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Resoconto d'Aula della Seduta n. 49 di mercoledì 20 giugno 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 12.02

   Il  Presidente avverte che il verbale della seduta n. 48,  del  19
  giugno  2018,  è posto a disposizione degli onorevoli deputati  che
  vorranno  consultarlo e sarà considerato approvato  in  assenza  di
  osservazioni in contrario al termine della presente seduta.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marano ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Discussione  dei  disegni  di  legge «Interventi  a  sostegno  dei
  soggetti con disturbi specifici di apprendimento (DSA)» (n. 96/A) e
  «Norme  per  la tutela e la valorizzazione del patrimonio  storico-
  culturale  dei siti legati alla Seconda Guerra Mondiale in  Sicilia
  nel 75  anniversario dell'Operazione Husky» (n. 103/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  dei  disegni  di  legge  «Interventi  a  sostegno  dei
  soggetti con disturbi specifici di apprendimento (DSA)» (n.  96/A),
  relatore onorevole La Rocca Ruvolo, posto al n. 1) e «Norme per  la
  tutela  e  la  valorizzazione del patrimonio storico-culturale  dei
  siti  legati  alla  Seconda  Guerra Mondiale  in  Sicilia  nel  75
  anniversario dell'Operazione Husky» (n. 103/A), relatore  onorevole
  Schillaci, posto al n. 2).


         Commemorazione per la scomparsa di Giovanni Tumbiolo

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quelle  che
  sentirete  sono  parole  che  non  avrei  mai  pensato,  né  voluto
  pronunciare. Sono il doveroso, sentito e commosso ultimo  abbraccio
  ad  un  caro  amico, splendida persona, cultore della  pace  e  del
  dialogo  interculturale ed interreligioso, figlio di  questa  Terra
  che, nel centro del Mediterraneo, ha costruito le sue grandezze  ed
  ha il dovere di prospettare il suo futuro.
   Sto  parlando, signor Presidente, di Giovanni Tumbiolo, Presidente
  del  Distretto della pesca e della Crescita Blu di Mazara del Vallo
  che   la  morte,  arida  e  cinica,  ha  improvvisamente  sottratto
  all'affetto della sua famiglia ed all'unanime stima che ai  massimi
  livelli nazionali e internazionali, capi di stato e di governo, gli
  hanno manifestato e tributato per ciò che Giovanni ha saputo fare e
  soprattutto  ha  saputo rappresentare, dedicando  la  sua  vita  al
  bilancio ed alla salvaguardia della pesca nel Mediterraneo.
   Orgoglioso  e  prestigioso figlio di questa Terra, di  Mazara  del
  Vallo,  città  simbolo  in  Italia e  nel  mondo  dell'integrazione
  culturale  e  della  pacifica convivenza tra popoli  di  cultura  e
  religioni diverse, Giovanni Tumbiolo ha saputo trasformare  la  sua
  professione in passione; il suo impegno per la pesca e la marineria
  di  Mazara del Vallo, in simbolo della rinascita economica di tutta
  un'area geografica che si estende ai Paesi del Mediterraneo  e  del
  Sud Africa; la sua fede nel lavoro e la sua capacità di mediare  in
  valori  unanimemente  riconosciuti ed apprezzati, tanto  da  essere
  stato  più volte chiamato per aiutare a risolvere crisi e conflitti
  con paesi quali la Libia, la Tunisia, Malta e l'Egitto.
   Nel  2009,  Giovanni  Tumbiolo, mi  ha  invitata  a  Il  Cairo,  a
  rappresentare la commissione emerita del Parlamento Europeo, ad  un
  tavolo  per  la  definizione  di  accordi  internazionali   ed   in
  collaborazione sulle politiche della pesca nel Mediterraneo.
   A  quel tavolo, Signor Presidente, partecipavano i capi di governo
  e  di  stato  di  paesi  rivieraschi, per la Sicilia,  allora,  era
  presente  l'assessore  del governo Lombardo,  Roberto  Di  Mauro  e
  l'onorevole Lillo Speziale per l'Assemblea regionale. L'Italia era,
  invece, rappresentata dal Ministro Scajola.
   Ricordo l'attivismo, l'entusiasmo, la competenza e l'autorevolezza
  con  cui Giovanni Tumbiolo, esercitava il suo ruolo di Ambasciatore
  del  mondo  marinaro ed il rispetto sincero, sentito e profondo  di
  cui godeva presso le massime autorità presenti.
   La  sua  vita  è  stata  la metafora di un  sogno  collettivo  che
  Giovanni ha vissuto in modo concreto e per realizzare il quale si è
  tenacemente impegnato con generosità e dedizione assoluta.
   Con  la sua capacità visionaria e lungimirante ha saputo costruire
  più di quanto non abbiano saputo fare uomini di stato e di governo.
   A  lui si deve la manifestazione  Blue Sea Land' una straordinaria
  iniziativa, divenuta il simbolo del dialogo tra popoli di  culture,
  razza e religioni diverse per cui gli è stata conferita la medaglia
  della Presidenza della Repubblica italiana.
   Con lui, signor Presidente, se ne va un pezzo della storia e della
  cultura  marinara,  non solo della Sicilia e dell'Italia  ma  anche
  della comunità internazionale.
   Francamente  non riesco ad immaginare e pensare al  settore  della
  pesca ed agro-alimentare senza la presenza di Giovanni Tumbiolo.
   Alle ore 8.40, di venerdì scorso, Giovanni Tumbiolo, mi ha mandato
  un  whatsapp  con  cui mi ha trasmesso la nota prot.  n.  3760  del
  12.06.2018,  a firma di Maurizio Croce, Commissario di Governo  per
  il dissesto idrogeologico in Sicilia.
   Qualche  giorno prima, invitandomi nella sede del distretto  della
  pesca di Mazara del Vallo, Tumbiolo mi aveva pregato di intervenire
  per  sbloccare  un  parere  che deve essere  reso  dall'assessorato
  Territorio  e  ambiente, c'è qui l'assessore Cordaro e  vorrei  che
  questa  nota  lui  la  leggesse e mi  aiutasse  a  rendere  omaggio
  concretamente alla memoria di Giovanni Tumbiolo.
   In  assenza di questo parere non potranno essere effettuati lavori
  di dragaggio del porto-canale della città di Mazara del Vallo.
   Non  avevo  potuto rispondere a quel whatsapp. Alle ore 11.00,  di
  quello  stesso  venerdì, ricevo la telefonata di  Giovanni  che  mi
  chiama.  Conservo  gelosamente l'eco della  sua  voce  tra  i  miei
  ricordi più intimi e cari.
   La  nostra  conversazione si chiude con la promessa che  mi  sarei
  occupata del porto-canale di Mazara del Vallo.
   Oggi,  signor  Presidente  e onorevoli colleghi,  quella  promessa
  fatta  a  Giovanni Tumbiolo, nel giorno della sua morte, si traduce
  in  un  obbligo morale ed istituzionale che voglio condividere  con
  l'intero  Parlamento,  con  tutte le forze  politiche  presenti  in
  quest'Aula  e  con  il nostro Governo a favore  di  una  città  che
  continua ad avere la flotta peschereccia più importante d'Italia ma
  che non può incredibilmente navigare nel suo porto-canale e non può
  nemmeno portare a riparare le sue imbarcazioni.
   Quella  promessa  è un atto di giustizia, signor  Presidente,  per
  quell'ultima  importantissima causa per  la  quale  Giovanni  si  è
  battuto e di cui a noi ha passato il testimone, non dico a me ma  a
  noi perché si tratta di un atto di giustizia doveroso che ci impone
  di intervenire.
   Mi  sono  permessa, signor Presidente - facendo violenza  ai  miei
  sentimenti e mi scuso del tremore della mia voce ma questa  perdita
  mi  ferisce  profondamente - di rendere partecipe questo Parlamento
  di  questo  omaggio  alla memoria che deve diventare  il  punto  di
  partenza  per  portare  avanti tutti insieme,  orgogliosamente,  le
  battaglie  per le quali Giovanni ha vissuto e che grazie al  nostro
  impegno  potranno  essere realizzate. Questo è il  nostro  modo  di
  rendere  omaggio  alla  memoria di un uomo che  ha  saputo  rendere
  grande la marineria, che ha saputo rendere grande la sua città,  di
  cui tutti noi siamo orgogliosi, che è figlio di questa Terra.
   Mi  permetto  di esprimere a nome suo, signor Presidente,  a  nome
  dell'intero  Parlamento  il cordoglio profondo  e  l'abbraccio  che
  tutti  noi  rivolgiamo  alla sua famiglia,  una  famiglia  che  lui
  adorava,  una famiglia già colpita da profondi dolori  e  che  deve
  affrontare, senza la forza di Giovanni, il suo futuro: mi riferisco
  alla  moglie Daniela, ai figli Marco e Vittoria, ai quali  vogliamo
  essere   vicini   ed  il  nostro  modo  per  essere   vicini   sarà
  testimoniare,  col nostro impegno, che le battaglie  per  le  quali
  Giovanni  ha  combattuto fino al suo ultimo giorno di vita  saranno
  realizzazioni  concrete che sapremo con orgoglio  e  determinazione
  portare avanti.

   PRESIDENTE. Io conoscevo Giovanni Tumbiolo ma certamente non  bene
  come  lo conosceva lei. Non si vergogni del tremore della sua  voce
  perché   ha   dimostrato  chiaramente  il  senso   dell'affetto   e
  dell'amicizia che aveva nei confronti di Giovanni Tumbiolo. Io,  se
  i colleghi sono d'accordo, proporrei un minuto di raccoglimento per
  Giovanni  Tumbiolo in modo che sia il nostro segnale di maggiore  e
  possibile vicinanza alla famiglia ed a tutti i suoi cari.

           (L'Aula, in piedi, osserva un minuto di silenzio)

   VIOLENTI ATTACCHI SUBITI IN RETE

     Interventi in merito all'operato del Presidente della Regione
                ed ai violenti attacchi subiti in rete.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io ieri
  ho  visto,  così  come  spero  tutti  voi,  un  videomessaggio  del
  Presidente della Regione, onorevole Musumeci, in cui dichiarava  di
  essere  disposto a dimettersi nel caso in cui non sarebbe stato  in
  grado di attuare le riforme di cui questa Regione ha bisogno.
   Io,  invece, penso e ritengo che prima di pensare alle riforme  il
  Presidente  Musumeci debba pensare all'ordinarietà  del  quotidiano
  perché,  ad  oggi,  non  è in grado di garantire  l'ordinarietà  in
  questa Regione e le spiego perché: il comune di Porto Empedocle, in
  provincia  di  Agrigento,  da  giorni è  letteralmente  invaso  dai
  rifiuti,  ad  oggi,  versano  in strada  circa  300  tonnellate  di
  rifiuti.
   Ora,  il  Presidente Musumeci è il Commissario  straordinario  per
  l'emergenza  rifiuti.  Dal 4 giugno ad oggi  è  stato  un  continuo
  susseguirsi di telefonate, e-mail, lettere che il comune  di  Porto
  Empedocle   ma   anche  noi  abbiamo  rivolto  nei  confronti   del
  Dipartimento acqua e rifiuti.
   Evidentemente,  chi ha posto ai vertici del Dipartimento  acqua  e
  rifiuti  gente  totalmente incapace di fare  il  proprio  dovere  è
  ancora  una  volta  il presidente Musumeci che  è  Commissario  per
  l'emergenza rifiuti.
   Dicevo,  tonnellate e tonnellate di rifiuti che, forse, finalmente
  si è in grado di smaltire a 16 tonnellate al giorno nella discarica
  di Gela.
   All'inizio  doveva essere la discarica di Lentini, per  tutta  una
  serie  di  vicissitudini, tutto questo in venti giorni, quindi  lei
  immagini,  Presidente,  in  venti  giorni  quanto  umido  e  quanta
  indifferenziata  finisce in strada  E devo dire che  il  comune  di
  Porto  Empedocle è uno dei comuni più virtuosi per quanto  riguarda
  la  raccolta  differenziata, supera il 65  per  cento;  ora  questa
  emergenza si ripercuoterà in tutti i nostri comuni della Sicilia  e
  si ripercuoterà perché il Dipartimento è governato da gente che non
  sa  garantire  l'ordinarietà, figuriamoci la straordinarietà  degli
  eventi qual è l'emergenza rifiuti in Sicilia.
   Ecco,  se  c'è  un  motivo  per il quale  il  presidente  Musumeci
  dovrebbe dimettersi immediatamente dal suo ruolo non è il fatto  di
  garantire  le  riforme,  ma è quello di non  garantire,  in  questa
  Regione, l'ordinarietà ed il ruolo per il quale è stato investito.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un
  tema  affine  a  quello del collega che mi ha  preceduto,  però  in
  questo caso chiedo, con questo intervento, di avviare la votazione,
  in  questa  seduta  o  nella successiva,  lo  decida  l'Ufficio  di
  Presidenza,  sulla procedura d'urgenza legata al disegno  di  legge
  che  abbiamo presentato e che è stato annunciato il 13 giugno sulla
  riforma dei rifiuti.
   Il  disegno  di  legge è il n. 267 ed allo stato è  l'unica  norma
  generale che darebbe respiro, come diceva il collega Di Caro, ad un
  ripristino  dell'ordinarietà nel sistema di gestione  dei  rifiuti,
  preso  atto  del  fatto  che l'emergenza  ministeriale,  in  questo
  momento,  è  in atto ed è giusto che venga governata dal presidente
  Musumeci   in  qualità  di  Commissario,  ma  è  anche   vero   che
  l'Assemblea,  in  quanto  titolata  del  potere  legislativo,  deve
  recuperare quel gap che non era riuscita a costruire la legge 9 del
  2010.
   Per  questo  motivo e ringraziando il presidente Musumeci  per  la
  vicinanza  che  ha mostrato per il nostro progetto,  le  chiedo  di
  valutare   la   possibilità,  appunto,  di   procedere   ai   sensi
  dell'articolo 135 del Regolamento interno alla votazione  da  parte
  dei colleghi della procedura d'urgenza del disegno di legge n. 267

   PRESIDENTE.  Onorevole  Trizzino, secondo  il  Regolamento  non  è
  possibile farlo oggi, ma sarà immediatamente fatto nella successiva
  seduta del Parlamento.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per  un
  fatto  molto grave successo in queste ore, non so se i colleghi  ne
  siano a conoscenza, ma mi farebbe piacere che ne prendessero atto.
   Un  attacco  spropositato al Presidente della Regione sul  web  il
  quale  subisce  le seguenti parole:  Ti auguro una  morte  lenta  e
  dolorosa . I famosi hater, di fatto, i lanzichenecchi dell'odio  on
  line  stanno invadendo purtroppo le piattaforme dei social  network
  ed altro.
   C'è  un  giornale  on line che ha riportato questa  notizia  e  io
  vorrei, e gradirei, e chiederei anzi chiedo con forza che i toni in
  quest'Aula incominciassero ad essere un po' più equilibrati  perché
  la  gente ci segue da casa, la gente ogni tanto non capisce  quello
  che  stiamo facendo e ci sono degli attacchi scomposti più  o  meno
  simili a quello che è successo con il Presidente della Repubblica.
   Signor  Presidente, quando ci sono questo genere  di  attività  il
  Parlamento regionale, come lei sempre più volte ha ribadito  essere
  un  organo,  il  più antico Parlamento d'Europa, non  può  rimanere
  impassibile all'odio che sta attorniando le Istituzioni.
   Signor   Presidente,  vorrei  che  i  Gruppi  politici,  i  Gruppi
  parlamentari  che fino a qualche ora fa hanno mosso delle  critiche
  nei  confronti  del  Governo, del Presidente della  Regione,  della
  politica,  della  maggioranza,  di  chi  sostiene  questo  Governo,
  prendessero  atto, se già non l'hanno fatto, credo che  ognuno  dei
  Gruppi  parlamentari  sia  dotato  di  Ufficio  stampa  e,  quindi,
  probabilmente, come ha fatto il mio Ufficio stampa, anche gli altri
  Gruppi  hanno saputo la notizia e anziché, giustamente, parlare  ad
  esempio  della problematica, giustissima, dell'immondizia di  Porto
  Empedocle,  una  problematica importante,  ma  mi  sarei  aspettato
  probabilmente una visione in tal senso oggettiva sull'odio che  sta
  circondando la politica italiana e siciliana. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò. Spero che la sua speranza sia
  stata  ascoltata da tutti perché è ovvio. La Presidenza ha poco  fa
  fatto  un  comunicato  di  solidarietà.  E'  ovvio  che  tutto   il
  Parlamento  è solidale al Presidente della Regione. Mi permetto  di
  dirle,  che  è  anche  normale che i partiti politici  facciano  le
  critiche che ritengono corretto fare. Però non c'è dubbio che se si
  limitassero le accensioni di micce e di odi a cominciare da noi non
  sarebbe male.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  ringrazio  e
  naturalmente la prego di far arrivare al presidente Musumeci  anche
  la  mia solidarietà. Però, su questo, vorrei che fossimo chiari. Mi
  sembra  che questo Parlamento, nella discussione dei giorni scorsi,
  nella   discussione  che  ha  conosciuto  in   questo   inizio   di
  legislatura, non abbia mai manifestato né parole, né sentimenti, né
  attitudini d'odio. Il modo in cui il web è fuori da ogni  controllo
  e riversa follie ed odio su ciascuno di noi è cosa che ci interroga
  ben  oltre  la qualità di questo dibattito. Certo siamo accanto  al
  presidente  Musumeci  ed  a  chiunque  altro  debba  subire  queste
  violenze  verbali  che sono intollerabili da  chiunque  arrivino  e
  qualunque possa essere la presunta giustificazione politica.
   Detto ciò, mi sarei aspettato che il presidente Musumeci fosse qui
  oggi,  non  solo  per  ricevere gli attestati della  nostra  dovuta
  solidarietà  ma  per  dirci quello che ci ha mandato  a  dire  ieri
  attraverso  il  web. Questa mattina ho ascoltato  un  discorso  del
  Presidente  della Regione siciliana non dai banchi della Presidenza
  del  Governo  ma attraverso la sua pagina facebook. E lo  considero
  inusuale,  nel senso che quel messaggio contiene delle  valutazioni
  politiche precise che si rivolgono a quest'Aula e che da quest'Aula
  avrebbero  preteso ed atteso una risposta, nel luogo e nelle  forme
  che  sono  più naturali, cioè un dibattito parlamentare, perché  se
  decidiamo di mandarci a dire le cose attraverso i comunicati stampa
  o le apparizioni sul web, possiamo anche chiudere questo Parlamento
  la  cui  funzione sarebbe soltanto coreografica. E siccome le  cose
  che  dice  il Presidente meritano attenzione e risposta,  mi  sarei
  aspettato che, oggi, fosse qui per ripeterne le ragioni.
   Nel merito, il presidente Musumeci, dice due cose sulle quali - se
  fosse  venuto qui oggi a condividerle con quest'Assemblea - io  gli
  avrei  potuto dire che non sono assolutamente d'accordo.  E,  cioè,
  che    il   blocco   dell'attività   legislativa   normativa,    di
  quest'Assemblea,  sia  frutto  e  colpa  della  partitocrazia.   La
  partitocrazia rischia di essere una foglia di fico, dietro la quale
  nascondiamo  tutto. Ma, non c'entra la partitocrazia.  Se  c'è  una
  fragilità, consolidata nella sua maggioranza, se da due mesi non si
  vota una legge, se siamo chiamati, ogni settimana, ad occuparci  di
  un   collegato  di cui mai saremo in condizioni di sbarazzarci, non
  dipende  dalla  partitocrazia, ma dipende dalla  fragilità  di  una
  maggioranza  che  non  è riuscita a garantire alla  Presidenza,  al
  Governo  ed all'attività d'Aula la naturale, fisiologica,  funzione
  che si costruisce attraverso una discussione ed un voto sui disegni
  di legge che vengono presentati. Non è accaduto per due mesi
   Dice il presidente Musumeci, prendendosela genericamente con tutto
  il  Parlamento e questo non lo considero corretto perché, ieri, c'è
  stato  un  voto  che  ha  rimandato il  collegato   in  Commissione
   Bilancio' per evitare che questo tappo impedisse ciò che, oggi, si
  farà: cominciare a discutere di progetti di legge.
   Dice  il Presidente:  Ci impedite di fare le riforme  . Presidente
  Micciché,  qui nessuno vuole impedire di fare le riforme.  Vorremmo
  discutere ed affrontare, nel merito, le riforme proposte.
   Il   collegato   propone due punti di merito  che  possono  essere
  importanti: la soppressione dell'ESA e la fusione CRIAS-IRCAC.  Non
  mi  sembra  che  il  destino della Sicilia  possa  essere  affidato
  soltanto  a  questi  due passaggi normativi,  quando  leggiamo  dai
  giornali che ci sono settemila posti di lavoro in discussione ed  a
  rischio   per  il  fallimento  sostanziale  di  tutte  le   società
  partecipate  della  Regione  siciliana,  rischiamo  di   avere   il
  fallimento di  Sicilia servizi , di  Sicilia digitale ; non abbiamo
  ancora avuto la possibilità di discutere, se non per titoli, di  un
  progetto  organico di riforma del sistema di raccolta  dei  rifiuti
  che continua ad essere impiccato alla legge dell'emergenza.
   Ecco,  di fronte a tutto ciò, presidente Micciché io le chiederei,
  vista  l'assenza del Presidente, di far arrivare i sentimenti della
  nostra   necessità,  che  questo  torni  ad  essere  un  luogo   di
  discussione politica, dentro il quale nel merito si affrontino temi
  e  leggi  e, se c'è un problema di tenuta di questa maggioranza,  è
  bene che questo tema, in termini politici, si affronti qui e non su
  una pagina facebook.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi unisco
  al  dolore,  alla  lettura ed alle parole del Capogruppo  dell'UDC,
  Eleonora Lo Curto, con le quali ha aperto questa seduta e che  lei,
  correttamente,  ha  accolto con un minuto di  silenzio  richiamando
  l'Aula a questo momento, assolutamente, significativo.
   Solidarietà  al  Presidente della Regione per le parole  ricevute,
  infamanti che non fanno onore ad alcuno.
   Apprezzo  i  due  testi,  posti all'ordine  del  giorno,  uno  più
  dell'altro,  a  dire  la  verità,  quello  sui  disturbi  specifici
  dell'apprendimento  ma,  al  di  là delle  valutazioni  nel  merito
  relativo  all'oggetto della seduta di oggi, non posso,  ovviamente,
  non fare riferimento a quanto accaduto ieri.
   E'  stato  richiamato, anche dall'onorevole Fava, quel  messaggio,
  lui  dice  insolito, forse poco istituzionale dato  dal  Presidente
  della Regione ma che, mi lasci dire, Presidente, ritengo scaturisca
  dalle corde sensibili di un uomo che si trova profondamente ferito,
  che  si trova profondamente a disagio, rispetto a quello che accade
  in quest'Aula, presidente Micciché.
   Perché,  ieri, è accaduta davvero una cosa grave, di  fronte  alla
  quale, probabilmente, chi ha il ruolo di timoniere, di governare  i
  processi  non  poteva,  certamente, rimanere insensibile  assessore
  Cordaro.  Da  qui,  probabilmente,  quella  modalità,  anche   poco
  istituzionale,   come   qualcuno  ha   detto   ma,   assolutamente,
  condivisibile.  Credo  che  quella modalità,  così  d'istinto,  sia
  condivisibile per una ragione semplice.
   Noi  ci  troviamo  impantanati nel collegato  da  oltre  un  mese,
  l'unico  strumento che doveva essere a sostegno di una  finanziaria
  viene,  ancora una volta, rinviato e, badate bene, qui  ha  ragione
  l'onorevole  Fava  nel dire che quel collegato non  brilli,  perché
  davvero  altre,  e  di  misura,  erano  le  riforme  che  si  erano
  immaginate  dentro  quella  proposta.  Proposte  che  sono   state,
  tuttavia,  assolutamente ridimensionate e  portate  credo  a  6,  7
  articoli.  Tra queste la questione relativa al credito, tra  queste
  la  soppressione dell'ESA. Ed io fui partecipi ad una  riunione  di
  maggioranza,  dove  si  arrivò persino  a  sostenere  l'ipotesi  di
  togliere, di eliminare la soppressione dell'ESA perché forse quello
  poteva accendere i mal di pancia di alcuni dentro la maggioranza.
   Ed  allora, se questa maggioranza non riesce nemmeno ad esitare  6
  articoli  e  siamo, persino, a togliere, ad elidere  quell'articolo
  significativo  che  poneva  al centro le questioni  dello  sviluppo
  agricolo   in  Sicilia,  a  partire  dalla   banca  della   terra ,
  continuando  sui temi del grano ed allora la cosa,  sì,  è  davvero
  grave.
   Ed  allora, è immaginabile che il Presidente della Regione con  un
  atto  istintivo  decida,  in  tarda serata,  dopo  aver  ragionato,
  comunque, su quelle parole difficili e sentite, di arrivare a  dire
  che  lui è disposto a non tenere più quel ruolo, di arrivare a dire
  che ce ne dobbiamo andare a casa.
   Ed  allora,  signor Presidente, io intervengo per  dire  che  sono
  d'accordo con il Presidente della Regione e se non siamo  in  grado
  di  dare risposte alle tante istanze che vengono rappresentate  nel
  territorio, questo Parlamento deve fare le valigie e deve andarsene
  a casa.
   Qualche  giornalista mi ha detto:  Ma sai, alla fine, noi pensiamo
  che  questa cosa non si farà. Gettiamo la maschera, questa cosa non
  si farà . E, quindi, quale soluzione trovare?

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la invito a concludere.

   FIGUCCIA.  Mi  rivolgo al Movimento Cinque Stelle, perché  no,  un
  contratto di governo per i siciliani, se questo serve a fare un po'
  di  pulizia,  se questo serve a lasciare a casa gli irresponsabili,
  serve  un atto di forza, serve un contratto per i siciliani, perché
  fuori  non possono più aspettare, non possono aspettare i  giovani,
  non  possono  aspettare le imprese e credo che non possa  aspettare
  neanche la nostra attività di parlamentari.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, non vorrei diventasse una  costante
  dovere, in qualche maniera, dissentire dall'onorevole Figuccia  che
  mi  precede  senza  concordare il suo intervento  ma,  per  carità,
  questo  attiene  alla  libertà del dibattito parlamentare  ed  alla
  libertà della coscienza, di pensiero che rende grande la democrazia
  nel nostro Paese.
   Ciò  nonostante, vorrei, pur condividendo talune esternazioni  del
  collega  Figuccia,  in  qualche maniera, aggiustare  il  tiro,  per
  quanto attiene alla posizione ufficiale del gruppo dell'UDC, che  è
  un  partito  che,  voglio sottolineare, l'ho  già  fatto  ieri,  ha
  sostenuto un leader di coalizione che si chiama Nello Musumeci, che
  con  la sua forza elettorale e anche mettendoci la faccia dei  suoi
  uomini e delle sue donne, che si sono spesi in campagna elettorale,
  ha  contribuito in maniera ragguardevole in termini di  consensi  a
  portare il Presidente Musumeci al Governo di questa Regione.
   E,  certamente,  lo  abbiamo fatto noi  dell'UDC  condividendo  un
  progetto  politico di Governo della realtà siciliana  nel  contesto
  della politica nazionale ed internazionale.
   Quindi,  più  che  un  contratto che lega  soggetti  politicamente
  opposti tra loro e, indubbiamente, che hanno dovuto fare forza  per
  mettere  su  un  contratto, perché geneticamente  sul  piano  della
  politica incompatibili e non riconducibili alla stessa visione  del
  mondo e visione della vita, noi per fortuna un programma l'abbiamo,
  onorevole Figuccia. Noi un programma l'abbiamo condiviso, sposato e
  portato avanti con orgoglio.
   Non  c'è  dubbio che - io non ho letto le vicende su Facebook  che
  hanno interessato le volgarità e il clima di rancore e di odio  che
  purtroppo  certi  soggetti  vanno ormai  approfittando  dei  social
  media,  manifestando  senza vergogna, senza pudore  e  senza  alcun
  rispetto.
   Indubbiamente stigmatizzo come un fatto grave e gravissimo  se  il
  nostro  Presidente  Musumeci ha subìto degli attacchi,  soprattutto
  alla  sua  persona,  oltre  che  alla  sua  funzione  politica   ed
  istituzionale,   ma  non  v'è  dubbio  che  se  c'è   un   momento,
  un'esternazione che il Presidente affida anche a Facebook  riguardo
  ad  una  vicenda, ad un momento di crisi, un momento di difficoltà,
  di  mancanza di dialogo, all'interno della sua maggioranza - perché
  una  maggioranza ce l'ha il Presidente, comunque risicata - non  ci
  sono  questi mal di pancia dovuti all'ESA o ad altre cose,  casomai
  c'è la necessità di fermarsi un attimo e valutare, con proposte  di
  legge  organica, cosa fare di certe partecipate della  Sicilia,  in
  Sicilia.
   Detto  questo, signor Presidente, anche lei svolge un  ruolo,  non
  solo   istituzionale  nel  guidare,  con  l'autorevolezza  che   le
  riconosco, questa Assemblea che deve certamente produrre  meglio  e
  di  più, perché ci sono diversi disegni di legge che comunque  sono
  stati prodotti e che attendono di essere portati in Aula.
   In  Conferenza dei Capigruppo ce lo siamo detto e la priorità sarà
  anche  quella  del  Parlamento, però io adesso  faccio  appello  al
  segretario  di un partito, che è quello del partito di  maggioranza
  relativa   della   coalizione  di  centrodestra  che   ha   portato
  all'elezione del Presidente Musumeci, perché lei nel guidare il suo
  partito abbia il ruolo di responsabile, cultore della mediazione  e
  della convergenza con il nostro Presidente della Regione.
   Noi  tutti, e il Governo certamente che noi rappresentiamo con due
  assessori  di peso e di grande autorevolezza, vogliamo  che  questa
  sintesi  sia  fatta, che ci sia più convergenza,  che  ci  sia  più
  responsabilità,  maggiore attenzione ai temi dello sviluppo  perché
  le riforme vanno fatte, ma vanno fatte nel segno di una prospettiva
  reale di cambiamento.
   La ringrazio signor Presidente, e sono disponibile naturalmente  a
  continuare a collaborare con il mio Governo e all'interno di questo
  Parlamento  per  il  ruolo  che  mi è  stato  conferito  anche  dai
  colleghi.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Grazie signor Presidente, componenti del Governo, che  a
  dire  il  vero è uno solo, colleghi, cittadini. Neanche  nelle  più
  rosee   aspettative   di  questa  opposizione,  rappresentata   dal
  Movimento Cinque Stelle, ci saremmo potuti immaginare che nell'arco
  di  così  pochi  mesi fossimo giunti ad un bivio, né oggi  possiamo
  fare  finta  che la parole dell'onorevole Musumeci rappresentate  e
  consegnate  ai cittadini siciliani attraverso un video su  Facebook
  pesino  come macigni su quest'Aula ed in particolar modo su  questa
  maggioranza  che io trovo assolutamente triste perché continuate  a
  parlarvi tra di voi dentro un labirinto nel quale non troverete mai
  l'uscita.
   Presidente  Miccichè,  diciamoci le cose come  stanno,  siamo  nel
  pieno  di una crisi di Governo, di una crisi prematura che ci pone,
  come  ho  detto  all'inizio, ad un bivio, però, signor  Presidente,
  questa  crisi di Governo, questo continuo confronto o  scontro  non
  può  essere consegnato soltanto o sviluppato all'interno di  queste
  parti  della  maggioranza. Questa crisi di Governo,  il  Presidente
  Musumeci  ha  il  dovere  di rassegnarla a quest'Aula  perché  è  a
  quest'Aula che il Presidente Musumeci deve dire che cosa fare ed  è
  assolutamente  inaccettabile l'alibi dietro il quale il  Presidente
  Musumeci  si  nasconde,  dicendo  che  è  il  Parlamento  regionale
  siciliano  che  non  gli  consente di fare le  riforme.  Presidente
  Miccichè,  questo è un alibi e noi lo sappiamo e lo sanno  anche  i
  siciliani.
   E,  allora, signor Presidente, noi possiamo fare tutto quello  che
  vogliamo,  ivi compreso, prenderci in giro, possiamo incardinare  i
  due  disegni  di  legge, possiamo discutere le mozioni,  ma  ripeto
  questo non cambia il risultato e la sostanza delle cose per cui  io
  oggi,  a  nome  del  Gruppo  del Movimento  Cinque  Stelle,  perché
  sostituisco  il  Presidente del Gruppo, Valentina  Zafarana,  nella
  qualità  di Vice Capogruppo, le chiedo formalmente di convocare  il
  Presidente Musumeci e tutto il Governo affinché riferisca  in  Aula
  dello stato di salute di questo Governo, di questa maggioranza e ci
  dica  chiaro e tondo, oltre a quei due punti che ha citato, davvero
   risibili' per le sorti future della Sicilia, perché se pensiamo di
  cambiare  la  Sicilia, fondendo la CRIAS con l'IRCAC, o  eliminando
  l'ESA, ripeto, è un'offesa all'intelligenza di questo Parlamento  e
  soprattutto è un'offesa ai siciliani.
   E,  allora,  signor Presidente, le chiedo con forza,  a  nome  del
  Gruppo  parlamentare di cui mi onoro di far parte, di convocare  il
  Presidente Musumeci affinché quest'ultimo venga e ci riferisca  sul
  prosieguo e sul futuro di questa legislatura, altrimenti, mi creda,
  è  meglio  che  il  Presidente rassegni le dimissioni,  che  questo
  Parlamento  venga  sciolto  e  che  ci  si  ripresenti  davanti  ai
  siciliani e a loro si chieda il giudizio finale con nuove elezioni.
  Grazie

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cappello, di questa  sua  proposta,
  attendo fra pochi minuti di farla in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  anch'io
  con  grande  sorpresa  ieri  ho  letto  il  comunicato  stampa  del
  Presidente Musumeci, grande sorpresa perché penso che non rispecchi
  minimamente  quello  che ieri è successo e quello  che  è  successo
  nelle  passate  settimane,  nei  mesi  passati,  soprattutto   dopo
  l'approvazione  della legge di stabilità, dopo  l'approvazione  del
  bilancio,  laddove,  peraltro, le opposizioni hanno  dimostrato  di
  svolgere  un  ruolo di opposizione costruttiva, in maniera,  penso,
  anche  positiva, produttiva, favorendo un confronto vero sul merito
  delle  diverse previsioni normative, votando contro quando  eravamo
  convinti  che  bisognasse  votare contro  ed  avanzando  le  nostre
  proposte peraltro che riteniamo estremamente qualificanti.
   Noi abbiamo dimostrato di essere pronti, disponibili a svolgere un
  ruolo  di  opposizione nel merito, confrontandoci con un Governo  e
  con  una  maggioranza che però dovrebbe essere in grado di avanzare
  una proposta. Qui, purtroppo, siamo nelle condizioni in cui non c'è
  più una maggioranza che ha una linea politica condivisa e ciò si  è
  palesato  anche ieri, in maniera chiara ed evidente, nel momento  i
  due   Capigruppo   dei  principali  gruppi  di   maggioranza   sono
  intervenuti  su  posizioni  politiche  contrapposte  e,  allora  il
  presidente Musumeci non tenti di scaricare sul Parlamento  e  sulle
  opposizioni  le  carenze e i problemi della  sua  maggioranza,   ma
  chiarisca  come altri colleghi hanno già detto come intenda  andare
  avanti.
   Andando   al   merito   del  cosiddetto   collegato',   io   leggo
  affermazioni che, francamente, mi lasciano molto perplesso. Noi non
  abbiamo  mai detto no ad una riforma sull'ESA. Io vorrei  ricordare
  che  nei  nove articoli che compongono il disegno di legge che  era
  ieri  in  discussione in Aula non c'è alcuno articolo che  riguardi
  l'ESA.  L'articolo che riguardava la soppressione dell'ESA è  stato
  ritirato dal Governo in Commissione  Bilancio', in quella  sede  il
  Governo  ha annunciato che avrebbe ripresentato una nuova versione,
  una riscrittura probabilmente un disegno di legge autonomo, non  lo
  sappiamo  fino a questo momento, perché da allora ad  ora  nulla  è
  accaduto.
   Non  c'è una proposta del Governo sull'ESA presente in questa Aula
  di  cui  questo Parlamento possa discutere, così come non  ci  sono
  molti  degli  emendamenti di cui il Governo parla e leggiamo  sulla
  Stampa, ritenuti urgenti, importanti, rilevanti, tanto che qui  non
  c'è  traccia  di  questi emendamenti. E allora,  ieri  noi  abbiamo
  chiesto di andare avanti, di votare questo disegno di legge, quando
  era  chiaro che eravamo dinanzi ad un ulteriore inutile rinvio  che
  non  avrebbe prodotto nulla, abbiamo chiesto almeno di rinviare  il
  testo  in  Commissione,  affinché,  nel  frattempo,  il  Parlamento
  potesse  lavorare su disegni di legge che invece sono importanti  e
  lei  ha fatto bene a favorire di incardinare un paio di disegni  di
  legge  che riguardano anche i temi della disabilità e io mi  auguro
  che  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di  oggi
  possa   davvero  portarci  a  definire  un  programma   di   lavori
  parlamentari di cui questa Regione ha bisogno.
   E allora, sappia il Governo che il Partito Democratico e penso che
  così  dovremmo fare tutti i gruppi parlamentari si intesteranno  la
  responsabilità  di  presentare proposte di  riforme  visto  che  il
  Governo  non  lo  fa  e  io le chiedo, signor  Presidente,  di  non
  aspettare più il Governo, questo è un Parlamento che ha autonomia e
  in autonomia decida il programma dei lavori chiedendo al Governo la
  disponibilità a favorire il confronto su questi temi che riguardano
  lo   sviluppo,   che   riguardano   il   lavoro,   che   riguardano
  l'agricoltura,  la  riforma dell'ESA  - se vogliamo  affrontare  la
  riforma  dell'ESA  -,  o  la  riforma del  credito  agevolato  alle
  cooperative  e agli artigiani. Noi vogliamo che si faccia,  nessuno
  ha mai detto che non vuole affrontare questi temi, o che si sarebbe
  messo  di  traverso,  esattamente il  contrario,  noi  vogliamo  il
  confronto con un Governo che purtroppo non c'è.
   E  allora,  noi questo lo chiediamo con forza e riteniamo  che  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  di  oggi  debba
  davvero  essere rilevante ed importante per definire  un  programma
  dei  lavori che deve riguardare, signor Presidente, anche gli  atti
  ispettivi e le mozioni parlamentari perché noi chiediamo al Governo
  di  rispondere anche rispetto ai nostri atti ispettivi perché  sono
  urgenti ed importanti.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi francamente  mi
  aspettavo  di trovare qui il Presidente della Regione e ritenevo  e
  ritengo, ancora oggi, che fosse doveroso oltre che necessario, dopo
  l'intervento  fuori  dalle consuetudini, e a lui  mi  sarei  voluto
  rivolgere, avendolo ascoltato e d'accordo con il collega Lupo,  non
  capendo  perché  abbia interpretato il modo in  cui  ha  deciso  di
  interpretare le vicissitudini della giornata di ieri che  attengono
  tutte   a  rapporti  interni  alla  maggioranza  e  non  certamente
  all'Istituzione parlamentare.
   A  lui  mi  sarei rivolto e a lui mi rivolgo, qui c'è  l'Assessore
  Cordaro,  quindi farò in modo che   l'assessore Cordaro rappresenti
  - come di fatto fa - le veci del Presidente della Regione.
   Volevo dire al Presidente che non voglio usare le parole  crisi di
  governo , perché probabilmente non siamo arrivati a tanto,  ma  che
  ci  sia uno scollamento, una pesante, enorme criticità nei rapporti
  all'interno della maggioranza ed è evidente.
   E  se c'è crisi - se dobbiamo utilizzare la parola crisi - è crisi
  di idee, crisi di metodo, crisi di comportamenti.
   Nel   suo  intervento  di  ieri,  onorevole  Presidente,  lei   ha
  certificato  che, nei primi otto mesi di governo, la situazione  in
  Sicilia è addirittura peggiorata, non per colpa sua, a suo dire, ma
  per colpa degli altri.
   Ha  parlato  di  resistenza al cambiamento e di partitocrazia,  ha
  sventolato  addirittura la minaccia delle  dimissioni  come  se  il
  problema  non  fosse della sua partitocrazia, dei  suoi  alleati  e
  delle sue dinamiche politiche.
   Allora, mi permetto di avanzare il mio punto di vista e di offrire
  al  Presidente della Regione, quindi, all'assessore Cordaro che  ne
  sarà  tramite, con umiltà un consiglio. Forse non è ben  chiara  al
  Presidente  della  Regione la situazione  che  si  sta  verificando
  attorno a lui.
   Con  onestà lui l'ha detto ieri, che in questa Regione sono ancora
  presenti appetiti ed interessi particolari, anzi io credo che siano
  ritornati  addirittura più prepotenti, cioè come  un  brulichio  di
  formiche ed una speranza di ritornare ad antiche abitudini.
   La  gente ed i giornali cominciano a parlarne e questo comincia  a
  dare fastidio.
   Ma si vede anche dalle facce che girano per i Palazzi.
   E  sa, signor Presidente qual è la cosa che forse non le è chiara?
  Che  hanno  scelto  proprio  lei per la  restaurazione,  altro  che
  cambiamento che lei invoca nel suo messaggio
   Lei  ha  dalla sua che rimpiangere il suo predecessore  è  davvero
  difficile,  se  non  impossibile, il  quale,  pur  sbandierando  il
  cambiamento,  non  è  che avesse invertito la rotta,  semmai  aveva
  introdotto nuove prassi.
   Tuttavia,  la  sua  Amministrazione ha il cuore che  indubbiamente
  batte  al  passato  e  gli avventori sono tutti  lì  che  girano  e
  presidiano gli uffici, gli assessori, i direttori, i funzionari.
   La parola d'ordine è una sola: cosa c'è per me? Ma, credo, che lei
  lo  abbia  capito ed ora tenta di smarcarsi lanciando un guanto  di
  sfida alla politica, al Parlamento, alla partitocrazia.
   Troppo generico così.
   Cioè  lei tenta di smarcarsi lanciando un guanto di sfida a quelle
  prassi,  a  quegli interessi che ammorbano di fatto  da  sempre  la
  Regione.
   Solo   che  è  proprio  la  sua  compagine  che  meglio   li   sta
  rappresentando, magari sostituendo i nuovi interessi, che poi  sono
  quelli del passato, ai più recenti.
   Ma  io  la prego, signor Presidente, non generalizzi, non attacchi
  mai  l'istituzione,  ieri  ha attaccato  il  Parlamento,  piuttosto
  attacchi  i  Parlamentari  che le sembrano inadeguati,  soprattutto
  quelli della sua maggioranza.
   E, dunque, altro che azione riformatrice
   Lei  rischia di rimanere imballato. Fino ad ora, in effetti, si  è
  visto molto poco in questi otto mesi.
   La rotazione dei dirigenti francamente non basta.
   Le  prime nomine di alcune società partecipate lo dimostrano, come
  le  dimissioni da Riscossione qualche giorno fa - e lo  affermo  da
  parlamentare  di  opposizione - che ha pubblicamente  garantito  un
  comportamento  terzo che ribadisco. E quando l'ha  creduto  giusto,
  davanti  a  qualche articolo di legge, il sottoscritto  l'ha  anche
  votato a favore.
   Ma  questo  collegato', onorevole Presidente della Regione - e  lo
  dico anche al Presidente dell'Assemblea - è una vera presa in giro.
   La  prego  non  ne difenda né il merito e neppure la forma  perché
  ieri in quel video il Presidente della Regione l'ha fatto.
   Già  la  finanziaria  non andava bene con quell'enorme  numero  di
  articoli accontenta popolo e deputati che nulla aveva a che  vedere
  con bilancio, riforme, rinnovamento che lei si è intestato.
   Era,  tuttavia, l'inizio, il percorso andava incoraggiato. Al voto
  personale contrario di pragmatica che c'è stato da parte mia non si
  sono aggiunti commenti duri o sarcastici.
   Ma,  se  crede  o  se le fanno credere i suoli alleati,  onorevole
  Presidente  della Regione, che questo è il metodo  e  questo  dovrà
  continuare  ad essere il metodo, allora forse è meglio  che  valuti
  l'idea  che si vogliono limitare la sua autonomia e dimostrare  che
  la tengono, per così dire, per gli attributi.
   Il  collegato', per dirla tutta, è una vera  schifezza politica .
   Dentro  ed attorno c'è di tutto, di più ed ancora altro, un  altro
  modo  tipicamente  da compromesso tra Governo debole  e  Parlamento
  dominante,  per portare a casa il Governo un paio di interventi  di
  merito  in cambio, accettando l'idea di discutere e approvare  due,
  trecento  emendamenti che sono trecento leggi in un sol colpo,  con
  le  solite stabilizzazioni e con le solite mance sponsorizzate  dai
  deputati che ascoltano il territorio.
   Così non va ed il Presidente della Regione non può prendersela con
  il Parlamento parli chiaro e affondi il colpo ai suoi alleati se lo
  ritiene, ma sarebbe il caso di evitare le banalizzazioni.
   Ritiri questo disegno di legge inutile, onorevole Presidente della
  Regione, direi addirittura offensiva, blocchi la partitocrazia  che
  Lei  attacca,  blocchi  il partito degli emendamenti  che  è  molto
  trasversale, invero, e proponga con autonomi disegni  di  legge  le
  due riforme che le stanno tanto a cuore.
   Questa  deve essere la sfida, imponga la sua idea e la sua visione
  della  nuova  Regione,  se  davvero ci  crede,  senza  i  necessari
  compromessi d'Aula, a cui abbiamo assistito in questi mesi.
   Ce  ne  basta  una di finanziaria  contieni tutto',  impedisca  la
  restaurazione delle vecchie prassi clientelari e provi  a  chiudere
  l'ESA  e  ad  accorpare, ma con due disegni di legge autonomi,  poi
  vedremo chi è che si sottrarrà al proprio compito.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  D'Agostino,  dopo  gli   onorevoli
  Savarino  e  Campo, è convocata, immediatamente dopo, la Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo  anch'io,
  come  fatto  dal  mio Capogruppo, la mia personale  solidarietà  al
  Presidente della Regione siciliana, onorevole Musumeci, per il vile
  attacco  subìto sui social, questi sono segnali bruttissimi  di  un
  clima  di  malessere che c'è tra la gente e lo sappiamo  perché  la
  Sicilia vive un momento di crisi difficile ma che, certamente,  non
  può arrivare come sfogo ad una minaccia di morte e siccome di folli
  ne  abbiamo  visti  tanti, non vorremmo che  questi  atti  violenti
  vadano oltre le parole.
   Invito  anche i miei colleghi ma anche gli operatori politici  che
  sono fuori da questa sede, da questo Palazzo, a moderare i toni e i
  termini  e  gli  attacchi  quando  si  parla  di  politica,  perché
  comunque,  in  qualche modo, qualche idiota fuori può veicolare  il
  messaggio  e  farlo  proprio in termini e modi che  possono  essere
  violenti e pericolosi.
   Detto  questo  mi  tocca  fare un piccolo  appunto  rispetto  alle
  dichiarazioni precedenti.
   Inizio con l'onorevole Di Caro, della mia provincia: il Presidente
  Musumeci, non è un commissario dell'emergenza rifiuti siciliano, ha
  avuto  un  decreto  che  è  molto limitato,  limitato  soltanto  ad
  attivare   sei   impianti   ed  è  limitato   anche   all'eventuale
  trasferimento  dei rifiuti all'estero. Per cui le  competenze  sono
  del  Dipartimento che, nel caso specifico su Porto Empedocle  anche
  su  mia  pressione  come  spesso succede quando  ci  sono  esigenze
  d'emergenza, sta individuando, aveva già individuato una  soluzione
  che  era  quella che ha riguardato gli altri comuni della provincia
  di  Agrigento  che  hanno subito l'emergenza legata  alla  chiusura
  della discarica di Siculiana, di trasferire i rifiuti a Catania.
   Purtroppo  il  Comune  di Porto Empedocle  ha  un  debito  con  la
  discarica di Catania di 300 mila euro che non è stato onorato  e  i
  proprietari della discarica hanno rifiutato di aprire una linea  di
  credito  a quel comune, già in debito. Per cui si è dovuta  trovare
  una  soluzione alternativa, soluzione che non è facile perché tutta
  la provincia di Agrigento, sta versando su altri siti.
   L'emergenza  c'è, è indubbio. E' indubbio anche che  le  soluzioni
  vanno trovate in tempi brevi nell'esigenza anche di quello che è la
  collettività e anche motivo di igiene pubblica, però  è  pure  vero
  che  a  volte,  ci  sono anche cattive amministrazioni,  errori  di
  amministrazione   locale   per   cui   non   possono   pagare    le
  Amministrazioni  regionali, che cercano comunque di  porre  rimedio
  nei tempi e nei modi che l'emergenza permette.
   Noi  ieri  abbiamo avuto una parentesi che chiamerei  di  disguido
  politico,  per  cui  comunque un collegato  che  è  quello  che  è,
  onorevole Fava; il collegato alla finanziaria mette delle norme che
  in  finanziaria avevamo, prima in Commissione e poi in Aula, deciso
  di  spostare a un disegno di legge diverso, accompagnato e  seguito
  dall'approvazione della legge di stabilità.
   E'  inimmaginabile che tutti i problemi siciliani  possano  essere
  risolti  con  una  legge  di  stabilità  o  quanto  meno   con   un
   collegato',  ma  è  pure  vero che i  problemi  dei  siciliani  si
  cominciano a risolvere quando ad uno a uno si affrontano  dei  temi
  cruciali e si risolvono, ad uno ad uno, ogni tema può essere più  o
  meno  importante  ma  nell'arco di una  legislatura,  purtroppo  io
  immagino  forse anche due legislature, i temi cruciali e i problemi
  dei siciliani non possono essere risolti nell'arco di sei mesi.
   Alcune materie, alcuni temi possono essere più o meno importanti e
  noi possiamo avere più o meno sensibilità rispetto a questi temi, a
  questa  risoluzione,  c'è chi ritiene che  l'ESA,  avendo  duecento
  dipendenti che non hanno neanche una mole di lavoro enorme, essendo
  un  Ente  concepito  diversi anni fa, e  che  probabilmente  questi
  stessi  dipendenti e queste stesse figure tecniche messe  in  altri
  luoghi  all'interno  del  Dipartimento dell'Agricoltura  potrebbero
  essere  utili perché, che ne dica Giletti, a noi i tecnici  mancano
  alla  Regione  siciliana. C'è chi ritiene che  possa  essere  utile
  chiuderlo  e  quindi  utilizzare  diversamente  questi  dipendenti,
  facendo un risparmio rispetto a un Consiglio di amministrazione che
  viene  tolto,  c'è chi questa sensibilità non ce  l'ha,  ma  è  una
  valutazione  che  farà  l'Aula, non credo  di  dire  una  cosa  che
  stupisce  nessuno  nel  sottolineare  che  il  4  novembre  ci   ha
  consegnato  due dati incontrovertibili: il primo è che i  siciliani
  hanno voluto eleggere direttamente, con il loro voto, il Presidente
  Musumeci,   Presidente  della  Regione  siciliana,   e   questo   è
  incontestabile, come incontestabile che quella legge elettorale, di
  cui io allora ero relatrice, concepita nel 2005, non consegna oggi,
  che il sistema è cambiato, è diventato tripolare, una maggioranza a
  chi viene eletto direttamente.
   Per  cui  è  chiaro che il Presidente Musumeci non  può  governare
  quest'Aula con la forza di un Presidente eletto direttamente con un
  premio  di  maggioranza che dia serenità. Ce ne  siamo  accorti  il
  primo giorno dei lavori.
   Per cui ritengo, e chiudo, che è giusto il Presidente comunque  si
  rimetta  alla  sensibilità anche delle altre  forze  politiche  nel
  superare  quegli  scogli  di riforme, più  o  meno  importanti  che
  riguardano  temi  che già sono all'ordine del  giorno  e  altri  ne
  arriveranno, come sui rifiuti, che è stato approvato già in  Giunta
  e  aspettiamo a giorni in Commissione la legge del Governo, per cui
  i Gruppi parlamentari e tutta l'Assemblea regionale saremo chiamati
  ad uno sforzo e senso di responsabilità a uno sforzo di impegno per
  approvarli insieme.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  intanto
  esprimo  anche  io  la  mia solidarietà nei confronti  delle  forti
  parole  infelici  che sono stati espresse dai  haker  sul  web  nei
  confronti  del  Presidente Musumeci, fermo restando che,  comunque,
  non  trovo  corretto  strumentalizzare questi  toni  infelici  -  e
  sicuramente da evitare - dando delle colpe a questa Assemblea che è
  sì  immobile, ma pur sempre decorosa e rispettosa nei toni e  nelle
  parole  e  nelle espressioni che vengono utilizzate  nei  confronti
  delle  persone,  quindi  non  si diano  colpe  e  responsabilità  a
  quest'Aula  se  purtroppo sul web ci sono persone che  agiscono  in
  questo modo, gesti che vanno sicuramente condannati
   Il  Presidente Musumeci, riferendomi alla sua comunicazione  sulla
  pagina  Facebook, sapeva che la sua situazione di  Governo  sarebbe
  stata questa, sapeva di dovere avere a che fare con una maggioranza
  di una compagina variegata, composta da molte persone con vedute  e
  appetiti    divergenti,   noi   stessi   in   campagna   elettorale
  gliel'avevamo  detto  più  e  più  volte,  chiedendo  come  avrebbe
  governato  con  una  maggioranza del genere, lo sapeva,  non  c'era
  bisogno di toccare l'acqua calda per scottarsi. Quindi, adesso, non
  è  giusto neanche dare responsabilità agli altri, alla maggioranza,
  si  assuma le sue, riesca a governare questa maggioranza perché  se
  non riesce a fare questo non so come possa riuscire a governare  al
  Sicilia.
   Noi  ieri ci saremmo assunti le nostre responsabilità, eravamo qua
  in  Aula pronti a votare un collegato, una norma che avrebbe dovuto
  definire  ulteriormente la legge di stabilità, e lo  facevamo  solo
  perché avevamo ben vivo nella nostra mente il grido di speranza, di
  frustrazione,  di disperazione di tutti i cittadini  che  sono  qua
  fuori  e  che  aspettano  risposte da  questo  Governo,  da  questa
  maggioranza.
   Noi  ieri  eravamo  qua nonostante il collegato  lo  reputiamo  un
  patchwork che va a mettere pezza sopra pezza ad un vestito composto
  da toppe, un vestito di stracci, perché questi sono gli emendamenti
  presentati in questo collegato, emendamenti escamotage creativi,  e
  forse  neanche  troppo, che dovrebbero risolvere i  problemi  della
  Sicilia.
   Questo era l'unico punto all'ordine del giorno già da due mesi, di
  Aula  in  Aula, di settimana in settimana siamo arrivati a  ridosso
  dell'estate.  Tanto valeva votare la finanziaria due  mesi  fa   La
  finanziaria  snella che ci eravamo tanto prefissati  e  di  cui  ci
  eravamo  riempite le bocche e a quest'ora avremmo già almeno  delle
  norme,  delle riforme, delle proposte e mi riferisco in particolare
  alla gestione dei rifiuti.
   Il Presidente Musumeci è il Commissario straordinario che ha avuto
  poteri  dal Ministro proprio per l'emergenza rifiuti, e quindi  non
  si scarichi la responsabilità ai più deboli, ai Comuni, ai sindaci,
  perché  questa è responsabilità del Governo intervenire  su  quello
  che  sta  succedendo  a  Porto Empedocle. E ancora  avremmo  potuto
  scrivere  tantissime  altre norme, sui consorzi  di  bonifica,  sui
  trasporti,   sulla  sanità  e  invece  no   Abbiamo  aspettato   un
  collegato, un fantomatico collegato che non è mai arrivato.
   Fra  poco  l'ARS  chiuderà  per  le vacanze  estive,  ci  dobbiamo
  riposare,  siamo stanchi, siamo stanchi dell'immobilismo di  questo
  Governo  e,  quando  torneremo, dovremo  votare  per  la  legge  di
  bilancio e quindi io mi chiedo: tutte queste riforme che ci eravamo
  preannunciati di fare quando troveremo il tempo di farle? E  quando
  sarà  permesso  a quest'Aula di poter lavorare? Di poter  discutere
  degli  atti e di creare delle discussioni costruttive, se l'andazzo
  è questo?
   Voglio leggervi una cosa che è stata scritta ben sessant'anni  fa:
   L'immobilismo  giova  alla  conservazione,  l'alimenta  e  se   ne
  alimenta. L'immobilismo rappresenta il maggior pericolo che incombe
  sul Paese, sulle istituzioni, sui lavoratori, sia l'immobilismo sia
  rimettersi alle cose che si fanno da sole e quando si fanno da sole
  si  fanno  generalmente male. Le attese sono  il  veleno  corrosivo
  delle democrazie parlamentari  Pietro Nenni.
   Ebbene   Forse questo immobilismo è solo una strategia di  Governo
  per  non  cambiare le cose, per far sì che tutto  resti  uguale.  I
  siciliani  questo non lo possono più tollerare, sono stanchi,  sono
  stanchi di questo immobilismo, di questa macchina elefantiaca.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'Aula  mi  darà
  atto  che  in  questa legislatura, contrariamente alla  precedente,
  sono intervenuto il meno possibile. Però siccome oggi mi sembra  di
  stare   assistendo  ad  un  processo  in  contumacia  all'onorevole
  Musumeci e al suo Governo, mi sento l'obbligo di intervenire.
   Cara  onorevole Lo Curto e cari colleghi deputati,  il  Presidente
  Musumeci  si  è presentato alle elezioni con una coalizione  forte,
  compatta, che lo ha sostenuto. Ma si è presentato alle elezioni con
  un  programma  ben preciso. Allora sia chiaro a tutti:  o  su  quel
  programma che è costituita la carta fondante dell'alleanza e  della
  candidatura e della vittoria si va avanti senza tentennamenti, o né
  il  Presidente  Musumeci, né il Gruppo di Diventerà  Bellissima,  e
  credo  né tante persone che stanno qui dentro, hanno il piacere  di
  rimanere cinque anni per galleggiare inutilmente.
   Questa Sicilia ha troppi problemi insoluti. Qui non si può tornare
  nei  propri territori - e i colleghi della provincia di  Ragusa  lo
  sanno   meglio  di  me  -  perché  ci  sono  emergenze  reali   che
  compromettono la dignità stessa di vita della Regione,  della  loro
  esistenza.  E  se  noi  pensiamo che questo lo  possiamo  risolvere
  attraverso le vecchie logiche, siamo veramente fuori dal mondo. Non
  abbiamo capito nulla della gravità della situazione sociale.
   Il Presidente Musumeci verrà in Aula, chiarirà il suo pensiero, ci
  mancherebbe altro. E' persona che ha il senso delle Istituzioni  al
  massimo   grado,   per  cultura,  per  esperienza   politica,   per
  formazione. Per sua precisa volontà, renderà conto al Parlamento di
  tutto  e  di  tutti i passaggi che sono stati fatti  e  che  devono
  essere fatti. Se c'è la volontà, il senso di responsabilità .
   Però   mi   consentano  i  colleghi,  non  solo  delle  forze   di
  maggioranza,  perché  questo  senso di responsabilità  lo  dovremmo
  avere tutti su determinate problematiche. E io debbo dare atto che,
  in  alcune  occasioni,  anche  i  colleghi  dell'opposizione  hanno
  manifestato  questo senso di responsabilità. Ma molte  altre  volte
  no. E allora non mi si venga a criticare per la finanziaria-mancia,
  quando  quella  finanziaria approdata dal Governo alla  Commissione
  Bilancio  con 30 articoli ne esce con 130  Di chi è la  colpa   Del
  Governo  o  di  ciascuno  di noi? E bene  ha  fatto  il  Presidente
  Miccichè a cercare di mettere un argine stralciando tutta una serie
  di  cose  che non c'entravano. E quando nell'allegato, che  pure  è
  stato  già  alleggerito, ci sono 200 e più emendamenti è colpa  del
  Governo?  E'  responsabilità del Presidente Musumeci? Cerchiamo  di
  essere  seri  Veramente dovremmo farci un esame di coscienza tutti,
  dal primo all'ultimo.
   Ha fatto un comunicato sui social? Ma gli ammiccamenti trasversali
  o  i  sottintesi non sono pure pervenuti a mezzo stampa o  a  mezzo
  social?  O  è stato così che Musumeci ieri è impazzito e  ha  detto
   Faccio questa dichiarazione come viene, viene . No, non è così.
   Musumeci è persona responsabile, è persona consapevole, è  persona
  fedele. Perché se Musumeci è stato eletto, caro onorevole Figuccia,
  con   una  maggioranza,  o  è  quella  maggioranza  che  si  decide
  eventualmente  di  fare  un passo ulteriore  di  coinvolgimento  su
  grandi  temi  con  tutte le altre forze presenti in  Parlamento,  o
  Musumeci non è uomo da ribaltoni. Questo sia chiaro per tutti. Però
  la  maggioranza  deve essere responsabile. Non  basta  dire  bravo,
  dobbiamo  agire di conseguenza, e dobbiamo agire al più  presto  di
  conseguenza.  Perché  veramente  le  emergenze  sono  tali   e   le
  conosciamo.  E Musumeci non ci dorme, come non ci dorme l'onorevole
  Campo, non ci dormo io, non ci dorme l'onorevole Ragusa per esempio
  sui problemi di Ragusa, dal Consorzio di bonifica e di quant'altro.
  Ma  su  questi  temi si deve intervenire e lo dobbiamo  fare  tutti
  insieme.
   Cari  colleghi,  mettiamoci  la  mano  sul  cuore.  Facciamoci  un
  bell'esame di coscienza tutti e cerchiamo di rimboccarci le maniche
  nell'interesse della Sicilia.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, era solo una puntualizzazione la mia,
  perché  dalle parole dell'onorevole Savarino traspariva  quasi  che
  l'emergenza  della  quale è vittima il Comune  di  Porto  Empedocle
  fosse  determinato  da una incapacità amministrativa  della  nostra
  Sindaca.  Ma  in  realtà  quel debito è un debito  pregresso  della
  passata  Amministrazione,  uno dei debiti  che  ha  determinato  il
  dissesto  di  quel  Comune.  E  quindi  in  questo  momento  quella
  difficoltà    è   una   difficoltà   ereditata   dalla   precedente
  Amministrazione. E questo credo che debba essere - a onor di verità
  - qualcosa che doveva essere detto in quest'Aula.
   Detto  questo, io desideravo esprimere il mio, come dire, sostegno
  sotto  il  profilo personale al Presidente Musumeci per  le  parole
  vergognose  subite,  ieri, sui social e credo che,  quando  i  toni
  vanno oltre, ci perdiamo tutti, il Parlamento tutto e la dignità di
  ognuno di noi che rappresenta questa istituzione.

   PRESIDENTE.  Intanto,  mi  è  sembrato  positivo  che  tutti   gli
  interventi  abbiano manifestato questa solidarietà,  nei  confronti
  del Presidente della Regione. Prima di dare la parola all'onorevole
  Cordaro,  avverto che, a conclusione dell'intervento dell'onorevole
  Cordaro, sospendo la seduta.
   Abbiamo  fatto troppo tardi per fare immediatamente la  Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  pertanto  la  stessa  è
  convocata  per  le  ore 15.00 e alle 16.00 riprenderanno  i  lavori
  d'Aula per la discussione delle mozioni.
   Onorevoli   colleghi,  il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti ai due disegni di legge presentati, scadrà domani  alle
  ore 14,00.

   CORDARO,   assessore  per  l'ambiente  ed  il  territorio   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi  chiederò,  probabilmente  qualche
  minuto in più dei cinque che mi sono concessi, perché gli argomenti
  che  sono stati trattati dai colleghi meritano, certamente, qualche
  approfondimento.
   Voglio partire dal ricordo di Giovanni Tumbiolo, col quale  mi  ha
  legato  un  rapporto  di  amicizia e col quale,  spesso,  ci  siamo
  confrontati  senza esser, sempre e necessariamente, d'accordo  però
  nel   riconoscimento  reciproco  dell'onestà  intellettuale,  della
  conoscenza  dei  temi  che  affrontavamo e nell'interesse  generale
  della  sua comunità e, comunque, dei siciliani. Sono certo  che  la
  sua opera, la sua presenza, il suo lavoro, la sua dedizione, il suo
  attaccamento  ai  valori che hanno segnato la sua vita  mancheranno
  alla   Sicilia.  E  quindi,  da  parte  del  Governo,  un  pensiero
  affettuoso  e  sincero  alla signora, ai  suoi  figlioli,  ai  suoi
  familiari.
   Credo  di  dovere chiudere alcuni passaggi, anche se ritengo  che,
  quello  che  è  accaduto  stamattina,  onorevoli  colleghi,   debba
  prevedere  nei  prossimi  giorni,  nelle  prossime  settimane,   un
  supplemento di valutazione e mi riferisco, intanto, al post  di  un
  vigliacco,  scellerato, che celandosi, molto probabilmente,  dietro
  un  nome  di  fantasia  ha  utilizzato, però,  la  pagina  Facebook
  dell'onorevole  Zafarana   - che sono certo  essere  estranea  alla
  vicenda della quale stiamo parlando - per rivolgere un pensiero  al
  Presidente Musumeci di rara gravità. Gli augura una morte  lenta  e
  dolorosa.
   Questo  credo sia il frutto dei tempi. Io ringrazio il  Presidente
  dell'Assemblea  per le sue parole. Ho apprezzato l'atteggiamento  e
  le  parole  di tutti i capi gruppo. Ho apprezzato, particolarmente,
  la  presa  di  distanza dei colleghi del Movimento  Cinque  Stelle,
  anche  se  rivolgo  a  tutti, a partire da chi parla,  l'invito  ad
  entrare,  se possibile, più nel merito degli argomenti moderando  i
  toni e dimostrando, ciascuno di noi per la sua parte di competenza,
  senso delle istituzioni e senso di responsabilità. C'è tanta gente,
  fuori  da  questo  Palazzo,  che soffre di  sofferenze  antiche  e,
  purtroppo,  le parole spesso lasciate e lanciate al vento,  vengono
  raccolte  da chi soffre e possono essere trasformate in,  a  volte,
  altrettante  parole  gravi  nella  speranza  che  non  ci  sia  mai
  l'occasione per constatare che si è andati oltre.
   E,  quindi, un richiamo sentito. Un richiamo che non vuole  essere
  quello  del maestro, o quello di chi ne sa più degli altri,  ma  un
  richiamo da pari a pari, perché i toni che vengono usati in  questa
  Assemblea  siano  sempre più consoni alla gravità della  situazione
  sociale,   e   alla  volontà  di  dare  soluzioni  all'esterno   di
  quest'Aula.
   Il  Governo  Musumeci,  al  quale  mi  onoro  di  appartenere,  ha
  ordinatamente immaginato un percorso e l'ha rappresentato per primo
  ai  deputati. Il Presidente della Regione ha detto sin  dall'inizio
  che  all'indomani dell'approvazione della legge finanziaria  e,  da
  quest'anno,  con l'introduzione del sistema proposto dal  118,  che
  prevede  anche  il  collegato,  nel tempo  e  nella  cornice  della
  finanziaria, all'indomani quindi dell'approvazione del collegato o,
  comunque, del suo esito, sarebbe partita la stagione delle riforme.
   Ho  molto apprezzato gli interventi di tutti, questo non significa
  che  li  abbia  condivisi  tutti, ma ho particolarmente  apprezzato
  l'intervento  del collega Giorgio Assenza, perché ha  sfrondato  da
  idee,  da  parole e da manifestazioni di appartenenza,  quello  che
  credo debba essere l'approccio, se vogliamo ricondurre il lavoro di
  quest'Aula, ad un lavoro proficuo per i siciliani.
   Sapete  bene tutti, onorevoli colleghi, che la finanziaria esitata
  dal  Governo  regionale  si componeva di 27 articoli.  Sapete  bene
  tutti  che  il  disegno di legge sul collegato si componeva  di  12
  emendamenti  stralciati,  per  ragioni  coerenti,  dal   Presidente
  dell'Assemblea e che, avendo carattere ordinamentale, non  potevano
  essere  trattati in finanziaria e hanno costituito  l'ossatura  del
  collegato.
   Tutto  quello  che  è  accaduto dopo  è,  non  responsabilità,  ma
  certamente  opera  dei  parlamentari, e  quindi  credo  che  onestà
  intellettuale di tutti imporrebbe di non attribuire al  Governo,  e
  soprattutto  al Presidente della Regione, responsabilità  che  egli
  non ha, se la finanziaria è stata esitata con oltre 100 articoli  e
  se,  a corredo del disegno di legge sul collegato, ci ritroviamo  a
  discutere di più di 200 emendamenti.
   Invito, formalmente, il Presidente dell'Assemblea sul punto a fare
  giustizia  di tutti gli emendamenti che non possono stare  lì  dove
  stanno, perché credo che quest'Aula abbia il dovere di focalizzare,
  nella seduta prossima o al massimo la prossima settimana, perché il
  Governo  chiederà  il  ritorno in Aula  del  collegato,  su  quegli
  articoli  che formavano, che costituivano l'ossatura, l'impalcatura
  del  collegato,  fermo restando che il Governo,  così  come  è  già
  accaduto, durante la discussione della legge finanziaria,  prenderà
  atto   delle  valutazioni,  della  commissione  bilancio  prima   e
  dell'Aula  dopo, circa l'eventuale introduzione di altre norme  che
  il Parlamento dovesse ritenere assolutamente necessarie.
   Dire  che due riforme non cambiano la storia della Sicilia è usare
  una tautologia. Il Governo ne è ben consapevole.
   Vorrei, però, ricordare che grazie all'apporto ed al confronto  di
  questo  Parlamento, il Governo ha istituito un'autorità  di  bacino
  che  attendeva da 27 anni, ultima Regione d'Italia. Il  Governo  ha
  già  provveduto alla riforma della grande distribuzione. Il Governo
  ha  inserito  nell'ambito della scorsa finanziaria,  una  serie  di
  norme  che,  per  ragioni  squisitamente  politiche,  perché  erano
  davvero  norme  che  andavano nell'interesse generale,  sono  state
  bocciate dalla maggioranza d'Aula.
   Dico  dalla  maggioranza  d'Aula, perché deve  essere  evidente  a
  tutti, come da tanto tempo ribadisce il Presidente Musumeci, che la
  nostra,  a sostegno del Governo, è una coalizione. Noi non  abbiamo
  maggioranza   Per  questa  ragione e con  assoluta  chiarezza,  noi
  abbiamo  già  pronte,  ed  all'indomani dell'esito  del  collegato,
  arriveranno  all'attenzione del Parlamento, norme che,  se  saranno
  condivise, potranno essere davvero di portata epocale. Mi riferisco
  alla  riforma  della  Pubblica  Amministrazione;  mi  riferisco  al
  riordino  dell'urbanistica che data 1978; mi riferisco  ad  esempio
  alla  riforma degli appalti; mi riferisco ovviamente  al  tema  dei
  rifiuti;  mi  riferisco all'agenzia per la casa; mi riferisco  alla
  riforma  del  credito  che  vogliamo fare  già  nel  Collegato;  mi
  riferisco  al  demanio marittimo, che dobbiamo davvero  mettere  al
  servizio  dei  siciliani, di chi vuole investire, di chi  lo  vuole
  tutelare e di chi ne vuole, in maniera sana, usufruire.
   Ed  allora,  ciò  che  è accaduto ieri è soltanto  un  momento  di
  empasse legato ad una maggioranza che numericamente è quella che ci
  ha  dato  questa  legge elettorale, come bene ha detto  la  collega
  Savarino, e il consenso dei siciliani.
   Certamente  Musumeci  non galleggerà -  sappiatelo  -  non  è  una
  minaccia,  né  velata,  né aperta, è un dato dell'uomo,  della  sua
  storia, della sua onestà intellettuale. Musumeci vuole, insieme  al
  Parlamento,  cambiare  la Sicilia. Musumeci sulle  riforme  non  ha
  aperto  a Tizio o a Caio, Musumeci non ha cercato parlamentari  per
  sottrarli a questo o a quel Gruppo e non lo farà mai, non  è  nelle
  sue  corde.  Musumeci non fa attività proditoria nei  confronti  di
  questo  o  quel Gruppo parlamentare, non è nel suo modo di  essere.
  Musumeci  ha  aperto a tutto il Parlamento sulle  riforme,  sapendo
  bene però che vi è un programma di una maggioranza che lo ha eletto
  che   prevede   alcuni  punti  programmatici  che   noi   riteniamo
  essenziali,  che  possiamo  migliorare,  modificare  se  l'Aula  lo
  riterrà,   ma  rispetto  al  quale  noi  riteniamo  di  non   dover
  deflettere,  fermo  restando  che le  iniziative  parlamentari  che
  dovessero   venire  da  altre  aree  politiche,  da  altri   gruppi
  parlamentari,   se  indirizzati  univocamente  nell'interesse   dei
  siciliani  verranno certamente ben accolti e formeranno oggetto  di
  confronto.
   Il nostro è il desiderio di esprimere un metodo nuovo. Il nostro è
  il  desiderio di dire con forza che qui non ci sarà mai possibilità
  di  ribaltoni.  I  siciliani hanno premiato  una  maggioranza,  con
  quella andremo avanti, chiamasi maggioranza o coalizione di Governo
  poco cambia, credo di essere stato chiaro sul punto.
   E a mo' di esempio, nulla di personale onorevole De Caro, nulla di
  personale  onorevole Tancredi, ma la sua spiegazione al tema  posto
  dal collega De Caro dimostra, se ve ne fosse bisogno, come al di là
  di  quale  amministrazione, se quella attuale del Movimento  Cinque
  Stelle  o  quella  precedente, abbia la responsabilità,  certamente
  nessuna   responsabilità,  sull'argomento  che  lei   ha   proposto
  all'Aula,  ha il Presidente della Regione e questo Governo.  Perché
  se  non  si  è  innescato  in  quella amministrazione  comunale  il
  percorso  corretto per il ciclo dei rifiuti, lei  comprenderà  bene
  che    attribuire,   questa   volta   sì   surrettiziamente,    una
  responsabilità al Governo, finisce per essere un fuor d'opera.
   Ed allora, considerato altresì, come credo sia ormai a tutti noto,
  che  il  Governo  nazionale non ha attribuito al  Presidente  della
  Regione l'incarico commissariale sui rifiuti, ma come bene ha detto
  la collega Savarino, ha dato un mandato preciso, io credo che anche
  sotto  questo  profilo,  e l'ho utilizzato ad  esempio,  senza  con
  questo voler essere in qualche modo offensivo, voler attaccare  una
  prerogativa  del parlamentare, io credo che anche su  questo  punto
  noi  dobbiamo confrontarci, perché se in questi anni di  parlamento
  ho  imparato  una  cosa  è  che quando si  parla  o  si  tratta  un
  argomento,  l'argomento lo si deve conoscere  bene,  altrimenti  si
  rischia  di venire smentiti e soprattutto si rischia di perdere  di
  credibilità.
   Noi  non perderemo mai di credibilità, lo dico a nome del Governo,
  perché  vogliamo  confrontarci con compostezza ma  con  altrettanta
  competenza,  lo  stiamo  facendo  dal  primo  giorno   con   grandi
  sacrifici,  consapevoli e certi della centralità del  Parlamento  e
  consapevole come sono che in ogni caso il Presidente Musumeci - che
  ha  grande rispetto di ciascuno di voi e dell'istituzione intera  -
  non  si  sottrarrà mai al dibattito qualora questo  dovesse  essere
  l'intendimento dell'Aula sul tema politico così come  sul  tema  di
  ciascun argomento che verrà trattato. Ricorderete che, a differenza
  dei  precedenti  Presidenti, l'onorevole Musumeci  è  stato  seduto
  dall'inizio  di  ogni  seduta alla fine  della  stessa  durante  la
  finanziaria, ha ascoltato ciascun intervento, ne ha fatto tesoro ed
  ha  risposto,  questo è un metodo, anche questo è un metodo  nuovo.
  Noi  vogliamo  dare  un contributo perché la  Sicilia  cambi  e  lo
  vogliamo fare con il contributo del Parlamento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro.
   Onorevoli  colleghi, alle ore 15.00 è convocata la Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala Rossa ed alle ore  16,00
  riprenderanno i lavori d'Aula per le mozioni.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alla ore 13.31, è ripresa alle ore 16.12)

   La seduta è ripresa.

   PARLAMENTARI

  Comunicazione dell'esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, che è  appena  terminata,  ha
  deciso di calendarizzare alle ore 15.00 di ogni martedì - salvo nei
  periodi  in  cui  l'Assemblea non si riunirà -  la  discussione  di
  interrogazioni dirette al Governo.
   Abbiamo  concordato  con il Governo che ogni venerdì  si  deciderà
  quali sono le interrogazioni da portare in Aula che tutti i martedì
  del mese, dalle ore 15.00 alle ore 16.00, verranno discusse.


                        Discussione di mozioni

   Si  passa  al  III  punto  all'ordine del giorno:  Discussione  di
  mozioni.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che ci  sono
  decine  di  mozioni  da  approvare ed  abbiamo  oggi  in  Aula  due
  assessori  presenti,  l'assessore Cordaro e  l'assessore  Bandiera,
  propongo di cominciare da quelle Rubriche.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio, onorevole Aricò, ma avevamo  detto  al
  Governo   che   avremmo  trattato  la  mozione  sui  rifiuti.   C'è
  l'assessore Cordaro che può essere più preciso.
   Assessore  Cordaro,  vi  sono  delle  mozioni  i  cui  temi   sono
  prioritari  per  i Gruppi ma mancano gli  assessori  al  ramo,  c'è
  soltanto l'assessore per l'agricoltura. Le mozioni individuate come
  prioritarie erano sulla sanità e non sull'agricoltura, che vogliamo
  fare?
   Mi rendo conto che non possiamo dare la responsabilità al Governo,
  poiché deciso tutto in modo confuso tra ieri e oggi senza richiesta
  specifica degli assessori di riferimento, quindi non me la sento di
  dare responsabilità a nessuno.
   Assessore Bandiera potremmo trattare le mozioni nn. 94 e 96 se lei
  è d'accordo.

   BANDIERA,  assessore  per l'agricoltura lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca. Sì.

   PRESIDENTE.  Si procede, quindi, con la discussione della  mozione
  n.   94:   Ritardi  dell'erogazione  delle  indennità  del  PSR   a
  superficie' per il settore biologico delle misure agro-alimentari ,
  degli onorevoli, Palmeri e altri.

   Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che la Sicilia, secondo gli ultimi dati del Coreras, è la
  regione  italiana  che  possiede la  maggiore  Superficie  agricola
  utilizzata  (SAU), pari ad 1.387.520,77 ettari, che equivalgono  al
  10,8%  della  SAU nazionale e che, nel settore del biologico  è  la
  prima  regione italiana sia per numero di operatori (11.326 aziende
  pari  al 18,9% del dato nazionale) che per SAU (345.071 ettari pari
  al 23,1% del dato nazionale);

   CONSIDERATO che:

   l'adesione  al regime in biologico comporta alle aziende  agricole
  una riduzione della produttività che può oscillare tra il 20 ed  il
  40  % e che tale diminuzione produttiva non viene spesso compensata
  da  un  maggior prezzo del prodotto. Tale questione arreca evidenti
  difficoltà  economiche delle aziende agricole che, pur fornendo  un
  grande servizio ecologico alla comunità per la diminuzione dei  gas
  effetto  serra  prodotti  dall'agricoltura  convenzionale,   devono
  sobbarcarsi l'intero onere ecologico;

   l'adesione  al  regime  biologico è contraddistinta  da  ulteriori
  costi   di   notifica,  PAP  (Programma  Annuale  delle  Produzioni
  biologiche),  analisi chimico-fisiche, spese  tecniche,  costi  per
  organismi  di  controllo  e  certificazioni,  ecc.,  con  ulteriori
  aggravi a carico delle stesse aziende agricole;

   la partecipazione al bando del biologico (misura 11 del PSR 2014 -
  2020),  a  cui  hanno  aderito  una parte  di  queste  aziende,  ha
  comportato  ulteriori  costi  di  notifica,  autorizzativi   e   di
  consulenza tecnica sta incontrando parecchie difficoltà per la fase
  di  pagamento del premio alle aziende in graduatoria  utile  e  che
  tale  questione  sta configurando per le stesse, la  maggior  parte
  delle   quali,  per  discrasie  di  funzionamento  e  dialogo   tra
  l'Assessorato  Agricoltura  e Foreste  della  Regione  Siciliana  e
  l'AGEA, non hanno ancora ricevuto il premio annuale (a partire  dal
  2015);

   il  premio  del  biologico  (di cui  al  Reg.  (CE)  nº  834/2007)
  rappresenta  per ogni anno una misura di compensazione alle  minori
  produzione  e che questa misura compensativa deve essere  percepita
  dalle  aziende agricole all'interno dell'esercizio agrario pena  il
  rischio di default economico delle stesse;

   PRESO   ATTO  altresì  che  le  criticità,  rilevate  nel  sistema
  informativo dell'organismo pagatore AGEA, sono state affrontate più
  volte  ed a vario livello senza che queste abbiamo ad oggi prodotto
  nulla  di  concreto  e  tangibile;  mettendo  le  aziende  agricole
  siciliane  in  serie  difficoltà e  col  rischio  di  fallimento  e
  chiusura delle attività su tutto il territorio regionale,

                  IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
                              e per esso
          L'ASSESSORE PER L'AGRICOLUTURA, LO SVILUPPO RURALE
                        E LA PESCA MEDITERRANEA

   ad  attivare  tutte  le iniziative amministrative  necessarie  tra
  tutti gli Enti preposti, affinché si determini che il pagamento del
  biologico, così come tutte le altre misure connesse alle  superfici
  ed agli animali, a decorrere dalla campagna 2018 in corso, anche in
  forma  di  un primo congruo acconto (secondo i criteri adottati  da
  AGEA  per  i  pagamenti PAC, ovvero: acconto 70%  con  pagamenti  a
  decorrere  dal 16/10 di ogni anno e saldo entro il 30/06  dell'anno
  successivo), venga pagato entro l'annata agraria di riferimento;

   ad   informare  urgentemente,  presso  la  competente  commissione
  legislativa, sulle misure che si ha intenzione di mettere in  campo
  allo  scopo  di  risolvere definitivamente l'annosa  difficoltà  di
  dialogo  e di gestione delle erogazioni in agricoltura, oramai  non
  più   procrastinabili,  con  l'organismo  pagatore  AGEA,  relativi
  soprattutto alla misura 11 del PSR.»

   PALMERI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n. 94

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  mozione
  vuole trattare il problema delle indennità a superficie, quindi  le
  misure   che   riguardano,  in  particolare   il    biologico,   la
  problematica  del biologico, in quanto moltissime aziende  agricole
  che  hanno fatto degli esosi investimenti per convertire la propria
  azienda,  verso questa modalità agricola, nei fatti poi  non  hanno
  avuto questa indennità.
   Questo  finanziamento  nonostante  sono  risultati  vincitori  nei
  progetti e a causa, soprattutto di ritardi e di tutta una serie  di
  disfunzioni, burocratiche-amministrative, sia a livello  regionale,
  ma  evidentemente  c'è  anche un problema con l'organismo  pagatore
  AGEA,  quindi  noi chiediamo al Governo regionale  di  trovare  una
  soluzione  momentanea  per  dare un  sollievo  immediato  a  queste
  aziende  che purtroppo, molte di queste sono andate incontro  a  un
  fallimento.
   Nelle   more  di  risolvere  tutti  questi  problemi  burocratico-
  amministrativi   derivante  anche  da  un  malfunzionamento   della
  piattaforma informatica per accedere a queste progettualità  e  per
  caricare  proprio  i  programmi e portare avanti  le  pratiche,  in
  particolare   chiedevamo   tutte   le   iniziative   amministrative
  necessarie da tutti gli enti preposti, affinché si determini che il
  pagamento  del biologico, così come tutte le altre misure  connesse
  alla  superficie  di  animali a decorrere dalla  campagna  2018  in
  corso,  anche  in  forma  di un primo congruo  acconto.  Secondo  i
  criteri adottati da Gea per i pagamenti pacco, per acconto  del  70
  per  cento con pagamento a decorrere dal 16 ottobre di ogni anno  e
  il  saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo; affinché  questi
  pagamenti possano avvenire entro l'annata agraria di riferimento.

   PRESIDENTE.  L'Assessore  Bandiera  ha  facoltà  di  parlare   per
  rispondere all'interrogazione.

   BANDIERA,  assessore  per l'agricoltura lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca, Signor Presidente, onorevoli deputati, intanto non posso che
  comunicare  la  disponibilità  del  Presidente,  già  dal  prossimo
  martedì, sul tema delle interrogazioni in Aula.
   Venendo  al  merito della mozione io devo ringraziare  i  deputati
  redattori   della   stessa   mozione  perché   mi   consentono   di
  rappresentare all'Aula quanto in essere e quanto gli  Uffici  siano
  già attivi su questo tema che è l'ulteriore calamità che tocca alla
  Sicilia rispetto a quelle legate alle intemperie.
   Devo,  intanto,  rappresentare  il  fatto  che  la  questione,   e
  l'organismo  pagatore  Agea  è  una  questione  che  sta  arrecando
  problematiche di questa natura, in qualche caso più gravi, in tutto
  il territorio nazionale.
   Rappresento,  onorevole Palmeri, il fatto che in  data  14  giugno
  abbiamo  tenuto un appuntamento importante che è l'annuale Comitato
  di   Sorveglianza  alla  presenza  del  Commissario  europeo,   del
  rappresentante della Commissione europea, il dott. Nicolia,  questi
  nel  suo  intervento,  nel complimentarsi con  la  Sicilia  per  le
  perfomance  legate  alla  stato  di  attuazione  del  programma  di
  sviluppo  rurale che riguarda la Sicilia, ha chiaramente,  intanto,
  sottolineato  come la Sicilia sul tema della spesa  già  effettuata
  sia  tra  le  prime  Regione italiane, noi quest'anno  abbiamo  già
  raggiunto a giugno gli obiettivi annuali, il cosiddetto n+3,  siamo
  avanti  di 40 milioni sulla spesa 2018 e le nostre stime ci  dicono
  che chiuderemo a più  80 milioni a fine anno.
   La  problematica pagamenti, problematica Agea, fa sì che mentre la
  Sicilia è tra le Regioni italiane con una maggiore spesa, siamo  al
  21% di somme già erogate in tema di PSR, l'Italia è al 18% la media
  nazionale, a fronte di una media europea del 28%.
   Devo   dire,  altresì,  che  il  Commissario  europeo   ha   anche
  rappresentato il fatto che la Sicilia in tema di pagamenti ricevuti
  da  AGEA  ha  la migliore perfomance italiana negli ultimi  quattro
  mesi,  dico questo perché come è noto abbiamo avuto occasione anche
  di  parlarne  di  persona  da subito consapevoli  della  difficoltà
  enorme  che  vivono  i  nostri agricoltori, aziende  in  ginocchio,
  parlavo poco fa di una calamità, ci siamo attivati prontamente  con
  interlocuzioni  con  AGEA, con chiarimenti  di  carattere  tecnico,
  sbloccando  se  siamo  tra  i  primi  come  perfomance  nell'ultimo
  quadrimestre  abbiamo  sbloccato  qualcosa  come  60   milioni   di
  pagamenti,  5  milioni settimana scorsa, 2 milioni e mezzo  l'altro
  ieri, 250 mila euro oggi.
   Chiaramente  questo  dato non ci rasserena, fa  sì  che  tutt'oggi
  abbiamo  in  itinere  una  riunione in Assessorato  perché  abbiamo
  chiesto a tutti i responsabili degli Ispettorati della provincia di
  portarci  il  resoconto analitico sul numero di  pratiche  e  sulle
  cosiddette  anomalie bloccanti e abbiamo avuto modo  di  verificare
  che  essenzialmente  il  problema è di  carattere  informatico,  il
  software  di  AGEA,  le  faccio  un  esempio:  misura  11,   quindi
  biologico, anno 2015 quello più arretrato, 5 mila pratiche circa, 2
  mila  e  cinquecento sono state pagate in  automatizzato' in questi
  mesi,  mi lasci dire, anche a seguito di azioni forti, di viaggi  a
  Roma,  di  convocazioni in Assessorato dei tecnici AGEA.  Resta  il
  problema  su  2 mila e cinquecento pratiche, su queste  ne  abbiamo
  circa settecento che hanno delle problematiche sulla conduzione del
  fondo:   le   do   il  dettaglio,  quindi  titolo   di   conduzione
  sostanzialmente una  anomalia bloccante perché a fronte  di  alcune
  dichiarazioni  che  devono  fare gli agricoltori,  o  a  fronte  di
  intestazioni che avevano dichiarato di avere, poi AGEA  ci  segnala
  che  nel  frattempo il quadro è mutato e quindi la  pratica  va  in
  anomalia,  il nostro controllo analitico ci ha portato a verificare
  che  spesse  volte è il software che non riconosce   perché  pagano
  attraverso un algoritmo, purtroppo, è un sistema anche complesso.
   Accanto  a  questo  ci sono mille e seicento pratiche,  le  spiego
  brevemente  l'anomalia:  c'era una prima dichiarazione,  una  prima
  notifica:  io  agricoltore dichiaro che conduco e  dichiaro  questa
  superficie,  nel  frattempo  è  passato  tempo,  sono  cambiate  le
  condizioni,  fu  consentita  una  seconda  notifica,   quindi   con
  situazione aggiornate. Il software di Agea si riferisce alla  prima
  notifica  e non alla seconda, quella reale, e quindi la pratica  va
  in  blocco,  anche qui noi abbiamo fatto delle segnalazioni,  delle
  comunicazioni, abbiamo rappresentato il tutto.
   AGEA  -  che per questa vicenda -  ma gliela potrei replicare  per
  tutti  gli  altri  casi,  deve  semplicemente,  ma  è  in  ritardo,
  modificare  l'algoritmo per portare a seconda notifica  rispetto  a
  prima,  e  lei  lo  ha  rappresentato  anche  nel  suo  intervento,
  problematiche di carattere di software e di sistema.
   Noi   abbiamo  fatto  tutte  le  comunicazioni  del  caso,  stiamo
  spingendo e monitorando non a caso, ribadisco ciò che le dicevo  in
  premessa, e siamo la Regione che negli ultimi quattro mesi ha avuto
  i  maggiori  pagamenti:  le  posso  assicurare  che  continuiamo  a
  lavorare  su  questa  strada  cercando  ulteriormente  di   rendere
  efficiente la macchina.
   Proprio  per  domani  ho già convocato i CA  delle  Confederazioni
  agricole  per  un  tavolo  tecnico  per  ulteriormente  definire  e
  sistemare queste questioni; chiaramente, è un percorso che ci  vede
  man mano con pagamenti che stanno arrivando.
   Non c'è né serenità né alcun rilassamento su questa vicenda perché
  abbiamo piena contezza di quelle che sono le difficoltà enormi  che
  vivono   i   nostri  agricoltori,  ma  come  ho   avuto   modo   di
  rappresentarlo,  e se vuole lo farò carte alla mano,  anche  perché
  ciò  che  è  emerso  nel  comitato di  sorveglianza  è  chiaramente
  registrato e verbalizzato, stiamo lavorando e anche tanto, mi lasci
  dire, quotidianamente, oggi, domani e continueremo su questo tema.
   Chiaramente  non siamo affatto soddisfatti di come  sta  lavorando
  l'AGEA su questa vicenda, lei accennava all'acconto, devo dirle che
  laddove questa prassi è stata adottata non ha portato a particolari
  miglioramenti, anzi in qualche caso siccome l'acconto non lo  danno
  alla  cieca, l'acconto viene dato comunque previo controllo, quindi
  obbligherebbe due volte a fare la stessa procedura e quindi  spesse
  volte  si arriva prima con il saldo, così è capitato, che  non  con
  l'acconto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  mozione  n.  94  -  Ritardi
  nell'erogazione  delle  indennità del PSR  'a  superficie'  per  il
  settore biologico e delle misure agro-ambientali.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  mozione  n.  96   Trasformazione   e
  commercializzazione  dei  prodotti  agricoli  siciliani',  a  firma
  dell'onorevole Sunseri ed altri. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   con  Regolamento n. 1305 del 17 dicembre 2013 l'Unione Europea  ha
  istituito  un  sostegno  a  favore  dello  sviluppo  rurale,  e  in
  attuazione    di    quanto   disposto,   l'Assessorato    Regionale
  dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca  Mediterranea
  ha  predisposto  il  Programma  di Sviluppo  Rurale  della  Regione
  Sicilia  -  PSR  Sicilia  2014/2020,  approvato  dalla  Commissione
  Europea  con Decisione (C) 2015 n. 8403 del 24.11.2015  e  adottato
  dalla Giunta Regionale di Governo con delibera del 26 gennaio 2016,
  n. 18;

   il  PSR  Sicilia 2014/2020 prevede la sottomisura 4.2 'Sostegno  a
  investimenti   a  favore  della  trasformazione/commercializzazione
  e/o      dello  sviluppo  dei  prodotti  agricoli'  finalizzata   a
  favorire   la  ristrutturazione  e  l'ammodernamento  del   sistema
  produttivo  aziendale e agroalimentare, orientato al  miglioramento
  del rendimento economico delle attività e al riposizionamento delle
  imprese sui mercati;

   la  dotazione  finanziaria del bando, pubblicato  il  29  novembre
  2016, è pari a 70.000.000,00 di euro;

   con  DDG  n.  2900  del  6 ottobre 2017 sono stati  approvati  gli
  elenchi  definitivi  delle istanze ricevibili  e  irricevibili,  al
  quale  ha  fatto  seguito  il procedimento amministrativo  relativo
  all'ammissibilità e alla valutazione delle domande pervenute;

   il  02/02/2018 con DDS n. 110, poi annullato e sostituito dal  DDS
  118  del  13/02/2018, sono stati approvati gli  elenchi  provvisori
  delle  domande  ritenute  ammissibili,  di  quelle  che  non  hanno
  raggiunto  il  punteggio  minimo  (non  ammissibili)  e  di  quelle
  escluse;

   l'iter  procedurale, avviato il 29 novembre 2016, non si è  ancora
  concluso;

   CONSIDERATO che:

   le  istanze  provvisoriamente  ritenute  ammissibili  sono  119  e
  superano la dotazione di 70.000.000 euro prevista dal bando, ma non
  la   dotazione   finanziaria  dell'intera  misura   pari   a   euro
  148.000.000;

   lo   scorrimento   della   graduatoria  eviterebbe   ai   soggetti
  beneficiari degli interventi - che, nell'ipotesi dell'emanazione di
  un  nuovo  bando, presenterebbero con molta probabilità  una  nuova
  istanza per accedere alla Misura - l'onere della ripresentazione di
  tutta la documentazione, peraltro abbastanza complessa;

   la  tempistica  connessa all'emanazione  di  un  nuovo  bando  per
  esaurire  la dotazione finanziaria dell'intera Misura,  rispetto  a
  quella  connessa  allo scorrimento  della  graduatoria   esistente,
  ritarderebbe  ulteriormente  l'accesso  al finanziamento  da  parte
  dei potenziali soggetti beneficiari;

   il   mancato   scorrimento  impedirebbe  ai  soggetti   rientranti
  nell'elenco  provvisorio  delle  istanze  ammissibili  di   vedersi
  riconosciute  le  spese connesse alla progettazione dell'intervento
  proposto   nella  domanda  di  sostegno,  inclusi  gli   studi   di
  fattibilità, effettuate nei 12 mesi prima della presentazione della
  domanda stessa;

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
              L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA, LO SVILUPPO
                                RURALE
                        E LA PESCA MEDITERRANEA

   ad   adottare   ogni   atto  necessario  allo  scorrimento   delle
  graduatorie   definitive   della  sottomisura   4.2   'Sostegno   a
  investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione  e/o
  dello  sviluppo  dei  prodotti agricoli', fino  a  copertura  delle
  risorse richieste e ritenute ammissibili.»

   SUNSERI. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  la  mozione  fa  riferimento alla misura 4.2 del  PSR,  ne  abbiamo
  discusso già diverse volte sia gli imprenditori agricoli che  tutte
  le  associazioni di categoria richiedono, visti i tempi lunghissimi
  che  riguardano i bandi sul PSR, di andare a scorrimento su  quella
  misura  che  è una di quelle misure che permetterebbe di finanziare
  circa 120 Aziende utilizzando sempre la stessa somma ed evitando di
  dover   presentare  un  altro  bando  e  quindi  la  partecipazione
  nuovamente a un bando ed in questo momento è trascorso praticamente
  più di un biennio.
   Quindi, è una misura diciamo di sostegno a quelle Aziende che  già
  hanno espletato un percorso, che risultano ammissibili e che quindi
  sarebbe  assurdo pensare di dover perdere altri due  anni  per  poi
  magari  rivedere le stesse identiche domande ripresentate  nel  più
  breve tempo possibile.

   SAVARINO. Chiedo di parlare per dichiarare di apporre la mia firma
  alla mozione n. 96.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  la
  parola  per potere apporre la mia firma alla mozione dell'onorevole
  Sunseri,  perché  ne  condivido il contenuto e se  fosse  possibile
  suggerirei all'Assessore di utilizzare lo stesso metro anche per le
  altre  misure  affinchè  possano  scorrere  utilizzando  quindi  le
  domande  che sono ammissibili, che sono valide, in modo da favorire
  le  Aziende  agricole così come ci viene sollecitato dai  territori
  che  sono  già  presenti nelle graduatorie giacenti all'Assessorato
  dell'Agricoltura.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho  letto
  la  mozione  n. 96 ma ho ascoltato l'intervento del  collega  e  ho
  capito  l'obbiettivo,  poi rafforzato dall'altro  intervento  della
  collega che addirittura chiede l'estensione a tutte le misure.
   Io  vorrei  ricordare,  credo che l'Assessore  ha  modo  anche  di
  valutare quello che sto per dire, che il PSR, questa misura che tra
  l'altro  è stata la prima misura messa a bando tra i  44 bandi  che
  sono  stati fatti durante l'avvio del PSR, credo che ci  siano,  se
  non ricordo male 50 milioni o 70 milioni di Euro.
   E per scelta, ma anche per rispetto all'attività di programmazione
  si è deciso allora di utilizzare una parte delle risorse e, per chi
  sarebbe arrivato dopo di me, consentire ai nuovi Assessori di  fare
  un'altra  parte di programmazione, tenuto conto che c'è  anche  una
  procedura  vincolata da parte dell'Unione Europea  che  obbliga  ad
  utilizzare le misure con diversi bandi e non con bando unico.
   Oggi  che  cosa si determinerebbe? Una volta che tu  hai  messo  a
  bando, sapevi che avevi X risorse, c'è una graduatoria, c'è chi  ci
  entra, c'è chi non rientrerà nelle risorse. Noi così, scorriamo  la
  graduatoria,  mettendo le ulteriori risorse  che  sono  disponibili
  nella  Misura  4.2,  sempre che l'Assessorato  nella  rimodulazione
  finanziaria  non  possa  prevedere  eventuali  utilizzi  per  altre
  attività.  Ricordo, una per tutte, che c'è l'indennità compensativa
  che  ad  oggi  non  ha  più copertura ed è uno  dei  settori  molti
  delicati  per l'attività agricola-zootecnica della nostra  Regione.
  Ma, al di là degli eventuali utilizzi di risorse liberate, il punto
  è  che  una volta che si ha già una graduatoria, si sa chi sono  le
  ditte  che  hanno  fatto  l'istanza,  si  mettono  le  risorse,  si
  utilizzano  quelle  risorse per chi non sarebbe stato  ammesso  nel
  primo  bando. E vorrei ricordare che è una procedura che può essere
  oggetto di rilievi di qualunque tipo.
   Il  principio che esiste è che, una volta definiti i  soggetti  in
  una  graduatoria, si sta in qualche modo determinare a tavolino chi
  sarà il beneficiario di quella misura.
   Credo  che sia corretto, invece, fare più bandi, tenuto conto  che
  il PSR è un settennato, scade nel 2020 la procedura dei vari bandi.
  Semmai, ne approfitto per dire una cosa che certamente mi stupisce,
  il  vero  nodo è i tempi con i quali si definiscono le  graduatorie
  definitive.  Perché  l'unica  Misura  che  fino  ad  oggi  ha   una
  graduatoria  definitiva, pare che sia la 4.2, forse la 4.1,  ancora
  mi  si  dice che c'è discussione sui criteri, sulla uniformità  dei
  giudizi da parte dei vari Ispettorati provinciali.
   Insomma, è evidente che se tieni aperta una misura per più di  due
  anni, c'è quella sui giovani che, tra l'altro, è stata fatta più di
  un  anno  fa e ancora mi si dice che non si sono neanche aperte  le
  istruttorie per la graduatoria provvisoria, prima ancora di  quella
  definitiva,  è evidente che così rischiamo di far saltare  il  PSR.
  Nel senso di farlo saltare sui tempi.
   Noi  abbiamo un obbligo, entro il 2020 fare tutte le procedure  di
  bandi  sulle  varie Misure ed entro il 2023 rendicontare  tutte  le
  somme all'Unione Europea. Questi tempi che non sono dilazionabili e
  non  sono  negoziabili, è evidente che noi dobbiamo interrogarci  e
  interrogare l'Amministrazione sulle modalità affinché si rispettino
  questi tempi. Tanto più che, anno per anno, c'è un target di spesa.
   Io so che l'Assessore qualche settimana fa ha fatto una conferenza
  stampa,  anzi  al  Comitato di sorveglianza ha annunciato  che  noi
  abbiamo  già  raggiunto gli obiettivi del 2018 e anche  quelli  del
  2019,  nel  senso  che  siamo lì lì. Per una ragione.  Noi  abbiamo
  utilizzato il 2018, abbiamo raggiunto gli obiettivi perché  abbiamo
  fatto la spesa del vecchio PSR trascinandolo nel nuovo PSR.
   Attenzione  Il nuovo PSR, ad oggi, ha avuto una reale capacità  di
  spesa  sui bandi e sulle pratiche avviate con il nuovo bando che  è
  infinitesimale. Noi diciamo bene, abbiamo raggiunto gli  obiettivi.
  Lo  dicevo  anch'io perché non era merito politico, era  un  merito
  amministrativo semplicemente. Ma noi con questi tempi rischiamo  di
  arrivare ad un tempo finale che non coincide con la possibilità  di
  rendicontare quei progetti. Il risultato quale sarà? Metteremo  nei
  guai le aziende, perché molte aziende si ritroveranno decreti fatti
  ma  non saranno in grado di completarli entro i termini. Quindi  si
  apriranno contenziosi, oppure saremo costretti a dare le deroghe ma
  incidendo sul futuro PSR. Quindi non utilizziamo le risorse di  ora
  per pregiudicare quelle che arriveranno dal 2020 al 2027.
   Allora,  personalmente non condivido la scelta per le ragioni  che
  ho  detto, ma aggiungo e suggerisco all'Amministrazione di darsi un
  cronoprogramma  non  politico  ma amministrativo  per  chiudere  le
  graduatorie,  per consentire di fare in modo che  la  gente  sappia
  quando sarà finanziata.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  Bandiera   per
  rispondere alla mozione.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, comincio
  dalla  fine,  a proposito del cronoprogramma che è già stato  dato.
  Peraltro, proprio di recente, siamo venuti fuori con la graduatoria
  definitiva  della  misura 4.3, per capirci  Infrastrutture,  strade
  interpoderali , iniziative fondamentali per consentire alla  nostre
  aziende agricole di uscire fuori dalla marginalità territoriale  e,
  quindi, anche economica ed occupazionale.
   La 4.2, com'è stato riportato, è stata oggetto di pubblicazione di
  graduatoria  definitiva. Sulla 4.1 siamo  arrivati.  A  breve,  nei
  prossimi giorni, stanno arrivando dalle province le graduatorie,  e
  il  loro lavoro, in via definitiva. Quindi, entro la fine del  mese
  ma  diversi  giorni  prima, veniamo fuori con la graduatoria  della
  4.1.
   Sulla 6.1, onorevole Cracolici, è stata riportata una notizia  non
  vera.  E'  già  oggetto  di  attività lavorativa,  da  parte  degli
  ispettorati.  Personalmente,  abbiamo  assegnato  termini  ai  vari
  ispettorati  provinciali, il termine di agosto  dando  indicazione,
  anche,  di contingentare o limitare le ferie per chi deve esaminare
  queste  pratiche. Chiaramente, ricordo a me stesso  ma  rappresento
  all'Assemblea che si tratta di quasi 5 mila pratica. Dico solo che,
  per  presentare  il progetto, le associazioni di  categoria  e  gli
  ordini  professionali hanno chiesto diverse proroghe.  Quindi,  una
  fase  di  progettazione che, per desiderio dei  rappresentanti  del
  territorio  è  durata 229 giorni. Quindi, voi  capite  che  5  mila
  pratiche, otto mesi di lavoro per la progettazione, fa sì  che  gli
  uffici,  peraltro  sguarniti  così  come  tutti  gli  uffici  della
  Regione, devono fare un lavoro importante che stanno facendo.
   Abbiamo  assegnato un termine di metà agosto. Siamo ottimisti  sul
  raggiungimento  di  questa performance  ma,  se  così  non  dovesse
  essere,  si  tratterebbe  di  pochissimi  giorni  o  settimane   di
  slittamento.
   Venendo   all'oggetto  della  mozione,  devo  dire  che  c'è   una
  condivisione  su  tutti  gli interventi. Io farei  un  ragionamento
   bando  da bando . Cioè vorrei distinguere alcuni bandi, parliamoci
  chiaro  come  quello  della 4.2, sono in  linea  perfettamente  con
  quelle   che  sono  le  politiche  del  Governo,  dell'assessorato.
  Parliamo   di  trasformazioni  agro-alimentari,  io  la   definisco
  quell'industria  pulita  in  grado di conferire  uno  straordinario
  valore aggiunto al prodotto. E produrre da noi costa tanto.
   Quindi,  il  valore aggiunto che dobbiamo dare è fondamentale  per
  rendere   sostenibile  l'attività  economica.  Quindi,  su  questo,
  riterrei  anche  la  mozione, ma lo dico  nel  rispetto  ovviamente
  dell'attività parlamentare, superata perché già, proprio in sede di
  Comitato  di sorveglianza, ho rappresentato la precisa  volontà  di
  far  scorrere la graduatoria senza equivoci, senza scelte.  C'erano
  70  milioni  posti  in  una prima fase. La  dotazione  era  di  148
  milioni,  noi impieghiamo tutti i 148 milioni. Quindi,  se  con  70
  milioni andiamo a finanziare 39 progetti, con 148 milioni arriviamo
  alla posizione novantesima, con 148 milioni. Nessuno potrà dire che
  abbiamo avuto una discrezione, perché mettiamo tutte le poste: dove
  arriviamo, arriviamo
   E,  siamo convinti che arriviamo, dai conti fatti, arriveremo alla
  posizione n. 90.
   In  altre misure, devo dire, saranno oggetto di nuovo bando  anche
  perché,  lo  dico  ma è chiaro che alcune vicende le  verifichi  in
  corso  d'opera,  noi  riteniamo, per  esempio,  che  nella  4.1  un
  massimale di 5 milioni di euro sia eccessivo, dinnanzi a quella che
  è  la  condizione delle nostre piccole e medie aziende.  Quindi  su
  questo  tema,  e  su altri temi, chiaramente, siamo intenzionati  a
  porre  delle  modifiche  e,  quindi,  verremo  fuori  con  una  4.1
  ovviamente  nel rispetto del lavoro di chi ci ha preceduto  perché,
  assieme  a  quello  che stiamo compiendo, sta  dando  i  frutti  in
  termini di spesa che, appunto, vi ho rappresentato.
   Per  cui,  non so se la Presidenza riterrà di mettere ai  voti  la
  mozione,  ma  nel  caso è un ad adiuvandum, è già nei  verbali  del
  Comitato di gestione dove abbiamo rappresentato la precisa  volontà
  di  far  scorrere,  fino  in  fondo fino  ai  148  milioni,  questa
  graduatoria  e devo dire che il Commissario europeo, presente,  non
  ha obiettato ritenendola una prassi assolutamente praticabile.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   L'onorevole Cracolici ha espresso voto contrario.
   Ci  sarebbe il tempo per discutere un'altra mozione ancora, la  n.
  106   dell'onorevole  Pagana,  sul  rifinanziamento   delle   legge
  regionale   12/1989.   Ma  non  può  rispondere   l'assessore   per
  l'agricoltura perché è di competenza della sanità, quindi.


                        Sull'ordine dei lavori

   PAGANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente  per
  un  impegno  preso qui, fuori da questo Palazzo. Mi  sembra  giusto
  informare  il  Governo, informare questo Parlamento che  in  questo
  momento,  a  Nicosia, già da giorni, ci sono degli  allevatori  che
  stanno occupando la sala consiliare. E' una protesta che è iniziata
  a Nicosia ed a quanto pare, giustamente, sta montando per gli altri
  comuni.
   Ora, sappiamo che le problematiche degli allevatori sono dovute ad
  una  politica sanitaria, sono dovute ai problemi con AGEA,  su  cui
  non   possiamo  intervenire  direttamente  ma,  comunque,  possiamo
  mettere  tutto il nostro impegno e, ribadisco, l'abbiamo già  fatto
  con le mozioni, la piena disponibilità del Gruppo politico, ma sono
  certa, dell'intero Parlamento, affinché si vada in questo senso.
   A Nicosia, stanno protestando perché gli allevatori stanno vivendo
  un   momento  di  crisi  difficilissimo.  Lo  stanno  vivendo   gli
  allevatori, lo stanno vivendo gli agricoltori.
   Avevamo la mozione sul rifinanziamento della legge n. 12/89.
   Signor  Presidente, mi rivolgo a lei. Facciamo in modo che  questo
  Parlamento  cominci seriamente a lavorare, perché  laddove  noi  da
  deputati regionali possiamo intervenire, abbiamo il dovere di farlo
  e, quindi, dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterlo fare.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevole Pagana, ho  avuto
  notizie,  sono in contatto costante col territorio di  Nicosia,  ho
  sentito il prefetto, tra l'altro l'ho aggiornato su questa attività
  che stiamo svolgendo nei confronti di Agea, ricevendo attestazioni,
  fra l'altro, assolutamente positive sul lavoro in itinere.
   Ho,  anche, sentito il sindaco, mi verrà a trovare domani  insieme
  ad  una  ristrettissima delegazione di allevatori.  Il  sindaco  mi
  comunicava che il presidio è stato, al momento, rimosso e,  quindi,
  avrò   modo   domani  di  rappresentare  quello   che   ho   appena
  rappresentato in Aula, nonché chiarire tutto ciò che riterranno  di
  avere chiarito.

   INTERNO

  Comunicazioni, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
                                interno

   CRACOLICI. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi si  consenta
  di   chiedere  alla  Presidenza  ed  al  Governo,  visto  che   c'è
  l'assessore  per  i rapporti col Parlamento, di calendarizzare  con
  una certa urgenza, il tema  Riscossione Sicilia .
   Noi  abbiamo  letto  sui  giornali  che  il  nuovo  Consiglio   di
  amministrazione, che era stato nominato si è dimesso e motivando le
  dimissioni, con una situazione abbastanza grave, debitoria da parte
  di Riscossione Sicilia. Ricordo, signor Presidente, che Riscossione
  Sicilia  non  è  una  società  partecipata,  soltanto.  Riscossione
  Sicilia  è il soggetto che riscuote, per conto dell'amministrazione
  regionale, i tributi e le varie attività finanziarie che sono anche
  in capo, in alcuni casi, ai comuni.
   La   crisi  di  Riscossione  Sicilia  è  una  crisi  che   investe
  direttamente la Regione, intesa come istituzione. Ecco,  perché  le
  chiedo di  parlamentarizzare  questa crisi, anche perché, e lo dico
  all'assessore  Cordaro, che c'era anche nella  scorsa  legislatura,
  proprio  in  ragione  di  quella crisi  che  viene,  purtroppo,  da
  lontano,  noi  abbiamo fatto una legge. Una legge che  prevede  dei
  tempi, un cronoprogramma, compresa la possibilità di trasferire  le
  competenze  di  Riscossione  Sicilia  al  soggetto  nazionale   che
  riscuote.
   Tra  l'altro - e concludo - mi risulta che un comitato di  tecnici
  di cui l'assessore Armao si avvale per le attività di supporto alle
  sue  competenze  per  cui ha avuto la delega,  abbia  prodotto  una
  relazione  nella  quale sostanzialmente si  dice  che  non  ha  più
  ragione  d'essere  - può darsi che mi sbaglio - la  possibilità  di
  mantenere sul piano regionale il soggetto riscuotitore.
   Noi   siamo   chiamati  a  delle  scelte  delicate  che  investono
  l'autonomia della Regione, il profilo istituzionale, pertanto io le
  chiedo,  Presidente, su questo tema, è un tema molto  delicato  che
  riguarda il futuro anche di questa Regione.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici, è chiaro che dal punto  di
  vista   politico  l'attenzione  è  massima,  dal  punto  di   vista
  parlamentare deve esserci un atto parlamentare.

   CRACOLICI. E' stato già predisposto.


   PRESIDENTE. Benissimo, me ne accerterò subito. Se è una mozione la
  calendarizzeremo al più presto possibile.
   Onorevoli  colleghi,  premesso che, se dovesse  essere  pronto  il
  collegato,  come ho già detto prima, sono disponibile  a  fare  una
  apertura e chiusura per rinviarlo alla seduta successiva, la seduta
  è  rinviata  a  martedì  26 giugno 2018, alle  ore  15.00,  con  il
  seguente ordine del giorno:

    COMUNICAZIONI

     SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ART. 159, COMMA 3, DI INTERROGAZIONI
     E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:  Agricoltura, sviluppo rurale
     e pesca mediterranea  (V. allegato)

     DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Interventi a sostegno dei soggetti con disturbi specifici di
            apprendimento (DSA)   (n. 96/A)  (seguito)

           Relatore: on. La Rocca Ruvolo

         2)  Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-
            culturale dei siti legati alla Seconda Guerra Mondiale in Sicilia
            nel 75  anniversario dell'Operazione Husky  (n. 103/A)  (seguito)

           Relatore: on. Schillaci

     SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI MOZIONI (V. allegato)

     PROCEDURA D'URGENZA DEL DISEGNO DI LEGGE:

            -   Norme  in materia di organizzazione del servizio  di
            gestione  integrata dei rifiuti urbani  per  un'economia
            circolare . (n. 267)

                   La seduta è tolta alle ore 16.47

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio