Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.48
PAPALE, segretario, dà lettura del processo verbale della sedute
n. 50 del 26 giugno 2018 che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Barbagallo, Cateno De
Luca, Fava, Catalfamo hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
PAPALE, segretario:
-Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (n. 290).
Di iniziativa governativa presentato il 26 giugno 2018.
- Sicilia Pesca Mediterranea - Identità ed Economia del mare (n.
291).
Di iniziativa governativa presentato il 26 giugno 2018.
INTERNO
Elezione di deputati Segretari ai sensi del comma 7 dell'art. 4
del Regolamento interno
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: Elezione di deputati
Segretari ai sensi del comma 7 dell'art. 4 del Regolamento
interno .
Comunico che, ai sensi del comma 2 del vigente articolo 168 del
Regolamento interno dell'Assemblea, il Consiglio di Presidenza ha
proceduto agli adempimenti ivi prescritti, propedeutici all'odierna
elezione.
Ricordo, quindi, che, a norma dei commi 5, 6, 7, 8, 8 bis e 8 ter
dell'articolo 4 del Regolamento interno dell'Assemblea,
Nell'Ufficio di Presidenza devono essere rappresentati tutti i
Gruppi parlamentari costituiti di diritto ai sensi dell'articolo
23, comma 2, esistenti all'atto della sua prima elezione.
Quando, a seguito delle votazioni di cui al comma 1 del presente
articolo, uno o più Gruppi di cui al comma precedente, diversi dal
Gruppo Misto, non risultino rappresentati, si procede all'elezione
di un corrispondente numero di Segretari, che ha luogo in una
successiva seduta nella data stabilita dal Presidente
dell'Assemblea.
Qualora i Gruppi parlamentari costituiti di diritto di cui al
comma 5 siano già rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, si
procede in subordine all'elezione degli ulteriori Segretari fra i
deputati appartenenti a Gruppi parlamentari autorizzati dal
Consiglio di Presidenza, che siano espressione di forze politiche
che abbiano partecipato con proprie liste aventi lo stesso
contrassegno alla competizione elettorale, e che abbiano ottenuto
nell'intera Regione una cifra elettorale pari almeno alla soglia
percentuale minima dei voti validi prevista dalla legge per
l'elezione dei deputati all'Assemblea regionale siciliana.
Il numero degli ulteriori Segretari, di cui ai commi 6 e 7,
comunque eletti non può in ogni caso essere complessivamente
superiore a due.
Ciascun deputato può scrivere sulla scheda di votazione un solo
nominativo. Sono eletti coloro che, essendo iscritti ai Gruppi non
rappresentati di cui ai commi 6 e 7, ottengono il maggior numero di
voti limitatamente ad uno per ciascuno dei suddetti Gruppi.
I Segretari eletti ai sensi dei precedenti commi 6 e 7 decadono
dall'incarico qualora venga meno il Gruppo cui appartenevano al
momento dell'elezione ovvero nel caso in cui entrino a far parte di
altro Gruppo parlamentare già rappresentato nell'Ufficio di
Presidenza. .
Ricordo, infine, che, ai sensi del comma 11 del medesimo articolo
4, A parità di voti è eletto od entra in ballottaggio il più
anziano di età .
A norma, poi, dell'articolo 4 bis del medesimo Regolamento
interno, la votazione si effettua mediante segno preferenziale su
schede recanti a stampa i nominativi di tutti i deputati.
Comunico, pertanto, che ai fini della presente elezione, i Gruppi
che hanno titolo ad essere rappresentati nell'Ufficio di
Presidenza, sono esclusivamente quelli di cui al comma 7
dell'articolo 4 del Regolamento, e precisamente Fratelli
d'Italia e Sicilia Futura .
Pertanto, le preferenze espresse per deputati non facenti parte
dei Gruppi parlamentari testé individuati sono da considerarsi
nulle.
Scelgo la Commissione di scrutinio che risulta composta, a norma
del comma 2 dell'articolo 5 del Regolamento, dai deputati: Milazzo,
Presidente, Trizzino ed Arancio, come componenti del seggio.
Dichiaro aperta la votazione, per scrutinio segreto, per
l'elezione di deputati Segretari ai sensi del comma 7 dell'articolo
4 del Regolamento interno.
Invito il deputato Segretario a procedere all'appello.
(Segue l'appello)
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Elezione di deputati Segretari ai sensi del comma 7 dell'art. 4
del Regolamento interno
Dichiaro chiusa la votazione. Invito la Commissione di scrutinio
a procedere al computo dei voti.
(Segue lo spoglio delle schede)
Onorevoli colleghi, comunico il risultato della votazione per
l'elezione dei deputati Segretari, ai sensi del comma 7 dell'art. 4
del Regolamento interno:
-Onorevole Galvagno 20 voti
-Onorevole Amata 19 voti
-Onorevole Tamajo 16 voti.
Schede bianche 1
Schede nulle . 5
Onorevoli colleghi, come voi sapete può essere eletto un deputato
per ogni Gruppo parlamentare, quindi proclamo eletti deputati
Segretari l'onorevole Galvagno con 20 voti per conto del Gruppo
parlamentare Fratelli d'Italia e l'onorevole Tamajo con 16 voti
per conto del Gruppo parlamentare Sicilia Futura.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.16)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
"DISPOSIZIONI PROGRAMMATICE E CORRETTIVE PER L'ANNO 2018. STRALCIO I"
Seguito discussione del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di stabilità
regionale. Stralcio I» (n. 231 Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge n. 231 Stralcio I/A
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2018. Legge di
stabilità regionale. Stralcio I2.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati diversi
emendamenti, alcuni trasmessi direttamente dalla Commissione, dove
sono stati esaminati per il parere, ed altri che erano stati già
presentati. Per cui abbiamo due fascicoli diversi di emendamenti.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Concentrazione degli enti finanziari siciliani.
Accorpamento di Ircac e Crias
1. Al fine della riorganizzazione degli enti per il finanziamento
delle imprese, attraverso la relativa concentrazione, e della
razionalizzazione degli interventi previsti dalla normativa vigente
in favore delle imprese aventi sede in Sicilia, sono approvate le
seguenti disposizioni.
2. La Cassa Regionale per il Credito alle Imprese Artigiane
Siciliane (CRIAS) e l'Istituto Regionale per il Credito alla
Cooperazione (IRCAC) sono incorporati per fusione in un unico Ente,
che assume la denominazione di Istituto Finanziario per le Imprese
Siciliane (IFIS), con sede in Palermo, che mantiene la natura
giuridica di ente economico dotato di personalità giuridica di
diritto pubblico e subentra in tutti i rapporti attivi e passivi
degli enti incorporati. Il predetto Ente é sottoposto alla
vigilanza e al controllo dell'Assessorato regionale delle attività
produttive e, per i profili contabili, dell'Assessorato regionale
dell'economia.
3. Le risorse finanziarie per gli interventi di cui al comma 2
sono costituite dai fondi istituiti presso la CRIAS e l'IRCAC,
mantenendo gli stessi la propria destinazione per comparto
produttivo.
4. Il personale in atto in servizio presso la CRIAS e l'IRCAC
transita, in forza della presente legge, nell'Istituto Finanziario
per le Imprese Siciliane (IFIS), mantenendo il trattamento
giuridico-economico esistente alla data di entrata in vigore della
presente legge.
5. Con regolamento ai sensi del comma 4 dell'articolo 12 dello
Statuto, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, su proposta dell'Assessore regionale
per le attività produttive, di concerto con l'Assessore regionale
per l'economia, previo parere della Commissione Bilancio' e della
Commissione Attività produttive' dell'Assemblea regionale
siciliana, sentite le associazioni delle categorie dei settori
economici interessati, si provvede a disciplinare le modalità per
l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo,
secondo i seguenti principi:
a) completezza;
b) efficienza ed economicità, anche con soppressione delle
funzioni e dei compiti divenuti superflui;
c) responsabilità ed unicità dell'amministrazione, con
attribuzione ad un unico organismo di funzioni e compiti complessi;
d) omogeneità;
e) adeguatezza, in relazione all'idoneità organizzativa
dell'organismo amministrativo».
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare sull'articolo 1, non sugli emendamenti e lo faccio perché
voglio porre una questione. Capisco che ogni volta che qualcuno
pone un problema può apparire strumentale e non so,
ostruzionistico, non so come definirlo, autodefinire quello che sto
per dire.
Siccome questo testo si è caricato di significati strategici sul
tema delle riforme, io ho provato a chiedere all'assessore in
Commissione se l'articolo 1 è una riforma e com'è questa riforma.
L'articolo 1 è nato per accentrare tutto il sistema del credito
regionale in un unico Ente: IRIFIS, IRCAC e CRIAS. Poi si è
scoperto, qualcuno di noi ha - diciamo per tempo - detto
all'assessore guarda che non puoi accorpare l'IRFIS con la CRIAS e
l'IRCAC perché sono enti sottoposti a regimi diversi, uno Banca
d'Italia, l'altro con altre problematiche , e così si è andati ad
una mini riforma, accorpare solo IRCAC e CRIAS. Ma che cos'è questo
accorpamento? Questo accorpamento sostanzialmente accorpa in un
unico soggetto - anzi io dico in un'unica governance - ciò che oggi
fanno IRCAC e CRIAS, senza che questo nuovo soggetto potrà fare
cose nuove. Ovvero, potrà occuparsi del credito agevolato verso
altri settori economici che, al pari delle cooperative piuttosto
che degli artigiani, meritano misure e politiche di sostegno al
credito agevolato. In più aggiungo: questo ente che viene fatto per
fusione, per incorporazione, e lo dico perché le norme, ed era il
senso della polemica, ma benevola che ho fatto con l'assessore,
quando si pensa di fare una riforma io penso che la via sacra, la
via maestra sia quella di presentare un disegno di legge specifico,
per avere tutti quegli approfondimenti, valutazioni, relazioni
tecniche che consentano di avere una dimensione delle problematiche
di cui stiamo parlando. Si è scelto di inserirli, prima nella
finanziaria, poi di trasformarli in collegato, di mantenerlo
sostanzialmente con una tecnica emendativa, fino al punto, e lo
dico all'assessore, che penso che sia stato lui a scrivere questo
articolato, siamo al paradosso che facciamo una norma dove, se
venisse approvata così com'è proposta, non è prevista la
governance. Chi governerà questo nuovo ente che si chiama, come si
chiama ora? Irca, Irca?
Qual è il soggetto che la governerà? Perché, come è noto, quando
costituisci un ente, ancorché per fusione, devi prevedere chi lo
governa e, soprattutto, quanti e chi sono i componenti che lo
andranno a governare, visto che nel sistema del credito noi stiamo
accorpando due enti, uno cooperativo, la cui governance è fatta per
2/3 di rappresentanza delle cooperative, e l'altro, CRIAS
artigiani, la cui governance è fatta, anch'essa, per 2/3 da parte
delle associazioni degli artigiani.
Accorpandolo ed avendo, oggi, una norma che stabilisce che nessun
ente dell'amministrazione regionale può avere una governance
superiore a 3 componenti, noi abbiamo il dovere di prevedere nella
legge qual è l'organo e da chi è costituito, non dalle persone,
dalle rappresentanze. E, invece, tutto questo non è previsto
Perché, allora, sto ponendo questo tema? Ora qualcuno dice:
Facciamo un emendamento, l'aggiustiamo .
Signor Presidente, non sono panelle Noi ci stiamo occupando del
credito in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, le ricordo che alla scadenza del
tempo stabilito, si spegne il microfono.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi può pure fare finire ora,
siccome, quello che intendo dire è che, ancora una volta si sta
dimostrando, la gattina frettolosa fa i gattini ciechi , cioé a
forza di fare questi provvedimenti in maniera spot - poi andiamo
più avanti, ce ne saranno altri - rischiamo di fare
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è più collegato.
CRACOLICI. Signor Presidente, le annuncio che farò richiesta di
voto segreto su tutto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi ricordo quello che abbiamo
stabilito in Conferenza dei Capigruppo, e cioè che al tempo scaduto
il microfono automaticamente si chiude, per cui, io lo posso fare,
eventualmente, riaccendere, ma automaticamente si chiude.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Governo e colleghi, continuo io
l'intervento del collega Cracolici perché mi ha praticamente
anticipato di qualche minuto su quelle che erano le perplessità.
Che ne dirà l'assessore Armao, che sono convinto, ancora una volta,
ribadirà che l'istituto della legge-delega è previsto
nell'ordinamento regionale ed in virtù di una legge passata che
aveva fatto, insomma, qualcosa del genere, sulle quali io,
chiaramente, non sono d'accordo, perché quella legge andava a
normare degli altri parametri ma, comunque, guardava tutto.
Noi, qui, siamo di fronte a due istituti che si occupano di
credito alle imprese in maniera agevolata, e mi riferisco agli
artigiani ed ai commercianti ed alle società cooperative che
vengono istituiti con leggi di parecchi articoli. Ed, oggi, noi
scopriamo che, invece, una riforma di questi due enti, costituiti
con leggi di parecchi articoli e che nel tempo hanno ricevuto, poi,
diversissimi emendamenti di parecchi articoli anche questi nel
tempo, oggi, li accorpiamo, sic et simpliciter, direttamente con un
unico articolo di qualche quattro commi, se non mi sbaglio, e così
risolviamo tutta la questione.
Manca la decisione sulla governance perché non si sa chi l'andrà a
governare, ma soprattutto diamo a questo fantomatico Presidente
della Regione - non me ne voglia il Presidente Musumeci, non mi
riferisco a lui ma alla figura istituzionale - diamo mandato, con
decreto del Presidente della Regione, di normare tutto. Però il
comma 4 dell'articolo 12 dello Statuto siciliano prevede che il
Presidente della Regione, con la sua Giunta regionale, possa
emanare un regolamento per andare a normare. Il regolamento
attuativo per il funzionamento di un fondo per il microcredito alle
imprese, un regolamento attuativo che prevede il funzionamento di
qualche cosa che, però, viene normato in tutto, e non in parte, in
una legge regionale. In questa invece diamo mandato al Presidente
della Regione, e per esso la Giunta regionale, di normare come
avverrà la spartizione dei beni, dove sarà la sua sede, chi sarà a
governarlo e le modalità di funzionamento degli istituti di
credito.
Ora noi ovviamente siamo convinti - io glielo dico - che qualora
questa legge dovesse passare, come tante altre che sono passate
nella legge finanziaria, il Consiglio dei Ministri avrà una lente
di ingrandimento grande così e comincerà a guardare e comincerà a
scrivere agli assessorati dicendo ma non è che c'è un profilo di
incostituzionalità? .
Ora, se noi vogliamo continuare a utilizzare questo Parlamento per
farci ridere dietro dal resto d'Italia, e dal resto dei cittadini
siciliani che sono fuori da quest'Aula, perché non sappiamo neanche
scrivere una norma che poi passi al vaglio della costituzionalità
del Consiglio dei Ministri siete liberissimi di farlo. Noi non
siamo d'accordo né a questo modo di fare, né tanto meno a questo
modo di legiferare Per cui il voto segreto noi lo appoggeremo
proprio per disinnescare una cattiva pratica legislativa che va
contro le norme ovvie, basilari e normali del buon legiferare che
un Parlamento importante come questo dovrebbe avere.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, Presidente Musumeci, onorevoli
colleghi, avete visto l'onorevole Cracolici che riprende le antiche
vesti di deputato di opposizione. Dopo cinque anni di governo
ritorna in se stesso e si presenta in quest'Aula, alla prima
occasione utile, che è quella certamente di una norma di riduzione
di spesa, perché nel momento in cui noi di due enti ne facciamo uno
ci saranno tante risorse che saranno poste in riduzione perché
riguarderà il personale, riguarderà l'affitto della locazione e
soprattutto riguarderà anche l'attenzione del mondo delle
cooperative e del mondo degli artigiani ad un unico settore.
Io credo che questa norma, al di là di quello che può sembrare al
primo sguardo, è certamente una norma che tratta la riduzione di
spesa ed è una norma che dà un minimo di organicità a un sistema
che fino ad oggi è stato nel territorio diffuso in malo modo.
C'è una concentrazione di un ente, c'è una capacità di un ente di
attenzionare, uno solo, gli argomenti. Credo che sarà opportuno, in
un prossimo futuro, quando avremo disponibilità finanziarie, mi
auguro nell'assestamento, inserire, come è stato fatto a suo tempo,
una norma modello legge n. 32/2000 per i commercianti, perché
questo settore possa essere tutto assieme valutato sia come
attenzione al mondo agricolo, sia come attenzione al mondo
artigianale, sia come attenzione al mondo del commercio.
E con attenzione soprattutto alle cose che ha detto l'onorevole
Cracolici, e poi l'onorevole Cancelleri, che ha fatto un passaggio
relativo al Consiglio dei Ministri come se fosse qualcosa che
dispone la sua tasca e per cui gli fa l'elenco delle norme da
impugnare - l'ho interpretato male onorevole Cancelleri, e chiedo
scusa se l'ho interpretato male - e se qualcuno degli intervenuti
poc'anzi avesse un minimo di buona volontà a votare norme che
certamente non riguardano né personalmente gli uomini del Governo,
né personalmente i deputati - questa è una norma di riordino
generale - se qualcuno ha sospetti che attraverso l'articolo 4 si
vogliano fare delle nomine che sfuggono chissà a quale indirizzo o
a quale gestione, si può benissimo presentare un emendamento per
dire che il nuovo consiglio di amministrazione sarà nominato dal
Presidente, dall'Assessore per le attività produttive e poi,
ovviamente, anche dalle organizzazioni, se questo è il timore. Se
questo è il timore Se il timore, invece, è che si deve in ogni
situazione creare una condizione politica perché si cerchi la scusa
del voto segreto al fine di vedere se è possibile che questo
articolo non passi io credo che non facciamo una cosa utile né a
noi né al Governo né ai siciliani né al Parlamento.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i lavori che fanno
le Commissioni parlamentari sono utili perché sono a supporto
dell'attività, poi, dell'Aula, e l'onorevole Lupo che è qui al mio
fianco, non al mio fianco politicamente ma al mio fianco
materialmente, ricorderà bene che quest'articolo non è frutto della
fantasia del Governo.
Questo articolo, questa riscrittura che segue e successiva
all'articolo che è scritto nel testo, è frutto di un confronto in
Commissione Bilancio' e mi ricordo che ci siamo soffermati,
veramente, anche sulle virgole, ricordo io di avere fatto un passo
indietro su una parola, una parola nella parte finale, io volevo
inserire strategico , e non è stato possibile perché doveva essere
scritto in quel modo e abbiamo, diciamo, non posso usare, no non
voglio, non posso usare il termine accolto perché accoglie' chi
ha facoltà, chi ha la forza di potere determinare un percorso.
Noi eravamo coscienti che non potevamo determinare da soli questo
percorso e abbiamo, insieme, accettato tutti di fare un percorso
condiviso; ma nel merito della questione ci siamo confrontati,
assessore Armao, su questa storia della legge delega, ma questa non
è una legge delega Io sono per le leggi deleghe e dico perché. Lo
dicevo stamattina all'assessore Armao, ma con un quadro numerico
che c'è in quest'Aula, a prescindere da chi di volta in volta la
spunta, ma chi ha un po' di saggezza, chi affiderebbe una riforma
strategica per la Regione in balìa degli umori di un'Aula.
Poco fa abbiamo votato i segretari d'Aula , ma ora non stiamo
votando il segretario d'Aula, non consumiamo una ripicca o una
disputa su un nome Qua, se sbagliamo una riforma, decretiamo il
fallimento non solo di quest'Assemblea ma di chi deve usufruire,
beneficiare di questo strumento, che è sì strategico perché muove
risorse, muove i sogni di coloro i quali vogliono scommettere,
muove le iniziative, e ci riempiamo la bocca, partono e non
rimangono qua.
Confrontiamoci nel merito, io personalmente e formalmente vi dico,
che non è nostra intenzione misurarci politicamente sull'argomento,
ma nel merito delle questioni. Lo abbiamo fatto in Commissione
Bilancio' e voglio leggere l'ultimo comma per sfatare quello che
ha detto l'onorevole Cracolici, noi l'avevamo ipotizzato di mettere
la governance, dice che era troppo trasgressivo e allora l'ultimo
comma Con Regolamento, ai sensi del comma 4 dello Statuto da
emanarsi entro 90 giorni dalla data in vigore della presente legge,
su proposta dell'assessore regionale per le attività produttive, di
concerto , quindi, un altro confronto l'assessore per
l'economia, sentite le Commissioni di questo Parlamento ,
onorevole Di Mauro, si procede a che cosa? Leggiamolo si
provvede a disciplinare le modalità per l'attuazione delle
disposizioni di cui al presente articolo , quindi, è l'esatto
opposto di quello che dice lei, onorevole Cracolici.
Noi stiamo dicendo: Approviamo una falsa riga, approviamo un
percorso e poi insieme lo continuiamo . Qua nessuno si vuole
portare il pallone; è l'esatto contrario e c'è scritto e lo sa chi
lo ha scritto, onorevole Cracolici? Lo abbiamo scritto tutti noi in
Commissione Bilancio' perché ci siamo fermati, molto tempo, a
confrontarci su questo testo e, ripeto, altrimenti le faccio avere
la registrazione, abbiamo fatto un confronto sui singoli termini.
Ecco perché va approvato, e va approvato con lo stesso sistema,
con lo stesso dispositivo. Se ci sono cose da aggiustare, da
migliorare, noi i numeri non li abbiamo per dire o così o niente
Questo è il ragionamento, oggi noi dobbiamo stabilire se la
riforma la dobbiamo fare o non la dobbiamo fare, ovvero necessita o
non necessita. Se tutto va bene lasciamo tutto per come è, ma io
non penso che tutto vada bene e la responsabilità è vostra.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo, per la giornata odierna,
l'onorevole Genovese.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 231 Stralcio I/A
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, preliminarmente vorrei
chiedere al Governo che fine ha fatto la cosiddetta riforma
dell'ESA visto che il Governo ne ha parlato per mesi, ci ritroviamo
ad avere un testo di collegato alla finanziaria che non ne parla.
Pensavamo di trovare qualche proposta nell'ambito degli
emendamenti, non c'è nulla che riguardi l'ESA.
Mi pare di aver capito che il Governo abbia, direi, saggiamente,
deciso, di avviare un disegno di legge autonomo, probabilmente di
iniziativa parlamentare, forse sarà la Commissione a farsene
carico, per affrontare, adeguatamente, un tema che è un tema
delicato, complesso, che è e può essere una riforma importante
perché riguarda un ente che comunque può svolgere un ruolo
significativo.
Dico questo anche perché non si comprende come mai visto che si è
deciso, almeno così sembra, fino a questo momento di trattare la
riforma dell'ESA, ammesso che ci sia ancora, con disegno di legge
autonomo, invece si insiste per affrontare il tema della riforma
del credito che è altrettanto importante per lo sviluppo, per le
imprese, per le imprese del settore dell'artigianato, per la
cooperazione, nell'ambito di un articolo all'interno di un disegno
di legge collegato.
Un articolo che presenta parecchie criticità, intanto si era
parlato di un super IRFIS che non è mai nato, al massimo dopo
quattro mesi di discussione quello che era l'IRCAC è diventato
l'IRCA, cioè ha perso una lettera, ha perso l'ultima consonante,
accorpando con un procedimento che ancora non è del tutto chiaro, o
con una fusione che riguarderà anche la CRIAS.
Io sottolineo quello che già diceva prima di me l'onorevole
Cracolici, il fatto che nell'ambito dell'articolo non è dato sapere
come questo nuovo Ente sarà governato, da chi? Siccome ho sentito
qualcuno parlare prima di me, mi riferisco specificatamente
all'onorevole Di Mauro, dire che con questa norma, se non ho capito
male, si otterrebbero dei risparmi perché di due consigli di
amministrazione se ne fa uno.
Veramente qua non si capisce, perché non si capisce proprio come
si intende organizzare la governance di questo ente, forse
nell'intendimento vago e generico di rinviarne la definizione a un
regolamento che dovrebbe essere emanato entro novanta giorni ma
tutti sappiamo che i regolamenti richiedono tempi lunghi, e quindi,
probabilmente è un effetto annuncio, si annuncia una riforma che
non so se e quando potrà mai realizzarsi.
Per altro in assenza di una idea di piano industriale. Allora, non
basta unire sulla carta due enti per farne uno, perché tutti
sappiamo che sia IRCAC che CRIAS necessitano di interventi di
efficientamento, di miglioramento organizzativo, ma non è unendo
due enti in difficoltà che se ne crea uno migliore. Qui il rischio
vero è che unendo due enti in difficoltà si crei un ulteriore e
inutile carrozzone della Regione siciliana.
E allora questo era il collegato' che a dire del Presidente della
Regione avrebbe dovuto eliminare l'ultimo carrozzone che era l'ESA
e invece il Governo alla fine non parla più dell'ESA e propone di
introdurre un nuovo ente che rischia di essere un ulteriore
carrozzone.
Io condivido la richiesta che faceva l'onorevole Cancelleri, credo
che su questo l'Aula si debba pronunciare e ribadisco, comunque, la
richiesta al Governo di stralciare l'articolo 1 per farne un
disegno di legge autonomo. Se così non fosse il Gruppo del Partito
Democratico esprimerà voto contrario.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, assessori, riprendo le parole dell'onorevole
Lupo il quale parla di una riforma che era quella dell'ESA che la
Giunta e la Commissione hanno avuto il buon senso di mettere da
parte, perché quest'Aula - che io ricordi - con interventi del
Presidente della Regione, ha sempre sostenuto una cosa importante,
che l'Aula serve per poter fare le riforme insieme.
Non capisco per quale motivo l'ESA viene correttamente trattata al
di là del collegato' e, quindi, con un disegno di legge, come noi
abbiamo sempre sostenuto, ed io, da vicepresidente della
Commissione attività produttive - essendo una Commissione di
merito - mi ritrovo, quando noi abbiamo interpellato le categorie,
le associazioni abbiamo sempre sostenuto che questa è una riforma
che va fatta, correttamente, però condividendola sia con l'Aula,
con le parti sociali e non sicuramente con una paginetta e con
cinque punti previsti.
Quindi, io non voglio entrare nel merito di chi c'era prima in
questo Governo e di chi c'è ora, ma voglio entrare nel merito di
una cosa importante, che è che noi siamo abituati, in questi mesi,
a fare proclami che sono proclami di una collaborazione con l'Aula
e con i Parlamentari poi, però, con i fatti non ci siamo.
Allora, io dico che dovremmo avere il buon senso di trattare le
cose non utilizzando due pesi e due misure ma utilizzando sempre
gli stessi pesi. Allora, facciamo una cosa importante.
Questo punto deve essere trattato come noi abbiamo sempre
sostenuto con un apposito disegno di legge, consultando le
Commissioni, quelle di merito e quella di Bilancio', altrimenti il
valore di una Commissione dove io faccio il presidente non ha
senso.
Quindi, signor Presidente dell'Assemblea, mi ritrovo favorevole a
proseguire un percorso tale da non poter noi supportare
quest'articolo 1.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo alcune
considerazioni, anzi lasciatemi dire battute', che vengono
dall'opposizione, nell'acronimo viene meno una lettera: la lettera
C .
Come dice il testo si parla di riorganizzazione del settore.
Stiamo noi mettendo insieme due enti, l'IRCAC e la CRIAS, significa
che simbolicamente si va nella direzione della razionalizzazione.
Detto questo, al di là delle facili battute, mi sembra di poter
dire che stiamo rivedendo il sistema del finanziamento delle
imprese che hanno sede in Sicilia.
Mi sembra che, finalmente, si stia ponendo al centro del dibattito
del Parlamento, un principio sancito da questo Governo in campagna
elettorale che va nella direzione della razionalizzazione, sulla
governance.
E' naturale, interverrà l'Assessore per le attività produttive o
il Presidente della Regione, come dice lo stesso articolo
attraverso un regolamento sentito l'assessore per le attività
produttive, sentita la Commissione Bilancio' .
Procederemo nel momento immediatamente successivo a dare una
governance a questo ente.
E certo, ritengo, e questo sicuramente è il principio ispiratore
del Governo, che si vada nella direzione di risparmi, questo è un
fatto importante.
Ma è un fatto ancora più importante quello che, finalmente, le
imprese potranno ritrovare un unico riferimento, vivaddio se la
Regione in una fase storica in cui parliamo di tanti carrozzoni,
innumerevoli partecipate che fuggono al controllo rispetto anche ad
i bilanci che, tante volte non sappiamo attraverso quali
monitoraggi passino, finalmente una norma che pone chiarezza e che
punta a semplificare.
Quindi sono certo dell'intendimento anche del Capo Gruppo che fa
parte anche della Commissione Bilancio' che, peraltro, ci siamo
confrontati; è la Commissione dalla quale viene esitato un testo in
maniera lineare, e noi facciamo una cosa gradita non soltanto al
sistema della semplificazione e della razionalizzazione degli enti
in Sicilia, ma facciamo finalmente davvero una cosa gradita a tutte
le imprese che hanno sede in Sicilia.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò pochissime
riflessioni, rivolgendomi innanzitutto al collega che mi ha
preceduto, del Gruppo, l'onorevole Cancelleri, qua il problema non
è da legulei, di cercare leggi, leggi delega, codice o regolamenti.
Qua il problema serio è di metodo, perché se è vero che da un lato
il Presidente della Regione, onorevole Musumeci, rivendichi
direttamente in Aula o tramite facebook la possibilità per questo
di Parlamento di concorrere nell'elaborazione e nella formazione di
riforme, dall'altro noi non possiamo che prendere atto che si dica
cosa si voglia riformare, perché si voglia riformare, ma non
sappiamo come lo si voglia riformare, e non sapendo come si vuole
riformare, è ovvio che questa cosa rimane l'ennesimo atto
unilaterale del Governo, che tende, Presidente Musumeci,
inevitabilmente a spogliare dell'iniziativa legislativa il
Parlamento stesso.
E questo, signor Presidente, il Parlamento non può consentirlo,
ora noi non siamo pregiudizialmente contrari a questa proposta di
riforma, tanto che era anche nel programma del Movimento 5 Stelle
nelle ultime regionali, ma il problema, ripeto è di metodo
onorevole Presidente.
Quando noi dobbiamo esprimerci, abbiamo un ordine di priorità,
diciamo il perché, diciamo il cosa e poi diciamo anche il come
vogliamo farlo.
Allora, come vogliamo farlo, deve stabilirlo questo Parlamento
Il Governo ha il diritto dell'iniziativa legislativa, nessuno può
metterlo in dubbio, ma la palla, inevitabilmente, necessariamente,
deve passare a questo Parlamento, il Parlamento in un percorso se
condiviso col Governo, può avviare un percorso di riforme e
consegnarle alla Sicilia.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
intervenire, in merito al punto della fusione tra questi due
istituti, perché oggettivamente non si può parlare di riforme con
un articolo di legge in cui, non si dice nulla per quanto attiene
la governance, non si dice nulla per quanto attiene il piano
strategico, non si dice nulla per quanto attengono le risorse.
Come è stato ripetutamente detto, credo che il Parlamento non sia
oggettivamente e pregiudizialmente contrario a che si pervenga a
questa fusione, perché ritengo che tutti siamo d'accordo avendo
visto i risultati di questi due istituti, che sono oggettivamente
fallimentari,
Tutto siamo d'accordo che possa essere utile, certamente non sono
queste le riforme che possono cambiare il destino della nostra
Isola se a queste riforme noi non riusciamo da dare i contenuti.
Ma i contenuti non possono che passare da una dialettica
parlamentare, una dialettica che può ovviamente avere la sede
principale nell'ambito della Commissione, dove però devono essere
consentiti dei contributi tecnici da parte di tutti perché, laddove
la maggioranza, lei onorevole Presidente della Regione, ha detto di
non avere maggioranza, più volte, allora se non si ha maggioranza,
si deve avere la consapevolezza di dialogare, dialogare per alzare
il livello, l'asticella del dibattito perché se noi alziamo
l'asticella del dibattito, evidentemente, a livelli più alti la
convergenza sarà più facile.
Ora su queste tematiche che possono involgere il destino delle
imprese della Sicilia, dobbiamo costruire insieme un percorso e la
sede naturale non può che essere quella di un disegno di legge
autonomo, per cui io ritengo che la sede non sia questa, ci
possiamo ragionare e siamo disponibili tutti a metterci intorno a
un tavolo, guardare le esigenze, dare una corsia preferenziale al
disegno di legge, realizzare questa riforma ma riempirla di
contenuti, oggi questa riforma non fa altro che mettere insieme due
debolezze, due debolezze non fanno una forza, due debolezze fanno
una debolezza ancora più forte E oggi il sistema creditizia,
fantasma, di CRIAS e IRCAC, sono due enti fantasma perché se
andiamo a guardare dal punto di vista tecnico quali sono le somme
erogate da questi due enti sono meno di quelli di un istituto di
credito di piccolissime dimensioni e a fronte di questo abbiamo un
costo del personale che è esagerato, incongruo e inopportuno Su
questo dobbiamo ragionare, noi siamo pronti a ragionare ma io penso
che quando lei, signor Presidente, dice, l'ha ribadito diverse
volte guardiamo all'interesse dei siciliani , ma l'interesse dei
siciliani non è l'interesse della maggioranza, mi perdoni,
l'interesse di questa maggioranza non c'è più, lo so, a maggior
ragione; ecco il vorrei puntualizzare una cosa, signor Presidente,
e ci tengo, l'interesse di chi ha votato noi, dei siciliani che
hanno votato il Pd, è meritevole di tutela allo stesso modo
dell'interesse dei siciliani che hanno votato la maggioranza che
non c'è più.
E allora vogliamo mettere insieme sul tavolo l'interesse vero di
tutti i siciliani e ragioniamo sulle cose che veramente interessano
ai siciliani? Dobbiamo alzare l'asticella della discussione, perché
altrimenti ci ritroviamo con un'altra finanziaria che, per fortuna
è stato il primo atto di questo Parlamento, ma non abbiamo dato un
bello spettacolo perché? Per ottenere il passaggio di questa
maggioranza, l'approvazione di questa maggioranza, abbiamo dovuto
accontentare molti e in alcuni casi abbiamo fatto dei danni che
sono irreversibili per qualche città.
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato richiesto di parlare, si
passa alla votazione degli emendamenti.
Si passa all'emendamento soppressivo 1.1 primo firmatario
onorevole Lupo.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 27
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1R bis a firma della Commissione. Lo
pongo in votazione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Disposizioni in materia di controllo sulle società
partecipate
1. La Regione definisce secondo la propria autonomia organizzativa
un sistema di controllo, direzione e coordinamento sulle proprie
società partecipate. Tali attività sono esercitate dalle strutture
preposte dell'Assessorato regionale dell'economia, che ne sono
responsabili.
2. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
la Regione definisce preventivamente gli obiettivi gestionali cui
devono tendere le società partecipate, secondo parametri
qualitativi e quantitativi, e organizza un idoneo sistema
informativo finalizzato a rilevare i rapporti finanziari tra la
Regione stessa e le società partecipate, nonché la situazione
contabile, gestionale e organizzativa, i contratti di servizio, la
qualità dei servizi ed il rispetto delle norme di legge sui vincoli
di finanza pubblica.
3. Sulla base delle informazioni di cui al comma 2, la Regione
effettua il monitoraggio periodico sull'andamento delle società
partecipate, analizza gli scostamenti rispetto agli obiettivi
assegnati e individua le opportune azioni correttive, anche in
riferimento a possibili squilibri economico-finanziari rilevanti
per il bilancio regionale.
4. In attuazione delle previsioni di cui all'articolo 6 del
decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 e sulla base
dell'attività di indirizzo di cui al comma l, le società
partecipate dalla Regione, fatte salve le funzioni degli organi di
controllo societario previste a norma di legge o di statuto,
predispongono:
a) specifici programmi di valutazione del rischio di crisi
aziendale;
b) regolamenti interni volti a garantire la conformità
dell'attività della società alle norme di tutela della concorrenza,
comprese quelle in materia di concorrenza sleale, nonché alle norme
di tutela della proprietà industriale o intellettuale;
c) un ufficio di controllo interno strutturato secondo criteri di
adeguatezza rispetto alla dimensione e alla complessità
dell'impresa sociale, che collabora con l'organo di controllo
statutario e con le strutture di cui al comma l, riscontrando
tempestivamente le richieste da questi provenienti, e trasmette
periodicamente all'organo di controllo statutario relazioni sulla
regolarità e l'efficienza della gestione;
d) codici di condotta propri, o adesione a codici di condotta
collettivi aventi ad oggetto la disciplina dei comportamenti
imprenditoriali nei confronti di consumatori, utenti, dipendenti e
collaboratori, nonché altri portatori di legittimi interessi
coinvolti nell'attività della società;
e) programmi di responsabilità sociale d'impresa, in conformità
alle raccomandazioni della Commissione dell'Unione europea».
All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti
soppressivi. Si passa all'emendamento 2.1 a firma dell'onorevole
Lupo ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.11 a firma degli onorevoli Lo Curto e
Figuccia. Il parere della Commissione?
LO CURTO. Lo Ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.12, della Commissione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.13 del Governo. Il parere della
Commissione?
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SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Disposizioni per l'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente. Disposizioni per il settore della
forestazione
1. In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 10,
della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive
modifiche e integrazioni, l'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente è autorizzata, al fine di garantire l'espletamento
delle funzioni istituzionali cui è preposta, ad avviare le
procedure selettive ad evidenza pubblica, ai sensi del comma 1
dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 165/2001, per
l'assunzione di nuovo personale nel rispetto dell'analisi
dell'effettivo fabbisogno e della relativa sostenibilità
finanziaria e previo svolgimento delle procedure di mobilità.
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 23, comma 3,
della legge regionale 17 marzo legge regionale 17 marzo 2016, n. 3
e successive modifiche ed integrazioni, è incrementata
rispettivamente per l'esercizio finanziario 2018 per euro
91.085.132,00, per euro 120.016.070,66 per l'esercizio finanziario
2019 ed euro 200.954.322,17 per l'esercizio finanziario 2020
(Missione 20 - Programma 3 - Capitolo 215746).
3. Per le finalità di cui al comma 8, dell'articolo 47 della legge
regionale 7 maggio 2015, n.9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata rispettivamente, per ciascuno degli
esercizi finanziari 2019 e 2020, la spesa di 24.430 migliaia di
euro Missione 16 - Programma 1 - capitolo 156604 e di 6.900
migliaia di euro Missione 9 - Programma 5 - capitolo 150514.
4. Per il finanziamento del Contratto integrativo regionale per
gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e
idraulico-agraria - Sistema Agro-Forestale-Ambientale-Rurale è
autorizzata la spesa annua di 6.800 migliaia di euro per ciascuno
degli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020.
5. A modifica ed integrazione di quanto previsto per gli esercizi
finanziari 2018 e 2019 dall'articolo 3, comma 11 della legge
regionale 9 maggio 2017, n. 8, in relazione all'accertamento delle
entrate relative al Fondo di sviluppo e coesione, le complessive
risorse per una quota pari ad euro 20.000.000,00 per l'esercizio
finanziario 2018, euro 53.069.153,34 per l'esercizio finanziario
2019 ed euro 42.130.901,83 per l'esercizio finanziario 2020, sono
destinate agli interventi previsti dal comma 8 dell'articolo 47
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni per il settore agricolo forestale.
6. L'Allegato 3 di cui al comma 9 dell'articolo 4 e al comma 2
dell'articolo 5 della legge regionale n. 3/2016, come modificato
dall'articolo 1, comma 11, lettera b), della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27 e dall'articolo 3, comma 11 della legge
regionale 9 maggio 2017, n. 8, per gli anni 2018, 2019 e 2020, è
sostituito dall'Allegato 3 alla presente legge.»
All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1 soppressivo a
firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo il voto segreto e chiedo di parlare
sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Ma se lei ha chiesto il voto segreto? Onorevole
Cracolici, non c'è problema, ha facoltà di parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire il
senso di questa norma, noi abbiamo un problema al Corpo Forestale e
prevediamo con norma che ci possiamo avvalere dei dipendenti degli
Enti parco che di occupano di antincendio, immagino, ma anche qui
Che modalità di gestione è di un problema e di una emergenza che
ha l'Amministrazione regionale? Capirei, se ci fosse un'emergenza
all'interno dell'Amministrazione, che l'Amministrazione ragioni
sulla possibilità di riaprire i concorsi, prevedere nuove funzioni,
quando parliamo del Corpo Forestale, parliamo di militari, anche,
bene No Facciamo una norma che con tutto il rispetto: altro che
riforma Presidente È una marchetta si chiama marchetta no
riforma E voi spacciate per riforme una cosa che è assolutamente
ridicola, minimale, soltanto probabilmente perché bisogna
accontentare qualcuno per fargli fare qualche chilometro in meno
rispetto al luogo di lavoro.
Ma possibile che giochiamo con questo meccanismo legislativo che
offende il Parlamento? Stiamo affrontando un tema dirimente come
quello del Corpo Forestale per fare una norma che riguarda, prima
erano per i Nebrodi, solo i dipendenti dei Nebrodi, poi siccome il
rossore in qualche modo è arrivato nelle facce di qualcuno, l'hanno
trascritta in una norma generale, per cui tutti quelli degli Enti
parco possono essere comandati presso l'Amministrazione regionale.
Io la ritengo ridicola, altro che riforme Queste sono
marchette .
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione dell'emendamento 3.1 avvenga
per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.1.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole alla
soppressione preme il pulsante verde; chi non è favorevole alla
soppressione preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 28
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.8 che è stato ritirato dal Governo.
Si passa all'emendamento 3.2, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alla soppressione si
alzi; chi non è favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.6 degli onorevoli Lo Curto e Figuccia.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.5 degli onorevoli Calderone ed altri.
L'emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.3, degli onorevoli Lupo ed altri. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole alla soppressione si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.4 (soppressivo del comma 3). Il comma 3
è ad invarianza finanziaria, quindi, non si può sopprimere.
Si passa all'emendamento 3.7 degli onorevoli Trizzino ed altri.
Onorevole Trizzino, l'emendamento 3.7 è stato sostituito dal 3.7.1
della Commissione per cui dovremmo mettere in votazione il 3.7.1.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo per
capirlo, forse ero assente io, vorrei che l'Assessore lo spiegasse.
PRESIDENTE. La riscrittura è della Commissione. Presidente Savona,
stiamo parlando del 3.7 che è diventato 3.7.1.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, il 3.7.1 è approvato all'unanimità, forse l'unico caso
in cui la Commissione Bilancio ieri ha eliminato dopo le tabelle
che prevedono il numero della composizione del Corpo forestale che
è ferma a 1.250, togliamo che via via che la gente vada in pensione
non si possa più sostituire. Quindi, togliamo questa parte e
lasciamo fisso il numero di 1.250 addetti.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Disposizioni in materia di Consorzi Universitari
l. All'articolo 66 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole da destinare , sono aggiunte le
parole al funzionamento e ;
b) al comma 6 bis le parole dell'Assessore regionale per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione sono sostituite
con le parole: dall'Assessore regionale per l'istruzione e la
formazione professionale, previa delibera di Giunta, con funzioni
di Presidente .
2. Il comma 8 dell'articolo 21 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3 è sostituito dal seguente:
8. I trasferimenti in favore dei Consorzi universitari di cui
all'articolo 66, comma l, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2
e successive modifiche e integrazioni, sono assegnati
dall'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, d'intesa con l'Assessore regionale per l'economia,
sentiti le Università di riferimento ed i Consorzi universitari,
con provvedimento che ridefinisce i criteri di riparto, la
governance, e lo schema di Statuto-tipo comune a tutti i Consorzi,
da emanarsi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale».
Si passa all'emendamento 4.2, degli onorevoli Lupo ed altri. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 4R della
Commissione. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Disposizioni in materia di percorsi di istruzione e
formazione professionale
afferenti all'obbligo scolastico
1. A valere sulle disponibilità di parte della Missione 4,
Programma 6, Capitolo 373354, il Dipartimento regionale
dell'istruzione e della formazione professionale, d'intesa con la
Ragioneria generale della Regione, è autorizzato ad utilizzare una
quota, nella misura massima dell'1,5 per cento, per il monitoraggio
e la valutazione dei relativi percorsi di istruzione e formazione
professionale afferenti l'obbligo scolastico, in analogia a quanto
previsto dal comma 624 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre
2006, n. 296».
Si passa all'emendamento 5.1, degli onorevoli Lupo ed altri. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento di riscrittura 5R,
del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo un chiarimento all'Assessore
che penso sia il proponente di questo articolo, perché diciamo, tra
le disposizioni che sono qui contenute ve ne è una nuova, ovvero
l'utilizzo di due albi: un albo legge 24 e un albo dopo la legge
24, sostanzialmente.
Ora, noi in questi anni abbiamo avuto una serie di pronunce,
ripetute, del TAR che ha, giusto o sbagliato non lo so - io non
sono un giurista - mi limito a prendere atto delle sentenze che
hanno bloccato le procedure anche dei bandi che, come l'Assessore
ricorderà sono leggi speciali e come tali avevano forza di legge
speciale e pure i TAR ne hanno rilevato profili di
incostituzionalità.
Noi qui stiamo istituendo una priorità che è una priorità - la
priorità è priorità - ma nello stesso tempo una priorità distinta a
due albi. Per cui, c'è una priorità 1 e una priorità 2 e poi c'è il
resto del mondo.
A me pare che questo sistema complichi ancora di più le procedure
che fino ad oggi hanno bloccato il meccanismo di attivare gli Enti
ed i corsi di formazione professionale. Perché, se prima le
pronunce dei TAR hanno rilevato che non ci può essere una forma -
che tra l'altro con fondi anche e con le procedure del fondo
sociale, anche con fondi nazionali - non possono esserci
meccanismi che discriminano l'accesso non dei soggetti che fanno la
formazione, di soggetti che fanno i formatori, con questa norma
stiamo praticamente distinguendo in un ulteriore sottospecie i
relativi albi. Perché noi fino ad oggi, giusto o sbagliato, abbiamo
rinnovato.
C'è una legge che prevede che ogni anno, credo, l'albo viene
ripubblicato e, quindi, aggiornato secondo le richieste che via via
si fanno, ma è l'albo di cui a quella legge.
Qui stiamo dicendo c'è un albo che si cristallizza ad una certa
data - immagino - ed un albo per tutti i rinnovi che sono
intervenuti successivamente che diventa l'albo se c'è posto . Io
credo che, ripeto, questa norma ci complicherà - e chiedo
all'assessore di convincermi del contrario - perché credo che
complicherà più la vita di quello che noi stessi immaginiamo.
Quindi, spero che l'Assessore spieghi il senso di questa norma.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io mi rivolgo all'assessore Lagalla,
perché vede, Assessore, non c'è dubbio che coloro i quali hanno
fatto ricorso, non c'è dubbio che chi ha fatto ricorso ed è in
possesso - aggiungo alle cose dette dall'onorevole Cracolici - di
una sentenza passata in giudicato, con cui si chiedeva
l'inserimento nell'albo, costituisce insieme agli altri, di cui
alla legge 24 assunti per esempio nel 1980 sono nelle stesse
condizioni.
Quindi, ci sono quelli che hanno lavorato dagli anni 80, tanto
per citare un esempio, e quelli che comunque hanno lavorato dopo il
2008 e che comunque sono in possesso di una sentenza passata in
giudicato in cui è stato riconosciuto loro il diritto di essere
inseriti nell'albo. Quindi, tutti questi a mio parere dovrebbero
essere nello stesso albo. Dopodiché, quando lei qui cita: Tutte le
altre istanze confluiscono in un apposito e separato elenco, cui
fare ricorso, esclusivamente, nell'ipotesi di impossibilità di
reperire le relative figure professionali nell'ambito dell'albo
predetto. Cosa vuol dire, che se ci sono persone che presentano
un'istanza di volere insegnare, di volere fare qualche cosa, che
non hanno mai lavorato nella formazione professionale, possono
essere assunti, qualora l'ente non abbia nell'ambito degli iscritti
nell'albo le professionalità adeguate?
Se mi chiarisce, Assessore.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, in realtà, all'Assessore volevo
chiedere alcuni chiarimenti, perché, tutto sommato, insomma, è
stanziata una congrua somma, non pensavo mi sarei ritrovato
d'accordo con l'onorevole Cracolici ma, vedo che anche l'intervento
Di Mauro va in questa direzione.
Essendo, lei sa, Assessore, che il settore della formazione in
questo momento vive una condizione assolutamente difficile e
particolare, essendo che lei sa, Assessore, che, proprio in questo
momento, sotto questo Palazzo, ci sono diversi soggetti che stanno
vivendo una condizione di difficoltà e di disagio, ci sono
addirittura degli uomini e delle donne che sono in digiuno, qui, da
3 giorni, sotto il Palazzo, anche se forse non è il momento,
ancora, perché lo affronteremo, non appena arriveremo agli
emendamenti, che non vorrei siano stati tagliati fuori, perché
chiederemmo in quel caso, a rischio di bloccare l'Aula, che quegli
emendamenti vengano ripresi ed allora, quando si tocca questo
campanellino d'allarme, suona forte, rispetto ai temi della
formazione e delle politiche attive.
Chiederei, allora, all'Assessore, per favore, di precisare ma, ne
conosco, certamente, la sensibilità e la serietà, essendo che
abbiamo anche condiviso alcuni emendamenti, uno in particolare che
va incontro alle esigenze degli operatori della formazione ma, a
questo, si unisce, ovviamente, anche l'altro, presentato
trasversalmente, insieme a tanti colleghi parlamentari presenti in
Aula, quello sulle politiche attive del lavoro.
Ed allora, se, per favore, assessore Lagalla, su questo può
precisare meglio qual è l'intendimento del Governo e cosa,
effettivamente, si intende quando si fa riferimento all'utilizzo di
quelle somme per l'attività di monitoraggio e valutazione,
considerato che ogni euro tolto in questo momento a quel capitolo,
è un euro che, in qualche modo, viene tolto a forza lavoro che, per
colpa, certamente, non di questo Governo, ma di quello precedente,
oggi, sta vivendo una condizione drammatica che ha portato, per
l'appunto, quella gente a stare, proprio in questo momento,
piazzata sotto il Palazzo, in tenda, in una condizione di digiuno.
Per favore, quindi, assessore Lagalla, se può dare qualche
chiarimento su questo articolo.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma che viene portata
oggi all'attenzione di quest'Aula, è una norma che riceve
particolare attesa da un settore che da troppi anni non ha trovato
né decisioni utili né possibilità di recuperare funzionalità e
momenti di coesione.
Ad oggi, esiste un albo che, alla data dell'ultimo provvedimento
utile di certificazione dell'appartenenza all'albo, perché
formulato attraverso una richiesta di accesso ed una risposta
congruente da parte del competente dipartimento, conta circa 8.500
persone, compresi gli operatori degli sportelli per l'impiego. E,
sostanzialmente, può essere riferito, in larghissima parte, agli
operatori già presenti alla data del 31 dicembre 2008, oltre tutti
quegli esiti di procedimenti giurisdizionali che hanno trovato da
parte degli interessati accoglimento favorevole e, quindi,
inserimento ratificato e compreso all'interno dell'albo stesso.
Oggi le risorse messe a disposizione con bando - che, come
ricordava correttamente l'onorevole Cracolici, essendo lex
specialis, fissa, evidentemente, dei criteri già prevedendo la
priorità per coloro i quali appartengono allo stesso albo -
evidentemente si avvalora ulteriormente attraverso questa norma,
che è una norma che pone accanto al riferimento alla priorità
l'evidenza della sanzionalibilità, laddove non sia giustificato di
altro e diverso personale. Questo per l'ovvia e intuibile ragione
che l'intero contingente, censito più recentemente dall'Assessorato
con riscontro pari a circa il 70 per cento dello stesso
contingente, cioè hanno risposto alla nostra richiesta di conferma
e di approfondimento dei dati circa 5.700 persone ma è
assolutamente evidente che all'interno di un cerchio,
inevitabilmente più ristretto sul piano delle risorse disponibili,
non tutto l'intero contingente potrà trovare utile e proficuo
inserimento.
E' il motivo per il quale il Governo, accanto a questa misura di
protezione e di tutela di operatori e lavoratori che vivono nel
dramma da circa cinque anni per effetto della totale abolizione
delle iniziative formative in questa Regione, ecco perché il
Governo - dicevo - non solo si preoccupa della tutela di questo
contingente storico, ma al tempo stesso sta procedendo ad ulteriori
interventi, relativi tanto alla facilitazione dei pensionamenti -
il che avverrà attraverso l'analisi dei dati relativi al censimento
di cui ho parlato - alla riqualificazione del personale verso forme
di impegno nel sistema del digitale e attraverso la
riqualificazione e il ripianamento e rimpinguamento del fondo di
garanzia per come è previsto dalla combinazione del comma 3 e del
comma 4.
Ecco perché si tratta di una misura legislativa a tutela di
operatori che sono stati sacrificati immeritatamente. Si tratta di
un fatto transitorio sul piano temporale, perché, come
correttamente ricordava qualcuno, la prospettiva di medio termine
che il Governo e questo Parlamento insieme dovranno fare è quella
di una revisione complessiva della legge n. 24/1976, alla quale,
d'intesa con la Commissione, ci apprestiamo per il prossimo futuro.
Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5R. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Disposizioni per l'apertura dei siti del patrimonio
culturale regionale
1. In occasione di aperture dei siti regionali per
manifestazioni o eventi per i quali i siti del patrimonio
culturale sono concessi in uso temporaneo a soggetti
pubblici e/o privati ai sensi dell'articolo 106 del
decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche e
integrazioni, il concessionario è tenuto a versare il
corrispettivo delle prestazioni effettuate in plus orario
dal personale con qualifica non dirigenziale
dell'amministrazione regionale che deve garantire
l'apertura dei siti.
2. Il Dipartimento regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana è autorizzato a provvedere al
pagamento del personale con qualifica non dirigenziale
che ha effettuato le prestazioni di cui al comma 1.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo non
comportano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale.
Si passa all'emendamento 6.1, degli onorevoli Lupo ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 6.2 è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Modifiche all'articolo 17 della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20
in materia di sostegno alle associazioni antiracket
1. Il comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20 è sostituito dal seguente:
2. Possono avanzare istanza per il contributo previsto
dal presente articolo i soggetti di cui al comma 1 che:
a) siano iscritti negli appositi elenchi tenuti presso
le Prefetture territorialmente competenti;
b) non ricevano, in via ordinaria, contributi da Stato,
Comuni, Città metropolitane e liberi Consorzi di comuni;
c) abbiano un numero minimo di 10 soci, di cui almeno
il 50% imprenditori o commercianti che abbiano subito
comprovate vicende di estorsione e/o che si siano
avvicinati all'associazione antiestorsione per averne
assistenza e sostegno;
d) dimostrino di essersi costituiti parte civile in
almeno un procedimento riguardante un proprio assistito
e/o socio nell'ultimo anno;
e) dimostrino di aver presentato, nell'ultimo anno,
almeno un'istanza di accesso al fondo per vittime di
estorsione di cui all'articolo 13 della legge 23 febbraio
1999, n. 44;
f) dimostrino di aver assistito imprenditori e/o
commercianti e accompagnato gli stessi alla denuncia,
nell'anno precedente, in almeno tre fatti estorsivi
conclusisi con rinvio a giudizio;
g) dimostrino di aver svolto attività di sensibilizzazione contro
i fenomeni estorsivi ed usurai presso associazioni di categoria di
commercianti ed imprenditori o di aver promosso campagne educative
e di diffusione della cultura della legalità presso istituti
scolastici.».
Si passa all'emendamento soppressivo 7.1, degli onorevoli Lupo ed
altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 7.2 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2014, n. 10 in
materia di amianto
1. Alla legge regionale 29 aprile 2014, n. 10, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) le parole Ufficio amianto , ovunque ricorrano, sono
sostituite con le parole Servizio amianto ;
b) alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 3 le
parole , entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, , sono sostituite con le seguenti:
, entro l'anno 2020, con revisione e aggiornamento
biennale, ;
c) la lettera d) del comma l dell'articolo 3 è
sostituita dalla seguente:
d) conseguire l'obiettivo, entro tre anni dalla
realizzazione dell'impiantistica prevista all'articolo
14, della totale rimozione di ogni manufatto in cemento
amianto dal territorio regionale, nel rispetto delle
norme vigenti sulla corretta procedura di asportazione,
trasporto e stoccaggio dell'amianto, con conferimento
dell'amianto rimosso, inquinante o potenzialmente
inquinante, presso la suddetta impiantistica. ;
d) il comma 1 dell'articolo 6 è sostituito dal
seguente:
1. Con cadenza semestrale il dipartimento regionale
della protezione civile, di concerto con i dipartimenti
regionali competenti dell'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente, dell'Assessorato regionale
della salute e dell'Assessorato regionale dell'energia e
dei servizi di pubblica utilità e con l'Agenzia regionale
per la protezione dell'ambiente (ARPA), promuove la
realizzazione di una riunione regionale sull'amianto,
vertente sulla verifica dello stato di attuazione della
legislazione in materia, sull'andamento epidemiologico
delle patologie asbesto-correlate e sulla loro
prevenzione, sul censimento dei siti contaminati da
amianto e sulla loro bonifica nonché sui processi di
smaltimento dei materiali contenenti amianto e
sull'informazione generalizzata circa i rischi sanitari
derivanti dall'amianto».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 8.1, a
firma degli onorevoli Lupo ed altri.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 8. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. L'articolo 63 della legge regionale 17 marzo 2016 n. 3 è
abrogato.
2. Il comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 14 aprile
2006, n. 14 è così sostituito:
2. Il piano forestale regionale ha validità decennale e può
essere aggiornato in ogni momento ove insorgano ragioni di
opportunità ovvero esigenze di adeguamento a nuove disposizioni
di legge o a norme comunitarie. .
3. Alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33 e successive
modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) il comma 1 dell'articolo 15 è così sostituito:
1. Il piano regionale faunistico-venatorio predisposto
dall'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale
e la pesca mediterranea, sentito l'Osservatorio faunistico
siciliano ed emanato dal Presidente della Regione su delibera
della Giunta regionale, previo parere della Commissione
legislativa competente dell'Assemblea regionale siciliana,
costituisce lo strumento di pianificazione, nel territorio agro-
silvopastorale della Regione, delle destinazioni differenziate
del territorio medesimo, delle prescrizioni, dei divieti e
vincoli e di ogni altro intervento per la tutela della fauna
selvatica e per la sua riproduzione naturale. L'Assessorato
regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca
mediterranea provvede ad eventuali modifiche o revisioni del
piano faunistico-venatorio con periodicità quinquennale. .
b) all'articolo 44, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:
2 bis. La vigilanza di cui al presente articolo può essere
svolta anche dal personale inserito nell'elenco di cui al comma
2 dell'articolo 24 della legge regionale 29 settembre 2016, n.
20, in conformità alle previsioni di cui al comma 6
dell'articolo 5 del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78,
convertito con la legge n. 125/2016, senza nuovi o maggiori
oneri per il bilancio della Regione. .
4. Il comma 21 dell'articolo 3 della legge regionale 9 maggio
2017, n. 8 è abrogato.
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