insularità, a partire anche dalla
modifica statutaria che va resa e va perseguita. Ma altresì va
combattuto anche quell'ascarismo di chi ha fatto bancomat a danno
dei siciliani, dobbiamo arrivare a questo obiettivo, questo è un
primo momento la nostra normalità, Presidente, quella che lei dice
ordine e normalità, su queste parole si costruisce la Sicilia che
vogliamo che deve diventare bellissima, lo è per madre natura,
perché la natura l'ha resa bellissima, ma certamente un'azione
politica forte, coerente, sinergica, improntata all'onestà degli
interventi che servono, servirà a dare a questa terra
quell'aggettivo superlativo che non è solo il simbolo del suo
partito, Presidente, è il simbolo e la metafora della speranza che
dobbiamo costruire per tutti i siciliani, ecco per quale motivo la
nostra valutazione come partito dell'Udc non è una aprioristica e
anche come dire asettica determinazione a sostenere il suo Governo,
no, ma è la convinta e determinata volontà di sostenere attraverso
il suo Governo la Sicilia e i siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno. Ne ha
facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, come
il collega Di Paola del Movimento Cinque Stelle, anche per me
questa è la prima finanziaria, e devo riconoscere che un grande
senso di responsabilità in questi mesi mi ha assalito, tanti sono
stati gli interrogativi che mi sono posto, quello che mi sento di
dire è che ho avuto il piacere di confrontarmi in Commissione con
tutti i colleghi sia di maggioranza e dell'opposizione, e devo dire
che si sono creati dei ragionamenti abbastanza costruttivi, abbiamo
avuto la possibilità di parlare con associazioni di categorie,
enti, rappresentanti di enti, o rappresentanti di singole categorie
e non posso che essere contento che siamo riusciti ad ascoltarli
sia all'interno del Palazzo, che fuori dal Palazzo.
Credo che un plauso vada fatto al Presidente Savona, in qualità di
Presidente della Commissione, perché è riuscito a fare un lavoro di
sintesi non indifferente in un momento così delicato per questa
martoriata regione, il mio giudizio su questa finanziaria è
duplice, è duplice perché una è a carattere generale, l'altro
invece è collocato nel tempo. A carattere generale credo di essere
abbastanza soddisfatto anche se credo che molti temi abbiamo
bisogno di una seconda riflessione, e credo che molte cose vadano
successivamente riviste.
Ma se devo dare un giudizio che è quello di una finanziaria
collocata nel tempo, devo ricordare che noi siamo entrati in
quest'Aula il 15 di dicembre e riuscire in quattro mesi a creare
qualcosa non era per niente facile.
Quindi, anche con grande emozione per essere oggi qui e fare un
intervento, non mi sento di dare grandi criticità perché purtroppo
siamo stati contingentati con i tempi, non abbiamo avuto grande
possibilità di manovra, non abbiamo avuto grandi possibilità di
confronto e quindi credo che questo valga di insegnamento per il
prossimo anno e mi auguro che il Governo riesca a prendere un
impegno e ci siano dei tempi maggiori, ci sia da parte di tutti
quanti gli Assessori, magari, più tempo per noi tutti per potere
dare ognuno il nostro modesto contributo.
Sono soddisfatto comunque perché non abbiamo avuto una grande
eredità, motivo per il quale, dico, riuscire a creare qualcosa,
riuscire a creare questo percorso non era una cosa assolutamente
semplice e sono convinto che con il Presidente Musumeci riusciremo
a uscire da questo tunnel.
Ho avuto modo di ascoltare con piacere le parole dei tanti
colleghi, ho ascoltato con particolare attenzione quelle
dell'onorevole Figuccia e dell'amico De Luca, il quale ringrazio
pubblicamente per i preziosi consigli. E ricordo ancora le loro
prime critiche quando entrammo in quest'Aula che, se prima erano
delle critiche, oggi ritengo che siano delle critiche assolutamente
costruttive che oggi si sono rivelate dei contributi per questa
manovra che siamo riusciti a mettere in piedi.
Apprezzo anche tutti coloro i quali hanno partecipato alla
Commissione, come l'onorevole Dipasquale, Cracolici o l'onorevole
Foti che hanno partecipato anche non facendo parte della
Commissione ma per dare il loro punto di vista e dare il loro
contributo. Motivo per il quale non mi vorrò protrarre più di tanto
per lasciare il poco tempo rimasto a un eventuale intervento della
mia collega.
Il mio augurio è semplicemente che questa legislatura non sia
legata né ai colori, né alle logiche di appartenenza, né ai numeri
che sono altalenanti ma ai contenuti e soprattutto agli interessi,
ma che siano gli interessi dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, molto
brevemente perché i deputati del Gruppo del Partito Democratico
hanno già sviscerato diversi aspetti della manovra finanziaria, lo
hanno fatto bene, non è necessario che io mi ripeta, ma solo per
sottolineare alcuni aspetti più di ordine politico.
Io credo che questa è la finanziaria, mi dispiace che in questo
momento non sia presente il Presidente della Regione, di un Governo
che è nato stanco, è la finanziaria di un Governo che procede con
passo lento, come qualcuno dei colleghi diceva prima, in un clima
quasi da fine legislatura, francamente sorprendente.
E questo è un Governo che aveva annunciato di volere approvare la
manovra entro il mese di dicembre scorso, per poi rinviarla a marzo
e adesso siamo a fine aprile. Siamo a fine aprile con una
finanziaria, una legge di stabilità e di bilancio che si
annunciavano snelle, una legge finanziaria snella, così era stata
preannunciata dopo la riunione di Giunta dal Presidente della
Regione, ma che si è via via appesantita nel corso del dibattito
anche per una serie di emendamenti coriandolo cioè senza alcuna
organicità che sono piovuti, direi, in Commissione Bilancio nel
corso dei lavori parlamentari, ma è una manovra che nonostante gli
attuali circa 90 articoli a nostro avviso non affronta le emergenze
vere della Sicilia, non affronta i temi dello sviluppo e del
lavoro.
E allora, domani avrà inizio la seduta per entrare nel vivo dei
singoli articoli e avremo modo di commentarli, di esporre anche le
ragioni degli emendamenti che abbiamo presentato.
Il PD porterà avanti le sue proposte, proposte di emendamenti che
metteremo in votazione, ovviamente, nel corso dei lavori
parlamentari, quindi che animeranno anche il dibattito parlamentare
delle prossime giornate e sono proposte per la lotta alla povertà,
per lo sviluppo, per le politiche sociali, per i giovani, proposte
per sostenere i comuni oggi in difficoltà nella nostra Regione, ma
anche per dare sostegno alla scuola, alla cultura, all'ambiente.
Avremo modo di entrare sui singoli temi per poterli meglio
affrontare a partire da domani.
Per questa sera completo qui quest'intervento, ma credo davvero
che questa manovra finanziaria sia estremamente deludente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Non si fa così, signor Presidente.
LO CURTO. Lo aveva già chiesto, l'ho visto io
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, a parte il fatto che le decisioni
della Presidenza non sono messe neanche in discussione, le ricordo
V e l'ho detto anche prima di dare la parola a lei - che ho
preferito, per dare rispetto al dibattito ed ai Gruppi
parlamentari, alternare un capogruppo di maggioranza ed uno di
opposizione.
Viene da sé che, dopo l'onorevole Lupo, stia facendo parlare
l'onorevole Giuseppe Milazzo.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, partiamo
da una premessa. Il Governo nazionale impone alle regioni un taglio
al 3 per cento per quanto concerne la spesa corrente, quindi
partiamo da questa condizione quando si comincia a lavorare ad un
documento contabile e ad una legge di stabilità.
Questo per evidenziare, rimarcare, Presidente, le difficoltà in
cui si trova un governo quando deve portare avanti legittimamente
il programma che ha sottoposto ai Siciliani e per il quale i
Siciliani hanno dato fiducia, in modo chiaro, a questo governo.
Lo dico ai colleghi delle minoranze - con il rispetto che è voluto
ed obbligato - perché in altre esperienze governative - ma
l'esperienza nazionale ci sta facendo riflettere su quanto è
difficile mettere in piedi un Governo, quant'è difficile affrontare
le avversità.
La premessa serve a far riflettere soprattutto il sottoscritto su
una questione: Non facciamo che quando si entra a Sala d'Ercole si
perde la memoria e si ricorda che è difficile governare e portare
avanti, adempiere ad un programma che è stato sottoposto ai
Siciliani e questa regola vale solo uscendo da Sala d'Ercole? .
Lo dico con moderazione ma anche con determinazione, lo dico con
convinzione perché il nostro programma è stato reso credibile dalla
vittoria, dalla vidimazione del consenso che ci hanno dato i
Siciliani, lo dico con determinazione perché abbiamo visto giorno
per giorno, ognuno da prospettive diverse quanto è difficile
portare avanti anche una singola norma che, magari, per qualcuno
sarà marchetta ma quando una norma interessa anche un solo
Siciliano per qualcuno sarà marchetta, se questa norma legittima,
costituzionale, con copertura finanziaria interesserà e porterà
benefici anche ad un solo cittadino quella è una norma che va
rispettata, perché è prima approvata o apprezzata nelle commissioni
di merito, poi approvata in quest'aula, poi sottoposta ad eventuale
controllo da parte del Consiglio dei ministri e poi norma.
Quindi, qui non ci sono emendamenti che, se presentati da una
parte politica sono emendamenti salvifici e se li presenta un'altra
parte politica sono porcate o marchette.
Io penso che il rispetto ci debba essere una volta che è passata
dal percorso parlamentare. Quella è una norma che va rispettata, è
una norma che va rispettata.
Vorrei elencare qualcuna di queste norme che, secondo me, meritano
rispetto, non perché frutto dell'approvazione del Parlamento -
questo lo vedremo - ma sicuramente delle parti e dei Gruppi
parlamentari.
La disabilità grave. In Commissione Bilancio' l'Assessore ha
preteso, quando si voleva accantonare quella norma e approvarla in
prima fase sotto il profilo ordinamentale, che avesse
immediatamente copertura finanziaria - penso che ciò sia segno di
grande serietà nei confronti di coloro i quali avevano una
legittima aspettativa.
Una norma sull'autismo. Ci siamo posti un problema, abbiamo aperto
un dibattito, questione di cui abbiamo dibattuto? Sì E questo deve
fare il Parlamento.
Ed ancora, il rifinanziamento, creare la condizione per fare
uscire da una situazione di difficoltà deficitaria dell'Istituto
olio e vino che ormai da due anni - vorrei che l'onorevole
Cracolici mi ascoltasse - non è una presa di posizione, non è una
creatura di questa maggioranza, si è fatto un buon lavoro negli
ultimi anni ed era corretto non affossarlo.
Ogni volta si dice questo ha un trend negativo, questo aveva un
trend positivo e per senso di responsabilità andava rifinanziato,
riappostata la somma attraverso l'autorizzazione di un mutuo per
fare uscire da una situazione deficitaria un ente che è stato
fondato certamente non da questa maggioranza ma da chi aveva in
mente un organismo per certificare - sotto il profilo strategico -
un settore importante per l'economia siciliana.
Ed ancora, l'Istituto del fondo per la prevenzione dei rischi
idrogeologici. Qualcuno potrà dire che quella somma non sarà
sufficiente, certo, ma noi abbiamo previsto il fondo.
Magari chi verrà dopo di noi, sicuramente più bravi, una volta che
c'è il fondo o dall'anno prossimo o da adesso qualcuno potrà dire
che i soldi sono pochi ma visto che c'è il fondo ci potrà essere un
momento di confronto su questo tema.
Poco fa ho sentito scherzare sul vivaio Paulsen o Pulsen - a
seconda della pronuncia Ho assistito a diversi interventi, andiamo
alla sostanza e non fermarci a come si pronuncia Ho sentito anche
parlare di marchette in questo caso. La norma comunitaria impone ai
vivaisti l'acquisto solamente attraverso i vivai autorizzati, nel
caso della Sicilia quello nostro, altrimenti acquisterebbero in
altra Regione. Mi trovo davanti ad una struttura in attivo, che
produce - ho studiato quindi parlo, a differenza di alcuni che
parlano e non studiano come qualche mio amico di partito così non
si offendono gli altri - centro di pre-moltiplicazione e produce la
barbatella' cioè il primo arbusto della vite. Possiamo pure ridere
e scherzare su tutto ma questa è una cosa seria. Perché non
istituire tutele per coloro i quali mantengono in piedi una cosa
seria? Questo è il tema
Presentiamo un emendamento soppressivo, chiudiamo il vivaio
Paulsen e ce ne liberiamo Oppure diciamo a questi 23 schiavi di
essere schiavi della politica che di finanziaria in finanziaria non
si sa se metteranno o meno fondi. Negli anni questa è stata la
politica vista, la politica dei vecchi consessi politici. Oggi
vogliamo rendere autonomi e dare dignità a questa struttura.
I PIP. Tutti ridono e dicono essere un problema solo dei
palermitani, ma io dico che è un problema di tutti. Tra questi si
annovera gente che ha commesso degli errori e per questo ha pagato
e pagherà però nei settori, nei Dipartimenti, negli Assessorati
questi fisicamente ci sono e lavorano. Non gli mandiamo il sussidio
a casa. Ci sono persone che andranno rivalorizzate, ma vi posso
assicurare che ci sono, in alcuni settori regionali, persone che
reggono, che aiutano a reggere quella struttura. E noi - lo dico
io, così mi assumo la responsabilità - li vogliamo rendere schiavi.
Un sussidio perché hanno lavorato. No, lavorano. Ci sono persone
che lavorano con grande professionalità.
E allora, cosa prevede la norma? Perché qualcuno non l'ha
studiata. Coloro che non potranno transitare - quindi si fa
riferimento a quelli che non sono nelle condizioni giuridiche per
poter transitare e non dobbiamo scendere nei particolari, non serve
- o coloro i quali non vogliono transitare, non vogliono
contribuire, perché tra un anno andranno in pensione, faranno
istanza e rimarranno là dove sono, ma per coloro i quali vogliono
scommettere su loro stessi, noi abbiamo il dovere di sfidare il
Consiglio dei Ministri e cercare di portare avanti una norma quanto
più possibile costituzionale. C'è il rischio, però noi abbiamo
inserito che lo stanziamento rimane invariato, abbiamo parlato di
transito, abbiamo parlato di part-time. Come ancora li vogliamo
mortificare, visto che da 12 anni lavorano? Allora, il tema è:
siccome è stato firmato da tutti, non è una creatura di Milazzo, di
Figuccia, è una condizione, una situazione reale che c'è, a meno
che non si ha il coraggio di dire che gli manderemo il sussidio,
c'è chi è esperto di sussidio mandato a casa, e non devono più
mettere piedi dentro la Regione. Perché questi signori sono schiavi
e si vedono con il compagno di stanza, lui che ha tutte le tutele e
l'altro che non ha nemmeno una tutela Non può andare nemmeno in
malattia Non può avere nemmeno la maternità Siccome vedo riempire
le bocche di tutele delle donne Nessuno ha tutele.
Il tema è cercare di provarci. E ai costituzionalisti di questa
Aula vorrei ricordare che la norma sui rifiuti, sulle province,
sugli appalti e sull'acqua, quel modello Sicilia, è stato impugnato
più volte ripetutamente. Ne faccio una condanna? No Diamo per
buono che lo volevano fare per il bene della Sicilia e io non li
condanno. Ma noi ci dobbiamo provare
E ancora, i precari degli Enti Locali. Io penso - e nessuno può
smentire - che l'Assessore Grasso, nelle sedi appropriate,
Commissioni, Gruppi parlamentari, si è confrontata apertamente
avendo come fine ultimo la stabilizzazione di queste persone che
ormai da anni sono schiavi della politica.
Ed ancora. Da 700 a un milione e 700 mila euro i fondi per la
manutenzione nelle scuole con la pianificazione di 27 milioni di
euro per l'edilizia scolastica, per la progettazione, per
assicurare il finanziamento di progetti nell'edilizia scolastica.
Ed ancora, il FURS. Noi abbiamo avuto un confronto nelle
Commissioni non come dire yes man ; ci siamo confrontati
apertamente e tutti voi lo avete visto. Ci sono stati anche momenti
di tensione con il Governo, ma per arrivare ad un unico obiettivo
che è l'obiettivo, intanto del Governo ma anche dei componenti
della maggioranza, di perfezionare il più possibile quello che è il
percorso legislativo del Parlamento.
E concludo, signor Presidente, dicendo questo: il Governo ha il
dovere di governare ma il dovere di governare viene garantito
attraverso il diritto di governare. Altrimenti siamo alla paralisi.
E dalla paralisi non se ne ricava né una norma perfettibile, né una
norma perfetta. Non si ricava niente. E i cittadini, molto spesso,
ci rimproverano di non decidere.
Ed allora, un confronto parlamentare sano e leale purché il
Governo sia messo nelle condizioni di esprimersi e di portare
avanti ciò che è stato sottoposto ad un contesto ancora più
importante dell'autorevole Assemblea regionale, che è il popolo
siciliano che ha autorizzato, vidimato, il programma di questo
Governo che certamente non si è mai tirato indietro per confronto,
per la parte del Governo.
Per la parte della maggioranza - e concludo - il capogruppo di
Forza Italia, ma penso tutti gli altri Capigruppo, non si sono mai
sottratti al confronto ed anche a retromarce per condividere il più
possibile il percorso parlamentare.
Direi agli amici che, se ne avessero bisogno, così come ho ceduto
15 minuti del tempo, se ci fossero cose serie da rimarcare, Forza
Italia mette a disposizione delle minoranze i 6 minuti restanti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
cittadini, nei giorni che hanno preceduto questo momento della
discussione generale, che hanno visto, appunto, l'attività ed il
lavoro di tutta quest'Aula, nelle Commissioni di merito e poi nella
Commissione Bilancio', abbiamo avuto modo, quindi, di potere
vedere lo svolgersi dei lavori, come sono arrivati i testi, come
sono stati proposti gli emendamenti in fretta e furia, come sono
stati contingentati i tempi, come, a volte, addirittura si è
arrivati ad una nottata di Commissione Bilancio', pertanto, come
si è anche compresso il dibattito e l'entrare nel merito delle
misure proposte, ancorché avessimo fatto una proposta, all'inizio,
verso il 15 marzo scorso, quando si cominciava a prospettare, in
maniera molto timida da parte di questo Governo, la volontà di
presentare un documento finanziario che desse delle risposte di
senso immediato, contabile, economiche, si intende.
Avevamo detto: Presidente, presenti una manovra snella, quello
che serve, attualmente, per curare le fragilità, le emergenze
immediate. Tutte le norme ordinamentali vadano dopo e vadano
proposte ad un dibattito sereno dell'Aula.
Perché faccio questa premessa, signor Presidente? Perché la forma
è sostanza. Per operare, e bene, e noi è questo che vogliamo fare
qua dentro, in rispetto ai siciliani che ci hanno eletto, abbiamo
bisogno di poterci avvalere di quelle che sono le garanzie della
legge, che ci permette di potere lavorare con serenità,
analizzando, esattamente, ciò che si intende fare, facendo anche e
svolgendo fino in fondo, con responsabilità, il nostro ruolo di
opposizione.
Qual è la sensazione che, ad oggi, e che ci ha condotto,
praticamente, pervade ancora, e la leggiamo in queste carte, in
questa Finanziaria' che è diventata obesa, quest'approccio
bulimico, in cui deve entrare tutto, in una notte di Commissione
Bilancio', cos'è?
Tutto questo si regge su una profonda fragilità, signor
Presidente. E' la fragilità della stessa compagine di maggioranza
che l'ha portata qua dentro. Questa stessa fragilità si unisce,
oggi, alla povertà del fatalismo con cui, mi sembra di ricordare,
ricordo a me stessa, gliel'ho sentito dire, il fatalismo che dice:
Chi vuole, la voti. . Chi vuole, voti le cose che io porterò qua
dentro.
Chi vuole? Ma qua dentro, non possiamo permetterci di avere un
respiro corto
Entrerò tra un attimo nel merito anche della manovra nel suo
complesso, anche perché nel dettaglio l'hanno già fatto i colleghi
del mio Gruppo parlamentare, ma anche gli altri colleghi.
Penso soltanto ad una cosa, signor Presidente, ed è un flash che
voglio lasciare a quest'Aula ed a chi ci ascolta fuori. Senza
polemica, ma questo Diventerà bellissima , diventerà, questo
futuro, a quanto ancora lei pensa di poterlo procrastinare?
PRESIDENTE, presidente della Regione. 20 anni, almeno.
ZAFARANA. Venti anni almeno.
Signor Presidente, abbiamo bisogno di interventi immediati che
superino anche le contingenze economiche del momento e che non si
prestino a chi tira la sua giacca ora di qua, ora di là.
E vengo subito ad intervenire nel merito. Come si è aperta questa
Finanziaria'? Subito abbiamo visto in Commissione cultura un
taglio di 84 milioni, netto.
Io faccio i miei auguri all'assessore Tusa, che oggi si è
insediato, per la sua attività perché, come tutti gli altri
assessori, ha una delega di grandissima importanza e rispetto ed il
mio rispetto nei confronti di chi si occupa di questa materia è
sommo, ma le preannuncio che saranno gravissime le difficoltà ad
operare nella situazione attuale.
Alla fine della manovra di bilancio è vero che di qualche taglio
si è rientrato, ma mi corre l'obbligo di dover sottolineare il
fatto che di questi 84 milioni sono praticamente la maggior parte
sui beni culturali e su tutte le leggi che vanno a finanziare gli
interventi di manutenzione, interventi di manutenzione in termini
di interventi anche straordinari per calamità e vanno anche a
mortificare i servizi sociali, pertanto, vanno a mortificare i
consultori, vanno a mortificare le associazioni anti racket;
abbiamo segnato un taglio del venti percento sulle associazioni
anti racket. Questo è insostenibile
Questa Finanziaria', per chi la legge in maniera attenta, sembra
una finanziaria a gettone . C'è un gettone per tutti: dai 100 ai
200 mila euro messi lì hanno lo stesso peso.
E ripeterò quanto qua dentro già detto: il coniglio selvatico, 200
mila euro; 200 mila euro pure agli interventi per la bonifica
sull'amianto, quando sappiamo che, oggi, le richieste dei comuni
per la bonifica sono per più di 40 milioni? E ancora, a 200 a 200?
Per chi? Per che cosa? Per quale finalità? Per quale prospettiva?
Per quale idea?
Perché, chiaramente, come un'azienda, volendo fare un paragone,
anche la Regione siciliana dà una propria vocazione ed un proprio
stampo di prospettiva dentro le righe del proprio bilancio.
Ancora, una disparità di trattamento ingiustificata tra le varie
categorie di precari della nostra Regione. Sull'edilizia
scolastica, per esempio, sono stati apposti poco più di 200 mila
euro, no, chiedo scusa, 2 milioni in tre anni.
Perché, mi chiedo, se ci sono i fondi comunitari che è possibile
spendere se l'azione di spesa si fa in maniera programmata,
annuale, censendo le criticità, avviando un percorso specifico
all'interno di un processo di catalogazione dei problemi?
All'interno dell'anagrafe dell'edilizia scolastica, che è uno
strumento che esiste. Perché? Forse perché probabilmente è più
facile intervenire ad hoc, al momento, dove serve, per avere spesa
corrente su un tema che, purtroppo, sia chiaro, siamo tutti
favorevoli a che il patrimonio edilizio delle nostre scuole venga
rimesso a nuovo, non potremmo che essere di questo parere, ma per
avere probabilmente interventi immediati per poi poter dire: "siamo
bravi, noi si che abbiamo rimesso a posto le scuole", però ci sono
i fondi BEI, però ci sono i fondi comunitari. Anche questo sta
nell'ottica di una prospettiva, del sapere da dove togliere e dove
mettere.
Entreremo, poi, nel merito di altro durante la discussione degli
articoli. Noi abbiamo inteso comunque, e non ci siamo chiaramente
tirati indietro, intervenire con intelligenza e con responsabilità,
Presidente, perché chiaramente poi quello che noi dobbiamo fare qua
dentro rende omaggio ed è l'obbligo che ci siamo presi ed abbiamo
assunto dinnanzi ai siciliani.
Abbiamo presentato degli emendamenti che vanno nell'ottica di dare
maggiore agio ai comuni, soprattutto per quanto riguarda, per
esempio, i comuni che hanno la possibilità di avere royalties.
Abbiamo provato ad implementare un fondo di rotazione per la
progettazione dei comuni, è un'esigenza diffusissima per i comuni
che, oggi, sono in chiara, urgente difficoltà per quanto riguarda
l'approccio ai fondi comunitari, l'accesso. Se non vi è
progettazione, praticamente la spesa è impossibile.
E abbiamo ancora provato a frenare il taglio, laddove ritenevamo
fosse necessario e, pertanto, nel FURS, nelle riserve, nei parchi.
Nei parchi è qualcosa di allucinante quello che si va a fare, mi
chiedo come sia possibile nella Regione che ha il territorio
boscato più ampio di tutte le altre Regioni italiane, si va a
tagliare, a fare un taglio scriteriato di più di 2 milioni: parchi,
ERSU, teatri.
Abbiamo già approfondito l'argomento relativo all'approccio
all'emergenza sulla disabilità grave e gravissima, che secondo me
anche oggi, anche in questo momento, anche in quest'Aula, sono il
frutto di una incapacità gestionale di potere approcciare il
problema a tutto tondo, ed è per questo che, oggi, ancora, ci si
trova nelle condizioni di dover comunque coprire questo fondo per
fare arrivare a quella che è l'esigenza reale.
E poi, un'altra manovrina che abbiamo inteso, dove è stato
lasciato tutto intonso rispetto alla spesa dell'anno precedente
vediamo che la spesa è soprattutto individuata, per gli anni 2018 e
2019 rimane quasi intatta, il grande taglio è nel 2020. Voglio
vedere come si arriverà poi a fare quei tagli, lacrime e sangue,
che sono previsti nel 2020.
Presidente, abbiamo provato, nonostante tutto, con impegno e con
dedizione a fare il nostro ruolo per imprimere a questa
Finanziaria', comunque, quello stile e quell'esigenza di snellezza
che avevamo rappresentato. Faremo la nostra parte in quest'Aula, in
ossequio al compito che i siciliani ci hanno dato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Aricò. È l'ultimo
intervento prima di dare la parola al Governo.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi, Finanziaria' travagliata,
con grande lavoro della Commissione Bilancio', un'ottima proposta
da parte del Governo, ottima collaborazione e sostegno da parte
dell'Assessore per l'economia alle richieste che venivano dalla
Commissione.
Io in questi interventi ho sentito parlare di marchette, credo
siano stati l'onorevole Foti, l'onorevole Sunseri, qualche minuto
fa, l'onorevole Zafarana parlava di Finanziaria' a gettoni .
Io ricordo bene, ero fuori da questo Palazzo quando anni fa, credo
fosse il 2013, il Movimento Cinque Stelle votava la Finanziaria
Crocetta' consegnandogli anche proposte, quelle che io dall'esterno
ritenevo proposte e non marchette. Perché la Commissione Bilancio'
- davanti a me c'è il presidente Savona che in queste giornate e
nottate ha svolto un ruolo di grande equilibrio - ha fatto in modo
che le proposte si trasformassero in sintesi da presentare in Aula.
Non si capisce perché la Finanziaria' debba essere snella. Noi
abbiamo un meccanismo di legiferazione diverso rispetto ad altri
parlamenti. Se noi vediamo le statistiche presenti negli ultimi
trent'anni credo che le iniziative parlamentari che poi raggiungono
l'iter per essere approvate in Aula, non credo siano più di cinque,
sei, durante ogni anno. E abbiamo la possibilità, attraverso la
Finanziaria', di fare piccole riforme concrete che servono per lo
sviluppo della Sicilia.
Si è parlato poco delle aziende e delle imprese. Questa è una
Finanziaria' di sviluppo, è una Finanziaria' per le imprese,
perché se andiamo a ben vedere l'articolo 5 e l'articolo 8 di
questa Finanziaria' capiremo che nei prossimi anni si potranno
sviluppare investimenti per oltre 2 miliardi di euro, perché
nell'articolo 5 ci sono oltre 84 milioni di euro collocati
nell'Irfis che Banca d'Italia ci dice sviluppare investimenti per
16 volte in più e siamo intorno ad 1 miliardo e mezzo. E l'articolo
7, dove si vanno a collocare per i cosiddetti cofidi e i
finanziamenti - se vi ricordate bene - Jessica e Jeremy che
ritornano in possesso della Regione sono circa 50 milioni di euro e
anche quelli Banca d'Italia ci certifica essere un moltiplicatore
pari a dieci, circa 500 milioni.
Onorevoli colleghi, abbiamo cercato anche di snellire così come il
programma elettorale e gli enti, articolo 2. Di fatto, l'Istituto
dell'incremento ippico sarà incorporato dallo zootecnico.
MUSUMECI, presidente della Regione. Sullo stesso piano.
ARICO'. Saranno sullo stesso piano, meno consigli di
Amministrazione, un direttore generale in meno, meno sottogoverni,
ci sarà il rilancio dell'Arpa, in tutte le regioni d'Italia
funziona egregiamente, in Lombardia, addirittura, l'Arpa riesce ad
avere utili da parte della Regione ma a noi mancano i lavoratori, i
funzionari, i dirigenti e stiamo dando la possibilità e daremo la
possibilità a centinaia di persone di poter lavorare in Arpa.
Perché? E quando si sbloccano le assunzioni che cosa succede?
Quanti sono i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri cugini in
cerca di lavoro. Si è parlato di 25 mila giovani che ogni anno
partono dalla Sicilia per andare nelle Regioni del Nord o forse
anche all'estero.
E se diamo la possibilità nei meccanismi regionali di creare nuovo
sviluppo e nuovi posti di lavoro, cosa stiamo facendo? Non stiamo
facendo il bene per la nostra Terra
Allora, il bene per la nostra Terra si fa? Sì, creando nuovi posti
di lavoro, ma anche mantenendo il livello occupazionale degli enti
regionali. L'articolo 4 dice proprio questo.
Si è fatto un gran parlare del biglietto unico sui trasporti.
Ritengo che le città metropolitane, Palermo, Messina e Catania
avranno un grande beneficio, ricordo era il 2007, quando a Palermo
si incominciò a parlare di biglietto unico, siamo nel 2018, ancora
non c'è e ci sono palermitani, siciliani che devono comprare uno,
due, tre biglietti. E' un incentivo, mi sono complimentato con
l'assessore Falcone, per questa bella iniziativa; ritengo sarà
molto dura da attuare in pochi mesi. Ma è quanto meno un inizio.
Poi, le giovani famiglie, 8 milioni di euro concreti per
l'acquisto della prima casa. In una prima stesura si era pensato ad
un contributo di 50 mila euro, sono pochi 8 milioni, ma 8 milioni
creano anche sviluppo economico, la possibilità di mettere in
circolazione denaro, ci saranno centinaia di nuove famiglie che
potranno comprare la casa, ristrutturarla, si potranno sentire
veramente una famiglia, perché lo sappiamo, la famiglia a volte è
bistrattata.
E' questa, onorevole Presidente e tutti signori colleghi e signori
Assessori è una Finanziaria' che taglia le tasse; nessuno ha
parlato del bollo auto. Qual è stata mai una finanziaria che ha
tolto una tassa. Per le auto di piccola cilindrata, per le famiglie
meno abbienti, i siciliani da quest'anno non pagheranno più il
bollo auto e si prevede anche un articolo, presentare quella
cosiddetta zona taxi free la possibilità di alcune famiglie di non
pagare più l'addizionale regionale.
Si è fatto un taglio all'inizio della cultura, si è fatto un
taglio dei teatri, ma si darà pure la possibilità di utilizzare, e
qui saluto il nuovo assessore per i beni culturali, l'amico
Sebastiano Tusa, per il compito che l'aspetta caro assessore, ma
per la prima volta ci sarà un incremento sulla possibilità di
utilizzare i ricavi dei biglietti che quest'anno sarà del 50 per
cento e, addirittura, il prossimo anno del 70 per cento ed i ricavi
dei biglietti saranno utilizzati per le iniziative culturali, per
il mantenimento dei siti archeologici e monumentali e per la
valorizzazione di questi siti.
Sull'edilizia scolastica. E' vero, onorevole Presidente, membri
del governo, assessore La Galla, forse 700 mila euro sono pochi,
avremmo dovuto ascoltare le sue parole, fare uno sforzo, trovare
più fondi in tal senso.
Sono d'accordo con l'onorevole Zafarana, probabilmente, l'unica
cosa sulla quale sono d'accordo è aumentare i soldi per l'edilizia,
utilizzare i fondi europei, probabilmente utilizzare questi 700
mila euro per accendere un mutuo, con cassa deposito e prestiti.
Sono pochi, però i livelli rimangono e questo lo dobbiamo dire,
Assessore, quelli dell'anno precedente; non c'è alcun taglio per le
scuole, anzi c'è un leggero incremento.
Anche l'articolo 9, quello che riguarda circa 10 milioni che sono
dati alle colture che sono state danneggiate da agenti atmosferici.
La Sicilia è una Terra grande e probabilmente assessore Bandiera,
sono pochi, però è già un primo segnale per capire che noi su
alcuni territori siamo presenti.
Per non parlare poi del centro direzionale dell'Asi che passa di
proprietà regionale e l'inventario che obbligatoriamente si
sancisce una norma che, di fatto, gli enti fino ad oggi non hanno
ascoltato, non hanno adottato che è quella di inventare tutti i
beni immobili.
Per non parlare di 5 milioni dei disabili, dei disabili psichici.
Saranno stanziati 5 milioni di euro per i comuni, per una
assistenza maggiore.
La problematica dei consorzi dei Comuni, delle città
metropolitane, le ex province, senza una guida, signori colleghi.
Prima sentivo la battuta dell'onorevole Zafarana, quando si diceva:
ma quando diventerà bellissima'.
Onorevole noi ce la stiamo mettendo tutta, anche gran parte di
quest'Aula dico, non soltanto il movimento che abbiamo creato con
il presidente Musumeci ma riteniamo che quella del presidente
Musumeci di 20 anni sia una provocazione. Ma dobbiamo ritornare nel
giro di 2 o 3 anni ad essere una Regione normale. E' questo
l'obiettivo che più volte il presidente Musumeci ha voluto
ribadire.
E anche per lo sport, c'è un piccolo articolo anche per lo sport.
Si è pensato anche alle società di massima serie, quelle che hanno
problemi a spostarsi perché prima qualche anno fa la Sicilia era
terra di sport, negli ultimi 5 anni le società di massima serie
hanno avuto azzerato il capitolo che permetteva una contribuzione
per affrontare le trasferte e, allora, si parlava di insularità ma
non si aiutavano i soggetti a muoversi all'interno del territorio
nazionale.
Per non parlare dei Pip ma già è stato fatto e detto tanto e per
l'autismo.
Signor Presidente, si è parlato tanto dell'autismo in questi anni.
Io ritengo, e mi avvio alle conclusioni, che quello di raddoppiare
il tetto massimo del Fondo sanitario nazionale per questi ragazzi e
non che soffrono e soprattutto di sostenere le famiglia ritengo che
sia un atto di grande civiltà.
Quindi, Presidente, signori colleghi, ritengo che questa sia la
Finanziaria' non delle marchette', non la finanziaria a gettoni'
ma la finanziaria per le imprese e la finanziaria del confronto.
Noi riteniamo che con tutti i Gruppi parlamentari, la Commissione
Bilancio' si è voluta confrontare, gli Assessori sono stati a
fianco delle Commissioni di riferimento e quella Bilancio' per
capire come meglio adattare questi numeri che, purtroppo, ci
vengono consegnati dopo 5 anni di Governo Crocetta, riteniamo che
si sia fatto il lavoro migliore che si potesse fare. Grazie.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per la seduta odierna gli
onorevoli La Rocca Ruvolo, Ragusa, Papale e Gallo.
L'Assemblea ne prende atto.
previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020"
(n. 230-230bis/A) e "Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale" (n. 231/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge 230-
230bis/A e 231/A
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione,
onorevole Musumeci.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie signor Presidente,
onorevoli deputati, con meritato rispetto e costante attenzione ho
ascoltato tutti gli interventi che si sono sviluppati in quest'Aula
alla vigilia del confronto sul Bilancio' e sulla Finanziaria', il
primo bilancio e finanziaria di questo Governo insediatosi pochi
mesi fa.
Ho apprezzato il tono, il garbo, il proposito costruttivo di
alcuni interventi e questo torna a merito del Parlamento, molto
spesso negli anni passati al centro di accese ed infuocate
polemiche e spesso di immeritati giudizi denigratori.
Io che provengo da quest'Aula, dai banchi dell'opposizione e che
ho vissuto negli ultimi 5 anni un dibattito ed un confronto sulle
leggi finanziarie posso confermare - e lo confermeranno anche i
colleghi animati da onestà intellettuale - che da parte delle
opposizioni non c'è mai stato un atteggiamento conciliante, un
atteggiamento di apprezzamento.
Spesso si è detto che la Finanziaria' è il momento più
qualificante e nulla è più politico di uno strumento contabile, è
vero, e forse per questo è normale che le opposizioni si alternino
in giudizi di critica, a volte aspra, a volte animata da
pregiudizi, ma pur sempre degna di rispetto da parte del Governo.
Ed è il rispetto che si deve al Parlamento, se io dico che questa
che ci ritroviamo è la Finanziaria' che poteva esprimere una
coalizione di Governo in questo condizioni interne ed esterne, è
una finanziaria, se volete, che vuole segnare l'inizio di una
inversione di tendenza, progetto ambizioso si dirà, ma se
l'ambizione non fa scattare la molla che deve operare un metodo
nuovo, a che serve l'ambizione se non è proporzionata alle
capacità, ai propositi, agli obiettivi che una coalizione di
Governo, se pure con difficoltà di numeri, intende esprimere
Noi stiamo vivendo, voi onorevoli colleghi e noi al Governo, da
protagonisti la stagione più triste della Regione siciliana, della
storia autonomistica della Regione siciliana, non è un merito è
soltanto una viltà di calendario e, però, la stiamo vivendo per
interno, magari con stati d'animo diversi, questa è la stagione più
difficile che la storia del Parlamento siciliano dal 1947 in poi
abbia conosciuto.
La Regione è stata un bancomat per tutti, per tutti i Governi, per
tutte le formule, la Regione è stata un ammortizzatore sociale, la
Regione è stata la più grande industria di quest'Isola, la Regione
è stata spesso lo strumento cieco e comodo attraverso il quale
conquistare facile consenso e, quindi, drogato.
E' ambizione quella di un Governo che si propone di non fare più
della Regione siciliana un bancomat? Anche perché fra qualche mese
a chi chiede risorse al bancomat si ritrova sul display come
risposta disponibilità esaurita .
Ecco, il mondo è cambiato; quella Regione siciliana non esiste più
e se qualcuno pensa di potere avventare le poche briciole che sono
ormai casualmente rimaste per terra, deve rifare i conti con una
realtà che di quelle briciole ha bisogno per potere dare anche
minime marginali risposte.
I tagli sono sempre dolorosi, nessun Governo è aduso ad operare
tagli e quando li fa li fa mal volentieri; il problema è capire se
quei tagli sono frutto di una scelta mediata, se sono frutto di un
confronto, di una riflessione, o se invece sono tagli operati per
assecondare e rispondere, alle pur legittime, dal loro punto di
vista, esigenze tecniche degli uffici. Gli uffici, sì, molto spesso
non hanno un'anima, verrebbe da dire, e lo dico io da bancario,
perché uscì un bel libro una volta, Anche il bancario ha un
cuore . Ecco, a volte i tecnici hanno un cuore, altre volte ce
l'hanno ma non si apre sufficientemente all'esigenza di far
quadrare i numeri.
Questa è una finanziaria nata e concepita nella consapevolezza che
ci ritrovavamo di fronte ad una Regione fortemente indebitata con
un contenzioso aperto con il Governo nazionale, con un contributo
che dobbiamo alla finanza pubblica nazionale di oltre un miliardo
di euro, credo un miliardo e 300 mila euro, eppure abbiamo voluto
assecondare le richieste che arrivavano dall'opposizione: Mi
raccomando, finanziaria asciutta; finanziaria essenziale;
finanziaria che non sia il contenitore di tutto e il contrario di
tutto .
Abbiamo commesso l'errore di condividere, forse, questa esigenza,
venuta fuori sostanzialmente dall'Aula, ma in particolare dalle
opposizioni e abbiamo presentato una finanziaria asciutta, 35-36
articoli. E quegli articoli che presagivano una possibile riforma
presentavano caratteristiche tali da non richiedere una legge di
settore, ma una riforma che, al di là della enunciazione
contestuale di contesto, rimandava poi alle responsabilità del
Governo e quindi del Presidente la definizione dei dettagli.
Dettagli che il Presidente e il Governo, naturalmente dipende dalla
cultura a cui ognuno attinge, avrebbe varato in un confronto con le
organizzazioni di categoria e con tutti i Gruppi parlamentari. È
normale. E però va bene così.
I tagli ci sono stati. E smettiamola con la ipocrisia Dobbiamo
dire ai siciliani che se vogliamo mettere assieme e sulla buona
strada questo ente fortemente depotenziato, i tagli continueranno
ad esserci. Nessun Presidente vorrebbe dirlo. E che volete? Io ho
la follia di dirlo, sì Proprio perché se non lo dicessi
apparterrei a quella schiera di rispettabilissimi colleghi
presidenti che erano convinti che i tagli vanno fatti senza dirlo
ai siciliani e vanno fatti attraverso marchingegni per cui io ti
metto la mano nel portafoglio ma, come sanno fare gli abili
scippatori, voglio compiere un furto con destrezza. No Niente
furti con destrezza. I siciliani debbono sapere che almeno per tre
anni i tagli ci saranno se vogliamo che la Regione siciliana torni
ad essere una Regione normale e speriamo di potere vincere il
contenzioso con lo Stato, con il Governo nazionale per avere a
disposizione qualche risorsa in più e, soprattutto, per vedere
riconosciuti legittimi diritti che indegnamente sono stati
espropriati a questa Regione molto spesso, lasciatemelo dire, con
atteggiamenti remissivi e di compiacimento da parte di diversi
Governi e non soltanto dell'ultimo Governo, lo dico con molta
lealtà.
Erano 35 gli articoli della finanziaria di questo Governo che
vuole cambiare la Regione e siamo arrivati a 130 articoli; dopo lo
stralcio 118. Ma non avevamo detto in una delle ultime sedute che
sarebbe stato il Parlamento a fare la finanziaria? Non era stato
rivendicato, da alcuni settori di quest'Aula, il diritto al
confronto aperto, libero, alla luce del sole? O ricordo male?
Allora, delle due l'una: o si pretende un Governo che ingessi, che
blindi la propria finanziaria - questo è, prendere o lasciare - una
finanziaria agile, snella, asciutta, o un Governo che si apre al
confronto del Parlamento e che - come ben diceva l'onorevole Fava -
è il Governo che propone ed il Parlamento che elabora, nel
crogiuolo della critica e degli emendamenti e che, poi, definisce
un testo finale.
Sia chiaro, l'emendamento per sua natura non è mai un buon
strumento di programmazione. Questo sono il primo a riconoscerlo.
Ma vogliamo affidare al Parlamento il diritto di poter intervenire?
Lo fa il settore della coalizione di Governo, lo fa il settore
dell'opposizione. L'importante è che l'Assemblea lo abbia fatto e
che lo abbia fatto non nella stanza del Presidente della Regione,
in fondo al corridoio parlamentare, ma che lo abbia fatto in
Commissione, quindi, alla luce del sole, nel luogo preposto a
farlo, con gli atti di Commissione, con gli atti parlamentari che
sanciscono un lavoro di confronto fra i deputati componenti la
Commissione Bilancio , rappresentativi di tutto il Parlamento, e,
dall'altra parte, il rappresentante del Governo, in questo caso
l'ottimo assessore Armao.
Quali le linee generali? Ma lo abbiamo detto e lo abbiamo
ricalcato nel nostro magro disegno di legge della finanziaria:
Priorità alle imprese, attenzione alle fasce sociali deboli e
riduzione dei costi della politica . Sono questi i tre punti
attorno ai quali non solo abbiamo articolato il disegno di legge
della finanziaria, ma abbiamo anche improntato la nostra azione per
gli atti amministrativi finora adottati.
Certo, un capitolo non esisteva lo scorso anno, l'abbiamo dovuto
inventare, ed è il capitolo dei disabili gravissimi. E' colpa del
Governo Musumeci se gli uffici dicono che in Sicilia ci sono oltre
12 mila disabili gravissimi? E' colpa del Governo Musumeci se per
poter assistere, contribuire alle famiglie che assistono i disabili
gravissimi servono 220 milioni di euro?
Se non ci fossero stati disabili gravissimi molte famiglie non
avrebbero dovuto subire un colpo in fronte ed avremmo, forse,
potuto disporre di qualche decina di milioni in più per collocarli
in settori attualmente carenti di disponibilità finanziarie.
Certo che i lavoratori del Consorzio di bonifica salgono sui
tetti Ci preoccupiamo di sapere non solo se scendono, onorevole
Dipasquale, dobbiamo anche chiederci perché ci salgono Perché
Perché? Perché?
Non dobbiamo avere memoria corta perché tutti i problemi che
stiamo affrontando voi e noi in questi mesi, in queste settimane
hanno una storia, hanno un percorso, hanno delle responsabilità
politiche, responsabilità dalle quali non può essere estraneo
nessun Governo né di centrodestra né di centrosinistra, sia chiaro.
E però, la Regione avrebbe dovuto vigilare sui consorzi di
bonifica che non sono, come sapete, enti regionali, sono enti
voluti dagli agricoltori, nati per portare l'acqua e la bonifica
nelle campagne, enti ai quali la Regione fornisce un contributo
annuo e sulla cui gestione la Regione dovrebbe o avrebbe dovuto
esercitare vigilanza.
Dobbiamo pensare, di certo, ai lavoratori dei consorzi di
bonifica. Dobbiamo preoccuparci non solo di farli scendere dal
tetto, ma dobbiamo finalmente occuparci a non farli più salire.
Credo che il Parlamento meriti rispetto per le scelte che ha fatto
in questa finanziaria. Se un deputato regionale di Adrano decide di
presentare un emendamento per un finanziamento a sostegno del
teatro della propria città che per un secolo circa è stata la
massima istituzione culturale di quella località, non è una
marchetta, non è un reato Quel deputato ritiene di rappresentare i
legittimi interessi della propria comunità.
Se un deputato ritiene di dovere presentare un emendamento per un
intervento finanziario a favore del teatro popolare di Sciacca, non
è una marchetta; è una legittima richiesta che fa un deputato
chiamato a rappresentare gli interessi del proprio territorio.
Credo che il Parlamento meriti rispetto, un deputato deve fare il
proprio lavoro. Poi, se non ci riesce il Parlamento, è il Governo
che deve fornire una visione di insieme al tema - mi confrontavo
prima con l'ex Assessore, onorevole Barbagallo - e dire vogliamo
pensare al teatro di Sciacca, di Adrano ma anche agli altri teatri
dell'Isola pubblici e privati, grandi e piccoli, noti e meno noti?
Sì, certo Abbiamo fondi a sufficienza per poterlo fare.
Predisporremo uno strumento per potere mettere i teatri - sarà che
io ho un attore in famiglia, sarà perché apprezzo molto gli artisti
- ma i teatri sono spesso l'unica istituzione culturale che c'è in
una città. Ne abbiamo a decine in Sicilia. Siccome non esiste un
censimento puntuale e dettagliato, l'Assessore Pappalardo proprio
in questi giorni sta predisponendo con i propri uffici un
interpello a tutti i comuni dell'Isola per sapere se ogni comune
abbia un teatro, se è pubblico, se è privato, se è a norma, se non
lo è, quanti posti ha, se ha la torre scenica, se ha la cavea per
l'orchestra, per sapere in che condizioni è.
Avendo un quadro di insieme possiamo benissimo intervenire a
favore dei teatri. Non sono marchette E la finanziaria non è un
marchettificio Mi rivolgo al deputato che ha usato questo
apprezzamento che non suona certamente bene per i colleghi
deputati.
Così come i 200 mila euro previsti nell'amianto. E' chiaro, è la
generosa proposta di un parlamentare per porre l'accento su un
problema serissimo. Ma lasciatemelo dire: ma di quale legge per
l'amianto stiamo parlando? Di quale? Quella votata nel 2014? Stiamo
parlando di quella? Siamo sicuri che entro i ventiquattro mesi
previsti dalla legge sia stato operato il censimento e la mappatura
dell'amianto in Sicilia? Siamo sicuri che entro i tre anni previsti
dalla legge si è provveduto alla totale rimozione del cemento-
amianto? Siamo sicuri che quella legge abbia avuto un seguito con
gli strumenti di pianificazione?
Allora, come vedete, non solo dobbiamo preoccuparci di affrontare
il tema dell'amianto - e l'Assessore Razza sa quanto io lo pressi
perché l'Ospedale di Augusto diventi il luogo di eccellenza per le
patologie oncologiche da esposizione all'amianto - ma sul tema
dell'amianto stiamo partendo quasi da zero e gli uffici si debbono
muovere per recuperare tre anni di arretrato.
Io lo dico con molta franchezza, onorevoli colleghi, questa
Regione non può essere più quello che è stato finora. E se mi
consentite sono stanco di sentire dire sempre: Ah Ma che fa la
Regione? Ah Ma ci pensa la Regione. Ah Ma perché non lo chiedi
alla Regione . Dobbiamo dirlo a tutti: la Regione non è il pozzo di
San Patrizio che abbiamo conosciuto per 30, per 40, per 50 anni E
sarebbe bene, senza scomodare una frase kennediana, che qualche
siciliano invece di chiedersi sempre: cosa fa per me la Regione?
possa chiedersi: cosa faccio io per la Regione? . Cominci a dare
una mano di aiuto E se ognuno dovesse fare il proprio dovere, la
Regione avrebbe più risorse finanziarie e più capacità di
intervento.
Non ho il compito di difendere una Regione che fa acqua da tutte
le parti, ma nella consapevolezza che questa Regione è arrivata al
bivio tutti abbiamo il dovere di contribuire a cambiarla.
E allora - e lo dirò anche alle organizzazioni sindacali, con le
quali, tutte, desideriamo avere un rapporto improntato a serenità e
a confronto - dobbiamo cominciare a smetterla, onorevoli colleghi,
in Sicilia a pensare di difendere una Regione che ha creato
occupazione senza lavoro.
La domanda che ognuno si dovrebbe porre è: quanto ci costa
quell'ente? Quanto ci costa quella struttura? Ma ha 100 dipendenti
Ma ha 200 dipendenti Ma ha 1000 dipendenti Bene. Quanto ci costa
quell'ente?
Io mi ricordo - ma qui nessuno lo può ricordare per averlo io
appreso dal mio maestro, dall'onorevole Cusimano - che c'erano enti
economici negli anni 60 e 70 che sarebbero costati di meno alla
Regione se i dipendenti invece di andare in ufficio la mattina
fossero rimasti a casa. Erano gli anni in cui la Regione pensò di
diventare imprenditrice; e lo fece in malo modo. Il mio Governo
desidera chiedersi quanto cosa un ente? In base al numero dei
dipendenti, quale risultato produce quell'ente? Quanto si rivela
utile per la economia siciliana? Perché i cittadini siciliani
debbono mettere la mano nel portafoglio e pagare quell'ente che non
produce lavoro, ma che garantisce soltanto occupazione.
Ed allora, diciamolo con chiarezza, onorevoli colleghi: questo
Governo vuole tutelare il lavoratore, non il posto di lavoro. Sono
due cose diverse. Noi dobbiamo tutelare i lavoratori, non i posti
di lavoro improduttivi. Non quelli che costano alla Regione,
decine, decine, decine di milioni senza produrre alcuna ricchezza.
Basta con questa politica sterile improntata ad assistenzialismo
Basta con questa politica improntata al parassitismo
Noi dobbiamo tutelare il contenuto cioè il lavoratore, non il
contenitore cioè l'apparato, i consigli di amministrazione, i
consiglieri, i presidenti, e poi, ogni anno sborsare 10, 15, 20, 50
milioni per mantenere in vita questi enti inutili. Dobbiamo
salvaguardare la forza-lavoro. Questo è il nostro impegno,
attraverso una riqualificazione del personale, attraverso un
aggiornamento, attraverso la formazione, ma ogni lavoratore deve
sapere di doversi la mattina alzare dal letto e rendersi utile
all'economia siciliana. Questo è l'obiettivo al quale tutti
dobbiamo lavorare.
Oltre la finanziaria, che si è arricchita di un'ottantina di
norme, poi, ci sarà la stagione delle riforme - mi avvio alla
conclusione - e quello, l'abbiamo detto tante volte, le faremo
assieme le riforme. Le faremo assieme Perché - come qualcuno ha
ricordato - le riforme le fa il Parlamento, l'ha detto l'onorevole
Cracolici. Certo, le faremo qui. Noi avanzeremo una proposta, com'è
normale che sia e ci confronteremo. E siccome non ci affezioniamo
alle nostre proposte, vi diciamo qual è l'obiettivo finale, poi,
tutti assieme, se vorrete, ci aiuterete a trovare l'obiettivo
finale, ma qui, qui in diretta, con la telecamera, alla luce del
sole, senza sotterfugi.
E parleremo di consorzi di bonifica, seriamente, per porre fine a
questa eterna stagione che mantiene in una condizione di precarietà
i lavoratori e che fa sborsare denaro continuamente agli
agricoltori, senza peraltro avere un servizio, degno di questo
nome, perché arrivano, puntualmente, soltanto le bollette del
canone da pagare.
Parleremo di forestale e faremo, finalmente, una riforma dei
lavoratori forestali e del settore forestale.
Parleremo di legge sul diritto allo studio.
Parleremo di legge sul diritto all'acqua pubblica e, quindi,
accenderemo i riflettori su un tema che rimane caldo e di fronte al
quale il Governo non ha remore, perché il nostro obiettivo è far
pagare il meno possibile ai cittadini ed assicurare un servizio il
migliore possibile.
Parleremo della legge sulle ex province.
Parleremo della legge sulla gestione delle acque e dei rifiuti e
tenteremo di riformare la legge sulla ex tabella H , che ancora
resiste ed è una delle più clamorose vergogne di questo ente
Regione e non soltanto del Parlamento.
Al resto stiamo provvedendo con i fondi extraregionali. Con una
spesa come quella che abbiamo, che avete potuto notare, soltanto i
fondi extraregionali ci consentono una politica di investimenti,
investimenti ed interventi sul piano sociale.
E, scusate se è poco, ma in questi 3-4 mesi, fra bandi pubblicati
e bandi in pre-informazione, abbiamo messo in giro qualcosa come
oltre 800 milioni di euro. Soltanto, in questi primi 3 mesi e
mezzo, 4, il tempo di poterci insediare ed incontrare i direttori.
L'obiettivo era quello di dare priorità alle imprese. Più aumenta
la spesa pubblica produttiva, più le imprese lavorano, più si mette
in moto il meccanismo virtuoso, senza dimenticare, naturalmente, le
fasce più deboli.
Concludo con una rassicurazione. L'onorevole Zafarana, nel suo
garbato intervento, mi ha chiesto quando questa terra, a mio
giudizio, diventerà bellissima. Come sapete, questa terra,
esteticamente, è già bellissima, anche se alcuni luoghi non lo
sono, penso a Milazzo, a Priolo, penso a Gela, penso ai luoghi
devastati dall'uomo e da una cieca politica di presunto sviluppo
economico.
E' un problema antropologico, onorevole Zafarana. E' un problema
culturale. Credo che per potere competere col Veneto, con la
Lombardia, col Piemonte, ci vorranno 2-3 lustri almeno e, forse,
sono eccessivamente ottimista.
Forse, i giovani che arriveranno, non tanto dopo di lei, perché
lei è già giovane, ma dopo di me, potranno aiutarci a creare
un'Isola diversa, in cui alcuni luoghi comuni possano essere
davvero rimossi.
Il nostro è un auspicio che questa terra diventerà bellissima e
credo che sia l'auspicio di tutti perché era l'auspicio di un
grande Magistrato, che non era un eroe, e non voleva esserlo, era
un Magistrato convinto di dover fare il Magistrato fino all'ultimo
senza deflettere dai suoi propositi iniziali. Era Paolo Borsellino.
E non sarà solo la politica a farla diventare bellissima, saranno
anche i siciliani, soprattutto i siciliani, quando smetteranno di
chiedersi "che fa pi mia a Regione?", e cominceranno a rimboccarsi
le maniche e a fare il mestiere di cittadino, perché la società
civile non è migliore della società politica, in Sicilia.
Ecco perché sono convinto che questo percorso va iniziato a
dobbiamo iniziarlo assieme. La nostra ambizione è solo quella di
avviare questa inversione di tendenza, poi forse dieci, quindici
anni, le cose miglioreranno e sarà un bene per chi in quegli anni
potrà governare la Sicilia, e per chi potrà sedere in questi banchi
che hanno visto uomini di straordinario pregio: da Colajanni, a La
Loggia, a Milazzo, ad Alessi, voglio pensare a Mattarella, a
Tricoli, a Pio La Torre. Uomini straordinari, straordinari, di
straordinaria levatura. Ecco, ne siamo tutti onorati ed orgogliosi.
Lasciatemi concludere questo intervento rivolgendo un sincero
ringraziamento a tutti i deputati componenti la Commissione
Bilancio , a quelli della coalizione di Governo e a quelli della
opposizione, al suo Presidente che ha mostrato equilibrio, tenacia,
perseveranza e grande padronanza della materia.
Ringrazio ancora l'Assessore per l'economia, il vicepresidente
Armao, il quale ha dedicato tutto se stesso. Non poteva più
dedicare i capelli, perché non ne ha più, però lo ha fatto
veramente con grande passione.
Un grazie, infine, al personale del Dipartimento finanze e
bilancio per la collaborazione che ha fornito, rivolgendo a voi,
anche da parte loro, le scuse se alcuni appuntamenti non sono stati
rispettati, se alcuni sono stati mantenuti con qualche ora o con
qualche giorno di ritardo. Può capitare ad un Governo che ha 10
componenti su 12 che non hanno mai fatto esperienza di Governo; può
capitare ad una dirigenza che ha visto 17 nuovi nomi su 28; può
capitare a chi, con qualche difficoltà, e non ha remore ad
ammetterlo, si affaccia ad un'esperienza nuova, che vuole segnare
una discontinuità non per forza, ma una discontinuità anche sui
metodi e, sbagliando, riesce poi ad indovinare.
Quello che non sappiamo fare, lo impariamo facendolo.
Confrontiamoci in questi giorni, onorevoli colleghi, con serenità,
se volete con l'asprezza anche del confronto politico, ma
facciamolo nell'interesse della gente, perché i siciliani ci
seguono e sono interessanti non soltanto a quello che diciamo, ma
anche e soprattutto a quello che facciamo. Alla fine, l'esito sarà
merito di tutti, non ci saranno vinti, se volete, non ci saranno
vincitori. Avremo fatto tutti il nostro dovere. Questo è l'auspicio
del Governo e sono sicuro di potere interpretare il pensiero di
ciascuno di voi, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente. Onorevoli colleghi, il
mio apprezzamento per la compostezza che ha tenuto l'Aula. Alla
fine, sembravano tante ma in realtà la discussione è durata davvero
cinque ore. Da parte mia l'apprezzamento a tutti i Gruppi
parlamentari, sia a quelli di maggioranza, che con grande spirito
di fair play hanno regalato minuti preziosi poi alle opposizioni,
che invece volevano intervenire, ed io per questo ringrazio i
Capigruppo di Forza Italia, dei Popolari ed autonomisti e di tutti
gli altri Gruppi che hanno, in qualche modo, regalato dei minuti
preziosi sia al Movimento Cinque Stelle che al Partito Democratico,
e grazie soprattutto al Governo che, in maniera esemplare, è
rimasto in Aula ad ascoltare quello che è stato il dibattito da
parte anche delle opposizioni.
Devo dire che a memoria della passata legislatura insomma in
qualche modo avevamo avuto di che lamentarci, invece stavolta,
almeno questo insomma, è un plauso che da questa Presidenza deve
essere rivolto ai banchi del Governo.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, venerdì 27
aprile 2018, alle ore 9.30, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2018 (Doc. n. 154)
Relatori: i deputati Questori
III -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL
REGOLAMENTO INTERNO (DOC. I)
Relatore: il Presidente
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
o Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2018/2020 . (n. 230-230bis/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: Savona
Relatore di minoranza: Sunseri
o Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge
di stabilità regionale . (n. 231/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: Savona
Relatore di minoranza: Sunseri
La seduta è tolta alle ore 20.01
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020"
(n. 230-230bis/A) e "Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale" (n. 231/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n.
230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno
Discussione dei disegni di legge: «Bilancio di previsione della
Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n. 230-230bis/A)
(Seguito) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A) (Seguito).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Se ci sono colleghi che vogliono iscriversi, comincio a prendere
nota e vi concedo la parola. Onorevoli colleghi, la discussione
generale al disegno di legge Finanziaria è in questo momento in
atto. Io credo che quantomeno i Capigruppo dovrebbero cominciare ad
intervenire.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero,
prima di entrare nel merito del testo che stiamo esaminando, fare
una breve riflessione sul percorso che abbiamo affrontato, in
Commissione Bilancio', in modo particolare, anche per chiarire da
subito con l'Assessore per il bilancio e con il presidente Musumeci
come ci si vuole rapportare su alcune questioni che sono state
affrontate anche con grande senso di responsabilità.
Io ho votato a favore in Commissione Bilancio' sia per quanto
riguarda il bilancio, sia per quanto riguarda la legge di
stabilità, ed il mio desiderio è quello di concludere il percorso
parlamentare con il voto favorevole.
E' logico che bisogna avere un chiarimento, credo sin da subito e
senza alcuna esitazione.
Ho fatto, parallelamente a quello che è l'esame dei testi che sono
stati presentati dal Governo, delle analisi e delle ricerche sui
fondi extra regionali in modo tale da potere dare un mio contributo
fattivo a questa legge di stabilità che è entrata in Commissione
Bilancio' e nelle Commissioni di merito con circa 35 articoli ed è
stata arricchita da una serie di provvedimenti che sono frutto
della sensibilità di ognuno di noi che sul territorio vive le varie
dinamiche e che per un verso ha voluto anche spronare il Governo
affinché su alcune tematiche non sia più esitante, anzi, approfitti
di questa occasione per poter cercare di dare una risposta concreta
alle questioni che noi poniamo.
Le mie ricerche sono state, Presidente, focalizzate su quelli che
sono i fondi FSC ed i fondi POC perché ho cercato di rendermi conto
come fosse la situazione in termini di programmazione e ho visto
che per quanto riguarda i fondi FSC risultano programmati ma
impegnati neanche il 10 per cento ed ovviamente non è una
responsabilità che sto ascrivendo a questo Governo, lo sto
evidenziando.
Per quanto riguarda i fondi POC la situazione è ancora più grave
perché le delibere CIPE risalgono ad agosto scorso e di conseguenza
di quello che è circa 1 miliardo e 700 milioni di dotazione per la
Sicilia ne risulta programmato appena 350. Un miliardo e 400 non
risulta neanche programmato e mi sono permesso di intervenire su
questa tematica con delle norme che sono frutto anche del dibattito
che c'è stato in Aula e di quelle che sono state le sue
dichiarazioni su alcune tematiche delle quali dobbiamo anche
parlare. Nessun atto e nessuno di noi, ed io in particolare, volevo
travalicare il confine delle competenze, però questo è un momento
di confronto nel quale credo che il Governo debba, da questo punto
di vista, ascoltare e dare seguito a quelle che sono delle
sollecitazioni di buon senso e, in questa ottica, entro subito nel
merito di alcune questioni.
Lei ha detto che i comuni virtuosi andavano premiati, lo ha detto
anche a Catania quando ci sono state le consegne dei comuni più
virtuosi in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi-
urbani.
Io, Presidente, ho ascoltato il suo suggerimento e l'ho messo in
pratica e ho proprio proposto - e la Commissione Bilancio' l'ha
approvato - una premialità di 5 milioni di euro per i comuni che
sono sopra la soglia del 65 per cento per quanto riguarda la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, proprio per
dare un segnale di virtuosismo a quei comuni che hanno investito e
che hanno, ovviamente, chiesto alla loro comunità di adeguarsi alle
norme, alla fine questo è stato fatto, però va dato un segnale.
Questo che cosa significa? Un piccolo segnale già per quaranta
comuni di tutta la Sicilia, perché non sono i comuni virtuosi solo
in una provincia, sono in tutta la Sicilia.
Devo dire che sulla scia di questo suggerimento lei mi ha portato,
sul tema delle autonomie locali, a fare una valutazione su quelli
che sono le certificazioni di qualità di cui gli enti locali sono
portatori e sono altre due. Per quanto riguarda i comuni costieri o
che hanno laghi, l'attribuzione della bandiera blu che richiede da
parte dei comuni dei grandi investimenti per quanto riguarda i
servizi balneari e che ovviamente sono risorse di bilancio che ogni
comune sottrae ai servizi per i cittadini per poter ottenere questo
importante riconoscimento che ha dei parametri internazionali.
Abbiamo messo 1 milione di euro nel fondo delle autonomie locali
proprio per premiare quei comuni che hanno ottenuto la bandiera blu
al fine di spronare gli altri comuni perché non è per noi
sicuramente un vanto avere solo 7 comuni in Sicilia che hanno la
bandiera blu e, anzi, mi permetto di dire, che da questo punto di
vista una politica di sana competizione per le autonomie locali
deve portare, invece, a dare un segnale chiaro alla meritocrazia
perché non è pensabile che si possa continuare a livellare tutti i
comportamenti sul territorio senza poter dare un segnale minimo a
chi realmente cerca di avere quelle certificazioni che fanno fare
il salto di qualità, che fanno la differenza in un territorio.
Un altro elemento di certificazione sono i borghi più belli
d'Italia. Ne abbiamo 19 in Sicilia.
Queste fanno riferimento ai comuni montani, principalmente, anche
se c'è qualche borgo costiero. Abbiamo dato un altro segnale qui, 1
milione di euro, un piccolo segnale da dividere su 20 comuni, ma
per dire a questi comuni ed agli altri soprattutto, che quello è il
percorso che porta poi richieste di permanenza all'interno di
questi comuni. Le assicuro che dove ci sono stati i comuni che
hanno acquisito queste certificazioni, quella che è la strategia
ricettiva si è veramente aumentata anche del 400 per cento. Glielo
assicuro, è così
E, allora, credo che abbiamo il dovere, voi come Governo, di dare
un segnale chiaro alle autonomie locali su quella che è una
competizione al rialzo sotto i profili della qualità e dare,
quindi, piccoli segnali per quanto meno dire: sì questo tipo di
competizione, noi la riconosciamo. .
Sulla scia di questo - e di questo devo ringraziare l'assessore
Armao col quale ci siamo confrontati nelle varie notti della
Commissione Bilancio' -, mi sono permesso di presentare degli
emendamenti riguardanti queste tematiche, presidente Musumeci, che
sono tematiche che lei ha anche trattato e abbiamo trattato qui in
Aula.
Abbiamo fatto una Commissione speciale per il randagismo, bene,
sulla scorta di questo ho presentato l'emendamento per fare i
rifugi perché qui c'è un problema serio non solo riguardante gli
animali domestici o ex tali ma anche cinghiali e quant'altro.
Allora, ho destinato per tutti i comuni della Sicilia 25 milioni
dei fondi POC per fare queste strutture.
Poi, sempre sulla scorta dei dibattiti che ci sono stati in Aula,
abbiamo destinato 10 milioni per l'abbattimento delle barriere
architettoniche per istituti pubblici e privati, strutture
pubbliche dove, su suggerimento del collega, onorevole Milazzo,
abbiamo inserito quelle che sono destinatarie di sedi istituzionali
perché è vergognoso che ci siano aule consiliari non accessibili ai
portatori di handicap proprio partendo dai palazzi municipali,
giusto suggerimento dell'onorevole Milazzo lo abbiamo fatto proprio
in Commissione Bilancio'.
Poi un altro elemento lo abbiamo inserito per quanto riguarda la
riqualificazione degli impianti sportivi perché abbiamo centinaia e
centinaia di impianti sportivi che vanno riqualificati. E' inutile
pensare di fare nuove strutture quando c'è un patrimonio che è
diventato ormai anche pericoloso per la pubblica incolumità,
quindi, anche qui 25 milioni per tutti gli impianti dei comuni
dell'Isola.
Su questa scia abbiamo pensato di mettere 20 milioni per la
progettazione. Lei giustamente ha detto in Conferenza stampa più
volte: datemi i progetti esecutivi ed io li finanzio . Questa è
stata la sintesi. Ha ragione ma vanno messe le risorse per far fare
i progetti esecutivi ai comuni; ecco perché mi sono permesso di
fare, anche da questo punto di vista, un'azione mirata su questo
fronte sempre per quanto riguarda i fondi extra regionali.
Poi, da questo Parlamento è stata fatta una legge, signor
Presidente, per quanto riguarda l'amianto. Ci si è dimenticati,
però, di dare la giusta dotazione ed anche su suggerimento del
direttore del Dipartimento di protezione civile ci siamo
confrontati, abbiamo presentato una norma che è stata approvata
dove abbiamo previsto 10 milioni per quanto riguarda tutta la
mappatura ed il censimento e 40 milioni di euro per risolvere
definitivamente il problema, cifre che, a spanne, ci ha detto il
direttore del Dipartimento di protezione civile, e devo dire che ho
avuto la grazia in questa occasione di conoscere l'assessore
Pierobon per quanto riguarda i profili di sua competenza il quale,
nonostante l'approccio iniziale, devo dire, ha compreso per bene
quella che era la delicatezza del problema ed ha visto insieme a
noi ed insieme all'onorevole Di Mauro quello che era un testo che
era ovviamente condiviso per un'emergenza che c'è. D'altronde, è di
qualche settimana fa la notizia che ci sono stati 600 morti in un
anno per quanto riguarda l'emergenza amianto e credo che questo
Parlamento e questo Governo debbano per forza dare ora una risposta
immediata da questo punto di vista.
Un altro elemento che abbiamo voluto tenere presente è stato il
destino dei portatori di handicap e questo Governo si sta
dimostrando molto sensibile alla tematica; devo dare atto ai due
Assessori che affrontano questa tematica sia per quanto riguarda la
famiglia, sia per quanto riguarda la sanità, però mancava un pezzo
del dopo di noi in Sicilia non è stato ancora, nella sostanza,
programmato. Abbiamo destinato 50 milioni di euro per realizzare in
ogni provincia il villaggio del dopo di noi perché qui c'è una
questione delicatissima riguardante i portatori di handicap che
hanno ormai famiglie che non sono più in condizioni di assisterlo o
che addirittura rimangano senza famiglia. Queste persone speciali
devono avere, oggi, realmente una loro casa e la Regione credo che
sarà, anche da questo punto di vista, all'avanguardia perché i
villaggi del dopo di noi è un'idea che è nata qui in questo
Parlamento da una serie di confronti e di analisi e questo
emendamento ha avuto proprio questa finalità.
Poi, abbiamo previsto non 500 mila euro, come ha fatto ed ha dato
un segnale l'Assessore per il territorio per quanto riguarda la
redazione dei piani regolatori e per quanto riguarda la redazione
dei piani di gestione riguardo al demanio marittimo. Beh, su questo
signor Presidente abbiamo messo 9 milioni perché abbiamo fatto la
valutazione che i comuni sono circa 250 che non hanno ancora questo
piani e, quindi, su questo fondo abbiamo agito per cercare di dare
un segnale più concreto perché erano insufficienti quelli.
Rispetto a tutto questo ho presentato, poi, 3 emendamenti, e
concludo su quelle che sono tematiche affrontate in questa Aula.
L'emergenza idrica del comune di Messina, anche lei è rimasto
sorpreso che il comune di Messina prenda l'acqua a Fiumefreddo.
Abbiamo previsto 20 milioni di euro non per individuare, già ci
sono, bisogna realizzare ora le strutture già individuate dalla
mappatura fatta su indicazione del Dipartimento di protezione
civile per prendere l'acqua nel territorio di Messina e chiudere
questa vergogna.
Un'altra questione che abbiamo affrontato riguarda le baracche di
Messina, lei c'è stato signor Presidente, lei le ha viste e sa in
che condizioni sono, e di conseguenza sa anche che la legge n.10
del 1990 non ha funzionato per un conflitto di competenze fra
Istituto autonomo case popolari, comune di Messina e demanio. E'
stata prevista qui una norma di semplificazione, un'agenzia
comunale che prenda queste competenze ed una dotazione conclusiva
per risolvere questo problema calcolato in 40 milioni perché ci
sono ancora 3.300 baracche che partono dal 1908, unica vergogna
purtroppo in tutta la Sicilia.
L'ultima questione, e passo la parola al mio collega di gruppo
onorevole Fava, la bomba dei veleni che caratterizza Messina,
l'area ex Sanderson è piena di veleni, le falde acquifere sono già
messe in pericolo ed abbiamo previsto, da questo punto di vista,
proprio perché è nel centro urbano di Messina, la cessione al
comune di Messina e sulla scorta di un progetto che stava già
redigendo il Dipartimento dei rifiuti, la somma di 25 milioni per
bonificare questa area. Questo è, in conclusione e mi fermo qui,
poi interverrò sui singoli argomenti, quello che è stato un
contributo che abbiamo voluto dare al Governo, ringraziandolo anche
per quella che è stata la disponibilità del Governo nella
Commissione nell'accogliere questi suggerimenti e, quindi, ampliare
in termini di contenuti il disegno di legge di stabilità che questo
Governo ha presentato e che, oggi, noi ci accingiamo ad affrontare.
Mi fermo qui perché per una questione di minuti devo passare la
palla al mio collega di Gruppo, onorevole Fava.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
Presidente della Regione, Assessori, devo dire che l'analisi che
faccio su quello che è questa Finanziaria' che, inizialmente,
aveva 35 articoli e che dalla Commissione Bilancio' è uscita con
120 articoli più quelli stralciati dalla Presidenza, devo dire che
un po' mi lascia perplesso, per un motivo molto semplice: mi sarei
aspettato che si tracciasse una linea riguardo a quelle che sono le
priorità ed emergenze, invece ci siamo lasciati prendere dalla
bulimia di aggiungere, aggiungere, aggiungere.
Questo cosa comporta, cosa sta comportando, cosa ha comportato?
Sicuramente una contrazione dei tempi, un'enorme difficoltà a
comprendere i singoli provvedimenti, personalmente ho potuto
approfondire forse 2/3 di quello che c'è nel testo e la cosa mi
lascia un po' di amaro in bocca, perché quando parliamo di qualcosa
vorrei avere la possibilità di sapere perfettamente di cosa stiamo
parlando e su che cosa stiamo legiferando. Questo per dire che,
sostanzialmente, abbiamo cercato, come Gruppo parlamentare, di dare
un apporto da quello che è uscito fuori dalla Commissione
Bilancio', abbiamo cercato di migliorare gli articoli sui quali
potevamo intervenire per cercare di fare un lavoro migliore al
servizio della Sicilia. Ma è chiaro che il combinato disposto tra
la manovra, il Collegato che probabilmente, si parla di
approvarlo entro la fine del mese, credo che questo sia un modo di
lavorare che, sostanzialmente, impedisce al Parlamento di essere
pienamente legittimato a comprendere quello che sta accadendo.
Avrei preferito una finanziaria ancora più asciutta dove ogni
Assessorato presentava due, tre norme al massimo di grande impatto
e poi passare successivamente con i lavori parlamentari, con degli
approfondimenti adeguati per singolo capitolo, per singolo
provvedimento, per fare un lavoro che si estendesse per qualche
mese in più per avere un quadro migliore.
Questo, evidentemente, non sta accadendo e spero che da questa
finanziaria non esca fuori qualche strafalcione che in passato
abbiamo visto, perché sappiamo benissimo che poi sulla Sicilia
l'attenzione è spasmodica.
Tra l'altro, sottolineo il fatto che, quello che è accaduto in
Commissione Bilancio che spero non accada mia più, perché credo
che legiferare durante la notte, in tarda mattinata, impedisca
qualsiasi valutazione di merito, spero che non accada più, spero
che non accada nemmeno durante questa discussione, perché a quel
punto chiaramente ci troveremmo di fronte alla reale impossibilità
di capire cosa accade, e davanti al pericolo di fare un lavoro che
poi, alla fine, potrebbe essere stralciato altrove.
Ci sono tre, quattro articoli che credo non passerebbero il vaglio
della Presidenza del Consiglio dei Ministri perché sono norme che,
probabilmente, sono incostituzionali, una su tutte, per esempio,
quella sulla tassa automobilistica.
Quindi, il ragionamento da fare è sempre lo stesso. Approfondiamo
bene quello che c'è qua dentro, se è il caso fermiamoci sui punti
ed eventualmente prendiamoci tutto il tempo necessario. Evitiamo
salti nel buio. Non siamo soliti fare sconti a nessuno perché per
nostra natura cerchiamo di approfondirle le cose. Di contro ci
aspettiamo massima attenzione da parte del Governo per tutti i
suggerimenti che dovessero arrivare durante la trattazione. E'
chiaro che qui credo che nessuno voglia tirare fuori una norma che
abbia dei buchi o delle lacune che poi possa venire impugnata
successivamente.
L'ipotesi che ventilavo di una finanziaria asciutta ci avrebbe
permesso successivamente di andare a razionalizzare quelle che
potevano essere delle entrate successive che dobbiamo andare a
ragionarci ancora con lo Stato e, magari, in fase di variazione di
bilancio successivamente avere ulteriori risorse per dare ulteriori
risposte.
Spero che su questa linea il Governo cominci ad adattarsi all'idea
di razionalizzare il testo e spero che tutti i colleghi in Aula
siano concordi su questa linea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questa è
la mia prima finanziaria a cui assisto perché, comunque, questo è
il mio primo mandato. Devo dire che da prima finanziaria ho cercato
di assistere puntualmente all'interno delle varie Commissioni, non
solo quelle a cui faccio parte, ma anche, ad esempio, la
Commissione Bilancio ed altre Commissioni.
Devo dire che, alla fine, il titolo di questa manovra finanziaria
può essere un titolo da film horror, signor Presidente, è una
manovra finanziaria da film horror. Questo perché, alla fine, tutta
questa manovra finanziaria, che doveva essere una manovra snella, è
stata concepita in una sola nottata, ed è un film horror anche devo
dire un po' scarso, deludente.
Ora man mano entreremo nel dettaglio. Vi dicevo, questa manovra
finanziaria doveva essere una manovra finanziaria di pochi
articoli, facilmente comprensibile, snella. Alla fine ci ritroviamo
dentro circa 130 articoli, non lo so, non li ho contati perché ad
un certo punto mi sono perso.
E' stata cambiata più e più volte ed anche le intenzioni iniziali
del Governo sono state dalla maggioranza completamente stravolte ed
adesso andremo nel particolare in alcuni articoli.
Ad esempio, l'articolo 14 in riferimento al sostegno finanziario
all'istruzione. Io ho assistito a più audizioni da parte
dell'Assessore. Questo articolo doveva essere nelle intenzioni un
articolo che doveva aiutare le scuole paritarie, scuole paritarie e
soprattutto i bambini in difficoltà economica che volevano comunque
accedere all'istruzione per quanto riguarda le scuole paritarie.
Inizialmente la somma destinata a queste scuole paritarie era, ad
esempio, di 5 milioni e 400, perché? Perché alle scuole elementari
paritarie venivano aggiunte quelle di scuola media, quindi si
accorpavano quelle elementari più quelle di scuola media. Ad oggi,
questa somma è stata drasticamente diminuita, siamo a quattro
milioni e mezzo anziché 5 milioni e 400. Mi chiedo come faranno le
scuole paritaria di scuola media a poter essere sostenute e,
quindi, i bambini in difficoltà economica non potranno scegliere
una scuola piuttosto che un'altra.
Oppure, ancora, mi sono segnato anche l'articolo 11 Disposizione
in materia di beni culturali . Saluto ovviamente l'assessore Tusa e
le do il benvenuto, però in Commissione V l'Assessore Sgarbi non
l'abbiamo mai visto Mi chiedo, questo articolo e queste
disposizioni in base a che cosa sono stati fatti? Qual è il
criterio politico con cui questo articolo è stato realizzato? Un
assessore, l'assessore Sgarbi, che è stato completamente assente.
Nessuno ci è venuto a spiegare in Commissione, non lo so questo non
lo so dire, però nessuno in Commissione è venuto a spiegarci questo
articolo.
Noi abbiamo fatto il massimo come opposizione per cercare di
migliorarlo, ma non mi sembra una buona pratica il fatto che io
inserisco delle disposizioni all'interno di una manovra finanziaria
ed il Governo non viene a relazionare all'interno delle Commissioni
di merito.
Oppure, ancora, l'articolo 6 Biglietto unico per il trasporto
locale . Devo dire che questa poteva essere una buona idea, è una
buona idea, nel senso che io cerco di creare un biglietto unico per
le città metropolitane per far sì che l'utente possa adoperare
tutti i mezzi pubblici collegati a quel biglietto unico, quindi in
qualche modo voglio favorire il trasporto pubblico.
Inizialmente, si è partiti con delle cifre, perché comunque noi
come opposizione abbiamo chiesto, visto che si stanno mettendo
delle cifre per il triennio quanto meno diamo dei servizi
aggiuntivi, cioè facciamo in modo che l'utente possa veramente
scegliere questo biglietto unico, perché altrimenti se io do delle
cifre così, all'inizio erano 900 mila euro nel triennio, è ovvio
che se rimane il biglietto singolo e aggiungiamo pure il biglietto
unico e non mettiamo nessun servizio aggiuntivo è normale che nella
maggior parte dei casi l'utente continuerà a scegliere il biglietto
unico, di conseguenza noi avremo completamente bruciato 900 mila
euro.
Devo dire che l'Assessore ha accolto, in parte, le nostre
richieste, però poi alla fine, nella riscrittura finale, anziché
900 mila euro mi ritrovo 450 - ora, il calcolo non l'ho fatto -
circa 500 mila euro. Mi chiedo, ma questo articolo, diciamo, questa
idea, può essere realizzato con 500 mila euro? A questo punto non
so se dobbiamo stralciarlo o meno.
Oppure, ancora, l'articolo 8 relativo agli interventi per la prima
casa di modo da favorire le giovani coppie e dare loro la
possibilità di ristrutturare la propria abitazione. Dico
ristrutturare e non costruire perché non possiamo nuovamente
finanziare ulteriore consumo di suolo. Cerchiamo di incentivare le
giovani coppie, che magari hanno difficoltà economica, non a
costruire nuove abitazioni, ma a ristrutturare quelle esistenti.
E dopo, la cosa che mi ha lasciato ancora più perplesso è
l'articolo 16, il comma 4 dell'articolo 16 che, devo dire, è un
comma molto importante perché in qualche modo stiamo destinando
delle somme per la pulizia dei fiumi, dei canali e, quindi, per
prevenire il dissesto idrogeologico.
Ebbene, queste somme, dopo la grande nottata - e adesso non so se
qualcuno della maggioranza spiegherà cosa è successo in questa
nottata - alla fine, queste somme, sono state drasticamente
diminuite.
Ora, il discorso qual è? Tra le altre cose si è pensato pochissimo
ai giovani e al loro rilancio, c'è solo un articolo che parla di
giovani, ed è l'articolo 52 sulla realizzazione di un fondo per le
politiche giovanili, perché probabilmente, viste le idee che ci
sono all'interno di questa finanziaria, forse è bene aprire ai
giovani e chiedere loro come vorrebbero rilanciare questa nostra
Sicilia.
Ora, Presidente, non so come andrà a finire tutto l'iter, ma è
ovvio che al momento questa finanziaria altro non è che un film
horror mal fatto per la nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, io vorrei partire da una premessa delle poche, sobrie,
dichiarazioni che abbiamo ascoltato da parte del Presidente
Musumeci in questi giorni, dove l'attenzione anche polemica sul
modo in cui si modificava l'assetto, l'aspetto, il contenuto di
questa finanziaria dilagava sui giornali, e il Presidente Musumeci
ha detto nell'unico commento che abbiamo raccolto da lui: la
finanziaria appartiene all'Assemblea regionale siciliana, l'ha
voluta così il Parlamento siciliano .
Non credo di poter essere d'accordo con questa affermazione
perché, è vero che l'Assemblea regionale siciliana ha il compito di
discutere, emendare e approvare, ma non è questa Assemblea che
vuole così questa finanziaria. La finanziaria rappresenta intanto
una scelta dell'Esecutivo, una proposta e una scelta.
La prima finanziaria di un Governo che si appresta,
auspicabilmente nelle vostre intenzioni, a governare questa regione
per cinque anni rappresenta, non solo un biglietto da visita, ma
anche l'obbligo di una proposta, di una visione, di una idea. Una
finanziaria non può essere il verbale della riunione di un
condominio, la finanziaria deve avere un'anima ed una intenzione e
da questa finanziaria non si coglie quale sia l'idea, la visione
che questo Governo ha, non tanto della spesa, quanto di questo
territorio, di questa terra, di questa regione.
Ci sfuggono le indicazioni che sono legate alla strategia non
della spesa, ma la strategia produttiva; ci sfuggono le indicazioni
che questo Governo vuole dare all'Assemblea e ai siciliani su quali
sono le priorità, gli asset sui quali vuole ricostruire condizioni
di decoro, di decenza e di sviluppo.
Ci sfugge il titolo. Lei è un giornalista come me, se dovesse dare
un titolo a questa finanziaria credo che sarebbe in imbarazzo. Il
titolo che avrebbe voluto dare quando l'ha presentata alla
Commissione Bilancio e all'Assemblea regionale: una finanziaria
asciutta . Sappiamo che asciutta non è, sappiamo che forse l'unico
elemento che lascia intendere, contraddistinguere questa
finanziaria è avere cercato una possibile mediazione parlamentare,
la sopravvivenza di questo Esecutivo, il raggiungimento di una
soglia di galleggiamento con la quale continuare ad andare avanti.
Ma ciò che turba di più, non sono tanto le spese grottesche, sì ci
sono spese che sono degli ossimori: i 200.000 euro per il
ripopolamento del coniglio selvatico e molte di queste le vedremo
nel dettaglio; quello che preoccupa sono alcuni tagli che io
considero particolarmente sprovveduti e superficiali perché sono
tagli leggeri, perché ci dicono che attraverso quei tagli la
Regione decide, il Governo regionale decide di non considerare
quegli asset, quei processi di spese di investimento politico come
processi fondamentali per la ricostruzione economica di questa
Regione.
Penso, ad esempio, ad un taglio significativo nell'ordine di 7
milioni per il diritto allo studio. Noi continuiamo a dire che
questa è l'unica Regione che è priva di una legge organica sul
diritto allo studio, poi però in Finanziaria ci presentiamo
all'Assemblea regionale dicendo che passiamo dai 17 milioni che
erano fruibili nel 2017 ai 10 milioni del 2018; 7 milioni in meno,
il 40 per cento in meno, in una Regione che è considerata un punto
di riferimento quasi letterario per la creazione di questo nuovo
stimolo che sono gli idonei non beneficiari, cioè i ragazzi che
hanno pieno titolo che è stato loro legittimamente riconosciuto per
avere borse di studio, un sostengo economico nella loro carriera
scolastica universitaria, ma non sono beneficiari perché le risorse
non ci sono. Avere tagliato 7 milioni all'Ersu pone alcune domande,
su come noi vogliamo considerare quel punto, quell'investimento
strategico per questa terra.
Così come la Protezione civile, gli interventi per le calamità: un
taglio del 25 per cento; la messa in sicurezza di territori in zone
franose, passiamo da 2 milioni e mezzo a 1 milione e 700 mila euro.
Io ricordo, Presidente, quando lei qualche mese fa è andato a San
Fratello, ricordando l'ottavo Anniversario mi sembra, della frana
che ha colpito quel paese; ricordo come le cronache, i giornali
raccontarono quell'incontro in cui lei si è impegnato, un impegno
serio, determinato dicendo che se occorrono 940 interventi per
rimettere in sicurezza il territorio, che è considerato il più a
rischio di tutta Italia, con tre quarti dei comuni che sono a
rischio sostanziale idrogeologico , e lei testualmente ha
ricordato: voglio, e sottolineo voglio, una mappa completa delle
realtà siciliane maggiormente esposte ad ogni tipo di rischio
perché non possiamo continuare a inseguire le emergenze , e poi,
quando vediamo che invece su questo punto, su questo capitolo, che
riguarda la messa in sicurezza, il consolidamento, la capacità di
intervento per un territorio fortemente deprivato nelle condizioni
di sicurezza necessari, c'è un taglio verticale dal 25 al 30 per
cento ci chiediamo quali siano le intenzioni, la visione,
l'obiettivo che questo Governo attraverso la Finanziaria si pone.
Sono pochi i minuti a disposizione, interverremo nel merito degli
articoli con i nostri emendamenti; però, vorrei ricordare che anche
questa idea di un taglio orizzontale, con un 15 per cento di media,
e che deve essere lineare attraversando tutte le voci di spesa e
che si abbatte in modo particolarmente significativo sulle voce di
spesa del welfare, in una terra, Presidente, che ha difficoltà a
vedere ulteriormente contratta la spesa destinata ad affrontare le
condizioni di povertà, io lo ricordo a me stesso, la Sicilia ha il
più alto tasso di povertà, di popolazione a rischio di povertà, di
tutta l'Europa, il 42 per cento e abbiamo un milione di persone in
condizioni di povertà assolute, la scelta di un taglio orizzontale
che poi non trova compensazioni in altre spese la cui cognizione,
la cui funzione, la cui strategia ci sfugge, merita qualche
spiegazione che noi ci aspettiamo, arrivi da questo dibattito ma
propone qualche dubbio.
Infine, quali sono le proiezioni strategiche che questo Governo
vuole affidare all'appropriazione nei prossimi anni? Quali sono i
settori ai quali noi vogliamo affidare il compito di essere
trainanti?
Io credo che noi abbiamo una eccellenza nella nostra tradizione
che è quella della microtecnologia, delle biotecnologie, e quando
scopriamo che questo settore ha avuto 3 milioni in meno, si passa
dai 5 milioni del 2017 ai 2 milioni del 2018 con un taglio
verticale durissimo che penalizza uno dei pochi settori sui quali
la Sicilia è stata competitiva, è uno dei tanti esempi che possiamo
fare accanto invece ai 300 mila euro di valore che sono stati dati
al quasi sconosciuto teatro comunale di Adrano, ci chiediamo,
Presidente, quale sia la visione che lei vuole proporre a questo
Parlamento.
Ci auguriamo che da questo dibattito, al di là del ragionamento di
merito e di tecnica su ciascun emendamento, questa risposta possa
venire, perché se questa risposta non c'è noi potremmo anche
portare a casa uno strumento finanziario che permetta alla Regione
di continuare ad essere ente di spesa, ma continuerà a rimanere
sospesa questa domanda: cosa vogliamo fare della sua funzione di
Governo e di questa terra per i prossimi cinque anni?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava anche per avere rispettato il
tempo anche se era poco. È chiaro che, data la natura particolare
del Gruppo Misto, composto da varie anime politiche, se anche
qualche altro collega del Gruppo Misto volesse intervenire io sono
convinto che non troverà ostacolo in nessuno degli altri colleghi
dei Gruppi parlamentari. Quindi, mi rivolgo anche a chi volesse
intervenire in seguito, visto che il Gruppo Misto ha, di fatto,
esaurito il tempo a disposizione, però non credo che ci possano
essere problemi per tacitare ulteriori interventi da parte di quei
componenti.
È iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sto provando
da un paio di giorni a mettere ordine al documento che ci è
pervenuto, ma poi mi sono resa conto che ordine non si può mettere
in qualcosa che ordine non ha. Qualcosa che nasce male e finisce
peggio; qualcosa che in una sorta di turbinio di bulimia
paesanistica, nell'ultima notte, ha visto questo documento
accrescersi in maniera abnorme e diventare il bestiario che
conosciamo.
Mi chiedo secondo quale criterio e ragionevolezza si possano
mettere 200 mila euro per togliere l'amianto e 200 mila euro per
mettere i conigli nella piana di Gela. Mi chiedo quale sia il
criterio, quale sia lo spirito che ha mosso il deputato, i deputati
a votare delle cose di questo genere
Eppure, Presidente e colleghi della scorsa legislatura, ricordo
che quando approvammo la legge sull'amianto, dopo oltre vent'anni
di attesa, si era ben progettata l'idea del Piano regionale
dell'amianto e dell'utilizzo delle risorse europee previste dalla
misura 6 per la bonifica da materiali inquinanti.
Allora, mi chiedo, anziché lasciare penare quell'ufficio speciale
che poi è nato morto e lì si potevano mettere dei soldi per poi
utilizzare questi leggendari fondi europei, perché si vada con
questi strumenti ad affrontare questioni che, invece, avrebbero
soluzioni già pronte.
Da qui, Presidente, la mia convinzione di una piccolezza, una
tendenza davvero alla piccolezza, anziché volare alto o, almeno,
mantenersi sul giusto, abbassarsi a delle cose che scendono alla
volgarità del peggior Consiglio comunale di quartiere. Con il
dovuto rispetto, anzi maggiore, accresciuto, nei riguardi dei
Consigli comunali che, invece, devono fare i conti con la realtà.
La realtà, una realtà che vede per i comuni e per gli enti locali
una ghigliottina che è scesa senza pietà; l'importante era
finanziare qualcosa che facesse riferimento ad un'area geografica,
qualcosa di quartiere. Tutto legittimo. Un egocentrismo in veste
elettorale che non trovo giustificabile. Un marchettificio vero e
proprio che ha visto aumentare questa cosa qui.
Queste sono le colpe che attribuisco in parte a questo Parlamento,
ma anche il punto di partenza del Governo non è da meno, forse
siete stati voi, onorevoli membri del Governo, ad avere aperto la
porta, dato il via a questo tipo di atteggiamento che mi sento di
dover censurare. Perché a scatola chiusa, davvero all'ultimo
minuto, con una danza del gambero, con la vicenda dello stralcio
che ancora si ostina a voler fare consumare in Commissione
Bilancio , si usa il trucchetto della distrazione, si elimina un
bel blocco di articoli sostanziosi, su cui l'opinione pubblica e le
parti sociali hanno alzato un muro senza se e senza ma, che
vogliono rientrare.
Ma di questo parleremo nello stralcio durante i magheggi che si
deciderà di attuare durante questa finanziaria.
E, poi, apprendo dai giornali - mi dispiace che non c'è
l'onorevole Razza - la convenzione per le idromoto.
Molti di voi si saranno incuriositi. Dovete sapere che, sullo
scorcio dell'ultimo Lombardo, si decise di comprare 6 idromoto -
questo i documenti dicono - che si spesero più di 60 mila euro e
si formarono più di 25 persone per guidare le idromoto.
Queste idromoto sono servite il tempo utile di far fare qualche
scatto all'Assessore del tempo, sulla splendida spiaggia di
Mondello, ma poi si sono perse le tracce. Sono seguiti atti
parlamentari, esposti e risposte da parte dell'Assessore, anche
quello di oggi. Le idromoto saranno vendute, sono in vendita. Ora
mi ritrovo che stiamo spendendo 80 mila euro, non ho capito bene
per fare cosa Poi, ne parleremo in Commissione.
E poi, il Vivaio Paulsen , sarei curiosa di sapere quali sono le
proprietà, come dire, le particolari condizioni che hanno questi
lavoratori per cui, a dispetto di altri, debbano avere il giusto
che gli spetta.
Allora io, colleghi, dico questo: dobbiamo cercare di essere un
po' più equilibrati, perché fuori c'è una Sicilia che grida
vendetta, ma sul serio, e tutta una serie di lavoratori che,
davvero, sono alla fame come i lavoratori delle IPAB, che si sono
visti non solo assegnare un capitolo con soli 2 milioni di euro, ma
addirittura ridurre. E' per questo che ho presentato un emendamento
e poi ce la discuteremo al momento della discussione degli
articoli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, questo mio intervento, Signor
Presidente, è un intervento che scaturisce da un atteggiamento di
sorpresa, perché ho potuto verificare che ci si lamenta del fatto
che è - questa che ci accingiamo da qui a qualche ora, qualche
giorno a votare una legge completa, che doveva essere più asciutta
e più snella - una legge che si occupa di tutti i problemi che, in
questo momento, il cittadino siciliano che vive in terra di Sicilia
ha.
Io l'ho letta con grande attenzione e il tempo ce l'ho avuto e,
come ce l'ho avuto io per leggerla e per studiarla, credo, penso e
spero lo abbiano avuto anche i colleghi seduti nei banchi della
opposizione. E quando sento dire, signor Presidente, e lo dico
senza polemica alcuna perché non entra e non rientra nel mio stile
di un film o di un libro - non ricordo bene adesso - dell'horror,
non devo negare che rimango sorpreso perché è una legge che si
occupa, finalmente, e cerca di risolvere - onorevole Grasso, grazie
al suo intenso e articolato lavoro, e mi riferisco anche a tutto il
Governo, dei precari finalmente - o una legge che si occupa, dico
alle donne - ce ne sono tante in assemblea - della assistenza
postuma alla violenza che una donna subisce, o una legge, signor
Presidente, che si occupa, offre e fornisce misure di contrasto
alla povertà, così esaltando lo stato sociale e la visione sociale
della politica, non può essere tacciata, perché non è giusto,
signori colleghi, perché qui noi siamo chiamati a rialzare le sorti
di una Sicilia martoriata da cinquant'anni, e una finanziaria che
si occupa di tutti questi problemi, di questi argomenti, è soltanto
da salutare con grande entusiasmo.
Certo è perfettibile come tutti gli atti. Certo, assessore Armao,
il suo incredibile lavoro, - di questo io gliene devo dare atto,
ma fuor da piaggeria - certamente come quello di tutti gli uomini
può essere migliorabile, o all'assessore Bandiera che ha pensato
alle misure di sostegno all'agricoltura. Questa è una visione
sociale della politica.
Avete pensato all'istruzione, avete pensato, ed ha pensato questo
Governo, alle politiche giovanili, alla sanità penitenziaria, -
problema di grande complessità - alla disabilità e a tanto e tanto
altro ancora.
Quindi, rimango sorpreso, e spero che sia un dibattito sereno,
costruttivo, formativo, produttivo quello, che da qui a qualche
ora, ci accingiamo ad intraprendere.
Io credo non sia giusto, signor Presidente, perché noi siamo qui
non per contrapporci l'un contro l'altro armato ma siamo chiamati
qui - e sento fortemente il peso di essere un appartenente alle
istituzioni - per risolvere i problemi della Sicilia. Ci stiamo
tentando. Il vostro indefesso e veramente incredibile lavoro ne è
fedele testimonianza e puntuale riscontro.
E, quindi, io a nome di Forza Italia saluto, veramente con grande
soddisfazione, questa legge e lo dico fuori dal gioco delle parti
e, quindi, benvenuta questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, assessori, bellissimo questo marchettificio'.
Non è una legge di stabilità questa signor Presidente.
Non è una legge di stabilità perché prima è stata bocciata
ampiamente nel momento in cui si depaupera questa Assemblea del
potere legislativo. Molte volte ne abbiamo già discusso in
Commissione Bilancio con l'Assessore, viene rimandato un decreto
presidenziale o, addirittura, un decreto dell'Assessore, e noi
siamo stati eletti per fare i legislatori non siamo stati eletti
per fare i passacarte del Governo e ritengo che questo sia il primo
messaggio che con questa legge di stabilità, la prima, lei lancia.
Secondo, è una legge di stabilità che per la prima volta, -
neanche Crocetta c'era riuscito - è riuscito a eliminare lo
streaming delle Commissioni.
Nessuno ha visto come sono passati gli emendamenti aggiuntivi,
vergognosi, della sua maggioranza.
Faccio riferimento ai centomila Euro per la gara nautica a Gela o
ai cinquantamila Euro di Caltanissetta, che per fortuna il
Presidente Miccichè ha stralciato. Per fortuna. Ma altri sono
rimasti.
Come diceva la collega, abbiamo duecentomila Euro per l'amianto e
duecentomila Euro per i conigli. Ma Presidente Musumeci, glielo
spieghi al suo Capogruppo di maggioranza che non è una tabella H
quella che stiamo facendo ma è la legge di stabilità per il
rilancio di questa Regione.
Presidente è la mia prima legge di stabilità e non mi aspettavo
tutta questa confusione.
Questa confusione dovuta al fatto che è arrivata a marzo, poi
abbiamo dovuto prolungare il provvisorio, poi ritardo negli
emendamenti, lo stralcio, la prima volta in Commissione Bilancio ,
oggi l'ennesimo ritardo. Avremmo dovuto iniziare a parlare
stamattina del documento del primo stralcio. Rinviato anche quello.
Io mi aspettavo dal suo Governo, e questo annuncio glielo avevo
già chiesto durante il DEFR dove lei diceva giustamente che le
responsabilità non erano di questo Governo ed io le dissi ci
rivedremo in legge di stabilità , perché il timore poi è stato
confermato perché questo non può essere presentato come il primo
documento di un Governo che aveva intenzione di rilanciare quello
che è stato distrutto precedentemente.
Allora, Presidente, abbiamo difficoltà ad analizzare positivamente
questa finanziaria che come, giustamente, lei aveva detto doveva
essere, mi ricordo il suo annuncio, snella, diretta ai problemi
della Regione e, invece, si sta rivelando tutt'altro.
Avrà avuto anche lei modo di leggere, come me, e sono certo
concorderà sul fatto che molti di questi articoli vanno stralciati,
e mi auguro che questa maggioranza lo faccia perché è veramente
poco rispettoso nei confronti di questa Sicilia leggere questo
Documento e pensare che in questo modo si possa cambiare questa
Terra. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevole Presidente Musumeci,
signori Assessori, onorevoli colleghi, cittadini, è con grande
entusiasmo che ho partecipato a questo iter per questa manovra
finanziaria; anche per me si tratta della prima esperienza in tal
senso, è stato un onore ed è un onore parteciparvi insieme al
Gruppo che rappresento, Fratelli d'Italia, che è il gruppo più
giovane qui in Assemblea regionale siciliana.
Questo entusiasmo va un po' a cozzare con quello che è invece è il
sentimento che prevale oggi. Era un timore che io avevo e che si
sta materializzando, mi sembra che in questa Aula stia prevalendo
un po' il gioco delle parti, cioè a seconda di chi sale a parlare
c'è il troppo brutto o il troppo bello.
In realtà, secondo me, dovremmo cercare, soprattutto in questa
fase, di spogliarci delle faziosità e cercare di collaborare per
portare in porto questa manovra finanziaria che ci indica dove
vogliamo andare, ma prima di dire ai siciliani dove dobbiamo
andare è necessario anche ricordare, ancor prima che a tutti i
cittadini, a noi stessi, da dove veniamo perché vuoi o non vuoi
dobbiamo riconoscere che la Sicilia è la più indebitata delle
regioni italiane, che le casse siciliane sono vicine al default,
che la scorsa esperienza governativa non ci ha aiutati in tal senso
e che ahimè spesso quell'ancora di salvezza che dovevano essere i
fondi europei tale non è perché questi fondi tornano indietro.
A tal proposito - apro una parentesi - era ottima quell'idea
dell'assessore Armao di anticipare dalla Cassa Depositi e Prestiti
i fondi per i comuni che non avevano i soldi per pagare progetti e
progettisti, purtroppo si devono fare delle scelte e speriamo che
si possa tornare a parlare in seguito anche di questo.
Quindi non ci dimentichiamo da dove partiamo prima di dire dove
vogliamo arrivare, però anche nel cercare di capire dove vogliamo
arrivare, mi sembra troppo severo il giudizio, credo,espresso dal
collega Fava secondo cui questa finanziaria non ha una visione.
Io cercando di spogliarmi dal ruolo di deputato di maggioranza,
piuttosto che di opposizione, ho cercato di leggere i vari
articoli, ripeto, tutto è perfezionabile, ma secondo me delle
visioni importanti vengono date ai cittadini. Io, ripeto, sempre
che le due istituzioni principali su cui si deve fondare la nostra
società sono la scuola e la famiglia.
In tal senso io ritengo che in questa legge alcune risposte
vengano date, a me piace personalmente l'idea di agevolare le
giovani famiglie indigenti, da poco costituite attraverso, appunto,
delle facilitazioni per l'acquisto della prima casa.
Mi piace il rafforzamento dell'istruzione, o delle scuole; nelle
scuole bisogna starci al sicuro, nelle scuole bisogna formare i
giovani, bisogna far tornare i giovani a informarsi e a formarsi
una cultura perché questi sono valori importanti, e nella società
di oggi comincia a diventare tutto relativo e queste cose bisogna
ritornare a considerarle fondamentali, tornare a considerarli
imprescindibili.
Mi piace quando nella legge di cui stiamo discutendo si parla di
lavoro, si parla di percorso di stabilizzazione dei precari
siciliani. Da membro della V Commissione, dove analizziamo tutte le
ferite aperte di molti lavoratori siciliani, non posso che
esprimere soddisfazione anche per questi passaggi della legge.
Apprezzo quando si istituisce un fondo ad hoc per la protezione
civile per la prevenzione del rischio idrogeologico. Provengo,
signor Presidente, lei lo sa benissimo, da una provincia
martoriata, ferita, lacerata da tanti episodi incresciosi.
Come Fratelli d'Italia avevamo anche pensato ad un emendamento ad
hoc. Ci avete anticipato anche migliorando la nostra proposta e
questo è sicuramente positivo, quindi riteniamo anche un po' nostra
anche quella parte della legge.
Ci piace la premialità per i comuni virtuosi che raggiungono
quella soglia magica del 65 per cento, perché la meritocrazia è un
altro dei principi imprescindibili che secondo noi devono
improntare l'azione amministrativa.
Ci sono altri passaggi importanti, anche le tematiche ambientali
sono state affrontate.
Dalle nostre parti, signor Presidente, aree come la ex Pirelli o
la Sacelit nel corso degli anni hanno disseminato morte tra i
lavoratori, per troppo tempo. Sui luoghi di lavoro abbiamo
accettato la presenza dell'amianto, abbiamo accettato questa
esperienza e questo ci è costato decine e decine di decessi, e di
amianto si muore male, si muore in maniera pessima, per asbestosi,
per fame d'aria, quindi, gli stanziamenti per la rimozione
dell'amianto, o pochi o tanti che siano, sono un altro segno
importante che questo Governo sta dando per l'attenzione verso
l'ambiente.
Potrei andare oltre, ovviamente, non voglio essere troppo
prolisso, anche per non nuocere ai colleghi del mio Gruppo
parlamentare che, poi, probabilmente vorranno intervenire.
Dico solo, signor Presidente, che il sostegno del Gruppo che
rappresento anche in questa fase non mancherà al Governo, perché
credo che le risposte che questo Governo deve ai siciliani con
questa legge comincino ad essere date anche se, ovviamente, ripeto,
tutto è perfettibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, credo
che sia intanto necessario, opportuno, fare alcune precisazioni che
riguardano di fatto le dinamiche che portano in Aula la legge di
stabilità, le dinamiche che attengono ai rapporti tra le
Commissioni di merito e la Commissione Bilancio che è Commissione
di sintesi; le dinamiche che riguardano i rapporti, quindi, tra le
scelte della maggioranza e le scelte del Governo, perché credo che
il collega di Fratelli d'Italia sia partito da una giusta premessa
che è quella per cui non possiamo partire, in un momento così
delicato qual è quello della finanziaria, da una posizione
ideologica e prestabilita per cui io prima di entrare nel merito
perché appartengo ad un Gruppo e non ad un altro sono a favore o
contro i singoli provvedimenti.
Credo che la scommessa del Governo Musumeci si sia avviata e vinta
rispetto all'appuntamento elettorale proprio da queste premesse
cioè dall'esigenza di rompere con un passato che faceva riferimento
solo a posizioni precostituite di appartenenza per guardare poi nel
merito ai singoli provvedimenti.
E, allora, rispetto ai singoli provvedimenti, se proprio così
tanto diciamo di volere essere appassionati perché così sembrerebbe
ascoltando la maggior parte dei colleghi dell'opposizione, devo
dire, più che della maggioranza, sembrerebbe che ci siamo molto
appassionati a questa metafora che in realtà, Presidente Musumeci,
è stata più rappresentata e raccontata dalla Stampa prima ancora
che dall'opinione pubblica, Stampa che inevitabilmente contribuisce
poi a generare l'opinione pubblica. Quale era la metafora che è
stata raccontata? Era quella di una finanziaria snella, poi
diventata, anzi esattamente dicevano, poi ingrassata, poi nelle
Commissioni di merito ancora più ingrassata, poi in Commissione
Bilancio ancora ingrassata, e così via nelle affermazioni di
tanti deputati dell'opposizione sino ad arrivare a questi, come
loro hanno detto, circa 130 articoli.
Ma se oggi questa finanziaria consta di 130 articoli mi volete
spiegare cosa c'entra tutto questo con l'impostazione iniziale del
Presidente della Regione, con i suoi assessori? Probabilmente
eravamo davvero partiti da una finanziaria snella, poi ingrassata,
poi sulla scia di un nuovo dietologo questa Finanziaria ha subito
un nuovo ed eccessivo, a parere di alcuni, dimagrimento ma questo,
oggettivamente, credo che non c'entri nulla né con il Presidente
Musumeci né con nessuno degli assessori presenti, da Cordaro a
Lagalla, passando per Bandiera o per l'assessore dell'UDC ai
Rifiuti o per l'assessore Pappalardo.
Questo c'entra semmai con dinamiche che riguardano,
esclusivamente, quello spirito di bulimia ma che attiene il singolo
parlamentare, al di là delle posizioni di maggioranza e di
opposizione che spinto dal desiderio, a tutti i costi, e credetemi
qui non c'entra né la maggioranza né l'opposizione, perché abbiamo
il dovere di essere onesti, ma io ho visto presentare decine e
centinaia di emendamenti da parte di autorevoli parlamentari delle
opposizioni con istanze a loro avviso legittime che sono finite in
una finanziaria di 130 articoli, ma, ripeto, cosa c'entra questo
con l'atteggiamento del Governo? Il Governo ha portato in Aula una
finanziaria dove, probabilmente, potevano criticarsi alcuni aspetti
legati alla istanza di prevedere copertura maggiore su alcuni
capitoli di spesa, si poteva intervenire su quelli, invece no, il
Parlamento con le responsabilità di tutti - e qui non c'entra né
la maggioranza né l'opposizione - ha deciso di portare avanti
questa proposta. Bene, adesso ci troviamo di fronte ad un
intervento che chiede un provvedimento di dieta, a questo punto
cosa facciamo? Io credo che la dieta vada cercata negli sprechi,
vada ricercata in quelle posizioni, non di equilibrio che attengono
alle differenze tra chi ha troppo e chi ha troppo poco, e vada
ricercata nel principio di giustizia sociale, di più equa
distribuzione delle ricchezze, ma certamente non possiamo andare a
mettere il dito contro tutta una serie di articoli che dal Governo
sono stati posti e che vanno dal contrasto alla povertà e che
continuano con i temi dell'inclusione sociale, delle politiche
giovanili, del supporto ai disoccupati nella fascia degli ultra
cinquantenni, nel sistema previdenziale, anche a favore dei
dipendenti pubblici.
Certo sono stati introdotti degli elementi di innovazione,
assolutamente condivisibili, tra questi ad esempio, il sistema di
premialità rispetto al Fondo per le Autonomie locali, grazie al
quale attraverso un principio che premia il merito, coerente al
programma del Governo del Presidente della Regione, noi decidiamo
di premiare, finalmente, quei Comuni che arrivano ad un equo e
sufficiente livello di raccolta differenziata, decidiamo di
premiare quei Comuni che, ad esempio, riescono ad affermare il
principio di un rilancio dell'economia attraverso il sistema
turistico, attraverso le cosiddette bandiere blu. Come finalmente
poniamo attenzione al tema delle disabilità.
Nell'ultima finanziaria, mi rivolgo ai colleghi che arrivano
adesso in Parlamento, abbiamo avuto questa piazza invasa,
legittimamente, da quelle richieste di tutele che riguardano il
mondo delle disabilità e che, oggi, attraverso l'assessore Ippolito
e il contributo e l'intervento del Presidente della Regione,
trovano risposta.
Vedete, quello delle disabilità, come altri temi, non può essere
un tema di maggioranza o di opposizione, perché alla disabilità si
può arrivare attraverso le strade più impervie, attraverso una
telefonata della polizia municipale che ti racconta di un incidente
che può avere coinvolto un tuo caro, attraverso una radiografia,
attraverso quel primo momento in cui una mamma incontra per la
prima volta il proprio figlio. Quella creatura che amerà sopra ogni
cosa come soggetto speciale per tutta la propria vita.
Allora, se questi temi sono entrati nelle priorità di questa
finanziaria, credo che questo vada riconosciuto e vada riconosciuto
da tutti. Certo, onorevole Presidente, ci siamo dovuti far carico,
è vero, dell'andamento di una legislatura, quella passata, che ha
prodotto, come più volte ci siamo detti, davvero catastrofi e
macellerie sociali, ci siamo dovuti caricare di temi sulle tutele
che purtroppo non potevano più aspettare.
Mi riferisco, come lei sa, a quelle tante categorie che dal
Governo precedente sono state, a dir poco, maltrattate. Una serie
di categorie che attengono tutte le dimensioni della vita sociale,
produttiva, economica e lavorativa di questa Terra. E mi riferisco
per esempio all'emendamento presentato insieme a tanti altri
colleghi di tutti i Gruppi parlamentari che va incontro alle
esigenze, per esempio, di Emergenza Palermo. Un bacino di soggetti
che per decenni, per quasi vent'anni sono stati sottoposti a delle
condizioni di illegittimità essendo trattati come un voucher, come
un vero e proprio sostegno al reddito, ai quali finalmente questo
Governo, il Governo del Presidente Musumeci, vorrà e potrà dare
delle risposte.
Così come delle risposte, e questo lo raccontavamo tutti nella
legislatura precedente, tra i banchi di maggioranza e di
opposizione, avremmo dovuto andare incontro alle esigenze di altre
categorie. Ricordate quella logica del bosco produttivo che doveva
coinvolgere i forestali? Mi sembra che nell'azione del Governo sia
tracciato un solco per rispondere finalmente a queste istanze così
come ad altre istanze, quelle delle politiche attive del lavoro,
rispetto alle quali anche io ho presentato un emendamento sugli ex
sportellisti, così come quelli della formazione professionale.
Certo, i tempi non ci hanno aiutato, onorevole Presidente.
Quindi, ad esempio, sulle politiche attive del lavoro,
l'emendamento aggiuntivo prevede che il Governo ponga in essere un
piano di utilizzo entro centottanta giorni attraverso le procedure
che verranno realizzate di concerto tra i due Assessorati non
ponendo vincoli che, oggettivamente, per i tempi che abbiamo avuto,
non avremmo potuto superare.
Questo attiene, quindi, a diverse categorie di precariato nel
settore della sanità, nel settore degli enti locali. Credo che ci
sia stato spazio. Talvolta questo non è potuto accadere,
ovviamente, attraverso degli emendamenti, ma lo si è dovuto fare
attraverso ordini del giorno che ritengo abbiano una funzione di
indirizzo importante per questo Parlamento.
Tra questi, ad esempio, vi sono ordini del giorno che prevedono
l'istituzione delle Zone ad economia speciale. Abbiamo la
possibilità di introdurre nell'ordine del giorno due grandi aree
per quanto riguarda la Sicilia occidentale - si fa riferimento al
territorio che va da Carini a Termini Imerese, un territorio,
inevitabilmente a vocazione industriale -, dove attraverso
l'istituzione delle Zone ad economia speciale, sarà possibile
prevedere insieme a quelle delle altre due della Sicilia orientale,
- lei mi ricorda, giustamente, quella di Messina, - si potrà
introdurre il principio di una serie di agevolazioni a quelle
imprese che, davvero, finalmente potranno diventare volano
dell'economia e dello sviluppo per la Sicilia.
Tutto questo facendo il paio con quel principio di insularità che,
riteniamo, sarà necessario ed opportuno poter introdurre.
Abbiamo fatto un lavoro insieme all'assessore Armao, insieme alla
Capogruppo dell'UDC, per introdurre, finalmente, il principio di
insularità nello Statuto perché, davvero, non sia più un handicap
nascere a Termini Imerese, anziché in provincia di Messina, perché
si possano riequilibrare quelle condizioni di disequilibrio che
caratterizzano i nati in Sicilia rispetto ai nati nel resto del
Paese.
Tutto questo noi riteniamo sarà possibile attraverso questa legge
di stabilità, ma sarà possibile attraverso una serie di leggi di
riforme le cui luci inevitabilmente dovranno vedersi nei prossimi
mesi e talvolta nei prossimi anni.
Ovviamente, questo è l'approccio con il quale si guarda in queste
prime battute iniziali della legge di stabilità, è un approccio
quindi assolutamente ottimistico che dovrà fare i conti, come ho
dichiarato, e sono certo che il Presidente della Regione sarà
d'accordo, con questa impostazione, attraverso una procedura che
coinvolgerà l'Aula articolo per articolo, emendamento per
emendamento, com'è giusto che sia, quando non ci sono posizioni
precostituite, ma si guarda in faccia alla battaglia per poter
portare risultati rispetto a quell'approccio del dimagrimento, e
dell'ingrassare che anche lì non può avere posizioni precostituite.
Io credo che la troppa magrezza non sia un pregio, in tutte le
forme, in qualsiasi metafora. Noi speriamo, anzi, che sia una
maternità generosa, generosa come lo sarà questa Terra per il
futuro e per lo sviluppo di essa stessa e dei suoi figli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi. Discontinuità,
Presidente Musumeci, lei quando ha presentato il suo Governo, fra
le altre cose, ha affermato che avrebbe marcato un segnale di
discontinuità nei confronti delle passate amministrazioni
regionali. Ed io come neo deputato, con l'entusiasmo del neo
eletto, con la speranza di chi si accinge adesso a votare questa
legge di stabilità, ho improntato la mia attività in Commissione
Sanità , della quale sono componente, verso la massima
collaborazione, cercando di utilizzare la mia migliore capacità su
quelli che sono i problemi della salute in questa Regione.
Però, purtroppo, devo constatare una cosa - da quello che abbiamo
già sentito da chi mi ha preceduto, dai colleghi, alcuni deputati
delle altre forze politiche - che di discontinuità non se ne può
parlare con questa legge di stabilità, purtroppo.
Purtroppo, chi mi ha preceduto ha chiarito anche quali sono stati
i contorni dei problemi riscontrati: emendamenti presentati pro
domo propria, per il proprio collegio elettorale, assalti alla
diligenza, quelli che si vedevano una volta e dei quali tutti
eravamo critici - forti critici - anche lei. E mi spiace ripetere
quanto detto dai miei colleghi: abbiamo assistito anche a delle
marchette .
A questo, purtroppo, però, occorre aggiungere ciò che è avvenuto
nei passaggi dei vari articoli nella trattazione nelle Commissioni
di merito, nel passaggio alla Commissione Bilancio , e questo
purtroppo lo devo registrare perché sono stato testimone, e parte
di questo problema, cioè ad esempio, ciò che riguarda l'articolo 33
Fondo regionale per le disabilità e le non autosufficienze , ciò
che era passato con grande senso di responsabilità in Commissione
Salute', con un senso di collaborazione, e l'assessore ed i
colleghi della maggioranza che sono colleghi come me lo possono
testimoniare, era passato ed è arrivato in Commissione Bilancio'
privo di un comma fondamentale, che era quello dell'aumento dei 30
milioni di euro del fondo per l'assistenza.
Abbiamo, io ho collaborato personalmente in Commissione Bilancio'
a sistemare questo, chiamiamolo refuso, questo errore. Però, questo
mi ha portato ad analizzare anche e ulteriormente, ancora una
volta, l'insufficienza delle somme messe a disposizione per il
fondo delle disabilità.
Quando tratteremo poi, nei prossimi giorni, articolo per articolo,
avrò anche il piacere di illustrare quanto le sto dicendo, però
dell'insufficienza di queste somme se ne sono rese conto anche le
associazioni dei disabili che hanno indetto, per domani mattina,
qui sotto al Parlamento, una manifestazione.
E mi spiace anche registrare una certa non discontinuità nei
metodi, purtroppo: queste associazioni sono state convocate per
stamattina dall'assessore per la salute in assessorato; purtroppo,
mi è stato riferito che l'assessore non si è presentato a questo
incontro - sì assessore Ippolito, c'era una convocazione delle
associazioni in assessorato alla salute, sono andati e sono stati
ricevuti solo dai dirigenti, purtroppo - e questo appare a questa
forza politica, ma anche alle stesse associazioni che domani
saranno qui sotto, una grave mancanza di rispetto.
Quello che vi chiediamo, e lo chiederemo all'infinito, qui stiamo
trattando, in questo articolo 33, le fasce più deboli dei nostri
concittadini. Ce ne siamo resi conto noi, se ne rendono conto loro
stessi: le somme messe a disposizione sono insufficienti.
Vi chiediamo, in queste ore, se potete, se ci riuscite, a
modificare i capitoli e a mettere molti più fondi per la soluzione
di questi problemi di questi nostri concittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
assessori, Presidente della Commissione, parlamentari, io inizio
ringraziando il Presidente della Commissione Bilancio' e tutta la
Commissione perché sono stato uno dei pochi che, anche se non fa
parte di quella Commissione, ha trascorso la nottata insieme alla
Commissione Bilancio', e i componenti lo sanno.
Ho avuto modo di apprezzare il lavoro fatto da tutti i componenti,
maggioranza e minoranza, non ho difficoltà a dirlo, così come devo
riconoscere anche la disponibilità dell'assessore Armao, sin
dall'inizio e fino alla fine, nell'ascoltare tutte le esigenze
emerse da parte dei vari Gruppi parlamentari. Ovviamente il
ringraziamento va anche al mio Capogruppo e ai componenti del
Partito Democratico vanno doppi, me lo permettete, perché hanno
raccolto le esigenze di tutti.
Un lavoro in Commissione, voglio partire con una riflessione
positiva, e voglio continuare anche per alcune norme che sono state
approvate, io mi limiterò a piccole cose che riguardano il mio
territorio, perché poi il Capogruppo sicuramente parlerà delle cose
più qualificanti e che hanno una valenza più regionale. Sono
contento che sono stati accolti una serie di emendamenti presentati
in Commissione Bilancio', che riguardano la legge su Ibla, che
viene rifinanziata così come era stata rifinanziata l'anno scorso
per un milione di euro, così come sono contento che è stato accolto
anche un emendamento che riconosce a Pozzallo la stessa dignità di
Lampedusa, perché in trincea in questa risposta verso
l'immigrazione e quindi, ringrazio i componenti della Commissione
anche per questo, così come un emendamento che riguarda il
Tribunale di Modica che insieme a Nicosia e Mistretta lo mette in
condizione di poter svolgere un ruolo che stava perdendo.
Ci sono state anche ovviamente altre cose, un intervento,
ringrazio i componenti della Commissione, per l'aeroporto di Comiso
dove hanno voluto individuare un finanziamento per il Cargo e di
questo li ringrazio, così come ho sostenuto anche un emendamento
presentato dall'onorevole Assenza e che lo ripresenteremo in Aula
per quanto riguarda i controllori di volo, perché ritengo che anche
questo è importante; quindi, io potrei dirvi sono anche soddisfatto
per alcune cose che riguardano il mio territorio, però, Presidente,
non le nego che sono rimasto deluso quando oggi, all'apertura della
seduta, non c'è stata una sua relazione sulla finanziaria Cioè
oggi si è aperta, abbiamo aperto i lavori ed è mancata la sua
relazione; secondo me, lei non ha voluto non farlo, ovviamente
nessuno è obbligato, però secondo me poteva essere e doveva essere
il momento di partenza, cioè proprio capire qual era stata l'idea -
anche se poi cambia - della finanziaria del Presidente, quali erano
state le sue sensazioni, le sue emozioni. Io sono stato sindaco,
lei lo sa, lei è stato Presidente della Provincia, ma il Bilancio
era l'occasione per trasmettere l'anima dell'azione politica, lei
in silenzio
Lo sa qual è stata la sensazione? Come se fosse stato violentato,
politicamente ovviamente, come se la sua idea di finanziaria, pur
debole perché quella era una bozza debole, poi di fatto è stata
violata da parte del Parlamento. Secondo me questo è stato un
peccato e abbiamo perso una occasione anche perché io avrei voluto
sentire dalle sue parole, capire come può pensare di azzerare il
ruolo del Parlamento pensando quasi ad una legge delega su tre
aspetti importanti: uno riguarda la riforma della casa, per fortuna
al momento stralciata, prevedendo questa Agenzia, eliminando gli
Istituti autonomi case popolari e rilegando a voi,
all'amministrazione, alla Giunta, al Presidente, la possibilità di
dare delle indicazioni; poi l'Istituto zootecnico, l'incremento
ippico per quanto riguarda l'agricoltura e la zootecnia, questo ce
l'ho qua a portata di mano, magari lo posso anche leggere,
azzeriamo e poi diamo mandato al Presidente con apposito decreto di
normare tutta la procedura ; la stessa cosa vale per la Crias,
Presidente c'è il Parlamento, le riforme le deve fare il
Parlamento
Su questo sconti noi non ne faremo perché veda, se noi mettiamo
insieme tutta una serie di tasselli, volete spogliare il Parlamento
della possibilità di legiferare e di riformare, volete eliminare il
voto segreto all'improvviso, siamo stati insieme cinque anni ma io
non l'ho sentito quasi mai Molto raramente questo voto segreto,
poco, molto poco Molto poco, molto poco, Presidente
Su questo battaglieremo Eliminare il voto segreto, le
interrogazioni: lo sa quante interrogazioni sono state presentate,
Presidente?
MUSUMECI, presidente della Regione. 142
DI PASQUALE. Bravissimo Lo sa a quante avete risposto
MUSUMECI, presidente della Regione. Nessuna
DI PASQUALE. Bravissimo Neanche una È preparato però
Lei capisce, se da una parte dobbiamo azzerare, non mi venga a
raccontare che le responsabilità sono dell'Assemblea, sono dei
Gruppi parlamentari, fate avere le risposte, perché nel frattempo
che noi facciamo le interrogazioni e voi non rispondete, lo sa cosa
succede? I lavoratori del Consorzio di bonifica di Ragusa salgono
sul tetto, noi non siamo in condizioni di dare una risposta perché
lei lo fa direttamente attraverso altri organi. Ma ci siamo anche
noi. Esistiamo. Esiste un Parlamento che lei non può azzerare, non
riuscirà ad azzerarlo, né qui dentro, né fuori.
Il nostro è un approccio positivo, però ci sono alcune cose
fondamentali, Presidente. Io li voglio considerare davvero
scivoloni, distrazioni, ma per quanto riguarda togliere al
Parlamento la possibilità di fare le riforme, le risposte alle
interrogazioni e alle attività ispettive, quelle che sono i ruoli
del Parlamento, lei su questo, la prego, deve stare molto attento e
ci deve mettere in condizioni di svolgere il nostro ruolo appieno.
La collaborazione a cui lei fa riferimento deve partire
innanzitutto da questo. E io la rispetto. Mi fermo, ricordando che
sono state stralciate alcune norme importanti che abbiamo fatto.
Una riguarda un intervento sui centri storici, patrimonio
dell'Unesco per dieci milioni di euro che abbiamo condiviso insieme
al Governo e alla Commissione, su cui ritorneremo sicuramente col
collegato, così come un intervento per gli anziani, over 65. Ogni
tanto viene una vecchietta che incontro davanti al Parlamento, a
fare l'elemosina, viene da Corleone, con una pensione minima.
Pensavamo di dare un contributo a questa tipologia, non ci siamo
riusciti con gli emendamenti, io le lascio questo messaggio in modo
da poterlo approfondire, Presidente.
Rimarranno i lavori d'Aula, ci confronteremo nei lavori d'Aula
emendamento per emendamento, io sono convinto che ancora ci sono i
margini per migliorare questa finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
questa finanziaria sicuramente anche da parte mia è quanto di più
lontano possa esserci da una finanziaria asciutta, una finanziaria
che guardi al bene comune di tutti i siciliani e che possa
finalmente avviare un vero percorso costruttivo di cambiamento.
Io mi sarei aspettata da questo Governo un maggiore senso di
responsabilità e una presa di posizione più forte verso questo
malcostume e questo modus operandi che a noi assolutamente non ci
appartiene. Quando si inizierà veramente a utilizzare le
finanziarie per un cambiamento omogeneo della Regione? Quando si
inizieranno a considerare i comuni, tutti uguali in Sicilia, tutti
sullo stesso piano devono essere messi i comuni, quindi dare le
stesse condizioni di base a tutti e, al contempo, premiare i comuni
virtuosi. Questo principio deve iniziare a passare, la politica
deve auto responsabilizzarsi in questa direzione, altrimenti è
inutile parlare di minima possibilità di cambiamento per questa
terra. Quindi territorialismo e marchette purtroppo a gogò. E se
continuiamo ad andare in questa direzione, purtroppo, andremo a
sbattere.
Noi, da parte nostra, abbiamo sicuramente cercato di dare il
massimo costruttivamente e continueremo a farlo per cercare di
minimizzare i danni e cercare di essere più costruttivi possibili.
Molti gli articoli pericolosi, alcuni inutili e dannosi quindi mi
auguro che ci possa essere un ripensamento da parte di questo
Governo su alcuni articoli. Faccio l'esempio dell'articolo 25 sul
demanio. Pericolosissimo. In particolare questo articolo non pensa
sicuramente ad una vera e propria valorizzazione del demanio, che
era l'obiettivo principe della norma e invece può prefigurare
alcuni pericoli per la tutela stessa del demanio e dei beni
demaniali.
Per quanto riguarda le riserve naturali, purtroppo, anche qui ci
sono stati dei tagli importanti e già da questo si vede
l'interesse, la sensibilità che ha il Governo verso la tutela e la
valorizzazione delle aree naturali protette. L'articolo 60, la
follia del ripopolamento del coniglio selvatico . Già molti si
sono espressi. Oltre alle intelligenti argomentazioni che sono
uscite fuori, vorrei anche fare riferimento al modo solito che,
purtroppo, c'è di utilizzare i soldi pubblici, quindi l'altro
aspetto. Questi soldi vengono dati per fare i ripopolamento, ma
come vengono dati questi soldi? Viene fatto uno studio a monte
delle condizioni di ripopolamento, della genetica del coniglio
selvatico o del modo in cui, ad esempio, questi conigli vengono
monitorati? No
Tutto questo non è assolutamente previsto nella norma, e quindi
significa prendere questi soldi e buttarli, quindi, tanto vale
andarli ad utilizzare per qualcosa di più utile e di più urgente
per la Sicilia.
Oppure, per quanto riguarda le convenzioni del Corpo forestale con
le associazioni delle Guardie volontarie, articolo 102. Follie
pure
Oppure, tantissime le norme ad personam, le norme a favore di
soggetti specifici che non, sicuramente, dell'intero settore di
riferimento per la Sicilia. Faccio degli esempi: l'articolo 41
sulla bio-banca ; 46 Teatro comunale di Adrano; 51 Ente Fiera
Messina; 53 Teatro Samonà; 82 trasporto pubblico del solo comune di
Catania, un solo comune; 81 sul solo personale del Parco dei
Nebrodi; 93 dipendenti del solo Vivaio Federico Polsen ; e poi
singoli teatri, enti di ricerca, enti agricoli, associazioni.
Quindi, io invito veramente questo Governo a prendere una
posizione, sicuramente, più forte verso questo modus operandi, e mi
auguro di non vederlo mai più nelle prossime finanziarie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha
facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi è iniziata la finanziaria. Io sono
alla mia seconda esperienza e pensavo che, rispetto alla mia prima
esperienza, ci fosse una discontinuità, Presidente. Io ho
apprezzato quando lei ha dichiarato una finanziaria molto breve,
fatta di una trentina di articoli. Una cosa che mi sono
compiaciuto. Finalmente c'è una diversità rispetto alle finanziarie
che ho votato, da maggioranza, negli ultimi cinque anni precedenti.
Però, mi sono dovuto ricredere, perché di nuovo c'è stato un
assalto a presentare emendamenti. Da una finanziaria snella siamo
arrivati ad una finanziaria con 120 articoli, tanto che è dovuto
intervenire il Presidente dell'Assemblea regionale per stralciare
molti articoli, di cui alcuni che ritengo molto importanti e penso
di chiedere al Governo tutto, e poi lo dirò alla fine del mio
intervento, se è possibile recuperarne alcuni.
Io mi immagino, Presidente, di votare una finanziaria in cui ogni
legge che votiamo sia per tutti i siciliani, perché mi
dispiacerebbe votare leggi che sono con il marchio, con nome e
cognome, perché io di queste leggi mi vergogno
Io chiedo, sia al Presidente della Regione sia al Presidente
dell'Assemblea regionale, che siano garanti di leggi che siano per
tutti i siciliani. Un'altra cosa che chiedo, è il criterio di
eguaglianza perché non si possono fare leggi per alcuni e non
abbiano rilevanza per altri che hanno gli stessi criteri di
appartenenza. Voglio fare un esempio. Mi riferisco alle leggi per
l'emergenza Palermo.
C'è un'altra emergenza, che ha le stesse caratteristiche.
L'emergenza provincia di Caltanissetta e provincia di Agrigento. Mi
riferisco ai PIP e agli RLI, che sono bacini equiparati. O la legge
ha un carattere generale o non può essere una legge parziale perché
ritorniamo al criterio A, al criterio di prima. Facciamo leggi per
alcuni e non le facciamo per tutti. Quindi, chiedo che se deve
essere una legge che sia fatta per tutti.
Ritengo che la finanziaria è una finanziaria con luci ed ombre. E'
una finanziaria che nel percorso, grazie al contributo di tutti, è
una finanziaria che può essere sicuramente migliorata.
Il mio intervento lo baserò soprattutto sul sociale ad esclusione
del fatto di fare voti per quanto riguarda l'assessore
all'agricoltura, che se ne è già occupato, per quanto riguarda
l'Associazione allevatori. Ce ne siamo occupati nella passata
legislatura senza chiudere il cerchio.
Vediamo se riusciamo, attraverso questa finanziaria, finalmente, a
chiudere questo cerchio perché ci sono 120 lavoratori che ancora
aspettano nonostante i fondi c'erano nella passata legislatura.
Penso che ci siano ancora in questa.
Ci sono molti punti importanti in questa finanziaria per quanto
riguarda il sociale. Mi riferisco all'allargamento del REI, che
sicuramente, avendo aumentato a 6 mila euro l'ISEE, allargherà il
bacino delle persone che potranno utilizzare uno strumento. In una
situazione di difficoltà notevole come in questo periodo in
Commissione sanità ci siamo occupati della sanità penitenziaria.
Questo sicuramente era un tassello che la nostra Sicilia non aveva
chiuso. Mi riferisco alla norma sullo spettro dell'autismo. Signor
Presidente, qui con una parolina si è cambiato il senso che noi
avevamo dato in Commissione sanità. Per questa patologia emergente,
emergente che significa, non è che prima non c'era, ma ora si sono
affinati i mezzi per fare diagnosi quindi si diagnosticano molti
casi ed è sicuramente molto estesa. Noi abbiamo aumentato
l'utilizzo delle finanze dallo 0,1 per cento dei bilanci delle ASP
allo 0,2 per cento. In Commissione questo 0,2 per cento è diventato
sino ad un massimo dello 0,2 per cento . Lei capisce che in queste
due parolette c'è di mezzo una situazione che diventa un'altra. Io,
quindi, chiederei, che restasse così come era passato dalla
Commissione sanità perché stiamo parlando di una patologia
emergente per la quale stiamo iniziando a creare le strutture che
servono a dare sollievo alle famiglie. Quindi è necessario che
venga mantenuto il finanziamento così come era stato stabilito
dalla Commissione Sanità.
Un plauso a chi ha introdotto la norma per il banco alimentare, mi
dicono il Presidente della Commissione Bilancio. Solo vorrei fare
notare che io sono stato assessore ai servizi sociali una
decina/quindicina di anni fa nella mia comunità, ma 200 mila euro
sono un po' pochi. Io penso che su questo il Parlamento dovrebbe
riflettere e vedere se c'è la possibilità, perché capisco che
quando si debbono aggiungere soldi diventa un po' difficile, però
vorrei che fosse attenzionata.
Un plauso per l'istituzione del reddito di libertà perché ritengo
che questo sia un articolo di una valenza importantissima anche se
penso che si dovrebbe agire anche sulla prevenzione mettendo,
quindi, anche sportelli di ascolto perché questi prevengono poi la
necessità di finanziare interventi a favore delle vittime.
Noi dobbiamo intervenire prima che esistano le vittime, quindi
penso che poi dovremmo avere la necessità di ritornarci, va bene
così ma dobbiamo ritornarci. Anche l'istituzione di un fondo per le
politiche giovanili, anche questo penso che sia sicuramente un
punto molto positivo per questa finanziaria.
Voglio concludere, Presidente, chiedendo che rispetto agli
articoli che sono stati stralciati, perché capisco che con una
finanziaria non si può finanziare tutto, ci sono due norme che mi
stanno particolarmente a cuore. La prima riguarda gli ospedali
delle zone ad alto rischio ambientali che in termini di salute
persa di salute che la gente ha perso praticamente ritengo che ci
siamo anche delle norme che determinano un aumento della
prevenzione, quindi quella norma che è stata stralciata mi sembra
giusta. Io spero che tra le norme stralcio anche questa venga
ripresa in considerazione, signor Presidente. E poi un'altra cosa:
l'aeroporto di Comiso; lì, come sa Presidente io sono di Gela, non
c'entro completamente con Comiso, ma ritengo che averlo stralciato
sia un danno per un'area molto vasta della Sicilia, e chiedo che
venga presa in considerazione anche la possibilità che la norma
sull'aeroporto di Comiso venga rivista e se c'è la possibilità che
si agisca conseguentemente e se non si può fare ora che si tenga
nell'attenzione perché è in dubbio che qui stiamo parlando della
possibilità di futuro di una intera area. Lì bisogna programmare
anche le infrastrutture che portano verso l'aeroporto perché,
Presidente, facciamo l'aeroporto però non ci arriva né ferrovia, né
strade, quindi di che stiamo parlando? Bisogna che su questo ci si
rifletta per fare un'opera organica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, signori
Assessori, onorevoli colleghi, il Fondo delle autonomie locali lo
scorso Governo Crocetta lo ha diminuito il fondo da 900 milioni di
euro a 250 milioni di euro. La diminuzione di questo fondo ha
causato nei nostri comuni, nelle nostre località, una serie di
dissesti finanziari. Ad oggi i dissesti finanziari in Sicilia, tra
piano decennale di riequilibrio e dissesto conclamato sono 60. E
come gruppo parlamentare, signor Presidente, noi ci sentiamo il
dovere di portare in questa Aula il grido disperato di tutti i
comuni siciliani che hanno dichiarato dissesto finanziario, che
praticamente è il fallimento delle comunità, è un fallimento anche
del popolo siciliano perché non riesce a garantire i servizi
essenziali.
Signor Presidente io le voglio elencare, uno ad uno, i comuni che
hanno dichiarato dissesto finanziario: Acate, Aci Sant'Antonio,
Augusta, Bagheria, Barrafranca, Brolo, Carini, Casteldaccia,
Casteltermini, Cefalù, Cerda, Favara, Ispica, Lentini, Mazzarà
Sant'Andrea, Milazzo, Mirabella Imbaccari, Mussomeli, Palagonia,
Porto Empedocle, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Scaletta
Zanclea, Scordia, Tortorici, Adrano, Avola, Belmonte Mezzagno,
Borgetto, Caccamo, Campobello di Licata, Catania, Ficarra, Galati
Marettimo, Giardini Naxos, Giarre, Itala, Leonforte, Linguaglossa,
Mazzarrone, Messina, Modica, Monreale, Monterosso Almo, Motta
Camastra, Pachino, Racalmuto, Randazzo, Riposto, San Cataldo,
Sant'Alessio Siculo, Scicli, Sommatino, Taormina, Terme Vigliatore,
Tremestieri Etneo e Ustica.
Bene, a questo grido disperato, la Regione, questo Governo ha
risposto in maniera insufficiente perché all'articolo 18, al comma
12, l'aumento del Fondo di riserva corrisponde a 700 mila euro.
Capisce bene che questo elenco che le ho fatto è destinato ad
aumentare nei giorni e nelle settimane. Quindi siamo ancora in
tempo per evitare che crollino tutti i comuni siciliani perché se
crollano i comuni crolla la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, i colleghi che mi hanno preceduto, ad esempio
il collega Di Paola, hanno parlato di un film horror ed
effettivamente sembrava il sequel di quello che era il governo
Crocetta. Ma noi abbiamo visto che è ben peggio, almeno dalla
partenza si vede questo, di quello che era appunto il governo
Crocetta.
Sostanzialmente, potremmo riassumere quella che è stata questa
prima Finanziaria' con due titoli di film. Uno è Il baratto ed
il baratto che vuol dire: avere una finanziaria delega in cambio
delle marchette. Questo sostanzialmente è il primo approccio che si
è avuto per questa Finanziaria' e lo abbiamo visto; era entrata
una Finanziaria' di circa 35 articoli e poi ne è uscita una
Finanziaria' di 130 articoli, la gran parte tutta marchette.
I miei colleghi hanno parlato di tanti punti. All'articolo 8, ad
esempio, si parla delle agevolazioni per l'acquisto della prima
casa ma chissà perché aggiungiamo delle nuove costruzioni che
sappiamo che hanno un costo eccessivo. Poi, avete il biglietto
unico, hanno parlato i miei colleghi; dei beni culturali, tema
importantissimo, qui c'è il nuovo Assessore, noi dovremmo capire
come rilanciarli una volta per tutte, farli diventare fonti di
guadagno serie ed invece questo ancora non avviene. Abbiamo dei
parchi, ad esempio l'istituzione del Parco della Neapolis, fermo da
una vita, non riusciamo ad istituirlo, in più abbiamo questa
disparità che alcuni hanno l'autonomia ed altri no, ma comunque
questo è un altro discorso.
Poi, abbiamo l'articolo 13 per quanto riguarda l'edilizia
scolastica, però questo andrebbe visto assieme all'articolo 17 ed
all'articolo 20 perché andrebbero visti non una cosa a parte ma
inserendoli in quelli che hanno effettivamente le competenze per
fare questi interventi, soprattutto visto che stanno crollando
questi edifici in testa ai nostri ragazzi e riguardano gli enti
locali e riguardano le province e riguardano i comuni. La gran
parte dei soldi, perché noi sappiamo che ci sono anche fondi
europei, altri investimenti che arrivano, quindi, extra budget
regionale e comunale, arrivano ma non hanno il potere di fare
progetti, non hanno la capacità di progettare e lì dovevamo
intervenire, caso mai, con un fondo di rotazione dedicato non con
un'altra legge ad hoc per 1 milione di euro che poi non servirà
praticamente a niente.
Poi, all'articolo 17, abbiamo messo solo 23 milioni di euro,
questi in più. Ce ne avevano chiesti circa 60 perché noi abbiamo
avuto questa cosa che, inizialmente, l'anno precedente, nel 2017,
avevamo promesso 340 milioni, poi, gliene abbiamo tolti 60 così
d'emblée all'ultimo mese e, quindi, molti di loro si trovano
veramente in grosse difficoltà. Abbiamo aumentato questi 23 milioni
del fondo di investimenti che, poi, spesso e volentieri non sono
investimenti, ma sono per fargli pagare i mutui.
Stessa cosa l'articolo 20 che parla delle province. Ho proposto
all'Assessore anche una modifica perché ci sono molti di questi che
andranno anche in dissesto, una ci è andata praticamente da poco e
non avranno neanche i soldi per pagare gli stipendi.
Poi, abbiamo tutta la serie dei lavoratori che, per l'amor di Dio,
vanno tutelati ma in che modo? Intanto quelli che sicuramente
tuteliamo sono i comandati, i comandati li tuteliamo, non sappiamo
perché nonostante abbiamo un bacino di dipendenti regionali enorme
abbiamo sempre bisogno dei comandati che costano, ad esempio quelli
della sanità, circa 1 milione di euro.
I precari che prendiamo sempre in giro, speriamo che stavolta sia
la volta buona.
Poi, c'è l'articolo 78 che riguarda i Pip. Noi li stiamo prendendo
palesemente in giro perché è una cosa che non si può fare, forse,
per potere dire poi un giorno: io ci ho provato ma poi me l'ha
impugnata il Consiglio dei Ministri , così almeno fanno i paladini
ed i giustizieri.
Parliamo anche dell'articolo 32 comma 4 che è il taglio che
riguarda l'Ersu. Sono stati tagliati altri 2 milioni di euro.
L'articolo 33: si parla dei disabili. Sono stati tolti soldi. Noi
abbiamo presentato un emendamento che spero che sia apprezzato da
parte di questa Presidenza e che passi perché c'è un aumento di
circa 10 milioni di euro.
Poi, due capolavori: l'articolo 18 e l'articolo dal 38 in poi,
diciamo così, perché l'articolo 18 è pieno anche quello di
marchette, di cose praticamente singole e dall'articolo 38 in poi,
pure. Spesso si dice: Ma non possiamo buttare il bambino con
l'acqua sporca il problema è che il bambino era pulito,
tranquillo fuori, lo abbiamo rimesso a mollo nell'acqua sporca
proprio per dire che non lo possiamo buttare e, poi, con
quell'acqua ci andiamo a brindare perché questo è quello che
abbiamo fatto in questi anni, festeggiavamo chissà cosa ma
quell'acqua sporca ha finanziato tante e tante campagne elettorali.
Poi, finalmente abbiamo cercato di inserire qualche piccolo
aggiustamento e sono passati comunque sia l'articolo 85 e 86 che
sono due nostri emendamenti di carattere generale che riguardano
randagismo e autismo, due temi importanti.
Ora, Presidente della Regione, concludo dicendo, il secondo film
che abbiamo visto in Commissione e che speriamo di non vedere qua,
ebbene, il secondo film era Il Fantasma di Palazzo d'Orleans
perché purtroppo già abbiamo visto, in Commissione Bilancio', la
sua assenza totale che è un fatto grave perché poteva intervenire e
poteva evitare molti di questi problemi, quindi, un fantasma
silente dove si sente la presenza, perché è venuto Crocetta i primi
tempi e questo è un fatto importante soprattutto se un Presidente
non è d'accordo con molti di questi articoli e, invece, così non è
stato.
DI MAURO. Ma quando mai il Presidente della Regione deve venire in
Commissione?
ZITO. Io spero che almeno, qui, in Aula darà parere negativo a
molti di questi articoli, perché è un senso di giustizia per
evitare molti di questi problemi. Il problema, caro Presidente
della Regione è che c'è un detto che dice: una piuma ed una
rondine possono volare ma uno solo può decidere dove andare . Il
problema è dove volete andare? Perché quello che stiamo vedendo è
che per ora state andando in basso e continuando a scavare e questa
Regione non se lo può permettere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli,
Assessori, parlare della Finanziaria' ad inizio di legislatura
pensavo che fosse più facile e, invece, ascoltando gli interventi
mi sembra di essere sul finire di un'esperienza di governo per cui
si raccolgono lamentele in ordine a quello che poteva essere e che,
invece, non è stato.
Allora, vorrei porre un ordine alle cose e vorrei cominciare dal
quadro di natura politica e finanziaria che è il punto di partenza
per la redazione di questa Finanziaria'.
Il quadro politico: ovviamente, il Governo insediatosi il 15
dicembre ha cominciato a lavorare subito dopo le feste alla
redazione del bilancio ed è mancata quella che è stata
l'interlocuzione con il Governo nazionale; tante volte colloquiando
con l'assessore Armao abbiamo aspettato che ci fosse
un'interlocuzione, ma tuttora a Roma non c'è un'interlocuzione e,
quindi, ci si è dovuto organizzare nel redigere una Finanziaria'
che tenesse soltanto una cornice delle cose che dovevano essere
fatte.
Ma, mi permetto di dire anche quella che è un'osservazione
rispetto al quadro finanziario. Noi abbiamo, meglio ancora questo
Governo, come punto di partenza, ha un debito consolidato di 5
miliardi e 300, più 3 miliardi di debito, onorevole Musumeci,
contratti la scorsa legislatura a seguito di quelli che sono i
debiti verso la Pubblica amministrazione perché lo Stato non
trasferiva risorse e noi abbiamo dovuto assumere debiti per quasi 3
miliardi che non sono proprio debiti ma sono soldi che noi dobbiamo
pagare perché, di fatto, abbiamo contratto un mutuo e, quindi,
abbiamo l'onere di pagare le rate mensili.
A tutto questo, signor Presidente della Regione, si deve
aggiungere quello che è stato il rapporto, in questi ultimi 5 anni,
meglio ancora 6 anni, col Governo nazionale. Veda, signor
Presidente, se noi rispetto al concorso di finanza pubblica che, in
questi ultimi 6 anni, abbiamo determinato, avessimo tolto l'80 per
cento di debiti, noi abbiamo dato allo Stato - dopo avere sentito
tante volte da parte del Governo nazionale che le Regioni autonome
vanno tolte, che le Regioni non lavorano bene, che le Regioni non
sono in grado di fare il proprio dovere - ben 6 miliardi 395
milioni.
Onorevole Musumeci, noi abbiamo trasferito allo Stato 6 miliardi
395 milioni e continuo facendo un'affermazione che è la seguente:
rispetto a quello che succederà quest'anno, il 2019 ed il 2020, a
fronte di un trasferimento di risorse a seguito dei 3 accordi fatti
dal presidente Crocetta, pari a 1 miliardo e 400 l'anno, in verità,
incasseremo nel 2019 e nel 2020 soltanto 400 milioni perché per
quest'anno rispetto a 1 miliardo e 400 che viene da Roma ne
restituiamo 1 miliardo 398, negli anni 2019 e 2020 a fronte di 1
miliardo e 400 che riceviamo dobbiamo restituire 1 miliardo.
Questo è il quadro, cioè significa che se noi avessimo avuto
questa sorta di ristoro al Governo nazionale trattenute le risorse
per onorare la nostra posizione debitoria, a metà del suo mandato,
avremmo avuto una Regione senza debiti. Invece non è così.
Questo certamente è legato a quello che è stato il nostro rapporto
politico nonostante qui ci fosse un governo di sinistra con il
governo nazionale retto da Renzi. Ed è un punto di partenza
rispetto al quale non bisogna dimenticare quando noi parliamo di
una finanziaria. Nonostante questo la Finanziaria' ha cercato di
mettere su, ripeto in assenza di quello che sono i rapporti con
Roma, in un contesto in cui Bilancio' e Finanziaria' debbono
rappresentare quelli che sono gli aspetti affinché si capisca
quelli che sono i risultati che un governo deve raggiungere, quelle
che sono le condizioni di attendibilità e le condizioni di
credibilità di un governo, una Finanziaria' che ha trattato, oltre
il trasferimento degli enti locali, confermando l'importo dello
scorso anno, gli interventi per la casa proposti dall'Assessore per
le infrastrutture, il trasporto locale, norme a sostegno
dell'agricoltura, le norme sull'edilizia scolastica e le norme
sull'ambiente.
Questa è stata la cornice minimale che il Governo ha proposto
all'Assemblea.
Nel corso dei lavori delle Commissioni, credo che si sia
verificato un fatto innovativo e cioè un rapporto che è nato senza
alcuna contrattazione tra il Governo ed i parlamentari perché
rispetto ad ogni emendamento c'è stato un confronto sereno ed un
confronto anche con l'assessore Armao che, in questo senso,
rappresenta il Governo, lo rappresenta per Regolamento, lo
rappresenta perché è Assessore per l'economia e credo che nessuno
si possa lamentare della capacità del Governo di attenzionare, di
ascoltare gli emendamenti che sono stati presentati, a tal punto da
avere, caro presidente Musumeci, un fondo per la povertà.
Il Governo proponeva, attraverso l'Assessore, 10 milioni, per
esigenze di fondi, è stato accettato quello delle opposizioni di 5
milioni. Ma dieci o cinque, l'idea c'è.
Abbiamo il fondo, il reddito di inserimento. Abbiamo il reddito,
come esperienza, come pilota proposto dal PD di libertà per 200
mila euro. Abbiamo previsto tutto ciò che è stato proposto
singolarmente da ogni deputato come frutto di un ragionamento che
lei tante volte ha evocato, Presidente, che è quello di
confrontarsi sui temi singolarmente, volta per volta, giorno per
giorno.
Credo che questo esperimento sia venuto fuori attraverso un
ragionamento di natura politica e che senza essere, mi permetto di
dire, né organizzato, né voluto, di fatto, si è realizzato. Di
fatto, siamo riusciti a mettere in campo, nella sede istituzionale,
che è la Commissione di merito, che trattava il singolo argomento o
la Commissione Bilancio' una serie di iniziative che, ovviamente,
oggi, sono a merito del Governo che ha dato parere favorevole,
della coalizione che ricordo a tutti in Commissione Bilancio'
consta di otto componenti su tredici, quindi c'è una volontà ben
precisa della coalizione che sostiene il governo Musumeci e
dell'opposizione che, diligentemente, ha formulato una serie di
proposte di natura politica con annesso supporto finanziario al
quale il Governo, attraverso l'assessore Armao, ha dato il primo
parere, di iniziative che portano, ovviamente, ad allargare la
Finanziaria', a creare uno strumento politico, legislativo di
importanza notevole.
Oltre queste vorrei ricordare alcune cose, Presidente, che sono le
risorse che sono state indicate a proposito di una serie di
interventi nel settore dell'amianto, per la progettazione degli
enti locali, le risorse che sono state trasferite alle province, le
risorse come fondo per gli enti di culto, il fondo dell'IACP,
sapendo la situazione disastrata in cui versano, le norme per
l'edilizia agevolata proposta dall'Assessore per le infrastrutture,
le norme relative al personale in servizio presso la società in
house della Regione, cioè una serie di elementi che sono venuti
fuori dal dialogo che hanno consentito, mi permetto di dire,
qualora dovessero tutti questi emendamenti, tutti questi articoli,
questi commi, essere approvati, un ragionamento di natura politica,
programmatoria che vede e raggiunge l'obiettivo attraverso un
dispositivo legislativo che è a merito del Governo e dei
parlamentari e di tutta questa Istituzione, perché non c'è dubbio
che i siciliani, caro presidente Musumeci, attendevano l'inizio del
suo percorso e la Finanziaria' è il banco di prova, è il momento
istituzionalmente più elevato attraverso il quale il Governo ed il
Parlamento manifestano tutto il loro impegno in favore dei
siciliani e credo che quello che è stato fatto sia di grande
rilievo.
E' importante, straordinario, mettere assieme senza accordi sotto
banco e senza altro, iniziative politiche che consentono di
raggiungere determinati obiettivi. Quindi, è stata tracciata la
strada, è stato tracciato il percorso, siamo consapevoli che
sarebbe il caso, presidente Musumeci, e mi auguro che il Governo in
questo senso, quello nazionale, al di là del colore politico, sia
sensibile a quelle che sono le istanze dei siciliani perché non
possiamo concorrere, anche per il 2018, 2019 e 2020, a concorrere
alla finanza pubblica, continuando a pagare in ordine al numero
agli abitanti e non al reddito pro capite.
Questa è una battaglia che lei, Presidente, si deve intestare,
unitamente al suo Governo, all'assessore Armao, perché continuare a
pagare in ordine al numero degli abitanti, considerata la crisi
economica in cui versa la Sicilia, è un suicidio e non ci può
essere Governo di colore, di destra, di sinistra o del Movimento
Cinque Stelle che non possa attenzionare questa vicenda. Questo lo
dico, Presidente, perché deve essere la battaglia sua e dell'intero
Parlamento. Deve essere una battaglia che lei deve portare avanti
affinché tutti quanti si possa esserne orgogliosi e soprattutto in
modo da rimettere in moto un meccanismo che possa consentire ai
siciliani di essere fieri del proprio Governo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, cinque
milioni di residenti in Sicilia, su 5 milioni solo 1 milione 370
mila risultano occupati. Il 15 per cento dei 5 milioni di abitanti
vive all'estero. Si registra in Sicilia il terzo peggior tasso di
attività, circa il 40 per cento. Ogni anno 25 mila siciliani
emigrano verso Nord o l'Europa. La dispersione scolastica ed
universitaria è ai massimi nazionali. L'indice di competitività
europeo colloca la Sicilia al 237 posto su 263. Le PMI hanno
difficoltà ad accedere al credito. Il numero di occupati nel
settore manifatturiero è insufficiente ed è pesantemente colpito
dalla crisi.
Si potrebbe continuare ancora per altro tempo; queste sono alcune
delle premesse che c'erano nel Documento di Programmazione
Finanziaria. Ora, io vorrei capire qual è il nesso tra questa
premessa e le soluzioni, la pianificazione di spesa che c'è
all'interno della Finanziaria'.
Io sono al mio primo mandato, muovo i primi passi all'interno di
questo Palazzo e lasciatemi dire che, gestire il bilancio di una
Regione, la finanziaria di una Regione in questi termini, con
queste modalità è davvero assurdo. Non si può stare fermi tre mesi,
ricevere poi i capitoli di spesa in un paio di giorni, emendamenti,
termine per emendamenti in un paio di ore e non si può non avere il
tempo di agire con progettualità, con una struttura ben costruita
ad hoc per il rilancio di questa Terra.
Vi chiedo velocemente - il mio intervento appunto è molto breve
perché ancora ci sono i colleghi che devono parlare - dopo il DEFR
e dopo questa Finanziaria' di preparare magari un libro per le
risposte da dare ai siciliani perché io, ad oggi, non so cosa
rispondere a tutte le persone, a tutti i lavoratori, ai giovani,
agli anziani, ai disabili che vivono in questo periodo davvero
drammatico.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha
facoltà.
CIANCIO. Grazie Presidente, Governo, colleghi, sarò brevissima
anche perché i miei colleghi hanno già detto tutto.
Vorrei fare solo un appello al Presidente della Regione ed a
questo Governo partendo da alcune parole chiave: programmazione,
visione e stabilità. Programmazione non se ne può fare se, come è
successo purtroppo con un colpo di mano si sono tolti - io mi
riferisco ad alcuni settori che ho seguito più approfonditamente -
ma, non si può fare programmazione facendo con un colpo di mano un
taglio di 7 milioni ai teatri, per esempio, perché sappiamo
benissimo che le grandi istituzioni culturali non possono
programmare, non possono avere una giusta programmazione se non
hanno un minimo di stabilità all'interno del proprio bilancio ed è
anche per questo che chiediamo che la programmazione venga fatta
triennalmente, non annualmente, anzi, come abbiamo visto in
passato, a volte semestralmente; questo è un modus operandi che non
può funzionare.
Non si può avere una visione quando arrivano in Commissione degli
emendamenti che nessuno conosce o che nessuno ha illustrato, o che
anche gli stessi addetti ai lavori non conoscono; mi creda
Presidente, è stato disarmante in Commissione V quando è arrivato
l'emendamento sui beni culturali, quando abbiamo convocato anche i
diversi attori e non c'era nessuno del Governo che potesse, in
qualche modo, spiegare la ratio di questa norma.
Allo stesso modo non si può dire di avere una visione quando in
Commissione I si vuole aggiungere, per esempio, il termine Isole
minori all'Assessorato enti locali ed allo stesso tempo si attuano
dei tagli molto netti e molto importanti proprio sul settore delle
Isole minori.
Io capisco la posizione del Presidente e capisco, anche, un po'
l'imbarazzo che forse ha provato quando ha visto questa
QFinanziaria', però lei mi insegna, Presidente, che il Governo non
può lavarsene le mani; è chiaro che lei deve dare un chiaro
indirizzo politico. Purtroppo, un indirizzo politico - mi dispiace
per l'assessore Armao - sarà stata anche la nottata, ma proprio per
questo io avevo chiesto sia al presidente Miccichè che al
Presidente della Commissione di non operare di notte perché di
notte, poi, purtroppo, succedono le cose che abbiamo visto venire
fuori da questo testo.
È chiaro che il Governo deve dare un indirizzo che, purtroppo, in
Commissione non c'è stato perché, e lo dico da opposizione, le
persone che l'hanno votata, l'hanno votata per resistere agli
appetiti della sua maggioranza, Presidente, anche con forza e
bloccando questi appetiti laddove vanno in contrasto con un'armonia
complessiva che, purtroppo, in questo testo non c'è.
Siamo ancora in tempo, siamo all'inizio di questa sessione
bilancio, io mi auguro che non si metta ordine - lo ha già detto
una mia collega, purtroppo ordine in questo documento non ce n'è -,
però almeno porre rimedio ad alcune ingiustizie che sono state
fatte a proposito dei teatri, per esempio, mi viene in mente il
FURS: grazie ad una battaglia fatta in V Commissione siamo riusciti
a stoppare questi tagli ma dal ragionamento complessivo è stato
tenuto fuori il FURS, il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo,
che è uno strumento fondamentale per tutte quelle piccole realtà,
per le compagnie, le associazioni musicali, gli enti culturali che
lavorano grazie a questo fondo e creano indotto, danno lavoro e
rendono la nostra Terra più bella.
Quindi, mi auguro che in fase di discussione si possa, anche qui,
porre rimedio a questa ingiustizia che vede un taglio di più di 1
milione al fondo unico.
Ripeto, è vero che il documento di programmazione lo fa
l'Assemblea, però questa è la prova del nove, Presidente.
Noi, in base a come andrà questa discussione, questa sessione
bilancio, capiremo che tipo di interlocuzione possiamo avere con il
Governo, se varrà la pena, domani, non appena finiremo questo
testo, sederci al tavolo ed affrontare anche delle cose importanti,
delle riforme che, purtroppo, non possono essere affrontate in
Finanziaria' con un articolo in un mese con dei rimandi a dei
regolamenti, mi riferisco agli enti di credito, mi riferisco agli
Istituti autonomi per le case popolari, mi riferisco a tante norme
per le quali non siamo contrari nel merito, ma nel metodo perché
non vanno affrontate in Finanziaria', e lo abbiamo detto tante
volte nella scorsa legislatura, le vorremmo affrontare nelle
Commissioni di merito col giusto tempo che meritano, appunto,
argomenti talmente importanti.
Quindi, da come andrà questa sessione bilancio capiremo se il
Governo ha davvero voglia di cambiare le cose o di presentare delle
giuste e buone riforme per questa Regione o se, come purtroppo come
nella scorsa legislatura, tireremo a campare non facendo niente di
buono per questa Regione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, nei
pochi minuti a mia disposizione proverò ad offrire una valutazione
al Governo e al Parlamento sui rilievi che facciamo su questa
Finanziaria'.
La prima: noi siamo in presenza di una Finanziaria' con una
disponibilità finanziaria rispetto al passato di circa 600 milioni
di euro in più, alcuni dei quali lascio al destino la possibilità
che siano effettivamente utilizzabili, mi riferisco in particolare
alla cancellazione dei residui attivi che la norma prevede che
possano essere iscritti nel bilancio di competenza esclusivamente
per cassa e non per competenza, circa 310 milioni, il Governo ha
fatto un'altra cosa, li ha scritti anche per competenza
trasformandoli, quindi, in spesa malgrado le norme sulla
contabilità lo vietino ma questo saranno altri organi a valutarlo.
E, però, pur avendo circa 600 milioni, anche qualcosa in più a
seguito della manovra che si è fatta di maggiori entrate,
assistiamo ad una manovra che, sostanzialmente, lascia una serie di
debiti fuori bilancio la possibilità di fare attività in questa
Regione, in particolare: ci sono interi capitoli che pur non
essendo formalmente spese obbligatorie ma sono spese obbligate, mi
riferisco in particolare a tutti gli enti vigilati, addirittura
entri strumentali della Regione, per i quali la previsione
finanziaria è sottostimata addirittura sugli stipendi previsti per
pagare le persone, uno per tutti l'Esa ma potrei continuare con
tutta una serie di enti per i quali è stato fatto un taglio in
alcuni casi di un 1/3 rispetto alla previsione finanziaria,
rispetto a quanto accertato nella spesa nell'anno precedente.
Quindi, è evidente che questa tecnica con cui si fa il bilancio
che è più una manovra - e lo dico con rispetto dovuto ai ragionieri
- di natura ragionieristica non di natura formale e sostanziale
rispetto agli obiettivi che si vogliono realizzare, mi pare che qui
ci sia un grande buco che il Governo o è capace, da qui a quando
sarà approvata la manovra, a ripristinare quei capitoli per cui
sappiamo già oggi che la spesa è obbligatoria al di là se
formalmente lo è ma lo è nei fatti, e quindi, per evitare che siano
chiamati i dirigenti o gli amministratori, nei casi specifici, ad
assumersi la responsabilità di fare debiti fuori bilancio nella
propria responsabilità anche per pagare gli stipendi.
E, però, al di là poi degli stipendi ci sono alcune cose che
gridano vendetta perché vorrei capire a favore di chi e contro chi
è questa manovra. Se posso usare una categoria è contro i ragazzi
della nostra Regione cioè, in particolare, gli studenti
universitari. C'è un taglio di circa 2 milioni di euro sulle borse
di studio, cioè il diritto allo studio universitario delle quattro
Università siciliane che, lo dico all'Assessore al ramo, non è che
ci limitiamo a tagliare i fondi della Regione sui famosi Ersu ma
con la nuova disciplina, il nuovo decreto ministeriale che ha
modificato le modalità di compartecipazione dello Stato alle
Regioni, pur avendo lo Stato aumentato le risorse nella
disponibilità delle Regioni per quanto attiene il diritto allo
studio, questa è una misura che può essere attivata solo con la
premialità, cioè laddove le Regioni decurtano rispetto all'anno
precedente la quota di cofinanziamento c'è una, non solo una non
partecipazione alla premialità ma una decurtazione del fondo
nazionale che viene destinato alle Regioni per finanziare il
diritto allo studio. Quindi, noi siamo facendo una legge
finanziaria che dice chiaramente contro chi è, ed è contro i
ragazzi della nostra Regione
Seconda questione: è contro l'ambiente in maniera chiara. Noi
stiamo riducendo in maniera abbastanza importante i fondi per gli
enti Parco e per le riserve naturali. Ricordo che gli enti Parco
sono enti strumentali della Regione, cioè sono organi
dell'amministrazione regionale e, quindi, anche lì ci sono, pur non
essendo spese obbligatorie ma essendo obbligate, dipendenti che
hanno fatto un concorso pubblico a cui dovremo pagare uno stipendio
per le attività istituzionali che si fanno.
Così come le riserve, ancorché non siano dipendenti pubblici ma
soggetti affidatari, se gli riduciamo un milione e 300 mila euro
del Fondo destinato alle riserve, noi stiamo dichiarando, il nostro
obiettivo, di ridurre la tutela e la valorizzazione delle nostre
aree naturali e delle nostre riserve in Sicilia.
C'è un'altra cosa che grida vendetta - ripeto, tanto più che
abbiamo 600 e rotti milioni di euro di maggiori entrate -
riduciamo la spesa per il ricovero minori e per le comunità
alloggio, cioè stiamo danneggiando un pezzo di quella società
siciliana più debole e meno tutelata. È evidente che con questa
dimensione rischieremmo di trasferire solo ai comuni, in una
situazione già complicata, costi che sono in qualche modo
obbligati.
Mi riferisco per tutti al ricovero minori per disposizioni delle
autorità giudiziarie. Eppure noi riduciamo il nostro trasferimento,
così come ai ciechi, così come ai sordi, a quelle categorie
maggiormente svantaggiate.
Cosa fa, invece, la manovra? Ed è questo un punto di discussione,
io non do un giudizio, tutte le Finanziarie, chi le propone le
ritiene le migliori del mondo, chi si oppone prova a dimostrare che
così non è, ma fa parte delle regole del gioco. Mi pare, però,
importante sottolineare due aspetti. Questa manovra ha un obiettivo
strategico, di rendere il Governo extraparlamentare. L'Assessore
Armao sorride e sorride a buon veduta perché l'Assessore Armao,
facendo un po' il contabile ma anche avendo cognizioni giuridiche,
cerca di utilizzare quegli elementi di cognizione giuridica per
provare a fare in modo che dopo questa Finanziaria il Governo non
ha più bisogno del Parlamento.
Molte norme, in violazione dell'articolo 12 dello Statuto della
Regione, prevedono che il Governo, cioè il Presidente della Regione
con decreto del Presidente della Regione, malgrado tutta una serie
di passaggi formalmente di coinvolgimento delle Commissioni
parlamentari, possa fare ciò che la legge non gli attribuisce di
fare. Non la legge della Regione, lo Statuto della Regione
Siciliana che - ricordo all'Assessore Armao - non è un elenco di
suggerimenti, è una serie di norma prescrittive. E l'articolo 12,
in particolare, dice che il Governo può esercitare il potere di
regolamentazione attraverso le procedure di un regolamento, laddove
però anche lo stesso regolamento stabilisce le linee guida che la
legge deve, in qualche modo, definire per produrre il regolamento
con tutta una serie di procedure; ma qui non mi dilungo.
L'altra novità - e di questo ne discuteremo nel merito quando
affronteremo l'articolato - c'è una ipotesi nuova che è,
sostanzialmente la costituzione dell'autorità di bacino. In questa
norma ci sono due idee - ma lo approfondiremo quando andremo
all'esame della questione - sostanzialmente da un lato di
esternalizzare, non nel senso che c'è un privato ma nel senso che
si costruisce un soggetto autonomo dell'Amministrazione intesa
nella organizzazione dei dipartimenti della nostra Regione, di
prevedere una organizzazione di tipo autoritativo che, Presidente
Musumeci, somiglia un po' troppo a quello che si fece nel 2005 e
che poi con legge del 2008 fu abrogato da questa Regione, ovvero
che a seguito del commissariamento per le emergenze acqua e rifiuti
- anche allora ci fu una storia di commissariamento - l'evoluzione
del commissariamento fu la costituzione di un'agenzia delle acque e
dei rifiuti.
Noi con la legge del 2008, la n. 19 del 2008, stabilimmo che in
Sicilia quelle attività venissero internalizzate all'interno
dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale e, in
particolare, costituimmo un Assessorato, unico in Sicilia, rispetto
alla storia della Sicilia che era costruita secondo uno schema che
si è ripetuto quasi per quarant'anni: ovvero l'Assessorato energia,
acque e rifiuti.
Al di là se dovrà essere un'autorità o se dovrà essere un
dipartimento, io voglio sapere dal Governo - tanto più che oggi il
Presidente della Regione è anche commissario non solo per
l'emergenza rifiuti, ma anche per l'emergenza idrica - se il
Governo ha inteso cambiare profilo, obiettivo, organizzazione della
propria macchina, trasferendo le competenze nel settore idrico,
dall'assessorato Acqua all'assessorato Territorio.
Ripeto, ci sta, tutto è possibile, con legge si può fare ciò che
si vuole, ma il Governo deve spiegare perché. Tra l'altro, ho
saputo pochi minuti fa che il nuovo capo di gabinetto
dell'Assessore appena nominato, a cui faccio tanti auguri anche per
il gravoso lavoro che lo attende, è l'ex capo servizio del settore
Acque.
Quindi, da un lato vorrei capire qual è la schizofrenia con la
quale si sta muovendo questo Governo, nel modo di affrontare una
questione assai delicata. Non ci scordiamo che il tema idrico non
riguarda solo il potabile, ma riguarda anche l'irriguo, con tutta
una serie di questioni aperte che investono più competenze ma che
bisogna ricondurre ad unicità.
Io, devo dire, di mio naturalmente ho una reazione epidermica a
tutto ciò che somiglia ad organismi esterni all'amministrazione,
organizzativamente prevista dalla legge, organizzazione della
macchina regionale. Insomma, sono contrario all'idea di autorità
indipendenti, anche perché, in Sicilia, di indipendente non c'è
nulla
Ripeto, queste sono questioni che affronteremo nel corso di questa
manovra. Mi interessa, però, capire che, al di là delle
dichiarazioni di intenti che è la migliore o la peggiore
finanziaria del mondo, io vorrei che da questa finanziaria non
uscissimo danneggiando alcuni siciliani.
Primo. Chi vive nelle isole minori deve sapere se il trasferimento
dei rifiuti, a mezzo nave visto che sul mare si va solo per nave,
gli debba costare ai cittadini di quelle comunità - stiamo parlando
di pochissimi cittadini che vivono
MUSUMECI, Presidente della Regione. Bisogna dirlo a Roma
CRACOLICI. Scusi, Presidente Musumeci, non vorrei che Roma diventi
un alibi. Lei nel suo Governo, sta proponendo un taglio ai
trasferimenti
MUSUMECI, Presidente della Regione. No
CRACOLICI. Come no? Glielo dimostreremo nel corso dell'esercizio.
Sta proponendo un taglio ai trasferimenti per il trasporto rifiuti
delle isole minori che danneggerà i cittadini delle isole minori.
Secondo. Ad oggi assistiamo, tra l'altro avendo da un lato
prevediamo delle norme per pagare una parte del contenzioso con le
società accreditate, concessionarie, del sistema della autolinee in
Sicilia - circa un milione e mezzo di euro, se non ricordo male -
dall'altro lato, tagliamo circa 20 o 30 milioni di euro al sistema
delle autolinee. Sappiamo, anche lì, che ci presenteremo ad un
sistema di contenzioso, che lo abbiamo già perso quando il sistema
del famoso quinto d'obbligo che in qualche modo ad un certo
punto, per fantasie amministrative, aveva fatto pensare alla
Regione di risparmiare i servizi col quinto d'obbligo tranne che
abbiamo perso davanti al giudice ed oggi paghiamo il contenzioso.
Quindi, questa manovra, ripeto, a fronte di circa 600 milioni di
nuove entrate, questo per rimarcare una serie di considerazioni
sull'accordo Stato-Regione; noi speriamo che l'assessore Armao avrà
possibilità, come dire, forzute per portare in Sicilia ciò che,
fino ad oggi, non siamo riusciti ad ottenere, maggiori risorse dei
trasferimenti dallo Stato alla Sicilia - ma, intanto, con queste
risorse in più, che oggi ha la Sicilia noi stiamo danneggiando
alcune categorie, per fare poi una finanziaria che - con tutta
onestà, e chiudo su questo - è, abbastanza, raccogliticcia. Non c'è
un'idea.
Un'ultima cosa, assessore Armao. Lei, con la manovra finanziaria,
si riprende e fa bene - su questo siamo d'accordo - 84 milioni che
giacciono all'IRFIS da molti anni. Salvo, però, non dire questi 84
milioni che fine debbano fare. Lo rinvia al fatto che è nella
disponibilità dell'amministrazione regionale. Noi la sfidiamo. Se
vogliamo dare un sostegno reale allo sviluppo economico della
nostra regione, quegli 84 milioni destiniamoli al credito agevolato
per gli artigiani, per gli agricoltori, per i commercianti, per le
cooperative, estendiamolo ai giovani e alle categorie
dell'innovazione, ma prevediamolo per legge. Non fa parte di
quell'altro disegno che, magari, lei non l'ha scritto ma che, in
qualche modo, nel suo cuore lo spera che con provvedimento
dell'assessore, poi, deciderà a chi darlo.
Con tutto il rispetto, questo è un Parlamento e ciò che decideremo
lo faremo tutti e 70 in Parlamento con uno strumento che si chiama
legge della Regione che sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale e,
quindi, tutti i cittadini potranno sapere chi sta dentro e chi sta
fuori.
Anche lì, quindi, quella norma scritta è un po' nascosta nella
norma dell'IRFIS. Quegli 84 milioni mettiamoli a disposizione per
le imprese ora e non domani in maniera tale che tutti sanno come
realmente fare nuovi investimenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, il tempo stringe per cui mi limiterò soltanto a
qualche considerazione in fretta, quasi un saluto. Comunque, ci
sono 4 giorni davanti a noi per potere esprimere anche valutazioni
politiche, valutazioni istituzionali rispetto a questo momento
fondamentale nel percorso della legislatura.
E' la prima legge di stabilità, il primo bilancio e se una analisi
ed una sottolineatura si può fare è che a fronte di una legge di
stabilità, votata dal Governo in prima fase e arrivata in
Parlamento piuttosto distante, e non ne comprendo le ragioni, da
quello che era il documento di economia e finanza regionale, cioè
di una legge di stabilità alla quale mancava probabilmente una
visione complessiva rispetto a quello che invece, seppure in
embrione, Presidente, contenuto nel Documento di Economia e Finanza
che avete prodotto, successivamente in Parlamento, probabilmente
anche con un atteggiamento bulimico, lo definiamo in questo modo,
da parte dei parlamentari, nonostante l'importante opera di sintesi
che ha operato il Presidente della Commissione Bilancio , si sono
prodotte delle norme, molte buone, molte condivisibili, altre molto
meno condivisibili, altre da cancellare.
E tuttavia, il problema è che queste norme, Presidente, sono una
somma di norme frutto dell'iniziativa di singoli parlamentari e
anche di iniziative del Governo nel corso della lettura, nelle
Commissioni di merito prima e nella Commissione Bilancio dopo,
che non danno a questo strumento quello che dovrebbe avere a
prescindere se io sono un parlamentare dell'opposizione che
dovrebbe cioè avere una visione di insieme, una visione di quella
che è la prospettiva della nostra Regione, una prospettiva per i
siciliani.
E in questo senso io mi permetto, senza tema di equivoci, peraltro
è notorio, pubblico e notorio il rapporto di stima che mi lega a
lei, Presidente, dal punto di vista politico e istituzionale,
persino affettivo, e che si è svolto sempre nel rispetto rigoroso
delle posizioni che prima lei nella scorsa legislatura ha avuto di
opposizione al Governo di cui per un periodo ho fatto parte io e
adesso io nel dovere, nel ruolo che ci hanno riservato i siciliani
di opposizione al suo Governo, ma non ai siciliani ovviamente;
quindi, in questo rispetto reciproco io credo che una maggiore
presenza del Presidente, lo dico come auspicio rispetto a questo
percorso sugli strumenti finanziari, ci avrebbe consentito tutti
insieme, ognuno per la sua parte, la maggioranza per la sua parte
di responsabilità e di proposta, l'opposizione anche in una
dialettica a volte persino dura, persino di contrapposizione,
avrebbe consentito probabilmente di dare una visione più di sintesi
a tutto questo percorso legislativo che, ripeto, è fatto di buone
norme anche se alcune non sono assolutamente condivisibili.
Quindi, il mio è un auspicio che in questa fase in cui si esprime
la democrazia della sovranità popolare del Parlamento con la sua
presenza, Presidente, si possa davvero migliorare e rendere più
organica con una visione complessiva in cui la opposizione ha il
dovere di dare il suo contributo, seppur critico, ma anche di
proposta esattamente come abbiamo fatto.
Alcuni colleghi del mio Gruppo parlamentare li hanno citate, le
misure per gli ultimi, che non è una battuta, che sono state, come
dire, hanno ricevuto la copertura da parte del Governo, i
provvedimenti per il reddito di inserimento, i provvedimenti che
riguardano i comuni commissariati per mafia, l'estensione delle
zone franche per la legalità, l'attenzione per le problematiche che
derivano dall'usura e dal racket, il reddito di libertà che è stato
citato che evidentemente da una visione rispetto alla quale noi
registriamo che comunque è stato consentito che venissero calate
nella legge di stabilità.
Ma ci sono anche norme proposte da me e da altri parlamentari
della maggioranza come quello citato dall'onorevole Di Mauro
sull'amianto, la bonifica dell'amianto, un tema che deve stare a
cuore delle istituzioni regionali a prescindere dai ruoli di
maggioranza o di opposizione o quello citato dall'onorevole
Arancio, proposto appunto dalla maggioranza, e di questo do merito
evidentemente alla Commissione Salute , all'Assessore Razza, sullo
0,2 per cento sull'autismo.
Non è un caso insomma, qualcuno ha detto l'autismo è una patologia
a macchia di leopardo in Italia. Non è vero, la verità è che la
Sicilia è molti anni avanti rispetto a regioni evolutissime da
questo punto di vista come la Lombardia, l'Emilia Romagna, la
Toscana perché noi abbiamo voluto la diagnosi precoce e il
trattamento intensivo e, quindi, bene hanno fatto, e quindi ha il
mio plauso incondizionato, passare dallo 0,1 allo 0,2 per cento
perché questo possa essere un fatto che ci consente, Presidente, di
recuperare davvero bambini che diagnosticati per tempo in età
davvero tenera possano essere recuperati e recuperati ad una
dimensione sociale da cittadino nel pieno del suo diritto di
cittadinanza.
Ed allora, Presidente, queste sono le critiche veloci - mi avvio
alla conclusione perché il tempo è terminato - della nostra
visione critica rispetto alla legge di stabilità. Non è una critica
di contrapposizione, è una critica che vorrebbe che, come auspicavo
da capogruppo di maggioranza e poi da Assessore, che il Parlamento
fosse davvero al centro delle istituzioni regionali e che con la
sua sensibilità istituzionale davvero si potesse governare anche e
soprattutto attraverso il contributo determinante che il
Parlamento, espressione vera della sovranità popolare, ha il dovere
e il diritto di esprimere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come ha
chiaramente fatto emergere il ragionamento del mio amico Roberto Di
Mauro, non c'è dubbio che noi abbiamo dei grandi problemi in questa
finanziaria, sono legati a quelle che sono le realtà del caso.
Pochi fondi, una coperta piccola che deve coprire tante cose,
quindi se c'è un grande problema in questa finanziaria è certamente
questa che non si può certamente ascrivere a un problema di questo
Governo, è ascritto alla storia i problemi della Sicilia che
certamente noi dovremo cercare di recuperare. E ha fatto bene
Roberto Di Mauro quando incita questo Governo a, in qualche modo,
rivedere i rapporti con lo Stato in una condizione non di
sudditanza ma di rapporto corretto, paritario, perché questa
Sicilia possa avere riconosciuti i suoi diritti.
Detto questo, non c'è dubbio che in questa coperta stretta tante
cose buone ci sono in questa finanziaria, molte cose sono state
citate anche obiettivamente come chi mi ha preceduto, l'onorevole
Gucciardi.
Io, per esempio, rispetto a tante critiche che si stanno
sollevando su questo ragionamento che si sta facendo su alcuni
istituti come può essere Crias, Ircac e così via di seguito, mi
ritrovo invece d'accordo con quanto sostenuto con l'assessore
Armao. E non lo faccio solo per un debito di amicizia, ma lo faccio
perché sono convinto, perché credo che sia uno sforzo di
riorganizzare, rivedere, perché il ragionamento su tutti questi
enti, strutture e quant'altro della Regione siciliana, non c'è
dubbio che è uno sforzo sicuramente positivo, intelligente,
giudizioso.
Certo, la perfezione non è di questo mondo, vanno ragionate le
cose, vanno modulate, è stato giudizioso da parte del Governo
rimodulare quello che era stato individuato inizialmente con un
accorpamento dei tre ambiti per riportarli invece solamente a due,
lasciando per il momento fuori l'Irfis. Tutto questo è un fatto
positivo.
Detto questo, signor Presidente, io voglio lanciare un appello, so
di essere forse seccante perché più volte l'ho ribadito, l'ho
ribadito all'Assessore per l'agricoltura, l'ho ribadito alla sua
persona. C'è in questo momento un problema serio che va affrontato
e non si può tralasciare immaginando che tanto è sempre colpa di
qualcuno e che, voglio dire, c'è qualcuno che ha fatto i danni e
non è colpa nostra.
Noi abbiamo il dovere, in qualche modo, di mettervi mano, abbiamo
il dovere di dare delle risposte, abbiamo il dovere di, anche lì,
come si sta facendo giudiziosamente, questo Governo si sta
sforzando di rivedere queste strutture, queste cose come si sta
facendo per il sistema bancario, il sistema del credito, va fatto
anche per altri enti che, ahimè, producono scarsi servizi e debiti
che, poi, alla fine qualcuno dovrà pagare o li pagano in questi
casi gli agricoltori o li paga la Regione, ma di fatto li paga il
popolo siciliano ed è l'annoso problema dei Consorzi di bonifica.
Vedo che l'Assessore per l'agricoltura mi guarda e dice:
ancora . Sono cocciuto, mi piace, ma lo faccio perché ci credo
per uno spirito, perché voglio stimolare il Governo a ragionare su
questa cosa, a non metterlo da parte, a non metterlo da parte in
modo semplicistico, dicendo, Vabbè qualcuno ha sbagliato. Ne
pagherà le conseguenze , perché oggi chi ne paga le conseguenze
In questo momento ne stanno pagando le conseguenze gli agricoltori
e se noi diciamo che l'agricoltura è una cosa importante per la
nostra terra non possiamo permettere tutto questo
Perché la stanno pagando gli agricoltori adesso? La pagano gli
agricoltori perché tutti quei contenziosi, ben 450 contenziosi in
questo momento si stanno riversando sui consorzi di bonifica, di
fatto lo stanno pagando gli agricoltori. Tutto questo lo pagano gli
agricoltori non solo in termini economici, ma anche in termini di
cattivo funzionamento perché di fatto in questo momento la campagna
irrigua non è partita, di fatto in questo momento nessuno porterà
l'acqua alle campagne.
Questa è una cosa drammatica per noi, per la nostra cultura, per
quei territori, per quella gente che vive di agricoltura. E'
drammatica per gli agricoltori che vivono di agricoltura, è
drammatica per quei lavoratori e non solo sempre dei nulla facenti.
Sono della brava gente, dei cittadini siciliani che lavorano per
qualche migliaio di euro al mese in campagna a lavorare. Quindi,
hanno anche loro il diritto di essere attenzionati, il diritto di
potere lavorare e di potere portare un pezzo di pane a casa.
Ed allora, dobbiamo mettere insieme tutto questo, dobbiamo dare
queste risposte. Ecco perché voglio sottolineare, e faccio un
appello, Presidente, so quanto lei è attento alla nostra
agricoltura, alla gente, alla povera gente. Prestare attenzione
alla povera gente, alla gente che lavora per mille euro al mese e
che fa un servizio anche lì in una organizzazione il sistema deve
essere certamente riorganizzato perché un sistema che costa tanto e
funziona poco è chiaro che non funziona. Di qualcuno sarà la colpa,
va accertato, certamente noi dovremo trovare la soluzione perché
questo non avvenga più. Noi dobbiamo la soluzione che il sistema
costi poco e funzioni bene.
Che significa costare poco e funzionare bene? Intanto, a cosa
serve? Ogni cosa deve avere un suo significato. A cosa serve ogni
consorzio? I consorzi non è vero, come si sostiene, che non servono
a nulla, questa è una dabbenaggine, è, come dire, trattare con
superficialità una cosa.
Dobbiamo ricordare, e mi riallaccio a quel discorso che è stato
fatto in quest'Aula a proposito delle acque, del risparmio
dell'acqua eccetera. Noi oggi, caro Presidente, in Italia riusciamo
a garantire, a conservare appena, appena il 10 per cento delle
acque piovane. Di tutta l'acqua che piove solo il 10-11 per cento
noi riusciamo a conservare. Perfetto Questo ci deve dire quanto
sciocchi siamo a pensare a delle alternative mirabolanti, quale può
essere il dissalatore, che costano una marea di soldi, quando
invece potremmo conservarli con gli invasi, esiste una Autorità
nazionale degli invasi che è in carico al Ministero
dell'Agricoltura, ma la struttura poi periferica in tutta Italia
funziona da decenni e che devono servire a irreggimentare
quest'acqua a conservarla e poi a utilizzarla sono i Consorzi di
bonifica, che hanno la struttura tecnica manuale per fare questo
lavoro.
Allora, noi dobbiamo solo farla funzionare, non distruggerla; e
come si fa funzionare? Riorganizzando il sistema, chiarendo i
compiti, chiarendo cosa si deve fare, riorganizzando un meccanismo
che da 10 anni ormai è bloccato. Le piante organiche sono ormai
ridotte al lumicino, non c'è personale di ruolo che fa questo
lavoro, per cui di anno in anno si chiamano questi avventizi che
diventa precariato e che non a caso poi rivolgendosi al giudice
viene dato ragione a loro e torto all'ente che sarà il Consorzio;
poi, di fatto, si ribalta sulla Regione perché come il 90 per cento
delle cause perse da parte dell'ente consorzio a favore dei
lavoratori e che poi alla fine si ritrovano gli agricoltori a
pagare. Questo è un meccanismo a cui dobbiamo assolutamente mettere
mano.
Io ho presentato questo emendamento e mi sono sforzato di trovare
un meccanismo perché si possa risolvere il problema. Capisco che è
complicato e capisco, caro Presidente, che soldi non ce ne sono,
capisco che non possiamo caricare la Regione ulteriormente, capisco
tutto questo però dobbiamo sforzarci e questo è l'appello che
faccio a lei, Presidente della Regione, e a lei, Assessore, perché
ci si metta mano in modo organico.
Io mi sono sforzato di risolverlo con un emendamento, forse
semplicistico ma che dà una risposta immediata.
Allora, vi dico, intanto mandiamo la gente a lavorare e mandiamo
l'acqua agli agricoltori; intanto, nell'emergenza facciamo questo,
vi prego, poi se il Governo riterrà - e questo è il mio appello -
di mettere mano ad una riforma più organica, più completa che dia
risposte oggi per il futuro, cioè di non mettere sempre pezze come
spesso facciamo noi in Sicilia, ma immaginare delle cose che
funzionano ed evitando questa iattura, questa cosa drammatica che è
il precariato.
Io credo che non ci sia cosa più brutta, signor Presidente della
Regione, che mantenere gente che non ha la libertà nel proprio
lavoro, che non ha la libertà di dire: io ho un mio lavoro, un mio
diritto e mi sento libero dal dovere ogni anno chiedere e tirare la
giacca all'assessore di turno al funzionario di turno per potere
andare a lavorare e sfamare la mia famiglia .
Tutto questo non è, oggi, concepibile e so che per la dignità che
ha questo Governo, per la dignità che ha questo Presidente della
Regione, per la dignità che abbiamo tutti noi, oggi questo non lo
dobbiamo consentire, non dobbiamo consentire che i nostri cittadini
perdano la dignità e la libertà di essere autonomi. E la libertà e
la dignità te la dà il lavoro e la sicurezza del lavoro, non certo
il precariato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Assessori, è già stato detto, la legge di
stabilità è arrivata in Aula e conteneva appena 35 articoli di cui
alcuni di grande importanza. Io parto dall'esame di quelli che sono
della competenza della mia Commissione che abbiamo per questo
motivo esaminato con più attenzione e scrupolo.
Questa legge portava la costituzione dell'ARCAS, l'Agenzia
Regionale sulla Casa, che è un'agenzia importante che non solo si
limita a sostituire lo IACP, ma va ben oltre; avevamo immaginato in
Commissione addirittura che il Presidente della Regione potesse
chiedere a Roma di mettere dentro questa Agenzia anche gli immobili
confiscati alla mafia in modo da utilizzarli prioritariamente per
le famiglie bisognose di un alloggio, quindi riorganizzare un
sistema che in questo momento, purtroppo, non è funzionale e in
molti casi è addirittura ombroso.
E' una priorità di questo Governo che in Commissione abbiamo
apprezzato. Ora la norma è stata stralciata; ci auguriamo che in
tempi brevi rientri attraverso il Collegato .
Nei 35 articoli c'era - e c'è tuttora - la norma che prevede la
possibilità di fare una selezione pubblica e delle assunzioni per
l'ARPA.
Abbiamo ricevuto qualche settimana fa in audizione in Commissione
la dirigenza dell'ARPA che ha portato un grido di allarme.
L'ARPA infatti lavora tanto e ha tantissime competenze
prioritarie in Sicilia, dal controllo delle acque a tante
competenze anche ausiliarie - su richiesta di altri enti e della
Magistratura - ma ha pochissime professionalità, spesso legate con
contratti precari.
Questa norma dà la possibilità a tanti giovani professionisti di
potere restare in Sicilia e essere utili per un ente come l'ARPA
che, assolutamente, è di primaria importanza nella visione di una
strategia che tuteli e valorizzi l'ambiente.
C'erano gli interventi sulla prima casa. L'Assessore Falcone, su
richiesta della Presidenza dell'Assemblea, lo ha riscritto. In un
primo momento si era immaginato di utilizzare dei fondi europei,
adesso si è trovato un finanziamento, questa è una norma che
ritengo fra le più importanti di questa legge di stabilità. Quella
di dare un sostegno alle giovani coppie con un reddito minimo,
potere costruire - si ipotizzava una somma intorno ai 40.000 euro -
o acquistare o ristrutturare la loro prima casa è una norma
importantissima la cui sensibilità è avvertita anche dalla gente.
Quando tale norma è stata annunciata dal Governo, più persone
hanno chiamato in ARS per sapere come funzionasse una norma che
ancora dobbiamo approvare. C'è tantissima attenzione su questo. E'
chiaro che 40.000 Euro, in una grande città, rappresenti una somma
che ha bisogno qualche altro sostegno, ma per chi, come me, viene
dalla provincia sa invece che in molte realtà di provincia, in
molti paesi - che purtroppo si vanno svuotando -, una giovane
coppia con 40.000 Euro può comprare una casa dignitosa.
Ciò rappresenta un aiuto importante per le giovani coppie, questo
norma l'ho salutata con grande favore come del resto tutta quanta
la Commissione. La riscrittura pertanto la ritroveremo in Aula e
sarà salutata con grande favore.
Tra i 35 articoli c'è l'istituzione dell'Autorità di bacino. E'
stato detto dall'onorevole Cracolici, è stata criticata l'idea di
averne fatto piuttosto che un dipartimento un'autorità autonoma con
personalità giuridica di diritto pubblico. Questo è stato oggetto
di analisi della nostra Commissione.
Abbiamo dibattuto con gli Assessori di competenza ed è una norma,
anche questa, molto attesa, richiesta dalla normativa nazionale
perché prevista dal Testo Unico per l'ambiente, il 152, e prevede
che ci sia anche in Sicilia un'autorità autonoma che abbia una
governance del tutto pubblica, - quindi non si grava la Regione di
spese, oneri, di un carrozzone che metta dentro chissà quali
personalità esterne - ma che con autorevolezza possa stilare il
piano di bacino e possa soprattutto monitorare il rischio di
desertificazione che abbiamo, possa monitorare l'utilizzo dei
bacini idrici, del demanio idrico sia marittimo che fluviale e
possa, soprattutto, attenzionare quelle che sono le gestioni dei
servizi idrici.
Ciò rappresenta un altro tema dolente di cui noi ci siamo
ampiamente occupati e continueremo ad occuparci nell'interesse dei
siciliani.
L'autorità di bacino quindi risponde ad una normativa del Testo
Unico ed è importante che anche la Sicilia, con colpevole ritardo,
si doti di questo ente di personalità giuridica pubblica.
C'era ed è rimasta la valorizzazione dei beni demaniali.
Sappiamo benissimo che i beni demaniali se ben sfruttati possono
essere fonte di grande risorsa per questa Terra.
C'è ma è stato ampliato, e saluto con favore l'emendamento
dell'onorevole De Luca, che propone di ampliare in modo notevole un
articolo che il Governo aveva già proposto ossia la possibilità di
aiutare gli enti locali nel redigere i piani regolatori e i piani
per l'utilizzo del demanio marittimo, il PUDM, perché sappiamo
bene, e noi lo abbiamo visto incontrando diversi sindaci, diversi
amministratori nella nostra Commissione, che i Comuni, soprattutto
i più piccoli, non hanno la possibilità economica di dare gli
incarichi per i progettisti e quindi non si dotano di questi
importanti strumenti urbanistici proprio per delle difficoltà di
bilancio. Questa è un'altra nota favorevole.
C'era e c'è il biglietto unico. Qualcuno ne ha parlato prima di
me. E', ovviamente, sperimentale. Il biglietto unico dà la
possibilità al cittadino - soprattutto in questa fase - soltanto
nelle aree metropolitane, quindi a Catania, a Palermo, a Messina,
di arrivare e con lo stesso biglietto del treno poter utilizzare
anche i mezzi pubblici nelle città dove arriva.
E' uno strumento innovativo, siamo tra i primi in Italia ad
ipotizzare una cosa del genere, speriamo funzioni.
Certamente ha accolto favorevolmente l'Assessore Falcone anche le
sollecitazioni che sono arrivate dai colleghi per fornire anche di
ulteriori servizi quali il wi-fi e altre particolari benefit chi
utilizza questo biglietto unico. Vedremo se funziona. Certamente se
funziona potrà essere anche promosso nelle altre città, almeno
capoluogo. Perché sarebbe bello arrivare anche ad Agrigento e poi,
con lo stesso biglietto, andare alla Valle dei Templi o piuttosto
alla Scala dei Turchi o scendere a mare.
C'era l'esenzione della tassa automobilistica per la prima auto
per le famiglie meno abbienti. Questo era un tema che aveva
annunciato il Presidente Musumeci in campagna elettorale e che
nella prima tornata utile, quindi nella legge di stabilità, è stato
inserito. E' una cosa anche questa di grande aiuto alle famiglie
meno abbienti essere esonerati dal pagamento del bollo auto per la
loro unica auto spesso utilizzata anche per motivi di lavoro. E'
certamente un aiuto notevole e molto apprezzato dai siciliani.
Poi ci sono delle norme in più. Sono state inserite delle norme
secondo la sensibilità dei deputati. Si è parlato - lo ha fatto
l'onorevole Gucciardi - del reddito di libertà delle donne che
hanno subìto violenza. Non posso che essere d'accordo. Si è parlato
di rifinanziare una norma che dà la possibilità alle famiglie che
fanno adozioni internazionali di coprire le spese enormi per i
costi delle adozioni. E questa è una normativa regionale che esiste
grazie ad un mio emendamento per cui sono felice che in questa
legge di stabilità si possa rifinanziare.
E in più una serie di normative; ne ha illustrate diverse
l'onorevole Dipasquale, per Ibla, Pozzallo, Comiso. E' chiaro,
onorevoli colleghi, che alcune di queste sensibilità sono più o
meno nobili. Qualcuno le ha chiamate marchette . Io dico che sono
esigenze di un territorio che ognuno di noi porta in questa legge.
Qualcuno, sono convinta anche io, che con il voto di questa Aula
possa essere migliorata o addirittura cassata.
Però, è chiaro, che questa legge e questo ingigantirsi della legge
di stabilità da 35 a 110 articoli, ha fatto sì che trovassero
spazio quelle che sono le istanze di un territorio vasto come la
Regione siciliana e che siano state interpretate in maniera più o
meno nobile dai componenti di questa Assemblea.
Non griderei allo scandalo. Il voto dell'Aula è un voto sovrano e
vedremo; l'onorevole Musumeci farà la sua relazione alla fine; a
secondo quello che verrà fuori dal voto di ognuno di noi sulle
sollecitazioni che sono arrivate dal Governo con i suoi 35 articoli
e da tutti noi a vario titolo e con gli altri che l' hanno
enormemente gonfiata.
Vorrei dire all'onorevole Fava una cosa, che ha esperienza di più
mandati parlamentari a Roma ma è un neofita di questa Aula: il
bilancio regionale siciliano è per il 90 per cento fatto di spese
non comprimibili. E' un bilancio che è ingessato. E' un bilancio
per cui è impossibile - o quasi - immaginare di poter tracciare
una strategia politica su quel 10% che puoi utilizzare, perché
spesso, e così è successo, per esempio, in questa sede oggi, si
devono coprire delle emergenze e si devono coprire delle necessità.
L'abbiamo fatto e l'ha fatto il Governo con la norma sui disabili,
che trova spazio in questa legge di stabilità, per cui la strategia
del Governo, più che da un bilancio ingessato, fatto di spese non
comprimibili, verrà, giustamente, dettato dall'utilizzo che si
riuscirà a fare di quelli che sono i fondi europei.
Il Presidente Musumeci l'ha denunciato più volte, dovrà spendere e
certificare, entro il 31 dicembre, circa 770 milioni di euro,
sapendo che, ad oggi, il Governo precedente ne ha certificati
soltanto 7 milioni.
Ecco, dalla spesa di quei fondi e da quelli che verranno dopo, è
lì che si potrà tracciare una strategia politica e da lì che si
potranno dare risposte ai siciliani e al territorio. E da lì che io
mi aspetto, anzi, è da lì che io pretendo che questo Governo riesca
ad utilizzare i bandi per potere dare una speranza ai nostri
giovani.
Assessore Lagalla, io avevo presentato degli emendamenti, che la
Presidenza dell'Assemblea ha ritenuto di dovere stralciare perché,
piuttosto che sul bilancio regionale che sapevo bene essere di
scarso respiro, quindi di poca manovra, facevano leva sui fondi a
lei disponibili. Erano delle norme che prevedevano la possibilità
di finanziare l'apprendistato professionalizzante per i nostri
giovani, di finanziare dei master che li specializzasse qui, in
Sicilia, anche all'interno di grandi aziende siciliane.
Erano norme che prevedevano la possibilità di fare rientrare, in
Sicilia, dei giovani che si sono formati in maniera eccellente,
anche fuori dalla Sicilia, ma anche all'estero.
Sono norme che noi possiamo, in qualche modo, usare, ed io ne
farò oggetto di un ordine del giorno, proprio per sensibilizzarla
ulteriormente, mutuando i fondi disponibili dell'Unione europea.
Quella è l'occasione che avremo per dare risposte concrete e
dirette al nostro territorio, ai nostri giovani, ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo per parlare della finanziaria. Mi pare che sia una
finanziaria che abbia due linee di azione: la prima che cerchi di
colmare alcuni buchi, alcune esigenze del passato e, qui, mi
riferisco, ad esempio, alle norme contenute nei primi articoli, che
sono quelli sull'EAS e lì il Governo si è dovuto, evidentemente,
muovere in un ambito nel quale è stato necessario cominciare a
mettere le toppe a delle falle che si è sono trovate. In maniera,
debbo dire, anche silente, ha lavorato in questo senso.
L'altra attività della stessa legge finanziaria è dovuta alle
nuove implementazioni. E lì mi riferisco: al dopo di noi, mi
riferisco all'autismo, mi riferisco al reddito di libertà in favore
delle donne che hanno subito violenza, così come mi riferisco al
criterio per potere incentivare i comuni che si avviano alla
raccolta differenziata e, di questo ne fanno tesoro e, cominciano
ad innalzare la percentuale. E queste sono le linee che il Governo
ci ha dato nella sua legge finanziaria.
Non trovo assolutamente strano che a questa legge finanziaria
partecipino anche i deputati che ascoltano il territorio ed
attraverso gli emendamenti o le implementazioni alla stessa legge
finanziaria provano, loro stessi, ad aiutare il Governo, senza con
questo volerne togliere, come dire, né la paternità né l'indirizzo,
così com'è giusto, ma provano anche a dare voce a quelle che sono
le istanze di tutti i territori.
Io, come tutti i miei colleghi, perché altrimenti rischieremmo qua
di fare stupida e bassa ipocrisia, ho presentato emendamenti perché
riteniamo, nel bene o nel male, che quegli emendamenti diano
risposte alle associazioni, agli stakeholders che provengono dal
territorio e che ci chiedono di avere risposte dopo anni e anni.
Spesso risposte molto semplici: un caso emblematico, per esempio, è
quello dei lavoratori della SAS che affrontano e hanno un
contenzioso notevole con la Regione, e la Regione affronta un
contenzioso e paga avvocati, poi paga stipendi - vuoto per pieno -
nel senso che non hanno lavorato e bisogna pagargli lo stipendio ed
inoltre gli interessi. Che senso ha? Allora, quei deputati che
aiutano in questo senso svolgono un lavoro encomiabile.
Ritengo che questa possa essere la migliore finanziaria che poteva
essere presentata in un momento di crisi, in un momento in cui un
Governo regionale si trova a dover affrontare numerose emergenze:
prima c'è stata quella dell'acqua, poi se vogliamo quella dei
rifiuti, ancora oggi vigente e per la quale sappiamo che il Governo
sta lavorando alacremente, ed in questo senso siamo certi che le
risposte arriveranno. Quindi mi complimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, intanto, mi corre l'obbligo di ringraziare il gruppo
"Forza Italia", che ci ha ceduto qualche minuto in modo da
consentire di concludere l'intervento mio e quello del presidente
del nostro Gruppo parlamentare.
Io, in apertura, con franchezza devo riconoscere che mi sarei
aspettato un maggiore stralcio da parte della Presidenza
dell'Assemblea. Uno stralcio più consistente rispetto a quella che
era la prassi parlamentare che ha evitato la produzione di leggi
che non avevano i requisiti di leggi e di norme di legge, nel corso
della legge finanziaria, che non avevano la caratteristica della
generalità e dell'astrattezza.
Fortunatamente, tra gli stralci però c'è quello dell'articolo 1,
comma 5, che riguarda le somme del POC - assessore Armao, come sa,
era stato oggetto anche di discussione in Commissione - siccome
pare che ci siano anche degli emendamenti di riscrittura per
salvare alcune delle norme stralciate, noi ci auguriamo che quelle
somme del POC non vengano toccate. Sono somme che riguardano, da un
lato, l'ospitalità diffusa in capo all'Assessore per i beni
culturali, e dall'altro, le vie di fuga per la Protezione Civile.
Magari sono degli interventi per cui alcuni Comuni, o alcuni Enti,
non stanno rispettando i tempi, io credo però che un'azione
specifica da parte del Governo per sollecitare, da un lato, gli
enti che hanno partecipato, ma dall'altro anche i propri uffici per
definire ed arrivare quanto prima ai decreti di finanziamento,
sarebbe un atto opportuno.
Non mi aspettavo poi - come lei sa, io sono un fautore di questa
omogeneizzazione tra l'Assessorato ai beni culturali e
l'Assessorato al turismo - che venisse tagliato il fondo che traeva
origine dall'articolo 22, della legge regionale 16/2017. E' un
fondo, lo ricorderanno i parlamentari che erano presenti anche
nella scorsa legislatura, che venne approvato con un'ampia
maggioranza di questa Assemblea, e che prevede una omogeneizzazione
degli interventi da parte dei due assessorati nei teatri di pietra
della Regione siciliana. E' un fondo che è entrato in vigore a
settembre del 2017, quindi durante la campagna elettorale, ed io
credo che, anziché essere tagliato, dovrebbe essere, non solo
mantenuto per rispetto alla volontà del Parlamento dello scorso
anno, ma che si dovrebbe procedere con l'attuazione dei decreti
relativi.
Una riflessione mi corre obbligo farla con riferimento ad alcune
norme della finanziaria, per cui a mio giudizio occorreva una vera
e propria legge istitutiva. Mi riferisco, assessore Cordaro,
all'Autorità di bacino, ma anche - non c'è l'assessore Turano -
alla legge che promuove la semplificazione amministrativa, perché
no, anche a quella della valorizzazione demaniale. Sono leggi su
cui, è vero, la Regione ha gravi ritardi ma è anche vero che altre
regioni, comprese quelle più piccole come la Basilicata, oppure
quelle più grandi, come il Veneto, hanno proceduto con un'apposita
legge istitutiva.
Io spero, onorevole Presidente, che da parte del Governo ci sia la
maturità, la serenità di non procedere a colpi di maggioranza su
queste norme e che si trovi in Aula la composizione giusta. Noi, a
proposito dell'Autorità di bacino riteniamo con convinzione che
debba restare in capo all'Assessorato dell'energia perché la scorsa
legislatura venne votata questa impostazione e crediamo anche sul
modello di altre regioni magari più virtuose della nostra sia
questo un modello che possa funzionare.
C'è un'altra norma che ci sta molto a cuore come Partito
Democratico ed è quella che prevede di dare la possibilità ai
comuni di aggiudicare e affidare le gare in ordine alla
distribuzione del gas naturale. È un pasticcio normativo che si è
creato qualche anno fa. La norma è stata proposta dal Partito
Democratico, fatta propria da tutta la III Commissione e, a
proposito dei servizi del gas, io credo che il gas naturale possa
essere un elemento di sostegno ai comuni in un momento difficile. E
a proposito del sostegno ai comuni, a mio giudizio, sono veramente
tante le riserve poste sul fondo delle autonomie locali: vengono
tagliati in un momento difficilissimo per i comuni dove continuano
a mancare i trasferimenti statali, i trasferimenti regionali e
riempire il fondo delle autonomie locali, di quell'elenco
innumerevole di riserve, credo, che sia un atto ingiusto e che non
si parta col piede giusto. Sarebbe un atto di offesa non solo verso
i nostri sindaci ma i nostri amministratori, i cittadini, la gente
comune.
Quindi auspichiamo come Partito Democratico che vengano ridotte le
riserve e venga ridotta, infine, anche qualche norma ad personam -
l'ha detto bene prima l'onorevole Ciancio - ci sono tanti teatri
comunali nella nostra terra e credo che se in questi anni abbiamo
costruito, assessore Pappalardo, il modello del FURS che è un
modello apprezzato, l'Assessorato ha fatto un lavoro egregio, c'è
un Fondo che per tutti i teatri comunali, privati, partecipano i
teatri, facciano la domanda e la Regione sceglierà quali sono
meritevoli di finanziamento. Fare una norma in finanziaria per un
teatro comunale o per un teatro di tradizione popolare io credo che
non faccia onore non solo al Parlamento ma neanche al Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo terminato gli interventi
degli iscritti a parlare. Procederemo con ulteriori interventi
alternando esponenti di maggioranza e opposizione.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevole Presidente del Governo,
onorevoli colleghi, signori assessori, ringrazio per l'opportunità
che mi viene data di esprimere la mia opinione, l'opinione del
partito che rappresento, l'UDC.
Ho ascoltato con molta attenzione gli interventi che si sono
succeduti, quelli delle opposizioni; alcuni miei colleghi si sono
espressi con garbo istituzionale ma anche con ferma opposizione,
muovendo delle critiche al testo e ai testi che abbiamo in esame
che già hanno superato l'esame della Commissione Bilancio ,
facendo rilevare quelle che a loro giudizio erano le criticità che
all'interno di questi testi sono emerse.
Altri colleghi hanno ingenerosamente ma sempre rispettosamente
utilizzato un linguaggio molto fermo per definire senza anima
questa legge di stabilità che era l'espressione di una assenza di
visione strategica del Governo, in ordine agli strumenti finanziari
e alle norme da mettere a disposizione della Sicilia e dei
siciliani.
Altri ancora hanno utilizzato un linguaggio, che direi un po'
irriverente, rispetto all'uso frequente - eccessivamente frequente
- di una parola che attiene ad una pratica, che certamente
all'interno di questa nobile istituzione, non dovrebbe trovare
luogo.
Chiaramente la posizione che esprimo nella qualità di Presidente
del Gruppo parlamentare non è una posizione di pregiudiziale
positiva valutazione dei documenti che abbiamo esaminato, perché
facciamo parte della maggioranza, questo attiene alle regole del
rispetto di ciò che noi abbiamo fatto, costruendo una maggioranza
e portando il suo Governo ad esprimersi e ad esprimere la sua
politica per il bene dei siciliani ma la valutazione che vorrei
esprimere è a partire dalle sue affermazioni, onorevole Presidente,
quelle che lei ancora oggi non ha reso ma sulle quali, la mia
attenzione politica e anche la mia intelligenza umana si sono più
volte soffermate.
Lei ha più volte usato due parole: ordine e normalità; queste due
parole, ordine e normalità, a mio giudizio, contengono una ben
chiara visione politica e strategica dell'azione del suo Governo.
Dobbiamo ripartire mettendo ordine, questo lei lo ha detto più e
più volte, ed è l'approccio più corretto, quello più onesto,
onorevole Presidente, quella onestà che le è stata riconosciuta dai
siciliani e per cui oggi lei siede su quella poltrona. Ordine e
normalità, significherà innanzitutto, mettere ordine nelle casse
della Regione, mettere ordine tra i numeri che sono stati molto
spesso abusati.
Ordine significa rimettere le cose al loro posto per potere
ripartire, perché prima di rilanciare occorre bilanciare e per
bilanciare ogni cosa deve essere in giusto equilibrio.
Questo mi è sembrato possa scorgersi all'interno della manovra che
noi stiamo adesso apprezzando e che devo dire in Commissione
Bilancio , onorevole Presidente, con il contributo di tutti e di
tutte le forze politiche, insieme al suo Governo, esponenti
autorevoli del suo Governo, il Vicepresidente, e i vari assessori
che ci hanno aiutato a lavorare collaborando con noi, è venuto
fuori un testo, che qualcuno ha definito grasso' rispetto a quello
magro' che si aspettavano.
Bene, non è un problema di essere grasso, caso mai ed è giusto che
sia così, in una logica di attenzione, doverosa a quello che è il
nostro ruolo e alle risposte che i cittadini si aspettano da noi, è
stato doverosamente apportato il contributo delle nostre
intelligenze, delle nostre idee che è sempre stato oggetto di un
confronto aperto e non di accordi sotterranei, ancorché le sedute,
l'ultima seduta si è svolta nelle ore notturne.
Ci siamo confrontati, lealmente e correttamente. E il giudizio
politico che viene fuori da queste norme, da questa finanziaria,
legge di stabilità, il bilancio è un giudizio positivo che mi sento
di esprimere con forza a nome del mio partito ed è un giudizio che
nasce proprio da questo confronto ed è un giudizio che taluni,
ingenerosamente, hanno espresso con note critiche, perché è vero
che noi abbiamo visto dentro questa finanziaria una grande
attenzione alle fasce deboli della nostra società.
Perché se è vero che sono state inserite delle norme per la
stabilizzazione dei precari e mi auguro che questa norma possa
contemplare una platea più vasta di precari perché sono uomini,
persone, non ce lo dimentichiamo, non sono numeri, le persone da
stabilizzare, sono persone che hanno una vita, una storia,
un'identità e sono persone che vengono utilizzate nella Pubblica
Amministrazione, negli enti locali, nei vari enti collegati
all'Amministrazione regionale, che fanno funzionare i servizi, mi
riferisco per esempio a quelli che utilizziamo negli enti culturali
o a quelli degli enti locali.
Bene, sono persone a cui è necessario dare una tutela normativa
non che ignoriamo che esistano solo perché sono sussidiati.
Dobbiamo invece costruire un percorso virtuoso e mi auguro che
questo percorso virtuoso poi possa portare ad un altro virtuoso
processo che è quello di aprire ed inaugurare la stagione dei
concorsi.
I nostri Uffici, i vostri Uffici hanno lavorato davvero e voglio
rendere un plauso a tutti gli Uffici collegati ai vari Assessorati
e anche ai nostri funzionari del Bilancio ed oltre che delle varie
Commissioni perché se noi siamo andati a letto all'indomani mattina
del giorno di sabato, questi funzionari e dirigenti sono rimasti a
lavorare fino alla sera ed erano stati svegli come noi per 27 ore,
se non da prima e hanno continuato a stare svegli e a lavorare
anche di domenica.
Questo perché non solo era necessario far quadrare i conti e
mettere ordine tra le varie norme ma era necessario fare questo
surplus di lavoro perché il personale, come più volte dice il
Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Gianfranco Miccichè, è al di
sotto di quello che numericamente servirebbe per fare bene
funzionare gli Uffici.
Allora, noi all'interno di questi documenti abbiamo ravvisato
l'anima generosa di chi governa la Sicilia, attenta le fasce
deboli. Con l'Assessore Ippolito abbiamo discusso e tante volte
discusso e affrontato il tema gravissimo della disabilità e su
questo tema e senza opposizioni e maggioranze l'Assessore ha
immediatamente risposto con quello che è lo strumento finanziario
che gli permetteva di rispondere. Trenta milioni di euro per i
disabili in più rispetto alle somme storicamente appostate e questo
perché, cari colleghi, la disabilità è cresciuta in Sicilia con
cifre veramente spaventose che io non mi permetto né di criticare,
perché a fronte di una certificazione c'è un lavoro serie e
indubbiamente fatto da chi è competente nel rilevare la condizione
di gravità.
Altresì, le norme per dotare le famiglie, le giovani famiglie
bisognose a basso reddito, della possibilità di utilizzare una
somma per costruire una cosa, per ammodernare la propria casa, per
ristrutturarla. Ecco anche questa è una norma che va nella
direzione di un Governo attento e generoso nei confronti dei
siciliani e delle fasce deboli. Se è vero che la scuola' dove
abbiamo comunque registrato un più di somme, sia per le
manutenzioni ordinarie, sia per le manutenzioni straordinarie, sia
per quanto attiene ai progetti formativi e all'obbligo formativo ed
è sempre molto poco, diciamocelo, perché la scuola è stato il luogo
nel quale più è meglio, qualunque Governo ha sottratto risorse
scambiando la scuola per il bancomat, mi riferisco soprattutto a
livello nazionale. A cascata poi i minori trasferimenti hanno
inciso sulle casse regionali e sui trasferimenti alle scuole. E'
vero anche tuttavia che c'è un segno in più, un bel più, due
milioni e settecento mila euro appunto in queste voci che sono,
come dire, un segnale che qualcosa sta cambiando. Ma qualcosa sta
cambiando e ce lo ha detto anche l'Assessore in Conferenza stampa
raccontandoci che ci sono 270 e passa milioni di euro in più
proprio per i progetti che servono a finanziare i Comuni che hanno
pronti i progetti esecutivi per le scuole. Questo è un benessere
che non è soltanto per la scuola, per i bambini, per la sicurezza
degli edifici ma anche per il lavoro, crea sviluppo perché se
riparte l'edilizia a qualunque titolo riparte anche parte
dell'economia.
Anche le norme sull'agricoltura per il fondo che istituisce il
fondo di solidarietà per chi è colpito da eventi calamitosi così
come da situazioni di attacco delle colture di parassiti e insetti
e animali selvatici. E' un sostegno, è una inversione di tendenza,
è un'attenzione a questo mondo, e noi - colgo l'occasione per dirlo
all'assessore - è bene che facciamo i conti con quello che vogliamo
fare in Regione siciliana a favore dell'agricoltura, che deve
essere una voce importante del PIL, e una voce importante
nell'economia di ogni singola famiglia che vive di agricoltura e di
onesto lavoro.
Avere anche avuto attenzione a grandi infrastrutture come Comiso e
l'aeroporto di Trapani Birgi, rimettendoci i soldi per la
ricapitalizzazione come quello per gli investimenti a favore di
questi scali, sono un segnale chiaro da parte di questo Governo che
vuole generosamente impegnarsi a sostenere il proprio territorio e
i propri territori, e noi di questo dobbiamo prendere atto.
Certamente, come ha bene detto chi mi ha preceduto, e parlo in
particolare dell'onorevole Di Mauro che ha memoria storica di
quanto è accaduto negli anni e nei diversi Governi precedenti, la
situazione debitoria della Sicilia era una situazione davvero
grave, molto grave, mi auguro, ed è questo il momento da cui
possiamo ripartire, che questo mettere ordine è ridare normalità a
questa terra, significherà che la nostra normalità ci permetterà di
godere del diritto di sentirci come gli altri, noi siciliani come i
veneti, come i lombardi e come i piemontesi, ed in questo sono
fieramente e tenacemente legata all'idea che si possa ottenere
anche la identificazione dell'insularità, a partire anche dalla
modifica statutaria che va resa e va perseguita. Ma altresì va
combattuto anche quell'ascarismo di chi ha fatto bancomat a danno
dei siciliani, dobbiamo arrivare a questo obiettivo, questo è un
primo momento la nostra normalità, Presidente, quella che lei dice
ordine e normalità, su queste parole si costruisce la Sicilia che
vogliamo che deve diventare bellissima, lo è per madre natura,
perché la natura l'ha resa bellissima, ma certamente un'azione
politica forte, coerente, sinergica, improntata all'onestà degli
interventi che servono, servirà a dare a questa terra
quell'aggettivo superlativo che non è solo il simbolo del suo
partito, Presidente, è il simbolo e la metafora della speranza che
dobbiamo costruire per tutti i siciliani, ecco per quale motivo la
nostra valutazione come partito dell'Udc non è una aprioristica e
anche come dire asettica determinazione a sostenere il suo Governo,
no, ma è la convinta e determinata volontà di sostenere attraverso
il suo Governo la Sicilia e i siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno. Ne ha
facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, come
il collega Di Paola del Movimento Cinque Stelle, anche per me
questa è la prima finanziaria, e devo riconoscere che un grande
senso di responsabilità in questi mesi mi ha assalito, tanti sono
stati gli interrogativi che mi sono posto, quello che mi sento di
dire è che ho avuto il piacere di confrontarmi in Commissione con
tutti i colleghi sia di maggioranza e dell'opposizione, e devo dire
che si sono creati dei ragionamenti abbastanza costruttivi, abbiamo
avuto la possibilità di parlare con associazioni di categorie,
enti, rappresentanti di enti, o rappresentanti di singole categorie
e non posso che essere contento che siamo riusciti ad ascoltarli
sia all'interno del Palazzo, che fuori dal Palazzo.
Credo che un plauso vada fatto al Presidente Savona, in qualità di
Presidente della Commissione, perché è riuscito a fare un lavoro di
sintesi non indifferente in un momento così delicato per questa
martoriata regione, il mio giudizio su questa finanziaria è
duplice, è duplice perché una è a carattere generale, l'altro
invece è collocato nel tempo. A carattere generale credo di essere
abbastanza soddisfatto anche se credo che molti temi abbiamo
bisogno di una seconda riflessione, e credo che molte cose vadano
successivamente riviste.
Ma se devo dare un giudizio che è quello di una finanziaria
collocata nel tempo, devo ricordare che noi siamo entrati in
quest'Aula il 15 di dicembre e riuscire in quattro mesi a creare
qualcosa non era per niente facile.
Quindi, anche con grande emozione per essere oggi qui e fare un
intervento, non mi sento di dare grandi criticità perché purtroppo
siamo stati contingentati con i tempi, non abbiamo avuto grande
possibilità di manovra, non abbiamo avuto grandi possibilità di
confronto e quindi credo che questo valga di insegnamento per il
prossimo anno e mi auguro che il Governo riesca a prendere un
impegno e ci siano dei tempi maggiori, ci sia da parte di tutti
quanti gli Assessori, magari, più tempo per noi tutti per potere
dare ognuno il nostro modesto contributo.
Sono soddisfatto comunque perché non abbiamo avuto una grande
eredità, motivo per il quale, dico, riuscire a creare qualcosa,
riuscire a creare questo percorso non era una cosa assolutamente
semplice e sono convinto che con il Presidente Musumeci riusciremo
a uscire da questo tunnel.
Ho avuto modo di ascoltare con piacere le parole dei tanti
colleghi, ho ascoltato con particolare attenzione quelle
dell'onorevole Figuccia e dell'amico De Luca, il quale ringrazio
pubblicamente per i preziosi consigli. E ricordo ancora le loro
prime critiche quando entrammo in quest'Aula che, se prima erano
delle critiche, oggi ritengo che siano delle critiche assolutamente
costruttive che oggi si sono rivelate dei contributi per questa
manovra che siamo riusciti a mettere in piedi.
Apprezzo anche tutti coloro i quali hanno partecipato alla
Commissione, come l'onorevole Dipasquale, Cracolici o l'onorevole
Foti che hanno partecipato anche non facendo parte della
Commissione ma per dare il loro punto di vista e dare il loro
contributo. Motivo per il quale non mi vorrò protrarre più di tanto
per lasciare il poco tempo rimasto a un eventuale intervento della
mia collega.
Il mio augurio è semplicemente che questa legislatura non sia
legata né ai colori, né alle logiche di appartenenza, né ai numeri
che sono altalenanti ma ai contenuti e soprattutto agli interessi,
ma che siano gli interessi dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, molto
brevemente perché i deputati del Gruppo del Partito Democratico
hanno già sviscerato diversi aspetti della manovra finanziaria, lo
hanno fatto bene, non è necessario che io mi ripeta, ma solo per
sottolineare alcuni aspetti più di ordine politico.
Io credo che questa è la finanziaria, mi dispiace che in questo
momento non sia presente il Presidente della Regione, di un Governo
che è nato stanco, è la finanziaria di un Governo che procede con
passo lento, come qualcuno dei colleghi diceva prima, in un clima
quasi da fine legislatura, francamente sorprendente.
E questo è un Governo che aveva annunciato di volere approvare la
manovra entro il mese di dicembre scorso, per poi rinviarla a marzo
e adesso siamo a fine aprile. Siamo a fine aprile con una
finanziaria, una legge di stabilità e di bilancio che si
annunciavano snelle, una legge finanziaria snella, così era stata
preannunciata dopo la riunione di Giunta dal Presidente della
Regione, ma che si è via via appesantita nel corso del dibattito
anche per una serie di emendamenti coriandolo cioè senza alcuna
organicità che sono piovuti, direi, in Commissione Bilancio nel
corso dei lavori parlamentari, ma è una manovra che nonostante gli
attuali circa 90 articoli a nostro avviso non affronta le emergenze
vere della Sicilia, non affronta i temi dello sviluppo e del
lavoro.
E allora, domani avrà inizio la seduta per entrare nel vivo dei
singoli articoli e avremo modo di commentarli, di esporre anche le
ragioni degli emendamenti che abbiamo presentato.
Il PD porterà avanti le sue proposte, proposte di emendamenti che
metteremo in votazione, ovviamente, nel corso dei lavori
parlamentari, quindi che animeranno anche il dibattito parlamentare
delle prossime giornate e sono proposte per la lotta alla povertà,
per lo sviluppo, per le politiche sociali, per i giovani, proposte
per sostenere i comuni oggi in difficoltà nella nostra Regione, ma
anche per dare sostegno alla scuola, alla cultura, all'ambiente.
Avremo modo di entrare sui singoli temi per poterli meglio
affrontare a partire da domani.
Per questa sera completo qui quest'intervento, ma credo davvero
che questa manovra finanziaria sia estremamente deludente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Non si fa così, signor Presidente.
LO CURTO. Lo aveva già chiesto, l'ho visto io
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, a parte il fatto che le decisioni
della Presidenza non sono messe neanche in discussione, le ricordo
V e l'ho detto anche prima di dare la parola a lei - che ho
preferito, per dare rispetto al dibattito ed ai Gruppi
parlamentari, alternare un capogruppo di maggioranza ed uno di
opposizione.
Viene da sé che, dopo l'onorevole Lupo, stia facendo parlare
l'onorevole Giuseppe Milazzo.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, partiamo
da una premessa. Il Governo nazionale impone alle regioni un taglio
al 3 per cento per quanto concerne la spesa corrente, quindi
partiamo da questa condizione quando si comincia a lavorare ad un
documento contabile e ad una legge di stabilità.
Questo per evidenziare, rimarcare, Presidente, le difficoltà in
cui si trova un governo quando deve portare avanti legittimamente
il programma che ha sottoposto ai Siciliani e per il quale i
Siciliani hanno dato fiducia, in modo chiaro, a questo governo.
Lo dico ai colleghi delle minoranze - con il rispetto che è voluto
ed obbligato - perché in altre esperienze governative - ma
l'esperienza nazionale ci sta facendo riflettere su quanto è
difficile mettere in piedi un Governo, quant'è difficile affrontare
le avversità.
La premessa serve a far riflettere soprattutto il sottoscritto su
una questione: Non facciamo che quando si entra a Sala d'Ercole si
perde la memoria e si ricorda che è difficile governare e portare
avanti, adempiere ad un programma che è stato sottoposto ai
Siciliani e questa regola vale solo uscendo da Sala d'Ercole? .
Lo dico con moderazione ma anche con determinazione, lo dico con
convinzione perché il nostro programma è stato reso credibile dalla
vittoria, dalla vidimazione del consenso che ci hanno dato i
Siciliani, lo dico con determinazione perché abbiamo visto giorno
per giorno, ognuno da prospettive diverse quanto è difficile
portare avanti anche una singola norma che, magari, per qualcuno
sarà marchetta ma quando una norma interessa anche un solo
Siciliano per qualcuno sarà marchetta, se questa norma legittima,
costituzionale, con copertura finanziaria interesserà e porterà
benefici anche ad un solo cittadino quella è una norma che va
rispettata, perché è prima approvata o apprezzata nelle commissioni
di merito, poi approvata in quest'aula, poi sottoposta ad eventuale
controllo da parte del Consiglio dei ministri e poi norma.
Quindi, qui non ci sono emendamenti che, se presentati da una
parte politica sono emendamenti salvifici e se li presenta un'altra
parte politica sono porcate o marchette.
Io penso che il rispetto ci debba essere una volta che è passata
dal percorso parlamentare. Quella è una norma che va rispettata, è
una norma che va rispettata.
Vorrei elencare qualcuna di queste norme che, secondo me, meritano
rispetto, non perché frutto dell'approvazione del Parlamento -
questo lo vedremo - ma sicuramente delle parti e dei Gruppi
parlamentari.
La disabilità grave. In Commissione Bilancio' l'Assessore ha
preteso, quando si voleva accantonare quella norma e approvarla in
prima fase sotto il profilo ordinamentale, che avesse
immediatamente copertura finanziaria - penso che ciò sia segno di
grande serietà nei confronti di coloro i quali avevano una
legittima aspettativa.
Una norma sull'autismo. Ci siamo posti un problema, abbiamo aperto
un dibattito, questione di cui abbiamo dibattuto? Sì E questo deve
fare il Parlamento.
Ed ancora, il rifinanziamento, creare la condizione per fare
uscire da una situazione di difficoltà deficitaria dell'Istituto
olio e vino che ormai da due anni - vorrei che l'onorevole
Cracolici mi ascoltasse - non è una presa di posizione, non è una
creatura di questa maggioranza, si è fatto un buon lavoro negli
ultimi anni ed era corretto non affossarlo.
Ogni volta si dice questo ha un trend negativo, questo aveva un
trend positivo e per senso di responsabilità andava rifinanziato,
riappostata la somma attraverso l'autorizzazione di un mutuo per
fare uscire da una situazione deficitaria un ente che è stato
fondato certamente non da questa maggioranza ma da chi aveva in
mente un organismo per certificare - sotto il profilo strategico -
un settore importante per l'economia siciliana.
Ed ancora, l'Istituto del fondo per la prevenzione dei rischi
idrogeologici. Qualcuno potrà dire che quella somma non sarà
sufficiente, certo, ma noi abbiamo previsto il fondo.
Magari chi verrà dopo di noi, sicuramente più bravi, una volta che
c'è il fondo o dall'anno prossimo o da adesso qualcuno potrà dire
che i soldi sono pochi ma visto che c'è il fondo ci potrà essere un
momento di confronto su questo tema.
Poco fa ho sentito scherzare sul vivaio Paulsen o Pulsen - a
seconda della pronuncia Ho assistito a diversi interventi, andiamo
alla sostanza e non fermarci a come si pronuncia Ho sentito anche
parlare di marchette in questo caso. La norma comunitaria impone ai
vivaisti l'acquisto solamente attraverso i vivai autorizzati, nel
caso della Sicilia quello nostro, altrimenti acquisterebbero in
altra Regione. Mi trovo davanti ad una struttura in attivo, che
produce - ho studiato quindi parlo, a differenza di alcuni che
parlano e non studiano come qualche mio amico di partito così non
si offendono gli altri - centro di pre-moltiplicazione e produce la
barbatella' cioè il primo arbusto della vite. Possiamo pure ridere
e scherzare su tutto ma questa è una cosa seria. Perché non
istituire tutele per coloro i quali mantengono in piedi una cosa
seria? Questo è il tema
Presentiamo un emendamento soppressivo, chiudiamo il vivaio
Paulsen e ce ne liberiamo Oppure diciamo a questi 23 schiavi di
essere schiavi della politica che di finanziaria in finanziaria non
si sa se metteranno o meno fondi. Negli anni questa è stata la
politica vista, la politica dei vecchi consessi politici. Oggi
vogliamo rendere autonomi e dare dignità a questa struttura.
I PIP. Tutti ridono e dicono essere un problema solo dei
palermitani, ma io dico che è un problema di tutti. Tra questi si
annovera gente che ha commesso degli errori e per questo ha pagato
e pagherà però nei settori, nei Dipartimenti, negli Assessorati
questi fisicamente ci sono e lavorano. Non gli mandiamo il sussidio
a casa. Ci sono persone che andranno rivalorizzate, ma vi posso
assicurare che ci sono, in alcuni settori regionali, persone che
reggono, che aiutano a reggere quella struttura. E noi - lo dico
io, così mi assumo la responsabilità - li vogliamo rendere schiavi.
Un sussidio perché hanno lavorato. No, lavorano. Ci sono persone
che lavorano con grande professionalità.
E allora, cosa prevede la norma? Perché qualcuno non l'ha
studiata. Coloro che non potranno transitare - quindi si fa
riferimento a quelli che non sono nelle condizioni giuridiche per
poter transitare e non dobbiamo scendere nei particolari, non serve
- o coloro i quali non vogliono transitare, non vogliono
contribuire, perché tra un anno andranno in pensione, faranno
istanza e rimarranno là dove sono, ma per coloro i quali vogliono
scommettere su loro stessi, noi abbiamo il dovere di sfidare il
Consiglio dei Ministri e cercare di portare avanti una norma quanto
più possibile costituzionale. C'è il rischio, però noi abbiamo
inserito che lo stanziamento rimane invariato, abbiamo parlato di
transito, abbiamo parlato di part-time. Come ancora li vogliamo
mortificare, visto che da 12 anni lavorano? Allora, il tema è:
siccome è stato firmato da tutti, non è una creatura di Milazzo, di
Figuccia, è una condizione, una situazione reale che c'è, a meno
che non si ha il coraggio di dire che gli manderemo il sussidio,
c'è chi è esperto di sussidio mandato a casa, e non devono più
mettere piedi dentro la Regione. Perché questi signori sono schiavi
e si vedono con il compagno di stanza, lui che ha tutte le tutele e
l'altro che non ha nemmeno una tutela Non può andare nemmeno in
malattia Non può avere nemmeno la maternità Siccome vedo riempire
le bocche di tutele delle donne Nessuno ha tutele.
Il tema è cercare di provarci. E ai costituzionalisti di questa
Aula vorrei ricordare che la norma sui rifiuti, sulle province,
sugli appalti e sull'acqua, quel modello Sicilia, è stato impugnato
più volte ripetutamente. Ne faccio una condanna? No Diamo per
buono che lo volevano fare per il bene della Sicilia e io non li
condanno. Ma noi ci dobbiamo provare
E ancora, i precari degli Enti Locali. Io penso - e nessuno può
smentire - che l'Assessore Grasso, nelle sedi appropriate,
Commissioni, Gruppi parlamentari, si è confrontata apertamente
avendo come fine ultimo la stabilizzazione di queste persone che
ormai da anni sono schiavi della politica.
Ed ancora. Da 700 a un milione e 700 mila euro i fondi per la
manutenzione nelle scuole con la pianificazione di 27 milioni di
euro per l'edilizia scolastica, per la progettazione, per
assicurare il finanziamento di progetti nell'edilizia scolastica.
Ed ancora, il FURS. Noi abbiamo avuto un confronto nelle
Commissioni non come dire yes man ; ci siamo confrontati
apertamente e tutti voi lo avete visto. Ci sono stati anche momenti
di tensione con il Governo, ma per arrivare ad un unico obiettivo
che è l'obiettivo, intanto del Governo ma anche dei componenti
della maggioranza, di perfezionare il più possibile quello che è il
percorso legislativo del Parlamento.
E concludo, signor Presidente, dicendo questo: il Governo ha il
dovere di governare ma il dovere di governare viene garantito
attraverso il diritto di governare. Altrimenti siamo alla paralisi.
E dalla paralisi non se ne ricava né una norma perfettibile, né una
norma perfetta. Non si ricava niente. E i cittadini, molto spesso,
ci rimproverano di non decidere.
Ed allora, un confronto parlamentare sano e leale purché il
Governo sia messo nelle condizioni di esprimersi e di portare
avanti ciò che è stato sottoposto ad un contesto ancora più
importante dell'autorevole Assemblea regionale, che è il popolo
siciliano che ha autorizzato, vidimato, il programma di questo
Governo che certamente non si è mai tirato indietro per confronto,
per la parte del Governo.
Per la parte della maggioranza - e concludo - il capogruppo di
Forza Italia, ma penso tutti gli altri Capigruppo, non si sono mai
sottratti al confronto ed anche a retromarce per condividere il più
possibile il percorso parlamentare.
Direi agli amici che, se ne avessero bisogno, così come ho ceduto
15 minuti del tempo, se ci fossero cose serie da rimarcare, Forza
Italia mette a disposizione delle minoranze i 6 minuti restanti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
cittadini, nei giorni che hanno preceduto questo momento della
discussione generale, che hanno visto, appunto, l'attività ed il
lavoro di tutta quest'Aula, nelle Commissioni di merito e poi nella
Commissione Bilancio', abbiamo avuto modo, quindi, di potere
vedere lo svolgersi dei lavori, come sono arrivati i testi, come
sono stati proposti gli emendamenti in fretta e furia, come sono
stati contingentati i tempi, come, a volte, addirittura si è
arrivati ad una nottata di Commissione Bilancio', pertanto, come
si è anche compresso il dibattito e l'entrare nel merito delle
misure proposte, ancorché avessimo fatto una proposta, all'inizio,
verso il 15 marzo scorso, quando si cominciava a prospettare, in
maniera molto timida da parte di questo Governo, la volontà di
presentare un documento finanziario che desse delle risposte di
senso immediato, contabile, economiche, si intende.
Avevamo detto: Presidente, presenti una manovra snella, quello
che serve, attualmente, per curare le fragilità, le emergenze
immediate. Tutte le norme ordinamentali vadano dopo e vadano
proposte ad un dibattito sereno dell'Aula.
Perché faccio questa premessa, signor Presidente? Perché la forma
è sostanza. Per operare, e bene, e noi è questo che vogliamo fare
qua dentro, in rispetto ai siciliani che ci hanno eletto, abbiamo
bisogno di poterci avvalere di quelle che sono le garanzie della
legge, che ci permette di potere lavorare con serenità,
analizzando, esattamente, ciò che si intende fare, facendo anche e
svolgendo fino in fondo, con responsabilità, il nostro ruolo di
opposizione.
Qual è la sensazione che, ad oggi, e che ci ha condotto,
praticamente, pervade ancora, e la leggiamo in queste carte, in
questa Finanziaria' che è diventata obesa, quest'approccio
bulimico, in cui deve entrare tutto, in una notte di Commissione
Bilancio', cos'è?
Tutto questo si regge su una profonda fragilità, signor
Presidente. E' la fragilità della stessa compagine di maggioranza
che l'ha portata qua dentro. Questa stessa fragilità si unisce,
oggi, alla povertà del fatalismo con cui, mi sembra di ricordare,
ricordo a me stessa, gliel'ho sentito dire, il fatalismo che dice:
Chi vuole, la voti. . Chi vuole, voti le cose che io porterò qua
dentro.
Chi vuole? Ma qua dentro, non possiamo permetterci di avere un
respiro corto
Entrerò tra un attimo nel merito anche della manovra nel suo
complesso, anche perché nel dettaglio l'hanno già fatto i colleghi
del mio Gruppo parlamentare, ma anche gli altri colleghi.
Penso soltanto ad una cosa, signor Presidente, ed è un flash che
voglio lasciare a quest'Aula ed a chi ci ascolta fuori. Senza
polemica, ma questo Diventerà bellissima , diventerà, questo
futuro, a quanto ancora lei pensa di poterlo procrastinare?
PRESIDENTE, presidente della Regione. 20 anni, almeno.
ZAFARANA. Venti anni almeno.
Signor Presidente, abbiamo bisogno di interventi immediati che
superino anche le contingenze economiche del momento e che non si
prestino a chi tira la sua giacca ora di qua, ora di là.
E vengo subito ad intervenire nel merito. Come si è aperta questa
Finanziaria'? Subito abbiamo visto in Commissione cultura un
taglio di 84 milioni, netto.
Io faccio i miei auguri all'assessore Tusa, che oggi si è
insediato, per la sua attività perché, come tutti gli altri
assessori, ha una delega di grandissima importanza e rispetto ed il
mio rispetto nei confronti di chi si occupa di questa materia è
sommo, ma le preannuncio che saranno gravissime le difficoltà ad
operare nella situazione attuale.
Alla fine della manovra di bilancio è vero che di qualche taglio
si è rientrato, ma mi corre l'obbligo di dover sottolineare il
fatto che di questi 84 milioni sono praticamente la maggior parte
sui beni culturali e su tutte le leggi che vanno a finanziare gli
interventi di manutenzione, interventi di manutenzione in termini
di interventi anche straordinari per calamità e vanno anche a
mortificare i servizi sociali, pertanto, vanno a mortificare i
consultori, vanno a mortificare le associazioni anti racket;
abbiamo segnato un taglio del venti percento sulle associazioni
anti racket. Questo è insostenibile
Questa Finanziaria', per chi la legge in maniera attenta, sembra
una finanziaria a gettone . C'è un gettone per tutti: dai 100 ai
200 mila euro messi lì hanno lo stesso peso.
E ripeterò quanto qua dentro già detto: il coniglio selvatico, 200
mila euro; 200 mila euro pure agli interventi per la bonifica
sull'amianto, quando sappiamo che, oggi, le richieste dei comuni
per la bonifica sono per più di 40 milioni? E ancora, a 200 a 200?
Per chi? Per che cosa? Per quale finalità? Per quale prospettiva?
Per quale idea?
Perché, chiaramente, come un'azienda, volendo fare un paragone,
anche la Regione siciliana dà una propria vocazione ed un proprio
stampo di prospettiva dentro le righe del proprio bilancio.
Ancora, una disparità di trattamento ingiustificata tra le varie
categorie di precari della nostra Regione. Sull'edilizia
scolastica, per esempio, sono stati apposti poco più di 200 mila
euro, no, chiedo scusa, 2 milioni in tre anni.
Perché, mi chiedo, se ci sono i fondi comunitari che è possibile
spendere se l'azione di spesa si fa in maniera programmata,
annuale, censendo le criticità, avviando un percorso specifico
all'interno di un processo di catalogazione dei problemi?
All'interno dell'anagrafe dell'edilizia scolastica, che è uno
strumento che esiste. Perché? Forse perché probabilmente è più
facile intervenire ad hoc, al momento, dove serve, per avere spesa
corrente su un tema che, purtroppo, sia chiaro, siamo tutti
favorevoli a che il patrimonio edilizio delle nostre scuole venga
rimesso a nuovo, non potremmo che essere di questo parere, ma per
avere probabilmente interventi immediati per poi poter dire: "siamo
bravi, noi si che abbiamo rimesso a posto le scuole", però ci sono
i fondi BEI, però ci sono i fondi comunitari. Anche questo sta
nell'ottica di una prospettiva, del sapere da dove togliere e dove
mettere.
Entreremo, poi, nel merito di altro durante la discussione degli
articoli. Noi abbiamo inteso comunque, e non ci siamo chiaramente
tirati indietro, intervenire con intelligenza e con responsabilità,
Presidente, perché chiaramente poi quello che noi dobbiamo fare qua
dentro rende omaggio ed è l'obbligo che ci siamo presi ed abbiamo
assunto dinnanzi ai siciliani.
Abbiamo presentato degli emendamenti che vanno nell'ottica di dare
maggiore agio ai comuni, soprattutto per quanto riguarda, per
esempio, i comuni che hanno la possibilità di avere royalties.
Abbiamo provato ad implementare un fondo di rotazione per la
progettazione dei comuni, è un'esigenza diffusissima per i comuni
che, oggi, sono in chiara, urgente difficoltà per quanto riguarda
l'approccio ai fondi comunitari, l'accesso. Se non vi è
progettazione, praticamente la spesa è impossibile.
E abbiamo ancora provato a frenare il taglio, laddove ritenevamo
fosse necessario e, pertanto, nel FURS, nelle riserve, nei parchi.
Nei parchi è qualcosa di allucinante quello che si va a fare, mi
chiedo come sia possibile nella Regione che ha il territorio
boscato più ampio di tutte le altre Regioni italiane, si va a
tagliare, a fare un taglio scriteriato di più di 2 milioni: parchi,
ERSU, teatri.
Abbiamo già approfondito l'argomento relativo all'approccio
all'emergenza sulla disabilità grave e gravissima, che secondo me
anche oggi, anche in questo momento, anche in quest'Aula, sono il
frutto di una incapacità gestionale di potere approcciare il
problema a tutto tondo, ed è per questo che, oggi, ancora, ci si
trova nelle condizioni di dover comunque coprire questo fondo per
fare arrivare a quella che è l'esigenza reale.
E poi, un'altra manovrina che abbiamo inteso, dove è stato
lasciato tutto intonso rispetto alla spesa dell'anno precedente
vediamo che la spesa è soprattutto individuata, per gli anni 2018 e
2019 rimane quasi intatta, il grande taglio è nel 2020. Voglio
vedere come si arriverà poi a fare quei tagli, lacrime e sangue,
che sono previsti nel 2020.
Presidente, abbiamo provato, nonostante tutto, con impegno e con
dedizione a fare il nostro ruolo per imprimere a questa
Finanziaria', comunque, quello stile e quell'esigenza di snellezza
che avevamo rappresentato. Faremo la nostra parte in quest'Aula, in
ossequio al compito che i siciliani ci hanno dato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Aricò. È l'ultimo
intervento prima di dare la parola al Governo.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi, Finanziaria' travagliata,
con grande lavoro della Commissione Bilancio', un'ottima proposta
da parte del Governo, ottima collaborazione e sostegno da parte
dell'Assessore per l'economia alle richieste che venivano dalla
Commissione.
Io in questi interventi ho sentito parlare di marchette, credo
siano stati l'onorevole Foti, l'onorevole Sunseri, qualche minuto
fa, l'onorevole Zafarana parlava di Finanziaria' a gettoni .
Io ricordo bene, ero fuori da questo Palazzo quando anni fa, credo
fosse il 2013, il Movimento Cinque Stelle votava la Finanziaria
Crocetta' consegnandogli anche proposte, quelle che io dall'esterno
ritenevo proposte e non marchette. Perché la Commissione Bilancio'
- davanti a me c'è il presidente Savona che in queste giornate e
nottate ha svolto un ruolo di grande equilibrio - ha fatto in modo
che le proposte si trasformassero in sintesi da presentare in Aula.
Non si capisce perché la Finanziaria' debba essere snella. Noi
abbiamo un meccanismo di legiferazione diverso rispetto ad altri
parlamenti. Se noi vediamo le statistiche presenti negli ultimi
trent'anni credo che le iniziative parlamentari che poi raggiungono
l'iter per essere approvate in Aula, non credo siano più di cinque,
sei, durante ogni anno. E abbiamo la possibilità, attraverso la
Finanziaria', di fare piccole riforme concrete che servono per lo
sviluppo della Sicilia.
Si è parlato poco delle aziende e delle imprese. Questa è una
Finanziaria' di sviluppo, è una Finanziaria' per le imprese,
perché se andiamo a ben vedere l'articolo 5 e l'articolo 8 di
questa Finanziaria' capiremo che nei prossimi anni si potranno
sviluppare investimenti per oltre 2 miliardi di euro, perché
nell'articolo 5 ci sono oltre 84 milioni di euro collocati
nell'Irfis che Banca d'Italia ci dice sviluppare investimenti per
16 volte in più e siamo intorno ad 1 miliardo e mezzo. E l'articolo
7, dove si vanno a collocare per i cosiddetti cofidi e i
finanziamenti - se vi ricordate bene - Jessica e Jeremy che
ritornano in possesso della Regione sono circa 50 milioni di euro e
anche quelli Banca d'Italia ci certifica essere un moltiplicatore
pari a dieci, circa 500 milioni.
Onorevoli colleghi, abbiamo cercato anche di snellire così come il
programma elettorale e gli enti, articolo 2. Di fatto, l'Istituto
dell'incremento ippico sarà incorporato dallo zootecnico.
MUSUMECI, presidente della Regione. Sullo stesso piano.
ARICO'. Saranno sullo stesso piano, meno consigli di
Amministrazione, un direttore generale in meno, meno sottogoverni,
ci sarà il rilancio dell'Arpa, in tutte le regioni d'Italia
funziona egregiamente, in Lombardia, addirittura, l'Arpa riesce ad
avere utili da parte della Regione ma a noi mancano i lavoratori, i
funzionari, i dirigenti e stiamo dando la possibilità e daremo la
possibilità a centinaia di persone di poter lavorare in Arpa.
Perché? E quando si sbloccano le assunzioni che cosa succede?
Quanti sono i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri cugini in
cerca di lavoro. Si è parlato di 25 mila giovani che ogni anno
partono dalla Sicilia per andare nelle Regioni del Nord o forse
anche all'estero.
E se diamo la possibilità nei meccanismi regionali di creare nuovo
sviluppo e nuovi posti di lavoro, cosa stiamo facendo? Non stiamo
facendo il bene per la nostra Terra
Allora, il bene per la nostra Terra si fa? Sì, creando nuovi posti
di lavoro, ma anche mantenendo il livello occupazionale degli enti
regionali. L'articolo 4 dice proprio questo.
Si è fatto un gran parlare del biglietto unico sui trasporti.
Ritengo che le città metropolitane, Palermo, Messina e Catania
avranno un grande beneficio, ricordo era il 2007, quando a Palermo
si incominciò a parlare di biglietto unico, siamo nel 2018, ancora
non c'è e ci sono palermitani, siciliani che devono comprare uno,
due, tre biglietti. E' un incentivo, mi sono complimentato con
l'assessore Falcone, per questa bella iniziativa; ritengo sarà
molto dura da attuare in pochi mesi. Ma è quanto meno un inizio.
Poi, le giovani famiglie, 8 milioni di euro concreti per
l'acquisto della prima casa. In una prima stesura si era pensato ad
un contributo di 50 mila euro, sono pochi 8 milioni, ma 8 milioni
creano anche sviluppo economico, la possibilità di mettere in
circolazione denaro, ci saranno centinaia di nuove famiglie che
potranno comprare la casa, ristrutturarla, si potranno sentire
veramente una famiglia, perché lo sappiamo, la famiglia a volte è
bistrattata.
E' questa, onorevole Presidente e tutti signori colleghi e signori
Assessori è una Finanziaria' che taglia le tasse; nessuno ha
parlato del bollo auto. Qual è stata mai una finanziaria che ha
tolto una tassa. Per le auto di piccola cilindrata, per le famiglie
meno abbienti, i siciliani da quest'anno non pagheranno più il
bollo auto e si prevede anche un articolo, presentare quella
cosiddetta zona taxi free la possibilità di alcune famiglie di non
pagare più l'addizionale regionale.
Si è fatto un taglio all'inizio della cultura, si è fatto un
taglio dei teatri, ma si darà pure la possibilità di utilizzare, e
qui saluto il nuovo assessore per i beni culturali, l'amico
Sebastiano Tusa, per il compito che l'aspetta caro assessore, ma
per la prima volta ci sarà un incremento sulla possibilità di
utilizzare i ricavi dei biglietti che quest'anno sarà del 50 per
cento e, addirittura, il prossimo anno del 70 per cento ed i ricavi
dei biglietti saranno utilizzati per le iniziative culturali, per
il mantenimento dei siti archeologici e monumentali e per la
valorizzazione di questi siti.
Sull'edilizia scolastica. E' vero, onorevole Presidente, membri
del governo, assessore La Galla, forse 700 mila euro sono pochi,
avremmo dovuto ascoltare le sue parole, fare uno sforzo, trovare
più fondi in tal senso.
Sono d'accordo con l'onorevole Zafarana, probabilmente, l'unica
cosa sulla quale sono d'accordo è aumentare i soldi per l'edilizia,
utilizzare i fondi europei, probabilmente utilizzare questi 700
mila euro per accendere un mutuo, con cassa deposito e prestiti.
Sono pochi, però i livelli rimangono e questo lo dobbiamo dire,
Assessore, quelli dell'anno precedente; non c'è alcun taglio per le
scuole, anzi c'è un leggero incremento.
Anche l'articolo 9, quello che riguarda circa 10 milioni che sono
dati alle colture che sono state danneggiate da agenti atmosferici.
La Sicilia è una Terra grande e probabilmente assessore Bandiera,
sono pochi, però è già un primo segnale per capire che noi su
alcuni territori siamo presenti.
Per non parlare poi del centro direzionale dell'Asi che passa di
proprietà regionale e l'inventario che obbligatoriamente si
sancisce una norma che, di fatto, gli enti fino ad oggi non hanno
ascoltato, non hanno adottato che è quella di inventare tutti i
beni immobili.
Per non parlare di 5 milioni dei disabili, dei disabili psichici.
Saranno stanziati 5 milioni di euro per i comuni, per una
assistenza maggiore.
La problematica dei consorzi dei Comuni, delle città
metropolitane, le ex province, senza una guida, signori colleghi.
Prima sentivo la battuta dell'onorevole Zafarana, quando si diceva:
ma quando diventerà bellissima'.
Onorevole noi ce la stiamo mettendo tutta, anche gran parte di
quest'Aula dico, non soltanto il movimento che abbiamo creato con
il presidente Musumeci ma riteniamo che quella del presidente
Musumeci di 20 anni sia una provocazione. Ma dobbiamo ritornare nel
giro di 2 o 3 anni ad essere una Regione normale. E' questo
l'obiettivo che più volte il presidente Musumeci ha voluto
ribadire.
E anche per lo sport, c'è un piccolo articolo anche per lo sport.
Si è pensato anche alle società di massima serie, quelle che hanno
problemi a spostarsi perché prima qualche anno fa la Sicilia era
terra di sport, negli ultimi 5 anni le società di massima serie
hanno avuto azzerato il capitolo che permetteva una contribuzione
per affrontare le trasferte e, allora, si parlava di insularità ma
non si aiutavano i soggetti a muoversi all'interno del territorio
nazionale.
Per non parlare dei Pip ma già è stato fatto e detto tanto e per
l'autismo.
Signor Presidente, si è parlato tanto dell'autismo in questi anni.
Io ritengo, e mi avvio alle conclusioni, che quello di raddoppiare
il tetto massimo del Fondo sanitario nazionale per questi ragazzi e
non che soffrono e soprattutto di sostenere le famiglia ritengo che
sia un atto di grande civiltà.
Quindi, Presidente, signori colleghi, ritengo che questa sia la
Finanziaria' non delle marchette', non la finanziaria a gettoni'
ma la finanziaria per le imprese e la finanziaria del confronto.
Noi riteniamo che con tutti i Gruppi parlamentari, la Commissione
Bilancio' si è voluta confrontare, gli Assessori sono stati a
fianco delle Commissioni di riferimento e quella Bilancio' per
capire come meglio adattare questi numeri che, purtroppo, ci
vengono consegnati dopo 5 anni di Governo Crocetta, riteniamo che
si sia fatto il lavoro migliore che si potesse fare. Grazie.