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Resoconto d'Aula della Seduta n. 54 di mercoledì 04 luglio 2018
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.21

   COMPAGNONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Tamajo.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.

   COMPAGNONE, segretario f.f.:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Promozione e organizzazione dei distretti produttivi. (n. 279).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 4 luglio 2018.

   -  Sicilia Pesca Mediterranea. Identità ed Economia del mare.  (n.
  291).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 4 luglio 2018.
   Parere V e UE.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disposizioni  per  l'inclusione  sociale,  la  rimozione  delle
  barriere  alla  comunicazione e il riconoscimento e  la  promozione
  della  lingua dei segni italiana e della lingua dei segni  italiana
  tattile. Screening uditivo neonatale. (n. 282).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 4 luglio 2018.
   Parere VI

   -  Disposizioni  per  l'inclusione  sociale,  la  rimozione  delle
  barriere  alla  comunicazione e il riconoscimento e  la  promozione
  della  lingua dei segni italiana e della lingua dei segni  italiana
  tattile. Screening uditivo neonatale. (n. 282)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 4 luglio 2018.
   Parere VI

   -  Misure  straordinarie per la manutenzione ed  il  restauro  dei
  campanili. (n. 283).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 4 luglio 2018.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Norme regolamentatrici delle modalità gestionali, organizzative
  e di funzionamento dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della
  Sicilia  A. Mirri'. (n. 280).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 4 luglio 2018.
   Parere I.

   - Disposizioni in materia di clownterapia. (n. 281).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 4 luglio 2018.


                 Seguito della discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:   Seguito
  della discussione di mozioni .
   Comunico  all'Aula  che saranno assenti gli  assessori  Falcone  e
  Armao.
   Onorevoli  colleghi, si procede secondo l'ordine di  presentazione
  delle  mozioni  facendo  in  modo che  ogni  mozione  possa  essere
  sostenuta dall'Assessore che è presente.
   Si  inizia con la mozione n. 42  Modifica della categoria  sismica
  assegnata  alle zone della Sicilia orientale , a firma del   Gruppo
  parlamentare Movimento Cinque Stelle, primo firmatario  l'onorevole
  Ciancio.
   Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   il  terremoto  più  violento mai registrato  in  Italia,  con  una
  magnitudo  pari  a  Mw  7.4, è quello che  ha  colpito  la  Sicilia
  orientale  l'11 gennaio 1693, radendo al suolo Catania  insieme  ad
  altri  cinquanta paesini dell'entroterra e causando  un  numero  di
  vittime compreso tra 50 e 60.000;

   per   gli  eventi  sismici  incidenti  nell'area  orientale  della
  Sicilia, lo studio finalizzato ad individuare i tempi di ritorno di
  eventi  tellurici  (Azzaro, Barbano, Moroni, Mucciarelli,  Stucchi,
  The  seismic  history of Catania. Journal of sismology,  1999,  vol
  III,  pag.  235-252)  indica,  per  terremoti  catastrofici  simili
  all'evento  verificato nel 1693, periodi medi di ritorno  variabili
  tra i 250 e i 500 anni;

   la  pericolosità sismica del territorio de quo è  quindi  nota  da
  centinaia  di anni ed è causata, come nell'Appennino, dalle  faglie
  create dallo scontro tra la placca africana e quella euroasiatica;

   PRESO ATTO che:

   dal  primo  rapporto  Ance/Cresme, tra  tutte  le  regioni,  è  la
  Sicilia  a  presentare  la situazione più  critica  sul  piano  del
  rischio  sismico,  con  oltre 800 mila edifici  realizzati  più  di
  quaranta  anni fa, senza considerare che, in particolar modo  nella
  zona  di  Catania, si conta l'86% degli immobili edificati  non  in
  regola  con  le  normative antisismiche, nel  periodo  che  va  dal
  secondo dopo guerra al 1981;

   nella  città  di  Catania, pertanto, alla  minaccia  rappresentata
  dalla  pericolosità  sismica del territorio, si  aggiungono  valori
  particolarmente   elevati   delle   altre   due    variabili    che
  contraddistinguono e misurano il rischio sismico: l'esposizione, in
  termini  di  beni  economici e popolazione residente,  e  l'elevata
  vulnerabilità degli edifici esistenti;

   è  una  combinazione allarmante che, come stimato dalla protezione
  civile  e  condiviso  da  tutti gli esperti  della  materia,  rende
  Catania  la città a più alto rischio in Italia con danni  previsti,
  nel  caso  in  cui  si  verificasse il sisma  atteso,  superiori  a
  qualunque alto evento catastrofico mai registrato e oltre 160  mila
  tra morti e feriti;

   CONSIDERATO che:

   la  città di Catania è stata dichiarata zona sismica soltanto  con
  il  decreto  ministeriale  del 23 settembre  1981,  iscritta  nella
  seconda categoria, anziché nella prima;

   l'individuazione  delle  zone sismiche è attribuita  alle  Regioni
  dal  D.Lgs  n.112  del  31 marzo 1998, mentre  in  precedenza  tale
  decisione   era   effettuata  con  decreti  del   Ministero   delle
  Infrastrutture;

   l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri  n.3274  del
  20  marzo 2003 ha fissato i criteri di classificazione sismica e le
  normative tecniche per le costruzioni nelle aree relative;

   la  Regione  Sicilia  con  delibera  della  Giunta  n.408  del  19
  dicembre  2003  ha  individuato l'elenco  delle  zone  sismiche  su
  proposta del Dipartimento Regionale della Protezione civile,  senza
  apportare  la necessaria  modifica della precedente classificazione
  riguardante la parte orientale della Sicilia;

   detta  deliberazione  non  tiene conto  dell'ultimo  aggiornamento
  della  cosiddetta Mappa di pericolosità sismica (MPS04)  pubblicata
  nel   2004   ad  opera  dell'Istituto  nazionale  di  Geofisica   e
  Vulcanologia, in cui i comuni delle provincie di Catania e Siracusa
  vengono  individuati  come aree molto più  a  rischio  rispetto  ad
  alcuni  comuni della parte occidentale della Sicilia,  classificati
  invece  come  zona  sismica 1, e come tali stime  statistiche,  che
  riguardano appunto Catania e la Val di Noto, raggiungano  i  valori
  tra i più elevati in tutta Italia;

   che  l'INGV ha delineato come l'area etnea, oltre a risentire  dei
  forti terremoti delle aree limitrofe, è sede di un'attività sismica
  molto frequente, spesso sotto forma di sciami sismici durante  fasi
  di attività eruttiva dell'Etna, dato che in appena 200 anni si sono
  verificati - oltre gli eventi distruttivi di cui sopra  -  ben  177
  terremoti che hanno provocato danni, ossia in media quasi uno  ogni
  anno,  causando gravi danni ogni 15 anni e distruzioni con  perdite
  di vite umane ogni 30 anni;

   secondo  lo  studio posto in essere dall'Ance e dal Cresme,  negli
  ultimi  50 anni, lo Stato italiano ha speso circa 3 miliardi l'anno
  per la ricostruzione post tellurica;

   ATTESO che:

   la  c.d.  manovra correttiva 2017, con la legge di bilancio  dello
  Stato   n.  96  del  21.06.17,  ha  introdotto  un  importantissimo
  incentivo noto come sismabonus per l'acquisto di case antisismiche,
  grazie al quale è possibile per i residenti delle zone sismiche  in
  categoria  n.1  usufruire di una detrazione fino  all'85%  per  chi
  acquista  dalle  imprese  di costruzione  un  immobile  antisismico
  derivante  da  un intervento di demolizione e ricostruzione,  anche
  con   variazione   volumetrica,  ove  consentito  dalla   normativa
  urbanistica;

   tale  incentivo, qualora applicato alle zone del  catanese  e  del
  siracusano,  così  come risulta corroborato dagli studi  anzidetti,
  potrebbe  avviare un processo di messa in sicurezza e  rinnovo  del
  patrimonio  edilizio esistente attraverso progetti di rigenerazione
  urbana  di elevata qualità inquadrati in una strategia organica  di
  sviluppo economico e di salvaguardia del territorio,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
              L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
                                   e
           L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'

   ad  attivare ogni iniziativa utile di propria competenza,  tenendo
  informata l'Assemblea Regionale Siciliana, in modo da aggiornare ai
  recenti  studi  la Deliberazione n.408 del 19 dicembre  2003  della
  Giunta Regionale;

   di  conseguenza, a rettificare la categoria sismica assegnata alle
  zone  della  Sicilia orientale, in particolare per le provincie  di
  Catania e Siracusa, da zona n.2 a zona n.1».

  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ciancio  per  illustrare  la
  mozione.

  CIANCIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la mozione
  che  presento  all'Aula riguarda la categoria  sismica  della  zona
  orientale  di Catania. Mi permetto di leggere alcune considerazioni
  di associazioni che hanno portato all'attenzione questo problema  e
  che  riguarda  proprio  la minaccia sismica  in  particolare  sulla
  Sicilia  orientale. Parliamo di Catania, della zona della piana  di
  Catania, Siracusa e anche delle zone della provincia di Ragusa.
  Il  terremoto più violento mai registrato in Italia è quello che ha
  colpito  la Sicilia orientale l'11 gennaio 1693, radendo  al  suolo
  Catania  e  altre  cinquanta  cittadine  e  causando  cinquanta   e
  sessantamila morti. La pericolosità sismica del territorio è quindi
  nota  da centinaia di anni ed è causata, come nell'Appenino,  dalle
  faglie  creato  dello scontro tra la placca africana  e  la  placca
  euroasiatica. Eppure la nostra città è stata dichiarata  solo  zona
  sismica 2 con un decreto ministeriale del 23 settembre 1981.
  In  particolare nella città di Catania alla minaccia  rappresentata
  dalla   pericolosità   del   territorio,   si   aggiungono   valori
  particolarmente   elevati   delle   altre   due    variabili    che
  contraddistinguono e misurano il rischio sismico: l'esposizione, in
  termini  di  beni  economici e popolazione residente,  e  l'elevata
  vulnerabilità degli edifici esistenti, l'85 per cento dei  quali  è
  stato  costruito  prima del 1981 e quindi senza  rispettare  alcuna
  prescrizione  in materia di sicurezza sismica. E' una  combinazione
  allarmante che, come stimato dalla protezione civile e condiviso da
  tutti  gli  esperti in materia, rende Catania la città a  più  alto
  rischio  in  Italia  con  danni  previsti,  nel  caso  in  cui   si
  verificasse  il  sisma atteso, superiori a qualsiasi  altro  evento
  catastrofico  mai registrato e numerose centinaia  di  migliaia  di
  vittime.
  Malgrado  già Catania risulta per la Regione siciliana ancora  zona
  sismica   2,   come   stabilito  dall'ultimo  aggiornamento   sulla
  classificazione del territorio approvato con delibera della  Giunta
  regionale n. 408 del 19 dicembre 2003.
   Allora,  su cosa si concentra la mozione? Per promuovere  progetti
  di  prevenzione ed adeguamento con legge di bilancio 2017-2018 sono
  state  potenziate  le agevolazioni fiscali per  gli  interventi  di
  ristrutturazione  edilizia volti al miglioramento  della  sicurezza
  sismica, il cosiddetto  sisma bonus .
   Questi  incentivi,  che  riguardano tutte le  costruzioni  situate
  nelle  zone  sismiche 1, 2 e 3, adibite ad abitazione, ad  attività
  produttive, non hanno riscontrato particolare successo  sul  nostro
  territorio,  sia per problemi di frazionamento della proprietà  nei
  condomini, sia perché spesso non è tecnicamente possibile garantire
  l'adeguamento  antisismico  ma solo un miglioramento  della  classe
  sismica  con il permanere del rischio di collasso dell'edificio  in
  caso di terremoti di elevata intensità.
   Con  la  cosiddetta   manovrina  nel 2017 è  stato  introdotto  un
  ulteriore  importante incentivo: il sisma bonus per  l'acquisto  di
  case anti sismiche. Grazie a questa norma nei comuni - però solo in
  zona  sismica  1  -  è possibile usufruire di una  detrazione  fino
  all'85  per cento per chi acquista dalle imprese di costruzione  un
  immobile  antisismico derivante da un intervento di  demolizione  e
  ricostruzione,  anche  con  variazione volumetrica  ove  consentito
  dalla normativa vigente.
   E'  un  incentivo molto importante, che può finalmente avviare  un
  processo  di  messa in sicurezza e rinnovo del patrimonio  edilizio
  esistente,   non   con   piccoli   e   marginali   interventi    di
  ristrutturazione,   ma  attraverso  veri  e  propri   progetti   di
  rigenerazione urbana di elevata qualità inquadrati in una strategia
  organica di sviluppo della città.
   Non  vado  oltre  con la relazione, però è chiaro che  nella  zona
  orientale  -  in particolare nella città di Catania, nella  Regione
  siciliana  -  esiste  un  paradosso che  è  quello  appunto  di  un
  elevatissimo  rischio sismico e dell'impossibilità  di  accedere  a
  determinati incentivi previsti dalle norme statali proprio  per  la
  categoria  di rischio che è ancora ferma alla 2, mentre  anche  una
  recente  mappa  del rischio sismico elaborata dall'INGV  fa  capire
  come invece questa zona abbia i valori tra i più alti in Italia.
   Quello  che  chiediamo  con  la  mozione  -  Assessore,  vado   al
  dispositivo  così chiudiamo la discussione - quello  che  chiediamo
  con  la mozione è di intervenire sul decreto che stabilisce la zona
  sismica  e  la categoria sismica nelle zone in Sicilia, cambiandola
  da 2 a zona 1, proprio perché così otteniamo un'attività non più  -
  purtroppo come abbiamo visto nel resto del Paese - di attività dopo
  magari   l'evento  catastrofico,  ma  interveniamo  proprio   sulla
  prevenzione con progetti organici di rigenerazione urbana.
   Tutto questo, ovviamente, provocando anche un notevole indotto  in
  termini di messa in moto di economie, di edilizia e di tutto quello
  che  ruota  attorno la ricostruzione e la messa in sicurezza  degli
  edifici.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessori, colleghi  parlamentari,
  l'argomento  trattato dalla mozione è un argomento che  tiene  alta
  l'attenzione  non  solo del Parlamento ma anche dei  sindaci  della
  nostra Regione e penso, ma non penso - questo lo siamo tutti sicuri
  -di  tutti  i  cittadini. I rifiuti oggi sono forse, veramente,  la
  prima  emergenza  dopo  il lavoro, dopo le  difficoltà  dei  nuclei
  familiari.  Ma davvero il primo problema più grosso, più importante
  delle  amministrazioni locali e dei Comuni e della Regione è quella
  dei  rifiuti. Stiamo lavorando su questo, c'è un disegno  di  legge
  preparato dal Governo che è al vaglio delle Commissioni

   CIANCIO. Ma non c'entra niente  E' un'altra mozione

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, c'è un po' di confusione,  quella
  che  dice  lei  è  la  mozione n. 103. E' sbagliato  il  tabellone.
  L'onorevole Ciancio ha parlato sulla mozione 42.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, si attenga  alla  mozione.  La
  mozione riguarda Catania.

   DIPASQUALE. Io ho visto il tabellone

   PRESIDENTE. Sì, ma la mozione riguarda Catania, non riguarda

   BARBAGALLO. Signor Presidente, è sbagliato il tabellone che indica
  la  mozione  n.  103,  in realtà è la mozione  n.  42.  L'onorevole
  Dipasquale ha ragione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  signori  Assessori,  intervengo,
  naturalmente, sulla mozione n. 42. L'onorevole Dipasquale, affinché
  resti traccia agli atti parlamentari, è stato tratto in inganno dal
  tabellone elettronico che indicava la mozione n. 103, per questo ha
  fatto l'intervento sui rifiuti.
   Il  Partito  Democratico, assolutamente,  sostiene  i  temi  della
  mozione  n.  42  ed  anche  noi siamo per  chiedere,  all'assessore
  Cordaro e, quindi, al Governo, la modifica da zona n. 2 a zona n. 1
  per un territorio che è stato vessato.
   L'onorevole  Ciancio è partita dal terremoto dell'11  gennaio,  ma
  abbiamo  anche esempi più recenti. Ed io credo che vadano  messe  a
  sistema  una  serie di azioni del Governo, ma anche  una  serie  di
  interventi normativi, come quello che abbiamo fatto di recente  nel
  corso della finanziaria che garantisce il sostegno per il pagamento
  del conto interessi negli edifici ricadenti nel centro storico.  E,
  a  nostro  giudizio,  occorre un raccordo anche  fra  i  vari  rami
  dell'amministrazione,  penso  al  Genio  civile  per  censire   gli
  immobili  che non hanno più le caratteristiche e che  sono  in  uno
  stato di pericolosità, penso ai beni culturali, per quanto concerne
  gli immobili di valori e di interesse monumentale e culturale.
   Occorre   un  raccordo  che  metta  in  sicurezza  il  territorio.
  Assessore,  ci  sono tante faglie, ce n'è una, in particolare,  che
  scende   per  la  zona  di  Etna-sud  fino  ad  arrivare   all'area
  metropolitana  di Catania, che è una delle più profonde  in  questo
  momento  nel  territorio  della Regione siciliana.  Vanno,  quindi,
  adeguate,  raccordate le politiche di sicurezza del territorio  con
  quelle di tutela e valorizzazione.
   Esprimo, quindi, certamente, il voto favorevole alla mozione n. 42
  e,  dunque,  l'impegno del Governo e l'atto parlamentare potrebbero
  rappresentare  il  primo  passo verso un impegno  complessivo,  non
  soltanto  dell'amministrazione regionale ma, a nostro giudizio,  di
  tutte le forze politiche per questi temi.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, onorevole Cordaro.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevole  Ciancio,  onorevole  Barbagallo,  onorevoli
  colleghi,  com'è a tutti noto, la Sicilia è una terra fortemente  a
  rischio   sismico  e  delle  nove  province  presenti  nel   nostro
  territorio, certamente, la provincia di Catania è quella che,  allo
  stato,  appare  essere più a rischio, sotto il profilo  che  stiamo
  trattando,  non  fosse  altro che per la  presenza  di  un  vulcano
  attivo,  qual  è l'Etna, ovviamente, a cui faccio riferimento,  con
  tutte  le conseguenze di carattere territoriale che abbiamo  visto,
  anche  sotto  il  profilo di alcuni movimenti tellurici  importanti
  negli ultimi decenni ed anche negli ultimi mesi.
   In  ragione di questo, il Governo ha posto in essere la  revisione
  della  classificazione sismica dei comuni, che non può  prescindere
  dalla  conoscenza su scala comunale della pericolosità sismica  del
  territorio.
   Sono  state avviate dal competente Dipartimento le attività intese
  alla  pericolosità  sismica del territorio e, quindi,  sono  stati,
  intanto,  realizzati studi di microzonazione sismica di livello  1,
  così  come  dai  colleghi interroganti richiesto, in  58  comuni  a
  maggior rischio sismico.
   Il  Governo  precedente  aveva apprezzato il  Piano  regionale  di
  microzonazione   sismica   per  tutto  il   territorio.   L'importo
  complessivo delle risorse a valere sul PO FESR 1420, 58 comuni,   è
  pari  a  5  milioni  di euro con riferimento agli  studi  di  micro
  zonazione di livello 1 e a 12 milioni e mezzo di euro per gli studi
  di micro zonazione di livello 3.
   Sono  state avviate le attività per l'affidamento degli studi  con
  procedura,  ovviamente, di evidenza pubblica per la  selezione  dei
  soggetti cui affidare gli studi di microzonazione.
   Per  il  comune  di Catania, infine, sono stati già  condotti  gli
  studi  di microzonazione di livello 1 e saranno condotti quelli  di
  livello 3 nell'ambito delle linee di intervento descritte.
   In  ragione di queste  premesse che non entrano nel vivo dei  temi
  che  sono  stati  affrontati e in raccordo con la  direzione  della
  Protezione  Civile  della  Regione siciliana,  io  consegnerò  alla
  collega  Ciancio  una  mappa delle zone  e,  quindi,  una  risposta
  tecnica  rispetto ai quesiti asciuttamente tecnici che  sono  stati
  posti  al Governo che sono anche provvisti di una serie di  cartine
  che  ci danno la dimensione di quello che è lo stato attuale, fermo
  restando  che  il da farsi lo continueremo a seguire  e  lo  faremo
  insieme.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la mozione n. 42   Modifica  della
  categoria sismica assegnata alle zone della Sicilia orientale . Chi
  h favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Fava, Cannata, Mancuso e Genovese.

   L'Assemblea ne prende atto.

   e delle interrogazioni nn. 10 e 91 in materia di rifiuti

   Discussione unificata della mozione n. 103 e delle interrogazioni
                            numeri 10 e 91
                         in materia di rifiuti

   PRESIDENTE.    Si  passa  alla  mozione  n.  103   Notizie   della
  individuazione della Sicilia come regione potenzialmente idonea  ad
  accogliere  il  deposito nazionale dei rifiuti  radioattivi  e  del
  combustibile  nucleare esaurito , primo firmatario  l'onorevole  Di
  Paola.
   Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   agli  inizi  del  2015  Sogin, società  di  Stato  incaricata  del
  decommissioning degli impianti nucleari e della messa in  sicurezza
  dei  rifiuti radioattivi ha consegnato una prima proposta di  CNAPI
  (Carta  delle aree potenzialmente idonee ad accogliere il  deposito
  nazionale  dei  rifiuti  radioattivi e  del  combustibile  nucleare
  esaurito) al Ministero dell'Ambiente e al Ministero dello  Sviluppo
  Economico;

   sulla  base  di  una  serie di osservazioni  dell'Ispra  (Istituto
  superiore per la protezione e la ricerca ambientale) il MISE  e  il
  Ministero dell'Ambiente hanno richiesto a Sogin una revisione della
  proposta  di CNAPI. La nuova versione è stata resa nota  la  scorsa
  estate;

   lo  scorso  giugno  il  Ministero competente  ha  dichiarato  alla
  stampa  che  la  Carta  sarà resa pubblica  dopo  la  chiusura  del
  procedimento  di  Valutazione  ambientale  strategica,   funzionale
  proprio  all'adozione  del  Programma  nazionale  di  gestione  dei
  rifiuti radioattivi ;

   RILEVATO che:

   la  CNAPI  è  di  competenza dei Ministeri dell'Ambiente  e  dello
  Sviluppo  Economico, ma la sua redazione prevede la  collaborazione
  dei  Ministeri  con  le  Regioni.  In  particolare,  l'esito  della
  consultazione  porterà  ad  una  versione  aggiornata  della  Carta
  nazionale delle aree idonee, che dovrà essere approvata con decreto
  dei  Ministeri  dello  Sviluppo economico,  dell'Ambiente  e  delle
  Infrastrutture,  a  cui  seguirà l'iter  per  l'acquisizione  delle
  manifestazioni di interesse, cioè una procedura aperta a Regione ed
  enti;

   nel  caso  non  venissero  avanzate  manifestazioni  di  interesse
  spontanee  da  parte delle Regioni, saranno attivati  dei  Comitati
  misti Stato-Regioni con l'obiettivo di raggiungere una intesa della
  Conferenza    unificata   Stato-Regione   ed   Enti   locali    per
  l'individuazione delle aree. Qualora non venisse raggiunta l'intesa
  sui siti, la decisione sarà assunta con deliberazione del Consiglio
  dei  Ministri,  a  cui  parteciperà ciascun Presidente  di  Regione
  interessata;

   a  tale  procedura seguirà una fase di indagini tecniche -  svolte
  da  Sogin  (sotto  la vigilanza dell'Ispettorato nazionale  per  la
  sicurezza  nucleare  e  la  radioprotezione)  -  su  ciascun   sito
  individuato, per una durata di 15 mesi, ovvero il tempo stimato per
  arrivare   all'autorizzazione  per  la  costruzione  del   Deposito
  nazionale;

   il  Deposito nazionale dovrebbe costare circa un miliardo e  mezzo
  di  euro.  La ralizzazione è prevista per la fine del 2025,  mentre
  l'esercizio delle strutture per l'immagazzinamento dei  rifiuti  ad
  alta  attività  e  del combustibile esaurito è previsto  a  partire
  dall'inizio del 2024;

   CONSIDERATO che:

   come  annunciato dal Ministro competente sugli organi  di  stampa,
  la  presentazione della versione aggiornata della  Carta  nazionale
  delle  aree  idonee sarebbe dovuta arrivare non prima di settembre,
  ovvero  con  oltre  due anni di ritardo rispetto alle  prescrizioni
  dell'Europa;

   nei  mesi scorsi la Commissione europea ha comunicato agli  organi
  del  Governo  nazionale  che  avrebbe  attivato  le  procedure   di
  infrazione  in  conseguenza  del  ritardo  nella  trasmissione  del
  programma  nazionale  per l'attuazione della politica  di  gestione
  del  combustibile  esaurito  e  dei combustibili  radioattivi,  che
  avrebbe dovuto essere trasmesso dall'Italia, così come da tutti gli
  Stati membri dell'UE, entro il 23 agosto 2015;

   da  fonti  interne  si  apprende che la Commissione  europea  stia
  avviando nei confronti dell'Italia la procedura d'infrazione per la
  mancata  osservanza  della  direttiva europea  2011/70/Euratom  sul
  trattamento delle scorie nucleari;

   su  un quotidiano nazionale si legge: 'L'insostenibile inerzia  di
  Sogin  e Governo [ ] sarà scossa dal rischio di infrazione,  e  con
  buona  pace  dei soliti timori legati alla finestra elettorale,  si
  dovrà  discutere apertamente sulla localizzazione del  deposito  di
  rifiuti  nucleari,  accompagnando  la  discussione  anche  con  una
  disamina dei costi sostenuti dai cittadini per Sogin, pagata finora
  per  non  fare  sostanzialmente nulla'. Costi  (quelli  fissi)  che
  ammontano  a  130 milioni di euro annui, mentre nel primo  semestre
  del 2017 - ha ricordato Ferrante - ne sono stati spesi 23, a fronte
  di  un  budget  annuale inizialmente previsto di 88 milioni  per  i
  lavori   di   decommissioning.  Decomissioning  che   però,   anche
  quest'anno,  non  ci  sarà. 'Ma quali sono i  tempi?  Il  programma
  dovrebbe   essere   adottato  definitivamente,  con   decreto   del
  presidente del Consiglio al più tardi entro il primo trimestre 2018
  ha detto Calenda, specificando che con la pubblicazione della Carta
  si aprirà una fase di consultazione pubblica e di condivisione, che
  terminerà  con un seminario nazionale al quale saranno  invitati  a
  partecipare tutti i soggetti coinvolti e interessati';

   VISTO che:

   le  scorie ad alto contenuto di radioattività richiedono tempi  di
  isolamento che oscillano indicativamente dai 300 anni al milione di
  anni  per  raggiungere  livelli  di radioattività  comparabili  con
  quelli  ambientali,  ne  deriva che  il  gravame  nucleare  sarebbe
  permanete e graverebbe anche sulle generazioni future per centinaia
  di anni;

   ad  oggi,  dopo  anni  di  ricerche  e  consistenti  investimenti,
  nessuno  Stato al mondo è ancora riuscito a trovare un sito  idoneo
  per   lo   stoccaggio  definitivo  delle  scorie   che   garantisca
  l'incolumità dell'ambiente e della salute pubblica;

   il  Deposito Nazionale arrecherebbe un forte danno d'immagine alla
  Sicilia, pregiudicando l'economia isolana che si basa sulla qualità
  dell'ambiente  e  delle  produzioni  agroalimentari  ed  impattando
  negativamente i ricavi nel settore turistico e delle esportazioni,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
               L'ASSESSORE PER L'ENERGIA E I SERVIZI DI
                           PUBBLICA UTILITÀ
                                   e
            L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E PER L'AMBIENTE

   a  riferire se la Regione siciliana sia in qualche modo  coinvolta
  nella  Carta  delle  aree potenzialmente idonee  ad  accogliere  il
  deposito  nazionale  dei  rifiuti radioattivi  e  del  combustibile
  nucleare esaurito (CNAPI);

   a  dichiarare  denuclearizzato l'intero territorio  della  Regione
  Siciliana  e  ad  imporvi l'assoluto divieto allo stoccaggio  e  al
  transito di scorie nucleari;

   a   dichiarare  la  totale  contrarietà  all'individuazione  della
  Sicilia come sede di Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi».

                     DI  PAOLA  - TRIZZINO - CAMPO - PALMERI  -
                   SUNSERI   -   MANGIACAVALLO  -  ZAFARANA   -
                   CAPPELLO - FOTI - PASQUA - ZITO - CIANCIO  -
                   SIRAGUSA - TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA  A
                   - PAGANA - DI CARO - MARANO - CANCELLERI

   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Di Paola  per  illustrare  la
  mozione.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  cittadini,  la
  Sicilia, la nostra Terra, corre un pericolo forte che probabilmente
  andrà ad influire sul futuro delle giovani generazioni.

               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   Infatti - vi faccio un piccolo excursus e poi andiamo sul tema  in
  particolare  -  nel 2015 è stata incaricata una società  a  livello
  ministeriale, la SOGIN che doveva redarre una carta, la carta CNAPI
  che sarebbe la carta delle aree potenzialmente idonee ad accogliere
  il  deposito  nazionale dei rifiuti radioattivi e del  combustibile
  nucleare esaurito.
   Quindi, c'è questa società incaricata dal Ministero che in base  a
  degli  studi  doveva realizzare questo documento con all'interno  i
  siti dove andare ad inserire materiale potenzialmente radioattivo.
   Ora,  il problema è che qualunque città all'interno del territorio
  italiano potrebbe essere interessata a questo deposito di materiale
  radioattivo. Sono passati gli anni, questo ce lo chiede,  comunque,
  l'Europa,  il  fatto di trovare questi depositi  all'interno  delle
  città  italiane  è richiesto dall'Europa; è una normativa  europea,
  quindi  ce  lo  impone l'Europa e siamo già pure in ritardo,  nella
  individuazione di questi territori.
   Sono  passati circa tre anni, sembra che questa carta sia  pronta,
  tant'è  che  l'ex  Ministro Calenda, qualche mese fa,  prima  delle
  elezioni  a  mezzo  stampa, aveva dichiarato  che  voleva  renderlo
  pubblico,  perché al momento sono del tutto segrete quali  sono  le
  aree  che  sono  state individuate, voleva rendere  pubblico  quali
  erano i territori e quindi rendere pubblica questa carta; cosa  che
  al momento non è avvenuta.
   A  nostro modo di vedere, il Governo della Regione siciliana, così
  come  hanno  fatto anche altre regioni, all'interno del  territorio
  nazionale,  dovrebbe  dichiarare la  Regione  siciliana  territorio
  denuclearizzato,  l'intero territorio, e il Presidente  Musumeci  e
  tutto  il  Governo  dovrebbero, tramite  una  delibera  di  Giunta,
  prendere  l'impegno  e  far  sì che nessuna  città  del  territorio
  siciliano venga individuata all'interno di questa Carta.
   Quindi, la Sicilia non deve essere deposito nel modo più assoluto,
  di scorie nucleari, perché, ad oggi, non c'è nessuna tecnologia che
  fa  smaltire  in poco tempo questo scorie. Tant'è che si  parla  di
  circa  300  anni  prima  che  queste scorie  vengano  completamente
  assorbite dall'ambiente.
   La  nostra proposta è quella che il Presidente Musumeci  e  questo
  Governo     si     dichiarino    completamente    non    favorevoli
  all'individuazione del territorio siciliano come possibile sede  di
  scorie  radioattive e questo il Presidente Musumeci  deve  dirlo  a
  gran forza.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente stiamo discutendo la mozione n. 103,
  giusto?  Prima  c'è stato un equivoco, il cartellone  riportava  la
  mozione  n. 103 ma non era la n. 103.
   Così  come avevo detto all'inizio, sarò molto breve, anche  perché
  poi   se  mi  dilungo  qualche  mio  collega  mi  rimprovera.  Sarò
  immediato,  nel senso che noi introduciamo un argomento  su  questa
  mozione, approfittando della presenza dell'assessore Pierobon.
   Assessore,  noi come Gruppo parlamentare, non condividiamo  questo
  bando  che  è  stato  fatto per assumere  25  unità  di  esperti  e
  consulenti per un importo di un milione e mezzo di euro.  Riteniamo
  che queste risorse siano così tante che non era sufficiente fare un
  avviso  di sette giorni per cercare di far mettere a conoscenza  la
  Sicilia,  i  siciliani,  tutti questi giovani  professionisti,  che
  sperano  di  poter partecipare ad una consulenza, ad  un  ruolo  di
  esperto.  Lei  capisce che in sette giorni questo  bando  non  l'ha
  visto  nessuno. Ferma restando anche la ricognizione  che  è  stata
  fatta  negli  uffici  della Regione per vedere se  c'erano  profili
  uguali da poter utilizzare.
   Assessore,  è vero che la norma lo permette, ma l'opportunità  non
  ce  lo  consente.  Quest'Isola,  che  noi  conosciamo  molto  bene,
  purtroppo per anni l'abbiamo riempita di dipendenti e non sono solo
  nella Regione. Abbiamo un esubero di personale nei comuni, nelle ex
  province, nei consorzi di bonifica, anche con profili alti.
   Secondo  noi,  anche se la legge vi permette  di  farlo  così,  in
  Assessorato, dove ci sono anche precari e precari qualificati,  noi
  abbiamo  una  marea di personale - e per questo  abbiamo  anche  il
  vincolo  delle  nuove  assunzioni, non a caso  -  da  cui  possiamo
  davvero attingere.
   Prima  di  pensare  di  assumere 25 consulenti,  esperti,  per  un
  milione  e  mezzo di euro, dobbiamo essere davvero sicuri  che  non
  abbiamo  altre  professionalità  che  possiamo  utilizzare   perché
  possibilmente togliere tre profili di categoria D da una provincia,
  da  un libero consorzio, da un consorzio di bonifica, da un comune,
  significa mettere in condizione, magari, quell'ente di riprendersi.
   E  invece  noi  che facciamo? Lasciamo gli stessi enti  in  quelle
  condizioni  che già sono di difficoltà e poi, dopo, procediamo  con
  queste nuove assunzioni, di fatto, anche se a tempo determinato.
   Quindi,   noi  abbiamo  presentato  un  emendamento  che   abbiamo
  consegnato alla Presidenza che può essere votato, anche se  è  vero
  che  la  mozione n. 103 è una discussione che non riguarda il  tema
  specifico ma comunque è un tema che riguarda i rifiuti, nessuno  ce
  lo  vieta, perché lo abbiamo fatto tantissime altre volte in questo
  Parlamento, di inserire un comma che preveda la revoca.
   Cioè va revocato questo atto, Signor Presidente, e l'appello io lo
  faccio  anche  a  lei  e alla sua sensibilità  che  è  riconosciuta
  davvero specialmente su questi argomenti perché immaginatevi, prima
  di  dare il via, con queste modalità, a un intervento di un milione
  e  mezzo  di  euro per esperti e per consulenti, prima  secondo  me
  dobbiamo  veramente verificare se possiamo attingere  al  personale
  della  Regione o delle collegate o delle controllate e poi  se  per
  davvero,  poi ci sono altri problemi che riguardano l'utilizzo  dei
  soldi  di quelle risorse, ma poi sicuramente qualche altro  collega
  si  soffermerà su questo, poi se davvero li possiamo fare, servono,
  gli  daremo il tempo necessario che non possono essere sette giorni
  su  un  sito, ma dovranno essere i tempi opportuni per  mettere  in
  condizioni  tanti  giovani siciliani, laureati,  senza  lavoro,  di
  poter partecipare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale; grazie anche per il tema
  sollevato e anche all'onorevole Di Paola per la mozione che  tratta
  una cosa che sta a cuore anche a me; lo ringrazio.


    Comunicazione di elezione di Presidente di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, do lettura  della  seguente  nota
  pervenuta  a questa Presidenza:  Con la presente nota si  trasmette
  copia  del verbale dei deputati del Gruppo parlamentare Misto della
  XVII  Legislatura che, in data odierna, hanno proceduto, a  seguito
  delle  dimissioni  dell'onorevole Cateno De Luca, all'elezione  del
  nuovo  Presidente  del  Gruppo  parlamentare  Misto  nella  persona
  dell'onorevole Marianna Caronia .
   All'onorevole  Caronia vanno i miei auguri  di  buon  lavoro  come
  Presidente del Gruppo.

   e delle interrogazioni nn. 10 e 91 in materia di rifiuti

   Riprende il seguito della discussione unificata della mozione n.
                              103 e delle
          interrogazioni numeri 10 e 91 in materia di rifiuti

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE. Signor Presidente, non era previsto il mio  intervento
  ma  mi ha suscitato l'interesse l'argomento che ha posto il collega
  Di  Paola.  Io,  così, credo che sia anche utile un approfondimento
  per l'Aula, altrimenti passano dei messaggi magari sbagliati.
   Non  credo che ci sia questo pericolo per la Sicilia per un motivo
  molto semplice perché il nostro non è un territorio che si presta a
  questo tipo di interventi. Sappia l'onorevole Di Paola che la Sogin
  che  dovrebbe  individuare non una città  perché  non  è  possibile
  individuare una città, che possa individuare un territorio che deve
  essere,  al contrario, lontano dalle città. Cioè ci sono tutta  una
  serie  di paletti e una griglia ben precisa su cui la Sogin  lavora
  per  individuare un territorio e non è facile in Italia  che  è  un
  territorio  molto  urbanizzato, proprio per  questo,  e  a  maggior
  ragione la Sicilia che è molto urbanizzata, c'è una grande presenza
  antropologica, non è facile individuare il territorio  proprio  per
  questo  motivo,  perché c'è tutta una griglia  che  sono  legate  a
  caratteristiche   di  assoluta  non  predisposizione   a   fenomeni
  tellurici,  cosa  che  noi  non  siamo,  perché  invece  noi  siamo
  predisposti  a fenomeni tellurici. Poi non deve essere  urbanizzata
  ma  deve  essere lontano dai centri abitati.  C'è tutta una griglia
  molto  complessa  e molto rigorosa per l'individuazione  di  questo
  terreno.
   Teniamo  anche presenti, colleghi, che è un problema  molto  serio
  perché  noi  in questo momento, le nostre scorie, cioè  quelle  che
  vengono  prodotte,  per esempio, negli ospedali,  che  sono  scorie
  nostre,  cioè  tutti quei materiali e prodotti  che  vengono  dalle
  radiologie,  dagli  ospedali,  dalle  attività  che  si  fanno   in
  ospedale,  noi  attualmente li mandiamo all'estero e  non  possiamo
  continuare  a mandarli all'estero sine die. Noi abbiamo il  dovere,
  l'obbligo, di individuare un'area dove fare questi impianti.
   Io  ho avuto la fortuna di poter visitare questi impianti - ce  ne
  sono  alcuni in Europa, io li ho visti in Francia ed in Spagna,  ce
  n'è  uno  in Spagna fatto benissimo, lontano dal centro  abitato  e
  quant'altro  -  e  posso  garantire che c'è  ormai  una  tecnologia
  avanzata.  Tra l'altro molta di quella tecnologia, paradossalmente,
  è  italiana  e  noi la esportiamo all'estero per far fare  le  cose
  fuori.
   In Spagna, per esempio, hanno fatto un centro del genere e c'è una
  differenza  fra  scorie radioattive che hanno  una  dismissione  di
  attività  per un certo periodo di anni e, invece, tutte quelle  che
  sono  le  scorie già utilizzate che hanno un tempo di  dimezzamento
  molto  più basso, per cui sono due cose totalmente diverse.  Spesso
  si fa confusione tra l'una e l'altra.
   Noi abbiamo il dovere di trovare una sede dove impiantare una cosa
  del  genere.  E' chiaro che ci stiano studiando dei  tecnici  molto
  validi.
   Io  credo  che  sia superfluo che la Regione faccia una  cosa  del
  genere anche perché non avrebbe nessun senso perché in quel caso  -
  dovesse essere la Sicilia individuata, ma credo non lo sarà mai per
  quelle  cose  che  ho detto e perché io ho avuto modo  di  studiare
  quelle  griglie  -  non credo che ci potremmo esimere,  perché  c'è
  tutta una procedura.
   Se  vuole  -  ed  io  ritengo si possa fare  -  possiamo  fare  un
  approfondimento  in  Commissione di questo problema,  parlando  con
  personale qualificato - se volete conosco anche chi ha lavorato con
  le  commissioni  e, quindi, conosce questo argomento  -  per  farci
  spiegare qual è lo stato dell'arte.
   Ma,  credo, che in realtà non ci sia nessun problema. E, comunque,
  rimane l'obbligo per lo Stato italiano di individuarlo, perché  noi
  non  possiamo  continuare  a portare le  nostre  scorie  all'estero
  pagando fra l'altro fior di quattrini.

   PRESIDENTE.  A dire il vero, però, credo che la pubblicità  in  TV
  della  SOGIN,  che  individuava i siti di  scorie  nucleari  ce  la
  ricordiamo un po' tutti.
   Sarà poi l'assessore a darci una risposta più attenta.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io,
  invece,  ritengo molto corretta questa mozione ed ha fatto bene  il
  collega a sottoporre all'esame del Parlamento un tema che,  per  la
  natura  e  l'impatto che spesso ha nell'opinione pubblica,  finisce
  per essere più che riservato  secretato .
   Devo  dire,  con grande sincerità, che oggi non sono in  grado  di
  mettere la mano sul fuoco sul fatto che la Sicilia non sia già sede
  di deposito di scorie nucleari.
   Onorevole  Compagnone,  io  vorrei  condividere  con  lei  la  sua
  certezza.  Devo dire che su questo tema, purtroppo, non  credo  che
  nessuno  di noi abbia certezze proprio per la gestione, ripeto,  in
  maniera secretata, non riservata, con la quale si gestiscono  anche
  siti di interesse strategico, ricordandoci che noi siamo una terra,
  da  questo  punto  di  vista, che, pur non avendo  prodotto  scorie
  nucleari,  ha  una  quantità  di  miniere  che  potrebbero   essere
  utilizzate, essendo in disuso, come depositi di scorie.
   Quindi, il fatto che il Parlamento siciliano si esprima in maniera
  netta,  chiara, anche per la condizione geologica della  Sicilia  è
  importante;  è  inutile  continuare a  dire  le  cose  che,  spero,
  condividiamo tutti, che lo faccia con chiarezza lo ritengo un fatto
  positivo,  proprio perché paradossalmente spesso  diciamo  che   la
  Sicilia non deve essere la pattumiera dell'Italia e dell'Europa.
   Anch'io,  come il collega Dipasquale, voglio cogliere  l'occasione
  grazie  a questa mozione che di rifiuti parla, ancorchè di  rifiuti
  speciali come le scorie nucleari, per trattare la questione che  ha
  posto il collega Dipasquale.
   Questo  avviso che è stato fatto da parte dell'assessorato per  le
  acque  e  rifiuti,  in qualche modo non solo pone un  interrogativo
  sugli  sprechi,  in me ha suscitato inquietudine  e  lo  dico,  nel
  rispetto che ho per una persona che comincia a fare l'assessore  da
  qualche settimana e che certamente non può avere la memoria storica
  di questa attività nell'ambito della Regione siciliana.
   Veda, assessore, lei fa l'assessore di un Dipartimento che è stato
  costituito sette, otto anni fa, a seguito dello scioglimento  della
  cosiddetta  Agenzia  delle  acque e rifiuti  che  proveniva  da  un
  commissariamento sui rifiuti e sull'acqua fine anni '90.
   Tra  i provvedimenti che furono fatti allora nella ex agenzia,  vi
  fu pure la possibilità, attraverso un bando di individuare esperti,
  senior,  junior,  di  tutti i tipi, diciamo con diverse  categorie,
  biologi, chimici proprio perché c'era il controllo sulle acque,  il
  controllo  ambientale, le questioni che sono state allora  poste  e
  tra l'altro la Sicilia è una Terra da questo punto di vista che  ha
  uno   straordinario  no  out  nel  fare  provvedimenti  che   hanno
  l'obiettivo  di  individuare  strumenti  temporanei  che  diventano
  permanenti; tant'è - e questo Lei non può non saperlo, assessore  -
  che  nell'ultima  legge  finanziaria, la n.  8  del  2018,  abbiamo
  approvato la possibilità che  quel personale che proviene da quelle
  selezioni  di  ex area che ogni anno è stato a sua volta  rinnovato
  con rapporti a termine, anno per anno, possa essere stabilizzato.
   Quindi  oggi  abbiamo una legge che stabilizza alla  Regione  quel
  personale   che   dieci   anni  fa  è  stato  avviato   all'interno
  dell'amministrazione; trovo singolare che l'amministrazione  faccia
  un bando per trovare figure che sono state già ricercate dieci anni
  fa  e lo faccia ora con l'obiettivo non solo del milione e mezzo di
  cui  parlava  il  collega Di Pasquale, ma con  una  strategia  che,
  sostanzialmente è come se la Regione ogni volta ricomincia da zero,
  non  so  a  chi è venuto in mente questa cosa. Devo dire anche  con
  grande   onestà,  mi  inquieta  un'altra  questione:   che   stiamo
  finanziando  questa operazione, utilizzando i fondi dell'assistenza
  tecnica  del  PO FESR, per fare un piano regionale dei rifiuti  che
  non mi risulti essere attività del PO FESR.
   Noi  stiamo  utilizzando i fondi dell'assistenza  tecnica  per  il
  monitoraggio   e  controllo  sulle  attività  del  PO   FESR,   per
  un'attività di tipo ordinario, perché il piano regionale rifiuti  è
  un'attività   ordinaria,   dell'amministrazione,   ancorché   siamo
  sottoposti  a  un regime momentaneo di commissariamento,  ma  resta
  comunque  un'attività ordinaria farlo e aggiornarlo, e lo  facciamo
  con questa procedura di utilizzare i fondi dell'assistenza tecnica,
  frammentando la spesa, non facendo una gara.
   Ricordo, e su questo gli Uffici mi possono aiutare, perché ricordo
  che  qualche  anno fa, facemmo una norma che stabiliva  in  maniera
  perentoria  che,  mai  più la Regione, doveva  utilizzare  i  fondi
  dell'assistenza  tecnica, ricorrendo a long list  ma  procedendo  a
  gare d'appalto con i soggetti abilitati di tipo internazionale ecc.
  ecc.
   Qui   si  rovescia  tutto,  si  riparte  da  capo,  e  devo  dire,
  onestamente,  assessore non è solo una vicenda  di  tipo  politico,
  penso  che  ci siano anche aspetti che dovreste valutare  meglio  e
  credo  che  in  autotutela fareste bene a ritirare questo  decreto,
  perché  vedo anche possibili effetti di distrazione e di risorse  e
  di  essere potenzialmente chiamati a rispondere all'Unione  Europea
  per attività non consone con quanto previsto dal PO FESR 14/20.
   Ecco  perché  abbiamo presentato un emendamento a questa  mozione,
  impegnando  il  Governo  a  revocare  in  autotutela,  facendo   le
  opportune  verifiche, questo avviso e il decreto che  ha  originato
  questo avviso.

   PRESIDENTE.  Voteremo solo per la mozione, però adesso l'Assessore
  risponderà anche alla interrogazione n. 10 che è  Chiarimenti circa
  la  realizzazione della settima vasca alla discarica di  Bellolampo
  del  comune  di  Palermo  a firma dell'onorevole  Barbagallo  e  la
  mozione n. 91 relativa alla  Gestione dei rifiuti della piattaforma
  di  contrada Cuturi presso il comune di Scicli , che è anche questa
  una interrogazione a firma dell'onorevole Dipasquale, che penso non
  voglia intervenire.
  Vuole intervenire sull'interrogazione? Perché l'assessore poi  darà
  una  risposta  unica  e poi procederemo alla votazione  della  sola
  mozione
   Ha facoltà di parlare l'assessore Cordaro per rispondere.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io ho risposto, come lei avrà avuto
  modo  di ascoltare poc'anzi, ai quesiti posti dalla mozione e  agli
  argomenti  sottoposti  all'attenzione  del  Governo  nella  mozione
  dell'onorevole Ciancio.
   Le  mozioni che mi sono state presentate, oltre a queste, sono  la
  n.  103  che è a firma dell'onorevole Di Paola, su questa  io  sono
  pronto  a rispondere perché abbiamo, in raccordo con l'Arpa,  avuto
  una risposta scritta che io rappresenterò al Parlamento, mentre per
  quanto  riguarda le interrogazioni - le interrogazioni sulla  quale
  ci  hanno  preparati, nel senso che ci hanno detto  che  su  queste
  dovevamo  prepararci  -  sono esclusivamente  la  interrogazione  a
  risposta  orale  n.  91 appunto dell'onorevole  Dipasquale   Scicli
  contrada  Cuturi , tutto il resto, se pur estemporaneo,  non  ci  è
  stato  proposto nei tempi dovuti e quindi io chiedo di posporlo  ad
  una   futura   seduta   per  discutere,  soprattutto   in   ragione
  dell'intervento dell'onorevole Cracolici, che chiede un  intervento
  di   tipo   diverso   rispetto   ai  temi   strettamente   connessi
  all'interrogazione presentata dal collega Dipasquale

   CRACOLICI. Ho parlato sulla mozione n. 103 che è competenza sua

   CORDARO. Appunto, sulla mozione n. 103. Come bene diceva lei  poco
  fa,  onorevole Cracolici, oggi c'è stata un po' di confusione sulla
  gestione  e, quindi, io brevemente risponderò intanto all'onorevole
  Dipasquale  sulla  interrogazione  n.  91  a  risposta  orale,  che
  riguarda  l'attività di gestione dei rifiuti della  piattaforma  in
  contrada Cuturi presso il comune di Scicli.
   Devo rassegnare all'Aula e al collega Dipasquale interrogante  che
  noi  abbiamo già risposto per iscritto e abbiamo già consegnato  le
  nostre  deduzione al collega, che ne potrà fare l'uso istituzionale
  che  crede.  In realtà l'unica risposta politica che io  in  questo
  contesto  ritengo di poter dare è quella legata ad una  scelta  del
  Governo,  che  è una scelta precisa, quella appunto di  subordinare
  ogni decisione su piattaforme, stabilimenti, impianti che abbiano a
  che  fare  con rifiuti speciali, soprattutto se pericolosi,  ad  un
  momento   successivo   all'adozione,  all'approvazione   prima   di
  quest'Aula,  all'adozione dopo da parte  della  Regione  del  piano
  regionale dei rifiuti.
   Comprenderete  bene  che  siamo in una fase  per  quanto  riguarda
  proprio  Scicli  relative  all'Aia e  quindi  ad  una  fase  che  è
  strettamente di competenza dell'Assessorato all'Energia e  rifiuti,
  ma  il  tema  non  è  neanche questo, il  tema  è  di  impostazione
  politica.  E' una scelta del Governo quella di tornare ad occuparci
  di  questo  argomento  in  una fase successiva,  quando  si  potrà,
  finalmente, avere un'idea di sistema di quello che è l'intendimento
  del  Governo Musumeci sul sistema rifiuti in Sicilia. Sarà soltanto
  in  quel momento, che il Governo adotterà una decisione definitiva,
  che   diventerà,  appunto,  una  decisione  di  sistema  anche  con
  riferimento a Scicli e alla contrada Cuturi.
   Quindi ciò che possiamo dire è che, allo stato, il procedimento si
  ferma in attesa dell'approvazione in Aula del piano dei rifiuti.
   Per   quanto   riguarda,  poi,  la  mozione  n.   103,   a   firma
  dell'onorevole Di Paola, questo è quello che ci rassegna l'ARPA. E'
  una   relazione   che   ha   attinenza,   e   pertinenza,   proprio
  all'argomentazione che stiamo trattando e che io, siccome  è  breve
  credo  non  valga  la  pena  di  sintetizzarla,  vi  leggerò  assai
  rapidamente.
    In  Italia, la problematica rappresentata è regolamentata dal  D.
  Lgs.  15  febbraio  2010, n. 31  Disciplina  della  localizzazione,
  della  realizzazione e dell'esercizio nel territorio  nazionale  di
  impianti  di produzione di energia elettrica nucleare, di  impianti
  di   fabbricazione  del  combustibile  nucleare,  dei  sistemi   di
  stoccaggio  del combustibile irraggiato e dei rifiuti  radioattivi,
  nonché  misure  compensative e campagne informative al  pubblico  a
  norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99
   Ai  sensi  dell'art. 26 del citato D. Lgs., la  Sogin  S.p.A.,  in
  coerenza con l'atto di indirizzo previsto dall'articolo 27, comma 8
  della legge 23 luglio 2009, n. 99, è il soggetto responsabile della
  disattivazione  degli  impianti a fine vita,  del  mantenimento  in
  sicurezza degli stessi, nonché della realizzazione e dell'esercizio
  del  Deposito nazionale e del Parco Tecnologico di cui all'articolo
  25,   comprendente  anche  il  trattamento  e  lo  smaltimento  dei
  rifiuti .
   La   Sogin  Spa  pertanto è individuata come il soggetto  preposto
  all'individuazione  della  CNAPI . La CNAPI è  la  Carta  Nazionale
  della Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e
  Parco  Tecnologico, nella quale sono individuate  le  aree  le  cui
  caratteristiche soddisfano i criteri previsti nella  Guida  Tecnica
  n.  29  di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
  Ambientale) oltre che i requisiti indicati nelle linee-guida  della
  IAEA (International Atomic Energy Agency).
   Come  indicato  nella Guida Tecnica n. 29,  si  intende  per  aree
  potenzialmente   idonee  le  aree,  anche  vaste,  che   presentano
  caratteristiche favorevoli alla individuazione di siti in grado  di
  risultare  idonei  alla  localizzazione  del  deposito,  attraverso
  successive  indagini  di  dettaglio e sulla  base  degli  esiti  di
  analisi  di  sicurezza condotte tenendo conto delle caratteristiche
  progettuali della struttura del deposito .
   Queste  caratteristiche favorevoli si determinano  sulla  base  di
  Criteri  di Esclusione e di Approfondimento, che escludono le  aree
  interessate  da, ad esempio, elevato rischio vulcanico  e  sismico,
  fagliazioni,  frane alluvioni o che insistono su  aree  protette  o
  insediamenti civili, industriali e militari.
   L'individuazione del sito è, pertanto, un processo  complesso  che
  non ha visto, allo stato attuale, l'interessamento di ARPA Sicilia.
   Ai  sensi  del  D.Lgs. 31/2010, art. 22, comma 1, inoltre   Presso
  ciascuna  Regione sul cui territorio ricada un sito certificato  ai
  sensi dell'articolo 11, comma 4 e nella Regione in cui è situato il
  sito  prescelto  per  la  realizzazione del Deposito  nazionale,  è
  istituito un  Comitato di confrotno e trasparenza .
   Il  suddetto   Comitato di confronto  è istituito con decreto  del
  Ministro  dello  sviluppo economico di concerto  con  il  Ministero
  dell'ambiente  e della tutela del territorio e del mare  e  con  il
  Ministro  delle  infrastrutture e dei trasporti, e  -  tra  i  suoi
  componenti  -  annovera  anche  un rappresentante  dell'ARPA  della
  Regione interessata , dunque, ai sensi del D.Lgs. 31/2010, solo nel
  caso  in  cui  la  Regione Sicilia fosse individuata  come  regione
  presso  cui  istituire il Deposito Nazionale, verrebbe  interessata
  ARPA Sicilia con l'istituzione del  Comitato di Confronto .
   Allora  in  ragione  di  questo,  onorevole  interrogante,  io  le
  rassegno   le  riflessioni,  appunto,  che  sono  state   formulate
  dall'ARPA,  in  modo che possano costituire oggetto  di  un  futuro
  dibattito per tutto quello che, ancora, va chiarito.

   PRESIDENTE.   Assessore,  vuole  rinviare  la  trattazione   della
  mozione?  No  perché ha anche risposto. Allora possiamo  votare  la
  mozione.

   DIPASQUALE. Cosa facciamo con l'interrogazione 91?

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  ringrazio  l'assessore Cordaro per la risposta tecnica. Ma  qui  il
  discorso  è un po' più politico. Altre regioni italiane -  cito  la
  Sardegna e la Basilicata - i presidenti di quelle regioni hanno già
  fatto una presa di posizione e hanno dichiarato assieme alla giunta
  di  quelle regioni che non sono disposte ad accettare in alcun modo
  scorie nucleari.
   Ho condiviso, ho ascoltato l'intervento degli onorevoli Compagnone
  e  Cracolici,  qua il discorso è uno, se la Sicilia deve  diventare
  bellissima, lo deve diventare accettando le scorie nucleari

   CRACOLICI.  La  Sicilia  già  è bellissima.  Non  c'è  bisogno  di
  Musumeci

   DI  PAOLA. Questo sicuramente  Ma il principio è questo.  Lo  deve
  diventare  ancora di più accettando le scorie nucleari, oppure  no?
  Allora  a questo punto spero che intanto la mozione abbia il parere
  favorevole del Governo e dopodiché il presidente Musumeci e il  suo
  Governo dichiarino la Sicilia non disponibile a deposito di  scorie
  nucleari.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assolutamente  coerente  con  la
  logica,  prima  che con la politica, con la storia di  ciascuno  di
  noi.  E  quindi è chiaro che la Sicilia non deve diventare deposito
  di scorie nucleari. Per quanto riguarda la mozione, coscientemente,
  mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  procedere   con   la
  votazione  della mozione, devo dare una serie di comunicazioni,  in
  maniera  tale che ci intendiamo. Sul punto in specie della  mozione
  che  sarebbe  il secondo impegno, cito testualmente   a  dichiarare
  nuclearizzato  l'intero territorio della Regione siciliana  imporvi
  l'assoluto  divieto  per  lo stoccaggio e  al  transito  di  scorie
  nucleari ,  ovviamente questo è un impegno che nella  mozione  però
  deve  diventare  che impegniamo il Governo della  Regione  a  farsi
  carico di rappresentare nelle sedi istituzionali competenti, quindi
  al  Parlamento nazionale un riconoscimento di questo  tipo.  Questo
  Parlamento  può  approvare  un atto di  indirizzo  che  impegna  il
  Governo  a fare questo, ma ovviamente null'altro. Quindi si intende
  modificato in questo senso come impegno rispetto al Governo.
   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Lupo e Dipasquale
  il seguente emendamento 103.1.

   «Aggiungere al dispositivo il seguente comma:  a revocare  il  DDG
  n. 659 del 27 giugno 2018'».

   Onorevole Lupo, suppongo si riferisca alla nomina dei consulenti.

   LUPO. Sì.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  103.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Ci sono quattro contrari, tra cui l'onorevole  Aricò,
  presenti nella maggioranza e un astenuto.
   Pongo  in  votazione  la  mozione,  così  come  emendata.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   La  mozione  è approvata sempre con quattro voti contrari  ed  uno
  astenuto.


        Presentazione e votazione dell'ordine del giorno n. 58

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'ordine  del  giorno, n. 58 relativo alla mozione, a  firma  degli
  onorevoli Lupo ed altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   interrogazioni nn. 10 e 91 in materia di rifiuti

   Riprende il seguito della discussione unificata della mozione n.
                              103 e delle
          interrogazioni numeri 10 e 91 in materia di rifiuti

   PRESIDENTE.  Assessore  Cordaro, mi sembra  di  avere  capito  che
  l'interrogazione numero 10, a firma dell'onorevole Barbagallo,  non
  era  stata trasmessa in tempo e quindi non ha potuto preparare  una
  risposta.
   Si   passa  alla  interrogazione  n.  91   Iniziative  in   merito
  all'attività  di  gestione dei rifiuti della  piattaforma  in  C.da
  Cuturi presso il Comune di Scicli (RG) . Ne do lettura:

   Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   con  D.A.  n.159/Gab del 4 maggio 2015 era stato espresso giudizio
  positivo  di  compatibilità ambientale sul progetto di  ampliamento
  dell'attività  di  gestione  della  piattaforma  di  trattamento  e
  recupero  di rifiuti pericolosi e non in C.da Cuturi nel Comune  di
  Scicli proposto dalla ditta ACIF servizi srl;

   la  creazione  di  una  tale piattaforma per  il  trattamento  dei
  rifiuti   speciali  ha  immediatamente  creato  grande  allarme   e
  preoccupazione nella comunità sciclitana (conclamata anche  da  una
  partecipata manifestazione pubblica e pacifica che, nella primavera
  2016, aveva portato oltre 5 mila cittadini per le strade del centro
  storico);

   erano   stati   rilevati  taluni  profili  di  illegittimità   nel
  procedimento  amministrativo  che aveva  portato  al  rilascio  dei
  provvedimenti  di  AIA  e della VIA, e, mediante  apposita  istanza
  dello  scorso  16  aprile 2016, era stata richiesta,  all'Assessore
  competente, la revoca in autotutela del decreto innanzi citato;

   con proprio Decreto 290/Gab del 25 luglio 2016, l'allora Assessore
  all'Ambiente della Regione Sicilia accoglieva le motivazioni e, per
  l'effetto, revocava il citato provvedimento amministrativo;

   avverso  tale  provvedimento ricorreva la ditta ACIF  servizi  srl
  innanzi al Tar di Catania, mediante ricorso che veniva accolto  dal
  Tar  di  Catania  con  sentenza n. 1656 del 30  dicembre  2016  per
  ragioni  meramente procedimentali rimanendo, ovviamente,  salva  ed
  impregiudicata  la possibilità per l'Amministrazione  Regionale  di
  pronunciarsi  nuovamente sulla questione in ordine  ai  rilievi  di
  merito addotti;

   con  nota  dell'1 febbraio 2017 il Comune di Scicli - con  proprie
  motivazioni  -chiedeva  l'annullamento in autotutela  del  D.A.  n.
  159/GAB del 4.05.2015 e del successivo D.A. 367/GAB del 31/07/2015,
  in  forza  dei  quali era stato espresso giudizio di  compatibilità
  ambientale positivo con prescrizioni per l'impianto in questione;

   l'Assessorato  Territorio e Ambiente della  Regione  Sicilia,  non
  accoglieva  le  successive richieste del Comune di Scicli  mediante
  l'emissione  della  nota  prot. 67462 del 27  settembre  2017,  che
  veniva  impugnata  dallo  stesso ente  locale  innanzi  al  Tar  di
  Catania;

   il   Giudice  Amministrativo,  mediante  ordinanza  n.  2105/2017,
  respingeva   l'istanza   cautelare  di   sospensione   del   citato
  provvedimento;

   a  seguito  della  citata  pronuncia, mediante  comunicato  stampa
  dell'19  gennaio  2018, il Sindaco di Scicli chiedeva  un'immediata
  interlocuzione  con  il  Presidente  della  Regione   Sicilia   per
  invitarlo  ad avviare un atto di revoca, coi poteri del Presidente,
  in  ordine  alla  vicenda autorizzativa della  piattaforma  per  il
  trattamento dei rifiuti pericolosi e non in questione;

   con altra e successiva istanza del 22 maggio 2017, prot. 15104, il
  Comune  di  Scicli aveva chiesto anche l'annullamento in autotutela
  del  D.D.S. n.218 del 3/03/2016, in forza del quale, per l'impianto
  in   oggetto  era  stata  rilasciata  la  Autorizzazione  Integrata
  Ambientale,  ai  sensi della Parte II titolo  III  bis  del  D.Lgs.
  152/06 e la conseguente ripetizione del procedimento;

   a quanto risulta, la superiore istanza è tutt'ora pendente innanzi
  ai competenti Uffici di codesta Amministrazione Regionale;

   considerato che:

   il  26 gennaio scorso, il Comitato cittadino salute ed Ambiente  e
  la  locale  associazione di Legambiente hanno  promosso  una  nuova
  manifestazione  pubblica volta a manifestare la  contrarietà  della
  comunità sciclitana avverso tale piattaforma, registrando -  ancora
  una  volta  - una massiccia partecipazione di cittadini  presso  il
  Cinema  di Scicli, segno dell'inequivocabile timore che la  vicenda
  in questione continua a produrre nella comunità locale;

   proprio  in  quella  sede, anche noti esponenti della  maggioranza
  parlamentare  hanno assunto un pubblico impegno  politico  volto  a
  richiedere  un  intervento  diretto  del  Governo  in  merito  alla
  questione  dell'ampliamento della Piattaforma per Rifiuti  Speciali
  di  C.da  Cuturi, al fine di accertare l'esistenza  dei  contestati
  profili  di  illegittimità  e di contraddittorietà  che  potrebbero
  portare all'annullamento dei provvedimenti citati;

   preso  atto  che  in riferimento a quanto premesso e  considerato,
  potrebbe  risultare in atto un'azione volta a prevaricare  l'intera
  comunità  locale  che  sta  facendo del turismo  e  dello  sviluppo
  sostenibile  il proprio volano di rilancio in seno al Val  di  Noto
  mentre  la  stessa città è costretta a fare i conti con un  diffuso
  sentimento di allarme pubblico;

   per sapere:

   quali  siano  gli intendimenti dell'Amministrazione  regionale  in
  ordine  all'intervenuto  allargamento  della  Piattaforma  per   il
  trattamento dei rifiuti speciali sita a Scicli in c.da Cuturi;

   quali   siano   le   attività  istruttorie  attualmente   compiute
  dall'Amministrazione  regionale in ordine alla  citata  istanza  di
  annullamento  del  22 maggio 2017, recante prot. 15104,  presentata
  dal  Comune di Scicli, nonché quali siano le determinazioni proprie
  del Presidente delle Regione in ordine alla stessa;

   se  non  ritengano necessario e urgente avviare un tavolo  tecnico
  per  incontrare il Sindaco di Scicli e gli altri rappresentanti del
  territorio al fine di affrontare congiuntamente la questione che si
  protrae  da  tempo e che risulta essere fonte di manifesto  allarme
  sociale per l'intera comunità.

   Onorevole  di  Pasquale,  l'assessore ha  poco  fa  accennato  una
  risposta. Se lei vuole intervenire così poi alla fine ci dice se  è
  rimasto soddisfatto o meno di quello che le ha detto e scritto.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli  colleghi,
  innanzi  tutto permettetemi di ringraziare il Parlamento per  avere
  accolto  la mozione che abbiamo presentato sulla revoca  di  questa
  avviso. Sono convinto che il tempo ci metterà in condizione di fare
  cose  migliori e farle meglio, e sono sicuro che l'assessore  e  il
  Governo ne terrà conto del pronunciamento del Parlamento.
   Io  la  ringrazio  per  la risposta e devo  delle  scuse  parziali
  all'assessore Pierobon, perché ieri me la sono presa con  lui,  sì,
  me  la  sono presa con lui perché era assente. Però vede assessore,
  lei  ha  ragione,  ma  ho  ragione  anch'io,  l'interrogazione  mia
  purtroppo  era  stata  assegnata a lei, era stata  assegnata  dalla
  Presidenza.
   Dopo  di  che  ringrazio l'assessore - io non ho mai difficoltà  a
  dire  le  cose  così come stanno, neanche a scusarmi -  però  ecco,
  ritorno  a dire, l'interrogazione era stata assegnata alla  rubrica
   rifiuti .  Per  quanto riguarda la risposta  avuta  dall'assessore
  Cordaro,  questa interrogazione è - mi permetto di dire - del  mese
  di  febbraio.  E' passato tanto tempo, capisco che a  lei  è  stata
  consegnata  da  poco,  però  è passato tanto  tempo.  Riguarda  una
  questione antipaticissima sui rifiuti di Scicli, su una piattaforma
  di  rifiuti  speciali  di  Scicli,  dove  io  già  avevo  fatto  un
  intervento pesante durante la scorsa legislatura, che aveva portato
  in  un  primo momento a un blocco dell'autorizzazione, poi fu fatto
  ricorso e successivamente fu di nuovo rimessa in vita.
   Dopo di che, allora, mi rivolsi alla Procura della Repubblica  per
  alcuni aspetti di legittimità, poi fu anche sospesa, ultimamente  è
  stata  oggetto anche di ordinanza da parte del (Noi) -  se  non  mi
  sbaglio  -  la  discarica che ha avuto mi pare un  procedimento  di
  blocco, ho letto qualcosa del genere, non ho visto atti. Al  di  là
  di tutto questo io dalla sua risposta assessore - e poi le ho anche
  ribadito   -   sono   stati   trasmessi  gli   atti   all'assessore
  all'energia...

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  E'   una
  procedura  che stava già facendo il suo corso, ma si è bloccata  in
  ragione delle motivazioni che ho esposto.

   DIPASQUALE.  Perfetto, allora a me interessa solo una cosa.  Posso
  dire, e possiamo dire che mettiamo la parola fine a questa vicenda,
  che a Scicli non si realizzerà questa   Cioè, la mia soddisfazione,
  ovviamente,   la  mia  soddisfazione  assessore,  sì  assessore   è
  importante  la risposta. Perché la mia soddisfazione -  intanto  la
  ringrazio  per la risposta - è stata una risposta utile, abbastanza
  chiara però mi interessa capire: possiamo mettere la parola fine su
  questa vicenda? Scicli non avrà più questa discarica per mano della
  Regione?  Questo è quello che mi interessa come parlamentare  della
  provincia iblea.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. Assessore,  vuole  dare
  un'ulteriore risposta?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Sì Presidente,
  io  speravo  di  essere stato chiaro, ribadisco il concetto  appena
  espresso.  Il nostro è un Governo democratico, che ha un Presidente
  attivo  che è sempre al corrente di tutte le questioni strategiche,
  e di quelle più delicate, soprattutto.
   L'intendimento del Governo è di fermare tutto il tema che riguardi
  specifiche  discariche, stabilimenti, impianti di stoccaggio  e  di
  smaltimento,  eccetera,  soprattutto  ove  riguardino  rifiuti,   a
  maggior  ragione se pericolosi, in attesa che venga  approvato  dal
  Parlamento il piano regionale circa la raccolta dei rifiuti e venga
  adottato, poi, di conseguenza, dal Governo regionale.
   Allo  stato,  questa è la situazione ed io, per  correttezza,  non
  posso  dire  né una parola in più né una parola in meno rispetto  a
  quello,  che  su un tema così delicato, è stato concordato  con  il
  Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. Per chi ci ascolta da casa, il collega Dipasquale si è
  dichiarato soddisfatto della risposta e questa è una buona cosa.
   Si   passa  alla  interrogazione  n.  10   Chiarimenti  circa   la
  realizzazione  della settima vasca della discarica  di  Bellolampo,
  sita  nel  Comune  di Palermo , dell'onorevole  Barbagallo.  Ne  do
  lettura:

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che:

   nell'aprile  scorso,  la  RAP  s.p.a.,  società  che  gestisce  il
  servizio di igiene ambientale nella città di Palermo, ha depositato
  presso  il  Dipartimento  Regionale dell'Acqua  e  dei  Rifiuti  il
  progetto per la realizzazione della VII vasca della discarica  sita
  a   Bellolampo,   ai  fini  dell'avvio  dell'iter   approvativo   e
  l'ottenimento dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA);

   il progetto prevede la realizzazione di una nuova zona destinata a
  discarica   per  rifiuti  non  pericolosi  con  una   capacità   di
  abbancamento  complessiva  di  circa  960.000  mc,  in   grado   di
  consentire lo smaltimento di oltre 785 mila tonnellate di rifiuti;

   i  lavori,  il  cui  costo previsto è di circa  23  milioni,  dopo
  l'approvazione del progetto da parte del DRAR, dovrebbero durare un
  anno dall'aggiudicazione dell'appalto;

   ritenuto che:

   nelle more della realizzazione del suddetto progetto, la discarica
  di  Bellolampo  rischia un'ulteriore emergenza considerato  che  la
  sesta  vasca è quasi satura: la Rap è attualmente alla  ricerca  di
  soluzioni  tampone  per  incrementarne  la  capienza  e  per  poter
  continuare ad abbancare rifiuti;

   con  la raccolta differenziata ferma al 16%, se tali soluzioni non
  diventeranno operative, nel giro di poche settimane l'intera  città
  potrebbe sprofondare in una nuova emergenza immondizia;

   considerato che:

   il  progetto per la realizzazione della settima vasca avrebbe  già
  ottenuto  il  giudizio  positivo di  compatibilità  ambientale,  ma
  mancherebbero  ulteriori  importanti  adempimenti,  i   cui   tempi
  dovranno  sommarsi  a  quelli  necessari  per  il  bando  di  gara,
  l'espletamento della stessa e l'aggiudicazione dei lavori;

   è  facile, pertanto, immaginare che non si potrà iniziare i lavori
  prima del 2019;

   anche  sulla  copertura finanziaria si addensano non  poche  nubi,
  considerato che la RAP sarebbe sprovvista dei mezzi necessari ed il
  Comune  di  Palermo avrebbe avanzato alla Regione la  richiesta  di
  finanziare il nuovo impianto;

   la  discarica di Bellolampo, infatti, è stata oggetto di  numerose
  ordinanze  presidenziali  che  hanno  imposto  il  conferimento  di
  rifiuti  provenienti da comuni diversi dalla città di  Palermo,  al
  fine   di   evitare  gravi  criticità  nel  sistema  regionale   di
  smaltimento;  è di tutta evidenza, pertanto, che tali provvedimenti
  hanno prodotto una rapida saturazione dell'impianto;

   per sapere:

   quale sia lo stato di avanzamento dell'iter di autorizzazione alla
  realizzazione  della settima vasca nella discarica  di  Bellolampo,
  sita nel Comune di Palermo;

   quali  interventi  urgenti  si  stiano  approntando  al  fine   di
  scongiurare  l'imminente emergenza rifiuti in città a  causa  della
  saturazione della sesta vasca;

   se vi sia la necessaria copertura finanziaria per l'esecuzione dei
  suddetti lavori».

   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per l'energia ed i servizi  di
  pubblica utilità, dott. Pierobon.

   PIEROBON,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.   Signor   Presidente,   onorevoli   deputati,   onorevole
  Barbagallo,  la  risposta è abbastanza articolata, nel  senso  che,
  intanto,  l'interrogazione risale a gennaio, per cui da gennaio  ad
  oggi  sono successe un po' di cose. Riepilogo in maniera sintetica,
  poi, rimango a disposizione per eventuali approfondimenti.
   L'iter  autorizzativo  per la 7  vasca di Bellolampo  comporta  il
  rilascio  dell'AIA, nonché l'esame dell'approvazione del  progetto,
  nel  caso di specie di livello definitivo, non siamo all'esecutivo,
  questo  è importante perché comporta, poi, tutte quelle conseguenze
  che sappiamo, sia nell'ambito autorizzativo che nel dimensionamento
  delle spese, che in ragione dell'importo di intervento rientra  tra
  le  competenze della commissione regionale dei lavori pubblici.  Ed
  attualmente è ancora pendente.
   Per  quanto riguarda la parte di competenza del dipartimento acqua
  e rifiuti, l'AIA è già stata celebrata nella conferenza dei servizi
  che  ha  acquisito  tutti gli assensi ed i nullaosta  di  legge  e,
  quindi, è in corso il procedimento di autorizzazione finale.
   Per  quanto riguarda il quesito n. 2, gli interventi urgenti  sono
  finalizzati  a  scongiurare l'eventuale ed imminente emergenza  dei
  rifiuti  in  conseguenza  della  saturazione  della  6   vasca   di
  Bellolampo, e sono in corso di svolgimento da parte della  RAP  del
  comune di Palermo. Il dipartimento ha assicurato il rilascio rapido
  delle  necessarie  autorizzazioni ed il  commissario  delegato  per
  l'emergenza  dei  rifiuti,  che  si  sta  sostituendo   alla   RAP,
  unicamente    per    l'attuazione,   e   non   sto    precisandolo,
  dell'intervento di realizzazione della 7  vasca, non, quindi, della
  6 , non della 5^, non degli altri interventi.
   Per  quanto riguarda il quesito n. 3, la copertura finanziaria per
  l'esecuzione di questi lavori, quindi della 7  vasca,  è  garantito
  attraverso  le  risorse di cui al FSC 2014/2020, ex  delibera  CIPE
  26/2016,  come  stabilito dall'articolo 3,  comma  1,  lettera  b),
  dell'ordinanza   n.  513  del  2018,  che  regola  l'attività   del
  Commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti in Sicilia.
   Cosa sto dicendo, quindi?
   Sto   dicendo  che,  in  questo  momento,  è  sotto  la  cura  del
  Commissario   per  l'emergenza  per  i  rifiuti,   il   quale   sta
  predisponendo sia il progetto esecutivo, non il definitivo, sia sta
  procedendo, con le accelerazione procedurali del caso, considerando
  la crisi nello smaltimento dei rifiuti in atto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  termini  di
  attività conoscitiva, ovviamente, mi dichiaro soddisfatto,  ma  non
  sono  per  niente  soddisfatto, anzi, sono molto preoccupato  della
  situazione rifiuti nel suo complesso.
   L'Assessore  Pierobon  lo  sa  perché  più  volte  abbiamo   avuto
  occasione  di  parlarne  in Commissione  di  merito:  c'è  un  tema
  complessivo, nello specifico oggi parliamo della settima  vasca  di
  Bellolampo,  ma  che  riguarda un po'  tutta  la  situazione  degli
  impianti nella Regione siciliana.
   Partirei   proprio  dall'ultimo  quesito,  quello  relativo   alla
  copertura;  il  fatto comunque che il Governo abbia  confermato  la
  copertura  a  valere sui fondi FSC e quindi per una parte,  se  non
  ricordo  male, sono anche quello che utilizzavamo per il Patto  per
  il Sud, credo che sia un dato confortante.
   C'è  il  tema  però:  ho  capito  che  siccome  ancora  tutte   le
  autorizzazione non sono state rilasciate e quindi la  realizzazione
  dell'inizio dei lavori dell'intervento non è immediato,  spero  che
  facendo  riferimento anche ad altri interventi ispettivi, che  come
  Partito  Democratico abbiamo proposto, si riesca a  definire  e  ad
  accelerare  altri luoghi dove abbancare e quindi  mi  riferisco  al
  CCR,  alle  compostiere di comunità, al TMB,  al  compostaggio,  al
  percolato, agli impianti per la selezione del secco.
   Credo  che  proprio  perché la settima vasca di Bellolampo  ancora
  ritarda,  l'inizio  dei  lavori ritardano, dovremmo  accelerare  su
  altre cose.
   A  proposito di CCR, con l'interpellanza n. 57, l'Assessore lo sa,
  abbiamo  più  volte invitato il Governo e quindi il dipartimento  a
  dare   copertura  ai  34  CCR,  che  sono  già  depositati   presso
  l'Assessorato, i progetti sono esecutivi, eviteremmo di fare  nuovi
  bandi, faremmo calare il costo della tariffa, aumenteremmo la quota
  di differenziata magari provando a sgravare alcune discariche.
   Quindi,   ovviamente,  monitoreremo  l'iter  della  discarica   di
  Bellolampo nei prossimi mesi, è un tema che ci angoscia molto,  ma,
  come  dire,  il livello di allerta cala se, Assessore, riusciamo  a
  definire  dei  luoghi  di  abbancamento alternativi  e  quindi  una
  politica  complessiva. In sostanza, quello che più volte  ci  siamo
  detti in Commissione.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Lantieri.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CAMPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi  e
  cittadini  che  ci  seguono, mi fa piacere che l'Assessore  Cordaro
  abbia  dato  questa  risposta su ACIF, la  piattaforma  di  rifiuti
  speciali che si stava costruendo a Scicli.
   Ricordo che Scicli è patrimonio Unesco e che la Sicilia ha fondato
  sulla bellezza e sul turismo la propria bandiera e di questo ne  ha
  fatto il proprio strumento di sviluppo e di crescita, sia culturale
  attuale e di prospettiva.
   Abbiamo     turismo     religioso,    naturalistico     culturale,
  spettacolistico  di  grandi  eventi,  tutto  questo  -  i  dati  lo
  confermano  -  è  in  costante crescita ed il  nostro  turismo   ci
  dovrebbe  mettere ottimismo e buone proposizioni  e  prospettive  e
  invece ci mette ansia.
   Ansia  di  sapere che a poche centinaia di metri da  tutta  questa
  bellezza   del  nostro  monumentale  barocco  che  genera  stupore,
  attrazione  dei  turisti, abbiamo il peggiore  esempio  di  laisser
  faire politico istituzionale, di menefreghismo e strafottenza.
   Ebbene, a Scicli abbiamo ACIF, ma abbiamo anche la discarica di S.
  Biagio che lo scorso 15 maggio è stata sequestrata perché 7.500  mq
  di  discarica  non  avevano le necessarie autorizzazioni  e  ancora
  abbiamo le cosiddette dune di plastica nel territorio tra Scoglitti
  e  Acate,  abbiamo  10  km  di spiaggia che  le  dune,  la  sabbia,
  occultano,  semplicemente  quintali di plastica  proveniente  dalle
  serre  e  la spiaggia viene utilizzata abusivamente come  discarica
  dove   viene   scaricato   tutto  il   materiale   utilizzato   per
  l'agricoltura, con un'ingente quantità di fitofarmaci dove la gente
  fa  tranquillamente  il  bagno perché è  considerata  una  località
  balneare.
   E,  ancora, pochi giorni fa è stata sequestrata un'altra discarica
  abusiva  a  Santa Croce, nella panoramica strada che ci  porta  tra
  punta  Braccetto  e punta Secca nelle spiagge di Montalbano,  erano
  anche  lì  allocate tonnellate di rifiuti abusivi. E ancora  non  è
  finita,  abbiamo  la discarica di Pozzo bollente  a  Vittoria.  Era
  arrivata  a 13 metri fuori terra, è stata bloccata nel 2010  e,  ad
  oggi,  non  è stata bonificata. Non si è mai pensato al trattamento
  post mortem di tutta questa montagna di rifiuti.
   Ma  la  ciliegina sulla torta, anzi il sacchetto di plastica sulla
  vera e propria montagna che sta diventando un monumento funebre tra
  i  più  importanti  in Sicilia, cerca addirittura  di  superare  le
  Piramidi egiziane, è la Cava dei modicani. Noi la chiamiamo Cava ma
  in  realtà  è  un'altra montagna e qua ricordo  che  il  Presidente
  Musumeci, il 28 febbraio scorso, aveva firmato l'ennesima  proroga.
  Proroghe sopra proroghe, aspettando come se il tempo fosse  foriero
  di  buone  novelle e di risoluzione dei problemi. Questa proroga  è
  scaduta  il  31  maggio  e in sfregio al parere  dell'ARPA  che  ha
  dichiarato la discarica ormai satura ed inoltre non vi era  neanche
  il  trattamento  TMB con un'ordinanza per installare  entro  il  31
  marzo  questo  trattamento,  si è scavalcato  il  parere  dell'ARPA
  grazie a delle rassicurazioni fondate non so su cose delle SSR e il
  Presidente  Musumeci  firma l'ennesima  proroga  per  continuare  a
  conferire  in  questa  discarica e il  31  novembre  scadrà  questa
  proroga.  Ora mi chiedo cosa succederà il primo dicembre?  Vogliamo
  continuare ancora ad avere questa montagna di sacchetti di plastica
  volanti  sulla  nostra  testa o vogliamo finalmente  affrontare  il
  problema in maniera seria e strutturata?
   Il  presidente Musumeci ha poteri straordinari. Si rischia di  far
  diventare  Cava dei modicani un'altra discarica, bomba ecologica  e
  cielo aperto, come Pozzo bollente a Vittoria che è già così da otto
  anni  e  spero  che  accanto a queste montagne di  rifiuti  non  si
  costruisca  un  castello  di alibi per  non  assumersi  le  proprie
  responsabilità. Nel piano stralcio su 75 milioni  di  euro  per  il
  trattamento  delle  discariche non un solo  centesimo  è  andato  a
  Ragusa  che versa in queste condizioni. Ora capisco che sono  fondi
  comunitari  e che non ci siamo rientrati, ma comunque  trovare  una
  strada alternativa per affrontare il problema.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Io avevo chiesto di parlare per le comunicazioni, però
  mi  riallaccio anche all'intervento che ha fatto la collega  Campo,
  ha  fatto  una  panoramica di criticità che ci sono  in  provincia,
  tutte reali e condivise.
   Mi permetto di dire, però, che a Ragusa se siamo arrivati a questo
  punto non è a caso. La discarica è diventata quello che è diventata
  perché purtroppo il progetto di ampliamento della quarta vasca  che
  il  precedente  sindaco, Nello Dipasquale,  aveva  predisposto  poi
  purtroppo  il Consiglio comunale del 2013 tolse dal Piano triennale
  delle  opere  pubbliche. Io cerco di evitare sempre di  intervenire
  sulle  cose  che  riguardavano  le gestioni  delle  amministrazioni
  comunali,  quella  di  Ragusa in particolar modo  dove  sono  stato
  sindaco,  però condivido la sua analisi, corretta, ma purtroppo  la
  gestione che c'è stata del Comune di Ragusa ha portato a questo.

   CAMPO. Non era la sua

   DIPASQUALE. La prego non mi dia lezioni. Io sono garbato  con  lei
  ma  non  mi  dia  lezioni sull'amministrazione. Cioè  voi  dovevate
  ampliare, fare la quarta vasca, e non l'avete fatta, era nel  piano
  triennale  delle opere pubbliche, nel piano triennale  delle  opere
  pubbliche era previsto l'ampliamento della quarta vasca,  la  prima
  cosa  che è stata fatta, in Consiglio comunale, è stata tolta dalla
  maggioranza  del Movimento Cinque Stelle. Questo è  successo,  atti
  sono,  sono  atti e atti pubblici. Purtroppo poi non  avendo  fatto
  l'ampliamento  della  quarta  vasca e chiaramente  la  discarica  è
  andata,  si  è  riempita e il sindaco, non Musumeci o Crocetta,  il
  sindaco ha chiesto di poter continuare ad abbancare, giusto? Non lo
  so ma l'ha chiesto il sindaco, cioè ci sono arrivati

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, si rivolga alla Presidenza.

   DIPASQUALE. L'ho capito, l'ho capito, l'ha chiesto il sindaco, che
  ha  chiesto, ci sono state le proposte, lo so perché le ho  seguite
  io,  perché allora il sindaco l'ha detto più volte  attenzione',  è
  stata  una  scelta politica. Poi io vi dico anche che è  stata  una
  scelta  politica  che  allora  il sindaco  la  subì  quella  là  di
  togliere, perché io poi sono sempre chiaro e corretto, che la  subì
  quella di togliere la quarta vasca.
   Però, purtroppo, poi si è bloccato un processo che ci ha portato a
  questo  punto. Comunque l'analisi che lei ha fatto, complessiva,  è
  un'analisi corretta e la condivido tutta e bene ha fatto  a  dirlo,
  ha   il   mio  pieno  sostegno.  Mi  permetta  la  puntualizzazione
   Siracusa  perché mi tocca personalmente, perché allora mi ha fatto
  male averla vista togliere.
   Presidente  io intervenivo in merito alla questione del  Consorzio
  di  bonifica  di Ragusa. Capisco che l'assessore al ramo  non  c'è,
  nonostante il milione di euro che è stato messo, e l'avevamo  detto
  era una elemosina messa nel collegato, cioè la situazione è davvero
  catastrofica perché non riescono a pagare quasi nessuna  mensilità.
  Io  la prego, io voglio lasciare traccia in questo dibattito d'Aula
  perché  almeno rimane appunto l'impegno mio ma sono convinto  anche
  dei  colleghi, mi permetto anzi di dirlo anche a nome dei  colleghi
  ragusani,  perché  questa  battaglia  l'abbiamo  sostenuta   tutti,
  purtroppo  non  siamo  riusciti,  il  Governo  non  è  riuscito  ad
  attenzionare questa problematica ragusana. Mi auguro Presidente che
  questa  traccia lei la trasmetta, l'assessore se la può trasmettere
  al suo collega dell'agricoltura, Consorzio di bonifica di Ragusa se
  davvero stanno, sono arrivati al dunque, cioè ormai da troppi mesi,
  dieci mesi, sono rimasti senza stipendi.


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto di parlare, la seduta è rinviata a martedì 10 luglio  2018,
  alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno:

    I  - COMUNICAZIONI
  II  -  SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ART. 159, COMMA 3, DI
  INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:  Attività
  Produttive  (V. allegato)
  III  - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI MOZIONI (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 17.49

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio