Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 52 di mercoledì 27 giugno 2018
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.48

   PAPALE,  segretario, dà lettura del processo verbale della  sedute
  n. 50 del 26 giugno 2018 che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che gli onorevoli  Barbagallo,  Cateno  De
  Luca, Fava, Catalfamo hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   PAPALE, segretario:

   -Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
      per la gestione integrata dei rifiuti (n. 290).
   Di iniziativa governativa presentato il 26 giugno 2018.

   - Sicilia Pesca Mediterranea  - Identità ed Economia del mare (n.
      291).
   Di iniziativa governativa presentato il 26 giugno 2018.

   INTERNO

    Elezione di deputati Segretari ai sensi del comma 7 dell'art. 4
                        del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  L'ordine  del  giorno  reca:   Elezione  di  deputati
  Segretari  ai  sensi  del  comma  7  dell'art.  4  del  Regolamento
  interno .
   Comunico  che, ai sensi del comma 2 del vigente articolo  168  del
  Regolamento  interno dell'Assemblea, il Consiglio di Presidenza  ha
  proceduto agli adempimenti ivi prescritti, propedeutici all'odierna
  elezione.
   Ricordo, quindi, che, a norma dei commi 5, 6, 7, 8, 8 bis e 8  ter
  dell'articolo    4    del   Regolamento   interno   dell'Assemblea,
   Nell'Ufficio  di  Presidenza devono essere rappresentati  tutti  i
  Gruppi  parlamentari  costituiti di diritto ai sensi  dell'articolo
  23, comma 2, esistenti all'atto della sua prima elezione.
   Quando,  a seguito delle votazioni di cui al comma 1 del  presente
  articolo, uno o più Gruppi di cui al comma precedente, diversi  dal
  Gruppo  Misto, non risultino rappresentati, si procede all'elezione
  di  un  corrispondente numero di Segretari, che  ha  luogo  in  una
  successiva    seduta   nella   data   stabilita   dal    Presidente
  dell'Assemblea.
   Qualora  i  Gruppi parlamentari costituiti di diritto  di  cui  al
  comma  5  siano  già rappresentati nell'Ufficio di  Presidenza,  si
  procede in subordine all'elezione degli ulteriori Segretari  fra  i
  deputati   appartenenti  a  Gruppi  parlamentari  autorizzati   dal
  Consiglio  di Presidenza, che siano espressione di forze  politiche
  che   abbiano  partecipato  con  proprie  liste  aventi  lo  stesso
  contrassegno  alla competizione elettorale, e che abbiano  ottenuto
  nell'intera  Regione una cifra elettorale pari almeno  alla  soglia
  percentuale  minima  dei  voti  validi  prevista  dalla  legge  per
  l'elezione dei deputati all'Assemblea regionale siciliana.
   Il  numero  degli  ulteriori Segretari, di cui ai  commi  6  e  7,
  comunque  eletti  non  può  in  ogni caso  essere  complessivamente
  superiore a due.
   Ciascun  deputato può scrivere sulla scheda di votazione  un  solo
  nominativo. Sono eletti coloro che, essendo iscritti ai Gruppi  non
  rappresentati di cui ai commi 6 e 7, ottengono il maggior numero di
  voti limitatamente ad uno per ciascuno dei suddetti Gruppi.
   I  Segretari eletti ai sensi dei precedenti commi 6 e  7  decadono
  dall'incarico  qualora venga meno il Gruppo  cui  appartenevano  al
  momento dell'elezione ovvero nel caso in cui entrino a far parte di
  altro   Gruppo  parlamentare  già  rappresentato  nell'Ufficio   di
  Presidenza.  .

   Ricordo,  infine, che, ai sensi del comma 11 del medesimo articolo
  4,   A  parità  di  voti è eletto od entra in ballottaggio  il  più
  anziano di età .

   A  norma,  poi,  dell'articolo  4  bis  del  medesimo  Regolamento
  interno,  la votazione si effettua mediante segno preferenziale  su
  schede recanti a stampa i nominativi di tutti i deputati.

   Comunico, pertanto, che ai fini della presente elezione, i  Gruppi
  che   hanno   titolo  ad  essere  rappresentati   nell'Ufficio   di
  Presidenza,  sono  esclusivamente  quelli  di  cui   al   comma   7
  dell'articolo   4   del  Regolamento,   e  precisamente    Fratelli
  d'Italia  e  Sicilia Futura .
   Pertanto,  le  preferenze espresse per deputati non facenti  parte
  dei  Gruppi  parlamentari testé individuati  sono  da  considerarsi
  nulle.
   Scelgo  la Commissione di scrutinio che risulta composta, a  norma
  del comma 2 dell'articolo 5 del Regolamento, dai deputati: Milazzo,
  Presidente, Trizzino ed Arancio, come componenti del seggio.

   Dichiaro   aperta  la  votazione,  per  scrutinio   segreto,   per
  l'elezione di deputati Segretari ai sensi del comma 7 dell'articolo
  4 del Regolamento interno.
   Invito il deputato Segretario a procedere all'appello.

                           (Segue l'appello)

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Elezione di deputati Segretari ai sensi del comma 7 dell'art. 4
                        del Regolamento interno

   Dichiaro  chiusa la votazione. Invito la Commissione di  scrutinio
  a procedere al computo dei voti.

                    (Segue lo spoglio delle schede)

   Onorevoli  colleghi,  comunico il risultato  della  votazione  per
  l'elezione dei deputati Segretari, ai sensi del comma 7 dell'art. 4
  del Regolamento interno:

   -Onorevole Galvagno 20 voti
  -Onorevole Amata      19 voti
  -Onorevole Tamajo    16 voti.

   Schede bianche     1
   Schede nulle     . 5

  Onorevoli  colleghi, come voi sapete può essere eletto un  deputato
  per  ogni  Gruppo  parlamentare, quindi  proclamo  eletti  deputati
  Segretari  l'onorevole Galvagno con 20 voti per  conto  del  Gruppo
  parlamentare  Fratelli d'Italia e l'onorevole Tamajo  con  16  voti
  per conto del Gruppo parlamentare Sicilia Futura.
  Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.16)

   La seduta è ripresa.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICE E CORRETTIVE PER L'ANNO 2018. STRALCIO I"

        Seguito discussione del disegno di legge «Disposizioni
    programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di stabilità
             regionale. Stralcio I» (n. 231 Stralcio I/A)

   PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno  di  legge  n.  231  Stralcio  I/A
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di
  stabilità regionale. Stralcio I2.
   Onorevoli  colleghi,  comunico che sono stati  presentati  diversi
  emendamenti, alcuni trasmessi direttamente dalla Commissione,  dove
  sono  stati esaminati per il parere, ed altri che erano  stati  già
  presentati. Per cui abbiamo due fascicoli diversi di emendamenti.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
            Concentrazione degli enti finanziari siciliani.
                     Accorpamento di Ircac e Crias

   1.  Al fine della riorganizzazione degli enti per il finanziamento
  delle  imprese,  attraverso  la relativa  concentrazione,  e  della
  razionalizzazione degli interventi previsti dalla normativa vigente
  in  favore delle imprese aventi sede in Sicilia, sono approvate  le
  seguenti disposizioni.

   2.  La  Cassa  Regionale  per il Credito  alle  Imprese  Artigiane
  Siciliane  (CRIAS)  e  l'Istituto Regionale  per  il  Credito  alla
  Cooperazione (IRCAC) sono incorporati per fusione in un unico Ente,
  che  assume la denominazione di Istituto Finanziario per le Imprese
  Siciliane  (IFIS),  con  sede in Palermo, che  mantiene  la  natura
  giuridica  di  ente  economico dotato di personalità  giuridica  di
  diritto  pubblico e subentra in tutti i rapporti attivi  e  passivi
  degli  enti  incorporati.  Il  predetto  Ente  é  sottoposto   alla
  vigilanza e al controllo dell'Assessorato regionale delle  attività
  produttive  e, per i profili contabili, dell'Assessorato  regionale
  dell'economia.

   3.  Le  risorse finanziarie per gli interventi di cui al  comma  2
  sono  costituite  dai fondi istituiti presso la  CRIAS  e  l'IRCAC,
  mantenendo   gli  stessi  la  propria  destinazione  per   comparto
  produttivo.

   4.  Il  personale  in atto in servizio presso la CRIAS  e  l'IRCAC
  transita,  in forza della presente legge, nell'Istituto Finanziario
  per   le   Imprese  Siciliane  (IFIS),  mantenendo  il  trattamento
  giuridico-economico esistente alla data di entrata in vigore  della
  presente legge.

   5.  Con  regolamento ai sensi del comma 4 dell'articolo  12  dello
  Statuto, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata  in
  vigore  della presente legge, su proposta dell'Assessore  regionale
  per  le  attività produttive, di concerto con l'Assessore regionale
  per  l'economia, previo parere della Commissione  Bilancio' e della
  Commissione    Attività   produttive'   dell'Assemblea    regionale
  siciliana,  sentite  le  associazioni delle categorie  dei  settori
  economici  interessati, si provvede a disciplinare le modalità  per
  l'attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo,
  secondo i seguenti principi:

   a) completezza;

   b)   efficienza  ed  economicità,  anche  con  soppressione  delle
  funzioni e dei compiti divenuti superflui;

   c)    responsabilità   ed   unicità   dell'amministrazione,    con
  attribuzione ad un unico organismo di funzioni e compiti complessi;

   d) omogeneità;

   e)    adeguatezza,   in   relazione   all'idoneità   organizzativa
  dell'organismo amministrativo».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  parlare  sull'articolo 1, non sugli emendamenti e lo faccio  perché
  voglio  porre  una questione. Capisco che ogni volta  che  qualcuno
  pone   un   problema   può   apparire   strumentale   e   non   so,
  ostruzionistico, non so come definirlo, autodefinire quello che sto
  per dire.
   Siccome  questo testo si è caricato di significati strategici  sul
  tema  delle  riforme,  io  ho provato a chiedere  all'assessore  in
  Commissione  se l'articolo 1 è una riforma e com'è questa  riforma.
  L'articolo  1  è nato per accentrare tutto il sistema  del  credito
  regionale  in  un  unico Ente: IRIFIS, IRCAC  e  CRIAS.  Poi  si  è
  scoperto,  qualcuno  di  noi  ha  -  diciamo  per  tempo  -   detto
  all'assessore  guarda che non puoi accorpare l'IRFIS con la CRIAS e
  l'IRCAC  perché  sono enti sottoposti a regimi diversi,  uno  Banca
  d'Italia,  l'altro con altre problematiche , e così si è andati  ad
  una mini riforma, accorpare solo IRCAC e CRIAS. Ma che cos'è questo
  accorpamento?  Questo accorpamento sostanzialmente  accorpa  in  un
  unico soggetto - anzi io dico in un'unica governance - ciò che oggi
  fanno  IRCAC  e CRIAS, senza che questo nuovo soggetto  potrà  fare
  cose  nuove.  Ovvero, potrà occuparsi del credito  agevolato  verso
  altri  settori  economici che, al pari delle cooperative  piuttosto
  che  degli  artigiani, meritano misure e politiche di  sostegno  al
  credito agevolato. In più aggiungo: questo ente che viene fatto per
  fusione, per incorporazione, e lo dico perché le norme, ed  era  il
  senso  della  polemica, ma benevola che ho fatto  con  l'assessore,
  quando  si pensa di fare una riforma io penso che la via sacra,  la
  via maestra sia quella di presentare un disegno di legge specifico,
  per  avere  tutti  quegli  approfondimenti, valutazioni,  relazioni
  tecniche che consentano di avere una dimensione delle problematiche
  di  cui  stiamo  parlando. Si è scelto di  inserirli,  prima  nella
  finanziaria,  poi  di  trasformarli  in  collegato,  di  mantenerlo
  sostanzialmente con una tecnica emendativa, fino  al  punto,  e  lo
  dico  all'assessore, che penso che sia stato lui a scrivere  questo
  articolato,  siamo  al paradosso che facciamo una  norma  dove,  se
  venisse   approvata  così  com'è  proposta,  non  è   prevista   la
  governance. Chi governerà questo nuovo ente che si chiama, come  si
  chiama ora? Irca, Irca?
   Qual  è  il soggetto che la governerà? Perché, come è noto, quando
  costituisci  un ente, ancorché per fusione, devi prevedere  chi  lo
  governa  e,  soprattutto, quanti e chi sono  i  componenti  che  lo
  andranno a governare, visto che nel sistema del credito noi  stiamo
  accorpando due enti, uno cooperativo, la cui governance è fatta per
  2/3   di   rappresentanza  delle  cooperative,  e  l'altro,   CRIAS
  artigiani, la cui governance è fatta, anch'essa, per 2/3  da  parte
  delle associazioni degli artigiani.
   Accorpandolo ed avendo, oggi, una norma che stabilisce che  nessun
  ente   dell'amministrazione  regionale  può  avere  una  governance
  superiore a 3 componenti, noi abbiamo il dovere di prevedere  nella
  legge  qual  è  l'organo e da chi è costituito, non dalle  persone,
  dalle  rappresentanze.  E, invece, tutto  questo  non  è  previsto
  Perché,  allora,  sto  ponendo  questo  tema?  Ora  qualcuno  dice:
   Facciamo un emendamento, l'aggiustiamo .
   Signor  Presidente, non sono panelle  Noi ci stiamo occupando  del
  credito in Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, le ricordo che alla scadenza  del
  tempo stabilito, si spegne il microfono.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  mi  può  pure  fare  finire  ora,
  siccome,  quello che intendo dire è che, ancora una  volta  si  sta
  dimostrando,   la gattina frettolosa fa i gattini ciechi ,  cioé  a
  forza  di  fare questi provvedimenti in maniera spot - poi  andiamo
  più avanti, ce ne saranno altri - rischiamo di fare

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è più collegato.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, le annuncio che farò  richiesta  di
  voto segreto su tutto

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vi ricordo  quello  che  abbiamo
  stabilito in Conferenza dei Capigruppo, e cioè che al tempo scaduto
  il  microfono automaticamente si chiude, per cui, io lo posso fare,
  eventualmente, riaccendere, ma automaticamente si chiude.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, Governo e colleghi,  continuo  io
  l'intervento  del  collega  Cracolici  perché  mi  ha  praticamente
  anticipato  di  qualche minuto su quelle che erano le  perplessità.
  Che ne dirà l'assessore Armao, che sono convinto, ancora una volta,
  ribadirà    che   l'istituto   della   legge-delega   è    previsto
  nell'ordinamento  regionale ed in virtù di una  legge  passata  che
  aveva  fatto,  insomma,  qualcosa  del  genere,  sulle  quali   io,
  chiaramente,  non  sono  d'accordo, perché quella  legge  andava  a
  normare degli altri parametri ma, comunque, guardava tutto.
   Noi,  qui,  siamo  di  fronte a due istituti che  si  occupano  di
  credito  alle  imprese in maniera agevolata, e  mi  riferisco  agli
  artigiani  ed  ai  commercianti  ed alle  società  cooperative  che
  vengono  istituiti con leggi di parecchi articoli.  Ed,  oggi,  noi
  scopriamo  che, invece, una riforma di questi due enti,  costituiti
  con leggi di parecchi articoli e che nel tempo hanno ricevuto, poi,
  diversissimi  emendamenti  di parecchi articoli  anche  questi  nel
  tempo, oggi, li accorpiamo, sic et simpliciter, direttamente con un
  unico articolo di qualche quattro commi, se non mi sbaglio, e  così
  risolviamo tutta la questione.
   Manca la decisione sulla governance perché non si sa chi l'andrà a
  governare,  ma  soprattutto diamo a questo  fantomatico  Presidente
  della  Regione  - non me ne voglia il Presidente Musumeci,  non  mi
  riferisco  a lui ma alla figura istituzionale - diamo mandato,  con
  decreto  del  Presidente della Regione, di normare tutto.  Però  il
  comma  4  dell'articolo 12 dello Statuto siciliano prevede  che  il
  Presidente  della  Regione,  con la  sua  Giunta  regionale,  possa
  emanare  un  regolamento  per  andare  a  normare.  Il  regolamento
  attuativo per il funzionamento di un fondo per il microcredito alle
  imprese,  un regolamento attuativo che prevede il funzionamento  di
  qualche cosa che, però, viene normato in tutto, e non in parte,  in
  una  legge  regionale. In questa invece diamo mandato al Presidente
  della  Regione,  e per esso la Giunta regionale,  di  normare  come
  avverrà la spartizione dei beni, dove sarà la sua sede, chi sarà  a
  governarlo  e  le  modalità  di  funzionamento  degli  istituti  di
  credito.
   Ora  noi  ovviamente siamo convinti - io glielo dico - che qualora
  questa  legge  dovesse passare, come tante altre che  sono  passate
  nella  legge finanziaria, il Consiglio dei Ministri avrà una  lente
  di ingrandimento  grande così  e comincerà a guardare e comincerà a
  scrivere  agli assessorati dicendo  ma non è che c'è un profilo  di
  incostituzionalità? .
   Ora, se noi vogliamo continuare a utilizzare questo Parlamento per
  farci  ridere dietro dal resto d'Italia, e dal resto dei  cittadini
  siciliani che sono fuori da quest'Aula, perché non sappiamo neanche
  scrivere  una  norma che poi passi al vaglio della costituzionalità
  del  Consiglio  dei Ministri siete liberissimi di  farlo.  Noi  non
  siamo  d'accordo né a questo modo di fare, né tanto meno  a  questo
  modo  di  legiferare  Per cui il voto segreto  noi  lo  appoggeremo
  proprio  per  disinnescare una cattiva pratica legislativa  che  va
  contro  le norme ovvie, basilari e normali del buon legiferare  che
  un Parlamento importante come questo dovrebbe avere.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  Presidente  Musumeci,  onorevoli
  colleghi, avete visto l'onorevole Cracolici che riprende le antiche
  vesti  di  deputato  di opposizione. Dopo cinque  anni  di  governo
  ritorna  in  se  stesso  e  si presenta in quest'Aula,  alla  prima
  occasione  utile, che è quella certamente di una norma di riduzione
  di spesa, perché nel momento in cui noi di due enti ne facciamo uno
  ci  saranno  tante  risorse che saranno poste in  riduzione  perché
  riguarderà  il  personale, riguarderà l'affitto della  locazione  e
  soprattutto   riguarderà  anche  l'attenzione   del   mondo   delle
  cooperative e del mondo degli artigiani ad un unico settore.
   Io  credo che questa norma, al di là di quello che può sembrare al
  primo  sguardo, è certamente una norma che tratta la  riduzione  di
  spesa  ed  è una norma che dà un minimo di organicità a un  sistema
  che fino ad oggi è stato nel territorio diffuso in malo modo.
   C'è una concentrazione di un ente, c'è una capacità di un ente  di
  attenzionare, uno solo, gli argomenti. Credo che sarà opportuno, in
  un  prossimo  futuro, quando avremo disponibilità  finanziarie,  mi
  auguro nell'assestamento, inserire, come è stato fatto a suo tempo,
  una  norma  modello  legge n. 32/2000 per  i  commercianti,  perché
  questo  settore  possa  essere  tutto  assieme  valutato  sia  come
  attenzione  al  mondo  agricolo,  sia  come  attenzione  al   mondo
  artigianale, sia come attenzione al mondo del commercio.
   E  con  attenzione soprattutto alle cose che ha detto  l'onorevole
  Cracolici, e poi l'onorevole Cancelleri, che ha fatto un  passaggio
  relativo  al  Consiglio  dei Ministri come se  fosse  qualcosa  che
  dispone  la  sua  tasca e per cui gli fa l'elenco  delle  norme  da
  impugnare - l'ho interpretato male onorevole Cancelleri,  e  chiedo
  scusa  se  l'ho interpretato male - e se qualcuno degli intervenuti
  poc'anzi  avesse  un  minimo di buona volontà a  votare  norme  che
  certamente non riguardano né personalmente gli uomini del  Governo,
  né  personalmente  i  deputati -  questa è una  norma  di  riordino
  generale - se qualcuno ha sospetti che attraverso l'articolo  4  si
  vogliano fare delle nomine che sfuggono chissà a quale indirizzo  o
  a  quale  gestione, si può benissimo presentare un emendamento  per
  dire  che  il nuovo consiglio di amministrazione sarà nominato  dal
  Presidente,  dall'Assessore  per  le  attività  produttive  e  poi,
  ovviamente, anche dalle organizzazioni, se questo è il  timore.  Se
  questo  è  il timore  Se il timore, invece, è che si deve  in  ogni
  situazione creare una condizione politica perché si cerchi la scusa
  del  voto  segreto  al  fine di vedere se è  possibile  che  questo
  articolo  non passi io credo che non facciamo una cosa utile  né  a
  noi né al Governo né ai siciliani né al Parlamento.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i lavori che fanno
  le  Commissioni  parlamentari sono utili  perché  sono  a  supporto
  dell'attività, poi, dell'Aula, e l'onorevole Lupo che è qui al  mio
  fianco,   non  al  mio  fianco  politicamente  ma  al  mio   fianco
  materialmente, ricorderà bene che quest'articolo non è frutto della
  fantasia del Governo.
   Questo   articolo,  questa  riscrittura  che  segue  e  successiva
  all'articolo  che è scritto nel testo, è frutto di un confronto  in
  Commissione   Bilancio'  e  mi ricordo  che  ci  siamo  soffermati,
  veramente, anche sulle virgole, ricordo io di avere fatto un  passo
  indietro  su una parola, una parola nella parte finale,  io  volevo
  inserire  strategico , e non è stato possibile perché doveva essere
  scritto  in quel modo e abbiamo, diciamo, non posso usare,  no  non
  voglio, non posso usare il termine  accolto  perché  accoglie'  chi
  ha facoltà, chi ha la forza di potere determinare un percorso.
   Noi  eravamo coscienti che non potevamo determinare da soli questo
  percorso  e  abbiamo, insieme, accettato tutti di fare un  percorso
  condiviso;  ma  nel  merito della questione ci  siamo  confrontati,
  assessore Armao, su questa storia della legge delega, ma questa non
  è  una legge delega  Io sono per le leggi deleghe e dico perché. Lo
  dicevo  stamattina all'assessore Armao, ma con un  quadro  numerico
  che  c'è  in quest'Aula, a prescindere da chi di volta in volta  la
  spunta,  ma chi ha un po' di saggezza, chi affiderebbe una  riforma
  strategica per la Regione in balìa degli umori di un'Aula.
     Poco  fa  abbiamo votato i segretari d'Aula , ma ora non  stiamo
  votando  il  segretario d'Aula, non consumiamo una  ripicca  o  una
  disputa  su  un nome  Qua, se sbagliamo una riforma, decretiamo  il
  fallimento  non  solo di quest'Assemblea ma di chi deve  usufruire,
  beneficiare  di questo strumento, che è sì strategico perché  muove
  risorse,  muove  i  sogni di coloro i quali  vogliono  scommettere,
  muove  le  iniziative,  e  ci riempiamo la  bocca,  partono  e  non
  rimangono qua.
   Confrontiamoci nel merito, io personalmente e formalmente vi dico,
  che non è nostra intenzione misurarci politicamente sull'argomento,
  ma  nel  merito  delle questioni. Lo abbiamo fatto  in  Commissione
   Bilancio'  e voglio leggere l'ultimo comma per sfatare quello  che
  ha detto l'onorevole Cracolici, noi l'avevamo ipotizzato di mettere
  la  governance, dice che era troppo trasgressivo e allora  l'ultimo
  comma    Con  Regolamento, ai sensi del comma 4  dello  Statuto  da
  emanarsi entro 90 giorni dalla data in vigore della presente legge,
  su proposta dell'assessore regionale per le attività produttive, di
  concerto    ,  quindi,  un  altro  confronto      l'assessore   per
  l'economia,  sentite  le  Commissioni  di  questo  Parlamento     ,
  onorevole  Di  Mauro,   si procede  a che cosa?  Leggiamolo      si
  provvede   a  disciplinare  le  modalità  per  l'attuazione   delle
  disposizioni  di  cui  al presente articolo ,  quindi,  è  l'esatto
  opposto di quello che dice lei, onorevole Cracolici.
   Noi  stiamo  dicendo:   Approviamo una falsa riga,  approviamo  un
  percorso  e  poi  insieme lo continuiamo .  Qua  nessuno  si  vuole
  portare il pallone; è l'esatto contrario e c'è scritto e lo sa  chi
  lo ha scritto, onorevole Cracolici? Lo abbiamo scritto tutti noi in
  Commissione   Bilancio'  perché ci siamo fermati,  molto  tempo,  a
  confrontarci su questo testo e, ripeto, altrimenti le faccio  avere
  la registrazione, abbiamo fatto un confronto sui singoli termini.
   Ecco  perché  va approvato, e va approvato con lo stesso  sistema,
  con  lo  stesso  dispositivo. Se ci sono  cose  da  aggiustare,  da
  migliorare, noi i numeri non li abbiamo per dire o così o niente
   Questo  è  il  ragionamento, oggi noi  dobbiamo  stabilire  se  la
  riforma la dobbiamo fare o non la dobbiamo fare, ovvero necessita o
  non  necessita. Se tutto va bene lasciamo tutto per come è,  ma  io
  non penso che tutto vada bene e la responsabilità è vostra.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che è in congedo, per la  giornata  odierna,
  l'onorevole Genovese.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 231 Stralcio I/A

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  signori  Assessori,  onorevoli  colleghi,  preliminarmente   vorrei
  chiedere  al  Governo  che  fine ha  fatto  la  cosiddetta  riforma
  dell'ESA visto che il Governo ne ha parlato per mesi, ci ritroviamo
  ad  avere un testo di collegato alla finanziaria che non ne  parla.
  Pensavamo   di   trovare   qualche   proposta   nell'ambito   degli
  emendamenti, non c'è nulla che riguardi l'ESA.
   Mi  pare  di aver capito che il Governo abbia, direi, saggiamente,
  deciso,  di avviare un disegno di legge autonomo, probabilmente  di
  iniziativa  parlamentare,  forse  sarà  la  Commissione  a  farsene
  carico,  per  affrontare, adeguatamente, un  tema  che  è  un  tema
  delicato,  complesso,  che è e può essere  una  riforma  importante
  perché  riguarda  un  ente  che  comunque  può  svolgere  un  ruolo
  significativo.
    Dico questo anche perché non si comprende come mai visto che si è
  deciso,  almeno così sembra, fino a questo momento di  trattare  la
  riforma  dell'ESA, ammesso che ci sia ancora, con disegno di  legge
  autonomo,  invece si insiste per affrontare il tema  della  riforma
  del  credito che è altrettanto importante per lo sviluppo,  per  le
  imprese,  per  le  imprese  del settore  dell'artigianato,  per  la
  cooperazione, nell'ambito di un articolo all'interno di un  disegno
  di legge collegato.
   Un  articolo  che  presenta parecchie criticità,  intanto  si  era
  parlato  di  un  super IRFIS che non è mai nato,  al  massimo  dopo
  quattro  mesi  di  discussione quello che era l'IRCAC  è  diventato
  l'IRCA,  cioè  ha perso una lettera, ha perso l'ultima  consonante,
  accorpando con un procedimento che ancora non è del tutto chiaro, o
  con una fusione che riguarderà anche la CRIAS.
   Io  sottolineo  quello  che già diceva  prima  di  me  l'onorevole
  Cracolici, il fatto che nell'ambito dell'articolo non è dato sapere
  come  questo nuovo Ente sarà governato, da chi? Siccome ho  sentito
  qualcuno   parlare  prima  di  me,  mi  riferisco  specificatamente
  all'onorevole Di Mauro, dire che con questa norma, se non ho capito
  male,  si  otterrebbero  dei risparmi perché  di  due  consigli  di
  amministrazione se ne fa uno.
   Veramente  qua non si capisce, perché non si capisce proprio  come
  si   intende  organizzare  la  governance  di  questo  ente,  forse
  nell'intendimento vago e generico di rinviarne la definizione a  un
  regolamento  che  dovrebbe essere emanato entro novanta  giorni  ma
  tutti sappiamo che i regolamenti richiedono tempi lunghi, e quindi,
  probabilmente  è un effetto annuncio, si annuncia una  riforma  che
  non so se e quando potrà mai realizzarsi.
   Per altro in assenza di una idea di piano industriale. Allora, non
  basta  unire  sulla  carta  due enti per farne  uno,  perché  tutti
  sappiamo  che  sia  IRCAC che CRIAS necessitano  di  interventi  di
  efficientamento, di miglioramento organizzativo, ma  non  è  unendo
  due  enti in difficoltà che se ne crea uno migliore. Qui il rischio
  vero  è  che  unendo due enti in difficoltà si crei un ulteriore  e
  inutile carrozzone della Regione siciliana.
   E allora questo era il  collegato' che a dire del Presidente della
  Regione avrebbe dovuto eliminare l'ultimo carrozzone che era  l'ESA
  e  invece il Governo alla fine non parla più dell'ESA e propone  di
  introdurre  un  nuovo  ente  che rischia  di  essere  un  ulteriore
  carrozzone.
   Io condivido la richiesta che faceva l'onorevole Cancelleri, credo
  che su questo l'Aula si debba pronunciare e ribadisco, comunque, la
  richiesta  al  Governo  di stralciare l'articolo  1  per  farne  un
  disegno  di legge autonomo. Se così non fosse il Gruppo del Partito
  Democratico esprimerà voto contrario.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  assessori, riprendo le parole  dell'onorevole
  Lupo  il quale parla di una riforma che era quella dell'ESA che  la
  Giunta  e  la Commissione hanno avuto il buon senso di  mettere  da
  parte,  perché  quest'Aula - che io ricordi -  con  interventi  del
  Presidente  della Regione, ha sempre sostenuto una cosa importante,
  che l'Aula serve per poter fare le riforme insieme.
   Non capisco per quale motivo l'ESA viene correttamente trattata al
  di  là del  collegato' e, quindi, con un disegno di legge, come noi
  abbiamo   sempre   sostenuto,  ed  io,  da   vicepresidente   della
  Commissione   attività  produttive  - essendo  una  Commissione  di
  merito  - mi ritrovo, quando noi abbiamo interpellato le categorie,
  le  associazioni abbiamo sempre sostenuto che questa è una  riforma
  che  va  fatta, correttamente, però condividendola sia con  l'Aula,
  con  le  parti  sociali e non sicuramente con una paginetta  e  con
  cinque punti previsti.
   Quindi,  io  non voglio entrare nel merito di chi c'era  prima  in
  questo  Governo e di chi c'è ora, ma voglio entrare nel  merito  di
  una  cosa importante, che è che noi siamo abituati, in questi mesi,
  a  fare proclami che sono proclami di una collaborazione con l'Aula
  e con i Parlamentari poi, però, con i fatti non ci siamo.
   Allora,  io  dico che dovremmo avere il buon senso di trattare  le
  cose  non  utilizzando due pesi e due misure ma utilizzando  sempre
  gli stessi pesi. Allora, facciamo una cosa importante.
   Questo   punto  deve  essere  trattato  come  noi  abbiamo  sempre
  sostenuto  con  un  apposito  disegno  di  legge,  consultando   le
  Commissioni, quelle di merito e quella di  Bilancio', altrimenti il
  valore  di  una  Commissione dove io faccio il  presidente  non  ha
  senso.
   Quindi, signor Presidente dell'Assemblea, mi ritrovo favorevole  a
  proseguire   un   percorso  tale  da  non  poter   noi   supportare
  quest'articolo 1.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo  alcune
  considerazioni,  anzi  lasciatemi  dire   battute',   che   vengono
  dall'opposizione,  nell'acronimo viene meno una lettera: la lettera
  C .
   Come  dice  il  testo  si parla di riorganizzazione  del  settore.
  Stiamo noi mettendo insieme due enti, l'IRCAC e la CRIAS, significa
  che simbolicamente si va nella direzione della razionalizzazione.
   Detto  questo, al di là delle facili battute, mi sembra  di  poter
  dire  che  stiamo  rivedendo  il sistema  del  finanziamento  delle
  imprese che hanno sede in Sicilia.
   Mi sembra che, finalmente, si stia ponendo al centro del dibattito
  del  Parlamento, un principio sancito da questo Governo in campagna
  elettorale  che  va nella direzione della razionalizzazione,  sulla
  governance.
   E'  naturale, interverrà l'Assessore per le attività produttive  o
  il   Presidente  della  Regione,  come  dice  lo  stesso   articolo
  attraverso  un  regolamento  sentito l'assessore  per  le  attività
  produttive, sentita la Commissione  Bilancio' .
   Procederemo  nel  momento immediatamente  successivo  a  dare  una
  governance a questo ente.
   E  certo,  ritengo, e questo sicuramente è il principio ispiratore
  del  Governo, che si vada nella direzione di risparmi, questo è  un
  fatto importante.
   Ma  è  un  fatto ancora più importante quello che, finalmente,  le
  imprese  potranno ritrovare un unico riferimento,  vivaddio  se  la
  Regione  in  una fase storica in cui parliamo di tanti  carrozzoni,
  innumerevoli partecipate che fuggono al controllo rispetto anche ad
  i   bilanci   che,  tante  volte  non  sappiamo  attraverso   quali
  monitoraggi passino, finalmente una norma che pone chiarezza e  che
  punta a semplificare.
   Quindi  sono certo dell'intendimento anche del Capo Gruppo che  fa
  parte  anche della Commissione  Bilancio' che, peraltro,  ci  siamo
  confrontati; è la Commissione dalla quale viene esitato un testo in
  maniera  lineare, e noi facciamo una cosa gradita non  soltanto  al
  sistema della semplificazione e della razionalizzazione degli  enti
  in Sicilia, ma facciamo finalmente davvero una cosa gradita a tutte
  le imprese che hanno sede in Sicilia.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò  pochissime
  riflessioni,  rivolgendomi  innanzitutto  al  collega  che  mi   ha
  preceduto, del Gruppo, l'onorevole Cancelleri, qua il problema  non
  è da legulei, di cercare leggi, leggi delega, codice o regolamenti.
   Qua il problema serio è di metodo, perché se è vero che da un lato
  il   Presidente  della  Regione,  onorevole  Musumeci,   rivendichi
  direttamente in Aula o tramite facebook la possibilità  per  questo
  di Parlamento di concorrere nell'elaborazione e nella formazione di
  riforme, dall'altro noi non possiamo che prendere atto che si  dica
  cosa  si  voglia  riformare, perché si  voglia  riformare,  ma  non
  sappiamo  come lo si voglia riformare, e non sapendo come si  vuole
  riformare,   è  ovvio  che  questa  cosa  rimane  l'ennesimo   atto
  unilaterale   del   Governo,   che  tende,   Presidente   Musumeci,
  inevitabilmente   a   spogliare  dell'iniziativa   legislativa   il
  Parlamento stesso.
   E  questo,  signor Presidente, il Parlamento non può  consentirlo,
  ora  noi non siamo pregiudizialmente contrari a questa proposta  di
  riforma,  tanto che era anche nel programma del Movimento 5  Stelle
  nelle  ultime  regionali,  ma  il  problema,  ripeto  è  di  metodo
  onorevole Presidente.
   Quando  noi  dobbiamo esprimerci, abbiamo un ordine  di  priorità,
  diciamo  il  perché, diciamo il cosa e poi diciamo  anche  il  come
  vogliamo farlo.
   Allora, come vogliamo farlo, deve stabilirlo questo Parlamento
   Il  Governo ha il diritto dell'iniziativa legislativa, nessuno può
  metterlo  in dubbio, ma la palla, inevitabilmente, necessariamente,
  deve passare a questo Parlamento, il Parlamento in un percorso   se
  condiviso  col  Governo,  può avviare  un  percorso  di  riforme  e
  consegnarle alla Sicilia.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   DOMENICO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   voglio
  intervenire,  in  merito  al punto della  fusione  tra  questi  due
  istituti,  perché oggettivamente non si può parlare di riforme  con
  un  articolo di legge in cui, non si dice nulla per quanto  attiene
  la  governance,  non  si  dice nulla per quanto  attiene  il  piano
  strategico, non si dice nulla per quanto attengono le risorse.
   Come è stato ripetutamente detto, credo che il Parlamento non  sia
  oggettivamente e pregiudizialmente contrario a che  si  pervenga  a
  questa  fusione,  perché ritengo che tutti siamo  d'accordo  avendo
  visto  i  risultati di questi due istituti, che sono oggettivamente
  fallimentari,
   Tutto siamo d'accordo che possa essere utile, certamente non  sono
  queste  le  riforme  che possono cambiare il destino  della  nostra
  Isola se a queste riforme noi non riusciamo da dare i contenuti.
   Ma   i  contenuti  non  possono  che  passare  da  una  dialettica
  parlamentare,  una  dialettica che può  ovviamente  avere  la  sede
  principale  nell'ambito della Commissione, dove però devono  essere
  consentiti dei contributi tecnici da parte di tutti perché, laddove
  la maggioranza, lei onorevole Presidente della Regione, ha detto di
  non  avere maggioranza, più volte, allora se non si ha maggioranza,
  si  deve avere la consapevolezza di dialogare, dialogare per alzare
  il  livello,  l'asticella  del  dibattito  perché  se  noi  alziamo
  l'asticella  del dibattito, evidentemente, a livelli  più  alti  la
  convergenza sarà più facile.
   Ora  su  queste  tematiche che possono involgere il destino  delle
  imprese della Sicilia, dobbiamo costruire insieme un percorso e  la
  sede  naturale  non può che essere quella di un  disegno  di  legge
  autonomo,  per  cui  io  ritengo che la sede  non  sia  questa,  ci
  possiamo  ragionare e siamo disponibili tutti a metterci intorno  a
  un  tavolo, guardare le esigenze, dare una corsia preferenziale  al
  disegno  di  legge,  realizzare  questa  riforma  ma  riempirla  di
  contenuti, oggi questa riforma non fa altro che mettere insieme due
  debolezze,  due debolezze non fanno una forza, due debolezze  fanno
  una  debolezza  ancora  più forte  E oggi  il  sistema  creditizia,
  fantasma,  di  CRIAS  e  IRCAC, sono due enti  fantasma  perché  se
  andiamo  a guardare dal punto di vista tecnico quali sono le  somme
  erogate  da  questi due enti sono meno di quelli di un istituto  di
  credito di piccolissime dimensioni e a fronte di questo abbiamo  un
  costo  del  personale che è esagerato, incongruo e inopportuno   Su
  questo dobbiamo ragionare, noi siamo pronti a ragionare ma io penso
  che  quando  lei,  signor Presidente, dice, l'ha  ribadito  diverse
  volte   guardiamo all'interesse dei siciliani , ma l'interesse  dei
  siciliani   non  è  l'interesse  della  maggioranza,  mi   perdoni,
  l'interesse  di questa maggioranza non c'è più, lo  so,  a  maggior
  ragione;  ecco il vorrei puntualizzare una cosa, signor Presidente,
  e  ci  tengo, l'interesse di chi ha votato noi,  dei siciliani  che
  hanno  votato  il  Pd,  è  meritevole di tutela  allo  stesso  modo
  dell'interesse  dei siciliani che hanno votato la  maggioranza  che
  non c'è più.
   E  allora vogliamo mettere insieme sul tavolo l'interesse vero  di
  tutti i siciliani e ragioniamo sulle cose che veramente interessano
  ai siciliani? Dobbiamo alzare l'asticella della discussione, perché
  altrimenti ci ritroviamo con un'altra finanziaria che, per  fortuna
  è  stato il primo atto di questo Parlamento, ma non abbiamo dato un
  bello  spettacolo  perché?  Per ottenere  il  passaggio  di  questa
  maggioranza,  l'approvazione di questa maggioranza, abbiamo  dovuto
  accontentare  molti e in alcuni casi abbiamo fatto  dei  danni  che
  sono irreversibili per qualche città.

   PRESIDENTE.  Non avendo alcun deputato richiesto  di  parlare,  si
  passa alla votazione degli emendamenti.
   Si   passa   all'emendamento  soppressivo  1.1  primo   firmatario
  onorevole Lupo.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.1
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:
   Presenti         61
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          27
   Contrari            33
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1R bis a firma  della  Commissione.  Lo
  pongo in votazione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
          Disposizioni in materia di controllo sulle società
                              partecipate

   1. La Regione definisce secondo la propria autonomia organizzativa
  un  sistema  di controllo, direzione e coordinamento sulle  proprie
  società  partecipate. Tali attività sono esercitate dalle strutture
  preposte  dell'Assessorato  regionale dell'economia,  che  ne  sono
  responsabili.

   2. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
  la  Regione definisce preventivamente gli obiettivi gestionali  cui
  devono   tendere   le   società  partecipate,   secondo   parametri
  qualitativi   e   quantitativi,  e  organizza  un  idoneo   sistema
  informativo  finalizzato a rilevare i rapporti  finanziari  tra  la
  Regione  stessa  e  le  società partecipate, nonché  la  situazione
  contabile, gestionale e organizzativa, i contratti di servizio,  la
  qualità dei servizi ed il rispetto delle norme di legge sui vincoli
  di finanza pubblica.

   3.  Sulla  base delle informazioni di cui al comma 2,  la  Regione
  effettua  il  monitoraggio periodico sull'andamento  delle  società
  partecipate,  analizza  gli  scostamenti  rispetto  agli  obiettivi
  assegnati  e  individua le opportune azioni  correttive,  anche  in
  riferimento  a  possibili squilibri economico-finanziari  rilevanti
  per il bilancio regionale.

   4.  In  attuazione  delle  previsioni di cui  all'articolo  6  del
  decreto   legislativo  19  agosto  2016,  n.  175  e   sulla   base
  dell'attività  di  indirizzo  di  cui  al  comma  l,   le   società
  partecipate dalla Regione, fatte salve le funzioni degli organi  di
  controllo  societario  previste a norma  di  legge  o  di  statuto,
  predispongono:

   a)  specifici  programmi  di  valutazione  del  rischio  di  crisi
  aziendale;

   b)   regolamenti   interni   volti  a  garantire   la   conformità
  dell'attività della società alle norme di tutela della concorrenza,
  comprese quelle in materia di concorrenza sleale, nonché alle norme
  di tutela della proprietà industriale o intellettuale;

   c)  un ufficio di controllo interno strutturato secondo criteri di
  adeguatezza   rispetto   alla   dimensione   e   alla   complessità
  dell'impresa  sociale,  che  collabora con  l'organo  di  controllo
  statutario  e  con  le  strutture di cui al comma  l,  riscontrando
  tempestivamente  le  richieste da questi provenienti,  e  trasmette
  periodicamente  all'organo di controllo statutario relazioni  sulla
  regolarità e l'efficienza della gestione;

   d)  codici  di  condotta propri, o adesione a codici  di  condotta
  collettivi  aventi  ad  oggetto  la  disciplina  dei  comportamenti
  imprenditoriali nei confronti di consumatori, utenti, dipendenti  e
  collaboratori,  nonché  altri  portatori  di  legittimi   interessi
  coinvolti nell'attività della società;

   e)  programmi  di responsabilità sociale d'impresa, in  conformità
  alle raccomandazioni della Commissione dell'Unione europea».

   All'articolo   2   sono   stati   presentati   degli   emendamenti
  soppressivi.  Si  passa all'emendamento 2.1 a firma  dell'onorevole
  Lupo ed altri.

    Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.11 a firma degli onorevoli Lo Curto  e
  Figuccia. Il parere della Commissione?

   LO CURTO.  Lo Ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 2.12,  della Commissione.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.13  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?
  ðY¨ ½   r0ÕP¢Ê ²ªpÃHE óPV Äoªy*AóP'cõ &ûÿ`óÏǯ T,£SJ$ h-×5VÇ­SdêYj

                 ´MÑùI£»k ªEµCÅV?ªü»%R­J ¾0F5% Y& Ù C-
  Û ÆÁºå­[³I<|ô¿f¤]óI1| B´¶0Âó ÌL%=]dDD'£q  Äx ãÕÍd2Ž éù±6ÖäJ¿É¨Á.àp
  |´ s=»øX  ö~שús±ÇÓÑíl0  o£Ûu<XÎ6«Áb `Äõrµüh2JË 1.סí¹É'Ñß Ø·× 6ãì

  ìB  ì5ãoÒËè9 qý[«(ÿ¦ÒEO ÀÁoú ö ÷ú¼ Ÿ ùoÿÿPK   oÝdrs/downrev.xmlL ÍN
  Ã0 ïH¼ µHܨ ªâT?.´á¾  8"¶£xÛ¤o  ãÎ f¿©6 Ä ¦Ø¯ [)äÛ`zßihöow ÈèÁ  3EØ

  s¥ÖÒaïÓ #=[j vG  Ùl³sóêâû×òñ2[Õ>`£õíͲÁ´ð .øêÄtGo¢4<fEÚÂÉ(r  Êî r
   V9Ⱥ'ÿ'Ô¿ÿÿPK- ¶ 8'þá[Content Types].xmlPK- 8ý ÿÖ / rels/.relsPK-
                         XK ².drs/e2oDoc.xmlPK-
     oݹdrs/downrev.xmlPKóÃdhgt251660288fLayoutInCell1fAllowOverlap1f
                 BehindDocument0fHidden0fLayoutInCell1

     SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
                        chi è contrario si alzi

                             (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
        Disposizioni per l'Agenzia regionale per la protezione
           dell'ambiente. Disposizioni per il settore della
                             forestazione

   1.  In  deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma  10,
  della  legge  regionale  29  dicembre  2008,  n.  25  e  successive
  modifiche  e  integrazioni, l'Agenzia regionale per  la  protezione
  dell'ambiente  è  autorizzata, al fine di garantire  l'espletamento
  delle  funzioni  istituzionali  cui  è  preposta,  ad  avviare   le
  procedure  selettive ad evidenza pubblica, ai  sensi  del  comma  1
  dell'articolo   35  del  decreto  legislativo  n.   165/2001,   per
  l'assunzione   di   nuovo   personale  nel  rispetto   dell'analisi
  dell'effettivo   fabbisogno   e   della   relativa    sostenibilità
  finanziaria e previo svolgimento delle procedure di mobilità.

   2.  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  23,  comma  3,
  della legge regionale 17 marzo legge regionale 17 marzo 2016, n.  3
  e    successive   modifiche   ed   integrazioni,   è   incrementata
  rispettivamente   per  l'esercizio  finanziario   2018   per   euro
  91.085.132,00, per euro 120.016.070,66 per l'esercizio  finanziario
  2019  ed  euro  200.954.322,17  per  l'esercizio  finanziario  2020
  (Missione 20 - Programma 3 - Capitolo 215746).

   3. Per le finalità di cui al comma 8, dell'articolo 47 della legge
  regionale   7   maggio   2015,  n.9  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni,  è  autorizzata rispettivamente, per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2019 e 2020, la spesa di  24.430  migliaia  di
  euro  Missione  16  -  Programma 1 - capitolo  156604  e  di  6.900
  migliaia di euro Missione 9 - Programma 5 - capitolo 150514.

   4.  Per  il finanziamento del Contratto integrativo regionale  per
  gli  addetti  ai  lavori  di  sistemazione  idraulico-forestale   e
  idraulico-agraria  -  Sistema  Agro-Forestale-Ambientale-Rurale   è
  autorizzata  la spesa annua di 6.800 migliaia di euro per  ciascuno
  degli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020.

   5.  A modifica ed integrazione di quanto previsto per gli esercizi
  finanziari  2018  e  2019 dall'articolo 3,  comma  11  della  legge
  regionale 9 maggio 2017, n. 8, in relazione all'accertamento  delle
  entrate  relative al Fondo di sviluppo e coesione,  le  complessive
  risorse  per  una quota pari ad euro 20.000.000,00 per  l'esercizio
  finanziario  2018,  euro 53.069.153,34 per l'esercizio  finanziario
  2019  ed euro 42.130.901,83 per l'esercizio finanziario 2020,  sono
  destinate  agli  interventi previsti dal comma 8  dell'articolo  47
  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
  integrazioni per il settore agricolo forestale.

   6.  L'Allegato 3 di cui al comma 9 dell'articolo 4 e  al  comma  2
  dell'articolo  5  della legge regionale n. 3/2016, come  modificato
  dall'articolo  1,  comma 11, lettera b), della legge  regionale  29
  dicembre  2016,  n.  27  e dall'articolo 3, comma  11  della  legge
  regionale  9 maggio 2017, n. 8, per gli anni 2018, 2019 e  2020,  è
  sostituito dall'Allegato 3 alla presente legge.»

   All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1 soppressivo  a
  firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo il voto segreto e chiedo di parlare
  sull'articolo 3.

   PRESIDENTE. Ma se lei ha chiesto il voto segreto?  Onorevole
  Cracolici, non c'è problema, ha facoltà di parlare.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire il
  senso di questa norma, noi abbiamo un problema al Corpo Forestale e
  prevediamo con norma che ci possiamo avvalere dei dipendenti  degli
  Enti parco che di occupano di antincendio, immagino, ma anche qui
   Che  modalità di gestione è di un problema e di una emergenza  che
  ha  l'Amministrazione regionale? Capirei, se ci fosse  un'emergenza
  all'interno  dell'Amministrazione,  che  l'Amministrazione  ragioni
  sulla possibilità di riaprire i concorsi, prevedere nuove funzioni,
  quando  parliamo del Corpo Forestale, parliamo di militari,  anche,
  bene   No  Facciamo una norma che con tutto il rispetto: altro  che
  riforma   Presidente   È una  marchetta  si chiama   marchetta   no
  riforma   E  voi spacciate per riforme una cosa che è assolutamente
  ridicola,   minimale,   soltanto   probabilmente   perché   bisogna
  accontentare  qualcuno per fargli fare qualche chilometro  in  meno
  rispetto al luogo di lavoro.
   Ma  possibile che giochiamo con questo meccanismo legislativo  che
  offende  il  Parlamento? Stiamo affrontando un tema dirimente  come
  quello del Corpo Forestale per fare una norma che riguarda,   prima
  erano per i Nebrodi, solo i dipendenti dei Nebrodi, poi siccome  il
  rossore in qualche modo è arrivato nelle facce di qualcuno, l'hanno
  trascritta  in una norma generale, per cui tutti quelli degli  Enti
  parco possono essere comandati presso l'Amministrazione regionale.
   Io   la   ritengo  ridicola,  altro  che  riforme    Queste   sono
   marchette .

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1.

   CRACOLICI.  Chiedo che la votazione dell'emendamento  3.1  avvenga
  per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.1.
   Chiarisco   il   significato  del  voto:  chi  è  favorevole   alla
  soppressione  preme  il pulsante verde; chi non  è  favorevole  alla
  soppressione  preme  il  pulsante rosso; chi  si  astiene  preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            61
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          28
   Contrari            31
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.8 che è stato ritirato dal Governo.
   Si  passa  all'emendamento 3.2, a firma degli  onorevoli  Lupo  ed
  altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alla soppressione si
  alzi; chi non è favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.6 degli onorevoli Lo Curto e Figuccia.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

      PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.5 degli onorevoli Calderone ed  altri.
  L'emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 3.3, degli onorevoli Lupo ed altri.  Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole alla soppressione si alzi; chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.4 (soppressivo del comma 3). Il comma 3
  è ad invarianza finanziaria, quindi, non si può sopprimere.
   Si passa all'emendamento 3.7 degli onorevoli Trizzino ed altri.
   Onorevole Trizzino, l'emendamento 3.7 è stato sostituito dal 3.7.1
  della Commissione per cui dovremmo mettere in votazione il 3.7.1.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo per
  capirlo, forse ero assente io, vorrei che l'Assessore lo spiegasse.

   PRESIDENTE. La riscrittura è della Commissione. Presidente Savona,
  stiamo parlando del 3.7 che è diventato 3.7.1.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, il 3.7.1 è approvato all'unanimità, forse l'unico  caso
  in  cui la Commissione  Bilancio  ieri ha eliminato dopo le tabelle
  che  prevedono il numero della composizione del Corpo forestale che
  è ferma a 1.250, togliamo che via via che la gente vada in pensione
  non  si  possa  più  sostituire. Quindi, togliamo  questa  parte  e
  lasciamo fisso il numero di 1.250 addetti.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
           Disposizioni in materia di Consorzi Universitari

   l. All'articolo 66 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma  1, dopo le parole  da destinare , sono aggiunte  le
  parole  al funzionamento e ;

   b)  al comma 6 bis le parole  dell'Assessore regionale per i  beni
  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione  sono sostituite
  con  le  parole:   dall'Assessore regionale per l'istruzione  e  la
  formazione  professionale, previa delibera di Giunta, con  funzioni
  di Presidente .

   2.  Il  comma  8 dell'articolo 21 della legge regionale  17  marzo
  2016, n. 3 è sostituito dal seguente:

    8.  I  trasferimenti in favore dei Consorzi universitari  di  cui
  all'articolo 66, comma l, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2
  e    successive   modifiche   e   integrazioni,   sono    assegnati
  dall'Assessore   regionale  per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale,  d'intesa con l'Assessore regionale per  l'economia,
  sentiti  le  Università di riferimento ed i Consorzi  universitari,
  con  provvedimento  che  ridefinisce  i  criteri  di  riparto,   la
  governance, e lo schema di Statuto-tipo comune a tutti i  Consorzi,
  da  emanarsi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente legge.

   3.  Le  disposizioni  di cui al presente articolo  non  comportano
  nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale».

   Si  passa  all'emendamento 4.2, degli onorevoli Lupo ed altri.  Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico   che   è   stato  presentato  l'emendamento   4R   della
  Commissione. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
          Disposizioni in materia di percorsi di istruzione e
                       formazione professionale
                   afferenti all'obbligo scolastico

   1.  A  valere  sulle  disponibilità di  parte  della  Missione  4,
  Programma   6,   Capitolo   373354,   il   Dipartimento   regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale, d'intesa  con  la
  Ragioneria generale della Regione, è autorizzato ad utilizzare  una
  quota, nella misura massima dell'1,5 per cento, per il monitoraggio
  e  la  valutazione dei relativi percorsi di istruzione e formazione
  professionale afferenti l'obbligo scolastico, in analogia a  quanto
  previsto  dal  comma 624 dell'articolo 1 della  legge  27  dicembre
  2006, n. 296».

   Si  passa  all'emendamento 5.1, degli onorevoli Lupo ed altri.  Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento di riscrittura  5R,
  del Governo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, chiedo un chiarimento all'Assessore
  che penso sia il proponente di questo articolo, perché diciamo, tra
  le  disposizioni che sono qui contenute ve ne è una  nuova,  ovvero
  l'utilizzo  di due albi: un albo legge 24 e un albo dopo  la  legge
  24, sostanzialmente.
   Ora,  noi  in  questi  anni abbiamo avuto una serie  di  pronunce,
  ripetute,  del TAR che ha, giusto o sbagliato non lo so  -  io  non
  sono  un  giurista - mi limito a prendere atto delle  sentenze  che
  hanno  bloccato le procedure anche dei bandi che, come  l'Assessore
  ricorderà  sono leggi speciali e come tali avevano forza  di  legge
  speciale   e   pure   i   TAR   ne  hanno   rilevato   profili   di
  incostituzionalità.
   Noi  qui  stiamo istituendo una priorità che è una priorità  -  la
  priorità è priorità - ma nello stesso tempo una priorità distinta a
  due albi. Per cui, c'è una priorità 1 e una priorità 2 e poi c'è il
  resto del mondo.
   A  me pare che questo sistema complichi ancora di più le procedure
  che  fino ad oggi hanno bloccato il meccanismo di attivare gli Enti
  ed  i  corsi  di  formazione professionale.  Perché,  se  prima  le
  pronunce dei TAR hanno rilevato che non ci può essere una forma   -
  che  tra  l'altro  con  fondi anche e con le  procedure  del  fondo
  sociale,   anche  con  fondi  nazionali  -   non  possono   esserci
  meccanismi che discriminano l'accesso non dei soggetti che fanno la
  formazione,  di  soggetti che fanno i formatori, con  questa  norma
  stiamo  praticamente  distinguendo in un  ulteriore  sottospecie  i
  relativi albi. Perché noi fino ad oggi, giusto o sbagliato, abbiamo
  rinnovato.
   C'è  una  legge  che  prevede che ogni anno, credo,  l'albo  viene
  ripubblicato e, quindi, aggiornato secondo le richieste che via via
  si fanno, ma è l'albo di cui a quella legge.
   Qui  stiamo dicendo c'è un albo che si cristallizza ad  una  certa
  data  -  immagino  -  ed  un  albo per tutti  i  rinnovi  che  sono
  intervenuti successivamente che diventa l'albo  se c'è  posto .  Io
  credo   che,  ripeto,  questa  norma  ci  complicherà  -  e  chiedo
  all'assessore  di  convincermi del contrario  -  perché  credo  che
  complicherà più la vita di quello che noi stessi immaginiamo.
   Quindi, spero che l'Assessore spieghi il senso di questa norma.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, io mi rivolgo all'assessore Lagalla,
  perché  vede,  Assessore, non c'è dubbio che coloro i  quali  hanno
  fatto  ricorso,  non c'è dubbio che chi ha fatto ricorso  ed  è  in
  possesso - aggiungo alle cose dette dall'onorevole Cracolici  -  di
  una   sentenza   passata  in  giudicato,  con   cui   si   chiedeva
  l'inserimento  nell'albo, costituisce insieme agli  altri,  di  cui
  alla  legge  24  assunti  per esempio nel 1980  sono  nelle  stesse
  condizioni.
   Quindi,  ci  sono quelli che hanno lavorato dagli anni  80,  tanto
  per citare un esempio, e quelli che comunque hanno lavorato dopo il
  2008  e  che  comunque sono in possesso di una sentenza passata  in
  giudicato  in  cui è stato riconosciuto loro il diritto  di  essere
  inseriti  nell'albo. Quindi, tutti questi a mio  parere  dovrebbero
  essere nello stesso albo. Dopodiché, quando lei qui cita:  Tutte le
  altre  istanze confluiscono in un apposito e separato  elenco,  cui
  fare  ricorso,  esclusivamente, nell'ipotesi  di  impossibilità  di
  reperire  le  relative  figure professionali nell'ambito  dell'albo
  predetto.   Cosa vuol dire, che se ci sono persone  che  presentano
  un'istanza  di volere insegnare, di volere fare qualche  cosa,  che
  non  hanno  mai  lavorato  nella formazione professionale,  possono
  essere assunti, qualora l'ente non abbia nell'ambito degli iscritti
  nell'albo le professionalità adeguate?
   Se mi chiarisce, Assessore.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  in  realtà,  all'Assessore  volevo
  chiedere  alcuni  chiarimenti, perché, tutto  sommato,  insomma,  è
  stanziata  una  congrua  somma,  non  pensavo  mi  sarei  ritrovato
  d'accordo con l'onorevole Cracolici ma, vedo che anche l'intervento
  Di Mauro va in questa direzione.
   Essendo,  lei  sa, Assessore, che il settore della  formazione  in
  questo  momento  vive  una  condizione  assolutamente  difficile  e
  particolare, essendo che lei sa, Assessore, che, proprio in  questo
  momento, sotto questo Palazzo, ci sono diversi soggetti che  stanno
  vivendo  una  condizione  di  difficoltà  e  di  disagio,  ci  sono
  addirittura degli uomini e delle donne che sono in digiuno, qui, da
  3  giorni,  sotto  il Palazzo, anche se forse  non  è  il  momento,
  ancora,   perché  lo  affronteremo,  non  appena  arriveremo   agli
  emendamenti,  che  non  vorrei siano stati tagliati  fuori,  perché
  chiederemmo in quel caso, a rischio di bloccare l'Aula, che  quegli
  emendamenti  vengano  ripresi ed allora,  quando  si  tocca  questo
  campanellino  d'allarme,  suona  forte,  rispetto  ai  temi   della
  formazione e delle politiche attive.
   Chiederei, allora, all'Assessore, per favore,  di precisare ma, ne
  conosco,  certamente,  la  sensibilità e la  serietà,  essendo  che
  abbiamo anche condiviso alcuni emendamenti, uno in particolare  che
  va  incontro alle esigenze degli operatori della formazione  ma,  a
  questo,   si   unisce,   ovviamente,  anche   l'altro,   presentato
  trasversalmente, insieme a tanti colleghi parlamentari presenti  in
  Aula, quello sulle politiche attive del lavoro.
   Ed  allora,  se,  per  favore, assessore Lagalla,  su  questo  può
  precisare  meglio  qual  è  l'intendimento  del  Governo  e   cosa,
  effettivamente, si intende quando si fa riferimento all'utilizzo di
  quelle   somme   per  l'attività  di  monitoraggio  e  valutazione,
  considerato che ogni euro tolto in questo momento a quel  capitolo,
  è un euro che, in qualche modo, viene tolto a forza lavoro che, per
  colpa,  certamente, non di questo Governo, ma di quello precedente,
  oggi,  sta  vivendo una condizione drammatica che ha  portato,  per
  l'appunto,  quella  gente  a  stare,  proprio  in  questo  momento,
  piazzata sotto il Palazzo, in tenda, in una condizione di digiuno.
   Per  favore,  quindi,  assessore  Lagalla,  se  può  dare  qualche
  chiarimento su questo articolo.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la norma che viene  portata
  oggi   all'attenzione  di  quest'Aula,  è  una  norma  che   riceve
  particolare attesa da un settore che da troppi anni non ha  trovato
  né  decisioni  utili  né possibilità di recuperare  funzionalità  e
  momenti di coesione.
   Ad  oggi,  esiste un albo che, alla data dell'ultimo provvedimento
  utile   di   certificazione  dell'appartenenza   all'albo,   perché
  formulato  attraverso  una richiesta di  accesso  ed  una  risposta
  congruente da parte del competente dipartimento, conta circa  8.500
  persone,  compresi gli operatori degli sportelli per l'impiego.  E,
  sostanzialmente,  può essere riferito, in larghissima  parte,  agli
  operatori già presenti alla data del 31 dicembre 2008, oltre  tutti
  quegli  esiti di procedimenti giurisdizionali che hanno trovato  da
  parte   degli  interessati  accoglimento  favorevole   e,   quindi,
  inserimento ratificato e compreso all'interno dell'albo stesso.
   Oggi  le  risorse  messe  a disposizione con  bando  -  che,  come
  ricordava   correttamente  l'onorevole   Cracolici,   essendo   lex
  specialis,  fissa,  evidentemente, dei criteri  già  prevedendo  la
  priorità  per  coloro  i  quali appartengono  allo  stesso  albo  -
  evidentemente  si avvalora ulteriormente attraverso  questa  norma,
  che  è  una  norma  che pone accanto al riferimento  alla  priorità
  l'evidenza della sanzionalibilità, laddove non sia giustificato  di
  altro  e  diverso personale. Questo per l'ovvia e intuibile ragione
  che l'intero contingente, censito più recentemente dall'Assessorato
  con   riscontro  pari  a  circa  il  70  per  cento  dello   stesso
  contingente, cioè hanno risposto alla nostra richiesta di  conferma
  e   di  approfondimento  dei  dati  circa  5.700  persone     ma  è
  assolutamente   evidente   che   all'interno   di    un    cerchio,
  inevitabilmente più ristretto sul piano delle risorse  disponibili,
  non  tutto  l'intero  contingente potrà trovare  utile  e  proficuo
  inserimento.
     E' il motivo per il quale il Governo, accanto a questa misura di
  protezione  e  di tutela di operatori e lavoratori che  vivono  nel
  dramma  da  circa  cinque anni per effetto della totale  abolizione
  delle  iniziative  formative  in questa  Regione,  ecco  perché  il
  Governo  -  dicevo - non solo si preoccupa della tutela  di  questo
  contingente storico, ma al tempo stesso sta procedendo ad ulteriori
  interventi,  relativi tanto alla facilitazione dei pensionamenti  -
  il che avverrà attraverso l'analisi dei dati relativi al censimento
  di cui ho parlato - alla riqualificazione del personale verso forme
  di   impegno   nel   sistema   del   digitale   e   attraverso   la
  riqualificazione e il ripianamento e rimpinguamento  del  fondo  di
  garanzia per come è previsto dalla combinazione del comma 3  e  del
  comma 4.
   Ecco  perché  si  tratta  di una misura legislativa  a  tutela  di
  operatori che sono stati sacrificati immeritatamente. Si tratta  di
  un   fatto   transitorio   sul  piano   temporale,   perché,   come
  correttamente  ricordava qualcuno, la prospettiva di medio  termine
  che  il  Governo e questo Parlamento insieme dovranno fare è quella
  di  una  revisione complessiva della legge n. 24/1976, alla  quale,
  d'intesa con la Commissione, ci apprestiamo per il prossimo futuro.
  Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5R. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
          Disposizioni per l'apertura dei siti del patrimonio
                          culturale regionale

       1.  In  occasione  di  aperture dei siti  regionali  per
     manifestazioni o eventi per i quali i siti del  patrimonio
     culturale  sono  concessi  in uso  temporaneo  a  soggetti
     pubblici  e/o  privati  ai  sensi  dell'articolo  106  del
     decreto  legislativo n. 42/2004 e successive  modifiche  e
     integrazioni,  il  concessionario è tenuto  a  versare  il
     corrispettivo delle prestazioni effettuate in plus  orario
     dal    personale    con   qualifica    non    dirigenziale
     dell'amministrazione   regionale   che   deve    garantire
     l'apertura dei siti.

       2.  Il  Dipartimento  regionale  dei  beni  culturali  e
     dell'identità  siciliana  è autorizzato  a  provvedere  al
     pagamento  del  personale con qualifica  non  dirigenziale
     che ha effettuato le prestazioni di cui al comma 1.

       3.  Le  disposizioni  di  cui al presente  articolo  non
     comportano  nuovi o maggiori oneri a carico  del  bilancio
     regionale.

   Si passa all'emendamento 6.1, degli onorevoli Lupo ed altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 6.2 è assorbito.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.
          Modifiche all'articolo 17 della legge regionale 13
                         settembre 1999, n. 20
          in materia di sostegno alle associazioni antiracket

       1.  Il comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale 13
     settembre 1999, n. 20 è sostituito dal seguente:

        2.  Possono avanzare istanza per il contributo previsto
     dal presente articolo i soggetti di cui al comma 1 che:

       a)  siano iscritti negli appositi elenchi tenuti  presso
     le Prefetture territorialmente competenti;

       b)  non ricevano, in via ordinaria, contributi da Stato,
     Comuni, Città metropolitane e liberi Consorzi di comuni;

       c)  abbiano  un numero minimo di 10 soci, di cui  almeno
     il  50%  imprenditori o commercianti  che  abbiano  subito
     comprovate  vicende  di  estorsione  e/o  che   si   siano
     avvicinati  all'associazione  antiestorsione  per   averne
     assistenza e sostegno;

       d)  dimostrino  di essersi costituiti  parte  civile  in
     almeno  un  procedimento riguardante un proprio  assistito
     e/o socio nell'ultimo anno;

       e)  dimostrino  di  aver presentato,  nell'ultimo  anno,
     almeno  un'istanza  di  accesso al fondo  per  vittime  di
     estorsione di cui all'articolo 13 della legge 23  febbraio
     1999, n. 44;

       f)   dimostrino  di  aver  assistito  imprenditori   e/o
     commercianti  e  accompagnato gli  stessi  alla  denuncia,
     nell'anno   precedente,  in  almeno  tre  fatti  estorsivi
     conclusisi con rinvio a giudizio;

   g)  dimostrino di aver svolto attività di sensibilizzazione contro
  i  fenomeni estorsivi ed usurai presso associazioni di categoria di
  commercianti ed imprenditori o di aver promosso campagne  educative
  e  di  diffusione  della  cultura della  legalità  presso  istituti
  scolastici.».

   Si  passa all'emendamento soppressivo 7.1, degli onorevoli Lupo ed
  altri.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 7.2 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole si alzi; chi  è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8.
        Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2014, n. 10 in
                          materia di amianto

       1.  Alla  legge regionale 29 aprile 2014,  n.  10,  sono
     apportate le seguenti modifiche:

       a)  le parole  Ufficio amianto , ovunque ricorrano, sono
     sostituite con le parole  Servizio amianto ;

       b)  alla  lettera  c)  del comma 1  dell'articolo  3  le
     parole   ,  entro 24 mesi dalla data di entrata in  vigore
     della  presente legge, , sono sostituite con le  seguenti:
      ,  entro  l'anno  2020,  con  revisione  e  aggiornamento
     biennale, ;

       c)  la  lettera  d)  del  comma  l  dell'articolo  3   è
     sostituita dalla seguente:

        d)   conseguire  l'obiettivo,  entro  tre  anni   dalla
     realizzazione  dell'impiantistica  prevista   all'articolo
     14,  della  totale rimozione di ogni manufatto in  cemento
     amianto  dal  territorio  regionale,  nel  rispetto  delle
     norme  vigenti  sulla corretta procedura di  asportazione,
     trasporto  e  stoccaggio  dell'amianto,  con  conferimento
     dell'amianto    rimosso,   inquinante   o   potenzialmente
     inquinante, presso la suddetta impiantistica. ;

       d)   il  comma  1  dell'articolo  6  è  sostituito   dal
     seguente:

        1.  Con  cadenza  semestrale il dipartimento  regionale
     della  protezione civile, di concerto con  i  dipartimenti
     regionali   competenti  dell'Assessorato   regionale   del
     territorio  e  dell'ambiente,  dell'Assessorato  regionale
     della  salute e dell'Assessorato regionale dell'energia  e
     dei  servizi di pubblica utilità e con l'Agenzia regionale
     per  la  protezione  dell'ambiente  (ARPA),  promuove   la
     realizzazione  di  una  riunione  regionale  sull'amianto,
     vertente  sulla  verifica dello stato di attuazione  della
     legislazione  in  materia,  sull'andamento  epidemiologico
     delle    patologie   asbesto-correlate   e   sulla    loro
     prevenzione,  sul  censimento  dei  siti  contaminati   da
     amianto  e  sulla  loro bonifica nonché  sui  processi  di
     smaltimento   dei   materiali   contenenti    amianto    e
     sull'informazione  generalizzata circa i  rischi  sanitari
     derivanti dall'amianto».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  8.1,  a
  firma degli onorevoli Lupo ed altri.
   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  8.  Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
                   Abrogazioni e modifiche di norme

     1.  L'articolo 63 della legge regionale 17 marzo 2016 n.  3  è
   abrogato.

     2.  Il comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 14 aprile
   2006, n. 14 è così sostituito:

      2.  Il piano forestale regionale ha validità decennale e  può
   essere  aggiornato  in  ogni momento ove  insorgano  ragioni  di
   opportunità  ovvero esigenze di adeguamento a nuove disposizioni
   di legge o a norme comunitarie. .

     3.  Alla  legge regionale 1 settembre 1997, n. 33 e successive
   modifiche   ed   integrazioni,  sono   apportate   le   seguenti
   modifiche:

     a) il comma 1 dell'articolo 15 è così sostituito:

      1.   Il   piano  regionale  faunistico-venatorio  predisposto
   dall'Assessore  regionale per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale
   e  la  pesca  mediterranea,  sentito  l'Osservatorio  faunistico
   siciliano  ed emanato dal Presidente della Regione  su  delibera
   della   Giunta   regionale,  previo  parere  della   Commissione
   legislativa   competente  dell'Assemblea  regionale   siciliana,
   costituisce lo strumento di pianificazione, nel territorio agro-
   silvopastorale  della Regione, delle destinazioni  differenziate
   del  territorio  medesimo,  delle prescrizioni,  dei  divieti  e
   vincoli  e  di ogni altro intervento per la tutela  della  fauna
   selvatica  e  per  la  sua riproduzione naturale.  L'Assessorato
   regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della  pesca
   mediterranea  provvede ad eventuali modifiche  o  revisioni  del
   piano faunistico-venatorio con periodicità quinquennale. .

     b) all'articolo 44, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:

      2  bis.  La vigilanza di cui al presente articolo può  essere
   svolta anche dal personale inserito nell'elenco di cui al  comma
   2  dell'articolo 24 della legge regionale 29 settembre 2016,  n.
   20,   in   conformità  alle  previsioni  di  cui  al   comma   6
   dell'articolo  5  del  decreto legge  19  giugno  2015,  n.  78,
   convertito  con  la legge n. 125/2016, senza  nuovi  o  maggiori
   oneri per il bilancio della Regione. .

     4.  Il comma 21 dell'articolo 3 della legge regionale 9 maggio
   2017, n. 8 è abrogato.

   dhgt251662336fLayoutInCell0fAllowOverlap1fBehindDocument0fHid
  den0fLayoutInCell0