Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 15.13
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
ZITO, segretario:
N. 229 - Stabilizzazione dei medici di guardia precari.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Cannata Rossana
N. 232 - Perdurante attività di abbancamento nella discarica di
Motta Sant'Anastasia, denominata Valanghe d'Inverno, di proprietà
della Oikos s.p.a.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta in Commissione.
ZITO, segretario:
N. 233 - Notizie circa l'istituzione del Parco archeologico
e paesaggistico della Valle dell'Aci.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 234 - Manutenzione urgente del Poliambulatorio di Pedara (CT).
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 235 - Notizie in merito alla proroga delle convenzioni di
affidamento in gestione delle riserve naturali e delle aree
protette.
- Assessore Territorio e Ambiente
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 236 - Lavori di ristrutturazione del P.O. Castiglione
Prestianni di Bronte (CT).
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 237 - Classificazione in PTA del Poliambulatorio di Pedara
(CT).
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 238 - Procedure di stabilizzazione del personale del comparto
sanitario.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pullara Carmelo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo ed alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
ZITO, segretario:
N. 230 - Chiarimenti in merito alla regolarità delle nomine dei
componenti del Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Campo Stefania; Foti Angela; Trizzino
Giampiero; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
Marano Jose; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena;
Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
N. 231 - Riqualificazione dell'area dell'autodromo di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Campo Stefania; Foti Angela; Trizzino
Giampiero; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
Marano Jose; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena;
Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
ZITO, segretario:
N. 64 - Affidamento dei locali della ex Colonia Marina di Pozzallo
(RG).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 65 - Ricerca di sali potassici ed alcalini nel territorio dei
Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera (AG).
- Assessore Territorio e Ambiente
Lupo Giuseppe; Catanzaro Michele; Cafeo Giovanni; Arancio Giuseppe
Concetto
N. 66 - Trasporto pubblico della ex provincia di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Palmeri Valentina; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Siragusa Salvatore;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi;Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 67 - Tavolo tecnico regionale per il disegno dei percorsi
assistenziali dell'area materno-infantile.
- Assessore Salute
Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Campo Stefania; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Siragusa Salvatore; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 68 - Istituzione di una ZES nel messinese.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Campo Stefania; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Siragusa Salvatore; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
mozione presentata.
ZITO, segretario:
N. 115 - Paventata crisi ambientale dell'area ricadente nei comuni
di Ribera e Cattolica Eraclea (AG).
Pullara Carmelo; Mangiacavallo Matteo; Di Caro Giovanni;
La Rocca Ruvolo Margherita; Catanzaro Michele
Presentata il 26/06/18
PRESIDENTE. Avverto che la mozione testé annunziata sarà
demandata, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
disegno di legge inviato alla competente Commissione.
ZITO, segretario:
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti. (n. 290).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 2 luglio 2018.
Parere I
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Emanuele Dipasquale, con nota prot. n.
4545/SG.LEG.PG. del 13 giugno 2018, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 280 Norme regolamentatrici
delle modalità gestionali, organizzative e di funzionamento
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia A.
Mirri' ;
- l'onorevole Catanzaro, con nota prot. n. 4671/SG.LEG.PG. del 20
giugno 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 259: Modifiche ed integrazioni all'articolo 12 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5. Aggiornamento della
graduatoria unica distrettuale dei lavoratori del settore
forestale .
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Salute, Servizi sociali e
sanitari (VI)' nella seduta n. 34 del 20 giugno 2018 ha approvato
la risoluzione Atto di indirizzo in ordine al potenziamento della
branca medica di anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del
dolore' (n. 4/VI).
Comunicazione di invio del Documento di economia e finanzia
regionale' (DEFR)
per gli anni 2019/2021
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha inviato in
data 29 giugno 2018 il Documento di economia e finanzia regionale'
(DEFR) per gli anni 2019/2021.
Comunico altresì che il predetto Documento è stato trasmesso alle
Commissioni permanenti il 3 luglio 2018, ai sensi dell'articolo 73
bis.1, comma 1 del Regolamento interno.
Comunicazione di dimissione dalla carica di Presidente di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Presidenza il 28
giugno 2018, e protocollata al n. 4874/AULAPG del 2 luglio
successivo, l'on. Cateno De Luca ha rassegnato le dimissioni dalla
carica di Presidente del Gruppo parlamentare Misto a far data dal
30 giugno 2018, a seguito dell'avvenuta elezione a Sindaco della
città di Messina.
L'Assemblea ne prende atto.
Invito, pertanto, il suddetto Gruppo parlamentare a procedere
tempestivamente all'elezione del Presidente e del Vicepresidente.
CULTURALI E IDENTITA' SICILIANA"
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, di
interrogazioni e di interpellanze
della Rubrica: «Beni culturali e identità siciliana»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, di interrogazioni
e di interpellanze della Rubrica «Beni culturali e identità
siciliana».
L'Assessore è presente in Aula.
Si passa all'interrogazione n. 39 «Chiarimenti e servizi sullo
stato di aggiornamento dell'anagrafe dell'edilizia scolastica e
sulla sicurezza degli edifici », a firma dell'onorevole Siragusa e
degli altri deputati del Movimento Cinque Stelle.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, visto che:
l'art. 7 della legge 23/96 attribuisce al Ministero
dell'Istruzione, Università e Ricerca la realizzazione e la cura
dell'Anagrafe Nazionale dell'Edilizia Scolastica, articolata per
regioni e diretta ad accertare la consistenza, la situazione e la
funzionalità del relativo patrimonio, al fine di attivare uno
strumento conoscitivo fondamentale per i diversi livelli di
programmazione del settore;
la circolare n. 16 del 17 Luglio 2007, Prot. N. 2524 del 17 Luglio
2007, del Servizio VII - U.O. XV P.I. del Dipartimento Pubblica
Istruzione dell'allora Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e
della Pubblica Istruzione disegna una situazione del patrimonio
scolastico regionale che presenta ancora molteplici carenze
relative sia alla qualità delle strutture sia a quei requisiti di
igiene, sicurezza ed agibilità che renderebbero le strutture del
patrimonio scolastico presente all'interno della Regione siciliana,
idonee all'uso;
considerato che:
il certificato di agibilità assicura il rispetto di tutte le
normative tecniche a cui l'immobile deve ottemperare ed in
particolare assicura, fra l'altro, la regolarità della costruzione
dal punto di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica e
della conformità alla legge degli impianti tecnologici;
il mancato possesso di tale certificato rappresenta un fattore di
rischio ed un pericolo per la sicurezza di alunni, insegnanti e
personale che operano all'interno delle strutture facenti parte del
patrimonio scolastico sito all'interno del territorio della Regione
siciliana;
considerato che:
l'ultimo programma triennale di edilizia scolastica risale al
triennio 2007-2009;
in data 3 Ottobre 2012 è stato approvato dal Consiglio dei
Ministri, un programma di edilizia scolastica in attuazione della
risoluzione parlamentare 2 Agosto 2012, AC 8-00143 delle
Commissioni V e VII della Camera dei Deputati (13A00091),
pubblicato sulla G.U. del 9 Gennaio 2012 che prevede per la nostra
Regione interventi su 10 strutture scolastiche con un impegno
economico di circa 1,2 milioni di Euro;
per sapere:
quale sia lo stato di aggiornamento dell'Anagrafe dell'edilizia
scolastica regionale;
quale sia lo stato di rispetto delle normative in tema di edilizia
scolastica nei Comuni della Regione;
quale sia il livello informativo del Governo Regionale sul numero
di scuole che non risultino in possesso di tutti i requisiti di
sicurezza, le autorizzazioni, le concessioni e le agibilità imposti
dalla legge;
quali iniziative si intendano adottare al fine di monitorare ed
avere una costante informazione sullo stato di messa in sicurezza
ed adeguamento alle disposizioni di legge in tema di agibilità e
sicurezza delle strutture scolastiche siti all'interno del
territorio regionale;
quali provvedimenti si intendano adottare al fine di adeguare le
strutture adibite ad edilizia scolastica presenti sul territorio
della Regione ai requisiti, anche minimi, di sicurezza richiesti
dalla normativa vigente».
Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per fornire risposta.
TUSA, assessore ai beni culturali e identità siciliana. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in effetti questa interrogazione
non riguarda l'assessorato che io ho l'onore e l'onere di
presiedere, bensì l'Assessorato alla pubblica istruzione, perché
l'edilizia scolastica non è di competenza dell'Assessorato ai beni
culturali.
PRESIDENTE. Sarà trasmessa all'assessore competente e sarà
inserito all'ordine del giorno della prossima seduta.
Si passa all'interpellanza n. 10 «Allestimento dei teatri di
pietra per la stagione estiva 2018», a firma dell'onorevole
Barbagallo.
Ne do lettura:
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana e
all'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso
che:
negli ultimi due anni, la Regione siciliana si è fatta carico
delle spese relative all'allestimento dei teatri di pietra di
Catania, Morgantina, Tindari e Taormina al fine della messa in
scena di spettacoli di grande richiamo artistico e turistico
nell'ambito della più ampia manifestazione Anfiteatro di Sicilia,
promossa dagli Assessorati al Turismo e ai Beni culturali e
finanziata nell'ambito dell'accordo di programma quadro (APQ) Sensi
Contemporanei per il tramite dell'Ufficio per il Cinema e
l'audiovisivo della Regione Siciliana in collaborazione con la
Fondazione Taormina Arte;
l'allestimento dei teatri è fondamentale al fine della
programmazione degli eventi e la stesura del cartellone estivo che
deve essere fissato per tempo per consentire agli operatori del
settore di pianificare contratti ed investimenti per la messa in
scena, bloccando le date degli eventi e gli artisti;
per lo svolgimento degli spettacoli, è necessario inoltre che i
siti siano conformi alle prescrizioni di sicurezza richiesti dalla
normativa vigente con la conseguente predisposizione di misure
idonee alla fruizione pubblica con un certo anticipo rispetto
all'evento: in mancanza, le commissioni provinciali di vigilanza
sui locali di pubblico spettacolo non potranno concedere il nulla
osta di competenza;
il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina ha
inoltrato alla Regione, al Comune di Taormina e alla Fondazione
Taormina Arte una nota nella quale si sollecitano gli enti in
indirizzo all'adozione di una lunga lista di interventi per la
messa in sicurezza del teatro antico di Taormina, sottolineando
come il periodo invernale, nel quale i siti non ospitano eventi,
debba essere utilizzato per le necessarie opere di manutenzione per
il ripristino delle condizioni di sicurezza da garantire nei
periodi in cui il sito è utilizzato per gli spettacoli;
considerato che:
nelle stagioni precedenti, tali adempimenti, a cominciare
dall'assunzione degli impegni di spesa per gli allestimenti, sono
stati assolti ad inizio anno;
per il 2018, al contrario, nulla si è mosso finora né
relativamente agli impegni di spesa né relativamente ai nulla osta
necessari per l'uso dei siti;
quello che si profila è un ritardo che avrà effetti disastrosi
sulla programmazione degli spettacoli nei suddetti teatri;
in assenza di qualsiasi certezza circa l'allestimento dei teatri,
è impossibile che gli imprenditori del settore possano opzionare
artisti e spettacoli prestigiosi che, di conseguenza, saranno
dirottati altrove; di conseguenza, anche gli imprenditori turistici
non sono nelle condizioni di definire la propria offerta e venderla
per tempo;
appare impensabile che, in luoghi di assoluto prestigio
dall'enorme potenziale turistico, non vi siano a tutt'oggi garanzie
basilari per la programmazione della stagione estiva, con un danno
incalcolabile per gli operatori e per l'indotto che tali eventi
generano;
per sapere se non ritengano di dovere provvedere, con assoluta
urgenza, all'assunzione degli impegni di spesa ai fini
dell'allestimento dei teatri di pietra di Catania, Morgantina,
Tindari e Taormina e consentire la regolare ed ordinata
programmazione degli eventi culturali ed artistici in tali siti per
la stagione estiva 2018».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
L'interpellanza n. 10 è stata presentata a fine gennaio per la
preoccupazione che avevamo con congruo anticipo, la stiamo
discutendo ora che siamo ai primi giorni di luglio per sapere
qual'era l'intendimento del Governo in ordine all'allestimento dei
teatri di pietra.
Più volte, anche nel corso di questa legislatura, come partito
democratico, abbiamo evidenziato l'importanza ed il ruolo dei
teatri di pietra, non soltanto perché riteniamo che tra le varie
articolazioni dell'offerta turistica regionale siciliana il turismo
culturale sia quello che ha maggiori margini di crescita, rispetto
alle forme tradizionali, come il turismo balneare, dove la Sicilia
è da sempre protagonista e riteniamo che, negli anni, sono
addebitabili a questo settore dell'offerta turistica le maggiori
responsabilità sulla proposta dell'offerta siciliana soprattutto
all'estero.
A nostro giudizio, negli ultimi anni, mi riferisco in particolare
agli ultimi tre anni, rispetto al trend del passato, si è riusciti
a dare concretezza, non soltanto all'allestimento dei teatri di
pietra - degli otto, nove teatri di pietra, anche per comodità dei
colleghi che mi ascoltano - ci riferiamo a Morgantina, Tindari,
alla Crai di Palazzolo Acreide, a Segesta, Selinunte, Catania,
Taormina e Siracusa. Non solo si è fatto carico dell'allestimento
dei teatri di pietra, ma anche dell'organizzazione di una stagione
di produzione di spettacoli di assoluta eccellenza. Faccio
l'esempio di Catania per comodità, perché è la mia città, dove lo
scorso anno per citare alcuni artisti, ci sono state delle
esibizioni di assolute eccellenze come Carmen Consoli, Battiato,
Isabella Alliende, produzioni artistiche e musicali come di alcune
opere liriche dei teatri pubblici come la Tosca.
Quest'anno, quindi, a gennaio ci siamo premurati di conoscere
qual'era l'intenzione del Governo, anche perché rispetto agli altri
anni ci sono state tre novità importanti. La prima: il raddoppio
dei fondi rispetto al 2016 ed al 2015 del sostegno economico dato
dall'Assemblea regionale a Taormina arte, che è passato a uno e tre
più del doppio rispetto allo scorso anno.
Assessore, le chiedo se conosce l'esistenza della legge regionale
n. 16 del 2017, l'articolo 22, che espressamente prevede, a seguito
del dibattito che si è svolto in quest'Aula, ed anche alla luce dei
vari interventi parlamentari che sono riportati negli atti
dell'Assemblea che prevede il sostegno, non soltanto per
l'allestimento dei teatri di pietra e la loro promozione. Lo
stanziamento era quello previsto al sesto comma dello stesso
articolo e che ammonta a cinque milioni di euro delle spese del
bilancio regionale, ma prevedeva al comma 5 dello stesso articolo
lo stanziamento di un milione di euro proprio per le produzioni
artistiche.
Siccome mi pare di leggere dal suo labiale che dice che facciano
riferimento al turismo, non è solo così, assessore, le leggo il
comma 1 Al fine di incrementare l'offerta culturale di qualità, la
valorizzazione dei siti di interesse culturale e ampliare la
destagionalizzazione del calendario turistico, la Regione,
attraverso l'assessorato regionale del turismo e l'assessorato
regionale dei beni culturali promuove e sostiene la produzione
integrata . Quindi, si parlò per la prima volta nella scorsa
legislatura di una produzione integrata tra i due assessorati che,
ad oggi, dalle notizie che abbiamo noi non si è per niente, non
soltanto concretizzata, con gravissimo danno anche per la stagione
e l'offerta turistica.
Concludo così sono pronto ad ascoltare la sua risposta e, poi,
ovviamente, signor Presidente, mi riservo la replica, la terza
riflessione è anche quella su un altro dato in incremento, quindi,
non soltanto quello del capitolo di Taormina Arte, non soltanto
quello del capitolo previsto dalla legge n. 16 del 2017, ma anche
quello consistente più del 10 per cento rispetto agli altri anni
dei teatri pubblici che, quindi, hanno la possibilità di investire,
a maggior ragione, su produzione.
Quindi, chiedo di sapere, signor Assessore, se ad oggi Morgantina
è stata allestita, lo scorso anno abbiamo iniziato il 2 luglio con
uno spettacolo meraviglioso di Monica Guerritore, per chiudere con
uno spettacolo di musica di luci e suoni alla Villa Romana del
Casale, perché noi in questo momento non abbiamo notizie
dell'allestimento di Taormina, non abbiamo notizie
dell'allestimento di Tindari, non abbiamo notizie dell'allestimento
di Palazzolo Acreide e di Selinunte. Sarebbe un grave danno per la
promozione della Sicilia nel mondo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per fornire
risposta.
TUSA, assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana. Signor Presidente, onorevoli deputati, premesso che,
com'è stato detto, a noi come beni culturali compete la
manutenzione e la valorizzazione del sito, ma tutto ciò che è
promozione e organizzazione degli spettacoli compete
all'Assessorato al Turismo; questo però non mi esime dal valutare
in maniera sintetica e sincretica il problema, anche perché da
quando mi sono insediato la collaborazione con l'Assessorato al
Turismo è pressoché quotidiana, quindi quotidianamente noi
affrontiamo i problemi in maniera sinergica.
Tuttavia, il capitolo cui lei alludeva, è un capitolo che viene
speso interamente dall'Assessorato al Turismo, non è un capitolo
che afferisce a nostri capitoli di spesa, quindi la spesa su quel
capitolo non è di mia competenza, volevo però premettere che a
monte a noi è mancato un documento fondamentale che generalmente
viene promulgato dall'Assessorato al Turismo entro il 15 settembre
dell'anno prima, in cui c'è l'elenco preciso di tutti gli
spettacoli che vengono realizzati poi nei cosiddetti teatri di
pietra o zone archeologiche adibite a spettacoli.
E non mi risulta - ho chiesto anche al collega Pappalardo - che al
15 settembre del 2017 sia stato divulgato questo elenco, quindi noi
a tutt'oggi abbiamo delle notizie parziali su quello che viene
fatto nei vari teatri, non abbiamo una pianificazione unitaria.
Andando nel merito, io mi sono documentato ovviamente dei quattro
teatri che nell'interrogazione sono stati menzionati, e le posso
dire che Catania è perfettamente in regola, addirittura abbiamo una
autorizzazione pluriennale, e già Catania ha funzionato in maniera
egregia in occasione del Giro d'Italia, quindi Catania non è un
problema. Per quanto riguarda Morgantina, non abbiamo a tutt'oggi
nessuna pianificazione di spettacoli, quindi non sappiamo che tipo
di spettacoli verranno espletati a Morgantina per cui il polo che
si occupa di Morgantina si è occupato solamente della normale
manutenzione, nel momento in cui sapremo che tipo di spettacoli
vengono realizzati, ovviamente ci attiveremo. Per quanto riguarda
Tindari, ormai mancano pochi giorni per l'adeguamento totale di
tutto il teatro, il sovraintendente di Messina mi ha notiziato che
sono in corso di espletamento i lavori per circa 80 mila euro che
riguardano, non solo l'adeguamento del teatro, ma addirittura
l'ampliamento dei posti, noi quest'anno per la prima volta
raddoppieremo il numero dei posti a Tindari quindi c'è un
miglioramento sensibile della possibilità di espletare spettacoli
nel teatro di Tindari. Per quanto riguarda Taormina, è in piena
utilizzazione, non ci sono problemi.
Pertanto, posso tranquillizzarla che la situazione di quei quattro
teatri che vengono menzionati nell'interrogazione è pressoché
ottimale. Lei ha menzionato anche dei teatri che non venivano
menzionati nell'interrogazione; Segesta, anche lì parliamo di un
sito già pronto per accogliere gli spettacoli. Domani mattina
presso il Comune di Calatafimi è in programma una conferenza stampa
che mostrerà alla stampa e al pubblico il cartellone di Segesta.
Per quanto riguarda Selinunte, che come è noto non ha teatro,
quindi non parliamo di teatro ma parliamo di spazi, sono spazi
attrezzati, in particolare si tratta di due spazi che vengono
utilizzati a Selinunte, uno davanti al Tempio E e uno nella
spianata davanti al Baglio Florio, entrambi gli spazi sono
perfettamente agibili.
Per cui in concreto posso dire che, non solo ci siamo attivati
malgrado il ritardo dell'approvazione della Finanziaria, perché
come è ben noto noi ci possiamo attivare nel momento in cui abbiamo
la disponibilità finanziaria, altrimenti dobbiamo lavorare sui
dodicesimi, quindi non solo ci siamo attivati in tempo, e in tempo
record abbiamo colmato delle lacune che normalmente vanno colmate,
spalmate su più tempo, ma addirittura abbiamo ampliato, come a
Tindari, l'offerta di spettacoli e invito tutti voi a consultare i
nostri siti su quella che è l'offerta di spettacoli che quest'anno
è stata programmata e verrà realizzata, non solamente nei teatri di
pietra tradizionali, ma in tutta una serie di siti minori che da
quest'anno per la prima volta verranno adibiti a spettacoli,
Agrigento, Eraclea, casa di Pirandello ed altri siti minori della
provincia di Agrigento. C'è un cartellone estremamente ricco e
quindi vi invito consultarlo.
Infine, aggiungiamo anche quest'anno un altro teatro di grande
pregio, anche se molto difficile da utilizzare perché in situazioni
impervie e con problemi di sicurezza non indifferenti, che è il
teatro di Iato, comune di San Cipirello. Anche al teatro di Iato
verranno fatti 3 spettacoli di grande pregio. Quindi vi invito a
consultare i nostri siti perché devo dire, mi permetto di
correggere quanto lei diceva, quest'anno invece c'è un incremento
notevole, quasi un raddoppio per l'offerta di spettacoli rispetto
all'anno scorso.
Concludo con un ulteriore notizia, una ulteriore novità: il parco
archeologico di Agrigento, verrà aperto per sette giorni con
spettacoli continui dall'alba e fino a mezzanotte. Quindi un
cartellone veramente ricco ed invidiabile che è stato apprezzato a
livello nazionale ed internazionale.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi
ritengo per niente soddisfatto. Non contesto la ricostruzione che
fa lei su altri siti che fanno parte dell'organizzazione
dell'offerta di beni culturali, ma io credo che per la promozione e
l'immagine della Sicilia nel mondo e anche per la visione della
Sicilia, che dovrebbe avere una classe dirigente all'altezza del
Governo di questa Regione, tre siti come Catania, Morgantina e
Tindari siano fulcro centrale dell'offerta turistica.
Non è così, Assessore, mi scusi. A Catania ci sono soltanto 3 over
sinfoniche, non c'è neanche un'opera lirica e le dico di sentire i
suoi dirigenti, di cui peraltro ho la massima stima, ed è chiaro
che nel meccanismo si è inceppato qualcosa. Se l'anno scorso
abbiamo detto che abbiamo avuto Carmen Consoli, Battiato, Tosca,
lei guardi il programma di quest'anno e avrà l'onestà di
riconoscere che sono stati fatti no 10 passi indietro, ma 1000.
Morgantina, che è uno dei siti più apprezzati al mondo, ancora
oggi - lo possono testimoniare i parlamentari eletti nel collegio
di Enna - non è allestita e non è previsto uno spettacolo né a
Morgantina né alla villa romana del Casale. La stessa cosa per
Tindari, dove sono vere le cose che dice lei con riferimento
all'allestimento, ma non alla produzione di spettacolo.
Comunque le riconosco il fatto che si è insediato da pochi mesi,
che probabilmente c'è stato un lavoro preparatorio che non è stato
adeguato nel suo assessorato, ma il punto vero è: questa
integrazione tra beni culturali e turismo in questa Terra la
vogliamo organizzare o non la vogliamo organizzare. Avete pure i
fondi che sono più consistenti rispetto a quello e a quelli degli
altri anni. E' prevista pure dal comma 1 dell'articolo 22
l'integrazione, peraltro, si è dato seguito a questa integrazione
per Taormina, non si comprende perché non si è dato seguito
all'integrazione per l'allestimento di teatri di pietra degli altri
siti, come era giusto.
Quindi non mi dichiaro per nulla soddisfatto signor Presidente e,
ai sensi dell'articolo 152 del Regolamento, mi riservo di
presentare una mozione per invitare il Governo nel più breve tempo
possibile, visto che è saltata la promozione e l'allestimento dei
teatri di pietra nell'anno 2018 ad organizzarla nel più breve tempo
possibile per l'anno 2019.
PRESIDENTE. Con riferimento all'eccezione di competenza formulata
dall'assessore per i beni culturali ed identità siciliane, rivolgo
l'invito alla Presidenza della Regione, titolare delle deleghe
degli Assessori per la trattazione degli atti ispettivi a volere
procedere all'assegnazione dell'interrogazione n. 39 al competente
Assessore informandone il primo firmatario e questa Presidenza.
Si passa all'interrogazione n. 64 «Chiarimenti in ordine alla
gestione del parco archeologico di Selinunte» a firma del Movimento
Cinque Stelle.
Ne do lettura:
«All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana e
all'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo,
premesso che:
il sito archeologico di Selinunte rappresenta uno dei più
interessanti dell'intera Regione;
esso rappresenta, infatti, la testimonianza di una delle più
antiche città marittime e di frontiera aperta ad influssi punici,
elimi e sicani che, con un'estensione di 270 ettari, risulta il più
grande d'Europa, comprendendo numerosi templi, santuari e altari;
il suo assetto urbanistico, realizzato tra il 409 e 250 a.C.,
perfettamente conservato - con la cinta muraria dello stesso
periodo che comprende alcuni tra i templi più significativi del
mondo greco -, si distingue per dimensioni e purezza di forme, per
continuità di testimonianze scultoree (le metope di Selinunte) e
per vastità ed eterogeneità di necropoli;
che l'antica metropoli della Sicilia ellenica costituisce uno dei
centri di maggiore interesse per studiosi, archeologi e visitatori,
fornendo nel campo dell'urbanistica, dell'architettura militare
templare, della sculture dell'arte funeraria una testimonianza ed
un ruolo insostituibile nella storia e nell'archeologia del mondo
antico;
nel 2017, il parco archeologico di Selinunte ha registrato ben
300.000 visitatori provenienti da tutto il mondo;
considerato che:
i servizi offerti al turista sono carenti e non adeguati alla
rilevanza del sito archeologico (ad esempio, da quanto si è
appreso, il bar è chiuso e i bagni non possono essere utilizzati
per carenza di pulizia);
il sistema di climatizzazione del Museo Archeologico del Baglio
Florio, situato all'interno del Parco Archeologico di Selinunte,
non è funzionante, con la conseguenza che nella stagione invernale
la temperatura interna è ben al di sotto di quella consentita dalle
norme in materia di salubrità nei luoghi di lavoro, mentre nel
periodo estivo, il mancato funzionamento dell'impianto, determina
un clima torrido per i turisti e il personale;
la biglietteria d'ingresso del Parco lato Triscina, non risulta
adeguata agli standard qualitativi minimi ed essenziali (il sito è
sprovvisto di arredi, di punti luce idonei, di un cassa adeguata
come riportato su Il Giornale di Sicilia del 6.2.2018 );
l'ingresso al Parco viene chiuso alle 13.00 non rendendo fruibile
l'accesso ai turisti nelle ore pomeridiane.
per sapere se intendano intraprendere azioni concrete affinché
venga garantita la fruibilità del Parco archeologico di Selinunte e
quali azioni questo Governo, in collaborazione con gli Assessorati
preposti, intenda compiere per adeguare i servizi agli standard
qualitativi europei.
Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per fornire risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Per
quanto riguarda l'interrogazione relativa al Parco archeologico di
Selinunte, signor Presidente, onorevoli deputati, posso confermare
che sono in atto lavori di sistemazione del Baglio Florio, dove
insiste il Museo del Parco archeologico di Selinunte, per la
realizzazione di un impianto di climatizzazione che è già
esistente.
Mancava tuttavia la cabina elettrica potenziata per potere
sostenere questo tipo di impianto.
E' stato già finanziato nell'ambito del PO-FESR, i lavori sono in
corso di espletamento, in ultimazione.
Per quanto riguarda la gestione degli ingressi al Parco, oltre
all'ingresso tradizione dal lato di Marinella di Selinunte, è stato
attivato l'ingresso dal lato Triscina.
Un ingresso parzialmente gestito dal Comune di Castelvetrano dove
i servizi esistenti come il bar, il book shop sono di pertinenza
del Comune di Castelvetrano così come il parcheggio.
Il secondo ingresso è aperto però, causa mancanza di personale,
solamente le mattine fino alle 13 nei giorni feriali.
Questo è ovviamente un problema che dipende dalla carenza di
personale che abbiamo nell'ambito del Parco archeologico di
Selinunte.
Per quanto riguarda i bagni, sono di pertinenza del comune, quelli
dell'ingresso lato Triscina, ma mi risulta che dietro ripetute
sollecitazioni da parte nostra il Comune ha provveduto finalmente
alla manutenzione ordinaria di questi bagni.
Come sapete il comune di Castelvetrano è sotto commissariamento,
per quanto riguarda invece i servizi di nostra competenza,
all'interno del Parco, c'è una normale manutenzione che viene
espletata quotidianamente e quotidianamente c'è la pulizia dei
bagni e quant'altro.
La situazione si è anche risolta per quanto riguarda il problema
della pulitura perché così come in altri siti archeologici della
Regione abbiamo stipulato convenzione con l'Ente forestale e con
l'ESA che sta provvedendo e ha quasi completato in alcuni siti il
diserbo dei siti archeologici.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, sono
cose che avevamo rilevato mesi fa.
Rimane sempre il problema del pagamento, dello sbigliettamento,
perché c'era una mancata organizzazione di vari servizi.
Ci staremo dietro, mi auguro che lei possa prevedere anche un
sistema di controlli all'interno del Parco, dal momento che non
siamo in fase di autonomia.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 145 Iniziative al fine
di garantire l'espletamento delle funzioni culturali del 'Museo del
papiro Corrado Basile , a firma degli onorevoli Cafeo e Lupo. Ne do
lettura:
All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana e
all'Assessore per l'economia, premesso che:
con Decreto dell'Assessore per l'Economia n.2882 del 29.12.2017
sono state decretate le variazioni nello stato di previsione della
spesa del bilancio finanziario della Regione Siciliana per
l'esercizio finanziario 2017;
il suddetto Decreto individua le somme da erogare in favore dei
beneficiari di un sostegno economico di cui all'articolo n.128
della l.r. n. 11/2010 che disciplina il procedimento di concessione
di sostegni economici a favore di enti, fondazioni, associazioni e
altri organismi per la realizzazione di iniziative aventi rilevanza
sociale, socio-sanitaria, culturale, storica e di promozione
dell'immagine della Regione;
nell'ambito delle risorse destinate all'Assessorato
dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana si rileva una cospicua
riduzione dei fondi;
nello specifico, a fronte di circa 2.800 migliaia di euro
necessari per il finanziamento dei soggetti che hanno superato il
vaglio per potere accedere al contributo ex articolo 128 ne
risultano disponibili 1.124.261,57 euro;
considerato che:
alcuni enti, tra i quali il Museo del Papiro Corrado Basile, hanno
subito una cospicua riduzione rispetto agli stanziamenti degli anni
precedenti;
la riduzione dello stanziamento del Museo del Papiro Corrado
Basile deriva, nello specifico, dalla assegnazione di un punteggio
di 75/100 che si pone in netta controtendenza rispetto ai valori
assegnati negli anni precedenti (92/100 e 95/100);
data la costante attribuzione di elevati punteggi al Museo del
Papiro Corrado Basile nel corso del 2017 erano state avviate
attività coerenti con l'incremento del prestigio
internazionale del Museo quali l'accrescimento delle attività
dell'Istituto ed il trasferimento presso una nuova e più ampia
sede;
la ingiustificata e cospicua riduzione dei fondi definisce per il
Museo un quadro finanziario insostenibile che determinerebbe quasi
certamente la chiusura delle attività;
il 07.02.2018 è stata presentata la I risoluzione della V
Commissione Cultura dell'Assemblea Regionale Siciliana,
denominata 'Interventi in favore degli enti beneficiari del
sostegno economico di cui all'articolo 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n.11', finalizzata ad incrementare lo stanziamento per
gli enti afferenti all'Assessorato dei Beni culturali e
dell'Identità Siciliana, a rivedere le modalità di ripartizione
delle somme a partire dal 2018 ed, infine, ad introdurre la proroga
del termine al 30 giugno 2018 per la rendicontazione delle attività
finanziate in seno al disegno di legge n. 46/2018;
ritenuto che:
le iniziative poste in essere da parte del Governo risultano
insufficienti a far fronte alle pressanti esigenze finanziarie
degli enti rientranti nell'elenco dell'Assessorato regionale dei
beni culturali e dell'identità siciliana;
la risoluzione della V Commissione dell'A.R.S. non ha prodotto
risultati apprezzabili;
la sessione di bilancio costituisce l'ambito di riferimento
all'interno del quale rinvenire una rapida soluzione delle
problematiche degli enti beneficiari del sostegno economico di cui
all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere per
scongiurare il dissesto finanziario del Museo del Papiro Corrado
Basile e garantire la prosecuzione delle funzioni culturali
espletate da parte degli enti beneficiari del sostegno economico di
cui all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, onorevoli deputati, una delle mie prime visite,
nel momento in cui sono stato nominato Assessore per i beni
culturali, è stata proprio al Museo del papiro di Siracusa, perché
l'ho individuato come una delle eccellenze del territorio regionale
purtroppo non particolarmente sotto attenzione da parte delle
gestioni precedenti.
Ho potuto notare quello che si sa, cioè l'alto livello culturale
di quella struttura, che si tratta di una struttura dalla rilevanza
non solo regionale, non solo nazionale, ma internazionale.
Alcuni papiri provenienti dall'Egitto e da altre realtà
internazionali vengono restaurati al Museo del papiro di Siracusa.
E' assolutamente ineccepibile la validità di questa struttura.
Purtroppo, per la decurtazione dei capitoli relativi ai contributi
che il mio Assessorato dà alle istituzioni culturali - ripeto,
purtroppo - si è verificato un taglio obbligato dei fondi che
normalmente l'Assessorato fornisce al Museo del papiro.
Erano stanziati - se non ricordo male - circa 60 mila euro da dare
annualmente al Museo del papiro. Purtroppo, in seguito a
decurtazione di tutta la lista dei contributi dati alle istituzioni
culturali regionali, il Museo del papiro ha avuto 15.750,00 euro
che ancora non sono stati erogati per un problema che io ho
sottoposto diverse volte anche ai colleghi dell'Assessorato
dell'economia.
Il problema della Ragioneria del mio Assessorato che è oberata di
lavoro e quindi ha degli arretrati notevoli. Per cui quest'anno
verrà erogato al Museo del papiro la somma di euro 15.750,00 nel
più breve tempo possibile. Ho allertato la Ragioneria per stimolare
e velocizzare questo procedimento ma, è mio intendimento, da questo
punto di vista mi sento di prendere un impegno, affinché nel
prossimo bilancio della Regione venga inserita una posta di
bilancio ad hoc per il Museo del papiro perché è veramente una
eccellenza del nostro territorio ed è un delitto se noi non la
valorizziamo e supportiamo adeguatamente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cafeo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo dichiaro prima
così non me lo scordo Signor Assessore, io conoscevo e sapevo la
sua sensibilità e la conoscenza, tra le altre cose, ne avevamo già
parlato, della struttura del Museo del papiro. Una struttura che,
come ha detto lei, comunque, da diversi anni non ha più risorse,
non sono stati rispettati - non da lei, ma anche da Governi
precedenti - gli impegni presi con questa Istituzione, anche
relativamente ad altri Accordi di Programma in cui venivano
destinati anche degli immobili di proprietà del Comune per
valorizzare ancora meglio questo Istituto.
Non penso che la cifra di 15 mila euro, o la sensibilità
dell'Aula, o dei singoli Assessori ogni anno potrà garantire una
valorizzazione del Museo del papiro. Apprezzo la sua sensibilità,
però la invito a valutare - considerando anche la valenza
internazionale e la mancanza di una creazione, di una
valorizzazione anche di risorse umane a cui trasmettere il lavoro
che fa oggi il Museo del papiro, che è un lavoro unico al mondo,
perché è una di quelle assurdità in cui il Museo del papiro non
viene considerato né a Siracusa e né nella nostra Regione e invece
è un fiore all'occhiello dell'Egitto su tutto l'aspetto del papiro
- invito l'Amministrazione regionale, nello specifico lei
Assessore, a valutare anche l'opportunità di una acquisizione del
Museo del papiro da parte della Regione siciliana. In maniera tale
da poterlo fare diventare uno appieno quello che è uno strumento
non solo di attrazione turistica, ma anche di creazioni di nuove
figure professionali e un fiore all'occhiello dell'identità
culturale siciliana, nello specifico, poi, in una delle città più
antiche come tradizione storica, non solo archeologica, ma anche
dal punto di vista culturale, che è Siracusa.
Quindi, sapevo delle risorse non destinate all'interno del
bilancio, confido nella sua attenzione affinché queste risorse
vengano liberate al più presto. Però le sottopongo, vista la sua
conoscenza del Museo e la sua sensibilità, di poter ipotizzare una
acquisizione o una soluzione complessiva che consente di fare una
programmazione e quindi di non vivere con la speranza di un
contributo a singhiozzo.
PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, ai fini della verbalizzazione
CAFEO. Mi ritengo soddisfatto, signor Presidente.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 49 Istituzione del
sistema dei Parchi archeologici , a firma dei parlamentari del
Gruppo Movimento Cinque Stelle.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
la Legge Regionale 3 novembre 2000 n. 20, al Titolo II, in
attuazione delle finalità di cui all'art. 1 della Legge Regionale 1
agosto 1977, n. 80, istituisce il sistema dei parchi archeologici
regionali per la salvaguardia, la gestione, la conservazione e la
difesa del patrimonio archeologico regionale e per consentire
migliori condizioni di fruibilità dei parchi a scopi scientifici,
sociali, economici e turistici;
per il perseguimento dei fini su menzionati, il legislatore
all'articolo 20 e ss. ha previsto un dettagliato iter per
l'istituzione di nuovi parchi archeologici, diverso dal parco della
Valle dei templi, disciplinato al Titolo I;
con successivo decreto l'Assessore competente al ramo, previo
parere del Consiglio regionale per i beni culturali ed ambientali,
istituisce il parco archeologico ed entro i successivi trenta
giorni, provvede ad individuare con decreto le aree già perimetrate
dalle competenti sopraintendenze ai beni culturali ed ambientali;
visti:
il D.A. n. 6263 dell'11 Luglio 2001 dell'Assessore per i Beni
Culturali e Ambientali e per la Pubblica Istruzione con il quale
sono state individuate le aree archeologiche costituenti il sistema
dei Parchi archeologici della Regione;
il D.A. n. 1142 del 29 aprile 2013 recante modifiche ed
integrazioni al D.A. n. 6263 dell'11 luglio 2001 con cui è stato
rimodulato il sistema dei Parchi archeologici della Regione
comprendendo il 'Parco archeologico della Villa del Casale';
il D.A. del 23 gennaio 2014 n. 117, che apportando nuove modifiche
ed integrazioni al D.A. del 29 aprile 2013 n. 1142, ha rimodulato
nuovamente il sistema dei parchi archeologici della Regione
comprendendo quello del 'Parco archeologico e paesaggistico della
Valle dell'Aci';
il D.A. del 30 agosto 2017 n. 3827, con il quale, a parziale
modifica ed integrazione dei suindicati decreti, sono state
elencate le aree archeologiche che possono essere istituite come
Parco Archeologico e contestualmente sono state previste che le
stesse aree costituiscano il Sistema dei Parchi Archeologici;
considerato che:
a fronte del sistema dei parchi così come delineato dal D.A. del
30 agosto 2017 n. 3827, unicamente le due aree archeologiche di
Selinunte e Cave di Cusa e di Naxos sono state istituite parco
archeologico nel rispetto dell'iter amministrativo previsto ai
sensi del combinato disposto del comma 3 e del comma 7
dell'articolo 20 della Legge Regionale 3 novembre 2000, n. 20, in
quanto destinatarie di specifici decreti di individuazione delle
aree perimetrate dalle competenti soprintendenze e dei successivi
decreti di istituzione del parco;
l'art. 1 del D.A. n. 3827 recita espressamente che tutte le aree
archeologiche indicate possono essere istituite come Parco
Archeologico ma a tutt'oggi, per le stesse, sono stati emanati
esclusivamente i decreti di individuazione in seguito all'avvenuta
perimetrazione mentre mancano i decreti istitutivi;
le aree archeologiche di Solunto, Segesta, Himera e Monte Jato,
ancorché indicate nel sito ufficiale dell'Assessorato dei Beni
Culturali e dell'Identità Siciliana come parchi istituiti, per essi
ai decreti di perimetrazione delle aree non hanno fatto seguito i
successivi decreti di istituzione ai sensi del comma 7 della Legge
Regionale 3 novembre 2000 n. 20;
le aree di Himera e Segesta sono inoltre inserite nell'assetto
organizzativo del dipartimento regionale dei beni culturali di cui
all'Allegato A del DDG n. 2372/2013, nella sezione afferente i
parchi archeologici istituiti seppur prive dell'apposito decreto de
quo;
l'area archeologica di Segesta, nell'articolazione degli uffici
del Dipartimento regionale dei beni culturali e identità siciliana,
è stata istituita come Servizio Parco, rubricata al numero 37, e
dotata di due unità operative di base, alla medesima stregua dei
parchi istituiti con apposito decreto;
per conoscere se:
intendano completare l'iter amministrativo iniziato con i decreti
di perimetrazione per come previsto dall'art. 20 legge regionale
20/2000, provvedendo ad emanare i mancanti decreti istitutivi per i
vari parchi archeologici al fine di consentire le migliori
condizioni di fruibilità dei siti archeologici e dare piena
attuazione alla legge;
intendano sanare il vulnus costituito dalle aree archeologiche di
Solunto, Himera, Monte Jato, Segesta, costituita come Servizio 37
Parco archeologico di Segesta, considerate come istituiti parchi ma
mancanti dei decreti assessoriali di istituzione.»
CANCELLERI - CAMPO - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI
PAOLA - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI - PASQUA -
SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA -
ZITO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cancelleri per esporre
l'interpellanza.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessore, colleghi, i pochi
interessati colleghi alla discussione di oggi
LUPO. Noi siamo presenti.
CANCELLERI. Le opposizioni ci sono, devo dire che ci sono. E'
attività ispettiva però, Presidente, sa che va ad appannaggio di un
buon lavoro all'interno del Parlamento. Evidentemente la
maggioranza è estremamente edotta
PRESIDENTE. E' conoscitore di tutti i problemi.
CANCELLERI. E conosce tutti i temi talmente tanto bene che non
vuole confrontarsi. Però è importante che ci sia, quanto meno,
l'assessore per i beni culturali con il quale possiamo parlare.
In realtà, assessore, stamattina in maniera informale avevamo già
parlato in Commissione proprio di questo tema.
La legge del 2000 dava la possibilità all'assessorato di istituire
i Parchi regionali è ad oggi disattesa, purtroppo.
Sono passati 18 anni e qui abbiamo soltanto i decreti che hanno
istituito soltanto il Parco di Agrigento. Gli altri sono con la
perimetrazione, stamattina ci ha anche detto che ormai è in
dirittura di arrivo.
Io di questo ne sono contento. Migliore occasione dell'Aula per
lasciare a verbale anche quelle che sono le parole che ci siamo
detti stamattina sono fondamentali.
L'interpellanza chiede semplicemente, a fronte del decreto
assessoriale del 30 agosto 2017, n. 3827, che dava appunto queste
possibilità e individuava le perimetrazioni sul combinato disposto
delle due leggi, la n. 20 del 2000, comma 3 e 7 dell'articolo 20, e
un chiarimento anche sul perché ancora le aree di Solunto, di
Segesta, dell'Imera, del Monte Jato e anche quella derubricata al
servizio 37 che è quella di Segesta, perché non venissero ancora
istituiti i Parchi e, quindi, data la nobiltà di quelle che devono
essere aree che in qualche modo ci devono poi riguardare.
Coscienti del fatto che sui beni culturali possiamo costruire la
fortuna turistica e la fortuna culturale di una Terra che è davvero
talmente ricca che, purtroppo, ormai fra la gente si è insinuato
addirittura il dubbio, e io sono convinto che lei vorrà smentirle e
smentirci tutti, che ne abbiamo talmente tante di bellezze che alla
fine non riusciamo ad occuparcene di nessune.
Questo è chiaramente un grave errore e io spero, insomma, che con
il suo assessorato ci siano finalmente queste possibilità anche per
dare finalmente alla Sicilia una rete ed un sistema dei Parchi
archeologici regionali che sia di tutto rispetto, all'avanguardia e
che soprattutto cominci a dare possibilità di fruizione anche più
importanti di quelle che, purtroppo, ad oggi, rimangono ancora
scarne.
Considerati i flussi turistici che ci sono stati in questi anni,
considerate tutta una serie di dati che poi vengono fuori sia dagli
studi dell'assessorato che anche dagli studi che vengono fatti da
autorevoli istituti, che vedono però come ancora arranchiamo in
quello che, invece, potrebbe diventare un settore detonante non
solo dal punto di vista della fruizione meramente culturale,
nostra, di siciliani e quindi della nostra Terra, ma come richiamo,
appunto, di flussi turistici che potrebbero finalmente trovare
quello che poi in altri luoghi del mondo sicuramente non riescono a
trovare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per rispondere
all'interpellanza.
TUSA, assessore ai beni culturali e all'identità siciliana.
Ringrazio l'onorevole Cancelleri per questo stimolo fondamentale
all'attività del mio assessorato che mi trova perfettamente
d'accordo, perché ritengo che l'esperienza dei Parchi archeologici
attivi, cioè Agrigento, Naxos e Selinunte, dimostra che quella
legge è una legge valida perché ha cambiato radicalmente il sistema
di gestione a favore di una gestione efficiente e anche
economicamente produttiva.
Uno dei miei compiti principali, appena insediato, è stato proprio
quello di dare corpo alla realizzazione della legge 20, che
peraltro io contribuì, a suo tempo, anche a redigere, e quindi lo
sento proprio come una sorta di impegno personale per questa Terra,
per dotare la Sicilia di venti parchi, perché son venti i parchi
che sono menzionati nella legge, e io aggiungerò anche il parco di
Pantelleria, che fu secondo me erroneamente derubricato, affinché
la Sicilia abbia questi ventuno parchi che sicuramente
costituiranno uno balzo in avanti nell'efficienza e nella
ottimizzazione della gestione del nostro patrimonio.
Io non sono aduso a promettere nulla, però l'impegno è quello di
realizzare, mi sono posto come obiettivo, un parco al mese, e
quindi cercherò di rispettare questo impegno, del resto i parchi
sono già perimetrati, i regolamenti sono stati già redatti, si
tratta di rivederli, ovviamente, perché sono passati degli anni,
purtroppo da quando ci fu la stagione, diciamo, di impegno per la
realizzazione del sistema dei parchi, e quindi io mi auguro, anzi,
sono certo che lentamente ma nel giro al massimo di un anno o
qualcosa in più, potremmo realizzare i parchi in Sicilia.
Il sistema dei parchi archeologici è un sistema che non solo è
efficiente ed efficace per noi, ma costituisce anche un modello per
l'intero mediterraneo, vorrei ricordare al Presidente e agli
onorevoli deputati che addirittura il nostro sistema dei parchi è
stato preso ad esempio dall'Unesco ed esportato in Albania, ma
anche nei Balcani, come modello di gestione dei parchi
archeologici, quindi abbiamo non solo il dovere di farlo, per noi,
ma anche un dovere verso la ribalta internazionale non solo di
avere fatto una legge, ma poi di saperla realizzare.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, si ritiene soddisfatto?
CANCELLERI. Sì mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 209 Revisione dei
meccanismi di accesso ai bandi comunitari .
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive, all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, all'Assessore per l'economia, all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, all'Assessore per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per il turismo, lo sport e
lo spettacolo, premesso che da un po' di anni a questa parte la
Regione siciliana, ritenendo di adeguarsi ai più evoluti sistemi
informatici utilizzati sia nel resto d'Italia che d'Europa,
seleziona le domande avanzate dagli imprenditori per accedere ai
fondi europei per l'innovazione, attraverso l'ormai famoso e tanto
criticato 'click day';
preso atto che la velocità è il fattore decisivo affinché si possa
rientrare nell'elenco dei 'favoriti dalla sorte' che potranno
pertanto sperare negli aiuti comunitari;
tenuto conto che, da qualche tempo, le aziende siciliane vivono un
vera e propria odissea, ovvero la piattaforma telematica adottata
dalla Regione dovrebbe dare uguali possibilità alle aziende ma, a
causa del suo malfunzionamento, finisce piuttosto col danneggiarle,
così come avvenuto di recente con l'Amministrazione regionale,
costretta a prorogare il termine per la presentazione delle
progettualità a valere sull'azione 3.1.1.3 'Aiuti alle imprese
esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni tangibili
e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e
ristrutturazione aziendale';
ricordato che analoga vicenda accadde circa tre anni fa, quando il
tanto agognato Piano Giovani si rivelò essere una delle esperienze
più fallimentari della Regione;
considerato che il click day risulta essere un sistema
inaffidabile per imprenditori e lavoratori, un sistema che presenta
le problematiche più disparate, che possono essere dal ritardo di
una manciata di secondi nella presentazione della domanda a un
cattivo funzionamento della rete informatica, oltre a non garantire
trasparenza ed efficienza, non tenendo conto della reale bontà
delle proposte progettuali;
per sapere se il Governo non ritenga necessario rivedere i
processi di assegnazione delle risorse, modificandone i criteri di
accesso, attraverso una valutazione dei progetti, basata su criteri
di selezione oggettivi, affinché possa essere data maggiore
efficienza allo sviluppo e soprattutto creare una buona
occupazione.»
CANNATA - CALDERONE - GENOVESE - GALLO
Assessore Tusa, ha facoltà di rispondere all'onorevole
interrogante.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana. Devo
dire che l'interrogazione 209 non è di mia competenza.
PRESIDENTE In realtà questa interrogazione riguarda diversi
assessori, forse più che altro è il tema dei fondi comunitari,
quindi, se vuole può rispondere per la sua parte, intanto.
TUSA, assessore per i Beni culturali. Sì, per la mia parte posso
dire che l'accesso ai bandi comunitari, per quanto riguarda i beni
culturali, è stata abbastanza trasparente, e abbastanza seguita
anche dai comuni e da coloro che avevano l'opportunità di adire a
questi bandi. C'è stato solamente un problema per quanto riguarda
il PO FESR, per quanto riguarda l'accesso digitale e la
presentazione digitale telematica delle proposte, ma che è stata
risolta nel giro di qualche ora proprio nel momento in cui si sono
verificati dei problemi nel momento della immissione telematica dei
progetti, quindi ritengo che sia, per quanto mi riguarda, problema
risolto.
PRESIDENTE. Assessore, grazie per la sua risposta, però in realtà
credo che sia opportuno trasferire questa interrogazione
all'assessore per l'economia, che ha la delega, ovviamente ai fondi
comunitari e quant'altro, quindi faremo in modo di trasferire
questa interrogazione all'assessore Armao.
Seguito della discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno Seguito
della discussione di mozioni , abbiamo diverse mozioni all'ordine
del giorno, ma l'Assessore presente è soltanto l'Assessore Tusa e
non c'è alcun argomento di sua competenza.
Quindi ci facciamo carico di chiedere al Governo, domani alle ore
16.00, perché dobbiamo aggiornare i lavori, di far pervenire agli
assessori per il territorio e l'ambiente, l'economia, la salute,
per il turismo, per la famiglia, affinché possano rispondere alle
mozioni
DIPASQUALE. Signor Presidente, sono venuto in Aula per
un'interrogazione. Ho fatto quattro ore di treno per poi non far
nulla. Vergogna
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
suggerire, se è possibile, alla Presidenza, anche alla presenza in
Aula di più Assessori perché, come è dimostrato anche oggi, avremmo
anche potuto procedere ad esaminare interpellanze, atti ispettivi e
anche per altre rubriche, cosa che non è possibile fare appunto per
l'assenza degli Assessori della Giunta.
Volevo, in particolare, richiedere se per la discussione delle
mozioni che riguardano i diritti dei migranti, tema di particolare
rilevanza, sarà possibile avere in Aula la presenza del Presidente
della Regione, onorevole Musumeci.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo per la trattazione della mozione sui
migranti concorderemo la presenza del Presidente Musumeci.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente avevo chiesto di parlare prima io.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, c'è un ordine nelle cose.
L'onorevole Pasqua all'inizio della seduta senza alzare la voce,
come fa lei inopportunamente, mi ha chiesto di parlare e siccome
era un intervento che riguardava le comunicazioni lo fa a fine
seduta, così come prevede il Regolamento interno.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dispiace che non ci
sia nessuno al banco del Governo, spero che questa Presidenza vorrà
trasmettere proprio questa parte di verbale.
Questo intervento lo faccio per comunicare sia ai miei colleghi
che al Governo un fatto particolare, parto un poco da lontano:
ritardo'.
Ritardo è la parola chiave che sta conducendo tutta l'attività di
questo Governo. La parola chiave è ritardo'.
Questo Governo è in ritardo su tutto: rifiuti, ancora stiamo
aspettando un piano dei rifiuti organico nonostante il Presidente e
Commissario; stiamo aspettando la rete ospedaliera che ancora non
si sa quale è la versione definitiva.
Noi in Commissione aspettiamo pazientemente ma già è in ritardo di
sei mesi.
Questo Governo è in ritardo sul pagamento degli assegni di cura
dei disabili gravissimi, cosa che sarebbe stato opportuno fare nei
tempi giusti, mese per mese così come prevedeva la legge vigente
sino al 30 di aprile quando abbiamo votato la legge di stabilità.
Ritardo ancora sul decreto del Presidente della Regione, previsto
all'articolo 30 nella legge di stabilità, quello che dovrebbe
decidere e determinare le modalità di accesso e di erogazione
dell'assegno di cura per i disabili gravissimi e anche altre misure
per i disabili gravi.
Ma il ritardo più importante, più pericoloso questo Governo lo sta
accumulando - e mi sia consentito anche in maniera vergognosa - nei
confronti di una madre di 32 anni di Giarre.
Una madre che si chiama Zineb, che a dispetto del nome che fa
trasparire origine magrebine ma è italianissima come noi. E' una
madre di Giarre che è affetta da una particolare malattia, una
malattia rara, forse rarissima.
Questa madre, più di un anno fa, scopre di essersi ammalata di
qualcosa che non sa: nessuna struttura in Sicilia, nessuna
struttura sanitaria in Sicilia, riesce a capire cosa ha. Lei,
allora, comincia a cercare di sua iniziativa, di sua spontanea
volontà, e si rivolge a dei centri fuori dalla regione siciliana,
si rivolge ad Udine dove finalmente le viene diagnosticata una
malattia grave che si chiama, la voglio leggere, Granulomatosi con
poliangite ; questa malattia determina la nècrosi delle parti
interne del corpo, una malattia che prevede un decorso rapido verso
la morte se non diagnosticata velocemente e curata nella maniera
più opportuna.
E allora che succede? Che lei si rivolge alle strutture pubbliche,
alla sanità pubblica e nessuno le sa dare una risposta.
Si rivolge, allora, all'assessore con una pubblica lettera su un
quotidiano di Catania, con una lettera aperta e si rivolge
all'assessore Razza chiedendo aiuto, che lei pensava autorevole e
potesse essere anche immediato, perché la sua malattia richiede un
intervento immediato. E' il 18 aprile.
Ancora oggi questa madre non ha avuto una risposta, nessuna
struttura sanitaria, l'assessorato, l'assessore, il Presidente
della Regione cui lei personalmente si è rivolta, le hanno dato una
risposta su quale centro dovesse interpellare per avere una cura
alla sua malattia. Non ha avuto alcuna risposta.
L'unica risposta che le hanno dato da questo Governo è stato:
faremo intervenire i nostri uffici'. Per due mesi e mezzo questa
madre, che pian piano subisce sul suo corpo gli effetti di questa
malattia rara, non ha avuto alcuna risposta.
E allora questa madre cosa ha fatto? Non si è arresa. E' andata a
cercare le norme, le leggi, tutto ciò che le spetta.
Ebbene questa madre, qualche giorno fa, il 26 giugno, ha
protocollato una denuncia nei confronti della Regione siciliana al
Mediatore europeo' per violazione dei diritti umani, perché lei ha
chiesto da mesi, dal 18 aprile chiede, che le sia indicato un
centro o le sia autorizzata la cura transfrontaliera; l'ha scoperto
da sola, lei ha scoperto che c'è un centro in Germania che può
assisterla e curarla, ma ha bisogno di una autorizzazione che
dall'assessore e dal Governo non è ancora arrivata.
Questo ritardo potrebbe essere fatale. Qua non si scherza, qui non
si parla più di politica. Qui si parla della vita di una giovane
madre. Davvero Non si piò scherzare su queste cose.
La giovane madre, Zineb, ha fatto benissimo a rivolgersi al
Mediatore europeo: questo ritardo è intollerabile, è davvero
intollerabile.
Questo Governo è in assurdo ritardo, è in ritardo assurdo,
davvero. Spero che la parola ritardo - e qui concludo - non sia
causa di danni ulteriori per Zineb madre di 32 anni. Grazie
Presidente.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori - a casa, tutti -
colleghi parlamentari, io penso, davvero, che noi siamo arrivati al
dunque e siamo arrivati al dunque non a fine legislatura, signor
Presidente, ci siamo arrivati all'inizio.
Questo atteggiamento da parte del Governo di disinteresse totale e
di mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento è vergognoso.
Se poi aggiungiamo, anzi li mettiamo insieme ad alcune
dichiarazioni che vengono fatte negli ultimi mesi, come quando ci
siamo sentiti dire: dobbiamo togliere il voto segreto che è uno
strumento che ha la minoranza, ma non solo la minoranza' di
intervenire; da una parte si vuole togliere il voto segreto, da una
parte si azzera il significato delle interpellanze e delle mozioni,
e le spiego perché - ringrazio intanto l'assessore Razza per essere
qui presente.
Purtroppo non è l'assessore che aspettavo io, lei ha avuto il
garbo di essere presente a differenza del suo collega all'energia
che aveva un'interrogazione scritta così; come è stato consegnato a
me l'ordine del giorno è stato consegnato a lui, e l'assessore non
si è presentato.
Cos'è che a me dà fastidio? Che è da sei mesi che noi abbiamo
presentato una miriade di interrogazioni, da sei mesi Da sei mesi
che aspettiamo una risposta, che non è che deve essere per forza
positiva. La risposta può anche essere negativa ma il confronto
democratico con le opposizioni, e non solo con le opposizioni, con
il Parlamento, si mantiene in particolar modo con l'attività
ispettiva. Ma prima è stata azzerata l'attività ispettiva, non è
stato messo all'ordine del giorno un confronto sull'attività
ispettiva, dopo di che, oggi, finalmente, dopo sei mesi vengono
inserite alcune interrogazioni e non hanno neanche, alcuni
assessori, il garbo di essere presenti per fornire le risposte agli
interroganti. Ma è una vergogna
Questo significa davvero mortificare il Parlamento, questo
significa infischiarsene del Parlamento, io per essere presente,
oggi, ho fatto quattro ore e mezza di treno. Le mie quattro ore e
mezza, una volta questo treno lo dovevamo prendere in tanti, oramai
sono rimasto solo, non vedo nessuno sul treno. E lo faccio sempre
con piacere, sono pagato profumatamente, ma qualcosa la devo
concludere. Ed io oggi sono venuto qui perché c'era all'ordine del
giorno questa interrogazione, un'interrogazione Sono venuto per
discutere una interrogazione che riguardava la piattaforma dei
rifiuti di Scicli. Ma è possibile che non è servito a nulla questo
viaggio di quattro ore e mezza, perché l'assessore non ha avuto
neanche la delicatezza di venire qui a discutere o di delegare
qualcuno per darmi un minimo di risposta? Ciò è una cosa normale?
Io ho fatto il sindaco, ho fatto il presidente del consiglio
provinciale, ho fatto l'Amministratore, ma il rispetto nei
confronti del consiglio era fondamentale. Non c'era interrogazione
di un consigliere che non avesse la giusta risposta dopo i trenta
giorni. Qui siamo dopo sei mesi e quando viene il momento della
trattazione quella interrogazione di quel parlamentare, abbiamo
anche la sgradita situazione di non vedere neanche l'assessore.
Guardi, Presidente, è una mortificazione.
Se qualcuno pensa, però, che questo possa portare i parlamentari a
demotivarsi o a inficiare il ruolo delle interrogazioni non ha
capito assolutamente nulla, perché anzi, se io inizio a mettere
insieme il voto segreto, che lo dobbiamo togliere, le
interrogazioni, che le dobbiamo mortificare, io inizio a pensare ad
una strategia proprio per chiudere la bocca alle opposizioni, e
questo non è possibile. Ci adopereremo in tutti i modi per far
valere .
Riprende il seguito della discussione di mozioni
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, è presente l'assessore per la
salute, abbiamo la possibilità di discutere diverse mozioni. La n.
33 Esenzione della quota di compartecipazione alla spesa
farmaceutica per i soggetti trapiantati , la n. 52 Realizzazione
del nuovo ospedale di Siracusa , mozione n. 66 Applicazione delle
disposizioni di cui alla l. r. n. 8 del 2017 , mozione n. 74
Creazione dello 'sportello unico sulla disabilità' in Sicilia ,
che è rivolta all'assessore per la famiglia, alla salute e
all'autonomie locali; la mozione n. 76 Iniziative concernenti la
prevenzione vaccinale in Sicilia , la mozione n. 77 Disciplina
delle cosiddette 'Farmacie dei piccoli centri' , mozione n. 93
Verifiche nella composizione della commissione medica per l'esame
della disabilità , mozione n. 97 Potenziamento delle u.o. di
pronto soccorso regionali .
Si procede con la discussione della mozione n. 33 Esenzione
della quota di compartecipazione alla spesa farmaceutica per i
soggetti trapiantati , a firma del Movimento Cinque Stelle.
Ne do lettura:
n. 33 Esenzione della quota di compartecipazione alla spesa
farmaceutica per i soggetti trapiantati
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
l'art. 52 del DPCM del 12 gennaio 2017 stabilisce che le persone
affette dalle malattie croniche e invalidanti individuate
dall'allegato 8 al presente decreto hanno diritto all'esenzione
dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie indicate
dal medesimo;
nel suddetto allegato 8 - in cui sono elencate le malattie e le
condizioni croniche invalidanti - i soggetti sottoposti a trapianto
sono individuati con il codice di esenzione 052;
la normativa nazionale ha abolito ogni forma di partecipazione
alla spesa sanitaria degli assistiti per l'assistenza farmaceutica,
lasciando margine alle singole Regioni in riferimento all'esenzione
parziale o totale per i farmaci (cosiddetti di fascia A);
in base al disposto dell'art. 4 comma 3 del decreto-legge 18
settembre 2001, n. 347, convertito con legge del 16 novembre 2001,
n. 405, le Regioni possono coprire gli eventuali disavanzi di
gestione mediante proprie norme che prevedano l'introduzione di
misure di compartecipazione alla spesa sanitaria (ad esempio
attraverso l'applicazione di un ticket sui farmaci di fascia A -
medicinali essenziali);
in forza dell'articolo 1 della Legge regionale n. 6 del 10 gennaio
2012, che modifica il comma 2 dell'articolo 7 della Legge regionale
29 dicembre 2003 n. 21 - rinviando alla disciplina prevista dalla
legge 24 dicembre 1993, n. 537 -, il sistema regionale siciliano
prevede, per i farmaci in classe A (concedibili esenti), una quota
di compartecipazione alla spesa sanitaria da parte di tutti quei
soggetti affetti da malattie croniche ed invalidanti, fra i quali i
soggetti trapiantati(Cfr.:
https://www.federfarma.it/Ticket-Regionali/Sicilia/Ticket-Normativa-
regionaleSicilia.aspx e https://www.federfarma.it/Farmaci-
efarmacie/Ticket-Regionali/Sicilia.aspx);
CONSIDERATO che:
diverse Regioni italiane, come ad esempio la Valle D'Aosta e
l'Emilia Romagna - ma anche le meridionali Calabria e Basilicata -
esentano dal compartecipare, al costo delle prestazioni sanitarie,
i cittadini colpiti da patologie croniche o invalidanti, e altre
Regioni, quali ad esempio il Veneto, non hanno previsto il
pagamento della quota fissa, limitatamente alle prescrizioni dei
farmaci correlati alla patologia;
i soggetti trapiantati devono essere sottoposti a un'intensa
terapia immunosoppressiva, oltre ad essere costretti ad assumere
tutta una serie di farmaci correlati con la loro condizione;
in considerazione di ciò, appare necessario prevedere una
riduzione se non addirittura una esenzione totale dei soggetti
trapiantati dalla spesa sanitaria; anche in ragione dell'esiguità
del numero dei soggetti trapianti annualmente,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SALUTE
a disporre l'esenzione della quota di partecipazione alla spesa
farmaceutica per i soggetti trapiantati, ovvero una riduzione della
stessa; ciò anche alla luce della esiguità della popolazione in
esame e in ottemperanza alla normativa vigente in tema di tetto
farmaceutico.»
PASQUA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A. - DI
CARO - DI PAOLA - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI
- SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TANCREDI - TRIZZINO- ZAFARANA -
ZITO
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo qualche
secondo per illustrare questa vicenda.
In questa mozione invito il Governo, - adesso ringrazio per la
presenza dell'assessore Razza -, speravo che arrivasse qualche
secondo prima, mi farò carico di fornirle, il traffico le ha
impedito di arrivare, però le fornirò quanto ho dichiarato prima
con un intervento.
Questa mozione tende ad allargare di pochissimo la platea dei
cittadini siciliani che possono usufruire dell'esenzione del ticket
totale, mi spiego. I soggetti trapiantati, vi faccio l'esempio, un
soggetto che ha insufficienze renali e per questo sottoposto a
dialisi continua, e noi sappiamo bene quanto costano quelle tre
giornate di dialisi a settimana, che magari ad un certo punto il
servizio sanitario regionale riesce a fornirgli un rene da
trapianto e riescono a risolvere un gran problema, una qualità di
vita migliore decisamente, ma il servizio sanitario regionale
lascia questi soggetti diciamo appesi per quanto riguarda il
problema del ticket.
Mi spiego ancora meglio. Un soggetto una volta trapiantato deve
necessariamente sottoporsi a delle profilassi farmacologiche
lunghe, infinite perché dovranno essere a vita, terapie
immunosoppressive a vita che il nostro servizio sanitario nazionale
non dispensa come esenti ma è una spesa che loro sono costretti ad
affrontare comunque.
I trapiantati in Sicilia non sono tantissimi e potrebbero, questa
Regione potrebbe copiare anche l'esempio di Regioni come la Valle
d'Aosta e l'Emilia Romagna che hanno concesso gratuitamente i
farmaci immunosoppressivi a questi soggetti ma non sono solo queste
regioni così evolute quelle che lo concedono ma anche i nostri
vicini calabresi e quelli della Basilicata che concedono
l'esenzione totale.
Per questo la invito a predisporre un'indagine, con i vostri
uffici, innanzitutto sui numeri dei trapiantati che ne potrebbero
usufruire e poi valutare. Sono sicuro che il costo per il servizio
sanitario regionale non sarà ingente ma il sacrificio che
risparmiamo a queste persone sarà notevole perché mi creda arrivano
a spendere anche quattro mila euro all'anno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per
fornire chiarimenti.
RAZZA, assessore per la salute. Onorevoli deputati, onorevole
Pasqua, al di là di una risposta tecnica che è stata messa a
disposizione da parte degli uffici in relazione allo stato del
nostro cofinanziamento per l'anno in corso alle norme di
riferimento a livello nazionale ed alle norme di riferimento
attualmente in essere della Regione siciliana, la mozione che lei
ha presentato ha degli addentellati di ordine politico e di
valutazione complessiva che meritano di essere valutati con la
giusta attenzione.
Lo dico perché proprio il tema dei trapianti è un tema
particolarmente a cuore al Governo della Regione siciliana ma
soprattutto quello di venire incontro alle esigenze delle persone
che sono state sottoposte ad un trapianto che, molto correttamente,
lei diceva, non essere tantissime, che però, faccio un esempio, che
è quello legato alle visite periodiche che sono soggetti a fare per
via di alcune decisioni che erano state determinate nei passati
anni, sono oggi sottoposti non tanto e non soltanto ad un aggravio
di ordine economico, come l'esenzione proposta mira a volere
superare, ma ad un aggravio e ad un appesantimento dal punto di
vista organizzativo che è legato anche alla soppressione del day-
hospital per natura diagnostica che molto spesso costringe, penso
ai malati trapiantati di cuore, a dovere prenotare più di una
visita, rispetto alle visite e, quindi, l'intera materia che
riguarda il modo in cui si vuole la Regione comportare nei soggetti
trapiantati è oggetto di particolare attenzione e di particolare
riflessione.
Nel caso che interessa la mozione in essere nell'anno appena
trascorso la quota di compartecipazione che è quella lì imposta
dalla normativa regionale corrisposta agli utenti è stata pari a
poco più di 48 milioni di euro, mentre quella variabile è stata di
oltre 112 milioni di euro. Questo ci mette nelle condizioni di
potere valutare che, dal punto di vista auspicato dalla mozione e
cioè quello di costituire una norma di favore nei confronti dei
soggetti che siano sottoposti a trapianto, è una valutazione che il
Governo della Regione si sente di compiere, nella direzione in cui
indica la mozione e cioè di un approfondimento anche di
legislazione legata alle azioni che sono poste in essere dalle
altre regioni italiane che, ogni tanto, sono più virtuose, io non
mi sento riconoscermi in una valutazione immediata che pone a dire
che l'introduzione di una norma di favore che prescinda dal reddito
possa essere valutata di per se stessa in contrasto con le norme di
legge, non lo condivido; la condizione del soggetto trapiantato è
una condizione di per se stessa unica che riguarda pochissimi
soggetti e che merita una attenzione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 33. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 52 «Realizzazione del nuovo ospedale di
Siracusa , a firma dell'onorevole Zito e degli altri deputati del
Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
visti:
l'articolo 20, comma 1, della legge n. 67/88 che prevedeva
l'esecuzione di un programma pluriennale di interventi in materia
di ristrutturazione edilizia, di ammodernamento tecnologico del
patrimonio sanitario pubblico e di realizzazione di residenze per
anziani e soggetti non autosufficienti per un importo complessivo
di 23 miliardi di euro;
la delibera n. 52/98 per cui il CIPE, su proposta del Ministro
della sanità, ha approvato il quadro programmatico di completamento
del programma nazionale straordinario di investimenti in sanità
previsto dal richiamato articolo 20 della legge n. 67/88, indicando
la ripartizione delle risorse e stanziando la residua somma fino
alla concorrenza originariamente prevista di 30.000 miliardi di
lire(15,49 miliardi di euro), precedentemente utilizzata fino a
9.400 miliardi di lire(4,85 miliardi di euro) nella prima fase del
programma;
la legge n. 229/99 che ha introdotto, nel testo del d.lgs. n.
502/92, l'articolo 5, comma 1;
il comma 3 del medesimo articolo;
visto che nella scorsa legislatura, la Commissione Sanità, nella
fase di approvazione della programmazione delle risorse ex Articolo
20 della Legge 67/88, aveva inserito, fra le opere da realizzare,
il nuovo Ospedale di Siracusa, per un totale di 140milioni di euro
di cui 110 a carico dello Stato e della Regione, nella misura del
95 per cento e del 5 per cento, e 30 milioni a carico dell'ASP di
Siracusa;
considerato che dalla disamina da parte dello scrivente della
relazione richiesta all'ASP 8 di Siracusa in data 10.09.2013 e di
alcuni documenti riguardanti il progetto del nuovo Ospedale di
Siracusa sono saltate all'occhio singolari stranezze, come ad
esempio il grosso ammontare dei costi per posto letto rispetto a
quelli del Nord (320/350.000 euro c.a. rispetto ai 240/270.000 c.a.
del Nord) o i compensi, a nostro avviso esosi, previsti per il
geologo e per le indagini geologiche, che assommano a circa
1.200.000 euro;
considerato che nella stessa relazione tecnica dell'ASP si legge
che: [ ] l'attuale scelta della zona FS2 ove insediare il nuovo
ospedale di Siracusa risale al lontano 1993, epoca in cui i temi
della viabilità, della fruizione immediata, tramite la
realizzazione di due gallerie di accesso poste una a nord e una a
sud di non facile attuazione, e della moderna sanità erano altri.
Oggi l'area risulta inserita in un contesto di compressione e
congestione urbana lontana dalle direttrici di immediata fruizione
e accessibilità in caso di eventi di eccezionale gravità che
porterebbero il nuovo ospedale quale punto di riferimento a livello
provinciale e non solo, ma anche e soprattutto tenendo conto dei
fattori innovativi del sistema sanitario. Non ultima una attenta
valutazione di carattere economico che certamente recita a tutto
vantaggio nella scelta di proporre aree diverse dalla attuale FS2
di contrada Pizzuta, le quali, essendo inserite in un forte
contesto urbano, godono di valori espropriativi molto alti
(130euro/mq contro valori nettamente inferiori delle zone segnalate
in prossimità dello svincolo Siracusa SUD che andrebbero non oltre
30euro/mq con un risparmio sulla sola acquisizione delle aree di
circa 10.000,000euro);
considerate le non poche perplessità, riguardanti anche i costi di
esproprio previsti per le aree individuate e che lo scrivente ha
già attenzionato agli stessi destinatari della presente con
interrogazione n. 2165 del 2014;
visto che dalla seduta n. 99 del 28.03.2014 della Commissione
sesta - Servizi Sociali e Sanitari - è emerso che sono previsti 140
milioni di euro per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa
nell'ambito dell'Accordo di programma quadro già sottoscritto
nell'ottobre 2012 che viene confermato oggi dallo stralcio dei
finanziamenti ex articolo 20 L.67/88 che prevede uno stanziamento
di 154 milioni di euro per l'intera provincia di Siracusa, di cui
appunto 140 destinati al nuovo ospedale più 14 per altri interventi
nei presidi ospedalieri provinciali;
considerato che nella Programmazione Nazionale, alla Regione
Sicilia spettavano 800milioni di euro, tuttavia pare che, come
rammentato dall'on. Vinciullo, aver, per colpa del precedente
Assessore e del precedente Governo, sostenuto, sempre, dalla stessa
maggioranza di oggi, presentato in ritardo la programmazione ha
fatto sì che il Ministero della Salute inserisse la Regione
Siciliana, come tutte quelle ritardatrici, fra le regioni canaglie
e quindi non meritevoli di ottenere le intere somme dovute ex
Articolo 20 della legge 67/88;
considerato infine che:
l'iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa si
protrae ormai da anni e la classe politica dirigente non si è
dimostrata molto diligente a riguardo e il rischio, se non viene
definito il progetto e individuata l'area in cui realizzare l'opera
entro i termini previsti è che si perda il finanziamento;
in data 29 novembre 2017 lo scrivente inviava al Direttore
Generale dell'ASP 8 di Siracusa, al Sindaco del Comune di Siracusa
e alla Marina Militare una nota con la quale auspicava una
collaborazione tra Amministrazione Comunale, ASP, Marina Militare,
Soprintendenza, Genio Civile, Protezione Civile e con tutti gli
enti istituzionalmente competenti al fine di verificare se fosse
possibile la cessione di un'area, denominata Stazione Radio Santa
Panagia, di proprietà della Marina Militare al Comune, per la
realizzazione del nuovo Ospedale;
in data 12 gennaio 2018 seguiva un sopralluogo da parte dello
scrivente insieme ai deputati Rizzo, Marzana e Pasqua, durante il
quale si veniva a conoscenza del fatto che, sul sito individuato
sarebbe prevista l'installazione di nuovi apparati
radiotrasmittenti, le cui antenne si troverebbero all'interno del
quartiere e, quindi, circondate da abitazioni;
considerato che solo l'Amministrazione Comunale ha dato riscontro
alla suddetta proposta, anche se in termini non certo collaborativi
e senza effettivamente aver interpellato gli altri enti competenti
e l'ASP comunque sembra aver mostrato una certa apertura a
riguardo,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
l'Assessore per il territorio e l'ambiente
e l'Assessore per la salute
ad attuare ogni attività necessaria a porre in essere
un'interlocuzione con la Soprintendenza di Siracusa, la Marina
Militare e con tutti gli altri enti istituzionalmente competenti al
fine di verificare se e in che termini sia possibile una
collaborazione con gli stessi per la realizzazione del nuovo
ospedale di Siracusa nell'area militare individuata in Santa
Panagia di proprietà della Marina Militare;
ad attivarsi, a prescindere dalla possibilità della realizzazione
della suddetta proposta, affinché si eviti l' installazione delle
nuove antenne, di cui tra l'altro non è conosciuta la natura e
l'eventuale pericolosità per la salute dei residenti» (52)
ZITO - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO
CIANCIO - DE LUCA A. - DI CARO - DI PAOLA
FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA
PALMERI - PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA
SUNSERI - TANCREDI - TRIZZINO - ZAFARANA
ZITO. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la
questione dell'ospedale nuovo di Siracusa è una questione che,
ormai, ci portiamo da forse un trentennio, cerchiamo di trovare
ancora da anni, gli ultimi cinque anni con un'amministrazione
uscente che non è riuscita a definire bene un'area dove individuare
questo ospedale, una criticità enorme perché l'ospedale, non so se
lei ha visitato l'ospedale attuale di Siracusa, è praticamente un
ospedale assolutamente non adatto, non ci sono gli spazi, consideri
che i bagni per gli interi reparti sono comuni, quindi, non ci sono
bagni in stanza, ripeto gli spazi non sono assolutamente adeguati,
non è una struttura antisismica, non è una struttura, dal punto di
vista dell'efficienza energetica, ovviamente, di qualità.
Nel vecchio Piano regolatore generale del comune di Siracusa era
stata individuata un'area vicina all'ex ospedale psichiatrico ed
all'ospedale chiamato Rizza , il problema è che quell'area costava
14,8 milioni di euro.
Io le posso dire che sono andato a visitare il San Marco ed
un'area che praticamente è quasi due volte e mezzo è costata invece
8 milioni di euro e ci dovremmo chiedere già il perché. Inoltre
parte di quell'area, circa 5 mila metri quadrati così come è stata
individuata, fu sequestrata perché fu confiscata praticamente alla
mafia, poi questo terreno fu dato all'associazione dei Figli delle
fate per farci un centro diurno, quindi, quello che il Comune
aveva individuato come area per l'ospedale, allo stesso tempo lo
cedeva anche ad associazioni.
Ad un certo punto, visto l'immobilismo da parte
dell'amministrazione, abbiamo cercato di individuare un'area
alternativa ed oltre ad individuare quest'area alternativa, abbiamo
scoperto un'altra cosa che ora le dirò. Quest'area alternativa
riguarda un'area di proprietà della Marina Militare. E' una zona
che fa da cerniera fra due quartieri popolari, quindi, potrebbe
essere anche utile per riqualificare quella zona, c'è un piccolo
problema perché in questo momento c'è un piano paesaggistico che
potrebbe incidere da questo punto di vista, ma sappiamo che per
pubblica utilità però si potrebbe andare anche in deroga, ma per
questo si devono aprire dei tavoli certi.
Sicuramente nella visita che abbiamo fatto assieme ai colleghi
nazionali, abbiamo visto, perché quell'area siamo andati a vederla
perché stiamo parlando di 100-110 ettari, quindi qualcosa di
veramente enorme, ed abbiamo scoperto che in quella zona militare
che era abbandonata dal 2008 ci vogliono costruire anche delle
antenne militari, quindi, delle antenne militari all'interno della
città.
Come lei può ben capire non sono antenne del telefonino, sono
qualcosa di molto più potente, quindi, questa mozione va verso due
direzioni: una interlocutoria con la Marina e la Sovrintendenza per
cercare di capire se la strada per costruire questo nuovo ospedale
in quell'area sia percorribile, ovviamente sappiamo che non è
facile ma, quanto meno, avremo un terreno a costo zero ed andremo a
sviluppare una periferia (delle periferie purtroppo tutti se ne
ricordano solamente nel periodo delle campagne elettorali ma poi
ritornano nel dimenticatoio all'indomani); ma l'altra cosa,
Assessore, che le chiedo molto più importante è l'interlocuzione
con la Marina per evitare la costruzione di queste antenne che
sono, ripeto, di una certa potenza all'interno di un centro
abitato, quindi anche dal punto di vista della tutela della salute
dei nostri concittadini.
Quindi, questo in sintesi e, poi, comunque sia, trovare un modo
per accelerare questo iter e riaprire le interlocuzioni con il
Governo centrale per farsi rifinanziare perché le posso garantire
che Siracusa ha bisogno di questo nuovo ospedale perché non è
accettabile, ancora nel 2018, avere una struttura sanitaria così
come quella di Siracusa.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, riguardo alle vicende dell'ospedale a
Siracusa con l'onorevole Zito.
PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, appone la firma pure a questa
mozione?
CAFEO. No, però voglio spiegare un aspetto. Purtroppo, a Siracusa
siamo in ritardo, come diceva l'onorevole Zito, perché il Consiglio
comunale scorso non si è espresso nell'individuazione dell'area e
spero che lo faccia al più presto. Rispetto all'area in questione,
ritengo che l'Assessore possa fare tutte le verifiche che vuole
rispetto alla Sovrintendenza e quant'altro ma penso rimanga sempre
una competenza da parte del Consiglio comunale nell'individuazione
dell'area stessa. Per cui, non sono contrario alla mozione nello
specifico, ma ritengo che questo dibattito vada fatto all'interno
del Consiglio comunale.
ZITO. L'Asp può presentare una richiesta di variante al Comune.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la
risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, il tema dell'ospedale di Siracusa è un tema di
assoluto rilievo. Lo è stato fin dall'inizio del mandato di questo
Governo e mi è capitato di dirlo anche nell'occasione del saluto al
Commissario uscente dell'ASP di Siracusa, dottor Brugaletta, perché
più in generale per il Governo della Regione è fondamentale una
valutazione su una agenda di realizzazioni infrastrutturali
nell'ambito sanitario.
Abbiamo avuto occasione di chiarirne la ragione. Riteniamo,
infatti, che una parte delle ragioni della migrazione di cittadini
siciliani che vanno a farsi curare al di fuori della Sicilia sia
legata proprio alle carenze strutturali di molti ospedali
siciliani.
Il Governo della Regione siciliana anche nell'interlocuzione con
il Ministero della Salute - a me in modo particolare è capitato di
rappresentarlo un paio di settimane fa al Ministro che ha ricevuto
tutti gli Assessori regionali nella sede della Conferenza delle
Regioni - tanto avverte come priorità il Piano delle infrastrutture
che sta lavorando in maniera intensa alla definizione del nuovo
documento unitario di programmazione degli investimenti sanitari
che è figlio della rimodulazione - lo ricorderà meglio di me
l'onorevole Gucciardi che mi ha preceduto nell'incarico -, dei
fondi ex articolo 20.
Per la realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa, in maniera
costante e nel tempo, i più Governi che si sono alternati quanto
meno dal 2010 quando si deve la prima approvazione in VI
Commissione del Documento unico di programmazione, hanno previsto
risorse adeguate per la realizzazione del nuovo ospedale di
Siracusa.
Il punto di crisi rispetto al percorso - l'intervento prevedeva un
investimento complessivo di 140 milioni di euro -, le incertezze
erano legate all'incertezza da parte delle autorità competenti alla
individuazione dell'area sulla quale realizzare l'opera.
Ricorderà l'onorevole Zito per averne interloquito anche assieme
nell'imminenza dell'assunzione del mio incarico, che abbiamo detto
fin da principio che il Governo della Regione avrebbe ritenuto di
volere interloquire anche con l'Amministrazione comunale di
Siracusa - quale che fosse - perché se da parte del Governo vi era
la volontà di mettere a disposizione le risorse necessarie, ciò
doveva avvenire all'interno di un percorso di dialogo e di
collaborazione anche con gli enti locali, come bene ha ricordato
nel suo intervento l'onorevole Cafeo.
Quale può essere il rischio? Quello della perdurante attesa. Per
cui, la Regione è nelle condizioni di potere inserire l'opera
all'interno del suo Piano di programmazione, ma l'autorità locale
non determina ancora le condizioni per l'individuazione dell'area.
Poiché, oggi, esiste un'Amministrazione - devo dire che da parte
di tutti i Gruppi parlamentari, di tutte le forze politiche tanto
di maggioranza quanto di opposizione della città e della provincia
di Siracusa mi è stato sempre rappresentato questo problema -,
prima dell'estate sarà opportuno che presso la sede
dell'Assessorato alla salute, si svolga un incontro tecnico per
valutare, non soltanto insieme ai nostri servizi, cosa è necessario
fare per l'inserimento immediato nella nuova programmazione che il
Ministero ha richiesto dell'intervento necessario ma anche per
valutare, insieme all'Amministrazione comunale, alle deputazione
locale, se c'è un percorso condiviso che può portare ad una rapida
individuazione dell'area.
Certo è che esistono poche province che hanno una carenza
strutturale importante. La provincia di Siracusa ha una carenza
strutturale, soprattutto nel suo capoluogo, che non è più
tollerabile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 52. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 66 «Applicazione delle disposizioni di
cui alla l. r. n. 8 del 2017», a firma degli onorevoli Zafarana e
degli altri deputati del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che con la legge regionale 09 maggio 2017, n. 8,
all'articolo 18 veniva stabilita la partecipazione, in misura
ridotta, alla spesa sanitaria per i soggetti residenti nel
territorio regionale per i quali risulti attestato lo stato di
inoccupazione;
considerato che:
al comma 2 della predetta norma si stabiliva che con decreto del
Presidente della Regione, previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore regionale per la salute, da emanarsi entro 180
giorni dalla data di entrata in vigore della legge, venissero
definiti i criteri di accesso e funzionamento del suddetto
beneficio;
lo stesso comma 2 della norma in parola autorizzava, per
l'esercizio finanziario 2017, una spesa di 3.000 migliaia di euro
per far fronte agli oneri a carico del bilancio regionale;
atteso che ad oggi, il superiore obbligo non appare adempiuto,
nonostante la norma stabilisca un principio di rilievo, che
aiuterebbe molte famiglie,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per la salute e
l'Assessore per l'economia
a dare seguito e attuazione alle disposizioni di cui all'articolo
18 legge regionale 09 maggio 2017, n. 8 recante 'Esenzione ticket
inoccupati', emettendo il necessario e consequenziale decreto
presidenziale, così come previsto dalla norma;
ad effettuare una ricognizione delle risorse finanziare in
dotazione al bilancio regionale al fine di ripristinare il
necessario stanziamento economico per far fronte agli oneri di cui
all'articolo 11 l.r. 8/2017 e dare attuazione alle predette
disposizioni». (66)
ZAFARANA - CAMPO - PALMERI - DI PAOLA
SUNSERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO
FOTI - PASQUA - ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA
TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA
DI CARO - MARANO - CANCELLERI - TRIZZINO
ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, colleghi, cittadini, con questa
mozione chiedo al Governo una cosa che dovrebbe essere normale e
naturale, cioè l'applicazione di una legge.
Sappiamo bene che nella precedente legislatura da parte del mio
Gruppo parlamentare, come anche è stata una misura accolta da parte
di tutto il Parlamento fino a diventare legge, ossia la possibilità
di sollevare le persone disoccupate ed inoccupate dal pagamento del
ticket sanitario.
Questa misura non ha avuto alcun esito. Pertanto, poiché nella
finanziaria' era previsto che l'Assessorato si adoperasse a tal
fine, la mia mozione è indirizzata proprio alla velocizzazione -
dato che abbiamo superato abbondantemente i tempi previsti - di
questo iter per permettere a questo bacino di utenti di siciliani
di potere avere un diritto che, ad oggi, è sancito per legge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Razza per fornire la
risposta.
RAZZA, assessore per salute. Signor Presidente, anche in questo
caso rispondo all'onorevole Zafarana con alcuni riferimenti di
ordine normativo e tecnico, per un verso, ed altri di ordine
politico al termine della risposta, per altro verso.
Il riferimento che compie l'onorevole Zafarana è relativo
all'articolo 18, comma 1, della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8
la quale rinviava ad un decreto del Presidente della Regione che
doveva essere adottato, previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore regionale per la salute.
Per quella finalità la stessa disposizione normativa aveva
autorizzato la spesa di tremila migliaia di euro per l'anno 2017 ma
l'iter di approvazione dello schema di decreto presidenziale da
parte della Giunta non era stato completato entro l'anno per
l'intervenuta chiusura della legislatura.
Lo schema, con riferimento a quella norma del 2017 - ecco perché
collego la volontà di andare politicamente nella direzione che pone
l'onorevole Zafarana con l'applicazione delle norme che poi
riguardano la legge finanziaria dell'anno 2018 -, ad oggi, lo
schema del decreto presidenziale non è nelle condizioni di essere
adottato perché si riferiva, nell'impianto normativo, alla norma
della legge finanziaria del 2017. Poiché, però, ritengo
assolutamente corretto e centrale l'obiettivo che si pone la
mozione, ho chiesto al nostro Ufficio del Dipartimento alla
programmazione, di poter valutare se comunque, a prescindere dalla
presenza o meno di una norma in senso stretto, si possa in via
amministrativa o nella sede di assestamento di bilancio poter
lavorare per dare completa attuazione ad una previsione che era
legata ad una dotazione economica solo del 2017 e che, per essere
resa operativa e concreta nel 2018, ha bisogno di essere
attualizzata.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 66. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 38 «Istituzione di un fondo per la
destagionalizzazione volto ad incrementare i flussi turistici in
Sicilia», a firma dell'onorevole Cancelleri e degli altri deputati
del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
puntare in modo efficace sul turismo significa creare le
condizioni per immettere nuova liquidità sul territorio e creare,
di conseguenza, nuove opportunità di lavoro, nonché potenziare
quelle esistenti;
lo sviluppo del turismo, in tutte le sue accezioni, significa
accrescere la consapevolezza nei cittadini di tutte quelle risorse
che fanno della Sicilia un territorio ad elevatissima potenzialità;
inoltre, la valorizzazione e la gestione ottimale delle risorse
esistenti, creano i presupposti per la difesa e la conservazione
delle stesse;
rilevato che:
dai dati Istat elaborati dall'Osservatorio Turistico del
Dipartimento regionale Turismo, Sport e Spettacolo, i flussi
turistici per il 2016 contano 13.698.160 presenze, registrando un
calo del 5,6 per cento rispetto ai dati rilevati nel 2015;
i sopra menzionati dati indicano la presenza di 6.880.444 turisti
stranieri e 6.817.716 turisti italiani;
inoltre, i sopra esposti flussi turistici, sono distribuiti nelle
province siciliane come di seguito riportato: 1.102.631 Agrigento,
160.178 Caltanissetta, 1.824.472 Catania, 108.361 Enna, 3.148.786
Messina, 2.629.054 Palermo, 1.249.485 Ragusa, 1.251.484 Siracusa,
2.155.901 Trapani;
il Rapporto sul turismo 2017, curato da UniCredit e Touring Club
Italiano, mostra che la distribuzione mensile delle presenze totali
nella regione nell'anno 2015 varia con percentuali che superano il
10 per cento dal mese di Maggio al mese di Settembre, registrando
il picco massimo del 21 per cento nel mese di Agosto. Mentre,
rimangono al di sotto della soglia del 5 per cento le presenze nei
mesi di Gennaio, Febbraio, Marzo, Novembre e Dicembre. I mesi di
Aprile e Ottobre si attestano rispettivamente al 7 per cento e 8,1
per cento, superando la relativa media italiana che indica il 5,7
per cento e 5,9 per cento;
dal suddetto Rapporto si evince che il Veneto si è aggiudicato il
posto di Regione più turistica d'Italia contando oltre 63 milioni
di presenze per il 2015, superando di 4 volte i flussi turistici
siciliani dello stesso anno;
inoltre, i dati sopra esposti, indicano che il settore viaggi e
vacanze vale oltre il 10 per cento del Pil nazionale e occupa 2,7
milioni di persone, nello specifico il Veneto conta, per l'anno
2014, 128.376 occupati nei settori alloggio e ristorazione, contro
i 66.275 occupati in Sicilia;
come si evince dall'Indagine sul Turismo Internazionale,
pubblicato da Banca d'Italia in data 17 Luglio 2017, la spesa dei
viaggiatori stranieri in Italia, pari a 36,4 miliardi di euro, è
cresciuta a un tasso (2,3 per cento) lievemente superiore a quello
delle entrate mondiali da turismo, determinando una tenuta della
quota di mercato del nostro paese. La spesa è aumentata nelle
regioni del Nord ed è diminuita nel complesso delle regioni del
Centro-Sud;
la sopra riportata indagine evidenzia altresì che il turismo è una
delle attività economiche più rilevanti per esportazioni e
attivazione di posti di lavoro e di valore aggiunto. Considerando
sia quello internazionale sia quello domestico (i viaggi
all'interno del paese di residenza), si stima che nella media dei
paesi OCSE il turismo contribuisca per il 4,1 per cento alla
formazione del PIL, per il 5,9 per cento all'occupazione e per il
21,3 per cento alle esportazioni di servizi (il cui contenuto di
valore aggiunto interno, pari a circa l'80 per cento, è più elevato
rispetto alla media degli altri settori produttivi);
considerato che la Sicilia, grazie alle condizioni climatiche
favorevoli, all'importante patrimonio culturale, naturale ed
enogastronomico, potrebbe avviare un processo
di destagionalizzazione, quindi incrementare il flusso turistico
nei periodi di cosiddetta bassa stagione, invogliando il
viaggiatore a scegliere una meta che normalmente non lo
interesserebbe,
impegna il Governo della Regione
ad istituire, presso l'Assessorato regionale del turismo, dello
sport e dello spettacolo, un fondo per la destagionalizzazione
volto ad incentivare, attraverso uno sconto su voli e strutture
ricettive, la presenza dei visitatori nei periodi di bassa
stagione, con individuazione dei destinatari della misura tramite
lo studio dei flussi turistici e l'individuazione annuale di una
nazione o di una regione alla quale applicare lo sconto, al fine di
far scoprire la Sicilia ad una platea sempre più ampia di turisti
e, di conseguenza, contribuire allo sviluppo economico della
regione e all'aumento dell'occupazione nel settore turistico;
a riformare l'Osservatorio Turistico Regionale, garantendo
l'aggiornamento costante dei dati relativi ai flussi turistici,
specificando la distribuzione mensile delle presenze totali nella
regione nell'anno di riferimento, nonché la distribuzione dei
flussi turistici per nazione/regione di provenienza dei
visitatori, aggiungendo, inoltre, il criterio qualitativo mediante
azioni di feedback diretto informatizzato, al fine di monitorare in
modo utile i flussi turistici e verificare l'andamento delle
politiche relative al settore poste in essere». (38)
CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - CAMPO
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
DI PAOLA - PASQUA - SUNSERI - DI CARO
MARANO - PAGANA - DE LUCA A. - SCHILLACI
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessore Pappalardo, questa è una
mozione che ricalca uno dei punti che il Movimento Cinque Stelle
aveva inserito nel proprio programma di eventuale Governo. Si
tratta di quello che, secondo noi, è uno dei nodi centrali delle
grandi possibilità di questa Terra che appunto è il turismo. Oggi,
viviamo, non mi voglio dilungare nella mera enunciazione di dati,
però rendono a chi ci ascolta ma anche ai colleghi sicuramente
quelle che sono le potenzialità mancate; potrei partire dalle
Canarie che fanno 53 milioni di turisti ogni anno mentre noi ne
facciamo sicuramente molti, ma molti, ma molti, molti di meno.
L'ultimo dato è quello appunto del Dipartimento regionale del
turismo che per il 2016 ha visto 13.698.000 visitatori nella nostra
Terra. Siamo in netto ritardo rispetto poi ad una terra che è
proprio una porzione, un fazzoletto di territorio rispetto a noi.
Poco fa parlavamo di beni culturali con l'assessore Tusa. Siamo
innumerevolmente più ricchi da quel punto di vista.
Però le volevo anche citare ma, sicuramente, lei conoscerà questi
dati, il rapporto sul turismo del 2017 che è stato curato da
Unicredit e da Touring Club Italia.
Signor Presidente dell'Assemblea voglio anche raccontare questi
dati perché sono molto importanti perché non si traducono più
semplicemente per la possibilità di attrarre turismo, ma nella
opportunità di creare posti di lavoro.
Ebbene, in questa speciale classifica, questo speciale report che
Unicredit e Touring Club Italia fanno insieme, nel 2017, valutano i
dati che ci sono appunto nel 2015, come flussi turistici. Ebbene,
colleghi, siamo tra le Regioni italiane soltanto al nono posto con
15 milioni di presenze turistiche, erano quelle che citavamo prima
rispetto ai 13.600.000 che erano leggermente aumentati. La prima
regione in Italia è ovviamente la regione Veneto che conta ben 63
milioni di turisti ogni anno. Questo, ovviamente, viene da sé, si
traduce in più turisti, più persone che spendono, meno turisti,
meno turisti che spendono. Ma è ovvio che questa mancanza di flussi
è data dalla mancanza di infrastrutture, dalla mancanza di
possibilità di accoglierli nel migliore dei modi, dalla mancanza
anche di collegamenti, di navi, di aerei e di tutta una serie di
opportunità che nel nostro territorio non ci sono.
Ma venendo a noi, in Sicilia, oltre al mancato incasso di chi fa
attività ricettiva, attività di ristorazione e tutto quanto, come
si traduce questa classifica? Si traduce in un dato che è molto
semplice da leggere ed io lo voglio condividere con voi: per
accogliere 63 milioni di turisti nella regione Veneto si impiegano
128 mila 376 occupati nel settore delle attività ricettive al
turista e al turismo. In Sicilia, invece, gli impiegati sono
soltanto 66 mila.
Assessore, ci sono 60 mila posti di lavoro, mettiamola in questo
modo, 60 mila posti di lavoro che ci aspettano cercando di risalire
la china e cercando di arrivare al primo posto di quella classifica
speciale.
Come si fa, perché qui ora si apre il pacchetto delle possibilità,
delle soluzioni e ognuno, ovviamente, ha la sua. Io in questi anni
ho sentito parlare tantissimo di soluzioni sul turismo. Lei, per
carità, avrà le sue ed io spero che ci confronteremo al più presto,
questa già è una sede autorevole per farlo e, oggi, io sentirò.
Noi come Movimento Cinque Stelle abbiamo avuto un'idea che fra
l'altro già esiste in altre parti del mondo, è già utilizzata in
altre parti del mondo e che, quindi, sta producendo gli effetti
sperati da tutte le parti.
E le cito l'esempio di un piccolo Paese nel sud-est asiatico, il
Bhutan. Glielo dico perché chi ci sta ascoltando probabilmente ha
visto una delle puntate di uno dei registi siciliani più famosi,
PIF, che fa un programma come reporter in giro per il mondo e
andando lì cosa scopre? Scopre che questo piccolo Paese del sud-est
asiatico da paese estremamente agricolo diventa uno dei paesi con i
flussi turistici più importanti del mondo.
Presidente, come fanno? Fanno semplicemente una cosa, che ogni
anno studiano i flussi turistici, quelli che spendono di più nelle
varie nazioni del mondo, ne scelgono uno ed applicano soltanto ai
residenti in quella nazione una scontistica se li vanno a trovare
in Bhutan.
Quindi, il 2018 è l'anno della Germania e dei tedeschi, nel 2019,
sto facendo degli esempi, potrebbe essere l'anno dell'Italia e
degli italiani, chiunque va lì si ritrova una scontistica, si
ritrova prezzi degli aerei calmierati, prezzi dei ristoranti
calmierati, prezzi degli alberghi calmierati soltanto e solo per
loro. E questo sta producendo flussi turistici adeguati che
fidelizzano, ovviamente, i clienti e poi come lei sa benissimo
quando si torna a casa la prima cosa che gli amici ti chiedono è:
come è andata la vacanza? Come ti sei trovato? E se ti sei
trovato bene ne parli bene ed allora metti la voglia anche agli
altri e dai un consiglio che, poi, alla fine, sono i migliori
consigli che si possono dare per intraprendere un viaggio e dici:
vacci anche tu perché è davvero un posto meraviglioso .
Noi volevamo istituire - e la mozione impegna il Governo - presso
il suo Assessorato un fondo, noi nel programma elettorale lo
avevamo quantizzato in 50 milioni di euro che è un impegno molto
importante per i cinque anni di legislatura, però non abbiamo
voluto inserire la cifra volutamente in questa mozione perché
volevamo lasciare libero il Governo di metterci quello che riteneva
più opportuno.
Quindi, istituire un fondo, appunto, per realizzare una
metodologia di richiamo e di fidelizzazione dei flussi turistici in
giro per il mondo adeguati proprio a trascinare questa cosa, nella
speranza che questa legislatura - e qui non entro nel novero dei
miei desiderata ecco di quanto debba o non debba durare, sarà il
tempo a deciderlo -, per la durata di questa legislatura si possa
finalmente risalire quella speciale classifica e, chi lo sa, un
giorno sentirci dire da Unicredit e da Touring Club Italia che
finalmente la Sicilia è il primo Paese fra le regioni italiane in
quella speciale classifica delle presenze turistiche.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Pappalardo per
fornire la risposta.
PAPPALARDO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, onorevoli, premesso che credo che abbia toccato
più punti che vanno un po' al di là della mozione, punti comunque
che riteniamo, come Governo, corretti. Incentivare il turismo, ci
mancherebbe altro, il Governo lo ritiene un punto strategico per il
rilancio della nostra Regione.
Sarebbe troppo lungo adesso, magari, andare a puntualizzare nel
dettaglio la strategia governativa di cui, comunque, più volte
abbiamo discusso anche in Commissione, di cui abbiamo anche scritto
sui nostri documenti, adesso sarebbe un po' difficoltoso, in pochi
minuti, descrivere questa strategia. Io mi limiterei a rispondere
alla mozione.
Premesso che, onorevole Cancelleri, non ho ben compreso una cosa
perché nella mozione parliamo di questo fondo non per la
fidelizzazione ma per la destagionalizzazione, due cose leggermente
differenti. Comunque poco importa. Non voglio puntualizzare, ma è
solo per comprendere bene perché nella mozione c'è scritto che
questo fondo è esclusivamente per la destagionalizzazione, però...
CANCELLERI. Individua un paese per ogni anno.
PAPPALARDO, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Sì, sì, perfetto, però ecco la fidelizzazione si ha con altri
criteri. Beh, può essere anche una cosa intelligente, chiaramente
serve una copertura finanziaria, quindi, mi posso fare carico di
parlare all'interno della Giunta di questa argomentazione, ho già
accennato all'assessore Armao e magari possiamo affrontarla in
maniera più dettagliata in altra circostanza.
Per quanto riguarda, non lo ha citato ma ci tengo a precisare,
nella seconda parte della mozione parlate dell'Osservatorio.
Ritengo giusto che il tutto debba essere velocizzato e che si
debbano accorciare alcuni tempi, ma questo lo abbiamo rilevato da
subito come Governo ed abbiamo già posto in essere da subito dei
correttivi affinché i dati che l'Osservatorio produce siano
visibili immediatamente; se non ricordo male la mozione del 31
gennaio, quindi in quella data ancora magari i correttivi potevano
non esser evidenti, oggi, i correttivi sono più che evidenti perché
questa velocizzazione già c'è stata, ciò non toglie che
continueremo a migliorarla.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 38. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 74 «Creazione dello sportello unico sulla
disabilità in Sicilia , a firma dell'onorevole Schillaci e degli
altri deputati del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nella Regione siciliana non è presente uno sportello unico sulla
disabilità, per consentire un adeguato accesso alla P.A. e ai
servizi socioassistenziali sanitari dedicati alle persone con
disabilità;
la mancanza dello sportello de quo determina disagi per i disabili
e per le loro famiglie, costrette spesso a destreggiarsi tra i
diversi uffici per il deposito di richieste o semplicemente per
avere informazioni;
considerato che appare concreta l'esigenza di creare anche in
Sicilia uno Sportello unico della disabilità che possa costituire,
da un lato, uno strumento di semplificazione amministrativa, e
dall'altro, un riferimento unico per le persone con disabilità e le
loro famiglie;
rilevato che:
l'articolo 39 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, stabilisce che
le Regioni possono definire l'organizzazione dei servizi socio-
assistenzialesanitario, sentiti sia gli enti locali sia le
principali organizzazioni del privato sociale presenti sul
territorio;
occorre realizzare un servizio unitario e coordinato, coinvolgendo
istituzioni, amministrazioni, enti e associazioni che in vario modo
agiscono nel campo sociale pubblico e privato, per facilitare
l'accesso alla P.A. e ai suoi servizi ai cittadini con disabilità,
così come previsto all'art. 9 della Convenzione delle Nazioni Unite
sui diritti delle persone con disabilità, ratificata in Italia con
la legge 3 marzo 2009, n. 18;
atteso che la rete rappresenta, oggi, un valido strumento di
dialogo e scambio interattivo, ma soprattutto di fruizione dei
servizi pubblici (prenotazioni visite mediche, pagamenti on line,),
consentendo attraverso la cosiddetta e-Health un significativo
innalzamento della qualità dei servizi a tutela della salute del
cittadino,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per la salute,
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro e
l'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica
ad istituire uno Sportello Unico Disabilità, in collaborazione con
gli enti pubblici locali, che dovranno individuare proprie
strutture al fine di garantire attività informativa, di consulenza
e disbrigo pratiche, a favore delle persone con disabilità e dei
loro familiari, nonché alla realizzazione di un portale web che
garantisca una veloce fruizione delle informazioni relative ai
servizi sulla disabilità erogati». (74)
SCHILLACI - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO
CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI PAOLA - FOTI
- MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA
PALMERI - PASQUA - SIRAGUSA - SUNSERI
TANCREDI - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO
Colgo l'occasione per chiedere anche all'Assessore se ha notizie
su questo argomento dell'assegno ai disabili.
SCHILLACI. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, già
credo che ne abbiamo parlato, si tratta semplicemente di una
proposta di buon senso, direi quasi anche a costo zero, perché se
da un lato va nella direzione della semplificazione amministrativa,
dall'altro agevola e non poco le famiglie che hanno a carico
persone con disabilità, che ancora oggi vanno in giro a
destreggiarsi tra un ufficio e l'altro, perché non abbiamo uno
sportello unico per la richiesta di semplici informazioni o per
prelevare un modulo di richiesta.
Io so che è nelle sue intenzioni creare uno sportello on line per
agevolare, però è evidente che la creazione di uno sportello
comporta dei tempi tecnici e delle risorse che non sono di facile
realizzazione.
Questa è semplicemente una proposta di buon senso: si tratta di
riorganizzare gli uffici con la dotazione di risorse umane ed
agevolare la vita dei cittadini che già portano dietro un fardello
abbastanza oneroso. Nel chiederle questo, spero che questa mozione
venga apprezzata, mi rifaccio alla legge 104 e mi rifaccio anche
all'articolo 9 della Convenzione delle Nazioni Unite che sono a
difesa delle persone con disabilità.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente, onorevoli
parlamentari, anche in questo caso la risposta è legata a
valutazioni di ordine generale.
La creazione di uno sportello unico sulla disabilità in Sicilia è
stata una delle iniziative che sono state rappresentate anche dal
variegato mondo delle associazioni che operano nel segmento della
disabilità, a me ed alla collega Mariella Ippolito, quando abbiamo
avuto occasione di incontrarli poco prima della formale
approvazione della legge finanziaria per l'anno 2018.
In quella sede c'era stato rappresentato, ci era stato anche
richiesto che questa esigenza di dare vita ad uno sportello unico
per la disabilità fosse legata a ragioni di speditezza, di celerità
ed anche a venire incontro, in maniera più semplice, alle esigenze
di una platea che si trova di per se stessa a vivere delle
condizioni di oggettiva difficoltà.
A tal fine questa, insieme alle diverse altre richieste che erano
state avanzate in un confronto che fu molto approfondito ed intenso
anche nel risultato che si voleva raggiungere, è stata sottoposta
all'Osservatorio per la disabilità che nell'immediatezza era stato
richiesto di creare e che è stato normato da un decreto regionale
alle politiche sociali che immediatamente è stato reso operativo e
che si è già riunito anche alla presenza del Garante della
disabilità.
Il tavolo sta valutando tutte le iniziative per darne immediata
esecuzione e io sono convinto che in tempi ragionevolmente brevi,
entro la fine dell'anno, si potrà dare assesto anche a uno
sportello unico. Sportello unico della disabilità che nella parte
relativa ai servizi informatici è stato anche oggetto di una
delibera della Giunta regionale che è quella dell'agenda digitale,
perché nel cronoprogramma degli interventi per la salute digitale
uno degli aspetti che è inserito riguarda proprio lo sportello
unico per la disabilità che è stato indicato come priorità uno tra
gli interventi a cui attendere per il Governo della Regione.
Da questo punto di vista, io ritengo che bisogna essere attenti
nelle procedure che si seguono, anche perché è prassi nota del
Parlamento - ma vi è noto anche per averlo vissuto nell'ultima
sessione di bilancio - che quando poi le norme non vengono
adeguatamente riflettute, quando non si riesce ad individuare dei
percorsi legislativi ai quali conseguono percorsi amministrativi
tra di loro combacianti, poi si verifica, come spesso accade, che
di intervento in intervento si deve procedere a norme correttive, a
norme ulteriormente interpretative, perché raramente è capitato -
purtroppo anche in questa materia - che alla volontà e
all'intenzione del legislatore poi corrispondesse una tecnica di
redazione normativa adeguata.
Questo passaggio riflessivo mi è utile anche per informare, come
avevo fatto, che è definito ed è in via di trasmissione alla VI
Commissione il decreto del Presidente della Regione che è attuativo
della norma sulla legge finanziaria che riguarda la disabilità
gravissima e la disabilità grave.
In attuazione dell'articolo 5 bis della legge finanziaria, il
comma introdotto all'articolo 30 della legge finanziaria, peraltro
nei 30 giorni successivi all'approvazione della legge sono state
impegnate le somme che riguardano le prime quattro mensilità e il
21 di giugno abbiamo acquisito prova certa da parte della
Ragioneria e del Servizio di tesoreria che le somme sono state -
con riferimento a quei quattro mesi - trasferiti nei conti bancari
intestati, presso la Banca d'Italia, alle singole Aziende sanitarie
provinciali.
Avendo acquisito questa notizia, come mi è capitato di dire ieri,
ho mandato una circolare a tutti i direttori generali delle ASP
chiedendo di dare adeguata celerità alla erogazione di queste
somme. Mi risulta peraltro, per essere intervenuto ieri sul
Direttore amministrativo di una delle Asp che, per esempio, ad Enna
nella giornata di oggi già stavano provvedendo ai mandati di
pagamento in relazione a questi quattro mesi.
Il dialogo non si è interrotto con tutte le forse politiche anche
all'indomani dell'approvazione della legge di stabilità. Alla VI
Commissione, che è autorevolmente presieduta dalla Presidente La
Rocca, verrà il compito di effettuare nelle prossime settimane il
dibattito.
Io sono convinto che riusciremo, con la fatica che è stata legata
anche alla quantità delle procedure in essere, ad avviare una
definizione un po' più serena e un po' più seria a tutta questa
materia.
Risponderò, signor Presidente, quanto poi lei me lo consentirà
all'interrogazione che l'onorevole Pasqua ha oralmente reso sul
caso di una signora siciliana, perché l'ho letta dalle agenzie, non
ero ancora arrivato, è una cosa di cui ci stiamo interessando da
molti giorni e poi avrò occasione di dire che le cose sono in
maniera diversa da come rappresentate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la mozione n.
74. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 76 Iniziative concernenti la
prevenzione vaccinale in Sicilia , a firma degli onorevoli De Luca
Antonino, Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito. Ne do
lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
il 31 luglio 2017 è stata approvata, in via definitiva, la legge
di conversione del DL n. 73/2017 recante 'Disposizioni urgenti in
materia di prevenzione vaccinale';
la predetta legge prevede l'esclusione, da nido e scuole
dell'infanzia, dei bambini che non abbiano effettuato le 10
vaccinazioni obbligatorie;
RILEVATO che:
le modalità di recupero dei non vaccinati o dei vaccinati
parzialmente - ai fini dell'accesso alle strutture dei servizi
educativi per l'infanzia - sono state disciplinate dalla circolare
n. 25233 del 17 agosto 2017 emanata dal MIUR;
detta circolare ha mantenuto in capo alle Regioni il compito
della stesura di uno schema riepilogativo relativo alle modalità di
cui al precedente punto, in quanto competenti a gestire il
capitolato sulla spesa dei vaccini, attraverso una valutazione
congiunta con AIFA e con il Gruppo di lavoro tecnico interregionale
della Commissione Salute - Area Prevenzione e Sanità Pubblica;
il predetto schema riepilogativo contiene istruzioni utili al
recupero dei soggetti non vaccinati o parzialmente vaccinati,
attraverso la proposizione di soluzioni vaccinali adeguate per età
e scheda tecnica, nonché alle varie casistiche di parziale
vaccinazione ai sensi della nuova normativa;
la stessa legge n. 119 del 2017 non ha esentato gli operatori
sanitari dalla necessità di acquisire il consenso informato, né da
quella di effettuare un colloquio preventivo con i genitori allo
scopo d'illustrare benefici ed effetti collaterali dei farmaci
utilizzati ai sensi del comma 2, art. 7 della legge 210/1992;
la sentenza n. 438/2008 della Corte Costituzionale ha ribadito
come la consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal
medico sia un principio che trova fondamento negli artt. 2, 13 e 32
della Costituzione;
la stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26827/2017, ha
ribadito che: 'Ad una corretta e compiuta informazione consegue: -
la facoltà, per il paziente, di scegliere tra le diverse opzioni di
trattamento medico; - la possibilità di acquisire, se del caso,
ulteriori pareri di altri sanitari; - la facoltà di scelta di
rivolgersi ad altro sanitario e ad altra struttura, che offrano
maggiori e migliori garanzie (in termini percentuali) del risultato
sperato, eventualmente anche in relazione alle conseguenze
postoperatorie; - la facoltà di rifiutare l'intervento o la terapia
- e di decidere consapevolmente di interromperla';
il trattamento sanitario obbligatorio relativo alle vaccinazioni
(disciplinato dalla Legge n. 119 del 2017), benché rientranti fra
quelli previsti ex art. 32 Cost. - trattandosi d'intervento
preventivo su persone sane - non può, in alcun modo, essere
applicato se non dopo una piena acquisizione del consenso
informato, secondo le modalità stabilite dalla sentenza
precedentemente citata;
detta condizione, invero, è stata ribadita, anche, con un parere
dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli
Odontoiatri in data 10/10/2017, secondo il quale un atto sanitario
posto in assenza di consenso può integrare un illecito civile,
penale e deontologico;
gli artt. 1337 e 1447 c.c. stabiliscono che il consenso è
invalido se l'iter è invalido, ossia quando non ci sia stata buona
fede o ci sia stato errore, violenza o dolo nella comunicazione dei
dati utili alla conclusione del consenso, ivi compresi i dati delle
relazioni AIFA sulle reazioni avverse ai vaccini ad oggi pubblicati
che riportano anche reazioni gravi e decessi sui quali i genitori
devono essere informati;
le sanzioni pecuniarie previste dalla Legge n. 119 del 2017 si
pongono su un piano d'illecito amministrativo che non esenta in
alcun modo l'operatore sanitario dalle responsabilità legate ad
un'acquisizione del consenso nei termini di legge;
la comminazione delle predette sanzioni ai sensi del comma 4,
art. 1 della legge 199/2017 va disciplinata dagli organi competenti
in base alla normativa delle Regioni o delle Province autonome;
CONSIDERATO che:
in relazione a quei soggetti che, in virtù della legislazione
precedente, avevano optato in tutto, o in parte, per una diversa
attuazione del Piano Nazionale vaccinale (ovvero lo avevano
rifiutato in toto), l'obbligo imposto dalla legge 119 genera una
serie di criticità, soprattutto in merito alle procedura di
somministrazione delle formulazioni dei vaccini; a titolo di
esempio, si evidenzia che il vaccino Infanrix Hexa (vaccino
esavalente), ai sensi della scheda tecnica, non presenta
indicazioni terapeutiche per età successive ai 36 mesi, per le
quali possono essere utilizzate altre combinazioni vaccinali;
ed invero, l'obbligo imposto dalla legge 119 ha una sorta di
eccezionale validità retroattiva, dal momento che aver superato
l'età della somministrazione originariamente prevista non esonera
in alcun modo coloro che non avessero compiuto il diciassettesimo
anno d'età dal subire il richiamo dell'Asp ed eventuali sanzioni,
generandosi, nel caso in esame, un utilizzo di farmaci off-label -
cioè usati in maniera non conforme alle caratteristiche illustrate
nella scheda tecnica - esponendo, conseguentemente il vaccinando ad
un rischio non previsto dagli studi di approvazione in ordine ai
potenziali effetti collaterali;
diverse Aziende Sanitarie Provinciali, piuttosto che procedere a
colloqui individualizzati (necessari quando si tratta di dati
sensibili relativi all'anamnesi familiare e personale), hanno
effettuato una sorta di convocazione collettiva dei genitori
inadempienti; modalità, oltre che inopportuna, decisamente lesiva
della privacy dei minori e delle famiglie;
i tempi per la somministrazione dei vaccini, previsti dalle ASP
deputate alla prevenzione vaccinale sul territorio, sono spesso
assai ristretti e l'affollamento degli stessi, legato alla cronica
mancanza di personale, rende assai difficile una corretta
acquisizione del consenso informato (quindi un'informazione
adeguata preventiva e un'adesione consapevole) oltre che
dell'anamnesi personale e familiare nei termini di legge,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SALUTE
a superare le criticità inerenti ai vaccini per il recupero dei
non vaccinati, provvedendo all'acquisizione delle formulazioni
adeguate a coloro che ne facciano richiesta e verificando che tutti
i vaccini siano somministrati in piena aderenza rispetto ai dettami
della relativa scheda tecnica; evitando la somministrazione off-
label o, comunque, considerando la predetta circostanza
determinante ai fini della definizione della sanzione pecuniaria;
a vigilare sulle modalità attuate dalle ASP in ordine
all'acquisizione del consenso informato, ed in generale
sull'osservanza della legge 210/1992, prevedendo, all'uopo,
l'emanazione di linee guida generali che tengano conto di
un'effettiva partecipazione della famiglia rispetto alle
convocazioni delle ASP, prevedendo,
contestualmente,un'uniforme modalità di comminazione delle
sanzioni;
a prevedere, da parte delle Asp, l'organizzazione di eventi
formativi previsti dalla legge 119 del 2017».
Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino per illustrare
la mozione.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
cittadini, con la legge n. 119 del 2017 sono state introdotte
disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. La stessa
legge
n. 119 del 2017, ovviamente, nel somministrare questi vaccini
nella forma di trattamenti sanitari obbligatori, non esenta la
struttura sanitaria dal sottoporre il consenso informato ai
genitori del vaccinando.
La Corte costituzionale ha ribadito come questa consapevole
adesione sia un principio fondamentale e anche l'ordine provinciale
dei medici chirurghi e odontoiatri ha stabilito che in assenza di
consenso si integra un illecito civile, penale e deontologico.
Ora, qual è la questione? Che diversi vaccini, in particolare
l'esavalente, avendo la 119 del 2017 un effetto retroattivo,
vengono anche somministrati a soggetti che hanno oltre 36 mesi -
hanno meno di 18 anni e più di 3 anni - e, quindi, per loro non
sono indicate le combinazioni vaccinali, esponendoli
conseguentemente a un pericolo.
Qual è il concetto? Che diverse Aziende sanitarie provinciali
hanno anche un diverso metodo di somministrazione del consenso in
quanto, anziché procedere a dei colloqui individuali, organizzano
anche dei colloqui collettivi, con ciò non consentendo una reale
acquisizione del consenso che dovrebbe prevedere anche la
possibilità per il genitore del vaccinando di scegliere una
struttura sanitaria diversa o un'offerta sanitaria diversa che
ritenga essere più garantista.
Quindi, l'invito qual è? Quello innanzitutto di superare queste
criticità modificando l'assortimento dei vaccini disponibili in
modo da avere anche delle offerte sanitarie che siano aderenti a
quei soggetti che non rientrano nelle prescrizioni dei cosiddetti
bugiardini e, in secondo luogo, a vigilare sulle modalità attuate
dalle Asp siciliane affinché queste somministrino il consenso
informato secondo criteri di univocità sull'intero territorio
regionale e a prevedere, da parte delle Asp, l'organizzazione di
quegli eventi formativi che sono previsti dalla stessa legge n. 119
del 2017; quindi si richiede, semplicemente, una uniformità del
trattamento sanitario sull'intero territorio regionale della
somministrazione del consenso, nel rispetto della legge n. 119 del
2017.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, il tema delle vaccinazioni in Sicilia, ricorderete, è
stato oggetto, anche, di un caso di stridente attualità che ha
colpito la città di Catania alcuni mesi fa, quando nell'ambito
della coda di refluenza di una discesa vaccinale che veniva dal
nord dell'Italia e, anzi, dalla Francia, si era valutato se, anche
per un allarme forse impropriamente lanciato ma poi recuperatosi da
parte dell'Istituto superiore di sanità, si era detto che in
Sicilia non venivano praticate adeguate politiche per garantire una
attuazione delle norme in materia vaccinale.
Com'era necessario che fosse, da parte mia, ho voluto convocare
immediatamente un incontro e una riunione, siamo stati presenti con
il dirigente generale del dipartimento delle attività sanitarie e
abbiamo, come Regione, ricevuto anche una visita della Direzione
nazionale delle vaccinazioni del Ministero della salute.
L'esito di questi controlli, sia quello regionale, sia quello
nazionale, è stato nel senso di una individuazione di un piano per
implementare le vaccinazioni e nell'adozione di alcune linee guida
che, ancorché non obbligate, appartengono alla categoria delle
buone prassi, tra queste ad esempio quella li invalsa in tutti i
paesi occidentali di procedere alla vaccinazione di tutti i
soggetti che operano all'interno delle strutture sanitarie.
Quindi, in relazione alla prima delle questioni poste, cioè
relativa al superamento delle criticità inerenti i vaccini per il
recupero dei non vaccinati, il Governo della Regione ha disposto
apposite linee guida e ha potuto verificare, nel tempo, così come
hanno verificato i soggetti nazionali, che rispetto all'anno
precedente la curva dei vaccinati è di molto cresciuta e si
avvicini al limite del 90 per cento prevista dalle disposizioni
vigenti.
Quanto alla acquisizione del consenso, mi limito ad osservare -
esattamente come faceva l'onorevole De Luca - che il consenso non
può essere mai acquisito in forma collegiale, ma che il consenso
non può che essere acquisito sempre e comunque in forma
individuale.
Non ritengo che, sul punto, sia necessario una apposita linea di
indirizzo, perché si tratta di applicare la legge, laddove la legge
non dovesse essere applicata l'invito è ad una segnalazione in
maniera tale che si possa agire di conseguenza.
DE LUCA ANTONINO. E quelli della seconda parte del primo punto?
RAZZA. Assessore alla salute. Evitando la somministrazione di off-
label o, comunque, considerando la predetta circostanza
determinante ai fini della sanzione pecunaria , ovviamente è
condivisibile l'auspicio.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 76. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 77 Disciplina delle cd. 'Farmacie dei
piccoli centri' , a firma degli onorevoli De Luca Antonino, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito. Ne do
lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
l'articolo 44 della legge regionale n. 16 dell'11 agosto 2017,
disciplina le farmacie dei piccoli centri;
nello specifico, l'articolo de quo stabilisce che: 'l'Assessorato
regionale della salute (...) qualora nei piccoli Comuni con meno di
12.500 abitanti le sedi farmaceutiche non sussidiate risultino
essere eccedenti il quorum previsto dall'articolo l, secondo comma,
della legge 2 aprile 1968, n. 475 e successive modifiche ed
integrazioni, autorizza, su richiesta degli aventi titolo, il
trasferimento delle farmacie eccedenti in altro comune della
Regione';
CONSIDERATO che detta procedura di trasferimento è subordinata
all'emanazione di un apposito Decreto assessoriale nel quale
vengono individuati, sulla scorta di una graduatoria redatta per
titoli, i Comuni nei quali, all'esito della revisione biennale di
cui all'articolo 2, secondo comma della legge n. 475/1968 e
successive modifiche e integrazioni, risultino mutati i rapporti
farmacia/numero di abitanti, nel senso di risultarne necessaria
l'apertura di nuove;
RILEVATO che il suddetto Decreto non risulta essere stato ancora
emanato, con la grave conseguenza che diverse farmacie, presenti
nei piccoli Comuni, con meno di 12.500 abitanti, che soffrono un
deficit demografico tra il numero di farmacie e numero di abitanti,
non riescono a ottenere il trasferimento presso altri Comuni che
dovrebbero essere individuati, appunto, mediante il decreto de quo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SALUTE
ad emanare il Decreto assessoriale previsto dall'articolo 44 della
legge regionale n. 16 dell'11 agosto 2017, sì da garantire il
trasferimento delle farmacie, presenti nei piccoli Comuni, con meno
di 12.500 abitanti, che soffrono un deficit demografico, presso
altri Comuni individuati dal decreto de quo e conseguentemente
garantire una più corretta distribuzione della farmacie sull'intero
territorio regionale».
Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino per illustrare
la mozione.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore, semplicemente trattasi di un decreto che diverse
farmacie del territorio siciliano aspettano da ormai più di un
anno; riguarda la verifica del quorum farmacie-abitanti,
l'emissione di un decreto di attuazione che consente il
trasferimento di diverse farmacie che, in questo momento, soffrono
del deficit demografico e che attendono l'emissione da oltre un
anno di un decreto da parte del suo Assessorato per poter, appunto,
poi far domanda e trasferire la propria attività. Quindi, vorremmo
chiarimenti in merito ed anche l'emissione di un indirizzo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io credo
che il tema qui affrontato dalla mozione n. 77 che riguarda le
farmacie dei piccoli centri è estremamente importante perché, a ben
vedere, i comuni con popolazione superiore a 12.500 abitanti in
Sicilia sono senz'altro la maggior parte. Quindi, parliamo di gran
parte del territorio della nostra regione.
Peraltro, credo sia il caso di tener conto che il trasferimento
delle farmacie, di solito, all'interno degli stessi comuni è,
appunto, competenza dei comuni stessi e le farmacie che sono sotto
quorum sono, probabilmente, la stragrande maggioranza delle
farmacie presenti in Sicilia.
Allora, io credo che sarebbe più opportuno una verifica
dell'attuazione della norma con un esame attento in Commissione
Sanità , ovviamente con l'Assessore per la salute perché rischiamo
di creare una mobilità continua e costante di farmacie da un comune
all'altro facendo venir meno anche una esigenza di corretta
programmazione di una rete delle farmacie in grado di andar
incontro ai fabbisogni della popolazione siciliana nei diversi
Comuni.
Colgo anche l'occasione per far presente che, a nostro avviso,
come Partito Democratico sarebbe opportuno finanziare anche
adeguatamente la legge n. 4 del 1999 e successive modifiche e
integrazioni che riguardano il sostegno alle farmacie rurali e alle
farmacie delle Isole minori che sono quelle che, obbligatoriamente,
devono garantire un servizio, spesso lo fanno rimettendoci o non
avendo alcuna condizione economica per poter permanere.
C'è un capitolo di bilancio dedicato a tal fine. Io vorrei
sollecitare anche il Governo a farsene carico in occasione di una
prossima manovra di Assestamento o di possibilità di intervento per
rifinanziare la legge stessa proprio per far sì che anche le
farmacie dei piccoli centri, le farmacie rurali, le farmacie delle
Isole minori non debbano vedersi costrette a chiedere il
trasferimento tenendo conto, fondamentalmente e principalmente, del
fatto che in quei comuni è comunque necessario che una farmacia ci
sia per continuare a garantire il servizio farmaceutico alla
popolazione.
Quindi, noi chiediamo su questo, se possibile, l'approfondimento
in Commissione. In ogni caso, ci asterremo.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il tema delle farmacie in Sicilia è un tema che va
valutato con la doverosa attenzione, intanto perché parliamo in
larga parte di un segmento dell'attività sanitaria ed in modo
particolare di un'attività anche di iniziativa imprenditoriale
privata che oggi vive una condizione di particolare difficoltà.
E' un caso sempre più frequente, impensabile, molti anni fa,
pensare che potessero fallire delle farmacie, esattamente un po'
come ogni tanto si dice come poteva essere impensabile molti anni
fa pensare che alcuni notai fossero oggetti al sussidio della
cassa.
Ho voluto prendere le mosse da questa valutazione anche per avere
in più occasioni incontrato sia i vertici di Federfarma che le
diverse organizzazioni che rappresentano le farmacie siciliane
perché, nelle more della definizione delle procedure concorsuali in
essere per l'assegnazione delle circa 200 farmacie, il tema va
assolutamente maneggiato con cura perché il rischio è quello lì di
legare alla presenza, alla crescita sul territorio, peraltro in
maniera svincolata da ogni forma di contenimento della indiretta
concorrenza, e qui il ruolo dei comuni è fondamentale, il rischio
che si ha è quello di vedere crescere il numero dei soggetti che
operano in questo settore a danno e detrimento di un comparto che
già vive nelle condizioni di fortissima difficoltà.
Premesso questo in ordine politico che in parte risponde, penso,
anche alle sollecitazioni che provenivano dal Presidente Lupo che
immagino volesse dire di valutare nel complesso la materia della
farmaceutica, la mozione presentata dall'onorevole De Luca si
riferisce ad un aspetto specifico ed è relativo all'emanazione del
decreto assessoriale previsto dall'articolo 44 della legge
regionale n. 16 dell'11 agosto 2017.
A tal proposito e anche in relazione a quanto ho appena detto, non
si può non rilevare che l'attuazione del decreto previsto
dall'articolo 44 va valutata e vista nella più ampia e più completa
definizione dell'attuazione del piano di assegnazione delle sedi
farmaceutiche.
Quindi, se la mozione intende muovere al Governo inviti affinché
si ridefinisca nel tempo più rapido un piano di presenza delle
farmacie, un'attenzione verso le farmacie rurali, l'emanazione
delle linee guida previste dall'articolo 44 del decreto,
assolutamente favorevole, va nell'azione finora posta in essere dal
Governo anche nelle interlocuzioni avute con i rappresentanti delle
farmacie, muove in questa direzione. Se si pone, invece, soltanto
come una porzione attuativa legata soltanto alle farmacie dei
piccoli centri, rischia di essere una norma di pianificazione
eccessivamente segmentata che, poi, non tiene conto dell'intera
innovazione che si determina dalla procedura di assegnazione di
queste circa duecento farmacie che è in essere.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore, ben venga anche trattare la materia, come dice il
Presidente Lupo, in Commissione Sanità , affrontare l'argomento
nel suo complesso.
Ciò non di meno, la mozione mira semplicemente a richiedere
l'emissione di quei decreti attuativi che possono consentire, anche
solo ad alcune farmacie, di alcuni piccoli centri che in questo
momento sono passati a meno della metà dei propri abitanti, anche
perché sarebbe insostenibile ritenere che il quadro sia cambiato da
agosto 2017 a luglio 2018 perché è di un anno fa l'emissione di
quel decreto e, quindi, consentire il trasferimento di quelle
farmacie che senza questo decreto attuativo non possono neppure
concordare con il comune accogliente il trasferimento.
Si tratta, quindi, di sbloccare con un atto amministrativo, con il
decreto attuativo l'iter per un numero di farmacie che non supera,
credo, la decina, la ventina in tutta la Regione, quindi, non
altera il quadro dell'offerta farmaceutica, perché appunto si
tratta massimo di 20 farmacie in tutta la Regione. E, poi,
certamente accolgo favorevolmente l'invito dell'onorevole Lupo e
dell'Assessorato di trattare la materia nel suo complesso nella
sede opportuna della Commissione Sanità .
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione la mozione n. 77. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
La mozione è approvata con l'astensione del Partito Democratico.
Si passa alla mozione n. 93 Verifiche nella composizione della
commissione medica per l'esame della disabilità , a firma degli
onorevoli Schillaci, Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, DeLuca,
Di Caro, Di Paola, Foti, Mangicavallo, Marano, Pagana, Palmeri,
Pasqua, Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTA la legge 104/1992, articolo 3, commi 3 e 4;
CONSIDERATO che:
non è sempre garantita, in seno alle commissioni esaminatrici, la
presenza di un medico specialista sul tipo di patologia da
valutare;
la mancanza di un medico specializzato comporta delle difficoltà
nel riconoscimento della patologia del disabile e della gravità
della patologia ai fini dell'erogazione del contributo;
la presenza di una medico specializzato, di converso, renderebbe
più semplice il riconoscimento della patologia relativa a ciascun
caso da esaminare;
detta circostanza sta creando notevoli disagi ad una fascia di
popolazione particolarmente debole sotto il profilo sociale ed
economico.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SALUTE
alla verifica della procedura di composizione della commissione
medica per l'esame della disabilità, sì da garantire la presenza,
in seno alla stessa, di un medico specializzato, di volta in volta
individuato, sul tipo di patologia che si dovrà accertare; ciò allo
scopo precipuo di garantire una valutazione della situazione di
handicap, e di limitata capacità lavorativa e relazione, quanto più
possibile completa».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci per illustrare al
mozione.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
questo è una mozione dove si chiede un'attenzione particolare sulla
Commissione medica che deve gestire, dichiarare la patologia,
perché da una serie di interlocuzioni fatte con persone disabili
ancora oggi lamentano il fatto che ad esaminarli e quindi ad
esaminare le patologie lo fanno medici che non sono per niente
specialisti in quella patologia e questo, naturalmente, crea
assolutamente dei problemi, non solo delle difficoltà ma anche
delle ingiustizie.
Quindi, io chiedo di applicare puntualmente la Legge n. 104 del
1992 che già prevede l'inserimento di due specialisti, invece
spesso non succede così. Tra l'altro, voglio ricordare che siamo
una Sicilia che presenta 13 mila persone con disabilità grave e io
credo che invece l'applicazione puntuale della Legge n. 104 possa
essere utile anche in quella direzione. Regioni con abitanti molti
più della Regione Sicilia hanno una quantità di disabili gravissimi
inferiore alla regione Sicilia quindi un problema c'è e bisogna
affrontarlo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per salute.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, rubo
all'onorevole Schillaci la conclusione del suo intervento perché
ella indirettamente, così come il Governo aveva avuto occasione
anche più volte di dire in quest'Aula, ritiene che la composizione
delle Commissioni oggi presente che abbia formulato la valutazione
in ordine alla disabilità gravissima possa avere avuto una
composizione non adeguata, la quale indirettamente possa avere
comportato un ampliamento della platea dei soggetti destinatari
anche a fronte di quello che è stato valutato essere il dato
epidemiologico medio delle altre regioni italiane.
Poiché nella direzione posta dalla mozione dell'onorevole
Schillaci va una nota che avevamo preannunciato proprio in Aula e
che è stata indirizzata da chi vi parla al Direttore generale
dell'INPS per la Sicilia che pone come criterio la necessità di
individuare assieme una composizione più adeguata che tenga conto
non soltanto di medici specialisti e una corretta lettura
dell'articolo 3 della legge n. 104/92, ma anche di medici legali e
di persone adeguatamente formate. In questa direzione io ritengo e,
quindi, accolgo favorevolmente la mozione presentata dall'onorevole
Schillaci, perché va nella direzione che avevamo già più di una
volta affermato e lo aveva fatto anche indirettamente il Presidente
della Regione, una adeguato controllo consente di allocare le
risorse verso chi ne ha effettivo diritto mettendo risorse sempre
più adeguate per dare luogo alla protezione di situazioni che
meritano di essere tutelate dalla Regione.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione la mozione n. 93. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 97 Potenziamento dell'u.o. di pronto
soccorso regionale. , a firma degli onorevoli Cappello,
Mangiacavallo, Cancelleri, Ciancio, De Luca Antonino, Di Caro, Di
Paola, Foti, Capo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che nelle unità operative di Pronto Soccorso di tanti
ospedali pubblici siciliani, ormai da troppo tempo, persiste una
grave carenza di personale medico ed infermieristico;
CONSIDERATO che la predetta carenza di personale medico ed
infermieristico provoca gravi ed inevitabili ripercussioni sui
tempi di attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie
e
sull'assistenza sanitaria, ma, soprattutto, sulla adeguata
erogazione e garanzia dei livelli essenziali di assistenza,
peraltro in un'area critica quale quella della emergenza urgenza;
RILEVATO che:
da anni le condizioni di lavoro del personale medico ed
infermieristico risultano fortemente disagiate, stressanti ed in
alcuni casi disumane e non pochi sono stati i casi di aggressioni e
di fortissime tensioni in diversi P.S., da ultimo il caso del
Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele di Catania;
nonostante la pubblicazione di numerosi avvisi pubblici per
assunzioni a tempo determinato di personale medico per unità
operative di pronto soccorso in fortissima carenza di organico,
quali ad esempio quelle del Civico di Palermo o il Gravina di
Caltagirone, non è stato possibile acquisire disponibilità ed i
relativi e numerosi posti continuano a rimanere vacanti;
le azioni e le misure poste in essere dalle direzioni delle
aziende sanitarie sono risultate assolutamente insufficienti ed
inadeguate a colmare la grave carenza, divenuta ormai cronica ed
insostenibile, di personale medico ed
infermieristico;
VISTI:
il D.A. n. 629/2017 con il quale è stato approvato il documento
di riordino della rete ospedaliera siciliana;
la Circolare dell'Assessorato regionale della salute prot. n.
28851/2016 'avvio procedure di reclutamento per la copertura dei
posti vacanti e disponibili nelle dotazioni organiche delle Aziende
ed Enti del S.S.R.: disposizioni operative';
la direttiva prot. n. 64238/2017 che 'Ai fini della erogazione
dei LEA e far fronte alle carenze di personale' imponeva alle
Aziende ed Enti del S.S.R. di tenere 'conto, prioritariamente,
della copertura dei posti vacanti nelle aree dell'emergenza/urgenza
dei Presidi Ospedalieri, sia in termini di personale medico che di
comparto sanitario, in considerazione delle criticità determinatesi
a seguito di un consistente numero di cessazioni di personale
intervenute nell'ultimo triennio e non sostituite con nuove
immissioni in ruolo;
le successive direttive prot. n. 77276/2017 e prot. n. 83225/2017
che invitavano le Aziende ed Enti del S.S.R. 'ad effettuare, in via
prioritaria, le assunzioni nell'area dell'emergenza urgenza e nei
profili laddove si era in presenza di consistenti vacanze di
organico in quanto non sicuramente interessate dallo stato di
attuazione e dal cronoprogramma previsto nell'allegato 3 del D.A.
629/2017';
PRESO ATTO che:
nonostante le direttive e le indicazioni fornite dall'Assessorato
regionale della Salute, e sopra richiamate, le carenze di personale
medico ed infermieristico nelle unità operative di pronto soccorso,
ma anche in molte aree critiche dell'emergenza urgenza, in
particolare quelle di terapia intensiva quali anestesia e
rianimazione, cardiologia ed UTIC, ed anche radiodiagnostica, si
sono ulteriormente aggravate con evidenti ed inevitabili
conseguenze, sia sull'assistenza sanitaria che sulla regolare
garanzia ed erogazione dei LEA, con il forte rischio di
compromettere anche la efficacia e la efficienza dei servizi
sanitari;
in atto, risultano in fase di avvio soltanto le procedure
riservate di stabilizzazione, ai sensi dell'art. 20, comma 1 e 2,
del D.Lgs 75/2017, e non anche tutte le altre procedure di
reclutamento ordinario che dovevano essere contestualmente avviate,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a farsi parte attiva ed imporre ai Direttori Generali ed ai
Commissari Straordinari delle Aziende ed Enti del S.S.R. di
procedere, con assoluta urgenza, nel porre in essere le necessarie
ed oramai indifferibili azioni e procedure per il reclutamento di
personale medico ed infermieristico nelle unità operative di Pronto
Soccorso con gravi carenze di organico provvedendo ad avviare:
procedure concorsuali e di mobilità infra ed extra regionale;
procedure di selezione pubblica per conferimento incarichi a
tempo determinato;
utilizzo di graduatorie concorsuali e per incarichi a tempo
determinato di altre Aziende del S.S.R. in corso di validità;
procedure di turnazione all'interno del Presidio Ospedaliero, nel
rispetto della normativa concorsuale vigente relativamente alle
specializzazioni equipollenti ed affini, e tra tutti i Presidi
Ospedalieri aziendali sede di P.S.;
procedure di mobilità temporanea d'urgenza;
ogni altra azione ed iniziativa ritenuta necessaria alla
risoluzione della problematica».
Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino per illustrare
al mozione.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessori, questa mozione riguarda il potenziamento delle u.o. di
pronto soccorso regionali. E' dato noto la carenza di personale
medico e infermieristico che insistono in tutte le strutture
sanitarie e in particolare nei pronto soccorsi.
Queste carenze causano delle ripercussioni incredibili sia sui
tempi di attesa nell'erogazione delle prestazioni sanitarie di
primo soccorso che sulla qualità del servizio che viene reso.
Questo, inoltre, determina delle condizioni di lavoro disagiate,
stressanti e inumane e qualche volta sono anche sfociate in dei
casi di gravi aggressioni, da ultimo quelle per esempio il Vittorio
Emanuele di Catania.
Nonostante diversi annunci non sono state effettuate alcun tipo di
assunzioni neppure a tempo determinato e visto l'approssimarsi
anche del periodo estivo questo pone gravi disagi in particolare in
quei pronto soccorsi e in quelle strutture sanitarie come possono
essere, ma solo a titolo di esempio quelle di Taormina o di Lipari
che durante il periodo estivo vedono un grande numero di utenti che
spesso necessiterebbero anche semplici stanze in cui i codici
bianchi possono essere scremati.
A questo punto, Assessore, visto il decreto assessoriale n. 629
del 2017 con cui è stato approvato il documento di riordino della
rete ospedaliera siciliana, visto che l'argomento oggi è di estrema
attualità, la circolare assessoriale n. 28851 del 2016 per l'avvio
delle procedure di reclutamento per la copertura dei posti vacanti
è disponibile in dotazione organica e delle aziende ed enti del
servizio sanitario regionale nonché gli ulteriori documenti
indicati in atto, chiediamo l'impegno di attivarsi ed imporre ai
direttori generali e ai commissari straordinari delle aziende e
degli enti del servizio sanitario regionale di procedere con
assoluta urgenza, ripeto visto anche l'approssimarsi del periodo
estivo, al fine di porre in essere le necessarie ed indifferibili
procedure per il reclutamento di personale medico ed
infermieristico da attribuire ai pronto soccorsi siciliani che
vedono le loro unità operative assolutamente non sufficienti, di
avviare le procedure concorsuali e mobilità infra ed extra
regionali, nonché le procedure di selezione pubblica per il
conferimento di incarichi a tempo determinato, l'utilizzo fino ad
esaurimento delle graduatorie concorsuali e le procedure di
turnazione all'interno del presidio ospedaliero.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per esprimere la
nostra condivisione come Gruppo del Partito Democratico rispetto a
quanto propone la mozione n. 97 e, peraltro, sono richiamati nel
corso della mozione stessa i numerosi atti amministrativi del
precedente Assessore che riguardano, appunto, la necessità di
procedere con urgenza al completamento degli organici dei pronto
soccorso della nostra Regione, ed è evidente per l'importanza che
hanno per la salute dei cittadini.
Quindi, ovviamente dichiariamo voto favorevole e riteniamo anche
noi che quanto viene proposto nell'impegno rivolto al Governo
regionale possa necessariamente svolgersi con estrema celerità.
SAVARINO. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione n. 97.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il tema delle unità operative di pronto soccorso nella
Regione siciliana è stato oggetto di forte attenzione da parte del
Governo della Regione.
In realtà, lo è stato a partire da una nota del 3 agosto del 2017
e cioè prima ancora che il Governo vigente potesse insediarsi
quando al momento di indicare da dove partire per le procedure di
selezione del personale si era indicato correttamente si era
indicato di partire dall'area dell'emergenza-urgenza.
Stessa indicazione ha dato il Governo attuale con una mia nota
inviata a tutte le aziende e di riferimento alla circolare del 23
gennaio di quest'anno, quella che ha delineato in maniera
giuridicamente netta il novero delle stabilizzazioni da parte delle
diverse aziende con riferimento all'applicazione non soltanto del
decreto Madia, ma di tutte le ulteriori procedure di
stabilizzazione che erano già state avviate, penso allo scorrimento
delle graduatorie, e dalle procedure di mobilità, seguendo però un
criterio che è quello lì posto dalle circolari interpretative del
Ministero della funzione pubblica e cioè di procedere dalle
stabilizzazioni previste dalla circolare Madia' e poi proseguire
verso le ulteriori procedure di stabilizzazione a copertura della
dotazione organica.
Il tutto - cito questo inciso perché oggetto di un intervento
proprio nell'occasione dell'incontro tra tutti gli Assessori
regionali e il Ministro della salute - nell'intento di dovere
comunque tenere a mente che esiste il tetto di spesa del personale
e che per una Regione, come la Sicilia, che ancora resta Regione
sottoposta a piano di rientro, l'ulteriore tetto posto dalle
procedure di introduzione di contratti a tempo indeterminato che
pone il vincolo, in quanto Regione sottoposta a piano di rientro,
dell'autorizzazione prevista dal Ministero dell'economia e delle
finanze.
Ho voluto fare questo inciso perché sapete meglio di me - conosce
anche l'onorevole De Luca che ha illustrato la mozione per essere
componente della Commissione Sanità'- che una delle questioni di
fondo legate al riempimento completo delle piante organiche delle
unità di pronto soccorso in Sicilia è legato proprio all'enorme
numero dei bandi deserti quando queste procedure di selezione
riguardano dei contratti a tempo determinato che vengono previsti
per una durata trimestrale o semestrale, a loro volta rinnovabile.
Capita così che anche all'Azienda Villa Sofia - Cervello' della
città capoluogo della Regione, molti bandi di selezione per medici
dell'area emergenza-urgenza siano andati deserti.
Da questo punto di vista, l'intervento immediato che ha fatto il
Governo della Regione in relazione alle procedure di
stabilizzazione è legata all'apertura delle procedure di
stabilizzazione, ai sensi del secondo comma dell'articolo 20 del
decreto Madia'.
Mentre il primo comma dell'articolo 20 prevede una stabilizzazione
de plano per tutti i soggetti che siano stati assunti con procedura
concorsuale, l'ulteriore selezione prevista ai sensi del secondo
comma dell'articolo 20 consente una divisione di pianta.
Il 50 per cento pertanto riservato a soggetti dotati di un
contratto precario nel triennio fino al 31 dicembre 2017 ed un
ulteriore 50 per cento apre verso delle procedure che consentono,
in maniera effettiva, la integrazione delle piante organiche.
Non ho difficoltà a dire che il Governo della Regione, nell'avere
avviato in maniera intensa la leva della selezione anche
sull'articolo 20, secondo comma, ha avuto un atteggiamento
consapevole perché in questa fase - finché il tetto di spesa non
verrà sbloccato anche con riferimento a delle specialità - ci è
capitato personalmente di dire anche al Ministro perché non
procedere gradualmente verso il superamento del tetto di spesa del
personale partendo dalle aree di emergenza, partendo dalle aree di
maggiore crisi?
Stessa attenzione l'abbiamo riservata, anche su sollecitazione ed
integrazione dei rapporti con la VI Commissione, in relazione ad
una procedura della quale vado particolarmente fiero.
Sapete meglio di me che una delle grandi criticità del sistema
regionale è legato alla scarsa presenza di anestesisti.
Di anno in anno le scuole di specializzazione specializzano medici
siciliani in anestesia e rianimazione ma nell'assenza di un
intervento da parte del Governo della Regione l'effetto è che la
domanda di medici specialisti in anestesia è enorme in tutta
Italia, i ragazzi quindi si specializzano in Sicilia e rispondono a
bandi proposti da altre Regioni italiane.
Succede quindi che intelligenze formate qui vengano impegnate
altrove e nel contatto con altri sistemi sanitari vedono allocare
lì la loro specializzazione e magari lì rimanere.
Quest'anno per la prima volta abbiamo dato impulso affinché tutti
i ragazzi che si specializzano in Sicilia possano essere assorbiti
dal mercato regionale.
E' soltanto una delle tante possibili iniziative e di un percorso
- domani il Prefetto della provincia di Catania ha convocato un
comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica proprio
sul tema dei Pronto soccorsi al quale avrò il piacere di
partecipare.
La questione Pronto soccorso' - se di questione si può parlare -
non si risolve con una bacchetta magica.
E' un atto di programmazione che si delinea nel tempo, per il
quale abbiamo voluto costituire nella sede dell'Assessorato della
salute, un tavolo che abbia la specializzazione soltanto di
occuparsi di linee guida del Pronto Soccorso, che significa
sicurezza, che significa infrastrutture, che significa
organizzazione di servizi. E nell'ambito della proposta che presto
verrà licenziata dalla Giunta di Governo e della Rete Ospedaliera,
significa anche prevedere le giuste risorse in termini di posti
letto di astanteria. Perché quando si attende più del giusto nel
Pronto Soccorso - e nei prossimi giorni, posso anticipare al
Parlamento, che il Presidente della Regione intende personalmente
rivolgere una direttiva a tutti i direttori generali delle Aziende
del sistema che ha cuore la fase estiva e come gestire questa fase
estiva nelle unità di Pronto Soccorso - dicevo, quando si attende e
si attende troppo a lungo, molto spesso, è perché si determina un
imbuto determinato dalle difficoltà di ricovero. Qualche altra
volta è perché c'è carenza di personale. A me personalmente è
capitato qualche giorno fa, ad Enna, quando mi sono recato al
Pronto Soccorso di Enna per ragioni di natura personale e
familiare, ho atteso il mio turno in sala d'attesa esattamente come
si conviene a chi è utente come tutti gli altri. Grazie.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, la ringrazio per la puntuale risposta. Però la vorrei
invitare a non allargare le braccia, a non limitarsi ad allargare
le braccia al territorio. Perché noi, come politica, come
Parlamento, non possiamo dire ai cittadini e a chi lavora in un
Pronto Soccorso, non possiamo fare nulla o dobbiamo aspettare
che trascorra del tempo . Perché durante questo tempo che
trascorre, l'utente muore e chi lavora rischia. Allora l'unica cosa
che le chiedo, signor Assessore, è di iniziare anche a discutere e
a ragionare affinché chi accetta di trascorrere un breve periodo
all'interno di una struttura, di tre mesi-sei mesi, ne abbia anche
un vantaggio quando poi ci sarà una procedura concorsuale a tempo
indeterminato. Un po' come succede con gli insegnanti, con le sedi
disagiate, viene impegnata se noi ragioniamo da soli. Se invece
il Governo e l'Assessorato si fanno parte autorevole con il
Ministero e qui il Movimento Cinque Stelle sarà ben lieto di fare
la sua parte, perché essendo parte e titolari di quel dicastero,
offriamo disponibilità anche in tal senso - ma se il Governo
regionale dove c'è un Assessorato che ha pieni poteri, si farà
parte autorevole in tal senso, possiamo anche andare a normare il
settore in modo da rendere anche possibile per un professionista
che si è specializzato nonostante via sia . Io lo comprendo. Se io
fossi un giovane medico professionista, non vorrei un contratto di
tre mesi, vorrei un contratto a tempo indeterminato. Ma la
coscienza che quel periodo, oltre a valere come esperienza, avrà
anche un punteggio nella parte variabile di un futuro concorso.
Perché l'Assessorato ha messo i suoi atti di indirizzo nei
confronti delle ASP, delle strutture, dei Presidi, etc. e c'è stato
un colloquio preventivo alla luce del sole, consacrato poi in un
documento che ha valore legale con il Ministero. Allora lì, anche
se non domani, ma in prospettiva è data una soluzione che darà
immediato respiro. Perché io giovane professionista so che c'è un
Governo regionale che si sta muovendo in quella direzione.
Diversamente, andrò ad accettare la mia annualità, il mio contratto
a tempo indeterminato, a Treviso, a Pordenone o in qualunque altro
posto del Nord e lascerò scoperti i Pronto Soccorso. Perché noi nel
frattempo gli diciamo che non abbiamo una lira e stiamo aspettando.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 97. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, prima di procedere con gli ulteriori lavori,
vi informo che l'Aula riprenderà domani per la trattazione delle
mozioni n. 40, n. 41, n. 111, n. 42, n. 54, n. 73, n. 84, n. 102,
n. 10, n. 91, n. 104, n. 107 e n. 109. Resta da trattare stasera la
mozione n. 106.
Sulla mozione n. 109, aveva chiesto di intervenire per una
comunicazione l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, giusto per chiedere a Lei di invitare
e, quindi, di trasmettere preventivamente per la trattazione della
mozione n. 109, che riguarda gli assetti e il sistema di e-
governance degli aeroporti siciliani, chiedo che questa mozione,
appunto, sia trasmessa all'assessore, vicepresidente, Armao perché
non si tratta di discutere di infrastrutture e non si tratta
nemmeno di discutere di turismo.
E mi pare, invece, che per la gestione della e-governance, in
ragione della proposta che c'è all'interno della mozione,
l'assessore più indicato sia quello appunto all'economia.
PRESIDENTE. Mi pare sin troppo ovvio perché la mozione impegna il
Governo alla costituzione di una eventuale unica società eccetera.
Si passa alla mozione n. 106 Rifinanziamento della legge
regionale n. 12 del 1989 , primo firmatario l'onorevole Pagana.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
l'articolo 1 della legge regionale 5 giugno 1989 n. 12, prevede
un'indennità in favore degli allevatori che, in applicazione di
piani sanitari nazionali e regionali, hanno dovuto procedere alla
macellazione dei capi colpiti dalla tubercolosi, brucellosi e
leucosi;
il fondo istituito dalla legge de qua non viene rimpinguato, dal
competente Assessorato regionale, dal 1997, poiché detti indennizzi
sono stati considerati aiuti di Stato rilevanti ex art. 87, par. 1
del Trattato CE (oggi art. 107 TFUE);
CONSIDERATO che:
con la decisione C(2002) 4786 dell'11 dicembre 2002 indirizzata
all'Italia, la Commissione europea, pur qualificando l'anzidetta
misura come aiuto di Stato - quindi deplorando l'operato dello
Stato italiano per avere dato esecuzione all'aiuto in violazione
dell'art. 88, par. 3 - ne aveva autorizzato l'erogazione per gli
anni 1993, 1994, 1995, 1996 e 1997;
la predetta decisione risulta, in più parti, oltremodo
contraddittoria e quindi foriera di errori interpretativi; al
riguardo basti riportare integralmente la parte conclusiva relativa
alle decisione per sincerarsene: 'Alla luce della valutazione che
precede la commissione ha deciso tuttavia di considerare l'aiuto
compatibile con il Trattato CE.';
alla luce di ciò, emerge evidente la necessità di una chiara
posizione interpretativa, da parte della Commissione Europea, in
ordine alla possibile sussunzione, o meno, dell'indennizzo previsto
dalla citata legge regionale nella nozione di aiuto di Stato;
invero, anche alla luce dello stesso articolo 107 (ex articolo 87)
che al comma 2 recita: 'Sono compatibili con il mercato interno:
gli aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori, a
condizione che siano accordati senza discriminazioni determinate
dall'origine dei prodotti;
gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità
naturali oppure da altri eventi eccezionali';
per il periodo ricompreso per gli anni 2000-2006, nonostante
l'art.25, comma 16, L.R. n. 19/2005 prevedesse un apposito
rifinanziamento del fondo, a seguito dell'ordinanza del Ministero
della sanità del 14 novembre 2008 e della nebulosità del testo
normativo, la Regione Siciliana ha disatteso, quanto indicato
nell'atto legislativo non rifinanziando il fondo e, pertanto,
omettendo la comunicazione alla commissione ai sensi del citato
art. 107 TFUE;
numerosi allevatori siciliani, sulla scorta dello sopracitata
legge, continuano a presentare istanze per l'erogazione di
indennità aggiuntive per gli animali abbattuti, istanze che,
rigettate dalle AA.SS.PP. Siciliane, sono state oggetto di numerose
controversie davanti ai giudici civili e di conseguenti numerose
condanne;
RILEVATO che:
alla luce dei contenziosi promossi dagli allevatori la Corte
Suprema di Cassazione, con sentenza n. 8668/14 dell'UD 12/03/2014-
CC R.G.N. 20419/2012 rep. C.I., avente per oggetto 'L.R. Siciliana
n.12/89. Interpretazione - Indennità per abbattimento animali', ha
rigettato il ricorso proposto dall'ASP 3 di Catania, avverso la
sentenza n. 182/2012 della Corte d'Appello di Catania, depositata
il 06/02/2012, con la quale l'ASP di Catania viene condannata al
pagamento dell'Indennità integrativa stabilita dalla legge
regionale 12/89, in quanto la Regione siciliana, con l'emanazione
della l.r. 12/89, ha espressamente disciplinato, in capo alle
AA.SS.PP., le modalità procedimentali dell'attribuzione
dell'indennizzo integrativo;
il diffondersi della brucellosi in molte province della Regione
costituisce, oltre un'emergenza sanitaria, anche un'emergenza
sociale ed economica, dato il particolare contesto produttivo
dell'isola;
gli allevatori della Regione da tempo, infatti, attraversano un
periodo di elevatissimo disagio economico a causa della grave crisi
che attanaglia il settore,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA, LO SVILUPPO
RURALE E LA PESCA MEDITERRANEA
e
l'ASSESSORE PER LA SALUTE
a porre in essere tutte le iniziative volta a dare impulso ad un
giudizio di compatibilità, da parte della Commissione Europea,
della legge regionale 5 giugno 1989 n. 12 in ordine alla sua
potenziale sussunzione, o meno, nel concetto di aiuti di Stato, ai
sensi degli artt. 107 e 108 TFUE;
ad intraprendere, nel frattempo, tutte le iniziative necessarie
per fronteggiare, con immediatezza, il problema dell'epidemia di
brucellosi per gli allevatori siciliani; fenomeno questo che sta
demolendo un intero sistema economico, mettendo in ginocchio intere
aziende zootecniche siciliane, già compromessa da altri elementi di
crisi che colpiscono la nostra Regione».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pagana per illustrare la mozione
n. 106.
PAGANA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, nel
1989, il 5 giugno, da questo Parlamento è stata emanata la legge n.
12 che prevedeva a sostegno degli allevatori che abbattevano i capi
infetti da brucellosi, leucosi o tubercolosi, un indennizzo. Questa
legge entrata in vigore è stata finanziata fino al 1997.
Dal 1997 in poi non sono stati più previsti finanziamenti a
sostegno degli allevatori siciliani.
L'assessorato competente ha ritenuto inammissibili i finanziamenti
perché incompatibili con l'ex articolo 87 del Trattato della
Commissione Europea, oggi articolo 107 del Trattato di
funzionamento dell'Unione Europea. Solo che l'Unione Europea si è
espressa più volte considerando l'aiuto di Stato incompatibile con
le politiche dell'Unione stessa.
Quindi oggi noi chiediamo, e vorrei che a chiederlo fosse l'intero
Parlamento e vorrei che ci fosse una predisposizione seria da parte
del Governo, che questa questione venga presa seriamente in
considerazione.
Ci sono allevatori che ancora oggi fanno domande per una legge che
è in vigore presso le ASP competenti. Ci sono allevatori che
aspettano risposte e che ancora in alcuni casi hanno dei giudizi
pendenti.
Quindi noi chiediamo al Governo di dare delle risposte e visto che
questo Governo non è in grado, per via del sistema delle fonti del
diritto, non è in grado di potere dare risposte chiediamo che si
attivi con la Commissione Europea al fine di chiedere il giudizio
di compatibilità.
E' il 2018 e i problemi degli allevatori sono gli stessi del 1989,
anzi ad oggi allevatori hanno ancora più problemi, pensiamo alla
misura 11 del 2015 che non viene percepita dal 2015, alle indennità
compensative che sono state ridotte sempre di più e noi abbiamo il
dovere di dare risposte a questi allevatori, abbiamo il dovere di
dare risposte a queste persone che rappresentano un settore
fondamentale della nostra economia che ad oggi è in ginocchio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Razza.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo anche per il collega Bandiera che è
destinatario della mozione al pari dell'assessorato regionale della
salute, la questione della brucellosi è notoriamente legata per
quanto riguarda le aziende sanitarie provinciali ad un
approfondimento, ad una attenzione che è stata compiuta fin dallo
scorso anno con un decreto assessoriale del 2017, che ha tenuto
conto dei rilievi che erano stati posti dal Ministero della salute.
Quel decreto oggi consente di fare un primo bilancio, di potere
verificarne, con riferimento al numeri dei capi soggetti a
brucellosi, la capacità di ridurne il numero, porta con se ed è
stato oggetto anche in questo caso di un incontro ministeriale con
il dirigente generale della sanità veterinaria del Ministero, un
impianto dal punto di vista delle regole che ci allontana dal
modello di allevamento che è presente in Sicilia, è un decreto
nelle linee guida nazionali che era stato pensato ed immaginato su
un allevamento di natura stanziale, mentre l'allevamento siciliano,
soprattutto quello nella zona nebroidea, è un allevamento che ha
caratteristiche diverse.
Questa è stata la ragione per la quale una parte degli allevatori
e degli streck older locali non ha condiviso quel decreto, che
rischia di portare con se quale effetto, quello di vedere imposte
all'allevamento siciliano e alle carni siciliane delle regole
diverse rispetto alle carni di importazione che arrivano in
Sicilia.
Da questo punto di vista il dipartimento della sanità veterinaria,
sollecitato anche dai rappresentanti degli allevatori, sta
valutando una possibile revisione del decreto che però deve
procedere parallelamente con l'indirizzo che viene da parte del
Ministero della salute.
La mozione illustrata dall'onorevole Pagana invita anche a porre
in essere le iniziative volte a dare impulso al giudizio di
compatibilità da parte della Commissione europea sulla legge
regionale 5 giugno 1989 n. 12, e in ordine alla sua potenziale
sussunzione o meno nel concetto di aiuti di Stato ai sensi
dell'art. 107 e 108. Da questo punto di vista l'assessore Bandiera
ha avuto modo di dichiarare, anche nel recente incontro organizzato
da Coldiretti, che le iniziative del Governo vanno esattamente in
questa direzione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo è favorevole. La pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto di intervenire
l'onorevole Figuccia e l'onorevole Campo. Informo altresì l'Aula
che la Commissione statuto è convocata per martedì alle ore 11.00
per l'insediamento.
Per le mozioni che abbiamo citato, che sono diverse, non è una
sono sette, otto, quindi credo che sia opportuno che domani l'Aula
si possa tenere, così completiamo questa attività ispettiva. La
Commissione statuto la convochiamo nella sala lettura.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà
Presidente intervengo appunto sulle comunicazioni.
Oggi le mozioni hanno giustamente riguardato delle Rubriche che
sono state calendarizzate, alla luce ovviamente anche di una
programmazione che ha visto in scena un metodo che condivido anche,
che è quello finalmente di dare spazio agli atti ispettivi, agli
atti parlamentari, attraverso un criterio temporale.
Bene, quindi oggi diciamo questo approccio, che tra l'altro ha
visto gli assessori in Aula l'assessore Razza, e l'assessore ai
Beni culturali dare prontamente riscontro, risposta ad alcune
tematiche che oggettivamente non potevano rimanere così perse nel
vuoto, quindi davvero considero che questo nuovo metodo per
proseguire i lavori sia un metodo quanto meno per affrontare delle
questioni. Ovviamente il tema delle comunicazioni mi consente di
fare riferimento ad altri aspetti, che non erano invece all'ordine
del giorno, che perverranno invece parimenti inserite come mozioni
che riguardano altri rami dell'amministrazione, ed in modo
particolare una di queste mozioni riguarda il settore della
formazione professionale e delle politiche attive del lavoro.
Non sarà sfuggito, infatti, a quest'Aula, a questa Presidenza e al
Governo che ormai da più di una settimana circa sotto questo
Palazzo troviamo la presenza di numerose persone che rappresentano
gli operatori delle politiche attive del lavoro, rispetto alle
quali abbiamo finalmente approvato un emendamento che questa
Assemblea è riuscita ad esitare, ad approvare positivamente, che dà
uno spazio di 180 giorni al Governo per pianificare un più giusto
utilizzo all'interno dei Centri per l'impiego. Contestualmente
viene dato mandato, attraverso un atto del Governo, di mettere mano
in maniera seria, strutturale al tema della formazione
professionale.
Io ritengo - e questo è oggetto della mozione che verrà affrontata
nella rubrica che riguarda per l'appunto la formazione
professionale - che il Governo nazionale debba definire uno stato
di crisi. Questo per potere attivare quel fondo di garanzia che
effettivamente possa consentire finalmente a queste migliaia di
persone che sono rimaste senza alcun ammortizzatore sociale, che
sono rimaste scevre da ogni tipologia di intervento, che consenta
loro una forma di sostentamento.
Oggi abbiamo parlato di livelli essenziali che attengono la
dimensione della sanità, abbiamo affrontato questioni che
riguardano, invece, i temi dello sviluppo attraverso l'Assessorato
Turismo.
Credo che attraverso l'impiego, e il pieno utilizzo di queste
risorse, si possa tornare a parlare di sviluppo in una Sicilia che
necessita interventi nel settore della formazione in settori
strategici.
Settori strategici che sono stati assolutamente non affrontati,
che sono stati assolutamente messi al bando insieme a quegli
operatori che sono rimasti senza alcuna forma di sostegno o
reddito.
Quindi il mio intervento non è soltanto un atto di solidarietà
nei confronti di queste centinaia di persone che in questi giorni
sono stati presenti sotto questa Presidenza, che si sono
organizzati con un gazebo e sono addirittura in digiuno, e questo
ovviamente fa male ai nostri cuori, ma fa male anche a loro e
soprattutto alle loro famiglie che attendono delle risposte.
Quindi per dire, signor Presidente, questa mozione troverà spazio
all'interno della Rubrica della formazione e delle politiche attive
ma per dire, soprattutto, al Governo di attivarsi così come oggi è
stato fatto per le deleghe che sono state affrontate per definire
finalmente una volta e per tutte la possibilità che questa gente
possa andare a lavorare.
Credo che lo dobbiamo a loro, credo che lo dobbiamo alla nostra
Terra.
CAMPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi e cittadini,
sono contenta che è presente l'Assessore Razza perché questa
comunicazione lo riguarda in prima persona.
In provincia di Ragusa, grazie a un balletto di dichiarazioni, di
comunicati a mezzo stampa ad opera del Commissario dell'ASP 7 di
Ragusa, Salvatore Lucio Ficarra, abbiamo assistito in questi giorni
ad una storia che nulla ha da invidiare alle più esilaranti novelle
pirandelliane.
E' stato messo in scena - e in maniera anche amatoriale - l'opera
Così è se vi pare e in pratica non sappiamo se credere alla
signora Frola o al signor Ponza suo genero.
Pertanto ci siamo dovuti districare in questa matassa di vicende
complicate interessandoci con il Direttore del Centro che svolge il
servizio, con i genitori, con gli operatori del terzo settore, con
gli operatori del Centro stesso, con gli uffici. Che cosa è
successo? Io, due settimane fa circa, avevo fatto una richiesta di
audizione a causa della preoccupazione di molte mamme per la
paventata chiusura del centro per il trattamento e la diagnosi
dello spettro autistico, paventata chiusura a fronte del fatto che
il bando - a Ragusa, Asp 7 di Ragusa - è in scadenza, pertanto c'è
stata questa agitazione da parte dei genitori per aver sentito di
una paventata chiusura e dell'interruzione del servizio.
Ebbene, arriva dopo sole due ore dalla richiesta di audizione il
comunicato del dottore Ficarra, che dice questo: la direzione
strategica continuerà a garantire il servizio, quindi nessuna
interruzione, anzi saranno inseriti nel nuovo ciclo a partire dal
1 luglio i bambini che attualmente sono in lista di attesa , e
continua raccontandoci che implementerà il servizio, che il
servizio è in assoluta crescita e che le mamme che hanno sollevato
il problema è perché non conoscono, perché non capiscono bene
quello che si sta facendo all'interno del centro.
Ebbene, in fretta e furia, il 22 giugno, viene emanato un bando
sprint con scadenza 30 giugno per assumere nuovi operatori e, fra
l'altro, i vecchi operatori non hanno più neanche i requisiti,
quindi sono perdenti e non hanno neanche la possibilità di
partecipare a questo bando. Si rimprovera alla direzione
strategica, che di strategico, a questo punto, non ha niente, che
le mamme non sono state ascoltate, gli operatori non sono stati
ascoltati e le organizzazioni del terzo settore che hanno anche
fatto volontariato non sono assolutamente prese in considerazione.
Ad oggi cosa succede? Che il centro è aperto ma non funziona, che
il medico c'è ma il servizio è sospeso, che gli operatori sono a
casa, che i bambini sono a casa e io chiedo che la mia audizione
venga al più presto calendarizzata, a lei, all'onorevole La Rocca
Ruvolo, affinché sia abbiano delle risposte urgenti su quello che
sta succedendo, anche perché il dottore Ficarra, non so per quanto
tempo ancora, potrà arrampicarsi sugli specchi dando
giustificazioni su un servizio che, ad oggi, non funziona. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, io ne approfitto della presenza dell'assessore Razza per
intervenire su una questione che riguarda il territorio della
provincia di Ragusa, ed esattamente l'ospedale di Ragusa.
Durante la precedente legislatura, grazie al precedente Governo,
siamo riusciti a fare finanziare - allora assessore era il nostro
collega Gucciardi - riuscimmo a fare finanziare questa struttura
per 8 milioni di euro; iniziarono i lavori, furono fatti i
completamenti, dopo di che siamo arrivati, proprio vicini
all'apertura dell'ospedale, e ci siamo resi conto - si sono resi
conto perché allora il problema riguardava la politica ha portato i
finanziamenti, le risorse e penso che debba fare questo - dopo di
che ci sono stati una serie di problemi che riguardavano la parte
gestionale, ed esattamente riguardavano alcuni lavori che andavano
completati, alcuni rifatti, e quindi si sono presi un po' di tempo.
Siccome sono passati, ed è passato quasi un anno, e dalle notizie
che arrivano, ormai dovremmo essere agli sgoccioli per poter dare
questa importante struttura alla provincia di Ragusa, che la
aspetta, perché la cosa assurda qual è, Presidente e assessore, la
cosa assurda è che da una parte abbiamo un'opera che abbiamo
finanziato, abbiamo un'opera pronta, e dall'altra parte i malati ce
li abbiamo messi in ospedali che sicuramente - che sono i vecchi
ospedali - che non sono sicuramente all'avanguardia così come lo è
il nuovo.
Quindi io vorrei approfittare della presenza dell'Assessore, per
capire esattamente dove siamo arrivati e se siamo in condizioni,
appunto, di dare anche un termine a questo aspetto.
LUPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Intervengo
per richiamare l'attenzione del Governo sull'attuazione
dell'articolo 52 della legge di stabilità approvata, cioè della
legge n. 8 del 2018, che riguarda misure di contrasto alla povertà
e all'esclusione sociale. Come è a tutti noto questo Parlamento ha
approvato questa norma che consente di estendere la platea dei
fruitori del reddito di inclusione fino a 7.000,00 euro di reddito
ISEE, quindi non come nel resto del paese fino a 6.000,00 euro, ma
la norma eleva il tetto massimo di reddito entro il quale, appunto,
i cittadini possono fruire del reddito di inserimento. Il comma 2
dell'articolo 52 recita che le modalità per l'attuazione
dell'integrazione regionali di cui al presente articolo sono
stabilite con delibera della Giunta regionale su proposta
dell'assessore regionale per la famiglia, politiche sociali e
lavoro, sentita la Commissione legislativa competente. Non mi
risulta che, ad ora, la Commissione sia stata sentita, è la
Commissione cultura, formazione e lavoro. Voglio invitare il
Governo a sollecitare l'attuazione di una norma che è di estrema
rilevanza in un momento di grave crisi economica e di disagio
sociale che in questa regione stiamo attraversando perché
l'intervento di questa misura può, appunto, rappresentare, un
sostegno concreto al reddito di migliaia di famiglie nel territorio
della regione.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, per rispondere telegraficamente all'onorevole Campo, so
che i miei Uffici si sono messi già in contatto con lei e, quindi,
monitoreremo assieme la questione del centro della provincia di
Ragusa e chiederò io stesso adeguate informazioni al Commissario
dell'Asp.
Per rimanere sempre sul territorio della provincia di Ragusa,
l'onorevole Di Pasquale ha citato l'importante questione relativa
all'apertura dell'ospedale di Ragusa. Sapete meglio di me che vi
era stato un intervento della magistratura che aveva comportato il
sequestro dell'area, il direttore generale o forse commissario
dell'Asp allora, il Governo opportunamente fece una scelta di
sostituzione, oggi si è conclusa una fase importante e penso che,
entro la fine del mese di settembre, sarà possibile immaginare
l'apertura dell'ospedale di Ragusa.
Da qualche settimana avevamo contezza di questo dato, ci è
sembrato corretto, anche nel rispetto di una indicazione del
Presidente della Regione, ci ha detto di evitare gli annunci nella
fase della campagna elettorale, ne avevamo contezza prima di giorno
23, ma abbiamo ritenuto di evitare di parlarne in piena campagna
elettorale perché poteva essere accolta dai cittadini o come un
annuncio vuoto per sensibilizzarne il consenso o come la volontà
del Governo di fare captatio benevolentia al momento del
ballottaggio.
Mi fa piacere poter dire oggi che si sta concludendo un iter
complicato che non riguarda, in realtà, la sola città di Ragusa ma
un altro iter che si avvia a conclusione è quello relativo
all'accordo all'Ircss Bonino Pulejo e l'Asp in relazione
all'apertura del centro di Scicli. Ma di questo, magari, parleremo
in un'altra occasione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 4 luglio 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno:
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione di mozioni (v. allegato).
La seduta è tolta alle ore 18.04
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio