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Resoconto d'Aula della Seduta n. 41 di venerdì 27 aprile 2018
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   per l'anno finanziario 2018. (Doc. n. 154)
   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 9.36

   FIGUCCIA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

         Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
                               siciliana
               per l'anno finanziario 2018 (Doc. n. 154)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno  Progetto
  di  bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per  l'anno
  finanziario 2018 (Doc. n. 154)
   Ha facoltà di parlare il deputato Questore, onorevole Assenza, per
  svolgere la relazione.

   ASSENZA,   deputato  Questore.  Signor  Presidente,  la   presente
  relazione viene da me letta ai colleghi parlamentari, anche a  nome
  dell'intero   Collegio  dei  Questori,  composto  oltre   che   dal
  sottoscritto, dall'onorevole Bulla e dall'onorevole Siracusa.
   Onorevoli  colleghi, il progetto di bilancio  di  previsione,  che
  meglio sarebbe da definire lo schema di bilancio di previsione così
  come  indicato  dalla  legge  per il triennio  2018-2020,  è  stato
  redatto  secondo  le  modalità introdotte  nel  nostro  ordinamento
  dall'articolo  11,  comma 5, della legge  regionale  n.  3  del  13
  gennaio  2015,  secondo  le cui disposizioni l'Assemblea  regionale
  siciliana ha adeguato il proprio ordinamento contabile ai  principi
  previsti dal D.Lgs. 118/2011.
   La  nuova  normativa  prevede che questo  bilancio  di  previsione
  finanziario   sia   almeno  triennale  e  debba   avere   carattere
  autorizzatorio ed essere aggiornato annualmente in occasione  della
  sua  approvazione.  Le previsioni di entrata  e  di  spesa  vengono
  elaborate  distintamente  per  ciascun  esercizio  finanziario,  in
  coerenza con i documenti di programmazione.
   Con   il  presente  progetto  di  bilancio  l'Assemblea  regionale
  siciliana  sta  continuando  il delicato  ma  alquanto  impegnativo
  compito  di  contenimento  del costo dell'Istituzione  parlamentare
  senza che ciò possa comprometterne la funzionalità. Un percorso  di
  contenimento iniziato diversi anni or sono proseguito con la  legge
  regionale  n. 1 del 2014 che reca  Misure in materia di  controllo,
  trasparenza  e  contenimento della spesa relativa  ai  costi  della
  politica'.
   Nello  schema  di  bilancio vengono riportati gli stanziamenti  di
  competenza  così  come  stabiliti nella  seduta  del  Consiglio  di
  Presidenza n. 2 del 28 dicembre 2017, con le variazioni tecniche di
  recente approvate nella seduta n. 8 del 19 aprile 2018.
   Il  documento che si offre all'approvazione dell'Aula reca altresì
  le  previsioni  di competenza del Fondo pluriennale vincolato  come
  risultante   dalle  deliberazioni  degli  aggregati  di   bilancio,
  unitamente agli allegati previsti dalla normativa.
   Nel  rispetto  della  previsione di legge la dotazione  annuale  a
  carico  del bilancio regionale per il 2018 si attesta a 139 milioni
  di  euro, inferiore rispetto a quella prevista per il 2017, pari  a
  143  milioni  di  euro. Quindi, rispetto all'anno scorso  vi  è  un
  contenimento di spesa di 4 milioni di euro.
   Tale  stanziamento era stato originariamente previsto in euro  140
  milioni  per  l'anno  2018  nello  schema  di  bilancio  approvato,
  appunto, al momento del nostro insediamento, sulla scorta dei  dati
  forniti dal precedente Collegio nella seduta del 28 dicembre  2017,
  però  è  stato  su  precisa  indicazione del  presidente  Miccichè,
  dell'intero  Consiglio di Presidenza, che il Collegio dei  Questori
  ha  immediatamente recepito ed ulteriormente decurtato di 1 milione
  per  quest'anno  ed  è  prevista analoga  riduzione  per  gli  anni
  immediatamente successivi.
   L'intero Collegio dei Questori auspica che non ci si fermi solo  a
  ribadire  questa diminuzione per l'anno successivo e per gli  altri
  due   anni,  ma  che  nel  corso  del  prossimo  biennio  si  possa
  ulteriormente incidere scendendo quanto meno di 1 ulteriore milione
  per ogni anno.
   La  decurtazione  di  4  milioni di  euro,  rispetto  al  2017,  è
  evidentemente  espressione  di una misura  di  risparmio  che  però
  risale  a  disposizioni del 2013. Tale importo, ad eccezione  della
  dotazione  per  l'anno  2017, corrispondente  a  quella  del  2016,
  conferma appunto nei fatti questa decurtazione di 3 milioni di euro
  della dotazione ordinaria di competenza dell'anno 2016, rispetto  a
  quella  dell'esercizio  2015. Questa  riduzione  si  aggiunge  alla
  riduzione di 3 milioni di euro rispetto all'anno precedente, nonché
  a  quella di 3.200.000,00 euro che era stata operata nel 2014.  Non
  dobbiamo neanche dimenticare che vi era stata una riduzione  di  10
  milioni  di  euro  nel  2013 a seguito delle  misure  di  risparmio
  adottate all'inizio della precedente legislatura.
   E'  importante  sottolineare che nonostante la  contrazione  della
  dotazione  ordinaria prevista dalla legge regionale  n.  1/2014  il
  presente documento consente, comunque, di far fronte agli aumentati
  oneri che derivano dalla necessità di effettuare sempre più gravosi
  e significativi interventi di restauro e manutenzione straordinaria
  del complesso monumentale Palazzo dei Normanni che, si ricorda,  ha
  ottenuto l'importante riconoscimento UNESCO, essendo stato inserito
  fra i siti patrimonio mondiale dell'umanità.
   Ma non dobbiamo altresì dimenticare che le disposizioni in materia
  di  sicurezza  indicano questo Palazzo come possibile obiettivo  di
  attentati  terroristici  che  impone, evidentemente,  una  maggiore
  attenzione  alle  misure  di sicurezza con  un'inevitabile  aumento
  delle spese.
   Il  conseguimento di questo risultato richiede un impegno notevole
  e ha richiesto un impegno notevole se si tiene conto della rigidità
  della  spesa  dell'Assemblea che, quasi per  il  90  per  cento,  è
  costituita da obbligazioni assunte in forza di contratti vigenti  e
  di disposizioni di legge.
   Con questo documento il Collegio dei Deputati Questori ha ritenuto
  di scrivere nel bilancio di previsione 2018 una significativa quota
  di avanzi deliberati in anni precedenti per interventi straordinari
  volti  appunto  alla  ristrutturazione  del  Palazzo,  al  fine  di
  renderne effettiva la fruizione agli utenti ed alla collettività  e
  di  provvedere  degnamente  alla  tutela  di  questo  monumento  di
  proprietà  del  demanio  regionale, nonché di  prevedere  specifici
  Fondi   rischi   al   fine   di  dotare  le   scritture   contabili
  dell'Assemblea degli strumenti idonei a fare fronte  alle  esigenze
  poste   dalla  nuova  normativa  contabile  e  da  eventuali  spese
  impreviste derivanti da contenziosi ed oneri, tra l'altro così come
  specificatamente  suggerito ed indicato  nei  giudizi  di  parifica
  della Corte dei Conti.
   L'articolo  12 della legge regionale n. 1/2014 ha inoltre  imposto
  l'adozione  da parte dell'Assemblea di misure idonee a ridurre  nel
  triennio  2014/2016 del 10 per cento, rispetto ai dati previsionali
  2013,   la  spesa  destinata  al  proprio  funzionamento.  Se   noi
  confrontiamo  i  dati del bilancio 2013 la spesa interessata  dalla
  disposizione  legislativa  ammonta ad euro  80.498.000,00  euro  e,
  quindi,  la  riduzione  del  10  per  cento  operata  nel  triennio
  2014/2016 è di euro 8.050.000,00 euro, ovvero di 2.683.266,67  euro
  all'anno. Nel complesso, quindi, con lo schema del bilancio che  si
  sottopone all'approvazione dell'Aula, la previsione di spesa  nelle
  voci  interessate alla citata disposizione registra  una  riduzione
  significativa a regime di ben il 31,02 per cento sul  dato  analogo
  previsto  dalle  disposizioni di cui all'articolo  12  predetto,  a
  valere sul dato iniziale del 2013.
   L'esercizio  finanziario  2018  che  viene  inserito  appunto  nel
  triennio  2018/2020  che  si  sottopone all'approvazione  dell'Aula
  rimane  al  di  fuori  della stessa previsione di  tale  normativa.
  Tuttavia, noi con la stessa abbiamo cercato di confermare il  trend
  di  risparmio operativo voluto dalla norma regionale con una minore
  spesa  complessiva  prevista  per il  2018  di  24.972.800,00  euro
  rispetto   all'anno   2013.  In  relazione  alle   voci   comparate
  interessate dalla legge regionale 1/2014, pari alla differenza  tra
  euro  80.498.000,00  del  2013 ed euro 55.525.200,00  nel  corrente
  esercizio.
   La  riduzione di spesa più consistente viene confermata nelle voci
  degli   emolumenti complessivi ai dipendenti di ruolo  che  da  una
  previsione  di  36.850.000,00 euro nel 2013 scende a  26.353.500,00
  che  è  un  importo sostanzialmente analogo a quello  iscritto  per
  l'anno  precedente e questo grazie all'accordo che si  è  raggiunto
  con  l'organizzazione sindacale dei lavoratori, dei  dipendenti  di
  quest'Assemblea che io torno a ringraziare per il grande spirito di
  collaborazione  che  hanno dimostrato con  il  Presidente,  con  il
  Consiglio di Presidenza e con il sottoscritto come delegato per  la
  trattativa,  che  ha permesso di ripristinare i tetti  con  qualche
  piccola eccezione.
   Questa riduzione di spesa, purtroppo, deve fare fronte ad un certo
  incremento  della spesa delle pensioni, a seguito del  collocamento
  in  quiescenza  di  alcune unità di personale che,  non  tanto  per
  quest'anno  perché nessuno dei dipendenti fino  ad  ora  ha  scelto
  questa  via,  anche  per  questo li ringrazio,  quanto  per  l'anno
  precedente.
   Il  documento  di  bilancio viene redatto  su  base  triennale  ed
  accoglie accanto agli stanziamenti previsti in entrata ed in uscita
  per  il 2018, i corrispondenti stanziamenti previsti anche per  gli
  anni  2019  e 2020. Gli importi sono stati elaborati tenendo  conto
  dei  provvedimenti di spesa già adottati in precedenza,  frutto  di
  contratti  pluriennali e, quindi, rispetto ai  quali  non  potevamo
  adottare alcun provvedimento se non quello di recepire i dati e  di
  quelli  in corso di perfezionamento, nonché delle decisioni  aventi
  riflessi economici nel triennio.
   La  presente  relazione viene messa a disposizione  dei  colleghi,
  così  come  gli allegati che sono: a) il prospetto esplicativo  del
  presunto  risultato di amministrazione; b) il prospetto concernente
  la  composizione,  per missioni e programmi, del Fondo  pluriennale
  vincolato  per ciascuno degli esercizi considerati nel bilancio  di
  previsione; c) il prospetto concernente la composizione  del  Fondo
  crediti   di   dubbia  esigibilità  per  ciascuno  degli   esercizi
  considerati   nel   bilancio  di  previsione;   d)   il   prospetto
  dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento.
   Si   sottopone,   pertanto,   questo   bilancio   all'approvazione
  dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Ringrazio  i  Deputati  Questori,  Assenza,  Bulla  e
  Siragusa  per  il  lavoro che hanno svolto. Prima  di  iniziare  la
  votazione vorrei ricordare ai colleghi il fatto che, pur avendo  un
  minor costo dal numero minore dei deputati che, per la prima volta,
  abbiamo  in  quest'Aula, il minor costo dei deputati sarebbe  stato
  superiore  di poco ai 2 milioni, invece, il bilancio di  quest'anno
  dell'Assemblea è di 4 milioni in meno rispetto all'anno passato.
   Credo che anche questo sia un segnale di cui ringrazio i Questori.
  Un  altro  sforzo che stiamo facendo proprio in funzione di  quella
  spending review in cui tutto il Paese è assolutamente impegnato  ed
  anche noi abbiamo fatto la parte che dovevamo fare.
   Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione generale.
   Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di  parlare,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame del Documento contabile numero 154.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese correnti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si  dà  lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
  capitale.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si dà lettura del Fondo di cassa all'1/01/2018.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa al Titolo 2 - Trasferimenti correnti.
   Si  dà  lettura  della  Tipologia 101  Trasferimenti  correnti  da
  Amministrazioni pubbliche .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 103  Trasferimenti  correnti  da
  Imprese .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)
           (Il Titolo 2 -Trasferimenti correnti è approvato)

   Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie.
   Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  dà  lettura  della  Tipologia 500  Rimborsi  e  altre  entrate
  correnti .
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

          (Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)

   Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale.
   Si  dà  lettura della Tipologia 300  Altri trasferimenti in  conto
  capitale
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

         (Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)

   Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro.
   Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di giro
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

      (Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
                              approvato)

   Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
   Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione.
   Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura del Programma 3  Gestione economica,  finanziaria,
  programmazione, provveditorato .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  dà  lettura  del Programma 5  Gestione dei  beni  demaniali  e
  patrimoniali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi informativi .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  (La  Missione 1  - Servizi istituzionali, generali e di gestione è
                              approvata)

   Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti.
   Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

        (La  Missione 20  - Fondi e accantonamenti è approvata)

   Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi.
   Si  dà  lettura del Programma 1  Servizi per conto terzi e partite
  di giro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
       (La  Missione 99  - Servizi per conto terzi è approvata)

   Si passa ai Riepiloghi.
   Si  dà  lettura  del Riepilogo generale Entrate  per  Titoli,  del
  Riepilogo  generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo  generale
  delle  Spese  per Missioni e degli Allegati, ponendo  in  votazione
  l'intero Documento numero 154 con gli annessi ed allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Grazie  ancora  ai Deputati  Questori  per  l'ottimo
  lavoro  che  è stato fatto. Vi ringrazio e speriamo gli i  prossimi
  anni possa essere ancora tutto così fatto bene, con il clima giusto
  che  era  necessario  perché  si  facesse  bene   Grazie  onorevole
  Assenza.

   interno (Doc. I)
   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Seguito della discussione della proposta di modifica al
                     Regolamento interno (Doc. I)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, il  punto  III  dell'ordine  del
  giorno  reca:  Seguito della discussione della proposta di modifica
  al Regolamento interno (Doc. I).
   Mi  permetto di accantonarlo perché non mi sembra che ci  siano  i
  numeri  in  Aula  avendo bisogno per essere approvato  di  36  voti
  favorevoli  e, in questo momento, non ci sono neanche  36  deputati
  presenti,  per  cui lo accantoniamo e lo proporremo più  tardi  nel
  momento in cui l'Aula consentirà di poterlo apprezzare.

   di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020'
   (n. 230-230bis/A) e 'Disposizioni programmatiche e correttive  per
   l'anno 2018. Legge di stabilità regionale' (n. 231/A)
   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
   previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n.
     230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
         l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  dei  disegni di legge «Bilancio  di  previsione  della
  Regione  Siciliana  per  il triennio 2018/2020»  (n.  230-230bis/A)
  (Seguito)  e «Disposizioni programmatiche e correttive  per  l'anno
  2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A) (Seguito).
   Invito  i  componenti la Commissione  Bilancio' a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Manca  tutta  l'intera  Commissione   Bilancio'.  Nell'attesa  che
  arrivino, sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 9.57, è ripresa alle ore 10.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito la Commissione Bilancio a  prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                                Congedi

   Comunico  che  gli  onorevoli Schillaci e La  Rocca  Ruvolo  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, permettetemi di dare un saluto, visto che è  la
  prima volta che lo vedo in Parlamento, al neo assessore Tusa.
   Assessore, benvenuto.

   di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020'
   (n. 230-230bis/A) e 'Disposizioni programmatiche e correttive per
   l'anno 2918. Legge di stabilità regionale' (n. 231/A)
   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
   previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n.
     230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
         l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A)

   PRESIDENTE. Riprende la discussione dei disegni di legge «Bilancio
  di  previsione  della Regione Siciliana per il triennio  2018/2020»
  (n.  230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A).
   Si   procede  con  l'esame  del  disegno  di  legge   Bilancio   di
  previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020 (n.230-
  230bis/A) , posto al numero 1).
   Invito i componenti la Commissione  Bilancio  a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  Assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  alcune considerazioni preliminari a compendio di  quelle
  svolte  ieri dal Presidente della Regione che attengono ai  profili
  di  questo bilancio e di questa manovra complessivamente articolata
  nel  bilancio, nel disegno di legge di stabilità e nel  disegno  di
  legge collegato, già all'esame della Commissione  Bilancio .
   Sul  punto,  tre  brevi considerazioni e - se mi  è  consentito  -
  vorrei   depositare  ben  più  articolati  ragionamenti   di   tipo
  contabilistico avuto riguardo al tenore delle considerazioni svolte
  da  alcune  delle forze politiche intervenute ieri in  ordine  alle
  coperture.
   Proprio  in  ordine alle coperture, la relazione  che  presentiamo
  indica chiaramente le piene compatibilità delle scelte adottate  in
  ordine  alla  copertura  delle  entrate  dovute,  in  parte,   agli
  incrementi delle previsioni  come la tassa sul bollo ed altre fonti
  che  vengono  puntualmente indicate, come ritenute sugli  interessi
  sui  redditi  capitale, imposta sostitutiva dei  redditi  derivanti
  dalla  rivalutazione  dei fondi di trattamento  di  fine  rapporto,
  tasse  e  imposte  ipotecarie, e quindi la copertura  che  è  stata
  revocata in dubbio dall'intervento dell'onorevole Cracolici  trova,
  invece,  conforto, nelle considerazioni che sono  state  presentate
  con la relazione che deposito.
   Un'ultima  considerazione  concerne  alcune  critiche,   che   pur
  legittime, svolte da alcuni parlamentari sull'esercizio del  potere
  regolamentare  da  parte del Governo. E questo sul  punto  è  molto
  chiara.
   Già  in  sede  di Commissione  Bilancio  la precisazione  è  stata
  svolta  nel  senso che la delega che viene indicata  è  una  delega
  puntuale, articolata e che, pertanto, trova piena compatibilità con
  l'ordinamento giuridico regionale, non solo con l'articolo 12 dello
  Statuto ma anche con la prassi legislativa di questa Assemblea  che
  con  la  legge  n. 19 del 2008 ha puntualmente disciplinato  questa
  materia.
   Infine  un'ultima considerazione, signor Presidente, sul tema  del
  taglio del 3 per cento.
   Il  taglio del 3 per cento, che è sancito dalla legislazione dello
  Stato,  riguarda l'intera spesa corrente della Regione al netto  di
  alcune previsioni.
   Bene.   Su  questo  non  solo  questo  Governo  ha  immediatamente
  contestato questo tipo di impostazione allo Stato, ma abbiamo anche
  presentato un ricorso contro la legge di bilancio dello Stato.
   Quindi, su questo il confronto è aperto in Assemblea ma certamente
  molti,  gran parte, dei tagli che sono fatti hanno un'unica matrice
  quella  di  rispettare  il 3 per cento sancito  dalla  legislazione
  nazionale.
   Ricordo  che questo vincolo determina che laddove il 3  per  cento
  non  sia  rispettato, nel prossimo esercizio finanziario le risorse
  sarebbero trattenute dallo Stato.
   Ieri  l'onorevole Di Mauro richiamava l'abnorme,  ripeto  abnorme,
  prelievo  che viene fatto sulle casse della Regione che comprime  e
  rende  asfittica la finanza regionale in modo del tutto asimmetrico
  rispetto ad altre parti del Paese.
   Lo  accerta, e concludo, l'ultima relazione della Commissione  sul
  federalismo fiscale del  nostro Paese, depositata in Parlamento  il
  18 gennaio scorso.
   Bene.  Alla stregua di questa relazione si evince chiaramente  che
  mentre  le  Regioni speciali del Nord sono al di sopra della  media
  nazionale  in  ordine  alla spesa pubblica complessiva  laddove  si
  considera  la spesa pubblica complessiva quello dello Stato,  delle
  Regioni, delle Province e dei Comuni.
   Le  regioni  ordinare  sono tutte nella media  compresa  anche  la
  regione  speciale  Sardegna. La Sicilia è al di sotto  della  media
  nazionale del 16% ; questo dimostra che i siciliani percepiscono da
  tutti gli enti pubblici territoriali un gettito che è inferiore  in
  media  del 16% rispetto a quello degli altri cittadini delle  altri
  territori, sotto questo profilo sono pregiudicati.
   Quindi, le misure introdotte la scorsa legislatura sono del  tutto
  ingiuste  e  a  queste ci siamo opposti e ci opporremo  nelle  sedi
  appropriate.
   Con  questi  auspici  e  con questa relazione  che  deposito,  può
  cominciare la trattazione del bilancio.

   PRESIDENTE. Ricordo che, ai sensi del decreto legislativo 118  del
  2011 la nuova struttura del bilancio, ai fini dell'approvazione  da
  parte  dell'Assemblea è organizzata, per le entrate, in  Titoli'  e
   Tipologie' e, per la spesa, in  Missioni' e  Programmi'. Tipologie
  e    Programmi   costituiscono   le   unità   di   voto   ai   fini
  dell'approvazione.

   Si inizia, quindi, l'esame del ddl n.  230-230 bis/A.

                                Entrate

   Si  inizia  dall'esame dell'articolo 1, stato di previsione  delle
  Entrate.

   Si passa all'esame dell'Allegato 2.

   All'Allegato 2   Entrate  non sono stati presentati emendamenti.

   Così  come previsto dal decreto legislativo 118 del 2011 e s.m.i.,
  l'Assemblea   procede  all'approvazione  delle  singole   Tipologie
  all'interno di ciascun Titolo, così come emendate.

   Si  pone  in votazione il   Fondo pluriennale vincolato per  spese
  correnti . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone  in  votazione il Fondo pluriennale vincolato  per  conto
  capitale.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone in votazione l'Utilizzo avanzo di Amministrazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  pone  in  votazione  il  Fondo di cassa all'1/01/2018.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame  del  Titolo 1  Entrate  correnti  di  natura
  tributaria contributiva e perequativa .

   Si  pone  in votazione la Tipologia 101  Imposte, tasse e proventi
  assimilati .  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Si  pone  in  votazione  la  Tipologia 102  Tributi  destinati  al
  finanziamento della sanità . Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  pone  in  votazione  la   Tipologia 103   Tributi  devoluti  e
  regolati  alle autonomie speciali . Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si pone in votazione Tipologia 104  Compartecipazione di tributi .
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                                   (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  esaurito l'esame  del  Titolo  1,  si  passa
  all'esame del Titolo 2

                        TRASFERIMENTI CORRENTI

   Si  pone in votazione la Tipologia 101  Trasferimenti correnti  da
  Amministrazioni pubbliche . Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                 (E' approvata)

   Si  pone in votazione la Tipologia 102  Trasferimenti correnti  da
  famiglie . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                 (E' approvata)

   Si  pone in votazione la Tipologia 103  Trasferimenti correnti  da
  imprese . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  pone in votazione la  Tipologia 104  Trasferimenti correnti da
  Istituzioni sociali private .  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  pone  in  votazione  la Tipologia 105  Trasferimenti  correnti
  dall'Unione europea e dal resto del  mondo . Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

     Onorevoli  colleghi, esaurito l'esame del  Titolo  2,  si  passa
  all'esame del Titolo 3

                        ENTRATE EXTRATRIBUTARIE

   Si  pone in votazione la  Tipologia 100  Vendita di beni e servizi
  e  proventi  derivanti dalla gestione dei beni . Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si pone in votazione la Tipologia 200  Proventi derivanti
  dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
  illeciti . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvata)

   Si  pone in votazione la Tipologia 300  Interessi attivi .  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                              (E' approvata)

   Si pone in votazione la Tipologia 400  Altre entrate da redditi da
  capitale . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                              (E' approvata)

   Si  pone in votazione la  Tipologia 500  Rimborsi ed altre entrate
  correnti . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  esaurito l'esame  del  Titolo  3,  si  passa
  all'esame del Titolo 4.

                       ENTRATE IN CONTO CAPITALE

   Si   pone   in  votazione  la   Tipologia  200   Contributi   agli
  investimenti .  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.
                             (E' approvata)

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 300  Altri  trasferimenti  in
  conto capitale . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                 (E' approvata)

   Si  pone in votazione la Tipologia 400  Entrate da alienazione  di
  beni materiali e immateriali . Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

   (E' approvata)

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 500  Altre entrate  in  conto
  capitale . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  esaurito l'esame  del  Titolo  4,  si  passa
  all'esame del Titolo 5

             ENTRATE DA RIDUZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 100  Alienazione di  attività
  finanziarie .  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                 (E' approvata)

   Si  pone in votazione la Tipologia 200  Riscossione di crediti  di
  breve termine .  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                 (E' approvata)

   Si  pone  in  votazione la Tipologia 300  Riscossione  crediti  di
  medio-lungo  termine .   Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                 (E' approvata)

   Si pone in votazione la Tipologia 400  Altre entrate per riduzione
  di  attività  finanziarie .  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                 (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  esaurito l'esame  del  Titolo  5,  si  passa
  all'esame del Titolo 6.

                          ACCENSIONE PRESTITI

   Si  pone  in votazione la Tipologia 300  Accensione mutui e  altri
  finanziamenti  a  medio-lungo  termine .  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                 (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  esaurito l'esame  del  Titolo  6,  si  passa
  all'esame del Titolo 9

               ENTRATE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO

   Si  pone  in  votazione la  Tipologia 100  Entrate per partite  di
  giro . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                 (E' approvata)

   Si  pone  in votazione la Tipologia 200  Entrate per conto terzi .
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                 (E' approvata)

   Concluso l'esame dei titoli, si passa alla votazione dell'articolo
  1.

   Pongo  in  votazione l'articolo 1 con il relativo  allegato,  così
  come  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                 (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2 del ddl 230-230 bis/A  Stato di previsione
  della spesa .

                                 SPESE

   Si passa all'esame dell'Allegato 4.

   Comunico  che all'Allegato 4 sono stati presentati gli emendamenti
  contenuti nel relativo fascicolo.

   Si passa all'esame degli emendamenti.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente dichiaro di ritirare  l'emendamento
  BIL. 5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento BIL. 1, a firma degli onorevoli Assenza,
  Ragusa ed Aricò.

   PRESIDENTE. E' mantenuto?

   ASSENZA. Ritiro l'emendamento BIL.1.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.  Comunico  che  è  stato
  presentato l'emendamento BIL.2, a firma degli onorevoli Palmeri  ed
  altri.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, spiego un
  attimo la ratio di questo emendamento. Intanto faccio una premessa.
  In  Commissione  Bilancio  è  stato approvato  un  emendamento  per
  incrementare le spese per i viaggi dell'assessore di 50 mila  euro.
  Ora, mi andrebbe pure bene se non fosse che la media dei viaggi per
  l'assessore  per tutti gli assessorati è circa 20 mila euro  mentre
  in  Commissione  Bilancio  è stata incrementata di  50  mila  euro,
  quindi,  siamo arrivati a 70 mila euro quasi, anzi più  del  triplo
  rispetto a tutti gli altri assessori.
   Ora, sicuramente non è per andare a togliere i soldi all'Assessore
  per il turismo ma perché in effetti è dal 2013 che questa legge sul
  premio  Nicholas Green non è finanziata. Ci abbiamo  provato  tante
  volte nella scorsa legislatura.
   Per  chi non lo sapesse ricordo che il premio Nicholas Green è  un
  premio  dedicato ad un bambino di sette anni che è stato ucciso  in
  un  attentato  mafioso ed i cui organi sono stati  donati  a  sette
  italiani.  E'  una legge importante fatta proprio  all'indomani  di
  questo  attentato  e  che aiuta tantissimo nella  sensibilizzazione
  nelle scuole per i bambini.
   Non  sono  dei  fondi che vanno ad un'associazione, vorrei  essere
  chiara, sono fondi che vanno agli ambiti territoriali per province,
  non  ci  sono associazioni di mezzo e sono tutte scuole  che  fanno
  richiesta per partecipare appunto a questo avviso.
   Dal  2013,  da  quando questa legge non è più finanziata,  i  dati
  sulle  donazioni  sono diminuiti, tranne nel  2017  che  il  Centro
  regionale  per  la  donazione, sono 45  mila  euro.  Credo  che  un
  incremento  di  5 mila rispetto a tutti gli altri assessorati,  per
  l'Assessore per il turismo, possa andare bene. Sulla cifra possiamo
  anche ragionare, però, è importante finanziare questo premio.  Sono
  5  mila  euro  per  ogni provincia che poi vengono suddivisi  nelle
  varie  scuole medie, superiori ed elementari. Penso che sia un  bel
  segnale  andare a mettere questa piccola quota che, ripeto,  magari
  potrebbe    sembrare   simbolica   a   invece,   a    livello    di
  sensibilizzazione, è molto ma molto importante. Grazie.

   PRESIDENTE. Scusate, è una spesa di 45 mila euro. Il parere  della
  Commissione?

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  non
  soltanto  per l'esiguità della cifra cioè 45 mila euro  ma  per  la
  finalità  nobilissima, per la finalità di straordinaria  importanza
  che  questo premio può dare nel senso dell'educazione alla  cultura
  della donazione.
   Noi  in  Sicilia, in questi ultimi anni, abbiamo fatto in  qualche
  modo  scuola  nel  nostro Paese, sembrava che i siciliani  avessero
  perso  dopo  l'esperienza  straordinaria che  viene  proprio  dalla
  vicenda umana di questo bambino, deceduto per ragioni che sono note
  alla cronaca, diversi anni fa, quindi, un premio di questo tipo che
  viene  introdotto attraverso una veicolazione nelle scuole non  può
  che  contribuire  ad aumentare la cultura, il senso  della  cultura
  della  donazione che vuole ricordare a me stesso la  cultura  della
  vita e non la cultura della morte.
   Per  cui negare 45 mila euro ad un obiettivo di tale valenza e  di
  siffatta  importanza  per ciascuno di noi, credo  che  sarebbe  una
  segnale negativo da parte dell'Assemblea regionale siciliana.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se però su ogni emendamento di 40  mila
  euro  facciamo dieci interventi questa Finanziaria la  finiamo  fra
  due mesi.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  noi
  siamo  favorevoli,  però  lei è uomo di  grande  esperienza:  è  la
  partenza  che  deve  essere ottima quindi  se  la  partenza  è  una
  partenza condivisa penso che il percorso possa essere più agevolato
  e  confido  nel fatto che l'assessore per l'economia possa  trovare
  una  nuova  fonte  di  finanziamento perché  noi  siamo  favorevoli
  all'iniziativa.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, io sono assolutamente  disponibile  a
  cambiare  il  Capitolo di copertura di questa spesa  quindi  se  il
  Governo  e  la Commissione sono d'accordo e riusciamo con  un'altra
  forma di finanziamento, magari accantoniamo un attimo l'emendamento
  e alla fine dell'esame del bilancio

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. È evidente che le somme che  sono
  appostate  a  bilancio per esigenze dei viaggi dell'assessore  sono
  assolutamente  fondate  e  quindi non  è  così  che  risolviamo  il
  problema prendendo da questa voce.
   Noi abbiamo indicato,  - se avessero parlato prima avremmo trovato
  più  facilmente la soluzione - una imputazione sul capitolo  472514
  che  è  capiente  rispetto ai programmi  dello stesso  Assessorato.
  Pertanto su questo possiamo assolutamente risolvere la questione.

   PRESIDENTE.  Quindi  come si sta chiudendo la  questione?  Con  il
  ritiro sulla base delle assicurazioni date?

   ARMAO, assessore per l'economia. Se si riformula l'emendamento.

   PRESIDENTE. Intanto andiamo avanti, appena è pronto lo rivediamo.

   Si passa al BIL 3. E' assorbito dal BIL 2.

   Si  passa  al  BIL  20.  E' fuori sacco, presentato  dal  Governo.
  E'accantonato.

     Pongo in votazione il subemendamento al BIL 2,  le parole 470301
  sono  sostituite da 472514 , che immagino sia il nuovo capitolo  da
  cui vengono prese le risorse. Il parere del Governo?

     ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  il  votazione il BIL 2 così come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa al BIL 4 a firma degli onorevoli Barbagallo e Lupo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  il
  capitolo che chiediamo di rimpinguare è quello relativo alla  Legge
  8  che  sostiene le 42 federazioni siciliane, quindi lo  sport  non
  soltanto di vertice e relativo alle grandi categorie, ma proprio lo
  sport di base, i ragazzi, i settori giovanili, lo sport inteso come
  formazione sociale.
   Questo  è  un  capitolo che diversi anni fa  superava  pure  i  10
  milioni  di  euro.  Negli  ultimi anni ha  avuto  un  segnale,  tra
  virgolette, di risveglio. Noi crediamo che debba essere sostenuto e
  accompagnato.   Peraltro,  tagliamo  un  capitolo,   quello   della
  promozione  dei  prodotti agricoli, che lo scorso  anno  era  molto
  minore,  quindi  ha  subìto un incremento  consistente  e  pertanto
  chiediamo che venga tagliato quello.
   Sostanzialmente,  impinguando  il  capitolo  della  legge   n.   8
  garantiamo  un  maggiore  sostegno alle  attività  giovanili,  alla
  promozione dello sport, soprattutto, verso i settori giovanili.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  Bil  4.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento Bil 6 è assorbito.
   Si passa all'emendamento Bil 21, a firma della Commissione.
   Il Presidente della Commissione intende illustrarlo?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, togliamo  un  milione  dal
  fondo dell'informatica e lo mettiamo sulle modifiche contabili  che
  si  devono  andare  a  fare.  Serve per chiudere  il  problema  del
  trasporto  su  gomme,  dall'informatica.  E'  già  concordato   con
  l'Assessore.

   PRESIDENTE. Quindi, il Governo è anche favorevole.
   Onorevoli   colleghi,  era  stato  dimenticato   di   rifinanziare
  l'articolo. L'Assessore sta provvedendo a correggere.
   Assessore,  pare  che sia finanziata in finanziaria  direttamente,
  per cui non c'è bisogno. Quindi, lo dobbiamo apprezzare.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  Bil  21  presentato   dalla
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dobbiamo rivedere l'emendamento Bil 20. Onorevole Savona,  il  Bil
  20.
   Sia  la  Commissione  che il Governo sono favorevoli.  Essendo  un
  emendamento un po' complesso, se volete, possiamo anche  sospendere
  cinque minuti.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  chiedo  che  l'Assessore,   anche
  attraverso  gli  uffici,  ovviamente,  su  questa  tabella  un  po'
  complessa, faccia una verifica e lo illustri all'Aula.
   Faccio  un esempio per tutti: togliamo 404 mila euro per le  spese
  destinate   a   finanziare  la  compartecipazione  allo   screening
  neonatale, la compartecipazione della Regione. Io credo  che  siano
  temi  sensibili su cui dobbiamo capire se gli Uffici sono certi  di
  quello che hanno scritto oppure sono tagli indiscriminati.

   PRESIDENTE.  Allora, siccome l'Assessore ha ricevuto l'emendamento
  dagli  Uffici pochi minuti fa, sospendo la seduta per cinque minuti
  in attesa che l'Assessore approfondisca la questione.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.36, è ripresa alle ore 11.06)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ci  sono  due  correzioni   da
  apportare  sull'emendamento BIL. 2.1. Il capitolo non è il  472514,
  come abbiamo scritto prima, ma è il 212514, sembra che si tratti di
  un mero errore tecnico, la stessa cosa è per il BIL. 4, il capitolo
  non è il 342525 ma è il 212514. Queste correzioni sono state fatte.
   Si passa all'emendamento BIL. 20.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, volevo chiederle se il  Governo  può
  illustrare questo emendamento perché è un po' complesso. Mi pare di
  avere letto negli occhi dell'Assessore un atteggiamento terreo e mi
  sembra una manovra che deve essere spiegata, che non è passata  dal
  bilancio perché si va ad incidere sulla quota integrativa a  carico
  della  Regione  e  delle assegnazioni di parte corrente  del  Fondo
  sanitario  nazionale, vorremmo capire cosa  si  va  a  fare,  anche
  perché  leggiamo una serie di tagli, in particolar modo  leggo  qui
  tra  i  tagli  quello relativo alla destinazione per  lo  screening
  neonatale.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana facciamolo illustrare. Se  ci  sono
  cose che non vanno poi lei interviene di nuovo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  intervenire  l'assessore  Razza  per
  illustrare l'emendamento.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  illustro  molto  brevemente l'emendamento  che  è  stato
  presentato  e  che ha natura meramente compensativa  rispetto  alle
  attese  che  gli  uffici  dell'Assessorato  regionale  alla  salute
  avevano  rappresentato all'Assessorato all'economia per  essere  in
  linea  con  le  esigenze del 2018, anche in  relazione  ai  singoli
  capitoli che sono stati utilizzati nell'anno 2017.
   Per  quanto  riguarda  la sollecitazione  in  ordine  a  tutte  le
  attività  di  screening e a tutte le attività  che  possono  essere
  allocate  sui  fondi  del  PSN la scelta strategica  che  ha  fatto
  l'Assessorato,   anche   avendo  a  disposizione   una   importante
  intervento  di circa 67 milioni di euro su fondi PSN che  nell'anno
  2017  non erano stati impegnati, è stato quello di non gravare  sul
  Fondo  sanitario  per  tutto  ciò  che  in  termini  di  screening,
  prevenzione o progetti può essere utilizzato attivando  in  maniera
  sapiente  la  attività del piano sanitario nazionale attraverso  le
  progettualità.
   Quindi  si  tratta  soltanto  di un  emendamento  a  compensazione
  interna  di  tutti  i  capitoli che ha  la  funzione  contabile  di
  raggiungere  la  stessa attivazione del 2017, tenendo  conto  della
  crescita  dell'aumento del fondo sanitario per  via  del  piano  di
  riparto nazionale approvato dalla Conferenza Stato-Regione che vede
  crescere  non  la compartecipazione in termini percentuali  ma  che
  vede  crescere  il valore assoluto del contributo  da  parte  dello
  Stato e quindi in completezza del piano sanitario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Concluso l'esame degli emendamenti, così come previsto dal decreto
  legislativo 118 del 2011 e s.m.i., si procede all'approvazione  dei
  singoli  Programmi  all'interno di  ciascuna  Missione,  così  come
  emendati.

   Si inizia dall'esame della Missione 0 - Disavanzo finanziario.
   Si pone in votazione il Programma 0 - Disavanzo finanziario

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame  della  Missione 1 -  Servizi  istituzionali,
  generali e di gestione.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Organi istituzionali.

                            (E' approvato)

   Programma 2 Segreteria Generale.

                            (E' approvato)

   Programma  3  Gestione  economica, finanziaria,  programmazione  e
  provveditorato

                            (E' approvato)

   Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali

                            (E' approvato)

   Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali

                            (E' approvato)

   Programma 6 Ufficio tecnico

                            (E' approvato)

   Programma 7 elezioni e consultazioni popolari - anagrafe  e  stato
  civile

                            (E' approvato)

   Programma 8 Statistica e sistemi informativi

                            (E' approvato)

   Programma 10 Risorse umane

                            (E' approvato)

   Programma 11 Altri servizi generali

                            (E' approvato)

   Programma   12   Politica  regionale  unitaria   per   i   servizi
  istituzionali, generali e di gestione

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 1,  si  passa  all'esame  della
  Missione 4 Istruzione e diritto allo studio.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Istruzione prescolastica

                            (E' approvato)

   Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria

                            (E' approvato)

   Programma 3 Edilizia scolastica

                            (E' approvato)

   Programma 4 Istruzione universitaria

                            (E' approvato)

   Programma 5 Istruzione tecnica superiore

                            (E' approvato)

   Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione

                            (E' approvato)

   Programma 7 Diritto allo studio

                            (E' approvato)

   Programma  8  Politica regionale unitaria per  l'istruzione  e  il
  diritto allo  studio

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 4,  Si  passa  all'esame  della
  Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma  2  Attività culturali e interventi diversi nel  settore
  culturale

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 5,  si  passa  all'esame  della
  Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Sport e tempo libero

                            (E' approvato)

   Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport  e
  il tempo libero

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 6,  si  passa  all'esame  della
  Missione 7 Turismo.

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo.

                            (E' approvato)

   Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo.

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 7,  si  passa  all'esame  della
  Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio

                            (E' approvato)

   Programma  2 Edilizia residenziale pubblica e locale  e  piani  di
  edilizia economico - popolare

                            (E' approvato)

   Programma   3  Politica  regionale  unitaria  per  l'assetto   del
  territorio e l'edilizia abitativa

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 8,  si  passa  all'esame  della
  Missione   9  Sviluppo  sostenibile  e  tutela  del  territorio   e
  dell'ambiente.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Difesa del suolo

                            (E' approvato)

   Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale

                            (E' approvato)

   Programma 3 Rifiuti

                            (E' approvato)

   Programma 4 Servizio idrico integrato

                            (E' approvato)

   Programma   5   Aree   protette,   parchi   naturali,   protezione
  naturalistica e forestazione

                            (E' approvato)

   Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche

                            (E' approvato)

   Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento

                            (E' approvato)

   Programma   9   Politica  regionale  unitaria  per   lo   sviluppo
  sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 9,  si  passa  all'esame  della
  Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Trasporto ferroviario

                            (E' approvato)

   Programma 2 Trasporto pubblico locale

                            (E' approvato)

   Programma 3 Trasporto per vie d'acqua

                            (E' approvato)

   Programma 4 Altre modalità di trasporto

                            (E' approvato)

   Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali

                            (E' approvato)

   Programma  6  Politica regionale unitaria per  i  trasporti  e  il
  diritto alla mobilità

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 10, si  passa  all'esame  della
  Missione 11 Soccorso civile

   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Sistema di protezione civile

                            (E' approvato)

   Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali

                            (E' approvato)

   Programma  3  Politica regionale unitaria per  il  soccorso  e  la
  protezione civile

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 11, si  passa  all'esame  della
  Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido

                            (E' approvato)

   Programma 2 Interventi per la disabilità

                            (E' approvato)

   Programma 3 Interventi per gli anziani

                            (E' approvato)

   Programma  4  Interventi  per soggetti  a  rischio  di  esclusione
  sociale

                            (E' approvato)

   Programma   5   Politica  regionale  unitaria  per  le   relazioni
  finanziarie con le altre autonomie territoriali

                            (E' approvato)

   Programma 6 Interventi per il diritto alla casa

                            (E' approvato)

   Programma 7 Programmazione e governo della rete dei servizi socio-
  sanitari e sociali

                            (E' approvato)

   Programma 8 Cooperazione e associazionismo

                            (E' approvato)

   Programma  10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali  e
  la famiglia

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 12, si  passa  all'esame  della
  Missione 13 Tutela della salute.
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
  corrente per la garanzia dei LEA

                            (E' approvato)

   Programma   2   Servizio  sanitario  regionale   -   finanziamento
  aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA

                            (E' approvato)

   Programma   3   Servizio  sanitario  regionale   -   finanziamento
  aggiuntivo corrente per la copertura per lo squilibrio di  bilancio
  corrente

                            (E' approvato)

   Programma  4  Servizio sanitario regionale - ripiano di  disavanzi
  sanitari relativi ad esercizi pregressi

                            (E' approvato)

   Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti sanitari

                            (E' approvato)

   Programma  6 Servizio sanitario regionale - Restituzione  maggiori
  gettiti SSN

                            (E' approvato)

   Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria

                            (E' approvato)

   Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela della salute

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 13, si  passa  all'esame  della
  Missione 14 Sviluppo economico e competitività
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Industria, PMI e artigianato

                            (E' approvato)

   Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela dei consumatori

                            (E' approvato)

   Programma 3 Ricerca e innovazione

                            (E' approvato)

   Programma 4 Reti e altri servizi di pubblica utilità

                            (E' approvato)

   Programma  5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico
  e la competitività

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 14, si  passa  all'esame  della
  Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione professionale
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro

                            (E' approvato)

   Programma 2 Formazione professionale

                            (E' approvato)

   Programma 3 Sostegno all'occupazione

                            (E' approvato)

   Programma  4  Politica  regionale unitaria  per  il  lavoro  e  la
  formazione professionale

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 15, si  passa  all'esame  della
  Missione 16 Agricoltura politiche agro - alimentari e pesca
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma   1   Sviluppo  del  settore  agricolo  e  del   sistema
  agroalimentare

                            (E' approvato)

   Programma 2 Caccia e pesca

                            (E' approvato)

   Programma  3  Politica  regionale unitaria  per  l'agricoltura,  i
  sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 16,  s  passa  all'esame  della
  Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Fonti energetiche

                            (E' approvato)

   Programma  2  Politica  regionale  unitaria  per  l'energia  e  la
  diversificazione delle fonti energetiche

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 17, si  passa  all'esame  della
  Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma   1   Relazioni  finanziarie  con  le  altre   autonomie
  territoriali e locali

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 18, si  passa  all'esame  della
  Missione 19 Relazioni internazionali
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazioni allo sviluppo

                            (E' approvato)

   Programma 2 Cooperazione territoriale

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 19, Si  passa  all'esame  della
  Missione 20 Fondi e accantonamenti
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Fondo di riserva

                            (E' approvato)

   Programma 2 Fondo crediti di dubbia esigibilità

                            (E' approvato)

   Programma 3 Altri fondi

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 20, si  passa  all'esame  della
  Missione 50 Debito pubblico
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma   1  Quota  interessi  ammortamento  mutui  e   prestiti
  obbligazionari

                            (E' approvato)

   Programma   2  Quota  capitale  ammortamento  mutui   e   prestiti
  obbligazionari

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 50, si  passa  all'esame  della
  Missione 60 Anticipazioni finanziarie
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria

                            (E' approvato)

   Esaurito  l'esame  della  Missione 60, si  passa  all'esame  della
  Missione 99 Servizi per conto terzi
   Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:

   Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro

                            (E' approvato)

   Programma  2  Anticipazioni  per  il  finanziamento  del   Sistema
  Sanitario Nazionale

                            (E' approvato)

   Concluso   l'esame  dell'Allegato  4,  si  passa  alla   votazione
  dell'articolo 2 con il relativo allegato così come emendato.

                            (E' approvato)

   Si passa quindi all'esame dell'articolo 3.
   Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)

   Si  passa  quindi all'esame dell'articolo 4 (Totale  generale  del
  bilancio triennale).
   Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)

   Si passa quindi all'esame dell'articolo 5.
   Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                               (E' approvato)

   Si   sospende  l'esame  del  disegno  di  legge  del  bilancio   a
  legislazione vigente, prima del voto finale, per passare  all'esame
  del  disegno  di  legge  n. 231/A,  Disposizioni  programmatiche  e
  correttive per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale .
   L'esame e l'approvazione del disegno di stabilità regionale  segue
  il  consueto iter relativo ai disegni di legge. Si inizia,  quindi,
  con la discussione dell'articolato, con i relativi emendamenti, che
  sono posti separatamente in votazione.
   Sono in distribuzione i fascicoli, pertanto sospendo brevemente la
  seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.20, è ripresa alle ore 11.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati distribuiti i fascicoli
  degli emendamenti.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                        Sull'ordine dei lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei  lavori,
  non so se il presidente Musumeci, ha letto

   MUSUMECI, presidente della Regione. Sì, l'ho letto anch'io.

   DI  MAURO.   l'articolo  che c'è oggi sul Giornale  di  Sicilia  a
  proposito  dell'eolico,  fotovoltaico   Via  libera  agli  impianti
  nell'Isola. Si sbloccano oltre 2.500 progetti. . Credo che  sia  un
  articolo  che  ci  porta  indietro  negli  anni  e  vedo,  leggendo
  l'articolo, che c'è una giustificazione che è riferita al fatto che
  la  Regione  avrebbe  adottato un piano di  rispetto  e  di  tutela
  ambientale  per  cui,  al  di fuori di questo  piano,  è  possibile
  rilasciare le concessioni.
   Io la invito, Presidente, a dare un'occhiata a questo piano perché
  è  molto ristretto, sono indicate zone per cui c'è già sancita, per
  norma di legge nazionale e regionale, l'incompatibilità assoluta  e
  mi  pare che il Governo precedente abbia adottato uno studio che  è
  molto  superficiale rispetto a quello che sono le vere  esigenze  a
  proposito dell'energia eolica in Sicilia.
     Io  credo  che questo Governo debba immediatamente agire  perché
  questa aggressione al territorio, perché non è fotovoltaico è anche
  eolico, debba essere subito fermata, debba essere rivisto il  piano
  paesaggistico  secondo le disposizioni e le direttive  europee  che
  sancisce,  ovviamente, un'indicazione ben precisa  per  quelli  che
  debbono  essere  le  zone sottoposte a vincolo  e,  immediatamente,
  agire  affinché  questa aggressione venga fermata  perché  non  c'è
  dubbio che se da un lato qualcuno immagina di avvantaggiare qualche
  ditta, spesso nemmeno siciliane, non c'è dubbio che il danno che si
  arreca  all'ambiente,  al  nostro  territorio,  all'immagine  della
  Sicilia sia devastante.
   E'  un compito del Governo, credo che su questo il Parlamento sarà
  certamente d'accordo, lo è stato in passato e la invito,  pertanto,
  ad attivarsi affinché venga bloccato il sistema di realizzazione di
  questi impianti. Grazie Presidente.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Onorevole  Di  Mauro,  questo
  Governo  attribuisce  grande  importanza  all'energia  pulita   che
  riteniamo un bene da valorizzare, ma al tempo stesso riteniamo bene
  da  valorizzare e da tutelare il paesaggio che lo è, come  sa,  sin
  dal 1939 contemplato nella produzione legislativa italiana.
   Ho  letto  anch'io,  come  lei, questa mattina  sul  giornale  del
  provvedimento adottato dal Governo centrale e che, di  conseguenza,
  libererebbe e consentirebbe, anche in Sicilia, di dar seguito  alle
  istanze presentate per impianti eolici e fotovoltaici.
   Poiché  dobbiamo  impedire le devastazioni e  le  aggressioni  che
  negli anni passati abbiamo subito, io condivido con lei, ma già  il
  Governo  è  orientato  in questo senso, ad adottare  una  sintetica
  norma,  se  l'Aula  è  d'accordo,  che  sospenda  gli  effetti  del
  provvedimento  nazionale in attesa che la Regione si  doti  di  uno
  strumento  di pianificazione, vedremo se piano paesaggistico  o  se
  piano  energetico, che possa individuare le aree nelle  quali  deve
  assolutamente essere impedita la realizzazione di impianti  eolici,
  tenuto  conto della ventosità delle aree, tenuto conto del contesto
  naturalistico  e  di  una  serie  di  elementi  che  non   possono,
  assolutamente,  essere  pregiudicati  da  iniziative   sprovvedute,
  superficiali e non programmate.
   Il  Governo, quindi, sta abbozzando un emendamento che  se  l'Aula
  vorrà  potrà  benissimo votare in attesa, naturalmente  entro  tre,
  quattro mesi, di dotarci di uno strumento di pianificazione  e  poi
  dare   seguito  alle  procedure  per  quanti  intendono  realizzare
  impianti   eolici  ed  impianti  fotovoltaici  senza   con   questo
  pregiudicare assolutamente l'equilibrio del paesaggio.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 231/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa all'articolo  1.  Ne  do
  lettura:

                              Articolo 1.
            Disposizioni per l'Ente Acquedotti Siciliani in
                             liquidazione.
          Disposizioni per l'emergenza idrica della città di
                                Messina

       1.  Le procedure di cui al comma 2 dell'articolo 4 della
     legge  regionale  11  agosto 2017,  n.  16  devono  essere
     completate entro e non oltre il 31 ottobre 2018.

       2.  La  gestione  residua delle  reti  idriche  e  degli
     impianti  di  cui  al  comma 1  dell'art.  4  della  legge
     regionale 11 agosto 2017, n. 16 rimane in carico  all'Ente
     Acquedotti    Siciliani    in   liquidazione    sino    al
     completamento delle attività di cui al comma 5.

       3.  Le  procedure previste all'articolo 4 comma 4, della
     legge  regionale  11 agosto 2017, n. 16 sono  attuate  con
     tempi  e  con  modalità compatibili con le attività  ed  i
     termini  di  cui  al  comma 1, al fine  di  assicurare  il
     regolare  espletamento del servizio idrico e comunque  non
     oltre il 31 dicembre 2019.

       4.  L'articolo  4,  comma 7, della  legge  regionale  11
     agosto  2017,  n. 16 trova applicazione  a  far  data  dal
     completamento della consegna di reti idriche  ed  impianti
     da  parte  dell'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione,
     ed in ogni caso entro e non oltre il 31 ottobre 2018.

       5.     Disposizione    stralciata    dalla    Presidenza
     dell'Assemblea  nella seduta d'Aula n. 39  del  24  aprile
     2018.

   Comunico che gli emendamenti presentati all'articolo 1 sono  tutti
  soppressivi   per   cui   porrò   in  votazione   il   mantenimento
  dell'articolo 1 che, ovviamente, fa decadere tutti gli emendamenti.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come  Partito
  Democratico non abbiamo proposto emendamenti all'articolo  1,  però
  in  sede  di  dibattito è giusto precisare che  a  nostro  giudizio
  questo è un articolo che per usare un gergo calcistico serve a fare
  melina,  cioè, spostiamo la palla più avanti e forse anche  un  po'
  più  indietro  in un settore ed una problematica che negli  anni  è
  stata  affrontata, a mio giudizio, di recente con una  buona  legge
  che  è  la  n. 16 del 2017, in particolare l'articolo 4, che  aveva
  dato  termini  perentori  per la consegna  delle  reti  e  per  gli
  obblighi nei confronti dei comuni.
   Questo  dell'EAS  è un debito ed un costo che ogni  anno  ammonta,
  secondo i calcoli della Regione, e lo voglio ricordare ai colleghi,
  a 17 milioni di euro.
   A  seguito  dell'approvazione dell'articolo 4, lo  scorso  Governo
  regionale,  nel mese di ottobre, si fece carico di fare la  diffida
  ai  27  comuni  e  questo Governo regionale con un decreto  del  27
  dicembre ha nominato i commissari per la consegna delle reti.
   Credo,   onorevole  Presidente  e  assessore   Cordaro,   che   la
  circostanza che su sedici commissari quindici abbiano rinunciato  e
  si  sia  insediato soltanto un commissario, che poi  ha  rinunciato
  pure,  credo  che  sia  un  fatto di una  gravità  inaudita,  e  la
  circostanza che il Governo aveva proposto in finanziaria il termine
  del  30  giugno  per  la  consegna  delle  reti,  che  poi  con  un
  emendamento  votato  dalla  maggioranza  in  Commissione  è   stato
  spostato al 31 ottobre, e questo spostamento costa alla Regione che
  è obbligata, solidale nei confronti di Siciliacque ben 4 milioni di
  euro,  credo  che imponga un ragionamento attento, approfondito  ed
  anche  perentorio  in ordine anche all'elenco da  cui  attingere  i
  commissari, perché, evidentemente, nel meccanismo fra elenco credo,
  signor  Presidente,  che  sia  quello  che  faccia  riferimento  ai
  commissari  per  i  rifiuti e non per le  acque  ci  sia  anche  un
  approfondimento da fare.
   Un'ultima  cosa la chiederei all'assessore Armao perché visto  che
  c'è  questo  costo di 17 milioni di euro dei comuni  che  rientrano
  nell'EAS,  le  somme a valere di quale Capitolo  sono  se  poi  noi
  rimpinguiamo il bilancio dell'EAS oppure alimentiamo il contenzioso
  con Siciliacque.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'EAS è un  ente
  che  è  stato  sciolto nel 2004 e ricordo quando ero assessore  che
  l'allora  commissario mi presentò una parcella di  circa  400  mila
  euro  l'anno, noi naturalmente ci siamo opposti; credo che  ci  sia
  ancora  in  corso  un contenzioso, e la liquidazione  dell'EAS  con
  quest'anno compie 14 anni.
   Il  problema  non è soltanto questo, che è veramente  inverosimile
  che  una liquidazione possa durare 14 anni, il problema che si pone
  con questo articolo, che ovviamente noi approveremo perché siamo in
  una  condizione di gestione credo alle ultime battute, è che  viene
  meno  il  principio della unicità del servizio che è  un  principio
  sacrosanto stabilito dall'articolo 147 del D. Lgs. 151 del  2006  e
  non di unitarietà del servizio, per cui noi in Sicilia, a fronte di
  un  indirizzo ben specifico, abbiamo tre modalità di servizio:  uno
  dei  Comuni,  uno  dell'EAS  e uno dei Consorzi,  cosa  che  non  è
  possibile.
    Ma non solo questo, ma non avere definito il percorso legislativo
  dell'affidamento   del  servizio,  qualunque   esso   sia,   signor
  Presidente, impone una seria riflessione su quello che  è  il  tema
  degli interventi, noi non potremmo utilizzare le risorse fin quando
  non  abbiamo,  con  legge, stabilito a chi è affidato  il  servizio
  idrico in Sicilia.
   Quindi  non  solo  non  riusciamo a fare gli interventi  e  quindi
  abbiamo  ancora  spreco  nell'acqua,  spreco  nelle  tubazioni  del
  liquido  prezioso  che  è  l'acqua, in più  abbiamo  anche,  signor
  Presidente della Regione, la perdita del valore di quelle che  sono
  le  risorse,  perché  un conto è fare un investimento  oggi  di  10
  milioni di euro, un conto è farlo fra 3 anni.
   Bene  tutto  questo  risale alla legge  10  del  1999,  di  questa
  Regione,  che  ancora non è stata attuata, che ha visto  la  scorsa
  legislatura,    -   mi   riferisco   all'intervento   di   poc'anzi
  dell'onorevole Barbagallo - di una legge che affidava  il  servizio
  che  è  stata  per  intero impugnata dal Governo nazionale  e  poi,
  ovviamente   anche  a  seguire,  bocciata  da  parte  della   Corte
  Costituzionale  che impone a questo Governo e a  questo  Parlamento
  una   seria  riflessione  e  una  decisione  sull'affidamento   del
  servizio.
   Se non facciamo questo noi non potremmo utilizzare le risorse, noi
  non  potremmo  determinare  l'utilizzo dei  posti  di  lavoro,  non
  potremmo  determinare la fine della perdita  dell'acqua  e  in  più
  avremo  tutto  in  Sicilia ad essere l'unica  Regione  che  non  ha
  sistemato rispetto a tutte le altre quello che è il servizio  della
  rete idrica.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  l'articolo  1 è l'inizio, diciamo, cominciamo con una proroga,  una
  dilatazione dei tempi, ma poi al di là delle scelte che  si  fanno,
  per  carità,  io  non  avrei sicuramente cominciato  una  legge  di
  stabilità, una legge finanziaria della prima di questo Governo, con
  un  articolo del genere, però dico una cosa, sta anche al fatto che
  dovremo  scriverle  in  maniera  comprensibile  poi  queste  norme,
  altrimenti poi diventa un problema per tutti, io per esempio leggo,
  e  mi  aspetto  che  il Governo in qualche modo intervenga  con  un
  emendamento  quanto  meno,  perché  il  comma  2  mi   rimanda   al
  completamento  delle  attività di cui  al  comma  5,   che  poi  la
  Presidenza  ha  stralciato, quindi ora io se dovessi leggere  nella
  sua  interezza  l'articolo  per come è oggi,  praticamente  non  lo
  ritrovo, il capolavoro però lessicale..

   PRESIDENTE. Deve intendersi comma 1, è un refuso materiale.

   CANCELLERI. Benissimo, però il capolavoro si raggiunge  nel  terzo
  comma, dove si fa un rimando al comma 1 per quanto riguarda i tempi
  e  le  modalità compatibili e quindi al 31 ottobre del 2018,  salvo
  poi dire che comunque per il regolare espletamento del servizio  si
  può  arrivare anche  a non oltre il 31 dicembre del 2019'.  Cioè  i
  limiti sono così, noi li possiamo spostare come vogliamo.
   È  chiaro  che è un articolo che serve semplicemente per  prendere
  tempo,  è  normale, diamo la possibilità, comunque non creiamo  una
  disfunzione, diamo la possibilità di allargare un attimo  i  tempi,
  il  Governo  si è insediato da poco, si devono ancora  prendere  le
  misure.
    E' chiaro. Questo è chiaro ed è comprensibile a tutti e credo che
  non  ci  siano  problemi  di  nessun  tipo.  Però  dico,  onorevole
  Presidente,  mi  rivolto  a  lei, ma soprattutto  ai  membri  della
  Commissione  Bilancio .
   Abbiamo  gli  uffici  di questa Assemblea che  fanno,  quando  non
  lavoriamo,  loro  lavorano,  anche per  noi  e  continuano  a  fare
  relazioni che spesso e volentieri vengono messe sotto i piedi, e di
  questo  me  ne  dispiaccio  come uomo dell'Ufficio  di  Presidenza,
  rispetto a quelle che sono le persone che ci accompagnano in questo
  percorso  e  lo  fanno  con professionalità e  spesso  non  dicendo
  neanche  quello  che pensano davvero. Se potessero parlare  qualche
  volta, in maniera libera cosa riusciremmo a sentire
   Però  dico quanto meno riusciamo a scrivere le cose in un italiano
  che  sia  comprensibile,  in un modo per  il  quale  poi  il  resto
  d'Italia  possa  anche comprendere le norme in  maniera  normale  e
  seria.
   Perché poi non è che questo Parlamento non ha una dignità per  cui
  quello  che  scriviamo perché ne va di noi stessi, della componente
  politica,  ma  ne  va  anche  della  componente  amministrativa   e
  burocratica  che  ovviamente  più  volte  sottolinea   nelle   loro
  relazioni   quando  ci  sono  delle  norme,  non  solo  di   natura
  incostituzionale, che non si possono fare, ma anche dei problemi di
  strutturazione lessicale.
   Allora magari ogni tanto leggersi relazioni dell'Ufficio Bilancio,
  comunque,  degli  uffici dell'Assemblea, in qualche  modo  potrebbe
  dare  una mano a tutti noi per riuscire a scrivere delle norme  che
  in qualche modo siano comprensibili.

   PRESIDENTE.  Non  essendoci altri iscritti  a  parlare,  pongo  in
  votazione l'articolo 1.

   CRACOLICI. E gli emendamenti?

   PRESIDENTE. Sono tutti soppressivi. Quindi votiamo il mantenimento
  dell'articolo 1.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  credo
  che  l'articolo 1 effettivamente traccia il percorso di quello  che
  sarà  la  situazione  a  cui sarà sottoposta l'Aula  all'inizio  di
  legislatura  con  un'azione del Governo che  deve  inevitabilmente,
  come  accade  ad  ogni inizio di legislatura,  farsi  carico  delle
  situazioni  debitorie, degli insuccessi, dei  drammi  che  si  sono
  consumati in un ambito così delicato quale è quello della  gestione
  dell'acqua.
   Un  ente  che è stato sciolto già diversi anni addietro e che  nel
  frattempo  ha  visto susseguirsi una serie di governi,  non  ultimo
  quello  di  Crocetta, che ha rinviato ovviamente la possibilità  di
  trovare una soluzione.
   Ad  oggi ci troviamo con un debito di oltre 17 milioni annui e  ci
  troviamo  nella  certezza  assoluta laddove  non  si  interviene  a
  supporto con un articolo come questo, di non poter erogare l'acqua.
  Cosa   fare?  Attraverso  questo  emendamento,  di  fatto,   stiamo
  effettivamente  differendo i termini rispetto alla questione  della
  diffida,  rispetto alla nomina dei commissari. Vero è. Si  pone  un
  problema  di  soggetti  che, addirittura,  non  vogliono  accettare
  l'incarico  perché  chiaramente  sono  incarichi  complessi,   sono
  incarichi  a  costo  zero e rispetto all'Albo l'unico  elemento  di
  riferimento, è legato ai dipendenti regionali.
   Quindi, questi commissari che vengono nominati, altro non sono che
  dipendenti  regionali che, a costo zero, si  ritrovano  a  fare  un
  lavoro complicatissimo, ma è quello che prevedeva la norma.
   Credo  che in questo modo il Governo abbia fatto l'unica cosa  che
  poteva  fare  al  fine  di  evitare che i  comuni  si  ritrovassero
  praticamente nell'impossibilità di erogare acqua e fattivamente, ad
  esempio,  rispetto al comprensorio di Trapani, la maggior parte  di
  questi comuni si concentravano in quell'area, dandosi ovviamente un
  tempo  che  è quello invece della responsabilità del Parlamento  di
  fare  finalmente una riforma seria che probabilmente  rimandi  alla
  possibilità  anche  delle  competenze  ad  un  soggetto  nuovo  che
  potrebbe  essere,  ritengo quello delle province  regionali  perché
  ovviamente è l'unica strada percorribile.
   Oggi,  in  questo momento, ci troviamo in un sistema che così  non
  può funzionare ma per poterlo superare abbiamo bisogno di questi  6
  mesi  di tempo che di fatto il Governo prova a recuperare per  dare
  mandato  al  Parlamento  attraverso la  Commissione  di  merito  di
  seguire  un percorso che di fatto era stato tracciato nel programma
  del Presidente della Regione.
   Quindi,  ahimè  non abbiamo alternativa rispetto allo  sfascio  di
  tanti  anni  se non che quella di garantire l'erogazione dell'acqua
  in  questi Comuni e in questi 6 mesi di differimento che il Governo
  si   dà  attraverso  l'approvazione  di  questo  articolo  per  poi
  intervenire con una riforma organica del settore.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                                Congedo

   Comunico che l'onorevole Caronia è in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Si torna alla discussione del disegno di legge n. 231/A

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, solo per ricordare che prima di  passare
  al  voto  dell'articolo. Ai sensi dell'articolo 116 del Regolamento
  interno,  dobbiamo  mettere  in  votazione  i  singoli  emendamenti
  proprio a partire dai soppressivi.
   Siccome   all'articolo   1   sono  stati  presentati   emendamenti
  soppressivi,  vanno messi in votazione. Per quanto  ci  riguarda  i
  soppressivi  che abbiamo presentato all'articolo 1, comunque,  sono
  ritirati.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Essendo  tutti gli articoli soppressivi collegati, tutti  i  commi
  sono  collegati fra di loro, la sola votazione di un  comma,  della
  soppressione di un comma, farebbe decadere tutto l'articolo per cui
  votare  il  mantenimento  dell'articolo di fatto  farebbe  decadere
  tutti gli emendamenti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Tranne il comma 3.

   PRESIDENTE. Mi dicono tutti, in realtà. Vogliamo verificare meglio
  il comma 3? Verifichiamolo.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, premesso che l'onorevole  Lupo  ha
  posto  un  tema di procedura rispetto alla quale anche gli  Uffici,
  come  dire, devono essere eventualmente ascoltati perché noi stiamo
  parlando di una norma che presenta singoli commi.
   Tra  l'altro, commi distinti l'uno dall'altro, perché  ad  esempio
  mentre il comma 1 differisce i termini di trasferimento delle  reti
  ai Comuni quindi è un mero trasferimento di termini degli impianti,
  il  comma  3  affronta un'altra problematica che sono i  lavoratori
  dell'EAS  che  con  la legge finanziaria n. 16  del  2017  venivano
  trasferiti all'ESA.
   Quindi,  stiamo parlando di questioni diverse. Tra l'altro  ripeto
  il  comma 3 poneva, era una soluzione, lo dico al  Governo che  con
  questa  storiella  che  il  passato  è  solo  un  disastro,  vorrei
  ricordare  che nel passato, che era un disastro, abbiamo provato  a
  fare  norme che superassero il disastro. Ad esempio, il  fatto  che
  abbiamo  del personale dell'EAS in un ente in liquidazione da  anni
  che  non  può  più  stare  in quell'ente e che  avevamo  provato  a
  trasferire con legge all'ESA.
   Ora  con  questa norma lo rinviamo al 2019, cioè io credo  ci  sia
  anche  un  po'  di  schizofrenia nel modo in cui si  affrontano  le
  questioni.  Allora,  premesso che dal punto di vista  regolamentare
  bisogna  votare  comma  per  comma dopo  avere  votato  l'eventuale
  soppressivo all'intero articolo, ribadisco che ci sono  commi,  uno
  dei  quali,  non mi impicco, sul trasferimento dei dati del termine
  di  affidamento ai Comuni dal 30 giugno. Ricordo che doveva  essere
  il 30 giugno del 2017. Oggi è al 31 ottobre del 2018.
   Detto  questo  io  non mi impicco su questo ma obiettivamente  sul
  terzo  comma che rinvia al 2019 le questioni relative i  dipendenti
  dell'EAS  in  liquidazione lo ritengo, anche perché l'ESA  è  stato
  costretto grazie alla norma, a prevedere nel proprio organico fuori
  ruolo i dipendenti dell'EAS, quindi c'è tutta una procedura avviata
  sul piano amministrativo in forza della legge 16 del 2017.  Mi pare
  una schizofrenia amministrativa.

   PRESIDENTE.  Al  di là delle motivazioni di tipo  politico  -  che
  ovviamente  in  questo caso non mi competono -  chiedo  chiarimenti
  agli uffici perché il comma 3 sembrerebbe essere separato dal resto
  della  norma,  anche se vorrei capire, nel momento in  cui  dovesse
  essere  soppresso,  i lavoratori che fine farebbero?  Ma  questa  è
  valutazione politica.
   Poniamo  quindi  in votazione i tre emendamenti che  prevedono  la
  soppressione del comma 3.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Lupo
  e Dipasquale, soppressivo del comma 3.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

   CRACOLICI. E' meglio utilizzare il procedimento elettronico.

   mediante procedimento elettronico senza registrazione dei votanti

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                    Votazione dell'emendamento 1.1
   mediante procedimento elettronico senza registrazione dei votanti

   PRESIDENTE.   Si  procede  mediante  votazione  con   procedimento
  elettronico.
   Chiarisco il significato del voto: chi vuole sopprimere il comma  3
  preme  il pulsante verde; chi non vuole sopprimere il comma 3  preme
  il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti  32
   Maggioranza         32
   Favorevoli          31
   Contrari            32

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. In più c'era il voto dell'onorevole Milazzo per cui  i
  contrari sono 33.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              Articolo 2.
       Istituto zootecnico e per l'incremento ippico di Sicilia

       1.  L'Istituto  Incremento  Ippico  per  la  Sicilia   è
     incorporato nell'Istituto sperimentale zootecnico  per  la
     Sicilia,  che  ne  assorbe  le  funzioni,  i  beni  ed  il
     personale   ed   assume  la  denominazione   di   Istituto
     zootecnico e per l'incremento ippico di Sicilia.

       2.   Lo   statuto  dell'Istituto  è  approvato,   previa
     deliberazione  della  Giunta regionale,  con  decreto  del
     Presidente   della  Regione,  su  proposta  dell'Assessore
     regionale  per  l'agricoltura, lo  sviluppo  rurale  e  la
     pesca  mediterranea di concerto con l'Assessore  regionale
     per l'economia.

       3.  All'attuazione del presente articolo si provvede  ai
     sensi  dell'articolo  12,  comma  4  dello  Statuto,   con
     decreto  del  Presidente della Regione, da emanarsi  entro
     novanta  giorni  dalla  data di entrata  in  vigore  della
     presente  legge, su proposta dell'Assessore regionale  per
     l'agricoltura,   lo   sviluppo   rurale   e    la    pesca
     mediterranea,  di concerto con l'Assessore  regionale  per
     l'economia,  previa  delibera  della  Giunta  regionale  e
     sentite   la  Commissione   Attività  produttive'   e   la
     Commissione      Bilancio'    dell'Assemblea     regionale
     siciliana.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  su  questo   articolo   non   ho
  un'ostilità   rispetto  all'obiettivo  che   il   Governo   intende
  perseguire di accorpare due enti. Non è questo
   Vorrei che il Presidente della Regione mi ascoltasse perché è  una
  cosa  delicata. Non c'è un'ostilità, ritengo ragionevole  accorpare
  questi due enti.
   C'è  un  tema  di fondo che riguarda questo articolo  ma  riguarda
  altre questioni.
   Il tema di fondo consiste nelle procedure dell'accorpamento.
   La   legge   nel  prevedere  un  accorpamento,  per  fusione   per
  incorporazione,  deve  dire cosa succede  nell'ente  che  si  va  a
  formare.  Qual  è la governance? Quali sono i compiti  della  nuova
  governance  e  definirli - laddove la legge lo  preveda  -  con  un
  regolamento   proceduralmente  previsto  dall'articolo   12   dello
  Statuto.
   Cosa fa invece questa  norma? Ma la fa su questo
   Tra  l'altro è un tema su cui sono già intervenuto in  Aula  ieri,
  rinvia  ad  un  decreto del Presidente della Regione,  come  se  il
  Presidente  della Regione, ai sensi del nostro Statuto,  avesse  un
  potere di legiferazione.
   Allora  o  la  legge  stabilisce gli  obiettivi  che  si  vogliono
  conseguire  con  la fusione, quindi passività, attività,  la  nuova
  governance,  gli organi di vigilanza etc., o così  come  è  scritta
  questa norma -  ma riguarda anche altre questioni -, è evidente che
  vìola  le procedure con le quali si possono fare queste operazioni,
  ecco  perché  io  invito  il  Governo, ripeto,  premesso  che  sono
  d'accordo nel merito, invito il Governo a fare di questa materia  e
  di  queste  materie apposito provvedimento legislativo, fatto  come
  Dio  comanda,  quindi  in maniera tale che  le  norme  poi  possano
  trovare  attuazione anche attraverso quelle attività che poi  dovrà
  fare la Giunta ma nel momento in cui la legge ha già individuato le
  modalità.
   Quindi  invito il Governo a ritirare l'articolo 2 così  nella  sua
  interezza  in un apposito provvedimento di legge che possa  essere,
  questo  come  gli  altri,  la  materia  dell'accorpamento  o  della
  ristrutturazione  degli  enti vigilati: questo  è  il  mio  appello
  dopodiché  se  quest'appello  non  viene  accolto  io  mi   troverò
  costretto a sostenere l'abrogazione dell'articolo perché così com'è
  vi  assicuro  che non lo potrete realizzare, è una norma  manifesto
  che poi non potrà trovare attuazione da parte della Giunta.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo  della
  Regione, Presidente Musumeci ieri, si ricorda, le avevo, durante la
  discussione generale, fatto un accenno a questo intervento  insieme
  ad altri due, dicendo che dobbiamo stare attenti a non spogliare il
  Parlamento  di quella che è la prerogativa principale di legiferare
  e di riformare.
   Questo ecco è il primo esempio che richiama l'attenzione di  tutti
  quanti  noi  dove  vediamo,  così come ha  detto  bene  l'onorevole
  Cracolici  che condivido ovviamente al 100% le cose che  ha  detto,
  noi  ci  troviamo d'accordo nel voler modificare qualcosa  che  non
  funziona bene e che non ha funzionato bene e aggiungo io, visto che
  nel  passato non siamo riusciti a sanarlo, ora abbiamo  davvero  la
  voglia  di  farlo che non è una semplice questione di accorpamento,
  qui possiamo davvero pensare a riformare, a creare una riforma, una
  piccola  riforma  che  può  coinvolgere  non  solo  l'Istituto  per
  l'incremento  ippico  e l'Istituto zootecnico ma  possiamo  mettere
  anche  altri  aspetti che riguardano l'agricoltura e in  particolar
  modo  la  zootecnia, cioè noi una riforma forse  specifica  per  la
  zootecnia  davvero  la  dobbiamo fare e dove c'entra  perfettamente
  questo  tipo  di  intervento,  perché l'Istituto  per  l'incremento
  ippico  sappiamo  qual è stato il compito negli anni,  specialmente
  nel  passato,  nella selezione delle razze, però,  dopodiché  negli
  anni  abbiamo perso l'attenzione verso la tutela delle razze nostre
  autoctone  non solo parlo di quelle equine ma di tutte, sia  bovine
  sia   equine,  di  tutte  quante,  e  così  l'Istituto   zootecnico
  accoppiato davvero a quello che sono le prerogative dell'incremento
  ippico può dare un contributo.
   Allora,  ci  sono due problemi: uno è un problema sostanziale,  le
  riforme  non  le possiamo far fare al Presidente della Regione  con
  decreto, questo non è possibile, lo deve fare il Parlamento, quindi
  togliamoci  dall'imbarazzo  questo  percorso  che  potrebbe  essere
  inteso  male,  dopodiché nel merito dobbiamo fare una  riforma,  io
  condivido  quello  che  ha  detto  l'onorevole  Cracolici,  non  ci
  dividiamo su qualcosa che nel merito invece ci può unire, lo ritiri
  questo  articolo e velocemente pensiamo a una riforma. Secondo  me,
  qui in questa riforma ci possono entrare tutti, compresi i consorzi
  se non si vuole fare una cosa ad hoc. Però, ecco, lì ci affidiamo a
  lei  ovviamente  nella proposta. Ma che sia  poi  il  Parlamento  a
  definirla  una riforma di riqualificazione di quelli  che  erano  i
  compi   dell'Istituto  per  l'incremento  ippico  e   dell'Istituto
  zootecnico.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Grazie, signor  Presidente.  Sul
  tema  abbiamo  già  svolto  alcune  considerazioni  in  Commissione
   Bilancio .  Anche  questa mattina ho avuto  modo  di  intervenire.
  Purtroppo  l'onorevole Cracolici non c'era, quindi  non  ha  potuto
  ascoltare  le  mie considerazioni, che mi permetto di ribadire,  ma
  che sono molto chiare in ordine alla portata del Regolamento.
   Ora,  mi  si  consenta qualche considerazione di ordine giuridico.
  Non   ci   sono  nell'ordinamento  giuridico  regolamenti  che   si
  intitolano come atto di emanazione  regolamento . Il regolamento  è
  il  contenuto,  il  Decreto del Presidente  è  il  contenitore.  Se
  andiamo  a  prendere  il regolamento per la  semplificazione  e  il
  riordino della disciplina dello  sportello unico  - che l'assessore
  Turano  conosce molto bene - cioè il regolamento che disciplina  la
  emissione  dei  provvedimenti  ampliativi  nel  nostro  ordinamento
  giuridico, è emanato con decreto del Presidente della Repubblica  e
  ha nella sua intitolazione  Regolamento per la semplificazione e il
  riordino .
   Ora  io  pregherei,  anche  perché andremmo  in  contrasto  con  i
  principi  che hanno regolato la legislazione di questo  ordinamento
  regionale che, vorrei ricordare, è un ordinamento che viene seguito
  in  tutto il Paese come riferimento ed esempio, quindi pregherei di
  non  introdurre  un elemento di turbativa nella regolarità  formale
  degli atti della Regione.
   L'onorevole Cracolici era presente e, insieme con me, ha  condotto
  questa  Regione  alla riorganizzazione tra il 2008  e  il  2010.  E
  ricorderà benissimo che la legge regionale n. 19/2008, in base alla
  quale  abbiamo  riordinato  l'intero  assetto  dell'Amministrazione
  regionale  con,  al  tempo,  diciannovemila  dipendenti,  tutti   i
  Dipartimenti, tutti i Servizi   ebbene quella legge all'articolo  5
  - legge regionale, e noi in quel solco ci siamo mossi - prevede che
   con  decreto  del  Presidente  della  Regione      esattamente  la
  locuzione che oggi riportiamo in questa norma.
   Quindi  io  vi  prego, non considerate che vi sia alcuna  fuga  in
  avanti, alcuna elusione dai parametri che il Governo, il Presidente
  Musumeci  e  tutto il suo Governo, e io in particolare,  intendiamo
  assolutamente rispettare. Non intendiamo introdurre alcun  elemento
  di turbativa in un assetto che è definito.
   Dopodiché non posso non convenire sulla circostanza che mancano  i
  principi  di  declinazione entro i quali va svolto l'esercizio  del
  potere  regolamentare.  Ma questo, come voi sapete,  era  contenuto
  nell'articolo 5 del disegno di legge, che prevedeva, per l'appunto,
  i  criteri  sui  quali si sarebbe dovuto svolgere  l'esercizio  del
  potere regolamentare. Quindi il potere regolamentare governativo ha
  dei  parametri  e  dei  paletti  declinati  attraverso  i  principi
  individuati  sulla  falsariga della norma  contenuta  nella  famosa
  legge  n.  400/1988,  che individua all'articolo  17  le  forme  di
  esercizio del potere regolamentare.
   E'  evidente,  onorevoli  parlamentari, che  l'articolo  12  dello
  Statuto aveva una concezione del regolamento che oggi va letta alla
  luce  dell'evoluzione dell'ordinamento giuridico,  che  assegna  al
  regolamento  un  ruolo molto importante. Nella legge  regionale  n.
  19/2008  e  nel decreto del Presidente della Regione,  regolamento,
  del 2010 quella evoluzione ha avuto un riscontro oggettivo. Ripeto:
  norme  mai impugnate, norme mai contestate, sicché ci muoviamo  nel
  solco  di  un'esperienza  acquisita, non  capendo  perché  dovremmo
  modificarla.   Poi,  se  ci  sono  elementi  che  ci   inducono   a
  modificarla, nessuno ha verità rivelate, però io direi di  muoverci
  nel  solco  dell'esperienza della legge regionale n.  19/2008,  del
  decreto  del 2010. Voi suggerite con un emendamento di inserire  la
  parola  regolamento , ma se andiamo a guardare il precedente, sulla
  base    del    quale   abbiamo   fatto   il   riordino   all'intera
  amministrazione, perché dobbiamo derogare da quel criterio che è il
  criterio.
   Ripeto  il  DPR  è il contenitore, il regolamento è il  contenuto.
  Nessuno revoca in dubbio che si tratta di norme regolamentari,  che
  andranno al Consiglio di Giustizia Amministrativa, che avranno  una
  valenza normativa e non amministrativa. E questo, è fuor di dubbio.
  Però, ecco qual è il nostro intento.
   Non  vogliamo assolutamente bypassare il Parlamento. Riteniamo che
  su  norme  organizzative, come è già avvenuto in questo Parlamento,
  sia  opportuno che ci sia una proposta del Governo compiuta, e  che
  questo  - difatti, sul punto c'è il ritorno in Commissione  per  un
  parere   -  ci  sia  il  conforto  del  Parlamento,  del  confronto
  parlamentare ma non una declinazione intera per legge.
   Poi,   lo   dicevo   all'onorevole   Cancelleri   in   commissione
  parlamentare quando ci siamo confrontati sul punto, il  limite,  il
  margine tra la declinazione dei princìpi in sede legislativa  e  il
  residuale  esercizio del potere normativo, lo decide il Parlamento.
  Quindi,  più  dettagliata è la norma di riferimento, più  la  norma
  regolamentare  avrà ambiti ristretti; più stretta è la  regolazione
  normativa, più ampia sarà il potere regolamentare. Ma questa è  una
  scelta discrezionale del legislatore, che noi abbiamo inteso in una
  certa accezione, ma che oltre non possiamo prevedere.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io credo che, e lo
  chiedo  però ai colleghi, che il tenore degli interventi sia sempre
  su un'unica linea tracciata e che si caratterizzi per coerenza.
   Mi  sembra  che,  anche rispetto all'articolo precedente,  si  sia
  provato, da parte del PD, un principio probabilmente condivisibile,
  a  dire  evitiamo  norme di rinvio, quindi al  31  ottobre,  al  31
  dicembre.  E, quindi, mi sembrava che l'approccio fosse  quello  da
  parte  del  Partito  democratico, di proporre  delle  procedure  di
  snellimento  anche. Ecco, oggettivamente, e io  ho  promesso  a  me
  stesso  Presidente, che voterò gli articoli facendo un ragionamento
  sano   -   comma   su   comma,  articolo  su  articolo   -    però,
  oggettivamente,  le  considerazioni  fatte  adesso   dall'assessore
  Armao,  mi sembra che vadano in una direzione. Qual è la direzione?
  La direzione è quella dello snellimento.
   Se  questo  Parlamento  deve, di volta  in  volta,  arroccarsi  su
  posizioni  che  rendono imprevedibile il percorso  verso  il  quale
  stiamo andando, diciamocelo e bloccheremo la legislatura con  norme
  di  rinvio  e  appesantimenti costanti  che,  di  volta  in  volta,
  rischiano di non produrre nulla.
   Quello  che,  oggettivamente, viene adesso proposto,  peraltro,  e
  credo  che in Commissione  Bilancio , lo chiedo al Presidente della
  Commissione   Bilancio   se così non dovesse  essere  la  prego  di
  intervenire, mi sembra che l'intendimento sia stato quello  di  non
  delegare,  punto  su  punto, alla Presidenza della  Regione,  forse
  com'era  stato fatto in una prima scrittura di alcuni articoli,  ma
  prevedendo   -   le  chiedo  scusa  Presidente  -  ma   prevedendo,
  finalmente, una serie di passaggi che effettivamente coinvolgono il
  Decreto  del  Presidente della Regione, su proposta  dell'Assessore
  regionale, sentite le Commissioni.
   Quindi,   noi   stiamo  ristabilendo  le  regole  del   gioco   e,
  soprattutto,  rispettandole  rispetto all'attività  parlamentare  e
  legislativa,  e  stiamo ponendo un principio  che  è  quello  della
  semplificazione.
   Quindi,  preso atto che mi sembra di comprendere che  tutti  siamo
  d'accordo   sull'ipotesi  dell'accorpamento  dei  due   enti,   che
  l'Istituto  zootecnico  possa svolgere, finalmente,  quest'attività
  importante,  sperimentale, in nome della ricerca, in  nome  di  una
  serie   di  eccellenze  che  ha  prodotto  negli  anni,  io   direi
  intestiamoci  questo principio sulla facilitazione dei procedimenti
  legislativi,  creiamo le condizioni per un voto unanime  su  questo
  articolo e procediamo rapidamente anche su discussioni che, magari,
  troveranno spazi ulteriori e evidenti dibattiti.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervento  su
  questo  articolo per attestare un merito importante  a  questi  due
  istituti, sia il zootecnico che l'istituto per l'incremento ippico,
  perché  in  questi  anni  hanno  fatto  un  grande  lavoro  e,   in
  particolare, mi riferisco all'incremento ippico perché  con  grandi
  sacrifici sono riusciti a mantenere le razze autoctone siciliane ed
  hanno  cercato di portare avanti sempre nel miglior modo  possibile
  le  razze equine che, di volta in vola, nella stagione che  prevede
  l'accoppiamento  si  spostano  in  tutte  le  piccole  città  della
  Sicilia. Questo è un grande merito.
   Oggi  veniamo chiamati, però, a fare che cosa? Veniamo chiamati  a
  fare delle riforme.
   Allora,  se  politicamente da tutte le  parti  si  ascolta  questa
  meravigliosa parola  riforme , oggi siamo qui proprio per  trattare
  alcune  riforme che possono aiutare e sostenere questi due Istituti
  ad andare avanti.
   E'  sicuramente  un atto importante. E' sicuramente  un  atto  che
  tocca tutte le componenti politiche di questa Aula.
   Allora,  due sono le cose: se vogliamo veramente fare  le  riforme
  andiamo  avanti;  se  vogliamo fare solo degli slogan  pensando  di
  gridare  riforme  e non fare le riforme, ognuno  può  tirare  fuori
  tutte  le  storie  che vuole, ma alla fine questo Governo ha  detto
  una  cosa  importante:  dobbiamo snellire la burocrazia  siciliana,
  dobbiamo  fare  le  riforme perché la gente  chiede,  ancora  oggi,
  questo ordinamento particolare.
   Noi  siamo  per  le riforme. Noi siamo per portare  avanti  questo
  ragionamento governativo, questo ragionamento che vede  la  Sicilia
  mettersi  in  cammino, che vede la Sicilia mettersi  in  movimento,
  caro Presidente Musumeci.
   Io  sono  per  le riforme perché ce n'è bisogno. E se  le  riforme
  toccheranno  i  consorzi  di  bonifica,  che  ben  vengano,   anzi,
  facciamole  subito. Se le riforme prevedono l'habitat e  l'ambiente
  forestale, facciamole perché ci siamo impegnati per questo e questo
  noi siamo intenzionati a portare avanti.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, questo  articolo  è
  passato dalla III Commissione.
   Poco fa i colleghi mi chiedevano:  ma l'avete trattato? Vi è stato
  detto  concretamente quali saranno le nuove funzioni?  Come  questa
  riforme  agirà  per migliorare il comparto ippico e zootecnico?  Ci
  saranno,  ci sono, vi è stato parlato dei contratti dei dipendenti?
  La consistenza del patrimonio? Verso quale direzione, quale visione
  si  ha  da  ottenere  con questa riforma che comunque  prevede  dei
  passaggi  in  Commissione, diversamente da quanto era  previsto  in
  altri articoli .
   Bene,  cari  colleghi, no, non ci è stato detto se si risparmierà,
  quanto  si  risparmierà, quali saranno le funzioni, quali  sono  le
  caratteristiche, se le caratteristiche dei contratti dei dipendenti
  dello  zootecnico con l'incremento ippico sono uguali, se  e  come.
  Nulla di nulla  Un semplicemente:  Poi faremo e così sia .

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io chiedo scusa perché, forse,  non
  mi  sono    fatto  capire, ora che il terzo comma  preveda  che  il
  decreto che farà il Presidente della Regione ai sensi dell'articolo
  12 dello Statuto è scritto nella legge.
   Il  tema,  ripeto,  è  cosa fa il decreto del  Presidente,  ci  fa
  quindi,  pubblica, un Regolamento. Se il Regolamento che andremo  a
  pubblicare  è frutto di una fusione per incorporazione, quindi  c'è
  un  soggetto  che  rimane, che si chiama istituto zootecnico  e  un
  soggetto  che  si scioglie che si chiama istituto per  l'incremento
  ippico, quindi c'è il soggetto che incorpora, che rimane vivo.
   Allora,  prima questione. Assessore Armao, tra l'altro mi dispiace
  che  su  questo  dovrebbe maggiormente intervenire l'Assessore  per
  l'agricoltura che ne ha la competenza. La prima questione è questa.
  Nel momento in cui c'è un soggetto che incorpora qualche altro o la
  norma dice qual è la governance del nuovo soggetto oppure qualunque
  regolamento farà il Presidente della Regione lo farà non  avendo  a
  riferimento  ciò  che  deve essere contenuto, ma  nel  Regolamento,
  prima di tutto la governante,  essendo un ente di diritto pubblico.
   Tra  l'altro, ricordo che l'istituto zootecnico - ora  noi  spesso
  trattiamo  i  nostri enti come se fossero solo  meri  carrozzoni  -
  l'istituto  zootecnico  è in società, cioè  ha  una  partecipazione
  assieme  all'ISMETT e ad altro soggetto che in  questo  momento  mi
  sfugge,  per  cui  c'è  un  centro  di  ricerca  realizzato  presso
  l'istituto  zootecnico,  almeno  realizzato  dal  punto  di   vista
  edilizio,  ancora non decollato dal punto di vista  finanziato  con
  norma  dello  Stato,  eccetera, che ha un centro di  ricerca  sugli
  animali, sui maiali in particolare, per le applicazioni mediche nel
  settore.
   E  allora,  tutti  questi  aspetti se  la  norma  non  prevede  le
  modalità, ad esempio c'è una cosa che considero ovvia ma che non  è
  scritta,  il  potere di proposta dello Statuto non è dell'Assessore
  ma  è  del Commissario o dell'organo di gestione dell'ente, cioè  è
  l'organo   che  gestisce  l'ente  che  ha  il  potere  di  proporre
  all'Assessorato che ne ha la vigilanza e l'Assessore che ne  ha  la
  vigilanza  alla giunta di Governo, l'approvazione, le  modalità  di
  approvazione dello Statuto.
   E allora, ribadisco, io non sono contrario all'accorpamento perché
  lo ritengo ragionevole. Ma se le norme con le quali facciamo queste
  cose sono, con tutto il rispetto, un poco troppo semplificate,  non
  riuscirete  a  raggiungere l'obiettivo, per cui  il  paradosso  che
  resteremo  nel limbo per almeno due anni perché quando parliamo  di
  regolamento  sappiamo  che le procedure per  l'approvazione  di  un
  regolamento nell'attuale ordinamento sono più complesse  di  quelle
  che si possa sembrare, quindi rimarremo nel limbo in una condizione
  in cui non sapremo neanche come finanziare questi enti.
   Quindi,   io   invito  e  lo  ribadisco,  pur  essendo  favorevole
  all'accorpamento,  il  Governo a riscrivere come  Dio  comanda  una
  norma  per raggiungere l'obiettivo. Se così non è, è chiaro che  io
  mantengo  il  mio  giudizio, ma non è nulla a  che  vedere  con  il
  contenuto e il contenitore.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, semplicisticamente volevo  fare  due
  conti soprattutto a chi del risparmio ne fa un vessillo.
   Poco fa è stato chiesto quanto si risparmia. Subito ho pensato, un
  CDA  composto  da  tre  componenti,  30  mila  euro  guadagnerà  un
  consigliere d'amministrazione, altre 30 mila euro li guadagnerà  un
  altro  e  50  il  presidente,  almeno 100  mila  euro  all'anno  li
  guadagnerà  il  direttore e già siamo a 210 mila  all'anno,  e  non
  devono fare consulenti, non devono nominare l'avvocato, quello  che
  avviene quotidianamente. Quindi, tutto quello che avviene per  due,
  approvando  la  norma,  si svolgerà per uno e  ancora  non  abbiamo
  parlato della fase regolamentare che metterà mano, sicuramente,  ad
  un'azione più compiuta.
   Non  penso  che  l'interesse del Governo sia  quello  in  fase  di
  redazione  del  Regolamento  di  restringere  quelle  che  sono  le
  competenze  che  in atto svolge l'Istituto zootecnico,  sarebbe  un
  controsenso.
   Le  funzioni  che  svolge  sia l'Istituto  ippico  che  l'Istituto
  Zootecnico  continueranno ad essere svolte. Il tema  è  creare  una
  sintesi  e  certamente  porre l'accento  sulla  madre,  come  dire,
  sull'idea di una nuova fase di approccio su questi Istituti,  cioè,
  il risparmio. Questo è il risparmio.
   Bocciando  questo articolo,  al di là del merito del  Regolamento,
  l'Assemblea  lancerà  un messaggio ai siciliani   Noi  vogliamo  lo
  status  quo , perché intanto lo bocciamo e rimarrà tutto per com'è,
  quindi, ogni mese continueremo a pagare CdA, ogni mese continueremo
  a  pagare un Presidente in più, ogni mese continueremo a pagare  un
  Direttore  generale in più. Vuoi vedere che la spending-review  può
  riguardare  solo i deputati, i consiglieri comunali che giustamente
  devono essere anch'essi interessati, ma questo è il primo atto  che
  stabilisce   un  nuovo  principio  ovvero  cercare  di   unificare,
  certamente  non  può  essere soppresso né l'Istituto  ippico  e  né
  l'Istituto  zootecnico, però, per snellire e risparmiare certamente
  li possiamo accorpare demandando ad una fase regolamentare.
   Vorrei solo ricordare una cosa al Presidente della Regione che era
  parlamentare   regionale   nella  precedente   legislatura   ovvero
  l'intenzione  della precedente Assemblea. Signor  Presidente  della
  Regione, la scorsa legislatura si è contraddistinta perché in  Aula
  si  è  voluto troppo scendere nei particolari - e questo l'ho detto
  anche in Commissione  Bilancio  - e questo ci ha esposto, onorevole
  presidente Cancelleri, a molte impugnative su ricorso del Consiglio
  dei  Ministri  da  parte  della  Corte  costituzionale  perché  più
  scriviamo, più scendiamo nei particolari, più esponiamo la norma  a
  rischio  impugnativa.  Per  questo,  secondo  me,  per  quanto   ci
  riguarda,  la  norma  va sperimentata come principio,  diversamente
  l'Assemblea   può   sempre  intervenire  ed  il  Regolamento   sarà
  sottoposto al Parlamento mediante le Commissioni di merito.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma  dico  nello
  stare  all'interno  di questo Parlamento poi diciamo  l'esposizione
  prolungata può creare solo dei danni e non si sa se sono permanenti
  perché  ho  visto  l'onorevole  Milazzo  incredibilmente  cambiato,
  immaginate se una norma del genere l'avesse proposta il PD  con  il
  Governo  Crocetta: avremmo avuto quella leggendaria   appizzata  ai
  lampadari  di immemorabile memoria e chi qui si sarebbe in  qualche
  modo,  ed invece adesso io lo trovo cambiato, complimenti  Lo trovo
  cambiato  perché,  addirittura, con l'intervento  di  poco  fa,  ha
  ammesso  di volersi derubricare a mero passa carte, non  vuole  più
  fare  le  leggi.  Dice   non facciamole le  leggi  che  poi  ce  le
  impugnano .
   Il  Parlamento  non  è  in  grado  di  fare  una  legge,  facciamo
  semplicemente che scriviamo che noi vorremmo in qualche modo che si
  pagassero   meno  tasse,  poi,  sarà  il  Governo   con   un   atto
  amministrativo a trovare le metodologie.
   Onorevole Milazzo, lei fa la maggioranza e si accollerà  anche  di
  diventare un passa carte, senza chiaramente offendere né lei, né  i
  passa  carte, per carità, ma noi che facciamo opposizione  vogliamo
  fare  le  leggi in questo Parlamento perché vogliamo  portare,  con
  responsabilità,  punti  di  vista  e  discussioni  ma   soprattutto
  vogliamo cercare di migliorare le norme che in maniera legittima il
  Governo propone al Parlamento e non ci vogliamo rinunciare a questa
  prerogativa nella maniera più assoluta.
   Ora,  io dico una cosa, signor Presidente, perché questo dibattito
  sulla  costituzionalità o incostituzionalità, soprattutto del comma
  3,  se n'è dibattuto a lungo durante la Commissione  Bilancio ,  io
  continuo  a  sostenere, e mi faccio forte e lo  ripeto  ancora  una
  volta  perché  lo ripeterò tante e tante volte ogni  volta  che  si
  presenterà  un  articolo,  mi faccio forte  della  relazione  degli
  uffici  di  questa Assemblea, mi faccio forte di quello, perché  io
  sostengo che è incostituzionale il comma 3, che va in contrasto con
  l'articolo 12, comma 4, dello Statuto siciliano, che - lo ricordo a
  tutti in quest'Aula -  è legge di rango costituzionale.
   Poco  fa  l'Assessore ha richiamato un'altra legge,  la  legge  16
  dicembre del 2008, n. 19, che all'articolo 10, comma 3, ve lo leggo
  così  almeno ci facciamo un'idea chiara di quello che..,  dice  che
   entro  il  30  ottobre del 2009, con decreto del Presidente  della
  Regione   adottata  previa  delibera  della  Giunta   regionale . .
  Insomma,  la  trafila lessicale è la stessa che viene riportata  in
  questo comma 3.
   Ma  qui,  signor  Presidente, a parte  il  fatto  che  non  stiamo
  discutendo  nel merito della proposta, perché qua poi si sventolano
   ah  se  non lo approvate allora siete contro la spending  review ,
  noi  vogliamo tagliare le cose che vanno tagliate e se gli Istituti
  non  funzionano  ed è meglio accorparli, facciamolo  e  abbiamo  un
  risparmio  di  spesa,  ma non stiamo dibattendo  sul  merito  della
  proposta sulla quale ci potremmo trovare anche d'accordo.
   Io  invito  il  Governo  a  dare anche dignità  a  delle  riforme,
  facciamole  con  una  legge ad hoc su ogni  Istituto,  se  vogliamo
  accorpare  le  partecipate  facciamo  un  disegno  di  legge  sulle
  partecipate, ma non mettiamo in un pastone della Finanziaria  tanti
  temi e tanti articoli perché non stiamo dando dignità a questi  due
  Istituti  che erano centrali nei Governi precedenti e ad  un  certo
  punto  qui diventano talmente tanto inutili che un singolo articolo
  micragnoso  di  3 commi in una finanziaria facciamo queste  riforme
  epocali e non gli stiamo dando chiaramente dignità.
   Però dico, anche lì, il passaggio non è la parte lessicale, perché
  qua  il tema è uno, la legge 16 dicembre del 2008 n. 19 è  composta
  da  11  articoli,  tolgo l'undicesimo che è quello della  ratifica,
  della pubblicazione in Gazzetta, facciamo di 10 articoli. Sapete di
  cosa  parla  nei primi 9 articoli prima di dire al  decimo  che  il
  Presidente della Regione poi farà un decreto attuativo? Per  andare
  a normare quello che c'è nell'articolo 8? Ve lo leggo: L'articolo 1
  è  l'articolazione dei dipartimenti della Regione. L'articolo  2  è
  l'abrogazione  e la modifica delle norme che vanno in  contrasto  a
  questa norma che entrerà in vigore. L'articolo 3 sono le norme  per
  la  riorganizzazione  dei dipartimenti regionali.  L'articolo  4  è
  l'ordinamento  del  governo e dell'amministrazione  della  Regione.
  L'articolo   5   è  l'organizzazione  della  Presidenza   e   degli
  Assessorati.  L'articolo  6  è l'organizzazione  della  Presidenza.
  L'articolo 7 è le attribuzioni agli assessorati. L'articolo 8 è  il
  riordino  dei dipartimenti e degli uffici con un'apposita  tabella.
  Poi,  c'è l'articolo 9 che riguarda l'Agenzia dei Rifiuti  e  delle
  Acque  e l'articolo 10, finalmente, dice da quando decorre la legge
  e quali sono i dispositivi di attuazione.
   Capite  che  la  legge  prima racconta tutto  quello  che  avverrà
  nell'amministrazione regionale, disegna tutto e ci dice,  nome  per
  nome,  come si chiameranno i dipartimenti, come si chiameranno  gli
  uffici   e,   alla  fine,  lascia  al  Presidente   della   Regione
  semplicemente la possibilità, con un decreto attuativo, di andare a
  dire  in  quegli uffici di che cosa si andrà nel dettaglio a  fare,
  perché sarebbe stato troppo specioso, troppo lungo scriverlo in una
  legge,  ma  l'articolo di cui stiamo parlando ora ci dice  che  due
  istituti  che si chiamano A e B si mettono insieme e si chiameranno
  A+B,  non ci dice più nulla. Perdonatemi, ma io da parlamentare  di
  opposizione, voglio invece intervenire sul dove andranno  a  finire
  beni,  su come i capitali si dovranno muovere, su quali saranno  le
  sedi,  su che fine faranno i beni mobili e immobili e, soprattutto,
  che  fine faranno i dipendenti di quei due enti regionali e  questo
  lo  dovremmo  scrivere in una norma e in una norma  che  sta  fuori
  dalla legge finanziaria.
   Per  questo io invito il Governo e il Presidente della  Regione  a
  ritirare questo articolo e ad intavolare una discussione anche  con
  le opposizioni in merito appunto alle riforme da fare.

   PRESIDENTE.  Io  direi, considerato anche l'orario,  che  potremmo
  sospendere  i  lavori  ed inviterei il Governo  a  rivedere  questo
  argomento.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Sospendo l'Aula per dieci minuti, in  attesa  di  una
  riscrittura dell'articolo 2 da parte del Governo.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 13.28)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  il  Governo   ha
  presentato un emendamento di riscrittura dell'articolo 2.
   Onorevole  Cracolici, guardando l'emendamento 2.1,  anche  da  lei
  firmato,  di fatto avremmo superato tutto questo, cioè  quello  che
  recita:    entro  novanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore
  della  presente  legge, il Governo della Regione,   emana  apposito
  regolamento di esecuzione . Sarebbe forse bastato questo.

   CRACOLICI.  Il  comma  3 che c'è nel testo è stato  modificato  in
  Commissione. L'emendamento da noi presentato, in realtà si riferiva
  al testo originario.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non riesco a sentirla.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, non vorrei che poi  l'onorevole  Di
  Mauro dicesse che parlo ripetutamente.

   PRESIDENTE. Ho chiesto io un chiarimento.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, rispetto alla sua  chiosa,  vorrei
  specificare  che l'emendamento da noi presentato era in  realtà  al
  testo  prima  della  modifica  che è stata  fatta  in  Commissione,
  dell'introduzione dell'articolo 12 dello Statuto. Perché nel  testo
  originario non c'era neanche l'articolo 12 dello Statuto.
   Detto ciò, la norma dice quello che intende l'assessore Armao,  ma
  noi lo specifichiamo, cioè che il decreto pubblica il regolamento.
   Non è un decreto secondo le procedure
   Sto  specificando quello per cui era nato l'emendamento,  rispetto
  alla domanda fatta dal Presidente.

   PRESIDENTE. Sì, era un chiarimento che avevo chiesto io.
   In  attesa  che  l'emendamento venga  distribuito,  do  la  parola
  all'Assessore Armao.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'emendamento trae spunto dallo sforzo  di  trovare  una
  soluzione   condivisa   rispetta  ad  una   riforma   organizzativa
  assolutamente percepita nella sua esigenza e mi fa piacere che  sia
  stata apprezzata nelle finalità.
   Sulle  forme, al netto di qualche divergenza che deriva  anche  da
  diverse  formazioni, conveniamo sulla opportunità di addivenire  ad
  una  formulazione dell'emendamento che possa raccogliere gli spunti
  sinora emersi nel dibattito.

   CRACOLICI.  Diverse formazioni  non c'entra nulla con la norma

   ARMAO,  assessore  per l'economia. No, scusa, non  era  questo  lo
  spirito. Sto dicendo che c'è una formazione giuridica

   PRESIDENTE.  Facciamo intervenire il Governo e poi  passiamo  alla
  votazione.

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.   c'è  una   formazione   da
  amministrativista, c'è una formazione di altro tipo.
   Rispetto tutte. Parlavo soltanto di una specializzazione,  di  una
  formazione specifica avendo scritto tanto sul tema dei regolamenti.
   Sul  punto  vorrei precisare che l'articolo 2, secondo comma,  può
  essere  così  modificato:   dopo le parole   economia',  aggiungere
   l'Istituto  è  gestito da un Consiglio d'amministrazione  nominato
  dal  Presidente della Regione su proposta dell'Assessore  regionale
  per  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca  mediterranea  e
  dell'assessore regionale per la salute, composto da tre membri e da
  un  direttore generale nominato dal Consiglio d'Amministrazione tra
  il personale dipendente. Il Collegio dei revisori è composti da tre
  membri   nominati   dal  Presidente  della  Regione   su   proposta
  dell'Assessore  per l'economia e dall'Assessore per  l'agricoltura,
  lo  sviluppo  rurale e la pesca mediterranea'.  Questo  per  quanto
  riguarda la governance.

   CRACOLICI. La salute che c'entra? In che senso. Non c'entra niente
  la salute

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Se  proponete  possiamo  pure
  toglierla. Me l'hanno proposta ed io l'ho inserita.

   MUSUMECI,   presidente   della   Regione.   C'è   una   competenza
  veterinaria.

   CRACOLICI. Quella è lo zootecnico.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Non volete  la  salute?   La
  togliamo. Siccome quando c'è la salute, c'è tutto

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Poi, al fine  di  chiarire  che
  l'esercizio  del potere regolamentare che avviene nel  solco  della
  prassi normativa già utilizzata da questo Parlamento e dal Governo,
  richiamiamo i principi regolativi che presiederanno l'esercizio del
  potere  regolamentare che è competenza del Governo e che, pertanto,
  si  svolge  nell'ambito di principi orientativi che sono già  stati
  declinati  per  altra  riorganizzazione  dal  Parlamento   e   che,
  pertanto, meritano di essere richiamati: i principi di completezza,
  efficienza  ed  economicità, anche con soppressione delle  funzioni
  dei  compiti  divenuti  superflui; di  responsabilità   ed  unicità
  dell'amministrazione con attribuzione a unico organismo di funzioni
  e  compiti  complessi; di omogeneità; di adeguatezza  in  relazione
  all'idoneità   organizzativa  dell'organismo   amministrativo;   di
  massima   concentrazione  organizzativa  e  riduzione   dei   costi
  gestionali e di struttura.
   Questi sono i due emendamenti, Presidente.

   PRESIDENTE. Scusate, rifacciamo un attimo di ordine perché è stata
  fatta tutta una discussione su un qualche cosa che non faceva parte
  di un emendamento. Ritorniamo all'ordine delle cose.
   Noi  abbiamo degli emendamenti soppressivi dell'articolo che vanno
  votati  per  primi.  Poi,  il  Governo  ha  fatto  una  riscrittura
  dell'intero articolo, però a questo punto bisogna iniziare  a  fare
  l'analisi   dell'articolo  e  degli  emendamenti  che  sono   stati
  presentati.
   Si  passa  all'emendamento 2.4, a firma  degli  onorevoli  Lupo  e
  Dipasquale, che è soppressivo dell'articolo. E' mantenuto?

   LUPO. Sì, è mantenuto.

   PRESIDENTE.  Nonostante  la riscrittura,  è  mantenuto?  Pongo  in
  votazione l'emendamento 2.4.

   SAMMARTINO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 2.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 2.4.
   Chiarisco   il   significato  del  voto:  chi  è  favorevole   alla
  soppressione dell'articolo preme il pulsante verde; chi è  contrario
  alla  soppressione, quindi, favorevole al mantenimento dell'articolo
  preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          33
   Contrari            31
   Astenuti              0

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, quindi, è soppresso l'articolo  2.  A  questo
  punto sospendiamo l'Aula per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.41, è ripresa alle ore 15.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
        Disposizioni per l'Agenzia regionale per la protezione
           dell'ambiente. Disposizioni per il settore della
                             forestazione

   1.  In  deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma  10,
  della  legge  regionale  29  dicembre  2008,  n.  25  e  successive
  modifiche  e  integrazioni, l'Agenzia regionale per  la  protezione
  dell'ambiente  è  autorizzata, al fine di garantire  l'espletamento
  delle  funzioni  istituzionali  cui  è  preposta,  ad  avviare   le
  procedure  selettive ad evidenza pubblica, ai  sensi  del  comma  1
  dell'articolo   35  del  decreto  legislativo  n.   165/2001,   per
  l'assunzione   di   nuovo   personale  nel  rispetto   dell'analisi
  dell'effettivo   fabbisogno   e   della   relativa    sostenibilità
  finanziaria e previo svolgimento delle procedure di mobilità.

   2.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  23,  comma  3,
  della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
  integrazioni,   è  incrementata  rispettivamente  per   l'esercizio
  finanziario  2018  per euro 91.085.132,00, per euro  120.016.070,66
  per   l'esercizio  finanziario  2019  ed  euro  200.954.322,17  per
  l'esercizio finanziario 2020 (Missione 20 - Programma 3 -  Capitolo
  215746).

   3.  Per  le  finalità  di cui al comma 8, dell'articolo  47  della
  legge  regionale  7  maggio  2015, n.9 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  è  autorizzata rispettivamente, per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2019 e 2020, la spesa di  24.430  migliaia  di
  euro  Missione  16  -  Programma 1 - capitolo  156604  e  di  6.900
  migliaia di euro Missione 9 - Programma 5 - capitolo 150514.

   4.  Per  il finanziamento del Contratto integrativo regionale  per
  gli  addetti  ai  lavori  di  sistemazione  idraulico-forestale   e
  idraulico-agraria  -  Sistema  Agro-Forestale-Ambientale-Rurale   è
  autorizzata  la spesa annua di 6.800 migliaia di euro per  ciascuno
  degli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020.

   5.  A modifica ed integrazione di quanto previsto per gli esercizi
  finanziari  2018  e  2019 dall'articolo 3,  comma  11  della  legge
  regionale 9 maggio 2017, n. 8, in relazione all'accertamento  delle
  entrate  relative al Fondo di sviluppo e coesione,  le  complessive
  risorse  per  una quota pari ad euro 20.000.000,00 per  l'esercizio
  finanziario  2018,  euro 53.069.153,34 per l'esercizio  finanziario
  2019  ed euro 42.130.901,83 per l'esercizio finanziario 2020,  sono
  destinate  agli  interventi previsti dal comma 8  dell'articolo  47
  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
  integrazioni per il settore agricolo forestale.

   6.  L'Allegato 3 di cui al comma 9 dell'articolo 4 e  al  comma  2
  dell'articolo  5  della legge regionale n. 3/2016, come  modificato
  dall'articolo  1,  comma 11, lettera b), della legge  regionale  29
  dicembre  2016,  n.  27  e dall'articolo 3, comma  11  della  legge
  regionale  9 maggio 2017, n. 8, per gli anni 2018, 2019 e  2020,  è
  sostituito dall'Allegato 3 alla presente legge. .

   MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, chiedo se  si  possono  accantonare,
  momentaneamente, gli articoli 3 e 4.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  volevo
  portarla a conoscenza di un fatto. Poco fa mi sono interrogato,  la
  volevo  informare perché poi, magari, nella fretta e negli  impegni
  non  ci  si  rende conto, abbiamo preso - a seguito della votazione
  che  è  stata fatta in maniera palese - il riscontro che gli uffici
  ci danno con l'elenco dei deputati che hanno votato favorevolmente,
  quelli che hanno votato contro, quelli che hanno richiesto il  voto
  palese e quelli che erano in congedo.
   Onorevoli  colleghi, c'è un fatto singolare: non siamo 70  ma  71,
  perché  ci  sono  quattro colleghi assenti ma 67 sono  i  tesserini
  presenti.
   Ora, o qualcuno ha un tesserino in tasca di qualcuno che è assente
  oppure  vuol dire che quello che è scritto in questo momento  nella
  legge e nello Statuto regionale non corrisponde alla realtà.
   Quindi,  io ho già parlato con gli uffici, loro non so se riescono
  a  risalire;  a  me hanno detto di no. Io non voglio  insistere  e,
  chiaramente, mi fido di loro però, signor Presidente,  è  un  fatto
  increscioso e, ovviamente, dato che l'opposizione è tutta presente,
  al  netto della mia collega Roberta Schillaci della quale  però  il
  tesserino  non  c'è,  viene da sé che uno  dei  tre  assenti  della
  maggioranza   era  presente,   era  un   fantasma   che   aleggiava
  nell'aria.

   PRESIDENTE.  Se  facciamo una verifica,  avendo  i  nomi  dovremmo
  vedere se uno che era assente ha votato.

   CANCELLERI. Adesso siamo di nuovo 67 perché è venuta la collega La
  Rocca Ruvolo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri,  sin  dal  primo   giorno   di
  insediamento di questa mia Presidenza ho detto che  - e spero possa
  essere  attuata  al  più  presto - il sistema  dei  posti  e  degli
  interventi devono avvenire in maniera diversa, come avvengono negli
  altri Parlamenti e cioè ognuno deve avere un posto assegnato,  come
  avviene alla Camera, come avviene al Senato e ognuno deve avere  il
  microfono  per intervenire dal suo posto assegnato. Così facendo  è
  difficile che succeda una cosa di questo genere.
   Io  spero che si possa ottenere al più presto possibile questa mia
  volontà  che,  credo, sia una volontà proprio  per  la  correttezza
  democratica delle votazioni.
   Se  questo  è avvenuto mi dispiace; farò comunque gli accertamenti
  del caso.
   Onorevoli  colleghi, se non ci sono osservazioni,  c'è  stata  una
  richiesta di accantonare gli articoli 3 e 4.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desideravo  soltanto  illustrare
  l'articolo 3  poi, siccome so che l'Aula è sovrana, è chiaro che se
  c'è  una  richiesta  di  accantonamento, ed  è  condivisa,  noi  ci
  rimettiamo all'Aula.
   L'articolo  3  prevede  la deroga al blocco delle  assunzioni  per
  l'ARPA.  L'esigenza di questa norma, onorevoli colleghi,  nasce  da
  una valutazione di sistema che abbiamo fatto in questi mesi insieme
  agli  Uffici  del  mio Dipartimento e al management  dell'ARPA,  in
  ragione del fatto che ci sono e che sono state già determinate  una
  serie  di  convenzioni  che hanno ad oggetto  proprio  il  rapporto
  funzionale  tra  l'Assessorato dell'ambiente  e  l'ARPA  -  Agenzia
  regionale  per l'ambiente - e che riguardano l'aria, il  rumore,  i
  campi  elettromagnetici,  le  aree industriali  che  devono  essere
  risanate (il famoso AERCA del quale ieri - ad esempio - parlava  il
  TG3  con riferimento ad una casistica tumorale assolutamente  fuori
  da  ogni  controllo), il radon che è un gas molto  particolare  che
  rientra  tra  quelle indicazioni che l'Unione Europea ci  dà  sulla
  necessità   di   adeguarci  all'adozione  di   questi   Piani,   il
  monitoraggio  dei corpi idrici, la necessità che  molti  di  questi
  Piani costituiscono condizionalità ex ante anche per la possibilità
  concreta di accedere con successo ai fondi europei.
   A  questo si unisce il fatto che, nella Convenzione o nell'Accordo
  di  programma  già stilato con l'ARPA, alle attività  istituzionali
  obbligatorie si uniscono le attività istituzionali non obbligatorie
  che l'ARPA deve compiere in favore dell'Assessorato dell'ambiente e
  le  attività  aggiuntive che nascono sulla base di vere  e  proprie
  convenzioni.
   In ragione del fatto anche del paragone che abbiamo proposto in IV
  Commissione,  Commissione  nella  quale  questo  articolo  è  stato
  approvato,  per  di più è stato migliorato con un  emendamento  dei
  colleghi  del  Movimento Cinque Stelle che ha previsto  in  maniera
  trasparente  e  tassativa  la necessità di rivolgersi  all'evidenza
  pubblica  per  le  procedure concorsuali  e,  quindi,  noi  abbiamo
  ritenuto di inserirlo così come è inserito nell'articolo del  quale
  stiamo parlando, la valutazione della necessità di una deroga nasce
  anche dal fatto che mentre ad esempio in Lombardia i dipendenti  di
  ARPA  sono  990 e nel Lazio sono 555 (pensate che sono 555  con  la
  copertura di un quarto del fabbisogno di cui ha bisogno la Sicilia)
  in  Sicilia  i dipendenti dell'ARPA sono appena 250.  Non  solo:  i
  profili  professionali di cui è carente l'ARPA  non  sono  presenti
  neanche nella macchina regionale.
   Mi  riferisco  soprattutto  a  chimici,  a  biologi,  a  ingegneri
  ambientali  e a geologi. Vi è di più. L'ARPA - questo a ragione  di
  quanto  qualche collega con consapevole ragionamento mi ha proposto
  -  con  l'articolo 54 della legge 16/2017 è stata inserita fra  gli
  enti   del   settore  sanitario.  Quella  legge,  che  il   Governo
  doverosamente ha pubblicato, è stata impugnata dalla Presidenza del
  Consiglio e il giudizio è in corso.
   E'  chiaro che l'argomentazione del Consiglio dei Ministri  è  una
  argomentazione  priva di pregio perché si parla di  una  potenziale
  suscettività  di  aggravio  delle  spese  sanitarie,  mentre  tutti
  sappiamo come l'ARPA venga finanziata non dal settore sanità ma  ha
  un   rapporto   funzionale   ed   economico,   proprio   da   parte
  dell'Assessorato per l'ambiente, dal quale dipende ed,  in  ragione
  di   un'approvazione,  perché  anche  questo  elemento  era   stato
  sollevato,  io  rispondo,  soprattutto,  ai  colleghi  del  Partito
  democratico  che  mi  chiedevano  se  questo  articolo  si  potesse
  approvare ad invarianza di spese sulle casse della Regione.
   In  realtà, l'ARPA ha approvato il bilancio di esercizio  2016  ma
  ha,  soprattutto, per quanto ci riguarda, approvato il bilancio  di
  previsione per gli anni 2017/2019. Al passo, quindi, con  i  tempi,
  anche sotto il profilo dell'articolo 118. C'è di più, che mentre il
  bilancio di esercizio 2016 ha approvato un utile di esercizio di  8
  milioni,  prudenzialmente il bilancio preventivo  per  il  triennio
  2017/2019,  prevede  un valore di 3 milioni che  permetterebbe,  in
  ragione   di   una  pianta  organica  assolutamente   carente,   la
  possibilità  di  intervenire con finanze  di  esclusiva  pertinenza
  dell'agenzia  per l'eventuale fabbisogno e, quindi, per  la  deroga
  del blocco delle assunzioni.
   Questa   è   una  nota  firmata  dal  direttore  tecnico  Vincenzo
  Infantino, che posso mettere a disposizione dei colleghi  per  ogni
  ulteriore ricerca e per ogni ulteriore valutazione.
   Mi  fermo,  perché,  è chiaro che, rispetto  ad  un  articolo  del
  genere, che prevede un fabbisogno assolutamente indefettibile,  che
  determina la certezza oggettiva della carenza di personale, che non
  ci  mette  nelle  condizioni di essere  al  passo  con  le  regioni
  d'Italia  ma,  soprattutto,  con il resto  d'Europa,  che  vede  la
  Sicilia  già  in  ritardo e, non certamente  per  colpa  di  questo
  Governo,  ma  non  è questo l'argomento. A me interessa  che  tutti
  insieme  prendiamo a cuore l'argomento ambiente, come mi è sembrato
  di   potere  constatare  tanto  in  commissione  ambiente  che   in
  commissione bilancio, perché abbiamo la necessità di dare  risposte
  che  hanno determinato, in alcuni casi, infrazioni europee  e,  che
  ancora ne determinano, che hanno la necessità di rispondere a danni
  erariali  che  sono  già stati procurati, e rispetto  ai  quali  ci
  dobbiamo  determinare,  che hanno ancora la necessità  di  evitare,
  come è accaduto in passato, che anche se senza colpe o meno, questo
  non  è  dato  saperlo, almeno a me, Presidenti  della  Regione,  ex
  Presidenti  della Regione ed ex assessori abbiano la  necessità  di
  difendersi anche di fronte ad autorità giudiziarie terze.
   Ebbene,  questo  è il quadro d'insieme che porta il  Governo,  con
  l'approvazione e l'emendamento a cui è stato dato parere favorevole
  da parte dei colleghi del Movimento Cinque Stelle in IV Commissione
  e  con  l'approvazione susseguente della Commissione  Bilancio ,  e
  per  questa ragione io chiedo all'Aula, se lo ritiene, di  dare  la
  possibilità alla Regione siciliana di operare, finalmente,  per  un
  cambio  di  passo  rispetto ai temi ambientali, fermo  restando,  e
  questo credo sia definitivamente fondamentale, che molti dei  piani
  e delle direttive europee non recepite, perché possa avere concreta
  attuazione nel sistema della Regione siciliana, hanno la  necessità
  successiva, una volta adottate, di un recepimento normativo che non
  potrà  che  essere adottato, dibattuto e, questo è il mio auspicio,
  approvato dall'intero Parlamento siciliano.
   E', quindi, una norma per la Sicilia che propongo in questi temi e
  chiedo a tutto il Parlamento di volerla vedere come, realmente,  è:
  una norma generale ed astratta che si rivolge ad un problema annoso
  che,  così facendo, possiamo avviarci a risolvere.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Milazzo,  rimane  la  sua  richiesta   di
  accantonamento dell'articolo?

   MILAZZO. Signor Presidente, se il Governo vuole trattarlo  non  ci
  sono obiezioni, la mia era una proposta per cercare di spiegare, da
  un punto di vista più politico che tecnico, ai Gruppi parlamentari,
  avere  il  tempo di spiegarla politicamente questa norma. Però,  il
  Governo ritiene averla superata; noi, pertanto, ritiriamo la nostra
  richiesta.

   PRESIDENTE. Quindi procediamo con l'esame dell'articolo 3 e  degli
  emendamenti.
   Si passa all'emendamento 3.8, dell'onorevole De Luca Cateno.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA CATENO. Signor Presidente, Assessori, colleghi, intervengo
  per   ritirare   l'emendamento  soppressivo,  in  quanto,   da   un
  approfondimento  che  abbiamo  avuto in  Commissione   Bilancio   -
  perché  non nascondo che anche io avevo qualche dubbio sulla  bontà
  di questo articolo - poi l'Assessore, in Commissione  Bilancio , ci
  ha  fornito tutti i dettagli e le finalità e, soprattutto,  abbiamo
  rafforzato  quello  che  comunque  era  un  principio  di  verifica
  preventiva  di una mobilità riguardo a personale con le  qualifiche
  esistenti nell'ambito dell'amministrazione regionale allargata.  Di
  conseguenza  ritiro  questo  emendamento  avendo  avuto  anche   la
  spiegazione   che   si   tratta   di  personale   con   particolari
  specializzazioni  e  che  non è comunque riscontrabile  all'interno
  della  dotazione  organica  della  Regione  siciliana.  E'  rimasto
  comunque,     correttamente,    il    principio    di    verificare
  preventivamente,  con  la  procedura di  mobilità,  l'esistenza  di
  questo  personale.  Di  conseguenza,  ritiro  l'emendamento  e   mi
  dichiaro favorevole all'approvazione dello stesso articolo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.5, degli onorevoli Lupo e Dipasquale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, ho avuto anche modo di confrontarmi
  già  con l'Assessore su questa questione. Per quanto mi riguarda  o
  ci  riguarda,  chiaramente non c'è un disconoscimento dell'esigenza
  dell'ARPA di un suo rafforzamento e di una sua riorganizzazione nel
  settore  della tutela dell'ambiente e delle verifiche che la  legge
  assegna all'ARPA.
   C'è  una  sola  preoccupazione che vorrei  che  l'Aula  ne  avesse
  contezza.  Ad oggi, la Regione siciliana, come ente sottoposto  per
  quanto riguarda la contabilità pubblica statale, ha un blocco delle
  assunzioni. Questo vale sia per l'amministrazione regionale che per
  gli enti sottoposti a vigilanza e controllo. L'unica deroga è stata
  concessa   alla   sanità   dopo   l'approvazione   del   piano   di
  riorganizzazione sanitaria di cui a qualche mese fa.
   Il  problema  è  questo.  Io  chiedo  al  Governo:  ma  c'è  stata
  un'iniziativa  per  avere una deroga che consenta  di  far  passare
  questa norma senza che poi ci sia la scure della impugnativa perché
  in violazione del blocco delle assunzioni?
   Lo   dico  sia  all'onorevole  Cordaro,  che  anche  allo   stesso
  Presidente della Regione, che assieme a me fu protagonista  di  una
  norma  che  prevedeva  la  possibilità di  assumere,  di  dare  via
  finalmente  alla  stagione dei concorsi nella  nostra  Regione.  Io
  proponevo alcune figure specialistiche, in particolare, laureati in
  legge,  laureati in economia, il Presidente della Regione lo estese
  allora ai - non so se si ricorda, presidente Musumeci - agli uffici
  stampa.  Quella  norma,  pur  approvata  dal  Parlamento,  è  stata
  impugnata  dal  Consiglio  dei Ministri perché  in  violazione  del
  blocco delle assunzioni previsto.
   Quindi,  la  mia preoccupazione non è se siamo d'accordo  o  meno,
  perché  credo  che  ci  sia un'esigenza, così  come  penso  ci  sia
  un'esigenza di rinnovamento della macchina regionale. Ma il tema è,
  facciamo  le norme e poi ce le facciamo impugnare per dire  che  la
  colpa  è di Roma che ce le ha impugnate, sapendo che comunque oggi,
  stando così le cose, abbiamo un limite di legislazione in materia?
   Quindi, ripeto, il Governo assicura che questa iniziativa avrà  il
  via  libera da parte del Consiglio dei Ministri per quanto  attiene
  la  deroga  consentita al blocco delle assunzioni? Se  sì,  andiamo
  avanti; ma se è no, e poi scopriamo che c'è il blocco e poi diremo:
   no,  la  colpa  è di Roma  , ci stiamo prendendo in  giro  un  po'
  tutti.
   Anche  perché - scusate, finisco - questa obiezione non  è  farina
  solo  del  mio  sacco. Il Servizio Studi dell'Assemblea  regionale,
  specificatamente  a  questa norma, ha fatto rilevare  che  vige  il
  blocco   delle  assunzioni  e  quindi,  anche  il  Servizio   Studi
  dell'Assemblea ha evidenziato il rischio di una norma che non potrà
  passare  l'esame, il vaglio degli organi che vigilano  sulle  leggi
  della Regione.

   CORDARO,  Assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO, Assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,  signor
  Presidente, grazie, onorevole Cracolici perché mi dà la possibilità
  di  affrontare  un tema che io, in realtà, avevo già accennato,  ma
  che mi pare corretto approfondire.
   Come  avevo  poc'anzi detto, la legge n. 16 del 2017, all'articolo
  54   ha   inquadrato   l'Agenzia  regionale   per   la   protezione
  dell'ambiente fra gli enti del settore sanitario.

   LUPO. Quale legge?

   CORDARO, Assessore per il territorio e l'ambiente. La legge n.  16
  del  2017, è quella della quale parlavate voi, della quale fa cenno
  l'onorevole Cracolici.
   Quella   norma,  che  fu  doverosamente  pubblicata  dal   Governo
  precedente,  è  stata impugnata dalla Presidenza del Consiglio.  Le
  ragioni,  le motivazioni di quella impugnativa sono particolarmente
  deboli  e  questo è ritenuto tanto dall'Arpa che ha contro dedotto,
  quanto dall'Avvocatura dello Stato, che ha contro dedotto.
     Io  mi  premurerò, se lo desiderate, di distribuire ai  colleghi
  questa  nota  che  l'ARPA  mi  ha  fatto  pervenire,  nella   quale
  sinteticamente   si   sostiene   il   labile   cenno,   da    parte
  dell'impugnativa,  alla potenziale suscettibilità  di  aggravamento
  della spesa sanitaria nazionale, cosa che non è nei fatti.
   Rispetto a questo l'ARPA ha risposto ed ha contestato ed io  leggo
  tre  righe di questo passaggio, laddove si rileva, tra l'altro, che
  l'Ufficio legislativo e legale della Regione nel parere che è stato
  inoltrato   alla   Presidenza  del  Consiglio,  ha   precisato   la
  sussumibilità  dell'ARPA nell'ambito delle  strutture  del  settore
  sanitario  e  ospedaliero,  ma non anche nell'ambito  del  servizio
  sanitario, il ché solo potrebbe determinare un'eventuale, anche  se
  potenziale,   come  labilmente  sostenuto  dall'impugnativa   della
  Presidenza  del  Consiglio, aggravio di spese.  E'  una  differenza
  sottile,  ma assolutamente di sostanza - dice l'Ufficio legislativo
  e  legale  -  settore  sanitario  e ospedaliero  sì,  non  servizio
  sanitario.
   In  riferimento poi ai dubbi si inserisce tutto un altro passaggio
  che  in  buona  sostanza finisce per destituire di ogni  fondamento
  l'impugnativa.
   Ma quello che vorrei fosse chiaro - posto che dal Presidente a me,
  per ultimo, ci siamo posti il problema - è che proprio la norma che
  chiedo   al  Parlamento  di  votare,  rappresenta  una   norma   di
  salvaguardia,  è  una  norma cautelare.  Perché  qualunque  dovesse
  essere  la decisione del Governo, questo non arriverebbe  prima  di
  due  anni e noi abbiamo l'esigenza  ieri', di cominciare a lavorare
  in  maniera  diversa  da  come è accaduto fino  ad  ora,  da  parte
  dell'Arpa  nei confronti della Regione siciliana e soprattutto  dei
  siciliani,  per gli argomenti che vogliamo affrontare,  con  quelle
  convenzioni e con quegli accordi di programma.
   Quindi  io  mi  sento  in  coscienza, ma anche  e  soprattutto  in
  scienza, di sollevare da ogni ragionevole dubbio l'Assemblea e  per
  questa  ragione insisto nel chiedervi di votare questa norma perché
  sono  state  davvero  approfondite  in  tutte  le  sedi  legali  le
  sfaccettature  necessarie  ed io, ripeto,  non  credo  che  possano
  residuare  dubbi sotto il profilo della conducenza  della  norma  e
  sotto il profilo della possibilità anche minimale che questa norma,
  una  volta impugnata, possa determinare, diciamo, in qualche  modo,
  un  nocumento  per  la  Regione siciliana, ma  anche  solo  per  il
  Parlamento. Mi verrebbe da dire:  Vivaddio, abbiamo approvato tante
  norme  impugnate,  se  il timore deve essere quello  di  una  norma
  impugnata,  io  per  primo visto che sono il proponente,  ma  anche
  tutto il Governo ce ne preoccupiamo perché ciò non accada. Però, se
  questo  dovesse essere il male più grande, io credo che,  tra  dare
  una  risposta  di  civiltà e di sanità alla  Sicilia  e  temere  un
  pericolo   che  io  credo  di  avere  smentito  sotto  il   profilo
  dell'approccio normativo, scientifico e fattuale, io auspico che la
  scelta   sia   quella   di  una  risposta  che   è   esclusivamente
  nell'interesse generale.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, al di là del merito della norma  che  si
  propone,   se   c'è   una  legge  impugnata  dinanzi   alla   Corte
  costituzionale, di solito si soprassiede.
   Io  mi rivolgo anche a lei, come Presidente dell'Assemblea, perché
  noi abbiamo rinviato le elezioni dei liberi Consorzi perché c'è  la
  legge  impugnata dinanzi alla Corte costituzionale e si aspetta  la
  sentenza, credo, entro luglio. Dopodiché ci dobbiamo dare anche  un
  metodo, un criterio.
   Io  credo  che  essendo la legge impugnata, ripeto al  di  là  del
  merito,  sia  di buon senso soprassedere e mi rivolgo anche  a  lei
  come  Presidente dell'Assemblea sull'ammissibilità di questa norma.
  Ripeto, non è un problema di merito.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io su questo argomento del  blocco
  delle  assunzioni,  farei un ragionamento  che  va  al  di  là  del
  problema  che  stiamo affrontando oggi dell'ARPA,  cioè  il  blocco
  delle assunzioni è una legge di dieci anni fa; sì del 2008.

   CRACOLICI. Del 2017.

   PRESIDENTE. No, no la legge è del 2008.
   Ora  lo  stesso Stato ha ormai di fatto cominciato a  superare  il
  problema  del  blocco delle assunzioni perché,  io  capisco  se  il
  blocco delle assunzioni serve a risparmiare, non lo capisco più  se
  crea reali problemi seri agli enti ed alle aziende di Stato.
   Il  problema dell'ARPA, ma non è il solo credetemi, l'Assemblea ha
  dovuto  valutare purtroppo negativamente altre proposte  che  erano
  state  fatte  in questa finanziaria, proprio perché  avrebbero,  in
  qualche  maniera, derogato alla legge sul blocco delle  assunzioni,
  questa  dell'ARPA  abbiamo  ritenuto di non  essere,  pur  avendolo
  originariamente fatto presente, abbiamo deciso di superarlo proprio
  perché  c'erano  delle motivazioni di tipo anche  legale  che  sono
  state fornite dall'Assessorato e dall'ARPA stessa.
   Io credo che sia giunto il momento, sinceramente, di affrontare in
  maniera  organica il problema, poi si può decidere di mantenere  il
  blocco  delle assunzioni a vita; io questo non lo metto in  dubbio,
  ma  non  c'è  dubbio  che oggi lo vediamo nei Consorzi  agrari,  lo
  vediamo in mille altri tipi di enti della Regione, stiamo spendendo
  di  più  mantenendo  il  blocco delle assunzioni,  che  non  se  lo
  sbloccassimo e di questi casi, ognuno di noi, ne conosce qualcuno.
   Per cui, io direi che l'Assemblea, visto che l'onorevole Lupo si è
  rivolto  anche  al  Presidente dell'Assemblea  -  cosa  di  cui  lo
  ringrazio  -  io dico che l'Assemblea in questo caso, in  altri  ha
  considerato  inammissibili  le  proposte  che  sono  arrivate   dai
  colleghi o dal Governo stesso, in questo caso ha ritenuto di andare
  avanti e nel momento in cui ci dovesse essere una impugnativa dello
  Stato lo andiamo a discutere, ma noi abbiamo ritenuto che in questo
  caso si potesse andare avanti.
   Per  cui,  onorevole  Lupo, la posizione della  Presidenza  è  una
  posizione  possibilista nella speranza che tutto possa  andare  nel
  verso giusto.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, vorrei portare un contributo a questa
  discussione. La legge che è citata nell'articolo, che fu pubblicata
  nella  GURS  il 31 dicembre del 2008, scadeva dopo tre  anni;  alla
  scadenza fu prorogata fino al 2015, non ci sono più proroghe.
   Quindi,  il termine ai fini della legislazione regionale è scaduto
  il  31  dicembre 2015. Poi, se ci sono altre normative di carattere
  nazionale che io non conosco, sono altri discorsi.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, solo per chiedere la votazione per parti
  separate,  in  particolare mettere in votazione, separatamente,  il
  comma  1. E rispetto a questa richiesta chiedo già, fin da  adesso,
  il voto palese nominale.
   Se  lei  accetta  la  richiesta di mettere in votazione  per  voto
  palese nominale il comma 1, ritiro il mio emendamento soppressivo.

   PRESIDENTE.  Chiedo  al  Governo  e  alla  Commissione  se   hanno
  obiezioni.

   CRACOLICI. Questa non è un obiezione, è un obbligo

   PRESIDENTE.  Sì,  ho  capito, sto chiedendo in  ogni  caso  se  ci
  possono  essere eventuali difficoltà per cui, separando il comma  1
  dal resto della legge, non avrebbe più senso la legge.
   Mi permetta, onorevole Cracolici

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Quando   arriveremo  al  momento   della   votazione
  dell'articolo 3, procederemo in tal senso. Intanto, andiamo  avanti
  con gli emendamenti.
   Gli   emendamenti  soppressivi  3.5  e  3.16  sono  ritirati   dai
  rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Cancelleri, ritira il suo emendamento 3.16?

   CANCELLERI. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Va  bene, si vede che state facendo  qualche  accordo
  nazionale, ormai fate tutto insieme.
   Si  passa all'emendamento 3.21, degli onorevoli Palmeri, Trizzino,
  Campo,   Di   Paola,   al  quale  è  stato  presentato   anche   il
  subemendamenti 3.21.1, sempre dall'onorevole Palmeri.

   PALMERI. Chiedo di parlare per illustrarli.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, con questo emendamento oltre  a  fare
  riferimento al comma 1, faccio riferimento anche al comma 3  ed  al
  comma  3 bis dell'articolo richiamato, ossia, praticamente il comma
  3   parla   delle   procedure  di  reclutamento   nelle   pubbliche
  amministrazioni,  quindi si fa riferimento a  tutta  una  serie  di
  criteri  che sono l'adeguata pubblicità della selezione, l'adozione
  di  meccanismi trasparenti, il rispetto della pari opportunità  tra
  lavoratrici e lavoratori, il decentramento e la composizioni  delle
  commissioni, che deve essere esclusivamente formata da  esperti  di
  provata  competenza  nelle  materie oggetto.  Per  quanto  riguarda
  invece il comma 3 bis, fa riferimento al fatto, nel rispetto  della
  programmazione triennale, del fabbisogno nonché del limite  massimo
  complessivo  del 50 percento delle risorse finanziarie disponibili.
  Quindi è anche una norma di risparmio. Per quanto riguarda il comma
  2 dell'articolo 1 richiamato è un refuso e infatti ho presentato un
  subemendamento per togliere anche il riferimento a quegli altri due
  commi.

   PRESIDENTE.  Il  parere  della Commissione  sul  subemendamento  e
  sull'emendamento 3.21?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, io credo che si tratti di qualifiche
  di  una  certa professionalità a proposito dell'ARPA. Ora,  siccome
  leggo  che  il  comma 2 parla di  assunzione per chiamata  numerica
  degli iscritti nelle liste dell'ufficio di collocamento , questo  è
  l'emendamento a firma Cinque Stelle, a differenza di quello  che  è
  il  comma 1 che invece parla di  tramite procedure selettive ed  il
  secondo  punto  mediante avviamento degli iscritti nelle  liste  di
  collocamento .

   PALMERI.  Ho  finito  di  dire che è un refuso  e  per  questo  ho
  presentato un subemendamento.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  3.21.1  con  il
  parere favorevole del Governo e della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 3.21, come subemendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.1, degli onorevoli Lupo ed altri.

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento propone
  di  definire il fabbisogno di personale in relazione alla dotazione
  organica,  mi sembra di assoluto buon senso, e di precisare  meglio
  che  non  ci  sono  oneri aggiuntivi a carico  del  bilancio  della
  Regione.

   PRESIDENTE. Sul bilancio dell'Arpa, che poi è sempre,  come  dire,
  non so che differenza ci sia

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ringrazio l'onorevole Lupo  perché
  mi dà l'opportunità di chiarire questo ulteriore passaggio.
   Onorevole Lupo, come ho detto pocanzi il consuntivo 2016 approvato
  dall'Arpa  prevede  un  utile  di  esercizio  di  otto  milioni  e,
  prudenzialmente, il management di Arpa ha rappresentato  in  questa
  lettera,  che  ho  qui,  un  utile di  esercizio  per  il  bilancio
  preventivo 2017/2019 di tre milioni di euro, che sono assolutamente
  capienti,  così scrivono assumendone le responsabilità perché  sono
  firme  e  atti ufficiali rispetto alla possibilità di assumersi  in
  capo l'assunzione.
   Per  quanto riguarda il fabbisogno, questo è legato ad  un  lavoro
  che è già in corso e che verrà ultimato all'indomani, o comunque in
  termini brevissimi e che, certamente, sarà un fabbisogno che  verrà
  discusso  nelle Commissioni competenti come ho già  avuto  modo  di
  affermare quando sono stato audito in IV Commissione, perché questo
  è  il  percorso  che  ci  siamo dati e questo  è  il  percorso  che
  rispetteremo.
   Pertanto, invito l'onorevole Lupo a ritirare l'emendamento.

   LUPO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde;  chi  vota  no preme il pulsante rosso; chi  si  astiene  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti           66
   Maggioranza                  34
   Favorevoli                   31
   Contrari                     35
   Astenuti                      0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.23, degli onorevoli Calderone ed altri.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  ritirarlo.

   CALDERONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  melius  re perpensa, avendo avuto congrui chiarimenti da parte  del
  Governo,  anche  in  riferimento alla procedura  di  mobilità,  noi
  intendiamo ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.22, degli onorevoli Palmeri ed altri.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  l'emendamento  3.22  specifica che il concorso  è  aperto  a  tutti
  perché  al  comma  1, appunto, si fa riferimento  all'articolo  35,
  comma  1,  che  rimanda a delle liste da cui attingere  con  delle,
  ovviamente, prerogative professionali e questo va bene.  Però,  con
  l'emendamento io vorrei dare la priorità, appunto, ad una procedura
  di  concorso  pubblico che sia aperta a tutti  e,  quindi,  sistemi
  automatizzati,  criptografati,  che  già  vengono  utilizzati,  per
  evitare incroci dei nomi, in molte procedure concorsuali pubbliche.

   PRESIDENTE.  Onorevole Palmeri, gli uffici mi dicono  che  essendo
  stato  approvato  l'emendamento  precedente  questo  è,  di  fatto,
  precluso.
   Si passa, pertanto, all'emendamento 3.24, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo al Governo
  se c'è la copertura finanziaria.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, in realtà non è coperto.

   ARMAO,   assessore   per   l'economia.  Possiamo   presentare   un
  subemendamento:  Dopo le parole  ARPA Sicilia' inserire  nei limiti
  dello stanziamento già attribuito all'agenzia' .

   CRACOLICI. Se è nei limiti non c'è bisogno di emendamento.

   ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo lo ritira.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 13.17, dell'onorevole Cateno De Luca.

   DE LUCA CATENO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  30.20,  degli  onorevoli  Cancelleri,
  Zafarana ed altri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 3.2, degli onorevoli Lupo ed altri.  Su
  questo emendamento non c'è copertura, quindi è inammissibile.

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, noi poniamo
  il  tema  della  copertura del capitolo relativo  all'attività  dei
  lavoratori forestali così come, peraltro, inizialmente proposto dal
  Governo ed esaminato dalla Commissione bilancio.
   Nel  corso  dei  lavori  il  capitolo ha  subito  una  incredibile
  decurtazione di risorse che, a nostro avviso, oggi pone con estrema
  gravità  il  tema  della copertura dell'attività che  i  lavoratori
  forestali devono svolgere.
   Vorremmo  sentire il Governo. A nostro avviso si sta pregiudicando
  in  maniera  rilevante  e  determinante l'attività  dei  lavoratori
  forestali.  Ovviamente  la copertura è a carico  della  manovra  e,
  quindi, vogliamo sapere qual è il parere del Governo.

   PRESIDENTE. In questo momento la copertura non c'è, nel senso  che
  quella che era probabilmente è stata utilizzata per coprire altro.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  tema
  riguardante la copertura finanziaria per l'anno 2018 è reale perché
  l'abbiamo  anche affrontato in Commissione bilancio. Mancano  circa
  25  milioni in base a quelli che sono stati dei calcoli che abbiamo
  verificato.
   Quindi, c'è un problema serio che riguarda il completamento  delle
  giornate  e  delle attività specifiche che vanno svolte, Presidente
  dell'Assemblea.
   Qui pongo una questione che è molto particolare.
   Io  ricordo  che  con l'assessore Armao, nel 2010, abbiamo  aperto
  quella   stagione  riguardante  l'utilizzazione  dei  fondi   extra
  regionali  con  progetti  mirati ed abbiamo  liberato  risorse  dal
  bilancio  sia  per  quanto riguarda la formazione  sia  per  quanto
  riguarda le somme per i lavoratori della forestale.
   Mi  chiedo perché noi stiamo utilizzando quest'anno 91 milioni dal
  bilancio  e perché non si è fatto un apposito progetto utilizzando,
  in coerenza con il passato, gli stessi progetti.
   Faccio una proposta al Governo, perché capisco che ora trovare  25
  milioni di euro è impossibile.
   Presidente, valutate anche questo - e già lo inseriamo nel disegno
  di legge se anche il Governo è d'accordo. Prevediamo di inserire la
  possibilità  di fare un progetto quanto meno per l'ultima  fase  di
  settembre  ed  ottobre,  perché,  a  conti  fatti,  potrebbe  anche
  riuscire  a  coprire tecnicamente quella fase e, quantomeno,  diamo
  già  un segnale chiaro che riguarda una presa d'atto su quella che,
  comunque,  è  l'insufficienza delle  risorse  delle  quali  non  ci
  possiamo nascondere, lo sappiamo tutti quanti.
   Allora,  vediamo  se  troviamo  una  soluzione  -  lo  dico  anche
  all'Assessore per l'agricoltura - per inserire già in  questa  fase
  la possibilità di un progetto obiettivo con una copertura specifica
  e,  di  conseguenza, che secondo anche i tempi che ci sono  tra  la
  redazione  e l'approvazione possa quantomeno inserirsi  nella  fase
  conclusiva  delle  attività e quindi dare la copertura  all'attuale
  capitolo che è carente di circa 25 milioni di euro.
   Quindi  chiedo  al  Governo, da questo punto di  vista,  di  poter
  prendere già i provvedimenti opportuni e possibilmente emendare con
  una integrazione il comma 2.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco  che
  la  questione  riguarda  la  manovra e  quindi  la  chiusura  e  la
  compatibilità.
   Tra l'altro vorrei ricordare che al comma 5 di questo articolo noi
  diamo  una copertura con il Fondo di sviluppo e coesione  che  lei,
  signor  Presidente,  ha  stralciato per altre  tipologie  di  spese
  dicendo  -  dico  anche giustamente - che i Fondi  extra  regionali
  devono  avere  un  piano di assegnazione che sia  coerente  con  le
  finalità  e  con  le  disponibilità  di  quelle  risorse,  però  ha
  mantenuto il comma 5.
   Vorrei semplicemente comunicare che così come il Fondo sviluppo  e
  coesione   funziona,   è  difficile  immaginare   che   nel   corso
  dell'esercizio  2018 noi potremo utilizzare i 20  milioni  che  qui
  prevediamo di coprire con il Fondo sviluppo e coesione perché, come
  è  noto   -  lo dico al Presidente della Regione che credo  conosca
  ormai  bene  la  vicenda  -  il comparto dei  forestali  costa  260
  milioni  e qualcosa, noi con la manovra stiamo mettendo 180 milioni
  circa  di fondi regionali, perché li abbiamo decurtati di 40  e  40
  milioni abbiamo certezza che siano fondi extra regionali, ovvero  i
  Fondi  FAS  che  tra  l'altro sono stati programmati  dallo  scorso
  Governo  FSC e programmati e approvati - materialmente deve  essere
  fatto  il  decreto  -   e  dei residui di altra  programmazione  di
  ulteriori 20 milioni.
   Questi  20  milioni, diciamocelo con onestà, non  potranno  essere
  utilizzabili nel corso dell'esercizio 2018 sempre che ce ne sia  la
  disponibilità.
   Tutto questo mi porta a dire che non solo c'è una riduzione non di
  25 ma di 40 nel bilancio della Regione, di cui 20 facciamo finta di
  coprirli  così,  ma c'è un buco di ulteriori 20 e  voglio  dire  al
  Presidente  della  Regione:  Presidente non ci si  illuda  che  con
  l'assestamento potremo coprirli, perché per avviare i lavoratori

   MUSUMECI, presidente della Regione. Faremo come faceva il  Governo
  Crocetta

   CRACOLICI. Infatti abbiamo avviato tutti. Presidente Musumeci, con
  il  Governo Crocetta i lavoratori hanno fatto tutte le giornate  di
  legge, tutte le giornate di legge
   Non abbiamo fatto la demagogia di dire che avremmo stabilizzato  e
  aumentato le giornate a tutte - come ha fatto lei - per poi  invece
  ridurre  il  finanziamento e ad oggi bisogna  dire  con  onestà  ai
  lavoratori  che con queste risorse non sarà possibile garantire  le
  giornate  di  legge.  Altro che aumento delle giornate  di  lavoro
  Presidente si informi come funziona il sistema della forestale.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,   Presidente   della   Regione,
  Assessori,   onorevoli  colleghi,  lei  non  si  deve  innervosire,
  Presidente della Regione, perché il percorso è lungo.
   Col  Governo Crocetta si è conclusa quella esperienza e  mi  creda
  che  ancora oggi lei non sta dimostrando un cambiamento di tendenza
  rispetto a quel Governo.
   Quindi  io  la  invito a non perdere la calma,  la  pazienza  e  a
  discutere  della  sua  finanziaria  dimenticando  l'esperienza   di
  Crocetta.
   L'esperienza di Crocetta c'è stata, sulla forestazione ha fatto le
  sue scelte, secondo noi quello che ha detto Cracolici, specialmente
  nell'ultima  finanziaria, perché noi abbiamo fatto un errore  nella
  penultima  finanziaria che poi abbiamo recuperato  nell'ultima.  La
  prego signor Presidente, stiamo andando avanti in una posizione  di
  confronto  e  nonostante lei cerca di distrarsi per non ascoltarmi,
  io continuo  ..

   MUSUMECI, presidente della Regione. La prego, continui.

   DIPASQUALE.  Io non faccio l'errore che fa lei, non  la  perdo  la
  pazienza. Ma lei lo deve dimenticare Crocetta.
   Nel  merito, Presidente, ci aspettiamo che porti la riforma  sulla
  forestazione. Porti la riforma per i forestali, per la forestazione
  in generale e la sfida che le lanciamo è proprio questa.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, comprendo che questo è un tema capace
  -  onorevole  Dipasquale - di infiammare l'Aula.  E  tutto  sommato
  credo sia anche normale, considerato il fatto che questo è un  tema
  che  caratterizza la storia del popolo siciliano ormai degli ultimi
  decenni,  di troppi anni dove si sono susseguite, signor Presidente
  e  assessore Falcone, inevitabilmente, numerose vicende,  Assessore
  Cordaro, abbiamo votato l'ARPA, dobbiamo votare pure i forestali.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo un attimo esagerando. Prego
  continui onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA.  Ahimè   Questo è un tema rispetto al quale  c'è  grande
  attenzione fuori da questo Palazzo ma credo che sia legittimo.  Sia
  legittimo  in  funzione  del fatto che negli  anni  ci  sono  state
  diverse   aspettative  deluse,  negli  anni  si  sono   avviate   e
  pronunciate azioni di riforma che non sono mai avvenute.
   Oggettivamente,  onorevole Dipasquale,  io  su  questo  tema  sono
  d'accordo  con  lei.  Così  come sono  d'accordo  con  l'intervento
  dell'onorevole Lupo, così come sono d'accordo con gli interventi di
  tutti  i parlamentari, di maggioranza e di opposizione, che  stanno
  sostenendo la necessità di intervenire su un capitolo dove  non  si
  possono togliere 25 milioni di euro per un anno che è il primo  del
  triennio  previsto,  il  2018.  Mi si  dirà  che  ci  sono  risorse
  aggiuntive - e su questo ritengo ci sia un atteggiamento  serio  da
  parte  del Governo - ma dobbiamo subito misurarci con questo  dato.
  Dobbiamo  misurarci  con questo dato perché rischiamo  di  non  far
  partire  la  campagna anti-incendio. Dobbiamo misurarci subito  con
  questo dato perché pur avviando la campagna anti-incendio rischiamo
  di  non  far  terminare le giornate minime garantite ai  lavoratori
  forestali,  dai  78isti  fino  ai  151isti.  E  siccome  su  questa
  battaglia  io  per  primo  ho  messo la  faccia,  sull'idea  che  i
  forestali  dovessero poter lavorare impegnati  in  diversi  ambiti,
  dalle  riserve ai parchi, in una serie di strutture che  possono  e
  devono prevedere il coinvolgimento. In una logica, certo, che rompe
  con il passato, che non è più una logica assistenzialistica dove si
  fanno  fare un certo numero di giornate per poi intervenire con  la
  disoccupazione, per una logica assistenzialistica che è quella  che
  ha determinato questa situazione ormai insostenibile.
   Una  logica,  invece, che sono certo, dovrà  cedere  il  passo  ad
  interventi  di  sostenibilità,  ad  interventi  che  guardano  alla
  produttività del bosco. Un bosco che vedrà trasformare, perché  no,
  il   cippato  in  energia  elettrica,  attraverso  il  processo  di
  pirolisi,  un bosco che potrà vedere la fruibilità delle sue  aree,
  delle   sue   riserve,  attraverso  la  possibilità  di   prevedere
  visitatori che arrivano da tutte le parti del mondo, in una Sicilia
  che non ha nulla da invidiare ad alcun'altra Terra del mondo.
   Per  fare questo, però, servono le risorse finanziarie. Ma  questo
  fa i conti con una coperta troppo corta.
   Io,  allora,  assessore Bandiera, debbo chiamarla,  purtroppo,  in
  causa.
   Questa  è  una  battaglia alla quale noi teniamo, ne  sono  certo,
  questa  maggioranza e questo Governo, ci tengono, anzi sicuramente,
  forse  più  di  quanto hanno fatto i parlamentari che  erano  nella
  maggioranza precedente a sostegno di un altro Governo.
   Lei,  per  favore, ci deve dire, attraverso quale  strumento  sarà
  possibile  garantire la campagna antincendio, garantire  il  lavoro
  delle  giornate minime di garanzia ai forestali e prevedere, in  un
  tempo  congruo,  che  le  chiediamo  grosso  modo  di  pianificare,
  attraverso  quale  strategia  e  con  quali  strumenti  concreti  i
  forestali  potranno far quel lavoro ambizioso a cui noi puntiamo  e
  che, sono certo, questo Governo non vorrà disattendere.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Comunico che, appena finiamo di  votare
  questo  articolo,  chiederei ai Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  una veloce Conferenza per decidere cosa fare, perché così finiamo a
  giugno l'analisi di questa finanziaria. Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Governo,  onorevoli  colleghi, ieri, il Presidente  della  Regione,
  nella  sua  conclusione sull'argomento che abbiamo  affrontato,  ha
  parlato dell'importanza dell'Aula e di fare insieme quelle che sono
  delle  riforme  importanti, che noi dobbiamo  consegnare  a  questa
  Regione.
   Dico una cosa importante, essendo vicepresidente della Commissione
   attività   produttive',  in  questi  mesi,  soprattutto   con   la
  presidenza  della  Commissione che è quella dell'onorevole  Ragusa,
  mio collega e che, ovviamente, è particolarmente sensibile a questo
  e  che  ha a cuore questo tema dei forestali, abbiamo incontrato  i
  sindacati, abbiamo affrontato l'argomento in Commissione. E  questo
  argomento,  perché  per  me  è  la prima  volta,  è  la  mia  prima
  finanziaria,  secondo  me non dobbiamo fare  l'errore  di  guardare
  quello  che  è  stato  il passato, ma dobbiamo guardare  avanti  in
  maniera positiva, perché sono convinto che soltanto col confronto e
  con il dialogo si arrivi ad una conclusione importante.
   Ed  allora,  dico  che  il  tema dei forestali  è  un  tema  molto
  importante. Non guardando al passato, ma guardando al futuro,  dico
  che  noi  dobbiamo  avere grande sensibilità ed è  per  questo  che
  abbiamo  il  dovere di affrontare questo tema in modo importante  e
  noi,  come  Partito Democratico, abbiamo presentato un  emendamento
  che  prevede, che lei ha utilizzato in campagna elettorale, dicendo
  che  vuole  dare stabilizzazione, creare una legge,  continuità  di
  lavoro.
   Per noi è molto importante, abbiamo il dovere di affrontarlo tutti
  insieme questo tema ed, ovviamente, di fare un lavoro importante.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Questo  è  un  momento di cui  bisogna  approfittare  per
  capire,  per dare un taglio diverso rispetto al passato, e  qui  mi
  rifaccio  al  programma  da  lei  detto  qui  in  quest'Aula,  caro
  Presidente  Musumeci, quando parla della stagione  antincendio  che
  partirà prima degli altri anni, due mesi prima.
   Questo  momento ci serve perché diventa momento di verità,  perché
  se  noi, come lei ha detto, partiamo con due mesi di anticipo, vuol
  dire  che  metteremo in condizione i forestali  di  essere  avviati
  subito al lavoro, vuol dire salvaguardare il demanio boschivo, vuol
  dire  salvaguardare il patrimonio boschivo di questa nostra  Isola,
  ma vuol dire essere coerenti con le cose che ci siamo detti.
   E  così  anche  lei, assessore Bandiera, io spero  e  ritengo  che
  rispetto a quello che ci siamo detti in questi mesi e quello che ci
  è stato detto in III Commissione dai vari rappresentanti sindacali,
  spero  che lei voglia partire presto con i viali parafuoco,  perché
  sono due cose coincidenti.
   I  viali  parafuoco  come  forma di  prevenzione,  e  la  stagione
  antincendio  come  forma repressiva. Noi avremmo esattamente  fatto
  quello che da anni i nostri forestali si aspettano.
   Detto  questo, adesso io spero, onorevole Presidente,  che  quello
  che i nostri colleghi non condividono, diventi per noi stimolo,  al
  contrario,  per me non è né un attacco politico, né un  rimprovero.
  Lo prendo, anzi, mi creo le condizioni per cambiare tendenza e dare
  risposte forti ed efficaci.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Presidente,   questo  emendamento,   al   quale   io
  chiaramente  appongo  la firma, è secondo me  la  linea  guida  che
  dobbiamo   cominciare  ad  intraprendere   quando   si   parla   di
  forestazione, ma soprattutto di servizi.
   Io  ho  sempre inteso, insieme con il Movimento Cinque  Stelle,  e
  alle  ultime  regionali lo avevamo scritto in maniera molto  chiara
  nel  programma,  e  anche Gianpiero Trizzino, che  era  l'eventuale
  assessore designato, lo aveva spiegato più volte.
   Noi  andiamo  a fornire il servizio a cinque milioni di  cittadini
  siciliani  che devono, attraverso il lavoro degli operai forestali,
  avere  una  Sicilia che deve essere più decorosa, più  sicura,  con
  città che devono avere, dal punto di vista idrogeologico, una messa
  in  sicurezza,  la ripulitura dei torrenti e tutto  quanto,  e  poi
  anche un decoro per la nostra Terra, che non è indifferente.
   In  ultimo,  ma  non  per ultimo, e quindi  non  per  questo  meno
  importante,  anche la gratificazione del personale  che  in  questi
  anni  ha  fornito  un  servizio che spesso è  stato  al  centro  di
  polemiche  e schernito come i possibili responsabili di  incendi  e
  quant'altro, poi chiaramente  non è mai stato verificato,  ed  oggi
  io  sono convinto che, se tutto quello che abbiamo detto nei cinque
  anni passati di legislatura, da parte della opposizione che oggi si
  ritrova  a  governare questa Regione, viene da sé che l'aumento  in
  milioni  di  euro della copertura di questa misura dovrebbe  essere
  ben  accetta  da  parte di tutti. Per cui io non  solo  appongo  la
  firma,  ma  chiaramente  voterò  in  maniera  favorevole  a  questo
  emendamento.

   PRESIDENTE.  Ancora  il  Governo  mi  chiede  di  parlare.  Questo
  emendamento, così come ho detto all'inizio, è inammissibile.
   Per cui, se il Governo continua a rispondere facciamo notte. Hanno
  voluto spiegare una cosa, se ogni volta il Governo risponde, io non
  posso che ridare poi la parola, però, veramente facciamo notte.  La
  prego, basta. Questo l'ho detto all'inizio io, il Governo in questi
  casi  non  deve  rispondere e dopo il primo  intervento  si  chiude
  l'argomento.

   Si  passa all'emendamento 3.6 a firma Cancelleri ed altri.  Chiedo
  se viene mantenuta la soppressione dell'articolo 3.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'esame  dell'emendamento 3.4, a firma  Calderone  ed
  altri.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, questo emendamento presentato da  me
  e  da  altri  colleghi del Gruppo parlamentare Forza Italia  ha  la
  finalità  di  dare  la  possibilità  ai  comuni  di  utilizzare  il
  personale  cosiddetto  forestale' per una serie di finalità,  senza
  oneri aggiuntivi a carico del bilancio della Regione.
   L'approvazione  di questo emendamento significherebbe  armonizzare
  la  normativa  e offrire soprattutto la possibilità  ai  comuni  di
  ottenere  in  luogo di risorse finanziarie, risorse  umane  per  il
  raggiungimento dei fini istituzionali.
   Quindi, io credo che sia un emendamento di ampio respiro che possa
  contribuire a far funzionare meglio la macchina amministrativa.

   PRESIDENTE.  Anche qui mi sembra che sia necessaria una  possibile
  copertura,  per  cui  se  non c'è questa  copertura  io  dichiarerò
  inammissibile  pure  questo emendamento. Perché  previa  assunzione
  degli  oneri  aggiuntivi', come avviene la previa assunzione  degli
  oneri   aggiuntivi?  Previa  assunzione  degli  oneri   aggiuntivi,
  significa  che  se  ne  devono fare carico  i  comuni.  Quindi  noi
  possiamo deliberare una cosa di cui si devono fare carico i comuni?

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, la legge finanziaria n. 9 del 2013,
  già prevede praticamente quello che è scritto qui.
   Non  mi  meraviglio,  chiaramente, del  collega  che  è  di  prima
  legislatura,    ma   mi   meraviglio   del   secondo    firmatario,
  dell'onorevole Milazzo, con il quale tante battaglie abbiamo  fatto
  e  che oggi firma un emendamento per introdurre una legge che è già
  legge di questa Regione, la legge n. 9 del 2013.
   Già  gli operai forestali possono essere utilizzati dai comuni,  è
  chiaro  che  però, come è ovvio che sia, se non è  a  carico  della
  Regione,  è a carico dei comuni, viene da sé, qualcuno i  soldi  li
  dovrà anche dare.

   PRESIDENTE. L'emendamento 3.4 è dichiarato inammissibile.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  3.11,  a  firma dell'onorevole  De  Luca  Cateno  è
  ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 3.7, a firma dell'onorevole Cancelleri  è  ritirato.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  3.18, a firma  degli  onorevoli  Lupo,
  Gucciardi, Catanzaro, Cafeo e Cracolici.
   Ne  do  lettura:  Al comma 4 dopo le parole  Contratto integrativo
  regionale' aggiungere  di cui alla deliberazione di Giunta  n.  404
  del 13 settembre 2017' .
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   LUPO.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE.  C'è una richiesta di voto segreto che  prevale  sulle
  altre.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.18. Chiarisco il significato del voto: chi  vota
  sì  preme  il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante  rosso;
  chi  si  astiene  preme  il  pulsante bianco.  Dichiaro  aperta  la
  votazione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .   67
   Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . .  66
   Maggioranza . . . . . . . . . . .  . .     34
   Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . . 34
   Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
   Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . .  0

                            (E' approvato)

   CANCELLERI.  Presidente,  l'onorevole   Trizzino  non  ha   potuto
  votare, non funzionava.

   SAMMARTINO. Cancelleri, è stato approvato.

   PRESIDENTE. Scusate, l'emendamento è stato approvato. Di  cosa  vi
  state lamentando?

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 3.9, sulla soppressione  del
  comma 5. È ritirato onorevole Cancelleri?

   CANCELLERI. Sì, lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.  Onorevole De Luca Cateno,
  lo ritira anche lei?

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti sulla soppressione del comma  6  sono
  stati ritirati?

   CANCELLERI.   No,   prima   di  ritirarlo   può   farlo   spiegare
  all'Assessore?   Signor  Presidente  chiedo,  prima   di   ritirare
  l'emendamento  soppressivo del comma 6, se  l'assessore  ci  spiega
  cosa comporta il comma 6.

   CRACOLICI. In ogni caso non lo può votare, è un allegato che va

   PRESIDENTE.  Chi  interviene del Governo? Chi del  Governo  si  fa
  carico di spiegare questo comma?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Scusatemi,  mi  sembra  che  facciate   un   po'   di
  confusione.  L'emendamento di soppressione  del  comma  6  è  stato
  ritirato.

   CANCELLERI. No.

   PRESIDENTE.  Come no? Mi è stato detto di sì, che era  considerato
  ritirato.

   CANCELLERI. No, ho detto: prima lo spiegano e poi lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Il  Governo vuole dare delle spiegazioni?  Altrimenti
  votiamo l'emendamento.
   Onorevole Cracolici, mi faccia dire dal Governo cosa vuole fare.

   FOTI. Ma perché non sono capaci di spiegarlo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Presidente,  si  tratta  della
  destinazione  delle somme proprio volte a copertura  dell'articolo,
  con  acquisizione  di risorse per 147.850,00 e  assegnazione  delle
  stesse  risorse per 147.850,00 nel 2018, 180.919,00 nel 2019  e  42
  nel 2020. Sui fondi disavanzo sanità e Fondo coesione.

   PRESIDENTE.  Il  Governo ha dato la sua spiegazione.  È  ritirato,
  onorevole Cancelleri?
   Il  Governo  ha  dato la sua spiegazione, se  non  è  ritirato  lo
  mettiamo in votazione.
   E'  chiaro  a tutti che se salta questo comma, salta la  copertura
  dell'articolo. Ho capito, dico, l'importante è che sia chiaro.
   Io  non  posso  intervenire  per conto terzi.  E'  stato  chiarito
  dall'Assessore.  Se  non  lo vogliono ritirare  lo  devo  porre  in
  votazione, però sto chiarendo che votando questo emendamento  salta
  la  copertura  totale, sia per questi che per i  Comuni,  però  voi
  votatela. E' stato ritirato o no, andiamo avanti?

   CANCELLERI. Ritirato.

   PRESIDENTE. Ritirato, l'Assemblea ne prende atto. Dobbiamo  votare
  l'articolo  3,  così  come  emendato e su richiesta  dell'onorevole
  Lupo,  votiamo  la  prima  parte, a  se  stante,  e  poi  il  resto
  dell'articolato.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   Votazione per scrutinio palese nominale dell'articolo 3  I Parte.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 3  I Parte.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 68
   Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . .52
   Maggioranza . . . . . . . . . . .  . .   27
   Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . 52
   Contrari . . . . . . . . . . . . . . . .  0
   Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . 10

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Basta è chiusa. Lei votava favorevolmente?

   MILAZZO. Sì.

   PRESIDENTE. Ho capito, la votazione è chiusa.
   Votiamo ora il resto dell'articolo 3.
      Si passa all'articolo 3 (II Parte). Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   io  sospenderei  un  quarto d'ora, ho bisogno dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari  in Sala Lettura.

     (La seduta, sospesa alle ore 16,52, è ripresa alle ore 17.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dovremmo passare all'articolo  4.
  Mi  permetto, però, di suggerire di accantonare, in questo momento,
  l'articolo  4  e  cercare  di approvare gli  articoli  un  po'  più
  semplici, che hanno meno emendamenti, perché l'articolo 4 ha  molti
  emendamenti  e rischiamo di stare tutta la giornata a fare  questo.
  Per cui, se il Governo è d'accordo, passerei all'articolo 5.
   Non sorgendo osservazioni, si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
           Disposizioni a tutela del personale delle società
         partecipate in liquidazione. Dotazione della società
                         IRFIS Finsicilia Spa

   1.  Il sistema delineato dall'articolo 64 della legge regionale 12
  agosto 2014, n. 21, e successive modifiche ed integrazioni, cui non
  trovano  applicazione le disposizioni di cui  all'articolo  19  del
  decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, deve intendersi volto a
  garantire,  a  regime,  la  tutela  dei  dipendenti  delle  società
  partecipate dalla Regione, in servizio nelle stesse, anche in forza
  di  pronunce  giudiziali passate in giudicato  ovvero  di  atti  di
  conciliazione regolarmente sottoscritti, al momento della  relativa
  liquidazione, mediante la previsione dell'inserimento nell'albo  di
  cui al comma 1 del medesimo articolo 64.

   2.  Le  disposizioni di cui all'articolo 64 della legge  regionale
  12  agosto  2014,  n.  21,  come delineato  dal  comma  1,  trovano
  applicazione  anche  per  il  personale  di  cui  alla  lettera  m)
  dell'articolo 20 della legge regionale n. 11/2010, assunto mediante
  selezione  pubblica,  anche con contratti  atipici,  indetta  dalla
  Società  a maggioritaria partecipazione pubblica disciolta o  posta
  in  liquidazione, per cui non trovano applicazione le  disposizioni
  di cui all'articolo 18 comma 2 del decreto legge n. 112/2008, anche
  successivamente al termine di cui al comma 2 dell'articolo 64 della
  legge regionale 12 agosto 2014, n. 21, ed il cui rapporto sia stato
  trasformato a tempo indeterminato entro il termine di cui al  comma
  3 dell'articolo 5 della legge regionale n. 8/2017.

   3.  Il  personale  dell'Istituto regionale per l'integrazione  dei
  diversamente abili di Sicilia (IRIDAS) in servizio alla data del 31
  dicembre  2005, è autorizzato ad essere iscritto nell'albo previsto
  dal  comma  1,  dell'articolo 64, della legge regionale  12  agosto
  2014, n. 21.

   4.  Le  società  di cui al comma 1 dell'articolo  20  della  legge
  regionale   12  maggio  2010,  n.  11  e  successive  modifiche   e
  integrazioni  nonché  l'IRFIS  FinSicilia  S.p.A  e  gli  organismi
  strumentali  della Regione, per sopperire ai propri  fabbisogni  di
  personale, come scaturenti dai contratti di servizio stipulati  con
  gli enti soci committenti, non possono procedere a nuove assunzioni
  in  quanto devono attingere dall'albo del personale di cui al comma
  1  dell'art.  64 della legge regionale 12 agosto 2014  n.  21,  nel
  rispetto    dell'effettivo   fabbisogno   e   della   sostenibilità
  finanziaria,  tenuto annualmente conto dell'anzianità  di  servizio
  maturata  alla  data  di entrata in vigore della  legge  istitutiva
  dell'albo medesimo.

   5.  Il  comma 1 dell'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre
  2004,  n.  17 e successive modifiche ed integrazioni, è  sostituito
  dal seguente:

    1.  Al  fine  di  favorire lo sviluppo economico  del  territorio
  della  Sicilia,  il patrimonio netto dell'IRFIS FinSicilia  S.p.A.,
  valido   ai   fini  del  patrimonio  di  vigilanza,  è  finalizzato
  nell'ambito  delle  riserve statutarie della  società,  anche  alla
  concessione di credito e garanzie, con rischio a carico del l'IRFIS
  Finsicilia, per il sostegno alle imprese operanti in Sicilia nonché
  per   la   realizzazione  di  investimenti  e   di   infrastrutture
  nell'Isola.  Nell'ambito  della  propria  autonomia  gestionale  di
  intermediario  finanziario iscritto agli elenchi di  cui  al  Testo
  Unico  Bancario,  l'IRFIS  determina  le  linee  di  intervento,  i
  prodotti  e  le  modalità  di concessione  dei  finanziamenti.  Nel
  suddetto  patrimonio  netto  confluiscono  tutte  le  disponibilità
  risultanti  alla  data del 31 dicembre 2015  relative  ai  fondi  a
  gestione separata, istituiti ai sensi degli articoli 5 della  legge
  regionale   5  agosto  1957,  n.  51  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  dell'articolo 43 della legge regionale  21  dicembre
  1973,  n.  50 e successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo
  23  della  legge  regionale  6 maggio  1981,  n.  96  e  successive
  modifiche ed integrazioni, dell'articolo 8 della legge regionale 17
  marzo  1979,  n.  44  e successive modifiche e integrazioni  -  ivi
  compresa  la  quota  residua di cui al comma 150  dell'articolo  11
  della  legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, dell'articolo 20 della
  legge  regionale  18 febbraio 1986, n. 7 e successive  modifiche  e
  integrazioni,  dell'articolo 69 della  legge  regionale  16  aprile
  2003, n. 4 e successive modifiche e integrazioni, degli articoli 26
  e  43  della  legge regionale 10 settembre 1993, n. 25 e successive
  modifiche e integrazioni, dell'articolo 8 della legge regionale  16
  dicembre  2008,  n.  23  e  successive  modifiche  e  integrazioni,
  dell'articolo 46 della legge regionale 31 dicembre 1985,  n.  57  e
  successive  modifiche e integrazioni, dell'articolo 2  della  legge
  regionale   12  aprile  1967,  n.  46  e  successive  modifiche   e
  integrazioni, dell'articolo l, lettera a), della legge regionale 12
  giugno 1976, n. 78, delle leggi regionali n. 5 e n. 6 del 13  marzo
  1975, nonché del fondo di cui all'articolo 60 della legge regionale
  23  dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche  ed  integrazioni,
  dell'articolo 9 della legge regionale 4 agosto 1978, n. 26. Tutti i
  successivi rientri e disponibilità a qualunque titolo di  cui  alle
  citate leggi confluiscono, periodicamente, nel patrimonio netto  di
  cui   al   presente  articolo.  AI  fine  di  consentire  all'IRFIS
  FinSicilia S.p.A. l'amministrazione e la definizione della gestione
  unica  a stralcio e fino all'esaurimento delle operazioni in essere
  alla data del 18 maggio 2016 vengono confermati i compensi previsti
  dalle  convenzioni tra la Regione Siciliana e l'IRFIS che  regolano
  le  previgenti singole operatività sopra riportate, ridotti del  10
  per cento. .

   6.  All'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n.  17
  e  successive  modifiche ed integrazioni, è  aggiunto  il  seguente
  comma 4:

    4.  Le risorse di cui alla legge 1 febbraio 1965, n. 60, giacenti
  presso  l'IRFIS FinSicilia S.p.A., sono confermate nella titolarità
  della  Regione siciliana per le finalità di sostegno al credito  ed
  allo sviluppo delle imprese operanti in Sicilia».

   Onorevoli  colleghi, il Governo propone di accantonare  l'articolo
  5.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                Biglietto unico per il trasporto locale

   1.  Per favorire l'integrazione tariffaria tra i servizi urbani ed
  extraurbani,     nonché    l'integrazione    modale    gomma-ferro,
  l'Assessorato   regionale   alle  infrastrutture   e   mobilità   è
  autorizzato  a  promuovere  progetti sperimentali  di  integrazione
  tariffaria tra i servizi urbani delle Città di Palermo,  Catania  e
  Messina e i servizi ferroviari regionali.

   2. I progetti di cui al comma 1, predisposti d'intesa tra i Comuni
  metropolitani, i gestori del trasporto pubblico locale,  Trenitalia
  S.p.A.  e  la  Ferrovia  Circumetnea, sono  approvati  con  decreto
  dell'Assessore  regionale per le infrastrutture  e  la  mobilità  e
  hanno   durata  non  superiore  a  ventiquattro  mesi,   prevedendo
  l'intervento  finanziario della Regione a compensazione  dei  costi
  e/o   dei  minori  introiti  delle  aziende  di  trasporto,  nonché
  eventuali servizi aggiuntivi che ne incentivino l'uso.

   3.  Per  le finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
  spesa  complessiva  di  84.941,90 euro per l'esercizio  finanziario
  2018,  di  295.215,00 euro per l'esercizio finanziario  2019  e  di
  221.094,17 euro per l'esercizio finanziario 2020.

   4.  I  comuni sono autorizzati a prevedere forme di esenzione  dal
  pagamento  del  biglietto  unico per  il  trasporto  locale  per  i
  cittadini  che vivono sotto la soglia di povertà assoluta,  secondo
  le disposizioni dei propri regolamenti».

   Si passa all'emendamento 6.5, soppressivo, a firma degli onorevoli
  Cancelleri ed altri.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo in merito all'articolo 6 e
  all'emendamento  6.5, cioè la soppressione di questo  articolo.  In
  pratica,  questo  articolo,  ed in  riferimento  al  comma  3,  era
  arrivato in Commissione con degli importi completamente differenti.
  Adesso gli importi sono diminuiti.
   Ora,  se  prima  avevamo dei dubbi forti affinché questo  tipo  di
  intervento  potesse  essere  fatto,  a  maggior  ragione  i   dubbi
  aumentano.
   L'articolo  è in riferimento al biglietto unico, praticamente  noi
  come  Regione  stiamo stanziando delle somme e stiamo dicendo  alle
  aziende  di trasporto municipale:  provate a fare questo intervento
  di  biglietto  unico ; dopodiché, siccome non è sicuro  che  questo
  intervento  possa essere proficuo per le casse di  queste  aziende,
  allora noi come Regione interveniamo nel prossimo triennio dicendo:
   ok,  se  avete delle perdite, vista la sperimentazione, le perdite
  le copriamo noi come Regione .
   Inizialmente, questa copertura era di 900 mila euro; adesso questa
  copertura è diminuita a 450 mila, 500 mila euro.
   Prima, l'Assessore, in Commissione ci aveva detto che già - perché
  noi  pensavamo  che  questa somma era una somma  eccessiva  per  la
  realizzazione di questo tipo di intervento - l'Assessore  ci  aveva
  detto che quella somma era la somma necessaria per fare questo tipo
  di  sperimentazione. Adesso che la somma è diminuita da 900 mila  a
  450 mila euro, ci chiediamo che senso ha continuare a tenere questo
  tipo di articolo.
   Anche  perché  se  non possono essere fatti i servizi  aggiuntivi,
  servizi che in qualche modo aiutano l'utente o stimolano l'utente a
  scegliere anziché il biglietto singolo, il biglietto unico,  a  mio
  modo  di  vedere stiamo solo ed esclusivamente regalando dei  soldi
  pubblici  alle  aziende  municipalizzate dei trasporti.  Rendiamoci
  conto  di  questo, perché stiamo facendo solo ed esclusivamente  un
  trasferimento  dalle casse regionali alle casse di  queste  aziende
  pubbliche. Ripeto, somme che erano prima di 900 mila euro,  e  oggi
  sono  di  450 mila euro. Quindi, l'intervento è stato completamente
  decurtato.
   A  questo  punto io vi invito a votare la soppressione dell'intero
  articolo,  perché a mio modo di vedere, a meno che l'Assessore  non
  smentisca  il  fatto,  questo tipo di  intervento  non  può  essere
  realizzato  e  quindi utilizziamo queste 450  mila  euro  per  fare
  altro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.5.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  io  volevo  spiegare all'Aula  la  portata  di  questo
  articolo,  di  questa  norma che, a nostro avviso,  ad  avviso  del
  Governo, è una norma assolutamente innovativa. E' una norma che  va
  nella  logica della intermodalità, o quindi della integrazione  del
  traffico, gomma-ferro.
   Molte  volte si dice in Sicilia che siamo arretrati e si  dice  la
  Sicilia  nel campo dei trasporti soffre di una arretratezza.  Bene,
  con  questo  articolo,  con  questa  norma,  invece,  che  cosa  ci
  proponiamo?  Ci  proponiamo di creare una grande  sinergia  tra  il
  ferro  e  la  gomma, ci proponiamo di consentire che  il  cittadino
  viaggiatore  che da Catania arriva a Palermo, o che dall'entroterra
  o  da Enna, o da uno dei comuni dell'entroterra arrivi a Palermo in
  stazione  con  il  treno,  possa con lo stesso  biglietto  mettersi
  sull'autobus o sul tram e continuare per la meta prestabilita. Così
  lo  può fare il cittadino che su un autobus arriva a Messina e  può
  prendere  il  tram con lo stesso biglietto o così lo  può  fare  il
  cittadino dell'entroterra che arrivando a Catania può prendere,  in
  maniera  alternativa,  o la Circumetnea  o  la  MT  con  lo  stesso
  biglietto ed anche avendo un risparmio.
   Perché  noi  abbiamo  previsto dei costi?  E'  chiaro  che  questa
  sperimentazione - infatti noi parliamo di progetti  sperimentali  -
  comporteranno  un  minore ricavo ed un maggiore  costo.  Il  minore
  ricavo  da  cosa è dato? Il minore ricavo è dato dal fatto  che  il
  biglietto  unico  deve  avere  la  specificità  di  consentire   un
  risparmio per i viaggiatori.
   Qualche giorno fa in Commissione Bilancio alcuni gruppi politici -
  mi  pare il Movimento Cinque Stelle, ma non soltanto loro - avevano
  proposto  l'abbonamento,  rispetto  al  biglietto,  nella   rubrica
  dell'articolo. Noi abbiamo detto che non c'è bisogno di  modificare
  la  rubrica  perché noi non parliamo di biglietto, ma  parliamo  di
  promuovere  progetti sperimentali, per cui potrebbe anche  accadere
  che  nell'accordo  che faremo con Trenitalia,  con  le  aziende  di
  trasporto  pubblico  locale  sia urbano  che  extraurbano,  con  le
  aziende  quali  la  Ferrotramvia, i tram di Palermo  e  di  Messina
  nonché  la  Circumetnea di Catania, possiamo  immaginare  anche  un
  progetto che guardi anche agli abbonamenti. E allora è chiaro:  nel
  momento  in  cui noi prevediamo degli abbonamenti e prevediamo  uno
  sconto,  dobbiamo anche immaginare, ipotizzare, mettere sul  tavolo
  minori  ricavi. Al contempo, quando si parla di costi,  e  i  costi
  sono  naturali,  perché per fare il biglietto unico,  il  biglietto
  unico  anche nella sua stessa materialità deve essere realizzato  e
  per realizzarlo necessita di costi.
   Ed  allora  ecco perché noi in un primo momento avevamo fatto  dei
  calcoli ed avevamo previsto un costo di circa 500 mila euro l'anno,
  non  un  milione  di  euro. Certo le aziende  vorrebbero  anche  un
  milione  di euro, poiché il progetto si sviluppa su 24 mesi  e  noi
  riteniamo  che  lo stesso si svilupperà dal mese di  settembre,  lo
  potremo far partire dal 15 settembre, dal 20 settembre, se non  dal
  primo ottobre, nell'anno finanziario 2018 avremo un costo di appena
  -  era  100 mila - diventerà 84 mila. Nel 2019, invece, che coprirà
  l'intero  anno, in quel caso arriveremo ad una cifra  di  221  mila
  euro  -  era di 300 mila - e alla fine l'ultima parte dei  24  mesi
  copriranno con la somma residua che appunto è pari a 221 mila euro.
  La prima regione d'Italia dopo il Lazio sarà la Sicilia.
   Questo Governo, così come aveva preannunciato nel suo programma di
  creare  la  sinergia  nei  trasporti, con questo  articolo  la  sta
  attuando.  Avrà delle spese questa sperimentazione,  e  noi  stiamo
  concorrendo, noi stiamo coprendo tutte le spese, stiamo concorrendo
  a  parte  delle  stesse, chiedendo alle aziende che parteciperanno,
  anche la loro parte, il loro concorso.
   Ecco  perché  noi crediamo che questa norma creerà  un'innovazione
  nei  trasporti e darà grandi vantaggi, non soltanto ai viaggiatori,
  ma anche alle stesse aziende.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor   Presidente,   Governo,   colleghi,   vorrei
  analizzare  brevemente  l'intervento  dell'assessore,  giusto   per
  ripercorrere  punto  per  punto  quelle  che  sono  state  le   sue
  spiegazioni, però mi preme innanzitutto dire una cosa  a  vantaggio
  della discussione.
   Sia  chiaro  che qui nessuno è contrario a un'integrazione  fra  i
  biglietti,  e quindi al biglietto integrato per dare la possibilità
  ai  cittadini di farlo. È vero anche, però, che in una regione come
  la nostra se per il 2018 mettiamo 84 mila euro, stiamo praticamente
  dicendo che, in realtà, vorremmo farlo ma non potremmo.
   È  una norma chiaramente manifesto. È uno spot elettorale in piena
  regola  ed  è  una  cosa che chiaramente poi  non  si  realizza  in
  concreto,  tant'è  che, Presidente Miccichè, nella  discussione  in
  Commissione   Bilancio'  ad  alcune  domande  che  abbiamo   fatto,
  l'assessore, in qualche modo, ci ha risposto e non risposto.
   Per  esempio  una  delle domande era: ma com'è  possibile  che  in
  Italia la sola Regione Lazio abbia applicato il biglietto integrato
  e,  invece,  la  evolutissima  Regione Lombardia,  la  evolutissima
  Regione  Veneto, la evolutissima Regione Trentino  Alto  Adige  che
  hanno, comunque, trasporti ferroviari di eccellenza rispetto a noi,
  o  anche la stessa Emilia Romagna che è perfettamente collegata  da
  Trenitalia  o  da  tutte  le linee ferrate,  non  abbiano  previsto
  questo?
   E  forse  la  risposta sta proprio lì, nel fatto di  integrare  un
  biglietto fra la ferrovia e la capitale nazionale che ha, comunque,
  una  serie di trasporti integrati e che, quindi, ha bisogno  di  un
  biglietto  integrato. Il resto, invece, probabilmente non conviene,
  ma non conviene neanche nelle somme che devono essere stanziate.
   E  poi,  un'altra cosa: ma perché mai dovremmo dire a due aziende:
  se volete potete mettervi d'accordo per tirare e attrarre i clienti
  di  una  fino all'altra parte e viceversa e gli dovremmo  andare  a
  coprire  il mancato incasso? E perché non lo dovrebbero fare  loro?
  Chi fa impresa, anche se una partecipata pubblica, si deve assumere
  il  rischio d'impresa. Sono delle S.p.A., sono delle aziende,  come
  Trenitalia, di natura privata e che, comunque, devono avere la loro
  possibilità di fare regimi di convenzione. Ma se la vedranno  loro,
  se sono servizi che vogliono proporre ai cittadini.
   E  in  ultimo  dico,  oltre  alle somme esigue,  un'altra  domanda
  abbiamo fatto, e qui sta il centro nodale della questione.
   Signori,  facciamoci  una domanda: oggi chi  prende  costantemente
  mezzi  pubblici, sia nei treni o il trasporto pubblico urbano,  che
  sia  di  gomma  o che sia di tram, utilizza, se lo  fa  in  maniera
  costante,  l'abbonamento  che permette  di  avere  sul  mensile,  o
  addirittura sull'annuale, degli sgravi, cioè dei risparmi  rispetto
  a chi, invece, fa il biglietto giornalmente.
   Sapete  qual è la questione? Che oggi il biglietto integrato,  che
  non  può  essere reso in forma di abbonamento, non conviene  a  chi
  utilizza  già  un abbonamento, sia del ferro che della  gomma;  gli
  verrebbe  a  costare di più. Quindi significa che, chi oggi  ha  un
  abbonamento  del  treno o dei bus urbani non  lo  andrebbe  a  fare
  questo abbonamento e continuerebbe ad utilizzare il vecchio metodo.
   E  allora,  chi  lo  utilizzerebbe? Avventori occasionali  oppure,
  semplicemente, i turisti.
   Ora io dico una cosa: se noi vogliamo fare una norma manifesto con
  84  mila euro di copertura finanziaria per il 2018 e vogliamo  dire
  alle   persone   che  abbiamo  fatto  questo  grande   sistema   di
  avanguardia, noi siamo pure liberi di farlo.
   Però  qui  permetteteci, da opposizione, di dire  che  ancora  una
  volta   stiamo   scrivendo  su  carta  una  cosa  che   non   serva
  assolutamente a niente per i siciliani e che invece vorremmo, se ci
  saranno  le  dovute  coperture, o se si  inquadreranno  dei  metodi
  diversi, noi potremmo anche sostenere.
   Ad oggi, così com'è scritto in questo momento, non è assolutamente
  sostenibile  ed  è  assolutamente una presa in  giro  per  tutti  i
  cittadini di Sicilia.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Sarò velocissimo, signor Presidente.
   Ovviamente,   nel   condividere  l'impostazione  dell'articolo   e
  l'opportunità  che  ne  deriva,  volevo  soltanto  rapidissimamente
  chiedere  all'assessore Falcone, in tema di trasporto  ferroviario,
  la   vertenza  degli  operai  Keller,  rispetto  alla  vicenda  del
  contratto  di  servizio.  Ci  sono margini,  assessore,  in  questa
  vertenza nazionale per poter recuperare questa opportunità?

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
  Figuccia, il Presidente Musumeci mi ha delegato da un mese e mezzo,
  quasi due mesi, a trattare la questione e proprio abbiamo avuto  un
  incontro l'altro ieri con i sindacati. Abbiamo convocato un  tavolo
  tecnico con RFI a cui abbiamo invitato anche Trenitalia, oltre  che
  i  sindacati.  Lo  terremo  assieme alla collega  Ippolito,  quindi
  Assessorato al lavoro e Assessorato alle infrastrutture, ma  giorno
  3  stiamo vedendo anche, abbiamo convocato un altro tavolo  tecnico
  per guardare a una misura di reinserimento nel mondo del lavoro  di
  questo personale con un bando che l'assessorato al lavoro, da qui a
  qualche  giorno  pubblicherà relativo al  sostegno  alle  categorie
  fragili,  cioè  a quelle categorie che sono uscite  dal  mondo  del
  lavoro  e  potrebbero rientrare. Il contratto  non  riguarderà,  il
  tavolo tecnico non riguarda - a questo punto abbiamo detto soltanto
  l'ex  Keller  - ma riguarderà anche ex Servi Rail ed  ex  Ferrotel.
  Sono  circa  200  persone che vanno prese tutte in  considerazione.
  Dopo  giorno  9  abbiamo  chiesto di spostare  al  Ministero  dello
  Sviluppo  Economico  la  vertenza,  perché  è  giusto  che  RFI   e
  Trenitalia  ci  dicano  come intendono  spendere  i  soldi  e  come
  intendono fare la manutenzione sui veicoli che con la chiusura  dei
  Minuetto,  con  la chiusura del contratto, con i Minuetto,  sarà  a
  carico  della  stessa azienda e costa 45 milioni di  Euro  per  tre
  anni.  Quindi,  noi vorremo capire come intendono  spendere  questi
  soldi  e  se all'interno di questo segmento di interventi  potranno
  entrare,  e  quante persone potranno entrare di questo bacino.  Per
  l'ex  Servi  Rail  stiamo cercando di capire dei servizi  ancillari
  all'interno di Trenitalia, sono gli ex cuccettisti.
   Per  dire, l'argomento, onorevole Figuccia, è assolutamente tenuto
  sotto  controllo, anzi, se giorno 3 volesse partecipare  al  tavolo
  tecnico, ci farebbe anche piacere.

   PRESIDENTE. Mi aveva chiesto di parlare l'onorevole Milazzo

   MILAZZO. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  6.5,  interamente
  soppressivo dell'articolo 6.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 6.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          34
   Contrari            33
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Pertanto, l'articolo 6 è soppresso.
   Si riprende l'esame dell'articolo 5, precedentemente accantonato.
   Si   passa   all'emendamento  soppressivo  5.6,  degli   onorevoli
  Cancelleri ed altri.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   io   pensavo   che  ci  fosse  un'illustrazione   della
  soppressione di un articolo importante, visto che non c'è mi  trovo
  costretto a dire quanto è importante questo articolo.
   Questo  articolo  è  importante,  onorevoli  parlamentari,  poiché
  consente di introdurre alcune modifiche che la rendono coerente con
  le  impostazioni  e  le previsioni del testo unico  bancario,  sono
  previsioni  che  sono state in qualche modo indicate  dalla  stessa
  Banca  d'Italia per agevolare l'attività dell'IRFIS, e quindi  oggi
  andare a pregiudicare questo articolo a mio avviso è un elemento di
  pregiudizio diretto nei confronti dell'economia siciliana  e  delle
  imprese  siciliane. Peraltro siamo riusciti, dopo circa diciassette
  anni,  a  smobilitare ottantaquattromilioni di euro  che  giacevano
  presso il patrimonio dell'IRFIS inutilizzate, risorse inutilizzate,
  e  che  oggi  grazie all'ultimo comma della norma  potranno  essere
  utilizzate.
   Sopprimere,  votare  per l'eliminazione di questo  articolo,  vuol
  dire un attentato all'economia siciliana, quindi sarebbe opportuno,
  e  invito forze politiche responsabili, che hanno a cuore le  sorti
  dell'impresa  siciliana anche attraverso misure  di  micro-credito,
  anche attraverso misure di incentivazione, a ritirare l'emendamento
  soppressivo  fermo restando che siamo disponibili a  discutere  del
  merito  della questione, ma non di una soppressione che rischia  di
  essere   uno   schiaffo  all'economia  siciliana.   Quindi   invito
  all'attenzione. Probabilmente è un articolo tecnicamente complesso,
  e quindi può anche avere un primo impatto di preoccupazione, ma non
  c'è  nessuna  preoccupazione  sono  disposizioni  che  tra  l'altro
  abbiamo esaminato in Commissione bilancio, io Presidente Savona  ha
  guidato il dibattito aperto, un confronto leale che si è fatto  sul
  merito   della  questione,  oggi  privare  le  imprese  di   questa
  opportunità rischia di essere un inutile pregiudizio, quindi invito
  in  modo accorato a ritirare questo emendamento soppressivo, poiché
  mal si concilia con le situazioni drammatiche della nostra economia
  siciliana.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  anch'io credo che dobbiamo valutare il merito degli articoli, credo
  che  questo sia un articolo che sostiene l'economia della  Sicilia.
  Sostiene  la  possibilità  di definire  e  disciplinare  i  compiti
  dell'IRFIS, liberando anche risorse che sono vincolate da leggi che
  non hanno avuto nel corso degli anni una attivazione in positivo.
   In questa norma, per farmi capire dai colleghi, c'è la questione a
  cui facevo riferimento nel mio intervento sui famosi 84 milioni  di
  euro provenienti dall'IRFIS che la Regione, oggi, ne assume diciamo
  la  titolarità  e  che  noi,  ad  esempio,  prevediamo  di  poterli
  destinare al credito agevolato per le imprese.
   Detto  questo la prima parte, tra l'altro, lo ricordo ai colleghi,
  era  già contenuta nel testo stralcio che abbiamo poi rinviato alla
  finanziaria  accorpandola nella finanziaria ed, in particolare,  su
  questo  aspetto  del  personale delle società partecipate  e  sulla
  possibilità  di  essere  immesse nell'albo  per  utilizzarli  nelle
  modalità  di  avvalimento da parte delle società  partecipate,  era
  proprio  questa  una norma che aveva avuto già un voto  persino  da
  quest'Aula. Quindi chiederei ai colleghi del Movimento Stelle,  poi
  fare nel merito dei singoli commi possiamo discutere, ma sarebbe  a
  mio avviso un errore cancellare per intero l'articolato.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  questo  articolo  l'abbiamo, non solo ampiamente  discusso  come  è
  stato ricordato poco fa, ma in Commissione Bilancio, se non ricordo
  male, è stato approvato anche all'unanimità. Anche perché su questo
  io  ho  avuto un confronto abbastanza critico con il Governo quando
  si  è  trattato del documento di programmazione economico regionale
  quando  avevo posto la questione di chiudere definitivamente queste
  finestre  che  si  aprivano  in continuazione  inserendo  personale
  all'interno delle società partecipate.
   E  faccio proprio riferimento, in modo particolare, al comma 4 che
  è  stato  più  volte  emendato in Commissione Bilancio  e  che  da,
  finalmente, una risposta anche concreta ed immediata a  quelli  che
  sono  i  soggetti che già da anni fanno parte dell'albo  unico,  ex
  articolo 64, e che non hanno trovato la possibilità, per una  serie
  di  posizioni sicuramente ondivoghe, e che, finalmente,  a  seguito
  dell'approvazione  anche  di  questo  comma,  troveranno  la   loro
  legittima   soddisfazione  essendo  utilizzati  all'interno   delle
  commesse delle società partecipate.
   Quindi  si  chiude  anche una fase storica, lo  vorrei  ricordare,
  l'abbiamo dibattuto più volte ed abbiamo anche ribadito quello  che
  è  un  elemento  temporale  al  31/12/2009  come  d'altronde  hanno
  previsto  le  norme che, successivamente, questo  Parlamento  si  è
  dato.
   Per  quanto  riguarda  la seconda parte dico,  al  di  là  di  una
  questione   formale  che,  assessore,  probabilmente   era   meglio
  individuare  due articoli separati, ma al di là di questo  è  ovvio
  che  nella questione della composizione complessiva l'argomento  ha
  la  sua  valenza ed ovviamente va trattato con la cautela e con  il
  senso  di  responsabilità che questa Aula, al di là di  quelle  che
  possono  essere le legittime posizioni dialettiche, non può andare,
  comunque,  con una coerenza diversa rispetto a quello  che  abbiamo
  trovato  nelle  commissioni di merito e, in modo  particolare,  per
  quanto riguarda la Commissione Bilancio.
   Ne  approfitto solo per aggiungere un altro elemento all'assessore
  Falcone  perché  affrontavo  poco  fa  l'argomento  riguardante   i
  lavoratori  ex Ferrovir e gli voglio ufficialmente consegnare  quel
  documento che la Prefettura ci ha consegnato dove c'era un  accordo
  ufficiale  con  Ferrovie  dello Stato per  quanto  riguarda  questi
  lavoratori che andavano assorbiti all'interno delle future commesse
  che  sarebbero  state assegnate e, pertanto, le dico ufficialmente,
  ora   a  tutti  gli  effetti,  che  è  il  momento  di  tenere   in
  considerazione  questi lavoratori ex Servil  Rail  che  sono  stati
  lasciati  fuori,  sono 23/24, gli unici che sono rimasti  fuori  da
  quella  che era la compagine di questo indotto e, proprio di fronte
  al Prefetto, la società si era impegnata ad assorbirli.
   Quindi,  glielo  consegno affinché possa fare  il  suo  autorevole
  intervento  nei confronti delle Ferrovie dello Stato  perché  venga
  cancellata  questa  ulteriore ingiustizia nei confronti  di  questi
  lavoratori della città di Messina.
   Ritiro i miei emendamenti soppressivi.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti all'articolo  5  sono  ritirati  dai
  rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 5.2, degli onorevoli Lupo, Cracolici  e
  altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  nel  testo  è
  scritto  la gestione del credito agevolato agli enti accreditati in
  house  che,  al  momento in Sicilia, sono solamente IRCAC  e  CRIAS
  perché  l'IRFIS  non  può  essere più un  ente  utilizzatore  della
  gestione del credito agevolato da parte della Regione, se  non  con
  procedure di evidenza pubblica.
   Poiché  questo fondo può essere destinato ad imprese non solo  del
  settore artigianale, agricolo e cooperativistico togliamo la parola
  in  house  per  consentire  fermo restando l'utilizzo  del  credito
  agevolato  per  le  imprese di tutte le  tipologie  di  impresa  in
  Sicilia .

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  sul  punto  presentiamo un sub  emendamento  concernente
  l'eliminazione  dell'espressione  in house   e  l'inserimento  dopo
   giovanili  dell'espressione delle  start-up  in modo da  inserire,
  tra le imprese che possono godere del finanziamento anche le start-
  up.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il  sub  emendamento  5.2.1  del
  Governo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.2, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              Articolo 7.
         Interventi finanziari per il sostegno delle piccole e
                        medie imprese mediante
              l'utilizzo del Fondo di Garanzia Regionale

       1.  Al  fine di favorire l'accesso al credito delle  PMI
     operanti in Sicilia, le risorse del Fondo di cui al  comma
     2,  articolo 21 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8,
     sono  prioritariamente  utilizzate  per  l'attivazione  di
     strumenti  finanziari  riferibili  alla  costituzione   di
     garanzie   a   copertura   del  segmento   delle   perdite
     registrate su tranches junior di portafogli segmentati  di
     affidamenti  (c.d.  tranched  cover).  Tali  misure   sono
     adottate   mediante  l'attivazione  di   convenzioni   con
     banche,  intermediari  finanziari e  confidi  disciplinati
     dall'articolo   106  e  dall'articolo  112   del   decreto
     legislativo   1  settembre  1993,  n.  385   Testo   unico
     bancario    e   autorizzate  dal  Dipartimento   regionale
     finanze, operanti sul territorio della Regione.

       2.  Le  disposizioni attuative del comma 1 sono  emanate
     con  decreto  dell'Assessore regionale per l'economia,  di
     concerto   con  l'Assessore  regionale  per  le   attività
     produttive. .

   ARMAO,  assessore per l'economia. Chiedo di parlare per illustrare
  l'articolo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  La   disposizione   è   una
  disposizione  innovativa  che consente  di  utilizzare  le  risorse
  rinvenienti  dalla  presente programmazione e  che  affluiscono  al
  bilancio regionale verso forme di ingegnerie finanziarie a sostegno
  del nostro sistema di imprese.
   Confermiamo  la formulazione dell'articolo, tuttavia  raccogliendo
  una  proposta  dell'Ufficio  Studi di questa  Assemblea,  riteniamo
  opportuno   -  ancorché la questione sia opinabile  -  al  fine  di
  scongiurare qualsiasi profilo di anche possibile censura sul  piano
  della  compatibilità con il regime giuridico europeo  degli  aiuti,
  propone  l'Ufficio Studi e l'Ufficio del Bilancio  di  inserire  la
  cosiddetta   ben  nota  clausola  di  salvaguardia  ai  fini  della
  compatibilità con il sistema degli aiuti.
   Non  ritenendo  opportuno limitarsi al de minimis, trattandosi  di
  interventi di tipo finanziario, presentiamo un emendamento  con  la
  clausola  di  salvaguardia che così recita:  Gli aiuti  di  cui  al
  presente articolo sono concessi solo in caso di esito positivo  per
  la  procedura  di controllo comunitario a seguito e  notifica  alla
  Commissione  Europea ai sensi dell'articolo 108, paragrafo  3,  del
  trattato sul funzionamento dell'Unione europea .
   Quindi  si  tratta  di  un  regime  che  potrà  essere  sottoposto
  all'autorizzazione   degli  aiuti  e  sotto  questo   profilo   non
  dovrebbero esserci elementi di conflitto con la normativa europea.

   PRESIDENTE.  Si passa agli emendamenti presenti nel fascicolo.  Il
  primo   emendamento   da   votare  è  un  emendamento   soppressivo
  dell'onorevole De Luca.

   DE LUCA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.    L'Assemblea   ne   prende    atto.    L'emendamento
  dell'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Emendamento  7.1  a  firma  degli  onorevoli  Calderone,  Milazzo,
  Cannata e Gallo.

   CALDERONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  io
  credo  che questo emendamento possa veramente offrire un contributo
  alla  cosiddetta  crisi di impresa che dal 2012 va a mortificare  e
  piegare  in alcuni casi le imprese italiane e, in particolare,  per
  quello che ci riguarda le imprese siciliane.
   La  legge  fallimentare del '42 ha introdotto con una novella  non
  più  recentissima  ma  recente l'articolo  182  quater  che  dà  la
  possibilità  che i crediti derivanti da finanziamenti in  qualsiasi
  forme effettuate in esecuzione  di un concordato preventivo di  cui
  agli   articoli   160  e  seguenti,  ovvero  ad   un   accordo   di
  ristrutturazione  dei debiti omologati ai sensi  dell'articolo  182
  bis sono pre deducibili. Questa è una garanzia.
   In buona sostanza quello che proponiamo con questo emendamento   -
  e mi rivolgo sia agli organi di Governo, all'Assessore competente e
  ai  colleghi - è quella di potere utilizzare le risorse  del  Fondo
  per  i  piani di risanamento ex articolo 182 quater. Tanto  non  ci
  sono  delle  criticità perché c'è il regime previsto  dalla  stessa
  norma  della  prededucibilità, cioè finanziando queste  imprese  in
  difficoltà  noi  andiamo  a  evitare, se  del  caso,  la  decozione
  assoluta  e nel caso in cui si arrivi a una situazione di  dissesto
  irreversibile  l'organo  finanziante  è  sempre  garantito  perché,
  appunto, queste somme vengono erogate in regime di prededucibilità.
   Quindi noi andiamo a fare un grosso servizio con questo Fondo alle
  imprese  e credo che sia una norma utile e tutti possiamo  dare  un
  contributo alle imprese di Sicilia.
   Pertanto, chiedo ai signori colleghi, di valutare attentamente  se
  sia utile questo nostro emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, sarei d'accordo  con  questo,  non
  avrei obiezioni perché, tra l'altro, mi pare ragionevole.
   Il  problema è un altro. Qui non stiamo decidendo il credito  alle
  imprese.  Con  questa norma noi stiamo prevedendo una  modalità  di
  gestione del Fondo di garanzia cioè è la quota che la Regione  deve
  per la sua parte, le banche e i consorzi fidi mettono insieme delle
  risorse,  nel  famoso   tranched cover  che  serve  a  garantire  i
  crediti erogati dalle banche.
   Il  punto  è  la  banca che deve comunque operare il  credito  nei
  confronti  delle  imprese.  La ristrutturazione  del  credito  alle
  imprese è una decisione delle banche, non è una decisione del Fondo
  di  garanzia.  Vorrei  che fosse chiara la differenza.  Non  stiamo
  dando  un  fondo alle banche per erogare crediti. Stiamo  dando  un
  fondo  alle  banche,  mettiamo insieme alle  banche  un  fondo  per
  consentire di avere un fondo di garanzia che moltiplica il credito.
   Nulla in contrario ad aiutare la ristrutturazione dei crediti però
  temo   che,   con   questo  sistema,  finiamo  per   non   arrivare
  all'obiettivo che vogliamo perseguire. Perché, ripeto, è  un  fondo
  di garanzia, non è un fondo alle banche per erogare credito.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rivolgo
  all'Assessore  Armao  che ha credo indicato  questo  articolo.  Noi
  avevamo costituito un fondo con la legge precedente che, di  fatto,
  era  indirizzato  una parte agli Enti locali - sviluppo  urbano,  e
  l'altra alle società start-up giovanili.
   Questa indicazione che date voi soltanto di  prioritariamente ,  a
  mio  parere,  vuol  dire  che avvantaggia molto  il  sistema  delle
  imprese  e abbandona una opportunità che hanno i Comuni a proposito
  dello sviluppo urbano.
   Per  cui,  se  si  può indicare sin d'ora una percentuale  che  va
  indirizzata  verso  lo  sviluppo urbano, mi  riferisco  alla  norma
  originaria  Assessore  Armao.  La  norma  originaria  stabiliva  la
  costituzione di un fondo che aveva due indirizzi: uno che  era  per
  gli Enti locali e lo sviluppo urbano e l'altro per le società start-
  up.
   Adesso  prioritariamente  questo  fondo  è  indirizzato  verso  le
  imprese,  tenendo  conto che sono due fondi completamente  diversi,
  uno rivolto ai soggetti pubblici e uno rivolto ai soggetti privati.
  Quindi  i  soldi dei fondi dei soggetti pubblici - cioè degli  enti
  locali-sviluppo   urbano  -  a  mio  parere  non   possono   andare
  praticamente pure alle imprese.
   Quindi la invito ad una riflessione. Quanto meno a stabilire che i
  fondi che sono destinati ai Comuni restano ai Comuni - mi riferisco
  al  Fondo  Jessica - l'altro che vada alle imprese. E se  si  vuole
  dare  una  priorità, in senso generale, ma già ci sono le  start-up
  giovanili, però se si vogliono indicare altre imprese sta bene.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  quello  sulle start-up riguarda il precedente  articolo,
  non  riguarda questo. La locuzione start-up, riguardava  l'articolo
  precedente. Ora siamo all'articolo 7 nel quale si chiede che     al
  fine  di favorire l'accesso al credito delle PMI  .. di cui  . sono
  prioritariamente utilizzate per l'attivazione  .  Questo  non  vuol
  dire  esclusivamente. Non intende esaurire quel fondo,  attenzione.
  Queste risorse vanno prioritariamente... ma non è esclusivo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro e Assessore Armao, il  duetto  fra
  voi due e nessuno capisce niente, vi prego.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Non è esclusivo, quindi,  signor
  Presidente,  sotto  questo profilo non è una  disposizione  che  si
  potrà,  poi, in sede di disposizione attuativa che, come  vede,  il
  secondo  comma  prevede le disposizioni attuative, in  quella  sede
  potremo dare degli orientamenti più puntuali.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  7.9,   a   firma
  dell'onorevole Calderone.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per il bilancio e l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che l'emendamento 7.7 è ritirato. L'Assemblea ne  prende
  atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.8, a firma dell'onorevole  Foti:   Al
  comma 2 dell'articolo 7, alla parola  produttive  sono aggiunte  le
  parole   previo  parere  della Commissione  legislativa  permanente
  competente in materia .
   Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.10, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              Articolo 8.
                     Interventi per la prima casa

            (Da riformulare secondo quanto stabilito dalla
          Presidenza dell'Assemblea nella seduta n. 39 del 24
                             aprile 2018)

       1.  Al fine di agevolare l'acquisto, la costruzione  e/o
     l'intervento  di recupero edilizio della  prima  casa,  il
     Dipartimento   regionale   delle   infrastrutture    della
     mobilità   e  dei  trasporti  è  autorizzato  a  concedere
     contributi   in   conto   capitale,   nei   limiti   dello
     stanziamento  di  bilancio, in favore di nuclei  familiari
     con  reddito  familiare inferiore a 20  migliaia  di  euro
     annui  nelle  forme previste dalla legge, costituitisi  da
     non oltre tre anni.

       2.  Per le finalità del presente articolo è autorizzata,
     per   l'esercizio   finanziario   2018,   la   spesa    di
     8.247.094,92 euro.

       3.  Con  decreto del dirigente generale del Dipartimento
     regionale  delle  infrastrutture  della  mobilità  e   dei
     trasporti sono determinate le modalità di intervento.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  assessori,  colleghi, Commissione. Ho già avuto modo  di  esprimere
  all'assessore  Falcone la mia non condivisione di  quello  che  era
  l'articolo 11.
   L'ho fatto fuori dall'Aula, lo faccio, anche qui, dentro l'Aula.
   Devo  dire  che  c'è  anche  un'impostazione  di  fondo  che   non
  condivido, prima di entrare nel merito dell'articolo.
   Parliamo,  comunque, di un argomento importante che  non  è  stato
  oggetto, anche nel passato, di una risposta concreta, che è  quello
  della prima casa. L'esigenza di aiutare le giovani coppie per poter
  avere un tetto per dormire.
   Il  Governo  ha  pensato  di risolvere, di  dare  questa  risposta
  attraverso, prima, l'articolo 11 che poi è diventato l'articolo  8.
  Ed io dico, perdendo un'occasione.
   La sensazione, onorevole Presidente della Regione, è quella lì che
  non  si  voglia  affrontare  questioni importanti  in  maniera  più
  complessiva, in maniera radicale, ma lo si vuole fare  a  spezzoni.
  In che senso?
   Un  aspetto  è questo: l'intervento per la prima casa  attraverso,
  voi avevate previsto un contributo per l'acquisto, la costruzione o
  il  recupero.  Un altro aspetto è quello lì dell'edilizia  sociale,
  dell'edilizia  popolare,  che  viene affrontata  nella  finanziaria
  attraverso  un'altra  soluzione,  quella   dell'eliminazione  degli
  Istituti Autonomi Case Popolari e la formazione dell'Agenzia.
   Penso  che  la  problematica  della casa,  in  generale,  andrebbe
  affrontata  con una riforma complessiva. C'è rumore,  pazienza,  mi
  sforzerò  di farmi capire ugualmente e comunque, siccome  l'Aula  è
  attenta, mi capirà in quello che voglio dire.
   La  casa,  e l'esigenza della casa, riguarda soggetti svantaggiati
  che oggi veramente non hanno una risposta attraverso gli alloggi di
  edilizia  economica e popolare, che sono gli IACP,  perché  non  ci
  sono risorse per costruire nuovi alloggi.
   Quindi è vero, è limitata questa azione, che non si risolve a  mio
  avviso - ma ne parleremo quando parleremo dell'Agenzia per la  casa
  - non risolve attraverso l'eliminazione dello IACP e l'accorpamento
  con  l'Agenzia. Comunque, questo è un aspetto. E poi la possibilità
  di  intervenire per fasce non proprio svantaggiate, ma comunque che
  hanno  bisogno  di  aiuto, attraverso i contributi  per  l'acquisto
  della prima casa.
   Io,  personalmente, avrei fatto una cosa diversa,  sviluppato  una
  riforma  proprio per la casa, mettendo in conto questi due  aspetti
  e, anzi, aggiungendone un terzo.
   Perché c'è chi non ha la possibilità di pagare neanche l'affitto e
  quindi  ha bisogno di una soluzione; chi non può comprarla e quindi
  deve avere la possibilità di avere un contributo per comprarla;  ma
  ci  può  essere anche la possibilità - certo Presidente è difficile
  andare  avanti  con questo vocìo che c'è in Aula - chi  non  ha  la
  possibilità  neanche di comprarla, ma può avere la  possibilità  di
  affittarla,  cioè  di fare la locazione. Io le  avrei  messe  tutte
  insieme  queste cose e avrei fatto una riforma sulla casa.  Capisco
  che non è questa l'occasione, e secondo me l'abbiamo persa.
   Ritornando nel merito dell'articolo 8, l'articolo 8 ovviamente, io
  ho   preparato  una  riscrittura  assieme  ai  colleghi.  Riteniamo
  innanzitutto che sia impensabile pensare alle costruzioni  e  penso
  che  è  stata  una disattenzione dell'assessore, perché  nell'epoca
  quando  parliamo di non costruzioni, che parliamo di consumo  zero,
  le  costruzioni  non  c'entrano nulla anche perché  le  costruzioni
  previste  nell'edilizia economica e popolare, cioè le  cooperative,
  già sono finanziate.
     Era  previsto nel testo originario anche il limite dei tre  anni
  delle  coppie  già costituite, per fortuna lei l'ha  stralciata  la
  norma,  secondo  me  se  si  vuole mantenere  questo  impianto,  va
  riscritto e su questo c'è un emendamento anche di riscrittura.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                Presidenza del Vicepresidente Di Mauro

   FAVA.  Signor Presidente, questo articolo va sostenuto per la  sua
  filosofia,   per   le   sue  intenzioni,  per   la   semplicità   e
  l'essenzialità con cui si rivolge alle coppie, ai nuclei  familiari
  con  un  reddito  particolarmente basso, e  dico  subito  che  sono
  d'accordo  anche  sull'emendamento che propone il Governo,  "nuclei
  familiari  regolarmente  costituiti  nelle  forme  previste   dalla
  vigente normativa", perché è una normativa particolarmente adeguata
  ed  evoluta  quella  che  la Regione siciliana  ha  proposto  sulla
  lettura di ciò che è un nucleo familiare.
   Quello che non mi convince, ed è in un emendamento soppressivo che
  ho  presentato,  riguarda  l'idea che  questo  finanziamento  possa
  agevolare, assieme all'acquisto e all'intervento di recupero, anche
  la  costruzione.  Perché  io credo che in questo  Paese  non  serva
  costruire nuove case.
   Mi  sembra  di  capire che sia stato tolto. Ecco, le  sono  grato,
  perché con otto milioni e mezzo di appartamenti che sono disabitati
  o  parzialmente abitati, equivalente a due volte Roma, e in Sicilia
  noi  abbiamo  una casa sue tre vuota, la Provincia di Ragusa  è  la
  provincia  d'Italia col maggior numero di abitazioni non  occupate,
  il  40  per  cento. Mi sembra che il punto della costruzione  possa
  essere tolto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, mi fa piacere che stia  presiedendo
  lei  perché  proprio a lei avevo fatto una domanda  quando  lei  ha
  comunicato, a nome della Presidenza, le norme stralciate e  lei  mi
  ha detto che nel fascicolo ci sarebbero state le norme stralciate.
   Leggo  nel  fascicolo  che questa norma è da  riformulare  secondo
  quanto  stabilito  dalla Presidenza. Mi si dice  che  l'emendamento
  8.19  sia  in  realtà la riformulazione dell'articolo,  dico  bene?
  Quindi  se  ho  capito bene, l'unica differenza per  cui  c'era  un
  problema  di  - non so se definirla costituzionalità, mi  pare  una
  parola  eccessiva - è il fatto che, mentre nel primo testo  era  il
  dipartimento regionale a cui venivano affidate le competenze, ora è
  l'Assessorato  regionale, o viceversa, una cosa del genere.  Ora  è
  l'Assessorato e prima era il dipartimento. Mi pare un po' poco  per
  dichiarare  una  norma  stralciata e mi pare eccessivo  dichiararla
  oggi  ammessa,  basta  aver  cambiato la  dizione  Assessorato  con
  dipartimento.  Mi  pare un po' eccessivo. Non è  così?  Quindi  c'è
  un'altra riscrittura.

   PRESIDENTE.  Lo  legga attentamente. Il termine che  era  previsto
  all'ultimo  rigo  del primo comma  costituitesi da  non  oltre  tre
  anni',  cioè,  le famiglie che erano costituite da tre  anni  e  un
  giorno  non potevano attingere a questo contributo e quindi  questo
  era un termine che è sembrato ovviamente incostituzionale.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ne ho parlato anche con l'Assessore.
  Figurarsi se noi usiamo misure a favore delle famiglie come si suol
  dire   tutta salute', tanto più se le usiamo per le giovani coppie.
  Una  questione però che pongo è la seguente: in una legge  che  poi
  tra  l'altro  va  fatto  un  decreto di  attuazione  da  parte  del
  dirigente,  bisogna  stabilire quanto diamo, perché  un  contributo
  deve essere definito da una legge, altrimenti chi lo stabilisce, il
  dirigente  quanto  dare  e come darlo? Si  fa  un  avviso  con  una
  graduatoria? Il reddito è un reddito netto o un reddito ISEE?  Cioè
  ci sono tutta una serie di questioni che non si possono scrivere le
  leggi  al  bar.  Con  tutto il rispetto,  lo  dico.  Noi  siamo  un
  Parlamento, non  possiamo fare leggi spot. Una norma del genere, io
  voglio sfidare qual è quel dirigente che farà un decreto, vi  prego
  quanto  meno di riscriverla. Ma l'avevo detto all'Assessore,  prima
  che  arrivassimo  in Aula. E voglio darvi un suggerimento  ancorché
  non c'è da parte mia l'ombra; esiste una legge regionale, che è una
  legge  fatta negli anni ottanta, che è la famosa legge  Sciangula',
  che  consentiva  di  erogare contributi  per  la  prima  casa  alle
  famiglie, in questo caso alle nuove coppie. Almeno usate i  criteri
  di  quelle norme che avevano una logica, ma evitiamo di fare  norme
  di improvvisazione.
   Ripeto,   l'ultima   cosa,   suggerirei   all'Assessore:    questo
  finanziamento  lo  eroghiamo  per un  solo  anno?  Sappiatelo.  Noi
  quest'anno  non utilizzeremo un euro, ma non utilizzeremo  un  euro
  quindi queste risorse vanno in economia, perché il tempo che si  fa
  il  bando, il tempo che si fa la graduatoria , allora suggerisco di
  fare  il  sistema del finanziamento triennale, cioè con  il  limite
  d'impegno,   perché  consente  di  reiscrivere  risorse   nell'anno
  successivo.
   Poi  quando arriveremo all'articolo 72, che riguarda anche  lì  il
  finanziamento  della legge sulla casa, ci accorgeremo  di  come  la
  vicenda  del  limite  d'impegno è stata interpretata,  anche  dagli
  uffici, che io come minimo non condivido.
   Quindi,  dovete fare una norma che abbia una capacità  pluriennale
  di attuazione, altrimenti non la utilizzerete.

   PRESIDENTE.  Governo, pensate a una riscrittura o  andate  avanti?
  Assessore Falcone?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Possiamo
  continuare.

   PRESIDENTE. Possiamo continuare nel dibattito, va bene.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, grazie, io intervengo per  richiamare
  l'attenzione  del Governo e dell'Aula su un emendamento  presentato
  dal   sottoscritto   e   dagli  altri  colleghi   del   Gruppo   di
   DiventeràBellissima' su un problema veramente grave  che  riguarda
  centinaia  di  famiglie siciliane, ossia il problema delle  vendite
  all'asta delle prime case.
   Come  lor signori sanno, è già intervenuta la legge nazionale  che
  blocca  le  vendite all'asta delle prime case, però  esclusivamente
  per  l'esecuzione esattoriale. Purtroppo un'analoga norma  non  c'è
  per quanto riguarda le espropriazioni forzate immobiliari davanti i
  Tribunali ordinari.
   È  chiaro chela Regione Sicilia non ha competenza in materia, e ci
  mancherebbe  che chiedessi di intervenire sul codice  di  procedura
  civile  e  sulle  procedure di espropriazione forzata  immobiliare.
  Però,  io  credo che, accanto all'esigenza di tutelare  le  giovani
  coppie  e  i  nuclei familiari in difficoltà, dobbiamo  trovare  lo
  spazio per tutelare le famiglie che vengono private, attraverso  la
  vendita  forzata  immobiliare, dell'unica ed esclusiva  abitazione,
  soprattutto quando ciò avviene attraverso una speculazione  indegna
  per cui il prezzo di valutazione iniziale delle case, a seguito  di
  vendite  andate deserte, va scemando sempre di più fino ad arrivare
  a valutazioni irrisorie.
   Allora,  questa norma prevede che qualora - solo nei casi, ripeto,
  di  prima  ed unica abitazione dei debitori esecutati -  il  prezzo
  scenda al di sotto del 50 per cento della valutazione iniziale,  la
  Regione  siciliana  possa intervenire per acquisire  al  patrimonio
  questo   immobile,  e  poi  ridarlo  con  prelazione  al   soggetto
  sfrattato,  al  soggetto  esecutato,  prima  che  sia  costretto  a
  lasciare l'immobile che costituisce, ripeto, l'unica abitazione del
  proprio nucleo familiare.
   E  qualora ciò non sia possibile, perché non rientra nei parametri
  previsti   con  i  fondi  che  verranno  destinati  e   che   siano
  disponibili,  ci  si faccia comunque parte attiva per  affidare  al
  soggetto  privato,  attraverso l'esecuzione forzata  della  propria
  unica  abitazione,  un immobile di edilizia economica  e  popolare,
  anche a fronte del pagamento di un canone di affitto irrisorio.
   La  norma, evidentemente, non avendo trovato copertura di spesa  -
  faccio  riferimento  agli  interventi  di  social  housing  di  cui
  all'articolo  5  della  legge regionale 3 gennaio  2012  -  qualora
  questo  non sia possibile, io invito veramente il Governo,  che  so
  essere  sensibile su questa problematica, ma credo  che  sia  stato
  attenzionato  anche  dagli  altri  colleghi  della  sinistra,   del
  Movimento   Cinque  Stelle,  che  ne  hanno  fatto  una  battaglia,
  prevediamo   come  priorità  quella  di  garantire  una  continuità
  abitativa  ai  soggetti  che  ne  vengono  privati  attraverso   le
  espropriazioni forzate alla vendita all'asta, quanto meno per  quei
  casi  in cui il valore dell'immobile scende in maniera indecente  e
  viene acquistato a prezzi irrisori da orde di speculatori che molte
  volte   fanno   anche   capo   ad   organizzazioni   nazionali   ed
  internazionali che stanno facendo scempio nelle nostre procedure di
  professione immobiliare. Un Governo che pensi alla socialità,  come
  io  sono sicuro il Governo Musumeci ha, sicuramente di questo  dato
  ne  fa  un vessillo che non vuole assolutamente ammainare, io credo
  che non debba attenzionare una problematica di questo genere e fare
  da  sprone  e da esempio al Governo nazionale che ancora  tarda  ad
  intervenire su una problematica tanto delicata perché non sta a  me
  invitare  a compassione l'Aula. Però, ricordatevi che già  si  sono
  verificati  casi di suicidi all'interno delle abitazioni  prima  di
  essere buttati fuori a forza dagli ufficiali giudiziari.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, io ritengo che questo articolo è  molto
  importante e lo è nella misura in cui oggi si guarda con attenzione
  a che cos'è l'economia in generale.
   Viviamo  un momento di grande crisi, quindi difficoltà  nel  mondo
  del  lavoro,  difficoltà  nel  mondo dell'edilizia,  difficoltà  in
  generale.  Il  pensare, così come ha fatto l'assessore  Falcone,  a
  dare  la  possibilità ad avere un minimo - chiamiamolo  così  -  un
  minimo di aiuto per avere la disponibilità di una casa. Perché oggi
  è  molto  difficile  per le giovani coppie, per  tutti  coloro  che
  vivono il disagio della disoccupazione.
   Ma  questo  articolo,  caro Assessore, mi  porta  a  pensare  come
  potremmo  o  comunque aiutare ad indirizzare  coloro  che  vanno  a
  recuperare  i centri storici. Perché, come lei sa, i nostri  centri
  storici  piano  piano  sono stati abbandonati,  ma  l'aiuto  ed  il
  sostegno  potrebbe  indurre coloro che oggi hanno  un  immobile  al
  centro storico a riprenderlo, a darlo in affitto, a darlo magari ai
  momenti  turistici, perché io assisto in questi ultimi anni  che  i
  nostri centri storici - per quegli immobili già restaurati e  messi
  in opera - sono molto ambiti dai soggetti che vengono a visitare la
  Sicilia,  perché  hanno  la possibilità di vivere  all'interno  dei
  centri  storici veri, dove ancora ci sono alcune tradizioni, alcuni
  movimenti culturali molto importanti.
   Quindi, io saluto con grande soddisfazione questo momento.  Certo,
  se riuscissimo come Governo a dare una sferzata a quell'idea di cui
  il mio collega poc'anzi rappresentava del vedere vendere al propria
  casa all'asta sarebbe molto, molto importante, perché vorrebbe  far
  sì  che coniugassimo insieme il mondo casa. Il mondo casa che  oggi
  io,  ripeto,  in questo articolo molto interessante ed  importante,
  per cui caro, assessore Falcone, avanti tutta

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, la norma è una norma  che  abbiamo
  approfondito  in  Commissione. Rispetto al testo  iniziale  abbiamo
  aggiunto il limite del reddito minimo dei 20 mila Euro.
   Io  ho proposto, insieme col mio Gruppo parlamentare, una serie di
  emendamenti, oltre alla considerazione sulla possibilità, assessore
  Falcone e assessore Cordaro, che non venga, anche noi pensiamo come
  Partito  Democratico che non debba essere data  la  possibilità  di
  continuare   a   costruire  delle  nuove  abitazioni   con   questa
  possibilità normativa.
   C'erano   altre   questioni  che  abbiamo   tradotto   in   alcuni
  emendamenti.  Innanzitutto, l'8.5, anche  in  aderenza  al  dettato
  normativo  regionale che sin dalla legge regionale 71-78 classifica
  le  categorie  edilizie  in manutenzione ordinaria,  straordinaria,
  restauro e risanamento conservativo e la categoria più ampia  della
  ristrutturazione edilizia noi crediamo che debba essere modificato.
   Quindi,    modificare   la   parole    recupero   edilizio     con
   ristrutturazione  che riteniamo più aderente,  del  pari  rispetto
  anche al dibattito che c'è stato in Commissione, inserire la misura
  massima  di  finanziamento  che  non  è  stata  prevista,  per  cui
  riteniamo  opportuno che sia congruo l'importo di 40 mila  euro,  e
  poi   c'è   il  tema  della  categoria  edilizia  in  ordine   alla
  destinazione, è sempre un importo relativo all'edilizia economica e
  popolare,   e   quindi   riteniamo  che   debba   essere   previsto
  espressamente  che si può procedere all'acquisto  di  immobili  che
  abbiano quelle caratteristiche di edilizia economica e popolare, al
  fine di evitare speculazioni di qualsiasi genere.
   C'è  pure  l'emendamento 8.4, Assessore, che sarebbe pure congruo,
  al  di  là  della previsione normativa, al di là dell'accoglimento,
  forse  il  tema  è anche da ordine del giorno, che una  quota,  una
  riserva  di  questi  fondi vadano espressamente agli  immobili  che
  ricadono nei centri storici.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  volevo
  porre  l'accento sulla questione che questo emendamento non  è  più
  per  le giovani coppie,; perché se è per tutti 6 milioni a 40  mila
  euro  sapete quante famiglie ne possono usufruire? 150 in tutta  la
  Sicilia. Allora, diventa una cosa veramente ridicola

   PRESIDENTE. Il Governo mi ha detto che sta riscrivendo in  maniera
  diversa  l'articolo. Onorevole Falcone, si sta intanto riscrivendo,
  non  è  necessario sospendere per la riscrittura se lo fate adesso,
  altrimenti lo accantoniamo andiamo avanti e lo vediamo dopo.
   Allora, facciamo l'ultimo intervento su questo articolo, così  poi
  accantoniamo  l'articolo e lo riprendiamo dopo con eventuali  altri
  interventi dei deputati.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  noi  vorremmo
  capire se effettivamente questo Governo crede a questa finanziaria.
  Questa è una domanda lecita, aspettiamo eventualmente una risposta,
  perché  è  sicuramente un'idea di buon senso  quella  proposta  dal
  Governo,  aiutare  le giovani coppie per la ristrutturazione  delle
  abitazioni; però, poi se, ad esempio, dalla Commissione  mi  arriva
  un  subemendamento che diminuisce l'importo da 8 milioni e 200,  lo
  diminuisce  di 2 milioni, cioè è un non senso, perché  se  vogliamo
  aiutare   le   giovani   coppie   le   aiutiamo   veramente    alla
  ristrutturazione  delle abitazioni, e dico ristrutturazione  e  non
  costruzione.  Ma da quello che ho capito l'Assessore  sotto  questo
  punto  di  vista è ben disponibile, perché se deve essere  solo  ed
  esclusivamente una norma spot allora meglio non farla.
   Quindi,  io  non capisco perché a fronte di una buona idea,  nello
  stesso tempo si cerca di affossare questa buona idea, perché stiamo
  togliendo delle somme essenziali.

   PRESIDENTE. L'articolo 8 è accantonato.
    Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9.
                   Norme a sostegno dell'agricoltura

   1.  All'articolo  80,  commi da 1 a 5, della  legge  regionale  12
  maggio  2010,  n.  11 e successive modifiche ed integrazioni,  sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1  la  parola  risorse  è sostituita  dalla  parola
   politiche  e alla fine sono aggiunte le seguenti parole:  , nonché
  danneggiate da organismi nocivi ai vegetali. ;

   b)  al comma 2 la parola  e/o  è sostituita dalla parola  e , sono
  eliminate   le  parole   oltre  che  a  finanziare  gli  interventi
  compensativi  previsti dalle declaratorie regionali   e  il  numero
   8.500  è sostituito dal numero  10.000 ;

   c) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:

    2 bis. Il Fondo di cui al comma precedente è destinato altresì  a
  compensare  i  danni  causati alle colture da organismi  nocivi  ai
  vegetali, in conformità alla normativa unionale in materia. ;

   d) dopo il comma 3 bis è aggiunto il seguente comma:

    3  ter.  Per  le finalità di cui ai commi 2 e 2 bis del  presente
  articolo, per il triennio 2018-2020, il Fondo ha una dotazione pari
  a  10.000  migliaia  di  euro, cui si  fa  fronte  con  le  risorse
  disponibili a valere della legge 23 dicembre 1999, n. 499. ;

   e)  i  commi 4 e 4 bis sono abrogati a decorrere dalla data  della
  presente legge;

   f) il comma 5 è così sostituito:

    5.  Gli  interventi  di  cui al presente  articolo  sono  attuati
  conformemente alle disposizioni di cui agli articoli 25  e  26  del
  Regolamento  (UE) n. 702/2014 della Commissione del 25 giugno  2014
  che  dichiara  compatibili con il mercato interno, in  applicazione
  degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione
  europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale
  e  nelle  zone rurali e che abroga il Regolamento della Commissione
  (CE)  n. 1857/2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione
  europea L193 del 1 luglio 2014.

   2.  L'articolo 7 della legge regionale 1 settembre 1997, n. 33,  e
  successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:

                                 Art. 7

   1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e della pesca mediterranea é autorizzato a corrispondere indennizzi
  alle imprese agricole, nella misura massima del 60 per cento, per i
  danni  non  altrimenti risarcibili, arrecati dalla fauna  selvatica
  alla  produzione agricola, al patrimonio zootecnico ed  alle  opere
  approntate sui terreni coltivati o destinati a pascolo,  nonché  su
  quelli   vincolati  per  le  finalità  di  protezione,  rifugio   e
  riproduzione di cui alla presente legge.

   2.  Non  sono  comunque  indennizzabili i  danni  a  carico  delle
  produzioni agricole e zootecniche destinate all'autoconsumo.

   3. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
  e  della pesca mediterranea concede gli indennizzi di cui al  comma
  1, in conformità alla vigente normativa europea in materia di aiuti
  di  Stato  ed  in  particolare ai sensi  del  regolamento  (UE)  n.
  1408/2013   della  Commissione  del  18  dicembre   2013   relativo
  all'applicazione  degli  articoli  107  e  108  del  trattato   sul
  funzionamento  dell'Unione  europea agli  aiuti   de  minimis   nel
  settore agricolo pubblicato nella GUUE L 352 del 24 dicembre 2013.

     4.  Gli  investimenti connessi alle misure di  prevenzione  sono
  finanziate con il programma di sviluppo rurale.

      5.   Le  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo  trovano
  applicazione, altresì, per le istanze presentate a decorrere  dalla
  data  di  entrata in vigore degli  Orientamenti dell'Unione Europea
  per  gli  aiuti di stato nei settori agricoli e forestali  e  delle
  zone  rurali  2014/2020 ,  per le quali non  è  stato  riconosciuto
  l'indennizzo.

     6.  Con  decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura,  lo
  sviluppo  rurale  e  la pesca mediterranea, da  adottare  entro  il
  termine  di  novanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge,  sono  stabilite le disposizioni  applicative  del
  presente articolo».

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli  deputati,  siamo
  alla    trattazione    dell'articolo   9,    norme    a    sostegno
  dell'agricoltura.
   L'articolo 9 è suddiviso in due commi. Con il primo comma  andiamo
  a  modificare la legge n. 11 del 2010, all'articolo 80, e andiamo a
  riattivare  il  Fondo  di solidarietà regionale.  Fondo  che  viene
  utilizzato per far fronte agli eventi dannosi che si verificano nei
  confronti  delle nostre produzioni agricole, come sapete  un  tema,
  purtroppo ormai, frequente quasi all'ordine del giorno.
   Attraverso questa norma, appunto, modifichiamo la norma  del  2010
  adeguandola  al Regolamento comunitario del 2014 subentrato  e  che
  prevede  il  regime dei minimis e, quindi, in questo modo  possiamo
  andare a pagare questi danni aggirando il tema degli aiuti di stato
  cosa che fino ad oggi non sarebbe stato possibile.
   Andiamo   anche   a   modificare,   adeguandolo   al   regolamento
  comunitario, l'aspetto che riguarda le assicurazioni perché  mentre
  prima  potevamo pagarle fino all'80 per cento, oggi il  regolamento
  che  consente la possibilità di dare un contributo agli agricoltori
  nella  stipula  dei contratti assicurativi, quindi  concorre  nella
  cifra,  è  consentito  fino  al 65 per  cento,  quindi  andiamo  ad
  adeguare questo aspetto.
   Comprenderete  l'importanza  della  modifica  di  questo  articolo
  perché, fino ad oggi, si è intervenuti esclusivamente con il  fondo
  di  solidarietà nazionale di cui al decreto legislativo n. 102  del
  2004  e lo Stato si è distinto negli ultimi anni per aver apportato
  un contributo veramente minimale per poche centinaia di migliaia di
  euro a questo fondo.
   Noi  abbiamo previsto una dotazione importante, di 10  milioni  di
  euro  che,  a  questo punto, consente di lenire le  sofferenze  che
  patiscono i nostri agricoltori a seguito dei danni.
   Articolo 12, poi, ha un altro comma, il comma 2, che interviene  a
  modifica della legge n. 33 del 1997 in quanto, egregi deputati, più
  volte  mi  è capitato di imbattermi in agricoltori, penso a  quelli
  dell'area   dei  Nebrodi,  del  messinese,  dei  produttori   delle
  nocciole,  ma  non soltanto loro, che a causa dei danni  da  ghiro,
  quindi   fauna  selvatica,  non  solo  vedevano  ed   hanno   visto
  danneggiate le loro produzioni fino all'80 per cento del danno,  ma
  accadeva che l'ispettorato dell'agricoltura competente scriveva una
  lettera  a  questi agricoltori e diceva:  Egregio agricoltore,  hai
  subìto  un  danno,  te  lo  liquidiamo  o,  meglio,  prevediamo  di
  liquidarti alcune migliaia di euro, ma non possiamo dartelo  perché
  va  a  cozzare  sulla normativa che riguarda gli aiuti  di  Stato .
  Quindi, anche qui diventa fondamentale adeguare il regime di  aiuti
  e,  quindi, introducendo il de minimis e poi è necessario abbassare
  il  tetto degli indennizzi perché in teoria era previsto, in questo
  caso,  al  100 per cento ma con il regolamento comunitario possiamo
  fermarci al 60 per cento che è già una cifra importante.
   Anche  perché, come verrà fuori nel corso del dibattito, stanziamo
  cifre importanti ma che dinnanzi a siffatte calamità certamente non
  sono bastevoli ma contribuiscono, sicuramente, ad alleviare le pene
  di molti agricoltori anche perché, attivando questi meccanismi, non
  interveniamo  soltanto con aspetti di carattere  economico  ma  più
  volte  lo  Stato, poi, ci riconosce la possibilità di  avere  degli
  sgravi  contributivi  che  giovano parecchio  alle  nostre  aziende
  agricole.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  tocchiamo un capitolo, mi creda, così importante che penso che  non
  possiamo liquidare immediatamente con il voto.
   Parliamo  di agricoltura e parliamo di una agricoltura  che,  come
  tutti sappiamo, e sicuramente non per colpe che possiamo addebitare
  a  questo  Presidente  ed  a  questo  Governo,  ma  per  tantissime
  responsabilità e per tantissimi processi che non sono  solamente  i
  nostri, è profondamente in crisi.
     Voi sapete che negli ultimi tempi ci sono stati anche i consigli
  comunali  di  Vittoria,  di Pachino, che hanno  occupato  le  sedi.
  Abbiamo anche avuto il piacere di avere il Presidente della Regione
  e   l'Assessore  in  una  di  queste  occasioni.  Però,  mi  creda,
  Assessore,  io gliel'ho detto in Commissione, 10 milioni  nella  la
  finanziaria sono scelte politiche.
   Voi  avete fatto una scelta politica condivisibile, giusta, che  è
  quella  dei  diversamente  abili,  c'era  un'emergenza,  c'era   un
  bisogno,  avete  messo  le  risorse, 200 milioni  di  euro.  Scelta
  politica.  Per  l'agricoltura non è una scelta politica  perché  10
  milioni di euro secondo me non basteranno, Presidente, neanche  per
  adempiere alla promessa che ha fatto a Vittoria su Atos.
   Presidente,  solo su questo le chiedo un attimo. Lei sa  quanto  è
  avvenuto a Vittoria, che abbiamo assunto tutti impegni per Atos, il
  ciclone Atos, c'erano anche colleghi presenti.
   Per  i  danni  che, allora, fece il ciclone Atos  che,  purtroppo,
  durante la precedente legislatura noi avevamo assunto l'impegno  di
  pagarli e poi non l'abbiamo fatto, noi ex maggioranza. Dopodiché il
  Presidente  su  questo a Vittoria ha detto che  assumeva  l'impegno
  anche a ritornare a pagare Atos.
   Secondo me con questi 10 milioni noi non paghiamo neanche Atos. Io
  spero  di  sbagliarmi.  Siccome l'Assessore parlava  di  importanti
  risorse,  secondo  me noi faremo molto molto  poco  con  questi  10
  milioni.
   Non  solo,  io  la prego, Presidente, non presento subemendamenti,
  non me ne servono, lo dico qui in Aula che questi 10 milioni devono
  servire  innanzitutto  per coprire quelli  che  sono  i  danni  già
  certificati e che provengono dal passato.
   Non  vorrei  che noi non pagassimo Atos che ormai da diversi  anni
  sono stati quantificati con un lavoro immenso fatto dagli uffici  -
  ed io ringrazio gli uffici della Regione che hanno fatto tantissimo
  - e andassimo a pagare altre cose.
   Io  voglio  avere  fiducia in questo intervento  e  spero  di  non
  ritrovarmi  poi  a lamentarmi qui in Aula sull'utilizzo  di  queste
  risorse.
   Io  mi  aspetto  dall'assessore Bandiera e  dal  presidente  della
  Regione che vengano veramente utilizzati e con priorità per  chi  i
  danni  li  ha subiti e li ha subiti da tanto tempo e sono stai  già
  certificati.
   Quindi,  in  primis  Atos, anche per coprire e  recuperare  quella
  mancanza   che   ha   prodotto   il  precedente   Parlamento,   con
  responsabilità  in  primis mie in quanto  io  ho  sostenuto  quella
  maggioranza. Quindi, mi auguro che si chiuda questa vicenda.
     Per  quanto  riguarda  l'indennizzo sulla  selvaggina,  io  sono
  dell'opinione  che mi sembra assurdo non permettere  l'abbattimento
  dei  capi  di selvaggina attraverso piani mirati ed, invece,  siamo
  costretti,  non  abbattendo e non permettendo l'abbattimento  della
  selvaggina,  a pagare con risorse dei cittadini siciliani  i  danni
  che la selvaggina fa.
   Mi  sembra assurdo ed è la mancanza di coraggio e di assumersi  la
  responsabilità  di dire che, laddove il selvatico - ovviamente  non
  protetto - è in sovrappopolazione, si deve abbattere.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  oggettivamente
  con questo articolo si pone l'accento su un tema che è quello delle
  calamità,  quello  legato  ai  rischi  che  riguardano   il   mondo
  dell'agricoltura.
   E,  seppur con una somma che magari può anche apparire esigua - si
  potrebbe certamente immaginare che questo fondo venga ulteriormente
  rimpinguato  -  seppur  con una somma di 10  milioni  di  euro,  si
  affrontano dei temi importanti.
   Dei  temi,  quindi, che riguardano l'indennizzo  alle  imprese,  i
  danni  risarcibili arrecati alla fauna selvatica,  alla  produzione
  agricola,  al  patrimonio zootecnico ed a una serie  di  opere  che
  vengono realizzate in ambito agricolo.
   Questo  fa  certamente onore al Governo, ma io vorrei approfittare
  di  questa  vicenda e di questo articolo per porre alcune questioni
  al  Governo,  interrogando se è possibile  o ponendo se  possibile,
  Assessore  Bandiera,  una  questione  che  riguarda  la  produzione
  agricola  in Sicilia. Mi riferisco a quei prodotti che per  via  di
  direttive comunitarie, decisamente spesso restringenti, non vengono
  valorizzati abbastanza.
   In  questo  momento nelle nostre tavole, in barba al principio  di
  sicurezza, in barba al principio della valorizzazione della  nostra
  produzione,  arriva il pescato delle acque salmastre del  Giappone,
  arrivano gli oli della Tunisia che, magari, sacrificano  le  nostre
  eccellenze  e le nostre produzioni delle aree interne e  di  quelle
  rurali.
   Io  ritengo che questo non sia accettabile, non è accettabile  che
  davvero nelle nostre tavole arrivi il pescato delle acque salmastre
  del  Giappone  mentre,  magari,  i  nostri  pescatori  non  possono
  scendere nelle acque del Mediterraneo.
   Questo  principio relativo alla produzione agricola è un principio
  che  riguarda anche alcuni nostri prodotti a partire,  ad  esempio,
  dal grano.
   Il grano è un prodotto assolutamente necessario, prioritario ma in
  questo  momento  i  nostri produttori agricoli escono  il  grano  a
  qualcosa  come  18  centesimi e questo è inaccettabile,  per  delle
  regole  che vengono dettate dalle Direttive comunitarie,  che  sono
  delle regole imposte dai poteri delle multinazionali.
   Ed  allora, io credo che ci sia un rischio con il quale noi stiamo
  confrontandoci, il rischio è che c'è  qualcuno che detta le  regole
  -  e  sicuramente non nella piccola e media impresa siciliana - che
  vuole, probabilmente,  espropriare i terreni dei nostri agricoltori
  e  colonizzare  il territorio regionale cercando  non  soltanto  di
  espropriare  quei terreni ai nostri agricoltori ma persino  facendo
  in  modo  che  si crei un vero e proprio monopolio nel mercato  del
  grano.
   Assessore, noi c'eravamo impegnati su un principio che era  quello
  del  controllo  di  questo settore, le navi che arrivano  da  altri
  territori,  che portano il grano la cui provenienza  non  sempre  è
  immediatamente conoscibile devono essere sottoposte a controllo.
   Io  più  volte, Assessore, mi sono confrontato con lei  su  questo
  tema  e  volevo  chiederle, pertanto,  se in  modo  particolare  su
  alcune  produzioni, a partire da quella del grano, continuando  con
  un  sistema  dei controlli questo Governo ha attivato o meno  delle
  procedure  che  possono farci stare più tranquilli quando  siamo  a
  tavola con le nostre famiglie, perché dal grano deriva il pane,  la
  pizza,  derivano i nostri profumatissimi biscotti.
   Quindi, Assessore, se può dare una risposta su questa cosa.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  non  entro
  nel  merito  di  alcuni  dettagli che  ho  presentato  però  vorrei
  lasciare  a  questo  Assessore, a questo Governo  un  promemoria  e
  certamente  al Presidente, per la sensibilità che gli riconosco  su
  questo  tema,  non  gli  sfuggirà l'urgenza dei  punti  che  questo
  promemoria propone.
   Noi siamo di fronte ad una manifesta storica sperequazione tra  il
  sostegno  che viene dato all'agroindustria e il sostegno che  viene
  dato  ai  produttori, con la conseguenza di un impoverimento  ormai
  cronicizzato, stabilizzato, strutturale di questo settore che porta
  a un fenomeno parallelo, grave, pericoloso, umanamente doloroso che
  è  l'accesso ad un canale di credito diverso da quello tradizionale
  che si chiama usura. La mancanza di liquidità dovuta anche al fatto
  che  non  basta che venga dichiarata una calamità naturale, occorre
  che  le  risorse  legate  ai  rimborsi  arrivino  rapidamente.   Se
  aspettiamo  per  anni,  questi agricoltori, questi  produttori,  si
  trovano in una devastante mancanza di liquidità. E' una mancanza di
  liquidità  che  determina  l'accesso a canali  illeciti,  illegali,
  pericolosi,  opachi,  di credito e l'usura è  uno  dei  canali  più
  spesso utilizzati.
   Abbiamo  una  pervasività dell'usura nel  settore  dei  produttori
  agricoli  che  è  la  più alta rispetto a tutti gli  altri  settori
  commerciali. Con le conseguenze che immaginiamo. Con il suicidio di
  alcuni  produttori, di alcuni agricoltori. E con il  fatto  che  le
  organizzazioni  criminali che detengono  in  condizioni  spesso  di
  monopolio, il mercato dell'usura, sono in condizione di intervenire
  su tutti i passaggi della filiera.
   Per  cui,  ben  venga  questo intervento economico  che  cerca  di
  recuperare  una  parte  dei  rimborsi che  non  sono  stati  ancora
  corrisposti.
   Invito  il  Governo, invito l'Assessore, ad un atto di particolare
  attenzione  e  responsabilità, non soltanto finanziaria,  ma  anche
  politica. C'è un problema umano che riguarda centinaia, migliaia di
  produttori  che si trovano in condizioni di marginalità  sociale  e
  lavorativa incredibile con la possibilità di aprire questo  mercato
  e   la   loro  stessa  esistenza  all'ingresso  in  modo  non   più
  controllabile di interessi e capitali mafiosi. E quando un  settore
  viene definitivamente corrotto con capitali mafiosi il rischio  che
  quel settore sia perduto per sempre, è un rischio evidente.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  la Commissione che ho l'onore in questo momento di guidare mi mette
  nelle   condizioni  di  parlare  di  questo  settore:  il  comparto
  agricolo.
   Viviamo  un  momento  molto particolare. La nostra  agricoltura  è
  sommersa da una crisi terribile. La globalizzazione stringe  sempre
  più  i  canali di commercializzazione. E, come se non  bastasse,  a
  volte  molte  intemperie colpiscono le strutture  produttive  e,  a
  volte  capita, anche qui spesso, i piccoli imprenditori non vengono
  aiutati e sostenuti.
   Vi  faccio un esempio per tutti. Un po' di anni fa ci fu un grosso
  problema  alle infrastrutture causate da danni come vento, pioggia,
  grandine  e venne denominato  Atos . Vennero stanziati 110  milioni
  di  euro. Questi soldi promessi i produttori agricoli non li  hanno
  mai  visti, non li hanno mai potuti attivare perché il Governo  del
  tempo  li  prese  e li mise nel bilancio. Penso che  sia  stato  un
  cattivissimo esempio, Presidente Musumeci, un cattivissimo esempio,
  perché  erano  somme destinate a coloro che producono  lavoro,  che
  producono economia, che producono anche occupazione. Ed è stato  un
  errore  terribile, uno dei motivi è quello che ho detto. E  l'altro
  motivo  sa  qual  è?  Quando la politica prende  impegni,  li  deve
  mantenere  o,  quanto  meno, deve avere il coraggio  di  incontrare
  coloro che sono stati colpiti da queste intemperie e dire:  io  non
  posso  ottemperare questo impegno che ho preso  per motivi che  poi
  magari  saranno  spiegati.  In quella circostanza,  nessuno  spiegò
  niente a nessuno. Ed è passato tutto in modo molto sotterraneo, con
  grande  incapacità anche della politica di attivare quello che  era
  il contatto umano, politico con i produttori.
   Presidente Musumeci, in questi giorni lei ha partecipato insieme a
  noi,  insieme  a  me in provincia di Ragusa, per questa  crisi.  Ho
  apprezzato  molto  il suo intervento, lo dico sinceramente,  perché
  quanto  meno  ha detto una cosa reale: noi promettiamo  quello  che
  possiamo fare. Lei ha incontrato le catene di distribuzione nel suo
  Ufficio.  Le  dico  una  cosa. Non solo ha  fatto  bene,  ha  fatto
  benissimo. Perché queste grosse catene di distribuzione che vengono
  in  Sicilia  e  si  organizzano e fanno proprie strutture,  debbono
  avere  il  dovere  morale,  dovere morale,  di  consumare  prodotti
  nostri.  Ma  non  solo in Sicilia, anche in Sicilia,  ma  su  scala
  nazionale.
   Signor   Presidente,  ne  approfitto  anche  per  darle   non   un
  sinceramento,  ma una piccola riflessione. Ma lo sa perché?  Perché
  molte   aziende  sementiere  si  sono  arricchite  con  la   fascia
  trasformata  siciliana.  Un chicco, un piccolo  seme  di  pomodoro,
  costa  forse  80,  90 centesimi. Non ho visto da  parte  di  questi
  signori organizzati, un momento di solidarietà per coloro che  sono
  i primi clienti.
   Io  sa cosa farei, caro Presidente della Regione? Li chiamerei. Li
  chiamerei,  come dire, io capisco che il nostro potere contrattuale
  è relativo, però li chiamerei ad una sollecitazione di riflessione,
  di  pensare  che  noi siamo i primi clienti e, per  questo  motivo,
  dovrebbero  quanto meno guardarci con un minimo  di  solidarietà  e
  fare  una  stagione, una campagna dove daremmo ai nostri produttori
  agricoli piantine in modo gratuito.
   Potrebbe  essere  un'iniziativa  ma  comunque  un  modo  per  fare
  accettare  a  tutti che c'è la crisi, che tutti vogliamo  sostenere
  questa  crisi.  Io  farei anche questo se  è  possibile  nella  sua
  attività o, comunque, se vuole lo facciamo insieme.
   Un'altra  cosa, e qui mi rivolgo all'assessore Bandiera. Assessore
  Bandiera,  noi abbiamo una carenza importante che è l'aggregazione.
  Oggi,   l'aggregazione,  purtroppo,  viene  vista  come  una   cosa
  negativa.   Se   io   potessi,  caro  Presidente   della   Regione,
  l'aggregazione  la farei diventare un premio: chi si  aggrega  sarà
  premiato.  Perché il sistema Spagna ci insegna che  ci  sono  delle
  cooperative  con  3.000  soci, allora lì il potere  contrattuale  è
  enorme, le piattaforme diventano molto forti.
   Per  cui,  caro  Presidente, caro assessore  Bandiera,  adesso,  a
  questo  punto le dico una cosa: è stata fatta una legge, si  chiama
   Born in Sicily . Signor Presidente della Regione, mi ascolti.  Noi
  abbiamo  fatto,  in tempi non sospetti, una legge molto  importante
  che  è la  Born in Sicily . Mettiamola in atto, mettiamola in atto,
  ora   Abbiamo  quattro  anni di tempo per mettere  in  atto  questa
  storia.
   L'ultima  cosa. Stanno arrivando i ruoli dei consorzi di  bonifica
  ai  nostri imprenditori agricoli. Non ce la possono fare a  pagare,
  signor  Presidente della Regione. Non ce la possono fare, perché  i
  ruoli  sono  pesantissimi, sono stati raddoppiati,  triplicati.  Io
  dico che in una finanziaria, noi abbiamo fatto insieme a lei, se si
  ricorda,   abbiamo  fermato  i  ruoli  dei  consorzi  di  bonifica.
  Facciamolo  anche adesso. Diamo un segnale. Siamo nelle  condizioni
  di farlo

   BANDIERA, assessore per l'agricoltura. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BANDIERA,   assessore   per  l'agricoltura.   Signor   Presidente,
  onorevoli  deputati,  ritengo che la brevità sia  d'obbligo,  ma  è
  opportuno dare alcune rapide risposte.
   Una  all'onorevole Dipasquale su ATHOS, che più volte ritorna  sul
  tema  dell'impegno  del Governo a pagare ATHOS.  Devo  dire,  senza
  timore di smentita, nessun impegno in questo caso, ma ATHOS è stato
  citato  in  qualche  caso, e dagli agricoltori e dal  sottoscritto,
  come ciò che è accaduto nel passato e che non si può verificare.  E
  ciò  che  si verifica è un danno, che un Governo regionale  stanzia
  dei  soldi e che, poi, lo stesso Governo li ritira per dare  queste
  risorse  ad  altre  situazioni ed ad altre realtà.  Noi  questi  10
  milioni, certamente, non li ritireremo.
   L'onorevole   Figuccia   sollecitava   una   risposta   e    delle
  rassicurazioni  sul tema della tutela dei nostri  prodotti,  ed  in
  particolare  del  grano. Posso rassicurarla, onorevole,  che,  così
  come  emerge  anche  dalla stampa, c'è una  particolare  attenzione
  sull'ingresso  di tutti i prodotti in Sicilia, con una  task  force
  fatta  con  nucleo  della  Regione,   interforze ,  con  la  sanità
  marittima e con altri enti che stanno assicurando un ottimo livello
  di  controlli con risultati molto importanti, devo dire, apprezzati
  in maniera ampia, anche, da tutta l'opinione pubblica.
   L'usura,    assolutamente,   sì,   onorevole   Fava,    un    tema
  particolarmente  delicato sul quale occorre porre un  accento,  una
  particolare  attenzione  perché, è chiaro  che,  come  lei  ha  ben
  riportato,  il  settore dell'agricoltura, per tutta  una  serie  di
  motivazioni storico-culturali, è quello che spesse volte  si  trova
  più vicino a scivolare, afflitto da questi fenomeni.
   Sull'aggregazione,  onorevole  Ragusa,  assolutamente  sì.  E'  la
  regola, sicuramente, per portare la nostra agricoltura avanti e per
  farla affermare nei mercati che contano. Posso dirle che, oltre, ai
  fondi  ed  alle attività produttive, nel PSR e nei nostri bandi,  è
  prevista  la premialità per gli operatori, per gli agricoltori  che
  entrano  in  una  OP  e  siccome  noi  siamo  bravi,  non  solo   a
  frammentarci come soggetti singoli ma, anche, come OP,  è  prevista
  una premialità alle OP che diventano associazioni di OP, in maniera
  tale  che  riusciamo,  certamente, a  contingentare  l'offerta  dei
  prodotti.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Però  è  l'ultimo, perché altrimenti noi non votiamo. Se  su  ogni
  emendamento parla tutta l'Aula, parliamoci chiaro, noi non  abbiamo
  più  dove andare. Siamo all'articolo 9, di cui due accantonati,  su
  112.  Tutta  la  prima giornata per farne sei. Io  voglio  soltanto
  avvertire di quello che saremo poi costretti a fare, cioè non  dare
  più la parola a nessuno.

   CANCELLERI. Grazie Presidente. Noi interveniamo sempre con spirito
  costruttivo e per migliorare. Io volevo dire una cosa, sarei voluto
  intervenire  un  po' prima dell'assessore, ma non mancherà  poi  di
  avere risposte immediate.
   Io volevo fare una considerazione, ed innanzitutto le comunico che
  appongo la mia firma agli emendamenti dell'onorevole Fava, il  9.3,
  il  9.2, il 9.1 e il 9.4, che ho apprezzato e mi sembrano di  buona
  ragione, e le dico anche il motivo. Io direi che in una discussione
  che riguarda l'agricoltura - in questo caso si sta parlando di dare
  risposte  a calamità naturali - però in realtà dovremmo partire  da
  quello che significa per noi agricoltura.
   Noi  cosa siamo come siciliani? Perché, se noi pensiamo di  essere
  grandi  industrie, se noi pensiamo di essere catene di montaggio  e
  posti  di lavoro che possono venire dalle innovazioni tecnologiche,
  per  carità, siete liberi di crederlo, purtroppo però la realtà non
  è   questa.  Noi  invece  siamo  prodotti  della  terra  che  oggi,
  purtroppo,  sono realmente inflazionati dalla presenza di  trattati
  comunitari  che fanno arrivare qui i prodotti che poi  distruggono.
  Poco fa qualcuno parlava del grano, poco fa qualcuno parlava di  un
  marchio  di  tutela, poco fa qualcuno parlava di altri sistemi  che
  possano in qualche modo salvaguardare i nostri prodotti.
   E' questo il tema principale. Se noi cominciamo a mettere in piedi
  un  sistema che può tutelare i nostri prodotti. Allora io dico  una
  cosa  Presidente.  Poco fa c'era un articolo 8, che  prevedeva  uno
  stanziamento di otto milioni per aiutare l'acquisto, per aiutare la
  ristrutturazione  di  case.  Sapete  gli  otto  milioni  a   quanti
  interventi corrispondono se gli diamo un parametro di quaranta mila
  euro?  Sono  centoquaranta  interventi, centocinquanta  interventi.
  Sono  davvero  uno spot fatto norma che non serve  assolutamente  a
  niente per la Sicilia che in questo momento ha una risposta.
   Allora  io  dico  una  cosa,  se  ci  fosse  la  bontà  da   parte
  dell'assessore  Falcone  di  ritirare  quello  di  articolo  e   di
  appostare  questa  cifra  di  otto  milioni  su  questo  invece  di
  articolo, riusciremmo già di arrivare alla ragguardevole  somma  di
  diciotto milioni di euro.
   Una  parte potrebbe essere utilizzata per soddisfare i ristori  in
  agricoltura  di tutte le persone che hanno subìto dei  danni  e  di
  quanti ne subiranno, quindi si potrebbe già creare un fondo,  fermo
  lì,  pronto per le emergenze, quando invece non devono passare anni
  -  perché  ATOS  è  successo tre, quattro anni fa e  stiamo  ancora
  parlandone  oggi.  Ma, assessore Bandiera, mi  perdoni,  ma  io  un
  milione  lo  metterei proprio per la promozione di quel marchio  di
  qualità   Sicura  Sicilia   che  ancora  oggi  in  Regione  ha   il
  riconoscimento ad Alicante della Comunità Europea. Si, si, ma non è
  finanziato, assessore Turano, io però non vedo pubblicità in  giro,
  non vedo a me che sono un consumatore e va nei supermercati e nelle
  piccole botteghe, non vedo i prodotti che vengono marchiati.
   Quindi, lei lo avrà fatto, ma io che sono un consumatore, le parlo
  da  cittadino  e  uomo della strada, e non lo  vedo  questo  lavoro
  fatto.  Per cui, anche lì vorrei intervenire. Se si potessero  fare
  questi due interventi, secondo me cominceremmo davvero a parlare di
  una  norma che può servire alla Sicilia, diversamente, anche questo
  diventa  sì,  un  pannicello caldo. Certo, sicuramente  meglio  del
  precedente   articolo  8,  che,  davvero,  io  voglio   derubricare
  semplicemente a spot, non perché non sia importante dare un aiuto a
  chi  vuole acquistare la prima casa o vuole riversarsi di nuovo  in
  centro  storico,  ma  perché gli interventi  sono  talmente  esigui
  numericamente,  che  davvero non serve assolutamente  a  nulla.  Io
  vorrei norme che si rivolgessero, non dico a tutti i siciliani,  ma
  alla stragrande maggioranza di essi. Centocinquanta interventi sono
  davvero un po' troppo pochi.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 9.21, 9.23, 9.19, 9.10, 9.9, 9.11, 9.6
  e 9.22 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 9.6, degli onorevoli Calderone ed altri,

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Siccome c'è una riscrittura della lettera a) del comma
  1

   CALDERONE.  Signor  Presidente,  è per  toglierla  dall'imbarazzo,
  siccome  mi  sono  avveduto  che c'è una direttiva  della  Comunità
  europea  che bisogna armonizzare bene, discutendone anche  con  gli
  Uffici  e  con  l'Assessore, io credo che sia opportuno  in  questo
  momento ritirare l'emendamento 9.6 per poterlo riscrivere meglio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 9.27, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  9.3, dell'onorevole Fava è dichiarato inammissibile
  perché c'è un aumento di spesa che non trova copertura.

   CANCELLERI.  Avevo chiesto all'Assessore Bandiera ed all'Assessore
  Falcone se potevano incrementare questa somma.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  E'  un
  interrogativo retorico. Sa la risposta, onorevole Cancelleri.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 9.2, dell'onorevole Fava.  Lo
  pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 9.15 e 9.7 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 9.1, dell'onorevole Fava. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 9.4, dell'onorevole Fava ed  a  cui  ha
  apposto  la firma l'onorevole Cancelleri. La copertura deve trovare
  riscontro  nelle parole del Governo. Se il Governo è disponibile  a
  coprire  quello  che  ha  proposto  l'onorevole  Fava  con  la  sua
  soluzione, bene, altrimenti lo devo dichiarare inammissibile.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea. L'onorevole Fava prevede nel  suo  emendamento
  una copertura attraverso dei fondi che arriverebbero da crediti. Il
  parere  del  Governo  è contrario, perché si  parla  di  fondi  che
  dovrebbero  arrivare  da Agea ma non risultano  accertati;  abbiamo
  fatto  le verifiche e ad oggi non c'è accertamento dell'entrata  di
  questi fondi.

   PRESIDENTE. Pertanto, lo devo dichiarare inammissibile,  onorevole
  Fava.
   Gli  emendamenti 9.16, 9.17, 9.18, 9.20, 9.5, 9.8,  9.24,  9.25  e
  9.26 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 9,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 8, precedentemente accantonato.
   Comunico   che   il  Governo  ha  presentato  un  emendamento   di
  riscrittura  dell'intero articolo, che è in  distribuzione.  Invito
  l'assessore Falcone ad illustrarlo.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, abbiamo inteso  raccogliere  anche
  alcuni suggerimenti che sono emersi da quest'Aula.
   L'Aula,  sostanzialmente, e i colleghi che si sono  succeduti  nei
  loro   interventi,  hanno  fatto  riferimento  a   due   questioni:
  sopprimere  la  parola costruzione perché temevano che  vi  potesse
  essere   ulteriore  cementificazione  rispetto  a  tanti  immobili,
  invece,  che  rimangono  abbandonati; e, dall'altro  lato,  abbiamo
  anche  accolto  la  proposta  di fissare  il  contributo  in  conto
  capitale nel limite massimo di 40.000 euro.
   Abbiamo  inserito, inoltre, la fissazione, appunto perché trattasi
  di  giovani  coppie  e  in relazione, anche, all'input  che  questa
  Presidenza   e   l'Assemblea  regionale  ci  ha   dato,   l'abbiamo
  parametrata alla pubblicazione della legge, perché in precedenza la
  norma  era  stata  accantonata con invito  di  riscrittura  proprio
  perché  si  diceva  tre anni, ma tre anni da  quando?  I  tre  anni
  decorrono dalla pubblicazione della presente legge.
   È  chiaro  che abbiamo sostituito al terzo comma anche  le  parole
   con  Decreto  del dirigente , perché sarà la Giunta di  governo  a
  fornire  modalità  e  criteri. Ad esempio, metteremo  in  capo  dei
  criteri, chiaramente, che rispetto a coloro che hanno un limite  di
  20.000  euro  saranno privilegiati quelli cha hanno un  reddito  di
  15.000  o  di  14.000  euro, così come ci sarà,  probabilmente,  la
  consistenza numerica: chi ha un figlio è privilegiato rispetto alle
  famiglie  senza figli, o se ancora, ad esempio, la presenza  di  un
  disabile potrà essere anche questo un altro criterio.

   CRACOLICI. Dove sono scritte?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
  Cracolici,  è  scritto sino a 20.000 euro: è  normale  che  se  una
  famiglia ha 20.000 euro e un'altra ne ha 15.000 è nelle cose che  è
  privilegiata questa famiglia. Mi sembra una cosa molto chiara.
   In  merito  all'emendamento della Commissione,  noi  chiediamo  di
  ritirarlo  perché  siamo convinti che, appunto, questa  misura  già
  nell'anno  2018 possa erogare ben 250 interventi. Non  sono  tanti?
  Non  è  una  norma spot, è una norma che concretamente  incide  nei
  confronti  di quelle famiglie che hanno un reddito molto  basso;  è
  una  norma che crea anche una giustizia sociale in una Regione  che
  ha veramente bisogno di sostegno da parte delle istituzioni.
   Il Governo Musumeci sta dando in maniera chiara e sta incidendo in
  maniera chiara.
   È  chiaro  che  se troviamo le risorse, nel 2019 e  nel  2020,  se
  questa  misura  troverà  le  risorse  potrà  essere  ancorché,  non
  soltanto  rifinanziata,  ma  anche rafforzata  e  noi  speriamo  in
  questo.
   Vorrei  rispondere all'onorevole Assenza in merito alla sua  norma
  che  ha  un  grande  pregio, che è quello di guardare  ai  debitori
  incolpevoli o a quei debitori che hanno grossi problemi e che hanno
  visto  mettere  all'asta il proprio immobile, noi  interverremo  su
  questa norma quando faremo la riforma degli Istituti autonomi delle
  case  popolari,  perché  riteniamo che  l'housing  sociale,  che  è
  menzionato  nel  penultimo  comma,  può  diventare  uno   strumento
  importante per quelle famiglie che hanno una fragilità sociale, non
  che  siano famiglie popolari che abbiano un reddito per partecipare
  alle abitazioni, agli immobili di edilizia popolare, ma quelli  che
  hanno un reddito con fragilità sociale.
   Per  cui  noi  riteniamo,  ed  invitiamo  l'Aula  a  votare  e  ad
  apprezzare favorevolmente questa norma e a dare un voto favorevole.

   PRESIDENTE.   Assessore   Falcone,   mi   preme   dirle   che   il
  subemendamento   che  aveva  presentato  la  Commissione,   portava
  l'importo a 6 milioni di euro.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Ho chiesto
  di ritirarlo, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Però  la  copertura  complessiva  avveniva  con  i  6
  milioni, non con gli 8.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. No, con  8
  milioni la copertura avveniva.

   MILAZZO. Sospenda due minuti, Presidente.

   PRESIDENTE.  Assessore  Falcone,  la  Commissione  mi  chiede   di
  sospendere due minuti per trovare una soluzione perché, per  quanto
  riguarda  l'Assemblea, la quadra veniva trovata con  6  milioni  di
  euro.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Se è utile a questa soluzione, altrimenti ne  parliamo
  dopo. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, per quanto mi riguarda è  utile  al
  fine  perché  potrebbe anche succedere che la Commissione  potrebbe
  utilizzare tutti gli 8 milioni. Io ribadisco che, così come  questa
  norma  è  scritta, anche dalla riscrittura - e mi dispiace  doverlo
  dire  all'assessore  Falcone  - mi  aspetterei  che  una  norma  la
  scrivano gli uffici, sulla base di approfondimenti tecnici,  questa
  è  una  norma che si scrive dietro la lavagna. Non si può  scrivere
  una  norma che eroga contributi, senza definire i criteri, con  cui
  li eroghiamo. Lo volete capire o no?
   Qui  si dice diamo che diamo 40 mila euro a chi ha un reddito ISEE
  di  20  mila  euro, dopo di che non si capisce - ripeto  -  in  una
  norma,  per fare poi un decreto - talaltro ora ho visto  che  è  la
  Giunta  - siamo passati dall'assessore, al dirigente, alla  Giunta.
  Per cui la Giunta dovrebbe definire i criteri per cui c'è un prima,
  c'è  un  dopo, c'è l'handicappato. Ma sulla base di quali  criteri?
  Cioè  chi li ha stabiliti questi criteri? Assessore, una norma  che
  eroga soldi pubblici deve stabilire come si erogano. La legge,  non
  l'intendimento al bar  Non stiamo parlando al bar  Io  voto  contro
  questa  norma  se  il Governo non la riscrive  come  si  deve   Tra
  l'altro, lo ribadisco, stiamo introducendo una norma che avrà forse
  150  beneficiari in Sicilia, 6 milioni di euro, diviso 40  mila  fa
  150. Poi, questa è matematica, avvocato Falcone.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, con la speranza che  il  Governo
  possa  anche risistemare questa cosa sospendiamo l'Aula per  cinque
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.23, è ripresa alle ore 19.39)

   L'assessore Falcone mi avverte di non essere ancora pronto, quindi
  andiamo   avanti  e  poi  riprenderemo  l'articolo  8.   Si   passa
  all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
           Norme in materia di approvazione dei bilanci degli
                            enti regionali

   1.  Il  comma  3 dell'articolo 6 della legge regionale  11  agosto
  2017, n. 16, è così modificato:

   a)  le  parole   entro il 31 maggio  sono sostituite dalle  parole
   entro il 31 luglio .

   b)  dopo  le parole  successivo decadono  sono aggiunte:  ed  ogni
  atto adottato successivamente a detto termine è nullo. ;

   c)  le parole  nomina immediatamente  sono sostituite dalle parole
  Snomina entro trenta giorni ;

   d)  dopo  le  parole  dell'organo di amministrazione  decaduto   è
  aggiunto il seguente periodo:  Qualora, decorso l'indicato  termine
  di  trenta  giorni,  l'Amministrazione che  esercita  la  vigilanza
  amministrativa non abbia provveduto alla nomina del  commissario  o
  dei  commissari, vi provvede l'Assessore regionale  per  l'economia
  mediante nomina di funzionari dell'Assessorato. .

   2.  Le  disposizioni  del  comma 3  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  11  agosto  2017,  n.  16,  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni si applicano dal primo gennaio 2019. I soggetti di cui
  al  predetto  comma  3  dell'articolo  6  danno  applicazione  alle
  disposizioni  dell'articolo  11 della legge  regionale  13  gennaio
  2015, n. 3 e successive modifiche ed integrazioni entro e non oltre
  il 31 dicembre 2018».

   Invito il Governo ad illustrare l'articolo.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, in Commissione bilancio già avevamo effettuato una  prima
  analisi   di  questo  articolo.  Come  ricorderanno  gli  onorevoli
  parlamentari, durante il mese scorso abbiamo approvato il  bilancio
  consolidato della Regione. Per la prima volta, recuperando il tempo
  perduto,  siamo riusciti all'approvazione della legge in  questione
  con  la  conseguenza  che  ha  trovato  applicazione  il  principio
  derivante  dal  decreto legislativo 118 che postula  in  capo  alla
  Regione  anche degli enti da essa partecipati o che  ad  essa  sono
  riferibili, sia società che enti.
   Il  problema  che  è emerso e che è stato evidenziato  durante  il
  dibattito  parlamentare è che purtroppo, rispetto ai  162  soggetti
  che  avrebbero  dovuto partecipare al consolidamento,  soltanto  51
  avevano   un   bilancio   allineato  con  quello   della   Regione.
  Conseguentemente,   il   consolidamento   si   è   potuto   operare
  limitatamente  agli  enti che avevano tale bilancio  in  linea  con
  quello  della  Regione. Altri avevano arretrati e  hanno  purtroppo
  ancora arretrati di molti anni.
   Ed  allora  pensiamo  che la soluzione per  far  fronte  a  questo
  disallineamento  che  procura un pregiudizio alla  completezza  del
  bilancio  consolidato sia quello di spingere attraverso un  sistema
  di  sanzioni  gli organi amministrativi degli enti e delle  società
  partecipati  affinché  adottino  tempestivamente  e  con   assoluta
  velocità  i  bilanci  in  modo  da arrivare  al  prossimo  bilancio
  consolidato  con  un  livello  di  consolidamento  di  gran   lunga
  superiore rispetto a quello registrato.
   Ecco  perché si introducono meccanismi che consentono nel caso  di
  ritardi  oltre un certo termine la nomina di un consiglio  composto
  dagli stessi funzionari del bilancio che provvedono ad approvare  i
  documenti   finanziari  salvo  restando  poi  la   possibilità   di
  ricostituire     con    provvedimento    presidenziale     l'organo
  amministrativo.
   Come  vedete la disposizione trova applicazione dal primo  gennaio
  2019  con la conseguenza che quindi si dà un respiro agli  enti  ma
  certamente  non intendiamo andare indietro rispetto alla tempistica
  prevista per l'approvazione del bilancio consolidato.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Governo,  proprio
  perché  entra  in  vigore  dal prossimo  anno  non  vedo  l'urgenza
  dell'approvazione   della   norma  in   finanziaria.   Nel   merito
  condividiamo  assolutamente l'esigenza  di  porre  il  massimo  dei
  controlli  per  la regolarità contabile degli enti collegati  delle
  società  partecipate,  non  comprendo  perché  invece  spostiamo  i
  termini  di  presentazione  dal 31  maggio  al  31  luglio.  Non  è
  prorogando  i  termini che si risolvono i problemi,  questo  vorrei
  dire.  Invito  il Governo a mettere in campo misure stringenti  che
  possono  portare  alla  trasparenza, alla  regolarità,  al  miglior
  controllo  possibile,  ma  non  è  rinviando  i  problemi  che   si
  risolvono.
   Quindi,  invito  il  Governo a valutare se  è  proprio  necessario
  spostare  al  31 luglio o se si può dire che devono urgentemente  o
  magari fissando un termine anticipato ottemperare agli obblighi  di
  legge.

   PRESIDENTE. Il Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Sotto questo  profilo,  il  31
  luglio  era  un  termine perché essendo una norma  che  entrerà  in
  vigore  tra  qualche giorno, dopo la pubblicazione  nella  gazzetta
  ufficiale, era ragionevole differire avendo una valenza   Dopodiché
  se  possiamo fermarci al 30 giugno, questa è una mediazione  buona.
  Quindi presentiamo un emendamento che modifica la parola  entro  il
  31 luglio' in  entro il 30 giugno'.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, lo prepara lei un  emendamento  o  ci
  pensa il Governo direttamente.

   ARMAO, assessore per l'economia. Ci pensiamo noi.

   LUPO. Dichiaro di ritirare l'emendamento soppressivo 10.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Zafarana, ritira l'emendamento soppressivo 10.9

   ZAFARANA. No, lo mantengo

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.9.
   Chi è favorevole si alzi ; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Tutti gli altri emendamenti all'articolo 10 sono assorbiti.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento del Governo  che  modifica  le
  parole  30 luglio  con  30 giugno .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 10, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 11 è accantonato.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12.
             Contributi alle Associazioni di comuni e loro
                            amministratori

   1. I contributi alle Associazioni di comuni e loro amministratori,
  previsti  dal  comma  8 dell'articolo 21 della legge  regionale  22
  dicembre  2005, n. 19 e successive modifiche ed integrazioni,  sono
  erogati  annualmente  a valere sulle risorse  di  cui  al  comma  1
  dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e  sono
  determinati dalla Conferenza Regione Autonomie Locali».

   Gli  emendamenti 12.5, 12.2, 12.3, 12.1 e 12.4 sono  ritirati  dai
  rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Non essendoci altri emendamenti, pongo in votazione l'articolo 12.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                             «Articolo 13.
          Interventi per l'istruzione e l'edilizia scolastica

   1.  L'Assessorato  regionale  per  l'istruzione  e  la  formazione
  professionale attua iniziative e progetti in materia di  istruzione
  di  ogni ordine e grado, anche universitaria e dell'Alta Formazione
  Artistica  e  Musicale  (AFAM), e della  formazione  professionale,
  compresi  quelli riguardanti l'autonomia scolastica,  i  valori  di
  legalità,   dell'etica  pubblica  e  dell'educazione   civica,   la
  diffusione    dell'identità   siciliana,   la   realizzazione    di
  manifestazioni e gemellaggi.

   2.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario  2018 la spesa  di  432.354,75  euro,  per
  l'esercizio  finanziario 2019 la spesa di 184.509,37  euro  e,  per
  l'esercizio finanziario 2020 la spesa di 184.245,14 euro.

   3.  L'Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale è autorizzato a finanziare interventi di manutenzione
  straordinaria,   aventi  carattere  di  urgenza,   negli   Istituti
  scolastici pubblici.

   4.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  3  è  autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario  2018 la spesa  di  849.418,98  euro,  per
  l'esercizio  finanziario 2019, la spesa di 738.037,49 euro  e,  per
  l'esercizio finanziario 2020 la spesa di 736.980,56 euro.

   5.  Per  il finanziamento degli interventi in materia di  pubblica
  istruzione  di  cui  al D.P.R. 14 maggio 1985, n.  246  -  capitolo
  372514 - è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2018, la  spesa
  di  152.895,42 euro, per l'esercizio finanziario 2019, la spesa  di
  132.846,75  euro e, per l'esercizio finanziario 2020, la  spesa  di
  132.656,50 euro.

   6. Per consentire l'attuazione di quanto previsto dall'articolo 7,
  comma  4,  della  legge 11 gennaio 1996, n. 23, è autorizzata,  per
  l'esercizio  finanziario  2018 la spesa  di  169.883,80  euro,  per
  l'esercizio  finanziario 2019 la spesa di 147.607,50  euro  e,  per
  l'esercizio finanziario 2020 la spesa di 147.396,11 euro»

   Tutti gli emendamenti presentati all'articolo 13 sono ritirati dai
  rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14.
                  Sostegno finanziario all'istruzione

   1. A decorrere dall'anno scolastico 2017/2018 alle scuole primarie
  paritarie aventi sede in Sicilia ed alle scuole secondarie di primo
  grado  paritarie aventi sede in Sicilia, è riconosciuto, nei limiti
  dello  stanziamento di bilancio, un contributo, nel rispetto  delle
  convenzioni di cui al comma 6 dell'articolo 1 bis del decreto legge
  5 dicembre 2005, n. 250, convertito con modificazioni dalla legge 3
  febbraio  2006,  n.  27,  e successive modifiche  ed  integrazioni,
  determinato in relazione al numero di:

   a) classi con composizione minima di dieci alunni ciascuna;

   b)  alunni  portatori di disabilità diverse per i quali  si  renda
  necessario il ricorso all'insegnamento di sostegno;

   c)  alunni  in  difficoltà  di  apprendimento  che  abbiano  avuto
  necessità di insegnamento integrativo.

   2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata per l'esercizio
  finanziario  2018  la spesa di 4.586.862,51 euro,  per  l'esercizio
  finanziario  2019 la spesa di 3.985.402,46 euro e, per  l'esercizio
  finanziario  2020  la spesa di 3.979.695,01 euro, come  determinata
  nell'Allegato 1 - Parte B di cui all'articolo 34.

   3.  L'Assessorato  regionale dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale è autorizzato, per l'esercizio finanziario 2018, alla
  spesa  di  31.428,50  euro  a  favore dell'Università  di  Catania,
  finalizzata all'attività sportiva».

   Si  passa  all'emendamento soppressivo 14.6,  degli  onorevoli  Di
  Paola ed altri.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  noi  abbiamo
  presentato  un  emendamento soppressivo a quest'articolo  e  spiego
  brevemente il perché.
   Intanto   il   titolo   dell'articolo  è    sostegno   finanziario
  all'istruzione'  e  poi questi soldi vengono  dati  alle  paritarie
  perché  questi soldi noi li stiamo dando 4 milioni  e  mezzo  e  li
  stiamo dando alle scuole paritarie. Dopo di che in principio, e  lo
  ricorda  l'Assessore, le somme destinate a queste scuole  paritarie
  erano  5  milioni  e  400  perché  si  accorpava  oltre  le  scuole
  elementari  anche le scuole medie. A questo punto, l'articolo  così
  fatto  e  con  questa somma di 4 milioni e mezzo non ha  più  senso
  perché  scontenta da un lato le scuole paritarie perché non trovano
  più  5.400  ma  ne  trovano 4 milioni e mezzo  e  dall'altra  parte
  scontenta  tutto  il mondo dell'istruzione che  sta  soffrendo  per
  quanto riguarda l'università e le scuole pubbliche.
   Tanto  vale sopprimere questo articolo e lasciare tutto così com'è
  ed  evitiamo di andare ad inserire questi 4 milioni e mezzo che non
  riusciranno  mai  e  poi  mai a soddisfare  l'unione  delle  scuole
  elementari più le scuole medie paritarie.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'articolo  14  si
  presta  a  molte  letture  e  tutte  delicate  perché  prevede   un
  finanziamento  alla scuola paritaria che dopo la  legge  Berlinguer
  del 2000 è scuola pubblica e al tempo stesso interviene un comparto
  che  ha  già  ricevuto dal Governo nazionale aiuti  per  quasi  700
  milioni di euro nel corso del 2016.
   Qui  si  decide uno stanziamento di 4 milioni e mezzo. Io  non  ne
  faccio  un  problema  ideologico nel  senso  che  il  punto  non  è
  sottrarre  ogni risorsa alla scuola privata, ne faccio un  problema
  di  comportamento condivisibile e leggibile di quest'Aula.  Viviamo
  in  un paese in cui 250 mila insegnanti della scuola pubblica  sono
  precari,  in  cui metà dell'edilizia scolastica è a rischio  reale,
  quotidiano  di crollo ed è fuori da ogni norma di sicurezza,  norma
  dello stato di sicurezza, siamo il paese dell'OCSE che spende  meno
  per l'istruzione pubblica.
   Per  questa ragione abbiamo presentato un emendamento che  prevede
  il dimezzamento di questa risorsa e al tempo stesso pensiamo che un
  finanziamento  alla  scuola  paritaria  anche  in  mancanza  di  un
  controllo sulla qualità, sull'efficacia e la qualità della proposta
  scolastica   della   scuola  paritaria  in   Sicilia   rischia   di
  trasformarsi,  come  la  storia ci ha insegnato,  anche  la  storia
  recente,  un  assegno in bianco. Per cui, senza  farne  un  cavillo
  ideologico,  sarebbe un bel gesto di questo Parlamento decidere  di
  recuperare una parte di queste risorse e come proponiamo in sede di
  emendamento destinarli a comparti altrettanto strategici sul  piano
  dello  sviluppo, dell'occupazione per la Sicilia e ridurre in  modo
  significativo, notevole questo contributo alla scuola paritaria.

   PRESIDENTE.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi riferisco in particolare
  all'ultimo  intervento, quello dell'onorevole Fava, che  certamente
  propone  argomentazioni condivisibili e condivise. Tanto  condivise
  da  questo  Governo che, sul piano degli interventi  relativi  alla
  scuola,  non  solo ha aumentato, rispetto all'esercizio finanziario
  precedente,  il fondo di finanziamento ordinario, ma  ha  proposto,
  introducendo  dei capitoli di spesa, la copertura  -  mai  prevista
  prima   -   di   interventi  sostitutivi  degli  enti  locali   per
  manutenzione straordinaria e ha incrementato di oltre 3 milioni  la
  quota relativa alla copertura dell'obbligo scolastico.
   E  proprio  qualche  giorno  fa, unitamente  al  Presidente  della
  Regione,  abbiamo  presentato il piano relativo  alla  sicurezza  e
  all'edilizia  scolastica per 270 milioni di  intervento,  destinati
  alla  scuola  pubblica. Credo che non sia poco, né  questo  Governo
  possa essere tacciato di disattenzione verso i temi della scuola  e
  della istruzione pubblica.
   Condivido  con l'onorevole Fava il fatto che queste argomentazioni
  non  possano essere penalizzate da accenti ideologici, ma rammento,
  semplicemente  sul  piano  del  principio  costituzionale,  che  il
  sistema   dell'istruzione  pubblica  in  Italia   è   concretamente
  ripartito tra l'istruzione pubblica statale e l'istruzione pubblica
  paritaria.   Quella  stessa  istruzione  pubblica  paritaria   che,
  evidentemente,  assume  rapporti  convenzionali  con   il   sistema
  pubblica  ed  è  sottoposta  ad azioni  ispettive  e  di  controllo
  periodiche,  che  in non pochi casi hanno portato al  ritiro  della
  licenza   di   parificazione.  E  proprio  una   previsione   della
  finanziaria reca in sé il finanziamento degli accessi ispettivi  da
  parte  del Ministero dell'istruzione e dell'università con oneri  a
  carico   della  Regione.  La  motivazione  della  norma  è  legata,
  evidentemente, alla possibilità di estendere alle scuole secondarie
  di primo grado, e cioè alle scuole medie, evidentemente parificate,
  quel  contributo che da sempre, nella misura di 4  milioni  e  poco
  più,  questa  Assemblea  ha  sempre approvato  indirizzandolo  alle
  stesse scuole.
   E quindi, anche se non significativamente aumentato il contributo,
  è  certamente  un  segno di attenzione verso le  famiglie  e  verso
  quella  utenza  che,  liberamente, sceglie  di  accedere  a  questo
  particolare segmento dell'istruzione. Volutamente il Governo non  è
  intervenuto  sulle scuole secondarie parificate di  secondo  grado,
  proprio  perché  lì  è  ancor più necessario mantenere  livelli  di
  controllo e di selezione particolarmente accurati.
   Riprendendo,   invece,   l'intervento  precedente   dell'onorevole
  collega  del  Movimento Cinque Stelle, credo che abbia ragione  nel
  punto in cui dice che l'incremento che oggi subisce il capitolo non
  è  completamente capiente per potere garantire in qualche  modo  la
  copertura  per l'anno scolastico 2017-2018 delle scuole  secondarie
  di   primo  grado.  E  allora  si  potrebbe  intervenire   con   un
  subemendamento che prevede la copertura per gli istituti  secondari
  di primo grado dall'anno scolastico 2018-2019.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parafrasando le
  parole  dell'assessore, anche noi lo prendiamo come un  segnale  di
  attenzione.  Riteniamo  che,  probabilmente,  il  capitolo  avrebbe
  dovuto avere una capienza migliore. La storia e la tradizione delle
  scuole  cattoliche e paritarie in Sicilia viene messa a dura  prova
  rispetto  a  quello  che  accade nel resto d'Italia,  dove  c'è  un
  contributo  medio a classe che è di diciottomila euro  -  l'abbiamo
  affrontato più volte in tutte le Finanziarie di questi anni - ed io
  credo  che  in  Sicilia la media non raggiunge i dieci.  Credo  che
  occorrerebbe uno sforzo maggiore - essendo figlio di insegnanti non
  sono  avvezzo a questa terminologia moderna - e soprattutto per  le
  vecchie   scuole   elementari   il   contributo   è   assolutamente
  insufficiente.
   Il  Partito  democratico difende l'articolo, difende la  normativa
  sull'impostazione della copertura finanziaria, ma credo che ci  sia
  da  lavorare, soprattutto anche negli altri strumenti di  esercizio
  finanziario,  come  l'assestamento, per cercare  di  impinguare  il
  capitolo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  ho  ben
  compreso  questo  altalenare  tra il  sostegno  all'istruzione  con
  riferimento alla scuola pubblica per un passaggio rapido  verso  le
  scuole private, verso le scuole paritarie.
   Bene,  gli  alunni portatori di disabilità, bene  gli  alunni  con
  difficoltà   di   apprendimento,  bene  il  sostegno   alle   fasce
  svantaggiate,  non capisco perché si faccia riferimento,  tuttavia,
  ad  un  sostegno alle attività che di fatto fanno profit.  Ci  sono
  degli  emendamenti a seguire che prevedono, invece, la  possibilità
  di  coinvolgere gli enti no profit. Sul sostegno all'Università  si
  fa riferimento all'Università di Catania, con riferimento specifico
  alle attività sportive. Mi chiedevo se il coinvolgimento delle  tre
  università  può essere un coinvolgimento prevedibile  coinvolgendo,
  appunto, almeno Palermo, Catania e Messina.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, signori assessori, l'articolo 14, che  è  stato
  apprezzato  dalla  Commissione di merito  -  mi  riviene  in  mente
  l'intervento dell'onorevole Di Paola - era stato apprezzato con una
  copertura finanziaria di un milione di euro in più, perché il senso
  della  norma  e  la  volontà del Governo,  che  la  Commissione  ha
  apprezzato, è stata quella di ampliare la platea anche alle  scuole
  secondarie.  Credo,  Assessore Lagalla e Assessore  Armao,  che  la
  copertura di quattro milioni e mezzo diventa irrisoria nel  momento
  in  cui  andiamo  a riabbracciare tutta la platea  tra  primaria  e
  secondaria.
   Quindi,  Presidente dell'Assemblea, chiederei, anche nel  rispetto
  della  Commissione  Bilancio,  visto  che  manca  l'Assessore   per
  l'economia, di accantonare la norma, vedere di poter riproporre  il
  milione  aggiuntivo  che credo sia venuto  meno  durante  i  tagli,
  perché  questa è una norma che allarga non soltanto la  platea  dei
  beneficiari  ma  che introduce, in Sicilia, un servizio  aggiuntivo
  che sicuramente mancava fino alla presentazione di questo articolo.
  Se   possibile,  quindi,  accantonare  nelle  more   di   aspettare
  l'Assessore per l'economia per trovare nelle pieghe del bilancio  o
  nell'articolo  8  la  copertura finanziaria di cui  questo  settore
  necessita.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne approfitto  anche
  per  chiedere  all'Assessore  se, tra i  criteri  individuati  come
  premialità  per l'erogazione dei contributi, è possibile aggiungere
  una  lettera  d) che preveda anche il riconoscimento  di  borse  di
  studio  per le famiglie disagiate. Visto che si da un contributo  a
  strutture,  a scuole primarie paritarie e anche a scuole secondarie
  di  primo  grado,  cosiddette private o pubbliche non  statali,  di
  tener  conto  che  alcune di queste scuole a volte prevedono  delle
  borse di studio per le famiglie disagiate e altre no, quelle che le
  prevedono  è  giusto che abbiano una priorità, una  premialità  nel
  riconoscimento dei contributi.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  condividendo  quanto  detto  dal  collega,  onorevole   Di   Paola,
  intervengo soltanto per una piccola precisazione e giusto per  fare
  un chiarimento.
   Il   Movimento   Cinque  Stelle  ideologicamente   è   contro   il
  finanziamento pubblico delle scuole paritarie.In un momento storico
  nel  quale  le  scuole pubbliche sono in ginocchio,  nel  quale  le
  scuole pubbliche vedono il crollo dei tetti ogni inverno, vedono la
  mancanza di riscaldamenti ogni inverno o di aria condizionata o  di
  qualsiasi  cosa  -  basti andare in una scuola  qualunque  anche  a
  Scordia, a Caltagirone o nei luoghi a noi cari - attribuire  queste
  somme  alle  scuole  paritarie è uno  schiaffo  alle  famiglie  che
  mandano,  come  la  mia,  come quella della  maggioranza  dei  miei
  colleghi  che  hanno  frequentato le scuole  pubbliche,  dentro  le
  scuole  pubbliche, agli insegnanti che ci lavorano  e  a  tutto  il
  contesto.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  con  la  dovuta
  moderazione,  perché non vorrei che questo articolo diventasse  ora
  una  guerra  di  religione, tuttavia con orgoglio, con  altrettanto
  orgoglio,  Forza  Italia  tiene a ribadire  invece  che  in  questo
  articolo  14  ci  crede, ci tiene a sostenere le scuole  paritarie,
  crede nelle scuole cattoliche, ci crede e lo sosterrà.
   Inviterei pertanto a rasserenare il dibattito. Non è una guerra di
  religione  E' un altro modo di vedere l'istruzione. Non deve essere
  un  dibattito  ideologico, onorevole Cappello, ritornerei  a  dieci
  minuti fa. Possiamo far diventare questo articolo 14 un'opportunità
  per coloro i quali la vedono diversamente? Non è costringere coloro
  i  quali  vogliono accedere a un altro tipo di istruzione, così  la
  dobbiamo  impostare - se mi posso permettere. Non è un  obbligo  ma
  dare la possibilità a quanti vedono in queste scuole paritarie  una
  diversa opportunità.
   A  tal  proposito, Presidente, per poi evitare di intervenire  col
  sub  emendamento  -  mi  rivolgo all'Assessore  Lagalla  -  c'è  un
  emendamento  a  mia  firma che dà la possibilità,  considerato  che
  l'articolo si rivolge a coloro i quali hanno avuto accesso  ad  una
  convenzione,  e  ci  risulta  che ci  sono  scuole  interessate  da
  sentenza  favorevole da parte del giudice, se si sopprime la  parte
   nel  rispetto  delle  convenzioni di cui '  al  comma  6  e  diamo
  possibilità  di  erogare  a  coloro i  quali  hanno  una  sentenza,
  chiudiamo un contenzioso così l'articolo è completo.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarei neanche
  intervenuta nel merito ma mi sono quasi sentita tirata  dal  dovere
  di  fare questo mio intervento, anche perché vengo dal mondo  della
  scuola.
   Sono  un  dirigente  di  scuola pubblica  e  sono  per  la  scuola
  pubblica, ma non ne possiamo fare un fatto ideologico in  quanto  è
  la Costituzione che richiama alla libertà di ogni genitore, di ogni
  famiglia,  -  onorevole  Cappello, la  penso  come  lei  -,  ma  la
  Costituzione va rispettata, è la legge fondamentale dello  Stato  a
  cui tutti ci uniformiamo.
   Dobbiamo  pur  garantire il diritto alle scuole  ai  genitori  che
  vogliono  iscrivere i propri figli in una scuola  non  pubblica  di
  potere godere di pari condizioni, perché questo è già garantito.
   Quello  che noi stiamo facendo qui con questa norma, nello spirito
  condivido perché sono un servitore dello Stato e come tale rispetto
  le  leggi e la norma fondamentale dello Stato quale la Costituzione
  e  rispetto  il  diritto di queste famiglie di potere  iscrivere  i
  propri figli in una scuola non statale ancorché pubblica.
   Peraltro,  come bene ha detto l'assessore Lagalla, gli  interventi
  che  questo  Governo  sta  adottando  e  i  provvedimenti  che  sta
  adottando  per la scuola pubblica sono veramente un passo  notevole
  in avanti rispetto alla storia del passato.
   Sulle  questioni relative, e senza volere fare polemica, ai disagi
  anche delle scuole superiori la cui competenza prima ricadeva sotto
  le province, ricordiamocelo che abbiamo subito lo smantellamento di
  un  sistema  che  aveva competenze e risorse per intervenire  nella
  scuola  pubblica  e che oggi, invece, non è più  così  per  chi  ha
  votato, naturalmente, per lo smantellamento delle province.
   Infine,  colgo  l'occasione,  onorevole  assessore  Lagalla,   per
  segnalare,  non è materia di finanziaria però magari  ci  rivediamo
  dopo  tanto  tempo  e  invece gliela voglio dire  questa  cosa,  su
  Marsala, Lei ovviamente viene dalla scuola, è un mondo diverso  dal
  mio  come  scuola perché è Università. Bene, a Marsala  insiste  il
  corso di enologia.
   Marsala,  lo  voglio  ricordare, è un  territorio  importante  per
  l'economia  non  solo  trapanese ma  siciliana  perché,  ovviamente
  questo  è  legato  alla storia, alla tradizione della  coltivazione
  dell'uva e quindi del vino, ed è opportuno segnalare in questa sede
  che  il  corso di enologia rischia di essere sfrattato dall'attuale
  locale,  che  è  di  proprietà della provincia, proprio  perché  la
  provincia vuole i locali.
   Quindi,   assessore   mi   auguro  che  poi   ce   ne   occuperemo
  immediatamente dopo la finanziaria.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vi  ringrazio  per   gli
  interventi  e  ringrazio  anche  l'onorevole  Milazzo   per   avere
  dichiarato di ritirare il proprio emendamento.
   Ovviamente  non commento l'intervento dell'onorevole Cappello  per
  il fatto che lui stesso ha dichiarato che ideologicamente si oppone
  a  questa  norma,  però  posso rassicurarlo sul  fatto  che  questo
  Governo, come ho dichiarato prima, ha attenzione nuova, rinnovata e
  forte  sul tema del potenziamento dell'istruzione pubblica statale,
  così  come  è stato appena ricordato dall'onorevole Lo  Curto,  che
  ringrazio.
   Ma  in  particolare,  vorrei  dire  che  il  tema  dell'istruzione
  pubblica  parificata è fissato per norma e per Costituzione  e  che
  questo  Parlamento  ha  sempre  erogato  il  contributo  che   oggi
  riteniamo   corretto  estendere  alla  platea,  non   numerosa   ma
  certamente  significativa,  della  secondaria  di  primo  grado  e,
  quindi,  rispetto  a  questo  credo  che  sia  opportuno  mantenere
  l'articolo,     naturalmente    rimettendomi    alle    valutazioni
  dell'assessore.
   Mi fa piacere che l'onorevole Barbagallo abbia voluto ricordare la
  differenza notevole fra il finanziamento in Regione siciliana e  il
  finanziamento  per classe nelle altre regioni italiane,  così  come
  rispondo all'onorevole Lupo relativamente al fatto che le borse  di
  studio  sono  già  erogate  alle famiglie  con  disagio  attraverso
  distribuzione  del  finanziamento del Ministero  dell'istruzione  e
  dell'Università.
   Quindi,  è segmento finanziato a parte nel numero massimo  di  tre
  alunni per classe da parte del contributo ministeriale.
   E'  soltanto un problema di capienza del bilancio che io credo che
  la  Giunta possa coprire in fase di assestamento riportandolo  alla
  quota  originaria e, quindi, è una proposta che è condivisa con  il
  PD  e non può che farmi piacere e, quindi, evidentemente chiedo che
  il Parlamento possa esprimersi attraverso il voto.

   PRESIDENTE.  Non essendoci altri interventi,  pongo  in  votazione
  l'emendamento 14.6, a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.

   CANCELLERI.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 14.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 14.6.
   Chiarisco   il  significato  del  voto:  chi  vuole  approvare   la
  soppressione dell'articolo  preme il pulsante verde; chi  non  vuole
  approvare  la  soppressione dell'articolo  preme il pulsante  rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            67
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          22
   Contrari            41
   Astenuti             2

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 14.5, a firma dell'onorevole  Cancelleri
  ed altri. E' assorbito.
   Si  passa  all'emendanto 14.1, a firma degli onorevoli  De  Luca  e
  Caronia   e  al  subemendamento  dell'onorevole  Lupo.  Non  essendo
  presente in Aula l'onorevole De Luca, lo dichiaro decaduto.

   FIGUCCIA. Lo faccio mio.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  dopo  l'intervento
  dell'Assessore che ha precisato che ci sono già borse di studio  per
  le famiglie più svantaggiate, l'emendamento è ritirato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, immagino che a  questo  punto  sia
  ritirato anche per lei.

   FIGUCCIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 14.2 è inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 14.8, a firma dell'onorevole  Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro   di
  ritirarlo. Presidente, non capisco perché all'Università di Catania.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si  passa  all'emendamento
  14.1, a firma degli onorevoli Lupo ed altri.

   LUPO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Pongo  in   votazione
  l'articolo  14.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Articolo 15
      Fondo di rotazione per gli interventi straordinari (R.I.S)

   1.  All'articolo 59 della legge regionale 12 agosto 2014, n.  21  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

   a)  al  comma  l, dopo le parole  Fondazione The Brass Group   sono
  inserite le seguenti:  Fondazione Taormina Arte Sicilia ;

   b)  al  comma  1,  lettera a), le parole  31  dicembre  2013   sono
  sostituite dalle seguenti:  31 dicembre 2017 ;

   c)  al  comma  3,  alla fine, sono aggiunte le parole:   nonché,  a
  partire  dal 2019, ai soggetti privati di cui all'articolo 6,  comma
  6,  lettera a) della legge regionale del 5 dicembre 2007,  n.  25  e
  alle  associazioni  concertistiche di  interesse  regionale  di  cui
  all'articolo  5,  comma 1, lettera a) della legge regionale  del  10
  dicembre 1985, n. 44. .

   2.  Per  le  misure  in  favore dei soggetti  di  cui  al  comma  l
  dell'articolo  59  della legge regionale 12 agosto  2014,  n.  21  e
  successive  modifiche ed integrazioni, è autorizzata per l'esercizio
  finanziario  2018,  la spesa di 1.098.837,97 euro,  per  l'esercizio
  finanziario  2019, la spesa di 1.476.074,98 euro e, per  l'esercizio
  finanziario  2020,  la  spesa  di  1.473.961,11  euro  (Missione  7,
  Programma l, capitolo 473312)».

   Si  passa  agli  emendamenti  15.4, 15,3  e  15.1,  a  firma  degli
  onorevoli Cancelleri ed altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 15.5, a firma  del  Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   MILAZZO. Di che cosa stiamo parlando.

   PRESIDENTE.   C'è   un   emendamento  del  Governo   che   modifica
  leggermente l'importo.

   SAVONA,   presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento di riscrittura 8.R, a firma del Governo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dalla  lettura
  della  riscrittura mi è parso di capire che il Governo si  è  fatto
  carico  delle  riflessioni che sono state fatte  nel  dibattito  in
  Aula.  Abbiamo  presentato un subemendamento alla  riscrittura  che
  pone, assessore Falcone, due questioni.
   La prima. In base alla legislazione tecnica regionale, e non so se
  ci  sono  in  Aula professionisti, parlamentari che si  sentono  di
  affermare  diversamente,  le  categorie  di  intervento  conosciute
  dall'articolo  20  della  71/1978  sino  all'ultima  modifica   che
  quest'Aula  ha  fatto  col  380, sono  5:  manutenzione  ordinaria,
  straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione
  edilizia  o  ristrutturazione urbanistica.  Il  recupero  edilizio,
  anche andando in internet è una categoria difficile da individuare.
  Io   credo   che   il  termine  e  l'espressione   ristrutturazione
  edilizia ,  che  è  la più vasta delle categorie  di  intervento  -
  questa  è  una  Giunta piena di avvocati, quindi  spero  che  venga
  riconosciuto questo principio - sia assorbente rispetto alle  altre
  definizioni.
   Resta l'altro tema, in ordine alla classificazione catastale ed  è
  una  scelta  politica.  Noi  vogliamo  che  il  beneficiario  possa
  cogliere   l'opportunità  di  acquistare  un   qualsiasi   immobile
  classificato  A1,  A2, A3 o A4, o l'acquisto  deve  essere  rivolto
  soltanto ad immobili di edilizia economica e popolare.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  No,  a
  tutti

   BARBAGALLO. Poniamo questa questione, ci sono gli emendamenti.  Se
  così  è,  io  chiedo,  Presidente, che  vengano  votati  per  parti
  separate.  Quello  sulla ristrutturazione  edilizia  e  quello,  se
  necessario, sull'edilizia economica e popolare.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho  avuto  modo  di
  leggere  la  riscrittura  del Governo.  Mi  sento  di  proporre  al
  Governo,  visto  che  ritengo  sia interessante  questa  norma,  di
  aumentare il capitolo perché - parliamoci chiaramente, calcolatrice
  alla  mano  -  si  tratta di individuare 155  beneficiari,  davvero
  talmente  pochi  da rendere, come alcuni colleghi hanno  detto,  la
  norma,  pur nella sua bontà, davvero una norma  spot'. Quasi  quasi
  non  vale  la  pena di impegnare gli uffici a stilare  graduatorie,
  criteri, per avere davvero un intervento così irrisorio.
   Per  cui  propongo, e formulerò un subemendamento, di  portare  il
  capitolo  a 10 milioni e provvedere agli oneri derivanti da  questo
  comma  mediante la riduzione, di pari importo, dal capitolo  742802
  che si riferisce all'articolo 36 del testo della  Finanziaria'.
   Magari, se l'assessore Falcone ha il testo davanti e può darmi  da
  subito un suo parere.
   Assessore,  io  proponevo  di portare  il  capitolo  almeno  a  10
  milioni, per aggiungere 255 beneficiari, anziché 155, e fare fronte
  all'incremento  di  spesa prendendo i soldi  dall'articolo  36  del
  testo.
   E, poi, in qualità di membro della III Commissione vorrei riferire
  quella  che,  secondo me, è una necessità a cui  potremmo  dare  un
  primo  segnale attraverso questo articolo, ossia l'introduzione  di
  un  criterio, cioè che, la metà di queste somme siano destinate  ai
  soggetti  previsti dalla riscrittura del Governo che però risiedono
  nei comuni montani, così come definiti dal D.Lgs. n. 267, perché in
  III  Commissione  abbiamo ricevuto più volte i sindaci  dei  comuni
  montani,  in  particolare della zona del madonita,  dell'entroterra
  dell'ennese e ci hanno rappresentato come il calo demografico abbia
  raggiunto dei livelli davvero preoccupanti, uno spopolamento e  che
  loro stessi hanno messo in campo anche delle iniziative, quella più
  nota  è  quella  della  vendita delle case a  1  euro  proprio  per
  riportare  dei  nuclei  familiari nel loro territorio  e  ci  hanno
  chiesto  degli interventi economici, ma noi chiaramente non abbiamo
  potuto  dare  loro  rassicurazione  su  questa  possibilità,   però
  troviamo che se questo incentivo alla ristrutturazione della  prima
  casa,   così   come  consigliato,  utilizzare  il  termine   giusto
  ristrutturazione  o  riqualificazione degli immobili,  che  possano
  trovare  principalmente accoglienza nei comuni montani  e,  quindi,
  contribuire  positivamente e doppiamente anche  alle  richieste  di
  quelli  che  sono i comuni dell'entroterra ed i comuni montani.  Se
  l'assessore Falcone ci dice qualcosa sull'incremento di capitolo  a
  valere,  in  sostanza  sull'articolo 36 e dal capitolo  742802,  se
  ritiene  pertinente  portare  il  capitolo  a  10  milioni,   bene,
  altrimenti,  poi ci ridetermineremo nei prossimi minuti  perché  ci
  sembra  davvero troppo misero un intervento che riguardi  solo  155
  famiglie.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  Assessori, assolutamente d'accordo con questa  norma  con
  riferimento,  ovviamente, ai rischi legati anche all'assenza  della
  possibilità di occupare, di utilizzare quelle case vuote  e  ce  ne
  sono  davvero  a migliaia. Assolutamente d'accordo  con  l'idea  di
  sostenere  le  giovani  coppie  ed  anche  con  i  criteri   finora
  utilizzati che fanno riferimento all'importo dei 40 mila euro,  che
  fanno riferimento alle scelte della Giunta, così come l'importo  di
  40   mila   euro,  tuttavia  mi  sembra  oggettivamente   riduttivo
  immaginare di poter ridurre l'importo. C'era un emendamento che  ho
  presentato  sulla  falsa  riga  anche  dell'intervento  che  mi  ha
  preceduto,  che  semmai propone di aumentare le somme  in  modo  da
  poter  garantire  che, effettivamente, ci sia un  certo  numero  di
  coppie  che  possa accedere a questo strumento. Oggettivamente  con
  l'emendamento  che consente di triplicare rispetto alla  cifra  che
  viene  riportata si può immaginare di venire incontro, non dico  ad
  un congruo numero ma quanto meno ad un numero di giovani coppie che
  ha  questa esigenza, quindi, oggettivamente sono contrario a questa
  riscrittura che prevede 6 milioni e mezzo perché non capisco perché
  si  debbano ridurre le somme, sono anzi perché si possa rimpinguare
  questo fondo.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,   Assessori,  semplicemente  questa  è  una  norma   molto
  importante, che è stata apprezzata in Commissione. Abbiamo lavorato
  per  smussare alcune cose. Questa riscrittura risponde, ovviamente,
  a  diverse  necessità che sono state sollevate anche qua  in  Aula,
  avere  già  individuato la soglia dei 20 mila euro per  il  reddito
  familiare,  avere  individuato i 40 mila euro di  tetto,  sono  già
  delle disposizioni che chiaramente dettano dei paletti.
   Preannuncio  all'Assessore che presenterò  un  ordine  del  giorno
  quando  approveremo  questa legge in cui  darò  alcune  indicazioni
  perché la sensibilità che ha avuto l'onorevole Foti, l'avverto pure
  io  nel senso di prediligere, essendo un capitolo non troppo ricco,
  i  comuni più piccoli perché c'è uno spopolamento dei piccoli paesi
  e in questo modo facciamo una doppia funzione come scelta politica.
  Quella sia di agevolare le giovani coppie che quella di evitare  lo
  spopolamento dei piccoli paesi delle nostre province.
   Lo  presenterò  come ordine del giorno legata all'approvazione  di
  questa legge.
   Volevo  aggiungere, ho visto che l'Assessore ha colto la  proposta
  di  molti  deputati di eliminare le nuove costruzioni. Sinceramente
  non  mi  sarei  stracciata le vesti su questo.  Capisco  l'esigenza
  primaria  della  ristrutturazione però non bisogna  demonizzare  le
  nuove  costruzioni  sapendo già che gli enti locali  sono  comunque
  dotati  di  piani  regolatori  che  permettono  comunque  le  nuove
  costruzioni laddove autorizzate, per cui non c'è da scandalizzarsi.
  L'edilizia  è  uno  di quei rami che certamente  va  risvegliata  e
  aiutata.  Ma  è una scelta politica che l'Assessore ha voluto  fare
  sposando  anche quello che era l'input dell'Assemblea  per  cui  mi
  adeguo pur essendo contraria.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  vorrei
  sostenere il subemendamento che propone la collega Foti.  Siamo  di
  fronte  ad una platea minima. Con questo emendamento arriveremmo  a
  250 nuclei familiari.
   Immaginiamo che in Sicilia i nuclei familiari che si trovano al di
  sotto  di  questa  soglia di dignità economica siano  almeno  mille
  volte  più numerosi: 250 mila. Però, sul piano di un segno da  dare
  anche  nella  capacità  di  recuperare un patrimonio  edilizio  che
  altrimenti si deteriora, case sfitte, case non abitate, case vuote,
  questo segnale può avere un significato. Anche per questo proporrei
  al  collega Barbagallo di togliere la seconda indicazione  che  lui
  offriva  nel  suo  emendamento  e cioè  per  immobile  di  edilizia
  economica e popolare.
   Immobile  di edilizia economia e popolare sono una parte,  ma  noi
  possiamo  immaginare che si possa recuperare anche in auto-recupero
  una  casa  che  già  appartiene  a  queste  coppie,  che  si  possa
  intervenire  su casse vecchie che non sono di edilizia economica  e
  popolare,   ma  che  possono  essere  recuperate  e  ristrutturate.
  L'edilizia  economica  e  popolare è  già  molto  marginale,  molto
  limitata nei numeri, nelle risorse, nell'offerta. Questo rischia di
  mettere,  tra  parentesi,  in   modo  ancora  più  circoscritto  la
  possibilità di fare affidamento su questa norma di legge.
   Suggerirei sia di accogliere il subemendamento della collega  Foti
  sia   di   stralciare  questa  seconda  proposta  che   l'onorevole
  Barbagallo fa nel suo subemendamento.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso
  che  questa  riscrittura non abbia risolto  i  problemi  di  questa
  norma.  E'  una norma assolutamente insufficiente. Sono  soldi  che
  vengono  buttati  per dare cinque minuti per uno spot  sulla  prima
  cosa e sul bisogno.
   Secondo  me  è  bene che queste somme vengano utilizzate  con  una
  norma  che  guardi  soprattutto  al recupero  edilizio  delle  case
  popolari  per  le  persone  che le hanno  acquistate  e  che  hanno
  difficoltà reddituali.
   Finanziare l'acquisto, secondo me, significa fare una lotteria  in
  cui  vengono  sorteggiati 150 fortunati in tutta la Regione  e  non
  risolve nessun problema.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono  altri iscritti  a  parlare.  Assessore
  Falcone, passiamo alla votazione.
   C'è  un  emendamento di riscrittura, dell'articolo 8, a firma  del
  Governo,  emendamento  8.R. Poi c'è un subemendamento  del  Governo
  8.Gov.1  e  poi c'è un emendamento dell'onorevole Foti  8.19.4.  Si
  passa alla votazione dei primi due subemendamenti.

   CANCELLERI. Chiedo si voti prima l'emendamento soppressivo a firma
  Cancelleri.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Chiedo si possa avere un voto per parti separate di  questo
  emendamento  proposto dal Governo, perché io  mi  sono  pronunciato
  contro  la  seconda  parte  che prevede  l'acquisto  solo  di  case
  edilizie economiche e popolari. Quindi o si stralcia oppure si vota
  per due parti separate.

   PRESIDENTE. Onorevole Fava, quello che sta chiedendo il Governo lo
  sta    superando   cambiando   una   parte   delle'emendamento    e
  riscrivendolo. Quindi probabilmente potremmo votarlo tutto.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Presidente,  onorevoli colleghi,  come  ha  chiesto  il
  firmatario, onorevole Barbagallo, e come ha chiesto già l'onorevole
  Fava  ed  anche io sostengo che questo emendamento va   splittato ,
  per cui imposta al voto prima la prima parte   il recupero edilizio
  sono  sostituiti con ristrutturazione edilizia ,  e  poi  un  altro
  voto:  dopo le parole '40 migliaia di euro' inserire le parole  per
  immobili edilizia economica e popolare'  perché ci sono sensibilità
  totalmente diverse.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino, come sempre sono  pronto  a  fare
  tutto quello che lei dice. Perfetto

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Siccome c'è un emendamento soppressivo dell'articolo  ancor
  prima  di preoccuparci dei subemendamenti, sull'ordine dei  lavori,
  suggerirei, vediamo se il soppressivo è approvato e poi  procediamo
  di conseguenza.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
   Si  passa  alla  votazione dell'emendamento 8.11, degli  onorevoli
  Cancelleri ed altri.

   DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.11

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante  bianco.  Pertanto, chi vuole approvare  l'emendamento  di
  soppressione  vota verde, chi non vuole approvare  l'emendamento  e
  quindi  non  vuole sopprimere l'articolo vota rosso. Di fatto,  per
  essere più chiari, il centrodestra vota rosso, il resto verde.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            67
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          32
   Contrari            29
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Favorevoli 32, per cui è stata approvata  la soppressione.  Con un
  voto  in  più  o  un  voto  in meno, non ha  importanza;  pertanto,
  l'articolo 8 è soppresso.
   Onorevoli  colleghi, se noi iniziamo la trattazione  dell'articolo
  16  che  ha  moltissimi  emendamenti, ed è una  di  quelle  materie
  certamente  meno  facili  trattandosi di  beni  culturali.  Se  noi
  iniziamo ora l'articolo 16 noi non riusciamo a chiuderlo per questa
  sera. Io proporrei se troviamo, e probabilmente gli articoli 20, 21
  sono  più  veloci  da fare, facciamo un altro  articolo  e  poi  ci
  andiamo a riposare che come primo giorno è stato molto pesante  per
  tutti, per cui, se volete, approviamo l'articolo 20 perché il 16  è
  troppo complicato.
   Pertanto, passiamo all'articolo 20 e poi ci aggiorniamo  a  domani
  mattina alle ore 10.00.

                           (Brusìo in Aula)

   Io  sto  presiedendo da stamattina alle 9.30. Ho anche diritto  di
  essere stanco come tanti altri  Per cui votiamo l'articolo 20 e poi
  ci aggiorniamo a domani mattina alle ore 10.00.

                               «Art. 20.
         Assegnazioni finanziarie ai liberi Consorzi comunali
                      ed alle Città metropolitane

   1.  Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 2 della  legge
  regionale 9 maggio 2017, n. 8, per gli esercizi finanziari  2018  e
  2019,  è  autorizzata l'ulteriore spesa rispettivamente  di  22.000
  migliaia   di  euro,  di  cui  1.000  migliaia  di  euro   per   la
  progettazione di opere pubbliche, e di 12.000 migliaia di euro ed è
  determinata  per l'esercizio finanziario 2020 la spesa  di  101.050
  migliaia di euro».

   L'emendamento  soppressivo  20.3,  dell'onorevole  Cancelleri,   è
  ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 20.2, dell'onorevole  Zito,    dopo  le
  parole   per la progettazione di opere pubbliche' sono aggiunte  le
  seguenti   parole    e  6.000  migliaia  da  destinare   a   liberi
  consorzi ' . Probabilmente lo dobbiamo dichiarare inammissibile, se
  non c'è la copertura finanziaria prevista.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Grazie,  signor  Presidente.  Tutto  avviene,  ovviamente,
  all'interno   dei   22  milioni,  quindi  non   servono   ulteriori
  stanziamenti   rispetto   a   quelli   già   previsti   all'interno
  dell'articolo  20. Questo prevede una quota, perché come  molti  di
  voi  ben  sanno  molte province hanno difficoltà economiche,  hanno
  utilizzato  l'avanzo  di amministrazione e per  tre  anni  di  fila
  abbiamo  dovuto fare delle quote straordinarie, non per chiudere  i
  bilanci, più che altro per mantenere gli stipendi. Alcune di queste
  stanno  andando in dissesto, quindi creare questo fondo  serve  per
  preservare  quantomeno gli stipendi e quei servizi  essenziali  che
  riguardano il trasporto ai disabili, le scuole e altre piccole cose
  di competenza delle province.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   ZITO.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE. Ma perché non parlate prima  Scusate, dopo  che  metto
  in  votazione l'emendamento è posto in votazione  Non possiamo ogni
  volta   Ho già messo in votazione l'emendamento e siamo già in fase
  di  votazione. Onorevole Zafarana, lei che è capogruppo  intervenga
  dal podio.

   ZAFARANA. Signor Presidente, per maggiore chiarezza, anzitutto  le
  abbiamo già detto più e più volte che dall'Aula non si sente  quasi
  nulla. Facciamo uno sforzo immane a comprendere. Quindi, mettiamoci
  nell'ottica  che  o  si migliora il funzionamento  del  sistema  di
  amplificazione, oppure noi siamo costretti a chiedere con forza  le
  nostre prerogative parlamentari ai sensi del Regolamento. Poi,  lei
  non  aveva annunciato che era il momento della votazione,  pertanto
  le  abbiamo  chiesto semplicemente il voto palese  nominale.  Tutto
  qua. E' nelle nostre prerogative.

   PRESIDENTE.  Ho  capito.  Scusate,  con  i  poteri  che  mi   sono
  conferiti, ho capito che c'è troppa confusione.
   Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa  e  riprenderà  domani,
  sabato 28 aprile 2018, alle ore 10.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 20.48 del 27 aprile 2018, è ripresa
                alle ore 10.26 di sabato 28 aprile 2018)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Siamo all'articolo 20, siccome non c'è niente, c'è  da
  votarlo  e  basta,  perché il primo emendamento è  stato  ritirato,
  l'emendamento  20.2, a firma degli onorevoli Zito ed altri  recita:
  Dopo  le  parole   per la progettazione di opere  pubbliche,   sono
  aggiunte  le  seguenti  parole  e 6.000 migliaia  da  destinare  ai
  Liberi Consorzi dei Comuni che dichiarano il dissesto entro  il  31
  dicembre 2018 . Se non c'è la copertura di queste 6.000 migliaia

   MILAZZO. Presidente, sospendiamo la seduta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi  l'Assessore
  al ramo, sospendo la seduta per 15 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.31, è ripresa alle ore 10.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. E' arrivato l'assessore Grasso.
   Eravamo all'articolo 20 ed esattamente all'emendamento 20.2, a
  firma degli onorevoli Zito ed altri. All'emendamento 20.2 è stato
  presentato il subemendamento 20.2.1. Lo pongo in votazione.

   ZAFARANA. Non è stato distribuito, Presidente.

   PRESIDENTE. Mi risulta di sì, onorevole Zafarana. Forse non ce lo
  ha lei.

   FIGUCCIA. Chi ha presentato questo subemendamento?

   PRESIDENTE. E' a firma dell'onorevole Lupo.

   FIGUCCIA. Lo può illustrare?

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo concluso i  lavori,  ieri
  sera, con un po' di confusione, speravo che, oggi, ci fosse un  po'
  più di ordine, ma forse è peggio di eri.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Onorevoli colleghi, pur  non  essendo
  stati   contingentati  i  tempi,  pregherò  tutti  i  colleghi   di
  utilizzare   i  tempi  europei  perché,  altrimenti,  davvero   non
  riusciamo a finire in tempo.

   CAFEO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho  presentato  un
  subemendamento  che  ha  la  finalità  di  porre  l'attenzione,  in
  coerenza  anche  con  quanto detto nella relazione  dal  Presidente
  della Regione, una contraddizione in termini che si sta verificando
  nella Provincia regionale di Siracusa. Come tutti voi sapete, nella
  Provincia regionale di Siracusa il Commissario ha avviato  la  fase
  di dissesto, di dichiarazione...

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   non    volevate    spiegato
  l'emendamento? Così non si capisce assolutamente nulla. Se prendete
  posto, per favore. Grazie.
   Chiedo scusa onorevole Cafeo.

   CAFEO.  Dicevo,  come tutti sanno, il Commissario della  Provincia
  regionale  di  Siracusa  ha dichiarato il dissesto  dell'ente.  Una
  scelta, oggettivamente, che si è rimandata da un sacco di tempo, ma
  le condizioni in cui vive l'ente non lasciavano altra scelta.
   Il  rischio  che questa dichiarazione di dissesto comporta  e  che
  crea,  a  mio, avviso un paradosso, perché nel momento  in  cui  si
  dichiara il dissesto di un ente, se è vero che da un lato si  mette
  un punto sulla massa dei debiti della Provincia, dall'altro è anche
  vero che non risolve un problema di funzionalità.
   La  particolarità della Provincia regionale di Siracusa è  che  ha
  una  società  in  house,  totalmente  controllata  dalla  Provincia
  regionale  di  Siracusa, e che è una società che, a  differenza  di
  molte  altre  società partecipate o in house, non ha mai  avuto  un
  bilancio  in passivo. Ha un bilancio in parità da sempre  e  svolge
  per conto dell'ente che ne è proprietario dei servizi essenziali  a
  dei prezzi che sono fuori mercato, nel senso che sono più bassi dei
  prezzi normalmente fatti per chilometro dal mercato. E mi riferisco
  alle   pulizie  delle  strade  provinciali,  che  sono   sedicimila
  chilometri,   quindi   diventano,  nei  due  sensi,   trentaduemila
  chilometri. Ma, allo stesso tempo, svolge, o potrebbe svolgere, due
  servizi che alla Provincia regionale di Siracusa non svolge da  tre
  anni,  che  sono la TOSAP, che quindi sono entrate per il Consorzio
  dei  comuni,  ed anche il controllo delle caldaie che  è  demandato
  all'ente, al Consorzio dei comuni, per tutti quei comuni che  hanno
  meno di quarantamila abitanti.
   Il  paradosso che crea il dissesto è che, secondo il  testo  unico
  degli  enti  locali,  la massa debitoria di una società  totalmente
  partecipata dall'ente, non dovrebbe entrare nel dissesto  perché  è
  come  se  fosse un prolungamento della macchina amministrativa,  un
  ramo dell'azienda.
   Per cui, con questo emendamento l'entità delle risorse richieste è
  il  debito che la società in house vanta dalla Provincia per l'anno
  precedente,  cioè per il 2017. Se non si agisce con  un  contributo
  straordinario,  il dissesto dell'ente Provincia porterà  dietro  il
  dissesto della società in house, che si dovrà trasformare da S.p.A.
  ad  s.r.l.  per  la  diminuzione del capitale sociale,  mettendo  a
  rischio, rispetto a quelli che sono gli intendimenti del Governo e,
  quindi,  di rifunzionalizzare e dare nuove competenze al  Consorzio
  dei  comuni,  metterebbe a rischio un soggetto che  non  ha  alcuna
  responsabilità nel dissesto e mettendo a rischio anche ottantasette
  posti di lavoro.
   Se  l'analisi delle problematiche e l'analisi anche,  come  diceva
  anche  nella sua relazione il Presidente della Regione rispetto  ai
  posti  di  lavoro,  cioè ad occupazione o a creare  dei  posti  che
  producono,  a  mio  avviso questo sarebbe un  chiaro  segnale,  nei
  confronti del territorio, della coerenza delle scelte, in  cui  non
  si  guarda  solamente il costo, ma si guarda  il  prodotto  che  le
  risorse  messe e destinate forniscono perché potrebbe,  in  qualche
  modo, creare una condizione in cui, fatto salvo il dissesto, si dia
  un  segnale sia, in coerenza con quanto è stato detto, di  dare  un
  valore  al  Consorzio dei comuni e alle Province,  ma  allo  stesso
  tempo  potrebbe  mettere nelle condizioni l'ente di poter  svolgere
  dei  servizi  che, ad oggi, non riesce a svolgere e che  comportano
  delle entrate per l'ente.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, Assessori, credo che con questo articolo,
  con  riferimento  a  quanto  stabilito  dal  testo  unico,  si  dia
  finalmente  mandato  di rimpinguare le somme che  nella  precedente
   Finanziaria'  con legge regionale 8/2017, quindi, nella  legge  di
  stabilità  del precedente Governo, di fatto, stanziava delle  somme
  esigue. Quindi, venivano stabiliti 91 milioni per il 2018 ai  quali
  adesso  il Governo aggiunge la somma di 22 milioni di cui 1 milione
  per la progettazione di opere pubbliche.
   Ora,  mi  sembra  oggettivamente  che  emendamenti  o  addirittura
  subemendamenti  che  richiedono di  intervenire  su  alcuni  liberi
  consorzi a discapito di altri oggettivamente non sia condivisibile.
   Capisco che Siracusa si trovi in una posizione di svantaggio e  di
  dissesto, signor Presidente, ma se interveniamo a beneficio di quei
  liberi  consorzi dei comuni che per una condizione di dissesto  non
  sono  nelle  condizioni  di  garantire  i  servizi,  che  facciamo,
  facciamo  andare  in dissesto anche gli altri liberi  consorzi  dei
  comuni?  Con  buona  pace, e me ne duole, dei  riscaldamenti  delle
  scuole della provincia di Siracusa, purtroppo, la situazione  della
  manutenzione delle scuole, delle strade ascrivibile a quella  norma
  che  ha  cancellato le province è una condizione  che  caratterizza
  tutte  le  province  regionali, tutti i  liberi  consorzi.  Quindi,
  ritengo,  assessore Grasso, che non solo questo subemendamento  non
  sia  condivisibile, ma non lo è neanche quello che chiama in  causa
  un intervento esclusivo a favore dei comuni in dissesto.
   Per  cui,  invece, direi di procedere al voto con l'articolo  così
  com'è,   assessore   Grasso   e  spero   che   condividerà   questa
  impostazione. Le ricordo, Assessore, che la Provincia di  Siracusa,
  mi  ascolti, che il libero Consorzio di Siracusa ha già  subito  un
  ricorso da parte del libero Consorzio di Ragusa e verrà decisamente
  accolto.  Quindi, vi prego, onorevoli colleghi, non facciamo,  come
  dire,  posizioni di vantaggio a beneficio di una , ecco  queste  sì
  sono  marchette,  non  certamente quelle  che  abbiamo  trovato  in
   Finanziaria' sulla proposta del Governo.
   I  liberi  consorzi  devono  essere  trattati  tutti  alla  stessa
  maniera,   non  dobbiamo  assolutamente  penalizzare  quei   liberi
  consorzi  e  tra  questi  sicuramente Palermo  insieme  a  Catania,
  Messina  che stanno viaggiando serenamente in attesa di una riforma
  che  dovrà  venire  perché  subito  dopo  aver  rimpinguato  questi
  capitoli ci aspettiamo decisamente, e siamo certi, che da parte del
  Governo  ci  sia  invece una vera riforma dei liberi  consorzi  dei
  comuni che vada non solo nella direzione dell'elezione diretta  dei
  suoi  rappresentanti, ma che vada soprattutto  nella  direzione  di
  poter riempire di competenze vere.
   Quindi,  chiederei  all'assessore Grasso se, di  fatto,  si  trova
  d'accordo  nella  possibilità  di  votare  l'articolo  così  com'è.
  Aggiungerei  soltanto  quella modifica determinata  all'emendamento
  20.1  che,  più che altro per una questione correttiva,  interviene
  sull'autorizzazione della spesa che mi sembra essere un termine più
  corretto rispetto a quello di determinazione.
   Quindi,  se  per favore, presidente Miccichè, può fare  rispondere
  l'assessore Grasso su questo aspetto.

   PRESIDENTE. Quindi, possiamo porre in votazione...

   FIGUCCIA.  Presidente,  ho  chiesto  se  l'assessore  Grasso   può
  rispondere.

   PRESIDENTE.  C'è  l'emendamento dell'onorevole  Lupo  ma  che,  di
  fatto,   è   stato   illustrato   dall'onorevole   Cafeo,   che   è
  dell'onorevole Cafeo, che è ciò di cui stiamo discutendo.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E, allora, per rispondere alle domande dell'onorevole Figuccia, lei
  sa bene, come lo sa tutta l'Aula, la situazione in cui versano oggi
  le Province.
   È  vero  che  lo  scorso  anno vi sono state  alcune  assegnazioni
  maggiori  rispetto  ad  alcune province e, purtroppo,  oggi,  si  è
  andati in cortocircuito perché la Provincia di Ragusa, confermo, ha
  fatto  un  ricorso,  ha  promosso un ricorso  nei  confronti  della
  Provincia  di  Siracusa lamentando, proprio, che  quest'ultima  era
  stata quasi privilegiata.
   Oggi,  noi stiamo cercando di mantenere un equilibrio perché tutte
  le  Province,  tutte le Città metropolitane ed  i  liberi  Consorzi
  versano in una situazione drammatica.
   Il  Presidente della Regione e l'Assessore per l'economia vi hanno
  già,  più  volte,  affermato che si è aperto un contenzioso  ed  un
  tavolo  con Roma per vedere di recuperare delle risorse, perché  il
  prelievo  forzoso  che  opera lo Stato  solo  nei  confronti  della
  Regione  Sicilia,  in virtù dell'accordo che il precedente  Governo
  aveva sottoscritto, supera il contributo stesso.
   Io,  onestamente,  6 milioni da destinare ai liberi  Consorzi  dei
  comuni  che  dichiarano il dissesto non posso  accoglierlo  per  un
  motivo  molto  semplice: le Città metropolitane che  dichiarano  il
  dissesto  e ricevono delle somme, tutte quelle somme non  sono  per
  garantire  i  servizi  ma  vanno dentro il calderone  perché  verrà
  nominata   una  commissione  liquidatrice,  come  sa   bene   anche
  l'onorevole Zito perché, più volte, abbiamo affrontato l'argomento.
   Il  Governo,  invece, si rende conto che c'è  un  problema,  anche
  sociale,  che  riguarda  la  partecipata interamente  pubblica  del
  libero  Consorzio di Siracusa che svolge dei servizi istituzionali,
  però  non  può accettare l'emendamento così come è stato  proposto,
  perché   nonché   significa  che  daremmo  delle  somme  aggiuntive
  rispetto a quelle che invece...
   Noi, invece, diciamo proprio per evitare che ogni commissario  che
  arriva   si   orienti  in  un  modo  o  nell'altro,  noi   diciamo,
  giustamente, a salvaguardia,   di cui 1 milione e 500 mila euro   -
  sto  facendo  riscrivere  un emendamento -  vengono  destinati  per
  quella  finalità.  Altrimenti, per ogni Città metropolitane  e  per
  ogni  libero  Consorzio  ci  troveremmo  con  una  duplicazione  di
  riserve, pari a quelle degli enti locali che le Città metropolitane
  ed i liberi Consorzi non possono sostenere.
   Quindi, se voi siete d'accordo, c'è questa riscrittura:  di cui un
  milione  e  cinquecento  e già mettiamo un paletto,  significa  che
  quel  contratto deve essere rinnovato perché già una parte è  stata
  destinata per legge. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Grasso.  Pongo  in  votazione  il
  subemendamento 20.2.1.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, intervengo  solo  per  dire  che  mi  è
  sembrato di comprendere dalle parole dell'assessore Grasso  che  ha
  annunciato   una   riscrittura.  La  riscrittura   potrebbe   anche
  soddisfarci,  quindi  prima di passare al voto  del  subemendamento
  volevo conferma dal Governo in modo da potere leggere questo  testo
  di riscrittura.

   PRESIDENTE.  Assessore Grasso, c'è una riscrittura di questo?  C'è
  una  possibile riscrittura o no? Allora, aspettiamo che tutti siano
  seduti. Apro la votazione.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 20.2.1

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 20.2.1.
  Chiarisco  il  significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            62
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli           9
   Contrari            51
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 20.2 dell'onorevole Zito.

  MILAZZO.  Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 20.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, scusate,  c'è  stato  un  errore
  tecnico. Dobbiamo rifare la votazione perché ho commesso un errore.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:

   Presenti            65
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          27
   Contrari            37
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

    Si  passa  all'emendamento  20.1 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                             «Articolo 21.
          Disposizioni in materia di associazionismo comunale
       1.  A  sostegno  ed  incentivo delle  unioni  di  comuni
     previste  dall'articolo  32  del  decreto  legislativo  18
     agosto   2000,   n.   267   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni  è  autorizzata la spesa di 679.535,19  euro,
     quale  compartecipazione regionale ai  contributi  statali
     per  l'esercizio  finanziario 2018, cui  si  fa  fronte  a
     valere  sui trasferimenti regionali di parte corrente  per
     l'anno 2018 di cui al comma 1 dell'articolo 6 della  legge
     regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche  ed
     integrazioni.  I  contributi sono  concessi  in  relazione
     all'effettivo  esercizio associato di  funzioni  da  parte
     dell'unione   a  seguito  della  delega  esclusiva   delle
     medesime da parte di tutti i comuni aderenti.

   All'articolo 21 è stato presentato l'emendamento soppressivo 21.2,
  degli onorevoli Cancelleri ed altri.
   Onorevole Cancelleri, mantiene la soppressione?

   CANCELLERI. Mantengo la soppressione.

   PRESIDENTE. Mantiene la soppressione, benissimo.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo    articolo,
   disposizioni  in  materia  di  associazionismo  comunale ,  decide
  l'Aula,  però  sappiate che vi sono le unioni dei  comuni  che  già
  costituite,  che ricevono un finanziamento statale, qualora  questo
  articolo venisse bocciato noi non consentiamo alle unioni di comuni
  di  avere la compartecipazione, quindi di ricevere il finanziamento
  statale,   perché  il  finanziamento  è  subordinato   alla   quota
  regionale;  quindi,  bocciando l'articolo  sappiamo  che  tutte  le
  unioni  dei  comuni non riceveranno le somme, quindi il soppressivo
  serve  per, vale anche per i consorzi dei comuni, sia per i  comuni
  che  per  i  consorzi  di comuni, c'è un emendamento  che  potrebbe
  essere accolto.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  realtà  non
  solo come, giustamente, dice l'Assessore è previsto dal testo unico
  delle  legge  sull'ordinamento degli enti  locali  che  dispone  in
  materia  di  associazionismo comunale, ma è essenziale  che  lo  si
  faccia  oltre che per l'unione dei comuni anche per i consorzi  dei
  comuni, perché l'assenza del finanziamento a beneficio dei consorzi
  dei  comuni  finirebbe  col  togliere la  quota  di  partecipazione
  statale,  e  quindi evidentemente si ritroverebbero in  assenza  di
  questa  risorsa  e  di  questa disponibilità,  tanto  l'unione  dei
  comuni,  quanto i consorzi dei comuni, quindi io direi  di  votarlo
  così  come  è, accogliendo l'emendamento che amplia la  fascia  dei
  destinatari ai consorzi dei comuni.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo   per
  annunciare    il   voto   favorevole   del   Partito    Democratico
  all'emendamento in questione, è stata una battaglia che negli  anni
  abbiamo condotto in quest'Aula, l'emendamento all'articolo,  parere
  favorevole all'articolo che sostiene le unioni dei comuni, ci siamo
  confusi sull'emendamento soppressivo Presidente, iniziamo ad essere
  stanchi il secondo giorno.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Ricordo a tutti che in  caso  di  voto
  segreto non si può dichiarare che cosa si vota.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  l'avevo
  detto  ieri  che  l'esposizione prolungata a Sala d'Ercole  provoca
  delle mutazioni quasi genetiche, e che nella finanziaria -  lei non
  c'era  Presidente, ma io glielo racconto perché come sa a me  piace
  tenerla sempre informata ed aggiornata - c'era un esatto e identico
  articolo  in una delle finanziarie del Partito Democratico  con  il
  Presidente Crocetta, sarà stata l'ultima la penultima non  ricordo,
  e  quest'Aula,  con  le ire di Panepinto che  all'epoca  era  anche
  sindaco di Bivona, quest'Aula bocciò quell'articolo. Non è  che  lo
  bocciò  il Movimento Cinque Stelle che aveva 14 deputati su 90,  lo
  bocciò il Movimento Cinque Stelle con il centrodestra.
   Oggi  dico  l'esposizione prolungata e allora Presidente  dopo  il
  fantasma di ieri col tesserino inserito, oggi abbiamo scoperto  che
  quell'articolo   ai  tempi  di  Crocetta  si    bocciò   da   solo,
  evidentemente signori sarà successo questo.

   FALCONE.  Assessore  per  le  infrastrutture  e  la  mobilità.  Fu
  approvato

   CANCELLERI.  No,  non fu approvato, fu bocciato e lo  ricorderanno
  bene i colleghi del partito democratico. Per cui dico una cosa,  il
  tema è uno: questi soldi servono alla compartecipazione dello Stato
  per carità quanto arrivano i soldi ai Comuni siamo tutti contenti e
  quant'altro.
   La  domanda  che ci dobbiamo porre è una: che ci fanno con  questi
  soldi?  Perché  ogni  volta che parlo con qualcuno  mi  riferiscono
  sempre  che  dalle  unioni  dei comuni, e  da  cittadino  vi  posso
  assicurare  che non mi è arrivato niente dalle unioni  dei  comuni,
  con questi soldi vengono finanziati sistematicamente delle cose che
  sono  di  bassissima lega: le sagre, si pagano i segretari generali
  delle  unioni  dei comuni, si prendono i gettoni  di  presenza  per
  partecipare alle unioni dei comuni.
   Allora,  noi  stiamo mettendo in campo il reddito di  cittadinanza
  deviato per chi fa parte delle unioni dei comuni? Perché se  questo
  è  il tema io dico una cosa: ma perché non prendiamo questi soldi e
  li  mettiamo nel capitolo dei fondi degli enti locali? E  li  diamo
  direttamente  ai  Comuni per davvero? Invece di  finanziare  queste
  sovrastrutture,  sovra  dimensionati,  questi  carrozzoni  che   si
  mettono in piedi. Perché questo è il tema, Presidente.
   Allora,   quest'Aula  si  deve  prendere  la   responsabilità   di
  cominciare a dire, davvero, quello che vuole fare nei confronti dei
  Comuni. Nessuno è contrario ai Comuni, nessuno è contrario

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, poi quando il vostro partito, il
  vostro  movimento,  andrà a governare vi  renderete  conto  che  la
  politica  è più difficile di quella che sembra e che, per  esempio,
  la  prima  cosa  che, a livello nazionale, farete  così  come  ogni
  governo  ha  dovuto  fare dopo aver dichiarato  la  contrarietà  il
  giorno prima, è appoggiare gli americani sulle guerre, per esempio.
  Per  cui  purtroppo sono cose che sono così, per cui  non  ci  sono
  fantasmi, ci sono prese d'atto delle situazioni.

   GRASSO,  Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Onorevole  Cancelleri, solo un chiarimento. Queste sono  le  unioni
  dei comuni già indicate dal Ministero che si erano costituite e che
  continuano  a ricevere le somme. Non sono altre nuove  unioni.  Non
  abbiamo  proprio, per evitare, e quindi sono le unioni  dei  comuni
  già  costituite  che  devono ricevere le somme.  Invece  mi  chiama
  l'ufficio  e mi dice che, proprio perché sono le unioni dei  comuni
  già   costituite,  non  possono  essere  dati  ai  consorzi  perché
  altrimenti allargheremmo la platea. Quindi, cortesemente, chiedo ai
  colleghi  di voler ritirare l'emendamento che estende ai  consorzi,
  che  proprio  in  questo  momento mi  arriva  dagli  uffici  questa
  comunicazione.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Dipasquale ha chiesto di  parlare  e  lo
  farà, però sarà l'ultimo intervento. Io pregherei chiunque, su ogni
  emendamento,  anche  il Governo, se evitasse  di  intervenire  ogni
  volta, perché appena interviene il Governo iniziano 15 persone  che
  chiedono di parlare.
   Io  vi  pregherei, lo dico sinceramente, poi la finanziaria è  del
  Governo  e fate quello che volete, ma se noi continuiamo in  questa
  maniera  noi  la  finanziaria la finiamo a giugno   Io  ve  lo  sto
  dicendo,   evitiamo,   per   favore,   inutili   interventi.    C'è
  l'emendamento,  si vota, punto e basta  Inutile che  su  ogni  cosa
  interveniamo  in  40,  perché  sennò  questa  finanziaria  noi  non
  riusciremo a completarla.
   Onorevole Dipasquale ha facoltà di parlare.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori.
  Presidente Musumeci non la possiamo far contento noi in merito agli
  interventi sull'articolato, perché a noi dell'opposizione ci rimane
  la  possibilità  di  intervenire. Per quanto riguarda  il  richiamo
  fatto alla Giunta

   PRESIDENTE. Il richiamo non era all'opposizione.

   DIPASQUALE. Detto questo, cercheremo di evitare, ovviamente,  meno
  possibile  ma  noi  non possiamo fare a meno di intervenire,  anche
  perché  il  mio  intervento,  Presidente,  è  a  favore  di  questo
  articolo. Lo ha espresso bene il collega Barbagallo.
   Mi  permetto  di  chiedere  al collega  Cancelleri  di  ritirarlo.
  Condividiamo  l'opposizione oggi in questa Aula, non sappiamo  cosa
  ci  aspetta  il  domani, ma intanto condividiamo  l'opposizione  ed
  allora  la preoccupazione è sana. Però, questi soldi lo sa  a  cosa
  servono? Mettono in condizione i piccoli comuni che non si  possono
  permettere  il  segretario  generale, il responsabile  dell'ufficio
  tecnico, il comandante dei vigili urbani di poter utilizzare queste
  figure apicali.
   Lo  dico  perché  ho  avuto  modo di  viverli  indirettamente  con
  colleghi  della provincia di Ragusa e lo vivo ancora nell'emergenza
  perché,   purtroppo,  i  piccoli  comuni  davvero  si  trovano   in
  grandissime difficoltà.
   Non  hanno l'ingegnere capo a volte che li mette in condizione  di
  preparare  un  progetto  definitivo  ed  esecutivo,  non  hanno  un
  comandante che li mette in condizione di poter svolgere  i  servizi
  particolari quando ci sono sagre con problemi di sicurezza.
   E'  così.  Non  metteteci in condizione di  votarlo  contro,  solo
  questo  vi chiedo, non vogliamo dividerci con voi su una  cosa  che
  riteniamo sia superabile e da ritirare.
   Se  voi  volete  andare avanti andate avanti ma ci  costringete  a
  votarlo contro.

   CANCELLERI. Non ci offenderemo

   DIPASQUALE. L'importante è che lo sappiate

   PRESIDENTE.   Si   passa  alla  votazione  dell'emendamento   21.2
  dell'onorevole Cancelleri per scrutinio segreto.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 21.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 21.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:

   Presenti            65
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          23
   Contrari            40
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 21.1 degli onorevoli Milazzo, Calderone.

   MILAZZO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 21  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli articoli 22 e 23 sono stralciati.
   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:.

                            «Articolo. 24.
                    Tassa automobilistica regionale

   1.  A  decorrere  dall'1 gennaio 2019, a seguito di  verifica  dei
  necessari   equilibri  finanziari,  è  prevista  in  favore   delle
  famiglie,  in fascia ISEE, rientranti nelle condizioni di esenzione
  ticket  per  prestazioni sanitarie di cui all'articolo 8,  comma  6
  della  legge  24  dicembre 1993, n. 537 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, che abbiano il possesso di una sola auto  di  potenza
  non  superiore  a  53  Kw, l'esenzione dalla tassa  automobilistica
  regionale. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia sono
  stabilite le modalità di accesso all'agevolazione.

   2.  A  decorrere dall'1 gennaio 2019 i veicoli di proprietà  della
  Regione  -  Servizio per la protezione civile - sono  esentati  dal
  pagamento  della tassa automobilistica regionale di cui alla  legge
  regionale 11 agosto 2015, n. 16.

   3.  L'articolo  2,  comma 2, della legge regionale  n.  16/2015  e
  successive modifiche ed integrazioni è abrogato».

   4.  Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea  nella
  seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018

   5.  Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea  nella
  seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018

   Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, colleghi, assessore Armao, il  tema
  è  uno.  Io  ho dei dubbi molto seri su questo articoli ed  ora  vi
  spiego perché. Innanzitutto i titoli dei giornali dicono - anche se
  i  giornalisti  ci  mettono  del loro  e  vengono  innescati  dalla
  politica  a  fare  gli  articoli -   in Sicilia  abolita  la  tassa
  automobilistica . Io, infatti, ho chiamato chi  mi  paga  il  bollo
  auto dicendo che non ci saremmo visti mai più.
   Poi  l'ho  letto  meglio  e l'ho richiamato  dicendo  che  non  mi
  toccava.  In realtà, bisogna avere un ISEE inferiore ad  una  certa
  cifra ma una sola automobile che deve essere inferiore ad un tot di
  KW.
   E'  una condizione talmente ristretta che, vorrei capire, a quanti
  soggetti  ci  stiamo riferendo? Perché, secondo me,  le  condizioni
  descritte in questo prima comma sono talmente tanto rare da trovare
  che, con molta probabilità, saranno dieci casi in tutta la Sicilia.
   E quindi non abbiamo abolito più la tassa automobilistica e stiamo
  prendendo in giro di nuovo con una norma manifesto.
   Seconda  cosa: ma, signor Presidente, la quantificazione economica
  dell'articolo  dov'è? Perché a casa mia mi hanno insegnato  che  se
  c'è un impegno di spesa ed io presento un emendamento e non prevedo
  la  copertura  di  quell'impegno  di  spesa  questa  Presidenza  lo
  dovrebbe dichiarare inammissibile.
   Questo articolo è inammissibile perché c'è una copertura di  spesa
  da affrontare e non viene indicata e questo è un altro dei temi.  E
  poi  dico, scusatemi, perché qua il tema è anche un altro: ma verso
  dove  vogliamo  andare  come  Parlamento  regionale  e  anche  come
  Governo,  perché altre regioni come la Lombardia, come  la  Liguria
  hanno  fatto  una legge sulla tassa automobilistica regionale  però
  sono  andati in una direzione che è la direzione del futuro, è  una
  direzione  dell'innovazione. Loro dicono:  Tu non  paghi  il  bollo
  auto se rottami e se ti togli una macchina a gasolio o a benzina  e
  ti  prendi  una macchina ibrida, una macchina elettrica, allora  si
  hai  diritto a non pagare la tassa automobilistica per  i  prossimi
  cinque anni  e gli dai anche un tempo.
   Il   rinnovo   del  parco  automobilistico    passa  anche   dalla
  possibilità di dare degli incentivi alle persone, questo è fare una
  norma di merito, questo è fare una norma di innovazione tecnologica
  e sostenibilità ambientale.
   Questa è una norma manifesto, diciamo a dieci famiglie in tutta la
  Sicilia  che  vivono in queste condizioni  Badate bene  che  se  vi
  trovate così e avete solo una macchina - io onestamente non conosco
  più  neanche una famiglia che abbia una sola auto - per voi ci sarà
  questa possibilità .
   Ora  io  dico, se vogliamo continuare a fare norme di questo  tipo
  siamo liberi di farlo, però io non sono d'accordo a questo modo  di
  agire.
   Se   vogliamo  fare  una  buona  norma  sul  bollo  auto  e  sulla
  innovazione  e  vogliamo parlare di innovazioni tecnologiche  e  di
  rispetto  dell'ambiente allora noi ci siamo e ci saremo sempre  per
  questi ragionamenti.
   Sta   a  voi  prendere,  i  dovuti  consigli,  se  rimane  questo,
  onestamente, per me rimane una norma manifesto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  pongo  due
  rilievi:  la  prima  che  la legge regionale  16/2015  rinvia  alla
  possibilità di ridurre le tasse automobilistiche ad un decreto  del
  Presidente  della Repubblica, con ciò confermando che  la  materia,
  tra  l'altro diverse volte l'Assemblea ci ha provato in materia  di
  tasse  automobilistiche  e  sono state norme  impugnate   e  quindi
  faccio   un'osservazione  per  la  valutazione   di   compatibilità
  costituzionale su questa ipotetica riduzione.
   Ha  ragione il collega Cancelleri, laddove fosse possibile se  c'è
  una riduzione di introiti la norma va coperta nella finanziaria non
  mi  risulta  che  nelle tabelle ci sia una corrispettiva  riduzione
  delle  entrate  della Regione a partire dal 2019 perché,  comunque,
  sono   tasse  pluriennali,  che  compensi  gli  effetti  di  questo
  articolo.
   Devo  dire  che c'è un merito tecnico che dice che la  norma  così
  come  è se non ha copertura non può essere approvata dal Parlamento
  ma,  ripeto, il richiamo alla legge regionale che rinvia alla legge
  nazionale credo che ponga un problema obiettivo di applicabilità di
  questa  norma seppur nelle migliori intenzioni del mondo,  facciamo
  le norme e poi le impugnano facciamo una figura un po' barbina.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Sul punto,  le  pur  legittime
  questioni    prospettate    in   termini    interpretativi    vanno
  differenziate:   per   quanto  concerne  la   competenza,   essendo
  concernente il gettito che è di pertinenza regionale la  competenza
  è  -  così mi confermano peraltro gli uffici del Dipartimento delle
  finanze - regionale.
   Per  quanto  concerne i profili di copertura  la  norma  dice:   A
  decorrere  dall'1 gennaio 2019, a seguito di verifica dei necessari
  equilibri finanziari è prevista in favore delle famiglie  di  fasce
  ISEE  rientranti in condizioni di esenzioni ticket     ,  quindi  è
  necessaria.
   Noi  stiamo  introducendo  una misura  sulla  quale  chiediamo  la
  condivisione  del Parlamento, dopo di che è necessaria  un'attività
  di  approfondimento, di verifica per quanto concerne  la  platea  e
  l'ambito  soggettivo  e  le conseguenze  finanziarie  tanto  è  che
  previsto  che con decreto dell'Assessore sono stabilite le modalità
  di  accesso.  Quindi  non  si tratta di una  misura  immediatamente
  applicativa che determina un minore introito, ma si tratta  di  una
  misura   programmatica   che  però  consente   all'Assessorato   di
  cominciare   ad   attivare   tutti  i   meccanismi   per   studiare
  approfonditamente  le  questioni.  Quindi  è  evidente  che  questa
  misura,  una  volta  che ottiene una autorizzazione  da  parte  del
  Parlamento  consente  all'Amministrazione attiva  di  cominciare  a
  delineare   la   platea   dei  soggetti,  individuare   conseguenze
  finanziarie e arrivare alla individuazione degli effetti diretti  e
  immediati sugli esercizi provvisori dal 2019 e non dal 2018.
   Quindi, Presidente, se vogliamo possiamo pure prevedere che  se  i
  parlamentari  lo ritengono possiamo pure prevedere che  il  decreto
  dell'Assessore passi per un parere della Commissione Bilancio,  non
  c'è  nessun  tipo,  proprio per mantenere il confronto  attivo  tra
  esecutivo  e  Parlamento. Nessuno vuole fare fughe  in  avanti.  Io
  credo  che  però, onorevole Cancelleri, riconoscere alle fasce  più
  deboli  di questa Sicilia una esenzione per una imposizione  su  un
  mezzo  che è il mezzo, a parte non di lusso, ma che è il mezzo  con
  il  quale queste persone vanno a lavoro, portano i figli a  scuola,
  assistono  un genitore anziano che è già tartassato dal momento  in
  cui  viene  acquistato,  viene  riparato,  viene  parcheggiato.  In
  assoluto il bene della vita più tassato in assoluto, se noi per  le
  fasce deboli di questa Sicilia riconosciamo un vantaggio, credo sia
  un gesto di attenzione verso chi è più in difficoltà finanziaria ed
  economica. Quindi sotto questo profilo è n gesto di attenzione. Poi
  se  vogliamo  ridurre  la platea, vogliamo ridurre  i  kilowatt  ma
  rimarrà  un  confronto tra esecutivo e Assemblea e non  c'è  nessun
  tipo di fuga in avanti.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ma assessore  Armao
  nessuno obietta sulle intenzioni di questa proposta in finanziaria,
  sul fatto che possa essere, mi perdoni assessore, perché intervengo
  anche  per porre una domanda anche molto concreta. Non c'è  nessuna
  obiezione  sulla  qualità  dal punto di  vista  sociale  di  questo
  intervento.
   L'obiezione rimanda ad un altro scenario. Immagini se  un  Governo
  nazionale  si presenta in Aula dicendo:  riduciamo di un  punto  di
  percentuale  l'imposta  di valore aggiunto  previa  valutazione  di
  compatibilità  finanziaria ,  ma  non  vi  diciamo  quanto   questa
  riduzione  dell'1 per cento  determina un costo per le casse  dello
  Stato e come questo costo potrà essere compensato.
   La  mia  domanda  è: lei ha una idea di quale sia  il  costo  cioè
  l'introito minore per le casse della Regione siciliana non soltanto
  come  verrà  coperto, e sono d'accordo con le  obiezioni  che  sono
  state  fatte, se non c'è una previsione specifica di copertura  noi
  non  possiamo  togliere  un  centesimo al  bilancio  della  Regione
  siciliana. In questo caso stiamo parlando di un intervento che  può
  rappresentare una diminuzione di introiti significativi.
   Allora  la mia domanda è: c'è intanto una idea? Punto numero  uno.
  Punto  numero  due:  mi  sembra  molto  vaga  il  rimando  ad   una
  valutazione di compatibilità perché se così noi avessimo gestito il
  bilancio della Repubblica italiana immaginando di ridurre i  tassi,
  di  ridurre  i  costi,  senza prevedere come quei  costi  potessero
  essere compensati con altre voci di bilancio lei si rende conto  di
  quali potrebbero essere stati gli effetti.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, desideravo, mi rivolgo  a  lei
  perché avevo presentato un emendamento in Commissione Bilancio  che
  era  stato apprezzato e approvato, esattamente il comma 4 che aveva
  previsto  esattamente questo: che a decorrere dal 1  gennaio  2019
  sono  esentati  dalla  tassa automobilistica  i  mezzi  fuoristrada
  dotati  di  modulo  antincendio di proprietà  del  dipartimento  di
  Protezione civile assegnati in comodato d'uso alle associazioni  di
  volontariato ed a gruppi comunali di protezione civile che  operano
  sul territorio regionale.
   Avevamo, anche, fatto una quantificazione di 50 mila euro,  tant'è
  vero  che  nell'allegato  è  previsto che,  per  il  2019,  quindi,
  correttamente, avevamo anche quantificato la diminuzione,  che  era
  il   tema   che   è  stato  posto  per  gli  altri  commi,   perché
  paradossalmente   ci  troviamo  di  fronte  alle  associazioni   di
  volontariato  che  vengono utilizzate in  continuazione,  hanno  di
  proprietà  un  mezzo  della Regione, che gli è stato  assegnato  in
  comodato d'uso e devono pagare anche il bollo
   Ci  è  stata fatta una richiesta da tutte le associazioni,  quanto
  meno  di  avere due esenzioni, hanno chiesto: questa del  bollo,  e
  l'abbiamo  prevista  e  l'altra, signor Presidente  della  Regione,
  approfitto anche dell'assessore Ruggero Razza, se mi ascolta, hanno
  chiesto, anche, siccome ogni anno devono fare la visita medica, per
  quanto riguarda le norme sulla sicurezza, ci hanno chiesto di farla
  gratuitamente presso le ASP, perché ogni visita gli costa 150,  200
  euro l'anno.
   E  ho presentato anche un emendamento che, comunque, sarà trattato
  in   altro  articolo,  come  richiesta  legittima  del  mondo   del
  volontario.
   Ho,  quindi,  ripresentato, ora, col collega Figuccia, nuovamente,
  un  subemendamento per reinserire questo comma, che ritengo  giusto
  ed  anche da un punto di vista di copertura finanziaria, l'allegato
  apposito prevedeva anche il costo di 50 mila euro massimo per tutti
  i mezzi assegnati, operanti in tutta la Sicilia.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, le chiedo  di  far  distribuire  il
  subemendamento  cui  faceva riferimento  l'onorevole  De  Luca.  Di
  fatto, la norma programmatica proposta dall'assessore Armao, perché
  così va interpretata, è una norma che consente di avviare procedure
  a  far  data  dal 2019. Una volta, quindi, confermata la competenza
  regionale  in  tema  di  bollo  auto,  mi  sembra  di  capire  che,
  effettivamente, stiamo, di fatto, mettendo in campo  uno  strumento
  che  agevola quelle famiglie che vivono una condizione  di  disagio
  economico  e che, comunque, hanno una fascia reddito determinata  e
  che, per altro, lo fanno in determinate condizioni.
   Certo, poi, le considerazioni di alcuni colleghi che pensavano che
  il  Governo  regionale eliminasse il bollo auto per  tutti,  certo,
  sono poco condivisibili.
   Onorevole Cancelleri, chi ha una BMW o una Ferrari non può essere,
  certamente, a carico del bilancio regionale.
   Il  Governo  ha  fatto  una scelta che è una scelta  di  politiche
  sociali, che prevede interventi per l'inclusione ed, evidentemente,
  quel reddito di cittadinanza che voi annunciate, lo volete elargire
  in  maniera  anomale.  Noi stiamo facendo un provvedimento  per  le
  famiglie in difficoltà.
   Alle Ferrari ed alle BMW ed alle macchine di grossa cilindrata  ci
  penserete voi quando sarete al Governo regionale.
   Per  favore,  quindi, signor Presidente, se si può distribuire  il
  subemendamento  che, invece, amplia la disponibilità  non  soltanto
  alle  vetture che sono in possesso della Protezione civile, ma  che
  sono  in  possesso  della Protezione civile e  nelle  disponibilità
  degli enti no profit e delle associazioni.
   Credo che l'assessore Armao, su questo emendamento sarà d'accordo.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, il comma 4 è stato stralciato.  Mi
  dispiace  dirglielo,  ma  il  comma  4  non  esiste,  per  cui   un
  emendamento  ad un comma che non esiste, perché è stato stralciato,
  non lo possiamo distribuire.
   Gli  Uffici mi dicono che è un emendamento ad una norma stralciata
  e, quindi, non può esistere.
   Onorevole  Figuccia, chiesto scusa, ne parli  un  attimo  con  gli
  Uffici, non possiamo interromperci.
   Onorevole Cancelleri, mantiene il suo emendamento soppressivo 24.4

   CANCELLERI.  Presidente,  io  prendo  atto  che  a  seguito  della
  discussione, mi pare che il Governo ci abbia raccontato che  quella
  è  la  cosa  più  bella  del  mondo,  quindi  io  mantengo  il  mio
  emendamento  e  chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 24.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 24.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti   63
   Maggioranza  32
   Favorevoli   32
   Contrari   30

                            (E' approvato)

   L'articolo 24 è pertanto soppresso.
   Si passa all'esame dell'articolo 25. Ne dò lettura:

                             «Articolo 25
        Valorizzazione dei beni del demanio marittimo regionale

   1.  Il  comma  1 dell'articolo 41 della legge regionale  17  marzo
  2016, n. 3 è sostituito dal seguente:

    1.  I  beni immobili che insistono sulle aree demaniali marittime
  della  Regione  di  cui  all'articolo 40, individuati  con  decreto
  dell'Assessore  regionale per il territorio e per l'ambiente  entro
  novanta  giorni  dalla  data di entrata in  vigore  della  presente
  legge,  possono essere concessi a titolo oneroso con  procedure  ad
  evidenza  pubblica, per un periodo non superiore a cinquanta  anni,
  anche  con  l'introduzione di nuove destinazioni d'uso  finalizzate
  allo  svolgimento  di  attività  economiche  compatibili  con   gli
  utilizzi  del  demanio  marittimo. Lo  svolgimento  delle  attività
  economiche  è  comunque  soggetto al  rispetto  delle  disposizioni
  contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio di  cui  al
  decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.».
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.37, è ripresa alle ore 11.59)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 25.
   Comunico  che gli emendamenti soppressivi 25.3 e 25.5  sono  stati
  ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 25.4, degli onorevoli Trizzino ed altri.
   C'è  qualcuno che lo può spiegare? Lo spiega l'onorevole  Ciancio?
  Sono i presentatori dell'emendamento. Oppure l'onorevole Fava?

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  E'  un
  emendamento  che riduce i tempi da 50 a 30 anni, ma c'è  un  dubbio
  più  complessivo su questo articolo 25 perché, rispetto alla  legge
  del 2016, viene cassata un'espressione e, diciamo, avere stralciato
  solo   queste   parole   induce  a  qualche   dubbio,   a   qualche
  preoccupazione.  Le parole stralciate riguardano le  condizioni  in
  cui questi immobili si trovavano, secondo il testo originario della
  legge e cioè che versano in condizioni di precarietà strutturale.
   Avere  tagliato quest'espressione vuol dire che qualsiasi immobile
  ricada nel demanio può essere oggetto di una concessione ai privati
  anche  se  non  si  trova in condizioni di precarietà  strutturale.
  Questo   vuol   dire,  naturalmente,  aprire  spazio  a   possibili
  speculazioni,   naturalmente  viene   meno   una   delle   funzioni
  fondamentali   di   questo   articolo   che   era   quella    della
  riqualificazione di questi immobili.
   Suona  strano anche il fatto che non sia più previsto che  possano
  essere anche i comuni destinatari ma soltanto i privati.
   Ci  sono  molte  ragioni di dubbio per cui,  se  dovesse  rimanere
  questo  il  testo,  assessore,  non dovessero  essere  accolti  gli
  emendamenti  che  in  direzione opposta sono stati  presentati  per
  riproporre quel punto che, secondo me, è fondamentale dal punto  di
  vista della qualità normativa di questo testo e cioè immobili, solo
  gli  immobili  che versano in condizioni di precarietà strutturale.
  Se  viene  ripristinato questo testo allora si può votare,  secondo
  me.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori.
  Nell'articolo  25  si  apre un dibattito già avviato  nella  scorsa
  legislatura, su una finanziaria del 2016.
   L'articolo  concede la possibilità a soggetti privati  di  gestire
  per  un  periodo di 50 anni, tra l'altro era previsto  dalla  legge
  nazionale, beni che insistono sul demanio.
   Qual  è  la differenza rispetto alla vecchia normativa?  Cioè  che
  oggi viene introdotto il concetto dell'evidenza pubblica, anche  se
  in  verità  il  comma  3 dell'articolo 41 già prevedeva  l'evidenza
  pubblica.
   Quindi  questo  potrebbe apparire pleonastico però, comunque,  non
  stravolge  la  norma. Quello che preoccupa è che viene  meno,  come
  diceva  il  collega  Fava, l'elemento della  precarietà,  cioè  noi
  vogliamo  valorizzare quei beni che insistono nel demanio ma  dando
  una  priorità  a  quello  che  è il demanio  degradato,  quindi  il
  recupero  e, successivamente, la possibilità di utilizzarlo  sempre
  nei  fini  di  coerenza all'interno di quelli  che  sono  il  pieno
  utilizzo del demanio.
   Per cui vorrei che si aprisse, quanto meno un breve dibattito, con
  l'assessore  Cordaro, su questo aspetto perché vorremmo,  comunque,
  mantenere  la  ratio  della vecchia norma  ma,  comunque,  dare  la
  possibilità al Governo di poter recuperare questi beni.

   CORDARO,  assessore  per  il   territorio  e  l'ambiente.   Potrei
  chiedere  alla  collega Palmeri, perché sul 25.4.1  poi  interverrò
  anche  su quanto sostenuto dai colleghi Fava e Trizzino. Sul 25.4.1
  il  Governo  esprime parere favorevole. Vorrei un  chiarimento  sul
  25.4.2  perché,  essendo stato presentato in Aula,  non  abbiamo  i
  riferimenti normativi.
   Se  ce  lo  può brevemente spiegare in modo che io possa dare  una
  risposta compiuta a tutti i rilievi dei colleghi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   BARBAGALLO. Rinuncio ad intervenire.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Lupo ha  facoltà
  di intervenire.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Per  dire
  che ritiro l'emendamento 25.3 soppressivo dell'articolo 25.
   Condividiamo l'emendamento 25.4 ed annuncio la presentazione di un
  subemendamento,   laddove  recita:   versano   in   condizioni   di
  precarietà  strutturale  aggiunga la parola  accertata ,  accertata
  da parte delle istituzioni competenti.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, colleghi, qui si chiede il rispetto di
  normative comunitarie fondamentali che sono la direttiva Habitat  e
  la direttiva Uccelli.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho  letto
  con  attenzione  l'articolo 25 ed esprimo il  mio  voto  favorevole
  all'assessore Cordaro.
   C'è  chi  parla di speculazione, per me questo vuol dire sviluppo,
  incentivazione  turistica, recuperare beni immobili  che  insistono
  sulle  aree  demaniali e poter, anche attraverso l'introduzione  di
  nuove  destinazioni d'uso, fare attività diverse sempre compatibili
  con quella che è l'attività demaniale.
   Per  cui  io esprimo il mio voto favorevole e condivido  in  pieno
  l'articolo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  scorsa
  legislatura  avevamo  messo  in campo un'attività  legislativa,  su
  proposta  dell'assessore Croce, per mettere a valore tutti  i  beni
  immobili  che  versavano nel demanio marittimo  e  che  fossero  in
  condizione di precarietà.
   Ecco   perché   l'onorevole  Pullara  ed  io  presentiamo   questo
  emendamento,  proprio per ribadire questo concetto,  tenendo  conto
  che questa norma, alla quale si aggancia l'articolo che propone  il
  Governo, è una norma di assoluta trasparenza perché, ricordo  bene,
  la norma generale contiene anche la necessità di un albo, che venga
  inserito   nell'apposito   sito   dell'Assessorato   regionale   al
  territorio,  ambiente, trasparenza dove c'è l'elenco di  tutti  gli
  immobili e dove l'assessore potrà mettere al bando gli immobili per
  poter essere di evidenza pubblica.
   Quindi,  è una norma che ha una sua cornice. L'unica cosa  che,  a
  mio parere, manca è la condizione di precarietà.
   Se questo è l'obiettivo del Governo che, ovviamente, vuole mettere
  in  campo  per  mettere a valore i beni, creare  posti  di  lavoro,
  assumere  iniziative private io credo che questo sia un emendamento
  di  buon  senso che porta il Governo a mettere in campo  iniziative
  che possono portare lavoro.

   CORDARO,  assessore  per il  territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il   territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, ringrazio i colleghi per il contributo che  hanno  dato
  per il miglioramento dell'articolo.
   Premetto   che   il   Governo   esprime   parere   favorevole   ai
  subemendamenti  25.4.1 e 25.4.2. Onorevole Palmeri,  si  tratta  in
  buona  sostanza, abbiamo accertato, della distanza dei  150  metri.
  Quindi,  è  una   norma che già in realtà c'è  ma  se  lo  vogliamo
  precisare non c'è alcuna difficoltà.
   Vorrei,   poi,   dire   che  per  quanto   riguarda   il   rilievo
  dell'onorevole   Fava,   i  cinquant'anni   sono   un   riferimento
  pleonastico  perchè  non  facciamo altro  che  ripercorrere  quanto
  dettato dal Codice Civile che stabilisce che  la concessione di  un
  bene  immobile  in  zona  demaniale  può  essere  affidato  fino  a
  cinquant'anni .
   Modificarlo a trenta significherebbe andare in distonia con quanto
  stabilito  dal  Codice Civile, fermo restando  che  io  apprezzo  e
  raccolgo  l'indicazione sua dell'onorevole Di Mauro e dei  colleghi
  del  M5S,  peraltro,  sostenuta anche dal  Presidente  Savarino  in
  quarta Commissione quando ne abbiamo discusso.
   Vorrei    semplicemente   invitare   ed   inserire    la    parola
   prioritariamente   nel  senso  che noi  possiamo  chiudere  questo
  aspetto  dicendo  che  versano prioritariamente  in  condizioni  di
  precarietà  aggiungendo anche la parola del sub emendamento del  PD
   accertata'.
   La  parola prioritariamente serve esclusivamente per fare in  modo
  che, se dovessero esserci beni anche non in condizione di immediata
  fruibilità   ma   che  possono  essere  utilizzati   con   un'opera
  assolutamente  banale,  dobbiamo fare  in  modo  che  anche  questi
  vengano messi a reddito.
   La  politica  di  questo articolo vuol essere - e  credo  che  sia
  condivisa nella sua filosofia - la tutela del territorio, la tutela
  di   questi   beni  immobili  spesso  diruti  e   anche   la   loro
  valorizzazione.
   Quindi, se questa può essere la sintesi, io vi inviterei a  votare
  l'articolo   partendo   dal  presupposto   e   dalla   introduzione
  nell'articolo  medesimo  dei  subemendamenti  così  come  è   stato
  chiarito.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  realtà  solo
  per un riferimento.
   Assessore Cordaro, come lei sa, era previsto l'intervento  poi  la
  Presidenza le ha chiesto di intervenire prima dei parlamentari.
   L'emendamento era quello presentato dall'onorevole Di  Mauro,  che
  ritengo  faccia un riferimento importante legato agli immobili  che
  vessano  in  condizioni di precarietà, perché? Perché  ritengo  che
  nello spirito della norma presentata dal Governo ed intestata nella
  delega  dell'Assessore  Cordaro ci  sia,  tra  l'altro,  quello  di
  attrarre investimenti al fine di utilizzare questi immobili.
   Quindi  il principio è quello di lasciare - se è del caso -  nelle
  disponibilità della Regione quegli immobili che in qualche modo  la
  Regione  già di per sé può utilizzare per fini propri e  consentire
  invece  che  quegli immobili che hanno necessità di interventi,  se
  del caso anche strutturali, possano essere oggetto di attenzione  e
  di  eventuali  investimenti  anche di soggetti,  se  del  caso  non
  siciliani,  non nazionali, i soggetti che decidono di investire  in
  Sicilia  per  garantire quelle opportunità di sviluppo che  passano
  dalla promozione del territorio sino ad arrivare al turismo.
   Quindi   solo   per   sostenere,   appunto,   appongo   la   firma
  all'emendamento degli onorevoli Di Mauro e Pullara.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, dopo  l'intervento
  dell'onorevole Cracolici chiudiamo, perché dopo gli interventi  del
  Governo che concludono la discussione d'ora in poi non darò più  la
  parola.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  esprimo
  parere positivo sull'obiettivo.
   Credo che l'emendamento dell'onorevole Trizzino estenda il demanio
  messo in concessione, nel senso che, io ho vissuto l'esperienza  di
  assessore  per l'agricoltura ed ho scoperto  - e non lo  sapevo   -
  che il demanio forestale - di cui siamo abbondantemente proprietari
  -  possiede  dei  beni  all'interno  delle  aree  di  demanio  che,
  sostanzialmente,  non sono utilizzati ma sono  gioielli  anche  dal
  punto di vista ambientale.
   Quindi  che  possano  essere in qualche modo  nelle  procedure  di
  sviluppo  economico  lo  considero  positivo,  aldilà,  però,   che
  l'obiettivo dell'onorevole Trizzino - per me condivisibile -  anche
  se  non  capisco che vuol dire demanio culturale, perché io conosco
  il demanio regionale, il demanio marittimo e il demanio forestale.
   Il  demanio  culturale credo che sia nel demanio regionale  se  lo
  intendiamo nei beni sottoposti a vincolo dalla legge, credo che sia
  la  legge  sui  beni culturali, se inteso con i beni  sottoposti  a
  vincolo allora specifichiamolo perché demanio culturale non esiste.
   Una  cosa  però  che mi pare importante è che dobbiamo  anche  qui
  stare  attenti  nelle  modalità, anche la  proposta  dell'Assessore
  Cordaro   prioritariamente'. Il concetto di prioritario è  relativo
  alla  precarietà? Intendo dire che l'Amministrazione  regionale,  a
  mio  avviso,   dovrebbe  dare  priorità  ai  beni  che  sono  nelle
  condizioni  di dare reddito, cioè questo è il concetto,  cioè  quei
  beni inutilizzati che possono dare reddito al di là se sono precari
  o  non precari, il concetto è la finalità, il patrimonio da mettere
  a reddito se è così evitiamo di ingessarci.
   Quindi,  penso  che,  sinceramente, bisogna  precisare  meglio  la
  norma,  tra  l'altro  ho suggerito al collega Trizzino,  e  abbiamo
  fatto  un  subemendamento di eliminare il  demanio  marittimo  come
  compatibilità perché parliamo d'altro, però proviamo  a  precisarla
  meglio perché l'obiettivo di Trizzino estendendo, rischia di essere
  in conflitto con l'insieme della norma.
   Quindi, attenzione a come la scriviamo.

   PRESIDENTE.   Scusate,  se  c'è  un  minimo  di  accordo   tra   i
  presentatori   dell'emendamento  e  il  Governo,   lo   votiamo   e
  buonanotte.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  l'Assessore,
  ma  dalle  parole mi sembra proprio di sì, conviene  sull'accezione
   prioritariamente' inserita nel concetto di  precario'  allora  noi
  siamo disposti a ritirare l'emendamento.

   CORDARO,  assessore  per il  territorio e l'ambiente.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il   territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   ho  riscritto  il  sub  emendamento  aggiuntivo   che
  conclude, quindi, in buona sostanza in questi termini.  Che versano
  prioritariamente  in  condizioni di precarietà  accertata'.  Quindi
  Presidente chiedo che l'articolo venga posto in votazione.

   PRESIDENTE. Assessore, onorevole Trizzino, mi spiegate, giusto per
  una mia curiosità, cosa è la precarietà strutturale, perché non  mi
  è chiaro, giusto per chiarire

   CORDARO,  assessore per il  territorio e l'ambiente .  Presidente,
  la  precarietà  strutturale è uno stato di fatto che determina  una
  situazione  di necessità di intervento prima dell'utilizzazione  su
  quell'immobile  e  quindi  la necessità che  il  privato  che  deve
  investire  per  mettere  a  reddito quel  bene,  prima  di  poterlo
  utilizzare possa anche ristrutturarlo.
   Così  facendo  si ottengono tre finalità, dicevo,  la  tutela  del
  patrimonio,   la   sua  ristrutturazione  e   la   sua   successiva
  valorizzazione.

   PRESIDENTE. So per abitudine che quando le leggi hanno parole così
  poco  chiare  poi le lasciamo, come dire, nelle mani dei  dirigenti
  regionali che poi diranno che cosa significa.
   Io  devo  dire  che se fosse possibile chiarirlo  un  poco  meglio
  nell'interesse della legge che mi pare buona. Se questa è  la  cosa
  più  chiara che avete la votiamo così. Hanno trovato un accordo tra
  presentatori.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, è assolutamente chiaro  tra  l'altro
  questa proposta conclusiva dell'Assessore che peraltro noi avevamo,
  già  con l'onorevole Trizzino, componente della Commissione  e  gli
  altri  colleghi,  trovato in Commissione e poi  non  so  per  quale
  motivo,  in  Commissione  Bilancio' è stata espunta ed è  ritornata
  alla  vecchia  stesura,  non fa altro che  specificare  meglio  che
  questi  sono  immobili  su aree demaniali che  possono  versare  in
  condizioni anche di pericolo pubblico.
   Con  questo  prioritariamente' veniva consigliato di fare le opere
  di  ristrutturazione e poi di concessione dei  beni  demaniali  che
  versano  in  stato di precarietà perché è anche una  situazione  di
  pericolo. Dopo di che, eliminato il pericolo viene tutelato il bene
  e  viene  valorizzato  portando  anche  risorse  economiche  in  un
  territorio e quindi possibilità di sviluppo.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.   Signor   Presidente,   soltanto   in   relazione   ai
  subemendamenti presentati.
   Siccome  poi una legge necessariamente va letta da tutti  come  la
  Sua  Signoria diceva poco fa, io credo che aggiungere, lo  dico  ai
  colleghi  del  Movimento 5 Stelle, un fatto che  è  previsto  dalla
  norma perché è scontato perché non si può mai andare a concedere un
  bene in contrasto con le norme del demanio marittimo perché c'è  un
  codice  della  navigazione che lo prevede, non  si  può  andare  in
  contrasto con le norme urbanistiche ed edilizie perché c'è il Testo
  unico  del 2001 che lo prevede, non si può andare in contrasto  con
  delle  norme  relative  a determinati beni  protetti.  Io,  dunque,
  suggerisco,   modestamente,  signor  Presidente,  di  valutare   la
  possibilità di non includere un pleonasma.
   E'  come  dire:   Ti  concedo  il porto  d'armi,  però,  non  devi
  ammazzare alcuno. .
   Credo che facendo un'analogia ed un discorso analogico, questo è.
   Valutate voi, quindi.
   Io,  ovviamente,  voterò,  così come ha  evidenziato  l'assessore,
  voterò  a  favore  di  questo emendamento  ma,  credo  che  sia  un
  pleonasma rispetto ad un fatto che dovrebbe essere scontato, perché
  non  si possono concedere in concessione, appunto, dei beni che non
  sono,  o meglio, che sono viziati perché in contrasto con tutte  le
  normative nazionali.

   PRESIDENTE.  Per  chiarirci,  onorevole  Trizzino  ritira  il  suo
  emendamento?

   TRIZZINO.  Se  l'emendamento è quello  dell'Assessore  il  mio  lo
  ritiro, ma non è stato ancora distribuito il nuovo emendamento  del
  Governo.

   PRESIDENTE. Invito a distribuire questo nuovo testo del Governo.
   Onorevole Trizzino, chiedo scusa, se si avvicina un attimo, vedete
  se vi va bene così, lo poniamo in votazione velocemente.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'articolo,  in
  pratica,  diventa:   I  beni  immobili  che  insistono  sulle  aree
  demaniali  marittime della Regione, di cui all'articolo  40  e  che
  versano, prioritariamente, in condizioni di precarietà accertata
  e poi tutto il resto. Va bene?

   PRESIDENTE. Onorevole Trizzino dichiara di ritirare l' emendamento
  25.4?

   TRIZZINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende atto.  Oltre  all'emendamento
  dell'onorevole Trizzino, evidentemente, sono ritirati anche  quelli
  a seguire degli onorevoli Fava e Di Mauro.
   Ecco,  qui,  l'emendamento, ne do lettura:   Dopo  l'articolo  40,
  inserire    che   versano,  prioritariamente,  in   condizioni   di
  precarietà  accertata' .  Possiamo, quindi,  votare  il  testo  con
  questo emendamento.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Assessore, l'emendamento che ho presentato aveva
  una  destinazione precisa e cioè  solo gli immobili che versano  in
  condizioni  , se noi inseriamo questo  prioritariamente' vuol  dire
  che  noi  nell'elenco possiamo mettere anche immobili che non  sono
  precari.  Allora deve essere scritto diversamente,  perché  se  noi
  inseriamo il termine  prioritariamente  che versano in condizioni.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 25.6, del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 25, così come appena emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 26. Ne do lettura:

                                Art. 26.
                Attività degli uffici del Genio civile

       1.  L'articolo  37,  comma 2, della  legge  regionale  3
     dicembre 2003, n. 20 è sostituito dal seguente:

        2.  I  diritti  fissi a carico dei privati  di  cui  al
     comma  1  sono  incrementati annualmente  in  misura  pari
     all'ultima  variazione ISTAT dei prezzi  al  consumo.  Con
     successivo  decreto, emanato dall'Assessore regionale  per
     le  infrastrutture e per la mobilità, sentito  l'Assessore
     regionale per l'economia, sono determinate le modalità  di
     versamento degli importi di cui al comma 1 in entrata  del
     bilancio  della Regione che sono destinati in misura  pari
     al  30  per  cento per il funzionamento degli  uffici  del
     Dipartimento regionale tecnico. .

   Si    passa    all'esame   dell'emendamento   26.1,    soppressivo
  dell'articolo, a firma Cancelleri ed altri.
   Onorevole Cancelleri, lo ritira o no?

   CANCELLERI. Chiedo di intervenire per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  L'assessore Falcone non c'è  però,  ed  io  ho  delle
  domande per lui.

   PRESIDENTE.  Allora,  sospendo un attimo la  votazione  di  questi
  articoli  e voterei l'emendamento A.191, che è arrivato a firma  di
  tutti  i Capigruppo, sulla "Modifica alla legge regionale 4 gennaio
  2014  n.  1  e  7  maggio  2015  n.  9,  in  materia  di  spese  di
  funzionamento dei Gruppi parlamentari e spese del personale".
   Questo testo è stato valutato a lungo, è stato firmato da tutti  i
  Capigruppo.
   Onorevole  Falcone, c'è un emendamento che io purtroppo non  posso
  considerare ammissibile. L'emendamento non è ammissibile perché  ci
  sono  delle  ulteriori  spese  finanziarie  che  dovrebbero  essere
  valutate. Per cui votiamo il testo che è stato firmato da  tutti  i
  Capigruppo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Intervengo come parlamentare signor Presidente. Io chiedo
  che  si  ritorni  sull'emendamento che è stato  votato,  che  è  un
  emendamento  che  hanno  firmato tutti i  Capigruppo.  Riguarda  la
  disciplina  dei cosiddetti  Assistenti parlamentari'.  All'articolo
  1

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le posso chiedere una cortesia? Lei
  fa  parte  del  Governo. Questa è una cosa che è  squisitamente  di
  competenza  dei Gruppi che si sono riuniti. Abbiamo  avuto  diversi
  incontri, è firmato da tutti i Capigruppo.

   FALCONE. In questo emendamento è stata inserita una sanatoria.  E'
  un   fatto   inaccettabile   Avete  inserito   una   sanatoria,   è
  profondamente sbagliato.

   PRESIDENTE.  Una  sanatoria?  Quale  sanatoria  abbiamo  inserito,
  scusi?

   FALCONE.  La  sanatoria  dell'IRAP,  centomila  euro  sono   stati
  inseriti, ed è sbagliato. L'avete letto voi?  Prima di firmare  voi
  Cinque Stelle leggete le carte  Vi siete fatti una sanatoria, è una
  vergogna

   DIPASQUALE.  Lezioni  in  Aula non  le  vogliamo  da  nessuno,  né
  tantomeno da un assessore.

   PRESIDENTE. Scusate, l'argomento è chiuso. E' stato votato.
   Passiamo  all'articolo successivo. Non so di  quale  sanatoria  si
  parli, perché non c'è nessuna sanatoria.

   LA  ROCCA RUVOLO. Signor Presidente non è così però. Non c'è stata
  una riunione di Gruppo per definire queste cose.

   PRESIDENTE. Abbiamo fatto sei o sette riunioni di Capigruppo, ed i
  Capigruppo sono arrivati ad una determinazione.
   Si torna all'esame dell'articolo 26 al quale è stato presentato un
  emendamento soppressivo a firma dell'onorevole Cancelleri ed altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Falcone,  a  leggere  questo articolo, a  parte,  onestamente,  che
  continuo  ancora a pensare che norme di questo tipo non si  possano
  fare  perché diamo un canovaccio e poi il Governo, l'Assessore,  il
  Presidente  della  Regione  normeranno con  proprio  decreto  tutto
  quello  che devono fare, insomma, e quant'altro, quindi  qua  ormai
  siamo  diventati un Parlamento delega, noi deleghiamo a fare  tutto
  quello  che  vogliono fare gli altri, noi tracciamo sostanzialmente
  dei  contorni e neanche troppo marcati e poi gli altri fanno quello
  che vogliono.
   Però,   dico  una  cosa,  e  qui  vorrei  la  risposta  da   parte
  dell'assessore Falcone che, chiaramente, poi se non ci convincerà o
  non   mi  convincerà  chiederò  il  voto  segreto  sull'emendamento
  soppressivo,  perché  a  me sembra un aumento  delle  tasse  per  i
  cittadini  siciliani, perché qui io leggo che:  I diritti  fissi  a
  carico  dei privati di cui al comma 1 sono incrementati annualmente
  in  misura pari all'ultima variazione ISTAT dei prezzi al consumo .
  Quindi,  o  c'è una reale esigenza e mi devono spiegare come  viene
  fatto  ed  in  che  misura questa cosa inciderà nei  confronti  dei
  cittadini siciliani, oppure per me diventa davvero un aumento delle
  tasse  che  non  possiamo assolutamente appoggiare e siccome  siamo
  contro, ovviamente, su questa cosa ci batteremo fino alla fine.
   Quindi,  chiedo  all'assessore Falcone di darmi  delucidazioni  su
  questo  articolo  e  lo ascolterò con molto interesse  perché  sono
  convinto  che  il suo ragionamento non potrà sicuramente  dire  che
  questo  non è un aumento delle tasse o comunque degli oneri  che  i
  privati dovranno pagare ai Geni civili della Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, mi chiarisce se l'emendamento  è
  ritirato o meno?

   CANCELLERI. Ho chiesto all'Assessore di rispondere.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Intervengo
  in  merito  all'articolo  26 per spiegare all'onorevole  Cancelleri
  che,   in   effetti,   l'articolo  26  riguarda,   vuole   soltanto
  disciplinare  e  fare  un attimo di ordine per  quanto  riguarda  i
  diritti autorizzatori

   PRESIDENTE.  Assessore Falcone, scusi perché non si sente  niente,
  un attimo solo.
   Per  favore, colleghi, dovete avere la bontà ed il buon  senso  di
  ascoltare  l'Assessore,  non si capisce niente,  ognuno  parla  con
  l'altro.
   Onorevoli  colleghi, non è possibile continuare,  siamo  veramente
  una   scolaresca  di  quelle  discole.  Ora  siamo,  fino  a  prova
  contraria,  un  po'  più  adulti. Non mi fate  fare  la  parte  del
  professorino. Onorevoli, per favore, seduti ed ascoltate quello che
  ha  da  dire l'Assessore. Onorevoli, dovete stare zitti, ma come  è
  possibile  che  vi  fate rimproverare. Io posso fare  la  parte  di
  quello che rimprovera dei deputati per farli stare zitti? Vi  prego
  di evitarmi questa mortificazione.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Dicevo che
  l'articolo 27 della legge n. 20 del 2003 disciplina tutta una serie
  di  attività concessorie ed autorizzatorie da parte dei Geni civili
  ed  ogni  attività assegna una tariffa. Queste tariffe non  vengono
  aggiornate  dal  lontano  2003.  Queste  tariffe  hanno  dei  costi
  veramente irrisori.
   Allora,  il  Governo, dietro input degli stessi  Geni  civili,  ha
  voluto  creare  un adeguamento Istat. C'era stato chiesto  di  fare
  l'adeguamento Istat a decorrere dal 2003. Noi, invece, come Governo
  per   venire   incontro   anche  alle  esigenze   delle   categorie
  professionali, ai costruttori, sostanzialmente a coloro che  devono
  realizzare  un  immobile, che devono apportare  una  variante  alla
  propria  abitazione o che devono realizzare un  complesso  di  case
  abbiamo,  invece,  previsto che l'adeguamento  ISTAT  possa  essere
  fatto  nel  limite, siamo intorno all'1,3 per cento, ma soltanto  a
  decorrere  da  quest'anno, cioè dal 2018,  dall'entrata  in  vigore
  della presente legge.
   Da  questa  norma immaginiamo di avere un maggiore introito.  Quel
  maggiore  introito  sarà utilizzato per il  30  per  cento  per  il
  funzionamento della direzione regionale tecnica. Cosa significa? La
  direzione  regionale  tecnica, che è formata soprattutto  dai  Geni
  civili  e  dagli  Urega, molte volte oggi sconta un grande  limite,
  soprattutto  nei  Geni  civili  più di  periferia  manca  anche  il
  materiale  di  consumo, mancano i toner, manca la carta,  manca  il
  materiale di cancelleria, manca la carta igienica, cioè manca tutto
  perché, ultimamente, nell'anno 2017, al Genio civile di Palermo, ad
  esempio,  per tutte queste spese sono state assegnate appena  1.100
  euro,  a  quello di Catania 800 euro, 650 euro al Genio  civile  di
  Messina.
   Questa  norma  consente,  quindi,  di  avere  un  introito   molto
  limitato,  di circa centocinquantamila euro l'anno, ma mette  anche
  nelle  condizioni gli uffici pubblici di poter lavorare e di  avere
  quella dignità che fino a questo momento sta mancando.

   PRESIDENTE.   Scusate,  prima  di  dare  la  parola  all'onorevole
  Cracolici, l'emendamento è ritirato o no?

   CANCELLERI. No.

   PRESIDENTE.   Allora,  votiamo  prima  l'emendamento   perché   se
  l'articolo viene soppresso è inutile che continuiamo a parlare.

   CANCELLERI. Facciamo intervenire l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Assessore Falcone, siccome condivido quello che lei  ha
  detto,  però,  con  tutto  il rispetto, se lei  legge  attentamente
  questa  norma rischia di non avere l'effetto che giustamente  dice,
  cioè l'aumento è relativo all'anno prima. Ma così com'è scritta c'è
  il   rischio  che  possa  applicarsi  dal  2003  ad  oggi,  quindi,
  aumentiamo  le variazioni ISTAT che sono intervenute  dal  2003  ad
  oggi.
   Allora,  siccome  condivido la scelta che lei propone,  faccia  un
  subemendamento  in  cui specifica che la variazione  si  applica  a
  decorrere   dall'esercizio,  relativamente   all'anno   precedente.
  Perché altrimenti diciamo una cosa e ne scriviamo un'altra.

   PRESIDENTE. Mi sembra corretto. Onorevole Falcone, allora se siamo
  d'accordo. Rimane comunque l'emendamento soppressivo.
   Allora, onorevole Cracolici, siccome rimane comunque l'emendamento
  soppressivo, lei questo emendamento lo ha già presentato?

   CRACOLICI. No, io no. Ho suggerito al Governo di presentarlo.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  lo fa direttamente il  Governo.  Pongo  in
  votazione l'emendamento 26.1.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 26.1
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Favorevoli          34
   Contrari            30

                            (E' approvato)

   È approvato, per cui è inutile scrivere emendamenti. L'articolo 26
  è soppresso.
   Si passa all'articolo 27.

                             «Articolo 27
                        Sottoconti di Tesoreria

   1.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge  l'articolo 21 della legge regionale 7 marzo  1997,  n.  6  e
  successive modifiche e integrazioni è abrogato.

   2.  Per effetto dell'abrogazione di cui al comma 1, tutte le somme
  relative alle assegnazioni o trasferimenti di parte corrente ed  in
  conto  capitale accreditate in favore di comuni, province, enti  ed
  aziende del settore pubblico regionale negli appositi sottoconti di
  Tesoreria  unica regionale sono eliminate dai pertinenti sottoconti
  con  decreto  del Ragioniere generale della Regione da  pubblicarsi
  sulla  Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana  ai  fini  della
  relativa  notifica agli enti interessati. Copia di detto decreto  è
  allegata   al  rendiconto  generale  della  Regione  dell'esercizio
  finanziario 2018.

   3.  Le predette somme sono versate in appositi capitoli di entrata
  del bilancio della Regione a destinazione vincolata.

   4.   All'eventuale  pagamento  delle  spese  relative  alle  somme
  eliminate  ai  sensi del comma 2, corrispondenti ad assegnazioni  o
  trasferimenti senza vincolo di specifica destinazione, si provvede,
  entro  e  non  oltre il 31 dicembre 2021, nel caso in cui  sussista
  l'obbligo nei confronti dei titolari degli originari sottosconti di
  tesoreria   unica   regionale,  previa  istanza  documentata   alle
  competenti  amministrazioni regionali che  hanno  dato  luogo  alle
  originarie assegnazioni o trasferimenti, da presentarsi entro il 30
  novembre 2021.

   5.  Per le somme eliminate ai sensi del comma 2, corrispondenti ad
  assegnazioni o trasferimenti con vincolo di specifica destinazione,
  non  si  applicano i termini previsti dal comma 4  e  all'eventuale
  pagamento delle relative spese si provvede con le modalità  di  cui
  al comma 4 o, qualora l'amministrazione competente dimostri che non
  sussista  più l'obbligo nei confronti dei titolari degli  originari
  sottosconti di tesoreria unica regionale, nel rispetto del  vincolo
  di destinazione delle somme.

   6.   Con   provvedimento  del  Ragioniere  generale,  su   istanza
  dell'amministrazione  competente, si provvede all'iscrizione  delle
  relative somme sui pertinenti capitoli di spesa.

   7.  E'  abrogato  il  comma 7 bis, dell'articolo  1,  della  legge
  regionale 20 gennaio 1999, n. 5.

   8.  Le disponibilità residue dei sottoconti di tesoreria intestati
  ai  commissari liquidatori degli enti in liquidazione sono  versate
  in entrata del bilancio dell'ente medesimo.»

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  27.5  a
  firma degli onorevoli Cancelleri ed altri. È mantenuto?

   CANCELLERI.  Vorrei  che  l'Assessore  lo  spiegasse  con   calma,
  dopodiché  sono  anche  disposto a ritirare tutti  gli  emendamenti
  soppressivi a mia firma.

   PRESIDENTE.  Dov'è  l'Assessore? Assessore  Armao,  chiedo  scusa,
  l'onorevole  Cancelleri vorrebbe spiegato l'articolo 27  Sottoconti
  di Tesoreria.

   ARMAO, assessore per l'economia. Allora, questo come indica  anche
  l'ufficio studi dell'Assemblea, è una disposizione che ha  proposto
  la  Ragioneria Generale per acclarare un accantonamento,  derivante
  dall'applicazione del 118 concernente fondi che sono  destinati  ai
  comuni, circa 602 milioni - mi dice la Ragioneria Generale - e che,
  invece,  per esigenze di applicazione al 118 non possono  permanere
  in  bilancio ma vanno accantonati in un fondo dal quale poi vengono
  prelevati  successivamente nell'interesse dei comuni,  ma  non  più
  assegnati  nell'originaria impostazione del bilancio all'originario
  destinatario.
   Quindi, questa è una norma assolutamente tecnica, che non ha alcun
  tipo  di  inferenza  sull'assegnazione dei fondi  ma  concerne  una
  diretta  applicazione  del  118. E' stata  integralmente  formulata
  dalla  Ragioneria  Generale  e l'ufficio  studi  dell'Assemblea  ha
  chiesto  soltanto,  ha  invitato il Governo a  fornire  i  relativi
  chiarimenti sulla indicazione numerica. L'indicazione numerica, che
  mi  ha  dato  stamattina stessa la Ragioneria  Generale  è  di  602
  milioni  di euro che, ripeto, confluiscono in un fondono  a  favore
  dei  comuni.  Quindi,  non  c'è alcun  tipo  di  alterazione  della
  assegnazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri?

   CANCELLERI.  Presidente, è un fatto tecnico. Anche  a  nome  degli
  altri   deputi   dichiaro   di  ritirare  tutti   gli   emendamenti
  soppressivi.

   PRESIDENTE. Quindi mantiene l'emendamento?

   CANCELLERI. No, lo ritiro.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne  prende   atto.   Basta,   ritirato
  l'emendamento.  Quindi  tutti  gli  emendamenti  soppressivi   sono
  ritirati, non ci sono altri emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                             «Articolo 28
             Norme per il personale regionale e degli enti

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 26, comma 12, della  legge
  regionale   16  aprile  2003,  n.  4  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  è  autorizzata  la  spesa  di  293.049,55  euro   per
  l'esercizio  finanziario  2018,  280.454,25  euro  per  l'esercizio
  finanziario 2019 e 281.526,57 euro per l'esercizio finanziario 2020
  (Missione 1, Programma 3, capitolo 212025), per il pagamento  degli
  emolumenti e degli oneri riflessi relativo al personale in servizio
  presso  il Dipartimento bilancio e la Centrale Unica di Committenza
  (CUC).

   2.  Per  le finalità di cui all'articolo 1, comma 10, della  legge
  regionale  5  novembre  2004,  n.  15  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  è  autorizzata per l'esercizio finanziario  2018,  la
  spesa  di  1.019.302,78 euro, per l'esercizio finanziario 2019,  la
  spesa  di  885.644,99 euro e, per l'esercizio finanziario 2020,  la
  spesa  di  884.376,67  euro  (Missione 13,  Programma  7,  capitolo
  412016).

   3.  All'articolo 60 della legge regionale 11 agosto 2017,  n.  16,
  dopo  la parola  irregolarità  sono inserite le parole  ovvero  che
  non abbiano potuto presentare istanza in quanto in aspettativa,  in
  malattia  o  temporaneamente  sospesi,  possono  presentarla  entro
  sessanta  giorni  dalla  data di entrata in vigore  della  presente
  legge .

   4.  Il  comma  8 dell'articolo 52 della legge regionale  7  maggio
  2015,  n. 9 e successive modifiche e integrazioni è sostituito  dal
  seguente:

    8.  Il  trattamento  di  fine servizio o  di  fine  rapporto  dei
  dipendenti collocati in quiescenza ai sensi del presente articolo è
  corrisposto con le modalità e i tempi previsti dai commi 484 e  485
  dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147. .

   5.  Le disposizioni di cui al comma 8 dell'articolo 13 della legge
  regionale 17 marzo 2016, n. 3 trovano applicazione anche in  favore
  dei  soggetti posti in quiescenza a far data dall'entrata in vigore
  della legge regionale n. 9/2015.

   6.  Al  comma 20 dell'articolo 49 della legge regionale n. 9/2015,
  dopo le parole  esclusivamente in ore  sono aggiunte le parole   ad
  eccezione  dei  permessi  di  cui all'articolo  33  della  legge  5
  febbraio 1992, n. 104 e successive modifiche ed integrazioni .

   7.  Al  comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre
  2016,  n.  27, le parole  per il biennio 2017-2018  sono sostituite
  dalle parole  per il triennio 2017-2019 .

   8.  La  copertura finanziaria di cui al comma 7 è assicurata dallo
  stanziamento  del capitolo 215754 istituito ai sensi del  comma  21
  dell'articolo  3 della legge regionale n. 27/2016. A  tal  fine  il
  Ragioniere generale della Regione è autorizzato, previa delibera di
  Giunta, ad iscrivere su richiesta del Dipartimento regionale  della
  funzione  pubblica  la  relativa somma sui pertinenti  capitoli  di
  bilancio del Dipartimento regionale della funzione pubblica.

   9.  Le  Camere  di  Commercio  della Regione  sono  autorizzate  a
  costituire il  Fondo unico di quiescenza del personale delle Camere
  di  Commercio della Sicilia  al quale sono affidati le  funzioni  e
  gli oneri relativi al trattamento economico pensionistico e di fine
  servizio  del  personale, attualmente in quiescenza e in  servizio,
  assunto  anteriormente alla data di entrata in vigore  della  legge
  regionale  4 aprile 1995, n. 29, previsto a carico delle rispettive
  Camere.

   10. Al Fondo unico, istituito ai sensi del comma 9, è riconosciuta
  piena autonomia gestionale e funzionale.

   11.   L'organizzazione   e  il  funzionamento   del   Fondo   sono
  disciplinate con decreto del Presidente della Regione, su  proposta
  dell'Assessore regionale per le attività produttive di concerto con
  l'Assessore  regionale  per l'economia, da emanarsi  entro  novanta
  giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

   12.  Per l'espletamento delle proprie funzioni il Fondo si  avvale
  unicamente  di  personale in servizio presso le  stesse  Camere  di
  Commercio.

   13.  L'istituzione e la gestione del Fondo di cui al comma  9  non
  implicano  oneri  diretti e indiretti a carico del  bilancio  della
  Regione».

   Su richiesta del Governo l'articolo 28 è accantonato.
   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                             «Articolo 29
          Norme in materia di semplificazione amministrativa
                      per le strutture di vendita

   1.  La  lettera  a)  del  comma 4 dell'articolo  22,  della  legge
  regionale  22  dicembre  1999,  n. 28  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni è sostituita dalla seguente:

    a) non inizi l'attività di vendita una:

   1)  media  struttura  di vendita entro due  anni  dalla  data  del
  rilascio;

   2)  grande  struttura di vendita entro tre anni  decorrenti  dalla
  data della deliberazione conclusiva della conferenza di servizi  di
  cui al comma 3 dell'articolo 9;

   3) un'area commerciale integrata, cosi come definite dall'articolo
  4,  comma  4,  dell'allegato  l del D.P.  Reg.  11  luglio  2000  e
  successive  modifiche e integrazioni, entro quattro anni decorrenti
  dalla  data  della  deliberazione conclusiva  della  conferenza  di
  Servizi di cui al comma 3 dell'articolo 9.
   Le  proroghe  già concesse per la realizzazione degli insediamenti
  commerciali  continuano  ad  avere  efficacia  fino  alla  naturale
  scadenza delle stesse; .

   2.  Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea  nella
  seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018

   3.  Al  fine di consentire uno sviluppo equilibrato delle  diverse
  tipologie  della  rete di vendita esistente alle condizioni  socio-
  economiche del territorio regionale, la Regione, relativamente alle
  grandi   strutture   di  vendita,  predispone  una   programmazione
  commerciale regionale che tiene conto delle peculiarità dei diversi
  ambiti territoriali.

   4. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
  sono attuate le disposizioni di cui al comma 3.

   5.  Le  conferenze di servizi di cui all'articolo  9  della  legge
  regionale n. 28/1999 possono essere indette solo in presenza  dello
  strumento  urbanistico  adeguato alle disposizioni  in  materia  di
  programmazione  commerciale comunale di cui  all'articolo  5  della
  stessa legge regionale».

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  Ho  presentato  un
  emendamento all'articolo 29.

   PRESIDENTE.   Allora,  intanto  i  primi  due   emendamenti   sono
  soppressivi, il 29.5 è a firma degli onorevoli Lupo e  Gucciardi  e
  il  29.9  è  a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri. Rimangono
  validi o sono ritirati? Articolo 29.

   CANCELLERI. Se l'Assessore illustra l'articolo.

   TURANO,  assessore  per  le attività produttive.  Illustrerò  pure
  l'emendamento che ho presentato l'emendamento che ho presentato  in
  aggiunta all'articolo. E' una sorta

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, scusi, non dia le  spalle  alla
  Presidenza.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive.  Il  commercio  in
  Sicilia è stato gestito come una sorta di far west dove tutti hanno
  fatto  tutto quello che volevano. Il principio secondo il quale  il
  profitto  lo fanno i privati ed i problemi rimangono alla politica,
  secondo,   me   è  un  principio  inaccettabile.  Quindi,   abbiamo
  verificato che in Assessorato sono pendenti pratiche dal 2001,  che
  vengono  puntualmente  rinnovate nonostante  non  comincino  mai  i
  lavori  e  servono  soltanto  per  bloccare  altre  iniziative.  Di
  converso  con  l'ultimo comma abbiamo scoperto  che  per  le  medie
  strutture  di vendita i comuni non hanno bisogno del  PUC,  per  le
  grandi strutture di vendita hanno bisogno del PUC.
   Solitamente che succede? Che i comuni prima autorizzano  la  media
  struttura  di  vendita,  poi chiedono l'ampliamento,  convocano  la
  conferenza dei servizi, lì la Regione dà il parere contrario  e  la
  conseguenza  è  che l'eventuale contenzioso si pone  in  capo  alla
  Regione.
   Al fine di eliminare tutto questo abbiamo, come dire, definito che
  alla  scadenza naturale delle istanze presentate le stesse, se  non
  cominciano i lavori, decadono, e che le conferenze di servizio  non
  possono  essere  più  presentate  se  il  PUC  non  prevede  quella
  struttura.
   Vorrei  fare  un  esempio  che è illuminante  e  che  riguarda  il
  territorio  del catanese, la grande catena di distribuzione  Auchan
  ha sei ipermercati in tutta la Sicilia, di cui tre ubicati soltanto
  a  Catania,  ed  uno limitrofo alla provincia di  Catania  ed  alla
  provincia di Siracusa. E' chiaro che se non vi è una pianificazione
  generale  non  siamo  nelle condizioni,  poi,  di  determinare  gli
  effetti  dell'impoverimento di alcune aree  o  dell'intasamento  di
  altre aree.
   In aggiunta a questo ho presentato un emendamento, Presidente, che
  secondo  me  pone  una  regola di giustizia, ogni  qualvolta  viene
  autorizzata  una  grande  struttura di vendita,  viene  chiaramente
  riservata  un'area a parcheggio per i soggetti diversamente  abili,
  ma   non   è  previsto  nessun  controllo;  stiamo  chiedendo   con
  l'emendamento di attrezzare la cartellonistica presso le strutture,
  al  fine  di permettere al soggetto svantaggiato di poter usufruire
  del  servizio  e  di  segnalarlo al numero  verde  qualora  dovesse
  trovare lo stallo occupato.
   E,  infine, Presidente una modernità su cui penso la Regione debba
  attrezzarsi ed adeguarsi: abbiamo previsto che per l'autorizzazione
  delle  medie  strutture  di  vendita,  delle  grandi  strutture  di
  vendita,   dei   parcheggi  e  delle  autorimesse  l'installazione,
  chiaramente  per le nuove aperture, delle colonnine  elettriche  al
  fine  di  permettere  al mercato delle auto che,  naturalmente,  va
  verso  un  mercato  green,  verso le  auto  elettriche,  di  potere
  ricaricare la macchina stessa.
   Io immagino, Presidente, cosa succederà in Sicilia quando l'utente
  che ha la macchina elettrica potrà andare all'ipermercato, lasciare
  la  macchina, andare a fare la spesa e trovare la macchina  diciamo
  con il pieno.
   Credo   che   sia  una  tendenza  culturale  importante   che   va
  sollecitata, e va sollecitata con iniziative legislative, di chiara
  lettura che tutti possono condividere, ragione per la quale  chiedo
  ai  colleghi  dei Gruppi parlamentari, dopo le spiegazioni  che  ho
  dato,  di  ritirare  gli emendamenti soppressivi  e  di  sostenere,
  invece, l'emendamento aggiuntivo che il Governo ha appena finito di
  illustrare.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome la norma  al
  di  là del merito non ha avuto il parere della Commissione Attività
  produttive

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  No,  è   stata
  apprezzata dalla competente Commissione.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Turano, il dialogo a  due  non
  funziona, faccia parlare l'onorevole Lupo e poi chiede la parola.

   LUPO. Vorrei chiedere alla Presidenza dell'Assemblea regionale  di
  verificare  se l'articolo 29 di cui discutiamo ha avuto  il  parere
  della  Commissione  Attività produttive', se così fosse  esaminiamo
  il contenuto e procediamo, se così non fosse invito la Presidenza a
  stralciare l'articolo, rinviarlo al collegato visto che  è  materia
  ordinamentale, previo parere della Commissione competente.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  La  Commissione
   Attività  produttive' ha avuto, ha apprezzato l'articolato  perché
  personalmente sono andato lì e l'ho illustrato, così come ho  fatto
  in  Commissione  Bilancio'. Detto ciò, Presidente, è chiaro che  si
  deve capire quali sono le posizioni, perché su questo argomento - e
  voglio  essere chiaro - c'è un netto spartiacque tra  chi  prova  a
  mettere  ordine  in  un  settore  molto  delicato  che  rappresenta
  sicuramente ricchezza per il territorio siciliano, ma che  non  può
  determinare  un  preconcetto, e chi  invece  ritiene  che  le  cose
  possano continuare così.
   Io  il principio secondo il quale non dobbiamo fare niente non  lo
  posso  accettare, e con onestà intellettuale ho seguito il  cammino
  nelle   competenti   Commissioni  ed  ho   illustrato   il   merito
  dell'emendamento;  aggiungo inoltre, Presidente, che  l'emendamento
  che   è  stato  addirittura  apprezzato  in  Commissione   Attività
  produttive'  conteneva una disposizione che, poi,  su  suggerimento
  degli  Uffici dell'Assemblea è stata stralciata perché riteneva  di
  violare la libera concorrenza tra gli imprenditori, e che prevedeva
  che  negli  spazi commerciali vi fosse un'area adibita ai  prodotti
  siciliani.
   Io  credo  che la crisi del prodotto siciliano, così come  abbiamo
  fatto  nella  riunione  con  gli amici di  Ragusa,  gli  amici  non
  deputati, gli amici imprenditori di Ragusa, che lamentavano che sul
  posto   non   venissero  venduti  prodotti  siciliani,  addirittura
  organizzando  una  bizzarra  quanto  prestigiosa  iniziativa,  cioè
  quella  di  far  capire all'utente finale che negli scaffali  della
  grande distribuzione non trovavano il prodotto siciliano e l'utente
  ritornava.  Io  mi  ero  permesso,  addirittura,  di  inserire  una
  disposizione che desse, appunto, negli spazi commerciali  un  luogo
  destinato ai prodotti siciliani.
   Gli Uffici dell'Assemblea hanno fatto rilevare che, sul punto, non
  erano d'accordo e dopo l'apprezzamento positivo in Commissione,  io
  stesso nella riscrittura non l'ho presentato.
   Credo che abbiamo seguito tutte le procedure e non vedo difficoltà
  di  sorta. Poi, l'Assemblea si determina legittimamente, si  capirà
  bene  chi  è  pronto  ad imporre alcune regole, anche  alla  grande
  distribuzione  -  e  questo Governo è fiero dell'attività  che  sta
  facendo - e chi, invece, ritiene di dover rinviare tutto perché  le
  cose così stanno bene.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  è
  chiaro  che è una  Finanziaria' di precisazioni, dobbiamo precisare
  pure  le  virgole, altrimenti, si viene tacciati di  essere  contro
  questo o quell'altro.
   E'  normale  che siamo assolutamente in accordo nel  normare,  nel
  decidere di mettere delle regole ad un settore che, in questi anni,
  è  stato un assoluto far west, però dico una cosa, a parte il fatto
  che  questa  è una norma di carattere, veramente, ordinamentale  e,
  secondo  me, può avere anche margini per poter essere,  in  qualche
  modo,  migliorata,  mi consentirà l'Assessore di utilizzare  questo
  termine, tutto si può migliorare, ma dico anche un'altra cosa: sono
  delle  norme che possono caratterizzare fortemente anche  l'impatto
  relativamente  alla  vita, poi, di chi fa attività  commerciale  in
  Sicilia   e  quant'altro,  andarle  a  derubricare  in  una   norma
  finanziaria,  mi  sembra  davvero , cioè noi  con  velocità  stiamo
  andando a apportare delle modifiche sostanziali.
   La  richiesta dell'onorevole Lupo mi sembra di assoluto buonsenso,
  il  collegato così farà subito dopo la finanziaria. Perché le  dico
  questo e sono convinto che l'Assessore sarà d'accordo? Perché è  di
  qualche  giorno  fa  una importantissima sentenza  della  Corte  di
  Giustizia  europea, io col Gruppo stiamo presentando un disegno  di
  legge  apposito  per  introdurre  questa  cosa,  perché  in  Spagna
  (Catalogna, Asturie ed Aragona) hanno messo, praticamente, a questi
  grandi centri commerciali, a questi grandi centri che impattano sui
  territori  e  che,  spesso,  poi, vanno a desertificare  l'attività
  commerciale  dei  piccoli  commercianti  ed  artigiani  che  vivono
  all'interno,  una  tassa regionale. Una tassa  regionale  che  deve
  essere  reinvestita  in  qualità dell'ambiente,  in  qualità  delle
  infrastrutture, in miglioramento dei centri storici e quant'altro.
   L'associazione  nazionale, ovviamente,  di  questi  grandi  gruppi
  commerciali  ha,  immediatamente,  fatto  ricorso  alla  Corte   di
  Giustizia  spagnola che ha chiesto alla Corte di Giustizia  europea
  cosa  ne pensasse. La Corte di Giustizia europea ha dichiarato  che
  ci  sia  la  libertà di stabilimento e che il diritto di tutti  gli
  stati  non ostano alle imposte. In poche parole ha detto che queste
  tasse regionali si possono fare.
   Ora  dico  una  cosa:  c'è un treno che sta passando,  importante,
  soprattutto  nella zona del catanese, ci sono veramente  tantissimi
  centri  commerciali sul territorio e, veramente, di questa cosa  si
  sente  il  bisogno  anche  di normarla e  quant'altro.  Perché  non
  cominciamo  a  mettere in piedi una norma? Io chiedo  all'Assessore
  semplicemente una settimana di tempo che è quella che  passerà  tra
  l'approvazione    della    Finanziaria'   e   l'approvazione    del
   collegato', perché cominceremo a lavorare immediatamente dopo.  Se
  c'è  il buonsenso di potere mettere in pratica questa cosa qui,  io
  credo  che,  davvero, ci sarà la massima condivisione da  parte  di
  tutti. Poi, per carità, si possono ascoltare le posizioni, però  se
  ci  impuntiamo su delle cose che per forza si devono  fare  subito,
  per carità.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  ascoltando  gli  interventi dei miei colleghi,  siccome  dalla  mia
  Commissione  quest'articolo è passato, è stato apprezzato  più  che
  votato, tuttavia penso che, rispetto agli interventi che sono stati
  fatti  in Aula, anche se non è disdicevole l'idea che possa  essere
  anche   condivisa,   questo  articolo  può   essere   rinviato   al
   collegato'.
   Se l'assessore Turano, e questo coinvolge anche la Giunta, anziché
  trovarci  soccombenti davanti a queste cose, pensasse  che  si  può
  rinviare al  collegato' credo che sia una proposta saggia  per  non
  rendere vano lo sforzo fatto dall'Assessore,  dai miei colleghi che
  si sono pronunciati in questo senso ed il mio, pertanto propenderei
  per l'idea di rinviarlo al  collegato'.
   Tuttavia,  è  una decisione che spetta al Governo ed all'assessore
  Turano.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, voglio essere chiaro: oggi ci stiamo  soltanto
  occupando  di provare a mettere delle regole e, siccome l'argomento
  merita  attenzione ed è pertinente, voglio che l'Aula  si  esprima,
  l'ho illustrato con dovizia di particolari, ho detto quali sono gli
  effetti negativi che determina la situazione attuale.
   Quando  faremo  la riforma del commercio e l'onorevole  Cancelleri
  sarà attento e bravo perché supporterà le iniziative del Governo  o
  il  Governo non avrà difficoltà, qualora lui presenti un disegno di
  legge meritevole, ad apprezzarlo positivamente, il Governo farà  la
  sua parte.
   Su  questo argomento oggi non intendiamo indietreggiare, perché  è
  un   principio  di  buon  senso, un  principio  di  serietà  e  che
  caratterizza

   CRACOLICI. E' sbagliato l'atteggiamento

   TURANO,   assessore   per  le  attività   produttive.   Ma   quale
  atteggiamento  Io ho chiesto a tutti, ho illustrato, ho parlato con
  calma.
   Detto ciò il Governo insiste per votare l'articolo, Presidente.

    DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi,  onorevole
  Presidente della Regione, dobbiamo capire come andare avanti.
   Il  Partito  Democratico si sta limitando negli interventi  e  lei
  l'avrà notato, alcune cose le stiamo anche votando, lezioni,  però,
  non ne possiamo prendere in Parlamento.
   Allora,  la  prego,  Presidente, agli Assessori dobbiamo  spiegare
  bene  che il Parlamento va rispettato. Spartiacque, dobbiamo vedere
  chi sono i bravi, i buoni ed i cattivi. Non è possibile, Assessore.
   Se  noi  vogliamo andare avanti così, secondo me  qui  apriamo  le
  danze
   Tranquillizziamoci, sereni, rispettosi al massimo del  Parlamento,
  cerchiamo   di   capire,  poi  ognuno  si   assumerà   le   proprie
  responsabilità. Non ci spaventiamo.
   Quindi,  noi sappiamo cosa fare e stia tranquillo che la metteremo
  in condizione di raggiungere il risultato.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, colleghi, assessore Turano, mi voglio
  riferire  all'emendamento chiamiamolo  acchiappa grillini ,  perché
  bellissimo, i parcheggi per i disabili, le colonnine elettriche,  è
  fatto obbligo .
   Ma gli obblighi senza sanzioni non funzionano.
   Se  io  non lo faccio, se io ho un centro commerciale dove è fatto
  obbligo non lo faccio. Allora, che mi succede?

   TURANO,   assessore  per  le  attività  produttive.  Aggiunga   un
  subemendamento...

   SIRAGUSA.  Questo bisogna fare, altrimenti sembra una norma  fatta
   spot' per catturare
   E' di buon senso quando ci si mette la sanzione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio  fare  un
  ragionamento che è rivolto  alla coalizione che sostiene il Governo
  eD al Presidente della III Commissione.
   Questa  è una norma che ha voluto il Governo. Il Governo  dopo  20
  anni  propone  una norma  di razionalizzazione in un  settore  che,
  ovviamente,  in  questi  anni ha lasciato a desiderare,  c'è  stata
  molta incertezza.
   Io stesso sono stato in quell'Assessorato e non vi nascondo che ci
  sono  state  anche  delle difficoltà spesso che  hanno  determinato
  anche  dei  pronunciamenti  in sedute  straordinarie  da  parte  di
  quest'Aula   a   proposito  dei  termini,  perché  si   tratta   di
  investimenti abbastanza corposi.
   Questa norma l'ha voluta il Governo, credo che la coalizione abbia
  il  dovere di sostenerlo perché pone una razionalizzazione e  fissa
  dei  paletti  ben  precisi  evitando, ovviamente,  ricorsi  e  atti
  amministrativi che sono impugnati poi dalle ditte, perché nel corso
  della   realizzazione  dei  lavori  spesso  ci  sono  stati   delle
  problematiche che sono state affrontate.
   Al Parlamento dico che dopo 20 anni una rivisitazione di una legge
  è  buona e credo che, al di là delle idee che ci possono essere  di
  spostarle  o  non spostarle, l'argomento è urgente  e  deve  essere
  affrontato,  perché se noi lasciamo ancora spazio a contenzioso  ed
  altro tipo sarà sempre il giudice, il TAR a definire i percorsi che
  invece debbono essere definiti dal Governo.
   Il  Parlamento deve essere chiamato a rispondere ad  una  proposta
  che  fa il Governo e credo che debba esserci un confronto sereno  e
  pacato.  Se  è  necessario  presentare un emendamento  lo  possiamo
  accantonare  qualche  minuto  e  rimettere,  invece,  in  pista  un
  articolo  che  credo sia importante per il Governo ma, soprattutto,
  per chi si confronta con la Regione siciliana, chi si confronta con
  i  Comuni, chi si confronta con i Sindaci, perché spesso  le  ditte
  che  hanno  fatto  un  percorso lungo  e  laborioso  nella  Regione
  siciliana ottenuto l'autorizzazione hanno difficoltà ad iniziare  i
  lavori immediatamente.
   Quindi,   questo   spostamento  dei  termini  e  questa   modifica
  legislativa credo che ponga chiarezza nei confronti del settore del
  commercio  che  non  vive certamente un momento  felice  in  questo
  momento.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
  per   un   chiarimento,  perché  voglio  raccogliere  assolutamente
  l'invito  che  arriva  dall'opposizione che mi  pare  assolutamente
  ragionevole e garbato.
   Consentitemi di dire che altrettanto garbato e ragionevole mi pare
  la  proposta  che  ha  avanzato il Governo  attraverso  l'Assessore
  Turano.
   C'è  una norma assolutamente semplice, di carattere organizzativo,
  che  mette  regole in un settore assai delicato che  è  quello  dei
  disabili,   ma  sui disabili parleremo più avanti in maniere  anche
  più  approfondita.  E'  una norma assolutamente  semplice  che  non
  merita alcun approfondimento.
   La  norma  è passata dalle Commissioni di merito; l'Assessore  con
  grande  disponibilità d'animo l'ha illustrata, dopo  tutto  se  noi
  dobbiamo  andare  molto  più velocemente  come  spesso  incalza  il
  Partito Democratico - e noi condividiamo - e non possiamo lasciarci
  indietro  e accumulare temi che possono invece essere affrontati  e
  risolti  per  alcuni  aspetti e approfonditi  nel  corso  dei  mesi
  successivi per altri aspetti assai più importanti.
   Volevo rassicurare i deputati dell'opposizione che da parte nostra
  non  c'è  nessuna  volontà né di iattanza né di  mostrare  muscoli,
  anche perché qua nessuno ha muscoli da mostrare e men che meno noi.
   Ragionevolmente   sottoponiamo  all'attenzione   del   Parlamento,
  intanto,  una  norma  che mette ordine in  un  settore  quello  dei
  disabili e delle aree della grande distribuzione organizzate che mi
  sembra  di  una semplicità davvero disarmante, il che non significa
  che nei prossimi  mesi, nelle prossime settimane non si debba tutti
  insieme  affrontare  un  tema  legato,  ad  esempio,  alla   grande
  distribuzione organizzata, che in Sicilia meriterebbe  di  ricevere
  qualche regola in più.
   Per  cui,  andiamo avanti, la sottoponiamo al voto dell'Assemblea;
  l'Assemblea  è libera di votare come sempre ha fatto, ma  da  parte
  nostra  grande  disponibilità a mantenere un  clima  improntato  al
  reciproco rispetto e a reciproca - spero - comprensione. .

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.5.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. No, dopo l'intervento del Presidente della Regione non
  possiamo continuare. Il Governo ha chiesto di votare.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 29.5.
   Chiarisco il significato del voto: chi vota è favorevole  preme  il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si  astiene
  preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:

   Favorevoli          19
   Contrari            29

                           (Non è approvato)

   Quindi, l'emendamento non è approvato.

                          (Proteste in Aula)

   Scusate,  qual  è  il  problema   Ma,  scusate,  perché  le  altre
  votazioni sono andate bene e questa no  Non capisco
   Vorrei  che fosse chiaro che la Presidenza non è che può  cambiare
  le carte
   Ci  sono queste macchine che funzionano, fino ad ora  C'è un  dato
  che su 63 hanno votato in 48.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, io non posso dare la parola  su  questo
  argomento.  La prego, onorevole Foti, non le ho dato la facoltà  di
  parlare
   Se  poi  l'Aula vorrà bocciare l'articolo lo farà al  momento  del
  voto  sull'articolo. Questa votazione è conclusa.  Andiamo  avanti,
  per favore.

                          (Proteste in Aula)

   CRACOLICI. Ma non è possibile    Presenti 73 . Siamo 70

   PRESIDENTE.  Se  c'era  presenti 73  allora è andata  in  tilt  la
  macchina.  Ma  senza gridare  Se è andata in tilt  la  macchina  si
  ripete  la  votazione. Basta  Non avevo capito che fosse andata  in
  tilt la macchina. Pensavo ci fosse una protesta di altro tipo.
   Con grande calma; può essere che c'è un ritorno al passato e ce li
  dà  per 90, che è quello della passata legislatura. E' ovvio se  si
  evitasse  di  gridare  e  le cose si dicessero,  perché  c'è  stata
  confusione  e non si è capito più niente  Se mi fosse  stato  detto
  subito  che c'erano 73 presenti, avrei immediatamente detto  che  è
  andata  in  tilt  la  macchina e, quindi, si deve obbligatoriamente
  rivotare,  perché  altrimenti  dovrei  pagare,  questo  mese,   tre
  stipendi  in più di deputato ed i soldi non ce li abbiamo  Dovremmo
  chiedere  un aumento alla Regione per pagare  tre stipendi  di  tre
  deputati in più
   Diamo  tempo agli Uffici di verificare; sospendiamo per  un'ora  e
  speriamo  che  in  questa  ora  di  tempo  gli  Uffici  riescano  a
  verificare.
   La seduta è, pertanto, sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.11, è ripresa alle ore 15.03)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, devo dare un piccolo  chiarimento
  sulla  problematica del voto elettronico. Chiederei  un  attimo  di
  attenzione  perché se vogliamo continuare questa seduta in  maniera
  serena dobbiamo tutti, stare attenti.
   Il  problema che si è verificato nasce, in primo luogo, da un  mio
  errore  perché  ho  dichiarato chiusa la  votazione  ed  ho  chiuso
  elettronicamente una frazione di secondo dopo; quindi, nel  momento
  in  cui  dichiaravo chiusa la votazione, correttamente  i  colleghi
  hanno  tolto il dito dal voto, in realtà ho chiuso una frazione  di
  secondo dopo per cui tutta una serie di persone sono risultate  non
  votanti.
   Ma il problema che sembrava serio, e cioè il fatto che spuntassero
  più presenti di quanti non fossimo in totale in quest'Aula, cioè  i
  70  deputati  che siamo, nasceva dal fatto che coloro  che  avevano
  chiesto  il  voto segreto, poi avevano tolto il dito e  risultavano
  due  volte, una volta come richiedenti del voto, una volta come non
  votanti.
   Siccome  il  richiedente  del  voto è considerato  dalla  macchina
  automaticamente votante, ne risulta uno in più, la  stessa  persona
  quindi risultava votante e non votante.
   Devo  stare sicuramente molto più attento, quando dichiaro  chiusa
  la  votazione, a togliere il dito - nel momento stesso  in  cui  la
  dichiaro  -  se  facciamo  le cose con calma,  senza  agitazione  e
  premure  con  cui abbiamo fatto prima, possiamo andare  avanti  con
  questo  meccanismo  che è indubbio presenta dei  problemi,  inutile
  negarlo.
   Il  nuovo  software  è  già  in Assemblea,  deve  essere  soltanto
  impiantato  in  attesa  dell'arrivo degli esperti  per  montarlo  e
  impiantarlo il più presto possibile.
   Nel momento del voto, inviterei tutti i colleghi a stare seduti ed
  evitare  grandi confusioni. Per primo io starò attento  a  fare  le
  cose  con serenità e togliere e mettere il dito nel momento in  cui
  bisogna farlo e procedere con i lavori.
   Se  ci  dovessero  essere problemi e non potessimo  utilizzare  il
  sistema elettronico vi dico che sarebbe un problema perché dovremmo
  utilizzare  il vecchio sistema dei bussolotti e per ogni  votazione
  passerebbe un'ora.
   Vi  prego  di  essere attenti, me compreso, perché  l'errore  l'ho
  fatto  io e me lo devo dire allo specchio prima di tutti, vi  prego
  grande  serenità durante le votazioni, se possiamo rimanere  seduti
  probabilmente   riusciremo  ad  andare  avanti  tranquillamente   e
  serenamente.

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori e  come
  si sono sviluppati.
   Vorrei  che mi seguisse un attimo, Presidente. Sui fatti  relativi
  alla votazione dell'articolo 29, sto molto apprezzando l'inciso che
  ha   voluto  dare  all'Aula  sugli  errori  provocati  dal  sistema
  operativo ecc.
   Ricorderà, Presidente, che durante la bagarre in Aula le ho  fatto
  più volte cenno di volere parlare.
   Una cosa l'ho apprezzata e cioè che ha dato il giusto chiarimento.
   Non  ho  apprezzato  e,  con spirito di leale  collaborazione,  la
  invito  a non volere intrattenere conversazioni con i Deputati  che
  si  mettono  a sbraitare da qui sotto invece di guardare  qui  allo
  scranno chi, correttamente, ordinatamente, chiede la parola  quando
  è necessario.
   Mi  pare  che  da  parte  del  mio Gruppo  non  stiano  provenendo
  interventi  strumentali o ostruzionistici ma solo nel merito  delle
  questioni.
   Garantire  l'ordine dello svolgimento dei lavori  rientra  in  una
  facoltà cui lei non deve derogare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  in  realtà  le  dico   che   quando
  intrattengo  rapporto con i colleghi è solo per chiedergli  di  non
  stare lì e interloquire con altri.
   Se  tutti evitassimo di andare ai banchi del Governo continuamente
  -  capisco  che ognuno ha le proprie esigenze - se potessimo  farlo
  meno possibile sarebbe meglio.
   Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 29.5.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 29.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           69
   Votanti            67
   Maggioranza        34
   Favorevoli         31
   Contrari           36

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 29.9 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 29.6, dell'onorevole Lupo,  soppressivo
  del comma 1.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Sospendo  nuovamente la seduta  per  un  difetto  nel
  sistema di votazione elettronica.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.12, è ripresa alle ore 15.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si  riprende  la  votazione  per  scrutinio   segreto
  dell'emendamento 29.6.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 29.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           69
   Votanti            62
   Maggioranza        32
   Favorevoli         29
   Contrari           33

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 29.11 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento  29.3, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 29.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           69
   Votanti            66
   Maggioranza        32
   Favorevoli         32
   Contrari           33

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 29.7 è precluso.
   Tutti  gli  altri  emendamenti  presentati  all'articolo  29  sono
  ritirati dai rispettivi firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 29.12 del Governo,  al  quale  è  stato
  presentato il subemendamento 29.12.1.
   Assessore Turano, siamo sicuri che, come Assemblea, possiamo  pure
  stabilire  quant'è la sanzione? Perché mi sembra molto curioso  che
  noi possiamo costringere i titolari dei supermercati a farsi carico
  di parcheggi che non sono di loro competenza.
    E'  fatto  obbligo  ai  responsabili di esercizi  commerciali  di
  verificare il corretto utilizzo degli spazi di parcheggio che  sono
  gestiti  da  loro'. Normalmente per queste cose ci  sono  i  vigili
  urbani  o  altri  che  dovrebbero controllare,  e  onestamente,  il
  subemendamento che stabilisce addirittura la sanzione per legge  mi
  sembra curioso.

   FOTI. E' ammissibile?

   PRESIDENTE. Che è ammissibile non ne sono proprio sicuro.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se noi stabiliamo
  l'obbligo  per  il  centro  commerciale di  montare  la  colonnina,
  possiamo   contestualmente  stabilire   la   sanzione   al   centro
  commerciale  a cui abbiamo stabilito l'obbligo, che se non  adempie
  all'obbligo ovviamente deve pagare.
   Cioè,  noi stiamo stabilendo a quel centro commerciale un obbligo.
  Se  abbiamo la facoltà di stabilire un obbligo, abbiamo la  podestà
  di  stabilire anche una sanzione quando non si rispetta  l'obbligo;
  mi pare normale.

   PRESIDENTE.  Io  credo che ci siano delle norme del  codice  della
  strada.

   SIRAGUSA. I parcheggi dei centri commerciali sono fuori dal codice
  dalla strada.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi comunque lo votiamo. Io mi permetto
  di dire quali sono i dubbi della Presidenza, poi se vogliamo andare
  avanti, andiamo avanti.

   CRACOLICI. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
  onorevoli colleghi, il fatto che un collega presenti una norma  per
  dire questi obblighi poi come si esercitano e propone una sanzione,
  è  legittimo  nel  momento  in cui io  credo  che  è  assolutamente
  discutibile  invece la fonte del problema. Perché il  Governo,  nel
  presentare  questo emendamento, stabilisce degli  obblighi,  alcuni
  dei quali sinceramente di difficile attuazione, perché dire che  un
  centro  commerciale  deve istituire un numero verde  per  segnalare
  coloro  che occupano uno spazio parcheggio previsto per i disabili,
  a quel punto il centro commerciale di questo numero verde cosa deve
  fare?  Un trasferimento di chiamata ai vigili urbani, perché non  è
  che  il  centro  commerciale può esercitare poteri di  polizia  nei
  confronti di qualunque cittadino.
   Quindi mi sembra che stiamo costruendo, anche in ragione di  buoni
  principi, un aggravamento di procedura che rende ancora discutibile
  perché  da  un lato il Governo, parliamoci chiaro, dice  che  vuole
  semplificare   allungando  i  termini  per  le  autorizzazioni,   e
  dall'altro  lato  costruisce  un  aggravamento  di  procedura   per
  prevedere  come dire una cosa che è di difficile attuazione  perché
  se  uno  si  occupa un posto nello spazio parcheggi  per  disabili,
  l'unica cosa che può fare è chiamare i vigili urbani, non il centro
  commerciale,  e lo dico con tutto il rispetto. Mi pare  che  stiamo
  discutendo quindi non dell'emendamento dell'onorevole Siragusa, che
  quanto meno prevede una sanzione, ma qua è il problema dell'obbligo
  che è ridicolo.

   PRESIDENTE.  La  Presidenza  ha già  suggerito  all'assessore  che
  effettivamente  questa è una cosa dubbia, ci sono  altre  categorie
  che si devono occupare di questo che non il responsabile del centro
  commerciale,  per  cui chiedo all'assessore Turano  se  ritiene  di
  dovere ritirare questo emendamento.

   TURANO.  Chiedo  di venga posta in votazione soltanto  la  seconda
  parte dell'emendamento 29.12.

   PRESIDENTE. Quindi si elimina la parte di  controllo dei parcheggi
   .  Pongo  in  votazione  la seconda parte dell'emendamento  29.12,
  relativa alla ricarica dei mezzi elettrici.
   Lo pongo in votazione.

   CANCELLERI.  chiedo che la votazione avvenga per scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 29.12 seconda
                                parte.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 29.12 seconda parte.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti e votanti  64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          64

                           (E' approvato)

   FOTI. Signor Presidente, gli onorevoli Pagana e Di Caro dichiarano
  di avere votato a favore, ma il loro voto non è stato registrato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, io mi sto  impegnando  personalmente
  affinché si possa sistemare tutto nel tempo più breve, ma non è una
  questione di minuti, purtroppo, è una questione di giorni.
   Pongo in votazione l'articolo 29.

   LUPO.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 29

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 29.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            69
   Votanti             68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          36
   Contrari            32
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura.

                             «Articolo 30
        Norme sulla stabilizzazione dei precari delle autonomie
                                locali

   1.  In  armonia con le disposizioni recate dal decreto legislativo
  25 maggio 2017, n. 75 e dalla relativa disciplina di attuazione, il
  comma 22 dell'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre 2016, n.
  27 è sostituito dal seguente:

    22. Nelle more dell'individuazione degli esuberi di personale  di
  cui  alle  procedure  previste dall'articolo 2  sono  consentiti  i
  percorsi  di  stabilizzazione di cui ai commi 1 e  2  del  presente
  articolo  nonché ai sensi dell'articolo 20 del decreto  legislativo
  25 maggio 2017, n. 75. .

   2.  Al comma 8 dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016 le
  parole  31 dicembre 2018  sono sostituite dalle parole  31 dicembre
  2020   e  le  parole  a decorrere dal 2019  sono  sostituite  dalle
  parole  a decorrere dal 2021. .

   3.  Al comma 9 dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016 le
  parole   In  armonia con la disposizione prevista dall'articolo  1,
  comma 426 della legge 23 dicembre 2014, n. 190  sono soppresse e le
  parole  31 dicembre 2018  sono sostituite dalle parole  31 dicembre
  2019 .

   4.  Al  comma 21 dell'articolo 3 della legge regionale n.  27/2016
  dopo  le  parole  dai commi 7 e 17  sono aggiunte le parole  nonché
  per  le  proroghe dei contratti e la stabilizzazione del  personale
  presente  nelle  graduatorie delle procedure di stabilizzazione  di
  cui all'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24. .

   5.  Per le finalità inerenti al superamento del precariato per  il
  triennio 2018-2020, è altresì utilizzabile la spesa di cui al comma
  28  dell'articolo  9  del  decreto legge 31  maggio  2010,  n.  78,
  convertito  con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122,
  calcolata   in  misura  corrispondente  alla  media  del   triennio
  2015/2017 e, ai fini delle disposizioni di cui all'articolo 1 commi
  557  e  562 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, relativamente  al
  calcolo  della  spesa  per il personale, al  netto  del  contributo
  erogato dalla Regione.

   6.  Ferme  restando  le  norme  di contenimento  della  spesa  del
  personale,   limitatamente   alle  risorse   regionali   aggiuntive
  assicurate  dalle  autorizzazioni  di  spesa  di  cui  al  comma  1
  dell'articolo 6 e al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale
  n.  5/2014  e  dalle autorizzazioni di spesa di cui  al  comma  10,
  lettera  b)  dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016,  gli
  enti   locali,  in  conformità  a  quanto  disposto  dal  comma   4
  dell'articolo  20 del decreto legislativo 25 maggio  2017,  n.  75,
  provvedono  ad avviare, entro il 31 dicembre 2018, le procedure  di
  stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, con contratti a
  tempo  indeterminato  anche part-time, per un  numero  di  ore  non
  inferiore  a  quello  in essere con il medesimo  lavoratore  al  31
  dicembre 2015, secondo le procedure di seguito indicate:

   a)  stabilizzazione  ai  sensi del comma 1  dell'articolo  20  del
  decreto  legislativo n. 75/2017 dei dipendenti a tempo  determinato
  iscritti  nell'apposito  elenco regionale di  cui  all'articolo  30
  della  legge  regionale  n.  5/2014,  istituito  ai  sensi  ed   in
  applicazione  del  comma 8 dell'articolo 4  del  decreto  legge  31
  agosto  2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla  legge  30
  ottobre 2013, n. 125, nel rispetto della legge 28 febbraio 1987, n.
  56;

   b)  stabilizzazione  ai  sensi del comma 2  dell'articolo  20  del
  decreto  legislativo n. 75/2017 dei dipendenti a tempo  determinato
  iscritti  nell'apposito  elenco regionale di  cui  all'articolo  30
  della  legge  regionale  n.  5/2014,  istituito  ai  sensi  ed   in
  applicazione  del  comma 8 dell'articolo 4  del  decreto  legge  n.
  101/2013  convertito  con modificazioni dalla  legge  n.  125/2013,
  mediante  procedure concorsuali riservate ai medesimi. Le  predette
  procedure  dovranno concludersi entro e non oltre  il  31  dicembre
  2020.

   7.  Le procedure di stabilizzazione di cui al comma 6, a totale ed
  esclusivo  carico  delle risorse regionali  gravanti  sui  capitoli
  191310,  191301 e 191320, non sono soggette ai vincoli e ai  limiti
  della spesa del personale propria dei singoli enti.

   8. La copertura finanziaria degli interventi previsti dal presente
  articolo  è  assicurata  per  l'esercizio  finanziario  2018  dalle
  autorizzazioni  di  spesa di cui al comma 1 dell'articolo  6  e  al
  comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio 2014,  n.
  5  e dalle autorizzazioni di spesa di cui alla lettera b) comma  10
  dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016, e dal  2019  fino
  al  2038 dallo stanziamento del capitolo 215754 istituito ai  sensi
  del  comma 21 dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016, nei
  limiti  delle autorizzazioni di spesa già previsti per  l'esercizio
  finanziario  2018. A tal fine il Ragioniere generale è autorizzato,
  previa   delibera  di  Giunta,  ad  iscrivere  su   richiesta   del
  Dipartimento regionale delle autonomie locali le relative somme sui
  pertinenti capitoli di bilancio (191310 e 191320).

   9.  Le  amministrazioni comunali ancora interessate nelle attività
  di  lavori  socialmente  utili,  sono  autorizzate  ad  avviare  le
  procedute   per   la  stabilizzazione  ai  sensi   del   comma   14
  dell'articolo 20 del decreto legislativo n. 75/2017 senza  oneri  a
  carico del bilancio della Regione.

   10.  Le disposizioni di cui al comma 6 si applicano alle procedure
  di stabilizzazione del personale di cui all'articolo 32 della legge
  regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni e  degli
  enti  sottoposti  a  tutela e vigilanza della Regione  con  risorse
  proprie.

   11. Nel 2018 le disposizioni di cui ai commi 10 e 11 dell'articolo
  3 della legge regionale n. 27/2016 si applicano anche in favore dei
  lavoratori  utilizzati nella prosecuzione dei progetti  di  cui  al
  comma  4 dell'articolo 4 della medesima legge regionale. Agli oneri
  di  cui al presente comma, quantificati in 1.350 migliaia di  euro,
  si  provvede per il 2018 con parte delle risorse di cui al comma  1
  dell'articolo  6  della  legge regionale  n.  5/2014  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   12.  In  deroga al comma 10 dell'articolo 19 della legge regionale
  12  gennaio 2012, n. 8, il personale in servizio nei Consorzi  Asi,
  in atto in liquidazione, se in servizio entro il 31 dicembre 2009 a
  seguito  di procedura ad evidenza pubblica o in forza di specifiche
  disposizioni di legge, transita nei ruoli dell'Irsap.

   13.  Dall'attuazione delle disposizioni di cui  al  comma  12  non
  devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri  per  il  bilancio  della
  Regione. L'Irsap provvede agli adempimenti previsti con le  risorse
  umane, finanziarie e strumentali disponibili.'».

     L'articolo 30 è accantonato.
     Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                              Articolo 31
                  Disposizioni in materia finanziaria

   1.  Per  gli  oneri  discendenti  dal  contenzioso  relativo  alle
  attività di servizio pubblico da trasporto non di linea in servizio
  di piazza di cui al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 6
  aprile 1996, n. 29 è autorizzata, per gli esercizi finanziari  2018
  e  2019,  la  spesa annua di 1.300 migliaia di euro  (Missione  10,
  Programma 4, Capitolo 478106).

   2.  Per  le  finalità  del comma 5 dell'articolo  48  della  legge
  regionale  17  marzo  2016,  n. 3 è rideterminata  per  l'esercizio
  finanziario  2018 la spesa di 9.474.419,34 euro, ed  è  autorizzata
  per  l'esercizio finanziario 2019 la spesa di 8.232.070,19 euro  e,
  per l'esercizio finanziario 2020, la spesa di 8.220.281,14 euro.

   3.  Al  fine  di intervenire con misure a sostegno delle  famiglie
  numerose  che  versano  in  condizioni di  disagio  economico,  con
  riferimento all'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle
  persone fisiche, l'Assessore regionale per l'economia è autorizzato
  a  verificare con le competenti amministrazioni finanziarie statali
  l'introduzione,  a decorrere dall'anno 2019, della   no  Tax  Area
  limitata ai contribuenti, con quattro o più familiari fiscalmente a
  carico di cui almeno tre figli, tenendo conto della soglia Istat di
  povertà, moltiplicata per i coefficienti della scala di equivalenza
  ISEE.

   4.  Al  comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 29 settembre
  2016,  n.  20,  come modificato dal comma 9 dell'articolo  8  della
  legge  regionale  5 dicembre 2016, n. 24, le parole  nell'esercizio
  finanziario  2017   sono  sostituite dalle  parole   nell'esercizio
  finanziario  2018   e dopo le parole  Terme di Acireale  S.p.A.  in
  liquidazione  sono aggiunte le parole  e di immobili  di  interesse
  regionale .

   5.  Gli  oneri  derivanti  dalle disposizioni  del  comma  4  sono
  quantificati in euro 999.399,82 per l'esercizio finanziario 2019  e
  in  euro  984.786,09 per l'esercizio finanziario  2020,  così  come
  specificati nella tabella sottostante:

  ANNO            INTERESSI           CAPITALE
  2019              476.837,82         522.562,00
  2020              462.206,09         522.562,00

   6.  Allo  scopo  di promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie  in
  campo  biomedico  mediante la creazione  e/o  il  proseguimento  di
  attività,  anche  aventi natura gestionale e  organizzativa,  volte
  alla   implementazione   di  metodologie   innovative   nel   campo
  biotecnologico,   è   assegnata  alla  fondazione   Ri.Med,   anche
  avvalendosi   della   società  partecipata   Ismett   s.r.l.,   per
  l'esercizio finanziario 2018, la somma di 10.000 migliaia di euro.

   7.  Per  l'anno  2018 la quota relativa all'anno 2016  del  limite
  d'impegno  di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale
  n.   6  /2009,  ridotto  ai  sensi  dell'articolo  7  comma  21   e
  dell'articolo 26 comma 3 della legge regionale 17 marzo 2016, n.  3
  e  ripristinata ai sensi del comma 6 dell'articolo  7  della  legge
  regionale 9 maggio 2017, n. 8, è ridotta di 19.000 migliaia di euro
  e differita all'anno 2021.

   8.  Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale n. 8/2017  le
  parole   Entro  il  termine perentorio del  15  maggio  2017   sono
  soppresse.

   9.  Al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale n. 8/2017  le
  parole   per l'anno 2018 la spesa di 10.000 migliaia di  euro,  per
  l'anno 2019 la spesa di 20.000 migliaia di euro, per l'anno 2020 la
  spesa di 23.000 migliaia di euro  sono sostituite dalle parole  per
  l'anno 2019 la spesa di 10.000 migliaia di euro, per l'anno 2020 la
  spesa  di  20.000  migliaia di euro, per l'anno 2021  la  spesa  di
  23.000 migliaia di euro .

   10.  Alle  autorizzazioni  di spesa di  cui  all'Allegato  2  alla
  presente   legge,  sono  apportate  le  riduzioni  di   spesa   ivi
  riportate».

   All'articolo 31 gli emendamenti sono solo soppressivi. Si  procede
  con  l'emendamento  31.1,  a firma degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri. E' mantenuto?

   CANCELLERI.  Chiedo  all'assessore Armao di dare  una  spiegazione
  generale dell'articolo.

   PRESIDENTE.   Assessore  viene  richiesta   dal   Parlamento   una
  spiegazione veloce e globale dell'articolo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Si tratta di una disposizione che
  complessivamente  riguarda  una  materia  finanziaria  e   allocano
  risorse  per  far  fronte  ad  una serie  di  esigenze  finanziarie
  rilevate dalla Ragioneria generale che sono state inglobate  in  un
  unico articolo e che godono di piena copertura. La circostanza  che
  ci  siano  solo  emendamenti soppressivi credo che,  non  essendoci
  emendamenti    integrativi,    possa   condurre    all'approvazione
  dell'articolo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri?

   CANCELLERI.   Mi   aspettavo   una   spiegazione   un   po'    più
  particolareggiata.

   PRESIDENTE. O avete delle domande specifiche oppure l'Assessore ha
  fatto quello che doveva fare.
   CRACOLICI. Presidente, siccome questo articolo contiene l'allegato
  2 della finanziaria...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  non  la  sento,  parli   dallo
  scranno. Io già sono vecchio, ore sono pure sordo, queste cose  non
  funzionano, figurati

   CRACOLICI.  Signor Presidente, era per aiutarla  nella  procedura.
  Questo articolo contiene l'allegato 2 della  Finanziaria' che è  un
  allegato  che  contiene diversi capitoli, quindi, le suggerirei  di
  andare  avanti perché questo non è un articolo che si fa  in  dieci
  minuti,  questo è un articolo piuttosto complesso perché l'allegato
  2 contiene diversi capitoli del bilancio.

   PRESIDENTE. Assessore, lei è d'accordo con l'onorevole Cracolici?

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo trattiamo più avanti, non  c'è
  problema.

   PRESIDENTE. Per il Governo non c'è problema.

   CRACOLICI. Nel senso che è naturale. E' il bilancio, poi.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Non c'è problema, lo  approviamo
  più avanti.

   PRESIDENTE. Allora, accantoniamo l'articolo 31.
   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                             «Articolo 32
               Rifinanziamento della spesa per gli Enti

   1.  Le  autorizzazioni di spesa di cui all'articolo  28  comma  l,
  della  legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e all'articolo 4,  comma
  4,  della  legge  regionale  11 agosto 2017,  n.  16  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni  sono complessivamente  determinate  in
  6.288.246,15 euro per l'esercizio finanziario 2018, in 4.837.097,72
  euro  per  l'esercizio  finanziario  2019  e  in  4.830.170,57  per
  l'esercizio  finanziario 2020 (Missione 1,  Programma  3,  capitolo
  214107).

   2.  Il  contributo concesso all'Istituto regionale vini e  oli  di
  Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge
  regionale  27  aprile  1999,  n. 10 è determinato  per  l'esercizio
  finanziario  2018  in 175.829,73 euro, per l'esercizio  finanziario
  2019  in  182.773,76  euro e per l'esercizio  finanziario  2020  in
  182.554,98 euro (Missione 16 - Programma 1 - capitolo 147325).

   3.  Il  contributo concesso all'Istituto regionale per lo sviluppo
  delle   attività  produttive  ai  sensi  del  comma   2   quinquies
  dell'articolo  23 della legge regionale n. 10/1999  è  determinato,
  per   l'esercizio   finanziario  2018  in  940.306,81   euro,   per
  l'esercizio  finanziario 2019 in 817.007,50 euro e, per l'esercizio
  finanziario  2020 in 815.837,48 euro (Missione 14 - Programma  2  -
  capitolo 343315).

   4.  Il contributo concesso agli Enti regionali per il diritto allo
  studio  universitario della Sicilia ai sensi del comma 2  quinquies
  dell'articolo  23 della legge regionale n. 10/1999  è  determinato,
  per   l'esercizio  finanziario  2018  in  2.117.601,53  euro,   per
  l'esercizio   finanziario  2019  in  1.998.605,53   euro   e,   per
  l'esercizio  finanziario 2020 in 1.995.743,35 euro  (Missione  4  -
  Programma 4 - capitolo 373347).».>

   Anche l'articolo 32 è accantonato.
   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                             «Articolo 33
      Fondo regionale per la disabilità e la non autosufficienza

   1. Il comma 5 dell'articolo 9 della legge regionale 9 maggio 2017,
  n.  8  e  successive  modifiche ed integrazioni  è  sostituito  dai
  seguenti:

    5.  A decorrere dall'esercizio finanziario 2018, nelle more della
  definizione dei L.E.A. per la disabilità gravissima da   parte  del
  Ministero  del  lavoro e delle politiche sociali e della  redazione
  dei  piani personalizzati, le modalità e i criteri attuativi di cui
  al  comma  1  sono  determinati con Decreto  del  Presidente  della
  Regione,  da  emanarsi entro 30 giorni dalla  data  di  entrata  in
  vigore  della presente legge, su proposta dell'Assessore  regionale
  per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro e dell'Assessore
  regionale  per  la  salute,  previo  parere  della  VI  Commissione
  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.

   5  bis.  Nelle more della definizione delle procedure  di  cui  al
  comma  5  e  della  determinazione dell'importo annuo  dovuto,  nei
  limiti  dello  stanziamento di bilancio, agli aventi diritto  sulla
  base  delle  istanze presentate nell'anno 2017,  è  erogato,  salvo
  conguaglio,  il  beneficio  nella misura prevista  dall'articolo  1
  della legge regionale 1 marzo 2017, n. 4 e determinato con il  DPRS
  n.  545/Gab,  previa sottoscrizione di  Patto di cura . L'Assessore
  regionale  per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro,  con
  propria disposizione, può prevedere l'apertura per la presentazione
  delle   domande   per  i  nuovi  soggetti  affetti  da   disabilità
  gravissima. .

   2.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  9,  comma  10,
  della legge regionale n. 8/2017, per le finalità di cui al comma 2,
  lettere  a)  e  b) del medesimo articolo, è incrementata,  per  gli
  esercizi  finanziari  2018  e 2019, dell'importo  annuo  di  30.000
  migliaia di euro.

   3.  Le  risorse  finanziarie di cui al comma 2, lettere  a)  e  b)
  dell'articolo  9  della legge regionale n. 8/2017, autorizzate  per
  l'esercizio    finanziario   2017,   e   reimputate   all'esercizio
  finanziario  2018, appostate sul capitolo 183808, che  residuano  a
  seguito   del  completamento  delle  procedure  per  l'anno   2017,
  integrano  la  dotazione  finanziaria per l'anno  2018  del   Fondo
  regionale per la disabilità e per la non autosufficienza .

   4.  Sono  abrogati  il  comma 9 dell'articolo  1  e  il  comma  16
  dell'articolo 9 della legge regionale n. 8/2017.

   5.  Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea  nella
  seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018.».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 33.13, a firma degli
  onorevoli  Cancelleri ed altri. Chiederei all'onorevole  Cancelleri
  di ritirare questo emendamento.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Aveva chiesto di parlare il suo collega  per  cui  lo
  faccio solo scavalcare dal capo del partito. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, no  ma  io  lo
  faccio  in  maniera molto veloce, la ringrazio. E' chiaro  che  gli
  emendamenti soppressivi come li ho presentati a tutti gli articoli,
  a  tutti  i  commi,  visto che per cinque anni  con  il  presidente
  Ardizzone  ho  fatto una discreta gavetta, capendo che  durante  la
  discussione  della  Finanziaria' è meglio avere un emendamento  per
  potere  in  qualche  modo  bloccare e  chiedere  al  Governo  delle
  delucidazioni.

   PRESIDENTE. Conosciamo bene questa strategia.

   CANCELLERI.  Per  carità  nessuno è  contro  gli  affidamenti  dei
  disabili, ci mancherebbe altro.

   PRESIDENTE. Conosciamo anche perché lei voglia chiarire in  questa
  occasione.

   CANCELLERI. Ecco, grazie.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   presidente
  Musumeci,  Assessori, ieri abbiamo avuto qui sotto al Parlamento  i
  disabili  che  hanno  manifestato  e  c'erano  una  cinquantina  di
  carrozzine, tanti familiari, tanti disabili e chiedevano con  forza
  e continuano a chiederlo con forza che questo Parlamento

   PRESIDENTE.  Potete per favore stare un attimo più in  silenzio  o
  comunque  se  proprio non potete fare a meno di  parlare  di  farlo
  sottovoce perché altrimenti non si sente nulla.

   PASQUA.    faccia  tutto  il  possibile  per  soddisfare  le  loro
  esigenze.
   Come  piccola  premessa diciamo ho apprezzato il suo  recentissimo
  post  che ha fatto, quel video per spiegare le parole che ieri sono
  state,  forse,  travisate quando si riferiva alle somme  che  avete
  messo  a  disposizione per i disabili, quelle  parole  erano  state
  sicuramente travisate.
   In  ogni famiglia, credo, e lo diciamo tutti in siciliano, succede
  così  che  quando  ci  sono pochi soldi in ogni  famiglia  diciamo:
   L'importante è ca mancianu i picciriddi . E cosa sono  i  disabili
  per  questa  Regione?  Secondo  noi  sono  i   picciriddi ,  i  più
  indifesi, i più deboli.
   E'  questo  che dobbiamo risolvere prima  Perché le faccio  questo
  esempio perché prima di fare tutto il resto, tutto il resto, questo
  Governo,  ma anche noi parlamentari di maggioranza, di opposizione,
  dobbiamo  pensare  ai problemi dei più deboli,  dei  più  indifesi,
  dobbiamo   trovare  tutte  le  risorse  necessarie  per  soddisfare
  l'esigenza dei più deboli.
   Per   questo   noi   abbiamo  criticato,  all'inizio   di   questa
   Finanziaria',  della  trattazione di questa  legge  di  stabilità,
  quegli emendamenti che portavano denaro, oggi, ai conigli, poi alla
  gara  di  rally e ad altre piccole iniziative che abbiamo  chiamato
  marchette. Quando in una famiglia non ci sono i soldi per mangiare,
  prima,  devono  mangiare i  picciriddi  e per noi i  disabili  sono
  questi.  Quindi,  le  chiedo, presidente Musumeci,  di  farlo  come
  sfida.  Facciamo  una cosa: questo Parlamento  ha  bocciato  alcuni
  articoli  e si sono rese disponibili delle somme. Prendiamo  quelle
  somme  e  mettiamole subito, con un emendamento  del  Governo,  nei
  capitoli  riguardanti  i disabili, gravi, gravissimi,  psichici,  e
  tutto il resto. Mettiamoli adesso, perché in questo momento si sono
  liberati i 6 milioni dell'articolo 16, non mi ricordo bene, e altre
  somme. Se riusciamo a farlo, avremo dato un segnale fortissimo.
   Illustro anche i commi ai quali ho chiesto di portare dei  piccoli
  subemendamenti.  La  parte che chiedo di cambiare  sono  le  parole
    nel  limite  dello stanziamento di bilancio . Seguono  la  stessa
  ratio.  Nei limiti dello stanziamento di bilancio c'è una  sentenza
  della  Corte costituzionale che ci dice che non ci deve  essere  un
  limite  per  le  somme che si devono destinare ai disabili.  E'  la
  Costituzione che ce lo chiede, non l'Europa, la Costituzione.
   Chiedo   di  cambiare,  anche,  le  parole   può  prevedere    con
   prevede .   Perché  è  necessaria  una  finestra   annua,   questo
  Parlamento deve chiedere una finestra obbligatoria ogni anno. E non
   può prevedere  che potrebbe anche non essere previsto.
   In  ogni  caso  chiedevo l'abrogazione del comma 4. Ma  noto,  con
  piacere,  che  il Governo ha presentato un emendamento  soppressivo
  anche del comma 4.
   Per  questo motivo invito tutti i colleghi e questa parte politica
  del   Movimento  Cinque  Stelle  voterà  favorevolmente  a   questo
  articolo,  anche  in  funzione del fatto che abbiamo  un'emergenza,
  abbiamo una necessità:  devono mangiare i picciriddi .

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
  della  Regione al quale chiederei un po' di attenzione.  Noi  tutti
  sappiamo  qual è l'eredità che questo Governo assume su di  sé,  su
  questo   tema  che  è  un  tema  umanamente  doloroso,  oltre   che
  economicamente impegnativo. Con il governo Crocetta siamo  riusciti
  ad  estendere  alla strana categoria degli idonei non  beneficiari,
  dagli studenti ai disabili. Abbiamo scoperto lo scorso anno che  si
  partiva  per potere finalmente garantire un assegno di decenza,  di
  sopravvivenza,  a  tutti  i disabili per  poi  scoprire  che  molte
  famiglie   non  l'avevano  ricevuto.  Idonei  ma  non  ancora    in
  condizione di .
   E  abbiamo  scoperto dalla Corte dei Conti come  questo  tema  sia
  stato  un tema di rapina, rapina economica e rapina morale.  Quando
  la  Corte dei Conti, prima ancora di questa Aula, prima ancora  dei
  banchi del Governo, prima ancora della funzione della politica,  ci
  racconta  che  800  mila  euro erano destinati  all'assistenza  dei
  disabili  in carico presso l'Iridas e l'Aias e venivano  utilizzati
  per  pagare  le  trasferte, i pranzi, le cene e  gli  alberghi  dei
  familiari degli amministratori di questi due enti, ci racconta  una
  cosa molto grave che non è soltanto il furto con poca destrezza  di
  queste risorse ma un crollo verticale del senso morale che dovrebbe
  accompagnare  le scelte della politica. In un settore  in  cui  noi
  abbiamo  una responsabilità in più, perché chi è disabile  ha  meno
  voce per difendersi.
   E  non  credo  che  sia soltanto un problema  di  risorse,  signor
  Presidente, che sono poche, anche di fronte a un numero  di  idonei
  che è aumentato fino a 10 mila. Si dice che servono 180 milioni  di
  euro.  Le  risorse sono poche, ma quello che a me preoccupa  e  che
  assumo  come un impegno che il Governo sta assumendo, ma che vorrei
  che  il  Governo assumesse sentendo l'urgenza di questo impegno,  è
  quando  noi  leggiamo nell'articolato   nelle more della  redazione
  dei piani personalizzati .
   Noi  abbiamo bisogno di considerare questo assegno integrativo non
  sostitutivo. Queste risorse economiche servono ad integrare servizi
  che  devono  essere  garantiti ai disabili ed  alle  loro  famiglie
  attraverso  piani  personalizzati che sono  piani  di  vita  perché
  l'impegno di un'istituzione politica e dell'intera comunità  non  è
  quella di garantire la sopravvivenza alimentare ma la dignità della
  vita
   E,  allora, ci rendiamo conto che voi assumete un'eredità  pesante
  però,  nelle  more  della  costruzione  di  questi  piani  di  vita
  personalizzati  è  una espressione, signor Presidente,  che  vorrei
  sottrarre all'urgenza delle risorse perché non è più un problema di
  risorse  ma  di  capacità di offrire servizi  che  siano  anche  di
  inserimento  sociale,  di  garanzia di  dignità  minima  attraverso
  l'intera  rete  sanitaria alle decine di  migliaia  di  disabili  i
  quali,  ripeto, meritano una risposta che riguardi il diritto  alla
  vita non solo alla sopravvivenza

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,   assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,  signori
  deputati,  intervengo sulla norma che è stata proposta dal  Governo
  per  chiarirne  in  qualche  misura i  contorni.  Ricorderanno  gli
  onorevoli parlamentari che il Parlamento si è già occupato del tema
  della  modifica della norma che, oggi, viene proposta e lo ha fatto
  sulla  fine  dello  scorso  anno quando si  è  dovuto  assumere  la
  responsabilità  di  dare copertura economica,  in  fase  finale  di
  legislatura,  ad  un intervento che era stato ereditato  dal  bando
  che,  in  via  di  accertamento, ha portato a  crescere  il  numero
  complessivo dei disabili a circa 13 mila unità.
   Quella  fase è stata gestita con assoluta tempestività dal Governo
  e  dall'indomani il Governo, lo ha fatto l'Assessorato alla  salute
  per  le proprie competenze, lo ha fatto l'Assessorato alla famiglia
  per  le  sue  competenze, ha avviato un'azione di monitoraggio  per
  comprendere  quali necessità economiche dovevano essere  sottoposte
  all'attenzione del Parlamento in questa sessione di bilancio ma per
  adempiere   anche,  e  rispondo  all'onorevole  Fava   raccogliendo
  integralmente il senso delle sue indicazioni, ad alcuni impegni che
  il Governo aveva assunto nel corso della campagna elettorale perché
  tali erano stati assunti dal Presidente della Regione.
   Penso   alla   fase   di  attuazione  del  piano   di   assistenza
  individualizzato e penso anche che, per dare esecuzione  alla  fase
  di   attuazione   del   piano   di   assistenza   individualizzato,
  l'Assessorato alla salute ha messo a disposizione delle Asp per  il
  potenziamento delle UVM un progetto a far valere sui fondi  di  PSN
  perché  poi  i  piani di assistenza individualizzata devono  essere
  resi operativi dall'intervento che le UVM devono fare.
   Stessa cosa ha fatto il Governo nella valutazione che ha avuto con
  l'autorità  di  gestione del Fondo sociale europeo per  mettere  in
  campo   quelle  risorse  aggiuntive,  necessarie  e   direi   quasi
  indispensabili  per  dare corpo ad una platea che  non  può  essere
  limitata soltanto ai disabili gravissimi ma che vede anche compresi
  i disabili gravi e la misura 9.3.4 consentirà nell'anno in corso di
  mettere in campo i bandi per coprire un'altra delle esigenze che il
  Governo ha ereditato.
   Complessivamente,  e  voglio dirlo perché lo  ha  detto  prima  il
  Presidente della Regione e lei onorevole Pasqua lo ha ricordato dal
  podio  nel  riferirsi ad un video che il Presidente  ha  pubblicato
  poco fa sulla sua pagina facebook e chi ci ascolta può anche andare
  ad osservare, il Governo mette a disposizione in questa manovra tra
  le  risorse  regionali e le risorse nazionali oltre 226 milioni  di
  euro   che  posso  leggere  nel  dettaglio,  a  questi  si  possono
  aggiungere  gli interventi sulla misura del Fondo sociale  europeo;
  fanno  queste due misure della Regione siciliana quella  in  Italia
  che copre il maggiore investimento in politica per la disabilità.
   E questo penso debba essere riconosciuto come merito non tanto del
  Governo che in ogni momento ha dichiarato di volere fare di  questa
  scelta   una   delle   scelte  strategiche  della   propria   legge
   Finanziaria',  ma penso che vada a merito di una Regione  che  con
  questi  interventi  che dovranno essere, poi, accompagnati  da  una
  capacità  di  gestione migliore da parte delle  Asp,  che  dovranno
  essere  accompagnati da una capacità di gestione e direi  anche  di
  controllo  perché  quando il Governo ha detto e, voglio  ribadirlo,
  per averne raccolto il consenso da parte dei familiari di tutte  le
  associazioni  che abbiamo incontrato insieme alla collega  Ippolito
  in  più di una occasione, quando il Governo dice che vogliamo  dare
  corso ad una manovra e ad una misura che consenta di rispondere  in
  termini  di giustizia ad una esigenza sociale, avvertiamo anche  il
  dovere  e  la  responsabilità di dire che,  poi,  nel  decreto  del
  Presidente  della Regione che gli Assessori proporranno alla  firma
  del Presidente della Regione, dovremo anche avviare un criterio  di
  controlli  perché, se in alcune delle ASP il livello di valutazione
  di accertamento positivo delle domande raggiunge il 40 per cento ed
  in  altre raggiunge il 20 per cento, evidentemente, c'è un  margine
  di controllo che è in capo alla responsabilità del Governo e che  è
  in  capo  alla responsabilità di chi poi deve far sì che le risorse
  vadano a chi ne ha veramente bisogno.
   E  sul punto dell'intervento dell'onorevole Pasqua sulle ulteriori
  risorse che potrebbero essere aggiunte al Fondo riterremmo,  avendo
  dettagliato  qual è il conto totale delle risorse  disponibili,  di
  poter riservare qualsiasi ulteriore intervento anche in corso della
  manovra  di assestamento di bilancio. Lo dico perché, oggi,  alcune
  delle norme che sono state apprezzate dal Parlamento non in termini
  positivi  e che formano oggetto di disegni di legge che sono  stati
  approvati  dalla Giunta quest'anno, penso agli aiuti alle famiglie,
  penso  agli aiuti alle giovani coppie, devono anche avere una  loro
  copertura   ove  il  Governo  intenderà,  nel  confronto   con   il
  Parlamento, deliberare e affrontare.
   Siccome  noi,  oggi,  abbiamo un dato di stima  perché,  onorevole
  Pasqua,  se  noi  dovessimo  dire che le  risorse  per  i  disabili
  gravissimi appostate e l'ulteriore intervento non fosse sufficiente
  a  coprire  la spesa, verosimilmente saremmo noi i primi  essendosi
  liberate  delle  risorse  a  proporre al Parlamento  l'utilizzo  di
  queste  risorse. Abbiamo due strumenti davanti: un  fondo  capiente
  per raggiungere, certamente, la fase di assestamento di bilancio ed
  una fase successiva, quella dell'assestamento di bilancio sul quale
  si potranno produrre gli interventi.
   Perché  è  credibile il Governo che propone al  Parlamento  questa
  strada? Perché il Governo nel confronto con il Parlamento lo scorso
  28 dicembre 2017 e sono certo anche con questo intervento di legge,
  che voglio sperare raggiungerà l'unanimità dei voti del Parlamento,
  riscatta  per la Sicilia un'immagine non certamente edificante  che
  risale, però, a tanti mesi fa.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente,  vorrei  che
  fosse  ben  chiaro quello che è successo in Commissione  Bilancio'.
  Noi  abbiamo  affrontato  la questione  del  fondo  con  un  rigore
  assoluto,  consapevoli  che questo tema  era  per  il  Governo  una
  priorità  assoluta,  perché  trovare nel  bilancio  queste  risorse
  certamente  non  era  facile. Non le nascondo  che  in  Commissione
   Bilancio'  il riuscire a trovare queste risorse ha comportato  una
  seria valutazione di quella che doveva essere la composizione delle
  tabelle.
   Abbiamo ribadito, come coalizione, che per quanto ci riguardava il
  tema dell'implementazione del fondo era anche per la sua coalizione
  una  priorità, perché non c'è ombra di dubbio che rispetto a quello
  che  speravamo fosse fatto nella scorsa legislatura  e  che  non  è
  stato  fatto, abbiamo visto non solo il Governo essere impegnato  e
  noi come Commissione non potevamo fare altrimenti.
   La  Commissione  poi ha votato all'unanimità  e  oggi  se  abbiamo
  questo   risultato  -  mi  permetto  di  dire  -  significativo   è
  ascrivibile,  certamente, al suo Governo, alla sua  coalizione,  ma
  anche alla Commissione che poi ha fatto la sua parte.
   Aggiungere  altre risorse, come suggeriva l'onorevole  Pasqua,  mi
  sembra  superfluo.  Io dico che bisogna, invece, procedere  secondo
  quello  che  diceva  poc'anzi l'assessore Razza  perché  solo  così
  potremo  avere  un  serio processo di attenzione verso  i  soggetti
  portato  di  handicap. Dare soltanto i soldi senza avere  un  piano
  sanitario per ogni persona significa non dare una risposta adeguata
  agli ammalati.
   Su  questo,  Presidente, tutti gli impegni che lei assumerà  -  le
  ripeto,  ancora  una volta - per quanto riguarda la sua  coalizione
  questo   argomento  è  altrettanto  una  priorità   di   tutte   le
  disposizioni legislative che il Governo vorrà suggerire.

   DI PASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Assessori, onorevoli colleghi, la discussione su questo articolo mi
  riporta indietro alla scorsa legislatura.
   Non  è  stato  un  bel  momento per tutta la politica,  è  servito
  sicuramente per mettere al centro una questione.
   In  quell'occasione ci sono state veramente grandi  responsabilità
  nella gestione di tutta questa vicenda.
   Dico  ciò  perché  ci  sono state delle cose che  ci  hanno  fatto
  sentire in imbarazzo. Serviva sicuramente anche ciò per arrivare  a
  questo punto.
   Ho  apprezzato  l'intervento dell'assessore Razza soprattutto  nel
  passaggio  in cui ribadiva che i soldi devono andare a  chi  ne  ha
  realmente bisogno.
   Non  mi  metto a speculare sulle parole che ha detto il Presidente
  perché le capisco e capisco il loro significato nel momento in  cui
  dice che dobbiamo stare attenti ai falsi invalidi.
   In  questo caso dovrà esserci una lotta dura da parte di  ciascuno
  di  noi  perché ogni centesimo dato ad un falso invalido è  davvero
  una cosa orribile, un errore enorme che possiamo commettere.
   Mi  permetto di dire, Presidente, per una questione di  chiarezza,
  che  -  fermo restando che condivido le cose dette - c'è  stato  un
  percorso  avviato, sebbene con tutti gli aspetti  negativi,  e  lei
  ricorderà  benissimo che in Commissione  Bilancio' furono appostate
  le  prime  risorse  e  che successivamente da  tutte  le  verifiche
  effettuate  non  sono  risultate sufficienti ed  avete  predisposto
  l'intervento per completare quel percorso avviato.
   Penso  che  questo  sia un intervento del Parlamento,  non  perché
  voglio  espropriare qualcosa a lei che sicuramente ha la sua parte,
  l'ha  fatto, ma è qualcosa che ha avviato il Parlamento  già  nella
  scorsa  legislatura dopo - e mi assumo le responsabilità di  quanto
  sto  per  dire  -, tutta una serie di criticità e di  elementi  non
  positivi, dopodiché siamo arrivati qui e speriamo di completare.
   Completeremo   questo  intervento,  e  lo  faremo   bene,   quando
  riusciremo a dare a chi merita, a chi ha bisogno il contributo e ad
  individuare  chi  ne  ha  bisogno  ed  a  stralciarli   da   questo
  intervento.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    vorrei
  sottolineare   alcuni   aspetti  che  attengono   all'elemento   di
  innovazione di questo articolo che, di fatto, finalmente istituisce
  per   la   prima  volta  una  reale  integrazione  tra  due  ambiti
  dell'Amministrazione regionale.
   Se  è vero che nella legge di stabilità del precedente Governo era
  stata posta in essere un'esigenza che, di fatto, andava incontro al
  tema della disabilità, per la prima volta, quest'anno  e con questo
  Governo, l'istituzione di un unico capitolo acquisisce carattere di
  operatività.
   Accade   che,   dopo  l'istituzione  del  fondo  nazionale   delle
  autonomie,  dopo  il progressivo trasferimento delle  riduzioni  da
  parte  dello Stato nei confronti delle regioni e nei confronti  dei
  distretti  socio-sanitari, si passa ad una progressiva ed ulteriore
  riduzione negli anni.
   Accade,  quindi,  che  quella bimbetta fragile  fragile,  che  era
  rappresentata dalla legge n. 328 di riforma dei servizi  sociali  e
  socio-sanitari, di fatto  non abbia mai luce.
   Quella  bimbetta  fragile  fragile, rappresentata  dalla  328,  di
  fatto,  non  riesce ad avere una sua applicazione, non solo  per  i
  sempre minori trasferimenti da parte dello Stato nei confronti  dei
  distretti socio-sanitari ma per una assenza di integrazione  tra  i
  servizi sociali e i servizi sanitari.
   Questo  è quello che prova, ad onor del vero, il Governo regionale
  precedente a superare ma lo fa soltanto con una teorizzazione di un
  principio che non viene applicato, e non viene applicato  perché  i
  due  rami dell'Amministrazione, fino ad ora, di fatto non hanno mai
  discusso su come rendere operativa quella integrazione e se  questo
  attiene  tutte le dimensioni della presa in carico delle  fragilità
  che  attiene  il  mondo delle marginalità sociali, che  attiene  il
  mondo  delle politiche di inclusione socio-lavorativa, figuriamoci,
  a maggior ragione, nell'ambito delle disabilità.
   Finalmente,  questi  due  assessorati  oggi,  aldilà  della   mera
  implementazione  delle  risorse, perché ci  sono  aspetti  che  poi
  consentono  quell'effetto moltiplicatore che attiene la  dimensione
  dello sviluppo delle risorse, che prescindono persino dalle risorse
  impiegate.
   Laddove i servizi sociali, finalmente, laddove l'utente che arriva
  al  servizio  che  rappresenta  di fatto  l'antenna  sensibile  del
  territorio  a partire dai servizi sociali territoriali dei  comuni,
  laddove l'utente, in questo caso con disabilità, ha la percezione e
  la  certezza,  oltre  che la sensazione, che quell'istanza  va  ben
  oltre  l'erogazione che può essere data dal servizio sociale,  ecco
  che  scatta, Presidente, quell'alleanza, quell'alleanza tra utente,
  destinatario  del  servizio ed ente che eroga  il  servizio  stesso
  tendendo la mano a quell'elemento di fragilità.
   Ecco,  io  credo  che  questo sia l'elemento vero  di  innovazione
  oltre, e ben oltre, le risorse che vengono investite.
   Questo  ci  consentirà,  finalmente, di  sedere  anche  ai  tavoli
  nazionali, rispetto al Ministero, con una diversa credibilità certi
  del  fatto  che  si trova una interlocuzione seria  che  punta  non
  soltanto alla erogazione di un voucher, all'erogazione di una somma
  che  giustamente deve essere definita rispetto ai temi della  presa
  in carico del soggetto disabile. Ma che va oltre, va oltre e guarda
  a  quei piani individualizzati che rappresentano una vera presa  in
  carico   del   soggetto  laddove  dialogano   i   servizi   sociali
  territoriali, insieme all'ASP, e laddove necessario gli elementi  e
  le  istituzioni  chiamati ad una presa in carico a  partire  spesso
  anche  da alcuni servizi come i tribunali e laddove si parla  della
  presenza del minore questo ovviamente assume ulteriore valenza.
   Quindi,  finalmente  una  norma  importante  rispetto  alla  quale
  manifestiamo grande apprezzamento.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Onorevole  Presidente Musumeci,  prendo  atto  di  questa
  svolta  importante.  Quando ci insediammo, quando  lei  fece  e  ci
  spiegò  il  suo  programma, io parlai di stile,  e  lo  sa  perché?
  Perché  stasera  sto  apprezzando la  sobrietà  e  la  mancanza  di
  strumentalizzazione perché questa Amministrazione regionale, la sua
  Giunta,  porge  la  mano  alle fragilità  senza  farne  un  momento
  politico  ma, anzi, un momento umano perché è così che  si  fa,  si
  fanno  le  cose con sobrietà, modo pratico, reale. Io sono convinto
  che questo è il metodo che ci porterà verso grandi obiettivi.
   Approfitto  di questo intervento per ringraziare la  Giunta  e  il
  team,  l'Assessore  Razza,  l'Assessore  Ippolito,  perché  so  che
  lavorate  bene  insieme, perché penso che una  squadra  si  diventa
  squadra quando si lavora insieme.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  posso  che
  intervenire  su una norma di questo tipo che tra l'altro,  insomma,
  deriva dall'attività che facevo in precedenza.
     Un'attività  che  ha visto anche mettermi a  disposizione  della
  Commissione  per  quelle  che  erano le  competenze  e  lì  abbiamo
  lavorato  in  maniera  sinergica  senza  steccati  al  di   là   di
  opposizioni e maggioranza e siamo arrivati a un punto. A  volte  mi
  sto  accorgendo  che  anche rispetto ad altri  articoli  di  questa
  finanziaria noi tendiamo all'ottimo; attenzione, l'ottimo è  nemico
  del buono e il punto di partenza va sempre valutato.
     Noi  avevamo un punto di partenza su una fattispecie  di  questo
  tipo  dove  non  c'era grande attenzione, è stato  fatto  qualcosa,
  sull'onda  dell'emozione, sull'onda della  pressione  della  piazza
  nella  scorsa legislatura, che evidentemente andava aggiustata,  la
  norma  oggi prevede certezza di diritto in favore dei disabili,  ma
  prevede altresì che i disabili non vengono o la loro attenzione non
  si fermi a una data, infatti, in tal senso stiamo concordemente con
  gli  assessori  competenti presentando un emendamento  in  cui  può
  prevedere  dell'articolo 5 bis per ultima linea  prevede,  appunto,
  tra  virgolette,  il  prevedere, prevede  cioè  a  dire  ogni  anno
  l'Assessorato, gli Assessorati competenti potranno ampliare qualora
  ci siano gli aventi diritto la platea di coloro i quali accedono ai
  benefici.
   Debbo dire che è una gran norma di grande respiro, certamente  nel
  tempo   occorreranno  degli  aggiustamenti  e  delle   sistemazioni
  rispetto  all'attuale, così come oggi si sta facendo, però  bisogna
  dare  atto  al netto delle idee di ognuno di noi che questa  è  una
  norma  di  grande respiro, una norma di grande rispetto, una  norma
  che da certezza di diritto ora e nel prosieguo.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   riferisco
  soprattutto alla Giunta, agli Assessori e al Presidente, io non  mi
  esprimo  in  merito, a questo aggiustamento di una  iniziativa  già
  fatta  e  a una disponibilità di fondi per i disabili; però ritengo
  che  se veramente questo Governo ha intenzione di effettuare quelle
  riforme  che creino una discontinuità rispetto al passato, uno  dei
  temi  in  cui può fare la differenza subito dopo la finanziaria,  è
  una  riforma  complessiva del sistema del welfare e dell'assistenza
  perché  in  ogni  caso  come  si vede anche  dagli  interventi  dei
  soggetti  beneficiari, non è solamente con le risorse  destinate  o
  dirette che si risolve il problema ma con la fornitura di servizi e
  con un inquadramento più generale.
     Mi  risulta che siamo l'unica Regione che monetizza  in  qualche
  modo  il  bisogno. Però, io ritengo che una riflessione complessiva
  sul tema della disabilità, sul tema della 328, sul tema dei servizi
  forniti  dal  Comune e anche tenendo conto di quelle  che  sono  le
  scarsità delle risorse a disposizione, ritengo che sia il modo  più
  serio, anche se richiede più tempo, per affrontare una riforma  che
  sia,  in  qualche  modo,  più  congrua  alla  situazione,  partiamo
  dall'analisi  dei bisogni complessivi, vediamo le  risorse  che  ci
  sono a disposizione e da un confronto con i soggetti interessati.
   Ritengo  che  ci  sia  la disponibilità da parte  dell'Aula  a  un
  progetto di riforma complessiva.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito  fra
  ieri  e oggi gli interventi in Aula dell'onorevole Presidente della
  Regione,  un   video  di  oggi pomeriggio, credo  in  Sala  stampa,
  comunque nel Palazzo, oggi.
   Volevo  pensare  in  qualche  modo di  analizzare  ciò  che  avevo
  sentito,  perché  ieri ho ascoltato un discorso articolato  da  cui
  estrapolo  una  frase che non voglio decontestualizzare:  la  frase
  dice:   Se  non ci fossero i disabili, avremmo più soldi  per  fare
  altro .  Nessuna polemica sulla frase. Oggi, però, dice che  questo
  intervento in questa finanziaria è il fiore all'occhiello.
      Dico  che  la frase di ieri, per carità,  mi sembra  sia  stata
  detta semplicemente per dire a qualcun altro che non aveva trovato
   guarda  che la colpa non è mia se non posso finanziarti il teatro,
  piuttosto che l'associazione, piuttosto che quell'altro intervento,
  ma è colpa degli interventi che dobbiamo fare .
   Bene   Credo  una  cosa: la politica è scelta. De Gasperi  diceva:
   Governare significa fare    e ti devi prendere

                 (Interruzione dell'onorevole Milazzo)

   PRESIDENTE. Fate parlare l'onorevole Cancelleri

   CANCELLERI. Siamo allo stadio  Il coro della curva nord
   De Gasperi diceva:  Governare, significa fare  . Quando governi  e
  quando fai ti devi assumere le responsabilità delle scelte.   Ed  è
  la  scelta che caratterizza il coraggio di chi sta facendo politica
  e  sta  guidando e amministrando una Regione. Le scelte sono quelle
  che poi raccontano alla storia l'uomo che sei stato.
   Noi,  rispetto a questo capitolo di bilancio, quale scelta  stiamo
  facendo? Rispetto a questo intervento, quale scelta stiamo facendo?
  Rispetto a questo intervento quale scelta stiamo facendo? Quando tu
  mi  vieni a raccontare che hai aumentato di 30 milioni di euro,  il
  capitolo  già  insufficiente, che era del Governo Crocetta,  che  -
  ricordatevi  - era costruito su risparmi di capitoli di  spesa  che
  non  sono poste di bilancio prioritarie, non abbiamo preso soldi  e
  li  abbiamo  messi lì    Abbiamo detto: i risparmi  della  centrale
  unica  di  committenza, i risparmi di altri  tagli  che  potrebbero
  verificarsi che ancora non ci sono, però, Presidente, non  le  dico
  io queste cose, basta scendere per strada.
      Come l'altro giorno il 27, alle 11.00 del mattino, i ragazzi  e
  le  famiglie  dei disabili erano qua giù; sono loro a  dire  queste
  cose,  sono  loro che sono  diventati fini giuristi e hanno  capito
  che  fino a quando non ci sarà in questa finanziaria o comunque  in
  questa  Regione,  una legge che renderà perenne  il  finanziamento,
  dovrebbe diventare come un vitalizio, come tanti di quei 17 milioni
  di euro che ogni anno paghiamo da questa Assemblea regionale per  i
  vitalizi degli ex deputati regionali.
      Ecco,  dovrebbe diventare un vitalizio perenne e per sempre  su
  cui  nessuno dovrebbe più mettere le mani e non leggi di intervento
  che,  di volta in volta, si fanno e andando a raschiare qua  e  là,
  perché quando raschi qua e là non lo stai mettendo come scelta  del
  tuo  Governo,   stai  dicendo  semplicemente  che  qualora  dovessi
  risparmiare.  Però,  io  ragiono con il buon  senso  del  padre  di
  famiglia  e  dico  che tutto quello posso permettermi  risparmiando
  vuol dire che l'ho sto in qualche modo come spesa secondaria e  non
  prioritaria,  e  mi  dispiace perché purtroppo a  questo  tema  non
  riesco a guardare come a una spesa che non è prioritaria.   Non può
  essere  inquadrata  in  questo modo  e  mi  dispiace  anche  perché
  manchiamo  di  rispetto alle tante persone  che  si  aspettano,  da
  questa  Regione,  da  questo  Governo,  finalmente,  una  soluzione
  definitiva e vera.
     Su  questo articolo, sul quale ovviamente ci mancherebbe  altro,
  solo  qualche  stupido, può  da qualche pagina facebook,  fare  una
  speculazione  dicendo:   Cancelleri ha firmato il  soppressivo ,  è
  ovvio  che  lo  si fa un attimo per fermare il Governo  e  dare  la
  possibilità  ai  parlamentari  di intervenire  altrimenti  andrebbe
  immediatamente..

   RAZZA, assessore alla salute. Su questo tema?

   CANCELLERI.  Su questo tema, perché l'ho presentato su  tutti  gli
  articoli, per cui sono fuori da ogni polemica e da ogni possibilità
  e  non  ci fa niente se c'è un articolo soppressivo che un  secondo
  dopo  viene  ritirato, ma intanto ho dato respiro alle  opposizioni
  per  potere  intervenire e chiedere parola, questo è il lavoro  che
  abbiamo  sempre fatto e lo si fa in maniera strumentale  perché  si
  scrive   avete visto, bravi, vi siete fatti la polemica su facebook
  e ci siete anche riusciti, avete preso quei 20-30 like

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri,  si  rivolga  alla  Presidenza
  dell'Assemblea, per favore.

   CANCELLERI. Mi scusi, signor Presidente, mi rivolgerò a lei.
   Concludo  anche  perché è scaduto il tempo. È imprescindibile,  se
  voi  avete  a  cuore  davvero  di  volere  affrontare  questa  cosa
  soprattutto dopo le dichiarazioni dell'assessore Razza che dice  il
  capitolo  è  capiente, allora io non vedo il perché gli emendamenti
  del  collega  Pasqua, Di Paola e Pagana che è il 33.4 di  eliminare
   nei  limiti  dello  stanziamento di bilancio   se  il  capitolo  è
  capiente  è  chiaro  che  questa  cosa,  ovviamente,  deve   essere
  accettata.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti  33.13 e 33.8 sono ritirati.
   Si  passa  all'emendamento 33.4. Onorevole  Pasqua,  immagino  che
  questo  lo  debba  ritirare  perché altrimenti  dovrei  dichiararlo
  inammissibile.

   PASQUA. Perché?

   PRESIDENTE.  Perché  se non è nei limiti;  vuol  dire  che  non  è
  coperto.

   ZAFARANA. Perché non è capiente?

   PRESIDENTE. Per quanto capiente sempre nei limiti del

   CANCELLERI. Ma se l'Assessore dice che il capitolo è capiente

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, la prego

   CANCELLERI   Il Governo sta dicendo che la copertura c'è

   PRESIDENTE    Ma per quanto capiente, potete stabilire  una  quota
  all'interno  della  capienza  ma  mettere   senza  limiti   non   è
  possibile

   CANCELLERI   Allora sta dicendo che non è sufficiente

   PRESIDENTE. E' ritirato onorevole Pasqua?

   CANCELLERI. No, noi non lo ritiriamo

   PRESIDENTE. E' inutile che chiedo, scusi, io chiedo volentieri  al
  Governo  ma  il  Governo  non  mi può dire  che  c'è  una  capienza
  illimitata, per cui se non mettiamo  nei limiti

   RAZZA, assessore per la Salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore per la Salute. La norma è tecnica e  pensavo  di
  averla   anche  spiegata.  Oggi  lo  stanziamento  di  bilancio   è
  sufficiente e capiente per fare fronte a tutte le domande che  sono
  state  valutate positivamente; siccome chi amministra, chi governa,
  chi  scrive le leggi deve avere la prudenza, mi pare che sia  stato
  lei, onorevole Cancelleri, del buon padre di famiglia, non possiamo
  prescindere dal fatto che ci sono alcune ASP che hanno fatto  delle
  commissioni  dalle quali può nascere un contenzioso, è la  prudenza
  che  è in relazione ha un contenzioso, essendo state più di 30 mila
  le  domande  e 12 mila e 700 circa le persone ammesse ad  oggi.  La
  capienza  è  per tutti gli ammessi, il buon padre di  famiglia,  il
  legislatore  acuto,  quello accorto, quello  che  tende  ad  essere
  attento,   anche   perché   come  ci   siamo   detti   intendendoci
  reciprocamente  anche  con  alcuni colleghi  del  suo  gruppo,  c'è
  l'assestamento di bilancio,  la capienza e il dettaglio  che  posso
  leggere  dice che oggi ci sono sul fondo 226 milioni 557 mila  euro
  che così sono dettagliate:
   articolo  9,  comma 2, lettera a) autorizzazione  legge  regionale
  8/2007  articolo  9,  122  milioni, DDL stabilità  2018  incremento
  risorse  articolo 9, comma 2 lettera a) e lettera b)   30  milioni,
  Fondo  nazionale per l'assistenza 2017 41.284, fondo nazionale  per
  l'assistenza 2016 12 milioni 273, risorse 2017 imputate per  l'anno
  2018  21  milioni. Totale 226 milioni 557, lo metto a  disposizione
  per l'Assemblea, a questi come dicevo poco fa, per fare fronte alle
  altre  spese  e  alle  altre indicazioni la misura  è  9.3.4  vedrà
  attivare  secondo le indicazione avuto con l'autorità di  gestione,
  ulteriori 40 milioni di euro per finanziare progetti voucher.
   Rispetto  a  questo, gli assessori della salute e delle  politiche
  sociali  proporranno un decreto del Presidente della  Regione,  che
  condivideranno  con  i  rappresentanti  delle  famiglie,   con   le
  associazioni, che concerteranno con il Garante della disabilità  il
  percorso che sempre fino ad oggi abbiamo seguito.
   L'Assemblea  ha l'assestamento di bilancio, ove dovessero  esservi
  delle  condizioni di criticità, quella sarà la sede. Ad oggi, fatto
  fronte  dell'istruttoria  fatta e fatta fronte  delle  indicazioni,
  penso  che da questo punto di vista, un invito al ritiro di  questo
  emendamento  da  parte  del Governo possa  stabilire  un  clima  di
  condivisione su una norma che, come ha detto lei, dovrebbe unire  e
  non dividere.

   PRESIDENTE. Peraltro, vorrei chiarire che, a prescindere da quello
  che  dice il Governo, se noi facessimo passare come Parlamento  una
  norma su questo o su qualsiasi altro argomento in cui togliamo  nei
  limiti  della capienza di bilancio, autorizzeremmo come Parlamento,
  il  Governo  a  fare  debiti  fuori  bilancio.  Cosa  che  non  può
  succedere.
   Il Parlamento può ottenere, votandola una cifra diversa coperta da
  altre  poste,  ma  chiedere non nei limiti  dello  stanziamento  di
  bilancio, è proprio praticamente impossibile.
   Se è ritirato, onorevole Pasqua, altrimenti lo devo dichiarare

   PASQUA. No, non è ritirato.

   PRESIDENTE. Non essendo ritirato, lo pongo in votazione.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  prima  il collega Pasqua ha precisato che la necessità di stabilire
  somme  indefinite  nella  loro misura per  garantire  in  corso  di
  esercizio  l'ammissione di qualsiasi domanda, non è una  scelta  di
  questo Governo o di questo Parlamento, ma un obbligo sancito  dalla
  Corte  costituzionale. Quindi o questo Parlamento, o questo Governo
  è  in  grado  di  andare oltre una sentenza di Corte costituzionale
  oppure non abbiamo scelta.

   PRESIDENTE. Il 33.4 è dichiarato inammissibile.
   Si   passa   all'emendamento  33.5  che  a  me  sembra    identico
  all'emendamento 33.15.
   A  questi due emendamenti è stata aggiunta la firma dell'onorevole
  Pullara   e  dell'onorevole  La  Rocca  Ruvolo.  Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  33.5.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sono  approvati anche gli emendamenti 33.15 e 33.1 aventi identico
  contenuto.
   Si passa all'emendamento 33.9. Onorevole Cancelleri, lo mantiene?

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. E' ritirato.
   L'emendamento che recita:  Il comma 3 è soppresso , è ritirato.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, abbiamo presentato a firma di  tutto  il
  Gruppo un altro emendamento al comma 2 che modifica la cifra da  30
  milioni  a  40  milioni  e vorrei che questo  fosse  distribuito  e
  discusso perché siccome diciamo sempre che mancano i soldi e allora
  noi  potremmo  fare per una volta. Non lo so, ancora  non  è  stato
  distribuito.

   PRESIDENTE. No, l'emendamento era soppressivo ed è stato ritirato.

   ZITO.  E'  un  altro  emendamento  a  firma  di  tutto  il  Gruppo
  parlamentare, poi, abbiamo detto spesso e volentieri non  riusciamo
  a  trovare  le  somme e sarebbe anche un bel gesto  per  una  volta
  aumentarle  queste somme e portarle da 30 milioni a 40 milioni,  10
  milioni  da  dove  li  prevediamo? Li prevediamo  dai  tagli  degli
  stipendi e le diminuzioni dei vitalizi. Questo ovviamente va  fatto
  entra  30 giorni. L'Ufficio di Presidenza si stabilisce che si  può
  riunire

   PRESIDENTE. Onorevole Zito, la supplico..

   ZITO. Mi deve fare finire di parlare

   PRESIDENTE   di  evitare di cadere in questi giochi  di  demagogia
  perché  veramente cadrebbe la mia impressione positiva che  ho  nei
  suoi confronti, diventerebbe immediatamente negativa. Chiedo scusa,
  è  inammissibile perché la copertura si trova della Regione non nei
  conti  di  altri. Grazie. Andiamo avanti. Veramente, per fare  spot
  elettorali   Questa Assemblea non è fatta per questo,  ve  lo  dico
  prima   Né per lei, né per quelli della maggioranza, né per l'altra
  opposizione
   L'emendamento 33.2 che sopprime il comma 4, a firma del Governo, è
  ritirato. Quindi è soppresso il comma 4.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 33.17 di riscrittura
  del  comma 4  Al comma 9 dopo le parole  lettera a)' Aggiungere  di
  cui  il 5 per cento a favore dei malati affetti di autismo. Quindi,
  rimane  perché  il  comma  4  ritirava..  quindi  non  esiste   più
  l'abrogazione  del  comma  9 dell'articolo  1,  assessore.  Questo,
  quindi,  non esiste più, quindi diciamo che il comma 4 diventa   Al
  comma 9 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8 del 2017 dopo le
  parole  lettera a)' aggiungere  di cui il 5 per cento in favore dei
  malati affetti da autismo'. .

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie. Poco fa  ne
  abbiamo parlato, però, non pensavo fosse in questi termini. Allora,
  la prima parte di questo emendamento 33.17 aggiungere  di cui il  5
  per  cento in favore dei malati affetti da autismo  potrebbe  anche
  limitare  il campo di azione perché questi stiamo parlando  che  il
  comma 9 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8 sono delle somme
  messe a disposizione dei comuni, il cosiddetto 10 per cento, e così
  via,  che  per il 2018 equivale a circa 21 milioni e 400 mila  euro
  che i comuni hanno a disposizione per progettazione di interventi a
  favore  della  risoluzione della disabilità, della  mobilità  ecc..
  Limitare  con un 5 per cento è troppo poco. Suggerisco di aumentare
  forse l'importo.

   PRESIDENTE. Non è il 5 per cento dell'importo  E' il 5 sul  10,  è
  il 10 per cento di cui il 5 all'autismo.

   PASQUA. Se chiariamo questo concetto, bene.

   PRESIDENTE. Significa, quindi, il 50 per cento per l'esattezza.

   PASQUA. Perfetto, se è chiarita questa parte, va bene.

   PRESIDENTE. Credo che sia ovviamente chiarito così, altrimenti  lo
  sistemiamo.

   PASQUA. Però, la seconda parte, il comma 16 dell'articolo 9  legge
  regionale n. 8 del 2017 è abrogato, di fatto - e questo lo dice, lo
  hanno   detto   anche  nella  nota  di  lettura,  gli   Uffici   di
  quest'Assemblea - metterebbe in difficoltà i comuni che hanno  già,
  eventualmente,  già  impiegato queste somme e lo  hanno  detto  gli
  Uffici  di quest'Assemblea, non lo abbiamo detto solo noi e  questo
  davvero  è  grave perché significherebbe far spendere  per  quattro
  mesi  ad  un  comune  un certo importo e poi mandarlo  in  dissesto
  perché ha speso troppo e non ha le somme che lo coprono. Vi chiedo,
  quindi, riformulate questo emendamento perché noi saremmo costretti
  a votare contrario. Grazie.

   PRESIDENTE.  Lo  stiamo verificando subito, onorevole  Pasqua.  Lo
  possiamo  levare,  bene.  E,  allora,  leviamo   che  è  abrogato .
  Onorevole Pasqua, l'ultimo rigo è cancellato. Perfetto, grazie.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  signor  Presidente  della   Regione,
  onorevoli  colleghi,  ovviamente intervengo a sostegno,  in  favore
  degli  ammalati  affetti  di  autismo  ed  ho  letto  il  contenuto
  dell'emendamento 33.17 e volevo invitare la Commissione a  valutare
  se  la  misura che si propone può perfino essere un trattamento  di
  peggior  favore  rispetto alle istanze avanzate  che,  secondo  me,
  devono essere accolte tutte.
   Dopo   di  me  l'onorevole  Gucciardi  potrà  meglio  chiarire   i
  contenuti.  Stiamo attenti a non fare norme che, con  l'intento  di
  stabilire  trattamenti di maggior favore, possono invece  diventare
  norme   peggiorative.  Chiederei  l'attenzione  della   Commissione
  Bilancio ma anche una valutazione attenta della Commissione  Affari
  Sociali.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  so  chi  ha
  scritto questo emendamento perché non capisco le firme. Nella  vita
  faccio lo psichiatra. Andare a specificare su una norma generale di
  tutti i disabili, il 5 per cento a favore dell'autismo, secondo  me
  non va bene. Se si vuole restringere il campo allora lasciatela, ma
  se si vuole allargare penso che questo vada assolutamente eliminato
  e ritirato.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'intenzione
  dell'emendamento  è  assolutamente meritevole di  attenzione  e  di
  approvazione.  Tuttavia,  tutti  i soggetti  che  vengono  valutati
  positivamente  dalle Unità di valutazione delle  Aziende  Sanitarie
  Locali e, fra queste, come prevede il Decreto Ministeriale del 2016
  ci  sono i soggetti affetti dallo spettro autistico, debbono essere
  tutti pagati. E correttamente, in questa sede, si sta integrando il
  finanziamento  per i soggetti che hanno diritto in quanto  disabili
  gravissimi su diverse patologie previste dal Decreto Ministeriale.
   Non  vorrei, e su questo gli Uffici dovrebbero fare una  verifica,
  che  la  riserva del 5 per cento, come aveva anticipato l'onorevole
  Arancio  fosse  penalizzante di questa  disabilità  gravissima  che
  riguarda i soggetti affetti dallo spettro autistico.
   Siccome  tutti i soggetti valutati disabili gravissimi secondo  le
  tipologie  diagnostiche  del  Decreto  Ministeriale  debbono  tutti
  essere  pagati secondo quella che è la previsione di  legge,  credo
  che questo emendamento rischia di creare confusione e di creare  un
  danno   piuttosto  che  agevolare  i  soggetti  affetti  da  questa
  patologia.  Fermo  restando che, in questa sede, abbiamo  prima  in
  Commissione Bilancio approvato la norma che trasforma  lo  0,1  per
  cento in 0,2 per cento di obbligo per le Aziende Sanitarie Locali e
  Provinciali  di  destinare questa parte del  bilancio  ai  soggetti
  affetti dallo spettro autistico.
   Per  cui, dovendosi pagare tutti i soggetti diagnosticati disabili
  gravissimi  credo  che  questo emendamento rischia  -  come  dicevo
  poc'anzi - di creare confusione.

   PRESIDENTE. Questo è un argomento che la Presidenza dell'Assemblea
  ha  molto  a  cuore.  La  Presidenza è stata  talmente  attenta  al
  problema  grave  e  importante dell'autismo di  avere  fatto  anche
  diventare  blu il Palazzo il giorno mondiale dell'autismo,  per  la
  prima volta nella storia.
   Ci siamo adeguati, come Istituzione, a una cosa più che meritevole
  che  avveniva  in  tutto  il  resto del mondo.  Vorrei  che  questo
  argomento  sull'autismo venisse seguito senza commettere  errori  e
  con  assoluta  serietà.  Perché non vorrei  che  dopo  avere  fatto
  diventare il Palazzo blu, quest'Assemblea si dovesse invece pentire
  di avere fatto delle norme che non sono corrette.
   Allora è una proposta diretta dell'Assemblea, il Presidente  della
  Regione  mi  scuserà  per questa mia proposta, io  accantonerei  un
  attimo  questo  problema e farei una riunione apposita  di  cui  io
  stesso voglio far parte per capire esattamente qual è realmente  la
  cosa  migliore  da  fare, perché credo che qua su  questo  tipo  di
  problema   non   ci   sia   la  vittoria  del   centrodestra,   del
  centrosinistra o del Movimento Cinque Stelle, c'è la  vittoria  del
  buon  senso e della generosità umana nei confronti di chi sta male.
  Per  cui, andiamo avanti e appena troviamo un attimo, facciamo  una
  riunione,  capiamo bene qual è la cosa migliore da  fare  e,  tutti
  insieme, la presentiamo perché nessuno vuole fregare un disabile  a
  favore  di  un altro e nessuno vuole fare demagogia o  ottenere  un
  risultato politico su un problema così grave e così importante.
   L'articolo 33 è accantonato.
   Si passa all'esame dell'articolo 34. Ne do lettura:

                             «Articolo 34
       Rifinanziamento leggi di spesa. Disposizioni finanziarie

   1.  Gli  interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte A allegato
  alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
  triennio 2018-2020, negli importi dalla stessa indicati.

   2.  Gli  interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte B allegato
  alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
  triennio 2018-2020, negli importi dalla stessa indicati.

   L'articolo 34 è accantonato.

   SAVARINO. Chiedo di parlare sul prosieguo dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  della
  Regione, volevo chiedere se fosse possibile riprendere gli articoli
  accantonati  prima di andare avanti, altrimenti  andiamo  avanti  a
   spizzica e bocconi . Siccome ci sono degli articoli che  ci  siamo
  lasciati  dietro  di  cui, per esempio, l'articolo  4,  so  che  il
  Governo  ha fatto una riscrittura andando incontro anche ad  alcune
  sollecitazioni del Parlamento, quindi riprendiamolo  così  facciamo
  un   lavoro   più  spedito  sapendo  di  avere  chiuso  determinati
  argomenti.

   PRESIDENTE.  Io  ho avuto durante l'interruzione  del  pranzo  una
  riunione  con il Presidente della Regione e con alcuni assessori  e
  ho   dato   la  massima  disponibilità  perché  quando   i   motivi
  dell'accantonamento fossero superati e quindi fossero  chiariti  le
  cose   sono   prontissimo  a  riprendere   l'esame   gli   articoli
  accantonati.
   Se  il  Governo mi dice su qualche articolo sono stati  risolti  i
  problemi  e  si  può ripartire l'esame lo faccio molto  volentieri.
  Lascio la scelta al Governo.
   Non  sorgendo  osservazioni, si riprende l'esame dell'articolo  4,
  precedentemente accantonato.
   Comunico   che   il  Governo  ha  presentato  un  emendamento   di
  riscrittura dell'articolo.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  della
  Regione,  l'articolo  4,  che introduce  l'Autorità  di  bacino,  è
  ovviamente una novità molto apprezzata dal Movimento Cinque Stelle,
  perché l'abbiamo chiesta più volte. Però, alla luce del fatto che è
  stato  modificato più volte in Commissione, vorremmo cinque  minuti
  per  poter  leggere  la  riscrittura  ed  eventualmente  presentare
  subemendamenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, era esattamente quello che stavamo
  chiedendo,  cioè  se  si  tratta  di  emendamento  di  riscrittura,
  sospendiamo cinque minuti.
   Vorrei  approfittare  di  questi  cinque  minuti,  se  intanto   i
  cosiddetti  responsabili di ogni partito sul problema  dell'autismo
  potessero  avvicinare  nel mio ufficio in Sala  Federico  II,  così
  vediamo come dobbiamo impostarla.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore 17.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Allora, scusate riprendiamo l'Aula. Sull' articolo 4 è
  stato  presentato un emendamento che però pretende,  assolutamente,
  del  tempo  perché  ci  vogliono  delle  spiegazioni  perché  viene
  istituito un nuovo Dipartimento, per cui facciamo una cosa, intanto
  in  attesa che tutto questo venga chiarito, andiamo avanti  con  le
  norme   più   facili  da  approvare  ed  appena  siamo  pronti   lo
  riprendiamo.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, sull'ordine dei  lavori  le  chiedo
  semplicemente di darci un metodo. Procediamo con tutti gli articoli
  della  Finanziaria' come lei, giustamente, aveva iniziato, che  non
  hanno  particolari complessità nel senso che oltre gli  emendamenti
  soppressivi  non  ci sono emendamenti modificativi sostanziali,  in
  maniera  tale  che  chiudiamo gran parte di queste  norme  e,  poi,
  ripartiamo  come  abbiamo sempre fatto dalle norme accantonate  ma,
  almeno,  stasera  arriviamo ad un punto di chiusura  del  complesso
  della   Finanziaria'.  Evitiamo che ci sia  poi  uno  che  si  alza
   riprendiamo dall'articolo 3, dall'articolo 30 ; andiamo  avanti  e
  ricominciamo dall'inizio.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 231/A

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, l'ordine dell'Aula  viene
  fatto  secondo le esigenze dell'Assemblea e del Governo. In  questo
  momento il Governo sta riscrivendo una norma, quando il tutto  sarà
  pronto  la  riprenderemo, per il momento, andiamo  avanti  con  gli
  articoli come ci eravamo detti.
   L'articolo 33 sul quale abbiamo fatto una riunione con il  Governo
  e  con  alcuni  rappresentanti dei partiti, lo  accantoniamo  e  ne
  riparliamo domani.
   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                             «Articolo 34
       Rifinanziamento leggi di spesa. Disposizioni finanziarie

   1.  Gli  interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte A allegato
  alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
  triennio 2018-2020, negli importi dalla stessa indicati.

   2.  Gli  interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte B allegato
  alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
  triennio 2018-2020, negli importi dalla stessa indicati».

   E' accantonato.
   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                             «Articolo 35
                   Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  Dalla data di entrata in vigore della presente legge cessa  di
  avere  efficacia la garanzia solidale di cui al comma  2,  articolo
  23,  della  legge  regionale  5 novembre  2004,  n.  15,  anche  in
  attuazione dell'articolo 6 della legge regionale 11 agosto 2015, n.
  19.

   2.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  28,  comma  1,
  della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
  integrazioni  (Missione  1,  Programma  3,  capitolo  214107)   per
  l'esercizio finanziario 2018 è ridotta di 581 migliaia di euro.

   3.  Al  comma 2 dell'articolo 49 della legge regionale  11  agosto
  2017, n. 16 la parola  2017  è sostituita dalla parola  2018 .

   4.  All'articolo 8 della legge regionale del 9 maggio 2017  n.  8,
  dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

    2 bis. La somma risultante dal combinato disposto di cui ai commi
  1  e  2  ha  natura  di finanziamento, nelle forme  previste  dalla
  normativa  civilistica e di settore, con applicazione,  in  ragione
  dell'effettivo  utilizzo, di un tasso di interesse  annuo  pari  al
  tasso  legale tempo per tempo vigente, maggiorato di uno spread  su
  base negoziale comunque non superiore allo 0,10 per cento. .

   5.  All'articolo 16 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16  è
  aggiunto il seguente comma:

    1  bis.  Il  contributo  di cui al comma  1  è  determinato,  per
  l'esercizio  finanziario 2018, in 339.767,59  euro  per  consentire
  l'erogazione della seconda annualità e, per l'esercizio finanziario
  2019,  in  442.822,50 euro e per l'esercizio finanziario  2020,  in
  442.188,33  euro  per  il finanziamento della  terza  annualità  in
  favore  di  coloro  che  hanno beneficiato della  borsa  di  studio
  rispettivamente per la prima e per la seconda annualità. .

   6.  Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128 della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11, finanziate per l'anno  2017
  possono essere realizzate e rendicontate entro il 30 giugno 2018.

   7.  All'articolo 50 della legge regionale n. 9/2009 sono apportate
  le seguenti modifiche:

   a)   al   comma  3  le  parole   nonché  le  successive  modifiche
  finanziarie e di merito  sono soppresse;
   b) dopo il comma 3 è inserito il seguente:

    3 bis. Le successive proposte di modifica finanziarie e di merito
  relative agli Obiettivi Tematici dei programmi operativi dei  Fondi
  Strutturali  d'Investimento  Europei  (Fondi  SIE)  o  dei  settori
  strategici  di intervento degli strumenti attuativi della  Politica
  Unitaria di Coesione, sono approvate dalla Giunta regionale, previo
  parere  della Commissione bilancio e della Commissione per  l'esame
  delle  questioni  concernenti l'attività  dell'Unione  europea,  da
  rendersi  nel  termine  di  venti  giorni  dall'assegnazione  della
  relativa richiesta da parte del Presidente dell'Assemblea regionale
  siciliana.  Nel  caso  in cui il parere non sia  reso  nel  termine
  previsto,  la  Giunta ne prescinde. In caso di mancato accoglimento
  delle indicazioni contenute nel parere, la Giunta fornisce adeguata
  motivazione. .

   8.  Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea  nella
  seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018»

   Comunico   che  è  stato  presentato,  a  firma  degli   onorevoli
  Cancelleri ed altri, l'emendamento 35.5.
   Lo mantiene, onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Sì, lo mantengo.

   FOTI. Presidente, chiediamo che il Governo ci illustri l'articolo.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Presidente,  si  tratta   di
  abrogazioni e modifiche di norme, disposizione che accompagna  ogni
  legge di sistema, che concernono varie voci dalla garanzia solidale
  su EAS, ad un'altra norma su EAS, al prolungamento della durata del
  permesso  di costruire a valere sulla legge 16, alcune disposizioni
  sull'Irfis,  proroghe sulle borse di studio e poi due  disposizioni
  sul  documento  unico di programmazione ed infine una  disposizione
  che  era stata già inserita nella norma di esercizio provvisorio  e
  che  poi  è  stata stralciata per essere spostata,  appunto,  sulla
   Finanziaria'  con la disposizione che razionalizza la  durata  del
  procedimento  attraverso il quale il Governo acquisisce  il  parere
  dell'Assemblea  regionale  sui programmi  comunitari.  Quindi,  una
  disposizione che ha inteso concentrare e compattare al  massimo  la
  durata  di  questi  iter,  proprio per scongiurare  quello  che  la
  Commissione europea ha indicato negli ultimi incontri del  Comitato
  di  sorveglianza  laddove ha sottolineato  l'eccessiva  durata  dei
  tempi  di  espressione del parere da parte dell'Assemblea,  quindi,
  sul  punto  si  potrebbero  superare le richieste  di  soppressione
  proposte alle norme contenute nell'articolo 35.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   desideravo  un
  chiarimento  in merito alla disposizione prevista all'articolo  35,
  comma  4,  intendo  che  qui si sta parlando di  un  trasferimento,
  quello previsto dalla legge regionale n. 8 del 2017, dell'entità di
  53  milioni che sembrerebbe essere trasformata acquisendo,  quindi,
  natura di finanziamento in capo ad Irfis presso la Regione e che si
  introduca una restituzione da parte della Regione a Irfis  scandita
  nei  tre anni, restituzione che viene dilazionata di un anno,  poi,
  al  comma 9 dell'articolo 33, però sempre un altro comma di  questo
  testo finanziario, introducendo pure un elemento percentuale uno no
  spread  su base negoziale, quindi un interesse sulla restituzione.
   Quello  che  mi  chiedo è: questi 53 milioni, sono  in  origine  -
  assessore  Armao,  mi  sto rivolgendo a lei - fondi  regionali  che
  erano  transitati nel fondo di Irfis e pertanto sono di  Irfis  che
  vengono,  oggi,  prestati alla Regione, con un tasso  di  interesse
  agevolato, oppure sono di Irfis?
   Voglio  capire se c'è una partita di giro per cui la  Regione,  in
  questo  momento va anche a pagare gli interessi ad Irfis  su  soldi
  originariamente  della  Regione. Vorrei un chiarimento  su  questo.
  Grazie.

   ARMAO,  assessore per l'economia. L'improvvida scelta di acquisire
  risorse  dai fondi Irfis avrebbe provocato delle conseguenze  anche
  sul  piano  della  vigilanza nei confronti dell'istituto,  cosicché
  abbiamo,  d'intesa  con  l'istituto, previsto  questa  formula  che
  consente  di non determinare sul patrimonio dell'ente effetti  poco
  appropriati  che, appunto, potrebbero avere delle  conseguenze  sul
  piano  della  vigilanza. Questa è la scelta che è stata  fatta  tra
  Ragioneria  ed Irfis che non determina alcun scompenso  né  per  il
  patrimonio della Regione, né per quello di Irfis.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, Assessore, al comma 3 dell'articolo 35 si
  fa  riferimento  con  la modifica della parola  2017  a  2018  alla
  vicenda dei mutui, delle terme.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  E'  uno
  spostamento dei termini.

   FOTI. A cosa si riferisce questa modifica di norma?

   ARMAO, assessore all'Economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Questa  è  una  norma  di  cui
  abbiamo  parlato ampiamente in Commissione; concerne l'allungamento
  di  un  anno,  non c'entrano i mutui, dei termini  di  permessi  di
  costruire. Si tratta di una disposizione già contenuta nella  legge
  16  poiché  in relazione alle difficoltà finanziarie ed  economiche
  della  nostra  Regione, molti soggetti non hanno  le  disponibilità
  economiche  per  completare permessi di costruire già  attivati  e,
  pertanto,  si  allunga  di  un  anno il  termine  previsto  per  il
  completamento perché, come è noto, il permesso di costruire ha  una
  data  di  inizio ed una data di conclusione. Pertanto, al  fine  di
  agevolare  le  opere  già  in  corso  ma  che  non  si  riescono  a
  completare,  è  una  norma che viene incontro alle  difficoltà  del
  momento  e che ha dato luogo ad interventi normativi sia a  livello
  nazionale che regionale.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri l'emendamento 35.5 è mantenuto  o
  lo ritira?

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 35.14, a firma degli onorevoli Calderone,
  Milazzo ed altri.

   MILAZZO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari   dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 35.3 a firma degli onorevoli Calderone,
  Milazzo ed altri.

   MILAZZO.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari   dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 35.6, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 35.7, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 35.4, a firma  del  Governo,  che  così
  recita: Il comma 2 è soppresso.
   Al   relativo   onere   si   provvede  mediante   utilizzo   delle
  disponibilità  della Missione 1 - Programma 4  -  capitolo  219202,
  quindi è il Governo che ritira il comma 2.

   ARMAO, assessore per l'economia. E' la semplice copertura.

   PRESIDENTE. E' soppresso, no, assessore Armao?

   PRESIDENTE. E' soppresso, no, assessore Armao?

   ARMAO,  assessore per l'economia. E' sostituito al relativo  onere
  mediante  utilizzo di disponibilità di cui al programma 4, capitolo
  219202. E' il riferimento alla Missione programma che è sostituita.
  Deve intendersi modificativo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 35.4  che  di  fatto
  sopprime  il comma 2 e chiarisce che al relativo onere si  provvede
  mediante utilizzo delle disponibilità della missione 1 programma  4
  219202.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 35.8, 35.11, 35.12, 35.9 e 35.10  sono  ritirati.
  L'emendamento  35.2  Il comma 7 è così modificato' degli  onorevoli
  De Luca e Caronia è mantenuto?

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  volevo
  semplicemente fare una precisazione in merito alla seduta di  ieri.
  Era  stato  comunicato erroneamente che ero  in  missione.  Ero  in
  congedo per motivi di salute. Volevo dirlo nelle comunicazioni. Non
  ho fatto in tempo. Lo dico ora.
   Detto  questo  passo  alla trattazione dell'emendamento  35.2.  La
  ratio   secondo   la   quale  questo  articolo  viene   modificato,
  dell'articolo  50  delle legge n. 9, in realtà mi trova  d'accordo.
  Non  mi  trova  d'accordo sulla formulazione. Poiché  i  poteri  di
  questa Assemblea che hanno ovviamente un significato e abbiamo  con
  quella  legge  attribuito un iter procedurale a  questo  Parlamento
  perché  potesse valutare, non soltanto le modifiche che in atto  si
  rendono  utili  e  necessari  dei vari programmi  operativi,  fondo
  sociale,  il  fondo europeo in genere, ma soprattutto la  relazione
  iniziale di un programma operativo che parte. Noi abbiamo due  step
  importanti,  quello in cui il programma nasce, programmi  operativi
  ne  abbiamo  visti  finora, almeno io ne ho  visti  due,  il  primo
  settennio,  adesso c'è il secondo settennio. Tutto questo  comporta
  una  relazione  che  viene  resa in Parlamento,  viene  resa  nelle
  commissioni  di  merito, e che chiaramente determina  delle  scelte
  perché la programmazione di un settennio ha un'importanza tale.
   Poi  ci  sono  le  variazioni che in corso d'opera  si  sono  rese
  necessarie. E ne abbiamo viste a decine dovute a motivazioni  delle
  più  svariate. Motivazioni prettamente tecniche, motivazioni invece
  di  ordine  politico. Ricordo l'ultima volta quando abbiamo  dovuto
  destinare  il 3 per cento di somme che erano a noi invece destinate
  per  le regioni che hanno avuto eventi calamitosi. Vi ricordate  ne
  abbiamo  parlato. Ecco in quel caso quando l'Aula più  volte  si  è
  attardata,  purtroppo in questi scorsi cinque anni, nel non  essere
  tempestiva  nel  dare l'autorizzazione o comunque il  parere  nelle
  commissioni  di  merito,  ovviamente  tutto  questo  ha  recato  un
  nocumento  al  giusto  andamento  dell'amministrazione   e   quindi
  ovviamente all'impegno e poi alla spesa dei fondi comunitari con un
  danno non indifferente, ricordando che ovviamente tutto ciò che noi
  non impegniamo e non spendiamo produce a cascata un effetto rebaund
  negativo.
   Ritengo che per mantenere entrambe le due visioni che vedono nella
  stessa  visione,  ma per non mortificare il ruolo  del  Parlamento,
  poiché  abbiamo  più  volte  utilizzato in  questa  legislatura  la
  procedura d'urgenza per delle norme, una probabilmente non  l'avrei
  mai  proposta,  ma  un'altra  l'abbiamo  già  in  trattazione,   la
  procedura d'urgenza consente a questo Parlamento di dare dei  tempi
  contingentati.  Il  Presidente dell'Assemblea quando  riceve  o  la
  programmazione,   in   questo  caso   siamo   già   in   corso   di
  programmazione,  o  delle modifiche di programmazione,  utilizzando
  quello  che è l'articolo 136 del Regolamento parlamentare,  dà  dei
  tempi  contingentati, rapidissimi alle Commissioni , la Commissione
   Bilancio   in  primis, ma anche le altre Commissioni,  anche  alla
  Commissione   Europea  per  potere  esprimere  entro   10   giorni,
  addirittura, il parere.
   Per  cui,  noi  abbattiamo non 20, ma 10  il  termine  per  potere
  rendere  parere.  Dopodiché  a quel  punto  non  sarà  più  neanche
  necessario che il Governo può esprimere un parere, possa  esprimere
  un  parere in Giunta senza che neanche il Parlamento possa  essersi
  espresso  perché  potrebbe anche avvenire che in  venti  giorni  il
  tempo  non  sia  sufficiente.  In questo  modo  va  da  sè  che  il
  Parlamento  si  sarà  espresso, quindi, un  passaggio  che  ritengo
  corretto  nei  confronti  del  Parlamento  e  poi  una  rapidissima
  valutazione del fatto che dieci giorni, secondo me, impattano ancor
  meno.
   Ritengo che questa sia una norma che cauteli il Parlamento  e  non
  faccia  gli  interessi  di  nessuno se  non  quello  del  benessere
  dell'amministrazione che rapidamente pone in essere l'iniziativa ma
  che dia anche dignità a tutti i componenti perché si possa prendere
  visione. Questa è la mia proposta.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, devo specificare che l'articolo 136
  del  Regolamento interno dell'Assemblea non può prevedere soluzioni
  d'urgenza  per questo tipo, è soltanto per delle leggi. Questa  non
  sarebbe  una  legge da approvare. E' soltanto per l'approvazione  o
  meno   delle   leggi  urgenti.  L'articolo  136  non  si   potrebbe
  utilizzare,  ma  questo non significa che non si  debba,  comunque,
  apprezzare l'emendamento.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 35.2 in ogni caso con
  quella  frase tolta perché non la possiamo tenere cioè  nei termini
  previsti  dall'articolo 136 del  Regolamento  la dobbiamo  comunque
  togliere, in ogni caso, va tolta.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 35.15, a firma degli
  onorevoli Sunseri ed altri.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è semplicemente un
  modificativo di buon senso perché ne abbiamo discusso a  lungo  sia
  in   Commissione  UE  sia  in  Commissione   Bilancio   e  aggiunge
  all'adeguata  motivazione scritta, in questo  caso,  da  parte  del
  Governo  e  ne dà comunicazione alle Commissioni. E' semplicemente,
  ritengo,  un  modificativo di buon senso alla scelta della  Giunta,
  comunque, di evitare di prendere per buono il parere qualora emesso
  da parte della Commissione  Bilancio .

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  E'  ovvio che poi c'è una piccola correzione  che  la
  Giunta  ne dà comunicazione all'Assemblea poi sarà l'Assemblea  che
  la fornisce alle Commissioni, ovviamente, ma questa poi la si potrà
  modificare anche in sede di coordinamento finale.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 35, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                               «Art. 36.
         Accertamento entrate contributi ex legge regionale n.
                                79/1975

   1.  Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e  dei trasporti è autorizzato ad accertare in entrata sul bilancio
  regionale le somme dei contributi pubblici sui finanziamenti di cui
  alla  legge  regionale n. 79 del 1975 (capitolo 742802)  per  6.600
  migliaia di euro».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 36.1,  a
  firma dell'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 36.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura.

                               «Art. 37.
         Accertamento entrate contributi ex legge regionale n.
                                15/1986

   1.  Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
  e  dei trasporti è autorizzato ad accertare in entrata sul bilancio
  regionale le somme dei contributi pubblici sui finanziamenti di cui
  alla legge regionale n. 15 del 1986 per 1.450 migliaia di euro».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 37.1,  a
  firma dell'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 37.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                               «Art. 38.
       Valorizzazione immobili dell'Istituto Regionale del Vino
                              e dell'Olio

   1.  Al  fine di consentire le attività istituzionali dell'IRVO  ed
  in particolar modo l'attività di certificazione delle denominazioni
  di   origine  a  favore  delle  aziende  olivicole  e  vitivinicole
  siciliane,  la Regione è autorizzata all'acquisto di beni  immobili
  dell'Istituto regionale del Vino e dell'Olio.

   2.  Per le finalità di cui al comma l, il Ragioniere generale, nel
  rispetto  delle previsioni di cui al decreto legislativo 23  giugno
  2011, n. 118 è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per
  un importo non superiore a 3.000 migliaia di euro.

   3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
  quantificati in 192.441,39 euro annui, per il biennio 2019-2020, si
  provvede  a valere sulle disponibilità della Missione 50, Programma
  2,  capitolo  900002 per il rimborso della quota capitale  e  della
  Missione  50,  Programma 1, capitolo 214903 per il  rimborso  della
  quota interessi, così come specificato nella tabella sottostante:

    Anno     Interes    Capitale
                si
    2019             .          .
             75.000,00 117.441,39
    2020             .          .
             72.063,97 120.377,42

   4.  L'Assessorato  regionale  dell'economia  concede  all'Istituto
  regionale del Vino e dell'Olio l'utilizzo dei beni strumentali  per
  l'esercizio dei propri scopi statutari».

   Comunico che gli emendamenti soppressivi 38.1, 38.2, 38.3, 38.4, a
  firma dell'onorevole Cancelleri, sono stati ritirati.
   Pongo  in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                               «Art. 39.
                    Rimozione e smaltimento amianto

   1.   Per   il   finanziamento   della  rimozione   e   smaltimento
  dell'amianto, con priorità per i manufatti di competenza degli enti
  locali,  di  cui  alla legge regionale 29 aprile  2014,  n.  10  il
  dipartimento  regionale della Protezione civile è  autorizzato  per
  l'esercizio finanziario 2018 ad erogare la somma di 200 migliaia di
  euro».
   All'articolo  39  è stato presentato l'emendamento  39.1  a  firma
  degli onorevoli Cancelleri e altri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 39. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                               «Art. 40.
                        Adozioni internazionali

       1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 7 della  legge
     regionale  31  luglio  2003,  n.  10  è  autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2018 la spesa di 600 migliaia  di
     euro».

   All'articolo  40  è stato presentato l'emendamento  40.1  a  firma
  degli onorevoli Cancelleri e altri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                               «Art. 41.
                       Biobanca del Mediterraneo

       1.  Per  le finalità di cui all'articolo 18 della  legge
     regionale  11  agosto  2017, n.  16,  è  autorizzata,  per
     l'esercizio finanziario 2018, la spesa di 200 migliaia  di
     euro».

   All'articolo  41  è stato presentato l'emendamento  41.1  a  firma
  degli onorevoli Cancelleri e altri. Lo ritira?

   CANCELLERI. No lo mantengo e vorrei chiarimenti.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, in Commissione di merito  e  poi  in
  Commissione   Bilancio  è stato presentato  un  emendamento  che  è
  tendente  a  conferire risorse per circa 200 mila euro all'Istituto
  zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
   L'Istituto  da  circa  80 anni raccoglie una  serie  di  materiale
  biologico da utilizzare per la realizzazione di farmaci e anche per
  vaccini  e  per  altre cose, per la tutela della biodiversità.  Con
  queste   risorse  che  vengono  assegnate  si  tende  a  dare   una
  organizzazione a quello che è questa struttura che è una  struttura
  che,  ovviamente, non persegue finalità di lucro e che ha necessità
  di  una  propria  organizzazione nell'ambito di  quello  che  è  la
  struttura dell'Istituto zooprofilattico.
     Sono  necessarie  fare  una serie di  adeguamenti  di  requisiti
  strutturali,  tecnologici,  di  certificazione  della   qualità   e
  organizzative  della  biobanca  nonché  requisiti  tecnici  per  il
  trasporto, l'accettazione, la tracciabilità, la conservazione e  le
  modalità  di  cessione  ad  enti di  ricerca  pubblici  e  privati.
  Ovviamente, ripeto, non ha finalità di lucro e garantisce anche  il
  livello omogeneo di qualità. E' una struttura che all'interno,  con
  questo  intervento, si completa questa iniziativa in  maniera  tale
  che  la  biobanca - l'unica della Regione ma è anche l'unica  della
  Sicilia  -  ed è una iniziativa che mette a valore la  raccolta  di
  tutti  questi elementi che ha fatto l'Istituto zooprofilattico  nei
  suoi 80 anni di attività.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri mantiene l'emendamento?

   CANCELLERI. Sì, lo mantengo e chiedo che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                    Votazione per scrutinio segreto

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Onorevoli  colleghi,  se siete d'accordo, questa  volta  chi  vuole
  bocciare l'emendamento vota verde perché contemporaneamente  votiamo
  il mantenimento dell'articolo. E quindi evitiamo due votazioni.
   Noi  di  fatto,  essendoci  un  solo  emendamento,  stiamo  votando
  l'articolo  41. Chi è contrario vota no ed è come se lo sopprimesse,
  è la stessa cosa.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vuole mantenere  l'articolo
  preme  il  pulsante  verde; chi vuole sopprimere preme  il  pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti             68
   Votanti              67
   Maggioranza          34
   Favorevoli           36
   Contrari             31
   Astenuti              0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                               «Art. 42.
        Istituzione del Fondo prevenzione e gestione dei rischi
                               geologici

       1.  E'  istituito il Fondo prevenzione e gestione rischi
     geologici  con una dotazione finanziaria di  100  migliaia
     di  euro  annui  a  decorrere  dall'esercizio  finanziario
     2018,  al  fine  della salvaguardia del  territorio  e  la
     mitigazione  dei  rischio geologici, a favore  dei  comuni
     dotati   di   Piano  di  Emergenza  comunale   P.E.C.   di
     Protezione Civile che assumano nel proprio organico  anche
     con  contratti a termine, idonee professionalità nel campo
     delle  Scienze  della  Terra, quali  laureati  in  Scienze
     geologiche  o  Ingegneria per l'ambiente ed il  territorio
     (quinquennale  o  magistrale)  con  comprovata  esperienza
     nell'utilizzo dei sistemi GIS e nella redazione  di  piani
     di emergenza comunale di Protezione Civile.

       2.  Le  attività  che  le professionalità,  previste  al
     comma  1, potranno svolgere sono inquadrabili nel contesto
     della  prevenzione, della pianificazione e della  gestione
     del  rischio idrogeologico, idraulico e, più in  generale,
     del      rischio     geologico,     nonché     finalizzate
     all'aggiornamento  e  revisione periodica  del  P.E.C.  di
     protezione  civile e della cartografia  P.A.I.  (Piano  di
     Assetto  Idrogeologico)  anche attraverso  l'utilizzo  dei
     Sistemi informativi territoriali.

       3.  In particolare, queste figure tecniche sono inserite
     nell'Ufficio   di  Protezione  Civile  all'interno   della
     struttura   del  Presidio  territoriale   dei   Piani   di
     Emergenza  Comunale  (P.E.C.)  di  Protezione   civile   e
     nell'Ufficio   tecnico  comunale  per  la   verifica,   il
     controllo  e  la  validazione  di  tutti  gli  aspetti  di
     carattere geologico dei progetti».

   All'articolo  42  è stato presentato l'emendamento  42.9  a  firma
  degli onorevoli Zafarana ed altri:

   Nella  rubrica  le parole  dei rischi geologici   sono  sostituite
  dalle parole  del rischio idrogeologico e idraulico .
   Al  comma  1  le  parole  rischi geologici  sono sostituite  dalle
  parole  rischio idrogeologico e idraulico .

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo  della
  Regione,  quest'articolo  è frutto di iniziativa  parlamentare  nel
  passaggio  dalla  IV Commissione alla II e poi all'Aula  c'è  stato
  qualche  refuso,  quindi se lo può accantonare  in  attesa  di  una
  riscrittura da parte del Governo che è concordata con i partiti  in
  modo da trovare un'approvazione serena.

   PRESIDENTE. C'è una modifica all'articolo?

   BARBAGALLO. C'è una riscrittura del Governo in corso, credo

   PRESIDENTE. Il Governo ha una riscrittura di quest'articolo?

   BARBAGALLO.  Non  lo  possiamo accantonare  e  lo  facciamo  dopo,
  Presidente?

   PRESIDENTE. Allora, accantoniamo l'articolo 42.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  della
  Regione, anche io sono d'accordo perché su questo punto .

   PRESIDENTE.   L'abbiamo   accantonato   un   attimo,   appena   lo
  riprendiamo .

   CALDERONE. Perché dovevano riscriverlo quindi io sono d'accordo su
  questo  perché  avevo presentato un emendamento  che  potrei  anche
  ritirare sulla scorta della riscrittura che farà il Governo.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                               «Art. 43.
                Adeguamento ISTAT indennità talassemici

   1. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 1 agosto 1990,
  n.  20  e  successive  modifiche  e integrazioni,  alla  fine  sono
  aggiunte le parole  cui si applica l'adeguamento Istat sul tasso di
  inflazione registrato nell'anno precedente ai sensi della normativa
  vigente».

   Si  passa  all'emendamento  43.1, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo  della
  Regione,  io  non ho potuto fare a meno di notare in quest'articolo
  sul  quale ovviamente, penso, siamo tutti d'accordo per carità, che
  però  l'adeguamento Istat in realtà è già previsto dalla legge  del
  '90. Io non capisco cioè stiamo ribadendo con una legge quello  che
  già una legge prevede.
   Ora  dico se si potesse fare una verifica con gli Uffici perché  è
  un  articolo inutile perché la legge già lo dice che è così  Questa
  cosa  davvero diventa, cioè facciamo un articolo di una  legge  che
  già è legge, onestamente, per cui se lo fa verificare agli Uffici

   PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo c'è poco da verificare

   CANCELLERI. Comunque siamo assolutamente d'accordo

   PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo è inutile la verifica  degli
  Uffici, è chiaro che è abbastanza inutile.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione,  lo dice la norma tanto è vero che il Governo Crocetta  ha
  interrotto  questa disposizione e noi abbiamo purtroppo  l'esigenza
  per  garantire un diritto ovviamente ovvio, ristabilire  attraverso
  una  nuova norma l'adeguamento Istat quindi penso che sia pacifico,
  a  questi  signori  in  atto  non viene riconosciuto  l'adeguamento
  Istat.

   CANCELLERI. Con legge l'ha interrotto?

   MILAZZO.  Lo  ha  interrotto perché ritiene che  la  normativa  in
  vigore   viene   interpretata  nel  senso  che  non   deve   essere
  riconosciuto  l'adeguamento  Istat  e  noi  interveniamo  solo   su
  quest'aspetto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, noi stiamo facendo una  norma,  la
  norma  è inutile, poi se c'è in questo momento una anomalia  perché
  non  viene riconosciuta quella che è una norma segnaleremo il fatto
  che venga riconosciuta, rifacciamo una norma

   MILAZZO. La norma cui fa riferimento l'onorevole Cancelleri è  una
  norma  generale  questa fa riferimento solo all'adeguamento  Istat.
  Non   parla  d'altro   La  norma  cui  fa  riferimento  l'onorevole
  Cancelleri  parla di tutto il contesto riguardante  i  talassemici.
  Questo riconosce l'adeguamento Istat.

   PRESIDENTE.  Ripeto se l'adeguamento non è stato fatto  mentre  la
  norma  lo  prevede bisogna che si faccia, no che si faccia un'altra
  norma per dire .

   MILAZZO. No, la norma non lo specifica

   PRESIDENTE.  Se  la  norma non lo specifica,  allora  è  un  altro
  discorso.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo  della
  Regione,  io chiaramente non voglio fare alcun tipo di polemica  né
  con  il  collega  né con nessun altro però porto il mio  contributo
  affinché  questa Assemblea possa avere il piacere di approvare  una
  legge che poi non facciamo .

   PRESIDENTE. Se non lo prevede ha ragione lui

   CANCELLERI.  Io  riporto una cosa, per smentire simpaticamente  il
  collega che ha parlato prima di me, loro fanno riferimento  ad  una
  legge,  l'art. 7, comma 1, della legge 1 agosto 1990 n.  20  che  è
   Interventi  in  favore dei talassemici , è una  legge  dedicata  a
  quella tipologia e ai soggetti ammalati di quella tipologia. E dice
  il  comma 1 che  ai cittadini affetti da forme gravi di talassemia,
  riconosciute  e le  diagnosi ;  scusate  mi  sono  perso   ma   c'è
  l'adeguamento dell'Istat, lo devo trovare

   PRESIDENTE. Mi dicono dagli uffici che non c'è. Quindi,  è  giusto
  votarla a questo punto. È ritirato l'emendamento?

   CANCELLERI. Sì è ritirato.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 43.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                               «Art. 44.
             Contributo all'ente luglio musicale trapanese

   1.  L'Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo
  è  autorizzato a concedere all'Ente Luglio musicale trapanese,  per
  il   perseguimento   delle  proprie  finalità   istituzionali,   un
  contributo,  per l'esercizio finanziario 2018, di 200  migliaia  di
  euro».
   Onorevole Cancelleri,  non lo possiamo coprire con i nostri soldi.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, volevo fare una domanda agli  uffici  o
  all'Assessore per l'economia e all'Assessore per il turismo, perché
  questo dovrebbe essere un Fondo di finanziamento diretto che non so
  se  è ammissibile, in quanto non c'è una legge costitutiva, se  non
  sbaglio,  dell'Ente  Luglio. Vorrei capire se questo  finanziamento
  diretto  agirà  nelle disposizioni dell'articolo  128  della  legge
  regionale n. 11 del 2010. Vorrei questo chiarimento.

   PRESIDENTE.  Gli uffici stanno verificando perché  quello  che  ha
  detto l'onorevole Zito potrebbe essere corretto.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente vorrei illustrare brevemente  di  che
  cosa  stiamo parlando. L'Ente Luglio Musicale trapanese ha una vita
  davvero  lunga.  È  stato istituito nel 1948 ed  ha  una  struttura
  aziendale  sia  sul  piano  amministrativo,  sia  sul  piano  della
  produzione di spettacoli, soprattutto lirica, ma anche culturali in
  genere.  Ha  ottenuto,  tra l'altro, la personalità  giuridica  con
  decreto del Presidente della Regione Siciliana del 1991 e nel  2003
  ha  conseguito  lo status di teatro di tradizione con  decreto  del
  Ministro  dei  Beni Culturali. Quindi è equiparato  esattamente  al
  teatro  Bellini  di Catania. Rappresenta davvero una  struttura  di
  grande  pregio culturale e la cultura è espressione di civiltà.  In
  più  dobbiamo  dire  che lo scioglimento delle  province  ha  fatto
  venire  meno  il  contributo storico  di  270  mila  euro  che  era
  storicamente  erogato dalla provincia. Per potere sostenere  questo
  importantissimo presidio di cultura, di civiltà, di educazione.
   Spero di essere stata chiara.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, io suggerisco una proposta,  sia  al
  Governo  che  alla collega. Perché in effetti qua si  parla  di  un
  contributo  diretto, io non vorrei che questa norma  fosse  poi  in
  realtà  inapplicabile  e  noi  rischieremmo,  in  questo  caso,  di
  bloccare  queste  somme  e  non  poterle  utilizzare.  Faccio   una
  proposta.  Siccome c'è un Fondo unico regionale per  lo  spettacolo
  che  serve per questo tipo di attività, ma non solo il Fondo  unico
  anche   l'ex   articolo  128,  l'ex  Tabella  H,  che  prevede   la
  partecipazione  da parte di enti culturali ad un Avviso  fatto  dal
  Governo.
   Perché  non portare queste somme ad incremento del Fondo unico  in
  modo  tale  da  potere seguire un iter che sia  regolare  e  uguale
  rispetto a tutti gli altri enti.
   La  mia  proposta  è  questa,  di portare  queste  somme  per  non
  rischiare  -  e  lo  dico anche alla collega - di immobilizzarle  e
  portarle ad incremento del Fondo unico.

   PRESIDENTE. Devo dire che la proposta dell'onorevole Ciancio non è
  che  è  giusta,  è  -  oserei dire - quasi obbligatoria,  onorevole
  Milazzo.
   Non possiamo finanziare direttamente singoli eventi.
   Possiamo  dare i soldi al Fondo dello spettacolo e - se  volete  -
  anche dare un indirizzo perché vengano spesi.
   Onorevole Milazzo, credo che non ci siano tante motivazioni che mi
  possano fare cambiare idea

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Signor Presidente, la ringrazio per il suo contributo,
  le   sono   particolarmente  grato,  tuttavia  vorrei   rassicurare
  l'onorevole Ciancio che già con altre norme identiche sull'ente  di
  cui   parliamo  le  somme  sono  state  previste  e  giuridicamente
  l'Istituto  le  ha  potute  ricevere  ed  impegnare.  Ci  sono  già
  riferimenti normativi, citati dall'onorevole Lo Curto.
   Proporrei pertanto di procedere al voto e fare esprimere l'Aula.

   PRESIDENTE.  Dico soltanto una cosa, se questa norma  poi  dovesse
  essere impugnata, l'Istituto trapanese non avrebbe una lira.
   Se  li  mettiamo  al  Fondo  con  l'indicazione  di  spenderli  in
  quest'altra maniera è molto meglio.
   Tuttavia se volete che si voti, si proceda alla votazione.
   Pongo in votazione l'emendamento 44.1.

   CANCELLERI.  Presidente,  mi appello all'Assessore  competente  al
  ramo.
   Presidente,  lei ha inquadrato bene la questione. C'è  il  rischio
  che   enti   importanti  possano,  per  effetto  di  una  possibile
  impugnativa,  anzi direi quasi certa, perché ne  abbiamo  avute  in
  questi anni tantissime, che a questo ente non arrivi nulla.
   Perché  ci  deve  essere  questo muro contro  muro  per  amore  di
  portarsi  a  Trapani la bandierina e potere dire  avete  visto?  Ce
  l'abbiamo fatta '.
   Queste sono cose di buon senso
   Non potete farvi prendere ogni volta dall'emendamento di quartiere
  e sacrificare il buon senso di una norma che deve essere fatta
   Abbiamo  un  Fondo, abbiamo una legge regionale che  istituisce  i
  bandi, facciamola andare in quel modo
   E' una cosa di rispetto, di rispetto anche per tutti gli altri.
   L'Ente  luglio  musicale trapanese che  ne  ha  il  diritto  e  le
  funzioni parteciperà e prenderà i fondi che gli servono. Si rischia
  davvero di lasciarli senza soldi
   Onestamente  mi sento in difficoltà se votare o meno.  Non  voglio
  fare  parte  di  chi diventa, poi, responsabile  di  una  cosa  del
  genere.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, avete un emendamento se dobbiamo
  votarlo.
   Vorrei che ricordaste - lo dico per esperienza, decidete poi  voi
  -  che  il  Governo  regionale successivo  era  amico  del  Governo
  nazionale.
   Il  Governo  nazionale se aveva qualcosa da contestare evitava  di
  contestarlo.
   Non sarà così per il futuro.
   Se  la  norma  non  sarà applicabile, garantisco  che  il  Governo
  nazionale la boccerà.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 44.1

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CANCELLERI. L'onorevole Ciancio sta riscrivendo un emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, visto che non abbiamo il tempo  per
  fotocopiare  e  distribuire l'emendamento,  se  Lei  con  calma  lo
  volesse illustrare.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, è esattamente quello  che  ho  detto
  prima tradotto in un emendamento.
   Ho  scritto   L'articolo 44 è soppresso. Le somme risultanti  sono
  portate ad incremento del Fondo di cui all'articolo 65 della  legge
  2015, ovvero il Fondo unico .
   Questo lo dico a tutela dell'Ente, non sicuramente contro l'Ente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio  mi  consegna  l'emendamento   per
  favore? Onorevoli colleghi, mi faccio carico di qualcosa di cui  ho
  diritto  di farmi carico. L'emendamento proposto dall'onorevole  Lo
  Curto  sul  Luglio musicale trapanese  è un emendamento che  tratta
  un fatto culturalmente importante.
   Se  io  mi rendo conto che è possibile che alla fine salti  questo
  spettacolo,  questo evento, e cerco di trovare delle soluzioni  per
  farlo  rimanere in vita, credo di fare il mio dovere. Però, se  voi
  non  volete,  ritenete che vi dovete impuntare  sull'argomento  non
  abbiamo  problemi. Il Regolamento mi vieterebbe di prendere  questo
  emendamento  per  cui,  se volete, votiamo  l'emendamento  a  firma
  dell'onorevole  Cancelleri  che  sopprime  l'articolo.  Io   voterò
  comunque a favore, state tranquilli.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, intervengo per amore di verità.  In
  questo  Parlamento, fino alla scorsa legislatura,  si  sono  votati
  articoli  di  legge  con destinazioni ad enti  musicali,  vedi  per
  esempio Ribera.
   Dopodiché, se questa norma dovesse essere impugnata - non  capisco
  la  ragione  - evidentemente si ricorrerà al Fondo RIS  facendo  le
  opportune  attività  amministrative. Ma abbiamo  votato  in  questo
  Parlamento e non è stato mai impugnato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo alla votazione.
   C'è  l'emendamento soppressivo a firma dell'onorevole  Cancelleri,
  che  è stato ritirato. E' ovvio che questo non è un emendamento  ma
  un   sub  emendamento  all'emendamento  ritirato  per  cui  diventa
  curioso.   Facciamo  una  piccola  forzatura  e  votiamo   comunque
  l'emendamento 44.1.1 dell'onorevole Ciancio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi, sto cercando di salvare un evento  culturale.
  Se non volete lo mandiamo al macero.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  con  tutto  il
  rispetto per i colleghi, forse siamo un po' stanchi, se un articolo
  che  dice che è soppresso l'articolo, come facciamo a destinare  le
  somme ad un'altra cosa? Se è soppresso, non c'è più l'articolo  per
  cui  lo  modifica,  così  come  non  si  può  fare  un  emendamento
  modificativo ad un emendamento soppressivo.
   Allora, delle due l'una. Qualora fosse soppresso, non lo sappiamo,
  i   colleghi   possono  presentare  un  emendamento   della   somma
  risparmiata da dedicare al FURS, quindi evitiamo di complicarci  la
  vita  con procedure inventate. Prima votiamo, se c'è, c'è,  se  non
  c'è  quelle economie i colleghi faranno un emendamento, ma  no  che
  ora  facciamo  l'emendamento  su come destiniamo  eventualmente  se
  viene cassato.

   PRESIDENTE.  Io  ritengo  di potere ammettere  questo  emendamento
  perché  di fatto un emendamento che sostituisce l'articolo 44,  per
  cui  lo metto in votazione. Pongo in votazione l'emendamento 44.1.1
  che è quello di destinare le somme al Fondo dello Spettacolo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Stiamo votando l'emendamento che porta  le  somme  al
  Fondo Unico dello Spettacolo anziché per legge vengano assegnate al
  Fondo  Unico  che poi lo destinerà, probabilmente,  a  Ente  Luglio
  musicale trapanese. Lo pongo in votazione.

   FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 44.1.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 44.1.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          28
   Contrari            35

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 44.

   FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 44.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  44.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          34
   Contrari            33
                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                             «Articolo 45.
                       Convenzioni per idromoto

   1. Per la valorizzazione dei beni mobili di proprietà della
  Regione, l'Assessore regionale per la salute autorizza il
  Dipartimento di protezione civile a stipulare apposita convenzione
  con la SEUS al fine di utilizzare le idromoto da soccorso
  disponibili.

   2. Per le finalità del comma 1 è autorizzata altresì la stipula di
  convenzioni con il personale del CONI Sicilia in possesso dei
  brevetti di salvataggio e soccorso in mare.

   3. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio finanziario 2018, la spesa di 80 migliaia di euro».

   Si passa all'emendamento 45.1, soppressivo dell'intero articolo,
  dell'onorevole Fava.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 45.3 è precluso.

   FOTI. Signor Presidente io vorrei che l'articolo fosse illustrato,
  e mi riservo di intervenire.

   PRESIDENTE. Lei vuole che l'articolo sia illustrato? Ho chiesto al
  Governo, ma la spiegazione gliela deve dare la Commissione, perché
  è una norma della Commissione.

   FOTI. In alternativa, chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ci  ritroviamo  di
  fronte  ad  un  articolo alquanto singolare. Parliamo di  idromoto,
  chiamiamole  da  pronto  soccorso,  che  dovevano  servire  per  il
  salvataggio in mare, previste dal precedente Governo e per  cui  si
  erano spese delle somme.
   Siamo  intorno  agli 80 mila euro per l'acquisto  da  bando  di  6
  idromoto,  tre dovevano stare nella Sicilia orientale e  tre  nella
  Sicilia   occidentale  e  della  formazione  degli  operatori,   25
  operatori che dovevano fare il corso per guidare la moto e  fare  i
  soccorsi.
   Siamo  nel  2013, sono passati 5 anni, queste moto sono  scese  in
  mare  pochissime volte e sicuramente negli ultimi due anni non sono
  state utilizzate.
   Volevo  sapere  il  significato di questo articolo?  Tra  l'altro,
  dall'ultima interlocuzione avuta per tramite dell'assessore con chi
  è che ha queste moto, ci era giunta una risposta, dopo accesso agli
  atti, che le moto erano in vendita.
   Adesso  vorrei capire se si tratta delle stesse idromoto  e  sulla
  base di quale esigenza, dal punto di vista sanitario, si prevede un
  ulteriore spesa di 80 mila euro?

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO,  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'idea di utilizzare
  le  idromoto  per il soccorso, mi trova d'accordo.  Per  questo  ho
  presentato un emendamento soppressivo perché il comma 2  è  scritto
  non  male,  ma  malissimo. Intanto le convenzioni si stipulano  tra
  enti  e  sicuramente non con il personale, perché non è che stipula
  la  convenzione con il personale del Coni, eventualmente si stipula
  la  convenzione  con l'Ente Coni. Poi, il Coni non mi  risulta  che
  abbia  personale  in  possesso di brevetti  di  salvataggio  perché
  direttamente non si occupa di questo.
   Suggerirei  di  rinviare le modalità attuative  ad  uno  specifico
  decreto dell'assessore al ramo e che probabilmente la norma  merita
  un approfondimento, altrimenti rischiamo di approvare norme che poi
  non sono efficaci.
   Quanto  alla  copertura  ,volevo  chiedere  all'assessore  per  il
  bilancio se c'è una quantificazione certa e se risponde alla  spesa
  effettivamente   prevista  e  se  c'è   stato   una   stima   fatta
  dall'assessorato.
   Se   c'è   una   risposta   soddisfacente   ritiro   l'emendamento
  soppressivo.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione, come Lei sa sono  di  Gela.  Se  questo
  Parlamento fosse il Parlamento della provincia di Caltanissetta con
  queste moto, essendo lo sbocco a mare solo a Gela, noi queste  moto
  le  metteremmo nel litorale di Gela e forse qualcosa  di  utile  la
  potremmo fare.
   Ma  la  Sicilia,  io  non so perfettamente  quanti  chilometri  di
  spiagge ha, quindi faremmo una norma che sicuramente non riesce con
  queste moto a proteggere o a dare protezione di pronto soccorso  in
  tutto il litorale. Io penso che sia di buon senso ritirare la norma
  e  procedere  a vendere le moto perché non facciamo  una  norma  di
  valorizzazione quando andiamo a spendere 80 mila euro  non  facendo
  un servizio a tutti i siciliani.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  assessori,  mi  dispiace ma è  arrivato  un  momento  che
  purtroppo  doveva accadere. Doveva accadere, e lo  si  respira  nel
  clima  d'Aula,  poteva succedere che arrivando ad un  certo  punto,
  dopo  l'aver trattato una serie di articoli fondamentali, che erano
  nello  spirito  delle linee guida di un Governo che voleva  davvero
  rinnovare  e fare cambiamento, dopo aver bocciato delle  norme  che
  attengono  il  sostegno  al  reddito delle  famiglie,  dopo  essere
  intervenuti bocciando una serie di articoli che erano veramente  di
  valore, adesso stiamo facendo 10 articoli, signor Presidente  della
  Regione,  mi  scusi se mi rivolgo a lei, e sbaglio, mi  rivolgo  al
  Presidente  dell'Assemblea,  che sono tutti,  uno  dietro  l'altro,
  contributi  da  80 a 500 mila euro, su una serie di temi  che  sono
  privi di decoro. Su questi 10 articoli, in massa, dall'articolo  40
  all'articolo 53 a saltare, io mi dissocio completamente.
   Ripeto,   abbiamo   bocciato  delle  norme   importantissime   per
  l'investimento, che erano veramente nello spirito e  nel  programma
  del Governo Musumeci, ma questo  marchettificio  questa volta sì  -
  altre volte è stato detto in maniera demagogica, ma questa volta sì
  - io non lo voto, nessuno di questi articoli, lo preannuncio adesso
  così  mi  allontano per una mezz'ora e può essere  che  mi  vado  a
  calmare.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Presidente  della
  Regione, assessori, dovremmo fare una convenzione con la SEUS  pure
  per il soccorso qua, visto che molta gente si accalora.
   Io  più  che  altro ho dei dubbi, e vorrei qua dei chiarimenti  da
  parte  dell'assessore,  perché  si  sono  acquistate  queste  moto,
  giusto,  abbiamo formato il personale della SEUS però, ad un  certo
  punto,  spunta  questo comma 2 che parla di stipulare  convenzioni.
  Già  dobbiamo  fare  la prima convenzione con  il  Dipartimento  di
  protezione civile, e poi bisogna fare un'altra convenzione  con  il
  Coni,  che  dovrebbe  essere  chiamato  in  causa  con  il  proprio
  personale, quindi personale esterno, che dovrebbe avere i  brevetti
  di  salvataggio  e soccorso a mare, quindi dovrebbe  avere  sia  la
  patente nautica per poter utilizzare le moto sia i brevetti per  il
  soccorso a mare, quando noi abbiamo il nostro personale. E  in  più
  spendiamo ulteriori soldi.
   Secondo  me questa è una follia, però valutate voi, dopo  che  già
  abbiamo  formato il personale, perché mi sembra di tornare indietro
  negli anni a 10-20 anni fa quando mamma Regione spendeva i soldi un
  po' così.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, anche  su  questo  argomento  mi
  sembra  che  c'è  di bisogno di un attimo di riflessione.  Sono  le
  19.00  ed  abbiamo  fatto  un  bel  passo  avanti,  siamo  arrivati
  all'articolo 45.
   Come  sa  l'onorevole  Cracolici,  che  è  interista  ed  ha   una
  possibilità l'anno di godere un attimo, quando l'Inter gioca contro
  la  Juventus,  e siccome giusto oggi l'Inter incontra una  Juventus
  più  scarsa  del  solito, gli avevo promesso che si sarebbe  potuto
  andare  a  vedere la partita. Allora, io dico una cosa,  Presidente
  della  Regione  noi dobbiamo trovare un accordo su questi  articoli
  perché  la mia impressione è che sta nascendo un po' di confusione.
  Io  direi di accantonarli e riprenderli dopo, andiamo avanti con il
  resto,  in  modo  che  poi  alle  20.00  possiamo  lasciare  libero
  l'onorevole  Cracolici di andare a vedere la partita, ed  ora  fare
  qualche cosa che sia possibile portare a compimento, altrimenti  ho
  l'impressione che non si faccia più nulla.
   Presidente Musumeci, faccia la sua proposta.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, il Governo è perché si vada avanti ad oltranza; al di  là
  della battuta per la partita, credo che i siciliani si aspettino da
  questo  Parlamento  e da questo Governo un impegno  costante  senza
  sospensione,  al  di  là di quello che è il limite  fisiologico  di
  ognuno  di noi. Quindi siamo perché stasera si proceda fino  almeno
  alle  22.00. Ed è chiaro che sarebbe bene completare la prima parte
  della  finanziaria, quindi recuperare quelle quattro,  cinque,  sei
  norme che ancora sono rimaste accantonate e poi continuare con  gli
  articoli 46 e seguenti.
   Sulla critica mossa alle ultime norme all'esame del Parlamento,  è
  chiaro  che il Governo è l'organo meno adatto in questo momento  ad
  esprimere  valutazioni, perché sembrerebbe voler  entrare  a  gamba
  tesa  su un lavoro che il Parlamento ha fatto, ci risulta per tante
  ore,  con grande impegno, all'interno della Commissione Bilancio  e
  noi abbiamo rispetto assoluto per il lavoro svolto dai parlamentari
  in   Commissione  bilancio,  dove  tutti  i  gruppi  politici  sono
  rappresentati.
   Alcune norme sono state stralciate e le altre sono rimaste, quindi
  la   finanziaria   ha  superato  anche  l'esame  della   autorevole
  Presidenza di questo Parlamento.
   Se  mi  posso permettere di esprimere una valutazione di carattere
  politico,  credo  che  anche  per  il  suggerimento  che  mi  offre
  l'intervento  a favore dell'ente luglio musicale trapanese  sarebbe
  bene che a partire dal prossimo anno si evitasse la polverizzazione
  di  interventi avendo la stessa specificità, la stessa tipologia di
  interventi   e  magari  inserire  in  unico  capitolo  le   risorse
  necessarie  per poter soddisfare le legittime esigenze degli  enti,
  non  soltanto culturali. Determineremmo in questo senso  anche  una
  inversione  di tendenza rispetto a stagioni del passato non  sempre
  edificanti.
   Ripeto, per quanto riguarda le norme rimanenti, essendo frutto del
  lavoro del Parlamento, il Governo non può che avere rispetto per il
  lavoro  del  Parlamento al di là delle valutazioni su ogni  singola
  norma che ogni deputato è libero di fare.
   Ma   mi   permetto  di  proporre  e  concludo,  signor  Presidente
  dell'Assemblea, la possibilità di recuperare tre, quattro  articoli
  che sono stati accantonati, così chiudiamo con la prima parte della
  finanziaria e continuiamo ad oltranza con tutte le altre norme.

   PRESIDENTE.  Grazie Presidente. Per quanto riguarda gli  orari  di
  lavoro,  oggi  abbiamo già stabilito che interrompiamo  alle  20.30
  perché  è  sabato,  c'è gente che deve tornare  a  casa,  fuori  da
  Palermo,   non  possiamo  permettere  che  tornino  di  notte   con
  riapertura  domani  dell'Aula proprio per  dare  tempo  a  tutti  i
  parlamentari  con tranquillità e senza inutili corse in  autostrada
  di   tornare  qua.  Quindi  alle  20.30  chiuderemo.  Però  accetto
  volentieri  il suo consiglio di accantonare un attimo tutte  queste
  norme di assegnazione di contributi a singole associazioni e se  il
  Governo   è  pronto,  come  mi  sembra  che  sia,  per  il  ritorno
  all'articolo  4  con  la  riscrittura,  se  non  ho   capito   male
  dell'articolo, direi di andare avanti con l'articolo 4. Sono le 19.
  Vediamo  se  riusciamo  a  completare l'articolo  4,  eventualmente
  andiamo ad un altro articolo, diversamente concludiamo con questo.

   PALMERI. Chiedo di parlare sul prosieguo dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in ordine
  all'articolo 4, preferirei che si passasse ad un altro,  perché  la
  riscrittura presentata dal Governo, merita un approfondimento visto
  che   è   materia  tecnica  e  noi  vorremmo  presentare  dei   sub
  emendamenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, non avendo dubbi che alcuni  Gruppi
  parlamentari avrebbero avuto bisogno di un approfondimento, due ore
  fa, quando il Governo l'ha presentata, avevo nuovamente accantonato
  l'articolo per dare il tempo di approfondirla. Se, poi, non l'avete
  fatto,  non  so  che  dirvi, però, anche qua  non  voglio  prendere
  decisioni ma credo che siano di fatto già state prese.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare sul prosieguo dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  lo
  stimolo  che  arriva dal Governo sulle norme che auspichiamo  tutti
  l'anno  venturo verranno riprese sia importante, e su questo  la  V
  Commissione  si  farà  carico  di lavorare,  anche  perché  già  da
  quest'anno   abbiamo  audito  tante  associazioni  del   cosiddetto
  partecipante  al  centoventotto.  E'  chiaro  che  tutti  hanno  la
  necessità,  insieme  all'assessore  Pappalardo  ne  abbiamo  audita
  qualcuna,  di  riordinare,  in maniera  sistemica,  il  sistema,  e
  quindi,  dall'anno  venturo, mi auguro che questo  Parlamento  sarà
  munito  di un disegno di legge specifico per valorizzare, come  lei
  ha ben detto, il tema.
   Signor   Presidente  dell'Assemblea,  ho  ricevuto  solo  ora   la
  riscrittura  dell'articolo 4, pertanto le chiedo di  andare  avanti
  con l'articolato per potere approfondire questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il  Governo  ha  consegnato  la
  riscrittura dell'articolo 4 due ore fa, ed avevo chiesto al Governo
  di  andare avanti con altri articoli proprio per dare il  tempo  di
  apprezzarla.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  richiamare  l'attenzione
  degli  onorevoli  colleghi  sull'articolo  4,  fermo  restando   il
  rispetto  assoluto per le prerogative dei parlamentari  e,  quindi,
  nulla osta a che, se lo ritengono, ci debba un ulteriore momento di
  riflessione.
   Vorrei però far presente che, rispetto alle criticità sulle  quali
  in questi giorni, con assoluto spirito democratico, ci tengo a dire
  che  essendo  una norma che introduce un'autorità di bacino  nuova,
  come  ultima  Regione  in Sicilia, e non volendo  questo  assessore
  portare a casa un risultato ascrivibile personalmente a nessuno, ma
  al  Governo  intero ed all'intero Parlamento, ci siamo  confrontati
  fino  alle prime ore di questo pomeriggio con i Gruppi parlamentari
  che avevano manifestato le loro perplessità, devo dire anche con la
  presenza di una figura istituzionale, qual è il Presidente della IV
  Commissione, ed abbiamo convenuto, tutti insieme, ecco perché io mi
  sono  permesso  di  chiedere  al  Presidente  Musumeci  di  tornare
  sull'articolo  4,  perché  c'era un passaggio  legato  alla  figura
  giuridica che si è convenuto di inquadrarla come dipartimento, si è
  convenuto  poi di inserirla fra i dipartimenti di pertinenza  della
  Presidenza  della Regione, si è convenuto di inserire  un  comitato
  scientifico  che  avrà un ruolo di supporto e  che  comunque  passa
  sempre  dalla  decisione della Giunta. Si è  anche  introdotta  una
  norma  transitoria,  così  come ci veniva  espressamente  richiesto
  sulla  possibilità  che  in  questa fase  di  prima  attuazione  la
  competenza   restasse  per  una  ragione  funzionale,   così   come
  richiesto,  a mio modo di vedere, a parere del Governo, in  maniera
  anche coerente al dipartimento delle acque.
   Signor   Presidente,   posto  che  alla   fine   rimane   per   me
  impregiudicato  il  ragionamento  del  primo  giorno,  in  sede  di
  esposizione dell'articolo, la Sicilia è l'ultima Regione  d'Italia,
  anzi l'unica, a non avere ancora adottato un'autorità di bacino, il
  Governo  ha  fatto la sua parte, lo affida all'Aula. Ma si  sappia,
  dentro  e fuori da questo Palazzo che, per quanto ci riguarda,  noi
  tutto  quello che potevamo fare lo abbiamo fatto. Ci manca soltanto
  di  esprimere il voto favorevole, cosa che faremo quando avremo  la
  possibilità di farlo. Non credo, con tutta la buona volontà  e  con
  tutta  la comprensione delle altrui ragioni, che vi possano  essere
  ulteriori passaggi ed ulteriori rivisitazioni.
   Mi  affido  all'Aula. Se non ci sono interventi, o subemendamenti,
  signor Presidente, le chiedo di porlo in votazione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il  mio
  personale  apprezzamento alla riscrittura che è  arrivata  in  Aula
  perché   tiene   conto  di  alcune  questioni  che,  come   Partito
  Democratico, abbiamo posto sulla questione dell'autorità di  bacino
  sin dall'inizio del dibattito in Commissione  Ambiente'.
   E,  segnatamente, le questioni che ponevamo erano due. La prima  è
  che  vogliamo evitare la costituzione di un altro carrozzone. Credo
  che non serva a questa Regione istituire un nuovo ente pubblico non
  economico.  Sulla scorta, quindi, di quello che ha fatto  anche  la
  regione  Sardegna che ha istituito l'autorità di  bacino  non  come
  ente  pubblico non economico ma lo ha inquadrato all'interno  della
  struttura  organizzativa della regione Sardegna. Credo  che  questo
  sia  il  percorso giusto e vorrei che restasse traccia anche  negli
  atti  parlamentari che questo ragionamento è anche  suffragato  dal
  decreto  legislativo 152/2006 dove, al secondo comma  dell'articolo
  63,  dà  espressamente  la  possibilità a  quelle  Regioni  la  cui
  autorità  di  bacino coincide con il perimetro della Regione  (come
  sono  la Sicilia e la Sardegna) di istituire un'autorità di  bacino
  che  coincida con una struttura della Regione e, segnatamente,  con
  un Dipartimento.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   BARBAGALLO. Noi crediamo che sia la soluzione più economica che si
  concilia  con il principio di riduzione della spesa e che  è  anche
  aderente  al dettato normativo. Ciò è confermato dal fatto  che  la
  legge regionale della Sardegna che ha questa impostazione, la legge
  n.  19  del  2006,  non è mai stata impugnata ed è  stata  ritenuta
  legittima  nel  corso  di  questi  anni.  Ed  è  confermato  questo
  ragionamento anche dalla circostanza che l'articolo 2, della  legge
  regionale   19   del  2015,  che  assegnava  le   stesse   funzioni
  dell'autorità di bacino all'Assessorato all'energia non è mai stata
  impugnata dal Governo nazionale.
   Credo  che  siano due aspetti importanti che mettono  sul  binario
  giusto  l'autorità  di  bacino  e  che  consentono  di  dare   vita
  finalmente  all'autorità  di  bacino  dandogli  la  possibilità  di
  attrarre i finanziamenti.
   Certo,  onorevole  Presidente della Regione, resteranno  questioni
  aperte.  Se la proposta - e verrà votata la riscrittura  -  che  il
  Dipartimento  resta  sotto  le dipendenze  della  Presidenza  della
  Regione, quello che come Partito abbiamo più volte evidenziato  che
  è   un   tema  urgente  della  riorganizzazione  dei  dipartimenti,
  dell'accorpamento  di  qualche Assessorato  come  quello  dei  beni
  culturali con quello del turismo, forse qualche Assessorato  che  è
  troppo  carico,  qualche Dipartimento che andrebbe diviso,  qualche
  competenza  che  è  in capo al territorio che potrebbe  passare  in
  questo  nuovo Dipartimento, è una questione che il Governo dovrebbe
  aprire insieme al Parlamento.
   L'altra  questione è, poi, quella che riguarderà  quest'Aula  cioè
  l'individuazione del numero di bacini che, credo, anche  alla  luce
  dell'organizzazione e della distribuzione delle acque  in  Sicilia,
  sia un tema veramente attuale.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  della
  Regione,  anch'io  esprimo un apprezzamento  per  il  lavoro  fatto
  dall'assessore Cordaro in queste giornate per l'evoluzione  che  ha
  avuto questo testo.
   Io  faccio  una  premessa,  a differenza  probabilmente  di  altri
  colleghi,  ricordo che con la legge n. 19 del 2008, quando  abbiamo
  riorganizzato   i   Dipartimenti   dell'amministrazione   regionale
  sciogliendo l'Agenzia delle acque e dei rifiuti, abbiamo trasferito
  le  competenze  dell'ex  Arra ad un nuovo  Dipartimento  inquadrato
  presso  l'Assessorato all'Energia. Ora io dico, col senno  di  poi,
  probabilmente  lì  c'è  stato un eccesso di semplificazione  perché
  dopo  dieci  anni  penso  che tenere insieme  un  Dipartimento  per
  competenze  profondamente  diverse,  uno  all'acqua  e  l'altro  ai
  rifiuti,  in  un  unico  Dipartimento, inevitabilmente  l'emergenza
  rifiuti è diventata prevalente rispetto alla questione idrica,  per
  cui  penso  che prima o poi, il Governo dovrà interrogarsi  se  non
  istituire    un    apposito    Dipartimento    acque    all'interno
  dell'Assessorato. Ma questo è un tema che riguarderà  il  domani  e
  probabilmente il Governo se ne farà carico, immagino.
   Per  quanto  attiene  questo  testo il  Governo  intende,  quindi,
  costituire  un Dipartimento presso la Presidenza della Regione  per
  far  svolgere  al  Dipartimento le  competenze  che  sono  in  capo
  all'Autorità.
   Nel  2009 a seguito della legge n. 19 del 2008 l'allora Presidente
  della  Regione, in applicazione di quella disposizione legislativa,
  approvò  un  Regolamento  e, quindi, con decreto  presidenziale  di
  allora,  che  recepiva le competenze anche del 152, in  particolare
  dell'articolo  63, all'interno del Dipartimento  acque  e  rifiuti,
  quindi,  dico questo perché non è vero che la Regione  siciliana  è
  priva  o  non ha ottemperato alle disposizioni previste dal  152  e
  successive  modificazioni,  lo  ha fatto  all'interno  di  un  atto
  amministrativo,  supportato dal parere del CGA, inquadrando  quella
  competenza ancorché non l'ha chiamata Autorità.
   Bene,  si vuole fare l'Autorità? Nulla quaestio  Io però  pongo  a
  lei, Presidente, un problema perché probabilmente nella definizione
  di  Autorità  e  nell'individuazione  dei  soggetti  facente  parte
  dell'Autorità,  c'è  una  figura che rimane  qui  un  ibrido,  cioè
  l'Autorità  prevista  dal  152  stabilisce  che  è  composta  dalla
  Conferenza   dei  Direttori,  dalla  Conferenza  degli   Assessori,
  eccetera, ed è previsto un Segretario generale.
   Ma  se facciamo il Dipartimento è il Capo del Dipartimento che  fa
  il  Segretario  generale. È giusto? Questa cosa va scritta   Perché
  così  stiamo prevedendo un Dipartimento ed un Segretario  generale.
  Va  scritto nel senso che le funzioni del Segretario generale  sono
  assunte  dal  dirigente  che presiederà il  Dipartimento  di  nuova
  istituzione, mi pare del tutto ovvio perché altrimenti facciamo una
  duplicazione in cui nessuno poi nessuno sa che cosa dovrà  l'altro,
  dopodiché  considero  il testo un passo avanti,  probabilmente,  ma
  questo lo valuterà ad un certo punto il Governo perché è giusto che
  faccia  anche una valutazione di ordine tecnico oltre che politico,
  in  questo caso di politico c'è poco, se non rimane il fatto che se
  si  costituisce  il  Dipartimento  acque  non  sia  ragionevolmente
  plausibile  che  questa  competenza  dell'Autorità  venga   assunta
  direttamente dall'Assessorato acque, energia e rifiuti  e,  quindi,
  dal  dirigente  del  Dipartimento acque che si  costituirà  non  so
  quando.
   Questo è il senso delle cose che volevo dire. Se il Governo stesso
  provvede  a modificare il principio che il segretario è  lo  stesso
  capo del Dipartimento che sarà appositamente nominato mi sembra che
  il testo possa andare bene.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.11, è ripresa alle ore 19.13)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                  Presidenza del Presidente MICCICHÈ

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  assessore Cordaro, vorrei capire bene cosa stiamo facendo. Premesso
  che  stiamo  trattando un argomento importante perché  riguarda  il
  tema  dell'acqua  che,  in  Sicilia, ancora  non  trova  soluzione.
  Abbiamo alcuni punti che vorrei chiariti dal presidente Musumeci  o
  dall'assessore Cordaro. Istituiamo un nuovo Dipartimento presso  la
  Presidenza  della Regione che va a trattare - dice  al  comma  4  -
  tutte  le competenze in materia di demanio idrico, di cui al  comma
  7, dell'articolo 71, della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9,  e
  successive modifiche ed integrazioni.
   Noi  stiamo andando a sostituire, se capisco bene, il Dipartimento
  che c'è presso l'Assessorato all'energia, che è acqua e rifiuti, lo
  togliamo,  togliamo l'acqua e la trasferiamo al Dipartimento  della
  Presidenza. Se è così sono d'accordo. Se noi, invece, facciamo  due
  Dipartimenti  nel senso che resta l'acqua al Dipartimento  energia,
  poi  c'è un altro Dipartimento che tratta l'argomento acqua,  credo
  che  creiamo  un  ibrido.  Tenendo conto che  la  creazione  di  un
  Dipartimento deve fare riferimento ad una modifica legislativa  che
  è  la legge regionale n. 19 del 2008 che aveva una codificazione di
  quelli che erano i Dipartimenti nell'ambito degli Assessorati.
   Io  non discuto l'esigenza che il Governo pone nel Dipartimento ma
  un Dipartimento.
   Se l'idea del Governo è di fare rifiuti, ed è una cosa ed Acque  è
  un'altra  cosa e vuole spostare l'acqua dall'Energia e  trasferirla
  al Dipartimento Presidenza della Regione perché il Presidente della
  Regione  vuole avere contezza diretta di quello che  è  il  sistema
  dell'acqua, per noi sta bene.
   Se  vogliamo fare due Dipartimenti che trattano il tema dell'acqua
  e  ci  infiliamo  anche  la  gestione idrica  cioè  tutto  il  tema
  complicato   della  gestione  dei  finanziamenti,  della   gestione
  dell'approvvigionamento,  eccetera, credo  che  abbiamo  creato  un
  ibrido  per  il  quale,  alla fine, non  sapremo  chi  è  il  reale
  interlocutore.
   Se  il  Governo  vuole chiarire questo aspetto e  se  vuole  anche
  provvedere  con  un  emendamento,  modificando  la  disciplina  dei
  Dipartimenti  di  cui alla legge n. 19/2008 per avere  contezza  di
  quella  che era la norma che fu approvata a suo tempo e che,  oggi,
  subisce  una  variazione  che  viene  calata  in  quel  dispositivo
  legislativo  per avere un quadro generale di quelli  che  sono  gli
  Assessorati  e di quelli che sono i Dipartimenti e di che  cosa  si
  occupa ogni Dipartimento, quindi, la modifica possiamo inserirla in
  questo  contesto, ma va operata una modifica nell'ambito di  quella
  che  è stata la legge che prevedeva una sorta di codificazione  del
  Dipartimento.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, desideravo porre una questione
  al presidente Musumeci e all'assessore Cordaro.
   Anche  per  quanto  riguarda  il comma  8  -  fermo  restando  che
  delineare per bene la questione delle competenze lo ritengo anch'io
  opportuno - c'è un problema, cioè la fase transitoria.
   Sappiamo bene che l'Autorità di bacino è un'autorità terza.
   Condivido  il  fatto  di incardinarla presso la  Presidenza  della
  Regione  condivido, ma c'è questa fase transitoria che  rischia  di
  creare delle situazioni che, rispetto già ad un Dipartimento che  è
  sovraccarico  di lavoro - mi risulta in quanto non  rilascia  varie
  autorizzazioni - stiamo parlando del Dipartimento delle acque e dei
  rifiuti  che  per delle autorizzazioni che dovrebbe  rilasciare  in
  novanta  giorni, siamo già a due, tre anni, glielo dico, Presidente
  della Regione, per sua conoscenza.
   Se   noi  carichiamo  in  questa  fase  transitoria  anche  questa
  situazione  credo che si stia facendo un'operazione che rischia  di
  creare problemi operativi.
   Il  suggerimento che mi permetto di dare è questo. Evitate la fase
  transitoria,  la  norma  entra in vigore  quando  gli  organi  sono
  pronti.
   Qualche  informazione adesso l'ho presa, al Dipartimento  acque  e
  rifiuti   c'è  un  problema  serio  di  gestione,  ve   lo   voglio
  sommessamente  suggerire ai fini di una valutazione diversa  o  per
  prendere qualche altra situazione quale per esempio potrebbe essere
  quella  del Commissario che sta gestendo l'emergenza di mitigazione
  del rischio idrogeologico, per esempio.
   Anche  questa rappresenta un'Autorità che, in questo  momento,  si
  potrebbe meglio utilizzare. Ve lo do come suggerimento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   realtà,
  sull'istituzione dell'Autorità di bacino mi sembra che  in  Sicilia
  non ci stiamo inventando nulla.
   Questo  rischio di sovrapposizioni che leggo in alcuni interventi,
  oggettivamente, mi sembra che non ci sia.
   Di fatto, stiamo dando applicazione al decreto legislativo 152 del
  2006,  un decreto del Ministero dell'Ambiente, della tutela  e  del
  territorio, che istituiva ben otto Distretti idrografici in Italia.
   Per  una  serie  di  incurie, inadempienze, nel  tempo  non  si  è
  arrivati all'istituzione del bacino in Sicilia.
   Finalmente la Sicilia si potrà dotare di questo organo, di  questo
  strumento  che si occuperà di tutela delle acque, che  si  occuperà
  della  possibilità  di offrire una candidatura di  alcuni  siti  al
  patrimonio UNESCO, che si occuperà della possibilità di riconoscere
  alcune   riserve,  che  svolgerà,  quindi,  una  serie  di  compiti
  assolutamente aggiuntivi rispetto a quelli svolti ad oggi  in  seno
  ai  Dipartimenti,  che  prevederà, quindi, il coinvolgimento  delle
  scuole, l'istituzione di un Osservatorio.
   Si   tratta,   in  sintesi,  di  dare  applicazione  a   direttive
  comunitarie che avremmo dovuto recepire già in passato e di potere,
  quindi, utilizzare delle risorse aggiuntive.
   Praticamente, noi attraverso il bacino superiamo, al contrario, lo
  dico  ai  deputati  che sono intervenuti prima  contro  l'idea  del
  bacino,  cerchiamo e riusciremo, poi lo valuteremo nel  tempo,  può
  darsi  che  fra  un anno faremo delle valutazioni a posteriori  per
  dire  che il bacino non è andato bene, non è andato come pensavamo,
  ma  dobbiamo adeguarci al decreto nazionale del Ministero, dobbiamo
  adeguarci    alla   direttiva   comunitaria   per   superare    una
  frammentazione delle competenze istituzionali che, ahimè, in questo
  momento è in corso.
   D'altra parte, assessore Cordaro, ci sono già diversi bacini, 8 in
  Italia,  che sono stati costituiti, che stanno funzionando  bene  e
  che  possono  rappresentare anche delle  esperienze  con  le  quali
  raccordarci in questo percorso. C'è il bacino delle Alpi orientali,
  dell'area    Padana,   dell'Appennino   centrale,    dell'Appennino
  meridionale, della Sardegna e finalmente ci sarà anche il bacino in
  Sicilia.
   Un'opportunità,  quindi, direi assessore Cordaro  per  evitare  la
  frammentazione ed istituire finalmente il bacino anche  nel  nostro
  territorio.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  Assessori,  onorevoli  colleghi, intervengo anch'io  per  esprimere
  apprezzamento  per  l'apertura  al confronto  che  il  Governo,  in
  particolare  l'assessore Cordaro, ha voluto dimostrare  sul  merito
  dell'articolo  4 che è un articolo che affronta un tema  complesso,
  non  è  un  tema semplice, e che nel corso del confronto  ha  avuto
  certamente  dei  miglioramenti  grazie  anche  alla  disponibilità,
  all'impegno dei deputati del Partito Democratico che hanno dato  un
  contributo significativo già sin dalla Commissione che ha esaminato
  il testo.
   Vorrei,  comunque,  dire  che mi pare  che  il  testo  che  stiamo
  esaminando,   che   rappresenta   certamente   un   passo    avanti
  significativo,  non  configuri esattamente né un'autorità  autonoma
  dalla  Pubblica  amministrazione, né si configura esattamente  come
  Dipartimento.
   Faccio qualche esempio. O noi diciamo che l'autorità è incardinata
  presso la Presidenza della Regione e, allora, ha un senso che abbia
  organi  interni, come il segretario generale, a mio avviso  bisogna
  precisare  che  intanto  si fa un atto di  interpello  interno  per
  verificare   se   c'è  un  dirigente  all'interno  della   Pubblica
  amministrazione  regionale, e poi si precisa che è necessario  che,
  appunto,  l'autorità indipendente abbia il Collegio  dei  revisori.
  Tutti gli organi tipici di una autorità indipendente.
   Se,  invece, l'autorità non è una autorità indipendente  ma  è  un
  Dipartimento  della Presidenza della Regione deve  rispondere  alle
  regole tipiche della Pubblica amministrazione regionale.
   Quindi, ad esempio, la previsione che si fa all'articolo 7 laddove
  si parla delle modalità attuative per il reclutamento del personale
  rinviando  a  specifici regolamenti, non ha  senso  se  è  pubblica
  amministrazione regionale.
   Allora,   il   Governo  deve  decidere  se  proporci   un'autorità
  indipendente  incardinata  presso la  Presidenza  della  Regione  o
  proporci  che è istituito, presso la Presidenza della  Regione,  il
  Dipartimento per l'autorità di bacino.
   Delle  due l'una, altrimenti rischiamo di dare vita ad un istituto
  che  non  funzionerà  e  siccome il tema è  estremamente  delicato,
  credo,  ci  abbiamo  lavorato tanto, che  se  è  necessario  ancora
  riflettere  qualche ora è importante farlo, con questo senza  voler
  venir  meno  ad un confronto costruttivo perché il tema che  stiamo
  affrontando è estremamente delicato.
     Vorrei  richiamare anche l'attenzione sul comma 8.   Francamente
  che  in  un certo punto si dica che in fase di prima attuazione  la
  conferenza operativa si avvale per i compiti di segreteria  tecnica
  del Dipartimento delle acque e dei rifiuti, mi pare assurdo. Ma  se
  l'Autorità  è  incardinata  presso  la  Presidenza  della  Regione,
  sarebbe  normale  che  la  segreteria tecnica  fosse  quella  della
  Presidenza  della Regione, forse no, ma che si aggiunga che   opera
  ai  sensi  dell'articolo 63, eccetera, tramite l'impiego coordinato
  di   più  strutture  organizzative  anche  appartenenti  a  diversi
  Assessorati che sino alla data di entrata in vigore della  presente
  legge  hanno  esercitato  le competenze trasferite  dalla  presente
  legge all'unità di bacino , per me è la certezza che non funzionerà
  la  gestione  transitoria  perché la Pubblica  amministrazione  del
  rispondere a regole di chiarezza, di trasparenza.
   Io    credo   che   sia   necessario   semplificare   ed   evitare
  interpretazioni che, poi, porterebbero alla paralisi.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  faccio  mie  le  indicazioni  al
  miglioramento.  Parto  dal  presupposto  che  come  è   stato   già
  ricordato, mi iscrivo pure io al gruppo dei filosofi che sostengono
  che l'ottimo è nemico del buono, e però mi pare che intanto in sede
  di  prima  applicazione possa essere precisato  che  il  segretario
  generale  è  il dirigente generale del nuovo Dipartimento  e  venga
  espunto  il  passaggio che prevede l'istituzione del  Collegio  dei
  revisori perché se è un Dipartimento non può avere.
   Mi permetto di dire poi, con riferimento alle corrette valutazioni
  del collega Di Mauro, che al comma 6 si dice che in ogni caso entro
  novanta  giorni  dall'entrata in vigore  della  presente  legge  si
  provvederà alle disposizioni applicative ed in una contingenza  che
  vede  il  Presidente della Regione anche Commissario per le  acque,
  contiamo  entro  quei  novanta giorni, ed ecco  perché  c'è  questo
  passaggio  transitorio dal Dipartimento acque rifiuti,  perché  noi
  contiamo, ed è un obbligo che assumeremo venerdì 4 maggio, dopo che
  il  Parlamento ci avrà dato mandato con la sua approvazione dinanzi
  l'agenzia  di  coesione del Ministero dell'Ambiente, di  portare  a
  Roma  un'autorità  di bacino che abbia tutti  i  crismi  della  sua
  istituzione.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Ritengo doveroso rispondere ad
  un'osservazione assai pertinente del presidente Lupo, il  quale  si
  chiedeva  a  proposito  del comma 8 la ragione  per  la  quale  nel
  periodo  di transizione bisognava fare riferimento al personale  di
  più Dipartimenti.
    E' la stessa ragione per la quale, presidente Lupo, l'Autorità di
  bacino  viene  istituita presso la Presidenza della Regione  e  non
  sostituisce  il  Dipartimento acque e rifiuti,  proprio  perché  si
  tratta di una autorità interdipartimentale, le cui competenze  cioè
  vanno  dall'Assessorato alla cultura all'Assessorato  all'ambiente,
  al territorio, ai rifiuti.
   Questa  specificità  ha fatto nelle altre parti  d'Italia  e  farà
  anche  da noi un organismo sovradipartimentale e, quindi,  tale  da
  affidare  alle  competenze  della  Presidenza.  Resta  il  problema
  sollevato anche dall'onorevole Cracolici del peso ormai strutturale
  e  della  mole di lavoro che deve assorbire l'Assessorato  rifiuti,
  acque  ed  energie,  ed  il Governo sottoporrà  all'attenzione  del
  Parlamento,  nei  prossimi  giorni,  l'opportunità  di  creare   un
  Dipartimento  per alleggerire un peso che la struttura burocratica,
  al  di là della buona volontà e delle competenze professionali, non
  riesce  a seguire al passo con le emergenze che giorno dopo  giorno
  emergono.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Presidente della Regione,  peraltro  era  un
  chiarimento  utile.  La  ringrazio  particolarmente.  Mettiamo   in
  votazione

   MILAZZO. Abbiamo presentato un subemendamento.

   PRESIDENTE.  Si  tratta  di  una  riscrittura  più   che   di   un
  emendamento.  Non  ho  ricevuto  niente,  se  c'è  lo  apprezzeremo
  immediatamente.
   Comunico  che è stato presentato un subemendamento dagli onorevoli
  Milazzo,  Gallo, Calderone e Cannata. Presidente, le devo  chiedere
  di  firmare  la  riscrittura o da lei o  dall'assessore  Armao  che
  manca.

   CALDERONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,     questa
  istituzione  dell'autorità di bacino è un fatto assai importante  e
  anche come si è pervenuti con la riscrittura e la collaborazione di
  tutti  e ritengo dal mio punto di vista sia altrettanto importante.
  Abbiamo insieme al collega Milazzo, al collega Gallo e alla collega
  Cannata presentato questo emendamento.
   In  particolare  abbiamo  coniato, varato  l'art.  4  bis  che  si
  aggancia  ovviamente  all'articolo  4  e  visto  che  non  è  stato
  distribuito  per  i  colleghi  lo recito  testualmente  di  cui  al
  precedente   comma   possono  essere  realizzati   previo   assenso
  dell'Assessorato

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. L'abbiamo  già
  letto.

   CALDERONE.  Va  bene. Quindi, cosa vogliamo significare?  Dare  la
  possibilità ai comuni di poter intervenire in luogo di altri organi
  e  poter acquisire la biomassa, cioè dare la possibilità ai comuni,
  credo che interessi tutti, di evitare grandi rischi nelle more  del
  varo,  delle  autorità di bacino, o comunque anche  dopo  tutta  la
  biomassa che si ricava dalla pulizia di tutti i corsi d'acqua resta
  acquisita  al  Comune  che  provvede alla  manutenzione  del  corso
  d'acqua, quindi credo che sia un emendamento che possa e abbia dato
  un  contributo a questa eccellente norma che è l'articolo  4  della
  legge  finanziaria  istitutiva del  bacino  e  pertanto  chiedo  ai
  colleghi di poterlo votare favorevolmente.

   PRESIDENTE. C'è il subemendamento 4.R.TER.1. E' in distribuzione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  della  Regione, assessori, io non vorrei aprire un altro dibattito,
  premesso  che  questa attività non è tra le attività dell'autorità,
  perché  l'autorità si occupa di pianificazione, qui stiamo parlando
  dell'utilizzo degli scarti di pulizia degli alberi e  i  fiumi  che
  ricordo sono di proprietà purtroppo del demanio fluviale, ma che se
  vengono  accumulati  da  parte  dei sindaci,  siccome  sono  scarti
  diventano  rifiuti, quindi stiamo procedendo a  fare  denunciare  i
  sindaci  per  l'utilizzo  di rifiuti speciali,  dico  all'onorevole
  Calderone   intanto   di  ritirarlo  rispetto   a   questo   testo,
  approfondiamolo perché è una questione delicata questa.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione, assessori ovviamente ero un problema che io mi ero  posto,
  non  ero  così  stolto o sprovveduto, ovviamente poi  si  apre  una
  procedura  che  è  successiva,  i Comuni  una  volta  acquisita  la
  biomassa  sanno, trattandosi di un rifiuto, sanno poi come portarlo
  a  smaltimento caso mai o a utilizzarlo, quindi in un iter legis si
  arriva fino a un certo punto, non è che poi ci si può impegnare  ad
  andare  oltre,  si  pulisce il torrente  e  il  corso  d'acqua,  si
  acquisisce la biomassa.
   La  fine  che farà questa biomassa sarà evidentemente,  credo  che
  questo   era   un   fatto  scontato,  onorevole   Cracolici,   sarà
  evidentemente smaltita secondo tutte le forme previste dalla legge.
  Ma  questo  è  un  problema successivo. Non ci  possiamo  occupare.
  Questo  è per un principio generale di impostazione della  norma  e
  della struttura generale del diritto. Ci si può occupare fino ad un
  certo  punto  del leader, se noi provvediamo a fare la manutenzione
  del corso d'acqua ed acquisire la biomassa, poi evidentemente tutte
  le  fasi successive, Presidente, dovranno essere effettuate secondo
  un  iter che è previsto dalla legge. Ma ovviamente nella norma  che
  noi  oggi  andiamo  a  varare non si può fare riferimento  a  fatti
  scontati. Perché già è un fatto implicito che poi il sindaco  dovrà
  adoperarsi secondo tutte le norme previste dalla legge  e  non  c'è
  bisogno  che lo scriva se poi lo devo pure scrivere, ma  credo  per
  chi si occupa di diritto che questo non va fatto.
   Poi  per carità disponibilissimo a chiarire o comunque rettificare
  e correggere.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, vediamo cosa ne pensa il Governo.
   Do la parola all'Assessore Cordaro.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Onorevole
  Calderone,   l'emendamento  che  lei  ha  presentato   insieme   al
  Capogruppo Milazzo, è un emendamento di assoluto pregio. E però  la
  valutazione  che  fanno  alcuni capigruppo  è  legata  ad  un  tema
  altrettanto serio e altrettanto conducente. Mi spiego.
   All'articolo  4,  dopo un lavoro di sintesi, fatto  con  la  buona
  volontà  di tutti, maggioranza, Commissione ed opposizioni, abbiamo
  siglato  in buona sostanza un articolo coerente. Le perplessità  di
  alcuni colleghi sulla non coerenza di questo passaggio rispetto  ad
  un'autorità  di  bacino  che  ha dei compiti  ben  precisi,  e  che
  riguarda  soprattutto il bacino idrografico, mi porta a dirle  e  a
  chiederle  a nome del Governo di ritirare questo emendamento  e  di
  inserirlo  nella  futura  norma che noi tratteremo  sulla  gestione
  delle  acque  e rifiuti e le province, le nuove competenze  che  il
  Governo  vuole  dare  alle  province nella  versione  che  dobbiamo
  adottare,  in  quel  contesto con un dovuto  approfondimento  delle
  commissioni  credo che questo emendamento, che io comunque  ritengo
  di pregio, vorrà essere

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone?

   CALDERONE.  Alla  richiesta del signor Assessore,  sono  d'accordo
  però  vorrei  solo evidenziare questo che anche per  l'autorità  di
  bacino, al quarto comma, questo come principio generale, perché  io
  amo il diritto e mi piace discutere, manifestare le mie idee, non è
  che ci si preoccupa di quella dell'attività consequenziale prevista
  dal  quarto comma per l'autorità di bacino, quindi credo,  che  per
  carità  un problema si pone, ma non sono affatto convinto di  avere
  torto perché se fossi convinto

   PRESIDENTE. Ma infatti credo che torto non ce l'abbia.

   CALDERONE.  Se fossi convinto chiaramente ho l'umiltà  per  dirlo.
  Non  sono  per niente convinto però siccome il percorso  illustrato
  dall'assessore   Cordaro  mi  convince,  quindi   ritiro   il   sub
  emendamento,  ne  parleremo in altra sede. Ringrazio  comunque  dei
  chiarimenti il Governo che come sempre puntuale.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  4.R.TER.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Possiamo  iniziare  ad affrontare l'articolo 11.  Alle  ore  20.00
  dobbiamo  finire  perché  ho  preso questo  impegno.  Tutti  devono
  tornare a casa nelle altre province, quindi ho preso questo impegno
  e  lo manterrò. Chiedo se è possibile fare almeno l'articolo 11  in
  modo che poi terminiamo dopo l'articolo 11, sarei più contento.
   Per  cui  valutiamo  la possibilità di fare l'articolo  11  e  poi
  sospendiamo i lavori. Se capiamo che ci sono problemi lo  rinviamo,
  ma  se  invece è possibile farlo credo che sia cosa buona e giusta,
  come diceva qualcuno.
   Pertanto,  si  riprende l'esame dell'articolo  11,  in  precedenza
  accantonato.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    sono
  sostanzialmente  favorevole al comma 1 perché è sostanzialmente  un
  ampliamento per la facoltà d'uso per le risorse dei beni culturali.
  A   mio   giudizio,   però,  il  comma   2   è   irricevibile   per
  quest'Assemblea.  In  particolare  l'espressione   del   comma   2,
  assessore   Tusa,   in  cui  vengono  sostanzialmente   estese   le
  possibilità  dell'articolo 35 del codice dei beni  culturali  anche
  agli edifici a destinazione a carattere abitativo.
   Credo,  signor Presidente della Regione, che è una  norma  che  in
  questi termini il Parlamento non può accettare e, come dire,  anche
  per  essere  più  esplicito  nei confronti  dei  colleghi  che  non
  conoscono   nel  dettaglio  l'argomento,  l'articolo   35   dà   la
  possibilità  per  i  proprietari detentori  o  possessori  di  beni
  culturali,  quindi,  ma lo dà a coloro ed  a  quei  beni  che  sono
  tendenzialmente di uso pubblico o di godimento pubblico, estenderlo
  anche  per  i  beni che sono a destinazione a carattere  abitativo,
  onorevole  Cracolici,  mi dia una mano,  ed  è  una  norma,  signor
  Presidente  della  Regione, che non è prevista,  questo  dettaglio,
  assessore Armao, neanche nella norma nazionale, quindi, noi  non  è
  che  stiamo  recependo la norma, stiamo inserendo una  prescrizione
  che non è prevista nel codice del paesaggio.
   Per  queste ragioni abbiamo presentato un emendamento modificativo
  che cassa questa specifica della destinazione a carattere abitativo
  e  del pari un altro emendamento modificativo che fa riferimento ai
  criteri per l'assegnazione delle risorse che sono quelle del codice
  dei  beni  culturali.  A mio giudizio è una  norma  che  a  livello
  nazionale  ha  funzionato,  il Ministro  Franceschini  ne  ha  dato
  concreta applicazione in alcuni casi importanti.
   Credo  che  recepire  la  norma  nazionale  così  com'è,  con   la
  destinazione delle risorse, quella prevista al comma 2, come  dire,
  magari  è  un  primo punto di partenza, stiamo lanciando  un  seme.
  Credo  che ecco è un sistema rodato, un sistema rodato che può  ben
  riguardare quei beni culturali che hanno quelle caratteristiche  di
  uso e godimento pubblico.
   Certamente,  a  mio giudizio, non può riguardare i beni  culturali
  che hanno una destinazione a carattere abitativo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, permettetemi  una  precisazione,
  visto  che  su  tutti i blog dei componenti dei Cinque  Stelle  sta
  uscendo  la  notizia che, mentre la Sicilia affonda io  penso  alla
  partita. Vorrei comunicare, perché fosse chiaro anche alla stampa e
  agli  altri, che alle 20.00 si sospende perché tanti deputati,  tra
  cui alcuni dei Cinque Stelle, mi hanno chiesto che devono tornare a
  casa  nelle  loro  province.  Se una partita dovevo  vedere,  avrei
  visto  quella  del  Palermo di ieri e non ho interrotto.  Per  cui,
  possiamo andare avanti.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zafarana,  è  ovvio  che  non  inizio   un
  dibattito   sull'argomento.   Non   può   iniziare   un   dibattito
  sull'argomento,  ma  siccome  ho chiarito  che  tanti  deputati  mi
  avevano  chiesto la possibilità di tornare a casa,  essendo  sabato
  sera, i vostri web ed i vostri commenti sono certamente poco onesti
  e poco educati  Ma non ha importanza. Andiamo avanti.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, lei quello che ha detto non  lo  può
  dire  perché  né io né nessuno dei componenti del Movimento  Cinque
  Stelle  ha chiesto di andare a casa prima assolutamente per  vedere
  la partita. Noi siamo qua, vogliamo rimanere fino alla fine  .

   PRESIDENTE. Ma non c'entra la partita

   ZAFARANA.  Chiedo  di non essere interrotta, perché  io  non  l'ho
  interrotta.  E  allora  siccome veramente la Sicilia  affonda.  Noi
  vogliamo rimanere qua fin quando

   PRESIDENTE. Lei continua a non essere leale  Perché non c'entra la
  partita   Alcuni  mi hanno chiesto, in tanti mi hanno  chiesto,  di
  andare a casa perché abitano lontano.

   ZAFARANA.  Io  non l'ho interrotta  Non voglio essere  interrotta
  Dopo  di che noi siamo qua disponibili a continuare a lavorare  per
  tutto il tempo che sarà necessario. Chiedo che  ..

   PRESIDENTE.  Chiudiamo  e  ripassiamo alla  finanziaria.  Possiamo
  interrompere, grazie.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito  di
  partite,  a  mio  modo  di vedere il Governo la  partita  sui  beni
  culturali  durante questo periodo la sta perdendo. La sta  perdendo
  perché  molti musei, sappiamo benissimo, non hanno nemmeno i  fondi
  per  acquistare  la carta igienica. E la cosa che chiedo  a  questo
  Governo,  perché  comunque finora in questi cinque  mesi  anche  in
  merito  a  questo  articolo, nessuno è venuto in  V  Commissione  a
  spiegarci un po' il significato di questo articolo. Volevo chiedere
  al  Governo, e all'Assessore Tusa,  se questo articolo e  le  norme
  che  sono inserite all'interno di questo articolo vanno bene.  Dopo
  di   che  noi,  come  Movimento  Cinque  Stelle,  abbiamo  emendato
  l'articolo  cercando  di  lasciare  maggiori  fondi,  ci  sono  due
  emendamenti  del Movimento Cinque Stelle, per cercare  di  lasciare
  maggiori  fondi  ai  musei.  E  come?  Attraverso  l'introito   dei
  biglietti,  cercando di fissare una quota del 50 per cento  per  il
  primo  anno e poi magari anche tutta, con quella quota si cerca  di
  premiare  un  po'  tutti i musei. E le somme, anziché  andare  alla
  spesa  corrente,  vengono destinate ai musei che ad  oggi  sono  in
  grossissima difficoltà.
   Mi  sembrano due emendamenti di buon senso. Ma come dicevo  signor
  Presidente,  vorrei ascoltare l'Assessore Tusa in merito  a  questo
  articolo.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, innanzitutto sulla base  di
  questo mio primo battesimo di Aula, sono stato molto favorevolmente
  impressionato  soprattutto nelle dichiarazioni iniziale  dal  fatto
  che  anche  l'opposizione ha manifestato il bisogno  che  ci  siano
  maggiori risorse nel campo dei beni culturali.
   Questo  articolo  che  io  ho  letto attentamente,  ho  analizzato
  attentamente,  va  proprio in questa direzione.  Per  vari  motivi.
  Primo  perché con il comma 1 mette in evidenza quello che si diceva
  precedentemente  cioè la possibilità che queste somme  che  vengono
  non  solo dai musei ma anche dalle aree archeologiche e monumentali
  ritornino   al   settore  dei  beni  culturali  e  quindi   vengano
  reinvestite proprio nella manutenzione degli stessi beni. E  quindi
  questo  è  un  fatto, oserei dire, rivoluzionario nel  campo  della
  finanza   regionale.  Per  cui  va  nel  senso   di   un   maggiore
  arricchimento del bilancio dei beni culturali.
   In  secondo  luogo, questa norma è una norma che va nel  senso  di
  spingere, stimolare i direttori dei musei, delle aree archeologiche
  e  monumentali,  a  lavorare  per l'incremento  delle  visite,  per
  l'incremento  e l'attrattività di questi attrattori  culturali,  al
  fine  di  fare  più  budget. E questo è già successo  nel  passato.
  L'esperienza  che  noi abbiamo già verificato nel  campo  dei  beni
  culturali, soprattutto con i parchi archeologici, con la  legge  n.
  20, ha dimostrato che i tre parchi che hanno autonomia finanziaria,
  che  sono Giardini Naxos, Agrigento e Selinunte, hanno già in banca
  un  consolidato  budget  economico da reinvestire  all'interno  del
  parco.
   Inoltre, questo articolo, nel momento in cui dà la possibilità  ai
  privati  di  utilizzare delle risorse pubbliche per  risanare,  per
  restaurare, per per valorizzare quelli che sono i propri  beni  che
  sono vincolati, quindi di interesse monumentale e artistico, da  un
  lato    contribuisce   nel   decoro   urbano,   nell'arricchimento,
  nell'abbellimento del decoro urbano, ma dall'altro  mette  in  moto
  economia  che  è  legata  al  restauro,  alla  ristrutturazione   e
  quant'altro  e  vorrei dire anche, a correzione di quanto  è  stato
  detto  prima  che la legge nazionale non impedisce il finanziamento
  di  immobili ad uso abitativo, se leggete attentamente l'art. 34  e
  l'art. 35 del Codice non esclude assolutamente l'uso abitativo

   BARBAGALLO. Recepisca quella norma allora

   TUSA,  assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.  Non
  esclude   assolutamente  l'uso  abitativo.   Noi   abbiamo   voluto
  specificarlo maggiormente, perché sarebbe una grave discriminazione
  del  patrimonio culturale e siciliano escludere quei  immobili  che
  sono  tuttora  abitati e quindi hanno una vita ma ovviamente  l'uso
  pubblico  viene  garantito  dal  resto  dell'articolo  in  cui   si
  specifica  chiaramente  che  chi  riceve  questo  contributo   deve
  necessariamente  mettere  a disposizione, facendo  degli  opportuni
  accordi,  delle opportune convenzioni con le Soprintendenze  e  con
  l'Assessorato, deve aprire al pubblico questi bene, quindi l'uso  e
  il  godimento  pubblico è garantito ma, a mio avviso,  discriminare
  quegli edifici che sono tuttora abitati e quindi vivi e vivono  nel
  campo  dei  beni  culturali  e hanno  una  loro  vita  perché  sono
  utilizzati  per  scopo abitativo sarebbe una grave  discriminazione
  che sarebbe letale per il patrimonio artistico e culturale.
   Un'altra  cosa  volevo  dire e concludo, penso  che  sia  opinione
  comune  da  parte  di  un  po' di tutti anche  di  tutte  le  forze
  politiche pensare che i privati devono entrare nel campo  dei  beni
  culturali, devono concorrere alla gestione, alla salvaguardia, alla
  tutela  dei beni culturali, ebbene quest'articolo va proprio  anche
  in questa direzione, cioè nel coinvolgere i privati nella gestione,
  nella valorizzazione del patrimonio culturale.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo  della
  Regione,  è  da stamattina che siamo tutti qua dalle 9  facendo  il
  nostro  dovere  e penso che abbiamo lavorato bene e  penso  che  le
  opposizioni,  io parlo per il Partito Democratico,  ha  dimostrato,
  abbiamo  limitato i nostri interventi, abbiamo cercato di  fare  la
  nostra  parte,  il  nostro  ruolo e non  utilizzando  atteggiamenti
  ostruzionistici, devo dire anche gli altri, ci mancherebbe
   Però,  Presidente,  io gliel'ho detto prima,  gliel'avevamo  detto
  anche  prima,  Presidente Micciché, stiamo discutendo  di  articoli
  importanti,  lo  è  stato il 4 e già lo seguivamo  con  un  po'  di
  difficoltà,  questo è altrettanto importante, l'assessore  Tusa  ha
  fatto  un'analisi  che  è  importante,  delicata,  attenta,  stiamo
  trattando  argomenti che sono per i siciliani, ma possiamo  pensare
  ancora dopo undici ore di avere lucidità, qua si vogliono iscrivere
  tutti a parlare, del Gruppo del Partito Democratico se continueremo
  ci  saranno  sette, otto interventi, otto interventi del  Movimento
  Cinque Stelle, gli altri della maggioranza, secondo me, Presidente,
  commettiamo un errore, perdiamo di lucidità e perdiamo l'occasione,
  siccome domani è domenica e vogliamo venire qui a lavorare, oggi  è
  sabato e siamo stati tutto il giorno e domani è domenica e vogliamo
  venire qui a lavorare, io penso, Presidente, che se ci fermiamo ora
  e  riprendiamo  domani  domenica a lavorare  non  facciamo  nessuno
  sgarbo  ai  siciliani, quindi abbiamo fatto  un  buon  lavoro  dopo
  undici  ore,  secondo  me,  non siamo più lucidi  per  attenzionare
  aspetti così importanti perché rischiamo di commettere errori e  io
  non vorrei commettere

   PRESIDENTE. Così come eravamo rimasti con tutti, avevo previsto la
  chiusura  per le ore 20.00; se siamo nelle condizioni  di  chiudere
  velocemente questo articolo 11, al di là della stanchezza, e  ovvio
  che  resteremo  a  votarlo,  se  non siamo  in  condizioni,  allora
  prenderemo delle decisioni diverse.
   Il   primo   emendamento   è  quello  soppressivo   dell'onorevole
  Cancelleri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io tifando  per
  il  Napoli  le  chiedo di andare avanti fino alle  22.00,  non  c'è
  problema  per  me e per noi del Movimento, che non abbiamo  chiesto
  assolutamente di rimanere.
   Ed  allora, io avevo una domanda per l'assessore Tusa riguardo  al
  comma  2,  e  comunico già al Presidente che tutti gli  emendamenti
  soppressivi  che ci sono a questo articolo li ritiro  tutti  tranne
  quello al comma 2, perché vorrei delle delucidazioni. Qui io scopro
  al  comma 2 che sono concessi, con decreto dell'Assessore regionale
  dei  beni  culturali  e  dell'identità  siciliana,  contributi   da
  destinare  al  concorso  della  spesa sostenuta  dal  proprietario,
  possessore  o detentore di edifici a destinazione d'uso  abitativo,
  che però hanno, diciamo, interessi artistici.
   Ora,  mi  pare  un po' singolare una norma che si occupa  di  beni
  culturali  che  va  però a destinare soldi a gente  che  avrà,  sì,
  palazzi di pregio, ma che comunque sono a uso abitativo e di natura
  privata.  Per  cui, dico, magari verranno aperti una volta  l'anno,
  tutto quello che volete, però può darsi che ho capito male e lei mi
  chiarirà i dubbi.
   Mentre  le  volevo sottoporre, con la speranza che  lei  possa  in
  qualche modo apprezzarli, due emendamenti al testo che sono  l'11.7
  e  l'11.6.1  però perché c'è una riscrittura perché c'è  un  errore
  lessicale nella scrittura. L'emendamento 11.7 aumenta le quote  dal
  50%  al  60%  e  fino  ad  un massimo del 70%.  Questo  perché  voi
  prevedete  che  con la vendita di biglietti vengano  finanziate  le
  misure di manutenzione ordinaria e straordinaria del 50 e del  60%,
  noi  li  stiamo  aumentando al 60 e al 70% perché  secondo  me  gli
  introiti sono importanti, 12 milioni di euro all'anno per i musei e
  per le gallerie d'arte siciliane, da andarle a destinare ad uso  di
  manutenzione  ordinaria  e  straordinaria  secondo  me  è  un  buon
  intervento,  io lo apprezzo e lo verrei in qualche modo addirittura
  migliorare.
   L'emendamento 11.6.1, invece, prevede che il 20% della vendita dei
  biglietti  lo  destiniamo la metà come introiti per  fare  attività
  appunto dei musei, vanno direttamente ai musei; l'altra metà invece
  per  fare  degli  eventi culturali all'interno  dei  musei,  quindi
  incentivare anche quella che è già una buona programmazione ma dare
  ossigeno  ancora ulteriormente. Questo perché credo che il percorso
  dei  beni culturali, che è ricchissimo in Sicilia, tant'è che siamo
  praticamente i maggiori detentori di beni culturali in  Italia,  in
  proporzione  rispetto  anche alle altre Regioni,  va  ulteriormente
  valorizzato.
   Quindi, nel solco di quella che è la volontà del Governo,  noi  ci
  volevamo  inserire  con delle cose che io credo siano  migliorative
  rispetto a quello che è l'intendimento, insomma, e la proposta  del
  Governo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rivolgere
  all'assessore Tusa una sollecitazione. Lo scorso anno  noi  avevamo
  una  norma  che  prevedeva che l'intero incasso, l'intero  introito
  della biglietteria andava a finire al parco, quindi all'istituzione
  che avevamo creato nel territorio, che si attivava con una serie di
  iniziative  per  mettere  a valore in un  certo  periodo  dell'anno
  quella realtà e quindi creare una serie di attività attrattive  che
  potessero consentire ai turisti sia di giorno che di sera  di  fare
  una serie di iniziative importanti.
   L'idea che noi togliamo già il 50%, senza che ci sia un minimo  di
  ricaduta,  assessore Tusa, per i tetti rotti che  producono  questo
  reddito, credo sia una cosa che, ovviamente, mette in difficoltà  i
  servizi, gli enti parco, quelli che in atto avevano questo introito
  perché   hanno  già  attivato  una  programmazione,   perché   sono
  interessati alla gestione delle risorse.
   Ora,  se  il  Governo dovesse ritenere di stabilire che  parte  di
  questo 50 per cento che viene assegnato in entrata nelle casse  del
  suo   assessorato  viene,  con  legge,  destinato  al   parco   del
  territorio, credo che sia una cosa buona e giusta. Però mi  rimetto
  alla vostra volontà.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  lo  dico
  all'assessore  perché  per  come lo vedo  formulato  non  mi  trova
  d'accordo  e  preferisco dirglielo alla luce del sole  come  è  mia
  abitudine.
   Non mi è chiaro come interagisce il comma 2 rispetto, poi, a delle
  valutazioni  con  l'importo del contributo  che  andrebbe  erogato,
  perché non c'è scritto, perché qui c'è scritto che qualcuno, non si
  sa chi, potrebbe dare l'intero contributo valutando, ma cosa? Come?
  Quando e perché?
   Allora,  io non posso approvare una norma che già dà un contributo
  a  dei  privati,  anche  se  per  quanto  riguarda  beni  che  sono
  sottoposti a quelle che sono le norme riguardanti i beni culturali,
  quindi Soprintendenze e quant'altro, ai vincoli.
   Però,  nello  stesso  tempo, assessore, lei non  ha  scritto  come
  avviene la valutazione: e allora, se io sono amico suo - ovviamente
  è  un  termine improprio - mi darà il 100 per cento e se  non  sono
  amico suo che mi dà il 50 per cento?
   Ecco,  ora  al  di là della battuta, è logico che  così  formulata
  questa  norma,  proprio  perché pariamo di contributi  pubblici  ai
  privati,  non può assolutamente trovare accoglimento per quanto  mi
  riguarda.
   Quindi, se lei la riformula chiarendo i parametri quali sono e chi
  li  stabilisce,  se  fate un Regolamento in Giunta,  qualche  cosa,
  perché  qui non c'è scritto né chi lo fa - l'assessore, lo farà  il
  dirigente - e neanche in relazione a che cosa, perché quando lei mi
  scrive, addirittura, che se l'intervento è di particolare rilevanza
  gli  do  il  100 per cento, mi scusi: di fronte a due  privati  che
  hanno  un  intervento di particolare rilevanza lei come stabilisce,
  in base anche alle somme che ha a disposizione, a chi dovrà dare il
  100 per cento e a chi no?
   Di  conseguenza, glielo dico per una questione di correttezza,  se
  rimane  formulato in questi termini, il comma, io mi vedo costretto
  a  votare contrario. Lo sto dicendo al Governo in modo tale che  ci
  sia, da questo punto di vista, la massima lealtà.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, era solo  per  annunciare  il  voto
  contrario al comma 2 ed all'eventuale soppressione dello stesso.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  invito
  gli amici che stimo moltissimo, onorevole Barbagallo e onorevole De
  Luca, a mettere nella dovuta correlazione il comma 2 con i commi  4
  e 5.
   Evidentemente noi ci riferiamo a immobili di proprietà privata che
  sono di grande pregio e sono per ciò riconosciuti di grande valenza
  dal punto di vista architettonico, e che sono privati.
   Prendiamo un palazzo storico, quello dove è stato girato  il  film
   Il Gattopardo  per esempio, famosissimo, Palazzo Ganci. Il Palazzo
  Ganci,  credo che sia ancora privato, è in possesso di una famiglia
  che  può  mantenerselo allegramente e tranquillamente, lo tiene  in
  ottime  condizioni e lo fa fruire all'esterno previo  pagamento  di
  determinati  biglietti di accesso, che mi dicono essere  abbastanza
  consistenti  e  quant'altro. Ma questo è un bene  comunque  per  la
  collettività perché quel Palazzo, che è un patrimonio  privato,  ma
  che  al contempo è un patrimonio di grande pregio, oserei dire, per
  la  città di Palermo, ma anche per tutta la Sicilia, rimane intatto
  e conservato.
   Mettiamo  che quel Palazzo, invece, non è mantenuto come  si  deve
  perché  la famiglia e i proprietari non ha la possibilità di farlo.
  Allora  le scelte sono due, o la sfera pubblica lo espropria  e  lo
  acquisisce al proprio demanio e quindi fa tutto quello che vuole, e
  quindi  deve  pagare  il  prezzo dell'esproprio  e  quant'altro,  o
  consente  che le opere necessarie di restauro vengano  fatte  anche
  con contributo della sfera pubblica.
   Si dice: ma per farlo continuare ad abitare ai privati? Sì, perché
  non  glielo stiamo espropriando, non glielo stiamo togliendo. Però,
  con  i commi 4 e 5 vincoliamo quel proprietario a renderlo fruibile
  al pubblico. E le convenzioni servono proprio per far sì che quella
  fruibilità all'esterno sia fatta con prezzi modici o addirittura in
  maniera  gratuita, questo poi lo stabiliranno le varie  convenzioni
  da redigere.
   Quindi, non stiamo facendo nessun regalo, né stiamo modificando  o
  andando  contro  una  previsione normativa  nazionale  che,  se  la
  leggete  bene, non esclude affatto la possibilità di contribuire  a
  proprietà  private  che  possono  continuate  ad  essere   abitate.
  L'alternativa è o le espropriamo o le facciamo crollare. Credo  che
  non  abbiamo  i  fondi  per espropriarle e  quindi,  poi,  renderle
  veramente  acquisite  al patrimonio, l'alternativa  è  le  facciamo
  crollare? Gli facciamo continuare il degrado assoluto che purtroppo
  ha interessato tanti nostri edifici di grande pregio?
   Per  esempio, anche nella nostra Ragusa, se non ci fosse stata  la
  legge  su Ragusa Ibla, tanti edifici di grande pregio sarebbero  in
  questo  momento  dei  cumuli  di macerie.  Invece  non  è  così,  e
  continuano  ad essere abitati e sono stati trasformati  in  edifici
  memorabili  che vengono ammirati dai proprietari e dai turisti  che
  hanno la possibilità di visitarle.
   Credo che questa sia una norma di assoluto buon senso, che poi  si
  voglia  dettagliare meglio, ma l'onorevole De Luca lo sa meglio  di
  me,  che  poi  sono i bandi a stabilire i criteri per  accedere  al
  contributo  e  quanto meno, non è che è la norma  in  se  che  deve
  prevederla,   perché   altrimenti  noi   trasformiamo   un'attività
  legislativa,  che  deve  essere  necessariamente  di  cornice,   in
  un'attività regolamentare, che è compito della sfera amministrativa
  e non della sfera legislativa.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Onorevoli colleghi,  i  deputati  di
  Ragusa  chiedono  di andare, hanno tanta strada da  fare,  per  cui
  facciamo velocemente.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  articolo  è
  sicuramente  molto interessante perché garantisce il decoro  urbano
  di  una città e tutela un patrimonio che abbia un pregio storico  e
  architettonico, però a mio avviso scritto in questo  modo  non  può
  essere accettato.
   Intanto, diciamo che il contributo economico è veramente irrisorio
  e  non ci garantisce, e poi la tutela di tutto quel patrimonio  che
  in realtà va realmente tutelato. E poi bisognerebbe stabilire anche
  dei  criteri.  Quindi  penso che non vada in Finanziaria  ma  debba
  essere rivisto con un apposito disegno di legge.

   PRESIDENTE. Possiamo passare alla votazione.

   CANCELLERI. L'assessore non ha risposto sul comma 2.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Tusa.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, diciamo  che  ribadisco  il
  concetto  anche per esperienza, penso di tutti, che un Palazzo  che
  viene  usato  e  che vive, è un Palazzo che vive. E per  vivere  la
  migliore  soluzione è quella che sia abitato, che sia continuamente
  vissuto,  quindi  per me continua ad essere una discriminazione  il
  fatto di escludere i Palazzi ad uso abitativo.
   Volevo  tranquillizzare  per  quanto  riguarda  il  discorso   dei
  biglietti, i parchi sono esclusi nel senso che la norma sui  parchi
  la legge 20, prevede che quei parchi introitino tutto ciò che viene
  dai  biglietti  e  non  solo, anche dai servizi  aggiuntivi,  dalla
  vendita dei gadget, dalle concessioni, e stia in un conto che viene
  gestito dal parco stesso. Oggi i tre parchi archeologici regionali,
  Giardini   Naxos,  Selinunte  e  Agrigento,  che  hanno   autonomia
  amministrativa,  hanno  un  pacchetto,  un  budget  tutt'altro  che
  irrilevante, Naxos si aggira sui cinque milioni di euro,  Agrigento
  qualcosa in più, Selinunte qualcosa in meno. Quindi diciamo che  la
  soluzione  dell'autonomia amministrativa è una soluzione ovviamente
  vincente,  ma non prenderemo queste cifre dai biglietti dei  parchi
  ma  solamente  dai musei, dalle gallerie, e dalle aree  monumentali
  archeologiche.
   Il  fatto  della  quantificazione del contributo, nella  norma  si
  parla  di  un  decreto  che verrà emanato dall'assessore  al  ramo,
  insieme   all'assessore  all'economia,   quindi   i   criteri   per
  l'erogazione  del contributo verranno in grosse linee stabilite  da
  questo  decreto, ma è evidente, e penso che non stia a  me,  perché
  non  è  mio il compito di fare lezione a voi, quello di capire  che
  ogni  monumento è diverso dall'altro, non stiamo ragionando qui  di
  edifici in cemento armato costruiti secondo standard abitativi oggi
  codificati   perfettamente,  siamo  di  fronte  ad   edifici   dove
  l'individualità dell'edificio è diversa dall'altro, quindi sarà poi
  il   soprintendente  con  i  suoi  tecnici  a  stabilire   l'entità
  dell'intervento  all'interno dei parametri  stabiliti  dal  decreto
  assessoriale, l'entità per cercare di rendere fruibile al godimento
  pubblico quel dato edificio piuttosto che un altro, quindi  io  non
  mi  preoccuperei  dell'aspetto relativo  alla  quantificazione  del
  contributo,  anche perché è una norma nazionale che  ha  funzionato
  anche molto bene.
   L'altra  cosa  fondamentale  da  ricordare,  ma  ripeto  penso  di
  sfondare   una   porta   aperta,  è  quella  che   l'intervento   è
  esclusivamente su edifici vincolati, cioè su edifici che  hanno  un
  dispositivo di vincolo che come ben sapete ha un articolato  che  è
  un   articolato   descrittivo  delle  caratteristiche   artistiche,
  tecniche,  storiche e quant'altro piuttosto ben fatto,  quindi  non
  partiamo da zero, partiamo da una documentazione già esistente.
   Infine   è   evidente  che,  come  ben  sapete,  la   legislazione
  l'autonomia  ci  dà  la  possibilità  di  legiferare   in   maniera
  assolutamente  autonoma,  per  cui  pur  avendo  allineato   questo
  articolo  alla  norma  nazionale. E'  evidente  che  poi  l'Aula  è
  sovrana, e quindi può anche decidere di modificare quelli che  sono
  i  parametri  nazionali,  per  cui ci  atteniamo  anche  al  volere
  dell'Aula per quanto riguarda eventuali soluzioni diverse da quelle
  che abbiamo proposto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti 11.4, 11.15, 11.11
  e 11.12 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
  L'Assemblea ne prende atto.
  Si passa all'emendamento 11.7, degli onorevoli Cancelleri ed altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 11.3, degli onorevoli Palmeri ed altri.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  non  me  ne
  vogliano  i  colleghi  del  Movimento Cinque  Stelle  però,  a  mio
  giudizio, siccome i beni UNESCO sono censiti, inserire pure  quelli
  che  non sono UNESCO ed hanno la possibilità di entrare, a  me  non
  sembra  giusto  e rispettoso, perché l'isola di Mozia  non  è  bene
  UNESCO, il Global Geo Park UNESCO Madonie Geo Park non è UNESCO,  e
  per ora non rientrano neanche nella tutela dei beni culturali.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 11.3?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.3. Chi è contrario
  resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa al il sub emendamento 11.6.1 all'emendamento 11.6, degli
  onorevoli Cancelleri ed altri, già illustratore dal firmatario. Il
  parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  11.6.1.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 11.16, dell'onorevole Cateno De Luca.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sarò
  veloce.   Mantengo  l'emendamento  e  non  lo  ritiro,  perché   la
  spiegazione  dell'assessore  non  solo  non  mi  ha  convinto   ma,
  guardando poi il testo, lei mi ha detto  guardiamoci il testo ,  il
  testo   dice   che  lei,  con  l'assessore  all'economia,   concede
  contributi.  Non  dice che lei stabilisce prima un  regolamento,  o
  stabilisce anche quali sono i principi ex ante per i quali  vengono
  concessi questi contributi.
   E  no, assessore, c'è una grande differenza. Noi ci fidiamo di lei
  e  dell'assessore  all'economia, però  siccome  parliamo  di  somme
  pubbliche  le regole vogliono che ex ante stabiliamo quali  sono  i
  criteri e poi facciamo le assegnazioni.
   Ecco  siccome  lei,  su questo, non mi ha ancora  risposto  e  io,
  ancora,  le ridico se lei fa una modifica su queste, e stabilite  i
  criteri ex ante quali sono, io lo ritiro. Se lei continua su questo
  punto  a dare assegnazioni, mi faccia passare il termine e  non  si
  offenda,  ad  personam io lascio questo emendamento  e  chiedo  che
  venga votato.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  il  Governo,
  assessore Tusa, è d'accordo potrebbe inserire, in questa norma,  la
  possibilità  di individuare i criteri nel decreto e di  sentire  la
  commissione  di  merito.  In  questo modo,  il  colleghi  avrebbero
  contezza che la sua azione di Governo è stabilita, ex ante, con dei
  criteri   condivisi,  e  in  questo  modo,  probabilmente,  darebbe
  serenità al percorso.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo chiedere un
  chiarimento   all'assessore.  Il  comma  2  fa   riferimento   alla
  contribuzione  prevista dal Codice Urbani, il  Decreto  legislativo
  42/2004 per i privati che abbiano dimore di pregio artistico. Però,
  andando a leggere esattamente l'articolo 35, questo prevede che sia
  il Ministero a concedere contributi.
   Pertanto, è un canale ministeriale nazionale. Lei scuote la  testa
  ma  io le sto chiedendo, appunto, un chiarimento sul funzionamento.
  Perché   dobbiamo   andare  ad  apporre  somme  regionali   su   un
  provvedimento  che,  di  per  sé, vuole  che  sia  il  ministero  a
  finanziare questo tipo di erogazione?
   Mi  sembra  un  corto circuito oppure un accavallare  risorse,  un
  ingigantire  un  provvedimento. Se  si  fa  riferimento  al  Codice
  Urbani, noi prevediamo che le disposizioni siano quelle del  Codice
  Urbani. Quindi, perché inserire altre risorse?

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, la risposta è semplice.  Non
  ha competenza in Sicilia, quindi non può erogare fondi in Sicilia.
   Noi abbiamo autonomia in materia di beni culturali.
   Questo  è  basilare,  il  Codice noi  lo  applichiamo  per  quanto
  riguarda il metodo, ma il ministero non può concedere finanziamenti
  alla Sicilia, al Trentino Alto Adige ed alla Val d'Aosta.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, sentito il collega Tusa, potremmo anche, raccogliendo  il
  suggerimento  formulato  dall'onorevole  Savarino,  inserire   dopo
  l'espressione   concernente il decreto'  sulla base  di  criteri  e
  sentita la commissione competente in materia'.
   Così   tutta   l'attività  esecutiva  avverrà  d'intesa   con   la
  commissione parlamentare. Predisponiamo un sub emendamento  in  tal
  senso.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, così come  avevo  stabilito  alle
  20.30  si  chiude  la seduta. Se possiamo votare  bene,  altrimenti
  votiamo  domani. Perciò, se l'onorevole Barbagallo riesce a parlare
  in un minuto e trenta, votiamo anche.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in meno.
   Io  provo a ricordarlo a me stesso, il procedimento, e l'assessore
  credo   non   mi   smentirà,  avviene  con  un'istanza   fatta   al
  Sovrintendente.   Quindi,  non  ci  possono  essere   dei   criteri
  preventivi perché è un'istanza di parte, così come anche sentire la
  commissione.  Se  c'è  una  legge  nazionale  che  funziona  ed  ha
  funzionato in questi anni perché non proviamo a recepirla?
   Dobbiamo avere un atteggiamento diverso rispetto ad altre  regioni
  quando  una legge ha funzionato. E' una scelta del Governo,  io  la
  penso così, signor Presidente, e mi sembrava giusto esternarlo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli uffici mi comunicano  che  c'è
  un forte rischio, che nella passata legislatura qualche commissione
  ha  dato parere e poi i membri della commissione stessa sono  stati
  materialmente condannati dall'autorità giudiziaria.
   Sul  voto si deve pronunciare il Presidente della Regione.  Se  il
  Presidente  vuole  che votiamo, votiamo immediatamente,  altrimenti
  andiamo  direttamente a domani e ci riflettono bene; però, dica  il
  Presidente della Regione se vuole votare immediatamente.

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   noi
  raccogliamo,  come Governo, la proposta della Presidente  della  IV
  Commissione  e  il Vicepresidente sta formulando  una  proposta  di
  emendamento che sottoponiamo alla valutazione dell'Aula.
   Nelle more leggo di un commento da parte dei giornali

   PRESIDENTE.  La prego evitiamo questi argomenti, ci aggiorniamo  a
  domani  a  mezzogiorno per valutare; non possiamo dare  conto  alla
  Stampa, Presidente.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Leggo di un commento  che  mi
  conferma la bontà di questo lavoro che stiamo conducendo, perché se
  alcuni  giornalisti non hanno assolutamente argomenti seri  di  cui
  parlare,  a  differenza di altre occasioni, vuol  dire  che  stiamo
  lavorando  davvero  seriamente. E questo è  un  merito  che  va  al
  Parlamento ed alla Presidenza dell'Assemblea.
   Voglio  rassicurare  la  Stampa che non c'è  assolutamente  nessun
  conflitto di idee.

   PRESIDENTE. Ci mancherebbe altro

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Abbiamo  concordato  con  la
  Presidenza dell'Assemblea il programma dei lavori e stiamo  andando
  avanti secondo il programma dei lavori. Sarà l'Assemblea a decidere
  quello che vorrà fare.

   PRESIDENTE.  La ringrazio per questa precisazione  che  non  posso
  che confermare.
   I  problemi,  come diceva a proposito di partite  -  colleghi  del
  Movimento Cinque Stelle - Gianni Agnelli diceva:  Io non  parlo  di
  chi  è  contrario  alla  Juventus perché sono problemi  psicologici
  suoi .  La  stessa cosa: è inutile parlare dei problemi psicologici
  di altri.
   La  seduta è sospesa e riprenderà domani, 29 aprile 2018, alle ore
  12.00.

   (La  seduta, sospesa alle ore 20.32 del 28 aprile 2018, è  ripresa
  alle ore 12.03 del 29 aprile 2018)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ulteriormente  sospesa
  e riprenderà alle ore 12.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.03, è ripresa alle ore 12.44)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, preciso che i lavori non  saranno
  sospesi   per  il pranzo perché stiamo cominciando più  tardi,  poi
  interromperemo qualche minuto più tardi, fra quattro,  cinque  ore.
  Per  cui,  iniziamo a lavorare e speriamo, se ci  riusciamo,  entro
  oggi di finire tutto, saremmo tutti molto contenti.
   Si   riprende   l'esame  dell'articolo  11.  Pongo  in   votazione
  l'emendamento  11.16 a firma dell'onorevole De Luca Cateno.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 11.17, a firma degli onorevoli Cancelleri ed  altri,
  è decaduto.
   Si  passa all'emendamento 11.2, a firma degli onorevoli Barbagallo
  ed altri. Lo mantiene?

   LUPO. C'è il soppressivo

   PRESIDENTE. Quello soppressivo? E' stato già votato e respinto.

   LUPO. Il comma 2?

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, l'abbiamo votato ed è stato  bocciato.
  Io  ho  chiesto  se qualcuno voleva intervenire, ho comunicato  che
  stavamo votando, non ho avuto richieste di nessun tipo e l'ho messo
  in votazione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, ieri c'eravamo lasciati su una richiesta
  di  voto  segreto sull'emendamento soppressivo del comma 2,  quindi
  ritengo  che sia corretto riprendere dalla richiesta perché eravamo
  già ieri in fase di votazione.

   PRESIDENTE.   Ieri   ci  siamo  lasciati  dopo  l'intervento   del
  presidente  della Regione e abbiamo rimandato ad oggi; non  stavamo
  votando in quel momento.

   LUPO. Però, la richiesta era sta formulata. Comunque, decida  lei.
  Io  credo  che  essendo stata formulata la richiesta, sia  corretto
  riprendere da quella richiesta. Valuti lei.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lupo,  sa  quali  sono  i   rapporti   di
  correttezza che ci sono tra  noi che vorrei mantenere, ma una volta
  che  è  stato  votato  mi  sembra difficile poterlo  rimetterlo  in
  votazione. Mi perdonerà.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, si tratta dell'emendamento 11.2 che
  ho  esposto  nella parte del dibattito di ieri sera;  chiediamo  la
  soppressione   della   parte  relativa  alla  destinazione   d'uso,
  ricevendola sostanzialmente l'articolo per come previsto dal codice
  dei  beni  culturali. Il passaggio dell'Assessorato per  l'economia
  francamente  ci  sembra in un momento in cui  bisogna  snellire  le
  procedure  e  un ulteriore aggravio che non serve alla  concessione
  del contributo.

   PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi, lo pongo in votazione.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 11.8 a firma dell'onorevole De Luca.  E'
  precluso.
   L'emendamento 11.18 a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri  è
  precluso.
   Si   passa  all'emendamento  11.1  dell'onorevole  Barbagallo.  E'
  mantenuto?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo  restando
  che  siamo arrivati a questo punto dell'approvazione dell'articolo,
  se  passa questo emendamento noi prevediamo per la concessione  del
  contributo le stesse regole che valgono in tutto il resto d'Italia.
   Credo  che  applicare delle regole specifiche come  quello  che  è
  previsto  nella  proposta dell'articolo non sia giusto  rispetto  a
  quello che accade nel resto d'Italia e degli italiani.
   C'è  una  norma  più  lineare che ha avuto  anche  un'applicazione
  concreta e riuscita.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   MUSUMECI,   Presidente  della  Regione.  Il  Governo  si   rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  11.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 11.10. Onorevole De Luca, lo mantiene?

   DE LUCA CATENO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 11.10. Onorevole Cancelleri,
  lo mantiene?

   CANCELLERI. Lo ritiro

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.10. Onorevole De Luca,  lo
  mantiene?

   DE LUCA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 11.10. Onorevole Cancelleri,
  lo mantiene?

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 11.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 16 è ulteriormente accantonato.
   Si passa all'articolo 17 in precedenza accantonato.
     Si  passa  all'emendamento 17.10, dell'onorevole Cancelleri,  di
  soppressione dell'articolo. Onorevole Cancelleri è mantenuto?

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.15.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA, Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in I   Commissione
  abbiamo  trattato  l'articolo 17 e lo abbiamo  fatto  di  concerto,
  difatti ritiriamo il soppressivo all'intero articolo.
   Non  capiamo  perché  al  comma 1) il  cambio  e  la  modalità  di
  trasferimento agli enti locali, noi avevamo concordato  che  questo
  cambio  non  ci  sarebbe stato, di fatto ce lo ritroviamo  oggi  in
  finanziaria,  siccome  non  riusciamo  a  capire  qual   è   questo
  coefficiente? Inoltre i  comuni dai 5 mila ai 10 mila abitanti sono
  quelli che vengono colpiti e non sappiamo come verranno colpiti  se
  in  positivo  o  in  negativo perché non abbiamo  nessuna  tabella,
  nessuna  proiezione, non ci assumiamo la responsabilità  di  votare
  questo   cambio   di   modalità  dei  trasferimenti   e   chiediamo
  delucidazioni.

   GRASSO,  assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
   Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
  Onorevoli   colleghi,  in  I  Commissione  era  stato  abrogato   a
  maggioranza,   quindi   votata,  la  soppressione   del   comma   1
  dell'articolo  27,  come  presentato dal  Governo,  vorrei  che  mi
  ascoltaste  perché,  comunque, ho ricevuto in questi  giorni  e  in
  questi  mesi, tutti voi colleghi deputati in Assessorato a perorare
  e  giustamente a farvi portavoce di quelle che erano le esigenze  e
  gli  interessi dei comuni, siccome io non sono appassionata all'una
  o  all'altra soluzione, però vorrei che mi ascoltaste, vi dico  che
  abbiamo  in  sede  di relazione al DEFR da parte  della  Corte  dei
  Conti,   -  la  Corte dei Conti ha criticato il vecchio  metodo  di
  riparto degli enti locali -,  non solo, dopo un'attenta verifica in
  Assessorato  abbiamo visto che molti comuni hanno promosso  ricorsi
  perché l'articolo non è stato abrogato, voi avete votato contro  ed
  è rimasto nel testo, quindi non è rispuntato, è rimasto nel testo e
  nel testo è transitato in Commissione.
   Io  ho detto, eventualmente mi adeguo per correttezza, perché  che
  cosa  si  verifica? che ci sono arrivati ricorsi, subito  dopo,  da
  parte  dei comuni che lamentano il ritardo nel trasferimento  delle
  risorse,  la  Corte dei Conti critica questo metodo di  riparto,  i
  comuni nei ricorsi sostengono che il metodo di riparto utilizzato è
  incostituzionale, perché? È un metodo vecchissimo che  tiene  conto
  di  9  criteri  che  ormai sono obsoleti, alcuni di  questi  devono
  richiedersi  al Ministero degli Interni e aspettare;  tutto  questo
  ritarda il trasferimento e allora si è pensato, con una simulazione
  che  poi  abbiamo fatto e che io ora vi illustrerò, perché  qui  si
  tratta  di  andare incontro alle esigenze dei Comuni, che  vi  dico
  oggi sono stati appesantiti da 23 milioni di riserve, quindi noi ai
  comuni diamo 340 milioni di euro meno 23 milioni di riserve meno 20
  milioni  di  riserve dello scorso anno, quindi  dobbiamo  avere  la
  consapevolezza,  se  a  questo  noi  aggiungiamo  un  criterio   di
  ripartizione  che  è  lunghissimo  e  che  prevede  nove   criteri,
  significa  che  i trasferimenti ai comuni non possono  arrivare  in
  tempo  che i comuni fanno ricorso, che lo vincono e che si verifica
  un cortocircuito.
     Quindi,  come  abbiamo  pensato, questo  meccanismo  di  calcolo
  agevola  e  semplifica  perché  da  un  lato  fa  riferimento  alla
  popolazione e dall'altro fa riferimento all'assegnazione  dell'anno
  precedente. Se noi in una proiezione che abbiamo fatto,  abbassiamo
  uno dei due indici l'assegnazione viene fatta allo stesso modo, che
  cosa  ho  pensato?  E,  quindi, avevo io presentato  al  17.4   del
  Governo,  un  emendamento  che  in  qualche  maniera  riequilibrava
  dicendo che  nella determinazione della quota si tiene conto  anche
  delle somme attribuite in virtù degli accantonamenti destinati  per
  legge .
   Ieri dopo un confronto con alcuni colleghi deputati mi si dice  ma
  se  noi  ai  comuni  diamo una riserva, se in sede  di  riparto  si
  verifica che gli accantonamenti per legge vengono riequilibrati,  è
  come annullare la riserva  e allora proprio per evitare ogni dubbio
  che avete voi e che abbiamo noi, perché l'interesse è comune, io ho
  pensato  ad una riscrittura che sto facendo adesso, scusi onorevole
  Pagano,  vale  per te ma vale per tutti visto che  avete  posto  il
  problema,  e  allora che cosa diciamo?  In sede  di  riparto  fatte
  salve  le  disposizioni  di cui al comma 15 dell'articolo  7  della
  legge  nazionale 3/2016 e quelle di cui ai commi lettera  a)  e  12
  dell'articolo  3 della legge 7/2016 si provvede ad  equilibrare  le
  somme  assegnate come disposto dall'articolo 1 . Che cosa  diciamo?
  Che  se   dovessero esserci squilibri fra un comune  ed  un  altro,
  quindi,  proprio nella fascia perché i comuni fino a  5  mila  sono
  garantiti,  noi  cercheremo di garantire la stessa cifra  dell'anno
  precedente,  quindi, un riequilibrio che viene  fatto  in  sede  di
  Conferenza  autonomie  e, quindi, non deciso dall'Assessore  ma  in
  sede  di  autonomia,  ma  ci siamo tolti i  nove  criteri,  abbiamo
  evitato di appesantire e di agevolare i comuni a fargli arrivare  i
  trasferimenti  subito;  poi l'Aula è sovrana,  l'importante  è  che
  l'Assessore  e  il Governo, per venire incontro alle  esigenze  dei
  comuni ed a accelerare la procedura, abbiano sottoposto quali  sono
  le  preoccupazioni  ed  abbiano  trovato  le  soluzioni.  Se  siete
  d'accordo  bene  se  non siete d'accordo non  sono  appassionata  a
  nulla,  però  vi  chiamerò quando ciascuno di voi arriverà  con  un
  sindaco in Assessorato a chiedermi perché del ritardo, io mi  terrò
  il  voto  d'Aula  perché  ciascuno  si  deve  assumere  le  proprie
  responsabilità

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo  della
  Regione, il tema dei comuni è un tema importante. Assessore, lei lo
  ha  affrontato, lo sta affrontando con questo articolo  soprattutto
  con  la  legge   Finanziaria', il tema è uno e la invito  e,  se  è
  possibile, lo aggiungerei, perché qui i comuni dalla scelta di come
  ripartire  i  soldi sono comunque tenuti fuori, cioè  noi  con  una
  legge  regionale,  deputati regionali dell'Assemblea  decidiamo  il
  metodo con il quale glieli divideremo. E' così. Stiamo decidendo  i
  criteri.  Almeno  che  io ho forse un'altra  Finanziaria'  in  mano
  allora

   GRASSO. Siamo semplificando i criteri

   CANCELLERI.  Sì, sì, ma non sto dicendo che li stiamo imbruttendo,
  magari  li stiamo anche migliorando, però sto dicendo che  comunque
  continuiamo a decidere noi  Allora quello che dico io è che c'è uno
  strumento che è la Conferenza Regioni autonomie locali, perché  non
  demandiamo  anche  e  non  solo, anche a  loro  la  possibilità  di
  introdurre criteri di ripartizione, i comuni poi hanno associazioni
  di  categoria come l'Anci, come tante altre che possono, in qualche
  modo,  determinare  ulteriori criteri e si  faranno  rappresentare.
  Questo credo che, poi, al netto delle riserve che ci sono, al netto
  di tutto quanto, diventi anche uno strumento con il quale ai comuni
  possiamo  chiedere  in qualche modo di intervenire  su  quello  che
  riguarda i trasferimenti. Questa è la prima, e concludo.
   La  seconda  cosa, questa gliel'avevo detto anche in  Commissione:
  non  ho presentato uno specifico emendamento, però è chiaro che lei
  in maniera amministrativa ci può lavorare, lei è stato sindaco e lo
  sa  bene.  Il  tema  sono i trasferimenti, in quattro  tranche,  in
  quattro rate differenziate, sono troppe e si fanno attendere troppo
  e  spesso,  siccome  lei è stato sindaco e lo sa  bene,  quando  il
  comune  non  riceve  i trasferimenti dalla Regione  paradossalmente
  prima  deve  accedere  praticamente ad una anticipazione  di  cassa
  sulla  quale, poi, dovrà gli interessi, a volte, per effetto  anche
  della  mancata  approvazione  della  legge   Finanziaria'  si  vede
  recapitare un Commissario della Regione che gli dice perché non hai
  approvato  il  bilancio, perché non hai approvato  il  tuo  gli  si
  darebbe da rispondere perché mi pare ovvio. Allora, quello  che  si
  dovrebbe  prevedere,  e  noi lo abbiamo verificato  anche  con  gli
  Uffici dell'Assessorato al bilancio, è la possibilità di introdurre
  un  sistema non più in quattro tranche di trasferimento ma  in  due
  soluzioni, dando la possibilità ai comuni di avere in prima battuta
  il  60  per  cento  del  trasferimento e, poi,  dopo  la  legge  di
  stabilità, quella che faremo a luglio presumibilmente, il saldo del
  40 per cento rimanente.
   Questo dà la possibilità ai comuni di avere immediatamente risorse-
  ossigeno  e  non  dovere per forza accedere alle  anticipazioni  di
  cassa.  E  questo è importante perché non si perde denaro  pubblico
  per  pagare interessi alla Cassa depositi e prestiti o a chi  altro
  viene  chiesta  l'anticipazione di cassa, in questo caso  diventano
  soldi  che,  invece,  vanno a finire direttamente  nei  servizi  ai
  cittadini.
   Due  idee di buonsenso se le vuole fare sue, per carità, le stiamo
  mettendo sul piatto.

   CRACOLICI. Questo emendamento di riscrittura, il 17.4R che è stato
  distribuito, di chi è?

   PRESIDENTE. Del Governo.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, per chiarire un passaggio: onorevole Cancelleri,
  il  Presidente  della  Regione  convoca  la  Conferenza  autonomie,
  facciamo  la proposta, ma nessuno ripartisce senza il parere  della
  Conferenza autonomie. E anche questo emendamento che io ho inserito
  è previsto per legge.
   L'emendamento  che  io  sto predisponendo adesso  l'ho  concordato
  proprio con la Conferenza autonomie, cioè che in sede di riparto si
  procede al riequilibrio per l'eventuale differenza.
   Se  poi voi mi chiedete di anticipare le trimestralità, se noi non
  agevoliamo il calcolo e lo continuiamo a tenere appesantito  con  i
  criteri che c'erano e non proviamo a fare una modifica, noi non  ci
  arriveremo mai.
   Quello  che dice lei è il mio stesso auspicio perché so  che  cosa
  significa, così come so che cosa significa tenere appesi  i  comuni
  all'approvazione  dei propri bilanci, quindi andiamo  nella  stessa
  direzione e poi ci confronteremo.
   Voi  lo sapete che abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, perché
  difendiamo  interessi che sono soprattutto quelli dei comuni,  sono
  interessi diffusi di tutti i siciliani.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, non pensavo di intervenire perché il
  Governo  aveva predisposto una nuova modalità di riparto del  Fondo
  delle  Autonomie  locali e ci ha spiegato che  c'era  una  esigenza
  perché c'erano contenziosi.
   La  I  Commissione  aveva  valutato che di fronte  all'incertezza,
  comunque,  di  una  modalità che non era  stata  concertata  con  i
  comuni,  forse era preferibile che fino a quando non è definito  un
  nuovo  modo  chiaro  che  possa essere  condiviso  dai  Comuni  era
  preferibile  lasciare  le cose come stavano senza  produrre  chissà
  quali innovazioni, incerte anche nella modalità.
   Il  Governo  in II Commissione ha ribadito il vecchio testo,  alla
  fine per me uno vale l'altro.
   Però,  ora, questo emendamento che presenta il Governo, con  tutto
  il rispetto, non si può dire che  in sede di riparto fatte salve le
  disposizioni  di  cui  al comma 15, dell'articolo  7,  della  legge
  regionale  n. 3 del 2016 , cioè le norme che c'erano prima.  Quindi
  fatte  salve  le norme che ci sono prima e quelle di cui  ai  commi
  lettera a) e 12 non lo capisco bene - nell'articolo 7 sempre  della
  legge  n. 3 del 2016  si provvede ad equilibrare le somme assegnate
  come disposto dal comma 1) . Delle due l'una: o cambiamo il modello
  di  riparto  o se questa norma a questo punto ha l'unico  scopo  di
  riequilibrare   cosa?  Perché  nel  passato   questo   modello   ha
  funzionato,  i  criteri  di riparto sono sempre  stati,  purtroppo,
  perché  in parte ha ragione l'onorevole Cancelleri,  abbiamo  fatto
  in  Parlamento più danno perché ogni legislatura c'è sempre qualche
  parlamentare  che  propone  un nuovo  modello  di  riparto,  magari
  partendo  dal  proprio  comune. Questo crea l'effetto,  scusate  la
  battuta,  incasinamento del sistema .
   Ma  che  qui  si fosse proposto, e mi ero adeguato,  ad  un  nuovo
  modello  perché era più equilibrato cioè stabilire un principio  di
  quota  standard secondo il rapporto demografico e del trasferimento
  del   2016,   quindi  due  criteri  che  introducevano   un   nuovo
  coefficiente  per tutti i comuni, qui diciamo che tutto  questo  va
  bene,  ma sempre nell'ambito delle norme precedenti. Fatemi capire:
  dobbiamo  cambiare  il  sistema  o  dobbiamo  mantenere  le   norme
  precedenti? Perché così è una cosa un poco camaleontica.
   Spero di essere stato chiaro. Non sto tifando né per l'uno, né per
  l'altro.  Ma  ditecene uno, non quelli più quelli  e  vediamo  cosa
  succede  Perché così è creare solo incertezze.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  solo  per spiegare che   il  fatte  salve,  le
  disposizioni  di  cui all'articolo 7, comma 15, e  della  legge  n.
  3/2016,  fa  riferimento  alle quote che  già  sono  vincolate,  fa
  riferimento a quelle che non possiamo toccare. Quindi, fatte  salve
  queste,  quello  che c'è, in sede di Conferenza autonomie,  proprio
  per   venire  incontro  a  quanto  avevano  richiesto  i   colleghi
  soprattutto  del  Movimento Cinque Stelle  e  anche  qualche  altro
  deputato, sul riequilibrio, si cercherà, in sede di Conferenza,  di
  riequilibrare, ma sulle somme restanti. Perché tutti  non  dobbiamo
  dimenticare  che  ai  comuni gravano fino al 10  per  cento  per  i
  disabili,  la quota complementare per i precari, le riserve,  tutto
  questo non può essere inserito nel riparto. Quindi, fatte salve  le
  disposizioni che consentono questo, questo, e quello, si riparte.
   E  ripeto,  questo  nuovo modo, onorevole  Cracolici,  per  me  lo
  possiamo  cambiare. Però la invito a leggersi la relazione  al  DEF
  della  Corte dei Conti e la invito a venire in Assessorato a vedere
  i ricorsi. Non si può chiedere che la Regione

   CRACOLICI. Io non stavo contestando

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Allora, possiamo andare avanti.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, così non possiamo parlare.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 17.15, a firma degli  onorevoli
  Cancelleri ed altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 17.4.R, di riscrittura dell'emendamento
  17.4, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 17.6, a firma degli onorevoli Calderone ed  altri  è
  precluso.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 17.9, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirare tutti gli emendamenti soppressivi.

   PRESIDENTE.  Quindi, gli emendamenti 17.11, 17.12,  17.13,  17.14,
  17.16,  17.17, 17.18 si intendono ritirati. L'Assemblea  ne  prende
  atto.
   Si passa all'emendamento 17.5, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 17.8, a firma degli onorevoli Calderone
  ed altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   E' stato presentato un subemendamento dall'onorevole Siragusa

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, questo subemendamento non  fa  altro
  che aggiungere all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014, cioè
  quella  sulla democrazia partecipata, l'esclusione per i comuni  in
  dissesto  di  adempiere agli obblighi della democrazia  partecipata
  stessa.  Per una questione meramente pratica: un comune in dissesto
  ha  materialmente  delle  difficoltà nel riuscire  ad  adempiere  a
  quest'obbligo,  rischiando sia di non riuscirci sia, materialmente,
  di  avere anche un richiamo da parte del Ministero, della Corte dei
  Conti  per  averlo fatto. Quindi, a questo punto, è meglio  tenerli
  fuori. Semplicemente questo.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  sul  comma  6  siamo  assolutamente
  favorevoli,  tant'è  che abbiamo contribuito a scrivere  l'articolo
  sia  in  I che in II Commissione. Io, però, mi permetto di dare  un
  suggerimento  al  Governo  e  di  aggiungere,  proprio   all'inizio
  dell'articolo   dal 2019 , perché in questo modo rischiamo  per  il
  2018 di far perdere i finanziamenti a molti comuni, perché nel giro
  di  uno,  due  mesi  non  riusciranno a fare i  regolamenti,  senza
  considerare poi che ci sono tante amministrazioni che sono in  fase
  di   rinnovo   dell'amministrazione  comunale  e,  quindi,   queste
  amministrazioni   che  non  possono  provvedere  materialmente   al
  regolamento  per  mancanza  di  tempo,  rischiano  di   perdere   i
  finanziamenti.
   Quindi, pur essendo la promotrice di questo emendamento, consiglio
  di  farlo dal 2019, perché altrimenti mettiamo in difficoltà alcuni
  comuni. Grazie.

   PRESIDENTE. Ma è stato presentato un emendamento in tal senso?

   CIANCIO. C'è solo da aggiungere  dal 2019 .

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Lo  avevamo già concordato con l'onorevole Ciancio.  Dal 2019 . Era
  stata concordata la data.

   PRESIDENTE.   Ma,   quindi,   non   è   l'emendamento   presentato
  dall'onorevole  Siragusa.  E'  un altro?  E'  un  subemendamento  a
  quell'emendamento?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  No, è un altro.

   PRESIDENTE. E' un altro completamente?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Sì.

   PRESIDENTE.  E,  allora,  dobbiamo  intanto  votare  l'emendamento
  dell'onorevole Siragusa.
   Scusi  Assessore,  al  di  là di quello che  voi  concordate,  noi
  dobbiamo avere le carte.

   CIANCIO. E' un subemendamento che corregge. Lo stiamo presentando.

   PRESIDENTE. Un emendamento che corregge. Perfetto.

   CRACOCILI. Ma di che stiamo parlando?

   PRESIDENTE.  Un  attimo, onorevole Cracolici.  Anche  lei,  povero
  mortale, ha bisogno di un attimo. Facciamo chiarire il tutto.
   Scusate,  se tutti avete capito bene, avete compreso, evitiamo  di
  distribuire  l'emendamento  e  lo  votiamo,  bene,  altrimenti   lo
  distribuiamo.

   CRACOLICI. Io non so neanche di cosa stiamo parlando

   PRESIDENTE. Allora, distribuiamo l'emendamento. Qualsiasi modifica
  ha  bisogno  di  un  emendamento, non la possiamo  fare,  così,  di
  iniziativa nostra.
   Pongo in votazione l'emendamento 17.2.1, dell'onorevole Siragusa.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 17.2, a firma degli onorevoli Fava e  De
  Luca.
   E'  aggiunto il seguente comma  1 quater. L'Assessorato  regionale
  alle  autonomie locali vigila sul rispetto di quanto  previsto  dal
  presente articolo e relaziona annualmente sul raggiungimento  degli
  obiettivi',  che  è  stato  emendamento  da  quello  dell'onorevole
  Siragusa. Lo pongo in votazione così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  17.22, dell'onorevole  Ciancio,  fatto
  proprio dal Governo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 17.7, a firma degli onorevoli Calderone
  ed altri.

   CALDERONE.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Anche  se  abbiamo  già   approvato
  l'articolo.

   CALDERONE. Signor Presidente, c'è stato un errore nella  scrittura
  e io desideravo dire questo. Avevamo già parlato con i colleghi del
  Movimento  Cinque  Stelle. Siamo d'accordo su questo  argomento,  è
  proprio un errore di comunicazione che c'è stato.

   PRESIDENTE. Ma se avessimo ancora l'articolo in piedi ne  potremmo
  anche  parlare, ma è stato proprio approvato l'articolo ormai.  Non
  sono  più  nelle condizioni di andare a riprenderlo.  Se  ci  fosse
  ancora la votazione aperta sull'articolo l'avrei potuto fare.
   Non si può riprendere, è stato approvato.
   Si passa all'articolo 18. Lo accantoniamo nuovamente.
   Si passa all'articolo 16, in precedenza accantonato.
   Onorevole Cancelleri, gli emendamenti soppressivi all'articolo  16
  sono mantenuti?

   CANCELLERI. Chiedo al Governo di illustrare l'articolo.

   PRESIDENTE. Il Governo vuole illustrarlo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, i  primi  due
  commi concerno due cespiti immobiliari di grande rilievo, l'uno per
  la  sua  dimensione,  l'altro per il suo  pregio  architettonico  e
  storico  che  in atto sono, sostanzialmente, devastati, soprattutto
  il  secondo  abbandonato  da  oltre  trent'anni  ,  originariamente
  acquistato  dalla CRIAS ed oggi è in uno stato di fatiscenza.   Per
  cui  l'acquisizione  al  patrimonio regionale,  senza  pregiudicare
  alcunché  in  capo  alla CRIAS, determinerà la possibilità  per  la
  Regione di restaurarlo.
   Essendo allocato vicino all'Assessorato all'economia potrà  essere
  assegnato - questa è un'ipotesi ma se ne dovrà parlare in  sede  di
  Giunta - ad una delle strutture che sono state insediate di recente
  presso l'Assessorato all'economia come la CUC.
   E'  una  possibilità,  pertanto, di  intervenire  per  evitare  un
  pregiudizio  all'immobile e nel contempo  dargli  una  finalità  di
  svolgimento     di    attività    coerente    con     i     bisogni
  dell'Amministrazione.
   Il  secondo  è  un importante Centro direzionale  che,  in  questo
  momento, è in stato di semiabbandono che è in capo all'ASI,  quindi
  non  all'IRSAP, e che non entra nel bilancio di liquidazione e  che
  potrà   rispondere  alle  enormi  esigenze  di   spazi   da   parte
  dell'Amministrazione  in  relazione  a  talune  esigenze  di   tipo
  organizzativo  connesse al fatto che l'Assessorato  all'agricoltura
  ha  bisogno di imponenti misure di ristrutturazione come lo  stesso
  immobile  dell'ESA  o  come lo stesso immobile  in  atto  assegnato
  all'Assessorato al turismo.
   Si  tratta di due interventi volti a scongiurare il pregiudizio al
  patrimonio immobiliare ed a rilanciarne l'attività.
   Il  terzo  comma concerne invece una norma tecnica  richiesta  dal
  Dipartimento  delle finanze proprio in relazione alla gestione  dei
  beni patrimoniali.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi 16.8,
  16.9, 16.10, 16.11, 16.12, 16.13, 16.14 al 16.15, a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 16.2, a firma degli onorevoli Cracolici e
  Lupo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  L'Assessore  Armao mi ha ulteriormente  precisato  che
  questo  bene  che  sarebbe  il Centro direzionale  di  Palermo  non
  rientrerebbe  nel  bilancio di liquidazione dell'ASI,  non  capisco
  come  perché  se  una  società è stata posta  in  liquidazione,  il
  liquidatore   ha   l'obbligo   di   inventariare   tutti   i   beni
  sottoponendoli al bilancio di liquidazione.
   L'Assessore  mi dice che non fa parte del bilancio di liquidazione
  - ne prendo atto -; credo sia utile che rimanga a verbale.
   Rimane  il  fatto  che se fosse nel bilancio di  liquidazione,  la
  Regione  non  potrebbe  sottrarlo  al  patrimonio  dell'ASI  perché
  violerebbe i principi della liquidazione, delle norme fallimentari.
  Se  non lo è - non capisco come -; la domanda, in ogni caso,  è  se
  questa  acquisizione al patrimonio della Regione è onerosa? Noi  la
  acquisiamo a titolo gratuito?
   Scusi  Assessore, vale anche per il villino su cui sono d'accordo,
  ma  se un Ente pubblico sottrae al proprio bilancio patrimoniale un
  bene  trasferendolo all'Ente che lo vigila, cioè la Regione, questo
  trasferimento  non può avvenire semplicemente a costo  zero  perché
  c'è  una  riduzione del patrimonio degli enti ed una valorizzazione
  del patrimonio della Regione.
   Se  è a costo oneroso, la domanda è  abbiamo previsto nel bilancio
  della  Regione una posta di acquisizione?  Quindi, delle due l'una:
  o  è gratuito e io ne ho dubbio, se non è gratuito spiegatemi se  è
  coperta l'acquisizione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, solo  per  il
  dovuto chiarimento ad una questione oggettivamente plausibile.
   Intanto,  con  riguardo  al  primo  profilo  posto  dall'onorevole
  Cracolici, sovviene quanto sancito dall'articolo 19, secondo comma,
  lettera  f), della legge istitutiva dell'IRSAP del 2012, la  n.  8,
  che  prevede, per l'appunto, che  il Consorzio ASI individua i beni
  strumentali  rientranti  nel patrimonio indisponibile  dei  singoli
  consorzi la cui proprietà deve essere trasferita all'IRSAP .
   Quindi,  si  tratta di un immobile che ancora non è trasferito  ma
  che  avrebbe dovuto essere trasferito all'IRSAP a costo zero.  Come
  può essere trasferito all'IRSAP può essere trasferito alla Regione.
   Con  lo  stesso principio, con legge non lo stiamo stabilendo  con
  atto  amministrativo, considerato che si tratta di  enti  pubblici,
  condivido  la  puntuale  considerazione laddove  ci  trovassimo  di
  fronte  ad  una  società per azioni partecipata  della  Regione  e,
  quindi, ci fosse un patrimonio societario di entrambi.
   Ma  essendo enti pubblici sottoposti al controllo, alla  vigilanza
  della Regione il cui, comunque, patrimonio nel caso di soppressione
  finisce  sempre alla Regione, e comunque la Regione deve  sostenere
  laddove ci sia un passivo di tipo finanziario, non vi è pregiudizio
  per  il  complessivo erario pubblico, stiamo parlando  di  soggetti
  pubblici,  sia per quanto riguarda il Consorzio ASI che per  quanto
  riguarda la CRIAS, per il secondo comma.

   CRACOLICI. Il Consorzio ASI è un soggetto privato

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Parlo  dell'IRSAP.   Essendo
  destinato  all'IRSAP,  come  il Consorzio  ASI  doveva  trasferirlo
  all'IRSAP,  lo  trasferisce alla Regione. L'onere scaturisce  dalla
  legge del 2012 e non vi è problema.
   Per  quanto concerne la preoccupazione, legittima, di un eventuale
  pregiudizio erariale al contrario, è vero il contrario, perché come
  Lei  sa,  e qui c'è l'assessore Tusa che può confortare questa  mia
  considerazione,  alla stregua della normativa sui  beni  culturali,
  sui  beni  architettonici, vi potrebbe essere in  capo  alla  CRIAS
  l'onere  di provvedere alla ristrutturazione immediata per  evitare
  un  pregiudizio  ad  un immobile che risale all'800,  che  è  stato
  realizzato  dal  prof. Benfratello, uno dei più importanti  allievi
  del Basile, e pertanto gli daremmo un onere.
   In questo modo, invece di scaricare un onere in capo alla CRIAS di
  restauro lo acquisiamo al patrimonio regionale e lo restauriamo con
  le risorse della Regione.
   Credo   che  facciamo  un  servizio  alla  CRIAS  e,  soprattutto,
  scongiuriamo un pregiudizio ad un bene culturale di pregio, uno dei
  pochissimi villini rimasti in piedi nel centro di Palermo dell'800,
  della  stagione  del Liberty e, credo che facciamo una  cosa  utile
  alla tutela dei beni culturali.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  signori    Assessori,   onorevoli   colleghi,   questo    articolo,
  specialmente  i  commi  5  e 6, e poi ho  visto  anche  quest'altro
  emendamento che è stato presentato, li vedo poco chiari. Al comma 5
  individuiamo  un  intervento  per togliere  una  serie  di  rifiuti
  abbandonati sul demanio; mi farebbe piacere capire che tipologia  e
  come  arriviamo anche a dare agli enti locali queste poche  risorse
  perché  stiamo parlando di pochissime risorse, quindi lo  vedo  non
  sviluppato bene e ci lascia pensare a una gestione poco chiara.
   E  poi il comma 6, dove noi prevediamo di fare una convenzione con
  la  Capitaneria  di  Porto  mettendo circa  250  mila  euro  per  i
  controlli e per le verifiche a mare e dove mettiamo all'inizio  del
  comma, facciamo riferimento alle riserve naturali terrestri, lì non
  ci  dimentichiamo che abbiamo il nostro personale. Per  le  riserve
  naturali,  faccio un esempio, Fiume Irminio: noi abbiamo il  nostro
  personale. Nel comma 6 facciamo riferimento alle riserve  naturali,
  convenzioni con la Capitaneria di Porto per 250 mila euro,  tra  le
  competenze  previste dall'articolo 23 della legge del  31  dicembre
  1982,  che  sono  quelle relative alla vigilanza  a  mare  per  gli
  inquinamenti  da  idrocarburi, cioè  tutta  un'altra  cosa,  perché
  l'articolo 23 prevede questo, della norma del 31 dicembre  1982,  e
  poi  però facciamo riferimento alle riserve marine dove lì  abbiamo
  il  nostro  personale. Io sono dell'idea che questo  comma  noi  lo
  possiamo cassare, sia questo che anche il 5.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, volevo  rispondere  all'onorevole
  Dipasquale  e  volevo  spiegare una volta per quale  ragione  nasce
  l'esigenza di scrivere questo articolo.
   La  recente  relazione del Procuratore della Corte  dei  Conti  ha
  evidenziato,  purtroppo  in  maniera  abbastanza  palese,  come  la
  mancata  prosecuzione  di  un  rapporto  in  convenzione   con   la
  Capitaneria  di Porto, ha determinato certamente negli  ultimi  sei
  anni la mancata riscossione di canoni concessori per un importo  di
  5  milioni  di euro all'anno e ha, quindi, richiesto, si è  chiesto
  attraverso  una  formula  oratorio, ma il  fatto  che  egli  se  lo
  chiedesse  in  buona sostanza era una richiesta a  noi,  per  quale
  ragione non è stata mai più ripristinata questa convenzione con  la
  Capitaneria  di Porto che invece aveva tanto bene funzionato  prima
  della  revoca che credo che sia a cavallo tra il Governo che ci  ha
  preceduto e quello ancora precedente.
   Noi   non   abbiamo   fatto  altro,  onorevole   Dipasquale,   che
  ripristinare in buona sostanza ricopiare quello che era il senso di
  quella  convenzione con la Capitaneria di Porto rispondendo ad  una
  esigenza  che  abbiamo ritenuto corretta e per  questo  lo  abbiamo
  fatto,  che  proviene  da  un passaggio preciso,  ribadisco,  della
  relazione del Procuratore presso la Corte dei Conti.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici,è mantenuto l'emendamento 16.2?

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 16.16, degli onorevoli Foti ed altri.

   FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  nel  passaggio  in
  Commissione  III  della  discussione  sull'acquisizione  di  questo
  immobile che si trova nel quartiere Brancaccio di Palermo, si trova
  nel  centro direzionale del quartiere di Brancaccio, abbiamo  avuto
  modi   di   apprezzare  che  finalmente  qualcuno  si   è   accorto
  dell'esistenza di questa struttura. Chiediamo come mai il passaggio
  non sia stato consequenziale, perché se l'ASI doveva già trasferire
  questo  patrimonio all'IRSAP; l'assessore dovrebbe  chiedersi  come
  mai   dopo   ben  6  anni  abbondanti  non  si  sia  fatto   questo
  trasferimento.
   E  poi, onorevole Presidente, le condizioni in cui è stata ridotta
  questa  struttura  quando durante l'era  Cicero'  si  è  deciso  di
  trasferire   il  personale  da  Palermo  a  Caltanissetta,   questa
  struttura è rimasta del tutto abbandonata a se stessa.
   E' facile immaginare anche cercando degli articoli di stampa o una
  recente  interrogazione  presentata dal  mio  Gruppo  parlamentare,
  capire  come  danni per migliaia di euro siano state  portate  alla
  struttura a causa delle tipiche vandalizzazioni e l'aggressione  ai
  manufatti,   quali   finestre,  tetti,  caditoie   e   questo   sta
  ulteriormente  degradando  la struttura che  ancora  è  addirittura
  arredata.
   Per  questo Presidente che ho presentato un emendamento che  è  il
  16.16,  in  cui  si dice:  al fine di evitare un ulteriore  degrado
  della struttura, l'assessorato provvede ad attivare un servizio  di
  vigilanza alla stessa struttura'.
   Giusto  il  25  aprile la polizia ha trovato  dei  malfattori  che
  stavano  smontando un pezzo di tetto in rame e voi capite bene  che
  la  Regione,  sì acquisisce del patrimonio però se  noi  in  questo
  momento  non  prevediamo  da subito che si  metta  un  servizio  di
  vigilanza, non otterremo nulla.
   Non   otterremo,   cosa  che  noi  vorremmo,  la   ricerca   delle
  responsabilità, perché le ASI hanno dei commissari che  sono  stati
  individuati dall'Assessorato per le attività produttive  che  hanno
  anche  il  compito della tutela del patrimonio dell'ASI,  e  questa
  vigilanza  non  c'è  stata, non vorremmo che questa  responsabilità
  fosse   presa   in   carico  anche  dall'assessorato,   perché   se
  l'assessorato si prende in carico il patrimonio, ha il dovere e noi
  abbiamo il dovere di prevedere che ci sia una vigilanza, perché già
  questo  posto è diventato ricettacolo di delinquenza,  un  bancomat
  per  ladri di ferraie che vanno a smantellare la struttura.  Quindi
  ho  proposto  questo emendamento nella auspicabile  possibilità,  è
  chiaro che se poi ci andrà l'assessorato per l'agricoltura, come ci
  ha dello l'Assessore, per l'economia, dott. Armao, ben venga perché
  quando c'è un risparmio, noi siamo favorevoli.
   Basta  che  l'agitare  un  risparmio  non  diventi  qualcosa   per
  sollevare qualcuno da responsabilità che andrebbero individuate,  e
  qui un asterisco per l'assessore Turano di avere molta accortezza e
  di  dare  un nuovo sprint a questi commissari delle ASI,  perché  è
  vero  hanno  delle  strutture nel loro  patrimonio,  ma  se  queste
  strutture  non  vengono vendute, non vengono  tutelate  o  vigilate
  diventano dei ruderi e l'esempio dello scempio della cosa pubblica.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'mendamento  16.16.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario, non c'è copertura finanziaria.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  siccome  si
  tratta  di  immobili che certamente saranno risistemati  nel  primo
  caso,   o   restaurati   nel  secondo  caso,   villino   Verderame,
  evidentemente   per  svolgere  attività,  dove  c'è   un   presidio
  dell'amministrazione c'è anche attività di vigilanza, quindi è fuor
  di dubbio che faremo tutte le attività propedeutiche e necessarie a
  tutelare  questi immobili da vandali e quant'altro, prima di  tutto
  rimettendoli  in attività e con tutte le garanzie  di  vigilanza  e
  tutela che gli immobile pubblici giustamente richiedono.

   FOTI. E già doveva essere così

   ARMAO,  assessore per l'economia. Già doveva essere così,  ma  non
  dipendendeva   dall'amministrazione   regionale;   oggi   prendiamo
  l'impegno  non  solo a ristrutturarli e a restaurarli  ma  anche  a
  tutelarli e renderli operativi e, ovviamente, sotto guardiania.

   PRESIDENTE.    Onorevole    Foti,   lo    consideriamo    ritirato
  l'emendamento 16.16?

   FOTI. Si, ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 16.3, degli onorevoli De Luca Cateno  e
  Caronia.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   in
  realtà il mio emendamento, posto che abbiamo acquisito dalle parole
  dell'assessore al patrimonio e quindi dall'assessore Armao  che  il
  centro  direzionale il Consorzio ASI entra nelle disponibilità  del
  patrimonio  della Regione, se ho ben capito, quello che  io  chiedo
  con  questo emendamento è che, un volta stabilito quale deve essere
  l'utilizzo,  perché  è chiaro che l'utilizzo è l'obiettivo  finale,
  con   un  decreto  assessoriale  e  con  una  delibera  di  giunta,
  richiederei  un  previo  parere anche della competente  commissione
  legislativa.  Anche perché il centro direzionale, in questi  ultimi
  giorni  se ne è parlato anche qua a Palermo, carico urbanistico  di
  un centro direzionale della città di Palermo comporterà,

   ARMAO, Assessore all'Economia. Già esiste.

   CARONIA.  Si,  questo esiste, ma qualora l'utilizzo, se  stabilito
  dalla Giunta con delibera di Giunta venisse individuato come centro
  direzionale  degli uffici della Regione, avrebbe una portata  e  un
  carico  tale  per cui l'utilizzo effettivo secondo me sarebbe  bene
  anche discuterlo nella sede della Commissione, quindi previo parere
  della  Commissione individuare quale sia effettivo  l'utilizzo  del
  bene.  Perché  che  sia  un centro direzionale,  d'accordo,  ma  se
  diventa il centro direzionale della Regione, il peso urbanistico di
  questo immobile assume delle dimensioni talmente ampie e siccome se
  ne  è  lungamente  parlato e si è anche discusso anche  in  termini
  propositivi  rispetto a questa opzione, ritengo che  sia  opportuno
  che   la   Commissione   sia   coinvolta  perché   l'individuazione
  dell'utilizzo sia effettivamente congruo alle esigenze di una città
  come quella di Palermo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 16.12, 16.4 e 16.13 sono ritirati dai  rispettivi
  firmatari.
   Si passa all'emendamento 16.8, degli onorevoli Zafarana ed altri.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  della
  Regione, volevo chiedere un chiarimento all'assessore in merito  al
  comma 4. Assessore Cordaro, si va ad individuare un plafond che voi
  avevate presentato in Commissione di 15 mila euro, poi ridotto a 10
  mila  e  ora  ulteriormente  ridotto per   gestione  di  interventi
  finalizzata  ad  assicurare manutenzione ordinaria e  straordinaria
  compresi  gli  interventi di urgenza e somma  urgenza  sul  demanio
  idrico  fluviale escluso i bacini montani e interventi  di  cure  e
  pulizia   di  fiumi  e  torrenti ,  dividendo  poi  la  somma   tra
   interventi  di  manutenzione ordinaria e poi per  la  manutenzione
  straordinaria  e individuare poi chi deve farlo.
   Fermo  restando il punto che l'individuazione di chi deve svolgere
  gli  interventi  è  già prescritta per legge, si  devono  fare  gli
  interventi  e su questo siamo tutti d'accordo perché le  condizioni
  dei nostri torrenti e degli alvei dei fiumi sono oggi in condizioni
  devastanti  e  sono un pericolo pubblico laddove  noi  nel  periodo
  delle  piogge  stiamo  praticamente col fiato  sospeso  a  guardare
  spesso  e  volentieri quello che potrebbe succedere, laddove  fiumi
  intasati  poi portano ad esondazioni, come recentemente è  avvenuto
  per  esempio  nella  valle del Longano, due tre  anni  orsono,  non
  ricordo con esattezza, nel barcellonese, e fermo restando il  fatto
  che  io  con il mio emendamento vado a riportare la cifra a  quanto
  previsto  in Commissione Bilancio, quindi a 10 mila dando copertura
  pure   con  un  subemendamento,  però  mi  chiedo,  con  un  vostro
  emendamento,  il 16.20, praticamente andate ad inserire  la  parola
   della   progettazione   quindi  non  diventa  più  un  emendamento
  finalizzato a fare  gli interventi  ma anche la  progettazione .
   Ora  la  Sicilia ha bisogno di interventi e abbiamo, a mio modesto
  parere,  di quello che abbiamo potuto conoscere fino ad ora,  tutte
  le  professionalità  in  capo  agli Assessorati  e  all'Assessorato
  Territorio  e  Ambiente  per  potere  svolgere  quella  che  è   la
  necessaria progettazione e poi incaricare le maestranze  di  dovere
  fare   gli   interventi,   vorrei   capire   se   questa   è    una
  esternalizzazione di servizi all'esterno per praticamente andare  a
  dare progettazione all'esterno rispetto all'Assessorato, per come è
  scritto,   anche   perché  se  noi  invece   cassiamo   la   parola
   progettazione  e inseriamo il rimando all'art. 71, comma 7,  della
  legge n. 9 del 2016 andiamo a riportare tutto invece nell'alveo  di
  quanto è già strutturato in funzionamento interno all'Assessorato e
  allora l'emendamento potrebbe andare bene, però si capisce che  una
  ulteriore aggiunta dovrebbe essere quella prevista dall'emendamento
  16.1  la  parola  esclusivamente  piuttosto che  prioritariamente :
  scritto  così  potrebbe andar bene con la  progettazione   rispetto
  alla quale le chiedo chiarimenti, assessore, crea sicuramente delle
  criticità in questo momento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sul mio emendamento al comma 4.

   PRESIDENTE.    Onorevole   Cracolici,   prima   dobbiamo    votare
  l'emendamento soppressivo dell'onorevole Cancelleri.

   CRACOLICI. Pensavo fosse stato ritirato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 16.8.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, io potrei ritirare  l'emendamento
  soppressivo  al  comma  4  solo se viene  preso  in  considerazione
  l'emendamento del collega Cracolici, al quale appongo la firma, che
  dice   esclusivamente',  perché quei soldi vengono  utilizzati  con
  personale  interno o comunque riferibile ad enti  regionali  e  non
  possono   essere  fatti  affidamenti  esterni  o  comunque  appalti
  esterni. Così non c'è niente che osta.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, ringrazio i colleghi per la possibilità che mi danno di
  spiegare un passaggio che non è secondario. Onorevole Cracolici,  e
  onorevole Cancelleri

   CRACOLICI. Io ancora non ho parlato

   CORDARO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Ma  lei  ha
  firmato, ha fatto peggio che parlare, perché  verba volant  scripta
  manent .
   Aldilà  di  questo  volevo dire che il  prioritariamente',  che  è
  collegato  nella  parte  del  comma  4,  che  fa  riferimento  alla
  manutenzione ordinaria e l'attribuisce, appunto,  prioritariamente'
  al personale di sviluppo rurale ESA e Consorzi di bonifica, non può
  essere  esclusivamente' - dopo un attento approfondimento fatto con
  gli  uffici  - perché mentre questo personale si occupa  e  si  può
  occupare di operazione di pulitura, di taglio, di cesoie etc.,  c'è
  una  percentuale - seppur residuale ma esiste - che se noi togliamo
   prioritariamente' e mettiamo  esclusivamente' verrebbe esclusa che
  si  occupa  invece  di interventi strutturale che  i  dipendenti  e
  comunque  i  soggetti  che fanno parte di Sviluppo  rurale,  ESA  e
  Consorzi di bonifica di cui non hanno la competenza.
   Quindi,  se  vogliamo rendere questo articolo  davvero  attuabile,
  dobbiamo  lasciare prioritariamente, fermo restando che  il  nostro
  progetto   è   quello   di   rivolgerci  sempre   più   all'interno
  dell'Amministrazione guardando, ad esempio, secondo un progetto già
  più volte espresso dal Presidente della Regione al Corpo forestale,
  per   fare  tutte  quelle  attività  che  dovrebbero  portare  quei
  dipendenti della Regione a lavorare 365 giorni all'anno  una  volta
  che verrà rinnovato il loro contratto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io vorrei che inquadrassimo  meglio
  la questione.
   Esiste  in  atto  una  norma  nell'ordinamento  della  Regione  di
  difficile applicazione - tant'è che non si è mai applicata, con una
  serie  di  difficoltà amministrative - che prevede che  il  10  per
  cento  delle somme assegnate ai forestali debbano essere utilizzati
  per  l'attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fiumi
  etc.
   Quale  è  stata  ad oggi la difficoltà di applicazione  di  questa
  norma? Che, poiché la competenza del settore è del Demanio fluviale
  e  dell'Assessorato al Territorio  - e quindi non  dell'Assessorato
  allo   sviluppo   rurale   -   l'Assessorato   al   territorio   ha
  legittimamente, questo non lo so, non giudico, ha detto che  non  è
  in  grado di fare l'attività di progettazione e quindi di direzione
  lavori  - perché stiamo parlando di opere, tra l'altro lo  dico  al
  Governo  che difficilmente è manutenzione ordinaria, perché essendo
  da  anni  che non si fa la manutenzione ordinaria, molta di  quella
  che  era  ordinaria  è  diventata straordinaria,  primo  tra  tutti
  l'escavazione e, quindi, l'asportazione dei detriti che  nel  corso
  degli anni si sono accumulati.
   La  difficoltà  che  ad  oggi  c'è stata  è  questa  storia  della
  progettazione da parte degli Uffici.
   Da  Assessore  ho  avuto  una  querelle  con  il  mio  collega  al
  Territorio  perché  continuava a sostenere  che  l'Assessorato  del
  Territorio  può avvalersi anche dei Geni Civili per fare l'attività
  di progettazione. Certo, la progettazione comporta la direzione dei
  lavori.  Ma  non può essere lo sviluppo rurale perché,  ha  ragione
  l'onorevole Cordaro, non ha la competenza di progettare. Perché  il
  Dipartimento sviluppo rurale può progettare nelle aree  di  demanio
  forestale, non di demanio fluviale.
   Il   fatto  che  troviamo  delle  risorse  da  utilizzare  per  la
  manutenzione  dei fiumi e dei corsi d'acqua lo considero  positivo.
  Però  dobbiamo intenderci come. Così come è scritta e, soprattutto,
  lo  dico  anche  alla  collega che si  è  posta  che  l'emendamento
  proposto  dal  Governo  a questo comma 4, aggiunge  il  tema  della
  progettazione.   Quindi  gli  oneri  non  sono  soltanto   connessi
  all'attività  di  manutenzione ma anche alla  progettazione  che  è
  corretto. Perché se fai un intervento di un' opera devi avere anche
  la  progettazione, quindi direzione lavori e collaudatori alla fine
  dell'opera.   Il  punto  è  decidere  però  se  lo  dobbiamo   fare
  all'interno o all'esterno. Al di là di come lo scriviamo  questo  è
  il tema.
   Il  gioco  dell'Amministrazione è un gioco  delle  responsabilità.
  Ognuno  dice   non è mia responsabilità  e quindi si  nasconde.  Se
  scriviamo  in maniera chiara che l'Assessorato  esclusivamente   si
  avvale,  per quanto riguarda la realizzazione delle opere, di  ESA,
  Consorzi  di bonifica e forestali, perché per quella che è  la  mia
  breve esperienza, posso assicurarvi che nell'articolazione dei  tre
  soggetti  le  competenze ci sono e soprattutto  ci  sono  anche  le
  macchine.   Perché  il  vero  problema  è  l'utilizzo  dei   mezzi,
  escavatori  etc.,  che non ha - ad esempio - la  forestale  ma  che
  hanno i Consorzi di bonifica, l'Esa, etc.
   Il nodo è la progettazione. Se noi scriviamo in maniera chiara che
  questi  soldi  - che se ce ne fossero di più sarebbe anche  meglio,
  tanto  per  essere  chiaro,  quello è  colpa  di  Armao  -  saranno
  utilizzati  esclusivamente  per quanto  riguarda  la  realizzazione
  delle  opere  senza  questa distinzione straordinaria  e  ordinaria
  perché ci stiamo prendendo in giro, è tutta straordinaria

                 (interruzione dell'Assessore Turano)

   CRACOLICI. Allora, se dobbiamo fare dibattiti teorici li facciamo
  Ti assicuro che è tutta straordinaria
   L'Assessorato    del   territorio   si   avvale    degli    Uffici
  dell'Amministrazione regionale a qualunque livello  perché  qui  il
  gioco è della responsabilità. Per cui, l'Assessorato del territorio
  dovrà potere avvalersi dei Geni civili, degli Ispettorati tecnici e
  dell'Assessorato delle infrastrutture. In una Regione - e  lo  dico
  con  grande  rispetto - dove abbiamo oltre due mila  dirigenti,  la
  stragrande   maggioranza  dei  quali  provengono   dalle   funzioni
  tecniche, perché ricordo che una parte dei dirigenti della  Regione
  sono i famosi tecnici della sanatoria assunti circa 20 anni fa, noi
  non lo possiamo spiegare al mondo che non siamo in grado di fare la
  progettazione  per la manutenzione dei fiumi perché  ci  mancano  i
  tecnici.  Per questo insisto sul concetto di esclusivo e sul  fatto
  che  l'Amministrazione, e lo chiedo al Governo,  di  presentare  un
  subemendamento  in cui l'Assessorato del territorio  si  avvale  di
  qualunque     attività,     di    qualunque     ufficio     tecnico
  dell'Amministrazione  regionale per le attività  di  progettazione,
  direzione lavori e collaudo.
   Così diamo una risposta anche al minor finanziamento che c'è per i
  forestali. Perché con questi 7 milioni forse diamo una mano d'aiuto
  al  tema  delle giornate dei lavoratori che, altrimenti quest'anno,
  temo, avranno serie difficoltà.

   PRESIDENTE. Il Governo che posizione prende?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, a questo punto, volendo valutare a fondo le indicazioni
  che  sono  venute dal dibattito d'Aula, le chiederei di accantonare
  per  10  minuti  l'articolo, in modo da  riscrivere  emendamenti  e
  subemendamenti. Grazie.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Assessore Grasso, è pronta per l'articolo 18?
   Facciamo una cosa, sospendiamo per cinque minuti, per parlare  due
  minuti  e  capire  quali sono gli articoli  su  cui  siete  pronti,
  altrimenti si fa confusione.
   Pertanto, la seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 14.05, è ripresa alle ore 15.19.)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il  Governo  ha  presentato  la
  riscrittura dei commi 4, 5 e 6 dell'articolo 16, che voi avete  già
  ricevuto. Dovete soltanto, - perché c'è stato un errore materiale -
  sul comma 4, eliminare non solo  prioritariamente  ma anche  per la
  manutenzione ordinaria . La parola  ordinaria  salta,  rimane   per
  la manutenzione del personale del Dipartimento .
   Vi  comunico che è stato presentato il subemendamento  16.27.1,  a
  firma dell'onorevole Trizzino.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente,  mi  sono  permesso  di  presentare
  all'articolo 16 la copertura finanziaria per la convenzione  con  i
  Vigili del Fuoco per la repressione degli incendi boschivi.
    La legge nazionale n. 352 del 2000 che prevede la possibilità per
  le  Regioni  di potersi avvalere anche della forza dei  Vigili  del
  Fuoco  che interviene in ausilio con il comparto antincendio presso
  l'Assessorato territorio e ambiente con il Corpo forestale.
   Attualmente  i  capitoli che disciplinano questa Convenzione  sono
  per  memoria.  Ho  avuto  modo  di  interloquire  con  l'Ing.  Foti
  relativamente a questa copertura ma anche con l'Assessore Armao  il
  quale mi ha assicurato - e vorrei un conforto anche da lui adesso -
  che  si  tratta  di  un  errore materiale legato  al  documento  di
  bilancio.
   Pertanto, se è così io ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. Grazie e quindi ritira l'emendamento?

   TRIZZINO. Sì lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  volevo  sottoporre all'Aula  l'emendamento  16.21.  Si
  tratta  della  necessità  di utilizzare 20  mila  euro,  lo  stiamo
  riscrivendo,  per il solo anno 2018 per la bonifica del  Mammellone
  di  Palermo dove sarebbe in fase di realizzazione il Parco   Libero
  Grassi'.  E'  una  attività assolutamente contingente.  Abbiamo  la
  necessità, però, di appostarlo in un capitolo specifico.
   Quindi,  chiedo  all'Assemblea, ne ho già parlato con  l'Assessore
  Armao,  i  fondi  li  prendiamo ovviamente sempre  dal  comma  4  e
  destiniamo   20  mila  euro  per  quanto  riguarda   la   copertura
  dell'emendamento 16.21.

   PRESIDENTE.  Vista  che era stata fatta la riscrittura  anche  del
  comma   5  poteva  essere  inserito  in  riscrittura  ed  evitavamo
  confusione.
   Procederemo con la  votazione dell'emendamento 16.23, a firma  del
  Governo, ovviamente con la modifica della parola  ordinario  che  è
  cancellata.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 16.21 I parte, a firma del Governo. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 16 così come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                              Articolo 28.
             Norme per il personale regionale e degli enti

       1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 26, comma  12,
     della  legge  regionale 16 aprile 2003, n. 4 e  successive
     modifiche  ed  integrazioni  è  autorizzata  la  spesa  di
     293.049,55   euro   per  l'esercizio   finanziario   2018,
     280.454,25  euro  per  l'esercizio  finanziario   2019   e
     281.526,57   euro   per   l'esercizio   finanziario   2020
     (Missione  1,  Programma  3,  capitolo  212025),  per   il
     pagamento   degli  emolumenti  e  degli   oneri   riflessi
     relativo  al  personale in servizio presso il Dipartimento
     bilancio e la Centrale Unica di Committenza (CUC).

       2.  Per  le  finalità di cui all'articolo 1,  comma  10,
     della  legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive
     modifiche  ed  integrazioni è autorizzata per  l'esercizio
     finanziario  2018,  la  spesa di  1.019.302,78  euro,  per
     l'esercizio finanziario 2019, la spesa di 885.644,99  euro
     e,   per   l'esercizio  finanziario  2020,  la  spesa   di
     884.376,67  euro  (Missione  13,  Programma  7,   capitolo
     412016).

       3.  All'articolo  60  della legge  regionale  11  agosto
     2017,  n.  16, dopo la parola  irregolarità  sono inserite
     le  parole   ovvero  che  non  abbiano  potuto  presentare
     istanza   in   quanto  in  aspettativa,  in   malattia   o
     temporaneamente   sospesi,   possono   presentarla   entro
     sessanta  giorni  dalla data di entrata  in  vigore  della
     presente legge .

       4.  Il comma 8 dell'articolo 52 della legge regionale  7
     maggio 2015, n. 9 e successive modifiche e integrazioni  è
     sostituito dal seguente:

        8.  Il  trattamento di fine servizio o di fine rapporto
     dei  dipendenti  collocati  in  quiescenza  ai  sensi  del
     presente articolo è corrisposto con le modalità e i  tempi
     previsti  dai commi 484 e 485 dell'articolo 1 della  legge
     27 dicembre 2013, n. 147. .

       5.  Le  disposizioni di cui al comma 8 dell'articolo  13
     della   legge  regionale  17  marzo  2016,  n.  3  trovano
     applicazione  anche  in  favore  dei  soggetti  posti   in
     quiescenza  a far data dall'entrata in vigore della  legge
     regionale n. 9/2015.

       6.  Al  comma 20 dell'articolo 49 della legge  regionale
     n.  9/2015,  dopo le parole  esclusivamente in  ore   sono
     aggiunte  le  parole   ad eccezione dei  permessi  di  cui
     all'articolo  33 della legge 5 febbraio  1992,  n.  104  e
     successive modifiche ed integrazioni .

       7.  Al comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale 29
     dicembre  2016,  n. 27, le parole  per  il  biennio  2017-
     2018   sono sostituite dalle parole  per il triennio 2017-
     2019 .

       8.  La  copertura  finanziaria  di  cui  al  comma  7  è
     assicurata   dallo   stanziamento  del   capitolo   215754
     istituito  ai  sensi  del comma 21 dell'articolo  3  della
     legge  regionale  n.  27/2016. A tal  fine  il  Ragioniere
     generale  della Regione è autorizzato, previa delibera  di
     Giunta,   ad   iscrivere  su  richiesta  del  Dipartimento
     regionale  della funzione pubblica la relativa  somma  sui
     pertinenti   capitoli   di   bilancio   del   Dipartimento
     regionale della funzione pubblica.

       9.   Le   Camere   di  Commercio  della   Regione   sono
     autorizzate  a  costituire il  Fondo unico  di  quiescenza
     del personale delle Camere di Commercio della Sicilia   al
     quale  sono  affidati le funzioni e gli oneri relativi  al
     trattamento  economico pensionistico e  di  fine  servizio
     del  personale, attualmente in quiescenza e  in  servizio,
     assunto  anteriormente  alla data  di  entrata  in  vigore
     della  legge  regionale 4 aprile 1995, n. 29,  previsto  a
     carico delle rispettive Camere.

       10.  Al Fondo unico, istituito ai sensi del comma  9,  è
     riconosciuta piena autonomia gestionale e funzionale.

       11.  L'organizzazione e il funzionamento del Fondo  sono
     disciplinate con decreto del Presidente della Regione,  su
     proposta   dell'Assessore  regionale   per   le   attività
     produttive  di  concerto  con  l'Assessore  regionale  per
     l'economia,  da emanarsi entro novanta giorni  dalla  data
     di entrata in vigore della presente legge.

       12.  Per l'espletamento delle proprie funzioni il  Fondo
     si  avvale  unicamente di personale in servizio presso  le
     stesse Camere di Commercio.

       13.  L'istituzione e la gestione del  Fondo  di  cui  al
     comma  9 non implicano oneri diretti e indiretti a  carico
     del bilancio della Regione. .

   PRESIDENTE.    Si   passa   all'emendamento   28.22,   soppressivo
  dell'intero articolo, a firma dell'on. Cancelleri.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  28.14, soppressivo del comma 1. Onorevole Cancelleri lo ritira?

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, brevemente. Comma per  comma,  man
  mano che andiamo avanti, l'assessore di riferimento ci spieghi cosa
  vuole  fare con quel comma lì e noi, se apprezziamo, io sono pronto
  a  ritirare  l'emendamento.  Anche velocemente,  però  una  battuta
  quanto meno per sapere di cosa si occupa.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Il primo comma dell'articolo  28
  concerne  i comandati presso la Centrale Unica di Committenza,  che
  sono  lì  dal  momento in cui la Centrale è stata istituita,  senza
  alcun ampliamento della dotazione in atto esistente.
   Quindi   si  tratta  soltanto  di  una  conferma  della  dotazione
  esistente.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri l'emendamento 28.14 è ritirato?

   CANCELLERI. No, signor Presidente.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 28.14

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 28.14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti votanti    68
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          28
   Contrari            36
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.4.
   Onorevole Di Mauro lo ritira?

   DI MAURO. Sì.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.   L'emendamento  28.9  a
  firma degli onorevoli Zito e Cancelleri, è mantenuto o ritirato?

   ZITO. Mantenuto. Chiediamo la votazione per scrutinio nominale.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 28.9

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 28.9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione palese nominale:

   Presenti            68
   Votanti             65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          23
   Contrari            42
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 28.8  Soppressione del comma 2  a  firma
  degli onorevoli Cancelleri e Zafarana.

   RAZZA, assessore per la Salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  Salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, spiego il senso del comma 2 che ogni anno vede riproporre
  l'autorizzazione  di  spesa per i comandati  dell'Assessorato  alla
  Salute.
   Si  tratta  di  personale  dirigente che per  le  peculiarità  del
  profilo  personale e del profilo di laurea non può essere ritrovato
  all'interno dell'Amministrazione.
   In  modo  particolare si parla di medici, quindi responsabili  del
  servizio  qualità,  governo  clinico e sicurezza  dei  pazienti,  i
  responsabili  della sicurezza dei pazienti HTA, l'igiene  pubblica,
  la   tutela  delle  fragilità,  la  sorveglianza  ed  epidemiologia
  valutativa, il dipartimento di farmacia, il responsabile di servizi
  di monitoraggio sui vaccini.
   Quest'anno la richiesta che il Governo presenta all'Aula è di  una
  parziale   incrementazione  di  questo  fondo  per   garantire   la
  possibilità  visto l'imminente stato di quiescenza  di  alcuni  dei
  dirigenti  di potere procedere alla sostituzione. Ricordo  peraltro
  che  la Regione siciliana si trova in piano di rientro e quindi  il
  ricorso  a  professionalità che vengano al di fuori della diligenza
  regionale  e  che  sono  rinvenute presso le  aziende  sanitarie  è
  fondamentale per l'erogazione dei servizi.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri?

   CANCELLERI.  Non  lo  ritiro e chiedo la votazione  per  scrutinio
  nominale.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 28.13

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 28.13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti            67
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          21
   Contrari            43
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 28.8 degli onorevoli Zito e Cancelleri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 28.12, a firma dell'onorevole Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Chiedo al Governo di illustrare le finalità del  comma
  3, dell'articolo 28.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il   comma   3   sempre  con  riferimento  alla   riduzione,   alla
  razionalizzazione  della  spesa  e  alla  norma  che  avevamo   già
  approvato nella scorsa legislatura con la legge n. 16/2017, vi è la
  possibilità per i dirigenti e i funzionari di andare in pensione.
   Alcuni di questi o perché erano in malattia o per altri motivi non
  hanno potuto presentare la domanda.
   Quindi,  diamo  possibilità di presentare, entro  sessanta  giorni
  dall'entrata  in  vigore  della legge, la relativa  domanda  perché
  possano andare in pensione.

   CANCELLERI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 28.12.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  28.6, a firma dell'onorevole Calderone, Milazzo e altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 28.20, a firma dell'onorevole Lo Curto  e
  Figuccia.

   FIGUCCIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 28.7, a firma degli onorevoli  Assenza,
  Aricò ed altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
  rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Bisogna  chiarire se  ci  sono  o  meno  problemi  di
  copertura.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  La  funzione  pubblica può dare copertura solo per il semestre  del
  2018,  per quanto riguarda il Dipartimento della funzione pubblica.

   PRESIDENTE.  Non essendoci copertura dichiaro  l'emendamento  28.7
  inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 28.24, a firma dell'onorevole Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Chiedo che il Governo illustri il comma 4.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Cancelleri vorrebbe una  spiegazione  del
  comma 4.

   GRASSO,assessore per  le autonomie locali e la funzione  pubblica.
  Sostituiamo il trattamento

   ZAFARANA. Che si fa in concreto? Perché?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E' un allineamento di norma.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.24 soppressivo del
  comma 4.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 28.5, a firma degli onorevoli  De  Luca
  Cateno e Caronia.

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  28.23,  a  firma   degli
  onorevoli Cancelleri e Zafarana, soppressione del comma 5.
   Assessore Grasso può illustrare il comma 5?

   GRASSO,  Assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
  Non è del Governo.

   PRESIDENTE. Lo spiega la Commissione.

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  si  tratta di un caso  che  è  stato,  era  un
  dirigente   generale  poi  spostato  in  un'altra  amministrazione.
  Rientra  e perderebbe così il titolo ad avere l'equiparazione  agli
  altri  direttori  generali. Così dal momento in cui  era  direttore
  generale gli scatta l'indennità di quiescenza.

   ZAFARANA. Non si è capito niente, lo può rispiegare per favore?

   SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Un
  dirigente  generale  va in pensione adesso e si  ritrova  ad  avere
  acquisito il titolo nel 2015 perché è stato mandato per tre anni in
  un'altra amministrazione sempre della Regione.
   Quindi,   questo   è   il  ripristino,  come  tutti   gli   altri,
  dell'indennità di quiescenza. Ripristiniamo un problema  del  2015.
  Ritorniamo al 2015.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       CANCELLERI. Signor Presidente, chiedo la spiegazione comma per
  comma,  perché quando c'è un Assessore che si alza in  piedi  e  in
  maniera  circostanziata,  in  maniera  abbastanza  dettagliata  poi
  fornisse  una  spiegazione, lì si comprende  che  è  una  norma  di
  carattere generale che non sta andando da nessuna parte.
   E'   quando   l'Assessore  non  ci  risponde   che   capiamo   che
  l'emendamento non viene da lì ma viene da qualche altra  parte.  Ed
  allora, scopriamo che si tratta di un dirigente. Quindi, quel comma
  ha  un  nome  ed un cognome. Ed il comma precedente  di  prima  che
  l'assessore  Grasso  non sapeva aveva un altro  nome  ed  un  altro
  cognome.
   Stiamo  facendo  norme per fare rientrare persone con  trattamenti
  pensionistici  a cui non avevano diritto ai sensi di  leggi  e  gli
  stiamo  dando delle deroghe? Stiamo facendo questo tipo  di  legge?
  Perché questo ci dobbiamo dire.
   Chi  continua a sostenere che dobbiamo fare leggi in questo  modo,
  poi diventa complice di questo modo di fare.
   Ora io mi rivolgo a tutti voi, colleghi. Siete ancora convinti  di
  avallare questo modo di cose perché io onestamente, davvero,  provo
  imbarazzo ogni volta che andiamo avanti con norme di questo tipo.
   Signor Presidente, per favore, davvero


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in  realtà  il
  collega De Luca poc'anzi, giustamente, aveva acconsentito al ritiro
  dell'emendamento  28.5  semplicemente  perché  anch'io,  così  come
  l'onorevole  Cancelleri, volevo semplicemente  un  chiarimento.  Se
  l'emendamento che noi abbiamo proposto in realtà carpisce il  senso
  di  quello che è scritto nel testo governativo, la disponibilità  a
  ritirarlo è assolutamente scontata, però vorrei un chiarimento.

  PRESIDENTE.  L'onorevole Caronia, pur avendo  ritirato  formalmente
  l'emendamento,  chiederebbe cortesemente al  Governo  se  può  dare
  questo chiarimento.

  CARONIA.  Se  coglie  lo stesso senso di quello  che  è  il  nostro
  emendamento; ovviamente è ritirato con una maggiore consapevolezza,
  perché ritengo che sia questo.

  MUSUMECI, presidente della Regione. Non l'avete ritirato?

  CARONIA.   L'abbiamo  ritirato,  il  problema  è  che  io  chiedevo
  all'Assessore se ci poteva dare un chiarimento.

  PRESIDENTE. Sì, l'emendamento è ritirato, ma l'onorevole Caronia ha
  chiesto  una  cortesia  al  Governo se può  spiegare  questa  cosa.
  Comunque, l'emendamento è ritirato.

  CARONIA. E'  ritirato, è in termini conoscitivi se siffatto abbiamo
  raggiunto gli stessi obiettivi.

  GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione  pubblica.
  Ma  non possiamo rispondere dopo? Se mi date il tempo io parlo  con
  gli uffici

  PRESIDENTE.   Pongo in votazione l'emendamento 28.23 a firma  degli
  onorevoli Cancelleri ed altri.

  SIRAGUSA.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  nominale.

  MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 28.23

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 28.23.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          28
   Contrari            36
   Astenuti            01

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 28.25  a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 28.26 a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 28.2 a firma del Governo. Lo pongo in
  votazione con il parere favorevole della Commissione.  Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 28.18 a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, semplicemente una domanda, e cioè perché
  a  questo comma parliamo del fondo per le camere di Commercio; ma a
  parte  che  è l'ennesima legge delega, vorremmo capire  qual  è  la
  dotazione iniziale di questo Fondo e quali sono, caso mai se ce  ne
  fosse necessità, le eventuali coperture.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Questa dal comma 8 al comma 13  -
  com'è noto all'eccellentissimo Parlamento - è una disposizione  che
  avevamo già inserito nella legge dell'esercizio provvisorio  e  che
  poi,  per  esigenze  di  contenimento del  dato  normativo,   si  è
  ritenuto di differire alla sede finanziaria.
   E'  una  disposizione  che viene dalla concertazione  col  sistema
  anche  delle  camere di commercio siciliano che  come  voi  saprete
  rischia  l'implosione per il carico crescente di  oneri  finanziari
  connessi al pagamento delle pensioni.
   Lo stesso sistema camerale ha chiesto alle Regioni di accompagnare
  come ha già fatto il legislatore nazionale con la legge di bilancio
  approvata in dicembre, dove si prevede un incremento delle entrate,
  delle camere di commercio a tal uopo, la normativa regionale invece
  consente  la  costituzione  di un fondo,  che  in  qualche  modo  è
  strutturato sulla falsa riga del fondo pensionistico regionale  che
  vorrei   precisare   all'onorevole  Zito  è  norma,   assolutamente
  ripetitiva  di  quella  già  sancita  per  il  fondo  pensionistico
  regionale  e  che è regolato da un regolamento e non da  una  legge
  proprio  perché è strutturato in termini assolutamente  analoghi  a
  quelli  che  si stanno ripercorrendo oggi al fine di costituire  il
  fondo pensioni delle camere di commercio della Regione siciliana.
   In  questo  momento non ci sono oneri per la Regione.  Il  sistema
  camerale  ha  una  contabilità sulla quale è stata  individuata  la
  sostenibilità di questo fondo. E' un fondo che si fanno  le  camere
  di  commercio  e  gestiranno  le camere di  commercio,è  necessario
  essendo  le  camere di commercio sottoposte alla Regione  siciliana
  alla  competenza  legislativa  in materia  della  Regione,  che  la
  Regione  doti  queste camere di un presidio normativo che  consenta
  loro   di  istituire  questo  fondo,  credo  che  è  un  contributo
  importante,  un elemento importante per garantire la  funzionalità,
  il sistema camerale regionale e nazionale.
   Ricordo  che il sistema camerale gestisce il registro unico  delle
  imprese  un  blocco di una sola camera di commercio  determinerebbe
  refluenze  pesantissime sull'intero sistema nazionale del  registro
  delle imprese, sicché con l'assessore Turano abbiamo seguito questa
  disposizione  che  ripeto viene da un primo disegno  di  legge  poi
  diventato  legge  di esercizio provvisorio e che è confluita  nella
  finanziaria per esigenze di razionalizzazione regolativa.

   PRESIDENTE.   E'   mantenuto   l'emendamento   28.18,    onorevole
  Cancelleri?

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 28.17, per  il  comma  9,  è
  mantenuto?

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti relativi ai commi 10, 11,  12, 13?

   CANCELLERI. Sono ritirati.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.27, del Governo.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
  28.27.1.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei   delle
  spiegazioni  sia  da  parte dell'assessore Tusa che  dell'assessore
  Grasso,  perché  questo  che  noi vediamo  in  questo  emendamento,
  parliamo  del  personale  dei beni culturali  che  aveva  fatto  un
  concorso  e perché l'Assemblea aveva votato la famigerata legge  n.
  10   del  2000,  poi  sono  stati  invece  assunti  non  con  ruolo
  dirigenziale, quindi con diverso ruolo. Però, l'emendamento 28.27.1
  mi  preoccupa  perché  non  riesco  a  capire  a  che  cosa  si  fa
  riferimento, a che personale si fa riferimento, perché  mentre  per
  quanto   riguarda  il  28.27  dovrebbero  essere  77  i  lavoratori
  coinvolti,  a  un  certo  punto sembra che allarghiamo  le  maglie,
  perché  il  28.27.1  recita  la presente norma  si  applica  anche
  quindi  ulteriormente  ad altro personale in servizio  appartenente
  alla categoria D, posizione economica D5 .
   Io  vorrei capire chi sono esattamente e se la copertura  prevista
  poi dal 28.27 riesce a soddisfare il fabbisogno anche di questi, ma
  prima  vorrei  capire  chi  sono perché non  vorrei  che  fosse  un
  ulteriore o sanatoria o aumento di bacino.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  il
  28.27  che è a firma dell'assessore Tusa e Armao, che poi di  fatto
  va  a  recepire un emendamento che io avevo presentato e che  avevo
  elaborato con i colleghi, innanzitutto mi permetto di esprimere  il
  mio  ringraziamento per la condivisione, fermo restando che già era
  una  problematica che in particolar modo l'assessore Tusa conosceva
  e conosceva da tempo.
   Riguarda  personale che da 13 anni, o forse 14 anni,  ma  mi  pare
  13,  svolgono  mansioni, personale delle sovraintendenze  dei  beni
  culturali,   svolgono  mansioni  di  dirigenti  e  vengono   invece
  sottopagati  perché di fatto sono nella categoria più  bassa,  sono
  inquadrati  nella categoria più bassa del D, forse 1, giusto?  Dico
  bene? Del D1.
   Ed  allora, questo emendamento mette pace a tutta questa  vicenda.
  Stiamo parlando di personale che fa sopravvivere le sovraintendenze
  e fa sopravvivere i beni culturali  e purtroppo ci avevano provato,
  non  so  se  qualcuno dei colleghi lo ricorda, ci  avevamo  provato
  durante l'ultimo anno della precedente legislatura, e non ci  siamo
  riusciti, sono contento che oggi ci avviamo verso la definizione di
  questo  aspetto e penso che non dobbiamo aggiungere altri  elementi
  perché  rischiamo  se  aggiungiamo altri elementi  davvero  di  far
  saltare  anche  il significato di questo importante intervento  che
  stiamo facendo oggi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 28.27.1.

   TANCREDI. Un attimo, aspettiamo la spiegazione dell'Assessore.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Mi  pare  che sia stato abbastanza chiarito e spiegata quale  è  la
  questione  da  parte  dell'assessore Tusa.  Io  ho  firmato  questo
  emendamento perché effettivamente sono dei funzionari che sono  dei
  dirigenti,  sulla copertura gli uffici del personale  e  quindi  la
  copertura c'è.
   L'altro emendamento quale era?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Scusate,  il  sub  emendamento
  prevede  una sorta di manovra compensativa anche nei confronti  dei
  D5  con effetti finanziari che si coprono all'interno delle risorse
  attualmente  disponibili per il personale, poi  noi  ci  rimettiamo
  all'Assemblea per le valutazioni del caso.

   ZITO. Voi trovate all'interno del personale 700 mila euro?

   ARMAO,  assessore per l'economia. È diverso il passaggio da  D1  a
  D6 rispetto al passaggio da D5 a D6.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Voi trovate copertura sul fondo che riguarda il personale  e
  700  mila euro; però, se lei aggiunge questo vuol dire che ci  sono
  ulteriori  somme  e  770  mila  euro  non  dovrebbero  essere   più
  sufficienti.

   ARMAO, assessore per l'economia. Perché non sono sufficienti?

   ZITO. Certo, perché se lei li estrapola dal fondo del personale  e
  fa un minimo..

   ARMAO,  assessore per l'economia. E perché il fondo del  personale
  ha solo 770 mila euro?

   ZITO.  E  allora,  i fondi sono altri, personale,  ma  li  abbiamo
  quantificati? Quanti sono? Chi sono?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Sono circa 400,  con  un  onere
  finanziario di circa 1.600-1.700 euro annui.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 28.27.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 28.27. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 28.28, a firma del Governo,  che  è  in
  distribuzione. Assessore Razza è soltanto un fatto procedurale, non
  comporta spese.

   RAZZA,  assessore  per  la  Salute.  È  solo  per  le  prestazioni
  sanitarie del volontariato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  della
  Regione, la domanda mi sorge spontanea: se il volontariato e io non
  ho  nulla  in contrario che possa essere fatto gratuitamente  dalle
  Asp  ma  mi  chiedo  perché non si fa gratuitamente  anche  per  il
  personale che viene avviato dalla Regione che sono i forestali e  i
  lavoratori  dell'antincendio? Cioè, scusate,  è  un  risparmio  per
  l'amministrazione  regionale  tra  l'altro,  in  realtà  compensato
  perché  è il fondo sanitario regionale però noi mandiamo ogni  anno
  22 mila persone a fare l'idoneità e il bilancio della Regione degli
  oneri  per  la  visita  medica,  se  è  gratuito  per  i  volontari
  estendiamolo ai lavoratori avviati dal servizio forestale anche per
  l'attività dell'antincendio perché la graduatoria è unica.  Non  so
  se sono stato chiaro

   TURANO,  assessore alle Attività produttive. Significa che  in  un
  mese devono fare 22 mila visite

   CRACOLICI.  No, in ogni caso le devono fare sempre,  solo  che  li
  fanno  oggi  a  pagamento,  ma li paga la  Regione.  Si  fanno  per
  provincia  e  li  paga  la Regione; se sono gratuiti,  mi  parrebbe
  singolare  che  per  i volontari è gratuito e  i  dipendenti  della
  Regione lo pagano  Lo pagano non i lavoratori, la Regione.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Cracolici ha  fatto  un'obiezione  e  il
  Governo è disponibile a riscrivere l'emendamento o scrive un  altro
  subemendamento?   Sistemiamo  questo,  meglio  riscrivere   questo,
  assessore Razzo.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo
  della  Regione,  io desidero ringraziare l'assessore  Razza  perché
  questo emendamento l'abbiamo discusso e c'è stata la possibilità di
  reinserirlo grazie alla condivisione del Governo e non è altro  che
  un  segnale alle Associazioni di volontariato che svolgono funzioni
  di  protezione civile che vengono utilizzate ormai continuamente da
  parte delle pubbliche amministrazioni, ogni anno devono fare queste
  visite  mediche per quella che è l'idoneità e per quelle  che  sono
  anche poi i profili di sicurezza.
   Era  paradossale che queste organizzazione che vivono  di  piccoli
  contributi  ma  fondamentalmente ormai sono portate  ad  essere  da
  supporto   costante  e  corrente  alle  pubbliche   amministrazioni
  dovessero   pagare  una  prestazione  per  continuare  a   svolgere
  gratuitamente un lavoro in funzione ed in relazione  a  quelli  che
  sono  ormai  servizi  non solo emergenziali, ma  soprattutto  anche
  attività correnti.
   In  quest'ottica  avevo  anche presentato, signor  Presidente,  un
  altro   emendamento  che  era  stato  collegato  a   quell'articolo
  sull'esenzione del bollo.
   Se  c'è  la  possibilità,  per quanto  riguarda  questo  ulteriore
  principio che non era altro che l'esenzione del bollo soltanto  per
  quanto  riguarda  le autovetture di proprietà della  Regione,  sono
  consegnate  in  comodato gratuito alle associazioni  di  protezione
  civile per svolgere sempre le medesime funzioni.
   Avevamo  anche trovato la copertura finanziaria già in Commissione
   Bilancio , calcolata dall'Assessore Armao - che ha anche dato  già
  il  suo parere positivo - in 50 mila euro ed è rimasta la copertura
  finanziaria.
   Se  è  possibile  ed  il Governo è d'accordo, se  c'è  l'occasione
  quantomeno  di  esentare  solo questo  pagamento  del  bollo  delle
  autovetture  che  hanno in consegna le associazione  di  protezione
  civile, sarebbe un altro segnale piccolo ma darebbe anche da questo
  punto  di  vista  solo un elemento di giustizia  nei  confronti  di
  organizzazioni che lavorano per la Regione, per i Comuni e  per  le
  quali  per poter continuare a svolgere questo lavoro, fargli pagare
  il  bollo  dico  sono  mezzi solo con quella finalità,  quindi  non
  possono avere altri tipi di finalità.
   Chiedo  a lei, se ce lo consente, di poter trovare un momento  per
  poterlo  ripresentare,  magari  ora  lo  sistemiamo  in  un   altro
  articolo, se il Governo è d'accordo e il Presidente è d'accordo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  mentre  lei  parlava  mi   sono
  immediatamente consultato per capire se era possibile. Non può fare
  riferimento  a  quello  che  è stato stralciato,  per  cui  non  lo
  possiamo recuperare.
   Se  viene  inserito  in una norma nuova ne  siamo  tutti  più  che
  felici, ma non si può recuperare quella perché ormai stralciata.

   DE  LUCA  CATENO. Allora, mi occuperò in un contesto di una  norma
  nuova per poterlo inserire.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.28.
   In  attesa della riscrittura da parte del Governo dell'emendamento
  28.28, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.28, è ripresa alle ore 16.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Allora,  se  chiamate  i  colleghi,  visto   che   la
  riscrittura, di fatto, è saltata, continuiamo a votare.
   Onorevole Razza vuole spiegare il motivo della non riscrittura?

   RAZZA,    assessore    per   la   salute.    Signor    Presidente,
  l'approfondimento  è certamente meritevole di attenzione  da  parte
  del  Governo,  quindi, proporremo alla Conferenza Stato-Regioni  di
  poter  introdurre  il  tema  per come rappresentato  dall'onorevole
  Cracolici  in  maniera  tale  che,  ove  si  dovesse  arrivare   in
  approvazione  della  norma  proposta oggi  dal  Governo,  si  potrà
  recepire  la  parte dei forestali nel decreto del Presidente  della
  Regione.
   In  questo  caso,  l'emendamento proposto  è  un'approvazione,  un
  accoglimento di una delibera già approvata dalla Conferenza  Stato-
  Regioni  ed  autonomie locali. E, in quanto tale, è  una  norma  di
  valenza  tecnica. Introdurre ulteriori norme a carico del  Servizio
  sanitario  regionale  e, quindi, del Fondo  cofinanziato  senza  un
  passaggio   dalla  Conferenza  Stato-Regioni  o  dalla   Conferenza
  unificata potrebbe portare la norma ad essere impugnata e,  quindi,
  consiglia   un   intervento  nel  senso  suggerito   dall'onorevole
  Cracolici  da  parte della Regione in Conferenza  Stato-Regioni  in
  maniera tale da poter arrivare a quell'obiettivo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 28.28, a  firma  del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30, in precedenza accantonato.
   Si  passa all'emendamento 30.6, a firma degli onorevoli Cancelleri
  e altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 30.12, a firma degli onorevoli Cancelleri
  e altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 30.14, a firma degli onorevoli Cancelleri
  e altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 30.15, a firma degli onorevoli Cancelleri
  e altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 30.16, a firma degli onorevoli Cancelleri
  e altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 30.10, a firma degli onorevoli Cancelleri
  e altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 30.11, a firma degli onorevoli Cancelleri
  e altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che il Governo ha presentato una riscrittura dei commi  5
  e 6, l'emendamento 30.29, che è in distribuzione.

   CRACOLICI. Qualcuno ce la spiega?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  non  intervenga   dal   banco.
  Aspettiamo  che il Governo spieghi il perché di questa  riscrittura
  e,  poi  potrà  intervenire.  Assessore  Grasso  il  Governo  vuole
  spiegare il motivo di questa riscrittura?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa  norma  è   sulla
  stabilizzazione dei precari delle autonomie locali.  E'  una  norma
  che  tutti,  credo,  ormai conoscete, perché è stata  condivisa  in
  tutte  le  Commissioni. Nasce da un confronto con  tutte  le  forze
  politiche e sindacali e da un confronto anche con il Ministero.
   Non  recepiamo assolutamente un termine errato. Le stabilizzazioni
  vengono regolate con norma dello Stato e si attua anche in Sicilia,
  come in tutte le altre regioni d'Italia, il decreto legislativo  n.
  175.
   Che  cosa abbiamo fatto? Abbiamo semplicemente armonizzato  questa
  norma  con la legge n. 27/2016 che, come sappiamo tutti quelli  che
  facevamo parte della scorsa legislatura,  aveva creato il Fondo del
  precariato,  quindi, aveva inserito le risorse  fino  al  2038,  ma
  poneva dei paletti che erano legati soprattutto al famoso comma  22
  che  prevedeva  la  priorità  per i comuni  di  attivare  prima  la
  mobilità dei dipendenti provinciali, in virtù di quell'accordo  che
  il  precedente Governo aveva stipulato con lo Stato sull'abolizione
  delle  province, ma sulla riduzione della spesa del personale delle
  province,  quindi, che tagliava del 15 per cento la spesa  relativa
  al personale delle province.
   Naturalmente  questa  norma da sola, in  ogni  caso,  non  avrebbe
  consentito la stabilizzazione, ma era già un primo passo perché  si
  armonizzava,  successivamente, anche in quella fase, con  la  legge
  Madia.
   Quindi,  noi che cosa prevediamo? Naturalmente non è stato facile,
  ma  è  stato concordato sia con gli affari regionali del Ministero,
  sia  con la funzione pubblica ed abbiamo spostato - siccome abbiamo
  fatto  una verifica, non ci sono eccedenze e, fra l'altro,  abbiamo
  visto che ci sono stati pensionamenti nelle province, ma non solo i
  dipendenti  sono insufficienti - il termine, cioè  diciamo  che  la
  priorità  sono  le  stabilizzazioni e, nelle more dell'esubero,  si
  procede  alle  stabilizzazioni e successivamente, eventualmente,  a
  una mobilità dei dipendenti delle province. Quindi, questo già è un
  primo  passo  che  consente  ai  comuni  di  porre  in  essere   le
  stabilizzazioni.
   Qualcuno   dice  avete  spostato  le  stabilizzazioni   al   2020.
  Assolutamente no. La legge Madia prevede che le stabilizzazioni  si
  attuino  nel  triennio 2018-2020. Per cui cosa  abbiamo  fatto,  in
  maniera corretta: abbiamo detto che le procedure di stabilizzazione
  si  devono avviare nel 2018. La storicizzazione delle risorse  è  a
  decorrere dal 1  gennaio 2019, quindi, tutti gli atti che i  comuni
  devono   mettere   in   atto,  il  fabbisogno   del   personale   e
  successivamente le dotazioni organiche perché la pianta organica  è
  stata   superata   dalle  dotazioni  organiche  e   devono   essere
  predisposte le risorse che già ci sono, quindi avviano le procedure
  ma  le  possono anche concludere entro il 2018 e se non ci arrivano
  entro il 2019.
   Lo   spostamento  al  2020  è  necessario,  dovuto  e  non  è  una
  discrezionalità  perché  è  proprio una corretta  applicazione  del
  decreto legislativo 75. Abbiamo previsto le sanzioni, voi troverete
  dei   termini   perché  avendo  prorogato   il   termine   per   le
  stabilizzazioni  come stabilisce la Madia è ovvio che  le  sanzioni
  per  chi  non applica le stabilizzazioni non possono decorrere  dal
  2019  come prevedeva la legge 27 - giusto onorevole Lantieri  -  ma
  dal 2021.
   Poi,  vi  sono  alcune  norme  di  finanza  pubblica  che  abbiamo
  concordato  con il Ministero ed è la riscrittura del comma  5,  per
  garantire la finanza pubblica ed evitare duplicazioni.
   Poi,   vi   è  una  riscrittura  del  comma  6  per  semplificare.
  L'Assemblea  emana leggi e, poi, le applicano gli enti locali.  Per
  cui  noi  cosa diciamo al comma 6: che fermo restando le  norme  di
  contenimento della spesa perché tutti sappiamo che i comuni possono
  stabilizzare  se  rispettano  i vincoli  di  finanza  pubblica,  ma
  limitatamente alle risorse aggiuntive, quindi, con le  risorse  che
  la  Regione  trasferisce agli enti locali possono  stabilizzare  ai
  sensi del comma 1 o del comma 2 dell'articolo 20 e sono autorizzati
  ad  avviare  le  procedure di stabilizzazione per  i  soggetti  che
  prestano servizio presso lo stesso ente.
   Questo per evitare che si allarghi la platea a tutta la Sicilia e,
  invece,  le  risorse  sono  destinate a quell'ente  e,  quindi,  le
  procedure di stabilizzazione sono riservate ai precari che prestano
  servizio presso l'ente che fa le procedure mediante le disposizioni
  di cui al comma 2 dell'articolo 20 del medesimo decreto legislativo
  interamente riservati agli stessi.
   Quelli interamente riservati agli stessi, è chiaro, che non c'è il
  50  per  cento  da  riservare all'esterno perché  le  risorse  sono
  risorse   aggiuntive   che  eroga  la  Regione;   per   cui   sulla
  storicizzazione e sulle risorse che eroga la Regione vi sono  delle
  procedure   di  stabilizzazione  che  i  comuni  attuano   e   sono
  esclusivamente riservate ai precari.
   I  comuni possono eventualmente utilizzare il 50 per cento solo se
  hanno  delle somme proprie per cui con le loro risorse possono,  se
  devono  stabilizzare 100 precari, devono utilizzare tutte le  somme
  della  Regione,  riservarle esclusivamente per i  precari.  Se  poi
  hanno  100  mila  euro o la somma necessaria possono  eventualmente
  riservare il 50 per cento all'esterno.
   Io  credo  che questo, devo ringraziare, e poi così non parlo  più
  perché  tutti conoscete la norma, che il presidente Musumeci  nelle
  dichiarazioni  programmatiche ha detto che la  priorità  di  questo
  Governo era la stabilizzazione dei precari, degli enti locali e dei
  precari regionali.
   Vi  è  l'articolo  10  che  prevede anche la  stabilizzazione  del
  personale regionale e sono 600 persone che verranno stabilizzate.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.   Signor  presidente,  onorevole  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vorrei  ringraziare l'assessore Grasso  che  ha  portato
  avanti  la  riforma  che  è  stata fatta  dal  Governo  precedente,
  personalmente  da  me,  perché come tutti  voi  sapete  ne  avevamo
  parlato con tutti i colleghi la maggior parte presente nella scorsa
  legislatura,  senza  questa riforma non si poteva  stabilizzare  il
  personale precario dei comuni e della Regione siciliana.
   Ringrazio l'onorevole Grasso doppiamente perché ha armonizzato  la
  legge  come  se  fosse stato previsto a livello  nazionale  che  si
  dovesse  armonizzare  con la legge Madia e  si  dovessero  cambiare
  piccole cose.
   Sono  contenta  che abbia risolto il problema dei precari  dell'ex
  province, perché come voi sapete avevamo messo una riserva  per  il
  15  per cento di mobilità in quanto era stata la Corte dei conti ad
  imporci di mettere la mobilità presso le province per il fatto  che
  c'era in atto una riforma.
   Sapete  benissimo che ho votato per mantenere le  province  perché
  convinta  che  l'ente intermedio debba rimanere, anzi debba  essere
  rafforzato mettendoci le somme perché tutto è un fatto economico.
   Possiamo dire, oggi, che almeno c'è un passaggio corretto  tra  il
  Governo  precedente e il nuovo Governo perché quando  si  parla  di
  problematiche  che  riguardano  i  precari  siciliani,  i   precari
  storici,  per la prima volta è stata fatta una legge, per la  prima
  volta è stato creato un fondo.
   In  questa legge c'è una continuità con l'Assessore e speriamo che
  entro  il  2020  si possa risolvere il problema del  precariato  in
  Sicilia.
   Vorrei  dire  all'assessore Grasso che essendoci  una  legge,  una
  delle poche non impugnate dal Consiglio dei Ministri, alcuni comuni
  hanno  iniziato  le  stabilizzazioni, quindi, bisogna  attenzionare
  questo percorso che alcuni comuni hanno fatto.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, soltanto alcune brevi  osservazioni
  di carattere politico.
   Il  mio vuole essere un plauso per il grande lavoro effettuato dal
  Governo  sul  tema delicatissimo, importantissimo e  prioritario  -
  come definito dal signor Presidente della Regione - dei precari.
   Abbiamo dato un buon contributo tutti - devo dire il vero -  senza
  guardare steccati ideologici e politici, signor Assessore.
   Questa riscrittura del comma 6 è un fatto molto importante  da  un
  punto di visto normativo, se posso aggiungere, anche da un punto di
  vista  sociale viste le grandi aspettative che il popolo  siciliano
  aveva nei nostri confronti.
   In maniera convinta, alla luce della riscrittura del comma 5 e del
  comma  6  che risolvono tantissimi problemi dei precari  siciliani,
  signor Presidente, certo non di tutti, ci saranno altre categorie e
  per  queste altre categorie possiamo rassicurare tutti e  tutte  le
  categorie  sociali che, il Governo - e lo sto vedendo e verificando
  -  già  sta  provvedendo  e quanto prima  vedrà  la  nascita  anche
  un'altra  legge  che riguarderà, perché questo stiamo  studiando  e
  provvedendo come Gruppo parlamentare, altre categorie di precari.
   Un  problema  è stato risolto con la votazione, da qui  a  qualche
  minuto, di questo articolo 30.
   E'  un  problema  molto sentito, assolutamente  prioritario  -  lo
  ribadisco - quindi complimenti all'Assessore, al Governo tutto ed a
  tutte  le  componenti che hanno contribuito a  risolvere  un  primo
  problema, e aggiungerei assessore Grasso, un grosso problema.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  colleghi,  stiamo  parlando  di un aspetto  importante,  più  volte
  dibattuto sia in Aula che nella nostra Isola, cioè di una parte dei
  precari perché ne rimane un'altra parte fuori costituita dagli  Asu
  e ci auguriamo - dando tutta la nostra disponibilità e supporto nei
  confronti  del Governo nell'affrontare tale questione  -  si  possa
  trovare una soluzione per i lavoratori dell'Asu.
   Mi permetta, Presidente della Regione, di rilevare che questo è un
  percorso che parte da un intervento fatto con la legge  Madia', una
  legge nazionale che si è fatta con il Governo Renzi.
   Questo Renzi non è stato così disastroso, quel Governo non è stato
  così    disastroso.   Questi   precari   erano   precari   storici,
  storicizzati,  così  come, permettetemi,  nel  ringraziare  per  il
  lavoro  che sta svolgendo, l'assessore Razza nel portare avanti  le
  stabilizzazioni, non posso non ringraziare il mio collega di banco,
  l'ex assessore Gucciardi, che avviò tutte queste procedure. Che ben
  venga la continuità amministrativa quando produce fatti concreti  e
  fatti positivi.
   Grazie,  quindi, a chi c'è stato, grazie a chi ha fatto  la  norma
  nazionale,  grazie  a  chi ha lavorato nella scorsa  legislatura  e
  grazie a chi sta portando avanti questo percorso.
   Mi  permetto,  quindi, signor Presidente, due cose sole,  non  c'è
  Razza  però  lei  è sufficientemente titolato per  assumere  questi
  impegni, in una parola grande: attenzione per prima agli Asu,  così
  come  ho detto, poi ad un altro problema più specifico della nostra
  provincia.  Io  ho  avuto modo di parlarne più volte  all'assessore
  Razza, riguarda 125 famiglie di precari storici che rischiano,  non
  tutti  tranne  una decina, 15, forse 20, di rimanere fuori  perché,
  allora,  non idonei ad un concorso. Quindi, c'è il rischio concreto
  che  andiamo a stabilizzare tutti, si andranno a stabilizzare tutti
  con quella tipologia e questa parte e queste famiglie che hanno gli
  stessi diritti perché precari storicizzati, rimangono fuori.
   Quindi,  signor  Presidente, le chiedo davvero  di  attenzionarla.
  L'Assessore  lo ha già fatto, lo sta facendo, presenterò  anche  un
  ordine  del  giorno su questo ed inviterò anche  i  colleghi  della
  provincia  di  Ragusa a firmarlo ma so che non ci saranno  problemi
  perché  su  queste  cose  ci  siamo trovati  e  ci  troviamo  tutti
  d'accordo,  ma  vorremmo  davvero  avviare  questa  prima  fase  di
  stabilizzazione che possa vedere tutti andare avanti, anche  perché
  in altre province non è successa questa atipicità. Ma Nello di cosa
  ci  vieni  a  parlare? Un problema ragusano? Stiamo parlando  della
  Sicilia.
   No,  purtroppo, mi tocca parlare anche del problema del  ragusano,
  purtroppo  c'è  stata una diversità, non dico di intervento  ma  di
  risoluzione.  Quindi, signor Presidente, la prego di  farsi  carico
  personalmente di questa vicenda. Presenteremo un ordine del  giorno
  perché  voglio condividere con il Parlamento questa problematica  e
  sono sicuro che insieme si potrà trovare una soluzione.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione, Assessori, indubbiamente, oggi, siamo davanti ad un  fatto
  storico.  Il fatto che per tanti anni i nostri precari trovano  una
  soluzione  ideale, grazie anche a questo Governo che ha trovato  il
  coraggio  di mantenere le promesse fatte che, devo dirvi, fa  parte
  della  coerenza,  ma  fa parte dello stile. Le  cose  quando  vanno
  dette,  poi,  vanno  mantenute perché  altrimenti  la  gente  perde
  fiducia nei nostri confronti.
   Fatto   storico.   Quindi,   ringraziamo   l'assessore   Ippolito,
  l'assessore Grasso, l'Amministrazione regionale tutta.
   Tuttavia,  Presidente, in provincia di Ragusa, nel 2013,  è  stata
  interpretata, ascolti è una discrasia che accade solo nella  nostra
  provincia,  non  so se è il fatto che si sia stati  troppo  attenti
  all'attività  legislativa o un fatto di interpretazione  perché  se
  nelle  altre  province le prove attitudinali non sono state  fatte,
  non  si  capisce  perché in provincia di Ragusa,  nel  2013,  hanno
  chiamato  alcuni contrattisti per fare delle prove che  in  Sicilia
  non  sono  state  fatte  da parte di nessuno  e  in  nessuna  altra
  provincia.
   Quindi,  a questo punto rispetto ad un percorso generale, rispetto
  all'attenzione avuta per il precariato siciliano, c'è un fatto e si
  accende  una lampadina rossa in questa piccola provincia perché  ci
  sono delle famiglie che attendono anch'esse di essere inserite  nel
  mondo del lavoro.
   Assessore Grasso, le pongo un quesito che è questo: i contrattisti
  sono  a),  b), c) e d), diverse categorie. A) e b) vanno avanti  in
  modo  naturale, c) e d) devono fare le prove selettive, se  capisco
  bene,  perché per riagganciarsi alla legge Madia. Coloro che  hanno
  già  fatto le prove selettive, potranno trovare ristoro all'interno
  di quanto previsto dalla nostra norma? Risposta.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.   Signor  Assessore,  una  precisazione,  fermo  restando
  l'ottimo  lavoro relativo alla stabilizzazione dei  precari  ed  il
  prolungamento dalla data di scadenza.
     La  precisazione riguardava la richiesta se il  personale  delle
  categorie  c) e  d) venisse ricompreso in maniera automatica,  così
  come previsto dal decreto Madia, all'interno dell'applicazione  del
  comma  1,  quindi,  con un automatismo di inquadramento  in  ruolo,
  piuttosto  che nel comma 2 che prevede invece il 50 per  cento  con
  modalità concorsuali, quindi, nessuna differenza deve essere  fatta
  tra  le  quattro  categorie a), b), c) e d), e l'applicazione  così
  come è prevista dalla legge Madia del comma 1 in maniera diretta.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, era semplicemente per  evitare  di
  dover  alzare  la  voce, comunicandole che tutti  i  soppressivi  a
  questo articolo, di cui sono il primo firmatario, sono chiaramente,
  tutti ritirati.
     Vorrei, però dire solo una cosa rispetto a questo tema. Questo è
  il  mio  sesto anno di  Finanziaria' qui dentro, ne ho fatto cinque
  con  il governo Crocetta, questo è il primo che affrontiamo con  il
  governo   Musumeci   e,  ogni  anno,  c'è  stata   una   norma   di
  stabilizzazione dei precari.
   Ecco, siccome ho sentito qualche collega di maggioranza che  si  è
  abbandonato  finalmente a, non lo so come dire, ce l'abbiamo  fatta
  finalmente,  tiro  in ballo di nuovo il calcio visto  che  ieri  ha
  tenuto  per  qualche  minuto  il  pallino  dell'Assemblea  e   cito
  Trapattoni:  non dire gatto se non ce l'hai nel sacco  diceva.
   E,  allora, dico prima stabilizziamoli e poi saliamo qui  sopra  a
  dire  al  mondo intero che abbiamo risolto il problema di  qualcuno
  perché  fino  a quando non l'abbiamo fatto, purtroppo,  siccome  di
  queste norme di stabilizzazione ne ho lette talmente tante e,  poi,
  però  l'anno  dopo ce n'era un'altra che interveniva  per  cambiare
  quella  precedente  perché  con quella  avevamo  creato  un  danno,
  vediamo se stavolta risolviamo per davvero il problema o non stiamo
  creando  un  danno che l'anno prossimo dovremo  di nuovo  andare  a
  risolvere.
   Quindi,  cautela e non abbandoniamoci a facili entusiasmi  perché,
  poi,  chiaramente  chi  sta governando questa Regione,  alimentando
  delle  aspettative, delude doppiamente chi invece si aspettava  che
  il problema fosse risolto.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 30.29, a firma del  Governo.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 30.6, a firma degli onorevoli Tancredi  ed  altri  è
  precluso.  Gli  emendamenti 30.20, 30.21 e 30.22,   a  firma  degli
  onorevoli  Cancelleri  ed  altri  sono  ritirati,  come  dichiarato
  dall'onorevole Cancelleri.
   Gli  emendamenti 30.24, 30.23 e 30.17 sono ritirati dai rispettivi
  firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 30.2, del Governo.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Lo  Curto  il
  subemendamento 30.2.1.

   LUPO. Chiedo di parlare sul prosieguo dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ancor  prima  di
  leggere  il  merito  di alcuni subemendamenti,  che  vedo  sono  in
  distribuzione,  vorrei  dire  che  l'argomento  di  cui  oggi   qui
  trattiamo  -  la  stabilizzazione  dei  lavoratori  precari   delle
  Autonomie  locali  -  è un argomento che è stato  approfondito  per
  settimane,  e  già  nella scorsa legislatura tema affrontato,  come
  dicevano  bene i colleghi Lantieri e anche Barbagallo e l'onorevole
  Dipasquale  citando,  anche, il lavoro fatto dall'allora  assessore
  Baldo Gucciardi.
   Ora,  credo  che presentare ulteriori emendamenti ad  una  materia
  così   delicata  possa  essere  quanto  meno  rischioso.  Per  cui,
  suggerirei  gli  emendamenti di guardarli prima con attenzione.  Mi
  rivolgo al Governo, al Presidente della Regione all'assessore  alle
  Autonomie  locali che, peraltro, sul tema ha avuto  anche  il  buon
  senso di confrontarsi assiduamente con le organizzazioni sindacali.
  Sentire  anche il parere della I Commissione, che ha  lavorato  con
  grande  impegno, lo ha fatto anche l'onorevole Cracolici insieme  a
  me  che ne facciamo parte, evitiamo che anche un rigo scritto  male
  possa   pregiudicare  un  articolo  di  legge  che  è  estremamente
  importante,  evitando  che  si  possa  andare  incontro  a   rischi
  sicuramente  non  accettabili  per  l'attuazione  della   normativa
  stessa.
   Quindi,  suggerirei  di  soprassedere un  momentino,  se  ci  sono
  subemendamenti  dare  tempo agli uffici di verificarli  insieme  al
  Governo,  alla  I  Commissione  e, per  gli  aspetti  di  copertura
  finanziaria, alla Commissione Bilancio dopo di che procediamo.  Non
  vorrei che, nella confusione, rischiamo di fare danno.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  io  invito   i
  colleghi  che hanno presentato subemendamenti al 30.2, di ritirarli
  e votare direttamente il 30.2 che è essenziale. Io, anzi, ringrazio
  il  Governo, e nella fattispecie l'assessore agli Enti locali,  per
  averlo  presentato perché permette di procedere, per i  comuni  che
  sono  in dissesto, una procedura che è già iniziata e senza  questo
  emendamento determiniamo una catastrofe. Quindi chiedo, nuovamente,
  ai colleghi di ritirare i subemendamenti al 30.2 e di procedere.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo  perché  i
  colleghi   mi  chiedevano  un  chiarimento.  Per  quanto   riguarda
  l'applicazione  del  comma  1 e comma 2.  Tutte  le  categorie  dei
  precari  storici degli enti locali rientrano a, b, c e  d  sia  nel
  comma 1 che nel comma 2. Cambia semplicemente la procedura, tanto è
  vero che il comma 6 stabilisce che le amministrazioni comunali, che
  i comuni, procedano alla stabilizzazione dei lavoratori titolari di
  un  rapporto di lavoro a tempo determinato, ai sensi del comma 1 ed
  ai  sensi del comma 2. Rientrano, quindi, tutti, poi non sta a  noi
  sapere  quali rientrano nel comma 1 e quali rientrano nel comma  2,
  chi  ha  fatto  procedure,  chi non le  ha  fatte  e  che  tipo  di
  procedure.
   Chiarisco  un'altra questione. Per quanto riguarda gli LSU  e  gli
  ASU non sono competenza dell'assessorato autonomie locali.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   associo
  all'invito  dell'onorevole Arancio perché  la  materia  è  talmente
  tecnica  e  talmente incastrata con la normativa nazionale  assieme
  alla  normativa  regionale  che  qualunque  modifica  che  non  sia
  assolutamente ponderata potrebbe danneggiare migliaia  di  persone.
  Con   l'interlocuzione  avuta  con  l'assessore,   con   le   varie
  discussioni   intercorse  tra  i  nostri  tecnici  ed   i   tecnici
  dell'assessorato ed anche specialisti della materia, ci siamo  resi
  conti  che  basta cambiare un riferimento normativo per  modificare
  tutta  la ratio della norma. Quindi, chiedo ai colleghi di  evitare
  salti  nel  buio con emendamenti dell'ultimo momento che potrebbero
  danneggiare tutto l'impianto normativo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Curto, lei  ritira  il  subemendamento
  30.2.1?

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato il
  subemendamento  30.2.1,  che intendo ritirare  perché  ritengo  più
  utile  e  conducente fare un ragionamento complessivo sulla vicenda
  dei precari storici degli enti locali e degli ASU su cui, comunque,
  è  chiaro  che dobbiamo intervenire e dobbiamo intervenire  sapendo
  che  si  tratta  di famiglie e di persone che sono utilissime  alla
  pubblica  amministrazione  e certamente  hanno  diritti  che  vanno
  comunque salvaguardati e garantiti e dobbiamo traguardare per  loro
  l'obiettivo di farli transitare in un'area che non è più quella dei
  sussidiati  ma  piuttosto quella dei lavoratori socialmente  utili,
  per i quali è possibile.
   So  che  l'assessore per le politiche della famiglia, le politiche
  sociali,  l'assessore Ippolito ha già convocato un  tavolo  tecnico
  per  il  giorno 3 prossimo venturo e mi candido per fare  parte  di
  questo   tavolo  insieme  ai  colleghi  che  vorranno,  ovviamente,
  sostenere un'iniziativa di giustizia sociale, perché queste persone
  sono  persone che comunque hanno sempre lavorato, da oltre  20,  25
  anni che sono nella Pubblica Amministrazione e ritengo che noi  non
  possiamo ignorare quello che è il legittimo diritto delle stesse  a
  vedere  riconosciuto il loro ruolo secondo un principio,  peraltro,
  che  è  sacrosanto, un inquadramento, una legittimazione  giuridica
  perché  noi  queste  persone le utilizziamo e le utilizziamo  nelle
  Pubbliche Amministrazioni, le utilizziamo perché facciano un lavoro
  che  spesso  sostituisce per la carenza storica degli organici  nei
  comuni   e   negli  enti  locali  la  possibilità   di   recuperare
  professionalità attraverso i concorsi.
   Quindi,  magari in questa fase lo ritiro per non creare  ulteriore
  confusione, ma certamente la materia merita una disciplina organica
  adeguata e coerente e mi auguro che sul piano dei diritti si  trovi
  la  risposta  adeguata anche attraverso le risorse  economiche  che
  all'interno della Regione dovranno individuarsi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 30.2 del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 30.18 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  30.3,   degli
  onorevoli De Domenico ed altri.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   DOMENICO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  spiegare  brevemente che si tratta di un emendamento  che  serve  a
  sanare  un'ingiustizia perché originariamente  la  legge  prevedeva
  2.800  milioni. Nel disegno di legge è 2.900 milioni. Invece, viene
  portato ad  assunti alla data di entrata in vigore dell'IRSAP .  Ha
  tutti i requisiti.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  30.19  e  30.26  sono  ritirati  dai  rispettivi
  firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 30.8, degli onorevoli Assenza ed altri.
   Comunico   che   è   stato   presentato  dall'onorevole   Assenza,
  l'emendamento 30.8.R, di riscrittura dell'emendamento 30.8.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  sull'emendamento  30.26, ero distratto ed avevo detto  erroneamente
  che  lo  ritiravo, le chiedo scusa ma non posso ritirarlo e  voglio
  spiegare di cosa si tratta.
   Anche  perché,  essendo stato in Commissione bilancio  il  fautore
  della  chiusura al 31 dicembre 2009 del comma 12, mi sono ritrovato
  con  alcuni lavoratori che mi hanno contattato che sono in servizio
  presso  il consorzio ASI, dicendomi che questa situazione li taglia
  fuori   perché   loro   già  erano  in  servizio   nella   pubblica
  amministrazione  ed hanno preso servizio all'interno  dei  consorzi
  ASI dopo il 31 dicembre 2009.
   Quindi,  mi  hanno posto un problema molto semplice. Se l'articolo
  rimane  in  questi termini e non si chiarisce che anche coloro  che
  erano  già all'interno della pubblica amministrazione sono  passati
  in  servizio  presso  i  consorzi ASI dopo  il  31  dicembre  2009,
  rimangono tagliati fuori dal comma 12.
   Quindi,  ho  dovuto predisporre quest'emendamento esattamente  per
  chiarire questo passaggio, perché si tratta di lavoratori  che  già
  appartenevano  al  bacino ex articolo 23 e, dunque,  ai  cosiddetti
  contrattisti,  e che sono soggetti già di ruolo presso  altri  enti
  della pubblica amministrazione regionale allargata.
   Quindi,  erano in servizio presso altri enti, facevano  già  parte
  del   bacino  ex  articolo  23,  sono  stati  immessi  in  servizio
  all'interno dei consorzi ASI dopo il 31 dicembre 2009.  Quindi,  se
  il  comma  12 rimane in questi termini, rimangono fuori  nonostante
  erano già all'interno del sistema.
   Mi   è   stato   posto  questo  problema,  ed  io  ho  predisposto
  l'emendamento per fare questo tipo di equiparazione. Lo  potete  un
  attimino  approfondire,  ma  non è  altro  che  esattamente  questa
  questione, né più nemmeno.
   Chiedo  al Governo di approfondirlo e magari di poterlo apprezzare
  in  modo  tale  che  non  ci  siano disparità  di  trattamento  tra
  lavoratori  che  in ogni caso già erano nel sistema della  pubblica
  amministrazione  regionale allargata e per una questione  temporale
  non vengono inseriti all'interno delle norme di stabilizzazione che
  stiamo facendo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  mi
  scuso  ma chiedo a tutti noi di avere contezza di quello che stiamo
  producendo anche perché siamo ad un punto un po' delicato visto che
  abbiamo già fatto una legge finanziaria in buona parte con le norme
  approvate  che  è  di difficile lettura anche a quelli  di  stomaco
  abbastanza duro.
   Noi   abbiamo  fatto  una  legge  che  prevede  nuove   assunzioni
  nell'ambito  della  macchina  regionale  come  abbiamo  visto   con
  speranza  che  possa  passare a Roma. Nello  stesso  tempo  abbiamo
  approvato  norme  che mandano in pensione ulteriormente  dipendenti
  regionali    anticipatamente.   Stiamo   immettendo    nei    ruoli
  dell'amministrazione o degli enti vigilati personale che  ha  avuto
  diciamo vicende anche giudiziarie, non personali, vicende legate  a
  sentenze.
   Spero  che il Governo abbia contezza di quello che stiamo  facendo
  anche  perché  se  non c'è qualcuno che nel Governo  garantisce  la
  compatibilità  delle norme che facciamo, non solo con  gli  aspetti
  finanziari, ma con la coerenza con le leggi vigenti dello Stato che
  si applicano anche in Sicilia, noi stiamo facendo uno spot a favore
  di  qualcuno  che magari ci applaudirà alla fine, ma  rischiamo  di
  fare  danni  incalcolabili nel momento in cui  le  norme  venissero
  impugnate.
   Ho l'impressione che se interveniamo anche per trasformare ciò che
  prima  era una proroga in una trasformazione a tempo indeterminato,
  qualora  poi  la  norma  venisse impugnata,  e  il  mio  qualora  è
  pleonastico, temo che non abbiamo neanche le norme che prorogano  i
  rapporti in essere.
   Non  so  se è chiaro quello sto dicendo. Cioè rischiamo, per  fare
  più  e  meglio, una condizione legislativa in cui ci  sarà  poi  il
  vuoto se dovessero andare male le cose.
   Allora,  io non sto intervenendo né su un emendamento,  né  su  un
  altro.  Mi  auguro che ci sia una oculata attenzione da  parte  del
  Governo  che  devo  dire con grande onestà finora  non  c'è  stata.
  Perché  abbiamo approvato norme che si contraddicono l'una  con  le
  altre.  Spero,  ripeto, che il Governo sia  attento  a  quello  che
  stiamo  facendo  perché  poi  la  responsabilità,  un  po'  è   del
  Parlamento,  ma  è  il Governo che dà pareri alle  norme  ed  è  il
  Governo che deve garantire la legittimità di quello che facciamo.

   PRESIDENTE.  Se non ci sono altri interventi passiamo  al  30.8.R.
  Vorrei essere certo che non ci siamo problemi.

   ASSENZA.   La  copertura  è  indicata  nella  stessa  riscrittura.
  Infatti,   mentre   il  testo  base  non  aveva  copertura,   nella
  riscrittura  la  copertura  c'è  e  potrà  essere  confermato   dal
  Presidente, dalla Commissione bilancio, dagli assessori

   PRESIDENTE.  E  questo con le risorse di cui  al  fondo  istituito
  dall'articolo 3?

   ASSENZA. Sì. Sono 120 mila.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  pongo  quindi   in   votazione
  l'emendamento 30.8.R.
   Il parere della commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE  LUCA. Signor Presidente, deve porre in votazione l'emendamento
  30.26

   PRESIDENTE.   Onorevole   De  Luca,  era   già   stato   ritirato.
  Onestamente, se una cosa è già ritirata è ritirata, però, se c'è la
  possibilità, lo pongo in votazione.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiediamo  un  subemendamento che aggiunga  senza  oneri  a  carico
  della Regione .

   PRESIDENTE. Senza bisogno di un subemendamento, se lei ritiene che
  aggiungendo  senza oneri  può essere approvato, cambiamo un  attimo
  l'emendamento  ed  andiamo  avanti  più  velocemente.  Se  lo   può
  riscrivere e lo comunica, onorevole De Luca.
   L'emendamento, dunque, 30.26 deve essere considerato  senza  oneri
  aggiuntivi .

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento recita  dipendenti  di
  ruolo di altri enti della Pubblica Amministrazione allargata. .  Se
  sono di ruolo, di cosa stiamo parlando?

   DE  LUCA CATENO. Sulla data di quando hanno preso servizio  presso
  l'ASI.

   CRACOLICI.  Questa è la prima norma. Questa è stata affrontata  in
  Commissione  bilancio ed è stato uno dei pochi momenti  in  cui  io
  c'ero.  Stiamo  parlando  di quelli che erano  lavoratori  a  tempo
  determinato alla data del 31 dicembre 2009. La norma prevedeva  che
  i  lavoratori transitavano dalle ASI all'IRSAP, solo quelli a tempo
  indeterminato prima del 31 dicembre 2009.
   L'emendamento  che  è  stato affrontato  in  Commissione  bilancio
  prevedeva che anche quelli a tempo determinato a quella data,  cioè
  al 31 dicembre 2009, transitassero all'IRSAP.
   L'emendamento De Luca, ora, dice una cosa in più. Dice  che  anche
  altri dipendenti di ruolo  Allora, i dipendenti a tempo determinato
  non  sono  di ruolo, perché se fossero di ruolo sarebbero  a  tempo
  indeterminato, delle Pubbliche Amministrazioni allargate transitano
  all'IRSAP?
   Scusate,  io non ho capito più niente. Ma vi prego qualcuno  vuole
  avere la regia delle cose che stanno succedendo?
   Io non so se è l'obiettivo dell'onorevole De Luca o è scritto male
  il testo, ma stiamo dicendo che chiunque è di ruolo nelle Pubbliche
  Amministrazioni allargate arriva all'IRSAP? Ma se è di ruolo?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici è chiarissimo,  vediamo  se  era
  soltanto un mero errore di scrittura.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, era qui l'onorevole De Luca proprio  perché  lo
  stava  correggendo  prima che esprimessimo  il  parere  favorevole.
  Senza  oneri a carico della Regione" e si toglie anche "ai soggetti
  già  di ruolo presso altri enti", perché se sono di ruolo non hanno
  motivo di essere stabilizzati.

   PRESIDENTE.  Visto che le modifiche sono un po' troppe,  onorevole
  De   Luca,   se   presenta  un  subemendamento  o  una  riscrittura
  dell'emendamento noi intanto andiamo avanti sul resto.
   Si passa dell'emendamento 30.5, degli onorevoli Arancio ed altri.

   ARANCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli   colleghi,   aspettiamo  soltanto   il   subemendamento
  dell'onorevole De Luca Cateno.
   Onorevole  Savona, chiedo scusa, io vorrei essere  sicuro  che  in
  questi emendamenti ci sia una reale copertura. Perché, insomma, noi
  abbiamo  l'impressione che questa copertura non  c'è,  non  capiamo
  bene come possa essere, però voi dite che l'Assessore dice che loro
  non  lo  stanno coprendo, a me dispiace molto dovere fare la  parte
  del   betto contrariusu  come si dice, però il mio compito e quello
  degli Uffici è garantire che poi le leggi non vengano impugnate. Se
  non c'è la copertura vengono materialmente impugnate.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  siccome  abbiamo  del  tempo,  diamoci   prima
  un'occhiatina,  se non ci sono ulteriori oneri per quanto  riguarda
  questo, lo inseriamo in quello che stiamo facendo e lo mettiamo lì.

   PRESIDENTE. Mi pare meglio, perché metterlo in votazione mi veniva
  duro.
   Va bene, va bene. E allora andiamo avanti. Bisogna votare a questo
  punto l'articolo 30, così come emendato. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente io chiedo una breve pausa, vorrei sospendere  una
  decina di minuti per rivedere tutto quello che abbiamo fatto e fare
  una nuova riscrittura su quello che è rimasto in sospeso.
   Abbiamo  già  attivato  gli  Uffici, vediamo  a  che  punto  siamo
  arrivati, ma dieci minuti sono sufficienti per trovare un punto  di
  intesa.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  l'ambiente  e  il  territorio.   Signor
  Presidente,  una  premessa: si tratta di un altro argomento  perché
  credo  di aver compreso che il Presidente dell'Assemblea sospenderà
  dieci   minuti   accogliendo  la  proposta  del  Presidente   della
  Commissione  Bilancio'.
   Poc'anzi quando abbiamo approvato l'articolo 16, e abbiamo accluso
  anche  l'emendamento 16.21, gli Uffici ora mi chiedono di precisare
  se  era l'emendamento 16.21 I parte o l'emendamento 16.21 II parte,
  o l'intero emendamento 16.21.
   In  realtà  è l'emendamento 16.21, così come ben avevano  compreso
  gli Uffici, però è giusto che ne resti traccia. Vorrei precisare ai
  colleghi  che l'emendamento 16.21 II parte, che si intende  altresì
  approvato,  riguarda  quella parte di recepimento  nella  normativa
  regionale  del  decreto  Salva Italia  che dà la  possibilità  alle
  imprese di pagare gli oneri concessori non il 15 aprile come accade
  ormai  soltanto in Sicilia, ma il 15 settembre come accade in tutto
  il  resto  del  Paese,  norma che era stata esitata  favorevolmente
  all'unanimità  tanto  in  IV  Commissione  quanto  in   Commissione
  Bilancio.

   PRESIDENTE.  Bene,  io  ho già dato disposizione  agli  Uffici  di
  considerarla tutta un'unica cosa.
   Allora,  invece,  onorevole Savona, prima  di  dare  questi  dieci
  minuti  di  sospensione, visto e considerato che  sull'articolo  33
  avevamo   ieri  fatto  un  ragionamento  per  quanto  riguarda   la
  disabilità e in particolar modo quella relativa all'autismo e avevo
  fatto  riferimento a quanto questo Palazzo, nel senso istituzionale
  della  parola,  avesse  avuto attenzione nei  confronti  di  questo
  problema,  devo  dare  atto che tutti i  partiti,  tutti  i  Gruppi
  parlamentari  insieme,  e  insieme  ovviamente  al  Governo,   sono
  arrivati alla determinazione di presentare un emendamento che non è
  un  emendamento che stravolge, come dire, le condizioni di nessuno,
  ma che dà un segnale, a mio avviso, molto importante.
   Quindi  io,  prima di sospendere, avrei il piacere di chiedere  ai
  Capigruppo  o  a  chi per essi ed al Governo di  illustrare  questo
  emendamento   che  tutta  l'Assemblea,  nella  sua  totalità,   sta
  presentando e questo è il vero segnale che mi sembra importante nei
  confronti  del  problema dell'autismo, quindi  approvarlo  per  poi
  sospendere  i  lavori d'Aula per dieci minuti in modo che  facciamo
  questa  cosa  che  io considero veramente bella  e  importante  nei
  confronti di questo mondo.
   Do, quindi, la parola all'Assessore per la salute.

   RAZZA,   assessore  per  la  salute.  Grazie  Presidente,  signori
  deputati, assai correttamente abbiamo lavorato e nel lavoro d'Aula,
  sia con il Governo che con tutti i Gruppi parlamentari, è emersa la
  volontà di un emendamento aggiuntivo all'articolo 33, che introduce
  una prima finestra di opportunità.
   Era  un  impegno  che  era stato assunto  anche  nel  corso  della
  campagna elettorale da tutte le forze politiche, l'idea di iniziare
  a  potere  passare  verso la compiuta attuazione  dell'articolo  14
  della legge 328 del 2000, una norma che per diciotto anni non è mai
  stata  applicata; è un segnale che il Governo e, lo diranno  meglio
  di  me  i  Capigruppo che interverranno, l'intero  Parlamento  sono
  certo vorrà condividere.
   È  un segnale di attenzione verso un tema che anche in queste  ore
  sta  infiammando l'opinione pubblica, è la ulteriore  dimostrazione
  di come questo tema è affrontato da parte di tutti con attenzione e
  con rispetto.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  All'onorevole  Pasqua   devo   un
  particolare  ringraziamento per l'impegno che ha  avuto  in  questo
  caso.

   PASQUA.  Signor Presidente, Governo, colleghi, ringrazio  lei  per
  avere  sollecitato questo articolo, così come ringrazio il  Governo
  per  avere  recepito questa iniziativa del Parlamento, e  ringrazio
  davvero  i  miei  colleghi  per avere avuto  la  sensibilità  e  la
  correttezza nel sottoscrivere, tutti insieme, questo emendamento.
   Di  che  cosa  si  tratta? Forse sembra anche un momento  storico,
  perché  è  la prima volta che in Sicilia verrà iniziato un percorso
  che porterà avanti l'articolo 14 della legge 328 del 2000.
   Dal  2000  ad  ora  non  si è mai riusciti  ad  introdurre  questo
  articolo, a farlo partire, a dare il là affinché partisse.
   Cosa  è l'articolo 14? È rivolto ai soggetti disabili che a  causa
  di   minorazioni  fisiche,  psico-sensoriali  hanno  difficoltà  di
  apprendimento,  di  relazione  o  di  integrazione   lavorativa   e
  determinano, quindi, uno svantaggio sociale o di emarginazione.
   Con  l'approvazione di questo comma potranno essere attivati  quei
  procedimenti   che,   una   volta  per   tutte,   porteranno   alla
  predisposizione dei progetti individuali.
   In questi giorni è stato oggetto di polemica, di manifestazioni di
  piazza da parte delle associazioni di disabili, è stato trattato in
  quest'Aula,  ne  abbiamo  già parlato delle  somme,  per  noi  sono
  considerate  insufficienti,  per il Governo  no  ma  non  è  questo
  l'oggetto del contendere, ma con questa norma possiamo far partire,
  finalmente,  una  soluzione  che possa  dare  la  vera  alternativa
  all'assegno  di  cura  perché non tutti i  disabili  hanno  bisogno
  dell'assegno di cura, quanto hanno, piuttosto, bisogno di  progetti
  individuali di assistenza e di sostegno nelle proprie attività.
   Sappiamo  che  l'importo che abbiamo messo  a  disposizione  è  un
  importo ridotto, minimo, ma lo sappiamo e ne siamo coscienti tutti,
  tutta  l'Aula e il Governo stesso. Lo sappiamo, ma è  un  punto  di
  partenza, è un punto iniziale, che finalmente fa partire e  innesca
  il processo.
   Ovviamente,  questa procedura va in direzione di quanto  richiesto
  dalle associazioni dei disabili e dagli stessi disabili.
   Sono  certo  della bontà di questo intervento, e  sono  certo  che
  questo intervento sarà apprezzato da tutti i disabili e da tutte le
  associazioni. Credo che forse abbiamo fatto, oggi, un buon lavoro.
   Grazie, Presidente.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  Governo,  colleghi.  L'onorevole
  Pasqua  ha  illustrato  il senso di questo emendamento  che  sembra
  rivoluzionare  il mondo, ma dobbiamo ricordarci  che  è  una  norma
  disapplicata da diciotto anni e l'articolo 14 della legge  328  del
  2000  che introduce, già 18 anni fa, un concetto di disabilità  che
  davvero  alza l'asticella della civiltà di un contesto sociale  che
  non  può  non  tener conto di quelle che sono le vere esigenze  del
  cittadino con disabilità.
   Il  progetto  di  vita  personalizzato  oggi  rende  giustizia  di
  un'adempienza   che   un   po'  tutte  le   istituzioni   pubbliche
  rappresentative  hanno in questi anni realizzato,  cioè  quello  di
  tener   conto  della  personalità,  delle  caratteristiche,   delle
  disabilità  che  non  hanno  bisogno  del   patto  di  cura'  così,
  generalizzato, senza tener conto di ciò che invece è  la  necessità
  di  vita  di ognuno, cioè del disabile che per quel che ci riguarda
  sembra  aver  la necessità soltanto di interventi sanitari,  sembra
  aver la necessità di chi lo accudisce in qualche modo e invece,  il
   patto  di cura personalizzato', può restituire davvero alla nostra
  società  in senso compiuto un cittadino che, pur con la disabilità,
  attraverso  una  norma di questo tipo che mi auguro  negli  anni  a
  venire  possa  essere  appieno realizzata, restituiamo  appieno  un
  cittadino che può realizzare il suo diritto di cittadinanza con  la
  sensibilità che le istituzioni debbono in questa direzione avere.
   Per  cui io credo che sia un momento ed una giornata importante  e
  la  sottoscrizione  di questa norma, da parte  di  tutti  i  Gruppi
  politici,  e  la sensibilità che lei, Presidente, ha dimostrato  in
  questa occasione, credo rendano davvero giustizia di tanti e troppi
  anni di, come dire, essere sordi rispetto ad esigenze che invece la
  disabilità ha.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Gucciardi, e grazie anche a  lei  per
  la sensibilità che ha dimostrato.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Comunque anche se l'onorevole Aricò non
  parla lo ringrazio in ogni caso per la sensibilità che anche lui ha
  avuto.

   ASSENZA.  Sì,  signor  Presidente,  solo  perché  mi  pare  giusto
  rammentare  all'Aula che l'emendamento è sottoscritto  da  tutti  i
  Capigruppo  ed  evidentemente reca la volontà di tutti  i  deputati
  presenti. Ma è giusto dare merito al Governo perché la copertura  a
  questo  emendamento  l'ha  trovata il  Governo  e  l'emendamento  è
  sostanzialmente  un emendamento governativo che va  ad  aggiungersi
  alle   risorse   già  cospicue  ed  in  ogni  caso,  oserei   dire,
  moltiplicate  rispetto ai governi precedenti che si è  trovato  sul
  campo dei disabili.
   Quindi   onore  all'Aula,  onore  a  tutti  i  Gruppi,  ma  onore,
  permettetemi, innanzitutto al Governo.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Assenza, e  ad  onore  del  vero  al
  Governo che non se l'è fatto dire due volte di dare una mano.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Grazie  onorevole Presidente,  onorevoli  colleghi.  Noi
  abbiamo  sottoscritto  l'emendamento e devo anche  riconoscere  che
  l'onorevole Pasqua, che frequento in Commissione  Sanità' e già  ho
  avuto modo di sperimentare, di prendere atto della sensibilità  del
  collega,  ma anche dei colleghi che poco fa mi hanno preceduto,  ed
  ovviamente, di tutti i Gruppi parlamentari.
     Vale  la  pena  rimarcare, può sembrare scontato ma,  di  questi
  tempi,  leggendo  alcuni articoli di stampa,  scontato  non  è  più
  niente.
   Ed  è  la sede opportuna, è un chiarimento, seppur non necessario,
  io   sento   di   darlo  come  componente  di  questa  maggioranza.
  Sensibilità   certamente   da  parte   dei   Gruppi   parlamentari,
  dell'Assemblea tutta, ma del Governo, del Governo  che  si  è  reso
  disponibilissimo nella persona dell'assessore Razza, nella  persona
  del  Presidente, onorevole Nello Musumeci, che si sono, come  dire,
  resi  disponibili al dialogo, perché forse quello che è mancato  in
  passato  su questo tema è stato il dialogo ed il coinvolgimento  di
  tutti,  perché  questo  è  un lavoro che  ha  fatto  l'insieme,  il
  confronto, perché da soli non ci si poteva arrivare.
   Quindi  i  suggerimenti  che sono arrivati dalle  minoranze,  sono
  stati  indispensabili  a  definire  questo  percorso,  ma  il  dono
  dell'ascolto  e  della capacità di accogliere giusti  suggerimenti,
  questo  è da riconoscere al Governo, e poi permettetemelo lo facevo
  ogni  tanto  con  Ardizzone, comincio  con  Micciché,  e  anche  il
  Presidente  dell'Assemblea che ha rilanciato l'immagine  di  questa
  Assemblea,  dedicando  la  propria  immagine  destinandola,  non  è
  accendendo una luce blu, ma con il gesto, il valore, il significato
  dell'attenzione, dell'accento che abbiamo voluto porre come Palazzo
  che legifera ed abbiamo iniziato un percorso.
   Noi  oggi sappiamo che c'è una realtà, che è una realtà di persone
  altamente  in  difficoltà, che forse grazie a  questa  norma,  anzi
  quasi certamente, si avvicinano sempre di più a vivere una dignità,
  anzi pari dignità rispetto a coloro i quali sono più fortunati e si
  muovono  più  agevolmente, non solo sotto il profilo  economico  ma
  proprio del riconoscimento civile che le istituzioni  molto  spesso
  non davano -  l'onorevole Gucciardi citava l'articolo 14, una norma
  disapplicata - ecco che corre ai ripari il Governo, e che coinvolge
  il  Parlamento dicendo noi oggi mettiamo un nuovo accento, un nuovo
  impegno,  con  una nuova norma che rassicura con piena  convinzione
  senza alcuna maschera di ipocrisia, rassicura questa categoria  che
  per noi non è un problema, per noi è un'occasione per manifestare i
  valori in cui crediamo.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  desidero
  raccontare  al  Presidente della Regione siciliana e  all'assessore
  Razza  una  breve storia, sto parlando di un ragazzo che si  chiama
  Libero,  che è sulla sedia a rotelle, ha 19 anni, e che  per  oltre
  quindici   anni  la  famiglia  ha  lottato  a  Messina  per   avere
  semplicemente  l'abbattimento  delle  barriere  architettoniche  di
  quindici metri, quindici metri di suolo pubblico.
   Sono  passati quindici anni, è venuta anche Striscia  la  notizia,
  hanno  tenuto dei consigli comunali, quel ragazzo purtroppo  non  è
  libero di muoversi perché abita in una posizione particolare  della
  città,  si muove in casa con l'aiuto dei genitori, ha un cosiddetto
   trattorino', cioè una sedia a rotelle che lo aiuta per  l'esterno,
  ma  per  uscire  da  casa e fare quindici metri e  quindi  fare  il
  percorso  della  strada pubblica, ha ovviamente le  difficoltà  del
  caso, e di conseguenza purtroppo la sua libertà viene costantemente
  limitata.
   Questo  tema  perché lo sto ponendo, perché abbiamo affrontato  un
  pezzo del problema oggi con grande responsabilità, sia da parte del
  Governo, sia da parte del Presidente dell'Assemblea, e da parte  di
  tutti i colleghi, rimane un altro pezzo della storia, che purtroppo
  è  una  storia triste e riguarda esattamente il mancato adeguamento
  di   quello   che  è  la  cultura,  e  quindi  anche   l'intervento
  consequenziale dell'abbattimento delle barriere architettoniche.
   Pensi che noi siamo riusciti a rendere libero Libero attraverso un
  piccolo  intervento che costa a malapena seimila euro, ma  che  una
  città  come Messina in questi anni non ha avuto ne la bontà, ne  la
  sensibilità di intervenire per risolverlo.
   Allora  nel  ringraziare il Governo e il Presidente dell'Assemblea
  già  per  questo  forte  segnale che  è  stato  dato,  chiedo,  nel
  contempo,  che  il Governo oggi si faccia carico di  un  piano  più
  complessivo   e   che   riguarda  l'abbattimento   delle   barriere
  architettoniche attraverso dei piani che i Comuni debbono  fare  e,
  ovviamente, per i quali bisogna prevedere le opportune risorse.
   Credo  che,  anche  nell'ambito del Fondo del  Servizio  sanitario
  nazionale si possano trovare delle risorse in tal senso, perché  se
  non  risolviamo  quest'altra  parte del  problema,  tutti  i  piani
  personalizzati  di  cui noi abbiamo discusso,  vanno  bene  ma  non
  serviranno  per  una parte di questi fratelli a renderli  veramente
  liberi.
   L'invito  è  proprio questo che faccio al Governo,  al  Presidente
  dell'Assemblea  e anche all'Assessore per la salute.  Indirizziamo,
  in  termini definitivi, facciamo un piano straordinario,  cosa  che
  non  si  è  mai  fatta in Sicilia, attraverso una mappatura  che  i
  Comuni  devono  fare  obbligatoriamente  e,  quindi,  redigere   un
  progetto, Comune per Comune, in modo tale che, se ci sono, come  ci
  sono,  e questo già è semplice avere un dato perché i dati esistono
  già all'assessorato regionale alla salute, dell'esistenza di questi
  fratelli  che  sono  chiusi,  alcuni  murati  proprio  nelle   loro
  abitazioni  e  che  possono, quantomeno, conquistare  un  pezzo  di
  libertà  questo  censimento  di fatto c'è,  che  i  Comuni  abbiano
  invece,  oggi,  l'obbligo  di  redigere  un  piano  definitivo  per
  l'abbattimento delle barriere architettoniche, perché credo che  da
  parte  del  Governo ci possano essere le giuste risorse  per  poter
  risolvere anche questo pezzo del problema.
   In  quest'ottica,  e concludo, avevamo affrontato  in  Commissione
   Bilancio' - e spero, ovviamente, che ci sia la possibilità,  oggi,
  di  apprezzare  il  tema  all'interno del  Parlamento  siciliano  -
  c'eravamo  posti il tema del  Dopo di noi , con una  strategia  dei
  villaggi del  Dopo di noi  che è innovativa, rispetto a quella  che
  è  una  norma nazionale e regionale ma che non ha trovato, ad oggi,
  un  profilo  compiuto,  perché  non sono  state  realizzate  quelle
  strutture che danno, comunque, il senso di una vivibilità più ampia
  e  non,  invece,  di reclusione per chi già è nato, purtroppo,  con
  delle limitazioni che la natura gli ha, purtroppo, affibbiato.
   Quindi,  concludo rinnovando l'invito al Governo anche a  valutare
  questo pezzo della questione e, ovviamente, a rivalutare quella che
  è stata una proposta sui villaggi del  Dopo di noi .

   PRESIDENTE. Presidente Musumeci, se lei permette, la parola gliela
  do alla fine perché ci sono altri interventi.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi  anche  io  mi
  volevo  unire, diciamo, al coro di apprezzamenti, perché  io  penso
  che  questa  sia  una  norma  che qualifica  in  maniera  seria  un
  Parlamento, e anche il lavoro dei parlamentari e del Governo.
   Su queste tematiche, non c'è né maggioranza e né opposizione, e io
  vorrei  dire  che abbiamo, in Commissione  Sanità',  sull'argomento
  disabili  inaugurato una stagione di lavori in cui si è discusso  e
  condiviso   ogni   argomento,   tant'è   che   voglio   ringraziare
  pubblicamente il Presidente della Commissione  Sanità',  e  rendere
  merito del lavoro e tutti i componenti compreso l'onorevole Pasqua.
   Abbiamo  realizzato un lavoro in sinergia, come si deve fare  ogni
  qualvolta  si  trattano questi argomenti. I disabili,  vedete,  non
  hanno  bisogno  di  pietà,  hanno bisogno  di  considerazione.  Non
  vogliono   essere  considerati  un  problema,  ma  possono   essere
  considerati  una  risorsa.  Devono essere  valorizzati  e  tocca  a
  ciascuno di noi impegnarsi, ed avere anche, dico io, il buon  senso
  di evitare di speculare sui disabili.
   Onorevole  Presidente Musumeci, io veramente lo voglio  dire,  c'è
  stata  speculazione nei confronti della sua persona, e non è  stato
  un  bel  gesto perché, non è piaggeria la mia perché chi mi conosce
  sa, però sono i fatti che dimostrano quello che si è fatto.
   Allora,   questi  cinque  milioni  di  Euro  oggi,   non   saranno
  sufficienti per risolvere il problema e tutti lo sappiamo, ma tutti
  sappiamo che oggi abbiamo inaugurato una stagione importante.
   La  stagione importante della valorizzazione dei disabili.  Vedete
  io,  nella  mia precedente attività, ho fatto dei concorsi  in  cui
  abbiamo  assunto  disabili al cento per  cento  ma  che  svolgevano
  un'attività intellettuale al duecento per cento.
   Abbiamo  ridato  dignità e valore ai sacrifici di  quelle  persone
  perché  i disabili possono svolgere funzioni importanti, non devono
  fare  necessariamente i centralinisti o i portieri.  E'  sbagliato,
  perché  ci sono alcuni di loro che hanno studiato, che hanno  delle
  capacità  e  delle  cognizioni come tutti  gli  altri.  Sta  a  noi
  metterli nelle condizioni di potersi esprimere.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  poteva
  certamente  mancare  la mia firma su questo emendamento  non  fosse
  altro  perché intanto l'UDC, come partito, ha a cuore indubbiamente
  alcuni  valori legati alla famiglia, alla solidarietà,  alle  fasce
  deboli e naturalmente tra i deboli le persone con disabilità sono i
  debolissimi, i fragilissimi, ma al di là di questo è stato anche un
  momento di felice confronto e di felice dialogo tra tutte le  forze
  politiche.
   Mi  auguro  davvero che si possa inaugurare questa  stagione  dove
  esiste  un  solo  popolo, esistono i diritti di  questo  popolo  ed
  esistono  solo  i  siciliani al di là di questioni ideologiche  che
  credo non appartengano più all'epoca nella quale noi viviamo.
   Credo  che possa essere veramente felice questo momento nel quale,
  attraverso questo norma, si può costruire un percorso virtuoso,  di
  attenzione  a chi vanta dei diritti e questa norma sulla disabilità
  conferma quelle che ho detto all'inizio quando parlavamo di  questa
  finanziaria, da presidente del Gruppo parlamentare UDC, ovvero  che
  questa  è  una finanziaria nella quale c'è una filosofia di  fondo,
  un'idea,  un  valore  aggiunto  a  quelle  che  potrebbero   essere
  semplicemente  delle  norme  e il valore  aggiunto  è  l'attenzione
  proprio a chi soffre e tra coloro che soffrono, certamente, la  mia
  sensibilità  e  la mia attenzione non può che andare  proprio  alle
  persone disabili.
   Nella  mia  vita,  per oltre quarant'anni, ho diretto  scuole,  ho
  sviluppato  questa mia formazione umana e professionale a  contatto
  proprio  di tutti questi bambini, e sono tanti, che a vario  titolo
  presentano bisogni differenziati, bisogni speciali e diritti  anche
  diversi a cui noi dobbiamo dare risposta.
   Siamo  noi che ci dobbiamo adeguare a loro, non dobbiamo  chiedere
  il  processo  inverso perché l'integrazione è un  processo  che  va
  incontro  ai  loro diritti oltre che ai loro bisogni e a  legittime
  esigenze delle famiglie che fino a quando hanno bambini è un conto,
  quando poi questi figli diventano adulti hanno altre sofferenze che
  si aggiungono.
   Per questo anche l'idea di costruire questi  Villaggi del Dopo  di
  noi   è  un'idea  felice  che  trova una  norma  all'interno  della
  finanziaria che spero e davvero vorremo apprezzare tutti con questo
  spirito di solidarietà comune con la quale abbiamo condiviso queste
  norme in particolare.
   Voglio  lanciare una proposta all'assessore per le  infrastrutture
  con  il  quale  ci  siamo più volte confrontati  anche  durante  la
  discussione che prevedeva l'abolizione degli IACP.
   Assessore Falcone, mi riferisco a lei, un attimo cortesemente.  Mi
  riferisco  a  lei perché noi più volte abbiamo parlato dell'housing
  sociale  che è uno dei temi che era dentro questa finanziaria,  era
  housing sociale, diciamo, la norma che purtroppo poi non ha trovato
  l'approvazione del Parlamento per le giovani coppie, in  difficoltà
  economiche,   per  costruire  o  comunque  trovare  una   soluzione
  abitativa  adeguata,  ma  soprattutto quella  relativa  all'housing
  sociale  all'interno  degli IACP o quello che  lei  avrebbe  voluto
  chiamare ARCAS, norma stralciata.
   Bene, ricordo che da presidente, per un breve periodo, dello  IACP
  di Trapani mi sono occupata di una vicenda singolare. Nei comuni di
  Gibellina  e Santa Ninfa ci sono più case di quante ne servivano  a
  seguito  della ricostruzione. Allora, feci un progetto e tentai  di
  costruire  un percorso per fare una convenzione con le associazioni
  di famiglie disabili proprio in ragione del  dopo di noi .
   Noi  lo  dobbiamo riprendere questa tema, Presidente Musumeci,  so
  quanto  le  sta a cuore, ne sono certissima e sono certa anche  che
  questo  tema  è un tema che vale la pena di sostenere adeguatamente
  proprio  perché  siamo tutti nella condizione  di  dover  diventare
  disabili  nella vita, perché, purtroppo, questa è una  società  che
  invecchia e bambini se ne fanno sempre meno.
   L'attenzione  alle  fragilità sociali, alla  disabilità  e  questo
  articolo  lo  dimostra - io ringrazio il collega dei Cinque  Stelle
  che  me  ne ha proposto la firma - sta a dimostrare che sui  valori
  fondamentali  non  ci  possiamo dividere,  Presidente,  sui  valori
  dobbiamo costruire la buona politica.
   Io  credo che ci sia l'interesse, l'intenzione e l'attenzione  che
  sono rivolte alla politica da parte del mondo che sta fuori di  noi
  e noi a questo dobbiamo dare delle risposte.
   Oggi  abbiamo scritto una bella pagina, l'abbiamo scritta insieme,
  io  ne  sono  felice e sono convinta che da qui in  avanti  potremo
  trovare  altre  soluzioni  epr  costruire  solidarietà  e  solidità
  nell'azione del Governo.

   PRESIDENTE. Onorevole Savona se, per non perdere poi troppo tempo,
  avete  bisogno  di  una  sospensione per poter  lavorare  sul  maxi
  emendamento,  considerate  questa discussione  come  se  fosse  una
  sospensione,  tanto  stiamo  facendo un  dibattito  che  non  trova
  contrapposizioni tra i partiti.
   Se  voi  volete  cominciare a riunirvi per fare questo  lavoro  ne
  avete  facoltà,  altrimenti poi perdiamo troppo tempo.  Ovviamente,
  decidete voi, ma io credo che ci sia la possibilità di farlo.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oggi  sono
  contento  di  essere qui perché ritengo che si stia  scrivendo  una
  bellissima pagina della storia di questo Parlamento.
   Un  emendamento  di questo tipo, sottoscritto da  tutti  i  Gruppi
  parlamentari  ..

   PRESIDENTE.  Scusi onorevole Aricò se la interrompo.  Chiedo  alla
  Commissione   Bilancio  che questa riunione che deve  fare  non  la
  faccia  all'interno  dell'Aula  ma  fuori.  Stiamo  affrontando  un
  argomento condiviso da tutti.
   Se  potessimo fare interventi, magari, anche più veloci ma con  il
  silenzio da parte di tutti può darsi che facciamo prima.

   ARICO'.  Un argomento di questo tipo, condiviso da tutti i  Gruppi
  parlamentari, oggi fa sì che il Parlamento si distingua in una cosa
  importante per la Sicilia.
   Soprattutto  dopo  le  ultime  ore  dove  si  è  constatato   che,
  purtroppo, sono state strumentalizzate alcune frasi pronunciate dal
  capo  del Governo di questa Regione che non hanno trovato riscontro
  -  purtroppo  per chi le ha volute strumentalizzare - nei  conti  e
  nello stanziamento.
   Perché i numeri parlano chiaro.  Al di là di questi 5 milioni, che
  serviranno  un articolo di una legge scritta nel 2000,  quindi  ben
  diciotto  anni  dopo da quando è stata prodotta,  già  erano  stati
  stanziati 266 milioni.
   Allora,  i  numeri  e  l'attenzione  di  questo  Governo  per   la
  disabilità  parlano chiaro. Il Parlamento parla  chiaro  perché  il
  fatto  che ci siamo e siamo tutti attorno al Governo che ha trovato
  anche  lo  stanziamento  con un ulteriore sforzo  di  5  milioni  -
  conosciamo  lo sforzo del Presidente della Regione e dell'assessore
  per  la  sanità  per  trovare la copertura per altri  5  milioni  e
  conosciamo,  signor  Presidente,  anche  la  sua  volontà  di   far
  diventare il simbolo della giornata mondiale dell'autismo, che si è
  tenuta  il  2 aprile scorso, questo Palazzo, Palazzo Blu,  uno  dei
  pochi  palazzi scelti, a livello mondiale, per rappresentare questo
  grave problema.
   Riteniamo che siamo sulla buona strada, riteniamo che, forse,  non
  è  più  il  tempo  delle  strumentalizzazioni,  riteniamo  che  sia
  arrivato  il  momento  di  cogliere  questa  opportunità  di   buon
  andamento del Parlamento quando si tratta di problemi seri, non che
  gli  altri  che sono stati trattati, non lo erano, ma questo  forse
  serve per incominciare a capire che siamo sulla strada giusta.
   Quindi,  signor  Presidente,  sono felice  di  avere  sottoscritto
  questo  emendamento e tutto il Gruppo di  Diventerà  bellissima'  a
  sostegno dell'azione di governo e ritengo che si debba fare molto.
   Ho  sentito  prima gli onorevole De Luca e Lo Curto parlare  delle
  infrastrutture.    Ritengo    che   anche    l'Assessorato    delle
  infrastrutture forse successivamente potrà approvare  dei  progetti
  speciali  su  chi  ha  delle  gravi disabilità  e  quindi  non  può
  percorrere  le  vie  delle nostre città, oltre  che  l'integrazione
  prevista  dall'articolo 14 della 328 del 2000, avere la possibilità
  anche  i  nostri  concittadini siciliani di poter  avere  una  vita
  normale.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  credo
  che  oggi  si possa essere veramente soddisfatti per avere  scritto
  una  pagina di condivisione così importante all'interno  di  questo
  Parlamento.
   Nei  mesi scorsi ho avuto modo di interloquire con parecchi  amici
  che  fanno  parte  di associazioni di disabili e  mi  manifestavano
  questa  necessità di modulare gli interventi sulla base dei singoli
  casi.  Credo  che  questa norma, così condivisa,  vada  proprio  in
  questa  direzione.  Quindi credo che oggi  molti  di  questi  amici
  potranno  essere molto soddisfatti. Bisogna dare atto come qualcuno
  che  mi  ha  preceduto ha detto, del grande impegno del Governo  in
  questo senso.
   Però  c'è  qualcosa che non mi torna. Sono alla prima legislatura,
  probabilmente devo imparare molto, ma alcune cose mi sfuggono,  non
  riesco a capire come sia possibile che questo Parlamento, nell'arco
  di  poche  ore,  possa  dare oggi prova di grande  sensibilità,  di
  grande coesione, di grande maturità e due giorni fa, invece,  possa
  dare   all'esterno   prova  di  poca  maturità,   anzi   prova   di
  irresponsabilità. Perché è facile estrapolare da un discorso  delle
  parole  decontestualizzarle  e lanciare  all'esterno  un  messaggio
  fuorviato   e  fuorviante,  e  su  questi  temi  ritengo   che   la
  strumentalizzazione sia assolutamente fuori luogo  e  assolutamente
  sbagliata.  Non è la prima volta, purtroppo, in questi  pochi  mesi
  che mi trovo all'interno di queste mura, che questo accade.
   Quindi,  da  un  lato,  la felicità e la soddisfazione  per  avere
  partecipato  all'ottenimento di questo risultato e la speranza  che
  ci  possa essere maggiore senza di responsabilità soprattutto verso
  i cittadini e soprattutto verso determinate categorie di cittadini.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  come
  avevo  potuto modo di dire ieri, l'ottimo è il nemico del buono.  E
  oggi  con  una  norma che inizia un percorso evidentemente  abbiamo
  compreso  che forse iniziare qualcosa dal nulla è sempre  una  cosa
  importante.
   Ieri  ci  siamo  ritrovati  ad avere  non  tutti  le  idee  chiaro
  sull'articolo 33 della finanziaria proposta ed oggi,  così  come  è
  giusto,  ci  ritroviamo  ad  averla  letta  ed  avere  attenzionato
  problematiche che risultano essere assolutamente di primo livello.
   E'  chiaro  che questo Governo, così come tutto il Parlamento  sta
  dando ordine ad un sistema che fino ad oggi, Presidente, così  come
  tante cose che lei ha trovato ed è stato tra virgolette a rimettere
  in  riga,  si  trova a dovere mettere ordine in una materia  che  è
  complessa, non tanto dal punto di vista giuridico ovvero economico,
  ma  soprattutto da un punto di vista sociale, perché tocca le corde
  più intime della popolazione.
   Ed  in  questo  senso,  oggi, stiamo dando una  grande  prova,  il
  Governo  sta  dando grande prova, così come lo aveva  già  proposto
  d'altronde,  di  mettere ordine in una materia  come  quella  della
  disabilità che ci trova, oggi, tutti uniti. Ed io spero che  questo
  spirito  d'unione, che nasce da una proposta, poi, sottoscritta  da
  tutti  i capigruppo e, quindi, dall'intero Parlamento, sia di  buon
  auspicio  rispetto all'affrontare problematiche che, a  volte,  non
  hanno  questa sensibilità, ma in termini di programmazione  possono
  incidere realmente sulla nostra Regione,e, quindi, riuscire a  fare
  anche  quelle  riforme, oltre che sul campo  sociale,  negli  altri
  aspetti dell'amministrazione regionale e dell'amministrazione della
  nostra Regione che sono importanti.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della
  Regione,  colleghi, Assessori, prendo la parola, a  conclusione  di
  quello che è stato detto, per esprimere grande soddisfazione per il
  lavoro che è stato fatto.
   Credo che, per amore di verità, bisogna segnare le tappe di quello
  che è stato il lavoro fatto da questo Governo, dalla Commissione  e
  dai colleghi tutti.
   Ringrazio chi mi ha preceduto nel dare merito al lavoro svolto  in
  Commissione ed al lavoro svolto dal Presidente della Regione. Anche
  rispetto  a  quello che è nato ieri e, quindi, voglio  sottolineare
  che  quando  l'apprezzamento arriva da  un'area  politica  diversa,
  assume un coloro diverso.
   Lo  dico  perché  quello che è accaduto ieri  si  prestava  ad  un
  equivoco non meritato, non voluto ma costruito.
   In  questi 3, 4 mesi che abbiamo lavorato, la Commissione  Sanità
  ha  dedicato  l'80  per cento del lavoro al mondo della  disabilità
  tutta,  non  considerando e non lasciando  indietro  alcuno.  Dico,
  anche, la grande sensibilità mostrata dagli Assessori, dagli uffici
  regionali, da tutti i componenti della Commissione.
   Abbiamo voluto, in maniera trasversale, affrontare la questione in
  maniera radicale.
   Sfido  chiunque, e lo dico ai siciliani in primis  che  ci  stanno
  ascoltando, la difficoltà che si incontra quando, da un  numero  di
  2.000  si  passa ad un numero di 13.000 in evoluzione, addirittura,
  ci  sono  stati  momenti in Commissione in cui si è  detto  che  si
  potevano toccare cifre vicino alle 20.000 unità.
   Credo,  quindi, che il problema non sia, assolutamente, legato  ad
  un'espressione negativa nei confronti della disabilità,   in  senso
  stretto, quanto rispetto ai numeri ed alle risorse disponibili.
   Il  plauso  va  fatto al Governo perché è riuscito  a  trovare  le
  risorse. Quello che è stato, ora, l'emendamento votato e firmato da
  tutti,   si  aggiunge  e,  quindi,  questi  ultimi  5  milioni   si
  aggiungono,  lo ribadisco, l'hanno detto altri, ai 266 milioni  che
  si sono trovati.
   Dico,  anche,  che in Commissione  Sanità  abbiamo  affrontato  ed
  abbiamo  iniziato  con la disabilità,  utilizzando  e  cercando  di
  portare  e di legiferare: abbiamo pronto il disegno di legge  sulla
  dislessia.  Ringrazio,  per  esempio, l'assessore  Lagalla  per  la
  sensibilità  avuta in Commissione, per la presenza degli  Assessori
  sempre, ogni qualvolta sono stati convocati.
   I  siciliani,  allora,  devono sapere la  sensibilità  che  questo
  Governo ha avuto, e continuerà ad avere, nei confronti di un  mondo
  che merita attenzione e che, come ha detto bene il Presidente della
  Regione, per troppo tempo, è stato trascurato e abbiamo dovuto dare
  parola  al  cinema ed agli artisti o hanno dovuto  dare  parola  al
  cinema ed agli artisti per essere ascoltati.
   Dico, anche, che c'è un altro tema che ci aspetta e che ci troverà
  sensibili ed è il tema legato al  dopo di noi .


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                 Presidenza del  Presidente MICCICHE'

   Abbiamo  ricevuto,  in  Commissione,  tutte  le  associazioni   di
  riferimento,  i  genitori che esternano, perché  vivono  nel  mondo
  della disabilità, quali sono i problemi. La Commissione, insieme al
  Governo,  se  n'è  fatta carico, ha aperto  un  tavolo  per  questa
  problematica e continueremo a monitorare e a seguire l'argomento.
   Allora, oggi, il fatto che l'Aula tutta sia stata solidale,  abbia
  trovato un punto di convergenza, è un atto di civiltà, è un atto di
  democrazia,  è  un  atto  di maturità e di responsabilità.  Non  ci
  possono  essere su questi temi parti politiche che si possano  dire
  più bravi o meno bravi rispetto ad altri.
   Oggi, tutti insieme abbiamo fatto questo lavoro, e lo ricordo  per
  chi  è  fuori  dalle Aule e dalle Commissioni. Le Commissioni  sono
  rappresentate  in  maniera omogenea dalle  forze  politiche  che  i
  siciliani hanno eletto a rappresentarli. Nella Commissione  abbiamo
  fatto  un  lavoro  di grande raccordo e di grande democrazia,  oggi
  questo  lavoro  trova compimento in una norma che da  domani  verrà
  attuata  e  darà  più certezze alle famiglie e ai  disabili  e,  mi
  auguro, meno chiacchiere per la stampa.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, mi accodo ai colleghi di  tutto  l'arco
  parlamentare  che hanno espresso apprezzamento per questo  articolo
  e,  finalmente, si ha attuazione e recepimento di una norma, la 328
  del 2000, una norma maggiorenne.
   Mi  auguro che la stessa unità di intenti ci sia per dei  soggetti
  che  si  occupano di fragilità, anch'essi citati nella  328,  e  mi
  sento di dover fare una tiratina di orecchie al precedente Governo,
  a  quello precedente ancora, a quello precedente ancora e mi auguro
  di   non   doverlo  fare  a  questo  per  il  mancato   recepimento
  dell'articolo  10  della  328, cioè delle istituzioni  di  pubblica
  assistenza e beneficienze che, secondo la 328, sono le aziende  per
  i servizi alla persona.
   Perché dico questo? Perché molti colleghi hanno parlato del  "dopo
  di  noi", una norma nazionale che ha visto arrivare qui in  Sicilia
  esigui  finanziamenti,  circa  700  mila  euro,  che  nella  scorsa
  legislatura,  presso  l'Assessorato  alla  famiglia,  hanno   visto
  redigere  delle comunicazioni nei riguardi dei Comuni. Chiaramente,
  delle  prove tecniche, davvero poche le risorse, 700 mila euro  per
  tutto  il  territorio  erano davvero una goccia  nel  mare,  ma  un
  segnale.
   Ecco,  io mi auguro che quando si parla di costruire villaggi  del
  "dopo  di  noi",  chiaramente,  non  si  intenda  di  materialmente
  costruire  dei  villaggi  per il "dopo  di  noi",  ma,  perché  no,
  utilizzare  il patrimonio delle strutture di pubblica assistenza  e
  beneficienza  per  una  riconversione  proprio  per  accogliere  la
  persona,  non mi piace chiamarlo paziente, la persona con tutta  la
  famiglia  e quando la famiglia non ci sarà più, che quella  persona
  continui ad avere accudimento.
   Quindi,  non vorrei che si facessero voli di fantasia verso  nuovi
  villaggi da ricostruire, ma utilizzare quel patrimonio che i  padri
  fondatori hanno, nella loro mission, donato a dei soggetti affinché
  si occupassero dei più fragili.
   E  mi  auguro anche nei prossimi articoli della finanziaria  trovi
  spazio,  Presidente, il dibattito - perché ho capito che i colleghi
  della  Commissione   Bilancio , o della maggioranza  non  so  bene,
  stanno creando un articolo pot-pourri con dentro un po' di tutto  -
  che  non  ci  sia qualcuno che di nuovo metta la polvere  sotto  il
  tappeto.  Perché la legge attuale prevedrebbe un sostegno economico
  da parte della Regione a copertura degli stipendi dei dipendenti di
  queste  strutture. Strutture che ospitano persone inabili,  inabili
  gravi, malati di SLA, anche con pensioni davvero minime, quindi non
  sono  dei  soggetti paganti in proprio e, proprio per  questo,  che
  hanno degli ammanchi sul bilancio e l'impossibilità di coprire  gli
  stipendi  di  queste  persone che si occupano  in  toto  di  queste
  persone  fragili,  che non hanno nessuno, che sono  allettati,  che
  hanno  bisogno di aiuto in ogni funzione: essere imboccati,  essere
  lavati,  essere  intrattenuti anche amorevolmente perché  oltre  le
  funzioni  vitali ci sono anche i rapporti, la socialità per  queste
  persone.
   Quindi,  faccio un appello, ovviamente accorandomi e senza  volere
  rovinare il momento positivo che i colleghi hanno voluto esprimere,
  anche  per  tracciare  la  via  a  quello  che  sarà  il  dibattito
  successivo in Aula che già annuncio, signor Presidente, non  vorrei
  si  permettesse fosse soffocato da qualche strana alchimia  che  si
  sta consumando altrove.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,   Presidente  della  Regione.  Signor   Presidente,   da
  Presidente della Regione sento il dovere e il piacere di  esprimere
  soddisfazione per il risultato ottenuto in quest'Aula  su  un  tema
  che è innanzitutto di civiltà, quello della disabilità.
   C'è  stata una unanime condivisione del Parlamento all'emendamento
  del  Governo,  per il quale voglio ringraziare in modo  particolare
  l'assessore per la salute, Razza, e l'assessore per la famigli,  le
  politiche  sociali  ed  il  lavoro,  Ippolito,  assieme  al  lavoro
  preliminare   che  ha  condotto  la  presidente  della  Commissione
   Sanità , onorevole Margherita La Rocca Ruvolo.
   È  un  primo passo. È un primo passo che tende a recuperare  tanto
  terreno  perduto e che serve a dimostrare come a volte la  politica
  sa  essere  meno  cinica di quanto appaia e  vicina  alle  esigenze
  primarie di chi è stato colpito in fronte dal destino.
   L'altro   impegno   del   Governo,  e  lo  dico   in   particolare
  all'onorevole Cateno De Luca, il prossimo è quello di lavorare  per
  cominciare  ad  abbattere le barriere architettoniche,  soprattutto
  negli  edifici pubblici. E in questo senso con l'assessore  Lagalla
  abbiamo  già  inserito  nel bando dei 272  milioni  per  l'edilizia
  scolastica una quota destinata ai progetti finalizzati ad abbattere
  le  barriere  e  a consentire ai ragazzi portatori di  handicap  di
  potere   accedere   normalmente  e   regolarmente   agli   istituti
  scolastici.
   Quello  che abbiamo fatto non è un atto di eroismo, è soltanto  il
  mantenimento di un impegno che personalmente io avevo  già  assunto
  nell'ottobre dello scorso anno pubblicamente in una radio,  in  una
  emittenza  a  diffusione nazionale. Ed è la migliore risposta  alle
  ignobili e vergognose speculazioni politiche - grazie, onorevole De
  Domenico  - che sono state promosse e alimentate anche dall'interno
  di questo Palazzo in queste ultime ore.
   Si  sappia,  lo  dico  da qui, se la disabilità  è  trincea  della
  sofferenza,  lo ricordo a qualche cinico e spregiudicato  politico,
  io  da quella trincea non ho nulla da imparare per storia personale
  e  familiare, non dimenticatelo mai, qualunque cosa accada  Se  non
  avete  rispetto per il Presidente della Regione, abbiatelo, almeno,
  per il padre

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Presidente.  Prima  di  sospendere
  l'Aula  prima  che  il Governo e la Commissione  possano  preparare
  l'emendamento per cui è stata chiesta la sospensione, io  ringrazio
  personalmente il Presidente della Regione per quello  che  è  stato
  fatto.
   Vorrei  ricordare  che  soltanto  per  il  problema  dell'autismo,
  quest'anno,  è  stata data una casa al Garante,  è  stato  inserito
  questo  primo articolo per la messa in atto di una legge  nazionale
  che ancora in Sicilia non aveva trovato riscontro; e perché non  ci
  siano  dubbi:  grazie  all'impegno  di  tutti  i  partiti,  nessuno
  escluso,  di tutti i parlamentari di questa Assemblea che ringrazio
  veramente  e  che hanno dato oggi un senso a quel  colore  blu  del
  Palazzo  dei  Normanni  che  nella giornata  mondiale  dell'autismo
  abbiamo creato.
   Oggi,  è  stato  dato  un reale senso a quel colore  blu.  Grazie,
  Presidente della Regione, grazie a tutti.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 33.18. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ora   si  passa  all'emendamento  di  soppressione  del  comma   4
  dell'articolo 33. È mantenuto?

   RAZZA,  assessore per la salute. L'emendamento va approvato perché
  sostituisce quello che abbiamo votato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 33.2, del Governo  che
  sopprime  il comma 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   SUNSERI, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  Assessori,
  onorevoli  colleghi, volevo un attimino avere un chiarimento  perché
  ieri  sera sono andato a prendere la tabella dello stanziamento  sul
  Fondo  della disabilità e ci sono questi 40 milioni che si vanno  ad
  aggiungere  allo stanziamento regionale, che derivano  dalla  misura
  del FSE 9.3.4.
   Io  non  sono  un  esperto del FSE, ma conosco abbastanza  bene  la
  programmazione  europea. Io ho grossi dubbi che questa  somma  possa
  provenire dal FSE.
   Primo,  c'è un errore tecnico, sicuramente, perché la misura 9.3.4,
  sono  andato  a vedere, riguarda il  Sostegno a forme di  erogazione
  per  fruizione  possibile di servizi per la prima infanzia ,  quindi
  parliamo di asili nido. È una tabella che include  .

   RAZZA, assessore per la salute. Non riguarda la legge finanziaria.

   SUNSERI,  relatore di minoranza. Senza dubbio, però stiamo parlando
  di questo, stiamo parlando dei 267 milioni di euro.
   Quindi,  prima  di  tutto  ritengo che questa  misura  non  rientri
  assolutamente nei disabili.
   Sono  andato a riguardare in tutte le altre regioni e mi confermano
  che  la  misura 9.3.4 riguarda esclusivamente gli asili nido, quindi
  ci sarà sicuramente un errore di chi ha riguardato quella tabella.
   Sono  andato a riguardare tutte le misure della 9.3 e l'unica  che,
  diciamo,  ci  passa  lontanamente è la 9.2.1,  quindi  probabilmente
  andrebbe  a  riguardare quello e bisognerebbe andare  a  modificare,
  però  lì, mi perdonerà assessore, ho dei dubbi sulla possibilità  di
  usare  il Fondo Sociale Europeo in questa somma, tra l'altro  di  40
  milioni  in  un  anno sul totale della programmazione  del  FSE  che
  equivale a 800 milioni, quindi sull'intera programmazione. Ma ho dei
  dubbi  -  secondo  me,  questa modalità di  attuazione,  che  è  una
  modalità  di  attuazione  di  un  Fondo  sociale  europeo  su  spesa
  corrente, camuffata da voucher - sull'utilizzo di questi soldi della
  programmazione  e, come me, questi dubbi vorrei che li  chiarissimo,
  successivamente, con l'autorità di gestione perché, secondo me,  era
  così.  Ma  era giusto fare chiarezza su questo punto perché,  a  mio
  avviso, ad oggi non ci sono questi 40 milioni o quanto meno se spesi
  sicuramente  si  andrà avanti ad una decertificazione  perché  è  un
  utilizzo  di  un  Fondo  sociale per spera corrente,  cosa  che  non
  ritengo corretta.
   E  mi  permetto di correggere un'affermazione seppur non  sono  un
  giurista,  dell'assessore Armao, quando diceva che lo  stanziamento
  regionale al riguardo è nei limiti dello stanziamento del bilancio.
  Quello dei disabili gravissimi e gravi è un diritto incomprimibile,
  che  alcun  pareggio di bilancio può comprimere, quindi non  esiste
  che  una  spesa per un disabile grave possa diventare semplicemente
  nei  limiti  dello  stanziamento del  bilancio.  E  questo,  e  lei
  Assessore  lo  conoscerà benissimo, è stato più  volte  sancito  da
  sentenze   di   Corte  Costituzionale  che  afferma   proprio   che
  l'equilibrio  del bilancio non può, su questa spesa, dipendere  sui
  diritti incomprimibili. Quindi, mi auguro che su questo venga fatta
  chiarezza  e  che  l'autorità gestione chiarisca  a  lei  assessore
  questa spesa corrente di 40 milioni a valere sul FSE.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  parlamentari,    intervengo   con   piacere   alla   sollecitazione
  dell'onorevole Sunseri perché mi permette di poter precisare quello
  che già avevo detto ieri e cioè che, nell'ambito della totalità del
  programma  che  il  Governo  intende  assumere  nei  confronti  dei
  disabili  gravi e dei disabili gravissimi, avendo fatto più  di  un
  tavolo  tecnico,  uno dei quali alla presenza del  dottore  Silvia,
  autorità  di  gestione del Fondo sociale europeo, si è  individuata
  una  misura per bando, ecco perché si chiama di voucher, che quindi
  non è misura di spesa corrente.
   La  programmazione  di  queste iniziative, come  voi  sapete,  non
  riguarda  fondi  a  valere del bilancio  della  Regione,  ma  è  la
  complessiva   strategia  che  il  Governo  della  Regione   intende
  riservare a questa materia.
   Corretto  dire  che  sull'asse indicato forse  ci  sarà  stato  un
  refuso,  ma di refuso si tratta, allo stato ci sono 127 milioni  di
  euro  circa  rimanenti, ed a fronte di questi 127 milioni  di  euro
  circa  rimanenti  c'è la volontà del Governo, nella  misura  che  è
  stata  individuata al tavolo tecnico, di individuare per quest'anno
   bando   e  non   spesa corrente  relativo a  questa  tipologia  di
  intervento.
   Dico  qualcosa in più perché l'Assessore regionale per la famiglia
  e   le  politiche  sociali  sta  anche  attivando  un  percorso  di
  valutazione delle attività dei distretti socio sanitari; ne abbiamo
  discusso  in più di un'occasione, anche nella Commissione  Sanità',
  presente l'onorevole La Rocca Ruvolo, residuerà da affrontare e  da
  comprendere come in questi anni i distretti socio-sanitari  abbiano
  agito  nella materia, se abbiano dato luogo alla progettazione,  se
  siano stati capaci di attingere alle somme nazionali disponibili da
  parte del Ministero del Lavoro, se abbiano impegnato le somme messe
  a loro disposizione sui Fondi comunitari.
   Questo è il lavoro dei prossimi mesi, con serietà affrontato  fino
  ad  oggi  e,  ricorderei  all'Aula - ma  ricordandolo  all'Aula  lo
  ricordo  anche a me stesso - che interveniamo, si è detto prima  in
  tutti gli interventi in una  materia che è ferma da 18 anni, perché
  se  questo Parlamento alcuni minuti fa ha votato una norma  che  si
  pone,  per  la prima volta, il problema di dare attuazione  ad  una
  misura prevista 18 anni fa, la ragione è legata al fatto che in  18
  anni a quella norma non si è data alcuna attuazione.
   E' un percorso che inizia oggi, inizia per lavorare insieme. Io mi
  auguro,  lo spero, ma non voglio aggiungere nulla a ciò  che  assai
  meglio  di me ha detto il Presidente della Regione, che ci  sia  la
  volontà  da  parte di tutti non di utilizzare l'Aula per verificare
  se  esistono, da parte del Governo, delle omissioni rispetto a  ciò
  che ha detto e che puntualmente mantiene, ma per collaborare invece
  tutti  assieme per individuare le giuste misure che servono a  dare
  risposte  che, come ho detto un istante fa, sono attese  da  troppo
  tempo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 33.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per trenta minuti.
   Dovete  sapere  tutti  che, oggi, sono stato  contento  di  essere
  Presidente di quest'Assemblea.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 20.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   stiamo    fotocopiando    e
  distribuendo, nel giro di pochi minuti
   Scusate, ancora cinque minuti perché stanno sistemando alcune cose
  e, poi, fotocopiano il documento presentato dal Governo.
   Possiamo,  se  il Governo è d'accordo, andare avanti sull'articolo
  78, in attesa di ricevere questo fascicolo.
   Allora,  stiamo  distribuendo il testo che c'è stato  fornito  dal
  Governo, poiché tutti i Gruppi parlamentari mi hanno già chiesto un
  po' di tempo per poterlo leggere e valutare se
   Scusate, qua in Presidenza c'è un po' di caos.
   La  proposta  è,  in attesa che valutiate il testo presentato  dal
  Governo,  quanto  meno di provare ad approvare l'emendamento  78.R,
  emendamento  di  riscrittura dell'articolo 78,  che  è  quello  che
  riguarda la  Emergenza Palermo , cosiddetti Pip. Avete ricevuto  la
  riscrittura?
   Se  l'avete guardato tutti, pongo in votazione l'emendamento  78.R
  che, di fatto, è la riscrittura dell'articolo 78; approvando questo
  verrebbe approvato l'articolo 78.

   FOTI. Non lo abbiamo ancora ricevuto.

   PRESIDENTE. Basta chiedere, è in distribuzione.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, abbiamo bisogno di  due  minuti  di
  tempo per leggere l'emendamento, così come riscritto.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  apprezzo
  l'emendamento  78.R che penso, dal punto di vista sociale,  sia  un
  passo avanti notevole perché a questi lavoratori diamo la dignità.
   Infatti,  da  un  contributo a sostegno  del  reddito,  passano  a
  lavoratori, cioè gli attribuiamo lo status di lavoratore, che non è
  cosa da poco. Penso che sia un'evoluzione notevolissima.
   Però,  noi  facciamo leggi che hanno valenza in tutta la  Sicilia,
  quindi dovrebbero avere valenza per tutti coloro i quali si trovano
  nella  medesima situazione. E mi riferisco ai lavoratori cosiddetti
   RMI ,  reddito  minimo  di inserimento.  Presidente,  noi  abbiamo
  legato diverse volte nelle passate finanziarie equiparando sempre i
  cantieri  di  servizio  ai PIP, per cui mi pare  doveroso  che,  se
  questo  status  di lavoratore lo diamo ai PIP lo diamo  anche  agli
  RMI.
   Io avevo presentato un sub emendamento all'emendamento 78, che ora
  ripresenterò  al  78.R, per equiparare tutti  e  due  i  bacini  di
  lavoratori.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la commissione
  abbiamo  predisposto questa riscrittura. Intanto  nel  primo  comma
  riepiloghiamo quello che è il percorso di questi soggetti. La prima
  parte   del   percorso,  vorrei  che  il  Governo  mi   ascoltasse,
  Presidente, se mi fa ascoltare,

   PRESIDENTE. Per favore colleghi, possiamo ascoltare, è  tardi,  se
  ogni  intervento si deve interrompere dieci volte, faremo veramente
  notte.

   MILAZZO. Abbiamo voluto inserire la prima parte, che ormai da anni
  non  veniva  più citata nelle normative che poi si sono susseguite,
  ovvero  la  legge n. 19 del 1997, cioè la legge che istituì  questo
  bacino attraverso una pubblica selezione.
   La  parola  PIP  deriva da Piano di Inserimento Professionale.  In
  quel momento a Palermo c'era una emergenza sociale e l'Assemblea di
  quel  tempo,  a  firma dell'onorevole Marzio Tricoli,  presentò  un
  disegno di legge per dare la possibilità a coloro i quali gravavano
  in   situazioni  di  disagio  sociale,  ovvero  ragazze  madri,  ex
  alcolisti,  ex  tossicodipendenti,  ex  detenuti,  una  quota,   la
  rimanente  parte,  dare  la possibilità a laureati,  diplomati,  di
  inserirsi a seconda del carico familiare. Questa selezione fu fatta
  e  queste  persone furono inserite in questo mondo del  lavoro  per
  formarsi.
   Ecco,  se  noi  chiudessimo gli occhi per pensare quanto  tempo  è
  passato  per far sì che questi signori si formassero, sono  passati
  dal  1997  al  2018 tutti questi anni. Adesso molti,  quasi  tutti,
  tutti   questi   soggetti   operano  all'interno   della   pubblica
  amministrazione.
   L'altro  giorno  quando  l'ho spiegato ho commesso  un  errore  di
  esposizione,   onorevole   Lo  Curto,   lavorano   nella   pubblica
  amministrazione,  perché  lavorano  seriamente  all'interno   delle
  strutture  ospedaliere, all'interno delle scuole,  all'interno  dei
  dipartimenti, nella CUC. Reggono oggi dei settori importanti.  Oggi
  il percorso deve essere definito di inserimento professionale anche
  perché  noi  manteniamo in questa prima fase  triennale  lo  stesso
  stanziamento,  non  chiediamo di svantaggiare altri  per  agevolare
  questi  soggetti  che  -  bestemmierò, forse  per  qualcuno  -  oso
  chiamare lavoratori, perché lavorano. Non sono a casa e ricevono il
  sussidio.   Ogni   giorno  si  presentano  nei  propri   posti   di
  assegnazione  e  fanno il proprio dovere. E non ce n'è  uno  fuori,
  magari  forse  qualcuno ha sbagliato, ma di  questi  assegnati  nei
  luoghi di lavoro, la fiducia che gli è stata assegnata non è  stata
  tradita.  Nessuno  di  questi è stato mai pescato  in  fallo,  cioè
  commettendo una violazione di legge in base alla funzione che gli è
  stata  chiesta  di  svolgere.  Ecco perché,  secondo  me,  dobbiamo
  definire questo percorso.
   Certamente  è  una norma insidiosa, verrà sottoposta al  Consiglio
  dei  Ministri,  ecco perché abbiamo ricostituito  questo  percorso.
  Quindi  parliamo  di un transito a parità di risorse  e  rimarranno
  attraverso  la  RESAIS  negli  attuali  luoghi  di  lavoro,  quindi
  continuando  a  mantenere  i servizi che in  atto  portano  avanti.
  Quindi penso che una possibilità va data a tutti.
   Il  vecchio Parlamento allora diede questa possibilità e loro  non
  l'hanno tradita.
   Successivamente vengono ripercorse tutte le altre norme, ovvero se
  si  fossero  macchiati di reati sarebbero stati cancellati  e  pure
  questa  norma  hanno rispettato. Quindi penso che  questo  percorso
  oggi  con  questo Parlamento nella sua interezza debba  concludersi
  dando fiducia e una possibilità anche a questi soggetti.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevole colleghi,  Governo,  io
  esordirei  con una frase che certa politica negli anni  passati  ha
  utilizzato  contro  di  noi  del  Movimento,  facendo  passare   un
  messaggio:  Il Movimento 5 Stelle vuole licenziare tutti i PIP .
   E,  questa,  ovviamente, è una menzogna.  Ed  è,  ovviamente,  una
  menzogna.
   Quello  che,  oggi,  però, sono venuto  a  dire,  qui,  è  che  il
  Movimento  5  Stelle  vuole difendere queste persone  dall'ennesimo
  inganno.  Ed io voglio parlare a queste persone, oggi. E spero  che
  mi ascoltino.
   La  Resais  è  una  partecipata della Regione.  Non  può  assumere
  persone  che possono transitare con una legge, se prima  non  hanno
  fatto  un  concorso. E lo devono fare. Io lo argomento, dico  anche
  una  cosa,  faccio un po' quello che ha la sfera di  cristallo.  Sa
  cosa  rimarrà  in  piedi di questo articolo, dopo l'impugnativa  da
  parte del Consiglio dei Ministri? Il comma 6.
   E  sa  cosa  avremo  come risultato con il comma  6?  Avremo  che,
  paradossalmente,  il  numero delle persone  aumenterà,  quindi,  ci
  ritroveremo un altro bacino, perché col comma 6 istituiamo un altro
  bacino.  Questo sarà l'unico risultato che avremo, con un aggravio,
  ovviamente, di somme e di spese sul bilancio della Regione, che poi
  diventa anche insidioso.
   Gli  altri commi verranno tutti impugnati ed ora le dico anche  il
  perché, signor Presidente.
   Il decreto legislativo n. 175, legge dello Stato italiano, di cui,
  ovviamente,  la Sicilia fa parte, dice, all'articolo 19,  una  cosa
  ben  importante. Colleghi, vi prego di ascoltarmi.   Le  società  a
  controllo pubblico stabiliscono con propri provvedimenti, criteri e
  modalità  per  il  reclutamento  del  personale  nel  rispetto  dei
  principi,  anche di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità
  e  di imparzialità e dei principi di cui all'articolo 35, comma  3,
  del decreto legislativo, 30 marzo 2001, n. 65. .
   E  che  dice  sto articolo 35 del decreto legislativo n. 65?  Dice
  che:   Le procedure di reclutamento nelle Pubbliche Amministrazioni
  si   conformano   nei  seguenti  principi:  a)  adeguamento   della
  pubblicità  di selezione e modalità di svolgimento che garantiscono
  imparzialità     ed    assicurino    economicità     e     celerità
  nell'espletamento,  ricorrendo,  ove  opportuno,   all'ausilio   di
  sistemi  automatizzati  diretti e, anche, di  realizzare  forme  di
  preselezione,  adozione  di  meccanismi  oggettivi  e  trasparenti,
  idonei   a  verificare  il  processo  dei  requisiti  attitudinali,
  professionali  richiesti  in  relazione alle  proposte. .  Continua
  ancora, c'è il rispetto delle norme
   Insomma, in buona sostanza, signor Presidente, l'articolo  35  del
  decreto legislativo, ci dice che dobbiamo fare un concorso  e,  per
  questo, a me dispiace che a queste persone venga, ancora una volta,
  gettato  del  fumo  negli occhi. Sono arrabbiati, perché  lavorano,
  perché  non  sono  valorizzati, e su questo credo che  siamo  tutti
  d'accordo. Il tema, però, qua, è un altro.
   Sa cosa succederà quando andremo a fare una cosa del genere, prima
  che  arrivi l'impugnativa dello Stato? Succederà che, innanzitutto,
  il Governo non troverà un dirigente, uno, che firmerà i decreti per
  fare  questo passaggio di personale dalla Resais. E lo  sa  perché?
  Perché  qualche  giorno fa, il 23 aprile 2018,  signor  Presidente,
  glielo  espongo qui, a favore di telecamera, così lo vedono pure  i
  cittadini  che ci guardano:  Marche, denunciati 53 dirigenti  della
  Regione.  776 assunzioni a tempo indeterminato senza concorso. .  E
  questa è cronaca di qualche giorno fa.
   Ora, dico una cosa: noi possiamo ragionare su tutto. Il tema, qui,
  però,  è  uno:  queste  persone  sono  entrate  con  un  piano   di
  inserimento,  non potranno mai essere stabilizzate se,  all'interno
  di un ente o di società della Regione, non interviene un concorso.
   E  l'unica  cosa che possiamo fare è metterci i soldi. Metterci  i
  soldi e basta. E basta
   Io  le volevo dire solo questo, signor Presidente, perché, secondo
  me,  non  è giusto mentire a chi oggi ha una legittima aspettativa,
  perché è gettare, davvero, il fumo negli occhi.
   Ed  io  non  voglio  più stare qui a diventare strumento  di  chi,
  facendo  certa politica, ha detto a queste persone che noi  eravamo
  il  problema fra loro ed un posto di lavoro vero. Non siamo noi  il
  problema.
   E'  chi  mente  a queste persone, il problema. Sono loro  il  vero
  problema e sono quelli che l'hanno creato ed ancora il problema non
  l'hanno risolto.
   E  continuano ad utilizzarli nelle manifestazioni elettorali  come
   bancomat  per i voti.

   MILAZZO.  Non  è  un  intervento che può fare un  Vice  Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, ma lei ha parlato, e  può  parlare
  chiunque. Lei non può reagire in questa maniera. Onorevole Milazzo,
  la  prego. L'unica cosa che posso garantirle, onorevole Cancelleri,
  è  che su indicazione anche di questa Presidenza è stato accolto il
  fatto che il bacino non può aumentare, rispetto a quello che lei ha
  detto - ovviamente è tutto giusto quello ognuno pensa di dire -  ma
  il  bacino  non  può aumentare perché è stato risolto  anche  dalla
  nostra Presidenza.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  mi  collego  a
  quello   che  già  ha  detto  l'onorevole  Cancelleri.   Ha   fatto
  riferimento al fatto che ci sono sempre delle persone che  vanno  a
  raccontare che noi siamo quelli brutti e cattivi, ma poi quelli che
  effettivamente li prendono in giro sono altri.
   Ci  sono le dimostrazioni, non è difficile trovarle. Basta leggere
  gli   articoli   che  ogni  volta  arrivano  in  Aula,   che   sono
  espressamente delle prese in giro. Perché? Alcune già le ha  citate
  l'onorevole  Cancelleri,  perché si deve vedere  questo  elenco  ad
  esaurimento che passano a contratto a tempo indeterminato,  ma  che
  poi dovrebbe essere senza oneri per la finanza regionale.
   Questo  già  bisogna  capire come, da come un  sussidio  si  possa
  trasformare  a  tempo  indeterminato senza  oneri  da  parte  della
  Regione.  Ma  poi vorrei ricordare, appunto oltre  il  costo  della
  manovra,  i  posti in pianta organica della RESAIS  quali  sono?  E
  quali  sono  i posti liberi da mettere a bando? Perché  poi  vorrei
  ricordare  che, se si deve fare una selezione pubblica,  così  come
  dicono  tantissime sentenze del Consiglio di Stato, non per  ultime
  quelle  dell'11  dicembre 2015, è ovvio che deve  essere  aperta  a
  tutti e, non solo, solo ad un bacino di lavoratori.
   Quindi,  li  stiamo prendendo in giro. Continuiamo a prenderli  in
  giro  dicendo "ah noi abbiamo proposto sta legge, poi vedremo  cosa
  succedere  a  Roma",  già c'è qualcuno che  mette  le  mani  avanti
  sull'impugnativa.
   Bene,  facciamo  una scommessa: se dovesse essere  impugnata,  voi
  potete  resistere  dinnanzi  la  Corte  Costituzionale,  se  questo
  principio  si può portare avanti fino alla fine; se non resisterete
  dinnanzi  la Corte Costituzionale vuol dire che è l'ennesima  presa
  in  giro per dire che voi siete i paladini dei PIP, quelli  che  li
  proteggete, che veramente fate qualcosa per loro, e gli altri  sono
  quelli brutti e cattivi.
   Allora,  io  lo  chiedo  ufficialmente, sia  agli  uffici  da  lei
  presieduti,  Presidente, ma anche agli assessori, se  questa  norma
  già  di per sé è anti costituzionale, così giriamo subito le carte.
  Questo sostanzialmente è il problema. Soltanto che questo non lo si
  vuole dire perché fa comodo tenere così la gente sulle spine.
   Una  volta e per tutte la dobbiamo finire, perché qua non ci  sono
  buoni  e  cattivi,  c'è solo gente che prende per  il  fondelli  le
  persone.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  io  ho
  ascoltato con molta attenzione le dichiarazioni di alcuni esponenti
  del  Cinque Stelle, l'onorevole Cancelleri, l'onorevole Zito, però,
  devo  dire  la verità, come sempre non ho sentito nessuna proposta.
  Soltanto  terrorismo  mediatico,  deputati  che  prendono  in  giro
  platee,  bacini  o PIP, o lavoratori precari, ma non  ho  ascoltato
  nessuna proposta.
   Allora,  Presidente,  in  quanto  firmatario  dell'emendamento   e
  sostenitore  di un percorso legislativo che oggi ci porta  al  voto
  dell'Aula, mi auguro che sia un voto positivo. Oltretutto devo dire
  che  questa  norma è passata in Commissione lavoro, in  Commissione
  lavoro  se non sbaglio è passata anche all'unanimità, dove ci  sono
  anche esponenti del Movimento Cinque Stelle.
   Questa  norma  è  stata  concertata con i sindacati  che  sono  al
  corrente   di   tutto   questo  percorso,  e  sono   convinto   che
  l'approvazione  consentirà  finalmente  la  restituzione   di   una
  dignità,  chiamerei  lavorativa, ad  un  bacino  che  spesso  viene
  considerato  da molti, ed anche da voi, una palla al piede  per  le
  casse  regionali.  Ed  invece,  posso  ribadire  che  se  oggi   si
  fermassero   i   lavoratori  ex  PIP,  la  Regione   ne   subirebbe
  indubbiamente  delle  conseguenze negative nell'espletamento  della
  propria  attività.  Non  mi riferisco soltanto  agli  uffici  della
  Regione  siciliana e ai relativi dipartimenti, ma al personale  del
  bacino che presta servizio nelle scuole, nelle società partecipate,
  nei  teatri,  negli ospedali e che oggi attraverso il  transito  in
  Resais  S.p.A. con decorrenza dal 1  gennaio 2019, senza oneri  per
  la  finanza  regionale e, lo ripeto di nuovo, senza  oneri  per  la
  finanza  regionale, gli si potrà dare a loro un futuro, uno spirito
  di appartenenza lavorativo diverso e migliore e un lavoro vero.
   Non  più  una misura di sostegno al reddito che li lascia, secondo
  me,  in  una  condizione di ibridità dal punto di vista lavorativo,
  che non li rende dignitosamente lavoratori a tutti gli effetti. Per
  queste  considerazioni appena evidenziate il mio voto è  favorevole
  all'intera norma.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, il reddito minimo di inserimento, lo dice
  la  parola  stessa,  nasce  tantissimi  anni  fa  per  un  progetto
  nazionale  e viene approvato solamente nella provincia  di  Enna  e
  Caltanissetta  perché erano le province più povere e più  disagiate
  socialmente.
   Io  conosco la sensibilità del presidente Musumeci per il  disagio
  sociale,  perciò  mi rendo conto che non può non  approvare  questo
  emendamento dove si garantiscono gli stessi diritti dei  lavoratori
  del reddito minimo di inserimento a quelli dei Pip.
   Non è una battaglia tra poveri perché il numero rimane inalterato,
  la spesa inalterata. È solamente una garanzia.
   Questi  lavoratori hanno le stesse competenze dei lavoratori  PIP:
  lavorano  nei  comuni, fanno le pulizie nei comuni,  nelle  scuole,
  negli  ospedali  e  sono indispensabili. Percepiscono  un'indennità
  minima, sopravvivono perché per fortuna hanno gli assegni familiari
  e  dopo  tanti  anni, solamente nella scorsa legislatura,  è  stato
  riconosciuto  loro  il  diritto alle  ferie  e  alla  malattia  con
  riconoscimento del servizio sanitario nazionale.
   Perciò   lasciare  questi  lavoratori  fuori,  ripeto,  che   sono
  pochissimi,  anche  perché la maggior parte sono fuoriusciti,  sono
  andati  via,  moltissimi sono deceduti, erano persone  che  avevano
  anche una certa età, perciò garantire anche per loro questo diritto
  e  questa  serenità e non vivere con la speranza dei  trasferimenti
  della  Regione che a volte e molto spesso, principalmente per colpa
  nostra, il bilancio viene fatto in ritardo, arrivano in ritardo nei
  comuni e i sindaci dei comuni ne approfittano per diversi mesi  non
  per non pagare le mensilità.
   Perciò   chiedo  a  quest'Aula  di  votare  a  favore  di   questo
  emendamento.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo intervengo
  per esprimere più considerazioni sulla vicenda dei PIP.
   Innanzitutto   dovete   considerare  che  nella   mia   precedente
  esperienza  da  direttore generale del Civico di Palermo  ho  avuto
  modo  di  conoscere i lavoratori quasi, direi, uno per  uno,  e  vi
  posso  garantire  che  sono tutti lavoratori che  nel  tempo  hanno
  acquisito competenze e capacità delle quali è difficile oggi  poter
  fare  a  meno.  È chiaro che dopo anni e anni di lavoro,  anche  di
  formazione, perché questi lavoratori sono stati

   PRESIDENTE.  Possiamo  ascoltare  chi  parla?  Io  ve  lo  chiedo,
  sinceramente, per cortesia. È la cosa più brutta che esiste, mentre
  uno  parla gli altri che parlano e non fanno sentire quello che  si
  dice.
   Onorevole  Milazzo, non glielo posso ripetere più   Mi  deve  fare
  questo regalo. Non glielo posso ripetere più. Superato il dieci non
  si può andare all'undici.

   PULLARA.  Quindi è certo che questi lavoratori, per la  competenza
  acquisita  negli anni, tenuto conto che tra l'altro a carico  delle
  aziende  e  del bilancio delle stesse aziende dove hanno  lavorato,
  enti  pubblici  o  aziende  sanitarie,  sono  stati  formati,  sono
  certamente lavoratori di cui ogni ente, oggi, non può fare  a  meno
  perché inseriti in meccanismi lavorativi importanti.
   Dall'altro  punto  di vista, c'è un aspetto politico  che  io  non
  comprendo,  a volte è come se si dicesse: è meglio non  fare  nulla
  per evitare, comunque, di fare un passo avanti. Allora, riuscire  a
  tentare  di trovare una strada per la stabilizzazione, da un  punto
  di  vista  giuridico, è l'unica strada percorribile, piuttosto  che
  lasciare  questo bacino di lavoratori, così, come dire,  in  balìa
  di venti e di facili promesse.
   Invece, in questo modo, il parlamento può immediatamente dare  una
  risposta  che  può  essere una risposta di certezza,  al  netto  di
  prendersi il merito di chi propone o meno una norma: quando poi  la
  norma  viene approvata e votata da tutti, è chiaro che il merito  è
  di tutti.
   Quindi andiamo oltre i ragionamenti che possono sembrare legati al
  fatto  di  chi ne possa avere un vantaggio politico o meno,  se  il
  Parlamento  lo  vota  per  intero, il  vantaggio  è  di  tutti,  ma
  soprattutto dei lavoratori interessati e di una classe sociale  che
  oggi ha bisogno delle risposte.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io credo che sarebbe  ipocrita  da
  parte di tutti noi se non sapessimo che stiamo affrontando un  tema
  assai delicato. Onorevole Milazzo, le chiedo scusa.

   PRESIDENTE.  Giuro, onorevole Milazzo, che tra poco  chiedo  a  un
  assistente di espellerla e di portarla fuori dall'Aula

   MILAZZO. Ma parlavo con i Capigruppo

   PRESIDENTE. Non è possibile, onorevole Milazzo, lei mi  deve  fare
  questo regalo: si segga al suo posto e ascolti quello che dicono  i
  suoi colleghi.

   CRACOLICI.  Quindi,  affrontiamo una  questione  assai  complessa,
  piena  di difficoltà connesse alle rigidità normative con le  quali
  dobbiamo fare i conti.
   C'è   un   punto  che  va  ribadito  e,  mi  permetto   di   dire,
  salvaguardato,  ovvero  che il Parlamento  siciliano  intende  dare
  prosecuzione al rapporto in essere con questo bacino previsto dalla
  legge eccetera, eccetera.
   E  mi permetto di fare una prima proposta, la faccio - non so  chi
  sia  il  firmatario  dell'emendamento, chiedo anche  l'ausilio  del
  Governo  -,  io credo che dobbiamo separare la norma che  autorizza
  l'Assessorato  della  famiglia  a proseguire  per  il  2018.  Scusa
  Milazzo, mi ascolti un minuto che forse può essere utile?

   PRESIDENTE. No, veramente, onorevole Milazzo. Stiamo esagerando.

   MILAZZO. Ma sono gli altri che vengono a parlarmi

   PRESIDENTE. Sono gli altri, che cosa? Lei si nasconda, così non la
  trovano  ed  evitiamo  di  incolpare  gli  altri.  Prego  onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI. Dicevo

   PRESIDENTE.  Se  non fosse, onorevole Cracolici,  che  è  pure  il
  capogruppo del partito che mi ha eletto in questo Parlamento, io mi
  imbarazzerei un po' di meno.
   Onorevole  Milazzo,  mi fa la cortesia di sedersi  e  di  evitarmi
  questo  richiamo  ogni  due  minuti e  mezzo,  che  sta  diventando
  imbarazzante?

   CRACOLICI. Signor Presidente lei ha fermato il tempo, i Capogruppo
  è l'onorevole Lupo. Io ero Capogruppo

   PRESIDENTE. No, lui è il capogruppo del partito che mi  ha  eletto
  in questo Parlamento.

   CRACOLICI. Beh, in realtà il mio partito qualche contributo glielo
  ha dato, ma comunque, lasciamo stare.

   PRESIDENTE. Vada avanti.

   CRACOLICI. Stavo dicendo, proprio perché affrontiamo una questione
  complessa,  io distinguerei, per la complessità che  la  norma  può
  avere   e   per   gli  effetti  che  questa  complessità   potrebbe
  determinare, la norma che prosegue il rapporto per l'anno 2018.

   FOTI. Non sentiamo, onorevole Cracolici, per favore si avvicini al
  microfono.

   CRACOLICI. Oh, ragazzi, è la prima volta in vita mia che mi dicono
  che io non mi sento. In genere dicono che parlo troppo forte.

   PRESIDENTE. No, il problema non è suo, è soltanto dell'impianto.

   CRACOLICI.  Quindi,  la  prima  questione  che  separerei   è   la
  prosecuzione dal futuro. Perché lo dico? Non per nascondermi dietro
  al dito di una vicenda, la cui complessità - dobbiamo saperlo tutti
  V  è  anche  una  sperimentazione  che  stiamo  proponendo,  o  una
  applicazione, come dire, dinamica, di un principio su  cui  nessuno
  può essere ipocrita. Io dico neanche lo Stato, scusate, neanche  lo
  Stato.
     Noi  da  18 anni, con leggi che sono state approvate  da  questo
  Parlamento  e  che hanno avuto anche diversa articolazione,  perché
  ricordo  -  lo  citava l'onorevole Milazzo a proposito dell'origine
  della specie - la legge del 97, ma ricordo che questo Parlamento ha
  fatto  diversi provvedimenti, compreso il fatto che queste  persone
  sono  state  ad  un  certo punto acquisite  alla  competenza  della
  Regione  - che prima invece si limitava a dare un finanziamento  al
  Comune  di  Palermo.  Queste  persone  sono  state  acquisite  alla
  competenza  della Regione e la Regione in qualche modo ha  favorito
  la  nascita  di  una  società, un'associazione che  ha  trasformato
  quelli  che  erano allora sussidiati, in dipendenti di una  società
  Trinacria  Onlus  che  poi,  sempre  a  seguito  di  una  serie  di
  vicissitudini   normative,  la  Regione  li   ha   reinternalizzati
  ritrasformandoli in erogatori di un contributo ma trattandoli  come
  se  fossero  lavoratori dipendenti. A tal punto, che noi garantiamo
  gli assegni familiari, garantiamo la malattia, garantiamo anche  le
  ferie  e  quindi  la  tipologia di questo  personale  nel  tempo  è
  sostanzialmente diversa da un mero, come dire, fruitore  di  quello
  che il Movimento Cinque Stelle spera che succederà in futuro di  un
  reddito di cittadinanza.
   Questi sono fruitori di un reddito ma in cambio di una prestazione
  lavorativa  per  la  quale sono previste anche  le  tutele,  tranne
  quelle  di  natura  contributiva. Quindi  è  una  sorta  di  grande
  compromesso  per  cui  la Pubblica Amministrazione,  di  fatto,  si
  avvale  di  lavoratori in nero, perché questo  è.  Allora,  siccome
  credo  che nessuno di noi oggi ha né il coraggio, né credo l'onesta
  di  pensare che si possa mettere la parola, non sapendo che  stiamo
  parlando di 2.500 persone, che per avere la dimensione è un po' più
  grande  di  quello  che  è avvenuto con la chiusura  della  Fiat  a
  Termini Imerese.
   Allora, io credo che noi dobbiamo, con onestà, sapere che c'è  una
  questione  complessa,  che  va  negoziata  con  lo  Stato,  che  va
  negoziata con lo Stato e che non è semplicemente un aspetto che può
  essere risolto dal fatto  vediamo se passa . Perché sul  vediamo se
  passa   ci  giochiamo,  come  dire, non  solo  la  credibilità  del
  Parlamento,  ma  ci giochiamo anche un gioco del  cerino:  per  cui
  Palermo  fa  la legge, poi se a Roma non l'approva, la colpa  è  di
  Roma. Come dire il gioco del cerino. E siccome dobbiamo sapere  che
  la  partita  è complicata e va negoziata, e questo al di  là  della
  norma - mi dispiace dirlo - è compito del Governo, io credo che noi
  dobbiamo in qualche modo distinguere quindi la norma che preveda la
  possibilità  di stabilizzarli con le procedure bla, bla,  bla  alla
  Resais,  come  si  dice,nell'emendamento, dal primo  gennaio  2019,
  dalla norma che invece prosegue il rapporto in essere nel corso del
  2018.  Io spero di non dovere aggiungere altro le ragioni  per  cui
  propongo questo

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non può aggiungere altro,  perché
  le devo togliere la parola.

   CRACOLICI.    Ho    finito.   Perché   se    dovesse    succedere,
  malauguratamente,   un   provvedimento  nazionale   negativo,   noi
  rischiamo  di trascinare l'acqua sporca e il bambino.  Ecco  perché
  distinguerei le disposizioni, e affidando ad una negoziazione della
  Regione con lo Stato la possibilità di dare una soluzione a  questo
  problema come a quello dei colleghi di Caltanissetta ed Enna.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'annunciare
  la  mia  totale  e  convinta adesione alle  motivazioni  che  hanno
  portato   a  questa  norma,  non  posso  come  dire  non   cogliere
  l'occasione  a questo punto di proporre un subemendamento,  proprio
  perché  la  vicenda  di  cui stiamo parlando apre  inevitabilmente,
  accende i riflettori inevitabilmente sulla questione dei cosiddetti
  Asu,  cioè i soggetti che sono impegnati, così come i Pip  possiamo
  certamente  dire,  nelle  attività  socialmente  utili  sia   nella
  pubbliche amministrazioni, sia nei vari enti all'interno dei  quali
  prestano   la   loro   attività   lavorativa   pur   non    essendo
  contrattualizzati, e mi convincono ancor di più le motivazioni, per
  cui  chiederei  cortesemente  di distribuire  eventualmente  questo
  subemendamento  all'articolo 78 R, con cui chiedo di  applicare  le
  disposizioni  di  cui al comma 1, anche ai soggetti   impegnati  in
  attività   socialmente   utili,   inseriti   nell'elenco   di   cui
  all'articolo 30 della L.R. 28/1/14 n. 5, a tali soggetti nelle more
  della definizione delle procedure di transito presso la Resais Spa,
  è  assicurata  dal  dipartimento regionale della famiglia  e  delle
  politiche  sociali l'erogazione del sussidio in godimento  fino  al
  31/12/17, lo stesso dipartimento trasmette alla Resais Spa l'elenco
  dei  soggetti  da  inserire  entro  il  30/9/18,  per  il  triennio
  2018/2020  si  provvede  con le risorse di cui  all'ammissione  15,
  programma 3, capitolo 313318.
   Allora, questo subemendamento, naturalmente, va inevitabilmente ad
  ampliare la platea degli attori da inserire in Resais. E' vero  che
  io  avevo  già concordato con l'assessore Ippolito di iscrivermi  a
  quel  tavolo  tecnico ove non si fosse potuto  e  non  si  potrebbe
  trovare una soluzione per questa categoria, che - ricordiamocelo  -
  sono uomini e donne, sono persone, esseri umani che da vent'anni da
  venticinque  anni  prestano  attività  lavorative,  nei  comuni  in
  particolare  se  non ci fossero queste persone, visto  che  non  si
  procede  ad  assumere  più nessuno da tanto tempo,  non  saprebbero
  veramente come potere andare avanti.
   Ecco  perché  io insisto e mi permetto di condividere  con  questo
  Parlamento, le motivazioni che sono state ben anche evidenziate  ed
  esplicitate  con dovuta competenza anche dall'onorevole  Cracolici,
  che  ha  saputo  rendere  chiara la vicenda  di  questo  bacino  di
  persone,  perché quando parliamo di bacino, di Asu, e  parliamo  di
  attività,  ma  parliamo di persone, di esseri umani,  e  quindi  io
  pregherei, chiedo al Presidente l'ammissibilità di ammettere questo
  subemendamento  che  spero  di avere  spiegato  nelle  ragioni  più
  profonde, che ne hanno determinato la scrittura a modifica  appunto
  dell'articolo 78R in discussione in atto.
   Lo   facciamo   distribuire,  per  favore?  Presidente,   si   può
  distribuire l'emendamento?

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lo  Curto,  lei,   ovviamente,   lo   può
  presentare, sa l'affetto che ho nei suoi confronti, ma  con  questo
  affetto io lo devo dichiarare inammissibile. Nel senso che,  stiamo
  facendo  una norma che riguarda una specifica categoria di precari,
  giuridicamente diversa da altre.
   Quando  lei,  poco  fa, mi cercava ed io ero al telefono,  ero  al
  telefono col Presidente della Regione e il Presidente della Regione
  mi  diceva  che, assolutamente, dovrà farsi carico dei problemi  di
  tutti  tanto  da volerne - ora, Presidente mi scusi se sto  dicendo
  quello che lei mi ha detto al telefono, ma - che dovrà farsi carico
  di una negoziazione, col Governo nazionale, per tutti.
   Però,  questa  occasione  sono soltanto i  PIP.  Non  ci  possiamo
  inserire  altro, perché saremmo costretti a renderlo inammissibile.
  Io  ho  fiducia che il Presidente inizierà questa negoziazione  col
  Governo nazionale, appena ci sarà perché ad oggi non c'è, perché  è
  un interesse di tutta la Sicilia risolvere questi problemi.

   LO  CURTO.  Io comprendo la ragione per la quale lei,  Presidente,
  dichiara inammissibile il mio emendamento.

   PRESIDENTE. Con dispiacere.

   LO  CURTO. Con dispiacere, lo colgo e colgo il suo dispiacere così
  come  colgo  la  costernazione  nel  volto  del  nostro  Presidente
  Musumeci  che  certamente, come dire, nell'avere  ereditato  questa
  pesante realtà, sa comunque che, prima o poi, una risposta va  data
  e  bisogna  farsene carico. Allora, non presento neanche un  ordine
  del  giorno,  Presidente, perché ho tale e tanta  stima,  veramente
  profonda, del suo impegno umano e morale a sostegno degli ultimi, e
  tra  gli ultimi c'è anche questa categoria di sussidiati lavoratori
  che,  però, sono persone a cui dobbiamo dare una risposta.  Capisco
  che  è inammissibile. Per non compromettere nemmeno la vicenda  dei
  PIP, che merita il dovuto rispetto - quindi non insisto, perché non
  dobbiamo  fare  una  guerra, poi, tra poveri,  anzi  dobbiamo  dare
  dignità  alle  persone  -  allora,  affido  a  lei  l'impegno  che,
  certamente, lei saprà portare avanti innanzitutto di negoziare  con
  lo  Stato,  e  col Governo nazionale, una posizione di salvaguardia
  per questi lavoratori, ancorché non contrattualizzati ma certamente
  utilmente collocati nelle pubbliche amministrazioni e negli enti  a
  noi collegati, signor Presidente, e so che lei troverà la forma, la
  dignità  e  anche  l'impegno per dare sostanza a quelle  cose  che,
  adesso, abbiamo detto.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  questa  norma,
  ovviamente, è una norma che già da tempo si discuteva, e sulla  sua
  impostazione  a  lungo  si  è  discusso perché,  evidentemente,  la
  fattispecie di questi soggetti, che noi chiamiamo ex PIP, ma che in
  realtà  hanno  una  lunga storia, trentennale presso  la  città  di
  Palermo,  erano  stati  per lungo tempo utilizzati  dal  Comune  di
  Palermo, attraverso una società il cui nome era SPO che li  gestiva
  in termini di contratto.
   Quando, nel 2008, la regione fece transitare il bacino per  intero
  attraverso una norma di legge, dentro l'alveo regionale, ovviamente
  non  era  questo  il loro posizionamento. Furono  inseriti  in  una
  società,   come   ricordava  l'onorevole  Cracolici,   la    Social
  Trinacria   durante  la  quale esistenza, i soggetti  in  questione
  godevano  di  un contratto di lavoro a tutti gli effetti,  ed  ecco
  perché,  oggi, si ripropone il tema di dare, a questi lavoratori  -
  perché così sono, lavoratori - una veste, effettivamente, giuridica
  di  quello  che, poi, di fatto fanno. Perché, è pur vero  che  oggi
  sono  utilizzati,  presso le amministrazioni e  presso  enti  vari,
  statali,  regionali, ma c'è anche da dire che in  passato  il  loro
  ruolo  è stato quello di lavoratori, quindi, hanno goduto di quelli
  che  sono  gli istituti previdenziali di un lavoratore: diritti  di
  malattia, diritti di ferie, diritti di legge 104, cioè i diritti di
  un lavoratore.
   Quando,  purtroppo, durante i cinque anni del Governo  scorso,  la
  scelta     signor Presidente non riesco a sentire  neanche  la  mia
  voce, chiedo scusa, ma non riesco a sentire neanche me stessa

   PRESIDENTE.   Per favore onorevoli Figuccia, Foti, Cracolici,  per
  favore  Grazie. Milazzo è inutile che lo dico, ovviamente.

   CARONIA. Abbiamo perso le speranze. Quando, durante i cinque  anni
  scorsi,  il  Governo  Crocetta ha deciso di  fare  marcia  indietro
  rispetto a quello che era l'utilizzo o meglio l'impiego di soggetti
  che  non  sono  più  stati dei lavoratori ma sono  stati  impiegati
  presso le amministrazioni e presso gli enti pubblici è chiaro che a
  questi   soggetti   sono  venuti  meno  una   serie   di   istituti
  previdenziali, ma anche la possibilità di potere, come  dire,  dare
  contezza ad un percorso personale di vita perché nel momento in cui
  non  hai  uno  stipendio  e, quindi, non  sei  destinatario  di  un
  contratto  di lavoro, perdi la tua visione di lavoratore,  non  sei
  più un lavoratore, lo dice la parola stessa.
   Credo che questa norma è un tentativo che stiamo facendo, ciascuno
  con  la  propria  onestà  intellettuale, per  dare  seguito  ad  un
  percorso  che, comunque, dopo trent'anni credo che sia  doveroso  e
  qualunque  Governo di buon senso, noi lo siamo, non può che  porsi,
  così  come  abbiamo fatto, in maniera assolutamente laica,  davanti
  alle  associazioni sindacali, davanti alle varie parti sociali  che
  hanno  rappresentato le problematiche, cercando di  individuare  un
  percorso.  L'assessore più volte si è detta disponibile  a  trovare
  delle  soluzioni varie che non fossero strettamente soltanto legate
  alla  Resais,  abbiamo  valutato varie ipotesi,  oggi  arriviamo  a
  questa: è un'ipotesi. E' chiaro che il Governo di questa Regione si
  sta  assumendo  anche il compito e l'onere in  buona  coscienza  di
  volere sostenere un percorso.
   E'  chiaro  che  i  problemi  che  verranno  lungo  la  strada  li
  affronteremo al meglio, cercando di dare le motivazioni quanto  più
  compiute  rispetto ad un percorso che, al di là di tutto, ha  anche
  un  suo  valore  sociale perché, signor Presidente, dobbiamo  anche
  dire  che in questi anni in cui i lavoratori hanno prestato la loro
  attività all'interno della CUC, qualcuno ricordava la CUC, ma posso
  anche   dire  presso  dipartimenti,  presso  le  direzioni,  presso
  addirittura  a dei tribunali, presso le caserme, cioè  noi  abbiamo
  dato  forza  lavoro a soggetti, abbiamo dato forza lavoro  a  degli
  enti che ricoprono ruoli importanti nella nostra società.
   Quindi,  anche  questi soggetti si sono riqualificati,  perché  la
  loro  presenza accanto ad altri lavoratori che magari avevano avuto
  un  percorso di vita più semplice, questi lavoratori provengono  da
  un  bacino  che  si  chiama ex Pip perché  molti  di  questi  hanno
  sbagliato  nella loro vita, hanno, purtroppo, compiuto un  percorso
  di vita che li ha portati a sbagliare, ma si sono reintegrati.
   E  allora,  questo tentativo di reintegro, secondo me,  in  questi
  anni,  si è ulteriormente bonificato perché l'avere potuto lavorare
  fianco a fianco con un dipendente regionale e avere potuto ottenere
  una  qualità  di  vita analoga, secondo me, ha  dato,  ha  reso  in
  termini  sociali qualcosa di estremamente positivo. Bene ora  siamo
  arrivati ad una soluzione.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la prego di concludere.

   CARONIA. Procedo alla conclusione, soltanto qualche secondo.
   Ritengo che questa norma vada perseguita, le problematiche che  si
  creeranno ovviamente andranno con coscienza affrontate.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

     Dall'altra,  dobbiamo anche comunque dire che,  per  quello  che
  diceva l'onorevole Cracolici, noi stiamo comunque nelle more  delle
  definizioni  delle procedure, comunque procediamo con le  attività.
  Per  cui,  il  sostegno a reddito che viene erogato  attraverso  il
  sussidio che l'Inps dà verrà continuato ad essere erogato  per  cui
  nessun  allarmismo non stiamo facendo nulla che interrompa  d'amblè
  un percorso, stiamo cercando di traguardarlo.
   Ritengo  che  il compito della politica non è soltanto  quello  di
  leggere  le carte, ma di operare delle scelte. Questa è una scelta,
  la  scelta  di  volere dare una continuità, una  continuità  ad  un
  percorso che finalmente dovrà trovare fine perché è impensabile che
  trent'anni  di  formazione non abbiamo prodotto  nulla.  Credo  che
  qualcosa abbiamo prodotto.
   Per  quello  che sarà la parte, invece, ci sono degli aspetti  che
  abbiamo,  insieme  ad  alcuni colleghi,  abbiamo  in  qualche  modo
  stigmatizzato,  saranno  poi oggetto del prossimo  emendamento  che
  verrà distribuito, perché, per voler essere assolutamente certi che
  l'articolo ricomprenda tutti coloro i quali fanno parte  di  questo
  bacino, noi ci siamo limitati a dare un'indicazione che riguarda  i
  soggetti  utilizzati nel bacino, chiamandoli così come si chiamano:
  emergenza Palermo, ex PIP.
     Comprendendoli tutti, senza nessuno escludere, abbiamo dato  una
  versione   che,  peraltro,  in  qualche  modo  corregge  anche   la
  possibilità  che  sia  soltanto l'assessore a  dover  stabilire  la
  possibilità di coloro i quali volessero rientrare di farlo da  soli
  o condivisa con la Giunta.
   Noi  crediamo  che  sia la Giunta, su indicazione  dell'assessore,
  stabilire  quali siano questi criteri e, perché no,  anche  che  lo
  faccia  col  conforto della commissione parlamentare che  possa  in
  qualche modo supportare il lavoro.
   Ultimo  aspetto. Ovviamente, una notazione: non si  parla  di  una
  dotazione  organica perché, purtroppo, non stiamo  parlando  di  un
  bacino di lavoratori per cui questa è un'improprietà.
   La  dotazione  organica non è un termine che può  essere  lasciato
  così perché bisogna parlare di un elenco.
   Ad  oggi parliamo di un elenco di sussidiati che,  mi auguro,  con
  questo articolo possano diventare nel futuro dei lavoratori,  dando
  onestà  e  dando  un percorso di dignità a queste tremila  famiglie
  che, in qualche modo, oggi stanno aspettando una risposta da questo
  Governo  il quale sta dando grande prova di coraggio e di  capacità
  di voler fare.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente   della  Regione,  l'argomento  è  serio  ed  abbastanza
  pesante.  Parliamo di 2.500 persone, famiglie e questo  sicuramente
  ci porta ad avere un atteggiamento positivo. L'onorevole Cracolici,
  insieme   a  qualche  altro  collega  del  Gruppo,  ce  le  avevano
  presentate, anche al nostro interno.
   Ci  sono  preoccupazioni, ci sono timori però non si  può  perdere
  l'occasione  di provarci. E lì sicuramente il Governo  dovrà,  poi,
  svolgere un ruolo importante nel difendere la norma che noi  stiamo
  facendo. Su questo non ci sono dubbi, perché è una norma che  dovrà
  essere difesa.
   Ma  io  non voglio entrarci più di tanto nel senso che  a  me  sta
  benissimo   -   l'ho   detto   prima  -    abbiamo   condiviso   la
  stabilizzazione  per  gli  enti locali e siamo  contenti  e  felici
  quando  vengono  stabilizzati  precari  storici  che  sono  serviti
  solamente  al politico di turno per costruire consensi  elettorali.
  Ma ve lo dice uno che, dopo vent'anni e passa di attività politica,
  signor  Presidente, non ha mai messo un precario in  nessun  posto,
  come  lei  sicuramente, e li ha stabilizzati e lei lo sa perché  io
  l'ho detto più di una volta.
   Io  appartengo  a quel comune capoluogo che non pesa  un  soldo  a
  questa Regione per la stabilizzazione dei precari. E gli amici miei
  del  Movimento Cinque Stelle, che amministrano la città,  lo  sanno
  bene,  non hanno trovato un precario, non hanno trovato un precario
  perché da sindaco li ho stabilizzati.
   In  questo  Regione  siciliana, oggi, abbiamo  stabilizzato  tanti
  precari agli enti locali, ci avviamo anche alla stabilizzazione  di
  quest'altra  parte di precari. Ragusa è a gratis,  cioè  il  nostro
  precariato degli enti locali non pesa sulla Regione.
   Perché  le  dico  questo, Presidente? Almeno, vi  prego,  le  cose
  essenziali. Io gliel'ho detto nel mio primo intervento di  apertura
  riferito al consorzio di bonifica, vi cerchiamo almeno i soldi  per
  gli stipendi.
   Le  stabilizzazioni le abbiamo fatte noi, rimane quel problema che
  abbiamo  -  di cui ho parlato prima - dei contrattisti ex  LSU  che
  rimangono non stabilizzati, poca cosa, cento e più persone.  Ma  io
  sono  sicuro che lei se ne interesserà. Abbiamo presentato l'ordine
  del giorno, ma almeno gli stipendi.
   Siamo  contenti  che nel resto della Sicilia vengono  stabilizzati
  migliaia di persone, siamo contenti, non mancherà neanche il nostro
  voto, non mancherà neanche il nostro voto, l'opposizione c'è,  però
  io  da  ragusano  che  non  pesa in questa grande  stabilizzazione,
  Presidente le chiedo di garantire almeno le risorse degli stipendi.
   Faremo  la  nostra parte. Sì Presidente lei è il presidente  della
  Regione,  sono  sicuro  che lei insieme  al  suo  Governo,  insieme
  all'assessore  Bandiera, sicuramente non  farà  mancare  a  noi  la
  possibilità almeno le risorse degli stipendi. Non le diamo in  dote
  enti locali da stabilizzare, non le portiamo situazioni di migliaia
  di persone da stabilizzare, ma almeno gli stipendi.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  non
  potevo   rinunciare  a  questo  intervento,  credo  lo   condivida,
  soprattutto  in funzione di alcuni aspetti che sono  stati  ritengo
  impropriamente  illegittimamente e  in  maniera  strumentale  posti
  fortunatamente  da pochi in quest'Aula. Perché non  si  può  sentir
  dire  che  questa  norma  era perfettibile perché  chiunque  avesse
  voluto  dare  un  contributo prima in Commissione  lavoro,  poi  in
  Commissione  bilancio  e adesso in Aula, avrebbe  potuto  farlo  in
  tutte le sedi che gli competono.
   Detto questo, finalmente dopo 17 anni, ormai quasi 18, abbiamo una
  possibilità,  Presidente dell'Assemblea, Presidente della  Regione,
  la  possibilità è quella di mettere la parola fine ad un  atto,  ad
  una  storia  di  illegittimità e di lavoro nero.  Perché  questo  è
  accaduto  in  questo  18  anni rispetto a questo  bacino.  Soggetti
  impegnati in vari rami dell'amministrazione, soggetti impegnati  in
  strutture  sanitarie,  soggetti  a  cui  è  demandata  tante  volte
  un'attività  a  tutela, a garanzia, per salvare vite umane.  Perché
  questo  fanno  alcuni  di  questi  operatori  impegnati  in  alcune
  strutture  ospedaliere  e ancora operatori appartenenti  al  bacino
  Emergenza Palermo, dei piani di inserimento professionale, soggetti
  impegnati   nei   servizi  essenziali,  all'interno   dei   comuni,
  all'interno di diversi dipartimenti dell'amministrazione regionale.
  Soggetti che avviano la loro esperienza come dice la stessa  parola
  Emergenza  Palermo, per garantire interventi di  inclusione  socio-
  lavorativa.  Soggetti che sono stati per tanti anni pagati  con  un
  sussidio,  con  una forma di sostegno al reddito fino  ad  arrivare
  persino all'erogazione di un voucher. Sappiate e ritengo che  tutti
  dovremmo  saperlo  in quest'Aula, il meccanismo dei  voucher  è  un
  meccanismo che in questo Paese ci siamo lasciati.
   E  allora,  come si può pensare di continuare ad erogare  un  mero
  sussidio,   un   mero  voucher  a  soggetti  la  cui   attività   è
  regolamentata  e  disciplinata giorno dopo giorno  con  un  impegno
  orario  di  cinque ore giornaliere fino ad arrivare  a  trenta  ore
  settimanale.
   Ci  sono questo 2.500 soggetti circa che ogni giorno, giorno  dopo
  giorno, vanno sul posto di lavoro garantendo servizi essenziali e a
  fine  mese gli si dà un sussidio. Come se si stesse sostenendo  una
  famiglia  che  ha  avuto occasionalmente una questione  di  disagio
  sociale.
   Ho  lavorato tanti anni ai servizi sociali. L'assistenza economica
  straordinaria  si chiamava. Si dava ad una famiglia  che  aveva  in
  quel  momento,  perso il lavoro, che era afflitta da una  questione
  sanitaria ma non, certamente, ad un soggetto che, ormai,  è  legato
  da   un   rapporto   di   lavoro  all'interno   di   una   Pubblica
  Amministrazione.
   La  verità  è  che, oggi, ci sono tutti gli indicatori  perché  si
  parli  di  lavoro  subordinato. La verità è che le  amministrazioni
  regionali  avrebbero dovuto ricevere una condanna  dalla  Corte  di
  giustizia europea, perché hanno continuato a porre in essere  forme
  di lavoro nero in Sicilia, legittimate dallo Stato.
   Ritengo che, finalmente, questo Governo stia assumendo, in maniera
  decisa  e  con senso di responsabilità, una scelta che è quella  di
  rompere  con  il  passato, di rompere le catene che tengono  questi
  soggetti  vittime di una condizione che li sottopone a  ricatti,  a
  precarietà, anno dopo anno.
   Si  pone  fine, finalmente, a questa vicenda, lo si  fa,  non  con
  un'assunzione,   una  stabilizzazione  in  termini   generali   ma,
  attraverso  un  transito  e,  quindi,  un  passaggio  graduale,  un
  transito  in  Resais  che  prevede contestualmente  un  sistema  di
  accompagnamento, attraverso l'erogazione, ancora, del  sostegno  al
  reddito fino a quella fase.
   Dopodiché,  dico  ai  colleghi del Movimento  Cinque  Stelle,  che
  vorrebbero  dare  questo reddito di cittadinanza a tutti,  intanto,
  proviamo,  a garantire ed a tutelare quei soggetti che da  20  anni
  prestano  la  loro  opera lavorativa, per il  resto,  ci  troveremo
  d'accordo  rispetto a tutte quelle forme di sostegno  purché  siano
  inquadrate in una logica di inclusione da una parte, ma di sviluppo
  e di produttività dall'altra.
   Questo  è  il principio ispiratore di questa norma e,  con  questo
  auspicio, il Governo e la maggioranza di questo Parlamento salutano
  una  norma  che,  finalmente, davvero, onorevole  Presidente  della
  Regione, potrà rompere queste catene.
   Un  grazie,  quindi, da parte mia, da parte di questa maggioranza,
  al  Presidente della Regione, al Governo regionale perché credo che
  stiamo compiendo un atto di grande responsabilità.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   sono
  avvicinata al banco della Presidenza, mentre parlava l'onorevole Lo
  Curto,  per  chiederle di apporre la mia firma all'emendamento  che
  l'onorevole  stava  presentando,  che,  però,  lei  ha   dichiarato
  inammissibile.
   E, chiaramente, qui, non sono per fare polemica, anzi è importante
  che  si  possa trovare un percorso che sia salutare e  sano,  anche
  per,  come è stato fatto in Commissione, per questi precari, i PIP,
  ma è pure vero che è innegabile sottolineare che questo ha attivato
  una  guerra  tra  poveri.  E che, ognuno di  noi,  con  la  propria
  sensibilità, sente forte l'esigenza di dire, fuori, a chi è rimasto
  escluso da questa soluzione giuridica che, oggi, stiamo affrontando
  per alcuni precari che, anche per loro, un percorso di dignità deve
  essere trovato.
   A  me,  però,  sono  rimaste  impresse le  parole  del  presidente
  Musumeci che, l'altra sera, ha detto a quest'Aula che l'impegno del
  suo  Governo  non è quello di assicurare un posto di lavoro  ma,  è
  quello di assicurare un lavoro.
   E  c'è  una  bella  differenza. Dare un posto di  lavoro  che  sia
  produttivo,  che  sia utile è diverso che assicurare  un  posto  e,
  quindi,  uno  stipendio  perché, mentre  chi  vuole  assicurare  un
  reddito  a  prescindere  ci  sono, in questa  nostra  Terra,  tanti
  siciliani  che  danno  un servizio ai siciliani  e  che  non  hanno
  tutelato il loro lavoro.
   Ha  parlato l'onorevole Lo Curto degli ASU,  nelle nostre Province
  molti  musei  sono aperti e molti luoghi di culto  sono  assicurati
  alla fruizione turistica, proprio grazie al loro lavoro prezioso, e
  non hanno la dignità e la serenità nel loro percorso lavorativo.
   E'  chiaro a tutti noi il problema che hanno e che vivono  gli  ex
  sportellisti. E anche lì non bisogna cercare una tutela  del  posto
  di  lavoro,  ma  bisogna assicurare alla Sicilia la possibilità  di
  mettere a frutto quelle professionalità che la Regione siciliana ha
  formato  e  che  adesso  si  vede,  invece,  priva  proprio   degli
  orientatori.  Non  abbiamo  più  sportellisti  multifunzionali  che
  servono per le politiche attive del lavoro.
   Quindi,   immagino   che   lo  stesso  percorso   dell'emendamento
  dell'onorevole  Lo  Curto,  che è stato  dichiarato  inammissibile,
  nonostante avesse individuato la copertura finanziaria, temo  possa
  trovarlo anche quello degli ex sportellisti che assicurerebbero  un
  percorso  anche  nella  formazione e  nelle  politiche  attive  del
  lavoro.
   Allora,   chiedo   con   umiltà,  ma   con   determinazione,   che
  quest'Assemblea  si  preoccupi, così come ha  detto  il  presidente
  Musumeci, di tutelare il lavoro e, quindi, di assicurare la dignità
  a  quei siciliani, ovunque siano residenti, che svolgano in Sicilia
  un  lavoro assolutamente utile ed indispensabile e che se oggi,  in
  questa  sede,  in  questa legge di stabilità, non  stanno  trovando
  rassicurazioni  ed un percorso giuridico di stabilità,  possano  in
  futuro trovarlo con l'impegno appunto del governo Musumeci.

   MILAZZO. Fai l'emendamento, salvifico per tutti, e occupati  delle
  tue cose

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, basta  Non è possibile   Onorevole
  Savarino, la prego, vada a sedere.

   SAVARINO. Presidente, tenga a bada l'onorevole Milazzo.

   PRESIDENTE. Ho già rimproverato l'onorevole Milazzo.
   Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa  e  riprenderà  domani,
  lunedì 30 aprile 2018, alle ore 10.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 21.37 di domenica 29 aprile 2018, è
                                ripresa
                alle ore 10.01 di lunedì 30 aprile 2018)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino i deputati,
  il  Governo è presente, siccome dobbiamo iniziare con le votazioni,
  sarebbe il caso di rinviare di un quarto d'ora, non di più,  perché
  entro  oggi, come voi sapete, la  Finanziaria' deve essere  chiusa.
  Io  spero  vivamente  di non arrivare alle  ore  22.00,  ma  potere
  chiudere comodamente nel pomeriggio e poi andarci a riposare un po'
  tutti.  Per  cui,  spero che entro un quarto d'ora possano  esserci
  tutti i colleghi e riprendere i lavori.
   Pertanto, sospendo la seduta per 15 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.02 è ripresa alle ore 10.32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si passa direttamente alla votazione dell'emendamento
  78.R,  che  sostituisce l'articolo 78. Sono  stati  presentati  due
  emendamenti,   però  entrambi  sono  inammissibili.   Poi,   se   i
  presentatori  ne  vogliono  spiegata la  motivazione  lo  facciamo,
  perché  qua  non  li vedo. Invece, nel testo dell'emendamento  78.R
  dovete considerare due modifiche di tipo assolutamente linguistico:
  al  comma  7  dove  dice   fermo restando la  dotazione  organica ,
  bisogna  chiamarla   la  consistenza  numerica   e  non   dotazione
  organica ,  ma  la  sostanza  è la stessa;  e  sempre  al  comma  7
  all'ultimo  rigo,  dove dice  posti vacanti nella stessa  dotazione
  organica , bisogna mettere  nel medesimo elenco .
   Con queste due piccole modifiche, pongo in votazione l'emendamento
  78.R, a firma della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CIANCIO. Dichiaro il voto contrario del Movimento Cinque Stelle.

   PRESIDENTE. Voto contrario, va bene. Ve l'ho fatto approvare senza
  interventi dell'onorevole Milazzo, dovreste essere tutti  contenti.
  Onorevole Figuccia, prenda posto, così andiamo avanti.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                        Sull'ordine dei lavori

   TANCREDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, mi spiace molto che  si  sia  votato
  immediatamente questo articolo che ieri aveva sottoposto l'Aula  ad
  una  discussione  molto articolata e c'erano  anche  una  serie  di
  interventi  che  non si sono potuti espletare perché  la  seduta  è
  stata  interrotta, perché a parere mio potevano  dare  un  percorso
  diverso a tutta la trattazione.
   Credo che questa modalità di chiudere gli articoli in maniera così
  perentoria   non   aiuti   la   serenità  dell'Aula   nell'attività
  parlamentare. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Tancredi. Ieri si è  dibattuto  sin
  troppo  su questo articolo e siccome noi, come sapete, entro  oggi,
  dobbiamo varare la  Finanziaria' perché non si va oltre mezzanotte,
  entro  la giornata di oggi che è il giorno 30, ultimo giorno  utile
  per  varare la  Finanziaria' e questa Presidenza pretende -  perché
  altrimenti ne va di mezzo l'esistenza stessa di quest'Assemblea   -
  che  entro giorno 30, così come previsto dalla legge, si chiude  la
   Finanziaria'.
   Onorevoli  colleghi, è ovvio che se le condizioni di  serenità  ci
  sono  per  finire oggi la chiuderemo con serenità, diversamente  il
  Presidente sarà costretto - vi prego di credermi, non lo faccio con
  piacere  -  ad interrompere o comunque a velocizzare perché,  entro
  oggi,  la  legge  dice  che  deve essere varata  la   Finanziaria',
  diversamente verrà sciolta quest'Assemblea.
   Io  sono  il Presidente di quest'Assemblea è farò di tutto  perché
  non  venga sciolta, quindi, chiedo scusa sin da ora, se laddove  ci
  saranno  troppi interventi, ad un certo punto, non darò  la  parola
  però  non  possiamo rischiare ad andare oltre la giornata di  oggi,
  per  cui  vi  prego  di scusarmi se dovrò fare  qualche  intervento
  magari un po' troppo brusco.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


            Riprende l'esame del disegno di legge n. 231/A

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati dalla  Commissione
  due emendamenti Comm.1 e il Comm.2. Il Comm.1 riunisce gli articoli
  dal 45


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                        Sull'ordine dei lavori

   ARANCIO. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, convengo  con  lei
  che  bisogna  chiudere la  Finanziaria' però le  chiedo  con  tanta
  gentilezza  che all'articolo 78 era allegato un subemendamento  che
  riguardava  un  bacino,  che abbiamo sempre  trattato  storicamente
  assieme  ai  PIP, che riguardava un'area geografica  della  Sicilia
  centrale, la provincia di Caltanissetta e la provincia di Enna, che
  praticamente  tutte le tappe, ferie e malattie sono state  date  ai
  PIP,  ferie  e  malattie sono state date agli  RME.  C'è  stato  un
  riconoscimento  di  diritti che è stato  sempre  fatto  in  maniera
  parallela, quindi mi fa sentire in una situazione di stranezza  che
  questa volta i loro destini vengano disgiunti.
   Signor Presidente, non mi piacerebbe pensare che questo Parlamento
  fosse   Palermocentrico  e si scordasse che questo bacino  è  stato
  creato  proprio per le provincie più povere della Sicilia che  sono
  le province di Caltanissetta e di Enna.
   Io  le  chiedo, gentilmente, di rivedere questa situazione  perché
  c'è  una equivalenza e non sarebbe corretto nei confronti di questi
  lavoratori  che  sono stati sempre considerati in  aree  differenti
  però  nello  stesso  bacino.  Quindi,  le  chiedo  di  rivedere  la
  situazione  e  di rimettere in votazione questo subemendamento  che
  farebbe giustizia.
   PRESIDENTE.  Onorevole  Arancio, intanto la  ringrazio.  Comprendo
  perfettamente la sua obiezione ma, ieri, sono stati presentati  una
  serie di emendamenti per tante categorie e siamo stati costretti  a
  considerarli tutti inammissibili perché il bacino diventava  enorme
  e,  quindi,  non  eravamo  più  nelle condizioni  di  continuare  a
  proporre questa legge.
   Ovviamente,  sempre  pronto  a  rivedere  queste  cose  in   altre
  occasioni, quando volete ma, ieri, non era possibile farlo.  Questi
  emendamenti  che  erano stati presentati sulle altre  categorie  di
  disagiati erano tutti inammissibili.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


            Riprende l'esame del disegno di legge n. 231/A

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  stiamo  venendo
  ora a conoscenza della presenza di queste due riscritture, Comm.1

   PRESIDENTE. Erano stati distribuiti ieri.

   ZAFARANA.   a  conoscenza nel senso che il testo  lo  sto  potendo
  leggere ora. E il Comm.2. Uno che comprende tutta la seconda  parte
  del testo della  Finanziaria' attualmente in discussione, però vedo
  che  dentro  sono ritornate anche norme che erano state  stralciate
  dalla Presidenza, per esempio

   PRESIDENTE. Assolutamente no.

   ZAFARANA. Faccio qualche esempio. Andiamo a verificare. Promozione
  vino  sui  mercati  dei  Paesi  terzi;  agenzia  comunale  per   il
  risanamento  e la riqualificazione urbana della città  di  Messina.
  Questi  erano  stati tutti quanti stralciati.  E,  poi  nel  Comm.2
  abbiamo invece la riscrittura

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, per risponderle. Non c'è  niente  che  sia
  stato stralciato. Per alcuni articoli la Commissione, aveva chiesto
  una  riscrittura,  quindi, li aveva temporaneamente  stralciati  in
  attesa  della  riscrittura.  E questa è  la  riscrittura.  C'è  una
  lettera

   ZAFARANA.  Signor Presidente, prendo atto che c'è da  parte  della
  Commissione questo documento in cui ci sono alcuni degli  argomenti
  che erano stati tolti di mezzo.

   PRESIDENTE. C'è una lettera della Commissione  Bilancio' a tutti

   ZAFARANA.  Sì  l'ho  letta perfettamente  Il secondo  punto  della
  lettera...

   PRESIDENTE.  con cui alcuni articoli vengono stralciati in  attesa
  di  riscrittura. Questa è la riscrittura. Garantisco  che  non  c'è
  nulla di nuovo rispetto a quello che è stato già presentato. Me  ne
  faccio garante come Presidente.

   ZAFARANA. E poi nel Comm.2 ci sono tutti quegli articoli che erano
  stati   per   il  momento  accantonati  in  attesa  di   un   nuovo
  inquadramento poiché a valere su Fondi comunitari, quindi anche sul
  POC e mi chiedo come. Mi chiedo, e chiedo anche al Governo, come si
  possano  prevedere interventi sul POC che è un Piano  operativo  di
  completamento quando andiamo a prevedere anche interventi di  nuovi
  avvio con bandi e gare. Poi, su questo, entreremo nel merito. Fermo
  restando questo, non entro nel merito.
   Chiedo,  signor  Presidente,  se è  possibile  -  anzi  no,  se  è
  possibile,  deve  essere possibile - per noi di poter  innanzitutto
  far  valere  gli  emendamenti al testo per questo testo,  di  poter
  subemendare. Pertanto, chiedo di poter avere un tempo  congruo  per
  potere  subemendare,  entrare nel merito,  magari  riprendere  dopo
  pranzo per fare un lavoro come si deve. La ringrazio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, intanto le rispondo sul  problema
  della  programmazione.  E'  stata inserita  in  un  unico  articolo
  proprio  perché  è stato fatto un articolo di indirizzo.  E'  stato
  fatto  appositamente, su richiesta della Presidenza dell'Assemblea,
  proprio  perché non potevamo intervenire su Fondi extra  regionali,
  quindi li abbiamo messi tutti insieme. Ma si tratta di un indirizzo
  cioè di una richiesta programmatica, non certo di una richiesta  di
  spesa.
   Onorevole  Zafarana, mi dispiace che lei non  ricordi.  Ma  quando
  ieri  ho annunziato che ci sarebbero stati questi emendamenti mi  è
  stato  chiesto il tempo per vederli. Li abbiamo consegnati ieri  ed
  abbiamo  evitato  di farli ieri perché tutti avessero  quasi  mezza
  giornata, compreso oggi

   LUPO. Non è vero

   ZAFARANA. Siamo in due a dirlo

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lupo,  le  garantisco  che   sono   stati
  consegnati ieri. Quello della programmazione forse è nuovo. L'altro
  è stato materialmente consegnato ieri. Per cui il tempo c'è stato.
   Onorevole   Zafarana,  forse  lei  non  vuole  concludere   questa
   Finanziaria'.

   ZAFARANA. Io la voglio concludere nel migliore dei modi.

   PRESIDENTE.  Io la devo concludere  Chiedo agli uffici.  Quando  è
  stato  consegnato  il  testo? Il Comm.1 è  stato  distribuito  ieri
  pomeriggio.

   SIRAGUSA. Non è vero

   ZITO. Li abbiamo avuti solo ora.

   PASQUA. Non è vero. Stiamo scherzando

   PRESIDENTE.  Mi correggo, tutti e due sono stati distribuiti  ieri
  pomeriggio. Ora sono stati ridistribuiti. Posso andare a vedere  il
  verbale.
   Ovviamente, onorevole Zafarana, per gli emendamenti basta chiedere
  che  vengano  considerati validi e, ovviamente,  tutti  quelli  che
  erano stati presentati rimangono validi.

   ZAFARANA. E altri.

   PRESIDENTE. Altri a questo non credo che se ne possano presentare,
  ma quelli che ci sono ci sono.

   ZAFARANA. Si possono fare

   PRESIDENTE. Quelli che ci sono, ci sono. Se li considerate  validi
  basta  dirlo. Siccome io non voglio in alcuna maniera esasperare  i
  rapporti tra di noi, prima di dare la parola all'onorevole Lupo, ho
  sentito anche il Presidente della Regione che, in questo momento, è
  pure  impegnato,  per cui arriverà tra mezz'ora. Dopo  l'intervento
  dell'onorevole  Lupo interrompo mezz'ora per dare modo  di  leggere
  questi  emendamenti che, però, vi garantisco, di fatto, sono quelli
  che erano riportati in un unico articolo. Non c'è nulla di nuovo.

   ZAFARANA.  Sì,  ho  capito,  Presidente.  Lei  ci  deve  dare   la
  possibilità di applicare il Regolamento e lavorare serenamente.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  prima  di  entrare  nel  vivo   della
  discussione  della  legge  di stabilità, volevo  chiederle,  se  lo
  ritiene,  di fare osservare all'Aula, quindi, di ricordare  insieme
  Pio  La  Torre e Rosario Di Salvo, barbaramente uccisi dalla  mafia
  trentasei anni fa. Pio La Torre, è stato un deputato dell'Assemblea
  regionale siciliana, penso che sia questo un sentimento comune.

   PRESIDENTE. Mi considero colpevole per non averlo fatto  io  e  la
  ringrazio molto.
   Facciamo un minuto di raccoglimento in memoria dell'onorevole  Pio
  La Torre che è stato deputato di questo Parlamento.

              (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


            Riprende l'esame del disegno di legge n. 231/A

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, solo perché  resti  a  verbale  la  mia
  preoccupazione  per la scelta che è stata operata. Mi  rendo  conto
  che  i tempi della  Finanziaria' siano stretti e vadano rispettati,
  sono  tempi  che  mordono  l'attività  che  stiamo  costruendo   in
  quest'Aula,  ma  l'idea  di  andare  a  discutere  o  a  votare  un
  maxiemendamento  dentro  il quale sono  compresi  i  Fondi  per  il
  terremoto  di Messina e per il ripopolamento del coniglio selvatico
  pone qualche problema di coerenza dal punto di vista della logica e
  dell'intervento  sulla materia. Anche per questo  le  chiederei  di
  poter  votare  per  parti separate, comma per comma,  i  commi  che
  compongono l'articolo che è stato presentato all'esame dell'Aula.

   PRESIDENTE.   Di  quale  parla,  onorevole  Fava?   Quello   della
  programmazione o l'altro?

   FAVA.  Sicuramente il secondo, quello che ha accorpato  tutti  gli
  articoli  dal  45 in poi. In modo che si possa avere  un  voto  che
  possa  distinguere il destino dei conigli selvatici da  quello  dei
  baraccati di Messina.

   PRESIDENTE.  Onorevole Fava, la proposta è ovviamente  accoglibile
  se  passa.  Quando  lei chiederà di votare per parti  separate,  al
  momento del voto, l'Aula lo considererà.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente, le assicuro  che  ho  avuto  questa
  mattina, dieci minuti fa, questo foglio. Mi faccia continuare,  per
  favore, non voglio entrare in polemica.

   PRESIDENTE. Mi deve credere, lo ha riavuto.

   SIRAGUSA. Sicuramente, è stato scritto ieri, nessuno lo  mette  in
  dubbio.  Ma  scritto ieri non significa distribuito ai parlamentari
  ieri.  Significa che è stato scritto ieri e messo da qualche  altra
  parte e distribuito oggi. Ma andiamo oltre.
   Le  chiedo  che  tutti  gli emendamenti presentati  dal  Movimento
  Cinque  Stelle  agli articoli che sono inseriti  in  questo  Comm.1
  vengano  riconsiderati e valutati anche nell'analisi del Comm.1  in
  questione e anch'io mi unisco alla richiesta dell'onorevole Fava di
  votare per parti separate l'emendamento Comm.2. Questo è quanto.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Siragusa. Se  non  ci  sono  altri
  interventi  diamo  quel breve periodo che è stato richiesto  perché
  tutti  possiate  vedere e perché ci possiate dire  quali  sono  gli
  emendamenti  che rimangono validi al nuovo testo e  ci  aggiorniamo
  alle ore 11.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.51, è ripresa alle ore 11.21)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, in riferimento  agli  emendamenti
  già presentati, basta che ci dite, passo passo, che sono quelli che
  esistono già, ma emendamenti nuovi non se ne possono presentare.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, volevo chiederle se ci può rassicurare
  sul  fatto  che magari, man mano che affrontiamo gli  articoli,  li
  possiamo eventualmente presentare e non dobbiamo presentarli  tutto
  adesso.

   PRESIDENTE.  Voi ci dovete dire quali sono quelli  da  recuperare.
  Nel  senso  che  gli  emendamenti che erano stati  presentati  agli
  articoli,  oggi  sono emendamenti al comma. Ma non  cambia  niente,
  perché i commi sono esattamente quelli che erano gli articoli.

   CIANCIO. E se ci sono nuovi subemendamenti?

   PRESIDENTE. Man mano che andiamo avanti, basta che qualcuno di voi
  si alzi e dice che valgono gli emendamenti presentati.

   CIANCIO. Quelli presentati al testo originale. Ma se ci sono nuovi
  subemendamenti, li possiamo presentare al maxiemendamento?

   PRESIDENTE.   Nuovi  emendamenti  veramente  non   si   potrebbero
  presentare, onorevole Ciancio, però onestamente io sarei d'accordo.
  Nel  senso  che  la  regola dice che sugli  emendamenti  presentati
  durante   il   corso  del  dibattito  si  possono  presentare   dei
  subemendamenti,  ma  siccome quelli come emendamenti  non  esistono
  più, dovrebbero essere emendamenti a questo testo.
   Io   credo  che,  visto  e  considerato  che  è  stato  fatto   il
  maxiemendamento,  sarebbe una forzatura, per  cui  lo  consentiamo.
  Diamo  per  scontato  che  si  possono presentare  emendamenti  che
  riguardino di fatto, però, il testo.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  tempo  è
  servito  per potere leggere più approfonditamente il testo arrivato
  stamattina.
   Allora,   per   esempio,   io  vedo  l'articolo   61    Contributo
  straordinario al libero Consorzio di Caltanissetta , che nella nota
  distribuita da questa Presidenza era stato stralciato poiché  nella
  formulazione  precedente - io ho il testo precedente  -  l'articolo
  61, disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta dell'Aula
  n.  39  etc  , era stato stralciato poiché prevedeva un  contributo
  diretto a soggetti privati.
   Ora, al netto del fatto che ha avuto una riscrittura, però mi pare
  che qui stiamo introducendo un concetto per cui un articolo - è  un
  precedente  interessante - stralciato, quindi morto per quest'Aula,
  riscritto può rivivere.
   Io  mi  farei  qualche domanda in questo momento sull'articolo  61
  riscritto  che può rivivere e allora riscriviamo tutto, cioè  diamo
  la stessa opportunità a tutti.
   Chiaramente  non  vi  è da parte nostra questa  volontà,  però  la
  Commissione  deve  comprendere  che  c'è  un  indirizzo,   c'è   un
  regolamento,  c'è  un  modo  di fare  su  cui  siamo  tutti  quanti
  concordi.

   PRESIDENTE. E viene rispettato al 100 per cento.

   ZAFARANA.  Gli  emendamenti  a  una  riscrittura  per  quanto   mi
  riguarda,  e per quello che conosco il regolamento, possono  essere
  presentati.  E  non soltanto sul 61, signor Presidente,  li  voglio
  elencare,  sono ritornati, come la peperonata che viene  pesante  e
  ritorna, si ripresenta: il 61, 66, 67, 68, 79 e 89 riscritto.
   Al  netto del fatto che poi andando ad analizzare bene la nota che
  la  Presidenza ha diramato, alcuni articoli che dovevano  confluire
  nella riscrittura COMM2, e cioè quella che ha copertura, perché  io
  ho  dubbi  sulla  copertura, sul POC - pertanto  poi  chiederò  nel
  merito  -  ma di questi alcuni dovevano andare nel COMM2  e  invece
  sono ritornati nel COMM1. Faccio l'esempio: il 68 che doveva andare
  nel COMM2 è tornato nel COMM1.
   Voglio  un  chiarimento su questo, magari  non  da  lei  ma  dalla
  Commissione   perché   sono  testi  che  sono   fuoriusciti   dalla
  Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana le leggo le comunicazioni che io ho
  fatto in quest'Aula il 24 aprile.

   ZAFARANA.  Le ho già letto, signor Presidente, ma non  sono  state
  rispettate dalla Commissione

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zafarana,  lei  ha  parlato  ed  io   l'ho
  ascoltata mi ascolti adesso.
   Il giorno 24 io ho comunicato, è nei verbali:  Comunico che questa
  Presidenza ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento interno etc. ..
  ha  espunto  alcune  . dal testo le disposizioni che  seguono.  Poi
  andando avanti gli articoli  . l'articolo 88 in quanto materia etc.
  gli   articoli 1 comma 5 etc.; l'articolo 61 in quanto  prevede  un
  contributo  al  destinatario  di natura  privata,  specificatamente
  individuato,  può  essere  preso in  considerazione  per  eventuali
  riscrittura  ad opera della Commissione volte a superare  possibili
  censure di incostituzionalità - spero che lo stia leggendo pure lei
  -  ora  è  stato riscritto, se la riscrittura supera i problemi  di
  incostituzionalità lo possiamo approvare.
   Noi  abbiamo assolutamente rispettato tutte le indicazioni che  il
  Presidente  aveva dato e vi posso garantire che non  c'è  nulla  di
  nuovo.
   Se  volessimo andare a Regolamento, così come lei lo richiede, non
  potremmo accettare gli emendamenti.
   Il  Presidente sta dicendo che il Regolamento è chiarissimo  e  in
  corso di votazione non si possono presentare emendamenti se non sub
  emendamenti agli emendamenti già presentati.
   Io  credo di impegnarmi al massimo per cercare di essere equo e di
  dare  a tutti i deputati la possibilità di esprimersi e di valutare
  le  proprie  proposte  ma le garantisco - per  cui  non  lo  voglio
  sentire dire più - in questo COMM1 e COMM2 ci sono soltanto le cose
  che  erano  già previste, ce ne sono un paio, due o tre  che  erano
  state  stralciate  in attesa di riscrittura, c'è la  riscrittura  e
  sono state messe dentro.
   Non  c'è  niente che sia arrivato di nuovo o niente  che,  essendo
  stato  stralciato in modo definitivo sia stato recuperato.  Ripeto,
  invece,  a  favore  dei  deputati,  sto  dando  la  possibilità  di
  presentare  emendamenti  che  il  Regolamento  non  prevedrebbe  di
  presentare.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  condivido  con   lei   l'utilità   e
  l'opportunità  di  considerare  trasferiti  al  comma  1  e  2  gli
  emendamenti  già  nel  fascicolo  in  corrispondenza  dei   singoli
  articoli.  Dopo di che siccome ci sono anche riscritture è  normale
  che   rispetto   alle  riscritture  si  possono  presentare   anche
  emendamenti nuovi.

   PRESIDENTE. Mi sembra logico, ed infatti l'ho già consentito.

   LUPO.  In particolare, comunque, con riferimento all'articolo  61,
  ma  in generale, le riscritture devono rispondere alle prescrizioni
  che lei ha dato con la comunicazione di stralcio. Faccio un esempio
  dell'articolo  61. Se è stato stralciato l'articolo 61  in  quanto,
  come lei leggeva, prevede un contributo a un destinatario di natura
  privata,  non è che la riscrittura può affidare le somme al  Libero
  Consorzio - in questo caso di Caltanissetta - mantenendo  non  solo
  l'attribuzione  al  soggetto privato ma incorrendo  perfino  in  un
  altro  difetto  di costituzionalità. Cioè vincolando l'attribuzione
  al  Libero Consorzio di Caltanissetta che, a sua volta, è obbligato
  a  conferire il contributo al privato. Qui è lesione dell'autonomia
  del Libero Consorzio.  Lo cito ad esempio

   PRESIDENTE.  Noi abbiamo accettato le riscritture. Ora,  man  mano
  che  le  affrontiamo, lei faccia le sue obiezioni e  ovviamente  ne
  parliamo.

   LUPO. Le riscritture devono rispondere a ciò che lei ha chiesto si
  facesse.  Se invece la riscrittura addirittura aggrava il  problema
  non  è  accoglibile,  in  base allo stesso  principio  che  lei  ha
  annunciato.  Non ho avuto tempo di esaminare tutto ma almeno  sulle
  regole di fondo diamoci un criterio condiviso.

   PRESIDENTE. Essendoci una riscrittura lo abbiamo ripresentato.  Se
  poi,  nel  momento in cui lo apprezziamo, varranno le obiezioni  di
  cui  sta  parlando,  lo  considereremo  inammissibile  dopo.  Però,
  intanto, quello che volevo e che mi preme chiarire, è che il  comma
  1 e il comma 2 risultano totalmente costituiti dalle cose che erano
  già presenti in questa finanziaria. Niente di nuovo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, volevo soltanto ricordare una cosa al
  Governo in ordine al tema dei lavoratori del Consorzio di bonifica,
  per  cui  dobbiamo  certamente  trovare  come  inserire  una  norma
  abrogativa  che vietava il reinserimento nel mondo  del  lavoro  di
  quei braccianti che avevano un contenzioso in corso.
   Dicevo,  dobbiamo trovare come inserire un emendamento che  abroga
  la  norma  che  vietava ai lavoratori dei Consorzi di  bonifica  di
  essere  riammessi in servizio se avevano un contenzioso  in  corso.
  Questo è un emendamento che noi abbiamo presentato e credo che,  in
  questa  fase  di confusione, è presentato e adesso lo faccio  avere
  alla Presidenza.
   Signor Presidente Miccichè, le volevo dire questo. L'articolo  111
  tratta  norme  in  materia di Garante regionale delle  persone  con
  disabilità. Si vuole praticamente, con questo articolo, far sì  che
  il  Garante regionale delle persone con disabilità abbia una  sorta
  di  coinvolgimento  con  il  Garante  per  la  tutela  dei  diritti
  fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale. Sono
  due  cose,  Presidente  Miccichè,  completamente  diverse.  C'è  un
  piccolo capitolo attorno al garante delle disabilità che ha un  suo
  valore  se resta indicato soltanto per il garante delle disabilità.
  Mettere  assieme detenuti e disabilità, sono due cose completamente
  diverse.

   PRESIDENTE.   E'  soltanto  un  appartamento  che  viene   diviso,
  onorevole  Di  Mauro.  Glielo  posso  spiegare  io  stesso.  È   un
  appartamento molto grande. Il garante dei detenuti ne utilizzava un
  paio  di  stanze, ce n'erano altre quattro libere, altre  due  sono
  state   affidate  al  garante  della  disabilità.   Sono   soltanto
  all'interno dello stesso appartamento, restano due cose distinte  e
  separate.

   DI  MAURO.  Quello che voglio dire all'Assessore Armao  è  che  in
  questo   momento  il  tema  della  disabilità  è  allocato   presso
  l'Assessorato della famiglia che lì ha i propri uffici. Qual  è  il
  problema? Perché questa necessità di spostarlo? Chi l'ha chiesto?

   ARMAO. Il garante.

   DI  MAURO.  A  noi  non  risulta che  l'abbia  chiesto.  Assessore
  Ippolito, l'ha chiesto?

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  La  garante  per  la disabilità  ha  già  la  sede  presso
  l'Assessorato della famiglia e penso che la sede sia  pertinente  e
  idonea.  Inoltre, c'è l'articolo che istituisce proprio  la  figura
  con  la  sede presso il nostro Assessorato, quindi dovrebbe  essere
  abrogato  pure l'articolo. È la figura naturale che dovrebbe  e  ha
  già  la  sede presso l'Assessorato della famiglia, delle  politiche
  sociali e del lavoro.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, io intervengo  sempre  sull'articolo
  111.
   Assessore  Armao, forse potrebbe essere utile questo  chiarimento.
  Rispetto all'allocazione fisica del garante del disabile che ha una
  valutazione semplicemente logistica, credo che ci sia  un  tema  un
  po' più delicato.
   Poiché  sono stata l'estensore di questa legge nel 2009 e scontava
  un  vulnus questa norma - l'abbiamo fatto insieme - cioè quello  di
  non  avere  dotato di economie per il funzionamento la  figura  del
  garante del disabile.
   In  successione, ricorderà Assessore, che abbiamo anche  approvato
  la  figura  del  Garante dell'infanzia, al  quale  invece  è  stato
  destinato  un capitolo che, ad oggi, ha una capienza di  circa  100
  mila euro.
   Nel  momento  in  cui  noi  andiamo  a  modificare  quella  norma,
  precisamente  era  un emendamento che io avevo  presentato  qualora
  questo  testo fosse stato discusso nella maniera ordinaria,  invece
  con  questa  modalità diventa preclusiva, il tema è quello  che  al
  comma  25,  articolo 3, di quella legge, del 2017 con la  quale  si
  implementò l'importo, oltre che capitolo 1 bisogna mettere capitolo
  2.
   In  buona sostanza cosa significa? Che le somme a disposizione per
  il  Garante  del  disabile e per il Garante  dell'infanzia  vengono
  entrambe  messe  a disposizione delle due figure dei  garanti.  Per
  cui,  è  molto più utile adottare questo provvedimento,  perché  di
  fatto  dà  una  disponibilità economica  al  Garante  perché  possa
  operare,   piuttosto   che   avere  un'ulteriore   sede   di   cui,
  probabilmente, se ne può fare uso ma non è necessaria.
   La  sede,  peraltro, già c'è. Il problema è di  ordine  economico,
  perché   noi  dobbiamo  anche  ricordare  che  quando  il   Garante
  interviene ovviamente si avvale di attività giuridica, perché va  a
  verificare  diritti  non garantiti. Si reca presso  i  luoghi  dove
  vengono  fatti dei controlli; per cui il senso è dotarla di  quella
  minima  disponibilità  economia che per la legge  del  Garante  del
  fanciullo  noi  abbiamo previsto e che erroneamente -  se  vogliamo
  dire così - non fu prevista per il Garante del disabile.
   Oggi, il senso è se: distribuiamo questa somma che già esiste, per
  cui  è  a bilancio invariato, non dobbiamo aggiungere un euro,  non
  dobbiamo  aggiungere  nulla economicamente; dobbiamo  semplicemente
  distribuire  la somma affinché anche il garante del disabile  possa
  utilizzarla.
   Ritengo  che  con questo inserimento che però diventa  importante,
  facciamo una cosa sul serio utile.
   Signor Presidente, io ho formulato una richiesta, la sottopongo al
  parere  del Parlamento, del Governo e anche suo. Il tema di  questa
  norma,  per  renderla  pregnante  rispetto  a  quello  che  sia  il
  significato di tutti, al di là dell'allocazione fisica di  dove  si
  trova, è che possa lavorare.
   Questa norma sconta un vulnus. Quando è stato istituito nel  2009,
  e  sono  stato l'estensore e, quindi l'Assessore Armao ricorda  con
  me,  non  è stata dotata di somme. Queste somme sono state allocate
  soltanto  alla seconda figura che nella stessa legge  fu  istituita
  che  era  il Garante del fanciullo. Se oggi noi inseriamo anche  in
  quel capitolo, già esistente, per cui non dobbiamo aggiungere somme
  che su quei 100 mila euro intervengono sia il Garante del fanciullo
  che il Garante del disabile, il Garante del disabile avrà una parte
  di somme che potrà utilizzare così come il Garante del fanciullo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, io non voglio e non posso  entrare
  nel  merito dell'articolo 111 se non cominciamo dal primo. Per cui,
  a  me  queste  valutazioni  vanno  benissimo,  però  cominciamo  ad
  apprezzare  l'intera  scrittura,  poi  arrivati  all'articolo  111,
  perché  sembra che stiamo saltando tutti gli altri e parliamo  solo
  del 111.

   CARONIA.  No,  il problema è questo perché chiaramente  sopprimere
  questo ha un significato diverso.

   PRESIDENTE.  Però, andiamo con ordine. Arrivati  all'articolo  111
  affrontiamo l'argomento.
   Onorevoli  colleghi, si passa all'emendamento COMM.2.  Sono  stati
  presentati degli emendamenti soppressivi di ogni singolo comma.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  ne  avevamo  fatto  cenno  nella
  discussione generale. Il COMM.2 prevede l'utilizzo delle somme  del
  POC.  Il  POC  è  stato  impegnato con Delibera  di  Giunta  dell'8
  novembre 2016, del 22 novembre 2016.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo,  questo  comma   è   solo   di
  indirizzo.

   BARBAGALLO.  Sì,  ma  impegna le somme del  POC  che  abbiamo  già
  impegnato  con 3 Delibere di giunta del Governo. Queste somme  sono
  state  approvate  dal  CIPE, quindi se non c'è  l'attestazione  del
  Ragioniere  generale  che dice che queste  somme  sono  diverse  da
  quelle  che  abbiamo già impegnate noi ci appendiamo sui lampadari,
  Presidente, la finanziaria non può continuare
   Lo  avevo  già fatto presente all'Assessore Armao e al  Presidente
  della   Regione.  Se  il  POC  è  già  impegnato  non  lo  possiamo
  reimpegnare.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, a cosa si riferisce?

   BARBAGALLO. Mi riferisco all'utilizzo che è previsto al  comma  2,
  per  l'impiego, al comma 4, 5, 6, 7 delle somme del POC. Il  POC  è
  già  stato  impegnato  con tre delibere di  Giunta,  quella  dell'8
  novembre  2016,  quella del 22 novembre 2016 e, da ultimo,  con  la
  delibera  107  del  2017,  approvati sostanzialmente  due  tipi  di
  interventi, Presidente, ospitalità diffusa e vie di fuga.
   Se  non c'è l'attestazione del Ragioniere che dice che queste sono
  altre somme, non possiamo andare avanti

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, l'onorevole Barbagallo dice  che  in
  una  serie  di questi commi si prevede un indirizzo di utilizzo  di
  somme  del  POC  che in realtà risultano già essere  impegnate  con
  delle delibere di Giunta.
   Se  le  somme  sono  già  impegnate è inutile  che  prevediamo  di
  programmarle diversamente. E' giusto, onorevole Barbagallo?

   BARBAGALLO. Presidente, non si sente nulla

   PRESIDENTE.  Vi chiedo di fare silenzio. Il problema  di  acustica
  con  questi microfoni esiste. Se anche i miei uffici comprendessero
  che  non  riesco  a sentire nulla di quello che si  dice,  chiunque
  voglia capire quanto diciamo deve avere la bontà di stare zitto.
   E'  uno  sforzo che chiedo perché non funzionano i microfoni,  che
  posso fare?
   Se  abbiamo  l'intelligenza, la cortesia di volere  ascoltare  gli
  altri,  dobbiamo stare zitti - anche i miei uffici, per  l'ennesima
  volta  Non si capisce nulla  Se si devono fare delle discussioni si
  chiede  al Presidente di sospendere la seduta per pochi minuti  per
  poi riprendere.
   Onorevole Falcone, la prego   Non sento una parola di quanto viene
  detto    Non  l'ha  sentita  prima  l'Assessore  Armao   quando   è
  intervenuto  l'onorevole Barbagallo, così  come  non  l'ha  sentita
  l'onorevole Barbagallo mentre interveniva l'Assessore Armao.
   O abbiamo la capacità di stare zitti mentre gli altri parlano - ma
  è perfettamente inutile dirlo - oppure non capiremo nulla
   Onorevole Barbagallo, ho comunicato all'Assessore Armao qual è  la
  sua  obiezione,  l'Assessore mi ha chiesto di  intervenire.  Ne  ha
  facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Come  ben   sa   l'onorevole
  Barbagallo,  già Assessore regionale, i fondi extraregionali  hanno
  ancora  capienza.  Come  ben sa determinano  delle  liberazioni  di
  risorse man mano che vengono utilizzati.
   Per   cui,   questi  sono  interventi  che  vanno   in   coda   e,
  evidentemente,  sfruttano la liberazione  di  risorse  che  avviene
  attraverso impieghi, dismissioni, abbandoni di iniziative.
   Non  sarà,  quindi, in alcun modo pregiudicato quanto  scelto  per
  tempo  e  gli impegni effettuati, non certamente possiamo  ritenere
  che siano sostitutivi.
   Su  questo  credo  che  l'onorevole  possa  stare  tranquillo  che
  ottimizzeremo l'impegno e l'utilizzo delle risorse extraregionali -
  questo  è indubbio - senza sovrabbondanza ma utilizzando al  meglio
  le risorse disponibili.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, ho apprezzato il  chiarimento  del
  Governo  ma,  a mio giudizio, Assessore, occorrerebbe,  conti  alla
  mano, capire.
   Il  Ragioniere  generale  deve dirci quanto  abbiamo  disponibile,
  quanto abbiamo; altrimenti, diventa un calcolo aleatorio anche  per
  il Governo oppure creiamo false illusioni, se oggi impegniamo delle
  risorse e poi quelle somme non ci sono.
   Fa  parte di una verifica che si dovrebbe fare - e lo avevo  fatto
  presente  anche  in sede di discussione generale - sullo  stato  di
  avanzamento di quei lavori.
   Ci  sono  sia  Comuni, per quanto riguarda le  vie  di  fuga,  sia
  investitori  privati che enti locali non sanno  a  che  punto  sono
  arrivati  con  le  risorse.C'è una delibera del CIPE?   Secondo  me
  segna un discrimine.
   L'impegno è, allora, che vanno in coda.

   PRESIDENTE. Assessore, come ha detto?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Ho detto  che  questi  impegni,
  questi  finanziamenti vanno ad aggiungersi a quelli  giuridicamente
  vincolanti, dove ci sono IGV e impegni giuridicamente vincolanti  e
  delibere,  questi vanno in coda e utilizzeranno la  liberazione  di
  risorse che necessariamente nei fondi funziona in modo circolare.
   Vorrei rasserenare tutti che andiamo avanti senza problemi.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  fatto  un
  rapido calcolo delle somme che sono descritte nel comma 2.
   Parliamo  di 275 milioni di euro. Stiamo impegnando su  somme  già
  impegnati altri 275 milioni di euro.
   Io vorrei, francamente, per completezza che il Ragioniere generale
  ci  desse  contezza  di  questo perché come giustamente  diceva  il
  collega Barbagallo, ovviamente, poi alimentiamo false speranze  che
  nessuno credo, in questa Aula, voglia alimentare.
   Perché  se  vanno in coda e queste somme non verranno mai  erogate
  perché  già  l'impegno di spesa, più o meno, nel  passato  sappiamo
  quali  possono  essere le economie nei vari fondi,  automaticamente
  questa soltanto un libro dei sogni.
   Quindi, io chiedo ufficialmente che il Ragioniere generale venga a
  dirci  se realmente c'è una qualsiasi possibilità che queste  somma
  possono avere anche una minima possibilità di essere erogate.

   PRESIDENTE.  Onorevole Tancredi, al comma  2  è  scritto  che   il
  Governo  regionale provvede, entro novanta giorni  dall'entrata  in
  vigore  della presente legge, nel rispetto delle vigenti procedure,
  ad  avviare  ove necessario la modifica dei programmi operativi  di
  attuazione   della  spesa  dei  fondi  strutturali   al   fine   di
  cofinanziare gli interventi di cui al presente articolo .
   Mi sembra, quindi, che stiamo parlando di niente.
   Siccome  ancora  -  mi  sembra, non ne sono  sicuro  -  che  fondi
  strutturali da programmare vadano oltre il miliardo, per cui  credo
  che il Governo poi valuterà queste richieste del Parlamento che, di
  fatto, sono indirizzi non è una legge che impegna per quel tipo  di
  somma, sono degli indirizzi che si stanno dando al Governo sul come
  potere  utilizzare. Ovviamente, il Governo poi ne  farà  l'uso  che
  ritiene.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  io  sto cercando  di  sentire  perché,
  chiaramente, nonostante la disciplina dei colleghi le assicuro  che
  da  la  dietro  si sente veramente poco, e mi auguro di  non  avere
  sentito quello che penso di avere sentito.
   Cioè, lei sta dicendo che il comma 2, che il collega Tancredi  con
  la   calcolatrice  ha  fatto  un  tot  di  conti  e  si  preoccupa,
  giustamente, della frettolosità e approssimazione con cui  si  sono
  fatte  certe  cose,  ci sia copertura e non  siano  degli  spot  o,
  addirittura, ci espongano anche a delle criticità o a debiti  fuori
  bilancio; lei ha detto che noi lo dobbiamo considerare come un atto
  di indirizzo per il Governo perché tanto all'inizio c'è scritto che
   nei novanta giorni successivi, eccetara. .
   Signor  Presidente,  mi  pare che questo  sia,  anzi  era,  perché
  arrivato  a  questo  punto  non lo è  più,  quello  che  si  faceva
  attraverso  gli  ordini  del  giorno. Cioè  si  dava  indirizzo  al
  Governo, si invitava o lo si impegnava, ad operarsi a beneficio  di
  una  determinata questione ove si esponevano delle criticità.  Qua,
  invece, è un enorme, sembra uno scontrino con alla fine un cache su
  cui
   Quindi,  non so se abbiamo sentito male, però definire  una  legge
  atto  di indirizzo per il Governo mi sembra davvero volere sminuire
  quello che si sta facendo che, invece, ha un preciso indirizzo.
   Perché colleghi, il documento è arrivato all'ultimo minuto.
   Va  bene,  la  legislatura è cominciata da  poco.  La  Commissione
   Bilancio   col passo del gambero prima ha fatto lo  stralcio,  poi
  l'ha   riportato,   poi  ha  riesumato,  poi  gli   aggiuntivi   in
  Commissione: questo si chiama voler fare confusione e  non  mettere
  in  condizione i deputati di potere studiare le norme ed articolare
  delle migliorie e fare le cose seriamente, ed è estremamente sleale
  nei  confronti  sia dei colleghi che siedono qui, e anche  miei,  e
  soprattutto  dei  siciliani, delle persone serie che  si  aspettano
  delle cose serie.
   Abbiamo  avuto  un'ora per leggere quello che c'era  stato  detto:
   Bene, lo faremo successivamente, concentratevi su quel fascicolo .
   Oggi, voi ci togliete il fascicolo e ci date un collage, veramente
  roba della vecchia politica, sleale nei riguardi dei colleghi   Io,
  Presidente, mi sarei aspettato che lei non avesse permesso una cosa
  del genere
   Ora,  non è un preambolo che può rassicurare, noi desideriamo  che
  la  Commissione  Bilancio , che ieri con forbice e colla si è messo
  a  fare l'emendamento Frankestein perché così lo devo chiamare,  ci
  spieghi  esattamente, comma per comma -  e noi staremo in  silenzio
  per  potere ascoltare - come si articola in modo da potere dare una
  valutazione, poi se dobbiamo votare, noi ce ne possiamo andare pure
  fuori,  ve  la  votate  voi, per carità   Ma  chi  può  essere  mai
  contrario che si sistemino gli impianti sportivi
   Però,  Presidente,  bisogna  fare  delle  distinzioni  perché  gli
  impianti sportivi ci sono dei monumenti, le chiamo le incompiute, è
  chiaro  che  se si spendono i solidi lì, se c'è una pianificazione,
  una  infrastrutturazione  stradale,  una  contemporaneità  di  quei
  monumenti  dello  spreco, lì si può investire,  ma  se  sono  soldi
  sprecati no
   E  allora,  noi vorremmo che fossero gli Assessori o il Presidente
  della  Commissione un attimino ad articolare la discussione, perché
  Presidente  quei  commi non vennero fuori da discussioni  compiute,
  fatte  in Commissione. Sono venute fuori sa quando? Quando si  sono
  chiusi nella stanza, la notte che il bilancio è finito alle 9.00 di
  mattina,  e  sono spuntati con un malloppo, come tradizione  vuole.
  L'unica differenza è stata che non si è consumata nella stanza  del
  Presidente, come ha detto il Presidente Musumeci, che magari  c'era
  qualcuno  che faceva il piantone, è stato fatto da un'altra  parte.
  Però,  Presidente, un po' di serietà perché si parla qui  di  oltre
  250 milioni di euro.
   Io  non  penso  che sia onesto intellettualmente da  parte  nostra
  potere avvallare e non dire nulla sul modo come si stanno svolgendo
  i  lavori  e  io la prego di utilizzare in maniera autorevole,  non
  autoritaria, il potere che le è stato conferito.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, essere autorevole  non  spetta  a  me
  dirlo, quello che posso  continuare a garantire è che è stato messo
  insieme quello che c'era già.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, ritengo che alla collega è stato riferito  male,
  perché   questo  emendamento  proviene  da  tutta  una   serie   di
  emendamenti   che  sono  stati  prima  presentati  in  Commissione,
  discussi con il Ragioniere generale, con l'Assessore e poi via  via
  singolarmente  in  Commissione,  avendo  la  copertura  e   abbiamo
  scoperto,  ahimè,  guardando  i  tabulati  che  c'è  una  copertura
  immensa, si potrebbe fare il triplo di quello che noi abbiamo fatto
  questa  volta, perché sono tutte somme accantonate nel tempo  senza
  spesa perché manca la logica di chi li spinge.
   Questa  è una norma programmatoria che serve a spingere, che  dice
   guarda Governo, ci sono queste cose che  si possono realizzare, se
  tu vuoi realizzale, attivati affinché su Roma si possono realizzare
  queste  cose . A questo serve la norma. Non stiamo programmando  la
  spesa, siamo dicendo al Governo:  guarda, su queste cose si possono
  spendere  tanti  soldi,  ed  è  possibile  farlo .  Tutti  concordi
  all'unanimità  in Commissione per quanto riguarda  questa  materia,
  c'è   il   contributo  di  tutti  per  cercare  di  portare  avanti
  un'iniziativa, per sbloccare la Sicilia che ha bisogno  di  risorse
  per farla ripartire, perché era bloccata da anni.
   Questo  è  il  senso dell'emendamento ed è stato  fatto  tutto  in
  Commissione   Bilancio', non nella notte, perché  sono  emendamenti
  presentati nei giorni precedenti, e allora, per  essere più chiari,
  li  abbiamo voluti mettere assieme in una riscrittura senza toccare
  una virgola rispetto a quello che è stato approvato.
   Da questo nasce la riscrittura che avete in mano che è la chiusura
  di tutto quello che abbiamo fatto in quella sede.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente dell'Assemblea,  onorevoli  colleghi,
  parliamo di cifre: il POC è di un miliardo e 800 milioni, ad  oggi,
  con  un  calcolo veloce restano liberi circa 500 milioni,  noi  con
  questo atto che stiamo presentando ne impegniamo più della metà.
   Velocemente, sono andato a guardare le somme

   PRESIENTE.  E' Sbagliato non le stiamo impegnando  è  un  atto  di
  indirizzo al Governo, non stiamo impegnando niente.

   SUNSERI.  Premesso che stiamo facendo una atto  di  indirizzo  con
  legge,  ho  guardato  velocemente  i  primi  due  commi:  comma  2,
  Emergenza  idrica alla città di Messina, l'OT a cui fa  riferimento
  per POC è tutto già impegnato dalla delibera CIPE, cioè zero.
   Comma 3, 10 milioni di euro sempre su POC o T9, questo è a zero.
   Assessore, cosa facciamo, annulliamo le delibere del CIPE?  Perché
  a  leggere  le  carte  sembra che stiamo impegnando  somme,  avendo
  disponibilità zero.
   Mi  viene difficile capire come si impegnino questi soldi  a  meno
  che  non  annulliamo  le  delibere precedenti,  oppure,  sottraiamo
  risorse a delle cose che sono già state deliberate per favorire  la
   marchetta' al Comune di Messina. Perché di questo stiamo parlando

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non faccio  più
  neanche una valutazione di quello che è contenuto nel COMM 1 o  nel
  COMM 2.
   Presidente  Savona,  è  chiaro che non sono  stati  presentati  di
  notte, lo abbiamo visto.
   Il  problema  di fondo Presidente Miccichè è uno, che questo  maxi
  emendamento come il COMM 1, che legittimamente poi è stato valutato
  dalla  Commissione  Bilancio' o il COMM 2, rientra  dalla  finestra
  quando era uscito dalla porta , hanno un nome e un cognome.
   Ogni  emendamento ha un nome e un cognome, riferito chiaramente  a
  deputati dell'Aula.
   Vogliamo  continuare ancora a perpetrare questo modo  di  fare  le
  finanziarie? Perché se vogliamo continuare questo Governo e  questo
  Parlamento  sono assolutamente in continuità rispetto a quello  che
  abbiamo visto prima. Non è cambiato niente, è uguale a prima  Prima
  c'era  l'onorevole Vinciullo che ci  smaronava' tutto il tempo  con
  le  robe di Siracusa, legittimamente, per carità, ma lo faceva  dal
  canto  suo  e si metteva, qui, e adesso che non c'è più l'onorevole
  Vinciullo c'è un altro deputato.
   Si  inizia  a vedere in elenco: il Teatro di Adrano, Galvagno,  lo
  Sport  nautico  di Gela, Mancuso   e comincio a mettere  i  nomi  e
  cognomi accanto agli articoli presentati.
   Noi  vogliamo  continuare a fare questa roba qui? Il Governo  deve
  essere   complice  di  questa  cose  qui?  Dovete  dirlo  voi,   la
  maggioranza  risponde a voi. Se voi alzate la mano e dite  fermiamo
  questo  scempio, e allora probabilmente la maggioranza si  fermerà,
  diversamente  continueremo  così,  però  non  potrete  dire  domani
  mattina che il Governo aveva presentato trenta emendamenti,  trenta
  articoli  nella  finanziaria snella e  asciutta  e  invece  poi  il
  Parlamento l'ha fatta ingrassare e l'ha messa all'ingrasso come  un
  maiale che poi alla fine giorno 1 abbiamo scannato
   Perché questo non vale
   Vale  semplicemente il fatto che voi non avete detto nulla e  che,
  quindi,  vi  siete resi complici di quello che è e  sta  diventando
  questa   finanziaria  che  è  il  luogo  di  tutto  e   di   tutti,
  praticamente.
   Solo  che  quando il luogo è di tutti e di tutto una cosa  rimane:
  che  poi non diventa di nessuno perché non arriva niente a nessuno,
  perché poi le norme vengono impugnate.
   Ora  io  ricordo, a memoria, potrei anche sbagliarmi, per  carità,
  Presidente  magari poi lei mi correggerà. C'è un record  in  questa
  Assemblea:  45  articoli impugnati al Presidente Crocetta  per  una
  finanziaria  di qualche anno fa. Secondo me, questa  volta,  ce  la
  possiamo fare. Quel record si può battere.
   Quindi,  andiamo ancora avanti se vogliamo fare questa cosa,  però
  sia  chiaro:  noi non ci metteremo accanto a situazioni  di  questo
  tipo.  Io,  per  carità abbiamo cominciato adesso, il  ruolo  della
  maggioranza  e  dell'opposizione, però con grande  senso  anche  di
  responsabilità io vi chiedo una cosa: fermate queste situazioni qui
  perché,  al di là poi della legittima pretesa del singolo deputato,
  poi  davvero  diventano  imbarazzanti  alcune  misure  che  vengono
  contenute.
   E  qui  non  entro neanche nel merito, ma è proprio che  non  sono
  neanche di carattere generale. Noi siamo deputati regionali  e,  al
  di là del territorio che ci ha eletti, dovremmo rappresentare tutta
  la  regione.  Quando cominciamo a mettere emendamenti di  quartiere
  che  ci  portano da una parte piuttosto che da un altra, non stiamo
  rendendo  un  servizio  alla  nostra  Terra,  stiamo  semplicemente
  producendo una bandierina che, poi, ci potremo portare,  tornati  a
  casa,  e  dicendo  avete  visto?  purtai i  sordi  a  casa .  Però,
  Presidente  questo non è il ruolo che dovremmo avere noi  e  non  è
  tanto  meno il ruolo che il Governo dovrebbe avere di tutela  anche
  di questo Parlamento.
   Quando  si  lasciano  poi  le briglia  sciolte,  è  chiaro  che  i
  parlamentari cominciano a muoversi in questo modo.
   Io  vi ringrazio e spero che venga accolto davvero questo appello,
  poi fate voi, la storia racconterà da quale parte siete stati e che
  differenze avete tracciato con chi c'era nel passato che  già,  con
  il voto, i cittadini hanno, chiaramente, condannato.

   PRESIDENTE. Ho un elenco di iscritti a parlare, onorevole Fava.
   Hanno chiesto di intervenire altri onorevoli. L'onorevole Lo Curto
  ha, intanto, rinunciato poi  può richiedere di parlare.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io  avrei
  bisogno  di  una interpretazione autentica da parte del  Presidente
  della Regione sul senso compiuto di questo secondo comma. Leggo, al
  volo,  il  punto  3:   è destinata la somma di  ;  il  punto  4   è
  assegnata  la somma di  ; il punto 7  è autorizzata la spesa  di  ;
  il  punto 16  è istituito un fondo per l'ammontare di  . Presidente
  mi  perdoni  però  io  ho bisogno, e credo  tutta  l'Aula,  di  una
  interpretazione autentica.
   Io  ho  letto alcune espressioni testuali, lei viene da una  lunga
  militanza politica ed un precedente impegno professionale in banca.
  Quando io leggo  è autorizzata la spesa di ,  è istituito il  fondo
  della dotazione di , io non penso ad un atto di indirizzo, penso ad
  un  impegno di spesa specifico. Ed allora vorrei che si dicesse che
  questo comma prevede degli impegni di spesa specifici sui quali  il
  Parlamento  si  pronuncerà nel merito, non  un  atto  di  indirizzo
  perché un atto di indirizzo non può prevedere  è destinata la somma
  di   che  è  una  espressione specifica, puntuale, che  pretende  e
  prevede,  anche per gli emendamenti che sono stati presentati,  che
  quella e non altra deve essere la somma destinata a quel titolo  di
  spesa.  A meno che non si decida di utilizzare, come dire, un'altra
  grammatica,  un  altro significato, un altro modo  di  proporre  la
  spesa.  Ma fino a quando leggieremo  è assegnata ,  è autorizzata ,
   è  destinata  non è un atto di indirizzo. E' un atto  specifico  e
  puntuale  di spesa e così vorrei che fosse proposto al giudizio  di
  questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Fava, onestamente,  lei  non  ha  torto  in
  quello che dice, diciamo che l'idea era quella che il comma  1,  di
  fatto,  modificasse tutte le frasi di impegno in frasi di richiesta
  di  impegno.  L'ho  letto mentre lei parlava e non  le  posso  dare
  torto.

   FAVA. E allora va scritto meglio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, non avrei avuto difficoltà  a  farmi
  precedere  nell'intervento  dall'onorevole  Arancio,  anche  perché
  avevo  chiesto agli Uffici delle carte e ancora non sono pervenute.
  Ma  anticipo, comunque, il senso del mio intervento, che mi è stato
  suscitato  dopo  gli interventi dei colleghi del  Movimento  Cinque
  Stelle,  che  sembrano scrivere un film diverso da  quello  che  io
  stessa ho vissuto all'interno della Commissione  Bilancio , signori
  Presidenti e colleghi tutti.
   In  Commissione   Bilancio  abbiamo visto con molta  serenità  una
  serie di proposte emendative del testo della finanziaria, che  sono
  venute  con il contributo di tutti i deputati, compresi i  colleghi
  del  Movimento  Cinque  Stelle, con  i  quali  abbiamo  lavorato  e
  collaborato con spirito di amicizia nell'interesse comune  di  dare
  una  finanziaria  e  delle risposte che andassero  nella  direzione
  delle  proposte dei colleghi, perché è vero che queste  norme  sono
  chiaramente  di indirizzo, ma anche di indirizzo di  spesa.  Perché
  ciascun  deputato -  e questa non è logica clientelare -  questa  è
  la   giusta  e  sacrosanta  rappresentazione  degli  interessi  dei
  territori  che ci hanno eletti propria nella giusta attenzione  che
  ogni   territorio   deve  avere;  ancora  in  Sicilia,   col   voto
  proporzionale, si ha anche questo diritto, di essere rappresentati.
  I  cittadini - ed è il senso della democrazia - eleggono  i  propri
  rappresentanti.
   Quindi  non  c'è  nessuno  scandalo, non  c'è  nessuna  condizione
  particolarmente  critica  nel  valutare  positivamente  il   lavoro
  coscienzioso che tutti i deputati fanno nell'interesse  dei  propri
  territori.  I propri territori sono la Sicilia. I propri  territori
  sono le proprie comunità amministrate con estrema difficoltà in cui
  i  ritardi  che  la mala politica ha prodotto nel  tempo,  oggi  ci
  gravano  di una responsabilità maggiore. Quella di essere  leali  e
  costruttivi nell'unico interesse, che è quello dei Siciliani.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                Presidenza del Vicepresidente Di Mauro

   LO  CURTO. Permettetemi di esprimere un elogio al Presidente della
  Commissione,  all'onorevole Savona, che davvero  non  ha  nulla  da
  invidiare  a chi dice  ricambio generazionale  e  giovinezza .  C'è
  chi  nasce vecchio e chi non invecchia nonostante l'età. Perché  la
  capacità  del  Presidente, la sua grande esperienza e, soprattutto,
  la  saggezza che gli viene anche dall'età, ha permesso oggi a tutti
  noi  di  essere  qui  con  dei  testi che  sono  rappresentativi  e
  fotografici  del lavoro serio, sereno, obiettivo e costruttivo  che
  tutti  i  parlamentari  di tutte le forze  politiche  hanno  voluto
  rendere    in    ossequio   alla   disciplina   della    democrazia
  rappresentativa  e  del  tributo onorevole  che  devono  ai  propri
  territori.
   Credo   che   questa   possa   essere  una   giornata   favorevole
  all'esitazione  di  questa finanziaria ed è  certamente  importante
  riuscire a condividere questo percorso. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Arancio.  Ne  ha
  facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, il mio intervento sarà brevissimo.  Io
  penso  che  la  Commissione abbia lavorato bene, però ritengo  che,
  nonostante  questo  lavoro  fatto  bene,  la  Commissione  dovrebbe
  ulteriormente  rivedere  queste  riscritture,  perché,   nonostante
  l'indicazione  di  tutta l'Assemblea, è rimasta  all'interno  delle
  riscritture,  mi  ascolti  Presidente, la Commissione  ha  lavorato
  bene,  però,  sarebbe  opportuno che queste  riscritture  venissero
  riguardate perché non ha senso, rispetto a quello che è  emerso  da
  tutta  l'Assemblea  di  eliminare le   marchette ,  vi  sia  ancora
  all'interno di questa riscrittura qualche  marchetta .
   Quindi  sarebbe opportuno rivederle, perché penso che  nel  totale
  sia stato fatto un ottimo lavoro.
   Signor  Presidente,  io ho presentato alla riscrittura  COMM.2  un
  subemendamento, lo volevo spiegare così poi non intervengo più.
   Al  comma 5, riguarda le zone ad alto rischio ambientale che  sono
  state finanziate per il 2018 ed io ho presentato un emendamento che
  estende  questo finanziamento per gli anni a susseguire, perché  se
  dobbiamo  fare  un  finanziamento spot per un  anno  non  ha  senso
  nemmeno  che  lo  facciamo, possiamo ritirare le somme,  perché  in
  termini  di prevenzione alla salute delle persone che hanno vissuto
  in  un'area  ad alto rischio ambientale o gliela diamo  e  facciamo
  fare  la prevenzione ogni anno o non la facciamo fare un anno sì  e
  gli altri anni no.
   Quindi o lo mettiamo e lo mettiamo anche per gli  anni a venire  o
  non  ha senso che sia fatto solo per il 2018, quindi se viene fatto
  solo per il 2018 chiedo che venga ritirato perché non ha senso,  se
  lo dobbiamo fare diventa una norma per tutti gli anni a seguire.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  in
  realtà  credo che sia stato ripresentato in questo maxi emendamento
  un  aggregato  di  articoli  che, probabilmente,  in  alcune  parti
  vengono rivisitate.
   Io  non posso che fidarmi dell'azione di governo che ha consegnato
  -  recuperando  le parole del Presidente della Regione  di  ieri  -
  all'ottima  Commissione   Bilancio'  un'attività  di  rivisitazione
  dell'impostazione complessiva della norma.
   Signor  Presidente, onorevole Presidente della Regione, presidente
  della Commissione, su questi articoli si rintraccia, soprattutto in
  alcuni,  quell'approccio  che  era  stato  immaginato  dal  Governo
  laddove  si fa riferimento a norme di sviluppo, a norme che pongono
  al  centro  il  tema  dell'impresa e che persino recuperano  quella
  dimensione legata all'inclusione socio-lavorativa ponendo al centro
  il  tema  dello sviluppo e dell'impresa, perché si parli di  lavoro
  non  più  in  termini  di  posti ma in termini  di  sviluppo  e  di
  occasioni.
   In  questo  senso,  onorevole Presidente della Regione,  onorevoli
  colleghi, mi sembra che sia stata data un'impostazione nuova  anche
  rispetto ad uno di questi articoli, ad esempio, Assessore Armao  ed
  Assessore  Ippolito, è l'articolo 54 dove si  parla  di  misura  di
  contrasto alla povertà e all'inclusione sociale.
   Qui  di  fatto  si fa riferimento alle fasce deboli da  una  parte
  provando ad estendere il numero della popolazione coinvolta ma  con
  un approccio diverso.
   Ora,  mi  chiedevo  su  questo - ed è una riflessione  -  mi  sono
  confrontato con l'assessore Armao e l'Assessore Ippolito,  con  gli
  ottimi  Assessori al bilancio e alle politiche sociali  ed  avremmo
  individuato la possibilità di un percorso non per elaborare o porre
  in   essere  false  aspettative  ma  soltanto  per  guardare   alla
  possibilità di un piano di utilizzo nell'ambito delle politiche del
  lavoro  di  quei soggetti che in passato hanno avuto consegnata  la
  funzione  di  orientamento, di inclusione socio-lavorativa  ma  che
  purtroppo, onorevole Presidente della Regione, negli altri  Governi
  hanno avuto questo mandato in una logica assistenzialistica, tant'è
  che  hanno finito poi con l'essere chiamati ex sportellisti. Spesso
  si  diceva   va  beh  Mettiti qua e vediamo cosa viene   rimandando
  alla  buona  volontà  di  alcuni, e tal altra  magari  alle  minori
  capacità  di  altri, la possibilità di successo o  meno  di  quelle
  politiche  di inclusione socio-lavorativa. Siccome in passato  sono
  stati commessi troppi errori, è questa la logica assistenzialistica
  del  posto  che noi vogliamo decisamente superare.
   Con  questo subemendamento il Parlamento - che, di fatto, accoglie
  questa ipotesi firmando il subemendamento con una cospicua presenza
  di  parlamentari,  con la firma di diversi deputati  -  propone  di
  rivisitare   questo  approccio  ponendo  in  essere  politiche   di
  orientamento   che  davvero  guardino  ad  una  inclusione   socio-
  lavorativa,  che non sempre passa dal fatto di essere semplicemente
  seduti dietro una sedia rispetto all'utente che arriva per chiedere
  una  consulenza. Una consulenza - diciamoci la verità -  quando  si
  arriva   allo   sportello  delle  politiche  attive   del   lavoro,
  oggettivamente, quando l'utente arriva non è che l'orientatore  gli
  può  trovare  il  posto di lavoro. E, di fatto,  si  è  creata  una
  discrasia dove il posto di lavoro non lo si trova a chi arriva allo
  sportello e un vero posto di lavoro, forse, non era neanche  quello
  che erogava il servizio.
   In  questa  logica, invece, si dovrebbe puntare - e per questo  si
  punta  a  coinvolgere le misure dello svantaggio e  dell'inclusione
  socio-lavorativa vera - al coinvolgimento di percorsi che  guardino
  al mondo dell'impresa.
   Quindi,  dando grande fiducia al Governo, consegniamo la  proposta
  dell'elaborazione di un piano, certi che il miglior  percorso  sarà
  quello tracciato dal Presidente della Regione e dalla sua Giunta.

   PRESIDENTE.  Sono chiuse le iscrizioni a parlare.  E'  iscritto  a
  parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente faccio
  mie le parole dell'onorevole Figuccia che mi ha preceduto e non  lo
  ripeto.  Per  cui  il  percorso che è  stato  individuato  mi  vede
  favorevole tanto che ho sottoscritto anch'io il subemendamento.
   Volevo   invece   raccogliere  l'invito   del   Presidente   della
  Commissione   Bilancio' che, appunto, ha ipotizzato  come  atti  di
  indirizzo per in qualche modo coinvolgere il Governo rispetto  alla
  spesa  comunitaria  orientandola  su  alcuni  nodi  importanti   di
  interesse siciliano.
   Ho  riproposto, quindi, come subemendamento, degli emendamenti che
  avevo  già  portato  in  Commissione  che  riguardano  appunto   la
  possibilità   che   con  i  Fondi  europei  si   possano   attivare
  l'apprendistato  professionalizzante  per  i  giovani,  si  possano
  finanziare  dei master di alto livello per i giovani siciliani,  si
  possano  creare dei raccordi tra i giovani siciliani e  le  imprese
  sostenendo  questi contratti con il 50 per cento. Si possa,  anche,
  formare  all'estero,  per  poi farli  rientrare  in  enti  di  alta
  specializzazione i nostri giovani laureati.
   Una  serie di ipotesi normative o, comunque, di suggerimenti  come
  diceva  giustamente  il presidente Savona, che  certamente  possono
  arricchire  l'azione  di questo Governo e aiutare  una  fascia  dei
  siciliani  che è quella dei giovani dove, purtroppo,  il  tasso  di
  disoccupazione è il più alto in Italia e il numero dei NEET  tra  i
  più alti.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                  Presidenza del Presidente Miccichè

   SAVARINO.  Signor  Presidente volevo, sollecitata  dall'intervento
  dell'onorevole Cancelleri, dire che io non ho sottoscritto  neanche
  un  emendamento che riguardi una singola fattispecie, un teatro, un
  ente o piuttosto, se non solo emendamenti a carattere regionale.
   Ma non per questo non ritengo che sia utile e importante il lavoro
  che  molti colleghi stanno facendo e hanno portato avanti  rispetto
  alle sollecitazioni che gli arrivano dal territorio.
   E sono convinta che tanto è importante, che sottoscrivo,  e chiedo
  al  Presidente  Miccichè  che venga aggiunta  la  mia  firma  a  un
  emendamento  dell'onorevole  Mangiacavallo  del  Movimento   Cinque
  Stelle, che riguarda - per esempio - la costa di Eraclea Minoa.
   Voglio mettere la mia firma ad un emendamento dell'onorevole Campo
  del Movimento Cinque Stelle che si occupa della fornace Penna.
   Sapendo  che  questi emendamenti sono assolutamente nell'interesse
  dei territori e condivisibili da ognuno di noi.

   PRESIDENTE. Essendo stati chiusi gli interventi dal Presidente  Di
  Mauro, passiamo alla votazione degli emendamento al COMM.2
   Si  passa alla votazione dell'emendamento soppressivo del comma 1,
  a firma dell'onorevole Cancelleri.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  modificativo,  COMM  2.25   a   firma
  dell'onorevole Barbagallo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione dell'emendamento  COMM  2.25.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  del  comma  2,  a  firma
  dell'onorevole  Cancelleri.  Chi  è  favorevole  si  alzi;   chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  modificativo  COMM.  2.28,  a   firma
  dell'onorevole Zafarana.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento COMM. 2.28

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento COMM. 2.28.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti     66
   votanti      61
   Maggioranza  31
   Favorevoli   29
   Contrari     32
   Astenuti     00

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  al  comma  3,  a   firma
  dell'onorevole Zafarana. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. contrario

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento soppressivo al comma 4. Il parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi;chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento di riscrittura del comma 4, 2.18 a firma
  della Commissione.  Il parere del Governo?

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Lei è già intervenuto.

   SUNSERI.  Sì,  per  una  domanda. Per una spiegazione,  mi  sembra
  assurda.

   PRESIDENTE. Facciamo un'eccezione perché chi è già intervenuto non
  può più intervenire.

   SUNSERI.  Scusi, signor Presidente, volevo chiedere  all'Assessore
  per  l'economia:  ma  è  possibile pagare  con  il  POC  i  servizi
  assistenza al volo dell'ENAV?

   PRESIDENTE.  Onorevole Sunseri, c'è copertura  nella  manovra  per
  cui...  Assessore Falcone e professore Armao. Scusate. La copertura
  è nella manovra.
   Il  Governo  deve  solo confermare che c'è questa copertura  nella
  manovra. Basta

   ARMAO, assessore per l'economia. Confermo che c'è la copertura.

   PRESIDENTE.  L'Assessore  conferma  che  c'è  la  copertura  nella
  manovra.

   SUNSERI.  Stiamo votando una cosa che non abbiamo davanti,  perché
  qui  hanno  modificato anziché il POC  Sono somme diverse,  non  li
  prendiamo più dal POC ma li prendiamo dalla manovra finanziaria.

   PRESIDENTE.  Scusi,  è  il Comm.2 sotto.  L'emendamento  è  quello
  sotto.

   SUNSERI.  Io ho davanti il Comm.2. Stiamo votando questo, articolo
  4, comma 4?

   PRESIDENTE. C'è un emendamento, stiamo votando un emendamento.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  del  comma  5,  a  firma
  dell'onorevole Cancelleri.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento modificativo del comma 5, Comm.2.19,  a
  firma degli onorevoli Zito, Pasqua. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento Comm. 2.20.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 6.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   comma 6

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo del
                                comma 6

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento soppressivo del comma 6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vuole sopprimere  il  comma
  preme  il  pulsante  verde;  chi non lo vuole  sopprimere  preme  il
  pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          29
   Contrari            32
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

        Si  passa  all'emendamento Comm.2.21, a firma  dell'onorevole
  Zito.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

    Si passa al Comm.2.22, a firma dell'onorevole Campo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 7.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento soppressivo del  comma  8,  valgono  le
  stesse regole.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 9.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 10.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 11.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento Comm.2.24, a firma della Commissione.

   CIANCIO. Cosa dice questo articolo?

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, nel fascicolo ci  sono  tutti.  E'
  questo  qui, Comm.2.24, il 2.23 è dopo, non chiedetemi  il  perché,
  non me lo riusciranno mai a spiegare
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 12.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 13.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 14.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 15.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 16.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Al  comma 16, è stato presentato un emendamento Comm.2.22, a firma
  degli onorevoli Campo e Foti.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole Milazzo, l'Aula è felice di non averla sentita  fino  ad
  ora.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, l'emendamento che va posto in votazione è
  il  2.18. Il 2.22 era già stato votato perché si riferiva al  comma
  16, ma lo avevo segnato per votato con esito negativo.
   Tuttavia c'è un emendamento della Commissione che è il 2.18.
   E' stato votato il 2.18?

   SAMMARTINO. E' già stato votato favorevolmente.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, è già stato votato.
   Onorevoli   colleghi,  dobbiamo  verificare   un   attimo   questa
  votazione.
   Allora,  gli emendamenti 2.18 e 2.22 confermo che sono  già  stati
  votati.
   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 17.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   comma 17

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo del
                               comma 17

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento soppressivo del comma 17.
   Chiarisco   il   significato  del  voto:  chi  è  favorevole   alla
  soppressione  preme  il pulsante verde; chi  è  contrario  preme  il
  pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           68
   Votanti            64
   Maggioranza        33
   Favorevoli         22
   Contrari           42
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 18.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento Comm.2.26, a firma dell'onorevole  Campo
  che  non  ha  copertura. Per cui se il Governo dà la  copertura  lo
  mettiamo in votazione.

   CRACOLICI. Perché gli altri hanno copertura?

   PRESIDENTE. Questa è copertura sul bilancio.

   CAMPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 19.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento soppressivo del comma 20.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  aggiuntivo Comm.2.27,  a  firma  degli
  onorevoli Cappello ed altri.
   Dichiariamo   ammissibile  l'emendamento  aggiuntivo   anche   se,
  sinceramente, non dovrebbe essere.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

      ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento   aggiuntivo   Comm.2.23,   a   firma
  dell'onorevole Savarino.
   Onorevole  Savarino, questo emendamento per  come  è  scritto  non
  funziona.  Perché la copertura   Ai relativi oneri  si  provvede  a
  valere   o   sulle   risorse  degli  esercizi   o   sulle   risorse
  extraregionali

   SAVARINO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, questo emendamento  che  avevo  già
  presentato in bilancio, vale come atto di indirizzo agli  Assessori
  così  come  ha precisato il Presidente della Commissione  Bilancio'
  sulla loro programmazione dei Fondi europei . Futura.
   Quindi, come sono passati gli altri, con questa linea.

   PRESIDENTE.  Se  è  così  bisogna  cancellare  le  parole    sulle
  risorse

   SAVARINO.  Va  bene.  Cassato in questo senso gli  Uffici  possono
  armonizzare secondo le indicazioni del presidente Savona.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. In
  sede   di  coordinamento,  gli  Uffici  hanno  la  possibilità   di
  aggiustare e di coordinare il testo.

   PRESIDENTE. Va bene. Basta chiarirlo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

      ARMAO, Assessore all'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al COMM.2, così come è emendato. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  COMM.1.   Gli Uffici hanno bisogno di dieci  minuti
  perché sono stati presentati una serie di emendamenti di spesa  che
  si devono verificare.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  brevemente  solo   per   dire   che,
  evidentemente, alcune norme in sede di coordinamento  ed  anche  di
  117, hanno bisogno di qualche precisazione. Mi riferisco ad esempio
  al  comma  20  del  COMM.2:  la  formulazione,  ovviamente,  non  è
  rispondente  perché, certamente, non si parla della barca  o  della
  nave  dell'Assessorato, quindi cerchiamo anche di porre  una  certa
  attenzione.

   PRESIDENTE. Laddove ci sono situazioni del genere il coordinamento
  sarà  fatto con grande attenzione. Non sarà un coordinamento facile
  proprio  perché ci sono una serie di cose di questo genere ma  sarà
  fatto con grande attenzione.
   La seduta è sospesa per dieci minuti per dare il tempo agli Uffici
  di fare questo lavoro.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.47, è ripresa alle ore 13.00)

   La seduta è ripresa.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Assessore Cordaro, assessore  Lagalla,
  credo che sia necessario ascoltare un attimo l'onorevole Calderone.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                Commemorazione onorevole Nicola Baldari

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo informare
  il  Parlamento e, per il Parlamento, la sua signoria,  che  ieri  è
  venuto a morte l'onorevole Nicola Baldari, che è stato deputato  di
  questo Parlamento, che io conoscevo come persona amabile, come uomo
  sobrio e dallo stile di vita elegante ed affettuoso.
   Quindi io chiedo che questo Parlamento voglia ricordare, anche con
  un  minuto di silenzio e nella maniera che la sua signoria  riterrà
  opportuna, l'onorevole dottore Nicola Baldari.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Calderone. L'onorevole  Baldari  era
  mio amico personale. Ho avuto ora anche io questa notizia. E' stato
  per  il  nostro  partito di Forza Italia, Presidente del  consiglio
  provinciale  di Messina, è stato direttore sanitario  dell'Ospedale
  Papardo, è stato direttore generale ad Enna. Era un medico chirurgo
  assolutamente  affabile  e  di  grande  umanità.  Per  cui  intanto
  l'Assemblea  si  associa  all'onorevole  Calderone  nel  dispiacere
  immenso e nelle condoglianze che vanno alla famiglia.
   Do la parola al Presidente della Regione e dopo facciamo un minuto
  di raccoglimento per il nostro grande amico Nicola.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  solo  per
  dire che anche il Governo si associa al dolore per la scomparsa del
  collega  deputato  e partecipa alla famiglia i sentimenti  di  vivo
  cordoglio e vicinanza.

              (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 231/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, attendiamo ancora qualche  minuto
  affinché gli Uffici finiscano il loro lavoro.

     (La seduta sospesa alle ore 13.03, è ripresa alle ore 13.20)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, tenuto conto che  gli  Uffici  mi
  riferiscono che per fare le fotocopie di tutti questi emendamenti e
  distribuirli  ci  vorranno almeno altri 20 minuti,  io  aprirei  le
  iscrizioni  a parlare, se qualcuno vuole intervenire a  prescindere
  dagli  emendamenti,  se volesse cominciare a parlare  sul  Comm  1,
  altrimenti  facciamo una pausa pranzo direttamente ora  e  torniamo
  dopo.
   Bene,  cominciamo  con  le iscrizioni a parlare.  Ricordo  che  un
  deputato può parlare una volta sola complessivamente per tutti  gli
  emendamenti. Altrimenti non finiamo più. E' il Regolamento  che  lo
  prevede, io lo supero quando ci sono i tempi, ma ora tempi  non  ci
  sono  più e quindi non posso scavalcare questa norma di Regolamento
  che  è  fondamentale  giusto  in  questo  momento  per  riuscire  a
  chiudere.

   CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Non si può parlare sull'ordine dei lavori.

   CIANCIO. Signor Presidente, giusto per dare la possibilità  almeno
  di  organizzarci  il  tempo per intervenire. Se  per  esempio  ogni
  deputato  avesse a disposizione 5 minuti io parlerei 1  minuto  per
  uno,  1 minuto per l'altro. Nel senso, io mi riservo di intervenire
  dopo  su  eventuali emendamenti o su eventuali articoli, però  devo
  avere la possibilità di farlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio, io la  ringrazio,  ma  il  grande
  rischio  del  contingentamento dei tempi è che comunque  alla  fine
  intervengono tutti, anche quelli che tutto sommato potevano evitare
  di  intervenire  e  anche  se  per  meno  del  tempo  previsto  dal
  Regolamento, ma intervenendo tutti facciamo notte.
   Io  ripeto qual è la ratio di tutto quello che stiamo facendo.  E'
  quello  di  finire oggi comunque la finanziaria. Ora se  potessimo,
  una   volta  tanto,  e  lo  dico  proprio  nell'ottica  di   quella
  trasparenza e di quella serenità di cui tutti noi parliamo, evitare
  la  notte,  cosa  che io vorrei assolutamente evitare  e  potessimo
  finire  per le 10 di sera, le 8 di sera, saremmo tutti molto felici
  perché questo possa avvenire.
   Onorevole Ciancio, mi spiace dire che se intervenisse su tutti gli
  emendamenti,  intervengono  tutti ovviamente,  e  non  ci  possiamo
  riuscire. Siamo a livello di duetto e quindi parliamo ancora,  però
  poi una volta presa la decisione rimane quella.

   CIANCIO.  Quindi Presidente, sto intervenendo sul comma  1  e  non
  posso più intervenire.

   PRESIDENTE. Una sola volta può intervenire.

   CIANCIO. Va bene. Io intervengo in merito all'ex articolo  62,  in
  particolare  adesso è il comma 37. Però vorrei che  il  Governo  mi
  ascoltasse.

   PRESIDENTE. Il Governo sta attento agli interventi, per favore?

   CIANCIO.  Sto  parlando dell'articolo che  riguarda  il  fondo  di
  solidarietà  vittime  di richieste estorsive. Tutti  d'accordo  per
  carità,  se non fosse che andando a vedere bene l'articolo  c'è  un
  corto  circuito,  secondo me non indifferente.  Perché  quello  che
  stiamo  facendo  con  questo articolo è  di  dare  dei  fondi  alle
  associazioni  antiusura  di cui al comma 4 dell'articolo  15  della
  Legge  108, ma per farlo stiamo prendendo i soldi - niente poco  di
  meno che - dalle vittime di usura.
   Se voi andate a controllare il capitolo 183717, e io sono contenta
  che la Commissione abbia incrementato questo articolo con ulteriori
  fondi,  è quello che riguarda proprio le vittime di usura e racket.
  Quindi, quello che mi chiedo, come possiamo dire di volere  dare  i
  soldi  alle vittime di usura e racket se poi li andiamo a  prendere
  dallo stesso fondo che da soldi direttamente alle vittime?
   Mi  spiego  meglio. Abbiamo due capitoli che riguardano  la  legge
  regionale per il contributo alle associazioni antiracket,  uno  che
  riguarda direttamente le vittime, uno che riguarda le associazioni.
  In  questo  momento stiamo prendendo dalle vittime per  darlo  alle
  associazioni,  cosa che è intollerabile anche perché  -  su  questo
  avevo  presentato un emendamento - il contributo alle  associazioni
  andrebbe un attimo regolamentato.
   Oltre ai fondi ministeriali infatti abbiamo un fondo regionale che
  possiamo  disciplinare come vogliamo e che riguarda le modalità  di
  elargizione di questi fondi. Vorrei regolamentare questo articolo e
  dire che questi soldi vadano effettivamente a chi fa antiracket,  a
  chi fa antiusura.
   Ci  sono moltissime associazioni, purtroppo negli ultimi anni  c'è
  stata una proliferazione di associazioni che nascono con i migliori
  intenti  che  poi  finiscono per non avere né gli strumenti  né  le
  risorse  né  l'organizzazione per fare quello che si propongono  di
  fare. Quello che richiediamo è dare questi fondi a chi realmente fa
  antiracket  e antiusura mettendo una regolamentazione, mettendo  un
  numero minimo di soci che siano imprenditori.
   E' chiaro che di antiracket e antiusura può parlare chi ha vissuto
  questo dramma.
   Mettiamo  una  serie di regole che sono state anche presentate  in
  diversi   incontri   da  varie  associazioni   che   non   prendono
  finanziamenti   -   attenzione  -  perché  sono   associazioni   di
  volontariato  che  non prendono finanziamenti  e  hanno  fatto  una
  proposta.
   La   proposta  è  che  i  finanziamenti,  pur  consentiti,   siano
  regolamentati e si concentrino a quei soggetti che, per esempio, si
  costituiscono parte civile per un tot di processi all'anno.
   Purtroppo  in  questo momento c'è un mare magnum dove  all'interno
  del quale pescano anche soggetti che purtroppo strumentalizzano  il
  nome di associazione antiracket.
   Quello che chiediamo è di togliere questo articolo, di evitare che
  per dare alle vittime si tolga alle vittime stesse e - in subordine
  - di regolamentare il contributo che viene dato alle associazioni.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,  onorevoli
  colleghi,  in cinque minuti interverremo su pochi articoli  che  ci
  sembrano  particolarmente significativi - in negativo -, dal  punto
  di vista della proposta.
   L'articolo 46 prevede un contributo di 300.000 euro per il  teatro
  di Adrano. Lungi da noi l'idea di non essere lieti che il teatro in
  Sicilia  ed  anche i piccoli teatri comunali vengano  accompagnati,
  vengano sostenuti.
   E'  un investimento che, secondo noi, è un investimento a rendere,
  produce  effetti  positivi dal punto di vista dell'immagine,  della
  qualità  della  cultura e anche della qualità della produzione  che
  questi teatri riescono ad esprimere.
   Però,  il  Teatro  comunale  di Adrano  è  uno  dei  tanti  teatri
  comunali.
   Lei  ha detto ieri, l'altro ieri,  è legittimo l'interesse  di  un
  deputato  di  presentare un emendamento, un articolo,  riguardo  al
  proprio territorio .
   Io  su  questo esprimo un dubbio, Presidente, perché ci sono molti
  territorio  che  in questa Aula non sono rappresentati  e  dovrebbe
  pensarci  il Governo, il quale ha previsto di aggiungere altri  300
  mila euro per tutti gli altri teatri comunali.
   Io  credo che sia un percorso sbagliato, un punto di vista che per
  difetto  non tiene conto di quante risorse occorrerebbe  mettere  a
  disposizione  di un enorme quantità di teatri che  non  hanno  meno
  dignità del teatro di Adrano, che è la ragione per cui da una parte
  siamo  felici  che  un  teatro  venga  finanziato,  dall'altro   ci
  preoccupa  che  venga finanziato il teatro su un territorio  che  è
  rappresentato qui da un parlamentare.
   Ed   ancora,  l'articolo  52.  Nessuno  di  noi  potrà  essere  in
  disaccordo sul fatto che venga istituito un fondo regionale per  le
  politiche  giovanili, però in termini ittici ci sembra una  mollica
  di  pane  lanciata ai pesci. Noi abbiamo tolto 10 milioni  di  euro
  alle  risorse degli ERSU e, quindi, alla possibilità di  sostenere,
  accompagnare il percorso degli studenti universitari, siamo  ancora
  in  debito  di  una legge sul diritto allo studio, ma riteniamo  di
  fare  una  buona  azione  che, però,  ha  tutto  il  sentimento  di
  elemosina offrendo 70 mila euro per un fondo.
   70  mila euro, Presidente, Lei sa che si arrivano a fare due o tre
  convegno. Punto.
   Quando togliamo 10 milioni agli ERSU e regaliamo 70 mila euro  per
  tre  convegni per un fondo che deve servire come vetrinetta per  le
  buone  intenzioni del Governo, è soltanto uno spreco di denaro  che
  non produce alcun investimento specifico e reale in questo settore.
   La stessa cosa riguarda anche il banco alimentare onlus e il banco
  opere di carità.
   Anche  in  questo  caso  non  possiamo che  essere  d'accordo.  Ci
  piacerebbe che, però venisse portata in Aula, finalmente, una legge
  di  iniziativa  popolare che prevede degli interventi  specifici  e
  finalmente risolutivi, si spera, sul tema della povertà assoluta in
  Sicilia che è stata presentata nella scorsa legislatura e l'abbiamo
  riproposta quest'anno.
   Nel  tempo  che mi resta, vorrei dire, signor Presidente,  che  mi
  sono  molto preoccupato su un articolo che riguarda anche Lei  che,
  come  me,  è un giornalista ed è questo finanziamento di  200  mila
  euro per l'Istituto superiore di giornalismo.
   Lei  ha detto, giustamente, due giorni fa  la domanda che dovremmo
  farci è: ma quanto ci costa un Ente? .
   Questo è un Ente inutile. Perché è l'unico Istituto di giornalismo
  che  non forma giornalisti, che non è riconosciuto dall'Ordine  dei
  giornalisti, non è riconosciuto dall'Associazione della Stampa, non
  organizza   progetti   di  formazione  permanente,   non   consente
  l'iscrizione  all'Albo, ha organizzato, nel sito è  quello  che  si
  legge, un solo seminario che è stato tenuto dal Direttore di questo
  Istituto  che  è un giornalista-pubblicista dignitosissimo  ma  che
  certamente   non   è   in   condizione   di   produrre   formazione
  giornalistica,    ci    chiedono,   l'Ordine    dei    giornalisti,
  l'Associazione della Stampa, per cortesia che cambino denominazione
  per  evitare  confusione in chi è convinto di potere investire  sul
  proprio  avvenire professionale con un Istituto di giornalismo  che
  non è né un Istituto, né superiore, né di giornalismo.
   Allora, c'è un nostro emendamento che prevede che questi 200  mila
  euro  vengano,  invece, offerti al fondo in  favore  delle  vittime
  delle  azioni  della  criminalità e vincolati alla  possibilità  di
  risarcire  danni che hanno subito i molti giornalisti, in  Sicilia,
  che  rischiano non soltanto la pelle ma anche danni materiali  alla
  loro  attività  e  che  in  questo  modo  possa  rappresentare   un
  investimento di qualità e di senso morale che può servire anche  ad
  accompagnare la professione di qualche giornalista.
   Questo  Istituto  superiore di giornalismo, mi  permetta  per  una
  volta  di  spendere questa parola che non ho mai  speso  in  questo
  dibattito,  è  una  marchetta che questa Assemblea  non  deve  fare
  soprattutto pensando alla dignità e alla qualità di questo mestiere
  io chiederei che venisse ritirato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.
   Comunico  all'Aula  che  non si sospende. I  lavori  continueranno
  perché ci sono parecchi interventi e speriamo che intorno alle  ore
  15.00 si possa cominciare a votare.

   CANCELLERI. Signor Presidente, rinuncio al mio intervento.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione,  nonostante  il  modello  inusuale   di
  percorso che abbiamo scelto, certamente nell'interesse dei tempi da
  rispettare per dotare entro questa data la Regione degli  strumenti
  finanziari,  credo  che  vadano  sottolineate  alcune  cose.  Altri
  colleghi  del mio gruppo citeranno delle evidenze critiche rispetto
  a qualche norma che, evidentemente, va magari corretta, riscritta.
   Io  mi  limiterò  ad  alcune norme che  ho  sostenuto  in  maniera
  particolare  in  questo percorso e innanzitutto mi  riferisco  alle
  somme  che  l'articolo  86  di  questo  COMM.1  destina  alla  rete
  integrata dei servizi per l'autismo.
   Qui  l'attività che era stata cominciata nella scorsa legislatura,
  a  me  non  piace mai parlare di ciò che chi parla direttamente  ha
  svolto,  sotto altra funzione, però questo va detto  perché  è  una
  norma  di grande civiltà, già con quei provvedimenti adottati  illo
  tempore   e   continuati  meritoriamente  peraltro   dall'assessore
  regionale per la salute in carica, noi mettiamo un punto  fermo  su
  ciò che purtroppo già nel 2015-2016 ancora le aziende sanitarie  si
  ostinavano a non fare, cioè il destinare una percentuale, lo 0,1  e
  adesso lo 0,2 che è già individuato come cifra, ma che adesso viene
  codificato con legge.
   Quindi, Assessore non le potranno più fare alcuna osservazione,  e
  quindi  continuare  con  questa  azione  meritoria  che  su  questa
  patologia,  per  i disturbi dello spettro autistico,  ha  posto  la
  Regione  siciliana e pone oggi la Regione siciliana  fra  le  prime
  regioni del nostro Paese con questa rete integrata che, ovviamente,
  si  indirizza  soprattutto alla diagnosi precoce e  al  trattamento
  intensivo  ma,  che codifica adesso con legge, e non  soltanto  con
  atto  amministrativo, come nel passato chi vi  parla  aveva  fatto,
  assessore   finalmente  anche  far  rientrare   nei   radar   delle
  istituzioni  i soggetti affetti dal disturbo e lo spetto  autistico
  che  compiono  i diciotto anni, che con la vecchia normativa  prima
  che  si intervenisse, chi vi parla, con circolare, scomparivano dai
  radar delle istituzioni quindi aver citato ed individuato i giovani
  adulti come destinatari di questi provvedimenti è assolutamente una
  norma che va evidenziata e va enfatizzata.
   Io  stesso ho presentato una norma che è inserita all'articolo 87,
  Presidente Musumeci, su cui lei è stato sempre sensibile e sono  le
  zone franche per la legalità
   Le  zone  franche per la legalità su cui intendo precisare,  è  la
  legge 15 del 2008, l'articolo 3, ci sono già procedimenti in corso,
  provvedimenti in corso, procedimenti amministrativi in  corso,  che
  tendono  ad  impegnare e spendere le somme che sono state  previste
  negli esercizi passati.
   Questi  non  vengono  ovviamente posti  in  discussione,  soltanto
  Presidente  in  questa  nostra terra  su  cui  non  basta  l'azione
  repressiva  ma dobbiamo noi avere la sensibilità di rilanciare  dal
  punto  di  vista  economico, culturale e sociale, le  zone  affette
  soprattutto  dalla piaga della criminalità organizzata  e  mafiosa,
  abbiamo  immaginato di estendere le zone franche per la legalità  e
  quindi  i benefici per gli imprenditori, per l'impresa quindi,  per
  il  rilancio  delle  prospettive economiche, ai  comuni  che  hanno
  subito il commissariamento per mafia, perché il limite dei 50  mila
  abitanti  determinava che per i comuni al di sotto,  cito  uno  per
  tutti,  che  purtroppo agli onori o al disonore  della  cronaca  in
  questi  giorni, mi riferisco al comune di Castelvetrano, operazione
  meritoria  svolta  dalla  Magistratura e  dalle  Forze  dell'ordine
  essendo al di sotto dei 50 mila abitanti in questo momento non  può
  beneficiare di questi provvedimenti.
   Quindi,  non facciamo altro che estendere i benefici dell'articolo
  3  che  riguardano  gli imprenditori oggetto  di  estorsione  e  di
  taglieggiamenti  ai comuni che sono stati commissariati  per  mafia
  secondo quella che è la legge dello Stato.
   Alla stessa maniera, volevo ricordare la norma che fortemente

   PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, cerchi di rispettare i tempi.

   GUCCIARDI.   Non   sto  sottolineando  rilievi  critici   ma   sto
  evidenziando  ciò  che a questo Parlamento è stato  proposto  dalla
  Commissione  e dal Governo e su cui chi vi parla il mio  Gruppo  ha
  dato  il proprio contributo determinante in quello spirito  di  cui
  abbiamo parlato ieri.
   Potrei citare altre norme, ne voglio citare soltanto una che avevo
  proposto e che purtroppo non ha avuto la fortuna.
   Avevo  proposto  da  esponente  della  scorsa  legislatura  e   mi
  riferisco  all'art.  100 che riguarda le imprese  che  operano  nel
  settore  sanitario e che con sentenza passata in giudicato è  stato
  accertato  l'essere  stati  taglieggiati  e  sottoposti  a   misure
  estorsive da parte della mafia; il fatto che oggi l'aula sia  nella
  condizione,  mi  auguro  con  tutto  il  cuore  davvero  che  venga
  approvata,  va  nella  direzione delle zone franche  che  ho  detto
  poc'anzi,  per le zone franche della legalità cioè di un'attenzione
  particolare  all'azione di contrasto alla criminalità e organizzata
  e  mafiosa  attraverso  provvedimenti positivi  e  propositivi  che
  mirino   al  rilancio  economico,  culturale  e  sociale  di   quei
  territori.
   L'ultimo Presidente è chiudo davvero, anche se ci sarebbe  davvero
  tanto  da  dire, sono le misure di contrasto, onorevole  Presidente
  Musumeci, alla povertà e alla esclusione sociale.
   Abbiamo   voluto,   la  Commissione   Bilancio'   adesso   è   qui
  all'attenzione dell'Aula, fare un passo ulteriore rispetto a quello
  che  è la norma, la legge dello Stato, per cui nella nostra Regione
  che  tanto  ha  bisogno di interventi di contrasto alla  povertà  e
  all'esclusione sociale, abbiamo fatto in modo che con  l'intervento
  del  Rei si possa intervenire seppur con una somma, certamente  non
  eccessiva e mi riferisco alla somma di 5 milioni di euro.

   PRESIDENTE.  Onorevole Gucciardi, sono trascorsi i  minuti  a  sua
  disposizione, dovrei toglierle la parola.

   GUCCIARDI, Presidente, stiamo provando a mantenerci nei tempi però
  credo che non possiamo trasformare ciò che quest'Aula discute e ciò
  che  quest'Aula  tenderà  a trasformare in  legge  dell'ordinamento
  regionale  come  se  si trattasse di meri adempimenti  burocratici,
  fatti in fretta.
   C'è  molto e in tanti di noi che in maniera trasversale, di quella
  che  è  la  sovranità  popolare che appunto dai  siciliani  che  in
  quest'Aula  tende  a  realizzare, vale  a  dire  provvedimenti  che
  tendono  a  ridisegnare la nostra Regione in una maniera  che  esca
  fuori dai luoghi comuni che davvero  continuano a penalizzarla.
   Questo è il senso dei nostri interventi che mirano a risolvere  in
  concreto e sui territori problemi annosi che noi abbiamo il  dovere
  di affrontare e risolvere.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO,  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io  farò
  una discussione generale su questa parte del testo.
   La prima riflessione la farei all'articolo 48. E' stato approvato,
  onorevole Presidente, durante l'approvazione del bilancio il BIL 4,
  che prevedeva una copertura di ulteriori 500 mila euro sul capitolo
  473709.
   Ovviamente,  il  nostro  parere  sull'articolo  48  è  favorevole,
  affinché  venga  sostenuto lo sport al vertice ma, certamente,  non
  vorremmo  che la copertura a valere sull'articolo 48 per  sostenere
  la  legge n. 31 sia presa proprio dal sostegno per la legge  n.  8,
  altrimenti perderebbe di significato il voto che ha dato quest'Aula
  l'altro  ieri sul bilancio e, segnatamente, lo dico anche  per  gli
  uffici  dell'Assemblea,  al  BIL  4.  Abbiamo  apprezzato  poi,  in
  particolare, l'articolo 72, assessore Falcone, che come  lei  sa  è
  frutto  dell'iniziativa  parlamentare del  partito  democratico  in
  Commissione Ambiente.
   E'  un  articolo che dal 2009 ha avuto una discreta  applicazione,
  riguarda la ristrutturazione degli edifici nel centro storico e  dà
  la  possibilità  di  accedere ai privati  cittadini  e  la  Regione
  sostiene,  come ben noto, la quota e gli interessi del  mutuo  fino
  all'ammontare di trecento mila euro. La previsione è decennale.
   Io  credo  che  è  un  strumento alternativo, fermo  restando,  il
  Presidente   della   Regione  ho  capito  che  ha   annunciato   la
  presentazione  del  disegno di legge sulle questioni  che  riguarda
  l'articolo 8, sono due strumenti compatibili.
   Noi  in prospettiva, credo, che nei prossimi anni garantiremo alle
  famiglie,  alle  giovani  coppie  siciliane,  una  possibilità   di
  intervento  decisa, perentoria, sugli edifici ricadenti nel  centro
  storico.  Poi  c'è  l'articolo  83,  sarebbe  stato  più  giusto  e
  corretto,  anche nei confronti dell'Aula, illustrare  l'emendamento
  83.3  che è stato frutto di una specifica audizione in Commissione,
  non  vedo  il presidente Ragusa. I sindaci si sono lamentati  della
  complicazione   normativa,   di  una  difficoltà   burocratica   ad
  aggiudicare i servizi di distribuzione del gas.
   In  quella  sede, con la presenza di tutte le forze  parlamentari,
  con  la  presenza  del  dirigente generale  dell'energia,  è  stato
  scritto  questo emendamento 83.3 che è di interpretazione autentica
  che  sancisce  che  in  Sicilia non  si  applica  l'articolo  46  e
  sottopone ad un decreto del Governo e, segnatamente, dall'assessore
  regionale  all'energia  il  termine da assegnare  per  i  Comuni  e
  definisce  le procedure affinché i Comuni affidino il  servizio  di
  distribuzione del gas naturale.
   L'ultima  riflessione la vorrei fare con riferimento  all'articolo
  104   che,  opportunamente,  come  è  in  uso  ormai  nelle  ultime
  finanziarie, proroga i termini di autorizzazione paesaggistica ed i
  termini  dell'articolo  36. Questo articolo  104  fa  il  paio  con
  l'articolo  35,  comma 3, che proroga i termini  delle  concessioni
  edilizie del permesso di costruire.
   A  mio  giudizio, lo dico anche per una mera questione di  tecnica
  legislativa,  non  lo  so se siamo ancora in condizione  ancora  di
  intervenire,  anche  per  rendere  più  comoda  la  lettura   della
  finanziaria  e non ricorrere all'avvocato di turno per  farsi  dare
  una  mano  per interpretarla, occorrerebbe accorparli in  un  unico
  articolo.  Non lo so se ci sono le condizioni, ma certamente,  ecco
  per  gli operatori di settore sarebbe certamente una soluzione  più
  agevole.

   BULLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BULLA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Assessori,
  Presidente  Musumeci,  intanto la devo ringraziare  perché  lei  ha
  difeso una prerogativa di un deputato di raccogliere le istanze del
  proprio territorio e di rappresentarli con la presentazione di  una
  norma  che  ripristina una particolare situazione a  favore  di  un
  teatro  comunale, il Teatro comunale di Adrano, che è stato fondato
  nel  1779 grazie a un decreto dell'allora Viceré Alcalà, con  fondi
  che  provenivano  dalla tassazione del pane  e  degli  ortaggi  dei
  cittadini di Adrano, quindi questo Teatro di Adrano rappresenta  un
  sito storico.
   E  questa norma, la norma che è stata presentata con l'articolo 64
  della  legge  n.  15/1993, ha permesso nel 2004 la  riapertura  del
  Teatro di Adrano, che era stato vandalizzato negli anni precedenti.
  Oggi  questo  teatro,  per mancanza di fondi  a  livello  comunale,
  rischia l'inattività, la chiusura.
   Quindi, questo intervento, con questa norma ripresentata, non solo
  garantisce  al  Teatro  di Adrano la salvaguardia  di  questo  sito
  importante,  ma permette degli interventi ordinari e  straordinari,
  perché si possa continuare l'attività culturale in quel territorio,
  anche  perché  il  Teatro  di Adrano rappresenta,  insieme  con  il
  Castello  normanno  e  il Ponte dei Saraceni,  un  importante  sito
  storico e culturale di questa comunità.
   Quindi   io  invito  l'Aula  ad  accogliere  quest'articolo,   per
  consentire  di  nuovo  la  salvaguardia e  l'attività  di  un  sito
  importante, che rappresenta per una comunità un centro culturale  e
  di legalità. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
  della  Regione,  parlamentari, visto che possiamo  intervenire  una
  sola volta su questo maxiemendamento cercherò di essere veloce e di
  toccare  un  paio  di aspetti che riguardano un  po'  tutti  questi
  articoli.
   Mi  permetto  di  dire che, però, alcuni emendamenti  che  avevamo
  presentato  ai testi originari sono saltati. Vedremo  cosa  si  può
  recuperare  e  come  recuperarlo,  perché  c'è  anche  qualcosa  di
  importante.
   Io  intervengo in particolar modo su due articoli.  Uno  l'ho  già
  approfondito  bene,  però ci voglio ritornare ed  è  l'articolo  87
   Zone franche per la legalità . E' stato fatto un intervento - l'ha
  seguito  bene  l'onorevole Gucciardi insieme al  capogruppo  -  che
  mette  in condizione di fare intervenire i piccoli comuni, i comuni
  sotto   i  50  mila  abitanti,  e  quindi  città  importanti   come
  Castelvetrano  -  importanti per il significato che  hanno  per  la
  lotta alla mafia - anche nelle Zone franche per la legalità.
   Signor  Presidente  mi  permetta di ringraziarla,  perché  non  ha
  abbandonato  l'Aula  un  attimo. Anche Crocetta  l'aveva  fatto  la
  scorsa  volta,  poi strada facendo lo abbiamo perso.  La  prego  di
  continuare così per tutta la legislatura.
   Qual   è   la   mia   preoccupazione?  Questo  è   uno   strumento
  importantissimo, perché le Zone franche per la legalità ci  mettono
  in  condizione  di finanziarie le imprese. Cioè il lavoro  vero  lo
  possiamo costruire in territori delicati con il finanziamento delle
  Zone franche. Era previsto un finanziamento, l'Assessore Turano  lo
  ricorda  benissimo, di 50 milioni di euro per le zone franche.  Non
  solo, sono stati fatti alcuni passaggi importanti: ci sono stati 27-
  28  comuni  che hanno già deliberato per questo percorso  e  stiamo
  parlando della provincia di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.
   Giusto  Assessore,  sono  preparato? La prego  di  correggermi  se
  dovessi sbagliare.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, giusto.

   DIPASQUALE.  Queste tre province pronte per partire e parliamo  di
  una  parte della Sicilia che si trova in trincea ed in prima  linea
  nella lotta contro la mafia.
   Aspettiamo  il  bando,  intanto per favore dobbiamo  partire,  per
  favore partiamo con questo bando; onorevole Presidente la prego  di
  attenzionarlo in prima persona, di partire con il bando ed  io  non
  so se questi 50 milioni ci sono tutti, perché devono esserci tutti,
  non  vorrei  che  strada facendo rispetto a quello che  era  questo
  gruzzoletto  che  avevamo lasciato dalla precedente  esperienza  si
  fosse  perso  per strada, perché togliere un milione  di  euro,  10
  milioni  di  euro  da questi 50 milioni di euro significa  togliere
  lavoro  e  il  lavoro  è  davvero l'unico strumento  serio  che  la
  politica può fare per togliere manovalanza alla mafia.
   Quindi siamo in dirittura d'arrivo, questo è uno strumento che voi
  e  lei,  signor  Presidente,  insieme  al  suo  Assessore,  lo  può
  concludere, fermo restando quello che abbiamo fatto con  l'articolo
  87  che ci mette in condizioni di andare oltre con i piccoli Comuni
  ma  intanto questa fase chiudiamola e diamo questo strumento  vero,
  importante.
   Io  non  parlo  mai  di  mafia, di lotta alla  mafia,  lei  lo  sa
  onorevole  Presidente, alcuni politici ne parlano troppo  io  quasi
  mai,  forse è la prima volta, perché ritengo che gli strumenti  poi
  la fanno ai magistrati e alle Forze dell'ordine.
   Noi  non  abbiamo  in  primis grandi  strumenti  -  io  parlo  del
  Parlamento  siciliano  -  questo è uno strumento  concreto,  è  uno
  strumento serio, attuiamolo.
   Altra  cosa,  mi dispiace che non sia presente l'Assessore  Razza,
  che anche lui, comunque,  è stato presente per tutto il tempo, così
  come  tutta  la Giunta non quanto l'Assessore Cordaro  che  non  ha
  lascito per un attimo il suo posto

   MUSUMECI, presidente della Regione. Lei fa la pagella a tutti

   DIPASQUALE.  Mi  metta  in condizione,  io  ho  un  legame  perché
  proveniamo dalla stessa

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, il tempo è trascorso,  si  avvii
  alla conclusione.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  io  lo  capisco  però  lei   non
  dimentichi  che la durata di ogni intervento è di 20-30  minuti  se
  qualche secondo scappa ...

   PRESIDENTE.  Ma se lei divaga su altre cose, ovviamente  il  tempo
  non trascorre mai

   DIPASQUALE. Signor Presidente, ci vuole un minimo di pazienza

   PRESIDENTE. Sì, però lei si attenga all'intervento che deve fare

   DIPASQUALE.  Lei già mi ha fatto perdere tempo per concludere.  Mi
  avvio  alle  conclusioni toccando l'articolo 86  che  è  l'autismo:
  prevediamo  un  aumento dallo 0,1 allo 0,2, verissimo,  buonissimo,
  serissimo questo intervento.
   Lo  sa  qual è il problema, signor Presidente, che già lo 0,1  non
  veniva applicato, quindi io la prego se lei vuole davvero fare  una
  cosa  utile,  una  cosa  vera,  se vogliamo  garantire  che  questo
  deliberato  del Parlamento venga rispettato dobbiamo  prevedere  la
  sanzione.
   Visto  che  si  tratta  di  un argomento  serio  che  è  la  lotta
  all'autismo e visto che il Parlamento ha questa voglia di  bloccare
  lo  0,2 dobbiamo dire che i manager, i direttori che non rispettano
  vengono  tolti,  perderanno il loro ruolo proprio per  volontà  del
  Parlamento.
   Io  preparerò  un  emendamento su questo, lo  possiamo  concordare
  insieme  perché la dobbiamo prevedere una sanzione di  questo  tipo
  altrimenti  faremo  da  0,1  a  0,2  non  applicavano  lo  0,1  non
  applicheranno lo 0,2.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, ho già avuto modo di esprimermi sulle
  modalità  con  cui è stato collazionato questo testo  ed  esprimere
  anche  le  critiche.  Entrando  nel merito,  comunque,  di  qualche
  articolo  c'è  da  fare,  c'è  da  entrare  poi,  appena,  comunque
  quest'Aula comincerà ad analizzare nel merito ciascun articolo,  su
  tutte  quelle che sono queste misure. Al netto del fatto che molte,
  ho  appreso  stralciate  con  riserva, sono  pertanto  rientrate  a
  seguito di riscrittura. D'accordo, però con tutte le criticità  che
  queste riscritture comportano.
   Le  convenzioni per idromoto che sono ritornate, il contributo  al
  Teatro  comunale di Adrano. Leggo quelle che presentano le maggiori
  criticità:   interventi  Targa  Florio,  Ente  Fiera  di   Messina,
  istituzione - questo qui potrebbe andare anche bene, c'è stata  una
  discussione  in  Commissione  Bilancio' -, Fondo regionale  per  le
  politiche   giovanili,  Teatro  popolare  Samonà.  Andiamo   oltre:
  promozione vino sui mercati dei Paese terzi - questa è rispuntata -
  ,  contributo  straordinario al Libero consorzio  di  Caltanissetta
  che, praticamente, va ad erogare le somme previste nello stralciato
  articolo  61  della norma per il Club nautico di  Gela,  impugnato,
  stralciato,  meglio  perché  contributo  a  privati,  praticamente,
  ritorna   attraverso   l'assegnazione   a   Libero   Consorzio   di
  Caltanissetta con una destinazione precisa. Mi sembra qualcosa  di,
  quanto meno, singolare.
   Andando  ancora oltre mi sono soffermata nel dettaglio  a  leggere
  che  all'articolo  67 - modifiche alla legge 10  del  2014,  quindi
  sull'amianto, bonifica e smaltimento amianto - comma 14, 1bis, vi è
  l'aggiunta  di un comma in cui, leggo testualmente si dice:   Nelle
  more  della realizzazione dell'impianto di trattamento  di  cui  al
  comma   1  è  consentita  la  realizzazione  di  impianti  per   lo
  smaltimento dell'amianto mediante adeguamento o la realizzazione ex
  novo   di   discariche  pubbliche,  quest'ultime,  preferibilmente,
  all'interno di cava e miniere dimesse .
   Questa è una norma di una pericolosità incredibile. Stiamo andando
  ad  introdurre possibilità di nuove discariche, di bombe ecologiche
  ancorché  siano  previste nella legge le modalità  della  bonifica.
  Però,   non   vi  sono  appostamenti  economici  finalizzati   alla
  lavorazione  dell'amianto che, come sappiamo, deve avere  prima  di
  essere  smaltito.  Ricordo nel processo che  portò  alla  scrittura
  della  legge  n.  10  del 2014 si era trovata un'intesa  in  questo
  Parlamento per la trasformazione dell'amianto, per renderlo  inerte
  e, quindi, non l'individuazione di nuovo discariche.
   A  quale  gioco  stiamo giocando? Cosa c'è ancora di  nascosto  in
  questo  testo  che non riusciamo a decifrare fino  in  fondo  anche
  perché  i  tempi  sono  compressissimi,  quindi,  chiunque  avrebbe
  difficoltà?
   Ancora  avanti  ci  sono dei trasferimenti al  trasporto  pubblico
  locale  del  comune  di  Catania,  ancora  sanzioni  derivanti   da
  abbandono  di  animali. Vorrei che, poi, si potesse  chiedere,  nel
  merito,   all'Assessore,  chiarimento.  La  norma   nazionale   già
  introduce  delle  sanzioni,  si  parla  di  Codice  penale.  Perché
  dobbiamo andare ulteriormente a normare su questa materia?
   Complessivamente il Movimento Cinque Stelle ha dato dei contributi
  anche  in  questo testo. Le somme da destinare alla rete  integrata
  per i servizi per l'autismo e pertanto l'aumento della destinazione
  dello  0,1 per cento aumenta allo 0,2 per cento per avviare a piena
  funzionalità  i centri per la diagnosi ed il trattamento  intensivo
  precoce.  Poi, ancora ho presentato un emendamento per far  sì  che
  l'Assessorato  alla famiglia possa avviare le convenzioni  previste
  per  dotare  i  ristoranti  e i luoghi di ristorazione  pubblica  e
  privata  dei  contenitori per raccogliere il cibo e lo spreco,  nel
  senso  dell'applicazione della legge nazionale  passata  contro  lo
  spreco  alimentare, e mi piacerebbe che poi un percorso si  potesse
  anche  avviare  in  quest'Aula,  dopo  questa   Finanziaria',   per
  contrastare  invece lo spreco farmaceutico, altra nota  dolente  in
  termini di contrasto allo spreco.
   Ancora,  andando  oltre, interventi per il  turismo.  Il  commento
  rimane  sospeso, in questo momento, rispetto a quello che realmente
  succederà di questo testo.
   È  chiaro  che,  come già detto, se un testo di norme  finanziarie
  arriva  a  diventare un  papello' in cui ognuno  mette  la  propria
  firma a lato di questo, è un testo che è di tutti e di nessuno e ha
  delle  finalità che vanno ognuno in senso opposto rispetto a quella
  che  dovrebbe essere, invece, una direttrice economica  direzionata
  verso il raggiungimento di alcuni obiettivi, unica ed unitaria.
   Evidentemente,  forse,  non c'è neanche in questa  riscrittura  la
  possibilità di poter avviare e presentare un modello funzionale. Il
  disegno che viene fuori è che ciascuno, per le finalità non  sempre
  generali e non sempre con finalità universali, mentre questa invece
  è  la  finalità  che  proviamo  a rispettare  fino  in  fondo  come
  Movimento Cinque Stelle, tira per la giacchetta questa Regione  che
  poi  dovrà  erogare a pioggia. Questo è un comportamento  ed  è  un
  atteggiamento sul quale non saremo mai d'accordo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   signori
  Assessori,  cittadini, da rappresentante dei siciliani  posso  dire
  che,  al  momento,  mi  sto vergognando relativamente  all'iter  di
  questa   Finanziaria'.  Mi sto vergognando  perché  mi  chiedo  se,
  effettivamente, una  Finanziaria' debba essere trattata con  questi
  Comm.1 e Comm.2.
   Chiedo  alla  Commissione  Bilancio', ma  anche  all'Assessore  di
  riferimento:  è  possibile che all'interno di una  Finanziaria'  si
  mettano   norme  con  i   diremo ,   faremo ,   vedremo ,   intanto
  mettiamocele.
   È possibile che una legge di  Finanziaria' che dovrebbe essere una
  legge importante per il popolo siciliano venga realizzata in questo
  modo?  Per  non parlare poi del Comm.1, all'interno del quale  sono
  stati inseriti vari articoli di vari riferimenti.
   A questo punto non chiamiamoli articoli ma mettiamo direttamente i
  nomi  e cognomi. Sono articoli che, effettivamente, servono per  il
  rilancio  della nostra martoriata Sicilia? Io questo me lo continuo
  a  chiedere. E lo chiedo anche a voi colleghi. Cerchiamo  di  avere
  uno scatto di orgoglio e di sopprimere tutte quelle norme che hanno
  dei  nomi  e  cognomi e che non servono affatto al  rilancio  della
  Sicilia.
   Come  è  possibile inserire all'interno del Comm.1 il Fondo  sulle
  politiche giovanili che può essere un fondo importante per i nostri
  giovani   che   sono   stati,   su  questa   legge    Finanziaria',
  completamente  bistrattati. Non c'è stato finora  un  articolo  che
  abbia  parlato  dei giovani siciliani. Si inserisce l'articolo  del
  Fondo per le politiche giovanili all'interno di altri articoli  che
  poco servono ai siciliani.
   Noi  come Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre avuto a  cuore  i
  nostri  giovani  ed abbiamo avuto a cuore i giovani vedendoli,  non
  come  un  problema  ma come una risorsa. Ecco  perché,  negli  anni
  passati,  abbiamo realizzato dei progetti che hanno coinvolto  vari
  giovani nella vita sociale siciliana.
   A  questo punto non è possibile che, all'interno di questo  Fondo,
  vengano  messi solo ed esclusivamente settantamila euro. Cosa  sono
  settantamila euro a fronte di tutti i soldi che stiamo  sperperando
  all'interno di questa  Finanziaria'?
   Allora,   colleghi,  mi  rivolgo  soprattutto  a  voi.  Cerchiamo,
  all'interno di questo Comm.1, di avere uno scatto di orgoglio e  di
  bocciare  tutte  quelle   marchette', come abbiamo  già  detto  più
  volte, che sono state inserite all'interno di questo testo e  spero
  Presidente  che  ci  dia  nuovamente  la  possibilità   di   potere
  intervenire  su  questo testo perché non è possibile  fare  passare
  determinati articoli. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno.

   DE LUCA CATENO. Rinuncio.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonio.
   Non  è  presente in Aula, quindi decade. Stessa cosa vale per  gli
  onorevoli Cafeo, Arancio e Catanzaro.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
   CARONIA.  Signor  presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  parlare, in questo momento, ad un'Aula non pienissima e semideserta
  sicuramente  non  dà la misura e l'importanza di  un  momento  così
  delicato  perché con un solo emendamento stiamo portando avanti  il
  lavoro della  Finanziaria' in maniera spedita perché abbiamo  tanti
  articoli, stiamo parlando di tante materie e di tante fattispecie.
   Io  mi  riservo di dare una valutazione rispetto a quello che  può
  essere  questo documento soltanto quando ci sarà l'espressione  del
  voto  finale sulla  Finanziaria', per cui vorrei soltanto accennare
  invece,  visto che mi è data la possibilità di intervenire soltanto
  per  una  volta, rispetto ad alcuni argomenti che ritengo,  invece,
  importanti a fronte di altri che, probabilmente, avrei guardato  in
  un secondo tempo, detto francamente.
   Vorrei  sollecitare l'attenzione del Governo nonché dei  colleghi,
  rispetto  ad un subemendamento che ho presentato e che, mi  auguro,
  verrà  distribuito  dopo,  che riguarda  l'articolo  48,  cioè  gli
  interventi per la tutela dello sport.
   Quando  in  questa  previsione  di spesa  500  mila  euro  vengono
  utilizzati,  io  ho  inserito che all'interno della  dotazione  già
  prevista, parte degli interventi verranno destinati ai portatori di
  handicap che hanno una disabilità dal 67 per cento in poi, per  cui
  un importante handicap.
   Sappiamo  benissimo  che  lo  sport  è  catartico,  ha  un   ruolo
  importante non solo dal punto di vista fisico ma anche dal punto di
  vista  psicologico  per  cui, ritengo che possa  essere  una  buona
  iniziativa quella di inserire tra queste anche le iniziative  volte
  a valorizzare anche lo sport per i disabili.
   Continuo  Presidente con l'altra norma che è quella  che  riguarda
  gli  ispettori del lavoro. Propongo una norma che aggiunga a quello
  che  è  stato  previsto la possibilità di creare  nuove  figure  di
  ispettori  del  lavoro  delegando al  Dipartimento  del  lavoro  le
  competenze  così come è dovuto, poiché attraverso la contrattazione
  di  II  livello che chiaramente non è oggetto della discussione  di
  una norma ma che viene fatta in II livello, appunto, attraverso  le
  individuazioni  del  FAMP  si possano  appostare  delle  somme  che
  possono  creare  le  condizioni sia perché  gli  ispettori  possano
  lavorare meglio nell'attività che fanno ma, soprattutto, perché  se
  ne  possano  creare di nuovi, perché la classe degli ispettori  del
  lavoro  comincia a diventare sempre più esigua e, allora, piuttosto
  che  ricorrere agli ispettori ministeriali che vengono qui  durante
  il  periodo  estivo  perché  non  dare  la  possibilità  al  nostro
  personale  di  qualificarsi e di diventare ispettori  a  tutti  gli
  effetti  facendo  anche delle procedure concorsuali  ma  che  diano
  anche  una  dignità  maggiore a questo corpo che  svolge  un  ruolo
  importante non solo nella soppressione ma anche nel controllo.
   Ricordiamo che sui cantieri di lavoro, il controllo dei  possibili
  incidenti  viene fortemente arginato dalla presenza  dell'ispettore
  che non è solo una figura che fa timore ma che diventa garanzia del
  lavoratore e di chi dà lavoro.
   Continuo rapidamente con l'altro emendamento. L'argomento  di  cui
  parlavo prima. Il garante del disabile. Questa norma mi sta molto a
  cuore  perché  nel 2009 ne fui l'estensore. Ritengo  che  però  sia
  corretto  che se approviamo - in questa occasione ho presentato  il
  sub emendamento - al di là dell'allocazione fisica, che secondo  me
  non  c'è migliore occasione rispetto a quello che è il Dipartimento
  dove  ci sono tutti i servizi che possono maggiormente interloquire
  e   dare   sostegno,  peraltro,  una  figura  che  viene   indicata
  dall'Assessore  stesso alla famiglia, ma diamo  soprattutto  questa
  copertura  economica  che  già  esiste,  diamo  la  possibilità  di
  utilizzare questi 100.000 euro. Potrebbe utilizzarne soltanto 1.000
  - se non sa farlo - 50, 30 non poniamo limiti
   Diamo   l'opportunità,   avendo  la  dotazione   finanziaria,   di
  utilizzare ciò che c'è, per cui senza alcun aggravio aggiuntivo  di
  spesa,  il  subemendamento  guarda in  questa  versione  e  ad  una
  soppressione  eventuale di quello attuale perché  allocarlo  in  un
  posto o in un altro, a mio avviso, diventa assolutamente superfluo.
   Terza   indicazione.  Ritengo  molto  importante  un  emendamento,
  Presidente,  perché  ci permetterà di evitare lo  spreco  di  altri
  soldi.
   Abbiamo,  per  scelte fatte in passato, scelte fatte  dal  Governo
  precedente,  voluto  accanirci nel continuare ad  opporci  a  delle
  cause  di lavoro che riguardavano la società SAS. La società SAS  è
  stata  soccombente  ad  ogni  grado di  giudizio.  Adesso  sta  per
  arrivare - quasi tutti i lavoratori - in Cassazione.
   Abbiamo  perso  11  milioni di euro perché se  queste  transazioni
  fossero state fatte prima avremmo potuto risparmiare questi soldi.
   Una  delibera di Giunta che ci condannava ad un percorso, per  cui
  le  società  dovevano, erano obbligate a dovere comunque ricorrere,
  probabilmente,   ha  impoverito  la  Regione,  arricchito   qualche
  avvocato ma, soprattutto, dato tanta precarietà ai lavoratori  che,
  oggi,  hanno finalmente una possibilità, di diventare lavoratori  a
  tempo indeterminato.
   Facendo  delle  transazioni,  queste transazioni  consentiranno  -
  nella  fattispecie  alla  società SAS - di  potere  dare  corposità
  all'organico che viene stabilito in maniera chiara per  cui  questi
  soggetti  quindi  diventeranno a tutti gli  effetti  parte  di  una
  società.
   Presidente, questi soggetti erogano servizi, diamo servizi  grazie
  a  questa  società.  Servizi che vengono resi negli  ospedali,  che
  vengono  resi  nelle  sale operatorie, servizi che  oggi  diventano
  importanti.  Molto  spesso gli operatori SAS,  negli  ospedali,  si
  sostituiscono a quello che dovrebbero fare i soggetti della  sanità
  stessa,   per   cui  avere  approvato  ed  avere  inserito   questo
  emendamento che evita l'ulteriore contenzioso con la società, ci fa
  risparmiare  altri  14  milioni che  avremmo  dovuto  continuare  a
  spendere, se avessimo continuato queste opposizioni, invece facendo
  questo diamo certezza ai lavoratori, che diventeranno lavoratori di
  una società consortile che è la società SAS che espleta un servizio
  importante  e credo che avremmo dato una buona lezione  di  finanza
  regionale perché in questo caso si tratta di un risparmio.
   Per  quello che mi riguarda vorrei aggiungere che per il  111,  il
  garante  del disabile, nonché per il 101, gli ispettori del lavoro,
  e per il 48 - lo riepilogo a me stessa - mi piacerebbe che ci fosse
  una condivisione da parte del Parlamento perché quando arriverà  la
  pletora   degli  emendamenti  saranno  tutti  messi  nello   stesso
  calderone e così non è.
   Non  si  tratta  di  emendamenti che riguardano prebende,  piccole
  iniziative  che,  per carità, in alcuni casi possono  avere  grande
  importanza sul territorio, ma che riguardano temi generali per cui,
  se  su  questa  impostazione  il Governo,  il  Parlamento  vorranno
  accogliere questi suggerimenti, ritengo di non avere aggravato, col
  mio  intervento,  nessuna  delle  ore  che  abbiamo  trascorso   in
  quest'Aula  ma,  forse,  può essere stato uno  spunto  per  rendere
  migliore una norma che sicuramente è perfettibile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, mancano soltanto due  interventi,
  quello  degli  onorevoli Zitelli e Lupo, quindi, fra  dieci  minuti
  cominceremo a votare.

   FOTI. Presidente, ma non ero iscritta pure io?

   PRESIDENTE. No, onorevole Foti. Se vuole, può iscriversi a parlare
  sull'articolato.
   Alcuni  colleghi  mi  hanno chiesto di essere iscritti  a  parlare
  sull'articolato, come gli onorevoli Cancelleri, Di Caro,  Cappello,
  De Domenico, Siragusa e Tancredi.
   Onorevole Foti, vuole parlare ora o sull'articolato?

   FOTI. Dopo, sull'articolato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Zitelli.  Ne  ha
  facoltà.

   ZITELLI.  Signor Presidente, allora anch'io chiedo di  intervenire
  sull'articolato, così faccio l'intervento dopo quando si tratta  il
  subemendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zitelli, ormai lei ha chiesto  di  parlare.
  Parli anche sull'articolato, non si preoccupi.

   ZITELLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  parlare
  dell'articolo  47  Trattamento integrativo personale in  quiescenza
  EAS (Ente Acquedotti Siciliani) .
   E' un articolo giusto perché finalmente mette fine ad uno stato di
  disagio  di  alcuni pensionati anche perché c'erano  degli  impegni
  presi  in  passato  da  parte  della Regione  siciliana  che,  poi,
  arrivato ad un certo punto, sono stati bloccati.
   Noi abbiamo presentato come Gruppo, poi è stato firmato da tutti i
  Gruppi  politici  del Parlamento e, per questo, ringrazio  tutti  i
  Capigruppo, un subemendamento che parla della stessa materia ma per
  quanto riguarda i pensionati ex ASI.
   Un   problema  drammatico.  E  con  questo  subemendamento   viene
  eliminato lo stato di disagio di questi pensionati ASI.
   Ma,  soprattutto,  quello che ci sta a cuore, ne  abbiamo  parlato
  tanto  con  l'assessore  Armao  e con  l'assessore  Turano,  è  che
  evitiamo   di  esporre  la  Regione  siciliana  ad  una  serie   di
  contenziosi.
        Abbiamo  fatto  una  ricerca minuziosa.  Ho  relazionato,  ho
  portato  34  sentenze all'assessore Armao, non ultima quella  della
  Corte  costituzionale  di un anno fa, dove bacchettava  la  Regione
  siciliana proprio perché doveva intervenire. Quindi, secondo noi, è
  una cosa importante.
       Abbiamo avuto modo di parlare anche in III Commissione con  il
  presidente Ragusa. Abbiamo sviscerato il problema e c'è stato anche
  il parere positivo.
        Quindi,  secondo  noi, è una cosa importante  e  finisco  col
  ringraziare  nuovamente i colleghi perché è stato un subemendamento
  firmato da tutti i Gruppi politici.

        PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole  Lupo.  Non  è
  presente in Aula.
  Onorevoli colleghi, abbiamo detto che si comincerà a votare tra  10
  minuti, pertanto la seduta è sospesa fino alle ore 14.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.23, è ripresa alle ore 14.59)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,   in  attesa  che   arrivi   il
  Presidente  della Regione e arrivino gli altri colleghi,  dopo  gli
  interventi  che ci sono stati prima dell'analisi del COMM.1,  hanno
  la  possibilità di intervenire e si sono iscritti a parlare  per  i
  cinque   minuti   a  disposizione  gli  onorevoli  Lupo,   Palmeri,
  Cancelleri,  De  Caro,  Pagano,  Cappello,  De  Domenico,  Pullara,
  Siragusa, Foti e Tancredi. Le iscrizioni a parlare sono chiuse.

   CANCELLERI. C'eravamo iscritti tutti a parlare

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, i componenti del Gruppo  Movimento
  Cinque  Stelle  si  erano  iscritti  tutti  a  parlare;  lei   avrà
  verificato  che  alcuni  di  questi  hanno  parlato,  alcuni  hanno
  rinunciato, quindi gli altri hanno, di fatto, rinviato l'intervento
  alla discussione dei singoli articoli, per chiarezza.

   PRESIDENTE. E sono tanti, non so se tutti. Io mi sono  trovato  un
  elenco  che  è stato stilato dal Presidente Di Mauro. Facciamo  una
  cosa, Presidente Di Mauro, venga a presiedere lei cinque minuti, io
  non  ho  capito niente e risolviamo il problema, è inutile  che  ci
  complichiamo la vita.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  subemendamento  COMM1.1   soppressivo
  dell'articolo 45.

   MILAZZO. Chiedo cinque minuti di sospensione.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Milazzo  chiede   cinque   minuti   di
  sospensione. Pertanto, sospendo la seduta per cinque minuti.

       (La seduta, sospesa alle 15.03, è ripresa alle ore 15.12)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, iniziamo a  votare  il  comma  1,
  cosiddetto, con gli emendamenti che sono già stati distribuiti.  Il
  numero  45 al primo comma e così via è soltanto indicativo,  perché
  ormai  l'articolo, quegli articoli non esistono più, esiste questo.
  Gli  uffici hanno lasciato l'indicazione del numero per fare capire
  a quale articolo si riferiva.
   Si passa al subemendamento COMM 1.1. Lo pongo in votazione.

   FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento COMM 1.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento COMM 1.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          30
   Contrari            34
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento COMM 1.2, soppressivo dell'articolo 46.

   CANCELLERI.   Rispetto  all'articolo  45,  voglio  richiamare   un
  emendamento  che c'era nel fascicolo, perché io ho  capito  che  di
  volta  in  volta li potevamo richiamare, io non li ho presentati  i
  sub emendamenti

   PRESIDENTE. E non sono tra questi che avete presentato?

   CANCELLERI.  No,  perché c'è un emendamento  di  soppressione  dei
  commi 2 e 3 del 45 e io volevo richiamare quello lasciando solo  il
  comma 1. Il Presidente ha detto che li potevamo richiamare.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Il  maxi
  emendamento azzero tutto.

     PRESIDENTE.  Intendevo che li potevate ripresentare,  se  non  è
  stato fatto..

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Calma   Non vi agitate  Se è stata  detta  una  cosa,
  ovviamente è valida.
   Vediamo  di  capire quanti sono questi emendamenti;  cortesemente,
  dovete essere molto veloci nel dirlo e molto precisi. Il problema è
  che li dobbiamo nominare, numerare, la difficoltà sta nel fatto che
  essendo  questi  numerati non essendoci gli altri.  In  ogni  caso,
  onorevoli Cancelleri, mi dicono gli uffici, che la soppressione del
  comma  3, quindi l'emendamento relativo alla soppressione del comma
  3  non  è  ammissibile  perché la copertura è di  tutto  l'articolo
  quindi non si potrebbe.
   Ho  una seria difficoltà a fare questo lavoro che dicevamo, perché
  c'è  una  numerazione degli emendamenti che è quella  che  è  stata
  fatta.  Se  noi  tra  le parti si cerca sempre  una  soluzione,  se
  evitiamo il voto segreto che ogni volta comporta 4 minuti di  tempo
  lo possiamo fare velocemente, al limite, lo possiamo anche fare, se
  ogni  cosa  di queste è con voto segreto finiamo tra due  giorni  e
  quindi non mi posso permettere di farlo.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, visto  e
  considerato  che già sono numerati in precedenza, se c'è  l'accordo
  dei  componenti dell'Aula, credo che possiamo fare riferimento alla
  ex numerazione quando si presenta il caso.

   PRESIDENTE. Il subemendamento ora è un altro che è questo.

   TANCREDI.   Basta   semplicemente   richiamarlo,   senza   doverlo
  esplicitare.

   PRESIDENTE. Senza bisogno di riunire la Conferenza dei  Capigruppo
  facciamolo  direttamente in Aula, se c'è un accordo reale  per  cui
  valutando  tutti  questi emendamenti evitiamo  su  ognuno  il  voto
  segreto,  io sono favorevole non ho nessun problema; però, guardate
  quanti  sono  questi,  se  andiamo a  recuperare  questi  significa
  qualcosa  come  200  emendamenti  per  ogni  votazione  segreta  ci
  vogliono  mediamente 3-4 minuti, capite bene che non  me  lo  posso
  materialmente  permettere,  se c'è  questo  impegno.  Non  c'è.  Ed
  allora,  rimangono  gli  emendamenti  del  fascicolo  che  è  stato
  distribuito.

   CIANCIO. Non è possibile

   PRESIDENTE.   Ne  abbiamo  già  discusso  onorevole   Ciancio,   è
  possibile.
   Pongo  in  votazione  il subemendamento COMM  1.2    L'art.  46  è
  soppresso .
   È stata richiesta la votazione per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento COMM 1.2

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento COMM 1.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti            69
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          27
   Contrari            37
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento COMM 1.3, soppressivo dell'articolo 48.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non é approvato)

   Si  passa  al subemendamento COMM 1.4, a firma degli onorevoli  De
  Luca Cateno e  Caronia.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Però, così, interviene pure lei

   CANCELLERI.  Allora,  chieda  al Governo,  per  favore,  di  poter
  spiegare dove sono queste scuole, dove si trovano in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Non  è  che  mi  sembra tanto  complicato,  onorevole
  Cancelleri, sinceramente.

   ARANCIO. Bisogna cassare la percentuale. Non bisogna andare  oltre
  le  parole  portatore di handicap . Non possiamo definire una legge
  nazionale.

   PRESIDENTE.   Io  sarei  assolutamente  d'accordo.   I   firmatari
  dell'emendamento sono d'accordo? Onorevole Caronia, abbiamo trovato
  un accordo? Qual è la parola che deve saltare?

   CARONIA. Lo spiego?

   PRESIDENTE. Lo leggiamo, onorevole Caronia. Cassare le  parole  da
   portatori   fino  al  100% . Quindi, fare quello  che  ha  chiesto
  l'onorevole Arancio di togliere le percentuali.

  ZAFARANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi questa mattina  si
  era addivenuti ad una situazione, sulla quale eravamo concordi, sul
  fatto  che  di volta in volta, in relazione all'articolo,  potevamo
  avere  la  possibilità di ripescare gli emendamenti che sono  stati
  fatti  al  testo originario di partenza, al testo della finanziaria
  e,  laddove necessario, non ripresentarli ma li ripescavamo con  la
  numerazione presente. Se lei mantiene questa disponibilità, che  ci
  aveva  già dato stamattina, lavoriamo nel merito e vediamo di  fare
  una lavoro degno di quest'Aula, senza comprimere i tempi.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, stamattina noi avevamo un problema
  di  tipo  tecnico  che era quello di presentare gli  emendamenti  a
  quello   che   era   un  subemendamento.  Allora   abbiamo   detto:
  riprendeteli,  quelli  che  volete  presentare,  e  li  presentiamo
  comunque.  Dovete  avere la gentilezza di fare finire  di  parlare.
  Dopodiché, siccome ne sono stati presentati tanti ma non sono stati
  ripetuti  quelli che esistevano, mi rendo conto che al  novantanove
  su  cento  c'è  stato comunque, nella migliore  delle  ipotesi,  un
  misunderstanding,  cioè un problema di questo tipo  e,  quindi,  mi
  sono  reso  disponibile  a recuperare quegli  emendamenti  che  voi
  volevate   valutare.   L'unica  cosa  che  ho  chiesto,   visto   e
  considerato  che io, comunque, ho un crono-programma al  quale  non
  posso   venire   meno,  ho  chiesto  se  questi   emendamenti   che
  recuperiamo,  mi fate la cortesia di votarli senza  che,  per  ogni
  emendamento,  si parta dai quattro minuti ed al voto segreto,  sono
  emendamenti che poi li facciamo velocemente e sono in condizione di
  recuperarli.  Se, su questi emendamenti, chiedete il voto  segreto,
  non lo posso più fare.

   SAMMARTINO.  Senza,  non  lo  può  chiedere  all'Aula.  Su  quelli
  richiamati

   PRESIDENTE.  Non ho detto di limitare, su quelli che  vengono;  su
  questi  è  ovvio che si può fare il voto segreto. Io ho parlato  di
  quelli nuovi, se per quelli che recuperiamo evitiamo di averli come
  voto segreto
   Andiamo  avanti. Ovviamente, la numerazione di questi  emendamenti
  sarà  un po' confusa, spero che gli Uffici ce la facciano a reggere
  questa confusione.
   pongo  in  votazione il subemendamento COMM 1.4.  Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento COMM 1.5, a  firma  degli  onorevoli
  Palmeri ed altri.

   CANCELLERI. Se chiede al Governo di spiegare l'articolo 49?

   PRESIDENTE.  Siccome  su  questo  c'è  una  riscrittura  del   suo
  Capogruppo, ma siccome, onorevole Cancelleri, diamoci una mano   Se
  c'è  una  riscrittura del suo Capogruppo, vuole dire che  lo  avete
  capito cosa diceva quello di prima

   CRACOLICI. E' riscrittura?

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MILAZZO. Quale emendamento, signor Presidente?

   PRESIDENTE.  Voi  mi dovete seguire velocemente perché  altrimenti
  non  ce la facciamo più. Emendamento COMM 1.5 è  L'articolo è  così
  sostituito .. ,  a  firma  dell'onorevole  Zafarana,  ed  è   tutto
  riscritto.  Mi dicono gli Uffici che la copertura non è sufficiente
  per  cui  se  il  Governo mi dice che dà poi  una  copertura  sulla
  manovra.

   CRACOLICI. Però, non ci complichiamo la vita

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, con la riscrittura la  copertura
  non  c'è  più.  Onorevole Cracolici, non  ci  prenda  a  tutti  per
  stupidini, diciamo così, altrimenti non lo dicevo ovviamente. Se il
  Governo dà questa copertura sulla manovra, lo possiamo fare.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Palmeri, un attimo, perché non  so  su  che
  cosa deve parlare. Se non risolviamo questo problema
   Assessore, c'è o non c'è la copertura?
   Se non c'è copertura lo dichiaro inammissibile.

   CANCELLERI.   Se  manca  la  copertura  allora  manca   su   tutto
  l'articolo.

   PRESIDENTE. L'articolo 49 è coperto, è questa riscrittura che  non
  ha copertura.

   CANCELLERI. Non capisco questa cosa, qual è il problema?

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, la  riscrittura  ha  cambiato  i
  capitoli  di  copertura.  Con  i nuovi  capitoli  di  copertura  la
  copertura non c'è. Su quelli precedenti c'era. O il Governo mi dice
  che potrà coprirli o niente.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  noi  possiamo
  essere favorevoli o contrari ma incartarsi inutilmente mi pare  una
  cosa stupida.
   Credo   che   l'onorevole  Palmeri  abbia   riscritto   il   testo
  dell'articolo 49 prevedendo, a differenza di prima, l'Avviso.  Solo
  che ora è prevista la copertura.
   Ma,  nel  testo,  la copertura era nella manovra, quindi,  a  quel
  testo  di  riscrittura, basta togliere la copertura prevista  e  la
  lascia alla manovra.
   E risolviamo il problema.

   PRESIDENTE. Governo, c'è la copertura o no?
   Onorevole   Palmeri,  se  lei  è  disponibile  ad   eliminare   da
   attrezzature  fino alla fine, è esattamente la riscrittura,  senza
  alcun'altra indicazione.

   PALMERI. Va bene.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

         (Non è approvato)

   FOTI. Signor Presidente, chiedo la controprova.

   CRACOLICI. Onestamente migliora la norma.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO. La Commissione si era espressa contraria a maggioranza
  sulla prima parte dell'emendamento che poi è stato modificato.
   La  Commissione  ha dato parere favorevole alla modifica  proposta
  dall'onorevole Palmeri.

   PRESIDENTE. Si proceda con la controprova.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE Si passa al Comm 1.6, soppressione dell'articolo 50. Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al Comm. 1.7

   SUNSERI. C'era un modificativo.

   PRESIDENTE.   Recuperiamo  il  modificativo.  50.2   del   vecchio
  fascicolo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   SUNSERI. Abbiamo regalato 300 mila euro all'ACI.

   PRESIDENTE.  Si passa al Comm 1.7. L'articolo 51 è  soppresso.  Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Non  ci sono sostitutivi. Passiamo al Comm. 1.8, sull'articolo 53.
  Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Stessa cosa per l'articolo 56.

   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)
   Si passa al Comm.1.10 sull'articolo 57.

   FOTI.  Presidente  non si capisce niente, in fondo  non  si  sente
  niente.

   PRESIDENTE.  Io  vado avanti, basta che mi fermate  mi  fermo.  Ho
  fatto  votare per la soppressione il 56. Ed è stato votato  contro.
  Ora siamo al comm. 1.10, per la soppressione dell'articolo 57.
   Onorevole   Foti,   purtroppo,  hanno  fatto  questi   lavori   in
  quest'Aula, se avessero lasciato quelli che c'erano era meglio. Non
  posso  passare  sette  ore piegato così, perché  torno  a  casa  in
  ambulanza. Se stessimo zitti, mi sto mettendo più vicino  possibile
  ai microfoni. Non so che fare.
   Siamo  all'articolo 57, comm. 1.10. L'articolo 57 è soppresso.  Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa al Comm. 1.11.  L'articolo 58 è soppresso'. Lo pongo  in
  votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   FAVA. Si deve recuperare un mio emendamento presentato ieri.

   PRESIDENTE. C'è da recuperare un emendamento dell'onorevole  Fava?
  Abbiamo votato contro la soppressione dell'articolo 58.
   All'articolo   58   è   stato   presentato   l'emendamento   1.55,
  subemendamento, a firma degli onorevoli Zafarana ed  altri.  E'  un
  subemendamento  all'articolo 58.  All'articolo  58  è  aggiunto  il
  seguente  comma: entro 90 giorni dall'approvazione  della  seguente
  legge la Regione stipula le convenzioni di cui all'articolo 9 .
   Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al Comm. 1.12, sull'articolo 59.
   Lo pongo in votazione.

   CIANCIO.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  palese nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


          Votazione per scrutinio palese nominale  Comm. 1.12

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale  palese  del
  Comm. 1.12.
   Stiamo   votando  la  soppressione  dell'articolo.   Chiarisco   il
  significato del voto: chi non è favorevole deve votare rosso; chi  è
  favorevole deve votare verde.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           69
   votanti            62
   Maggioranza        32
   Favorevoli         23
   Contrari           39
   Astenuti           00

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.57,  a  firma  del
  Governo.
   Onorevoli  colleghi,  non  è nel fascicolo,  è  stato  distribuito
  adesso.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la   votazione   avvenga   per
  scrutinio palese nominale.

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, c'è un subemendamento all'articolo 59, fatto dal
  Governo,  che chiarisce la destinazione dell'importo rappresentato,
  qual  è  la  finalità. Questa riscrittura servirebbe  a  sostituire
  quello  che  si  è previsto nel testo. Ed anticipo il  nostro  voto
  favorevole.

   PRESIDENTE.  Abbiamo  già  votato la  soppressione,  ora  dobbiamo
  votare questo emendamento del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   CANCELLERI. Signor Presidente, lei ha utilizzato la formula per il
  mantenimento dell'articolo, quindi non possiamo più emendare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, se questo è il suo ragionamento,
  io non recupero più nessun emendamento.

   CANCELLERI. Ma lei lo ha detto

   PRESIDENTE.  Io  non  ho  detto niente.  Io  ho  fatto  votare  il
  soppressivo.

   CANCELLERI.  Lei  ha  utilizzato la formula  per  il  mantenimento
  dell'articolo.

   PRESIDENTE.  No, no, io ho fatto votare il soppressivo,  onorevole
  Cancelleri.  Non fate i furbi. Non ha importanza quello  che  dice.
  Andiamo avanti.

   CANCELLERI. Comunque, non è importante casomai quello che dice lei
  e porti rispetto la prossima volta. Lei, quando fa il Presidente, è
  Presidente di tutti i parlamentari.

   PRESIDENTE. Io ho detto che non ha importanza in questo argomento,
  non tutto quello che dice lei.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  E' stato presentato ieri un emendamento, a firma mia  e  di
  altri  tre colleghi dei Cinque Stelle, che prevedeva la possibilità
  di  spostare  la  posta prevista per l'Istituto di  giornalismo  di
  duecento  mila  al  capitolo  183723 "Indennizzi  in  favore  delle
  vittime  in  relazione alla criminalità", vincolato ad   Indennizzi
  per  i  giornalisti  che  hanno subìto  danneggiamenti ,  e  questi
  duecento  mila  euro servivano a costituire un  fondo  ad  hoc  per
  questi giornalisti.
   Cosa  che  ci sembra molto più degna di finanziare un Istituto  di
  giornalismo, che tale non è. Di questo emendamento continuo  a  non
  avere traccia, ma è stato presentato ieri, accolto dagli uffici,  e
  vorrei che potesse essere votato. L'ho appena riconsegnato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fava, questo emendamento  quando  è  stato
  presentato?

   FAVA.  Ieri  pomeriggio  ad  uno dei funzionari  che  sono  seduti
  accanto a lei, con quattro firme in calce.

   PRESIDENTE. Io, contrariamente a come fanno altri, le credo, anche
  se  non  l'avevamo  qua. Mi fido assolutamente di  lei,  quindi  lo
  considero.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Grazie  onorevole  Fava. Certamente, sul piano  del  principio,  il
  Governo   non   può   che   condividere  la   lodevole   intenzione
  dell'onorevole  Fava e la pregherei, se possibile,  di  trasformare
  questo  in  un ordine del giorno su cui, evidentemente, il  Governo
  assume l'impegno a finanziare in questa direzione.
   E'  altrettanto chiaro che il Governo ritiene, condividendo il suo
  precedente  intervento  di questa mattina, che  si  sia  certamente
  esaurito  un  ciclo  ed  una  funzione dell'Istituto  superiore  di
  giornalismo,   anche   in   relazione   alla   mancata   riconferma
  dell'accreditamento dello stesso istituto.
   Si    rende,    quindi,   necessario   operare    attraverso    il
  commissariamento ad acta, che è stato già disposto da parte del mio
  assessorato, un ripianamento delle posizioni debitorie che si  sono
  accumulate  e  che  in questo momento sono di poco  inferiori  alla
  cifra  che  viene  richiesta con questa riscrittura  dell'articolo.
  Motivo  per  il  quale,  per evitare maggiore  danno  alla  finanza
  pubblica,  o  rischi di contenzioso, e per tutelare il personale  e
  per avviare le procedure successive, noi riteniamo che debba essere
  mantenuta  la  riscrittura proposta dal Governo,  pur  condividendo
  appieno  il suo intervento e restando fermo l'impegno a finanziare,
  a seguito del suo auspicabile ordine del giorno, grazie.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il Comm. 1.57. del Governo.

   CIANCIO.  Chiedo  che  la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE.  Io avrò pure problemi di microfono, però quando  dico
  un emendamento del Governo, non è di Fava, è del Governo. Quello di
  Fava lo ha appena trasformato in ordine del giorno.

   FOTI. No  E' stata un proposta del Governo

   PRESIDENTE. Scusate, avevo capito che lo trasformava in ordine del
  giorno.
   Onorevole Milazzo non intervenga più, allora, per favore.
   Lo poniamo in votazione, con il parere contrario del Governo.
   Onorevole  Foti  la prego di non urlare così, è stato  chiesto  il
  voto segreto.

   FAVA. Chiedo il voto palese.

   MILAZZO. Chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE.  Prima  ancora che mi desse  il  quorum  ho  pressato,
  onorevole Cancelleri cercate di essere sereni nelle cose,  per  cui
  ora c'è il quorum.

            (Proteste da parte del Movimento Cinque Stelle)

   La  votazione  è aperta sull'emendamento di Fava. La  votazione  è
  chiusa. 35 favorevoli, è accolto.

                            (E' approvato)

   E allora possiamo passare all'articolo successivo con il Comm.
  1.13 dell'onorevole Zafarana,  soppressione dell'articolo 60.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   CIANCIO. Voto palese nominale.

   PRESIDENTE.  Decidetevi mi è stata fatta  una  richiesta  di  voto
  segreto,  se  è  appoggiata è quella, se non è  appoggiata  non  la
  possiamo  fare.  Non  è appoggiata.  Andiamo avanti,  è  aperta  la
  votazione  della  votazione palese nominale del Comm.  1.13,  è  la
  soppressione dell'articolo 60.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


          Votazione per scrutinio palese nominale  Comm. 1.13

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale  palese  del
  Comm. 1.13.
   Stiamo   votando  la  soppressione  dell'articolo.   Chiarisco   il
  significato del voto: chi non è favorevole deve votare rosso; chi  è
  favorevole deve votare verde.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           69
   votanti            62
   Maggioranza        32
   Favorevoli         28
   Contrari           34
   Astenuti           00

                           (Non è approvato)

   Ci  sono  altri emendamenti? C'è il Comm. 1.43 sempre all'articolo
  60.   E'  stato  respinto, ma l'ho detto.  Andiamo  avanti  con  le
  votazioni.

   CANCELLERI. Voglio vedere i risultati della votazione.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Andiamo avanti con le votazioni si vota l'1.43.  Avete
  già  parlato  non  vi  posso  ridare la  parola.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Potete  continuare a gridare quanto volete, io  vado  avanti,  non
  abbiamo dato la parola non la può avere. Io le chiedo scusa abbiamo
  già chiarito che chi ha avuto la parola non la può riavere. Basta.

   PRESIDENTE.  Passiamo  al Comm. 1.14,  soppressione  dell'articolo
  61.

   ZARARANA. Ce ne andiamo tutti. Dia la parola ai deputati.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo presentato
  un  subemendamento  a  questo articolo 60  che  non  si  trova  nel
  fascicolo,  in  un  momento infatti volevo richiedere  che  venisse
  ripescato e reinserito come è stato per l'onorevole Fava.
   In  un momento in cui nel bilancio vengono tagliati i capitoli  di
  parchi  e riserve del 40 per cento e mancano, addirittura, i  soldi
  per  la  gestione, per pagare le spese correnti e gli stipendi  dei
  parchi  e  delle  riserve, la priorità è  quella  di  ripopolare  i
  conigli selvatici che - non me ne vogliano i conigli - ma io  dico,
  dove li dovremmo mettere questi conigli se non abbiamo più i parchi
  e  le  riserve  perché questi importantissimi polmoni  verdi  della
  nostra città verranno chiusi a breve.
   Motivo   per  cui  avevo  presentato  questo  emendamento,  signor
  Presidente, e fra l'altro la malattia che affligge i conigli,   che
  li  sta spopolando dal territorio, penso che doveva essere trattata
  in  altra  maniera  e  cioè  con un articolo  sulla  ricerca  delle
  malattie  degli  animali,  e  non inserendo  animali  che  verranno
  contagiati anche loro sul territorio.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Un attimo, mi fa parlare? Stia calma, quando la chiamo
  a parlare si alza.
   Mi   dicono  gli  uffici,  onorevole  Campo,  che  il  testo   del
  subemendamento  è su un argomento che non ha attinenza  con  quello
  dell'emendamento, per cui non è ammissibile.
   Passiamo all'emendamento di soppressione dell'articolo 61.
   Pongo in votazione il Comm. 1.14.

   SIRAGUSA.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.14

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  69
   Maggioranza         35
   Favorevoli          34
   Contrari            35
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Devo dire che c'è una confusione incredibile, ma ognuno di voi  ci
  si mette per aumentarla.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, l'ha  appena  detto  lei,  c'è  una
  confusione incredibile. Presidente mi ascolta? Presidente Miccichè,
  sto parlando rivolgendomi a lei.
   C'è  una  confusione incredibile, e non è soltanto una  confusione
  incredibile  data  dal fatto che vogliamo fare  confusione;  è  una
  confusione dettata dal fatto che la conduzione di quest'Aula non ci
  permette  di  potere  analizzare in maniera esatta  e  precisa  gli
  emendamenti e i subemendamenti che vengono presentati.
   Non è pensabile che non si possa neanche richiedere di sapere qual
  è  l'articolo che stiamo votando, qual è l'emendamento  che  stiamo
  votando,  non  fa intervenire nel caso di riscritture  che  non  si
  comprendono. A questo non ci stiamo
   Se lei vuole che ce ne andiamo dall'Aula, ci sta portando a questa
  decisione.
   Noi rimarremo qua perché, chiaramente, non ce ne andiamo, ma non è
  pensabile  che  non si possa neanche chiedere su un  subemendamento
  arrivato nell'ultimo secondo, di non potere sapere che cosa si  sta
  votando, perché così si pregiudica la nostra possibilità di  potere
  votare  in  scienza  e coscienza, e il nostro lavoro  qua  non  può
  essere così vilmente messo da parte. Non è possibile

           (Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Zafarana.  Giusto  per  ricordarvi
  l'unico  emendamento  che è arrivato all'ultimo  secondo  è  quello
  presentato  dall'onorevole Fava insieme ad  alcuni  componenti  del
  Gruppo del Movimento Cinque stelle.
   In ogni caso, io sto rispondendo a tutto quello che mi chiedete, a
  volte  c'è  il  microfono che non funziona, ma io sto  cercando  di
  rispondere a tutto ed è ovvio che nel silenzio e nella calma  tutto
  si capisce, nella confusione non si capisce nulla.
   Se  permettete andiamo avanti con la votazione con il  Comm.  1.15
  degli  onorevoli  e Cannata e Milazzo che, però, se  si  toglie  la
  parte  finale sulla copertura può essere ammesso, diversamente  con
  questa copertura non può essere ammesso.
   E'  quello che ho detto poco fa sull'emendamento vostro che, se il
  Governo  trova un'altra copertura ma questa non è permessa. Quindi,
  si  toglie  questa copertura. L'abbiamo già fatto poco  fa  per  un
  altro  emendamento. Il Governo però ci deve garantire la  copertura
  nella manovra.
   Un minuto, sto aspettando una risposta dal Governo.

   CRACOLICI. Presidente, tuteli l'attività del Parlamento.

   PRESIDENTE. Abbiamo avuto una risposta? No, mi dovete dire se  c'è
  la copertura o no. C'è la copertura?

   MUSUMECI, presidente della Regione. C'è la copertura.

   PRESIDENTE. Allora, il Governo comunica che c'è la copertura,  per
  cui si può votare questo emendamento.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Lupo la prego, sta  parlando
  l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Signor Presidente, premesso che stiamo dando, da  questo
  Parlamento, con un emendamento dell'onorevole Cannata, dei soldi al
  sindaco di Avola che è il fratello dell'onorevole. Premesso ciò,  a
  me   pare   che  questo  emendamento  sia  in  perfetta  violazione
  dell'articolo 128 della legge 10 del 2010, secondo cui non possiamo
  donare  questa  somma direttamente ad un ente  per  uno  scopo  del
  genere.  Quindi, io mi auguro che questa Presidenza stralci  questo
  emendamento. Grazie.

   PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Lo pongo in votazione.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Comm.1.15

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento Comm.1.15.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          17
   Contrari            40
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Siamo all'articolo 62, giusto, signor Presidente?

   PRESIDENTE. Sì all'articolo 62.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, chiedo di
  mantenere il soppressivo che avevamo presentato nel testo e  chiedo
  nuovamente all'Aula di respingere questo articolo perché  credetemi
  è  inammissibile;  stiamo togliendo dal Fondo  per  le  vittime  di
  richieste estorsive per dare alle associazioni per fare accedere  a
  quel  fondo  i cittadini che hanno subito minacce. In  questo  modo
  avremo 600 mila euro per le associazioni, su bilancio regionale,  e
  300 mila euro per le vittime. Questa è una sproporzione che non  si
  può  tollerare,  stiamo togliendo alle vittime  per  dare  a  delle
  associazioni, non è possibile

   CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Non  abbiamo
  sentito niente. Se può parlare più lentamente.

   CIANCIO. Lo rispiego. Con l'articolo 62, assessore Cordaro, stiamo
  togliendo  dal capitolo che testualmente cito, il 183717  Fondo  di
  solidarietà per le vittime di richieste estorsive, 300 mila euro da
  questo fondo per darle alle associazioni antiracket e antiusura che
  hanno già 370 mila euro sul fondo. Per le vittime in questo momento
  ci  sono 690 mila euro, se togliamo 300 mila euro da qua, diamo più
  soldi  alle  associazioni  che alle vittime.  Che  le  associazioni
  dovrebbero  fare accedere le vittime a quel fondo,  secondo  me  è,
  come  dicevo prima, un cortocircuito che non ha alcun senso, perché
  le  associazioni esistono per poter fare arrivare i soldi a  queste
  persone,  ma  se sono le associazioni stesse che prendono  i  soldi
  delle vittime di che stiamo parlando.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  solo  per
  chiarire  che  i  fondi  di cui all'articolo  62,  non  vanno  alle
  associazioni  affinché  se  li tengano  nel  cassetto,  vanno  alle
  associazioni  esattamente  come recita la  norma  per  le  finalità
  attribuite dalla legge 7 marzo 1996 n. 108, cioè la legge nazionale
  7 marzo 1996 n.108 prevede che alcune associazioni che rispondono a
  requisiti  molto  particolari,  perché  devono  essere  accreditate
  presso  il  Ministero per l'economia, possono  ricevere  fondi  per
  essere   destinati  alle  vittime  dell'usura,  quindi,  non   sono
  contributi  alle  associazioni,  si  sta  cofinanziando  la   legge
  nazionale per le finalità attribuite dalla legge per il tramite  di
  alcune  associazioni ed è la prima volta che la  Regione  siciliana
  cofinanzia  attività  contro  l'usura già  finanziata  dallo  Stato
  aggiungendo risorse proprie.

   La  genesi della norma in Commissione  Bilancio' è stata quella di
  aggiungere  ulteriori 300 mila euro ai 300 mila euro già  esistenti
  per  l'antiracket,  proprio per questa finalità, avvalendoci  della
  norma  nazionale. Penso che requisiti di maggiore  trasparenza  non
  potessimo  ottenere, quindi, sostengo questo articolo 61  invitando
  anche  la  collega  ad  un approfondimento che,  peraltro,  abbiamo
  portato avanti anche insieme agli Uffici dell'Assemblea.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  per  dire
  che  condivido  totalmente  quanto affermato  dall'onorevole  Lupo.
  Bisogna leggere in maniera articolata la norma e capire che  questa
  norma non è un'elargizione al primo che capita. E' strutturata,  da
  un punto di vista normativo, in maniera eccellente e va a tutelare,
  sempre  e  comunque,  determinate vittime dei gravissimi  reati  di
  estorsione e di usura. Quindi, sono totalmente d'accordo, siamo per
  quello  che  ci  riguarda  come Gruppo  sull'interpretazione  direi
  corretta, sicuramente, ma direi anche piuttosto scontata effettuata
  dall'onorevole Lupo. E, quindi, siamo favorevoli a questa norma.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione   l'emendamento   soppressivo
  dell'articolo 62, che è il 62.2.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   CIANCIO. No, no  Avevo chiesto il voto segreto

   PRESIDENTE.  Possiamo  fare una cosa? Vi chiedo,  per  favore,  di
  comunicare  per  iscritto  le votazioni segrete  che  volete  fare,
  perché io non la sento.

   CIANCIO. Lei deve guardare prima di mettere in votazione.

   PRESIDENTE. Io ho visto che lei aveva la mano alzata, il  che  non
  significa  che  aveva chiesto il voto segreto. La  mano  alzata  la
  tengono  tutti  quelli che vogliono parlare e  io,  intanto,  stavo
  facendo votare.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CIANCIO.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 62.2

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 62.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            69
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          24
   Contrari            40
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   CIANCIO. C'è l'altro emendamento.

   PRESIDENTE. C'è un emendamento dell'onorevole Ciancio che, però, è
  materia aggiuntiva. Non c'entra niente col fondo di solidarietà.

   CIANCIO. E' il fondo a cui facciamo riferimento.

   PRESIDENTE.   Scusi  onorevole  Ciancio,  è  sicuramente   materia
  aggiuntiva.  Per quanto mi riguarda lo possiamo fare  votare,  però
  certo apriamo una maglia sulle materie aggiuntive che, poi, non  so
  quando si ferma.

   CIANCIO.  Ma riguarda quel fondo, non è materia esterna.  Mettiamo
  un regolamento, mettiamo un minimo di paletti

   PRESIDENTE.  E'  materia  aggiuntiva, perché  sta  modificando  la
  legge. Di fatto, stiamo modificando la legge antimafia, che non  ha
  niente  a  che  vedere  con questa. Onorevole Ciancio,  gli  Uffici
  stanno  facendo  una verifica. Accantoniamolo un attimo  e  andiamo
  avanti.
   Si passa al Comm.1.16.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  voglio
  urtare  la sensibilità di nessuno, però questo comma è palesemente,
  diciamo,   una   cosa  che  fa  a  cazzotti  con  il   buon   senso
  amministrativo.  Questo comma, quello che era una volta  l'articolo
  66,  l'articolo 66 del Comm.1 quello che riguarda il fatto  che  la
  Regione,  mi ascolti assessore Armao, dovrebbe avviare le procedure
  per cui l'ESA che è proprietaria di un'area la cede al comune.
   Lei  mi trovi, poi, un Collegio dei revisori che la firma un  atto
  del  genere, cioè un ente, come dire, che ha autonomia patrimoniale
  con   una  legge  della  Regione  dovrebbe  trasferire  il  proprio
  patrimonio, senza oneri, al comune di Messina.
   Spiegatemi,  stiamo vendendo la Fontana di Trevi? No,  parlo  alto
  perché non mi sentono.
   Allora,  lo  dico, perché  Ci vuole il vento in  Chiesa   come  si
  suole  dire  ma,  come  dire  spegnere  le  candele ,  però,  è  un
  sacrilegio per chi crede alle istituzioni ecclesiastiche.
   Signor  Presidente, credo che sinceramente questa norma non  possa
  avere  neanche  il beneficio di potere , perché la prima  cosa  per
  trasferire  beni da un ente ad un comune è che prima lo acquisisca,
  quanto  meno,  la Regione e come si sa l'ESA non può trasferire  il
  proprio  patrimonio, gratuitamente, neanche alla Regione, ha  vinto
  cause  su  questo per la vicenda della dismissione  degli  immobili
  nella   scorsa,  scorsa  legislatura.  Quindi,  al  di   là   delle
  dichiarazioni di intenti, non si possono fare norme di questo tipo

   PRESIDENTE.    Accantoniamolo.   Sull'emendamento   dell'onorevole
  Ciancio che abbiamo accantonato poco fa? D'accordo andiamo avanti.
   Si passa all'articolo 67.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sarò  breve  e
  vorrei  un  attimo  di  attenzione da parte dell'assessore  Cordaro
  perché  è una materia che riguarda anche il suo Assessorato,  anche
  se,  in  realtà,  la  competenza sulla legge 10  è  anche  relativa
  all'assessore Pierobon, ai rifiuti.
   L'articolo   67  modifica  in  modo  sostanziale   la   legge   10
  sull'amianto approvata nella scorsa legislatura. Ora, il rischio di
  approvare, velocemente, in  Finanziaria' una norma che stravolge il
  senso della precedente normativa, secondo me, è pericoloso. Quindi,
  se  il  Governo  è d'accordo, direi di stralciarlo ed  avviare  una
  discussione in Commissione. Grazie.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, intervengo rispetto alle  cose  che
  sono state dette dall'onorevole Trizzino. Intanto, non mi pare  che
  la  legge  sia stata stravolta. Ci sono due competenze  nell'ambito
  del  tema dell'amianto su cui proprio in questi giorni c'è un'ampia
  discussione  e credo che ci siano stati parecchi interventi  perché
  ricorreva la giornata dell'amianto sulla Stampa nazionale  e  sulle
  televisioni nazionali.
   Le  competenze  sono di due settori, come sanno i  componenti  del
  Movimento  Cinque  Stelle, che si sono occupati,  come  l'onorevole
  Palmeri, per esempio, del tema sull'amianto, se non ricordo male.
   Una  cosa  è  la  programmazione, a proposito del  censimento  dei
  manufatti  che  è competenza di un servizio, che è  competenza  del
  Dipartimento  della  Protezione civile che fa  capo  al  Presidente
  della  Regione. Altra cosa è la questione relativa all'eliminazione
  dell'amianto  che,  invece,  fa  capo all'Assessorato  all'energia,
  settore bonifiche.
   La questione è molto semplice. Noi avevamo dei capisaldi in questa
  legge.  Intanto,  un  primo caposaldo era  dettato  dai  cosiddetti
   tempi tecnici .
   La  legge disponeva alla lettera c) del comma 1, dell'articolo  3,
  che,  entro ventiquattro mesi dall'entrata in vigore della presente
  legge, si sarebbe dovuto realizzare il programma.
   Non  è  stato  fatto o, meglio ancora, è stata  fatta  appena  una
  parte,  in  considerazione delle modeste risorse che sono  in  capo
  della  Protezione  Civile  e, quindi,  si  è  resa  necessaria  una
  modifica al dettato legislativo, spostando il termine entro  l'anno
  2020.
   Secondo:  c'era  il termine di  conseguire l'obiettivo  entro  tre
  anni ,  cioè la disposizione legislativa dell'articolo  1,  lettera
  d),  dell'articolo 3 disponeva che entro tre anni  dall'entrata  in
  vigore bisognava concludere questo processo  della totale rimozione
  di  ogni manufatto in cemento amianto dal territorio regionale, nel
  rispetto alle norme vigenti  .
   La  norma,  che si sostituisce e diventa integrativa,  sempre  con
  quell'impianto legislativo che ha visto l'attenzione  di  tutto  il
  Parlamento nella scorsa legislatura, viene ad essere modificata nel
  senso  che   entro  tre anni dalla realizzazione dell'impiantistica
  prevista dal successivo articolo 14, della totale rimozione di ogni
  manufatto in cemento amianto dal territorio regionale, nel rispetto
  delle  norme  vigenti  sulla  corretta procedura  di  asportazione,
  trasporto e stoccaggio dell'amianto  .
   Quindi, viene ad essere chiusa quest'altra fase.
   La terza, che era la fase della convocazione di quelli che sono  i
  cosiddetti  incontri, che devono essere fatti ogni  sei  mesi,  che
  sono  organizzati adesso non più da un ufficio ma da  un  servizio,
  perché tale è il servizio istituito presso la Protezione civile.
   Infine,  l'articolo  14,  a  proposito della  collocazione,  viene
  modificato  in  questi  termini:  Nelle  more  della  realizzazione
  dell'impianto  di trattamento di cui al comma 1,  è  consentita  la
  realizzazione di impianti per lo smaltimento dell'amianto  mediante
  l'adeguamento  o la realizzazione ex novo di discariche  pubbliche,
  queste  ultime   - onorevole Zafarana, a proposito delle  cose  che
  lei   ha   detto   nel   corso   della   discussione   generale   -
   preferibilmente  all'interno di cave e miniere dismesse ,  quindi,
  profonde,   sotto  terra   nel  rispetto  del  decreto  legislativo
  152/2006 , che è il decreto sull'ambiente,  e successive  modifiche
  ed  integrazioni  del  decreto ministeriale  27  settembre  2010  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni che  hanno  quali  soggetti
  beneficiari dei finanziamenti la Regione siciliana, gli enti locali
  e le aziende pubbliche. .
   Per  cui, abbiamo posto rimedio ad un disegno di legge che, ahimè,
  dal 2014 era fermo.
   Il  tema sull'amianto che, dagli ultimi servizi, ogni anno  -  per
  quello che mi risulta - causa la morte di 50 mila persone.
   Noi  abbiamo parecchi territori che ancora hanno i resti di quelli
  che  sono  stati, per esempio nel Belice, ci sono i  residui  delle
  baracche  costruite per i terremoti, altre cose ci sono a  Messina,
  altre  cose  in altre parti del territorio e la somma che  è  stata
  appostata - che il Governo, se lo riterrà, nella programmazione  di
  cui  abbiamo  parlato, intenderà programmare con  i  fondi  POC  -,
  ovviamente, mette un punto rappresentando un inizio di un percorso,
  perché  credo  che  50  milioni sono cosa molto  poca  rispetto  ad
  un'iniziativa che il Governo da tempo doveva assumere  e  che,  già
  nel   2014,   ricordo,   grazie  all'onorevole   Gianni   ed   alla
  collaborazione del Movimento Cinque Stelle, si era attivato ma  era
  rimasto lettera morta.
   Con  questa  norma che inseriamo in questo dispositivo legislativo
  credo  che  ci sarà una copertura finanziaria, un'accelerazione  ed
  un'esatta codificazione delle disposizioni legislative.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non possiamo riaprire il dibattito
  sui singoli emendamenti.

   SAVARINO. C'è una proposta dell'onorevole Trizzino.

   PRESIDENTE. Facciamo parlare il Governo.

   SAVARINO. E' una proposta da fare al Governo.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, prego.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, vorrei ascoltare il Presidente della IV Commissione.

   PRESIDENTE. Allora, ascoltiamo l'onorevole Savarino.

   SAVARINO.    Signor    Presidente,   dalla    lunga    esposizione
  dell'onorevole  Di Mauro, si evince chiaramente che  la  materia  è
  molto delicata e molto complessa su cui so già che c'è l'attenzione
  massima del Governo e dell'assessore Pierobon che ha già anticipato
  alla  nostra Commissione che stava elaborando su questo tema - come
  anche sul piano stralcio dei rifiuti che è arrivato in Commissione,
  e  che  aspetto  solo che si chiuda la sessione  di  bilancio,  per
  portarlo all'esame della Commissione - una sua normativa.
   Per  cui ritengo, essendo una materia particolarmente delicata che
  non  è  arrivata in IV Commissione, ma direttamente in  Commissione
   Bilancio'  e  poi in Aula, per cui i colleghi della Commissione  e
  l'Assessore non hanno potuto esaminare, sentire e avere spiegazioni
  in  merito e siccome si parla anche di autorizzare nuove discariche
  per  l'amianto  nelle  cave,  insomma  il  tema  è  particolarmente
  delicato, chiedo al Governo, se fosse possibile di stralciarlo,  di
  portarlo  in  Commissione, sentire gli Assessori al  ramo  e,  poi,
  eventualmente riportarlo in Aula in un quadro di chiarezza.

   PRESIDENTE.  Se  il  Governo  è  d'accordo  lo  stralciamo  e   lo
  rimandiamo in Commissione.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, Presidente,
  fermo  restando  la  bontà  dell'argomento  che  il  Governo  vuole
  affrontare,  come  mai  è  stato  fatto  fino  ad  ora  e,   quindi
  ,condividendo  anche  le  argomentazioni  del  merito  che  abbiamo
  ascoltato  prima,  credo  che  ci  sia  un  problema  di  carattere
  strutturale  nella buona formazione della norma e se il  Presidente
  della IV Commissione sostiene che questa norma così importante deve
  avere  poi, e questo è un impegno che il Governo assume, il  dovuto
  finanziamento,   un   finanziamento  serio,  facciamo   nostre   le
  argomentazioni  dell'onorevole Di  Mauro,  però  credo  che  quanto
  esposto  dall'onorevole  Trizzino prima e dal  Presidente  Savarino
  dopo  siano  insuperabile,  quindi chiediamo  che  la  norma  venga
  inviata in IV Commissione per essere esitata il prima possibile.

   PRESIDENTE. Allora, si stralcia e la mandiamo in IV Commissione.
   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  dell'articolo   68,   il
  Comm.1.17. Lo pongo in votazione.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Non ci sono abbastanza richiedenti.

   PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento Comm.1.17

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento Comm.1.17.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            69
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          23
   Contrari            32
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento Comm.1.18. Onorevole Zafarana,  è  stata
  verificato come coprire la maggiore spesa?
   E'   un  suo  emendamento.  Non  c'è  la  copertura.  Lo  dichiaro
  inammissibile.
   Si passa all'emendamento COMM 1.19. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento COMM 1.20. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, le  chiedo  di
  richiamare  l'emendamento 83.3 del fascicolo originario.  Ne  avevo
  fatto  cenno,  stamattina,  nella discussione  generale.  E'  stato
  oggetto  di audizione e concerne i comuni che hanno delle  reti  di
  metanizzazione  esistenti  e  non sono  in  condizioni,  in  questo
  momento, di affidare il servizio di distribuzione gas.
   E' un emendamento di interpretazione autentica che è stato scritto
  da  tutti i parlamentari della III Commissione e, quindi, chiediamo
  che venga messo in votazione. Il Governo, secondo l'emendamento,  è
  chiamato a dare un termine ai comuni per appaltare il servizio.

   PRESIDENTE.  Chiedo alla Commissione di esprimere il parere,  però
  stiamo  disapplicando una normativa europea:  alle Regioni  non  si
  applica l'articolo 46 del decreto legge  , che probabilmente è  una
  normativa   europea.   Io   sinceramente  chiederei   all'onorevole
  Barbagallo di ritirarlo perché prevede la non applicazione  di  una
  norma europea.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo  al  firmatario  di spiegare meglio la questione  altrimenti
  dovremmo dare parere contrario.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   III
  Commissione  si  è  potuta accertare, a fronte  delle  istanze  dei
  sindaci e di numerose lamentele, che una dicitura del decreto Letta
  che  faceva  riferimento alle successive modifiche ed integrazioni,
  non  chiariva bene se l'articolo 46 si applicava in Sicilia  oppure
  no.  I  Comuni, a fronte di questa incertezza normativa,  non  sono
  stati  in  grado  in  questi  anni  di  appaltare  il  servizio  di
  distribuzione del gas sulle reti già esistenti. Quindi,  si  chiede
  di fare chiarezza.
   A  fronte  del  dibattito in Commissione,  la  possibilità  più  a
  portata  di  mano  era  approvare un  articolo  che  avesse  queste
  caratteristiche. L'hanno proposto, la Commissione l'ha approvato  e
  lo stiamo portando in Aula.

   PRESIDENTE.   Io  suggerirei  di  rimandarlo  in  Commissione   ed
  accertare  questa analisi dell'onorevole Barbagallo e,  se  casomai
  dovesse essere corretta, la portiamo avanti nel collegato, cioè fra
  quattro giorni, onorevole Barbagallo.
   Si  passa all'esame di un emendamento del Governo all'articolo 83:
  le  parole "primo gennaio 2013", sono sostituite con "primo gennaio
  2018".

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  presentato
  stamattina  un  emendamento modificativo, sempre  di  questo  comma
  dell'articolo 83, dove toglie dal testo la parola "bonifiche",  per
  evitare  e  scongiurare ogni fraintendimento al riguardo.  Parliamo
  dell'articolo  83.54  e seguenti. Se legge nel  testo  c'è  scritto
  "alle  bonifiche".  Leverei la parola "bonifiche",  per  sgomberare
  ogni dubbio al riguardo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, chiedo  che  il  mio  emendamento
  all'articolo 83 venga posto in votazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo, se la Commissione  mi  dà  una
  soluzione  diversa, per me non ci sono problemi, anche  con  questo
  dubbio della normativa europea.
   Stiamo valutando.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  pocanzi  la
  volevo  aiutare, questa norma è passata dalla III Commissione  alla
  presenza del funzionario ingegnere D'Urso dell'assessorato Energia,
  che  ha  dato validità a quanto da noi fatto in Commissione,  e  ha
  ricevuto parere favorevole.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare per conto della Commissione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa   è
  materia  che  è  stata  trattata, non soltanto  come  ricordava  il
  Presidente  Ragusa,  nella  Commissione  di  merito,  dinnanzi   ai
  dirigenti  della Regione, ma è materia che comunque tiene  bloccati
  tanti enti locali a non poter provveder alle procedure di legge. In
  questi  anni il territorio siciliano si è trovato nella  difficoltà
  di  non  poter  rispettare la norma per impossibilità  dei  comuni,
  quindi  il  parere  della  Commissione  bilancio  è  favorevole   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Benissimo, e allora siamo tutti contenti.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 83.3. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Sunseri,  giusto  per  divertirci  a  fare  un  po'  di
  polemica,  il  suo emendamento è arrivato ora. Noi siamo  veloci  e
  l'abbiamo  già  apprezzato, per cui per quanto ci riguarda  si  può
  mettere in votazione.
   Pongo  in  votazione l'emendamento all'articolo  83:  sopprime  le
  parole  alle bonifiche .
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.21, per la soppressione dell'articolo
  84.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.22.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  questo
  emendamento   che  ho  presentato  è  per  correggere   una   parte
  dell'articolo,  ex  articolo  86,  che  riguarda  l'aumento   della
  percentuale  delle  somme  destinate ai  progetti  per  i  soggetti
  affetti da autismo, e passa gli importi che sono destinati a questi
  progetti dallo 0,1 per cento delle entrate del bilancio delle  ASP,
  allo 0,2.
   Questo  articolo 86 nasce tutto da un disegno di legge  presentato
  inizialmente dal collega Zito, poi abbiamo dovuto presentarlo  come
  emendamento in Commissione  Salute' ed è stato apprezzato da  tutti
  i  colleghi  che  hanno  apposto la propria  firma  in  Commissione
   Salute'  al momento di trattare il disegno di legge di  stabilità;
  poi  è  passato  in  Commissione  Bilancio' ed è stato  apprezzato,
  anche lì, con grande piacere da tutta la Commissione, ed è arrivato
  a questo punto in Aula.
   Ho dovuto aggiungere e modificare alcune parti per renderlo il più
  possibile  applicabile,  anche  su  sollecitazione  del  Presidente
  Miccichè e da contatti che abbiamo avuto con ulteriori associazioni
  di  familiari di autistici. Per cui vi chiedo, con estremo senso di
  responsabilità, di votare favorevolmente questo emendamento.
   Ho   letto  anche  un  emendamento  aggiuntivo  presentato   dagli
  onorevoli  Dipasquale, Lupo e altri, che è davvero  di  buon  senso
  perché  invita  ad  aggiungere una parte che riguarda   l'Assessore
  regionale  per la salute indicherà il rispetto delle norme  di  cui
  alle  norme  precedenti  fra gli obiettivi dei  direttori  generali
  delle ASP  e lo si può ritenere di buon senso.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, però molto brevemente perché altrimenti
  non ce la facciamo.

   CALDERONE.  Si, solo un dubbio, ovviamente il mio dubbio  lo  devo
  esternare.
   Su  questo subemendamento a firma degli onorevoli Pasqua,  Zito  e
  Zafarana, il quale testualmente recita  le ASP destinano le risorse
  di   cui   al  comma  1  prevalentemente ,  Presidente,  mi  scusi,
  prevalentemente  cozza  con uno dei principi  generali  con  cui  è
  redatta  una  norma  perché è indeterminato e  la  indeterminatezza
  mortifica  una norma, per cui io suggerirei a chi l'ha redatto,  di
  provvedere  altrimenti  perché   prevalentemente   può  significare
  tutto  e  non può significare nulla. Siccome una norma deve  essere
  chiara  e deve essere, soprattutto, determinata, io mi pongo questo
  problema nell'interesse della resistenza della norma.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  dichiarare  la  condivisione da parte mia di questo  emendamento  e
  volevo  precisare,  al  riguardo, che le  linee  guida  cui  si  fa
  riferimento   in   questo  emendamento,  con  atto  amministrativo,
  ovviamente,  avevo disposto a suo tempo, nella scorsa  legislatura,
  l'applicazione e quindi l'estensione dei provvedimenti a favore dei
  soggetti affetti dal disturbo autistico non soltanto ai minori e  a
  chi,  come  dire, aveva una età inferiore ai 18 anni, ma  anche  ai
  giovani adulti, come ho detto stamattina nel mio intervento.
   Per cui con questo emendamento che io apprezzo favorevolmente, non
  facciamo  altro  che codificare ciò che già con atto amministrativo
  era  stato  applicato dall'Assessorato regionale della salute,  per
  cui  io  credo  che sia cosa assolutamente giusta  e  corretta  che
  l'Assemblea  regionale siciliana intervenga e ponga la parola  fine
  ad una discussione che si è protratta fin troppo.
   Quindi  le  linee  guida regionali vano applicate  e,  finalmente,
  rompiamo  questo  muro che fermava gli interventi  per  i  soggetti
  autistici  al  diciottesimo  anno di età  e,  finalmente,  anche  i
  giovani  adulti  e  i  soggetti adulti possono avere  l'attenzione,
  codificata per legge, dell'autorità regionale.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  oltre  che  a
  concordare  con quello che ha detto poco fa l'onorevole  Gucciardi,
  ringrazio il Governo che nell'emendamento di riscrittura ha passato
  il  finanziamento sull'autismo dallo 0,1 allo 0,2 dei bilanci delle
  ASP.
   Rispetto   all'emendamento  presentato  dal  collega  Pasqua,   io
  presento  -  e  lo preannuncio - un subemendamento in  cui  bisogna
  cassare in questo emendamento dell'onorevole Pasqua le parole  e il
  trattamento intensivo .
   E   lo  spiego,  signor  Presidente.  Noi  dobbiamo,  come  diceva
  l'onorevole Gucciardi, cercare di sviluppare, di attenzionare tutta
  la rete dell'autismo. Se votiamo l'emendamento così come è scritto,
  di  questa  rete  noi  cerchiamo di potenziare  il  centro  per  la
  diagnosi ed il trattamento intensivo precoce, che rispetto la  rete
  è  il primo punto di accesso. Cassando quello che le ho detto,  noi
  diciamo che potenziamo tutta la rete, non un punto della rete.
   Praticamente  questo  emendamento, che è un buon  emendamento,  ha
  questo  limite: di non potenziare tutta la rete, ma  di  potenziare
  soltanto  il punto di accesso. Non so assessore, se io  sono  stato
  chiaro  nella  mia esposizione, perché l'obiettivo è  intensificare
  tutta  la  rete,  non un punto della rete. Quindi, presento  questo
  subemendamento per dare una risposta a tutti i centri di  una  ASP,
  non  soltanto ad uno solo, che sarebbe, Presidente, un limite e non
  un  vantaggio. Io non voglio che questo diventi uno svantaggio  per
  tanti ed un bene solo per alcuni.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Arancio,   lo   presenti   però   questo
  emendamento.

   ARANCIO. Immediatamente.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  chiedevo,
  siccome  ci siamo su questo raccordati un po' tutti due giorni  fa,
  anziché  fare subemendamenti ed ognuno va per i fatti suoi, attuare
  un'azione  unica,  per  quanto riguarda questo  tema,  perché  come
  diceva  l'onorevole Gucciardi, già la quota dallo 01 allo  02,  già
  c'è, non è una novità che stiamo portando. Semmai dobbiamo fare  in
  modo  che  queste linee guida vengano rispettate ed  applicate  per
  quanto riguarda la sindrome dello spettro dell'autismo per - e  poi
  parla  l'assessore - per quanto riguarda questa patologia  e  nello
  stesso tempo, già l'altro giorno avevamo addirittura pensato che si
  poteva,  per  la  quota che viene trasferita dagli enti  locali  ai
  Comuni - offrire, sempre per questa patologia, dei servizi. Allora,
  piuttosto  che fare, diciamo così, emendamenti singoli io  penserei
  ad  una  cosa unica che possa in qualche maniera sopperire a quelle
  che  sono  in effetti poi le linee guida gestite dalle  varie  ASP.
  Cioè,  fare  in modo che diventi una norma che devono applicare,  e
  non  può essere lasciata al libero arbitrio di un'ASP piuttosto che
  di un'altra, al di là dei punti di accesso di cui parla l'onorevole
  Arancio.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a mio avviso, la cosa migliore  da
  fare  è  votare  il  passaggio da 0,1 a 0,2,  e  poi  tutte  queste
  valutazioni saranno fatte. Onorevole La Rocca, lei è la  Presidente
  della  Commissione  per  cui  si figuri,  saremo  certamente  tutti
  attenti  a  valutarlo. Però intanto aumentiamo la  disponibilità  e
  diamo il via, se per l'assessore va bene.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  solo per precisare che il riferimento alle  linee  guida
  nell'emendamento aveva esattamente questa funzione e così la stessa
  funzione  l'aveva  la  seconda norma di cui  abbiamo  discusso  con
  l'onorevole  Dipasquale, che è legata all'inserimento del  rispetto
  di questa regola di utilizzo dello 0,2 percento negli obiettivi dei
  direttori generali posti a pena di decadenza.
   Qual  è  la  ragione? La ragione è legata al fatto  che  anche  la
  previsione  dello  0,1, oggi non ha visto da  parte  delle  aziende
  sanitarie  provinciali  una  adeguata  valutazione  in  termini  di
  rispetto delle linee guida ed un impiego delle somme corrispondenti
  alla  previsione  di bilancio. Con l'introduzione della  norma  che
  aumenta  lo  0,2  percento e che fa riferimento alle  linee  guida,
  abbiamo  ragione giuridica, di merito e di metodo per  far  sì  che
  nella   previsione   contrattuale   dei   direttori   generali   la
  introduzione  di una norma a pena di decadenza possa reggere  anche
  di fronte ad ogni possibile successivo giudicato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.22. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'emendamento
  1.58, degli onorevoli La Rocca, Pullara e Dipasquale.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  l'emendamento 1.58 è quello che ha ripreso anche l'assessore  Razza
  nel  suo  intervento,  lo  avevo detto  all'inizio,  prevediamo  la
  sanzione per chi non applica lo 0,2%.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.58. Il parere della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 1.42, degli onorevoli Palmeri ed altri

   PALMERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Palmeri,  non  lo  può   illustrare,   lo
  conosciamo già.

   PALMERI. Vorrei intervenire per modificarlo.

   PRESIDENTE. Prego, ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non è per
  intervenire  per  forza è perché devo fare una  piccola  correzione
  all'emendamento  che ho concordato con l'assessore,  perché  questo
  capitolo qui a cui si faceva riferimento si è svuotato in un  certo
  senso  è  stato  già  saturato  e  quindi  il  sub  emendamento  fa
  riferimento al fondo di cui al comma 2 articolo 80 legge  regionale
  11  del  12  maggio  2010 o del sub emendamento per  modificare  il
  preesistente.

   PRESIDENTE. Il Governo ha già confermato la copertura.
   Pongo  in  votazione  il subemendamento 1.42.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.42, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.24, della Commissione. Il parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento COMM 1.25 è ritirato.
   Si passa al subemendamento COMM 1.26 soppressivo dell'articolo 96,
  a  firma  della  Commissione e degli onorevoli Pullara,  Di  Mauro,
  Compagnone, Caronia.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi
  sull'articolo  96 si insiste per il ritiro o per l'abrogazione.  La
  materia  deve  passare,  gentilmente,  per la  Commissione  Sanità.
  L'articolo   96,  così  come  presentato,  prevede  il  recepimento
  automatico della normativa nazionale. In Commissione Sanità è stato
  bocciato.  Al  pari  di  diverse altre regioni  italiane,  vogliamo
  disciplinare  direttamente noi, in seguito a dibattito,  la  norma.
  Per   cui   chiediamo,  gentilmente,  insistiamo  per  lo  stralcio
  dell'articolo.

   PRESIDENTE. Ma possiamo votarlo direttamente.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi io vorrei un  attimo
  di  attenzione  da  parte  di quest'Aula  perché  poi,  come  potrà
  illustrare l'assessore Razza, questo è il voler recepire il decreto
  legislativo di riordino di istituti sanitari, tra cui  anche  i  10
  istituti  zooprofilattici in Italia. Noi siamo l'ultima regione,  o
  meglio,  siamo l'unica regione di Italia a non avere  recepito  una
  norma del 2012. Perché alcuni colleghi ritengono che ci sia bisogno
  di  una legge apposita? Perché essendo, Presidente, soltanto 10 gli
  istituti  zooprofilattici in Italia, ci sono 2  che  riguardano  la
  Sicilia  e  la  Sardegna - uno per regione - e 8 che riguardano  le
  altre  18  regioni.  Quindi  hanno  dovuto  fare  delle  leggi  per
  accorpare le competenze di quell'istituto in più regioni.
   Io  vorrei, Presidente, prima che si determinino anche gli uffici,
  mettere  a  verbale il recepimento che regione Sardegna  ha  fatto,
  all'interno di una finanziaria regionale con un semplice  comma,  a
  verbale per evitare che gli uffici possano dichiarare inammissibile
  questa  legge.  E' una regione a statuto speciale, come  noi,  l'ha
  recepita  esattamente con l'articolo 10 della legge del  17/11/2014
  n.  23.  E'  un  semplice articolo. E, questo recepimento  darà  la
  possibilità di riorganizzare e fare risparmiare i nostri cittadini.
  Quindi,  io  lascerò a verbale, mi avvicinerò alla  Presidenza,  il
  recepimento che è già nella Regione Sardegna. Ricordo che una legge
  che la Sicilia deve recepire da ben 6 anni e non riesce, non si  sa
  per  quale  motivo,  a  recepire,  quindi,  vorrei  che  l'Aula  si
  determinasse. Non so se l'Assessore vuole intervenire.

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò, non c'è bisogno di lasciare a verbale
  perché è ovvio che il verbale poi lo fa la Presidenza su quello che
  lei ha detto, per cui non ci sono dubbi.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio entrare
  nel  merito  dell'articolo  perché già  i  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto  hanno già spiegato che il recepimento di una norma  così
  complessa, e articolata così come deve essere, non si può  recepire
  con due righe, ma il tema è procedurale.
   Poco  fa lei, su intervento dell'onorevole Savarino, correttamente
  ha  stralciato  un  articolo. E allora, la Commissione  Sanità,  su
  questo tema, ha espresso parere contrario.
   La  invito  a  stralciare l'articolo sotto il profilo procedurale,
  signor  Presidente, per evitare di dare uno spettacolo che  io  non
  auguro a quest'Assemblea.
   La  Commissione si è determinata e, fra l'altro, non c'era nemmeno
  il  Governo,  quindi, non è un comma, articolo prima, comma  adesso
  del  Governo,  è un emendamento presentato da un deputato,  seppure
  autorevole,  che  lo  ha  sottoposto alla  Commissione  di  merito,
  onorevole  Cracolici,  se  c'è  una  democrazia  e  funzionano  gli
  strumenti  a cui lei fa riferimento, la Commissione Sanità,  lo  ha
  bocciato.
   Bisogna  presentare  un disegno di legge organico  che  faccia  il
  percorso  di  confronto per portare un disegno di legge appropriato
  e,  come posso dire, compiuto nel recepimento. Lei ha visto  quello
  che c'è scritto là? Sono recepiti i commi 1, 2, 4, 5, 6, 7, 8, 9  e
  10  e,  poi, nel secondo comma c'è scritto  L'assessore con proprio
  decreto  determinerà il tutto . Se è così perfetto perché ci  vuole
  un decreto dell'assessore?
   Quindi,  poi, facciamo fare una norma in un altro posto. La  norma
  si  deve  fare in Parlamento con le procedure che poco  fa,  a  cui
  abbiamo   dato,  giustamente  riscontro,  cioè  un  Presidente   di
  Commissione  ha  fatto  rilevare  che  c'erano,  come  dire,  delle
  perplessità.
   La  Commissione  Sanità,  invece,  signor  Presidente,  siamo  più
  avanti,  perplessità  non ne ha avute, lo  ha  bocciato,  ha  detto
  questo  non  può  essere approvato così in questi termini,  quindi,
  personalmente dopo questo, signor Presidente, - io confido, sono un
  uomo  di  fede - sono convinto che lei, come ha fatto sempre  nella
  totale  coerenza , come ha fatto con la norma precedente, stralcerà
  pure  questa,  ma dopodiché, io mi siederò là, c'è  un  soppressivo
  della Commissione Bilancio che lei, giustamente segue come Vangelo,
  come stella polare, come guida di questo Parlamento. La Commissione
  non  solo  dice  parere  contrare, lo vuole levare  l'articolo,  ha
  presentato il soppressivo, quindi, questa norma in questa sede,  in
  questi  termini, con questi canoni, con questo percorso, è con  una
  copertura del Governo che potrebbe arrivare ora, non si può fare

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  la
  Regione  siciliana da circa 8  anni o 7 anni non riesce a  recepire
  ciò  che  in  tutta  Italia si è fatto. E questo per  una  ragione,
  diciamocelo con grande onestà, perché la governance di questo  ente
  che  quella riforma - mi scusi signor Presidente, lo dico a memoria
  anche dei colleghi che non conoscono la vicenda - quella legge  che
  noi  vogliamo  recepire  per  la  prima  volta,  in  qualche  modo,
  regionalizza  gli istituti zoo-profilattici che fino ad  oggi  sono
  stati  soltanto alle dipendenze del Ministero della Salute,  per  i
  quali le Regioni esercitavano la vigilanza.
   Questa  legge  stabilisce  in tutta Italia  che  le  modalità  del
  funzionamento  degli istituti zoo-profilattici sono  regionalizzati
  ma  in  Sicilia,  per  mille ragioni più per il mantenimento  dello
  stato  di  cose esistenti - diciamocelo pure - non si è riusciti  a
  recepire  una  norma banale che in tutta Italia  si  è  fatta  come
  proponiamo di farla qui.
   Aggiungo,  dico  all'onorevole  Milazzo,  che  il  fatto  che   la
  Commissione  sanità  l'abbia bocciata  dimostra  che  il  testo  in
  commissione.
   Poi  la  commissione  lo ha respinto, io non sono  in  Commissione
  salute, non so che cosa ha fatto ma vuol dire che l'ha esaminato.
   E,  poi,  l'ha esaminato la Commissione bilancio, tant'è che  l'ha
  inserito nel testo.
   Quindi,  l'iter  procedurale  è  perfettamente  consono   con   le
  procedure regolamentari dell'Assemblea.
   Diverso dall'emendamento che è stato poco fa discusso e stralciato
  della  commissione IV, credo che sia, perché, invece, non  era  mai
  arrivato alla commissione di merito.
   Quindi, stiamo parlando di due fattispecie diverse.
   Poi  la  commissione  che  presenti  l'emendamento  soppressivo  è
  legittimo, così come è legittimo che io, ad esempio, voterò  contro
  la   soppressione   del   testo  che,  invece,   è   contenuto   in
  quell'emendamento.
   Ripeto, stiamo semplicemente applicando una disposizione nazionale
  ed aggiungo all'onorevole Milazzo che la norma deve essere recepita
  solo in quel modo perché l'intera legge riguarda anche altre cose.
   Quindi,  noi  ci limitiamo a recepire alcune lettere  della  legge
  nazionale  rinviando all'assessore perché solo lui  potrà  fare  il
  decreto di attuazione di quelle disposizioni normative.
   Dal punto di vista procedurale è perfetto. Io sono perché si voti,
  poi la commissione presenta il suo emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, io  ho  appena  parlato  -  per
  evitare di andare avanti - con il Presidente della Commissione  che
  ritiene  opportuno, esattamente come è stato fatto poca fa  con  la
  Commissione  dell'onorevole Savarino,  che  questo  articolo  venga
  riesaminato in Commissione.

   ARICO'. Lo possiamo lasciare così com'è

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, nel momento  in  cui  il  Presidente
  della  Commissione mi comunica che, è vero che ha  avuto  un  esito
  negativo   ma  anche  perché,  di  fatto,  non  c'era  nessuno   in
  Commissione.
   Il  Presidente dell'Assemblea ha preso la sua decisione. La  norma
  viene  rimandata  in  Commissione perché  venga  riesaminata  e  la
  Commissione,  con  tranquillità e serenità,  la  possa  valutare  e
  rimandare, se necessario, per il collegato qui in Aula.

   CRACOLICI.  La  Commissione si è espressa, l'ha  bocciata.  E'  un
  giudizio.

   PRESIDENTE. Poiché la Presidenza della Commissione mi dice  che  è
  stato  bocciato,Il  discorso è chiuso. Ne riparleremo  fra  quattro
  giorni in sede di collegato.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per
  chiarimento voglio dire che la commissione ha esaminato il testo ma
  l'ha bocciato perché non c'era nessuno a sostenerlo.
   L'emendamento era di Cracolici che era assente. I componenti   del
  PD  della Commissione non c'erano e, quindi, la Commissione  lo  ha
  bocciato.
   Per chiarimento lo voglio dire.

   CRACOLICI.  C'era il testo in Commissione, secondo le procedure  è
  perfetto.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non stiamo parlando di  una  cosa
  che  sarà  valutata fra tre anni, ma domani. Credo che non  succeda
  niente.

   CRACOLICI. E' da 7 anni che aspettiamo

   ARICO'. E' dal 2012

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non l'abbiate a male,  ma  la  mia
  alternativa è che, essendo stata bocciata in Commissione   Salute ,
  non capisco come sia stata esaminata dalla Commissione  Bilancio .

   CRACOLICI.  La  Commissione  Bilancio  è titolare della  legge  di
  stabilità. Le procedure non le può inventare

   PRESIDENTE.  Non  gridate,  state  sereni,  abbiamo  ancora  mezza
  finanziaria  da  fare   La  norma è rimandata  in  Commissione.  Ne
  riparliamo domani.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per la salute. Presidente,  prendo  atto  della
  decisione  della Presidenza dell'Assemblea e  a tale decisione  non
  ci  si può che uniformare. Mi limito ad osservare semplicemente che
  stiamo  decidendo di rinviare un tema che da sette anni attende  di
  essere   risolto.  Siccome  questo  è  anche  luogo   di   rispetto
  dell'autonomia regionale, è piuttosto singolare che una  norma  che
  va verso l'autonomia venga rinviata, ma questa è stata la decisione
  e a questa ci atteniamo.

   PRESIDENTE.  Si passa al subemendamento COMM 1.29, a  firma  della
  Commissione. Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Questo articolo è un articolo delicatissimo. Ho chiesto
  di stralciarlo.

   PRESIDENTE. Questo articolo è stralciato.
   Si  passa  al  subemendamento COMM 1.30  L'art. 99  è  soppresso ,
  degli onorevoli Di Caro, Pagana, Cancelleri.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, chiedo un
  chiarimento.  Nell'articolo  99 dopo  i  due  punti  di  aggiungere
   ovvero  un  istruttore  direttivo in  possesso  di  almeno  laurea
  triennale  in materia economica aziendale o giuridiche',  come  mai
  laurea triennale visto che si tratta di una categoria  .

   PRESIDENTE. Onorevole, le chiedo scusa siccome stiamo  votando  la
  soppressione,  se  passa è inutile che ne parliamo,  se  non  passa
  invece ne parliamo.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  COMM  1.30  di  soppressione
  dell'articolo  99. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   DI  CARO. Visto che non è passato, come mai laurea triennale e non
  magistrale? Chi l'ha scritto?

   PRESIDENTE.  Si  passa al subemendamento COMM 1.31  dell'onorevole
  Pagana. Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento COMM 1.62, a firma del Governo. Lo pondo
  in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  COMM  1.32,  a  firma  dell'onorevole
  Caronia. Lo pondo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento COMM.1.33, a firma degli onorevoli  Lupo
  ed altri. Lo pondo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento COMM 1.54, a firma della Commissione. Lo
  pondo in votazione.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento COMM 1.34, a firma degli onorevoli Pasqua
  ed altri.
   La spesa è coperta?
   Onorevole  Pasqua, è interamente sostitutivo del  111.  Quando  si
  dice  per agevolare  cosa significa?

   PASQUA.  Chiediamo che il Governo possa accettarlo data l'esiguità
  dell'importo.

   PRESIDENTE.  Questo  emendamento  dell'onorevole  Pasqua,  avrebbe
  bisogno di una copertura da parte del  Governo, se c'è la copertura
  lo vediamo, altrimenti

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, in realtà, poc'anzi quando c'è  stata
  la  possibilità  di  parlare  sul  testo,  ho  fatto  presente  che
  l'articolo  111,  per  quello che riguarda l'abrogativo,  cioè  noi
  abbiamo  un  emendamento  abrogativo, non l'ho  visto  distribuito,
  però, c'è.
   Il  tema della disponibilità economica non è necessario, cioè i 20
  mila  euro  che  sono  stati  appostati dall'onorevole  Pasqua,  in
  qualche  modo,  sono stati superati dal fatto che già  in  bilancio
  abbiamo  una posta di 100 mila euro alla quale possiamo  attingere.
  Infatti, c'è il subemendamento con il quale io ho subemendato  Capo
  I  e  Capo  II,  lascia intendere proprio questo  che,  con  quella
  dotazione, non abbiamo neanche bisogno dei 20 mila euro. Approvando
  quello, quindi, andiamo oltre. Mettiamo un totale di 50 mila per  i
  due  che figurano garanti. Per cui questo diventa ultroneo, diventa
  superato.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Pasqua è d'accordo con  quello  che  dice
  l'onorevole Caronia?

   PASQUA. Sì.

   PRESIDENTE.  A  questo punto non c'è più bisogno della  copertura,
  anche  senza  i 20 mila. Togliamo i 20 mila. Onorevole  Pasqua,  lo
  ritira?

   PASQUA.  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento COMM 1.35,  a  firma  degli
  onorevoli De Luca Cateno ed altri. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, lei sta seguendo il fascicolo  degli
  emendamenti,  ma  gli  articoli  intermedi,  quelli  che  non  sono
  trattati dal fascicolo, quando li voteremo? Vorrei capire un attimo
  l'ordine,  perché ho degli emendamenti da richiamare,  invece,  dal
  vecchio   fascicolo  sul  testo  dell'emendamento.   Per   esempio,
  all'articolo 105 io ho un emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, questo articolato ne comprende  un
  po',  quelli  che non comprende saranno poi analizzati, ovviamente,
  dopo.
   Si  passa  all'emendamento COMM 1.36, a firma degli  onorevoli  Di
  Caro e Cappello. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  COMM  1.37,  a  firma  dell'onorevole
  Zafarana.

   ZAFARANA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento  COMM 1.38,  a  firma  degli  onorevoli
  Assenza e Aricò.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, volevo tornare un attimo  indietro,
  all'articolo  100.  Volevo  fare una domanda  all'assessore  Razza.
  Assessore,  non so se ha notato l'articolo 100 e se  riesce  poi  a
  darmi  magari  una  delucidazione. Perché io, leggendolo,  ho  come
  l'impressione   che   noi   stiamo  prendendo   all'interno   dello
  stanziamento del bilancio, soldi da ospedali pubblici e  li  stiamo
  mettendo a disposizione delle strutture private accreditate. Perché
  se  è  questo  quello che sta accadendo, io comincio  veramente  ad
  imbarazzarmi molto.
   Poi,  vorrei capire se c'è un incremento nella spesa, io   non  so
  bene  se  abbiamo visto, perché qua stiamo andando di gran carriera
  approvando articoli uno dopo l'altro, però io su sta cosa ci vorrei
  un attimino ragionare. Io non sono molto contento.

   PRESIDENTE. Noi abbiamo intanto votato tutto quello che riguardava
  le norme già del comma 1 e le abbiamo finite. Ora, stiamo valutando
  alcuni  emendamenti aggiuntivi che sono stati presentati  in  parte
  dalla  Commissione, in parte dal Governo, in parte dai deputati  di
  una  parte  politica, in parte di un'altra, in  parte  di  un'altra
  ancora.
   Ora,  io  vi  devo dire la verità, secondo l'accordo  che  avevamo
  fatto  ieri, avevamo deciso di non mettere in votazione emendamenti
  aggiuntivi.  Ora,  io  credo  che in qualche  maniera  coinvolgendo
  questi  emendamenti, un po' tutti, mi prendo la  responsabilità  di
  metterli  in votazione, perché o li metto tutti o ne metto nessuno;
  questo perché sia chiaro.
   Allora,  questo è un fatto diverso se deve passare in  Commissione
  ovvio  che  non  lo  posso mettere, siccome questi  aggiuntivi  che
  abbiamo visto, ce ne è qualcuno che secondo me è importante e anche
  urgente  che  venga apprezzato, ce ne è qualcuno che oggettivamente
  può andare tranquillamente domani nel collegato.
     Io  direi  visto che abbiamo finito il comma 1,  quindi  abbiamo
  finito tutto l'articolato di prima,  è assolutamente necessario che
  ci  si  prenda  dieci minuti di pausa, allora scusate  siccome  gli
  Uffici  hanno bisogno di dieci minuti per valutare bene,  scusi  mi
  faccia finire, tutti questi aggiuntivi io direi intanto votiamo  il
  comma 1, diamo la parola a chi la vuole, e sospendiamo dieci minuti
  perché possano essere valutati tutti questi emendamenti aggiuntivi,
  perché  io  pensavo  potesse essere uno, due,  invece  è  un  altro
  fascicolo e per cui diventa un problema andarlo a valutare.

   ZAFARANA. Ancora attendiamo una risposta dall'assessore Razza.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  sia
  successo  questo Presidente, prima di affrontare il  tema  che  lei
  opportunamente

   PRESIDENTE. Per favore in Commissione possiamo fare un  attimo  di
  silenzio  per  favore, onorevole Cateno De Luca per favore.  Prego,
  onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.   Avendo  seguito  il  fascicolo   degli   emendamenti
  presentati  al  com  1,  sono saltati tutti  gli  emendamenti  agli
  articoli  che  non  avevano sub emendamenti in  questo  Com  1,  ad
  esempio  in  particolare sul 102 e sul 105 che  sono  due  articoli
  delicati, quello dell'antincendio e quello degli istituti musicali,
  ci sono degli emendamenti che sicuramente alcune forze parlamentari
  chiedono che vengano rivotati.

   PRESIDENTE. Scusate, però abbiamo detto anche più volte.

   BARBAGALLO. No si è passato dal 99 al 109.

   PRESIDENTE. E quindi bastava chiamare e dire c'è al 100  una  cosa
  che ci interessa.

   CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  esattamente
  quello  che  le  ho detto prima, le ho chiesto proprio  questo  gli
  articoli che prima erano articoli, ora sono commi, che non  abbiamo
  analizzato perché non erano ..

   PRESIDENTE. No io pensavo che lei mi dicesse quelli che non  fanno
  parte di questo emendamento

   CIANCIO.  No  io  dicevo per esempio l'articolo  105,  che  ora  è
  diventato  comma non so che cosa, Presidente questo modo di  andare
  avanti non è che l'ho scelto io, o lo hanno scelto i miei colleghi,
  ce   lo   siamo   ritrovato,  per  questo   noi   stiamo   cercando
  diligentemente  di  seguire  l'Aula,  ma  mi  creda   è   veramente
  difficile,  e  io sono intervenuta per chiederle: io che  ho  degli
  emendamenti  nel fascicolo ad alcuni articoli che  non  sono  stati
  analizzati  perché gli emendamenti erano nel fascicolo  originario,
  che fine fanno? E lei mi ha detto verranno trattati dopo, questo ho
  capito.

   PRESIDENTE. Perché per quanto riguarda gli emendamenti  dei,  però
  l'ho   capito   quello   che  dite,  c'è   stato   anche   qui   un
  misunderstanding  nella  confusione, io avevo  capito  che  lei  mi
  avesse  chiesto  quando è che si trattavano gli  articoli  che  non
  erano presenti in questo maxi emendamento.

   CIANCIO.  No per esempio io le chiedo di tornare al 105 perché  ho
  un emendamento al 105.

   PRESIDENTE.  Quanti sono scusate, mi potete dire quanti  sarebbero
  questi emendamenti?

   CIANCIO. Ora ogni parlamentare penso interviene per dire quale  è,
  io le sto dicendo il mio.

   PRESIDENTE.  Però,  onorevole  Ciancio  lo  sapevate  che  stavamo
  facendo questo lavoro.

   CIANCIO.  Io  so il mio, so che all'articolo 105 ho un emendamento
  che voglio trattare.

   PRESIDENTE.  Scusate, però se lei mi rispondesse è questo,  questo
  e questo, sarebbe molto corretto, se lei mi dice non lo so

   CIANCIO. Io ho solo questo.

   PRESIDENTE. Quelli di cui mi voleva parlare quali sono?

   CIANCIO. Questo all'articolo 105.

   PRESIDENTE. Bene quindi lei c'ha questo.

   CIANCIO. Si e c'ho un emendamento all'articolo 105 nel fascicolo.

   PRESIDENTE. Benissimo allora siccome l'articolo 105 non  l'abbiamo
  trattato lo possiamo trattare.
   Però  di  quale  articolo  sta parlando,  è  l'emendamento  105.1,
  scusate è corretto quello che sta dicendo non l'abbiamo trattato il
  105,  per cui se c'è un emendamento da trattare lo facciamo, ma  io
  scusate  sto  riprendendo  non è che mi sono  fermato,  per  adesso
  abbiamo  apprezzato  tutti emendamenti e tutto il  fascicolo  degli
  emendamenti.
   Ora  c'è  qualche emendamento, da recuperare, di articoli che  non
  abbiamo trattato e lo facciamo velocemente.

   SAMMARTINO. C'è solo il 105. Illustri l'emendamento.

   CRACOLICI. Ma se eravamo al 100

   PRESIDENTE. Io ora sto accettando emendamenti su articoli che  non
  sono stati trattati in questo maxiemendamento.

   CRACOLICI. Ma il COMM.1 è finito? Si può votare?

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, è l'emendamento 105.1.

   CIANCIO. E' il 105.1, lo posso illustrare, signor Presidente?

   PRESIDENTE.  Il  parere  della Commissione su  questo  emendamento
  all'articolo 105?

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CIANCIO. Presidente, lo posso spiegare?

   PRESIDENTE. Non abbiamo il tempo di spiegarlo. Lo stiamo  votando,
  fa parte del fascicolo quindi, ovviamente, lo dobbiamo votare.

   CIANCIO.  Io  credo  che l'assessore non sappia  neanche  di  cosa
  stiamo parlando, quindi io glielo vorrei illustrare, in un attimo.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non esageriamo.

   CIANCIO. L'emendamento in questione chiede di rimuovere le  parole
  da  ai quali  fino alla fine dell'articolo. Perché questo articolo,
  noi  siamo  d'accordo, ci mancherebbe, solo che  al  posto  di   ai
  quali   e tutta la frase che viene dopo, noi avremmo potuto mettere
  benissimo  nome  e  cognome dell'istituto che vogliamo  finanziare,
  quindi io dico: fermiamoci là, dopo di che il Governo faccia le sue
  valutazioni  e  faccia  la ripartizione di questi  fondi  sui  vari
  conservatori,  sui  vari istituti musicali, così  come  ritiene  di
  dover fare.
   Ma  non  mettiamo  formule strane che non  fanno  altro  che  fare
  intendere,  dobbiamo darlo a questi qua, ma a questo punto  sarebbe
  più onesto intellettualmente scrivere nome e cognome.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Premesso  che  la norma non è di derivazione governativa,  comunque
  non ci si oppone, ovviamente, alla riserva sul capitolo complessivo
  dei  150  mila  euro  a favore degli istituti  superiori  di  studi
  musicali pubblici.
   Il  Governo non ha particolari difficoltà a elidere la  parte  che
  riguarda la destinazione vincolata, per noi va bene.

   CRACOLICI. Basta dire favorevoli o contrari.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Favorevole.

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Questo  ente musicale, da anni, viene in Commissione a  chiedere  i
  soldi  che servivano per raggiungere l'obiettivo che avevano creato
  con  lo Stato, ma lo Stato gli dava una parte di risorse in meno  e
  si  conclude, tutto questo ciclo, alla fine del 2018. Nel 2019  non
  avranno più bisogno di fondi regionali.
   Quindi,  abbiamo pagato per sette anni e questo è  l'ultimo  anno,
  sono gli stipendi dei docenti. Solo stipendi.

   MILAZZO. Non sono attività, sono stipendi.

   PRESIDENTE. Quindi, il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente della Commissione  e relatore di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e contrario della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento  105.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Scusate, ci sono altri emendamenti?  Ci  sono  quelli
  accantonati, ma dico relativi agli articoli già apprezzati, ci sono
  altri  emendamenti? Relativi agli articoli? Ci sono gli aggiuntivi,
  diciamo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Mi  rivolgo,  all'onorevole Presidente  Musumeci.  Noi
  abbiamo  due  emendamenti  che in realtà costituiscono  emendamenti
  aggiuntivi  che  sono  uno sull'eolico,  che  lei  si  era  assunto
  l'impegno  di  presentare,  e  vorrei  che  lei  lo  indicasse  per
  prelevarlo   e   sottoporlo,  perché  ci   sarà   sicuramente   una
  discussione,  e il secondo è quello relativo all'abrogazione  della
  norma che vieta ai lavoratori dei consorzi di bonifica, che sono in
  contenzioso, a rientrare nel mondo del lavoro.
   Se onorevole Presidente, lei dà indicazione al Presidente Micciché
  per  prelevarlo e metterlo in votazione, credo che questi siano due
  atti importanti, però spetta a lei Presidente.
   Ma,  siccome fanno parte degli aggiuntivi sono due emendamenti  di
  carattere  generale.  Sì,  ma  se  lei  dà  un'indicazione   questi
  emendamenti vengono prelevati.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  io  ero anche  disponibile  ad  aprire  la
  cosiddetta  maglia degli aggiuntivi, qualora fossero  stati  pochi,
  importanti,  realmente importanti da non potere essere rinviati  al
  collegato,  ma  complessivamente ci sono troppi aggiuntivi,  ognuno
  con  motivazioni diverse, per carità, per ognuno che lo presenta  è
  la cosa più importante del mondo.
     Però  complessivamente  io ritengo di evitare  l'apertura  della
  maglia sugli aggiuntivi, ma chiedo a voi che uno di questi, che  mi
  spiega  il  Presidente  della Regione,  se  non  lo  apprezzassimo,
  peraltro   è   uno  che  era  stato  già  oggetto  del   Comm.   2,
  dell'articolato, solo che poi non ho  capito bene che cosa successe
  o  fu stralciato, o non si valutò, ma che l'apertura, che mi diceva
  Presidente,   è l'apertura della stagione irrigua, dei consorzi  di
  bonifica.  Allora, io chiederei con gentilezza a  tutti,  se  fosse
  possibile. Qual è questo emendamento?

   CORDARO,  Assessore  per il territorio e l'ambiente.  La  stagione
  irrigua dei consorzi di bonifica, è il Comm. 1.38

   PRESIDENTE.  Io,  d'accordo col Presidente  della  Regione,  direi
  intanto  passiamo  questo  e vediamo se è  possibile  farlo  perché
  sarebbe,   oggettivamente,   troppo  importante.   Poi,   onorevole
  Cancelleri,  lei voterebbe no comunque. Per cui, non c'è  problema,
  lo apprezziamo.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento COMM 1.38. Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  abbiamo  ancora   2  accantonati
  soltanto.  Uno  del Governo, che era quello sulla soppressione  del
  66,   che   cambia  e  diventa  66.R   I  beni  immobili  dell'ESA,
  provenienti da liquidazione delle società SANDERSON che necessitano
  di  bonifica  al fine di tutelare l'ambiente e la pubblica  salute,
  possono  essere  trasferiti con le modalità  previste  dal  vigente
  ordinamento al Comune del cui territorio insistono .

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Per l'emendamento a firma dell'onorevole Ciancio,  la
  richiesta  del  Governo  è  quella di  mandarlo  in  Commissione  e
  valutarlo con il collegato fra qualche giorno, se per voi va  bene.
  Mi riferisco all'1.53 dell'onorevole Ciancio.
   E' la richiesta del Presidente della Commissione. Se voi non siete
  d'accordo,  lo  metto  in votazione. Però  c'è  una  richiesta  del
  Presidente  della Commissione che dice di mandarlo in  Commissione.
  Io  l'apprezzerei. Se, invece, volete lo mettiamo in votazione però
  dite  voi che volete fare. Perché, in quanto accantonato,  io  devo
  fare votare.

   CIANCIO. Accolgo la richiesta del rinvio in Commissione.

    PRESIDENTE.  Pongo in votazione il COMM. 1, così  come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Per  quanto  mi  riguarda io dire, sui lavori,  noi  abbiamo  da
  recuperare    alcuni   articoli   che   erano   stati   accantonati
  precedentemente. Voi, Commissione, dovete fare una  riunione  sulle
  Tabelle, se non ricordo male. Quanto tempo vi serve?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Mezz'ora.

   PRESIDENTE. Per cui, dobbiamo prenderci mezz'ora di tempo.
  Intanto, diamo la parola a chi vuole intervenire.

   SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  capire
  sull'interpretazione del Regolamento di quest'Assemblea, perché  di
  interpretazione libera si tratta.
   Noi  abbiamo spostato alcune norme in Commissione come ho  chiesto
  io  perché  non erano mai pervenute nella Commissione di merito  e,
  quindi,  non  avevano  mai avuto l'occasione e  la  possibilità  di
  esaminarle  e questa è una norma, una procedura che il  Regolamento
  prevede che si possa fare.
   In  altri  casi,  invece,  erano  già  state  esaminate,  ancorché
  bocciate  in  Commissione  e  questa invece  è  una  forzatura  del
  Regolamento.
   Ora  sul  maxiemendamento, mi scusi mi faccia  finire,  e  poi  mi
  risponde, alcuni articoli come quello dell'onorevole Ciancio,  sono
  stati gli emendamenti ad articoli non trattati sono stati esaminati
  e,  quindi, sono stati prelevati, altri, come quello dell'onorevole
  Zitelli  che  peraltro reca la firma di, credo,  il  50  per  cento
  dell'Assemblea,  ad  un  articolo che non  è  stato  esaminato  nel
  maxiemendamento,   non  è  stato  data  neanche   l'occasione,   la
  possibilità di essere esaminato e questa è una forzatura.
   Peraltro,  questo è un emendamento dell'onorevole Zitelli  esitato
  favorevolmente dalla Commissione di merito e poi passato  anche  in
  Commissione   Bilancio', per cui se fosse  possibile  adottare  una
  linea  univoca di chiarezza anche rispetto ai colleghi  neo  eletti
  che  chiedono  spiegazioni a noi che siamo un po'  più  anziani  di
  legislature  e  noi  gli  diamo  le spiegazioni  e  gli  diamo  gli
  indirizzi e poi, invece, nella pratica vengono sconvolti è un  iter
  che non si riesce a spiegare e non dà certezza.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Savarino,  se  mi  dà   il   piacere   di
  risponderle,  per  quanto riguarda la posizione relativa  alla  sua
  Commissione si è fatto quello che prevede il Regolamento.
   Per quanto riguarda la Commissione dell'onorevole La Rocca Ruvolo,
  per  quanto  sia  stato già mandato in Commissione,  la  Presidente
  della  Commissione  mi  è  venuta a  comunicare  che  di  fatto  la
  votazione, praticamente, non c'era stata e mi ha chiesto di poterlo
  riapprezzare in Commissione.
    Per quanto riguarda quest'ultimo argomento, il Presidente della I
  Commissione,  non  avendolo  mai  ricevuto  precedentemente  mi  ha
  chiesto di apprezzarlo in Commissione.
   Per  quanto riguarda gli emendamenti dell'onorevole Zitelli,  come
  ho  avuto già modo di dire in presenza del Presidente della Regione
  all'onorevole   Zitelli,   verranno   assolutamente    tenuti    in
  considerazione da domani con il collegato perché oggi  -  onorevole
  Savarino  -  sono stati presentati duecento aggiuntivi,  non  posso
  dire  Zitelli sì o Zitelli no, per cui o li apprezziamo  o  non  li
  apprezziamo.   Abbiamo  ritenuto  che  li  possiamo  spostare   nel
  collegato   e   chiudere   la  finanziaria,  altrimenti,   duecento
  emendamenti  da valutare oggi avrebbero non consentito la  chiusura
  della  finanziaria.  Non  lo  facciamo  per  cattiveria,  mi  creda
  onorevole  Savarino,  né  per simpatia  o  antipatia,  lo  facciamo
  proprio  cercando in tutte le maniere di rispettare il  Regolamento
  interno, il Regolamento non prevederebbe aggiuntivi, abbiamo  fatto
  un'eccezione  per  una  cosa  importante,  abbiamo  fatto   qualche
  eccezione ma è ovvio che non se ne possono fare altre.

   SAVARINO.  Capisco  esattamente la necessità, ma  siccome  era  un
  articolo che riguardava come i pensionati dell'EAS, identico per il
  pensionati  dell'ASI  che  non hanno più dalla  scorsa  legislatura
  l'integrazione  e si andava a colmare un deficit che  peraltro  sta
  comportando  alle  ASI  una  costante perdita  di  contenzioso  con
  condanna  alle  spese,  quindi, aggravio di costi,  la  Commissione
   Bilancio'  aveva  chiesto al proponente di portare  una  relazione
  aggiuntiva che è stata portata. Solo questo.

   PRESIDENTE.  Le  chiedo scusa, lei ha più  esperienza  di  me  dal
  punto  di  vista  parlamentare regionale, ma se  io  facessi  così,
  quanto  scommettiamo  che se intervengono tutti  quelli  che  hanno
  presentato,  ognuno ha motivo di massima importanza e, allora,  nel
  momento in cui si prende una decisione la si prende.
   La seduta è sospesa.

         (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è alle ore 20.03)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ha  chiesto   di   intervenire
  l'onorevole Lantieri. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  intervenire su un emendamento che avevo preparato e sul avevo avuto
  la  disponibilità da parte dell'Assessore Grasso, ma prima di tutto
  ne  avevo  parlato  con  il  Presidente  della  Regione,  onorevole
  Musumeci per un inizio sperimentale perché, come tutti voi  sapete,
  qualche anno fa sono stati chiusi i tribunali di Mistretta,  Modica
  e  Nicosia  da  parte del Ministero di Grazia e Giustizia  per  una
  problematica di spending review.
   C'è  stata una sommossa popolare, si erano avute garanzie da parte
  del  Territorio  che questi Tribunali potevano rimanere  aperti  ma
  poi,  come al solito, non è stata mantenuta la parola e questi  tre
  Tribunali sono stati chiusi.
   La  legge  nazionale  prevede  che si  possa  utilizzare,  in  via
  sperimentale,  la  riapertura solamente per  alcune  parti  che  si
  possono fare all'interno del Tribunale.
   Dopo  che  siamo stati ricevuti con una delegazione da  parte  del
  Presidente della Regione, ho parlato con l'Assessore Grasso, che ha
  dato disponibilità di questo emendamento. Da parte della Regione ci
  deve essere disponibilità di una somma per poi potere attivare  una
  convenzione col Ministero. Questo si può fare solo con le Regioni a
  Statuto speciale.
   Di conseguenza, chiedo il voto dell'Aula non solamente per Nicosia
  ma perché si è aggiunto Mistretta e Modica in modo da dare a questi
  tre  Tribunali di nuovo un presidio di legalità e dare una speranza
  al territorio che qualcosa ancora per questa Sicilia si può fare.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, conosco  la  questione  illustrata
  dall'onorevole  che  mi  ha preceduto e sono  totalmente  d'accordo
  sulle argomentazioni esposte dall'onorevole Lantieri.
   Anche   a  Mistretta,  come  a  Nicosia  e  Modica,  è  necessario
  ripristinare  un  presidio di legalità e  per  quanto  riguarda  la
  posizione  di  Forza Italia ci sarà piena adesione  all'emendamento
  del PD, a firma dell'onorevole Lantieri.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 20.08, è ripresa alle ore 20.13)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           (Assume la Presidenza il Vicepresidente Di Mauro)

   PRESIDENTE.  Si riprende l'esame dell'articolo 18, precedentemente
  accantonato
   Gli  emendamenti 18.47 e 18.48 sono stati ritirati dai  rispettivi
  firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento di riscrittura 18.65, del Governo
   Comunico  che  è  stato  presentato dall'onorevole  Cancelleri  il
  subemendamento 18.65.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 16.65, così come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 18.12 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 18.49, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.27 degli onorevoli Dipasquale e Lupo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 18.11, del Governo
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
  18.11.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 18.11, così come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 18.38, degli  onorevoli  Cancelleri  ed
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi con questo
  comma  restituiamo finalmente la possibilità ai comuni, soprattutto
  ai  più  piccoli,  che ovviamente non ospitano istituti  di  scuola
  superiore  pubblica di potere finalmente risarcire le famiglie  che
  hanno  un  abbonamento  per mandare i figli  a  scuola,  quindi  il
  trasporto  extra  urbano per fare arrivare  i  figli  nelle  scuole
  superiori che si trovano nelle città immediatamente vicine.
   Era stato tolto dal precedente Governo nel senso che non era stato
  autorizzato il capitolo, era stato tolto il capitolo e  quindi  non
  c'era più un fondo di riserva. Sul finire della passata legislatura
  eravamo riusciti, con l'Assessore Lantieri, ad arrivare di nuovo al
  fondo  ma  era  vuoto ed adesso lo stiamo dotando di  2  milioni  e
  mezzo.
   Io  ritiro chiaramente l'emendamento soppressivo, è ovvio,  perché
  sostengo invece la causa; c'è l'emendamento immediatamente dopo che
  chiaramente  e  presumibilmente  non  verrà  sostenuto   né   dalla
  Commissione  né  dal Governo, per ovvi motivi, che  però  porta  il
  contributo da 2 milioni e mezzo a cinque milioni perché  in  realtà
  le  spese comunque sostenute dai comuni sono molte e in questi anni
  si  sono  dissanguati per poter comunque dare quello che  poi  alla
  fine è un obbligo di legge.

   MILAZZO. Ma qual è.

   CANCELLERI. L'emendamento vi propongo di apprezzare è il 18.50.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  18.50,  degli   onorevoli
  Cancelleri ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

       CANCELLERI.  Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.50

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 18.50.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  palerse.

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          31
   Contrari            29

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 18.10, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 18.39, dell'onorevole Cancelleri e altri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 18.60, degli onorevoli Cannata ed altri.
  Lo pongo in votazione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 18.9 è precluso.
   Gli  emendamenti 18.40, 18.62 e 18.41 sono ritirati dai rispettivi
  firmatari.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 18.8.2, dell'onorevole De Luca Cateno.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  intervengo  soltanto per richiedere l'apposizione della  mia  firma
  sia  al  subemendamento  18.8.2  che  al  subemendamento  18.8.1  a
  seguire.

   PRESIDENTE.  Gli  uffici mi cambiano l'ordine dei  subemendamenti,
  quindi  mettiamo da parte il subemendamento 18.8.2 ed iniziamo  con
  il subemendamento 18.8.5, degli onorevoli Calderone ed altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  mi
  rivolgo  all'assessore  agli enti locali. Forse  sarebbe  opportuno
  riscrivere  l'articolo prevedendo che è fatta  una  riserva  per  i
  Comuni  che non hanno riserve. Perché vorrei sapere, alla  fine,  a
  tutti i Comuni in senso generale, cosa rimane.
   Ho  visto adesso, non sto intervenendo su un emendamento piuttosto
  che  un  altro,  però ho visto un  malloppetto  di emendamenti  che
  sono riserve, riserve, riserve. Volevo sapere: è previsto un limite
  delle  riserve o si possono fare tutte riserve del fondo alla  fine
  sarà  quello che rimane? Perché quello che rimane qualche  problema
  forse  c'è, visto che avete cambiato pure i criteri di assegnazione
  dei fondi ai Comuni.
   Quindi  lo dico al Governo che dovrebbe avere, insomma,  la  regia
  della questione. Perché in passato le riserve hanno avuto sempre un
  valore  percentuale rispetto all'insieme del fondo. Qui sulla  base
  delle  quantità degli emendamenti che ho visto immagino  che  siamo
  lì

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, scusi, gli emendamenti sono  tre,
  tutti   gli  altri  sono  preclusi.  Avete  avuto  distribuito   il
  subemendamento  18.8.5.  Lo  pongo in votazione.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  prima  di  proseguire  l'esame  sui subemendamenti  all'emendamento
  18.8,  invito il Governo, e quindi l'assessore Armao,  a  fare  una
  verifica  delle  somme  che  restano  sul  fondo  prima  di  votare
  l'articolo  finale.  Alla  fine resteranno  poco  più  di  duecento
  milioni.  Mandiamo  altri  Comuni  in  dissesto,  quindi  prima  di
  assumerci la responsabilità di votare l'articolo sarebbe il caso di
  fare la verifica al dettaglio.

   PRESIDENTE. Questo, nel frattempo, credo che lo farà il Governo.
   Si passa al subemendamento 18.8.6, dell'onorevole De Luca Cateno.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 18.8.3 a firma dell'onorevole Cafeo  ed
  altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  al subemendamento 18.8.4, del Governo, sostitutivo  del
  comma 7.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione, io chiederei un attimo, capisco che siamo in chiusura però
  un attimo di pazienza e di tempo per leggere gli emendamenti perché
  poco  fa,  per esempio, abbiamo votato un emendamento, non  il  mio
  Gruppo, ci siamo dichiarati contrari dell'onorevole De Luca che  da
  i  soldi  a  qualche  comune  essendo l'onorevole  De  Luca  non  è
  difficile immaginare quale, che però toglie un milione di euro alla
  premialità che abbiamo previsto per i comuni che superano il 65 per
  cento di differenziata.
   Ora  togliere a qualcuno per darlo a qualcun altro, onestamente  è
  un  modo  di  fare e anche poco approfondito anche da  parte  della
  Commissione e io mi aspetto, Presidente Savona, che gli emendamenti
  li leggiate un po' meglio prima di dare un parere favorevole ad una
  cosa del genere

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 18.8.4 a  firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli emendamenti 18.8.1 e 18.8.2 sono preclusi.

   Pongo in votazione l'emendamento 18.8 così come subemendato. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Preciso  che l'emendamento è approvato  con  il  voto
  contrario del Movimento Cinque Stelle.
   L'emendamento  18.36, il comma 8 soppresso a firma  dell'onorevole
  Cancelleri, è ritirato.
   L'emendamento   18.19,   il  comma  9   è   soppresso,   a   firma
  dell'onorevole Calderone ed altri, è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 18.15.R, di riscrittura del comma  9,  a
  firma  dell'onorevole  Catanzaro ed  altri.  Invito  gli  Uffici  a
  distribuirlo.

   DIPASQUALE.  Presidente ci dobbiamo fermare perché stiamo  facendo
  degli errori

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.40, è ripresa alle ore 20.44)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di recuperare  un  po'  le
  cose  che  abbiamo detto, e dare chiarezza ai colleghi,  in  ordine
  all'emendamento 18.8.3, c'è un refuso e, d'accordo con i  firmatari
  dell'emendamento, il termine  5 mila migliaia  si intende   1.500 .
  Se  la Commissione sull'emendamento 18.8.3, 5.000  migliaia intende
  1.500  migliaia  e  il Governo  è d'accordo, Assessore  Armao,  col
  consenso  dell'Aula  questo emendamento è approvato  e  così  resta
  stabilito.
   Vogliamo  ricapitolare gli emendamenti che abbiamo approvato?  Per
  dare un'informazione all'Aula delle ultime modifiche alle tabelle.
   Riprendiamo   i   lavori  dall'emendamento   18.15   R   a   firma
  dell'onorevole Catanzaro e altri. C'è la firma della Commissione su
  questo emendamento? È una riscrittura della Commissione. I colleghi
  sono   pregati   di  leggere  questo  emendamento.  Passiamo   alla
  votazione.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il Governo non ha l'emendamento.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.15 R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 18.15 R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           69
   votanti            56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          35
   Contrari            21
   Astenuti            0
                            (E' approvato)

   L'emendamento 18.35 è precluso.
   L'emendamento 18.22 è precluso.
     L'emendamento 18.5 è soppressivo, a firma degli onorevoli Fava e
  De Luca. È confermato?

   DE LUCA. È ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 18.46 a firma dell'onorevole Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente  io  volevo  sapere  soltanto  dal
  Governo,  dalla  Commissione,  da  chi  l'ha  inserito  poi  ce  lo
  spiegherà  meglio,  anche la ratio dell'individuazione,  perché  in
  quello  precedente c'era anche un senso, la premialità, in  qualche
  modo  vogliono essere degli incentivi a migliorarsi. Se non hai  la
  bandiera  blu  o non hai la bandiera verde cominci  a  mettere  dei
  protocolli  amministrativi in piedi e quindi diventa una premialità
  incentivante.
   Onestamente,  io  non  ci vedo la premialità incentivante.  Se  il
  Paese  è  bello  e sta lì lo puoi migliorare però  devi  essere  un
  borgo,  devi avere delle caratteristiche. Ci stiamo riferendo,  tra
  l'altro, al passato e non al futuro. Non lo stiamo dicendo a quelli
  che  lo  vinceranno,  lo stiamo dicendo a quelli  che  l'hanno  già
  vinto.
   Mi  sembra  un  po'  pochino come ragionamento, volevo  capire  se
  c'erano  delle  altre cose perché diversamente io lascerei  davvero
  perdere, poi fate voi.

   PRESIDENTE. Credo sia ritirato, da quello che ha detto l'onorevole
  Cancelleri.
   Si  passa  alla  riscrittura del Governo 18.57  R  a  firma  della
  Commissione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, l'emendamento tiene conto  insieme
  con l'onorevole De Luca di alcune riflessioni che abbiamo fatto  in
  Commissione  e  la parte finale destina queste somme  espressamente
  alle  attività di promozione e di accoglienza turistica. Alla  fine
  anche  io ho fatto il sindaco e spesso se c'è qualche somma in  più
  si  finisce  per  pagare  le spese correnti e  invece  finalizziamo
  queste  risorse  proprio all'accoglienza turistica  in  Comuni  che
  rappresentano il nostro fiore all'occhiello.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, in Aula è stato presentato un
  emendamento riguardo all'articolo 18 comma 10, quello che segna dei
  fondi per i comuni che hanno conseguito il riconoscimento di borghi
  più  belli  d'Italia con cui invece si prevede di assegnare  questo
  riconoscimento  ai  borghi che conseguiranno il premio   borgo  più
  bello  d'Italia'.  Per due motivi, uno come  ha  detto  il  collega
  Cancelleri  prima  riguardo  alle  bandiere  blu  affinché   questo
  riconoscimento rappresenti un incentivo ai Comuni per migliorarsi e
  in secondo luogo perché non sarebbe corretto a bocce ferme andare a
  fare  questo provvedimento e a segnare dei fondi a dei  Comuni  che
  già  conosciamo  e  che  sappiamo quali sono.  Quindi  non  sarebbe
  neanche  né  corretto né elegante da parte di quest'Aula consegnare
  premi  in  denaro in un momento di crisi a dei borghi  già  scelti.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, di questo emendamento non  abbiamo
  traccia,  non  abbiamo traccia noi. Noi abbiamo un  emendamento  di
  riscrittura da parte della Commissione. Lei deve presentare.

   DE LUCA ANTONINO. Non l'abbiamo

   PRESIDENTE. E' stato distribuito, è nel banco, ce lo hanno tutti i
  suoi  colleghi.  Lei  deve  presentare un  emendamento  al  18.57R.
  Abbiamo  un  emendamento  sostitutivo da parte  della  Commissione,
  onorevole  De  Luca.  Lei è fermo ancora  al  comma  10.  Lei  deve
  presentare un emendamento a questo, che non c'è in questo  momento.
  Lo  firma  e  lo  distribuiamo. Dovete dare al  vostro  collega  il
  subemendamento al 18.57R. Quando lo presenta lo votiamo, se non  lo
  presenta, è inutile che parliamo. Gliel'ho spiegato.
   Onorevole De Luca, questo emendamento c'è o non c'è?
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  18.57  R.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  18.57 R è stato approvato con  voto  contrario  del
  Movimento Cinque Stelle.
   L'emendamento 18.57 è precluso.
   L'emendamento   soppressivo  18.20,  a   firma   degli   onorevoli
  Calderone, Milazzo, Cannata, Gallo è ritirato.
   L'emendamento 18.30 è  precluso.
   Si  passa  all'emendamento 18.7, a firma del Governo che  è  stato
  riscritto   dalla  Commissione  18.7.R.  BIS  ed  è  in   fase   di
  distribuzione.
   Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   CIANCIO. Chiediamo che qualcuno lo illustri.

   DE  LUCA  CATENO. Spiego semplicemente il senso della  riscrittura
  dell'emendamento 18.7.R non bis, il bis non ce l'ho

   PRESIDENTE. La questione è la seguente. L'emendamento 18.7 è stato
  sostituito  da una riscrittura della Commissione che  è  il  18.7.R
  bis.

   DE  LUCA  CATENO. Non è in mio possesso il 18.7.R bis, ho soltanto
  il 18.7 R - è lo stesso credo

   PRESIDENTE. Non è stato distribuito?

   CANCELLERI.  Ci  sono forse due emendamenti numerati  alla  stessa
  maniera.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente
  c'è  stato questo chiarimento. Emendamento 18.7.RBIS è perché c'era
  una  copia  dove  non  si  capiva la  firma  del  Presidente  della
  Commissione, è stata apposta e gli hanno messo Bis, ma  è  identico
  al    18.7.R.   Questo   lo   chiarisco   perché   sono    l'autore
  dell'emendamento.
   Non  è altro la riscrittura della riserva che è stata prevista per
  i  comuni  virtuosi, quelli che hanno raggiunto il 65 per cento  di
  raccolta  differenziata e sono stati stabiliti i  criteri  in  modo
  tale  che anche gli uffici del Dipartimento delle autonomie  locali
  nell'assegnazione non abbiano problemi.
   Cosa  abbiamo stabilito? Che di questi 3 milioni, 1 milione  viene
  dato in base alla densità demografica; 1 milione viene dato in base
  al  numero dei comuni che hanno superato il 65 per cento; 1 milione
  viene  ripartito in base alla percentuale superiore al 65 per cento
  riguardante i comuni che rientrano in questo tipo di premialità  in
  modo tale da tenere presente tutti quelli che sono i requisiti e le
  caratteristiche  che  incidono  anche  sull'investimento  che  ogni
  comune   fa  per  quanto  riguarda  il  raggiungimento  di   questo
  obiettivo.
   Abbiamo  aggiunto anche alla fine che mancava l'ente che certifica
  queste  cose ed abbiamo inserito che è l'Ufficio speciale  raccolta
  differenziata  della Regione siciliana che è quella che  si  occupa
  anche  di  premiare i comuni che hanno superato il 65 per cento  di
  raccolta differenziata.
   Questo è l'emendamento.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  una
  norma di questo tipo debba passare quanto meno dalla Commissione di
  merito  e  dalla  Commissione   Bilancio'  perché  non  si  possono
  inserire, in queste condizioni, dei

   DE LUCA CATENO. E' stata approvata all'unanimità dalla Commissione
   Bilancio'.

   CIANCIO.  Veramente quella uscita dalla Commissione   Bilancio'  è
  un'altra norma, non è così.
   E,  inoltre, non è solo una questione di criteri, è una  questione
  di  riduzione di fondi perché porta a 3 milioni, dopo aver  ridotto
  di  1  milione  con  l'emendamento di  prima,  sempre  con  il  suo
  emendamento onorevole De Luca, l'abbiamo ulteriormente  ridotto  di
  un altro milione. Noi siamo contrari.
   C'è  una  riscrittura  del Governo che è il  18.7.R  e  noi  siamo
  d'accordo con questa.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.7.RBIS. Il  parere
  della Commissione?

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, vorrei soltanto una  informazione.
  Ha chiesto il parere alla Commissione. Può chiedere il parere anche
  al Governo sull'emendamento scritto dalla Commissione?
   Glielo  chiede così lo sentiamo perché sono convinto  che  diranno
  che  sono  contrari ed a quel punto potremmo anche non chiedere  il
  voto  palese  se il Governo è contrario e la votazione viene  fatta
  con il meccanismo.

   PRESIDENTE.  Glielo  stavo chiedendo, ma  la  sua  collega  mi  ha
  chiesto il voto palese.
   Il parere del Governo sull'emendamento 18.7.RBIS?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Si rimette all'Aula.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.7.RBIS

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 18.7.RBIS.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          17
   Contrari            44
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 18.7.R, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con il voto contrario dell'onorevole Aricò.
   Si  passa all'emendamento 18.20, a firma degli onorevoli Calderone
  ed altri. E' precluso, così come l'emendamento 18.30, a firma degli
  onorevoli Cancelleri ed altri.
   Si passa all'emendamento 18.31, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  18.28,  a  firma  degli onorevoli Cafeo ed altri. Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza entrare  nello
  specifico  penso  di  avere dimostrato un senso  di  responsabilità
  rispetto  alle  riserve  destinate ai  comuni.  Ho  presentato  due
  emendamenti,  il  18.28  ed  il 18.29 ed  anche  un  subemendamento
  all'emendamento 18.13, del Governo. Voglio precisare qual è il tema
  su cui comunque ci andiamo ad esprimere.
   Ci  sono dei comuni che dopo il 2017, hanno dichiarato il dissesto
  ed  hanno  bisogno di un sostegno, sia per l'aspetto relativo  alla
  chiusura  dei  bilanci, sia per l'aspetto relativo al personale  in
  esubero.
   Io  non  ho i conteggi effettivi, però ho presunto perché comunque
  ormai  i comuni in dissesto sono tanti, con l'emendamento 18.28  do
  una  disponibilità  in  più  rispetto alle  riserve  stabilite  dal
  Governo, da 700 mila ad 1 milione e 400 mila.
   Ritiro  l'emendamento  18.29, ma l'emendamento  18.28  voglio  che
  venga messo in votazione, con voto palese.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere della Commissione sull'emendamento 18.28?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggiornaza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

      ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

       CANCELLERI.  Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.28.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 18.28.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            69
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          30
   Contrari            32
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 18.13, al quale comunico  che  è  stato
  presentato il subemendamento 18.13.1, dell'onorevole Cafeo, che  si
  aggiunge alla riscrittura del Governo all'emendamento 18.13.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

       GRASSO,  assessore  per  le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione l'emendamento. Chi è  favorevole
  si alzi; chi è contrario  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 18.13, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 18.59, degli onorevoli Di Caro ed altri.
  E' precluso.
   Si  passa  all'emendamento  18.32, degli  onorevoli  Cancelleri  e
  altri. Il comma 13 è soppresso.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  La riscrittura dell'emendamento va ritirata.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la chiusura  di
  alcuni distaccamenti di alcuni tribunali, fra quelli ci sono quelli
  citati nel comma è una questione che si è verificata con il passato
  governo  Renzi  che  aveva cominciato a fare  tutta  una  serie  di
  riorganizzazioni dei Tribunali ed ha cominciato a chiuderne vari in
  tutta  Italia.  Poi,  è passato alla riorganizzazione  anche  delle
  Corti di Appello e vi ricorderete che c'è stata la possibilità  che
  qui in Sicilia delle quattro, due, quella di Caltanissetta e quella
  di Messina venissero chiuse.
   Presidente,  ricorderà che, con l'allora presidente dell'Assemblea
  Giovanni   Ardizzone  ed  una  delegazione  di   tutti   i   Gruppi
  parlamentari, andammo a parlare con il ministro Orlando per  capire
  quali fossero le reali intenzioni rispetto a questa cosa qui.
   La storia delle Corti di Appello e della soppressione non è ancora
  andata  avanti e, per finire del Governo, diciamo che probabilmente
  non  si materializzerà del tutto o in alcun modo, però quella è già
  avvenuta.
   Però,  volevo capire e questo lo chiedo all'Assessore, al Governo,
  insomma in qualche modo di spiegarmi come pensano con questo comma,
  destinando  una cifra, di riattivare un presidio di presenza  dello
  Stato e quant'altro che, in qualche modo, però il Governo nazionale
  ha deciso praticamente di dismettere.
   E'  chiaro che siamo tutti concordi che quelli sono territori  che
  vanno  tutelati, che non dovevano essere abbandonati, però ci  sono
  delle  vie  un  attimino  diverse, per esempio,  sul  tribunale  di
  Nicosia  si  sta  cercando,  attraverso  la  Corte  di  Appello  di
  Caltanissetta  di ridisegnare i confini e di dare la possibilità  a
  quel  territorio  di ospitare il tribunale di  montagna  che  è  un
  presidio che, però, è contemplato dalla riforma che ha chiuso  quei
  tribunali.
   Qui,  invece,  secondo me, stiamo andando secondo  me  a  tentoni,
  senza neanche avere sentito poi chi ci dovrà, in qualche modo, dire
   si va bene, teniamoli . Pensate che possiamo sopperire alle spese?
  Chiaramente  50 mila euro non sono bastevoli. Quindi, sembra  quasi
  che  stiamo  prendendo  dei  soldi e li stiamo  mettendo  lì  senza
  neanche una logica, senza neanche un'idea, perché dovremmo avere un
  rapporto  con il Ministero della Giustizia e con il Ministro  della
  Giustizia,  quello  attuale in scadenza  ed  il  prossimo  che,  in
  qualche modo, ci dovrebbe però dare rassicurazioni.
   Oggi, assessore Cordaro e lei li frequenta i tribunali per lavoro,
  chiaramente, mi sembra davvero uno spreco di denaro ma, sottolineo,
  non  siamo  contrari  alla  norma. Fatto  così  sembra  davvero  un
   pannicello caldo  ed una norma spot. Se l'Assessore mi risponde  e
  mi dice anche cosa ne pensa io gliene sarei grato.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevole  colleghi, Assessori, penso che quest'articolo sia  stato
  discusso    abbondantemente   anche   in   Commissione,   onorevole
  Cancelleri.

   CANCELLERI. Ho dei dubbi, però

   DIPASQUALE.  No io mi permetto di dire, siccome si tratta  di  150
  mila  euro,  cioè  capisco che stiamo facendo  un  intervento  dove
  rischiamo di farci impugnare una norma, dove ci stiamo mettendo  30
  milioni di euro, ci stiamo mettendo 50 milioni di euro, ma  qui  si
  tratta che stiamo allocando 150 mila euro perché ci stiamo giocando
  una carta e io ritengo che sia legittimo.
   Ognuno  fa  le  proprie scelte, su questo io mi  sono  assunto  la
  responsabilità,  ho presentato un subemendamento perché  l'articolo
  fatto  dalla  collega Lantieri, che ringrazio perché grazie  a  lei
  abbiamo  avuto la possibilità di inserire Mistretta, io di inserire
  Modica,  perché  ho  chiesto  l'inserimento  di  Modica,   con   un
  subemendamento  approvato dalla Commissione e  secondo  me  non  ci
  dobbiamo  preoccupare che rischiamo di investire quali risorse  che
  perdiamo.
   Stiamo  facendo un esperimento, non abbiamo, ed io  anche  non  ho
  condiviso  un  percorso che si è fatto a livello nazionale,  stiamo
  cercando  come Regione di provare a recuperare alcune funzioni  dei
  tribunali,  attraverso poi una norma, perché la norma è  una  norma
  nazionale.
   Il  comma  4bis  dell'articolo 8 del  decreto  legislativo  del  7
  settembre 2012 è una norma nazionale che ci mette in condizione  di
  giocarci questa carta.
   E'  vero,  onorevole  Cancelleri, ci  sono  alcune  debolezze  che
  dovremmo affrontare. Mi creda questa è la debolezza minore di tutta
  questa  norma, noi sappiamo che questa  Finanziaria' si troverà  ad
  affrontare  poi  il  Consiglio dei ministri e gli  Uffici,  non  mi
  preoccupa il Consiglio dei ministri ma gli Uffici legislativi dello
  Stato, quindi, non sappiamo realmente quello che potrà restare,  ma
  di  tutto l'impianto e di tutte le cose di cui un po' tutti abbiamo
  contribuito  a  mettere su, sempre nel desiderio, nella  voglia  di
  spenderci per i territori e di spenderci per la Sicilia, penso  che
  davvero  questo rappresenti l'ultimo problema, il problema  minore.
  Vale la pena giocarsi una carta, l'abbiamo fatto in Commissione, il
  Governo ci ha dato il via, giochiamoci questa carta e speriamo  che
  il risultato rimanga.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione,  non  è  che tendenzialmente sono contro al  decentramento
  dell'amministrazione  della giustizia, anzi,  come  ordine  abbiamo
  combattuto delle battaglie importanti, però onestamente  questa  mi
  sembra solo una norma per dire  stiamo tentando di salvare una cosa
  che  per legge non si può salvare , cioè le sezioni distaccate  dei
  tribunali,  con buona pace dei colleghi, non esistono  più.  Questa
  norma  è  anche  tecnicamente improponibile, così come  è  scritta,
  perdonatemi
   Se  ci serve perché dobbiamo dire  io voglio salvare Modica ,  ora
  faccio  un  subemendamento perché allora ripristiniamo  la  sezione
  distaccata di Vittoria, oppure la collega di Alcamo, non  so  delle
  tante  altre se di Giarre che era una sezione gloriosa, grossissima
  e  quant'altro, ma non esiste tecnicamente una norma delle  sezioni
  distaccate,  semmai  si  potrebbe  cercare  di  decentrare   alcune
  funzioni  dei tribunali circondariali utilizzando locali di  comuni
  vicini;  il  che comporterebbe, dopo che già gli affari sono  stati
  trasferiti   da  anni,  una  paralisi  dell'amministrazione   della
  giustizia, che già di per sé non ha bisogno di essere ulteriormente
  paralizzata,  quindi, inviterei i colleghi veramente,  e  anche  il
  Governo,  ad  eliminare questo stanziamento di 150  mila  euro  che
  serve  solo  per andare a venderci un po' di fumo ma,  onestamente,
  non credo che abbiamo bisogno di vendere fumo

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Lantieri.  Ne  ha
  facoltà.

   LANTIERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  della
  Regione,  vorrei  specificare ai colleghi che se vogliono  togliere
  Modica la possono togliere tranquillamente.
   Allora,  è  una legge nazionale che dà la possibilità di  fare  un
  protocollo  Stato-Regione per riaprire non tutte le competenze  che
  aveva  il tribunale in via sperimentale; queste somme che non  sono
  bastevoli anche perché ci sarà il contributo del comune di  Nicosia
  ed  anche dei paesi limitrofi, così vale per Mistretta e così  vale
  per Comiso.
   Allora,  se abbiamo la possibilità di attuare una legge  nazionale
  che  mettendo una somma la Regione perché la Regione  Sicilia  è  a
  Statuto  speciale per iniziare in via sperimentale, dove si portano
  solamente  alcune  competenze, perché non dare  la  possibilità  al
  territorio  ed una speranza di riapertura, non dico per adesso  del
  tribunale, ma di alcune competenze? Solamente questo dico  Non  c'è
  propaganda,  non  c'è spot, c'è stata la delegazione  degli  ordini
  degli  avvocati,  c'è  stata  la deplezione  dei  sindaci,  abbiamo
  raccolto  le firme, è per dare una risposta al territorio perché  è
  solamente in via sperimentale
   Il collega Assenza se non è d'accordo può ritirare Modica e questo
  esperimento lo faranno Nicosia e Mistretta

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione,   intervengo   solo   per   chiarezza,   per   completezza
  d'informazione   Vero è che c'è la legge già citata  nell'articolo,
  poi nell'emendamento di riscrittura, ma è anche vero che al comma 4
  bis   dell'articolo  8,  del  decreto  legislativo  155  del  2012,
  l'apertura in via sperimentale era stata prevista esclusivamente

   ASSENZA. Per i primi tre anni.

   PAGANA.   per  i  primi  anni, perché nel momento  in  cui  veniva
  soppressa  una sezione distaccata o un tribunale di una particolare
  zona,  in  via  sperimentale  si dava  la  possibilità  di  poterlo
  mantenere  aperto,  sempre  però  con  il  fine  di  agevolare   le
  operazioni  che,  di certo, non erano rivolte alla  riapertura  del
  tribunale.
   Quindi, perché questo intervento? Non esprimere alcuna posizione a
  favore  o  contro perché, comunque, si tratta, secondo me,  di  una
  guerra  tra  poveri,  perché va bene la presenza  dello  Stato  sul
  territorio, va bene il forte senso di legalità che un tribunale può
  dare  ma  è anche vero che non possiamo intervenire così,  tampone,
  soltanto  per  alcuni tipi di udienze, alcuni tipi di procedimenti,
  che comunque sarebbero di tipo e di numero limitato.
   E'  vero  che  c'è  stata  la raccolta di  firme  ma,  per  onestà
  intellettuale prima di tutto, è opportuno dire che c'è stata  anche
  una  raccolta  di firme, si sono costituiti comitati  anche  tra  i
  professioni,  tra gli avvocati che dovrebbero confrontarsi  con  il
  distretto di Nicosia, piuttosto che con quello di Mistretta che, in
  qualche modo, non vogliono la riapertura.
   E' chiaro che questo rappresenta un atto di indirizzo politico,  è
  chiaro che c'è l'opzione del tribunale di montagna, l'opzione dello
  sportello  di prossimità. Mi sono accertata poco fa con l'Assessore
  per gli enti locali, Bernadette Grasso, che le due opzioni non sono
  incompatibili,   quindi,  volerne  una  non  significa   escluderne
  un'altra, però invito quest'Aula, invito il Governo e tutti i  miei
  colleghi a riflettere seriamente su quello che stiamo facendo.
   E'  importante  sì  avere un presidio di legalità  però,  appunto,
  perché  è  troppo importante avere un presidio di legalità  bisogna
  stare  attenti  a  non  farlo diventare uno  slogan,  a  non  farlo
  diventare    una    mossa   di   campagna    elettorale    o    una
  strumentalizzazione o oggetto di strumentalizzazione.
   In questo Parlamento siamo tutti bravi a strumentalizzare tutto.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, il  Governo
  desidera esprimere il proprio pensiero sui temi sollevati in questo
  breve dibattito a proposito dei tribunali.
   E' inutile dire che non condividiamo il provvedimento, a suo tempo
  adottato  dal Governo nazionale, di cancellare decine  di  sedi  di
  tribunali  ed  in Sicilia, in modo particolare, quei tribunali  che
  ricadevano in aree tradizionalmente esposte al rischio della  mafia
  e  della  criminalità  organizzata. Al di là  del  disagio  che  la
  soppressione  delle  sedi  ha  determinato  agli  operatori   della
  giustizia, al personale, ai cittadini.
   Come  qualcuno dei colleghi ricorderà, quando ero presidente della
  Commissione   Antimafia  ho  fatto  parte  assieme  al   Presidente
  dell'Assemblea,   onorevole  Ardizzone,  ad  una  delegazione   per
  incontrare il Ministro della Giustizia, in quell'occasione  abbiamo
  fatto  valere le ragioni del Governo e del Parlamento, ragioni  che
  io  stesso  da Presidente ho riproposto alcuni mesi fa al  ministro
  Orlando nel corso di una manifestazione degli Stati generali  sulla
  mafia a Milano.
   In  quell'occasione il rappresentante del Governo ha  ribadito  la
  ferma   determinata  volontà  del  Governo  di  non  rimettere   in
  discussione  la  scelta  legata ai tribunali.  Il  presidente  Lupo
  ricorda benissimo.
   Tuttavia,   in   queste  ultime  settimane,  ho  ricevuto   alcune
  delegazioni  provenienti  da varie provincie,  dalla  provincia  di
  Enna,  di  Ragusa, in modo particolare, che reclamavano il  diritto
  affinché  il  Governo regionale potesse sostenere  le  ragioni  per
  riaprire  un  dibattito  su  questo annoso  ed  in  parte  insoluto
  problema.
   Nessuno  si  fa  illusioni, lo ha detto con chiarezza  l'onorevole
  Assenza  e,  tuttavia,  noi  come  Governo  abbiamo  il  dovere  di
  alimentare  e  sostenere  fino all'ultimo ogni  tentativo  generoso
  promosso dalla rappresentanza parlamentare affinché anche la scelta
  della  sezione  staccata  possa in parte tamponare  gli  indicibili
  disagi che quel provvedimento ha comportato.
   Per   questa   ragione   il   Governo   si   dichiara   favorevole
  all'emendamento e si impegna a continuare a sostenere una azione di
  legittima  rivendicazione senza, tuttavia,  alimentare  particolari
  entusiasmi  nella  speranza  che,  non  appena  avremo  un  Governo
  nazionale - se lo avremo -, assumeremo l'impegno di organizzare una
  delegazione  per  chiedere e ottenere un incontro con  il  Ministro
  della Giustizia. Grazie.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 18.32.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, ha parlato poco fa. Capisco  che
  le piace stare qui dentro. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, è la sua compagnia che mi  rallegra
  e mi fa stare bene.
   La  ringrazio per avermi dato di nuovo la parola. Volevo dire  che
  mi  rimangono  perplessità. Chiaramente io lo ritiro l'emendamento.
  Però  le  dico  che  il  comma  4 bis dà  la  possibilità,  in  via
  sperimentale, di poter stipulare delle convenzioni. Però dice anche
  che   delle  sezioni  distaccate  per  l'esercizio  delle  funzioni
  giudiziarie relative alle sedi, le spese di gestione e manutenzione
  degli  immobili e di retribuzione del personale di servizio oggetto
  delle  convenzioni sono integralmente a carico del  bilancio  della
  Regione. .  Quindi noi con 50 mila euro pensiamo  di  riaprire  una
  sede  distaccata con tutto quello che concerne. Mi  sembra  davvero
  una presa in giro per quei cittadini.

   PRESIDENTE.  Nessuno  prende in giro. Mi pare  che  il  Presidente
  Musumeci   sia   stato  abbastanza  chiaro.   Allora   lei   ritira
  l'emendamento?

   CANCELLERI. Si, lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il Governo ha presentato un emendamento sulla stessa linea.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 18.21 è assorbito.
   Gli  emendamenti  18.33  e  18.34  sono  ritirati  dai  rispettivi
  firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 18.3, degli onorevoli Di Caro ed  altri.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 18.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            69
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          33
   Contrari            21
   Astenuti            00

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 18.1 a firma degli  onorevoli  Lupo  ed
  altri.

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 18.24 è assorbito.
   Gli  emendamenti 18.16, 18.55, 18.25, 18.26, 18.18, 18.53 e  18.54
  sono ritirati dai rispettivi firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  18.61,  degli  onorevoli  Di   Caro,
  Mangiacavallo e Zito. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   DI CARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.61

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 18.61.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            60
   Votanti             58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          26
   Contrari            32
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 18.6, dell'onorevole Pullara.

   PULLARA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 18.63, degli onorevoli Lupo e Dipasquale.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  onorevoli   colleghi,  l'emendamento  18.63  recita:   la   Regione
  sostiene il funzionamento delle consulte per le politiche giovanili
  nei  comuni fino a cinquemila abitanti e prevede una previsione  di
  spesa di appena cinquecento migliaia di euro . Vuole essere un modo
  per  incoraggiare  la  partecipazione  giovanile,  soprattutto  nei
  piccoli  comuni, laddove molti comuni hanno dato vita alle consulte
  giovanili. Un piccolo incentivo affinché queste consulte  giovanili
  possano  funzionare  e far crescere, anche tra  i  giovani,  l'idea
  della  democrazia partecipata. Mi auguro che possa essere condiviso
  anche da tutta l'Aula col parere favorevole del Governo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  18.63.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Il  Governo  si   rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.63

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 18.63.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            69
   Votanti             40
   Maggioranza         21
   Favorevoli          38
   Contrari             2
   Astenuti            22

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento del Governo 18.67, del Governo.  E'  un
  emendamento  senza spesa affinché le comunità possano stipulare  le
  convenzioni finalizzate al ricovero di donne sole con figli  minori
  o diversamente abili vittime di violenza nelle case di accoglienza.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  sono,  come
  credo tutti qui dentro, poi alla fine assolutamente d'accordo, però
  mi  riesce un po' difficile pensare che non ci voglia una copertura
  finanziaria. Cioè nel senso per il sostegno economico alle rette di
  ricovero.

   PRESIDENTE. Ci sono i soldi nel capitolo. Non si sono  fatte  fino
  ad  oggi le convenzione perché per fare le convenzioni occorre  una
  norma di legge.

   CANCELLERI.  Perché non viene citato il capitolo  di  spesa?  Così
  almeno  facciamo la norma. Io per carità, però se  così  non  viene
  fatto mi sembra un passaggio d'Aula sbagliato e io sono convinto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.198.R, del Governo.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  vorrei una spiegazione ma più che altro alla luce del fatto che  la
  legge  già  l'abbiamo fatta la scorsa legislatura e il  decreto  di
  attuazione  sulla  pianificazione è  di  ottobre.  Quindi  c'è  una
  pianificazione del territorio che stabilisce le aree non  idonee  e
  le aree per le quali è necessario delle prescrizioni sugli impianti
  che sono stati classificati in 3 categorie sopra i 20 mila kilowatt
  etc.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  come  aveva il Governo annunciato all'inizio  di  questa
  sessione di bilancio la volontà dell'esecutivo è quella di bloccare
  la concessione di autorizzazioni per nuovi impianti di fotovoltaico
  ed  eolico proprio nella consapevolezza che la Regione non  risulta
  essere  dotata  di  un  adeguato strumento  di  pianificazione  del
  territorio  regionale  ai  fini  della  valutazione  da  una  parte
  dell'impatto paesaggistico e dall'altra della ventosità dell'area e
  quindi della concreta opportunità dal punto di vista tecnico che in
  quella zona venga autorizzata la collocazione di un impianto.
   Vero  è  che  è  stato  adottato un  provvedimento  da  parte  del
  Presidente  della Regione nell'ottobre dello scorso  anno,  davvero
  assai striminzito e semplicistico se è vero che esclude soltanto le
  aree  destinate a protezione e a tutela, cioè le aree delle riserve
  naturali. Fin troppo facile. Esistono al di là di quelle  zone  dei
  territori suscettibili di tutela.
   Ricordo che il paesaggio è un bene culturale previsto dalla  legge
  del  3 9ed è pertanto necessario adottare uno strumento concreto di
  pianificazione   dopo   un'attenta   verifica   sul   paesaggio   e
  sull'ambiente  perché si possa evitare la devastazione  che  invece
  negli   anni   passati,  in  assenza  di  una  pianificazione,   ha
  determinato   in   buona   parte  del   territorio   regionale   la
  realizzazione di quegli impianti - a parte le connivenze  accertate
  dalla  Magistratura in alcuni casi con organizzazioni e  personaggi
  appartenenti alla mafia e alle organizzazioni criminali.
   Per  questa ragione, pur dovendo obbedire al dettato di una  norma
  nazionale, la Regione siciliana si riserva, se questo Parlamento  è
  d'accordo, il diritto in centoventi giorni, - speriamo di potercela
  fare -, di pianificare, d'accordo con le Commissioni competenti, il
  territorio  regionale per individuare se rimangono ancora  zone  da
   sfruttare  e se queste zone restano compatibili con la tutela  del
  paesaggio e complessivamente dell'ambiente.
   L'energia  pulita è un bene sacrosanto ma il paesaggio è  un  bene
  altrettanto sacrosanto che va tutelato.
   Per  questa ragione, come Governo, ci siamo permessi di presentare
  l'emendamento  che  recita testualmente - ma credo  sia  stato  già
  distribuito  - abbiamo previsto centoventi giorni, fatte  salve  le
  autorizzazioni  adottate,  definite  o  le  pratiche  in  fase   di
  istruttoria  che comunque rimangono congelate fino  alla  dotazione
  dello strumento di pianificazione.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento A.198.R.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           (La richiesta non risulta appoggiata a termini di
                             Regolamento)

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  precisare,   per
  rassicurare i colleghi, circa lo stanziamento destinato  ai  comuni
  che quest'anno ai comuni verrà ripartita la somma di 303 milioni di
  euro a fronte di 282 milioni di euro dello scorso anno.
   I   comuni,  l'anno  scorso,  hanno  perso  23  milioni  e  mezzo,
  quest'anno abbiamo rimpinguato il fondo degli investimenti per  cui
  ai 115 milioni di euro, per i tre anni, abbiamo aggiunto 23 milioni
  di euro da destinare ai comuni con popolazione con 5000 abitanti.
   Per  quanto  riguarda  le  riserve,  sono  state  approvate  nelle
  Commissioni dai colleghi deputati all'unanimità - quelle  pervenute
  qui e sia in bilancio che in I Commissione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 18, così come  emendato.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


             (Assume la Presidenza il Presidente Miccichè)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, rimangono 4 articoli  da  votare,
  per cui dovremmo potere fare abbastanza velocemente.
   Si passa all'articolo 42, precedentemente accantonato.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, assessori, questo è un articolo che  è  frutto
  dell'iniziativa   parlamentare,  del  Partito  Democratico,   della
  Commissione,  del  collega  Catanzaro che  si  è  battuto  tanto  e
  risponde  all'esigenza,  come sapete su 390  comuni  della  Regione
  siciliana,  277  sono  comuni che hanno  un  rischio  idrogeologico
  elevatissimo, quindi l'esigenza, la ratio della norma, è quella  di
  dotare,  di  dare la possibilità ai comuni che non  hanno  adeguate
  professionalità,  di dare la possibilità di dotarsi  di  specifiche
  competenze  per dare un corretto assetto urbanistico ed adottare  i
  necessari correttivi ed i necessari strumenti urbanistici  deputati
  a tutelare e mettere in sicurezza il territorio.
   Ovviamente,  per ora anche in questo caso lanciamo un  seme,  sono
  poche  migliaia  di  euro, ma so che il Governo ha  predisposto  un
  emendamento  che  riscrive  il secondo comma,  credo  d'intesa  con
  l'assessore Cordaro, che dà la possibilità di stabilire  i  criteri
  con cui verranno assegnate queste risorse.
   Io  credo che è importante sancire il principio che i comuni vanno
  aiutati.  E'  importante  istituire il  capitolo  e  spero  che  se
  quest'Aula   accoglierà  il  voto  favorevole   dell'articolo   42,
  avvieremo  una stagione importante per dare un corretto assetto  al
  nostro territorio.
   Ovviamente,  anche alla luce della circostanza che  già  siamo  ad
  aprile,  i termini dell'attuazione della norma, potrebbe  un  primo
  segnale  ma  sono  convinto che ci sono  tutte  le  condizioni  per
  partire con il piede giusto.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  42.9,   degli
  onorevoli Zafarana e Trizzino.

   ZAFARANA. Chiedo di illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  42.9  è  una  specificazione  più dettagliata  delle  tipologie  di
  rischio.  Cioè  si  va  ad  introdurre,  non  soltanto  il  rischio
  geologico, ma anche quello idrogeologico ed idraulico.
   Faccio  l'intervento completo anche sull'emendamento 42.8, con  il
  quale si inseriscono le professionalità degli ingegneri civili  che
  sono  da  confronto con personale che comunque si occupa,  tra  gli
  altri,  di  scienze  geologiche  o nel  campo  dell'ingegneria  per
  l'ambiente, coloro che comunque sanno progettare nel merito del PEC
  di protezione civile e nel merito del PAI.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 42.9, il  parere  del
  Governo è favorevole.
   Non  voglio  intervenire prima nel merito della Commissione,  però
  ricordo  all'onorevole  Zafarana, con  riferimento  all'emendamento
  42.8,  che  si era concordato di presentare un sub emendamento  che
  aggiungesse  e dell'ingegneria civile , quindi non è un avversativa
  ma è un'aggiunzione.
   Per  quanto  riguarda il resto, è scritto d'intesa  con  i  Gruppi
  parlamentari,   quindi  confermo  quanto  già  detto   in   ragione
  dell'argomento  importante,  parliamo  di  P.A.I.,   di   emergenza
  territoriale,  di  emergenza comunale, di  piani  di  emergenza  in
  generale  e  quindi ragione di questo io auspico  il  voto  unanime
  dell'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 42.1. 42.10, 42.5, 42.8, 42.4, 42.3 e  42.6  sono
  ritirati dai rispettivi firmatari
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  42.11, del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente era stato presentato un subemendamento
  stamani  per quello che riguardava questo articolo 42 e si aggancia
  all'emendamento del Governo. Sostanzialmente con questo emendamento
  si  modifica  in parte la legge 23 del 1990 secondo la  quale  alle
  stazioni   ago   meteorologiche  proprio   attinenti   all'attività
  geologica che è oggetto di questo articolo che il Governo  oggi  ha
  presentato,  si  implementava l'utilizzo  di  alcune  stazione  ago
  meteorologiche  che  sono state realizzate  dal  MIUR,  quindi  dal
  Ministero,   quindi  non  pagate  dalla  Regione  ma  che   entrano
  all'interno  del sistema della Regione attraverso un  finanziamento
  minimale  che  permette  attraverso  questi  cento  mila  euro   la
  possibilità  di  inserire anche queste scuole superiori  che  hanno
  dimostrato  per essere virtuose di avere avuto il finanziamento  da
  parte  del MIUR. Se oggi questo fosse stato già inserito così  come
  mi  era stato detto non avremmo bisogno neanche del problema  della
  copertura.  Ora  credo  che  il  problema  ci  sia  in  termini  di
  copertura,  sono 100 mila euro. Io ho presentato il subemendamento,
  ed  è  presentato lì, non so se è stato distribuito. Era questo  il
  tema.

   PRESIDENTE.  Secondo gli uffici non c'è la copertura.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente  sull'articolo
  16, comma 4 a valere sulle risorse stanziate su 6 milioni e 200 del
  16 comma 4.

   PRESIDENTE. Che cosa c'entra il 16, comma 4.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Il 16 comma 4 già  approvato  ha
  una  dotazione  complessiva di 6 milioni che riguarda  il  dissesto
  idrogeologico.  Pervenire incontro alla richiesta e della  proposta
  dell'onorevole Caronia.

   PRESIDENTE. Si, pero allora dobbiamo levare i 100 mila euro in più
  che sono richiesti?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. No,  quella  è  una  dotazione
  complessiva.

   PRESIDENTE. Sono finanziate le somme di 100 mila euro per  l'anno?
  Se sono coperti quelli, 100 mila euro in più non sono.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. No, è la dotazione  complessiva
  per  il  dissesto idrogeologico, cioè sono coperti a  valere  sulla
  dotazione complessiva per il dissesto idrogeologico. Si può fare.

   PRESIDENTE.  Scusate,  allora  possiamo  dire  che  si  chiede  di
  utilizzare  all'interno  di  quella copertura  100  mila  euro  per
  questo.

   SAMMARTINO.  Signor Presidente non l'abbiamo  capito.  Ce  lo  può
  spiegare?

   PRESIDENTE. E allora, l'emendamento dell'onorevole Caronia  chiede
  copertura all'interno di un fondo che ha le risorse e quindi chiede
  da  quel  fondo 100 mila euro verrebbero destinati per la  finalità
  dell'emendamento.
   L'articolo  16,  non so se ha una destinazione,  ma  è  già  stato
  votato,  per  cui  se  i  fondi  di quell'articolo  hanno  già  una
  destinazione, non lo possiamo cambiare.
   Onorevole Caronia, visto che il Governo è potenzialmente d'accordo
  se  lei fa un ordine del giorno di quel fondo destinare cento  mila
  euro a questa finalità credo sia la cosa migliore.
   Pongo in votazione l'articolo 42.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 34, in precedenza accantonato.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento di riscrittura 34.R.
  Lo stanno distribuendo.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   mentre
  distribuiscono l'emendamento possiamo votare l'articolo 31?

   PRESIDENTE.  Va  bene  onorevole  Cancelleri  passiamo   all'esame
  dell'articolo  31,  in  attesa che vengano  consegnate  le  tabelle
  fotocopiate e poi torniamo all'esame dell'articolo 34.

   Si   passa   all'emendamento  soppressivo   31.1,   dell'onorevole
  Cancelleri e altri.

   CANCELLERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 31.2, 31.3 e 31.4 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   CANCELLERI. Ci dovrebbe essere un subemendamento a mia firma.

   PRESIDENTE.  Su  che  comma? Sul comma 3?  C'è  un  subemendamento
  dell'onorevole Cancelleri sul comma 3? Dovrebbe essere  un  31.6.1,
  teoricamente.  Per me va bene, abbiamo però già iniziato  a  votare
  l'articolo  31. Siamo già a metà esame dell'articolo 31, rimarrebbe
  soltanto un emendamento; però, se ci sono motivi tecnici per cui  è
  necessario ritornare al 34 ci ritorniamo.
   Si  torna,  pertanto, all'esame dell'articolo 34 e  poi  valutiamo
  l'emendamento   a   firma   dell'onorevole   Cancelleri    relativo
  all'articolo 31.
   Comunico  che  è  stato presentato un emendamento  di  riscrittura
  dell'articolo 34 e la riscrittura dell'allegato 34.R.1. Lo pongo in
  votazione.  Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Con  l'approvazione  di  questi  emendamenti  decadono  gli  altri
  emendamenti.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io vorrei
  capire  una  cosa  perché  io  ho qua  un  allegato  e  vorrei  che
  l'assessore Pappalardo mi ascoltasse. Perché io ho qua un  allegato
  che  è stato distribuito insieme alla Finanziaria e nel Fondo unico
  regionale per lo spettacolo ci sono le varie variazioni fatte nelle
  Commissioni,  era partito da 5 milioni, emendamenti in  Commissione
  Bilancio  per  la  riduzione di meno un milione e  129  mila  euro,
  risultante ddl Commissione Bilancio tre milioni 870 mila euro.  Ora
  siccome  avevo  capito  che era intenzione  del  Governo  risolvere
  questo  refuso  in  qualche  modo presentando  un  emendamento  per
  riportare a 5 milioni il capitolo voglio capire se l'incremento che
  è  stato fatto dal Governo è solo di 300 mila euro perché se no  io
  chiedo  di non votare quell'emendamento o comunque di votare contro
  eventualmente a votare gli emendamenti che abbiamo presentato tutti
  o quantomeno di votare un subemendamento.

   PRESIDENTE.   Il  Governo  può  dare  una  risposta  all'onorevole
  Ciancio?

   PAPPALARDO,  assessore per il Turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Signor   Presidente,  onorevoli  deputati,  onorevole  Ciancio   ho
  compreso  bene,  ho bisogno solo di trenta secondo di  confrontarmi
  con  la  Commissione Bilancio perché effettivamente i conti di  cui
  avevamo  parlato sono leggermente diversi. Se mi dà  giusto  trenta
  secondi.

   PRESIDENTE.  È stata già votata. Poi, il Governo può  decidere  di
  cambiarle e presentarne un'altra ma questa è già votata.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  volevo
  semplicemente  evidenziare come i tagli  operati  dal  Governo  sui
  capitoli  dedicati all'Unione ciechi, alla stamperia in braille,  a
  noi risultano particolarmente onerosi.
   Anche  adesso in base a questa tabella anche da qui non si capisce
  in  base allo stanziamento iniziale quanto adesso è stato tagliato,
  tra  l'altro volevo fare evidenziare come questo ente, grazie  alle
  leggi  regionale del 64 e alla 4 del 2001, oggi si può  considerare
  un  ente  strumentale  soprattutto  la  stamperia  braille  che   è
  strategica  per  l'istruzione di questi  soggetti  con  minorazione
  visiva, quindi desidero sapere perché altrimenti io vorrei  che  si
  apprezzasse l'emendamento appena presentato.

   PRESIDENTE. Il Governo deve dare qualcosa, ma vorrei ricordare che
  se  apprezziamo  qualcosa  di quella che è  stato  detto,  dobbiamo
  trovare, perché l'emendamento è stato già votato, colleghi, io  non
  so  perché  non  mi  si  chiedano prima le cose  invece  che  dopo
  Onorevole  Ciancio mi mette davvero in vera difficoltà   Mi  creda.
  Capisco  che  la  sua è in assoluta buona fede, una necessità  però
  perché non me lo dice prima di votarlo

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  perché
  questa   tabella   intanto   riguarda  soltanto   alcuni   capitoli
  dell'Allegato  1  quindi non è previsto che tutti  gli  emendamenti
  anche agli altri capitoli decadano perché in quell'emendamento sono
  trattati  soltanto  alcuni  capitoli  dell'Allegato  1  quindi  non
  capisco perché votando quella decadono questi?

   PRESIDENTE. Quello di cui lei parla non è compreso nella tabella?

   CIANCIO. No

   PRESIDENTE.  Perché  in ogni caso se viene  apprezzato  questo  si
  devono togliere da un'altra parte, pur essendo già stato votato con
  quell'altra cosa.

   CIANCIO. Non possono decadere tutti gli emendamenti

   PRESIDENTE.  E'  il  Regolamento, lei ha  ragione  ogni  tanto  il
  Presidente  dovrebbe essere più libero di potere o meno  utilizzare
  il  Regolamento, perché certe volte fa delle cose  che  sono  anche
  sbagliate,  come  questa.  Le  interpretazioni  spesso  sono  quasi
  obbligatorie.
   Onorevole  Savona c'è la possibilità di tornare al  31  mentre  si
  risolve il problema?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, i tagli che sono stati fatti all'interno  della
  manovra, cioè quella di 86 milioni ha ridotto, certamente, il FUS.
   Quello  che  noi abbiamo potuto destinare in più è aggiungere  300
  mila euro per i teatri privati.
     Questo  era  l'obiettivo  finale,  non  avendo  risorse  l'unico
  elemento  che noi abbiamo è questo, il taglio è stato fatto  quanto
  si  è  fatta  la  manovra da 86 milioni che si  sono  levati  dalle
  risorse.
   Noi  in  Commissione abbiamo approvato addirittura un  emendamento
  che  era  di 2 milioni, presentato dall'onorevole Ciancio,  se  non
  sbaglio

   BARBAGALLO. No, dal Governo che lo ha portato a 5.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  C'è  un  emendamento  di  2  milioni  che  è  stato  approvato   in
  Commissione.  Abbiamo  fatto  un'audizione  è  venuta   l'onorevole
  Ciancio, l'Assessore, abbiamo destinato 2 milioni

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, iniziamo ad essere un  po'  stanchi
  tutti.  Durante  l'esame  della  manovra  l'Aula  ha  approvato  il
  ripristino del FUS a 5 milioni di euro.
   Dopo  l'approvazione della manovra ora, sull'allegato,  arriva  un
  ulteriore incremento di 300 mila euro, quindi se ci riferiamo  agli
  atti il FUS per la parte pubblica e privata sarebbe di 5 milioni  e
  300.
   Se  c'è incertezza da questo punto di vista, siamo stati tante ora
  qua dentro, sospendiamo 5 minuti e accertiamo bene gli atti, perché
  poi è un buco che ci riportiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, la ringrazio e ringrazio  tutti
  per  la  pazienza  che  state avendo fino  a  quest'ora,  ma  io  a
  mezzanotte  non  devo arrivare, alle 23.59 si deve sospendere;  per
  cui,  non  posso pensare che non ci si arrivi perché  ci  sono  dei
  problemi.  Quindi,  o  accantoniamo ed  intanto  ragionate  con  il
  Governo,  ma  dobbiamo  andare avanti,  perché  ancora  ci  sono  3
  articoli. Sospendo la seduta per 10 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.19, è ripresa alle ore 22.39)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Ciancio  è  stato  tutto  chiarito.   Era
  sull'allegato 2 non sull'allegato 1 quello che interessava  a  lei,
  se non ho capito male. Non bisogna votare nulla.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 31, in precedenza accantonato.
  Onorevoli colleghi, se abbiamo già fatto, votiamo e basta.

   CIANCIO. Il tempo di firmare l'emendamento, Presidente.

   PRESIDENTE. Questo emendamento è sull'articolo 31?

   MILAZZO. Sul 34.

   PRESIDENTE.  L'articolo 34 è stato votato.  Gli  emendamenti  sono
  all'articolo 31.
   Comunico  che  all'articolo  31 è stato  presentato  l'emendamento
  aggiuntivo a firma dell'onorevole Cancelleri e l'emendamento  della
  Commissione che stiamo fotocopiando.
   Scusate, li avete confrontati per vedere se c'è la possibilità  di
  trovare  un  accordo, onorevole Cancelleri. La Commissione  lo  sta
  riscrivendo. Siete d'accordo?

   CANCELLERI. Sì.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cancelleri, mi dia qualche indicazione  per
  favore.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, è stato apprezzato dal  Presidente
  della Commissione e anche con l'Assessore ho avuto l'interlocuzione
  e per loro va bene.
   Lo spiego per i colleghi.

   PRESIDENTE. Lo sanno tutti. Lo hanno capito.

   MILAZZO. Comunico di apporre la mia firma all'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Chi vuole apporre la firma
  lo comunichi alla Presidenza.
   Onorevoli colleghi, possiamo votare tutti gli emendamenti  che  ci
  sono.
   Si passa all'emendamento 31.12. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 31.13. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 31.14, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 31.

   FOTI.  C'è un emendamento soppressivo solo sul comma 6, sul  quale
  chiedo il voto segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 31.9.

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 31.9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti             68
   Votanti              61
   Maggioranza          31
   Favorevoli           30
   Contrari             31
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 31, così come è  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32, in precedenza accantonato.
   Si  passa agli emendamenti 32.4, 32.2, 32.3 e 32.5, a firma  degli
  onorevoli Cancelleri ed altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 32.1, a firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  32.6, a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.

   CANCELLERI.  Anche  a  nome  degli altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato presentato un emendamento degli  onorevoli
  Tamajo, Lo Curto ed altri.

   LO CURTO. E' una riscrittura di un emendamento già presentato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savona, è un aumento orario, senza  aumento
  di costo? Li facciamo lavorare di più con lo stesso guadagno?

   MILAZZO. E' all'interno dell'azienda. E' una norma autorizzatoria.

   PRESIDENTE. Cioè l'azienda dice di risparmiare in altre  cose  per
  poter pagare più.,

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
  risparmia sugli straordinari.

   PRESIDENTE. In varianza benissimo.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento con  il  voto  favorevole  del
  Governo e della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 118. Ne do lettura:
   Ne do lettura:

                             «Articolo 118
                       Fondi speciali e tabelle

   1. Gli importi da iscrivere nei Fondi speciali di cui all'articolo
  49,  del  decreto  legislativo  23 giugno  2011,  n.  118,  per  il
  finanziamento  dei  provvedimenti legislativi che  si  perfezionano
  dopo  l'approvazione del bilancio, destinati ad interventi di spese
  correnti, restano determinati per ciascuno degli anni 2018, 2019  e
  2020 nelle misure indicate nella tabella  A .

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,   gli  stanziamenti  autorizzati   in   relazione   a
  disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
  finanziaria sono determinati nell'allegata tabella  G .».

   Gli  emendamenti sono tutti inammissibili. Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 119. Ne do lettura:

                             «Articolo 119
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
  relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.

   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2018».

   Lo  pongo   in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 120. Ne do lettura:

                             «Articolo 120
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

        Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Presidente della Regione, ho il piacere di  comunicarle
  che  abbiamo  finito, è stato votato praticamente tutto,  ci  siamo
  riusciti  entro  le  23.00, è la prima volta,  credo  negli  ultimi
  vent'anni che non si vota di notte.
   Ringrazio  tutti  voi,  il  Presidente  della  Regione,  onorevole
  Musumeci, per primo ed il Parlamento per questo risultato.
   Dal punto di vista procedurale, adesso, cosa dobbiamo fare?
   Onorevoli  colleghi,  ci  sono da votare 3  emendamenti  ai  sensi
  dell'articolo    117.    Abbiamo   finito,   praticamente,    tutto
  l'articolato. Ora ci sono 3 emendanti al 117 da votare.
   Scusate  posso  sapere più o meno quanto tempo  ci  vuole  ancora?
  Perché abbiamo altre cose da fare che possiamo fare nel frattempo.
   Onorevole Milazzo, può informarsi con la Commissione quanto  tempo
  ci vuole?

   MILAZZO. Dieci, quindici minuti, Presidente.

   PRESIDENTE.  Quanti deputati mancano? Perché si potrebbero  votare
  due cose però ci dovrebbero essere i deputati.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Comunicazione relativa alla composizione delle Commissioni
                               speciali

      PRESIDENTE.   Intanto  comunico  la  composizione   delle   tre
  Commissioni  speciali  che  questo  Parlamento  ha  votato:  quella
  Antimafia, quella Statuto e quella sul randagismo.
   Quindi,  comunico, che fanno parte della Commissione Statuto:  gli
  onorevoli  Cappello  e Pagana per il Movimento Cinque  Stelle;  gli
  onorevoli  Pellegrino  e Milazzo per Forza  Italia;  gli  onorevoli
  Gucciardi  e  Cracolici per il Partito Democratico;  gli  onorevoli
  Compagnone  e  Pullara  per gli Autonomisti  popolari;  l'onorevole
  Savarino per Diventerà Bellissima; l'onorevole Figuccia per  l'UDC;
  l'onorevole  Amata  per Fratelli d'Italia; l'onorevole  Tamajo  per
  Sicilia Futura e l'onorevole Cateno De Luca per il Gruppo Misto.
   Fanno parte, invece, della Commissione Antimafia: gli onorevoli De
  Luca  Antonio  e  Schillaci  per il Movimento  Cinque  Stelle;  gli
  onorevoli Calderone e Milazzo per Forza Italia; gli onorevoli  Lupo
  e Lantieri per il Partito Democratico

   MILAZZO.  Per  Forza  Italia  ci sono gli  onorevoli  Calderone  e
  Cannata

   PRESIDENTE.  Qui  è  scritto Milazzo,  lo  possiamo  cambiare.  Lo
  cambiamo.  Allora,  gli onorevoli Calderone  e  Cannata  per  Forza
  Italia;  gli  onorevoli Lupo e Lantieri per il Partito Democratico;
  gli   onorevoli   Zitelli  e  Assenza  per  Diventerà   Bellissima;
  l'onorevole  Pullara  per  i Popolari Autonomisti;  l'onorevole  La
  Rocca Ruvolo per l'UDC; l'onorevole Galvagno per Fratelli d'Italia;
  l'onorevole D'Agostino per Sicilia Futura e l'onorevole Fava per il
  Gruppo Misto.
   Commissione  randagismo: gli onorevoli Siragusa e Palmeri  per  il
  Movimento  Cinque  Stelle; gli onorevoli Milazzo  e  Calderone  per
  Forza  Italia;  gli onorevoli Arancio e Catanzaro  per  il  Partito
  Democratico;  gli  onorevoli  Gennuso  e  Pullara  per  i  Popolari
  Autonomisti;   l'onorevole  Galluzzo  per   Diventerà   Bellissima;
  l'onorevole  Bulla  per l'UDC; l'onorevole Catalfamo  per  Fratelli
  d'Italia;  l'onorevole  Tamajo  per Sicilia  Futura  e  l'onorevole
  Rizzotto per il Gruppo Misto.
   Credo  che  appena avremo la prima seduta giornaliera,  alla  fine
  della  prima  seduta giornaliera, potremo insediare le Commissioni.
  Quindi,   vi   dovrete  preparare  a  nominare  i   presidenti,   i
  vicepresidenti  di queste Commissioni. Immagino  che  lo  si  possa
  fare,  non so se ci riuniremo ancora questa settimana, comunque  al
  termine  della prima seduta utile che avremo, faremo l'insediamento
  delle Commissioni.

   MILAZZO. E i segretari?

   PRESIDENTE. I segretari sono pronti a votarli.


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


            Riprende l'esame del disegno di legge n. 231/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si procede  con  gli  emendamenti
  presentati ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
   Si passa all'emendamento 117.1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, prima della  votazione  finale  si
  devono trattare gli ordini del giorno.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, gli ordini del giorno sono in fase
  di distribuzione. Li votiamo dopo.

   'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di
   stabilità regionale' (n. 231/A)

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di
                     stabilità regionale» (231/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (231/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          35
   Contrari            28

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, dovendosi riunire la Giunta per  la  nota  di
  variazione, sospendo la seduta per 10 minuti.

     (La seduta sospesa alle ore 23.08, è ripresa alle ore 23.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, approfitto  di  questo  momento,
  intanto,  per ringraziare tutti gli uffici sia dell'Assemblea,  che
  della  Regione  che hanno partecipato attivamente alla  stesura  di
  questa  finanziaria che, ogni tanto, abbiamo anche  confuso,  fatti
  arrabbiare, poi tenuti tutte le notti in piedi.
   Un  ringraziamento mio personale a tutti i dipendenti dell'Ars,  a
  tutti  i  funzionari della Regione e i dirigenti della Regione  che
  hanno   partecipato   alla  stesura  di  questa   finanziaria.   Un
  ringraziamento   deve   andare  anche  a   tutti   gli   assistenti
  dell'Assemblea regionale che siamo stati costretti a tenere fino  a
  quest'ora svegli. Penso specialmente alle donne, alle ragazze,  che
  sono  qua  e che avrebbero figli a casa che le aspettano, mariti  a
  casa che le aspettano. Un ringraziamento particolare a tutte voi.
   Dopodiché  non  posso  che  ringraziare comunque  tutti  i  Gruppi
  parlamentari  per  il  lavoro che è stato fatto,  un  lavoro  molto
  onesto, molto produttivo che, in qualche maniera, è riuscito  anche
  nelle  ovvie  contrapposizioni  politiche,  a  mantenere  un  clima
  assolutamente corretto e civile, cosa che non sempre succede  e  di
  cui siamo, ovviamente, molto contenti.
   Un  ringraziamento particolarissimo - permettetemi di  farlo  -  a
  tutta  la  Commissione Bilancio e al suo Presidente  in  particolar
  modo,  oltre  che a tutte le altre Commissioni di merito  che  sono
  intervenute  nel merito di ogni singolo articolo. Un ringraziamento
  Presidente  Savona, da parte mia, ai dirigenti e  funzionari  della
  Commissione  Bilancio  come  delle  altre  Commissioni   permanenti
  dell'Assemblea regionale. Ancora grazie a tutti.
   Prima  del voto finale dobbiamo dire veramente di essere contenti.
  È  la  prima  volta  che  dopo vent'anni si  riesce  a  varare  una
  finanziaria senza nemmeno un'ora di notte. Stiamo finendo, ora sono
  le  23  ma  abbiamo, di fatto, concluso il voto alle  22,  per  cui
  veramente  grazie a tutti. Era quello che io speravo  succedesse  e
  siamo riusciti a farlo succedere.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  anch'io, e non è un atto formale, desidero esprimere  la
  mia soddisfazione e quella del Governo per questo risultato. Quella
  di   bilancio   è   certamente  la  sessione  più  difficile,   più
  impegnativa, nel calendario di un Parlamento e debbo dire  che  non
  posso non evidenziare la coesione dei colleghi della coalizione  di
  Governo  e  la  responsabilità dei colleghi delle  opposizioni  che
  hanno  rinunciato a qualunque tentativo di ostruzionismo e  con  la
  loro  attività  emendativa  hanno reso  migliore  questo  strumento
  contabile.  Tutti abbiamo percepito e continuiamo  a  percepire  la
  gravità  del  momento e la necessità di contribuire  a  uscire  dal
  pantano,  ognuno  nel  proprio ruolo, alla  luce  del  sole,  senza
  sotterfugi,  senza  compromessi verso il basso. Credo  che  abbiamo
  scritto  una  bella  pagina, che fa onore al Parlamento  siciliano,
  voglio    per    questo   risultato   ringraziare   il   Presidente
  dell'Assemblea, anche per averci evitato le sessioni notturne  alle
  quali  purtroppo eravamo abituati, la Commissione Bilancio, il  suo
  Presidente,  i  componenti,  lasciatemi  rivolgere  un  particolare
  ringraziamento al Vice Presidente nella sua qualità di Assessore al
  Bilancio  per la pazienza, la tenacia che ha avuto e  con  lui  gli
  Uffici  della Ragioneria generale, il capo, i collaboratori insomma
  tutti coloro che hanno consentito che questa Regione si dotasse  di
  uno strumento contabile.
   Lasciatemi avanzare una speranza che con il contributo di tutti si
  possa arrivare quest'anno ad uno strumento contabile entro la  fine
  del  2018. Sarebbe un grande risultato, noi cominceremo a lavorarci
  già  subito dopo l'estate e sono convinto che facendo tesoro  degli
  errori o delle imperfezioni di questa esperienza potremo migliorare
  e  accelerare  le procedure. Grazie di cuore alla Presidenza  nella
  sua  complessità, ai due vice Presidenti dell'Assemblea e  che  Dio
  adesso  ci  aiuti  per tutto quello che dovremo essere  chiamati  a
  fare. Grazie ancora.

   PRESIDENTE. Grazie Presidente.

                              (Applausi)

   Si  passa  alla  votazione della nota di variazione  che  è  stata
  trasmessa. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, in riferimento  agli  ordini  del
  giorno  presentati,  se  il  Governo  mi  dà  una  valutazione   di
  accettazione  degli ordini del giorno, facciamo un'unica  votazione
  oppure li accetta direttamente il Governo.
   Bene,   tutti   gli   ordini  del  giorno  sono   accettati   come
  raccomandazione per cui non abbiamo bisogno di votarli.

   'Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il  triennio
   2018/2020' (n. 230-230bis/A)

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                       ««Bilancio di previsione
      della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n. 230-
                               230bis/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge Bilancio di previsione della Regione Siciliana
  per il triennio 2018/2020» (n. 230-230bis/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             64
   Maggioranza         32
   Favorevoli          35
   Contrari            29

                         (L'Assemblea approva)

   interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. I)

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Seguito della discussione delle proposte di modifica al
                          Regolamento interno
              dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. I)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del giorno: Seguito della discussione delle Proposte di modifica al
  Regolamento interno (Doc. I) .
   La  proposta l'avete già ricevuta tutti, ed io mi rimetto al testo
  della relazione scritta. Non stiamo qui - anche considerata l'ora -
  a rispiegarla.
   Dichiaro aperta la discussione generale.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente, capisco che  è  tardi  però  del  mio
  diritto  di  parola credo di non averne abusato  in  questi  lunghi
  giorni  qui  in  questo  Parlamento e  mi  piacerebbe  che  le  mie
  considerazioni restassero agli atti.
   Dobbiamo  votare  questa  modifica del Regolamento,  modifica  del
  Regolamento partorita nella Commissione che si è riunita 116 giorni
  dopo l'insediamento. Ora abbiamo aspettato 116 giorni, si è riunita
  questa  Commissione - tutti felici e contenti - e con grande  gioia
  abbiamo   visto  tutti  come  le  modifiche  a  questo  Regolamento
  andassero  e,  si  legge  nella relazione che  è  stata  fatta  dal
  Presidente,   nella  direzione  della  maggiore  rappresentanza   e
  rappresentatività. Rappresentanza e rappresentatività che in questo
  Parlamento dovrebbero essere la regola.
   Rappresentanza e rappresentatività che oggi, Presidente Miccichè -
  mi  permetta - non sono state garantite durante l'arco intero della
  giornata.
   E'  la mia prima esperienza in Parlamento, è il mio primo mandato,
  tutti mi chiedono cosa si prova a stare lì e - mi permetta di  dire
  - che la rabbia è veramente tanta.
   Se  per  garantire rappresentanza e rappresentatività qui  dentro,
  Presidente,  ho  assistito alla Commissione  Bilancio'  dell'ultima
  notte  -  ne abbiamo parlato anche col Presidente Musumeci  ieri  -
  tutti i miei colleghi deputati quasi all'unanimità hanno detto  che
  questa  Commissione  si è riunita, questo testo della  finanziaria,
  130  articoli  è diventato 120, quasi una lista della  spesa  -  ma
  questo è un altro discorso.
   Ci arriverò al Regolamento, ho ancora tempo a disposizione.
   Chiudendo le porte di quella Commissione  Bilancio' dove  si  sono
  accordati tutto, si sono chiuse le porte ai siciliani.
   Si  è  chiuso il diritto dei siciliani di sapere quello che doveva
  essere  deciso,  si  è  chiuso al diritto dei siciliani  di  sapere
  quello  che  stava per essere votato e come le loro vite  sarebbero
  cambiate  da  un giorno all'altro, e chiediamolo ai  precari,  agli
  ASU,  agli LSU, al reddito minimo, ai PIP che continuamente vengono
  ad essere discriminati fra loro.
   Il   Presidente  Miccichè  dopo  116  giorni  è  arrivato  con  la
  soluzione.  Il  popolo siciliano sarà ampiamente rappresentato  nel
  Parlamento grazie all'elezione di due nuovi deputati segretari.
   Quindi quando me ne tornerò sul territorio, quando me ne tornerò a
  Troina, nella provincia di Enna o sarò in giro per la Sicilia, dirò
  di  stare  tranquilli perché rappresentati all'interno dell'Ufficio
  di Presidenza.
   Siccome  la  rappresentanza e la rappresentatività  che  si  vuole
  garantire  con  questa  modifica mi sembra  una  presa  in  giro  -
  considerando quello di cui siamo capaci - non sarebbero  stati  due
  deputati  segretari  in più ad evitare quello a  cui  oggi  abbiamo
  assistito  e  quello  che  oggi le persone  hanno  subito,  abbiamo
  presentato il soppressivo.
   Il  primo soppressivo riguarda l'eliminazione dell'articolo 4  bis
  della  modifica  all'articolo che vuole  introdurre  con  la  quale
  chiediamo che questi due deputati segretari non siano previsti  dal
  Regolamento.
   Ma  nel  nome della rappresentanza e della rappresentatività,  nel
  nome  delle grandi battaglie che, Presidente, ha portato  fuori  da
  questo  Parlamento sul risparmio dei costi della politica,  abbiamo
  esultato  tutti,  avete  esultato tutti  perché  siete  riusciti  a
  dimezzare  i  D6  e siete riusciti a bypassare in qualche  modo  il
  controllo  della  Corte  dei  conti - e  quelli  cattivi  sarebbero
  soltanto i grillini - fuori da questo Parlamento.
   Abbiamo  chiesto  che questi Deputati segretari svolgano  il  loro
  mandato a titolo gratuito.
  Queste  sono  le  nostre proposte di modifica - non  voglio  essere
  soltanto critica ma voglio essere propositiva.
   Motivo  per  cui  auguro e auspico visto  che  è  di  sua  stretta
  competenza che la Commissione per il Regolamento venga convocata al
  più   presto   -   sempre  per  avere  gli  stessi   obiettivi   di
  rappresentanza e rappresentatività, di potere adempiere  meglio  al
  compito  per  cui ci hanno delegato a tutti, qui dentro,  i  nostri
  cittadini.
   Auspico  che questa Commissione Regolamento venga presto convocata
  e  vengano  presto  votate  lì dentro  alcune  nostre  proposte  di
  modifica  che  riguardano la diretta streaming  delle  Commissioni,
  proposta  di  modifica che riguardano i vitalizi  -  pazienza   Qui
  dentro qualcuno non li vuole toccati ma fuori ci chiedono
   Presidente, ho presentato quattro emendamenti e credo che  qualche
  secondo in più me lo posso prendere.

   PRESIDENTE. Non le ho tolto la parola, la devo soltanto avvertire,
  continui pure.

   PAGANA. Va bene, grazie.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo appena votato
  una  finanziaria  che era piena di  marchette , questo  lo  abbiamo
  visto,  ma  mancava  l'ultima  marchetta  che  ovviamente  dobbiamo
  votare ora, perché è la cosa più importante. La cosa più importante
  quale era? Creare posti
   Bene, intanto che si faceva la finanziaria, invece di fare qualche
  segretario,  lo  potevamo fare alla RESAIS se proprio  volevano  un
  posto.   Oppure  abbiamo  votato  il  ripopolamento   dei   conigli
  selvatici, stiamo votando il ripopolamento delle segreterie  Perché
  è questo quello che stiamo facendo.
   Vorrei dire, signor Presidente, che così non si può andare avanti,
  assolutamente, perché questa Regione ha bisogno di  altro,  non  di
  posti, di poltrone e quant'altro.

   MILAZZO. A Roma li hanno fatti.

   ZITO.  Stiamo parlando dei segretari. Ora, noi avremo  un  Gruppo,
  probabilmente, formato da due persone, uno sarà un Capogruppo e uno
  sarà un segretario. Non ci facciamo una gran bella figura.
   E  avremo un altro Gruppo dove sono tre. Uno sarà Capogruppo,  uno
  sarà  segretario  e all'altro gli verrà il mal di pancia  perché  è
  questo che capiterà
   Così non andiamo da nessuna parte, io lo ribadisco.
   Ho  apprezzato gli emendamenti che ha preparato l'onorevole Pagana
  proprio perché vanno nella direzione opposta. Se lo vogliono  fare,
  lo   fanno  gratis.  Questa  è  la  cosa  importante.  Allora,   la
  rappresentatività  ci  sarà,  ma non avrà  nessun  costo  da  parte
  dell'Assemblea.
   Questo  sarebbe un bel gesto. Anche da parte sua Presidente  visto
  che è stato lei il promotore di questa iniziativa.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, forse in questa Aula si sta modificando
  la realtà, perché nel momento in cui nelle norme transitorie non ci
  sono  nuovi  aggravi di costi rispetto all'ampliamento dell'Ufficio
  di  Presidenza, ritengo questa modifica una modifica giusta che  va
  sulla  rappresentanza di avere tutti i Gruppi il proprio  deputato,
  il proprio rappresentante all'interno dell'Ufficio di Presidenza.
   E  bene  ha  fatto  l'Ufficio di Presidenza  a  proporre  all'Aula
  l'impossibilità   di   aggiungere   nuovi   aggravi   al   bilancio
  dell'Assemblea regionale e, quindi, a carico dei cittadini. Non  ci
  trovo nulla di male.
   Cosa  diversa  è  stata fatta, invece, a Montecitorio  in  cui  il
  Presidente del Parlamento, l'onorevole Fico, ha ampliato  l'Ufficio
  di  Presidenza e ha dotato, invece, i nuovi componenti dell'Ufficio
  di Presidenza di nuovi costi.
   A  me  dispiace  solo  una  cosa,  Presidente  -  e  noi  voteremo
  favorevolmente  alla  modifica del  Regolamento  -  che  il  nostro
  Gruppo, il Gruppo  DiventeràBellissima , in questa fase in  cui  si
  cercava,  si  cerca  e  si  modificherà  il  Regolamento,   avevamo
  presentato  l'emendamento per l'abolizione del voto  segreto  ed  è
  agli atti.
   A  me  dispiace  che non si possa trattare anche  oggi  perché  lo
  ritenevamo importante. Il Presidente Musumeci lo ha detto  fin  dal
  primo  discorso  di  insediamento quanto fosse importante  per  noi
  l'abolizione  del voto segreto. Abbiamo visto proprio nelle  ultime
  ore  l'utilizzo innaturale del voto segreto. A me dispiace, io  non
  l'ho  mai richiesto personalmente e la ritengo una maniera  barbara
  di andare avanti all'interno di un Parlamento.
   Quindi,  pur  votando favorevolmente o spiegando  le  motivazioni,
  sono   rammaricato   del   fatto  che  l'emendamento   del   Gruppo
   DiventeràBellissima  non si possa votare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, se non altro  questa  volta  abbiamo
  evitato  il voto notturno che è già una cosa. Però, non c'è dubbio,
  che  sul voto segreto speriamo di potere fare un bel lavoro  e  poi
  d'accordo  con  i  partiti, d'accordo con i deputati,  speriamo  di
  potere raggiungere un risultato positivo anche in questo.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  la
  mistificazione della realtà sia avvenuta proprio pochi secondi fa.
   Collega  Aricò, ma come fa a dire che non ci saranno degli aggravi
  di  costo?  Non  è  semplicemente l'indennità  di  funzione  che  è
  ripartita tra i membri dell'Ufficio di Presidenza, quindi  verranno
  livellate  tutte le altre per dare a loro, ma sono gli  uffici,  il
  personale, i costi della pulizia di quei luoghi.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, quello non cambia.

   CANCELLERI.  Perché  utilizzeranno meno ore quelli  che  fanno  le
  pulizie per pulire tutti gli uffici?

   PRESIDENTE. Rimane all'interno.

   CANCELLERI. Ma come rimane all'interno? Presidente, a me dispiace,
  voi  state  difendendo  questo  cosa,  per  carità  sarà  una  cosa
  incredibile, tutto quanto, però dico è veramente ingestibile
   Questa è la norma scritta con nessun aggravio, non esistono queste
  cose qui perché comunque noi avremo degli staff, delle persone  che
  si  muoveranno  all'interno  di  spazi,  che  avranno  bisogno,   a
  supporto  di  utenze,  di  pulizie, di  quant'altro  che  non  sono
  comprimibili come costi, sono aggiuntivi. Se si puliscono 10 stanze
  se  ne  dovranno  pulire 12 e sarà un aggravio di  costi,  è  ovvia
  questa cosa.
   E  allora, io dico, noi vogliamo continuarci a prendere  in  giro?
  Potete  fare tutto quello che volete, la realtà delle cose  è  una:
  coniuga  due  esigenze  questo cambio del Regolamento.  La   prima:
  calmare  gli  appetiti di qualcuno e in particolare di  questi  due
  Gruppi  che  già sono nati in deroga al Regolamento e  che  entrano
  pure  nell'Ufficio di Presidenza e, quindi, in qualche modo saziamo
  qualche  appetito, per carità la politica bellezza, se si  fa  così
  dalle  vostre parti continuate a farlo  La seconda  è semplicemente
  quello  di  falsare artatamente il voto del Consiglio di Presidenza
  perché  a  questo punto numericamente verrà sbilanciato  a  favore,
  chiaramente, della maggioranza. E' questo il discorso e non  ce  ne
  sono altri.
   A  me  dispiace  perché di fronte a problemi reali che  in  questo
  momento  i  cittadini  stanno cercando  e  chiedono  con  forza  al
  Governo, a questo Parlamento di risolvere, noi invece che facciamo?
  Rispondiamo  con  queste  misure qui che  sono  davvero  di  grande
  pochezza   e  che  poi,  ovviamente,  ci  riportano  alla   ribalta
  nazionale, perché lo sa come andrà a finire questa storia?  Stasera
  votiamo  e  saranno contenti i colleghi di Fratelli d'Italia  e  di
  Sicilia  Futura,  ma domenica prossima a  Non è l'arena   ci  andrà
  lei,  ovviamente,  a  spiegare quello  che  abbiamo  fatto   Perché
  accadrà questo
   Ancora  una  volta porteremo la Sicilia alla ribalta  degli  onori
  della  cronaca nazionale, non per avere fatto un buon lavoro per  i
  siciliani,  ma  per  avere fatto come al  solito  i  furbi  ed  io,
  onestamente,  mi  sono stancato di sentir parlare della  mia  terra
  male  perché  non ci godo quando parlano male degli altri  o  degli
  avversari, non ci godo perché ci sono pure io lì dentro. Quando  io
  mi rivolgo al Governo sto parlando al mio Presidente della Regione,
  al  mio Presidente dell'Assemblea perché governate anche me,  anche
  la mia vita e mi dispiace quando accadono queste cose.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Onorevole   Cancelleri,   soltanto   a   chiarimento.   Il   costo
  dell'Ufficio di Presidente è  100  e rimane  100 . Poi, quello  che
  sarà  il  costo delle pulizie, all'interno di quel  100  faremo  e,
  abbiamo  già  deciso  che  l'Ufficio di  Presidenza  attuale  dovrà
  valutare cosa potere dare a questi segretari in funzione del  fatto
  che rimane  100 .
     Seconda cosa e poi votiamo, i Gruppi che faranno parte, i Gruppi
  nuovi,  sono  uno di maggioranza e uno di opposizione,  quindi  non
  cambiamo minimamente la composizione di maggioranza ed opposizione.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                ART. 1
    All'art. 4, dopo il comma 4, inserire i seguenti:

     5.  Nell'Ufficio di Presidenza devono essere rappresentati tutti
   i Gruppi parlamentari costituiti di diritto ai sensi dell'articolo
   23, comma 2, esistenti all'atto della sua prima elezione.

    6.  Quando,  a  seguito delle votazioni di cui  al  comma  1  del
   presente  articolo, uno o più Gruppi di cui al  comma  precedente,
   diversi dal Gruppo Misto,  non risultino rappresentati, si procede
   all'elezione  di  un corrispondente numero di  Segretari,  che  ha
   luogo in una successiva seduta nella data stabilita dal Presidente
   dell'Assemblea.

    7.  Qualora i Gruppi parlamentari costituiti di diritto di cui al
   comma  5  siano  già rappresentati nell'Ufficio di Presidenza,  si
   procede in subordine all'elezione degli ulteriori Segretari fra  i
   deputati  appartenenti  a  Gruppi  parlamentari  autorizzati   dal
   Consiglio  di Presidenza, che siano espressione di forze politiche
   che  abbiano  partecipato  con  proprie  liste  aventi  lo  stesso
   contrassegno alla competizione elettorale, e che abbiano  ottenuto
   nell'intera  Regione una cifra elettorale pari almeno alla  soglia
   percentuale  minima  dei  voti validi  prevista  dalla  legge  per
   l'elezione dei deputati all'Assemblea regionale siciliana.

    8.  il numero degli ulteriori Segretari, di cui ai commi 6  e  7,
   comunque  eletti  non  può  in ogni caso  essere  complessivamente
   superiore a due.

    8 bis. Ciascun deputato può scrivere sulla scheda di votazione un
   solo  nominativo.  Sono  eletti coloro che,  essendo  iscritti  ai
   Gruppi  non  rappresentati di cui ai commi 6  e  7,  ottengono  il
   maggior  numero  di  voti limitatamente ad uno  per  ciascuno  dei
   suddetti Gruppi.

    8  ter. I Segretari eletti ai sensi dei precedenti commi  6  e  7
   decadono   dall'incarico  qualora  venga  meno   il   Gruppo   cui
   appartenevano  al momento dell'elezione ovvero  nel  caso  in  cui
   entrino a far parte di altro Gruppo parlamentare già rappresentato
   nell'Ufficio di Presidenza. .

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento soppressivo  1.1,
  degli onorevoli Pagana ed altri. Lo pongo in votazione.

   ZAFARANA.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento  1.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          23
   Contrari            39
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.2.1, degli onorevoli Pagana ed altri.

   ZAFARANA.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


      Votazione per scrutinio nominale del subemendamento  1.2.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.2.1
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             67
   Votanti              63
   Maggioranza          32
   Favorevoli           20
   Contrari             43
   Astenuti             00

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.2 è precluso.
   Pongo in votazione l'articolo 1.

   ZAFARANA.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             65
   Maggioranza         33
   Favorevoli         45
   Contrari            20
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                                ART. 2

    Sostituire l'articolo 168 con il seguente:

                               TITOLO VI
                      NORME TRANSITORIE E FINALI

                               Art. 168

    1.  Le modifiche all'articolo 4 del Regolamento interno, previste
   dall'articolo 1 del  presente Documento I, sono applicate  secondo
   modalità  stabilite dal Consiglio di Presidenza ad  invarianza  di
   spesa  relativamente ai costi delle Segreterie particolari e delle
   spese   di   rappresentanza  dei  componenti  del   Consiglio   di
   Presidenza.
    2.  Ai  fini  di  quanto  previsto dal  precedente  comma  1,  il
   Consiglio  di  Presidenza  è delegato ad apportare  le  necessarie
   rimodulazioni dei costi, a seguito delle quali si potrà  procedere
   all'elezione di ulteriori deputati Segretari. .

   Gli  emendamenti  2.1  e  2.2,  presentati  all'articolo  2,  sono
  preclusi.
   Pongo in votazione l'articolo 2.

   ZAFARANA.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  67
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          40
   Contrari           .20
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                                ART. 3

    All'art. 10, dopo il comma 1, inserire il seguente:

     2.  In caso di necessità, il Presidente può chiamare uno  o  più
   deputati   presenti  in  Aula  ad  esercitare   le   funzioni   di
   Segretari. .

   Lo pongo in votazione.

   ZAFARANA.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          44
   Contrari            20
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                                ART. 4

    All'  articolo  25  quater,  dopo il comma  7,  sono  inseriti  i
   seguenti:

     7  bis.  Le  movimentazioni finanziarie effettuate  nel  periodo
   successivo  alla cessazione del Gruppo a seguito della fine  della
   legislatura o per qualsiasi altra causa, e relative esclusivamente
   alle   attività  meramente  solutorie  delle  obbligazioni  ancora
   pendenti  a quella data, trovano evidenza contabile nel rendiconto
   suppletivo.

    7 ter. Il rendiconto suppletivo, a cura di colui che rivestiva la
   carica  di  presidente del Gruppo al momento della sua cessazione,
   entro trenta giorni dall'ultima operazione contabile che definisce
   la   fase  di  liquidazione,  e  comunque  entro  un  anno   dallo
   scioglimento  del Gruppo, è trasmesso al Presidente dell'Assemblea
   che   lo  trasmette,  entro  i  cinque  giorni  successivi,   alla
   competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti.

    7 quater. Le eventuali operazioni residue, la cui impossibilità a
   definire entro il termine di un anno dallo scioglimento del Gruppo
   deve  essere  espressamente motivata e  documentata  per  ciascuna
   singola  operazione,  sono  oggetto  di  un  ulteriore  rendiconto
   suppletivo   da  presentare  entro  30  giorni  dalla  definizione
   dell'ultima pendenza con le modalità di cui al precedente comma  7
   ter.

    7  quinquies. Eventuali ulteriori avanzi di gestione, certificati
   con  la  presentazione del rendiconto suppletivo, sono  restituiti
   all'Assemblea.

   Lo pongo in votazione.

   ZAFARANA.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          44
   Contrari            20
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Si passa all'articolo 5.Ne do  lettura:

                                ART. 5

    Agli   articoli  73  bis.1  e  73  bis.2,  sostituire  le  parole
    documento   di  programmazione  economico-finanziaria    con   le
   seguenti:  documento di economia e finanza regionale ;

    Agli articoli 64 bis, 73 ter, 73 quater, 73 quinquies, 74 septies
   e  121  sexies,  sostituire le parole  legge finanziaria   con  le
   seguenti:  legge di stabilità regionale .

   Lo pongo in votazione.

   ZAFARANA.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          45
   Contrari            19
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc.1)

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


  Votazione finale per scrutinio nominale delle Proposte di modifica
  al Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana ( Doc.1)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del Doc.1.  Indìco  la
  votazione per scrutinio nominale.

   (Ai   sensi   dell'articolo  39  del  Regolamento   interno,   per
  l'approvazione delle relative modifiche occorre il voto  favorevole
  della maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea).

   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            67
   Votanti             64
   Maggioranza         36
   Favorevoli          44
   Contrari            20
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, faremo una votazione in Aula per l'elezione di
  due nuovi deputati Segretari.
   Grazie a tutti.
   Onorevoli  colleghi,  per l'aggiornamento  dei  lavori  d'Aula  si
  procederà con l'avviso di convocazione a domicilio dei deputati.

                   La seduta è tolta alle ore 23.43

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

               (Commissione per il Regolamento - Doc. I)

                    ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA

                               *********
    PROPOSTE  DI  MODIFICA  AL  REGOLAMENTO  INTERNO DELL'ASSEMBLEA
                         REGIONALE  SICILIANA

        APPROVATE  DALLA  COMMISSIONE  PER  IL  REGOLAMENTO (*)
                        COMPOSTA  DAI  DEPUTATI
     Micciché, Presidente e relatore, Amata, D'Agostino, Di Mauro,
     Lupo, La Rocca Ruvolo, Mancuso, Pagana e Savarino, componenti

                          IL  10 APRILE 2018
                                 *****
                           R E L A Z I O N E


          (*) e con l'integrazione comunicata dal Presidente
       dell'Assemblea nella seduta d'Aula n.  35  dell'11 aprile
                                 2018

   Onorevoli Colleghi,
   Un  primo  gruppo  di   proposte di modifica  al  Regolamento  di
  seguito   riportate  tengono  conto  dell'esigenza   di   adeguata
  rappresentatività del Consiglio di Presidenza dell'A.R.S., che, in
  quanto   Organo   di  autogoverno  cui  sono  affidate   rilevanti
  attribuzioni, deve poter essere quanto più possibile  espressione,
  nella  sua  composizione,  delle  forze  politiche  esistenti   in
  Assemblea.
   Rispetto  alla  legislatura precedente, il  numero  di  ulteriori
  Segretari è stato stabilito nel numero massimo di due, mentre, per
  converso,  si  fa  presente  che dette figure  istituzionali  sono
  previste  tanto alla Camera dei Deputati, (dove in  atto  il  loro
  numero  non  è  soggetto a limite alcuno), quanto al Senato  della
  Repubblica che, con l'ultima modifica al proprio Regolamento ne ha
  invece  stabilito  il  limite massimo in  ulteriori  due  senatori
  Segretari.
   Sono  stati,  infine,  introdotti parametri  stringenti  circa  i
  requisiti  che debbono possedere i Gruppi autorizzati  in  deroga
  per poter accedere, in subordine, alla possibilità di avere propri
  rappresentanti in seno al Consiglio di Presidenza.
   Per  esigenze di coordinamento con le superiori modifiche in tema
  di  Segretari   aggiunti , si rende poi  necessaria una  norma  di
  raccordo,  sostitutiva  del  vigente  articolo  168  dello  stesso
  Regolamento  interno  dell'Assemblea,  con  la  quale  si  prevede
  l'invarianza  di spesa per le dotazioni di supporto del  Consiglio
  di Presidenza.
   Altre  modifiche correlate a quelle illustrate, non  fanno  altro
  che  codificare la prassi vigente all'A.R.S. in tema  di  deputati
  Segretari    facenti  funzione ,  in  linea  con   la   disciplina
  regolamentare vigente al Senato della Repubblica.

   *****

   Un  secondo gruppo di proposte di modifica mirano a regolamentare
  in  modo  compiuto la procedura di presentazione  dei   rendiconti
  suppletivi  dei Gruppi parlamentari.
   Le  proposte  vanno  nella direzione auspicata  dalla  Corte  dei
  conti,  atteso  che già in occasione dell'inaugurazione  dell'anno
  giudiziario 2017, il Presidente della Sezione giurisdizionale  per
  la  Regione siciliana nella sua relazione aveva evidenziato,  alla
  voce   Controllo sui Gruppi parlamentari dell'Assemblea  regionale
  siciliana , che  ( ) In via interpretativa, non è invece possibile
  trovare soluzione alla diversa problematica concernente la  durata
  e  la  decorrenza del termine per la presentazione dei  rendiconti
  suppletivi,  sicché  sarebbe auspicabile  un  apposito  intervento
  normativo. .
   Più  di recente, poi, la Sezione di controllo della stessa  Corte
  dei  conti  per  la  Regione siciliana (Relazione  del  Magistrato
  istruttore   dell'8  marzo  2018  sull'esito  del  controllo   sui
  rendiconti  dei Gruppi parlamentari per l'esercizio  1  gennaio-14
  dicembre  2017)  così  si è espressa:  Una seconda  criticità,  di
  carattere  più ampio, concerne la contabilizzazione di  operazioni
  effettuate in un momento successivo al 14 dicembre 2017,  data  di
  chiusura dell'esercizio finanziario. Si è trattato, nella  maggior
  parte dei casi, di operazioni di accredito dei contributi da parte
  dell'A.R.S.,  concretamente  eseguite  qualche  giorno   dopo   la
  chiusura dell'esercizio (si v., ad es., all. 10); in un caso, vi è
  stata  la contabilizzazione di una spesa effettuata il 29 dicembre
  2017 (all. 14).
   L'inserimento di queste operazioni nel rendiconto è  erroneo,  in
  quanto  si tratta di movimentazioni avvenute in momenti successivi
  alla  chiusura  dell'esercizio; essendo  un  documento  di  natura
  finanziaria,  infatti, il rendiconto deve registrare  soltanto  le
  effettive  movimentazioni in entrata  e  in  uscita  avvenute  nel
  corso dell'esercizio, ovverosia, nel caso in esame, dal 1  gennaio
  al 14 dicembre 2017.
   Le movimentazioni successive dovranno trovare evidenza contabile,
  invece,  nei  rendiconti suppletivi, che  avranno  ad  oggetto  il
  periodo  compreso  tra il 15.12.2017 ed il  giorno  in  cui  verrà
  definitivamente chiusa la fase liquidatoria. La presentazione  dei
  rendiconti  suppletivi è doverosa per tutti quei Gruppi,  che  non
  sono   riusciti  a  definire  le  proprie  pendenze,  debitore   e
  creditorie, entro la data di chiusura dell'esercizio.
   Delle problematiche concernenti la ricostruzione e l'applicazione
  dell'istituto del rendiconto suppletivo, non contemplato expressis
  verbis  dal  D.L.  n.  174  del 2012, né dal  Regolamento  interno
  dell'A.R.S.,  si  è già occupata la Sezione di  controllo  per  la
  Regione siciliana, con la deliberazione n. 72/FRG/2016, avente  ad
  oggetto il rendiconto presentato dal Gruppo parlamentare (omissis)
  per il periodo successivo al 17 aprile 2014, data di scioglimento.
   Il  rendiconto, correttamente, aveva ad oggetto le movimentazioni
  finanziarie  effettuate nel periodo successivo allo  scioglimento,
  ma   in   relazione   alle  attività  meramente  solutorie   delle
  obbligazioni  ancora  pendenti  a  quella  data,  essendo   oramai
  chiaramente interdette le ordinarie attività gestionali.
   Si  trattava, in sostanza, del rendiconto concernente i  rapporti
  pendenti  al  momento  dello scioglimento e  definiti  nella  fase
  liquidatoria.
   A  tal  proposito, occorre ribadire che, come già precisato nella
  deliberazione citata, la disciplina dettata dal D.L.  n.  174  del
  2012  e dal Regolamento interno dell'Assemblea Regionale Siciliana
  è  del  tutto carente, atteso che non prevede quali organi debbano
  provvedere alla presentazione dei rendiconti suppletivi, né  entro
  quali termini debbano essere trasmessi.
   Non  vi  è  dubbio  che  i rendiconti suppletivi  possano  essere
  sottoposti al controllo della Corte dei conti, in quanto hanno  ad
  oggetto  l'uso  corretto  degli avanzi di gestione  residuati  dal
  rendiconto  approvato  e vistato dalla Sezione  di  controllo,  ai
  sensi e per gli effetti dei commi 9, 10 e 11 dell'art. l del  D.L.
  n.  174  del 2012, in combinato disposto con l'art. 25 quater  del
  Regolamento interno dell'ARS.
   Secondo   le   indicazioni  normative,  l'avanzo   di   gestione,
  rappresentato  dal saldo tra le movimentazioni  attive  e  passive
  dell'esercizio,  dovrebbe  essere restituito  sic  et  simpliciter
  all'ARS,  ai  sensi  del comma 1 dell'art. 25  quater  del  citato
  Regolamento.
   Poiché  però  non  si  tratta  del  mero  avanzo  di  cassa,   ma
  dell'avanzo di gestione dei finanziamenti erogati per le  attività
  istituzionali dei gruppi in un determinato esercizio  finanziario,
  è  corretto  ritenere  che  le somme possano  essere  destinate  a
  definire  i rapporti ancora pendenti al momento dello scioglimento
  ed  inerenti  alle  attività compiute  nel  periodo  temporale  di
  riferimento, attraverso una fase sostanzialmente liquidatoria.
   L'ipotesi  non  è prèvista esplicitamente, ma è in  re  ipsa  del
  tutto   plausibile,  in  quanto  muove  dalla  natura   intrinseca
  dell'avanzo  di  gestione  e dalla funzione  delle  somme  erogate
  dall'ARS per ciascun esercizio finanziario, destinate a coprire le
  spese   derivanti  dalle  obbligazioni  inerenti   alle   funzioni
  istituzionali e maturate in quel contesto.
   E'   questo   l'oggetto   del   rendiconto   "suppletivo",   così
  correttamente definito perché, a differenza dei conti  "accessori"
  previsti  dal  R.D. n. 827 del 23 maggio 1924 e dall'art.  34  del
  R.D.  n.  1038  del  13 agosto 1933 (id est, conti  complementari,
  deconti  e  conti  speciali), è presentato dallo  stesso  soggetto
  interessato  e  non dall'Amministrazione, non è un conto  parziale
  rettificativo del conto principale e, per altro verso, non  ha  la
  funzione di ovviare ad omissioni di partite attive o passive o  ad
  errori  materiali,  verificatisi  nella  compilazione  dei   conti
  principali,  né  è  riferibile a quegli agenti  per  i  quali  non
  sussista in via normale l'obbligo della resa periodica del  conto.
  Peraltro,  come chiarito dalla Corte costituzionale, i  presidenti
  dei  gruppi parlamentari non assumono ex se la qualifica di agenti
  contabili (sent. n. 107 del 2015).
   Si  pone, pertanto, il problema di stabilire quali organi debbano
  provvedere alla presentazione dei rendiconti suppletivi  ed  entro
  quali termini debbano pervenire alla Sezione di controllo.
   Come ampiamente argomentato nella deliberazione della Sezione  di
  controllo  per  la  Regione  siciliana  n.  71/2013/FRG  e   nelle
  decisioni  successive, i gruppi parlamentari e i gruppi consiliari
  delle  regioni  (in  Sicilia,  gruppi parlamentari)  hanno  natura
  giuridica  di   associazioni non riconosciute e  rappresentano  un
  essenziale  momento di raccordo istituzionale, tra  le  formazioni
  politiche di cui sono espressione e le assemblee elettive.
   Per le associazioni  non riconosciute, il codice civile non detta
  una  disciplina  specifica in relazione  alla  fase  liquidatoria.
  Secondo la giurisprudenza di legittimità, non sono applicabili  le
  norme  dettate  in materia per le associazioni riconosciute  e,  a
  fortiori,  per  le  società di capitali,  sicché,  in  difetto  di
  specifici accordi associativi, la fase della liquidazione dovrebbe
  essere   gestita   dai  rappresentanti  delle   associazioni   non
  riconosciute, in  regime di prorogatio (ex plurimis, v. Cass. Sez.
  III, sent. n. 5738 del 10.3.2009).
   Ne  consegue che, in difetto di accordi specifici desumibili  dal
  regolamento   interno   dei  gruppi,  il  soggetto   tenuto   alla
  presentazione  del  rendiconto suppletivo  non  possa  che  essere
  identificato nel presidente del disciolto gruppo parlamentare,  in
  regime di  prorogatio.
   In  via  interpretativa, non e invece possibile trovare soluzione
  alla  diversa  problematica concernente la durata e la  decorrenza
  del termine per la presentazione dei rendiconti suppletivi.
   Sul  punto, la normativa generale sulla contabilità di Stato  non
  rappresenta un parametro interpretativo valido, sia per la diversa
  natura giuridica dei rendiconti suppletivi rispetto ai deconti, ai
  conti  complementari ed ai conti speciali, sia per la mancanza  di
  indicazioni  in  ordine  ai  termini di  presentazione  dei  conti
  accessori.
   Anche  la  disciplina civilistica in materia di associazioni  non
  riconosciute è del tutto carente, in relazione al termine  per  il
  compimento delle attività solutorie; si tratta,  peraltro,  di  un
  termine  difficilmente preventivabile a priori in quella  sede,  a
  causa della variegata e indeterminata tipologia degli atti e fatti
  giuridici  che  può  avere  ad  oggetto  la  gestione  della  fase
  liquidatoria.
   Nel  sistema  normativo, non si rinvengono dunque indicazioni  in
  ordine alla durata  della fase liquidatoria, che potrebbero essere
  applicabili in via analogica ai gruppi parlamentari.
   D'altronde,  in materia, nemmeno il D.L. n. 174 del  2012  ed  il
  Regolamento interno dell'ARS forniscono indicazioni di rilievo.
   In  linea  teorica, la richiesta di restituzione dovrebbe  essere
  inoltrata  al  gruppo  dopo il compimento  di  tutte  le  attività
  solutorie;  tuttavia, non essendovi un termine  esplicito  per  la
  chiusura  della  fase  liquidatoria, l'ARS si  dovrebbe  attivare,
  periodicamente  e di volta in volta, per verificare  se  essa  sia
  stata completata e se sia così possibile inoltrare la richiesta di
  restituzione  dell'avanzo  di  gestione.  Solo  da  questa   data,
  potrebbe  decorrere il termine per la presentazione del rendiconto
  suppletivo, di durata pari a quella  prevista dall'art. 25  quater
  del  Regolamento interno dell'ARS.
   Sul  punto, non essendo possibile pervenire in via interpretativa
  a  soluzioni  soddisfacenti,  appare assolutamente  necessario  un
  intervento di carattere normativo.
   Infatti,  mentre  la  disciplina  civilistica  incentrata   sulla
  necessità  di  soddisfare  l'interesse  dei  terzi  coinvolti  nel
  traffico  giuridico associazione non riconosciuta,  nel  caso  dei
  gruppi parlamentari, invece, l'esigenza principale (anche) per  la
  fase liquidatoria non può che essere ravvisata nella necessità  di
  rendere conto del corretto utilizzo delle risorse pubbliche, entro
  un  periodo ti tempo congruo e assolutamente ragionevole, anche in
  relazione  ai  tempi  necessari per la  definizione  di  eventuali
  impugnazioni.
   Nella  fase  liquidatoria, i Gruppi, qualora non vi  abbiano  già
  provveduto entro la  chiusura dell'esercizio finanziario 2017,  si
  dovranno  far  carico,  altresì, di  restituire  i  beni  durevoli
  all'A.R.S.  e  di  allegare ai rendiconti  suppletivi  i  relativi
  verbali di consegna. .

   *****

   Un  ultimo  gruppo di modifiche proposte si rende  necessario  in
  seguito   a   sopravvenuta  legislazione  regionale   in   materia
  finanziaria,  consistendo  in  nuova denominazione  dei  documenti
  finanziari,  in  linea  con  la terminologia  adottata  dalla  più
  recente legislazione regionale in materia.

   *********

                                ART. 1

   All'art. 4, dopo il comma 4, inserire i seguenti:

    5.  Nell'Ufficio di Presidenza devono essere rappresentati tutti
  i Gruppi parlamentari costituiti di diritto ai sensi dell'articolo
  23, comma 2, esistenti all'atto della sua prima elezione.

   6.  Quando,  a  seguito delle votazioni di cui  al  comma  1  del
  presente  articolo, uno o più Gruppi di cui al  comma  precedente,
  diversi dal Gruppo Misto,  non risultino rappresentati, si procede
  all'elezione  di  un corrispondente numero di  Segretari,  che  ha
  luogo in una successiva seduta nella data stabilita dal Presidente
  dell'Assemblea.

   7.  Qualora i Gruppi parlamentari costituiti di diritto di cui al
  comma  5  siano  già rappresentati nell'Ufficio di Presidenza,  si
  procede in subordine all'elezione degli ulteriori Segretari fra  i
  deputati  appartenenti  a  Gruppi  parlamentari  autorizzati   dal
  Consiglio  di Presidenza, che siano espressione di forze politiche
  che  abbiano  partecipato  con  proprie  liste  aventi  lo  stesso
  contrassegno alla competizione elettorale, e che abbiano  ottenuto
  nell'intera  Regione una cifra elettorale pari almeno alla  soglia
  percentuale  minima  dei  voti validi  prevista  dalla  legge  per
  l'elezione dei deputati all'Assemblea regionale siciliana.

   8.  il numero degli ulteriori Segretari, di cui ai commi 6  e  7,
  comunque  eletti  non  può  in ogni caso  essere  complessivamente
  superiore a due.

   8 bis. Ciascun deputato può scrivere sulla scheda di votazione un
  solo  nominativo.  Sono  eletti coloro che,  essendo  iscritti  ai
  Gruppi  non  rappresentati di cui ai commi 6  e  7,  ottengono  il
  maggior  numero  di  voti limitatamente ad uno  per  ciascuno  dei
  suddetti Gruppi.

   8  ter. I Segretari eletti ai sensi dei precedenti commi  6  e  7
  decadono   dall'incarico  qualora  venga  meno   il   Gruppo   cui
  appartenevano  al momento dell'elezione ovvero  nel  caso  in  cui
  entrino a far parte di altro Gruppo parlamentare già rappresentato
  nell'Ufficio di Presidenza. .

                                ART. 2

   Sostituire l'articolo 168 con il seguente:

     TITOLO VI
    NORME TRANSITORIE E FINALI

   Art. 168

   1.  Le modifiche all'articolo 4 del Regolamento interno, previste
  dall'articolo 1 del  presente Documento I, sono applicate  secondo
  modalità  stabilite dal Consiglio di Presidenza ad  invarianza  di
  spesa  relativamente ai costi delle Segreterie particolari e delle
  spese   di   rappresentanza  dei  componenti  del   Consiglio   di
  Presidenza.
   2.  Ai  fini  di  quanto  previsto dal  precedente  comma  1,  il
  Consiglio  di  Presidenza  è delegato ad apportare  le  necessarie
  rimodulazioni dei costi, a seguito delle quali si potrà  procedere
  all'elezione di ulteriori deputati Segretari. .

                                ART. 3

   All'art. 10, dopo il comma 1, inserire il seguente:

    2.  In caso di necessità, il Presidente può chiamare uno  o  più
  deputati   presenti  in  Aula  ad  esercitare   le   funzioni   di
  Segretari. .

                                ART. 4

   All'  articolo  25  quater,  dopo il comma  7,  sono  inseriti  i
  seguenti:

    7  bis.  Le  movimentazioni finanziarie effettuate  nel  periodo
  successivo  alla cessazione del Gruppo a seguito della fine  della
  legislatura o per qualsiasi altra causa, e relative esclusivamente
  alle   attività  meramente  solutorie  delle  obbligazioni  ancora
  pendenti  a quella data, trovano evidenza contabile nel rendiconto
  suppletivo.

   7 ter. Il rendiconto suppletivo, a cura di colui che rivestiva la
  carica  di  presidente del Gruppo al momento della sua cessazione,
  entro trenta giorni dall'ultima operazione contabile che definisce
  la   fase  di  liquidazione,  e  comunque  entro  un  anno   dallo
  scioglimento  del Gruppo, è trasmesso al Presidente dell'Assemblea
  che   lo  trasmette,  entro  i  cinque  giorni  successivi,   alla
  competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti.

   7 quater. Le eventuali operazioni residue, la cui impossibilità a
  definire entro il termine di un anno dallo scioglimento del Gruppo
  deve  essere  espressamente motivata e  documentata  per  ciascuna
  singola  operazione,  sono  oggetto  di  un  ulteriore  rendiconto
  suppletivo   da  presentare  entro  30  giorni  dalla  definizione
  dell'ultima pendenza con le modalità di cui al precedente comma  7
  ter.

   7  quinquies. Eventuali ulteriori avanzi di gestione, certificati
  con  la  presentazione del rendiconto suppletivo, sono  restituiti
  all'Assemblea. .

                                ART. 5

   Agli   articoli  73  bis.1  e  73  bis.2,  sostituire  le  parole
   documento   di  programmazione  economico-finanziaria    con   le
  seguenti:  documento di economia e finanza regionale ;

   Agli articoli 64 bis, 73 ter, 73 quater, 73 quinquies, 74 septies
  e  121  sexies,  sostituire le parole  legge finanziaria   con  le
  seguenti:  legge di stabilità regionale .

   IL  PRESIDENTE

   (On. Giovanni Micciché)