Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 12.02
Il Presidente avverte che il verbale della seduta n. 48, del 19
giugno 2018, è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
vorranno consultarlo e sarà considerato approvato in assenza di
osservazioni in contrario al termine della presente seduta.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Marano ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione dei disegni di legge «Interventi a sostegno dei
soggetti con disturbi specifici di apprendimento (DSA)» (n. 96/A) e
«Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-
culturale dei siti legati alla Seconda Guerra Mondiale in Sicilia
nel 75 anniversario dell'Operazione Husky» (n. 103/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge «Interventi a sostegno dei
soggetti con disturbi specifici di apprendimento (DSA)» (n. 96/A),
relatore onorevole La Rocca Ruvolo, posto al n. 1) e «Norme per la
tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale dei
siti legati alla Seconda Guerra Mondiale in Sicilia nel 75
anniversario dell'Operazione Husky» (n. 103/A), relatore onorevole
Schillaci, posto al n. 2).
Commemorazione per la scomparsa di Giovanni Tumbiolo
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quelle che
sentirete sono parole che non avrei mai pensato, né voluto
pronunciare. Sono il doveroso, sentito e commosso ultimo abbraccio
ad un caro amico, splendida persona, cultore della pace e del
dialogo interculturale ed interreligioso, figlio di questa Terra
che, nel centro del Mediterraneo, ha costruito le sue grandezze ed
ha il dovere di prospettare il suo futuro.
Sto parlando, signor Presidente, di Giovanni Tumbiolo, Presidente
del Distretto della pesca e della Crescita Blu di Mazara del Vallo
che la morte, arida e cinica, ha improvvisamente sottratto
all'affetto della sua famiglia ed all'unanime stima che ai massimi
livelli nazionali e internazionali, capi di stato e di governo, gli
hanno manifestato e tributato per ciò che Giovanni ha saputo fare e
soprattutto ha saputo rappresentare, dedicando la sua vita al
bilancio ed alla salvaguardia della pesca nel Mediterraneo.
Orgoglioso e prestigioso figlio di questa Terra, di Mazara del
Vallo, città simbolo in Italia e nel mondo dell'integrazione
culturale e della pacifica convivenza tra popoli di cultura e
religioni diverse, Giovanni Tumbiolo ha saputo trasformare la sua
professione in passione; il suo impegno per la pesca e la marineria
di Mazara del Vallo, in simbolo della rinascita economica di tutta
un'area geografica che si estende ai Paesi del Mediterraneo e del
Sud Africa; la sua fede nel lavoro e la sua capacità di mediare in
valori unanimemente riconosciuti ed apprezzati, tanto da essere
stato più volte chiamato per aiutare a risolvere crisi e conflitti
con paesi quali la Libia, la Tunisia, Malta e l'Egitto.
Nel 2009, Giovanni Tumbiolo, mi ha invitata a Il Cairo, a
rappresentare la commissione emerita del Parlamento Europeo, ad un
tavolo per la definizione di accordi internazionali ed in
collaborazione sulle politiche della pesca nel Mediterraneo.
A quel tavolo, Signor Presidente, partecipavano i capi di governo
e di stato di paesi rivieraschi, per la Sicilia, allora, era
presente l'assessore del governo Lombardo, Roberto Di Mauro e
l'onorevole Lillo Speziale per l'Assemblea regionale. L'Italia era,
invece, rappresentata dal Ministro Scajola.
Ricordo l'attivismo, l'entusiasmo, la competenza e l'autorevolezza
con cui Giovanni Tumbiolo, esercitava il suo ruolo di Ambasciatore
del mondo marinaro ed il rispetto sincero, sentito e profondo di
cui godeva presso le massime autorità presenti.
La sua vita è stata la metafora di un sogno collettivo che
Giovanni ha vissuto in modo concreto e per realizzare il quale si è
tenacemente impegnato con generosità e dedizione assoluta.
Con la sua capacità visionaria e lungimirante ha saputo costruire
più di quanto non abbiano saputo fare uomini di stato e di governo.
A lui si deve la manifestazione Blue Sea Land' una straordinaria
iniziativa, divenuta il simbolo del dialogo tra popoli di culture,
razza e religioni diverse per cui gli è stata conferita la medaglia
della Presidenza della Repubblica italiana.
Con lui, signor Presidente, se ne va un pezzo della storia e della
cultura marinara, non solo della Sicilia e dell'Italia ma anche
della comunità internazionale.
Francamente non riesco ad immaginare e pensare al settore della
pesca ed agro-alimentare senza la presenza di Giovanni Tumbiolo.
Alle ore 8.40, di venerdì scorso, Giovanni Tumbiolo, mi ha mandato
un whatsapp con cui mi ha trasmesso la nota prot. n. 3760 del
12.06.2018, a firma di Maurizio Croce, Commissario di Governo per
il dissesto idrogeologico in Sicilia.
Qualche giorno prima, invitandomi nella sede del distretto della
pesca di Mazara del Vallo, Tumbiolo mi aveva pregato di intervenire
per sbloccare un parere che deve essere reso dall'assessorato
Territorio e ambiente, c'è qui l'assessore Cordaro e vorrei che
questa nota lui la leggesse e mi aiutasse a rendere omaggio
concretamente alla memoria di Giovanni Tumbiolo.
In assenza di questo parere non potranno essere effettuati lavori
di dragaggio del porto-canale della città di Mazara del Vallo.
Non avevo potuto rispondere a quel whatsapp. Alle ore 11.00, di
quello stesso venerdì, ricevo la telefonata di Giovanni che mi
chiama. Conservo gelosamente l'eco della sua voce tra i miei
ricordi più intimi e cari.
La nostra conversazione si chiude con la promessa che mi sarei
occupata del porto-canale di Mazara del Vallo.
Oggi, signor Presidente e onorevoli colleghi, quella promessa
fatta a Giovanni Tumbiolo, nel giorno della sua morte, si traduce
in un obbligo morale ed istituzionale che voglio condividere con
l'intero Parlamento, con tutte le forze politiche presenti in
quest'Aula e con il nostro Governo a favore di una città che
continua ad avere la flotta peschereccia più importante d'Italia ma
che non può incredibilmente navigare nel suo porto-canale e non può
nemmeno portare a riparare le sue imbarcazioni.
Quella promessa è un atto di giustizia, signor Presidente, per
quell'ultima importantissima causa per la quale Giovanni si è
battuto e di cui a noi ha passato il testimone, non dico a me ma a
noi perché si tratta di un atto di giustizia doveroso che ci impone
di intervenire.
Mi sono permessa, signor Presidente - facendo violenza ai miei
sentimenti e mi scuso del tremore della mia voce ma questa perdita
mi ferisce profondamente - di rendere partecipe questo Parlamento
di questo omaggio alla memoria che deve diventare il punto di
partenza per portare avanti tutti insieme, orgogliosamente, le
battaglie per le quali Giovanni ha vissuto e che grazie al nostro
impegno potranno essere realizzate. Questo è il nostro modo di
rendere omaggio alla memoria di un uomo che ha saputo rendere
grande la marineria, che ha saputo rendere grande la sua città, di
cui tutti noi siamo orgogliosi, che è figlio di questa Terra.
Mi permetto di esprimere a nome suo, signor Presidente, a nome
dell'intero Parlamento il cordoglio profondo e l'abbraccio che
tutti noi rivolgiamo alla sua famiglia, una famiglia che lui
adorava, una famiglia già colpita da profondi dolori e che deve
affrontare, senza la forza di Giovanni, il suo futuro: mi riferisco
alla moglie Daniela, ai figli Marco e Vittoria, ai quali vogliamo
essere vicini ed il nostro modo per essere vicini sarà
testimoniare, col nostro impegno, che le battaglie per le quali
Giovanni ha combattuto fino al suo ultimo giorno di vita saranno
realizzazioni concrete che sapremo con orgoglio e determinazione
portare avanti.
PRESIDENTE. Io conoscevo Giovanni Tumbiolo ma certamente non bene
come lo conosceva lei. Non si vergogni del tremore della sua voce
perché ha dimostrato chiaramente il senso dell'affetto e
dell'amicizia che aveva nei confronti di Giovanni Tumbiolo. Io, se
i colleghi sono d'accordo, proporrei un minuto di raccoglimento per
Giovanni Tumbiolo in modo che sia il nostro segnale di maggiore e
possibile vicinanza alla famiglia ed a tutti i suoi cari.
(L'Aula, in piedi, osserva un minuto di silenzio)
VIOLENTI ATTACCHI SUBITI IN RETE
Interventi in merito all'operato del Presidente della Regione
ed ai violenti attacchi subiti in rete.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io ieri
ho visto, così come spero tutti voi, un videomessaggio del
Presidente della Regione, onorevole Musumeci, in cui dichiarava di
essere disposto a dimettersi nel caso in cui non sarebbe stato in
grado di attuare le riforme di cui questa Regione ha bisogno.
Io, invece, penso e ritengo che prima di pensare alle riforme il
Presidente Musumeci debba pensare all'ordinarietà del quotidiano
perché, ad oggi, non è in grado di garantire l'ordinarietà in
questa Regione e le spiego perché: il comune di Porto Empedocle, in
provincia di Agrigento, da giorni è letteralmente invaso dai
rifiuti, ad oggi, versano in strada circa 300 tonnellate di
rifiuti.
Ora, il Presidente Musumeci è il Commissario straordinario per
l'emergenza rifiuti. Dal 4 giugno ad oggi è stato un continuo
susseguirsi di telefonate, e-mail, lettere che il comune di Porto
Empedocle ma anche noi abbiamo rivolto nei confronti del
Dipartimento acqua e rifiuti.
Evidentemente, chi ha posto ai vertici del Dipartimento acqua e
rifiuti gente totalmente incapace di fare il proprio dovere è
ancora una volta il presidente Musumeci che è Commissario per
l'emergenza rifiuti.
Dicevo, tonnellate e tonnellate di rifiuti che, forse, finalmente
si è in grado di smaltire a 16 tonnellate al giorno nella discarica
di Gela.
All'inizio doveva essere la discarica di Lentini, per tutta una
serie di vicissitudini, tutto questo in venti giorni, quindi lei
immagini, Presidente, in venti giorni quanto umido e quanta
indifferenziata finisce in strada E devo dire che il comune di
Porto Empedocle è uno dei comuni più virtuosi per quanto riguarda
la raccolta differenziata, supera il 65 per cento; ora questa
emergenza si ripercuoterà in tutti i nostri comuni della Sicilia e
si ripercuoterà perché il Dipartimento è governato da gente che non
sa garantire l'ordinarietà, figuriamoci la straordinarietà degli
eventi qual è l'emergenza rifiuti in Sicilia.
Ecco, se c'è un motivo per il quale il presidente Musumeci
dovrebbe dimettersi immediatamente dal suo ruolo non è il fatto di
garantire le riforme, ma è quello di non garantire, in questa
Regione, l'ordinarietà ed il ruolo per il quale è stato investito.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un
tema affine a quello del collega che mi ha preceduto, però in
questo caso chiedo, con questo intervento, di avviare la votazione,
in questa seduta o nella successiva, lo decida l'Ufficio di
Presidenza, sulla procedura d'urgenza legata al disegno di legge
che abbiamo presentato e che è stato annunciato il 13 giugno sulla
riforma dei rifiuti.
Il disegno di legge è il n. 267 ed allo stato è l'unica norma
generale che darebbe respiro, come diceva il collega Di Caro, ad un
ripristino dell'ordinarietà nel sistema di gestione dei rifiuti,
preso atto del fatto che l'emergenza ministeriale, in questo
momento, è in atto ed è giusto che venga governata dal presidente
Musumeci in qualità di Commissario, ma è anche vero che
l'Assemblea, in quanto titolata del potere legislativo, deve
recuperare quel gap che non era riuscita a costruire la legge 9 del
2010.
Per questo motivo e ringraziando il presidente Musumeci per la
vicinanza che ha mostrato per il nostro progetto, le chiedo di
valutare la possibilità, appunto, di procedere ai sensi
dell'articolo 135 del Regolamento interno alla votazione da parte
dei colleghi della procedura d'urgenza del disegno di legge n. 267
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, secondo il Regolamento non è
possibile farlo oggi, ma sarà immediatamente fatto nella successiva
seduta del Parlamento.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un
fatto molto grave successo in queste ore, non so se i colleghi ne
siano a conoscenza, ma mi farebbe piacere che ne prendessero atto.
Un attacco spropositato al Presidente della Regione sul web il
quale subisce le seguenti parole: Ti auguro una morte lenta e
dolorosa . I famosi hater, di fatto, i lanzichenecchi dell'odio on
line stanno invadendo purtroppo le piattaforme dei social network
ed altro.
C'è un giornale on line che ha riportato questa notizia e io
vorrei, e gradirei, e chiederei anzi chiedo con forza che i toni in
quest'Aula incominciassero ad essere un po' più equilibrati perché
la gente ci segue da casa, la gente ogni tanto non capisce quello
che stiamo facendo e ci sono degli attacchi scomposti più o meno
simili a quello che è successo con il Presidente della Repubblica.
Signor Presidente, quando ci sono questo genere di attività il
Parlamento regionale, come lei sempre più volte ha ribadito essere
un organo, il più antico Parlamento d'Europa, non può rimanere
impassibile all'odio che sta attorniando le Istituzioni.
Signor Presidente, vorrei che i Gruppi politici, i Gruppi
parlamentari che fino a qualche ora fa hanno mosso delle critiche
nei confronti del Governo, del Presidente della Regione, della
politica, della maggioranza, di chi sostiene questo Governo,
prendessero atto, se già non l'hanno fatto, credo che ognuno dei
Gruppi parlamentari sia dotato di Ufficio stampa e, quindi,
probabilmente, come ha fatto il mio Ufficio stampa, anche gli altri
Gruppi hanno saputo la notizia e anziché, giustamente, parlare ad
esempio della problematica, giustissima, dell'immondizia di Porto
Empedocle, una problematica importante, ma mi sarei aspettato
probabilmente una visione in tal senso oggettiva sull'odio che sta
circondando la politica italiana e siciliana. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò. Spero che la sua speranza sia
stata ascoltata da tutti perché è ovvio. La Presidenza ha poco fa
fatto un comunicato di solidarietà. E' ovvio che tutto il
Parlamento è solidale al Presidente della Regione. Mi permetto di
dirle, che è anche normale che i partiti politici facciano le
critiche che ritengono corretto fare. Però non c'è dubbio che se si
limitassero le accensioni di micce e di odi a cominciare da noi non
sarebbe male.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio e
naturalmente la prego di far arrivare al presidente Musumeci anche
la mia solidarietà. Però, su questo, vorrei che fossimo chiari. Mi
sembra che questo Parlamento, nella discussione dei giorni scorsi,
nella discussione che ha conosciuto in questo inizio di
legislatura, non abbia mai manifestato né parole, né sentimenti, né
attitudini d'odio. Il modo in cui il web è fuori da ogni controllo
e riversa follie ed odio su ciascuno di noi è cosa che ci interroga
ben oltre la qualità di questo dibattito. Certo siamo accanto al
presidente Musumeci ed a chiunque altro debba subire queste
violenze verbali che sono intollerabili da chiunque arrivino e
qualunque possa essere la presunta giustificazione politica.
Detto ciò, mi sarei aspettato che il presidente Musumeci fosse qui
oggi, non solo per ricevere gli attestati della nostra dovuta
solidarietà ma per dirci quello che ci ha mandato a dire ieri
attraverso il web. Questa mattina ho ascoltato un discorso del
Presidente della Regione siciliana non dai banchi della Presidenza
del Governo ma attraverso la sua pagina facebook. E lo considero
inusuale, nel senso che quel messaggio contiene delle valutazioni
politiche precise che si rivolgono a quest'Aula e che da quest'Aula
avrebbero preteso ed atteso una risposta, nel luogo e nelle forme
che sono più naturali, cioè un dibattito parlamentare, perché se
decidiamo di mandarci a dire le cose attraverso i comunicati stampa
o le apparizioni sul web, possiamo anche chiudere questo Parlamento
la cui funzione sarebbe soltanto coreografica. E siccome le cose
che dice il Presidente meritano attenzione e risposta, mi sarei
aspettato che, oggi, fosse qui per ripeterne le ragioni.
Nel merito, il presidente Musumeci, dice due cose sulle quali - se
fosse venuto qui oggi a condividerle con quest'Assemblea - io gli
avrei potuto dire che non sono assolutamente d'accordo. E, cioè,
che il blocco dell'attività legislativa normativa, di
quest'Assemblea, sia frutto e colpa della partitocrazia. La
partitocrazia rischia di essere una foglia di fico, dietro la quale
nascondiamo tutto. Ma, non c'entra la partitocrazia. Se c'è una
fragilità, consolidata nella sua maggioranza, se da due mesi non si
vota una legge, se siamo chiamati, ogni settimana, ad occuparci di
un collegato di cui mai saremo in condizioni di sbarazzarci, non
dipende dalla partitocrazia, ma dipende dalla fragilità di una
maggioranza che non è riuscita a garantire alla Presidenza, al
Governo ed all'attività d'Aula la naturale, fisiologica, funzione
che si costruisce attraverso una discussione ed un voto sui disegni
di legge che vengono presentati. Non è accaduto per due mesi
Dice il presidente Musumeci, prendendosela genericamente con tutto
il Parlamento e questo non lo considero corretto perché, ieri, c'è
stato un voto che ha rimandato il collegato in Commissione
Bilancio' per evitare che questo tappo impedisse ciò che, oggi, si
farà: cominciare a discutere di progetti di legge.
Dice il Presidente: Ci impedite di fare le riforme . Presidente
Micciché, qui nessuno vuole impedire di fare le riforme. Vorremmo
discutere ed affrontare, nel merito, le riforme proposte.
Il collegato propone due punti di merito che possono essere
importanti: la soppressione dell'ESA e la fusione CRIAS-IRCAC. Non
mi sembra che il destino della Sicilia possa essere affidato
soltanto a questi due passaggi normativi, quando leggiamo dai
giornali che ci sono settemila posti di lavoro in discussione ed a
rischio per il fallimento sostanziale di tutte le società
partecipate della Regione siciliana, rischiamo di avere il
fallimento di Sicilia servizi , di Sicilia digitale ; non abbiamo
ancora avuto la possibilità di discutere, se non per titoli, di un
progetto organico di riforma del sistema di raccolta dei rifiuti
che continua ad essere impiccato alla legge dell'emergenza.
Ecco, di fronte a tutto ciò, presidente Micciché io le chiederei,
vista l'assenza del Presidente, di far arrivare i sentimenti della
nostra necessità, che questo torni ad essere un luogo di
discussione politica, dentro il quale nel merito si affrontino temi
e leggi e, se c'è un problema di tenuta di questa maggioranza, è
bene che questo tema, in termini politici, si affronti qui e non su
una pagina facebook.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi unisco
al dolore, alla lettura ed alle parole del Capogruppo dell'UDC,
Eleonora Lo Curto, con le quali ha aperto questa seduta e che lei,
correttamente, ha accolto con un minuto di silenzio richiamando
l'Aula a questo momento, assolutamente, significativo.
Solidarietà al Presidente della Regione per le parole ricevute,
infamanti che non fanno onore ad alcuno.
Apprezzo i due testi, posti all'ordine del giorno, uno più
dell'altro, a dire la verità, quello sui disturbi specifici
dell'apprendimento ma, al di là delle valutazioni nel merito
relativo all'oggetto della seduta di oggi, non posso, ovviamente,
non fare riferimento a quanto accaduto ieri.
E' stato richiamato, anche dall'onorevole Fava, quel messaggio,
lui dice insolito, forse poco istituzionale dato dal Presidente
della Regione ma che, mi lasci dire, Presidente, ritengo scaturisca
dalle corde sensibili di un uomo che si trova profondamente ferito,
che si trova profondamente a disagio, rispetto a quello che accade
in quest'Aula, presidente Micciché.
Perché, ieri, è accaduta davvero una cosa grave, di fronte alla
quale, probabilmente, chi ha il ruolo di timoniere, di governare i
processi non poteva, certamente, rimanere insensibile assessore
Cordaro. Da qui, probabilmente, quella modalità, anche poco
istituzionale, come qualcuno ha detto ma, assolutamente,
condivisibile. Credo che quella modalità, così d'istinto, sia
condivisibile per una ragione semplice.
Noi ci troviamo impantanati nel collegato da oltre un mese,
l'unico strumento che doveva essere a sostegno di una finanziaria
viene, ancora una volta, rinviato e, badate bene, qui ha ragione
l'onorevole Fava nel dire che quel collegato non brilli, perché
davvero altre, e di misura, erano le riforme che si erano
immaginate dentro quella proposta. Proposte che sono state,
tuttavia, assolutamente ridimensionate e portate credo a 6, 7
articoli. Tra queste la questione relativa al credito, tra queste
la soppressione dell'ESA. Ed io fui partecipi ad una riunione di
maggioranza, dove si arrivò persino a sostenere l'ipotesi di
togliere, di eliminare la soppressione dell'ESA perché forse quello
poteva accendere i mal di pancia di alcuni dentro la maggioranza.
Ed allora, se questa maggioranza non riesce nemmeno ad esitare 6
articoli e siamo, persino, a togliere, ad elidere quell'articolo
significativo che poneva al centro le questioni dello sviluppo
agricolo in Sicilia, a partire dalla banca della terra ,
continuando sui temi del grano ed allora la cosa, sì, è davvero
grave.
Ed allora, è immaginabile che il Presidente della Regione con un
atto istintivo decida, in tarda serata, dopo aver ragionato,
comunque, su quelle parole difficili e sentite, di arrivare a dire
che lui è disposto a non tenere più quel ruolo, di arrivare a dire
che ce ne dobbiamo andare a casa.
Ed allora, signor Presidente, io intervengo per dire che sono
d'accordo con il Presidente della Regione e se non siamo in grado
di dare risposte alle tante istanze che vengono rappresentate nel
territorio, questo Parlamento deve fare le valigie e deve andarsene
a casa.
Qualche giornalista mi ha detto: Ma sai, alla fine, noi pensiamo
che questa cosa non si farà. Gettiamo la maschera, questa cosa non
si farà . E, quindi, quale soluzione trovare?
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la invito a concludere.
FIGUCCIA. Mi rivolgo al Movimento Cinque Stelle, perché no, un
contratto di governo per i siciliani, se questo serve a fare un po'
di pulizia, se questo serve a lasciare a casa gli irresponsabili,
serve un atto di forza, serve un contratto per i siciliani, perché
fuori non possono più aspettare, non possono aspettare i giovani,
non possono aspettare le imprese e credo che non possa aspettare
neanche la nostra attività di parlamentari.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, non vorrei diventasse una costante
dovere, in qualche maniera, dissentire dall'onorevole Figuccia che
mi precede senza concordare il suo intervento ma, per carità,
questo attiene alla libertà del dibattito parlamentare ed alla
libertà della coscienza, di pensiero che rende grande la democrazia
nel nostro Paese.
Ciò nonostante, vorrei, pur condividendo talune esternazioni del
collega Figuccia, in qualche maniera, aggiustare il tiro, per
quanto attiene alla posizione ufficiale del gruppo dell'UDC, che è
un partito che, voglio sottolineare, l'ho già fatto ieri, ha
sostenuto un leader di coalizione che si chiama Nello Musumeci, che
con la sua forza elettorale e anche mettendoci la faccia dei suoi
uomini e delle sue donne, che si sono spesi in campagna elettorale,
ha contribuito in maniera ragguardevole in termini di consensi a
portare il Presidente Musumeci al Governo di questa Regione.
E, certamente, lo abbiamo fatto noi dell'UDC condividendo un
progetto politico di Governo della realtà siciliana nel contesto
della politica nazionale ed internazionale.
Quindi, più che un contratto che lega soggetti politicamente
opposti tra loro e, indubbiamente, che hanno dovuto fare forza per
mettere su un contratto, perché geneticamente sul piano della
politica incompatibili e non riconducibili alla stessa visione del
mondo e visione della vita, noi per fortuna un programma l'abbiamo,
onorevole Figuccia. Noi un programma l'abbiamo condiviso, sposato e
portato avanti con orgoglio.
Non c'è dubbio che - io non ho letto le vicende su Facebook che
hanno interessato le volgarità e il clima di rancore e di odio che
purtroppo certi soggetti vanno ormai approfittando dei social
media, manifestando senza vergogna, senza pudore e senza alcun
rispetto.
Indubbiamente stigmatizzo come un fatto grave e gravissimo se il
nostro Presidente Musumeci ha subìto degli attacchi, soprattutto
alla sua persona, oltre che alla sua funzione politica ed
istituzionale, ma non v'è dubbio che se c'è un momento,
un'esternazione che il Presidente affida anche a Facebook riguardo
ad una vicenda, ad un momento di crisi, un momento di difficoltà,
di mancanza di dialogo, all'interno della sua maggioranza - perché
una maggioranza ce l'ha il Presidente, comunque risicata - non ci
sono questi mal di pancia dovuti all'ESA o ad altre cose, casomai
c'è la necessità di fermarsi un attimo e valutare, con proposte di
legge organica, cosa fare di certe partecipate della Sicilia, in
Sicilia.
Detto questo, signor Presidente, anche lei svolge un ruolo, non
solo istituzionale nel guidare, con l'autorevolezza che le
riconosco, questa Assemblea che deve certamente produrre meglio e
di più, perché ci sono diversi disegni di legge che comunque sono
stati prodotti e che attendono di essere portati in Aula.
In Conferenza dei Capigruppo ce lo siamo detto e la priorità sarà
anche quella del Parlamento, però io adesso faccio appello al
segretario di un partito, che è quello del partito di maggioranza
relativa della coalizione di centrodestra che ha portato
all'elezione del Presidente Musumeci, perché lei nel guidare il suo
partito abbia il ruolo di responsabile, cultore della mediazione e
della convergenza con il nostro Presidente della Regione.
Noi tutti, e il Governo certamente che noi rappresentiamo con due
assessori di peso e di grande autorevolezza, vogliamo che questa
sintesi sia fatta, che ci sia più convergenza, che ci sia più
responsabilità, maggiore attenzione ai temi dello sviluppo perché
le riforme vanno fatte, ma vanno fatte nel segno di una prospettiva
reale di cambiamento.
La ringrazio signor Presidente, e sono disponibile naturalmente a
continuare a collaborare con il mio Governo e all'interno di questo
Parlamento per il ruolo che mi è stato conferito anche dai
colleghi.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Grazie signor Presidente, componenti del Governo, che a
dire il vero è uno solo, colleghi, cittadini. Neanche nelle più
rosee aspettative di questa opposizione, rappresentata dal
Movimento Cinque Stelle, ci saremmo potuti immaginare che nell'arco
di così pochi mesi fossimo giunti ad un bivio, né oggi possiamo
fare finta che la parole dell'onorevole Musumeci rappresentate e
consegnate ai cittadini siciliani attraverso un video su Facebook
pesino come macigni su quest'Aula ed in particolar modo su questa
maggioranza che io trovo assolutamente triste perché continuate a
parlarvi tra di voi dentro un labirinto nel quale non troverete mai
l'uscita.
Presidente Miccichè, diciamoci le cose come stanno, siamo nel
pieno di una crisi di Governo, di una crisi prematura che ci pone,
come ho detto all'inizio, ad un bivio, però, signor Presidente,
questa crisi di Governo, questo continuo confronto o scontro non
può essere consegnato soltanto o sviluppato all'interno di queste
parti della maggioranza. Questa crisi di Governo, il Presidente
Musumeci ha il dovere di rassegnarla a quest'Aula perché è a
quest'Aula che il Presidente Musumeci deve dire che cosa fare ed è
assolutamente inaccettabile l'alibi dietro il quale il Presidente
Musumeci si nasconde, dicendo che è il Parlamento regionale
siciliano che non gli consente di fare le riforme. Presidente
Miccichè, questo è un alibi e noi lo sappiamo e lo sanno anche i
siciliani.
E, allora, signor Presidente, noi possiamo fare tutto quello che
vogliamo, ivi compreso, prenderci in giro, possiamo incardinare i
due disegni di legge, possiamo discutere le mozioni, ma ripeto
questo non cambia il risultato e la sostanza delle cose per cui io
oggi, a nome del Gruppo del Movimento Cinque Stelle, perché
sostituisco il Presidente del Gruppo, Valentina Zafarana, nella
qualità di Vice Capogruppo, le chiedo formalmente di convocare il
Presidente Musumeci e tutto il Governo affinché riferisca in Aula
dello stato di salute di questo Governo, di questa maggioranza e ci
dica chiaro e tondo, oltre a quei due punti che ha citato, davvero
risibili' per le sorti future della Sicilia, perché se pensiamo di
cambiare la Sicilia, fondendo la CRIAS con l'IRCAC, o eliminando
l'ESA, ripeto, è un'offesa all'intelligenza di questo Parlamento e
soprattutto è un'offesa ai siciliani.
E, allora, signor Presidente, le chiedo con forza, a nome del
Gruppo parlamentare di cui mi onoro di far parte, di convocare il
Presidente Musumeci affinché quest'ultimo venga e ci riferisca sul
prosieguo e sul futuro di questa legislatura, altrimenti, mi creda,
è meglio che il Presidente rassegni le dimissioni, che questo
Parlamento venga sciolto e che ci si ripresenti davanti ai
siciliani e a loro si chieda il giudizio finale con nuove elezioni.
Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappello, di questa sua proposta,
attendo fra pochi minuti di farla in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, anch'io
con grande sorpresa ieri ho letto il comunicato stampa del
Presidente Musumeci, grande sorpresa perché penso che non rispecchi
minimamente quello che ieri è successo e quello che è successo
nelle passate settimane, nei mesi passati, soprattutto dopo
l'approvazione della legge di stabilità, dopo l'approvazione del
bilancio, laddove, peraltro, le opposizioni hanno dimostrato di
svolgere un ruolo di opposizione costruttiva, in maniera, penso,
anche positiva, produttiva, favorendo un confronto vero sul merito
delle diverse previsioni normative, votando contro quando eravamo
convinti che bisognasse votare contro ed avanzando le nostre
proposte peraltro che riteniamo estremamente qualificanti.
Noi abbiamo dimostrato di essere pronti, disponibili a svolgere un
ruolo di opposizione nel merito, confrontandoci con un Governo e
con una maggioranza che però dovrebbe essere in grado di avanzare
una proposta. Qui, purtroppo, siamo nelle condizioni in cui non c'è
più una maggioranza che ha una linea politica condivisa e ciò si è
palesato anche ieri, in maniera chiara ed evidente, nel momento i
due Capigruppo dei principali gruppi di maggioranza sono
intervenuti su posizioni politiche contrapposte e, allora il
presidente Musumeci non tenti di scaricare sul Parlamento e sulle
opposizioni le carenze e i problemi della sua maggioranza, ma
chiarisca come altri colleghi hanno già detto come intenda andare
avanti.
Andando al merito del cosiddetto collegato', io leggo
affermazioni che, francamente, mi lasciano molto perplesso. Noi non
abbiamo mai detto no ad una riforma sull'ESA. Io vorrei ricordare
che nei nove articoli che compongono il disegno di legge che era
ieri in discussione in Aula non c'è alcuno articolo che riguardi
l'ESA. L'articolo che riguardava la soppressione dell'ESA è stato
ritirato dal Governo in Commissione Bilancio', in quella sede il
Governo ha annunciato che avrebbe ripresentato una nuova versione,
una riscrittura probabilmente un disegno di legge autonomo, non lo
sappiamo fino a questo momento, perché da allora ad ora nulla è
accaduto.
Non c'è una proposta del Governo sull'ESA presente in questa Aula
di cui questo Parlamento possa discutere, così come non ci sono
molti degli emendamenti di cui il Governo parla e leggiamo sulla
Stampa, ritenuti urgenti, importanti, rilevanti, tanto che qui non
c'è traccia di questi emendamenti. E allora, ieri noi abbiamo
chiesto di andare avanti, di votare questo disegno di legge, quando
era chiaro che eravamo dinanzi ad un ulteriore inutile rinvio che
non avrebbe prodotto nulla, abbiamo chiesto almeno di rinviare il
testo in Commissione, affinché, nel frattempo, il Parlamento
potesse lavorare su disegni di legge che invece sono importanti e
lei ha fatto bene a favorire di incardinare un paio di disegni di
legge che riguardano anche i temi della disabilità e io mi auguro
che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di oggi
possa davvero portarci a definire un programma di lavori
parlamentari di cui questa Regione ha bisogno.
E allora, sappia il Governo che il Partito Democratico e penso che
così dovremmo fare tutti i gruppi parlamentari si intesteranno la
responsabilità di presentare proposte di riforme visto che il
Governo non lo fa e io le chiedo, signor Presidente, di non
aspettare più il Governo, questo è un Parlamento che ha autonomia e
in autonomia decida il programma dei lavori chiedendo al Governo la
disponibilità a favorire il confronto su questi temi che riguardano
lo sviluppo, che riguardano il lavoro, che riguardano
l'agricoltura, la riforma dell'ESA - se vogliamo affrontare la
riforma dell'ESA -, o la riforma del credito agevolato alle
cooperative e agli artigiani. Noi vogliamo che si faccia, nessuno
ha mai detto che non vuole affrontare questi temi, o che si sarebbe
messo di traverso, esattamente il contrario, noi vogliamo il
confronto con un Governo che purtroppo non c'è.
E allora, noi questo lo chiediamo con forza e riteniamo che la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di oggi debba
davvero essere rilevante ed importante per definire un programma
dei lavori che deve riguardare, signor Presidente, anche gli atti
ispettivi e le mozioni parlamentari perché noi chiediamo al Governo
di rispondere anche rispetto ai nostri atti ispettivi perché sono
urgenti ed importanti.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi francamente mi
aspettavo di trovare qui il Presidente della Regione e ritenevo e
ritengo, ancora oggi, che fosse doveroso oltre che necessario, dopo
l'intervento fuori dalle consuetudini, e a lui mi sarei voluto
rivolgere, avendolo ascoltato e d'accordo con il collega Lupo, non
capendo perché abbia interpretato il modo in cui ha deciso di
interpretare le vicissitudini della giornata di ieri che attengono
tutte a rapporti interni alla maggioranza e non certamente
all'Istituzione parlamentare.
A lui mi sarei rivolto e a lui mi rivolgo, qui c'è l'Assessore
Cordaro, quindi farò in modo che l'assessore Cordaro rappresenti
- come di fatto fa - le veci del Presidente della Regione.
Volevo dire al Presidente che non voglio usare le parole crisi di
governo , perché probabilmente non siamo arrivati a tanto, ma che
ci sia uno scollamento, una pesante, enorme criticità nei rapporti
all'interno della maggioranza ed è evidente.
E se c'è crisi - se dobbiamo utilizzare la parola crisi - è crisi
di idee, crisi di metodo, crisi di comportamenti.
Nel suo intervento di ieri, onorevole Presidente, lei ha
certificato che, nei primi otto mesi di governo, la situazione in
Sicilia è addirittura peggiorata, non per colpa sua, a suo dire, ma
per colpa degli altri.
Ha parlato di resistenza al cambiamento e di partitocrazia, ha
sventolato addirittura la minaccia delle dimissioni come se il
problema non fosse della sua partitocrazia, dei suoi alleati e
delle sue dinamiche politiche.
Allora, mi permetto di avanzare il mio punto di vista e di offrire
al Presidente della Regione, quindi, all'assessore Cordaro che ne
sarà tramite, con umiltà un consiglio. Forse non è ben chiara al
Presidente della Regione la situazione che si sta verificando
attorno a lui.
Con onestà lui l'ha detto ieri, che in questa Regione sono ancora
presenti appetiti ed interessi particolari, anzi io credo che siano
ritornati addirittura più prepotenti, cioè come un brulichio di
formiche ed una speranza di ritornare ad antiche abitudini.
La gente ed i giornali cominciano a parlarne e questo comincia a
dare fastidio.
Ma si vede anche dalle facce che girano per i Palazzi.
E sa, signor Presidente qual è la cosa che forse non le è chiara?
Che hanno scelto proprio lei per la restaurazione, altro che
cambiamento che lei invoca nel suo messaggio
Lei ha dalla sua che rimpiangere il suo predecessore è davvero
difficile, se non impossibile, il quale, pur sbandierando il
cambiamento, non è che avesse invertito la rotta, semmai aveva
introdotto nuove prassi.
Tuttavia, la sua Amministrazione ha il cuore che indubbiamente
batte al passato e gli avventori sono tutti lì che girano e
presidiano gli uffici, gli assessori, i direttori, i funzionari.
La parola d'ordine è una sola: cosa c'è per me? Ma, credo, che lei
lo abbia capito ed ora tenta di smarcarsi lanciando un guanto di
sfida alla politica, al Parlamento, alla partitocrazia.
Troppo generico così.
Cioè lei tenta di smarcarsi lanciando un guanto di sfida a quelle
prassi, a quegli interessi che ammorbano di fatto da sempre la
Regione.
Solo che è proprio la sua compagine che meglio li sta
rappresentando, magari sostituendo i nuovi interessi, che poi sono
quelli del passato, ai più recenti.
Ma io la prego, signor Presidente, non generalizzi, non attacchi
mai l'istituzione, ieri ha attaccato il Parlamento, piuttosto
attacchi i Parlamentari che le sembrano inadeguati, soprattutto
quelli della sua maggioranza.
E, dunque, altro che azione riformatrice
Lei rischia di rimanere imballato. Fino ad ora, in effetti, si è
visto molto poco in questi otto mesi.
La rotazione dei dirigenti francamente non basta.
Le prime nomine di alcune società partecipate lo dimostrano, come
le dimissioni da Riscossione qualche giorno fa - e lo affermo da
parlamentare di opposizione - che ha pubblicamente garantito un
comportamento terzo che ribadisco. E quando l'ha creduto giusto,
davanti a qualche articolo di legge, il sottoscritto l'ha anche
votato a favore.
Ma questo collegato', onorevole Presidente della Regione - e lo
dico anche al Presidente dell'Assemblea - è una vera presa in giro.
La prego non ne difenda né il merito e neppure la forma perché
ieri in quel video il Presidente della Regione l'ha fatto.
Già la finanziaria non andava bene con quell'enorme numero di
articoli accontenta popolo e deputati che nulla aveva a che vedere
con bilancio, riforme, rinnovamento che lei si è intestato.
Era, tuttavia, l'inizio, il percorso andava incoraggiato. Al voto
personale contrario di pragmatica che c'è stato da parte mia non si
sono aggiunti commenti duri o sarcastici.
Ma, se crede o se le fanno credere i suoli alleati, onorevole
Presidente della Regione, che questo è il metodo e questo dovrà
continuare ad essere il metodo, allora forse è meglio che valuti
l'idea che si vogliono limitare la sua autonomia e dimostrare che
la tengono, per così dire, per gli attributi.
Il collegato', per dirla tutta, è una vera schifezza politica .
Dentro ed attorno c'è di tutto, di più ed ancora altro, un altro
modo tipicamente da compromesso tra Governo debole e Parlamento
dominante, per portare a casa il Governo un paio di interventi di
merito in cambio, accettando l'idea di discutere e approvare due,
trecento emendamenti che sono trecento leggi in un sol colpo, con
le solite stabilizzazioni e con le solite mance sponsorizzate dai
deputati che ascoltano il territorio.
Così non va ed il Presidente della Regione non può prendersela con
il Parlamento parli chiaro e affondi il colpo ai suoi alleati se lo
ritiene, ma sarebbe il caso di evitare le banalizzazioni.
Ritiri questo disegno di legge inutile, onorevole Presidente della
Regione, direi addirittura offensiva, blocchi la partitocrazia che
Lei attacca, blocchi il partito degli emendamenti che è molto
trasversale, invero, e proponga con autonomi disegni di legge le
due riforme che le stanno tanto a cuore.
Questa deve essere la sfida, imponga la sua idea e la sua visione
della nuova Regione, se davvero ci crede, senza i necessari
compromessi d'Aula, a cui abbiamo assistito in questi mesi.
Ce ne basta una di finanziaria contieni tutto', impedisca la
restaurazione delle vecchie prassi clientelari e provi a chiudere
l'ESA e ad accorpare, ma con due disegni di legge autonomi, poi
vedremo chi è che si sottrarrà al proprio compito.
PRESIDENTE. Grazie onorevole D'Agostino, dopo gli onorevoli
Savarino e Campo, è convocata, immediatamente dopo, la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo anch'io,
come fatto dal mio Capogruppo, la mia personale solidarietà al
Presidente della Regione siciliana, onorevole Musumeci, per il vile
attacco subìto sui social, questi sono segnali bruttissimi di un
clima di malessere che c'è tra la gente e lo sappiamo perché la
Sicilia vive un momento di crisi difficile ma che, certamente, non
può arrivare come sfogo ad una minaccia di morte e siccome di folli
ne abbiamo visti tanti, non vorremmo che questi atti violenti
vadano oltre le parole.
Invito anche i miei colleghi ma anche gli operatori politici che
sono fuori da questa sede, da questo Palazzo, a moderare i toni e i
termini e gli attacchi quando si parla di politica, perché
comunque, in qualche modo, qualche idiota fuori può veicolare il
messaggio e farlo proprio in termini e modi che possono essere
violenti e pericolosi.
Detto questo mi tocca fare un piccolo appunto rispetto alle
dichiarazioni precedenti.
Inizio con l'onorevole Di Caro, della mia provincia: il Presidente
Musumeci, non è un commissario dell'emergenza rifiuti siciliano, ha
avuto un decreto che è molto limitato, limitato soltanto ad
attivare sei impianti ed è limitato anche all'eventuale
trasferimento dei rifiuti all'estero. Per cui le competenze sono
del Dipartimento che, nel caso specifico su Porto Empedocle anche
su mia pressione come spesso succede quando ci sono esigenze
d'emergenza, sta individuando, aveva già individuato una soluzione
che era quella che ha riguardato gli altri comuni della provincia
di Agrigento che hanno subito l'emergenza legata alla chiusura
della discarica di Siculiana, di trasferire i rifiuti a Catania.
Purtroppo il Comune di Porto Empedocle ha un debito con la
discarica di Catania di 300 mila euro che non è stato onorato e i
proprietari della discarica hanno rifiutato di aprire una linea di
credito a quel comune, già in debito. Per cui si è dovuta trovare
una soluzione alternativa, soluzione che non è facile perché tutta
la provincia di Agrigento, sta versando su altri siti.
L'emergenza c'è, è indubbio. E' indubbio anche che le soluzioni
vanno trovate in tempi brevi nell'esigenza anche di quello che è la
collettività e anche motivo di igiene pubblica, però è pure vero
che a volte, ci sono anche cattive amministrazioni, errori di
amministrazione locale per cui non possono pagare le
Amministrazioni regionali, che cercano comunque di porre rimedio
nei tempi e nei modi che l'emergenza permette.
Noi ieri abbiamo avuto una parentesi che chiamerei di disguido
politico, per cui comunque un collegato che è quello che è,
onorevole Fava; il collegato alla finanziaria mette delle norme che
in finanziaria avevamo, prima in Commissione e poi in Aula, deciso
di spostare a un disegno di legge diverso, accompagnato e seguito
dall'approvazione della legge di stabilità.
E' inimmaginabile che tutti i problemi siciliani possano essere
risolti con una legge di stabilità o quanto meno con un
collegato', ma è pure vero che i problemi dei siciliani si
cominciano a risolvere quando ad uno a uno si affrontano dei temi
cruciali e si risolvono, ad uno ad uno, ogni tema può essere più o
meno importante ma nell'arco di una legislatura, purtroppo io
immagino forse anche due legislature, i temi cruciali e i problemi
dei siciliani non possono essere risolti nell'arco di sei mesi.
Alcune materie, alcuni temi possono essere più o meno importanti e
noi possiamo avere più o meno sensibilità rispetto a questi temi, a
questa risoluzione, c'è chi ritiene che l'ESA, avendo duecento
dipendenti che non hanno neanche una mole di lavoro enorme, essendo
un Ente concepito diversi anni fa, e che probabilmente questi
stessi dipendenti e queste stesse figure tecniche messe in altri
luoghi all'interno del Dipartimento dell'Agricoltura potrebbero
essere utili perché, che ne dica Giletti, a noi i tecnici mancano
alla Regione siciliana. C'è chi ritiene che possa essere utile
chiuderlo e quindi utilizzare diversamente questi dipendenti,
facendo un risparmio rispetto a un Consiglio di amministrazione che
viene tolto, c'è chi questa sensibilità non ce l'ha, ma è una
valutazione che farà l'Aula, non credo di dire una cosa che
stupisce nessuno nel sottolineare che il 4 novembre ci ha
consegnato due dati incontrovertibili: il primo è che i siciliani
hanno voluto eleggere direttamente, con il loro voto, il Presidente
Musumeci, Presidente della Regione siciliana, e questo è
incontestabile, come incontestabile che quella legge elettorale, di
cui io allora ero relatrice, concepita nel 2005, non consegna oggi,
che il sistema è cambiato, è diventato tripolare, una maggioranza a
chi viene eletto direttamente.
Per cui è chiaro che il Presidente Musumeci non può governare
quest'Aula con la forza di un Presidente eletto direttamente con un
premio di maggioranza che dia serenità. Ce ne siamo accorti il
primo giorno dei lavori.
Per cui ritengo, e chiudo, che è giusto il Presidente comunque si
rimetta alla sensibilità anche delle altre forze politiche nel
superare quegli scogli di riforme, più o meno importanti che
riguardano temi che già sono all'ordine del giorno e altri ne
arriveranno, come sui rifiuti, che è stato approvato già in Giunta
e aspettiamo a giorni in Commissione la legge del Governo, per cui
i Gruppi parlamentari e tutta l'Assemblea regionale saremo chiamati
ad uno sforzo e senso di responsabilità a uno sforzo di impegno per
approvarli insieme.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intanto
esprimo anche io la mia solidarietà nei confronti delle forti
parole infelici che sono stati espresse dai haker sul web nei
confronti del Presidente Musumeci, fermo restando che, comunque,
non trovo corretto strumentalizzare questi toni infelici - e
sicuramente da evitare - dando delle colpe a questa Assemblea che è
sì immobile, ma pur sempre decorosa e rispettosa nei toni e nelle
parole e nelle espressioni che vengono utilizzate nei confronti
delle persone, quindi non si diano colpe e responsabilità a
quest'Aula se purtroppo sul web ci sono persone che agiscono in
questo modo, gesti che vanno sicuramente condannati
Il Presidente Musumeci, riferendomi alla sua comunicazione sulla
pagina Facebook, sapeva che la sua situazione di Governo sarebbe
stata questa, sapeva di dovere avere a che fare con una maggioranza
di una compagina variegata, composta da molte persone con vedute e
appetiti divergenti, noi stessi in campagna elettorale
gliel'avevamo detto più e più volte, chiedendo come avrebbe
governato con una maggioranza del genere, lo sapeva, non c'era
bisogno di toccare l'acqua calda per scottarsi. Quindi, adesso, non
è giusto neanche dare responsabilità agli altri, alla maggioranza,
si assuma le sue, riesca a governare questa maggioranza perché se
non riesce a fare questo non so come possa riuscire a governare al
Sicilia.
Noi ieri ci saremmo assunti le nostre responsabilità, eravamo qua
in Aula pronti a votare un collegato, una norma che avrebbe dovuto
definire ulteriormente la legge di stabilità, e lo facevamo solo
perché avevamo ben vivo nella nostra mente il grido di speranza, di
frustrazione, di disperazione di tutti i cittadini che sono qua
fuori e che aspettano risposte da questo Governo, da questa
maggioranza.
Noi ieri eravamo qua nonostante il collegato lo reputiamo un
patchwork che va a mettere pezza sopra pezza ad un vestito composto
da toppe, un vestito di stracci, perché questi sono gli emendamenti
presentati in questo collegato, emendamenti escamotage creativi, e
forse neanche troppo, che dovrebbero risolvere i problemi della
Sicilia.
Questo era l'unico punto all'ordine del giorno già da due mesi, di
Aula in Aula, di settimana in settimana siamo arrivati a ridosso
dell'estate. Tanto valeva votare la finanziaria due mesi fa La
finanziaria snella che ci eravamo tanto prefissati e di cui ci
eravamo riempite le bocche e a quest'ora avremmo già almeno delle
norme, delle riforme, delle proposte e mi riferisco in particolare
alla gestione dei rifiuti.
Il Presidente Musumeci è il Commissario straordinario che ha avuto
poteri dal Ministro proprio per l'emergenza rifiuti, e quindi non
si scarichi la responsabilità ai più deboli, ai Comuni, ai sindaci,
perché questa è responsabilità del Governo intervenire su quello
che sta succedendo a Porto Empedocle. E ancora avremmo potuto
scrivere tantissime altre norme, sui consorzi di bonifica, sui
trasporti, sulla sanità e invece no Abbiamo aspettato un
collegato, un fantomatico collegato che non è mai arrivato.
Fra poco l'ARS chiuderà per le vacanze estive, ci dobbiamo
riposare, siamo stanchi, siamo stanchi dell'immobilismo di questo
Governo e, quando torneremo, dovremo votare per la legge di
bilancio e quindi io mi chiedo: tutte queste riforme che ci eravamo
preannunciati di fare quando troveremo il tempo di farle? E quando
sarà permesso a quest'Aula di poter lavorare? Di poter discutere
degli atti e di creare delle discussioni costruttive, se l'andazzo
è questo?
Voglio leggervi una cosa che è stata scritta ben sessant'anni fa:
L'immobilismo giova alla conservazione, l'alimenta e se ne
alimenta. L'immobilismo rappresenta il maggior pericolo che incombe
sul Paese, sulle istituzioni, sui lavoratori, sia l'immobilismo sia
rimettersi alle cose che si fanno da sole e quando si fanno da sole
si fanno generalmente male. Le attese sono il veleno corrosivo
delle democrazie parlamentari Pietro Nenni.
Ebbene Forse questo immobilismo è solo una strategia di Governo
per non cambiare le cose, per far sì che tutto resti uguale. I
siciliani questo non lo possono più tollerare, sono stanchi, sono
stanchi di questo immobilismo, di questa macchina elefantiaca.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula mi darà
atto che in questa legislatura, contrariamente alla precedente,
sono intervenuto il meno possibile. Però siccome oggi mi sembra di
stare assistendo ad un processo in contumacia all'onorevole
Musumeci e al suo Governo, mi sento l'obbligo di intervenire.
Cara onorevole Lo Curto e cari colleghi deputati, il Presidente
Musumeci si è presentato alle elezioni con una coalizione forte,
compatta, che lo ha sostenuto. Ma si è presentato alle elezioni con
un programma ben preciso. Allora sia chiaro a tutti: o su quel
programma che è costituita la carta fondante dell'alleanza e della
candidatura e della vittoria si va avanti senza tentennamenti, o né
il Presidente Musumeci, né il Gruppo di Diventerà Bellissima, e
credo né tante persone che stanno qui dentro, hanno il piacere di
rimanere cinque anni per galleggiare inutilmente.
Questa Sicilia ha troppi problemi insoluti. Qui non si può tornare
nei propri territori - e i colleghi della provincia di Ragusa lo
sanno meglio di me - perché ci sono emergenze reali che
compromettono la dignità stessa di vita della Regione, della loro
esistenza. E se noi pensiamo che questo lo possiamo risolvere
attraverso le vecchie logiche, siamo veramente fuori dal mondo. Non
abbiamo capito nulla della gravità della situazione sociale.
Il Presidente Musumeci verrà in Aula, chiarirà il suo pensiero, ci
mancherebbe altro. E' persona che ha il senso delle Istituzioni al
massimo grado, per cultura, per esperienza politica, per
formazione. Per sua precisa volontà, renderà conto al Parlamento di
tutto e di tutti i passaggi che sono stati fatti e che devono
essere fatti. Se c'è la volontà, il senso di responsabilità .
Però mi consentano i colleghi, non solo delle forze di
maggioranza, perché questo senso di responsabilità lo dovremmo
avere tutti su determinate problematiche. E io debbo dare atto che,
in alcune occasioni, anche i colleghi dell'opposizione hanno
manifestato questo senso di responsabilità. Ma molte altre volte
no. E allora non mi si venga a criticare per la finanziaria-mancia,
quando quella finanziaria approdata dal Governo alla Commissione
Bilancio con 30 articoli ne esce con 130 Di chi è la colpa Del
Governo o di ciascuno di noi? E bene ha fatto il Presidente
Miccichè a cercare di mettere un argine stralciando tutta una serie
di cose che non c'entravano. E quando nell'allegato, che pure è
stato già alleggerito, ci sono 200 e più emendamenti è colpa del
Governo? E' responsabilità del Presidente Musumeci? Cerchiamo di
essere seri Veramente dovremmo farci un esame di coscienza tutti,
dal primo all'ultimo.
Ha fatto un comunicato sui social? Ma gli ammiccamenti trasversali
o i sottintesi non sono pure pervenuti a mezzo stampa o a mezzo
social? O è stato così che Musumeci ieri è impazzito e ha detto
Faccio questa dichiarazione come viene, viene . No, non è così.
Musumeci è persona responsabile, è persona consapevole, è persona
fedele. Perché se Musumeci è stato eletto, caro onorevole Figuccia,
con una maggioranza, o è quella maggioranza che si decide
eventualmente di fare un passo ulteriore di coinvolgimento su
grandi temi con tutte le altre forze presenti in Parlamento, o
Musumeci non è uomo da ribaltoni. Questo sia chiaro per tutti. Però
la maggioranza deve essere responsabile. Non basta dire bravo,
dobbiamo agire di conseguenza, e dobbiamo agire al più presto di
conseguenza. Perché veramente le emergenze sono tali e le
conosciamo. E Musumeci non ci dorme, come non ci dorme l'onorevole
Campo, non ci dormo io, non ci dorme l'onorevole Ragusa per esempio
sui problemi di Ragusa, dal Consorzio di bonifica e di quant'altro.
Ma su questi temi si deve intervenire e lo dobbiamo fare tutti
insieme.
Cari colleghi, mettiamoci la mano sul cuore. Facciamoci un
bell'esame di coscienza tutti e cerchiamo di rimboccarci le maniche
nell'interesse della Sicilia.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, era solo una puntualizzazione la mia,
perché dalle parole dell'onorevole Savarino traspariva quasi che
l'emergenza della quale è vittima il Comune di Porto Empedocle
fosse determinato da una incapacità amministrativa della nostra
Sindaca. Ma in realtà quel debito è un debito pregresso della
passata Amministrazione, uno dei debiti che ha determinato il
dissesto di quel Comune. E quindi in questo momento quella
difficoltà è una difficoltà ereditata dalla precedente
Amministrazione. E questo credo che debba essere - a onor di verità
- qualcosa che doveva essere detto in quest'Aula.
Detto questo, io desideravo esprimere il mio, come dire, sostegno
sotto il profilo personale al Presidente Musumeci per le parole
vergognose subite, ieri, sui social e credo che, quando i toni
vanno oltre, ci perdiamo tutti, il Parlamento tutto e la dignità di
ognuno di noi che rappresenta questa istituzione.
PRESIDENTE. Intanto, mi è sembrato positivo che tutti gli
interventi abbiano manifestato questa solidarietà, nei confronti
del Presidente della Regione. Prima di dare la parola all'onorevole
Cordaro, avverto che, a conclusione dell'intervento dell'onorevole
Cordaro, sospendo la seduta.
Abbiamo fatto troppo tardi per fare immediatamente la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, pertanto la stessa è
convocata per le ore 15.00 e alle 16.00 riprenderanno i lavori
d'Aula per la discussione delle mozioni.
Onorevoli colleghi, il termine per la presentazione degli
emendamenti ai due disegni di legge presentati, scadrà domani alle
ore 14,00.
CORDARO, assessore per l'ambiente ed il territorio Signor
Presidente, onorevoli colleghi chiederò, probabilmente qualche
minuto in più dei cinque che mi sono concessi, perché gli argomenti
che sono stati trattati dai colleghi meritano, certamente, qualche
approfondimento.
Voglio partire dal ricordo di Giovanni Tumbiolo, col quale mi ha
legato un rapporto di amicizia e col quale, spesso, ci siamo
confrontati senza esser, sempre e necessariamente, d'accordo però
nel riconoscimento reciproco dell'onestà intellettuale, della
conoscenza dei temi che affrontavamo e nell'interesse generale
della sua comunità e, comunque, dei siciliani. Sono certo che la
sua opera, la sua presenza, il suo lavoro, la sua dedizione, il suo
attaccamento ai valori che hanno segnato la sua vita mancheranno
alla Sicilia. E quindi, da parte del Governo, un pensiero
affettuoso e sincero alla signora, ai suoi figlioli, ai suoi
familiari.
Credo di dovere chiudere alcuni passaggi, anche se ritengo che,
quello che è accaduto stamattina, onorevoli colleghi, debba
prevedere nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, un
supplemento di valutazione e mi riferisco, intanto, al post di un
vigliacco, scellerato, che celandosi, molto probabilmente, dietro
un nome di fantasia ha utilizzato, però, la pagina Facebook
dell'onorevole Zafarana - che sono certo essere estranea alla
vicenda della quale stiamo parlando - per rivolgere un pensiero al
Presidente Musumeci di rara gravità. Gli augura una morte lenta e
dolorosa.
Questo credo sia il frutto dei tempi. Io ringrazio il Presidente
dell'Assemblea per le sue parole. Ho apprezzato l'atteggiamento e
le parole di tutti i capi gruppo. Ho apprezzato, particolarmente,
la presa di distanza dei colleghi del Movimento Cinque Stelle,
anche se rivolgo a tutti, a partire da chi parla, l'invito ad
entrare, se possibile, più nel merito degli argomenti moderando i
toni e dimostrando, ciascuno di noi per la sua parte di competenza,
senso delle istituzioni e senso di responsabilità. C'è tanta gente,
fuori da questo Palazzo, che soffre di sofferenze antiche e,
purtroppo, le parole spesso lasciate e lanciate al vento, vengono
raccolte da chi soffre e possono essere trasformate in, a volte,
altrettante parole gravi nella speranza che non ci sia mai
l'occasione per constatare che si è andati oltre.
E, quindi, un richiamo sentito. Un richiamo che non vuole essere
quello del maestro, o quello di chi ne sa più degli altri, ma un
richiamo da pari a pari, perché i toni che vengono usati in questa
Assemblea siano sempre più consoni alla gravità della situazione
sociale, e alla volontà di dare soluzioni all'esterno di
quest'Aula.
Il Governo Musumeci, al quale mi onoro di appartenere, ha
ordinatamente immaginato un percorso e l'ha rappresentato per primo
ai deputati. Il Presidente della Regione ha detto sin dall'inizio
che all'indomani dell'approvazione della legge finanziaria e, da
quest'anno, con l'introduzione del sistema proposto dal 118, che
prevede anche il collegato, nel tempo e nella cornice della
finanziaria, all'indomani quindi dell'approvazione del collegato o,
comunque, del suo esito, sarebbe partita la stagione delle riforme.
Ho molto apprezzato gli interventi di tutti, questo non significa
che li abbia condivisi tutti, ma ho particolarmente apprezzato
l'intervento del collega Giorgio Assenza, perché ha sfrondato da
idee, da parole e da manifestazioni di appartenenza, quello che
credo debba essere l'approccio, se vogliamo ricondurre il lavoro di
quest'Aula, ad un lavoro proficuo per i siciliani.
Sapete bene tutti, onorevoli colleghi, che la finanziaria esitata
dal Governo regionale si componeva di 27 articoli. Sapete bene
tutti che il disegno di legge sul collegato si componeva di 12
emendamenti stralciati, per ragioni coerenti, dal Presidente
dell'Assemblea e che, avendo carattere ordinamentale, non potevano
essere trattati in finanziaria e hanno costituito l'ossatura del
collegato.
Tutto quello che è accaduto dopo è, non responsabilità, ma
certamente opera dei parlamentari, e quindi credo che onestà
intellettuale di tutti imporrebbe di non attribuire al Governo, e
soprattutto al Presidente della Regione, responsabilità che egli
non ha, se la finanziaria è stata esitata con oltre 100 articoli e
se, a corredo del disegno di legge sul collegato, ci ritroviamo a
discutere di più di 200 emendamenti.
Invito, formalmente, il Presidente dell'Assemblea sul punto a fare
giustizia di tutti gli emendamenti che non possono stare lì dove
stanno, perché credo che quest'Aula abbia il dovere di focalizzare,
nella seduta prossima o al massimo la prossima settimana, perché il
Governo chiederà il ritorno in Aula del collegato, su quegli
articoli che formavano, che costituivano l'ossatura, l'impalcatura
del collegato, fermo restando che il Governo, così come è già
accaduto, durante la discussione della legge finanziaria, prenderà
atto delle valutazioni, della commissione bilancio prima e
dell'Aula dopo, circa l'eventuale introduzione di altre norme che
il Parlamento dovesse ritenere assolutamente necessarie.
Dire che due riforme non cambiano la storia della Sicilia è usare
una tautologia. Il Governo ne è ben consapevole.
Vorrei, però, ricordare che grazie all'apporto ed al confronto di
questo Parlamento, il Governo ha istituito un'autorità di bacino
che attendeva da 27 anni, ultima Regione d'Italia. Il Governo ha
già provveduto alla riforma della grande distribuzione. Il Governo
ha inserito nell'ambito della scorsa finanziaria, una serie di
norme che, per ragioni squisitamente politiche, perché erano
davvero norme che andavano nell'interesse generale, sono state
bocciate dalla maggioranza d'Aula.
Dico dalla maggioranza d'Aula, perché deve essere evidente a
tutti, come da tanto tempo ribadisce il Presidente Musumeci, che la
nostra, a sostegno del Governo, è una coalizione. Noi non abbiamo
maggioranza Per questa ragione e con assoluta chiarezza, noi
abbiamo già pronte, ed all'indomani dell'esito del collegato,
arriveranno all'attenzione del Parlamento, norme che, se saranno
condivise, potranno essere davvero di portata epocale. Mi riferisco
alla riforma della Pubblica Amministrazione; mi riferisco al
riordino dell'urbanistica che data 1978; mi riferisco ad esempio
alla riforma degli appalti; mi riferisco ovviamente al tema dei
rifiuti; mi riferisco all'agenzia per la casa; mi riferisco alla
riforma del credito che vogliamo fare già nel Collegato; mi
riferisco al demanio marittimo, che dobbiamo davvero mettere al
servizio dei siciliani, di chi vuole investire, di chi lo vuole
tutelare e di chi ne vuole, in maniera sana, usufruire.
Ed allora, ciò che è accaduto ieri è soltanto un momento di
empasse legato ad una maggioranza che numericamente è quella che ci
ha dato questa legge elettorale, come bene ha detto la collega
Savarino, e il consenso dei siciliani.
Certamente Musumeci non galleggerà - sappiatelo - non è una
minaccia, né velata, né aperta, è un dato dell'uomo, della sua
storia, della sua onestà intellettuale. Musumeci vuole, insieme al
Parlamento, cambiare la Sicilia. Musumeci sulle riforme non ha
aperto a Tizio o a Caio, Musumeci non ha cercato parlamentari per
sottrarli a questo o a quel Gruppo e non lo farà mai, non è nelle
sue corde. Musumeci non fa attività proditoria nei confronti di
questo o quel Gruppo parlamentare, non è nel suo modo di essere.
Musumeci ha aperto a tutto il Parlamento sulle riforme, sapendo
bene però che vi è un programma di una maggioranza che lo ha eletto
che prevede alcuni punti programmatici che noi riteniamo
essenziali, che possiamo migliorare, modificare se l'Aula lo
riterrà, ma rispetto al quale noi riteniamo di non dover
deflettere, fermo restando che le iniziative parlamentari che
dovessero venire da altre aree politiche, da altri gruppi
parlamentari, se indirizzati univocamente nell'interesse dei
siciliani verranno certamente ben accolti e formeranno oggetto di
confronto.
Il nostro è il desiderio di esprimere un metodo nuovo. Il nostro è
il desiderio di dire con forza che qui non ci sarà mai possibilità
di ribaltoni. I siciliani hanno premiato una maggioranza, con
quella andremo avanti, chiamasi maggioranza o coalizione di Governo
poco cambia, credo di essere stato chiaro sul punto.
E a mo' di esempio, nulla di personale onorevole De Caro, nulla di
personale onorevole Tancredi, ma la sua spiegazione al tema posto
dal collega De Caro dimostra, se ve ne fosse bisogno, come al di là
di quale amministrazione, se quella attuale del Movimento Cinque
Stelle o quella precedente, abbia la responsabilità, certamente
nessuna responsabilità, sull'argomento che lei ha proposto
all'Aula, ha il Presidente della Regione e questo Governo. Perché
se non si è innescato in quella amministrazione comunale il
percorso corretto per il ciclo dei rifiuti, lei comprenderà bene
che attribuire, questa volta sì surrettiziamente, una
responsabilità al Governo, finisce per essere un fuor d'opera.
Ed allora, considerato altresì, come credo sia ormai a tutti noto,
che il Governo nazionale non ha attribuito al Presidente della
Regione l'incarico commissariale sui rifiuti, ma come bene ha detto
la collega Savarino, ha dato un mandato preciso, io credo che anche
sotto questo profilo, e l'ho utilizzato ad esempio, senza con
questo voler essere in qualche modo offensivo, voler attaccare una
prerogativa del parlamentare, io credo che anche su questo punto
noi dobbiamo confrontarci, perché se in questi anni di parlamento
ho imparato una cosa è che quando si parla o si tratta un
argomento, l'argomento lo si deve conoscere bene, altrimenti si
rischia di venire smentiti e soprattutto si rischia di perdere di
credibilità.
Noi non perderemo mai di credibilità, lo dico a nome del Governo,
perché vogliamo confrontarci con compostezza ma con altrettanta
competenza, lo stiamo facendo dal primo giorno con grandi
sacrifici, consapevoli e certi della centralità del Parlamento e
consapevole come sono che in ogni caso il Presidente Musumeci - che
ha grande rispetto di ciascuno di voi e dell'istituzione intera -
non si sottrarrà mai al dibattito qualora questo dovesse essere
l'intendimento dell'Aula sul tema politico così come sul tema di
ciascun argomento che verrà trattato. Ricorderete che, a differenza
dei precedenti Presidenti, l'onorevole Musumeci è stato seduto
dall'inizio di ogni seduta alla fine della stessa durante la
finanziaria, ha ascoltato ciascun intervento, ne ha fatto tesoro ed
ha risposto, questo è un metodo, anche questo è un metodo nuovo.
Noi vogliamo dare un contributo perché la Sicilia cambi e lo
vogliamo fare con il contributo del Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro.
Onorevoli colleghi, alle ore 15.00 è convocata la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala Rossa ed alle ore 16,00
riprenderanno i lavori d'Aula per le mozioni.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alla ore 13.31, è ripresa alle ore 16.12)
La seduta è ripresa.
PARLAMENTARI
Comunicazione dell'esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che è appena terminata, ha
deciso di calendarizzare alle ore 15.00 di ogni martedì - salvo nei
periodi in cui l'Assemblea non si riunirà - la discussione di
interrogazioni dirette al Governo.
Abbiamo concordato con il Governo che ogni venerdì si deciderà
quali sono le interrogazioni da portare in Aula che tutti i martedì
del mese, dalle ore 15.00 alle ore 16.00, verranno discusse.
Discussione di mozioni
Si passa al III punto all'ordine del giorno: Discussione di
mozioni.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che ci sono
decine di mozioni da approvare ed abbiamo oggi in Aula due
assessori presenti, l'assessore Cordaro e l'assessore Bandiera,
propongo di cominciare da quelle Rubriche.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Aricò, ma avevamo detto al
Governo che avremmo trattato la mozione sui rifiuti. C'è
l'assessore Cordaro che può essere più preciso.
Assessore Cordaro, vi sono delle mozioni i cui temi sono
prioritari per i Gruppi ma mancano gli assessori al ramo, c'è
soltanto l'assessore per l'agricoltura. Le mozioni individuate come
prioritarie erano sulla sanità e non sull'agricoltura, che vogliamo
fare?
Mi rendo conto che non possiamo dare la responsabilità al Governo,
poiché deciso tutto in modo confuso tra ieri e oggi senza richiesta
specifica degli assessori di riferimento, quindi non me la sento di
dare responsabilità a nessuno.
Assessore Bandiera potremmo trattare le mozioni nn. 94 e 96 se lei
è d'accordo.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura lo sviluppo rurale e la
pesca. Sì.
PRESIDENTE. Si procede, quindi, con la discussione della mozione
n. 94: Ritardi dell'erogazione delle indennità del PSR a
superficie' per il settore biologico delle misure agro-alimentari ,
degli onorevoli, Palmeri e altri.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la Sicilia, secondo gli ultimi dati del Coreras, è la
regione italiana che possiede la maggiore Superficie agricola
utilizzata (SAU), pari ad 1.387.520,77 ettari, che equivalgono al
10,8% della SAU nazionale e che, nel settore del biologico è la
prima regione italiana sia per numero di operatori (11.326 aziende
pari al 18,9% del dato nazionale) che per SAU (345.071 ettari pari
al 23,1% del dato nazionale);
CONSIDERATO che:
l'adesione al regime in biologico comporta alle aziende agricole
una riduzione della produttività che può oscillare tra il 20 ed il
40 % e che tale diminuzione produttiva non viene spesso compensata
da un maggior prezzo del prodotto. Tale questione arreca evidenti
difficoltà economiche delle aziende agricole che, pur fornendo un
grande servizio ecologico alla comunità per la diminuzione dei gas
effetto serra prodotti dall'agricoltura convenzionale, devono
sobbarcarsi l'intero onere ecologico;
l'adesione al regime biologico è contraddistinta da ulteriori
costi di notifica, PAP (Programma Annuale delle Produzioni
biologiche), analisi chimico-fisiche, spese tecniche, costi per
organismi di controllo e certificazioni, ecc., con ulteriori
aggravi a carico delle stesse aziende agricole;
la partecipazione al bando del biologico (misura 11 del PSR 2014 -
2020), a cui hanno aderito una parte di queste aziende, ha
comportato ulteriori costi di notifica, autorizzativi e di
consulenza tecnica sta incontrando parecchie difficoltà per la fase
di pagamento del premio alle aziende in graduatoria utile e che
tale questione sta configurando per le stesse, la maggior parte
delle quali, per discrasie di funzionamento e dialogo tra
l'Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana e
l'AGEA, non hanno ancora ricevuto il premio annuale (a partire dal
2015);
il premio del biologico (di cui al Reg. (CE) nº 834/2007)
rappresenta per ogni anno una misura di compensazione alle minori
produzione e che questa misura compensativa deve essere percepita
dalle aziende agricole all'interno dell'esercizio agrario pena il
rischio di default economico delle stesse;
PRESO ATTO altresì che le criticità, rilevate nel sistema
informativo dell'organismo pagatore AGEA, sono state affrontate più
volte ed a vario livello senza che queste abbiamo ad oggi prodotto
nulla di concreto e tangibile; mettendo le aziende agricole
siciliane in serie difficoltà e col rischio di fallimento e
chiusura delle attività su tutto il territorio regionale,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'AGRICOLUTURA, LO SVILUPPO RURALE
E LA PESCA MEDITERRANEA
ad attivare tutte le iniziative amministrative necessarie tra
tutti gli Enti preposti, affinché si determini che il pagamento del
biologico, così come tutte le altre misure connesse alle superfici
ed agli animali, a decorrere dalla campagna 2018 in corso, anche in
forma di un primo congruo acconto (secondo i criteri adottati da
AGEA per i pagamenti PAC, ovvero: acconto 70% con pagamenti a
decorrere dal 16/10 di ogni anno e saldo entro il 30/06 dell'anno
successivo), venga pagato entro l'annata agraria di riferimento;
ad informare urgentemente, presso la competente commissione
legislativa, sulle misure che si ha intenzione di mettere in campo
allo scopo di risolvere definitivamente l'annosa difficoltà di
dialogo e di gestione delle erogazioni in agricoltura, oramai non
più procrastinabili, con l'organismo pagatore AGEA, relativi
soprattutto alla misura 11 del PSR.»
PALMERI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n. 94
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mozione
vuole trattare il problema delle indennità a superficie, quindi le
misure che riguardano, in particolare il biologico, la
problematica del biologico, in quanto moltissime aziende agricole
che hanno fatto degli esosi investimenti per convertire la propria
azienda, verso questa modalità agricola, nei fatti poi non hanno
avuto questa indennità.
Questo finanziamento nonostante sono risultati vincitori nei
progetti e a causa, soprattutto di ritardi e di tutta una serie di
disfunzioni, burocratiche-amministrative, sia a livello regionale,
ma evidentemente c'è anche un problema con l'organismo pagatore
AGEA, quindi noi chiediamo al Governo regionale di trovare una
soluzione momentanea per dare un sollievo immediato a queste
aziende che purtroppo, molte di queste sono andate incontro a un
fallimento.
Nelle more di risolvere tutti questi problemi burocratico-
amministrativi derivante anche da un malfunzionamento della
piattaforma informatica per accedere a queste progettualità e per
caricare proprio i programmi e portare avanti le pratiche, in
particolare chiedevamo tutte le iniziative amministrative
necessarie da tutti gli enti preposti, affinché si determini che il
pagamento del biologico, così come tutte le altre misure connesse
alla superficie di animali a decorrere dalla campagna 2018 in
corso, anche in forma di un primo congruo acconto. Secondo i
criteri adottati da Gea per i pagamenti pacco, per acconto del 70
per cento con pagamento a decorrere dal 16 ottobre di ogni anno e
il saldo entro il 30 giugno dell'anno successivo; affinché questi
pagamenti possano avvenire entro l'annata agraria di riferimento.
PRESIDENTE. L'Assessore Bandiera ha facoltà di parlare per
rispondere all'interrogazione.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura lo sviluppo rurale e la
pesca, Signor Presidente, onorevoli deputati, intanto non posso che
comunicare la disponibilità del Presidente, già dal prossimo
martedì, sul tema delle interrogazioni in Aula.
Venendo al merito della mozione io devo ringraziare i deputati
redattori della stessa mozione perché mi consentono di
rappresentare all'Aula quanto in essere e quanto gli Uffici siano
già attivi su questo tema che è l'ulteriore calamità che tocca alla
Sicilia rispetto a quelle legate alle intemperie.
Devo, intanto, rappresentare il fatto che la questione, e
l'organismo pagatore Agea è una questione che sta arrecando
problematiche di questa natura, in qualche caso più gravi, in tutto
il territorio nazionale.
Rappresento, onorevole Palmeri, il fatto che in data 14 giugno
abbiamo tenuto un appuntamento importante che è l'annuale Comitato
di Sorveglianza alla presenza del Commissario europeo, del
rappresentante della Commissione europea, il dott. Nicolia, questi
nel suo intervento, nel complimentarsi con la Sicilia per le
perfomance legate alla stato di attuazione del programma di
sviluppo rurale che riguarda la Sicilia, ha chiaramente, intanto,
sottolineato come la Sicilia sul tema della spesa già effettuata
sia tra le prime Regione italiane, noi quest'anno abbiamo già
raggiunto a giugno gli obiettivi annuali, il cosiddetto n+3, siamo
avanti di 40 milioni sulla spesa 2018 e le nostre stime ci dicono
che chiuderemo a più 80 milioni a fine anno.
La problematica pagamenti, problematica Agea, fa sì che mentre la
Sicilia è tra le Regioni italiane con una maggiore spesa, siamo al
21% di somme già erogate in tema di PSR, l'Italia è al 18% la media
nazionale, a fronte di una media europea del 28%.
Devo dire, altresì, che il Commissario europeo ha anche
rappresentato il fatto che la Sicilia in tema di pagamenti ricevuti
da AGEA ha la migliore perfomance italiana negli ultimi quattro
mesi, dico questo perché come è noto abbiamo avuto occasione anche
di parlarne di persona da subito consapevoli della difficoltà
enorme che vivono i nostri agricoltori, aziende in ginocchio,
parlavo poco fa di una calamità, ci siamo attivati prontamente con
interlocuzioni con AGEA, con chiarimenti di carattere tecnico,
sbloccando se siamo tra i primi come perfomance nell'ultimo
quadrimestre abbiamo sbloccato qualcosa come 60 milioni di
pagamenti, 5 milioni settimana scorsa, 2 milioni e mezzo l'altro
ieri, 250 mila euro oggi.
Chiaramente questo dato non ci rasserena, fa sì che tutt'oggi
abbiamo in itinere una riunione in Assessorato perché abbiamo
chiesto a tutti i responsabili degli Ispettorati della provincia di
portarci il resoconto analitico sul numero di pratiche e sulle
cosiddette anomalie bloccanti e abbiamo avuto modo di verificare
che essenzialmente il problema è di carattere informatico, il
software di AGEA, le faccio un esempio: misura 11, quindi
biologico, anno 2015 quello più arretrato, 5 mila pratiche circa, 2
mila e cinquecento sono state pagate in automatizzato' in questi
mesi, mi lasci dire, anche a seguito di azioni forti, di viaggi a
Roma, di convocazioni in Assessorato dei tecnici AGEA. Resta il
problema su 2 mila e cinquecento pratiche, su queste ne abbiamo
circa settecento che hanno delle problematiche sulla conduzione del
fondo: le do il dettaglio, quindi titolo di conduzione
sostanzialmente una anomalia bloccante perché a fronte di alcune
dichiarazioni che devono fare gli agricoltori, o a fronte di
intestazioni che avevano dichiarato di avere, poi AGEA ci segnala
che nel frattempo il quadro è mutato e quindi la pratica va in
anomalia, il nostro controllo analitico ci ha portato a verificare
che spesse volte è il software che non riconosce perché pagano
attraverso un algoritmo, purtroppo, è un sistema anche complesso.
Accanto a questo ci sono mille e seicento pratiche, le spiego
brevemente l'anomalia: c'era una prima dichiarazione, una prima
notifica: io agricoltore dichiaro che conduco e dichiaro questa
superficie, nel frattempo è passato tempo, sono cambiate le
condizioni, fu consentita una seconda notifica, quindi con
situazione aggiornate. Il software di Agea si riferisce alla prima
notifica e non alla seconda, quella reale, e quindi la pratica va
in blocco, anche qui noi abbiamo fatto delle segnalazioni, delle
comunicazioni, abbiamo rappresentato il tutto.
AGEA - che per questa vicenda - ma gliela potrei replicare per
tutti gli altri casi, deve semplicemente, ma è in ritardo,
modificare l'algoritmo per portare a seconda notifica rispetto a
prima, e lei lo ha rappresentato anche nel suo intervento,
problematiche di carattere di software e di sistema.
Noi abbiamo fatto tutte le comunicazioni del caso, stiamo
spingendo e monitorando non a caso, ribadisco ciò che le dicevo in
premessa, e siamo la Regione che negli ultimi quattro mesi ha avuto
i maggiori pagamenti: le posso assicurare che continuiamo a
lavorare su questa strada cercando ulteriormente di rendere
efficiente la macchina.
Proprio per domani ho già convocato i CA delle Confederazioni
agricole per un tavolo tecnico per ulteriormente definire e
sistemare queste questioni; chiaramente, è un percorso che ci vede
man mano con pagamenti che stanno arrivando.
Non c'è né serenità né alcun rilassamento su questa vicenda perché
abbiamo piena contezza di quelle che sono le difficoltà enormi che
vivono i nostri agricoltori, ma come ho avuto modo di
rappresentarlo, e se vuole lo farò carte alla mano, anche perché
ciò che è emerso nel comitato di sorveglianza è chiaramente
registrato e verbalizzato, stiamo lavorando e anche tanto, mi lasci
dire, quotidianamente, oggi, domani e continueremo su questo tema.
Chiaramente non siamo affatto soddisfatti di come sta lavorando
l'AGEA su questa vicenda, lei accennava all'acconto, devo dirle che
laddove questa prassi è stata adottata non ha portato a particolari
miglioramenti, anzi in qualche caso siccome l'acconto non lo danno
alla cieca, l'acconto viene dato comunque previo controllo, quindi
obbligherebbe due volte a fare la stessa procedura e quindi spesse
volte si arriva prima con il saldo, così è capitato, che non con
l'acconto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 94 - Ritardi
nell'erogazione delle indennità del PSR 'a superficie' per il
settore biologico e delle misure agro-ambientali.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla mozione n. 96 Trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agricoli siciliani', a firma
dell'onorevole Sunseri ed altri. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
con Regolamento n. 1305 del 17 dicembre 2013 l'Unione Europea ha
istituito un sostegno a favore dello sviluppo rurale, e in
attuazione di quanto disposto, l'Assessorato Regionale
dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea
ha predisposto il Programma di Sviluppo Rurale della Regione
Sicilia - PSR Sicilia 2014/2020, approvato dalla Commissione
Europea con Decisione (C) 2015 n. 8403 del 24.11.2015 e adottato
dalla Giunta Regionale di Governo con delibera del 26 gennaio 2016,
n. 18;
il PSR Sicilia 2014/2020 prevede la sottomisura 4.2 'Sostegno a
investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione
e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli' finalizzata a
favorire la ristrutturazione e l'ammodernamento del sistema
produttivo aziendale e agroalimentare, orientato al miglioramento
del rendimento economico delle attività e al riposizionamento delle
imprese sui mercati;
la dotazione finanziaria del bando, pubblicato il 29 novembre
2016, è pari a 70.000.000,00 di euro;
con DDG n. 2900 del 6 ottobre 2017 sono stati approvati gli
elenchi definitivi delle istanze ricevibili e irricevibili, al
quale ha fatto seguito il procedimento amministrativo relativo
all'ammissibilità e alla valutazione delle domande pervenute;
il 02/02/2018 con DDS n. 110, poi annullato e sostituito dal DDS
118 del 13/02/2018, sono stati approvati gli elenchi provvisori
delle domande ritenute ammissibili, di quelle che non hanno
raggiunto il punteggio minimo (non ammissibili) e di quelle
escluse;
l'iter procedurale, avviato il 29 novembre 2016, non si è ancora
concluso;
CONSIDERATO che:
le istanze provvisoriamente ritenute ammissibili sono 119 e
superano la dotazione di 70.000.000 euro prevista dal bando, ma non
la dotazione finanziaria dell'intera misura pari a euro
148.000.000;
lo scorrimento della graduatoria eviterebbe ai soggetti
beneficiari degli interventi - che, nell'ipotesi dell'emanazione di
un nuovo bando, presenterebbero con molta probabilità una nuova
istanza per accedere alla Misura - l'onere della ripresentazione di
tutta la documentazione, peraltro abbastanza complessa;
la tempistica connessa all'emanazione di un nuovo bando per
esaurire la dotazione finanziaria dell'intera Misura, rispetto a
quella connessa allo scorrimento della graduatoria esistente,
ritarderebbe ulteriormente l'accesso al finanziamento da parte
dei potenziali soggetti beneficiari;
il mancato scorrimento impedirebbe ai soggetti rientranti
nell'elenco provvisorio delle istanze ammissibili di vedersi
riconosciute le spese connesse alla progettazione dell'intervento
proposto nella domanda di sostegno, inclusi gli studi di
fattibilità, effettuate nei 12 mesi prima della presentazione della
domanda stessa;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA, LO SVILUPPO
RURALE
E LA PESCA MEDITERRANEA
ad adottare ogni atto necessario allo scorrimento delle
graduatorie definitive della sottomisura 4.2 'Sostegno a
investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o
dello sviluppo dei prodotti agricoli', fino a copertura delle
risorse richieste e ritenute ammissibili.»
SUNSERI. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
la mozione fa riferimento alla misura 4.2 del PSR, ne abbiamo
discusso già diverse volte sia gli imprenditori agricoli che tutte
le associazioni di categoria richiedono, visti i tempi lunghissimi
che riguardano i bandi sul PSR, di andare a scorrimento su quella
misura che è una di quelle misure che permetterebbe di finanziare
circa 120 Aziende utilizzando sempre la stessa somma ed evitando di
dover presentare un altro bando e quindi la partecipazione
nuovamente a un bando ed in questo momento è trascorso praticamente
più di un biennio.
Quindi, è una misura diciamo di sostegno a quelle Aziende che già
hanno espletato un percorso, che risultano ammissibili e che quindi
sarebbe assurdo pensare di dover perdere altri due anni per poi
magari rivedere le stesse identiche domande ripresentate nel più
breve tempo possibile.
SAVARINO. Chiedo di parlare per dichiarare di apporre la mia firma
alla mozione n. 96.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la
parola per potere apporre la mia firma alla mozione dell'onorevole
Sunseri, perché ne condivido il contenuto e se fosse possibile
suggerirei all'Assessore di utilizzare lo stesso metro anche per le
altre misure affinchè possano scorrere utilizzando quindi le
domande che sono ammissibili, che sono valide, in modo da favorire
le Aziende agricole così come ci viene sollecitato dai territori
che sono già presenti nelle graduatorie giacenti all'Assessorato
dell'Agricoltura.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho letto
la mozione n. 96 ma ho ascoltato l'intervento del collega e ho
capito l'obbiettivo, poi rafforzato dall'altro intervento della
collega che addirittura chiede l'estensione a tutte le misure.
Io vorrei ricordare, credo che l'Assessore ha modo anche di
valutare quello che sto per dire, che il PSR, questa misura che tra
l'altro è stata la prima misura messa a bando tra i 44 bandi che
sono stati fatti durante l'avvio del PSR, credo che ci siano, se
non ricordo male 50 milioni o 70 milioni di Euro.
E per scelta, ma anche per rispetto all'attività di programmazione
si è deciso allora di utilizzare una parte delle risorse e, per chi
sarebbe arrivato dopo di me, consentire ai nuovi Assessori di fare
un'altra parte di programmazione, tenuto conto che c'è anche una
procedura vincolata da parte dell'Unione Europea che obbliga ad
utilizzare le misure con diversi bandi e non con bando unico.
Oggi che cosa si determinerebbe? Una volta che tu hai messo a
bando, sapevi che avevi X risorse, c'è una graduatoria, c'è chi ci
entra, c'è chi non rientrerà nelle risorse. Noi così, scorriamo la
graduatoria, mettendo le ulteriori risorse che sono disponibili
nella Misura 4.2, sempre che l'Assessorato nella rimodulazione
finanziaria non possa prevedere eventuali utilizzi per altre
attività. Ricordo, una per tutte, che c'è l'indennità compensativa
che ad oggi non ha più copertura ed è uno dei settori molti
delicati per l'attività agricola-zootecnica della nostra Regione.
Ma, al di là degli eventuali utilizzi di risorse liberate, il punto
è che una volta che si ha già una graduatoria, si sa chi sono le
ditte che hanno fatto l'istanza, si mettono le risorse, si
utilizzano quelle risorse per chi non sarebbe stato ammesso nel
primo bando. E vorrei ricordare che è una procedura che può essere
oggetto di rilievi di qualunque tipo.
Il principio che esiste è che, una volta definiti i soggetti in
una graduatoria, si sta in qualche modo determinare a tavolino chi
sarà il beneficiario di quella misura.
Credo che sia corretto, invece, fare più bandi, tenuto conto che
il PSR è un settennato, scade nel 2020 la procedura dei vari bandi.
Semmai, ne approfitto per dire una cosa che certamente mi stupisce,
il vero nodo è i tempi con i quali si definiscono le graduatorie
definitive. Perché l'unica Misura che fino ad oggi ha una
graduatoria definitiva, pare che sia la 4.2, forse la 4.1, ancora
mi si dice che c'è discussione sui criteri, sulla uniformità dei
giudizi da parte dei vari Ispettorati provinciali.
Insomma, è evidente che se tieni aperta una misura per più di due
anni, c'è quella sui giovani che, tra l'altro, è stata fatta più di
un anno fa e ancora mi si dice che non si sono neanche aperte le
istruttorie per la graduatoria provvisoria, prima ancora di quella
definitiva, è evidente che così rischiamo di far saltare il PSR.
Nel senso di farlo saltare sui tempi.
Noi abbiamo un obbligo, entro il 2020 fare tutte le procedure di
bandi sulle varie Misure ed entro il 2023 rendicontare tutte le
somme all'Unione Europea. Questi tempi che non sono dilazionabili e
non sono negoziabili, è evidente che noi dobbiamo interrogarci e
interrogare l'Amministrazione sulle modalità affinché si rispettino
questi tempi. Tanto più che, anno per anno, c'è un target di spesa.
Io so che l'Assessore qualche settimana fa ha fatto una conferenza
stampa, anzi al Comitato di sorveglianza ha annunciato che noi
abbiamo già raggiunto gli obiettivi del 2018 e anche quelli del
2019, nel senso che siamo lì lì. Per una ragione. Noi abbiamo
utilizzato il 2018, abbiamo raggiunto gli obiettivi perché abbiamo
fatto la spesa del vecchio PSR trascinandolo nel nuovo PSR.
Attenzione Il nuovo PSR, ad oggi, ha avuto una reale capacità di
spesa sui bandi e sulle pratiche avviate con il nuovo bando che è
infinitesimale. Noi diciamo bene, abbiamo raggiunto gli obiettivi.
Lo dicevo anch'io perché non era merito politico, era un merito
amministrativo semplicemente. Ma noi con questi tempi rischiamo di
arrivare ad un tempo finale che non coincide con la possibilità di
rendicontare quei progetti. Il risultato quale sarà? Metteremo nei
guai le aziende, perché molte aziende si ritroveranno decreti fatti
ma non saranno in grado di completarli entro i termini. Quindi si
apriranno contenziosi, oppure saremo costretti a dare le deroghe ma
incidendo sul futuro PSR. Quindi non utilizziamo le risorse di ora
per pregiudicare quelle che arriveranno dal 2020 al 2027.
Allora, personalmente non condivido la scelta per le ragioni che
ho detto, ma aggiungo e suggerisco all'Amministrazione di darsi un
cronoprogramma non politico ma amministrativo per chiudere le
graduatorie, per consentire di fare in modo che la gente sappia
quando sarà finanziata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Bandiera per
rispondere alla mozione.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, comincio
dalla fine, a proposito del cronoprogramma che è già stato dato.
Peraltro, proprio di recente, siamo venuti fuori con la graduatoria
definitiva della misura 4.3, per capirci Infrastrutture, strade
interpoderali , iniziative fondamentali per consentire alla nostre
aziende agricole di uscire fuori dalla marginalità territoriale e,
quindi, anche economica ed occupazionale.
La 4.2, com'è stato riportato, è stata oggetto di pubblicazione di
graduatoria definitiva. Sulla 4.1 siamo arrivati. A breve, nei
prossimi giorni, stanno arrivando dalle province le graduatorie, e
il loro lavoro, in via definitiva. Quindi, entro la fine del mese
ma diversi giorni prima, veniamo fuori con la graduatoria della
4.1.
Sulla 6.1, onorevole Cracolici, è stata riportata una notizia non
vera. E' già oggetto di attività lavorativa, da parte degli
ispettorati. Personalmente, abbiamo assegnato termini ai vari
ispettorati provinciali, il termine di agosto dando indicazione,
anche, di contingentare o limitare le ferie per chi deve esaminare
queste pratiche. Chiaramente, ricordo a me stesso ma rappresento
all'Assemblea che si tratta di quasi 5 mila pratica. Dico solo che,
per presentare il progetto, le associazioni di categoria e gli
ordini professionali hanno chiesto diverse proroghe. Quindi, una
fase di progettazione che, per desiderio dei rappresentanti del
territorio è durata 229 giorni. Quindi, voi capite che 5 mila
pratiche, otto mesi di lavoro per la progettazione, fa sì che gli
uffici, peraltro sguarniti così come tutti gli uffici della
Regione, devono fare un lavoro importante che stanno facendo.
Abbiamo assegnato un termine di metà agosto. Siamo ottimisti sul
raggiungimento di questa performance ma, se così non dovesse
essere, si tratterebbe di pochissimi giorni o settimane di
slittamento.
Venendo all'oggetto della mozione, devo dire che c'è una
condivisione su tutti gli interventi. Io farei un ragionamento
bando da bando . Cioè vorrei distinguere alcuni bandi, parliamoci
chiaro come quello della 4.2, sono in linea perfettamente con
quelle che sono le politiche del Governo, dell'assessorato.
Parliamo di trasformazioni agro-alimentari, io la definisco
quell'industria pulita in grado di conferire uno straordinario
valore aggiunto al prodotto. E produrre da noi costa tanto.
Quindi, il valore aggiunto che dobbiamo dare è fondamentale per
rendere sostenibile l'attività economica. Quindi, su questo,
riterrei anche la mozione, ma lo dico nel rispetto ovviamente
dell'attività parlamentare, superata perché già, proprio in sede di
Comitato di sorveglianza, ho rappresentato la precisa volontà di
far scorrere la graduatoria senza equivoci, senza scelte. C'erano
70 milioni posti in una prima fase. La dotazione era di 148
milioni, noi impieghiamo tutti i 148 milioni. Quindi, se con 70
milioni andiamo a finanziare 39 progetti, con 148 milioni arriviamo
alla posizione novantesima, con 148 milioni. Nessuno potrà dire che
abbiamo avuto una discrezione, perché mettiamo tutte le poste: dove
arriviamo, arriviamo
E, siamo convinti che arriviamo, dai conti fatti, arriveremo alla
posizione n. 90.
In altre misure, devo dire, saranno oggetto di nuovo bando anche
perché, lo dico ma è chiaro che alcune vicende le verifichi in
corso d'opera, noi riteniamo, per esempio, che nella 4.1 un
massimale di 5 milioni di euro sia eccessivo, dinnanzi a quella che
è la condizione delle nostre piccole e medie aziende. Quindi su
questo tema, e su altri temi, chiaramente, siamo intenzionati a
porre delle modifiche e, quindi, verremo fuori con una 4.1
ovviamente nel rispetto del lavoro di chi ci ha preceduto perché,
assieme a quello che stiamo compiendo, sta dando i frutti in
termini di spesa che, appunto, vi ho rappresentato.
Per cui, non so se la Presidenza riterrà di mettere ai voti la
mozione, ma nel caso è un ad adiuvandum, è già nei verbali del
Comitato di gestione dove abbiamo rappresentato la precisa volontà
di far scorrere, fino in fondo fino ai 148 milioni, questa
graduatoria e devo dire che il Commissario europeo, presente, non
ha obiettato ritenendola una prassi assolutamente praticabile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
L'onorevole Cracolici ha espresso voto contrario.
Ci sarebbe il tempo per discutere un'altra mozione ancora, la n.
106 dell'onorevole Pagana, sul rifinanziamento delle legge
regionale 12/1989. Ma non può rispondere l'assessore per
l'agricoltura perché è di competenza della sanità, quindi.
Sull'ordine dei lavori
PAGANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente per
un impegno preso qui, fuori da questo Palazzo. Mi sembra giusto
informare il Governo, informare questo Parlamento che in questo
momento, a Nicosia, già da giorni, ci sono degli allevatori che
stanno occupando la sala consiliare. E' una protesta che è iniziata
a Nicosia ed a quanto pare, giustamente, sta montando per gli altri
comuni.
Ora, sappiamo che le problematiche degli allevatori sono dovute ad
una politica sanitaria, sono dovute ai problemi con AGEA, su cui
non possiamo intervenire direttamente ma, comunque, possiamo
mettere tutto il nostro impegno e, ribadisco, l'abbiamo già fatto
con le mozioni, la piena disponibilità del Gruppo politico, ma sono
certa, dell'intero Parlamento, affinché si vada in questo senso.
A Nicosia, stanno protestando perché gli allevatori stanno vivendo
un momento di crisi difficilissimo. Lo stanno vivendo gli
allevatori, lo stanno vivendo gli agricoltori.
Avevamo la mozione sul rifinanziamento della legge n. 12/89.
Signor Presidente, mi rivolgo a lei. Facciamo in modo che questo
Parlamento cominci seriamente a lavorare, perché laddove noi da
deputati regionali possiamo intervenire, abbiamo il dovere di farlo
e, quindi, dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterlo fare.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevole Pagana, ho avuto
notizie, sono in contatto costante col territorio di Nicosia, ho
sentito il prefetto, tra l'altro l'ho aggiornato su questa attività
che stiamo svolgendo nei confronti di Agea, ricevendo attestazioni,
fra l'altro, assolutamente positive sul lavoro in itinere.
Ho, anche, sentito il sindaco, mi verrà a trovare domani insieme
ad una ristrettissima delegazione di allevatori. Il sindaco mi
comunicava che il presidio è stato, al momento, rimosso e, quindi,
avrò modo domani di rappresentare quello che ho appena
rappresentato in Aula, nonché chiarire tutto ciò che riterranno di
avere chiarito.
INTERNO
Comunicazioni, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno
CRACOLICI. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi si consenta
di chiedere alla Presidenza ed al Governo, visto che c'è
l'assessore per i rapporti col Parlamento, di calendarizzare con
una certa urgenza, il tema Riscossione Sicilia .
Noi abbiamo letto sui giornali che il nuovo Consiglio di
amministrazione, che era stato nominato si è dimesso e motivando le
dimissioni, con una situazione abbastanza grave, debitoria da parte
di Riscossione Sicilia. Ricordo, signor Presidente, che Riscossione
Sicilia non è una società partecipata, soltanto. Riscossione
Sicilia è il soggetto che riscuote, per conto dell'amministrazione
regionale, i tributi e le varie attività finanziarie che sono anche
in capo, in alcuni casi, ai comuni.
La crisi di Riscossione Sicilia è una crisi che investe
direttamente la Regione, intesa come istituzione. Ecco, perché le
chiedo di parlamentarizzare questa crisi, anche perché, e lo dico
all'assessore Cordaro, che c'era anche nella scorsa legislatura,
proprio in ragione di quella crisi che viene, purtroppo, da
lontano, noi abbiamo fatto una legge. Una legge che prevede dei
tempi, un cronoprogramma, compresa la possibilità di trasferire le
competenze di Riscossione Sicilia al soggetto nazionale che
riscuote.
Tra l'altro - e concludo - mi risulta che un comitato di tecnici
di cui l'assessore Armao si avvale per le attività di supporto alle
sue competenze per cui ha avuto la delega, abbia prodotto una
relazione nella quale sostanzialmente si dice che non ha più
ragione d'essere - può darsi che mi sbaglio - la possibilità di
mantenere sul piano regionale il soggetto riscuotitore.
Noi siamo chiamati a delle scelte delicate che investono
l'autonomia della Regione, il profilo istituzionale, pertanto io le
chiedo, Presidente, su questo tema, è un tema molto delicato che
riguarda il futuro anche di questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici, è chiaro che dal punto di
vista politico l'attenzione è massima, dal punto di vista
parlamentare deve esserci un atto parlamentare.
CRACOLICI. E' stato già predisposto.
PRESIDENTE. Benissimo, me ne accerterò subito. Se è una mozione la
calendarizzeremo al più presto possibile.
Onorevoli colleghi, premesso che, se dovesse essere pronto il
collegato, come ho già detto prima, sono disponibile a fare una
apertura e chiusura per rinviarlo alla seduta successiva, la seduta
è rinviata a martedì 26 giugno 2018, alle ore 15.00, con il
seguente ordine del giorno:
COMUNICAZIONI
SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ART. 159, COMMA 3, DI INTERROGAZIONI
E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA: Agricoltura, sviluppo rurale
e pesca mediterranea (V. allegato)
DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Interventi a sostegno dei soggetti con disturbi specifici di
apprendimento (DSA) (n. 96/A) (seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
2) Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-
culturale dei siti legati alla Seconda Guerra Mondiale in Sicilia
nel 75 anniversario dell'Operazione Husky (n. 103/A) (seguito)
Relatore: on. Schillaci
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI MOZIONI (V. allegato)
PROCEDURA D'URGENZA DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme in materia di organizzazione del servizio di
gestione integrata dei rifiuti urbani per un'economia
circolare . (n. 267)
La seduta è tolta alle ore 16.47
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio