Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.21
COMPAGNONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Tamajo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.
COMPAGNONE, segretario f.f.:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Promozione e organizzazione dei distretti produttivi. (n. 279).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 luglio 2018.
- Sicilia Pesca Mediterranea. Identità ed Economia del mare. (n.
291).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 4 luglio 2018.
Parere V e UE.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disposizioni per l'inclusione sociale, la rimozione delle
barriere alla comunicazione e il riconoscimento e la promozione
della lingua dei segni italiana e della lingua dei segni italiana
tattile. Screening uditivo neonatale. (n. 282).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 luglio 2018.
Parere VI
- Disposizioni per l'inclusione sociale, la rimozione delle
barriere alla comunicazione e il riconoscimento e la promozione
della lingua dei segni italiana e della lingua dei segni italiana
tattile. Screening uditivo neonatale. (n. 282)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 luglio 2018.
Parere VI
- Misure straordinarie per la manutenzione ed il restauro dei
campanili. (n. 283).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 luglio 2018.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme regolamentatrici delle modalità gestionali, organizzative
e di funzionamento dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
Sicilia A. Mirri'. (n. 280).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 luglio 2018.
Parere I.
- Disposizioni in materia di clownterapia. (n. 281).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 luglio 2018.
Seguito della discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione di mozioni .
Comunico all'Aula che saranno assenti gli assessori Falcone e
Armao.
Onorevoli colleghi, si procede secondo l'ordine di presentazione
delle mozioni facendo in modo che ogni mozione possa essere
sostenuta dall'Assessore che è presente.
Si inizia con la mozione n. 42 Modifica della categoria sismica
assegnata alle zone della Sicilia orientale , a firma del Gruppo
parlamentare Movimento Cinque Stelle, primo firmatario l'onorevole
Ciancio.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
il terremoto più violento mai registrato in Italia, con una
magnitudo pari a Mw 7.4, è quello che ha colpito la Sicilia
orientale l'11 gennaio 1693, radendo al suolo Catania insieme ad
altri cinquanta paesini dell'entroterra e causando un numero di
vittime compreso tra 50 e 60.000;
per gli eventi sismici incidenti nell'area orientale della
Sicilia, lo studio finalizzato ad individuare i tempi di ritorno di
eventi tellurici (Azzaro, Barbano, Moroni, Mucciarelli, Stucchi,
The seismic history of Catania. Journal of sismology, 1999, vol
III, pag. 235-252) indica, per terremoti catastrofici simili
all'evento verificato nel 1693, periodi medi di ritorno variabili
tra i 250 e i 500 anni;
la pericolosità sismica del territorio de quo è quindi nota da
centinaia di anni ed è causata, come nell'Appennino, dalle faglie
create dallo scontro tra la placca africana e quella euroasiatica;
PRESO ATTO che:
dal primo rapporto Ance/Cresme, tra tutte le regioni, è la
Sicilia a presentare la situazione più critica sul piano del
rischio sismico, con oltre 800 mila edifici realizzati più di
quaranta anni fa, senza considerare che, in particolar modo nella
zona di Catania, si conta l'86% degli immobili edificati non in
regola con le normative antisismiche, nel periodo che va dal
secondo dopo guerra al 1981;
nella città di Catania, pertanto, alla minaccia rappresentata
dalla pericolosità sismica del territorio, si aggiungono valori
particolarmente elevati delle altre due variabili che
contraddistinguono e misurano il rischio sismico: l'esposizione, in
termini di beni economici e popolazione residente, e l'elevata
vulnerabilità degli edifici esistenti;
è una combinazione allarmante che, come stimato dalla protezione
civile e condiviso da tutti gli esperti della materia, rende
Catania la città a più alto rischio in Italia con danni previsti,
nel caso in cui si verificasse il sisma atteso, superiori a
qualunque alto evento catastrofico mai registrato e oltre 160 mila
tra morti e feriti;
CONSIDERATO che:
la città di Catania è stata dichiarata zona sismica soltanto con
il decreto ministeriale del 23 settembre 1981, iscritta nella
seconda categoria, anziché nella prima;
l'individuazione delle zone sismiche è attribuita alle Regioni
dal D.Lgs n.112 del 31 marzo 1998, mentre in precedenza tale
decisione era effettuata con decreti del Ministero delle
Infrastrutture;
l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del
20 marzo 2003 ha fissato i criteri di classificazione sismica e le
normative tecniche per le costruzioni nelle aree relative;
la Regione Sicilia con delibera della Giunta n.408 del 19
dicembre 2003 ha individuato l'elenco delle zone sismiche su
proposta del Dipartimento Regionale della Protezione civile, senza
apportare la necessaria modifica della precedente classificazione
riguardante la parte orientale della Sicilia;
detta deliberazione non tiene conto dell'ultimo aggiornamento
della cosiddetta Mappa di pericolosità sismica (MPS04) pubblicata
nel 2004 ad opera dell'Istituto nazionale di Geofisica e
Vulcanologia, in cui i comuni delle provincie di Catania e Siracusa
vengono individuati come aree molto più a rischio rispetto ad
alcuni comuni della parte occidentale della Sicilia, classificati
invece come zona sismica 1, e come tali stime statistiche, che
riguardano appunto Catania e la Val di Noto, raggiungano i valori
tra i più elevati in tutta Italia;
che l'INGV ha delineato come l'area etnea, oltre a risentire dei
forti terremoti delle aree limitrofe, è sede di un'attività sismica
molto frequente, spesso sotto forma di sciami sismici durante fasi
di attività eruttiva dell'Etna, dato che in appena 200 anni si sono
verificati - oltre gli eventi distruttivi di cui sopra - ben 177
terremoti che hanno provocato danni, ossia in media quasi uno ogni
anno, causando gravi danni ogni 15 anni e distruzioni con perdite
di vite umane ogni 30 anni;
secondo lo studio posto in essere dall'Ance e dal Cresme, negli
ultimi 50 anni, lo Stato italiano ha speso circa 3 miliardi l'anno
per la ricostruzione post tellurica;
ATTESO che:
la c.d. manovra correttiva 2017, con la legge di bilancio dello
Stato n. 96 del 21.06.17, ha introdotto un importantissimo
incentivo noto come sismabonus per l'acquisto di case antisismiche,
grazie al quale è possibile per i residenti delle zone sismiche in
categoria n.1 usufruire di una detrazione fino all'85% per chi
acquista dalle imprese di costruzione un immobile antisismico
derivante da un intervento di demolizione e ricostruzione, anche
con variazione volumetrica, ove consentito dalla normativa
urbanistica;
tale incentivo, qualora applicato alle zone del catanese e del
siracusano, così come risulta corroborato dagli studi anzidetti,
potrebbe avviare un processo di messa in sicurezza e rinnovo del
patrimonio edilizio esistente attraverso progetti di rigenerazione
urbana di elevata qualità inquadrati in una strategia organica di
sviluppo economico e di salvaguardia del territorio,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
e
L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'
ad attivare ogni iniziativa utile di propria competenza, tenendo
informata l'Assemblea Regionale Siciliana, in modo da aggiornare ai
recenti studi la Deliberazione n.408 del 19 dicembre 2003 della
Giunta Regionale;
di conseguenza, a rettificare la categoria sismica assegnata alle
zone della Sicilia orientale, in particolare per le provincie di
Catania e Siracusa, da zona n.2 a zona n.1».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio per illustrare la
mozione.
CIANCIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la mozione
che presento all'Aula riguarda la categoria sismica della zona
orientale di Catania. Mi permetto di leggere alcune considerazioni
di associazioni che hanno portato all'attenzione questo problema e
che riguarda proprio la minaccia sismica in particolare sulla
Sicilia orientale. Parliamo di Catania, della zona della piana di
Catania, Siracusa e anche delle zone della provincia di Ragusa.
Il terremoto più violento mai registrato in Italia è quello che ha
colpito la Sicilia orientale l'11 gennaio 1693, radendo al suolo
Catania e altre cinquanta cittadine e causando cinquanta e
sessantamila morti. La pericolosità sismica del territorio è quindi
nota da centinaia di anni ed è causata, come nell'Appenino, dalle
faglie creato dello scontro tra la placca africana e la placca
euroasiatica. Eppure la nostra città è stata dichiarata solo zona
sismica 2 con un decreto ministeriale del 23 settembre 1981.
In particolare nella città di Catania alla minaccia rappresentata
dalla pericolosità del territorio, si aggiungono valori
particolarmente elevati delle altre due variabili che
contraddistinguono e misurano il rischio sismico: l'esposizione, in
termini di beni economici e popolazione residente, e l'elevata
vulnerabilità degli edifici esistenti, l'85 per cento dei quali è
stato costruito prima del 1981 e quindi senza rispettare alcuna
prescrizione in materia di sicurezza sismica. E' una combinazione
allarmante che, come stimato dalla protezione civile e condiviso da
tutti gli esperti in materia, rende Catania la città a più alto
rischio in Italia con danni previsti, nel caso in cui si
verificasse il sisma atteso, superiori a qualsiasi altro evento
catastrofico mai registrato e numerose centinaia di migliaia di
vittime.
Malgrado già Catania risulta per la Regione siciliana ancora zona
sismica 2, come stabilito dall'ultimo aggiornamento sulla
classificazione del territorio approvato con delibera della Giunta
regionale n. 408 del 19 dicembre 2003.
Allora, su cosa si concentra la mozione? Per promuovere progetti
di prevenzione ed adeguamento con legge di bilancio 2017-2018 sono
state potenziate le agevolazioni fiscali per gli interventi di
ristrutturazione edilizia volti al miglioramento della sicurezza
sismica, il cosiddetto sisma bonus .
Questi incentivi, che riguardano tutte le costruzioni situate
nelle zone sismiche 1, 2 e 3, adibite ad abitazione, ad attività
produttive, non hanno riscontrato particolare successo sul nostro
territorio, sia per problemi di frazionamento della proprietà nei
condomini, sia perché spesso non è tecnicamente possibile garantire
l'adeguamento antisismico ma solo un miglioramento della classe
sismica con il permanere del rischio di collasso dell'edificio in
caso di terremoti di elevata intensità.
Con la cosiddetta manovrina nel 2017 è stato introdotto un
ulteriore importante incentivo: il sisma bonus per l'acquisto di
case anti sismiche. Grazie a questa norma nei comuni - però solo in
zona sismica 1 - è possibile usufruire di una detrazione fino
all'85 per cento per chi acquista dalle imprese di costruzione un
immobile antisismico derivante da un intervento di demolizione e
ricostruzione, anche con variazione volumetrica ove consentito
dalla normativa vigente.
E' un incentivo molto importante, che può finalmente avviare un
processo di messa in sicurezza e rinnovo del patrimonio edilizio
esistente, non con piccoli e marginali interventi di
ristrutturazione, ma attraverso veri e propri progetti di
rigenerazione urbana di elevata qualità inquadrati in una strategia
organica di sviluppo della città.
Non vado oltre con la relazione, però è chiaro che nella zona
orientale - in particolare nella città di Catania, nella Regione
siciliana - esiste un paradosso che è quello appunto di un
elevatissimo rischio sismico e dell'impossibilità di accedere a
determinati incentivi previsti dalle norme statali proprio per la
categoria di rischio che è ancora ferma alla 2, mentre anche una
recente mappa del rischio sismico elaborata dall'INGV fa capire
come invece questa zona abbia i valori tra i più alti in Italia.
Quello che chiediamo con la mozione - Assessore, vado al
dispositivo così chiudiamo la discussione - quello che chiediamo
con la mozione è di intervenire sul decreto che stabilisce la zona
sismica e la categoria sismica nelle zone in Sicilia, cambiandola
da 2 a zona 1, proprio perché così otteniamo un'attività non più -
purtroppo come abbiamo visto nel resto del Paese - di attività dopo
magari l'evento catastrofico, ma interveniamo proprio sulla
prevenzione con progetti organici di rigenerazione urbana.
Tutto questo, ovviamente, provocando anche un notevole indotto in
termini di messa in moto di economie, di edilizia e di tutto quello
che ruota attorno la ricostruzione e la messa in sicurezza degli
edifici.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, colleghi parlamentari,
l'argomento trattato dalla mozione è un argomento che tiene alta
l'attenzione non solo del Parlamento ma anche dei sindaci della
nostra Regione e penso, ma non penso - questo lo siamo tutti sicuri
-di tutti i cittadini. I rifiuti oggi sono forse, veramente, la
prima emergenza dopo il lavoro, dopo le difficoltà dei nuclei
familiari. Ma davvero il primo problema più grosso, più importante
delle amministrazioni locali e dei Comuni e della Regione è quella
dei rifiuti. Stiamo lavorando su questo, c'è un disegno di legge
preparato dal Governo che è al vaglio delle Commissioni
CIANCIO. Ma non c'entra niente E' un'altra mozione
BARBAGALLO. Signor Presidente, c'è un po' di confusione, quella
che dice lei è la mozione n. 103. E' sbagliato il tabellone.
L'onorevole Ciancio ha parlato sulla mozione 42.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si attenga alla mozione. La
mozione riguarda Catania.
DIPASQUALE. Io ho visto il tabellone
PRESIDENTE. Sì, ma la mozione riguarda Catania, non riguarda
BARBAGALLO. Signor Presidente, è sbagliato il tabellone che indica
la mozione n. 103, in realtà è la mozione n. 42. L'onorevole
Dipasquale ha ragione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, signori Assessori, intervengo,
naturalmente, sulla mozione n. 42. L'onorevole Dipasquale, affinché
resti traccia agli atti parlamentari, è stato tratto in inganno dal
tabellone elettronico che indicava la mozione n. 103, per questo ha
fatto l'intervento sui rifiuti.
Il Partito Democratico, assolutamente, sostiene i temi della
mozione n. 42 ed anche noi siamo per chiedere, all'assessore
Cordaro e, quindi, al Governo, la modifica da zona n. 2 a zona n. 1
per un territorio che è stato vessato.
L'onorevole Ciancio è partita dal terremoto dell'11 gennaio, ma
abbiamo anche esempi più recenti. Ed io credo che vadano messe a
sistema una serie di azioni del Governo, ma anche una serie di
interventi normativi, come quello che abbiamo fatto di recente nel
corso della finanziaria che garantisce il sostegno per il pagamento
del conto interessi negli edifici ricadenti nel centro storico. E,
a nostro giudizio, occorre un raccordo anche fra i vari rami
dell'amministrazione, penso al Genio civile per censire gli
immobili che non hanno più le caratteristiche e che sono in uno
stato di pericolosità, penso ai beni culturali, per quanto concerne
gli immobili di valori e di interesse monumentale e culturale.
Occorre un raccordo che metta in sicurezza il territorio.
Assessore, ci sono tante faglie, ce n'è una, in particolare, che
scende per la zona di Etna-sud fino ad arrivare all'area
metropolitana di Catania, che è una delle più profonde in questo
momento nel territorio della Regione siciliana. Vanno, quindi,
adeguate, raccordate le politiche di sicurezza del territorio con
quelle di tutela e valorizzazione.
Esprimo, quindi, certamente, il voto favorevole alla mozione n. 42
e, dunque, l'impegno del Governo e l'atto parlamentare potrebbero
rappresentare il primo passo verso un impegno complessivo, non
soltanto dell'amministrazione regionale ma, a nostro giudizio, di
tutte le forze politiche per questi temi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per il territorio e
l'ambiente, onorevole Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevole Ciancio, onorevole Barbagallo, onorevoli
colleghi, com'è a tutti noto, la Sicilia è una terra fortemente a
rischio sismico e delle nove province presenti nel nostro
territorio, certamente, la provincia di Catania è quella che, allo
stato, appare essere più a rischio, sotto il profilo che stiamo
trattando, non fosse altro che per la presenza di un vulcano
attivo, qual è l'Etna, ovviamente, a cui faccio riferimento, con
tutte le conseguenze di carattere territoriale che abbiamo visto,
anche sotto il profilo di alcuni movimenti tellurici importanti
negli ultimi decenni ed anche negli ultimi mesi.
In ragione di questo, il Governo ha posto in essere la revisione
della classificazione sismica dei comuni, che non può prescindere
dalla conoscenza su scala comunale della pericolosità sismica del
territorio.
Sono state avviate dal competente Dipartimento le attività intese
alla pericolosità sismica del territorio e, quindi, sono stati,
intanto, realizzati studi di microzonazione sismica di livello 1,
così come dai colleghi interroganti richiesto, in 58 comuni a
maggior rischio sismico.
Il Governo precedente aveva apprezzato il Piano regionale di
microzonazione sismica per tutto il territorio. L'importo
complessivo delle risorse a valere sul PO FESR 1420, 58 comuni, è
pari a 5 milioni di euro con riferimento agli studi di micro
zonazione di livello 1 e a 12 milioni e mezzo di euro per gli studi
di micro zonazione di livello 3.
Sono state avviate le attività per l'affidamento degli studi con
procedura, ovviamente, di evidenza pubblica per la selezione dei
soggetti cui affidare gli studi di microzonazione.
Per il comune di Catania, infine, sono stati già condotti gli
studi di microzonazione di livello 1 e saranno condotti quelli di
livello 3 nell'ambito delle linee di intervento descritte.
In ragione di queste premesse che non entrano nel vivo dei temi
che sono stati affrontati e in raccordo con la direzione della
Protezione Civile della Regione siciliana, io consegnerò alla
collega Ciancio una mappa delle zone e, quindi, una risposta
tecnica rispetto ai quesiti asciuttamente tecnici che sono stati
posti al Governo che sono anche provvisti di una serie di cartine
che ci danno la dimensione di quello che è lo stato attuale, fermo
restando che il da farsi lo continueremo a seguire e lo faremo
insieme.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 42 Modifica della
categoria sismica assegnata alle zone della Sicilia orientale . Chi
h favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Fava, Cannata, Mancuso e Genovese.
L'Assemblea ne prende atto.
e delle interrogazioni nn. 10 e 91 in materia di rifiuti
Discussione unificata della mozione n. 103 e delle interrogazioni
numeri 10 e 91
in materia di rifiuti
PRESIDENTE. Si passa alla mozione n. 103 Notizie della
individuazione della Sicilia come regione potenzialmente idonea ad
accogliere il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del
combustibile nucleare esaurito , primo firmatario l'onorevole Di
Paola.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
agli inizi del 2015 Sogin, società di Stato incaricata del
decommissioning degli impianti nucleari e della messa in sicurezza
dei rifiuti radioattivi ha consegnato una prima proposta di CNAPI
(Carta delle aree potenzialmente idonee ad accogliere il deposito
nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare
esaurito) al Ministero dell'Ambiente e al Ministero dello Sviluppo
Economico;
sulla base di una serie di osservazioni dell'Ispra (Istituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale) il MISE e il
Ministero dell'Ambiente hanno richiesto a Sogin una revisione della
proposta di CNAPI. La nuova versione è stata resa nota la scorsa
estate;
lo scorso giugno il Ministero competente ha dichiarato alla
stampa che la Carta sarà resa pubblica dopo la chiusura del
procedimento di Valutazione ambientale strategica, funzionale
proprio all'adozione del Programma nazionale di gestione dei
rifiuti radioattivi ;
RILEVATO che:
la CNAPI è di competenza dei Ministeri dell'Ambiente e dello
Sviluppo Economico, ma la sua redazione prevede la collaborazione
dei Ministeri con le Regioni. In particolare, l'esito della
consultazione porterà ad una versione aggiornata della Carta
nazionale delle aree idonee, che dovrà essere approvata con decreto
dei Ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente e delle
Infrastrutture, a cui seguirà l'iter per l'acquisizione delle
manifestazioni di interesse, cioè una procedura aperta a Regione ed
enti;
nel caso non venissero avanzate manifestazioni di interesse
spontanee da parte delle Regioni, saranno attivati dei Comitati
misti Stato-Regioni con l'obiettivo di raggiungere una intesa della
Conferenza unificata Stato-Regione ed Enti locali per
l'individuazione delle aree. Qualora non venisse raggiunta l'intesa
sui siti, la decisione sarà assunta con deliberazione del Consiglio
dei Ministri, a cui parteciperà ciascun Presidente di Regione
interessata;
a tale procedura seguirà una fase di indagini tecniche - svolte
da Sogin (sotto la vigilanza dell'Ispettorato nazionale per la
sicurezza nucleare e la radioprotezione) - su ciascun sito
individuato, per una durata di 15 mesi, ovvero il tempo stimato per
arrivare all'autorizzazione per la costruzione del Deposito
nazionale;
il Deposito nazionale dovrebbe costare circa un miliardo e mezzo
di euro. La ralizzazione è prevista per la fine del 2025, mentre
l'esercizio delle strutture per l'immagazzinamento dei rifiuti ad
alta attività e del combustibile esaurito è previsto a partire
dall'inizio del 2024;
CONSIDERATO che:
come annunciato dal Ministro competente sugli organi di stampa,
la presentazione della versione aggiornata della Carta nazionale
delle aree idonee sarebbe dovuta arrivare non prima di settembre,
ovvero con oltre due anni di ritardo rispetto alle prescrizioni
dell'Europa;
nei mesi scorsi la Commissione europea ha comunicato agli organi
del Governo nazionale che avrebbe attivato le procedure di
infrazione in conseguenza del ritardo nella trasmissione del
programma nazionale per l'attuazione della politica di gestione
del combustibile esaurito e dei combustibili radioattivi, che
avrebbe dovuto essere trasmesso dall'Italia, così come da tutti gli
Stati membri dell'UE, entro il 23 agosto 2015;
da fonti interne si apprende che la Commissione europea stia
avviando nei confronti dell'Italia la procedura d'infrazione per la
mancata osservanza della direttiva europea 2011/70/Euratom sul
trattamento delle scorie nucleari;
su un quotidiano nazionale si legge: 'L'insostenibile inerzia di
Sogin e Governo [ ] sarà scossa dal rischio di infrazione, e con
buona pace dei soliti timori legati alla finestra elettorale, si
dovrà discutere apertamente sulla localizzazione del deposito di
rifiuti nucleari, accompagnando la discussione anche con una
disamina dei costi sostenuti dai cittadini per Sogin, pagata finora
per non fare sostanzialmente nulla'. Costi (quelli fissi) che
ammontano a 130 milioni di euro annui, mentre nel primo semestre
del 2017 - ha ricordato Ferrante - ne sono stati spesi 23, a fronte
di un budget annuale inizialmente previsto di 88 milioni per i
lavori di decommissioning. Decomissioning che però, anche
quest'anno, non ci sarà. 'Ma quali sono i tempi? Il programma
dovrebbe essere adottato definitivamente, con decreto del
presidente del Consiglio al più tardi entro il primo trimestre 2018
ha detto Calenda, specificando che con la pubblicazione della Carta
si aprirà una fase di consultazione pubblica e di condivisione, che
terminerà con un seminario nazionale al quale saranno invitati a
partecipare tutti i soggetti coinvolti e interessati';
VISTO che:
le scorie ad alto contenuto di radioattività richiedono tempi di
isolamento che oscillano indicativamente dai 300 anni al milione di
anni per raggiungere livelli di radioattività comparabili con
quelli ambientali, ne deriva che il gravame nucleare sarebbe
permanete e graverebbe anche sulle generazioni future per centinaia
di anni;
ad oggi, dopo anni di ricerche e consistenti investimenti,
nessuno Stato al mondo è ancora riuscito a trovare un sito idoneo
per lo stoccaggio definitivo delle scorie che garantisca
l'incolumità dell'ambiente e della salute pubblica;
il Deposito Nazionale arrecherebbe un forte danno d'immagine alla
Sicilia, pregiudicando l'economia isolana che si basa sulla qualità
dell'ambiente e delle produzioni agroalimentari ed impattando
negativamente i ricavi nel settore turistico e delle esportazioni,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'ENERGIA E I SERVIZI DI
PUBBLICA UTILITÀ
e
L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E PER L'AMBIENTE
a riferire se la Regione siciliana sia in qualche modo coinvolta
nella Carta delle aree potenzialmente idonee ad accogliere il
deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile
nucleare esaurito (CNAPI);
a dichiarare denuclearizzato l'intero territorio della Regione
Siciliana e ad imporvi l'assoluto divieto allo stoccaggio e al
transito di scorie nucleari;
a dichiarare la totale contrarietà all'individuazione della
Sicilia come sede di Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi».
DI PAOLA - TRIZZINO - CAMPO - PALMERI -
SUNSERI - MANGIACAVALLO - ZAFARANA -
CAPPELLO - FOTI - PASQUA - ZITO - CIANCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A
- PAGANA - DI CARO - MARANO - CANCELLERI
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola per illustrare la
mozione.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, la
Sicilia, la nostra Terra, corre un pericolo forte che probabilmente
andrà ad influire sul futuro delle giovani generazioni.
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
Infatti - vi faccio un piccolo excursus e poi andiamo sul tema in
particolare - nel 2015 è stata incaricata una società a livello
ministeriale, la SOGIN che doveva redarre una carta, la carta CNAPI
che sarebbe la carta delle aree potenzialmente idonee ad accogliere
il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile
nucleare esaurito.
Quindi, c'è questa società incaricata dal Ministero che in base a
degli studi doveva realizzare questo documento con all'interno i
siti dove andare ad inserire materiale potenzialmente radioattivo.
Ora, il problema è che qualunque città all'interno del territorio
italiano potrebbe essere interessata a questo deposito di materiale
radioattivo. Sono passati gli anni, questo ce lo chiede, comunque,
l'Europa, il fatto di trovare questi depositi all'interno delle
città italiane è richiesto dall'Europa; è una normativa europea,
quindi ce lo impone l'Europa e siamo già pure in ritardo, nella
individuazione di questi territori.
Sono passati circa tre anni, sembra che questa carta sia pronta,
tant'è che l'ex Ministro Calenda, qualche mese fa, prima delle
elezioni a mezzo stampa, aveva dichiarato che voleva renderlo
pubblico, perché al momento sono del tutto segrete quali sono le
aree che sono state individuate, voleva rendere pubblico quali
erano i territori e quindi rendere pubblica questa carta; cosa che
al momento non è avvenuta.
A nostro modo di vedere, il Governo della Regione siciliana, così
come hanno fatto anche altre regioni, all'interno del territorio
nazionale, dovrebbe dichiarare la Regione siciliana territorio
denuclearizzato, l'intero territorio, e il Presidente Musumeci e
tutto il Governo dovrebbero, tramite una delibera di Giunta,
prendere l'impegno e far sì che nessuna città del territorio
siciliano venga individuata all'interno di questa Carta.
Quindi, la Sicilia non deve essere deposito nel modo più assoluto,
di scorie nucleari, perché, ad oggi, non c'è nessuna tecnologia che
fa smaltire in poco tempo questo scorie. Tant'è che si parla di
circa 300 anni prima che queste scorie vengano completamente
assorbite dall'ambiente.
La nostra proposta è quella che il Presidente Musumeci e questo
Governo si dichiarino completamente non favorevoli
all'individuazione del territorio siciliano come possibile sede di
scorie radioattive e questo il Presidente Musumeci deve dirlo a
gran forza.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente stiamo discutendo la mozione n. 103,
giusto? Prima c'è stato un equivoco, il cartellone riportava la
mozione n. 103 ma non era la n. 103.
Così come avevo detto all'inizio, sarò molto breve, anche perché
poi se mi dilungo qualche mio collega mi rimprovera. Sarò
immediato, nel senso che noi introduciamo un argomento su questa
mozione, approfittando della presenza dell'assessore Pierobon.
Assessore, noi come Gruppo parlamentare, non condividiamo questo
bando che è stato fatto per assumere 25 unità di esperti e
consulenti per un importo di un milione e mezzo di euro. Riteniamo
che queste risorse siano così tante che non era sufficiente fare un
avviso di sette giorni per cercare di far mettere a conoscenza la
Sicilia, i siciliani, tutti questi giovani professionisti, che
sperano di poter partecipare ad una consulenza, ad un ruolo di
esperto. Lei capisce che in sette giorni questo bando non l'ha
visto nessuno. Ferma restando anche la ricognizione che è stata
fatta negli uffici della Regione per vedere se c'erano profili
uguali da poter utilizzare.
Assessore, è vero che la norma lo permette, ma l'opportunità non
ce lo consente. Quest'Isola, che noi conosciamo molto bene,
purtroppo per anni l'abbiamo riempita di dipendenti e non sono solo
nella Regione. Abbiamo un esubero di personale nei comuni, nelle ex
province, nei consorzi di bonifica, anche con profili alti.
Secondo noi, anche se la legge vi permette di farlo così, in
Assessorato, dove ci sono anche precari e precari qualificati, noi
abbiamo una marea di personale - e per questo abbiamo anche il
vincolo delle nuove assunzioni, non a caso - da cui possiamo
davvero attingere.
Prima di pensare di assumere 25 consulenti, esperti, per un
milione e mezzo di euro, dobbiamo essere davvero sicuri che non
abbiamo altre professionalità che possiamo utilizzare perché
possibilmente togliere tre profili di categoria D da una provincia,
da un libero consorzio, da un consorzio di bonifica, da un comune,
significa mettere in condizione, magari, quell'ente di riprendersi.
E invece noi che facciamo? Lasciamo gli stessi enti in quelle
condizioni che già sono di difficoltà e poi, dopo, procediamo con
queste nuove assunzioni, di fatto, anche se a tempo determinato.
Quindi, noi abbiamo presentato un emendamento che abbiamo
consegnato alla Presidenza che può essere votato, anche se è vero
che la mozione n. 103 è una discussione che non riguarda il tema
specifico ma comunque è un tema che riguarda i rifiuti, nessuno ce
lo vieta, perché lo abbiamo fatto tantissime altre volte in questo
Parlamento, di inserire un comma che preveda la revoca.
Cioè va revocato questo atto, Signor Presidente, e l'appello io lo
faccio anche a lei e alla sua sensibilità che è riconosciuta
davvero specialmente su questi argomenti perché immaginatevi, prima
di dare il via, con queste modalità, a un intervento di un milione
e mezzo di euro per esperti e per consulenti, prima secondo me
dobbiamo veramente verificare se possiamo attingere al personale
della Regione o delle collegate o delle controllate e poi se per
davvero, poi ci sono altri problemi che riguardano l'utilizzo dei
soldi di quelle risorse, ma poi sicuramente qualche altro collega
si soffermerà su questo, poi se davvero li possiamo fare, servono,
gli daremo il tempo necessario che non possono essere sette giorni
su un sito, ma dovranno essere i tempi opportuni per mettere in
condizioni tanti giovani siciliani, laureati, senza lavoro, di
poter partecipare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale; grazie anche per il tema
sollevato e anche all'onorevole Di Paola per la mozione che tratta
una cosa che sta a cuore anche a me; lo ringrazio.
Comunicazione di elezione di Presidente di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della seguente nota
pervenuta a questa Presidenza: Con la presente nota si trasmette
copia del verbale dei deputati del Gruppo parlamentare Misto della
XVII Legislatura che, in data odierna, hanno proceduto, a seguito
delle dimissioni dell'onorevole Cateno De Luca, all'elezione del
nuovo Presidente del Gruppo parlamentare Misto nella persona
dell'onorevole Marianna Caronia .
All'onorevole Caronia vanno i miei auguri di buon lavoro come
Presidente del Gruppo.
e delle interrogazioni nn. 10 e 91 in materia di rifiuti
Riprende il seguito della discussione unificata della mozione n.
103 e delle
interrogazioni numeri 10 e 91 in materia di rifiuti
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, non era previsto il mio intervento
ma mi ha suscitato l'interesse l'argomento che ha posto il collega
Di Paola. Io, così, credo che sia anche utile un approfondimento
per l'Aula, altrimenti passano dei messaggi magari sbagliati.
Non credo che ci sia questo pericolo per la Sicilia per un motivo
molto semplice perché il nostro non è un territorio che si presta a
questo tipo di interventi. Sappia l'onorevole Di Paola che la Sogin
che dovrebbe individuare non una città perché non è possibile
individuare una città, che possa individuare un territorio che deve
essere, al contrario, lontano dalle città. Cioè ci sono tutta una
serie di paletti e una griglia ben precisa su cui la Sogin lavora
per individuare un territorio e non è facile in Italia che è un
territorio molto urbanizzato, proprio per questo, e a maggior
ragione la Sicilia che è molto urbanizzata, c'è una grande presenza
antropologica, non è facile individuare il territorio proprio per
questo motivo, perché c'è tutta una griglia che sono legate a
caratteristiche di assoluta non predisposizione a fenomeni
tellurici, cosa che noi non siamo, perché invece noi siamo
predisposti a fenomeni tellurici. Poi non deve essere urbanizzata
ma deve essere lontano dai centri abitati. C'è tutta una griglia
molto complessa e molto rigorosa per l'individuazione di questo
terreno.
Teniamo anche presenti, colleghi, che è un problema molto serio
perché noi in questo momento, le nostre scorie, cioè quelle che
vengono prodotte, per esempio, negli ospedali, che sono scorie
nostre, cioè tutti quei materiali e prodotti che vengono dalle
radiologie, dagli ospedali, dalle attività che si fanno in
ospedale, noi attualmente li mandiamo all'estero e non possiamo
continuare a mandarli all'estero sine die. Noi abbiamo il dovere,
l'obbligo, di individuare un'area dove fare questi impianti.
Io ho avuto la fortuna di poter visitare questi impianti - ce ne
sono alcuni in Europa, io li ho visti in Francia ed in Spagna, ce
n'è uno in Spagna fatto benissimo, lontano dal centro abitato e
quant'altro - e posso garantire che c'è ormai una tecnologia
avanzata. Tra l'altro molta di quella tecnologia, paradossalmente,
è italiana e noi la esportiamo all'estero per far fare le cose
fuori.
In Spagna, per esempio, hanno fatto un centro del genere e c'è una
differenza fra scorie radioattive che hanno una dismissione di
attività per un certo periodo di anni e, invece, tutte quelle che
sono le scorie già utilizzate che hanno un tempo di dimezzamento
molto più basso, per cui sono due cose totalmente diverse. Spesso
si fa confusione tra l'una e l'altra.
Noi abbiamo il dovere di trovare una sede dove impiantare una cosa
del genere. E' chiaro che ci stiano studiando dei tecnici molto
validi.
Io credo che sia superfluo che la Regione faccia una cosa del
genere anche perché non avrebbe nessun senso perché in quel caso -
dovesse essere la Sicilia individuata, ma credo non lo sarà mai per
quelle cose che ho detto e perché io ho avuto modo di studiare
quelle griglie - non credo che ci potremmo esimere, perché c'è
tutta una procedura.
Se vuole - ed io ritengo si possa fare - possiamo fare un
approfondimento in Commissione di questo problema, parlando con
personale qualificato - se volete conosco anche chi ha lavorato con
le commissioni e, quindi, conosce questo argomento - per farci
spiegare qual è lo stato dell'arte.
Ma, credo, che in realtà non ci sia nessun problema. E, comunque,
rimane l'obbligo per lo Stato italiano di individuarlo, perché noi
non possiamo continuare a portare le nostre scorie all'estero
pagando fra l'altro fior di quattrini.
PRESIDENTE. A dire il vero, però, credo che la pubblicità in TV
della SOGIN, che individuava i siti di scorie nucleari ce la
ricordiamo un po' tutti.
Sarà poi l'assessore a darci una risposta più attenta.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io,
invece, ritengo molto corretta questa mozione ed ha fatto bene il
collega a sottoporre all'esame del Parlamento un tema che, per la
natura e l'impatto che spesso ha nell'opinione pubblica, finisce
per essere più che riservato secretato .
Devo dire, con grande sincerità, che oggi non sono in grado di
mettere la mano sul fuoco sul fatto che la Sicilia non sia già sede
di deposito di scorie nucleari.
Onorevole Compagnone, io vorrei condividere con lei la sua
certezza. Devo dire che su questo tema, purtroppo, non credo che
nessuno di noi abbia certezze proprio per la gestione, ripeto, in
maniera secretata, non riservata, con la quale si gestiscono anche
siti di interesse strategico, ricordandoci che noi siamo una terra,
da questo punto di vista, che, pur non avendo prodotto scorie
nucleari, ha una quantità di miniere che potrebbero essere
utilizzate, essendo in disuso, come depositi di scorie.
Quindi, il fatto che il Parlamento siciliano si esprima in maniera
netta, chiara, anche per la condizione geologica della Sicilia è
importante; è inutile continuare a dire le cose che, spero,
condividiamo tutti, che lo faccia con chiarezza lo ritengo un fatto
positivo, proprio perché paradossalmente spesso diciamo che la
Sicilia non deve essere la pattumiera dell'Italia e dell'Europa.
Anch'io, come il collega Dipasquale, voglio cogliere l'occasione
grazie a questa mozione che di rifiuti parla, ancorchè di rifiuti
speciali come le scorie nucleari, per trattare la questione che ha
posto il collega Dipasquale.
Questo avviso che è stato fatto da parte dell'assessorato per le
acque e rifiuti, in qualche modo non solo pone un interrogativo
sugli sprechi, in me ha suscitato inquietudine e lo dico, nel
rispetto che ho per una persona che comincia a fare l'assessore da
qualche settimana e che certamente non può avere la memoria storica
di questa attività nell'ambito della Regione siciliana.
Veda, assessore, lei fa l'assessore di un Dipartimento che è stato
costituito sette, otto anni fa, a seguito dello scioglimento della
cosiddetta Agenzia delle acque e rifiuti che proveniva da un
commissariamento sui rifiuti e sull'acqua fine anni '90.
Tra i provvedimenti che furono fatti allora nella ex agenzia, vi
fu pure la possibilità, attraverso un bando di individuare esperti,
senior, junior, di tutti i tipi, diciamo con diverse categorie,
biologi, chimici proprio perché c'era il controllo sulle acque, il
controllo ambientale, le questioni che sono state allora poste e
tra l'altro la Sicilia è una Terra da questo punto di vista che ha
uno straordinario no out nel fare provvedimenti che hanno
l'obiettivo di individuare strumenti temporanei che diventano
permanenti; tant'è - e questo Lei non può non saperlo, assessore -
che nell'ultima legge finanziaria, la n. 8 del 2018, abbiamo
approvato la possibilità che quel personale che proviene da quelle
selezioni di ex area che ogni anno è stato a sua volta rinnovato
con rapporti a termine, anno per anno, possa essere stabilizzato.
Quindi oggi abbiamo una legge che stabilizza alla Regione quel
personale che dieci anni fa è stato avviato all'interno
dell'amministrazione; trovo singolare che l'amministrazione faccia
un bando per trovare figure che sono state già ricercate dieci anni
fa e lo faccia ora con l'obiettivo non solo del milione e mezzo di
cui parlava il collega Di Pasquale, ma con una strategia che,
sostanzialmente è come se la Regione ogni volta ricomincia da zero,
non so a chi è venuto in mente questa cosa. Devo dire anche con
grande onestà, mi inquieta un'altra questione: che stiamo
finanziando questa operazione, utilizzando i fondi dell'assistenza
tecnica del PO FESR, per fare un piano regionale dei rifiuti che
non mi risulti essere attività del PO FESR.
Noi stiamo utilizzando i fondi dell'assistenza tecnica per il
monitoraggio e controllo sulle attività del PO FESR, per
un'attività di tipo ordinario, perché il piano regionale rifiuti è
un'attività ordinaria, dell'amministrazione, ancorché siamo
sottoposti a un regime momentaneo di commissariamento, ma resta
comunque un'attività ordinaria farlo e aggiornarlo, e lo facciamo
con questa procedura di utilizzare i fondi dell'assistenza tecnica,
frammentando la spesa, non facendo una gara.
Ricordo, e su questo gli Uffici mi possono aiutare, perché ricordo
che qualche anno fa, facemmo una norma che stabiliva in maniera
perentoria che, mai più la Regione, doveva utilizzare i fondi
dell'assistenza tecnica, ricorrendo a long list ma procedendo a
gare d'appalto con i soggetti abilitati di tipo internazionale ecc.
ecc.
Qui si rovescia tutto, si riparte da capo, e devo dire,
onestamente, assessore non è solo una vicenda di tipo politico,
penso che ci siano anche aspetti che dovreste valutare meglio e
credo che in autotutela fareste bene a ritirare questo decreto,
perché vedo anche possibili effetti di distrazione e di risorse e
di essere potenzialmente chiamati a rispondere all'Unione Europea
per attività non consone con quanto previsto dal PO FESR 14/20.
Ecco perché abbiamo presentato un emendamento a questa mozione,
impegnando il Governo a revocare in autotutela, facendo le
opportune verifiche, questo avviso e il decreto che ha originato
questo avviso.
PRESIDENTE. Voteremo solo per la mozione, però adesso l'Assessore
risponderà anche alla interrogazione n. 10 che è Chiarimenti circa
la realizzazione della settima vasca alla discarica di Bellolampo
del comune di Palermo a firma dell'onorevole Barbagallo e la
mozione n. 91 relativa alla Gestione dei rifiuti della piattaforma
di contrada Cuturi presso il comune di Scicli , che è anche questa
una interrogazione a firma dell'onorevole Dipasquale, che penso non
voglia intervenire.
Vuole intervenire sull'interrogazione? Perché l'assessore poi darà
una risposta unica e poi procederemo alla votazione della sola
mozione
Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro per rispondere.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io ho risposto, come lei avrà avuto
modo di ascoltare poc'anzi, ai quesiti posti dalla mozione e agli
argomenti sottoposti all'attenzione del Governo nella mozione
dell'onorevole Ciancio.
Le mozioni che mi sono state presentate, oltre a queste, sono la
n. 103 che è a firma dell'onorevole Di Paola, su questa io sono
pronto a rispondere perché abbiamo, in raccordo con l'Arpa, avuto
una risposta scritta che io rappresenterò al Parlamento, mentre per
quanto riguarda le interrogazioni - le interrogazioni sulla quale
ci hanno preparati, nel senso che ci hanno detto che su queste
dovevamo prepararci - sono esclusivamente la interrogazione a
risposta orale n. 91 appunto dell'onorevole Dipasquale Scicli
contrada Cuturi , tutto il resto, se pur estemporaneo, non ci è
stato proposto nei tempi dovuti e quindi io chiedo di posporlo ad
una futura seduta per discutere, soprattutto in ragione
dell'intervento dell'onorevole Cracolici, che chiede un intervento
di tipo diverso rispetto ai temi strettamente connessi
all'interrogazione presentata dal collega Dipasquale
CRACOLICI. Ho parlato sulla mozione n. 103 che è competenza sua
CORDARO. Appunto, sulla mozione n. 103. Come bene diceva lei poco
fa, onorevole Cracolici, oggi c'è stata un po' di confusione sulla
gestione e, quindi, io brevemente risponderò intanto all'onorevole
Dipasquale sulla interrogazione n. 91 a risposta orale, che
riguarda l'attività di gestione dei rifiuti della piattaforma in
contrada Cuturi presso il comune di Scicli.
Devo rassegnare all'Aula e al collega Dipasquale interrogante che
noi abbiamo già risposto per iscritto e abbiamo già consegnato le
nostre deduzione al collega, che ne potrà fare l'uso istituzionale
che crede. In realtà l'unica risposta politica che io in questo
contesto ritengo di poter dare è quella legata ad una scelta del
Governo, che è una scelta precisa, quella appunto di subordinare
ogni decisione su piattaforme, stabilimenti, impianti che abbiano a
che fare con rifiuti speciali, soprattutto se pericolosi, ad un
momento successivo all'adozione, all'approvazione prima di
quest'Aula, all'adozione dopo da parte della Regione del piano
regionale dei rifiuti.
Comprenderete bene che siamo in una fase per quanto riguarda
proprio Scicli relative all'Aia e quindi ad una fase che è
strettamente di competenza dell'Assessorato all'Energia e rifiuti,
ma il tema non è neanche questo, il tema è di impostazione
politica. E' una scelta del Governo quella di tornare ad occuparci
di questo argomento in una fase successiva, quando si potrà,
finalmente, avere un'idea di sistema di quello che è l'intendimento
del Governo Musumeci sul sistema rifiuti in Sicilia. Sarà soltanto
in quel momento, che il Governo adotterà una decisione definitiva,
che diventerà, appunto, una decisione di sistema anche con
riferimento a Scicli e alla contrada Cuturi.
Quindi ciò che possiamo dire è che, allo stato, il procedimento si
ferma in attesa dell'approvazione in Aula del piano dei rifiuti.
Per quanto riguarda, poi, la mozione n. 103, a firma
dell'onorevole Di Paola, questo è quello che ci rassegna l'ARPA. E'
una relazione che ha attinenza, e pertinenza, proprio
all'argomentazione che stiamo trattando e che io, siccome è breve
credo non valga la pena di sintetizzarla, vi leggerò assai
rapidamente.
In Italia, la problematica rappresentata è regolamentata dal D.
Lgs. 15 febbraio 2010, n. 31 Disciplina della localizzazione,
della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di
impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti
di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di
stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi,
nonché misure compensative e campagne informative al pubblico a
norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99
Ai sensi dell'art. 26 del citato D. Lgs., la Sogin S.p.A., in
coerenza con l'atto di indirizzo previsto dall'articolo 27, comma 8
della legge 23 luglio 2009, n. 99, è il soggetto responsabile della
disattivazione degli impianti a fine vita, del mantenimento in
sicurezza degli stessi, nonché della realizzazione e dell'esercizio
del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico di cui all'articolo
25, comprendente anche il trattamento e lo smaltimento dei
rifiuti .
La Sogin Spa pertanto è individuata come il soggetto preposto
all'individuazione della CNAPI . La CNAPI è la Carta Nazionale
della Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e
Parco Tecnologico, nella quale sono individuate le aree le cui
caratteristiche soddisfano i criteri previsti nella Guida Tecnica
n. 29 di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale) oltre che i requisiti indicati nelle linee-guida della
IAEA (International Atomic Energy Agency).
Come indicato nella Guida Tecnica n. 29, si intende per aree
potenzialmente idonee le aree, anche vaste, che presentano
caratteristiche favorevoli alla individuazione di siti in grado di
risultare idonei alla localizzazione del deposito, attraverso
successive indagini di dettaglio e sulla base degli esiti di
analisi di sicurezza condotte tenendo conto delle caratteristiche
progettuali della struttura del deposito .
Queste caratteristiche favorevoli si determinano sulla base di
Criteri di Esclusione e di Approfondimento, che escludono le aree
interessate da, ad esempio, elevato rischio vulcanico e sismico,
fagliazioni, frane alluvioni o che insistono su aree protette o
insediamenti civili, industriali e militari.
L'individuazione del sito è, pertanto, un processo complesso che
non ha visto, allo stato attuale, l'interessamento di ARPA Sicilia.
Ai sensi del D.Lgs. 31/2010, art. 22, comma 1, inoltre Presso
ciascuna Regione sul cui territorio ricada un sito certificato ai
sensi dell'articolo 11, comma 4 e nella Regione in cui è situato il
sito prescelto per la realizzazione del Deposito nazionale, è
istituito un Comitato di confrotno e trasparenza .
Il suddetto Comitato di confronto è istituito con decreto del
Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, e - tra i suoi
componenti - annovera anche un rappresentante dell'ARPA della
Regione interessata , dunque, ai sensi del D.Lgs. 31/2010, solo nel
caso in cui la Regione Sicilia fosse individuata come regione
presso cui istituire il Deposito Nazionale, verrebbe interessata
ARPA Sicilia con l'istituzione del Comitato di Confronto .
Allora in ragione di questo, onorevole interrogante, io le
rassegno le riflessioni, appunto, che sono state formulate
dall'ARPA, in modo che possano costituire oggetto di un futuro
dibattito per tutto quello che, ancora, va chiarito.
PRESIDENTE. Assessore, vuole rinviare la trattazione della
mozione? No perché ha anche risposto. Allora possiamo votare la
mozione.
DIPASQUALE. Cosa facciamo con l'interrogazione 91?
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
ringrazio l'assessore Cordaro per la risposta tecnica. Ma qui il
discorso è un po' più politico. Altre regioni italiane - cito la
Sardegna e la Basilicata - i presidenti di quelle regioni hanno già
fatto una presa di posizione e hanno dichiarato assieme alla giunta
di quelle regioni che non sono disposte ad accettare in alcun modo
scorie nucleari.
Ho condiviso, ho ascoltato l'intervento degli onorevoli Compagnone
e Cracolici, qua il discorso è uno, se la Sicilia deve diventare
bellissima, lo deve diventare accettando le scorie nucleari
CRACOLICI. La Sicilia già è bellissima. Non c'è bisogno di
Musumeci
DI PAOLA. Questo sicuramente Ma il principio è questo. Lo deve
diventare ancora di più accettando le scorie nucleari, oppure no?
Allora a questo punto spero che intanto la mozione abbia il parere
favorevole del Governo e dopodiché il presidente Musumeci e il suo
Governo dichiarino la Sicilia non disponibile a deposito di scorie
nucleari.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assolutamente coerente con la
logica, prima che con la politica, con la storia di ciascuno di
noi. E quindi è chiaro che la Sicilia non deve diventare deposito
di scorie nucleari. Per quanto riguarda la mozione, coscientemente,
mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere con la
votazione della mozione, devo dare una serie di comunicazioni, in
maniera tale che ci intendiamo. Sul punto in specie della mozione
che sarebbe il secondo impegno, cito testualmente a dichiarare
nuclearizzato l'intero territorio della Regione siciliana imporvi
l'assoluto divieto per lo stoccaggio e al transito di scorie
nucleari , ovviamente questo è un impegno che nella mozione però
deve diventare che impegniamo il Governo della Regione a farsi
carico di rappresentare nelle sedi istituzionali competenti, quindi
al Parlamento nazionale un riconoscimento di questo tipo. Questo
Parlamento può approvare un atto di indirizzo che impegna il
Governo a fare questo, ma ovviamente null'altro. Quindi si intende
modificato in questo senso come impegno rispetto al Governo.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Lupo e Dipasquale
il seguente emendamento 103.1.
«Aggiungere al dispositivo il seguente comma: a revocare il DDG
n. 659 del 27 giugno 2018'».
Onorevole Lupo, suppongo si riferisca alla nomina dei consulenti.
LUPO. Sì.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 103.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ci sono quattro contrari, tra cui l'onorevole Aricò,
presenti nella maggioranza e un astenuto.
Pongo in votazione la mozione, così come emendata. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
La mozione è approvata sempre con quattro voti contrari ed uno
astenuto.
Presentazione e votazione dell'ordine del giorno n. 58
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno, n. 58 relativo alla mozione, a firma degli
onorevoli Lupo ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
interrogazioni nn. 10 e 91 in materia di rifiuti
Riprende il seguito della discussione unificata della mozione n.
103 e delle
interrogazioni numeri 10 e 91 in materia di rifiuti
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, mi sembra di avere capito che
l'interrogazione numero 10, a firma dell'onorevole Barbagallo, non
era stata trasmessa in tempo e quindi non ha potuto preparare una
risposta.
Si passa alla interrogazione n. 91 Iniziative in merito
all'attività di gestione dei rifiuti della piattaforma in C.da
Cuturi presso il Comune di Scicli (RG) . Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
con D.A. n.159/Gab del 4 maggio 2015 era stato espresso giudizio
positivo di compatibilità ambientale sul progetto di ampliamento
dell'attività di gestione della piattaforma di trattamento e
recupero di rifiuti pericolosi e non in C.da Cuturi nel Comune di
Scicli proposto dalla ditta ACIF servizi srl;
la creazione di una tale piattaforma per il trattamento dei
rifiuti speciali ha immediatamente creato grande allarme e
preoccupazione nella comunità sciclitana (conclamata anche da una
partecipata manifestazione pubblica e pacifica che, nella primavera
2016, aveva portato oltre 5 mila cittadini per le strade del centro
storico);
erano stati rilevati taluni profili di illegittimità nel
procedimento amministrativo che aveva portato al rilascio dei
provvedimenti di AIA e della VIA, e, mediante apposita istanza
dello scorso 16 aprile 2016, era stata richiesta, all'Assessore
competente, la revoca in autotutela del decreto innanzi citato;
con proprio Decreto 290/Gab del 25 luglio 2016, l'allora Assessore
all'Ambiente della Regione Sicilia accoglieva le motivazioni e, per
l'effetto, revocava il citato provvedimento amministrativo;
avverso tale provvedimento ricorreva la ditta ACIF servizi srl
innanzi al Tar di Catania, mediante ricorso che veniva accolto dal
Tar di Catania con sentenza n. 1656 del 30 dicembre 2016 per
ragioni meramente procedimentali rimanendo, ovviamente, salva ed
impregiudicata la possibilità per l'Amministrazione Regionale di
pronunciarsi nuovamente sulla questione in ordine ai rilievi di
merito addotti;
con nota dell'1 febbraio 2017 il Comune di Scicli - con proprie
motivazioni -chiedeva l'annullamento in autotutela del D.A. n.
159/GAB del 4.05.2015 e del successivo D.A. 367/GAB del 31/07/2015,
in forza dei quali era stato espresso giudizio di compatibilità
ambientale positivo con prescrizioni per l'impianto in questione;
l'Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia, non
accoglieva le successive richieste del Comune di Scicli mediante
l'emissione della nota prot. 67462 del 27 settembre 2017, che
veniva impugnata dallo stesso ente locale innanzi al Tar di
Catania;
il Giudice Amministrativo, mediante ordinanza n. 2105/2017,
respingeva l'istanza cautelare di sospensione del citato
provvedimento;
a seguito della citata pronuncia, mediante comunicato stampa
dell'19 gennaio 2018, il Sindaco di Scicli chiedeva un'immediata
interlocuzione con il Presidente della Regione Sicilia per
invitarlo ad avviare un atto di revoca, coi poteri del Presidente,
in ordine alla vicenda autorizzativa della piattaforma per il
trattamento dei rifiuti pericolosi e non in questione;
con altra e successiva istanza del 22 maggio 2017, prot. 15104, il
Comune di Scicli aveva chiesto anche l'annullamento in autotutela
del D.D.S. n.218 del 3/03/2016, in forza del quale, per l'impianto
in oggetto era stata rilasciata la Autorizzazione Integrata
Ambientale, ai sensi della Parte II titolo III bis del D.Lgs.
152/06 e la conseguente ripetizione del procedimento;
a quanto risulta, la superiore istanza è tutt'ora pendente innanzi
ai competenti Uffici di codesta Amministrazione Regionale;
considerato che:
il 26 gennaio scorso, il Comitato cittadino salute ed Ambiente e
la locale associazione di Legambiente hanno promosso una nuova
manifestazione pubblica volta a manifestare la contrarietà della
comunità sciclitana avverso tale piattaforma, registrando - ancora
una volta - una massiccia partecipazione di cittadini presso il
Cinema di Scicli, segno dell'inequivocabile timore che la vicenda
in questione continua a produrre nella comunità locale;
proprio in quella sede, anche noti esponenti della maggioranza
parlamentare hanno assunto un pubblico impegno politico volto a
richiedere un intervento diretto del Governo in merito alla
questione dell'ampliamento della Piattaforma per Rifiuti Speciali
di C.da Cuturi, al fine di accertare l'esistenza dei contestati
profili di illegittimità e di contraddittorietà che potrebbero
portare all'annullamento dei provvedimenti citati;
preso atto che in riferimento a quanto premesso e considerato,
potrebbe risultare in atto un'azione volta a prevaricare l'intera
comunità locale che sta facendo del turismo e dello sviluppo
sostenibile il proprio volano di rilancio in seno al Val di Noto
mentre la stessa città è costretta a fare i conti con un diffuso
sentimento di allarme pubblico;
per sapere:
quali siano gli intendimenti dell'Amministrazione regionale in
ordine all'intervenuto allargamento della Piattaforma per il
trattamento dei rifiuti speciali sita a Scicli in c.da Cuturi;
quali siano le attività istruttorie attualmente compiute
dall'Amministrazione regionale in ordine alla citata istanza di
annullamento del 22 maggio 2017, recante prot. 15104, presentata
dal Comune di Scicli, nonché quali siano le determinazioni proprie
del Presidente delle Regione in ordine alla stessa;
se non ritengano necessario e urgente avviare un tavolo tecnico
per incontrare il Sindaco di Scicli e gli altri rappresentanti del
territorio al fine di affrontare congiuntamente la questione che si
protrae da tempo e che risulta essere fonte di manifesto allarme
sociale per l'intera comunità.
Onorevole di Pasquale, l'assessore ha poco fa accennato una
risposta. Se lei vuole intervenire così poi alla fine ci dice se è
rimasto soddisfatto o meno di quello che le ha detto e scritto.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
innanzi tutto permettetemi di ringraziare il Parlamento per avere
accolto la mozione che abbiamo presentato sulla revoca di questa
avviso. Sono convinto che il tempo ci metterà in condizione di fare
cose migliori e farle meglio, e sono sicuro che l'assessore e il
Governo ne terrà conto del pronunciamento del Parlamento.
Io la ringrazio per la risposta e devo delle scuse parziali
all'assessore Pierobon, perché ieri me la sono presa con lui, sì,
me la sono presa con lui perché era assente. Però vede assessore,
lei ha ragione, ma ho ragione anch'io, l'interrogazione mia
purtroppo era stata assegnata a lei, era stata assegnata dalla
Presidenza.
Dopo di che ringrazio l'assessore - io non ho mai difficoltà a
dire le cose così come stanno, neanche a scusarmi - però ecco,
ritorno a dire, l'interrogazione era stata assegnata alla rubrica
rifiuti . Per quanto riguarda la risposta avuta dall'assessore
Cordaro, questa interrogazione è - mi permetto di dire - del mese
di febbraio. E' passato tanto tempo, capisco che a lei è stata
consegnata da poco, però è passato tanto tempo. Riguarda una
questione antipaticissima sui rifiuti di Scicli, su una piattaforma
di rifiuti speciali di Scicli, dove io già avevo fatto un
intervento pesante durante la scorsa legislatura, che aveva portato
in un primo momento a un blocco dell'autorizzazione, poi fu fatto
ricorso e successivamente fu di nuovo rimessa in vita.
Dopo di che, allora, mi rivolsi alla Procura della Repubblica per
alcuni aspetti di legittimità, poi fu anche sospesa, ultimamente è
stata oggetto anche di ordinanza da parte del (Noi) - se non mi
sbaglio - la discarica che ha avuto mi pare un procedimento di
blocco, ho letto qualcosa del genere, non ho visto atti. Al di là
di tutto questo io dalla sua risposta assessore - e poi le ho anche
ribadito - sono stati trasmessi gli atti all'assessore
all'energia...
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. E' una
procedura che stava già facendo il suo corso, ma si è bloccata in
ragione delle motivazioni che ho esposto.
DIPASQUALE. Perfetto, allora a me interessa solo una cosa. Posso
dire, e possiamo dire che mettiamo la parola fine a questa vicenda,
che a Scicli non si realizzerà questa Cioè, la mia soddisfazione,
ovviamente, la mia soddisfazione assessore, sì assessore è
importante la risposta. Perché la mia soddisfazione - intanto la
ringrazio per la risposta - è stata una risposta utile, abbastanza
chiara però mi interessa capire: possiamo mettere la parola fine su
questa vicenda? Scicli non avrà più questa discarica per mano della
Regione? Questo è quello che mi interessa come parlamentare della
provincia iblea.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. Assessore, vuole dare
un'ulteriore risposta?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì Presidente,
io speravo di essere stato chiaro, ribadisco il concetto appena
espresso. Il nostro è un Governo democratico, che ha un Presidente
attivo che è sempre al corrente di tutte le questioni strategiche,
e di quelle più delicate, soprattutto.
L'intendimento del Governo è di fermare tutto il tema che riguardi
specifiche discariche, stabilimenti, impianti di stoccaggio e di
smaltimento, eccetera, soprattutto ove riguardino rifiuti, a
maggior ragione se pericolosi, in attesa che venga approvato dal
Parlamento il piano regionale circa la raccolta dei rifiuti e venga
adottato, poi, di conseguenza, dal Governo regionale.
Allo stato, questa è la situazione ed io, per correttezza, non
posso dire né una parola in più né una parola in meno rispetto a
quello, che su un tema così delicato, è stato concordato con il
Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Per chi ci ascolta da casa, il collega Dipasquale si è
dichiarato soddisfatto della risposta e questa è una buona cosa.
Si passa alla interrogazione n. 10 Chiarimenti circa la
realizzazione della settima vasca della discarica di Bellolampo,
sita nel Comune di Palermo , dell'onorevole Barbagallo. Ne do
lettura:
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
nell'aprile scorso, la RAP s.p.a., società che gestisce il
servizio di igiene ambientale nella città di Palermo, ha depositato
presso il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti il
progetto per la realizzazione della VII vasca della discarica sita
a Bellolampo, ai fini dell'avvio dell'iter approvativo e
l'ottenimento dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA);
il progetto prevede la realizzazione di una nuova zona destinata a
discarica per rifiuti non pericolosi con una capacità di
abbancamento complessiva di circa 960.000 mc, in grado di
consentire lo smaltimento di oltre 785 mila tonnellate di rifiuti;
i lavori, il cui costo previsto è di circa 23 milioni, dopo
l'approvazione del progetto da parte del DRAR, dovrebbero durare un
anno dall'aggiudicazione dell'appalto;
ritenuto che:
nelle more della realizzazione del suddetto progetto, la discarica
di Bellolampo rischia un'ulteriore emergenza considerato che la
sesta vasca è quasi satura: la Rap è attualmente alla ricerca di
soluzioni tampone per incrementarne la capienza e per poter
continuare ad abbancare rifiuti;
con la raccolta differenziata ferma al 16%, se tali soluzioni non
diventeranno operative, nel giro di poche settimane l'intera città
potrebbe sprofondare in una nuova emergenza immondizia;
considerato che:
il progetto per la realizzazione della settima vasca avrebbe già
ottenuto il giudizio positivo di compatibilità ambientale, ma
mancherebbero ulteriori importanti adempimenti, i cui tempi
dovranno sommarsi a quelli necessari per il bando di gara,
l'espletamento della stessa e l'aggiudicazione dei lavori;
è facile, pertanto, immaginare che non si potrà iniziare i lavori
prima del 2019;
anche sulla copertura finanziaria si addensano non poche nubi,
considerato che la RAP sarebbe sprovvista dei mezzi necessari ed il
Comune di Palermo avrebbe avanzato alla Regione la richiesta di
finanziare il nuovo impianto;
la discarica di Bellolampo, infatti, è stata oggetto di numerose
ordinanze presidenziali che hanno imposto il conferimento di
rifiuti provenienti da comuni diversi dalla città di Palermo, al
fine di evitare gravi criticità nel sistema regionale di
smaltimento; è di tutta evidenza, pertanto, che tali provvedimenti
hanno prodotto una rapida saturazione dell'impianto;
per sapere:
quale sia lo stato di avanzamento dell'iter di autorizzazione alla
realizzazione della settima vasca nella discarica di Bellolampo,
sita nel Comune di Palermo;
quali interventi urgenti si stiano approntando al fine di
scongiurare l'imminente emergenza rifiuti in città a causa della
saturazione della sesta vasca;
se vi sia la necessaria copertura finanziaria per l'esecuzione dei
suddetti lavori».
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità, dott. Pierobon.
PIEROBON, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole
Barbagallo, la risposta è abbastanza articolata, nel senso che,
intanto, l'interrogazione risale a gennaio, per cui da gennaio ad
oggi sono successe un po' di cose. Riepilogo in maniera sintetica,
poi, rimango a disposizione per eventuali approfondimenti.
L'iter autorizzativo per la 7 vasca di Bellolampo comporta il
rilascio dell'AIA, nonché l'esame dell'approvazione del progetto,
nel caso di specie di livello definitivo, non siamo all'esecutivo,
questo è importante perché comporta, poi, tutte quelle conseguenze
che sappiamo, sia nell'ambito autorizzativo che nel dimensionamento
delle spese, che in ragione dell'importo di intervento rientra tra
le competenze della commissione regionale dei lavori pubblici. Ed
attualmente è ancora pendente.
Per quanto riguarda la parte di competenza del dipartimento acqua
e rifiuti, l'AIA è già stata celebrata nella conferenza dei servizi
che ha acquisito tutti gli assensi ed i nullaosta di legge e,
quindi, è in corso il procedimento di autorizzazione finale.
Per quanto riguarda il quesito n. 2, gli interventi urgenti sono
finalizzati a scongiurare l'eventuale ed imminente emergenza dei
rifiuti in conseguenza della saturazione della 6 vasca di
Bellolampo, e sono in corso di svolgimento da parte della RAP del
comune di Palermo. Il dipartimento ha assicurato il rilascio rapido
delle necessarie autorizzazioni ed il commissario delegato per
l'emergenza dei rifiuti, che si sta sostituendo alla RAP,
unicamente per l'attuazione, e non sto precisandolo,
dell'intervento di realizzazione della 7 vasca, non, quindi, della
6 , non della 5^, non degli altri interventi.
Per quanto riguarda il quesito n. 3, la copertura finanziaria per
l'esecuzione di questi lavori, quindi della 7 vasca, è garantito
attraverso le risorse di cui al FSC 2014/2020, ex delibera CIPE
26/2016, come stabilito dall'articolo 3, comma 1, lettera b),
dell'ordinanza n. 513 del 2018, che regola l'attività del
Commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti in Sicilia.
Cosa sto dicendo, quindi?
Sto dicendo che, in questo momento, è sotto la cura del
Commissario per l'emergenza per i rifiuti, il quale sta
predisponendo sia il progetto esecutivo, non il definitivo, sia sta
procedendo, con le accelerazione procedurali del caso, considerando
la crisi nello smaltimento dei rifiuti in atto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in termini di
attività conoscitiva, ovviamente, mi dichiaro soddisfatto, ma non
sono per niente soddisfatto, anzi, sono molto preoccupato della
situazione rifiuti nel suo complesso.
L'Assessore Pierobon lo sa perché più volte abbiamo avuto
occasione di parlarne in Commissione di merito: c'è un tema
complessivo, nello specifico oggi parliamo della settima vasca di
Bellolampo, ma che riguarda un po' tutta la situazione degli
impianti nella Regione siciliana.
Partirei proprio dall'ultimo quesito, quello relativo alla
copertura; il fatto comunque che il Governo abbia confermato la
copertura a valere sui fondi FSC e quindi per una parte, se non
ricordo male, sono anche quello che utilizzavamo per il Patto per
il Sud, credo che sia un dato confortante.
C'è il tema però: ho capito che siccome ancora tutte le
autorizzazione non sono state rilasciate e quindi la realizzazione
dell'inizio dei lavori dell'intervento non è immediato, spero che
facendo riferimento anche ad altri interventi ispettivi, che come
Partito Democratico abbiamo proposto, si riesca a definire e ad
accelerare altri luoghi dove abbancare e quindi mi riferisco al
CCR, alle compostiere di comunità, al TMB, al compostaggio, al
percolato, agli impianti per la selezione del secco.
Credo che proprio perché la settima vasca di Bellolampo ancora
ritarda, l'inizio dei lavori ritardano, dovremmo accelerare su
altre cose.
A proposito di CCR, con l'interpellanza n. 57, l'Assessore lo sa,
abbiamo più volte invitato il Governo e quindi il dipartimento a
dare copertura ai 34 CCR, che sono già depositati presso
l'Assessorato, i progetti sono esecutivi, eviteremmo di fare nuovi
bandi, faremmo calare il costo della tariffa, aumenteremmo la quota
di differenziata magari provando a sgravare alcune discariche.
Quindi, ovviamente, monitoreremo l'iter della discarica di
Bellolampo nei prossimi mesi, è un tema che ci angoscia molto, ma,
come dire, il livello di allerta cala se, Assessore, riusciamo a
definire dei luoghi di abbancamento alternativi e quindi una
politica complessiva. In sostanza, quello che più volte ci siamo
detti in Commissione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Lantieri.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CAMPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi e
cittadini che ci seguono, mi fa piacere che l'Assessore Cordaro
abbia dato questa risposta su ACIF, la piattaforma di rifiuti
speciali che si stava costruendo a Scicli.
Ricordo che Scicli è patrimonio Unesco e che la Sicilia ha fondato
sulla bellezza e sul turismo la propria bandiera e di questo ne ha
fatto il proprio strumento di sviluppo e di crescita, sia culturale
attuale e di prospettiva.
Abbiamo turismo religioso, naturalistico culturale,
spettacolistico di grandi eventi, tutto questo - i dati lo
confermano - è in costante crescita ed il nostro turismo ci
dovrebbe mettere ottimismo e buone proposizioni e prospettive e
invece ci mette ansia.
Ansia di sapere che a poche centinaia di metri da tutta questa
bellezza del nostro monumentale barocco che genera stupore,
attrazione dei turisti, abbiamo il peggiore esempio di laisser
faire politico istituzionale, di menefreghismo e strafottenza.
Ebbene, a Scicli abbiamo ACIF, ma abbiamo anche la discarica di S.
Biagio che lo scorso 15 maggio è stata sequestrata perché 7.500 mq
di discarica non avevano le necessarie autorizzazioni e ancora
abbiamo le cosiddette dune di plastica nel territorio tra Scoglitti
e Acate, abbiamo 10 km di spiaggia che le dune, la sabbia,
occultano, semplicemente quintali di plastica proveniente dalle
serre e la spiaggia viene utilizzata abusivamente come discarica
dove viene scaricato tutto il materiale utilizzato per
l'agricoltura, con un'ingente quantità di fitofarmaci dove la gente
fa tranquillamente il bagno perché è considerata una località
balneare.
E, ancora, pochi giorni fa è stata sequestrata un'altra discarica
abusiva a Santa Croce, nella panoramica strada che ci porta tra
punta Braccetto e punta Secca nelle spiagge di Montalbano, erano
anche lì allocate tonnellate di rifiuti abusivi. E ancora non è
finita, abbiamo la discarica di Pozzo bollente a Vittoria. Era
arrivata a 13 metri fuori terra, è stata bloccata nel 2010 e, ad
oggi, non è stata bonificata. Non si è mai pensato al trattamento
post mortem di tutta questa montagna di rifiuti.
Ma la ciliegina sulla torta, anzi il sacchetto di plastica sulla
vera e propria montagna che sta diventando un monumento funebre tra
i più importanti in Sicilia, cerca addirittura di superare le
Piramidi egiziane, è la Cava dei modicani. Noi la chiamiamo Cava ma
in realtà è un'altra montagna e qua ricordo che il Presidente
Musumeci, il 28 febbraio scorso, aveva firmato l'ennesima proroga.
Proroghe sopra proroghe, aspettando come se il tempo fosse foriero
di buone novelle e di risoluzione dei problemi. Questa proroga è
scaduta il 31 maggio e in sfregio al parere dell'ARPA che ha
dichiarato la discarica ormai satura ed inoltre non vi era neanche
il trattamento TMB con un'ordinanza per installare entro il 31
marzo questo trattamento, si è scavalcato il parere dell'ARPA
grazie a delle rassicurazioni fondate non so su cose delle SSR e il
Presidente Musumeci firma l'ennesima proroga per continuare a
conferire in questa discarica e il 31 novembre scadrà questa
proroga. Ora mi chiedo cosa succederà il primo dicembre? Vogliamo
continuare ancora ad avere questa montagna di sacchetti di plastica
volanti sulla nostra testa o vogliamo finalmente affrontare il
problema in maniera seria e strutturata?
Il presidente Musumeci ha poteri straordinari. Si rischia di far
diventare Cava dei modicani un'altra discarica, bomba ecologica e
cielo aperto, come Pozzo bollente a Vittoria che è già così da otto
anni e spero che accanto a queste montagne di rifiuti non si
costruisca un castello di alibi per non assumersi le proprie
responsabilità. Nel piano stralcio su 75 milioni di euro per il
trattamento delle discariche non un solo centesimo è andato a
Ragusa che versa in queste condizioni. Ora capisco che sono fondi
comunitari e che non ci siamo rientrati, ma comunque trovare una
strada alternativa per affrontare il problema.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Io avevo chiesto di parlare per le comunicazioni, però
mi riallaccio anche all'intervento che ha fatto la collega Campo,
ha fatto una panoramica di criticità che ci sono in provincia,
tutte reali e condivise.
Mi permetto di dire, però, che a Ragusa se siamo arrivati a questo
punto non è a caso. La discarica è diventata quello che è diventata
perché purtroppo il progetto di ampliamento della quarta vasca che
il precedente sindaco, Nello Dipasquale, aveva predisposto poi
purtroppo il Consiglio comunale del 2013 tolse dal Piano triennale
delle opere pubbliche. Io cerco di evitare sempre di intervenire
sulle cose che riguardavano le gestioni delle amministrazioni
comunali, quella di Ragusa in particolar modo dove sono stato
sindaco, però condivido la sua analisi, corretta, ma purtroppo la
gestione che c'è stata del Comune di Ragusa ha portato a questo.
CAMPO. Non era la sua
DIPASQUALE. La prego non mi dia lezioni. Io sono garbato con lei
ma non mi dia lezioni sull'amministrazione. Cioè voi dovevate
ampliare, fare la quarta vasca, e non l'avete fatta, era nel piano
triennale delle opere pubbliche, nel piano triennale delle opere
pubbliche era previsto l'ampliamento della quarta vasca, la prima
cosa che è stata fatta, in Consiglio comunale, è stata tolta dalla
maggioranza del Movimento Cinque Stelle. Questo è successo, atti
sono, sono atti e atti pubblici. Purtroppo poi non avendo fatto
l'ampliamento della quarta vasca e chiaramente la discarica è
andata, si è riempita e il sindaco, non Musumeci o Crocetta, il
sindaco ha chiesto di poter continuare ad abbancare, giusto? Non lo
so ma l'ha chiesto il sindaco, cioè ci sono arrivati
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si rivolga alla Presidenza.
DIPASQUALE. L'ho capito, l'ho capito, l'ha chiesto il sindaco, che
ha chiesto, ci sono state le proposte, lo so perché le ho seguite
io, perché allora il sindaco l'ha detto più volte attenzione', è
stata una scelta politica. Poi io vi dico anche che è stata una
scelta politica che allora il sindaco la subì quella là di
togliere, perché io poi sono sempre chiaro e corretto, che la subì
quella di togliere la quarta vasca.
Però, purtroppo, poi si è bloccato un processo che ci ha portato a
questo punto. Comunque l'analisi che lei ha fatto, complessiva, è
un'analisi corretta e la condivido tutta e bene ha fatto a dirlo,
ha il mio pieno sostegno. Mi permetta la puntualizzazione
Siracusa perché mi tocca personalmente, perché allora mi ha fatto
male averla vista togliere.
Presidente io intervenivo in merito alla questione del Consorzio
di bonifica di Ragusa. Capisco che l'assessore al ramo non c'è,
nonostante il milione di euro che è stato messo, e l'avevamo detto
era una elemosina messa nel collegato, cioè la situazione è davvero
catastrofica perché non riescono a pagare quasi nessuna mensilità.
Io la prego, io voglio lasciare traccia in questo dibattito d'Aula
perché almeno rimane appunto l'impegno mio ma sono convinto anche
dei colleghi, mi permetto anzi di dirlo anche a nome dei colleghi
ragusani, perché questa battaglia l'abbiamo sostenuta tutti,
purtroppo non siamo riusciti, il Governo non è riuscito ad
attenzionare questa problematica ragusana. Mi auguro Presidente che
questa traccia lei la trasmetta, l'assessore se la può trasmettere
al suo collega dell'agricoltura, Consorzio di bonifica di Ragusa se
davvero stanno, sono arrivati al dunque, cioè ormai da troppi mesi,
dieci mesi, sono rimasti senza stipendi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato
chiesto di parlare, la seduta è rinviata a martedì 10 luglio 2018,
alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ART. 159, COMMA 3, DI
INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA: Attività
Produttive (V. allegato)
III - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI MOZIONI (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 17.49
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio