per l'anno finanziario 2018. (Doc. n. 154)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 9.36
FIGUCCIA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana
per l'anno finanziario 2018 (Doc. n. 154)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno Progetto
di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2018 (Doc. n. 154)
Ha facoltà di parlare il deputato Questore, onorevole Assenza, per
svolgere la relazione.
ASSENZA, deputato Questore. Signor Presidente, la presente
relazione viene da me letta ai colleghi parlamentari, anche a nome
dell'intero Collegio dei Questori, composto oltre che dal
sottoscritto, dall'onorevole Bulla e dall'onorevole Siracusa.
Onorevoli colleghi, il progetto di bilancio di previsione, che
meglio sarebbe da definire lo schema di bilancio di previsione così
come indicato dalla legge per il triennio 2018-2020, è stato
redatto secondo le modalità introdotte nel nostro ordinamento
dall'articolo 11, comma 5, della legge regionale n. 3 del 13
gennaio 2015, secondo le cui disposizioni l'Assemblea regionale
siciliana ha adeguato il proprio ordinamento contabile ai principi
previsti dal D.Lgs. 118/2011.
La nuova normativa prevede che questo bilancio di previsione
finanziario sia almeno triennale e debba avere carattere
autorizzatorio ed essere aggiornato annualmente in occasione della
sua approvazione. Le previsioni di entrata e di spesa vengono
elaborate distintamente per ciascun esercizio finanziario, in
coerenza con i documenti di programmazione.
Con il presente progetto di bilancio l'Assemblea regionale
siciliana sta continuando il delicato ma alquanto impegnativo
compito di contenimento del costo dell'Istituzione parlamentare
senza che ciò possa comprometterne la funzionalità. Un percorso di
contenimento iniziato diversi anni or sono proseguito con la legge
regionale n. 1 del 2014 che reca Misure in materia di controllo,
trasparenza e contenimento della spesa relativa ai costi della
politica'.
Nello schema di bilancio vengono riportati gli stanziamenti di
competenza così come stabiliti nella seduta del Consiglio di
Presidenza n. 2 del 28 dicembre 2017, con le variazioni tecniche di
recente approvate nella seduta n. 8 del 19 aprile 2018.
Il documento che si offre all'approvazione dell'Aula reca altresì
le previsioni di competenza del Fondo pluriennale vincolato come
risultante dalle deliberazioni degli aggregati di bilancio,
unitamente agli allegati previsti dalla normativa.
Nel rispetto della previsione di legge la dotazione annuale a
carico del bilancio regionale per il 2018 si attesta a 139 milioni
di euro, inferiore rispetto a quella prevista per il 2017, pari a
143 milioni di euro. Quindi, rispetto all'anno scorso vi è un
contenimento di spesa di 4 milioni di euro.
Tale stanziamento era stato originariamente previsto in euro 140
milioni per l'anno 2018 nello schema di bilancio approvato,
appunto, al momento del nostro insediamento, sulla scorta dei dati
forniti dal precedente Collegio nella seduta del 28 dicembre 2017,
però è stato su precisa indicazione del presidente Miccichè,
dell'intero Consiglio di Presidenza, che il Collegio dei Questori
ha immediatamente recepito ed ulteriormente decurtato di 1 milione
per quest'anno ed è prevista analoga riduzione per gli anni
immediatamente successivi.
L'intero Collegio dei Questori auspica che non ci si fermi solo a
ribadire questa diminuzione per l'anno successivo e per gli altri
due anni, ma che nel corso del prossimo biennio si possa
ulteriormente incidere scendendo quanto meno di 1 ulteriore milione
per ogni anno.
La decurtazione di 4 milioni di euro, rispetto al 2017, è
evidentemente espressione di una misura di risparmio che però
risale a disposizioni del 2013. Tale importo, ad eccezione della
dotazione per l'anno 2017, corrispondente a quella del 2016,
conferma appunto nei fatti questa decurtazione di 3 milioni di euro
della dotazione ordinaria di competenza dell'anno 2016, rispetto a
quella dell'esercizio 2015. Questa riduzione si aggiunge alla
riduzione di 3 milioni di euro rispetto all'anno precedente, nonché
a quella di 3.200.000,00 euro che era stata operata nel 2014. Non
dobbiamo neanche dimenticare che vi era stata una riduzione di 10
milioni di euro nel 2013 a seguito delle misure di risparmio
adottate all'inizio della precedente legislatura.
E' importante sottolineare che nonostante la contrazione della
dotazione ordinaria prevista dalla legge regionale n. 1/2014 il
presente documento consente, comunque, di far fronte agli aumentati
oneri che derivano dalla necessità di effettuare sempre più gravosi
e significativi interventi di restauro e manutenzione straordinaria
del complesso monumentale Palazzo dei Normanni che, si ricorda, ha
ottenuto l'importante riconoscimento UNESCO, essendo stato inserito
fra i siti patrimonio mondiale dell'umanità.
Ma non dobbiamo altresì dimenticare che le disposizioni in materia
di sicurezza indicano questo Palazzo come possibile obiettivo di
attentati terroristici che impone, evidentemente, una maggiore
attenzione alle misure di sicurezza con un'inevitabile aumento
delle spese.
Il conseguimento di questo risultato richiede un impegno notevole
e ha richiesto un impegno notevole se si tiene conto della rigidità
della spesa dell'Assemblea che, quasi per il 90 per cento, è
costituita da obbligazioni assunte in forza di contratti vigenti e
di disposizioni di legge.
Con questo documento il Collegio dei Deputati Questori ha ritenuto
di scrivere nel bilancio di previsione 2018 una significativa quota
di avanzi deliberati in anni precedenti per interventi straordinari
volti appunto alla ristrutturazione del Palazzo, al fine di
renderne effettiva la fruizione agli utenti ed alla collettività e
di provvedere degnamente alla tutela di questo monumento di
proprietà del demanio regionale, nonché di prevedere specifici
Fondi rischi al fine di dotare le scritture contabili
dell'Assemblea degli strumenti idonei a fare fronte alle esigenze
poste dalla nuova normativa contabile e da eventuali spese
impreviste derivanti da contenziosi ed oneri, tra l'altro così come
specificatamente suggerito ed indicato nei giudizi di parifica
della Corte dei Conti.
L'articolo 12 della legge regionale n. 1/2014 ha inoltre imposto
l'adozione da parte dell'Assemblea di misure idonee a ridurre nel
triennio 2014/2016 del 10 per cento, rispetto ai dati previsionali
2013, la spesa destinata al proprio funzionamento. Se noi
confrontiamo i dati del bilancio 2013 la spesa interessata dalla
disposizione legislativa ammonta ad euro 80.498.000,00 euro e,
quindi, la riduzione del 10 per cento operata nel triennio
2014/2016 è di euro 8.050.000,00 euro, ovvero di 2.683.266,67 euro
all'anno. Nel complesso, quindi, con lo schema del bilancio che si
sottopone all'approvazione dell'Aula, la previsione di spesa nelle
voci interessate alla citata disposizione registra una riduzione
significativa a regime di ben il 31,02 per cento sul dato analogo
previsto dalle disposizioni di cui all'articolo 12 predetto, a
valere sul dato iniziale del 2013.
L'esercizio finanziario 2018 che viene inserito appunto nel
triennio 2018/2020 che si sottopone all'approvazione dell'Aula
rimane al di fuori della stessa previsione di tale normativa.
Tuttavia, noi con la stessa abbiamo cercato di confermare il trend
di risparmio operativo voluto dalla norma regionale con una minore
spesa complessiva prevista per il 2018 di 24.972.800,00 euro
rispetto all'anno 2013. In relazione alle voci comparate
interessate dalla legge regionale 1/2014, pari alla differenza tra
euro 80.498.000,00 del 2013 ed euro 55.525.200,00 nel corrente
esercizio.
La riduzione di spesa più consistente viene confermata nelle voci
degli emolumenti complessivi ai dipendenti di ruolo che da una
previsione di 36.850.000,00 euro nel 2013 scende a 26.353.500,00
che è un importo sostanzialmente analogo a quello iscritto per
l'anno precedente e questo grazie all'accordo che si è raggiunto
con l'organizzazione sindacale dei lavoratori, dei dipendenti di
quest'Assemblea che io torno a ringraziare per il grande spirito di
collaborazione che hanno dimostrato con il Presidente, con il
Consiglio di Presidenza e con il sottoscritto come delegato per la
trattativa, che ha permesso di ripristinare i tetti con qualche
piccola eccezione.
Questa riduzione di spesa, purtroppo, deve fare fronte ad un certo
incremento della spesa delle pensioni, a seguito del collocamento
in quiescenza di alcune unità di personale che, non tanto per
quest'anno perché nessuno dei dipendenti fino ad ora ha scelto
questa via, anche per questo li ringrazio, quanto per l'anno
precedente.
Il documento di bilancio viene redatto su base triennale ed
accoglie accanto agli stanziamenti previsti in entrata ed in uscita
per il 2018, i corrispondenti stanziamenti previsti anche per gli
anni 2019 e 2020. Gli importi sono stati elaborati tenendo conto
dei provvedimenti di spesa già adottati in precedenza, frutto di
contratti pluriennali e, quindi, rispetto ai quali non potevamo
adottare alcun provvedimento se non quello di recepire i dati e di
quelli in corso di perfezionamento, nonché delle decisioni aventi
riflessi economici nel triennio.
La presente relazione viene messa a disposizione dei colleghi,
così come gli allegati che sono: a) il prospetto esplicativo del
presunto risultato di amministrazione; b) il prospetto concernente
la composizione, per missioni e programmi, del Fondo pluriennale
vincolato per ciascuno degli esercizi considerati nel bilancio di
previsione; c) il prospetto concernente la composizione del Fondo
crediti di dubbia esigibilità per ciascuno degli esercizi
considerati nel bilancio di previsione; d) il prospetto
dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento.
Si sottopone, pertanto, questo bilancio all'approvazione
dell'Aula.
PRESIDENTE. Ringrazio i Deputati Questori, Assenza, Bulla e
Siragusa per il lavoro che hanno svolto. Prima di iniziare la
votazione vorrei ricordare ai colleghi il fatto che, pur avendo un
minor costo dal numero minore dei deputati che, per la prima volta,
abbiamo in quest'Aula, il minor costo dei deputati sarebbe stato
superiore di poco ai 2 milioni, invece, il bilancio di quest'anno
dell'Assemblea è di 4 milioni in meno rispetto all'anno passato.
Credo che anche questo sia un segnale di cui ringrazio i Questori.
Un altro sforzo che stiamo facendo proprio in funzione di quella
spending review in cui tutto il Paese è assolutamente impegnato ed
anche noi abbiamo fatto la parte che dovevamo fare.
Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione generale.
Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame del Documento contabile numero 154.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese correnti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in conto
capitale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Fondo di cassa all'1/01/2018.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Titolo 2 - Trasferimenti correnti.
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
Imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 2 -Trasferimenti correnti è approvato)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie.
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)
Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale.
Si dà lettura della Tipologia 300 Altri trasferimenti in conto
capitale
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro.
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di giro
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
approvato)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione.
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica, finanziaria,
programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione è
approvata)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti.
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 20 - Fondi e accantonamenti è approvata)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi.
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e partite
di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 99 - Servizi per conto terzi è approvata)
Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo generale
delle Spese per Missioni e degli Allegati, ponendo in votazione
l'intero Documento numero 154 con gli annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Grazie ancora ai Deputati Questori per l'ottimo
lavoro che è stato fatto. Vi ringrazio e speriamo gli i prossimi
anni possa essere ancora tutto così fatto bene, con il clima giusto
che era necessario perché si facesse bene Grazie onorevole
Assenza.
interno (Doc. I)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Seguito della discussione della proposta di modifica al
Regolamento interno (Doc. I)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il punto III dell'ordine del
giorno reca: Seguito della discussione della proposta di modifica
al Regolamento interno (Doc. I).
Mi permetto di accantonarlo perché non mi sembra che ci siano i
numeri in Aula avendo bisogno per essere approvato di 36 voti
favorevoli e, in questo momento, non ci sono neanche 36 deputati
presenti, per cui lo accantoniamo e lo proporremo più tardi nel
momento in cui l'Aula consentirà di poterlo apprezzare.
di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020'
(n. 230-230bis/A) e 'Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2018. Legge di stabilità regionale' (n. 231/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n.
230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge «Bilancio di previsione della
Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n. 230-230bis/A)
(Seguito) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A) (Seguito).
Invito i componenti la Commissione Bilancio' a prendere posto
nell'apposito banco.
Manca tutta l'intera Commissione Bilancio'. Nell'attesa che
arrivino, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 9.57, è ripresa alle ore 10.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito la Commissione Bilancio a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Congedi
Comunico che gli onorevoli Schillaci e La Rocca Ruvolo hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, permettetemi di dare un saluto, visto che è la
prima volta che lo vedo in Parlamento, al neo assessore Tusa.
Assessore, benvenuto.
di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020'
(n. 230-230bis/A) e 'Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2918. Legge di stabilità regionale' (n. 231/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Seguito della discussione dei disegni di legge «Bilancio di
previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n.
230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A)
PRESIDENTE. Riprende la discussione dei disegni di legge «Bilancio
di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020»
(n. 230-230bis/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (n. 231/A).
Si procede con l'esame del disegno di legge Bilancio di
previsione della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020 (n.230-
230bis/A) , posto al numero 1).
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto al
banco delle Commissioni.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, Assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, alcune considerazioni preliminari a compendio di quelle
svolte ieri dal Presidente della Regione che attengono ai profili
di questo bilancio e di questa manovra complessivamente articolata
nel bilancio, nel disegno di legge di stabilità e nel disegno di
legge collegato, già all'esame della Commissione Bilancio .
Sul punto, tre brevi considerazioni e - se mi è consentito -
vorrei depositare ben più articolati ragionamenti di tipo
contabilistico avuto riguardo al tenore delle considerazioni svolte
da alcune delle forze politiche intervenute ieri in ordine alle
coperture.
Proprio in ordine alle coperture, la relazione che presentiamo
indica chiaramente le piene compatibilità delle scelte adottate in
ordine alla copertura delle entrate dovute, in parte, agli
incrementi delle previsioni come la tassa sul bollo ed altre fonti
che vengono puntualmente indicate, come ritenute sugli interessi
sui redditi capitale, imposta sostitutiva dei redditi derivanti
dalla rivalutazione dei fondi di trattamento di fine rapporto,
tasse e imposte ipotecarie, e quindi la copertura che è stata
revocata in dubbio dall'intervento dell'onorevole Cracolici trova,
invece, conforto, nelle considerazioni che sono state presentate
con la relazione che deposito.
Un'ultima considerazione concerne alcune critiche, che pur
legittime, svolte da alcuni parlamentari sull'esercizio del potere
regolamentare da parte del Governo. E questo sul punto è molto
chiara.
Già in sede di Commissione Bilancio la precisazione è stata
svolta nel senso che la delega che viene indicata è una delega
puntuale, articolata e che, pertanto, trova piena compatibilità con
l'ordinamento giuridico regionale, non solo con l'articolo 12 dello
Statuto ma anche con la prassi legislativa di questa Assemblea che
con la legge n. 19 del 2008 ha puntualmente disciplinato questa
materia.
Infine un'ultima considerazione, signor Presidente, sul tema del
taglio del 3 per cento.
Il taglio del 3 per cento, che è sancito dalla legislazione dello
Stato, riguarda l'intera spesa corrente della Regione al netto di
alcune previsioni.
Bene. Su questo non solo questo Governo ha immediatamente
contestato questo tipo di impostazione allo Stato, ma abbiamo anche
presentato un ricorso contro la legge di bilancio dello Stato.
Quindi, su questo il confronto è aperto in Assemblea ma certamente
molti, gran parte, dei tagli che sono fatti hanno un'unica matrice
quella di rispettare il 3 per cento sancito dalla legislazione
nazionale.
Ricordo che questo vincolo determina che laddove il 3 per cento
non sia rispettato, nel prossimo esercizio finanziario le risorse
sarebbero trattenute dallo Stato.
Ieri l'onorevole Di Mauro richiamava l'abnorme, ripeto abnorme,
prelievo che viene fatto sulle casse della Regione che comprime e
rende asfittica la finanza regionale in modo del tutto asimmetrico
rispetto ad altre parti del Paese.
Lo accerta, e concludo, l'ultima relazione della Commissione sul
federalismo fiscale del nostro Paese, depositata in Parlamento il
18 gennaio scorso.
Bene. Alla stregua di questa relazione si evince chiaramente che
mentre le Regioni speciali del Nord sono al di sopra della media
nazionale in ordine alla spesa pubblica complessiva laddove si
considera la spesa pubblica complessiva quello dello Stato, delle
Regioni, delle Province e dei Comuni.
Le regioni ordinare sono tutte nella media compresa anche la
regione speciale Sardegna. La Sicilia è al di sotto della media
nazionale del 16% ; questo dimostra che i siciliani percepiscono da
tutti gli enti pubblici territoriali un gettito che è inferiore in
media del 16% rispetto a quello degli altri cittadini delle altri
territori, sotto questo profilo sono pregiudicati.
Quindi, le misure introdotte la scorsa legislatura sono del tutto
ingiuste e a queste ci siamo opposti e ci opporremo nelle sedi
appropriate.
Con questi auspici e con questa relazione che deposito, può
cominciare la trattazione del bilancio.
PRESIDENTE. Ricordo che, ai sensi del decreto legislativo 118 del
2011 la nuova struttura del bilancio, ai fini dell'approvazione da
parte dell'Assemblea è organizzata, per le entrate, in Titoli' e
Tipologie' e, per la spesa, in Missioni' e Programmi'. Tipologie
e Programmi costituiscono le unità di voto ai fini
dell'approvazione.
Si inizia, quindi, l'esame del ddl n. 230-230 bis/A.
Entrate
Si inizia dall'esame dell'articolo 1, stato di previsione delle
Entrate.
Si passa all'esame dell'Allegato 2.
All'Allegato 2 Entrate non sono stati presentati emendamenti.
Così come previsto dal decreto legislativo 118 del 2011 e s.m.i.,
l'Assemblea procede all'approvazione delle singole Tipologie
all'interno di ciascun Titolo, così come emendate.
Si pone in votazione il Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione il Fondo pluriennale vincolato per conto
capitale. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione l'Utilizzo avanzo di Amministrazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si pone in votazione il Fondo di cassa all'1/01/2018. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame del Titolo 1 Entrate correnti di natura
tributaria contributiva e perequativa .
Si pone in votazione la Tipologia 101 Imposte, tasse e proventi
assimilati . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 102 Tributi destinati al
finanziamento della sanità . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 103 Tributi devoluti e
regolati alle autonomie speciali . Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione Tipologia 104 Compartecipazione di tributi .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, esaurito l'esame del Titolo 1, si passa
all'esame del Titolo 2
TRASFERIMENTI CORRENTI
Si pone in votazione la Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 102 Trasferimenti correnti da
famiglie . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
imprese . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 104 Trasferimenti correnti da
Istituzioni sociali private . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 105 Trasferimenti correnti
dall'Unione europea e dal resto del mondo . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, esaurito l'esame del Titolo 2, si passa
all'esame del Titolo 3
ENTRATE EXTRATRIBUTARIE
Si pone in votazione la Tipologia 100 Vendita di beni e servizi
e proventi derivanti dalla gestione dei beni . Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Proventi derivanti
dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli
illeciti . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 300 Interessi attivi . Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 400 Altre entrate da redditi da
capitale . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 500 Rimborsi ed altre entrate
correnti . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, esaurito l'esame del Titolo 3, si passa
all'esame del Titolo 4.
ENTRATE IN CONTO CAPITALE
Si pone in votazione la Tipologia 200 Contributi agli
investimenti . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 300 Altri trasferimenti in
conto capitale . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 400 Entrate da alienazione di
beni materiali e immateriali . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 500 Altre entrate in conto
capitale . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, esaurito l'esame del Titolo 4, si passa
all'esame del Titolo 5
ENTRATE DA RIDUZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
Si pone in votazione la Tipologia 100 Alienazione di attività
finanziarie . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Riscossione di crediti di
breve termine . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 300 Riscossione crediti di
medio-lungo termine . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 400 Altre entrate per riduzione
di attività finanziarie . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, esaurito l'esame del Titolo 5, si passa
all'esame del Titolo 6.
ACCENSIONE PRESTITI
Si pone in votazione la Tipologia 300 Accensione mutui e altri
finanziamenti a medio-lungo termine . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, esaurito l'esame del Titolo 6, si passa
all'esame del Titolo 9
ENTRATE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO
Si pone in votazione la Tipologia 100 Entrate per partite di
giro . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la Tipologia 200 Entrate per conto terzi .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Concluso l'esame dei titoli, si passa alla votazione dell'articolo
1.
Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo allegato, così
come emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2 del ddl 230-230 bis/A Stato di previsione
della spesa .
SPESE
Si passa all'esame dell'Allegato 4.
Comunico che all'Allegato 4 sono stati presentati gli emendamenti
contenuti nel relativo fascicolo.
Si passa all'esame degli emendamenti.
DI MAURO. Signor Presidente dichiaro di ritirare l'emendamento
BIL. 5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento BIL. 1, a firma degli onorevoli Assenza,
Ragusa ed Aricò.
PRESIDENTE. E' mantenuto?
ASSENZA. Ritiro l'emendamento BIL.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Comunico che è stato
presentato l'emendamento BIL.2, a firma degli onorevoli Palmeri ed
altri.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, spiego un
attimo la ratio di questo emendamento. Intanto faccio una premessa.
In Commissione Bilancio è stato approvato un emendamento per
incrementare le spese per i viaggi dell'assessore di 50 mila euro.
Ora, mi andrebbe pure bene se non fosse che la media dei viaggi per
l'assessore per tutti gli assessorati è circa 20 mila euro mentre
in Commissione Bilancio è stata incrementata di 50 mila euro,
quindi, siamo arrivati a 70 mila euro quasi, anzi più del triplo
rispetto a tutti gli altri assessori.
Ora, sicuramente non è per andare a togliere i soldi all'Assessore
per il turismo ma perché in effetti è dal 2013 che questa legge sul
premio Nicholas Green non è finanziata. Ci abbiamo provato tante
volte nella scorsa legislatura.
Per chi non lo sapesse ricordo che il premio Nicholas Green è un
premio dedicato ad un bambino di sette anni che è stato ucciso in
un attentato mafioso ed i cui organi sono stati donati a sette
italiani. E' una legge importante fatta proprio all'indomani di
questo attentato e che aiuta tantissimo nella sensibilizzazione
nelle scuole per i bambini.
Non sono dei fondi che vanno ad un'associazione, vorrei essere
chiara, sono fondi che vanno agli ambiti territoriali per province,
non ci sono associazioni di mezzo e sono tutte scuole che fanno
richiesta per partecipare appunto a questo avviso.
Dal 2013, da quando questa legge non è più finanziata, i dati
sulle donazioni sono diminuiti, tranne nel 2017 che il Centro
regionale per la donazione, sono 45 mila euro. Credo che un
incremento di 5 mila rispetto a tutti gli altri assessorati, per
l'Assessore per il turismo, possa andare bene. Sulla cifra possiamo
anche ragionare, però, è importante finanziare questo premio. Sono
5 mila euro per ogni provincia che poi vengono suddivisi nelle
varie scuole medie, superiori ed elementari. Penso che sia un bel
segnale andare a mettere questa piccola quota che, ripeto, magari
potrebbe sembrare simbolica a invece, a livello di
sensibilizzazione, è molto ma molto importante. Grazie.
PRESIDENTE. Scusate, è una spesa di 45 mila euro. Il parere della
Commissione?
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che non
soltanto per l'esiguità della cifra cioè 45 mila euro ma per la
finalità nobilissima, per la finalità di straordinaria importanza
che questo premio può dare nel senso dell'educazione alla cultura
della donazione.
Noi in Sicilia, in questi ultimi anni, abbiamo fatto in qualche
modo scuola nel nostro Paese, sembrava che i siciliani avessero
perso dopo l'esperienza straordinaria che viene proprio dalla
vicenda umana di questo bambino, deceduto per ragioni che sono note
alla cronaca, diversi anni fa, quindi, un premio di questo tipo che
viene introdotto attraverso una veicolazione nelle scuole non può
che contribuire ad aumentare la cultura, il senso della cultura
della donazione che vuole ricordare a me stesso la cultura della
vita e non la cultura della morte.
Per cui negare 45 mila euro ad un obiettivo di tale valenza e di
siffatta importanza per ciascuno di noi, credo che sarebbe una
segnale negativo da parte dell'Assemblea regionale siciliana.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Se però su ogni emendamento di 40 mila
euro facciamo dieci interventi questa Finanziaria la finiamo fra
due mesi.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, noi
siamo favorevoli, però lei è uomo di grande esperienza: è la
partenza che deve essere ottima quindi se la partenza è una
partenza condivisa penso che il percorso possa essere più agevolato
e confido nel fatto che l'assessore per l'economia possa trovare
una nuova fonte di finanziamento perché noi siamo favorevoli
all'iniziativa.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io sono assolutamente disponibile a
cambiare il Capitolo di copertura di questa spesa quindi se il
Governo e la Commissione sono d'accordo e riusciamo con un'altra
forma di finanziamento, magari accantoniamo un attimo l'emendamento
e alla fine dell'esame del bilancio
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. È evidente che le somme che sono
appostate a bilancio per esigenze dei viaggi dell'assessore sono
assolutamente fondate e quindi non è così che risolviamo il
problema prendendo da questa voce.
Noi abbiamo indicato, - se avessero parlato prima avremmo trovato
più facilmente la soluzione - una imputazione sul capitolo 472514
che è capiente rispetto ai programmi dello stesso Assessorato.
Pertanto su questo possiamo assolutamente risolvere la questione.
PRESIDENTE. Quindi come si sta chiudendo la questione? Con il
ritiro sulla base delle assicurazioni date?
ARMAO, assessore per l'economia. Se si riformula l'emendamento.
PRESIDENTE. Intanto andiamo avanti, appena è pronto lo rivediamo.
Si passa al BIL 3. E' assorbito dal BIL 2.
Si passa al BIL 20. E' fuori sacco, presentato dal Governo.
E'accantonato.
Pongo in votazione il subemendamento al BIL 2, le parole 470301
sono sostituite da 472514 , che immagino sia il nuovo capitolo da
cui vengono prese le risorse. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo il votazione il BIL 2 così come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al BIL 4 a firma degli onorevoli Barbagallo e Lupo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
capitolo che chiediamo di rimpinguare è quello relativo alla Legge
8 che sostiene le 42 federazioni siciliane, quindi lo sport non
soltanto di vertice e relativo alle grandi categorie, ma proprio lo
sport di base, i ragazzi, i settori giovanili, lo sport inteso come
formazione sociale.
Questo è un capitolo che diversi anni fa superava pure i 10
milioni di euro. Negli ultimi anni ha avuto un segnale, tra
virgolette, di risveglio. Noi crediamo che debba essere sostenuto e
accompagnato. Peraltro, tagliamo un capitolo, quello della
promozione dei prodotti agricoli, che lo scorso anno era molto
minore, quindi ha subìto un incremento consistente e pertanto
chiediamo che venga tagliato quello.
Sostanzialmente, impinguando il capitolo della legge n. 8
garantiamo un maggiore sostegno alle attività giovanili, alla
promozione dello sport, soprattutto, verso i settori giovanili.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Bil 4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento Bil 6 è assorbito.
Si passa all'emendamento Bil 21, a firma della Commissione.
Il Presidente della Commissione intende illustrarlo?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, togliamo un milione dal
fondo dell'informatica e lo mettiamo sulle modifiche contabili che
si devono andare a fare. Serve per chiudere il problema del
trasporto su gomme, dall'informatica. E' già concordato con
l'Assessore.
PRESIDENTE. Quindi, il Governo è anche favorevole.
Onorevoli colleghi, era stato dimenticato di rifinanziare
l'articolo. L'Assessore sta provvedendo a correggere.
Assessore, pare che sia finanziata in finanziaria direttamente,
per cui non c'è bisogno. Quindi, lo dobbiamo apprezzare.
Pongo in votazione l'emendamento Bil 21 presentato dalla
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dobbiamo rivedere l'emendamento Bil 20. Onorevole Savona, il Bil
20.
Sia la Commissione che il Governo sono favorevoli. Essendo un
emendamento un po' complesso, se volete, possiamo anche sospendere
cinque minuti.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, chiedo che l'Assessore, anche
attraverso gli uffici, ovviamente, su questa tabella un po'
complessa, faccia una verifica e lo illustri all'Aula.
Faccio un esempio per tutti: togliamo 404 mila euro per le spese
destinate a finanziare la compartecipazione allo screening
neonatale, la compartecipazione della Regione. Io credo che siano
temi sensibili su cui dobbiamo capire se gli Uffici sono certi di
quello che hanno scritto oppure sono tagli indiscriminati.
PRESIDENTE. Allora, siccome l'Assessore ha ricevuto l'emendamento
dagli Uffici pochi minuti fa, sospendo la seduta per cinque minuti
in attesa che l'Assessore approfondisca la questione.
(La seduta, sospesa alle ore 10.36, è ripresa alle ore 11.06)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono due correzioni da
apportare sull'emendamento BIL. 2.1. Il capitolo non è il 472514,
come abbiamo scritto prima, ma è il 212514, sembra che si tratti di
un mero errore tecnico, la stessa cosa è per il BIL. 4, il capitolo
non è il 342525 ma è il 212514. Queste correzioni sono state fatte.
Si passa all'emendamento BIL. 20.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, volevo chiederle se il Governo può
illustrare questo emendamento perché è un po' complesso. Mi pare di
avere letto negli occhi dell'Assessore un atteggiamento terreo e mi
sembra una manovra che deve essere spiegata, che non è passata dal
bilancio perché si va ad incidere sulla quota integrativa a carico
della Regione e delle assegnazioni di parte corrente del Fondo
sanitario nazionale, vorremmo capire cosa si va a fare, anche
perché leggiamo una serie di tagli, in particolar modo leggo qui
tra i tagli quello relativo alla destinazione per lo screening
neonatale.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana facciamolo illustrare. Se ci sono
cose che non vanno poi lei interviene di nuovo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'assessore Razza per
illustrare l'emendamento.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, illustro molto brevemente l'emendamento che è stato
presentato e che ha natura meramente compensativa rispetto alle
attese che gli uffici dell'Assessorato regionale alla salute
avevano rappresentato all'Assessorato all'economia per essere in
linea con le esigenze del 2018, anche in relazione ai singoli
capitoli che sono stati utilizzati nell'anno 2017.
Per quanto riguarda la sollecitazione in ordine a tutte le
attività di screening e a tutte le attività che possono essere
allocate sui fondi del PSN la scelta strategica che ha fatto
l'Assessorato, anche avendo a disposizione una importante
intervento di circa 67 milioni di euro su fondi PSN che nell'anno
2017 non erano stati impegnati, è stato quello di non gravare sul
Fondo sanitario per tutto ciò che in termini di screening,
prevenzione o progetti può essere utilizzato attivando in maniera
sapiente la attività del piano sanitario nazionale attraverso le
progettualità.
Quindi si tratta soltanto di un emendamento a compensazione
interna di tutti i capitoli che ha la funzione contabile di
raggiungere la stessa attivazione del 2017, tenendo conto della
crescita dell'aumento del fondo sanitario per via del piano di
riparto nazionale approvato dalla Conferenza Stato-Regione che vede
crescere non la compartecipazione in termini percentuali ma che
vede crescere il valore assoluto del contributo da parte dello
Stato e quindi in completezza del piano sanitario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Concluso l'esame degli emendamenti, così come previsto dal decreto
legislativo 118 del 2011 e s.m.i., si procede all'approvazione dei
singoli Programmi all'interno di ciascuna Missione, così come
emendati.
Si inizia dall'esame della Missione 0 - Disavanzo finanziario.
Si pone in votazione il Programma 0 - Disavanzo finanziario
(E' approvato)
Si passa all'esame della Missione 1 - Servizi istituzionali,
generali e di gestione.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Organi istituzionali.
(E' approvato)
Programma 2 Segreteria Generale.
(E' approvato)
Programma 3 Gestione economica, finanziaria, programmazione e
provveditorato
(E' approvato)
Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali
(E' approvato)
Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali
(E' approvato)
Programma 6 Ufficio tecnico
(E' approvato)
Programma 7 elezioni e consultazioni popolari - anagrafe e stato
civile
(E' approvato)
Programma 8 Statistica e sistemi informativi
(E' approvato)
Programma 10 Risorse umane
(E' approvato)
Programma 11 Altri servizi generali
(E' approvato)
Programma 12 Politica regionale unitaria per i servizi
istituzionali, generali e di gestione
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della
Missione 4 Istruzione e diritto allo studio.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Istruzione prescolastica
(E' approvato)
Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria
(E' approvato)
Programma 3 Edilizia scolastica
(E' approvato)
Programma 4 Istruzione universitaria
(E' approvato)
Programma 5 Istruzione tecnica superiore
(E' approvato)
Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione
(E' approvato)
Programma 7 Diritto allo studio
(E' approvato)
Programma 8 Politica regionale unitaria per l'istruzione e il
diritto allo studio
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 4, Si passa all'esame della
Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 2 Attività culturali e interventi diversi nel settore
culturale
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sport e tempo libero
(E' approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport e
il tempo libero
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
Missione 7 Turismo.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo.
(E' approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo.
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio
(E' approvato)
Programma 2 Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di
edilizia economico - popolare
(E' approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'assetto del
territorio e l'edilizia abitativa
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 8, si passa all'esame della
Missione 9 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e
dell'ambiente.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Difesa del suolo
(E' approvato)
Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale
(E' approvato)
Programma 3 Rifiuti
(E' approvato)
Programma 4 Servizio idrico integrato
(E' approvato)
Programma 5 Aree protette, parchi naturali, protezione
naturalistica e forestazione
(E' approvato)
Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche
(E' approvato)
Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento
(E' approvato)
Programma 9 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame della
Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Trasporto ferroviario
(E' approvato)
Programma 2 Trasporto pubblico locale
(E' approvato)
Programma 3 Trasporto per vie d'acqua
(E' approvato)
Programma 4 Altre modalità di trasporto
(E' approvato)
Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali
(E' approvato)
Programma 6 Politica regionale unitaria per i trasporti e il
diritto alla mobilità
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della
Missione 11 Soccorso civile
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sistema di protezione civile
(E' approvato)
Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali
(E' approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per il soccorso e la
protezione civile
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido
(E' approvato)
Programma 2 Interventi per la disabilità
(E' approvato)
Programma 3 Interventi per gli anziani
(E' approvato)
Programma 4 Interventi per soggetti a rischio di esclusione
sociale
(E' approvato)
Programma 5 Politica regionale unitaria per le relazioni
finanziarie con le altre autonomie territoriali
(E' approvato)
Programma 6 Interventi per il diritto alla casa
(E' approvato)
Programma 7 Programmazione e governo della rete dei servizi socio-
sanitari e sociali
(E' approvato)
Programma 8 Cooperazione e associazionismo
(E' approvato)
Programma 10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali e
la famiglia
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della
Missione 13 Tutela della salute.
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario
corrente per la garanzia dei LEA
(E' approvato)
Programma 2 Servizio sanitario regionale - finanziamento
aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA
(E' approvato)
Programma 3 Servizio sanitario regionale - finanziamento
aggiuntivo corrente per la copertura per lo squilibrio di bilancio
corrente
(E' approvato)
Programma 4 Servizio sanitario regionale - ripiano di disavanzi
sanitari relativi ad esercizi pregressi
(E' approvato)
Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti sanitari
(E' approvato)
Programma 6 Servizio sanitario regionale - Restituzione maggiori
gettiti SSN
(E' approvato)
Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria
(E' approvato)
Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela della salute
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della
Missione 14 Sviluppo economico e competitività
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Industria, PMI e artigianato
(E' approvato)
Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela dei consumatori
(E' approvato)
Programma 3 Ricerca e innovazione
(E' approvato)
Programma 4 Reti e altri servizi di pubblica utilità
(E' approvato)
Programma 5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico
e la competitività
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della
Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione professionale
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro
(E' approvato)
Programma 2 Formazione professionale
(E' approvato)
Programma 3 Sostegno all'occupazione
(E' approvato)
Programma 4 Politica regionale unitaria per il lavoro e la
formazione professionale
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della
Missione 16 Agricoltura politiche agro - alimentari e pesca
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Sviluppo del settore agricolo e del sistema
agroalimentare
(E' approvato)
Programma 2 Caccia e pesca
(E' approvato)
Programma 3 Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i
sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 16, s passa all'esame della
Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Fonti energetiche
(E' approvato)
Programma 2 Politica regionale unitaria per l'energia e la
diversificazione delle fonti energetiche
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 17, si passa all'esame della
Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Relazioni finanziarie con le altre autonomie
territoriali e locali
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della
Missione 19 Relazioni internazionali
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazioni allo sviluppo
(E' approvato)
Programma 2 Cooperazione territoriale
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 19, Si passa all'esame della
Missione 20 Fondi e accantonamenti
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Fondo di riserva
(E' approvato)
Programma 2 Fondo crediti di dubbia esigibilità
(E' approvato)
Programma 3 Altri fondi
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 20, si passa all'esame della
Missione 50 Debito pubblico
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Quota interessi ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari
(E' approvato)
Programma 2 Quota capitale ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della
Missione 60 Anticipazioni finanziarie
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria
(E' approvato)
Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della
Missione 99 Servizi per conto terzi
Si pongono in votazione i seguenti programmi, come emendati:
Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro
(E' approvato)
Programma 2 Anticipazioni per il finanziamento del Sistema
Sanitario Nazionale
(E' approvato)
Concluso l'esame dell'Allegato 4, si passa alla votazione
dell'articolo 2 con il relativo allegato così come emendato.
(E' approvato)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 3.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 4 (Totale generale del
bilancio triennale).
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa quindi all'esame dell'articolo 5.
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si sospende l'esame del disegno di legge del bilancio a
legislazione vigente, prima del voto finale, per passare all'esame
del disegno di legge n. 231/A, Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale .
L'esame e l'approvazione del disegno di stabilità regionale segue
il consueto iter relativo ai disegni di legge. Si inizia, quindi,
con la discussione dell'articolato, con i relativi emendamenti, che
sono posti separatamente in votazione.
Sono in distribuzione i fascicoli, pertanto sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11.20, è ripresa alle ore 11.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati distribuiti i fascicoli
degli emendamenti.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori,
non so se il presidente Musumeci, ha letto
MUSUMECI, presidente della Regione. Sì, l'ho letto anch'io.
DI MAURO. l'articolo che c'è oggi sul Giornale di Sicilia a
proposito dell'eolico, fotovoltaico Via libera agli impianti
nell'Isola. Si sbloccano oltre 2.500 progetti. . Credo che sia un
articolo che ci porta indietro negli anni e vedo, leggendo
l'articolo, che c'è una giustificazione che è riferita al fatto che
la Regione avrebbe adottato un piano di rispetto e di tutela
ambientale per cui, al di fuori di questo piano, è possibile
rilasciare le concessioni.
Io la invito, Presidente, a dare un'occhiata a questo piano perché
è molto ristretto, sono indicate zone per cui c'è già sancita, per
norma di legge nazionale e regionale, l'incompatibilità assoluta e
mi pare che il Governo precedente abbia adottato uno studio che è
molto superficiale rispetto a quello che sono le vere esigenze a
proposito dell'energia eolica in Sicilia.
Io credo che questo Governo debba immediatamente agire perché
questa aggressione al territorio, perché non è fotovoltaico è anche
eolico, debba essere subito fermata, debba essere rivisto il piano
paesaggistico secondo le disposizioni e le direttive europee che
sancisce, ovviamente, un'indicazione ben precisa per quelli che
debbono essere le zone sottoposte a vincolo e, immediatamente,
agire affinché questa aggressione venga fermata perché non c'è
dubbio che se da un lato qualcuno immagina di avvantaggiare qualche
ditta, spesso nemmeno siciliane, non c'è dubbio che il danno che si
arreca all'ambiente, al nostro territorio, all'immagine della
Sicilia sia devastante.
E' un compito del Governo, credo che su questo il Parlamento sarà
certamente d'accordo, lo è stato in passato e la invito, pertanto,
ad attivarsi affinché venga bloccato il sistema di realizzazione di
questi impianti. Grazie Presidente.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Onorevole Di Mauro, questo
Governo attribuisce grande importanza all'energia pulita che
riteniamo un bene da valorizzare, ma al tempo stesso riteniamo bene
da valorizzare e da tutelare il paesaggio che lo è, come sa, sin
dal 1939 contemplato nella produzione legislativa italiana.
Ho letto anch'io, come lei, questa mattina sul giornale del
provvedimento adottato dal Governo centrale e che, di conseguenza,
libererebbe e consentirebbe, anche in Sicilia, di dar seguito alle
istanze presentate per impianti eolici e fotovoltaici.
Poiché dobbiamo impedire le devastazioni e le aggressioni che
negli anni passati abbiamo subito, io condivido con lei, ma già il
Governo è orientato in questo senso, ad adottare una sintetica
norma, se l'Aula è d'accordo, che sospenda gli effetti del
provvedimento nazionale in attesa che la Regione si doti di uno
strumento di pianificazione, vedremo se piano paesaggistico o se
piano energetico, che possa individuare le aree nelle quali deve
assolutamente essere impedita la realizzazione di impianti eolici,
tenuto conto della ventosità delle aree, tenuto conto del contesto
naturalistico e di una serie di elementi che non possono,
assolutamente, essere pregiudicati da iniziative sprovvedute,
superficiali e non programmate.
Il Governo, quindi, sta abbozzando un emendamento che se l'Aula
vorrà potrà benissimo votare in attesa, naturalmente entro tre,
quattro mesi, di dotarci di uno strumento di pianificazione e poi
dare seguito alle procedure per quanti intendono realizzare
impianti eolici ed impianti fotovoltaici senza con questo
pregiudicare assolutamente l'equilibrio del paesaggio.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Riprende la discussione del disegno di legge n. 231/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 1. Ne do
lettura:
Articolo 1.
Disposizioni per l'Ente Acquedotti Siciliani in
liquidazione.
Disposizioni per l'emergenza idrica della città di
Messina
1. Le procedure di cui al comma 2 dell'articolo 4 della
legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 devono essere
completate entro e non oltre il 31 ottobre 2018.
2. La gestione residua delle reti idriche e degli
impianti di cui al comma 1 dell'art. 4 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16 rimane in carico all'Ente
Acquedotti Siciliani in liquidazione sino al
completamento delle attività di cui al comma 5.
3. Le procedure previste all'articolo 4 comma 4, della
legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 sono attuate con
tempi e con modalità compatibili con le attività ed i
termini di cui al comma 1, al fine di assicurare il
regolare espletamento del servizio idrico e comunque non
oltre il 31 dicembre 2019.
4. L'articolo 4, comma 7, della legge regionale 11
agosto 2017, n. 16 trova applicazione a far data dal
completamento della consegna di reti idriche ed impianti
da parte dell'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione,
ed in ogni caso entro e non oltre il 31 ottobre 2018.
5. Disposizione stralciata dalla Presidenza
dell'Assemblea nella seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile
2018.
Comunico che gli emendamenti presentati all'articolo 1 sono tutti
soppressivi per cui porrò in votazione il mantenimento
dell'articolo 1 che, ovviamente, fa decadere tutti gli emendamenti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come Partito
Democratico non abbiamo proposto emendamenti all'articolo 1, però
in sede di dibattito è giusto precisare che a nostro giudizio
questo è un articolo che per usare un gergo calcistico serve a fare
melina, cioè, spostiamo la palla più avanti e forse anche un po'
più indietro in un settore ed una problematica che negli anni è
stata affrontata, a mio giudizio, di recente con una buona legge
che è la n. 16 del 2017, in particolare l'articolo 4, che aveva
dato termini perentori per la consegna delle reti e per gli
obblighi nei confronti dei comuni.
Questo dell'EAS è un debito ed un costo che ogni anno ammonta,
secondo i calcoli della Regione, e lo voglio ricordare ai colleghi,
a 17 milioni di euro.
A seguito dell'approvazione dell'articolo 4, lo scorso Governo
regionale, nel mese di ottobre, si fece carico di fare la diffida
ai 27 comuni e questo Governo regionale con un decreto del 27
dicembre ha nominato i commissari per la consegna delle reti.
Credo, onorevole Presidente e assessore Cordaro, che la
circostanza che su sedici commissari quindici abbiano rinunciato e
si sia insediato soltanto un commissario, che poi ha rinunciato
pure, credo che sia un fatto di una gravità inaudita, e la
circostanza che il Governo aveva proposto in finanziaria il termine
del 30 giugno per la consegna delle reti, che poi con un
emendamento votato dalla maggioranza in Commissione è stato
spostato al 31 ottobre, e questo spostamento costa alla Regione che
è obbligata, solidale nei confronti di Siciliacque ben 4 milioni di
euro, credo che imponga un ragionamento attento, approfondito ed
anche perentorio in ordine anche all'elenco da cui attingere i
commissari, perché, evidentemente, nel meccanismo fra elenco credo,
signor Presidente, che sia quello che faccia riferimento ai
commissari per i rifiuti e non per le acque ci sia anche un
approfondimento da fare.
Un'ultima cosa la chiederei all'assessore Armao perché visto che
c'è questo costo di 17 milioni di euro dei comuni che rientrano
nell'EAS, le somme a valere di quale Capitolo sono se poi noi
rimpinguiamo il bilancio dell'EAS oppure alimentiamo il contenzioso
con Siciliacque.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'EAS è un ente
che è stato sciolto nel 2004 e ricordo quando ero assessore che
l'allora commissario mi presentò una parcella di circa 400 mila
euro l'anno, noi naturalmente ci siamo opposti; credo che ci sia
ancora in corso un contenzioso, e la liquidazione dell'EAS con
quest'anno compie 14 anni.
Il problema non è soltanto questo, che è veramente inverosimile
che una liquidazione possa durare 14 anni, il problema che si pone
con questo articolo, che ovviamente noi approveremo perché siamo in
una condizione di gestione credo alle ultime battute, è che viene
meno il principio della unicità del servizio che è un principio
sacrosanto stabilito dall'articolo 147 del D. Lgs. 151 del 2006 e
non di unitarietà del servizio, per cui noi in Sicilia, a fronte di
un indirizzo ben specifico, abbiamo tre modalità di servizio: uno
dei Comuni, uno dell'EAS e uno dei Consorzi, cosa che non è
possibile.
Ma non solo questo, ma non avere definito il percorso legislativo
dell'affidamento del servizio, qualunque esso sia, signor
Presidente, impone una seria riflessione su quello che è il tema
degli interventi, noi non potremmo utilizzare le risorse fin quando
non abbiamo, con legge, stabilito a chi è affidato il servizio
idrico in Sicilia.
Quindi non solo non riusciamo a fare gli interventi e quindi
abbiamo ancora spreco nell'acqua, spreco nelle tubazioni del
liquido prezioso che è l'acqua, in più abbiamo anche, signor
Presidente della Regione, la perdita del valore di quelle che sono
le risorse, perché un conto è fare un investimento oggi di 10
milioni di euro, un conto è farlo fra 3 anni.
Bene tutto questo risale alla legge 10 del 1999, di questa
Regione, che ancora non è stata attuata, che ha visto la scorsa
legislatura, - mi riferisco all'intervento di poc'anzi
dell'onorevole Barbagallo - di una legge che affidava il servizio
che è stata per intero impugnata dal Governo nazionale e poi,
ovviamente anche a seguire, bocciata da parte della Corte
Costituzionale che impone a questo Governo e a questo Parlamento
una seria riflessione e una decisione sull'affidamento del
servizio.
Se non facciamo questo noi non potremmo utilizzare le risorse, noi
non potremmo determinare l'utilizzo dei posti di lavoro, non
potremmo determinare la fine della perdita dell'acqua e in più
avremo tutto in Sicilia ad essere l'unica Regione che non ha
sistemato rispetto a tutte le altre quello che è il servizio della
rete idrica.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'articolo 1 è l'inizio, diciamo, cominciamo con una proroga, una
dilatazione dei tempi, ma poi al di là delle scelte che si fanno,
per carità, io non avrei sicuramente cominciato una legge di
stabilità, una legge finanziaria della prima di questo Governo, con
un articolo del genere, però dico una cosa, sta anche al fatto che
dovremo scriverle in maniera comprensibile poi queste norme,
altrimenti poi diventa un problema per tutti, io per esempio leggo,
e mi aspetto che il Governo in qualche modo intervenga con un
emendamento quanto meno, perché il comma 2 mi rimanda al
completamento delle attività di cui al comma 5, che poi la
Presidenza ha stralciato, quindi ora io se dovessi leggere nella
sua interezza l'articolo per come è oggi, praticamente non lo
ritrovo, il capolavoro però lessicale..
PRESIDENTE. Deve intendersi comma 1, è un refuso materiale.
CANCELLERI. Benissimo, però il capolavoro si raggiunge nel terzo
comma, dove si fa un rimando al comma 1 per quanto riguarda i tempi
e le modalità compatibili e quindi al 31 ottobre del 2018, salvo
poi dire che comunque per il regolare espletamento del servizio si
può arrivare anche a non oltre il 31 dicembre del 2019'. Cioè i
limiti sono così, noi li possiamo spostare come vogliamo.
È chiaro che è un articolo che serve semplicemente per prendere
tempo, è normale, diamo la possibilità, comunque non creiamo una
disfunzione, diamo la possibilità di allargare un attimo i tempi,
il Governo si è insediato da poco, si devono ancora prendere le
misure.
E' chiaro. Questo è chiaro ed è comprensibile a tutti e credo che
non ci siano problemi di nessun tipo. Però dico, onorevole
Presidente, mi rivolto a lei, ma soprattutto ai membri della
Commissione Bilancio .
Abbiamo gli uffici di questa Assemblea che fanno, quando non
lavoriamo, loro lavorano, anche per noi e continuano a fare
relazioni che spesso e volentieri vengono messe sotto i piedi, e di
questo me ne dispiaccio come uomo dell'Ufficio di Presidenza,
rispetto a quelle che sono le persone che ci accompagnano in questo
percorso e lo fanno con professionalità e spesso non dicendo
neanche quello che pensano davvero. Se potessero parlare qualche
volta, in maniera libera cosa riusciremmo a sentire
Però dico quanto meno riusciamo a scrivere le cose in un italiano
che sia comprensibile, in un modo per il quale poi il resto
d'Italia possa anche comprendere le norme in maniera normale e
seria.
Perché poi non è che questo Parlamento non ha una dignità per cui
quello che scriviamo perché ne va di noi stessi, della componente
politica, ma ne va anche della componente amministrativa e
burocratica che ovviamente più volte sottolinea nelle loro
relazioni quando ci sono delle norme, non solo di natura
incostituzionale, che non si possono fare, ma anche dei problemi di
strutturazione lessicale.
Allora magari ogni tanto leggersi relazioni dell'Ufficio Bilancio,
comunque, degli uffici dell'Assemblea, in qualche modo potrebbe
dare una mano a tutti noi per riuscire a scrivere delle norme che
in qualche modo siano comprensibili.
PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, pongo in
votazione l'articolo 1.
CRACOLICI. E gli emendamenti?
PRESIDENTE. Sono tutti soppressivi. Quindi votiamo il mantenimento
dell'articolo 1.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo
che l'articolo 1 effettivamente traccia il percorso di quello che
sarà la situazione a cui sarà sottoposta l'Aula all'inizio di
legislatura con un'azione del Governo che deve inevitabilmente,
come accade ad ogni inizio di legislatura, farsi carico delle
situazioni debitorie, degli insuccessi, dei drammi che si sono
consumati in un ambito così delicato quale è quello della gestione
dell'acqua.
Un ente che è stato sciolto già diversi anni addietro e che nel
frattempo ha visto susseguirsi una serie di governi, non ultimo
quello di Crocetta, che ha rinviato ovviamente la possibilità di
trovare una soluzione.
Ad oggi ci troviamo con un debito di oltre 17 milioni annui e ci
troviamo nella certezza assoluta laddove non si interviene a
supporto con un articolo come questo, di non poter erogare l'acqua.
Cosa fare? Attraverso questo emendamento, di fatto, stiamo
effettivamente differendo i termini rispetto alla questione della
diffida, rispetto alla nomina dei commissari. Vero è. Si pone un
problema di soggetti che, addirittura, non vogliono accettare
l'incarico perché chiaramente sono incarichi complessi, sono
incarichi a costo zero e rispetto all'Albo l'unico elemento di
riferimento, è legato ai dipendenti regionali.
Quindi, questi commissari che vengono nominati, altro non sono che
dipendenti regionali che, a costo zero, si ritrovano a fare un
lavoro complicatissimo, ma è quello che prevedeva la norma.
Credo che in questo modo il Governo abbia fatto l'unica cosa che
poteva fare al fine di evitare che i comuni si ritrovassero
praticamente nell'impossibilità di erogare acqua e fattivamente, ad
esempio, rispetto al comprensorio di Trapani, la maggior parte di
questi comuni si concentravano in quell'area, dandosi ovviamente un
tempo che è quello invece della responsabilità del Parlamento di
fare finalmente una riforma seria che probabilmente rimandi alla
possibilità anche delle competenze ad un soggetto nuovo che
potrebbe essere, ritengo quello delle province regionali perché
ovviamente è l'unica strada percorribile.
Oggi, in questo momento, ci troviamo in un sistema che così non
può funzionare ma per poterlo superare abbiamo bisogno di questi 6
mesi di tempo che di fatto il Governo prova a recuperare per dare
mandato al Parlamento attraverso la Commissione di merito di
seguire un percorso che di fatto era stato tracciato nel programma
del Presidente della Regione.
Quindi, ahimè non abbiamo alternativa rispetto allo sfascio di
tanti anni se non che quella di garantire l'erogazione dell'acqua
in questi Comuni e in questi 6 mesi di differimento che il Governo
si dà attraverso l'approvazione di questo articolo per poi
intervenire con una riforma organica del settore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Congedo
Comunico che l'onorevole Caronia è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Si torna alla discussione del disegno di legge n. 231/A
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, solo per ricordare che prima di passare
al voto dell'articolo. Ai sensi dell'articolo 116 del Regolamento
interno, dobbiamo mettere in votazione i singoli emendamenti
proprio a partire dai soppressivi.
Siccome all'articolo 1 sono stati presentati emendamenti
soppressivi, vanno messi in votazione. Per quanto ci riguarda i
soppressivi che abbiamo presentato all'articolo 1, comunque, sono
ritirati.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Essendo tutti gli articoli soppressivi collegati, tutti i commi
sono collegati fra di loro, la sola votazione di un comma, della
soppressione di un comma, farebbe decadere tutto l'articolo per cui
votare il mantenimento dell'articolo di fatto farebbe decadere
tutti gli emendamenti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Tranne il comma 3.
PRESIDENTE. Mi dicono tutti, in realtà. Vogliamo verificare meglio
il comma 3? Verifichiamolo.
CRACOLICI. Signor Presidente, premesso che l'onorevole Lupo ha
posto un tema di procedura rispetto alla quale anche gli Uffici,
come dire, devono essere eventualmente ascoltati perché noi stiamo
parlando di una norma che presenta singoli commi.
Tra l'altro, commi distinti l'uno dall'altro, perché ad esempio
mentre il comma 1 differisce i termini di trasferimento delle reti
ai Comuni quindi è un mero trasferimento di termini degli impianti,
il comma 3 affronta un'altra problematica che sono i lavoratori
dell'EAS che con la legge finanziaria n. 16 del 2017 venivano
trasferiti all'ESA.
Quindi, stiamo parlando di questioni diverse. Tra l'altro ripeto
il comma 3 poneva, era una soluzione, lo dico al Governo che con
questa storiella che il passato è solo un disastro, vorrei
ricordare che nel passato, che era un disastro, abbiamo provato a
fare norme che superassero il disastro. Ad esempio, il fatto che
abbiamo del personale dell'EAS in un ente in liquidazione da anni
che non può più stare in quell'ente e che avevamo provato a
trasferire con legge all'ESA.
Ora con questa norma lo rinviamo al 2019, cioè io credo ci sia
anche un po' di schizofrenia nel modo in cui si affrontano le
questioni. Allora, premesso che dal punto di vista regolamentare
bisogna votare comma per comma dopo avere votato l'eventuale
soppressivo all'intero articolo, ribadisco che ci sono commi, uno
dei quali, non mi impicco, sul trasferimento dei dati del termine
di affidamento ai Comuni dal 30 giugno. Ricordo che doveva essere
il 30 giugno del 2017. Oggi è al 31 ottobre del 2018.
Detto questo io non mi impicco su questo ma obiettivamente sul
terzo comma che rinvia al 2019 le questioni relative i dipendenti
dell'EAS in liquidazione lo ritengo, anche perché l'ESA è stato
costretto grazie alla norma, a prevedere nel proprio organico fuori
ruolo i dipendenti dell'EAS, quindi c'è tutta una procedura avviata
sul piano amministrativo in forza della legge 16 del 2017. Mi pare
una schizofrenia amministrativa.
PRESIDENTE. Al di là delle motivazioni di tipo politico - che
ovviamente in questo caso non mi competono - chiedo chiarimenti
agli uffici perché il comma 3 sembrerebbe essere separato dal resto
della norma, anche se vorrei capire, nel momento in cui dovesse
essere soppresso, i lavoratori che fine farebbero? Ma questa è
valutazione politica.
Poniamo quindi in votazione i tre emendamenti che prevedono la
soppressione del comma 3.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Lupo
e Dipasquale, soppressivo del comma 3.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
CRACOLICI. E' meglio utilizzare il procedimento elettronico.
mediante procedimento elettronico senza registrazione dei votanti
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione dell'emendamento 1.1
mediante procedimento elettronico senza registrazione dei votanti
PRESIDENTE. Si procede mediante votazione con procedimento
elettronico.
Chiarisco il significato del voto: chi vuole sopprimere il comma 3
preme il pulsante verde; chi non vuole sopprimere il comma 3 preme
il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 32
Maggioranza 32
Favorevoli 31
Contrari 32
(Non è approvato)
PRESIDENTE. In più c'era il voto dell'onorevole Milazzo per cui i
contrari sono 33.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Articolo 2.
Istituto zootecnico e per l'incremento ippico di Sicilia
1. L'Istituto Incremento Ippico per la Sicilia è
incorporato nell'Istituto sperimentale zootecnico per la
Sicilia, che ne assorbe le funzioni, i beni ed il
personale ed assume la denominazione di Istituto
zootecnico e per l'incremento ippico di Sicilia.
2. Lo statuto dell'Istituto è approvato, previa
deliberazione della Giunta regionale, con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea di concerto con l'Assessore regionale
per l'economia.
3. All'attuazione del presente articolo si provvede ai
sensi dell'articolo 12, comma 4 dello Statuto, con
decreto del Presidente della Regione, da emanarsi entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, su proposta dell'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea, di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, previa delibera della Giunta regionale e
sentite la Commissione Attività produttive' e la
Commissione Bilancio' dell'Assemblea regionale
siciliana.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, su questo articolo non ho
un'ostilità rispetto all'obiettivo che il Governo intende
perseguire di accorpare due enti. Non è questo
Vorrei che il Presidente della Regione mi ascoltasse perché è una
cosa delicata. Non c'è un'ostilità, ritengo ragionevole accorpare
questi due enti.
C'è un tema di fondo che riguarda questo articolo ma riguarda
altre questioni.
Il tema di fondo consiste nelle procedure dell'accorpamento.
La legge nel prevedere un accorpamento, per fusione per
incorporazione, deve dire cosa succede nell'ente che si va a
formare. Qual è la governance? Quali sono i compiti della nuova
governance e definirli - laddove la legge lo preveda - con un
regolamento proceduralmente previsto dall'articolo 12 dello
Statuto.
Cosa fa invece questa norma? Ma la fa su questo
Tra l'altro è un tema su cui sono già intervenuto in Aula ieri,
rinvia ad un decreto del Presidente della Regione, come se il
Presidente della Regione, ai sensi del nostro Statuto, avesse un
potere di legiferazione.
Allora o la legge stabilisce gli obiettivi che si vogliono
conseguire con la fusione, quindi passività, attività, la nuova
governance, gli organi di vigilanza etc., o così come è scritta
questa norma - ma riguarda anche altre questioni -, è evidente che
vìola le procedure con le quali si possono fare queste operazioni,
ecco perché io invito il Governo, ripeto, premesso che sono
d'accordo nel merito, invito il Governo a fare di questa materia e
di queste materie apposito provvedimento legislativo, fatto come
Dio comanda, quindi in maniera tale che le norme poi possano
trovare attuazione anche attraverso quelle attività che poi dovrà
fare la Giunta ma nel momento in cui la legge ha già individuato le
modalità.
Quindi invito il Governo a ritirare l'articolo 2 così nella sua
interezza in un apposito provvedimento di legge che possa essere,
questo come gli altri, la materia dell'accorpamento o della
ristrutturazione degli enti vigilati: questo è il mio appello
dopodiché se quest'appello non viene accolto io mi troverò
costretto a sostenere l'abrogazione dell'articolo perché così com'è
vi assicuro che non lo potrete realizzare, è una norma manifesto
che poi non potrà trovare attuazione da parte della Giunta.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, Presidente Musumeci ieri, si ricorda, le avevo, durante la
discussione generale, fatto un accenno a questo intervento insieme
ad altri due, dicendo che dobbiamo stare attenti a non spogliare il
Parlamento di quella che è la prerogativa principale di legiferare
e di riformare.
Questo ecco è il primo esempio che richiama l'attenzione di tutti
quanti noi dove vediamo, così come ha detto bene l'onorevole
Cracolici che condivido ovviamente al 100% le cose che ha detto,
noi ci troviamo d'accordo nel voler modificare qualcosa che non
funziona bene e che non ha funzionato bene e aggiungo io, visto che
nel passato non siamo riusciti a sanarlo, ora abbiamo davvero la
voglia di farlo che non è una semplice questione di accorpamento,
qui possiamo davvero pensare a riformare, a creare una riforma, una
piccola riforma che può coinvolgere non solo l'Istituto per
l'incremento ippico e l'Istituto zootecnico ma possiamo mettere
anche altri aspetti che riguardano l'agricoltura e in particolar
modo la zootecnia, cioè noi una riforma forse specifica per la
zootecnia davvero la dobbiamo fare e dove c'entra perfettamente
questo tipo di intervento, perché l'Istituto per l'incremento
ippico sappiamo qual è stato il compito negli anni, specialmente
nel passato, nella selezione delle razze, però, dopodiché negli
anni abbiamo perso l'attenzione verso la tutela delle razze nostre
autoctone non solo parlo di quelle equine ma di tutte, sia bovine
sia equine, di tutte quante, e così l'Istituto zootecnico
accoppiato davvero a quello che sono le prerogative dell'incremento
ippico può dare un contributo.
Allora, ci sono due problemi: uno è un problema sostanziale, le
riforme non le possiamo far fare al Presidente della Regione con
decreto, questo non è possibile, lo deve fare il Parlamento, quindi
togliamoci dall'imbarazzo questo percorso che potrebbe essere
inteso male, dopodiché nel merito dobbiamo fare una riforma, io
condivido quello che ha detto l'onorevole Cracolici, non ci
dividiamo su qualcosa che nel merito invece ci può unire, lo ritiri
questo articolo e velocemente pensiamo a una riforma. Secondo me,
qui in questa riforma ci possono entrare tutti, compresi i consorzi
se non si vuole fare una cosa ad hoc. Però, ecco, lì ci affidiamo a
lei ovviamente nella proposta. Ma che sia poi il Parlamento a
definirla una riforma di riqualificazione di quelli che erano i
compi dell'Istituto per l'incremento ippico e dell'Istituto
zootecnico.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente. Sul
tema abbiamo già svolto alcune considerazioni in Commissione
Bilancio . Anche questa mattina ho avuto modo di intervenire.
Purtroppo l'onorevole Cracolici non c'era, quindi non ha potuto
ascoltare le mie considerazioni, che mi permetto di ribadire, ma
che sono molto chiare in ordine alla portata del Regolamento.
Ora, mi si consenta qualche considerazione di ordine giuridico.
Non ci sono nell'ordinamento giuridico regolamenti che si
intitolano come atto di emanazione regolamento . Il regolamento è
il contenuto, il Decreto del Presidente è il contenitore. Se
andiamo a prendere il regolamento per la semplificazione e il
riordino della disciplina dello sportello unico - che l'assessore
Turano conosce molto bene - cioè il regolamento che disciplina la
emissione dei provvedimenti ampliativi nel nostro ordinamento
giuridico, è emanato con decreto del Presidente della Repubblica e
ha nella sua intitolazione Regolamento per la semplificazione e il
riordino .
Ora io pregherei, anche perché andremmo in contrasto con i
principi che hanno regolato la legislazione di questo ordinamento
regionale che, vorrei ricordare, è un ordinamento che viene seguito
in tutto il Paese come riferimento ed esempio, quindi pregherei di
non introdurre un elemento di turbativa nella regolarità formale
degli atti della Regione.
L'onorevole Cracolici era presente e, insieme con me, ha condotto
questa Regione alla riorganizzazione tra il 2008 e il 2010. E
ricorderà benissimo che la legge regionale n. 19/2008, in base alla
quale abbiamo riordinato l'intero assetto dell'Amministrazione
regionale con, al tempo, diciannovemila dipendenti, tutti i
Dipartimenti, tutti i Servizi ebbene quella legge all'articolo 5
- legge regionale, e noi in quel solco ci siamo mossi - prevede che
con decreto del Presidente della Regione esattamente la
locuzione che oggi riportiamo in questa norma.
Quindi io vi prego, non considerate che vi sia alcuna fuga in
avanti, alcuna elusione dai parametri che il Governo, il Presidente
Musumeci e tutto il suo Governo, e io in particolare, intendiamo
assolutamente rispettare. Non intendiamo introdurre alcun elemento
di turbativa in un assetto che è definito.
Dopodiché non posso non convenire sulla circostanza che mancano i
principi di declinazione entro i quali va svolto l'esercizio del
potere regolamentare. Ma questo, come voi sapete, era contenuto
nell'articolo 5 del disegno di legge, che prevedeva, per l'appunto,
i criteri sui quali si sarebbe dovuto svolgere l'esercizio del
potere regolamentare. Quindi il potere regolamentare governativo ha
dei parametri e dei paletti declinati attraverso i principi
individuati sulla falsariga della norma contenuta nella famosa
legge n. 400/1988, che individua all'articolo 17 le forme di
esercizio del potere regolamentare.
E' evidente, onorevoli parlamentari, che l'articolo 12 dello
Statuto aveva una concezione del regolamento che oggi va letta alla
luce dell'evoluzione dell'ordinamento giuridico, che assegna al
regolamento un ruolo molto importante. Nella legge regionale n.
19/2008 e nel decreto del Presidente della Regione, regolamento,
del 2010 quella evoluzione ha avuto un riscontro oggettivo. Ripeto:
norme mai impugnate, norme mai contestate, sicché ci muoviamo nel
solco di un'esperienza acquisita, non capendo perché dovremmo
modificarla. Poi, se ci sono elementi che ci inducono a
modificarla, nessuno ha verità rivelate, però io direi di muoverci
nel solco dell'esperienza della legge regionale n. 19/2008, del
decreto del 2010. Voi suggerite con un emendamento di inserire la
parola regolamento , ma se andiamo a guardare il precedente, sulla
base del quale abbiamo fatto il riordino all'intera
amministrazione, perché dobbiamo derogare da quel criterio che è il
criterio.
Ripeto il DPR è il contenitore, il regolamento è il contenuto.
Nessuno revoca in dubbio che si tratta di norme regolamentari, che
andranno al Consiglio di Giustizia Amministrativa, che avranno una
valenza normativa e non amministrativa. E questo, è fuor di dubbio.
Però, ecco qual è il nostro intento.
Non vogliamo assolutamente bypassare il Parlamento. Riteniamo che
su norme organizzative, come è già avvenuto in questo Parlamento,
sia opportuno che ci sia una proposta del Governo compiuta, e che
questo - difatti, sul punto c'è il ritorno in Commissione per un
parere - ci sia il conforto del Parlamento, del confronto
parlamentare ma non una declinazione intera per legge.
Poi, lo dicevo all'onorevole Cancelleri in commissione
parlamentare quando ci siamo confrontati sul punto, il limite, il
margine tra la declinazione dei princìpi in sede legislativa e il
residuale esercizio del potere normativo, lo decide il Parlamento.
Quindi, più dettagliata è la norma di riferimento, più la norma
regolamentare avrà ambiti ristretti; più stretta è la regolazione
normativa, più ampia sarà il potere regolamentare. Ma questa è una
scelta discrezionale del legislatore, che noi abbiamo inteso in una
certa accezione, ma che oltre non possiamo prevedere.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io credo che, e lo
chiedo però ai colleghi, che il tenore degli interventi sia sempre
su un'unica linea tracciata e che si caratterizzi per coerenza.
Mi sembra che, anche rispetto all'articolo precedente, si sia
provato, da parte del PD, un principio probabilmente condivisibile,
a dire evitiamo norme di rinvio, quindi al 31 ottobre, al 31
dicembre. E, quindi, mi sembrava che l'approccio fosse quello da
parte del Partito democratico, di proporre delle procedure di
snellimento anche. Ecco, oggettivamente, e io ho promesso a me
stesso Presidente, che voterò gli articoli facendo un ragionamento
sano - comma su comma, articolo su articolo - però,
oggettivamente, le considerazioni fatte adesso dall'assessore
Armao, mi sembra che vadano in una direzione. Qual è la direzione?
La direzione è quella dello snellimento.
Se questo Parlamento deve, di volta in volta, arroccarsi su
posizioni che rendono imprevedibile il percorso verso il quale
stiamo andando, diciamocelo e bloccheremo la legislatura con norme
di rinvio e appesantimenti costanti che, di volta in volta,
rischiano di non produrre nulla.
Quello che, oggettivamente, viene adesso proposto, peraltro, e
credo che in Commissione Bilancio , lo chiedo al Presidente della
Commissione Bilancio se così non dovesse essere la prego di
intervenire, mi sembra che l'intendimento sia stato quello di non
delegare, punto su punto, alla Presidenza della Regione, forse
com'era stato fatto in una prima scrittura di alcuni articoli, ma
prevedendo - le chiedo scusa Presidente - ma prevedendo,
finalmente, una serie di passaggi che effettivamente coinvolgono il
Decreto del Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale, sentite le Commissioni.
Quindi, noi stiamo ristabilendo le regole del gioco e,
soprattutto, rispettandole rispetto all'attività parlamentare e
legislativa, e stiamo ponendo un principio che è quello della
semplificazione.
Quindi, preso atto che mi sembra di comprendere che tutti siamo
d'accordo sull'ipotesi dell'accorpamento dei due enti, che
l'Istituto zootecnico possa svolgere, finalmente, quest'attività
importante, sperimentale, in nome della ricerca, in nome di una
serie di eccellenze che ha prodotto negli anni, io direi
intestiamoci questo principio sulla facilitazione dei procedimenti
legislativi, creiamo le condizioni per un voto unanime su questo
articolo e procediamo rapidamente anche su discussioni che, magari,
troveranno spazi ulteriori e evidenti dibattiti.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervento su
questo articolo per attestare un merito importante a questi due
istituti, sia il zootecnico che l'istituto per l'incremento ippico,
perché in questi anni hanno fatto un grande lavoro e, in
particolare, mi riferisco all'incremento ippico perché con grandi
sacrifici sono riusciti a mantenere le razze autoctone siciliane ed
hanno cercato di portare avanti sempre nel miglior modo possibile
le razze equine che, di volta in vola, nella stagione che prevede
l'accoppiamento si spostano in tutte le piccole città della
Sicilia. Questo è un grande merito.
Oggi veniamo chiamati, però, a fare che cosa? Veniamo chiamati a
fare delle riforme.
Allora, se politicamente da tutte le parti si ascolta questa
meravigliosa parola riforme , oggi siamo qui proprio per trattare
alcune riforme che possono aiutare e sostenere questi due Istituti
ad andare avanti.
E' sicuramente un atto importante. E' sicuramente un atto che
tocca tutte le componenti politiche di questa Aula.
Allora, due sono le cose: se vogliamo veramente fare le riforme
andiamo avanti; se vogliamo fare solo degli slogan pensando di
gridare riforme e non fare le riforme, ognuno può tirare fuori
tutte le storie che vuole, ma alla fine questo Governo ha detto
una cosa importante: dobbiamo snellire la burocrazia siciliana,
dobbiamo fare le riforme perché la gente chiede, ancora oggi,
questo ordinamento particolare.
Noi siamo per le riforme. Noi siamo per portare avanti questo
ragionamento governativo, questo ragionamento che vede la Sicilia
mettersi in cammino, che vede la Sicilia mettersi in movimento,
caro Presidente Musumeci.
Io sono per le riforme perché ce n'è bisogno. E se le riforme
toccheranno i consorzi di bonifica, che ben vengano, anzi,
facciamole subito. Se le riforme prevedono l'habitat e l'ambiente
forestale, facciamole perché ci siamo impegnati per questo e questo
noi siamo intenzionati a portare avanti.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo è
passato dalla III Commissione.
Poco fa i colleghi mi chiedevano: ma l'avete trattato? Vi è stato
detto concretamente quali saranno le nuove funzioni? Come questa
riforme agirà per migliorare il comparto ippico e zootecnico? Ci
saranno, ci sono, vi è stato parlato dei contratti dei dipendenti?
La consistenza del patrimonio? Verso quale direzione, quale visione
si ha da ottenere con questa riforma che comunque prevede dei
passaggi in Commissione, diversamente da quanto era previsto in
altri articoli .
Bene, cari colleghi, no, non ci è stato detto se si risparmierà,
quanto si risparmierà, quali saranno le funzioni, quali sono le
caratteristiche, se le caratteristiche dei contratti dei dipendenti
dello zootecnico con l'incremento ippico sono uguali, se e come.
Nulla di nulla Un semplicemente: Poi faremo e così sia .
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io chiedo scusa perché, forse, non
mi sono fatto capire, ora che il terzo comma preveda che il
decreto che farà il Presidente della Regione ai sensi dell'articolo
12 dello Statuto è scritto nella legge.
Il tema, ripeto, è cosa fa il decreto del Presidente, ci fa
quindi, pubblica, un Regolamento. Se il Regolamento che andremo a
pubblicare è frutto di una fusione per incorporazione, quindi c'è
un soggetto che rimane, che si chiama istituto zootecnico e un
soggetto che si scioglie che si chiama istituto per l'incremento
ippico, quindi c'è il soggetto che incorpora, che rimane vivo.
Allora, prima questione. Assessore Armao, tra l'altro mi dispiace
che su questo dovrebbe maggiormente intervenire l'Assessore per
l'agricoltura che ne ha la competenza. La prima questione è questa.
Nel momento in cui c'è un soggetto che incorpora qualche altro o la
norma dice qual è la governance del nuovo soggetto oppure qualunque
regolamento farà il Presidente della Regione lo farà non avendo a
riferimento ciò che deve essere contenuto, ma nel Regolamento,
prima di tutto la governante, essendo un ente di diritto pubblico.
Tra l'altro, ricordo che l'istituto zootecnico - ora noi spesso
trattiamo i nostri enti come se fossero solo meri carrozzoni -
l'istituto zootecnico è in società, cioè ha una partecipazione
assieme all'ISMETT e ad altro soggetto che in questo momento mi
sfugge, per cui c'è un centro di ricerca realizzato presso
l'istituto zootecnico, almeno realizzato dal punto di vista
edilizio, ancora non decollato dal punto di vista finanziato con
norma dello Stato, eccetera, che ha un centro di ricerca sugli
animali, sui maiali in particolare, per le applicazioni mediche nel
settore.
E allora, tutti questi aspetti se la norma non prevede le
modalità, ad esempio c'è una cosa che considero ovvia ma che non è
scritta, il potere di proposta dello Statuto non è dell'Assessore
ma è del Commissario o dell'organo di gestione dell'ente, cioè è
l'organo che gestisce l'ente che ha il potere di proporre
all'Assessorato che ne ha la vigilanza e l'Assessore che ne ha la
vigilanza alla giunta di Governo, l'approvazione, le modalità di
approvazione dello Statuto.
E allora, ribadisco, io non sono contrario all'accorpamento perché
lo ritengo ragionevole. Ma se le norme con le quali facciamo queste
cose sono, con tutto il rispetto, un poco troppo semplificate, non
riuscirete a raggiungere l'obiettivo, per cui il paradosso che
resteremo nel limbo per almeno due anni perché quando parliamo di
regolamento sappiamo che le procedure per l'approvazione di un
regolamento nell'attuale ordinamento sono più complesse di quelle
che si possa sembrare, quindi rimarremo nel limbo in una condizione
in cui non sapremo neanche come finanziare questi enti.
Quindi, io invito e lo ribadisco, pur essendo favorevole
all'accorpamento, il Governo a riscrivere come Dio comanda una
norma per raggiungere l'obiettivo. Se così non è, è chiaro che io
mantengo il mio giudizio, ma non è nulla a che vedere con il
contenuto e il contenitore.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, semplicisticamente volevo fare due
conti soprattutto a chi del risparmio ne fa un vessillo.
Poco fa è stato chiesto quanto si risparmia. Subito ho pensato, un
CDA composto da tre componenti, 30 mila euro guadagnerà un
consigliere d'amministrazione, altre 30 mila euro li guadagnerà un
altro e 50 il presidente, almeno 100 mila euro all'anno li
guadagnerà il direttore e già siamo a 210 mila all'anno, e non
devono fare consulenti, non devono nominare l'avvocato, quello che
avviene quotidianamente. Quindi, tutto quello che avviene per due,
approvando la norma, si svolgerà per uno e ancora non abbiamo
parlato della fase regolamentare che metterà mano, sicuramente, ad
un'azione più compiuta.
Non penso che l'interesse del Governo sia quello in fase di
redazione del Regolamento di restringere quelle che sono le
competenze che in atto svolge l'Istituto zootecnico, sarebbe un
controsenso.
Le funzioni che svolge sia l'Istituto ippico che l'Istituto
Zootecnico continueranno ad essere svolte. Il tema è creare una
sintesi e certamente porre l'accento sulla madre, come dire,
sull'idea di una nuova fase di approccio su questi Istituti, cioè,
il risparmio. Questo è il risparmio.
Bocciando questo articolo, al di là del merito del Regolamento,
l'Assemblea lancerà un messaggio ai siciliani Noi vogliamo lo
status quo , perché intanto lo bocciamo e rimarrà tutto per com'è,
quindi, ogni mese continueremo a pagare CdA, ogni mese continueremo
a pagare un Presidente in più, ogni mese continueremo a pagare un
Direttore generale in più. Vuoi vedere che la spending-review può
riguardare solo i deputati, i consiglieri comunali che giustamente
devono essere anch'essi interessati, ma questo è il primo atto che
stabilisce un nuovo principio ovvero cercare di unificare,
certamente non può essere soppresso né l'Istituto ippico e né
l'Istituto zootecnico, però, per snellire e risparmiare certamente
li possiamo accorpare demandando ad una fase regolamentare.
Vorrei solo ricordare una cosa al Presidente della Regione che era
parlamentare regionale nella precedente legislatura ovvero
l'intenzione della precedente Assemblea. Signor Presidente della
Regione, la scorsa legislatura si è contraddistinta perché in Aula
si è voluto troppo scendere nei particolari - e questo l'ho detto
anche in Commissione Bilancio - e questo ci ha esposto, onorevole
presidente Cancelleri, a molte impugnative su ricorso del Consiglio
dei Ministri da parte della Corte costituzionale perché più
scriviamo, più scendiamo nei particolari, più esponiamo la norma a
rischio impugnativa. Per questo, secondo me, per quanto ci
riguarda, la norma va sperimentata come principio, diversamente
l'Assemblea può sempre intervenire ed il Regolamento sarà
sottoposto al Parlamento mediante le Commissioni di merito.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma dico nello
stare all'interno di questo Parlamento poi diciamo l'esposizione
prolungata può creare solo dei danni e non si sa se sono permanenti
perché ho visto l'onorevole Milazzo incredibilmente cambiato,
immaginate se una norma del genere l'avesse proposta il PD con il
Governo Crocetta: avremmo avuto quella leggendaria appizzata ai
lampadari di immemorabile memoria e chi qui si sarebbe in qualche
modo, ed invece adesso io lo trovo cambiato, complimenti Lo trovo
cambiato perché, addirittura, con l'intervento di poco fa, ha
ammesso di volersi derubricare a mero passa carte, non vuole più
fare le leggi. Dice non facciamole le leggi che poi ce le
impugnano .
Il Parlamento non è in grado di fare una legge, facciamo
semplicemente che scriviamo che noi vorremmo in qualche modo che si
pagassero meno tasse, poi, sarà il Governo con un atto
amministrativo a trovare le metodologie.
Onorevole Milazzo, lei fa la maggioranza e si accollerà anche di
diventare un passa carte, senza chiaramente offendere né lei, né i
passa carte, per carità, ma noi che facciamo opposizione vogliamo
fare le leggi in questo Parlamento perché vogliamo portare, con
responsabilità, punti di vista e discussioni ma soprattutto
vogliamo cercare di migliorare le norme che in maniera legittima il
Governo propone al Parlamento e non ci vogliamo rinunciare a questa
prerogativa nella maniera più assoluta.
Ora, io dico una cosa, signor Presidente, perché questo dibattito
sulla costituzionalità o incostituzionalità, soprattutto del comma
3, se n'è dibattuto a lungo durante la Commissione Bilancio , io
continuo a sostenere, e mi faccio forte e lo ripeto ancora una
volta perché lo ripeterò tante e tante volte ogni volta che si
presenterà un articolo, mi faccio forte della relazione degli
uffici di questa Assemblea, mi faccio forte di quello, perché io
sostengo che è incostituzionale il comma 3, che va in contrasto con
l'articolo 12, comma 4, dello Statuto siciliano, che - lo ricordo a
tutti in quest'Aula - è legge di rango costituzionale.
Poco fa l'Assessore ha richiamato un'altra legge, la legge 16
dicembre del 2008, n. 19, che all'articolo 10, comma 3, ve lo leggo
così almeno ci facciamo un'idea chiara di quello che.., dice che
entro il 30 ottobre del 2009, con decreto del Presidente della
Regione adottata previa delibera della Giunta regionale . .
Insomma, la trafila lessicale è la stessa che viene riportata in
questo comma 3.
Ma qui, signor Presidente, a parte il fatto che non stiamo
discutendo nel merito della proposta, perché qua poi si sventolano
ah se non lo approvate allora siete contro la spending review ,
noi vogliamo tagliare le cose che vanno tagliate e se gli Istituti
non funzionano ed è meglio accorparli, facciamolo e abbiamo un
risparmio di spesa, ma non stiamo dibattendo sul merito della
proposta sulla quale ci potremmo trovare anche d'accordo.
Io invito il Governo a dare anche dignità a delle riforme,
facciamole con una legge ad hoc su ogni Istituto, se vogliamo
accorpare le partecipate facciamo un disegno di legge sulle
partecipate, ma non mettiamo in un pastone della Finanziaria tanti
temi e tanti articoli perché non stiamo dando dignità a questi due
Istituti che erano centrali nei Governi precedenti e ad un certo
punto qui diventano talmente tanto inutili che un singolo articolo
micragnoso di 3 commi in una finanziaria facciamo queste riforme
epocali e non gli stiamo dando chiaramente dignità.
Però dico, anche lì, il passaggio non è la parte lessicale, perché
qua il tema è uno, la legge 16 dicembre del 2008 n. 19 è composta
da 11 articoli, tolgo l'undicesimo che è quello della ratifica,
della pubblicazione in Gazzetta, facciamo di 10 articoli. Sapete di
cosa parla nei primi 9 articoli prima di dire al decimo che il
Presidente della Regione poi farà un decreto attuativo? Per andare
a normare quello che c'è nell'articolo 8? Ve lo leggo: L'articolo 1
è l'articolazione dei dipartimenti della Regione. L'articolo 2 è
l'abrogazione e la modifica delle norme che vanno in contrasto a
questa norma che entrerà in vigore. L'articolo 3 sono le norme per
la riorganizzazione dei dipartimenti regionali. L'articolo 4 è
l'ordinamento del governo e dell'amministrazione della Regione.
L'articolo 5 è l'organizzazione della Presidenza e degli
Assessorati. L'articolo 6 è l'organizzazione della Presidenza.
L'articolo 7 è le attribuzioni agli assessorati. L'articolo 8 è il
riordino dei dipartimenti e degli uffici con un'apposita tabella.
Poi, c'è l'articolo 9 che riguarda l'Agenzia dei Rifiuti e delle
Acque e l'articolo 10, finalmente, dice da quando decorre la legge
e quali sono i dispositivi di attuazione.
Capite che la legge prima racconta tutto quello che avverrà
nell'amministrazione regionale, disegna tutto e ci dice, nome per
nome, come si chiameranno i dipartimenti, come si chiameranno gli
uffici e, alla fine, lascia al Presidente della Regione
semplicemente la possibilità, con un decreto attuativo, di andare a
dire in quegli uffici di che cosa si andrà nel dettaglio a fare,
perché sarebbe stato troppo specioso, troppo lungo scriverlo in una
legge, ma l'articolo di cui stiamo parlando ora ci dice che due
istituti che si chiamano A e B si mettono insieme e si chiameranno
A+B, non ci dice più nulla. Perdonatemi, ma io da parlamentare di
opposizione, voglio invece intervenire sul dove andranno a finire
beni, su come i capitali si dovranno muovere, su quali saranno le
sedi, su che fine faranno i beni mobili e immobili e, soprattutto,
che fine faranno i dipendenti di quei due enti regionali e questo
lo dovremmo scrivere in una norma e in una norma che sta fuori
dalla legge finanziaria.
Per questo io invito il Governo e il Presidente della Regione a
ritirare questo articolo e ad intavolare una discussione anche con
le opposizioni in merito appunto alle riforme da fare.
PRESIDENTE. Io direi, considerato anche l'orario, che potremmo
sospendere i lavori ed inviterei il Governo a rivedere questo
argomento.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per dieci minuti, in attesa di una
riscrittura dell'articolo 2 da parte del Governo.
(La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 13.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha
presentato un emendamento di riscrittura dell'articolo 2.
Onorevole Cracolici, guardando l'emendamento 2.1, anche da lei
firmato, di fatto avremmo superato tutto questo, cioè quello che
recita: entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, il Governo della Regione, emana apposito
regolamento di esecuzione . Sarebbe forse bastato questo.
CRACOLICI. Il comma 3 che c'è nel testo è stato modificato in
Commissione. L'emendamento da noi presentato, in realtà si riferiva
al testo originario.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non riesco a sentirla.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non vorrei che poi l'onorevole Di
Mauro dicesse che parlo ripetutamente.
PRESIDENTE. Ho chiesto io un chiarimento.
CRACOLICI. Signor Presidente, rispetto alla sua chiosa, vorrei
specificare che l'emendamento da noi presentato era in realtà al
testo prima della modifica che è stata fatta in Commissione,
dell'introduzione dell'articolo 12 dello Statuto. Perché nel testo
originario non c'era neanche l'articolo 12 dello Statuto.
Detto ciò, la norma dice quello che intende l'assessore Armao, ma
noi lo specifichiamo, cioè che il decreto pubblica il regolamento.
Non è un decreto secondo le procedure
Sto specificando quello per cui era nato l'emendamento, rispetto
alla domanda fatta dal Presidente.
PRESIDENTE. Sì, era un chiarimento che avevo chiesto io.
In attesa che l'emendamento venga distribuito, do la parola
all'Assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento trae spunto dallo sforzo di trovare una
soluzione condivisa rispetta ad una riforma organizzativa
assolutamente percepita nella sua esigenza e mi fa piacere che sia
stata apprezzata nelle finalità.
Sulle forme, al netto di qualche divergenza che deriva anche da
diverse formazioni, conveniamo sulla opportunità di addivenire ad
una formulazione dell'emendamento che possa raccogliere gli spunti
sinora emersi nel dibattito.
CRACOLICI. Diverse formazioni non c'entra nulla con la norma
ARMAO, assessore per l'economia. No, scusa, non era questo lo
spirito. Sto dicendo che c'è una formazione giuridica
PRESIDENTE. Facciamo intervenire il Governo e poi passiamo alla
votazione.
ARMAO, assessore per l'economia. c'è una formazione da
amministrativista, c'è una formazione di altro tipo.
Rispetto tutte. Parlavo soltanto di una specializzazione, di una
formazione specifica avendo scritto tanto sul tema dei regolamenti.
Sul punto vorrei precisare che l'articolo 2, secondo comma, può
essere così modificato: dopo le parole economia', aggiungere
l'Istituto è gestito da un Consiglio d'amministrazione nominato
dal Presidente della Regione su proposta dell'Assessore regionale
per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea e
dell'assessore regionale per la salute, composto da tre membri e da
un direttore generale nominato dal Consiglio d'Amministrazione tra
il personale dipendente. Il Collegio dei revisori è composti da tre
membri nominati dal Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore per l'economia e dall'Assessore per l'agricoltura,
lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea'. Questo per quanto
riguarda la governance.
CRACOLICI. La salute che c'entra? In che senso. Non c'entra niente
la salute
ARMAO, assessore per l'economia. Se proponete possiamo pure
toglierla. Me l'hanno proposta ed io l'ho inserita.
MUSUMECI, presidente della Regione. C'è una competenza
veterinaria.
CRACOLICI. Quella è lo zootecnico.
MUSUMECI, presidente della Regione. Non volete la salute? La
togliamo. Siccome quando c'è la salute, c'è tutto
ARMAO, assessore per l'economia. Poi, al fine di chiarire che
l'esercizio del potere regolamentare che avviene nel solco della
prassi normativa già utilizzata da questo Parlamento e dal Governo,
richiamiamo i principi regolativi che presiederanno l'esercizio del
potere regolamentare che è competenza del Governo e che, pertanto,
si svolge nell'ambito di principi orientativi che sono già stati
declinati per altra riorganizzazione dal Parlamento e che,
pertanto, meritano di essere richiamati: i principi di completezza,
efficienza ed economicità, anche con soppressione delle funzioni
dei compiti divenuti superflui; di responsabilità ed unicità
dell'amministrazione con attribuzione a unico organismo di funzioni
e compiti complessi; di omogeneità; di adeguatezza in relazione
all'idoneità organizzativa dell'organismo amministrativo; di
massima concentrazione organizzativa e riduzione dei costi
gestionali e di struttura.
Questi sono i due emendamenti, Presidente.
PRESIDENTE. Scusate, rifacciamo un attimo di ordine perché è stata
fatta tutta una discussione su un qualche cosa che non faceva parte
di un emendamento. Ritorniamo all'ordine delle cose.
Noi abbiamo degli emendamenti soppressivi dell'articolo che vanno
votati per primi. Poi, il Governo ha fatto una riscrittura
dell'intero articolo, però a questo punto bisogna iniziare a fare
l'analisi dell'articolo e degli emendamenti che sono stati
presentati.
Si passa all'emendamento 2.4, a firma degli onorevoli Lupo e
Dipasquale, che è soppressivo dell'articolo. E' mantenuto?
LUPO. Sì, è mantenuto.
PRESIDENTE. Nonostante la riscrittura, è mantenuto? Pongo in
votazione l'emendamento 2.4.
SAMMARTINO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 2.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 2.4.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole alla
soppressione dell'articolo preme il pulsante verde; chi è contrario
alla soppressione, quindi, favorevole al mantenimento dell'articolo
preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 33
Contrari 31
Astenuti 0
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, quindi, è soppresso l'articolo 2. A questo
punto sospendiamo l'Aula per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 13.41, è ripresa alle ore 15.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Disposizioni per l'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente. Disposizioni per il settore della
forestazione
1. In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 10,
della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive
modifiche e integrazioni, l'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente è autorizzata, al fine di garantire l'espletamento
delle funzioni istituzionali cui è preposta, ad avviare le
procedure selettive ad evidenza pubblica, ai sensi del comma 1
dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 165/2001, per
l'assunzione di nuovo personale nel rispetto dell'analisi
dell'effettivo fabbisogno e della relativa sostenibilità
finanziaria e previo svolgimento delle procedure di mobilità.
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 23, comma 3,
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
integrazioni, è incrementata rispettivamente per l'esercizio
finanziario 2018 per euro 91.085.132,00, per euro 120.016.070,66
per l'esercizio finanziario 2019 ed euro 200.954.322,17 per
l'esercizio finanziario 2020 (Missione 20 - Programma 3 - Capitolo
215746).
3. Per le finalità di cui al comma 8, dell'articolo 47 della
legge regionale 7 maggio 2015, n.9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata rispettivamente, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2019 e 2020, la spesa di 24.430 migliaia di
euro Missione 16 - Programma 1 - capitolo 156604 e di 6.900
migliaia di euro Missione 9 - Programma 5 - capitolo 150514.
4. Per il finanziamento del Contratto integrativo regionale per
gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e
idraulico-agraria - Sistema Agro-Forestale-Ambientale-Rurale è
autorizzata la spesa annua di 6.800 migliaia di euro per ciascuno
degli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020.
5. A modifica ed integrazione di quanto previsto per gli esercizi
finanziari 2018 e 2019 dall'articolo 3, comma 11 della legge
regionale 9 maggio 2017, n. 8, in relazione all'accertamento delle
entrate relative al Fondo di sviluppo e coesione, le complessive
risorse per una quota pari ad euro 20.000.000,00 per l'esercizio
finanziario 2018, euro 53.069.153,34 per l'esercizio finanziario
2019 ed euro 42.130.901,83 per l'esercizio finanziario 2020, sono
destinate agli interventi previsti dal comma 8 dell'articolo 47
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni per il settore agricolo forestale.
6. L'Allegato 3 di cui al comma 9 dell'articolo 4 e al comma 2
dell'articolo 5 della legge regionale n. 3/2016, come modificato
dall'articolo 1, comma 11, lettera b), della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27 e dall'articolo 3, comma 11 della legge
regionale 9 maggio 2017, n. 8, per gli anni 2018, 2019 e 2020, è
sostituito dall'Allegato 3 alla presente legge. .
MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, chiedo se si possono accantonare,
momentaneamente, gli articoli 3 e 4.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
portarla a conoscenza di un fatto. Poco fa mi sono interrogato, la
volevo informare perché poi, magari, nella fretta e negli impegni
non ci si rende conto, abbiamo preso - a seguito della votazione
che è stata fatta in maniera palese - il riscontro che gli uffici
ci danno con l'elenco dei deputati che hanno votato favorevolmente,
quelli che hanno votato contro, quelli che hanno richiesto il voto
palese e quelli che erano in congedo.
Onorevoli colleghi, c'è un fatto singolare: non siamo 70 ma 71,
perché ci sono quattro colleghi assenti ma 67 sono i tesserini
presenti.
Ora, o qualcuno ha un tesserino in tasca di qualcuno che è assente
oppure vuol dire che quello che è scritto in questo momento nella
legge e nello Statuto regionale non corrisponde alla realtà.
Quindi, io ho già parlato con gli uffici, loro non so se riescono
a risalire; a me hanno detto di no. Io non voglio insistere e,
chiaramente, mi fido di loro però, signor Presidente, è un fatto
increscioso e, ovviamente, dato che l'opposizione è tutta presente,
al netto della mia collega Roberta Schillaci della quale però il
tesserino non c'è, viene da sé che uno dei tre assenti della
maggioranza era presente, era un fantasma che aleggiava
nell'aria.
PRESIDENTE. Se facciamo una verifica, avendo i nomi dovremmo
vedere se uno che era assente ha votato.
CANCELLERI. Adesso siamo di nuovo 67 perché è venuta la collega La
Rocca Ruvolo.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, sin dal primo giorno di
insediamento di questa mia Presidenza ho detto che - e spero possa
essere attuata al più presto - il sistema dei posti e degli
interventi devono avvenire in maniera diversa, come avvengono negli
altri Parlamenti e cioè ognuno deve avere un posto assegnato, come
avviene alla Camera, come avviene al Senato e ognuno deve avere il
microfono per intervenire dal suo posto assegnato. Così facendo è
difficile che succeda una cosa di questo genere.
Io spero che si possa ottenere al più presto possibile questa mia
volontà che, credo, sia una volontà proprio per la correttezza
democratica delle votazioni.
Se questo è avvenuto mi dispiace; farò comunque gli accertamenti
del caso.
Onorevoli colleghi, se non ci sono osservazioni, c'è stata una
richiesta di accantonare gli articoli 3 e 4.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, desideravo soltanto illustrare
l'articolo 3 poi, siccome so che l'Aula è sovrana, è chiaro che se
c'è una richiesta di accantonamento, ed è condivisa, noi ci
rimettiamo all'Aula.
L'articolo 3 prevede la deroga al blocco delle assunzioni per
l'ARPA. L'esigenza di questa norma, onorevoli colleghi, nasce da
una valutazione di sistema che abbiamo fatto in questi mesi insieme
agli Uffici del mio Dipartimento e al management dell'ARPA, in
ragione del fatto che ci sono e che sono state già determinate una
serie di convenzioni che hanno ad oggetto proprio il rapporto
funzionale tra l'Assessorato dell'ambiente e l'ARPA - Agenzia
regionale per l'ambiente - e che riguardano l'aria, il rumore, i
campi elettromagnetici, le aree industriali che devono essere
risanate (il famoso AERCA del quale ieri - ad esempio - parlava il
TG3 con riferimento ad una casistica tumorale assolutamente fuori
da ogni controllo), il radon che è un gas molto particolare che
rientra tra quelle indicazioni che l'Unione Europea ci dà sulla
necessità di adeguarci all'adozione di questi Piani, il
monitoraggio dei corpi idrici, la necessità che molti di questi
Piani costituiscono condizionalità ex ante anche per la possibilità
concreta di accedere con successo ai fondi europei.
A questo si unisce il fatto che, nella Convenzione o nell'Accordo
di programma già stilato con l'ARPA, alle attività istituzionali
obbligatorie si uniscono le attività istituzionali non obbligatorie
che l'ARPA deve compiere in favore dell'Assessorato dell'ambiente e
le attività aggiuntive che nascono sulla base di vere e proprie
convenzioni.
In ragione del fatto anche del paragone che abbiamo proposto in IV
Commissione, Commissione nella quale questo articolo è stato
approvato, per di più è stato migliorato con un emendamento dei
colleghi del Movimento Cinque Stelle che ha previsto in maniera
trasparente e tassativa la necessità di rivolgersi all'evidenza
pubblica per le procedure concorsuali e, quindi, noi abbiamo
ritenuto di inserirlo così come è inserito nell'articolo del quale
stiamo parlando, la valutazione della necessità di una deroga nasce
anche dal fatto che mentre ad esempio in Lombardia i dipendenti di
ARPA sono 990 e nel Lazio sono 555 (pensate che sono 555 con la
copertura di un quarto del fabbisogno di cui ha bisogno la Sicilia)
in Sicilia i dipendenti dell'ARPA sono appena 250. Non solo: i
profili professionali di cui è carente l'ARPA non sono presenti
neanche nella macchina regionale.
Mi riferisco soprattutto a chimici, a biologi, a ingegneri
ambientali e a geologi. Vi è di più. L'ARPA - questo a ragione di
quanto qualche collega con consapevole ragionamento mi ha proposto
- con l'articolo 54 della legge 16/2017 è stata inserita fra gli
enti del settore sanitario. Quella legge, che il Governo
doverosamente ha pubblicato, è stata impugnata dalla Presidenza del
Consiglio e il giudizio è in corso.
E' chiaro che l'argomentazione del Consiglio dei Ministri è una
argomentazione priva di pregio perché si parla di una potenziale
suscettività di aggravio delle spese sanitarie, mentre tutti
sappiamo come l'ARPA venga finanziata non dal settore sanità ma ha
un rapporto funzionale ed economico, proprio da parte
dell'Assessorato per l'ambiente, dal quale dipende ed, in ragione
di un'approvazione, perché anche questo elemento era stato
sollevato, io rispondo, soprattutto, ai colleghi del Partito
democratico che mi chiedevano se questo articolo si potesse
approvare ad invarianza di spese sulle casse della Regione.
In realtà, l'ARPA ha approvato il bilancio di esercizio 2016 ma
ha, soprattutto, per quanto ci riguarda, approvato il bilancio di
previsione per gli anni 2017/2019. Al passo, quindi, con i tempi,
anche sotto il profilo dell'articolo 118. C'è di più, che mentre il
bilancio di esercizio 2016 ha approvato un utile di esercizio di 8
milioni, prudenzialmente il bilancio preventivo per il triennio
2017/2019, prevede un valore di 3 milioni che permetterebbe, in
ragione di una pianta organica assolutamente carente, la
possibilità di intervenire con finanze di esclusiva pertinenza
dell'agenzia per l'eventuale fabbisogno e, quindi, per la deroga
del blocco delle assunzioni.
Questa è una nota firmata dal direttore tecnico Vincenzo
Infantino, che posso mettere a disposizione dei colleghi per ogni
ulteriore ricerca e per ogni ulteriore valutazione.
Mi fermo, perché, è chiaro che, rispetto ad un articolo del
genere, che prevede un fabbisogno assolutamente indefettibile, che
determina la certezza oggettiva della carenza di personale, che non
ci mette nelle condizioni di essere al passo con le regioni
d'Italia ma, soprattutto, con il resto d'Europa, che vede la
Sicilia già in ritardo e, non certamente per colpa di questo
Governo, ma non è questo l'argomento. A me interessa che tutti
insieme prendiamo a cuore l'argomento ambiente, come mi è sembrato
di potere constatare tanto in commissione ambiente che in
commissione bilancio, perché abbiamo la necessità di dare risposte
che hanno determinato, in alcuni casi, infrazioni europee e, che
ancora ne determinano, che hanno la necessità di rispondere a danni
erariali che sono già stati procurati, e rispetto ai quali ci
dobbiamo determinare, che hanno ancora la necessità di evitare,
come è accaduto in passato, che anche se senza colpe o meno, questo
non è dato saperlo, almeno a me, Presidenti della Regione, ex
Presidenti della Regione ed ex assessori abbiano la necessità di
difendersi anche di fronte ad autorità giudiziarie terze.
Ebbene, questo è il quadro d'insieme che porta il Governo, con
l'approvazione e l'emendamento a cui è stato dato parere favorevole
da parte dei colleghi del Movimento Cinque Stelle in IV Commissione
e con l'approvazione susseguente della Commissione Bilancio , e
per questa ragione io chiedo all'Aula, se lo ritiene, di dare la
possibilità alla Regione siciliana di operare, finalmente, per un
cambio di passo rispetto ai temi ambientali, fermo restando, e
questo credo sia definitivamente fondamentale, che molti dei piani
e delle direttive europee non recepite, perché possa avere concreta
attuazione nel sistema della Regione siciliana, hanno la necessità
successiva, una volta adottate, di un recepimento normativo che non
potrà che essere adottato, dibattuto e, questo è il mio auspicio,
approvato dall'intero Parlamento siciliano.
E', quindi, una norma per la Sicilia che propongo in questi temi e
chiedo a tutto il Parlamento di volerla vedere come, realmente, è:
una norma generale ed astratta che si rivolge ad un problema annoso
che, così facendo, possiamo avviarci a risolvere.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, rimane la sua richiesta di
accantonamento dell'articolo?
MILAZZO. Signor Presidente, se il Governo vuole trattarlo non ci
sono obiezioni, la mia era una proposta per cercare di spiegare, da
un punto di vista più politico che tecnico, ai Gruppi parlamentari,
avere il tempo di spiegarla politicamente questa norma. Però, il
Governo ritiene averla superata; noi, pertanto, ritiriamo la nostra
richiesta.
PRESIDENTE. Quindi procediamo con l'esame dell'articolo 3 e degli
emendamenti.
Si passa all'emendamento 3.8, dell'onorevole De Luca Cateno.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, Assessori, colleghi, intervengo
per ritirare l'emendamento soppressivo, in quanto, da un
approfondimento che abbiamo avuto in Commissione Bilancio -
perché non nascondo che anche io avevo qualche dubbio sulla bontà
di questo articolo - poi l'Assessore, in Commissione Bilancio , ci
ha fornito tutti i dettagli e le finalità e, soprattutto, abbiamo
rafforzato quello che comunque era un principio di verifica
preventiva di una mobilità riguardo a personale con le qualifiche
esistenti nell'ambito dell'amministrazione regionale allargata. Di
conseguenza ritiro questo emendamento avendo avuto anche la
spiegazione che si tratta di personale con particolari
specializzazioni e che non è comunque riscontrabile all'interno
della dotazione organica della Regione siciliana. E' rimasto
comunque, correttamente, il principio di verificare
preventivamente, con la procedura di mobilità, l'esistenza di
questo personale. Di conseguenza, ritiro l'emendamento e mi
dichiaro favorevole all'approvazione dello stesso articolo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.5, degli onorevoli Lupo e Dipasquale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho avuto anche modo di confrontarmi
già con l'Assessore su questa questione. Per quanto mi riguarda o
ci riguarda, chiaramente non c'è un disconoscimento dell'esigenza
dell'ARPA di un suo rafforzamento e di una sua riorganizzazione nel
settore della tutela dell'ambiente e delle verifiche che la legge
assegna all'ARPA.
C'è una sola preoccupazione che vorrei che l'Aula ne avesse
contezza. Ad oggi, la Regione siciliana, come ente sottoposto per
quanto riguarda la contabilità pubblica statale, ha un blocco delle
assunzioni. Questo vale sia per l'amministrazione regionale che per
gli enti sottoposti a vigilanza e controllo. L'unica deroga è stata
concessa alla sanità dopo l'approvazione del piano di
riorganizzazione sanitaria di cui a qualche mese fa.
Il problema è questo. Io chiedo al Governo: ma c'è stata
un'iniziativa per avere una deroga che consenta di far passare
questa norma senza che poi ci sia la scure della impugnativa perché
in violazione del blocco delle assunzioni?
Lo dico sia all'onorevole Cordaro, che anche allo stesso
Presidente della Regione, che assieme a me fu protagonista di una
norma che prevedeva la possibilità di assumere, di dare via
finalmente alla stagione dei concorsi nella nostra Regione. Io
proponevo alcune figure specialistiche, in particolare, laureati in
legge, laureati in economia, il Presidente della Regione lo estese
allora ai - non so se si ricorda, presidente Musumeci - agli uffici
stampa. Quella norma, pur approvata dal Parlamento, è stata
impugnata dal Consiglio dei Ministri perché in violazione del
blocco delle assunzioni previsto.
Quindi, la mia preoccupazione non è se siamo d'accordo o meno,
perché credo che ci sia un'esigenza, così come penso ci sia
un'esigenza di rinnovamento della macchina regionale. Ma il tema è,
facciamo le norme e poi ce le facciamo impugnare per dire che la
colpa è di Roma che ce le ha impugnate, sapendo che comunque oggi,
stando così le cose, abbiamo un limite di legislazione in materia?
Quindi, ripeto, il Governo assicura che questa iniziativa avrà il
via libera da parte del Consiglio dei Ministri per quanto attiene
la deroga consentita al blocco delle assunzioni? Se sì, andiamo
avanti; ma se è no, e poi scopriamo che c'è il blocco e poi diremo:
no, la colpa è di Roma , ci stiamo prendendo in giro un po'
tutti.
Anche perché - scusate, finisco - questa obiezione non è farina
solo del mio sacco. Il Servizio Studi dell'Assemblea regionale,
specificatamente a questa norma, ha fatto rilevare che vige il
blocco delle assunzioni e quindi, anche il Servizio Studi
dell'Assemblea ha evidenziato il rischio di una norma che non potrà
passare l'esame, il vaglio degli organi che vigilano sulle leggi
della Regione.
CORDARO, Assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, Assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
Presidente, grazie, onorevole Cracolici perché mi dà la possibilità
di affrontare un tema che io, in realtà, avevo già accennato, ma
che mi pare corretto approfondire.
Come avevo poc'anzi detto, la legge n. 16 del 2017, all'articolo
54 ha inquadrato l'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente fra gli enti del settore sanitario.
LUPO. Quale legge?
CORDARO, Assessore per il territorio e l'ambiente. La legge n. 16
del 2017, è quella della quale parlavate voi, della quale fa cenno
l'onorevole Cracolici.
Quella norma, che fu doverosamente pubblicata dal Governo
precedente, è stata impugnata dalla Presidenza del Consiglio. Le
ragioni, le motivazioni di quella impugnativa sono particolarmente
deboli e questo è ritenuto tanto dall'Arpa che ha contro dedotto,
quanto dall'Avvocatura dello Stato, che ha contro dedotto.
Io mi premurerò, se lo desiderate, di distribuire ai colleghi
questa nota che l'ARPA mi ha fatto pervenire, nella quale
sinteticamente si sostiene il labile cenno, da parte
dell'impugnativa, alla potenziale suscettibilità di aggravamento
della spesa sanitaria nazionale, cosa che non è nei fatti.
Rispetto a questo l'ARPA ha risposto ed ha contestato ed io leggo
tre righe di questo passaggio, laddove si rileva, tra l'altro, che
l'Ufficio legislativo e legale della Regione nel parere che è stato
inoltrato alla Presidenza del Consiglio, ha precisato la
sussumibilità dell'ARPA nell'ambito delle strutture del settore
sanitario e ospedaliero, ma non anche nell'ambito del servizio
sanitario, il ché solo potrebbe determinare un'eventuale, anche se
potenziale, come labilmente sostenuto dall'impugnativa della
Presidenza del Consiglio, aggravio di spese. E' una differenza
sottile, ma assolutamente di sostanza - dice l'Ufficio legislativo
e legale - settore sanitario e ospedaliero sì, non servizio
sanitario.
In riferimento poi ai dubbi si inserisce tutto un altro passaggio
che in buona sostanza finisce per destituire di ogni fondamento
l'impugnativa.
Ma quello che vorrei fosse chiaro - posto che dal Presidente a me,
per ultimo, ci siamo posti il problema - è che proprio la norma che
chiedo al Parlamento di votare, rappresenta una norma di
salvaguardia, è una norma cautelare. Perché qualunque dovesse
essere la decisione del Governo, questo non arriverebbe prima di
due anni e noi abbiamo l'esigenza ieri', di cominciare a lavorare
in maniera diversa da come è accaduto fino ad ora, da parte
dell'Arpa nei confronti della Regione siciliana e soprattutto dei
siciliani, per gli argomenti che vogliamo affrontare, con quelle
convenzioni e con quegli accordi di programma.
Quindi io mi sento in coscienza, ma anche e soprattutto in
scienza, di sollevare da ogni ragionevole dubbio l'Assemblea e per
questa ragione insisto nel chiedervi di votare questa norma perché
sono state davvero approfondite in tutte le sedi legali le
sfaccettature necessarie ed io, ripeto, non credo che possano
residuare dubbi sotto il profilo della conducenza della norma e
sotto il profilo della possibilità anche minimale che questa norma,
una volta impugnata, possa determinare, diciamo, in qualche modo,
un nocumento per la Regione siciliana, ma anche solo per il
Parlamento. Mi verrebbe da dire: Vivaddio, abbiamo approvato tante
norme impugnate, se il timore deve essere quello di una norma
impugnata, io per primo visto che sono il proponente, ma anche
tutto il Governo ce ne preoccupiamo perché ciò non accada. Però, se
questo dovesse essere il male più grande, io credo che, tra dare
una risposta di civiltà e di sanità alla Sicilia e temere un
pericolo che io credo di avere smentito sotto il profilo
dell'approccio normativo, scientifico e fattuale, io auspico che la
scelta sia quella di una risposta che è esclusivamente
nell'interesse generale.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, al di là del merito della norma che si
propone, se c'è una legge impugnata dinanzi alla Corte
costituzionale, di solito si soprassiede.
Io mi rivolgo anche a lei, come Presidente dell'Assemblea, perché
noi abbiamo rinviato le elezioni dei liberi Consorzi perché c'è la
legge impugnata dinanzi alla Corte costituzionale e si aspetta la
sentenza, credo, entro luglio. Dopodiché ci dobbiamo dare anche un
metodo, un criterio.
Io credo che essendo la legge impugnata, ripeto al di là del
merito, sia di buon senso soprassedere e mi rivolgo anche a lei
come Presidente dell'Assemblea sull'ammissibilità di questa norma.
Ripeto, non è un problema di merito.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io su questo argomento del blocco
delle assunzioni, farei un ragionamento che va al di là del
problema che stiamo affrontando oggi dell'ARPA, cioè il blocco
delle assunzioni è una legge di dieci anni fa; sì del 2008.
CRACOLICI. Del 2017.
PRESIDENTE. No, no la legge è del 2008.
Ora lo stesso Stato ha ormai di fatto cominciato a superare il
problema del blocco delle assunzioni perché, io capisco se il
blocco delle assunzioni serve a risparmiare, non lo capisco più se
crea reali problemi seri agli enti ed alle aziende di Stato.
Il problema dell'ARPA, ma non è il solo credetemi, l'Assemblea ha
dovuto valutare purtroppo negativamente altre proposte che erano
state fatte in questa finanziaria, proprio perché avrebbero, in
qualche maniera, derogato alla legge sul blocco delle assunzioni,
questa dell'ARPA abbiamo ritenuto di non essere, pur avendolo
originariamente fatto presente, abbiamo deciso di superarlo proprio
perché c'erano delle motivazioni di tipo anche legale che sono
state fornite dall'Assessorato e dall'ARPA stessa.
Io credo che sia giunto il momento, sinceramente, di affrontare in
maniera organica il problema, poi si può decidere di mantenere il
blocco delle assunzioni a vita; io questo non lo metto in dubbio,
ma non c'è dubbio che oggi lo vediamo nei Consorzi agrari, lo
vediamo in mille altri tipi di enti della Regione, stiamo spendendo
di più mantenendo il blocco delle assunzioni, che non se lo
sbloccassimo e di questi casi, ognuno di noi, ne conosce qualcuno.
Per cui, io direi che l'Assemblea, visto che l'onorevole Lupo si è
rivolto anche al Presidente dell'Assemblea - cosa di cui lo
ringrazio - io dico che l'Assemblea in questo caso, in altri ha
considerato inammissibili le proposte che sono arrivate dai
colleghi o dal Governo stesso, in questo caso ha ritenuto di andare
avanti e nel momento in cui ci dovesse essere una impugnativa dello
Stato lo andiamo a discutere, ma noi abbiamo ritenuto che in questo
caso si potesse andare avanti.
Per cui, onorevole Lupo, la posizione della Presidenza è una
posizione possibilista nella speranza che tutto possa andare nel
verso giusto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, vorrei portare un contributo a questa
discussione. La legge che è citata nell'articolo, che fu pubblicata
nella GURS il 31 dicembre del 2008, scadeva dopo tre anni; alla
scadenza fu prorogata fino al 2015, non ci sono più proroghe.
Quindi, il termine ai fini della legislazione regionale è scaduto
il 31 dicembre 2015. Poi, se ci sono altre normative di carattere
nazionale che io non conosco, sono altri discorsi.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, solo per chiedere la votazione per parti
separate, in particolare mettere in votazione, separatamente, il
comma 1. E rispetto a questa richiesta chiedo già, fin da adesso,
il voto palese nominale.
Se lei accetta la richiesta di mettere in votazione per voto
palese nominale il comma 1, ritiro il mio emendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Chiedo al Governo e alla Commissione se hanno
obiezioni.
CRACOLICI. Questa non è un obiezione, è un obbligo
PRESIDENTE. Sì, ho capito, sto chiedendo in ogni caso se ci
possono essere eventuali difficoltà per cui, separando il comma 1
dal resto della legge, non avrebbe più senso la legge.
Mi permetta, onorevole Cracolici
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Quando arriveremo al momento della votazione
dell'articolo 3, procederemo in tal senso. Intanto, andiamo avanti
con gli emendamenti.
Gli emendamenti soppressivi 3.5 e 3.16 sono ritirati dai
rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Cancelleri, ritira il suo emendamento 3.16?
CANCELLERI. Ritirato.
PRESIDENTE. Va bene, si vede che state facendo qualche accordo
nazionale, ormai fate tutto insieme.
Si passa all'emendamento 3.21, degli onorevoli Palmeri, Trizzino,
Campo, Di Paola, al quale è stato presentato anche il
subemendamenti 3.21.1, sempre dall'onorevole Palmeri.
PALMERI. Chiedo di parlare per illustrarli.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, con questo emendamento oltre a fare
riferimento al comma 1, faccio riferimento anche al comma 3 ed al
comma 3 bis dell'articolo richiamato, ossia, praticamente il comma
3 parla delle procedure di reclutamento nelle pubbliche
amministrazioni, quindi si fa riferimento a tutta una serie di
criteri che sono l'adeguata pubblicità della selezione, l'adozione
di meccanismi trasparenti, il rispetto della pari opportunità tra
lavoratrici e lavoratori, il decentramento e la composizioni delle
commissioni, che deve essere esclusivamente formata da esperti di
provata competenza nelle materie oggetto. Per quanto riguarda
invece il comma 3 bis, fa riferimento al fatto, nel rispetto della
programmazione triennale, del fabbisogno nonché del limite massimo
complessivo del 50 percento delle risorse finanziarie disponibili.
Quindi è anche una norma di risparmio. Per quanto riguarda il comma
2 dell'articolo 1 richiamato è un refuso e infatti ho presentato un
subemendamento per togliere anche il riferimento a quegli altri due
commi.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sul subemendamento e
sull'emendamento 3.21?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io credo che si tratti di qualifiche
di una certa professionalità a proposito dell'ARPA. Ora, siccome
leggo che il comma 2 parla di assunzione per chiamata numerica
degli iscritti nelle liste dell'ufficio di collocamento , questo è
l'emendamento a firma Cinque Stelle, a differenza di quello che è
il comma 1 che invece parla di tramite procedure selettive ed il
secondo punto mediante avviamento degli iscritti nelle liste di
collocamento .
PALMERI. Ho finito di dire che è un refuso e per questo ho
presentato un subemendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 3.21.1 con il
parere favorevole del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.21, come subemendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.1, degli onorevoli Lupo ed altri.
LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento propone
di definire il fabbisogno di personale in relazione alla dotazione
organica, mi sembra di assoluto buon senso, e di precisare meglio
che non ci sono oneri aggiuntivi a carico del bilancio della
Regione.
PRESIDENTE. Sul bilancio dell'Arpa, che poi è sempre, come dire,
non so che differenza ci sia
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio l'onorevole Lupo perché
mi dà l'opportunità di chiarire questo ulteriore passaggio.
Onorevole Lupo, come ho detto pocanzi il consuntivo 2016 approvato
dall'Arpa prevede un utile di esercizio di otto milioni e,
prudenzialmente, il management di Arpa ha rappresentato in questa
lettera, che ho qui, un utile di esercizio per il bilancio
preventivo 2017/2019 di tre milioni di euro, che sono assolutamente
capienti, così scrivono assumendone le responsabilità perché sono
firme e atti ufficiali rispetto alla possibilità di assumersi in
capo l'assunzione.
Per quanto riguarda il fabbisogno, questo è legato ad un lavoro
che è già in corso e che verrà ultimato all'indomani, o comunque in
termini brevissimi e che, certamente, sarà un fabbisogno che verrà
discusso nelle Commissioni competenti come ho già avuto modo di
affermare quando sono stato audito in IV Commissione, perché questo
è il percorso che ci siamo dati e questo è il percorso che
rispetteremo.
Pertanto, invito l'onorevole Lupo a ritirare l'emendamento.
LUPO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 31
Contrari 35
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.23, degli onorevoli Calderone ed altri.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
ritirarlo.
CALDERONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
melius re perpensa, avendo avuto congrui chiarimenti da parte del
Governo, anche in riferimento alla procedura di mobilità, noi
intendiamo ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.22, degli onorevoli Palmeri ed altri.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'emendamento 3.22 specifica che il concorso è aperto a tutti
perché al comma 1, appunto, si fa riferimento all'articolo 35,
comma 1, che rimanda a delle liste da cui attingere con delle,
ovviamente, prerogative professionali e questo va bene. Però, con
l'emendamento io vorrei dare la priorità, appunto, ad una procedura
di concorso pubblico che sia aperta a tutti e, quindi, sistemi
automatizzati, criptografati, che già vengono utilizzati, per
evitare incroci dei nomi, in molte procedure concorsuali pubbliche.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, gli uffici mi dicono che essendo
stato approvato l'emendamento precedente questo è, di fatto,
precluso.
Si passa, pertanto, all'emendamento 3.24, del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo al Governo
se c'è la copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, in realtà non è coperto.
ARMAO, assessore per l'economia. Possiamo presentare un
subemendamento: Dopo le parole ARPA Sicilia' inserire nei limiti
dello stanziamento già attribuito all'agenzia' .
CRACOLICI. Se è nei limiti non c'è bisogno di emendamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo lo ritira.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 13.17, dell'onorevole Cateno De Luca.
DE LUCA CATENO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.20, degli onorevoli Cancelleri,
Zafarana ed altri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.2, degli onorevoli Lupo ed altri. Su
questo emendamento non c'è copertura, quindi è inammissibile.
LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, noi poniamo
il tema della copertura del capitolo relativo all'attività dei
lavoratori forestali così come, peraltro, inizialmente proposto dal
Governo ed esaminato dalla Commissione bilancio.
Nel corso dei lavori il capitolo ha subito una incredibile
decurtazione di risorse che, a nostro avviso, oggi pone con estrema
gravità il tema della copertura dell'attività che i lavoratori
forestali devono svolgere.
Vorremmo sentire il Governo. A nostro avviso si sta pregiudicando
in maniera rilevante e determinante l'attività dei lavoratori
forestali. Ovviamente la copertura è a carico della manovra e,
quindi, vogliamo sapere qual è il parere del Governo.
PRESIDENTE. In questo momento la copertura non c'è, nel senso che
quella che era probabilmente è stata utilizzata per coprire altro.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema
riguardante la copertura finanziaria per l'anno 2018 è reale perché
l'abbiamo anche affrontato in Commissione bilancio. Mancano circa
25 milioni in base a quelli che sono stati dei calcoli che abbiamo
verificato.
Quindi, c'è un problema serio che riguarda il completamento delle
giornate e delle attività specifiche che vanno svolte, Presidente
dell'Assemblea.
Qui pongo una questione che è molto particolare.
Io ricordo che con l'assessore Armao, nel 2010, abbiamo aperto
quella stagione riguardante l'utilizzazione dei fondi extra
regionali con progetti mirati ed abbiamo liberato risorse dal
bilancio sia per quanto riguarda la formazione sia per quanto
riguarda le somme per i lavoratori della forestale.
Mi chiedo perché noi stiamo utilizzando quest'anno 91 milioni dal
bilancio e perché non si è fatto un apposito progetto utilizzando,
in coerenza con il passato, gli stessi progetti.
Faccio una proposta al Governo, perché capisco che ora trovare 25
milioni di euro è impossibile.
Presidente, valutate anche questo - e già lo inseriamo nel disegno
di legge se anche il Governo è d'accordo. Prevediamo di inserire la
possibilità di fare un progetto quanto meno per l'ultima fase di
settembre ed ottobre, perché, a conti fatti, potrebbe anche
riuscire a coprire tecnicamente quella fase e, quantomeno, diamo
già un segnale chiaro che riguarda una presa d'atto su quella che,
comunque, è l'insufficienza delle risorse delle quali non ci
possiamo nascondere, lo sappiamo tutti quanti.
Allora, vediamo se troviamo una soluzione - lo dico anche
all'Assessore per l'agricoltura - per inserire già in questa fase
la possibilità di un progetto obiettivo con una copertura specifica
e, di conseguenza, che secondo anche i tempi che ci sono tra la
redazione e l'approvazione possa quantomeno inserirsi nella fase
conclusiva delle attività e quindi dare la copertura all'attuale
capitolo che è carente di circa 25 milioni di euro.
Quindi chiedo al Governo, da questo punto di vista, di poter
prendere già i provvedimenti opportuni e possibilmente emendare con
una integrazione il comma 2.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io capisco che
la questione riguarda la manovra e quindi la chiusura e la
compatibilità.
Tra l'altro vorrei ricordare che al comma 5 di questo articolo noi
diamo una copertura con il Fondo di sviluppo e coesione che lei,
signor Presidente, ha stralciato per altre tipologie di spese
dicendo - dico anche giustamente - che i Fondi extra regionali
devono avere un piano di assegnazione che sia coerente con le
finalità e con le disponibilità di quelle risorse, però ha
mantenuto il comma 5.
Vorrei semplicemente comunicare che così come il Fondo sviluppo e
coesione funziona, è difficile immaginare che nel corso
dell'esercizio 2018 noi potremo utilizzare i 20 milioni che qui
prevediamo di coprire con il Fondo sviluppo e coesione perché, come
è noto - lo dico al Presidente della Regione che credo conosca
ormai bene la vicenda - il comparto dei forestali costa 260
milioni e qualcosa, noi con la manovra stiamo mettendo 180 milioni
circa di fondi regionali, perché li abbiamo decurtati di 40 e 40
milioni abbiamo certezza che siano fondi extra regionali, ovvero i
Fondi FAS che tra l'altro sono stati programmati dallo scorso
Governo FSC e programmati e approvati - materialmente deve essere
fatto il decreto - e dei residui di altra programmazione di
ulteriori 20 milioni.
Questi 20 milioni, diciamocelo con onestà, non potranno essere
utilizzabili nel corso dell'esercizio 2018 sempre che ce ne sia la
disponibilità.
Tutto questo mi porta a dire che non solo c'è una riduzione non di
25 ma di 40 nel bilancio della Regione, di cui 20 facciamo finta di
coprirli così, ma c'è un buco di ulteriori 20 e voglio dire al
Presidente della Regione: Presidente non ci si illuda che con
l'assestamento potremo coprirli, perché per avviare i lavoratori
MUSUMECI, presidente della Regione. Faremo come faceva il Governo
Crocetta
CRACOLICI. Infatti abbiamo avviato tutti. Presidente Musumeci, con
il Governo Crocetta i lavoratori hanno fatto tutte le giornate di
legge, tutte le giornate di legge
Non abbiamo fatto la demagogia di dire che avremmo stabilizzato e
aumentato le giornate a tutte - come ha fatto lei - per poi invece
ridurre il finanziamento e ad oggi bisogna dire con onestà ai
lavoratori che con queste risorse non sarà possibile garantire le
giornate di legge. Altro che aumento delle giornate di lavoro
Presidente si informi come funziona il sistema della forestale.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, lei non si deve innervosire,
Presidente della Regione, perché il percorso è lungo.
Col Governo Crocetta si è conclusa quella esperienza e mi creda
che ancora oggi lei non sta dimostrando un cambiamento di tendenza
rispetto a quel Governo.
Quindi io la invito a non perdere la calma, la pazienza e a
discutere della sua finanziaria dimenticando l'esperienza di
Crocetta.
L'esperienza di Crocetta c'è stata, sulla forestazione ha fatto le
sue scelte, secondo noi quello che ha detto Cracolici, specialmente
nell'ultima finanziaria, perché noi abbiamo fatto un errore nella
penultima finanziaria che poi abbiamo recuperato nell'ultima. La
prego signor Presidente, stiamo andando avanti in una posizione di
confronto e nonostante lei cerca di distrarsi per non ascoltarmi,
io continuo ..
MUSUMECI, presidente della Regione. La prego, continui.
DIPASQUALE. Io non faccio l'errore che fa lei, non la perdo la
pazienza. Ma lei lo deve dimenticare Crocetta.
Nel merito, Presidente, ci aspettiamo che porti la riforma sulla
forestazione. Porti la riforma per i forestali, per la forestazione
in generale e la sfida che le lanciamo è proprio questa.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, comprendo che questo è un tema capace
- onorevole Dipasquale - di infiammare l'Aula. E tutto sommato
credo sia anche normale, considerato il fatto che questo è un tema
che caratterizza la storia del popolo siciliano ormai degli ultimi
decenni, di troppi anni dove si sono susseguite, signor Presidente
e assessore Falcone, inevitabilmente, numerose vicende, Assessore
Cordaro, abbiamo votato l'ARPA, dobbiamo votare pure i forestali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo un attimo esagerando. Prego
continui onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. Ahimè Questo è un tema rispetto al quale c'è grande
attenzione fuori da questo Palazzo ma credo che sia legittimo. Sia
legittimo in funzione del fatto che negli anni ci sono state
diverse aspettative deluse, negli anni si sono avviate e
pronunciate azioni di riforma che non sono mai avvenute.
Oggettivamente, onorevole Dipasquale, io su questo tema sono
d'accordo con lei. Così come sono d'accordo con l'intervento
dell'onorevole Lupo, così come sono d'accordo con gli interventi di
tutti i parlamentari, di maggioranza e di opposizione, che stanno
sostenendo la necessità di intervenire su un capitolo dove non si
possono togliere 25 milioni di euro per un anno che è il primo del
triennio previsto, il 2018. Mi si dirà che ci sono risorse
aggiuntive - e su questo ritengo ci sia un atteggiamento serio da
parte del Governo - ma dobbiamo subito misurarci con questo dato.
Dobbiamo misurarci con questo dato perché rischiamo di non far
partire la campagna anti-incendio. Dobbiamo misurarci subito con
questo dato perché pur avviando la campagna anti-incendio rischiamo
di non far terminare le giornate minime garantite ai lavoratori
forestali, dai 78isti fino ai 151isti. E siccome su questa
battaglia io per primo ho messo la faccia, sull'idea che i
forestali dovessero poter lavorare impegnati in diversi ambiti,
dalle riserve ai parchi, in una serie di strutture che possono e
devono prevedere il coinvolgimento. In una logica, certo, che rompe
con il passato, che non è più una logica assistenzialistica dove si
fanno fare un certo numero di giornate per poi intervenire con la
disoccupazione, per una logica assistenzialistica che è quella che
ha determinato questa situazione ormai insostenibile.
Una logica, invece, che sono certo, dovrà cedere il passo ad
interventi di sostenibilità, ad interventi che guardano alla
produttività del bosco. Un bosco che vedrà trasformare, perché no,
il cippato in energia elettrica, attraverso il processo di
pirolisi, un bosco che potrà vedere la fruibilità delle sue aree,
delle sue riserve, attraverso la possibilità di prevedere
visitatori che arrivano da tutte le parti del mondo, in una Sicilia
che non ha nulla da invidiare ad alcun'altra Terra del mondo.
Per fare questo, però, servono le risorse finanziarie. Ma questo
fa i conti con una coperta troppo corta.
Io, allora, assessore Bandiera, debbo chiamarla, purtroppo, in
causa.
Questa è una battaglia alla quale noi teniamo, ne sono certo,
questa maggioranza e questo Governo, ci tengono, anzi sicuramente,
forse più di quanto hanno fatto i parlamentari che erano nella
maggioranza precedente a sostegno di un altro Governo.
Lei, per favore, ci deve dire, attraverso quale strumento sarà
possibile garantire la campagna antincendio, garantire il lavoro
delle giornate minime di garanzia ai forestali e prevedere, in un
tempo congruo, che le chiediamo grosso modo di pianificare,
attraverso quale strategia e con quali strumenti concreti i
forestali potranno far quel lavoro ambizioso a cui noi puntiamo e
che, sono certo, questo Governo non vorrà disattendere.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Comunico che, appena finiamo di votare
questo articolo, chiederei ai Presidenti dei Gruppi parlamentari
una veloce Conferenza per decidere cosa fare, perché così finiamo a
giugno l'analisi di questa finanziaria. Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Governo, onorevoli colleghi, ieri, il Presidente della Regione,
nella sua conclusione sull'argomento che abbiamo affrontato, ha
parlato dell'importanza dell'Aula e di fare insieme quelle che sono
delle riforme importanti, che noi dobbiamo consegnare a questa
Regione.
Dico una cosa importante, essendo vicepresidente della Commissione
attività produttive', in questi mesi, soprattutto con la
presidenza della Commissione che è quella dell'onorevole Ragusa,
mio collega e che, ovviamente, è particolarmente sensibile a questo
e che ha a cuore questo tema dei forestali, abbiamo incontrato i
sindacati, abbiamo affrontato l'argomento in Commissione. E questo
argomento, perché per me è la prima volta, è la mia prima
finanziaria, secondo me non dobbiamo fare l'errore di guardare
quello che è stato il passato, ma dobbiamo guardare avanti in
maniera positiva, perché sono convinto che soltanto col confronto e
con il dialogo si arrivi ad una conclusione importante.
Ed allora, dico che il tema dei forestali è un tema molto
importante. Non guardando al passato, ma guardando al futuro, dico
che noi dobbiamo avere grande sensibilità ed è per questo che
abbiamo il dovere di affrontare questo tema in modo importante e
noi, come Partito Democratico, abbiamo presentato un emendamento
che prevede, che lei ha utilizzato in campagna elettorale, dicendo
che vuole dare stabilizzazione, creare una legge, continuità di
lavoro.
Per noi è molto importante, abbiamo il dovere di affrontarlo tutti
insieme questo tema ed, ovviamente, di fare un lavoro importante.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Questo è un momento di cui bisogna approfittare per
capire, per dare un taglio diverso rispetto al passato, e qui mi
rifaccio al programma da lei detto qui in quest'Aula, caro
Presidente Musumeci, quando parla della stagione antincendio che
partirà prima degli altri anni, due mesi prima.
Questo momento ci serve perché diventa momento di verità, perché
se noi, come lei ha detto, partiamo con due mesi di anticipo, vuol
dire che metteremo in condizione i forestali di essere avviati
subito al lavoro, vuol dire salvaguardare il demanio boschivo, vuol
dire salvaguardare il patrimonio boschivo di questa nostra Isola,
ma vuol dire essere coerenti con le cose che ci siamo detti.
E così anche lei, assessore Bandiera, io spero e ritengo che
rispetto a quello che ci siamo detti in questi mesi e quello che ci
è stato detto in III Commissione dai vari rappresentanti sindacali,
spero che lei voglia partire presto con i viali parafuoco, perché
sono due cose coincidenti.
I viali parafuoco come forma di prevenzione, e la stagione
antincendio come forma repressiva. Noi avremmo esattamente fatto
quello che da anni i nostri forestali si aspettano.
Detto questo, adesso io spero, onorevole Presidente, che quello
che i nostri colleghi non condividono, diventi per noi stimolo, al
contrario, per me non è né un attacco politico, né un rimprovero.
Lo prendo, anzi, mi creo le condizioni per cambiare tendenza e dare
risposte forti ed efficaci.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Presidente, questo emendamento, al quale io
chiaramente appongo la firma, è secondo me la linea guida che
dobbiamo cominciare ad intraprendere quando si parla di
forestazione, ma soprattutto di servizi.
Io ho sempre inteso, insieme con il Movimento Cinque Stelle, e
alle ultime regionali lo avevamo scritto in maniera molto chiara
nel programma, e anche Gianpiero Trizzino, che era l'eventuale
assessore designato, lo aveva spiegato più volte.
Noi andiamo a fornire il servizio a cinque milioni di cittadini
siciliani che devono, attraverso il lavoro degli operai forestali,
avere una Sicilia che deve essere più decorosa, più sicura, con
città che devono avere, dal punto di vista idrogeologico, una messa
in sicurezza, la ripulitura dei torrenti e tutto quanto, e poi
anche un decoro per la nostra Terra, che non è indifferente.
In ultimo, ma non per ultimo, e quindi non per questo meno
importante, anche la gratificazione del personale che in questi
anni ha fornito un servizio che spesso è stato al centro di
polemiche e schernito come i possibili responsabili di incendi e
quant'altro, poi chiaramente non è mai stato verificato, ed oggi
io sono convinto che, se tutto quello che abbiamo detto nei cinque
anni passati di legislatura, da parte della opposizione che oggi si
ritrova a governare questa Regione, viene da sé che l'aumento in
milioni di euro della copertura di questa misura dovrebbe essere
ben accetta da parte di tutti. Per cui io non solo appongo la
firma, ma chiaramente voterò in maniera favorevole a questo
emendamento.
PRESIDENTE. Ancora il Governo mi chiede di parlare. Questo
emendamento, così come ho detto all'inizio, è inammissibile.
Per cui, se il Governo continua a rispondere facciamo notte. Hanno
voluto spiegare una cosa, se ogni volta il Governo risponde, io non
posso che ridare poi la parola, però, veramente facciamo notte. La
prego, basta. Questo l'ho detto all'inizio io, il Governo in questi
casi non deve rispondere e dopo il primo intervento si chiude
l'argomento.
Si passa all'emendamento 3.6 a firma Cancelleri ed altri. Chiedo
se viene mantenuta la soppressione dell'articolo 3.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'emendamento 3.4, a firma Calderone ed
altri.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, questo emendamento presentato da me
e da altri colleghi del Gruppo parlamentare Forza Italia ha la
finalità di dare la possibilità ai comuni di utilizzare il
personale cosiddetto forestale' per una serie di finalità, senza
oneri aggiuntivi a carico del bilancio della Regione.
L'approvazione di questo emendamento significherebbe armonizzare
la normativa e offrire soprattutto la possibilità ai comuni di
ottenere in luogo di risorse finanziarie, risorse umane per il
raggiungimento dei fini istituzionali.
Quindi, io credo che sia un emendamento di ampio respiro che possa
contribuire a far funzionare meglio la macchina amministrativa.
PRESIDENTE. Anche qui mi sembra che sia necessaria una possibile
copertura, per cui se non c'è questa copertura io dichiarerò
inammissibile pure questo emendamento. Perché previa assunzione
degli oneri aggiuntivi', come avviene la previa assunzione degli
oneri aggiuntivi? Previa assunzione degli oneri aggiuntivi,
significa che se ne devono fare carico i comuni. Quindi noi
possiamo deliberare una cosa di cui si devono fare carico i comuni?
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, la legge finanziaria n. 9 del 2013,
già prevede praticamente quello che è scritto qui.
Non mi meraviglio, chiaramente, del collega che è di prima
legislatura, ma mi meraviglio del secondo firmatario,
dell'onorevole Milazzo, con il quale tante battaglie abbiamo fatto
e che oggi firma un emendamento per introdurre una legge che è già
legge di questa Regione, la legge n. 9 del 2013.
Già gli operai forestali possono essere utilizzati dai comuni, è
chiaro che però, come è ovvio che sia, se non è a carico della
Regione, è a carico dei comuni, viene da sé, qualcuno i soldi li
dovrà anche dare.
PRESIDENTE. L'emendamento 3.4 è dichiarato inammissibile.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 3.11, a firma dell'onorevole De Luca Cateno è
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 3.7, a firma dell'onorevole Cancelleri è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.18, a firma degli onorevoli Lupo,
Gucciardi, Catanzaro, Cafeo e Cracolici.
Ne do lettura: Al comma 4 dopo le parole Contratto integrativo
regionale' aggiungere di cui alla deliberazione di Giunta n. 404
del 13 settembre 2017' .
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto che prevale sulle
altre.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.18. Chiarisco il significato del voto: chi vota
sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco. Dichiaro aperta la
votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 67
Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . 34
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . . 34
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . 0
(E' approvato)
CANCELLERI. Presidente, l'onorevole Trizzino non ha potuto
votare, non funzionava.
SAMMARTINO. Cancelleri, è stato approvato.
PRESIDENTE. Scusate, l'emendamento è stato approvato. Di cosa vi
state lamentando?
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.9, sulla soppressione del
comma 5. È ritirato onorevole Cancelleri?
CANCELLERI. Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole De Luca Cateno,
lo ritira anche lei?
PRESIDENTE. Gli emendamenti sulla soppressione del comma 6 sono
stati ritirati?
CANCELLERI. No, prima di ritirarlo può farlo spiegare
all'Assessore? Signor Presidente chiedo, prima di ritirare
l'emendamento soppressivo del comma 6, se l'assessore ci spiega
cosa comporta il comma 6.
CRACOLICI. In ogni caso non lo può votare, è un allegato che va
PRESIDENTE. Chi interviene del Governo? Chi del Governo si fa
carico di spiegare questo comma?
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Scusatemi, mi sembra che facciate un po' di
confusione. L'emendamento di soppressione del comma 6 è stato
ritirato.
CANCELLERI. No.
PRESIDENTE. Come no? Mi è stato detto di sì, che era considerato
ritirato.
CANCELLERI. No, ho detto: prima lo spiegano e poi lo ritiro.
PRESIDENTE. Il Governo vuole dare delle spiegazioni? Altrimenti
votiamo l'emendamento.
Onorevole Cracolici, mi faccia dire dal Governo cosa vuole fare.
FOTI. Ma perché non sono capaci di spiegarlo?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, si tratta della
destinazione delle somme proprio volte a copertura dell'articolo,
con acquisizione di risorse per 147.850,00 e assegnazione delle
stesse risorse per 147.850,00 nel 2018, 180.919,00 nel 2019 e 42
nel 2020. Sui fondi disavanzo sanità e Fondo coesione.
PRESIDENTE. Il Governo ha dato la sua spiegazione. È ritirato,
onorevole Cancelleri?
Il Governo ha dato la sua spiegazione, se non è ritirato lo
mettiamo in votazione.
E' chiaro a tutti che se salta questo comma, salta la copertura
dell'articolo. Ho capito, dico, l'importante è che sia chiaro.
Io non posso intervenire per conto terzi. E' stato chiarito
dall'Assessore. Se non lo vogliono ritirare lo devo porre in
votazione, però sto chiarendo che votando questo emendamento salta
la copertura totale, sia per questi che per i Comuni, però voi
votatela. E' stato ritirato o no, andiamo avanti?
CANCELLERI. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, l'Assemblea ne prende atto. Dobbiamo votare
l'articolo 3, così come emendato e su richiesta dell'onorevole
Lupo, votiamo la prima parte, a se stante, e poi il resto
dell'articolato.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio palese nominale dell'articolo 3 I Parte.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 3 I Parte.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 68
Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . .52
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . 27
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . 52
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . 0
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . 10
(E' approvato)
PRESIDENTE. Basta è chiusa. Lei votava favorevolmente?
MILAZZO. Sì.
PRESIDENTE. Ho capito, la votazione è chiusa.
Votiamo ora il resto dell'articolo 3.
Si passa all'articolo 3 (II Parte). Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
io sospenderei un quarto d'ora, ho bisogno dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari in Sala Lettura.
(La seduta, sospesa alle ore 16,52, è ripresa alle ore 17.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo passare all'articolo 4.
Mi permetto, però, di suggerire di accantonare, in questo momento,
l'articolo 4 e cercare di approvare gli articoli un po' più
semplici, che hanno meno emendamenti, perché l'articolo 4 ha molti
emendamenti e rischiamo di stare tutta la giornata a fare questo.
Per cui, se il Governo è d'accordo, passerei all'articolo 5.
Non sorgendo osservazioni, si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Disposizioni a tutela del personale delle società
partecipate in liquidazione. Dotazione della società
IRFIS Finsicilia Spa
1. Il sistema delineato dall'articolo 64 della legge regionale 12
agosto 2014, n. 21, e successive modifiche ed integrazioni, cui non
trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 19 del
decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, deve intendersi volto a
garantire, a regime, la tutela dei dipendenti delle società
partecipate dalla Regione, in servizio nelle stesse, anche in forza
di pronunce giudiziali passate in giudicato ovvero di atti di
conciliazione regolarmente sottoscritti, al momento della relativa
liquidazione, mediante la previsione dell'inserimento nell'albo di
cui al comma 1 del medesimo articolo 64.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 64 della legge regionale
12 agosto 2014, n. 21, come delineato dal comma 1, trovano
applicazione anche per il personale di cui alla lettera m)
dell'articolo 20 della legge regionale n. 11/2010, assunto mediante
selezione pubblica, anche con contratti atipici, indetta dalla
Società a maggioritaria partecipazione pubblica disciolta o posta
in liquidazione, per cui non trovano applicazione le disposizioni
di cui all'articolo 18 comma 2 del decreto legge n. 112/2008, anche
successivamente al termine di cui al comma 2 dell'articolo 64 della
legge regionale 12 agosto 2014, n. 21, ed il cui rapporto sia stato
trasformato a tempo indeterminato entro il termine di cui al comma
3 dell'articolo 5 della legge regionale n. 8/2017.
3. Il personale dell'Istituto regionale per l'integrazione dei
diversamente abili di Sicilia (IRIDAS) in servizio alla data del 31
dicembre 2005, è autorizzato ad essere iscritto nell'albo previsto
dal comma 1, dell'articolo 64, della legge regionale 12 agosto
2014, n. 21.
4. Le società di cui al comma 1 dell'articolo 20 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche e
integrazioni nonché l'IRFIS FinSicilia S.p.A e gli organismi
strumentali della Regione, per sopperire ai propri fabbisogni di
personale, come scaturenti dai contratti di servizio stipulati con
gli enti soci committenti, non possono procedere a nuove assunzioni
in quanto devono attingere dall'albo del personale di cui al comma
1 dell'art. 64 della legge regionale 12 agosto 2014 n. 21, nel
rispetto dell'effettivo fabbisogno e della sostenibilità
finanziaria, tenuto annualmente conto dell'anzianità di servizio
maturata alla data di entrata in vigore della legge istitutiva
dell'albo medesimo.
5. Il comma 1 dell'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito
dal seguente:
1. Al fine di favorire lo sviluppo economico del territorio
della Sicilia, il patrimonio netto dell'IRFIS FinSicilia S.p.A.,
valido ai fini del patrimonio di vigilanza, è finalizzato
nell'ambito delle riserve statutarie della società, anche alla
concessione di credito e garanzie, con rischio a carico del l'IRFIS
Finsicilia, per il sostegno alle imprese operanti in Sicilia nonché
per la realizzazione di investimenti e di infrastrutture
nell'Isola. Nell'ambito della propria autonomia gestionale di
intermediario finanziario iscritto agli elenchi di cui al Testo
Unico Bancario, l'IRFIS determina le linee di intervento, i
prodotti e le modalità di concessione dei finanziamenti. Nel
suddetto patrimonio netto confluiscono tutte le disponibilità
risultanti alla data del 31 dicembre 2015 relative ai fondi a
gestione separata, istituiti ai sensi degli articoli 5 della legge
regionale 5 agosto 1957, n. 51 e successive modifiche ed
integrazioni, dell'articolo 43 della legge regionale 21 dicembre
1973, n. 50 e successive modifiche ed integrazioni, dell'articolo
23 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 96 e successive
modifiche ed integrazioni, dell'articolo 8 della legge regionale 17
marzo 1979, n. 44 e successive modifiche e integrazioni - ivi
compresa la quota residua di cui al comma 150 dell'articolo 11
della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, dell'articolo 20 della
legge regionale 18 febbraio 1986, n. 7 e successive modifiche e
integrazioni, dell'articolo 69 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 e successive modifiche e integrazioni, degli articoli 26
e 43 della legge regionale 10 settembre 1993, n. 25 e successive
modifiche e integrazioni, dell'articolo 8 della legge regionale 16
dicembre 2008, n. 23 e successive modifiche e integrazioni,
dell'articolo 46 della legge regionale 31 dicembre 1985, n. 57 e
successive modifiche e integrazioni, dell'articolo 2 della legge
regionale 12 aprile 1967, n. 46 e successive modifiche e
integrazioni, dell'articolo l, lettera a), della legge regionale 12
giugno 1976, n. 78, delle leggi regionali n. 5 e n. 6 del 13 marzo
1975, nonché del fondo di cui all'articolo 60 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni,
dell'articolo 9 della legge regionale 4 agosto 1978, n. 26. Tutti i
successivi rientri e disponibilità a qualunque titolo di cui alle
citate leggi confluiscono, periodicamente, nel patrimonio netto di
cui al presente articolo. AI fine di consentire all'IRFIS
FinSicilia S.p.A. l'amministrazione e la definizione della gestione
unica a stralcio e fino all'esaurimento delle operazioni in essere
alla data del 18 maggio 2016 vengono confermati i compensi previsti
dalle convenzioni tra la Regione Siciliana e l'IRFIS che regolano
le previgenti singole operatività sopra riportate, ridotti del 10
per cento. .
6. All'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17
e successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il seguente
comma 4:
4. Le risorse di cui alla legge 1 febbraio 1965, n. 60, giacenti
presso l'IRFIS FinSicilia S.p.A., sono confermate nella titolarità
della Regione siciliana per le finalità di sostegno al credito ed
allo sviluppo delle imprese operanti in Sicilia».
Onorevoli colleghi, il Governo propone di accantonare l'articolo
5.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Biglietto unico per il trasporto locale
1. Per favorire l'integrazione tariffaria tra i servizi urbani ed
extraurbani, nonché l'integrazione modale gomma-ferro,
l'Assessorato regionale alle infrastrutture e mobilità è
autorizzato a promuovere progetti sperimentali di integrazione
tariffaria tra i servizi urbani delle Città di Palermo, Catania e
Messina e i servizi ferroviari regionali.
2. I progetti di cui al comma 1, predisposti d'intesa tra i Comuni
metropolitani, i gestori del trasporto pubblico locale, Trenitalia
S.p.A. e la Ferrovia Circumetnea, sono approvati con decreto
dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità e
hanno durata non superiore a ventiquattro mesi, prevedendo
l'intervento finanziario della Regione a compensazione dei costi
e/o dei minori introiti delle aziende di trasporto, nonché
eventuali servizi aggiuntivi che ne incentivino l'uso.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa complessiva di 84.941,90 euro per l'esercizio finanziario
2018, di 295.215,00 euro per l'esercizio finanziario 2019 e di
221.094,17 euro per l'esercizio finanziario 2020.
4. I comuni sono autorizzati a prevedere forme di esenzione dal
pagamento del biglietto unico per il trasporto locale per i
cittadini che vivono sotto la soglia di povertà assoluta, secondo
le disposizioni dei propri regolamenti».
Si passa all'emendamento 6.5, soppressivo, a firma degli onorevoli
Cancelleri ed altri.
DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo in merito all'articolo 6 e
all'emendamento 6.5, cioè la soppressione di questo articolo. In
pratica, questo articolo, ed in riferimento al comma 3, era
arrivato in Commissione con degli importi completamente differenti.
Adesso gli importi sono diminuiti.
Ora, se prima avevamo dei dubbi forti affinché questo tipo di
intervento potesse essere fatto, a maggior ragione i dubbi
aumentano.
L'articolo è in riferimento al biglietto unico, praticamente noi
come Regione stiamo stanziando delle somme e stiamo dicendo alle
aziende di trasporto municipale: provate a fare questo intervento
di biglietto unico ; dopodiché, siccome non è sicuro che questo
intervento possa essere proficuo per le casse di queste aziende,
allora noi come Regione interveniamo nel prossimo triennio dicendo:
ok, se avete delle perdite, vista la sperimentazione, le perdite
le copriamo noi come Regione .
Inizialmente, questa copertura era di 900 mila euro; adesso questa
copertura è diminuita a 450 mila, 500 mila euro.
Prima, l'Assessore, in Commissione ci aveva detto che già - perché
noi pensavamo che questa somma era una somma eccessiva per la
realizzazione di questo tipo di intervento - l'Assessore ci aveva
detto che quella somma era la somma necessaria per fare questo tipo
di sperimentazione. Adesso che la somma è diminuita da 900 mila a
450 mila euro, ci chiediamo che senso ha continuare a tenere questo
tipo di articolo.
Anche perché se non possono essere fatti i servizi aggiuntivi,
servizi che in qualche modo aiutano l'utente o stimolano l'utente a
scegliere anziché il biglietto singolo, il biglietto unico, a mio
modo di vedere stiamo solo ed esclusivamente regalando dei soldi
pubblici alle aziende municipalizzate dei trasporti. Rendiamoci
conto di questo, perché stiamo facendo solo ed esclusivamente un
trasferimento dalle casse regionali alle casse di queste aziende
pubbliche. Ripeto, somme che erano prima di 900 mila euro, e oggi
sono di 450 mila euro. Quindi, l'intervento è stato completamente
decurtato.
A questo punto io vi invito a votare la soppressione dell'intero
articolo, perché a mio modo di vedere, a meno che l'Assessore non
smentisca il fatto, questo tipo di intervento non può essere
realizzato e quindi utilizziamo queste 450 mila euro per fare
altro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.5.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, io volevo spiegare all'Aula la portata di questo
articolo, di questa norma che, a nostro avviso, ad avviso del
Governo, è una norma assolutamente innovativa. E' una norma che va
nella logica della intermodalità, o quindi della integrazione del
traffico, gomma-ferro.
Molte volte si dice in Sicilia che siamo arretrati e si dice la
Sicilia nel campo dei trasporti soffre di una arretratezza. Bene,
con questo articolo, con questa norma, invece, che cosa ci
proponiamo? Ci proponiamo di creare una grande sinergia tra il
ferro e la gomma, ci proponiamo di consentire che il cittadino
viaggiatore che da Catania arriva a Palermo, o che dall'entroterra
o da Enna, o da uno dei comuni dell'entroterra arrivi a Palermo in
stazione con il treno, possa con lo stesso biglietto mettersi
sull'autobus o sul tram e continuare per la meta prestabilita. Così
lo può fare il cittadino che su un autobus arriva a Messina e può
prendere il tram con lo stesso biglietto o così lo può fare il
cittadino dell'entroterra che arrivando a Catania può prendere, in
maniera alternativa, o la Circumetnea o la MT con lo stesso
biglietto ed anche avendo un risparmio.
Perché noi abbiamo previsto dei costi? E' chiaro che questa
sperimentazione - infatti noi parliamo di progetti sperimentali -
comporteranno un minore ricavo ed un maggiore costo. Il minore
ricavo da cosa è dato? Il minore ricavo è dato dal fatto che il
biglietto unico deve avere la specificità di consentire un
risparmio per i viaggiatori.
Qualche giorno fa in Commissione Bilancio alcuni gruppi politici -
mi pare il Movimento Cinque Stelle, ma non soltanto loro - avevano
proposto l'abbonamento, rispetto al biglietto, nella rubrica
dell'articolo. Noi abbiamo detto che non c'è bisogno di modificare
la rubrica perché noi non parliamo di biglietto, ma parliamo di
promuovere progetti sperimentali, per cui potrebbe anche accadere
che nell'accordo che faremo con Trenitalia, con le aziende di
trasporto pubblico locale sia urbano che extraurbano, con le
aziende quali la Ferrotramvia, i tram di Palermo e di Messina
nonché la Circumetnea di Catania, possiamo immaginare anche un
progetto che guardi anche agli abbonamenti. E allora è chiaro: nel
momento in cui noi prevediamo degli abbonamenti e prevediamo uno
sconto, dobbiamo anche immaginare, ipotizzare, mettere sul tavolo
minori ricavi. Al contempo, quando si parla di costi, e i costi
sono naturali, perché per fare il biglietto unico, il biglietto
unico anche nella sua stessa materialità deve essere realizzato e
per realizzarlo necessita di costi.
Ed allora ecco perché noi in un primo momento avevamo fatto dei
calcoli ed avevamo previsto un costo di circa 500 mila euro l'anno,
non un milione di euro. Certo le aziende vorrebbero anche un
milione di euro, poiché il progetto si sviluppa su 24 mesi e noi
riteniamo che lo stesso si svilupperà dal mese di settembre, lo
potremo far partire dal 15 settembre, dal 20 settembre, se non dal
primo ottobre, nell'anno finanziario 2018 avremo un costo di appena
- era 100 mila - diventerà 84 mila. Nel 2019, invece, che coprirà
l'intero anno, in quel caso arriveremo ad una cifra di 221 mila
euro - era di 300 mila - e alla fine l'ultima parte dei 24 mesi
copriranno con la somma residua che appunto è pari a 221 mila euro.
La prima regione d'Italia dopo il Lazio sarà la Sicilia.
Questo Governo, così come aveva preannunciato nel suo programma di
creare la sinergia nei trasporti, con questo articolo la sta
attuando. Avrà delle spese questa sperimentazione, e noi stiamo
concorrendo, noi stiamo coprendo tutte le spese, stiamo concorrendo
a parte delle stesse, chiedendo alle aziende che parteciperanno,
anche la loro parte, il loro concorso.
Ecco perché noi crediamo che questa norma creerà un'innovazione
nei trasporti e darà grandi vantaggi, non soltanto ai viaggiatori,
ma anche alle stesse aziende.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Governo, colleghi, vorrei
analizzare brevemente l'intervento dell'assessore, giusto per
ripercorrere punto per punto quelle che sono state le sue
spiegazioni, però mi preme innanzitutto dire una cosa a vantaggio
della discussione.
Sia chiaro che qui nessuno è contrario a un'integrazione fra i
biglietti, e quindi al biglietto integrato per dare la possibilità
ai cittadini di farlo. È vero anche, però, che in una regione come
la nostra se per il 2018 mettiamo 84 mila euro, stiamo praticamente
dicendo che, in realtà, vorremmo farlo ma non potremmo.
È una norma chiaramente manifesto. È uno spot elettorale in piena
regola ed è una cosa che chiaramente poi non si realizza in
concreto, tant'è che, Presidente Miccichè, nella discussione in
Commissione Bilancio' ad alcune domande che abbiamo fatto,
l'assessore, in qualche modo, ci ha risposto e non risposto.
Per esempio una delle domande era: ma com'è possibile che in
Italia la sola Regione Lazio abbia applicato il biglietto integrato
e, invece, la evolutissima Regione Lombardia, la evolutissima
Regione Veneto, la evolutissima Regione Trentino Alto Adige che
hanno, comunque, trasporti ferroviari di eccellenza rispetto a noi,
o anche la stessa Emilia Romagna che è perfettamente collegata da
Trenitalia o da tutte le linee ferrate, non abbiano previsto
questo?
E forse la risposta sta proprio lì, nel fatto di integrare un
biglietto fra la ferrovia e la capitale nazionale che ha, comunque,
una serie di trasporti integrati e che, quindi, ha bisogno di un
biglietto integrato. Il resto, invece, probabilmente non conviene,
ma non conviene neanche nelle somme che devono essere stanziate.
E poi, un'altra cosa: ma perché mai dovremmo dire a due aziende:
se volete potete mettervi d'accordo per tirare e attrarre i clienti
di una fino all'altra parte e viceversa e gli dovremmo andare a
coprire il mancato incasso? E perché non lo dovrebbero fare loro?
Chi fa impresa, anche se una partecipata pubblica, si deve assumere
il rischio d'impresa. Sono delle S.p.A., sono delle aziende, come
Trenitalia, di natura privata e che, comunque, devono avere la loro
possibilità di fare regimi di convenzione. Ma se la vedranno loro,
se sono servizi che vogliono proporre ai cittadini.
E in ultimo dico, oltre alle somme esigue, un'altra domanda
abbiamo fatto, e qui sta il centro nodale della questione.
Signori, facciamoci una domanda: oggi chi prende costantemente
mezzi pubblici, sia nei treni o il trasporto pubblico urbano, che
sia di gomma o che sia di tram, utilizza, se lo fa in maniera
costante, l'abbonamento che permette di avere sul mensile, o
addirittura sull'annuale, degli sgravi, cioè dei risparmi rispetto
a chi, invece, fa il biglietto giornalmente.
Sapete qual è la questione? Che oggi il biglietto integrato, che
non può essere reso in forma di abbonamento, non conviene a chi
utilizza già un abbonamento, sia del ferro che della gomma; gli
verrebbe a costare di più. Quindi significa che, chi oggi ha un
abbonamento del treno o dei bus urbani non lo andrebbe a fare
questo abbonamento e continuerebbe ad utilizzare il vecchio metodo.
E allora, chi lo utilizzerebbe? Avventori occasionali oppure,
semplicemente, i turisti.
Ora io dico una cosa: se noi vogliamo fare una norma manifesto con
84 mila euro di copertura finanziaria per il 2018 e vogliamo dire
alle persone che abbiamo fatto questo grande sistema di
avanguardia, noi siamo pure liberi di farlo.
Però qui permetteteci, da opposizione, di dire che ancora una
volta stiamo scrivendo su carta una cosa che non serva
assolutamente a niente per i siciliani e che invece vorremmo, se ci
saranno le dovute coperture, o se si inquadreranno dei metodi
diversi, noi potremmo anche sostenere.
Ad oggi, così com'è scritto in questo momento, non è assolutamente
sostenibile ed è assolutamente una presa in giro per tutti i
cittadini di Sicilia.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Sarò velocissimo, signor Presidente.
Ovviamente, nel condividere l'impostazione dell'articolo e
l'opportunità che ne deriva, volevo soltanto rapidissimamente
chiedere all'assessore Falcone, in tema di trasporto ferroviario,
la vertenza degli operai Keller, rispetto alla vicenda del
contratto di servizio. Ci sono margini, assessore, in questa
vertenza nazionale per poter recuperare questa opportunità?
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
Figuccia, il Presidente Musumeci mi ha delegato da un mese e mezzo,
quasi due mesi, a trattare la questione e proprio abbiamo avuto un
incontro l'altro ieri con i sindacati. Abbiamo convocato un tavolo
tecnico con RFI a cui abbiamo invitato anche Trenitalia, oltre che
i sindacati. Lo terremo assieme alla collega Ippolito, quindi
Assessorato al lavoro e Assessorato alle infrastrutture, ma giorno
3 stiamo vedendo anche, abbiamo convocato un altro tavolo tecnico
per guardare a una misura di reinserimento nel mondo del lavoro di
questo personale con un bando che l'assessorato al lavoro, da qui a
qualche giorno pubblicherà relativo al sostegno alle categorie
fragili, cioè a quelle categorie che sono uscite dal mondo del
lavoro e potrebbero rientrare. Il contratto non riguarderà, il
tavolo tecnico non riguarda - a questo punto abbiamo detto soltanto
l'ex Keller - ma riguarderà anche ex Servi Rail ed ex Ferrotel.
Sono circa 200 persone che vanno prese tutte in considerazione.
Dopo giorno 9 abbiamo chiesto di spostare al Ministero dello
Sviluppo Economico la vertenza, perché è giusto che RFI e
Trenitalia ci dicano come intendono spendere i soldi e come
intendono fare la manutenzione sui veicoli che con la chiusura dei
Minuetto, con la chiusura del contratto, con i Minuetto, sarà a
carico della stessa azienda e costa 45 milioni di Euro per tre
anni. Quindi, noi vorremo capire come intendono spendere questi
soldi e se all'interno di questo segmento di interventi potranno
entrare, e quante persone potranno entrare di questo bacino. Per
l'ex Servi Rail stiamo cercando di capire dei servizi ancillari
all'interno di Trenitalia, sono gli ex cuccettisti.
Per dire, l'argomento, onorevole Figuccia, è assolutamente tenuto
sotto controllo, anzi, se giorno 3 volesse partecipare al tavolo
tecnico, ci farebbe anche piacere.
PRESIDENTE. Mi aveva chiesto di parlare l'onorevole Milazzo
MILAZZO. Rinuncio.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.5, interamente
soppressivo dell'articolo 6.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 6.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 34
Contrari 33
Astenuti 0
(E' approvato)
Pertanto, l'articolo 6 è soppresso.
Si riprende l'esame dell'articolo 5, precedentemente accantonato.
Si passa all'emendamento soppressivo 5.6, degli onorevoli
Cancelleri ed altri.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io pensavo che ci fosse un'illustrazione della
soppressione di un articolo importante, visto che non c'è mi trovo
costretto a dire quanto è importante questo articolo.
Questo articolo è importante, onorevoli parlamentari, poiché
consente di introdurre alcune modifiche che la rendono coerente con
le impostazioni e le previsioni del testo unico bancario, sono
previsioni che sono state in qualche modo indicate dalla stessa
Banca d'Italia per agevolare l'attività dell'IRFIS, e quindi oggi
andare a pregiudicare questo articolo a mio avviso è un elemento di
pregiudizio diretto nei confronti dell'economia siciliana e delle
imprese siciliane. Peraltro siamo riusciti, dopo circa diciassette
anni, a smobilitare ottantaquattromilioni di euro che giacevano
presso il patrimonio dell'IRFIS inutilizzate, risorse inutilizzate,
e che oggi grazie all'ultimo comma della norma potranno essere
utilizzate.
Sopprimere, votare per l'eliminazione di questo articolo, vuol
dire un attentato all'economia siciliana, quindi sarebbe opportuno,
e invito forze politiche responsabili, che hanno a cuore le sorti
dell'impresa siciliana anche attraverso misure di micro-credito,
anche attraverso misure di incentivazione, a ritirare l'emendamento
soppressivo fermo restando che siamo disponibili a discutere del
merito della questione, ma non di una soppressione che rischia di
essere uno schiaffo all'economia siciliana. Quindi invito
all'attenzione. Probabilmente è un articolo tecnicamente complesso,
e quindi può anche avere un primo impatto di preoccupazione, ma non
c'è nessuna preoccupazione sono disposizioni che tra l'altro
abbiamo esaminato in Commissione bilancio, io Presidente Savona ha
guidato il dibattito aperto, un confronto leale che si è fatto sul
merito della questione, oggi privare le imprese di questa
opportunità rischia di essere un inutile pregiudizio, quindi invito
in modo accorato a ritirare questo emendamento soppressivo, poiché
mal si concilia con le situazioni drammatiche della nostra economia
siciliana.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
anch'io credo che dobbiamo valutare il merito degli articoli, credo
che questo sia un articolo che sostiene l'economia della Sicilia.
Sostiene la possibilità di definire e disciplinare i compiti
dell'IRFIS, liberando anche risorse che sono vincolate da leggi che
non hanno avuto nel corso degli anni una attivazione in positivo.
In questa norma, per farmi capire dai colleghi, c'è la questione a
cui facevo riferimento nel mio intervento sui famosi 84 milioni di
euro provenienti dall'IRFIS che la Regione, oggi, ne assume diciamo
la titolarità e che noi, ad esempio, prevediamo di poterli
destinare al credito agevolato per le imprese.
Detto questo la prima parte, tra l'altro, lo ricordo ai colleghi,
era già contenuta nel testo stralcio che abbiamo poi rinviato alla
finanziaria accorpandola nella finanziaria ed, in particolare, su
questo aspetto del personale delle società partecipate e sulla
possibilità di essere immesse nell'albo per utilizzarli nelle
modalità di avvalimento da parte delle società partecipate, era
proprio questa una norma che aveva avuto già un voto persino da
quest'Aula. Quindi chiederei ai colleghi del Movimento Stelle, poi
fare nel merito dei singoli commi possiamo discutere, ma sarebbe a
mio avviso un errore cancellare per intero l'articolato.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
questo articolo l'abbiamo, non solo ampiamente discusso come è
stato ricordato poco fa, ma in Commissione Bilancio, se non ricordo
male, è stato approvato anche all'unanimità. Anche perché su questo
io ho avuto un confronto abbastanza critico con il Governo quando
si è trattato del documento di programmazione economico regionale
quando avevo posto la questione di chiudere definitivamente queste
finestre che si aprivano in continuazione inserendo personale
all'interno delle società partecipate.
E faccio proprio riferimento, in modo particolare, al comma 4 che
è stato più volte emendato in Commissione Bilancio e che da,
finalmente, una risposta anche concreta ed immediata a quelli che
sono i soggetti che già da anni fanno parte dell'albo unico, ex
articolo 64, e che non hanno trovato la possibilità, per una serie
di posizioni sicuramente ondivoghe, e che, finalmente, a seguito
dell'approvazione anche di questo comma, troveranno la loro
legittima soddisfazione essendo utilizzati all'interno delle
commesse delle società partecipate.
Quindi si chiude anche una fase storica, lo vorrei ricordare,
l'abbiamo dibattuto più volte ed abbiamo anche ribadito quello che
è un elemento temporale al 31/12/2009 come d'altronde hanno
previsto le norme che, successivamente, questo Parlamento si è
dato.
Per quanto riguarda la seconda parte dico, al di là di una
questione formale che, assessore, probabilmente era meglio
individuare due articoli separati, ma al di là di questo è ovvio
che nella questione della composizione complessiva l'argomento ha
la sua valenza ed ovviamente va trattato con la cautela e con il
senso di responsabilità che questa Aula, al di là di quelle che
possono essere le legittime posizioni dialettiche, non può andare,
comunque, con una coerenza diversa rispetto a quello che abbiamo
trovato nelle commissioni di merito e, in modo particolare, per
quanto riguarda la Commissione Bilancio.
Ne approfitto solo per aggiungere un altro elemento all'assessore
Falcone perché affrontavo poco fa l'argomento riguardante i
lavoratori ex Ferrovir e gli voglio ufficialmente consegnare quel
documento che la Prefettura ci ha consegnato dove c'era un accordo
ufficiale con Ferrovie dello Stato per quanto riguarda questi
lavoratori che andavano assorbiti all'interno delle future commesse
che sarebbero state assegnate e, pertanto, le dico ufficialmente,
ora a tutti gli effetti, che è il momento di tenere in
considerazione questi lavoratori ex Servil Rail che sono stati
lasciati fuori, sono 23/24, gli unici che sono rimasti fuori da
quella che era la compagine di questo indotto e, proprio di fronte
al Prefetto, la società si era impegnata ad assorbirli.
Quindi, glielo consegno affinché possa fare il suo autorevole
intervento nei confronti delle Ferrovie dello Stato perché venga
cancellata questa ulteriore ingiustizia nei confronti di questi
lavoratori della città di Messina.
Ritiro i miei emendamenti soppressivi.
PRESIDENTE. Gli emendamenti all'articolo 5 sono ritirati dai
rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.2, degli onorevoli Lupo, Cracolici e
altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel testo è
scritto la gestione del credito agevolato agli enti accreditati in
house che, al momento in Sicilia, sono solamente IRCAC e CRIAS
perché l'IRFIS non può essere più un ente utilizzatore della
gestione del credito agevolato da parte della Regione, se non con
procedure di evidenza pubblica.
Poiché questo fondo può essere destinato ad imprese non solo del
settore artigianale, agricolo e cooperativistico togliamo la parola
in house per consentire fermo restando l'utilizzo del credito
agevolato per le imprese di tutte le tipologie di impresa in
Sicilia .
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sul punto presentiamo un sub emendamento concernente
l'eliminazione dell'espressione in house e l'inserimento dopo
giovanili dell'espressione delle start-up in modo da inserire,
tra le imprese che possono godere del finanziamento anche le start-
up.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 5.2.1 del
Governo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.2, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Articolo 7.
Interventi finanziari per il sostegno delle piccole e
medie imprese mediante
l'utilizzo del Fondo di Garanzia Regionale
1. Al fine di favorire l'accesso al credito delle PMI
operanti in Sicilia, le risorse del Fondo di cui al comma
2, articolo 21 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8,
sono prioritariamente utilizzate per l'attivazione di
strumenti finanziari riferibili alla costituzione di
garanzie a copertura del segmento delle perdite
registrate su tranches junior di portafogli segmentati di
affidamenti (c.d. tranched cover). Tali misure sono
adottate mediante l'attivazione di convenzioni con
banche, intermediari finanziari e confidi disciplinati
dall'articolo 106 e dall'articolo 112 del decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385 Testo unico
bancario e autorizzate dal Dipartimento regionale
finanze, operanti sul territorio della Regione.
2. Le disposizioni attuative del comma 1 sono emanate
con decreto dell'Assessore regionale per l'economia, di
concerto con l'Assessore regionale per le attività
produttive. .
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per illustrare
l'articolo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. La disposizione è una
disposizione innovativa che consente di utilizzare le risorse
rinvenienti dalla presente programmazione e che affluiscono al
bilancio regionale verso forme di ingegnerie finanziarie a sostegno
del nostro sistema di imprese.
Confermiamo la formulazione dell'articolo, tuttavia raccogliendo
una proposta dell'Ufficio Studi di questa Assemblea, riteniamo
opportuno - ancorché la questione sia opinabile - al fine di
scongiurare qualsiasi profilo di anche possibile censura sul piano
della compatibilità con il regime giuridico europeo degli aiuti,
propone l'Ufficio Studi e l'Ufficio del Bilancio di inserire la
cosiddetta ben nota clausola di salvaguardia ai fini della
compatibilità con il sistema degli aiuti.
Non ritenendo opportuno limitarsi al de minimis, trattandosi di
interventi di tipo finanziario, presentiamo un emendamento con la
clausola di salvaguardia che così recita: Gli aiuti di cui al
presente articolo sono concessi solo in caso di esito positivo per
la procedura di controllo comunitario a seguito e notifica alla
Commissione Europea ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea .
Quindi si tratta di un regime che potrà essere sottoposto
all'autorizzazione degli aiuti e sotto questo profilo non
dovrebbero esserci elementi di conflitto con la normativa europea.
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti presenti nel fascicolo. Il
primo emendamento da votare è un emendamento soppressivo
dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. L'emendamento
dell'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Emendamento 7.1 a firma degli onorevoli Calderone, Milazzo,
Cannata e Gallo.
CALDERONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
credo che questo emendamento possa veramente offrire un contributo
alla cosiddetta crisi di impresa che dal 2012 va a mortificare e
piegare in alcuni casi le imprese italiane e, in particolare, per
quello che ci riguarda le imprese siciliane.
La legge fallimentare del '42 ha introdotto con una novella non
più recentissima ma recente l'articolo 182 quater che dà la
possibilità che i crediti derivanti da finanziamenti in qualsiasi
forme effettuate in esecuzione di un concordato preventivo di cui
agli articoli 160 e seguenti, ovvero ad un accordo di
ristrutturazione dei debiti omologati ai sensi dell'articolo 182
bis sono pre deducibili. Questa è una garanzia.
In buona sostanza quello che proponiamo con questo emendamento -
e mi rivolgo sia agli organi di Governo, all'Assessore competente e
ai colleghi - è quella di potere utilizzare le risorse del Fondo
per i piani di risanamento ex articolo 182 quater. Tanto non ci
sono delle criticità perché c'è il regime previsto dalla stessa
norma della prededucibilità, cioè finanziando queste imprese in
difficoltà noi andiamo a evitare, se del caso, la decozione
assoluta e nel caso in cui si arrivi a una situazione di dissesto
irreversibile l'organo finanziante è sempre garantito perché,
appunto, queste somme vengono erogate in regime di prededucibilità.
Quindi noi andiamo a fare un grosso servizio con questo Fondo alle
imprese e credo che sia una norma utile e tutti possiamo dare un
contributo alle imprese di Sicilia.
Pertanto, chiedo ai signori colleghi, di valutare attentamente se
sia utile questo nostro emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, sarei d'accordo con questo, non
avrei obiezioni perché, tra l'altro, mi pare ragionevole.
Il problema è un altro. Qui non stiamo decidendo il credito alle
imprese. Con questa norma noi stiamo prevedendo una modalità di
gestione del Fondo di garanzia cioè è la quota che la Regione deve
per la sua parte, le banche e i consorzi fidi mettono insieme delle
risorse, nel famoso tranched cover che serve a garantire i
crediti erogati dalle banche.
Il punto è la banca che deve comunque operare il credito nei
confronti delle imprese. La ristrutturazione del credito alle
imprese è una decisione delle banche, non è una decisione del Fondo
di garanzia. Vorrei che fosse chiara la differenza. Non stiamo
dando un fondo alle banche per erogare crediti. Stiamo dando un
fondo alle banche, mettiamo insieme alle banche un fondo per
consentire di avere un fondo di garanzia che moltiplica il credito.
Nulla in contrario ad aiutare la ristrutturazione dei crediti però
temo che, con questo sistema, finiamo per non arrivare
all'obiettivo che vogliamo perseguire. Perché, ripeto, è un fondo
di garanzia, non è un fondo alle banche per erogare credito.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
all'Assessore Armao che ha credo indicato questo articolo. Noi
avevamo costituito un fondo con la legge precedente che, di fatto,
era indirizzato una parte agli Enti locali - sviluppo urbano, e
l'altra alle società start-up giovanili.
Questa indicazione che date voi soltanto di prioritariamente , a
mio parere, vuol dire che avvantaggia molto il sistema delle
imprese e abbandona una opportunità che hanno i Comuni a proposito
dello sviluppo urbano.
Per cui, se si può indicare sin d'ora una percentuale che va
indirizzata verso lo sviluppo urbano, mi riferisco alla norma
originaria Assessore Armao. La norma originaria stabiliva la
costituzione di un fondo che aveva due indirizzi: uno che era per
gli Enti locali e lo sviluppo urbano e l'altro per le società start-
up.
Adesso prioritariamente questo fondo è indirizzato verso le
imprese, tenendo conto che sono due fondi completamente diversi,
uno rivolto ai soggetti pubblici e uno rivolto ai soggetti privati.
Quindi i soldi dei fondi dei soggetti pubblici - cioè degli enti
locali-sviluppo urbano - a mio parere non possono andare
praticamente pure alle imprese.
Quindi la invito ad una riflessione. Quanto meno a stabilire che i
fondi che sono destinati ai Comuni restano ai Comuni - mi riferisco
al Fondo Jessica - l'altro che vada alle imprese. E se si vuole
dare una priorità, in senso generale, ma già ci sono le start-up
giovanili, però se si vogliono indicare altre imprese sta bene.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, quello sulle start-up riguarda il precedente articolo,
non riguarda questo. La locuzione start-up, riguardava l'articolo
precedente. Ora siamo all'articolo 7 nel quale si chiede che al
fine di favorire l'accesso al credito delle PMI .. di cui . sono
prioritariamente utilizzate per l'attivazione . Questo non vuol
dire esclusivamente. Non intende esaurire quel fondo, attenzione.
Queste risorse vanno prioritariamente... ma non è esclusivo.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro e Assessore Armao, il duetto fra
voi due e nessuno capisce niente, vi prego.
ARMAO, assessore per l'economia. Non è esclusivo, quindi, signor
Presidente, sotto questo profilo non è una disposizione che si
potrà, poi, in sede di disposizione attuativa che, come vede, il
secondo comma prevede le disposizioni attuative, in quella sede
potremo dare degli orientamenti più puntuali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.9, a firma
dell'onorevole Calderone.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per il bilancio e l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 7.7 è ritirato. L'Assemblea ne prende
atto.
Si passa all'emendamento 7.8, a firma dell'onorevole Foti: Al
comma 2 dell'articolo 7, alla parola produttive sono aggiunte le
parole previo parere della Commissione legislativa permanente
competente in materia .
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.10, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Articolo 8.
Interventi per la prima casa
(Da riformulare secondo quanto stabilito dalla
Presidenza dell'Assemblea nella seduta n. 39 del 24
aprile 2018)
1. Al fine di agevolare l'acquisto, la costruzione e/o
l'intervento di recupero edilizio della prima casa, il
Dipartimento regionale delle infrastrutture della
mobilità e dei trasporti è autorizzato a concedere
contributi in conto capitale, nei limiti dello
stanziamento di bilancio, in favore di nuclei familiari
con reddito familiare inferiore a 20 migliaia di euro
annui nelle forme previste dalla legge, costituitisi da
non oltre tre anni.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2018, la spesa di
8.247.094,92 euro.
3. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento
regionale delle infrastrutture della mobilità e dei
trasporti sono determinate le modalità di intervento.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, colleghi, Commissione. Ho già avuto modo di esprimere
all'assessore Falcone la mia non condivisione di quello che era
l'articolo 11.
L'ho fatto fuori dall'Aula, lo faccio, anche qui, dentro l'Aula.
Devo dire che c'è anche un'impostazione di fondo che non
condivido, prima di entrare nel merito dell'articolo.
Parliamo, comunque, di un argomento importante che non è stato
oggetto, anche nel passato, di una risposta concreta, che è quello
della prima casa. L'esigenza di aiutare le giovani coppie per poter
avere un tetto per dormire.
Il Governo ha pensato di risolvere, di dare questa risposta
attraverso, prima, l'articolo 11 che poi è diventato l'articolo 8.
Ed io dico, perdendo un'occasione.
La sensazione, onorevole Presidente della Regione, è quella lì che
non si voglia affrontare questioni importanti in maniera più
complessiva, in maniera radicale, ma lo si vuole fare a spezzoni.
In che senso?
Un aspetto è questo: l'intervento per la prima casa attraverso,
voi avevate previsto un contributo per l'acquisto, la costruzione o
il recupero. Un altro aspetto è quello lì dell'edilizia sociale,
dell'edilizia popolare, che viene affrontata nella finanziaria
attraverso un'altra soluzione, quella dell'eliminazione degli
Istituti Autonomi Case Popolari e la formazione dell'Agenzia.
Penso che la problematica della casa, in generale, andrebbe
affrontata con una riforma complessiva. C'è rumore, pazienza, mi
sforzerò di farmi capire ugualmente e comunque, siccome l'Aula è
attenta, mi capirà in quello che voglio dire.
La casa, e l'esigenza della casa, riguarda soggetti svantaggiati
che oggi veramente non hanno una risposta attraverso gli alloggi di
edilizia economica e popolare, che sono gli IACP, perché non ci
sono risorse per costruire nuovi alloggi.
Quindi è vero, è limitata questa azione, che non si risolve a mio
avviso - ma ne parleremo quando parleremo dell'Agenzia per la casa
- non risolve attraverso l'eliminazione dello IACP e l'accorpamento
con l'Agenzia. Comunque, questo è un aspetto. E poi la possibilità
di intervenire per fasce non proprio svantaggiate, ma comunque che
hanno bisogno di aiuto, attraverso i contributi per l'acquisto
della prima casa.
Io, personalmente, avrei fatto una cosa diversa, sviluppato una
riforma proprio per la casa, mettendo in conto questi due aspetti
e, anzi, aggiungendone un terzo.
Perché c'è chi non ha la possibilità di pagare neanche l'affitto e
quindi ha bisogno di una soluzione; chi non può comprarla e quindi
deve avere la possibilità di avere un contributo per comprarla; ma
ci può essere anche la possibilità - certo Presidente è difficile
andare avanti con questo vocìo che c'è in Aula - chi non ha la
possibilità neanche di comprarla, ma può avere la possibilità di
affittarla, cioè di fare la locazione. Io le avrei messe tutte
insieme queste cose e avrei fatto una riforma sulla casa. Capisco
che non è questa l'occasione, e secondo me l'abbiamo persa.
Ritornando nel merito dell'articolo 8, l'articolo 8 ovviamente, io
ho preparato una riscrittura assieme ai colleghi. Riteniamo
innanzitutto che sia impensabile pensare alle costruzioni e penso
che è stata una disattenzione dell'assessore, perché nell'epoca
quando parliamo di non costruzioni, che parliamo di consumo zero,
le costruzioni non c'entrano nulla anche perché le costruzioni
previste nell'edilizia economica e popolare, cioè le cooperative,
già sono finanziate.
Era previsto nel testo originario anche il limite dei tre anni
delle coppie già costituite, per fortuna lei l'ha stralciata la
norma, secondo me se si vuole mantenere questo impianto, va
riscritto e su questo c'è un emendamento anche di riscrittura.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
FAVA. Signor Presidente, questo articolo va sostenuto per la sua
filosofia, per le sue intenzioni, per la semplicità e
l'essenzialità con cui si rivolge alle coppie, ai nuclei familiari
con un reddito particolarmente basso, e dico subito che sono
d'accordo anche sull'emendamento che propone il Governo, "nuclei
familiari regolarmente costituiti nelle forme previste dalla
vigente normativa", perché è una normativa particolarmente adeguata
ed evoluta quella che la Regione siciliana ha proposto sulla
lettura di ciò che è un nucleo familiare.
Quello che non mi convince, ed è in un emendamento soppressivo che
ho presentato, riguarda l'idea che questo finanziamento possa
agevolare, assieme all'acquisto e all'intervento di recupero, anche
la costruzione. Perché io credo che in questo Paese non serva
costruire nuove case.
Mi sembra di capire che sia stato tolto. Ecco, le sono grato,
perché con otto milioni e mezzo di appartamenti che sono disabitati
o parzialmente abitati, equivalente a due volte Roma, e in Sicilia
noi abbiamo una casa sue tre vuota, la Provincia di Ragusa è la
provincia d'Italia col maggior numero di abitazioni non occupate,
il 40 per cento. Mi sembra che il punto della costruzione possa
essere tolto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi fa piacere che stia presiedendo
lei perché proprio a lei avevo fatto una domanda quando lei ha
comunicato, a nome della Presidenza, le norme stralciate e lei mi
ha detto che nel fascicolo ci sarebbero state le norme stralciate.
Leggo nel fascicolo che questa norma è da riformulare secondo
quanto stabilito dalla Presidenza. Mi si dice che l'emendamento
8.19 sia in realtà la riformulazione dell'articolo, dico bene?
Quindi se ho capito bene, l'unica differenza per cui c'era un
problema di - non so se definirla costituzionalità, mi pare una
parola eccessiva - è il fatto che, mentre nel primo testo era il
dipartimento regionale a cui venivano affidate le competenze, ora è
l'Assessorato regionale, o viceversa, una cosa del genere. Ora è
l'Assessorato e prima era il dipartimento. Mi pare un po' poco per
dichiarare una norma stralciata e mi pare eccessivo dichiararla
oggi ammessa, basta aver cambiato la dizione Assessorato con
dipartimento. Mi pare un po' eccessivo. Non è così? Quindi c'è
un'altra riscrittura.
PRESIDENTE. Lo legga attentamente. Il termine che era previsto
all'ultimo rigo del primo comma costituitesi da non oltre tre
anni', cioè, le famiglie che erano costituite da tre anni e un
giorno non potevano attingere a questo contributo e quindi questo
era un termine che è sembrato ovviamente incostituzionale.
CRACOLICI. Signor Presidente, ne ho parlato anche con l'Assessore.
Figurarsi se noi usiamo misure a favore delle famiglie come si suol
dire tutta salute', tanto più se le usiamo per le giovani coppie.
Una questione però che pongo è la seguente: in una legge che poi
tra l'altro va fatto un decreto di attuazione da parte del
dirigente, bisogna stabilire quanto diamo, perché un contributo
deve essere definito da una legge, altrimenti chi lo stabilisce, il
dirigente quanto dare e come darlo? Si fa un avviso con una
graduatoria? Il reddito è un reddito netto o un reddito ISEE? Cioè
ci sono tutta una serie di questioni che non si possono scrivere le
leggi al bar. Con tutto il rispetto, lo dico. Noi siamo un
Parlamento, non possiamo fare leggi spot. Una norma del genere, io
voglio sfidare qual è quel dirigente che farà un decreto, vi prego
quanto meno di riscriverla. Ma l'avevo detto all'Assessore, prima
che arrivassimo in Aula. E voglio darvi un suggerimento ancorché
non c'è da parte mia l'ombra; esiste una legge regionale, che è una
legge fatta negli anni ottanta, che è la famosa legge Sciangula',
che consentiva di erogare contributi per la prima casa alle
famiglie, in questo caso alle nuove coppie. Almeno usate i criteri
di quelle norme che avevano una logica, ma evitiamo di fare norme
di improvvisazione.
Ripeto, l'ultima cosa, suggerirei all'Assessore: questo
finanziamento lo eroghiamo per un solo anno? Sappiatelo. Noi
quest'anno non utilizzeremo un euro, ma non utilizzeremo un euro
quindi queste risorse vanno in economia, perché il tempo che si fa
il bando, il tempo che si fa la graduatoria , allora suggerisco di
fare il sistema del finanziamento triennale, cioè con il limite
d'impegno, perché consente di reiscrivere risorse nell'anno
successivo.
Poi quando arriveremo all'articolo 72, che riguarda anche lì il
finanziamento della legge sulla casa, ci accorgeremo di come la
vicenda del limite d'impegno è stata interpretata, anche dagli
uffici, che io come minimo non condivido.
Quindi, dovete fare una norma che abbia una capacità pluriennale
di attuazione, altrimenti non la utilizzerete.
PRESIDENTE. Governo, pensate a una riscrittura o andate avanti?
Assessore Falcone?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Possiamo
continuare.
PRESIDENTE. Possiamo continuare nel dibattito, va bene.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, grazie, io intervengo per richiamare
l'attenzione del Governo e dell'Aula su un emendamento presentato
dal sottoscritto e dagli altri colleghi del Gruppo di
DiventeràBellissima' su un problema veramente grave che riguarda
centinaia di famiglie siciliane, ossia il problema delle vendite
all'asta delle prime case.
Come lor signori sanno, è già intervenuta la legge nazionale che
blocca le vendite all'asta delle prime case, però esclusivamente
per l'esecuzione esattoriale. Purtroppo un'analoga norma non c'è
per quanto riguarda le espropriazioni forzate immobiliari davanti i
Tribunali ordinari.
È chiaro chela Regione Sicilia non ha competenza in materia, e ci
mancherebbe che chiedessi di intervenire sul codice di procedura
civile e sulle procedure di espropriazione forzata immobiliare.
Però, io credo che, accanto all'esigenza di tutelare le giovani
coppie e i nuclei familiari in difficoltà, dobbiamo trovare lo
spazio per tutelare le famiglie che vengono private, attraverso la
vendita forzata immobiliare, dell'unica ed esclusiva abitazione,
soprattutto quando ciò avviene attraverso una speculazione indegna
per cui il prezzo di valutazione iniziale delle case, a seguito di
vendite andate deserte, va scemando sempre di più fino ad arrivare
a valutazioni irrisorie.
Allora, questa norma prevede che qualora - solo nei casi, ripeto,
di prima ed unica abitazione dei debitori esecutati - il prezzo
scenda al di sotto del 50 per cento della valutazione iniziale, la
Regione siciliana possa intervenire per acquisire al patrimonio
questo immobile, e poi ridarlo con prelazione al soggetto
sfrattato, al soggetto esecutato, prima che sia costretto a
lasciare l'immobile che costituisce, ripeto, l'unica abitazione del
proprio nucleo familiare.
E qualora ciò non sia possibile, perché non rientra nei parametri
previsti con i fondi che verranno destinati e che siano
disponibili, ci si faccia comunque parte attiva per affidare al
soggetto privato, attraverso l'esecuzione forzata della propria
unica abitazione, un immobile di edilizia economica e popolare,
anche a fronte del pagamento di un canone di affitto irrisorio.
La norma, evidentemente, non avendo trovato copertura di spesa -
faccio riferimento agli interventi di social housing di cui
all'articolo 5 della legge regionale 3 gennaio 2012 - qualora
questo non sia possibile, io invito veramente il Governo, che so
essere sensibile su questa problematica, ma credo che sia stato
attenzionato anche dagli altri colleghi della sinistra, del
Movimento Cinque Stelle, che ne hanno fatto una battaglia,
prevediamo come priorità quella di garantire una continuità
abitativa ai soggetti che ne vengono privati attraverso le
espropriazioni forzate alla vendita all'asta, quanto meno per quei
casi in cui il valore dell'immobile scende in maniera indecente e
viene acquistato a prezzi irrisori da orde di speculatori che molte
volte fanno anche capo ad organizzazioni nazionali ed
internazionali che stanno facendo scempio nelle nostre procedure di
professione immobiliare. Un Governo che pensi alla socialità, come
io sono sicuro il Governo Musumeci ha, sicuramente di questo dato
ne fa un vessillo che non vuole assolutamente ammainare, io credo
che non debba attenzionare una problematica di questo genere e fare
da sprone e da esempio al Governo nazionale che ancora tarda ad
intervenire su una problematica tanto delicata perché non sta a me
invitare a compassione l'Aula. Però, ricordatevi che già si sono
verificati casi di suicidi all'interno delle abitazioni prima di
essere buttati fuori a forza dagli ufficiali giudiziari.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente MICCICHE'
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, io ritengo che questo articolo è molto
importante e lo è nella misura in cui oggi si guarda con attenzione
a che cos'è l'economia in generale.
Viviamo un momento di grande crisi, quindi difficoltà nel mondo
del lavoro, difficoltà nel mondo dell'edilizia, difficoltà in
generale. Il pensare, così come ha fatto l'assessore Falcone, a
dare la possibilità ad avere un minimo - chiamiamolo così - un
minimo di aiuto per avere la disponibilità di una casa. Perché oggi
è molto difficile per le giovani coppie, per tutti coloro che
vivono il disagio della disoccupazione.
Ma questo articolo, caro Assessore, mi porta a pensare come
potremmo o comunque aiutare ad indirizzare coloro che vanno a
recuperare i centri storici. Perché, come lei sa, i nostri centri
storici piano piano sono stati abbandonati, ma l'aiuto ed il
sostegno potrebbe indurre coloro che oggi hanno un immobile al
centro storico a riprenderlo, a darlo in affitto, a darlo magari ai
momenti turistici, perché io assisto in questi ultimi anni che i
nostri centri storici - per quegli immobili già restaurati e messi
in opera - sono molto ambiti dai soggetti che vengono a visitare la
Sicilia, perché hanno la possibilità di vivere all'interno dei
centri storici veri, dove ancora ci sono alcune tradizioni, alcuni
movimenti culturali molto importanti.
Quindi, io saluto con grande soddisfazione questo momento. Certo,
se riuscissimo come Governo a dare una sferzata a quell'idea di cui
il mio collega poc'anzi rappresentava del vedere vendere al propria
casa all'asta sarebbe molto, molto importante, perché vorrebbe far
sì che coniugassimo insieme il mondo casa. Il mondo casa che oggi
io, ripeto, in questo articolo molto interessante ed importante,
per cui caro, assessore Falcone, avanti tutta
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, la norma è una norma che abbiamo
approfondito in Commissione. Rispetto al testo iniziale abbiamo
aggiunto il limite del reddito minimo dei 20 mila Euro.
Io ho proposto, insieme col mio Gruppo parlamentare, una serie di
emendamenti, oltre alla considerazione sulla possibilità, assessore
Falcone e assessore Cordaro, che non venga, anche noi pensiamo come
Partito Democratico che non debba essere data la possibilità di
continuare a costruire delle nuove abitazioni con questa
possibilità normativa.
C'erano altre questioni che abbiamo tradotto in alcuni
emendamenti. Innanzitutto, l'8.5, anche in aderenza al dettato
normativo regionale che sin dalla legge regionale 71-78 classifica
le categorie edilizie in manutenzione ordinaria, straordinaria,
restauro e risanamento conservativo e la categoria più ampia della
ristrutturazione edilizia noi crediamo che debba essere modificato.
Quindi, modificare la parole recupero edilizio con
ristrutturazione che riteniamo più aderente, del pari rispetto
anche al dibattito che c'è stato in Commissione, inserire la misura
massima di finanziamento che non è stata prevista, per cui
riteniamo opportuno che sia congruo l'importo di 40 mila euro, e
poi c'è il tema della categoria edilizia in ordine alla
destinazione, è sempre un importo relativo all'edilizia economica e
popolare, e quindi riteniamo che debba essere previsto
espressamente che si può procedere all'acquisto di immobili che
abbiano quelle caratteristiche di edilizia economica e popolare, al
fine di evitare speculazioni di qualsiasi genere.
C'è pure l'emendamento 8.4, Assessore, che sarebbe pure congruo,
al di là della previsione normativa, al di là dell'accoglimento,
forse il tema è anche da ordine del giorno, che una quota, una
riserva di questi fondi vadano espressamente agli immobili che
ricadono nei centri storici.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
porre l'accento sulla questione che questo emendamento non è più
per le giovani coppie,; perché se è per tutti 6 milioni a 40 mila
euro sapete quante famiglie ne possono usufruire? 150 in tutta la
Sicilia. Allora, diventa una cosa veramente ridicola
PRESIDENTE. Il Governo mi ha detto che sta riscrivendo in maniera
diversa l'articolo. Onorevole Falcone, si sta intanto riscrivendo,
non è necessario sospendere per la riscrittura se lo fate adesso,
altrimenti lo accantoniamo andiamo avanti e lo vediamo dopo.
Allora, facciamo l'ultimo intervento su questo articolo, così poi
accantoniamo l'articolo e lo riprendiamo dopo con eventuali altri
interventi dei deputati.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi vorremmo
capire se effettivamente questo Governo crede a questa finanziaria.
Questa è una domanda lecita, aspettiamo eventualmente una risposta,
perché è sicuramente un'idea di buon senso quella proposta dal
Governo, aiutare le giovani coppie per la ristrutturazione delle
abitazioni; però, poi se, ad esempio, dalla Commissione mi arriva
un subemendamento che diminuisce l'importo da 8 milioni e 200, lo
diminuisce di 2 milioni, cioè è un non senso, perché se vogliamo
aiutare le giovani coppie le aiutiamo veramente alla
ristrutturazione delle abitazioni, e dico ristrutturazione e non
costruzione. Ma da quello che ho capito l'Assessore sotto questo
punto di vista è ben disponibile, perché se deve essere solo ed
esclusivamente una norma spot allora meglio non farla.
Quindi, io non capisco perché a fronte di una buona idea, nello
stesso tempo si cerca di affossare questa buona idea, perché stiamo
togliendo delle somme essenziali.
PRESIDENTE. L'articolo 8 è accantonato.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Norme a sostegno dell'agricoltura
1. All'articolo 80, commi da 1 a 5, della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 la parola risorse è sostituita dalla parola
politiche e alla fine sono aggiunte le seguenti parole: , nonché
danneggiate da organismi nocivi ai vegetali. ;
b) al comma 2 la parola e/o è sostituita dalla parola e , sono
eliminate le parole oltre che a finanziare gli interventi
compensativi previsti dalle declaratorie regionali e il numero
8.500 è sostituito dal numero 10.000 ;
c) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:
2 bis. Il Fondo di cui al comma precedente è destinato altresì a
compensare i danni causati alle colture da organismi nocivi ai
vegetali, in conformità alla normativa unionale in materia. ;
d) dopo il comma 3 bis è aggiunto il seguente comma:
3 ter. Per le finalità di cui ai commi 2 e 2 bis del presente
articolo, per il triennio 2018-2020, il Fondo ha una dotazione pari
a 10.000 migliaia di euro, cui si fa fronte con le risorse
disponibili a valere della legge 23 dicembre 1999, n. 499. ;
e) i commi 4 e 4 bis sono abrogati a decorrere dalla data della
presente legge;
f) il comma 5 è così sostituito:
5. Gli interventi di cui al presente articolo sono attuati
conformemente alle disposizioni di cui agli articoli 25 e 26 del
Regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione del 25 giugno 2014
che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione
degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale
e nelle zone rurali e che abroga il Regolamento della Commissione
(CE) n. 1857/2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione
europea L193 del 1 luglio 2014.
2. L'articolo 7 della legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, e
successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:
Art. 7
1. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea é autorizzato a corrispondere indennizzi
alle imprese agricole, nella misura massima del 60 per cento, per i
danni non altrimenti risarcibili, arrecati dalla fauna selvatica
alla produzione agricola, al patrimonio zootecnico ed alle opere
approntate sui terreni coltivati o destinati a pascolo, nonché su
quelli vincolati per le finalità di protezione, rifugio e
riproduzione di cui alla presente legge.
2. Non sono comunque indennizzabili i danni a carico delle
produzioni agricole e zootecniche destinate all'autoconsumo.
3. L'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale
e della pesca mediterranea concede gli indennizzi di cui al comma
1, in conformità alla vigente normativa europea in materia di aiuti
di Stato ed in particolare ai sensi del regolamento (UE) n.
1408/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo
all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis nel
settore agricolo pubblicato nella GUUE L 352 del 24 dicembre 2013.
4. Gli investimenti connessi alle misure di prevenzione sono
finanziate con il programma di sviluppo rurale.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano
applicazione, altresì, per le istanze presentate a decorrere dalla
data di entrata in vigore degli Orientamenti dell'Unione Europea
per gli aiuti di stato nei settori agricoli e forestali e delle
zone rurali 2014/2020 , per le quali non è stato riconosciuto
l'indennizzo.
6. Con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, da adottare entro il
termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite le disposizioni applicative del
presente articolo».
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, siamo
alla trattazione dell'articolo 9, norme a sostegno
dell'agricoltura.
L'articolo 9 è suddiviso in due commi. Con il primo comma andiamo
a modificare la legge n. 11 del 2010, all'articolo 80, e andiamo a
riattivare il Fondo di solidarietà regionale. Fondo che viene
utilizzato per far fronte agli eventi dannosi che si verificano nei
confronti delle nostre produzioni agricole, come sapete un tema,
purtroppo ormai, frequente quasi all'ordine del giorno.
Attraverso questa norma, appunto, modifichiamo la norma del 2010
adeguandola al Regolamento comunitario del 2014 subentrato e che
prevede il regime dei minimis e, quindi, in questo modo possiamo
andare a pagare questi danni aggirando il tema degli aiuti di stato
cosa che fino ad oggi non sarebbe stato possibile.
Andiamo anche a modificare, adeguandolo al regolamento
comunitario, l'aspetto che riguarda le assicurazioni perché mentre
prima potevamo pagarle fino all'80 per cento, oggi il regolamento
che consente la possibilità di dare un contributo agli agricoltori
nella stipula dei contratti assicurativi, quindi concorre nella
cifra, è consentito fino al 65 per cento, quindi andiamo ad
adeguare questo aspetto.
Comprenderete l'importanza della modifica di questo articolo
perché, fino ad oggi, si è intervenuti esclusivamente con il fondo
di solidarietà nazionale di cui al decreto legislativo n. 102 del
2004 e lo Stato si è distinto negli ultimi anni per aver apportato
un contributo veramente minimale per poche centinaia di migliaia di
euro a questo fondo.
Noi abbiamo previsto una dotazione importante, di 10 milioni di
euro che, a questo punto, consente di lenire le sofferenze che
patiscono i nostri agricoltori a seguito dei danni.
Articolo 12, poi, ha un altro comma, il comma 2, che interviene a
modifica della legge n. 33 del 1997 in quanto, egregi deputati, più
volte mi è capitato di imbattermi in agricoltori, penso a quelli
dell'area dei Nebrodi, del messinese, dei produttori delle
nocciole, ma non soltanto loro, che a causa dei danni da ghiro,
quindi fauna selvatica, non solo vedevano ed hanno visto
danneggiate le loro produzioni fino all'80 per cento del danno, ma
accadeva che l'ispettorato dell'agricoltura competente scriveva una
lettera a questi agricoltori e diceva: Egregio agricoltore, hai
subìto un danno, te lo liquidiamo o, meglio, prevediamo di
liquidarti alcune migliaia di euro, ma non possiamo dartelo perché
va a cozzare sulla normativa che riguarda gli aiuti di Stato .
Quindi, anche qui diventa fondamentale adeguare il regime di aiuti
e, quindi, introducendo il de minimis e poi è necessario abbassare
il tetto degli indennizzi perché in teoria era previsto, in questo
caso, al 100 per cento ma con il regolamento comunitario possiamo
fermarci al 60 per cento che è già una cifra importante.
Anche perché, come verrà fuori nel corso del dibattito, stanziamo
cifre importanti ma che dinnanzi a siffatte calamità certamente non
sono bastevoli ma contribuiscono, sicuramente, ad alleviare le pene
di molti agricoltori anche perché, attivando questi meccanismi, non
interveniamo soltanto con aspetti di carattere economico ma più
volte lo Stato, poi, ci riconosce la possibilità di avere degli
sgravi contributivi che giovano parecchio alle nostre aziende
agricole.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
tocchiamo un capitolo, mi creda, così importante che penso che non
possiamo liquidare immediatamente con il voto.
Parliamo di agricoltura e parliamo di una agricoltura che, come
tutti sappiamo, e sicuramente non per colpe che possiamo addebitare
a questo Presidente ed a questo Governo, ma per tantissime
responsabilità e per tantissimi processi che non sono solamente i
nostri, è profondamente in crisi.
Voi sapete che negli ultimi tempi ci sono stati anche i consigli
comunali di Vittoria, di Pachino, che hanno occupato le sedi.
Abbiamo anche avuto il piacere di avere il Presidente della Regione
e l'Assessore in una di queste occasioni. Però, mi creda,
Assessore, io gliel'ho detto in Commissione, 10 milioni nella la
finanziaria sono scelte politiche.
Voi avete fatto una scelta politica condivisibile, giusta, che è
quella dei diversamente abili, c'era un'emergenza, c'era un
bisogno, avete messo le risorse, 200 milioni di euro. Scelta
politica. Per l'agricoltura non è una scelta politica perché 10
milioni di euro secondo me non basteranno, Presidente, neanche per
adempiere alla promessa che ha fatto a Vittoria su Atos.
Presidente, solo su questo le chiedo un attimo. Lei sa quanto è
avvenuto a Vittoria, che abbiamo assunto tutti impegni per Atos, il
ciclone Atos, c'erano anche colleghi presenti.
Per i danni che, allora, fece il ciclone Atos che, purtroppo,
durante la precedente legislatura noi avevamo assunto l'impegno di
pagarli e poi non l'abbiamo fatto, noi ex maggioranza. Dopodiché il
Presidente su questo a Vittoria ha detto che assumeva l'impegno
anche a ritornare a pagare Atos.
Secondo me con questi 10 milioni noi non paghiamo neanche Atos. Io
spero di sbagliarmi. Siccome l'Assessore parlava di importanti
risorse, secondo me noi faremo molto molto poco con questi 10
milioni.
Non solo, io la prego, Presidente, non presento subemendamenti,
non me ne servono, lo dico qui in Aula che questi 10 milioni devono
servire innanzitutto per coprire quelli che sono i danni già
certificati e che provengono dal passato.
Non vorrei che noi non pagassimo Atos che ormai da diversi anni
sono stati quantificati con un lavoro immenso fatto dagli uffici -
ed io ringrazio gli uffici della Regione che hanno fatto tantissimo
- e andassimo a pagare altre cose.
Io voglio avere fiducia in questo intervento e spero di non
ritrovarmi poi a lamentarmi qui in Aula sull'utilizzo di queste
risorse.
Io mi aspetto dall'assessore Bandiera e dal presidente della
Regione che vengano veramente utilizzati e con priorità per chi i
danni li ha subiti e li ha subiti da tanto tempo e sono stai già
certificati.
Quindi, in primis Atos, anche per coprire e recuperare quella
mancanza che ha prodotto il precedente Parlamento, con
responsabilità in primis mie in quanto io ho sostenuto quella
maggioranza. Quindi, mi auguro che si chiuda questa vicenda.
Per quanto riguarda l'indennizzo sulla selvaggina, io sono
dell'opinione che mi sembra assurdo non permettere l'abbattimento
dei capi di selvaggina attraverso piani mirati ed, invece, siamo
costretti, non abbattendo e non permettendo l'abbattimento della
selvaggina, a pagare con risorse dei cittadini siciliani i danni
che la selvaggina fa.
Mi sembra assurdo ed è la mancanza di coraggio e di assumersi la
responsabilità di dire che, laddove il selvatico - ovviamente non
protetto - è in sovrappopolazione, si deve abbattere.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggettivamente
con questo articolo si pone l'accento su un tema che è quello delle
calamità, quello legato ai rischi che riguardano il mondo
dell'agricoltura.
E, seppur con una somma che magari può anche apparire esigua - si
potrebbe certamente immaginare che questo fondo venga ulteriormente
rimpinguato - seppur con una somma di 10 milioni di euro, si
affrontano dei temi importanti.
Dei temi, quindi, che riguardano l'indennizzo alle imprese, i
danni risarcibili arrecati alla fauna selvatica, alla produzione
agricola, al patrimonio zootecnico ed a una serie di opere che
vengono realizzate in ambito agricolo.
Questo fa certamente onore al Governo, ma io vorrei approfittare
di questa vicenda e di questo articolo per porre alcune questioni
al Governo, interrogando se è possibile o ponendo se possibile,
Assessore Bandiera, una questione che riguarda la produzione
agricola in Sicilia. Mi riferisco a quei prodotti che per via di
direttive comunitarie, decisamente spesso restringenti, non vengono
valorizzati abbastanza.
In questo momento nelle nostre tavole, in barba al principio di
sicurezza, in barba al principio della valorizzazione della nostra
produzione, arriva il pescato delle acque salmastre del Giappone,
arrivano gli oli della Tunisia che, magari, sacrificano le nostre
eccellenze e le nostre produzioni delle aree interne e di quelle
rurali.
Io ritengo che questo non sia accettabile, non è accettabile che
davvero nelle nostre tavole arrivi il pescato delle acque salmastre
del Giappone mentre, magari, i nostri pescatori non possono
scendere nelle acque del Mediterraneo.
Questo principio relativo alla produzione agricola è un principio
che riguarda anche alcuni nostri prodotti a partire, ad esempio,
dal grano.
Il grano è un prodotto assolutamente necessario, prioritario ma in
questo momento i nostri produttori agricoli escono il grano a
qualcosa come 18 centesimi e questo è inaccettabile, per delle
regole che vengono dettate dalle Direttive comunitarie, che sono
delle regole imposte dai poteri delle multinazionali.
Ed allora, io credo che ci sia un rischio con il quale noi stiamo
confrontandoci, il rischio è che c'è qualcuno che detta le regole
- e sicuramente non nella piccola e media impresa siciliana - che
vuole, probabilmente, espropriare i terreni dei nostri agricoltori
e colonizzare il territorio regionale cercando non soltanto di
espropriare quei terreni ai nostri agricoltori ma persino facendo
in modo che si crei un vero e proprio monopolio nel mercato del
grano.
Assessore, noi c'eravamo impegnati su un principio che era quello
del controllo di questo settore, le navi che arrivano da altri
territori, che portano il grano la cui provenienza non sempre è
immediatamente conoscibile devono essere sottoposte a controllo.
Io più volte, Assessore, mi sono confrontato con lei su questo
tema e volevo chiederle, pertanto, se in modo particolare su
alcune produzioni, a partire da quella del grano, continuando con
un sistema dei controlli questo Governo ha attivato o meno delle
procedure che possono farci stare più tranquilli quando siamo a
tavola con le nostre famiglie, perché dal grano deriva il pane, la
pizza, derivano i nostri profumatissimi biscotti.
Quindi, Assessore, se può dare una risposta su questa cosa.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non entro
nel merito di alcuni dettagli che ho presentato però vorrei
lasciare a questo Assessore, a questo Governo un promemoria e
certamente al Presidente, per la sensibilità che gli riconosco su
questo tema, non gli sfuggirà l'urgenza dei punti che questo
promemoria propone.
Noi siamo di fronte ad una manifesta storica sperequazione tra il
sostegno che viene dato all'agroindustria e il sostegno che viene
dato ai produttori, con la conseguenza di un impoverimento ormai
cronicizzato, stabilizzato, strutturale di questo settore che porta
a un fenomeno parallelo, grave, pericoloso, umanamente doloroso che
è l'accesso ad un canale di credito diverso da quello tradizionale
che si chiama usura. La mancanza di liquidità dovuta anche al fatto
che non basta che venga dichiarata una calamità naturale, occorre
che le risorse legate ai rimborsi arrivino rapidamente. Se
aspettiamo per anni, questi agricoltori, questi produttori, si
trovano in una devastante mancanza di liquidità. E' una mancanza di
liquidità che determina l'accesso a canali illeciti, illegali,
pericolosi, opachi, di credito e l'usura è uno dei canali più
spesso utilizzati.
Abbiamo una pervasività dell'usura nel settore dei produttori
agricoli che è la più alta rispetto a tutti gli altri settori
commerciali. Con le conseguenze che immaginiamo. Con il suicidio di
alcuni produttori, di alcuni agricoltori. E con il fatto che le
organizzazioni criminali che detengono in condizioni spesso di
monopolio, il mercato dell'usura, sono in condizione di intervenire
su tutti i passaggi della filiera.
Per cui, ben venga questo intervento economico che cerca di
recuperare una parte dei rimborsi che non sono stati ancora
corrisposti.
Invito il Governo, invito l'Assessore, ad un atto di particolare
attenzione e responsabilità, non soltanto finanziaria, ma anche
politica. C'è un problema umano che riguarda centinaia, migliaia di
produttori che si trovano in condizioni di marginalità sociale e
lavorativa incredibile con la possibilità di aprire questo mercato
e la loro stessa esistenza all'ingresso in modo non più
controllabile di interessi e capitali mafiosi. E quando un settore
viene definitivamente corrotto con capitali mafiosi il rischio che
quel settore sia perduto per sempre, è un rischio evidente.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
la Commissione che ho l'onore in questo momento di guidare mi mette
nelle condizioni di parlare di questo settore: il comparto
agricolo.
Viviamo un momento molto particolare. La nostra agricoltura è
sommersa da una crisi terribile. La globalizzazione stringe sempre
più i canali di commercializzazione. E, come se non bastasse, a
volte molte intemperie colpiscono le strutture produttive e, a
volte capita, anche qui spesso, i piccoli imprenditori non vengono
aiutati e sostenuti.
Vi faccio un esempio per tutti. Un po' di anni fa ci fu un grosso
problema alle infrastrutture causate da danni come vento, pioggia,
grandine e venne denominato Atos . Vennero stanziati 110 milioni
di euro. Questi soldi promessi i produttori agricoli non li hanno
mai visti, non li hanno mai potuti attivare perché il Governo del
tempo li prese e li mise nel bilancio. Penso che sia stato un
cattivissimo esempio, Presidente Musumeci, un cattivissimo esempio,
perché erano somme destinate a coloro che producono lavoro, che
producono economia, che producono anche occupazione. Ed è stato un
errore terribile, uno dei motivi è quello che ho detto. E l'altro
motivo sa qual è? Quando la politica prende impegni, li deve
mantenere o, quanto meno, deve avere il coraggio di incontrare
coloro che sono stati colpiti da queste intemperie e dire: io non
posso ottemperare questo impegno che ho preso per motivi che poi
magari saranno spiegati. In quella circostanza, nessuno spiegò
niente a nessuno. Ed è passato tutto in modo molto sotterraneo, con
grande incapacità anche della politica di attivare quello che era
il contatto umano, politico con i produttori.
Presidente Musumeci, in questi giorni lei ha partecipato insieme a
noi, insieme a me in provincia di Ragusa, per questa crisi. Ho
apprezzato molto il suo intervento, lo dico sinceramente, perché
quanto meno ha detto una cosa reale: noi promettiamo quello che
possiamo fare. Lei ha incontrato le catene di distribuzione nel suo
Ufficio. Le dico una cosa. Non solo ha fatto bene, ha fatto
benissimo. Perché queste grosse catene di distribuzione che vengono
in Sicilia e si organizzano e fanno proprie strutture, debbono
avere il dovere morale, dovere morale, di consumare prodotti
nostri. Ma non solo in Sicilia, anche in Sicilia, ma su scala
nazionale.
Signor Presidente, ne approfitto anche per darle non un
sinceramento, ma una piccola riflessione. Ma lo sa perché? Perché
molte aziende sementiere si sono arricchite con la fascia
trasformata siciliana. Un chicco, un piccolo seme di pomodoro,
costa forse 80, 90 centesimi. Non ho visto da parte di questi
signori organizzati, un momento di solidarietà per coloro che sono
i primi clienti.
Io sa cosa farei, caro Presidente della Regione? Li chiamerei. Li
chiamerei, come dire, io capisco che il nostro potere contrattuale
è relativo, però li chiamerei ad una sollecitazione di riflessione,
di pensare che noi siamo i primi clienti e, per questo motivo,
dovrebbero quanto meno guardarci con un minimo di solidarietà e
fare una stagione, una campagna dove daremmo ai nostri produttori
agricoli piantine in modo gratuito.
Potrebbe essere un'iniziativa ma comunque un modo per fare
accettare a tutti che c'è la crisi, che tutti vogliamo sostenere
questa crisi. Io farei anche questo se è possibile nella sua
attività o, comunque, se vuole lo facciamo insieme.
Un'altra cosa, e qui mi rivolgo all'assessore Bandiera. Assessore
Bandiera, noi abbiamo una carenza importante che è l'aggregazione.
Oggi, l'aggregazione, purtroppo, viene vista come una cosa
negativa. Se io potessi, caro Presidente della Regione,
l'aggregazione la farei diventare un premio: chi si aggrega sarà
premiato. Perché il sistema Spagna ci insegna che ci sono delle
cooperative con 3.000 soci, allora lì il potere contrattuale è
enorme, le piattaforme diventano molto forti.
Per cui, caro Presidente, caro assessore Bandiera, adesso, a
questo punto le dico una cosa: è stata fatta una legge, si chiama
Born in Sicily . Signor Presidente della Regione, mi ascolti. Noi
abbiamo fatto, in tempi non sospetti, una legge molto importante
che è la Born in Sicily . Mettiamola in atto, mettiamola in atto,
ora Abbiamo quattro anni di tempo per mettere in atto questa
storia.
L'ultima cosa. Stanno arrivando i ruoli dei consorzi di bonifica
ai nostri imprenditori agricoli. Non ce la possono fare a pagare,
signor Presidente della Regione. Non ce la possono fare, perché i
ruoli sono pesantissimi, sono stati raddoppiati, triplicati. Io
dico che in una finanziaria, noi abbiamo fatto insieme a lei, se si
ricorda, abbiamo fermato i ruoli dei consorzi di bonifica.
Facciamolo anche adesso. Diamo un segnale. Siamo nelle condizioni
di farlo
BANDIERA, assessore per l'agricoltura. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura. Signor Presidente,
onorevoli deputati, ritengo che la brevità sia d'obbligo, ma è
opportuno dare alcune rapide risposte.
Una all'onorevole Dipasquale su ATHOS, che più volte ritorna sul
tema dell'impegno del Governo a pagare ATHOS. Devo dire, senza
timore di smentita, nessun impegno in questo caso, ma ATHOS è stato
citato in qualche caso, e dagli agricoltori e dal sottoscritto,
come ciò che è accaduto nel passato e che non si può verificare. E
ciò che si verifica è un danno, che un Governo regionale stanzia
dei soldi e che, poi, lo stesso Governo li ritira per dare queste
risorse ad altre situazioni ed ad altre realtà. Noi questi 10
milioni, certamente, non li ritireremo.
L'onorevole Figuccia sollecitava una risposta e delle
rassicurazioni sul tema della tutela dei nostri prodotti, ed in
particolare del grano. Posso rassicurarla, onorevole, che, così
come emerge anche dalla stampa, c'è una particolare attenzione
sull'ingresso di tutti i prodotti in Sicilia, con una task force
fatta con nucleo della Regione, interforze , con la sanità
marittima e con altri enti che stanno assicurando un ottimo livello
di controlli con risultati molto importanti, devo dire, apprezzati
in maniera ampia, anche, da tutta l'opinione pubblica.
L'usura, assolutamente, sì, onorevole Fava, un tema
particolarmente delicato sul quale occorre porre un accento, una
particolare attenzione perché, è chiaro che, come lei ha ben
riportato, il settore dell'agricoltura, per tutta una serie di
motivazioni storico-culturali, è quello che spesse volte si trova
più vicino a scivolare, afflitto da questi fenomeni.
Sull'aggregazione, onorevole Ragusa, assolutamente sì. E' la
regola, sicuramente, per portare la nostra agricoltura avanti e per
farla affermare nei mercati che contano. Posso dirle che, oltre, ai
fondi ed alle attività produttive, nel PSR e nei nostri bandi, è
prevista la premialità per gli operatori, per gli agricoltori che
entrano in una OP e siccome noi siamo bravi, non solo a
frammentarci come soggetti singoli ma, anche, come OP, è prevista
una premialità alle OP che diventano associazioni di OP, in maniera
tale che riusciamo, certamente, a contingentare l'offerta dei
prodotti.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Però è l'ultimo, perché altrimenti noi non votiamo. Se su ogni
emendamento parla tutta l'Aula, parliamoci chiaro, noi non abbiamo
più dove andare. Siamo all'articolo 9, di cui due accantonati, su
112. Tutta la prima giornata per farne sei. Io voglio soltanto
avvertire di quello che saremo poi costretti a fare, cioè non dare
più la parola a nessuno.
CANCELLERI. Grazie Presidente. Noi interveniamo sempre con spirito
costruttivo e per migliorare. Io volevo dire una cosa, sarei voluto
intervenire un po' prima dell'assessore, ma non mancherà poi di
avere risposte immediate.
Io volevo fare una considerazione, ed innanzitutto le comunico che
appongo la mia firma agli emendamenti dell'onorevole Fava, il 9.3,
il 9.2, il 9.1 e il 9.4, che ho apprezzato e mi sembrano di buona
ragione, e le dico anche il motivo. Io direi che in una discussione
che riguarda l'agricoltura - in questo caso si sta parlando di dare
risposte a calamità naturali - però in realtà dovremmo partire da
quello che significa per noi agricoltura.
Noi cosa siamo come siciliani? Perché, se noi pensiamo di essere
grandi industrie, se noi pensiamo di essere catene di montaggio e
posti di lavoro che possono venire dalle innovazioni tecnologiche,
per carità, siete liberi di crederlo, purtroppo però la realtà non
è questa. Noi invece siamo prodotti della terra che oggi,
purtroppo, sono realmente inflazionati dalla presenza di trattati
comunitari che fanno arrivare qui i prodotti che poi distruggono.
Poco fa qualcuno parlava del grano, poco fa qualcuno parlava di un
marchio di tutela, poco fa qualcuno parlava di altri sistemi che
possano in qualche modo salvaguardare i nostri prodotti.
E' questo il tema principale. Se noi cominciamo a mettere in piedi
un sistema che può tutelare i nostri prodotti. Allora io dico una
cosa Presidente. Poco fa c'era un articolo 8, che prevedeva uno
stanziamento di otto milioni per aiutare l'acquisto, per aiutare la
ristrutturazione di case. Sapete gli otto milioni a quanti
interventi corrispondono se gli diamo un parametro di quaranta mila
euro? Sono centoquaranta interventi, centocinquanta interventi.
Sono davvero uno spot fatto norma che non serve assolutamente a
niente per la Sicilia che in questo momento ha una risposta.
Allora io dico una cosa, se ci fosse la bontà da parte
dell'assessore Falcone di ritirare quello di articolo e di
appostare questa cifra di otto milioni su questo invece di
articolo, riusciremmo già di arrivare alla ragguardevole somma di
diciotto milioni di euro.
Una parte potrebbe essere utilizzata per soddisfare i ristori in
agricoltura di tutte le persone che hanno subìto dei danni e di
quanti ne subiranno, quindi si potrebbe già creare un fondo, fermo
lì, pronto per le emergenze, quando invece non devono passare anni
- perché ATOS è successo tre, quattro anni fa e stiamo ancora
parlandone oggi. Ma, assessore Bandiera, mi perdoni, ma io un
milione lo metterei proprio per la promozione di quel marchio di
qualità Sicura Sicilia che ancora oggi in Regione ha il
riconoscimento ad Alicante della Comunità Europea. Si, si, ma non è
finanziato, assessore Turano, io però non vedo pubblicità in giro,
non vedo a me che sono un consumatore e va nei supermercati e nelle
piccole botteghe, non vedo i prodotti che vengono marchiati.
Quindi, lei lo avrà fatto, ma io che sono un consumatore, le parlo
da cittadino e uomo della strada, e non lo vedo questo lavoro
fatto. Per cui, anche lì vorrei intervenire. Se si potessero fare
questi due interventi, secondo me cominceremmo davvero a parlare di
una norma che può servire alla Sicilia, diversamente, anche questo
diventa sì, un pannicello caldo. Certo, sicuramente meglio del
precedente articolo 8, che, davvero, io voglio derubricare
semplicemente a spot, non perché non sia importante dare un aiuto a
chi vuole acquistare la prima casa o vuole riversarsi di nuovo in
centro storico, ma perché gli interventi sono talmente esigui
numericamente, che davvero non serve assolutamente a nulla. Io
vorrei norme che si rivolgessero, non dico a tutti i siciliani, ma
alla stragrande maggioranza di essi. Centocinquanta interventi sono
davvero un po' troppo pochi.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 9.21, 9.23, 9.19, 9.10, 9.9, 9.11, 9.6
e 9.22 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.6, degli onorevoli Calderone ed altri,
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Siccome c'è una riscrittura della lettera a) del comma
1
CALDERONE. Signor Presidente, è per toglierla dall'imbarazzo,
siccome mi sono avveduto che c'è una direttiva della Comunità
europea che bisogna armonizzare bene, discutendone anche con gli
Uffici e con l'Assessore, io credo che sia opportuno in questo
momento ritirare l'emendamento 9.6 per poterlo riscrivere meglio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 9.27, del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 9.3, dell'onorevole Fava è dichiarato inammissibile
perché c'è un aumento di spesa che non trova copertura.
CANCELLERI. Avevo chiesto all'Assessore Bandiera ed all'Assessore
Falcone se potevano incrementare questa somma.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E' un
interrogativo retorico. Sa la risposta, onorevole Cancelleri.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 9.2, dell'onorevole Fava. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 9.15 e 9.7 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.1, dell'onorevole Fava. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.4, dell'onorevole Fava ed a cui ha
apposto la firma l'onorevole Cancelleri. La copertura deve trovare
riscontro nelle parole del Governo. Se il Governo è disponibile a
coprire quello che ha proposto l'onorevole Fava con la sua
soluzione, bene, altrimenti lo devo dichiarare inammissibile.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. L'onorevole Fava prevede nel suo emendamento
una copertura attraverso dei fondi che arriverebbero da crediti. Il
parere del Governo è contrario, perché si parla di fondi che
dovrebbero arrivare da Agea ma non risultano accertati; abbiamo
fatto le verifiche e ad oggi non c'è accertamento dell'entrata di
questi fondi.
PRESIDENTE. Pertanto, lo devo dichiarare inammissibile, onorevole
Fava.
Gli emendamenti 9.16, 9.17, 9.18, 9.20, 9.5, 9.8, 9.24, 9.25 e
9.26 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 8, precedentemente accantonato.
Comunico che il Governo ha presentato un emendamento di
riscrittura dell'intero articolo, che è in distribuzione. Invito
l'assessore Falcone ad illustrarlo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo inteso raccogliere anche
alcuni suggerimenti che sono emersi da quest'Aula.
L'Aula, sostanzialmente, e i colleghi che si sono succeduti nei
loro interventi, hanno fatto riferimento a due questioni:
sopprimere la parola costruzione perché temevano che vi potesse
essere ulteriore cementificazione rispetto a tanti immobili,
invece, che rimangono abbandonati; e, dall'altro lato, abbiamo
anche accolto la proposta di fissare il contributo in conto
capitale nel limite massimo di 40.000 euro.
Abbiamo inserito, inoltre, la fissazione, appunto perché trattasi
di giovani coppie e in relazione, anche, all'input che questa
Presidenza e l'Assemblea regionale ci ha dato, l'abbiamo
parametrata alla pubblicazione della legge, perché in precedenza la
norma era stata accantonata con invito di riscrittura proprio
perché si diceva tre anni, ma tre anni da quando? I tre anni
decorrono dalla pubblicazione della presente legge.
È chiaro che abbiamo sostituito al terzo comma anche le parole
con Decreto del dirigente , perché sarà la Giunta di governo a
fornire modalità e criteri. Ad esempio, metteremo in capo dei
criteri, chiaramente, che rispetto a coloro che hanno un limite di
20.000 euro saranno privilegiati quelli cha hanno un reddito di
15.000 o di 14.000 euro, così come ci sarà, probabilmente, la
consistenza numerica: chi ha un figlio è privilegiato rispetto alle
famiglie senza figli, o se ancora, ad esempio, la presenza di un
disabile potrà essere anche questo un altro criterio.
CRACOLICI. Dove sono scritte?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
Cracolici, è scritto sino a 20.000 euro: è normale che se una
famiglia ha 20.000 euro e un'altra ne ha 15.000 è nelle cose che è
privilegiata questa famiglia. Mi sembra una cosa molto chiara.
In merito all'emendamento della Commissione, noi chiediamo di
ritirarlo perché siamo convinti che, appunto, questa misura già
nell'anno 2018 possa erogare ben 250 interventi. Non sono tanti?
Non è una norma spot, è una norma che concretamente incide nei
confronti di quelle famiglie che hanno un reddito molto basso; è
una norma che crea anche una giustizia sociale in una Regione che
ha veramente bisogno di sostegno da parte delle istituzioni.
Il Governo Musumeci sta dando in maniera chiara e sta incidendo in
maniera chiara.
È chiaro che se troviamo le risorse, nel 2019 e nel 2020, se
questa misura troverà le risorse potrà essere ancorché, non
soltanto rifinanziata, ma anche rafforzata e noi speriamo in
questo.
Vorrei rispondere all'onorevole Assenza in merito alla sua norma
che ha un grande pregio, che è quello di guardare ai debitori
incolpevoli o a quei debitori che hanno grossi problemi e che hanno
visto mettere all'asta il proprio immobile, noi interverremo su
questa norma quando faremo la riforma degli Istituti autonomi delle
case popolari, perché riteniamo che l'housing sociale, che è
menzionato nel penultimo comma, può diventare uno strumento
importante per quelle famiglie che hanno una fragilità sociale, non
che siano famiglie popolari che abbiano un reddito per partecipare
alle abitazioni, agli immobili di edilizia popolare, ma quelli che
hanno un reddito con fragilità sociale.
Per cui noi riteniamo, ed invitiamo l'Aula a votare e ad
apprezzare favorevolmente questa norma e a dare un voto favorevole.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, mi preme dirle che il
subemendamento che aveva presentato la Commissione, portava
l'importo a 6 milioni di euro.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Ho chiesto
di ritirarlo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Però la copertura complessiva avveniva con i 6
milioni, non con gli 8.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. No, con 8
milioni la copertura avveniva.
MILAZZO. Sospenda due minuti, Presidente.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, la Commissione mi chiede di
sospendere due minuti per trovare una soluzione perché, per quanto
riguarda l'Assemblea, la quadra veniva trovata con 6 milioni di
euro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se è utile a questa soluzione, altrimenti ne parliamo
dopo. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, per quanto mi riguarda è utile al
fine perché potrebbe anche succedere che la Commissione potrebbe
utilizzare tutti gli 8 milioni. Io ribadisco che, così come questa
norma è scritta, anche dalla riscrittura - e mi dispiace doverlo
dire all'assessore Falcone - mi aspetterei che una norma la
scrivano gli uffici, sulla base di approfondimenti tecnici, questa
è una norma che si scrive dietro la lavagna. Non si può scrivere
una norma che eroga contributi, senza definire i criteri, con cui
li eroghiamo. Lo volete capire o no?
Qui si dice diamo che diamo 40 mila euro a chi ha un reddito ISEE
di 20 mila euro, dopo di che non si capisce - ripeto - in una
norma, per fare poi un decreto - talaltro ora ho visto che è la
Giunta - siamo passati dall'assessore, al dirigente, alla Giunta.
Per cui la Giunta dovrebbe definire i criteri per cui c'è un prima,
c'è un dopo, c'è l'handicappato. Ma sulla base di quali criteri?
Cioè chi li ha stabiliti questi criteri? Assessore, una norma che
eroga soldi pubblici deve stabilire come si erogano. La legge, non
l'intendimento al bar Non stiamo parlando al bar Io voto contro
questa norma se il Governo non la riscrive come si deve Tra
l'altro, lo ribadisco, stiamo introducendo una norma che avrà forse
150 beneficiari in Sicilia, 6 milioni di euro, diviso 40 mila fa
150. Poi, questa è matematica, avvocato Falcone.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, con la speranza che il Governo
possa anche risistemare questa cosa sospendiamo l'Aula per cinque
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.23, è ripresa alle ore 19.39)
L'assessore Falcone mi avverte di non essere ancora pronto, quindi
andiamo avanti e poi riprenderemo l'articolo 8. Si passa
all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Norme in materia di approvazione dei bilanci degli
enti regionali
1. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge regionale 11 agosto
2017, n. 16, è così modificato:
a) le parole entro il 31 maggio sono sostituite dalle parole
entro il 31 luglio .
b) dopo le parole successivo decadono sono aggiunte: ed ogni
atto adottato successivamente a detto termine è nullo. ;
c) le parole nomina immediatamente sono sostituite dalle parole
Snomina entro trenta giorni ;
d) dopo le parole dell'organo di amministrazione decaduto è
aggiunto il seguente periodo: Qualora, decorso l'indicato termine
di trenta giorni, l'Amministrazione che esercita la vigilanza
amministrativa non abbia provveduto alla nomina del commissario o
dei commissari, vi provvede l'Assessore regionale per l'economia
mediante nomina di funzionari dell'Assessorato. .
2. Le disposizioni del comma 3 dell'articolo 6 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16, e successive modifiche ed
integrazioni si applicano dal primo gennaio 2019. I soggetti di cui
al predetto comma 3 dell'articolo 6 danno applicazione alle
disposizioni dell'articolo 11 della legge regionale 13 gennaio
2015, n. 3 e successive modifiche ed integrazioni entro e non oltre
il 31 dicembre 2018».
Invito il Governo ad illustrare l'articolo.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in Commissione bilancio già avevamo effettuato una prima
analisi di questo articolo. Come ricorderanno gli onorevoli
parlamentari, durante il mese scorso abbiamo approvato il bilancio
consolidato della Regione. Per la prima volta, recuperando il tempo
perduto, siamo riusciti all'approvazione della legge in questione
con la conseguenza che ha trovato applicazione il principio
derivante dal decreto legislativo 118 che postula in capo alla
Regione anche degli enti da essa partecipati o che ad essa sono
riferibili, sia società che enti.
Il problema che è emerso e che è stato evidenziato durante il
dibattito parlamentare è che purtroppo, rispetto ai 162 soggetti
che avrebbero dovuto partecipare al consolidamento, soltanto 51
avevano un bilancio allineato con quello della Regione.
Conseguentemente, il consolidamento si è potuto operare
limitatamente agli enti che avevano tale bilancio in linea con
quello della Regione. Altri avevano arretrati e hanno purtroppo
ancora arretrati di molti anni.
Ed allora pensiamo che la soluzione per far fronte a questo
disallineamento che procura un pregiudizio alla completezza del
bilancio consolidato sia quello di spingere attraverso un sistema
di sanzioni gli organi amministrativi degli enti e delle società
partecipati affinché adottino tempestivamente e con assoluta
velocità i bilanci in modo da arrivare al prossimo bilancio
consolidato con un livello di consolidamento di gran lunga
superiore rispetto a quello registrato.
Ecco perché si introducono meccanismi che consentono nel caso di
ritardi oltre un certo termine la nomina di un consiglio composto
dagli stessi funzionari del bilancio che provvedono ad approvare i
documenti finanziari salvo restando poi la possibilità di
ricostituire con provvedimento presidenziale l'organo
amministrativo.
Come vedete la disposizione trova applicazione dal primo gennaio
2019 con la conseguenza che quindi si dà un respiro agli enti ma
certamente non intendiamo andare indietro rispetto alla tempistica
prevista per l'approvazione del bilancio consolidato.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, proprio
perché entra in vigore dal prossimo anno non vedo l'urgenza
dell'approvazione della norma in finanziaria. Nel merito
condividiamo assolutamente l'esigenza di porre il massimo dei
controlli per la regolarità contabile degli enti collegati delle
società partecipate, non comprendo perché invece spostiamo i
termini di presentazione dal 31 maggio al 31 luglio. Non è
prorogando i termini che si risolvono i problemi, questo vorrei
dire. Invito il Governo a mettere in campo misure stringenti che
possono portare alla trasparenza, alla regolarità, al miglior
controllo possibile, ma non è rinviando i problemi che si
risolvono.
Quindi, invito il Governo a valutare se è proprio necessario
spostare al 31 luglio o se si può dire che devono urgentemente o
magari fissando un termine anticipato ottemperare agli obblighi di
legge.
PRESIDENTE. Il Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Sotto questo profilo, il 31
luglio era un termine perché essendo una norma che entrerà in
vigore tra qualche giorno, dopo la pubblicazione nella gazzetta
ufficiale, era ragionevole differire avendo una valenza Dopodiché
se possiamo fermarci al 30 giugno, questa è una mediazione buona.
Quindi presentiamo un emendamento che modifica la parola entro il
31 luglio' in entro il 30 giugno'.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, lo prepara lei un emendamento o ci
pensa il Governo direttamente.
ARMAO, assessore per l'economia. Ci pensiamo noi.
LUPO. Dichiaro di ritirare l'emendamento soppressivo 10.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Zafarana, ritira l'emendamento soppressivo 10.9
ZAFARANA. No, lo mantengo
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.9.
Chi è favorevole si alzi ; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 10 sono assorbiti.
Pongo in votazione l'emendamento del Governo che modifica le
parole 30 luglio con 30 giugno .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 11 è accantonato.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12.
Contributi alle Associazioni di comuni e loro
amministratori
1. I contributi alle Associazioni di comuni e loro amministratori,
previsti dal comma 8 dell'articolo 21 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19 e successive modifiche ed integrazioni, sono
erogati annualmente a valere sulle risorse di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e sono
determinati dalla Conferenza Regione Autonomie Locali».
Gli emendamenti 12.5, 12.2, 12.3, 12.1 e 12.4 sono ritirati dai
rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Non essendoci altri emendamenti, pongo in votazione l'articolo 12.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13.
Interventi per l'istruzione e l'edilizia scolastica
1. L'Assessorato regionale per l'istruzione e la formazione
professionale attua iniziative e progetti in materia di istruzione
di ogni ordine e grado, anche universitaria e dell'Alta Formazione
Artistica e Musicale (AFAM), e della formazione professionale,
compresi quelli riguardanti l'autonomia scolastica, i valori di
legalità, dell'etica pubblica e dell'educazione civica, la
diffusione dell'identità siciliana, la realizzazione di
manifestazioni e gemellaggi.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2018 la spesa di 432.354,75 euro, per
l'esercizio finanziario 2019 la spesa di 184.509,37 euro e, per
l'esercizio finanziario 2020 la spesa di 184.245,14 euro.
3. L'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale è autorizzato a finanziare interventi di manutenzione
straordinaria, aventi carattere di urgenza, negli Istituti
scolastici pubblici.
4. Per le finalità di cui al comma 3 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2018 la spesa di 849.418,98 euro, per
l'esercizio finanziario 2019, la spesa di 738.037,49 euro e, per
l'esercizio finanziario 2020 la spesa di 736.980,56 euro.
5. Per il finanziamento degli interventi in materia di pubblica
istruzione di cui al D.P.R. 14 maggio 1985, n. 246 - capitolo
372514 - è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2018, la spesa
di 152.895,42 euro, per l'esercizio finanziario 2019, la spesa di
132.846,75 euro e, per l'esercizio finanziario 2020, la spesa di
132.656,50 euro.
6. Per consentire l'attuazione di quanto previsto dall'articolo 7,
comma 4, della legge 11 gennaio 1996, n. 23, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2018 la spesa di 169.883,80 euro, per
l'esercizio finanziario 2019 la spesa di 147.607,50 euro e, per
l'esercizio finanziario 2020 la spesa di 147.396,11 euro»
Tutti gli emendamenti presentati all'articolo 13 sono ritirati dai
rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14.
Sostegno finanziario all'istruzione
1. A decorrere dall'anno scolastico 2017/2018 alle scuole primarie
paritarie aventi sede in Sicilia ed alle scuole secondarie di primo
grado paritarie aventi sede in Sicilia, è riconosciuto, nei limiti
dello stanziamento di bilancio, un contributo, nel rispetto delle
convenzioni di cui al comma 6 dell'articolo 1 bis del decreto legge
5 dicembre 2005, n. 250, convertito con modificazioni dalla legge 3
febbraio 2006, n. 27, e successive modifiche ed integrazioni,
determinato in relazione al numero di:
a) classi con composizione minima di dieci alunni ciascuna;
b) alunni portatori di disabilità diverse per i quali si renda
necessario il ricorso all'insegnamento di sostegno;
c) alunni in difficoltà di apprendimento che abbiano avuto
necessità di insegnamento integrativo.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2018 la spesa di 4.586.862,51 euro, per l'esercizio
finanziario 2019 la spesa di 3.985.402,46 euro e, per l'esercizio
finanziario 2020 la spesa di 3.979.695,01 euro, come determinata
nell'Allegato 1 - Parte B di cui all'articolo 34.
3. L'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale è autorizzato, per l'esercizio finanziario 2018, alla
spesa di 31.428,50 euro a favore dell'Università di Catania,
finalizzata all'attività sportiva».
Si passa all'emendamento soppressivo 14.6, degli onorevoli Di
Paola ed altri.
DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi noi abbiamo
presentato un emendamento soppressivo a quest'articolo e spiego
brevemente il perché.
Intanto il titolo dell'articolo è sostegno finanziario
all'istruzione' e poi questi soldi vengono dati alle paritarie
perché questi soldi noi li stiamo dando 4 milioni e mezzo e li
stiamo dando alle scuole paritarie. Dopo di che in principio, e lo
ricorda l'Assessore, le somme destinate a queste scuole paritarie
erano 5 milioni e 400 perché si accorpava oltre le scuole
elementari anche le scuole medie. A questo punto, l'articolo così
fatto e con questa somma di 4 milioni e mezzo non ha più senso
perché scontenta da un lato le scuole paritarie perché non trovano
più 5.400 ma ne trovano 4 milioni e mezzo e dall'altra parte
scontenta tutto il mondo dell'istruzione che sta soffrendo per
quanto riguarda l'università e le scuole pubbliche.
Tanto vale sopprimere questo articolo e lasciare tutto così com'è
ed evitiamo di andare ad inserire questi 4 milioni e mezzo che non
riusciranno mai e poi mai a soddisfare l'unione delle scuole
elementari più le scuole medie paritarie.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 14 si
presta a molte letture e tutte delicate perché prevede un
finanziamento alla scuola paritaria che dopo la legge Berlinguer
del 2000 è scuola pubblica e al tempo stesso interviene un comparto
che ha già ricevuto dal Governo nazionale aiuti per quasi 700
milioni di euro nel corso del 2016.
Qui si decide uno stanziamento di 4 milioni e mezzo. Io non ne
faccio un problema ideologico nel senso che il punto non è
sottrarre ogni risorsa alla scuola privata, ne faccio un problema
di comportamento condivisibile e leggibile di quest'Aula. Viviamo
in un paese in cui 250 mila insegnanti della scuola pubblica sono
precari, in cui metà dell'edilizia scolastica è a rischio reale,
quotidiano di crollo ed è fuori da ogni norma di sicurezza, norma
dello stato di sicurezza, siamo il paese dell'OCSE che spende meno
per l'istruzione pubblica.
Per questa ragione abbiamo presentato un emendamento che prevede
il dimezzamento di questa risorsa e al tempo stesso pensiamo che un
finanziamento alla scuola paritaria anche in mancanza di un
controllo sulla qualità, sull'efficacia e la qualità della proposta
scolastica della scuola paritaria in Sicilia rischia di
trasformarsi, come la storia ci ha insegnato, anche la storia
recente, un assegno in bianco. Per cui, senza farne un cavillo
ideologico, sarebbe un bel gesto di questo Parlamento decidere di
recuperare una parte di queste risorse e come proponiamo in sede di
emendamento destinarli a comparti altrettanto strategici sul piano
dello sviluppo, dell'occupazione per la Sicilia e ridurre in modo
significativo, notevole questo contributo alla scuola paritaria.
PRESIDENTE.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riferisco in particolare
all'ultimo intervento, quello dell'onorevole Fava, che certamente
propone argomentazioni condivisibili e condivise. Tanto condivise
da questo Governo che, sul piano degli interventi relativi alla
scuola, non solo ha aumentato, rispetto all'esercizio finanziario
precedente, il fondo di finanziamento ordinario, ma ha proposto,
introducendo dei capitoli di spesa, la copertura - mai prevista
prima - di interventi sostitutivi degli enti locali per
manutenzione straordinaria e ha incrementato di oltre 3 milioni la
quota relativa alla copertura dell'obbligo scolastico.
E proprio qualche giorno fa, unitamente al Presidente della
Regione, abbiamo presentato il piano relativo alla sicurezza e
all'edilizia scolastica per 270 milioni di intervento, destinati
alla scuola pubblica. Credo che non sia poco, né questo Governo
possa essere tacciato di disattenzione verso i temi della scuola e
della istruzione pubblica.
Condivido con l'onorevole Fava il fatto che queste argomentazioni
non possano essere penalizzate da accenti ideologici, ma rammento,
semplicemente sul piano del principio costituzionale, che il
sistema dell'istruzione pubblica in Italia è concretamente
ripartito tra l'istruzione pubblica statale e l'istruzione pubblica
paritaria. Quella stessa istruzione pubblica paritaria che,
evidentemente, assume rapporti convenzionali con il sistema
pubblica ed è sottoposta ad azioni ispettive e di controllo
periodiche, che in non pochi casi hanno portato al ritiro della
licenza di parificazione. E proprio una previsione della
finanziaria reca in sé il finanziamento degli accessi ispettivi da
parte del Ministero dell'istruzione e dell'università con oneri a
carico della Regione. La motivazione della norma è legata,
evidentemente, alla possibilità di estendere alle scuole secondarie
di primo grado, e cioè alle scuole medie, evidentemente parificate,
quel contributo che da sempre, nella misura di 4 milioni e poco
più, questa Assemblea ha sempre approvato indirizzandolo alle
stesse scuole.
E quindi, anche se non significativamente aumentato il contributo,
è certamente un segno di attenzione verso le famiglie e verso
quella utenza che, liberamente, sceglie di accedere a questo
particolare segmento dell'istruzione. Volutamente il Governo non è
intervenuto sulle scuole secondarie parificate di secondo grado,
proprio perché lì è ancor più necessario mantenere livelli di
controllo e di selezione particolarmente accurati.
Riprendendo, invece, l'intervento precedente dell'onorevole
collega del Movimento Cinque Stelle, credo che abbia ragione nel
punto in cui dice che l'incremento che oggi subisce il capitolo non
è completamente capiente per potere garantire in qualche modo la
copertura per l'anno scolastico 2017-2018 delle scuole secondarie
di primo grado. E allora si potrebbe intervenire con un
subemendamento che prevede la copertura per gli istituti secondari
di primo grado dall'anno scolastico 2018-2019.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parafrasando le
parole dell'assessore, anche noi lo prendiamo come un segnale di
attenzione. Riteniamo che, probabilmente, il capitolo avrebbe
dovuto avere una capienza migliore. La storia e la tradizione delle
scuole cattoliche e paritarie in Sicilia viene messa a dura prova
rispetto a quello che accade nel resto d'Italia, dove c'è un
contributo medio a classe che è di diciottomila euro - l'abbiamo
affrontato più volte in tutte le Finanziarie di questi anni - ed io
credo che in Sicilia la media non raggiunge i dieci. Credo che
occorrerebbe uno sforzo maggiore - essendo figlio di insegnanti non
sono avvezzo a questa terminologia moderna - e soprattutto per le
vecchie scuole elementari il contributo è assolutamente
insufficiente.
Il Partito democratico difende l'articolo, difende la normativa
sull'impostazione della copertura finanziaria, ma credo che ci sia
da lavorare, soprattutto anche negli altri strumenti di esercizio
finanziario, come l'assestamento, per cercare di impinguare il
capitolo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho ben
compreso questo altalenare tra il sostegno all'istruzione con
riferimento alla scuola pubblica per un passaggio rapido verso le
scuole private, verso le scuole paritarie.
Bene, gli alunni portatori di disabilità, bene gli alunni con
difficoltà di apprendimento, bene il sostegno alle fasce
svantaggiate, non capisco perché si faccia riferimento, tuttavia,
ad un sostegno alle attività che di fatto fanno profit. Ci sono
degli emendamenti a seguire che prevedono, invece, la possibilità
di coinvolgere gli enti no profit. Sul sostegno all'Università si
fa riferimento all'Università di Catania, con riferimento specifico
alle attività sportive. Mi chiedevo se il coinvolgimento delle tre
università può essere un coinvolgimento prevedibile coinvolgendo,
appunto, almeno Palermo, Catania e Messina.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, signori assessori, l'articolo 14, che è stato
apprezzato dalla Commissione di merito - mi riviene in mente
l'intervento dell'onorevole Di Paola - era stato apprezzato con una
copertura finanziaria di un milione di euro in più, perché il senso
della norma e la volontà del Governo, che la Commissione ha
apprezzato, è stata quella di ampliare la platea anche alle scuole
secondarie. Credo, Assessore Lagalla e Assessore Armao, che la
copertura di quattro milioni e mezzo diventa irrisoria nel momento
in cui andiamo a riabbracciare tutta la platea tra primaria e
secondaria.
Quindi, Presidente dell'Assemblea, chiederei, anche nel rispetto
della Commissione Bilancio, visto che manca l'Assessore per
l'economia, di accantonare la norma, vedere di poter riproporre il
milione aggiuntivo che credo sia venuto meno durante i tagli,
perché questa è una norma che allarga non soltanto la platea dei
beneficiari ma che introduce, in Sicilia, un servizio aggiuntivo
che sicuramente mancava fino alla presentazione di questo articolo.
Se possibile, quindi, accantonare nelle more di aspettare
l'Assessore per l'economia per trovare nelle pieghe del bilancio o
nell'articolo 8 la copertura finanziaria di cui questo settore
necessita.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne approfitto anche
per chiedere all'Assessore se, tra i criteri individuati come
premialità per l'erogazione dei contributi, è possibile aggiungere
una lettera d) che preveda anche il riconoscimento di borse di
studio per le famiglie disagiate. Visto che si da un contributo a
strutture, a scuole primarie paritarie e anche a scuole secondarie
di primo grado, cosiddette private o pubbliche non statali, di
tener conto che alcune di queste scuole a volte prevedono delle
borse di studio per le famiglie disagiate e altre no, quelle che le
prevedono è giusto che abbiano una priorità, una premialità nel
riconoscimento dei contributi.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
condividendo quanto detto dal collega, onorevole Di Paola,
intervengo soltanto per una piccola precisazione e giusto per fare
un chiarimento.
Il Movimento Cinque Stelle ideologicamente è contro il
finanziamento pubblico delle scuole paritarie.In un momento storico
nel quale le scuole pubbliche sono in ginocchio, nel quale le
scuole pubbliche vedono il crollo dei tetti ogni inverno, vedono la
mancanza di riscaldamenti ogni inverno o di aria condizionata o di
qualsiasi cosa - basti andare in una scuola qualunque anche a
Scordia, a Caltagirone o nei luoghi a noi cari - attribuire queste
somme alle scuole paritarie è uno schiaffo alle famiglie che
mandano, come la mia, come quella della maggioranza dei miei
colleghi che hanno frequentato le scuole pubbliche, dentro le
scuole pubbliche, agli insegnanti che ci lavorano e a tutto il
contesto.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la dovuta
moderazione, perché non vorrei che questo articolo diventasse ora
una guerra di religione, tuttavia con orgoglio, con altrettanto
orgoglio, Forza Italia tiene a ribadire invece che in questo
articolo 14 ci crede, ci tiene a sostenere le scuole paritarie,
crede nelle scuole cattoliche, ci crede e lo sosterrà.
Inviterei pertanto a rasserenare il dibattito. Non è una guerra di
religione E' un altro modo di vedere l'istruzione. Non deve essere
un dibattito ideologico, onorevole Cappello, ritornerei a dieci
minuti fa. Possiamo far diventare questo articolo 14 un'opportunità
per coloro i quali la vedono diversamente? Non è costringere coloro
i quali vogliono accedere a un altro tipo di istruzione, così la
dobbiamo impostare - se mi posso permettere. Non è un obbligo ma
dare la possibilità a quanti vedono in queste scuole paritarie una
diversa opportunità.
A tal proposito, Presidente, per poi evitare di intervenire col
sub emendamento - mi rivolgo all'Assessore Lagalla - c'è un
emendamento a mia firma che dà la possibilità, considerato che
l'articolo si rivolge a coloro i quali hanno avuto accesso ad una
convenzione, e ci risulta che ci sono scuole interessate da
sentenza favorevole da parte del giudice, se si sopprime la parte
nel rispetto delle convenzioni di cui ' al comma 6 e diamo
possibilità di erogare a coloro i quali hanno una sentenza,
chiudiamo un contenzioso così l'articolo è completo.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarei neanche
intervenuta nel merito ma mi sono quasi sentita tirata dal dovere
di fare questo mio intervento, anche perché vengo dal mondo della
scuola.
Sono un dirigente di scuola pubblica e sono per la scuola
pubblica, ma non ne possiamo fare un fatto ideologico in quanto è
la Costituzione che richiama alla libertà di ogni genitore, di ogni
famiglia, - onorevole Cappello, la penso come lei -, ma la
Costituzione va rispettata, è la legge fondamentale dello Stato a
cui tutti ci uniformiamo.
Dobbiamo pur garantire il diritto alle scuole ai genitori che
vogliono iscrivere i propri figli in una scuola non pubblica di
potere godere di pari condizioni, perché questo è già garantito.
Quello che noi stiamo facendo qui con questa norma, nello spirito
condivido perché sono un servitore dello Stato e come tale rispetto
le leggi e la norma fondamentale dello Stato quale la Costituzione
e rispetto il diritto di queste famiglie di potere iscrivere i
propri figli in una scuola non statale ancorché pubblica.
Peraltro, come bene ha detto l'assessore Lagalla, gli interventi
che questo Governo sta adottando e i provvedimenti che sta
adottando per la scuola pubblica sono veramente un passo notevole
in avanti rispetto alla storia del passato.
Sulle questioni relative, e senza volere fare polemica, ai disagi
anche delle scuole superiori la cui competenza prima ricadeva sotto
le province, ricordiamocelo che abbiamo subito lo smantellamento di
un sistema che aveva competenze e risorse per intervenire nella
scuola pubblica e che oggi, invece, non è più così per chi ha
votato, naturalmente, per lo smantellamento delle province.
Infine, colgo l'occasione, onorevole assessore Lagalla, per
segnalare, non è materia di finanziaria però magari ci rivediamo
dopo tanto tempo e invece gliela voglio dire questa cosa, su
Marsala, Lei ovviamente viene dalla scuola, è un mondo diverso dal
mio come scuola perché è Università. Bene, a Marsala insiste il
corso di enologia.
Marsala, lo voglio ricordare, è un territorio importante per
l'economia non solo trapanese ma siciliana perché, ovviamente
questo è legato alla storia, alla tradizione della coltivazione
dell'uva e quindi del vino, ed è opportuno segnalare in questa sede
che il corso di enologia rischia di essere sfrattato dall'attuale
locale, che è di proprietà della provincia, proprio perché la
provincia vuole i locali.
Quindi, assessore mi auguro che poi ce ne occuperemo
immediatamente dopo la finanziaria.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ringrazio per gli
interventi e ringrazio anche l'onorevole Milazzo per avere
dichiarato di ritirare il proprio emendamento.
Ovviamente non commento l'intervento dell'onorevole Cappello per
il fatto che lui stesso ha dichiarato che ideologicamente si oppone
a questa norma, però posso rassicurarlo sul fatto che questo
Governo, come ho dichiarato prima, ha attenzione nuova, rinnovata e
forte sul tema del potenziamento dell'istruzione pubblica statale,
così come è stato appena ricordato dall'onorevole Lo Curto, che
ringrazio.
Ma in particolare, vorrei dire che il tema dell'istruzione
pubblica parificata è fissato per norma e per Costituzione e che
questo Parlamento ha sempre erogato il contributo che oggi
riteniamo corretto estendere alla platea, non numerosa ma
certamente significativa, della secondaria di primo grado e,
quindi, rispetto a questo credo che sia opportuno mantenere
l'articolo, naturalmente rimettendomi alle valutazioni
dell'assessore.
Mi fa piacere che l'onorevole Barbagallo abbia voluto ricordare la
differenza notevole fra il finanziamento in Regione siciliana e il
finanziamento per classe nelle altre regioni italiane, così come
rispondo all'onorevole Lupo relativamente al fatto che le borse di
studio sono già erogate alle famiglie con disagio attraverso
distribuzione del finanziamento del Ministero dell'istruzione e
dell'Università.
Quindi, è segmento finanziato a parte nel numero massimo di tre
alunni per classe da parte del contributo ministeriale.
E' soltanto un problema di capienza del bilancio che io credo che
la Giunta possa coprire in fase di assestamento riportandolo alla
quota originaria e, quindi, è una proposta che è condivisa con il
PD e non può che farmi piacere e, quindi, evidentemente chiedo che
il Parlamento possa esprimersi attraverso il voto.
PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi, pongo in votazione
l'emendamento 14.6, a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 14.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 14.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vuole approvare la
soppressione dell'articolo preme il pulsante verde; chi non vuole
approvare la soppressione dell'articolo preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 67
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 22
Contrari 41
Astenuti 2
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.5, a firma dell'onorevole Cancelleri
ed altri. E' assorbito.
Si passa all'emendanto 14.1, a firma degli onorevoli De Luca e
Caronia e al subemendamento dell'onorevole Lupo. Non essendo
presente in Aula l'onorevole De Luca, lo dichiaro decaduto.
FIGUCCIA. Lo faccio mio.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
dell'Assessore che ha precisato che ci sono già borse di studio per
le famiglie più svantaggiate, l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, immagino che a questo punto sia
ritirato anche per lei.
FIGUCCIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 14.2 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 14.8, a firma dell'onorevole Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo. Presidente, non capisco perché all'Università di Catania.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
14.1, a firma degli onorevoli Lupo ed altri.
LUPO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Fondo di rotazione per gli interventi straordinari (R.I.S)
1. All'articolo 59 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma l, dopo le parole Fondazione The Brass Group sono
inserite le seguenti: Fondazione Taormina Arte Sicilia ;
b) al comma 1, lettera a), le parole 31 dicembre 2013 sono
sostituite dalle seguenti: 31 dicembre 2017 ;
c) al comma 3, alla fine, sono aggiunte le parole: nonché, a
partire dal 2019, ai soggetti privati di cui all'articolo 6, comma
6, lettera a) della legge regionale del 5 dicembre 2007, n. 25 e
alle associazioni concertistiche di interesse regionale di cui
all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge regionale del 10
dicembre 1985, n. 44. .
2. Per le misure in favore dei soggetti di cui al comma l
dell'articolo 59 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2018, la spesa di 1.098.837,97 euro, per l'esercizio
finanziario 2019, la spesa di 1.476.074,98 euro e, per l'esercizio
finanziario 2020, la spesa di 1.473.961,11 euro (Missione 7,
Programma l, capitolo 473312)».
Si passa agli emendamenti 15.4, 15,3 e 15.1, a firma degli
onorevoli Cancelleri ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.5, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
MILAZZO. Di che cosa stiamo parlando.
PRESIDENTE. C'è un emendamento del Governo che modifica
leggermente l'importo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento di riscrittura 8.R, a firma del Governo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dalla lettura
della riscrittura mi è parso di capire che il Governo si è fatto
carico delle riflessioni che sono state fatte nel dibattito in
Aula. Abbiamo presentato un subemendamento alla riscrittura che
pone, assessore Falcone, due questioni.
La prima. In base alla legislazione tecnica regionale, e non so se
ci sono in Aula professionisti, parlamentari che si sentono di
affermare diversamente, le categorie di intervento conosciute
dall'articolo 20 della 71/1978 sino all'ultima modifica che
quest'Aula ha fatto col 380, sono 5: manutenzione ordinaria,
straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione
edilizia o ristrutturazione urbanistica. Il recupero edilizio,
anche andando in internet è una categoria difficile da individuare.
Io credo che il termine e l'espressione ristrutturazione
edilizia , che è la più vasta delle categorie di intervento -
questa è una Giunta piena di avvocati, quindi spero che venga
riconosciuto questo principio - sia assorbente rispetto alle altre
definizioni.
Resta l'altro tema, in ordine alla classificazione catastale ed è
una scelta politica. Noi vogliamo che il beneficiario possa
cogliere l'opportunità di acquistare un qualsiasi immobile
classificato A1, A2, A3 o A4, o l'acquisto deve essere rivolto
soltanto ad immobili di edilizia economica e popolare.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. No, a
tutti
BARBAGALLO. Poniamo questa questione, ci sono gli emendamenti. Se
così è, io chiedo, Presidente, che vengano votati per parti
separate. Quello sulla ristrutturazione edilizia e quello, se
necessario, sull'edilizia economica e popolare.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto modo di
leggere la riscrittura del Governo. Mi sento di proporre al
Governo, visto che ritengo sia interessante questa norma, di
aumentare il capitolo perché - parliamoci chiaramente, calcolatrice
alla mano - si tratta di individuare 155 beneficiari, davvero
talmente pochi da rendere, come alcuni colleghi hanno detto, la
norma, pur nella sua bontà, davvero una norma spot'. Quasi quasi
non vale la pena di impegnare gli uffici a stilare graduatorie,
criteri, per avere davvero un intervento così irrisorio.
Per cui propongo, e formulerò un subemendamento, di portare il
capitolo a 10 milioni e provvedere agli oneri derivanti da questo
comma mediante la riduzione, di pari importo, dal capitolo 742802
che si riferisce all'articolo 36 del testo della Finanziaria'.
Magari, se l'assessore Falcone ha il testo davanti e può darmi da
subito un suo parere.
Assessore, io proponevo di portare il capitolo almeno a 10
milioni, per aggiungere 255 beneficiari, anziché 155, e fare fronte
all'incremento di spesa prendendo i soldi dall'articolo 36 del
testo.
E, poi, in qualità di membro della III Commissione vorrei riferire
quella che, secondo me, è una necessità a cui potremmo dare un
primo segnale attraverso questo articolo, ossia l'introduzione di
un criterio, cioè che, la metà di queste somme siano destinate ai
soggetti previsti dalla riscrittura del Governo che però risiedono
nei comuni montani, così come definiti dal D.Lgs. n. 267, perché in
III Commissione abbiamo ricevuto più volte i sindaci dei comuni
montani, in particolare della zona del madonita, dell'entroterra
dell'ennese e ci hanno rappresentato come il calo demografico abbia
raggiunto dei livelli davvero preoccupanti, uno spopolamento e che
loro stessi hanno messo in campo anche delle iniziative, quella più
nota è quella della vendita delle case a 1 euro proprio per
riportare dei nuclei familiari nel loro territorio e ci hanno
chiesto degli interventi economici, ma noi chiaramente non abbiamo
potuto dare loro rassicurazione su questa possibilità, però
troviamo che se questo incentivo alla ristrutturazione della prima
casa, così come consigliato, utilizzare il termine giusto
ristrutturazione o riqualificazione degli immobili, che possano
trovare principalmente accoglienza nei comuni montani e, quindi,
contribuire positivamente e doppiamente anche alle richieste di
quelli che sono i comuni dell'entroterra ed i comuni montani. Se
l'assessore Falcone ci dice qualcosa sull'incremento di capitolo a
valere, in sostanza sull'articolo 36 e dal capitolo 742802, se
ritiene pertinente portare il capitolo a 10 milioni, bene,
altrimenti, poi ci ridetermineremo nei prossimi minuti perché ci
sembra davvero troppo misero un intervento che riguardi solo 155
famiglie.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, assolutamente d'accordo con questa norma con
riferimento, ovviamente, ai rischi legati anche all'assenza della
possibilità di occupare, di utilizzare quelle case vuote e ce ne
sono davvero a migliaia. Assolutamente d'accordo con l'idea di
sostenere le giovani coppie ed anche con i criteri finora
utilizzati che fanno riferimento all'importo dei 40 mila euro, che
fanno riferimento alle scelte della Giunta, così come l'importo di
40 mila euro, tuttavia mi sembra oggettivamente riduttivo
immaginare di poter ridurre l'importo. C'era un emendamento che ho
presentato sulla falsa riga anche dell'intervento che mi ha
preceduto, che semmai propone di aumentare le somme in modo da
poter garantire che, effettivamente, ci sia un certo numero di
coppie che possa accedere a questo strumento. Oggettivamente con
l'emendamento che consente di triplicare rispetto alla cifra che
viene riportata si può immaginare di venire incontro, non dico ad
un congruo numero ma quanto meno ad un numero di giovani coppie che
ha questa esigenza, quindi, oggettivamente sono contrario a questa
riscrittura che prevede 6 milioni e mezzo perché non capisco perché
si debbano ridurre le somme, sono anzi perché si possa rimpinguare
questo fondo.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, semplicemente questa è una norma molto
importante, che è stata apprezzata in Commissione. Abbiamo lavorato
per smussare alcune cose. Questa riscrittura risponde, ovviamente,
a diverse necessità che sono state sollevate anche qua in Aula,
avere già individuato la soglia dei 20 mila euro per il reddito
familiare, avere individuato i 40 mila euro di tetto, sono già
delle disposizioni che chiaramente dettano dei paletti.
Preannuncio all'Assessore che presenterò un ordine del giorno
quando approveremo questa legge in cui darò alcune indicazioni
perché la sensibilità che ha avuto l'onorevole Foti, l'avverto pure
io nel senso di prediligere, essendo un capitolo non troppo ricco,
i comuni più piccoli perché c'è uno spopolamento dei piccoli paesi
e in questo modo facciamo una doppia funzione come scelta politica.
Quella sia di agevolare le giovani coppie che quella di evitare lo
spopolamento dei piccoli paesi delle nostre province.
Lo presenterò come ordine del giorno legata all'approvazione di
questa legge.
Volevo aggiungere, ho visto che l'Assessore ha colto la proposta
di molti deputati di eliminare le nuove costruzioni. Sinceramente
non mi sarei stracciata le vesti su questo. Capisco l'esigenza
primaria della ristrutturazione però non bisogna demonizzare le
nuove costruzioni sapendo già che gli enti locali sono comunque
dotati di piani regolatori che permettono comunque le nuove
costruzioni laddove autorizzate, per cui non c'è da scandalizzarsi.
L'edilizia è uno di quei rami che certamente va risvegliata e
aiutata. Ma è una scelta politica che l'Assessore ha voluto fare
sposando anche quello che era l'input dell'Assemblea per cui mi
adeguo pur essendo contraria.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
sostenere il subemendamento che propone la collega Foti. Siamo di
fronte ad una platea minima. Con questo emendamento arriveremmo a
250 nuclei familiari.
Immaginiamo che in Sicilia i nuclei familiari che si trovano al di
sotto di questa soglia di dignità economica siano almeno mille
volte più numerosi: 250 mila. Però, sul piano di un segno da dare
anche nella capacità di recuperare un patrimonio edilizio che
altrimenti si deteriora, case sfitte, case non abitate, case vuote,
questo segnale può avere un significato. Anche per questo proporrei
al collega Barbagallo di togliere la seconda indicazione che lui
offriva nel suo emendamento e cioè per immobile di edilizia
economica e popolare.
Immobile di edilizia economia e popolare sono una parte, ma noi
possiamo immaginare che si possa recuperare anche in auto-recupero
una casa che già appartiene a queste coppie, che si possa
intervenire su casse vecchie che non sono di edilizia economica e
popolare, ma che possono essere recuperate e ristrutturate.
L'edilizia economica e popolare è già molto marginale, molto
limitata nei numeri, nelle risorse, nell'offerta. Questo rischia di
mettere, tra parentesi, in modo ancora più circoscritto la
possibilità di fare affidamento su questa norma di legge.
Suggerirei sia di accogliere il subemendamento della collega Foti
sia di stralciare questa seconda proposta che l'onorevole
Barbagallo fa nel suo subemendamento.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso
che questa riscrittura non abbia risolto i problemi di questa
norma. E' una norma assolutamente insufficiente. Sono soldi che
vengono buttati per dare cinque minuti per uno spot sulla prima
cosa e sul bisogno.
Secondo me è bene che queste somme vengano utilizzate con una
norma che guardi soprattutto al recupero edilizio delle case
popolari per le persone che le hanno acquistate e che hanno
difficoltà reddituali.
Finanziare l'acquisto, secondo me, significa fare una lotteria in
cui vengono sorteggiati 150 fortunati in tutta la Regione e non
risolve nessun problema.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Assessore
Falcone, passiamo alla votazione.
C'è un emendamento di riscrittura, dell'articolo 8, a firma del
Governo, emendamento 8.R. Poi c'è un subemendamento del Governo
8.Gov.1 e poi c'è un emendamento dell'onorevole Foti 8.19.4. Si
passa alla votazione dei primi due subemendamenti.
CANCELLERI. Chiedo si voti prima l'emendamento soppressivo a firma
Cancelleri.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Chiedo si possa avere un voto per parti separate di questo
emendamento proposto dal Governo, perché io mi sono pronunciato
contro la seconda parte che prevede l'acquisto solo di case
edilizie economiche e popolari. Quindi o si stralcia oppure si vota
per due parti separate.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, quello che sta chiedendo il Governo lo
sta superando cambiando una parte delle'emendamento e
riscrivendolo. Quindi probabilmente potremmo votarlo tutto.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Presidente, onorevoli colleghi, come ha chiesto il
firmatario, onorevole Barbagallo, e come ha chiesto già l'onorevole
Fava ed anche io sostengo che questo emendamento va splittato ,
per cui imposta al voto prima la prima parte il recupero edilizio
sono sostituiti con ristrutturazione edilizia , e poi un altro
voto: dopo le parole '40 migliaia di euro' inserire le parole per
immobili edilizia economica e popolare' perché ci sono sensibilità
totalmente diverse.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, come sempre sono pronto a fare
tutto quello che lei dice. Perfetto
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Siccome c'è un emendamento soppressivo dell'articolo ancor
prima di preoccuparci dei subemendamenti, sull'ordine dei lavori,
suggerirei, vediamo se il soppressivo è approvato e poi procediamo
di conseguenza.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei.
Si passa alla votazione dell'emendamento 8.11, degli onorevoli
Cancelleri ed altri.
DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.11
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Pertanto, chi vuole approvare l'emendamento di
soppressione vota verde, chi non vuole approvare l'emendamento e
quindi non vuole sopprimere l'articolo vota rosso. Di fatto, per
essere più chiari, il centrodestra vota rosso, il resto verde.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 67
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 32
Contrari 29
Astenuti 0
(E' approvato)
Favorevoli 32, per cui è stata approvata la soppressione. Con un
voto in più o un voto in meno, non ha importanza; pertanto,
l'articolo 8 è soppresso.
Onorevoli colleghi, se noi iniziamo la trattazione dell'articolo
16 che ha moltissimi emendamenti, ed è una di quelle materie
certamente meno facili trattandosi di beni culturali. Se noi
iniziamo ora l'articolo 16 noi non riusciamo a chiuderlo per questa
sera. Io proporrei se troviamo, e probabilmente gli articoli 20, 21
sono più veloci da fare, facciamo un altro articolo e poi ci
andiamo a riposare che come primo giorno è stato molto pesante per
tutti, per cui, se volete, approviamo l'articolo 20 perché il 16 è
troppo complicato.
Pertanto, passiamo all'articolo 20 e poi ci aggiorniamo a domani
mattina alle ore 10.00.
(Brusìo in Aula)
Io sto presiedendo da stamattina alle 9.30. Ho anche diritto di
essere stanco come tanti altri Per cui votiamo l'articolo 20 e poi
ci aggiorniamo a domani mattina alle ore 10.00.
«Art. 20.
Assegnazioni finanziarie ai liberi Consorzi comunali
ed alle Città metropolitane
1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 2 della legge
regionale 9 maggio 2017, n. 8, per gli esercizi finanziari 2018 e
2019, è autorizzata l'ulteriore spesa rispettivamente di 22.000
migliaia di euro, di cui 1.000 migliaia di euro per la
progettazione di opere pubbliche, e di 12.000 migliaia di euro ed è
determinata per l'esercizio finanziario 2020 la spesa di 101.050
migliaia di euro».
L'emendamento soppressivo 20.3, dell'onorevole Cancelleri, è
ritirato.
Si passa all'emendamento 20.2, dell'onorevole Zito, dopo le
parole per la progettazione di opere pubbliche' sono aggiunte le
seguenti parole e 6.000 migliaia da destinare a liberi
consorzi ' . Probabilmente lo dobbiamo dichiarare inammissibile, se
non c'è la copertura finanziaria prevista.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Grazie, signor Presidente. Tutto avviene, ovviamente,
all'interno dei 22 milioni, quindi non servono ulteriori
stanziamenti rispetto a quelli già previsti all'interno
dell'articolo 20. Questo prevede una quota, perché come molti di
voi ben sanno molte province hanno difficoltà economiche, hanno
utilizzato l'avanzo di amministrazione e per tre anni di fila
abbiamo dovuto fare delle quote straordinarie, non per chiudere i
bilanci, più che altro per mantenere gli stipendi. Alcune di queste
stanno andando in dissesto, quindi creare questo fondo serve per
preservare quantomeno gli stipendi e quei servizi essenziali che
riguardano il trasporto ai disabili, le scuole e altre piccole cose
di competenza delle province.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
ZITO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Ma perché non parlate prima Scusate, dopo che metto
in votazione l'emendamento è posto in votazione Non possiamo ogni
volta Ho già messo in votazione l'emendamento e siamo già in fase
di votazione. Onorevole Zafarana, lei che è capogruppo intervenga
dal podio.
ZAFARANA. Signor Presidente, per maggiore chiarezza, anzitutto le
abbiamo già detto più e più volte che dall'Aula non si sente quasi
nulla. Facciamo uno sforzo immane a comprendere. Quindi, mettiamoci
nell'ottica che o si migliora il funzionamento del sistema di
amplificazione, oppure noi siamo costretti a chiedere con forza le
nostre prerogative parlamentari ai sensi del Regolamento. Poi, lei
non aveva annunciato che era il momento della votazione, pertanto
le abbiamo chiesto semplicemente il voto palese nominale. Tutto
qua. E' nelle nostre prerogative.
PRESIDENTE. Ho capito. Scusate, con i poteri che mi sono
conferiti, ho capito che c'è troppa confusione.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà domani,
sabato 28 aprile 2018, alle ore 10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.48 del 27 aprile 2018, è ripresa
alle ore 10.26 di sabato 28 aprile 2018)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 20, siccome non c'è niente, c'è da
votarlo e basta, perché il primo emendamento è stato ritirato,
l'emendamento 20.2, a firma degli onorevoli Zito ed altri recita:
Dopo le parole per la progettazione di opere pubbliche, sono
aggiunte le seguenti parole e 6.000 migliaia da destinare ai
Liberi Consorzi dei Comuni che dichiarano il dissesto entro il 31
dicembre 2018 . Se non c'è la copertura di queste 6.000 migliaia
MILAZZO. Presidente, sospendiamo la seduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi l'Assessore
al ramo, sospendo la seduta per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.31, è ripresa alle ore 10.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E' arrivato l'assessore Grasso.
Eravamo all'articolo 20 ed esattamente all'emendamento 20.2, a
firma degli onorevoli Zito ed altri. All'emendamento 20.2 è stato
presentato il subemendamento 20.2.1. Lo pongo in votazione.
ZAFARANA. Non è stato distribuito, Presidente.
PRESIDENTE. Mi risulta di sì, onorevole Zafarana. Forse non ce lo
ha lei.
FIGUCCIA. Chi ha presentato questo subemendamento?
PRESIDENTE. E' a firma dell'onorevole Lupo.
FIGUCCIA. Lo può illustrare?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo concluso i lavori, ieri
sera, con un po' di confusione, speravo che, oggi, ci fosse un po'
più di ordine, ma forse è peggio di eri.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, pur non essendo
stati contingentati i tempi, pregherò tutti i colleghi di
utilizzare i tempi europei perché, altrimenti, davvero non
riusciamo a finire in tempo.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato un
subemendamento che ha la finalità di porre l'attenzione, in
coerenza anche con quanto detto nella relazione dal Presidente
della Regione, una contraddizione in termini che si sta verificando
nella Provincia regionale di Siracusa. Come tutti voi sapete, nella
Provincia regionale di Siracusa il Commissario ha avviato la fase
di dissesto, di dichiarazione...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non volevate spiegato
l'emendamento? Così non si capisce assolutamente nulla. Se prendete
posto, per favore. Grazie.
Chiedo scusa onorevole Cafeo.
CAFEO. Dicevo, come tutti sanno, il Commissario della Provincia
regionale di Siracusa ha dichiarato il dissesto dell'ente. Una
scelta, oggettivamente, che si è rimandata da un sacco di tempo, ma
le condizioni in cui vive l'ente non lasciavano altra scelta.
Il rischio che questa dichiarazione di dissesto comporta e che
crea, a mio, avviso un paradosso, perché nel momento in cui si
dichiara il dissesto di un ente, se è vero che da un lato si mette
un punto sulla massa dei debiti della Provincia, dall'altro è anche
vero che non risolve un problema di funzionalità.
La particolarità della Provincia regionale di Siracusa è che ha
una società in house, totalmente controllata dalla Provincia
regionale di Siracusa, e che è una società che, a differenza di
molte altre società partecipate o in house, non ha mai avuto un
bilancio in passivo. Ha un bilancio in parità da sempre e svolge
per conto dell'ente che ne è proprietario dei servizi essenziali a
dei prezzi che sono fuori mercato, nel senso che sono più bassi dei
prezzi normalmente fatti per chilometro dal mercato. E mi riferisco
alle pulizie delle strade provinciali, che sono sedicimila
chilometri, quindi diventano, nei due sensi, trentaduemila
chilometri. Ma, allo stesso tempo, svolge, o potrebbe svolgere, due
servizi che alla Provincia regionale di Siracusa non svolge da tre
anni, che sono la TOSAP, che quindi sono entrate per il Consorzio
dei comuni, ed anche il controllo delle caldaie che è demandato
all'ente, al Consorzio dei comuni, per tutti quei comuni che hanno
meno di quarantamila abitanti.
Il paradosso che crea il dissesto è che, secondo il testo unico
degli enti locali, la massa debitoria di una società totalmente
partecipata dall'ente, non dovrebbe entrare nel dissesto perché è
come se fosse un prolungamento della macchina amministrativa, un
ramo dell'azienda.
Per cui, con questo emendamento l'entità delle risorse richieste è
il debito che la società in house vanta dalla Provincia per l'anno
precedente, cioè per il 2017. Se non si agisce con un contributo
straordinario, il dissesto dell'ente Provincia porterà dietro il
dissesto della società in house, che si dovrà trasformare da S.p.A.
ad s.r.l. per la diminuzione del capitale sociale, mettendo a
rischio, rispetto a quelli che sono gli intendimenti del Governo e,
quindi, di rifunzionalizzare e dare nuove competenze al Consorzio
dei comuni, metterebbe a rischio un soggetto che non ha alcuna
responsabilità nel dissesto e mettendo a rischio anche ottantasette
posti di lavoro.
Se l'analisi delle problematiche e l'analisi anche, come diceva
anche nella sua relazione il Presidente della Regione rispetto ai
posti di lavoro, cioè ad occupazione o a creare dei posti che
producono, a mio avviso questo sarebbe un chiaro segnale, nei
confronti del territorio, della coerenza delle scelte, in cui non
si guarda solamente il costo, ma si guarda il prodotto che le
risorse messe e destinate forniscono perché potrebbe, in qualche
modo, creare una condizione in cui, fatto salvo il dissesto, si dia
un segnale sia, in coerenza con quanto è stato detto, di dare un
valore al Consorzio dei comuni e alle Province, ma allo stesso
tempo potrebbe mettere nelle condizioni l'ente di poter svolgere
dei servizi che, ad oggi, non riesce a svolgere e che comportano
delle entrate per l'ente.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Assessori, credo che con questo articolo,
con riferimento a quanto stabilito dal testo unico, si dia
finalmente mandato di rimpinguare le somme che nella precedente
Finanziaria' con legge regionale 8/2017, quindi, nella legge di
stabilità del precedente Governo, di fatto, stanziava delle somme
esigue. Quindi, venivano stabiliti 91 milioni per il 2018 ai quali
adesso il Governo aggiunge la somma di 22 milioni di cui 1 milione
per la progettazione di opere pubbliche.
Ora, mi sembra oggettivamente che emendamenti o addirittura
subemendamenti che richiedono di intervenire su alcuni liberi
consorzi a discapito di altri oggettivamente non sia condivisibile.
Capisco che Siracusa si trovi in una posizione di svantaggio e di
dissesto, signor Presidente, ma se interveniamo a beneficio di quei
liberi consorzi dei comuni che per una condizione di dissesto non
sono nelle condizioni di garantire i servizi, che facciamo,
facciamo andare in dissesto anche gli altri liberi consorzi dei
comuni? Con buona pace, e me ne duole, dei riscaldamenti delle
scuole della provincia di Siracusa, purtroppo, la situazione della
manutenzione delle scuole, delle strade ascrivibile a quella norma
che ha cancellato le province è una condizione che caratterizza
tutte le province regionali, tutti i liberi consorzi. Quindi,
ritengo, assessore Grasso, che non solo questo subemendamento non
sia condivisibile, ma non lo è neanche quello che chiama in causa
un intervento esclusivo a favore dei comuni in dissesto.
Per cui, invece, direi di procedere al voto con l'articolo così
com'è, assessore Grasso e spero che condividerà questa
impostazione. Le ricordo, Assessore, che la Provincia di Siracusa,
mi ascolti, che il libero Consorzio di Siracusa ha già subito un
ricorso da parte del libero Consorzio di Ragusa e verrà decisamente
accolto. Quindi, vi prego, onorevoli colleghi, non facciamo, come
dire, posizioni di vantaggio a beneficio di una , ecco queste sì
sono marchette, non certamente quelle che abbiamo trovato in
Finanziaria' sulla proposta del Governo.
I liberi consorzi devono essere trattati tutti alla stessa
maniera, non dobbiamo assolutamente penalizzare quei liberi
consorzi e tra questi sicuramente Palermo insieme a Catania,
Messina che stanno viaggiando serenamente in attesa di una riforma
che dovrà venire perché subito dopo aver rimpinguato questi
capitoli ci aspettiamo decisamente, e siamo certi, che da parte del
Governo ci sia invece una vera riforma dei liberi consorzi dei
comuni che vada non solo nella direzione dell'elezione diretta dei
suoi rappresentanti, ma che vada soprattutto nella direzione di
poter riempire di competenze vere.
Quindi, chiederei all'assessore Grasso se, di fatto, si trova
d'accordo nella possibilità di votare l'articolo così com'è.
Aggiungerei soltanto quella modifica determinata all'emendamento
20.1 che, più che altro per una questione correttiva, interviene
sull'autorizzazione della spesa che mi sembra essere un termine più
corretto rispetto a quello di determinazione.
Quindi, se per favore, presidente Miccichè, può fare rispondere
l'assessore Grasso su questo aspetto.
PRESIDENTE. Quindi, possiamo porre in votazione...
FIGUCCIA. Presidente, ho chiesto se l'assessore Grasso può
rispondere.
PRESIDENTE. C'è l'emendamento dell'onorevole Lupo ma che, di
fatto, è stato illustrato dall'onorevole Cafeo, che è
dell'onorevole Cafeo, che è ciò di cui stiamo discutendo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E, allora, per rispondere alle domande dell'onorevole Figuccia, lei
sa bene, come lo sa tutta l'Aula, la situazione in cui versano oggi
le Province.
È vero che lo scorso anno vi sono state alcune assegnazioni
maggiori rispetto ad alcune province e, purtroppo, oggi, si è
andati in cortocircuito perché la Provincia di Ragusa, confermo, ha
fatto un ricorso, ha promosso un ricorso nei confronti della
Provincia di Siracusa lamentando, proprio, che quest'ultima era
stata quasi privilegiata.
Oggi, noi stiamo cercando di mantenere un equilibrio perché tutte
le Province, tutte le Città metropolitane ed i liberi Consorzi
versano in una situazione drammatica.
Il Presidente della Regione e l'Assessore per l'economia vi hanno
già, più volte, affermato che si è aperto un contenzioso ed un
tavolo con Roma per vedere di recuperare delle risorse, perché il
prelievo forzoso che opera lo Stato solo nei confronti della
Regione Sicilia, in virtù dell'accordo che il precedente Governo
aveva sottoscritto, supera il contributo stesso.
Io, onestamente, 6 milioni da destinare ai liberi Consorzi dei
comuni che dichiarano il dissesto non posso accoglierlo per un
motivo molto semplice: le Città metropolitane che dichiarano il
dissesto e ricevono delle somme, tutte quelle somme non sono per
garantire i servizi ma vanno dentro il calderone perché verrà
nominata una commissione liquidatrice, come sa bene anche
l'onorevole Zito perché, più volte, abbiamo affrontato l'argomento.
Il Governo, invece, si rende conto che c'è un problema, anche
sociale, che riguarda la partecipata interamente pubblica del
libero Consorzio di Siracusa che svolge dei servizi istituzionali,
però non può accettare l'emendamento così come è stato proposto,
perché nonché significa che daremmo delle somme aggiuntive
rispetto a quelle che invece...
Noi, invece, diciamo proprio per evitare che ogni commissario che
arriva si orienti in un modo o nell'altro, noi diciamo,
giustamente, a salvaguardia, di cui 1 milione e 500 mila euro -
sto facendo riscrivere un emendamento - vengono destinati per
quella finalità. Altrimenti, per ogni Città metropolitane e per
ogni libero Consorzio ci troveremmo con una duplicazione di
riserve, pari a quelle degli enti locali che le Città metropolitane
ed i liberi Consorzi non possono sostenere.
Quindi, se voi siete d'accordo, c'è questa riscrittura: di cui un
milione e cinquecento e già mettiamo un paletto, significa che
quel contratto deve essere rinnovato perché già una parte è stata
destinata per legge. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grasso. Pongo in votazione il
subemendamento 20.2.1.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, intervengo solo per dire che mi è
sembrato di comprendere dalle parole dell'assessore Grasso che ha
annunciato una riscrittura. La riscrittura potrebbe anche
soddisfarci, quindi prima di passare al voto del subemendamento
volevo conferma dal Governo in modo da potere leggere questo testo
di riscrittura.
PRESIDENTE. Assessore Grasso, c'è una riscrittura di questo? C'è
una possibile riscrittura o no? Allora, aspettiamo che tutti siano
seduti. Apro la votazione.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 20.2.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 20.2.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 9
Contrari 51
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.2 dell'onorevole Zito.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 20.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 20.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, c'è stato un errore
tecnico. Dobbiamo rifare la votazione perché ho commesso un errore.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti 65
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 27
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.1 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Articolo 21.
Disposizioni in materia di associazionismo comunale
1. A sostegno ed incentivo delle unioni di comuni
previste dall'articolo 32 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata la spesa di 679.535,19 euro,
quale compartecipazione regionale ai contributi statali
per l'esercizio finanziario 2018, cui si fa fronte a
valere sui trasferimenti regionali di parte corrente per
l'anno 2018 di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni. I contributi sono concessi in relazione
all'effettivo esercizio associato di funzioni da parte
dell'unione a seguito della delega esclusiva delle
medesime da parte di tutti i comuni aderenti.
All'articolo 21 è stato presentato l'emendamento soppressivo 21.2,
degli onorevoli Cancelleri ed altri.
Onorevole Cancelleri, mantiene la soppressione?
CANCELLERI. Mantengo la soppressione.
PRESIDENTE. Mantiene la soppressione, benissimo.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo,
disposizioni in materia di associazionismo comunale , decide
l'Aula, però sappiate che vi sono le unioni dei comuni che già
costituite, che ricevono un finanziamento statale, qualora questo
articolo venisse bocciato noi non consentiamo alle unioni di comuni
di avere la compartecipazione, quindi di ricevere il finanziamento
statale, perché il finanziamento è subordinato alla quota
regionale; quindi, bocciando l'articolo sappiamo che tutte le
unioni dei comuni non riceveranno le somme, quindi il soppressivo
serve per, vale anche per i consorzi dei comuni, sia per i comuni
che per i consorzi di comuni, c'è un emendamento che potrebbe
essere accolto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà non
solo come, giustamente, dice l'Assessore è previsto dal testo unico
delle legge sull'ordinamento degli enti locali che dispone in
materia di associazionismo comunale, ma è essenziale che lo si
faccia oltre che per l'unione dei comuni anche per i consorzi dei
comuni, perché l'assenza del finanziamento a beneficio dei consorzi
dei comuni finirebbe col togliere la quota di partecipazione
statale, e quindi evidentemente si ritroverebbero in assenza di
questa risorsa e di questa disponibilità, tanto l'unione dei
comuni, quanto i consorzi dei comuni, quindi io direi di votarlo
così come è, accogliendo l'emendamento che amplia la fascia dei
destinatari ai consorzi dei comuni.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
annunciare il voto favorevole del Partito Democratico
all'emendamento in questione, è stata una battaglia che negli anni
abbiamo condotto in quest'Aula, l'emendamento all'articolo, parere
favorevole all'articolo che sostiene le unioni dei comuni, ci siamo
confusi sull'emendamento soppressivo Presidente, iniziamo ad essere
stanchi il secondo giorno.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo a tutti che in caso di voto
segreto non si può dichiarare che cosa si vota.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io l'avevo
detto ieri che l'esposizione prolungata a Sala d'Ercole provoca
delle mutazioni quasi genetiche, e che nella finanziaria - lei non
c'era Presidente, ma io glielo racconto perché come sa a me piace
tenerla sempre informata ed aggiornata - c'era un esatto e identico
articolo in una delle finanziarie del Partito Democratico con il
Presidente Crocetta, sarà stata l'ultima la penultima non ricordo,
e quest'Aula, con le ire di Panepinto che all'epoca era anche
sindaco di Bivona, quest'Aula bocciò quell'articolo. Non è che lo
bocciò il Movimento Cinque Stelle che aveva 14 deputati su 90, lo
bocciò il Movimento Cinque Stelle con il centrodestra.
Oggi dico l'esposizione prolungata e allora Presidente dopo il
fantasma di ieri col tesserino inserito, oggi abbiamo scoperto che
quell'articolo ai tempi di Crocetta si bocciò da solo,
evidentemente signori sarà successo questo.
FALCONE. Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Fu
approvato
CANCELLERI. No, non fu approvato, fu bocciato e lo ricorderanno
bene i colleghi del partito democratico. Per cui dico una cosa, il
tema è uno: questi soldi servono alla compartecipazione dello Stato
per carità quanto arrivano i soldi ai Comuni siamo tutti contenti e
quant'altro.
La domanda che ci dobbiamo porre è una: che ci fanno con questi
soldi? Perché ogni volta che parlo con qualcuno mi riferiscono
sempre che dalle unioni dei comuni, e da cittadino vi posso
assicurare che non mi è arrivato niente dalle unioni dei comuni,
con questi soldi vengono finanziati sistematicamente delle cose che
sono di bassissima lega: le sagre, si pagano i segretari generali
delle unioni dei comuni, si prendono i gettoni di presenza per
partecipare alle unioni dei comuni.
Allora, noi stiamo mettendo in campo il reddito di cittadinanza
deviato per chi fa parte delle unioni dei comuni? Perché se questo
è il tema io dico una cosa: ma perché non prendiamo questi soldi e
li mettiamo nel capitolo dei fondi degli enti locali? E li diamo
direttamente ai Comuni per davvero? Invece di finanziare queste
sovrastrutture, sovra dimensionati, questi carrozzoni che si
mettono in piedi. Perché questo è il tema, Presidente.
Allora, quest'Aula si deve prendere la responsabilità di
cominciare a dire, davvero, quello che vuole fare nei confronti dei
Comuni. Nessuno è contrario ai Comuni, nessuno è contrario
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, poi quando il vostro partito, il
vostro movimento, andrà a governare vi renderete conto che la
politica è più difficile di quella che sembra e che, per esempio,
la prima cosa che, a livello nazionale, farete così come ogni
governo ha dovuto fare dopo aver dichiarato la contrarietà il
giorno prima, è appoggiare gli americani sulle guerre, per esempio.
Per cui purtroppo sono cose che sono così, per cui non ci sono
fantasmi, ci sono prese d'atto delle situazioni.
GRASSO, Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Onorevole Cancelleri, solo un chiarimento. Queste sono le unioni
dei comuni già indicate dal Ministero che si erano costituite e che
continuano a ricevere le somme. Non sono altre nuove unioni. Non
abbiamo proprio, per evitare, e quindi sono le unioni dei comuni
già costituite che devono ricevere le somme. Invece mi chiama
l'ufficio e mi dice che, proprio perché sono le unioni dei comuni
già costituite, non possono essere dati ai consorzi perché
altrimenti allargheremmo la platea. Quindi, cortesemente, chiedo ai
colleghi di voler ritirare l'emendamento che estende ai consorzi,
che proprio in questo momento mi arriva dagli uffici questa
comunicazione.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Dipasquale ha chiesto di parlare e lo
farà, però sarà l'ultimo intervento. Io pregherei chiunque, su ogni
emendamento, anche il Governo, se evitasse di intervenire ogni
volta, perché appena interviene il Governo iniziano 15 persone che
chiedono di parlare.
Io vi pregherei, lo dico sinceramente, poi la finanziaria è del
Governo e fate quello che volete, ma se noi continuiamo in questa
maniera noi la finanziaria la finiamo a giugno Io ve lo sto
dicendo, evitiamo, per favore, inutili interventi. C'è
l'emendamento, si vota, punto e basta Inutile che su ogni cosa
interveniamo in 40, perché sennò questa finanziaria noi non
riusciremo a completarla.
Onorevole Dipasquale ha facoltà di parlare.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori.
Presidente Musumeci non la possiamo far contento noi in merito agli
interventi sull'articolato, perché a noi dell'opposizione ci rimane
la possibilità di intervenire. Per quanto riguarda il richiamo
fatto alla Giunta
PRESIDENTE. Il richiamo non era all'opposizione.
DIPASQUALE. Detto questo, cercheremo di evitare, ovviamente, meno
possibile ma noi non possiamo fare a meno di intervenire, anche
perché il mio intervento, Presidente, è a favore di questo
articolo. Lo ha espresso bene il collega Barbagallo.
Mi permetto di chiedere al collega Cancelleri di ritirarlo.
Condividiamo l'opposizione oggi in questa Aula, non sappiamo cosa
ci aspetta il domani, ma intanto condividiamo l'opposizione ed
allora la preoccupazione è sana. Però, questi soldi lo sa a cosa
servono? Mettono in condizione i piccoli comuni che non si possono
permettere il segretario generale, il responsabile dell'ufficio
tecnico, il comandante dei vigili urbani di poter utilizzare queste
figure apicali.
Lo dico perché ho avuto modo di viverli indirettamente con
colleghi della provincia di Ragusa e lo vivo ancora nell'emergenza
perché, purtroppo, i piccoli comuni davvero si trovano in
grandissime difficoltà.
Non hanno l'ingegnere capo a volte che li mette in condizione di
preparare un progetto definitivo ed esecutivo, non hanno un
comandante che li mette in condizione di poter svolgere i servizi
particolari quando ci sono sagre con problemi di sicurezza.
E' così. Non metteteci in condizione di votarlo contro, solo
questo vi chiedo, non vogliamo dividerci con voi su una cosa che
riteniamo sia superabile e da ritirare.
Se voi volete andare avanti andate avanti ma ci costringete a
votarlo contro.
CANCELLERI. Non ci offenderemo
DIPASQUALE. L'importante è che lo sappiate
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 21.2
dell'onorevole Cancelleri per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 21.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 21.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti 65
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 23
Contrari 40
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 21.1 degli onorevoli Milazzo, Calderone.
MILAZZO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 21 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli articoli 22 e 23 sono stralciati.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:.
«Articolo. 24.
Tassa automobilistica regionale
1. A decorrere dall'1 gennaio 2019, a seguito di verifica dei
necessari equilibri finanziari, è prevista in favore delle
famiglie, in fascia ISEE, rientranti nelle condizioni di esenzione
ticket per prestazioni sanitarie di cui all'articolo 8, comma 6
della legge 24 dicembre 1993, n. 537 e successive modifiche ed
integrazioni, che abbiano il possesso di una sola auto di potenza
non superiore a 53 Kw, l'esenzione dalla tassa automobilistica
regionale. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia sono
stabilite le modalità di accesso all'agevolazione.
2. A decorrere dall'1 gennaio 2019 i veicoli di proprietà della
Regione - Servizio per la protezione civile - sono esentati dal
pagamento della tassa automobilistica regionale di cui alla legge
regionale 11 agosto 2015, n. 16.
3. L'articolo 2, comma 2, della legge regionale n. 16/2015 e
successive modifiche ed integrazioni è abrogato».
4. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea nella
seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018
5. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea nella
seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018
Si passa all'emendamento soppressivo dell'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, colleghi, assessore Armao, il tema
è uno. Io ho dei dubbi molto seri su questo articoli ed ora vi
spiego perché. Innanzitutto i titoli dei giornali dicono - anche se
i giornalisti ci mettono del loro e vengono innescati dalla
politica a fare gli articoli - in Sicilia abolita la tassa
automobilistica . Io, infatti, ho chiamato chi mi paga il bollo
auto dicendo che non ci saremmo visti mai più.
Poi l'ho letto meglio e l'ho richiamato dicendo che non mi
toccava. In realtà, bisogna avere un ISEE inferiore ad una certa
cifra ma una sola automobile che deve essere inferiore ad un tot di
KW.
E' una condizione talmente ristretta che, vorrei capire, a quanti
soggetti ci stiamo riferendo? Perché, secondo me, le condizioni
descritte in questo prima comma sono talmente tanto rare da trovare
che, con molta probabilità, saranno dieci casi in tutta la Sicilia.
E quindi non abbiamo abolito più la tassa automobilistica e stiamo
prendendo in giro di nuovo con una norma manifesto.
Seconda cosa: ma, signor Presidente, la quantificazione economica
dell'articolo dov'è? Perché a casa mia mi hanno insegnato che se
c'è un impegno di spesa ed io presento un emendamento e non prevedo
la copertura di quell'impegno di spesa questa Presidenza lo
dovrebbe dichiarare inammissibile.
Questo articolo è inammissibile perché c'è una copertura di spesa
da affrontare e non viene indicata e questo è un altro dei temi. E
poi dico, scusatemi, perché qua il tema è anche un altro: ma verso
dove vogliamo andare come Parlamento regionale e anche come
Governo, perché altre regioni come la Lombardia, come la Liguria
hanno fatto una legge sulla tassa automobilistica regionale però
sono andati in una direzione che è la direzione del futuro, è una
direzione dell'innovazione. Loro dicono: Tu non paghi il bollo
auto se rottami e se ti togli una macchina a gasolio o a benzina e
ti prendi una macchina ibrida, una macchina elettrica, allora si
hai diritto a non pagare la tassa automobilistica per i prossimi
cinque anni e gli dai anche un tempo.
Il rinnovo del parco automobilistico passa anche dalla
possibilità di dare degli incentivi alle persone, questo è fare una
norma di merito, questo è fare una norma di innovazione tecnologica
e sostenibilità ambientale.
Questa è una norma manifesto, diciamo a dieci famiglie in tutta la
Sicilia che vivono in queste condizioni Badate bene che se vi
trovate così e avete solo una macchina - io onestamente non conosco
più neanche una famiglia che abbia una sola auto - per voi ci sarà
questa possibilità .
Ora io dico, se vogliamo continuare a fare norme di questo tipo
siamo liberi di farlo, però io non sono d'accordo a questo modo di
agire.
Se vogliamo fare una buona norma sul bollo auto e sulla
innovazione e vogliamo parlare di innovazioni tecnologiche e di
rispetto dell'ambiente allora noi ci siamo e ci saremo sempre per
questi ragionamenti.
Sta a voi prendere, i dovuti consigli, se rimane questo,
onestamente, per me rimane una norma manifesto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, Signor Presidente, onorevoli colleghi, io pongo due
rilievi: la prima che la legge regionale 16/2015 rinvia alla
possibilità di ridurre le tasse automobilistiche ad un decreto del
Presidente della Repubblica, con ciò confermando che la materia,
tra l'altro diverse volte l'Assemblea ci ha provato in materia di
tasse automobilistiche e sono state norme impugnate e quindi
faccio un'osservazione per la valutazione di compatibilità
costituzionale su questa ipotetica riduzione.
Ha ragione il collega Cancelleri, laddove fosse possibile se c'è
una riduzione di introiti la norma va coperta nella finanziaria non
mi risulta che nelle tabelle ci sia una corrispettiva riduzione
delle entrate della Regione a partire dal 2019 perché, comunque,
sono tasse pluriennali, che compensi gli effetti di questo
articolo.
Devo dire che c'è un merito tecnico che dice che la norma così
come è se non ha copertura non può essere approvata dal Parlamento
ma, ripeto, il richiamo alla legge regionale che rinvia alla legge
nazionale credo che ponga un problema obiettivo di applicabilità di
questa norma seppur nelle migliori intenzioni del mondo, facciamo
le norme e poi le impugnano facciamo una figura un po' barbina.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Sul punto, le pur legittime
questioni prospettate in termini interpretativi vanno
differenziate: per quanto concerne la competenza, essendo
concernente il gettito che è di pertinenza regionale la competenza
è - così mi confermano peraltro gli uffici del Dipartimento delle
finanze - regionale.
Per quanto concerne i profili di copertura la norma dice: A
decorrere dall'1 gennaio 2019, a seguito di verifica dei necessari
equilibri finanziari è prevista in favore delle famiglie di fasce
ISEE rientranti in condizioni di esenzioni ticket , quindi è
necessaria.
Noi stiamo introducendo una misura sulla quale chiediamo la
condivisione del Parlamento, dopo di che è necessaria un'attività
di approfondimento, di verifica per quanto concerne la platea e
l'ambito soggettivo e le conseguenze finanziarie tanto è che
previsto che con decreto dell'Assessore sono stabilite le modalità
di accesso. Quindi non si tratta di una misura immediatamente
applicativa che determina un minore introito, ma si tratta di una
misura programmatica che però consente all'Assessorato di
cominciare ad attivare tutti i meccanismi per studiare
approfonditamente le questioni. Quindi è evidente che questa
misura, una volta che ottiene una autorizzazione da parte del
Parlamento consente all'Amministrazione attiva di cominciare a
delineare la platea dei soggetti, individuare conseguenze
finanziarie e arrivare alla individuazione degli effetti diretti e
immediati sugli esercizi provvisori dal 2019 e non dal 2018.
Quindi, Presidente, se vogliamo possiamo pure prevedere che se i
parlamentari lo ritengono possiamo pure prevedere che il decreto
dell'Assessore passi per un parere della Commissione Bilancio, non
c'è nessun tipo, proprio per mantenere il confronto attivo tra
esecutivo e Parlamento. Nessuno vuole fare fughe in avanti. Io
credo che però, onorevole Cancelleri, riconoscere alle fasce più
deboli di questa Sicilia una esenzione per una imposizione su un
mezzo che è il mezzo, a parte non di lusso, ma che è il mezzo con
il quale queste persone vanno a lavoro, portano i figli a scuola,
assistono un genitore anziano che è già tartassato dal momento in
cui viene acquistato, viene riparato, viene parcheggiato. In
assoluto il bene della vita più tassato in assoluto, se noi per le
fasce deboli di questa Sicilia riconosciamo un vantaggio, credo sia
un gesto di attenzione verso chi è più in difficoltà finanziaria ed
economica. Quindi sotto questo profilo è n gesto di attenzione. Poi
se vogliamo ridurre la platea, vogliamo ridurre i kilowatt ma
rimarrà un confronto tra esecutivo e Assemblea e non c'è nessun
tipo di fuga in avanti.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ma assessore Armao
nessuno obietta sulle intenzioni di questa proposta in finanziaria,
sul fatto che possa essere, mi perdoni assessore, perché intervengo
anche per porre una domanda anche molto concreta. Non c'è nessuna
obiezione sulla qualità dal punto di vista sociale di questo
intervento.
L'obiezione rimanda ad un altro scenario. Immagini se un Governo
nazionale si presenta in Aula dicendo: riduciamo di un punto di
percentuale l'imposta di valore aggiunto previa valutazione di
compatibilità finanziaria , ma non vi diciamo quanto questa
riduzione dell'1 per cento determina un costo per le casse dello
Stato e come questo costo potrà essere compensato.
La mia domanda è: lei ha una idea di quale sia il costo cioè
l'introito minore per le casse della Regione siciliana non soltanto
come verrà coperto, e sono d'accordo con le obiezioni che sono
state fatte, se non c'è una previsione specifica di copertura noi
non possiamo togliere un centesimo al bilancio della Regione
siciliana. In questo caso stiamo parlando di un intervento che può
rappresentare una diminuzione di introiti significativi.
Allora la mia domanda è: c'è intanto una idea? Punto numero uno.
Punto numero due: mi sembra molto vaga il rimando ad una
valutazione di compatibilità perché se così noi avessimo gestito il
bilancio della Repubblica italiana immaginando di ridurre i tassi,
di ridurre i costi, senza prevedere come quei costi potessero
essere compensati con altre voci di bilancio lei si rende conto di
quali potrebbero essere stati gli effetti.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, desideravo, mi rivolgo a lei
perché avevo presentato un emendamento in Commissione Bilancio che
era stato apprezzato e approvato, esattamente il comma 4 che aveva
previsto esattamente questo: che a decorrere dal 1 gennaio 2019
sono esentati dalla tassa automobilistica i mezzi fuoristrada
dotati di modulo antincendio di proprietà del dipartimento di
Protezione civile assegnati in comodato d'uso alle associazioni di
volontariato ed a gruppi comunali di protezione civile che operano
sul territorio regionale.
Avevamo, anche, fatto una quantificazione di 50 mila euro, tant'è
vero che nell'allegato è previsto che, per il 2019, quindi,
correttamente, avevamo anche quantificato la diminuzione, che era
il tema che è stato posto per gli altri commi, perché
paradossalmente ci troviamo di fronte alle associazioni di
volontariato che vengono utilizzate in continuazione, hanno di
proprietà un mezzo della Regione, che gli è stato assegnato in
comodato d'uso e devono pagare anche il bollo
Ci è stata fatta una richiesta da tutte le associazioni, quanto
meno di avere due esenzioni, hanno chiesto: questa del bollo, e
l'abbiamo prevista e l'altra, signor Presidente della Regione,
approfitto anche dell'assessore Ruggero Razza, se mi ascolta, hanno
chiesto, anche, siccome ogni anno devono fare la visita medica, per
quanto riguarda le norme sulla sicurezza, ci hanno chiesto di farla
gratuitamente presso le ASP, perché ogni visita gli costa 150, 200
euro l'anno.
E ho presentato anche un emendamento che, comunque, sarà trattato
in altro articolo, come richiesta legittima del mondo del
volontario.
Ho, quindi, ripresentato, ora, col collega Figuccia, nuovamente,
un subemendamento per reinserire questo comma, che ritengo giusto
ed anche da un punto di vista di copertura finanziaria, l'allegato
apposito prevedeva anche il costo di 50 mila euro massimo per tutti
i mezzi assegnati, operanti in tutta la Sicilia.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, le chiedo di far distribuire il
subemendamento cui faceva riferimento l'onorevole De Luca. Di
fatto, la norma programmatica proposta dall'assessore Armao, perché
così va interpretata, è una norma che consente di avviare procedure
a far data dal 2019. Una volta, quindi, confermata la competenza
regionale in tema di bollo auto, mi sembra di capire che,
effettivamente, stiamo, di fatto, mettendo in campo uno strumento
che agevola quelle famiglie che vivono una condizione di disagio
economico e che, comunque, hanno una fascia reddito determinata e
che, per altro, lo fanno in determinate condizioni.
Certo, poi, le considerazioni di alcuni colleghi che pensavano che
il Governo regionale eliminasse il bollo auto per tutti, certo,
sono poco condivisibili.
Onorevole Cancelleri, chi ha una BMW o una Ferrari non può essere,
certamente, a carico del bilancio regionale.
Il Governo ha fatto una scelta che è una scelta di politiche
sociali, che prevede interventi per l'inclusione ed, evidentemente,
quel reddito di cittadinanza che voi annunciate, lo volete elargire
in maniera anomale. Noi stiamo facendo un provvedimento per le
famiglie in difficoltà.
Alle Ferrari ed alle BMW ed alle macchine di grossa cilindrata ci
penserete voi quando sarete al Governo regionale.
Per favore, quindi, signor Presidente, se si può distribuire il
subemendamento che, invece, amplia la disponibilità non soltanto
alle vetture che sono in possesso della Protezione civile, ma che
sono in possesso della Protezione civile e nelle disponibilità
degli enti no profit e delle associazioni.
Credo che l'assessore Armao, su questo emendamento sarà d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, il comma 4 è stato stralciato. Mi
dispiace dirglielo, ma il comma 4 non esiste, per cui un
emendamento ad un comma che non esiste, perché è stato stralciato,
non lo possiamo distribuire.
Gli Uffici mi dicono che è un emendamento ad una norma stralciata
e, quindi, non può esistere.
Onorevole Figuccia, chiesto scusa, ne parli un attimo con gli
Uffici, non possiamo interromperci.
Onorevole Cancelleri, mantiene il suo emendamento soppressivo 24.4
CANCELLERI. Presidente, io prendo atto che a seguito della
discussione, mi pare che il Governo ci abbia raccontato che quella
è la cosa più bella del mondo, quindi io mantengo il mio
emendamento e chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 24.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 24.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 32
Contrari 30
(E' approvato)
L'articolo 24 è pertanto soppresso.
Si passa all'esame dell'articolo 25. Ne dò lettura:
«Articolo 25
Valorizzazione dei beni del demanio marittimo regionale
1. Il comma 1 dell'articolo 41 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3 è sostituito dal seguente:
1. I beni immobili che insistono sulle aree demaniali marittime
della Regione di cui all'articolo 40, individuati con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e per l'ambiente entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, possono essere concessi a titolo oneroso con procedure ad
evidenza pubblica, per un periodo non superiore a cinquanta anni,
anche con l'introduzione di nuove destinazioni d'uso finalizzate
allo svolgimento di attività economiche compatibili con gli
utilizzi del demanio marittimo. Lo svolgimento delle attività
economiche è comunque soggetto al rispetto delle disposizioni
contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.».
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11.37, è ripresa alle ore 11.59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 25.
Comunico che gli emendamenti soppressivi 25.3 e 25.5 sono stati
ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 25.4, degli onorevoli Trizzino ed altri.
C'è qualcuno che lo può spiegare? Lo spiega l'onorevole Ciancio?
Sono i presentatori dell'emendamento. Oppure l'onorevole Fava?
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. E' un
emendamento che riduce i tempi da 50 a 30 anni, ma c'è un dubbio
più complessivo su questo articolo 25 perché, rispetto alla legge
del 2016, viene cassata un'espressione e, diciamo, avere stralciato
solo queste parole induce a qualche dubbio, a qualche
preoccupazione. Le parole stralciate riguardano le condizioni in
cui questi immobili si trovavano, secondo il testo originario della
legge e cioè che versano in condizioni di precarietà strutturale.
Avere tagliato quest'espressione vuol dire che qualsiasi immobile
ricada nel demanio può essere oggetto di una concessione ai privati
anche se non si trova in condizioni di precarietà strutturale.
Questo vuol dire, naturalmente, aprire spazio a possibili
speculazioni, naturalmente viene meno una delle funzioni
fondamentali di questo articolo che era quella della
riqualificazione di questi immobili.
Suona strano anche il fatto che non sia più previsto che possano
essere anche i comuni destinatari ma soltanto i privati.
Ci sono molte ragioni di dubbio per cui, se dovesse rimanere
questo il testo, assessore, non dovessero essere accolti gli
emendamenti che in direzione opposta sono stati presentati per
riproporre quel punto che, secondo me, è fondamentale dal punto di
vista della qualità normativa di questo testo e cioè immobili, solo
gli immobili che versano in condizioni di precarietà strutturale.
Se viene ripristinato questo testo allora si può votare, secondo
me.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Nell'articolo 25 si apre un dibattito già avviato nella scorsa
legislatura, su una finanziaria del 2016.
L'articolo concede la possibilità a soggetti privati di gestire
per un periodo di 50 anni, tra l'altro era previsto dalla legge
nazionale, beni che insistono sul demanio.
Qual è la differenza rispetto alla vecchia normativa? Cioè che
oggi viene introdotto il concetto dell'evidenza pubblica, anche se
in verità il comma 3 dell'articolo 41 già prevedeva l'evidenza
pubblica.
Quindi questo potrebbe apparire pleonastico però, comunque, non
stravolge la norma. Quello che preoccupa è che viene meno, come
diceva il collega Fava, l'elemento della precarietà, cioè noi
vogliamo valorizzare quei beni che insistono nel demanio ma dando
una priorità a quello che è il demanio degradato, quindi il
recupero e, successivamente, la possibilità di utilizzarlo sempre
nei fini di coerenza all'interno di quelli che sono il pieno
utilizzo del demanio.
Per cui vorrei che si aprisse, quanto meno un breve dibattito, con
l'assessore Cordaro, su questo aspetto perché vorremmo, comunque,
mantenere la ratio della vecchia norma ma, comunque, dare la
possibilità al Governo di poter recuperare questi beni.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Potrei
chiedere alla collega Palmeri, perché sul 25.4.1 poi interverrò
anche su quanto sostenuto dai colleghi Fava e Trizzino. Sul 25.4.1
il Governo esprime parere favorevole. Vorrei un chiarimento sul
25.4.2 perché, essendo stato presentato in Aula, non abbiamo i
riferimenti normativi.
Se ce lo può brevemente spiegare in modo che io possa dare una
risposta compiuta a tutti i rilievi dei colleghi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
LUPO. Chiedo di parlare.
BARBAGALLO. Rinuncio ad intervenire.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Onorevole Lupo ha facoltà
di intervenire.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Per dire
che ritiro l'emendamento 25.3 soppressivo dell'articolo 25.
Condividiamo l'emendamento 25.4 ed annuncio la presentazione di un
subemendamento, laddove recita: versano in condizioni di
precarietà strutturale aggiunga la parola accertata , accertata
da parte delle istituzioni competenti.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, colleghi, qui si chiede il rispetto di
normative comunitarie fondamentali che sono la direttiva Habitat e
la direttiva Uccelli.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho letto
con attenzione l'articolo 25 ed esprimo il mio voto favorevole
all'assessore Cordaro.
C'è chi parla di speculazione, per me questo vuol dire sviluppo,
incentivazione turistica, recuperare beni immobili che insistono
sulle aree demaniali e poter, anche attraverso l'introduzione di
nuove destinazioni d'uso, fare attività diverse sempre compatibili
con quella che è l'attività demaniale.
Per cui io esprimo il mio voto favorevole e condivido in pieno
l'articolo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa
legislatura avevamo messo in campo un'attività legislativa, su
proposta dell'assessore Croce, per mettere a valore tutti i beni
immobili che versavano nel demanio marittimo e che fossero in
condizione di precarietà.
Ecco perché l'onorevole Pullara ed io presentiamo questo
emendamento, proprio per ribadire questo concetto, tenendo conto
che questa norma, alla quale si aggancia l'articolo che propone il
Governo, è una norma di assoluta trasparenza perché, ricordo bene,
la norma generale contiene anche la necessità di un albo, che venga
inserito nell'apposito sito dell'Assessorato regionale al
territorio, ambiente, trasparenza dove c'è l'elenco di tutti gli
immobili e dove l'assessore potrà mettere al bando gli immobili per
poter essere di evidenza pubblica.
Quindi, è una norma che ha una sua cornice. L'unica cosa che, a
mio parere, manca è la condizione di precarietà.
Se questo è l'obiettivo del Governo che, ovviamente, vuole mettere
in campo per mettere a valore i beni, creare posti di lavoro,
assumere iniziative private io credo che questo sia un emendamento
di buon senso che porta il Governo a mettere in campo iniziative
che possono portare lavoro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, ringrazio i colleghi per il contributo che hanno dato
per il miglioramento dell'articolo.
Premetto che il Governo esprime parere favorevole ai
subemendamenti 25.4.1 e 25.4.2. Onorevole Palmeri, si tratta in
buona sostanza, abbiamo accertato, della distanza dei 150 metri.
Quindi, è una norma che già in realtà c'è ma se lo vogliamo
precisare non c'è alcuna difficoltà.
Vorrei, poi, dire che per quanto riguarda il rilievo
dell'onorevole Fava, i cinquant'anni sono un riferimento
pleonastico perchè non facciamo altro che ripercorrere quanto
dettato dal Codice Civile che stabilisce che la concessione di un
bene immobile in zona demaniale può essere affidato fino a
cinquant'anni .
Modificarlo a trenta significherebbe andare in distonia con quanto
stabilito dal Codice Civile, fermo restando che io apprezzo e
raccolgo l'indicazione sua dell'onorevole Di Mauro e dei colleghi
del M5S, peraltro, sostenuta anche dal Presidente Savarino in
quarta Commissione quando ne abbiamo discusso.
Vorrei semplicemente invitare ed inserire la parola
prioritariamente nel senso che noi possiamo chiudere questo
aspetto dicendo che versano prioritariamente in condizioni di
precarietà aggiungendo anche la parola del sub emendamento del PD
accertata'.
La parola prioritariamente serve esclusivamente per fare in modo
che, se dovessero esserci beni anche non in condizione di immediata
fruibilità ma che possono essere utilizzati con un'opera
assolutamente banale, dobbiamo fare in modo che anche questi
vengano messi a reddito.
La politica di questo articolo vuol essere - e credo che sia
condivisa nella sua filosofia - la tutela del territorio, la tutela
di questi beni immobili spesso diruti e anche la loro
valorizzazione.
Quindi, se questa può essere la sintesi, io vi inviterei a votare
l'articolo partendo dal presupposto e dalla introduzione
nell'articolo medesimo dei subemendamenti così come è stato
chiarito.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà solo
per un riferimento.
Assessore Cordaro, come lei sa, era previsto l'intervento poi la
Presidenza le ha chiesto di intervenire prima dei parlamentari.
L'emendamento era quello presentato dall'onorevole Di Mauro, che
ritengo faccia un riferimento importante legato agli immobili che
vessano in condizioni di precarietà, perché? Perché ritengo che
nello spirito della norma presentata dal Governo ed intestata nella
delega dell'Assessore Cordaro ci sia, tra l'altro, quello di
attrarre investimenti al fine di utilizzare questi immobili.
Quindi il principio è quello di lasciare - se è del caso - nelle
disponibilità della Regione quegli immobili che in qualche modo la
Regione già di per sé può utilizzare per fini propri e consentire
invece che quegli immobili che hanno necessità di interventi, se
del caso anche strutturali, possano essere oggetto di attenzione e
di eventuali investimenti anche di soggetti, se del caso non
siciliani, non nazionali, i soggetti che decidono di investire in
Sicilia per garantire quelle opportunità di sviluppo che passano
dalla promozione del territorio sino ad arrivare al turismo.
Quindi solo per sostenere, appunto, appongo la firma
all'emendamento degli onorevoli Di Mauro e Pullara.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, dopo l'intervento
dell'onorevole Cracolici chiudiamo, perché dopo gli interventi del
Governo che concludono la discussione d'ora in poi non darò più la
parola.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io esprimo
parere positivo sull'obiettivo.
Credo che l'emendamento dell'onorevole Trizzino estenda il demanio
messo in concessione, nel senso che, io ho vissuto l'esperienza di
assessore per l'agricoltura ed ho scoperto - e non lo sapevo -
che il demanio forestale - di cui siamo abbondantemente proprietari
- possiede dei beni all'interno delle aree di demanio che,
sostanzialmente, non sono utilizzati ma sono gioielli anche dal
punto di vista ambientale.
Quindi che possano essere in qualche modo nelle procedure di
sviluppo economico lo considero positivo, aldilà, però, che
l'obiettivo dell'onorevole Trizzino - per me condivisibile - anche
se non capisco che vuol dire demanio culturale, perché io conosco
il demanio regionale, il demanio marittimo e il demanio forestale.
Il demanio culturale credo che sia nel demanio regionale se lo
intendiamo nei beni sottoposti a vincolo dalla legge, credo che sia
la legge sui beni culturali, se inteso con i beni sottoposti a
vincolo allora specifichiamolo perché demanio culturale non esiste.
Una cosa però che mi pare importante è che dobbiamo anche qui
stare attenti nelle modalità, anche la proposta dell'Assessore
Cordaro prioritariamente'. Il concetto di prioritario è relativo
alla precarietà? Intendo dire che l'Amministrazione regionale, a
mio avviso, dovrebbe dare priorità ai beni che sono nelle
condizioni di dare reddito, cioè questo è il concetto, cioè quei
beni inutilizzati che possono dare reddito al di là se sono precari
o non precari, il concetto è la finalità, il patrimonio da mettere
a reddito se è così evitiamo di ingessarci.
Quindi, penso che, sinceramente, bisogna precisare meglio la
norma, tra l'altro ho suggerito al collega Trizzino, e abbiamo
fatto un subemendamento di eliminare il demanio marittimo come
compatibilità perché parliamo d'altro, però proviamo a precisarla
meglio perché l'obiettivo di Trizzino estendendo, rischia di essere
in conflitto con l'insieme della norma.
Quindi, attenzione a come la scriviamo.
PRESIDENTE. Scusate, se c'è un minimo di accordo tra i
presentatori dell'emendamento e il Governo, lo votiamo e
buonanotte.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se l'Assessore,
ma dalle parole mi sembra proprio di sì, conviene sull'accezione
prioritariamente' inserita nel concetto di precario' allora noi
siamo disposti a ritirare l'emendamento.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, ho riscritto il sub emendamento aggiuntivo che
conclude, quindi, in buona sostanza in questi termini. Che versano
prioritariamente in condizioni di precarietà accertata'. Quindi
Presidente chiedo che l'articolo venga posto in votazione.
PRESIDENTE. Assessore, onorevole Trizzino, mi spiegate, giusto per
una mia curiosità, cosa è la precarietà strutturale, perché non mi
è chiaro, giusto per chiarire
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente . Presidente,
la precarietà strutturale è uno stato di fatto che determina una
situazione di necessità di intervento prima dell'utilizzazione su
quell'immobile e quindi la necessità che il privato che deve
investire per mettere a reddito quel bene, prima di poterlo
utilizzare possa anche ristrutturarlo.
Così facendo si ottengono tre finalità, dicevo, la tutela del
patrimonio, la sua ristrutturazione e la sua successiva
valorizzazione.
PRESIDENTE. So per abitudine che quando le leggi hanno parole così
poco chiare poi le lasciamo, come dire, nelle mani dei dirigenti
regionali che poi diranno che cosa significa.
Io devo dire che se fosse possibile chiarirlo un poco meglio
nell'interesse della legge che mi pare buona. Se questa è la cosa
più chiara che avete la votiamo così. Hanno trovato un accordo tra
presentatori.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, è assolutamente chiaro tra l'altro
questa proposta conclusiva dell'Assessore che peraltro noi avevamo,
già con l'onorevole Trizzino, componente della Commissione e gli
altri colleghi, trovato in Commissione e poi non so per quale
motivo, in Commissione Bilancio' è stata espunta ed è ritornata
alla vecchia stesura, non fa altro che specificare meglio che
questi sono immobili su aree demaniali che possono versare in
condizioni anche di pericolo pubblico.
Con questo prioritariamente' veniva consigliato di fare le opere
di ristrutturazione e poi di concessione dei beni demaniali che
versano in stato di precarietà perché è anche una situazione di
pericolo. Dopo di che, eliminato il pericolo viene tutelato il bene
e viene valorizzato portando anche risorse economiche in un
territorio e quindi possibilità di sviluppo.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, soltanto in relazione ai
subemendamenti presentati.
Siccome poi una legge necessariamente va letta da tutti come la
Sua Signoria diceva poco fa, io credo che aggiungere, lo dico ai
colleghi del Movimento 5 Stelle, un fatto che è previsto dalla
norma perché è scontato perché non si può mai andare a concedere un
bene in contrasto con le norme del demanio marittimo perché c'è un
codice della navigazione che lo prevede, non si può andare in
contrasto con le norme urbanistiche ed edilizie perché c'è il Testo
unico del 2001 che lo prevede, non si può andare in contrasto con
delle norme relative a determinati beni protetti. Io, dunque,
suggerisco, modestamente, signor Presidente, di valutare la
possibilità di non includere un pleonasma.
E' come dire: Ti concedo il porto d'armi, però, non devi
ammazzare alcuno. .
Credo che facendo un'analogia ed un discorso analogico, questo è.
Valutate voi, quindi.
Io, ovviamente, voterò, così come ha evidenziato l'assessore,
voterò a favore di questo emendamento ma, credo che sia un
pleonasma rispetto ad un fatto che dovrebbe essere scontato, perché
non si possono concedere in concessione, appunto, dei beni che non
sono, o meglio, che sono viziati perché in contrasto con tutte le
normative nazionali.
PRESIDENTE. Per chiarirci, onorevole Trizzino ritira il suo
emendamento?
TRIZZINO. Se l'emendamento è quello dell'Assessore il mio lo
ritiro, ma non è stato ancora distribuito il nuovo emendamento del
Governo.
PRESIDENTE. Invito a distribuire questo nuovo testo del Governo.
Onorevole Trizzino, chiedo scusa, se si avvicina un attimo, vedete
se vi va bene così, lo poniamo in votazione velocemente.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'articolo, in
pratica, diventa: I beni immobili che insistono sulle aree
demaniali marittime della Regione, di cui all'articolo 40 e che
versano, prioritariamente, in condizioni di precarietà accertata
e poi tutto il resto. Va bene?
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino dichiara di ritirare l' emendamento
25.4?
TRIZZINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Oltre all'emendamento
dell'onorevole Trizzino, evidentemente, sono ritirati anche quelli
a seguire degli onorevoli Fava e Di Mauro.
Ecco, qui, l'emendamento, ne do lettura: Dopo l'articolo 40,
inserire che versano, prioritariamente, in condizioni di
precarietà accertata' . Possiamo, quindi, votare il testo con
questo emendamento.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Assessore, l'emendamento che ho presentato aveva
una destinazione precisa e cioè solo gli immobili che versano in
condizioni , se noi inseriamo questo prioritariamente' vuol dire
che noi nell'elenco possiamo mettere anche immobili che non sono
precari. Allora deve essere scritto diversamente, perché se noi
inseriamo il termine prioritariamente che versano in condizioni.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 25.6, del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 25, così come appena emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 26. Ne do lettura:
Art. 26.
Attività degli uffici del Genio civile
1. L'articolo 37, comma 2, della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20 è sostituito dal seguente:
2. I diritti fissi a carico dei privati di cui al
comma 1 sono incrementati annualmente in misura pari
all'ultima variazione ISTAT dei prezzi al consumo. Con
successivo decreto, emanato dall'Assessore regionale per
le infrastrutture e per la mobilità, sentito l'Assessore
regionale per l'economia, sono determinate le modalità di
versamento degli importi di cui al comma 1 in entrata del
bilancio della Regione che sono destinati in misura pari
al 30 per cento per il funzionamento degli uffici del
Dipartimento regionale tecnico. .
Si passa all'esame dell'emendamento 26.1, soppressivo
dell'articolo, a firma Cancelleri ed altri.
Onorevole Cancelleri, lo ritira o no?
CANCELLERI. Chiedo di intervenire per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. L'assessore Falcone non c'è però, ed io ho delle
domande per lui.
PRESIDENTE. Allora, sospendo un attimo la votazione di questi
articoli e voterei l'emendamento A.191, che è arrivato a firma di
tutti i Capigruppo, sulla "Modifica alla legge regionale 4 gennaio
2014 n. 1 e 7 maggio 2015 n. 9, in materia di spese di
funzionamento dei Gruppi parlamentari e spese del personale".
Questo testo è stato valutato a lungo, è stato firmato da tutti i
Capigruppo.
Onorevole Falcone, c'è un emendamento che io purtroppo non posso
considerare ammissibile. L'emendamento non è ammissibile perché ci
sono delle ulteriori spese finanziarie che dovrebbero essere
valutate. Per cui votiamo il testo che è stato firmato da tutti i
Capigruppo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Intervengo come parlamentare signor Presidente. Io chiedo
che si ritorni sull'emendamento che è stato votato, che è un
emendamento che hanno firmato tutti i Capigruppo. Riguarda la
disciplina dei cosiddetti Assistenti parlamentari'. All'articolo
1
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le posso chiedere una cortesia? Lei
fa parte del Governo. Questa è una cosa che è squisitamente di
competenza dei Gruppi che si sono riuniti. Abbiamo avuto diversi
incontri, è firmato da tutti i Capigruppo.
FALCONE. In questo emendamento è stata inserita una sanatoria. E'
un fatto inaccettabile Avete inserito una sanatoria, è
profondamente sbagliato.
PRESIDENTE. Una sanatoria? Quale sanatoria abbiamo inserito,
scusi?
FALCONE. La sanatoria dell'IRAP, centomila euro sono stati
inseriti, ed è sbagliato. L'avete letto voi? Prima di firmare voi
Cinque Stelle leggete le carte Vi siete fatti una sanatoria, è una
vergogna
DIPASQUALE. Lezioni in Aula non le vogliamo da nessuno, né
tantomeno da un assessore.
PRESIDENTE. Scusate, l'argomento è chiuso. E' stato votato.
Passiamo all'articolo successivo. Non so di quale sanatoria si
parli, perché non c'è nessuna sanatoria.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente non è così però. Non c'è stata
una riunione di Gruppo per definire queste cose.
PRESIDENTE. Abbiamo fatto sei o sette riunioni di Capigruppo, ed i
Capigruppo sono arrivati ad una determinazione.
Si torna all'esame dell'articolo 26 al quale è stato presentato un
emendamento soppressivo a firma dell'onorevole Cancelleri ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Falcone, a leggere questo articolo, a parte, onestamente, che
continuo ancora a pensare che norme di questo tipo non si possano
fare perché diamo un canovaccio e poi il Governo, l'Assessore, il
Presidente della Regione normeranno con proprio decreto tutto
quello che devono fare, insomma, e quant'altro, quindi qua ormai
siamo diventati un Parlamento delega, noi deleghiamo a fare tutto
quello che vogliono fare gli altri, noi tracciamo sostanzialmente
dei contorni e neanche troppo marcati e poi gli altri fanno quello
che vogliono.
Però, dico una cosa, e qui vorrei la risposta da parte
dell'assessore Falcone che, chiaramente, poi se non ci convincerà o
non mi convincerà chiederò il voto segreto sull'emendamento
soppressivo, perché a me sembra un aumento delle tasse per i
cittadini siciliani, perché qui io leggo che: I diritti fissi a
carico dei privati di cui al comma 1 sono incrementati annualmente
in misura pari all'ultima variazione ISTAT dei prezzi al consumo .
Quindi, o c'è una reale esigenza e mi devono spiegare come viene
fatto ed in che misura questa cosa inciderà nei confronti dei
cittadini siciliani, oppure per me diventa davvero un aumento delle
tasse che non possiamo assolutamente appoggiare e siccome siamo
contro, ovviamente, su questa cosa ci batteremo fino alla fine.
Quindi, chiedo all'assessore Falcone di darmi delucidazioni su
questo articolo e lo ascolterò con molto interesse perché sono
convinto che il suo ragionamento non potrà sicuramente dire che
questo non è un aumento delle tasse o comunque degli oneri che i
privati dovranno pagare ai Geni civili della Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, mi chiarisce se l'emendamento è
ritirato o meno?
CANCELLERI. Ho chiesto all'Assessore di rispondere.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Intervengo
in merito all'articolo 26 per spiegare all'onorevole Cancelleri
che, in effetti, l'articolo 26 riguarda, vuole soltanto
disciplinare e fare un attimo di ordine per quanto riguarda i
diritti autorizzatori
PRESIDENTE. Assessore Falcone, scusi perché non si sente niente,
un attimo solo.
Per favore, colleghi, dovete avere la bontà ed il buon senso di
ascoltare l'Assessore, non si capisce niente, ognuno parla con
l'altro.
Onorevoli colleghi, non è possibile continuare, siamo veramente
una scolaresca di quelle discole. Ora siamo, fino a prova
contraria, un po' più adulti. Non mi fate fare la parte del
professorino. Onorevoli, per favore, seduti ed ascoltate quello che
ha da dire l'Assessore. Onorevoli, dovete stare zitti, ma come è
possibile che vi fate rimproverare. Io posso fare la parte di
quello che rimprovera dei deputati per farli stare zitti? Vi prego
di evitarmi questa mortificazione.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Dicevo che
l'articolo 27 della legge n. 20 del 2003 disciplina tutta una serie
di attività concessorie ed autorizzatorie da parte dei Geni civili
ed ogni attività assegna una tariffa. Queste tariffe non vengono
aggiornate dal lontano 2003. Queste tariffe hanno dei costi
veramente irrisori.
Allora, il Governo, dietro input degli stessi Geni civili, ha
voluto creare un adeguamento Istat. C'era stato chiesto di fare
l'adeguamento Istat a decorrere dal 2003. Noi, invece, come Governo
per venire incontro anche alle esigenze delle categorie
professionali, ai costruttori, sostanzialmente a coloro che devono
realizzare un immobile, che devono apportare una variante alla
propria abitazione o che devono realizzare un complesso di case
abbiamo, invece, previsto che l'adeguamento ISTAT possa essere
fatto nel limite, siamo intorno all'1,3 per cento, ma soltanto a
decorrere da quest'anno, cioè dal 2018, dall'entrata in vigore
della presente legge.
Da questa norma immaginiamo di avere un maggiore introito. Quel
maggiore introito sarà utilizzato per il 30 per cento per il
funzionamento della direzione regionale tecnica. Cosa significa? La
direzione regionale tecnica, che è formata soprattutto dai Geni
civili e dagli Urega, molte volte oggi sconta un grande limite,
soprattutto nei Geni civili più di periferia manca anche il
materiale di consumo, mancano i toner, manca la carta, manca il
materiale di cancelleria, manca la carta igienica, cioè manca tutto
perché, ultimamente, nell'anno 2017, al Genio civile di Palermo, ad
esempio, per tutte queste spese sono state assegnate appena 1.100
euro, a quello di Catania 800 euro, 650 euro al Genio civile di
Messina.
Questa norma consente, quindi, di avere un introito molto
limitato, di circa centocinquantamila euro l'anno, ma mette anche
nelle condizioni gli uffici pubblici di poter lavorare e di avere
quella dignità che fino a questo momento sta mancando.
PRESIDENTE. Scusate, prima di dare la parola all'onorevole
Cracolici, l'emendamento è ritirato o no?
CANCELLERI. No.
PRESIDENTE. Allora, votiamo prima l'emendamento perché se
l'articolo viene soppresso è inutile che continuiamo a parlare.
CANCELLERI. Facciamo intervenire l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Assessore Falcone, siccome condivido quello che lei ha
detto, però, con tutto il rispetto, se lei legge attentamente
questa norma rischia di non avere l'effetto che giustamente dice,
cioè l'aumento è relativo all'anno prima. Ma così com'è scritta c'è
il rischio che possa applicarsi dal 2003 ad oggi, quindi,
aumentiamo le variazioni ISTAT che sono intervenute dal 2003 ad
oggi.
Allora, siccome condivido la scelta che lei propone, faccia un
subemendamento in cui specifica che la variazione si applica a
decorrere dall'esercizio, relativamente all'anno precedente.
Perché altrimenti diciamo una cosa e ne scriviamo un'altra.
PRESIDENTE. Mi sembra corretto. Onorevole Falcone, allora se siamo
d'accordo. Rimane comunque l'emendamento soppressivo.
Allora, onorevole Cracolici, siccome rimane comunque l'emendamento
soppressivo, lei questo emendamento lo ha già presentato?
CRACOLICI. No, io no. Ho suggerito al Governo di presentarlo.
PRESIDENTE. Va bene, lo fa direttamente il Governo. Pongo in
votazione l'emendamento 26.1.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 26.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Favorevoli 34
Contrari 30
(E' approvato)
È approvato, per cui è inutile scrivere emendamenti. L'articolo 26
è soppresso.
Si passa all'articolo 27.
«Articolo 27
Sottoconti di Tesoreria
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge l'articolo 21 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
successive modifiche e integrazioni è abrogato.
2. Per effetto dell'abrogazione di cui al comma 1, tutte le somme
relative alle assegnazioni o trasferimenti di parte corrente ed in
conto capitale accreditate in favore di comuni, province, enti ed
aziende del settore pubblico regionale negli appositi sottoconti di
Tesoreria unica regionale sono eliminate dai pertinenti sottoconti
con decreto del Ragioniere generale della Regione da pubblicarsi
sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ai fini della
relativa notifica agli enti interessati. Copia di detto decreto è
allegata al rendiconto generale della Regione dell'esercizio
finanziario 2018.
3. Le predette somme sono versate in appositi capitoli di entrata
del bilancio della Regione a destinazione vincolata.
4. All'eventuale pagamento delle spese relative alle somme
eliminate ai sensi del comma 2, corrispondenti ad assegnazioni o
trasferimenti senza vincolo di specifica destinazione, si provvede,
entro e non oltre il 31 dicembre 2021, nel caso in cui sussista
l'obbligo nei confronti dei titolari degli originari sottosconti di
tesoreria unica regionale, previa istanza documentata alle
competenti amministrazioni regionali che hanno dato luogo alle
originarie assegnazioni o trasferimenti, da presentarsi entro il 30
novembre 2021.
5. Per le somme eliminate ai sensi del comma 2, corrispondenti ad
assegnazioni o trasferimenti con vincolo di specifica destinazione,
non si applicano i termini previsti dal comma 4 e all'eventuale
pagamento delle relative spese si provvede con le modalità di cui
al comma 4 o, qualora l'amministrazione competente dimostri che non
sussista più l'obbligo nei confronti dei titolari degli originari
sottosconti di tesoreria unica regionale, nel rispetto del vincolo
di destinazione delle somme.
6. Con provvedimento del Ragioniere generale, su istanza
dell'amministrazione competente, si provvede all'iscrizione delle
relative somme sui pertinenti capitoli di spesa.
7. E' abrogato il comma 7 bis, dell'articolo 1, della legge
regionale 20 gennaio 1999, n. 5.
8. Le disponibilità residue dei sottoconti di tesoreria intestati
ai commissari liquidatori degli enti in liquidazione sono versate
in entrata del bilancio dell'ente medesimo.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 27.5 a
firma degli onorevoli Cancelleri ed altri. È mantenuto?
CANCELLERI. Vorrei che l'Assessore lo spiegasse con calma,
dopodiché sono anche disposto a ritirare tutti gli emendamenti
soppressivi a mia firma.
PRESIDENTE. Dov'è l'Assessore? Assessore Armao, chiedo scusa,
l'onorevole Cancelleri vorrebbe spiegato l'articolo 27 Sottoconti
di Tesoreria.
ARMAO, assessore per l'economia. Allora, questo come indica anche
l'ufficio studi dell'Assemblea, è una disposizione che ha proposto
la Ragioneria Generale per acclarare un accantonamento, derivante
dall'applicazione del 118 concernente fondi che sono destinati ai
comuni, circa 602 milioni - mi dice la Ragioneria Generale - e che,
invece, per esigenze di applicazione al 118 non possono permanere
in bilancio ma vanno accantonati in un fondo dal quale poi vengono
prelevati successivamente nell'interesse dei comuni, ma non più
assegnati nell'originaria impostazione del bilancio all'originario
destinatario.
Quindi, questa è una norma assolutamente tecnica, che non ha alcun
tipo di inferenza sull'assegnazione dei fondi ma concerne una
diretta applicazione del 118. E' stata integralmente formulata
dalla Ragioneria Generale e l'ufficio studi dell'Assemblea ha
chiesto soltanto, ha invitato il Governo a fornire i relativi
chiarimenti sulla indicazione numerica. L'indicazione numerica, che
mi ha dato stamattina stessa la Ragioneria Generale è di 602
milioni di euro che, ripeto, confluiscono in un fondono a favore
dei comuni. Quindi, non c'è alcun tipo di alterazione della
assegnazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri?
CANCELLERI. Presidente, è un fatto tecnico. Anche a nome degli
altri deputi dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti
soppressivi.
PRESIDENTE. Quindi mantiene l'emendamento?
CANCELLERI. No, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Basta, ritirato
l'emendamento. Quindi tutti gli emendamenti soppressivi sono
ritirati, non ci sono altri emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Articolo 28
Norme per il personale regionale e degli enti
1. Per le finalità di cui all'articolo 26, comma 12, della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata la spesa di 293.049,55 euro per
l'esercizio finanziario 2018, 280.454,25 euro per l'esercizio
finanziario 2019 e 281.526,57 euro per l'esercizio finanziario 2020
(Missione 1, Programma 3, capitolo 212025), per il pagamento degli
emolumenti e degli oneri riflessi relativo al personale in servizio
presso il Dipartimento bilancio e la Centrale Unica di Committenza
(CUC).
2. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 10, della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata per l'esercizio finanziario 2018, la
spesa di 1.019.302,78 euro, per l'esercizio finanziario 2019, la
spesa di 885.644,99 euro e, per l'esercizio finanziario 2020, la
spesa di 884.376,67 euro (Missione 13, Programma 7, capitolo
412016).
3. All'articolo 60 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16,
dopo la parola irregolarità sono inserite le parole ovvero che
non abbiano potuto presentare istanza in quanto in aspettativa, in
malattia o temporaneamente sospesi, possono presentarla entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge .
4. Il comma 8 dell'articolo 52 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 e successive modifiche e integrazioni è sostituito dal
seguente:
8. Il trattamento di fine servizio o di fine rapporto dei
dipendenti collocati in quiescenza ai sensi del presente articolo è
corrisposto con le modalità e i tempi previsti dai commi 484 e 485
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147. .
5. Le disposizioni di cui al comma 8 dell'articolo 13 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3 trovano applicazione anche in favore
dei soggetti posti in quiescenza a far data dall'entrata in vigore
della legge regionale n. 9/2015.
6. Al comma 20 dell'articolo 49 della legge regionale n. 9/2015,
dopo le parole esclusivamente in ore sono aggiunte le parole ad
eccezione dei permessi di cui all'articolo 33 della legge 5
febbraio 1992, n. 104 e successive modifiche ed integrazioni .
7. Al comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre
2016, n. 27, le parole per il biennio 2017-2018 sono sostituite
dalle parole per il triennio 2017-2019 .
8. La copertura finanziaria di cui al comma 7 è assicurata dallo
stanziamento del capitolo 215754 istituito ai sensi del comma 21
dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016. A tal fine il
Ragioniere generale della Regione è autorizzato, previa delibera di
Giunta, ad iscrivere su richiesta del Dipartimento regionale della
funzione pubblica la relativa somma sui pertinenti capitoli di
bilancio del Dipartimento regionale della funzione pubblica.
9. Le Camere di Commercio della Regione sono autorizzate a
costituire il Fondo unico di quiescenza del personale delle Camere
di Commercio della Sicilia al quale sono affidati le funzioni e
gli oneri relativi al trattamento economico pensionistico e di fine
servizio del personale, attualmente in quiescenza e in servizio,
assunto anteriormente alla data di entrata in vigore della legge
regionale 4 aprile 1995, n. 29, previsto a carico delle rispettive
Camere.
10. Al Fondo unico, istituito ai sensi del comma 9, è riconosciuta
piena autonomia gestionale e funzionale.
11. L'organizzazione e il funzionamento del Fondo sono
disciplinate con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per le attività produttive di concerto con
l'Assessore regionale per l'economia, da emanarsi entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
12. Per l'espletamento delle proprie funzioni il Fondo si avvale
unicamente di personale in servizio presso le stesse Camere di
Commercio.
13. L'istituzione e la gestione del Fondo di cui al comma 9 non
implicano oneri diretti e indiretti a carico del bilancio della
Regione».
Su richiesta del Governo l'articolo 28 è accantonato.
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Articolo 29
Norme in materia di semplificazione amministrativa
per le strutture di vendita
1. La lettera a) del comma 4 dell'articolo 22, della legge
regionale 22 dicembre 1999, n. 28 e successive modifiche ed
integrazioni è sostituita dalla seguente:
a) non inizi l'attività di vendita una:
1) media struttura di vendita entro due anni dalla data del
rilascio;
2) grande struttura di vendita entro tre anni decorrenti dalla
data della deliberazione conclusiva della conferenza di servizi di
cui al comma 3 dell'articolo 9;
3) un'area commerciale integrata, cosi come definite dall'articolo
4, comma 4, dell'allegato l del D.P. Reg. 11 luglio 2000 e
successive modifiche e integrazioni, entro quattro anni decorrenti
dalla data della deliberazione conclusiva della conferenza di
Servizi di cui al comma 3 dell'articolo 9.
Le proroghe già concesse per la realizzazione degli insediamenti
commerciali continuano ad avere efficacia fino alla naturale
scadenza delle stesse; .
2. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea nella
seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018
3. Al fine di consentire uno sviluppo equilibrato delle diverse
tipologie della rete di vendita esistente alle condizioni socio-
economiche del territorio regionale, la Regione, relativamente alle
grandi strutture di vendita, predispone una programmazione
commerciale regionale che tiene conto delle peculiarità dei diversi
ambiti territoriali.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
sono attuate le disposizioni di cui al comma 3.
5. Le conferenze di servizi di cui all'articolo 9 della legge
regionale n. 28/1999 possono essere indette solo in presenza dello
strumento urbanistico adeguato alle disposizioni in materia di
programmazione commerciale comunale di cui all'articolo 5 della
stessa legge regionale».
TURANO, assessore per le attività produttive. Ho presentato un
emendamento all'articolo 29.
PRESIDENTE. Allora, intanto i primi due emendamenti sono
soppressivi, il 29.5 è a firma degli onorevoli Lupo e Gucciardi e
il 29.9 è a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri. Rimangono
validi o sono ritirati? Articolo 29.
CANCELLERI. Se l'Assessore illustra l'articolo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Illustrerò pure
l'emendamento che ho presentato l'emendamento che ho presentato in
aggiunta all'articolo. E' una sorta
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, scusi, non dia le spalle alla
Presidenza.
TURANO, assessore per le attività produttive. Il commercio in
Sicilia è stato gestito come una sorta di far west dove tutti hanno
fatto tutto quello che volevano. Il principio secondo il quale il
profitto lo fanno i privati ed i problemi rimangono alla politica,
secondo, me è un principio inaccettabile. Quindi, abbiamo
verificato che in Assessorato sono pendenti pratiche dal 2001, che
vengono puntualmente rinnovate nonostante non comincino mai i
lavori e servono soltanto per bloccare altre iniziative. Di
converso con l'ultimo comma abbiamo scoperto che per le medie
strutture di vendita i comuni non hanno bisogno del PUC, per le
grandi strutture di vendita hanno bisogno del PUC.
Solitamente che succede? Che i comuni prima autorizzano la media
struttura di vendita, poi chiedono l'ampliamento, convocano la
conferenza dei servizi, lì la Regione dà il parere contrario e la
conseguenza è che l'eventuale contenzioso si pone in capo alla
Regione.
Al fine di eliminare tutto questo abbiamo, come dire, definito che
alla scadenza naturale delle istanze presentate le stesse, se non
cominciano i lavori, decadono, e che le conferenze di servizio non
possono essere più presentate se il PUC non prevede quella
struttura.
Vorrei fare un esempio che è illuminante e che riguarda il
territorio del catanese, la grande catena di distribuzione Auchan
ha sei ipermercati in tutta la Sicilia, di cui tre ubicati soltanto
a Catania, ed uno limitrofo alla provincia di Catania ed alla
provincia di Siracusa. E' chiaro che se non vi è una pianificazione
generale non siamo nelle condizioni, poi, di determinare gli
effetti dell'impoverimento di alcune aree o dell'intasamento di
altre aree.
In aggiunta a questo ho presentato un emendamento, Presidente, che
secondo me pone una regola di giustizia, ogni qualvolta viene
autorizzata una grande struttura di vendita, viene chiaramente
riservata un'area a parcheggio per i soggetti diversamente abili,
ma non è previsto nessun controllo; stiamo chiedendo con
l'emendamento di attrezzare la cartellonistica presso le strutture,
al fine di permettere al soggetto svantaggiato di poter usufruire
del servizio e di segnalarlo al numero verde qualora dovesse
trovare lo stallo occupato.
E, infine, Presidente una modernità su cui penso la Regione debba
attrezzarsi ed adeguarsi: abbiamo previsto che per l'autorizzazione
delle medie strutture di vendita, delle grandi strutture di
vendita, dei parcheggi e delle autorimesse l'installazione,
chiaramente per le nuove aperture, delle colonnine elettriche al
fine di permettere al mercato delle auto che, naturalmente, va
verso un mercato green, verso le auto elettriche, di potere
ricaricare la macchina stessa.
Io immagino, Presidente, cosa succederà in Sicilia quando l'utente
che ha la macchina elettrica potrà andare all'ipermercato, lasciare
la macchina, andare a fare la spesa e trovare la macchina diciamo
con il pieno.
Credo che sia una tendenza culturale importante che va
sollecitata, e va sollecitata con iniziative legislative, di chiara
lettura che tutti possono condividere, ragione per la quale chiedo
ai colleghi dei Gruppi parlamentari, dopo le spiegazioni che ho
dato, di ritirare gli emendamenti soppressivi e di sostenere,
invece, l'emendamento aggiuntivo che il Governo ha appena finito di
illustrare.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome la norma al
di là del merito non ha avuto il parere della Commissione Attività
produttive
TURANO, assessore per le attività produttive. No, è stata
apprezzata dalla competente Commissione.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Turano, il dialogo a due non
funziona, faccia parlare l'onorevole Lupo e poi chiede la parola.
LUPO. Vorrei chiedere alla Presidenza dell'Assemblea regionale di
verificare se l'articolo 29 di cui discutiamo ha avuto il parere
della Commissione Attività produttive', se così fosse esaminiamo
il contenuto e procediamo, se così non fosse invito la Presidenza a
stralciare l'articolo, rinviarlo al collegato visto che è materia
ordinamentale, previo parere della Commissione competente.
TURANO, assessore per le attività produttive. La Commissione
Attività produttive' ha avuto, ha apprezzato l'articolato perché
personalmente sono andato lì e l'ho illustrato, così come ho fatto
in Commissione Bilancio'. Detto ciò, Presidente, è chiaro che si
deve capire quali sono le posizioni, perché su questo argomento - e
voglio essere chiaro - c'è un netto spartiacque tra chi prova a
mettere ordine in un settore molto delicato che rappresenta
sicuramente ricchezza per il territorio siciliano, ma che non può
determinare un preconcetto, e chi invece ritiene che le cose
possano continuare così.
Io il principio secondo il quale non dobbiamo fare niente non lo
posso accettare, e con onestà intellettuale ho seguito il cammino
nelle competenti Commissioni ed ho illustrato il merito
dell'emendamento; aggiungo inoltre, Presidente, che l'emendamento
che è stato addirittura apprezzato in Commissione Attività
produttive' conteneva una disposizione che, poi, su suggerimento
degli Uffici dell'Assemblea è stata stralciata perché riteneva di
violare la libera concorrenza tra gli imprenditori, e che prevedeva
che negli spazi commerciali vi fosse un'area adibita ai prodotti
siciliani.
Io credo che la crisi del prodotto siciliano, così come abbiamo
fatto nella riunione con gli amici di Ragusa, gli amici non
deputati, gli amici imprenditori di Ragusa, che lamentavano che sul
posto non venissero venduti prodotti siciliani, addirittura
organizzando una bizzarra quanto prestigiosa iniziativa, cioè
quella di far capire all'utente finale che negli scaffali della
grande distribuzione non trovavano il prodotto siciliano e l'utente
ritornava. Io mi ero permesso, addirittura, di inserire una
disposizione che desse, appunto, negli spazi commerciali un luogo
destinato ai prodotti siciliani.
Gli Uffici dell'Assemblea hanno fatto rilevare che, sul punto, non
erano d'accordo e dopo l'apprezzamento positivo in Commissione, io
stesso nella riscrittura non l'ho presentato.
Credo che abbiamo seguito tutte le procedure e non vedo difficoltà
di sorta. Poi, l'Assemblea si determina legittimamente, si capirà
bene chi è pronto ad imporre alcune regole, anche alla grande
distribuzione - e questo Governo è fiero dell'attività che sta
facendo - e chi, invece, ritiene di dover rinviare tutto perché le
cose così stanno bene.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è
chiaro che è una Finanziaria' di precisazioni, dobbiamo precisare
pure le virgole, altrimenti, si viene tacciati di essere contro
questo o quell'altro.
E' normale che siamo assolutamente in accordo nel normare, nel
decidere di mettere delle regole ad un settore che, in questi anni,
è stato un assoluto far west, però dico una cosa, a parte il fatto
che questa è una norma di carattere, veramente, ordinamentale e,
secondo me, può avere anche margini per poter essere, in qualche
modo, migliorata, mi consentirà l'Assessore di utilizzare questo
termine, tutto si può migliorare, ma dico anche un'altra cosa: sono
delle norme che possono caratterizzare fortemente anche l'impatto
relativamente alla vita, poi, di chi fa attività commerciale in
Sicilia e quant'altro, andarle a derubricare in una norma
finanziaria, mi sembra davvero , cioè noi con velocità stiamo
andando a apportare delle modifiche sostanziali.
La richiesta dell'onorevole Lupo mi sembra di assoluto buonsenso,
il collegato così farà subito dopo la finanziaria. Perché le dico
questo e sono convinto che l'Assessore sarà d'accordo? Perché è di
qualche giorno fa una importantissima sentenza della Corte di
Giustizia europea, io col Gruppo stiamo presentando un disegno di
legge apposito per introdurre questa cosa, perché in Spagna
(Catalogna, Asturie ed Aragona) hanno messo, praticamente, a questi
grandi centri commerciali, a questi grandi centri che impattano sui
territori e che, spesso, poi, vanno a desertificare l'attività
commerciale dei piccoli commercianti ed artigiani che vivono
all'interno, una tassa regionale. Una tassa regionale che deve
essere reinvestita in qualità dell'ambiente, in qualità delle
infrastrutture, in miglioramento dei centri storici e quant'altro.
L'associazione nazionale, ovviamente, di questi grandi gruppi
commerciali ha, immediatamente, fatto ricorso alla Corte di
Giustizia spagnola che ha chiesto alla Corte di Giustizia europea
cosa ne pensasse. La Corte di Giustizia europea ha dichiarato che
ci sia la libertà di stabilimento e che il diritto di tutti gli
stati non ostano alle imposte. In poche parole ha detto che queste
tasse regionali si possono fare.
Ora dico una cosa: c'è un treno che sta passando, importante,
soprattutto nella zona del catanese, ci sono veramente tantissimi
centri commerciali sul territorio e, veramente, di questa cosa si
sente il bisogno anche di normarla e quant'altro. Perché non
cominciamo a mettere in piedi una norma? Io chiedo all'Assessore
semplicemente una settimana di tempo che è quella che passerà tra
l'approvazione della Finanziaria' e l'approvazione del
collegato', perché cominceremo a lavorare immediatamente dopo. Se
c'è il buonsenso di potere mettere in pratica questa cosa qui, io
credo che, davvero, ci sarà la massima condivisione da parte di
tutti. Poi, per carità, si possono ascoltare le posizioni, però se
ci impuntiamo su delle cose che per forza si devono fare subito,
per carità.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
ascoltando gli interventi dei miei colleghi, siccome dalla mia
Commissione quest'articolo è passato, è stato apprezzato più che
votato, tuttavia penso che, rispetto agli interventi che sono stati
fatti in Aula, anche se non è disdicevole l'idea che possa essere
anche condivisa, questo articolo può essere rinviato al
collegato'.
Se l'assessore Turano, e questo coinvolge anche la Giunta, anziché
trovarci soccombenti davanti a queste cose, pensasse che si può
rinviare al collegato' credo che sia una proposta saggia per non
rendere vano lo sforzo fatto dall'Assessore, dai miei colleghi che
si sono pronunciati in questo senso ed il mio, pertanto propenderei
per l'idea di rinviarlo al collegato'.
Tuttavia, è una decisione che spetta al Governo ed all'assessore
Turano.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, voglio essere chiaro: oggi ci stiamo soltanto
occupando di provare a mettere delle regole e, siccome l'argomento
merita attenzione ed è pertinente, voglio che l'Aula si esprima,
l'ho illustrato con dovizia di particolari, ho detto quali sono gli
effetti negativi che determina la situazione attuale.
Quando faremo la riforma del commercio e l'onorevole Cancelleri
sarà attento e bravo perché supporterà le iniziative del Governo o
il Governo non avrà difficoltà, qualora lui presenti un disegno di
legge meritevole, ad apprezzarlo positivamente, il Governo farà la
sua parte.
Su questo argomento oggi non intendiamo indietreggiare, perché è
un principio di buon senso, un principio di serietà e che
caratterizza
CRACOLICI. E' sbagliato l'atteggiamento
TURANO, assessore per le attività produttive. Ma quale
atteggiamento Io ho chiesto a tutti, ho illustrato, ho parlato con
calma.
Detto ciò il Governo insiste per votare l'articolo, Presidente.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi, onorevole
Presidente della Regione, dobbiamo capire come andare avanti.
Il Partito Democratico si sta limitando negli interventi e lei
l'avrà notato, alcune cose le stiamo anche votando, lezioni, però,
non ne possiamo prendere in Parlamento.
Allora, la prego, Presidente, agli Assessori dobbiamo spiegare
bene che il Parlamento va rispettato. Spartiacque, dobbiamo vedere
chi sono i bravi, i buoni ed i cattivi. Non è possibile, Assessore.
Se noi vogliamo andare avanti così, secondo me qui apriamo le
danze
Tranquillizziamoci, sereni, rispettosi al massimo del Parlamento,
cerchiamo di capire, poi ognuno si assumerà le proprie
responsabilità. Non ci spaventiamo.
Quindi, noi sappiamo cosa fare e stia tranquillo che la metteremo
in condizione di raggiungere il risultato.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, colleghi, assessore Turano, mi voglio
riferire all'emendamento chiamiamolo acchiappa grillini , perché
bellissimo, i parcheggi per i disabili, le colonnine elettriche, è
fatto obbligo .
Ma gli obblighi senza sanzioni non funzionano.
Se io non lo faccio, se io ho un centro commerciale dove è fatto
obbligo non lo faccio. Allora, che mi succede?
TURANO, assessore per le attività produttive. Aggiunga un
subemendamento...
SIRAGUSA. Questo bisogna fare, altrimenti sembra una norma fatta
spot' per catturare
E' di buon senso quando ci si mette la sanzione.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio fare un
ragionamento che è rivolto alla coalizione che sostiene il Governo
eD al Presidente della III Commissione.
Questa è una norma che ha voluto il Governo. Il Governo dopo 20
anni propone una norma di razionalizzazione in un settore che,
ovviamente, in questi anni ha lasciato a desiderare, c'è stata
molta incertezza.
Io stesso sono stato in quell'Assessorato e non vi nascondo che ci
sono state anche delle difficoltà spesso che hanno determinato
anche dei pronunciamenti in sedute straordinarie da parte di
quest'Aula a proposito dei termini, perché si tratta di
investimenti abbastanza corposi.
Questa norma l'ha voluta il Governo, credo che la coalizione abbia
il dovere di sostenerlo perché pone una razionalizzazione e fissa
dei paletti ben precisi evitando, ovviamente, ricorsi e atti
amministrativi che sono impugnati poi dalle ditte, perché nel corso
della realizzazione dei lavori spesso ci sono stati delle
problematiche che sono state affrontate.
Al Parlamento dico che dopo 20 anni una rivisitazione di una legge
è buona e credo che, al di là delle idee che ci possono essere di
spostarle o non spostarle, l'argomento è urgente e deve essere
affrontato, perché se noi lasciamo ancora spazio a contenzioso ed
altro tipo sarà sempre il giudice, il TAR a definire i percorsi che
invece debbono essere definiti dal Governo.
Il Parlamento deve essere chiamato a rispondere ad una proposta
che fa il Governo e credo che debba esserci un confronto sereno e
pacato. Se è necessario presentare un emendamento lo possiamo
accantonare qualche minuto e rimettere, invece, in pista un
articolo che credo sia importante per il Governo ma, soprattutto,
per chi si confronta con la Regione siciliana, chi si confronta con
i Comuni, chi si confronta con i Sindaci, perché spesso le ditte
che hanno fatto un percorso lungo e laborioso nella Regione
siciliana ottenuto l'autorizzazione hanno difficoltà ad iniziare i
lavori immediatamente.
Quindi, questo spostamento dei termini e questa modifica
legislativa credo che ponga chiarezza nei confronti del settore del
commercio che non vive certamente un momento felice in questo
momento.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
per un chiarimento, perché voglio raccogliere assolutamente
l'invito che arriva dall'opposizione che mi pare assolutamente
ragionevole e garbato.
Consentitemi di dire che altrettanto garbato e ragionevole mi pare
la proposta che ha avanzato il Governo attraverso l'Assessore
Turano.
C'è una norma assolutamente semplice, di carattere organizzativo,
che mette regole in un settore assai delicato che è quello dei
disabili, ma sui disabili parleremo più avanti in maniere anche
più approfondita. E' una norma assolutamente semplice che non
merita alcun approfondimento.
La norma è passata dalle Commissioni di merito; l'Assessore con
grande disponibilità d'animo l'ha illustrata, dopo tutto se noi
dobbiamo andare molto più velocemente come spesso incalza il
Partito Democratico - e noi condividiamo - e non possiamo lasciarci
indietro e accumulare temi che possono invece essere affrontati e
risolti per alcuni aspetti e approfonditi nel corso dei mesi
successivi per altri aspetti assai più importanti.
Volevo rassicurare i deputati dell'opposizione che da parte nostra
non c'è nessuna volontà né di iattanza né di mostrare muscoli,
anche perché qua nessuno ha muscoli da mostrare e men che meno noi.
Ragionevolmente sottoponiamo all'attenzione del Parlamento,
intanto, una norma che mette ordine in un settore quello dei
disabili e delle aree della grande distribuzione organizzate che mi
sembra di una semplicità davvero disarmante, il che non significa
che nei prossimi mesi, nelle prossime settimane non si debba tutti
insieme affrontare un tema legato, ad esempio, alla grande
distribuzione organizzata, che in Sicilia meriterebbe di ricevere
qualche regola in più.
Per cui, andiamo avanti, la sottoponiamo al voto dell'Assemblea;
l'Assemblea è libera di votare come sempre ha fatto, ma da parte
nostra grande disponibilità a mantenere un clima improntato al
reciproco rispetto e a reciproca - spero - comprensione. .
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.5.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, dopo l'intervento del Presidente della Regione non
possiamo continuare. Il Governo ha chiesto di votare.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 29.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota è favorevole preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene
preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Favorevoli 19
Contrari 29
(Non è approvato)
Quindi, l'emendamento non è approvato.
(Proteste in Aula)
Scusate, qual è il problema Ma, scusate, perché le altre
votazioni sono andate bene e questa no Non capisco
Vorrei che fosse chiaro che la Presidenza non è che può cambiare
le carte
Ci sono queste macchine che funzionano, fino ad ora C'è un dato
che su 63 hanno votato in 48.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, io non posso dare la parola su questo
argomento. La prego, onorevole Foti, non le ho dato la facoltà di
parlare
Se poi l'Aula vorrà bocciare l'articolo lo farà al momento del
voto sull'articolo. Questa votazione è conclusa. Andiamo avanti,
per favore.
(Proteste in Aula)
CRACOLICI. Ma non è possibile Presenti 73 . Siamo 70
PRESIDENTE. Se c'era presenti 73 allora è andata in tilt la
macchina. Ma senza gridare Se è andata in tilt la macchina si
ripete la votazione. Basta Non avevo capito che fosse andata in
tilt la macchina. Pensavo ci fosse una protesta di altro tipo.
Con grande calma; può essere che c'è un ritorno al passato e ce li
dà per 90, che è quello della passata legislatura. E' ovvio se si
evitasse di gridare e le cose si dicessero, perché c'è stata
confusione e non si è capito più niente Se mi fosse stato detto
subito che c'erano 73 presenti, avrei immediatamente detto che è
andata in tilt la macchina e, quindi, si deve obbligatoriamente
rivotare, perché altrimenti dovrei pagare, questo mese, tre
stipendi in più di deputato ed i soldi non ce li abbiamo Dovremmo
chiedere un aumento alla Regione per pagare tre stipendi di tre
deputati in più
Diamo tempo agli Uffici di verificare; sospendiamo per un'ora e
speriamo che in questa ora di tempo gli Uffici riescano a
verificare.
La seduta è, pertanto, sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.11, è ripresa alle ore 15.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo dare un piccolo chiarimento
sulla problematica del voto elettronico. Chiederei un attimo di
attenzione perché se vogliamo continuare questa seduta in maniera
serena dobbiamo tutti, stare attenti.
Il problema che si è verificato nasce, in primo luogo, da un mio
errore perché ho dichiarato chiusa la votazione ed ho chiuso
elettronicamente una frazione di secondo dopo; quindi, nel momento
in cui dichiaravo chiusa la votazione, correttamente i colleghi
hanno tolto il dito dal voto, in realtà ho chiuso una frazione di
secondo dopo per cui tutta una serie di persone sono risultate non
votanti.
Ma il problema che sembrava serio, e cioè il fatto che spuntassero
più presenti di quanti non fossimo in totale in quest'Aula, cioè i
70 deputati che siamo, nasceva dal fatto che coloro che avevano
chiesto il voto segreto, poi avevano tolto il dito e risultavano
due volte, una volta come richiedenti del voto, una volta come non
votanti.
Siccome il richiedente del voto è considerato dalla macchina
automaticamente votante, ne risulta uno in più, la stessa persona
quindi risultava votante e non votante.
Devo stare sicuramente molto più attento, quando dichiaro chiusa
la votazione, a togliere il dito - nel momento stesso in cui la
dichiaro - se facciamo le cose con calma, senza agitazione e
premure con cui abbiamo fatto prima, possiamo andare avanti con
questo meccanismo che è indubbio presenta dei problemi, inutile
negarlo.
Il nuovo software è già in Assemblea, deve essere soltanto
impiantato in attesa dell'arrivo degli esperti per montarlo e
impiantarlo il più presto possibile.
Nel momento del voto, inviterei tutti i colleghi a stare seduti ed
evitare grandi confusioni. Per primo io starò attento a fare le
cose con serenità e togliere e mettere il dito nel momento in cui
bisogna farlo e procedere con i lavori.
Se ci dovessero essere problemi e non potessimo utilizzare il
sistema elettronico vi dico che sarebbe un problema perché dovremmo
utilizzare il vecchio sistema dei bussolotti e per ogni votazione
passerebbe un'ora.
Vi prego di essere attenti, me compreso, perché l'errore l'ho
fatto io e me lo devo dire allo specchio prima di tutti, vi prego
grande serenità durante le votazioni, se possiamo rimanere seduti
probabilmente riusciremo ad andare avanti tranquillamente e
serenamente.
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori e come
si sono sviluppati.
Vorrei che mi seguisse un attimo, Presidente. Sui fatti relativi
alla votazione dell'articolo 29, sto molto apprezzando l'inciso che
ha voluto dare all'Aula sugli errori provocati dal sistema
operativo ecc.
Ricorderà, Presidente, che durante la bagarre in Aula le ho fatto
più volte cenno di volere parlare.
Una cosa l'ho apprezzata e cioè che ha dato il giusto chiarimento.
Non ho apprezzato e, con spirito di leale collaborazione, la
invito a non volere intrattenere conversazioni con i Deputati che
si mettono a sbraitare da qui sotto invece di guardare qui allo
scranno chi, correttamente, ordinatamente, chiede la parola quando
è necessario.
Mi pare che da parte del mio Gruppo non stiano provenendo
interventi strumentali o ostruzionistici ma solo nel merito delle
questioni.
Garantire l'ordine dello svolgimento dei lavori rientra in una
facoltà cui lei non deve derogare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, in realtà le dico che quando
intrattengo rapporto con i colleghi è solo per chiedergli di non
stare lì e interloquire con altri.
Se tutti evitassimo di andare ai banchi del Governo continuamente
- capisco che ognuno ha le proprie esigenze - se potessimo farlo
meno possibile sarebbe meglio.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 29.5.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 29.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 31
Contrari 36
(Non è approvato)
L'emendamento 29.9 è precluso.
Si passa all'emendamento 29.6, dell'onorevole Lupo, soppressivo
del comma 1.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sospendo nuovamente la seduta per un difetto nel
sistema di votazione elettronica.
(La seduta, sospesa alle ore 15.12, è ripresa alle ore 15.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 29.6.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 29.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 29
Contrari 33
(Non è approvato)
L'emendamento 29.11 è precluso.
Si passa all'emendamento 29.3, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 29.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 66
Maggioranza 32
Favorevoli 32
Contrari 33
(Non è approvato)
L'emendamento 29.7 è precluso.
Tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo 29 sono
ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 29.12 del Governo, al quale è stato
presentato il subemendamento 29.12.1.
Assessore Turano, siamo sicuri che, come Assemblea, possiamo pure
stabilire quant'è la sanzione? Perché mi sembra molto curioso che
noi possiamo costringere i titolari dei supermercati a farsi carico
di parcheggi che non sono di loro competenza.
E' fatto obbligo ai responsabili di esercizi commerciali di
verificare il corretto utilizzo degli spazi di parcheggio che sono
gestiti da loro'. Normalmente per queste cose ci sono i vigili
urbani o altri che dovrebbero controllare, e onestamente, il
subemendamento che stabilisce addirittura la sanzione per legge mi
sembra curioso.
FOTI. E' ammissibile?
PRESIDENTE. Che è ammissibile non ne sono proprio sicuro.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se noi stabiliamo
l'obbligo per il centro commerciale di montare la colonnina,
possiamo contestualmente stabilire la sanzione al centro
commerciale a cui abbiamo stabilito l'obbligo, che se non adempie
all'obbligo ovviamente deve pagare.
Cioè, noi stiamo stabilendo a quel centro commerciale un obbligo.
Se abbiamo la facoltà di stabilire un obbligo, abbiamo la podestà
di stabilire anche una sanzione quando non si rispetta l'obbligo;
mi pare normale.
PRESIDENTE. Io credo che ci siano delle norme del codice della
strada.
SIRAGUSA. I parcheggi dei centri commerciali sono fuori dal codice
dalla strada.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi comunque lo votiamo. Io mi permetto
di dire quali sono i dubbi della Presidenza, poi se vogliamo andare
avanti, andiamo avanti.
CRACOLICI. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, il fatto che un collega presenti una norma per
dire questi obblighi poi come si esercitano e propone una sanzione,
è legittimo nel momento in cui io credo che è assolutamente
discutibile invece la fonte del problema. Perché il Governo, nel
presentare questo emendamento, stabilisce degli obblighi, alcuni
dei quali sinceramente di difficile attuazione, perché dire che un
centro commerciale deve istituire un numero verde per segnalare
coloro che occupano uno spazio parcheggio previsto per i disabili,
a quel punto il centro commerciale di questo numero verde cosa deve
fare? Un trasferimento di chiamata ai vigili urbani, perché non è
che il centro commerciale può esercitare poteri di polizia nei
confronti di qualunque cittadino.
Quindi mi sembra che stiamo costruendo, anche in ragione di buoni
principi, un aggravamento di procedura che rende ancora discutibile
perché da un lato il Governo, parliamoci chiaro, dice che vuole
semplificare allungando i termini per le autorizzazioni, e
dall'altro lato costruisce un aggravamento di procedura per
prevedere come dire una cosa che è di difficile attuazione perché
se uno si occupa un posto nello spazio parcheggi per disabili,
l'unica cosa che può fare è chiamare i vigili urbani, non il centro
commerciale, e lo dico con tutto il rispetto. Mi pare che stiamo
discutendo quindi non dell'emendamento dell'onorevole Siragusa, che
quanto meno prevede una sanzione, ma qua è il problema dell'obbligo
che è ridicolo.
PRESIDENTE. La Presidenza ha già suggerito all'assessore che
effettivamente questa è una cosa dubbia, ci sono altre categorie
che si devono occupare di questo che non il responsabile del centro
commerciale, per cui chiedo all'assessore Turano se ritiene di
dovere ritirare questo emendamento.
TURANO. Chiedo di venga posta in votazione soltanto la seconda
parte dell'emendamento 29.12.
PRESIDENTE. Quindi si elimina la parte di controllo dei parcheggi
. Pongo in votazione la seconda parte dell'emendamento 29.12,
relativa alla ricarica dei mezzi elettrici.
Lo pongo in votazione.
CANCELLERI. chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 29.12 seconda
parte.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 29.12 seconda parte.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 64
(E' approvato)
FOTI. Signor Presidente, gli onorevoli Pagana e Di Caro dichiarano
di avere votato a favore, ma il loro voto non è stato registrato.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, io mi sto impegnando personalmente
affinché si possa sistemare tutto nel tempo più breve, ma non è una
questione di minuti, purtroppo, è una questione di giorni.
Pongo in votazione l'articolo 29.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 29
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 29.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 36
Contrari 32
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura.
«Articolo 30
Norme sulla stabilizzazione dei precari delle autonomie
locali
1. In armonia con le disposizioni recate dal decreto legislativo
25 maggio 2017, n. 75 e dalla relativa disciplina di attuazione, il
comma 22 dell'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre 2016, n.
27 è sostituito dal seguente:
22. Nelle more dell'individuazione degli esuberi di personale di
cui alle procedure previste dall'articolo 2 sono consentiti i
percorsi di stabilizzazione di cui ai commi 1 e 2 del presente
articolo nonché ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo
25 maggio 2017, n. 75. .
2. Al comma 8 dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016 le
parole 31 dicembre 2018 sono sostituite dalle parole 31 dicembre
2020 e le parole a decorrere dal 2019 sono sostituite dalle
parole a decorrere dal 2021. .
3. Al comma 9 dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016 le
parole In armonia con la disposizione prevista dall'articolo 1,
comma 426 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 sono soppresse e le
parole 31 dicembre 2018 sono sostituite dalle parole 31 dicembre
2019 .
4. Al comma 21 dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016
dopo le parole dai commi 7 e 17 sono aggiunte le parole nonché
per le proroghe dei contratti e la stabilizzazione del personale
presente nelle graduatorie delle procedure di stabilizzazione di
cui all'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24. .
5. Per le finalità inerenti al superamento del precariato per il
triennio 2018-2020, è altresì utilizzabile la spesa di cui al comma
28 dell'articolo 9 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
calcolata in misura corrispondente alla media del triennio
2015/2017 e, ai fini delle disposizioni di cui all'articolo 1 commi
557 e 562 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, relativamente al
calcolo della spesa per il personale, al netto del contributo
erogato dalla Regione.
6. Ferme restando le norme di contenimento della spesa del
personale, limitatamente alle risorse regionali aggiuntive
assicurate dalle autorizzazioni di spesa di cui al comma 1
dell'articolo 6 e al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale
n. 5/2014 e dalle autorizzazioni di spesa di cui al comma 10,
lettera b) dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016, gli
enti locali, in conformità a quanto disposto dal comma 4
dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75,
provvedono ad avviare, entro il 31 dicembre 2018, le procedure di
stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, con contratti a
tempo indeterminato anche part-time, per un numero di ore non
inferiore a quello in essere con il medesimo lavoratore al 31
dicembre 2015, secondo le procedure di seguito indicate:
a) stabilizzazione ai sensi del comma 1 dell'articolo 20 del
decreto legislativo n. 75/2017 dei dipendenti a tempo determinato
iscritti nell'apposito elenco regionale di cui all'articolo 30
della legge regionale n. 5/2014, istituito ai sensi ed in
applicazione del comma 8 dell'articolo 4 del decreto legge 31
agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30
ottobre 2013, n. 125, nel rispetto della legge 28 febbraio 1987, n.
56;
b) stabilizzazione ai sensi del comma 2 dell'articolo 20 del
decreto legislativo n. 75/2017 dei dipendenti a tempo determinato
iscritti nell'apposito elenco regionale di cui all'articolo 30
della legge regionale n. 5/2014, istituito ai sensi ed in
applicazione del comma 8 dell'articolo 4 del decreto legge n.
101/2013 convertito con modificazioni dalla legge n. 125/2013,
mediante procedure concorsuali riservate ai medesimi. Le predette
procedure dovranno concludersi entro e non oltre il 31 dicembre
2020.
7. Le procedure di stabilizzazione di cui al comma 6, a totale ed
esclusivo carico delle risorse regionali gravanti sui capitoli
191310, 191301 e 191320, non sono soggette ai vincoli e ai limiti
della spesa del personale propria dei singoli enti.
8. La copertura finanziaria degli interventi previsti dal presente
articolo è assicurata per l'esercizio finanziario 2018 dalle
autorizzazioni di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 6 e al
comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5 e dalle autorizzazioni di spesa di cui alla lettera b) comma 10
dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016, e dal 2019 fino
al 2038 dallo stanziamento del capitolo 215754 istituito ai sensi
del comma 21 dell'articolo 3 della legge regionale n. 27/2016, nei
limiti delle autorizzazioni di spesa già previsti per l'esercizio
finanziario 2018. A tal fine il Ragioniere generale è autorizzato,
previa delibera di Giunta, ad iscrivere su richiesta del
Dipartimento regionale delle autonomie locali le relative somme sui
pertinenti capitoli di bilancio (191310 e 191320).
9. Le amministrazioni comunali ancora interessate nelle attività
di lavori socialmente utili, sono autorizzate ad avviare le
procedute per la stabilizzazione ai sensi del comma 14
dell'articolo 20 del decreto legislativo n. 75/2017 senza oneri a
carico del bilancio della Regione.
10. Le disposizioni di cui al comma 6 si applicano alle procedure
di stabilizzazione del personale di cui all'articolo 32 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni e degli
enti sottoposti a tutela e vigilanza della Regione con risorse
proprie.
11. Nel 2018 le disposizioni di cui ai commi 10 e 11 dell'articolo
3 della legge regionale n. 27/2016 si applicano anche in favore dei
lavoratori utilizzati nella prosecuzione dei progetti di cui al
comma 4 dell'articolo 4 della medesima legge regionale. Agli oneri
di cui al presente comma, quantificati in 1.350 migliaia di euro,
si provvede per il 2018 con parte delle risorse di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014 e successive
modifiche ed integrazioni.
12. In deroga al comma 10 dell'articolo 19 della legge regionale
12 gennaio 2012, n. 8, il personale in servizio nei Consorzi Asi,
in atto in liquidazione, se in servizio entro il 31 dicembre 2009 a
seguito di procedura ad evidenza pubblica o in forza di specifiche
disposizioni di legge, transita nei ruoli dell'Irsap.
13. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 12 non
devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio della
Regione. L'Irsap provvede agli adempimenti previsti con le risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili.'».
L'articolo 30 è accantonato.
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
Articolo 31
Disposizioni in materia finanziaria
1. Per gli oneri discendenti dal contenzioso relativo alle
attività di servizio pubblico da trasporto non di linea in servizio
di piazza di cui al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 29 è autorizzata, per gli esercizi finanziari 2018
e 2019, la spesa annua di 1.300 migliaia di euro (Missione 10,
Programma 4, Capitolo 478106).
2. Per le finalità del comma 5 dell'articolo 48 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3 è rideterminata per l'esercizio
finanziario 2018 la spesa di 9.474.419,34 euro, ed è autorizzata
per l'esercizio finanziario 2019 la spesa di 8.232.070,19 euro e,
per l'esercizio finanziario 2020, la spesa di 8.220.281,14 euro.
3. Al fine di intervenire con misure a sostegno delle famiglie
numerose che versano in condizioni di disagio economico, con
riferimento all'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle
persone fisiche, l'Assessore regionale per l'economia è autorizzato
a verificare con le competenti amministrazioni finanziarie statali
l'introduzione, a decorrere dall'anno 2019, della no Tax Area
limitata ai contribuenti, con quattro o più familiari fiscalmente a
carico di cui almeno tre figli, tenendo conto della soglia Istat di
povertà, moltiplicata per i coefficienti della scala di equivalenza
ISEE.
4. Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 29 settembre
2016, n. 20, come modificato dal comma 9 dell'articolo 8 della
legge regionale 5 dicembre 2016, n. 24, le parole nell'esercizio
finanziario 2017 sono sostituite dalle parole nell'esercizio
finanziario 2018 e dopo le parole Terme di Acireale S.p.A. in
liquidazione sono aggiunte le parole e di immobili di interesse
regionale .
5. Gli oneri derivanti dalle disposizioni del comma 4 sono
quantificati in euro 999.399,82 per l'esercizio finanziario 2019 e
in euro 984.786,09 per l'esercizio finanziario 2020, così come
specificati nella tabella sottostante:
ANNO INTERESSI CAPITALE
2019 476.837,82 522.562,00
2020 462.206,09 522.562,00
6. Allo scopo di promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie in
campo biomedico mediante la creazione e/o il proseguimento di
attività, anche aventi natura gestionale e organizzativa, volte
alla implementazione di metodologie innovative nel campo
biotecnologico, è assegnata alla fondazione Ri.Med, anche
avvalendosi della società partecipata Ismett s.r.l., per
l'esercizio finanziario 2018, la somma di 10.000 migliaia di euro.
7. Per l'anno 2018 la quota relativa all'anno 2016 del limite
d'impegno di cui al comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale
n. 6 /2009, ridotto ai sensi dell'articolo 7 comma 21 e
dell'articolo 26 comma 3 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3
e ripristinata ai sensi del comma 6 dell'articolo 7 della legge
regionale 9 maggio 2017, n. 8, è ridotta di 19.000 migliaia di euro
e differita all'anno 2021.
8. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale n. 8/2017 le
parole Entro il termine perentorio del 15 maggio 2017 sono
soppresse.
9. Al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale n. 8/2017 le
parole per l'anno 2018 la spesa di 10.000 migliaia di euro, per
l'anno 2019 la spesa di 20.000 migliaia di euro, per l'anno 2020 la
spesa di 23.000 migliaia di euro sono sostituite dalle parole per
l'anno 2019 la spesa di 10.000 migliaia di euro, per l'anno 2020 la
spesa di 20.000 migliaia di euro, per l'anno 2021 la spesa di
23.000 migliaia di euro .
10. Alle autorizzazioni di spesa di cui all'Allegato 2 alla
presente legge, sono apportate le riduzioni di spesa ivi
riportate».
All'articolo 31 gli emendamenti sono solo soppressivi. Si procede
con l'emendamento 31.1, a firma degli onorevoli Cancelleri ed
altri. E' mantenuto?
CANCELLERI. Chiedo all'assessore Armao di dare una spiegazione
generale dell'articolo.
PRESIDENTE. Assessore viene richiesta dal Parlamento una
spiegazione veloce e globale dell'articolo.
ARMAO, assessore per l'economia. Si tratta di una disposizione che
complessivamente riguarda una materia finanziaria e allocano
risorse per far fronte ad una serie di esigenze finanziarie
rilevate dalla Ragioneria generale che sono state inglobate in un
unico articolo e che godono di piena copertura. La circostanza che
ci siano solo emendamenti soppressivi credo che, non essendoci
emendamenti integrativi, possa condurre all'approvazione
dell'articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri?
CANCELLERI. Mi aspettavo una spiegazione un po' più
particolareggiata.
PRESIDENTE. O avete delle domande specifiche oppure l'Assessore ha
fatto quello che doveva fare.
CRACOLICI. Presidente, siccome questo articolo contiene l'allegato
2 della finanziaria...
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non la sento, parli dallo
scranno. Io già sono vecchio, ore sono pure sordo, queste cose non
funzionano, figurati
CRACOLICI. Signor Presidente, era per aiutarla nella procedura.
Questo articolo contiene l'allegato 2 della Finanziaria' che è un
allegato che contiene diversi capitoli, quindi, le suggerirei di
andare avanti perché questo non è un articolo che si fa in dieci
minuti, questo è un articolo piuttosto complesso perché l'allegato
2 contiene diversi capitoli del bilancio.
PRESIDENTE. Assessore, lei è d'accordo con l'onorevole Cracolici?
ARMAO, assessore per l'economia. Lo trattiamo più avanti, non c'è
problema.
PRESIDENTE. Per il Governo non c'è problema.
CRACOLICI. Nel senso che è naturale. E' il bilancio, poi.
ARMAO, assessore per l'economia. Non c'è problema, lo approviamo
più avanti.
PRESIDENTE. Allora, accantoniamo l'articolo 31.
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32
Rifinanziamento della spesa per gli Enti
1. Le autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 28 comma l,
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e all'articolo 4, comma
4, della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni sono complessivamente determinate in
6.288.246,15 euro per l'esercizio finanziario 2018, in 4.837.097,72
euro per l'esercizio finanziario 2019 e in 4.830.170,57 per
l'esercizio finanziario 2020 (Missione 1, Programma 3, capitolo
214107).
2. Il contributo concesso all'Istituto regionale vini e oli di
Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 è determinato per l'esercizio
finanziario 2018 in 175.829,73 euro, per l'esercizio finanziario
2019 in 182.773,76 euro e per l'esercizio finanziario 2020 in
182.554,98 euro (Missione 16 - Programma 1 - capitolo 147325).
3. Il contributo concesso all'Istituto regionale per lo sviluppo
delle attività produttive ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinato,
per l'esercizio finanziario 2018 in 940.306,81 euro, per
l'esercizio finanziario 2019 in 817.007,50 euro e, per l'esercizio
finanziario 2020 in 815.837,48 euro (Missione 14 - Programma 2 -
capitolo 343315).
4. Il contributo concesso agli Enti regionali per il diritto allo
studio universitario della Sicilia ai sensi del comma 2 quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999 è determinato,
per l'esercizio finanziario 2018 in 2.117.601,53 euro, per
l'esercizio finanziario 2019 in 1.998.605,53 euro e, per
l'esercizio finanziario 2020 in 1.995.743,35 euro (Missione 4 -
Programma 4 - capitolo 373347).».>
Anche l'articolo 32 è accantonato.
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Articolo 33
Fondo regionale per la disabilità e la non autosufficienza
1. Il comma 5 dell'articolo 9 della legge regionale 9 maggio 2017,
n. 8 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dai
seguenti:
5. A decorrere dall'esercizio finanziario 2018, nelle more della
definizione dei L.E.A. per la disabilità gravissima da parte del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e della redazione
dei piani personalizzati, le modalità e i criteri attuativi di cui
al comma 1 sono determinati con Decreto del Presidente della
Regione, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, su proposta dell'Assessore regionale
per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro e dell'Assessore
regionale per la salute, previo parere della VI Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
5 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui al
comma 5 e della determinazione dell'importo annuo dovuto, nei
limiti dello stanziamento di bilancio, agli aventi diritto sulla
base delle istanze presentate nell'anno 2017, è erogato, salvo
conguaglio, il beneficio nella misura prevista dall'articolo 1
della legge regionale 1 marzo 2017, n. 4 e determinato con il DPRS
n. 545/Gab, previa sottoscrizione di Patto di cura . L'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro, con
propria disposizione, può prevedere l'apertura per la presentazione
delle domande per i nuovi soggetti affetti da disabilità
gravissima. .
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 9, comma 10,
della legge regionale n. 8/2017, per le finalità di cui al comma 2,
lettere a) e b) del medesimo articolo, è incrementata, per gli
esercizi finanziari 2018 e 2019, dell'importo annuo di 30.000
migliaia di euro.
3. Le risorse finanziarie di cui al comma 2, lettere a) e b)
dell'articolo 9 della legge regionale n. 8/2017, autorizzate per
l'esercizio finanziario 2017, e reimputate all'esercizio
finanziario 2018, appostate sul capitolo 183808, che residuano a
seguito del completamento delle procedure per l'anno 2017,
integrano la dotazione finanziaria per l'anno 2018 del Fondo
regionale per la disabilità e per la non autosufficienza .
4. Sono abrogati il comma 9 dell'articolo 1 e il comma 16
dell'articolo 9 della legge regionale n. 8/2017.
5. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea nella
seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018.».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 33.13, a firma degli
onorevoli Cancelleri ed altri. Chiederei all'onorevole Cancelleri
di ritirare questo emendamento.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare il suo collega per cui lo
faccio solo scavalcare dal capo del partito. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, no ma io lo
faccio in maniera molto veloce, la ringrazio. E' chiaro che gli
emendamenti soppressivi come li ho presentati a tutti gli articoli,
a tutti i commi, visto che per cinque anni con il presidente
Ardizzone ho fatto una discreta gavetta, capendo che durante la
discussione della Finanziaria' è meglio avere un emendamento per
potere in qualche modo bloccare e chiedere al Governo delle
delucidazioni.
PRESIDENTE. Conosciamo bene questa strategia.
CANCELLERI. Per carità nessuno è contro gli affidamenti dei
disabili, ci mancherebbe altro.
PRESIDENTE. Conosciamo anche perché lei voglia chiarire in questa
occasione.
CANCELLERI. Ecco, grazie.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Musumeci, Assessori, ieri abbiamo avuto qui sotto al Parlamento i
disabili che hanno manifestato e c'erano una cinquantina di
carrozzine, tanti familiari, tanti disabili e chiedevano con forza
e continuano a chiederlo con forza che questo Parlamento
PRESIDENTE. Potete per favore stare un attimo più in silenzio o
comunque se proprio non potete fare a meno di parlare di farlo
sottovoce perché altrimenti non si sente nulla.
PASQUA. faccia tutto il possibile per soddisfare le loro
esigenze.
Come piccola premessa diciamo ho apprezzato il suo recentissimo
post che ha fatto, quel video per spiegare le parole che ieri sono
state, forse, travisate quando si riferiva alle somme che avete
messo a disposizione per i disabili, quelle parole erano state
sicuramente travisate.
In ogni famiglia, credo, e lo diciamo tutti in siciliano, succede
così che quando ci sono pochi soldi in ogni famiglia diciamo:
L'importante è ca mancianu i picciriddi . E cosa sono i disabili
per questa Regione? Secondo noi sono i picciriddi , i più
indifesi, i più deboli.
E' questo che dobbiamo risolvere prima Perché le faccio questo
esempio perché prima di fare tutto il resto, tutto il resto, questo
Governo, ma anche noi parlamentari di maggioranza, di opposizione,
dobbiamo pensare ai problemi dei più deboli, dei più indifesi,
dobbiamo trovare tutte le risorse necessarie per soddisfare
l'esigenza dei più deboli.
Per questo noi abbiamo criticato, all'inizio di questa
Finanziaria', della trattazione di questa legge di stabilità,
quegli emendamenti che portavano denaro, oggi, ai conigli, poi alla
gara di rally e ad altre piccole iniziative che abbiamo chiamato
marchette. Quando in una famiglia non ci sono i soldi per mangiare,
prima, devono mangiare i picciriddi e per noi i disabili sono
questi. Quindi, le chiedo, presidente Musumeci, di farlo come
sfida. Facciamo una cosa: questo Parlamento ha bocciato alcuni
articoli e si sono rese disponibili delle somme. Prendiamo quelle
somme e mettiamole subito, con un emendamento del Governo, nei
capitoli riguardanti i disabili, gravi, gravissimi, psichici, e
tutto il resto. Mettiamoli adesso, perché in questo momento si sono
liberati i 6 milioni dell'articolo 16, non mi ricordo bene, e altre
somme. Se riusciamo a farlo, avremo dato un segnale fortissimo.
Illustro anche i commi ai quali ho chiesto di portare dei piccoli
subemendamenti. La parte che chiedo di cambiare sono le parole
nel limite dello stanziamento di bilancio . Seguono la stessa
ratio. Nei limiti dello stanziamento di bilancio c'è una sentenza
della Corte costituzionale che ci dice che non ci deve essere un
limite per le somme che si devono destinare ai disabili. E' la
Costituzione che ce lo chiede, non l'Europa, la Costituzione.
Chiedo di cambiare, anche, le parole può prevedere con
prevede . Perché è necessaria una finestra annua, questo
Parlamento deve chiedere una finestra obbligatoria ogni anno. E non
può prevedere che potrebbe anche non essere previsto.
In ogni caso chiedevo l'abrogazione del comma 4. Ma noto, con
piacere, che il Governo ha presentato un emendamento soppressivo
anche del comma 4.
Per questo motivo invito tutti i colleghi e questa parte politica
del Movimento Cinque Stelle voterà favorevolmente a questo
articolo, anche in funzione del fatto che abbiamo un'emergenza,
abbiamo una necessità: devono mangiare i picciriddi .
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
della Regione al quale chiederei un po' di attenzione. Noi tutti
sappiamo qual è l'eredità che questo Governo assume su di sé, su
questo tema che è un tema umanamente doloroso, oltre che
economicamente impegnativo. Con il governo Crocetta siamo riusciti
ad estendere alla strana categoria degli idonei non beneficiari,
dagli studenti ai disabili. Abbiamo scoperto lo scorso anno che si
partiva per potere finalmente garantire un assegno di decenza, di
sopravvivenza, a tutti i disabili per poi scoprire che molte
famiglie non l'avevano ricevuto. Idonei ma non ancora in
condizione di .
E abbiamo scoperto dalla Corte dei Conti come questo tema sia
stato un tema di rapina, rapina economica e rapina morale. Quando
la Corte dei Conti, prima ancora di questa Aula, prima ancora dei
banchi del Governo, prima ancora della funzione della politica, ci
racconta che 800 mila euro erano destinati all'assistenza dei
disabili in carico presso l'Iridas e l'Aias e venivano utilizzati
per pagare le trasferte, i pranzi, le cene e gli alberghi dei
familiari degli amministratori di questi due enti, ci racconta una
cosa molto grave che non è soltanto il furto con poca destrezza di
queste risorse ma un crollo verticale del senso morale che dovrebbe
accompagnare le scelte della politica. In un settore in cui noi
abbiamo una responsabilità in più, perché chi è disabile ha meno
voce per difendersi.
E non credo che sia soltanto un problema di risorse, signor
Presidente, che sono poche, anche di fronte a un numero di idonei
che è aumentato fino a 10 mila. Si dice che servono 180 milioni di
euro. Le risorse sono poche, ma quello che a me preoccupa e che
assumo come un impegno che il Governo sta assumendo, ma che vorrei
che il Governo assumesse sentendo l'urgenza di questo impegno, è
quando noi leggiamo nell'articolato nelle more della redazione
dei piani personalizzati .
Noi abbiamo bisogno di considerare questo assegno integrativo non
sostitutivo. Queste risorse economiche servono ad integrare servizi
che devono essere garantiti ai disabili ed alle loro famiglie
attraverso piani personalizzati che sono piani di vita perché
l'impegno di un'istituzione politica e dell'intera comunità non è
quella di garantire la sopravvivenza alimentare ma la dignità della
vita
E, allora, ci rendiamo conto che voi assumete un'eredità pesante
però, nelle more della costruzione di questi piani di vita
personalizzati è una espressione, signor Presidente, che vorrei
sottrarre all'urgenza delle risorse perché non è più un problema di
risorse ma di capacità di offrire servizi che siano anche di
inserimento sociale, di garanzia di dignità minima attraverso
l'intera rete sanitaria alle decine di migliaia di disabili i
quali, ripeto, meritano una risposta che riguardi il diritto alla
vita non solo alla sopravvivenza
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, signori
deputati, intervengo sulla norma che è stata proposta dal Governo
per chiarirne in qualche misura i contorni. Ricorderanno gli
onorevoli parlamentari che il Parlamento si è già occupato del tema
della modifica della norma che, oggi, viene proposta e lo ha fatto
sulla fine dello scorso anno quando si è dovuto assumere la
responsabilità di dare copertura economica, in fase finale di
legislatura, ad un intervento che era stato ereditato dal bando
che, in via di accertamento, ha portato a crescere il numero
complessivo dei disabili a circa 13 mila unità.
Quella fase è stata gestita con assoluta tempestività dal Governo
e dall'indomani il Governo, lo ha fatto l'Assessorato alla salute
per le proprie competenze, lo ha fatto l'Assessorato alla famiglia
per le sue competenze, ha avviato un'azione di monitoraggio per
comprendere quali necessità economiche dovevano essere sottoposte
all'attenzione del Parlamento in questa sessione di bilancio ma per
adempiere anche, e rispondo all'onorevole Fava raccogliendo
integralmente il senso delle sue indicazioni, ad alcuni impegni che
il Governo aveva assunto nel corso della campagna elettorale perché
tali erano stati assunti dal Presidente della Regione.
Penso alla fase di attuazione del piano di assistenza
individualizzato e penso anche che, per dare esecuzione alla fase
di attuazione del piano di assistenza individualizzato,
l'Assessorato alla salute ha messo a disposizione delle Asp per il
potenziamento delle UVM un progetto a far valere sui fondi di PSN
perché poi i piani di assistenza individualizzata devono essere
resi operativi dall'intervento che le UVM devono fare.
Stessa cosa ha fatto il Governo nella valutazione che ha avuto con
l'autorità di gestione del Fondo sociale europeo per mettere in
campo quelle risorse aggiuntive, necessarie e direi quasi
indispensabili per dare corpo ad una platea che non può essere
limitata soltanto ai disabili gravissimi ma che vede anche compresi
i disabili gravi e la misura 9.3.4 consentirà nell'anno in corso di
mettere in campo i bandi per coprire un'altra delle esigenze che il
Governo ha ereditato.
Complessivamente, e voglio dirlo perché lo ha detto prima il
Presidente della Regione e lei onorevole Pasqua lo ha ricordato dal
podio nel riferirsi ad un video che il Presidente ha pubblicato
poco fa sulla sua pagina facebook e chi ci ascolta può anche andare
ad osservare, il Governo mette a disposizione in questa manovra tra
le risorse regionali e le risorse nazionali oltre 226 milioni di
euro che posso leggere nel dettaglio, a questi si possono
aggiungere gli interventi sulla misura del Fondo sociale europeo;
fanno queste due misure della Regione siciliana quella in Italia
che copre il maggiore investimento in politica per la disabilità.
E questo penso debba essere riconosciuto come merito non tanto del
Governo che in ogni momento ha dichiarato di volere fare di questa
scelta una delle scelte strategiche della propria legge
Finanziaria', ma penso che vada a merito di una Regione che con
questi interventi che dovranno essere, poi, accompagnati da una
capacità di gestione migliore da parte delle Asp, che dovranno
essere accompagnati da una capacità di gestione e direi anche di
controllo perché quando il Governo ha detto e, voglio ribadirlo,
per averne raccolto il consenso da parte dei familiari di tutte le
associazioni che abbiamo incontrato insieme alla collega Ippolito
in più di una occasione, quando il Governo dice che vogliamo dare
corso ad una manovra e ad una misura che consenta di rispondere in
termini di giustizia ad una esigenza sociale, avvertiamo anche il
dovere e la responsabilità di dire che, poi, nel decreto del
Presidente della Regione che gli Assessori proporranno alla firma
del Presidente della Regione, dovremo anche avviare un criterio di
controlli perché, se in alcune delle ASP il livello di valutazione
di accertamento positivo delle domande raggiunge il 40 per cento ed
in altre raggiunge il 20 per cento, evidentemente, c'è un margine
di controllo che è in capo alla responsabilità del Governo e che è
in capo alla responsabilità di chi poi deve far sì che le risorse
vadano a chi ne ha veramente bisogno.
E sul punto dell'intervento dell'onorevole Pasqua sulle ulteriori
risorse che potrebbero essere aggiunte al Fondo riterremmo, avendo
dettagliato qual è il conto totale delle risorse disponibili, di
poter riservare qualsiasi ulteriore intervento anche in corso della
manovra di assestamento di bilancio. Lo dico perché, oggi, alcune
delle norme che sono state apprezzate dal Parlamento non in termini
positivi e che formano oggetto di disegni di legge che sono stati
approvati dalla Giunta quest'anno, penso agli aiuti alle famiglie,
penso agli aiuti alle giovani coppie, devono anche avere una loro
copertura ove il Governo intenderà, nel confronto con il
Parlamento, deliberare e affrontare.
Siccome noi, oggi, abbiamo un dato di stima perché, onorevole
Pasqua, se noi dovessimo dire che le risorse per i disabili
gravissimi appostate e l'ulteriore intervento non fosse sufficiente
a coprire la spesa, verosimilmente saremmo noi i primi essendosi
liberate delle risorse a proporre al Parlamento l'utilizzo di
queste risorse. Abbiamo due strumenti davanti: un fondo capiente
per raggiungere, certamente, la fase di assestamento di bilancio ed
una fase successiva, quella dell'assestamento di bilancio sul quale
si potranno produrre gli interventi.
Perché è credibile il Governo che propone al Parlamento questa
strada? Perché il Governo nel confronto con il Parlamento lo scorso
28 dicembre 2017 e sono certo anche con questo intervento di legge,
che voglio sperare raggiungerà l'unanimità dei voti del Parlamento,
riscatta per la Sicilia un'immagine non certamente edificante che
risale, però, a tanti mesi fa.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevole Presidente, vorrei che
fosse ben chiaro quello che è successo in Commissione Bilancio'.
Noi abbiamo affrontato la questione del fondo con un rigore
assoluto, consapevoli che questo tema era per il Governo una
priorità assoluta, perché trovare nel bilancio queste risorse
certamente non era facile. Non le nascondo che in Commissione
Bilancio' il riuscire a trovare queste risorse ha comportato una
seria valutazione di quella che doveva essere la composizione delle
tabelle.
Abbiamo ribadito, come coalizione, che per quanto ci riguardava il
tema dell'implementazione del fondo era anche per la sua coalizione
una priorità, perché non c'è ombra di dubbio che rispetto a quello
che speravamo fosse fatto nella scorsa legislatura e che non è
stato fatto, abbiamo visto non solo il Governo essere impegnato e
noi come Commissione non potevamo fare altrimenti.
La Commissione poi ha votato all'unanimità e oggi se abbiamo
questo risultato - mi permetto di dire - significativo è
ascrivibile, certamente, al suo Governo, alla sua coalizione, ma
anche alla Commissione che poi ha fatto la sua parte.
Aggiungere altre risorse, come suggeriva l'onorevole Pasqua, mi
sembra superfluo. Io dico che bisogna, invece, procedere secondo
quello che diceva poc'anzi l'assessore Razza perché solo così
potremo avere un serio processo di attenzione verso i soggetti
portato di handicap. Dare soltanto i soldi senza avere un piano
sanitario per ogni persona significa non dare una risposta adeguata
agli ammalati.
Su questo, Presidente, tutti gli impegni che lei assumerà - le
ripeto, ancora una volta - per quanto riguarda la sua coalizione
questo argomento è altrettanto una priorità di tutte le
disposizioni legislative che il Governo vorrà suggerire.
DI PASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, la discussione su questo articolo mi
riporta indietro alla scorsa legislatura.
Non è stato un bel momento per tutta la politica, è servito
sicuramente per mettere al centro una questione.
In quell'occasione ci sono state veramente grandi responsabilità
nella gestione di tutta questa vicenda.
Dico ciò perché ci sono state delle cose che ci hanno fatto
sentire in imbarazzo. Serviva sicuramente anche ciò per arrivare a
questo punto.
Ho apprezzato l'intervento dell'assessore Razza soprattutto nel
passaggio in cui ribadiva che i soldi devono andare a chi ne ha
realmente bisogno.
Non mi metto a speculare sulle parole che ha detto il Presidente
perché le capisco e capisco il loro significato nel momento in cui
dice che dobbiamo stare attenti ai falsi invalidi.
In questo caso dovrà esserci una lotta dura da parte di ciascuno
di noi perché ogni centesimo dato ad un falso invalido è davvero
una cosa orribile, un errore enorme che possiamo commettere.
Mi permetto di dire, Presidente, per una questione di chiarezza,
che - fermo restando che condivido le cose dette - c'è stato un
percorso avviato, sebbene con tutti gli aspetti negativi, e lei
ricorderà benissimo che in Commissione Bilancio' furono appostate
le prime risorse e che successivamente da tutte le verifiche
effettuate non sono risultate sufficienti ed avete predisposto
l'intervento per completare quel percorso avviato.
Penso che questo sia un intervento del Parlamento, non perché
voglio espropriare qualcosa a lei che sicuramente ha la sua parte,
l'ha fatto, ma è qualcosa che ha avviato il Parlamento già nella
scorsa legislatura dopo - e mi assumo le responsabilità di quanto
sto per dire -, tutta una serie di criticità e di elementi non
positivi, dopodiché siamo arrivati qui e speriamo di completare.
Completeremo questo intervento, e lo faremo bene, quando
riusciremo a dare a chi merita, a chi ha bisogno il contributo e ad
individuare chi ne ha bisogno ed a stralciarli da questo
intervento.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottolineare alcuni aspetti che attengono all'elemento di
innovazione di questo articolo che, di fatto, finalmente istituisce
per la prima volta una reale integrazione tra due ambiti
dell'Amministrazione regionale.
Se è vero che nella legge di stabilità del precedente Governo era
stata posta in essere un'esigenza che, di fatto, andava incontro al
tema della disabilità, per la prima volta, quest'anno e con questo
Governo, l'istituzione di un unico capitolo acquisisce carattere di
operatività.
Accade che, dopo l'istituzione del fondo nazionale delle
autonomie, dopo il progressivo trasferimento delle riduzioni da
parte dello Stato nei confronti delle regioni e nei confronti dei
distretti socio-sanitari, si passa ad una progressiva ed ulteriore
riduzione negli anni.
Accade, quindi, che quella bimbetta fragile fragile, che era
rappresentata dalla legge n. 328 di riforma dei servizi sociali e
socio-sanitari, di fatto non abbia mai luce.
Quella bimbetta fragile fragile, rappresentata dalla 328, di
fatto, non riesce ad avere una sua applicazione, non solo per i
sempre minori trasferimenti da parte dello Stato nei confronti dei
distretti socio-sanitari ma per una assenza di integrazione tra i
servizi sociali e i servizi sanitari.
Questo è quello che prova, ad onor del vero, il Governo regionale
precedente a superare ma lo fa soltanto con una teorizzazione di un
principio che non viene applicato, e non viene applicato perché i
due rami dell'Amministrazione, fino ad ora, di fatto non hanno mai
discusso su come rendere operativa quella integrazione e se questo
attiene tutte le dimensioni della presa in carico delle fragilità
che attiene il mondo delle marginalità sociali, che attiene il
mondo delle politiche di inclusione socio-lavorativa, figuriamoci,
a maggior ragione, nell'ambito delle disabilità.
Finalmente, questi due assessorati oggi, aldilà della mera
implementazione delle risorse, perché ci sono aspetti che poi
consentono quell'effetto moltiplicatore che attiene la dimensione
dello sviluppo delle risorse, che prescindono persino dalle risorse
impiegate.
Laddove i servizi sociali, finalmente, laddove l'utente che arriva
al servizio che rappresenta di fatto l'antenna sensibile del
territorio a partire dai servizi sociali territoriali dei comuni,
laddove l'utente, in questo caso con disabilità, ha la percezione e
la certezza, oltre che la sensazione, che quell'istanza va ben
oltre l'erogazione che può essere data dal servizio sociale, ecco
che scatta, Presidente, quell'alleanza, quell'alleanza tra utente,
destinatario del servizio ed ente che eroga il servizio stesso
tendendo la mano a quell'elemento di fragilità.
Ecco, io credo che questo sia l'elemento vero di innovazione
oltre, e ben oltre, le risorse che vengono investite.
Questo ci consentirà, finalmente, di sedere anche ai tavoli
nazionali, rispetto al Ministero, con una diversa credibilità certi
del fatto che si trova una interlocuzione seria che punta non
soltanto alla erogazione di un voucher, all'erogazione di una somma
che giustamente deve essere definita rispetto ai temi della presa
in carico del soggetto disabile. Ma che va oltre, va oltre e guarda
a quei piani individualizzati che rappresentano una vera presa in
carico del soggetto laddove dialogano i servizi sociali
territoriali, insieme all'ASP, e laddove necessario gli elementi e
le istituzioni chiamati ad una presa in carico a partire spesso
anche da alcuni servizi come i tribunali e laddove si parla della
presenza del minore questo ovviamente assume ulteriore valenza.
Quindi, finalmente una norma importante rispetto alla quale
manifestiamo grande apprezzamento.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Onorevole Presidente Musumeci, prendo atto di questa
svolta importante. Quando ci insediammo, quando lei fece e ci
spiegò il suo programma, io parlai di stile, e lo sa perché?
Perché stasera sto apprezzando la sobrietà e la mancanza di
strumentalizzazione perché questa Amministrazione regionale, la sua
Giunta, porge la mano alle fragilità senza farne un momento
politico ma, anzi, un momento umano perché è così che si fa, si
fanno le cose con sobrietà, modo pratico, reale. Io sono convinto
che questo è il metodo che ci porterà verso grandi obiettivi.
Approfitto di questo intervento per ringraziare la Giunta e il
team, l'Assessore Razza, l'Assessore Ippolito, perché so che
lavorate bene insieme, perché penso che una squadra si diventa
squadra quando si lavora insieme.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
intervenire su una norma di questo tipo che tra l'altro, insomma,
deriva dall'attività che facevo in precedenza.
Un'attività che ha visto anche mettermi a disposizione della
Commissione per quelle che erano le competenze e lì abbiamo
lavorato in maniera sinergica senza steccati al di là di
opposizioni e maggioranza e siamo arrivati a un punto. A volte mi
sto accorgendo che anche rispetto ad altri articoli di questa
finanziaria noi tendiamo all'ottimo; attenzione, l'ottimo è nemico
del buono e il punto di partenza va sempre valutato.
Noi avevamo un punto di partenza su una fattispecie di questo
tipo dove non c'era grande attenzione, è stato fatto qualcosa,
sull'onda dell'emozione, sull'onda della pressione della piazza
nella scorsa legislatura, che evidentemente andava aggiustata, la
norma oggi prevede certezza di diritto in favore dei disabili, ma
prevede altresì che i disabili non vengono o la loro attenzione non
si fermi a una data, infatti, in tal senso stiamo concordemente con
gli assessori competenti presentando un emendamento in cui può
prevedere dell'articolo 5 bis per ultima linea prevede, appunto,
tra virgolette, il prevedere, prevede cioè a dire ogni anno
l'Assessorato, gli Assessorati competenti potranno ampliare qualora
ci siano gli aventi diritto la platea di coloro i quali accedono ai
benefici.
Debbo dire che è una gran norma di grande respiro, certamente nel
tempo occorreranno degli aggiustamenti e delle sistemazioni
rispetto all'attuale, così come oggi si sta facendo, però bisogna
dare atto al netto delle idee di ognuno di noi che questa è una
norma di grande respiro, una norma di grande rispetto, una norma
che da certezza di diritto ora e nel prosieguo.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riferisco
soprattutto alla Giunta, agli Assessori e al Presidente, io non mi
esprimo in merito, a questo aggiustamento di una iniziativa già
fatta e a una disponibilità di fondi per i disabili; però ritengo
che se veramente questo Governo ha intenzione di effettuare quelle
riforme che creino una discontinuità rispetto al passato, uno dei
temi in cui può fare la differenza subito dopo la finanziaria, è
una riforma complessiva del sistema del welfare e dell'assistenza
perché in ogni caso come si vede anche dagli interventi dei
soggetti beneficiari, non è solamente con le risorse destinate o
dirette che si risolve il problema ma con la fornitura di servizi e
con un inquadramento più generale.
Mi risulta che siamo l'unica Regione che monetizza in qualche
modo il bisogno. Però, io ritengo che una riflessione complessiva
sul tema della disabilità, sul tema della 328, sul tema dei servizi
forniti dal Comune e anche tenendo conto di quelle che sono le
scarsità delle risorse a disposizione, ritengo che sia il modo più
serio, anche se richiede più tempo, per affrontare una riforma che
sia, in qualche modo, più congrua alla situazione, partiamo
dall'analisi dei bisogni complessivi, vediamo le risorse che ci
sono a disposizione e da un confronto con i soggetti interessati.
Ritengo che ci sia la disponibilità da parte dell'Aula a un
progetto di riforma complessiva.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito fra
ieri e oggi gli interventi in Aula dell'onorevole Presidente della
Regione, un video di oggi pomeriggio, credo in Sala stampa,
comunque nel Palazzo, oggi.
Volevo pensare in qualche modo di analizzare ciò che avevo
sentito, perché ieri ho ascoltato un discorso articolato da cui
estrapolo una frase che non voglio decontestualizzare: la frase
dice: Se non ci fossero i disabili, avremmo più soldi per fare
altro . Nessuna polemica sulla frase. Oggi, però, dice che questo
intervento in questa finanziaria è il fiore all'occhiello.
Dico che la frase di ieri, per carità, mi sembra sia stata
detta semplicemente per dire a qualcun altro che non aveva trovato
guarda che la colpa non è mia se non posso finanziarti il teatro,
piuttosto che l'associazione, piuttosto che quell'altro intervento,
ma è colpa degli interventi che dobbiamo fare .
Bene Credo una cosa: la politica è scelta. De Gasperi diceva:
Governare significa fare e ti devi prendere
(Interruzione dell'onorevole Milazzo)
PRESIDENTE. Fate parlare l'onorevole Cancelleri
CANCELLERI. Siamo allo stadio Il coro della curva nord
De Gasperi diceva: Governare, significa fare . Quando governi e
quando fai ti devi assumere le responsabilità delle scelte. Ed è
la scelta che caratterizza il coraggio di chi sta facendo politica
e sta guidando e amministrando una Regione. Le scelte sono quelle
che poi raccontano alla storia l'uomo che sei stato.
Noi, rispetto a questo capitolo di bilancio, quale scelta stiamo
facendo? Rispetto a questo intervento, quale scelta stiamo facendo?
Rispetto a questo intervento quale scelta stiamo facendo? Quando tu
mi vieni a raccontare che hai aumentato di 30 milioni di euro, il
capitolo già insufficiente, che era del Governo Crocetta, che -
ricordatevi - era costruito su risparmi di capitoli di spesa che
non sono poste di bilancio prioritarie, non abbiamo preso soldi e
li abbiamo messi lì Abbiamo detto: i risparmi della centrale
unica di committenza, i risparmi di altri tagli che potrebbero
verificarsi che ancora non ci sono, però, Presidente, non le dico
io queste cose, basta scendere per strada.
Come l'altro giorno il 27, alle 11.00 del mattino, i ragazzi e
le famiglie dei disabili erano qua giù; sono loro a dire queste
cose, sono loro che sono diventati fini giuristi e hanno capito
che fino a quando non ci sarà in questa finanziaria o comunque in
questa Regione, una legge che renderà perenne il finanziamento,
dovrebbe diventare come un vitalizio, come tanti di quei 17 milioni
di euro che ogni anno paghiamo da questa Assemblea regionale per i
vitalizi degli ex deputati regionali.
Ecco, dovrebbe diventare un vitalizio perenne e per sempre su
cui nessuno dovrebbe più mettere le mani e non leggi di intervento
che, di volta in volta, si fanno e andando a raschiare qua e là,
perché quando raschi qua e là non lo stai mettendo come scelta del
tuo Governo, stai dicendo semplicemente che qualora dovessi
risparmiare. Però, io ragiono con il buon senso del padre di
famiglia e dico che tutto quello posso permettermi risparmiando
vuol dire che l'ho sto in qualche modo come spesa secondaria e non
prioritaria, e mi dispiace perché purtroppo a questo tema non
riesco a guardare come a una spesa che non è prioritaria. Non può
essere inquadrata in questo modo e mi dispiace anche perché
manchiamo di rispetto alle tante persone che si aspettano, da
questa Regione, da questo Governo, finalmente, una soluzione
definitiva e vera.
Su questo articolo, sul quale ovviamente ci mancherebbe altro,
solo qualche stupido, può da qualche pagina facebook, fare una
speculazione dicendo: Cancelleri ha firmato il soppressivo , è
ovvio che lo si fa un attimo per fermare il Governo e dare la
possibilità ai parlamentari di intervenire altrimenti andrebbe
immediatamente..
RAZZA, assessore alla salute. Su questo tema?
CANCELLERI. Su questo tema, perché l'ho presentato su tutti gli
articoli, per cui sono fuori da ogni polemica e da ogni possibilità
e non ci fa niente se c'è un articolo soppressivo che un secondo
dopo viene ritirato, ma intanto ho dato respiro alle opposizioni
per potere intervenire e chiedere parola, questo è il lavoro che
abbiamo sempre fatto e lo si fa in maniera strumentale perché si
scrive avete visto, bravi, vi siete fatti la polemica su facebook
e ci siete anche riusciti, avete preso quei 20-30 like
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, si rivolga alla Presidenza
dell'Assemblea, per favore.
CANCELLERI. Mi scusi, signor Presidente, mi rivolgerò a lei.
Concludo anche perché è scaduto il tempo. È imprescindibile, se
voi avete a cuore davvero di volere affrontare questa cosa
soprattutto dopo le dichiarazioni dell'assessore Razza che dice il
capitolo è capiente, allora io non vedo il perché gli emendamenti
del collega Pasqua, Di Paola e Pagana che è il 33.4 di eliminare
nei limiti dello stanziamento di bilancio se il capitolo è
capiente è chiaro che questa cosa, ovviamente, deve essere
accettata.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 33.13 e 33.8 sono ritirati.
Si passa all'emendamento 33.4. Onorevole Pasqua, immagino che
questo lo debba ritirare perché altrimenti dovrei dichiararlo
inammissibile.
PASQUA. Perché?
PRESIDENTE. Perché se non è nei limiti; vuol dire che non è
coperto.
ZAFARANA. Perché non è capiente?
PRESIDENTE. Per quanto capiente sempre nei limiti del
CANCELLERI. Ma se l'Assessore dice che il capitolo è capiente
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, la prego
CANCELLERI Il Governo sta dicendo che la copertura c'è
PRESIDENTE Ma per quanto capiente, potete stabilire una quota
all'interno della capienza ma mettere senza limiti non è
possibile
CANCELLERI Allora sta dicendo che non è sufficiente
PRESIDENTE. E' ritirato onorevole Pasqua?
CANCELLERI. No, noi non lo ritiriamo
PRESIDENTE. E' inutile che chiedo, scusi, io chiedo volentieri al
Governo ma il Governo non mi può dire che c'è una capienza
illimitata, per cui se non mettiamo nei limiti
RAZZA, assessore per la Salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la Salute. La norma è tecnica e pensavo di
averla anche spiegata. Oggi lo stanziamento di bilancio è
sufficiente e capiente per fare fronte a tutte le domande che sono
state valutate positivamente; siccome chi amministra, chi governa,
chi scrive le leggi deve avere la prudenza, mi pare che sia stato
lei, onorevole Cancelleri, del buon padre di famiglia, non possiamo
prescindere dal fatto che ci sono alcune ASP che hanno fatto delle
commissioni dalle quali può nascere un contenzioso, è la prudenza
che è in relazione ha un contenzioso, essendo state più di 30 mila
le domande e 12 mila e 700 circa le persone ammesse ad oggi. La
capienza è per tutti gli ammessi, il buon padre di famiglia, il
legislatore acuto, quello accorto, quello che tende ad essere
attento, anche perché come ci siamo detti intendendoci
reciprocamente anche con alcuni colleghi del suo gruppo, c'è
l'assestamento di bilancio, la capienza e il dettaglio che posso
leggere dice che oggi ci sono sul fondo 226 milioni 557 mila euro
che così sono dettagliate:
articolo 9, comma 2, lettera a) autorizzazione legge regionale
8/2007 articolo 9, 122 milioni, DDL stabilità 2018 incremento
risorse articolo 9, comma 2 lettera a) e lettera b) 30 milioni,
Fondo nazionale per l'assistenza 2017 41.284, fondo nazionale per
l'assistenza 2016 12 milioni 273, risorse 2017 imputate per l'anno
2018 21 milioni. Totale 226 milioni 557, lo metto a disposizione
per l'Assemblea, a questi come dicevo poco fa, per fare fronte alle
altre spese e alle altre indicazioni la misura è 9.3.4 vedrà
attivare secondo le indicazione avuto con l'autorità di gestione,
ulteriori 40 milioni di euro per finanziare progetti voucher.
Rispetto a questo, gli assessori della salute e delle politiche
sociali proporranno un decreto del Presidente della Regione, che
condivideranno con i rappresentanti delle famiglie, con le
associazioni, che concerteranno con il Garante della disabilità il
percorso che sempre fino ad oggi abbiamo seguito.
L'Assemblea ha l'assestamento di bilancio, ove dovessero esservi
delle condizioni di criticità, quella sarà la sede. Ad oggi, fatto
fronte dell'istruttoria fatta e fatta fronte delle indicazioni,
penso che da questo punto di vista, un invito al ritiro di questo
emendamento da parte del Governo possa stabilire un clima di
condivisione su una norma che, come ha detto lei, dovrebbe unire e
non dividere.
PRESIDENTE. Peraltro, vorrei chiarire che, a prescindere da quello
che dice il Governo, se noi facessimo passare come Parlamento una
norma su questo o su qualsiasi altro argomento in cui togliamo nei
limiti della capienza di bilancio, autorizzeremmo come Parlamento,
il Governo a fare debiti fuori bilancio. Cosa che non può
succedere.
Il Parlamento può ottenere, votandola una cifra diversa coperta da
altre poste, ma chiedere non nei limiti dello stanziamento di
bilancio, è proprio praticamente impossibile.
Se è ritirato, onorevole Pasqua, altrimenti lo devo dichiarare
PASQUA. No, non è ritirato.
PRESIDENTE. Non essendo ritirato, lo pongo in votazione.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
prima il collega Pasqua ha precisato che la necessità di stabilire
somme indefinite nella loro misura per garantire in corso di
esercizio l'ammissione di qualsiasi domanda, non è una scelta di
questo Governo o di questo Parlamento, ma un obbligo sancito dalla
Corte costituzionale. Quindi o questo Parlamento, o questo Governo
è in grado di andare oltre una sentenza di Corte costituzionale
oppure non abbiamo scelta.
PRESIDENTE. Il 33.4 è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 33.5 che a me sembra identico
all'emendamento 33.15.
A questi due emendamenti è stata aggiunta la firma dell'onorevole
Pullara e dell'onorevole La Rocca Ruvolo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 33.5. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sono approvati anche gli emendamenti 33.15 e 33.1 aventi identico
contenuto.
Si passa all'emendamento 33.9. Onorevole Cancelleri, lo mantiene?
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato.
L'emendamento che recita: Il comma 3 è soppresso , è ritirato.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, abbiamo presentato a firma di tutto il
Gruppo un altro emendamento al comma 2 che modifica la cifra da 30
milioni a 40 milioni e vorrei che questo fosse distribuito e
discusso perché siccome diciamo sempre che mancano i soldi e allora
noi potremmo fare per una volta. Non lo so, ancora non è stato
distribuito.
PRESIDENTE. No, l'emendamento era soppressivo ed è stato ritirato.
ZITO. E' un altro emendamento a firma di tutto il Gruppo
parlamentare, poi, abbiamo detto spesso e volentieri non riusciamo
a trovare le somme e sarebbe anche un bel gesto per una volta
aumentarle queste somme e portarle da 30 milioni a 40 milioni, 10
milioni da dove li prevediamo? Li prevediamo dai tagli degli
stipendi e le diminuzioni dei vitalizi. Questo ovviamente va fatto
entra 30 giorni. L'Ufficio di Presidenza si stabilisce che si può
riunire
PRESIDENTE. Onorevole Zito, la supplico..
ZITO. Mi deve fare finire di parlare
PRESIDENTE di evitare di cadere in questi giochi di demagogia
perché veramente cadrebbe la mia impressione positiva che ho nei
suoi confronti, diventerebbe immediatamente negativa. Chiedo scusa,
è inammissibile perché la copertura si trova della Regione non nei
conti di altri. Grazie. Andiamo avanti. Veramente, per fare spot
elettorali Questa Assemblea non è fatta per questo, ve lo dico
prima Né per lei, né per quelli della maggioranza, né per l'altra
opposizione
L'emendamento 33.2 che sopprime il comma 4, a firma del Governo, è
ritirato. Quindi è soppresso il comma 4.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 33.17 di riscrittura
del comma 4 Al comma 9 dopo le parole lettera a)' Aggiungere di
cui il 5 per cento a favore dei malati affetti di autismo. Quindi,
rimane perché il comma 4 ritirava.. quindi non esiste più
l'abrogazione del comma 9 dell'articolo 1, assessore. Questo,
quindi, non esiste più, quindi diciamo che il comma 4 diventa Al
comma 9 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8 del 2017 dopo le
parole lettera a)' aggiungere di cui il 5 per cento in favore dei
malati affetti da autismo'. .
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie. Poco fa ne
abbiamo parlato, però, non pensavo fosse in questi termini. Allora,
la prima parte di questo emendamento 33.17 aggiungere di cui il 5
per cento in favore dei malati affetti da autismo potrebbe anche
limitare il campo di azione perché questi stiamo parlando che il
comma 9 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8 sono delle somme
messe a disposizione dei comuni, il cosiddetto 10 per cento, e così
via, che per il 2018 equivale a circa 21 milioni e 400 mila euro
che i comuni hanno a disposizione per progettazione di interventi a
favore della risoluzione della disabilità, della mobilità ecc..
Limitare con un 5 per cento è troppo poco. Suggerisco di aumentare
forse l'importo.
PRESIDENTE. Non è il 5 per cento dell'importo E' il 5 sul 10, è
il 10 per cento di cui il 5 all'autismo.
PASQUA. Se chiariamo questo concetto, bene.
PRESIDENTE. Significa, quindi, il 50 per cento per l'esattezza.
PASQUA. Perfetto, se è chiarita questa parte, va bene.
PRESIDENTE. Credo che sia ovviamente chiarito così, altrimenti lo
sistemiamo.
PASQUA. Però, la seconda parte, il comma 16 dell'articolo 9 legge
regionale n. 8 del 2017 è abrogato, di fatto - e questo lo dice, lo
hanno detto anche nella nota di lettura, gli Uffici di
quest'Assemblea - metterebbe in difficoltà i comuni che hanno già,
eventualmente, già impiegato queste somme e lo hanno detto gli
Uffici di quest'Assemblea, non lo abbiamo detto solo noi e questo
davvero è grave perché significherebbe far spendere per quattro
mesi ad un comune un certo importo e poi mandarlo in dissesto
perché ha speso troppo e non ha le somme che lo coprono. Vi chiedo,
quindi, riformulate questo emendamento perché noi saremmo costretti
a votare contrario. Grazie.
PRESIDENTE. Lo stiamo verificando subito, onorevole Pasqua. Lo
possiamo levare, bene. E, allora, leviamo che è abrogato .
Onorevole Pasqua, l'ultimo rigo è cancellato. Perfetto, grazie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ovviamente intervengo a sostegno, in favore
degli ammalati affetti di autismo ed ho letto il contenuto
dell'emendamento 33.17 e volevo invitare la Commissione a valutare
se la misura che si propone può perfino essere un trattamento di
peggior favore rispetto alle istanze avanzate che, secondo me,
devono essere accolte tutte.
Dopo di me l'onorevole Gucciardi potrà meglio chiarire i
contenuti. Stiamo attenti a non fare norme che, con l'intento di
stabilire trattamenti di maggior favore, possono invece diventare
norme peggiorative. Chiederei l'attenzione della Commissione
Bilancio ma anche una valutazione attenta della Commissione Affari
Sociali.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so chi ha
scritto questo emendamento perché non capisco le firme. Nella vita
faccio lo psichiatra. Andare a specificare su una norma generale di
tutti i disabili, il 5 per cento a favore dell'autismo, secondo me
non va bene. Se si vuole restringere il campo allora lasciatela, ma
se si vuole allargare penso che questo vada assolutamente eliminato
e ritirato.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intenzione
dell'emendamento è assolutamente meritevole di attenzione e di
approvazione. Tuttavia, tutti i soggetti che vengono valutati
positivamente dalle Unità di valutazione delle Aziende Sanitarie
Locali e, fra queste, come prevede il Decreto Ministeriale del 2016
ci sono i soggetti affetti dallo spettro autistico, debbono essere
tutti pagati. E correttamente, in questa sede, si sta integrando il
finanziamento per i soggetti che hanno diritto in quanto disabili
gravissimi su diverse patologie previste dal Decreto Ministeriale.
Non vorrei, e su questo gli Uffici dovrebbero fare una verifica,
che la riserva del 5 per cento, come aveva anticipato l'onorevole
Arancio fosse penalizzante di questa disabilità gravissima che
riguarda i soggetti affetti dallo spettro autistico.
Siccome tutti i soggetti valutati disabili gravissimi secondo le
tipologie diagnostiche del Decreto Ministeriale debbono tutti
essere pagati secondo quella che è la previsione di legge, credo
che questo emendamento rischia di creare confusione e di creare un
danno piuttosto che agevolare i soggetti affetti da questa
patologia. Fermo restando che, in questa sede, abbiamo prima in
Commissione Bilancio approvato la norma che trasforma lo 0,1 per
cento in 0,2 per cento di obbligo per le Aziende Sanitarie Locali e
Provinciali di destinare questa parte del bilancio ai soggetti
affetti dallo spettro autistico.
Per cui, dovendosi pagare tutti i soggetti diagnosticati disabili
gravissimi credo che questo emendamento rischia - come dicevo
poc'anzi - di creare confusione.
PRESIDENTE. Questo è un argomento che la Presidenza dell'Assemblea
ha molto a cuore. La Presidenza è stata talmente attenta al
problema grave e importante dell'autismo di avere fatto anche
diventare blu il Palazzo il giorno mondiale dell'autismo, per la
prima volta nella storia.
Ci siamo adeguati, come Istituzione, a una cosa più che meritevole
che avveniva in tutto il resto del mondo. Vorrei che questo
argomento sull'autismo venisse seguito senza commettere errori e
con assoluta serietà. Perché non vorrei che dopo avere fatto
diventare il Palazzo blu, quest'Assemblea si dovesse invece pentire
di avere fatto delle norme che non sono corrette.
Allora è una proposta diretta dell'Assemblea, il Presidente della
Regione mi scuserà per questa mia proposta, io accantonerei un
attimo questo problema e farei una riunione apposita di cui io
stesso voglio far parte per capire esattamente qual è realmente la
cosa migliore da fare, perché credo che qua su questo tipo di
problema non ci sia la vittoria del centrodestra, del
centrosinistra o del Movimento Cinque Stelle, c'è la vittoria del
buon senso e della generosità umana nei confronti di chi sta male.
Per cui, andiamo avanti e appena troviamo un attimo, facciamo una
riunione, capiamo bene qual è la cosa migliore da fare e, tutti
insieme, la presentiamo perché nessuno vuole fregare un disabile a
favore di un altro e nessuno vuole fare demagogia o ottenere un
risultato politico su un problema così grave e così importante.
L'articolo 33 è accantonato.
Si passa all'esame dell'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
Rifinanziamento leggi di spesa. Disposizioni finanziarie
1. Gli interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte A allegato
alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
triennio 2018-2020, negli importi dalla stessa indicati.
2. Gli interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte B allegato
alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
triennio 2018-2020, negli importi dalla stessa indicati.
L'articolo 34 è accantonato.
SAVARINO. Chiedo di parlare sul prosieguo dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, volevo chiedere se fosse possibile riprendere gli articoli
accantonati prima di andare avanti, altrimenti andiamo avanti a
spizzica e bocconi . Siccome ci sono degli articoli che ci siamo
lasciati dietro di cui, per esempio, l'articolo 4, so che il
Governo ha fatto una riscrittura andando incontro anche ad alcune
sollecitazioni del Parlamento, quindi riprendiamolo così facciamo
un lavoro più spedito sapendo di avere chiuso determinati
argomenti.
PRESIDENTE. Io ho avuto durante l'interruzione del pranzo una
riunione con il Presidente della Regione e con alcuni assessori e
ho dato la massima disponibilità perché quando i motivi
dell'accantonamento fossero superati e quindi fossero chiariti le
cose sono prontissimo a riprendere l'esame gli articoli
accantonati.
Se il Governo mi dice su qualche articolo sono stati risolti i
problemi e si può ripartire l'esame lo faccio molto volentieri.
Lascio la scelta al Governo.
Non sorgendo osservazioni, si riprende l'esame dell'articolo 4,
precedentemente accantonato.
Comunico che il Governo ha presentato un emendamento di
riscrittura dell'articolo.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, l'articolo 4, che introduce l'Autorità di bacino, è
ovviamente una novità molto apprezzata dal Movimento Cinque Stelle,
perché l'abbiamo chiesta più volte. Però, alla luce del fatto che è
stato modificato più volte in Commissione, vorremmo cinque minuti
per poter leggere la riscrittura ed eventualmente presentare
subemendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, era esattamente quello che stavamo
chiedendo, cioè se si tratta di emendamento di riscrittura,
sospendiamo cinque minuti.
Vorrei approfittare di questi cinque minuti, se intanto i
cosiddetti responsabili di ogni partito sul problema dell'autismo
potessero avvicinare nel mio ufficio in Sala Federico II, così
vediamo come dobbiamo impostarla.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.40, è ripresa alle ore 17.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora, scusate riprendiamo l'Aula. Sull' articolo 4 è
stato presentato un emendamento che però pretende, assolutamente,
del tempo perché ci vogliono delle spiegazioni perché viene
istituito un nuovo Dipartimento, per cui facciamo una cosa, intanto
in attesa che tutto questo venga chiarito, andiamo avanti con le
norme più facili da approvare ed appena siamo pronti lo
riprendiamo.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori le chiedo
semplicemente di darci un metodo. Procediamo con tutti gli articoli
della Finanziaria' come lei, giustamente, aveva iniziato, che non
hanno particolari complessità nel senso che oltre gli emendamenti
soppressivi non ci sono emendamenti modificativi sostanziali, in
maniera tale che chiudiamo gran parte di queste norme e, poi,
ripartiamo come abbiamo sempre fatto dalle norme accantonate ma,
almeno, stasera arriviamo ad un punto di chiusura del complesso
della Finanziaria'. Evitiamo che ci sia poi uno che si alza
riprendiamo dall'articolo 3, dall'articolo 30 ; andiamo avanti e
ricominciamo dall'inizio.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 231/A
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, l'ordine dell'Aula viene
fatto secondo le esigenze dell'Assemblea e del Governo. In questo
momento il Governo sta riscrivendo una norma, quando il tutto sarà
pronto la riprenderemo, per il momento, andiamo avanti con gli
articoli come ci eravamo detti.
L'articolo 33 sul quale abbiamo fatto una riunione con il Governo
e con alcuni rappresentanti dei partiti, lo accantoniamo e ne
riparliamo domani.
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
Rifinanziamento leggi di spesa. Disposizioni finanziarie
1. Gli interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte A allegato
alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
triennio 2018-2020, negli importi dalla stessa indicati.
2. Gli interventi individuati nell'Allegato 1 - Parte B allegato
alla presente legge sono rideterminati, per ciascuno degli anni del
triennio 2018-2020, negli importi dalla stessa indicati».
E' accantonato.
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Articolo 35
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge cessa di
avere efficacia la garanzia solidale di cui al comma 2, articolo
23, della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, anche in
attuazione dell'articolo 6 della legge regionale 11 agosto 2015, n.
19.
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 28, comma 1,
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
integrazioni (Missione 1, Programma 3, capitolo 214107) per
l'esercizio finanziario 2018 è ridotta di 581 migliaia di euro.
3. Al comma 2 dell'articolo 49 della legge regionale 11 agosto
2017, n. 16 la parola 2017 è sostituita dalla parola 2018 .
4. All'articolo 8 della legge regionale del 9 maggio 2017 n. 8,
dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. La somma risultante dal combinato disposto di cui ai commi
1 e 2 ha natura di finanziamento, nelle forme previste dalla
normativa civilistica e di settore, con applicazione, in ragione
dell'effettivo utilizzo, di un tasso di interesse annuo pari al
tasso legale tempo per tempo vigente, maggiorato di uno spread su
base negoziale comunque non superiore allo 0,10 per cento. .
5. All'articolo 16 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 è
aggiunto il seguente comma:
1 bis. Il contributo di cui al comma 1 è determinato, per
l'esercizio finanziario 2018, in 339.767,59 euro per consentire
l'erogazione della seconda annualità e, per l'esercizio finanziario
2019, in 442.822,50 euro e per l'esercizio finanziario 2020, in
442.188,33 euro per il finanziamento della terza annualità in
favore di coloro che hanno beneficiato della borsa di studio
rispettivamente per la prima e per la seconda annualità. .
6. Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, finanziate per l'anno 2017
possono essere realizzate e rendicontate entro il 30 giugno 2018.
7. All'articolo 50 della legge regionale n. 9/2009 sono apportate
le seguenti modifiche:
a) al comma 3 le parole nonché le successive modifiche
finanziarie e di merito sono soppresse;
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente:
3 bis. Le successive proposte di modifica finanziarie e di merito
relative agli Obiettivi Tematici dei programmi operativi dei Fondi
Strutturali d'Investimento Europei (Fondi SIE) o dei settori
strategici di intervento degli strumenti attuativi della Politica
Unitaria di Coesione, sono approvate dalla Giunta regionale, previo
parere della Commissione bilancio e della Commissione per l'esame
delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea, da
rendersi nel termine di venti giorni dall'assegnazione della
relativa richiesta da parte del Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana. Nel caso in cui il parere non sia reso nel termine
previsto, la Giunta ne prescinde. In caso di mancato accoglimento
delle indicazioni contenute nel parere, la Giunta fornisce adeguata
motivazione. .
8. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea nella
seduta d'Aula n. 39 del 24 aprile 2018»
Comunico che è stato presentato, a firma degli onorevoli
Cancelleri ed altri, l'emendamento 35.5.
Lo mantiene, onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Sì, lo mantengo.
FOTI. Presidente, chiediamo che il Governo ci illustri l'articolo.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, si tratta di
abrogazioni e modifiche di norme, disposizione che accompagna ogni
legge di sistema, che concernono varie voci dalla garanzia solidale
su EAS, ad un'altra norma su EAS, al prolungamento della durata del
permesso di costruire a valere sulla legge 16, alcune disposizioni
sull'Irfis, proroghe sulle borse di studio e poi due disposizioni
sul documento unico di programmazione ed infine una disposizione
che era stata già inserita nella norma di esercizio provvisorio e
che poi è stata stralciata per essere spostata, appunto, sulla
Finanziaria' con la disposizione che razionalizza la durata del
procedimento attraverso il quale il Governo acquisisce il parere
dell'Assemblea regionale sui programmi comunitari. Quindi, una
disposizione che ha inteso concentrare e compattare al massimo la
durata di questi iter, proprio per scongiurare quello che la
Commissione europea ha indicato negli ultimi incontri del Comitato
di sorveglianza laddove ha sottolineato l'eccessiva durata dei
tempi di espressione del parere da parte dell'Assemblea, quindi,
sul punto si potrebbero superare le richieste di soppressione
proposte alle norme contenute nell'articolo 35.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo un
chiarimento in merito alla disposizione prevista all'articolo 35,
comma 4, intendo che qui si sta parlando di un trasferimento,
quello previsto dalla legge regionale n. 8 del 2017, dell'entità di
53 milioni che sembrerebbe essere trasformata acquisendo, quindi,
natura di finanziamento in capo ad Irfis presso la Regione e che si
introduca una restituzione da parte della Regione a Irfis scandita
nei tre anni, restituzione che viene dilazionata di un anno, poi,
al comma 9 dell'articolo 33, però sempre un altro comma di questo
testo finanziario, introducendo pure un elemento percentuale uno no
spread su base negoziale, quindi un interesse sulla restituzione.
Quello che mi chiedo è: questi 53 milioni, sono in origine -
assessore Armao, mi sto rivolgendo a lei - fondi regionali che
erano transitati nel fondo di Irfis e pertanto sono di Irfis che
vengono, oggi, prestati alla Regione, con un tasso di interesse
agevolato, oppure sono di Irfis?
Voglio capire se c'è una partita di giro per cui la Regione, in
questo momento va anche a pagare gli interessi ad Irfis su soldi
originariamente della Regione. Vorrei un chiarimento su questo.
Grazie.
ARMAO, assessore per l'economia. L'improvvida scelta di acquisire
risorse dai fondi Irfis avrebbe provocato delle conseguenze anche
sul piano della vigilanza nei confronti dell'istituto, cosicché
abbiamo, d'intesa con l'istituto, previsto questa formula che
consente di non determinare sul patrimonio dell'ente effetti poco
appropriati che, appunto, potrebbero avere delle conseguenze sul
piano della vigilanza. Questa è la scelta che è stata fatta tra
Ragioneria ed Irfis che non determina alcun scompenso né per il
patrimonio della Regione, né per quello di Irfis.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, Assessore, al comma 3 dell'articolo 35 si
fa riferimento con la modifica della parola 2017 a 2018 alla
vicenda dei mutui, delle terme.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E' uno
spostamento dei termini.
FOTI. A cosa si riferisce questa modifica di norma?
ARMAO, assessore all'Economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Questa è una norma di cui
abbiamo parlato ampiamente in Commissione; concerne l'allungamento
di un anno, non c'entrano i mutui, dei termini di permessi di
costruire. Si tratta di una disposizione già contenuta nella legge
16 poiché in relazione alle difficoltà finanziarie ed economiche
della nostra Regione, molti soggetti non hanno le disponibilità
economiche per completare permessi di costruire già attivati e,
pertanto, si allunga di un anno il termine previsto per il
completamento perché, come è noto, il permesso di costruire ha una
data di inizio ed una data di conclusione. Pertanto, al fine di
agevolare le opere già in corso ma che non si riescono a
completare, è una norma che viene incontro alle difficoltà del
momento e che ha dato luogo ad interventi normativi sia a livello
nazionale che regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri l'emendamento 35.5 è mantenuto o
lo ritira?
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.14, a firma degli onorevoli Calderone,
Milazzo ed altri.
MILAZZO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.3 a firma degli onorevoli Calderone,
Milazzo ed altri.
MILAZZO. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.6, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.7, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 35.4, a firma del Governo, che così
recita: Il comma 2 è soppresso.
Al relativo onere si provvede mediante utilizzo delle
disponibilità della Missione 1 - Programma 4 - capitolo 219202,
quindi è il Governo che ritira il comma 2.
ARMAO, assessore per l'economia. E' la semplice copertura.
PRESIDENTE. E' soppresso, no, assessore Armao?
PRESIDENTE. E' soppresso, no, assessore Armao?
ARMAO, assessore per l'economia. E' sostituito al relativo onere
mediante utilizzo di disponibilità di cui al programma 4, capitolo
219202. E' il riferimento alla Missione programma che è sostituita.
Deve intendersi modificativo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 35.4 che di fatto
sopprime il comma 2 e chiarisce che al relativo onere si provvede
mediante utilizzo delle disponibilità della missione 1 programma 4
219202.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 35.8, 35.11, 35.12, 35.9 e 35.10 sono ritirati.
L'emendamento 35.2 Il comma 7 è così modificato' degli onorevoli
De Luca e Caronia è mantenuto?
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
semplicemente fare una precisazione in merito alla seduta di ieri.
Era stato comunicato erroneamente che ero in missione. Ero in
congedo per motivi di salute. Volevo dirlo nelle comunicazioni. Non
ho fatto in tempo. Lo dico ora.
Detto questo passo alla trattazione dell'emendamento 35.2. La
ratio secondo la quale questo articolo viene modificato,
dell'articolo 50 delle legge n. 9, in realtà mi trova d'accordo.
Non mi trova d'accordo sulla formulazione. Poiché i poteri di
questa Assemblea che hanno ovviamente un significato e abbiamo con
quella legge attribuito un iter procedurale a questo Parlamento
perché potesse valutare, non soltanto le modifiche che in atto si
rendono utili e necessari dei vari programmi operativi, fondo
sociale, il fondo europeo in genere, ma soprattutto la relazione
iniziale di un programma operativo che parte. Noi abbiamo due step
importanti, quello in cui il programma nasce, programmi operativi
ne abbiamo visti finora, almeno io ne ho visti due, il primo
settennio, adesso c'è il secondo settennio. Tutto questo comporta
una relazione che viene resa in Parlamento, viene resa nelle
commissioni di merito, e che chiaramente determina delle scelte
perché la programmazione di un settennio ha un'importanza tale.
Poi ci sono le variazioni che in corso d'opera si sono rese
necessarie. E ne abbiamo viste a decine dovute a motivazioni delle
più svariate. Motivazioni prettamente tecniche, motivazioni invece
di ordine politico. Ricordo l'ultima volta quando abbiamo dovuto
destinare il 3 per cento di somme che erano a noi invece destinate
per le regioni che hanno avuto eventi calamitosi. Vi ricordate ne
abbiamo parlato. Ecco in quel caso quando l'Aula più volte si è
attardata, purtroppo in questi scorsi cinque anni, nel non essere
tempestiva nel dare l'autorizzazione o comunque il parere nelle
commissioni di merito, ovviamente tutto questo ha recato un
nocumento al giusto andamento dell'amministrazione e quindi
ovviamente all'impegno e poi alla spesa dei fondi comunitari con un
danno non indifferente, ricordando che ovviamente tutto ciò che noi
non impegniamo e non spendiamo produce a cascata un effetto rebaund
negativo.
Ritengo che per mantenere entrambe le due visioni che vedono nella
stessa visione, ma per non mortificare il ruolo del Parlamento,
poiché abbiamo più volte utilizzato in questa legislatura la
procedura d'urgenza per delle norme, una probabilmente non l'avrei
mai proposta, ma un'altra l'abbiamo già in trattazione, la
procedura d'urgenza consente a questo Parlamento di dare dei tempi
contingentati. Il Presidente dell'Assemblea quando riceve o la
programmazione, in questo caso siamo già in corso di
programmazione, o delle modifiche di programmazione, utilizzando
quello che è l'articolo 136 del Regolamento parlamentare, dà dei
tempi contingentati, rapidissimi alle Commissioni , la Commissione
Bilancio in primis, ma anche le altre Commissioni, anche alla
Commissione Europea per potere esprimere entro 10 giorni,
addirittura, il parere.
Per cui, noi abbattiamo non 20, ma 10 il termine per potere
rendere parere. Dopodiché a quel punto non sarà più neanche
necessario che il Governo può esprimere un parere, possa esprimere
un parere in Giunta senza che neanche il Parlamento possa essersi
espresso perché potrebbe anche avvenire che in venti giorni il
tempo non sia sufficiente. In questo modo va da sè che il
Parlamento si sarà espresso, quindi, un passaggio che ritengo
corretto nei confronti del Parlamento e poi una rapidissima
valutazione del fatto che dieci giorni, secondo me, impattano ancor
meno.
Ritengo che questa sia una norma che cauteli il Parlamento e non
faccia gli interessi di nessuno se non quello del benessere
dell'amministrazione che rapidamente pone in essere l'iniziativa ma
che dia anche dignità a tutti i componenti perché si possa prendere
visione. Questa è la mia proposta.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, devo specificare che l'articolo 136
del Regolamento interno dell'Assemblea non può prevedere soluzioni
d'urgenza per questo tipo, è soltanto per delle leggi. Questa non
sarebbe una legge da approvare. E' soltanto per l'approvazione o
meno delle leggi urgenti. L'articolo 136 non si potrebbe
utilizzare, ma questo non significa che non si debba, comunque,
apprezzare l'emendamento.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 35.2 in ogni caso con
quella frase tolta perché non la possiamo tenere cioè nei termini
previsti dall'articolo 136 del Regolamento la dobbiamo comunque
togliere, in ogni caso, va tolta.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 35.15, a firma degli
onorevoli Sunseri ed altri.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è semplicemente un
modificativo di buon senso perché ne abbiamo discusso a lungo sia
in Commissione UE sia in Commissione Bilancio e aggiunge
all'adeguata motivazione scritta, in questo caso, da parte del
Governo e ne dà comunicazione alle Commissioni. E' semplicemente,
ritengo, un modificativo di buon senso alla scelta della Giunta,
comunque, di evitare di prendere per buono il parere qualora emesso
da parte della Commissione Bilancio .
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. E' ovvio che poi c'è una piccola correzione che la
Giunta ne dà comunicazione all'Assemblea poi sarà l'Assemblea che
la fornisce alle Commissioni, ovviamente, ma questa poi la si potrà
modificare anche in sede di coordinamento finale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 35, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36.
Accertamento entrate contributi ex legge regionale n.
79/1975
1. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti è autorizzato ad accertare in entrata sul bilancio
regionale le somme dei contributi pubblici sui finanziamenti di cui
alla legge regionale n. 79 del 1975 (capitolo 742802) per 6.600
migliaia di euro».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 36.1, a
firma dell'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 36. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura.
«Art. 37.
Accertamento entrate contributi ex legge regionale n.
15/1986
1. Il Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità
e dei trasporti è autorizzato ad accertare in entrata sul bilancio
regionale le somme dei contributi pubblici sui finanziamenti di cui
alla legge regionale n. 15 del 1986 per 1.450 migliaia di euro».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 37.1, a
firma dell'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 37. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38.
Valorizzazione immobili dell'Istituto Regionale del Vino
e dell'Olio
1. Al fine di consentire le attività istituzionali dell'IRVO ed
in particolar modo l'attività di certificazione delle denominazioni
di origine a favore delle aziende olivicole e vitivinicole
siciliane, la Regione è autorizzata all'acquisto di beni immobili
dell'Istituto regionale del Vino e dell'Olio.
2. Per le finalità di cui al comma l, il Ragioniere generale, nel
rispetto delle previsioni di cui al decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per
un importo non superiore a 3.000 migliaia di euro.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente articolo,
quantificati in 192.441,39 euro annui, per il biennio 2019-2020, si
provvede a valere sulle disponibilità della Missione 50, Programma
2, capitolo 900002 per il rimborso della quota capitale e della
Missione 50, Programma 1, capitolo 214903 per il rimborso della
quota interessi, così come specificato nella tabella sottostante:
Anno Interes Capitale
si
2019 . .
75.000,00 117.441,39
2020 . .
72.063,97 120.377,42
4. L'Assessorato regionale dell'economia concede all'Istituto
regionale del Vino e dell'Olio l'utilizzo dei beni strumentali per
l'esercizio dei propri scopi statutari».
Comunico che gli emendamenti soppressivi 38.1, 38.2, 38.3, 38.4, a
firma dell'onorevole Cancelleri, sono stati ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39.
Rimozione e smaltimento amianto
1. Per il finanziamento della rimozione e smaltimento
dell'amianto, con priorità per i manufatti di competenza degli enti
locali, di cui alla legge regionale 29 aprile 2014, n. 10 il
dipartimento regionale della Protezione civile è autorizzato per
l'esercizio finanziario 2018 ad erogare la somma di 200 migliaia di
euro».
All'articolo 39 è stato presentato l'emendamento 39.1 a firma
degli onorevoli Cancelleri e altri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 39. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Art. 40.
Adozioni internazionali
1. Per le finalità di cui all'articolo 7 della legge
regionale 31 luglio 2003, n. 10 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2018 la spesa di 600 migliaia di
euro».
All'articolo 40 è stato presentato l'emendamento 40.1 a firma
degli onorevoli Cancelleri e altri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41.
Biobanca del Mediterraneo
1. Per le finalità di cui all'articolo 18 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2018, la spesa di 200 migliaia di
euro».
All'articolo 41 è stato presentato l'emendamento 41.1 a firma
degli onorevoli Cancelleri e altri. Lo ritira?
CANCELLERI. No lo mantengo e vorrei chiarimenti.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, in Commissione di merito e poi in
Commissione Bilancio è stato presentato un emendamento che è
tendente a conferire risorse per circa 200 mila euro all'Istituto
zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
L'Istituto da circa 80 anni raccoglie una serie di materiale
biologico da utilizzare per la realizzazione di farmaci e anche per
vaccini e per altre cose, per la tutela della biodiversità. Con
queste risorse che vengono assegnate si tende a dare una
organizzazione a quello che è questa struttura che è una struttura
che, ovviamente, non persegue finalità di lucro e che ha necessità
di una propria organizzazione nell'ambito di quello che è la
struttura dell'Istituto zooprofilattico.
Sono necessarie fare una serie di adeguamenti di requisiti
strutturali, tecnologici, di certificazione della qualità e
organizzative della biobanca nonché requisiti tecnici per il
trasporto, l'accettazione, la tracciabilità, la conservazione e le
modalità di cessione ad enti di ricerca pubblici e privati.
Ovviamente, ripeto, non ha finalità di lucro e garantisce anche il
livello omogeneo di qualità. E' una struttura che all'interno, con
questo intervento, si completa questa iniziativa in maniera tale
che la biobanca - l'unica della Regione ma è anche l'unica della
Sicilia - ed è una iniziativa che mette a valore la raccolta di
tutti questi elementi che ha fatto l'Istituto zooprofilattico nei
suoi 80 anni di attività.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri mantiene l'emendamento?
CANCELLERI. Sì, lo mantengo e chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Onorevoli colleghi, se siete d'accordo, questa volta chi vuole
bocciare l'emendamento vota verde perché contemporaneamente votiamo
il mantenimento dell'articolo. E quindi evitiamo due votazioni.
Noi di fatto, essendoci un solo emendamento, stiamo votando
l'articolo 41. Chi è contrario vota no ed è come se lo sopprimesse,
è la stessa cosa.
Chiarisco il significato del voto: chi vuole mantenere l'articolo
preme il pulsante verde; chi vuole sopprimere preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 36
Contrari 31
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Art. 42.
Istituzione del Fondo prevenzione e gestione dei rischi
geologici
1. E' istituito il Fondo prevenzione e gestione rischi
geologici con una dotazione finanziaria di 100 migliaia
di euro annui a decorrere dall'esercizio finanziario
2018, al fine della salvaguardia del territorio e la
mitigazione dei rischio geologici, a favore dei comuni
dotati di Piano di Emergenza comunale P.E.C. di
Protezione Civile che assumano nel proprio organico anche
con contratti a termine, idonee professionalità nel campo
delle Scienze della Terra, quali laureati in Scienze
geologiche o Ingegneria per l'ambiente ed il territorio
(quinquennale o magistrale) con comprovata esperienza
nell'utilizzo dei sistemi GIS e nella redazione di piani
di emergenza comunale di Protezione Civile.
2. Le attività che le professionalità, previste al
comma 1, potranno svolgere sono inquadrabili nel contesto
della prevenzione, della pianificazione e della gestione
del rischio idrogeologico, idraulico e, più in generale,
del rischio geologico, nonché finalizzate
all'aggiornamento e revisione periodica del P.E.C. di
protezione civile e della cartografia P.A.I. (Piano di
Assetto Idrogeologico) anche attraverso l'utilizzo dei
Sistemi informativi territoriali.
3. In particolare, queste figure tecniche sono inserite
nell'Ufficio di Protezione Civile all'interno della
struttura del Presidio territoriale dei Piani di
Emergenza Comunale (P.E.C.) di Protezione civile e
nell'Ufficio tecnico comunale per la verifica, il
controllo e la validazione di tutti gli aspetti di
carattere geologico dei progetti».
All'articolo 42 è stato presentato l'emendamento 42.9 a firma
degli onorevoli Zafarana ed altri:
Nella rubrica le parole dei rischi geologici sono sostituite
dalle parole del rischio idrogeologico e idraulico .
Al comma 1 le parole rischi geologici sono sostituite dalle
parole rischio idrogeologico e idraulico .
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, quest'articolo è frutto di iniziativa parlamentare nel
passaggio dalla IV Commissione alla II e poi all'Aula c'è stato
qualche refuso, quindi se lo può accantonare in attesa di una
riscrittura da parte del Governo che è concordata con i partiti in
modo da trovare un'approvazione serena.
PRESIDENTE. C'è una modifica all'articolo?
BARBAGALLO. C'è una riscrittura del Governo in corso, credo
PRESIDENTE. Il Governo ha una riscrittura di quest'articolo?
BARBAGALLO. Non lo possiamo accantonare e lo facciamo dopo,
Presidente?
PRESIDENTE. Allora, accantoniamo l'articolo 42.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, anche io sono d'accordo perché su questo punto .
PRESIDENTE. L'abbiamo accantonato un attimo, appena lo
riprendiamo .
CALDERONE. Perché dovevano riscriverlo quindi io sono d'accordo su
questo perché avevo presentato un emendamento che potrei anche
ritirare sulla scorta della riscrittura che farà il Governo.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Art. 43.
Adeguamento ISTAT indennità talassemici
1. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 1 agosto 1990,
n. 20 e successive modifiche e integrazioni, alla fine sono
aggiunte le parole cui si applica l'adeguamento Istat sul tasso di
inflazione registrato nell'anno precedente ai sensi della normativa
vigente».
Si passa all'emendamento 43.1, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, io non ho potuto fare a meno di notare in quest'articolo
sul quale ovviamente, penso, siamo tutti d'accordo per carità, che
però l'adeguamento Istat in realtà è già previsto dalla legge del
'90. Io non capisco cioè stiamo ribadendo con una legge quello che
già una legge prevede.
Ora dico se si potesse fare una verifica con gli Uffici perché è
un articolo inutile perché la legge già lo dice che è così Questa
cosa davvero diventa, cioè facciamo un articolo di una legge che
già è legge, onestamente, per cui se lo fa verificare agli Uffici
PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo c'è poco da verificare
CANCELLERI. Comunque siamo assolutamente d'accordo
PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo è inutile la verifica degli
Uffici, è chiaro che è abbastanza inutile.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, lo dice la norma tanto è vero che il Governo Crocetta ha
interrotto questa disposizione e noi abbiamo purtroppo l'esigenza
per garantire un diritto ovviamente ovvio, ristabilire attraverso
una nuova norma l'adeguamento Istat quindi penso che sia pacifico,
a questi signori in atto non viene riconosciuto l'adeguamento
Istat.
CANCELLERI. Con legge l'ha interrotto?
MILAZZO. Lo ha interrotto perché ritiene che la normativa in
vigore viene interpretata nel senso che non deve essere
riconosciuto l'adeguamento Istat e noi interveniamo solo su
quest'aspetto.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, noi stiamo facendo una norma, la
norma è inutile, poi se c'è in questo momento una anomalia perché
non viene riconosciuta quella che è una norma segnaleremo il fatto
che venga riconosciuta, rifacciamo una norma
MILAZZO. La norma cui fa riferimento l'onorevole Cancelleri è una
norma generale questa fa riferimento solo all'adeguamento Istat.
Non parla d'altro La norma cui fa riferimento l'onorevole
Cancelleri parla di tutto il contesto riguardante i talassemici.
Questo riconosce l'adeguamento Istat.
PRESIDENTE. Ripeto se l'adeguamento non è stato fatto mentre la
norma lo prevede bisogna che si faccia, no che si faccia un'altra
norma per dire .
MILAZZO. No, la norma non lo specifica
PRESIDENTE. Se la norma non lo specifica, allora è un altro
discorso.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, io chiaramente non voglio fare alcun tipo di polemica né
con il collega né con nessun altro però porto il mio contributo
affinché questa Assemblea possa avere il piacere di approvare una
legge che poi non facciamo .
PRESIDENTE. Se non lo prevede ha ragione lui
CANCELLERI. Io riporto una cosa, per smentire simpaticamente il
collega che ha parlato prima di me, loro fanno riferimento ad una
legge, l'art. 7, comma 1, della legge 1 agosto 1990 n. 20 che è
Interventi in favore dei talassemici , è una legge dedicata a
quella tipologia e ai soggetti ammalati di quella tipologia. E dice
il comma 1 che ai cittadini affetti da forme gravi di talassemia,
riconosciute e le diagnosi ; scusate mi sono perso ma c'è
l'adeguamento dell'Istat, lo devo trovare
PRESIDENTE. Mi dicono dagli uffici che non c'è. Quindi, è giusto
votarla a questo punto. È ritirato l'emendamento?
CANCELLERI. Sì è ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
«Art. 44.
Contributo all'ente luglio musicale trapanese
1. L'Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo
è autorizzato a concedere all'Ente Luglio musicale trapanese, per
il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, un
contributo, per l'esercizio finanziario 2018, di 200 migliaia di
euro».
Onorevole Cancelleri, non lo possiamo coprire con i nostri soldi.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, volevo fare una domanda agli uffici o
all'Assessore per l'economia e all'Assessore per il turismo, perché
questo dovrebbe essere un Fondo di finanziamento diretto che non so
se è ammissibile, in quanto non c'è una legge costitutiva, se non
sbaglio, dell'Ente Luglio. Vorrei capire se questo finanziamento
diretto agirà nelle disposizioni dell'articolo 128 della legge
regionale n. 11 del 2010. Vorrei questo chiarimento.
PRESIDENTE. Gli uffici stanno verificando perché quello che ha
detto l'onorevole Zito potrebbe essere corretto.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente vorrei illustrare brevemente di che
cosa stiamo parlando. L'Ente Luglio Musicale trapanese ha una vita
davvero lunga. È stato istituito nel 1948 ed ha una struttura
aziendale sia sul piano amministrativo, sia sul piano della
produzione di spettacoli, soprattutto lirica, ma anche culturali in
genere. Ha ottenuto, tra l'altro, la personalità giuridica con
decreto del Presidente della Regione Siciliana del 1991 e nel 2003
ha conseguito lo status di teatro di tradizione con decreto del
Ministro dei Beni Culturali. Quindi è equiparato esattamente al
teatro Bellini di Catania. Rappresenta davvero una struttura di
grande pregio culturale e la cultura è espressione di civiltà. In
più dobbiamo dire che lo scioglimento delle province ha fatto
venire meno il contributo storico di 270 mila euro che era
storicamente erogato dalla provincia. Per potere sostenere questo
importantissimo presidio di cultura, di civiltà, di educazione.
Spero di essere stata chiara.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io suggerisco una proposta, sia al
Governo che alla collega. Perché in effetti qua si parla di un
contributo diretto, io non vorrei che questa norma fosse poi in
realtà inapplicabile e noi rischieremmo, in questo caso, di
bloccare queste somme e non poterle utilizzare. Faccio una
proposta. Siccome c'è un Fondo unico regionale per lo spettacolo
che serve per questo tipo di attività, ma non solo il Fondo unico
anche l'ex articolo 128, l'ex Tabella H, che prevede la
partecipazione da parte di enti culturali ad un Avviso fatto dal
Governo.
Perché non portare queste somme ad incremento del Fondo unico in
modo tale da potere seguire un iter che sia regolare e uguale
rispetto a tutti gli altri enti.
La mia proposta è questa, di portare queste somme per non
rischiare - e lo dico anche alla collega - di immobilizzarle e
portarle ad incremento del Fondo unico.
PRESIDENTE. Devo dire che la proposta dell'onorevole Ciancio non è
che è giusta, è - oserei dire - quasi obbligatoria, onorevole
Milazzo.
Non possiamo finanziare direttamente singoli eventi.
Possiamo dare i soldi al Fondo dello spettacolo e - se volete -
anche dare un indirizzo perché vengano spesi.
Onorevole Milazzo, credo che non ci siano tante motivazioni che mi
possano fare cambiare idea
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Signor Presidente, la ringrazio per il suo contributo,
le sono particolarmente grato, tuttavia vorrei rassicurare
l'onorevole Ciancio che già con altre norme identiche sull'ente di
cui parliamo le somme sono state previste e giuridicamente
l'Istituto le ha potute ricevere ed impegnare. Ci sono già
riferimenti normativi, citati dall'onorevole Lo Curto.
Proporrei pertanto di procedere al voto e fare esprimere l'Aula.
PRESIDENTE. Dico soltanto una cosa, se questa norma poi dovesse
essere impugnata, l'Istituto trapanese non avrebbe una lira.
Se li mettiamo al Fondo con l'indicazione di spenderli in
quest'altra maniera è molto meglio.
Tuttavia se volete che si voti, si proceda alla votazione.
Pongo in votazione l'emendamento 44.1.
CANCELLERI. Presidente, mi appello all'Assessore competente al
ramo.
Presidente, lei ha inquadrato bene la questione. C'è il rischio
che enti importanti possano, per effetto di una possibile
impugnativa, anzi direi quasi certa, perché ne abbiamo avute in
questi anni tantissime, che a questo ente non arrivi nulla.
Perché ci deve essere questo muro contro muro per amore di
portarsi a Trapani la bandierina e potere dire avete visto? Ce
l'abbiamo fatta '.
Queste sono cose di buon senso
Non potete farvi prendere ogni volta dall'emendamento di quartiere
e sacrificare il buon senso di una norma che deve essere fatta
Abbiamo un Fondo, abbiamo una legge regionale che istituisce i
bandi, facciamola andare in quel modo
E' una cosa di rispetto, di rispetto anche per tutti gli altri.
L'Ente luglio musicale trapanese che ne ha il diritto e le
funzioni parteciperà e prenderà i fondi che gli servono. Si rischia
davvero di lasciarli senza soldi
Onestamente mi sento in difficoltà se votare o meno. Non voglio
fare parte di chi diventa, poi, responsabile di una cosa del
genere.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, avete un emendamento se dobbiamo
votarlo.
Vorrei che ricordaste - lo dico per esperienza, decidete poi voi
- che il Governo regionale successivo era amico del Governo
nazionale.
Il Governo nazionale se aveva qualcosa da contestare evitava di
contestarlo.
Non sarà così per il futuro.
Se la norma non sarà applicabile, garantisco che il Governo
nazionale la boccerà.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 44.1
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CANCELLERI. L'onorevole Ciancio sta riscrivendo un emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, visto che non abbiamo il tempo per
fotocopiare e distribuire l'emendamento, se Lei con calma lo
volesse illustrare.
CIANCIO. Signor Presidente, è esattamente quello che ho detto
prima tradotto in un emendamento.
Ho scritto L'articolo 44 è soppresso. Le somme risultanti sono
portate ad incremento del Fondo di cui all'articolo 65 della legge
2015, ovvero il Fondo unico .
Questo lo dico a tutela dell'Ente, non sicuramente contro l'Ente.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio mi consegna l'emendamento per
favore? Onorevoli colleghi, mi faccio carico di qualcosa di cui ho
diritto di farmi carico. L'emendamento proposto dall'onorevole Lo
Curto sul Luglio musicale trapanese è un emendamento che tratta
un fatto culturalmente importante.
Se io mi rendo conto che è possibile che alla fine salti questo
spettacolo, questo evento, e cerco di trovare delle soluzioni per
farlo rimanere in vita, credo di fare il mio dovere. Però, se voi
non volete, ritenete che vi dovete impuntare sull'argomento non
abbiamo problemi. Il Regolamento mi vieterebbe di prendere questo
emendamento per cui, se volete, votiamo l'emendamento a firma
dell'onorevole Cancelleri che sopprime l'articolo. Io voterò
comunque a favore, state tranquilli.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo per amore di verità. In
questo Parlamento, fino alla scorsa legislatura, si sono votati
articoli di legge con destinazioni ad enti musicali, vedi per
esempio Ribera.
Dopodiché, se questa norma dovesse essere impugnata - non capisco
la ragione - evidentemente si ricorrerà al Fondo RIS facendo le
opportune attività amministrative. Ma abbiamo votato in questo
Parlamento e non è stato mai impugnato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo alla votazione.
C'è l'emendamento soppressivo a firma dell'onorevole Cancelleri,
che è stato ritirato. E' ovvio che questo non è un emendamento ma
un sub emendamento all'emendamento ritirato per cui diventa
curioso. Facciamo una piccola forzatura e votiamo comunque
l'emendamento 44.1.1 dell'onorevole Ciancio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, sto cercando di salvare un evento culturale.
Se non volete lo mandiamo al macero.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutto il
rispetto per i colleghi, forse siamo un po' stanchi, se un articolo
che dice che è soppresso l'articolo, come facciamo a destinare le
somme ad un'altra cosa? Se è soppresso, non c'è più l'articolo per
cui lo modifica, così come non si può fare un emendamento
modificativo ad un emendamento soppressivo.
Allora, delle due l'una. Qualora fosse soppresso, non lo sappiamo,
i colleghi possono presentare un emendamento della somma
risparmiata da dedicare al FURS, quindi evitiamo di complicarci la
vita con procedure inventate. Prima votiamo, se c'è, c'è, se non
c'è quelle economie i colleghi faranno un emendamento, ma no che
ora facciamo l'emendamento su come destiniamo eventualmente se
viene cassato.
PRESIDENTE. Io ritengo di potere ammettere questo emendamento
perché di fatto un emendamento che sostituisce l'articolo 44, per
cui lo metto in votazione. Pongo in votazione l'emendamento 44.1.1
che è quello di destinare le somme al Fondo dello Spettacolo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento che porta le somme al
Fondo Unico dello Spettacolo anziché per legge vengano assegnate al
Fondo Unico che poi lo destinerà, probabilmente, a Ente Luglio
musicale trapanese. Lo pongo in votazione.
FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 44.1.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 44.1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 28
Contrari 35
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 44.
FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 44.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
44.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 34
Contrari 33
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Articolo 45.
Convenzioni per idromoto
1. Per la valorizzazione dei beni mobili di proprietà della
Regione, l'Assessore regionale per la salute autorizza il
Dipartimento di protezione civile a stipulare apposita convenzione
con la SEUS al fine di utilizzare le idromoto da soccorso
disponibili.
2. Per le finalità del comma 1 è autorizzata altresì la stipula di
convenzioni con il personale del CONI Sicilia in possesso dei
brevetti di salvataggio e soccorso in mare.
3. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2018, la spesa di 80 migliaia di euro».
Si passa all'emendamento 45.1, soppressivo dell'intero articolo,
dell'onorevole Fava.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 45.3 è precluso.
FOTI. Signor Presidente io vorrei che l'articolo fosse illustrato,
e mi riservo di intervenire.
PRESIDENTE. Lei vuole che l'articolo sia illustrato? Ho chiesto al
Governo, ma la spiegazione gliela deve dare la Commissione, perché
è una norma della Commissione.
FOTI. In alternativa, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci ritroviamo di
fronte ad un articolo alquanto singolare. Parliamo di idromoto,
chiamiamole da pronto soccorso, che dovevano servire per il
salvataggio in mare, previste dal precedente Governo e per cui si
erano spese delle somme.
Siamo intorno agli 80 mila euro per l'acquisto da bando di 6
idromoto, tre dovevano stare nella Sicilia orientale e tre nella
Sicilia occidentale e della formazione degli operatori, 25
operatori che dovevano fare il corso per guidare la moto e fare i
soccorsi.
Siamo nel 2013, sono passati 5 anni, queste moto sono scese in
mare pochissime volte e sicuramente negli ultimi due anni non sono
state utilizzate.
Volevo sapere il significato di questo articolo? Tra l'altro,
dall'ultima interlocuzione avuta per tramite dell'assessore con chi
è che ha queste moto, ci era giunta una risposta, dopo accesso agli
atti, che le moto erano in vendita.
Adesso vorrei capire se si tratta delle stesse idromoto e sulla
base di quale esigenza, dal punto di vista sanitario, si prevede un
ulteriore spesa di 80 mila euro?
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'idea di utilizzare
le idromoto per il soccorso, mi trova d'accordo. Per questo ho
presentato un emendamento soppressivo perché il comma 2 è scritto
non male, ma malissimo. Intanto le convenzioni si stipulano tra
enti e sicuramente non con il personale, perché non è che stipula
la convenzione con il personale del Coni, eventualmente si stipula
la convenzione con l'Ente Coni. Poi, il Coni non mi risulta che
abbia personale in possesso di brevetti di salvataggio perché
direttamente non si occupa di questo.
Suggerirei di rinviare le modalità attuative ad uno specifico
decreto dell'assessore al ramo e che probabilmente la norma merita
un approfondimento, altrimenti rischiamo di approvare norme che poi
non sono efficaci.
Quanto alla copertura ,volevo chiedere all'assessore per il
bilancio se c'è una quantificazione certa e se risponde alla spesa
effettivamente prevista e se c'è stato una stima fatta
dall'assessorato.
Se c'è una risposta soddisfacente ritiro l'emendamento
soppressivo.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, come Lei sa sono di Gela. Se questo
Parlamento fosse il Parlamento della provincia di Caltanissetta con
queste moto, essendo lo sbocco a mare solo a Gela, noi queste moto
le metteremmo nel litorale di Gela e forse qualcosa di utile la
potremmo fare.
Ma la Sicilia, io non so perfettamente quanti chilometri di
spiagge ha, quindi faremmo una norma che sicuramente non riesce con
queste moto a proteggere o a dare protezione di pronto soccorso in
tutto il litorale. Io penso che sia di buon senso ritirare la norma
e procedere a vendere le moto perché non facciamo una norma di
valorizzazione quando andiamo a spendere 80 mila euro non facendo
un servizio a tutti i siciliani.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, mi dispiace ma è arrivato un momento che
purtroppo doveva accadere. Doveva accadere, e lo si respira nel
clima d'Aula, poteva succedere che arrivando ad un certo punto,
dopo l'aver trattato una serie di articoli fondamentali, che erano
nello spirito delle linee guida di un Governo che voleva davvero
rinnovare e fare cambiamento, dopo aver bocciato delle norme che
attengono il sostegno al reddito delle famiglie, dopo essere
intervenuti bocciando una serie di articoli che erano veramente di
valore, adesso stiamo facendo 10 articoli, signor Presidente della
Regione, mi scusi se mi rivolgo a lei, e sbaglio, mi rivolgo al
Presidente dell'Assemblea, che sono tutti, uno dietro l'altro,
contributi da 80 a 500 mila euro, su una serie di temi che sono
privi di decoro. Su questi 10 articoli, in massa, dall'articolo 40
all'articolo 53 a saltare, io mi dissocio completamente.
Ripeto, abbiamo bocciato delle norme importantissime per
l'investimento, che erano veramente nello spirito e nel programma
del Governo Musumeci, ma questo marchettificio questa volta sì -
altre volte è stato detto in maniera demagogica, ma questa volta sì
- io non lo voto, nessuno di questi articoli, lo preannuncio adesso
così mi allontano per una mezz'ora e può essere che mi vado a
calmare.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, dovremmo fare una convenzione con la SEUS pure
per il soccorso qua, visto che molta gente si accalora.
Io più che altro ho dei dubbi, e vorrei qua dei chiarimenti da
parte dell'assessore, perché si sono acquistate queste moto,
giusto, abbiamo formato il personale della SEUS però, ad un certo
punto, spunta questo comma 2 che parla di stipulare convenzioni.
Già dobbiamo fare la prima convenzione con il Dipartimento di
protezione civile, e poi bisogna fare un'altra convenzione con il
Coni, che dovrebbe essere chiamato in causa con il proprio
personale, quindi personale esterno, che dovrebbe avere i brevetti
di salvataggio e soccorso a mare, quindi dovrebbe avere sia la
patente nautica per poter utilizzare le moto sia i brevetti per il
soccorso a mare, quando noi abbiamo il nostro personale. E in più
spendiamo ulteriori soldi.
Secondo me questa è una follia, però valutate voi, dopo che già
abbiamo formato il personale, perché mi sembra di tornare indietro
negli anni a 10-20 anni fa quando mamma Regione spendeva i soldi un
po' così.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche su questo argomento mi
sembra che c'è di bisogno di un attimo di riflessione. Sono le
19.00 ed abbiamo fatto un bel passo avanti, siamo arrivati
all'articolo 45.
Come sa l'onorevole Cracolici, che è interista ed ha una
possibilità l'anno di godere un attimo, quando l'Inter gioca contro
la Juventus, e siccome giusto oggi l'Inter incontra una Juventus
più scarsa del solito, gli avevo promesso che si sarebbe potuto
andare a vedere la partita. Allora, io dico una cosa, Presidente
della Regione noi dobbiamo trovare un accordo su questi articoli
perché la mia impressione è che sta nascendo un po' di confusione.
Io direi di accantonarli e riprenderli dopo, andiamo avanti con il
resto, in modo che poi alle 20.00 possiamo lasciare libero
l'onorevole Cracolici di andare a vedere la partita, ed ora fare
qualche cosa che sia possibile portare a compimento, altrimenti ho
l'impressione che non si faccia più nulla.
Presidente Musumeci, faccia la sua proposta.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo è perché si vada avanti ad oltranza; al di là
della battuta per la partita, credo che i siciliani si aspettino da
questo Parlamento e da questo Governo un impegno costante senza
sospensione, al di là di quello che è il limite fisiologico di
ognuno di noi. Quindi siamo perché stasera si proceda fino almeno
alle 22.00. Ed è chiaro che sarebbe bene completare la prima parte
della finanziaria, quindi recuperare quelle quattro, cinque, sei
norme che ancora sono rimaste accantonate e poi continuare con gli
articoli 46 e seguenti.
Sulla critica mossa alle ultime norme all'esame del Parlamento, è
chiaro che il Governo è l'organo meno adatto in questo momento ad
esprimere valutazioni, perché sembrerebbe voler entrare a gamba
tesa su un lavoro che il Parlamento ha fatto, ci risulta per tante
ore, con grande impegno, all'interno della Commissione Bilancio e
noi abbiamo rispetto assoluto per il lavoro svolto dai parlamentari
in Commissione bilancio, dove tutti i gruppi politici sono
rappresentati.
Alcune norme sono state stralciate e le altre sono rimaste, quindi
la finanziaria ha superato anche l'esame della autorevole
Presidenza di questo Parlamento.
Se mi posso permettere di esprimere una valutazione di carattere
politico, credo che anche per il suggerimento che mi offre
l'intervento a favore dell'ente luglio musicale trapanese sarebbe
bene che a partire dal prossimo anno si evitasse la polverizzazione
di interventi avendo la stessa specificità, la stessa tipologia di
interventi e magari inserire in unico capitolo le risorse
necessarie per poter soddisfare le legittime esigenze degli enti,
non soltanto culturali. Determineremmo in questo senso anche una
inversione di tendenza rispetto a stagioni del passato non sempre
edificanti.
Ripeto, per quanto riguarda le norme rimanenti, essendo frutto del
lavoro del Parlamento, il Governo non può che avere rispetto per il
lavoro del Parlamento al di là delle valutazioni su ogni singola
norma che ogni deputato è libero di fare.
Ma mi permetto di proporre e concludo, signor Presidente
dell'Assemblea, la possibilità di recuperare tre, quattro articoli
che sono stati accantonati, così chiudiamo con la prima parte della
finanziaria e continuiamo ad oltranza con tutte le altre norme.
PRESIDENTE. Grazie Presidente. Per quanto riguarda gli orari di
lavoro, oggi abbiamo già stabilito che interrompiamo alle 20.30
perché è sabato, c'è gente che deve tornare a casa, fuori da
Palermo, non possiamo permettere che tornino di notte con
riapertura domani dell'Aula proprio per dare tempo a tutti i
parlamentari con tranquillità e senza inutili corse in autostrada
di tornare qua. Quindi alle 20.30 chiuderemo. Però accetto
volentieri il suo consiglio di accantonare un attimo tutte queste
norme di assegnazione di contributi a singole associazioni e se il
Governo è pronto, come mi sembra che sia, per il ritorno
all'articolo 4 con la riscrittura, se non ho capito male
dell'articolo, direi di andare avanti con l'articolo 4. Sono le 19.
Vediamo se riusciamo a completare l'articolo 4, eventualmente
andiamo ad un altro articolo, diversamente concludiamo con questo.
PALMERI. Chiedo di parlare sul prosieguo dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in ordine
all'articolo 4, preferirei che si passasse ad un altro, perché la
riscrittura presentata dal Governo, merita un approfondimento visto
che è materia tecnica e noi vorremmo presentare dei sub
emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, non avendo dubbi che alcuni Gruppi
parlamentari avrebbero avuto bisogno di un approfondimento, due ore
fa, quando il Governo l'ha presentata, avevo nuovamente accantonato
l'articolo per dare il tempo di approfondirla. Se, poi, non l'avete
fatto, non so che dirvi, però, anche qua non voglio prendere
decisioni ma credo che siano di fatto già state prese.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare sul prosieguo dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che lo
stimolo che arriva dal Governo sulle norme che auspichiamo tutti
l'anno venturo verranno riprese sia importante, e su questo la V
Commissione si farà carico di lavorare, anche perché già da
quest'anno abbiamo audito tante associazioni del cosiddetto
partecipante al centoventotto. E' chiaro che tutti hanno la
necessità, insieme all'assessore Pappalardo ne abbiamo audita
qualcuna, di riordinare, in maniera sistemica, il sistema, e
quindi, dall'anno venturo, mi auguro che questo Parlamento sarà
munito di un disegno di legge specifico per valorizzare, come lei
ha ben detto, il tema.
Signor Presidente dell'Assemblea, ho ricevuto solo ora la
riscrittura dell'articolo 4, pertanto le chiedo di andare avanti
con l'articolato per potere approfondire questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha consegnato la
riscrittura dell'articolo 4 due ore fa, ed avevo chiesto al Governo
di andare avanti con altri articoli proprio per dare il tempo di
apprezzarla.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare l'attenzione
degli onorevoli colleghi sull'articolo 4, fermo restando il
rispetto assoluto per le prerogative dei parlamentari e, quindi,
nulla osta a che, se lo ritengono, ci debba un ulteriore momento di
riflessione.
Vorrei però far presente che, rispetto alle criticità sulle quali
in questi giorni, con assoluto spirito democratico, ci tengo a dire
che essendo una norma che introduce un'autorità di bacino nuova,
come ultima Regione in Sicilia, e non volendo questo assessore
portare a casa un risultato ascrivibile personalmente a nessuno, ma
al Governo intero ed all'intero Parlamento, ci siamo confrontati
fino alle prime ore di questo pomeriggio con i Gruppi parlamentari
che avevano manifestato le loro perplessità, devo dire anche con la
presenza di una figura istituzionale, qual è il Presidente della IV
Commissione, ed abbiamo convenuto, tutti insieme, ecco perché io mi
sono permesso di chiedere al Presidente Musumeci di tornare
sull'articolo 4, perché c'era un passaggio legato alla figura
giuridica che si è convenuto di inquadrarla come dipartimento, si è
convenuto poi di inserirla fra i dipartimenti di pertinenza della
Presidenza della Regione, si è convenuto di inserire un comitato
scientifico che avrà un ruolo di supporto e che comunque passa
sempre dalla decisione della Giunta. Si è anche introdotta una
norma transitoria, così come ci veniva espressamente richiesto
sulla possibilità che in questa fase di prima attuazione la
competenza restasse per una ragione funzionale, così come
richiesto, a mio modo di vedere, a parere del Governo, in maniera
anche coerente al dipartimento delle acque.
Signor Presidente, posto che alla fine rimane per me
impregiudicato il ragionamento del primo giorno, in sede di
esposizione dell'articolo, la Sicilia è l'ultima Regione d'Italia,
anzi l'unica, a non avere ancora adottato un'autorità di bacino, il
Governo ha fatto la sua parte, lo affida all'Aula. Ma si sappia,
dentro e fuori da questo Palazzo che, per quanto ci riguarda, noi
tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto. Ci manca soltanto
di esprimere il voto favorevole, cosa che faremo quando avremo la
possibilità di farlo. Non credo, con tutta la buona volontà e con
tutta la comprensione delle altrui ragioni, che vi possano essere
ulteriori passaggi ed ulteriori rivisitazioni.
Mi affido all'Aula. Se non ci sono interventi, o subemendamenti,
signor Presidente, le chiedo di porlo in votazione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il mio
personale apprezzamento alla riscrittura che è arrivata in Aula
perché tiene conto di alcune questioni che, come Partito
Democratico, abbiamo posto sulla questione dell'autorità di bacino
sin dall'inizio del dibattito in Commissione Ambiente'.
E, segnatamente, le questioni che ponevamo erano due. La prima è
che vogliamo evitare la costituzione di un altro carrozzone. Credo
che non serva a questa Regione istituire un nuovo ente pubblico non
economico. Sulla scorta, quindi, di quello che ha fatto anche la
regione Sardegna che ha istituito l'autorità di bacino non come
ente pubblico non economico ma lo ha inquadrato all'interno della
struttura organizzativa della regione Sardegna. Credo che questo
sia il percorso giusto e vorrei che restasse traccia anche negli
atti parlamentari che questo ragionamento è anche suffragato dal
decreto legislativo 152/2006 dove, al secondo comma dell'articolo
63, dà espressamente la possibilità a quelle Regioni la cui
autorità di bacino coincide con il perimetro della Regione (come
sono la Sicilia e la Sardegna) di istituire un'autorità di bacino
che coincida con una struttura della Regione e, segnatamente, con
un Dipartimento.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
BARBAGALLO. Noi crediamo che sia la soluzione più economica che si
concilia con il principio di riduzione della spesa e che è anche
aderente al dettato normativo. Ciò è confermato dal fatto che la
legge regionale della Sardegna che ha questa impostazione, la legge
n. 19 del 2006, non è mai stata impugnata ed è stata ritenuta
legittima nel corso di questi anni. Ed è confermato questo
ragionamento anche dalla circostanza che l'articolo 2, della legge
regionale 19 del 2015, che assegnava le stesse funzioni
dell'autorità di bacino all'Assessorato all'energia non è mai stata
impugnata dal Governo nazionale.
Credo che siano due aspetti importanti che mettono sul binario
giusto l'autorità di bacino e che consentono di dare vita
finalmente all'autorità di bacino dandogli la possibilità di
attrarre i finanziamenti.
Certo, onorevole Presidente della Regione, resteranno questioni
aperte. Se la proposta - e verrà votata la riscrittura - che il
Dipartimento resta sotto le dipendenze della Presidenza della
Regione, quello che come Partito abbiamo più volte evidenziato che
è un tema urgente della riorganizzazione dei dipartimenti,
dell'accorpamento di qualche Assessorato come quello dei beni
culturali con quello del turismo, forse qualche Assessorato che è
troppo carico, qualche Dipartimento che andrebbe diviso, qualche
competenza che è in capo al territorio che potrebbe passare in
questo nuovo Dipartimento, è una questione che il Governo dovrebbe
aprire insieme al Parlamento.
L'altra questione è, poi, quella che riguarderà quest'Aula cioè
l'individuazione del numero di bacini che, credo, anche alla luce
dell'organizzazione e della distribuzione delle acque in Sicilia,
sia un tema veramente attuale.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, anch'io esprimo un apprezzamento per il lavoro fatto
dall'assessore Cordaro in queste giornate per l'evoluzione che ha
avuto questo testo.
Io faccio una premessa, a differenza probabilmente di altri
colleghi, ricordo che con la legge n. 19 del 2008, quando abbiamo
riorganizzato i Dipartimenti dell'amministrazione regionale
sciogliendo l'Agenzia delle acque e dei rifiuti, abbiamo trasferito
le competenze dell'ex Arra ad un nuovo Dipartimento inquadrato
presso l'Assessorato all'Energia. Ora io dico, col senno di poi,
probabilmente lì c'è stato un eccesso di semplificazione perché
dopo dieci anni penso che tenere insieme un Dipartimento per
competenze profondamente diverse, uno all'acqua e l'altro ai
rifiuti, in un unico Dipartimento, inevitabilmente l'emergenza
rifiuti è diventata prevalente rispetto alla questione idrica, per
cui penso che prima o poi, il Governo dovrà interrogarsi se non
istituire un apposito Dipartimento acque all'interno
dell'Assessorato. Ma questo è un tema che riguarderà il domani e
probabilmente il Governo se ne farà carico, immagino.
Per quanto attiene questo testo il Governo intende, quindi,
costituire un Dipartimento presso la Presidenza della Regione per
far svolgere al Dipartimento le competenze che sono in capo
all'Autorità.
Nel 2009 a seguito della legge n. 19 del 2008 l'allora Presidente
della Regione, in applicazione di quella disposizione legislativa,
approvò un Regolamento e, quindi, con decreto presidenziale di
allora, che recepiva le competenze anche del 152, in particolare
dell'articolo 63, all'interno del Dipartimento acque e rifiuti,
quindi, dico questo perché non è vero che la Regione siciliana è
priva o non ha ottemperato alle disposizioni previste dal 152 e
successive modificazioni, lo ha fatto all'interno di un atto
amministrativo, supportato dal parere del CGA, inquadrando quella
competenza ancorché non l'ha chiamata Autorità.
Bene, si vuole fare l'Autorità? Nulla quaestio Io però pongo a
lei, Presidente, un problema perché probabilmente nella definizione
di Autorità e nell'individuazione dei soggetti facente parte
dell'Autorità, c'è una figura che rimane qui un ibrido, cioè
l'Autorità prevista dal 152 stabilisce che è composta dalla
Conferenza dei Direttori, dalla Conferenza degli Assessori,
eccetera, ed è previsto un Segretario generale.
Ma se facciamo il Dipartimento è il Capo del Dipartimento che fa
il Segretario generale. È giusto? Questa cosa va scritta Perché
così stiamo prevedendo un Dipartimento ed un Segretario generale.
Va scritto nel senso che le funzioni del Segretario generale sono
assunte dal dirigente che presiederà il Dipartimento di nuova
istituzione, mi pare del tutto ovvio perché altrimenti facciamo una
duplicazione in cui nessuno poi nessuno sa che cosa dovrà l'altro,
dopodiché considero il testo un passo avanti, probabilmente, ma
questo lo valuterà ad un certo punto il Governo perché è giusto che
faccia anche una valutazione di ordine tecnico oltre che politico,
in questo caso di politico c'è poco, se non rimane il fatto che se
si costituisce il Dipartimento acque non sia ragionevolmente
plausibile che questa competenza dell'Autorità venga assunta
direttamente dall'Assessorato acque, energia e rifiuti e, quindi,
dal dirigente del Dipartimento acque che si costituirà non so
quando.
Questo è il senso delle cose che volevo dire. Se il Governo stesso
provvede a modificare il principio che il segretario è lo stesso
capo del Dipartimento che sarà appositamente nominato mi sembra che
il testo possa andare bene.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.11, è ripresa alle ore 19.13)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente MICCICHÈ
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessore Cordaro, vorrei capire bene cosa stiamo facendo. Premesso
che stiamo trattando un argomento importante perché riguarda il
tema dell'acqua che, in Sicilia, ancora non trova soluzione.
Abbiamo alcuni punti che vorrei chiariti dal presidente Musumeci o
dall'assessore Cordaro. Istituiamo un nuovo Dipartimento presso la
Presidenza della Regione che va a trattare - dice al comma 4 -
tutte le competenze in materia di demanio idrico, di cui al comma
7, dell'articolo 71, della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, e
successive modifiche ed integrazioni.
Noi stiamo andando a sostituire, se capisco bene, il Dipartimento
che c'è presso l'Assessorato all'energia, che è acqua e rifiuti, lo
togliamo, togliamo l'acqua e la trasferiamo al Dipartimento della
Presidenza. Se è così sono d'accordo. Se noi, invece, facciamo due
Dipartimenti nel senso che resta l'acqua al Dipartimento energia,
poi c'è un altro Dipartimento che tratta l'argomento acqua, credo
che creiamo un ibrido. Tenendo conto che la creazione di un
Dipartimento deve fare riferimento ad una modifica legislativa che
è la legge regionale n. 19 del 2008 che aveva una codificazione di
quelli che erano i Dipartimenti nell'ambito degli Assessorati.
Io non discuto l'esigenza che il Governo pone nel Dipartimento ma
un Dipartimento.
Se l'idea del Governo è di fare rifiuti, ed è una cosa ed Acque è
un'altra cosa e vuole spostare l'acqua dall'Energia e trasferirla
al Dipartimento Presidenza della Regione perché il Presidente della
Regione vuole avere contezza diretta di quello che è il sistema
dell'acqua, per noi sta bene.
Se vogliamo fare due Dipartimenti che trattano il tema dell'acqua
e ci infiliamo anche la gestione idrica cioè tutto il tema
complicato della gestione dei finanziamenti, della gestione
dell'approvvigionamento, eccetera, credo che abbiamo creato un
ibrido per il quale, alla fine, non sapremo chi è il reale
interlocutore.
Se il Governo vuole chiarire questo aspetto e se vuole anche
provvedere con un emendamento, modificando la disciplina dei
Dipartimenti di cui alla legge n. 19/2008 per avere contezza di
quella che era la norma che fu approvata a suo tempo e che, oggi,
subisce una variazione che viene calata in quel dispositivo
legislativo per avere un quadro generale di quelli che sono gli
Assessorati e di quelli che sono i Dipartimenti e di che cosa si
occupa ogni Dipartimento, quindi, la modifica possiamo inserirla in
questo contesto, ma va operata una modifica nell'ambito di quella
che è stata la legge che prevedeva una sorta di codificazione del
Dipartimento.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, desideravo porre una questione
al presidente Musumeci e all'assessore Cordaro.
Anche per quanto riguarda il comma 8 - fermo restando che
delineare per bene la questione delle competenze lo ritengo anch'io
opportuno - c'è un problema, cioè la fase transitoria.
Sappiamo bene che l'Autorità di bacino è un'autorità terza.
Condivido il fatto di incardinarla presso la Presidenza della
Regione condivido, ma c'è questa fase transitoria che rischia di
creare delle situazioni che, rispetto già ad un Dipartimento che è
sovraccarico di lavoro - mi risulta in quanto non rilascia varie
autorizzazioni - stiamo parlando del Dipartimento delle acque e dei
rifiuti che per delle autorizzazioni che dovrebbe rilasciare in
novanta giorni, siamo già a due, tre anni, glielo dico, Presidente
della Regione, per sua conoscenza.
Se noi carichiamo in questa fase transitoria anche questa
situazione credo che si stia facendo un'operazione che rischia di
creare problemi operativi.
Il suggerimento che mi permetto di dare è questo. Evitate la fase
transitoria, la norma entra in vigore quando gli organi sono
pronti.
Qualche informazione adesso l'ho presa, al Dipartimento acque e
rifiuti c'è un problema serio di gestione, ve lo voglio
sommessamente suggerire ai fini di una valutazione diversa o per
prendere qualche altra situazione quale per esempio potrebbe essere
quella del Commissario che sta gestendo l'emergenza di mitigazione
del rischio idrogeologico, per esempio.
Anche questa rappresenta un'Autorità che, in questo momento, si
potrebbe meglio utilizzare. Ve lo do come suggerimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà,
sull'istituzione dell'Autorità di bacino mi sembra che in Sicilia
non ci stiamo inventando nulla.
Questo rischio di sovrapposizioni che leggo in alcuni interventi,
oggettivamente, mi sembra che non ci sia.
Di fatto, stiamo dando applicazione al decreto legislativo 152 del
2006, un decreto del Ministero dell'Ambiente, della tutela e del
territorio, che istituiva ben otto Distretti idrografici in Italia.
Per una serie di incurie, inadempienze, nel tempo non si è
arrivati all'istituzione del bacino in Sicilia.
Finalmente la Sicilia si potrà dotare di questo organo, di questo
strumento che si occuperà di tutela delle acque, che si occuperà
della possibilità di offrire una candidatura di alcuni siti al
patrimonio UNESCO, che si occuperà della possibilità di riconoscere
alcune riserve, che svolgerà, quindi, una serie di compiti
assolutamente aggiuntivi rispetto a quelli svolti ad oggi in seno
ai Dipartimenti, che prevederà, quindi, il coinvolgimento delle
scuole, l'istituzione di un Osservatorio.
Si tratta, in sintesi, di dare applicazione a direttive
comunitarie che avremmo dovuto recepire già in passato e di potere,
quindi, utilizzare delle risorse aggiuntive.
Praticamente, noi attraverso il bacino superiamo, al contrario, lo
dico ai deputati che sono intervenuti prima contro l'idea del
bacino, cerchiamo e riusciremo, poi lo valuteremo nel tempo, può
darsi che fra un anno faremo delle valutazioni a posteriori per
dire che il bacino non è andato bene, non è andato come pensavamo,
ma dobbiamo adeguarci al decreto nazionale del Ministero, dobbiamo
adeguarci alla direttiva comunitaria per superare una
frammentazione delle competenze istituzionali che, ahimè, in questo
momento è in corso.
D'altra parte, assessore Cordaro, ci sono già diversi bacini, 8 in
Italia, che sono stati costituiti, che stanno funzionando bene e
che possono rappresentare anche delle esperienze con le quali
raccordarci in questo percorso. C'è il bacino delle Alpi orientali,
dell'area Padana, dell'Appennino centrale, dell'Appennino
meridionale, della Sardegna e finalmente ci sarà anche il bacino in
Sicilia.
Un'opportunità, quindi, direi assessore Cordaro per evitare la
frammentazione ed istituire finalmente il bacino anche nel nostro
territorio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, intervengo anch'io per esprimere
apprezzamento per l'apertura al confronto che il Governo, in
particolare l'assessore Cordaro, ha voluto dimostrare sul merito
dell'articolo 4 che è un articolo che affronta un tema complesso,
non è un tema semplice, e che nel corso del confronto ha avuto
certamente dei miglioramenti grazie anche alla disponibilità,
all'impegno dei deputati del Partito Democratico che hanno dato un
contributo significativo già sin dalla Commissione che ha esaminato
il testo.
Vorrei, comunque, dire che mi pare che il testo che stiamo
esaminando, che rappresenta certamente un passo avanti
significativo, non configuri esattamente né un'autorità autonoma
dalla Pubblica amministrazione, né si configura esattamente come
Dipartimento.
Faccio qualche esempio. O noi diciamo che l'autorità è incardinata
presso la Presidenza della Regione e, allora, ha un senso che abbia
organi interni, come il segretario generale, a mio avviso bisogna
precisare che intanto si fa un atto di interpello interno per
verificare se c'è un dirigente all'interno della Pubblica
amministrazione regionale, e poi si precisa che è necessario che,
appunto, l'autorità indipendente abbia il Collegio dei revisori.
Tutti gli organi tipici di una autorità indipendente.
Se, invece, l'autorità non è una autorità indipendente ma è un
Dipartimento della Presidenza della Regione deve rispondere alle
regole tipiche della Pubblica amministrazione regionale.
Quindi, ad esempio, la previsione che si fa all'articolo 7 laddove
si parla delle modalità attuative per il reclutamento del personale
rinviando a specifici regolamenti, non ha senso se è pubblica
amministrazione regionale.
Allora, il Governo deve decidere se proporci un'autorità
indipendente incardinata presso la Presidenza della Regione o
proporci che è istituito, presso la Presidenza della Regione, il
Dipartimento per l'autorità di bacino.
Delle due l'una, altrimenti rischiamo di dare vita ad un istituto
che non funzionerà e siccome il tema è estremamente delicato,
credo, ci abbiamo lavorato tanto, che se è necessario ancora
riflettere qualche ora è importante farlo, con questo senza voler
venir meno ad un confronto costruttivo perché il tema che stiamo
affrontando è estremamente delicato.
Vorrei richiamare anche l'attenzione sul comma 8. Francamente
che in un certo punto si dica che in fase di prima attuazione la
conferenza operativa si avvale per i compiti di segreteria tecnica
del Dipartimento delle acque e dei rifiuti, mi pare assurdo. Ma se
l'Autorità è incardinata presso la Presidenza della Regione,
sarebbe normale che la segreteria tecnica fosse quella della
Presidenza della Regione, forse no, ma che si aggiunga che opera
ai sensi dell'articolo 63, eccetera, tramite l'impiego coordinato
di più strutture organizzative anche appartenenti a diversi
Assessorati che sino alla data di entrata in vigore della presente
legge hanno esercitato le competenze trasferite dalla presente
legge all'unità di bacino , per me è la certezza che non funzionerà
la gestione transitoria perché la Pubblica amministrazione del
rispondere a regole di chiarezza, di trasparenza.
Io credo che sia necessario semplificare ed evitare
interpretazioni che, poi, porterebbero alla paralisi.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, faccio mie le indicazioni al
miglioramento. Parto dal presupposto che come è stato già
ricordato, mi iscrivo pure io al gruppo dei filosofi che sostengono
che l'ottimo è nemico del buono, e però mi pare che intanto in sede
di prima applicazione possa essere precisato che il segretario
generale è il dirigente generale del nuovo Dipartimento e venga
espunto il passaggio che prevede l'istituzione del Collegio dei
revisori perché se è un Dipartimento non può avere.
Mi permetto di dire poi, con riferimento alle corrette valutazioni
del collega Di Mauro, che al comma 6 si dice che in ogni caso entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge si
provvederà alle disposizioni applicative ed in una contingenza che
vede il Presidente della Regione anche Commissario per le acque,
contiamo entro quei novanta giorni, ed ecco perché c'è questo
passaggio transitorio dal Dipartimento acque rifiuti, perché noi
contiamo, ed è un obbligo che assumeremo venerdì 4 maggio, dopo che
il Parlamento ci avrà dato mandato con la sua approvazione dinanzi
l'agenzia di coesione del Ministero dell'Ambiente, di portare a
Roma un'autorità di bacino che abbia tutti i crismi della sua
istituzione.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Ritengo doveroso rispondere ad
un'osservazione assai pertinente del presidente Lupo, il quale si
chiedeva a proposito del comma 8 la ragione per la quale nel
periodo di transizione bisognava fare riferimento al personale di
più Dipartimenti.
E' la stessa ragione per la quale, presidente Lupo, l'Autorità di
bacino viene istituita presso la Presidenza della Regione e non
sostituisce il Dipartimento acque e rifiuti, proprio perché si
tratta di una autorità interdipartimentale, le cui competenze cioè
vanno dall'Assessorato alla cultura all'Assessorato all'ambiente,
al territorio, ai rifiuti.
Questa specificità ha fatto nelle altre parti d'Italia e farà
anche da noi un organismo sovradipartimentale e, quindi, tale da
affidare alle competenze della Presidenza. Resta il problema
sollevato anche dall'onorevole Cracolici del peso ormai strutturale
e della mole di lavoro che deve assorbire l'Assessorato rifiuti,
acque ed energie, ed il Governo sottoporrà all'attenzione del
Parlamento, nei prossimi giorni, l'opportunità di creare un
Dipartimento per alleggerire un peso che la struttura burocratica,
al di là della buona volontà e delle competenze professionali, non
riesce a seguire al passo con le emergenze che giorno dopo giorno
emergono.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente della Regione, peraltro era un
chiarimento utile. La ringrazio particolarmente. Mettiamo in
votazione
MILAZZO. Abbiamo presentato un subemendamento.
PRESIDENTE. Si tratta di una riscrittura più che di un
emendamento. Non ho ricevuto niente, se c'è lo apprezzeremo
immediatamente.
Comunico che è stato presentato un subemendamento dagli onorevoli
Milazzo, Gallo, Calderone e Cannata. Presidente, le devo chiedere
di firmare la riscrittura o da lei o dall'assessore Armao che
manca.
CALDERONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
istituzione dell'autorità di bacino è un fatto assai importante e
anche come si è pervenuti con la riscrittura e la collaborazione di
tutti e ritengo dal mio punto di vista sia altrettanto importante.
Abbiamo insieme al collega Milazzo, al collega Gallo e alla collega
Cannata presentato questo emendamento.
In particolare abbiamo coniato, varato l'art. 4 bis che si
aggancia ovviamente all'articolo 4 e visto che non è stato
distribuito per i colleghi lo recito testualmente di cui al
precedente comma possono essere realizzati previo assenso
dell'Assessorato
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'abbiamo già
letto.
CALDERONE. Va bene. Quindi, cosa vogliamo significare? Dare la
possibilità ai comuni di poter intervenire in luogo di altri organi
e poter acquisire la biomassa, cioè dare la possibilità ai comuni,
credo che interessi tutti, di evitare grandi rischi nelle more del
varo, delle autorità di bacino, o comunque anche dopo tutta la
biomassa che si ricava dalla pulizia di tutti i corsi d'acqua resta
acquisita al Comune che provvede alla manutenzione del corso
d'acqua, quindi credo che sia un emendamento che possa e abbia dato
un contributo a questa eccellente norma che è l'articolo 4 della
legge finanziaria istitutiva del bacino e pertanto chiedo ai
colleghi di poterlo votare favorevolmente.
PRESIDENTE. C'è il subemendamento 4.R.TER.1. E' in distribuzione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, assessori, io non vorrei aprire un altro dibattito,
premesso che questa attività non è tra le attività dell'autorità,
perché l'autorità si occupa di pianificazione, qui stiamo parlando
dell'utilizzo degli scarti di pulizia degli alberi e i fiumi che
ricordo sono di proprietà purtroppo del demanio fluviale, ma che se
vengono accumulati da parte dei sindaci, siccome sono scarti
diventano rifiuti, quindi stiamo procedendo a fare denunciare i
sindaci per l'utilizzo di rifiuti speciali, dico all'onorevole
Calderone intanto di ritirarlo rispetto a questo testo,
approfondiamolo perché è una questione delicata questa.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori ovviamente ero un problema che io mi ero posto,
non ero così stolto o sprovveduto, ovviamente poi si apre una
procedura che è successiva, i Comuni una volta acquisita la
biomassa sanno, trattandosi di un rifiuto, sanno poi come portarlo
a smaltimento caso mai o a utilizzarlo, quindi in un iter legis si
arriva fino a un certo punto, non è che poi ci si può impegnare ad
andare oltre, si pulisce il torrente e il corso d'acqua, si
acquisisce la biomassa.
La fine che farà questa biomassa sarà evidentemente, credo che
questo era un fatto scontato, onorevole Cracolici, sarà
evidentemente smaltita secondo tutte le forme previste dalla legge.
Ma questo è un problema successivo. Non ci possiamo occupare.
Questo è per un principio generale di impostazione della norma e
della struttura generale del diritto. Ci si può occupare fino ad un
certo punto del leader, se noi provvediamo a fare la manutenzione
del corso d'acqua ed acquisire la biomassa, poi evidentemente tutte
le fasi successive, Presidente, dovranno essere effettuate secondo
un iter che è previsto dalla legge. Ma ovviamente nella norma che
noi oggi andiamo a varare non si può fare riferimento a fatti
scontati. Perché già è un fatto implicito che poi il sindaco dovrà
adoperarsi secondo tutte le norme previste dalla legge e non c'è
bisogno che lo scriva se poi lo devo pure scrivere, ma credo per
chi si occupa di diritto che questo non va fatto.
Poi per carità disponibilissimo a chiarire o comunque rettificare
e correggere.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, vediamo cosa ne pensa il Governo.
Do la parola all'Assessore Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
Calderone, l'emendamento che lei ha presentato insieme al
Capogruppo Milazzo, è un emendamento di assoluto pregio. E però la
valutazione che fanno alcuni capigruppo è legata ad un tema
altrettanto serio e altrettanto conducente. Mi spiego.
All'articolo 4, dopo un lavoro di sintesi, fatto con la buona
volontà di tutti, maggioranza, Commissione ed opposizioni, abbiamo
siglato in buona sostanza un articolo coerente. Le perplessità di
alcuni colleghi sulla non coerenza di questo passaggio rispetto ad
un'autorità di bacino che ha dei compiti ben precisi, e che
riguarda soprattutto il bacino idrografico, mi porta a dirle e a
chiederle a nome del Governo di ritirare questo emendamento e di
inserirlo nella futura norma che noi tratteremo sulla gestione
delle acque e rifiuti e le province, le nuove competenze che il
Governo vuole dare alle province nella versione che dobbiamo
adottare, in quel contesto con un dovuto approfondimento delle
commissioni credo che questo emendamento, che io comunque ritengo
di pregio, vorrà essere
PRESIDENTE. Onorevole Calderone?
CALDERONE. Alla richiesta del signor Assessore, sono d'accordo
però vorrei solo evidenziare questo che anche per l'autorità di
bacino, al quarto comma, questo come principio generale, perché io
amo il diritto e mi piace discutere, manifestare le mie idee, non è
che ci si preoccupa di quella dell'attività consequenziale prevista
dal quarto comma per l'autorità di bacino, quindi credo, che per
carità un problema si pone, ma non sono affatto convinto di avere
torto perché se fossi convinto
PRESIDENTE. Ma infatti credo che torto non ce l'abbia.
CALDERONE. Se fossi convinto chiaramente ho l'umiltà per dirlo.
Non sono per niente convinto però siccome il percorso illustrato
dall'assessore Cordaro mi convince, quindi ritiro il sub
emendamento, ne parleremo in altra sede. Ringrazio comunque dei
chiarimenti il Governo che come sempre puntuale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.R.TER. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Possiamo iniziare ad affrontare l'articolo 11. Alle ore 20.00
dobbiamo finire perché ho preso questo impegno. Tutti devono
tornare a casa nelle altre province, quindi ho preso questo impegno
e lo manterrò. Chiedo se è possibile fare almeno l'articolo 11 in
modo che poi terminiamo dopo l'articolo 11, sarei più contento.
Per cui valutiamo la possibilità di fare l'articolo 11 e poi
sospendiamo i lavori. Se capiamo che ci sono problemi lo rinviamo,
ma se invece è possibile farlo credo che sia cosa buona e giusta,
come diceva qualcuno.
Pertanto, si riprende l'esame dell'articolo 11, in precedenza
accantonato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
sostanzialmente favorevole al comma 1 perché è sostanzialmente un
ampliamento per la facoltà d'uso per le risorse dei beni culturali.
A mio giudizio, però, il comma 2 è irricevibile per
quest'Assemblea. In particolare l'espressione del comma 2,
assessore Tusa, in cui vengono sostanzialmente estese le
possibilità dell'articolo 35 del codice dei beni culturali anche
agli edifici a destinazione a carattere abitativo.
Credo, signor Presidente della Regione, che è una norma che in
questi termini il Parlamento non può accettare e, come dire, anche
per essere più esplicito nei confronti dei colleghi che non
conoscono nel dettaglio l'argomento, l'articolo 35 dà la
possibilità per i proprietari detentori o possessori di beni
culturali, quindi, ma lo dà a coloro ed a quei beni che sono
tendenzialmente di uso pubblico o di godimento pubblico, estenderlo
anche per i beni che sono a destinazione a carattere abitativo,
onorevole Cracolici, mi dia una mano, ed è una norma, signor
Presidente della Regione, che non è prevista, questo dettaglio,
assessore Armao, neanche nella norma nazionale, quindi, noi non è
che stiamo recependo la norma, stiamo inserendo una prescrizione
che non è prevista nel codice del paesaggio.
Per queste ragioni abbiamo presentato un emendamento modificativo
che cassa questa specifica della destinazione a carattere abitativo
e del pari un altro emendamento modificativo che fa riferimento ai
criteri per l'assegnazione delle risorse che sono quelle del codice
dei beni culturali. A mio giudizio è una norma che a livello
nazionale ha funzionato, il Ministro Franceschini ne ha dato
concreta applicazione in alcuni casi importanti.
Credo che recepire la norma nazionale così com'è, con la
destinazione delle risorse, quella prevista al comma 2, come dire,
magari è un primo punto di partenza, stiamo lanciando un seme.
Credo che ecco è un sistema rodato, un sistema rodato che può ben
riguardare quei beni culturali che hanno quelle caratteristiche di
uso e godimento pubblico.
Certamente, a mio giudizio, non può riguardare i beni culturali
che hanno una destinazione a carattere abitativo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettetemi una precisazione,
visto che su tutti i blog dei componenti dei Cinque Stelle sta
uscendo la notizia che, mentre la Sicilia affonda io penso alla
partita. Vorrei comunicare, perché fosse chiaro anche alla stampa e
agli altri, che alle 20.00 si sospende perché tanti deputati, tra
cui alcuni dei Cinque Stelle, mi hanno chiesto che devono tornare a
casa nelle loro province. Se una partita dovevo vedere, avrei
visto quella del Palermo di ieri e non ho interrotto. Per cui,
possiamo andare avanti.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, è ovvio che non inizio un
dibattito sull'argomento. Non può iniziare un dibattito
sull'argomento, ma siccome ho chiarito che tanti deputati mi
avevano chiesto la possibilità di tornare a casa, essendo sabato
sera, i vostri web ed i vostri commenti sono certamente poco onesti
e poco educati Ma non ha importanza. Andiamo avanti.
ZAFARANA. Signor Presidente, lei quello che ha detto non lo può
dire perché né io né nessuno dei componenti del Movimento Cinque
Stelle ha chiesto di andare a casa prima assolutamente per vedere
la partita. Noi siamo qua, vogliamo rimanere fino alla fine .
PRESIDENTE. Ma non c'entra la partita
ZAFARANA. Chiedo di non essere interrotta, perché io non l'ho
interrotta. E allora siccome veramente la Sicilia affonda. Noi
vogliamo rimanere qua fin quando
PRESIDENTE. Lei continua a non essere leale Perché non c'entra la
partita Alcuni mi hanno chiesto, in tanti mi hanno chiesto, di
andare a casa perché abitano lontano.
ZAFARANA. Io non l'ho interrotta Non voglio essere interrotta
Dopo di che noi siamo qua disponibili a continuare a lavorare per
tutto il tempo che sarà necessario. Chiedo che ..
PRESIDENTE. Chiudiamo e ripassiamo alla finanziaria. Possiamo
interrompere, grazie.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito di
partite, a mio modo di vedere il Governo la partita sui beni
culturali durante questo periodo la sta perdendo. La sta perdendo
perché molti musei, sappiamo benissimo, non hanno nemmeno i fondi
per acquistare la carta igienica. E la cosa che chiedo a questo
Governo, perché comunque finora in questi cinque mesi anche in
merito a questo articolo, nessuno è venuto in V Commissione a
spiegarci un po' il significato di questo articolo. Volevo chiedere
al Governo, e all'Assessore Tusa, se questo articolo e le norme
che sono inserite all'interno di questo articolo vanno bene. Dopo
di che noi, come Movimento Cinque Stelle, abbiamo emendato
l'articolo cercando di lasciare maggiori fondi, ci sono due
emendamenti del Movimento Cinque Stelle, per cercare di lasciare
maggiori fondi ai musei. E come? Attraverso l'introito dei
biglietti, cercando di fissare una quota del 50 per cento per il
primo anno e poi magari anche tutta, con quella quota si cerca di
premiare un po' tutti i musei. E le somme, anziché andare alla
spesa corrente, vengono destinate ai musei che ad oggi sono in
grossissima difficoltà.
Mi sembrano due emendamenti di buon senso. Ma come dicevo signor
Presidente, vorrei ascoltare l'Assessore Tusa in merito a questo
articolo.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, innanzitutto sulla base di
questo mio primo battesimo di Aula, sono stato molto favorevolmente
impressionato soprattutto nelle dichiarazioni iniziale dal fatto
che anche l'opposizione ha manifestato il bisogno che ci siano
maggiori risorse nel campo dei beni culturali.
Questo articolo che io ho letto attentamente, ho analizzato
attentamente, va proprio in questa direzione. Per vari motivi.
Primo perché con il comma 1 mette in evidenza quello che si diceva
precedentemente cioè la possibilità che queste somme che vengono
non solo dai musei ma anche dalle aree archeologiche e monumentali
ritornino al settore dei beni culturali e quindi vengano
reinvestite proprio nella manutenzione degli stessi beni. E quindi
questo è un fatto, oserei dire, rivoluzionario nel campo della
finanza regionale. Per cui va nel senso di un maggiore
arricchimento del bilancio dei beni culturali.
In secondo luogo, questa norma è una norma che va nel senso di
spingere, stimolare i direttori dei musei, delle aree archeologiche
e monumentali, a lavorare per l'incremento delle visite, per
l'incremento e l'attrattività di questi attrattori culturali, al
fine di fare più budget. E questo è già successo nel passato.
L'esperienza che noi abbiamo già verificato nel campo dei beni
culturali, soprattutto con i parchi archeologici, con la legge n.
20, ha dimostrato che i tre parchi che hanno autonomia finanziaria,
che sono Giardini Naxos, Agrigento e Selinunte, hanno già in banca
un consolidato budget economico da reinvestire all'interno del
parco.
Inoltre, questo articolo, nel momento in cui dà la possibilità ai
privati di utilizzare delle risorse pubbliche per risanare, per
restaurare, per per valorizzare quelli che sono i propri beni che
sono vincolati, quindi di interesse monumentale e artistico, da un
lato contribuisce nel decoro urbano, nell'arricchimento,
nell'abbellimento del decoro urbano, ma dall'altro mette in moto
economia che è legata al restauro, alla ristrutturazione e
quant'altro e vorrei dire anche, a correzione di quanto è stato
detto prima che la legge nazionale non impedisce il finanziamento
di immobili ad uso abitativo, se leggete attentamente l'art. 34 e
l'art. 35 del Codice non esclude assolutamente l'uso abitativo
BARBAGALLO. Recepisca quella norma allora
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Non
esclude assolutamente l'uso abitativo. Noi abbiamo voluto
specificarlo maggiormente, perché sarebbe una grave discriminazione
del patrimonio culturale e siciliano escludere quei immobili che
sono tuttora abitati e quindi hanno una vita ma ovviamente l'uso
pubblico viene garantito dal resto dell'articolo in cui si
specifica chiaramente che chi riceve questo contributo deve
necessariamente mettere a disposizione, facendo degli opportuni
accordi, delle opportune convenzioni con le Soprintendenze e con
l'Assessorato, deve aprire al pubblico questi bene, quindi l'uso e
il godimento pubblico è garantito ma, a mio avviso, discriminare
quegli edifici che sono tuttora abitati e quindi vivi e vivono nel
campo dei beni culturali e hanno una loro vita perché sono
utilizzati per scopo abitativo sarebbe una grave discriminazione
che sarebbe letale per il patrimonio artistico e culturale.
Un'altra cosa volevo dire e concludo, penso che sia opinione
comune da parte di un po' di tutti anche di tutte le forze
politiche pensare che i privati devono entrare nel campo dei beni
culturali, devono concorrere alla gestione, alla salvaguardia, alla
tutela dei beni culturali, ebbene quest'articolo va proprio anche
in questa direzione, cioè nel coinvolgere i privati nella gestione,
nella valorizzazione del patrimonio culturale.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, è da stamattina che siamo tutti qua dalle 9 facendo il
nostro dovere e penso che abbiamo lavorato bene e penso che le
opposizioni, io parlo per il Partito Democratico, ha dimostrato,
abbiamo limitato i nostri interventi, abbiamo cercato di fare la
nostra parte, il nostro ruolo e non utilizzando atteggiamenti
ostruzionistici, devo dire anche gli altri, ci mancherebbe
Però, Presidente, io gliel'ho detto prima, gliel'avevamo detto
anche prima, Presidente Micciché, stiamo discutendo di articoli
importanti, lo è stato il 4 e già lo seguivamo con un po' di
difficoltà, questo è altrettanto importante, l'assessore Tusa ha
fatto un'analisi che è importante, delicata, attenta, stiamo
trattando argomenti che sono per i siciliani, ma possiamo pensare
ancora dopo undici ore di avere lucidità, qua si vogliono iscrivere
tutti a parlare, del Gruppo del Partito Democratico se continueremo
ci saranno sette, otto interventi, otto interventi del Movimento
Cinque Stelle, gli altri della maggioranza, secondo me, Presidente,
commettiamo un errore, perdiamo di lucidità e perdiamo l'occasione,
siccome domani è domenica e vogliamo venire qui a lavorare, oggi è
sabato e siamo stati tutto il giorno e domani è domenica e vogliamo
venire qui a lavorare, io penso, Presidente, che se ci fermiamo ora
e riprendiamo domani domenica a lavorare non facciamo nessuno
sgarbo ai siciliani, quindi abbiamo fatto un buon lavoro dopo
undici ore, secondo me, non siamo più lucidi per attenzionare
aspetti così importanti perché rischiamo di commettere errori e io
non vorrei commettere
PRESIDENTE. Così come eravamo rimasti con tutti, avevo previsto la
chiusura per le ore 20.00; se siamo nelle condizioni di chiudere
velocemente questo articolo 11, al di là della stanchezza, e ovvio
che resteremo a votarlo, se non siamo in condizioni, allora
prenderemo delle decisioni diverse.
Il primo emendamento è quello soppressivo dell'onorevole
Cancelleri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io tifando per
il Napoli le chiedo di andare avanti fino alle 22.00, non c'è
problema per me e per noi del Movimento, che non abbiamo chiesto
assolutamente di rimanere.
Ed allora, io avevo una domanda per l'assessore Tusa riguardo al
comma 2, e comunico già al Presidente che tutti gli emendamenti
soppressivi che ci sono a questo articolo li ritiro tutti tranne
quello al comma 2, perché vorrei delle delucidazioni. Qui io scopro
al comma 2 che sono concessi, con decreto dell'Assessore regionale
dei beni culturali e dell'identità siciliana, contributi da
destinare al concorso della spesa sostenuta dal proprietario,
possessore o detentore di edifici a destinazione d'uso abitativo,
che però hanno, diciamo, interessi artistici.
Ora, mi pare un po' singolare una norma che si occupa di beni
culturali che va però a destinare soldi a gente che avrà, sì,
palazzi di pregio, ma che comunque sono a uso abitativo e di natura
privata. Per cui, dico, magari verranno aperti una volta l'anno,
tutto quello che volete, però può darsi che ho capito male e lei mi
chiarirà i dubbi.
Mentre le volevo sottoporre, con la speranza che lei possa in
qualche modo apprezzarli, due emendamenti al testo che sono l'11.7
e l'11.6.1 però perché c'è una riscrittura perché c'è un errore
lessicale nella scrittura. L'emendamento 11.7 aumenta le quote dal
50% al 60% e fino ad un massimo del 70%. Questo perché voi
prevedete che con la vendita di biglietti vengano finanziate le
misure di manutenzione ordinaria e straordinaria del 50 e del 60%,
noi li stiamo aumentando al 60 e al 70% perché secondo me gli
introiti sono importanti, 12 milioni di euro all'anno per i musei e
per le gallerie d'arte siciliane, da andarle a destinare ad uso di
manutenzione ordinaria e straordinaria secondo me è un buon
intervento, io lo apprezzo e lo verrei in qualche modo addirittura
migliorare.
L'emendamento 11.6.1, invece, prevede che il 20% della vendita dei
biglietti lo destiniamo la metà come introiti per fare attività
appunto dei musei, vanno direttamente ai musei; l'altra metà invece
per fare degli eventi culturali all'interno dei musei, quindi
incentivare anche quella che è già una buona programmazione ma dare
ossigeno ancora ulteriormente. Questo perché credo che il percorso
dei beni culturali, che è ricchissimo in Sicilia, tant'è che siamo
praticamente i maggiori detentori di beni culturali in Italia, in
proporzione rispetto anche alle altre Regioni, va ulteriormente
valorizzato.
Quindi, nel solco di quella che è la volontà del Governo, noi ci
volevamo inserire con delle cose che io credo siano migliorative
rispetto a quello che è l'intendimento, insomma, e la proposta del
Governo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rivolgere
all'assessore Tusa una sollecitazione. Lo scorso anno noi avevamo
una norma che prevedeva che l'intero incasso, l'intero introito
della biglietteria andava a finire al parco, quindi all'istituzione
che avevamo creato nel territorio, che si attivava con una serie di
iniziative per mettere a valore in un certo periodo dell'anno
quella realtà e quindi creare una serie di attività attrattive che
potessero consentire ai turisti sia di giorno che di sera di fare
una serie di iniziative importanti.
L'idea che noi togliamo già il 50%, senza che ci sia un minimo di
ricaduta, assessore Tusa, per i tetti rotti che producono questo
reddito, credo sia una cosa che, ovviamente, mette in difficoltà i
servizi, gli enti parco, quelli che in atto avevano questo introito
perché hanno già attivato una programmazione, perché sono
interessati alla gestione delle risorse.
Ora, se il Governo dovesse ritenere di stabilire che parte di
questo 50 per cento che viene assegnato in entrata nelle casse del
suo assessorato viene, con legge, destinato al parco del
territorio, credo che sia una cosa buona e giusta. Però mi rimetto
alla vostra volontà.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo dico
all'assessore perché per come lo vedo formulato non mi trova
d'accordo e preferisco dirglielo alla luce del sole come è mia
abitudine.
Non mi è chiaro come interagisce il comma 2 rispetto, poi, a delle
valutazioni con l'importo del contributo che andrebbe erogato,
perché non c'è scritto, perché qui c'è scritto che qualcuno, non si
sa chi, potrebbe dare l'intero contributo valutando, ma cosa? Come?
Quando e perché?
Allora, io non posso approvare una norma che già dà un contributo
a dei privati, anche se per quanto riguarda beni che sono
sottoposti a quelle che sono le norme riguardanti i beni culturali,
quindi Soprintendenze e quant'altro, ai vincoli.
Però, nello stesso tempo, assessore, lei non ha scritto come
avviene la valutazione: e allora, se io sono amico suo - ovviamente
è un termine improprio - mi darà il 100 per cento e se non sono
amico suo che mi dà il 50 per cento?
Ecco, ora al di là della battuta, è logico che così formulata
questa norma, proprio perché pariamo di contributi pubblici ai
privati, non può assolutamente trovare accoglimento per quanto mi
riguarda.
Quindi, se lei la riformula chiarendo i parametri quali sono e chi
li stabilisce, se fate un Regolamento in Giunta, qualche cosa,
perché qui non c'è scritto né chi lo fa - l'assessore, lo farà il
dirigente - e neanche in relazione a che cosa, perché quando lei mi
scrive, addirittura, che se l'intervento è di particolare rilevanza
gli do il 100 per cento, mi scusi: di fronte a due privati che
hanno un intervento di particolare rilevanza lei come stabilisce,
in base anche alle somme che ha a disposizione, a chi dovrà dare il
100 per cento e a chi no?
Di conseguenza, glielo dico per una questione di correttezza, se
rimane formulato in questi termini, il comma, io mi vedo costretto
a votare contrario. Lo sto dicendo al Governo in modo tale che ci
sia, da questo punto di vista, la massima lealtà.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, era solo per annunciare il voto
contrario al comma 2 ed all'eventuale soppressione dello stesso.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, invito
gli amici che stimo moltissimo, onorevole Barbagallo e onorevole De
Luca, a mettere nella dovuta correlazione il comma 2 con i commi 4
e 5.
Evidentemente noi ci riferiamo a immobili di proprietà privata che
sono di grande pregio e sono per ciò riconosciuti di grande valenza
dal punto di vista architettonico, e che sono privati.
Prendiamo un palazzo storico, quello dove è stato girato il film
Il Gattopardo per esempio, famosissimo, Palazzo Ganci. Il Palazzo
Ganci, credo che sia ancora privato, è in possesso di una famiglia
che può mantenerselo allegramente e tranquillamente, lo tiene in
ottime condizioni e lo fa fruire all'esterno previo pagamento di
determinati biglietti di accesso, che mi dicono essere abbastanza
consistenti e quant'altro. Ma questo è un bene comunque per la
collettività perché quel Palazzo, che è un patrimonio privato, ma
che al contempo è un patrimonio di grande pregio, oserei dire, per
la città di Palermo, ma anche per tutta la Sicilia, rimane intatto
e conservato.
Mettiamo che quel Palazzo, invece, non è mantenuto come si deve
perché la famiglia e i proprietari non ha la possibilità di farlo.
Allora le scelte sono due, o la sfera pubblica lo espropria e lo
acquisisce al proprio demanio e quindi fa tutto quello che vuole, e
quindi deve pagare il prezzo dell'esproprio e quant'altro, o
consente che le opere necessarie di restauro vengano fatte anche
con contributo della sfera pubblica.
Si dice: ma per farlo continuare ad abitare ai privati? Sì, perché
non glielo stiamo espropriando, non glielo stiamo togliendo. Però,
con i commi 4 e 5 vincoliamo quel proprietario a renderlo fruibile
al pubblico. E le convenzioni servono proprio per far sì che quella
fruibilità all'esterno sia fatta con prezzi modici o addirittura in
maniera gratuita, questo poi lo stabiliranno le varie convenzioni
da redigere.
Quindi, non stiamo facendo nessun regalo, né stiamo modificando o
andando contro una previsione normativa nazionale che, se la
leggete bene, non esclude affatto la possibilità di contribuire a
proprietà private che possono continuate ad essere abitate.
L'alternativa è o le espropriamo o le facciamo crollare. Credo che
non abbiamo i fondi per espropriarle e quindi, poi, renderle
veramente acquisite al patrimonio, l'alternativa è le facciamo
crollare? Gli facciamo continuare il degrado assoluto che purtroppo
ha interessato tanti nostri edifici di grande pregio?
Per esempio, anche nella nostra Ragusa, se non ci fosse stata la
legge su Ragusa Ibla, tanti edifici di grande pregio sarebbero in
questo momento dei cumuli di macerie. Invece non è così, e
continuano ad essere abitati e sono stati trasformati in edifici
memorabili che vengono ammirati dai proprietari e dai turisti che
hanno la possibilità di visitarle.
Credo che questa sia una norma di assoluto buon senso, che poi si
voglia dettagliare meglio, ma l'onorevole De Luca lo sa meglio di
me, che poi sono i bandi a stabilire i criteri per accedere al
contributo e quanto meno, non è che è la norma in se che deve
prevederla, perché altrimenti noi trasformiamo un'attività
legislativa, che deve essere necessariamente di cornice, in
un'attività regolamentare, che è compito della sfera amministrativa
e non della sfera legislativa.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, i deputati di
Ragusa chiedono di andare, hanno tanta strada da fare, per cui
facciamo velocemente.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo è
sicuramente molto interessante perché garantisce il decoro urbano
di una città e tutela un patrimonio che abbia un pregio storico e
architettonico, però a mio avviso scritto in questo modo non può
essere accettato.
Intanto, diciamo che il contributo economico è veramente irrisorio
e non ci garantisce, e poi la tutela di tutto quel patrimonio che
in realtà va realmente tutelato. E poi bisognerebbe stabilire anche
dei criteri. Quindi penso che non vada in Finanziaria ma debba
essere rivisto con un apposito disegno di legge.
PRESIDENTE. Possiamo passare alla votazione.
CANCELLERI. L'assessore non ha risposto sul comma 2.
PRESIDENTE. Prego, assessore Tusa.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, diciamo che ribadisco il
concetto anche per esperienza, penso di tutti, che un Palazzo che
viene usato e che vive, è un Palazzo che vive. E per vivere la
migliore soluzione è quella che sia abitato, che sia continuamente
vissuto, quindi per me continua ad essere una discriminazione il
fatto di escludere i Palazzi ad uso abitativo.
Volevo tranquillizzare per quanto riguarda il discorso dei
biglietti, i parchi sono esclusi nel senso che la norma sui parchi
la legge 20, prevede che quei parchi introitino tutto ciò che viene
dai biglietti e non solo, anche dai servizi aggiuntivi, dalla
vendita dei gadget, dalle concessioni, e stia in un conto che viene
gestito dal parco stesso. Oggi i tre parchi archeologici regionali,
Giardini Naxos, Selinunte e Agrigento, che hanno autonomia
amministrativa, hanno un pacchetto, un budget tutt'altro che
irrilevante, Naxos si aggira sui cinque milioni di euro, Agrigento
qualcosa in più, Selinunte qualcosa in meno. Quindi diciamo che la
soluzione dell'autonomia amministrativa è una soluzione ovviamente
vincente, ma non prenderemo queste cifre dai biglietti dei parchi
ma solamente dai musei, dalle gallerie, e dalle aree monumentali
archeologiche.
Il fatto della quantificazione del contributo, nella norma si
parla di un decreto che verrà emanato dall'assessore al ramo,
insieme all'assessore all'economia, quindi i criteri per
l'erogazione del contributo verranno in grosse linee stabilite da
questo decreto, ma è evidente, e penso che non stia a me, perché
non è mio il compito di fare lezione a voi, quello di capire che
ogni monumento è diverso dall'altro, non stiamo ragionando qui di
edifici in cemento armato costruiti secondo standard abitativi oggi
codificati perfettamente, siamo di fronte ad edifici dove
l'individualità dell'edificio è diversa dall'altro, quindi sarà poi
il soprintendente con i suoi tecnici a stabilire l'entità
dell'intervento all'interno dei parametri stabiliti dal decreto
assessoriale, l'entità per cercare di rendere fruibile al godimento
pubblico quel dato edificio piuttosto che un altro, quindi io non
mi preoccuperei dell'aspetto relativo alla quantificazione del
contributo, anche perché è una norma nazionale che ha funzionato
anche molto bene.
L'altra cosa fondamentale da ricordare, ma ripeto penso di
sfondare una porta aperta, è quella che l'intervento è
esclusivamente su edifici vincolati, cioè su edifici che hanno un
dispositivo di vincolo che come ben sapete ha un articolato che è
un articolato descrittivo delle caratteristiche artistiche,
tecniche, storiche e quant'altro piuttosto ben fatto, quindi non
partiamo da zero, partiamo da una documentazione già esistente.
Infine è evidente che, come ben sapete, la legislazione
l'autonomia ci dà la possibilità di legiferare in maniera
assolutamente autonoma, per cui pur avendo allineato questo
articolo alla norma nazionale. E' evidente che poi l'Aula è
sovrana, e quindi può anche decidere di modificare quelli che sono
i parametri nazionali, per cui ci atteniamo anche al volere
dell'Aula per quanto riguarda eventuali soluzioni diverse da quelle
che abbiamo proposto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti 11.4, 11.15, 11.11
e 11.12 sono ritirati dai rispettivi firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.7, degli onorevoli Cancelleri ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.3, degli onorevoli Palmeri ed altri.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi non me ne
vogliano i colleghi del Movimento Cinque Stelle però, a mio
giudizio, siccome i beni UNESCO sono censiti, inserire pure quelli
che non sono UNESCO ed hanno la possibilità di entrare, a me non
sembra giusto e rispettoso, perché l'isola di Mozia non è bene
UNESCO, il Global Geo Park UNESCO Madonie Geo Park non è UNESCO, e
per ora non rientrano neanche nella tutela dei beni culturali.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 11.3?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.3. Chi è contrario
resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa al il sub emendamento 11.6.1 all'emendamento 11.6, degli
onorevoli Cancelleri ed altri, già illustratore dal firmatario. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.6.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.16, dell'onorevole Cateno De Luca.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
veloce. Mantengo l'emendamento e non lo ritiro, perché la
spiegazione dell'assessore non solo non mi ha convinto ma,
guardando poi il testo, lei mi ha detto guardiamoci il testo , il
testo dice che lei, con l'assessore all'economia, concede
contributi. Non dice che lei stabilisce prima un regolamento, o
stabilisce anche quali sono i principi ex ante per i quali vengono
concessi questi contributi.
E no, assessore, c'è una grande differenza. Noi ci fidiamo di lei
e dell'assessore all'economia, però siccome parliamo di somme
pubbliche le regole vogliono che ex ante stabiliamo quali sono i
criteri e poi facciamo le assegnazioni.
Ecco siccome lei, su questo, non mi ha ancora risposto e io,
ancora, le ridico se lei fa una modifica su queste, e stabilite i
criteri ex ante quali sono, io lo ritiro. Se lei continua su questo
punto a dare assegnazioni, mi faccia passare il termine e non si
offenda, ad personam io lascio questo emendamento e chiedo che
venga votato.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il Governo,
assessore Tusa, è d'accordo potrebbe inserire, in questa norma, la
possibilità di individuare i criteri nel decreto e di sentire la
commissione di merito. In questo modo, il colleghi avrebbero
contezza che la sua azione di Governo è stabilita, ex ante, con dei
criteri condivisi, e in questo modo, probabilmente, darebbe
serenità al percorso.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo chiedere un
chiarimento all'assessore. Il comma 2 fa riferimento alla
contribuzione prevista dal Codice Urbani, il Decreto legislativo
42/2004 per i privati che abbiano dimore di pregio artistico. Però,
andando a leggere esattamente l'articolo 35, questo prevede che sia
il Ministero a concedere contributi.
Pertanto, è un canale ministeriale nazionale. Lei scuote la testa
ma io le sto chiedendo, appunto, un chiarimento sul funzionamento.
Perché dobbiamo andare ad apporre somme regionali su un
provvedimento che, di per sé, vuole che sia il ministero a
finanziare questo tipo di erogazione?
Mi sembra un corto circuito oppure un accavallare risorse, un
ingigantire un provvedimento. Se si fa riferimento al Codice
Urbani, noi prevediamo che le disposizioni siano quelle del Codice
Urbani. Quindi, perché inserire altre risorse?
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, la risposta è semplice. Non
ha competenza in Sicilia, quindi non può erogare fondi in Sicilia.
Noi abbiamo autonomia in materia di beni culturali.
Questo è basilare, il Codice noi lo applichiamo per quanto
riguarda il metodo, ma il ministero non può concedere finanziamenti
alla Sicilia, al Trentino Alto Adige ed alla Val d'Aosta.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sentito il collega Tusa, potremmo anche, raccogliendo il
suggerimento formulato dall'onorevole Savarino, inserire dopo
l'espressione concernente il decreto' sulla base di criteri e
sentita la commissione competente in materia'.
Così tutta l'attività esecutiva avverrà d'intesa con la
commissione parlamentare. Predisponiamo un sub emendamento in tal
senso.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come avevo stabilito alle
20.30 si chiude la seduta. Se possiamo votare bene, altrimenti
votiamo domani. Perciò, se l'onorevole Barbagallo riesce a parlare
in un minuto e trenta, votiamo anche.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in meno.
Io provo a ricordarlo a me stesso, il procedimento, e l'assessore
credo non mi smentirà, avviene con un'istanza fatta al
Sovrintendente. Quindi, non ci possono essere dei criteri
preventivi perché è un'istanza di parte, così come anche sentire la
commissione. Se c'è una legge nazionale che funziona ed ha
funzionato in questi anni perché non proviamo a recepirla?
Dobbiamo avere un atteggiamento diverso rispetto ad altre regioni
quando una legge ha funzionato. E' una scelta del Governo, io la
penso così, signor Presidente, e mi sembrava giusto esternarlo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli uffici mi comunicano che c'è
un forte rischio, che nella passata legislatura qualche commissione
ha dato parere e poi i membri della commissione stessa sono stati
materialmente condannati dall'autorità giudiziaria.
Sul voto si deve pronunciare il Presidente della Regione. Se il
Presidente vuole che votiamo, votiamo immediatamente, altrimenti
andiamo direttamente a domani e ci riflettono bene; però, dica il
Presidente della Regione se vuole votare immediatamente.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, noi
raccogliamo, come Governo, la proposta della Presidente della IV
Commissione e il Vicepresidente sta formulando una proposta di
emendamento che sottoponiamo alla valutazione dell'Aula.
Nelle more leggo di un commento da parte dei giornali
PRESIDENTE. La prego evitiamo questi argomenti, ci aggiorniamo a
domani a mezzogiorno per valutare; non possiamo dare conto alla
Stampa, Presidente.
MUSUMECI, presidente della Regione. Leggo di un commento che mi
conferma la bontà di questo lavoro che stiamo conducendo, perché se
alcuni giornalisti non hanno assolutamente argomenti seri di cui
parlare, a differenza di altre occasioni, vuol dire che stiamo
lavorando davvero seriamente. E questo è un merito che va al
Parlamento ed alla Presidenza dell'Assemblea.
Voglio rassicurare la Stampa che non c'è assolutamente nessun
conflitto di idee.
PRESIDENTE. Ci mancherebbe altro
MUSUMECI, presidente della Regione. Abbiamo concordato con la
Presidenza dell'Assemblea il programma dei lavori e stiamo andando
avanti secondo il programma dei lavori. Sarà l'Assemblea a decidere
quello che vorrà fare.
PRESIDENTE. La ringrazio per questa precisazione che non posso
che confermare.
I problemi, come diceva a proposito di partite - colleghi del
Movimento Cinque Stelle - Gianni Agnelli diceva: Io non parlo di
chi è contrario alla Juventus perché sono problemi psicologici
suoi . La stessa cosa: è inutile parlare dei problemi psicologici
di altri.
La seduta è sospesa e riprenderà domani, 29 aprile 2018, alle ore
12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.32 del 28 aprile 2018, è ripresa
alle ore 12.03 del 29 aprile 2018)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ulteriormente sospesa
e riprenderà alle ore 12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 12.03, è ripresa alle ore 12.44)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che i lavori non saranno
sospesi per il pranzo perché stiamo cominciando più tardi, poi
interromperemo qualche minuto più tardi, fra quattro, cinque ore.
Per cui, iniziamo a lavorare e speriamo, se ci riusciamo, entro
oggi di finire tutto, saremmo tutti molto contenti.
Si riprende l'esame dell'articolo 11. Pongo in votazione
l'emendamento 11.16 a firma dell'onorevole De Luca Cateno. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 11.17, a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri,
è decaduto.
Si passa all'emendamento 11.2, a firma degli onorevoli Barbagallo
ed altri. Lo mantiene?
LUPO. C'è il soppressivo
PRESIDENTE. Quello soppressivo? E' stato già votato e respinto.
LUPO. Il comma 2?
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, l'abbiamo votato ed è stato bocciato.
Io ho chiesto se qualcuno voleva intervenire, ho comunicato che
stavamo votando, non ho avuto richieste di nessun tipo e l'ho messo
in votazione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, ieri c'eravamo lasciati su una richiesta
di voto segreto sull'emendamento soppressivo del comma 2, quindi
ritengo che sia corretto riprendere dalla richiesta perché eravamo
già ieri in fase di votazione.
PRESIDENTE. Ieri ci siamo lasciati dopo l'intervento del
presidente della Regione e abbiamo rimandato ad oggi; non stavamo
votando in quel momento.
LUPO. Però, la richiesta era sta formulata. Comunque, decida lei.
Io credo che essendo stata formulata la richiesta, sia corretto
riprendere da quella richiesta. Valuti lei.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, sa quali sono i rapporti di
correttezza che ci sono tra noi che vorrei mantenere, ma una volta
che è stato votato mi sembra difficile poterlo rimetterlo in
votazione. Mi perdonerà.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, si tratta dell'emendamento 11.2 che
ho esposto nella parte del dibattito di ieri sera; chiediamo la
soppressione della parte relativa alla destinazione d'uso,
ricevendola sostanzialmente l'articolo per come previsto dal codice
dei beni culturali. Il passaggio dell'Assessorato per l'economia
francamente ci sembra in un momento in cui bisogna snellire le
procedure e un ulteriore aggravio che non serve alla concessione
del contributo.
PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi, lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
MUSUMECI, presidente della Regione. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.8 a firma dell'onorevole De Luca. E'
precluso.
L'emendamento 11.18 a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri è
precluso.
Si passa all'emendamento 11.1 dell'onorevole Barbagallo. E'
mantenuto?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando
che siamo arrivati a questo punto dell'approvazione dell'articolo,
se passa questo emendamento noi prevediamo per la concessione del
contributo le stesse regole che valgono in tutto il resto d'Italia.
Credo che applicare delle regole specifiche come quello che è
previsto nella proposta dell'articolo non sia giusto rispetto a
quello che accade nel resto d'Italia e degli italiani.
C'è una norma più lineare che ha avuto anche un'applicazione
concreta e riuscita.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MUSUMECI, Presidente della Regione. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.10. Onorevole De Luca, lo mantiene?
DE LUCA CATENO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.10. Onorevole Cancelleri,
lo mantiene?
CANCELLERI. Lo ritiro
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.10. Onorevole De Luca, lo
mantiene?
DE LUCA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.10. Onorevole Cancelleri,
lo mantiene?
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 16 è ulteriormente accantonato.
Si passa all'articolo 17 in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 17.10, dell'onorevole Cancelleri, di
soppressione dell'articolo. Onorevole Cancelleri è mantenuto?
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 17.15.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA, Signor Presidente, onorevoli colleghi, in I Commissione
abbiamo trattato l'articolo 17 e lo abbiamo fatto di concerto,
difatti ritiriamo il soppressivo all'intero articolo.
Non capiamo perché al comma 1) il cambio e la modalità di
trasferimento agli enti locali, noi avevamo concordato che questo
cambio non ci sarebbe stato, di fatto ce lo ritroviamo oggi in
finanziaria, siccome non riusciamo a capire qual è questo
coefficiente? Inoltre i comuni dai 5 mila ai 10 mila abitanti sono
quelli che vengono colpiti e non sappiamo come verranno colpiti se
in positivo o in negativo perché non abbiamo nessuna tabella,
nessuna proiezione, non ci assumiamo la responsabilità di votare
questo cambio di modalità dei trasferimenti e chiediamo
delucidazioni.
GRASSO, assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
Onorevoli colleghi, in I Commissione era stato abrogato a
maggioranza, quindi votata, la soppressione del comma 1
dell'articolo 27, come presentato dal Governo, vorrei che mi
ascoltaste perché, comunque, ho ricevuto in questi giorni e in
questi mesi, tutti voi colleghi deputati in Assessorato a perorare
e giustamente a farvi portavoce di quelle che erano le esigenze e
gli interessi dei comuni, siccome io non sono appassionata all'una
o all'altra soluzione, però vorrei che mi ascoltaste, vi dico che
abbiamo in sede di relazione al DEFR da parte della Corte dei
Conti, - la Corte dei Conti ha criticato il vecchio metodo di
riparto degli enti locali -, non solo, dopo un'attenta verifica in
Assessorato abbiamo visto che molti comuni hanno promosso ricorsi
perché l'articolo non è stato abrogato, voi avete votato contro ed
è rimasto nel testo, quindi non è rispuntato, è rimasto nel testo e
nel testo è transitato in Commissione.
Io ho detto, eventualmente mi adeguo per correttezza, perché che
cosa si verifica? che ci sono arrivati ricorsi, subito dopo, da
parte dei comuni che lamentano il ritardo nel trasferimento delle
risorse, la Corte dei Conti critica questo metodo di riparto, i
comuni nei ricorsi sostengono che il metodo di riparto utilizzato è
incostituzionale, perché? È un metodo vecchissimo che tiene conto
di 9 criteri che ormai sono obsoleti, alcuni di questi devono
richiedersi al Ministero degli Interni e aspettare; tutto questo
ritarda il trasferimento e allora si è pensato, con una simulazione
che poi abbiamo fatto e che io ora vi illustrerò, perché qui si
tratta di andare incontro alle esigenze dei Comuni, che vi dico
oggi sono stati appesantiti da 23 milioni di riserve, quindi noi ai
comuni diamo 340 milioni di euro meno 23 milioni di riserve meno 20
milioni di riserve dello scorso anno, quindi dobbiamo avere la
consapevolezza, se a questo noi aggiungiamo un criterio di
ripartizione che è lunghissimo e che prevede nove criteri,
significa che i trasferimenti ai comuni non possono arrivare in
tempo che i comuni fanno ricorso, che lo vincono e che si verifica
un cortocircuito.
Quindi, come abbiamo pensato, questo meccanismo di calcolo
agevola e semplifica perché da un lato fa riferimento alla
popolazione e dall'altro fa riferimento all'assegnazione dell'anno
precedente. Se noi in una proiezione che abbiamo fatto, abbassiamo
uno dei due indici l'assegnazione viene fatta allo stesso modo, che
cosa ho pensato? E, quindi, avevo io presentato al 17.4 del
Governo, un emendamento che in qualche maniera riequilibrava
dicendo che nella determinazione della quota si tiene conto anche
delle somme attribuite in virtù degli accantonamenti destinati per
legge .
Ieri dopo un confronto con alcuni colleghi deputati mi si dice ma
se noi ai comuni diamo una riserva, se in sede di riparto si
verifica che gli accantonamenti per legge vengono riequilibrati, è
come annullare la riserva e allora proprio per evitare ogni dubbio
che avete voi e che abbiamo noi, perché l'interesse è comune, io ho
pensato ad una riscrittura che sto facendo adesso, scusi onorevole
Pagano, vale per te ma vale per tutti visto che avete posto il
problema, e allora che cosa diciamo? In sede di riparto fatte
salve le disposizioni di cui al comma 15 dell'articolo 7 della
legge nazionale 3/2016 e quelle di cui ai commi lettera a) e 12
dell'articolo 3 della legge 7/2016 si provvede ad equilibrare le
somme assegnate come disposto dall'articolo 1 . Che cosa diciamo?
Che se dovessero esserci squilibri fra un comune ed un altro,
quindi, proprio nella fascia perché i comuni fino a 5 mila sono
garantiti, noi cercheremo di garantire la stessa cifra dell'anno
precedente, quindi, un riequilibrio che viene fatto in sede di
Conferenza autonomie e, quindi, non deciso dall'Assessore ma in
sede di autonomia, ma ci siamo tolti i nove criteri, abbiamo
evitato di appesantire e di agevolare i comuni a fargli arrivare i
trasferimenti subito; poi l'Aula è sovrana, l'importante è che
l'Assessore e il Governo, per venire incontro alle esigenze dei
comuni ed a accelerare la procedura, abbiano sottoposto quali sono
le preoccupazioni ed abbiano trovato le soluzioni. Se siete
d'accordo bene se non siete d'accordo non sono appassionata a
nulla, però vi chiamerò quando ciascuno di voi arriverà con un
sindaco in Assessorato a chiedermi perché del ritardo, io mi terrò
il voto d'Aula perché ciascuno si deve assumere le proprie
responsabilità
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, il tema dei comuni è un tema importante. Assessore, lei lo
ha affrontato, lo sta affrontando con questo articolo soprattutto
con la legge Finanziaria', il tema è uno e la invito e, se è
possibile, lo aggiungerei, perché qui i comuni dalla scelta di come
ripartire i soldi sono comunque tenuti fuori, cioè noi con una
legge regionale, deputati regionali dell'Assemblea decidiamo il
metodo con il quale glieli divideremo. E' così. Stiamo decidendo i
criteri. Almeno che io ho forse un'altra Finanziaria' in mano
allora
GRASSO. Siamo semplificando i criteri
CANCELLERI. Sì, sì, ma non sto dicendo che li stiamo imbruttendo,
magari li stiamo anche migliorando, però sto dicendo che comunque
continuiamo a decidere noi Allora quello che dico io è che c'è uno
strumento che è la Conferenza Regioni autonomie locali, perché non
demandiamo anche e non solo, anche a loro la possibilità di
introdurre criteri di ripartizione, i comuni poi hanno associazioni
di categoria come l'Anci, come tante altre che possono, in qualche
modo, determinare ulteriori criteri e si faranno rappresentare.
Questo credo che, poi, al netto delle riserve che ci sono, al netto
di tutto quanto, diventi anche uno strumento con il quale ai comuni
possiamo chiedere in qualche modo di intervenire su quello che
riguarda i trasferimenti. Questa è la prima, e concludo.
La seconda cosa, questa gliel'avevo detto anche in Commissione:
non ho presentato uno specifico emendamento, però è chiaro che lei
in maniera amministrativa ci può lavorare, lei è stato sindaco e lo
sa bene. Il tema sono i trasferimenti, in quattro tranche, in
quattro rate differenziate, sono troppe e si fanno attendere troppo
e spesso, siccome lei è stato sindaco e lo sa bene, quando il
comune non riceve i trasferimenti dalla Regione paradossalmente
prima deve accedere praticamente ad una anticipazione di cassa
sulla quale, poi, dovrà gli interessi, a volte, per effetto anche
della mancata approvazione della legge Finanziaria' si vede
recapitare un Commissario della Regione che gli dice perché non hai
approvato il bilancio, perché non hai approvato il tuo gli si
darebbe da rispondere perché mi pare ovvio. Allora, quello che si
dovrebbe prevedere, e noi lo abbiamo verificato anche con gli
Uffici dell'Assessorato al bilancio, è la possibilità di introdurre
un sistema non più in quattro tranche di trasferimento ma in due
soluzioni, dando la possibilità ai comuni di avere in prima battuta
il 60 per cento del trasferimento e, poi, dopo la legge di
stabilità, quella che faremo a luglio presumibilmente, il saldo del
40 per cento rimanente.
Questo dà la possibilità ai comuni di avere immediatamente risorse-
ossigeno e non dovere per forza accedere alle anticipazioni di
cassa. E questo è importante perché non si perde denaro pubblico
per pagare interessi alla Cassa depositi e prestiti o a chi altro
viene chiesta l'anticipazione di cassa, in questo caso diventano
soldi che, invece, vanno a finire direttamente nei servizi ai
cittadini.
Due idee di buonsenso se le vuole fare sue, per carità, le stiamo
mettendo sul piatto.
CRACOLICI. Questo emendamento di riscrittura, il 17.4R che è stato
distribuito, di chi è?
PRESIDENTE. Del Governo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, per chiarire un passaggio: onorevole Cancelleri,
il Presidente della Regione convoca la Conferenza autonomie,
facciamo la proposta, ma nessuno ripartisce senza il parere della
Conferenza autonomie. E anche questo emendamento che io ho inserito
è previsto per legge.
L'emendamento che io sto predisponendo adesso l'ho concordato
proprio con la Conferenza autonomie, cioè che in sede di riparto si
procede al riequilibrio per l'eventuale differenza.
Se poi voi mi chiedete di anticipare le trimestralità, se noi non
agevoliamo il calcolo e lo continuiamo a tenere appesantito con i
criteri che c'erano e non proviamo a fare una modifica, noi non ci
arriveremo mai.
Quello che dice lei è il mio stesso auspicio perché so che cosa
significa, così come so che cosa significa tenere appesi i comuni
all'approvazione dei propri bilanci, quindi andiamo nella stessa
direzione e poi ci confronteremo.
Voi lo sapete che abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, perché
difendiamo interessi che sono soprattutto quelli dei comuni, sono
interessi diffusi di tutti i siciliani.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non pensavo di intervenire perché il
Governo aveva predisposto una nuova modalità di riparto del Fondo
delle Autonomie locali e ci ha spiegato che c'era una esigenza
perché c'erano contenziosi.
La I Commissione aveva valutato che di fronte all'incertezza,
comunque, di una modalità che non era stata concertata con i
comuni, forse era preferibile che fino a quando non è definito un
nuovo modo chiaro che possa essere condiviso dai Comuni era
preferibile lasciare le cose come stavano senza produrre chissà
quali innovazioni, incerte anche nella modalità.
Il Governo in II Commissione ha ribadito il vecchio testo, alla
fine per me uno vale l'altro.
Però, ora, questo emendamento che presenta il Governo, con tutto
il rispetto, non si può dire che in sede di riparto fatte salve le
disposizioni di cui al comma 15, dell'articolo 7, della legge
regionale n. 3 del 2016 , cioè le norme che c'erano prima. Quindi
fatte salve le norme che ci sono prima e quelle di cui ai commi
lettera a) e 12 non lo capisco bene - nell'articolo 7 sempre della
legge n. 3 del 2016 si provvede ad equilibrare le somme assegnate
come disposto dal comma 1) . Delle due l'una: o cambiamo il modello
di riparto o se questa norma a questo punto ha l'unico scopo di
riequilibrare cosa? Perché nel passato questo modello ha
funzionato, i criteri di riparto sono sempre stati, purtroppo,
perché in parte ha ragione l'onorevole Cancelleri, abbiamo fatto
in Parlamento più danno perché ogni legislatura c'è sempre qualche
parlamentare che propone un nuovo modello di riparto, magari
partendo dal proprio comune. Questo crea l'effetto, scusate la
battuta, incasinamento del sistema .
Ma che qui si fosse proposto, e mi ero adeguato, ad un nuovo
modello perché era più equilibrato cioè stabilire un principio di
quota standard secondo il rapporto demografico e del trasferimento
del 2016, quindi due criteri che introducevano un nuovo
coefficiente per tutti i comuni, qui diciamo che tutto questo va
bene, ma sempre nell'ambito delle norme precedenti. Fatemi capire:
dobbiamo cambiare il sistema o dobbiamo mantenere le norme
precedenti? Perché così è una cosa un poco camaleontica.
Spero di essere stato chiaro. Non sto tifando né per l'uno, né per
l'altro. Ma ditecene uno, non quelli più quelli e vediamo cosa
succede Perché così è creare solo incertezze.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, solo per spiegare che il fatte salve, le
disposizioni di cui all'articolo 7, comma 15, e della legge n.
3/2016, fa riferimento alle quote che già sono vincolate, fa
riferimento a quelle che non possiamo toccare. Quindi, fatte salve
queste, quello che c'è, in sede di Conferenza autonomie, proprio
per venire incontro a quanto avevano richiesto i colleghi
soprattutto del Movimento Cinque Stelle e anche qualche altro
deputato, sul riequilibrio, si cercherà, in sede di Conferenza, di
riequilibrare, ma sulle somme restanti. Perché tutti non dobbiamo
dimenticare che ai comuni gravano fino al 10 per cento per i
disabili, la quota complementare per i precari, le riserve, tutto
questo non può essere inserito nel riparto. Quindi, fatte salve le
disposizioni che consentono questo, questo, e quello, si riparte.
E ripeto, questo nuovo modo, onorevole Cracolici, per me lo
possiamo cambiare. Però la invito a leggersi la relazione al DEF
della Corte dei Conti e la invito a venire in Assessorato a vedere
i ricorsi. Non si può chiedere che la Regione
CRACOLICI. Io non stavo contestando
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Allora, possiamo andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, così non possiamo parlare.
Pongo in votazione l'emendamento 17.15, a firma degli onorevoli
Cancelleri ed altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.4.R, di riscrittura dell'emendamento
17.4, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 17.6, a firma degli onorevoli Calderone ed altri è
precluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.9, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirare tutti gli emendamenti soppressivi.
PRESIDENTE. Quindi, gli emendamenti 17.11, 17.12, 17.13, 17.14,
17.16, 17.17, 17.18 si intendono ritirati. L'Assemblea ne prende
atto.
Si passa all'emendamento 17.5, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.8, a firma degli onorevoli Calderone
ed altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
E' stato presentato un subemendamento dall'onorevole Siragusa
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, questo subemendamento non fa altro
che aggiungere all'articolo 6 della legge regionale n. 5/2014, cioè
quella sulla democrazia partecipata, l'esclusione per i comuni in
dissesto di adempiere agli obblighi della democrazia partecipata
stessa. Per una questione meramente pratica: un comune in dissesto
ha materialmente delle difficoltà nel riuscire ad adempiere a
quest'obbligo, rischiando sia di non riuscirci sia, materialmente,
di avere anche un richiamo da parte del Ministero, della Corte dei
Conti per averlo fatto. Quindi, a questo punto, è meglio tenerli
fuori. Semplicemente questo.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, sul comma 6 siamo assolutamente
favorevoli, tant'è che abbiamo contribuito a scrivere l'articolo
sia in I che in II Commissione. Io, però, mi permetto di dare un
suggerimento al Governo e di aggiungere, proprio all'inizio
dell'articolo dal 2019 , perché in questo modo rischiamo per il
2018 di far perdere i finanziamenti a molti comuni, perché nel giro
di uno, due mesi non riusciranno a fare i regolamenti, senza
considerare poi che ci sono tante amministrazioni che sono in fase
di rinnovo dell'amministrazione comunale e, quindi, queste
amministrazioni che non possono provvedere materialmente al
regolamento per mancanza di tempo, rischiano di perdere i
finanziamenti.
Quindi, pur essendo la promotrice di questo emendamento, consiglio
di farlo dal 2019, perché altrimenti mettiamo in difficoltà alcuni
comuni. Grazie.
PRESIDENTE. Ma è stato presentato un emendamento in tal senso?
CIANCIO. C'è solo da aggiungere dal 2019 .
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Lo avevamo già concordato con l'onorevole Ciancio. Dal 2019 . Era
stata concordata la data.
PRESIDENTE. Ma, quindi, non è l'emendamento presentato
dall'onorevole Siragusa. E' un altro? E' un subemendamento a
quell'emendamento?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
No, è un altro.
PRESIDENTE. E' un altro completamente?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì.
PRESIDENTE. E, allora, dobbiamo intanto votare l'emendamento
dell'onorevole Siragusa.
Scusi Assessore, al di là di quello che voi concordate, noi
dobbiamo avere le carte.
CIANCIO. E' un subemendamento che corregge. Lo stiamo presentando.
PRESIDENTE. Un emendamento che corregge. Perfetto.
CRACOCILI. Ma di che stiamo parlando?
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Cracolici. Anche lei, povero
mortale, ha bisogno di un attimo. Facciamo chiarire il tutto.
Scusate, se tutti avete capito bene, avete compreso, evitiamo di
distribuire l'emendamento e lo votiamo, bene, altrimenti lo
distribuiamo.
CRACOLICI. Io non so neanche di cosa stiamo parlando
PRESIDENTE. Allora, distribuiamo l'emendamento. Qualsiasi modifica
ha bisogno di un emendamento, non la possiamo fare, così, di
iniziativa nostra.
Pongo in votazione l'emendamento 17.2.1, dell'onorevole Siragusa.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.2, a firma degli onorevoli Fava e De
Luca.
E' aggiunto il seguente comma 1 quater. L'Assessorato regionale
alle autonomie locali vigila sul rispetto di quanto previsto dal
presente articolo e relaziona annualmente sul raggiungimento degli
obiettivi', che è stato emendamento da quello dell'onorevole
Siragusa. Lo pongo in votazione così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.22, dell'onorevole Ciancio, fatto
proprio dal Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.7, a firma degli onorevoli Calderone
ed altri.
CALDERONE. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Anche se abbiamo già approvato
l'articolo.
CALDERONE. Signor Presidente, c'è stato un errore nella scrittura
e io desideravo dire questo. Avevamo già parlato con i colleghi del
Movimento Cinque Stelle. Siamo d'accordo su questo argomento, è
proprio un errore di comunicazione che c'è stato.
PRESIDENTE. Ma se avessimo ancora l'articolo in piedi ne potremmo
anche parlare, ma è stato proprio approvato l'articolo ormai. Non
sono più nelle condizioni di andare a riprenderlo. Se ci fosse
ancora la votazione aperta sull'articolo l'avrei potuto fare.
Non si può riprendere, è stato approvato.
Si passa all'articolo 18. Lo accantoniamo nuovamente.
Si passa all'articolo 16, in precedenza accantonato.
Onorevole Cancelleri, gli emendamenti soppressivi all'articolo 16
sono mantenuti?
CANCELLERI. Chiedo al Governo di illustrare l'articolo.
PRESIDENTE. Il Governo vuole illustrarlo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, i primi due
commi concerno due cespiti immobiliari di grande rilievo, l'uno per
la sua dimensione, l'altro per il suo pregio architettonico e
storico che in atto sono, sostanzialmente, devastati, soprattutto
il secondo abbandonato da oltre trent'anni , originariamente
acquistato dalla CRIAS ed oggi è in uno stato di fatiscenza. Per
cui l'acquisizione al patrimonio regionale, senza pregiudicare
alcunché in capo alla CRIAS, determinerà la possibilità per la
Regione di restaurarlo.
Essendo allocato vicino all'Assessorato all'economia potrà essere
assegnato - questa è un'ipotesi ma se ne dovrà parlare in sede di
Giunta - ad una delle strutture che sono state insediate di recente
presso l'Assessorato all'economia come la CUC.
E' una possibilità, pertanto, di intervenire per evitare un
pregiudizio all'immobile e nel contempo dargli una finalità di
svolgimento di attività coerente con i bisogni
dell'Amministrazione.
Il secondo è un importante Centro direzionale che, in questo
momento, è in stato di semiabbandono che è in capo all'ASI, quindi
non all'IRSAP, e che non entra nel bilancio di liquidazione e che
potrà rispondere alle enormi esigenze di spazi da parte
dell'Amministrazione in relazione a talune esigenze di tipo
organizzativo connesse al fatto che l'Assessorato all'agricoltura
ha bisogno di imponenti misure di ristrutturazione come lo stesso
immobile dell'ESA o come lo stesso immobile in atto assegnato
all'Assessorato al turismo.
Si tratta di due interventi volti a scongiurare il pregiudizio al
patrimonio immobiliare ed a rilanciarne l'attività.
Il terzo comma concerne invece una norma tecnica richiesta dal
Dipartimento delle finanze proprio in relazione alla gestione dei
beni patrimoniali.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti soppressivi 16.8,
16.9, 16.10, 16.11, 16.12, 16.13, 16.14 al 16.15, a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.2, a firma degli onorevoli Cracolici e
Lupo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. L'Assessore Armao mi ha ulteriormente precisato che
questo bene che sarebbe il Centro direzionale di Palermo non
rientrerebbe nel bilancio di liquidazione dell'ASI, non capisco
come perché se una società è stata posta in liquidazione, il
liquidatore ha l'obbligo di inventariare tutti i beni
sottoponendoli al bilancio di liquidazione.
L'Assessore mi dice che non fa parte del bilancio di liquidazione
- ne prendo atto -; credo sia utile che rimanga a verbale.
Rimane il fatto che se fosse nel bilancio di liquidazione, la
Regione non potrebbe sottrarlo al patrimonio dell'ASI perché
violerebbe i principi della liquidazione, delle norme fallimentari.
Se non lo è - non capisco come -; la domanda, in ogni caso, è se
questa acquisizione al patrimonio della Regione è onerosa? Noi la
acquisiamo a titolo gratuito?
Scusi Assessore, vale anche per il villino su cui sono d'accordo,
ma se un Ente pubblico sottrae al proprio bilancio patrimoniale un
bene trasferendolo all'Ente che lo vigila, cioè la Regione, questo
trasferimento non può avvenire semplicemente a costo zero perché
c'è una riduzione del patrimonio degli enti ed una valorizzazione
del patrimonio della Regione.
Se è a costo oneroso, la domanda è abbiamo previsto nel bilancio
della Regione una posta di acquisizione? Quindi, delle due l'una:
o è gratuito e io ne ho dubbio, se non è gratuito spiegatemi se è
coperta l'acquisizione.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, solo per il
dovuto chiarimento ad una questione oggettivamente plausibile.
Intanto, con riguardo al primo profilo posto dall'onorevole
Cracolici, sovviene quanto sancito dall'articolo 19, secondo comma,
lettera f), della legge istitutiva dell'IRSAP del 2012, la n. 8,
che prevede, per l'appunto, che il Consorzio ASI individua i beni
strumentali rientranti nel patrimonio indisponibile dei singoli
consorzi la cui proprietà deve essere trasferita all'IRSAP .
Quindi, si tratta di un immobile che ancora non è trasferito ma
che avrebbe dovuto essere trasferito all'IRSAP a costo zero. Come
può essere trasferito all'IRSAP può essere trasferito alla Regione.
Con lo stesso principio, con legge non lo stiamo stabilendo con
atto amministrativo, considerato che si tratta di enti pubblici,
condivido la puntuale considerazione laddove ci trovassimo di
fronte ad una società per azioni partecipata della Regione e,
quindi, ci fosse un patrimonio societario di entrambi.
Ma essendo enti pubblici sottoposti al controllo, alla vigilanza
della Regione il cui, comunque, patrimonio nel caso di soppressione
finisce sempre alla Regione, e comunque la Regione deve sostenere
laddove ci sia un passivo di tipo finanziario, non vi è pregiudizio
per il complessivo erario pubblico, stiamo parlando di soggetti
pubblici, sia per quanto riguarda il Consorzio ASI che per quanto
riguarda la CRIAS, per il secondo comma.
CRACOLICI. Il Consorzio ASI è un soggetto privato
ARMAO, assessore per l'economia. Parlo dell'IRSAP. Essendo
destinato all'IRSAP, come il Consorzio ASI doveva trasferirlo
all'IRSAP, lo trasferisce alla Regione. L'onere scaturisce dalla
legge del 2012 e non vi è problema.
Per quanto concerne la preoccupazione, legittima, di un eventuale
pregiudizio erariale al contrario, è vero il contrario, perché come
Lei sa, e qui c'è l'assessore Tusa che può confortare questa mia
considerazione, alla stregua della normativa sui beni culturali,
sui beni architettonici, vi potrebbe essere in capo alla CRIAS
l'onere di provvedere alla ristrutturazione immediata per evitare
un pregiudizio ad un immobile che risale all'800, che è stato
realizzato dal prof. Benfratello, uno dei più importanti allievi
del Basile, e pertanto gli daremmo un onere.
In questo modo, invece di scaricare un onere in capo alla CRIAS di
restauro lo acquisiamo al patrimonio regionale e lo restauriamo con
le risorse della Regione.
Credo che facciamo un servizio alla CRIAS e, soprattutto,
scongiuriamo un pregiudizio ad un bene culturale di pregio, uno dei
pochissimi villini rimasti in piedi nel centro di Palermo dell'800,
della stagione del Liberty e, credo che facciamo una cosa utile
alla tutela dei beni culturali.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, questo articolo,
specialmente i commi 5 e 6, e poi ho visto anche quest'altro
emendamento che è stato presentato, li vedo poco chiari. Al comma 5
individuiamo un intervento per togliere una serie di rifiuti
abbandonati sul demanio; mi farebbe piacere capire che tipologia e
come arriviamo anche a dare agli enti locali queste poche risorse
perché stiamo parlando di pochissime risorse, quindi lo vedo non
sviluppato bene e ci lascia pensare a una gestione poco chiara.
E poi il comma 6, dove noi prevediamo di fare una convenzione con
la Capitaneria di Porto mettendo circa 250 mila euro per i
controlli e per le verifiche a mare e dove mettiamo all'inizio del
comma, facciamo riferimento alle riserve naturali terrestri, lì non
ci dimentichiamo che abbiamo il nostro personale. Per le riserve
naturali, faccio un esempio, Fiume Irminio: noi abbiamo il nostro
personale. Nel comma 6 facciamo riferimento alle riserve naturali,
convenzioni con la Capitaneria di Porto per 250 mila euro, tra le
competenze previste dall'articolo 23 della legge del 31 dicembre
1982, che sono quelle relative alla vigilanza a mare per gli
inquinamenti da idrocarburi, cioè tutta un'altra cosa, perché
l'articolo 23 prevede questo, della norma del 31 dicembre 1982, e
poi però facciamo riferimento alle riserve marine dove lì abbiamo
il nostro personale. Io sono dell'idea che questo comma noi lo
possiamo cassare, sia questo che anche il 5.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, volevo rispondere all'onorevole
Dipasquale e volevo spiegare una volta per quale ragione nasce
l'esigenza di scrivere questo articolo.
La recente relazione del Procuratore della Corte dei Conti ha
evidenziato, purtroppo in maniera abbastanza palese, come la
mancata prosecuzione di un rapporto in convenzione con la
Capitaneria di Porto, ha determinato certamente negli ultimi sei
anni la mancata riscossione di canoni concessori per un importo di
5 milioni di euro all'anno e ha, quindi, richiesto, si è chiesto
attraverso una formula oratorio, ma il fatto che egli se lo
chiedesse in buona sostanza era una richiesta a noi, per quale
ragione non è stata mai più ripristinata questa convenzione con la
Capitaneria di Porto che invece aveva tanto bene funzionato prima
della revoca che credo che sia a cavallo tra il Governo che ci ha
preceduto e quello ancora precedente.
Noi non abbiamo fatto altro, onorevole Dipasquale, che
ripristinare in buona sostanza ricopiare quello che era il senso di
quella convenzione con la Capitaneria di Porto rispondendo ad una
esigenza che abbiamo ritenuto corretta e per questo lo abbiamo
fatto, che proviene da un passaggio preciso, ribadisco, della
relazione del Procuratore presso la Corte dei Conti.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici,è mantenuto l'emendamento 16.2?
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.16, degli onorevoli Foti ed altri.
FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel passaggio in
Commissione III della discussione sull'acquisizione di questo
immobile che si trova nel quartiere Brancaccio di Palermo, si trova
nel centro direzionale del quartiere di Brancaccio, abbiamo avuto
modi di apprezzare che finalmente qualcuno si è accorto
dell'esistenza di questa struttura. Chiediamo come mai il passaggio
non sia stato consequenziale, perché se l'ASI doveva già trasferire
questo patrimonio all'IRSAP; l'assessore dovrebbe chiedersi come
mai dopo ben 6 anni abbondanti non si sia fatto questo
trasferimento.
E poi, onorevole Presidente, le condizioni in cui è stata ridotta
questa struttura quando durante l'era Cicero' si è deciso di
trasferire il personale da Palermo a Caltanissetta, questa
struttura è rimasta del tutto abbandonata a se stessa.
E' facile immaginare anche cercando degli articoli di stampa o una
recente interrogazione presentata dal mio Gruppo parlamentare,
capire come danni per migliaia di euro siano state portate alla
struttura a causa delle tipiche vandalizzazioni e l'aggressione ai
manufatti, quali finestre, tetti, caditoie e questo sta
ulteriormente degradando la struttura che ancora è addirittura
arredata.
Per questo Presidente che ho presentato un emendamento che è il
16.16, in cui si dice: al fine di evitare un ulteriore degrado
della struttura, l'assessorato provvede ad attivare un servizio di
vigilanza alla stessa struttura'.
Giusto il 25 aprile la polizia ha trovato dei malfattori che
stavano smontando un pezzo di tetto in rame e voi capite bene che
la Regione, sì acquisisce del patrimonio però se noi in questo
momento non prevediamo da subito che si metta un servizio di
vigilanza, non otterremo nulla.
Non otterremo, cosa che noi vorremmo, la ricerca delle
responsabilità, perché le ASI hanno dei commissari che sono stati
individuati dall'Assessorato per le attività produttive che hanno
anche il compito della tutela del patrimonio dell'ASI, e questa
vigilanza non c'è stata, non vorremmo che questa responsabilità
fosse presa in carico anche dall'assessorato, perché se
l'assessorato si prende in carico il patrimonio, ha il dovere e noi
abbiamo il dovere di prevedere che ci sia una vigilanza, perché già
questo posto è diventato ricettacolo di delinquenza, un bancomat
per ladri di ferraie che vanno a smantellare la struttura. Quindi
ho proposto questo emendamento nella auspicabile possibilità, è
chiaro che se poi ci andrà l'assessorato per l'agricoltura, come ci
ha dello l'Assessore, per l'economia, dott. Armao, ben venga perché
quando c'è un risparmio, noi siamo favorevoli.
Basta che l'agitare un risparmio non diventi qualcosa per
sollevare qualcuno da responsabilità che andrebbero individuate, e
qui un asterisco per l'assessore Turano di avere molta accortezza e
di dare un nuovo sprint a questi commissari delle ASI, perché è
vero hanno delle strutture nel loro patrimonio, ma se queste
strutture non vengono vendute, non vengono tutelate o vigilate
diventano dei ruderi e l'esempio dello scempio della cosa pubblica.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'mendamento 16.16. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario, non c'è copertura finanziaria.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, siccome si
tratta di immobili che certamente saranno risistemati nel primo
caso, o restaurati nel secondo caso, villino Verderame,
evidentemente per svolgere attività, dove c'è un presidio
dell'amministrazione c'è anche attività di vigilanza, quindi è fuor
di dubbio che faremo tutte le attività propedeutiche e necessarie a
tutelare questi immobili da vandali e quant'altro, prima di tutto
rimettendoli in attività e con tutte le garanzie di vigilanza e
tutela che gli immobile pubblici giustamente richiedono.
FOTI. E già doveva essere così
ARMAO, assessore per l'economia. Già doveva essere così, ma non
dipendendeva dall'amministrazione regionale; oggi prendiamo
l'impegno non solo a ristrutturarli e a restaurarli ma anche a
tutelarli e renderli operativi e, ovviamente, sotto guardiania.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, lo consideriamo ritirato
l'emendamento 16.16?
FOTI. Si, ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 16.3, degli onorevoli De Luca Cateno e
Caronia.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in
realtà il mio emendamento, posto che abbiamo acquisito dalle parole
dell'assessore al patrimonio e quindi dall'assessore Armao che il
centro direzionale il Consorzio ASI entra nelle disponibilità del
patrimonio della Regione, se ho ben capito, quello che io chiedo
con questo emendamento è che, un volta stabilito quale deve essere
l'utilizzo, perché è chiaro che l'utilizzo è l'obiettivo finale,
con un decreto assessoriale e con una delibera di giunta,
richiederei un previo parere anche della competente commissione
legislativa. Anche perché il centro direzionale, in questi ultimi
giorni se ne è parlato anche qua a Palermo, carico urbanistico di
un centro direzionale della città di Palermo comporterà,
ARMAO, Assessore all'Economia. Già esiste.
CARONIA. Si, questo esiste, ma qualora l'utilizzo, se stabilito
dalla Giunta con delibera di Giunta venisse individuato come centro
direzionale degli uffici della Regione, avrebbe una portata e un
carico tale per cui l'utilizzo effettivo secondo me sarebbe bene
anche discuterlo nella sede della Commissione, quindi previo parere
della Commissione individuare quale sia effettivo l'utilizzo del
bene. Perché che sia un centro direzionale, d'accordo, ma se
diventa il centro direzionale della Regione, il peso urbanistico di
questo immobile assume delle dimensioni talmente ampie e siccome se
ne è lungamente parlato e si è anche discusso anche in termini
propositivi rispetto a questa opzione, ritengo che sia opportuno
che la Commissione sia coinvolta perché l'individuazione
dell'utilizzo sia effettivamente congruo alle esigenze di una città
come quella di Palermo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 16.12, 16.4 e 16.13 sono ritirati dai rispettivi
firmatari.
Si passa all'emendamento 16.8, degli onorevoli Zafarana ed altri.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, volevo chiedere un chiarimento all'assessore in merito al
comma 4. Assessore Cordaro, si va ad individuare un plafond che voi
avevate presentato in Commissione di 15 mila euro, poi ridotto a 10
mila e ora ulteriormente ridotto per gestione di interventi
finalizzata ad assicurare manutenzione ordinaria e straordinaria
compresi gli interventi di urgenza e somma urgenza sul demanio
idrico fluviale escluso i bacini montani e interventi di cure e
pulizia di fiumi e torrenti , dividendo poi la somma tra
interventi di manutenzione ordinaria e poi per la manutenzione
straordinaria e individuare poi chi deve farlo.
Fermo restando il punto che l'individuazione di chi deve svolgere
gli interventi è già prescritta per legge, si devono fare gli
interventi e su questo siamo tutti d'accordo perché le condizioni
dei nostri torrenti e degli alvei dei fiumi sono oggi in condizioni
devastanti e sono un pericolo pubblico laddove noi nel periodo
delle piogge stiamo praticamente col fiato sospeso a guardare
spesso e volentieri quello che potrebbe succedere, laddove fiumi
intasati poi portano ad esondazioni, come recentemente è avvenuto
per esempio nella valle del Longano, due tre anni orsono, non
ricordo con esattezza, nel barcellonese, e fermo restando il fatto
che io con il mio emendamento vado a riportare la cifra a quanto
previsto in Commissione Bilancio, quindi a 10 mila dando copertura
pure con un subemendamento, però mi chiedo, con un vostro
emendamento, il 16.20, praticamente andate ad inserire la parola
della progettazione quindi non diventa più un emendamento
finalizzato a fare gli interventi ma anche la progettazione .
Ora la Sicilia ha bisogno di interventi e abbiamo, a mio modesto
parere, di quello che abbiamo potuto conoscere fino ad ora, tutte
le professionalità in capo agli Assessorati e all'Assessorato
Territorio e Ambiente per potere svolgere quella che è la
necessaria progettazione e poi incaricare le maestranze di dovere
fare gli interventi, vorrei capire se questa è una
esternalizzazione di servizi all'esterno per praticamente andare a
dare progettazione all'esterno rispetto all'Assessorato, per come è
scritto, anche perché se noi invece cassiamo la parola
progettazione e inseriamo il rimando all'art. 71, comma 7, della
legge n. 9 del 2016 andiamo a riportare tutto invece nell'alveo di
quanto è già strutturato in funzionamento interno all'Assessorato e
allora l'emendamento potrebbe andare bene, però si capisce che una
ulteriore aggiunta dovrebbe essere quella prevista dall'emendamento
16.1 la parola esclusivamente piuttosto che prioritariamente :
scritto così potrebbe andar bene con la progettazione rispetto
alla quale le chiedo chiarimenti, assessore, crea sicuramente delle
criticità in questo momento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sul mio emendamento al comma 4.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, prima dobbiamo votare
l'emendamento soppressivo dell'onorevole Cancelleri.
CRACOLICI. Pensavo fosse stato ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 16.8.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, io potrei ritirare l'emendamento
soppressivo al comma 4 solo se viene preso in considerazione
l'emendamento del collega Cracolici, al quale appongo la firma, che
dice esclusivamente', perché quei soldi vengono utilizzati con
personale interno o comunque riferibile ad enti regionali e non
possono essere fatti affidamenti esterni o comunque appalti
esterni. Così non c'è niente che osta.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, ringrazio i colleghi per la possibilità che mi danno di
spiegare un passaggio che non è secondario. Onorevole Cracolici, e
onorevole Cancelleri
CRACOLICI. Io ancora non ho parlato
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ma lei ha
firmato, ha fatto peggio che parlare, perché verba volant scripta
manent .
Aldilà di questo volevo dire che il prioritariamente', che è
collegato nella parte del comma 4, che fa riferimento alla
manutenzione ordinaria e l'attribuisce, appunto, prioritariamente'
al personale di sviluppo rurale ESA e Consorzi di bonifica, non può
essere esclusivamente' - dopo un attento approfondimento fatto con
gli uffici - perché mentre questo personale si occupa e si può
occupare di operazione di pulitura, di taglio, di cesoie etc., c'è
una percentuale - seppur residuale ma esiste - che se noi togliamo
prioritariamente' e mettiamo esclusivamente' verrebbe esclusa che
si occupa invece di interventi strutturale che i dipendenti e
comunque i soggetti che fanno parte di Sviluppo rurale, ESA e
Consorzi di bonifica di cui non hanno la competenza.
Quindi, se vogliamo rendere questo articolo davvero attuabile,
dobbiamo lasciare prioritariamente, fermo restando che il nostro
progetto è quello di rivolgerci sempre più all'interno
dell'Amministrazione guardando, ad esempio, secondo un progetto già
più volte espresso dal Presidente della Regione al Corpo forestale,
per fare tutte quelle attività che dovrebbero portare quei
dipendenti della Regione a lavorare 365 giorni all'anno una volta
che verrà rinnovato il loro contratto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io vorrei che inquadrassimo meglio
la questione.
Esiste in atto una norma nell'ordinamento della Regione di
difficile applicazione - tant'è che non si è mai applicata, con una
serie di difficoltà amministrative - che prevede che il 10 per
cento delle somme assegnate ai forestali debbano essere utilizzati
per l'attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fiumi
etc.
Quale è stata ad oggi la difficoltà di applicazione di questa
norma? Che, poiché la competenza del settore è del Demanio fluviale
e dell'Assessorato al Territorio - e quindi non dell'Assessorato
allo sviluppo rurale - l'Assessorato al territorio ha
legittimamente, questo non lo so, non giudico, ha detto che non è
in grado di fare l'attività di progettazione e quindi di direzione
lavori - perché stiamo parlando di opere, tra l'altro lo dico al
Governo che difficilmente è manutenzione ordinaria, perché essendo
da anni che non si fa la manutenzione ordinaria, molta di quella
che era ordinaria è diventata straordinaria, primo tra tutti
l'escavazione e, quindi, l'asportazione dei detriti che nel corso
degli anni si sono accumulati.
La difficoltà che ad oggi c'è stata è questa storia della
progettazione da parte degli Uffici.
Da Assessore ho avuto una querelle con il mio collega al
Territorio perché continuava a sostenere che l'Assessorato del
Territorio può avvalersi anche dei Geni Civili per fare l'attività
di progettazione. Certo, la progettazione comporta la direzione dei
lavori. Ma non può essere lo sviluppo rurale perché, ha ragione
l'onorevole Cordaro, non ha la competenza di progettare. Perché il
Dipartimento sviluppo rurale può progettare nelle aree di demanio
forestale, non di demanio fluviale.
Il fatto che troviamo delle risorse da utilizzare per la
manutenzione dei fiumi e dei corsi d'acqua lo considero positivo.
Però dobbiamo intenderci come. Così come è scritta e, soprattutto,
lo dico anche alla collega che si è posta che l'emendamento
proposto dal Governo a questo comma 4, aggiunge il tema della
progettazione. Quindi gli oneri non sono soltanto connessi
all'attività di manutenzione ma anche alla progettazione che è
corretto. Perché se fai un intervento di un' opera devi avere anche
la progettazione, quindi direzione lavori e collaudatori alla fine
dell'opera. Il punto è decidere però se lo dobbiamo fare
all'interno o all'esterno. Al di là di come lo scriviamo questo è
il tema.
Il gioco dell'Amministrazione è un gioco delle responsabilità.
Ognuno dice non è mia responsabilità e quindi si nasconde. Se
scriviamo in maniera chiara che l'Assessorato esclusivamente si
avvale, per quanto riguarda la realizzazione delle opere, di ESA,
Consorzi di bonifica e forestali, perché per quella che è la mia
breve esperienza, posso assicurarvi che nell'articolazione dei tre
soggetti le competenze ci sono e soprattutto ci sono anche le
macchine. Perché il vero problema è l'utilizzo dei mezzi,
escavatori etc., che non ha - ad esempio - la forestale ma che
hanno i Consorzi di bonifica, l'Esa, etc.
Il nodo è la progettazione. Se noi scriviamo in maniera chiara che
questi soldi - che se ce ne fossero di più sarebbe anche meglio,
tanto per essere chiaro, quello è colpa di Armao - saranno
utilizzati esclusivamente per quanto riguarda la realizzazione
delle opere senza questa distinzione straordinaria e ordinaria
perché ci stiamo prendendo in giro, è tutta straordinaria
(interruzione dell'Assessore Turano)
CRACOLICI. Allora, se dobbiamo fare dibattiti teorici li facciamo
Ti assicuro che è tutta straordinaria
L'Assessorato del territorio si avvale degli Uffici
dell'Amministrazione regionale a qualunque livello perché qui il
gioco è della responsabilità. Per cui, l'Assessorato del territorio
dovrà potere avvalersi dei Geni civili, degli Ispettorati tecnici e
dell'Assessorato delle infrastrutture. In una Regione - e lo dico
con grande rispetto - dove abbiamo oltre due mila dirigenti, la
stragrande maggioranza dei quali provengono dalle funzioni
tecniche, perché ricordo che una parte dei dirigenti della Regione
sono i famosi tecnici della sanatoria assunti circa 20 anni fa, noi
non lo possiamo spiegare al mondo che non siamo in grado di fare la
progettazione per la manutenzione dei fiumi perché ci mancano i
tecnici. Per questo insisto sul concetto di esclusivo e sul fatto
che l'Amministrazione, e lo chiedo al Governo, di presentare un
subemendamento in cui l'Assessorato del territorio si avvale di
qualunque attività, di qualunque ufficio tecnico
dell'Amministrazione regionale per le attività di progettazione,
direzione lavori e collaudo.
Così diamo una risposta anche al minor finanziamento che c'è per i
forestali. Perché con questi 7 milioni forse diamo una mano d'aiuto
al tema delle giornate dei lavoratori che, altrimenti quest'anno,
temo, avranno serie difficoltà.
PRESIDENTE. Il Governo che posizione prende?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, a questo punto, volendo valutare a fondo le indicazioni
che sono venute dal dibattito d'Aula, le chiederei di accantonare
per 10 minuti l'articolo, in modo da riscrivere emendamenti e
subemendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Assessore Grasso, è pronta per l'articolo 18?
Facciamo una cosa, sospendiamo per cinque minuti, per parlare due
minuti e capire quali sono gli articoli su cui siete pronti,
altrimenti si fa confusione.
Pertanto, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 14.05, è ripresa alle ore 15.19.)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato la
riscrittura dei commi 4, 5 e 6 dell'articolo 16, che voi avete già
ricevuto. Dovete soltanto, - perché c'è stato un errore materiale -
sul comma 4, eliminare non solo prioritariamente ma anche per la
manutenzione ordinaria . La parola ordinaria salta, rimane per
la manutenzione del personale del Dipartimento .
Vi comunico che è stato presentato il subemendamento 16.27.1, a
firma dell'onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, mi sono permesso di presentare
all'articolo 16 la copertura finanziaria per la convenzione con i
Vigili del Fuoco per la repressione degli incendi boschivi.
La legge nazionale n. 352 del 2000 che prevede la possibilità per
le Regioni di potersi avvalere anche della forza dei Vigili del
Fuoco che interviene in ausilio con il comparto antincendio presso
l'Assessorato territorio e ambiente con il Corpo forestale.
Attualmente i capitoli che disciplinano questa Convenzione sono
per memoria. Ho avuto modo di interloquire con l'Ing. Foti
relativamente a questa copertura ma anche con l'Assessore Armao il
quale mi ha assicurato - e vorrei un conforto anche da lui adesso -
che si tratta di un errore materiale legato al documento di
bilancio.
Pertanto, se è così io ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie e quindi ritira l'emendamento?
TRIZZINO. Sì lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, volevo sottoporre all'Aula l'emendamento 16.21. Si
tratta della necessità di utilizzare 20 mila euro, lo stiamo
riscrivendo, per il solo anno 2018 per la bonifica del Mammellone
di Palermo dove sarebbe in fase di realizzazione il Parco Libero
Grassi'. E' una attività assolutamente contingente. Abbiamo la
necessità, però, di appostarlo in un capitolo specifico.
Quindi, chiedo all'Assemblea, ne ho già parlato con l'Assessore
Armao, i fondi li prendiamo ovviamente sempre dal comma 4 e
destiniamo 20 mila euro per quanto riguarda la copertura
dell'emendamento 16.21.
PRESIDENTE. Vista che era stata fatta la riscrittura anche del
comma 5 poteva essere inserito in riscrittura ed evitavamo
confusione.
Procederemo con la votazione dell'emendamento 16.23, a firma del
Governo, ovviamente con la modifica della parola ordinario che è
cancellata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 16.21 I parte, a firma del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 16 così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
Articolo 28.
Norme per il personale regionale e degli enti
1. Per le finalità di cui all'articolo 26, comma 12,
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive
modifiche ed integrazioni è autorizzata la spesa di
293.049,55 euro per l'esercizio finanziario 2018,
280.454,25 euro per l'esercizio finanziario 2019 e
281.526,57 euro per l'esercizio finanziario 2020
(Missione 1, Programma 3, capitolo 212025), per il
pagamento degli emolumenti e degli oneri riflessi
relativo al personale in servizio presso il Dipartimento
bilancio e la Centrale Unica di Committenza (CUC).
2. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 10,
della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive
modifiche ed integrazioni è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2018, la spesa di 1.019.302,78 euro, per
l'esercizio finanziario 2019, la spesa di 885.644,99 euro
e, per l'esercizio finanziario 2020, la spesa di
884.376,67 euro (Missione 13, Programma 7, capitolo
412016).
3. All'articolo 60 della legge regionale 11 agosto
2017, n. 16, dopo la parola irregolarità sono inserite
le parole ovvero che non abbiano potuto presentare
istanza in quanto in aspettativa, in malattia o
temporaneamente sospesi, possono presentarla entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge .
4. Il comma 8 dell'articolo 52 della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9 e successive modifiche e integrazioni è
sostituito dal seguente:
8. Il trattamento di fine servizio o di fine rapporto
dei dipendenti collocati in quiescenza ai sensi del
presente articolo è corrisposto con le modalità e i tempi
previsti dai commi 484 e 485 dell'articolo 1 della legge
27 dicembre 2013, n. 147. .
5. Le disposizioni di cui al comma 8 dell'articolo 13
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 trovano
applicazione anche in favore dei soggetti posti in
quiescenza a far data dall'entrata in vigore della legge
regionale n. 9/2015.
6. Al comma 20 dell'articolo 49 della legge regionale
n. 9/2015, dopo le parole esclusivamente in ore sono
aggiunte le parole ad eccezione dei permessi di cui
all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e
successive modifiche ed integrazioni .
7. Al comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27, le parole per il biennio 2017-
2018 sono sostituite dalle parole per il triennio 2017-
2019 .
8. La copertura finanziaria di cui al comma 7 è
assicurata dallo stanziamento del capitolo 215754
istituito ai sensi del comma 21 dell'articolo 3 della
legge regionale n. 27/2016. A tal fine il Ragioniere
generale della Regione è autorizzato, previa delibera di
Giunta, ad iscrivere su richiesta del Dipartimento
regionale della funzione pubblica la relativa somma sui
pertinenti capitoli di bilancio del Dipartimento
regionale della funzione pubblica.
9. Le Camere di Commercio della Regione sono
autorizzate a costituire il Fondo unico di quiescenza
del personale delle Camere di Commercio della Sicilia al
quale sono affidati le funzioni e gli oneri relativi al
trattamento economico pensionistico e di fine servizio
del personale, attualmente in quiescenza e in servizio,
assunto anteriormente alla data di entrata in vigore
della legge regionale 4 aprile 1995, n. 29, previsto a
carico delle rispettive Camere.
10. Al Fondo unico, istituito ai sensi del comma 9, è
riconosciuta piena autonomia gestionale e funzionale.
11. L'organizzazione e il funzionamento del Fondo sono
disciplinate con decreto del Presidente della Regione, su
proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, da emanarsi entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge.
12. Per l'espletamento delle proprie funzioni il Fondo
si avvale unicamente di personale in servizio presso le
stesse Camere di Commercio.
13. L'istituzione e la gestione del Fondo di cui al
comma 9 non implicano oneri diretti e indiretti a carico
del bilancio della Regione. .
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.22, soppressivo
dell'intero articolo, a firma dell'on. Cancelleri.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
28.14, soppressivo del comma 1. Onorevole Cancelleri lo ritira?
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, brevemente. Comma per comma, man
mano che andiamo avanti, l'assessore di riferimento ci spieghi cosa
vuole fare con quel comma lì e noi, se apprezziamo, io sono pronto
a ritirare l'emendamento. Anche velocemente, però una battuta
quanto meno per sapere di cosa si occupa.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Il primo comma dell'articolo 28
concerne i comandati presso la Centrale Unica di Committenza, che
sono lì dal momento in cui la Centrale è stata istituita, senza
alcun ampliamento della dotazione in atto esistente.
Quindi si tratta soltanto di una conferma della dotazione
esistente.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri l'emendamento 28.14 è ritirato?
CANCELLERI. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 28.14
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 28.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti votanti 68
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 28
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.4.
Onorevole Di Mauro lo ritira?
DI MAURO. Sì.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. L'emendamento 28.9 a
firma degli onorevoli Zito e Cancelleri, è mantenuto o ritirato?
ZITO. Mantenuto. Chiediamo la votazione per scrutinio nominale.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 28.9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 28.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione palese nominale:
Presenti 68
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 23
Contrari 42
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 28.8 Soppressione del comma 2 a firma
degli onorevoli Cancelleri e Zafarana.
RAZZA, assessore per la Salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la Salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, spiego il senso del comma 2 che ogni anno vede riproporre
l'autorizzazione di spesa per i comandati dell'Assessorato alla
Salute.
Si tratta di personale dirigente che per le peculiarità del
profilo personale e del profilo di laurea non può essere ritrovato
all'interno dell'Amministrazione.
In modo particolare si parla di medici, quindi responsabili del
servizio qualità, governo clinico e sicurezza dei pazienti, i
responsabili della sicurezza dei pazienti HTA, l'igiene pubblica,
la tutela delle fragilità, la sorveglianza ed epidemiologia
valutativa, il dipartimento di farmacia, il responsabile di servizi
di monitoraggio sui vaccini.
Quest'anno la richiesta che il Governo presenta all'Aula è di una
parziale incrementazione di questo fondo per garantire la
possibilità visto l'imminente stato di quiescenza di alcuni dei
dirigenti di potere procedere alla sostituzione. Ricordo peraltro
che la Regione siciliana si trova in piano di rientro e quindi il
ricorso a professionalità che vengano al di fuori della diligenza
regionale e che sono rinvenute presso le aziende sanitarie è
fondamentale per l'erogazione dei servizi.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri?
CANCELLERI. Non lo ritiro e chiedo la votazione per scrutinio
nominale.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 28.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 28.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 67
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 21
Contrari 43
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 28.8 degli onorevoli Zito e Cancelleri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 28.12, a firma dell'onorevole Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Chiedo al Governo di illustrare le finalità del comma
3, dell'articolo 28.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il comma 3 sempre con riferimento alla riduzione, alla
razionalizzazione della spesa e alla norma che avevamo già
approvato nella scorsa legislatura con la legge n. 16/2017, vi è la
possibilità per i dirigenti e i funzionari di andare in pensione.
Alcuni di questi o perché erano in malattia o per altri motivi non
hanno potuto presentare la domanda.
Quindi, diamo possibilità di presentare, entro sessanta giorni
dall'entrata in vigore della legge, la relativa domanda perché
possano andare in pensione.
CANCELLERI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 28.12.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
28.6, a firma dell'onorevole Calderone, Milazzo e altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 28.20, a firma dell'onorevole Lo Curto e
Figuccia.
FIGUCCIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.7, a firma degli onorevoli Assenza,
Aricò ed altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Bisogna chiarire se ci sono o meno problemi di
copertura.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
La funzione pubblica può dare copertura solo per il semestre del
2018, per quanto riguarda il Dipartimento della funzione pubblica.
PRESIDENTE. Non essendoci copertura dichiaro l'emendamento 28.7
inammissibile.
Si passa all'emendamento 28.24, a firma dell'onorevole Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Chiedo che il Governo illustri il comma 4.
PRESIDENTE. L'onorevole Cancelleri vorrebbe una spiegazione del
comma 4.
GRASSO,assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sostituiamo il trattamento
ZAFARANA. Che si fa in concreto? Perché?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E' un allineamento di norma.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.24 soppressivo del
comma 4.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 28.5, a firma degli onorevoli De Luca
Cateno e Caronia.
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.23, a firma degli
onorevoli Cancelleri e Zafarana, soppressione del comma 5.
Assessore Grasso può illustrare il comma 5?
GRASSO, Assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
Non è del Governo.
PRESIDENTE. Lo spiega la Commissione.
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, si tratta di un caso che è stato, era un
dirigente generale poi spostato in un'altra amministrazione.
Rientra e perderebbe così il titolo ad avere l'equiparazione agli
altri direttori generali. Così dal momento in cui era direttore
generale gli scatta l'indennità di quiescenza.
ZAFARANA. Non si è capito niente, lo può rispiegare per favore?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Un
dirigente generale va in pensione adesso e si ritrova ad avere
acquisito il titolo nel 2015 perché è stato mandato per tre anni in
un'altra amministrazione sempre della Regione.
Quindi, questo è il ripristino, come tutti gli altri,
dell'indennità di quiescenza. Ripristiniamo un problema del 2015.
Ritorniamo al 2015.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, chiedo la spiegazione comma per
comma, perché quando c'è un Assessore che si alza in piedi e in
maniera circostanziata, in maniera abbastanza dettagliata poi
fornisse una spiegazione, lì si comprende che è una norma di
carattere generale che non sta andando da nessuna parte.
E' quando l'Assessore non ci risponde che capiamo che
l'emendamento non viene da lì ma viene da qualche altra parte. Ed
allora, scopriamo che si tratta di un dirigente. Quindi, quel comma
ha un nome ed un cognome. Ed il comma precedente di prima che
l'assessore Grasso non sapeva aveva un altro nome ed un altro
cognome.
Stiamo facendo norme per fare rientrare persone con trattamenti
pensionistici a cui non avevano diritto ai sensi di leggi e gli
stiamo dando delle deroghe? Stiamo facendo questo tipo di legge?
Perché questo ci dobbiamo dire.
Chi continua a sostenere che dobbiamo fare leggi in questo modo,
poi diventa complice di questo modo di fare.
Ora io mi rivolgo a tutti voi, colleghi. Siete ancora convinti di
avallare questo modo di cose perché io onestamente, davvero, provo
imbarazzo ogni volta che andiamo avanti con norme di questo tipo.
Signor Presidente, per favore, davvero
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà il
collega De Luca poc'anzi, giustamente, aveva acconsentito al ritiro
dell'emendamento 28.5 semplicemente perché anch'io, così come
l'onorevole Cancelleri, volevo semplicemente un chiarimento. Se
l'emendamento che noi abbiamo proposto in realtà carpisce il senso
di quello che è scritto nel testo governativo, la disponibilità a
ritirarlo è assolutamente scontata, però vorrei un chiarimento.
PRESIDENTE. L'onorevole Caronia, pur avendo ritirato formalmente
l'emendamento, chiederebbe cortesemente al Governo se può dare
questo chiarimento.
CARONIA. Se coglie lo stesso senso di quello che è il nostro
emendamento; ovviamente è ritirato con una maggiore consapevolezza,
perché ritengo che sia questo.
MUSUMECI, presidente della Regione. Non l'avete ritirato?
CARONIA. L'abbiamo ritirato, il problema è che io chiedevo
all'Assessore se ci poteva dare un chiarimento.
PRESIDENTE. Sì, l'emendamento è ritirato, ma l'onorevole Caronia ha
chiesto una cortesia al Governo se può spiegare questa cosa.
Comunque, l'emendamento è ritirato.
CARONIA. E' ritirato, è in termini conoscitivi se siffatto abbiamo
raggiunto gli stessi obiettivi.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ma non possiamo rispondere dopo? Se mi date il tempo io parlo con
gli uffici
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.23 a firma degli
onorevoli Cancelleri ed altri.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 28.23
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 28.23.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 28
Contrari 36
Astenuti 01
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 28.25 a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 28.26 a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 28.2 a firma del Governo. Lo pongo in
votazione con il parere favorevole della Commissione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 28.18 a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, semplicemente una domanda, e cioè perché
a questo comma parliamo del fondo per le camere di Commercio; ma a
parte che è l'ennesima legge delega, vorremmo capire qual è la
dotazione iniziale di questo Fondo e quali sono, caso mai se ce ne
fosse necessità, le eventuali coperture.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Questa dal comma 8 al comma 13 -
com'è noto all'eccellentissimo Parlamento - è una disposizione che
avevamo già inserito nella legge dell'esercizio provvisorio e che
poi, per esigenze di contenimento del dato normativo, si è
ritenuto di differire alla sede finanziaria.
E' una disposizione che viene dalla concertazione col sistema
anche delle camere di commercio siciliano che come voi saprete
rischia l'implosione per il carico crescente di oneri finanziari
connessi al pagamento delle pensioni.
Lo stesso sistema camerale ha chiesto alle Regioni di accompagnare
come ha già fatto il legislatore nazionale con la legge di bilancio
approvata in dicembre, dove si prevede un incremento delle entrate,
delle camere di commercio a tal uopo, la normativa regionale invece
consente la costituzione di un fondo, che in qualche modo è
strutturato sulla falsa riga del fondo pensionistico regionale che
vorrei precisare all'onorevole Zito è norma, assolutamente
ripetitiva di quella già sancita per il fondo pensionistico
regionale e che è regolato da un regolamento e non da una legge
proprio perché è strutturato in termini assolutamente analoghi a
quelli che si stanno ripercorrendo oggi al fine di costituire il
fondo pensioni delle camere di commercio della Regione siciliana.
In questo momento non ci sono oneri per la Regione. Il sistema
camerale ha una contabilità sulla quale è stata individuata la
sostenibilità di questo fondo. E' un fondo che si fanno le camere
di commercio e gestiranno le camere di commercio,è necessario
essendo le camere di commercio sottoposte alla Regione siciliana
alla competenza legislativa in materia della Regione, che la
Regione doti queste camere di un presidio normativo che consenta
loro di istituire questo fondo, credo che è un contributo
importante, un elemento importante per garantire la funzionalità,
il sistema camerale regionale e nazionale.
Ricordo che il sistema camerale gestisce il registro unico delle
imprese un blocco di una sola camera di commercio determinerebbe
refluenze pesantissime sull'intero sistema nazionale del registro
delle imprese, sicché con l'assessore Turano abbiamo seguito questa
disposizione che ripeto viene da un primo disegno di legge poi
diventato legge di esercizio provvisorio e che è confluita nella
finanziaria per esigenze di razionalizzazione regolativa.
PRESIDENTE. E' mantenuto l'emendamento 28.18, onorevole
Cancelleri?
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.17, per il comma 9, è
mantenuto?
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Gli emendamenti relativi ai commi 10, 11, 12, 13?
CANCELLERI. Sono ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.27, del Governo.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
28.27.1.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei delle
spiegazioni sia da parte dell'assessore Tusa che dell'assessore
Grasso, perché questo che noi vediamo in questo emendamento,
parliamo del personale dei beni culturali che aveva fatto un
concorso e perché l'Assemblea aveva votato la famigerata legge n.
10 del 2000, poi sono stati invece assunti non con ruolo
dirigenziale, quindi con diverso ruolo. Però, l'emendamento 28.27.1
mi preoccupa perché non riesco a capire a che cosa si fa
riferimento, a che personale si fa riferimento, perché mentre per
quanto riguarda il 28.27 dovrebbero essere 77 i lavoratori
coinvolti, a un certo punto sembra che allarghiamo le maglie,
perché il 28.27.1 recita la presente norma si applica anche
quindi ulteriormente ad altro personale in servizio appartenente
alla categoria D, posizione economica D5 .
Io vorrei capire chi sono esattamente e se la copertura prevista
poi dal 28.27 riesce a soddisfare il fabbisogno anche di questi, ma
prima vorrei capire chi sono perché non vorrei che fosse un
ulteriore o sanatoria o aumento di bacino.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
28.27 che è a firma dell'assessore Tusa e Armao, che poi di fatto
va a recepire un emendamento che io avevo presentato e che avevo
elaborato con i colleghi, innanzitutto mi permetto di esprimere il
mio ringraziamento per la condivisione, fermo restando che già era
una problematica che in particolar modo l'assessore Tusa conosceva
e conosceva da tempo.
Riguarda personale che da 13 anni, o forse 14 anni, ma mi pare
13, svolgono mansioni, personale delle sovraintendenze dei beni
culturali, svolgono mansioni di dirigenti e vengono invece
sottopagati perché di fatto sono nella categoria più bassa, sono
inquadrati nella categoria più bassa del D, forse 1, giusto? Dico
bene? Del D1.
Ed allora, questo emendamento mette pace a tutta questa vicenda.
Stiamo parlando di personale che fa sopravvivere le sovraintendenze
e fa sopravvivere i beni culturali e purtroppo ci avevano provato,
non so se qualcuno dei colleghi lo ricorda, ci avevamo provato
durante l'ultimo anno della precedente legislatura, e non ci siamo
riusciti, sono contento che oggi ci avviamo verso la definizione di
questo aspetto e penso che non dobbiamo aggiungere altri elementi
perché rischiamo se aggiungiamo altri elementi davvero di far
saltare anche il significato di questo importante intervento che
stiamo facendo oggi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 28.27.1.
TANCREDI. Un attimo, aspettiamo la spiegazione dell'Assessore.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Mi pare che sia stato abbastanza chiarito e spiegata quale è la
questione da parte dell'assessore Tusa. Io ho firmato questo
emendamento perché effettivamente sono dei funzionari che sono dei
dirigenti, sulla copertura gli uffici del personale e quindi la
copertura c'è.
L'altro emendamento quale era?
ARMAO, assessore per l'economia. Scusate, il sub emendamento
prevede una sorta di manovra compensativa anche nei confronti dei
D5 con effetti finanziari che si coprono all'interno delle risorse
attualmente disponibili per il personale, poi noi ci rimettiamo
all'Assemblea per le valutazioni del caso.
ZITO. Voi trovate all'interno del personale 700 mila euro?
ARMAO, assessore per l'economia. È diverso il passaggio da D1 a
D6 rispetto al passaggio da D5 a D6.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Voi trovate copertura sul fondo che riguarda il personale e
700 mila euro; però, se lei aggiunge questo vuol dire che ci sono
ulteriori somme e 770 mila euro non dovrebbero essere più
sufficienti.
ARMAO, assessore per l'economia. Perché non sono sufficienti?
ZITO. Certo, perché se lei li estrapola dal fondo del personale e
fa un minimo..
ARMAO, assessore per l'economia. E perché il fondo del personale
ha solo 770 mila euro?
ZITO. E allora, i fondi sono altri, personale, ma li abbiamo
quantificati? Quanti sono? Chi sono?
ARMAO, assessore per l'economia. Sono circa 400, con un onere
finanziario di circa 1.600-1.700 euro annui.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 28.27.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 28.27. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 28.28, a firma del Governo, che è in
distribuzione. Assessore Razza è soltanto un fatto procedurale, non
comporta spese.
RAZZA, assessore per la Salute. È solo per le prestazioni
sanitarie del volontariato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, la domanda mi sorge spontanea: se il volontariato e io non
ho nulla in contrario che possa essere fatto gratuitamente dalle
Asp ma mi chiedo perché non si fa gratuitamente anche per il
personale che viene avviato dalla Regione che sono i forestali e i
lavoratori dell'antincendio? Cioè, scusate, è un risparmio per
l'amministrazione regionale tra l'altro, in realtà compensato
perché è il fondo sanitario regionale però noi mandiamo ogni anno
22 mila persone a fare l'idoneità e il bilancio della Regione degli
oneri per la visita medica, se è gratuito per i volontari
estendiamolo ai lavoratori avviati dal servizio forestale anche per
l'attività dell'antincendio perché la graduatoria è unica. Non so
se sono stato chiaro
TURANO, assessore alle Attività produttive. Significa che in un
mese devono fare 22 mila visite
CRACOLICI. No, in ogni caso le devono fare sempre, solo che li
fanno oggi a pagamento, ma li paga la Regione. Si fanno per
provincia e li paga la Regione; se sono gratuiti, mi parrebbe
singolare che per i volontari è gratuito e i dipendenti della
Regione lo pagano Lo pagano non i lavoratori, la Regione.
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici ha fatto un'obiezione e il
Governo è disponibile a riscrivere l'emendamento o scrive un altro
subemendamento? Sistemiamo questo, meglio riscrivere questo,
assessore Razzo.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo
della Regione, io desidero ringraziare l'assessore Razza perché
questo emendamento l'abbiamo discusso e c'è stata la possibilità di
reinserirlo grazie alla condivisione del Governo e non è altro che
un segnale alle Associazioni di volontariato che svolgono funzioni
di protezione civile che vengono utilizzate ormai continuamente da
parte delle pubbliche amministrazioni, ogni anno devono fare queste
visite mediche per quella che è l'idoneità e per quelle che sono
anche poi i profili di sicurezza.
Era paradossale che queste organizzazione che vivono di piccoli
contributi ma fondamentalmente ormai sono portate ad essere da
supporto costante e corrente alle pubbliche amministrazioni
dovessero pagare una prestazione per continuare a svolgere
gratuitamente un lavoro in funzione ed in relazione a quelli che
sono ormai servizi non solo emergenziali, ma soprattutto anche
attività correnti.
In quest'ottica avevo anche presentato, signor Presidente, un
altro emendamento che era stato collegato a quell'articolo
sull'esenzione del bollo.
Se c'è la possibilità, per quanto riguarda questo ulteriore
principio che non era altro che l'esenzione del bollo soltanto per
quanto riguarda le autovetture di proprietà della Regione, sono
consegnate in comodato gratuito alle associazioni di protezione
civile per svolgere sempre le medesime funzioni.
Avevamo anche trovato la copertura finanziaria già in Commissione
Bilancio , calcolata dall'Assessore Armao - che ha anche dato già
il suo parere positivo - in 50 mila euro ed è rimasta la copertura
finanziaria.
Se è possibile ed il Governo è d'accordo, se c'è l'occasione
quantomeno di esentare solo questo pagamento del bollo delle
autovetture che hanno in consegna le associazione di protezione
civile, sarebbe un altro segnale piccolo ma darebbe anche da questo
punto di vista solo un elemento di giustizia nei confronti di
organizzazioni che lavorano per la Regione, per i Comuni e per le
quali per poter continuare a svolgere questo lavoro, fargli pagare
il bollo dico sono mezzi solo con quella finalità, quindi non
possono avere altri tipi di finalità.
Chiedo a lei, se ce lo consente, di poter trovare un momento per
poterlo ripresentare, magari ora lo sistemiamo in un altro
articolo, se il Governo è d'accordo e il Presidente è d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, mentre lei parlava mi sono
immediatamente consultato per capire se era possibile. Non può fare
riferimento a quello che è stato stralciato, per cui non lo
possiamo recuperare.
Se viene inserito in una norma nuova ne siamo tutti più che
felici, ma non si può recuperare quella perché ormai stralciata.
DE LUCA CATENO. Allora, mi occuperò in un contesto di una norma
nuova per poterlo inserire.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 28.28.
In attesa della riscrittura da parte del Governo dell'emendamento
28.28, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.28, è ripresa alle ore 16.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora, se chiamate i colleghi, visto che la
riscrittura, di fatto, è saltata, continuiamo a votare.
Onorevole Razza vuole spiegare il motivo della non riscrittura?
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente,
l'approfondimento è certamente meritevole di attenzione da parte
del Governo, quindi, proporremo alla Conferenza Stato-Regioni di
poter introdurre il tema per come rappresentato dall'onorevole
Cracolici in maniera tale che, ove si dovesse arrivare in
approvazione della norma proposta oggi dal Governo, si potrà
recepire la parte dei forestali nel decreto del Presidente della
Regione.
In questo caso, l'emendamento proposto è un'approvazione, un
accoglimento di una delibera già approvata dalla Conferenza Stato-
Regioni ed autonomie locali. E, in quanto tale, è una norma di
valenza tecnica. Introdurre ulteriori norme a carico del Servizio
sanitario regionale e, quindi, del Fondo cofinanziato senza un
passaggio dalla Conferenza Stato-Regioni o dalla Conferenza
unificata potrebbe portare la norma ad essere impugnata e, quindi,
consiglia un intervento nel senso suggerito dall'onorevole
Cracolici da parte della Regione in Conferenza Stato-Regioni in
maniera tale da poter arrivare a quell'obiettivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 28.28, a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 28. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30, in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 30.6, a firma degli onorevoli Cancelleri
e altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.12, a firma degli onorevoli Cancelleri
e altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.14, a firma degli onorevoli Cancelleri
e altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.15, a firma degli onorevoli Cancelleri
e altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.16, a firma degli onorevoli Cancelleri
e altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.10, a firma degli onorevoli Cancelleri
e altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.11, a firma degli onorevoli Cancelleri
e altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che il Governo ha presentato una riscrittura dei commi 5
e 6, l'emendamento 30.29, che è in distribuzione.
CRACOLICI. Qualcuno ce la spiega?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non intervenga dal banco.
Aspettiamo che il Governo spieghi il perché di questa riscrittura
e, poi potrà intervenire. Assessore Grasso il Governo vuole
spiegare il motivo di questa riscrittura?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma è sulla
stabilizzazione dei precari delle autonomie locali. E' una norma
che tutti, credo, ormai conoscete, perché è stata condivisa in
tutte le Commissioni. Nasce da un confronto con tutte le forze
politiche e sindacali e da un confronto anche con il Ministero.
Non recepiamo assolutamente un termine errato. Le stabilizzazioni
vengono regolate con norma dello Stato e si attua anche in Sicilia,
come in tutte le altre regioni d'Italia, il decreto legislativo n.
175.
Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo semplicemente armonizzato questa
norma con la legge n. 27/2016 che, come sappiamo tutti quelli che
facevamo parte della scorsa legislatura, aveva creato il Fondo del
precariato, quindi, aveva inserito le risorse fino al 2038, ma
poneva dei paletti che erano legati soprattutto al famoso comma 22
che prevedeva la priorità per i comuni di attivare prima la
mobilità dei dipendenti provinciali, in virtù di quell'accordo che
il precedente Governo aveva stipulato con lo Stato sull'abolizione
delle province, ma sulla riduzione della spesa del personale delle
province, quindi, che tagliava del 15 per cento la spesa relativa
al personale delle province.
Naturalmente questa norma da sola, in ogni caso, non avrebbe
consentito la stabilizzazione, ma era già un primo passo perché si
armonizzava, successivamente, anche in quella fase, con la legge
Madia.
Quindi, noi che cosa prevediamo? Naturalmente non è stato facile,
ma è stato concordato sia con gli affari regionali del Ministero,
sia con la funzione pubblica ed abbiamo spostato - siccome abbiamo
fatto una verifica, non ci sono eccedenze e, fra l'altro, abbiamo
visto che ci sono stati pensionamenti nelle province, ma non solo i
dipendenti sono insufficienti - il termine, cioè diciamo che la
priorità sono le stabilizzazioni e, nelle more dell'esubero, si
procede alle stabilizzazioni e successivamente, eventualmente, a
una mobilità dei dipendenti delle province. Quindi, questo già è un
primo passo che consente ai comuni di porre in essere le
stabilizzazioni.
Qualcuno dice avete spostato le stabilizzazioni al 2020.
Assolutamente no. La legge Madia prevede che le stabilizzazioni si
attuino nel triennio 2018-2020. Per cui cosa abbiamo fatto, in
maniera corretta: abbiamo detto che le procedure di stabilizzazione
si devono avviare nel 2018. La storicizzazione delle risorse è a
decorrere dal 1 gennaio 2019, quindi, tutti gli atti che i comuni
devono mettere in atto, il fabbisogno del personale e
successivamente le dotazioni organiche perché la pianta organica è
stata superata dalle dotazioni organiche e devono essere
predisposte le risorse che già ci sono, quindi avviano le procedure
ma le possono anche concludere entro il 2018 e se non ci arrivano
entro il 2019.
Lo spostamento al 2020 è necessario, dovuto e non è una
discrezionalità perché è proprio una corretta applicazione del
decreto legislativo 75. Abbiamo previsto le sanzioni, voi troverete
dei termini perché avendo prorogato il termine per le
stabilizzazioni come stabilisce la Madia è ovvio che le sanzioni
per chi non applica le stabilizzazioni non possono decorrere dal
2019 come prevedeva la legge 27 - giusto onorevole Lantieri - ma
dal 2021.
Poi, vi sono alcune norme di finanza pubblica che abbiamo
concordato con il Ministero ed è la riscrittura del comma 5, per
garantire la finanza pubblica ed evitare duplicazioni.
Poi, vi è una riscrittura del comma 6 per semplificare.
L'Assemblea emana leggi e, poi, le applicano gli enti locali. Per
cui noi cosa diciamo al comma 6: che fermo restando le norme di
contenimento della spesa perché tutti sappiamo che i comuni possono
stabilizzare se rispettano i vincoli di finanza pubblica, ma
limitatamente alle risorse aggiuntive, quindi, con le risorse che
la Regione trasferisce agli enti locali possono stabilizzare ai
sensi del comma 1 o del comma 2 dell'articolo 20 e sono autorizzati
ad avviare le procedure di stabilizzazione per i soggetti che
prestano servizio presso lo stesso ente.
Questo per evitare che si allarghi la platea a tutta la Sicilia e,
invece, le risorse sono destinate a quell'ente e, quindi, le
procedure di stabilizzazione sono riservate ai precari che prestano
servizio presso l'ente che fa le procedure mediante le disposizioni
di cui al comma 2 dell'articolo 20 del medesimo decreto legislativo
interamente riservati agli stessi.
Quelli interamente riservati agli stessi, è chiaro, che non c'è il
50 per cento da riservare all'esterno perché le risorse sono
risorse aggiuntive che eroga la Regione; per cui sulla
storicizzazione e sulle risorse che eroga la Regione vi sono delle
procedure di stabilizzazione che i comuni attuano e sono
esclusivamente riservate ai precari.
I comuni possono eventualmente utilizzare il 50 per cento solo se
hanno delle somme proprie per cui con le loro risorse possono, se
devono stabilizzare 100 precari, devono utilizzare tutte le somme
della Regione, riservarle esclusivamente per i precari. Se poi
hanno 100 mila euro o la somma necessaria possono eventualmente
riservare il 50 per cento all'esterno.
Io credo che questo, devo ringraziare, e poi così non parlo più
perché tutti conoscete la norma, che il presidente Musumeci nelle
dichiarazioni programmatiche ha detto che la priorità di questo
Governo era la stabilizzazione dei precari, degli enti locali e dei
precari regionali.
Vi è l'articolo 10 che prevede anche la stabilizzazione del
personale regionale e sono 600 persone che verranno stabilizzate.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor presidente, onorevole Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei ringraziare l'assessore Grasso che ha portato
avanti la riforma che è stata fatta dal Governo precedente,
personalmente da me, perché come tutti voi sapete ne avevamo
parlato con tutti i colleghi la maggior parte presente nella scorsa
legislatura, senza questa riforma non si poteva stabilizzare il
personale precario dei comuni e della Regione siciliana.
Ringrazio l'onorevole Grasso doppiamente perché ha armonizzato la
legge come se fosse stato previsto a livello nazionale che si
dovesse armonizzare con la legge Madia e si dovessero cambiare
piccole cose.
Sono contenta che abbia risolto il problema dei precari dell'ex
province, perché come voi sapete avevamo messo una riserva per il
15 per cento di mobilità in quanto era stata la Corte dei conti ad
imporci di mettere la mobilità presso le province per il fatto che
c'era in atto una riforma.
Sapete benissimo che ho votato per mantenere le province perché
convinta che l'ente intermedio debba rimanere, anzi debba essere
rafforzato mettendoci le somme perché tutto è un fatto economico.
Possiamo dire, oggi, che almeno c'è un passaggio corretto tra il
Governo precedente e il nuovo Governo perché quando si parla di
problematiche che riguardano i precari siciliani, i precari
storici, per la prima volta è stata fatta una legge, per la prima
volta è stato creato un fondo.
In questa legge c'è una continuità con l'Assessore e speriamo che
entro il 2020 si possa risolvere il problema del precariato in
Sicilia.
Vorrei dire all'assessore Grasso che essendoci una legge, una
delle poche non impugnate dal Consiglio dei Ministri, alcuni comuni
hanno iniziato le stabilizzazioni, quindi, bisogna attenzionare
questo percorso che alcuni comuni hanno fatto.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, soltanto alcune brevi osservazioni
di carattere politico.
Il mio vuole essere un plauso per il grande lavoro effettuato dal
Governo sul tema delicatissimo, importantissimo e prioritario -
come definito dal signor Presidente della Regione - dei precari.
Abbiamo dato un buon contributo tutti - devo dire il vero - senza
guardare steccati ideologici e politici, signor Assessore.
Questa riscrittura del comma 6 è un fatto molto importante da un
punto di visto normativo, se posso aggiungere, anche da un punto di
vista sociale viste le grandi aspettative che il popolo siciliano
aveva nei nostri confronti.
In maniera convinta, alla luce della riscrittura del comma 5 e del
comma 6 che risolvono tantissimi problemi dei precari siciliani,
signor Presidente, certo non di tutti, ci saranno altre categorie e
per queste altre categorie possiamo rassicurare tutti e tutte le
categorie sociali che, il Governo - e lo sto vedendo e verificando
- già sta provvedendo e quanto prima vedrà la nascita anche
un'altra legge che riguarderà, perché questo stiamo studiando e
provvedendo come Gruppo parlamentare, altre categorie di precari.
Un problema è stato risolto con la votazione, da qui a qualche
minuto, di questo articolo 30.
E' un problema molto sentito, assolutamente prioritario - lo
ribadisco - quindi complimenti all'Assessore, al Governo tutto ed a
tutte le componenti che hanno contribuito a risolvere un primo
problema, e aggiungerei assessore Grasso, un grosso problema.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi, stiamo parlando di un aspetto importante, più volte
dibattuto sia in Aula che nella nostra Isola, cioè di una parte dei
precari perché ne rimane un'altra parte fuori costituita dagli Asu
e ci auguriamo - dando tutta la nostra disponibilità e supporto nei
confronti del Governo nell'affrontare tale questione - si possa
trovare una soluzione per i lavoratori dell'Asu.
Mi permetta, Presidente della Regione, di rilevare che questo è un
percorso che parte da un intervento fatto con la legge Madia', una
legge nazionale che si è fatta con il Governo Renzi.
Questo Renzi non è stato così disastroso, quel Governo non è stato
così disastroso. Questi precari erano precari storici,
storicizzati, così come, permettetemi, nel ringraziare per il
lavoro che sta svolgendo, l'assessore Razza nel portare avanti le
stabilizzazioni, non posso non ringraziare il mio collega di banco,
l'ex assessore Gucciardi, che avviò tutte queste procedure. Che ben
venga la continuità amministrativa quando produce fatti concreti e
fatti positivi.
Grazie, quindi, a chi c'è stato, grazie a chi ha fatto la norma
nazionale, grazie a chi ha lavorato nella scorsa legislatura e
grazie a chi sta portando avanti questo percorso.
Mi permetto, quindi, signor Presidente, due cose sole, non c'è
Razza però lei è sufficientemente titolato per assumere questi
impegni, in una parola grande: attenzione per prima agli Asu, così
come ho detto, poi ad un altro problema più specifico della nostra
provincia. Io ho avuto modo di parlarne più volte all'assessore
Razza, riguarda 125 famiglie di precari storici che rischiano, non
tutti tranne una decina, 15, forse 20, di rimanere fuori perché,
allora, non idonei ad un concorso. Quindi, c'è il rischio concreto
che andiamo a stabilizzare tutti, si andranno a stabilizzare tutti
con quella tipologia e questa parte e queste famiglie che hanno gli
stessi diritti perché precari storicizzati, rimangono fuori.
Quindi, signor Presidente, le chiedo davvero di attenzionarla.
L'Assessore lo ha già fatto, lo sta facendo, presenterò anche un
ordine del giorno su questo ed inviterò anche i colleghi della
provincia di Ragusa a firmarlo ma so che non ci saranno problemi
perché su queste cose ci siamo trovati e ci troviamo tutti
d'accordo, ma vorremmo davvero avviare questa prima fase di
stabilizzazione che possa vedere tutti andare avanti, anche perché
in altre province non è successa questa atipicità. Ma Nello di cosa
ci vieni a parlare? Un problema ragusano? Stiamo parlando della
Sicilia.
No, purtroppo, mi tocca parlare anche del problema del ragusano,
purtroppo c'è stata una diversità, non dico di intervento ma di
risoluzione. Quindi, signor Presidente, la prego di farsi carico
personalmente di questa vicenda. Presenteremo un ordine del giorno
perché voglio condividere con il Parlamento questa problematica e
sono sicuro che insieme si potrà trovare una soluzione.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente MICCICHE'
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, indubbiamente, oggi, siamo davanti ad un fatto
storico. Il fatto che per tanti anni i nostri precari trovano una
soluzione ideale, grazie anche a questo Governo che ha trovato il
coraggio di mantenere le promesse fatte che, devo dirvi, fa parte
della coerenza, ma fa parte dello stile. Le cose quando vanno
dette, poi, vanno mantenute perché altrimenti la gente perde
fiducia nei nostri confronti.
Fatto storico. Quindi, ringraziamo l'assessore Ippolito,
l'assessore Grasso, l'Amministrazione regionale tutta.
Tuttavia, Presidente, in provincia di Ragusa, nel 2013, è stata
interpretata, ascolti è una discrasia che accade solo nella nostra
provincia, non so se è il fatto che si sia stati troppo attenti
all'attività legislativa o un fatto di interpretazione perché se
nelle altre province le prove attitudinali non sono state fatte,
non si capisce perché in provincia di Ragusa, nel 2013, hanno
chiamato alcuni contrattisti per fare delle prove che in Sicilia
non sono state fatte da parte di nessuno e in nessuna altra
provincia.
Quindi, a questo punto rispetto ad un percorso generale, rispetto
all'attenzione avuta per il precariato siciliano, c'è un fatto e si
accende una lampadina rossa in questa piccola provincia perché ci
sono delle famiglie che attendono anch'esse di essere inserite nel
mondo del lavoro.
Assessore Grasso, le pongo un quesito che è questo: i contrattisti
sono a), b), c) e d), diverse categorie. A) e b) vanno avanti in
modo naturale, c) e d) devono fare le prove selettive, se capisco
bene, perché per riagganciarsi alla legge Madia. Coloro che hanno
già fatto le prove selettive, potranno trovare ristoro all'interno
di quanto previsto dalla nostra norma? Risposta.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Assessore, una precisazione, fermo restando
l'ottimo lavoro relativo alla stabilizzazione dei precari ed il
prolungamento dalla data di scadenza.
La precisazione riguardava la richiesta se il personale delle
categorie c) e d) venisse ricompreso in maniera automatica, così
come previsto dal decreto Madia, all'interno dell'applicazione del
comma 1, quindi, con un automatismo di inquadramento in ruolo,
piuttosto che nel comma 2 che prevede invece il 50 per cento con
modalità concorsuali, quindi, nessuna differenza deve essere fatta
tra le quattro categorie a), b), c) e d), e l'applicazione così
come è prevista dalla legge Madia del comma 1 in maniera diretta.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, era semplicemente per evitare di
dover alzare la voce, comunicandole che tutti i soppressivi a
questo articolo, di cui sono il primo firmatario, sono chiaramente,
tutti ritirati.
Vorrei, però dire solo una cosa rispetto a questo tema. Questo è
il mio sesto anno di Finanziaria' qui dentro, ne ho fatto cinque
con il governo Crocetta, questo è il primo che affrontiamo con il
governo Musumeci e, ogni anno, c'è stata una norma di
stabilizzazione dei precari.
Ecco, siccome ho sentito qualche collega di maggioranza che si è
abbandonato finalmente a, non lo so come dire, ce l'abbiamo fatta
finalmente, tiro in ballo di nuovo il calcio visto che ieri ha
tenuto per qualche minuto il pallino dell'Assemblea e cito
Trapattoni: non dire gatto se non ce l'hai nel sacco diceva.
E, allora, dico prima stabilizziamoli e poi saliamo qui sopra a
dire al mondo intero che abbiamo risolto il problema di qualcuno
perché fino a quando non l'abbiamo fatto, purtroppo, siccome di
queste norme di stabilizzazione ne ho lette talmente tante e, poi,
però l'anno dopo ce n'era un'altra che interveniva per cambiare
quella precedente perché con quella avevamo creato un danno,
vediamo se stavolta risolviamo per davvero il problema o non stiamo
creando un danno che l'anno prossimo dovremo di nuovo andare a
risolvere.
Quindi, cautela e non abbandoniamoci a facili entusiasmi perché,
poi, chiaramente chi sta governando questa Regione, alimentando
delle aspettative, delude doppiamente chi invece si aspettava che
il problema fosse risolto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 30.29, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 30.6, a firma degli onorevoli Tancredi ed altri è
precluso. Gli emendamenti 30.20, 30.21 e 30.22, a firma degli
onorevoli Cancelleri ed altri sono ritirati, come dichiarato
dall'onorevole Cancelleri.
Gli emendamenti 30.24, 30.23 e 30.17 sono ritirati dai rispettivi
firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.2, del Governo.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Lo Curto il
subemendamento 30.2.1.
LUPO. Chiedo di parlare sul prosieguo dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancor prima di
leggere il merito di alcuni subemendamenti, che vedo sono in
distribuzione, vorrei dire che l'argomento di cui oggi qui
trattiamo - la stabilizzazione dei lavoratori precari delle
Autonomie locali - è un argomento che è stato approfondito per
settimane, e già nella scorsa legislatura tema affrontato, come
dicevano bene i colleghi Lantieri e anche Barbagallo e l'onorevole
Dipasquale citando, anche, il lavoro fatto dall'allora assessore
Baldo Gucciardi.
Ora, credo che presentare ulteriori emendamenti ad una materia
così delicata possa essere quanto meno rischioso. Per cui,
suggerirei gli emendamenti di guardarli prima con attenzione. Mi
rivolgo al Governo, al Presidente della Regione all'assessore alle
Autonomie locali che, peraltro, sul tema ha avuto anche il buon
senso di confrontarsi assiduamente con le organizzazioni sindacali.
Sentire anche il parere della I Commissione, che ha lavorato con
grande impegno, lo ha fatto anche l'onorevole Cracolici insieme a
me che ne facciamo parte, evitiamo che anche un rigo scritto male
possa pregiudicare un articolo di legge che è estremamente
importante, evitando che si possa andare incontro a rischi
sicuramente non accettabili per l'attuazione della normativa
stessa.
Quindi, suggerirei di soprassedere un momentino, se ci sono
subemendamenti dare tempo agli uffici di verificarli insieme al
Governo, alla I Commissione e, per gli aspetti di copertura
finanziaria, alla Commissione Bilancio dopo di che procediamo. Non
vorrei che, nella confusione, rischiamo di fare danno.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io invito i
colleghi che hanno presentato subemendamenti al 30.2, di ritirarli
e votare direttamente il 30.2 che è essenziale. Io, anzi, ringrazio
il Governo, e nella fattispecie l'assessore agli Enti locali, per
averlo presentato perché permette di procedere, per i comuni che
sono in dissesto, una procedura che è già iniziata e senza questo
emendamento determiniamo una catastrofe. Quindi chiedo, nuovamente,
ai colleghi di ritirare i subemendamenti al 30.2 e di procedere.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo perché i
colleghi mi chiedevano un chiarimento. Per quanto riguarda
l'applicazione del comma 1 e comma 2. Tutte le categorie dei
precari storici degli enti locali rientrano a, b, c e d sia nel
comma 1 che nel comma 2. Cambia semplicemente la procedura, tanto è
vero che il comma 6 stabilisce che le amministrazioni comunali, che
i comuni, procedano alla stabilizzazione dei lavoratori titolari di
un rapporto di lavoro a tempo determinato, ai sensi del comma 1 ed
ai sensi del comma 2. Rientrano, quindi, tutti, poi non sta a noi
sapere quali rientrano nel comma 1 e quali rientrano nel comma 2,
chi ha fatto procedure, chi non le ha fatte e che tipo di
procedure.
Chiarisco un'altra questione. Per quanto riguarda gli LSU e gli
ASU non sono competenza dell'assessorato autonomie locali.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor presidente, onorevoli colleghi, mi associo
all'invito dell'onorevole Arancio perché la materia è talmente
tecnica e talmente incastrata con la normativa nazionale assieme
alla normativa regionale che qualunque modifica che non sia
assolutamente ponderata potrebbe danneggiare migliaia di persone.
Con l'interlocuzione avuta con l'assessore, con le varie
discussioni intercorse tra i nostri tecnici ed i tecnici
dell'assessorato ed anche specialisti della materia, ci siamo resi
conti che basta cambiare un riferimento normativo per modificare
tutta la ratio della norma. Quindi, chiedo ai colleghi di evitare
salti nel buio con emendamenti dell'ultimo momento che potrebbero
danneggiare tutto l'impianto normativo.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, lei ritira il subemendamento
30.2.1?
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato il
subemendamento 30.2.1, che intendo ritirare perché ritengo più
utile e conducente fare un ragionamento complessivo sulla vicenda
dei precari storici degli enti locali e degli ASU su cui, comunque,
è chiaro che dobbiamo intervenire e dobbiamo intervenire sapendo
che si tratta di famiglie e di persone che sono utilissime alla
pubblica amministrazione e certamente hanno diritti che vanno
comunque salvaguardati e garantiti e dobbiamo traguardare per loro
l'obiettivo di farli transitare in un'area che non è più quella dei
sussidiati ma piuttosto quella dei lavoratori socialmente utili,
per i quali è possibile.
So che l'assessore per le politiche della famiglia, le politiche
sociali, l'assessore Ippolito ha già convocato un tavolo tecnico
per il giorno 3 prossimo venturo e mi candido per fare parte di
questo tavolo insieme ai colleghi che vorranno, ovviamente,
sostenere un'iniziativa di giustizia sociale, perché queste persone
sono persone che comunque hanno sempre lavorato, da oltre 20, 25
anni che sono nella Pubblica Amministrazione e ritengo che noi non
possiamo ignorare quello che è il legittimo diritto delle stesse a
vedere riconosciuto il loro ruolo secondo un principio, peraltro,
che è sacrosanto, un inquadramento, una legittimazione giuridica
perché noi queste persone le utilizziamo e le utilizziamo nelle
Pubbliche Amministrazioni, le utilizziamo perché facciano un lavoro
che spesso sostituisce per la carenza storica degli organici nei
comuni e negli enti locali la possibilità di recuperare
professionalità attraverso i concorsi.
Quindi, magari in questa fase lo ritiro per non creare ulteriore
confusione, ma certamente la materia merita una disciplina organica
adeguata e coerente e mi auguro che sul piano dei diritti si trovi
la risposta adeguata anche attraverso le risorse economiche che
all'interno della Regione dovranno individuarsi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 30.2 del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 30.18 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 30.3, degli
onorevoli De Domenico ed altri.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei
spiegare brevemente che si tratta di un emendamento che serve a
sanare un'ingiustizia perché originariamente la legge prevedeva
2.800 milioni. Nel disegno di legge è 2.900 milioni. Invece, viene
portato ad assunti alla data di entrata in vigore dell'IRSAP . Ha
tutti i requisiti.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 30.19 e 30.26 sono ritirati dai rispettivi
firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 30.8, degli onorevoli Assenza ed altri.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Assenza,
l'emendamento 30.8.R, di riscrittura dell'emendamento 30.8.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'emendamento 30.26, ero distratto ed avevo detto erroneamente
che lo ritiravo, le chiedo scusa ma non posso ritirarlo e voglio
spiegare di cosa si tratta.
Anche perché, essendo stato in Commissione bilancio il fautore
della chiusura al 31 dicembre 2009 del comma 12, mi sono ritrovato
con alcuni lavoratori che mi hanno contattato che sono in servizio
presso il consorzio ASI, dicendomi che questa situazione li taglia
fuori perché loro già erano in servizio nella pubblica
amministrazione ed hanno preso servizio all'interno dei consorzi
ASI dopo il 31 dicembre 2009.
Quindi, mi hanno posto un problema molto semplice. Se l'articolo
rimane in questi termini e non si chiarisce che anche coloro che
erano già all'interno della pubblica amministrazione sono passati
in servizio presso i consorzi ASI dopo il 31 dicembre 2009,
rimangono tagliati fuori dal comma 12.
Quindi, ho dovuto predisporre quest'emendamento esattamente per
chiarire questo passaggio, perché si tratta di lavoratori che già
appartenevano al bacino ex articolo 23 e, dunque, ai cosiddetti
contrattisti, e che sono soggetti già di ruolo presso altri enti
della pubblica amministrazione regionale allargata.
Quindi, erano in servizio presso altri enti, facevano già parte
del bacino ex articolo 23, sono stati immessi in servizio
all'interno dei consorzi ASI dopo il 31 dicembre 2009. Quindi, se
il comma 12 rimane in questi termini, rimangono fuori nonostante
erano già all'interno del sistema.
Mi è stato posto questo problema, ed io ho predisposto
l'emendamento per fare questo tipo di equiparazione. Lo potete un
attimino approfondire, ma non è altro che esattamente questa
questione, né più nemmeno.
Chiedo al Governo di approfondirlo e magari di poterlo apprezzare
in modo tale che non ci siano disparità di trattamento tra
lavoratori che in ogni caso già erano nel sistema della pubblica
amministrazione regionale allargata e per una questione temporale
non vengono inseriti all'interno delle norme di stabilizzazione che
stiamo facendo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi
scuso ma chiedo a tutti noi di avere contezza di quello che stiamo
producendo anche perché siamo ad un punto un po' delicato visto che
abbiamo già fatto una legge finanziaria in buona parte con le norme
approvate che è di difficile lettura anche a quelli di stomaco
abbastanza duro.
Noi abbiamo fatto una legge che prevede nuove assunzioni
nell'ambito della macchina regionale come abbiamo visto con
speranza che possa passare a Roma. Nello stesso tempo abbiamo
approvato norme che mandano in pensione ulteriormente dipendenti
regionali anticipatamente. Stiamo immettendo nei ruoli
dell'amministrazione o degli enti vigilati personale che ha avuto
diciamo vicende anche giudiziarie, non personali, vicende legate a
sentenze.
Spero che il Governo abbia contezza di quello che stiamo facendo
anche perché se non c'è qualcuno che nel Governo garantisce la
compatibilità delle norme che facciamo, non solo con gli aspetti
finanziari, ma con la coerenza con le leggi vigenti dello Stato che
si applicano anche in Sicilia, noi stiamo facendo uno spot a favore
di qualcuno che magari ci applaudirà alla fine, ma rischiamo di
fare danni incalcolabili nel momento in cui le norme venissero
impugnate.
Ho l'impressione che se interveniamo anche per trasformare ciò che
prima era una proroga in una trasformazione a tempo indeterminato,
qualora poi la norma venisse impugnata, e il mio qualora è
pleonastico, temo che non abbiamo neanche le norme che prorogano i
rapporti in essere.
Non so se è chiaro quello sto dicendo. Cioè rischiamo, per fare
più e meglio, una condizione legislativa in cui ci sarà poi il
vuoto se dovessero andare male le cose.
Allora, io non sto intervenendo né su un emendamento, né su un
altro. Mi auguro che ci sia una oculata attenzione da parte del
Governo che devo dire con grande onestà finora non c'è stata.
Perché abbiamo approvato norme che si contraddicono l'una con le
altre. Spero, ripeto, che il Governo sia attento a quello che
stiamo facendo perché poi la responsabilità, un po' è del
Parlamento, ma è il Governo che dà pareri alle norme ed è il
Governo che deve garantire la legittimità di quello che facciamo.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo al 30.8.R.
Vorrei essere certo che non ci siamo problemi.
ASSENZA. La copertura è indicata nella stessa riscrittura.
Infatti, mentre il testo base non aveva copertura, nella
riscrittura la copertura c'è e potrà essere confermato dal
Presidente, dalla Commissione bilancio, dagli assessori
PRESIDENTE. E questo con le risorse di cui al fondo istituito
dall'articolo 3?
ASSENZA. Sì. Sono 120 mila.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo quindi in votazione
l'emendamento 30.8.R.
Il parere della commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE LUCA. Signor Presidente, deve porre in votazione l'emendamento
30.26
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, era già stato ritirato.
Onestamente, se una cosa è già ritirata è ritirata, però, se c'è la
possibilità, lo pongo in votazione.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiediamo un subemendamento che aggiunga senza oneri a carico
della Regione .
PRESIDENTE. Senza bisogno di un subemendamento, se lei ritiene che
aggiungendo senza oneri può essere approvato, cambiamo un attimo
l'emendamento ed andiamo avanti più velocemente. Se lo può
riscrivere e lo comunica, onorevole De Luca.
L'emendamento, dunque, 30.26 deve essere considerato senza oneri
aggiuntivi .
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, l'emendamento recita dipendenti di
ruolo di altri enti della Pubblica Amministrazione allargata. . Se
sono di ruolo, di cosa stiamo parlando?
DE LUCA CATENO. Sulla data di quando hanno preso servizio presso
l'ASI.
CRACOLICI. Questa è la prima norma. Questa è stata affrontata in
Commissione bilancio ed è stato uno dei pochi momenti in cui io
c'ero. Stiamo parlando di quelli che erano lavoratori a tempo
determinato alla data del 31 dicembre 2009. La norma prevedeva che
i lavoratori transitavano dalle ASI all'IRSAP, solo quelli a tempo
indeterminato prima del 31 dicembre 2009.
L'emendamento che è stato affrontato in Commissione bilancio
prevedeva che anche quelli a tempo determinato a quella data, cioè
al 31 dicembre 2009, transitassero all'IRSAP.
L'emendamento De Luca, ora, dice una cosa in più. Dice che anche
altri dipendenti di ruolo Allora, i dipendenti a tempo determinato
non sono di ruolo, perché se fossero di ruolo sarebbero a tempo
indeterminato, delle Pubbliche Amministrazioni allargate transitano
all'IRSAP?
Scusate, io non ho capito più niente. Ma vi prego qualcuno vuole
avere la regia delle cose che stanno succedendo?
Io non so se è l'obiettivo dell'onorevole De Luca o è scritto male
il testo, ma stiamo dicendo che chiunque è di ruolo nelle Pubbliche
Amministrazioni allargate arriva all'IRSAP? Ma se è di ruolo?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici è chiarissimo, vediamo se era
soltanto un mero errore di scrittura.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, era qui l'onorevole De Luca proprio perché lo
stava correggendo prima che esprimessimo il parere favorevole.
Senza oneri a carico della Regione" e si toglie anche "ai soggetti
già di ruolo presso altri enti", perché se sono di ruolo non hanno
motivo di essere stabilizzati.
PRESIDENTE. Visto che le modifiche sono un po' troppe, onorevole
De Luca, se presenta un subemendamento o una riscrittura
dell'emendamento noi intanto andiamo avanti sul resto.
Si passa dell'emendamento 30.5, degli onorevoli Arancio ed altri.
ARANCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, aspettiamo soltanto il subemendamento
dell'onorevole De Luca Cateno.
Onorevole Savona, chiedo scusa, io vorrei essere sicuro che in
questi emendamenti ci sia una reale copertura. Perché, insomma, noi
abbiamo l'impressione che questa copertura non c'è, non capiamo
bene come possa essere, però voi dite che l'Assessore dice che loro
non lo stanno coprendo, a me dispiace molto dovere fare la parte
del betto contrariusu come si dice, però il mio compito e quello
degli Uffici è garantire che poi le leggi non vengano impugnate. Se
non c'è la copertura vengono materialmente impugnate.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, siccome abbiamo del tempo, diamoci prima
un'occhiatina, se non ci sono ulteriori oneri per quanto riguarda
questo, lo inseriamo in quello che stiamo facendo e lo mettiamo lì.
PRESIDENTE. Mi pare meglio, perché metterlo in votazione mi veniva
duro.
Va bene, va bene. E allora andiamo avanti. Bisogna votare a questo
punto l'articolo 30, così come emendato. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente io chiedo una breve pausa, vorrei sospendere una
decina di minuti per rivedere tutto quello che abbiamo fatto e fare
una nuova riscrittura su quello che è rimasto in sospeso.
Abbiamo già attivato gli Uffici, vediamo a che punto siamo
arrivati, ma dieci minuti sono sufficienti per trovare un punto di
intesa.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per l'ambiente e il territorio. Signor
Presidente, una premessa: si tratta di un altro argomento perché
credo di aver compreso che il Presidente dell'Assemblea sospenderà
dieci minuti accogliendo la proposta del Presidente della
Commissione Bilancio'.
Poc'anzi quando abbiamo approvato l'articolo 16, e abbiamo accluso
anche l'emendamento 16.21, gli Uffici ora mi chiedono di precisare
se era l'emendamento 16.21 I parte o l'emendamento 16.21 II parte,
o l'intero emendamento 16.21.
In realtà è l'emendamento 16.21, così come ben avevano compreso
gli Uffici, però è giusto che ne resti traccia. Vorrei precisare ai
colleghi che l'emendamento 16.21 II parte, che si intende altresì
approvato, riguarda quella parte di recepimento nella normativa
regionale del decreto Salva Italia che dà la possibilità alle
imprese di pagare gli oneri concessori non il 15 aprile come accade
ormai soltanto in Sicilia, ma il 15 settembre come accade in tutto
il resto del Paese, norma che era stata esitata favorevolmente
all'unanimità tanto in IV Commissione quanto in Commissione
Bilancio.
PRESIDENTE. Bene, io ho già dato disposizione agli Uffici di
considerarla tutta un'unica cosa.
Allora, invece, onorevole Savona, prima di dare questi dieci
minuti di sospensione, visto e considerato che sull'articolo 33
avevamo ieri fatto un ragionamento per quanto riguarda la
disabilità e in particolar modo quella relativa all'autismo e avevo
fatto riferimento a quanto questo Palazzo, nel senso istituzionale
della parola, avesse avuto attenzione nei confronti di questo
problema, devo dare atto che tutti i partiti, tutti i Gruppi
parlamentari insieme, e insieme ovviamente al Governo, sono
arrivati alla determinazione di presentare un emendamento che non è
un emendamento che stravolge, come dire, le condizioni di nessuno,
ma che dà un segnale, a mio avviso, molto importante.
Quindi io, prima di sospendere, avrei il piacere di chiedere ai
Capigruppo o a chi per essi ed al Governo di illustrare questo
emendamento che tutta l'Assemblea, nella sua totalità, sta
presentando e questo è il vero segnale che mi sembra importante nei
confronti del problema dell'autismo, quindi approvarlo per poi
sospendere i lavori d'Aula per dieci minuti in modo che facciamo
questa cosa che io considero veramente bella e importante nei
confronti di questo mondo.
Do, quindi, la parola all'Assessore per la salute.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie Presidente, signori
deputati, assai correttamente abbiamo lavorato e nel lavoro d'Aula,
sia con il Governo che con tutti i Gruppi parlamentari, è emersa la
volontà di un emendamento aggiuntivo all'articolo 33, che introduce
una prima finestra di opportunità.
Era un impegno che era stato assunto anche nel corso della
campagna elettorale da tutte le forze politiche, l'idea di iniziare
a potere passare verso la compiuta attuazione dell'articolo 14
della legge 328 del 2000, una norma che per diciotto anni non è mai
stata applicata; è un segnale che il Governo e, lo diranno meglio
di me i Capigruppo che interverranno, l'intero Parlamento sono
certo vorrà condividere.
È un segnale di attenzione verso un tema che anche in queste ore
sta infiammando l'opinione pubblica, è la ulteriore dimostrazione
di come questo tema è affrontato da parte di tutti con attenzione e
con rispetto.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. All'onorevole Pasqua devo un
particolare ringraziamento per l'impegno che ha avuto in questo
caso.
PASQUA. Signor Presidente, Governo, colleghi, ringrazio lei per
avere sollecitato questo articolo, così come ringrazio il Governo
per avere recepito questa iniziativa del Parlamento, e ringrazio
davvero i miei colleghi per avere avuto la sensibilità e la
correttezza nel sottoscrivere, tutti insieme, questo emendamento.
Di che cosa si tratta? Forse sembra anche un momento storico,
perché è la prima volta che in Sicilia verrà iniziato un percorso
che porterà avanti l'articolo 14 della legge 328 del 2000.
Dal 2000 ad ora non si è mai riusciti ad introdurre questo
articolo, a farlo partire, a dare il là affinché partisse.
Cosa è l'articolo 14? È rivolto ai soggetti disabili che a causa
di minorazioni fisiche, psico-sensoriali hanno difficoltà di
apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e
determinano, quindi, uno svantaggio sociale o di emarginazione.
Con l'approvazione di questo comma potranno essere attivati quei
procedimenti che, una volta per tutte, porteranno alla
predisposizione dei progetti individuali.
In questi giorni è stato oggetto di polemica, di manifestazioni di
piazza da parte delle associazioni di disabili, è stato trattato in
quest'Aula, ne abbiamo già parlato delle somme, per noi sono
considerate insufficienti, per il Governo no ma non è questo
l'oggetto del contendere, ma con questa norma possiamo far partire,
finalmente, una soluzione che possa dare la vera alternativa
all'assegno di cura perché non tutti i disabili hanno bisogno
dell'assegno di cura, quanto hanno, piuttosto, bisogno di progetti
individuali di assistenza e di sostegno nelle proprie attività.
Sappiamo che l'importo che abbiamo messo a disposizione è un
importo ridotto, minimo, ma lo sappiamo e ne siamo coscienti tutti,
tutta l'Aula e il Governo stesso. Lo sappiamo, ma è un punto di
partenza, è un punto iniziale, che finalmente fa partire e innesca
il processo.
Ovviamente, questa procedura va in direzione di quanto richiesto
dalle associazioni dei disabili e dagli stessi disabili.
Sono certo della bontà di questo intervento, e sono certo che
questo intervento sarà apprezzato da tutti i disabili e da tutte le
associazioni. Credo che forse abbiamo fatto, oggi, un buon lavoro.
Grazie, Presidente.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, Governo, colleghi. L'onorevole
Pasqua ha illustrato il senso di questo emendamento che sembra
rivoluzionare il mondo, ma dobbiamo ricordarci che è una norma
disapplicata da diciotto anni e l'articolo 14 della legge 328 del
2000 che introduce, già 18 anni fa, un concetto di disabilità che
davvero alza l'asticella della civiltà di un contesto sociale che
non può non tener conto di quelle che sono le vere esigenze del
cittadino con disabilità.
Il progetto di vita personalizzato oggi rende giustizia di
un'adempienza che un po' tutte le istituzioni pubbliche
rappresentative hanno in questi anni realizzato, cioè quello di
tener conto della personalità, delle caratteristiche, delle
disabilità che non hanno bisogno del patto di cura' così,
generalizzato, senza tener conto di ciò che invece è la necessità
di vita di ognuno, cioè del disabile che per quel che ci riguarda
sembra aver la necessità soltanto di interventi sanitari, sembra
aver la necessità di chi lo accudisce in qualche modo e invece, il
patto di cura personalizzato', può restituire davvero alla nostra
società in senso compiuto un cittadino che, pur con la disabilità,
attraverso una norma di questo tipo che mi auguro negli anni a
venire possa essere appieno realizzata, restituiamo appieno un
cittadino che può realizzare il suo diritto di cittadinanza con la
sensibilità che le istituzioni debbono in questa direzione avere.
Per cui io credo che sia un momento ed una giornata importante e
la sottoscrizione di questa norma, da parte di tutti i Gruppi
politici, e la sensibilità che lei, Presidente, ha dimostrato in
questa occasione, credo rendano davvero giustizia di tanti e troppi
anni di, come dire, essere sordi rispetto ad esigenze che invece la
disabilità ha.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Gucciardi, e grazie anche a lei per
la sensibilità che ha dimostrato.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Comunque anche se l'onorevole Aricò non
parla lo ringrazio in ogni caso per la sensibilità che anche lui ha
avuto.
ASSENZA. Sì, signor Presidente, solo perché mi pare giusto
rammentare all'Aula che l'emendamento è sottoscritto da tutti i
Capigruppo ed evidentemente reca la volontà di tutti i deputati
presenti. Ma è giusto dare merito al Governo perché la copertura a
questo emendamento l'ha trovata il Governo e l'emendamento è
sostanzialmente un emendamento governativo che va ad aggiungersi
alle risorse già cospicue ed in ogni caso, oserei dire,
moltiplicate rispetto ai governi precedenti che si è trovato sul
campo dei disabili.
Quindi onore all'Aula, onore a tutti i Gruppi, ma onore,
permettetemi, innanzitutto al Governo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Assenza, e ad onore del vero al
Governo che non se l'è fatto dire due volte di dare una mano.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Grazie onorevole Presidente, onorevoli colleghi. Noi
abbiamo sottoscritto l'emendamento e devo anche riconoscere che
l'onorevole Pasqua, che frequento in Commissione Sanità' e già ho
avuto modo di sperimentare, di prendere atto della sensibilità del
collega, ma anche dei colleghi che poco fa mi hanno preceduto, ed
ovviamente, di tutti i Gruppi parlamentari.
Vale la pena rimarcare, può sembrare scontato ma, di questi
tempi, leggendo alcuni articoli di stampa, scontato non è più
niente.
Ed è la sede opportuna, è un chiarimento, seppur non necessario,
io sento di darlo come componente di questa maggioranza.
Sensibilità certamente da parte dei Gruppi parlamentari,
dell'Assemblea tutta, ma del Governo, del Governo che si è reso
disponibilissimo nella persona dell'assessore Razza, nella persona
del Presidente, onorevole Nello Musumeci, che si sono, come dire,
resi disponibili al dialogo, perché forse quello che è mancato in
passato su questo tema è stato il dialogo ed il coinvolgimento di
tutti, perché questo è un lavoro che ha fatto l'insieme, il
confronto, perché da soli non ci si poteva arrivare.
Quindi i suggerimenti che sono arrivati dalle minoranze, sono
stati indispensabili a definire questo percorso, ma il dono
dell'ascolto e della capacità di accogliere giusti suggerimenti,
questo è da riconoscere al Governo, e poi permettetemelo lo facevo
ogni tanto con Ardizzone, comincio con Micciché, e anche il
Presidente dell'Assemblea che ha rilanciato l'immagine di questa
Assemblea, dedicando la propria immagine destinandola, non è
accendendo una luce blu, ma con il gesto, il valore, il significato
dell'attenzione, dell'accento che abbiamo voluto porre come Palazzo
che legifera ed abbiamo iniziato un percorso.
Noi oggi sappiamo che c'è una realtà, che è una realtà di persone
altamente in difficoltà, che forse grazie a questa norma, anzi
quasi certamente, si avvicinano sempre di più a vivere una dignità,
anzi pari dignità rispetto a coloro i quali sono più fortunati e si
muovono più agevolmente, non solo sotto il profilo economico ma
proprio del riconoscimento civile che le istituzioni molto spesso
non davano - l'onorevole Gucciardi citava l'articolo 14, una norma
disapplicata - ecco che corre ai ripari il Governo, e che coinvolge
il Parlamento dicendo noi oggi mettiamo un nuovo accento, un nuovo
impegno, con una nuova norma che rassicura con piena convinzione
senza alcuna maschera di ipocrisia, rassicura questa categoria che
per noi non è un problema, per noi è un'occasione per manifestare i
valori in cui crediamo.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
raccontare al Presidente della Regione siciliana e all'assessore
Razza una breve storia, sto parlando di un ragazzo che si chiama
Libero, che è sulla sedia a rotelle, ha 19 anni, e che per oltre
quindici anni la famiglia ha lottato a Messina per avere
semplicemente l'abbattimento delle barriere architettoniche di
quindici metri, quindici metri di suolo pubblico.
Sono passati quindici anni, è venuta anche Striscia la notizia,
hanno tenuto dei consigli comunali, quel ragazzo purtroppo non è
libero di muoversi perché abita in una posizione particolare della
città, si muove in casa con l'aiuto dei genitori, ha un cosiddetto
trattorino', cioè una sedia a rotelle che lo aiuta per l'esterno,
ma per uscire da casa e fare quindici metri e quindi fare il
percorso della strada pubblica, ha ovviamente le difficoltà del
caso, e di conseguenza purtroppo la sua libertà viene costantemente
limitata.
Questo tema perché lo sto ponendo, perché abbiamo affrontato un
pezzo del problema oggi con grande responsabilità, sia da parte del
Governo, sia da parte del Presidente dell'Assemblea, e da parte di
tutti i colleghi, rimane un altro pezzo della storia, che purtroppo
è una storia triste e riguarda esattamente il mancato adeguamento
di quello che è la cultura, e quindi anche l'intervento
consequenziale dell'abbattimento delle barriere architettoniche.
Pensi che noi siamo riusciti a rendere libero Libero attraverso un
piccolo intervento che costa a malapena seimila euro, ma che una
città come Messina in questi anni non ha avuto ne la bontà, ne la
sensibilità di intervenire per risolverlo.
Allora nel ringraziare il Governo e il Presidente dell'Assemblea
già per questo forte segnale che è stato dato, chiedo, nel
contempo, che il Governo oggi si faccia carico di un piano più
complessivo e che riguarda l'abbattimento delle barriere
architettoniche attraverso dei piani che i Comuni debbono fare e,
ovviamente, per i quali bisogna prevedere le opportune risorse.
Credo che, anche nell'ambito del Fondo del Servizio sanitario
nazionale si possano trovare delle risorse in tal senso, perché se
non risolviamo quest'altra parte del problema, tutti i piani
personalizzati di cui noi abbiamo discusso, vanno bene ma non
serviranno per una parte di questi fratelli a renderli veramente
liberi.
L'invito è proprio questo che faccio al Governo, al Presidente
dell'Assemblea e anche all'Assessore per la salute. Indirizziamo,
in termini definitivi, facciamo un piano straordinario, cosa che
non si è mai fatta in Sicilia, attraverso una mappatura che i
Comuni devono fare obbligatoriamente e, quindi, redigere un
progetto, Comune per Comune, in modo tale che, se ci sono, come ci
sono, e questo già è semplice avere un dato perché i dati esistono
già all'assessorato regionale alla salute, dell'esistenza di questi
fratelli che sono chiusi, alcuni murati proprio nelle loro
abitazioni e che possono, quantomeno, conquistare un pezzo di
libertà questo censimento di fatto c'è, che i Comuni abbiano
invece, oggi, l'obbligo di redigere un piano definitivo per
l'abbattimento delle barriere architettoniche, perché credo che da
parte del Governo ci possano essere le giuste risorse per poter
risolvere anche questo pezzo del problema.
In quest'ottica, e concludo, avevamo affrontato in Commissione
Bilancio' - e spero, ovviamente, che ci sia la possibilità, oggi,
di apprezzare il tema all'interno del Parlamento siciliano -
c'eravamo posti il tema del Dopo di noi , con una strategia dei
villaggi del Dopo di noi che è innovativa, rispetto a quella che
è una norma nazionale e regionale ma che non ha trovato, ad oggi,
un profilo compiuto, perché non sono state realizzate quelle
strutture che danno, comunque, il senso di una vivibilità più ampia
e non, invece, di reclusione per chi già è nato, purtroppo, con
delle limitazioni che la natura gli ha, purtroppo, affibbiato.
Quindi, concludo rinnovando l'invito al Governo anche a valutare
questo pezzo della questione e, ovviamente, a rivalutare quella che
è stata una proposta sui villaggi del Dopo di noi .
PRESIDENTE. Presidente Musumeci, se lei permette, la parola gliela
do alla fine perché ci sono altri interventi.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi anche io mi
volevo unire, diciamo, al coro di apprezzamenti, perché io penso
che questa sia una norma che qualifica in maniera seria un
Parlamento, e anche il lavoro dei parlamentari e del Governo.
Su queste tematiche, non c'è né maggioranza e né opposizione, e io
vorrei dire che abbiamo, in Commissione Sanità', sull'argomento
disabili inaugurato una stagione di lavori in cui si è discusso e
condiviso ogni argomento, tant'è che voglio ringraziare
pubblicamente il Presidente della Commissione Sanità', e rendere
merito del lavoro e tutti i componenti compreso l'onorevole Pasqua.
Abbiamo realizzato un lavoro in sinergia, come si deve fare ogni
qualvolta si trattano questi argomenti. I disabili, vedete, non
hanno bisogno di pietà, hanno bisogno di considerazione. Non
vogliono essere considerati un problema, ma possono essere
considerati una risorsa. Devono essere valorizzati e tocca a
ciascuno di noi impegnarsi, ed avere anche, dico io, il buon senso
di evitare di speculare sui disabili.
Onorevole Presidente Musumeci, io veramente lo voglio dire, c'è
stata speculazione nei confronti della sua persona, e non è stato
un bel gesto perché, non è piaggeria la mia perché chi mi conosce
sa, però sono i fatti che dimostrano quello che si è fatto.
Allora, questi cinque milioni di Euro oggi, non saranno
sufficienti per risolvere il problema e tutti lo sappiamo, ma tutti
sappiamo che oggi abbiamo inaugurato una stagione importante.
La stagione importante della valorizzazione dei disabili. Vedete
io, nella mia precedente attività, ho fatto dei concorsi in cui
abbiamo assunto disabili al cento per cento ma che svolgevano
un'attività intellettuale al duecento per cento.
Abbiamo ridato dignità e valore ai sacrifici di quelle persone
perché i disabili possono svolgere funzioni importanti, non devono
fare necessariamente i centralinisti o i portieri. E' sbagliato,
perché ci sono alcuni di loro che hanno studiato, che hanno delle
capacità e delle cognizioni come tutti gli altri. Sta a noi
metterli nelle condizioni di potersi esprimere.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non poteva
certamente mancare la mia firma su questo emendamento non fosse
altro perché intanto l'UDC, come partito, ha a cuore indubbiamente
alcuni valori legati alla famiglia, alla solidarietà, alle fasce
deboli e naturalmente tra i deboli le persone con disabilità sono i
debolissimi, i fragilissimi, ma al di là di questo è stato anche un
momento di felice confronto e di felice dialogo tra tutte le forze
politiche.
Mi auguro davvero che si possa inaugurare questa stagione dove
esiste un solo popolo, esistono i diritti di questo popolo ed
esistono solo i siciliani al di là di questioni ideologiche che
credo non appartengano più all'epoca nella quale noi viviamo.
Credo che possa essere veramente felice questo momento nel quale,
attraverso questo norma, si può costruire un percorso virtuoso, di
attenzione a chi vanta dei diritti e questa norma sulla disabilità
conferma quelle che ho detto all'inizio quando parlavamo di questa
finanziaria, da presidente del Gruppo parlamentare UDC, ovvero che
questa è una finanziaria nella quale c'è una filosofia di fondo,
un'idea, un valore aggiunto a quelle che potrebbero essere
semplicemente delle norme e il valore aggiunto è l'attenzione
proprio a chi soffre e tra coloro che soffrono, certamente, la mia
sensibilità e la mia attenzione non può che andare proprio alle
persone disabili.
Nella mia vita, per oltre quarant'anni, ho diretto scuole, ho
sviluppato questa mia formazione umana e professionale a contatto
proprio di tutti questi bambini, e sono tanti, che a vario titolo
presentano bisogni differenziati, bisogni speciali e diritti anche
diversi a cui noi dobbiamo dare risposta.
Siamo noi che ci dobbiamo adeguare a loro, non dobbiamo chiedere
il processo inverso perché l'integrazione è un processo che va
incontro ai loro diritti oltre che ai loro bisogni e a legittime
esigenze delle famiglie che fino a quando hanno bambini è un conto,
quando poi questi figli diventano adulti hanno altre sofferenze che
si aggiungono.
Per questo anche l'idea di costruire questi Villaggi del Dopo di
noi è un'idea felice che trova una norma all'interno della
finanziaria che spero e davvero vorremo apprezzare tutti con questo
spirito di solidarietà comune con la quale abbiamo condiviso queste
norme in particolare.
Voglio lanciare una proposta all'assessore per le infrastrutture
con il quale ci siamo più volte confrontati anche durante la
discussione che prevedeva l'abolizione degli IACP.
Assessore Falcone, mi riferisco a lei, un attimo cortesemente. Mi
riferisco a lei perché noi più volte abbiamo parlato dell'housing
sociale che è uno dei temi che era dentro questa finanziaria, era
housing sociale, diciamo, la norma che purtroppo poi non ha trovato
l'approvazione del Parlamento per le giovani coppie, in difficoltà
economiche, per costruire o comunque trovare una soluzione
abitativa adeguata, ma soprattutto quella relativa all'housing
sociale all'interno degli IACP o quello che lei avrebbe voluto
chiamare ARCAS, norma stralciata.
Bene, ricordo che da presidente, per un breve periodo, dello IACP
di Trapani mi sono occupata di una vicenda singolare. Nei comuni di
Gibellina e Santa Ninfa ci sono più case di quante ne servivano a
seguito della ricostruzione. Allora, feci un progetto e tentai di
costruire un percorso per fare una convenzione con le associazioni
di famiglie disabili proprio in ragione del dopo di noi .
Noi lo dobbiamo riprendere questa tema, Presidente Musumeci, so
quanto le sta a cuore, ne sono certissima e sono certa anche che
questo tema è un tema che vale la pena di sostenere adeguatamente
proprio perché siamo tutti nella condizione di dover diventare
disabili nella vita, perché, purtroppo, questa è una società che
invecchia e bambini se ne fanno sempre meno.
L'attenzione alle fragilità sociali, alla disabilità e questo
articolo lo dimostra - io ringrazio il collega dei Cinque Stelle
che me ne ha proposto la firma - sta a dimostrare che sui valori
fondamentali non ci possiamo dividere, Presidente, sui valori
dobbiamo costruire la buona politica.
Io credo che ci sia l'interesse, l'intenzione e l'attenzione che
sono rivolte alla politica da parte del mondo che sta fuori di noi
e noi a questo dobbiamo dare delle risposte.
Oggi abbiamo scritto una bella pagina, l'abbiamo scritta insieme,
io ne sono felice e sono convinta che da qui in avanti potremo
trovare altre soluzioni epr costruire solidarietà e solidità
nell'azione del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Savona se, per non perdere poi troppo tempo,
avete bisogno di una sospensione per poter lavorare sul maxi
emendamento, considerate questa discussione come se fosse una
sospensione, tanto stiamo facendo un dibattito che non trova
contrapposizioni tra i partiti.
Se voi volete cominciare a riunirvi per fare questo lavoro ne
avete facoltà, altrimenti poi perdiamo troppo tempo. Ovviamente,
decidete voi, ma io credo che ci sia la possibilità di farlo.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oggi sono
contento di essere qui perché ritengo che si stia scrivendo una
bellissima pagina della storia di questo Parlamento.
Un emendamento di questo tipo, sottoscritto da tutti i Gruppi
parlamentari ..
PRESIDENTE. Scusi onorevole Aricò se la interrompo. Chiedo alla
Commissione Bilancio che questa riunione che deve fare non la
faccia all'interno dell'Aula ma fuori. Stiamo affrontando un
argomento condiviso da tutti.
Se potessimo fare interventi, magari, anche più veloci ma con il
silenzio da parte di tutti può darsi che facciamo prima.
ARICO'. Un argomento di questo tipo, condiviso da tutti i Gruppi
parlamentari, oggi fa sì che il Parlamento si distingua in una cosa
importante per la Sicilia.
Soprattutto dopo le ultime ore dove si è constatato che,
purtroppo, sono state strumentalizzate alcune frasi pronunciate dal
capo del Governo di questa Regione che non hanno trovato riscontro
- purtroppo per chi le ha volute strumentalizzare - nei conti e
nello stanziamento.
Perché i numeri parlano chiaro. Al di là di questi 5 milioni, che
serviranno un articolo di una legge scritta nel 2000, quindi ben
diciotto anni dopo da quando è stata prodotta, già erano stati
stanziati 266 milioni.
Allora, i numeri e l'attenzione di questo Governo per la
disabilità parlano chiaro. Il Parlamento parla chiaro perché il
fatto che ci siamo e siamo tutti attorno al Governo che ha trovato
anche lo stanziamento con un ulteriore sforzo di 5 milioni -
conosciamo lo sforzo del Presidente della Regione e dell'assessore
per la sanità per trovare la copertura per altri 5 milioni e
conosciamo, signor Presidente, anche la sua volontà di far
diventare il simbolo della giornata mondiale dell'autismo, che si è
tenuta il 2 aprile scorso, questo Palazzo, Palazzo Blu, uno dei
pochi palazzi scelti, a livello mondiale, per rappresentare questo
grave problema.
Riteniamo che siamo sulla buona strada, riteniamo che, forse, non
è più il tempo delle strumentalizzazioni, riteniamo che sia
arrivato il momento di cogliere questa opportunità di buon
andamento del Parlamento quando si tratta di problemi seri, non che
gli altri che sono stati trattati, non lo erano, ma questo forse
serve per incominciare a capire che siamo sulla strada giusta.
Quindi, signor Presidente, sono felice di avere sottoscritto
questo emendamento e tutto il Gruppo di Diventerà bellissima' a
sostegno dell'azione di governo e ritengo che si debba fare molto.
Ho sentito prima gli onorevole De Luca e Lo Curto parlare delle
infrastrutture. Ritengo che anche l'Assessorato delle
infrastrutture forse successivamente potrà approvare dei progetti
speciali su chi ha delle gravi disabilità e quindi non può
percorrere le vie delle nostre città, oltre che l'integrazione
prevista dall'articolo 14 della 328 del 2000, avere la possibilità
anche i nostri concittadini siciliani di poter avere una vita
normale.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo
che oggi si possa essere veramente soddisfatti per avere scritto
una pagina di condivisione così importante all'interno di questo
Parlamento.
Nei mesi scorsi ho avuto modo di interloquire con parecchi amici
che fanno parte di associazioni di disabili e mi manifestavano
questa necessità di modulare gli interventi sulla base dei singoli
casi. Credo che questa norma, così condivisa, vada proprio in
questa direzione. Quindi credo che oggi molti di questi amici
potranno essere molto soddisfatti. Bisogna dare atto come qualcuno
che mi ha preceduto ha detto, del grande impegno del Governo in
questo senso.
Però c'è qualcosa che non mi torna. Sono alla prima legislatura,
probabilmente devo imparare molto, ma alcune cose mi sfuggono, non
riesco a capire come sia possibile che questo Parlamento, nell'arco
di poche ore, possa dare oggi prova di grande sensibilità, di
grande coesione, di grande maturità e due giorni fa, invece, possa
dare all'esterno prova di poca maturità, anzi prova di
irresponsabilità. Perché è facile estrapolare da un discorso delle
parole decontestualizzarle e lanciare all'esterno un messaggio
fuorviato e fuorviante, e su questi temi ritengo che la
strumentalizzazione sia assolutamente fuori luogo e assolutamente
sbagliata. Non è la prima volta, purtroppo, in questi pochi mesi
che mi trovo all'interno di queste mura, che questo accade.
Quindi, da un lato, la felicità e la soddisfazione per avere
partecipato all'ottenimento di questo risultato e la speranza che
ci possa essere maggiore senza di responsabilità soprattutto verso
i cittadini e soprattutto verso determinate categorie di cittadini.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, come
avevo potuto modo di dire ieri, l'ottimo è il nemico del buono. E
oggi con una norma che inizia un percorso evidentemente abbiamo
compreso che forse iniziare qualcosa dal nulla è sempre una cosa
importante.
Ieri ci siamo ritrovati ad avere non tutti le idee chiaro
sull'articolo 33 della finanziaria proposta ed oggi, così come è
giusto, ci ritroviamo ad averla letta ed avere attenzionato
problematiche che risultano essere assolutamente di primo livello.
E' chiaro che questo Governo, così come tutto il Parlamento sta
dando ordine ad un sistema che fino ad oggi, Presidente, così come
tante cose che lei ha trovato ed è stato tra virgolette a rimettere
in riga, si trova a dovere mettere ordine in una materia che è
complessa, non tanto dal punto di vista giuridico ovvero economico,
ma soprattutto da un punto di vista sociale, perché tocca le corde
più intime della popolazione.
Ed in questo senso, oggi, stiamo dando una grande prova, il
Governo sta dando grande prova, così come lo aveva già proposto
d'altronde, di mettere ordine in una materia come quella della
disabilità che ci trova, oggi, tutti uniti. Ed io spero che questo
spirito d'unione, che nasce da una proposta, poi, sottoscritta da
tutti i capigruppo e, quindi, dall'intero Parlamento, sia di buon
auspicio rispetto all'affrontare problematiche che, a volte, non
hanno questa sensibilità, ma in termini di programmazione possono
incidere realmente sulla nostra Regione,e, quindi, riuscire a fare
anche quelle riforme, oltre che sul campo sociale, negli altri
aspetti dell'amministrazione regionale e dell'amministrazione della
nostra Regione che sono importanti.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, colleghi, Assessori, prendo la parola, a conclusione di
quello che è stato detto, per esprimere grande soddisfazione per il
lavoro che è stato fatto.
Credo che, per amore di verità, bisogna segnare le tappe di quello
che è stato il lavoro fatto da questo Governo, dalla Commissione e
dai colleghi tutti.
Ringrazio chi mi ha preceduto nel dare merito al lavoro svolto in
Commissione ed al lavoro svolto dal Presidente della Regione. Anche
rispetto a quello che è nato ieri e, quindi, voglio sottolineare
che quando l'apprezzamento arriva da un'area politica diversa,
assume un coloro diverso.
Lo dico perché quello che è accaduto ieri si prestava ad un
equivoco non meritato, non voluto ma costruito.
In questi 3, 4 mesi che abbiamo lavorato, la Commissione Sanità
ha dedicato l'80 per cento del lavoro al mondo della disabilità
tutta, non considerando e non lasciando indietro alcuno. Dico,
anche, la grande sensibilità mostrata dagli Assessori, dagli uffici
regionali, da tutti i componenti della Commissione.
Abbiamo voluto, in maniera trasversale, affrontare la questione in
maniera radicale.
Sfido chiunque, e lo dico ai siciliani in primis che ci stanno
ascoltando, la difficoltà che si incontra quando, da un numero di
2.000 si passa ad un numero di 13.000 in evoluzione, addirittura,
ci sono stati momenti in Commissione in cui si è detto che si
potevano toccare cifre vicino alle 20.000 unità.
Credo, quindi, che il problema non sia, assolutamente, legato ad
un'espressione negativa nei confronti della disabilità, in senso
stretto, quanto rispetto ai numeri ed alle risorse disponibili.
Il plauso va fatto al Governo perché è riuscito a trovare le
risorse. Quello che è stato, ora, l'emendamento votato e firmato da
tutti, si aggiunge e, quindi, questi ultimi 5 milioni si
aggiungono, lo ribadisco, l'hanno detto altri, ai 266 milioni che
si sono trovati.
Dico, anche, che in Commissione Sanità abbiamo affrontato ed
abbiamo iniziato con la disabilità, utilizzando e cercando di
portare e di legiferare: abbiamo pronto il disegno di legge sulla
dislessia. Ringrazio, per esempio, l'assessore Lagalla per la
sensibilità avuta in Commissione, per la presenza degli Assessori
sempre, ogni qualvolta sono stati convocati.
I siciliani, allora, devono sapere la sensibilità che questo
Governo ha avuto, e continuerà ad avere, nei confronti di un mondo
che merita attenzione e che, come ha detto bene il Presidente della
Regione, per troppo tempo, è stato trascurato e abbiamo dovuto dare
parola al cinema ed agli artisti o hanno dovuto dare parola al
cinema ed agli artisti per essere ascoltati.
Dico, anche, che c'è un altro tema che ci aspetta e che ci troverà
sensibili ed è il tema legato al dopo di noi .
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Abbiamo ricevuto, in Commissione, tutte le associazioni di
riferimento, i genitori che esternano, perché vivono nel mondo
della disabilità, quali sono i problemi. La Commissione, insieme al
Governo, se n'è fatta carico, ha aperto un tavolo per questa
problematica e continueremo a monitorare e a seguire l'argomento.
Allora, oggi, il fatto che l'Aula tutta sia stata solidale, abbia
trovato un punto di convergenza, è un atto di civiltà, è un atto di
democrazia, è un atto di maturità e di responsabilità. Non ci
possono essere su questi temi parti politiche che si possano dire
più bravi o meno bravi rispetto ad altri.
Oggi, tutti insieme abbiamo fatto questo lavoro, e lo ricordo per
chi è fuori dalle Aule e dalle Commissioni. Le Commissioni sono
rappresentate in maniera omogenea dalle forze politiche che i
siciliani hanno eletto a rappresentarli. Nella Commissione abbiamo
fatto un lavoro di grande raccordo e di grande democrazia, oggi
questo lavoro trova compimento in una norma che da domani verrà
attuata e darà più certezze alle famiglie e ai disabili e, mi
auguro, meno chiacchiere per la stampa.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, mi accodo ai colleghi di tutto l'arco
parlamentare che hanno espresso apprezzamento per questo articolo
e, finalmente, si ha attuazione e recepimento di una norma, la 328
del 2000, una norma maggiorenne.
Mi auguro che la stessa unità di intenti ci sia per dei soggetti
che si occupano di fragilità, anch'essi citati nella 328, e mi
sento di dover fare una tiratina di orecchie al precedente Governo,
a quello precedente ancora, a quello precedente ancora e mi auguro
di non doverlo fare a questo per il mancato recepimento
dell'articolo 10 della 328, cioè delle istituzioni di pubblica
assistenza e beneficienze che, secondo la 328, sono le aziende per
i servizi alla persona.
Perché dico questo? Perché molti colleghi hanno parlato del "dopo
di noi", una norma nazionale che ha visto arrivare qui in Sicilia
esigui finanziamenti, circa 700 mila euro, che nella scorsa
legislatura, presso l'Assessorato alla famiglia, hanno visto
redigere delle comunicazioni nei riguardi dei Comuni. Chiaramente,
delle prove tecniche, davvero poche le risorse, 700 mila euro per
tutto il territorio erano davvero una goccia nel mare, ma un
segnale.
Ecco, io mi auguro che quando si parla di costruire villaggi del
"dopo di noi", chiaramente, non si intenda di materialmente
costruire dei villaggi per il "dopo di noi", ma, perché no,
utilizzare il patrimonio delle strutture di pubblica assistenza e
beneficienza per una riconversione proprio per accogliere la
persona, non mi piace chiamarlo paziente, la persona con tutta la
famiglia e quando la famiglia non ci sarà più, che quella persona
continui ad avere accudimento.
Quindi, non vorrei che si facessero voli di fantasia verso nuovi
villaggi da ricostruire, ma utilizzare quel patrimonio che i padri
fondatori hanno, nella loro mission, donato a dei soggetti affinché
si occupassero dei più fragili.
E mi auguro anche nei prossimi articoli della finanziaria trovi
spazio, Presidente, il dibattito - perché ho capito che i colleghi
della Commissione Bilancio , o della maggioranza non so bene,
stanno creando un articolo pot-pourri con dentro un po' di tutto -
che non ci sia qualcuno che di nuovo metta la polvere sotto il
tappeto. Perché la legge attuale prevedrebbe un sostegno economico
da parte della Regione a copertura degli stipendi dei dipendenti di
queste strutture. Strutture che ospitano persone inabili, inabili
gravi, malati di SLA, anche con pensioni davvero minime, quindi non
sono dei soggetti paganti in proprio e, proprio per questo, che
hanno degli ammanchi sul bilancio e l'impossibilità di coprire gli
stipendi di queste persone che si occupano in toto di queste
persone fragili, che non hanno nessuno, che sono allettati, che
hanno bisogno di aiuto in ogni funzione: essere imboccati, essere
lavati, essere intrattenuti anche amorevolmente perché oltre le
funzioni vitali ci sono anche i rapporti, la socialità per queste
persone.
Quindi, faccio un appello, ovviamente accorandomi e senza volere
rovinare il momento positivo che i colleghi hanno voluto esprimere,
anche per tracciare la via a quello che sarà il dibattito
successivo in Aula che già annuncio, signor Presidente, non vorrei
si permettesse fosse soffocato da qualche strana alchimia che si
sta consumando altrove.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, da
Presidente della Regione sento il dovere e il piacere di esprimere
soddisfazione per il risultato ottenuto in quest'Aula su un tema
che è innanzitutto di civiltà, quello della disabilità.
C'è stata una unanime condivisione del Parlamento all'emendamento
del Governo, per il quale voglio ringraziare in modo particolare
l'assessore per la salute, Razza, e l'assessore per la famigli, le
politiche sociali ed il lavoro, Ippolito, assieme al lavoro
preliminare che ha condotto la presidente della Commissione
Sanità , onorevole Margherita La Rocca Ruvolo.
È un primo passo. È un primo passo che tende a recuperare tanto
terreno perduto e che serve a dimostrare come a volte la politica
sa essere meno cinica di quanto appaia e vicina alle esigenze
primarie di chi è stato colpito in fronte dal destino.
L'altro impegno del Governo, e lo dico in particolare
all'onorevole Cateno De Luca, il prossimo è quello di lavorare per
cominciare ad abbattere le barriere architettoniche, soprattutto
negli edifici pubblici. E in questo senso con l'assessore Lagalla
abbiamo già inserito nel bando dei 272 milioni per l'edilizia
scolastica una quota destinata ai progetti finalizzati ad abbattere
le barriere e a consentire ai ragazzi portatori di handicap di
potere accedere normalmente e regolarmente agli istituti
scolastici.
Quello che abbiamo fatto non è un atto di eroismo, è soltanto il
mantenimento di un impegno che personalmente io avevo già assunto
nell'ottobre dello scorso anno pubblicamente in una radio, in una
emittenza a diffusione nazionale. Ed è la migliore risposta alle
ignobili e vergognose speculazioni politiche - grazie, onorevole De
Domenico - che sono state promosse e alimentate anche dall'interno
di questo Palazzo in queste ultime ore.
Si sappia, lo dico da qui, se la disabilità è trincea della
sofferenza, lo ricordo a qualche cinico e spregiudicato politico,
io da quella trincea non ho nulla da imparare per storia personale
e familiare, non dimenticatelo mai, qualunque cosa accada Se non
avete rispetto per il Presidente della Regione, abbiatelo, almeno,
per il padre
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente. Prima di sospendere
l'Aula prima che il Governo e la Commissione possano preparare
l'emendamento per cui è stata chiesta la sospensione, io ringrazio
personalmente il Presidente della Regione per quello che è stato
fatto.
Vorrei ricordare che soltanto per il problema dell'autismo,
quest'anno, è stata data una casa al Garante, è stato inserito
questo primo articolo per la messa in atto di una legge nazionale
che ancora in Sicilia non aveva trovato riscontro; e perché non ci
siano dubbi: grazie all'impegno di tutti i partiti, nessuno
escluso, di tutti i parlamentari di questa Assemblea che ringrazio
veramente e che hanno dato oggi un senso a quel colore blu del
Palazzo dei Normanni che nella giornata mondiale dell'autismo
abbiamo creato.
Oggi, è stato dato un reale senso a quel colore blu. Grazie,
Presidente della Regione, grazie a tutti.
Pongo in votazione l'emendamento 33.18. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ora si passa all'emendamento di soppressione del comma 4
dell'articolo 33. È mantenuto?
RAZZA, assessore per la salute. L'emendamento va approvato perché
sostituisce quello che abbiamo votato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 33.2, del Governo che
sopprime il comma 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
SUNSERI, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI, relatore di minoranza. Signor Presidente, Assessori,
onorevoli colleghi, volevo un attimino avere un chiarimento perché
ieri sera sono andato a prendere la tabella dello stanziamento sul
Fondo della disabilità e ci sono questi 40 milioni che si vanno ad
aggiungere allo stanziamento regionale, che derivano dalla misura
del FSE 9.3.4.
Io non sono un esperto del FSE, ma conosco abbastanza bene la
programmazione europea. Io ho grossi dubbi che questa somma possa
provenire dal FSE.
Primo, c'è un errore tecnico, sicuramente, perché la misura 9.3.4,
sono andato a vedere, riguarda il Sostegno a forme di erogazione
per fruizione possibile di servizi per la prima infanzia , quindi
parliamo di asili nido. È una tabella che include .
RAZZA, assessore per la salute. Non riguarda la legge finanziaria.
SUNSERI, relatore di minoranza. Senza dubbio, però stiamo parlando
di questo, stiamo parlando dei 267 milioni di euro.
Quindi, prima di tutto ritengo che questa misura non rientri
assolutamente nei disabili.
Sono andato a riguardare in tutte le altre regioni e mi confermano
che la misura 9.3.4 riguarda esclusivamente gli asili nido, quindi
ci sarà sicuramente un errore di chi ha riguardato quella tabella.
Sono andato a riguardare tutte le misure della 9.3 e l'unica che,
diciamo, ci passa lontanamente è la 9.2.1, quindi probabilmente
andrebbe a riguardare quello e bisognerebbe andare a modificare,
però lì, mi perdonerà assessore, ho dei dubbi sulla possibilità di
usare il Fondo Sociale Europeo in questa somma, tra l'altro di 40
milioni in un anno sul totale della programmazione del FSE che
equivale a 800 milioni, quindi sull'intera programmazione. Ma ho dei
dubbi - secondo me, questa modalità di attuazione, che è una
modalità di attuazione di un Fondo sociale europeo su spesa
corrente, camuffata da voucher - sull'utilizzo di questi soldi della
programmazione e, come me, questi dubbi vorrei che li chiarissimo,
successivamente, con l'autorità di gestione perché, secondo me, era
così. Ma era giusto fare chiarezza su questo punto perché, a mio
avviso, ad oggi non ci sono questi 40 milioni o quanto meno se spesi
sicuramente si andrà avanti ad una decertificazione perché è un
utilizzo di un Fondo sociale per spera corrente, cosa che non
ritengo corretta.
E mi permetto di correggere un'affermazione seppur non sono un
giurista, dell'assessore Armao, quando diceva che lo stanziamento
regionale al riguardo è nei limiti dello stanziamento del bilancio.
Quello dei disabili gravissimi e gravi è un diritto incomprimibile,
che alcun pareggio di bilancio può comprimere, quindi non esiste
che una spesa per un disabile grave possa diventare semplicemente
nei limiti dello stanziamento del bilancio. E questo, e lei
Assessore lo conoscerà benissimo, è stato più volte sancito da
sentenze di Corte Costituzionale che afferma proprio che
l'equilibrio del bilancio non può, su questa spesa, dipendere sui
diritti incomprimibili. Quindi, mi auguro che su questo venga fatta
chiarezza e che l'autorità gestione chiarisca a lei assessore
questa spesa corrente di 40 milioni a valere sul FSE.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, intervengo con piacere alla sollecitazione
dell'onorevole Sunseri perché mi permette di poter precisare quello
che già avevo detto ieri e cioè che, nell'ambito della totalità del
programma che il Governo intende assumere nei confronti dei
disabili gravi e dei disabili gravissimi, avendo fatto più di un
tavolo tecnico, uno dei quali alla presenza del dottore Silvia,
autorità di gestione del Fondo sociale europeo, si è individuata
una misura per bando, ecco perché si chiama di voucher, che quindi
non è misura di spesa corrente.
La programmazione di queste iniziative, come voi sapete, non
riguarda fondi a valere del bilancio della Regione, ma è la
complessiva strategia che il Governo della Regione intende
riservare a questa materia.
Corretto dire che sull'asse indicato forse ci sarà stato un
refuso, ma di refuso si tratta, allo stato ci sono 127 milioni di
euro circa rimanenti, ed a fronte di questi 127 milioni di euro
circa rimanenti c'è la volontà del Governo, nella misura che è
stata individuata al tavolo tecnico, di individuare per quest'anno
bando e non spesa corrente relativo a questa tipologia di
intervento.
Dico qualcosa in più perché l'Assessore regionale per la famiglia
e le politiche sociali sta anche attivando un percorso di
valutazione delle attività dei distretti socio sanitari; ne abbiamo
discusso in più di un'occasione, anche nella Commissione Sanità',
presente l'onorevole La Rocca Ruvolo, residuerà da affrontare e da
comprendere come in questi anni i distretti socio-sanitari abbiano
agito nella materia, se abbiano dato luogo alla progettazione, se
siano stati capaci di attingere alle somme nazionali disponibili da
parte del Ministero del Lavoro, se abbiano impegnato le somme messe
a loro disposizione sui Fondi comunitari.
Questo è il lavoro dei prossimi mesi, con serietà affrontato fino
ad oggi e, ricorderei all'Aula - ma ricordandolo all'Aula lo
ricordo anche a me stesso - che interveniamo, si è detto prima in
tutti gli interventi in una materia che è ferma da 18 anni, perché
se questo Parlamento alcuni minuti fa ha votato una norma che si
pone, per la prima volta, il problema di dare attuazione ad una
misura prevista 18 anni fa, la ragione è legata al fatto che in 18
anni a quella norma non si è data alcuna attuazione.
E' un percorso che inizia oggi, inizia per lavorare insieme. Io mi
auguro, lo spero, ma non voglio aggiungere nulla a ciò che assai
meglio di me ha detto il Presidente della Regione, che ci sia la
volontà da parte di tutti non di utilizzare l'Aula per verificare
se esistono, da parte del Governo, delle omissioni rispetto a ciò
che ha detto e che puntualmente mantiene, ma per collaborare invece
tutti assieme per individuare le giuste misure che servono a dare
risposte che, come ho detto un istante fa, sono attese da troppo
tempo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 33. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per trenta minuti.
Dovete sapere tutti che, oggi, sono stato contento di essere
Presidente di quest'Assemblea.
(La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 20.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo fotocopiando e
distribuendo, nel giro di pochi minuti
Scusate, ancora cinque minuti perché stanno sistemando alcune cose
e, poi, fotocopiano il documento presentato dal Governo.
Possiamo, se il Governo è d'accordo, andare avanti sull'articolo
78, in attesa di ricevere questo fascicolo.
Allora, stiamo distribuendo il testo che c'è stato fornito dal
Governo, poiché tutti i Gruppi parlamentari mi hanno già chiesto un
po' di tempo per poterlo leggere e valutare se
Scusate, qua in Presidenza c'è un po' di caos.
La proposta è, in attesa che valutiate il testo presentato dal
Governo, quanto meno di provare ad approvare l'emendamento 78.R,
emendamento di riscrittura dell'articolo 78, che è quello che
riguarda la Emergenza Palermo , cosiddetti Pip. Avete ricevuto la
riscrittura?
Se l'avete guardato tutti, pongo in votazione l'emendamento 78.R
che, di fatto, è la riscrittura dell'articolo 78; approvando questo
verrebbe approvato l'articolo 78.
FOTI. Non lo abbiamo ancora ricevuto.
PRESIDENTE. Basta chiedere, è in distribuzione.
TANCREDI. Signor Presidente, abbiamo bisogno di due minuti di
tempo per leggere l'emendamento, così come riscritto.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io apprezzo
l'emendamento 78.R che penso, dal punto di vista sociale, sia un
passo avanti notevole perché a questi lavoratori diamo la dignità.
Infatti, da un contributo a sostegno del reddito, passano a
lavoratori, cioè gli attribuiamo lo status di lavoratore, che non è
cosa da poco. Penso che sia un'evoluzione notevolissima.
Però, noi facciamo leggi che hanno valenza in tutta la Sicilia,
quindi dovrebbero avere valenza per tutti coloro i quali si trovano
nella medesima situazione. E mi riferisco ai lavoratori cosiddetti
RMI , reddito minimo di inserimento. Presidente, noi abbiamo
legato diverse volte nelle passate finanziarie equiparando sempre i
cantieri di servizio ai PIP, per cui mi pare doveroso che, se
questo status di lavoratore lo diamo ai PIP lo diamo anche agli
RMI.
Io avevo presentato un sub emendamento all'emendamento 78, che ora
ripresenterò al 78.R, per equiparare tutti e due i bacini di
lavoratori.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la commissione
abbiamo predisposto questa riscrittura. Intanto nel primo comma
riepiloghiamo quello che è il percorso di questi soggetti. La prima
parte del percorso, vorrei che il Governo mi ascoltasse,
Presidente, se mi fa ascoltare,
PRESIDENTE. Per favore colleghi, possiamo ascoltare, è tardi, se
ogni intervento si deve interrompere dieci volte, faremo veramente
notte.
MILAZZO. Abbiamo voluto inserire la prima parte, che ormai da anni
non veniva più citata nelle normative che poi si sono susseguite,
ovvero la legge n. 19 del 1997, cioè la legge che istituì questo
bacino attraverso una pubblica selezione.
La parola PIP deriva da Piano di Inserimento Professionale. In
quel momento a Palermo c'era una emergenza sociale e l'Assemblea di
quel tempo, a firma dell'onorevole Marzio Tricoli, presentò un
disegno di legge per dare la possibilità a coloro i quali gravavano
in situazioni di disagio sociale, ovvero ragazze madri, ex
alcolisti, ex tossicodipendenti, ex detenuti, una quota, la
rimanente parte, dare la possibilità a laureati, diplomati, di
inserirsi a seconda del carico familiare. Questa selezione fu fatta
e queste persone furono inserite in questo mondo del lavoro per
formarsi.
Ecco, se noi chiudessimo gli occhi per pensare quanto tempo è
passato per far sì che questi signori si formassero, sono passati
dal 1997 al 2018 tutti questi anni. Adesso molti, quasi tutti,
tutti questi soggetti operano all'interno della pubblica
amministrazione.
L'altro giorno quando l'ho spiegato ho commesso un errore di
esposizione, onorevole Lo Curto, lavorano nella pubblica
amministrazione, perché lavorano seriamente all'interno delle
strutture ospedaliere, all'interno delle scuole, all'interno dei
dipartimenti, nella CUC. Reggono oggi dei settori importanti. Oggi
il percorso deve essere definito di inserimento professionale anche
perché noi manteniamo in questa prima fase triennale lo stesso
stanziamento, non chiediamo di svantaggiare altri per agevolare
questi soggetti che - bestemmierò, forse per qualcuno - oso
chiamare lavoratori, perché lavorano. Non sono a casa e ricevono il
sussidio. Ogni giorno si presentano nei propri posti di
assegnazione e fanno il proprio dovere. E non ce n'è uno fuori,
magari forse qualcuno ha sbagliato, ma di questi assegnati nei
luoghi di lavoro, la fiducia che gli è stata assegnata non è stata
tradita. Nessuno di questi è stato mai pescato in fallo, cioè
commettendo una violazione di legge in base alla funzione che gli è
stata chiesta di svolgere. Ecco perché, secondo me, dobbiamo
definire questo percorso.
Certamente è una norma insidiosa, verrà sottoposta al Consiglio
dei Ministri, ecco perché abbiamo ricostituito questo percorso.
Quindi parliamo di un transito a parità di risorse e rimarranno
attraverso la RESAIS negli attuali luoghi di lavoro, quindi
continuando a mantenere i servizi che in atto portano avanti.
Quindi penso che una possibilità va data a tutti.
Il vecchio Parlamento allora diede questa possibilità e loro non
l'hanno tradita.
Successivamente vengono ripercorse tutte le altre norme, ovvero se
si fossero macchiati di reati sarebbero stati cancellati e pure
questa norma hanno rispettato. Quindi penso che questo percorso
oggi con questo Parlamento nella sua interezza debba concludersi
dando fiducia e una possibilità anche a questi soggetti.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevole colleghi, Governo, io
esordirei con una frase che certa politica negli anni passati ha
utilizzato contro di noi del Movimento, facendo passare un
messaggio: Il Movimento 5 Stelle vuole licenziare tutti i PIP .
E, questa, ovviamente, è una menzogna. Ed è, ovviamente, una
menzogna.
Quello che, oggi, però, sono venuto a dire, qui, è che il
Movimento 5 Stelle vuole difendere queste persone dall'ennesimo
inganno. Ed io voglio parlare a queste persone, oggi. E spero che
mi ascoltino.
La Resais è una partecipata della Regione. Non può assumere
persone che possono transitare con una legge, se prima non hanno
fatto un concorso. E lo devono fare. Io lo argomento, dico anche
una cosa, faccio un po' quello che ha la sfera di cristallo. Sa
cosa rimarrà in piedi di questo articolo, dopo l'impugnativa da
parte del Consiglio dei Ministri? Il comma 6.
E sa cosa avremo come risultato con il comma 6? Avremo che,
paradossalmente, il numero delle persone aumenterà, quindi, ci
ritroveremo un altro bacino, perché col comma 6 istituiamo un altro
bacino. Questo sarà l'unico risultato che avremo, con un aggravio,
ovviamente, di somme e di spese sul bilancio della Regione, che poi
diventa anche insidioso.
Gli altri commi verranno tutti impugnati ed ora le dico anche il
perché, signor Presidente.
Il decreto legislativo n. 175, legge dello Stato italiano, di cui,
ovviamente, la Sicilia fa parte, dice, all'articolo 19, una cosa
ben importante. Colleghi, vi prego di ascoltarmi. Le società a
controllo pubblico stabiliscono con propri provvedimenti, criteri e
modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei
principi, anche di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità
e di imparzialità e dei principi di cui all'articolo 35, comma 3,
del decreto legislativo, 30 marzo 2001, n. 65. .
E che dice sto articolo 35 del decreto legislativo n. 65? Dice
che: Le procedure di reclutamento nelle Pubbliche Amministrazioni
si conformano nei seguenti principi: a) adeguamento della
pubblicità di selezione e modalità di svolgimento che garantiscono
imparzialità ed assicurino economicità e celerità
nell'espletamento, ricorrendo, ove opportuno, all'ausilio di
sistemi automatizzati diretti e, anche, di realizzare forme di
preselezione, adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti,
idonei a verificare il processo dei requisiti attitudinali,
professionali richiesti in relazione alle proposte. . Continua
ancora, c'è il rispetto delle norme
Insomma, in buona sostanza, signor Presidente, l'articolo 35 del
decreto legislativo, ci dice che dobbiamo fare un concorso e, per
questo, a me dispiace che a queste persone venga, ancora una volta,
gettato del fumo negli occhi. Sono arrabbiati, perché lavorano,
perché non sono valorizzati, e su questo credo che siamo tutti
d'accordo. Il tema, però, qua, è un altro.
Sa cosa succederà quando andremo a fare una cosa del genere, prima
che arrivi l'impugnativa dello Stato? Succederà che, innanzitutto,
il Governo non troverà un dirigente, uno, che firmerà i decreti per
fare questo passaggio di personale dalla Resais. E lo sa perché?
Perché qualche giorno fa, il 23 aprile 2018, signor Presidente,
glielo espongo qui, a favore di telecamera, così lo vedono pure i
cittadini che ci guardano: Marche, denunciati 53 dirigenti della
Regione. 776 assunzioni a tempo indeterminato senza concorso. . E
questa è cronaca di qualche giorno fa.
Ora, dico una cosa: noi possiamo ragionare su tutto. Il tema, qui,
però, è uno: queste persone sono entrate con un piano di
inserimento, non potranno mai essere stabilizzate se, all'interno
di un ente o di società della Regione, non interviene un concorso.
E l'unica cosa che possiamo fare è metterci i soldi. Metterci i
soldi e basta. E basta
Io le volevo dire solo questo, signor Presidente, perché, secondo
me, non è giusto mentire a chi oggi ha una legittima aspettativa,
perché è gettare, davvero, il fumo negli occhi.
Ed io non voglio più stare qui a diventare strumento di chi,
facendo certa politica, ha detto a queste persone che noi eravamo
il problema fra loro ed un posto di lavoro vero. Non siamo noi il
problema.
E' chi mente a queste persone, il problema. Sono loro il vero
problema e sono quelli che l'hanno creato ed ancora il problema non
l'hanno risolto.
E continuano ad utilizzarli nelle manifestazioni elettorali come
bancomat per i voti.
MILAZZO. Non è un intervento che può fare un Vice Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ma lei ha parlato, e può parlare
chiunque. Lei non può reagire in questa maniera. Onorevole Milazzo,
la prego. L'unica cosa che posso garantirle, onorevole Cancelleri,
è che su indicazione anche di questa Presidenza è stato accolto il
fatto che il bacino non può aumentare, rispetto a quello che lei ha
detto - ovviamente è tutto giusto quello ognuno pensa di dire - ma
il bacino non può aumentare perché è stato risolto anche dalla
nostra Presidenza.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi collego a
quello che già ha detto l'onorevole Cancelleri. Ha fatto
riferimento al fatto che ci sono sempre delle persone che vanno a
raccontare che noi siamo quelli brutti e cattivi, ma poi quelli che
effettivamente li prendono in giro sono altri.
Ci sono le dimostrazioni, non è difficile trovarle. Basta leggere
gli articoli che ogni volta arrivano in Aula, che sono
espressamente delle prese in giro. Perché? Alcune già le ha citate
l'onorevole Cancelleri, perché si deve vedere questo elenco ad
esaurimento che passano a contratto a tempo indeterminato, ma che
poi dovrebbe essere senza oneri per la finanza regionale.
Questo già bisogna capire come, da come un sussidio si possa
trasformare a tempo indeterminato senza oneri da parte della
Regione. Ma poi vorrei ricordare, appunto oltre il costo della
manovra, i posti in pianta organica della RESAIS quali sono? E
quali sono i posti liberi da mettere a bando? Perché poi vorrei
ricordare che, se si deve fare una selezione pubblica, così come
dicono tantissime sentenze del Consiglio di Stato, non per ultime
quelle dell'11 dicembre 2015, è ovvio che deve essere aperta a
tutti e, non solo, solo ad un bacino di lavoratori.
Quindi, li stiamo prendendo in giro. Continuiamo a prenderli in
giro dicendo "ah noi abbiamo proposto sta legge, poi vedremo cosa
succedere a Roma", già c'è qualcuno che mette le mani avanti
sull'impugnativa.
Bene, facciamo una scommessa: se dovesse essere impugnata, voi
potete resistere dinnanzi la Corte Costituzionale, se questo
principio si può portare avanti fino alla fine; se non resisterete
dinnanzi la Corte Costituzionale vuol dire che è l'ennesima presa
in giro per dire che voi siete i paladini dei PIP, quelli che li
proteggete, che veramente fate qualcosa per loro, e gli altri sono
quelli brutti e cattivi.
Allora, io lo chiedo ufficialmente, sia agli uffici da lei
presieduti, Presidente, ma anche agli assessori, se questa norma
già di per sé è anti costituzionale, così giriamo subito le carte.
Questo sostanzialmente è il problema. Soltanto che questo non lo si
vuole dire perché fa comodo tenere così la gente sulle spine.
Una volta e per tutte la dobbiamo finire, perché qua non ci sono
buoni e cattivi, c'è solo gente che prende per il fondelli le
persone.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io ho
ascoltato con molta attenzione le dichiarazioni di alcuni esponenti
del Cinque Stelle, l'onorevole Cancelleri, l'onorevole Zito, però,
devo dire la verità, come sempre non ho sentito nessuna proposta.
Soltanto terrorismo mediatico, deputati che prendono in giro
platee, bacini o PIP, o lavoratori precari, ma non ho ascoltato
nessuna proposta.
Allora, Presidente, in quanto firmatario dell'emendamento e
sostenitore di un percorso legislativo che oggi ci porta al voto
dell'Aula, mi auguro che sia un voto positivo. Oltretutto devo dire
che questa norma è passata in Commissione lavoro, in Commissione
lavoro se non sbaglio è passata anche all'unanimità, dove ci sono
anche esponenti del Movimento Cinque Stelle.
Questa norma è stata concertata con i sindacati che sono al
corrente di tutto questo percorso, e sono convinto che
l'approvazione consentirà finalmente la restituzione di una
dignità, chiamerei lavorativa, ad un bacino che spesso viene
considerato da molti, ed anche da voi, una palla al piede per le
casse regionali. Ed invece, posso ribadire che se oggi si
fermassero i lavoratori ex PIP, la Regione ne subirebbe
indubbiamente delle conseguenze negative nell'espletamento della
propria attività. Non mi riferisco soltanto agli uffici della
Regione siciliana e ai relativi dipartimenti, ma al personale del
bacino che presta servizio nelle scuole, nelle società partecipate,
nei teatri, negli ospedali e che oggi attraverso il transito in
Resais S.p.A. con decorrenza dal 1 gennaio 2019, senza oneri per
la finanza regionale e, lo ripeto di nuovo, senza oneri per la
finanza regionale, gli si potrà dare a loro un futuro, uno spirito
di appartenenza lavorativo diverso e migliore e un lavoro vero.
Non più una misura di sostegno al reddito che li lascia, secondo
me, in una condizione di ibridità dal punto di vista lavorativo,
che non li rende dignitosamente lavoratori a tutti gli effetti. Per
queste considerazioni appena evidenziate il mio voto è favorevole
all'intera norma.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, il reddito minimo di inserimento, lo dice
la parola stessa, nasce tantissimi anni fa per un progetto
nazionale e viene approvato solamente nella provincia di Enna e
Caltanissetta perché erano le province più povere e più disagiate
socialmente.
Io conosco la sensibilità del presidente Musumeci per il disagio
sociale, perciò mi rendo conto che non può non approvare questo
emendamento dove si garantiscono gli stessi diritti dei lavoratori
del reddito minimo di inserimento a quelli dei Pip.
Non è una battaglia tra poveri perché il numero rimane inalterato,
la spesa inalterata. È solamente una garanzia.
Questi lavoratori hanno le stesse competenze dei lavoratori PIP:
lavorano nei comuni, fanno le pulizie nei comuni, nelle scuole,
negli ospedali e sono indispensabili. Percepiscono un'indennità
minima, sopravvivono perché per fortuna hanno gli assegni familiari
e dopo tanti anni, solamente nella scorsa legislatura, è stato
riconosciuto loro il diritto alle ferie e alla malattia con
riconoscimento del servizio sanitario nazionale.
Perciò lasciare questi lavoratori fuori, ripeto, che sono
pochissimi, anche perché la maggior parte sono fuoriusciti, sono
andati via, moltissimi sono deceduti, erano persone che avevano
anche una certa età, perciò garantire anche per loro questo diritto
e questa serenità e non vivere con la speranza dei trasferimenti
della Regione che a volte e molto spesso, principalmente per colpa
nostra, il bilancio viene fatto in ritardo, arrivano in ritardo nei
comuni e i sindaci dei comuni ne approfittano per diversi mesi non
per non pagare le mensilità.
Perciò chiedo a quest'Aula di votare a favore di questo
emendamento.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo intervengo
per esprimere più considerazioni sulla vicenda dei PIP.
Innanzitutto dovete considerare che nella mia precedente
esperienza da direttore generale del Civico di Palermo ho avuto
modo di conoscere i lavoratori quasi, direi, uno per uno, e vi
posso garantire che sono tutti lavoratori che nel tempo hanno
acquisito competenze e capacità delle quali è difficile oggi poter
fare a meno. È chiaro che dopo anni e anni di lavoro, anche di
formazione, perché questi lavoratori sono stati
PRESIDENTE. Possiamo ascoltare chi parla? Io ve lo chiedo,
sinceramente, per cortesia. È la cosa più brutta che esiste, mentre
uno parla gli altri che parlano e non fanno sentire quello che si
dice.
Onorevole Milazzo, non glielo posso ripetere più Mi deve fare
questo regalo. Non glielo posso ripetere più. Superato il dieci non
si può andare all'undici.
PULLARA. Quindi è certo che questi lavoratori, per la competenza
acquisita negli anni, tenuto conto che tra l'altro a carico delle
aziende e del bilancio delle stesse aziende dove hanno lavorato,
enti pubblici o aziende sanitarie, sono stati formati, sono
certamente lavoratori di cui ogni ente, oggi, non può fare a meno
perché inseriti in meccanismi lavorativi importanti.
Dall'altro punto di vista, c'è un aspetto politico che io non
comprendo, a volte è come se si dicesse: è meglio non fare nulla
per evitare, comunque, di fare un passo avanti. Allora, riuscire a
tentare di trovare una strada per la stabilizzazione, da un punto
di vista giuridico, è l'unica strada percorribile, piuttosto che
lasciare questo bacino di lavoratori, così, come dire, in balìa
di venti e di facili promesse.
Invece, in questo modo, il parlamento può immediatamente dare una
risposta che può essere una risposta di certezza, al netto di
prendersi il merito di chi propone o meno una norma: quando poi la
norma viene approvata e votata da tutti, è chiaro che il merito è
di tutti.
Quindi andiamo oltre i ragionamenti che possono sembrare legati al
fatto di chi ne possa avere un vantaggio politico o meno, se il
Parlamento lo vota per intero, il vantaggio è di tutti, ma
soprattutto dei lavoratori interessati e di una classe sociale che
oggi ha bisogno delle risposte.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io credo che sarebbe ipocrita da
parte di tutti noi se non sapessimo che stiamo affrontando un tema
assai delicato. Onorevole Milazzo, le chiedo scusa.
PRESIDENTE. Giuro, onorevole Milazzo, che tra poco chiedo a un
assistente di espellerla e di portarla fuori dall'Aula
MILAZZO. Ma parlavo con i Capigruppo
PRESIDENTE. Non è possibile, onorevole Milazzo, lei mi deve fare
questo regalo: si segga al suo posto e ascolti quello che dicono i
suoi colleghi.
CRACOLICI. Quindi, affrontiamo una questione assai complessa,
piena di difficoltà connesse alle rigidità normative con le quali
dobbiamo fare i conti.
C'è un punto che va ribadito e, mi permetto di dire,
salvaguardato, ovvero che il Parlamento siciliano intende dare
prosecuzione al rapporto in essere con questo bacino previsto dalla
legge eccetera, eccetera.
E mi permetto di fare una prima proposta, la faccio - non so chi
sia il firmatario dell'emendamento, chiedo anche l'ausilio del
Governo -, io credo che dobbiamo separare la norma che autorizza
l'Assessorato della famiglia a proseguire per il 2018. Scusa
Milazzo, mi ascolti un minuto che forse può essere utile?
PRESIDENTE. No, veramente, onorevole Milazzo. Stiamo esagerando.
MILAZZO. Ma sono gli altri che vengono a parlarmi
PRESIDENTE. Sono gli altri, che cosa? Lei si nasconda, così non la
trovano ed evitiamo di incolpare gli altri. Prego onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Dicevo
PRESIDENTE. Se non fosse, onorevole Cracolici, che è pure il
capogruppo del partito che mi ha eletto in questo Parlamento, io mi
imbarazzerei un po' di meno.
Onorevole Milazzo, mi fa la cortesia di sedersi e di evitarmi
questo richiamo ogni due minuti e mezzo, che sta diventando
imbarazzante?
CRACOLICI. Signor Presidente lei ha fermato il tempo, i Capogruppo
è l'onorevole Lupo. Io ero Capogruppo
PRESIDENTE. No, lui è il capogruppo del partito che mi ha eletto
in questo Parlamento.
CRACOLICI. Beh, in realtà il mio partito qualche contributo glielo
ha dato, ma comunque, lasciamo stare.
PRESIDENTE. Vada avanti.
CRACOLICI. Stavo dicendo, proprio perché affrontiamo una questione
complessa, io distinguerei, per la complessità che la norma può
avere e per gli effetti che questa complessità potrebbe
determinare, la norma che prosegue il rapporto per l'anno 2018.
FOTI. Non sentiamo, onorevole Cracolici, per favore si avvicini al
microfono.
CRACOLICI. Oh, ragazzi, è la prima volta in vita mia che mi dicono
che io non mi sento. In genere dicono che parlo troppo forte.
PRESIDENTE. No, il problema non è suo, è soltanto dell'impianto.
CRACOLICI. Quindi, la prima questione che separerei è la
prosecuzione dal futuro. Perché lo dico? Non per nascondermi dietro
al dito di una vicenda, la cui complessità - dobbiamo saperlo tutti
V è anche una sperimentazione che stiamo proponendo, o una
applicazione, come dire, dinamica, di un principio su cui nessuno
può essere ipocrita. Io dico neanche lo Stato, scusate, neanche lo
Stato.
Noi da 18 anni, con leggi che sono state approvate da questo
Parlamento e che hanno avuto anche diversa articolazione, perché
ricordo - lo citava l'onorevole Milazzo a proposito dell'origine
della specie - la legge del 97, ma ricordo che questo Parlamento ha
fatto diversi provvedimenti, compreso il fatto che queste persone
sono state ad un certo punto acquisite alla competenza della
Regione - che prima invece si limitava a dare un finanziamento al
Comune di Palermo. Queste persone sono state acquisite alla
competenza della Regione e la Regione in qualche modo ha favorito
la nascita di una società, un'associazione che ha trasformato
quelli che erano allora sussidiati, in dipendenti di una società
Trinacria Onlus che poi, sempre a seguito di una serie di
vicissitudini normative, la Regione li ha reinternalizzati
ritrasformandoli in erogatori di un contributo ma trattandoli come
se fossero lavoratori dipendenti. A tal punto, che noi garantiamo
gli assegni familiari, garantiamo la malattia, garantiamo anche le
ferie e quindi la tipologia di questo personale nel tempo è
sostanzialmente diversa da un mero, come dire, fruitore di quello
che il Movimento Cinque Stelle spera che succederà in futuro di un
reddito di cittadinanza.
Questi sono fruitori di un reddito ma in cambio di una prestazione
lavorativa per la quale sono previste anche le tutele, tranne
quelle di natura contributiva. Quindi è una sorta di grande
compromesso per cui la Pubblica Amministrazione, di fatto, si
avvale di lavoratori in nero, perché questo è. Allora, siccome
credo che nessuno di noi oggi ha né il coraggio, né credo l'onesta
di pensare che si possa mettere la parola, non sapendo che stiamo
parlando di 2.500 persone, che per avere la dimensione è un po' più
grande di quello che è avvenuto con la chiusura della Fiat a
Termini Imerese.
Allora, io credo che noi dobbiamo, con onestà, sapere che c'è una
questione complessa, che va negoziata con lo Stato, che va
negoziata con lo Stato e che non è semplicemente un aspetto che può
essere risolto dal fatto vediamo se passa . Perché sul vediamo se
passa ci giochiamo, come dire, non solo la credibilità del
Parlamento, ma ci giochiamo anche un gioco del cerino: per cui
Palermo fa la legge, poi se a Roma non l'approva, la colpa è di
Roma. Come dire il gioco del cerino. E siccome dobbiamo sapere che
la partita è complicata e va negoziata, e questo al di là della
norma - mi dispiace dirlo - è compito del Governo, io credo che noi
dobbiamo in qualche modo distinguere quindi la norma che preveda la
possibilità di stabilizzarli con le procedure bla, bla, bla alla
Resais, come si dice,nell'emendamento, dal primo gennaio 2019,
dalla norma che invece prosegue il rapporto in essere nel corso del
2018. Io spero di non dovere aggiungere altro le ragioni per cui
propongo questo
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non può aggiungere altro, perché
le devo togliere la parola.
CRACOLICI. Ho finito. Perché se dovesse succedere,
malauguratamente, un provvedimento nazionale negativo, noi
rischiamo di trascinare l'acqua sporca e il bambino. Ecco perché
distinguerei le disposizioni, e affidando ad una negoziazione della
Regione con lo Stato la possibilità di dare una soluzione a questo
problema come a quello dei colleghi di Caltanissetta ed Enna.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'annunciare
la mia totale e convinta adesione alle motivazioni che hanno
portato a questa norma, non posso come dire non cogliere
l'occasione a questo punto di proporre un subemendamento, proprio
perché la vicenda di cui stiamo parlando apre inevitabilmente,
accende i riflettori inevitabilmente sulla questione dei cosiddetti
Asu, cioè i soggetti che sono impegnati, così come i Pip possiamo
certamente dire, nelle attività socialmente utili sia nella
pubbliche amministrazioni, sia nei vari enti all'interno dei quali
prestano la loro attività lavorativa pur non essendo
contrattualizzati, e mi convincono ancor di più le motivazioni, per
cui chiederei cortesemente di distribuire eventualmente questo
subemendamento all'articolo 78 R, con cui chiedo di applicare le
disposizioni di cui al comma 1, anche ai soggetti impegnati in
attività socialmente utili, inseriti nell'elenco di cui
all'articolo 30 della L.R. 28/1/14 n. 5, a tali soggetti nelle more
della definizione delle procedure di transito presso la Resais Spa,
è assicurata dal dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali l'erogazione del sussidio in godimento fino al
31/12/17, lo stesso dipartimento trasmette alla Resais Spa l'elenco
dei soggetti da inserire entro il 30/9/18, per il triennio
2018/2020 si provvede con le risorse di cui all'ammissione 15,
programma 3, capitolo 313318.
Allora, questo subemendamento, naturalmente, va inevitabilmente ad
ampliare la platea degli attori da inserire in Resais. E' vero che
io avevo già concordato con l'assessore Ippolito di iscrivermi a
quel tavolo tecnico ove non si fosse potuto e non si potrebbe
trovare una soluzione per questa categoria, che - ricordiamocelo -
sono uomini e donne, sono persone, esseri umani che da vent'anni da
venticinque anni prestano attività lavorative, nei comuni in
particolare se non ci fossero queste persone, visto che non si
procede ad assumere più nessuno da tanto tempo, non saprebbero
veramente come potere andare avanti.
Ecco perché io insisto e mi permetto di condividere con questo
Parlamento, le motivazioni che sono state ben anche evidenziate ed
esplicitate con dovuta competenza anche dall'onorevole Cracolici,
che ha saputo rendere chiara la vicenda di questo bacino di
persone, perché quando parliamo di bacino, di Asu, e parliamo di
attività, ma parliamo di persone, di esseri umani, e quindi io
pregherei, chiedo al Presidente l'ammissibilità di ammettere questo
subemendamento che spero di avere spiegato nelle ragioni più
profonde, che ne hanno determinato la scrittura a modifica appunto
dell'articolo 78R in discussione in atto.
Lo facciamo distribuire, per favore? Presidente, si può
distribuire l'emendamento?
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, lei, ovviamente, lo può
presentare, sa l'affetto che ho nei suoi confronti, ma con questo
affetto io lo devo dichiarare inammissibile. Nel senso che, stiamo
facendo una norma che riguarda una specifica categoria di precari,
giuridicamente diversa da altre.
Quando lei, poco fa, mi cercava ed io ero al telefono, ero al
telefono col Presidente della Regione e il Presidente della Regione
mi diceva che, assolutamente, dovrà farsi carico dei problemi di
tutti tanto da volerne - ora, Presidente mi scusi se sto dicendo
quello che lei mi ha detto al telefono, ma - che dovrà farsi carico
di una negoziazione, col Governo nazionale, per tutti.
Però, questa occasione sono soltanto i PIP. Non ci possiamo
inserire altro, perché saremmo costretti a renderlo inammissibile.
Io ho fiducia che il Presidente inizierà questa negoziazione col
Governo nazionale, appena ci sarà perché ad oggi non c'è, perché è
un interesse di tutta la Sicilia risolvere questi problemi.
LO CURTO. Io comprendo la ragione per la quale lei, Presidente,
dichiara inammissibile il mio emendamento.
PRESIDENTE. Con dispiacere.
LO CURTO. Con dispiacere, lo colgo e colgo il suo dispiacere così
come colgo la costernazione nel volto del nostro Presidente
Musumeci che certamente, come dire, nell'avere ereditato questa
pesante realtà, sa comunque che, prima o poi, una risposta va data
e bisogna farsene carico. Allora, non presento neanche un ordine
del giorno, Presidente, perché ho tale e tanta stima, veramente
profonda, del suo impegno umano e morale a sostegno degli ultimi, e
tra gli ultimi c'è anche questa categoria di sussidiati lavoratori
che, però, sono persone a cui dobbiamo dare una risposta. Capisco
che è inammissibile. Per non compromettere nemmeno la vicenda dei
PIP, che merita il dovuto rispetto - quindi non insisto, perché non
dobbiamo fare una guerra, poi, tra poveri, anzi dobbiamo dare
dignità alle persone - allora, affido a lei l'impegno che,
certamente, lei saprà portare avanti innanzitutto di negoziare con
lo Stato, e col Governo nazionale, una posizione di salvaguardia
per questi lavoratori, ancorché non contrattualizzati ma certamente
utilmente collocati nelle pubbliche amministrazioni e negli enti a
noi collegati, signor Presidente, e so che lei troverà la forma, la
dignità e anche l'impegno per dare sostanza a quelle cose che,
adesso, abbiamo detto.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi questa norma,
ovviamente, è una norma che già da tempo si discuteva, e sulla sua
impostazione a lungo si è discusso perché, evidentemente, la
fattispecie di questi soggetti, che noi chiamiamo ex PIP, ma che in
realtà hanno una lunga storia, trentennale presso la città di
Palermo, erano stati per lungo tempo utilizzati dal Comune di
Palermo, attraverso una società il cui nome era SPO che li gestiva
in termini di contratto.
Quando, nel 2008, la regione fece transitare il bacino per intero
attraverso una norma di legge, dentro l'alveo regionale, ovviamente
non era questo il loro posizionamento. Furono inseriti in una
società, come ricordava l'onorevole Cracolici, la Social
Trinacria durante la quale esistenza, i soggetti in questione
godevano di un contratto di lavoro a tutti gli effetti, ed ecco
perché, oggi, si ripropone il tema di dare, a questi lavoratori -
perché così sono, lavoratori - una veste, effettivamente, giuridica
di quello che, poi, di fatto fanno. Perché, è pur vero che oggi
sono utilizzati, presso le amministrazioni e presso enti vari,
statali, regionali, ma c'è anche da dire che in passato il loro
ruolo è stato quello di lavoratori, quindi, hanno goduto di quelli
che sono gli istituti previdenziali di un lavoratore: diritti di
malattia, diritti di ferie, diritti di legge 104, cioè i diritti di
un lavoratore.
Quando, purtroppo, durante i cinque anni del Governo scorso, la
scelta signor Presidente non riesco a sentire neanche la mia
voce, chiedo scusa, ma non riesco a sentire neanche me stessa
PRESIDENTE. Per favore onorevoli Figuccia, Foti, Cracolici, per
favore Grazie. Milazzo è inutile che lo dico, ovviamente.
CARONIA. Abbiamo perso le speranze. Quando, durante i cinque anni
scorsi, il Governo Crocetta ha deciso di fare marcia indietro
rispetto a quello che era l'utilizzo o meglio l'impiego di soggetti
che non sono più stati dei lavoratori ma sono stati impiegati
presso le amministrazioni e presso gli enti pubblici è chiaro che a
questi soggetti sono venuti meno una serie di istituti
previdenziali, ma anche la possibilità di potere, come dire, dare
contezza ad un percorso personale di vita perché nel momento in cui
non hai uno stipendio e, quindi, non sei destinatario di un
contratto di lavoro, perdi la tua visione di lavoratore, non sei
più un lavoratore, lo dice la parola stessa.
Credo che questa norma è un tentativo che stiamo facendo, ciascuno
con la propria onestà intellettuale, per dare seguito ad un
percorso che, comunque, dopo trent'anni credo che sia doveroso e
qualunque Governo di buon senso, noi lo siamo, non può che porsi,
così come abbiamo fatto, in maniera assolutamente laica, davanti
alle associazioni sindacali, davanti alle varie parti sociali che
hanno rappresentato le problematiche, cercando di individuare un
percorso. L'assessore più volte si è detta disponibile a trovare
delle soluzioni varie che non fossero strettamente soltanto legate
alla Resais, abbiamo valutato varie ipotesi, oggi arriviamo a
questa: è un'ipotesi. E' chiaro che il Governo di questa Regione si
sta assumendo anche il compito e l'onere in buona coscienza di
volere sostenere un percorso.
E' chiaro che i problemi che verranno lungo la strada li
affronteremo al meglio, cercando di dare le motivazioni quanto più
compiute rispetto ad un percorso che, al di là di tutto, ha anche
un suo valore sociale perché, signor Presidente, dobbiamo anche
dire che in questi anni in cui i lavoratori hanno prestato la loro
attività all'interno della CUC, qualcuno ricordava la CUC, ma posso
anche dire presso dipartimenti, presso le direzioni, presso
addirittura a dei tribunali, presso le caserme, cioè noi abbiamo
dato forza lavoro a soggetti, abbiamo dato forza lavoro a degli
enti che ricoprono ruoli importanti nella nostra società.
Quindi, anche questi soggetti si sono riqualificati, perché la
loro presenza accanto ad altri lavoratori che magari avevano avuto
un percorso di vita più semplice, questi lavoratori provengono da
un bacino che si chiama ex Pip perché molti di questi hanno
sbagliato nella loro vita, hanno, purtroppo, compiuto un percorso
di vita che li ha portati a sbagliare, ma si sono reintegrati.
E allora, questo tentativo di reintegro, secondo me, in questi
anni, si è ulteriormente bonificato perché l'avere potuto lavorare
fianco a fianco con un dipendente regionale e avere potuto ottenere
una qualità di vita analoga, secondo me, ha dato, ha reso in
termini sociali qualcosa di estremamente positivo. Bene ora siamo
arrivati ad una soluzione.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, la prego di concludere.
CARONIA. Procedo alla conclusione, soltanto qualche secondo.
Ritengo che questa norma vada perseguita, le problematiche che si
creeranno ovviamente andranno con coscienza affrontate.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Dall'altra, dobbiamo anche comunque dire che, per quello che
diceva l'onorevole Cracolici, noi stiamo comunque nelle more delle
definizioni delle procedure, comunque procediamo con le attività.
Per cui, il sostegno a reddito che viene erogato attraverso il
sussidio che l'Inps dà verrà continuato ad essere erogato per cui
nessun allarmismo non stiamo facendo nulla che interrompa d'amblè
un percorso, stiamo cercando di traguardarlo.
Ritengo che il compito della politica non è soltanto quello di
leggere le carte, ma di operare delle scelte. Questa è una scelta,
la scelta di volere dare una continuità, una continuità ad un
percorso che finalmente dovrà trovare fine perché è impensabile che
trent'anni di formazione non abbiamo prodotto nulla. Credo che
qualcosa abbiamo prodotto.
Per quello che sarà la parte, invece, ci sono degli aspetti che
abbiamo, insieme ad alcuni colleghi, abbiamo in qualche modo
stigmatizzato, saranno poi oggetto del prossimo emendamento che
verrà distribuito, perché, per voler essere assolutamente certi che
l'articolo ricomprenda tutti coloro i quali fanno parte di questo
bacino, noi ci siamo limitati a dare un'indicazione che riguarda i
soggetti utilizzati nel bacino, chiamandoli così come si chiamano:
emergenza Palermo, ex PIP.
Comprendendoli tutti, senza nessuno escludere, abbiamo dato una
versione che, peraltro, in qualche modo corregge anche la
possibilità che sia soltanto l'assessore a dover stabilire la
possibilità di coloro i quali volessero rientrare di farlo da soli
o condivisa con la Giunta.
Noi crediamo che sia la Giunta, su indicazione dell'assessore,
stabilire quali siano questi criteri e, perché no, anche che lo
faccia col conforto della commissione parlamentare che possa in
qualche modo supportare il lavoro.
Ultimo aspetto. Ovviamente, una notazione: non si parla di una
dotazione organica perché, purtroppo, non stiamo parlando di un
bacino di lavoratori per cui questa è un'improprietà.
La dotazione organica non è un termine che può essere lasciato
così perché bisogna parlare di un elenco.
Ad oggi parliamo di un elenco di sussidiati che, mi auguro, con
questo articolo possano diventare nel futuro dei lavoratori, dando
onestà e dando un percorso di dignità a queste tremila famiglie
che, in qualche modo, oggi stanno aspettando una risposta da questo
Governo il quale sta dando grande prova di coraggio e di capacità
di voler fare.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, l'argomento è serio ed abbastanza
pesante. Parliamo di 2.500 persone, famiglie e questo sicuramente
ci porta ad avere un atteggiamento positivo. L'onorevole Cracolici,
insieme a qualche altro collega del Gruppo, ce le avevano
presentate, anche al nostro interno.
Ci sono preoccupazioni, ci sono timori però non si può perdere
l'occasione di provarci. E lì sicuramente il Governo dovrà, poi,
svolgere un ruolo importante nel difendere la norma che noi stiamo
facendo. Su questo non ci sono dubbi, perché è una norma che dovrà
essere difesa.
Ma io non voglio entrarci più di tanto nel senso che a me sta
benissimo - l'ho detto prima - abbiamo condiviso la
stabilizzazione per gli enti locali e siamo contenti e felici
quando vengono stabilizzati precari storici che sono serviti
solamente al politico di turno per costruire consensi elettorali.
Ma ve lo dice uno che, dopo vent'anni e passa di attività politica,
signor Presidente, non ha mai messo un precario in nessun posto,
come lei sicuramente, e li ha stabilizzati e lei lo sa perché io
l'ho detto più di una volta.
Io appartengo a quel comune capoluogo che non pesa un soldo a
questa Regione per la stabilizzazione dei precari. E gli amici miei
del Movimento Cinque Stelle, che amministrano la città, lo sanno
bene, non hanno trovato un precario, non hanno trovato un precario
perché da sindaco li ho stabilizzati.
In questo Regione siciliana, oggi, abbiamo stabilizzato tanti
precari agli enti locali, ci avviamo anche alla stabilizzazione di
quest'altra parte di precari. Ragusa è a gratis, cioè il nostro
precariato degli enti locali non pesa sulla Regione.
Perché le dico questo, Presidente? Almeno, vi prego, le cose
essenziali. Io gliel'ho detto nel mio primo intervento di apertura
riferito al consorzio di bonifica, vi cerchiamo almeno i soldi per
gli stipendi.
Le stabilizzazioni le abbiamo fatte noi, rimane quel problema che
abbiamo - di cui ho parlato prima - dei contrattisti ex LSU che
rimangono non stabilizzati, poca cosa, cento e più persone. Ma io
sono sicuro che lei se ne interesserà. Abbiamo presentato l'ordine
del giorno, ma almeno gli stipendi.
Siamo contenti che nel resto della Sicilia vengono stabilizzati
migliaia di persone, siamo contenti, non mancherà neanche il nostro
voto, non mancherà neanche il nostro voto, l'opposizione c'è, però
io da ragusano che non pesa in questa grande stabilizzazione,
Presidente le chiedo di garantire almeno le risorse degli stipendi.
Faremo la nostra parte. Sì Presidente lei è il presidente della
Regione, sono sicuro che lei insieme al suo Governo, insieme
all'assessore Bandiera, sicuramente non farà mancare a noi la
possibilità almeno le risorse degli stipendi. Non le diamo in dote
enti locali da stabilizzare, non le portiamo situazioni di migliaia
di persone da stabilizzare, ma almeno gli stipendi.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non
potevo rinunciare a questo intervento, credo lo condivida,
soprattutto in funzione di alcuni aspetti che sono stati ritengo
impropriamente illegittimamente e in maniera strumentale posti
fortunatamente da pochi in quest'Aula. Perché non si può sentir
dire che questa norma era perfettibile perché chiunque avesse
voluto dare un contributo prima in Commissione lavoro, poi in
Commissione bilancio e adesso in Aula, avrebbe potuto farlo in
tutte le sedi che gli competono.
Detto questo, finalmente dopo 17 anni, ormai quasi 18, abbiamo una
possibilità, Presidente dell'Assemblea, Presidente della Regione,
la possibilità è quella di mettere la parola fine ad un atto, ad
una storia di illegittimità e di lavoro nero. Perché questo è
accaduto in questo 18 anni rispetto a questo bacino. Soggetti
impegnati in vari rami dell'amministrazione, soggetti impegnati in
strutture sanitarie, soggetti a cui è demandata tante volte
un'attività a tutela, a garanzia, per salvare vite umane. Perché
questo fanno alcuni di questi operatori impegnati in alcune
strutture ospedaliere e ancora operatori appartenenti al bacino
Emergenza Palermo, dei piani di inserimento professionale, soggetti
impegnati nei servizi essenziali, all'interno dei comuni,
all'interno di diversi dipartimenti dell'amministrazione regionale.
Soggetti che avviano la loro esperienza come dice la stessa parola
Emergenza Palermo, per garantire interventi di inclusione socio-
lavorativa. Soggetti che sono stati per tanti anni pagati con un
sussidio, con una forma di sostegno al reddito fino ad arrivare
persino all'erogazione di un voucher. Sappiate e ritengo che tutti
dovremmo saperlo in quest'Aula, il meccanismo dei voucher è un
meccanismo che in questo Paese ci siamo lasciati.
E allora, come si può pensare di continuare ad erogare un mero
sussidio, un mero voucher a soggetti la cui attività è
regolamentata e disciplinata giorno dopo giorno con un impegno
orario di cinque ore giornaliere fino ad arrivare a trenta ore
settimanale.
Ci sono questo 2.500 soggetti circa che ogni giorno, giorno dopo
giorno, vanno sul posto di lavoro garantendo servizi essenziali e a
fine mese gli si dà un sussidio. Come se si stesse sostenendo una
famiglia che ha avuto occasionalmente una questione di disagio
sociale.
Ho lavorato tanti anni ai servizi sociali. L'assistenza economica
straordinaria si chiamava. Si dava ad una famiglia che aveva in
quel momento, perso il lavoro, che era afflitta da una questione
sanitaria ma non, certamente, ad un soggetto che, ormai, è legato
da un rapporto di lavoro all'interno di una Pubblica
Amministrazione.
La verità è che, oggi, ci sono tutti gli indicatori perché si
parli di lavoro subordinato. La verità è che le amministrazioni
regionali avrebbero dovuto ricevere una condanna dalla Corte di
giustizia europea, perché hanno continuato a porre in essere forme
di lavoro nero in Sicilia, legittimate dallo Stato.
Ritengo che, finalmente, questo Governo stia assumendo, in maniera
decisa e con senso di responsabilità, una scelta che è quella di
rompere con il passato, di rompere le catene che tengono questi
soggetti vittime di una condizione che li sottopone a ricatti, a
precarietà, anno dopo anno.
Si pone fine, finalmente, a questa vicenda, lo si fa, non con
un'assunzione, una stabilizzazione in termini generali ma,
attraverso un transito e, quindi, un passaggio graduale, un
transito in Resais che prevede contestualmente un sistema di
accompagnamento, attraverso l'erogazione, ancora, del sostegno al
reddito fino a quella fase.
Dopodiché, dico ai colleghi del Movimento Cinque Stelle, che
vorrebbero dare questo reddito di cittadinanza a tutti, intanto,
proviamo, a garantire ed a tutelare quei soggetti che da 20 anni
prestano la loro opera lavorativa, per il resto, ci troveremo
d'accordo rispetto a tutte quelle forme di sostegno purché siano
inquadrate in una logica di inclusione da una parte, ma di sviluppo
e di produttività dall'altra.
Questo è il principio ispiratore di questa norma e, con questo
auspicio, il Governo e la maggioranza di questo Parlamento salutano
una norma che, finalmente, davvero, onorevole Presidente della
Regione, potrà rompere queste catene.
Un grazie, quindi, da parte mia, da parte di questa maggioranza,
al Presidente della Regione, al Governo regionale perché credo che
stiamo compiendo un atto di grande responsabilità.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono
avvicinata al banco della Presidenza, mentre parlava l'onorevole Lo
Curto, per chiederle di apporre la mia firma all'emendamento che
l'onorevole stava presentando, che, però, lei ha dichiarato
inammissibile.
E, chiaramente, qui, non sono per fare polemica, anzi è importante
che si possa trovare un percorso che sia salutare e sano, anche
per, come è stato fatto in Commissione, per questi precari, i PIP,
ma è pure vero che è innegabile sottolineare che questo ha attivato
una guerra tra poveri. E che, ognuno di noi, con la propria
sensibilità, sente forte l'esigenza di dire, fuori, a chi è rimasto
escluso da questa soluzione giuridica che, oggi, stiamo affrontando
per alcuni precari che, anche per loro, un percorso di dignità deve
essere trovato.
A me, però, sono rimaste impresse le parole del presidente
Musumeci che, l'altra sera, ha detto a quest'Aula che l'impegno del
suo Governo non è quello di assicurare un posto di lavoro ma, è
quello di assicurare un lavoro.
E c'è una bella differenza. Dare un posto di lavoro che sia
produttivo, che sia utile è diverso che assicurare un posto e,
quindi, uno stipendio perché, mentre chi vuole assicurare un
reddito a prescindere ci sono, in questa nostra Terra, tanti
siciliani che danno un servizio ai siciliani e che non hanno
tutelato il loro lavoro.
Ha parlato l'onorevole Lo Curto degli ASU, nelle nostre Province
molti musei sono aperti e molti luoghi di culto sono assicurati
alla fruizione turistica, proprio grazie al loro lavoro prezioso, e
non hanno la dignità e la serenità nel loro percorso lavorativo.
E' chiaro a tutti noi il problema che hanno e che vivono gli ex
sportellisti. E anche lì non bisogna cercare una tutela del posto
di lavoro, ma bisogna assicurare alla Sicilia la possibilità di
mettere a frutto quelle professionalità che la Regione siciliana ha
formato e che adesso si vede, invece, priva proprio degli
orientatori. Non abbiamo più sportellisti multifunzionali che
servono per le politiche attive del lavoro.
Quindi, immagino che lo stesso percorso dell'emendamento
dell'onorevole Lo Curto, che è stato dichiarato inammissibile,
nonostante avesse individuato la copertura finanziaria, temo possa
trovarlo anche quello degli ex sportellisti che assicurerebbero un
percorso anche nella formazione e nelle politiche attive del
lavoro.
Allora, chiedo con umiltà, ma con determinazione, che
quest'Assemblea si preoccupi, così come ha detto il presidente
Musumeci, di tutelare il lavoro e, quindi, di assicurare la dignità
a quei siciliani, ovunque siano residenti, che svolgano in Sicilia
un lavoro assolutamente utile ed indispensabile e che se oggi, in
questa sede, in questa legge di stabilità, non stanno trovando
rassicurazioni ed un percorso giuridico di stabilità, possano in
futuro trovarlo con l'impegno appunto del governo Musumeci.
MILAZZO. Fai l'emendamento, salvifico per tutti, e occupati delle
tue cose
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, basta Non è possibile Onorevole
Savarino, la prego, vada a sedere.
SAVARINO. Presidente, tenga a bada l'onorevole Milazzo.
PRESIDENTE. Ho già rimproverato l'onorevole Milazzo.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà domani,
lunedì 30 aprile 2018, alle ore 10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.37 di domenica 29 aprile 2018, è
ripresa
alle ore 10.01 di lunedì 30 aprile 2018)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino i deputati,
il Governo è presente, siccome dobbiamo iniziare con le votazioni,
sarebbe il caso di rinviare di un quarto d'ora, non di più, perché
entro oggi, come voi sapete, la Finanziaria' deve essere chiusa.
Io spero vivamente di non arrivare alle ore 22.00, ma potere
chiudere comodamente nel pomeriggio e poi andarci a riposare un po'
tutti. Per cui, spero che entro un quarto d'ora possano esserci
tutti i colleghi e riprendere i lavori.
Pertanto, sospendo la seduta per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.02 è ripresa alle ore 10.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa direttamente alla votazione dell'emendamento
78.R, che sostituisce l'articolo 78. Sono stati presentati due
emendamenti, però entrambi sono inammissibili. Poi, se i
presentatori ne vogliono spiegata la motivazione lo facciamo,
perché qua non li vedo. Invece, nel testo dell'emendamento 78.R
dovete considerare due modifiche di tipo assolutamente linguistico:
al comma 7 dove dice fermo restando la dotazione organica ,
bisogna chiamarla la consistenza numerica e non dotazione
organica , ma la sostanza è la stessa; e sempre al comma 7
all'ultimo rigo, dove dice posti vacanti nella stessa dotazione
organica , bisogna mettere nel medesimo elenco .
Con queste due piccole modifiche, pongo in votazione l'emendamento
78.R, a firma della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
CIANCIO. Dichiaro il voto contrario del Movimento Cinque Stelle.
PRESIDENTE. Voto contrario, va bene. Ve l'ho fatto approvare senza
interventi dell'onorevole Milazzo, dovreste essere tutti contenti.
Onorevole Figuccia, prenda posto, così andiamo avanti.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Sull'ordine dei lavori
TANCREDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, mi spiace molto che si sia votato
immediatamente questo articolo che ieri aveva sottoposto l'Aula ad
una discussione molto articolata e c'erano anche una serie di
interventi che non si sono potuti espletare perché la seduta è
stata interrotta, perché a parere mio potevano dare un percorso
diverso a tutta la trattazione.
Credo che questa modalità di chiudere gli articoli in maniera così
perentoria non aiuti la serenità dell'Aula nell'attività
parlamentare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi. Ieri si è dibattuto sin
troppo su questo articolo e siccome noi, come sapete, entro oggi,
dobbiamo varare la Finanziaria' perché non si va oltre mezzanotte,
entro la giornata di oggi che è il giorno 30, ultimo giorno utile
per varare la Finanziaria' e questa Presidenza pretende - perché
altrimenti ne va di mezzo l'esistenza stessa di quest'Assemblea -
che entro giorno 30, così come previsto dalla legge, si chiude la
Finanziaria'.
Onorevoli colleghi, è ovvio che se le condizioni di serenità ci
sono per finire oggi la chiuderemo con serenità, diversamente il
Presidente sarà costretto - vi prego di credermi, non lo faccio con
piacere - ad interrompere o comunque a velocizzare perché, entro
oggi, la legge dice che deve essere varata la Finanziaria',
diversamente verrà sciolta quest'Assemblea.
Io sono il Presidente di quest'Assemblea è farò di tutto perché
non venga sciolta, quindi, chiedo scusa sin da ora, se laddove ci
saranno troppi interventi, ad un certo punto, non darò la parola
però non possiamo rischiare ad andare oltre la giornata di oggi,
per cui vi prego di scusarmi se dovrò fare qualche intervento
magari un po' troppo brusco.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Riprende l'esame del disegno di legge n. 231/A
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati dalla Commissione
due emendamenti Comm.1 e il Comm.2. Il Comm.1 riunisce gli articoli
dal 45
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Sull'ordine dei lavori
ARANCIO. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, convengo con lei
che bisogna chiudere la Finanziaria' però le chiedo con tanta
gentilezza che all'articolo 78 era allegato un subemendamento che
riguardava un bacino, che abbiamo sempre trattato storicamente
assieme ai PIP, che riguardava un'area geografica della Sicilia
centrale, la provincia di Caltanissetta e la provincia di Enna, che
praticamente tutte le tappe, ferie e malattie sono state date ai
PIP, ferie e malattie sono state date agli RME. C'è stato un
riconoscimento di diritti che è stato sempre fatto in maniera
parallela, quindi mi fa sentire in una situazione di stranezza che
questa volta i loro destini vengano disgiunti.
Signor Presidente, non mi piacerebbe pensare che questo Parlamento
fosse Palermocentrico e si scordasse che questo bacino è stato
creato proprio per le provincie più povere della Sicilia che sono
le province di Caltanissetta e di Enna.
Io le chiedo, gentilmente, di rivedere questa situazione perché
c'è una equivalenza e non sarebbe corretto nei confronti di questi
lavoratori che sono stati sempre considerati in aree differenti
però nello stesso bacino. Quindi, le chiedo di rivedere la
situazione e di rimettere in votazione questo subemendamento che
farebbe giustizia.
PRESIDENTE. Onorevole Arancio, intanto la ringrazio. Comprendo
perfettamente la sua obiezione ma, ieri, sono stati presentati una
serie di emendamenti per tante categorie e siamo stati costretti a
considerarli tutti inammissibili perché il bacino diventava enorme
e, quindi, non eravamo più nelle condizioni di continuare a
proporre questa legge.
Ovviamente, sempre pronto a rivedere queste cose in altre
occasioni, quando volete ma, ieri, non era possibile farlo. Questi
emendamenti che erano stati presentati sulle altre categorie di
disagiati erano tutti inammissibili.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Riprende l'esame del disegno di legge n. 231/A
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo venendo
ora a conoscenza della presenza di queste due riscritture, Comm.1
PRESIDENTE. Erano stati distribuiti ieri.
ZAFARANA. a conoscenza nel senso che il testo lo sto potendo
leggere ora. E il Comm.2. Uno che comprende tutta la seconda parte
del testo della Finanziaria' attualmente in discussione, però vedo
che dentro sono ritornate anche norme che erano state stralciate
dalla Presidenza, per esempio
PRESIDENTE. Assolutamente no.
ZAFARANA. Faccio qualche esempio. Andiamo a verificare. Promozione
vino sui mercati dei Paesi terzi; agenzia comunale per il
risanamento e la riqualificazione urbana della città di Messina.
Questi erano stati tutti quanti stralciati. E, poi nel Comm.2
abbiamo invece la riscrittura
PRESIDENTE. Mi scusi, per risponderle. Non c'è niente che sia
stato stralciato. Per alcuni articoli la Commissione, aveva chiesto
una riscrittura, quindi, li aveva temporaneamente stralciati in
attesa della riscrittura. E questa è la riscrittura. C'è una
lettera
ZAFARANA. Signor Presidente, prendo atto che c'è da parte della
Commissione questo documento in cui ci sono alcuni degli argomenti
che erano stati tolti di mezzo.
PRESIDENTE. C'è una lettera della Commissione Bilancio' a tutti
ZAFARANA. Sì l'ho letta perfettamente Il secondo punto della
lettera...
PRESIDENTE. con cui alcuni articoli vengono stralciati in attesa
di riscrittura. Questa è la riscrittura. Garantisco che non c'è
nulla di nuovo rispetto a quello che è stato già presentato. Me ne
faccio garante come Presidente.
ZAFARANA. E poi nel Comm.2 ci sono tutti quegli articoli che erano
stati per il momento accantonati in attesa di un nuovo
inquadramento poiché a valere su Fondi comunitari, quindi anche sul
POC e mi chiedo come. Mi chiedo, e chiedo anche al Governo, come si
possano prevedere interventi sul POC che è un Piano operativo di
completamento quando andiamo a prevedere anche interventi di nuovi
avvio con bandi e gare. Poi, su questo, entreremo nel merito. Fermo
restando questo, non entro nel merito.
Chiedo, signor Presidente, se è possibile - anzi no, se è
possibile, deve essere possibile - per noi di poter innanzitutto
far valere gli emendamenti al testo per questo testo, di poter
subemendare. Pertanto, chiedo di poter avere un tempo congruo per
potere subemendare, entrare nel merito, magari riprendere dopo
pranzo per fare un lavoro come si deve. La ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, intanto le rispondo sul problema
della programmazione. E' stata inserita in un unico articolo
proprio perché è stato fatto un articolo di indirizzo. E' stato
fatto appositamente, su richiesta della Presidenza dell'Assemblea,
proprio perché non potevamo intervenire su Fondi extra regionali,
quindi li abbiamo messi tutti insieme. Ma si tratta di un indirizzo
cioè di una richiesta programmatica, non certo di una richiesta di
spesa.
Onorevole Zafarana, mi dispiace che lei non ricordi. Ma quando
ieri ho annunziato che ci sarebbero stati questi emendamenti mi è
stato chiesto il tempo per vederli. Li abbiamo consegnati ieri ed
abbiamo evitato di farli ieri perché tutti avessero quasi mezza
giornata, compreso oggi
LUPO. Non è vero
ZAFARANA. Siamo in due a dirlo
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, le garantisco che sono stati
consegnati ieri. Quello della programmazione forse è nuovo. L'altro
è stato materialmente consegnato ieri. Per cui il tempo c'è stato.
Onorevole Zafarana, forse lei non vuole concludere questa
Finanziaria'.
ZAFARANA. Io la voglio concludere nel migliore dei modi.
PRESIDENTE. Io la devo concludere Chiedo agli uffici. Quando è
stato consegnato il testo? Il Comm.1 è stato distribuito ieri
pomeriggio.
SIRAGUSA. Non è vero
ZITO. Li abbiamo avuti solo ora.
PASQUA. Non è vero. Stiamo scherzando
PRESIDENTE. Mi correggo, tutti e due sono stati distribuiti ieri
pomeriggio. Ora sono stati ridistribuiti. Posso andare a vedere il
verbale.
Ovviamente, onorevole Zafarana, per gli emendamenti basta chiedere
che vengano considerati validi e, ovviamente, tutti quelli che
erano stati presentati rimangono validi.
ZAFARANA. E altri.
PRESIDENTE. Altri a questo non credo che se ne possano presentare,
ma quelli che ci sono ci sono.
ZAFARANA. Si possono fare
PRESIDENTE. Quelli che ci sono, ci sono. Se li considerate validi
basta dirlo. Siccome io non voglio in alcuna maniera esasperare i
rapporti tra di noi, prima di dare la parola all'onorevole Lupo, ho
sentito anche il Presidente della Regione che, in questo momento, è
pure impegnato, per cui arriverà tra mezz'ora. Dopo l'intervento
dell'onorevole Lupo interrompo mezz'ora per dare modo di leggere
questi emendamenti che, però, vi garantisco, di fatto, sono quelli
che erano riportati in un unico articolo. Non c'è nulla di nuovo.
ZAFARANA. Sì, ho capito, Presidente. Lei ci deve dare la
possibilità di applicare il Regolamento e lavorare serenamente.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, prima di entrare nel vivo della
discussione della legge di stabilità, volevo chiederle, se lo
ritiene, di fare osservare all'Aula, quindi, di ricordare insieme
Pio La Torre e Rosario Di Salvo, barbaramente uccisi dalla mafia
trentasei anni fa. Pio La Torre, è stato un deputato dell'Assemblea
regionale siciliana, penso che sia questo un sentimento comune.
PRESIDENTE. Mi considero colpevole per non averlo fatto io e la
ringrazio molto.
Facciamo un minuto di raccoglimento in memoria dell'onorevole Pio
La Torre che è stato deputato di questo Parlamento.
(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Riprende l'esame del disegno di legge n. 231/A
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, solo perché resti a verbale la mia
preoccupazione per la scelta che è stata operata. Mi rendo conto
che i tempi della Finanziaria' siano stretti e vadano rispettati,
sono tempi che mordono l'attività che stiamo costruendo in
quest'Aula, ma l'idea di andare a discutere o a votare un
maxiemendamento dentro il quale sono compresi i Fondi per il
terremoto di Messina e per il ripopolamento del coniglio selvatico
pone qualche problema di coerenza dal punto di vista della logica e
dell'intervento sulla materia. Anche per questo le chiederei di
poter votare per parti separate, comma per comma, i commi che
compongono l'articolo che è stato presentato all'esame dell'Aula.
PRESIDENTE. Di quale parla, onorevole Fava? Quello della
programmazione o l'altro?
FAVA. Sicuramente il secondo, quello che ha accorpato tutti gli
articoli dal 45 in poi. In modo che si possa avere un voto che
possa distinguere il destino dei conigli selvatici da quello dei
baraccati di Messina.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, la proposta è ovviamente accoglibile
se passa. Quando lei chiederà di votare per parti separate, al
momento del voto, l'Aula lo considererà.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, le assicuro che ho avuto questa
mattina, dieci minuti fa, questo foglio. Mi faccia continuare, per
favore, non voglio entrare in polemica.
PRESIDENTE. Mi deve credere, lo ha riavuto.
SIRAGUSA. Sicuramente, è stato scritto ieri, nessuno lo mette in
dubbio. Ma scritto ieri non significa distribuito ai parlamentari
ieri. Significa che è stato scritto ieri e messo da qualche altra
parte e distribuito oggi. Ma andiamo oltre.
Le chiedo che tutti gli emendamenti presentati dal Movimento
Cinque Stelle agli articoli che sono inseriti in questo Comm.1
vengano riconsiderati e valutati anche nell'analisi del Comm.1 in
questione e anch'io mi unisco alla richiesta dell'onorevole Fava di
votare per parti separate l'emendamento Comm.2. Questo è quanto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Siragusa. Se non ci sono altri
interventi diamo quel breve periodo che è stato richiesto perché
tutti possiate vedere e perché ci possiate dire quali sono gli
emendamenti che rimangono validi al nuovo testo e ci aggiorniamo
alle ore 11.15.
(La seduta, sospesa alle ore 10.51, è ripresa alle ore 11.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in riferimento agli emendamenti
già presentati, basta che ci dite, passo passo, che sono quelli che
esistono già, ma emendamenti nuovi non se ne possono presentare.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, volevo chiederle se ci può rassicurare
sul fatto che magari, man mano che affrontiamo gli articoli, li
possiamo eventualmente presentare e non dobbiamo presentarli tutto
adesso.
PRESIDENTE. Voi ci dovete dire quali sono quelli da recuperare.
Nel senso che gli emendamenti che erano stati presentati agli
articoli, oggi sono emendamenti al comma. Ma non cambia niente,
perché i commi sono esattamente quelli che erano gli articoli.
CIANCIO. E se ci sono nuovi subemendamenti?
PRESIDENTE. Man mano che andiamo avanti, basta che qualcuno di voi
si alzi e dice che valgono gli emendamenti presentati.
CIANCIO. Quelli presentati al testo originale. Ma se ci sono nuovi
subemendamenti, li possiamo presentare al maxiemendamento?
PRESIDENTE. Nuovi emendamenti veramente non si potrebbero
presentare, onorevole Ciancio, però onestamente io sarei d'accordo.
Nel senso che la regola dice che sugli emendamenti presentati
durante il corso del dibattito si possono presentare dei
subemendamenti, ma siccome quelli come emendamenti non esistono
più, dovrebbero essere emendamenti a questo testo.
Io credo che, visto e considerato che è stato fatto il
maxiemendamento, sarebbe una forzatura, per cui lo consentiamo.
Diamo per scontato che si possono presentare emendamenti che
riguardino di fatto, però, il testo.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo tempo è
servito per potere leggere più approfonditamente il testo arrivato
stamattina.
Allora, per esempio, io vedo l'articolo 61 Contributo
straordinario al libero Consorzio di Caltanissetta , che nella nota
distribuita da questa Presidenza era stato stralciato poiché nella
formulazione precedente - io ho il testo precedente - l'articolo
61, disposizione stralciata dalla Presidenza nella seduta dell'Aula
n. 39 etc , era stato stralciato poiché prevedeva un contributo
diretto a soggetti privati.
Ora, al netto del fatto che ha avuto una riscrittura, però mi pare
che qui stiamo introducendo un concetto per cui un articolo - è un
precedente interessante - stralciato, quindi morto per quest'Aula,
riscritto può rivivere.
Io mi farei qualche domanda in questo momento sull'articolo 61
riscritto che può rivivere e allora riscriviamo tutto, cioè diamo
la stessa opportunità a tutti.
Chiaramente non vi è da parte nostra questa volontà, però la
Commissione deve comprendere che c'è un indirizzo, c'è un
regolamento, c'è un modo di fare su cui siamo tutti quanti
concordi.
PRESIDENTE. E viene rispettato al 100 per cento.
ZAFARANA. Gli emendamenti a una riscrittura per quanto mi
riguarda, e per quello che conosco il regolamento, possono essere
presentati. E non soltanto sul 61, signor Presidente, li voglio
elencare, sono ritornati, come la peperonata che viene pesante e
ritorna, si ripresenta: il 61, 66, 67, 68, 79 e 89 riscritto.
Al netto del fatto che poi andando ad analizzare bene la nota che
la Presidenza ha diramato, alcuni articoli che dovevano confluire
nella riscrittura COMM2, e cioè quella che ha copertura, perché io
ho dubbi sulla copertura, sul POC - pertanto poi chiederò nel
merito - ma di questi alcuni dovevano andare nel COMM2 e invece
sono ritornati nel COMM1. Faccio l'esempio: il 68 che doveva andare
nel COMM2 è tornato nel COMM1.
Voglio un chiarimento su questo, magari non da lei ma dalla
Commissione perché sono testi che sono fuoriusciti dalla
Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana le leggo le comunicazioni che io ho
fatto in quest'Aula il 24 aprile.
ZAFARANA. Le ho già letto, signor Presidente, ma non sono state
rispettate dalla Commissione
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, lei ha parlato ed io l'ho
ascoltata mi ascolti adesso.
Il giorno 24 io ho comunicato, è nei verbali: Comunico che questa
Presidenza ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento interno etc. ..
ha espunto alcune . dal testo le disposizioni che seguono. Poi
andando avanti gli articoli . l'articolo 88 in quanto materia etc.
gli articoli 1 comma 5 etc.; l'articolo 61 in quanto prevede un
contributo al destinatario di natura privata, specificatamente
individuato, può essere preso in considerazione per eventuali
riscrittura ad opera della Commissione volte a superare possibili
censure di incostituzionalità - spero che lo stia leggendo pure lei
- ora è stato riscritto, se la riscrittura supera i problemi di
incostituzionalità lo possiamo approvare.
Noi abbiamo assolutamente rispettato tutte le indicazioni che il
Presidente aveva dato e vi posso garantire che non c'è nulla di
nuovo.
Se volessimo andare a Regolamento, così come lei lo richiede, non
potremmo accettare gli emendamenti.
Il Presidente sta dicendo che il Regolamento è chiarissimo e in
corso di votazione non si possono presentare emendamenti se non sub
emendamenti agli emendamenti già presentati.
Io credo di impegnarmi al massimo per cercare di essere equo e di
dare a tutti i deputati la possibilità di esprimersi e di valutare
le proprie proposte ma le garantisco - per cui non lo voglio
sentire dire più - in questo COMM1 e COMM2 ci sono soltanto le cose
che erano già previste, ce ne sono un paio, due o tre che erano
state stralciate in attesa di riscrittura, c'è la riscrittura e
sono state messe dentro.
Non c'è niente che sia arrivato di nuovo o niente che, essendo
stato stralciato in modo definitivo sia stato recuperato. Ripeto,
invece, a favore dei deputati, sto dando la possibilità di
presentare emendamenti che il Regolamento non prevedrebbe di
presentare.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, condivido con lei l'utilità e
l'opportunità di considerare trasferiti al comma 1 e 2 gli
emendamenti già nel fascicolo in corrispondenza dei singoli
articoli. Dopo di che siccome ci sono anche riscritture è normale
che rispetto alle riscritture si possono presentare anche
emendamenti nuovi.
PRESIDENTE. Mi sembra logico, ed infatti l'ho già consentito.
LUPO. In particolare, comunque, con riferimento all'articolo 61,
ma in generale, le riscritture devono rispondere alle prescrizioni
che lei ha dato con la comunicazione di stralcio. Faccio un esempio
dell'articolo 61. Se è stato stralciato l'articolo 61 in quanto,
come lei leggeva, prevede un contributo a un destinatario di natura
privata, non è che la riscrittura può affidare le somme al Libero
Consorzio - in questo caso di Caltanissetta - mantenendo non solo
l'attribuzione al soggetto privato ma incorrendo perfino in un
altro difetto di costituzionalità. Cioè vincolando l'attribuzione
al Libero Consorzio di Caltanissetta che, a sua volta, è obbligato
a conferire il contributo al privato. Qui è lesione dell'autonomia
del Libero Consorzio. Lo cito ad esempio
PRESIDENTE. Noi abbiamo accettato le riscritture. Ora, man mano
che le affrontiamo, lei faccia le sue obiezioni e ovviamente ne
parliamo.
LUPO. Le riscritture devono rispondere a ciò che lei ha chiesto si
facesse. Se invece la riscrittura addirittura aggrava il problema
non è accoglibile, in base allo stesso principio che lei ha
annunciato. Non ho avuto tempo di esaminare tutto ma almeno sulle
regole di fondo diamoci un criterio condiviso.
PRESIDENTE. Essendoci una riscrittura lo abbiamo ripresentato. Se
poi, nel momento in cui lo apprezziamo, varranno le obiezioni di
cui sta parlando, lo considereremo inammissibile dopo. Però,
intanto, quello che volevo e che mi preme chiarire, è che il comma
1 e il comma 2 risultano totalmente costituiti dalle cose che erano
già presenti in questa finanziaria. Niente di nuovo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, volevo soltanto ricordare una cosa al
Governo in ordine al tema dei lavoratori del Consorzio di bonifica,
per cui dobbiamo certamente trovare come inserire una norma
abrogativa che vietava il reinserimento nel mondo del lavoro di
quei braccianti che avevano un contenzioso in corso.
Dicevo, dobbiamo trovare come inserire un emendamento che abroga
la norma che vietava ai lavoratori dei Consorzi di bonifica di
essere riammessi in servizio se avevano un contenzioso in corso.
Questo è un emendamento che noi abbiamo presentato e credo che, in
questa fase di confusione, è presentato e adesso lo faccio avere
alla Presidenza.
Signor Presidente Miccichè, le volevo dire questo. L'articolo 111
tratta norme in materia di Garante regionale delle persone con
disabilità. Si vuole praticamente, con questo articolo, far sì che
il Garante regionale delle persone con disabilità abbia una sorta
di coinvolgimento con il Garante per la tutela dei diritti
fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale. Sono
due cose, Presidente Miccichè, completamente diverse. C'è un
piccolo capitolo attorno al garante delle disabilità che ha un suo
valore se resta indicato soltanto per il garante delle disabilità.
Mettere assieme detenuti e disabilità, sono due cose completamente
diverse.
PRESIDENTE. E' soltanto un appartamento che viene diviso,
onorevole Di Mauro. Glielo posso spiegare io stesso. È un
appartamento molto grande. Il garante dei detenuti ne utilizzava un
paio di stanze, ce n'erano altre quattro libere, altre due sono
state affidate al garante della disabilità. Sono soltanto
all'interno dello stesso appartamento, restano due cose distinte e
separate.
DI MAURO. Quello che voglio dire all'Assessore Armao è che in
questo momento il tema della disabilità è allocato presso
l'Assessorato della famiglia che lì ha i propri uffici. Qual è il
problema? Perché questa necessità di spostarlo? Chi l'ha chiesto?
ARMAO. Il garante.
DI MAURO. A noi non risulta che l'abbia chiesto. Assessore
Ippolito, l'ha chiesto?
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. La garante per la disabilità ha già la sede presso
l'Assessorato della famiglia e penso che la sede sia pertinente e
idonea. Inoltre, c'è l'articolo che istituisce proprio la figura
con la sede presso il nostro Assessorato, quindi dovrebbe essere
abrogato pure l'articolo. È la figura naturale che dovrebbe e ha
già la sede presso l'Assessorato della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, io intervengo sempre sull'articolo
111.
Assessore Armao, forse potrebbe essere utile questo chiarimento.
Rispetto all'allocazione fisica del garante del disabile che ha una
valutazione semplicemente logistica, credo che ci sia un tema un
po' più delicato.
Poiché sono stata l'estensore di questa legge nel 2009 e scontava
un vulnus questa norma - l'abbiamo fatto insieme - cioè quello di
non avere dotato di economie per il funzionamento la figura del
garante del disabile.
In successione, ricorderà Assessore, che abbiamo anche approvato
la figura del Garante dell'infanzia, al quale invece è stato
destinato un capitolo che, ad oggi, ha una capienza di circa 100
mila euro.
Nel momento in cui noi andiamo a modificare quella norma,
precisamente era un emendamento che io avevo presentato qualora
questo testo fosse stato discusso nella maniera ordinaria, invece
con questa modalità diventa preclusiva, il tema è quello che al
comma 25, articolo 3, di quella legge, del 2017 con la quale si
implementò l'importo, oltre che capitolo 1 bisogna mettere capitolo
2.
In buona sostanza cosa significa? Che le somme a disposizione per
il Garante del disabile e per il Garante dell'infanzia vengono
entrambe messe a disposizione delle due figure dei garanti. Per
cui, è molto più utile adottare questo provvedimento, perché di
fatto dà una disponibilità economica al Garante perché possa
operare, piuttosto che avere un'ulteriore sede di cui,
probabilmente, se ne può fare uso ma non è necessaria.
La sede, peraltro, già c'è. Il problema è di ordine economico,
perché noi dobbiamo anche ricordare che quando il Garante
interviene ovviamente si avvale di attività giuridica, perché va a
verificare diritti non garantiti. Si reca presso i luoghi dove
vengono fatti dei controlli; per cui il senso è dotarla di quella
minima disponibilità economia che per la legge del Garante del
fanciullo noi abbiamo previsto e che erroneamente - se vogliamo
dire così - non fu prevista per il Garante del disabile.
Oggi, il senso è se: distribuiamo questa somma che già esiste, per
cui è a bilancio invariato, non dobbiamo aggiungere un euro, non
dobbiamo aggiungere nulla economicamente; dobbiamo semplicemente
distribuire la somma affinché anche il garante del disabile possa
utilizzarla.
Ritengo che con questo inserimento che però diventa importante,
facciamo una cosa sul serio utile.
Signor Presidente, io ho formulato una richiesta, la sottopongo al
parere del Parlamento, del Governo e anche suo. Il tema di questa
norma, per renderla pregnante rispetto a quello che sia il
significato di tutti, al di là dell'allocazione fisica di dove si
trova, è che possa lavorare.
Questa norma sconta un vulnus. Quando è stato istituito nel 2009,
e sono stato l'estensore e, quindi l'Assessore Armao ricorda con
me, non è stata dotata di somme. Queste somme sono state allocate
soltanto alla seconda figura che nella stessa legge fu istituita
che era il Garante del fanciullo. Se oggi noi inseriamo anche in
quel capitolo, già esistente, per cui non dobbiamo aggiungere somme
che su quei 100 mila euro intervengono sia il Garante del fanciullo
che il Garante del disabile, il Garante del disabile avrà una parte
di somme che potrà utilizzare così come il Garante del fanciullo.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, io non voglio e non posso entrare
nel merito dell'articolo 111 se non cominciamo dal primo. Per cui,
a me queste valutazioni vanno benissimo, però cominciamo ad
apprezzare l'intera scrittura, poi arrivati all'articolo 111,
perché sembra che stiamo saltando tutti gli altri e parliamo solo
del 111.
CARONIA. No, il problema è questo perché chiaramente sopprimere
questo ha un significato diverso.
PRESIDENTE. Però, andiamo con ordine. Arrivati all'articolo 111
affrontiamo l'argomento.
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento COMM.2. Sono stati
presentati degli emendamenti soppressivi di ogni singolo comma.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ne avevamo fatto cenno nella
discussione generale. Il COMM.2 prevede l'utilizzo delle somme del
POC. Il POC è stato impegnato con Delibera di Giunta dell'8
novembre 2016, del 22 novembre 2016.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, questo comma è solo di
indirizzo.
BARBAGALLO. Sì, ma impegna le somme del POC che abbiamo già
impegnato con 3 Delibere di giunta del Governo. Queste somme sono
state approvate dal CIPE, quindi se non c'è l'attestazione del
Ragioniere generale che dice che queste somme sono diverse da
quelle che abbiamo già impegnate noi ci appendiamo sui lampadari,
Presidente, la finanziaria non può continuare
Lo avevo già fatto presente all'Assessore Armao e al Presidente
della Regione. Se il POC è già impegnato non lo possiamo
reimpegnare.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, a cosa si riferisce?
BARBAGALLO. Mi riferisco all'utilizzo che è previsto al comma 2,
per l'impiego, al comma 4, 5, 6, 7 delle somme del POC. Il POC è
già stato impegnato con tre delibere di Giunta, quella dell'8
novembre 2016, quella del 22 novembre 2016 e, da ultimo, con la
delibera 107 del 2017, approvati sostanzialmente due tipi di
interventi, Presidente, ospitalità diffusa e vie di fuga.
Se non c'è l'attestazione del Ragioniere che dice che queste sono
altre somme, non possiamo andare avanti
PRESIDENTE. Assessore Armao, l'onorevole Barbagallo dice che in
una serie di questi commi si prevede un indirizzo di utilizzo di
somme del POC che in realtà risultano già essere impegnate con
delle delibere di Giunta.
Se le somme sono già impegnate è inutile che prevediamo di
programmarle diversamente. E' giusto, onorevole Barbagallo?
BARBAGALLO. Presidente, non si sente nulla
PRESIDENTE. Vi chiedo di fare silenzio. Il problema di acustica
con questi microfoni esiste. Se anche i miei uffici comprendessero
che non riesco a sentire nulla di quello che si dice, chiunque
voglia capire quanto diciamo deve avere la bontà di stare zitto.
E' uno sforzo che chiedo perché non funzionano i microfoni, che
posso fare?
Se abbiamo l'intelligenza, la cortesia di volere ascoltare gli
altri, dobbiamo stare zitti - anche i miei uffici, per l'ennesima
volta Non si capisce nulla Se si devono fare delle discussioni si
chiede al Presidente di sospendere la seduta per pochi minuti per
poi riprendere.
Onorevole Falcone, la prego Non sento una parola di quanto viene
detto Non l'ha sentita prima l'Assessore Armao quando è
intervenuto l'onorevole Barbagallo, così come non l'ha sentita
l'onorevole Barbagallo mentre interveniva l'Assessore Armao.
O abbiamo la capacità di stare zitti mentre gli altri parlano - ma
è perfettamente inutile dirlo - oppure non capiremo nulla
Onorevole Barbagallo, ho comunicato all'Assessore Armao qual è la
sua obiezione, l'Assessore mi ha chiesto di intervenire. Ne ha
facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Come ben sa l'onorevole
Barbagallo, già Assessore regionale, i fondi extraregionali hanno
ancora capienza. Come ben sa determinano delle liberazioni di
risorse man mano che vengono utilizzati.
Per cui, questi sono interventi che vanno in coda e,
evidentemente, sfruttano la liberazione di risorse che avviene
attraverso impieghi, dismissioni, abbandoni di iniziative.
Non sarà, quindi, in alcun modo pregiudicato quanto scelto per
tempo e gli impegni effettuati, non certamente possiamo ritenere
che siano sostitutivi.
Su questo credo che l'onorevole possa stare tranquillo che
ottimizzeremo l'impegno e l'utilizzo delle risorse extraregionali -
questo è indubbio - senza sovrabbondanza ma utilizzando al meglio
le risorse disponibili.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ho apprezzato il chiarimento del
Governo ma, a mio giudizio, Assessore, occorrerebbe, conti alla
mano, capire.
Il Ragioniere generale deve dirci quanto abbiamo disponibile,
quanto abbiamo; altrimenti, diventa un calcolo aleatorio anche per
il Governo oppure creiamo false illusioni, se oggi impegniamo delle
risorse e poi quelle somme non ci sono.
Fa parte di una verifica che si dovrebbe fare - e lo avevo fatto
presente anche in sede di discussione generale - sullo stato di
avanzamento di quei lavori.
Ci sono sia Comuni, per quanto riguarda le vie di fuga, sia
investitori privati che enti locali non sanno a che punto sono
arrivati con le risorse.C'è una delibera del CIPE? Secondo me
segna un discrimine.
L'impegno è, allora, che vanno in coda.
PRESIDENTE. Assessore, come ha detto?
ARMAO, assessore per l'economia. Ho detto che questi impegni,
questi finanziamenti vanno ad aggiungersi a quelli giuridicamente
vincolanti, dove ci sono IGV e impegni giuridicamente vincolanti e
delibere, questi vanno in coda e utilizzeranno la liberazione di
risorse che necessariamente nei fondi funziona in modo circolare.
Vorrei rasserenare tutti che andiamo avanti senza problemi.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho fatto un
rapido calcolo delle somme che sono descritte nel comma 2.
Parliamo di 275 milioni di euro. Stiamo impegnando su somme già
impegnati altri 275 milioni di euro.
Io vorrei, francamente, per completezza che il Ragioniere generale
ci desse contezza di questo perché come giustamente diceva il
collega Barbagallo, ovviamente, poi alimentiamo false speranze che
nessuno credo, in questa Aula, voglia alimentare.
Perché se vanno in coda e queste somme non verranno mai erogate
perché già l'impegno di spesa, più o meno, nel passato sappiamo
quali possono essere le economie nei vari fondi, automaticamente
questa soltanto un libro dei sogni.
Quindi, io chiedo ufficialmente che il Ragioniere generale venga a
dirci se realmente c'è una qualsiasi possibilità che queste somma
possono avere anche una minima possibilità di essere erogate.
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, al comma 2 è scritto che il
Governo regionale provvede, entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, nel rispetto delle vigenti procedure,
ad avviare ove necessario la modifica dei programmi operativi di
attuazione della spesa dei fondi strutturali al fine di
cofinanziare gli interventi di cui al presente articolo .
Mi sembra, quindi, che stiamo parlando di niente.
Siccome ancora - mi sembra, non ne sono sicuro - che fondi
strutturali da programmare vadano oltre il miliardo, per cui credo
che il Governo poi valuterà queste richieste del Parlamento che, di
fatto, sono indirizzi non è una legge che impegna per quel tipo di
somma, sono degli indirizzi che si stanno dando al Governo sul come
potere utilizzare. Ovviamente, il Governo poi ne farà l'uso che
ritiene.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io sto cercando di sentire perché,
chiaramente, nonostante la disciplina dei colleghi le assicuro che
da la dietro si sente veramente poco, e mi auguro di non avere
sentito quello che penso di avere sentito.
Cioè, lei sta dicendo che il comma 2, che il collega Tancredi con
la calcolatrice ha fatto un tot di conti e si preoccupa,
giustamente, della frettolosità e approssimazione con cui si sono
fatte certe cose, ci sia copertura e non siano degli spot o,
addirittura, ci espongano anche a delle criticità o a debiti fuori
bilancio; lei ha detto che noi lo dobbiamo considerare come un atto
di indirizzo per il Governo perché tanto all'inizio c'è scritto che
nei novanta giorni successivi, eccetara. .
Signor Presidente, mi pare che questo sia, anzi era, perché
arrivato a questo punto non lo è più, quello che si faceva
attraverso gli ordini del giorno. Cioè si dava indirizzo al
Governo, si invitava o lo si impegnava, ad operarsi a beneficio di
una determinata questione ove si esponevano delle criticità. Qua,
invece, è un enorme, sembra uno scontrino con alla fine un cache su
cui
Quindi, non so se abbiamo sentito male, però definire una legge
atto di indirizzo per il Governo mi sembra davvero volere sminuire
quello che si sta facendo che, invece, ha un preciso indirizzo.
Perché colleghi, il documento è arrivato all'ultimo minuto.
Va bene, la legislatura è cominciata da poco. La Commissione
Bilancio col passo del gambero prima ha fatto lo stralcio, poi
l'ha riportato, poi ha riesumato, poi gli aggiuntivi in
Commissione: questo si chiama voler fare confusione e non mettere
in condizione i deputati di potere studiare le norme ed articolare
delle migliorie e fare le cose seriamente, ed è estremamente sleale
nei confronti sia dei colleghi che siedono qui, e anche miei, e
soprattutto dei siciliani, delle persone serie che si aspettano
delle cose serie.
Abbiamo avuto un'ora per leggere quello che c'era stato detto:
Bene, lo faremo successivamente, concentratevi su quel fascicolo .
Oggi, voi ci togliete il fascicolo e ci date un collage, veramente
roba della vecchia politica, sleale nei riguardi dei colleghi Io,
Presidente, mi sarei aspettato che lei non avesse permesso una cosa
del genere
Ora, non è un preambolo che può rassicurare, noi desideriamo che
la Commissione Bilancio , che ieri con forbice e colla si è messo
a fare l'emendamento Frankestein perché così lo devo chiamare, ci
spieghi esattamente, comma per comma - e noi staremo in silenzio
per potere ascoltare - come si articola in modo da potere dare una
valutazione, poi se dobbiamo votare, noi ce ne possiamo andare pure
fuori, ve la votate voi, per carità Ma chi può essere mai
contrario che si sistemino gli impianti sportivi
Però, Presidente, bisogna fare delle distinzioni perché gli
impianti sportivi ci sono dei monumenti, le chiamo le incompiute, è
chiaro che se si spendono i solidi lì, se c'è una pianificazione,
una infrastrutturazione stradale, una contemporaneità di quei
monumenti dello spreco, lì si può investire, ma se sono soldi
sprecati no
E allora, noi vorremmo che fossero gli Assessori o il Presidente
della Commissione un attimino ad articolare la discussione, perché
Presidente quei commi non vennero fuori da discussioni compiute,
fatte in Commissione. Sono venute fuori sa quando? Quando si sono
chiusi nella stanza, la notte che il bilancio è finito alle 9.00 di
mattina, e sono spuntati con un malloppo, come tradizione vuole.
L'unica differenza è stata che non si è consumata nella stanza del
Presidente, come ha detto il Presidente Musumeci, che magari c'era
qualcuno che faceva il piantone, è stato fatto da un'altra parte.
Però, Presidente, un po' di serietà perché si parla qui di oltre
250 milioni di euro.
Io non penso che sia onesto intellettualmente da parte nostra
potere avvallare e non dire nulla sul modo come si stanno svolgendo
i lavori e io la prego di utilizzare in maniera autorevole, non
autoritaria, il potere che le è stato conferito.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, essere autorevole non spetta a me
dirlo, quello che posso continuare a garantire è che è stato messo
insieme quello che c'era già.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, ritengo che alla collega è stato riferito male,
perché questo emendamento proviene da tutta una serie di
emendamenti che sono stati prima presentati in Commissione,
discussi con il Ragioniere generale, con l'Assessore e poi via via
singolarmente in Commissione, avendo la copertura e abbiamo
scoperto, ahimè, guardando i tabulati che c'è una copertura
immensa, si potrebbe fare il triplo di quello che noi abbiamo fatto
questa volta, perché sono tutte somme accantonate nel tempo senza
spesa perché manca la logica di chi li spinge.
Questa è una norma programmatoria che serve a spingere, che dice
guarda Governo, ci sono queste cose che si possono realizzare, se
tu vuoi realizzale, attivati affinché su Roma si possono realizzare
queste cose . A questo serve la norma. Non stiamo programmando la
spesa, siamo dicendo al Governo: guarda, su queste cose si possono
spendere tanti soldi, ed è possibile farlo . Tutti concordi
all'unanimità in Commissione per quanto riguarda questa materia,
c'è il contributo di tutti per cercare di portare avanti
un'iniziativa, per sbloccare la Sicilia che ha bisogno di risorse
per farla ripartire, perché era bloccata da anni.
Questo è il senso dell'emendamento ed è stato fatto tutto in
Commissione Bilancio', non nella notte, perché sono emendamenti
presentati nei giorni precedenti, e allora, per essere più chiari,
li abbiamo voluti mettere assieme in una riscrittura senza toccare
una virgola rispetto a quello che è stato approvato.
Da questo nasce la riscrittura che avete in mano che è la chiusura
di tutto quello che abbiamo fatto in quella sede.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevoli colleghi,
parliamo di cifre: il POC è di un miliardo e 800 milioni, ad oggi,
con un calcolo veloce restano liberi circa 500 milioni, noi con
questo atto che stiamo presentando ne impegniamo più della metà.
Velocemente, sono andato a guardare le somme
PRESIENTE. E' Sbagliato non le stiamo impegnando è un atto di
indirizzo al Governo, non stiamo impegnando niente.
SUNSERI. Premesso che stiamo facendo una atto di indirizzo con
legge, ho guardato velocemente i primi due commi: comma 2,
Emergenza idrica alla città di Messina, l'OT a cui fa riferimento
per POC è tutto già impegnato dalla delibera CIPE, cioè zero.
Comma 3, 10 milioni di euro sempre su POC o T9, questo è a zero.
Assessore, cosa facciamo, annulliamo le delibere del CIPE? Perché
a leggere le carte sembra che stiamo impegnando somme, avendo
disponibilità zero.
Mi viene difficile capire come si impegnino questi soldi a meno
che non annulliamo le delibere precedenti, oppure, sottraiamo
risorse a delle cose che sono già state deliberate per favorire la
marchetta' al Comune di Messina. Perché di questo stiamo parlando
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non faccio più
neanche una valutazione di quello che è contenuto nel COMM 1 o nel
COMM 2.
Presidente Savona, è chiaro che non sono stati presentati di
notte, lo abbiamo visto.
Il problema di fondo Presidente Miccichè è uno, che questo maxi
emendamento come il COMM 1, che legittimamente poi è stato valutato
dalla Commissione Bilancio' o il COMM 2, rientra dalla finestra
quando era uscito dalla porta , hanno un nome e un cognome.
Ogni emendamento ha un nome e un cognome, riferito chiaramente a
deputati dell'Aula.
Vogliamo continuare ancora a perpetrare questo modo di fare le
finanziarie? Perché se vogliamo continuare questo Governo e questo
Parlamento sono assolutamente in continuità rispetto a quello che
abbiamo visto prima. Non è cambiato niente, è uguale a prima Prima
c'era l'onorevole Vinciullo che ci smaronava' tutto il tempo con
le robe di Siracusa, legittimamente, per carità, ma lo faceva dal
canto suo e si metteva, qui, e adesso che non c'è più l'onorevole
Vinciullo c'è un altro deputato.
Si inizia a vedere in elenco: il Teatro di Adrano, Galvagno, lo
Sport nautico di Gela, Mancuso e comincio a mettere i nomi e
cognomi accanto agli articoli presentati.
Noi vogliamo continuare a fare questa roba qui? Il Governo deve
essere complice di questa cose qui? Dovete dirlo voi, la
maggioranza risponde a voi. Se voi alzate la mano e dite fermiamo
questo scempio, e allora probabilmente la maggioranza si fermerà,
diversamente continueremo così, però non potrete dire domani
mattina che il Governo aveva presentato trenta emendamenti, trenta
articoli nella finanziaria snella e asciutta e invece poi il
Parlamento l'ha fatta ingrassare e l'ha messa all'ingrasso come un
maiale che poi alla fine giorno 1 abbiamo scannato
Perché questo non vale
Vale semplicemente il fatto che voi non avete detto nulla e che,
quindi, vi siete resi complici di quello che è e sta diventando
questa finanziaria che è il luogo di tutto e di tutti,
praticamente.
Solo che quando il luogo è di tutti e di tutto una cosa rimane:
che poi non diventa di nessuno perché non arriva niente a nessuno,
perché poi le norme vengono impugnate.
Ora io ricordo, a memoria, potrei anche sbagliarmi, per carità,
Presidente magari poi lei mi correggerà. C'è un record in questa
Assemblea: 45 articoli impugnati al Presidente Crocetta per una
finanziaria di qualche anno fa. Secondo me, questa volta, ce la
possiamo fare. Quel record si può battere.
Quindi, andiamo ancora avanti se vogliamo fare questa cosa, però
sia chiaro: noi non ci metteremo accanto a situazioni di questo
tipo. Io, per carità abbiamo cominciato adesso, il ruolo della
maggioranza e dell'opposizione, però con grande senso anche di
responsabilità io vi chiedo una cosa: fermate queste situazioni qui
perché, al di là poi della legittima pretesa del singolo deputato,
poi davvero diventano imbarazzanti alcune misure che vengono
contenute.
E qui non entro neanche nel merito, ma è proprio che non sono
neanche di carattere generale. Noi siamo deputati regionali e, al
di là del territorio che ci ha eletti, dovremmo rappresentare tutta
la regione. Quando cominciamo a mettere emendamenti di quartiere
che ci portano da una parte piuttosto che da un altra, non stiamo
rendendo un servizio alla nostra Terra, stiamo semplicemente
producendo una bandierina che, poi, ci potremo portare, tornati a
casa, e dicendo avete visto? purtai i sordi a casa . Però,
Presidente questo non è il ruolo che dovremmo avere noi e non è
tanto meno il ruolo che il Governo dovrebbe avere di tutela anche
di questo Parlamento.
Quando si lasciano poi le briglia sciolte, è chiaro che i
parlamentari cominciano a muoversi in questo modo.
Io vi ringrazio e spero che venga accolto davvero questo appello,
poi fate voi, la storia racconterà da quale parte siete stati e che
differenze avete tracciato con chi c'era nel passato che già, con
il voto, i cittadini hanno, chiaramente, condannato.
PRESIDENTE. Ho un elenco di iscritti a parlare, onorevole Fava.
Hanno chiesto di intervenire altri onorevoli. L'onorevole Lo Curto
ha, intanto, rinunciato poi può richiedere di parlare.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io avrei
bisogno di una interpretazione autentica da parte del Presidente
della Regione sul senso compiuto di questo secondo comma. Leggo, al
volo, il punto 3: è destinata la somma di ; il punto 4 è
assegnata la somma di ; il punto 7 è autorizzata la spesa di ;
il punto 16 è istituito un fondo per l'ammontare di . Presidente
mi perdoni però io ho bisogno, e credo tutta l'Aula, di una
interpretazione autentica.
Io ho letto alcune espressioni testuali, lei viene da una lunga
militanza politica ed un precedente impegno professionale in banca.
Quando io leggo è autorizzata la spesa di , è istituito il fondo
della dotazione di , io non penso ad un atto di indirizzo, penso ad
un impegno di spesa specifico. Ed allora vorrei che si dicesse che
questo comma prevede degli impegni di spesa specifici sui quali il
Parlamento si pronuncerà nel merito, non un atto di indirizzo
perché un atto di indirizzo non può prevedere è destinata la somma
di che è una espressione specifica, puntuale, che pretende e
prevede, anche per gli emendamenti che sono stati presentati, che
quella e non altra deve essere la somma destinata a quel titolo di
spesa. A meno che non si decida di utilizzare, come dire, un'altra
grammatica, un altro significato, un altro modo di proporre la
spesa. Ma fino a quando leggieremo è assegnata , è autorizzata ,
è destinata non è un atto di indirizzo. E' un atto specifico e
puntuale di spesa e così vorrei che fosse proposto al giudizio di
questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, onestamente, lei non ha torto in
quello che dice, diciamo che l'idea era quella che il comma 1, di
fatto, modificasse tutte le frasi di impegno in frasi di richiesta
di impegno. L'ho letto mentre lei parlava e non le posso dare
torto.
FAVA. E allora va scritto meglio.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, non avrei avuto difficoltà a farmi
precedere nell'intervento dall'onorevole Arancio, anche perché
avevo chiesto agli Uffici delle carte e ancora non sono pervenute.
Ma anticipo, comunque, il senso del mio intervento, che mi è stato
suscitato dopo gli interventi dei colleghi del Movimento Cinque
Stelle, che sembrano scrivere un film diverso da quello che io
stessa ho vissuto all'interno della Commissione Bilancio , signori
Presidenti e colleghi tutti.
In Commissione Bilancio abbiamo visto con molta serenità una
serie di proposte emendative del testo della finanziaria, che sono
venute con il contributo di tutti i deputati, compresi i colleghi
del Movimento Cinque Stelle, con i quali abbiamo lavorato e
collaborato con spirito di amicizia nell'interesse comune di dare
una finanziaria e delle risposte che andassero nella direzione
delle proposte dei colleghi, perché è vero che queste norme sono
chiaramente di indirizzo, ma anche di indirizzo di spesa. Perché
ciascun deputato - e questa non è logica clientelare - questa è
la giusta e sacrosanta rappresentazione degli interessi dei
territori che ci hanno eletti propria nella giusta attenzione che
ogni territorio deve avere; ancora in Sicilia, col voto
proporzionale, si ha anche questo diritto, di essere rappresentati.
I cittadini - ed è il senso della democrazia - eleggono i propri
rappresentanti.
Quindi non c'è nessuno scandalo, non c'è nessuna condizione
particolarmente critica nel valutare positivamente il lavoro
coscienzioso che tutti i deputati fanno nell'interesse dei propri
territori. I propri territori sono la Sicilia. I propri territori
sono le proprie comunità amministrate con estrema difficoltà in cui
i ritardi che la mala politica ha prodotto nel tempo, oggi ci
gravano di una responsabilità maggiore. Quella di essere leali e
costruttivi nell'unico interesse, che è quello dei Siciliani.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
LO CURTO. Permettetemi di esprimere un elogio al Presidente della
Commissione, all'onorevole Savona, che davvero non ha nulla da
invidiare a chi dice ricambio generazionale e giovinezza . C'è
chi nasce vecchio e chi non invecchia nonostante l'età. Perché la
capacità del Presidente, la sua grande esperienza e, soprattutto,
la saggezza che gli viene anche dall'età, ha permesso oggi a tutti
noi di essere qui con dei testi che sono rappresentativi e
fotografici del lavoro serio, sereno, obiettivo e costruttivo che
tutti i parlamentari di tutte le forze politiche hanno voluto
rendere in ossequio alla disciplina della democrazia
rappresentativa e del tributo onorevole che devono ai propri
territori.
Credo che questa possa essere una giornata favorevole
all'esitazione di questa finanziaria ed è certamente importante
riuscire a condividere questo percorso. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha
facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, il mio intervento sarà brevissimo. Io
penso che la Commissione abbia lavorato bene, però ritengo che,
nonostante questo lavoro fatto bene, la Commissione dovrebbe
ulteriormente rivedere queste riscritture, perché, nonostante
l'indicazione di tutta l'Assemblea, è rimasta all'interno delle
riscritture, mi ascolti Presidente, la Commissione ha lavorato
bene, però, sarebbe opportuno che queste riscritture venissero
riguardate perché non ha senso, rispetto a quello che è emerso da
tutta l'Assemblea di eliminare le marchette , vi sia ancora
all'interno di questa riscrittura qualche marchetta .
Quindi sarebbe opportuno rivederle, perché penso che nel totale
sia stato fatto un ottimo lavoro.
Signor Presidente, io ho presentato alla riscrittura COMM.2 un
subemendamento, lo volevo spiegare così poi non intervengo più.
Al comma 5, riguarda le zone ad alto rischio ambientale che sono
state finanziate per il 2018 ed io ho presentato un emendamento che
estende questo finanziamento per gli anni a susseguire, perché se
dobbiamo fare un finanziamento spot per un anno non ha senso
nemmeno che lo facciamo, possiamo ritirare le somme, perché in
termini di prevenzione alla salute delle persone che hanno vissuto
in un'area ad alto rischio ambientale o gliela diamo e facciamo
fare la prevenzione ogni anno o non la facciamo fare un anno sì e
gli altri anni no.
Quindi o lo mettiamo e lo mettiamo anche per gli anni a venire o
non ha senso che sia fatto solo per il 2018, quindi se viene fatto
solo per il 2018 chiedo che venga ritirato perché non ha senso, se
lo dobbiamo fare diventa una norma per tutti gli anni a seguire.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, in
realtà credo che sia stato ripresentato in questo maxi emendamento
un aggregato di articoli che, probabilmente, in alcune parti
vengono rivisitate.
Io non posso che fidarmi dell'azione di governo che ha consegnato
- recuperando le parole del Presidente della Regione di ieri -
all'ottima Commissione Bilancio' un'attività di rivisitazione
dell'impostazione complessiva della norma.
Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione, presidente
della Commissione, su questi articoli si rintraccia, soprattutto in
alcuni, quell'approccio che era stato immaginato dal Governo
laddove si fa riferimento a norme di sviluppo, a norme che pongono
al centro il tema dell'impresa e che persino recuperano quella
dimensione legata all'inclusione socio-lavorativa ponendo al centro
il tema dello sviluppo e dell'impresa, perché si parli di lavoro
non più in termini di posti ma in termini di sviluppo e di
occasioni.
In questo senso, onorevole Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, mi sembra che sia stata data un'impostazione nuova anche
rispetto ad uno di questi articoli, ad esempio, Assessore Armao ed
Assessore Ippolito, è l'articolo 54 dove si parla di misura di
contrasto alla povertà e all'inclusione sociale.
Qui di fatto si fa riferimento alle fasce deboli da una parte
provando ad estendere il numero della popolazione coinvolta ma con
un approccio diverso.
Ora, mi chiedevo su questo - ed è una riflessione - mi sono
confrontato con l'assessore Armao e l'Assessore Ippolito, con gli
ottimi Assessori al bilancio e alle politiche sociali ed avremmo
individuato la possibilità di un percorso non per elaborare o porre
in essere false aspettative ma soltanto per guardare alla
possibilità di un piano di utilizzo nell'ambito delle politiche del
lavoro di quei soggetti che in passato hanno avuto consegnata la
funzione di orientamento, di inclusione socio-lavorativa ma che
purtroppo, onorevole Presidente della Regione, negli altri Governi
hanno avuto questo mandato in una logica assistenzialistica, tant'è
che hanno finito poi con l'essere chiamati ex sportellisti. Spesso
si diceva va beh Mettiti qua e vediamo cosa viene rimandando
alla buona volontà di alcuni, e tal altra magari alle minori
capacità di altri, la possibilità di successo o meno di quelle
politiche di inclusione socio-lavorativa. Siccome in passato sono
stati commessi troppi errori, è questa la logica assistenzialistica
del posto che noi vogliamo decisamente superare.
Con questo subemendamento il Parlamento - che, di fatto, accoglie
questa ipotesi firmando il subemendamento con una cospicua presenza
di parlamentari, con la firma di diversi deputati - propone di
rivisitare questo approccio ponendo in essere politiche di
orientamento che davvero guardino ad una inclusione socio-
lavorativa, che non sempre passa dal fatto di essere semplicemente
seduti dietro una sedia rispetto all'utente che arriva per chiedere
una consulenza. Una consulenza - diciamoci la verità - quando si
arriva allo sportello delle politiche attive del lavoro,
oggettivamente, quando l'utente arriva non è che l'orientatore gli
può trovare il posto di lavoro. E, di fatto, si è creata una
discrasia dove il posto di lavoro non lo si trova a chi arriva allo
sportello e un vero posto di lavoro, forse, non era neanche quello
che erogava il servizio.
In questa logica, invece, si dovrebbe puntare - e per questo si
punta a coinvolgere le misure dello svantaggio e dell'inclusione
socio-lavorativa vera - al coinvolgimento di percorsi che guardino
al mondo dell'impresa.
Quindi, dando grande fiducia al Governo, consegniamo la proposta
dell'elaborazione di un piano, certi che il miglior percorso sarà
quello tracciato dal Presidente della Regione e dalla sua Giunta.
PRESIDENTE. Sono chiuse le iscrizioni a parlare. E' iscritto a
parlare l'onorevole Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente faccio
mie le parole dell'onorevole Figuccia che mi ha preceduto e non lo
ripeto. Per cui il percorso che è stato individuato mi vede
favorevole tanto che ho sottoscritto anch'io il subemendamento.
Volevo invece raccogliere l'invito del Presidente della
Commissione Bilancio' che, appunto, ha ipotizzato come atti di
indirizzo per in qualche modo coinvolgere il Governo rispetto alla
spesa comunitaria orientandola su alcuni nodi importanti di
interesse siciliano.
Ho riproposto, quindi, come subemendamento, degli emendamenti che
avevo già portato in Commissione che riguardano appunto la
possibilità che con i Fondi europei si possano attivare
l'apprendistato professionalizzante per i giovani, si possano
finanziare dei master di alto livello per i giovani siciliani, si
possano creare dei raccordi tra i giovani siciliani e le imprese
sostenendo questi contratti con il 50 per cento. Si possa, anche,
formare all'estero, per poi farli rientrare in enti di alta
specializzazione i nostri giovani laureati.
Una serie di ipotesi normative o, comunque, di suggerimenti come
diceva giustamente il presidente Savona, che certamente possono
arricchire l'azione di questo Governo e aiutare una fascia dei
siciliani che è quella dei giovani dove, purtroppo, il tasso di
disoccupazione è il più alto in Italia e il numero dei NEET tra i
più alti.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente Miccichè
SAVARINO. Signor Presidente volevo, sollecitata dall'intervento
dell'onorevole Cancelleri, dire che io non ho sottoscritto neanche
un emendamento che riguardi una singola fattispecie, un teatro, un
ente o piuttosto, se non solo emendamenti a carattere regionale.
Ma non per questo non ritengo che sia utile e importante il lavoro
che molti colleghi stanno facendo e hanno portato avanti rispetto
alle sollecitazioni che gli arrivano dal territorio.
E sono convinta che tanto è importante, che sottoscrivo, e chiedo
al Presidente Miccichè che venga aggiunta la mia firma a un
emendamento dell'onorevole Mangiacavallo del Movimento Cinque
Stelle, che riguarda - per esempio - la costa di Eraclea Minoa.
Voglio mettere la mia firma ad un emendamento dell'onorevole Campo
del Movimento Cinque Stelle che si occupa della fornace Penna.
Sapendo che questi emendamenti sono assolutamente nell'interesse
dei territori e condivisibili da ognuno di noi.
PRESIDENTE. Essendo stati chiusi gli interventi dal Presidente Di
Mauro, passiamo alla votazione degli emendamento al COMM.2
Si passa alla votazione dell'emendamento soppressivo del comma 1,
a firma dell'onorevole Cancelleri.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento modificativo, COMM 2.25 a firma
dell'onorevole Barbagallo. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento COMM 2.25.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 2, a firma
dell'onorevole Cancelleri. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento modificativo COMM. 2.28, a firma
dell'onorevole Zafarana.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento COMM. 2.28
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento COMM. 2.28.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 29
Contrari 32
Astenuti 00
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo al comma 3, a firma
dell'onorevole Zafarana. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. contrario
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo al comma 4. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi;chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento di riscrittura del comma 4, 2.18 a firma
della Commissione. Il parere del Governo?
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lei è già intervenuto.
SUNSERI. Sì, per una domanda. Per una spiegazione, mi sembra
assurda.
PRESIDENTE. Facciamo un'eccezione perché chi è già intervenuto non
può più intervenire.
SUNSERI. Scusi, signor Presidente, volevo chiedere all'Assessore
per l'economia: ma è possibile pagare con il POC i servizi
assistenza al volo dell'ENAV?
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, c'è copertura nella manovra per
cui... Assessore Falcone e professore Armao. Scusate. La copertura
è nella manovra.
Il Governo deve solo confermare che c'è questa copertura nella
manovra. Basta
ARMAO, assessore per l'economia. Confermo che c'è la copertura.
PRESIDENTE. L'Assessore conferma che c'è la copertura nella
manovra.
SUNSERI. Stiamo votando una cosa che non abbiamo davanti, perché
qui hanno modificato anziché il POC Sono somme diverse, non li
prendiamo più dal POC ma li prendiamo dalla manovra finanziaria.
PRESIDENTE. Scusi, è il Comm.2 sotto. L'emendamento è quello
sotto.
SUNSERI. Io ho davanti il Comm.2. Stiamo votando questo, articolo
4, comma 4?
PRESIDENTE. C'è un emendamento, stiamo votando un emendamento.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 5, a firma
dell'onorevole Cancelleri.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento modificativo del comma 5, Comm.2.19, a
firma degli onorevoli Zito, Pasqua. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Comm. 2.20.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 6.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
comma 6
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo del
comma 6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento soppressivo del comma 6.
Chiarisco il significato del voto: chi vuole sopprimere il comma
preme il pulsante verde; chi non lo vuole sopprimere preme il
pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 29
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Comm.2.21, a firma dell'onorevole
Zito.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al Comm.2.22, a firma dell'onorevole Campo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 7.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 8, valgono le
stesse regole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 9.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 10.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 11.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Comm.2.24, a firma della Commissione.
CIANCIO. Cosa dice questo articolo?
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, nel fascicolo ci sono tutti. E'
questo qui, Comm.2.24, il 2.23 è dopo, non chiedetemi il perché,
non me lo riusciranno mai a spiegare
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 12.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 13.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 14.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 15.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 16.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Al comma 16, è stato presentato un emendamento Comm.2.22, a firma
degli onorevoli Campo e Foti.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Milazzo, l'Aula è felice di non averla sentita fino ad
ora.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, l'emendamento che va posto in votazione è
il 2.18. Il 2.22 era già stato votato perché si riferiva al comma
16, ma lo avevo segnato per votato con esito negativo.
Tuttavia c'è un emendamento della Commissione che è il 2.18.
E' stato votato il 2.18?
SAMMARTINO. E' già stato votato favorevolmente.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, è già stato votato.
Onorevoli colleghi, dobbiamo verificare un attimo questa
votazione.
Allora, gli emendamenti 2.18 e 2.22 confermo che sono già stati
votati.
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 17.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
comma 17
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo del
comma 17
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento soppressivo del comma 17.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole alla
soppressione preme il pulsante verde; chi è contrario preme il
pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 22
Contrari 42
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 18.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Comm.2.26, a firma dell'onorevole Campo
che non ha copertura. Per cui se il Governo dà la copertura lo
mettiamo in votazione.
CRACOLICI. Perché gli altri hanno copertura?
PRESIDENTE. Questa è copertura sul bilancio.
CAMPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 19.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 20.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo Comm.2.27, a firma degli
onorevoli Cappello ed altri.
Dichiariamo ammissibile l'emendamento aggiuntivo anche se,
sinceramente, non dovrebbe essere.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo Comm.2.23, a firma
dell'onorevole Savarino.
Onorevole Savarino, questo emendamento per come è scritto non
funziona. Perché la copertura Ai relativi oneri si provvede a
valere o sulle risorse degli esercizi o sulle risorse
extraregionali
SAVARINO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, questo emendamento che avevo già
presentato in bilancio, vale come atto di indirizzo agli Assessori
così come ha precisato il Presidente della Commissione Bilancio'
sulla loro programmazione dei Fondi europei . Futura.
Quindi, come sono passati gli altri, con questa linea.
PRESIDENTE. Se è così bisogna cancellare le parole sulle
risorse
SAVARINO. Va bene. Cassato in questo senso gli Uffici possono
armonizzare secondo le indicazioni del presidente Savona.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. In
sede di coordinamento, gli Uffici hanno la possibilità di
aggiustare e di coordinare il testo.
PRESIDENTE. Va bene. Basta chiarirlo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, Assessore all'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al COMM.2, così come è emendato. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al COMM.1. Gli Uffici hanno bisogno di dieci minuti
perché sono stati presentati una serie di emendamenti di spesa che
si devono verificare.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, brevemente solo per dire che,
evidentemente, alcune norme in sede di coordinamento ed anche di
117, hanno bisogno di qualche precisazione. Mi riferisco ad esempio
al comma 20 del COMM.2: la formulazione, ovviamente, non è
rispondente perché, certamente, non si parla della barca o della
nave dell'Assessorato, quindi cerchiamo anche di porre una certa
attenzione.
PRESIDENTE. Laddove ci sono situazioni del genere il coordinamento
sarà fatto con grande attenzione. Non sarà un coordinamento facile
proprio perché ci sono una serie di cose di questo genere ma sarà
fatto con grande attenzione.
La seduta è sospesa per dieci minuti per dare il tempo agli Uffici
di fare questo lavoro.
(La seduta, sospesa alle ore 12.47, è ripresa alle ore 13.00)
La seduta è ripresa.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Assessore Cordaro, assessore Lagalla,
credo che sia necessario ascoltare un attimo l'onorevole Calderone.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Commemorazione onorevole Nicola Baldari
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo informare
il Parlamento e, per il Parlamento, la sua signoria, che ieri è
venuto a morte l'onorevole Nicola Baldari, che è stato deputato di
questo Parlamento, che io conoscevo come persona amabile, come uomo
sobrio e dallo stile di vita elegante ed affettuoso.
Quindi io chiedo che questo Parlamento voglia ricordare, anche con
un minuto di silenzio e nella maniera che la sua signoria riterrà
opportuna, l'onorevole dottore Nicola Baldari.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Calderone. L'onorevole Baldari era
mio amico personale. Ho avuto ora anche io questa notizia. E' stato
per il nostro partito di Forza Italia, Presidente del consiglio
provinciale di Messina, è stato direttore sanitario dell'Ospedale
Papardo, è stato direttore generale ad Enna. Era un medico chirurgo
assolutamente affabile e di grande umanità. Per cui intanto
l'Assemblea si associa all'onorevole Calderone nel dispiacere
immenso e nelle condoglianze che vanno alla famiglia.
Do la parola al Presidente della Regione e dopo facciamo un minuto
di raccoglimento per il nostro grande amico Nicola.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, solo per
dire che anche il Governo si associa al dolore per la scomparsa del
collega deputato e partecipa alla famiglia i sentimenti di vivo
cordoglio e vicinanza.
(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
231/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, attendiamo ancora qualche minuto
affinché gli Uffici finiscano il loro lavoro.
(La seduta sospesa alle ore 13.03, è ripresa alle ore 13.20)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tenuto conto che gli Uffici mi
riferiscono che per fare le fotocopie di tutti questi emendamenti e
distribuirli ci vorranno almeno altri 20 minuti, io aprirei le
iscrizioni a parlare, se qualcuno vuole intervenire a prescindere
dagli emendamenti, se volesse cominciare a parlare sul Comm 1,
altrimenti facciamo una pausa pranzo direttamente ora e torniamo
dopo.
Bene, cominciamo con le iscrizioni a parlare. Ricordo che un
deputato può parlare una volta sola complessivamente per tutti gli
emendamenti. Altrimenti non finiamo più. E' il Regolamento che lo
prevede, io lo supero quando ci sono i tempi, ma ora tempi non ci
sono più e quindi non posso scavalcare questa norma di Regolamento
che è fondamentale giusto in questo momento per riuscire a
chiudere.
CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Non si può parlare sull'ordine dei lavori.
CIANCIO. Signor Presidente, giusto per dare la possibilità almeno
di organizzarci il tempo per intervenire. Se per esempio ogni
deputato avesse a disposizione 5 minuti io parlerei 1 minuto per
uno, 1 minuto per l'altro. Nel senso, io mi riservo di intervenire
dopo su eventuali emendamenti o su eventuali articoli, però devo
avere la possibilità di farlo.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, io la ringrazio, ma il grande
rischio del contingentamento dei tempi è che comunque alla fine
intervengono tutti, anche quelli che tutto sommato potevano evitare
di intervenire e anche se per meno del tempo previsto dal
Regolamento, ma intervenendo tutti facciamo notte.
Io ripeto qual è la ratio di tutto quello che stiamo facendo. E'
quello di finire oggi comunque la finanziaria. Ora se potessimo,
una volta tanto, e lo dico proprio nell'ottica di quella
trasparenza e di quella serenità di cui tutti noi parliamo, evitare
la notte, cosa che io vorrei assolutamente evitare e potessimo
finire per le 10 di sera, le 8 di sera, saremmo tutti molto felici
perché questo possa avvenire.
Onorevole Ciancio, mi spiace dire che se intervenisse su tutti gli
emendamenti, intervengono tutti ovviamente, e non ci possiamo
riuscire. Siamo a livello di duetto e quindi parliamo ancora, però
poi una volta presa la decisione rimane quella.
CIANCIO. Quindi Presidente, sto intervenendo sul comma 1 e non
posso più intervenire.
PRESIDENTE. Una sola volta può intervenire.
CIANCIO. Va bene. Io intervengo in merito all'ex articolo 62, in
particolare adesso è il comma 37. Però vorrei che il Governo mi
ascoltasse.
PRESIDENTE. Il Governo sta attento agli interventi, per favore?
CIANCIO. Sto parlando dell'articolo che riguarda il fondo di
solidarietà vittime di richieste estorsive. Tutti d'accordo per
carità, se non fosse che andando a vedere bene l'articolo c'è un
corto circuito, secondo me non indifferente. Perché quello che
stiamo facendo con questo articolo è di dare dei fondi alle
associazioni antiusura di cui al comma 4 dell'articolo 15 della
Legge 108, ma per farlo stiamo prendendo i soldi - niente poco di
meno che - dalle vittime di usura.
Se voi andate a controllare il capitolo 183717, e io sono contenta
che la Commissione abbia incrementato questo articolo con ulteriori
fondi, è quello che riguarda proprio le vittime di usura e racket.
Quindi, quello che mi chiedo, come possiamo dire di volere dare i
soldi alle vittime di usura e racket se poi li andiamo a prendere
dallo stesso fondo che da soldi direttamente alle vittime?
Mi spiego meglio. Abbiamo due capitoli che riguardano la legge
regionale per il contributo alle associazioni antiracket, uno che
riguarda direttamente le vittime, uno che riguarda le associazioni.
In questo momento stiamo prendendo dalle vittime per darlo alle
associazioni, cosa che è intollerabile anche perché - su questo
avevo presentato un emendamento - il contributo alle associazioni
andrebbe un attimo regolamentato.
Oltre ai fondi ministeriali infatti abbiamo un fondo regionale che
possiamo disciplinare come vogliamo e che riguarda le modalità di
elargizione di questi fondi. Vorrei regolamentare questo articolo e
dire che questi soldi vadano effettivamente a chi fa antiracket, a
chi fa antiusura.
Ci sono moltissime associazioni, purtroppo negli ultimi anni c'è
stata una proliferazione di associazioni che nascono con i migliori
intenti che poi finiscono per non avere né gli strumenti né le
risorse né l'organizzazione per fare quello che si propongono di
fare. Quello che richiediamo è dare questi fondi a chi realmente fa
antiracket e antiusura mettendo una regolamentazione, mettendo un
numero minimo di soci che siano imprenditori.
E' chiaro che di antiracket e antiusura può parlare chi ha vissuto
questo dramma.
Mettiamo una serie di regole che sono state anche presentate in
diversi incontri da varie associazioni che non prendono
finanziamenti - attenzione - perché sono associazioni di
volontariato che non prendono finanziamenti e hanno fatto una
proposta.
La proposta è che i finanziamenti, pur consentiti, siano
regolamentati e si concentrino a quei soggetti che, per esempio, si
costituiscono parte civile per un tot di processi all'anno.
Purtroppo in questo momento c'è un mare magnum dove all'interno
del quale pescano anche soggetti che purtroppo strumentalizzano il
nome di associazione antiracket.
Quello che chiediamo è di togliere questo articolo, di evitare che
per dare alle vittime si tolga alle vittime stesse e - in subordine
- di regolamentare il contributo che viene dato alle associazioni.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, in cinque minuti interverremo su pochi articoli che ci
sembrano particolarmente significativi - in negativo -, dal punto
di vista della proposta.
L'articolo 46 prevede un contributo di 300.000 euro per il teatro
di Adrano. Lungi da noi l'idea di non essere lieti che il teatro in
Sicilia ed anche i piccoli teatri comunali vengano accompagnati,
vengano sostenuti.
E' un investimento che, secondo noi, è un investimento a rendere,
produce effetti positivi dal punto di vista dell'immagine, della
qualità della cultura e anche della qualità della produzione che
questi teatri riescono ad esprimere.
Però, il Teatro comunale di Adrano è uno dei tanti teatri
comunali.
Lei ha detto ieri, l'altro ieri, è legittimo l'interesse di un
deputato di presentare un emendamento, un articolo, riguardo al
proprio territorio .
Io su questo esprimo un dubbio, Presidente, perché ci sono molti
territorio che in questa Aula non sono rappresentati e dovrebbe
pensarci il Governo, il quale ha previsto di aggiungere altri 300
mila euro per tutti gli altri teatri comunali.
Io credo che sia un percorso sbagliato, un punto di vista che per
difetto non tiene conto di quante risorse occorrerebbe mettere a
disposizione di un enorme quantità di teatri che non hanno meno
dignità del teatro di Adrano, che è la ragione per cui da una parte
siamo felici che un teatro venga finanziato, dall'altro ci
preoccupa che venga finanziato il teatro su un territorio che è
rappresentato qui da un parlamentare.
Ed ancora, l'articolo 52. Nessuno di noi potrà essere in
disaccordo sul fatto che venga istituito un fondo regionale per le
politiche giovanili, però in termini ittici ci sembra una mollica
di pane lanciata ai pesci. Noi abbiamo tolto 10 milioni di euro
alle risorse degli ERSU e, quindi, alla possibilità di sostenere,
accompagnare il percorso degli studenti universitari, siamo ancora
in debito di una legge sul diritto allo studio, ma riteniamo di
fare una buona azione che, però, ha tutto il sentimento di
elemosina offrendo 70 mila euro per un fondo.
70 mila euro, Presidente, Lei sa che si arrivano a fare due o tre
convegno. Punto.
Quando togliamo 10 milioni agli ERSU e regaliamo 70 mila euro per
tre convegni per un fondo che deve servire come vetrinetta per le
buone intenzioni del Governo, è soltanto uno spreco di denaro che
non produce alcun investimento specifico e reale in questo settore.
La stessa cosa riguarda anche il banco alimentare onlus e il banco
opere di carità.
Anche in questo caso non possiamo che essere d'accordo. Ci
piacerebbe che, però venisse portata in Aula, finalmente, una legge
di iniziativa popolare che prevede degli interventi specifici e
finalmente risolutivi, si spera, sul tema della povertà assoluta in
Sicilia che è stata presentata nella scorsa legislatura e l'abbiamo
riproposta quest'anno.
Nel tempo che mi resta, vorrei dire, signor Presidente, che mi
sono molto preoccupato su un articolo che riguarda anche Lei che,
come me, è un giornalista ed è questo finanziamento di 200 mila
euro per l'Istituto superiore di giornalismo.
Lei ha detto, giustamente, due giorni fa la domanda che dovremmo
farci è: ma quanto ci costa un Ente? .
Questo è un Ente inutile. Perché è l'unico Istituto di giornalismo
che non forma giornalisti, che non è riconosciuto dall'Ordine dei
giornalisti, non è riconosciuto dall'Associazione della Stampa, non
organizza progetti di formazione permanente, non consente
l'iscrizione all'Albo, ha organizzato, nel sito è quello che si
legge, un solo seminario che è stato tenuto dal Direttore di questo
Istituto che è un giornalista-pubblicista dignitosissimo ma che
certamente non è in condizione di produrre formazione
giornalistica, ci chiedono, l'Ordine dei giornalisti,
l'Associazione della Stampa, per cortesia che cambino denominazione
per evitare confusione in chi è convinto di potere investire sul
proprio avvenire professionale con un Istituto di giornalismo che
non è né un Istituto, né superiore, né di giornalismo.
Allora, c'è un nostro emendamento che prevede che questi 200 mila
euro vengano, invece, offerti al fondo in favore delle vittime
delle azioni della criminalità e vincolati alla possibilità di
risarcire danni che hanno subito i molti giornalisti, in Sicilia,
che rischiano non soltanto la pelle ma anche danni materiali alla
loro attività e che in questo modo possa rappresentare un
investimento di qualità e di senso morale che può servire anche ad
accompagnare la professione di qualche giornalista.
Questo Istituto superiore di giornalismo, mi permetta per una
volta di spendere questa parola che non ho mai speso in questo
dibattito, è una marchetta che questa Assemblea non deve fare
soprattutto pensando alla dignità e alla qualità di questo mestiere
io chiederei che venisse ritirato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
Comunico all'Aula che non si sospende. I lavori continueranno
perché ci sono parecchi interventi e speriamo che intorno alle ore
15.00 si possa cominciare a votare.
CANCELLERI. Signor Presidente, rinuncio al mio intervento.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, nonostante il modello inusuale di
percorso che abbiamo scelto, certamente nell'interesse dei tempi da
rispettare per dotare entro questa data la Regione degli strumenti
finanziari, credo che vadano sottolineate alcune cose. Altri
colleghi del mio gruppo citeranno delle evidenze critiche rispetto
a qualche norma che, evidentemente, va magari corretta, riscritta.
Io mi limiterò ad alcune norme che ho sostenuto in maniera
particolare in questo percorso e innanzitutto mi riferisco alle
somme che l'articolo 86 di questo COMM.1 destina alla rete
integrata dei servizi per l'autismo.
Qui l'attività che era stata cominciata nella scorsa legislatura,
a me non piace mai parlare di ciò che chi parla direttamente ha
svolto, sotto altra funzione, però questo va detto perché è una
norma di grande civiltà, già con quei provvedimenti adottati illo
tempore e continuati meritoriamente peraltro dall'assessore
regionale per la salute in carica, noi mettiamo un punto fermo su
ciò che purtroppo già nel 2015-2016 ancora le aziende sanitarie si
ostinavano a non fare, cioè il destinare una percentuale, lo 0,1 e
adesso lo 0,2 che è già individuato come cifra, ma che adesso viene
codificato con legge.
Quindi, Assessore non le potranno più fare alcuna osservazione, e
quindi continuare con questa azione meritoria che su questa
patologia, per i disturbi dello spettro autistico, ha posto la
Regione siciliana e pone oggi la Regione siciliana fra le prime
regioni del nostro Paese con questa rete integrata che, ovviamente,
si indirizza soprattutto alla diagnosi precoce e al trattamento
intensivo ma, che codifica adesso con legge, e non soltanto con
atto amministrativo, come nel passato chi vi parla aveva fatto,
assessore finalmente anche far rientrare nei radar delle
istituzioni i soggetti affetti dal disturbo e lo spetto autistico
che compiono i diciotto anni, che con la vecchia normativa prima
che si intervenisse, chi vi parla, con circolare, scomparivano dai
radar delle istituzioni quindi aver citato ed individuato i giovani
adulti come destinatari di questi provvedimenti è assolutamente una
norma che va evidenziata e va enfatizzata.
Io stesso ho presentato una norma che è inserita all'articolo 87,
Presidente Musumeci, su cui lei è stato sempre sensibile e sono le
zone franche per la legalità
Le zone franche per la legalità su cui intendo precisare, è la
legge 15 del 2008, l'articolo 3, ci sono già procedimenti in corso,
provvedimenti in corso, procedimenti amministrativi in corso, che
tendono ad impegnare e spendere le somme che sono state previste
negli esercizi passati.
Questi non vengono ovviamente posti in discussione, soltanto
Presidente in questa nostra terra su cui non basta l'azione
repressiva ma dobbiamo noi avere la sensibilità di rilanciare dal
punto di vista economico, culturale e sociale, le zone affette
soprattutto dalla piaga della criminalità organizzata e mafiosa,
abbiamo immaginato di estendere le zone franche per la legalità e
quindi i benefici per gli imprenditori, per l'impresa quindi, per
il rilancio delle prospettive economiche, ai comuni che hanno
subito il commissariamento per mafia, perché il limite dei 50 mila
abitanti determinava che per i comuni al di sotto, cito uno per
tutti, che purtroppo agli onori o al disonore della cronaca in
questi giorni, mi riferisco al comune di Castelvetrano, operazione
meritoria svolta dalla Magistratura e dalle Forze dell'ordine
essendo al di sotto dei 50 mila abitanti in questo momento non può
beneficiare di questi provvedimenti.
Quindi, non facciamo altro che estendere i benefici dell'articolo
3 che riguardano gli imprenditori oggetto di estorsione e di
taglieggiamenti ai comuni che sono stati commissariati per mafia
secondo quella che è la legge dello Stato.
Alla stessa maniera, volevo ricordare la norma che fortemente
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, cerchi di rispettare i tempi.
GUCCIARDI. Non sto sottolineando rilievi critici ma sto
evidenziando ciò che a questo Parlamento è stato proposto dalla
Commissione e dal Governo e su cui chi vi parla il mio Gruppo ha
dato il proprio contributo determinante in quello spirito di cui
abbiamo parlato ieri.
Potrei citare altre norme, ne voglio citare soltanto una che avevo
proposto e che purtroppo non ha avuto la fortuna.
Avevo proposto da esponente della scorsa legislatura e mi
riferisco all'art. 100 che riguarda le imprese che operano nel
settore sanitario e che con sentenza passata in giudicato è stato
accertato l'essere stati taglieggiati e sottoposti a misure
estorsive da parte della mafia; il fatto che oggi l'aula sia nella
condizione, mi auguro con tutto il cuore davvero che venga
approvata, va nella direzione delle zone franche che ho detto
poc'anzi, per le zone franche della legalità cioè di un'attenzione
particolare all'azione di contrasto alla criminalità e organizzata
e mafiosa attraverso provvedimenti positivi e propositivi che
mirino al rilancio economico, culturale e sociale di quei
territori.
L'ultimo Presidente è chiudo davvero, anche se ci sarebbe davvero
tanto da dire, sono le misure di contrasto, onorevole Presidente
Musumeci, alla povertà e alla esclusione sociale.
Abbiamo voluto, la Commissione Bilancio' adesso è qui
all'attenzione dell'Aula, fare un passo ulteriore rispetto a quello
che è la norma, la legge dello Stato, per cui nella nostra Regione
che tanto ha bisogno di interventi di contrasto alla povertà e
all'esclusione sociale, abbiamo fatto in modo che con l'intervento
del Rei si possa intervenire seppur con una somma, certamente non
eccessiva e mi riferisco alla somma di 5 milioni di euro.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, sono trascorsi i minuti a sua
disposizione, dovrei toglierle la parola.
GUCCIARDI, Presidente, stiamo provando a mantenerci nei tempi però
credo che non possiamo trasformare ciò che quest'Aula discute e ciò
che quest'Aula tenderà a trasformare in legge dell'ordinamento
regionale come se si trattasse di meri adempimenti burocratici,
fatti in fretta.
C'è molto e in tanti di noi che in maniera trasversale, di quella
che è la sovranità popolare che appunto dai siciliani che in
quest'Aula tende a realizzare, vale a dire provvedimenti che
tendono a ridisegnare la nostra Regione in una maniera che esca
fuori dai luoghi comuni che davvero continuano a penalizzarla.
Questo è il senso dei nostri interventi che mirano a risolvere in
concreto e sui territori problemi annosi che noi abbiamo il dovere
di affrontare e risolvere.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io farò
una discussione generale su questa parte del testo.
La prima riflessione la farei all'articolo 48. E' stato approvato,
onorevole Presidente, durante l'approvazione del bilancio il BIL 4,
che prevedeva una copertura di ulteriori 500 mila euro sul capitolo
473709.
Ovviamente, il nostro parere sull'articolo 48 è favorevole,
affinché venga sostenuto lo sport al vertice ma, certamente, non
vorremmo che la copertura a valere sull'articolo 48 per sostenere
la legge n. 31 sia presa proprio dal sostegno per la legge n. 8,
altrimenti perderebbe di significato il voto che ha dato quest'Aula
l'altro ieri sul bilancio e, segnatamente, lo dico anche per gli
uffici dell'Assemblea, al BIL 4. Abbiamo apprezzato poi, in
particolare, l'articolo 72, assessore Falcone, che come lei sa è
frutto dell'iniziativa parlamentare del partito democratico in
Commissione Ambiente.
E' un articolo che dal 2009 ha avuto una discreta applicazione,
riguarda la ristrutturazione degli edifici nel centro storico e dà
la possibilità di accedere ai privati cittadini e la Regione
sostiene, come ben noto, la quota e gli interessi del mutuo fino
all'ammontare di trecento mila euro. La previsione è decennale.
Io credo che è un strumento alternativo, fermo restando, il
Presidente della Regione ho capito che ha annunciato la
presentazione del disegno di legge sulle questioni che riguarda
l'articolo 8, sono due strumenti compatibili.
Noi in prospettiva, credo, che nei prossimi anni garantiremo alle
famiglie, alle giovani coppie siciliane, una possibilità di
intervento decisa, perentoria, sugli edifici ricadenti nel centro
storico. Poi c'è l'articolo 83, sarebbe stato più giusto e
corretto, anche nei confronti dell'Aula, illustrare l'emendamento
83.3 che è stato frutto di una specifica audizione in Commissione,
non vedo il presidente Ragusa. I sindaci si sono lamentati della
complicazione normativa, di una difficoltà burocratica ad
aggiudicare i servizi di distribuzione del gas.
In quella sede, con la presenza di tutte le forze parlamentari,
con la presenza del dirigente generale dell'energia, è stato
scritto questo emendamento 83.3 che è di interpretazione autentica
che sancisce che in Sicilia non si applica l'articolo 46 e
sottopone ad un decreto del Governo e, segnatamente, dall'assessore
regionale all'energia il termine da assegnare per i Comuni e
definisce le procedure affinché i Comuni affidino il servizio di
distribuzione del gas naturale.
L'ultima riflessione la vorrei fare con riferimento all'articolo
104 che, opportunamente, come è in uso ormai nelle ultime
finanziarie, proroga i termini di autorizzazione paesaggistica ed i
termini dell'articolo 36. Questo articolo 104 fa il paio con
l'articolo 35, comma 3, che proroga i termini delle concessioni
edilizie del permesso di costruire.
A mio giudizio, lo dico anche per una mera questione di tecnica
legislativa, non lo so se siamo ancora in condizione ancora di
intervenire, anche per rendere più comoda la lettura della
finanziaria e non ricorrere all'avvocato di turno per farsi dare
una mano per interpretarla, occorrerebbe accorparli in un unico
articolo. Non lo so se ci sono le condizioni, ma certamente, ecco
per gli operatori di settore sarebbe certamente una soluzione più
agevole.
BULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
Presidente Musumeci, intanto la devo ringraziare perché lei ha
difeso una prerogativa di un deputato di raccogliere le istanze del
proprio territorio e di rappresentarli con la presentazione di una
norma che ripristina una particolare situazione a favore di un
teatro comunale, il Teatro comunale di Adrano, che è stato fondato
nel 1779 grazie a un decreto dell'allora Viceré Alcalà, con fondi
che provenivano dalla tassazione del pane e degli ortaggi dei
cittadini di Adrano, quindi questo Teatro di Adrano rappresenta un
sito storico.
E questa norma, la norma che è stata presentata con l'articolo 64
della legge n. 15/1993, ha permesso nel 2004 la riapertura del
Teatro di Adrano, che era stato vandalizzato negli anni precedenti.
Oggi questo teatro, per mancanza di fondi a livello comunale,
rischia l'inattività, la chiusura.
Quindi, questo intervento, con questa norma ripresentata, non solo
garantisce al Teatro di Adrano la salvaguardia di questo sito
importante, ma permette degli interventi ordinari e straordinari,
perché si possa continuare l'attività culturale in quel territorio,
anche perché il Teatro di Adrano rappresenta, insieme con il
Castello normanno e il Ponte dei Saraceni, un importante sito
storico e culturale di questa comunità.
Quindi io invito l'Aula ad accogliere quest'articolo, per
consentire di nuovo la salvaguardia e l'attività di un sito
importante, che rappresenta per una comunità un centro culturale e
di legalità. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, parlamentari, visto che possiamo intervenire una
sola volta su questo maxiemendamento cercherò di essere veloce e di
toccare un paio di aspetti che riguardano un po' tutti questi
articoli.
Mi permetto di dire che, però, alcuni emendamenti che avevamo
presentato ai testi originari sono saltati. Vedremo cosa si può
recuperare e come recuperarlo, perché c'è anche qualcosa di
importante.
Io intervengo in particolar modo su due articoli. Uno l'ho già
approfondito bene, però ci voglio ritornare ed è l'articolo 87
Zone franche per la legalità . E' stato fatto un intervento - l'ha
seguito bene l'onorevole Gucciardi insieme al capogruppo - che
mette in condizione di fare intervenire i piccoli comuni, i comuni
sotto i 50 mila abitanti, e quindi città importanti come
Castelvetrano - importanti per il significato che hanno per la
lotta alla mafia - anche nelle Zone franche per la legalità.
Signor Presidente mi permetta di ringraziarla, perché non ha
abbandonato l'Aula un attimo. Anche Crocetta l'aveva fatto la
scorsa volta, poi strada facendo lo abbiamo perso. La prego di
continuare così per tutta la legislatura.
Qual è la mia preoccupazione? Questo è uno strumento
importantissimo, perché le Zone franche per la legalità ci mettono
in condizione di finanziarie le imprese. Cioè il lavoro vero lo
possiamo costruire in territori delicati con il finanziamento delle
Zone franche. Era previsto un finanziamento, l'Assessore Turano lo
ricorda benissimo, di 50 milioni di euro per le zone franche. Non
solo, sono stati fatti alcuni passaggi importanti: ci sono stati 27-
28 comuni che hanno già deliberato per questo percorso e stiamo
parlando della provincia di Agrigento, Caltanissetta ed Enna.
Giusto Assessore, sono preparato? La prego di correggermi se
dovessi sbagliare.
TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, giusto.
DIPASQUALE. Queste tre province pronte per partire e parliamo di
una parte della Sicilia che si trova in trincea ed in prima linea
nella lotta contro la mafia.
Aspettiamo il bando, intanto per favore dobbiamo partire, per
favore partiamo con questo bando; onorevole Presidente la prego di
attenzionarlo in prima persona, di partire con il bando ed io non
so se questi 50 milioni ci sono tutti, perché devono esserci tutti,
non vorrei che strada facendo rispetto a quello che era questo
gruzzoletto che avevamo lasciato dalla precedente esperienza si
fosse perso per strada, perché togliere un milione di euro, 10
milioni di euro da questi 50 milioni di euro significa togliere
lavoro e il lavoro è davvero l'unico strumento serio che la
politica può fare per togliere manovalanza alla mafia.
Quindi siamo in dirittura d'arrivo, questo è uno strumento che voi
e lei, signor Presidente, insieme al suo Assessore, lo può
concludere, fermo restando quello che abbiamo fatto con l'articolo
87 che ci mette in condizioni di andare oltre con i piccoli Comuni
ma intanto questa fase chiudiamola e diamo questo strumento vero,
importante.
Io non parlo mai di mafia, di lotta alla mafia, lei lo sa
onorevole Presidente, alcuni politici ne parlano troppo io quasi
mai, forse è la prima volta, perché ritengo che gli strumenti poi
la fanno ai magistrati e alle Forze dell'ordine.
Noi non abbiamo in primis grandi strumenti - io parlo del
Parlamento siciliano - questo è uno strumento concreto, è uno
strumento serio, attuiamolo.
Altra cosa, mi dispiace che non sia presente l'Assessore Razza,
che anche lui, comunque, è stato presente per tutto il tempo, così
come tutta la Giunta non quanto l'Assessore Cordaro che non ha
lascito per un attimo il suo posto
MUSUMECI, presidente della Regione. Lei fa la pagella a tutti
DIPASQUALE. Mi metta in condizione, io ho un legame perché
proveniamo dalla stessa
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, il tempo è trascorso, si avvii
alla conclusione.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io lo capisco però lei non
dimentichi che la durata di ogni intervento è di 20-30 minuti se
qualche secondo scappa ...
PRESIDENTE. Ma se lei divaga su altre cose, ovviamente il tempo
non trascorre mai
DIPASQUALE. Signor Presidente, ci vuole un minimo di pazienza
PRESIDENTE. Sì, però lei si attenga all'intervento che deve fare
DIPASQUALE. Lei già mi ha fatto perdere tempo per concludere. Mi
avvio alle conclusioni toccando l'articolo 86 che è l'autismo:
prevediamo un aumento dallo 0,1 allo 0,2, verissimo, buonissimo,
serissimo questo intervento.
Lo sa qual è il problema, signor Presidente, che già lo 0,1 non
veniva applicato, quindi io la prego se lei vuole davvero fare una
cosa utile, una cosa vera, se vogliamo garantire che questo
deliberato del Parlamento venga rispettato dobbiamo prevedere la
sanzione.
Visto che si tratta di un argomento serio che è la lotta
all'autismo e visto che il Parlamento ha questa voglia di bloccare
lo 0,2 dobbiamo dire che i manager, i direttori che non rispettano
vengono tolti, perderanno il loro ruolo proprio per volontà del
Parlamento.
Io preparerò un emendamento su questo, lo possiamo concordare
insieme perché la dobbiamo prevedere una sanzione di questo tipo
altrimenti faremo da 0,1 a 0,2 non applicavano lo 0,1 non
applicheranno lo 0,2.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, ho già avuto modo di esprimermi sulle
modalità con cui è stato collazionato questo testo ed esprimere
anche le critiche. Entrando nel merito, comunque, di qualche
articolo c'è da fare, c'è da entrare poi, appena, comunque
quest'Aula comincerà ad analizzare nel merito ciascun articolo, su
tutte quelle che sono queste misure. Al netto del fatto che molte,
ho appreso stralciate con riserva, sono pertanto rientrate a
seguito di riscrittura. D'accordo, però con tutte le criticità che
queste riscritture comportano.
Le convenzioni per idromoto che sono ritornate, il contributo al
Teatro comunale di Adrano. Leggo quelle che presentano le maggiori
criticità: interventi Targa Florio, Ente Fiera di Messina,
istituzione - questo qui potrebbe andare anche bene, c'è stata una
discussione in Commissione Bilancio' -, Fondo regionale per le
politiche giovanili, Teatro popolare Samonà. Andiamo oltre:
promozione vino sui mercati dei Paese terzi - questa è rispuntata -
, contributo straordinario al Libero consorzio di Caltanissetta
che, praticamente, va ad erogare le somme previste nello stralciato
articolo 61 della norma per il Club nautico di Gela, impugnato,
stralciato, meglio perché contributo a privati, praticamente,
ritorna attraverso l'assegnazione a Libero Consorzio di
Caltanissetta con una destinazione precisa. Mi sembra qualcosa di,
quanto meno, singolare.
Andando ancora oltre mi sono soffermata nel dettaglio a leggere
che all'articolo 67 - modifiche alla legge 10 del 2014, quindi
sull'amianto, bonifica e smaltimento amianto - comma 14, 1bis, vi è
l'aggiunta di un comma in cui, leggo testualmente si dice: Nelle
more della realizzazione dell'impianto di trattamento di cui al
comma 1 è consentita la realizzazione di impianti per lo
smaltimento dell'amianto mediante adeguamento o la realizzazione ex
novo di discariche pubbliche, quest'ultime, preferibilmente,
all'interno di cava e miniere dimesse .
Questa è una norma di una pericolosità incredibile. Stiamo andando
ad introdurre possibilità di nuove discariche, di bombe ecologiche
ancorché siano previste nella legge le modalità della bonifica.
Però, non vi sono appostamenti economici finalizzati alla
lavorazione dell'amianto che, come sappiamo, deve avere prima di
essere smaltito. Ricordo nel processo che portò alla scrittura
della legge n. 10 del 2014 si era trovata un'intesa in questo
Parlamento per la trasformazione dell'amianto, per renderlo inerte
e, quindi, non l'individuazione di nuovo discariche.
A quale gioco stiamo giocando? Cosa c'è ancora di nascosto in
questo testo che non riusciamo a decifrare fino in fondo anche
perché i tempi sono compressissimi, quindi, chiunque avrebbe
difficoltà?
Ancora avanti ci sono dei trasferimenti al trasporto pubblico
locale del comune di Catania, ancora sanzioni derivanti da
abbandono di animali. Vorrei che, poi, si potesse chiedere, nel
merito, all'Assessore, chiarimento. La norma nazionale già
introduce delle sanzioni, si parla di Codice penale. Perché
dobbiamo andare ulteriormente a normare su questa materia?
Complessivamente il Movimento Cinque Stelle ha dato dei contributi
anche in questo testo. Le somme da destinare alla rete integrata
per i servizi per l'autismo e pertanto l'aumento della destinazione
dello 0,1 per cento aumenta allo 0,2 per cento per avviare a piena
funzionalità i centri per la diagnosi ed il trattamento intensivo
precoce. Poi, ancora ho presentato un emendamento per far sì che
l'Assessorato alla famiglia possa avviare le convenzioni previste
per dotare i ristoranti e i luoghi di ristorazione pubblica e
privata dei contenitori per raccogliere il cibo e lo spreco, nel
senso dell'applicazione della legge nazionale passata contro lo
spreco alimentare, e mi piacerebbe che poi un percorso si potesse
anche avviare in quest'Aula, dopo questa Finanziaria', per
contrastare invece lo spreco farmaceutico, altra nota dolente in
termini di contrasto allo spreco.
Ancora, andando oltre, interventi per il turismo. Il commento
rimane sospeso, in questo momento, rispetto a quello che realmente
succederà di questo testo.
È chiaro che, come già detto, se un testo di norme finanziarie
arriva a diventare un papello' in cui ognuno mette la propria
firma a lato di questo, è un testo che è di tutti e di nessuno e ha
delle finalità che vanno ognuno in senso opposto rispetto a quella
che dovrebbe essere, invece, una direttrice economica direzionata
verso il raggiungimento di alcuni obiettivi, unica ed unitaria.
Evidentemente, forse, non c'è neanche in questa riscrittura la
possibilità di poter avviare e presentare un modello funzionale. Il
disegno che viene fuori è che ciascuno, per le finalità non sempre
generali e non sempre con finalità universali, mentre questa invece
è la finalità che proviamo a rispettare fino in fondo come
Movimento Cinque Stelle, tira per la giacchetta questa Regione che
poi dovrà erogare a pioggia. Questo è un comportamento ed è un
atteggiamento sul quale non saremo mai d'accordo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, cittadini, da rappresentante dei siciliani posso dire
che, al momento, mi sto vergognando relativamente all'iter di
questa Finanziaria'. Mi sto vergognando perché mi chiedo se,
effettivamente, una Finanziaria' debba essere trattata con questi
Comm.1 e Comm.2.
Chiedo alla Commissione Bilancio', ma anche all'Assessore di
riferimento: è possibile che all'interno di una Finanziaria' si
mettano norme con i diremo , faremo , vedremo , intanto
mettiamocele.
È possibile che una legge di Finanziaria' che dovrebbe essere una
legge importante per il popolo siciliano venga realizzata in questo
modo? Per non parlare poi del Comm.1, all'interno del quale sono
stati inseriti vari articoli di vari riferimenti.
A questo punto non chiamiamoli articoli ma mettiamo direttamente i
nomi e cognomi. Sono articoli che, effettivamente, servono per il
rilancio della nostra martoriata Sicilia? Io questo me lo continuo
a chiedere. E lo chiedo anche a voi colleghi. Cerchiamo di avere
uno scatto di orgoglio e di sopprimere tutte quelle norme che hanno
dei nomi e cognomi e che non servono affatto al rilancio della
Sicilia.
Come è possibile inserire all'interno del Comm.1 il Fondo sulle
politiche giovanili che può essere un fondo importante per i nostri
giovani che sono stati, su questa legge Finanziaria',
completamente bistrattati. Non c'è stato finora un articolo che
abbia parlato dei giovani siciliani. Si inserisce l'articolo del
Fondo per le politiche giovanili all'interno di altri articoli che
poco servono ai siciliani.
Noi come Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre avuto a cuore i
nostri giovani ed abbiamo avuto a cuore i giovani vedendoli, non
come un problema ma come una risorsa. Ecco perché, negli anni
passati, abbiamo realizzato dei progetti che hanno coinvolto vari
giovani nella vita sociale siciliana.
A questo punto non è possibile che, all'interno di questo Fondo,
vengano messi solo ed esclusivamente settantamila euro. Cosa sono
settantamila euro a fronte di tutti i soldi che stiamo sperperando
all'interno di questa Finanziaria'?
Allora, colleghi, mi rivolgo soprattutto a voi. Cerchiamo,
all'interno di questo Comm.1, di avere uno scatto di orgoglio e di
bocciare tutte quelle marchette', come abbiamo già detto più
volte, che sono state inserite all'interno di questo testo e spero
Presidente che ci dia nuovamente la possibilità di potere
intervenire su questo testo perché non è possibile fare passare
determinati articoli. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno.
DE LUCA CATENO. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonio.
Non è presente in Aula, quindi decade. Stessa cosa vale per gli
onorevoli Cafeo, Arancio e Catanzaro.
E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
parlare, in questo momento, ad un'Aula non pienissima e semideserta
sicuramente non dà la misura e l'importanza di un momento così
delicato perché con un solo emendamento stiamo portando avanti il
lavoro della Finanziaria' in maniera spedita perché abbiamo tanti
articoli, stiamo parlando di tante materie e di tante fattispecie.
Io mi riservo di dare una valutazione rispetto a quello che può
essere questo documento soltanto quando ci sarà l'espressione del
voto finale sulla Finanziaria', per cui vorrei soltanto accennare
invece, visto che mi è data la possibilità di intervenire soltanto
per una volta, rispetto ad alcuni argomenti che ritengo, invece,
importanti a fronte di altri che, probabilmente, avrei guardato in
un secondo tempo, detto francamente.
Vorrei sollecitare l'attenzione del Governo nonché dei colleghi,
rispetto ad un subemendamento che ho presentato e che, mi auguro,
verrà distribuito dopo, che riguarda l'articolo 48, cioè gli
interventi per la tutela dello sport.
Quando in questa previsione di spesa 500 mila euro vengono
utilizzati, io ho inserito che all'interno della dotazione già
prevista, parte degli interventi verranno destinati ai portatori di
handicap che hanno una disabilità dal 67 per cento in poi, per cui
un importante handicap.
Sappiamo benissimo che lo sport è catartico, ha un ruolo
importante non solo dal punto di vista fisico ma anche dal punto di
vista psicologico per cui, ritengo che possa essere una buona
iniziativa quella di inserire tra queste anche le iniziative volte
a valorizzare anche lo sport per i disabili.
Continuo Presidente con l'altra norma che è quella che riguarda
gli ispettori del lavoro. Propongo una norma che aggiunga a quello
che è stato previsto la possibilità di creare nuove figure di
ispettori del lavoro delegando al Dipartimento del lavoro le
competenze così come è dovuto, poiché attraverso la contrattazione
di II livello che chiaramente non è oggetto della discussione di
una norma ma che viene fatta in II livello, appunto, attraverso le
individuazioni del FAMP si possano appostare delle somme che
possono creare le condizioni sia perché gli ispettori possano
lavorare meglio nell'attività che fanno ma, soprattutto, perché se
ne possano creare di nuovi, perché la classe degli ispettori del
lavoro comincia a diventare sempre più esigua e, allora, piuttosto
che ricorrere agli ispettori ministeriali che vengono qui durante
il periodo estivo perché non dare la possibilità al nostro
personale di qualificarsi e di diventare ispettori a tutti gli
effetti facendo anche delle procedure concorsuali ma che diano
anche una dignità maggiore a questo corpo che svolge un ruolo
importante non solo nella soppressione ma anche nel controllo.
Ricordiamo che sui cantieri di lavoro, il controllo dei possibili
incidenti viene fortemente arginato dalla presenza dell'ispettore
che non è solo una figura che fa timore ma che diventa garanzia del
lavoratore e di chi dà lavoro.
Continuo rapidamente con l'altro emendamento. L'argomento di cui
parlavo prima. Il garante del disabile. Questa norma mi sta molto a
cuore perché nel 2009 ne fui l'estensore. Ritengo che però sia
corretto che se approviamo - in questa occasione ho presentato il
sub emendamento - al di là dell'allocazione fisica, che secondo me
non c'è migliore occasione rispetto a quello che è il Dipartimento
dove ci sono tutti i servizi che possono maggiormente interloquire
e dare sostegno, peraltro, una figura che viene indicata
dall'Assessore stesso alla famiglia, ma diamo soprattutto questa
copertura economica che già esiste, diamo la possibilità di
utilizzare questi 100.000 euro. Potrebbe utilizzarne soltanto 1.000
- se non sa farlo - 50, 30 non poniamo limiti
Diamo l'opportunità, avendo la dotazione finanziaria, di
utilizzare ciò che c'è, per cui senza alcun aggravio aggiuntivo di
spesa, il subemendamento guarda in questa versione e ad una
soppressione eventuale di quello attuale perché allocarlo in un
posto o in un altro, a mio avviso, diventa assolutamente superfluo.
Terza indicazione. Ritengo molto importante un emendamento,
Presidente, perché ci permetterà di evitare lo spreco di altri
soldi.
Abbiamo, per scelte fatte in passato, scelte fatte dal Governo
precedente, voluto accanirci nel continuare ad opporci a delle
cause di lavoro che riguardavano la società SAS. La società SAS è
stata soccombente ad ogni grado di giudizio. Adesso sta per
arrivare - quasi tutti i lavoratori - in Cassazione.
Abbiamo perso 11 milioni di euro perché se queste transazioni
fossero state fatte prima avremmo potuto risparmiare questi soldi.
Una delibera di Giunta che ci condannava ad un percorso, per cui
le società dovevano, erano obbligate a dovere comunque ricorrere,
probabilmente, ha impoverito la Regione, arricchito qualche
avvocato ma, soprattutto, dato tanta precarietà ai lavoratori che,
oggi, hanno finalmente una possibilità, di diventare lavoratori a
tempo indeterminato.
Facendo delle transazioni, queste transazioni consentiranno -
nella fattispecie alla società SAS - di potere dare corposità
all'organico che viene stabilito in maniera chiara per cui questi
soggetti quindi diventeranno a tutti gli effetti parte di una
società.
Presidente, questi soggetti erogano servizi, diamo servizi grazie
a questa società. Servizi che vengono resi negli ospedali, che
vengono resi nelle sale operatorie, servizi che oggi diventano
importanti. Molto spesso gli operatori SAS, negli ospedali, si
sostituiscono a quello che dovrebbero fare i soggetti della sanità
stessa, per cui avere approvato ed avere inserito questo
emendamento che evita l'ulteriore contenzioso con la società, ci fa
risparmiare altri 14 milioni che avremmo dovuto continuare a
spendere, se avessimo continuato queste opposizioni, invece facendo
questo diamo certezza ai lavoratori, che diventeranno lavoratori di
una società consortile che è la società SAS che espleta un servizio
importante e credo che avremmo dato una buona lezione di finanza
regionale perché in questo caso si tratta di un risparmio.
Per quello che mi riguarda vorrei aggiungere che per il 111, il
garante del disabile, nonché per il 101, gli ispettori del lavoro,
e per il 48 - lo riepilogo a me stessa - mi piacerebbe che ci fosse
una condivisione da parte del Parlamento perché quando arriverà la
pletora degli emendamenti saranno tutti messi nello stesso
calderone e così non è.
Non si tratta di emendamenti che riguardano prebende, piccole
iniziative che, per carità, in alcuni casi possono avere grande
importanza sul territorio, ma che riguardano temi generali per cui,
se su questa impostazione il Governo, il Parlamento vorranno
accogliere questi suggerimenti, ritengo di non avere aggravato, col
mio intervento, nessuna delle ore che abbiamo trascorso in
quest'Aula ma, forse, può essere stato uno spunto per rendere
migliore una norma che sicuramente è perfettibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mancano soltanto due interventi,
quello degli onorevoli Zitelli e Lupo, quindi, fra dieci minuti
cominceremo a votare.
FOTI. Presidente, ma non ero iscritta pure io?
PRESIDENTE. No, onorevole Foti. Se vuole, può iscriversi a parlare
sull'articolato.
Alcuni colleghi mi hanno chiesto di essere iscritti a parlare
sull'articolato, come gli onorevoli Cancelleri, Di Caro, Cappello,
De Domenico, Siragusa e Tancredi.
Onorevole Foti, vuole parlare ora o sull'articolato?
FOTI. Dopo, sull'articolato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zitelli. Ne ha
facoltà.
ZITELLI. Signor Presidente, allora anch'io chiedo di intervenire
sull'articolato, così faccio l'intervento dopo quando si tratta il
subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Zitelli, ormai lei ha chiesto di parlare.
Parli anche sull'articolato, non si preoccupi.
ZITELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo parlare
dell'articolo 47 Trattamento integrativo personale in quiescenza
EAS (Ente Acquedotti Siciliani) .
E' un articolo giusto perché finalmente mette fine ad uno stato di
disagio di alcuni pensionati anche perché c'erano degli impegni
presi in passato da parte della Regione siciliana che, poi,
arrivato ad un certo punto, sono stati bloccati.
Noi abbiamo presentato come Gruppo, poi è stato firmato da tutti i
Gruppi politici del Parlamento e, per questo, ringrazio tutti i
Capigruppo, un subemendamento che parla della stessa materia ma per
quanto riguarda i pensionati ex ASI.
Un problema drammatico. E con questo subemendamento viene
eliminato lo stato di disagio di questi pensionati ASI.
Ma, soprattutto, quello che ci sta a cuore, ne abbiamo parlato
tanto con l'assessore Armao e con l'assessore Turano, è che
evitiamo di esporre la Regione siciliana ad una serie di
contenziosi.
Abbiamo fatto una ricerca minuziosa. Ho relazionato, ho
portato 34 sentenze all'assessore Armao, non ultima quella della
Corte costituzionale di un anno fa, dove bacchettava la Regione
siciliana proprio perché doveva intervenire. Quindi, secondo noi, è
una cosa importante.
Abbiamo avuto modo di parlare anche in III Commissione con il
presidente Ragusa. Abbiamo sviscerato il problema e c'è stato anche
il parere positivo.
Quindi, secondo noi, è una cosa importante e finisco col
ringraziare nuovamente i colleghi perché è stato un subemendamento
firmato da tutti i Gruppi politici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Non è
presente in Aula.
Onorevoli colleghi, abbiamo detto che si comincerà a votare tra 10
minuti, pertanto la seduta è sospesa fino alle ore 14.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.23, è ripresa alle ore 14.59)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi il
Presidente della Regione e arrivino gli altri colleghi, dopo gli
interventi che ci sono stati prima dell'analisi del COMM.1, hanno
la possibilità di intervenire e si sono iscritti a parlare per i
cinque minuti a disposizione gli onorevoli Lupo, Palmeri,
Cancelleri, De Caro, Pagano, Cappello, De Domenico, Pullara,
Siragusa, Foti e Tancredi. Le iscrizioni a parlare sono chiuse.
CANCELLERI. C'eravamo iscritti tutti a parlare
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, i componenti del Gruppo Movimento
Cinque Stelle si erano iscritti tutti a parlare; lei avrà
verificato che alcuni di questi hanno parlato, alcuni hanno
rinunciato, quindi gli altri hanno, di fatto, rinviato l'intervento
alla discussione dei singoli articoli, per chiarezza.
PRESIDENTE. E sono tanti, non so se tutti. Io mi sono trovato un
elenco che è stato stilato dal Presidente Di Mauro. Facciamo una
cosa, Presidente Di Mauro, venga a presiedere lei cinque minuti, io
non ho capito niente e risolviamo il problema, è inutile che ci
complichiamo la vita.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento COMM1.1 soppressivo
dell'articolo 45.
MILAZZO. Chiedo cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE. L'onorevole Milazzo chiede cinque minuti di
sospensione. Pertanto, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle 15.03, è ripresa alle ore 15.12)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, iniziamo a votare il comma 1,
cosiddetto, con gli emendamenti che sono già stati distribuiti. Il
numero 45 al primo comma e così via è soltanto indicativo, perché
ormai l'articolo, quegli articoli non esistono più, esiste questo.
Gli uffici hanno lasciato l'indicazione del numero per fare capire
a quale articolo si riferiva.
Si passa al subemendamento COMM 1.1. Lo pongo in votazione.
FOTI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento COMM 1.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento COMM 1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 30
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento COMM 1.2, soppressivo dell'articolo 46.
CANCELLERI. Rispetto all'articolo 45, voglio richiamare un
emendamento che c'era nel fascicolo, perché io ho capito che di
volta in volta li potevamo richiamare, io non li ho presentati i
sub emendamenti
PRESIDENTE. E non sono tra questi che avete presentato?
CANCELLERI. No, perché c'è un emendamento di soppressione dei
commi 2 e 3 del 45 e io volevo richiamare quello lasciando solo il
comma 1. Il Presidente ha detto che li potevamo richiamare.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Il maxi
emendamento azzero tutto.
PRESIDENTE. Intendevo che li potevate ripresentare, se non è
stato fatto..
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Calma Non vi agitate Se è stata detta una cosa,
ovviamente è valida.
Vediamo di capire quanti sono questi emendamenti; cortesemente,
dovete essere molto veloci nel dirlo e molto precisi. Il problema è
che li dobbiamo nominare, numerare, la difficoltà sta nel fatto che
essendo questi numerati non essendoci gli altri. In ogni caso,
onorevoli Cancelleri, mi dicono gli uffici, che la soppressione del
comma 3, quindi l'emendamento relativo alla soppressione del comma
3 non è ammissibile perché la copertura è di tutto l'articolo
quindi non si potrebbe.
Ho una seria difficoltà a fare questo lavoro che dicevamo, perché
c'è una numerazione degli emendamenti che è quella che è stata
fatta. Se noi tra le parti si cerca sempre una soluzione, se
evitiamo il voto segreto che ogni volta comporta 4 minuti di tempo
lo possiamo fare velocemente, al limite, lo possiamo anche fare, se
ogni cosa di queste è con voto segreto finiamo tra due giorni e
quindi non mi posso permettere di farlo.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, visto e
considerato che già sono numerati in precedenza, se c'è l'accordo
dei componenti dell'Aula, credo che possiamo fare riferimento alla
ex numerazione quando si presenta il caso.
PRESIDENTE. Il subemendamento ora è un altro che è questo.
TANCREDI. Basta semplicemente richiamarlo, senza doverlo
esplicitare.
PRESIDENTE. Senza bisogno di riunire la Conferenza dei Capigruppo
facciamolo direttamente in Aula, se c'è un accordo reale per cui
valutando tutti questi emendamenti evitiamo su ognuno il voto
segreto, io sono favorevole non ho nessun problema; però, guardate
quanti sono questi, se andiamo a recuperare questi significa
qualcosa come 200 emendamenti per ogni votazione segreta ci
vogliono mediamente 3-4 minuti, capite bene che non me lo posso
materialmente permettere, se c'è questo impegno. Non c'è. Ed
allora, rimangono gli emendamenti del fascicolo che è stato
distribuito.
CIANCIO. Non è possibile
PRESIDENTE. Ne abbiamo già discusso onorevole Ciancio, è
possibile.
Pongo in votazione il subemendamento COMM 1.2 L'art. 46 è
soppresso .
È stata richiesta la votazione per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento COMM 1.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento COMM 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 69
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 27
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento COMM 1.3, soppressivo dell'articolo 48.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non é approvato)
Si passa al subemendamento COMM 1.4, a firma degli onorevoli De
Luca Cateno e Caronia.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Però, così, interviene pure lei
CANCELLERI. Allora, chieda al Governo, per favore, di poter
spiegare dove sono queste scuole, dove si trovano in Sicilia.
PRESIDENTE. Non è che mi sembra tanto complicato, onorevole
Cancelleri, sinceramente.
ARANCIO. Bisogna cassare la percentuale. Non bisogna andare oltre
le parole portatore di handicap . Non possiamo definire una legge
nazionale.
PRESIDENTE. Io sarei assolutamente d'accordo. I firmatari
dell'emendamento sono d'accordo? Onorevole Caronia, abbiamo trovato
un accordo? Qual è la parola che deve saltare?
CARONIA. Lo spiego?
PRESIDENTE. Lo leggiamo, onorevole Caronia. Cassare le parole da
portatori fino al 100% . Quindi, fare quello che ha chiesto
l'onorevole Arancio di togliere le percentuali.
ZAFARANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi questa mattina si
era addivenuti ad una situazione, sulla quale eravamo concordi, sul
fatto che di volta in volta, in relazione all'articolo, potevamo
avere la possibilità di ripescare gli emendamenti che sono stati
fatti al testo originario di partenza, al testo della finanziaria
e, laddove necessario, non ripresentarli ma li ripescavamo con la
numerazione presente. Se lei mantiene questa disponibilità, che ci
aveva già dato stamattina, lavoriamo nel merito e vediamo di fare
una lavoro degno di quest'Aula, senza comprimere i tempi.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, stamattina noi avevamo un problema
di tipo tecnico che era quello di presentare gli emendamenti a
quello che era un subemendamento. Allora abbiamo detto:
riprendeteli, quelli che volete presentare, e li presentiamo
comunque. Dovete avere la gentilezza di fare finire di parlare.
Dopodiché, siccome ne sono stati presentati tanti ma non sono stati
ripetuti quelli che esistevano, mi rendo conto che al novantanove
su cento c'è stato comunque, nella migliore delle ipotesi, un
misunderstanding, cioè un problema di questo tipo e, quindi, mi
sono reso disponibile a recuperare quegli emendamenti che voi
volevate valutare. L'unica cosa che ho chiesto, visto e
considerato che io, comunque, ho un crono-programma al quale non
posso venire meno, ho chiesto se questi emendamenti che
recuperiamo, mi fate la cortesia di votarli senza che, per ogni
emendamento, si parta dai quattro minuti ed al voto segreto, sono
emendamenti che poi li facciamo velocemente e sono in condizione di
recuperarli. Se, su questi emendamenti, chiedete il voto segreto,
non lo posso più fare.
SAMMARTINO. Senza, non lo può chiedere all'Aula. Su quelli
richiamati
PRESIDENTE. Non ho detto di limitare, su quelli che vengono; su
questi è ovvio che si può fare il voto segreto. Io ho parlato di
quelli nuovi, se per quelli che recuperiamo evitiamo di averli come
voto segreto
Andiamo avanti. Ovviamente, la numerazione di questi emendamenti
sarà un po' confusa, spero che gli Uffici ce la facciano a reggere
questa confusione.
pongo in votazione il subemendamento COMM 1.4. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento COMM 1.5, a firma degli onorevoli
Palmeri ed altri.
CANCELLERI. Se chiede al Governo di spiegare l'articolo 49?
PRESIDENTE. Siccome su questo c'è una riscrittura del suo
Capogruppo, ma siccome, onorevole Cancelleri, diamoci una mano Se
c'è una riscrittura del suo Capogruppo, vuole dire che lo avete
capito cosa diceva quello di prima
CRACOLICI. E' riscrittura?
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MILAZZO. Quale emendamento, signor Presidente?
PRESIDENTE. Voi mi dovete seguire velocemente perché altrimenti
non ce la facciamo più. Emendamento COMM 1.5 è L'articolo è così
sostituito .. , a firma dell'onorevole Zafarana, ed è tutto
riscritto. Mi dicono gli Uffici che la copertura non è sufficiente
per cui se il Governo mi dice che dà poi una copertura sulla
manovra.
CRACOLICI. Però, non ci complichiamo la vita
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, con la riscrittura la copertura
non c'è più. Onorevole Cracolici, non ci prenda a tutti per
stupidini, diciamo così, altrimenti non lo dicevo ovviamente. Se il
Governo dà questa copertura sulla manovra, lo possiamo fare.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, un attimo, perché non so su che
cosa deve parlare. Se non risolviamo questo problema
Assessore, c'è o non c'è la copertura?
Se non c'è copertura lo dichiaro inammissibile.
CANCELLERI. Se manca la copertura allora manca su tutto
l'articolo.
PRESIDENTE. L'articolo 49 è coperto, è questa riscrittura che non
ha copertura.
CANCELLERI. Non capisco questa cosa, qual è il problema?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la riscrittura ha cambiato i
capitoli di copertura. Con i nuovi capitoli di copertura la
copertura non c'è. Su quelli precedenti c'era. O il Governo mi dice
che potrà coprirli o niente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi possiamo
essere favorevoli o contrari ma incartarsi inutilmente mi pare una
cosa stupida.
Credo che l'onorevole Palmeri abbia riscritto il testo
dell'articolo 49 prevedendo, a differenza di prima, l'Avviso. Solo
che ora è prevista la copertura.
Ma, nel testo, la copertura era nella manovra, quindi, a quel
testo di riscrittura, basta togliere la copertura prevista e la
lascia alla manovra.
E risolviamo il problema.
PRESIDENTE. Governo, c'è la copertura o no?
Onorevole Palmeri, se lei è disponibile ad eliminare da
attrezzature fino alla fine, è esattamente la riscrittura, senza
alcun'altra indicazione.
PALMERI. Va bene.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
FOTI. Signor Presidente, chiedo la controprova.
CRACOLICI. Onestamente migliora la norma.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. La Commissione si era espressa contraria a maggioranza
sulla prima parte dell'emendamento che poi è stato modificato.
La Commissione ha dato parere favorevole alla modifica proposta
dall'onorevole Palmeri.
PRESIDENTE. Si proceda con la controprova.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa al Comm 1.6, soppressione dell'articolo 50. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al Comm. 1.7
SUNSERI. C'era un modificativo.
PRESIDENTE. Recuperiamo il modificativo. 50.2 del vecchio
fascicolo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
SUNSERI. Abbiamo regalato 300 mila euro all'ACI.
PRESIDENTE. Si passa al Comm 1.7. L'articolo 51 è soppresso. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Non ci sono sostitutivi. Passiamo al Comm. 1.8, sull'articolo 53.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Stessa cosa per l'articolo 56.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al Comm.1.10 sull'articolo 57.
FOTI. Presidente non si capisce niente, in fondo non si sente
niente.
PRESIDENTE. Io vado avanti, basta che mi fermate mi fermo. Ho
fatto votare per la soppressione il 56. Ed è stato votato contro.
Ora siamo al comm. 1.10, per la soppressione dell'articolo 57.
Onorevole Foti, purtroppo, hanno fatto questi lavori in
quest'Aula, se avessero lasciato quelli che c'erano era meglio. Non
posso passare sette ore piegato così, perché torno a casa in
ambulanza. Se stessimo zitti, mi sto mettendo più vicino possibile
ai microfoni. Non so che fare.
Siamo all'articolo 57, comm. 1.10. L'articolo 57 è soppresso. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al Comm. 1.11. L'articolo 58 è soppresso'. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
FAVA. Si deve recuperare un mio emendamento presentato ieri.
PRESIDENTE. C'è da recuperare un emendamento dell'onorevole Fava?
Abbiamo votato contro la soppressione dell'articolo 58.
All'articolo 58 è stato presentato l'emendamento 1.55,
subemendamento, a firma degli onorevoli Zafarana ed altri. E' un
subemendamento all'articolo 58. All'articolo 58 è aggiunto il
seguente comma: entro 90 giorni dall'approvazione della seguente
legge la Regione stipula le convenzioni di cui all'articolo 9 .
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al Comm. 1.12, sull'articolo 59.
Lo pongo in votazione.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
palese nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio palese nominale Comm. 1.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale palese del
Comm. 1.12.
Stiamo votando la soppressione dell'articolo. Chiarisco il
significato del voto: chi non è favorevole deve votare rosso; chi è
favorevole deve votare verde.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 23
Contrari 39
Astenuti 00
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.57, a firma del
Governo.
Onorevoli colleghi, non è nel fascicolo, è stato distribuito
adesso.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio palese nominale.
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, c'è un subemendamento all'articolo 59, fatto dal
Governo, che chiarisce la destinazione dell'importo rappresentato,
qual è la finalità. Questa riscrittura servirebbe a sostituire
quello che si è previsto nel testo. Ed anticipo il nostro voto
favorevole.
PRESIDENTE. Abbiamo già votato la soppressione, ora dobbiamo
votare questo emendamento del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
CANCELLERI. Signor Presidente, lei ha utilizzato la formula per il
mantenimento dell'articolo, quindi non possiamo più emendare.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, se questo è il suo ragionamento,
io non recupero più nessun emendamento.
CANCELLERI. Ma lei lo ha detto
PRESIDENTE. Io non ho detto niente. Io ho fatto votare il
soppressivo.
CANCELLERI. Lei ha utilizzato la formula per il mantenimento
dell'articolo.
PRESIDENTE. No, no, io ho fatto votare il soppressivo, onorevole
Cancelleri. Non fate i furbi. Non ha importanza quello che dice.
Andiamo avanti.
CANCELLERI. Comunque, non è importante casomai quello che dice lei
e porti rispetto la prossima volta. Lei, quando fa il Presidente, è
Presidente di tutti i parlamentari.
PRESIDENTE. Io ho detto che non ha importanza in questo argomento,
non tutto quello che dice lei.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. E' stato presentato ieri un emendamento, a firma mia e di
altri tre colleghi dei Cinque Stelle, che prevedeva la possibilità
di spostare la posta prevista per l'Istituto di giornalismo di
duecento mila al capitolo 183723 "Indennizzi in favore delle
vittime in relazione alla criminalità", vincolato ad Indennizzi
per i giornalisti che hanno subìto danneggiamenti , e questi
duecento mila euro servivano a costituire un fondo ad hoc per
questi giornalisti.
Cosa che ci sembra molto più degna di finanziare un Istituto di
giornalismo, che tale non è. Di questo emendamento continuo a non
avere traccia, ma è stato presentato ieri, accolto dagli uffici, e
vorrei che potesse essere votato. L'ho appena riconsegnato.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, questo emendamento quando è stato
presentato?
FAVA. Ieri pomeriggio ad uno dei funzionari che sono seduti
accanto a lei, con quattro firme in calce.
PRESIDENTE. Io, contrariamente a come fanno altri, le credo, anche
se non l'avevamo qua. Mi fido assolutamente di lei, quindi lo
considero.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Grazie onorevole Fava. Certamente, sul piano del principio, il
Governo non può che condividere la lodevole intenzione
dell'onorevole Fava e la pregherei, se possibile, di trasformare
questo in un ordine del giorno su cui, evidentemente, il Governo
assume l'impegno a finanziare in questa direzione.
E' altrettanto chiaro che il Governo ritiene, condividendo il suo
precedente intervento di questa mattina, che si sia certamente
esaurito un ciclo ed una funzione dell'Istituto superiore di
giornalismo, anche in relazione alla mancata riconferma
dell'accreditamento dello stesso istituto.
Si rende, quindi, necessario operare attraverso il
commissariamento ad acta, che è stato già disposto da parte del mio
assessorato, un ripianamento delle posizioni debitorie che si sono
accumulate e che in questo momento sono di poco inferiori alla
cifra che viene richiesta con questa riscrittura dell'articolo.
Motivo per il quale, per evitare maggiore danno alla finanza
pubblica, o rischi di contenzioso, e per tutelare il personale e
per avviare le procedure successive, noi riteniamo che debba essere
mantenuta la riscrittura proposta dal Governo, pur condividendo
appieno il suo intervento e restando fermo l'impegno a finanziare,
a seguito del suo auspicabile ordine del giorno, grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il Comm. 1.57. del Governo.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Io avrò pure problemi di microfono, però quando dico
un emendamento del Governo, non è di Fava, è del Governo. Quello di
Fava lo ha appena trasformato in ordine del giorno.
FOTI. No E' stata un proposta del Governo
PRESIDENTE. Scusate, avevo capito che lo trasformava in ordine del
giorno.
Onorevole Milazzo non intervenga più, allora, per favore.
Lo poniamo in votazione, con il parere contrario del Governo.
Onorevole Foti la prego di non urlare così, è stato chiesto il
voto segreto.
FAVA. Chiedo il voto palese.
MILAZZO. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Prima ancora che mi desse il quorum ho pressato,
onorevole Cancelleri cercate di essere sereni nelle cose, per cui
ora c'è il quorum.
(Proteste da parte del Movimento Cinque Stelle)
La votazione è aperta sull'emendamento di Fava. La votazione è
chiusa. 35 favorevoli, è accolto.
(E' approvato)
E allora possiamo passare all'articolo successivo con il Comm.
1.13 dell'onorevole Zafarana, soppressione dell'articolo 60.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
CIANCIO. Voto palese nominale.
PRESIDENTE. Decidetevi mi è stata fatta una richiesta di voto
segreto, se è appoggiata è quella, se non è appoggiata non la
possiamo fare. Non è appoggiata. Andiamo avanti, è aperta la
votazione della votazione palese nominale del Comm. 1.13, è la
soppressione dell'articolo 60.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio palese nominale Comm. 1.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale palese del
Comm. 1.13.
Stiamo votando la soppressione dell'articolo. Chiarisco il
significato del voto: chi non è favorevole deve votare rosso; chi è
favorevole deve votare verde.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 28
Contrari 34
Astenuti 00
(Non è approvato)
Ci sono altri emendamenti? C'è il Comm. 1.43 sempre all'articolo
60. E' stato respinto, ma l'ho detto. Andiamo avanti con le
votazioni.
CANCELLERI. Voglio vedere i risultati della votazione.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Andiamo avanti con le votazioni si vota l'1.43. Avete
già parlato non vi posso ridare la parola. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Potete continuare a gridare quanto volete, io vado avanti, non
abbiamo dato la parola non la può avere. Io le chiedo scusa abbiamo
già chiarito che chi ha avuto la parola non la può riavere. Basta.
PRESIDENTE. Passiamo al Comm. 1.14, soppressione dell'articolo
61.
ZARARANA. Ce ne andiamo tutti. Dia la parola ai deputati.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo presentato
un subemendamento a questo articolo 60 che non si trova nel
fascicolo, in un momento infatti volevo richiedere che venisse
ripescato e reinserito come è stato per l'onorevole Fava.
In un momento in cui nel bilancio vengono tagliati i capitoli di
parchi e riserve del 40 per cento e mancano, addirittura, i soldi
per la gestione, per pagare le spese correnti e gli stipendi dei
parchi e delle riserve, la priorità è quella di ripopolare i
conigli selvatici che - non me ne vogliano i conigli - ma io dico,
dove li dovremmo mettere questi conigli se non abbiamo più i parchi
e le riserve perché questi importantissimi polmoni verdi della
nostra città verranno chiusi a breve.
Motivo per cui avevo presentato questo emendamento, signor
Presidente, e fra l'altro la malattia che affligge i conigli, che
li sta spopolando dal territorio, penso che doveva essere trattata
in altra maniera e cioè con un articolo sulla ricerca delle
malattie degli animali, e non inserendo animali che verranno
contagiati anche loro sul territorio.
PRESIDENTE. Grazie onorevole.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo, mi fa parlare? Stia calma, quando la chiamo
a parlare si alza.
Mi dicono gli uffici, onorevole Campo, che il testo del
subemendamento è su un argomento che non ha attinenza con quello
dell'emendamento, per cui non è ammissibile.
Passiamo all'emendamento di soppressione dell'articolo 61.
Pongo in votazione il Comm. 1.14.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.14
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 34
Contrari 35
Astenuti 00
(Non è approvato)
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Devo dire che c'è una confusione incredibile, ma ognuno di voi ci
si mette per aumentarla.
ZAFARANA. Signor Presidente, l'ha appena detto lei, c'è una
confusione incredibile. Presidente mi ascolta? Presidente Miccichè,
sto parlando rivolgendomi a lei.
C'è una confusione incredibile, e non è soltanto una confusione
incredibile data dal fatto che vogliamo fare confusione; è una
confusione dettata dal fatto che la conduzione di quest'Aula non ci
permette di potere analizzare in maniera esatta e precisa gli
emendamenti e i subemendamenti che vengono presentati.
Non è pensabile che non si possa neanche richiedere di sapere qual
è l'articolo che stiamo votando, qual è l'emendamento che stiamo
votando, non fa intervenire nel caso di riscritture che non si
comprendono. A questo non ci stiamo
Se lei vuole che ce ne andiamo dall'Aula, ci sta portando a questa
decisione.
Noi rimarremo qua perché, chiaramente, non ce ne andiamo, ma non è
pensabile che non si possa neanche chiedere su un subemendamento
arrivato nell'ultimo secondo, di non potere sapere che cosa si sta
votando, perché così si pregiudica la nostra possibilità di potere
votare in scienza e coscienza, e il nostro lavoro qua non può
essere così vilmente messo da parte. Non è possibile
(Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. Grazie onorevole Zafarana. Giusto per ricordarvi
l'unico emendamento che è arrivato all'ultimo secondo è quello
presentato dall'onorevole Fava insieme ad alcuni componenti del
Gruppo del Movimento Cinque stelle.
In ogni caso, io sto rispondendo a tutto quello che mi chiedete, a
volte c'è il microfono che non funziona, ma io sto cercando di
rispondere a tutto ed è ovvio che nel silenzio e nella calma tutto
si capisce, nella confusione non si capisce nulla.
Se permettete andiamo avanti con la votazione con il Comm. 1.15
degli onorevoli e Cannata e Milazzo che, però, se si toglie la
parte finale sulla copertura può essere ammesso, diversamente con
questa copertura non può essere ammesso.
E' quello che ho detto poco fa sull'emendamento vostro che, se il
Governo trova un'altra copertura ma questa non è permessa. Quindi,
si toglie questa copertura. L'abbiamo già fatto poco fa per un
altro emendamento. Il Governo però ci deve garantire la copertura
nella manovra.
Un minuto, sto aspettando una risposta dal Governo.
CRACOLICI. Presidente, tuteli l'attività del Parlamento.
PRESIDENTE. Abbiamo avuto una risposta? No, mi dovete dire se c'è
la copertura o no. C'è la copertura?
MUSUMECI, presidente della Regione. C'è la copertura.
PRESIDENTE. Allora, il Governo comunica che c'è la copertura, per
cui si può votare questo emendamento.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Lupo la prego, sta parlando
l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Signor Presidente, premesso che stiamo dando, da questo
Parlamento, con un emendamento dell'onorevole Cannata, dei soldi al
sindaco di Avola che è il fratello dell'onorevole. Premesso ciò, a
me pare che questo emendamento sia in perfetta violazione
dell'articolo 128 della legge 10 del 2010, secondo cui non possiamo
donare questa somma direttamente ad un ente per uno scopo del
genere. Quindi, io mi auguro che questa Presidenza stralci questo
emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Lo pongo in votazione.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento Comm.1.15
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento Comm.1.15.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 17
Contrari 40
Astenuti 0
(Non è approvato)
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Siamo all'articolo 62, giusto, signor Presidente?
PRESIDENTE. Sì all'articolo 62.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, chiedo di
mantenere il soppressivo che avevamo presentato nel testo e chiedo
nuovamente all'Aula di respingere questo articolo perché credetemi
è inammissibile; stiamo togliendo dal Fondo per le vittime di
richieste estorsive per dare alle associazioni per fare accedere a
quel fondo i cittadini che hanno subito minacce. In questo modo
avremo 600 mila euro per le associazioni, su bilancio regionale, e
300 mila euro per le vittime. Questa è una sproporzione che non si
può tollerare, stiamo togliendo alle vittime per dare a delle
associazioni, non è possibile
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non abbiamo
sentito niente. Se può parlare più lentamente.
CIANCIO. Lo rispiego. Con l'articolo 62, assessore Cordaro, stiamo
togliendo dal capitolo che testualmente cito, il 183717 Fondo di
solidarietà per le vittime di richieste estorsive, 300 mila euro da
questo fondo per darle alle associazioni antiracket e antiusura che
hanno già 370 mila euro sul fondo. Per le vittime in questo momento
ci sono 690 mila euro, se togliamo 300 mila euro da qua, diamo più
soldi alle associazioni che alle vittime. Che le associazioni
dovrebbero fare accedere le vittime a quel fondo, secondo me è,
come dicevo prima, un cortocircuito che non ha alcun senso, perché
le associazioni esistono per poter fare arrivare i soldi a queste
persone, ma se sono le associazioni stesse che prendono i soldi
delle vittime di che stiamo parlando.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo per
chiarire che i fondi di cui all'articolo 62, non vanno alle
associazioni affinché se li tengano nel cassetto, vanno alle
associazioni esattamente come recita la norma per le finalità
attribuite dalla legge 7 marzo 1996 n. 108, cioè la legge nazionale
7 marzo 1996 n.108 prevede che alcune associazioni che rispondono a
requisiti molto particolari, perché devono essere accreditate
presso il Ministero per l'economia, possono ricevere fondi per
essere destinati alle vittime dell'usura, quindi, non sono
contributi alle associazioni, si sta cofinanziando la legge
nazionale per le finalità attribuite dalla legge per il tramite di
alcune associazioni ed è la prima volta che la Regione siciliana
cofinanzia attività contro l'usura già finanziata dallo Stato
aggiungendo risorse proprie.
La genesi della norma in Commissione Bilancio' è stata quella di
aggiungere ulteriori 300 mila euro ai 300 mila euro già esistenti
per l'antiracket, proprio per questa finalità, avvalendoci della
norma nazionale. Penso che requisiti di maggiore trasparenza non
potessimo ottenere, quindi, sostengo questo articolo 61 invitando
anche la collega ad un approfondimento che, peraltro, abbiamo
portato avanti anche insieme agli Uffici dell'Assemblea.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire
che condivido totalmente quanto affermato dall'onorevole Lupo.
Bisogna leggere in maniera articolata la norma e capire che questa
norma non è un'elargizione al primo che capita. E' strutturata, da
un punto di vista normativo, in maniera eccellente e va a tutelare,
sempre e comunque, determinate vittime dei gravissimi reati di
estorsione e di usura. Quindi, sono totalmente d'accordo, siamo per
quello che ci riguarda come Gruppo sull'interpretazione direi
corretta, sicuramente, ma direi anche piuttosto scontata effettuata
dall'onorevole Lupo. E, quindi, siamo favorevoli a questa norma.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo
dell'articolo 62, che è il 62.2.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
CIANCIO. No, no Avevo chiesto il voto segreto
PRESIDENTE. Possiamo fare una cosa? Vi chiedo, per favore, di
comunicare per iscritto le votazioni segrete che volete fare,
perché io non la sento.
CIANCIO. Lei deve guardare prima di mettere in votazione.
PRESIDENTE. Io ho visto che lei aveva la mano alzata, il che non
significa che aveva chiesto il voto segreto. La mano alzata la
tengono tutti quelli che vogliono parlare e io, intanto, stavo
facendo votare.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 62.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 62.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 24
Contrari 40
Astenuti 0
(Non è approvato)
CIANCIO. C'è l'altro emendamento.
PRESIDENTE. C'è un emendamento dell'onorevole Ciancio che, però, è
materia aggiuntiva. Non c'entra niente col fondo di solidarietà.
CIANCIO. E' il fondo a cui facciamo riferimento.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Ciancio, è sicuramente materia
aggiuntiva. Per quanto mi riguarda lo possiamo fare votare, però
certo apriamo una maglia sulle materie aggiuntive che, poi, non so
quando si ferma.
CIANCIO. Ma riguarda quel fondo, non è materia esterna. Mettiamo
un regolamento, mettiamo un minimo di paletti
PRESIDENTE. E' materia aggiuntiva, perché sta modificando la
legge. Di fatto, stiamo modificando la legge antimafia, che non ha
niente a che vedere con questa. Onorevole Ciancio, gli Uffici
stanno facendo una verifica. Accantoniamolo un attimo e andiamo
avanti.
Si passa al Comm.1.16.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
urtare la sensibilità di nessuno, però questo comma è palesemente,
diciamo, una cosa che fa a cazzotti con il buon senso
amministrativo. Questo comma, quello che era una volta l'articolo
66, l'articolo 66 del Comm.1 quello che riguarda il fatto che la
Regione, mi ascolti assessore Armao, dovrebbe avviare le procedure
per cui l'ESA che è proprietaria di un'area la cede al comune.
Lei mi trovi, poi, un Collegio dei revisori che la firma un atto
del genere, cioè un ente, come dire, che ha autonomia patrimoniale
con una legge della Regione dovrebbe trasferire il proprio
patrimonio, senza oneri, al comune di Messina.
Spiegatemi, stiamo vendendo la Fontana di Trevi? No, parlo alto
perché non mi sentono.
Allora, lo dico, perché Ci vuole il vento in Chiesa come si
suole dire ma, come dire spegnere le candele , però, è un
sacrilegio per chi crede alle istituzioni ecclesiastiche.
Signor Presidente, credo che sinceramente questa norma non possa
avere neanche il beneficio di potere , perché la prima cosa per
trasferire beni da un ente ad un comune è che prima lo acquisisca,
quanto meno, la Regione e come si sa l'ESA non può trasferire il
proprio patrimonio, gratuitamente, neanche alla Regione, ha vinto
cause su questo per la vicenda della dismissione degli immobili
nella scorsa, scorsa legislatura. Quindi, al di là delle
dichiarazioni di intenti, non si possono fare norme di questo tipo
PRESIDENTE. Accantoniamolo. Sull'emendamento dell'onorevole
Ciancio che abbiamo accantonato poco fa? D'accordo andiamo avanti.
Si passa all'articolo 67.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve e
vorrei un attimo di attenzione da parte dell'assessore Cordaro
perché è una materia che riguarda anche il suo Assessorato, anche
se, in realtà, la competenza sulla legge 10 è anche relativa
all'assessore Pierobon, ai rifiuti.
L'articolo 67 modifica in modo sostanziale la legge 10
sull'amianto approvata nella scorsa legislatura. Ora, il rischio di
approvare, velocemente, in Finanziaria' una norma che stravolge il
senso della precedente normativa, secondo me, è pericoloso. Quindi,
se il Governo è d'accordo, direi di stralciarlo ed avviare una
discussione in Commissione. Grazie.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo rispetto alle cose che
sono state dette dall'onorevole Trizzino. Intanto, non mi pare che
la legge sia stata stravolta. Ci sono due competenze nell'ambito
del tema dell'amianto su cui proprio in questi giorni c'è un'ampia
discussione e credo che ci siano stati parecchi interventi perché
ricorreva la giornata dell'amianto sulla Stampa nazionale e sulle
televisioni nazionali.
Le competenze sono di due settori, come sanno i componenti del
Movimento Cinque Stelle, che si sono occupati, come l'onorevole
Palmeri, per esempio, del tema sull'amianto, se non ricordo male.
Una cosa è la programmazione, a proposito del censimento dei
manufatti che è competenza di un servizio, che è competenza del
Dipartimento della Protezione civile che fa capo al Presidente
della Regione. Altra cosa è la questione relativa all'eliminazione
dell'amianto che, invece, fa capo all'Assessorato all'energia,
settore bonifiche.
La questione è molto semplice. Noi avevamo dei capisaldi in questa
legge. Intanto, un primo caposaldo era dettato dai cosiddetti
tempi tecnici .
La legge disponeva alla lettera c) del comma 1, dell'articolo 3,
che, entro ventiquattro mesi dall'entrata in vigore della presente
legge, si sarebbe dovuto realizzare il programma.
Non è stato fatto o, meglio ancora, è stata fatta appena una
parte, in considerazione delle modeste risorse che sono in capo
della Protezione Civile e, quindi, si è resa necessaria una
modifica al dettato legislativo, spostando il termine entro l'anno
2020.
Secondo: c'era il termine di conseguire l'obiettivo entro tre
anni , cioè la disposizione legislativa dell'articolo 1, lettera
d), dell'articolo 3 disponeva che entro tre anni dall'entrata in
vigore bisognava concludere questo processo della totale rimozione
di ogni manufatto in cemento amianto dal territorio regionale, nel
rispetto alle norme vigenti .
La norma, che si sostituisce e diventa integrativa, sempre con
quell'impianto legislativo che ha visto l'attenzione di tutto il
Parlamento nella scorsa legislatura, viene ad essere modificata nel
senso che entro tre anni dalla realizzazione dell'impiantistica
prevista dal successivo articolo 14, della totale rimozione di ogni
manufatto in cemento amianto dal territorio regionale, nel rispetto
delle norme vigenti sulla corretta procedura di asportazione,
trasporto e stoccaggio dell'amianto .
Quindi, viene ad essere chiusa quest'altra fase.
La terza, che era la fase della convocazione di quelli che sono i
cosiddetti incontri, che devono essere fatti ogni sei mesi, che
sono organizzati adesso non più da un ufficio ma da un servizio,
perché tale è il servizio istituito presso la Protezione civile.
Infine, l'articolo 14, a proposito della collocazione, viene
modificato in questi termini: Nelle more della realizzazione
dell'impianto di trattamento di cui al comma 1, è consentita la
realizzazione di impianti per lo smaltimento dell'amianto mediante
l'adeguamento o la realizzazione ex novo di discariche pubbliche,
queste ultime - onorevole Zafarana, a proposito delle cose che
lei ha detto nel corso della discussione generale -
preferibilmente all'interno di cave e miniere dismesse , quindi,
profonde, sotto terra nel rispetto del decreto legislativo
152/2006 , che è il decreto sull'ambiente, e successive modifiche
ed integrazioni del decreto ministeriale 27 settembre 2010 e
successive modifiche ed integrazioni che hanno quali soggetti
beneficiari dei finanziamenti la Regione siciliana, gli enti locali
e le aziende pubbliche. .
Per cui, abbiamo posto rimedio ad un disegno di legge che, ahimè,
dal 2014 era fermo.
Il tema sull'amianto che, dagli ultimi servizi, ogni anno - per
quello che mi risulta - causa la morte di 50 mila persone.
Noi abbiamo parecchi territori che ancora hanno i resti di quelli
che sono stati, per esempio nel Belice, ci sono i residui delle
baracche costruite per i terremoti, altre cose ci sono a Messina,
altre cose in altre parti del territorio e la somma che è stata
appostata - che il Governo, se lo riterrà, nella programmazione di
cui abbiamo parlato, intenderà programmare con i fondi POC -,
ovviamente, mette un punto rappresentando un inizio di un percorso,
perché credo che 50 milioni sono cosa molto poca rispetto ad
un'iniziativa che il Governo da tempo doveva assumere e che, già
nel 2014, ricordo, grazie all'onorevole Gianni ed alla
collaborazione del Movimento Cinque Stelle, si era attivato ma era
rimasto lettera morta.
Con questa norma che inseriamo in questo dispositivo legislativo
credo che ci sarà una copertura finanziaria, un'accelerazione ed
un'esatta codificazione delle disposizioni legislative.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non possiamo riaprire il dibattito
sui singoli emendamenti.
SAVARINO. C'è una proposta dell'onorevole Trizzino.
PRESIDENTE. Facciamo parlare il Governo.
SAVARINO. E' una proposta da fare al Governo.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, prego.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, vorrei ascoltare il Presidente della IV Commissione.
PRESIDENTE. Allora, ascoltiamo l'onorevole Savarino.
SAVARINO. Signor Presidente, dalla lunga esposizione
dell'onorevole Di Mauro, si evince chiaramente che la materia è
molto delicata e molto complessa su cui so già che c'è l'attenzione
massima del Governo e dell'assessore Pierobon che ha già anticipato
alla nostra Commissione che stava elaborando su questo tema - come
anche sul piano stralcio dei rifiuti che è arrivato in Commissione,
e che aspetto solo che si chiuda la sessione di bilancio, per
portarlo all'esame della Commissione - una sua normativa.
Per cui ritengo, essendo una materia particolarmente delicata che
non è arrivata in IV Commissione, ma direttamente in Commissione
Bilancio' e poi in Aula, per cui i colleghi della Commissione e
l'Assessore non hanno potuto esaminare, sentire e avere spiegazioni
in merito e siccome si parla anche di autorizzare nuove discariche
per l'amianto nelle cave, insomma il tema è particolarmente
delicato, chiedo al Governo, se fosse possibile di stralciarlo, di
portarlo in Commissione, sentire gli Assessori al ramo e, poi,
eventualmente riportarlo in Aula in un quadro di chiarezza.
PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo lo stralciamo e lo
rimandiamo in Commissione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, Presidente,
fermo restando la bontà dell'argomento che il Governo vuole
affrontare, come mai è stato fatto fino ad ora e, quindi
,condividendo anche le argomentazioni del merito che abbiamo
ascoltato prima, credo che ci sia un problema di carattere
strutturale nella buona formazione della norma e se il Presidente
della IV Commissione sostiene che questa norma così importante deve
avere poi, e questo è un impegno che il Governo assume, il dovuto
finanziamento, un finanziamento serio, facciamo nostre le
argomentazioni dell'onorevole Di Mauro, però credo che quanto
esposto dall'onorevole Trizzino prima e dal Presidente Savarino
dopo siano insuperabile, quindi chiediamo che la norma venga
inviata in IV Commissione per essere esitata il prima possibile.
PRESIDENTE. Allora, si stralcia e la mandiamo in IV Commissione.
Si passa all'emendamento soppressivo dell'articolo 68, il
Comm.1.17. Lo pongo in votazione.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Non ci sono abbastanza richiedenti.
PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento Comm.1.17
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento Comm.1.17.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 23
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento Comm.1.18. Onorevole Zafarana, è stata
verificato come coprire la maggiore spesa?
E' un suo emendamento. Non c'è la copertura. Lo dichiaro
inammissibile.
Si passa all'emendamento COMM 1.19. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento COMM 1.20. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo di
richiamare l'emendamento 83.3 del fascicolo originario. Ne avevo
fatto cenno, stamattina, nella discussione generale. E' stato
oggetto di audizione e concerne i comuni che hanno delle reti di
metanizzazione esistenti e non sono in condizioni, in questo
momento, di affidare il servizio di distribuzione gas.
E' un emendamento di interpretazione autentica che è stato scritto
da tutti i parlamentari della III Commissione e, quindi, chiediamo
che venga messo in votazione. Il Governo, secondo l'emendamento, è
chiamato a dare un termine ai comuni per appaltare il servizio.
PRESIDENTE. Chiedo alla Commissione di esprimere il parere, però
stiamo disapplicando una normativa europea: alle Regioni non si
applica l'articolo 46 del decreto legge , che probabilmente è una
normativa europea. Io sinceramente chiederei all'onorevole
Barbagallo di ritirarlo perché prevede la non applicazione di una
norma europea.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo al firmatario di spiegare meglio la questione altrimenti
dovremmo dare parere contrario.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in III
Commissione si è potuta accertare, a fronte delle istanze dei
sindaci e di numerose lamentele, che una dicitura del decreto Letta
che faceva riferimento alle successive modifiche ed integrazioni,
non chiariva bene se l'articolo 46 si applicava in Sicilia oppure
no. I Comuni, a fronte di questa incertezza normativa, non sono
stati in grado in questi anni di appaltare il servizio di
distribuzione del gas sulle reti già esistenti. Quindi, si chiede
di fare chiarezza.
A fronte del dibattito in Commissione, la possibilità più a
portata di mano era approvare un articolo che avesse queste
caratteristiche. L'hanno proposto, la Commissione l'ha approvato e
lo stiamo portando in Aula.
PRESIDENTE. Io suggerirei di rimandarlo in Commissione ed
accertare questa analisi dell'onorevole Barbagallo e, se casomai
dovesse essere corretta, la portiamo avanti nel collegato, cioè fra
quattro giorni, onorevole Barbagallo.
Si passa all'esame di un emendamento del Governo all'articolo 83:
le parole "primo gennaio 2013", sono sostituite con "primo gennaio
2018".
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
stamattina un emendamento modificativo, sempre di questo comma
dell'articolo 83, dove toglie dal testo la parola "bonifiche", per
evitare e scongiurare ogni fraintendimento al riguardo. Parliamo
dell'articolo 83.54 e seguenti. Se legge nel testo c'è scritto
"alle bonifiche". Leverei la parola "bonifiche", per sgomberare
ogni dubbio al riguardo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
BARBAGALLO. Signor Presidente, chiedo che il mio emendamento
all'articolo 83 venga posto in votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, se la Commissione mi dà una
soluzione diversa, per me non ci sono problemi, anche con questo
dubbio della normativa europea.
Stiamo valutando.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io pocanzi la
volevo aiutare, questa norma è passata dalla III Commissione alla
presenza del funzionario ingegnere D'Urso dell'assessorato Energia,
che ha dato validità a quanto da noi fatto in Commissione, e ha
ricevuto parere favorevole.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare per conto della Commissione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è
materia che è stata trattata, non soltanto come ricordava il
Presidente Ragusa, nella Commissione di merito, dinnanzi ai
dirigenti della Regione, ma è materia che comunque tiene bloccati
tanti enti locali a non poter provveder alle procedure di legge. In
questi anni il territorio siciliano si è trovato nella difficoltà
di non poter rispettare la norma per impossibilità dei comuni,
quindi il parere della Commissione bilancio è favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Benissimo, e allora siamo tutti contenti.
Pongo in votazione l'emendamento 83.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Sunseri, giusto per divertirci a fare un po' di
polemica, il suo emendamento è arrivato ora. Noi siamo veloci e
l'abbiamo già apprezzato, per cui per quanto ci riguarda si può
mettere in votazione.
Pongo in votazione l'emendamento all'articolo 83: sopprime le
parole alle bonifiche .
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.21, per la soppressione dell'articolo
84.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.22.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questo
emendamento che ho presentato è per correggere una parte
dell'articolo, ex articolo 86, che riguarda l'aumento della
percentuale delle somme destinate ai progetti per i soggetti
affetti da autismo, e passa gli importi che sono destinati a questi
progetti dallo 0,1 per cento delle entrate del bilancio delle ASP,
allo 0,2.
Questo articolo 86 nasce tutto da un disegno di legge presentato
inizialmente dal collega Zito, poi abbiamo dovuto presentarlo come
emendamento in Commissione Salute' ed è stato apprezzato da tutti
i colleghi che hanno apposto la propria firma in Commissione
Salute' al momento di trattare il disegno di legge di stabilità;
poi è passato in Commissione Bilancio' ed è stato apprezzato,
anche lì, con grande piacere da tutta la Commissione, ed è arrivato
a questo punto in Aula.
Ho dovuto aggiungere e modificare alcune parti per renderlo il più
possibile applicabile, anche su sollecitazione del Presidente
Miccichè e da contatti che abbiamo avuto con ulteriori associazioni
di familiari di autistici. Per cui vi chiedo, con estremo senso di
responsabilità, di votare favorevolmente questo emendamento.
Ho letto anche un emendamento aggiuntivo presentato dagli
onorevoli Dipasquale, Lupo e altri, che è davvero di buon senso
perché invita ad aggiungere una parte che riguarda l'Assessore
regionale per la salute indicherà il rispetto delle norme di cui
alle norme precedenti fra gli obiettivi dei direttori generali
delle ASP e lo si può ritenere di buon senso.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, però molto brevemente perché altrimenti
non ce la facciamo.
CALDERONE. Si, solo un dubbio, ovviamente il mio dubbio lo devo
esternare.
Su questo subemendamento a firma degli onorevoli Pasqua, Zito e
Zafarana, il quale testualmente recita le ASP destinano le risorse
di cui al comma 1 prevalentemente , Presidente, mi scusi,
prevalentemente cozza con uno dei principi generali con cui è
redatta una norma perché è indeterminato e la indeterminatezza
mortifica una norma, per cui io suggerirei a chi l'ha redatto, di
provvedere altrimenti perché prevalentemente può significare
tutto e non può significare nulla. Siccome una norma deve essere
chiara e deve essere, soprattutto, determinata, io mi pongo questo
problema nell'interesse della resistenza della norma.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
dichiarare la condivisione da parte mia di questo emendamento e
volevo precisare, al riguardo, che le linee guida cui si fa
riferimento in questo emendamento, con atto amministrativo,
ovviamente, avevo disposto a suo tempo, nella scorsa legislatura,
l'applicazione e quindi l'estensione dei provvedimenti a favore dei
soggetti affetti dal disturbo autistico non soltanto ai minori e a
chi, come dire, aveva una età inferiore ai 18 anni, ma anche ai
giovani adulti, come ho detto stamattina nel mio intervento.
Per cui con questo emendamento che io apprezzo favorevolmente, non
facciamo altro che codificare ciò che già con atto amministrativo
era stato applicato dall'Assessorato regionale della salute, per
cui io credo che sia cosa assolutamente giusta e corretta che
l'Assemblea regionale siciliana intervenga e ponga la parola fine
ad una discussione che si è protratta fin troppo.
Quindi le linee guida regionali vano applicate e, finalmente,
rompiamo questo muro che fermava gli interventi per i soggetti
autistici al diciottesimo anno di età e, finalmente, anche i
giovani adulti e i soggetti adulti possono avere l'attenzione,
codificata per legge, dell'autorità regionale.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oltre che a
concordare con quello che ha detto poco fa l'onorevole Gucciardi,
ringrazio il Governo che nell'emendamento di riscrittura ha passato
il finanziamento sull'autismo dallo 0,1 allo 0,2 dei bilanci delle
ASP.
Rispetto all'emendamento presentato dal collega Pasqua, io
presento - e lo preannuncio - un subemendamento in cui bisogna
cassare in questo emendamento dell'onorevole Pasqua le parole e il
trattamento intensivo .
E lo spiego, signor Presidente. Noi dobbiamo, come diceva
l'onorevole Gucciardi, cercare di sviluppare, di attenzionare tutta
la rete dell'autismo. Se votiamo l'emendamento così come è scritto,
di questa rete noi cerchiamo di potenziare il centro per la
diagnosi ed il trattamento intensivo precoce, che rispetto la rete
è il primo punto di accesso. Cassando quello che le ho detto, noi
diciamo che potenziamo tutta la rete, non un punto della rete.
Praticamente questo emendamento, che è un buon emendamento, ha
questo limite: di non potenziare tutta la rete, ma di potenziare
soltanto il punto di accesso. Non so assessore, se io sono stato
chiaro nella mia esposizione, perché l'obiettivo è intensificare
tutta la rete, non un punto della rete. Quindi, presento questo
subemendamento per dare una risposta a tutti i centri di una ASP,
non soltanto ad uno solo, che sarebbe, Presidente, un limite e non
un vantaggio. Io non voglio che questo diventi uno svantaggio per
tanti ed un bene solo per alcuni.
PRESIDENTE. Onorevole Arancio, lo presenti però questo
emendamento.
ARANCIO. Immediatamente.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io chiedevo,
siccome ci siamo su questo raccordati un po' tutti due giorni fa,
anziché fare subemendamenti ed ognuno va per i fatti suoi, attuare
un'azione unica, per quanto riguarda questo tema, perché come
diceva l'onorevole Gucciardi, già la quota dallo 01 allo 02, già
c'è, non è una novità che stiamo portando. Semmai dobbiamo fare in
modo che queste linee guida vengano rispettate ed applicate per
quanto riguarda la sindrome dello spettro dell'autismo per - e poi
parla l'assessore - per quanto riguarda questa patologia e nello
stesso tempo, già l'altro giorno avevamo addirittura pensato che si
poteva, per la quota che viene trasferita dagli enti locali ai
Comuni - offrire, sempre per questa patologia, dei servizi. Allora,
piuttosto che fare, diciamo così, emendamenti singoli io penserei
ad una cosa unica che possa in qualche maniera sopperire a quelle
che sono in effetti poi le linee guida gestite dalle varie ASP.
Cioè, fare in modo che diventi una norma che devono applicare, e
non può essere lasciata al libero arbitrio di un'ASP piuttosto che
di un'altra, al di là dei punti di accesso di cui parla l'onorevole
Arancio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a mio avviso, la cosa migliore da
fare è votare il passaggio da 0,1 a 0,2, e poi tutte queste
valutazioni saranno fatte. Onorevole La Rocca, lei è la Presidente
della Commissione per cui si figuri, saremo certamente tutti
attenti a valutarlo. Però intanto aumentiamo la disponibilità e
diamo il via, se per l'assessore va bene.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, solo per precisare che il riferimento alle linee guida
nell'emendamento aveva esattamente questa funzione e così la stessa
funzione l'aveva la seconda norma di cui abbiamo discusso con
l'onorevole Dipasquale, che è legata all'inserimento del rispetto
di questa regola di utilizzo dello 0,2 percento negli obiettivi dei
direttori generali posti a pena di decadenza.
Qual è la ragione? La ragione è legata al fatto che anche la
previsione dello 0,1, oggi non ha visto da parte delle aziende
sanitarie provinciali una adeguata valutazione in termini di
rispetto delle linee guida ed un impiego delle somme corrispondenti
alla previsione di bilancio. Con l'introduzione della norma che
aumenta lo 0,2 percento e che fa riferimento alle linee guida,
abbiamo ragione giuridica, di merito e di metodo per far sì che
nella previsione contrattuale dei direttori generali la
introduzione di una norma a pena di decadenza possa reggere anche
di fronte ad ogni possibile successivo giudicato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.22. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'emendamento
1.58, degli onorevoli La Rocca, Pullara e Dipasquale.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'emendamento 1.58 è quello che ha ripreso anche l'assessore Razza
nel suo intervento, lo avevo detto all'inizio, prevediamo la
sanzione per chi non applica lo 0,2%.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.58. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.42, degli onorevoli Palmeri ed altri
PALMERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, non lo può illustrare, lo
conosciamo già.
PALMERI. Vorrei intervenire per modificarlo.
PRESIDENTE. Prego, ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non è per
intervenire per forza è perché devo fare una piccola correzione
all'emendamento che ho concordato con l'assessore, perché questo
capitolo qui a cui si faceva riferimento si è svuotato in un certo
senso è stato già saturato e quindi il sub emendamento fa
riferimento al fondo di cui al comma 2 articolo 80 legge regionale
11 del 12 maggio 2010 o del sub emendamento per modificare il
preesistente.
PRESIDENTE. Il Governo ha già confermato la copertura.
Pongo in votazione il subemendamento 1.42.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.42, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.24, della Commissione. Il parere del
Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento COMM 1.25 è ritirato.
Si passa al subemendamento COMM 1.26 soppressivo dell'articolo 96,
a firma della Commissione e degli onorevoli Pullara, Di Mauro,
Compagnone, Caronia.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi
sull'articolo 96 si insiste per il ritiro o per l'abrogazione. La
materia deve passare, gentilmente, per la Commissione Sanità.
L'articolo 96, così come presentato, prevede il recepimento
automatico della normativa nazionale. In Commissione Sanità è stato
bocciato. Al pari di diverse altre regioni italiane, vogliamo
disciplinare direttamente noi, in seguito a dibattito, la norma.
Per cui chiediamo, gentilmente, insistiamo per lo stralcio
dell'articolo.
PRESIDENTE. Ma possiamo votarlo direttamente.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi io vorrei un attimo
di attenzione da parte di quest'Aula perché poi, come potrà
illustrare l'assessore Razza, questo è il voler recepire il decreto
legislativo di riordino di istituti sanitari, tra cui anche i 10
istituti zooprofilattici in Italia. Noi siamo l'ultima regione, o
meglio, siamo l'unica regione di Italia a non avere recepito una
norma del 2012. Perché alcuni colleghi ritengono che ci sia bisogno
di una legge apposita? Perché essendo, Presidente, soltanto 10 gli
istituti zooprofilattici in Italia, ci sono 2 che riguardano la
Sicilia e la Sardegna - uno per regione - e 8 che riguardano le
altre 18 regioni. Quindi hanno dovuto fare delle leggi per
accorpare le competenze di quell'istituto in più regioni.
Io vorrei, Presidente, prima che si determinino anche gli uffici,
mettere a verbale il recepimento che regione Sardegna ha fatto,
all'interno di una finanziaria regionale con un semplice comma, a
verbale per evitare che gli uffici possano dichiarare inammissibile
questa legge. E' una regione a statuto speciale, come noi, l'ha
recepita esattamente con l'articolo 10 della legge del 17/11/2014
n. 23. E' un semplice articolo. E, questo recepimento darà la
possibilità di riorganizzare e fare risparmiare i nostri cittadini.
Quindi, io lascerò a verbale, mi avvicinerò alla Presidenza, il
recepimento che è già nella Regione Sardegna. Ricordo che una legge
che la Sicilia deve recepire da ben 6 anni e non riesce, non si sa
per quale motivo, a recepire, quindi, vorrei che l'Aula si
determinasse. Non so se l'Assessore vuole intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, non c'è bisogno di lasciare a verbale
perché è ovvio che il verbale poi lo fa la Presidenza su quello che
lei ha detto, per cui non ci sono dubbi.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio entrare
nel merito dell'articolo perché già i colleghi che mi hanno
preceduto hanno già spiegato che il recepimento di una norma così
complessa, e articolata così come deve essere, non si può recepire
con due righe, ma il tema è procedurale.
Poco fa lei, su intervento dell'onorevole Savarino, correttamente
ha stralciato un articolo. E allora, la Commissione Sanità, su
questo tema, ha espresso parere contrario.
La invito a stralciare l'articolo sotto il profilo procedurale,
signor Presidente, per evitare di dare uno spettacolo che io non
auguro a quest'Assemblea.
La Commissione si è determinata e, fra l'altro, non c'era nemmeno
il Governo, quindi, non è un comma, articolo prima, comma adesso
del Governo, è un emendamento presentato da un deputato, seppure
autorevole, che lo ha sottoposto alla Commissione di merito,
onorevole Cracolici, se c'è una democrazia e funzionano gli
strumenti a cui lei fa riferimento, la Commissione Sanità, lo ha
bocciato.
Bisogna presentare un disegno di legge organico che faccia il
percorso di confronto per portare un disegno di legge appropriato
e, come posso dire, compiuto nel recepimento. Lei ha visto quello
che c'è scritto là? Sono recepiti i commi 1, 2, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e
10 e, poi, nel secondo comma c'è scritto L'assessore con proprio
decreto determinerà il tutto . Se è così perfetto perché ci vuole
un decreto dell'assessore?
Quindi, poi, facciamo fare una norma in un altro posto. La norma
si deve fare in Parlamento con le procedure che poco fa, a cui
abbiamo dato, giustamente riscontro, cioè un Presidente di
Commissione ha fatto rilevare che c'erano, come dire, delle
perplessità.
La Commissione Sanità, invece, signor Presidente, siamo più
avanti, perplessità non ne ha avute, lo ha bocciato, ha detto
questo non può essere approvato così in questi termini, quindi,
personalmente dopo questo, signor Presidente, - io confido, sono un
uomo di fede - sono convinto che lei, come ha fatto sempre nella
totale coerenza , come ha fatto con la norma precedente, stralcerà
pure questa, ma dopodiché, io mi siederò là, c'è un soppressivo
della Commissione Bilancio che lei, giustamente segue come Vangelo,
come stella polare, come guida di questo Parlamento. La Commissione
non solo dice parere contrare, lo vuole levare l'articolo, ha
presentato il soppressivo, quindi, questa norma in questa sede, in
questi termini, con questi canoni, con questo percorso, è con una
copertura del Governo che potrebbe arrivare ora, non si può fare
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
Regione siciliana da circa 8 anni o 7 anni non riesce a recepire
ciò che in tutta Italia si è fatto. E questo per una ragione,
diciamocelo con grande onestà, perché la governance di questo ente
che quella riforma - mi scusi signor Presidente, lo dico a memoria
anche dei colleghi che non conoscono la vicenda - quella legge che
noi vogliamo recepire per la prima volta, in qualche modo,
regionalizza gli istituti zoo-profilattici che fino ad oggi sono
stati soltanto alle dipendenze del Ministero della Salute, per i
quali le Regioni esercitavano la vigilanza.
Questa legge stabilisce in tutta Italia che le modalità del
funzionamento degli istituti zoo-profilattici sono regionalizzati
ma in Sicilia, per mille ragioni più per il mantenimento dello
stato di cose esistenti - diciamocelo pure - non si è riusciti a
recepire una norma banale che in tutta Italia si è fatta come
proponiamo di farla qui.
Aggiungo, dico all'onorevole Milazzo, che il fatto che la
Commissione sanità l'abbia bocciata dimostra che il testo in
commissione.
Poi la commissione lo ha respinto, io non sono in Commissione
salute, non so che cosa ha fatto ma vuol dire che l'ha esaminato.
E, poi, l'ha esaminato la Commissione bilancio, tant'è che l'ha
inserito nel testo.
Quindi, l'iter procedurale è perfettamente consono con le
procedure regolamentari dell'Assemblea.
Diverso dall'emendamento che è stato poco fa discusso e stralciato
della commissione IV, credo che sia, perché, invece, non era mai
arrivato alla commissione di merito.
Quindi, stiamo parlando di due fattispecie diverse.
Poi la commissione che presenti l'emendamento soppressivo è
legittimo, così come è legittimo che io, ad esempio, voterò contro
la soppressione del testo che, invece, è contenuto in
quell'emendamento.
Ripeto, stiamo semplicemente applicando una disposizione nazionale
ed aggiungo all'onorevole Milazzo che la norma deve essere recepita
solo in quel modo perché l'intera legge riguarda anche altre cose.
Quindi, noi ci limitiamo a recepire alcune lettere della legge
nazionale rinviando all'assessore perché solo lui potrà fare il
decreto di attuazione di quelle disposizioni normative.
Dal punto di vista procedurale è perfetto. Io sono perché si voti,
poi la commissione presenta il suo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, io ho appena parlato - per
evitare di andare avanti - con il Presidente della Commissione che
ritiene opportuno, esattamente come è stato fatto poca fa con la
Commissione dell'onorevole Savarino, che questo articolo venga
riesaminato in Commissione.
ARICO'. Lo possiamo lasciare così com'è
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, nel momento in cui il Presidente
della Commissione mi comunica che, è vero che ha avuto un esito
negativo ma anche perché, di fatto, non c'era nessuno in
Commissione.
Il Presidente dell'Assemblea ha preso la sua decisione. La norma
viene rimandata in Commissione perché venga riesaminata e la
Commissione, con tranquillità e serenità, la possa valutare e
rimandare, se necessario, per il collegato qui in Aula.
CRACOLICI. La Commissione si è espressa, l'ha bocciata. E' un
giudizio.
PRESIDENTE. Poiché la Presidenza della Commissione mi dice che è
stato bocciato,Il discorso è chiuso. Ne riparleremo fra quattro
giorni in sede di collegato.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
chiarimento voglio dire che la commissione ha esaminato il testo ma
l'ha bocciato perché non c'era nessuno a sostenerlo.
L'emendamento era di Cracolici che era assente. I componenti del
PD della Commissione non c'erano e, quindi, la Commissione lo ha
bocciato.
Per chiarimento lo voglio dire.
CRACOLICI. C'era il testo in Commissione, secondo le procedure è
perfetto.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non stiamo parlando di una cosa
che sarà valutata fra tre anni, ma domani. Credo che non succeda
niente.
CRACOLICI. E' da 7 anni che aspettiamo
ARICO'. E' dal 2012
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non l'abbiate a male, ma la mia
alternativa è che, essendo stata bocciata in Commissione Salute ,
non capisco come sia stata esaminata dalla Commissione Bilancio .
CRACOLICI. La Commissione Bilancio è titolare della legge di
stabilità. Le procedure non le può inventare
PRESIDENTE. Non gridate, state sereni, abbiamo ancora mezza
finanziaria da fare La norma è rimandata in Commissione. Ne
riparliamo domani.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Presidente, prendo atto della
decisione della Presidenza dell'Assemblea e a tale decisione non
ci si può che uniformare. Mi limito ad osservare semplicemente che
stiamo decidendo di rinviare un tema che da sette anni attende di
essere risolto. Siccome questo è anche luogo di rispetto
dell'autonomia regionale, è piuttosto singolare che una norma che
va verso l'autonomia venga rinviata, ma questa è stata la decisione
e a questa ci atteniamo.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento COMM 1.29, a firma della
Commissione. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Questo articolo è un articolo delicatissimo. Ho chiesto
di stralciarlo.
PRESIDENTE. Questo articolo è stralciato.
Si passa al subemendamento COMM 1.30 L'art. 99 è soppresso ,
degli onorevoli Di Caro, Pagana, Cancelleri.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, chiedo un
chiarimento. Nell'articolo 99 dopo i due punti di aggiungere
ovvero un istruttore direttivo in possesso di almeno laurea
triennale in materia economica aziendale o giuridiche', come mai
laurea triennale visto che si tratta di una categoria .
PRESIDENTE. Onorevole, le chiedo scusa siccome stiamo votando la
soppressione, se passa è inutile che ne parliamo, se non passa
invece ne parliamo.
Pongo in votazione l'emendamento COMM 1.30 di soppressione
dell'articolo 99. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
DI CARO. Visto che non è passato, come mai laurea triennale e non
magistrale? Chi l'ha scritto?
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento COMM 1.31 dell'onorevole
Pagana. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento COMM 1.62, a firma del Governo. Lo pondo
in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento COMM 1.32, a firma dell'onorevole
Caronia. Lo pondo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento COMM.1.33, a firma degli onorevoli Lupo
ed altri. Lo pondo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento COMM 1.54, a firma della Commissione. Lo
pondo in votazione.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento COMM 1.34, a firma degli onorevoli Pasqua
ed altri.
La spesa è coperta?
Onorevole Pasqua, è interamente sostitutivo del 111. Quando si
dice per agevolare cosa significa?
PASQUA. Chiediamo che il Governo possa accettarlo data l'esiguità
dell'importo.
PRESIDENTE. Questo emendamento dell'onorevole Pasqua, avrebbe
bisogno di una copertura da parte del Governo, se c'è la copertura
lo vediamo, altrimenti
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, in realtà, poc'anzi quando c'è stata
la possibilità di parlare sul testo, ho fatto presente che
l'articolo 111, per quello che riguarda l'abrogativo, cioè noi
abbiamo un emendamento abrogativo, non l'ho visto distribuito,
però, c'è.
Il tema della disponibilità economica non è necessario, cioè i 20
mila euro che sono stati appostati dall'onorevole Pasqua, in
qualche modo, sono stati superati dal fatto che già in bilancio
abbiamo una posta di 100 mila euro alla quale possiamo attingere.
Infatti, c'è il subemendamento con il quale io ho subemendato Capo
I e Capo II, lascia intendere proprio questo che, con quella
dotazione, non abbiamo neanche bisogno dei 20 mila euro. Approvando
quello, quindi, andiamo oltre. Mettiamo un totale di 50 mila per i
due che figurano garanti. Per cui questo diventa ultroneo, diventa
superato.
PRESIDENTE. L'onorevole Pasqua è d'accordo con quello che dice
l'onorevole Caronia?
PASQUA. Sì.
PRESIDENTE. A questo punto non c'è più bisogno della copertura,
anche senza i 20 mila. Togliamo i 20 mila. Onorevole Pasqua, lo
ritira?
PASQUA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento COMM 1.35, a firma degli
onorevoli De Luca Cateno ed altri. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, lei sta seguendo il fascicolo degli
emendamenti, ma gli articoli intermedi, quelli che non sono
trattati dal fascicolo, quando li voteremo? Vorrei capire un attimo
l'ordine, perché ho degli emendamenti da richiamare, invece, dal
vecchio fascicolo sul testo dell'emendamento. Per esempio,
all'articolo 105 io ho un emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, questo articolato ne comprende un
po', quelli che non comprende saranno poi analizzati, ovviamente,
dopo.
Si passa all'emendamento COMM 1.36, a firma degli onorevoli Di
Caro e Cappello. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento COMM 1.37, a firma dell'onorevole
Zafarana.
ZAFARANA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento COMM 1.38, a firma degli onorevoli
Assenza e Aricò.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, volevo tornare un attimo indietro,
all'articolo 100. Volevo fare una domanda all'assessore Razza.
Assessore, non so se ha notato l'articolo 100 e se riesce poi a
darmi magari una delucidazione. Perché io, leggendolo, ho come
l'impressione che noi stiamo prendendo all'interno dello
stanziamento del bilancio, soldi da ospedali pubblici e li stiamo
mettendo a disposizione delle strutture private accreditate. Perché
se è questo quello che sta accadendo, io comincio veramente ad
imbarazzarmi molto.
Poi, vorrei capire se c'è un incremento nella spesa, io non so
bene se abbiamo visto, perché qua stiamo andando di gran carriera
approvando articoli uno dopo l'altro, però io su sta cosa ci vorrei
un attimino ragionare. Io non sono molto contento.
PRESIDENTE. Noi abbiamo intanto votato tutto quello che riguardava
le norme già del comma 1 e le abbiamo finite. Ora, stiamo valutando
alcuni emendamenti aggiuntivi che sono stati presentati in parte
dalla Commissione, in parte dal Governo, in parte dai deputati di
una parte politica, in parte di un'altra, in parte di un'altra
ancora.
Ora, io vi devo dire la verità, secondo l'accordo che avevamo
fatto ieri, avevamo deciso di non mettere in votazione emendamenti
aggiuntivi. Ora, io credo che in qualche maniera coinvolgendo
questi emendamenti, un po' tutti, mi prendo la responsabilità di
metterli in votazione, perché o li metto tutti o ne metto nessuno;
questo perché sia chiaro.
Allora, questo è un fatto diverso se deve passare in Commissione
ovvio che non lo posso mettere, siccome questi aggiuntivi che
abbiamo visto, ce ne è qualcuno che secondo me è importante e anche
urgente che venga apprezzato, ce ne è qualcuno che oggettivamente
può andare tranquillamente domani nel collegato.
Io direi visto che abbiamo finito il comma 1, quindi abbiamo
finito tutto l'articolato di prima, è assolutamente necessario che
ci si prenda dieci minuti di pausa, allora scusate siccome gli
Uffici hanno bisogno di dieci minuti per valutare bene, scusi mi
faccia finire, tutti questi aggiuntivi io direi intanto votiamo il
comma 1, diamo la parola a chi la vuole, e sospendiamo dieci minuti
perché possano essere valutati tutti questi emendamenti aggiuntivi,
perché io pensavo potesse essere uno, due, invece è un altro
fascicolo e per cui diventa un problema andarlo a valutare.
ZAFARANA. Ancora attendiamo una risposta dall'assessore Razza.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
successo questo Presidente, prima di affrontare il tema che lei
opportunamente
PRESIDENTE. Per favore in Commissione possiamo fare un attimo di
silenzio per favore, onorevole Cateno De Luca per favore. Prego,
onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Avendo seguito il fascicolo degli emendamenti
presentati al com 1, sono saltati tutti gli emendamenti agli
articoli che non avevano sub emendamenti in questo Com 1, ad
esempio in particolare sul 102 e sul 105 che sono due articoli
delicati, quello dell'antincendio e quello degli istituti musicali,
ci sono degli emendamenti che sicuramente alcune forze parlamentari
chiedono che vengano rivotati.
PRESIDENTE. Scusate, però abbiamo detto anche più volte.
BARBAGALLO. No si è passato dal 99 al 109.
PRESIDENTE. E quindi bastava chiamare e dire c'è al 100 una cosa
che ci interessa.
CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è esattamente
quello che le ho detto prima, le ho chiesto proprio questo gli
articoli che prima erano articoli, ora sono commi, che non abbiamo
analizzato perché non erano ..
PRESIDENTE. No io pensavo che lei mi dicesse quelli che non fanno
parte di questo emendamento
CIANCIO. No io dicevo per esempio l'articolo 105, che ora è
diventato comma non so che cosa, Presidente questo modo di andare
avanti non è che l'ho scelto io, o lo hanno scelto i miei colleghi,
ce lo siamo ritrovato, per questo noi stiamo cercando
diligentemente di seguire l'Aula, ma mi creda è veramente
difficile, e io sono intervenuta per chiederle: io che ho degli
emendamenti nel fascicolo ad alcuni articoli che non sono stati
analizzati perché gli emendamenti erano nel fascicolo originario,
che fine fanno? E lei mi ha detto verranno trattati dopo, questo ho
capito.
PRESIDENTE. Perché per quanto riguarda gli emendamenti dei, però
l'ho capito quello che dite, c'è stato anche qui un
misunderstanding nella confusione, io avevo capito che lei mi
avesse chiesto quando è che si trattavano gli articoli che non
erano presenti in questo maxi emendamento.
CIANCIO. No per esempio io le chiedo di tornare al 105 perché ho
un emendamento al 105.
PRESIDENTE. Quanti sono scusate, mi potete dire quanti sarebbero
questi emendamenti?
CIANCIO. Ora ogni parlamentare penso interviene per dire quale è,
io le sto dicendo il mio.
PRESIDENTE. Però, onorevole Ciancio lo sapevate che stavamo
facendo questo lavoro.
CIANCIO. Io so il mio, so che all'articolo 105 ho un emendamento
che voglio trattare.
PRESIDENTE. Scusate, però se lei mi rispondesse è questo, questo
e questo, sarebbe molto corretto, se lei mi dice non lo so
CIANCIO. Io ho solo questo.
PRESIDENTE. Quelli di cui mi voleva parlare quali sono?
CIANCIO. Questo all'articolo 105.
PRESIDENTE. Bene quindi lei c'ha questo.
CIANCIO. Si e c'ho un emendamento all'articolo 105 nel fascicolo.
PRESIDENTE. Benissimo allora siccome l'articolo 105 non l'abbiamo
trattato lo possiamo trattare.
Però di quale articolo sta parlando, è l'emendamento 105.1,
scusate è corretto quello che sta dicendo non l'abbiamo trattato il
105, per cui se c'è un emendamento da trattare lo facciamo, ma io
scusate sto riprendendo non è che mi sono fermato, per adesso
abbiamo apprezzato tutti emendamenti e tutto il fascicolo degli
emendamenti.
Ora c'è qualche emendamento, da recuperare, di articoli che non
abbiamo trattato e lo facciamo velocemente.
SAMMARTINO. C'è solo il 105. Illustri l'emendamento.
CRACOLICI. Ma se eravamo al 100
PRESIDENTE. Io ora sto accettando emendamenti su articoli che non
sono stati trattati in questo maxiemendamento.
CRACOLICI. Ma il COMM.1 è finito? Si può votare?
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, è l'emendamento 105.1.
CIANCIO. E' il 105.1, lo posso illustrare, signor Presidente?
PRESIDENTE. Il parere della Commissione su questo emendamento
all'articolo 105?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIANCIO. Presidente, lo posso spiegare?
PRESIDENTE. Non abbiamo il tempo di spiegarlo. Lo stiamo votando,
fa parte del fascicolo quindi, ovviamente, lo dobbiamo votare.
CIANCIO. Io credo che l'assessore non sappia neanche di cosa
stiamo parlando, quindi io glielo vorrei illustrare, in un attimo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non esageriamo.
CIANCIO. L'emendamento in questione chiede di rimuovere le parole
da ai quali fino alla fine dell'articolo. Perché questo articolo,
noi siamo d'accordo, ci mancherebbe, solo che al posto di ai
quali e tutta la frase che viene dopo, noi avremmo potuto mettere
benissimo nome e cognome dell'istituto che vogliamo finanziare,
quindi io dico: fermiamoci là, dopo di che il Governo faccia le sue
valutazioni e faccia la ripartizione di questi fondi sui vari
conservatori, sui vari istituti musicali, così come ritiene di
dover fare.
Ma non mettiamo formule strane che non fanno altro che fare
intendere, dobbiamo darlo a questi qua, ma a questo punto sarebbe
più onesto intellettualmente scrivere nome e cognome.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Premesso che la norma non è di derivazione governativa, comunque
non ci si oppone, ovviamente, alla riserva sul capitolo complessivo
dei 150 mila euro a favore degli istituti superiori di studi
musicali pubblici.
Il Governo non ha particolari difficoltà a elidere la parte che
riguarda la destinazione vincolata, per noi va bene.
CRACOLICI. Basta dire favorevoli o contrari.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Favorevole.
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Questo ente musicale, da anni, viene in Commissione a chiedere i
soldi che servivano per raggiungere l'obiettivo che avevano creato
con lo Stato, ma lo Stato gli dava una parte di risorse in meno e
si conclude, tutto questo ciclo, alla fine del 2018. Nel 2019 non
avranno più bisogno di fondi regionali.
Quindi, abbiamo pagato per sette anni e questo è l'ultimo anno,
sono gli stipendi dei docenti. Solo stipendi.
MILAZZO. Non sono attività, sono stipendi.
PRESIDENTE. Quindi, il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e contrario della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 105.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Scusate, ci sono altri emendamenti? Ci sono quelli
accantonati, ma dico relativi agli articoli già apprezzati, ci sono
altri emendamenti? Relativi agli articoli? Ci sono gli aggiuntivi,
diciamo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Mi rivolgo, all'onorevole Presidente Musumeci. Noi
abbiamo due emendamenti che in realtà costituiscono emendamenti
aggiuntivi che sono uno sull'eolico, che lei si era assunto
l'impegno di presentare, e vorrei che lei lo indicasse per
prelevarlo e sottoporlo, perché ci sarà sicuramente una
discussione, e il secondo è quello relativo all'abrogazione della
norma che vieta ai lavoratori dei consorzi di bonifica, che sono in
contenzioso, a rientrare nel mondo del lavoro.
Se onorevole Presidente, lei dà indicazione al Presidente Micciché
per prelevarlo e metterlo in votazione, credo che questi siano due
atti importanti, però spetta a lei Presidente.
Ma, siccome fanno parte degli aggiuntivi sono due emendamenti di
carattere generale. Sì, ma se lei dà un'indicazione questi
emendamenti vengono prelevati.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 17.42, è ripresa alle ore 17.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli io ero anche disponibile ad aprire la
cosiddetta maglia degli aggiuntivi, qualora fossero stati pochi,
importanti, realmente importanti da non potere essere rinviati al
collegato, ma complessivamente ci sono troppi aggiuntivi, ognuno
con motivazioni diverse, per carità, per ognuno che lo presenta è
la cosa più importante del mondo.
Però complessivamente io ritengo di evitare l'apertura della
maglia sugli aggiuntivi, ma chiedo a voi che uno di questi, che mi
spiega il Presidente della Regione, se non lo apprezzassimo,
peraltro è uno che era stato già oggetto del Comm. 2,
dell'articolato, solo che poi non ho capito bene che cosa successe
o fu stralciato, o non si valutò, ma che l'apertura, che mi diceva
Presidente, è l'apertura della stagione irrigua, dei consorzi di
bonifica. Allora, io chiederei con gentilezza a tutti, se fosse
possibile. Qual è questo emendamento?
CORDARO, Assessore per il territorio e l'ambiente. La stagione
irrigua dei consorzi di bonifica, è il Comm. 1.38
PRESIDENTE. Io, d'accordo col Presidente della Regione, direi
intanto passiamo questo e vediamo se è possibile farlo perché
sarebbe, oggettivamente, troppo importante. Poi, onorevole
Cancelleri, lei voterebbe no comunque. Per cui, non c'è problema,
lo apprezziamo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento COMM 1.38. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi abbiamo ancora 2 accantonati
soltanto. Uno del Governo, che era quello sulla soppressione del
66, che cambia e diventa 66.R I beni immobili dell'ESA,
provenienti da liquidazione delle società SANDERSON che necessitano
di bonifica al fine di tutelare l'ambiente e la pubblica salute,
possono essere trasferiti con le modalità previste dal vigente
ordinamento al Comune del cui territorio insistono .
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Per l'emendamento a firma dell'onorevole Ciancio, la
richiesta del Governo è quella di mandarlo in Commissione e
valutarlo con il collegato fra qualche giorno, se per voi va bene.
Mi riferisco all'1.53 dell'onorevole Ciancio.
E' la richiesta del Presidente della Commissione. Se voi non siete
d'accordo, lo metto in votazione. Però c'è una richiesta del
Presidente della Commissione che dice di mandarlo in Commissione.
Io l'apprezzerei. Se, invece, volete lo mettiamo in votazione però
dite voi che volete fare. Perché, in quanto accantonato, io devo
fare votare.
CIANCIO. Accolgo la richiesta del rinvio in Commissione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il COMM. 1, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Per quanto mi riguarda io dire, sui lavori, noi abbiamo da
recuperare alcuni articoli che erano stati accantonati
precedentemente. Voi, Commissione, dovete fare una riunione sulle
Tabelle, se non ricordo male. Quanto tempo vi serve?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Mezz'ora.
PRESIDENTE. Per cui, dobbiamo prenderci mezz'ora di tempo.
Intanto, diamo la parola a chi vuole intervenire.
SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo capire
sull'interpretazione del Regolamento di quest'Assemblea, perché di
interpretazione libera si tratta.
Noi abbiamo spostato alcune norme in Commissione come ho chiesto
io perché non erano mai pervenute nella Commissione di merito e,
quindi, non avevano mai avuto l'occasione e la possibilità di
esaminarle e questa è una norma, una procedura che il Regolamento
prevede che si possa fare.
In altri casi, invece, erano già state esaminate, ancorché
bocciate in Commissione e questa invece è una forzatura del
Regolamento.
Ora sul maxiemendamento, mi scusi mi faccia finire, e poi mi
risponde, alcuni articoli come quello dell'onorevole Ciancio, sono
stati gli emendamenti ad articoli non trattati sono stati esaminati
e, quindi, sono stati prelevati, altri, come quello dell'onorevole
Zitelli che peraltro reca la firma di, credo, il 50 per cento
dell'Assemblea, ad un articolo che non è stato esaminato nel
maxiemendamento, non è stato data neanche l'occasione, la
possibilità di essere esaminato e questa è una forzatura.
Peraltro, questo è un emendamento dell'onorevole Zitelli esitato
favorevolmente dalla Commissione di merito e poi passato anche in
Commissione Bilancio', per cui se fosse possibile adottare una
linea univoca di chiarezza anche rispetto ai colleghi neo eletti
che chiedono spiegazioni a noi che siamo un po' più anziani di
legislature e noi gli diamo le spiegazioni e gli diamo gli
indirizzi e poi, invece, nella pratica vengono sconvolti è un iter
che non si riesce a spiegare e non dà certezza.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, se mi dà il piacere di
risponderle, per quanto riguarda la posizione relativa alla sua
Commissione si è fatto quello che prevede il Regolamento.
Per quanto riguarda la Commissione dell'onorevole La Rocca Ruvolo,
per quanto sia stato già mandato in Commissione, la Presidente
della Commissione mi è venuta a comunicare che di fatto la
votazione, praticamente, non c'era stata e mi ha chiesto di poterlo
riapprezzare in Commissione.
Per quanto riguarda quest'ultimo argomento, il Presidente della I
Commissione, non avendolo mai ricevuto precedentemente mi ha
chiesto di apprezzarlo in Commissione.
Per quanto riguarda gli emendamenti dell'onorevole Zitelli, come
ho avuto già modo di dire in presenza del Presidente della Regione
all'onorevole Zitelli, verranno assolutamente tenuti in
considerazione da domani con il collegato perché oggi - onorevole
Savarino - sono stati presentati duecento aggiuntivi, non posso
dire Zitelli sì o Zitelli no, per cui o li apprezziamo o non li
apprezziamo. Abbiamo ritenuto che li possiamo spostare nel
collegato e chiudere la finanziaria, altrimenti, duecento
emendamenti da valutare oggi avrebbero non consentito la chiusura
della finanziaria. Non lo facciamo per cattiveria, mi creda
onorevole Savarino, né per simpatia o antipatia, lo facciamo
proprio cercando in tutte le maniere di rispettare il Regolamento
interno, il Regolamento non prevederebbe aggiuntivi, abbiamo fatto
un'eccezione per una cosa importante, abbiamo fatto qualche
eccezione ma è ovvio che non se ne possono fare altre.
SAVARINO. Capisco esattamente la necessità, ma siccome era un
articolo che riguardava come i pensionati dell'EAS, identico per il
pensionati dell'ASI che non hanno più dalla scorsa legislatura
l'integrazione e si andava a colmare un deficit che peraltro sta
comportando alle ASI una costante perdita di contenzioso con
condanna alle spese, quindi, aggravio di costi, la Commissione
Bilancio' aveva chiesto al proponente di portare una relazione
aggiuntiva che è stata portata. Solo questo.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, lei ha più esperienza di me dal
punto di vista parlamentare regionale, ma se io facessi così,
quanto scommettiamo che se intervengono tutti quelli che hanno
presentato, ognuno ha motivo di massima importanza e, allora, nel
momento in cui si prende una decisione la si prende.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, è alle ore 20.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di intervenire
l'onorevole Lantieri. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire su un emendamento che avevo preparato e sul avevo avuto
la disponibilità da parte dell'Assessore Grasso, ma prima di tutto
ne avevo parlato con il Presidente della Regione, onorevole
Musumeci per un inizio sperimentale perché, come tutti voi sapete,
qualche anno fa sono stati chiusi i tribunali di Mistretta, Modica
e Nicosia da parte del Ministero di Grazia e Giustizia per una
problematica di spending review.
C'è stata una sommossa popolare, si erano avute garanzie da parte
del Territorio che questi Tribunali potevano rimanere aperti ma
poi, come al solito, non è stata mantenuta la parola e questi tre
Tribunali sono stati chiusi.
La legge nazionale prevede che si possa utilizzare, in via
sperimentale, la riapertura solamente per alcune parti che si
possono fare all'interno del Tribunale.
Dopo che siamo stati ricevuti con una delegazione da parte del
Presidente della Regione, ho parlato con l'Assessore Grasso, che ha
dato disponibilità di questo emendamento. Da parte della Regione ci
deve essere disponibilità di una somma per poi potere attivare una
convenzione col Ministero. Questo si può fare solo con le Regioni a
Statuto speciale.
Di conseguenza, chiedo il voto dell'Aula non solamente per Nicosia
ma perché si è aggiunto Mistretta e Modica in modo da dare a questi
tre Tribunali di nuovo un presidio di legalità e dare una speranza
al territorio che qualcosa ancora per questa Sicilia si può fare.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, conosco la questione illustrata
dall'onorevole che mi ha preceduto e sono totalmente d'accordo
sulle argomentazioni esposte dall'onorevole Lantieri.
Anche a Mistretta, come a Nicosia e Modica, è necessario
ripristinare un presidio di legalità e per quanto riguarda la
posizione di Forza Italia ci sarà piena adesione all'emendamento
del PD, a firma dell'onorevole Lantieri.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 20.08, è ripresa alle ore 20.13)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
(Assume la Presidenza il Vicepresidente Di Mauro)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 18, precedentemente
accantonato
Gli emendamenti 18.47 e 18.48 sono stati ritirati dai rispettivi
firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento di riscrittura 18.65, del Governo
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cancelleri il
subemendamento 18.65.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 16.65, così come emendato. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 18.12 è precluso.
Si passa all'emendamento 18.49, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.27 degli onorevoli Dipasquale e Lupo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.11, del Governo
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
18.11.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 18.11, così come emendato. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.38, degli onorevoli Cancelleri ed
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi con questo
comma restituiamo finalmente la possibilità ai comuni, soprattutto
ai più piccoli, che ovviamente non ospitano istituti di scuola
superiore pubblica di potere finalmente risarcire le famiglie che
hanno un abbonamento per mandare i figli a scuola, quindi il
trasporto extra urbano per fare arrivare i figli nelle scuole
superiori che si trovano nelle città immediatamente vicine.
Era stato tolto dal precedente Governo nel senso che non era stato
autorizzato il capitolo, era stato tolto il capitolo e quindi non
c'era più un fondo di riserva. Sul finire della passata legislatura
eravamo riusciti, con l'Assessore Lantieri, ad arrivare di nuovo al
fondo ma era vuoto ed adesso lo stiamo dotando di 2 milioni e
mezzo.
Io ritiro chiaramente l'emendamento soppressivo, è ovvio, perché
sostengo invece la causa; c'è l'emendamento immediatamente dopo che
chiaramente e presumibilmente non verrà sostenuto né dalla
Commissione né dal Governo, per ovvi motivi, che però porta il
contributo da 2 milioni e mezzo a cinque milioni perché in realtà
le spese comunque sostenute dai comuni sono molte e in questi anni
si sono dissanguati per poter comunque dare quello che poi alla
fine è un obbligo di legge.
MILAZZO. Ma qual è.
CANCELLERI. L'emendamento vi propongo di apprezzare è il 18.50.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 18.50, degli onorevoli
Cancelleri ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.50
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 18.50.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palerse.
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 31
Contrari 29
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.10, del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.39, dell'onorevole Cancelleri e altri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.60, degli onorevoli Cannata ed altri.
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 18.9 è precluso.
Gli emendamenti 18.40, 18.62 e 18.41 sono ritirati dai rispettivi
firmatari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 18.8.2, dell'onorevole De Luca Cateno.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo soltanto per richiedere l'apposizione della mia firma
sia al subemendamento 18.8.2 che al subemendamento 18.8.1 a
seguire.
PRESIDENTE. Gli uffici mi cambiano l'ordine dei subemendamenti,
quindi mettiamo da parte il subemendamento 18.8.2 ed iniziamo con
il subemendamento 18.8.5, degli onorevoli Calderone ed altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi
rivolgo all'assessore agli enti locali. Forse sarebbe opportuno
riscrivere l'articolo prevedendo che è fatta una riserva per i
Comuni che non hanno riserve. Perché vorrei sapere, alla fine, a
tutti i Comuni in senso generale, cosa rimane.
Ho visto adesso, non sto intervenendo su un emendamento piuttosto
che un altro, però ho visto un malloppetto di emendamenti che
sono riserve, riserve, riserve. Volevo sapere: è previsto un limite
delle riserve o si possono fare tutte riserve del fondo alla fine
sarà quello che rimane? Perché quello che rimane qualche problema
forse c'è, visto che avete cambiato pure i criteri di assegnazione
dei fondi ai Comuni.
Quindi lo dico al Governo che dovrebbe avere, insomma, la regia
della questione. Perché in passato le riserve hanno avuto sempre un
valore percentuale rispetto all'insieme del fondo. Qui sulla base
delle quantità degli emendamenti che ho visto immagino che siamo
lì
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, scusi, gli emendamenti sono tre,
tutti gli altri sono preclusi. Avete avuto distribuito il
subemendamento 18.8.5. Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
prima di proseguire l'esame sui subemendamenti all'emendamento
18.8, invito il Governo, e quindi l'assessore Armao, a fare una
verifica delle somme che restano sul fondo prima di votare
l'articolo finale. Alla fine resteranno poco più di duecento
milioni. Mandiamo altri Comuni in dissesto, quindi prima di
assumerci la responsabilità di votare l'articolo sarebbe il caso di
fare la verifica al dettaglio.
PRESIDENTE. Questo, nel frattempo, credo che lo farà il Governo.
Si passa al subemendamento 18.8.6, dell'onorevole De Luca Cateno.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.8.3 a firma dell'onorevole Cafeo ed
altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MUSUMECI, Presidente della Regione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa al subemendamento 18.8.4, del Governo, sostitutivo del
comma 7.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, io chiederei un attimo, capisco che siamo in chiusura però
un attimo di pazienza e di tempo per leggere gli emendamenti perché
poco fa, per esempio, abbiamo votato un emendamento, non il mio
Gruppo, ci siamo dichiarati contrari dell'onorevole De Luca che da
i soldi a qualche comune essendo l'onorevole De Luca non è
difficile immaginare quale, che però toglie un milione di euro alla
premialità che abbiamo previsto per i comuni che superano il 65 per
cento di differenziata.
Ora togliere a qualcuno per darlo a qualcun altro, onestamente è
un modo di fare e anche poco approfondito anche da parte della
Commissione e io mi aspetto, Presidente Savona, che gli emendamenti
li leggiate un po' meglio prima di dare un parere favorevole ad una
cosa del genere
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.8.4 a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli emendamenti 18.8.1 e 18.8.2 sono preclusi.
Pongo in votazione l'emendamento 18.8 così come subemendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Preciso che l'emendamento è approvato con il voto
contrario del Movimento Cinque Stelle.
L'emendamento 18.36, il comma 8 soppresso a firma dell'onorevole
Cancelleri, è ritirato.
L'emendamento 18.19, il comma 9 è soppresso, a firma
dell'onorevole Calderone ed altri, è ritirato.
Si passa all'emendamento 18.15.R, di riscrittura del comma 9, a
firma dell'onorevole Catanzaro ed altri. Invito gli Uffici a
distribuirlo.
DIPASQUALE. Presidente ci dobbiamo fermare perché stiamo facendo
degli errori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.40, è ripresa alle ore 20.44)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di recuperare un po' le
cose che abbiamo detto, e dare chiarezza ai colleghi, in ordine
all'emendamento 18.8.3, c'è un refuso e, d'accordo con i firmatari
dell'emendamento, il termine 5 mila migliaia si intende 1.500 .
Se la Commissione sull'emendamento 18.8.3, 5.000 migliaia intende
1.500 migliaia e il Governo è d'accordo, Assessore Armao, col
consenso dell'Aula questo emendamento è approvato e così resta
stabilito.
Vogliamo ricapitolare gli emendamenti che abbiamo approvato? Per
dare un'informazione all'Aula delle ultime modifiche alle tabelle.
Riprendiamo i lavori dall'emendamento 18.15 R a firma
dell'onorevole Catanzaro e altri. C'è la firma della Commissione su
questo emendamento? È una riscrittura della Commissione. I colleghi
sono pregati di leggere questo emendamento. Passiamo alla
votazione.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo non ha l'emendamento.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.15 R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 18.15 R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 69
votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 35
Contrari 21
Astenuti 0
(E' approvato)
L'emendamento 18.35 è precluso.
L'emendamento 18.22 è precluso.
L'emendamento 18.5 è soppressivo, a firma degli onorevoli Fava e
De Luca. È confermato?
DE LUCA. È ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.46 a firma dell'onorevole Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente io volevo sapere soltanto dal
Governo, dalla Commissione, da chi l'ha inserito poi ce lo
spiegherà meglio, anche la ratio dell'individuazione, perché in
quello precedente c'era anche un senso, la premialità, in qualche
modo vogliono essere degli incentivi a migliorarsi. Se non hai la
bandiera blu o non hai la bandiera verde cominci a mettere dei
protocolli amministrativi in piedi e quindi diventa una premialità
incentivante.
Onestamente, io non ci vedo la premialità incentivante. Se il
Paese è bello e sta lì lo puoi migliorare però devi essere un
borgo, devi avere delle caratteristiche. Ci stiamo riferendo, tra
l'altro, al passato e non al futuro. Non lo stiamo dicendo a quelli
che lo vinceranno, lo stiamo dicendo a quelli che l'hanno già
vinto.
Mi sembra un po' pochino come ragionamento, volevo capire se
c'erano delle altre cose perché diversamente io lascerei davvero
perdere, poi fate voi.
PRESIDENTE. Credo sia ritirato, da quello che ha detto l'onorevole
Cancelleri.
Si passa alla riscrittura del Governo 18.57 R a firma della
Commissione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, l'emendamento tiene conto insieme
con l'onorevole De Luca di alcune riflessioni che abbiamo fatto in
Commissione e la parte finale destina queste somme espressamente
alle attività di promozione e di accoglienza turistica. Alla fine
anche io ho fatto il sindaco e spesso se c'è qualche somma in più
si finisce per pagare le spese correnti e invece finalizziamo
queste risorse proprio all'accoglienza turistica in Comuni che
rappresentano il nostro fiore all'occhiello.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, in Aula è stato presentato un
emendamento riguardo all'articolo 18 comma 10, quello che segna dei
fondi per i comuni che hanno conseguito il riconoscimento di borghi
più belli d'Italia con cui invece si prevede di assegnare questo
riconoscimento ai borghi che conseguiranno il premio borgo più
bello d'Italia'. Per due motivi, uno come ha detto il collega
Cancelleri prima riguardo alle bandiere blu affinché questo
riconoscimento rappresenti un incentivo ai Comuni per migliorarsi e
in secondo luogo perché non sarebbe corretto a bocce ferme andare a
fare questo provvedimento e a segnare dei fondi a dei Comuni che
già conosciamo e che sappiamo quali sono. Quindi non sarebbe
neanche né corretto né elegante da parte di quest'Aula consegnare
premi in denaro in un momento di crisi a dei borghi già scelti.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, di questo emendamento non abbiamo
traccia, non abbiamo traccia noi. Noi abbiamo un emendamento di
riscrittura da parte della Commissione. Lei deve presentare.
DE LUCA ANTONINO. Non l'abbiamo
PRESIDENTE. E' stato distribuito, è nel banco, ce lo hanno tutti i
suoi colleghi. Lei deve presentare un emendamento al 18.57R.
Abbiamo un emendamento sostitutivo da parte della Commissione,
onorevole De Luca. Lei è fermo ancora al comma 10. Lei deve
presentare un emendamento a questo, che non c'è in questo momento.
Lo firma e lo distribuiamo. Dovete dare al vostro collega il
subemendamento al 18.57R. Quando lo presenta lo votiamo, se non lo
presenta, è inutile che parliamo. Gliel'ho spiegato.
Onorevole De Luca, questo emendamento c'è o non c'è?
Pongo in votazione l'emendamento 18.57 R. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 18.57 R è stato approvato con voto contrario del
Movimento Cinque Stelle.
L'emendamento 18.57 è precluso.
L'emendamento soppressivo 18.20, a firma degli onorevoli
Calderone, Milazzo, Cannata, Gallo è ritirato.
L'emendamento 18.30 è precluso.
Si passa all'emendamento 18.7, a firma del Governo che è stato
riscritto dalla Commissione 18.7.R. BIS ed è in fase di
distribuzione.
Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
CIANCIO. Chiediamo che qualcuno lo illustri.
DE LUCA CATENO. Spiego semplicemente il senso della riscrittura
dell'emendamento 18.7.R non bis, il bis non ce l'ho
PRESIDENTE. La questione è la seguente. L'emendamento 18.7 è stato
sostituito da una riscrittura della Commissione che è il 18.7.R
bis.
DE LUCA CATENO. Non è in mio possesso il 18.7.R bis, ho soltanto
il 18.7 R - è lo stesso credo
PRESIDENTE. Non è stato distribuito?
CANCELLERI. Ci sono forse due emendamenti numerati alla stessa
maniera.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente
c'è stato questo chiarimento. Emendamento 18.7.RBIS è perché c'era
una copia dove non si capiva la firma del Presidente della
Commissione, è stata apposta e gli hanno messo Bis, ma è identico
al 18.7.R. Questo lo chiarisco perché sono l'autore
dell'emendamento.
Non è altro la riscrittura della riserva che è stata prevista per
i comuni virtuosi, quelli che hanno raggiunto il 65 per cento di
raccolta differenziata e sono stati stabiliti i criteri in modo
tale che anche gli uffici del Dipartimento delle autonomie locali
nell'assegnazione non abbiano problemi.
Cosa abbiamo stabilito? Che di questi 3 milioni, 1 milione viene
dato in base alla densità demografica; 1 milione viene dato in base
al numero dei comuni che hanno superato il 65 per cento; 1 milione
viene ripartito in base alla percentuale superiore al 65 per cento
riguardante i comuni che rientrano in questo tipo di premialità in
modo tale da tenere presente tutti quelli che sono i requisiti e le
caratteristiche che incidono anche sull'investimento che ogni
comune fa per quanto riguarda il raggiungimento di questo
obiettivo.
Abbiamo aggiunto anche alla fine che mancava l'ente che certifica
queste cose ed abbiamo inserito che è l'Ufficio speciale raccolta
differenziata della Regione siciliana che è quella che si occupa
anche di premiare i comuni che hanno superato il 65 per cento di
raccolta differenziata.
Questo è l'emendamento.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che una
norma di questo tipo debba passare quanto meno dalla Commissione di
merito e dalla Commissione Bilancio' perché non si possono
inserire, in queste condizioni, dei
DE LUCA CATENO. E' stata approvata all'unanimità dalla Commissione
Bilancio'.
CIANCIO. Veramente quella uscita dalla Commissione Bilancio' è
un'altra norma, non è così.
E, inoltre, non è solo una questione di criteri, è una questione
di riduzione di fondi perché porta a 3 milioni, dopo aver ridotto
di 1 milione con l'emendamento di prima, sempre con il suo
emendamento onorevole De Luca, l'abbiamo ulteriormente ridotto di
un altro milione. Noi siamo contrari.
C'è una riscrittura del Governo che è il 18.7.R e noi siamo
d'accordo con questa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.7.RBIS. Il parere
della Commissione?
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, vorrei soltanto una informazione.
Ha chiesto il parere alla Commissione. Può chiedere il parere anche
al Governo sull'emendamento scritto dalla Commissione?
Glielo chiede così lo sentiamo perché sono convinto che diranno
che sono contrari ed a quel punto potremmo anche non chiedere il
voto palese se il Governo è contrario e la votazione viene fatta
con il meccanismo.
PRESIDENTE. Glielo stavo chiedendo, ma la sua collega mi ha
chiesto il voto palese.
Il parere del Governo sull'emendamento 18.7.RBIS?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Si rimette all'Aula.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 18.7.RBIS
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 18.7.RBIS.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 17
Contrari 44
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 18.7.R, del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario dell'onorevole Aricò.
Si passa all'emendamento 18.20, a firma degli onorevoli Calderone
ed altri. E' precluso, così come l'emendamento 18.30, a firma degli
onorevoli Cancelleri ed altri.
Si passa all'emendamento 18.31, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
18.28, a firma degli onorevoli Cafeo ed altri. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza entrare nello
specifico penso di avere dimostrato un senso di responsabilità
rispetto alle riserve destinate ai comuni. Ho presentato due
emendamenti, il 18.28 ed il 18.29 ed anche un subemendamento
all'emendamento 18.13, del Governo. Voglio precisare qual è il tema
su cui comunque ci andiamo ad esprimere.
Ci sono dei comuni che dopo il 2017, hanno dichiarato il dissesto
ed hanno bisogno di un sostegno, sia per l'aspetto relativo alla
chiusura dei bilanci, sia per l'aspetto relativo al personale in
esubero.
Io non ho i conteggi effettivi, però ho presunto perché comunque
ormai i comuni in dissesto sono tanti, con l'emendamento 18.28 do
una disponibilità in più rispetto alle riserve stabilite dal
Governo, da 700 mila ad 1 milione e 400 mila.
Ritiro l'emendamento 18.29, ma l'emendamento 18.28 voglio che
venga messo in votazione, con voto palese.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere della Commissione sull'emendamento 18.28?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggiornaza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.28.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 18.28.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 30
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.13, al quale comunico che è stato
presentato il subemendamento 18.13.1, dell'onorevole Cafeo, che si
aggiunge alla riscrittura del Governo all'emendamento 18.13.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione l'emendamento. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.13, del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.59, degli onorevoli Di Caro ed altri.
E' precluso.
Si passa all'emendamento 18.32, degli onorevoli Cancelleri e
altri. Il comma 13 è soppresso.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
La riscrittura dell'emendamento va ritirata.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la chiusura di
alcuni distaccamenti di alcuni tribunali, fra quelli ci sono quelli
citati nel comma è una questione che si è verificata con il passato
governo Renzi che aveva cominciato a fare tutta una serie di
riorganizzazioni dei Tribunali ed ha cominciato a chiuderne vari in
tutta Italia. Poi, è passato alla riorganizzazione anche delle
Corti di Appello e vi ricorderete che c'è stata la possibilità che
qui in Sicilia delle quattro, due, quella di Caltanissetta e quella
di Messina venissero chiuse.
Presidente, ricorderà che, con l'allora presidente dell'Assemblea
Giovanni Ardizzone ed una delegazione di tutti i Gruppi
parlamentari, andammo a parlare con il ministro Orlando per capire
quali fossero le reali intenzioni rispetto a questa cosa qui.
La storia delle Corti di Appello e della soppressione non è ancora
andata avanti e, per finire del Governo, diciamo che probabilmente
non si materializzerà del tutto o in alcun modo, però quella è già
avvenuta.
Però, volevo capire e questo lo chiedo all'Assessore, al Governo,
insomma in qualche modo di spiegarmi come pensano con questo comma,
destinando una cifra, di riattivare un presidio di presenza dello
Stato e quant'altro che, in qualche modo, però il Governo nazionale
ha deciso praticamente di dismettere.
E' chiaro che siamo tutti concordi che quelli sono territori che
vanno tutelati, che non dovevano essere abbandonati, però ci sono
delle vie un attimino diverse, per esempio, sul tribunale di
Nicosia si sta cercando, attraverso la Corte di Appello di
Caltanissetta di ridisegnare i confini e di dare la possibilità a
quel territorio di ospitare il tribunale di montagna che è un
presidio che, però, è contemplato dalla riforma che ha chiuso quei
tribunali.
Qui, invece, secondo me, stiamo andando secondo me a tentoni,
senza neanche avere sentito poi chi ci dovrà, in qualche modo, dire
si va bene, teniamoli . Pensate che possiamo sopperire alle spese?
Chiaramente 50 mila euro non sono bastevoli. Quindi, sembra quasi
che stiamo prendendo dei soldi e li stiamo mettendo lì senza
neanche una logica, senza neanche un'idea, perché dovremmo avere un
rapporto con il Ministero della Giustizia e con il Ministro della
Giustizia, quello attuale in scadenza ed il prossimo che, in
qualche modo, ci dovrebbe però dare rassicurazioni.
Oggi, assessore Cordaro e lei li frequenta i tribunali per lavoro,
chiaramente, mi sembra davvero uno spreco di denaro ma, sottolineo,
non siamo contrari alla norma. Fatto così sembra davvero un
pannicello caldo ed una norma spot. Se l'Assessore mi risponde e
mi dice anche cosa ne pensa io gliene sarei grato.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevole colleghi, Assessori, penso che quest'articolo sia stato
discusso abbondantemente anche in Commissione, onorevole
Cancelleri.
CANCELLERI. Ho dei dubbi, però
DIPASQUALE. No io mi permetto di dire, siccome si tratta di 150
mila euro, cioè capisco che stiamo facendo un intervento dove
rischiamo di farci impugnare una norma, dove ci stiamo mettendo 30
milioni di euro, ci stiamo mettendo 50 milioni di euro, ma qui si
tratta che stiamo allocando 150 mila euro perché ci stiamo giocando
una carta e io ritengo che sia legittimo.
Ognuno fa le proprie scelte, su questo io mi sono assunto la
responsabilità, ho presentato un subemendamento perché l'articolo
fatto dalla collega Lantieri, che ringrazio perché grazie a lei
abbiamo avuto la possibilità di inserire Mistretta, io di inserire
Modica, perché ho chiesto l'inserimento di Modica, con un
subemendamento approvato dalla Commissione e secondo me non ci
dobbiamo preoccupare che rischiamo di investire quali risorse che
perdiamo.
Stiamo facendo un esperimento, non abbiamo, ed io anche non ho
condiviso un percorso che si è fatto a livello nazionale, stiamo
cercando come Regione di provare a recuperare alcune funzioni dei
tribunali, attraverso poi una norma, perché la norma è una norma
nazionale.
Il comma 4bis dell'articolo 8 del decreto legislativo del 7
settembre 2012 è una norma nazionale che ci mette in condizione di
giocarci questa carta.
E' vero, onorevole Cancelleri, ci sono alcune debolezze che
dovremmo affrontare. Mi creda questa è la debolezza minore di tutta
questa norma, noi sappiamo che questa Finanziaria' si troverà ad
affrontare poi il Consiglio dei ministri e gli Uffici, non mi
preoccupa il Consiglio dei ministri ma gli Uffici legislativi dello
Stato, quindi, non sappiamo realmente quello che potrà restare, ma
di tutto l'impianto e di tutte le cose di cui un po' tutti abbiamo
contribuito a mettere su, sempre nel desiderio, nella voglia di
spenderci per i territori e di spenderci per la Sicilia, penso che
davvero questo rappresenti l'ultimo problema, il problema minore.
Vale la pena giocarsi una carta, l'abbiamo fatto in Commissione, il
Governo ci ha dato il via, giochiamoci questa carta e speriamo che
il risultato rimanga.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, non è che tendenzialmente sono contro al decentramento
dell'amministrazione della giustizia, anzi, come ordine abbiamo
combattuto delle battaglie importanti, però onestamente questa mi
sembra solo una norma per dire stiamo tentando di salvare una cosa
che per legge non si può salvare , cioè le sezioni distaccate dei
tribunali, con buona pace dei colleghi, non esistono più. Questa
norma è anche tecnicamente improponibile, così come è scritta,
perdonatemi
Se ci serve perché dobbiamo dire io voglio salvare Modica , ora
faccio un subemendamento perché allora ripristiniamo la sezione
distaccata di Vittoria, oppure la collega di Alcamo, non so delle
tante altre se di Giarre che era una sezione gloriosa, grossissima
e quant'altro, ma non esiste tecnicamente una norma delle sezioni
distaccate, semmai si potrebbe cercare di decentrare alcune
funzioni dei tribunali circondariali utilizzando locali di comuni
vicini; il che comporterebbe, dopo che già gli affari sono stati
trasferiti da anni, una paralisi dell'amministrazione della
giustizia, che già di per sé non ha bisogno di essere ulteriormente
paralizzata, quindi, inviterei i colleghi veramente, e anche il
Governo, ad eliminare questo stanziamento di 150 mila euro che
serve solo per andare a venderci un po' di fumo ma, onestamente,
non credo che abbiamo bisogno di vendere fumo
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha
facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, vorrei specificare ai colleghi che se vogliono togliere
Modica la possono togliere tranquillamente.
Allora, è una legge nazionale che dà la possibilità di fare un
protocollo Stato-Regione per riaprire non tutte le competenze che
aveva il tribunale in via sperimentale; queste somme che non sono
bastevoli anche perché ci sarà il contributo del comune di Nicosia
ed anche dei paesi limitrofi, così vale per Mistretta e così vale
per Comiso.
Allora, se abbiamo la possibilità di attuare una legge nazionale
che mettendo una somma la Regione perché la Regione Sicilia è a
Statuto speciale per iniziare in via sperimentale, dove si portano
solamente alcune competenze, perché non dare la possibilità al
territorio ed una speranza di riapertura, non dico per adesso del
tribunale, ma di alcune competenze? Solamente questo dico Non c'è
propaganda, non c'è spot, c'è stata la delegazione degli ordini
degli avvocati, c'è stata la deplezione dei sindaci, abbiamo
raccolto le firme, è per dare una risposta al territorio perché è
solamente in via sperimentale
Il collega Assenza se non è d'accordo può ritirare Modica e questo
esperimento lo faranno Nicosia e Mistretta
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, intervengo solo per chiarezza, per completezza
d'informazione Vero è che c'è la legge già citata nell'articolo,
poi nell'emendamento di riscrittura, ma è anche vero che al comma 4
bis dell'articolo 8, del decreto legislativo 155 del 2012,
l'apertura in via sperimentale era stata prevista esclusivamente
ASSENZA. Per i primi tre anni.
PAGANA. per i primi anni, perché nel momento in cui veniva
soppressa una sezione distaccata o un tribunale di una particolare
zona, in via sperimentale si dava la possibilità di poterlo
mantenere aperto, sempre però con il fine di agevolare le
operazioni che, di certo, non erano rivolte alla riapertura del
tribunale.
Quindi, perché questo intervento? Non esprimere alcuna posizione a
favore o contro perché, comunque, si tratta, secondo me, di una
guerra tra poveri, perché va bene la presenza dello Stato sul
territorio, va bene il forte senso di legalità che un tribunale può
dare ma è anche vero che non possiamo intervenire così, tampone,
soltanto per alcuni tipi di udienze, alcuni tipi di procedimenti,
che comunque sarebbero di tipo e di numero limitato.
E' vero che c'è stata la raccolta di firme ma, per onestà
intellettuale prima di tutto, è opportuno dire che c'è stata anche
una raccolta di firme, si sono costituiti comitati anche tra i
professioni, tra gli avvocati che dovrebbero confrontarsi con il
distretto di Nicosia, piuttosto che con quello di Mistretta che, in
qualche modo, non vogliono la riapertura.
E' chiaro che questo rappresenta un atto di indirizzo politico, è
chiaro che c'è l'opzione del tribunale di montagna, l'opzione dello
sportello di prossimità. Mi sono accertata poco fa con l'Assessore
per gli enti locali, Bernadette Grasso, che le due opzioni non sono
incompatibili, quindi, volerne una non significa escluderne
un'altra, però invito quest'Aula, invito il Governo e tutti i miei
colleghi a riflettere seriamente su quello che stiamo facendo.
E' importante sì avere un presidio di legalità però, appunto,
perché è troppo importante avere un presidio di legalità bisogna
stare attenti a non farlo diventare uno slogan, a non farlo
diventare una mossa di campagna elettorale o una
strumentalizzazione o oggetto di strumentalizzazione.
In questo Parlamento siamo tutti bravi a strumentalizzare tutto.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, il Governo
desidera esprimere il proprio pensiero sui temi sollevati in questo
breve dibattito a proposito dei tribunali.
E' inutile dire che non condividiamo il provvedimento, a suo tempo
adottato dal Governo nazionale, di cancellare decine di sedi di
tribunali ed in Sicilia, in modo particolare, quei tribunali che
ricadevano in aree tradizionalmente esposte al rischio della mafia
e della criminalità organizzata. Al di là del disagio che la
soppressione delle sedi ha determinato agli operatori della
giustizia, al personale, ai cittadini.
Come qualcuno dei colleghi ricorderà, quando ero presidente della
Commissione Antimafia ho fatto parte assieme al Presidente
dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, ad una delegazione per
incontrare il Ministro della Giustizia, in quell'occasione abbiamo
fatto valere le ragioni del Governo e del Parlamento, ragioni che
io stesso da Presidente ho riproposto alcuni mesi fa al ministro
Orlando nel corso di una manifestazione degli Stati generali sulla
mafia a Milano.
In quell'occasione il rappresentante del Governo ha ribadito la
ferma determinata volontà del Governo di non rimettere in
discussione la scelta legata ai tribunali. Il presidente Lupo
ricorda benissimo.
Tuttavia, in queste ultime settimane, ho ricevuto alcune
delegazioni provenienti da varie provincie, dalla provincia di
Enna, di Ragusa, in modo particolare, che reclamavano il diritto
affinché il Governo regionale potesse sostenere le ragioni per
riaprire un dibattito su questo annoso ed in parte insoluto
problema.
Nessuno si fa illusioni, lo ha detto con chiarezza l'onorevole
Assenza e, tuttavia, noi come Governo abbiamo il dovere di
alimentare e sostenere fino all'ultimo ogni tentativo generoso
promosso dalla rappresentanza parlamentare affinché anche la scelta
della sezione staccata possa in parte tamponare gli indicibili
disagi che quel provvedimento ha comportato.
Per questa ragione il Governo si dichiara favorevole
all'emendamento e si impegna a continuare a sostenere una azione di
legittima rivendicazione senza, tuttavia, alimentare particolari
entusiasmi nella speranza che, non appena avremo un Governo
nazionale - se lo avremo -, assumeremo l'impegno di organizzare una
delegazione per chiedere e ottenere un incontro con il Ministro
della Giustizia. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 18.32.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, ha parlato poco fa. Capisco che
le piace stare qui dentro. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, è la sua compagnia che mi rallegra
e mi fa stare bene.
La ringrazio per avermi dato di nuovo la parola. Volevo dire che
mi rimangono perplessità. Chiaramente io lo ritiro l'emendamento.
Però le dico che il comma 4 bis dà la possibilità, in via
sperimentale, di poter stipulare delle convenzioni. Però dice anche
che delle sezioni distaccate per l'esercizio delle funzioni
giudiziarie relative alle sedi, le spese di gestione e manutenzione
degli immobili e di retribuzione del personale di servizio oggetto
delle convenzioni sono integralmente a carico del bilancio della
Regione. . Quindi noi con 50 mila euro pensiamo di riaprire una
sede distaccata con tutto quello che concerne. Mi sembra davvero
una presa in giro per quei cittadini.
PRESIDENTE. Nessuno prende in giro. Mi pare che il Presidente
Musumeci sia stato abbastanza chiaro. Allora lei ritira
l'emendamento?
CANCELLERI. Si, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il Governo ha presentato un emendamento sulla stessa linea.
MUSUMECI, presidente della Regione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 18.21 è assorbito.
Gli emendamenti 18.33 e 18.34 sono ritirati dai rispettivi
firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.3, degli onorevoli Di Caro ed altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 18.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 33
Contrari 21
Astenuti 00
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 18.1 a firma degli onorevoli Lupo ed
altri.
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 18.24 è assorbito.
Gli emendamenti 18.16, 18.55, 18.25, 18.26, 18.18, 18.53 e 18.54
sono ritirati dai rispettivi firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.61, degli onorevoli Di Caro,
Mangiacavallo e Zito. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
DI CARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.61
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 18.61.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 60
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 26
Contrari 32
Astenuti 00
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.6, dell'onorevole Pullara.
PULLARA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 18.63, degli onorevoli Lupo e Dipasquale.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, l'emendamento 18.63 recita: la Regione
sostiene il funzionamento delle consulte per le politiche giovanili
nei comuni fino a cinquemila abitanti e prevede una previsione di
spesa di appena cinquecento migliaia di euro . Vuole essere un modo
per incoraggiare la partecipazione giovanile, soprattutto nei
piccoli comuni, laddove molti comuni hanno dato vita alle consulte
giovanili. Un piccolo incentivo affinché queste consulte giovanili
possano funzionare e far crescere, anche tra i giovani, l'idea
della democrazia partecipata. Mi auguro che possa essere condiviso
anche da tutta l'Aula col parere favorevole del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 18.63. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 18.63
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 18.63.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 69
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 38
Contrari 2
Astenuti 22
(E' approvato)
Si passa all'emendamento del Governo 18.67, del Governo. E' un
emendamento senza spesa affinché le comunità possano stipulare le
convenzioni finalizzate al ricovero di donne sole con figli minori
o diversamente abili vittime di violenza nelle case di accoglienza.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono, come
credo tutti qui dentro, poi alla fine assolutamente d'accordo, però
mi riesce un po' difficile pensare che non ci voglia una copertura
finanziaria. Cioè nel senso per il sostegno economico alle rette di
ricovero.
PRESIDENTE. Ci sono i soldi nel capitolo. Non si sono fatte fino
ad oggi le convenzione perché per fare le convenzioni occorre una
norma di legge.
CANCELLERI. Perché non viene citato il capitolo di spesa? Così
almeno facciamo la norma. Io per carità, però se così non viene
fatto mi sembra un passaggio d'Aula sbagliato e io sono convinto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.198.R, del Governo.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
vorrei una spiegazione ma più che altro alla luce del fatto che la
legge già l'abbiamo fatta la scorsa legislatura e il decreto di
attuazione sulla pianificazione è di ottobre. Quindi c'è una
pianificazione del territorio che stabilisce le aree non idonee e
le aree per le quali è necessario delle prescrizioni sugli impianti
che sono stati classificati in 3 categorie sopra i 20 mila kilowatt
etc.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, come aveva il Governo annunciato all'inizio di questa
sessione di bilancio la volontà dell'esecutivo è quella di bloccare
la concessione di autorizzazioni per nuovi impianti di fotovoltaico
ed eolico proprio nella consapevolezza che la Regione non risulta
essere dotata di un adeguato strumento di pianificazione del
territorio regionale ai fini della valutazione da una parte
dell'impatto paesaggistico e dall'altra della ventosità dell'area e
quindi della concreta opportunità dal punto di vista tecnico che in
quella zona venga autorizzata la collocazione di un impianto.
Vero è che è stato adottato un provvedimento da parte del
Presidente della Regione nell'ottobre dello scorso anno, davvero
assai striminzito e semplicistico se è vero che esclude soltanto le
aree destinate a protezione e a tutela, cioè le aree delle riserve
naturali. Fin troppo facile. Esistono al di là di quelle zone dei
territori suscettibili di tutela.
Ricordo che il paesaggio è un bene culturale previsto dalla legge
del 3 9ed è pertanto necessario adottare uno strumento concreto di
pianificazione dopo un'attenta verifica sul paesaggio e
sull'ambiente perché si possa evitare la devastazione che invece
negli anni passati, in assenza di una pianificazione, ha
determinato in buona parte del territorio regionale la
realizzazione di quegli impianti - a parte le connivenze accertate
dalla Magistratura in alcuni casi con organizzazioni e personaggi
appartenenti alla mafia e alle organizzazioni criminali.
Per questa ragione, pur dovendo obbedire al dettato di una norma
nazionale, la Regione siciliana si riserva, se questo Parlamento è
d'accordo, il diritto in centoventi giorni, - speriamo di potercela
fare -, di pianificare, d'accordo con le Commissioni competenti, il
territorio regionale per individuare se rimangono ancora zone da
sfruttare e se queste zone restano compatibili con la tutela del
paesaggio e complessivamente dell'ambiente.
L'energia pulita è un bene sacrosanto ma il paesaggio è un bene
altrettanto sacrosanto che va tutelato.
Per questa ragione, come Governo, ci siamo permessi di presentare
l'emendamento che recita testualmente - ma credo sia stato già
distribuito - abbiamo previsto centoventi giorni, fatte salve le
autorizzazioni adottate, definite o le pratiche in fase di
istruttoria che comunque rimangono congelate fino alla dotazione
dello strumento di pianificazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.198.R. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
BARBAGALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo precisare, per
rassicurare i colleghi, circa lo stanziamento destinato ai comuni
che quest'anno ai comuni verrà ripartita la somma di 303 milioni di
euro a fronte di 282 milioni di euro dello scorso anno.
I comuni, l'anno scorso, hanno perso 23 milioni e mezzo,
quest'anno abbiamo rimpinguato il fondo degli investimenti per cui
ai 115 milioni di euro, per i tre anni, abbiamo aggiunto 23 milioni
di euro da destinare ai comuni con popolazione con 5000 abitanti.
Per quanto riguarda le riserve, sono state approvate nelle
Commissioni dai colleghi deputati all'unanimità - quelle pervenute
qui e sia in bilancio che in I Commissione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 18, così come emendato.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per la funzione pubblica e le autonomie locali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
(Assume la Presidenza il Presidente Miccichè)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rimangono 4 articoli da votare,
per cui dovremmo potere fare abbastanza velocemente.
Si passa all'articolo 42, precedentemente accantonato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, assessori, questo è un articolo che è frutto
dell'iniziativa parlamentare, del Partito Democratico, della
Commissione, del collega Catanzaro che si è battuto tanto e
risponde all'esigenza, come sapete su 390 comuni della Regione
siciliana, 277 sono comuni che hanno un rischio idrogeologico
elevatissimo, quindi l'esigenza, la ratio della norma, è quella di
dotare, di dare la possibilità ai comuni che non hanno adeguate
professionalità, di dare la possibilità di dotarsi di specifiche
competenze per dare un corretto assetto urbanistico ed adottare i
necessari correttivi ed i necessari strumenti urbanistici deputati
a tutelare e mettere in sicurezza il territorio.
Ovviamente, per ora anche in questo caso lanciamo un seme, sono
poche migliaia di euro, ma so che il Governo ha predisposto un
emendamento che riscrive il secondo comma, credo d'intesa con
l'assessore Cordaro, che dà la possibilità di stabilire i criteri
con cui verranno assegnate queste risorse.
Io credo che è importante sancire il principio che i comuni vanno
aiutati. E' importante istituire il capitolo e spero che se
quest'Aula accoglierà il voto favorevole dell'articolo 42,
avvieremo una stagione importante per dare un corretto assetto al
nostro territorio.
Ovviamente, anche alla luce della circostanza che già siamo ad
aprile, i termini dell'attuazione della norma, potrebbe un primo
segnale ma sono convinto che ci sono tutte le condizioni per
partire con il piede giusto.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 42.9, degli
onorevoli Zafarana e Trizzino.
ZAFARANA. Chiedo di illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
42.9 è una specificazione più dettagliata delle tipologie di
rischio. Cioè si va ad introdurre, non soltanto il rischio
geologico, ma anche quello idrogeologico ed idraulico.
Faccio l'intervento completo anche sull'emendamento 42.8, con il
quale si inseriscono le professionalità degli ingegneri civili che
sono da confronto con personale che comunque si occupa, tra gli
altri, di scienze geologiche o nel campo dell'ingegneria per
l'ambiente, coloro che comunque sanno progettare nel merito del PEC
di protezione civile e nel merito del PAI.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 42.9, il parere del
Governo è favorevole.
Non voglio intervenire prima nel merito della Commissione, però
ricordo all'onorevole Zafarana, con riferimento all'emendamento
42.8, che si era concordato di presentare un sub emendamento che
aggiungesse e dell'ingegneria civile , quindi non è un avversativa
ma è un'aggiunzione.
Per quanto riguarda il resto, è scritto d'intesa con i Gruppi
parlamentari, quindi confermo quanto già detto in ragione
dell'argomento importante, parliamo di P.A.I., di emergenza
territoriale, di emergenza comunale, di piani di emergenza in
generale e quindi ragione di questo io auspico il voto unanime
dell'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 42.1. 42.10, 42.5, 42.8, 42.4, 42.3 e 42.6 sono
ritirati dai rispettivi firmatari
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 42.11, del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente era stato presentato un subemendamento
stamani per quello che riguardava questo articolo 42 e si aggancia
all'emendamento del Governo. Sostanzialmente con questo emendamento
si modifica in parte la legge 23 del 1990 secondo la quale alle
stazioni ago meteorologiche proprio attinenti all'attività
geologica che è oggetto di questo articolo che il Governo oggi ha
presentato, si implementava l'utilizzo di alcune stazione ago
meteorologiche che sono state realizzate dal MIUR, quindi dal
Ministero, quindi non pagate dalla Regione ma che entrano
all'interno del sistema della Regione attraverso un finanziamento
minimale che permette attraverso questi cento mila euro la
possibilità di inserire anche queste scuole superiori che hanno
dimostrato per essere virtuose di avere avuto il finanziamento da
parte del MIUR. Se oggi questo fosse stato già inserito così come
mi era stato detto non avremmo bisogno neanche del problema della
copertura. Ora credo che il problema ci sia in termini di
copertura, sono 100 mila euro. Io ho presentato il subemendamento,
ed è presentato lì, non so se è stato distribuito. Era questo il
tema.
PRESIDENTE. Secondo gli uffici non c'è la copertura.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente sull'articolo
16, comma 4 a valere sulle risorse stanziate su 6 milioni e 200 del
16 comma 4.
PRESIDENTE. Che cosa c'entra il 16, comma 4.
ARMAO, assessore per l'economia. Il 16 comma 4 già approvato ha
una dotazione complessiva di 6 milioni che riguarda il dissesto
idrogeologico. Pervenire incontro alla richiesta e della proposta
dell'onorevole Caronia.
PRESIDENTE. Si, pero allora dobbiamo levare i 100 mila euro in più
che sono richiesti?
ARMAO, assessore per l'economia. No, quella è una dotazione
complessiva.
PRESIDENTE. Sono finanziate le somme di 100 mila euro per l'anno?
Se sono coperti quelli, 100 mila euro in più non sono.
ARMAO, assessore per l'economia. No, è la dotazione complessiva
per il dissesto idrogeologico, cioè sono coperti a valere sulla
dotazione complessiva per il dissesto idrogeologico. Si può fare.
PRESIDENTE. Scusate, allora possiamo dire che si chiede di
utilizzare all'interno di quella copertura 100 mila euro per
questo.
SAMMARTINO. Signor Presidente non l'abbiamo capito. Ce lo può
spiegare?
PRESIDENTE. E allora, l'emendamento dell'onorevole Caronia chiede
copertura all'interno di un fondo che ha le risorse e quindi chiede
da quel fondo 100 mila euro verrebbero destinati per la finalità
dell'emendamento.
L'articolo 16, non so se ha una destinazione, ma è già stato
votato, per cui se i fondi di quell'articolo hanno già una
destinazione, non lo possiamo cambiare.
Onorevole Caronia, visto che il Governo è potenzialmente d'accordo
se lei fa un ordine del giorno di quel fondo destinare cento mila
euro a questa finalità credo sia la cosa migliore.
Pongo in votazione l'articolo 42.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34, in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato l'emendamento di riscrittura 34.R.
Lo stanno distribuendo.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre
distribuiscono l'emendamento possiamo votare l'articolo 31?
PRESIDENTE. Va bene onorevole Cancelleri passiamo all'esame
dell'articolo 31, in attesa che vengano consegnate le tabelle
fotocopiate e poi torniamo all'esame dell'articolo 34.
Si passa all'emendamento soppressivo 31.1, dell'onorevole
Cancelleri e altri.
CANCELLERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 31.2, 31.3 e 31.4 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
CANCELLERI. Ci dovrebbe essere un subemendamento a mia firma.
PRESIDENTE. Su che comma? Sul comma 3? C'è un subemendamento
dell'onorevole Cancelleri sul comma 3? Dovrebbe essere un 31.6.1,
teoricamente. Per me va bene, abbiamo però già iniziato a votare
l'articolo 31. Siamo già a metà esame dell'articolo 31, rimarrebbe
soltanto un emendamento; però, se ci sono motivi tecnici per cui è
necessario ritornare al 34 ci ritorniamo.
Si torna, pertanto, all'esame dell'articolo 34 e poi valutiamo
l'emendamento a firma dell'onorevole Cancelleri relativo
all'articolo 31.
Comunico che è stato presentato un emendamento di riscrittura
dell'articolo 34 e la riscrittura dell'allegato 34.R.1. Lo pongo in
votazione. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Con l'approvazione di questi emendamenti decadono gli altri
emendamenti.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io vorrei
capire una cosa perché io ho qua un allegato e vorrei che
l'assessore Pappalardo mi ascoltasse. Perché io ho qua un allegato
che è stato distribuito insieme alla Finanziaria e nel Fondo unico
regionale per lo spettacolo ci sono le varie variazioni fatte nelle
Commissioni, era partito da 5 milioni, emendamenti in Commissione
Bilancio per la riduzione di meno un milione e 129 mila euro,
risultante ddl Commissione Bilancio tre milioni 870 mila euro. Ora
siccome avevo capito che era intenzione del Governo risolvere
questo refuso in qualche modo presentando un emendamento per
riportare a 5 milioni il capitolo voglio capire se l'incremento che
è stato fatto dal Governo è solo di 300 mila euro perché se no io
chiedo di non votare quell'emendamento o comunque di votare contro
eventualmente a votare gli emendamenti che abbiamo presentato tutti
o quantomeno di votare un subemendamento.
PRESIDENTE. Il Governo può dare una risposta all'onorevole
Ciancio?
PAPPALARDO, assessore per il Turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole Ciancio ho
compreso bene, ho bisogno solo di trenta secondo di confrontarmi
con la Commissione Bilancio perché effettivamente i conti di cui
avevamo parlato sono leggermente diversi. Se mi dà giusto trenta
secondi.
PRESIDENTE. È stata già votata. Poi, il Governo può decidere di
cambiarle e presentarne un'altra ma questa è già votata.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
semplicemente evidenziare come i tagli operati dal Governo sui
capitoli dedicati all'Unione ciechi, alla stamperia in braille, a
noi risultano particolarmente onerosi.
Anche adesso in base a questa tabella anche da qui non si capisce
in base allo stanziamento iniziale quanto adesso è stato tagliato,
tra l'altro volevo fare evidenziare come questo ente, grazie alle
leggi regionale del 64 e alla 4 del 2001, oggi si può considerare
un ente strumentale soprattutto la stamperia braille che è
strategica per l'istruzione di questi soggetti con minorazione
visiva, quindi desidero sapere perché altrimenti io vorrei che si
apprezzasse l'emendamento appena presentato.
PRESIDENTE. Il Governo deve dare qualcosa, ma vorrei ricordare che
se apprezziamo qualcosa di quella che è stato detto, dobbiamo
trovare, perché l'emendamento è stato già votato, colleghi, io non
so perché non mi si chiedano prima le cose invece che dopo
Onorevole Ciancio mi mette davvero in vera difficoltà Mi creda.
Capisco che la sua è in assoluta buona fede, una necessità però
perché non me lo dice prima di votarlo
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, perché
questa tabella intanto riguarda soltanto alcuni capitoli
dell'Allegato 1 quindi non è previsto che tutti gli emendamenti
anche agli altri capitoli decadano perché in quell'emendamento sono
trattati soltanto alcuni capitoli dell'Allegato 1 quindi non
capisco perché votando quella decadono questi?
PRESIDENTE. Quello di cui lei parla non è compreso nella tabella?
CIANCIO. No
PRESIDENTE. Perché in ogni caso se viene apprezzato questo si
devono togliere da un'altra parte, pur essendo già stato votato con
quell'altra cosa.
CIANCIO. Non possono decadere tutti gli emendamenti
PRESIDENTE. E' il Regolamento, lei ha ragione ogni tanto il
Presidente dovrebbe essere più libero di potere o meno utilizzare
il Regolamento, perché certe volte fa delle cose che sono anche
sbagliate, come questa. Le interpretazioni spesso sono quasi
obbligatorie.
Onorevole Savona c'è la possibilità di tornare al 31 mentre si
risolve il problema?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, i tagli che sono stati fatti all'interno della
manovra, cioè quella di 86 milioni ha ridotto, certamente, il FUS.
Quello che noi abbiamo potuto destinare in più è aggiungere 300
mila euro per i teatri privati.
Questo era l'obiettivo finale, non avendo risorse l'unico
elemento che noi abbiamo è questo, il taglio è stato fatto quanto
si è fatta la manovra da 86 milioni che si sono levati dalle
risorse.
Noi in Commissione abbiamo approvato addirittura un emendamento
che era di 2 milioni, presentato dall'onorevole Ciancio, se non
sbaglio
BARBAGALLO. No, dal Governo che lo ha portato a 5.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
C'è un emendamento di 2 milioni che è stato approvato in
Commissione. Abbiamo fatto un'audizione è venuta l'onorevole
Ciancio, l'Assessore, abbiamo destinato 2 milioni
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, iniziamo ad essere un po' stanchi
tutti. Durante l'esame della manovra l'Aula ha approvato il
ripristino del FUS a 5 milioni di euro.
Dopo l'approvazione della manovra ora, sull'allegato, arriva un
ulteriore incremento di 300 mila euro, quindi se ci riferiamo agli
atti il FUS per la parte pubblica e privata sarebbe di 5 milioni e
300.
Se c'è incertezza da questo punto di vista, siamo stati tante ora
qua dentro, sospendiamo 5 minuti e accertiamo bene gli atti, perché
poi è un buco che ci riportiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, la ringrazio e ringrazio tutti
per la pazienza che state avendo fino a quest'ora, ma io a
mezzanotte non devo arrivare, alle 23.59 si deve sospendere; per
cui, non posso pensare che non ci si arrivi perché ci sono dei
problemi. Quindi, o accantoniamo ed intanto ragionate con il
Governo, ma dobbiamo andare avanti, perché ancora ci sono 3
articoli. Sospendo la seduta per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.19, è ripresa alle ore 22.39)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio è stato tutto chiarito. Era
sull'allegato 2 non sull'allegato 1 quello che interessava a lei,
se non ho capito male. Non bisogna votare nulla.
Si riprende l'esame dell'articolo 31, in precedenza accantonato.
Onorevoli colleghi, se abbiamo già fatto, votiamo e basta.
CIANCIO. Il tempo di firmare l'emendamento, Presidente.
PRESIDENTE. Questo emendamento è sull'articolo 31?
MILAZZO. Sul 34.
PRESIDENTE. L'articolo 34 è stato votato. Gli emendamenti sono
all'articolo 31.
Comunico che all'articolo 31 è stato presentato l'emendamento
aggiuntivo a firma dell'onorevole Cancelleri e l'emendamento della
Commissione che stiamo fotocopiando.
Scusate, li avete confrontati per vedere se c'è la possibilità di
trovare un accordo, onorevole Cancelleri. La Commissione lo sta
riscrivendo. Siete d'accordo?
CANCELLERI. Sì.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, mi dia qualche indicazione per
favore.
CANCELLERI. Signor Presidente, è stato apprezzato dal Presidente
della Commissione e anche con l'Assessore ho avuto l'interlocuzione
e per loro va bene.
Lo spiego per i colleghi.
PRESIDENTE. Lo sanno tutti. Lo hanno capito.
MILAZZO. Comunico di apporre la mia firma all'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Chi vuole apporre la firma
lo comunichi alla Presidenza.
Onorevoli colleghi, possiamo votare tutti gli emendamenti che ci
sono.
Si passa all'emendamento 31.12. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.13. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.14, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31.
FOTI. C'è un emendamento soppressivo solo sul comma 6, sul quale
chiedo il voto segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 31.9.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 31.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 30
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31, così come è emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32, in precedenza accantonato.
Si passa agli emendamenti 32.4, 32.2, 32.3 e 32.5, a firma degli
onorevoli Cancelleri ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 32.1, a firma dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
32.6, a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato un emendamento degli onorevoli
Tamajo, Lo Curto ed altri.
LO CURTO. E' una riscrittura di un emendamento già presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, è un aumento orario, senza aumento
di costo? Li facciamo lavorare di più con lo stesso guadagno?
MILAZZO. E' all'interno dell'azienda. E' una norma autorizzatoria.
PRESIDENTE. Cioè l'azienda dice di risparmiare in altre cose per
poter pagare più.,
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
risparmia sugli straordinari.
PRESIDENTE. In varianza benissimo.
Pongo in votazione l'emendamento con il voto favorevole del
Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 118. Ne do lettura:
Ne do lettura:
«Articolo 118
Fondi speciali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei Fondi speciali di cui all'articolo
49, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, per il
finanziamento dei provvedimenti legislativi che si perfezionano
dopo l'approvazione del bilancio, destinati ad interventi di spese
correnti, restano determinati per ciascuno degli anni 2018, 2019 e
2020 nelle misure indicate nella tabella A .
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, gli stanziamenti autorizzati in relazione a
disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
finanziaria sono determinati nell'allegata tabella G .».
Gli emendamenti sono tutti inammissibili. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 119. Ne do lettura:
«Articolo 119
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge e la
relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2018».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 120. Ne do lettura:
«Articolo 120
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Presidente della Regione, ho il piacere di comunicarle
che abbiamo finito, è stato votato praticamente tutto, ci siamo
riusciti entro le 23.00, è la prima volta, credo negli ultimi
vent'anni che non si vota di notte.
Ringrazio tutti voi, il Presidente della Regione, onorevole
Musumeci, per primo ed il Parlamento per questo risultato.
Dal punto di vista procedurale, adesso, cosa dobbiamo fare?
Onorevoli colleghi, ci sono da votare 3 emendamenti ai sensi
dell'articolo 117. Abbiamo finito, praticamente, tutto
l'articolato. Ora ci sono 3 emendanti al 117 da votare.
Scusate posso sapere più o meno quanto tempo ci vuole ancora?
Perché abbiamo altre cose da fare che possiamo fare nel frattempo.
Onorevole Milazzo, può informarsi con la Commissione quanto tempo
ci vuole?
MILAZZO. Dieci, quindici minuti, Presidente.
PRESIDENTE. Quanti deputati mancano? Perché si potrebbero votare
due cose però ci dovrebbero essere i deputati.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Comunicazione relativa alla composizione delle Commissioni
speciali
PRESIDENTE. Intanto comunico la composizione delle tre
Commissioni speciali che questo Parlamento ha votato: quella
Antimafia, quella Statuto e quella sul randagismo.
Quindi, comunico, che fanno parte della Commissione Statuto: gli
onorevoli Cappello e Pagana per il Movimento Cinque Stelle; gli
onorevoli Pellegrino e Milazzo per Forza Italia; gli onorevoli
Gucciardi e Cracolici per il Partito Democratico; gli onorevoli
Compagnone e Pullara per gli Autonomisti popolari; l'onorevole
Savarino per Diventerà Bellissima; l'onorevole Figuccia per l'UDC;
l'onorevole Amata per Fratelli d'Italia; l'onorevole Tamajo per
Sicilia Futura e l'onorevole Cateno De Luca per il Gruppo Misto.
Fanno parte, invece, della Commissione Antimafia: gli onorevoli De
Luca Antonio e Schillaci per il Movimento Cinque Stelle; gli
onorevoli Calderone e Milazzo per Forza Italia; gli onorevoli Lupo
e Lantieri per il Partito Democratico
MILAZZO. Per Forza Italia ci sono gli onorevoli Calderone e
Cannata
PRESIDENTE. Qui è scritto Milazzo, lo possiamo cambiare. Lo
cambiamo. Allora, gli onorevoli Calderone e Cannata per Forza
Italia; gli onorevoli Lupo e Lantieri per il Partito Democratico;
gli onorevoli Zitelli e Assenza per Diventerà Bellissima;
l'onorevole Pullara per i Popolari Autonomisti; l'onorevole La
Rocca Ruvolo per l'UDC; l'onorevole Galvagno per Fratelli d'Italia;
l'onorevole D'Agostino per Sicilia Futura e l'onorevole Fava per il
Gruppo Misto.
Commissione randagismo: gli onorevoli Siragusa e Palmeri per il
Movimento Cinque Stelle; gli onorevoli Milazzo e Calderone per
Forza Italia; gli onorevoli Arancio e Catanzaro per il Partito
Democratico; gli onorevoli Gennuso e Pullara per i Popolari
Autonomisti; l'onorevole Galluzzo per Diventerà Bellissima;
l'onorevole Bulla per l'UDC; l'onorevole Catalfamo per Fratelli
d'Italia; l'onorevole Tamajo per Sicilia Futura e l'onorevole
Rizzotto per il Gruppo Misto.
Credo che appena avremo la prima seduta giornaliera, alla fine
della prima seduta giornaliera, potremo insediare le Commissioni.
Quindi, vi dovrete preparare a nominare i presidenti, i
vicepresidenti di queste Commissioni. Immagino che lo si possa
fare, non so se ci riuniremo ancora questa settimana, comunque al
termine della prima seduta utile che avremo, faremo l'insediamento
delle Commissioni.
MILAZZO. E i segretari?
PRESIDENTE. I segretari sono pronti a votarli.
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Riprende l'esame del disegno di legge n. 231/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con gli emendamenti
presentati ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Si passa all'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 117.2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 117.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 117.4.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 117.5.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, prima della votazione finale si
devono trattare gli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, gli ordini del giorno sono in fase
di distribuzione. Li votiamo dopo.
'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di
stabilità regionale' (n. 231/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di
stabilità regionale» (231/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2018. Legge di stabilità regionale» (231/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 35
Contrari 28
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, dovendosi riunire la Giunta per la nota di
variazione, sospendo la seduta per 10 minuti.
(La seduta sospesa alle ore 23.08, è ripresa alle ore 23.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, approfitto di questo momento,
intanto, per ringraziare tutti gli uffici sia dell'Assemblea, che
della Regione che hanno partecipato attivamente alla stesura di
questa finanziaria che, ogni tanto, abbiamo anche confuso, fatti
arrabbiare, poi tenuti tutte le notti in piedi.
Un ringraziamento mio personale a tutti i dipendenti dell'Ars, a
tutti i funzionari della Regione e i dirigenti della Regione che
hanno partecipato alla stesura di questa finanziaria. Un
ringraziamento deve andare anche a tutti gli assistenti
dell'Assemblea regionale che siamo stati costretti a tenere fino a
quest'ora svegli. Penso specialmente alle donne, alle ragazze, che
sono qua e che avrebbero figli a casa che le aspettano, mariti a
casa che le aspettano. Un ringraziamento particolare a tutte voi.
Dopodiché non posso che ringraziare comunque tutti i Gruppi
parlamentari per il lavoro che è stato fatto, un lavoro molto
onesto, molto produttivo che, in qualche maniera, è riuscito anche
nelle ovvie contrapposizioni politiche, a mantenere un clima
assolutamente corretto e civile, cosa che non sempre succede e di
cui siamo, ovviamente, molto contenti.
Un ringraziamento particolarissimo - permettetemi di farlo - a
tutta la Commissione Bilancio e al suo Presidente in particolar
modo, oltre che a tutte le altre Commissioni di merito che sono
intervenute nel merito di ogni singolo articolo. Un ringraziamento
Presidente Savona, da parte mia, ai dirigenti e funzionari della
Commissione Bilancio come delle altre Commissioni permanenti
dell'Assemblea regionale. Ancora grazie a tutti.
Prima del voto finale dobbiamo dire veramente di essere contenti.
È la prima volta che dopo vent'anni si riesce a varare una
finanziaria senza nemmeno un'ora di notte. Stiamo finendo, ora sono
le 23 ma abbiamo, di fatto, concluso il voto alle 22, per cui
veramente grazie a tutti. Era quello che io speravo succedesse e
siamo riusciti a farlo succedere.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, anch'io, e non è un atto formale, desidero esprimere la
mia soddisfazione e quella del Governo per questo risultato. Quella
di bilancio è certamente la sessione più difficile, più
impegnativa, nel calendario di un Parlamento e debbo dire che non
posso non evidenziare la coesione dei colleghi della coalizione di
Governo e la responsabilità dei colleghi delle opposizioni che
hanno rinunciato a qualunque tentativo di ostruzionismo e con la
loro attività emendativa hanno reso migliore questo strumento
contabile. Tutti abbiamo percepito e continuiamo a percepire la
gravità del momento e la necessità di contribuire a uscire dal
pantano, ognuno nel proprio ruolo, alla luce del sole, senza
sotterfugi, senza compromessi verso il basso. Credo che abbiamo
scritto una bella pagina, che fa onore al Parlamento siciliano,
voglio per questo risultato ringraziare il Presidente
dell'Assemblea, anche per averci evitato le sessioni notturne alle
quali purtroppo eravamo abituati, la Commissione Bilancio, il suo
Presidente, i componenti, lasciatemi rivolgere un particolare
ringraziamento al Vice Presidente nella sua qualità di Assessore al
Bilancio per la pazienza, la tenacia che ha avuto e con lui gli
Uffici della Ragioneria generale, il capo, i collaboratori insomma
tutti coloro che hanno consentito che questa Regione si dotasse di
uno strumento contabile.
Lasciatemi avanzare una speranza che con il contributo di tutti si
possa arrivare quest'anno ad uno strumento contabile entro la fine
del 2018. Sarebbe un grande risultato, noi cominceremo a lavorarci
già subito dopo l'estate e sono convinto che facendo tesoro degli
errori o delle imperfezioni di questa esperienza potremo migliorare
e accelerare le procedure. Grazie di cuore alla Presidenza nella
sua complessità, ai due vice Presidenti dell'Assemblea e che Dio
adesso ci aiuti per tutto quello che dovremo essere chiamati a
fare. Grazie ancora.
PRESIDENTE. Grazie Presidente.
(Applausi)
Si passa alla votazione della nota di variazione che è stata
trasmessa. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in riferimento agli ordini del
giorno presentati, se il Governo mi dà una valutazione di
accettazione degli ordini del giorno, facciamo un'unica votazione
oppure li accetta direttamente il Governo.
Bene, tutti gli ordini del giorno sono accettati come
raccomandazione per cui non abbiamo bisogno di votarli.
'Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio
2018/2020' (n. 230-230bis/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
««Bilancio di previsione
della Regione Siciliana per il triennio 2018/2020» (n. 230-
230bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Bilancio di previsione della Regione Siciliana
per il triennio 2018/2020» (n. 230-230bis/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 64
Maggioranza 32
Favorevoli 35
Contrari 29
(L'Assemblea approva)
interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. I)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Seguito della discussione delle proposte di modifica al
Regolamento interno
dell'Assemblea regionale siciliana (Doc. I)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Seguito della discussione delle Proposte di modifica al
Regolamento interno (Doc. I) .
La proposta l'avete già ricevuta tutti, ed io mi rimetto al testo
della relazione scritta. Non stiamo qui - anche considerata l'ora -
a rispiegarla.
Dichiaro aperta la discussione generale.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, capisco che è tardi però del mio
diritto di parola credo di non averne abusato in questi lunghi
giorni qui in questo Parlamento e mi piacerebbe che le mie
considerazioni restassero agli atti.
Dobbiamo votare questa modifica del Regolamento, modifica del
Regolamento partorita nella Commissione che si è riunita 116 giorni
dopo l'insediamento. Ora abbiamo aspettato 116 giorni, si è riunita
questa Commissione - tutti felici e contenti - e con grande gioia
abbiamo visto tutti come le modifiche a questo Regolamento
andassero e, si legge nella relazione che è stata fatta dal
Presidente, nella direzione della maggiore rappresentanza e
rappresentatività. Rappresentanza e rappresentatività che in questo
Parlamento dovrebbero essere la regola.
Rappresentanza e rappresentatività che oggi, Presidente Miccichè -
mi permetta - non sono state garantite durante l'arco intero della
giornata.
E' la mia prima esperienza in Parlamento, è il mio primo mandato,
tutti mi chiedono cosa si prova a stare lì e - mi permetta di dire
- che la rabbia è veramente tanta.
Se per garantire rappresentanza e rappresentatività qui dentro,
Presidente, ho assistito alla Commissione Bilancio' dell'ultima
notte - ne abbiamo parlato anche col Presidente Musumeci ieri -
tutti i miei colleghi deputati quasi all'unanimità hanno detto che
questa Commissione si è riunita, questo testo della finanziaria,
130 articoli è diventato 120, quasi una lista della spesa - ma
questo è un altro discorso.
Ci arriverò al Regolamento, ho ancora tempo a disposizione.
Chiudendo le porte di quella Commissione Bilancio' dove si sono
accordati tutto, si sono chiuse le porte ai siciliani.
Si è chiuso il diritto dei siciliani di sapere quello che doveva
essere deciso, si è chiuso al diritto dei siciliani di sapere
quello che stava per essere votato e come le loro vite sarebbero
cambiate da un giorno all'altro, e chiediamolo ai precari, agli
ASU, agli LSU, al reddito minimo, ai PIP che continuamente vengono
ad essere discriminati fra loro.
Il Presidente Miccichè dopo 116 giorni è arrivato con la
soluzione. Il popolo siciliano sarà ampiamente rappresentato nel
Parlamento grazie all'elezione di due nuovi deputati segretari.
Quindi quando me ne tornerò sul territorio, quando me ne tornerò a
Troina, nella provincia di Enna o sarò in giro per la Sicilia, dirò
di stare tranquilli perché rappresentati all'interno dell'Ufficio
di Presidenza.
Siccome la rappresentanza e la rappresentatività che si vuole
garantire con questa modifica mi sembra una presa in giro -
considerando quello di cui siamo capaci - non sarebbero stati due
deputati segretari in più ad evitare quello a cui oggi abbiamo
assistito e quello che oggi le persone hanno subito, abbiamo
presentato il soppressivo.
Il primo soppressivo riguarda l'eliminazione dell'articolo 4 bis
della modifica all'articolo che vuole introdurre con la quale
chiediamo che questi due deputati segretari non siano previsti dal
Regolamento.
Ma nel nome della rappresentanza e della rappresentatività, nel
nome delle grandi battaglie che, Presidente, ha portato fuori da
questo Parlamento sul risparmio dei costi della politica, abbiamo
esultato tutti, avete esultato tutti perché siete riusciti a
dimezzare i D6 e siete riusciti a bypassare in qualche modo il
controllo della Corte dei conti - e quelli cattivi sarebbero
soltanto i grillini - fuori da questo Parlamento.
Abbiamo chiesto che questi Deputati segretari svolgano il loro
mandato a titolo gratuito.
Queste sono le nostre proposte di modifica - non voglio essere
soltanto critica ma voglio essere propositiva.
Motivo per cui auguro e auspico visto che è di sua stretta
competenza che la Commissione per il Regolamento venga convocata al
più presto - sempre per avere gli stessi obiettivi di
rappresentanza e rappresentatività, di potere adempiere meglio al
compito per cui ci hanno delegato a tutti, qui dentro, i nostri
cittadini.
Auspico che questa Commissione Regolamento venga presto convocata
e vengano presto votate lì dentro alcune nostre proposte di
modifica che riguardano la diretta streaming delle Commissioni,
proposta di modifica che riguardano i vitalizi - pazienza Qui
dentro qualcuno non li vuole toccati ma fuori ci chiedono
Presidente, ho presentato quattro emendamenti e credo che qualche
secondo in più me lo posso prendere.
PRESIDENTE. Non le ho tolto la parola, la devo soltanto avvertire,
continui pure.
PAGANA. Va bene, grazie.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo appena votato
una finanziaria che era piena di marchette , questo lo abbiamo
visto, ma mancava l'ultima marchetta che ovviamente dobbiamo
votare ora, perché è la cosa più importante. La cosa più importante
quale era? Creare posti
Bene, intanto che si faceva la finanziaria, invece di fare qualche
segretario, lo potevamo fare alla RESAIS se proprio volevano un
posto. Oppure abbiamo votato il ripopolamento dei conigli
selvatici, stiamo votando il ripopolamento delle segreterie Perché
è questo quello che stiamo facendo.
Vorrei dire, signor Presidente, che così non si può andare avanti,
assolutamente, perché questa Regione ha bisogno di altro, non di
posti, di poltrone e quant'altro.
MILAZZO. A Roma li hanno fatti.
ZITO. Stiamo parlando dei segretari. Ora, noi avremo un Gruppo,
probabilmente, formato da due persone, uno sarà un Capogruppo e uno
sarà un segretario. Non ci facciamo una gran bella figura.
E avremo un altro Gruppo dove sono tre. Uno sarà Capogruppo, uno
sarà segretario e all'altro gli verrà il mal di pancia perché è
questo che capiterà
Così non andiamo da nessuna parte, io lo ribadisco.
Ho apprezzato gli emendamenti che ha preparato l'onorevole Pagana
proprio perché vanno nella direzione opposta. Se lo vogliono fare,
lo fanno gratis. Questa è la cosa importante. Allora, la
rappresentatività ci sarà, ma non avrà nessun costo da parte
dell'Assemblea.
Questo sarebbe un bel gesto. Anche da parte sua Presidente visto
che è stato lei il promotore di questa iniziativa.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, forse in questa Aula si sta modificando
la realtà, perché nel momento in cui nelle norme transitorie non ci
sono nuovi aggravi di costi rispetto all'ampliamento dell'Ufficio
di Presidenza, ritengo questa modifica una modifica giusta che va
sulla rappresentanza di avere tutti i Gruppi il proprio deputato,
il proprio rappresentante all'interno dell'Ufficio di Presidenza.
E bene ha fatto l'Ufficio di Presidenza a proporre all'Aula
l'impossibilità di aggiungere nuovi aggravi al bilancio
dell'Assemblea regionale e, quindi, a carico dei cittadini. Non ci
trovo nulla di male.
Cosa diversa è stata fatta, invece, a Montecitorio in cui il
Presidente del Parlamento, l'onorevole Fico, ha ampliato l'Ufficio
di Presidenza e ha dotato, invece, i nuovi componenti dell'Ufficio
di Presidenza di nuovi costi.
A me dispiace solo una cosa, Presidente - e noi voteremo
favorevolmente alla modifica del Regolamento - che il nostro
Gruppo, il Gruppo DiventeràBellissima , in questa fase in cui si
cercava, si cerca e si modificherà il Regolamento, avevamo
presentato l'emendamento per l'abolizione del voto segreto ed è
agli atti.
A me dispiace che non si possa trattare anche oggi perché lo
ritenevamo importante. Il Presidente Musumeci lo ha detto fin dal
primo discorso di insediamento quanto fosse importante per noi
l'abolizione del voto segreto. Abbiamo visto proprio nelle ultime
ore l'utilizzo innaturale del voto segreto. A me dispiace, io non
l'ho mai richiesto personalmente e la ritengo una maniera barbara
di andare avanti all'interno di un Parlamento.
Quindi, pur votando favorevolmente o spiegando le motivazioni,
sono rammaricato del fatto che l'emendamento del Gruppo
DiventeràBellissima non si possa votare.
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, se non altro questa volta abbiamo
evitato il voto notturno che è già una cosa. Però, non c'è dubbio,
che sul voto segreto speriamo di potere fare un bel lavoro e poi
d'accordo con i partiti, d'accordo con i deputati, speriamo di
potere raggiungere un risultato positivo anche in questo.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
mistificazione della realtà sia avvenuta proprio pochi secondi fa.
Collega Aricò, ma come fa a dire che non ci saranno degli aggravi
di costo? Non è semplicemente l'indennità di funzione che è
ripartita tra i membri dell'Ufficio di Presidenza, quindi verranno
livellate tutte le altre per dare a loro, ma sono gli uffici, il
personale, i costi della pulizia di quei luoghi.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, quello non cambia.
CANCELLERI. Perché utilizzeranno meno ore quelli che fanno le
pulizie per pulire tutti gli uffici?
PRESIDENTE. Rimane all'interno.
CANCELLERI. Ma come rimane all'interno? Presidente, a me dispiace,
voi state difendendo questo cosa, per carità sarà una cosa
incredibile, tutto quanto, però dico è veramente ingestibile
Questa è la norma scritta con nessun aggravio, non esistono queste
cose qui perché comunque noi avremo degli staff, delle persone che
si muoveranno all'interno di spazi, che avranno bisogno, a
supporto di utenze, di pulizie, di quant'altro che non sono
comprimibili come costi, sono aggiuntivi. Se si puliscono 10 stanze
se ne dovranno pulire 12 e sarà un aggravio di costi, è ovvia
questa cosa.
E allora, io dico, noi vogliamo continuarci a prendere in giro?
Potete fare tutto quello che volete, la realtà delle cose è una:
coniuga due esigenze questo cambio del Regolamento. La prima:
calmare gli appetiti di qualcuno e in particolare di questi due
Gruppi che già sono nati in deroga al Regolamento e che entrano
pure nell'Ufficio di Presidenza e, quindi, in qualche modo saziamo
qualche appetito, per carità la politica bellezza, se si fa così
dalle vostre parti continuate a farlo La seconda è semplicemente
quello di falsare artatamente il voto del Consiglio di Presidenza
perché a questo punto numericamente verrà sbilanciato a favore,
chiaramente, della maggioranza. E' questo il discorso e non ce ne
sono altri.
A me dispiace perché di fronte a problemi reali che in questo
momento i cittadini stanno cercando e chiedono con forza al
Governo, a questo Parlamento di risolvere, noi invece che facciamo?
Rispondiamo con queste misure qui che sono davvero di grande
pochezza e che poi, ovviamente, ci riportano alla ribalta
nazionale, perché lo sa come andrà a finire questa storia? Stasera
votiamo e saranno contenti i colleghi di Fratelli d'Italia e di
Sicilia Futura, ma domenica prossima a Non è l'arena ci andrà
lei, ovviamente, a spiegare quello che abbiamo fatto Perché
accadrà questo
Ancora una volta porteremo la Sicilia alla ribalta degli onori
della cronaca nazionale, non per avere fatto un buon lavoro per i
siciliani, ma per avere fatto come al solito i furbi ed io,
onestamente, mi sono stancato di sentir parlare della mia terra
male perché non ci godo quando parlano male degli altri o degli
avversari, non ci godo perché ci sono pure io lì dentro. Quando io
mi rivolgo al Governo sto parlando al mio Presidente della Regione,
al mio Presidente dell'Assemblea perché governate anche me, anche
la mia vita e mi dispiace quando accadono queste cose.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Onorevole Cancelleri, soltanto a chiarimento. Il costo
dell'Ufficio di Presidente è 100 e rimane 100 . Poi, quello che
sarà il costo delle pulizie, all'interno di quel 100 faremo e,
abbiamo già deciso che l'Ufficio di Presidenza attuale dovrà
valutare cosa potere dare a questi segretari in funzione del fatto
che rimane 100 .
Seconda cosa e poi votiamo, i Gruppi che faranno parte, i Gruppi
nuovi, sono uno di maggioranza e uno di opposizione, quindi non
cambiamo minimamente la composizione di maggioranza ed opposizione.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
ART. 1
All'art. 4, dopo il comma 4, inserire i seguenti:
5. Nell'Ufficio di Presidenza devono essere rappresentati tutti
i Gruppi parlamentari costituiti di diritto ai sensi dell'articolo
23, comma 2, esistenti all'atto della sua prima elezione.
6. Quando, a seguito delle votazioni di cui al comma 1 del
presente articolo, uno o più Gruppi di cui al comma precedente,
diversi dal Gruppo Misto, non risultino rappresentati, si procede
all'elezione di un corrispondente numero di Segretari, che ha
luogo in una successiva seduta nella data stabilita dal Presidente
dell'Assemblea.
7. Qualora i Gruppi parlamentari costituiti di diritto di cui al
comma 5 siano già rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, si
procede in subordine all'elezione degli ulteriori Segretari fra i
deputati appartenenti a Gruppi parlamentari autorizzati dal
Consiglio di Presidenza, che siano espressione di forze politiche
che abbiano partecipato con proprie liste aventi lo stesso
contrassegno alla competizione elettorale, e che abbiano ottenuto
nell'intera Regione una cifra elettorale pari almeno alla soglia
percentuale minima dei voti validi prevista dalla legge per
l'elezione dei deputati all'Assemblea regionale siciliana.
8. il numero degli ulteriori Segretari, di cui ai commi 6 e 7,
comunque eletti non può in ogni caso essere complessivamente
superiore a due.
8 bis. Ciascun deputato può scrivere sulla scheda di votazione un
solo nominativo. Sono eletti coloro che, essendo iscritti ai
Gruppi non rappresentati di cui ai commi 6 e 7, ottengono il
maggior numero di voti limitatamente ad uno per ciascuno dei
suddetti Gruppi.
8 ter. I Segretari eletti ai sensi dei precedenti commi 6 e 7
decadono dall'incarico qualora venga meno il Gruppo cui
appartenevano al momento dell'elezione ovvero nel caso in cui
entrino a far parte di altro Gruppo parlamentare già rappresentato
nell'Ufficio di Presidenza. .
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 1.1,
degli onorevoli Pagana ed altri. Lo pongo in votazione.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 23
Contrari 39
Astenuti 00
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.2.1, degli onorevoli Pagana ed altri.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.2.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.2.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 20
Contrari 43
Astenuti 00
(Non è approvato)
L'emendamento 1.2 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 1.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 45
Contrari 20
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
ART. 2
Sostituire l'articolo 168 con il seguente:
TITOLO VI
NORME TRANSITORIE E FINALI
Art. 168
1. Le modifiche all'articolo 4 del Regolamento interno, previste
dall'articolo 1 del presente Documento I, sono applicate secondo
modalità stabilite dal Consiglio di Presidenza ad invarianza di
spesa relativamente ai costi delle Segreterie particolari e delle
spese di rappresentanza dei componenti del Consiglio di
Presidenza.
2. Ai fini di quanto previsto dal precedente comma 1, il
Consiglio di Presidenza è delegato ad apportare le necessarie
rimodulazioni dei costi, a seguito delle quali si potrà procedere
all'elezione di ulteriori deputati Segretari. .
Gli emendamenti 2.1 e 2.2, presentati all'articolo 2, sono
preclusi.
Pongo in votazione l'articolo 2.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 67
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 40
Contrari .20
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
ART. 3
All'art. 10, dopo il comma 1, inserire il seguente:
2. In caso di necessità, il Presidente può chiamare uno o più
deputati presenti in Aula ad esercitare le funzioni di
Segretari. .
Lo pongo in votazione.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 44
Contrari 20
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
ART. 4
All' articolo 25 quater, dopo il comma 7, sono inseriti i
seguenti:
7 bis. Le movimentazioni finanziarie effettuate nel periodo
successivo alla cessazione del Gruppo a seguito della fine della
legislatura o per qualsiasi altra causa, e relative esclusivamente
alle attività meramente solutorie delle obbligazioni ancora
pendenti a quella data, trovano evidenza contabile nel rendiconto
suppletivo.
7 ter. Il rendiconto suppletivo, a cura di colui che rivestiva la
carica di presidente del Gruppo al momento della sua cessazione,
entro trenta giorni dall'ultima operazione contabile che definisce
la fase di liquidazione, e comunque entro un anno dallo
scioglimento del Gruppo, è trasmesso al Presidente dell'Assemblea
che lo trasmette, entro i cinque giorni successivi, alla
competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti.
7 quater. Le eventuali operazioni residue, la cui impossibilità a
definire entro il termine di un anno dallo scioglimento del Gruppo
deve essere espressamente motivata e documentata per ciascuna
singola operazione, sono oggetto di un ulteriore rendiconto
suppletivo da presentare entro 30 giorni dalla definizione
dell'ultima pendenza con le modalità di cui al precedente comma 7
ter.
7 quinquies. Eventuali ulteriori avanzi di gestione, certificati
con la presentazione del rendiconto suppletivo, sono restituiti
all'Assemblea.
Lo pongo in votazione.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 44
Contrari 20
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Si passa all'articolo 5.Ne do lettura:
ART. 5
Agli articoli 73 bis.1 e 73 bis.2, sostituire le parole
documento di programmazione economico-finanziaria con le
seguenti: documento di economia e finanza regionale ;
Agli articoli 64 bis, 73 ter, 73 quater, 73 quinquies, 74 septies
e 121 sexies, sostituire le parole legge finanziaria con le
seguenti: legge di stabilità regionale .
Lo pongo in votazione.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 45
Contrari 19
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana (Doc.1)
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
Votazione finale per scrutinio nominale delle Proposte di modifica
al Regolamento interno dell'Assemblea regionale siciliana ( Doc.1)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del Doc.1. Indìco la
votazione per scrutinio nominale.
(Ai sensi dell'articolo 39 del Regolamento interno, per
l'approvazione delle relative modifiche occorre il voto favorevole
della maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 67
Votanti 64
Maggioranza 36
Favorevoli 44
Contrari 20
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, faremo una votazione in Aula per l'elezione di
due nuovi deputati Segretari.
Grazie a tutti.
Onorevoli colleghi, per l'aggiornamento dei lavori d'Aula si
procederà con l'avviso di convocazione a domicilio dei deputati.
La seduta è tolta alle ore 23.43
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
(Commissione per il Regolamento - Doc. I)
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
*********
PROPOSTE DI MODIFICA AL REGOLAMENTO INTERNO DELL'ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA
APPROVATE DALLA COMMISSIONE PER IL REGOLAMENTO (*)
COMPOSTA DAI DEPUTATI
Micciché, Presidente e relatore, Amata, D'Agostino, Di Mauro,
Lupo, La Rocca Ruvolo, Mancuso, Pagana e Savarino, componenti
IL 10 APRILE 2018
*****
R E L A Z I O N E
(*) e con l'integrazione comunicata dal Presidente
dell'Assemblea nella seduta d'Aula n. 35 dell'11 aprile
2018
Onorevoli Colleghi,
Un primo gruppo di proposte di modifica al Regolamento di
seguito riportate tengono conto dell'esigenza di adeguata
rappresentatività del Consiglio di Presidenza dell'A.R.S., che, in
quanto Organo di autogoverno cui sono affidate rilevanti
attribuzioni, deve poter essere quanto più possibile espressione,
nella sua composizione, delle forze politiche esistenti in
Assemblea.
Rispetto alla legislatura precedente, il numero di ulteriori
Segretari è stato stabilito nel numero massimo di due, mentre, per
converso, si fa presente che dette figure istituzionali sono
previste tanto alla Camera dei Deputati, (dove in atto il loro
numero non è soggetto a limite alcuno), quanto al Senato della
Repubblica che, con l'ultima modifica al proprio Regolamento ne ha
invece stabilito il limite massimo in ulteriori due senatori
Segretari.
Sono stati, infine, introdotti parametri stringenti circa i
requisiti che debbono possedere i Gruppi autorizzati in deroga
per poter accedere, in subordine, alla possibilità di avere propri
rappresentanti in seno al Consiglio di Presidenza.
Per esigenze di coordinamento con le superiori modifiche in tema
di Segretari aggiunti , si rende poi necessaria una norma di
raccordo, sostitutiva del vigente articolo 168 dello stesso
Regolamento interno dell'Assemblea, con la quale si prevede
l'invarianza di spesa per le dotazioni di supporto del Consiglio
di Presidenza.
Altre modifiche correlate a quelle illustrate, non fanno altro
che codificare la prassi vigente all'A.R.S. in tema di deputati
Segretari facenti funzione , in linea con la disciplina
regolamentare vigente al Senato della Repubblica.
*****
Un secondo gruppo di proposte di modifica mirano a regolamentare
in modo compiuto la procedura di presentazione dei rendiconti
suppletivi dei Gruppi parlamentari.
Le proposte vanno nella direzione auspicata dalla Corte dei
conti, atteso che già in occasione dell'inaugurazione dell'anno
giudiziario 2017, il Presidente della Sezione giurisdizionale per
la Regione siciliana nella sua relazione aveva evidenziato, alla
voce Controllo sui Gruppi parlamentari dell'Assemblea regionale
siciliana , che ( ) In via interpretativa, non è invece possibile
trovare soluzione alla diversa problematica concernente la durata
e la decorrenza del termine per la presentazione dei rendiconti
suppletivi, sicché sarebbe auspicabile un apposito intervento
normativo. .
Più di recente, poi, la Sezione di controllo della stessa Corte
dei conti per la Regione siciliana (Relazione del Magistrato
istruttore dell'8 marzo 2018 sull'esito del controllo sui
rendiconti dei Gruppi parlamentari per l'esercizio 1 gennaio-14
dicembre 2017) così si è espressa: Una seconda criticità, di
carattere più ampio, concerne la contabilizzazione di operazioni
effettuate in un momento successivo al 14 dicembre 2017, data di
chiusura dell'esercizio finanziario. Si è trattato, nella maggior
parte dei casi, di operazioni di accredito dei contributi da parte
dell'A.R.S., concretamente eseguite qualche giorno dopo la
chiusura dell'esercizio (si v., ad es., all. 10); in un caso, vi è
stata la contabilizzazione di una spesa effettuata il 29 dicembre
2017 (all. 14).
L'inserimento di queste operazioni nel rendiconto è erroneo, in
quanto si tratta di movimentazioni avvenute in momenti successivi
alla chiusura dell'esercizio; essendo un documento di natura
finanziaria, infatti, il rendiconto deve registrare soltanto le
effettive movimentazioni in entrata e in uscita avvenute nel
corso dell'esercizio, ovverosia, nel caso in esame, dal 1 gennaio
al 14 dicembre 2017.
Le movimentazioni successive dovranno trovare evidenza contabile,
invece, nei rendiconti suppletivi, che avranno ad oggetto il
periodo compreso tra il 15.12.2017 ed il giorno in cui verrà
definitivamente chiusa la fase liquidatoria. La presentazione dei
rendiconti suppletivi è doverosa per tutti quei Gruppi, che non
sono riusciti a definire le proprie pendenze, debitore e
creditorie, entro la data di chiusura dell'esercizio.
Delle problematiche concernenti la ricostruzione e l'applicazione
dell'istituto del rendiconto suppletivo, non contemplato expressis
verbis dal D.L. n. 174 del 2012, né dal Regolamento interno
dell'A.R.S., si è già occupata la Sezione di controllo per la
Regione siciliana, con la deliberazione n. 72/FRG/2016, avente ad
oggetto il rendiconto presentato dal Gruppo parlamentare (omissis)
per il periodo successivo al 17 aprile 2014, data di scioglimento.
Il rendiconto, correttamente, aveva ad oggetto le movimentazioni
finanziarie effettuate nel periodo successivo allo scioglimento,
ma in relazione alle attività meramente solutorie delle
obbligazioni ancora pendenti a quella data, essendo oramai
chiaramente interdette le ordinarie attività gestionali.
Si trattava, in sostanza, del rendiconto concernente i rapporti
pendenti al momento dello scioglimento e definiti nella fase
liquidatoria.
A tal proposito, occorre ribadire che, come già precisato nella
deliberazione citata, la disciplina dettata dal D.L. n. 174 del
2012 e dal Regolamento interno dell'Assemblea Regionale Siciliana
è del tutto carente, atteso che non prevede quali organi debbano
provvedere alla presentazione dei rendiconti suppletivi, né entro
quali termini debbano essere trasmessi.
Non vi è dubbio che i rendiconti suppletivi possano essere
sottoposti al controllo della Corte dei conti, in quanto hanno ad
oggetto l'uso corretto degli avanzi di gestione residuati dal
rendiconto approvato e vistato dalla Sezione di controllo, ai
sensi e per gli effetti dei commi 9, 10 e 11 dell'art. l del D.L.
n. 174 del 2012, in combinato disposto con l'art. 25 quater del
Regolamento interno dell'ARS.
Secondo le indicazioni normative, l'avanzo di gestione,
rappresentato dal saldo tra le movimentazioni attive e passive
dell'esercizio, dovrebbe essere restituito sic et simpliciter
all'ARS, ai sensi del comma 1 dell'art. 25 quater del citato
Regolamento.
Poiché però non si tratta del mero avanzo di cassa, ma
dell'avanzo di gestione dei finanziamenti erogati per le attività
istituzionali dei gruppi in un determinato esercizio finanziario,
è corretto ritenere che le somme possano essere destinate a
definire i rapporti ancora pendenti al momento dello scioglimento
ed inerenti alle attività compiute nel periodo temporale di
riferimento, attraverso una fase sostanzialmente liquidatoria.
L'ipotesi non è prèvista esplicitamente, ma è in re ipsa del
tutto plausibile, in quanto muove dalla natura intrinseca
dell'avanzo di gestione e dalla funzione delle somme erogate
dall'ARS per ciascun esercizio finanziario, destinate a coprire le
spese derivanti dalle obbligazioni inerenti alle funzioni
istituzionali e maturate in quel contesto.
E' questo l'oggetto del rendiconto "suppletivo", così
correttamente definito perché, a differenza dei conti "accessori"
previsti dal R.D. n. 827 del 23 maggio 1924 e dall'art. 34 del
R.D. n. 1038 del 13 agosto 1933 (id est, conti complementari,
deconti e conti speciali), è presentato dallo stesso soggetto
interessato e non dall'Amministrazione, non è un conto parziale
rettificativo del conto principale e, per altro verso, non ha la
funzione di ovviare ad omissioni di partite attive o passive o ad
errori materiali, verificatisi nella compilazione dei conti
principali, né è riferibile a quegli agenti per i quali non
sussista in via normale l'obbligo della resa periodica del conto.
Peraltro, come chiarito dalla Corte costituzionale, i presidenti
dei gruppi parlamentari non assumono ex se la qualifica di agenti
contabili (sent. n. 107 del 2015).
Si pone, pertanto, il problema di stabilire quali organi debbano
provvedere alla presentazione dei rendiconti suppletivi ed entro
quali termini debbano pervenire alla Sezione di controllo.
Come ampiamente argomentato nella deliberazione della Sezione di
controllo per la Regione siciliana n. 71/2013/FRG e nelle
decisioni successive, i gruppi parlamentari e i gruppi consiliari
delle regioni (in Sicilia, gruppi parlamentari) hanno natura
giuridica di associazioni non riconosciute e rappresentano un
essenziale momento di raccordo istituzionale, tra le formazioni
politiche di cui sono espressione e le assemblee elettive.
Per le associazioni non riconosciute, il codice civile non detta
una disciplina specifica in relazione alla fase liquidatoria.
Secondo la giurisprudenza di legittimità, non sono applicabili le
norme dettate in materia per le associazioni riconosciute e, a
fortiori, per le società di capitali, sicché, in difetto di
specifici accordi associativi, la fase della liquidazione dovrebbe
essere gestita dai rappresentanti delle associazioni non
riconosciute, in regime di prorogatio (ex plurimis, v. Cass. Sez.
III, sent. n. 5738 del 10.3.2009).
Ne consegue che, in difetto di accordi specifici desumibili dal
regolamento interno dei gruppi, il soggetto tenuto alla
presentazione del rendiconto suppletivo non possa che essere
identificato nel presidente del disciolto gruppo parlamentare, in
regime di prorogatio.
In via interpretativa, non e invece possibile trovare soluzione
alla diversa problematica concernente la durata e la decorrenza
del termine per la presentazione dei rendiconti suppletivi.
Sul punto, la normativa generale sulla contabilità di Stato non
rappresenta un parametro interpretativo valido, sia per la diversa
natura giuridica dei rendiconti suppletivi rispetto ai deconti, ai
conti complementari ed ai conti speciali, sia per la mancanza di
indicazioni in ordine ai termini di presentazione dei conti
accessori.
Anche la disciplina civilistica in materia di associazioni non
riconosciute è del tutto carente, in relazione al termine per il
compimento delle attività solutorie; si tratta, peraltro, di un
termine difficilmente preventivabile a priori in quella sede, a
causa della variegata e indeterminata tipologia degli atti e fatti
giuridici che può avere ad oggetto la gestione della fase
liquidatoria.
Nel sistema normativo, non si rinvengono dunque indicazioni in
ordine alla durata della fase liquidatoria, che potrebbero essere
applicabili in via analogica ai gruppi parlamentari.
D'altronde, in materia, nemmeno il D.L. n. 174 del 2012 ed il
Regolamento interno dell'ARS forniscono indicazioni di rilievo.
In linea teorica, la richiesta di restituzione dovrebbe essere
inoltrata al gruppo dopo il compimento di tutte le attività
solutorie; tuttavia, non essendovi un termine esplicito per la
chiusura della fase liquidatoria, l'ARS si dovrebbe attivare,
periodicamente e di volta in volta, per verificare se essa sia
stata completata e se sia così possibile inoltrare la richiesta di
restituzione dell'avanzo di gestione. Solo da questa data,
potrebbe decorrere il termine per la presentazione del rendiconto
suppletivo, di durata pari a quella prevista dall'art. 25 quater
del Regolamento interno dell'ARS.
Sul punto, non essendo possibile pervenire in via interpretativa
a soluzioni soddisfacenti, appare assolutamente necessario un
intervento di carattere normativo.
Infatti, mentre la disciplina civilistica incentrata sulla
necessità di soddisfare l'interesse dei terzi coinvolti nel
traffico giuridico associazione non riconosciuta, nel caso dei
gruppi parlamentari, invece, l'esigenza principale (anche) per la
fase liquidatoria non può che essere ravvisata nella necessità di
rendere conto del corretto utilizzo delle risorse pubbliche, entro
un periodo ti tempo congruo e assolutamente ragionevole, anche in
relazione ai tempi necessari per la definizione di eventuali
impugnazioni.
Nella fase liquidatoria, i Gruppi, qualora non vi abbiano già
provveduto entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2017, si
dovranno far carico, altresì, di restituire i beni durevoli
all'A.R.S. e di allegare ai rendiconti suppletivi i relativi
verbali di consegna. .
*****
Un ultimo gruppo di modifiche proposte si rende necessario in
seguito a sopravvenuta legislazione regionale in materia
finanziaria, consistendo in nuova denominazione dei documenti
finanziari, in linea con la terminologia adottata dalla più
recente legislazione regionale in materia.
*********
ART. 1
All'art. 4, dopo il comma 4, inserire i seguenti:
5. Nell'Ufficio di Presidenza devono essere rappresentati tutti
i Gruppi parlamentari costituiti di diritto ai sensi dell'articolo
23, comma 2, esistenti all'atto della sua prima elezione.
6. Quando, a seguito delle votazioni di cui al comma 1 del
presente articolo, uno o più Gruppi di cui al comma precedente,
diversi dal Gruppo Misto, non risultino rappresentati, si procede
all'elezione di un corrispondente numero di Segretari, che ha
luogo in una successiva seduta nella data stabilita dal Presidente
dell'Assemblea.
7. Qualora i Gruppi parlamentari costituiti di diritto di cui al
comma 5 siano già rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, si
procede in subordine all'elezione degli ulteriori Segretari fra i
deputati appartenenti a Gruppi parlamentari autorizzati dal
Consiglio di Presidenza, che siano espressione di forze politiche
che abbiano partecipato con proprie liste aventi lo stesso
contrassegno alla competizione elettorale, e che abbiano ottenuto
nell'intera Regione una cifra elettorale pari almeno alla soglia
percentuale minima dei voti validi prevista dalla legge per
l'elezione dei deputati all'Assemblea regionale siciliana.
8. il numero degli ulteriori Segretari, di cui ai commi 6 e 7,
comunque eletti non può in ogni caso essere complessivamente
superiore a due.
8 bis. Ciascun deputato può scrivere sulla scheda di votazione un
solo nominativo. Sono eletti coloro che, essendo iscritti ai
Gruppi non rappresentati di cui ai commi 6 e 7, ottengono il
maggior numero di voti limitatamente ad uno per ciascuno dei
suddetti Gruppi.
8 ter. I Segretari eletti ai sensi dei precedenti commi 6 e 7
decadono dall'incarico qualora venga meno il Gruppo cui
appartenevano al momento dell'elezione ovvero nel caso in cui
entrino a far parte di altro Gruppo parlamentare già rappresentato
nell'Ufficio di Presidenza. .
ART. 2
Sostituire l'articolo 168 con il seguente:
TITOLO VI
NORME TRANSITORIE E FINALI
Art. 168
1. Le modifiche all'articolo 4 del Regolamento interno, previste
dall'articolo 1 del presente Documento I, sono applicate secondo
modalità stabilite dal Consiglio di Presidenza ad invarianza di
spesa relativamente ai costi delle Segreterie particolari e delle
spese di rappresentanza dei componenti del Consiglio di
Presidenza.
2. Ai fini di quanto previsto dal precedente comma 1, il
Consiglio di Presidenza è delegato ad apportare le necessarie
rimodulazioni dei costi, a seguito delle quali si potrà procedere
all'elezione di ulteriori deputati Segretari. .
ART. 3
All'art. 10, dopo il comma 1, inserire il seguente:
2. In caso di necessità, il Presidente può chiamare uno o più
deputati presenti in Aula ad esercitare le funzioni di
Segretari. .
ART. 4
All' articolo 25 quater, dopo il comma 7, sono inseriti i
seguenti:
7 bis. Le movimentazioni finanziarie effettuate nel periodo
successivo alla cessazione del Gruppo a seguito della fine della
legislatura o per qualsiasi altra causa, e relative esclusivamente
alle attività meramente solutorie delle obbligazioni ancora
pendenti a quella data, trovano evidenza contabile nel rendiconto
suppletivo.
7 ter. Il rendiconto suppletivo, a cura di colui che rivestiva la
carica di presidente del Gruppo al momento della sua cessazione,
entro trenta giorni dall'ultima operazione contabile che definisce
la fase di liquidazione, e comunque entro un anno dallo
scioglimento del Gruppo, è trasmesso al Presidente dell'Assemblea
che lo trasmette, entro i cinque giorni successivi, alla
competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti.
7 quater. Le eventuali operazioni residue, la cui impossibilità a
definire entro il termine di un anno dallo scioglimento del Gruppo
deve essere espressamente motivata e documentata per ciascuna
singola operazione, sono oggetto di un ulteriore rendiconto
suppletivo da presentare entro 30 giorni dalla definizione
dell'ultima pendenza con le modalità di cui al precedente comma 7
ter.
7 quinquies. Eventuali ulteriori avanzi di gestione, certificati
con la presentazione del rendiconto suppletivo, sono restituiti
all'Assemblea. .
ART. 5
Agli articoli 73 bis.1 e 73 bis.2, sostituire le parole
documento di programmazione economico-finanziaria con le
seguenti: documento di economia e finanza regionale ;
Agli articoli 64 bis, 73 ter, 73 quater, 73 quinquies, 74 septies
e 121 sexies, sostituire le parole legge finanziaria con le
seguenti: legge di stabilità regionale .
IL PRESIDENTE
(On. Giovanni Micciché)