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Resoconto d'Aula della Seduta n. 53 di martedì 03 luglio 2018
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 15.13

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   ZITO, segretario:

   N. 229 - Stabilizzazione dei medici di guardia precari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Cannata Rossana

   N.  232  - Perdurante attività di abbancamento nella discarica  di
  Motta  Sant'Anastasia, denominata Valanghe d'Inverno, di  proprietà
  della Oikos s.p.a.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta in Commissione.

   ZITO, segretario:

   N.  233  -  Notizie  circa  l'istituzione  del  Parco archeologico
  e paesaggistico della Valle dell'Aci.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 234 - Manutenzione urgente del Poliambulatorio di Pedara (CT).
   - Assessore Salute
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  235  -  Notizie  in merito alla proroga delle  convenzioni  di
  affidamento  in  gestione  delle  riserve  naturali  e  delle  aree
  protette.
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.   236   -  Lavori  di  ristrutturazione  del  P.O.  Castiglione
  Prestianni di Bronte (CT).
   - Assessore Salute
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  237  -  Classificazione in PTA del Poliambulatorio  di  Pedara
  (CT).
   - Assessore Salute
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  238  - Procedure di stabilizzazione del personale del comparto
  sanitario.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pullara Carmelo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo ed alle competenti Commissioni.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   ZITO, segretario:

   N.  230  - Chiarimenti in merito alla regolarità delle nomine  dei
  componenti del Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Zito  Stefano;  Mangiacavallo Matteo; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello   Francesco;   Campo  Stefania;  Foti   Angela;   Trizzino
  Giampiero;  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
  Marano Jose; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
  Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola Nunzio; Foti Angela;  Pagana  Elena;
  Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi

   N. 231 - Riqualificazione dell'area dell'autodromo di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Zito  Stefano;  Mangiacavallo Matteo; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello   Francesco;   Campo  Stefania;  Foti   Angela;   Trizzino
  Giampiero;  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
  Marano Jose; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
  Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola Nunzio; Foti Angela;  Pagana  Elena;
  Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   ZITO, segretario:

   N. 64 - Affidamento dei locali della ex Colonia Marina di Pozzallo
  (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina; Sunseri  Luigi;  Mangiacavallo
  Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
  Giorgio;   Zito  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  65 - Ricerca di sali potassici ed alcalini nel territorio  dei
  Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera (AG).
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Lupo Giuseppe; Catanzaro Michele; Cafeo Giovanni; Arancio Giuseppe
  Concetto

   N. 66 - Trasporto pubblico della ex provincia di Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Palmeri  Valentina;  Campo  Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina; De  Luca Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena; Pasqua Giorgio;  Siragusa  Salvatore;
  Schillaci   Roberta;  Sunseri  Luigi;Tancredi    Sergio;   Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  67  -  Tavolo  tecnico regionale per il disegno  dei  percorsi
  assistenziali dell'area materno-infantile.
   - Assessore Salute
   Zafarana  Valentina; Palmeri Valentina; Campo Stefania; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  De  Luca
  Antonino;   Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Siragusa  Salvatore;  Schillaci Roberta;  Sunseri  Luigi;  Tancredi
  Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N. 68 - Istituzione di una ZES nel messinese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Zafarana  Valentina; Palmeri Valentina; Campo Stefania; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  De  Luca
  Antonino;   Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Siragusa  Salvatore;  Schillaci Roberta;  Sunseri  Luigi;  Tancredi
  Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,  le
  interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  mozione presentata.

   ZITO, segretario:

   N. 115 - Paventata crisi ambientale dell'area ricadente nei comuni
  di Ribera e Cattolica Eraclea (AG).
   Pullara Carmelo; Mangiacavallo Matteo; Di Caro Giovanni;
   La Rocca Ruvolo Margherita; Catanzaro Michele
   Presentata il 26/06/18

   PRESIDENTE.   Avverto  che  la  mozione  testé   annunziata   sarà
  demandata, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  disegno di legge inviato alla competente Commissione.

   ZITO, segretario:

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
  per la gestione integrata dei rifiuti. (n. 290).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 2 luglio 2018.
   Parere I

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -   l'onorevole   Emanuele   Dipasquale,   con   nota   prot.   n.
  4545/SG.LEG.PG.  del  13  giugno 2018, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  al  disegno di legge n. 280  Norme regolamentatrici
  delle   modalità  gestionali,  organizzative  e  di   funzionamento
  dell'Istituto  zooprofilattico  sperimentale  della   Sicilia    A.
  Mirri' ;

   -  l'onorevole Catanzaro, con nota prot. n. 4671/SG.LEG.PG. del 20
  giugno  2018, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno  di
  legge  n.  259:   Modifiche ed integrazioni all'articolo  12  della
  legge   regionale  28  gennaio  2014,  n.  5.  Aggiornamento  della
  graduatoria   unica   distrettuale  dei  lavoratori   del   settore
  forestale .

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione  Salute, Servizi sociali e
  sanitari  (VI)' nella seduta n. 34 del 20 giugno 2018 ha  approvato
  la  risoluzione  Atto di indirizzo in ordine al potenziamento della
  branca medica di anestesia, rianimazione, terapia intensiva  e  del
  dolore' (n. 4/VI).

     Comunicazione di invio del  Documento di economia e finanzia
                           regionale' (DEFR)
                        per gli anni 2019/2021

   PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha inviato in
  data 29 giugno 2018 il  Documento di economia e finanzia regionale'
  (DEFR) per gli anni 2019/2021.
   Comunico altresì che il predetto Documento è stato trasmesso  alle
  Commissioni permanenti il 3 luglio 2018, ai sensi dell'articolo  73
  bis.1, comma 1 del Regolamento interno.

   Comunicazione di dimissione dalla carica di Presidente di Gruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Presidenza il 28
  giugno  2018,  e  protocollata  al  n.  4874/AULAPG  del  2  luglio
  successivo, l'on. Cateno De Luca ha rassegnato le dimissioni  dalla
  carica di Presidente del Gruppo parlamentare  Misto  a far data dal
  30  giugno  2018, a seguito dell'avvenuta elezione a Sindaco  della
  città di Messina.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Invito,  pertanto,  il  suddetto Gruppo parlamentare  a  procedere
  tempestivamente all'elezione del Presidente e del Vicepresidente.

   CULTURALI E IDENTITA' SICILIANA"

         Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, di
                   interrogazioni e di interpellanze
         della Rubrica: «Beni culturali e identità siciliana»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, di interrogazioni
  e  di  interpellanze  della  Rubrica  «Beni  culturali  e  identità
  siciliana».
   L'Assessore è presente in Aula.
   Si  passa  all'interrogazione n. 39 «Chiarimenti e  servizi  sullo
  stato  di  aggiornamento dell'anagrafe dell'edilizia  scolastica  e
  sulla sicurezza degli edifici », a firma dell'onorevole Siragusa  e
  degli altri deputati del Movimento Cinque Stelle.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione all'Assessore per i beni culturali  e
  l'identità  siciliana  e  all'Assessore  per  l'istruzione   e   la
  formazione professionale, visto che:

   l'art.    7   della   legge   23/96   attribuisce   al   Ministero
  dell'Istruzione, Università e Ricerca la realizzazione  e  la  cura
  dell'Anagrafe  Nazionale dell'Edilizia Scolastica,  articolata  per
  regioni e diretta ad accertare la consistenza, la situazione  e  la
  funzionalità  del  relativo patrimonio, al  fine  di  attivare  uno
  strumento  conoscitivo  fondamentale  per  i  diversi  livelli   di
  programmazione del settore;

   la circolare n. 16 del 17 Luglio 2007, Prot. N. 2524 del 17 Luglio
  2007,  del  Servizio  VII - U.O. XV P.I. del Dipartimento  Pubblica
  Istruzione dell'allora Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e
  della  Pubblica  Istruzione disegna una situazione  del  patrimonio
  scolastico   regionale  che  presenta  ancora  molteplici   carenze
  relative  sia alla qualità delle strutture sia a quei requisiti  di
  igiene,  sicurezza ed agibilità che renderebbero le  strutture  del
  patrimonio scolastico presente all'interno della Regione siciliana,
  idonee all'uso;

   considerato che:

   il  certificato  di  agibilità assicura il rispetto  di  tutte  le
  normative  tecniche  a  cui  l'immobile  deve  ottemperare  ed   in
  particolare  assicura, fra l'altro, la regolarità della costruzione
  dal  punto  di vista igienico-sanitario, della sicurezza sismica  e
  della conformità alla legge degli impianti tecnologici;

   il  mancato possesso di tale certificato rappresenta un fattore di
  rischio  ed  un pericolo per la sicurezza di alunni,  insegnanti  e
  personale che operano all'interno delle strutture facenti parte del
  patrimonio scolastico sito all'interno del territorio della Regione
  siciliana;

   considerato che:

   l'ultimo  programma  triennale di edilizia  scolastica  risale  al
  triennio 2007-2009;

   in  data  3  Ottobre  2012  è stato approvato  dal  Consiglio  dei
  Ministri,  un programma di edilizia scolastica in attuazione  della
  risoluzione   parlamentare  2  Agosto  2012,   AC   8-00143   delle
  Commissioni   V  e  VII  della  Camera  dei  Deputati   (13A00091),
  pubblicato sulla G.U. del 9 Gennaio 2012 che prevede per la  nostra
  Regione  interventi  su  10 strutture scolastiche  con  un  impegno
  economico di circa 1,2 milioni di Euro;

   per sapere:

   quale  sia  lo  stato di aggiornamento dell'Anagrafe dell'edilizia
  scolastica regionale;

   quale sia lo stato di rispetto delle normative in tema di edilizia
  scolastica nei Comuni della Regione;

   quale  sia il livello informativo del Governo Regionale sul numero
  di  scuole  che non risultino in possesso di tutti i  requisiti  di
  sicurezza, le autorizzazioni, le concessioni e le agibilità imposti
  dalla legge;

   quali  iniziative si intendano adottare al fine di  monitorare  ed
  avere  una  costante informazione sullo stato di messa in sicurezza
  ed  adeguamento alle disposizioni di legge in tema di  agibilità  e
  sicurezza   delle   strutture  scolastiche  siti  all'interno   del
  territorio regionale;

   quali  provvedimenti si intendano adottare al fine di adeguare  le
  strutture  adibite ad edilizia scolastica presenti  sul  territorio
  della  Regione  ai requisiti, anche minimi, di sicurezza  richiesti
  dalla normativa vigente».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per fornire risposta.

   TUSA,  assessore  ai beni culturali e identità  siciliana.  Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, in effetti questa  interrogazione
  non  riguarda  l'assessorato  che  io  ho  l'onore  e  l'onere   di
  presiedere,  bensì  l'Assessorato alla pubblica istruzione,  perché
  l'edilizia scolastica non è di competenza dell'Assessorato ai  beni
  culturali.

   PRESIDENTE.  Sarà  trasmessa  all'assessore  competente   e   sarà
  inserito all'ordine del giorno della prossima seduta.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 10 «Allestimento  dei  teatri  di
  pietra  per  la  stagione  estiva  2018»,  a  firma  dell'onorevole
  Barbagallo.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana  e
  all'Assessore  per  il turismo, lo sport e lo spettacolo,  premesso
  che:

   negli  ultimi  due anni, la Regione siciliana si  è  fatta  carico
  delle  spese  relative all'allestimento dei  teatri  di  pietra  di
  Catania,  Morgantina, Tindari e Taormina al  fine  della  messa  in
  scena  di  spettacoli  di  grande richiamo  artistico  e  turistico
  nell'ambito  della più ampia manifestazione Anfiteatro di  Sicilia,
  promossa  dagli  Assessorati  al Turismo  e  ai  Beni  culturali  e
  finanziata nell'ambito dell'accordo di programma quadro (APQ) Sensi
  Contemporanei  per  il  tramite  dell'Ufficio  per  il   Cinema   e
  l'audiovisivo  della  Regione Siciliana in  collaborazione  con  la
  Fondazione Taormina Arte;

   l'allestimento   dei   teatri  è  fondamentale   al   fine   della
  programmazione degli eventi e la stesura del cartellone estivo  che
  deve  essere  fissato per tempo per consentire agli  operatori  del
  settore  di pianificare contratti ed investimenti per la  messa  in
  scena, bloccando le date degli eventi e gli artisti;

   per  lo svolgimento degli spettacoli, è necessario inoltre  che  i
  siti  siano conformi alle prescrizioni di sicurezza richiesti dalla
  normativa  vigente  con  la conseguente predisposizione  di  misure
  idonee  alla  fruizione  pubblica con un  certo  anticipo  rispetto
  all'evento:  in mancanza, le commissioni provinciali  di  vigilanza
  sui  locali di pubblico spettacolo non potranno concedere il  nulla
  osta di competenza;

   il  Comando  provinciale  dei  Vigili  del  Fuoco  di  Messina  ha
  inoltrato  alla  Regione, al Comune di Taormina e  alla  Fondazione
  Taormina  Arte  una  nota nella quale si sollecitano  gli  enti  in
  indirizzo  all'adozione di una lunga lista  di  interventi  per  la
  messa  in  sicurezza  del teatro antico di Taormina,  sottolineando
  come  il  periodo invernale, nel quale i siti non ospitano  eventi,
  debba essere utilizzato per le necessarie opere di manutenzione per
  il  ripristino  delle  condizioni di  sicurezza  da  garantire  nei
  periodi in cui il sito è utilizzato per gli spettacoli;

   considerato che:

   nelle   stagioni  precedenti,  tali  adempimenti,   a   cominciare
  dall'assunzione  degli impegni di spesa per gli allestimenti,  sono
  stati assolti ad inizio anno;

   per   il   2018,  al  contrario,  nulla  si  è  mosso  finora   né
  relativamente agli impegni di spesa né relativamente ai nulla  osta
  necessari per l'uso dei siti;

   quello  che  si  profila è un ritardo che avrà effetti  disastrosi
  sulla programmazione degli spettacoli nei suddetti teatri;

   in  assenza di qualsiasi certezza circa l'allestimento dei teatri,
  è  impossibile  che gli imprenditori del settore possano  opzionare
  artisti  e  spettacoli  prestigiosi che,  di  conseguenza,  saranno
  dirottati altrove; di conseguenza, anche gli imprenditori turistici
  non sono nelle condizioni di definire la propria offerta e venderla
  per tempo;

   appare   impensabile   che,  in  luoghi  di   assoluto   prestigio
  dall'enorme potenziale turistico, non vi siano a tutt'oggi garanzie
  basilari per la programmazione della stagione estiva, con un  danno
  incalcolabile  per gli operatori e per l'indotto  che  tali  eventi
  generano;

   per  sapere  se non ritengano di dovere provvedere,  con  assoluta
  urgenza,   all'assunzione   degli  impegni   di   spesa   ai   fini
  dell'allestimento  dei  teatri di pietra  di  Catania,  Morgantina,
  Tindari   e   Taormina  e  consentire  la  regolare   ed   ordinata
  programmazione degli eventi culturali ed artistici in tali siti per
  la stagione estiva 2018».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori.
  L'interpellanza  n.  10 è stata presentata a fine  gennaio  per  la
  preoccupazione  che  avevamo  con  congruo  anticipo,   la   stiamo
  discutendo  ora  che  siamo ai primi giorni di  luglio  per  sapere
  qual'era l'intendimento del Governo in ordine all'allestimento  dei
  teatri di pietra.
   Più  volte,  anche nel corso di questa legislatura,  come  partito
  democratico,  abbiamo  evidenziato l'importanza  ed  il  ruolo  dei
  teatri  di pietra, non soltanto perché riteniamo che tra  le  varie
  articolazioni dell'offerta turistica regionale siciliana il turismo
  culturale sia quello che ha maggiori margini di crescita,  rispetto
  alle  forme tradizionali, come il turismo balneare, dove la Sicilia
  è  da  sempre  protagonista  e  riteniamo  che,  negli  anni,  sono
  addebitabili  a questo settore dell'offerta turistica  le  maggiori
  responsabilità  sulla  proposta dell'offerta siciliana  soprattutto
  all'estero.
   A  nostro giudizio, negli ultimi anni, mi riferisco in particolare
  agli  ultimi tre anni, rispetto al trend del passato, si è riusciti
  a  dare  concretezza, non soltanto all'allestimento dei  teatri  di
  pietra - degli otto, nove teatri di pietra, anche per comodità  dei
  colleghi  che  mi  ascoltano - ci riferiamo a Morgantina,  Tindari,
  alla  Crai  di  Palazzolo Acreide, a Segesta,  Selinunte,  Catania,
  Taormina  e  Siracusa. Non solo si è fatto carico dell'allestimento
  dei  teatri di pietra, ma anche dell'organizzazione di una stagione
  di   produzione  di  spettacoli  di  assoluta  eccellenza.   Faccio
  l'esempio di Catania per comodità, perché è la mia città,  dove  lo
  scorso  anno  per  citare  alcuni  artisti,  ci  sono  state  delle
  esibizioni  di  assolute eccellenze come Carmen Consoli,  Battiato,
  Isabella Alliende, produzioni artistiche e musicali come di  alcune
  opere liriche dei teatri pubblici come la Tosca.
   Quest'anno,  quindi,  a  gennaio ci siamo premurati  di  conoscere
  qual'era l'intenzione del Governo, anche perché rispetto agli altri
  anni  ci  sono state tre novità importanti. La prima: il  raddoppio
  dei  fondi rispetto al 2016 ed al 2015 del sostegno economico  dato
  dall'Assemblea regionale a Taormina arte, che è passato a uno e tre
  più del doppio rispetto allo scorso anno.
   Assessore, le chiedo se conosce l'esistenza della legge  regionale
  n. 16 del 2017, l'articolo 22, che espressamente prevede, a seguito
  del dibattito che si è svolto in quest'Aula, ed anche alla luce dei
  vari   interventi  parlamentari  che  sono  riportati  negli   atti
  dell'Assemblea   che  prevede  il  sostegno,   non   soltanto   per
  l'allestimento  dei  teatri di pietra  e  la  loro  promozione.  Lo
  stanziamento  era  quello  previsto al  sesto  comma  dello  stesso
  articolo  e  che ammonta a cinque milioni di euro delle  spese  del
  bilancio  regionale, ma prevedeva al comma 5 dello stesso  articolo
  lo  stanziamento  di un milione di euro proprio per  le  produzioni
  artistiche.
   Siccome  mi pare di leggere dal suo labiale che dice che  facciano
  riferimento  al turismo, non è solo così, assessore,  le  leggo  il
  comma 1  Al fine di incrementare l'offerta culturale di qualità, la
  valorizzazione  dei  siti  di interesse  culturale  e  ampliare  la
  destagionalizzazione   del  calendario   turistico,   la   Regione,
  attraverso  l'assessorato  regionale del  turismo  e  l'assessorato
  regionale  dei  beni  culturali promuove e sostiene  la  produzione
  integrata .  Quindi,  si  parlò per la  prima  volta  nella  scorsa
  legislatura di una produzione integrata tra i due assessorati  che,
  ad  oggi,  dalle notizie che abbiamo noi non si è per  niente,  non
  soltanto  concretizzata, con gravissimo danno anche per la stagione
  e l'offerta turistica.
   Concludo  così  sono pronto ad ascoltare la sua risposta  e,  poi,
  ovviamente,  signor  Presidente, mi riservo la  replica,  la  terza
  riflessione è anche quella su un altro dato in incremento,  quindi,
  non  soltanto  quello del capitolo di Taormina Arte,  non  soltanto
  quello  del capitolo previsto dalla legge n. 16 del 2017, ma  anche
  quello  consistente più del 10 per cento rispetto agli  altri  anni
  dei teatri pubblici che, quindi, hanno la possibilità di investire,
  a maggior ragione, su produzione.
   Quindi,  chiedo di sapere, signor Assessore, se ad oggi Morgantina
  è  stata allestita, lo scorso anno abbiamo iniziato il 2 luglio con
  uno  spettacolo meraviglioso di Monica Guerritore, per chiudere con
  uno  spettacolo  di musica di luci e suoni alla  Villa  Romana  del
  Casale,   perché   noi  in  questo  momento  non  abbiamo   notizie
  dell'allestimento    di    Taormina,    non     abbiamo     notizie
  dell'allestimento di Tindari, non abbiamo notizie dell'allestimento
  di  Palazzolo Acreide e di Selinunte. Sarebbe un grave danno per la
  promozione della Sicilia nel mondo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'assessore Tusa  per  fornire
  risposta.

   TUSA,  assessore  regionale  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana.  Signor  Presidente, onorevoli deputati,  premesso  che,
  com'è   stato  detto,  a  noi  come  beni  culturali   compete   la
  manutenzione  e  la valorizzazione del sito, ma  tutto  ciò  che  è
  promozione    e    organizzazione    degli    spettacoli    compete
  all'Assessorato al Turismo; questo però non mi esime  dal  valutare
  in  maniera  sintetica e sincretica il problema,  anche  perché  da
  quando  mi  sono  insediato la collaborazione con l'Assessorato  al
  Turismo   è   pressoché  quotidiana,  quindi  quotidianamente   noi
  affrontiamo i problemi in maniera sinergica.
   Tuttavia,  il capitolo cui lei alludeva, è un capitolo  che  viene
  speso  interamente dall'Assessorato al Turismo, non è  un  capitolo
  che  afferisce a nostri capitoli di spesa, quindi la spesa su  quel
  capitolo  non  è  di mia competenza, volevo però premettere  che  a
  monte  a  noi  è mancato un documento fondamentale che generalmente
  viene  promulgato dall'Assessorato al Turismo entro il 15 settembre
  dell'anno  prima,  in  cui  c'è  l'elenco  preciso  di  tutti   gli
  spettacoli  che  vengono realizzati poi nei  cosiddetti  teatri  di
  pietra o zone archeologiche adibite a spettacoli.
   E non mi risulta - ho chiesto anche al collega Pappalardo - che al
  15 settembre del 2017 sia stato divulgato questo elenco, quindi noi
  a  tutt'oggi  abbiamo delle notizie parziali su  quello  che  viene
  fatto nei vari teatri, non abbiamo una pianificazione unitaria.
   Andando  nel merito, io mi sono documentato ovviamente dei quattro
  teatri  che nell'interrogazione sono stati menzionati, e  le  posso
  dire che Catania è perfettamente in regola, addirittura abbiamo una
  autorizzazione pluriennale, e già Catania ha funzionato in  maniera
  egregia  in occasione del Giro d'Italia, quindi Catania  non  è  un
  problema.  Per quanto riguarda Morgantina, non abbiamo a  tutt'oggi
  nessuna  pianificazione di spettacoli, quindi non sappiamo che tipo
  di  spettacoli verranno espletati a Morgantina per cui il polo  che
  si  occupa  di  Morgantina  si è occupato solamente  della  normale
  manutenzione,  nel  momento in cui sapremo che tipo  di  spettacoli
  vengono  realizzati, ovviamente ci attiveremo. Per quanto  riguarda
  Tindari,  ormai  mancano pochi giorni per l'adeguamento  totale  di
  tutto il teatro, il sovraintendente di Messina mi ha notiziato  che
  sono  in corso di espletamento i lavori per circa 80 mila euro  che
  riguardano,  non  solo  l'adeguamento del  teatro,  ma  addirittura
  l'ampliamento  dei  posti,  noi  quest'anno  per  la  prima   volta
  raddoppieremo  il  numero  dei  posti  a  Tindari  quindi  c'è   un
  miglioramento  sensibile della possibilità di espletare  spettacoli
  nel  teatro  di Tindari. Per quanto riguarda Taormina, è  in  piena
  utilizzazione, non ci sono problemi.
   Pertanto, posso tranquillizzarla che la situazione di quei quattro
  teatri  che  vengono  menzionati  nell'interrogazione  è  pressoché
  ottimale.  Lei  ha  menzionato anche dei teatri  che  non  venivano
  menzionati  nell'interrogazione; Segesta, anche lì parliamo  di  un
  sito  già  pronto  per  accogliere gli spettacoli.  Domani  mattina
  presso il Comune di Calatafimi è in programma una conferenza stampa
  che  mostrerà alla stampa e al pubblico il cartellone  di  Segesta.
  Per  quanto  riguarda  Selinunte, che come è noto  non  ha  teatro,
  quindi  non  parliamo di teatro ma parliamo di  spazi,  sono  spazi
  attrezzati,  in  particolare si tratta di  due  spazi  che  vengono
  utilizzati  a  Selinunte,  uno davanti al  Tempio  E  e  uno  nella
  spianata  davanti  al  Baglio  Florio,  entrambi  gli  spazi   sono
  perfettamente agibili.
   Per  cui  in  concreto posso dire che, non solo ci siamo  attivati
  malgrado  il  ritardo  dell'approvazione della Finanziaria,  perché
  come è ben noto noi ci possiamo attivare nel momento in cui abbiamo
  la  disponibilità  finanziaria, altrimenti  dobbiamo  lavorare  sui
  dodicesimi, quindi non solo ci siamo attivati in tempo, e in  tempo
  record  abbiamo colmato delle lacune che normalmente vanno colmate,
  spalmate  su  più  tempo, ma addirittura abbiamo ampliato,  come  a
  Tindari, l'offerta di spettacoli e invito tutti voi a consultare  i
  nostri  siti su quella che è l'offerta di spettacoli che quest'anno
  è stata programmata e verrà realizzata, non solamente nei teatri di
  pietra  tradizionali, ma in tutta una serie di siti minori  che  da
  quest'anno  per  la  prima  volta verranno  adibiti  a  spettacoli,
  Agrigento,  Eraclea, casa di Pirandello ed altri siti minori  della
  provincia  di  Agrigento. C'è un cartellone  estremamente  ricco  e
  quindi vi invito consultarlo.
   Infine,  aggiungiamo anche quest'anno un altro  teatro  di  grande
  pregio, anche se molto difficile da utilizzare perché in situazioni
  impervie  e con problemi di sicurezza non indifferenti,  che  è  il
  teatro  di Iato, comune di San Cipirello. Anche al teatro  di  Iato
  verranno  fatti 3 spettacoli di grande pregio. Quindi vi  invito  a
  consultare  i  nostri  siti  perché  devo  dire,  mi  permetto   di
  correggere  quanto lei diceva, quest'anno invece c'è un  incremento
  notevole,  quasi un raddoppio per l'offerta di spettacoli  rispetto
  all'anno scorso.
   Concludo con un ulteriore notizia, una ulteriore novità: il  parco
  archeologico  di  Agrigento,  verrà aperto  per  sette  giorni  con
  spettacoli  continui  dall'alba e  fino  a  mezzanotte.  Quindi  un
  cartellone veramente ricco ed invidiabile che è stato apprezzato  a
  livello nazionale ed internazionale.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  non  mi
  ritengo  per niente soddisfatto. Non contesto la ricostruzione  che
  fa   lei   su   altri  siti  che  fanno  parte  dell'organizzazione
  dell'offerta di beni culturali, ma io credo che per la promozione e
  l'immagine  della  Sicilia nel mondo e anche per la  visione  della
  Sicilia,  che  dovrebbe avere una classe dirigente all'altezza  del
  Governo  di  questa  Regione, tre siti come Catania,  Morgantina  e
  Tindari siano fulcro centrale dell'offerta turistica.
   Non è così, Assessore, mi scusi. A Catania ci sono soltanto 3 over
  sinfoniche, non c'è neanche un'opera lirica e le dico di sentire  i
  suoi  dirigenti, di cui peraltro ho la massima stima, ed  è  chiaro
  che  nel  meccanismo  si  è inceppato qualcosa.  Se  l'anno  scorso
  abbiamo  detto  che abbiamo avuto Carmen Consoli, Battiato,  Tosca,
  lei   guardi  il  programma  di  quest'anno  e  avrà  l'onestà   di
  riconoscere che sono stati fatti no 10 passi indietro, ma 1000.
   Morgantina,  che  è uno dei siti più apprezzati al  mondo,  ancora
  oggi  -  lo possono testimoniare i parlamentari eletti nel collegio
  di  Enna  -  non è allestita e non è previsto uno spettacolo  né  a
  Morgantina  né  alla villa romana del Casale. La  stessa  cosa  per
  Tindari,  dove  sono  vere  le cose che dice  lei  con  riferimento
  all'allestimento, ma non alla produzione di spettacolo.
   Comunque  le riconosco il fatto che si è insediato da pochi  mesi,
  che  probabilmente c'è stato un lavoro preparatorio che non è stato
  adeguato   nel  suo  assessorato,  ma  il  punto  vero  è:   questa
  integrazione  tra  beni  culturali e turismo  in  questa  Terra  la
  vogliamo  organizzare o non la vogliamo organizzare. Avete  pure  i
  fondi  che sono più consistenti rispetto a quello e a quelli  degli
  altri  anni.  E'  prevista  pure  dal  comma  1  dell'articolo   22
  l'integrazione,  peraltro, si è dato seguito a questa  integrazione
  per  Taormina,  non  si  comprende perché non  si  è  dato  seguito
  all'integrazione per l'allestimento di teatri di pietra degli altri
  siti, come era giusto.
   Quindi non mi dichiaro per nulla soddisfatto signor Presidente  e,
  ai   sensi  dell'articolo  152  del  Regolamento,  mi  riservo   di
  presentare una mozione per invitare il Governo nel più breve  tempo
  possibile,  visto che è saltata la promozione e l'allestimento  dei
  teatri di pietra nell'anno 2018 ad organizzarla nel più breve tempo
  possibile per l'anno 2019.

   PRESIDENTE. Con riferimento all'eccezione di competenza  formulata
  dall'assessore per i beni culturali ed identità siciliane,  rivolgo
  l'invito  alla  Presidenza della Regione,  titolare  delle  deleghe
  degli  Assessori per la trattazione degli atti ispettivi  a  volere
  procedere  all'assegnazione dell'interrogazione n. 39 al competente
  Assessore informandone il primo firmatario e questa Presidenza.
   Si  passa  all'interrogazione n. 64 «Chiarimenti  in  ordine  alla
  gestione del parco archeologico di Selinunte» a firma del Movimento
  Cinque Stelle.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana e
  all'Assessore  per  il  turismo, lo sport  e  lo  spettacolo,
  premesso che:

   il   sito  archeologico  di  Selinunte  rappresenta  uno  dei  più
  interessanti dell'intera Regione;

   esso  rappresenta,  infatti, la testimonianza  di  una  delle  più
  antiche  città marittime e di frontiera aperta ad influssi  punici,
  elimi e sicani che, con un'estensione di 270 ettari, risulta il più
  grande d'Europa, comprendendo numerosi templi, santuari e altari;

   il  suo  assetto urbanistico, realizzato tra il 409  e  250  a.C.,
  perfettamente  conservato  -  con la  cinta  muraria  dello  stesso
  periodo  che  comprende alcuni tra i templi più  significativi  del
  mondo greco -, si distingue per dimensioni e purezza di forme,  per
  continuità  di testimonianze scultoree (le metope di  Selinunte)  e
  per vastità ed eterogeneità di necropoli;

   che  l'antica metropoli della Sicilia ellenica costituisce uno dei
  centri di maggiore interesse per studiosi, archeologi e visitatori,
  fornendo  nel  campo  dell'urbanistica, dell'architettura  militare
  templare,  della sculture dell'arte funeraria una testimonianza  ed
  un  ruolo insostituibile nella storia e nell'archeologia del  mondo
  antico;

   nel  2017,  il  parco archeologico di Selinunte ha registrato  ben
  300.000 visitatori provenienti da tutto il mondo;

   considerato che:

   i  servizi  offerti  al turista sono carenti e non  adeguati  alla
  rilevanza  del  sito  archeologico (ad  esempio,  da  quanto  si  è
  appreso,  il  bar è chiuso e i bagni non possono essere  utilizzati
  per carenza di pulizia);

   il  sistema  di climatizzazione del Museo Archeologico del  Baglio
  Florio,  situato all'interno del Parco Archeologico  di  Selinunte,
  non  è funzionante, con la conseguenza che nella stagione invernale
  la temperatura interna è ben al di sotto di quella consentita dalle
  norme  in  materia  di salubrità nei luoghi di lavoro,  mentre  nel
  periodo  estivo, il mancato funzionamento dell'impianto,  determina
  un clima torrido per i turisti e il personale;

   la  biglietteria d'ingresso del Parco lato Triscina,  non  risulta
  adeguata agli standard qualitativi minimi ed essenziali (il sito  è
  sprovvisto  di  arredi, di punti luce idonei, di un cassa  adeguata
  come riportato su Il Giornale di Sicilia del 6.2.2018 );

   l'ingresso al Parco viene chiuso alle 13.00 non rendendo  fruibile
  l'accesso ai turisti nelle ore pomeridiane.

   per  sapere  se  intendano intraprendere azioni concrete  affinché
  venga garantita la fruibilità del Parco archeologico di Selinunte e
  quali  azioni questo Governo, in collaborazione con gli Assessorati
  preposti,  intenda  compiere per adeguare i servizi  agli  standard
  qualitativi europei.

   Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per fornire risposta.

   TUSA,  assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.  Per
  quanto riguarda l'interrogazione relativa al Parco archeologico  di
  Selinunte,  signor Presidente, onorevoli deputati, posso confermare
  che  sono  in  atto lavori di sistemazione del Baglio Florio,  dove
  insiste  il  Museo  del  Parco archeologico di  Selinunte,  per  la
  realizzazione  di  un  impianto  di  climatizzazione  che   è   già
  esistente.
   Mancava  tuttavia  la  cabina  elettrica  potenziata  per   potere
  sostenere questo tipo di impianto.
   E'  stato già finanziato nell'ambito del PO-FESR, i lavori sono in
  corso di espletamento, in ultimazione.
   Per  quanto  riguarda la gestione degli ingressi al  Parco,  oltre
  all'ingresso tradizione dal lato di Marinella di Selinunte, è stato
  attivato l'ingresso dal lato Triscina.
   Un  ingresso parzialmente gestito dal Comune di Castelvetrano dove
  i  servizi  esistenti come il bar, il book shop sono di  pertinenza
  del Comune di Castelvetrano così come il parcheggio.
   Il  secondo  ingresso è aperto però, causa mancanza di  personale,
  solamente le mattine fino alle 13 nei giorni feriali.
   Questo  è  ovviamente  un problema che dipende  dalla  carenza  di
  personale  che  abbiamo  nell'ambito  del  Parco  archeologico   di
  Selinunte.
   Per quanto riguarda i bagni, sono di pertinenza del comune, quelli
  dell'ingresso  lato  Triscina, ma mi risulta  che  dietro  ripetute
  sollecitazioni  da parte nostra il Comune ha provveduto  finalmente
  alla manutenzione ordinaria di questi bagni.
   Come  sapete  il comune di Castelvetrano è sotto commissariamento,
  per   quanto  riguarda  invece  i  servizi  di  nostra  competenza,
  all'interno  del  Parco,  c'è una normale  manutenzione  che  viene
  espletata  quotidianamente e quotidianamente  c'è  la  pulizia  dei
  bagni e quant'altro.
   La  situazione si è anche risolta per quanto riguarda il  problema
  della  pulitura  perché così come in altri siti archeologici  della
  Regione  abbiamo stipulato convenzione con l'Ente forestale  e  con
  l'ESA  che sta provvedendo e ha quasi completato in alcuni siti  il
  diserbo dei siti archeologici.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  sono
  cose che avevamo rilevato mesi fa.
   Rimane  sempre  il  problema del pagamento, dello sbigliettamento,
  perché c'era una mancata organizzazione di vari servizi.
   Ci  staremo  dietro,  mi auguro che lei possa prevedere  anche  un
  sistema  di  controlli all'interno del Parco, dal momento  che  non
  siamo in fase di autonomia.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 145  Iniziative al fine
  di garantire l'espletamento delle funzioni culturali del 'Museo del
  papiro Corrado Basile , a firma degli onorevoli Cafeo e Lupo. Ne do
  lettura:

   All'Assessore  per  i  beni  culturali e  l'identità  siciliana  e
  all'Assessore per l'economia, premesso che:

   con  Decreto  dell'Assessore per l'Economia n.2882 del  29.12.2017
  sono  state decretate le variazioni nello stato di previsione della
  spesa   del  bilancio  finanziario  della  Regione  Siciliana   per
  l'esercizio finanziario 2017;

   il  suddetto Decreto individua le somme da erogare in  favore  dei
  beneficiari  di  un  sostegno economico di cui  all'articolo  n.128
  della l.r. n. 11/2010 che disciplina il procedimento di concessione
  di sostegni economici a favore di enti, fondazioni, associazioni  e
  altri organismi per la realizzazione di iniziative aventi rilevanza
  sociale,   socio-sanitaria,  culturale,  storica  e  di  promozione
  dell'immagine della Regione;

   nell'ambito       delle     risorse      destinate all'Assessorato
  dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana si rileva una cospicua
  riduzione dei fondi;

   nello  specifico,  a  fronte  di  circa  2.800  migliaia  di  euro
  necessari  per il finanziamento dei soggetti che hanno superato  il
  vaglio  per  potere  accedere  al contributo  ex  articolo  128  ne
  risultano disponibili 1.124.261,57 euro;

   considerato che:

   alcuni enti, tra i quali il Museo del Papiro Corrado Basile, hanno
  subito una cospicua riduzione rispetto agli stanziamenti degli anni
  precedenti;

   la  riduzione  dello  stanziamento del Museo  del  Papiro  Corrado
  Basile  deriva, nello specifico, dalla assegnazione di un punteggio
  di  75/100  che si pone in netta controtendenza rispetto ai  valori
  assegnati negli anni precedenti (92/100 e 95/100);

   data  la  costante attribuzione di elevati punteggi al  Museo  del
  Papiro  Corrado  Basile  nel corso del  2017  erano  state  avviate
  attività   coerenti      con     l'incremento     del     prestigio
  internazionale  del  Museo  quali  l'accrescimento  delle  attività
  dell'Istituto  ed  il trasferimento presso una nuova  e  più  ampia
  sede;

   la  ingiustificata e cospicua riduzione dei fondi definisce per il
  Museo  un quadro finanziario insostenibile che determinerebbe quasi
  certamente la chiusura delle attività;

   il  07.02.2018 è stata presentata la I risoluzione     della     V
  Commissione       Cultura   dell'Assemblea   Regionale   Siciliana,
  denominata  'Interventi  in  favore  degli  enti  beneficiari   del
  sostegno economico di cui all'articolo 128 della legge regionale 12
  maggio 2010, n.11', finalizzata ad incrementare lo stanziamento per
  gli   enti   afferenti  all'Assessorato  dei   Beni   culturali   e
  dell'Identità  Siciliana,  a rivedere le modalità  di  ripartizione
  delle somme a partire dal 2018 ed, infine, ad introdurre la proroga
  del termine al 30 giugno 2018 per la rendicontazione delle attività
  finanziate in seno al disegno di legge n. 46/2018;

   ritenuto che:

   le  iniziative  poste  in essere da parte  del  Governo  risultano
  insufficienti  a  far  fronte alle pressanti  esigenze  finanziarie
  degli  enti  rientranti nell'elenco dell'Assessorato regionale  dei
  beni culturali e dell'identità siciliana;

   la  risoluzione  della V Commissione dell'A.R.S. non  ha  prodotto
  risultati apprezzabili;

   la  sessione  di  bilancio  costituisce  l'ambito  di  riferimento
  all'interno   del  quale  rinvenire  una  rapida  soluzione   delle
  problematiche degli enti beneficiari del sostegno economico di  cui
  all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11;

   per   sapere   quali   iniziative  intendano   intraprendere   per
  scongiurare  il  dissesto finanziario del Museo del Papiro  Corrado
  Basile   e  garantire  la  prosecuzione  delle  funzioni  culturali
  espletate da parte degli enti beneficiari del sostegno economico di
  cui all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11.

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Tusa per fornire la risposta.

   TUSA,  assessore  per  i  beni culturali e  l'identità  siciliana.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, una delle mie prime visite,
  nel  momento  in  cui  sono stato nominato  Assessore  per  i  beni
  culturali, è stata proprio al Museo del papiro di Siracusa,  perché
  l'ho individuato come una delle eccellenze del territorio regionale
  purtroppo  non  particolarmente sotto  attenzione  da  parte  delle
  gestioni precedenti.
   Ho  potuto  notare quello che si sa, cioè l'alto livello culturale
  di quella struttura, che si tratta di una struttura dalla rilevanza
  non solo regionale, non solo nazionale, ma internazionale.
   Alcuni   papiri   provenienti  dall'Egitto  e  da   altre   realtà
  internazionali vengono restaurati al Museo del papiro di  Siracusa.
  E' assolutamente ineccepibile la validità di questa struttura.
   Purtroppo, per la decurtazione dei capitoli relativi ai contributi
  che  il  mio  Assessorato dà alle istituzioni culturali  -  ripeto,
  purtroppo  -  si  è verificato un taglio obbligato  dei  fondi  che
  normalmente l'Assessorato fornisce al Museo del papiro.
   Erano stanziati - se non ricordo male - circa 60 mila euro da dare
  annualmente   al  Museo  del  papiro.  Purtroppo,  in   seguito   a
  decurtazione di tutta la lista dei contributi dati alle istituzioni
  culturali  regionali, il Museo del papiro ha avuto  15.750,00  euro
  che  ancora  non  sono  stati erogati per un  problema  che  io  ho
  sottoposto   diverse  volte  anche  ai  colleghi   dell'Assessorato
  dell'economia.
   Il  problema della Ragioneria del mio Assessorato che è oberata di
  lavoro  e  quindi ha degli arretrati notevoli. Per  cui  quest'anno
  verrà  erogato  al Museo del papiro la somma di euro 15.750,00  nel
  più breve tempo possibile. Ho allertato la Ragioneria per stimolare
  e velocizzare questo procedimento ma, è mio intendimento, da questo
  punto  di  vista  mi  sento di prendere un  impegno,  affinché  nel
  prossimo  bilancio  della  Regione  venga  inserita  una  posta  di
  bilancio  ad  hoc  per il Museo del papiro perché è  veramente  una
  eccellenza  del nostro territorio ed è un delitto  se  noi  non  la
  valorizziamo e supportiamo adeguatamente.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Cafeo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CAFEO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, lo dichiaro  prima
  così  non me lo scordo  Signor Assessore, io conoscevo e sapevo  la
  sua  sensibilità e la conoscenza, tra le altre cose, ne avevamo già
  parlato,  della struttura del Museo del papiro. Una struttura  che,
  come  ha  detto lei, comunque, da diversi anni non ha più  risorse,
  non  sono  stati  rispettati - non da  lei,  ma  anche  da  Governi
  precedenti  -  gli  impegni  presi con  questa  Istituzione,  anche
  relativamente  ad  altri  Accordi  di  Programma  in  cui  venivano
  destinati  anche  degli  immobili  di  proprietà  del  Comune   per
  valorizzare ancora meglio questo Istituto.
   Non  penso  che  la  cifra  di  15 mila  euro,  o  la  sensibilità
  dell'Aula,  o  dei singoli Assessori ogni anno potrà garantire  una
  valorizzazione  del Museo del papiro. Apprezzo la sua  sensibilità,
  però   la  invito  a  valutare  -  considerando  anche  la  valenza
  internazionale   e   la   mancanza  di  una   creazione,   di   una
  valorizzazione anche di risorse umane a cui trasmettere  il  lavoro
  che  fa  oggi il Museo del papiro, che è un lavoro unico al  mondo,
  perché  è  una di quelle assurdità in cui il Museo del  papiro  non
  viene  considerato né a Siracusa e né nella nostra Regione e invece
  è  un fiore all'occhiello dell'Egitto su tutto l'aspetto del papiro
  -   invito   l'Amministrazione  regionale,  nello   specifico   lei
  Assessore,  a valutare anche l'opportunità di una acquisizione  del
  Museo del papiro da parte della Regione siciliana. In maniera  tale
  da  poterlo  fare diventare uno appieno quello che è uno  strumento
  non  solo  di attrazione turistica, ma anche di creazioni di  nuove
  figure   professionali  e  un  fiore  all'occhiello   dell'identità
  culturale  siciliana, nello specifico, poi, in una delle città  più
  antiche  come tradizione storica, non solo archeologica,  ma  anche
  dal punto di vista culturale, che è Siracusa.
   Quindi,  sapevo  delle  risorse  non  destinate  all'interno   del
  bilancio,  confido  nella  sua attenzione affinché  queste  risorse
  vengano  liberate al più presto. Però le sottopongo, vista  la  sua
  conoscenza del Museo e la sua sensibilità, di poter ipotizzare  una
  acquisizione o una soluzione complessiva che consente di  fare  una
  programmazione  e  quindi  di non vivere  con  la  speranza  di  un
  contributo a singhiozzo.

   PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, ai fini della verbalizzazione

   CAFEO. Mi ritengo soddisfatto, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n.  49   Istituzione  del
  sistema  dei  Parchi  archeologici , a firma dei  parlamentari  del
  Gruppo Movimento Cinque Stelle.

   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   la  Legge  Regionale  3  novembre 2000 n. 20,  al  Titolo  II,  in
  attuazione delle finalità di cui all'art. 1 della Legge Regionale 1
  agosto  1977,  n. 80, istituisce il sistema dei parchi archeologici
  regionali per la salvaguardia, la gestione, la conservazione  e  la
  difesa  del  patrimonio  archeologico regionale  e  per  consentire
  migliori  condizioni di fruibilità dei parchi a scopi  scientifici,
  sociali, economici e turistici;

   per  il  perseguimento  dei  fini su  menzionati,  il  legislatore
  all'articolo  20  e  ss.  ha  previsto  un  dettagliato  iter   per
  l'istituzione di nuovi parchi archeologici, diverso dal parco della
  Valle dei templi, disciplinato al Titolo I;

   con  successivo  decreto l'Assessore competente  al  ramo,  previo
  parere  del Consiglio regionale per i beni culturali ed ambientali,
  istituisce  il  parco  archeologico ed entro  i  successivi  trenta
  giorni, provvede ad individuare con decreto le aree già perimetrate
  dalle competenti sopraintendenze ai beni culturali ed ambientali;

   visti:

   il  D.A.  n.  6263 dell'11 Luglio 2001 dell'Assessore per  i  Beni
  Culturali  e Ambientali e per la Pubblica Istruzione con  il  quale
  sono state individuate le aree archeologiche costituenti il sistema
  dei Parchi archeologici della Regione;

   il   D.A.  n.  1142  del  29  aprile  2013  recante  modifiche  ed
  integrazioni al D.A. n. 6263 dell'11 luglio 2001 con  cui  è  stato
  rimodulato  il  sistema  dei  Parchi  archeologici  della   Regione
  comprendendo il 'Parco archeologico della Villa del Casale';

   il D.A. del 23 gennaio 2014 n. 117, che apportando nuove modifiche
  ed  integrazioni al D.A. del 29 aprile 2013 n. 1142, ha  rimodulato
  nuovamente  il  sistema  dei  parchi  archeologici  della   Regione
  comprendendo  quello del 'Parco archeologico e paesaggistico  della
  Valle dell'Aci';

   il  D.A.  del  30  agosto 2017 n. 3827, con il quale,  a  parziale
  modifica  ed  integrazione  dei  suindicati  decreti,  sono   state
  elencate  le  aree archeologiche che possono essere istituite  come
  Parco  Archeologico e contestualmente sono state  previste  che  le
  stesse aree costituiscano il Sistema dei Parchi Archeologici;

   considerato che:

   a  fronte del sistema dei parchi così come delineato dal D.A.  del
  30  agosto  2017  n. 3827, unicamente le due aree archeologiche  di
  Selinunte  e  Cave  di Cusa e di Naxos sono state  istituite  parco
  archeologico  nel  rispetto  dell'iter amministrativo  previsto  ai
  sensi   del  combinato  disposto  del  comma  3  e  del   comma   7
  dell'articolo 20 della Legge Regionale 3 novembre 2000, n.  20,  in
  quanto  destinatarie  di specifici decreti di individuazione  delle
  aree  perimetrate dalle competenti soprintendenze e dei  successivi
  decreti di istituzione del parco;

   l'art.  1 del D.A. n. 3827 recita espressamente che tutte le  aree
  archeologiche   indicate  possono  essere  istituite   come   Parco
  Archeologico  ma  a  tutt'oggi, per le stesse, sono  stati  emanati
  esclusivamente i decreti di individuazione in seguito  all'avvenuta
  perimetrazione mentre mancano i decreti istitutivi;

   le  aree  archeologiche di Solunto, Segesta, Himera e Monte  Jato,
  ancorché  indicate  nel  sito ufficiale dell'Assessorato  dei  Beni
  Culturali e dell'Identità Siciliana come parchi istituiti, per essi
  ai  decreti di perimetrazione delle aree non hanno fatto seguito  i
  successivi decreti di istituzione ai sensi del comma 7 della  Legge
  Regionale 3 novembre 2000 n. 20;

   le  aree  di  Himera e Segesta sono inoltre inserite  nell'assetto
  organizzativo del dipartimento regionale dei beni culturali di  cui
  all'Allegato  A  del  DDG n. 2372/2013, nella sezione  afferente  i
  parchi archeologici istituiti seppur prive dell'apposito decreto de
  quo;

   l'area  archeologica  di Segesta, nell'articolazione degli  uffici
  del Dipartimento regionale dei beni culturali e identità siciliana,
  è  stata istituita come Servizio Parco, rubricata al numero  37,  e
  dotata  di  due unità operative di base, alla medesima stregua  dei
  parchi istituiti con apposito decreto;

   per conoscere se:

   intendano completare l'iter amministrativo iniziato con i  decreti
  di  perimetrazione per come previsto dall'art. 20  legge  regionale
  20/2000, provvedendo ad emanare i mancanti decreti istitutivi per i
  vari   parchi  archeologici  al  fine  di  consentire  le  migliori
  condizioni  di  fruibilità  dei  siti  archeologici  e  dare  piena
  attuazione alla legge;

   intendano sanare il vulnus costituito dalle aree archeologiche  di
  Solunto,  Himera, Monte Jato, Segesta, costituita come Servizio  37
  Parco archeologico di Segesta, considerate come istituiti parchi ma
  mancanti dei decreti assessoriali di istituzione.»

   CANCELLERI - CAMPO - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI
  PAOLA - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI - PASQUA -
  SCHILLACI  - SIRAGUSA - SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA  -
  ZITO

   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Cancelleri  per   esporre
  l'interpellanza.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  assessore,  colleghi,  i   pochi
  interessati colleghi alla discussione di oggi

   LUPO. Noi siamo presenti.

   CANCELLERI.  Le  opposizioni ci sono, devo dire che  ci  sono.  E'
  attività ispettiva però, Presidente, sa che va ad appannaggio di un
  buon   lavoro   all'interno   del  Parlamento.   Evidentemente   la
  maggioranza è estremamente edotta

   PRESIDENTE. E' conoscitore di tutti i problemi.

   CANCELLERI.  E conosce tutti i temi talmente tanto  bene  che  non
  vuole  confrontarsi.  Però è importante che ci  sia,  quanto  meno,
  l'assessore per i  beni culturali con il quale possiamo parlare.
   In  realtà, assessore, stamattina in maniera informale avevamo già
  parlato in Commissione proprio di questo tema.
   La legge del 2000 dava la possibilità all'assessorato di istituire
  i Parchi regionali è ad oggi disattesa, purtroppo.
   Sono  passati 18 anni e qui abbiamo soltanto i decreti  che  hanno
  istituito  soltanto il Parco di Agrigento. Gli altri  sono  con  la
  perimetrazione,  stamattina  ci ha  anche  detto  che  ormai  è  in
  dirittura di arrivo.
   Io  di  questo ne sono contento. Migliore occasione dell'Aula  per
  lasciare  a  verbale anche quelle che sono le parole che  ci  siamo
  detti stamattina sono fondamentali.
   L'interpellanza  chiede  semplicemente,  a  fronte   del   decreto
  assessoriale  del 30 agosto 2017, n. 3827, che dava appunto  queste
  possibilità e individuava le perimetrazioni sul combinato  disposto
  delle due leggi, la n. 20 del 2000, comma 3 e 7 dell'articolo 20, e
  un  chiarimento  anche sul perché ancora le  aree  di  Solunto,  di
  Segesta,  dell'Imera, del Monte Jato e anche quella derubricata  al
  servizio  37  che è quella di Segesta, perché non venissero  ancora
  istituiti i Parchi e, quindi, data la nobiltà di quelle che  devono
  essere aree che in qualche modo ci devono poi riguardare.
   Coscienti  del fatto che sui beni culturali possiamo costruire  la
  fortuna turistica e la fortuna culturale di una Terra che è davvero
  talmente  ricca che, purtroppo, ormai fra la gente si  è  insinuato
  addirittura il dubbio, e io sono convinto che lei vorrà smentirle e
  smentirci tutti, che ne abbiamo talmente tante di bellezze che alla
  fine non riusciamo ad occuparcene di nessune.
   Questo è chiaramente un grave errore e io spero, insomma, che  con
  il suo assessorato ci siano finalmente queste possibilità anche per
  dare  finalmente  alla Sicilia una rete ed un  sistema  dei  Parchi
  archeologici regionali che sia di tutto rispetto, all'avanguardia e
  che  soprattutto cominci a dare possibilità di fruizione anche  più
  importanti  di  quelle  che, purtroppo, ad oggi,  rimangono  ancora
  scarne.
   Considerati  i flussi turistici che ci sono stati in questi  anni,
  considerate tutta una serie di dati che poi vengono fuori sia dagli
  studi  dell'assessorato che anche dagli studi che vengono fatti  da
  autorevoli  istituti,  che vedono però come ancora  arranchiamo  in
  quello  che,  invece, potrebbe diventare un settore  detonante  non
  solo  dal  punto  di  vista  della fruizione  meramente  culturale,
  nostra, di siciliani e quindi della nostra Terra, ma come richiamo,
  appunto,  di  flussi  turistici che potrebbero  finalmente  trovare
  quello che poi in altri luoghi del mondo sicuramente non riescono a
  trovare.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Tusa per  rispondere
  all'interpellanza.

   TUSA,  assessore  ai  beni  culturali  e  all'identità  siciliana.
  Ringrazio  l'onorevole Cancelleri per questo  stimolo  fondamentale
  all'attività   del  mio  assessorato  che  mi  trova  perfettamente
  d'accordo,  perché ritengo che l'esperienza dei Parchi archeologici
  attivi,  cioè  Agrigento, Naxos e Selinunte,  dimostra  che  quella
  legge è una legge valida perché ha cambiato radicalmente il sistema
  di   gestione  a  favore  di  una  gestione  efficiente   e   anche
  economicamente produttiva.
   Uno dei miei compiti principali, appena insediato, è stato proprio
  quello  di  dare  corpo  alla realizzazione  della  legge  20,  che
  peraltro  io contribuì, a suo tempo, anche a redigere, e quindi  lo
  sento proprio come una sorta di impegno personale per questa Terra,
  per  dotare la Sicilia di venti parchi, perché son venti  i  parchi
  che sono menzionati nella legge, e io aggiungerò anche il parco  di
  Pantelleria,  che fu secondo me erroneamente derubricato,  affinché
  la   Sicilia   abbia   questi  ventuno   parchi   che   sicuramente
  costituiranno   uno  balzo  in  avanti  nell'efficienza   e   nella
  ottimizzazione della gestione del nostro patrimonio.
   Io  non sono aduso a promettere nulla, però l'impegno è quello  di
  realizzare,  mi  sono posto come obiettivo,  un parco  al  mese,  e
  quindi  cercherò di rispettare questo impegno, del resto  i  parchi
  sono  già  perimetrati, i regolamenti sono stati  già  redatti,  si
  tratta  di  rivederli, ovviamente, perché sono passati degli  anni,
  purtroppo da quando ci fu la stagione, diciamo, di impegno  per  la
  realizzazione del sistema dei parchi, e quindi io mi auguro,  anzi,
  sono  certo  che lentamente ma nel giro al massimo  di  un  anno  o
  qualcosa in più, potremmo realizzare i parchi in Sicilia.
   Il  sistema  dei parchi archeologici è un sistema che non  solo  è
  efficiente ed efficace per noi, ma costituisce anche un modello per
  l'intero  mediterraneo,  vorrei  ricordare  al  Presidente  e  agli
  onorevoli deputati che addirittura il nostro sistema dei  parchi  è
  stato  preso  ad  esempio dall'Unesco ed esportato in  Albania,  ma
  anche   nei   Balcani,   come  modello  di  gestione   dei   parchi
  archeologici, quindi abbiamo non solo il dovere di farlo, per  noi,
  ma  anche  un  dovere verso la ribalta internazionale non  solo  di
  avere fatto una legge, ma poi di saperla realizzare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, si ritiene soddisfatto?

   CANCELLERI. Sì mi ritengo soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  209   Revisione  dei
  meccanismi di accesso ai bandi comunitari .
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  all'Assessore  per  i  beni  culturali  e   l'identità
  siciliana,   all'Assessore   per  l'economia,   all'Assessore   per
  l'energia  e  i servizi di pubblica utilità, all'Assessore  per  la
  famiglia,  le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, all'Assessore per l'istruzione  e  la
  formazione  professionale,  all'Assessore  per  l'agricoltura,   lo
  sviluppo  rurale  e  la  pesca mediterranea, all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente e all'Assessore per il turismo, lo sport  e
  lo  spettacolo,  premesso che da un po' di anni a questa  parte  la
  Regione  siciliana, ritenendo di adeguarsi ai più  evoluti  sistemi
  informatici  utilizzati  sia  nel  resto  d'Italia  che   d'Europa,
  seleziona  le domande avanzate dagli imprenditori per  accedere  ai
  fondi  europei per l'innovazione, attraverso l'ormai famoso e tanto
  criticato 'click day';

   preso atto che la velocità è il fattore decisivo affinché si possa
  rientrare  nell'elenco  dei  'favoriti dalla  sorte'  che  potranno
  pertanto sperare negli aiuti comunitari;

   tenuto conto che, da qualche tempo, le aziende siciliane vivono un
  vera  e  propria odissea, ovvero la piattaforma telematica adottata
  dalla  Regione dovrebbe dare uguali possibilità alle aziende ma,  a
  causa del suo malfunzionamento, finisce piuttosto col danneggiarle,
  così  come  avvenuto  di  recente con l'Amministrazione  regionale,
  costretta  a  prorogare  il  termine  per  la  presentazione  delle
  progettualità  a  valere sull'azione 3.1.1.3  'Aiuti  alle  imprese
  esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni tangibili
  e    accompagnamento    dei   processi   di   riorganizzazione    e
  ristrutturazione aziendale';

   ricordato che analoga vicenda accadde circa tre anni fa, quando il
  tanto  agognato Piano Giovani si rivelò essere una delle esperienze
  più fallimentari della Regione;

   considerato   che   il  click  day  risulta  essere   un   sistema
  inaffidabile per imprenditori e lavoratori, un sistema che presenta
  le  problematiche più disparate, che possono essere dal ritardo  di
  una  manciata  di secondi nella presentazione della  domanda  a  un
  cattivo funzionamento della rete informatica, oltre a non garantire
  trasparenza  ed  efficienza, non tenendo conto  della  reale  bontà
  delle proposte progettuali;

   per  sapere  se  il  Governo  non ritenga  necessario  rivedere  i
  processi di assegnazione delle risorse, modificandone i criteri  di
  accesso, attraverso una valutazione dei progetti, basata su criteri
  di   selezione  oggettivi,  affinché  possa  essere  data  maggiore
  efficienza   allo   sviluppo  e  soprattutto   creare   una   buona
  occupazione.»

                               CANNATA - CALDERONE - GENOVESE - GALLO

   Assessore   Tusa,   ha   facoltà   di   rispondere   all'onorevole
  interrogante.

   TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.  Devo
  dire che l'interrogazione  209 non è di mia competenza.

   PRESIDENTE  In  realtà  questa  interrogazione  riguarda   diversi
  assessori,  forse  più  che altro è il tema dei  fondi  comunitari,
  quindi, se vuole può rispondere per la sua parte, intanto.

   TUSA,  assessore per i Beni culturali. Sì,  per la mia parte posso
  dire  che l'accesso ai bandi comunitari, per quanto riguarda i beni
  culturali,  è  stata  abbastanza trasparente, e abbastanza  seguita
  anche  dai comuni e da coloro che avevano l'opportunità di adire  a
  questi  bandi. C'è stato solamente un problema per quanto  riguarda
  il   PO  FESR,  per  quanto  riguarda  l'accesso  digitale   e   la
  presentazione digitale telematica delle proposte, ma  che  è  stata
  risolta nel giro di qualche ora proprio nel momento in cui si  sono
  verificati dei problemi nel momento della immissione telematica dei
  progetti, quindi ritengo che sia, per quanto mi riguarda,  problema
  risolto.

   PRESIDENTE. Assessore, grazie per la sua risposta, però in  realtà
  credo   che   sia   opportuno  trasferire   questa   interrogazione
  all'assessore per l'economia, che ha la delega, ovviamente ai fondi
  comunitari  e  quant'altro, quindi faremo  in  modo  di  trasferire
  questa interrogazione all'assessore Armao.


                 Seguito della discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si passa al III punto all'ordine del giorno   Seguito
  della  discussione di mozioni , abbiamo diverse mozioni  all'ordine
  del  giorno, ma l'Assessore presente è soltanto l'Assessore Tusa  e
  non c'è alcun argomento di sua competenza.
   Quindi ci facciamo carico di chiedere al Governo, domani alle  ore
  16.00,  perché dobbiamo aggiornare i lavori, di far pervenire  agli
  assessori  per il territorio e l'ambiente, l'economia,  la  salute,
  per il turismo,  per la famiglia,  affinché possano rispondere alle
  mozioni

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  sono  venuto   in   Aula   per
  un'interrogazione. Ho fatto quattro ore di treno per  poi  non  far
  nulla. Vergogna


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   per
  suggerire, se è possibile, alla Presidenza, anche alla presenza  in
  Aula di più Assessori perché, come è dimostrato anche oggi, avremmo
  anche potuto procedere ad esaminare interpellanze, atti ispettivi e
  anche per altre rubriche, cosa che non è possibile fare appunto per
  l'assenza degli Assessori della Giunta.
   Volevo,  in  particolare, richiedere se per la  discussione  delle
  mozioni  che riguardano i diritti dei migranti, tema di particolare
  rilevanza,  sarà possibile avere in Aula la presenza del Presidente
  della Regione, onorevole Musumeci.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo per la trattazione della  mozione  sui
  migranti concorderemo la presenza del Presidente Musumeci.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente avevo chiesto di parlare prima io.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale,  c'è  un  ordine  nelle  cose.
  L'onorevole  Pasqua all'inizio della seduta senza alzare  la  voce,
  come  fa  lei inopportunamente, mi ha chiesto di parlare e  siccome
  era  un  intervento che riguardava le comunicazioni lo  fa  a  fine
  seduta, così come prevede il Regolamento interno.

   PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dispiace che non ci
  sia nessuno al banco del Governo, spero che questa Presidenza vorrà
  trasmettere proprio questa parte di verbale.
   Questo  intervento lo faccio per comunicare sia ai  miei  colleghi
  che  al  Governo  un fatto particolare, parto un poco  da  lontano:
   ritardo'.
   Ritardo è la parola chiave che sta conducendo tutta l'attività  di
  questo Governo. La parola chiave è  ritardo'.
   Questo  Governo  è  in  ritardo su tutto: rifiuti,  ancora  stiamo
  aspettando un piano dei rifiuti organico nonostante il Presidente e
  Commissario; stiamo aspettando la rete ospedaliera che  ancora  non
  si sa quale è la versione definitiva.
   Noi in Commissione aspettiamo pazientemente ma già è in ritardo di
  sei mesi.
   Questo  Governo è in ritardo sul pagamento degli assegni  di  cura
  dei  disabili gravissimi, cosa che sarebbe stato opportuno fare nei
  tempi  giusti,  mese per mese così come prevedeva la legge  vigente
  sino al 30 di aprile quando abbiamo votato la legge di stabilità.
   Ritardo  ancora sul decreto del Presidente della Regione, previsto
  all'articolo  30  nella  legge di stabilità,  quello  che  dovrebbe
  decidere  e  determinare  le modalità di accesso  e  di  erogazione
  dell'assegno di cura per i disabili gravissimi e anche altre misure
  per i disabili gravi.
   Ma il ritardo più importante, più pericoloso questo Governo lo sta
  accumulando - e mi sia consentito anche in maniera vergognosa - nei
  confronti di una madre di 32 anni di Giarre.
   Una  madre  che si chiama Zineb, che a dispetto del  nome  che  fa
  trasparire origine magrebine ma è italianissima come noi.   E'  una
  madre  di  Giarre  che è affetta da una particolare  malattia,  una
  malattia rara, forse rarissima.
   Questa  madre,  più di un anno fa, scopre di essersi  ammalata  di
  qualcosa  che  non  sa:  nessuna  struttura  in  Sicilia,   nessuna
  struttura  sanitaria  in Sicilia, riesce a  capire  cosa  ha.  Lei,
  allora,  comincia  a cercare di sua iniziativa,  di  sua  spontanea
  volontà,  e  si rivolge a dei centri fuori dalla regione siciliana,
  si  rivolge  ad  Udine dove finalmente le viene  diagnosticata  una
  malattia grave che si chiama, la voglio leggere,  Granulomatosi con
  poliangite ;  questa  malattia determina  la  nècrosi  delle  parti
  interne del corpo, una malattia che prevede un decorso rapido verso
  la  morte  se non diagnosticata velocemente e curata nella  maniera
  più opportuna.
   E allora che succede? Che lei si rivolge alle strutture pubbliche,
  alla sanità pubblica e nessuno le sa dare una risposta.
   Si  rivolge, allora, all'assessore con una pubblica lettera su  un
  quotidiano  di  Catania,  con  una  lettera  aperta  e  si  rivolge
  all'assessore Razza chiedendo aiuto, che lei pensava  autorevole  e
  potesse essere anche immediato, perché la sua malattia richiede  un
  intervento immediato. E' il 18 aprile.
   Ancora  oggi  questa  madre  non ha avuto  una  risposta,  nessuna
  struttura  sanitaria,  l'assessorato,  l'assessore,  il  Presidente
  della Regione cui lei personalmente si è rivolta, le hanno dato una
  risposta  su quale centro dovesse interpellare per avere  una  cura
  alla sua malattia. Non ha avuto alcuna risposta.
   L'unica  risposta  che le hanno dato da questo  Governo  è  stato:
   faremo  intervenire i nostri uffici'. Per due mesi e mezzo  questa
  madre,  che pian piano subisce sul suo corpo gli effetti di  questa
  malattia rara, non ha avuto alcuna risposta.
   E  allora questa madre cosa ha fatto? Non si è arresa. E' andata a
  cercare le norme, le leggi, tutto ciò che le spetta.
   Ebbene  questa  madre,  qualche  giorno  fa,  il  26  giugno,   ha
  protocollato una denuncia nei confronti della Regione siciliana  al
   Mediatore europeo' per violazione dei diritti umani, perché lei ha
  chiesto  da  mesi,  dal 18 aprile chiede, che le  sia  indicato  un
  centro o le sia autorizzata la cura transfrontaliera; l'ha scoperto
  da  sola,  lei  ha scoperto che c'è un centro in Germania  che  può
  assisterla  e  curarla,  ma ha bisogno di  una  autorizzazione  che
  dall'assessore e dal Governo non è ancora arrivata.
   Questo ritardo potrebbe essere fatale. Qua non si scherza, qui non
  si  parla  più di politica. Qui si parla della vita di una  giovane
  madre. Davvero  Non si piò scherzare su queste cose.
   La  giovane  madre,  Zineb,  ha fatto benissimo  a  rivolgersi  al
  Mediatore  europeo:  questo  ritardo  è  intollerabile,  è  davvero
  intollerabile.
   Questo  Governo  è  in  assurdo ritardo,  è  in  ritardo  assurdo,
  davvero.  Spero che la parola ritardo - e qui concludo  -  non  sia
  causa  di  danni  ulteriori  per Zineb madre  di  32  anni.  Grazie
  Presidente.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori - a casa, tutti -
  colleghi parlamentari, io penso, davvero, che noi siamo arrivati al
  dunque  e  siamo arrivati al dunque non a fine legislatura,  signor
  Presidente, ci siamo arrivati all'inizio.
   Questo atteggiamento da parte del Governo di disinteresse totale e
  di mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento è vergognoso.
   Se   poi   aggiungiamo,  anzi  li  mettiamo  insieme   ad   alcune
  dichiarazioni che vengono fatte negli ultimi mesi, come  quando  ci
  siamo  sentiti dire:  dobbiamo togliere il voto segreto che  è  uno
  strumento  che  ha  la  minoranza, ma non  solo  la  minoranza'  di
  intervenire; da una parte si vuole togliere il voto segreto, da una
  parte si azzera il significato delle interpellanze e delle mozioni,
  e le spiego perché - ringrazio intanto l'assessore Razza per essere
  qui presente.
   Purtroppo  non  è l'assessore che aspettavo io, lei  ha  avuto  il
  garbo  di  essere presente a differenza del suo collega all'energia
  che aveva un'interrogazione scritta così; come è stato consegnato a
  me  l'ordine del giorno è stato consegnato a lui, e l'assessore non
  si è presentato.
   Cos'è  che  a  me dà fastidio? Che è da sei mesi che  noi  abbiamo
  presentato una miriade di interrogazioni, da sei mesi  Da sei  mesi
  che  aspettiamo una risposta, che non è che deve essere  per  forza
  positiva.  La  risposta può anche essere negativa ma  il  confronto
  democratico con le opposizioni, e non solo con le opposizioni,  con
  il  Parlamento,  si  mantiene  in particolar  modo  con  l'attività
  ispettiva.  Ma prima è stata azzerata l'attività ispettiva,  non  è
  stato  messo  all'ordine  del  giorno  un  confronto  sull'attività
  ispettiva,  dopo  di che, oggi, finalmente, dopo sei  mesi  vengono
  inserite   alcune  interrogazioni  e  non  hanno  neanche,   alcuni
  assessori, il garbo di essere presenti per fornire le risposte agli
  interroganti. Ma è una vergogna
   Questo   significa  davvero  mortificare  il  Parlamento,   questo
  significa  infischiarsene del Parlamento, io per  essere  presente,
  oggi,  ho fatto quattro ore e mezza di treno. Le mie quattro ore  e
  mezza, una volta questo treno lo dovevamo prendere in tanti, oramai
  sono  rimasto solo, non vedo nessuno sul treno. E lo faccio  sempre
  con  piacere,  sono  pagato profumatamente,  ma  qualcosa  la  devo
  concludere.  Ed io oggi sono venuto qui perché c'era all'ordine del
  giorno  questa interrogazione, un'interrogazione  Sono  venuto  per
  discutere  una  interrogazione che riguardava  la  piattaforma  dei
  rifiuti di Scicli. Ma è possibile che non è servito a nulla  questo
  viaggio  di  quattro ore e mezza, perché l'assessore non  ha  avuto
  neanche  la  delicatezza di venire qui a discutere  o  di  delegare
  qualcuno  per darmi un minimo di risposta? Ciò è una cosa  normale?
  Io  ho  fatto  il  sindaco,  ho fatto il presidente  del  consiglio
  provinciale,   ho  fatto  l'Amministratore,  ma  il  rispetto   nei
  confronti  del consiglio era fondamentale. Non c'era interrogazione
  di  un  consigliere che non avesse la giusta risposta dopo i trenta
  giorni.  Qui  siamo dopo sei mesi e quando viene il  momento  della
  trattazione  quella  interrogazione di quel  parlamentare,  abbiamo
  anche  la  sgradita  situazione di non vedere neanche  l'assessore.
  Guardi, Presidente, è una mortificazione.
   Se qualcuno pensa, però, che questo possa portare i parlamentari a
  demotivarsi  o  a  inficiare il ruolo delle interrogazioni  non  ha
  capito  assolutamente nulla, perché anzi, se io  inizio  a  mettere
  insieme   il   voto   segreto,  che  lo   dobbiamo   togliere,   le
  interrogazioni, che le dobbiamo mortificare, io inizio a pensare ad
  una  strategia  proprio per chiudere la bocca alle  opposizioni,  e
  questo  non  è  possibile. Ci adopereremo in tutti i modi  per  far
  valere .


           Riprende il seguito della discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, è presente l'assessore  per  la
  salute, abbiamo la possibilità di discutere diverse mozioni. La  n.
  33    Esenzione  della  quota  di  compartecipazione   alla   spesa
  farmaceutica  per i soggetti trapiantati , la n. 52   Realizzazione
  del  nuovo ospedale di Siracusa , mozione n. 66  Applicazione delle
  disposizioni  di  cui  alla l. r. n. 8 del  2017 ,  mozione  n.  74
   Creazione  dello 'sportello unico sulla disabilità'  in  Sicilia ,
  che  è  rivolta  all'assessore  per  la  famiglia,  alla  salute  e
  all'autonomie locali; la  mozione n. 76  Iniziative concernenti  la
  prevenzione  vaccinale in Sicilia , la mozione  n.  77   Disciplina
  delle  cosiddette  'Farmacie dei piccoli centri' ,  mozione  n.  93
   Verifiche nella composizione della commissione medica per  l'esame
  della  disabilità ,  mozione  n. 97  Potenziamento  delle  u.o.  di
  pronto soccorso regionali .
   Si  procede  con  la discussione della mozione  n.  33   Esenzione
  della  quota  di  compartecipazione alla spesa farmaceutica  per  i
  soggetti trapiantati , a firma del Movimento Cinque Stelle.
   Ne do lettura:

     n.  33   Esenzione della quota di compartecipazione  alla  spesa
  farmaceutica per i soggetti trapiantati

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   l'art.  52 del DPCM del 12 gennaio 2017 stabilisce che le  persone
  affette   dalle   malattie   croniche  e  invalidanti   individuate
  dall'allegato  8  al  presente decreto hanno diritto  all'esenzione
  dalla  partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie indicate
  dal medesimo;

   nel  suddetto allegato 8 - in cui sono elencate le malattie  e  le
  condizioni croniche invalidanti - i soggetti sottoposti a trapianto
  sono individuati con il codice di esenzione 052;

   la  normativa  nazionale ha abolito ogni forma  di  partecipazione
  alla spesa sanitaria degli assistiti per l'assistenza farmaceutica,
  lasciando margine alle singole Regioni in riferimento all'esenzione
  parziale o totale per i farmaci (cosiddetti di fascia A);

   in  base  al  disposto  dell'art. 4 comma 3 del  decreto-legge  18
  settembre 2001, n. 347, convertito con legge del 16 novembre  2001,
  n.  405,  le  Regioni  possono coprire gli eventuali  disavanzi  di
  gestione  mediante  proprie norme che prevedano  l'introduzione  di
  misure  di  compartecipazione  alla  spesa  sanitaria  (ad  esempio
  attraverso  l'applicazione di un ticket sui farmaci di fascia  A  -
  medicinali essenziali);

   in forza dell'articolo 1 della Legge regionale n. 6 del 10 gennaio
  2012, che modifica il comma 2 dell'articolo 7 della Legge regionale
  29  dicembre 2003 n. 21 - rinviando alla disciplina prevista  dalla
  legge  24  dicembre 1993, n. 537 -, il sistema regionale  siciliano
  prevede, per i farmaci in classe A (concedibili esenti), una  quota
  di  compartecipazione alla spesa sanitaria da parte di  tutti  quei
  soggetti affetti da malattie croniche ed invalidanti, fra i quali i
  soggetti                                          trapiantati(Cfr.:
  https://www.federfarma.it/Ticket-Regionali/Sicilia/Ticket-Normativa-
  regionaleSicilia.aspx      e     https://www.federfarma.it/Farmaci-
  efarmacie/Ticket-Regionali/Sicilia.aspx);

   CONSIDERATO che:

   diverse  Regioni  italiane, come ad esempio  la  Valle  D'Aosta  e
  l'Emilia Romagna - ma anche le meridionali Calabria e Basilicata  -
  esentano  dal compartecipare, al costo delle prestazioni sanitarie,
  i  cittadini colpiti da patologie croniche o invalidanti,  e  altre
  Regioni,  quali  ad  esempio  il  Veneto,  non  hanno  previsto  il
  pagamento  della  quota fissa, limitatamente alle prescrizioni  dei
  farmaci correlati alla patologia;

   i  soggetti  trapiantati  devono essere  sottoposti  a  un'intensa
  terapia  immunosoppressiva, oltre ad essere costretti  ad  assumere
  tutta una serie di farmaci correlati con la loro condizione;

   in   considerazione  di  ciò,  appare  necessario  prevedere   una
  riduzione  se  non  addirittura una esenzione totale  dei  soggetti
  trapiantati  dalla spesa sanitaria; anche in ragione  dell'esiguità
  del numero dei soggetti trapianti annualmente,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
                       L'ASSESSORE PER LA SALUTE

   a  disporre  l'esenzione della quota di partecipazione alla  spesa
  farmaceutica per i soggetti trapiantati, ovvero una riduzione della
  stessa;  ciò  anche alla luce della esiguità della  popolazione  in
  esame  e  in ottemperanza alla normativa vigente in tema  di  tetto
  farmaceutico.»

   PASQUA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A. - DI
  CARO  - DI PAOLA - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI
  -  SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TANCREDI - TRIZZINO- ZAFARANA -
  ZITO

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo  qualche
  secondo per illustrare questa vicenda.
   In  questa mozione invito il Governo,  - adesso ringrazio  per  la
  presenza  dell'assessore  Razza -, speravo  che  arrivasse  qualche
  secondo  prima,  mi  farò carico di fornirle,  il  traffico  le  ha
  impedito  di  arrivare, però le fornirò quanto ho dichiarato  prima
  con un intervento.
   Questa  mozione  tende ad allargare di pochissimo  la  platea  dei
  cittadini siciliani che possono usufruire dell'esenzione del ticket
  totale, mi spiego. I soggetti trapiantati, vi faccio l'esempio,  un
  soggetto  che  ha  insufficienze renali e per questo  sottoposto  a
  dialisi  continua,  e noi sappiamo bene quanto costano  quelle  tre
  giornate  di dialisi a settimana, che magari ad un certo  punto  il
  servizio  sanitario  regionale  riesce  a  fornirgli  un  rene   da
  trapianto  e riescono a risolvere un gran problema, una qualità  di
  vita  migliore  decisamente,  ma il  servizio  sanitario  regionale
  lascia  questi  soggetti  diciamo appesi  per  quanto  riguarda  il
  problema del ticket.
   Mi  spiego  ancora meglio. Un soggetto una volta trapiantato  deve
  necessariamente   sottoporsi  a  delle  profilassi   farmacologiche
  lunghe,   infinite   perché  dovranno  essere   a   vita,   terapie
  immunosoppressive a vita che il nostro servizio sanitario nazionale
  non dispensa come esenti ma è una spesa che loro sono costretti  ad
  affrontare comunque.
   I  trapiantati in Sicilia non sono tantissimi e potrebbero, questa
  Regione  potrebbe copiare anche l'esempio di Regioni come la  Valle
  d'Aosta  e  l'Emilia  Romagna che hanno  concesso  gratuitamente  i
  farmaci immunosoppressivi a questi soggetti ma non sono solo queste
  regioni  così  evolute quelle che lo concedono ma  anche  i  nostri
  vicini   calabresi   e  quelli  della  Basilicata   che   concedono
  l'esenzione totale.
   Per  questo  la  invito a predisporre un'indagine,  con  i  vostri
  uffici,  innanzitutto sui numeri dei trapiantati che ne  potrebbero
  usufruire e poi valutare. Sono sicuro che il costo per il  servizio
  sanitario   regionale  non  sarà  ingente  ma  il  sacrificio   che
  risparmiamo a queste persone sarà notevole perché mi creda arrivano
  a spendere anche quattro mila euro all'anno.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'Assessore per la  salute  per
  fornire chiarimenti.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Onorevoli  deputati,  onorevole
  Pasqua,  al  di  là di una risposta tecnica che  è  stata  messa  a
  disposizione  da  parte degli uffici in relazione  allo  stato  del
  nostro   cofinanziamento  per  l'anno  in  corso  alle   norme   di
  riferimento  a  livello  nazionale ed  alle  norme  di  riferimento
  attualmente in essere della Regione siciliana, la mozione  che  lei
  ha  presentato  ha  degli  addentellati di  ordine  politico  e  di
  valutazione  complessiva che meritano di  essere  valutati  con  la
  giusta attenzione.
   Lo   dico  perché  proprio  il  tema  dei  trapianti  è  un   tema
  particolarmente  a  cuore  al Governo della  Regione  siciliana  ma
  soprattutto  quello di venire incontro alle esigenze delle  persone
  che sono state sottoposte ad un trapianto che, molto correttamente,
  lei diceva, non essere tantissime, che però, faccio un esempio, che
  è quello legato alle visite periodiche che sono soggetti a fare per
  via  di  alcune decisioni che erano state determinate  nei  passati
  anni,  sono oggi sottoposti non tanto e non soltanto ad un aggravio
  di  ordine  economico,  come l'esenzione  proposta  mira  a  volere
  superare,  ma  ad un aggravio e ad un appesantimento dal  punto  di
  vista  organizzativo che è legato anche alla soppressione del  day-
  hospital  per natura diagnostica che molto spesso costringe,  penso
  ai  malati  trapiantati di cuore, a dovere  prenotare  più  di  una
  visita,  rispetto  alle  visite  e, quindi,  l'intera  materia  che
  riguarda il modo in cui si vuole la Regione comportare nei soggetti
  trapiantati  è  oggetto di particolare attenzione e di  particolare
  riflessione.
   Nel  caso  che  interessa  la mozione in essere  nell'anno  appena
  trascorso  la  quota di compartecipazione che è quella  lì  imposta
  dalla  normativa regionale corrisposta agli utenti è stata  pari  a
  poco più di 48 milioni di euro, mentre quella variabile è stata  di
  oltre  112  milioni  di euro. Questo ci mette nelle  condizioni  di
  potere  valutare che, dal punto di vista auspicato dalla mozione  e
  cioè  quello  di costituire una norma di favore nei  confronti  dei
  soggetti che siano sottoposti a trapianto, è una valutazione che il
  Governo della Regione si sente di compiere, nella direzione in  cui
  indica   la  mozione  e  cioè  di  un  approfondimento   anche   di
  legislazione  legata  alle azioni che sono poste  in  essere  dalle
  altre  regioni italiane che, ogni tanto, sono più virtuose, io  non
  mi  sento riconoscermi in una valutazione immediata che pone a dire
  che l'introduzione di una norma di favore che prescinda dal reddito
  possa essere valutata di per se stessa in contrasto con le norme di
  legge,  non lo condivido; la condizione del soggetto trapiantato  è
  una  condizione  di  per  se stessa unica che  riguarda  pochissimi
  soggetti e che merita una attenzione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 33. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa alla mozione n. 52 «Realizzazione del nuovo ospedale  di
  Siracusa ,  a firma dell'onorevole Zito e degli altri deputati  del
  Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   visti:

   l'articolo  20,  comma  1,  della legge  n.  67/88  che  prevedeva
  l'esecuzione di un programma pluriennale di interventi  in  materia
  di  ristrutturazione  edilizia, di ammodernamento  tecnologico  del
  patrimonio  sanitario pubblico e di realizzazione di residenze  per
  anziani  e  soggetti non autosufficienti per un importo complessivo
  di 23 miliardi di euro;

   la  delibera  n. 52/98 per cui il CIPE, su proposta  del  Ministro
  della sanità, ha approvato il quadro programmatico di completamento
  del  programma  nazionale straordinario di investimenti  in  sanità
  previsto dal richiamato articolo 20 della legge n. 67/88, indicando
  la  ripartizione delle risorse e stanziando la residua  somma  fino
  alla  concorrenza  originariamente prevista di 30.000  miliardi  di
  lire(15,49  miliardi di euro), precedentemente  utilizzata  fino  a
  9.400 miliardi di lire(4,85 miliardi di euro) nella prima fase  del
  programma;

   la  legge  n.  229/99 che ha introdotto, nel testo del  d.lgs.  n.
  502/92, l'articolo 5, comma 1;

   il comma 3 del medesimo articolo;

   visto  che nella scorsa legislatura, la Commissione Sanità,  nella
  fase di approvazione della programmazione delle risorse ex Articolo
  20  della  Legge 67/88, aveva inserito, fra le opere da realizzare,
  il  nuovo Ospedale di Siracusa, per un totale di 140milioni di euro
  di  cui 110 a carico dello Stato e della Regione, nella misura  del
  95  per cento e del 5 per cento, e 30 milioni a carico dell'ASP  di
  Siracusa;

   considerato  che  dalla  disamina da parte dello  scrivente  della
  relazione richiesta all'ASP 8 di Siracusa in data 10.09.2013  e  di
  alcuni  documenti  riguardanti il progetto del  nuovo  Ospedale  di
  Siracusa  sono  saltate  all'occhio singolari  stranezze,  come  ad
  esempio  il  grosso ammontare dei costi per posto letto rispetto  a
  quelli del Nord (320/350.000 euro c.a. rispetto ai 240/270.000 c.a.
  del  Nord)  o  i compensi, a nostro avviso esosi, previsti  per  il
  geologo  e  per  le  indagini geologiche,  che  assommano  a  circa
  1.200.000 euro;

   considerato che nella stessa relazione tecnica dell'ASP  si  legge
  che:  [  ]  l'attuale scelta della zona FS2 ove insediare il  nuovo
  ospedale  di Siracusa risale al lontano 1993, epoca in cui  i  temi
  della   viabilità,   della   fruizione   immediata,   tramite    la
  realizzazione di due gallerie di accesso poste una a nord e  una  a
  sud  di  non facile attuazione, e della moderna sanità erano altri.
  Oggi  l'area  risulta  inserita in un contesto  di  compressione  e
  congestione urbana lontana dalle direttrici di immediata  fruizione
  e  accessibilità  in  caso  di eventi di  eccezionale  gravità  che
  porterebbero il nuovo ospedale quale punto di riferimento a livello
  provinciale  e non solo, ma anche e soprattutto tenendo  conto  dei
  fattori  innovativi del sistema sanitario. Non ultima  una  attenta
  valutazione  di carattere economico che certamente recita  a  tutto
  vantaggio  nella scelta di proporre aree diverse dalla attuale  FS2
  di  contrada  Pizzuta,  le  quali, essendo  inserite  in  un  forte
  contesto   urbano,  godono  di  valori  espropriativi  molto   alti
  (130euro/mq contro valori nettamente inferiori delle zone segnalate
  in  prossimità dello svincolo Siracusa SUD che andrebbero non oltre
  30euro/mq  con un risparmio sulla sola acquisizione delle  aree  di
  circa 10.000,000euro);

   considerate le non poche perplessità, riguardanti anche i costi di
  esproprio  previsti per le aree individuate e che lo  scrivente  ha
  già   attenzionato  agli  stessi  destinatari  della  presente  con
  interrogazione n. 2165 del 2014;

   visto  che  dalla  seduta n. 99 del 28.03.2014  della  Commissione
  sesta - Servizi Sociali e Sanitari - è emerso che sono previsti 140
  milioni  di euro per la costruzione del nuovo ospedale di  Siracusa
  nell'ambito  dell'Accordo  di  programma  quadro  già  sottoscritto
  nell'ottobre  2012  che viene confermato oggi  dallo  stralcio  dei
  finanziamenti  ex articolo 20 L.67/88 che prevede uno  stanziamento
  di  154 milioni di euro per l'intera provincia di Siracusa, di  cui
  appunto 140 destinati al nuovo ospedale più 14 per altri interventi
  nei presidi ospedalieri provinciali;

   considerato  che  nella  Programmazione  Nazionale,  alla  Regione
  Sicilia  spettavano  800milioni di euro, tuttavia  pare  che,  come
  rammentato  dall'on.  Vinciullo, aver,  per  colpa  del  precedente
  Assessore e del precedente Governo, sostenuto, sempre, dalla stessa
  maggioranza  di  oggi, presentato in ritardo la  programmazione  ha
  fatto  sì  che  il  Ministero  della Salute  inserisse  la  Regione
  Siciliana, come tutte quelle ritardatrici, fra le regioni  canaglie
  e  quindi  non  meritevoli di ottenere le intere  somme  dovute  ex
  Articolo 20 della legge 67/88;

   considerato infine che:

   l'iter  per  la  realizzazione del nuovo ospedale di  Siracusa  si
  protrae  ormai  da  anni e la classe politica dirigente  non  si  è
  dimostrata  molto diligente a riguardo e il rischio, se  non  viene
  definito il progetto e individuata l'area in cui realizzare l'opera
  entro i termini previsti è che si perda il finanziamento;

   in  data  29  novembre  2017  lo scrivente  inviava  al  Direttore
  Generale  dell'ASP 8 di Siracusa, al Sindaco del Comune di Siracusa
  e  alla  Marina  Militare  una  nota con  la  quale  auspicava  una
  collaborazione tra Amministrazione Comunale, ASP, Marina  Militare,
  Soprintendenza,  Genio Civile, Protezione Civile e  con  tutti  gli
  enti  istituzionalmente competenti al fine di verificare  se  fosse
  possibile  la cessione di un'area, denominata Stazione Radio  Santa
  Panagia,  di  proprietà della Marina Militare  al  Comune,  per  la
  realizzazione del nuovo Ospedale;

   in  data  12  gennaio 2018 seguiva un sopralluogo da  parte  dello
  scrivente  insieme ai deputati Rizzo, Marzana e Pasqua, durante  il
  quale  si  veniva a conoscenza del fatto che, sul sito  individuato
  sarebbe     prevista    l'installazione    di    nuovi     apparati
  radiotrasmittenti, le cui antenne si troverebbero  all'interno  del
  quartiere e, quindi, circondate da abitazioni;

   considerato che solo l'Amministrazione Comunale ha dato  riscontro
  alla suddetta proposta, anche se in termini non certo collaborativi
  e  senza effettivamente aver interpellato gli altri enti competenti
  e  l'ASP  comunque  sembra  aver  mostrato  una  certa  apertura  a
  riguardo,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
      l'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
              l'Assessore per il territorio e l'ambiente
                      e l'Assessore per la salute

   ad   attuare   ogni   attività  necessaria  a  porre   in   essere
  un'interlocuzione  con  la Soprintendenza di  Siracusa,  la  Marina
  Militare e con tutti gli altri enti istituzionalmente competenti al
  fine  di  verificare  se  e  in  che  termini  sia  possibile   una
  collaborazione  con  gli  stessi per  la  realizzazione  del  nuovo
  ospedale  di  Siracusa  nell'area  militare  individuata  in  Santa
  Panagia di proprietà della Marina Militare;

   ad  attivarsi, a prescindere dalla possibilità della realizzazione
  della  suddetta proposta, affinché si eviti l' installazione  delle
  nuove  antenne,  di cui tra l'altro non è conosciuta  la  natura  e
  l'eventuale pericolosità per la salute dei residenti» (52)

                                 ZITO - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO
                            CIANCIO - DE LUCA A. - DI CARO - DI PAOLA
                               FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA
                              PALMERI - PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA
                             SUNSERI - TANCREDI - TRIZZINO - ZAFARANA

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,   la
  questione  dell'ospedale nuovo di Siracusa  è  una  questione  che,
  ormai,  ci  portiamo da forse un trentennio, cerchiamo  di  trovare
  ancora  da  anni,  gli  ultimi cinque anni  con  un'amministrazione
  uscente che non è riuscita a definire bene un'area dove individuare
  questo ospedale, una criticità enorme perché l'ospedale, non so  se
  lei  ha visitato l'ospedale attuale di Siracusa, è praticamente  un
  ospedale assolutamente non adatto, non ci sono gli spazi, consideri
  che i bagni per gli interi reparti sono comuni, quindi, non ci sono
  bagni  in stanza, ripeto gli spazi non sono assolutamente adeguati,
  non è una struttura antisismica, non è una struttura, dal punto  di
  vista dell'efficienza energetica, ovviamente, di qualità.
   Nel  vecchio Piano regolatore generale del comune di Siracusa  era
  stata  individuata un'area vicina all'ex ospedale  psichiatrico  ed
  all'ospedale chiamato  Rizza , il problema è che quell'area costava
  14,8 milioni di euro.
   Io  le  posso  dire che sono andato a visitare  il  San  Marco  ed
  un'area che praticamente è quasi due volte e mezzo è costata invece
  8  milioni  di  euro e ci dovremmo chiedere già il perché.  Inoltre
  parte  di quell'area, circa 5 mila metri quadrati così come è stata
  individuata, fu sequestrata perché fu confiscata praticamente  alla
  mafia, poi questo terreno fu dato all'associazione dei  Figli delle
  fate   per  farci un centro diurno, quindi, quello  che  il  Comune
  aveva  individuato come area per l'ospedale, allo stesso  tempo  lo
  cedeva anche ad associazioni.
   Ad    un    certo    punto,   visto   l'immobilismo    da    parte
  dell'amministrazione,  abbiamo  cercato  di   individuare   un'area
  alternativa ed oltre ad individuare quest'area alternativa, abbiamo
  scoperto  un'altra  cosa  che ora le dirò.  Quest'area  alternativa
  riguarda  un'area di proprietà della Marina Militare. E'  una  zona
  che  fa  da  cerniera fra due quartieri popolari, quindi,  potrebbe
  essere  anche utile per riqualificare quella zona, c'è  un  piccolo
  problema  perché  in questo momento c'è un piano paesaggistico  che
  potrebbe  incidere da questo punto di vista, ma  sappiamo  che  per
  pubblica  utilità però si potrebbe andare anche in deroga,  ma  per
  questo si devono aprire dei tavoli certi.
   Sicuramente  nella  visita che abbiamo fatto assieme  ai  colleghi
  nazionali, abbiamo visto, perché quell'area siamo andati a  vederla
  perché  stiamo  parlando  di  100-110 ettari,  quindi  qualcosa  di
  veramente  enorme, ed abbiamo scoperto che in quella zona  militare
  che  era  abbandonata  dal 2008 ci vogliono costruire  anche  delle
  antenne militari, quindi, delle antenne militari all'interno  della
  città.
   Come  lei  può  ben  capire non sono antenne del telefonino,  sono
  qualcosa di molto più potente, quindi, questa mozione va verso  due
  direzioni: una interlocutoria con la Marina e la Sovrintendenza per
  cercare  di capire se la strada per costruire questo nuovo ospedale
  in  quell'area  sia  percorribile, ovviamente sappiamo  che  non  è
  facile ma, quanto meno, avremo un terreno a costo zero ed andremo a
  sviluppare  una periferia (delle periferie purtroppo  tutti  se  ne
  ricordano  solamente nel periodo delle campagne elettorali  ma  poi
  ritornano   nel  dimenticatoio  all'indomani);  ma  l'altra   cosa,
  Assessore,  che  le chiedo molto più importante è  l'interlocuzione
  con  la  Marina  per evitare la costruzione di queste  antenne  che
  sono,  ripeto,  di  una  certa potenza  all'interno  di  un  centro
  abitato, quindi anche dal punto di vista della tutela della  salute
  dei nostri concittadini.
   Quindi,  questo in sintesi e, poi, comunque sia, trovare  un  modo
  per  accelerare  questo  iter e riaprire le interlocuzioni  con  il
  Governo  centrale per farsi rifinanziare perché le posso  garantire
  che  Siracusa  ha  bisogno di questo nuovo ospedale  perché  non  è
  accettabile,  ancora nel 2018, avere una struttura  sanitaria  così
  come quella di Siracusa.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor  Presidente, riguardo alle vicende dell'ospedale  a
  Siracusa con l'onorevole Zito.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cafeo,  appone  la  firma  pure  a  questa
  mozione?

   CAFEO.  No, però voglio spiegare un aspetto. Purtroppo, a Siracusa
  siamo in ritardo, come diceva l'onorevole Zito, perché il Consiglio
  comunale  scorso non si è espresso nell'individuazione dell'area  e
  spero  che lo faccia al più presto. Rispetto all'area in questione,
  ritengo  che  l'Assessore possa fare tutte le verifiche  che  vuole
  rispetto alla Sovrintendenza e quant'altro ma penso rimanga  sempre
  una  competenza da parte del Consiglio comunale nell'individuazione
  dell'area  stessa. Per cui, non sono contrario alla  mozione  nello
  specifico,  ma ritengo che questo dibattito vada fatto  all'interno
  del Consiglio comunale.

   ZITO. L'Asp può presentare una richiesta di variante al Comune.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la
  risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  parlamentari,  il  tema  dell'ospedale di Siracusa  è  un  tema  di
  assoluto rilievo. Lo è stato fin dall'inizio del mandato di  questo
  Governo e mi è capitato di dirlo anche nell'occasione del saluto al
  Commissario uscente dell'ASP di Siracusa, dottor Brugaletta, perché
  più  in  generale  per il Governo della Regione è fondamentale  una
  valutazione   su   una  agenda  di  realizzazioni  infrastrutturali
  nell'ambito sanitario.
   Abbiamo  avuto  occasione  di  chiarirne  la  ragione.  Riteniamo,
  infatti,  che una parte delle ragioni della migrazione di cittadini
  siciliani  che vanno a farsi curare al di fuori della  Sicilia  sia
  legata   proprio   alle  carenze  strutturali  di  molti   ospedali
  siciliani.
   Il  Governo della Regione siciliana anche nell'interlocuzione  con
  il  Ministero della Salute - a me in modo particolare è capitato di
  rappresentarlo un paio di settimane fa al Ministro che ha  ricevuto
  tutti  gli  Assessori regionali nella sede della  Conferenza  delle
  Regioni - tanto avverte come priorità il Piano delle infrastrutture
  che  sta  lavorando in maniera intensa alla definizione  del  nuovo
  documento  unitario  di programmazione degli investimenti  sanitari
  che  è  figlio  della  rimodulazione - lo ricorderà  meglio  di  me
  l'onorevole  Gucciardi  che mi ha preceduto  nell'incarico  -,  dei
  fondi ex articolo 20.
   Per  la  realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa, in  maniera
  costante  e  nel tempo, i più Governi che si sono alternati  quanto
  meno  dal  2010  quando  si  deve  la  prima  approvazione  in   VI
  Commissione  del Documento unico di programmazione, hanno  previsto
  risorse  adeguate  per  la  realizzazione  del  nuovo  ospedale  di
  Siracusa.
   Il punto di crisi rispetto al percorso - l'intervento prevedeva un
  investimento  complessivo di 140 milioni di euro -,  le  incertezze
  erano legate all'incertezza da parte delle autorità competenti alla
  individuazione dell'area sulla quale realizzare l'opera.
   Ricorderà  l'onorevole Zito per averne interloquito anche  assieme
  nell'imminenza dell'assunzione del mio incarico, che abbiamo  detto
  fin  da principio che il Governo della Regione avrebbe ritenuto  di
  volere   interloquire  anche  con  l'Amministrazione  comunale   di
  Siracusa -  quale che fosse - perché se da parte del Governo vi era
  la  volontà  di  mettere a disposizione le risorse necessarie,  ciò
  doveva  avvenire  all'interno  di  un  percorso  di  dialogo  e  di
  collaborazione  anche con gli enti locali, come bene  ha  ricordato
  nel suo intervento l'onorevole Cafeo.
   Quale  può essere il rischio? Quello della perdurante attesa.  Per
  cui,  la  Regione  è  nelle condizioni di potere  inserire  l'opera
  all'interno  del suo Piano di programmazione, ma l'autorità  locale
  non determina ancora le condizioni per l'individuazione dell'area.
   Poiché,  oggi, esiste un'Amministrazione - devo dire che da  parte
  di  tutti i Gruppi parlamentari, di tutte le forze  politiche tanto
  di  maggioranza quanto di opposizione della città e della provincia
  di  Siracusa  mi  è stato sempre rappresentato questo  problema  -,
  prima    dell'estate   sarà   opportuno   che   presso   la    sede
  dell'Assessorato  alla salute, si svolga un  incontro  tecnico  per
  valutare, non soltanto insieme ai nostri servizi, cosa è necessario
  fare per l'inserimento immediato nella nuova programmazione che  il
  Ministero  ha  richiesto dell'intervento necessario  ma  anche  per
  valutare,  insieme all'Amministrazione comunale,  alle  deputazione
  locale, se c'è un percorso condiviso che può portare ad una  rapida
  individuazione dell'area.
   Certo  è  che  esistono  poche  province  che  hanno  una  carenza
  strutturale  importante. La provincia di Siracusa  ha  una  carenza
  strutturale,  soprattutto  nel  suo  capoluogo,  che  non   è   più
  tollerabile.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 52. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla mozione n. 66 «Applicazione delle disposizioni  di
  cui  alla l. r. n. 8 del 2017», a firma degli onorevoli Zafarana  e
  degli altri deputati del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  con  la  legge regionale  09  maggio  2017,  n.  8,
  all'articolo  18  veniva  stabilita la  partecipazione,  in  misura
  ridotta,  alla  spesa  sanitaria  per  i  soggetti  residenti   nel
  territorio  regionale  per i quali risulti attestato  lo  stato  di
  inoccupazione;

   considerato che:

   al  comma 2 della predetta norma si stabiliva che con decreto  del
  Presidente  della Regione, previa delibera di Giunta,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per la salute,  da  emanarsi  entro  180
  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore della  legge,  venissero
  definiti   i  criteri  di  accesso  e  funzionamento  del  suddetto
  beneficio;

   lo   stesso  comma  2  della  norma  in  parola  autorizzava,  per
  l'esercizio finanziario 2017, una spesa di 3.000 migliaia  di  euro
  per far fronte agli oneri a carico del bilancio regionale;

   atteso  che  ad  oggi, il superiore obbligo non appare  adempiuto,
  nonostante  la  norma  stabilisca  un  principio  di  rilievo,  che
  aiuterebbe molte famiglie,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
                      l'Assessore per la salute e
                      l'Assessore per l'economia

   a  dare seguito e attuazione alle disposizioni di cui all'articolo
  18  legge regionale 09 maggio 2017, n. 8 recante 'Esenzione  ticket
  inoccupati',  emettendo  il  necessario  e  consequenziale  decreto
  presidenziale, così come previsto dalla norma;

   ad   effettuare  una  ricognizione  delle  risorse  finanziare  in
  dotazione  al  bilancio  regionale  al  fine  di  ripristinare   il
  necessario stanziamento economico per far fronte agli oneri di  cui
  all'articolo  11  l.r.  8/2017  e  dare  attuazione  alle  predette
  disposizioni». (66)

                                ZAFARANA - CAMPO - PALMERI - DI PAOLA
                                   SUNSERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO
                            FOTI - PASQUA - ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA
                           TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA
                             DI CARO - MARANO - CANCELLERI - TRIZZINO

   ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente,  colleghi,  cittadini,  con  questa
  mozione  chiedo al Governo una cosa che dovrebbe essere  normale  e
  naturale, cioè l'applicazione di una legge.
   Sappiamo  bene che nella precedente legislatura da parte  del  mio
  Gruppo parlamentare, come anche è stata una misura accolta da parte
  di tutto il Parlamento fino a diventare legge, ossia la possibilità
  di sollevare le persone disoccupate ed inoccupate dal pagamento del
  ticket sanitario.
   Questa  misura  non ha avuto alcun esito. Pertanto,  poiché  nella
   finanziaria'  era previsto che l'Assessorato si adoperasse  a  tal
  fine,  la  mia mozione è indirizzata proprio alla velocizzazione  -
  dato  che  abbiamo superato abbondantemente i tempi previsti  -  di
  questo  iter per permettere a questo bacino di utenti di  siciliani
  di potere avere un diritto che, ad oggi, è sancito per legge.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Razza per fornire la
  risposta.

   RAZZA,  assessore per salute. Signor Presidente, anche  in  questo
  caso  rispondo  all'onorevole Zafarana con  alcuni  riferimenti  di
  ordine  normativo  e  tecnico, per un verso,  ed  altri  di  ordine
  politico al termine della risposta, per altro verso.
   Il   riferimento  che  compie  l'onorevole  Zafarana  è   relativo
  all'articolo 18, comma 1, della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8
  la  quale  rinviava ad un decreto del Presidente della Regione  che
  doveva  essere  adottato, previa delibera di  Giunta,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per la salute.
   Per   quella  finalità  la  stessa  disposizione  normativa  aveva
  autorizzato la spesa di tremila migliaia di euro per l'anno 2017 ma
  l'iter  di  approvazione dello schema di decreto  presidenziale  da
  parte  della  Giunta  non  era stato completato  entro  l'anno  per
  l'intervenuta chiusura della legislatura.
   Lo  schema, con riferimento a quella norma del 2017 - ecco  perché
  collego la volontà di andare politicamente nella direzione che pone
  l'onorevole  Zafarana  con  l'applicazione  delle  norme  che   poi
  riguardano  la  legge finanziaria dell'anno 2018  -,  ad  oggi,  lo
  schema  del decreto presidenziale non è nelle condizioni di  essere
  adottato  perché si riferiva, nell'impianto normativo,  alla  norma
  della   legge   finanziaria  del  2017.   Poiché,   però,   ritengo
  assolutamente  corretto  e  centrale l'obiettivo  che  si  pone  la
  mozione,  ho  chiesto  al  nostro  Ufficio  del  Dipartimento  alla
  programmazione, di poter valutare se comunque, a prescindere  dalla
  presenza  o  meno di una norma in senso stretto, si  possa  in  via
  amministrativa   o  nella sede di assestamento  di  bilancio  poter
  lavorare  per  dare completa attuazione ad una previsione  che  era
  legata  ad una dotazione economica solo del 2017 e che, per  essere
  resa   operativa  e  concreta  nel  2018,  ha  bisogno  di   essere
  attualizzata.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 66. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla  mozione n. 38 «Istituzione di  un  fondo  per  la
  destagionalizzazione volto ad incrementare i  flussi  turistici  in
  Sicilia», a firma dell'onorevole Cancelleri e degli altri  deputati
  del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   puntare   in  modo  efficace  sul  turismo  significa  creare   le
  condizioni per immettere nuova liquidità sul territorio  e  creare,
  di  conseguenza,  nuove  opportunità di lavoro,  nonché  potenziare
  quelle esistenti;

   lo  sviluppo  del  turismo, in tutte le sue  accezioni,  significa
  accrescere la consapevolezza nei cittadini di tutte quelle  risorse
  che fanno della Sicilia un territorio ad elevatissima potenzialità;

   inoltre,  la  valorizzazione e la gestione ottimale delle  risorse
  esistenti,  creano i presupposti per la difesa e  la  conservazione
  delle stesse;

   rilevato che:

   dai   dati   Istat  elaborati  dall'Osservatorio   Turistico   del
  Dipartimento  regionale  Turismo,  Sport  e  Spettacolo,  i  flussi
  turistici  per il 2016 contano 13.698.160 presenze, registrando  un
  calo del 5,6 per cento rispetto ai dati rilevati nel 2015;

   i  sopra menzionati dati indicano la presenza di 6.880.444 turisti
  stranieri e 6.817.716 turisti italiani;

   inoltre, i sopra esposti flussi turistici, sono distribuiti  nelle
  province  siciliane come di seguito riportato: 1.102.631 Agrigento,
  160.178  Caltanissetta, 1.824.472 Catania, 108.361 Enna,  3.148.786
  Messina,  2.629.054 Palermo, 1.249.485 Ragusa, 1.251.484  Siracusa,
  2.155.901 Trapani;

   il  Rapporto sul turismo 2017, curato da UniCredit e Touring  Club
  Italiano, mostra che la distribuzione mensile delle presenze totali
  nella regione nell'anno 2015 varia con percentuali che superano  il
  10  per  cento dal mese di Maggio al mese di Settembre, registrando
  il  picco  massimo  del 21 per cento nel mese  di  Agosto.  Mentre,
  rimangono al di sotto della soglia del 5 per cento le presenze  nei
  mesi  di  Gennaio, Febbraio, Marzo, Novembre e Dicembre. I mesi  di
  Aprile e Ottobre si attestano rispettivamente al 7 per cento e  8,1
  per  cento, superando la relativa media italiana che indica il  5,7
  per cento e 5,9 per cento;

   dal suddetto Rapporto si evince che il Veneto si è aggiudicato  il
  posto  di Regione più turistica d'Italia contando oltre 63  milioni
  di  presenze  per il 2015, superando di 4 volte i flussi  turistici
  siciliani dello stesso anno;

   inoltre,  i dati sopra esposti, indicano che il settore  viaggi  e
  vacanze  vale oltre il 10 per cento del Pil nazionale e occupa  2,7
  milioni  di  persone, nello specifico il Veneto conta,  per  l'anno
  2014,  128.376 occupati nei settori alloggio e ristorazione, contro
  i 66.275 occupati in Sicilia;

   come   si   evince   dall'Indagine  sul  Turismo   Internazionale,
  pubblicato da Banca d'Italia in data 17 Luglio 2017, la  spesa  dei
  viaggiatori stranieri in Italia, pari a 36,4 miliardi  di  euro,  è
  cresciuta a un tasso (2,3 per cento) lievemente superiore a  quello
  delle  entrate mondiali da turismo, determinando una  tenuta  della
  quota  di  mercato  del nostro paese. La spesa  è  aumentata  nelle
  regioni  del  Nord ed è diminuita nel complesso delle  regioni  del
  Centro-Sud;

   la sopra riportata indagine evidenzia altresì che il turismo è una
  delle   attività  economiche  più  rilevanti  per  esportazioni   e
  attivazione  di posti di lavoro e di valore aggiunto.  Considerando
  sia   quello   internazionale  sia  quello  domestico   (i   viaggi
  all'interno del paese di residenza), si stima che nella  media  dei
  paesi  OCSE  il  turismo contribuisca per il  4,1  per  cento  alla
  formazione del PIL, per il 5,9 per cento all'occupazione e  per  il
  21,3  per  cento alle esportazioni di servizi (il cui contenuto  di
  valore aggiunto interno, pari a circa l'80 per cento, è più elevato
  rispetto alla media degli altri settori produttivi);

   considerato  che  la  Sicilia, grazie alle  condizioni  climatiche
  favorevoli,   all'importante  patrimonio  culturale,  naturale   ed
  enogastronomico,   potrebbe       avviare        un        processo
  di  destagionalizzazione, quindi incrementare il  flusso  turistico
  nei   periodi   di   cosiddetta  bassa  stagione,  invogliando   il
  viaggiatore   a   scegliere  una  meta  che  normalmente   non   lo
  interesserebbe,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  istituire,  presso l'Assessorato regionale del turismo,  dello
  sport  e  dello  spettacolo, un fondo per  la  destagionalizzazione
  volto  ad  incentivare, attraverso uno sconto su voli  e  strutture
  ricettive,  la  presenza  dei  visitatori  nei  periodi  di   bassa
  stagione,  con individuazione dei destinatari della misura  tramite
  lo  studio dei flussi turistici e l'individuazione annuale  di  una
  nazione o di una regione alla quale applicare lo sconto, al fine di
  far  scoprire la Sicilia ad una platea sempre più ampia di  turisti
  e,  di  conseguenza,  contribuire  allo  sviluppo  economico  della
  regione e all'aumento dell'occupazione nel settore turistico;

   a   riformare   l'Osservatorio  Turistico  Regionale,   garantendo
  l'aggiornamento  costante dei dati relativi  ai  flussi  turistici,
  specificando  la distribuzione mensile delle presenze totali  nella
  regione  nell'anno  di  riferimento, nonché  la  distribuzione  dei
  flussi  turistici  per  nazione/regione  di        provenienza  dei
  visitatori, aggiungendo, inoltre, il criterio qualitativo  mediante
  azioni di feedback diretto informatizzato, al fine di monitorare in
  modo  utile  i  flussi  turistici e  verificare  l'andamento  delle
  politiche relative al settore poste in essere». (38)

                              CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - CAMPO
                            FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA
                                TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
                                DI PAOLA - PASQUA - SUNSERI - DI CARO
                             MARANO - PAGANA - DE LUCA A. - SCHILLACI

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, assessore Pappalardo, questa è  una
  mozione  che  ricalca uno dei punti che il Movimento Cinque  Stelle
  aveva  inserito  nel  proprio programma di  eventuale  Governo.  Si
  tratta  di  quello che, secondo noi, è uno dei nodi centrali  delle
  grandi possibilità di questa Terra che appunto è il turismo.  Oggi,
  viviamo,  non mi voglio dilungare nella mera enunciazione di  dati,
  però  rendono  a  chi  ci ascolta ma anche ai colleghi  sicuramente
  quelle  che  sono  le  potenzialità mancate; potrei  partire  dalle
  Canarie  che  fanno 53 milioni di turisti ogni anno mentre  noi  ne
  facciamo  sicuramente  molti, ma molti, ma molti,  molti  di  meno.
  L'ultimo  dato  è  quello  appunto del Dipartimento  regionale  del
  turismo che per il 2016 ha visto 13.698.000 visitatori nella nostra
  Terra.  Siamo  in  netto ritardo rispetto poi ad una  terra  che  è
  proprio una porzione, un fazzoletto di territorio rispetto  a  noi.
  Poco  fa  parlavamo di beni culturali con l'assessore  Tusa.  Siamo
  innumerevolmente più ricchi da quel punto di vista.
   Però  le volevo anche citare ma, sicuramente, lei conoscerà questi
  dati,  il  rapporto  sul turismo del 2017 che  è  stato  curato  da
  Unicredit e da Touring Club Italia.
   Signor  Presidente  dell'Assemblea voglio anche raccontare  questi
  dati  perché  sono  molto importanti perché non  si  traducono  più
  semplicemente  per  la possibilità di attrarre  turismo,  ma  nella
  opportunità di creare posti di lavoro.
   Ebbene, in questa speciale classifica, questo speciale report  che
  Unicredit e Touring Club Italia fanno insieme, nel 2017, valutano i
  dati  che ci sono appunto nel 2015, come flussi turistici.  Ebbene,
  colleghi, siamo tra le Regioni italiane soltanto al nono posto  con
  15  milioni di presenze turistiche, erano quelle che citavamo prima
  rispetto  ai 13.600.000 che erano leggermente aumentati.  La  prima
  regione in Italia è ovviamente la regione Veneto che conta  ben  63
  milioni di turisti ogni anno. Questo, ovviamente, viene da  sé,  si
  traduce  in  più turisti, più persone che spendono,  meno  turisti,
  meno turisti che spendono. Ma è ovvio che questa mancanza di flussi
  è   data  dalla  mancanza  di  infrastrutture,  dalla  mancanza  di
  possibilità  di  accoglierli nel migliore dei modi, dalla  mancanza
  anche  di  collegamenti, di navi, di aerei e di tutta una serie  di
  opportunità che nel nostro territorio non ci sono.
   Ma  venendo a noi, in Sicilia, oltre al mancato incasso di chi  fa
  attività  ricettiva, attività di ristorazione e tutto quanto,  come
  si  traduce  questa classifica? Si traduce in un dato che  è  molto
  semplice  da  leggere  ed  io lo voglio condividere  con  voi:  per
  accogliere 63 milioni di turisti nella regione Veneto si  impiegano
  128  mila  376  occupati  nel settore delle attività  ricettive  al
  turista  e  al  turismo.  In Sicilia, invece,  gli  impiegati  sono
  soltanto 66 mila.
   Assessore, ci sono 60 mila posti di lavoro, mettiamola  in  questo
  modo, 60 mila posti di lavoro che ci aspettano cercando di risalire
  la china e cercando di arrivare al primo posto di quella classifica
  speciale.
   Come si fa, perché qui ora si apre il pacchetto delle possibilità,
  delle soluzioni e ognuno, ovviamente, ha la sua. Io in questi  anni
  ho  sentito parlare tantissimo di soluzioni sul turismo.  Lei,  per
  carità, avrà le sue ed io spero che ci confronteremo al più presto,
  questa già è una sede autorevole per farlo e, oggi, io sentirò.
   Noi  come  Movimento Cinque Stelle abbiamo avuto un'idea  che  fra
  l'altro  già  esiste in altre parti del mondo, è già utilizzata  in
  altre  parti  del mondo e che, quindi, sta producendo  gli  effetti
  sperati da tutte le parti.
   E  le cito l'esempio di un piccolo Paese nel sud-est asiatico,  il
  Bhutan.  Glielo dico perché chi ci sta ascoltando probabilmente  ha
  visto  una  delle puntate di uno dei registi siciliani più  famosi,
  PIF,  che  fa  un programma come reporter in giro per  il  mondo  e
  andando lì cosa scopre? Scopre che questo piccolo Paese del sud-est
  asiatico da paese estremamente agricolo diventa uno dei paesi con i
  flussi turistici più importanti del mondo.
   Presidente,  come fanno? Fanno semplicemente una  cosa,  che  ogni
  anno  studiano i flussi turistici, quelli che spendono di più nelle
  varie  nazioni del mondo, ne scelgono uno ed applicano soltanto  ai
  residenti  in quella nazione una scontistica se li vanno a  trovare
  in Bhutan.
   Quindi, il 2018 è l'anno della Germania e dei tedeschi, nel  2019,
  sto  facendo  degli  esempi, potrebbe essere l'anno  dell'Italia  e
  degli  italiani,  chiunque  va lì si ritrova  una  scontistica,  si
  ritrova  prezzi  degli  aerei  calmierati,  prezzi  dei  ristoranti
  calmierati, prezzi degli alberghi calmierati soltanto  e  solo  per
  loro.  E  questo  sta  producendo  flussi  turistici  adeguati  che
  fidelizzano,  ovviamente, i clienti e poi  come  lei  sa  benissimo
  quando  si torna a casa la prima cosa che gli amici ti chiedono  è:
   come  è  andata  la vacanza? Come ti sei trovato?   E  se  ti  sei
  trovato  bene  ne parli bene ed allora metti la voglia  anche  agli
  altri  e  dai  un  consiglio che, poi, alla fine, sono  i  migliori
  consigli che si possono dare per intraprendere un viaggio  e  dici:
   vacci anche tu perché è davvero un posto meraviglioso .
   Noi  volevamo istituire - e la mozione impegna il Governo - presso
  il  suo  Assessorato  un  fondo, noi nel  programma  elettorale  lo
  avevamo  quantizzato in 50 milioni di euro che è un  impegno  molto
  importante  per  i  cinque anni di legislatura,  però  non  abbiamo
  voluto  inserire  la  cifra volutamente in  questa  mozione  perché
  volevamo lasciare libero il Governo di metterci quello che riteneva
  più opportuno.
   Quindi,   istituire   un  fondo,  appunto,  per   realizzare   una
  metodologia di richiamo e di fidelizzazione dei flussi turistici in
  giro  per il mondo adeguati proprio a trascinare questa cosa, nella
  speranza  che questa legislatura - e qui non entro nel  novero  dei
  miei  desiderata ecco di quanto debba o non debba durare,  sarà  il
  tempo  a deciderlo -, per la durata di questa legislatura si  possa
  finalmente  risalire quella speciale classifica e, chi  lo  sa,  un
  giorno  sentirci  dire da Unicredit e da Touring  Club  Italia  che
  finalmente  la Sicilia è il primo Paese fra le regioni italiane  in
  quella speciale classifica delle presenze turistiche.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'assessore  Pappalardo  per
  fornire la risposta.

   PAPPALARDO,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, onorevoli, premesso che credo che abbia toccato
  più  punti che vanno un po' al di là della mozione, punti  comunque
  che  riteniamo, come Governo, corretti. Incentivare il turismo,  ci
  mancherebbe altro, il Governo lo ritiene un punto strategico per il
  rilancio della nostra Regione.
   Sarebbe  troppo  lungo adesso, magari, andare a puntualizzare  nel
  dettaglio  la  strategia governativa di cui,  comunque,  più  volte
  abbiamo discusso anche in Commissione, di cui abbiamo anche scritto
  sui  nostri documenti, adesso sarebbe un po' difficoltoso, in pochi
  minuti,  descrivere questa strategia. Io mi limiterei a  rispondere
  alla mozione.
   Premesso  che, onorevole Cancelleri, non ho ben compreso una  cosa
  perché   nella  mozione  parliamo  di  questo  fondo  non  per   la
  fidelizzazione ma per la destagionalizzazione, due cose leggermente
  differenti. Comunque poco importa. Non voglio puntualizzare,  ma  è
  solo  per  comprendere bene perché nella mozione  c'è  scritto  che
  questo fondo è esclusivamente per la destagionalizzazione, però...

   CANCELLERI. Individua un paese per ogni anno.

   PAPPALARDO,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Sì,  sì,  perfetto, però ecco la fidelizzazione  si  ha  con  altri
  criteri.  Beh, può essere anche una cosa intelligente,  chiaramente
  serve  una  copertura finanziaria, quindi, mi posso fare carico  di
  parlare all'interno della Giunta di questa argomentazione,  ho  già
  accennato  all'assessore  Armao e magari  possiamo  affrontarla  in
  maniera più dettagliata in altra circostanza.
   Per  quanto  riguarda, non lo ha citato ma ci tengo  a  precisare,
  nella   seconda  parte  della  mozione  parlate  dell'Osservatorio.
  Ritengo  giusto  che  il tutto debba essere velocizzato  e  che  si
  debbano  accorciare alcuni tempi, ma questo lo abbiamo rilevato  da
  subito  come Governo ed abbiamo già posto in essere da  subito  dei
  correttivi  affinché  i  dati  che  l'Osservatorio  produce   siano
  visibili  immediatamente; se non ricordo male  la  mozione  del  31
  gennaio, quindi in quella data ancora magari  i correttivi potevano
  non esser evidenti, oggi, i correttivi sono più che evidenti perché
  questa   velocizzazione  già  c'è  stata,  ciò   non   toglie   che
  continueremo a migliorarla.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 38. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla mozione n. 74 «Creazione dello sportello unico sulla
  disabilità  in Sicilia , a firma dell'onorevole Schillaci  e  degli
  altri deputati del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nella  Regione siciliana non è presente uno sportello unico  sulla
  disabilità,  per  consentire un adeguato accesso  alla  P.A.  e  ai
  servizi  socioassistenziali  sanitari  dedicati  alle  persone  con
  disabilità;

   la mancanza dello sportello de quo determina disagi per i disabili
  e  per  le  loro famiglie, costrette spesso a destreggiarsi  tra  i
  diversi  uffici  per il deposito di richieste o  semplicemente  per
  avere informazioni;

   considerato  che  appare concreta l'esigenza di  creare  anche  in
  Sicilia  uno Sportello unico della disabilità che possa costituire,
  da  un  lato,  uno  strumento di semplificazione amministrativa,  e
  dall'altro, un riferimento unico per le persone con disabilità e le
  loro famiglie;

   rilevato che:

   l'articolo 39 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, stabilisce  che
  le  Regioni  possono definire l'organizzazione dei  servizi  socio-
  assistenzialesanitario,  sentiti  sia  gli  enti  locali   sia   le
  principali   organizzazioni  del  privato  sociale   presenti   sul
  territorio;

   occorre realizzare un servizio unitario e coordinato, coinvolgendo
  istituzioni, amministrazioni, enti e associazioni che in vario modo
  agiscono  nel  campo  sociale pubblico e  privato,  per  facilitare
  l'accesso  alla P.A. e ai suoi servizi ai cittadini con disabilità,
  così come previsto all'art. 9 della Convenzione delle Nazioni Unite
  sui  diritti delle persone con disabilità, ratificata in Italia con
  la legge 3 marzo 2009, n. 18;

   atteso  che  la  rete  rappresenta, oggi, un valido  strumento  di
  dialogo  e  scambio interattivo, ma soprattutto  di  fruizione  dei
  servizi pubblici (prenotazioni visite mediche, pagamenti on line,),
  consentendo  attraverso  la  cosiddetta e-Health  un  significativo
  innalzamento  della qualità dei servizi a tutela della  salute  del
  cittadino,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
                      l'Assessore per la salute,
   l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro e
      l'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica

   ad istituire uno Sportello Unico Disabilità, in collaborazione con
  gli   enti  pubblici  locali,  che  dovranno  individuare   proprie
  strutture  al fine di garantire attività informativa, di consulenza
  e  disbrigo pratiche, a favore delle persone con disabilità  e  dei
  loro  familiari,  nonché alla realizzazione di un portale  web  che
  garantisca  una  veloce  fruizione delle informazioni  relative  ai
  servizi sulla disabilità erogati». (74)

                            SCHILLACI - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO
                      CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI PAOLA - FOTI
                                    - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA
                                PALMERI - PASQUA - SIRAGUSA - SUNSERI
                                TANCREDI - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO

   Colgo  l'occasione per chiedere anche all'Assessore se ha  notizie
  su questo argomento dell'assegno ai disabili.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  già
  credo  che  ne  abbiamo  parlato, si tratta  semplicemente  di  una
  proposta  di buon senso, direi quasi anche a costo zero, perché  se
  da un lato va nella direzione della semplificazione amministrativa,
  dall'altro  agevola  e  non poco le famiglie  che  hanno  a  carico
  persone   con  disabilità,  che  ancora  oggi  vanno  in   giro   a
  destreggiarsi  tra  un ufficio e l'altro, perché  non  abbiamo  uno
  sportello  unico  per la richiesta di semplici informazioni  o  per
  prelevare un modulo di richiesta.
   Io  so che è nelle sue intenzioni creare uno sportello on line per
  agevolare,  però  è  evidente  che la creazione  di  uno  sportello
  comporta  dei tempi tecnici e delle risorse che non sono di  facile
  realizzazione.
   Questa  è  semplicemente una proposta di buon senso: si tratta  di
  riorganizzare  gli  uffici con la dotazione  di  risorse  umane  ed
  agevolare la vita dei cittadini che già portano dietro un  fardello
  abbastanza oneroso. Nel chiederle questo, spero che questa  mozione
  venga  apprezzata, mi rifaccio alla legge 104 e mi  rifaccio  anche
  all'articolo  9 della Convenzione delle Nazioni Unite  che  sono  a
  difesa delle persone con disabilità.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Grazie,  Presidente,  onorevoli
  parlamentari,  anche  in  questo  caso  la  risposta  è  legata   a
  valutazioni di ordine generale.
   La creazione di uno sportello unico sulla disabilità in Sicilia  è
  stata  una delle iniziative che sono state rappresentate anche  dal
  variegato  mondo delle associazioni che operano nel segmento  della
  disabilità, a me ed alla collega Mariella Ippolito, quando  abbiamo
  avuto   occasione   di   incontrarli  poco  prima   della   formale
  approvazione della legge finanziaria per l'anno 2018.
   In  quella  sede  c'era stato rappresentato, ci  era  stato  anche
  richiesto  che questa esigenza di dare vita ad uno sportello  unico
  per la disabilità fosse legata a ragioni di speditezza, di celerità
  ed  anche a venire incontro, in maniera più semplice, alle esigenze
  di  una  platea  che  si  trova di per se  stessa  a  vivere  delle
  condizioni di oggettiva difficoltà.
   A  tal fine questa, insieme alle diverse altre richieste che erano
  state avanzate in un confronto che fu molto approfondito ed intenso
  anche  nel  risultato che si voleva raggiungere, è stata sottoposta
  all'Osservatorio per la disabilità che nell'immediatezza era  stato
  richiesto  di creare e che è stato normato da un decreto  regionale
  alle politiche sociali che immediatamente è stato reso operativo  e
  che  si  è  già  riunito  anche  alla presenza  del  Garante  della
  disabilità.
   Il  tavolo  sta valutando tutte le iniziative per darne  immediata
  esecuzione  e io sono convinto che in tempi ragionevolmente  brevi,
  entro  la  fine  dell'anno,  si potrà  dare  assesto  anche  a  uno
  sportello  unico. Sportello unico della disabilità che nella  parte
  relativa  ai  servizi  informatici è stato  anche  oggetto  di  una
  delibera  della Giunta regionale che è quella dell'agenda digitale,
  perché  nel cronoprogramma degli interventi per la salute  digitale
  uno  degli  aspetti  che è inserito riguarda proprio  lo  sportello
  unico per la disabilità che è stato indicato come priorità  uno tra
  gli interventi a cui attendere per il Governo della Regione.
   Da  questo  punto di vista, io ritengo che bisogna essere  attenti
  nelle  procedure  che si seguono, anche perché è  prassi  nota  del
  Parlamento  -  ma  vi  è noto anche per averlo vissuto  nell'ultima
  sessione  di  bilancio   -  che quando poi  le  norme  non  vengono
  adeguatamente  riflettute, quando non si riesce ad individuare  dei
  percorsi  legislativi  ai quali conseguono percorsi  amministrativi
  tra  di loro combacianti, poi si verifica, come spesso accade,  che
  di intervento in intervento si deve procedere a norme correttive, a
  norme  ulteriormente interpretative, perché raramente è capitato  -
  purtroppo   anche  in  questa  materia  -  che  alla   volontà    e
  all'intenzione  del legislatore poi corrispondesse una  tecnica  di
  redazione normativa adeguata.
   Questo  passaggio riflessivo mi è utile anche per informare,  come
  avevo  fatto,  che è definito ed è in via di trasmissione  alla  VI
  Commissione il decreto del Presidente della Regione che è attuativo
  della  norma  sulla  legge finanziaria che riguarda  la  disabilità
  gravissima e la disabilità grave.
   In  attuazione  dell'articolo 5 bis della  legge  finanziaria,  il
  comma  introdotto all'articolo 30 della legge finanziaria, peraltro
  nei  30  giorni successivi all'approvazione della legge sono  state
  impegnate le somme che riguardano le prime quattro mensilità  e  il
  21   di  giugno  abbiamo  acquisito  prova  certa  da  parte  della
  Ragioneria  e del Servizio di tesoreria che le somme sono  state  -
  con  riferimento a quei quattro mesi - trasferiti nei conti bancari
  intestati, presso la Banca d'Italia, alle singole Aziende sanitarie
  provinciali.
   Avendo acquisito questa notizia, come mi è capitato di dire  ieri,
  ho  mandato  una circolare a tutti i direttori generali  delle  ASP
  chiedendo  di  dare  adeguata celerità alla  erogazione  di  queste
  somme.  Mi  risulta  peraltro,  per  essere  intervenuto  ieri  sul
  Direttore amministrativo di una delle Asp che, per esempio, ad Enna
  nella  giornata  di  oggi  già stavano provvedendo  ai  mandati  di
  pagamento in relazione a questi quattro mesi.
   Il  dialogo non si è interrotto con tutte le forse politiche anche
  all'indomani  dell'approvazione della legge di stabilità.  Alla  VI
  Commissione,  che è autorevolmente presieduta dalla  Presidente  La
  Rocca,  verrà il compito di effettuare nelle prossime settimane  il
  dibattito.
   Io  sono convinto che riusciremo, con la fatica che è stata legata
  anche  alla  quantità  delle procedure in essere,  ad  avviare  una
  definizione  un  po' più serena e un po' più seria a  tutta  questa
  materia.
   Risponderò,  signor Presidente, quanto poi lei  me  lo  consentirà
  all'interrogazione  che l'onorevole Pasqua ha  oralmente  reso  sul
  caso di una signora siciliana, perché l'ho letta dalle agenzie, non
  ero  ancora  arrivato, è una cosa di cui ci stiamo interessando  da
  molti  giorni  e  poi avrò occasione di dire che le  cose  sono  in
  maniera diversa da come rappresentate.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la  mozione  n.
  74. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si   passa  alla  mozione  n.  76     Iniziative  concernenti   la
  prevenzione vaccinale in Sicilia , a firma degli onorevoli De  Luca
  Antonino, Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana,  Pasqua,  Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri,  Trizzino,  Tancredi,  Zafarana,  Zito.  Ne  do
  lettura:

                          «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   il  31  luglio 2017 è stata approvata, in via definitiva, la legge
  di  conversione del DL n. 73/2017 recante 'Disposizioni urgenti  in
  materia di prevenzione vaccinale';

   la   predetta  legge  prevede  l'esclusione,  da  nido  e   scuole
  dell'infanzia,  dei  bambini  che  non  abbiano  effettuato  le  10
  vaccinazioni obbligatorie;

   RILEVATO che:

   le  modalità  di  recupero  dei  non  vaccinati  o  dei  vaccinati
  parzialmente  -  ai  fini dell'accesso alle strutture  dei  servizi
  educativi  per l'infanzia - sono state disciplinate dalla circolare
  n. 25233 del 17 agosto 2017 emanata dal MIUR;

   detta  circolare  ha  mantenuto in capo alle  Regioni  il  compito
  della stesura di uno schema riepilogativo relativo alle modalità di
  cui  al  precedente  punto,  in  quanto  competenti  a  gestire  il
  capitolato  sulla  spesa  dei vaccini, attraverso  una  valutazione
  congiunta con AIFA e con il Gruppo di lavoro tecnico interregionale
  della Commissione Salute - Area Prevenzione e Sanità Pubblica;

   il  predetto  schema  riepilogativo contiene istruzioni  utili  al
  recupero  dei  soggetti  non  vaccinati o  parzialmente  vaccinati,
  attraverso la proposizione di soluzioni vaccinali adeguate per  età
  e   scheda  tecnica,  nonché  alle  varie  casistiche  di  parziale
  vaccinazione ai sensi della nuova normativa;

   la  stessa  legge  n. 119 del 2017 non ha esentato  gli  operatori
  sanitari dalla necessità di acquisire il consenso informato, né  da
  quella  di  effettuare un colloquio preventivo con i genitori  allo
  scopo  d'illustrare  benefici ed effetti  collaterali  dei  farmaci
  utilizzati ai sensi del comma 2, art. 7 della legge 210/1992;

   la  sentenza  n. 438/2008 della Corte Costituzionale  ha  ribadito
  come la consapevole adesione al trattamento sanitario proposto  dal
  medico sia un principio che trova fondamento negli artt. 2, 13 e 32
  della Costituzione;

   la  stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26827/2017,  ha
  ribadito che: 'Ad una corretta e compiuta informazione consegue:  -
  la facoltà, per il paziente, di scegliere tra le diverse opzioni di
  trattamento  medico; - la possibilità di acquisire,  se  del  caso,
  ulteriori  pareri  di  altri sanitari; - la facoltà  di  scelta  di
  rivolgersi  ad  altro sanitario e ad altra struttura,  che  offrano
  maggiori e migliori garanzie (in termini percentuali) del risultato
  sperato,   eventualmente  anche  in  relazione   alle   conseguenze
  postoperatorie; - la facoltà di rifiutare l'intervento o la terapia
  - e di decidere consapevolmente di interromperla';

   il  trattamento sanitario obbligatorio relativo alle  vaccinazioni
  (disciplinato  dalla Legge n. 119 del 2017), benché rientranti  fra
  quelli  previsti  ex  art.  32  Cost.  -  trattandosi  d'intervento
  preventivo  su  persone  sane  - non può,  in  alcun  modo,  essere
  applicato   se  non  dopo  una  piena  acquisizione  del   consenso
  informato,   secondo   le   modalità   stabilite   dalla   sentenza
  precedentemente citata;

   detta  condizione, invero, è stata ribadita, anche, con un  parere
  dell'Ordine  provinciale  di  Roma dei  Medici  Chirurghi  e  degli
  Odontoiatri in data 10/10/2017, secondo il quale un atto  sanitario
  posto  in  assenza  di consenso può integrare un  illecito  civile,
  penale e deontologico;

   gli  artt.  1337  e  1447  c.c. stabiliscono  che  il  consenso  è
  invalido se l'iter è invalido, ossia quando non ci sia stata  buona
  fede o ci sia stato errore, violenza o dolo nella comunicazione dei
  dati utili alla conclusione del consenso, ivi compresi i dati delle
  relazioni AIFA sulle reazioni avverse ai vaccini ad oggi pubblicati
  che  riportano anche reazioni gravi e decessi sui quali i  genitori
  devono essere informati;

   le  sanzioni  pecuniarie previste dalla Legge n. 119 del  2017  si
  pongono  su  un piano d'illecito amministrativo che non  esenta  in
  alcun  modo  l'operatore sanitario dalle responsabilità  legate  ad
  un'acquisizione del consenso nei termini di legge;

   la  comminazione  delle predette sanzioni ai sensi  del  comma  4,
  art. 1 della legge 199/2017 va disciplinata dagli organi competenti
  in base alla normativa delle Regioni o delle Province autonome;

   CONSIDERATO che:

   in  relazione  a  quei soggetti che, in virtù  della  legislazione
  precedente,  avevano optato in tutto, o in parte, per  una  diversa
  attuazione  del  Piano  Nazionale  vaccinale  (ovvero  lo   avevano
  rifiutato  in toto), l'obbligo imposto dalla legge 119  genera  una
  serie  di  criticità,  soprattutto  in  merito  alle  procedura  di
  somministrazione  delle  formulazioni  dei  vaccini;  a  titolo  di
  esempio,  si  evidenzia  che  il  vaccino  Infanrix  Hexa  (vaccino
  esavalente),   ai   sensi  della  scheda  tecnica,   non   presenta
  indicazioni  terapeutiche per età successive ai  36  mesi,  per  le
  quali possono essere utilizzate altre combinazioni vaccinali;

   ed  invero,  l'obbligo imposto dalla legge 119  ha  una  sorta  di
  eccezionale  validità retroattiva, dal momento  che  aver  superato
  l'età  della somministrazione originariamente prevista non  esonera
  in  alcun  modo coloro che non avessero compiuto il diciassettesimo
  anno  d'età dal subire il richiamo dell'Asp ed eventuali  sanzioni,
  generandosi, nel caso in esame, un utilizzo di farmaci off-label  -
  cioè  usati in maniera non conforme alle caratteristiche illustrate
  nella scheda tecnica - esponendo, conseguentemente il vaccinando ad
  un  rischio non previsto dagli studi di approvazione in  ordine  ai
  potenziali effetti collaterali;

   diverse  Aziende Sanitarie Provinciali, piuttosto che procedere  a
  colloqui  individualizzati (necessari  quando  si  tratta  di  dati
  sensibili  relativi  all'anamnesi  familiare  e  personale),  hanno
  effettuato  una  sorta  di  convocazione  collettiva  dei  genitori
  inadempienti;  modalità, oltre che inopportuna, decisamente  lesiva
  della privacy dei minori e delle famiglie;

   i  tempi  per la somministrazione dei vaccini, previsti dalle  ASP
  deputate  alla  prevenzione vaccinale sul territorio,  sono  spesso
  assai  ristretti e l'affollamento degli stessi, legato alla cronica
  mancanza   di   personale,  rende  assai  difficile  una   corretta
  acquisizione  del  consenso  informato     (quindi  un'informazione
  adeguata   preventiva   e   un'adesione  consapevole)   oltre   che
  dell'anamnesi personale e familiare nei termini di legge,

                          IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   e per esso
                             L'ASSESSORE PER LA SALUTE

   a  superare  le criticità inerenti ai vaccini per il recupero  dei
  non  vaccinati,  provvedendo  all'acquisizione  delle  formulazioni
  adeguate a coloro che ne facciano richiesta e verificando che tutti
  i vaccini siano somministrati in piena aderenza rispetto ai dettami
  della  relativa  scheda tecnica; evitando la somministrazione  off-
  label   o,   comunque,   considerando   la   predetta   circostanza
  determinante ai fini della definizione della sanzione pecuniaria;

   a   vigilare   sulle  modalità  attuate  dalle   ASP   in   ordine
  all'acquisizione   del   consenso   informato,   ed   in   generale
  sull'osservanza   della   legge  210/1992,  prevedendo,   all'uopo,
  l'emanazione  di  linee  guida  generali  che  tengano   conto   di
  un'effettiva   partecipazione   della   famiglia   rispetto    alle
  convocazioni                delle         ASP,          prevedendo,
  contestualmente,un'uniforme   modalità   di   comminazione    delle
  sanzioni;

   a  prevedere,  da  parte  delle Asp,  l'organizzazione  di  eventi
  formativi previsti dalla legge 119 del 2017».

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino per illustrare
  la mozione.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  con  la  legge n. 119 del 2017  sono  state  introdotte
  disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. La stessa
  legge
   n.  119  del  2017, ovviamente, nel somministrare  questi  vaccini
  nella  forma  di trattamenti sanitari obbligatori,  non  esenta  la
  struttura  sanitaria  dal  sottoporre  il  consenso  informato   ai
  genitori del vaccinando.
   La  Corte  costituzionale  ha  ribadito  come  questa  consapevole
  adesione sia un principio fondamentale e anche l'ordine provinciale
  dei  medici chirurghi e odontoiatri ha stabilito che in assenza  di
  consenso si integra un illecito civile, penale e deontologico.
   Ora,  qual  è  la  questione? Che diversi vaccini, in  particolare
  l'esavalente,  avendo  la  119  del 2017  un  effetto  retroattivo,
  vengono  anche somministrati a soggetti che hanno oltre 36  mesi  -
  hanno  meno  di 18 anni e più di 3 anni - e, quindi, per  loro  non
  sono    indicate    le    combinazioni    vaccinali,    esponendoli
  conseguentemente a un pericolo.
   Qual  è  il  concetto?  Che diverse Aziende sanitarie  provinciali
  hanno  anche un diverso metodo di somministrazione del consenso  in
  quanto,  anziché procedere a dei colloqui individuali,  organizzano
  anche  dei  colloqui collettivi, con ciò non consentendo una  reale
  acquisizione   del  consenso  che  dovrebbe  prevedere   anche   la
  possibilità  per  il  genitore  del  vaccinando  di  scegliere  una
  struttura  sanitaria  diversa o un'offerta  sanitaria  diversa  che
  ritenga essere più garantista.
   Quindi,  l'invito qual è? Quello innanzitutto di  superare  queste
  criticità  modificando  l'assortimento dei vaccini  disponibili  in
  modo  da  avere anche delle offerte sanitarie che siano aderenti  a
  quei  soggetti che non rientrano nelle prescrizioni dei  cosiddetti
  bugiardini  e, in secondo luogo, a vigilare sulle modalità  attuate
  dalle  Asp  siciliane  affinché queste  somministrino  il  consenso
  informato  secondo  criteri  di  univocità  sull'intero  territorio
  regionale  e  a prevedere, da parte delle Asp, l'organizzazione  di
  quegli eventi formativi che sono previsti dalla stessa legge n. 119
  del  2017;  quindi si richiede, semplicemente, una  uniformità  del
  trattamento   sanitario  sull'intero  territorio  regionale   della
  somministrazione del consenso, nel rispetto della legge n. 119  del
  2017.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  parlamentari, il tema delle vaccinazioni in Sicilia, ricorderete, è
  stato  oggetto,  anche, di un caso di stridente  attualità  che  ha
  colpito  la  città  di Catania alcuni mesi fa,  quando  nell'ambito
  della  coda  di refluenza di una discesa vaccinale che  veniva  dal
  nord  dell'Italia e, anzi, dalla Francia, si era valutato se, anche
  per un allarme forse impropriamente lanciato ma poi recuperatosi da
  parte  dell'Istituto  superiore di sanità,  si  era  detto  che  in
  Sicilia non venivano praticate adeguate politiche per garantire una
  attuazione delle norme in materia vaccinale.
   Com'era  necessario che fosse, da parte mia, ho  voluto  convocare
  immediatamente un incontro e una riunione, siamo stati presenti con
  il  dirigente generale del dipartimento delle attività sanitarie  e
  abbiamo,  come  Regione, ricevuto anche una visita della  Direzione
  nazionale delle vaccinazioni del Ministero della salute.
   L'esito  di  questi  controlli, sia quello regionale,  sia  quello
  nazionale, è stato nel senso di una individuazione di un piano  per
  implementare le vaccinazioni e nell'adozione di alcune linee  guida
  che,  ancorché  non  obbligate, appartengono alla  categoria  delle
  buone  prassi, tra queste ad esempio quella li invalsa in  tutti  i
  paesi  occidentali  di  procedere  alla  vaccinazione  di  tutti  i
  soggetti che operano all'interno delle strutture sanitarie.
   Quindi,  in  relazione  alla  prima delle  questioni  poste,  cioè
  relativa al superamento delle criticità inerenti i vaccini  per  il
  recupero  dei non vaccinati, il Governo della Regione  ha  disposto
  apposite  linee guida e ha potuto verificare, nel tempo, così  come
  hanno  verificato  i  soggetti  nazionali,  che  rispetto  all'anno
  precedente  la  curva  dei  vaccinati è di  molto  cresciuta  e  si
  avvicini  al  limite  del 90 per cento prevista dalle  disposizioni
  vigenti.
   Quanto  alla  acquisizione del consenso, mi limito ad osservare  -
  esattamente  come faceva l'onorevole De Luca - che il consenso  non
  può  essere mai acquisito in forma collegiale,  ma che il  consenso
  non   può   che  essere  acquisito  sempre  e  comunque  in   forma
  individuale.
   Non  ritengo che, sul punto, sia necessario una apposita linea  di
  indirizzo, perché si tratta di applicare la legge, laddove la legge
  non  dovesse  essere  applicata l'invito è ad una  segnalazione  in
  maniera tale che si possa agire di conseguenza.

   DE LUCA ANTONINO. E quelli della seconda parte del primo punto?

   RAZZA. Assessore alla salute.  Evitando la somministrazione di off-
  label   o,   comunque,   considerando   la   predetta   circostanza
  determinante  ai  fini  della  sanzione  pecunaria ,  ovviamente  è
  condivisibile l'auspicio.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 76. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla mozione n. 77  Disciplina delle cd. 'Farmacie  dei
  piccoli centri' , a firma degli onorevoli De Luca Antonino,  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,  Di  Caro,   Di   Paola,   Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Palmeri,  Pagana,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri,  Trizzino,  Tancredi,  Zafarana,  Zito.  Ne  do
  lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   l'articolo  44  della legge regionale n. 16 dell'11  agosto  2017,
  disciplina le farmacie dei piccoli centri;

   nello  specifico, l'articolo de quo stabilisce che: 'l'Assessorato
  regionale della salute (...) qualora nei piccoli Comuni con meno di
  12.500  abitanti  le  sedi farmaceutiche non  sussidiate  risultino
  essere eccedenti il quorum previsto dall'articolo l, secondo comma,
  della  legge  2  aprile  1968, n. 475  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  autorizza,  su richiesta  degli  aventi  titolo,  il
  trasferimento  delle  farmacie  eccedenti  in  altro  comune  della
  Regione';

   CONSIDERATO  che  detta procedura di trasferimento  è  subordinata
  all'emanazione  di  un  apposito  Decreto  assessoriale  nel  quale
  vengono  individuati, sulla scorta di una graduatoria  redatta  per
  titoli,  i Comuni nei quali, all'esito della revisione biennale  di
  cui  all'articolo  2,  secondo comma  della  legge  n.  475/1968  e
  successive  modifiche e integrazioni, risultino mutati  i  rapporti
  farmacia/numero  di  abitanti, nel senso di  risultarne  necessaria
  l'apertura di nuove;

   RILEVATO  che il suddetto Decreto non risulta essere stato  ancora
  emanato,  con  la grave conseguenza che diverse farmacie,  presenti
  nei  piccoli  Comuni, con meno di 12.500 abitanti, che soffrono  un
  deficit demografico tra il numero di farmacie e numero di abitanti,
  non  riescono a ottenere il trasferimento presso altri  Comuni  che
  dovrebbero essere individuati, appunto, mediante il decreto de quo,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
                       L'ASSESSORE PER LA SALUTE

   ad emanare il Decreto assessoriale previsto dall'articolo 44 della
  legge  regionale  n.  16 dell'11 agosto 2017, sì  da  garantire  il
  trasferimento delle farmacie, presenti nei piccoli Comuni, con meno
  di  12.500  abitanti,  che soffrono un deficit demografico,  presso
  altri  Comuni  individuati dal decreto de  quo  e  conseguentemente
  garantire una più corretta distribuzione della farmacie sull'intero
  territorio regionale».

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole De Luca Antonino per illustrare
  la mozione.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Assessore,  semplicemente  trattasi  di  un  decreto  che   diverse
  farmacie  del  territorio siciliano aspettano da ormai  più  di  un
  anno;   riguarda   la   verifica  del   quorum   farmacie-abitanti,
  l'emissione   di   un  decreto  di  attuazione  che   consente   il
  trasferimento di diverse farmacie che, in questo momento,  soffrono
  del  deficit  demografico e che attendono l'emissione da  oltre  un
  anno di un decreto da parte del suo Assessorato per poter, appunto,
  poi  far domanda e trasferire la propria attività. Quindi, vorremmo
  chiarimenti in merito ed anche l'emissione di un indirizzo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io  credo
  che  il  tema  qui affrontato dalla mozione n. 77 che  riguarda  le
  farmacie dei piccoli centri è estremamente importante perché, a ben
  vedere,  i  comuni con popolazione superiore a 12.500  abitanti  in
  Sicilia sono senz'altro la maggior parte. Quindi, parliamo di  gran
  parte del territorio della nostra regione.
   Peraltro,  credo  sia il caso di tener conto che il  trasferimento
  delle  farmacie,  di  solito, all'interno degli  stessi  comuni  è,
  appunto, competenza dei comuni stessi e le farmacie che sono  sotto
  quorum   sono,  probabilmente,  la  stragrande  maggioranza   delle
  farmacie presenti in Sicilia.
   Allora,   io   credo  che  sarebbe  più  opportuno  una   verifica
  dell'attuazione  della  norma con un esame attento  in  Commissione
   Sanità , ovviamente con l'Assessore per la salute perché rischiamo
  di creare una mobilità continua e costante di farmacie da un comune
  all'altro  facendo  venir  meno  anche  una  esigenza  di  corretta
  programmazione  di  una  rete  delle farmacie  in  grado  di  andar
  incontro  ai  fabbisogni della popolazione  siciliana  nei  diversi
  Comuni.
   Colgo  anche  l'occasione per far presente che, a  nostro  avviso,
  come   Partito  Democratico  sarebbe  opportuno  finanziare   anche
  adeguatamente  la  legge  n. 4 del 1999 e  successive  modifiche  e
  integrazioni che riguardano il sostegno alle farmacie rurali e alle
  farmacie delle Isole minori che sono quelle che, obbligatoriamente,
  devono  garantire un servizio, spesso lo fanno rimettendoci  o  non
  avendo alcuna condizione economica per poter permanere.
   C'è  un  capitolo  di  bilancio dedicato a  tal  fine.  Io  vorrei
  sollecitare anche il Governo a farsene carico in occasione  di  una
  prossima manovra di Assestamento o di possibilità di intervento per
  rifinanziare  la  legge stessa proprio per  far  sì  che  anche  le
  farmacie dei piccoli centri, le farmacie rurali, le farmacie  delle
  Isole   minori  non  debbano  vedersi  costrette  a   chiedere   il
  trasferimento tenendo conto, fondamentalmente e principalmente, del
  fatto che in quei comuni è comunque necessario che una farmacia  ci
  sia  per  continuare  a  garantire il  servizio  farmaceutico  alla
  popolazione.
   Quindi,  noi  chiediamo su questo, se possibile, l'approfondimento
  in Commissione. In ogni caso, ci asterremo.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  tema delle farmacie in Sicilia  è  un  tema  che  va
  valutato  con  la doverosa attenzione, intanto perché  parliamo  in
  larga  parte  di  un segmento dell'attività sanitaria  ed  in  modo
  particolare  di  un'attività  anche di  iniziativa  imprenditoriale
  privata che oggi vive una condizione di particolare difficoltà.
   E'  un  caso  sempre più frequente, impensabile,  molti  anni  fa,
  pensare  che potessero fallire delle farmacie, esattamente  un  po'
  come  ogni tanto si dice come poteva essere impensabile molti  anni
  fa  pensare  che  alcuni notai fossero oggetti  al  sussidio  della
  cassa.
   Ho  voluto prendere le mosse da questa valutazione anche per avere
  in  più  occasioni  incontrato sia i vertici di Federfarma  che  le
  diverse  organizzazioni  che rappresentano  le  farmacie  siciliane
  perché, nelle more della definizione delle procedure concorsuali in
  essere  per  l'assegnazione delle circa 200 farmacie,  il  tema  va
  assolutamente maneggiato con cura perché il rischio è quello lì  di
  legare  alla  presenza, alla crescita sul territorio,  peraltro  in
  maniera  svincolata da ogni forma di contenimento  della  indiretta
  concorrenza, e qui il ruolo dei comuni è fondamentale,  il  rischio
  che  si  ha è quello di vedere crescere il numero dei soggetti  che
  operano  in questo settore a danno e detrimento di un comparto  che
  già vive nelle condizioni di fortissima difficoltà.
   Premesso  questo in ordine politico che in parte risponde,  penso,
  anche  alle sollecitazioni che provenivano dal Presidente Lupo  che
  immagino  volesse dire di valutare nel complesso la  materia  della
  farmaceutica,  la  mozione  presentata dall'onorevole  De  Luca  si
  riferisce ad un aspetto specifico ed è relativo all'emanazione  del
  decreto   assessoriale  previsto  dall'articolo  44   della   legge
  regionale n. 16 dell'11 agosto 2017.
   A tal proposito e anche in relazione a quanto ho appena detto, non
  si   può   non  rilevare  che  l'attuazione  del  decreto  previsto
  dall'articolo 44 va valutata e vista nella più ampia e più completa
  definizione  dell'attuazione del piano di assegnazione  delle  sedi
  farmaceutiche.
   Quindi,  se la mozione intende muovere al Governo inviti  affinché
  si  ridefinisca  nel tempo più rapido un piano  di  presenza  delle
  farmacie,  un'attenzione  verso  le farmacie  rurali,  l'emanazione
  delle   linee   guida  previste  dall'articolo  44   del   decreto,
  assolutamente favorevole, va nell'azione finora posta in essere dal
  Governo anche nelle interlocuzioni avute con i rappresentanti delle
  farmacie,  muove in questa direzione. Se si pone, invece,  soltanto
  come  una  porzione  attuativa legata soltanto  alle  farmacie  dei
  piccoli  centri,  rischia  di essere una  norma  di  pianificazione
  eccessivamente  segmentata che, poi, non  tiene  conto  dell'intera
  innovazione  che  si determina dalla procedura di  assegnazione  di
  queste circa duecento farmacie che è in essere.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Assessore,  ben  venga  anche trattare la  materia,  come  dice  il
  Presidente  Lupo,  in Commissione  Sanità , affrontare  l'argomento
  nel suo complesso.
   Ciò  non  di  meno,  la  mozione mira semplicemente  a  richiedere
  l'emissione di quei decreti attuativi che possono consentire, anche
  solo  ad  alcune farmacie, di alcuni piccoli centri che  in  questo
  momento  sono passati a meno della metà dei propri abitanti,  anche
  perché sarebbe insostenibile ritenere che il quadro sia cambiato da
  agosto  2017  a  luglio 2018 perché è di un anno fa l'emissione  di
  quel  decreto  e,  quindi,  consentire il trasferimento  di  quelle
  farmacie  che  senza questo decreto attuativo non  possono  neppure
  concordare con il comune accogliente il trasferimento.
   Si tratta, quindi, di sbloccare con un atto amministrativo, con il
  decreto  attuativo l'iter per un numero di farmacie che non supera,
  credo,  la  decina,  la  ventina in tutta la Regione,  quindi,  non
  altera  il  quadro  dell'offerta farmaceutica,  perché  appunto  si
  tratta  massimo  di  20  farmacie in  tutta  la  Regione.  E,  poi,
  certamente  accolgo favorevolmente l'invito dell'onorevole  Lupo  e
  dell'Assessorato  di  trattare la materia nel suo  complesso  nella
  sede opportuna della Commissione  Sanità .

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo,  pongo  in
  votazione  la mozione n. 77. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   La mozione è approvata con l'astensione del Partito Democratico.
   Si  passa  alla mozione n. 93  Verifiche nella composizione  della
  commissione  medica per l'esame della disabilità ,  a  firma  degli
  onorevoli  Schillaci, Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, DeLuca,
  Di  Caro,  Di  Paola, Foti, Mangicavallo, Marano, Pagana,  Palmeri,
  Pasqua, Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito.
   Ne do lettura:

                          «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   VISTA la legge 104/1992, articolo 3, commi 3 e 4;

   CONSIDERATO che:

   non è sempre garantita, in seno alle commissioni esaminatrici,  la
  presenza  di  un  medico  specialista  sul  tipo  di  patologia  da
  valutare;

   la  mancanza di un medico specializzato comporta delle  difficoltà
  nel  riconoscimento della patologia del disabile  e  della  gravità
  della patologia ai fini dell'erogazione del contributo;

   la  presenza di una medico specializzato, di converso,  renderebbe
  più  semplice il riconoscimento della patologia relativa a  ciascun
  caso da esaminare;

   detta  circostanza sta creando notevoli disagi ad  una  fascia  di
  popolazione  particolarmente debole sotto  il  profilo  sociale  ed
  economico.

                          IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   e per esso
                             L'ASSESSORE PER LA SALUTE

   alla  verifica  della procedura di composizione della  commissione
  medica  per l'esame della disabilità, sì da garantire la  presenza,
  in  seno alla stessa, di un medico specializzato, di volta in volta
  individuato, sul tipo di patologia che si dovrà accertare; ciò allo
  scopo  precipuo  di garantire una valutazione della  situazione  di
  handicap, e di limitata capacità lavorativa e relazione, quanto più
  possibile completa».

  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Schillaci  per  illustrare  al
  mozione.

      SCHILLACI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,
  questo è una mozione dove si chiede un'attenzione particolare sulla
  Commissione  medica  che  deve gestire,  dichiarare  la  patologia,
  perché  da  una serie di interlocuzioni fatte con persone  disabili
  ancora  oggi  lamentano  il fatto che ad  esaminarli  e  quindi  ad
  esaminare  le  patologie lo fanno medici che non  sono  per  niente
  specialisti  in  quella  patologia  e  questo,  naturalmente,  crea
  assolutamente  dei  problemi, non solo delle  difficoltà  ma  anche
  delle ingiustizie.
  Quindi,  io  chiedo di applicare puntualmente la Legge n.  104  del
  1992  che  già  prevede  l'inserimento di due  specialisti,  invece
  spesso  non succede così. Tra l'altro, voglio ricordare  che  siamo
  una Sicilia che presenta 13 mila persone con disabilità grave e  io
  credo  che invece l'applicazione puntuale della Legge n. 104  possa
  essere utile anche in quella direzione. Regioni con abitanti  molti
  più della Regione Sicilia hanno una quantità di disabili gravissimi
  inferiore  alla regione Sicilia quindi un problema  c'è  e  bisogna
  affrontarlo.

  PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per salute.

   RAZZA,   assessore   per  la  salute.  Signor   Presidente,   rubo
  all'onorevole  Schillaci la conclusione del suo  intervento  perché
  ella  indirettamente,  così come il Governo aveva  avuto  occasione
  anche  più volte di dire in quest'Aula, ritiene che la composizione
  delle  Commissioni oggi presente che abbia formulato la valutazione
  in   ordine  alla  disabilità  gravissima  possa  avere  avuto  una
  composizione  non  adeguata,  la quale indirettamente  possa  avere
  comportato  un  ampliamento della platea dei  soggetti  destinatari
  anche  a  fronte  di  quello che è stato valutato  essere  il  dato
  epidemiologico medio delle altre regioni italiane.
   Poiché   nella   direzione  posta  dalla  mozione   dell'onorevole
  Schillaci va una nota che avevamo preannunciato proprio in  Aula  e
  che  è  stata  indirizzata da chi vi parla  al  Direttore  generale
  dell'INPS  per  la Sicilia che pone come criterio la  necessità  di
  individuare  assieme una composizione più adeguata che tenga  conto
  non   soltanto  di  medici  specialisti  e  una  corretta   lettura
  dell'articolo 3 della legge n. 104/92, ma anche di medici legali  e
  di persone adeguatamente formate. In questa direzione io ritengo e,
  quindi, accolgo favorevolmente la mozione presentata dall'onorevole
  Schillaci,  perché va nella direzione che avevamo già  più  di  una
  volta affermato e lo aveva fatto anche indirettamente il Presidente
  della  Regione,  una  adeguato controllo consente  di  allocare  le
  risorse  verso chi ne ha effettivo diritto mettendo risorse  sempre
  più  adeguate  per  dare luogo alla protezione  di  situazioni  che
  meritano di essere tutelate dalla Regione.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo,  pongo  in
  votazione  la mozione n. 93. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla mozione n. 97  Potenziamento dell'u.o.  di  pronto
  soccorso   regionale. ,   a   firma   degli   onorevoli   Cappello,
  Mangiacavallo, Cancelleri, Ciancio, De Luca Antonino, Di  Caro,  Di
  Paola,  Foti,  Capo,  Marano, Pagana, Palmeri,  Pasqua,  Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito.
   Ne do lettura:

                          «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO  che  nelle unità operative di Pronto Soccorso  di  tanti
  ospedali  pubblici siciliani, ormai da troppo tempo,  persiste  una
  grave carenza di personale medico ed infermieristico;

   CONSIDERATO  che  la  predetta  carenza  di  personale  medico  ed
  infermieristico  provoca  gravi  ed inevitabili  ripercussioni  sui
  tempi  di attesa per l'accesso     alle    prestazioni    sanitarie
  e
   sull'assistenza   sanitaria,  ma,  soprattutto,   sulla   adeguata
  erogazione   e  garanzia  dei  livelli  essenziali  di  assistenza,
  peraltro in un'area critica quale quella della emergenza urgenza;

   RILEVATO che:

   da   anni  le  condizioni  di  lavoro  del  personale  medico   ed
  infermieristico  risultano fortemente disagiate, stressanti  ed  in
  alcuni casi disumane e non pochi sono stati i casi di aggressioni e
  di  fortissime  tensioni in diversi P.S., da  ultimo  il  caso  del
  Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele di Catania;

   nonostante  la  pubblicazione  di  numerosi  avvisi  pubblici  per
  assunzioni  a  tempo  determinato di  personale  medico  per  unità
  operative  di  pronto soccorso in fortissima carenza  di  organico,
  quali  ad  esempio quelle del Civico di Palermo  o  il  Gravina  di
  Caltagirone,  non  è stato possibile acquisire disponibilità  ed  i
  relativi e numerosi posti continuano a rimanere vacanti;

   le  azioni  e  le  misure  poste in essere dalle  direzioni  delle
  aziende  sanitarie  sono risultate assolutamente  insufficienti  ed
  inadeguate  a colmare la grave carenza, divenuta ormai  cronica  ed
  insostenibile,         di       personale         medico         ed
  infermieristico;

   VISTI:

   il  D.A.  n. 629/2017 con il quale è stato approvato il  documento
  di riordino della rete ospedaliera siciliana;

   la  Circolare  dell'Assessorato regionale della  salute  prot.  n.
  28851/2016  'avvio procedure di reclutamento per la  copertura  dei
  posti vacanti e disponibili nelle dotazioni organiche delle Aziende
  ed Enti del S.S.R.: disposizioni operative';

   la  direttiva  prot. n. 64238/2017 che 'Ai fini  della  erogazione
  dei  LEA  e  far  fronte alle carenze di personale'  imponeva  alle
  Aziende  ed  Enti  del  S.S.R. di tenere 'conto,  prioritariamente,
  della copertura dei posti vacanti nelle aree dell'emergenza/urgenza
  dei Presidi Ospedalieri, sia in termini di personale medico che  di
  comparto sanitario, in considerazione delle criticità determinatesi
  a  seguito  di  un  consistente numero di cessazioni  di  personale
  intervenute  nell'ultimo  triennio  e  non  sostituite  con   nuove
  immissioni in ruolo;

   le  successive direttive prot. n. 77276/2017 e prot. n. 83225/2017
  che invitavano le Aziende ed Enti del S.S.R. 'ad effettuare, in via
  prioritaria, le assunzioni nell'area dell'emergenza urgenza  e  nei
  profili  laddove  si  era  in presenza di  consistenti  vacanze  di
  organico  in  quanto  non sicuramente interessate  dallo  stato  di
  attuazione e dal cronoprogramma previsto nell'allegato 3  del  D.A.
  629/2017';

   PRESO ATTO che:

   nonostante  le direttive e le indicazioni fornite dall'Assessorato
  regionale della Salute, e sopra richiamate, le carenze di personale
  medico ed infermieristico nelle unità operative di pronto soccorso,
  ma   anche  in  molte  aree  critiche  dell'emergenza  urgenza,  in
  particolare   quelle  di  terapia  intensiva  quali   anestesia   e
  rianimazione,  cardiologia ed UTIC, ed anche  radiodiagnostica,  si
  sono   ulteriormente   aggravate  con   evidenti   ed   inevitabili
  conseguenze,  sia  sull'assistenza  sanitaria  che  sulla  regolare
  garanzia   ed  erogazione  dei  LEA,  con  il  forte   rischio   di
  compromettere  anche  la  efficacia e  la  efficienza  dei  servizi
  sanitari;

   in  atto,  risultano  in  fase  di  avvio  soltanto  le  procedure
  riservate di stabilizzazione, ai sensi dell'art. 20, comma 1  e  2,
  del  D.Lgs  75/2017,  e  non  anche tutte  le  altre  procedure  di
  reclutamento ordinario che dovevano essere contestualmente avviate,

                          IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  farsi  parte  attiva  ed imporre ai Direttori  Generali  ed  ai
  Commissari  Straordinari  delle  Aziende  ed  Enti  del  S.S.R.  di
  procedere,  con assoluta urgenza, nel porre in essere le necessarie
  ed  oramai indifferibili azioni e procedure per il reclutamento  di
  personale medico ed infermieristico nelle unità operative di Pronto
  Soccorso con gravi carenze di organico provvedendo ad avviare:
   procedure concorsuali e di mobilità infra ed extra regionale;
   procedure  di  selezione  pubblica per  conferimento  incarichi  a
  tempo determinato;
   utilizzo  di  graduatorie  concorsuali e  per  incarichi  a  tempo
  determinato di altre Aziende del S.S.R. in corso di validità;
   procedure di turnazione all'interno del Presidio Ospedaliero,  nel
  rispetto  della  normativa concorsuale vigente  relativamente  alle
  specializzazioni  equipollenti ed affini, e  tra  tutti  i  Presidi
  Ospedalieri aziendali sede di P.S.;
   procedure di mobilità temporanea d'urgenza;
   ogni   altra   azione  ed  iniziativa  ritenuta  necessaria   alla
  risoluzione della problematica».

  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole De Luca Antonino per illustrare
  al mozione.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Assessori, questa mozione riguarda il potenziamento delle  u.o.  di
  pronto  soccorso  regionali. E' dato noto la carenza  di  personale
  medico  e  infermieristico  che insistono  in  tutte  le  strutture
  sanitarie e in particolare nei pronto soccorsi.
   Queste  carenze  causano delle ripercussioni incredibili  sia  sui
  tempi  di  attesa  nell'erogazione delle prestazioni  sanitarie  di
  primo  soccorso  che  sulla qualità del servizio  che  viene  reso.
  Questo,  inoltre,  determina delle condizioni di lavoro  disagiate,
  stressanti  e  inumane e qualche volta sono anche sfociate  in  dei
  casi di gravi aggressioni, da ultimo quelle per esempio il Vittorio
  Emanuele di Catania.
   Nonostante diversi annunci non sono state effettuate alcun tipo di
  assunzioni  neppure  a  tempo determinato e  visto  l'approssimarsi
  anche del periodo estivo questo pone gravi disagi in particolare in
  quei  pronto soccorsi e in quelle strutture sanitarie come  possono
  essere, ma solo a titolo di esempio quelle di Taormina o di  Lipari
  che durante il periodo estivo vedono un grande numero di utenti che
  spesso  necessiterebbero anche semplici  stanze  in  cui  i  codici
  bianchi possono essere scremati.
   A  questo punto, Assessore, visto il decreto assessoriale  n.  629
  del  2017 con cui è stato approvato il documento di riordino  della
  rete ospedaliera siciliana, visto che l'argomento oggi è di estrema
  attualità, la circolare assessoriale n. 28851 del 2016 per  l'avvio
  delle  procedure di reclutamento per la copertura dei posti vacanti
  è  disponibile in dotazione organica e delle aziende  ed  enti  del
  servizio   sanitario  regionale  nonché  gli  ulteriori   documenti
  indicati  in atto, chiediamo l'impegno di attivarsi ed  imporre  ai
  direttori  generali e ai commissari straordinari  delle  aziende  e
  degli  enti  del  servizio  sanitario regionale  di  procedere  con
  assoluta  urgenza, ripeto visto anche l'approssimarsi  del  periodo
  estivo,  al  fine di porre in essere le necessarie ed indifferibili
  procedure   per   il   reclutamento   di   personale   medico    ed
  infermieristico  da  attribuire ai pronto  soccorsi  siciliani  che
  vedono  le loro unità operative  assolutamente non sufficienti,  di
  avviare  le  procedure  concorsuali  e  mobilità  infra  ed   extra
  regionali,  nonché  le  procedure  di  selezione  pubblica  per  il
  conferimento di incarichi a tempo determinato, l'utilizzo  fino  ad
  esaurimento   delle  graduatorie  concorsuali  e  le  procedure  di
  turnazione all'interno del presidio ospedaliero.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  per  esprimere  la
  nostra condivisione come Gruppo del Partito Democratico rispetto  a
  quanto  propone  la mozione n. 97 e, peraltro, sono richiamati  nel
  corso  della  mozione  stessa i numerosi  atti  amministrativi  del
  precedente  Assessore  che  riguardano, appunto,  la  necessità  di
  procedere  con urgenza al completamento degli organici  dei  pronto
  soccorso  della nostra Regione, ed è evidente per l'importanza  che
  hanno per la salute dei cittadini.
   Quindi,  ovviamente dichiariamo voto favorevole e riteniamo  anche
  noi  che  quanto  viene proposto nell'impegno  rivolto  al  Governo
  regionale possa necessariamente svolgersi con estrema celerità.

   SAVARINO. Chiedo di apporre la mia firma alla mozione n. 97.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  il  tema delle unità operative di pronto soccorso  nella
  Regione siciliana è stato oggetto di forte attenzione da parte  del
  Governo della Regione.
   In  realtà, lo è stato a partire da una nota del 3 agosto del 2017
  e  cioè  prima  ancora  che il Governo vigente  potesse  insediarsi
  quando  al momento di indicare da dove partire per le procedure  di
  selezione  del  personale  si  era indicato  correttamente  si  era
  indicato di partire dall'area dell'emergenza-urgenza.
   Stessa  indicazione ha dato il Governo attuale con  una  mia  nota
  inviata a tutte le aziende e di riferimento alla circolare  del  23
  gennaio   di  quest'anno,  quella  che  ha  delineato  in   maniera
  giuridicamente netta il novero delle stabilizzazioni da parte delle
  diverse  aziende con riferimento all'applicazione non soltanto  del
  decreto   Madia,   ma   di   tutte  le   ulteriori   procedure   di
  stabilizzazione che erano già state avviate, penso allo scorrimento
  delle graduatorie, e dalle procedure di mobilità, seguendo però  un
  criterio  che è quello lì posto dalle circolari interpretative  del
  Ministero  della  funzione  pubblica  e  cioè  di  procedere  dalle
  stabilizzazioni previste dalla circolare  Madia' e  poi  proseguire
  verso  le ulteriori procedure di stabilizzazione a copertura  della
  dotazione organica.
   Il  tutto  -  cito questo inciso perché oggetto di  un  intervento
  proprio   nell'occasione  dell'incontro  tra  tutti  gli  Assessori
  regionali  e  il  Ministro della salute -  nell'intento  di  dovere
  comunque  tenere a mente che esiste il tetto di spesa del personale
  e  che  per una Regione, come la Sicilia, che ancora resta  Regione
  sottoposta  a  piano  di  rientro, l'ulteriore  tetto  posto  dalle
  procedure  di  introduzione di contratti a tempo indeterminato  che
  pone  il  vincolo, in quanto Regione sottoposta a piano di rientro,
  dell'autorizzazione  prevista dal Ministero dell'economia  e  delle
  finanze.
   Ho  voluto fare questo inciso perché sapete meglio di me - conosce
  anche  l'onorevole De Luca che ha illustrato la mozione per  essere
  componente  della Commissione  Sanità'- che una delle questioni  di
  fondo  legate al riempimento completo delle piante organiche  delle
  unità  di  pronto  soccorso in Sicilia è legato proprio  all'enorme
  numero  dei  bandi  deserti quando queste  procedure  di  selezione
  riguardano  dei contratti a tempo determinato che vengono  previsti
  per una durata trimestrale o semestrale, a loro volta rinnovabile.
   Capita  così che anche all'Azienda  Villa Sofia - Cervello'  della
  città  capoluogo della Regione, molti bandi di selezione per medici
  dell'area emergenza-urgenza siano andati deserti.
   Da  questo punto di vista, l'intervento immediato che ha fatto  il
  Governo   della   Regione   in   relazione   alle   procedure    di
  stabilizzazione   è   legata  all'apertura   delle   procedure   di
  stabilizzazione,  ai sensi del secondo comma dell'articolo  20  del
  decreto  Madia'.
   Mentre il primo comma dell'articolo 20 prevede una stabilizzazione
  de plano per tutti i soggetti che siano stati assunti con procedura
  concorsuale,  l'ulteriore selezione prevista ai sensi  del  secondo
  comma dell'articolo 20 consente una divisione di pianta.
   Il  50  per  cento  pertanto riservato a  soggetti  dotati  di  un
  contratto  precario  nel triennio fino al 31 dicembre  2017  ed  un
  ulteriore  50 per cento apre verso delle procedure che  consentono,
  in maniera effettiva, la integrazione delle piante organiche.
   Non  ho difficoltà a dire che il Governo della Regione, nell'avere
  avviato   in   maniera  intensa  la  leva  della  selezione   anche
  sull'articolo   20,  secondo  comma,  ha  avuto  un   atteggiamento
  consapevole  perché in questa fase - finché il tetto di  spesa  non
  verrà  sbloccato anche con riferimento a delle specialità  -  ci  è
  capitato  personalmente  di  dire  anche  al  Ministro  perché  non
  procedere gradualmente verso il superamento del tetto di spesa  del
  personale partendo dalle aree di emergenza, partendo dalle aree  di
  maggiore crisi?
   Stessa attenzione l'abbiamo riservata, anche su sollecitazione  ed
  integrazione  dei rapporti con la VI Commissione, in  relazione  ad
  una procedura della quale vado particolarmente fiero.
   Sapete  meglio  di me che una delle grandi criticità  del  sistema
  regionale è legato alla scarsa presenza di anestesisti.
   Di anno in anno le scuole di specializzazione specializzano medici
  siciliani  in  anestesia  e  rianimazione  ma  nell'assenza  di  un
  intervento da parte del Governo della Regione l'effetto  è  che  la
  domanda  di  medici  specialisti in anestesia  è  enorme  in  tutta
  Italia, i ragazzi quindi si specializzano in Sicilia e rispondono a
  bandi proposti da altre Regioni italiane.
   Succede  quindi  che  intelligenze formate qui  vengano  impegnate
  altrove  e nel contatto con altri sistemi sanitari vedono  allocare
  lì la loro specializzazione e magari lì rimanere.
   Quest'anno per la prima volta abbiamo dato impulso affinché  tutti
  i  ragazzi che si specializzano in Sicilia possano essere assorbiti
  dal mercato regionale.
   E'  soltanto una delle tante possibili iniziative e di un percorso
  -  domani  il  Prefetto della provincia di Catania ha convocato  un
  comitato  provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica  proprio
  sul  tema  dei  Pronto  soccorsi  al  quale  avrò  il  piacere   di
  partecipare.
   La questione  Pronto soccorso' - se di questione si può parlare  -
  non si risolve con una bacchetta magica.
   E'  un  atto  di programmazione che si delinea nel tempo,  per  il
  quale  abbiamo voluto costituire nella sede dell'Assessorato  della
  salute,  un  tavolo  che  abbia  la  specializzazione  soltanto  di
  occuparsi  di  linee  guida  del  Pronto  Soccorso,  che  significa
  sicurezza,    che   significa   infrastrutture,    che    significa
  organizzazione di servizi. E nell'ambito della proposta che  presto
  verrà  licenziata dalla Giunta di Governo e della Rete Ospedaliera,
  significa  anche  prevedere le giuste risorse in termini  di  posti
  letto  di  astanteria. Perché quando si attende più del giusto  nel
  Pronto  Soccorso  -  e  nei prossimi giorni,  posso  anticipare  al
  Parlamento,  che il Presidente della Regione intende  personalmente
  rivolgere una direttiva a tutti i direttori generali delle  Aziende
  del  sistema che ha cuore la fase estiva e come gestire questa fase
  estiva nelle unità di Pronto Soccorso - dicevo, quando si attende e
  si  attende troppo a lungo, molto spesso, è perché si determina  un
  imbuto  determinato  dalle difficoltà di  ricovero.  Qualche  altra
  volta  è  perché  c'è  carenza di personale. A me  personalmente  è
  capitato  qualche  giorno fa, ad Enna, quando  mi  sono  recato  al
  Pronto  Soccorso  di  Enna  per  ragioni  di  natura  personale   e
  familiare, ho atteso il mio turno in sala d'attesa esattamente come
  si conviene a chi è utente come tutti gli altri. Grazie.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  signor
  Assessore,  la ringrazio per la puntuale risposta. Però  la  vorrei
  invitare  a non allargare le braccia, a non limitarsi ad  allargare
  le   braccia  al  territorio.  Perché  noi,  come  politica,   come
  Parlamento,  non possiamo dire ai cittadini e a chi  lavora  in  un
  Pronto  Soccorso,   non possiamo fare nulla  o  dobbiamo  aspettare
  che   trascorra  del  tempo .  Perché  durante  questo  tempo   che
  trascorre, l'utente muore e chi lavora rischia. Allora l'unica cosa
  che le chiedo, signor Assessore, è di iniziare anche a discutere  e
  a  ragionare  affinché chi accetta di trascorrere un breve  periodo
  all'interno di una struttura, di tre mesi-sei mesi, ne abbia  anche
  un  vantaggio quando poi ci sarà una procedura concorsuale a  tempo
  indeterminato. Un po' come succede con gli insegnanti, con le  sedi
  disagiate,   viene impegnata se noi ragioniamo da soli.  Se  invece
  il  Governo  e  l'Assessorato  si fanno  parte  autorevole  con  il
  Ministero e qui il Movimento Cinque Stelle sarà ben lieto  di  fare
  la  sua  parte, perché essendo parte e titolari di quel  dicastero,
  offriamo  disponibilità  anche in tal senso  -  ma  se  il  Governo
  regionale  dove  c'è un Assessorato che ha pieni  poteri,  si  farà
  parte  autorevole in tal senso, possiamo anche andare a normare  il
  settore  in  modo da rendere anche possibile per un  professionista
  che si è specializzato nonostante via sia  . Io lo comprendo. Se io
  fossi un giovane medico professionista, non vorrei un contratto  di
  tre  mesi,  vorrei  un  contratto  a  tempo  indeterminato.  Ma  la
  coscienza  che  quel periodo, oltre a valere come esperienza,  avrà
  anche  un  punteggio nella parte variabile di un  futuro  concorso.
  Perché  l'Assessorato  ha  messo  i  suoi  atti  di  indirizzo  nei
  confronti delle ASP, delle strutture, dei Presidi, etc. e c'è stato
  un  colloquio preventivo alla luce del sole, consacrato poi  in  un
  documento  che ha valore legale con il Ministero. Allora lì,  anche
  se  non  domani,  ma in prospettiva è data una soluzione  che  darà
  immediato respiro. Perché io giovane professionista so che  c'è  un
  Governo   regionale  che  si  sta  muovendo  in  quella  direzione.
  Diversamente, andrò ad accettare la mia annualità, il mio contratto
  a  tempo indeterminato, a Treviso, a Pordenone o in qualunque altro
  posto del Nord e lascerò scoperti i Pronto Soccorso. Perché noi nel
  frattempo gli diciamo che non abbiamo una lira e stiamo aspettando.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 97. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)
   Onorevoli  colleghi, prima di procedere con gli ulteriori  lavori,
  vi  informo  che l'Aula riprenderà domani per la trattazione  delle
  mozioni  n. 40, n. 41, n. 111, n. 42, n. 54, n. 73, n. 84, n.  102,
  n. 10, n. 91, n. 104, n. 107 e n. 109. Resta da trattare stasera la
  mozione n. 106.
   Sulla  mozione  n.  109,  aveva chiesto  di  intervenire  per  una
  comunicazione l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, giusto per chiedere a Lei di invitare
  e,  quindi, di trasmettere preventivamente per la trattazione della
  mozione  n.  109,  che riguarda gli assetti  e  il  sistema  di  e-
  governance  degli aeroporti siciliani, chiedo che  questa  mozione,
  appunto, sia trasmessa all'assessore, vicepresidente, Armao  perché
  non  si  tratta  di discutere di infrastrutture  e  non  si  tratta
  nemmeno di discutere di turismo.
   E  mi  pare,  invece, che per la gestione della  e-governance,  in
  ragione   della   proposta  che  c'è  all'interno  della   mozione,
  l'assessore più indicato sia quello appunto all'economia.

   PRESIDENTE. Mi pare sin troppo ovvio perché la mozione impegna  il
  Governo alla costituzione di una eventuale unica società eccetera.
   Si   passa  alla  mozione  n.  106   Rifinanziamento  della  legge
  regionale n. 12 del 1989 , primo firmatario l'onorevole Pagana.
   Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   l'articolo  1 della legge regionale 5 giugno 1989 n.  12,  prevede
  un'indennità  in  favore degli allevatori che, in  applicazione  di
  piani  sanitari nazionali e regionali, hanno dovuto procedere  alla
  macellazione  dei  capi  colpiti dalla  tubercolosi,  brucellosi  e
  leucosi;

   il  fondo istituito dalla legge de qua non viene rimpinguato,  dal
  competente Assessorato regionale, dal 1997, poiché detti indennizzi
  sono stati considerati aiuti di Stato rilevanti ex art. 87, par.  1
  del Trattato CE (oggi art. 107 TFUE);

   CONSIDERATO che:

   con  la  decisione C(2002) 4786 dell'11 dicembre 2002  indirizzata
  all'Italia,  la  Commissione europea, pur qualificando  l'anzidetta
  misura  come  aiuto  di Stato - quindi deplorando  l'operato  dello
  Stato  italiano per avere dato esecuzione all'aiuto  in  violazione
  dell'art.  88, par. 3 - ne aveva autorizzato l'erogazione  per  gli
  anni 1993, 1994, 1995, 1996 e 1997;

   la   predetta   decisione  risulta,  in   più   parti,   oltremodo
  contraddittoria  e  quindi  foriera di  errori  interpretativi;  al
  riguardo basti riportare integralmente la parte conclusiva relativa
  alle  decisione per sincerarsene: 'Alla luce della valutazione  che
  precede  la  commissione ha deciso tuttavia di considerare  l'aiuto
  compatibile con il Trattato CE.';

   alla  luce  di  ciò, emerge evidente la necessità  di  una  chiara
  posizione  interpretativa, da parte della Commissione  Europea,  in
  ordine alla possibile sussunzione, o meno, dell'indennizzo previsto
  dalla citata legge regionale nella nozione di aiuto di Stato;

   invero, anche alla luce dello stesso articolo 107 (ex articolo 87)
  che al comma 2 recita: 'Sono compatibili con il mercato interno:
   gli  aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori,  a
  condizione  che  siano accordati senza discriminazioni  determinate
  dall'origine dei prodotti;
   gli  aiuti  destinati a ovviare ai danni arrecati  dalle  calamità
  naturali oppure da altri eventi eccezionali';

   per  il  periodo  ricompreso  per gli anni  2000-2006,  nonostante
  l'art.25,  comma  16,  L.R.  n.  19/2005  prevedesse  un   apposito
  rifinanziamento del fondo, a seguito dell'ordinanza  del  Ministero
  della  sanità  del  14 novembre 2008 e della nebulosità  del  testo
  normativo,  la  Regione  Siciliana ha  disatteso,  quanto  indicato
  nell'atto  legislativo  non rifinanziando  il  fondo  e,  pertanto,
  omettendo  la  comunicazione alla commissione ai sensi  del  citato
  art. 107 TFUE;

   numerosi  allevatori  siciliani, sulla  scorta  dello  sopracitata
  legge,   continuano  a  presentare  istanze  per  l'erogazione   di
  indennità  aggiuntive  per  gli  animali  abbattuti,  istanze  che,
  rigettate dalle AA.SS.PP. Siciliane, sono state oggetto di numerose
  controversie  davanti  ai giudici civili e di conseguenti  numerose
  condanne;

   RILEVATO che:

   alla  luce  dei  contenziosi promossi dagli  allevatori  la  Corte
  Suprema  di Cassazione, con sentenza n. 8668/14 dell'UD 12/03/2014-
  CC  R.G.N. 20419/2012 rep. C.I., avente per oggetto 'L.R. Siciliana
  n.12/89. Interpretazione - Indennità per abbattimento animali',  ha
  rigettato  il  ricorso proposto dall'ASP 3 di Catania,  avverso  la
  sentenza  n. 182/2012 della Corte d'Appello di Catania,  depositata
  il  06/02/2012, con la quale l'ASP di Catania viene  condannata  al
  pagamento   dell'Indennità  integrativa   stabilita   dalla   legge
  regionale  12/89, in quanto la Regione siciliana, con  l'emanazione
  della  l.r.  12/89,  ha espressamente disciplinato,  in  capo  alle
  AA.SS.PP.,    le    modalità    procedimentali    dell'attribuzione
  dell'indennizzo integrativo;

   il  diffondersi della brucellosi in molte province  della  Regione
  costituisce,   oltre  un'emergenza  sanitaria,  anche  un'emergenza
  sociale  ed  economica,  dato  il particolare  contesto  produttivo
  dell'isola;

   gli  allevatori  della Regione da tempo, infatti, attraversano  un
  periodo di elevatissimo disagio economico a causa della grave crisi
  che attanaglia il settore,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
              L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA, LO SVILUPPO
                    RURALE E LA PESCA MEDITERRANEA
                                   e
                       l'ASSESSORE PER LA SALUTE

   a  porre in essere tutte le iniziative volta a dare impulso ad  un
  giudizio  di  compatibilità,  da parte della  Commissione  Europea,
  della  legge  regionale  5 giugno 1989 n. 12  in  ordine  alla  sua
  potenziale sussunzione, o meno, nel concetto di aiuti di Stato,  ai
  sensi degli artt. 107 e 108 TFUE;

   ad  intraprendere,  nel frattempo, tutte le iniziative  necessarie
  per  fronteggiare, con immediatezza, il problema  dell'epidemia  di
  brucellosi  per gli allevatori siciliani; fenomeno questo  che  sta
  demolendo un intero sistema economico, mettendo in ginocchio intere
  aziende zootecniche siciliane, già compromessa da altri elementi di
  crisi che colpiscono la nostra Regione».

   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pagana per illustrare la mozione
  n. 106.

   PAGANA.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  nel
  1989, il 5 giugno, da questo Parlamento è stata emanata la legge n.
  12 che prevedeva a sostegno degli allevatori che abbattevano i capi
  infetti da brucellosi, leucosi o tubercolosi, un indennizzo. Questa
  legge entrata in vigore è stata finanziata fino al 1997.
   Dal  1997  in  poi  non  sono stati più previsti  finanziamenti  a
  sostegno degli allevatori siciliani.
   L'assessorato competente ha ritenuto inammissibili i finanziamenti
  perché  incompatibili  con  l'ex articolo  87  del  Trattato  della
  Commissione   Europea,   oggi  articolo   107   del   Trattato   di
  funzionamento dell'Unione Europea. Solo che l'Unione Europea  si  è
  espressa più volte considerando l'aiuto di Stato incompatibile  con
  le politiche dell'Unione stessa.
   Quindi oggi noi chiediamo, e vorrei che a chiederlo fosse l'intero
  Parlamento e vorrei che ci fosse una predisposizione seria da parte
  del  Governo,  che  questa  questione  venga  presa  seriamente  in
  considerazione.
   Ci sono allevatori che ancora oggi fanno domande per una legge che
  è  in  vigore  presso  le ASP competenti. Ci  sono  allevatori  che
  aspettano  risposte e che ancora in alcuni casi hanno  dei  giudizi
  pendenti.
   Quindi noi chiediamo al Governo di dare delle risposte e visto che
  questo Governo non è in grado, per via del sistema delle fonti  del
  diritto,  non è in grado di potere dare risposte chiediamo  che  si
  attivi  con la Commissione Europea al fine di chiedere il  giudizio
  di compatibilità.
   E' il 2018 e i problemi degli allevatori sono gli stessi del 1989,
  anzi  ad  oggi allevatori hanno ancora più problemi, pensiamo  alla
  misura 11 del 2015 che non viene percepita dal 2015, alle indennità
  compensative che sono state ridotte sempre di più e noi abbiamo  il
  dovere  di dare risposte a questi allevatori, abbiamo il dovere  di
  dare  risposte  a  queste  persone  che  rappresentano  un  settore
  fondamentale della nostra economia che ad oggi è in ginocchio.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Razza.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   intervengo  anche  per  il  collega  Bandiera   che   è
  destinatario della mozione al pari dell'assessorato regionale della
  salute,  la  questione della brucellosi è notoriamente  legata  per
  quanto   riguarda   le   aziende  sanitarie   provinciali   ad   un
  approfondimento, ad una attenzione che è stata compiuta  fin  dallo
  scorso  anno  con un decreto assessoriale del 2017, che  ha  tenuto
  conto dei rilievi che erano stati posti dal Ministero della salute.
   Quel  decreto oggi consente di fare un primo bilancio,  di  potere
  verificarne,  con  riferimento  al  numeri  dei  capi  soggetti   a
  brucellosi,  la capacità di ridurne il numero, porta con  se  ed  è
  stato oggetto anche in questo caso di un incontro ministeriale  con
  il  dirigente  generale della sanità veterinaria del Ministero,  un
  impianto  dal  punto  di vista delle regole che  ci  allontana  dal
  modello  di  allevamento che è presente in Sicilia,  è  un  decreto
  nelle linee guida nazionali che era stato pensato ed immaginato  su
  un allevamento di natura stanziale, mentre l'allevamento siciliano,
  soprattutto  quello nella zona nebroidea, è un allevamento  che  ha
  caratteristiche diverse.
   Questa  è stata la ragione per la quale una parte degli allevatori
  e  degli  streck  older locali non ha condiviso quel  decreto,  che
  rischia  di portare con se quale effetto, quello di vedere  imposte
  all'allevamento  siciliano  e  alle carni  siciliane  delle  regole
  diverse  rispetto  alle  carni  di  importazione  che  arrivano  in
  Sicilia.
   Da questo punto di vista il dipartimento della sanità veterinaria,
  sollecitato   anche  dai  rappresentanti  degli   allevatori,   sta
  valutando  una  possibile  revisione  del  decreto  che  però  deve
  procedere  parallelamente con l'indirizzo che viene  da  parte  del
  Ministero della salute.
   La  mozione illustrata dall'onorevole Pagana invita anche a  porre
  in  essere  le  iniziative  volte a dare  impulso  al  giudizio  di
  compatibilità  da  parte  della  Commissione  europea  sulla  legge
  regionale  5  giugno  1989 n. 12, e in ordine alla  sua  potenziale
  sussunzione  o  meno  nel  concetto di  aiuti  di  Stato  ai  sensi
  dell'art. 107 e 108. Da questo punto di vista l'assessore  Bandiera
  ha avuto modo di dichiarare, anche nel recente incontro organizzato
  da  Coldiretti, che le iniziative del Governo vanno esattamente  in
  questa direzione.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo è  favorevole.  La  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  comunico che hanno  chiesto  di  intervenire
  l'onorevole  Figuccia e l'onorevole Campo. Informo  altresì  l'Aula
  che  la Commissione statuto è convocata per martedì alle ore  11.00
  per l'insediamento.
   Per  le  mozioni che abbiamo citato, che sono diverse, non  è  una
  sono  sette, otto, quindi credo che sia opportuno che domani l'Aula
  si  possa  tenere, così completiamo questa attività  ispettiva.  La
  Commissione statuto la convochiamo nella sala lettura.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FIGUCCIA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   realtà
  Presidente intervengo appunto sulle comunicazioni.
   Oggi  le  mozioni hanno giustamente riguardato delle Rubriche  che
  sono  state  calendarizzate,  alla luce  ovviamente  anche  di  una
  programmazione che ha visto in scena un metodo che condivido anche,
  che  è  quello finalmente di dare spazio agli atti ispettivi,  agli
  atti parlamentari, attraverso un criterio temporale.
   Bene,  quindi  oggi diciamo questo approccio, che tra  l'altro  ha
  visto  gli  assessori in Aula l'assessore Razza, e  l'assessore  ai
  Beni  culturali  dare  prontamente riscontro,  risposta  ad  alcune
  tematiche  che oggettivamente non potevano rimanere così perse  nel
  vuoto,  quindi  davvero  considero  che  questo  nuovo  metodo  per
  proseguire i lavori sia un metodo quanto meno per affrontare  delle
  questioni.  Ovviamente il tema delle comunicazioni mi  consente  di
  fare  riferimento ad altri aspetti, che non erano invece all'ordine
  del  giorno, che perverranno invece parimenti inserite come mozioni
  che   riguardano  altri  rami  dell'amministrazione,  ed  in   modo
  particolare  una  di  queste  mozioni  riguarda  il  settore  della
  formazione professionale e delle politiche attive del lavoro.
   Non sarà sfuggito, infatti, a quest'Aula, a questa Presidenza e al
  Governo  che  ormai  da  più di una settimana  circa  sotto  questo
  Palazzo  troviamo la presenza di numerose persone che rappresentano
  gli  operatori  delle  politiche attive del lavoro,  rispetto  alle
  quali  abbiamo  finalmente  approvato  un  emendamento  che  questa
  Assemblea è riuscita ad esitare, ad approvare positivamente, che dà
  uno  spazio di 180 giorni al Governo per pianificare un più  giusto
  utilizzo  all'interno  dei  Centri per  l'impiego.  Contestualmente
  viene dato mandato, attraverso un atto del Governo, di mettere mano
  in   maniera   seria,   strutturale  al   tema   della   formazione
  professionale.
   Io ritengo - e questo è oggetto della mozione che verrà affrontata
  nella   rubrica   che   riguarda  per   l'appunto   la   formazione
  professionale - che il Governo nazionale debba definire  uno  stato
  di  crisi.  Questo per potere attivare quel fondo di  garanzia  che
  effettivamente  possa consentire finalmente a  queste  migliaia  di
  persone  che  sono rimaste senza alcun ammortizzatore sociale,  che
  sono  rimaste scevre da ogni tipologia di intervento, che  consenta
  loro una forma di sostentamento.
   Oggi  abbiamo  parlato  di  livelli essenziali  che  attengono  la
  dimensione   della   sanità,  abbiamo  affrontato   questioni   che
  riguardano,  invece, i temi dello sviluppo attraverso l'Assessorato
  Turismo.
   Credo  che  attraverso l'impiego, e il pieno  utilizzo  di  queste
  risorse, si possa tornare a parlare di sviluppo in una Sicilia  che
  necessita  interventi  nel  settore  della  formazione  in  settori
  strategici.
     Settori  strategici che sono stati assolutamente non affrontati,
  che  sono  stati  assolutamente messi al  bando  insieme  a  quegli
  operatori  che  sono  rimasti  senza alcuna  forma  di  sostegno  o
  reddito.
     Quindi  il  mio intervento non è soltanto un atto di solidarietà
  nei  confronti di queste centinaia di persone che in questi  giorni
  sono   stati  presenti  sotto  questa  Presidenza,  che   si   sono
  organizzati con un gazebo e sono addirittura in digiuno,  e  questo
  ovviamente  fa  male ai nostri cuori, ma fa male  anche  a  loro  e
  soprattutto alle loro famiglie che attendono delle risposte.
   Quindi  per dire, signor Presidente, questa mozione troverà spazio
  all'interno della Rubrica della formazione e delle politiche attive
  ma per dire, soprattutto, al Governo di attivarsi così come oggi  è
  stato  fatto per le deleghe che sono state affrontate per  definire
  finalmente  una volta e per tutte la possibilità che  questa  gente
  possa andare a lavorare.
   Credo  che  lo dobbiamo a loro, credo che lo dobbiamo alla  nostra
  Terra.

   CAMPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi e cittadini,
  sono  contenta  che  è  presente l'Assessore  Razza  perché  questa
  comunicazione lo riguarda in prima persona.
   In  provincia di Ragusa, grazie a un balletto di dichiarazioni, di
  comunicati  a mezzo stampa ad opera del Commissario dell'ASP  7  di
  Ragusa, Salvatore Lucio Ficarra, abbiamo assistito in questi giorni
  ad una storia che nulla ha da invidiare alle più esilaranti novelle
  pirandelliane.
   E'  stato messo in scena - e in maniera anche amatoriale - l'opera
   Così  è  se  vi  pare  e in pratica non sappiamo se  credere  alla
  signora Frola o al signor Ponza suo genero.
   Pertanto  ci siamo dovuti districare in questa matassa di  vicende
  complicate interessandoci con il Direttore del Centro che svolge il
  servizio, con i genitori, con gli operatori del terzo settore,  con
  gli  operatori  del  Centro stesso, con  gli  uffici.  Che  cosa  è
  successo? Io, due settimane fa circa, avevo fatto una richiesta  di
  audizione  a  causa  della preoccupazione di  molte  mamme  per  la
  paventata  chiusura  del centro per il trattamento  e  la  diagnosi
  dello spettro autistico, paventata chiusura a fronte del fatto  che
  il  bando - a Ragusa, Asp 7 di Ragusa - è in scadenza, pertanto c'è
  stata  questa agitazione da parte dei genitori per aver sentito  di
  una paventata chiusura e dell'interruzione del servizio.
   Ebbene,  arriva dopo sole due ore dalla richiesta di audizione  il
  comunicato  del  dottore Ficarra, che dice  questo:   la  direzione
  strategica  continuerà  a  garantire il  servizio,  quindi  nessuna
  interruzione, anzi saranno inseriti nel nuovo ciclo a  partire  dal
  1   luglio   i bambini che attualmente sono in lista di attesa ,  e
  continua  raccontandoci  che  implementerà  il  servizio,  che   il
  servizio è in assoluta crescita  e che le mamme che hanno sollevato
  il  problema  è  perché non conoscono, perché  non  capiscono  bene
  quello che si sta facendo all'interno del centro.
   Ebbene,  in fretta e furia, il 22 giugno, viene emanato  un  bando
  sprint  con scadenza 30 giugno per assumere nuovi operatori e,  fra
  l'altro,  i  vecchi  operatori non hanno più neanche  i  requisiti,
  quindi  sono  perdenti  e  non  hanno  neanche  la  possibilità  di
  partecipare   a   questo  bando.  Si  rimprovera   alla   direzione
  strategica,  che di strategico, a questo punto, non ha niente,  che
  le  mamme  non sono state ascoltate, gli operatori non  sono  stati
  ascoltati  e  le organizzazioni del terzo settore che  hanno  anche
  fatto volontariato non sono assolutamente prese in considerazione.
   Ad  oggi cosa succede? Che il centro è aperto ma non funziona, che
  il  medico c'è ma il servizio è sospeso, che gli operatori  sono  a
  casa,  che  i bambini sono a casa e io chiedo che la mia  audizione
  venga  al più presto calendarizzata, a lei, all'onorevole La  Rocca
  Ruvolo,  affinché sia abbiano delle risposte urgenti su quello  che
  sta  succedendo, anche perché il dottore Ficarra, non so per quanto
  tempo    ancora,    potrà   arrampicarsi   sugli   specchi    dando
  giustificazioni su un servizio che, ad oggi, non funziona. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  colleghi, io ne approfitto della presenza dell'assessore Razza  per
  intervenire  su  una  questione che riguarda  il  territorio  della
  provincia di Ragusa, ed esattamente l'ospedale di Ragusa.
   Durante  la precedente legislatura, grazie al precedente  Governo,
  siamo  riusciti a fare finanziare - allora assessore era il  nostro
  collega  Gucciardi - riuscimmo a fare finanziare  questa  struttura
  per  8  milioni  di  euro;  iniziarono i  lavori,  furono  fatti  i
  completamenti,   dopo  di  che  siamo  arrivati,   proprio   vicini
  all'apertura  dell'ospedale, e ci siamo resi conto - si  sono  resi
  conto perché allora il problema riguardava la politica ha portato i
  finanziamenti, le risorse e penso che debba fare questo -  dopo  di
  che  ci sono stati una serie di problemi che riguardavano la  parte
  gestionale, ed esattamente riguardavano alcuni lavori che  andavano
  completati, alcuni rifatti, e quindi si sono presi un po' di tempo.
   Siccome  sono passati, ed è passato quasi un anno, e dalle notizie
  che  arrivano, ormai dovremmo essere agli sgoccioli per poter  dare
  questa  importante  struttura  alla provincia  di  Ragusa,  che  la
  aspetta, perché la cosa assurda qual è, Presidente e assessore,  la
  cosa  assurda  è  che  da una parte abbiamo  un'opera  che  abbiamo
  finanziato, abbiamo un'opera pronta, e dall'altra parte i malati ce
  li  abbiamo messi in ospedali che sicuramente - che sono  i  vecchi
  ospedali - che non sono sicuramente all'avanguardia così come lo  è
  il nuovo.
   Quindi  io vorrei approfittare della presenza dell'Assessore,  per
  capire  esattamente dove siamo arrivati e se siamo  in  condizioni,
  appunto, di dare anche un termine a questo aspetto.

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Intervengo
  per    richiamare    l'attenzione   del   Governo   sull'attuazione
  dell'articolo  52  della legge di stabilità approvata,  cioè  della
  legge  n. 8 del 2018, che riguarda misure di contrasto alla povertà
  e  all'esclusione sociale. Come è a tutti noto questo Parlamento ha
  approvato  questa  norma che consente di estendere  la  platea  dei
  fruitori del reddito di inclusione fino a 7.000,00 euro di  reddito
  ISEE, quindi non come nel resto del paese fino a 6.000,00 euro,  ma
  la norma eleva il tetto massimo di reddito entro il quale, appunto,
  i  cittadini possono fruire del reddito di inserimento. Il comma  2
  dell'articolo   52   recita  che  le  modalità   per   l'attuazione
  dell'integrazione  regionali  di  cui  al  presente  articolo  sono
  stabilite   con  delibera  della  Giunta  regionale   su   proposta
  dell'assessore  regionale  per  la famiglia,  politiche  sociali  e
  lavoro,  sentita  la  Commissione legislativa  competente.  Non  mi
  risulta  che,  ad  ora,  la Commissione sia  stata  sentita,  è  la
  Commissione  cultura,  formazione  e  lavoro.  Voglio  invitare  il
  Governo  a  sollecitare l'attuazione di una norma che è di  estrema
  rilevanza  in  un  momento di grave crisi economica  e  di  disagio
  sociale   che   in  questa  regione  stiamo  attraversando   perché
  l'intervento  di  questa  misura può,  appunto,  rappresentare,  un
  sostegno concreto al reddito di migliaia di famiglie nel territorio
  della regione.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  per rispondere telegraficamente all'onorevole Campo,  so
  che  i miei Uffici si sono messi già in contatto con lei e, quindi,
  monitoreremo  assieme la questione del centro  della  provincia  di
  Ragusa  e  chiederò io stesso adeguate informazioni al  Commissario
  dell'Asp.
   Per  rimanere  sempre  sul territorio della provincia  di  Ragusa,
  l'onorevole  Di Pasquale ha citato l'importante questione  relativa
  all'apertura dell'ospedale di Ragusa. Sapete meglio di  me  che  vi
  era stato un intervento della magistratura che aveva comportato  il
  sequestro  dell'area,  il direttore generale  o  forse  commissario
  dell'Asp  allora,  il Governo opportunamente  fece  una  scelta  di
  sostituzione, oggi si è conclusa una fase importante e  penso  che,
  entro  la  fine  del  mese di settembre, sarà possibile  immaginare
  l'apertura dell'ospedale di Ragusa.
   Da  qualche  settimana  avevamo contezza  di  questo  dato,  ci  è
  sembrato  corretto,  anche  nel rispetto  di  una  indicazione  del
  Presidente della Regione, ci ha detto di evitare gli annunci  nella
  fase della campagna elettorale, ne avevamo contezza prima di giorno
  23,  ma  abbiamo ritenuto di evitare di parlarne in piena  campagna
  elettorale  perché poteva essere accolta dai cittadini  o  come  un
  annuncio  vuoto per sensibilizzarne il consenso o come  la  volontà
  del   Governo   di  fare  captatio  benevolentia  al  momento   del
  ballottaggio.
   Mi  fa  piacere  poter  dire oggi che si sta concludendo  un  iter
  complicato che non riguarda, in realtà, la sola città di Ragusa  ma
  un  altro  iter  che  si  avvia  a conclusione  è  quello  relativo
  all'accordo   all'Ircss  Bonino  Pulejo  e   l'Asp   in   relazione
  all'apertura del centro di Scicli. Ma di questo, magari,  parleremo
  in un'altra occasione.


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 4 luglio 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
  giorno:

   I  - Comunicazioni

   II  -  Seguito della discussione di mozioni (v. allegato).

                   La seduta è tolta alle ore 18.04

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio