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Resoconto d'Aula della Seduta n. 55 di martedì 10 luglio 2018
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 15.27

   GALVAGNO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Schillaci e Arancio.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   GALVAGNO, segretario:

   -  Interventi per il settore ittico, Nuove disposizioni in materia
  di pesca nel mediterraneo (n. 292).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Catanzaro,
  Arancio e Cafeo il 5 luglio 2018.

   -  Disciplina  in materia di contrasto al lavoro non regolare  (n.
  293).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Tancredi,
  Campo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri,  Pasqua,  Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Trizzino, Zafarana e Zito il 5 luglio 2018.

   - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del 2016, in
  merito   alle  norme  di  modifica  in  materia  di  parcheggi   di
  interscambio (n. 294).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri il 5
  luglio 2018.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.

   GALVAGNO, segretario:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Azioni  a  difesa  della  salute, delle  acque  superficiali  e
  sotterranee, del suolo e dell'agricoltura siciliana. (n. 286).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 luglio 2018.
   Parere IV.

   - Iniziative in ordine agli sprechi alimentari. (n. 288).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 luglio 2018.
   Parere VI.

   -  Misure  per la crescita competitiva e sostenibile  del  sistema
  produttivo regionale e per il contrasto alla stagnazione  economica
  e alla disoccupazione. (n. 289).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 luglio 2018.
   Parere UE.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA'(IV)

   -  Disposizioni  per  la  mitigazione del rischio  esondazione  ed
  alluvione ed azioni di rifunzionalizzazione e naturalizzazione  dei
  corsi d'acqua. (n. 287).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 luglio 2018.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Iniziative a sostegno dello sviluppo del turismo religioso. (n.
  284).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 luglio 2018.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Norme  per  il  sostegno alle attività degli  oratori  di  ogni
  confessione religiosa. (n. 285).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 luglio 2018.
   Parere V.

           Comunicazione di richieste di parere pervenute ed
                               assegnate
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  richieste   di  parere  pervenute  ed  assegnate  alle   competenti
  Commissioni.

   GALVAGNO, segretario:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione siciliana
  (ARAN). Costituzione comitato direttivo (n.  7/I).
      Pervenuto in data 5 luglio 2018.
      Inviato in data 6 luglio 2018.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -    Legge   regionale  5  dicembre  2016,  n.  24  articolo   11.
  Disposizioni  per  favorire l'incremento delle presenze  turistiche
  negli  ambiti  territoriali afferenti agli  aeroporti  di  Trapani,
  Birgi  e  di  Comiso. Convenzioni per lo svolgimento coordinati  di
  attività   finalizzate  a  favorire  l'incremento  delle   presenze
  turistiche  negli  ambiti territoriali afferenti  all'Aeroporto  di
  Trapani, Birgi e all'Aeroporto di Comiso (n.  8/V).
      Pervenuto in data 5 luglio 2018.
      Inviato in data 9 luglio 2018.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che la Commissione  legislativa   Bilancio'
  (II)  nella  seduta  n.  53  del  3 luglio  2018  ha  approvato  la
  risoluzione   Corretta  attuazione degli  obblighi  contrattuali  e
  tutela  occupazionale nel settore dei beni culturali (personale  ex
   Federico  Musei )'  (n.  2/II) e la  risoluzione   Misure  per  la
  redazione  dei documenti contabili consolidati della Regione.'  (n.
  3/II).

    Comunicazione integrativa relativa all'elezione dell'onorevole
    Maria Anna Caronia a Presidente del Gruppo parlamentare  Misto

   PRESIDENTE. Ad integrazione di quanto già comunicato nella  seduta
  d'Assemblea n. 54 del 4 luglio 2018, preciso che l'onorevole  Maria
  Anna  Caronia,  con  nota  datata 3  luglio  2018,  pervenuta  alla
  Segreteria  generale il 4 luglio successivo e  protocollata  al  n.
  4995/AulaPG  del 5 luglio 2018, ha trasmesso copia del  verbale  di
  riunione  del  3 luglio 2018 del Gruppo parlamentare   Misto ,  nel
  corso della quale lo stesso deputato è stato eletto Presidente  del
  Gruppo  medesimo  in sostituzione dell'onorevole  Cateno  De  Luca,
  dimissionario.
   Pertanto,  ai fini parlamentari, l'elezione alla superiore  carica
  interna decorre dal 4 luglio 2018.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Invito  lo  stesso Gruppo parlamentare a procedere, ai  sensi  del
  comma   3   dell'articolo   25  quater  del   Regolamento   interno
  dell'Assemblea, alla nomina di un Vicepresidente.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole De Domenico.

   L'Assemblea ne prende atto.


  Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, di interrogazioni
         ed interpellanze della Rubrica «Attività produttive»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, di interrogazioni
  ed interpellanze della Rubrica «Attività produttive».
   Onorevoli colleghi, siamo in attesa dell'Assessore Turano  che  ha
  fatto sapere che arriverà a breve. Pertanto, sospendo la seduta per
  cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.38, è ripresa alle ore 15.45)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si procede con l'interrogazione n. 2 «Chiarimenti  in
  merito  alle procedure per l'erogazione delle agevolazioni previste
  dall'azione  1.1.2 in attuazione del P.O.FESR Sicilia 2014/2020  in
  favore  delle  PMI», a firma dell'onorevole Ciancio e  degli  altri
  deputati del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive e all'Assessore per l'economia,

   premesso che:

   con  D.D.G.  n.  1350/5,  del Dirigente Generale  dell'Assessorato
  Attività   Produttive,   è   stato  approvato   l'avviso   pubblico
  concernente  le  modalità  e  le procedure  per  la  concessione  e
  l'erogazione delle agevolazioni previste dall'azione 1.1.2 Sostegno
  per   l'acquisto   di   servizi   per  l'innovazione   tecnologica,
  strategica,   organizzativa  e  commerciale   delle   imprese,   in
  attuazione del PO FESR Sicilia 2014/2020 in favore delle PMI;

   al   fine   di  assicurare  la  necessaria  copertura  finanziaria
  all'avviso approvato con menzionato DDG, è stato previsto l'impegno
  della  somma  complessiva di 28.031.133,40 sul  capitolo  di  spesa
  742872 Interventi nell'ambito dell'azione 1.1.2 del PO FESR Sicilia
  2014-2020  ,  Cod.  U.2.03.03.03.999  del  bilancio  della  Regione
  siciliana  secondo il seguente schema: - quanto a  .  10.000.000,00
  per  l'esercizio  finanziario 2017; - quanto a . 10.000.000,00  per
  l'esercizio  finanziario  2018;  -  quanto  a  .  8.031.133,40  per
  l'esercizio   finanziario  2019;  l'Avviso  intende  agevolare   la
  realizzazione di progetti di investimento finalizzati  al  sostegno
  delle  imprese e che permettano l'avvio e il consolidamento  di  un
  percorso di innovazione;

   considerato che:

   le  richieste di finanziamento, relative all'Avviso in  argomento,
  dovevano  essere inviate a partire dalle ore 12,00  del  trentesimo
  giorno  e  sino  alle  ore  12,00  del  quarantesimo  giorno  dalla
  pubblicazione dello stesso avviso sulla GURS;

   come  riportato  nell'avviso  del 18  luglio  2017,  AVVISO  1.1.2
  MODALITA' DI PRENOTAZIONE E PRESENTAZIONE ISTANZE , la prenotazione
  per  la  presentazione delle istanze poteva essere  effettuata  nel
  portale                      delle                     agevolazioni
  http://portaleagevolazioni.regione.sicilia.it  a partire dalle  ore
  12,00 del 23 luglio 2017 (domenica, sic ) e sino alle ore 12,00 del
  2  agosto 2017. La prenotazione dava luogo al rilascio di un ticket
  che consentiva di presentare l'istanza e la documentazione prevista
  a  partire dalle 24 ore successive al rilascio del ticket stesso ed
  entro  le  successive 24 ore. Ciò, fermo restando che lo  sportello
  per  la  prenotazione  e trasmissione della documentazione  avrebbe
  chiuso   comunque  alle  ore  12,00  del  giorno  02.08.2017;   per
  effettuare   la   prenotazione  occorreva  essere   preliminarmente
  registrati ed accreditati;

   considerato altresì che:

   dopo   circa   30   secondi  dall'inizio  della   possibilità   di
  prenotazione, e cioè alle ore 12.00.30 di domenica 23 luglio  2017,
  erano state già caricate sul sistema oltre 300 prenotazioni con una
  velocità   non  compatibile  con  le  normali  possibilità   umane,
  esaurendo ampiamente le disponibilità finanziarie;

   non si comprende come mai l'orario di apertura dello sportello per
  l'avvio  della fase di prenotazione, previsto per le ore 12.00  del
  23 luglio, nel sito era inspiegabilmente indicato per le ore 10.00;

   tenuto conto che l'azione 1.1.2, cosi come la 3.5.1-01 e la 3.5.1-
  02  avevano  suscitato legittime aspettative in moltissime  imprese
  siciliane,  e  in  moltissimi giovani, e che tali aspettative  sono
  risultate  già  svanite,  per l'avviso 1.1.2,  e  si  apprestano  a
  svanire  anche per le altre Azioni, in quanto pochissimi secondi  a
  disposizione, per prenotarsi, lasciano il legittimo sospetto che il
  cosiddetto  click day non sia un sistema che privilegia  lo  sforzo
  delle imprese serie ma una lotteria;

   per sapere se non intendano attivarsi in tempi brevi per:

   la  sospensione, in autotutela, degli Avvisi relativi alle  Azioni
  1.1.2, 3.5.1-01 e 3.5.1-02 del PO FESR 2014-2020;
   la  revisione  dei  criteri  di  selezione,  sostituendo  l'ordine
  cronologico  di  presentazione con la  valutazione  delle  proposte
  progettuali attraverso il sistema delle griglie di valutazione  dei
  progetti,  peraltro già previste negli avvisi relativi alle  azioni
  in  oggetto e relegate a semplice strumento di ammissione  superata
  una certa soglia minima raggiungibile da qualunque progetto;
   relegare  l'ordine cronologico di presentazione  semplicemente  ad
  elemento prioritario in caso di parità di punteggio; consentire  la
  riapertura dei termini di presentazione con i nuovi criteri» (2).

                                 CIANCIO - CAMPO - DI CARO - DI PAOLA
                               PASQUA - DE LUCA - SCHILLACI - SUNSERI
                               PAGANA - MARANO - CANCELLERI - PALMERI
                                    ZITO - CAPPELLO - FOTI - TRIZZINO
                       MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - ZAFARANA - TANCREDI

   Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire la risposta.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  ma è stata già illustrata?

   PRESIDENTE.  Non  c'è  niente da illustrare. Lei  deve  rispondere
  all'interrogazione,  poi  il  parlamentare  interverrà   per   dire
  soltanto se è soddisfatto o meno della sua risposta.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  in  buona  sostanza  l'interrogante chiede di sospendere  il  bando
  1.1.2  e  a  seguire il 3.5.01 e il 3.5.02 che sono  in  verità  le
  misure comunitarie su cui l'Assessorato nel corso di questi mesi si
  è  speso  di più in termini di istruttoria delle pratiche.  Sono  i
  progetti  più  importanti che riguardano l'innovazione tecnologica,
  la misura 1.1.2 e la ricerca scientifica. Le istanze pervenute sono
  state  447,  dopo  la valutazione soltanto 337 di primo  acchito  e
  successivamente 2 sono state recuperate con il soccorso istruttorio
  e  sono  state  ammesse a finanziamento per un importo  pari  a  24
  milioni  125 mila euro circa. La misura era capiente per 28 milioni
  di  euro,  per cui già ci siamo adoperati con delibera di Giunta  a
  liberare le risorse appunto che non potevano essere impegnate.
   Ora  appare,  come  dire, sterile la proposta  di  sterilizzare  -
  scusate  il  bisticcio  di  parole - la misura  perché  le  imprese
  saranno  tutte finanziate ed i decreti sono stati già inviati  alla
  Corte  dei  Conti per la registrazione. Riteniamo, Presidente,  che
  questa  sia una misura comunitaria molto importante perché riguarda
  il  processo di innovazione tecnologica che è rivolta  a  tutte  le
  medie  imprese  siciliane. Quindi, chi ha un'impresa  di  qualunque
  tipo  con  queste risorse, sono progetti fino a 100 mila euro,  può
  ammodernare il ciclo produttivo.
   Sulle  altre misure ho ben poco da dire se non il fatto che  -  lo
  posso  comunicare  ufficialmente  -   è  intendimento  del  Governo
  sostenere  tutte le iniziative che rientrano tra quelle ammissibili
  in  relazione chiaramente alla capienza finanziaria. Ragione per la
  quale  i  decreti  da  qui a molto presto,  diciamo  così,  saranno
  anch'essi  inviati alla Corte dei Conti. Sono alcune  delle  misure
  segnatamente  sull'obiettivo  tematico  1  che,  ripeto,   riguarda
  l'innovazione    scientifica   e   la   ricerca   tecnologica,    e
  sull'obiettivo  tematico 3 che riguarda l'aiuto  alle  imprese  che
  permetteranno di fare un target di spesa significativo.

   PRESIDENTE. Poiché il primo firmatario, onorevole Ciancio,  non  è
  presente  in  Aula,  ha  facoltà di parlare l'onorevole  Campo  per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO. Non sono soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 72 «Dichiarazione  di
  interesse industriale di un'area sita nei comuni di Torretta (PA) e
  Palermo per lo sfruttamento del giacimento calcareo», a firma degli
  onorevoli Di Mauro e Galvagno. Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  l'economia,
  all'Assessore  per  le  attività  produttive  e  all'Assessore  per
  l'energia e i servizi di pubblica utilità,

   premesso che:

   Italcementi  S.p.A.  è il principale produttore  di  materiali  da
  costruzioni in Italia con una struttura produttiva distribuita  sul
  tutto  il territorio nazionale che, all'esito dell'acquisizione  di
  Cementir  Italia  conclusasi  lo  scorso  2  gennaio  2018  con  un
  investimento di 315 M, è oggi costituita da: 11 cementerie a  ciclo
  completo;

   1 cementeria a ciclo completo per prodotti speciali;

   10 centri di macinazione;

   Italcementi  fa  oggi  parte  del  gruppo  HeidelberCement,  primo
  produttore  al mondo di aggregati, secondo produttore al  mondo  di
  cemento e terzo produttore al mondo di calcestruzzo;

   il  Gruppo  è presente in 60 paesi in cinque continenti con  circa
  60.000 lavoratori e con oltre 3.000 siti produttivi;

   lo  stabilimento  di  Isola delle Femmine  rappresenta  una  delle
  ammiraglie  della struttura produttiva italiana di ltalcementi.  Si
  tratta di uno impianto con una capacità produttiva di oltre 800.000
  tonnellate di cemento all'anno, con un importante ruolo nell'intera
  economia  siciliana. La cementeria ha la certificazione  ambientale
  (ISO  14001)  e  di  qualità  (ISO  9001)  con  ottime  prestazioni
  ambientali.  Nel  corso del 2017 sono stati  completati  e  avviati
  moderni   impianti   per  il  contenimento  delle   emissioni,   in
  particolare ossidi di azoto e ossidi di zolfo. Si tratta di moderni
  sistemi che impiegano le migliori tecniche disponibili sul mercato.
  Per   la  realizzazione  di  questi  impianti  è  stato  fatto   un
  investimento  di  oltre  3  milioni di  euro.  Normalmente  vengono
  investiti  1-1,5 milioni di euro all'anno per ammodernamento  degli
  impianti ed allineamento alle migliori tecniche disponibili;

   considerato che:

   lo  stabilimento  di  Isola delle Femmine  conta  attualmente  104
  dipendenti   diretti   e   un   indotto   (trasportatori,   imprese
  specialistiche, imprese di servizi, ecc.) che impiega  circa  altre
  250  persone,  per un totale di manodopera occupata  di  circa  350
  persone;

   altrettanto importanti sono le ricadute sulle attività commerciali
  e ricettive della zona;

   l'impianto  di Isola delle Femmine fornisce anche il  semilavorato
  (clinker)  al centro di macinazione di Porto Empedocle, che  a  sua
  volta occupa 32 dipendenti diretti ed un indotto di circa 70 unità;

   tra  dipendenti  diretti  ed  indotto  sono  dunque  circa  450  i
  lavoratori  (e le famiglie) legati all'attività dello  stabilimento
  di Isola delle Femmine;

   per  la  produzione di clinker e quindi di cemento  si  utilizzano
  come  materie  prime principalmente argilla (25%) e calcare  (75%).
  Entrambe vengono fornite attraverso due cave sociali:

   Cava Manostalla - Comune di Carini: argilla;

   Cava P.Aia - Comune di Palermo e Torretta: calcare;

   ritenuto che:

   la Italcementi S.p.A. è esercente della cava di calcare denominata
  Pian  dell'Aia sita nei Comuni di Palermo e Torretta (PA), posta  a
  servizio  del  proprio  stabilimento per la produzione  di  leganti
  idraulici  di  Isola  delle  Femmine.  La  cava  e  il  sottostante
  giacimento  calcareo insistono totalmente su terreni  di  proprietà
  della Regione Sicilia per un'area di circa 100 ettari;

   il Presidente della Regione Sicilia con Decreto n. 206/81 modificò
  la  destinazione dell'area da fini boschivi a interesse industriale
  per la durata di venti anni, concedendo alla ltalcementi S.p.A.  la
  possibilità  di coltivare il giacimento calcareo ivi  presente.  Il
  decreto  concessorio è stato successivamente rinnovato con D.P.R.S.
  n. 1340 gr. IV/118 del 24.03.1998 fino al 23.03.2018;

   con   l'approssimarsi  della  scadenza  della  concessione  e   in
  considerazione   delle  riserve  ancora  presenti  nel   giacimento
  calcareo (pari a circa 14 milioni di metri cubi), le quali  possono
  assicurare una attività estrattiva pluridecennale e in questo  modo
  garantire il corretto funzionamento della cementeria di Isola delle
  Femmine, è stata presentata in data 14.12.2016 alla Regione Sicilia
  -  Dipartimento  Regionale  dello Sviluppo  Rurale  e  Territoriale
  apposita istanza di ulteriore rinnovo del suddetto D.P.R.S;

   con  nota  del  13.02.2017  detto Dipartimento  ha  trasmesso  per
  competenza la pratica al Dipartimento Regionale delle Finanze e del
  Credito  - Servizio 7 Demanio, il quale, a sua volta, con nota  del
  27.02.2017  firmata  dal  Dirigente del Servizio  ha  trasmesso  la
  pratica al Dipartimento Energia - Servizio 7 Distretto Minerario di
  Palermo;

   con successiva nota del 12.04.2017 il Dipartimento Regionale dello
  Sviluppo  Rurale e Territoriale - Servizio 13 per il Territorio  di
  Palermo  ha  comunicato  al Dipartimento  Regionale  delle  Finanze
  (Demanio)  e al Dipartimento Regionale Energia (Distretto Minerario
  di  Palermo)  che, per quanto di loro competenza, non  si  rilevano
  motivi  ostativi  al rinnovo del D.P.R.S. n. 1340  gr.  IV/118  del
  24.03.1998;

   il Dipartimento Regionale delle Finanze e del Credito - Servizio 7
  Demanio  con  nota  del  03.05.2017, ha  invitato  il  Dipartimento
  Regionale Energia (Distretto Minerario di Palermo) a procedere  con
  l'attivazione di quanto richiesto da Italcementi S.p.A.;

   il  Dipartimento Regionale Attività Produttive al fine di  cercare
  una  soluzione ha indetto una riunione per il 05.09.2017 alla quale
  sono stati convocati, oltre a ltalcementi, i Direttori Generali dei
  Dipartimenti  coinvolti  a  vario  titolo  nella  suddetta  pratica
  (Energia,   Ambiente,  Finanza  e  Credito,   Sviluppo   Rurale   e
  Urbanistica)  senza tuttavia giungere ad una conclusione  condivisa
  della   questione  cosicché  Italcementi  in  data  06.09.2017   ha
  trasmesso   una   nota   nella  quale  si   ribadisce   il   valore
  imprenditoriale e sociale della cava;

   stante  il  perdurare  del silenzio serbato dalle  Amministrazioni
  intimate  sull'istanza di rinnovo del D.P.R.S.  24  marzo  1998  n.
  1340, in data 11.12.2017 la Italcementi S.p.A. si è vista costretta
  a  notificare  ricorso al TAR Sicilia per accertare l'illegittimità
  del  suddetto  silenzio  e imporre alle Amministrazioni  stesse  il
  riscontro all'anzidetta istanza entro e non oltre 30 giorni;

   si  evidenzia,  altresì, che nei termini previsti dalla  normativa
  vigente  (6  mesi  prima della scadenza) con nota  20.09.2017  sono
  state  inviate al Distretto Minerario di Palermo e al  Dipartimento
  Ambiente  -  Ufficio VIA apposite istanze di parziale  riforma  dei
  provvedimenti   di   autorizzazione   all'esercizio   dell'attività
  estrattiva  e  di  compatibilità ambientale.  Questi  provvedimenti
  potranno  essere  rilasciati  solo  a  seguito  del  rinnovo  della
  Concessione Demaniale di cui sopra;

   il  poter  disporre  dei  terreni oltre  la  data  del  23.03.2018
  consentirebbe   di   prolungare   l'arco   temporale   dell'attuale
  autorizzazione    all'esercizio    dell'attività    estrattiva    e
  permetterebbe,   di  conseguenza,  il  completo  sfruttamento   del
  giacimento   calcareo  ancora  esistente,  nonché   la   continuità
  produttiva  del Cementificio di Isola delle Femmine con  importanti
  ricadute dal punto di vista occupazionale;

   al  contrario, il mancato rinnovo della concessione  e  quindi  la
  impossibilità   di  rifornire  lo  stabilimento  con   il   calcare
  comporterà  inevitabilmente la fermata dell'impianto  produttivo  a
  partire  23  marzo 2018 con i relativi impatti dal punto  di  vista
  occupazionale ed economico;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano prendere nel più breve tempo possibile
  affinché   si  proceda  al  rinnovo  della  Concessione   Demaniale
  scongiurando  altresì  il  fermo  dell'attività  estrattiva  e   di
  conseguenza  una  nuova  stagione  di  crisi  occupazionale  per  i
  lavoratori e per tutto il comparto;

   quali  iniziative  intendano prendere con la massima  urgenza  per
  fare  chiarezza sull'attuale situazione e per sollecitare soluzioni
  immediate e definitive a questa ennesima emergenza». (72)

                                                  DI MAURO - GALVAGNO

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per  fornire
  la risposta.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  su
  questa  interrogazione  devo dire che posso essere  poco  esaustivo
  perché non rientra fra le competenze dell'Assessorato alle attività
  produttive  in  quanto riguarda tematiche assegnate all'Assessorato
  all'energia,  trattandosi di un'attività relativa all'esercizio  di
  attività estrattiva.
   Su  questo punto l'Assessorato non può che evidenziare la  propria
  incompetenza.

   PRESIDENTE.  Il tema è maggiormente ambientale, la faremo  passare
  all'attenzione dell'Assessore per il territorio e ambiente.
    Si  passa  all'interpellanza  n. 23  «Ripristino  dei  livelli  di
  occupazione con riferimento agli ex dipendenti della Myrmex s.r.l. e
  rilancio della ricerca in Sicilia», a firma degli onorevoli  Foti  e
  degli altri deputati del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:

    «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive   e  all'Assessore  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale,

    premesso che:

    il  Centro  di  Ricerca Tossicologica (European  Drug  Safety  and
  Methabolism)  di Catania, di proprietà della Wyeth Lederle  fino  al
  2011,  a  seguito della fusione delle due società, veniva trasferito
  al Gruppo Pfizer;

    i   vertici   di  quest'ultima,  nel  febbraio  2011,   decidevano
  d'interrompere tutte le attività connesse al Centro  di  Ricerca  di
  Catania  e  comunicavano la volontà di dismetterlo,  annunciando  la
  mobilità per i 76 ricercatori;

    con  il  contratto  di  cessione, siglato il  19  settembre  2011,
  l'azienda  Pfizer  trasferiva la proprietà  del  Centro  di  Ricerca
  all'azienda  italiana  Myrmex s.r.l. di  Gian  Luca  Calvi,  società
  dedita  alla commercializzazione di protesi ortopediche con  sede  a
  Milano;

    a  quanto  risulta  agli  scriventi, la  Myrmex  s.r.l.,  pur  non
  essendosi  fino  a  quel  momento  occupata  di  ricerca  in   campo
  tossicologico e farmacologico, veniva preferita a concorrenti  quali
  la  Nerviano  Medical  Center, collegata  a  Farmitalia  o  la  IRBM
  Science, aziende di lunga esperienza nel settore della ricerca;

    il  trasferimento  alla  società Myrmex comprendeva  gli  immobili
  registrati,  il personale (76 dipendenti), i contratti afferenti  al
  ramo  aziendale,  la situazione patrimoniale e il trasferimento  dei
  progetti  e i programmi di ricerca, in collaborazione con il  Cnr  e
  l'Istituto   superiore   di   Sanità,   finanziati   dal   ministero
  dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur);

    secondo  il rogito notarile, l'intero laboratorio veniva  valutato
  ben 37,7 milioni di euro, oltre a 10 milioni di euro in crediti;

    la  Myrmex, nel contratto con Pfizer, si impegnava a mantenere gli
  stessi livelli occupazionali esistenti al momento della cessione per
  due  anni.  L' acquisto del ramo d'azienda avveniva, infatti,  sulla
  base di un patto di stabilità, già avviato nella stipula preliminare
  del contratto, poi perfezionato nella fase definitiva e sottoscritto
  da tutte le parti;

    il  tutto  veniva ceduto dalla Pfizer alla Myrmex  s.r.l.  per  il
  prezzo di un euro;

    nel  contempo, al fine di qualificare e attuare iniziative  per  i
  progetti  strategici di rilevante interesse in  materia  di  ricerca
  scientifica e tecnologica e sviluppo sperimentale, veniva emanata la
  delibera  della  Giunta  Regionale n. 189  del  5  agosto  2011,  di
  sostegno   a   un   progetto  di  sviluppo   per   la   salvaguardia
  dell'occupazione del centro di ricerca Pfizer Italia  s.p.a,  avente
  sede a Catania;

    con  tale  provvedimento la Regione sottoscriveva  con  Myrmex  un
  accordo  di programma di circa 20 milioni di euro, segnatamente  4,5
  milioni di euro per tre anni, a valere sui fondi Mi.S.E., Miur, FESR
  2007/2013  e  fondi  PAR-FAS 2007/2013 e, in  via  residuale,  sulle
  risorse regionali, finalizzato a incrementare la crescita del centro
  per  i  successivi  anni, a fronte di un progetto di  sviluppo,  che
  avrebbe  dovuto  presentare  la  Myrmex  s.r.l.,  che  prevedeva  la
  realizzazione di una Cell Factory nel sud Italia;

    considerato che:

    con  l'accordo  di  programma la società Myrmex  si  impegnava  a:
  mantenere  l'attuale livello occupazionale per un periodo minimo  di
  tre  anni  (a integrazione dell'obbligo- di soli due anni  contratto
  con  la  Pfizer);  cedere a un euro, in caso di inadempimento,  alla
  Regione  Siciliana  o a un soggetto dalla stessa indicato,  l'intero
  compendio aziendale oggetto di cessione da parte di Pfizer;

    in  data  16  settembre  2013, scadeva la  clausola  di  stabilità
  occupazionale prevista nel contratto tra la Mirmex e la Pfizer;

    il  7 agosto 2013 il MIUR versava alla Myrmex s.r.l. ben 3 milioni
  di   euro   per   progetti  PON,  dei  quali  non   risulta   alcuna
  documentazione;

    a febbraio 2014 la società richiedeva, per i 69 lavoratori rimasti
  del   laboratorio   Myrmex,   la   cassintegrazione   ordinaria    e
  successivamente straordinaria a zero ore, in anticipo  e  in  palese
  contrasto  con  la clausola di salvaguardia occupazionale  contenuta
  nell'Accordo di Programma sopra citato;

    non  risulta,  altresì, agli scriventi che  la  Myrmex  abbia  mai
  avviato  procedure per attrarre nuovi investimenti e inoltre  appare
  chiaro  che  il piano industriale sia stato completamente disatteso,
  risultando la Myrmex, quindi, inadempiente;

    appreso che:

    il  Fatto  Quotidiano, nell'ottobre 2013, nell'inchiesta sul  caso
  Myrmex,  riportava  le  dichiarazioni e le denunce  dei  dipendenti,
  secondo  i  quali,  in ben due anni, pur ricevendo  regolarmente  lo
  stipendio  e  firmando i relativi documenti, in realtà non  venivano
  messi nelle condizioni di potere svolgere alcun tipo di lavoro;

    a seguito della denuncia presentata dai lavoratori, ebbene, alcuni
  ispettori del Miur, recatisi presso la struttura, appuravano che  in
  tale  centro non si svolgesse alcuna attività di ricerca, così  come
  affermato dai denuncianti;

    gli  impiegati,  inoltre, ancora dichiarano che il modus  operandi
  della  Myrmex faceva intravedere più un intento speculativo  che  un
  reale  progetto di rilancio imprenditoriale e, infatti,  la  società
  non  mostrava  interesse  a  portare  avanti  le  diverse  occasioni
  lavorative    che   si   presentavano,   quali,   a   mero    titolo
  esemplificativo:  le  analisi  chimiche  per  i  NAS,  analisi   per
  l'Istituto  Zooprofilattico, sviluppo di nuove molecole per  partner
  stranieri, precludendo in tal modo ogni possibilità di sviluppo  del
  Centro;

    essi  lamentano  che, negli anni, ogni trattativa di  vendita  con
  diversi  compratori interessati sarebbe inspiegabilmente  fallita  e
  citano   il  caso  dell'imprenditore  Roberto  Giusti,  dell'azienda
  Prestafarma,  che  opera  in  Tunisia, ma  con  commesse  a  livello
  internazionale.  Giusti avrebbe presentato all' amministratore  Gian
  Luca  Calvi  una proposta congrua da prezzo di mercato,  consegnando
  una lettera d'interesse per rilevare il laboratorio;

    l'ipotesi   progettuale   dell'imprenditore   Giusti,   la   quale
  consisteva nella ricerca e sviluppo per la produzione di  pillole  e
  creme,   se   realizzata  nel  laboratorio  della  Myrmex,   avrebbe
  certamente potuto occupare i lavoratori licenziati;

    la      proposta     economica   di   acquisizione, dell'ammontare
  di  circa  5 milioni di euro, veniva giudicata dal prof.  Gian  Luca
  Calvi  incongrua, sebbene l'ipotesi fosse stata ben  valutata  dalla
  Regione diciliana;

    il  dott.  Giusti dichiarava pubblicamente che la Myrmex  non  era
  interessata alla vendita;

    l'intento di mera speculazione, ebbene, secondo gli ex dipendenti,
  sarebbe   provato  da  una  delibera  del  CNR:  il   consiglio   di
  amministrazione, con deliberazione n. 87 del 2017 nella  seduta  del
  27  giugno  ha deliberato l'avvio dell'iter destinato a  concludersi
  con  l'acquisto del complesso immobiliare di proprietà della società
  Myrmex,  ubicato  in via Franco Gorgone, nella Zona  industriale  di
  Catania,  a circa 10 km al centro della città, avente una superficie
  coperta lorda di circa 12mila mq, suddivisa in due corpi di fabbrica
  tra loro collegati, già sede del Centro di Tossicologia della Pfizer
  Italia.  Dopo  che  sarà  richiesto e acquisito  dall'Agenzia  delle
  Entrate  il  parere di congruità del prezzo richiesto  dalla  Myrmex
  (circa   11,5  milioni  di  euro),  sottoscritto  il  contratto   ed
  effettuati  i  necessari lavori di adattamento, la  prima  fase  del
  trasloco - che coinvolgerebbe l'attuale sede di via Gaifami n. 18  e
  gli istituti ISN, IPCB e ICB - avverrebbe all'incirca entro un anno;
  la seconda, riguardante l'immobile di via Gaifami n. 9, si dovrebbe,
  invece,  concludere  nel  giro di due anni  (istituti  IBB,  ISTC  e
  IVALSA);

    atteso che:

    in  data  5  settembre 2014 i ricercatori del Centro  di  Ricerche
  Myrmex si univano a formare la Cooperativa di Ricerche Sicilia sulle
  scienze  della  vita,  la  quale  entrava  a  far  parte  del  Parco
  Scientifico e Tecnologico dietro acquisto di azioni;

    i  lavoratori costituitisi in cooperativa, tentavano  di  avanzare
  una  proposta  di  acquisizione del Centro di Ricerca  per  1  euro,
  richiedendo l'intermediazione della Regione, così come previsto,  in
  caso  di  inadempienza  della  Myrmez  s.r.l.,  dalla  Delibera   n.
  189/2011;

    visto che:

    in  data  23  ottobre  2017, veniva emanata al  Delibera  n.  484,
  Progetti  di  sviluppo  per  la  salvaguardia  dell'occupazione  dei
  lavoratori  della  Myrmex s.r.l.- Verifiche, la  quale  prendeva  le
  mosse dalla precedente delibera n. 189 del 2011;

    all'interno di tale Deliberazione veniva richiamata la nota  prot.
  n.  53296/2017,  nella quale il Dirigente Generale del  Dipartimento
  regionale   delle  Attività  produttive  proponeva  che  la   Giunta
  Regionale  confermasse la clausola di salvaguardia di cui all'ultimo
  capoverso  del  dispositivo  della Deliberazione  n.  189/2011,  che
  disponeva   l'attuazione  dell'Accordo  di  Programma  è   garantita
  dall'impegno  a  cedere  a un euro, in caso di  inadempimento,  alla
  Regione  siciliana  o a un soggetto dalla stessa indicato,  l'intero
  compendio  aziendale oggetto della cessione da  parte  della  Pfizer
  Italia S.p.A;

    con  nota  prot.  n. 6049 del 23 ottobre 2017 lo stesso  Assessore
  regionale delle Attività Produttive comunicava il proprio assenso  e
  condivisione della proposta del Dirigente Generale;

    per conoscere:

    se  ritengano opportuno assumere tutte le iniziative  affinché  si
  confermi la clausola di salvaguardia di cui all'ultimo capoverso del
  dispositivo  della Deliberazione n. 189/2011, atteso l'inadempimento
  della Myrmex s.r.l.;

    adoperarsi  affinché  si  provveda,  tramite  l'Assessorato  delle
  Attività  Produttive  e  il  Dipartimento  della  Programmazione,  a
  un'attenta pianificazione delle risorse disponibili, che preveda  il
  rilancio  del  Centro  di  Ricerca Tossicologica,  anche  attraverso
  l'impiego della Cooperativa di Ricerche Sicilia sulle scienze  della
  vita, formata dai ricercatori del centro, al fine di ripristinare  i
  livelli   occupazionali  e  rivitalizzare  la   ricerca   in   campo
  farmacologico  e  tossicologico,  sfruttando  le  eccellenze  e   le
  competenze siciliane». (23)

                                  FOTI - CANCELLERI - CAMPO - CAPPELLO
                              CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI PAOLA
                             MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI - PAGANA
                               PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI
                                 TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

    Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per illustrarla.

    FOTI.  Signor  Presidente, Assessore, proverò ad  illustrarle  una
  vicenda molto complessa e molto articolata.
    Immagino  che  avrà  avuto  modo di potere  osservare  i  numerosi
  passaggi.
    Ci  troviamo a Catania nel comparto della ricerca farmacologica  e
  dell'innovazione.   Importante   realtà   il   Centro   di   ricerca
  tossicologica,  nel  2011n  giungeva ad  un  passaggio,  a  numerosi
  passaggi  molto  complessi che hanno visto  il  trasferimento  e  la
  fusione  della  società del Centro di ricerca tossicologica  che  si
  trovava a sud di Catania, nella zona industriale, al gruppo Pfizer.
    Subito  dopo, sempre nel 2011, il gruppo decide di fare  ulteriori
  passaggi e cambiamenti di questa realtà giungendo ad un contratto di
  cessione alla Mirmex dell'imprenditore Gianluca Calvi.
    Oltre  che il passaggio si prevede il mantenimento delle attività,
  dei  dipendenti  ed  addirittura un'implementazione  delle  attività
  supportate  da  accordi  quadro  di programma  e  poi  da  ulteriore
  delibera di Giunta.
    Quella stessa Giunta regionale che, nel 2011, rafforza gli intenti
  dell'allora  Governo di puntare sulla ricerca, il  mantenimento  dei
  livelli  occupazionali,  dare maggiore supporto  anche  grazie  alla
  programmazione europea ed a fondi del MISE e del MIUR sui FESR 2007-
  2013, fondi FAR e FAS, sempre sulla vecchia programmazione. Insomma,
  sembravano esserci dei presupposti importanti.
    All'interno di questa delibera erano anche previste delle clausole
  di  inadempienza  grazie  alle  quali,  qualora  non  fossero  state
  rispettate,  la  Regione  si era lasciata  delle  vie  di  fuga  per
  riprendere in mano la situazione.
    Sono  passati  molti anni e anche molte ombre su  questa  vicenda.
  Vorrei   ricordare   che   nel  2013  -   cito   anche   nel   testo
  dell'interpellanza - a seguito di denuncia da parte  dei  lavoratori
  che  hanno  cominciato a capire che c'era qualcosa  che  non  andava
  perché  per  un periodo furono regolarmente pagati, pur non  potendo
  materialmente utilizzare i laboratori che allora erano  eccezionali,
  all'avanguardia.
    A  seguito  di questa denuncia, il silenzio è calato e  nonostante
  alcune  offerte da parte di altre industrie farmaceutiche di rilievo
  internazionale,  la  proprietà rifiutò di  vendere,  di  cedere,  di
  mantenere un'attività.
    Bene, ora siamo arrivati ad un punto in cui nelle ultime settimane
  sono scadute tutte le forme di ammortizzatori sociali.
    C'era  stato anche un passaggio in cui il CNR sembrava interessato
  ad acquistare gli immobili, senza tenere conto dei lavoratori che da
  76  sono  passati  a  circa 40 e che hanno pensato  loro  stessi  di
  spendersi  diventando imprenditori nel settore farmaceutico  creando
  una  cooperativa che all'interno della sua compagine ha  cercato  di
  proporre  un'attività di natura imprenditoriale  proponendosi  -  ad
  esempio,  a  titolo esemplificativo - come centro  per  l'esecuzione
  delle analisi per i NAS, per l'Istituto zooprofilattico, visto anche
  le  attrezzature e le competenze che questa realtà  aveva  ed  oggi,
  purtroppo, dobbiamo parlare al passato.
   Alla  fine  della  scorsa  legislatura ci  fu  anche  una  seconda
  delibera da parte del precedente Governo dove sembrava si volessero
  rafforzare  gli intenti, proprio perché più volte, anche  nei  DEF,
  leggiamo  come sulla innovazione, sulla ricerca, bisogna puntare  e
  so che ci sono anche in previsione degli investimenti.
   Signor  Presidente,  chiediamo  innanzitutto  di  sapere  cosa  il
  Governo  intende  fare. Sappiamo che, dagli  organi  di  stampa,  a
  dicembre  il  presidente Musumeci ha incontrato una delegazione  di
  lavoratori e, probabilmente, ci saranno state delle interlocuzioni.
  Noi  chiediamo  se  non  riteniate  opportuno  assumere  tutte   le
  iniziative  previste nella delibera 189 del 2011,  affinché  ci  si
  rivalga sulle clausole di rescissione che erano previste in  quella
  delibera nei confronti della Mirmex e se sia percorribile, da parte
  del  suo  Assessorato,  percorrere e  pianificare  un  percorso  di
  rilancio   attraverso  il  Centro  di  ricerca   tossicologica   ed
  attraverso  la Cooperativa di ricerche Sicilia sulle scienze  della
  vita,  formata  dai  ricercatori, appunto,  che  lavoravano  presso
  questa struttura.
   Se  fosse  possibile cedere il pacchetto, gli aiuti, in modo  che,
  per  mano  dei  suoi stessi lavoratori che chiedono di  lavorare  e
  certo non vogliono vivere di ammortizzatori sociali o stare con  le
  braccia  conserte, aspettando non si capisce bene  cosa,  si  possa
  avviare  un'interlocuzione costruttiva con questa realtà. E  voglio
  ripetere,   purtroppo,  passando  ulteriori  mesi   la   condizione
  psicologica  anche  di questi ricercatori è veramente  al  lumicino
  perché  non  sono  riusciti ad essere loro stessi risolutori  della
  loro questione nonostante lo sforzo di formare una cooperativa  che
  nel  suo  Statuto  prevede la continuità  delle  attività  che  già
  svolgevano.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per  fornire
  la risposta.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  ringrazio l'onorevole Foti per la dovizia di particolari con cui ha
  illustrato una vicenda dai tratti umani molto complicata ma  che  è
  carica  di  alcune  vicende che vanno ben oltre  la  competenza  di
  quest'Aula.
   Nell'indicazione, nell'analisi cronologica, dell'esposizione fatta
  dall'onorevole Foti risulta tutto vero, ha dimenticato soltanto  di
  ricordare - perché magari è un elemento che non conosce  -  che  il
  passaggio  con questo imprenditore privato, nella delibera,  veniva
  previsto che si fosse consumato con la cifra simbolica di un euro -
  e  voglio  ricordare a tutti che i laboratori  dove  è  ubicata  la
  ditta,  rappresentano delle vere e proprie eccellenze perché  anche
  in termini strutturali sono stati realizzati in modo tale da essere
  prevalentemente adeguati ad una attività di ricerca  scientifica  e
  di  innovazione tecnologica - tuttavia, a fronte del  trasferimento
  per  la cifra simbolica di un euro, nessun atto è stato corrisposto
  da   parte   dell'imprenditore  il  quale  non  ha  fatto  mistero,
  utilizzando  anche  la buona volontà dei lavoratori,  di  pagare  i
  lavoratori  vuoti per pieno e non sempre questo pagamento  è  stato
  rituale  e  regolare;  ragione per la quale sulla  vicenda  che  ha
  chiaramente  matrice politica c'è un risvolto che va ben  oltre  le
  competenze di quest'Aula.
   Personalmente  ho incontrato il presidente del CNR, il  professore
  Massimo  Inguscio,  che è venuto prima ad un incontro  a  Roma,  il
  professore  Massimo Inguscio aveva già messo all'ordine del  giorno
  del CNR.

   BARBAGALLO. Non si sente nulla.

   TURANO,  assessore per le attività produttive  e lo so, il vecchio
  Collegio dei Questori ha pensato di rinnovare questo impianto, come
  gestito.
   Bene,  allora voglio essere chiaro su questo punto, il  presidente
  del CNR, il professore Massimo Inguscio, aveva già messo all'ordine
  del giorno del CNR l'acquisto dell'immobile, salvo poi chiedere  un
  parere  all'Anac  ed  a  seguito del quale  il  CNR  ha  deciso  di
  desistere  dall'investimento, quindi, oggi, la vicenda risulta  per
  come l'ho detta.
   L'acquirente  più  autorevole che si faceva  carico  rilevando  la
  società  con  il  suo patrimonio immobiliare potendo  garantire  le
  commesse,  ha deciso, per fatti che chiaramente io non conosco,  di
  rivedere   la  posizione  stessa.  Ragione  per  la  quale   questi
  lavoratori,  ad oggi, sono disimpegnati, non svolgono  una  vera  e
  propria  attività  di ricerca e con onestà intellettuale,  diciamo,
  con  il mondo della ricerca, chi perde il passo con i tempi, è  per
  davvero fuori dal mercato.
   Successivamente, abbiamo fatto un incontro a Catania,  sempre  con
  il  presidente  del CNR, ed ancora dopo un altro  incontro  con  il
  Presidente della Regione, ma la vicenda oggi, per i risvolti che ho
  evidenziato poc'anzi, rimane purtroppo irrisolta.

   FOTI. Cosa intende fare?

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Onorevole Foti,  la
  delibera  di  Giunta n. 484 del 23/10/2017 purtroppo non  prevedeva
  nessun impegno economico quindi era un impegno, un semplice impegno
  politico  del  Governo  regionale di volere risolvere  il  problema
  senza  alcun rilievo giuridico. Siamo in una fase di stallo  perché
  trovare  la  soluzione  che nell'ambito della  ricerca  scientifica
  provi a garantire l'occupazione, la ricerca stessa, avendo perso il
  partner più autorevole che era il CNR non è una cosa da poco.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  si  dichiara  soddisfatta   o   non
  soddisfatta della risposta fornita dall'Assessore?

   FOTI. Mi dichiaro non soddisfatta della risposta.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza n. 30   Ristrutturazione
  degli  immobili siti sull'Etna , a firma dell'onorevole Barbagallo.
  Ne do lettura:

   N. 30 - Ristrutturazione degli immobili siti sull'Etna.

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
  che:

   il  vulcano Etna è stato riconosciuto patrimonio dell'Unesco ed è,
  pertanto, un attrattore turistico di grandissimo rilievo, richiama,
  infatti,   sportivi,   appassionati  di  montagna,   escursionisti,
  scienziati da tutte le parti del mondo;

   tuttavia,  numerose  criticità  rendono  la  fruizione   di   tale
  patrimonio difficoltosa;

   la  domanda  turistica è orientata verso le  quote  più  alte  del
  vulcano  dove  è  necessario garantire una adeguata  accoglienza  e
  relativa ricettività turistica;

   attualmente,  al di sopra dei 1800 mt. s.l.m., vi sono  importanti
  strutture  ricettive di proprietà pubblica per un totale  di  circa
  500  posti  letto;  si  tratta, tra le altre,  del  Grande  Albergo
  dell'Etna,  di  proprietà del demanio regionale,  e  del  Villaggio
  Mareneve, di proprietà della Città metropolitana di Catania;

   tali strutture sono del tutto in disuso da oltre vent'anni;

   per  conoscere  se  non  ritengano necessario,  all'interno  della
  programmazione  dei fondi UE, garantire una riserva per  consentire
  la  ristrutturazione, nonché la successiva gestione,  dei  suddetti
  immobili.»

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  come  sapete
  l'Etna è uno dei nostri siti Unesco, ricordo che la zona oggetto di
  valorizzazione   e  di  promozione  da  parte  dell'Unesco   e   di
  riconoscimento  da  parte  dell'Unesco a  seguito  della  procedura
  coordinata  dal  Parco dell'Etna è la zona sommitale  del  vulcano,
  quindi,  la parte, come dire, di patrimonio dell'umanità  è  quella
  per  cui c'è la domanda internazionale nei confronti del Vulcano  è
  la zona sommitale.
   L'Etna, in base agli ultimi dati di presenze turistiche, è il sito
  che  probabilmente è più desiderato, alla luce di  alcuni  sondaggi
  che  sono stati fatti da autorevolissime riviste internazionali ma,
  per quanto concerne le date, le presenze turistiche sul vulcano, ci
  sono delle oggettive difficoltà.
   Per  presenze turistiche sul vulcano mi riferisco alla possibilità
  di  dormire non nei paesi etnei o nei pressi dell'accesso al  Parco
  dell'Etna   e,  quindi,  a  bassa  quota,  ma  mi  riferisco   alla
  possibilità di dormire sul vulcano a quota 2000 metri.
   Oggi è accessibile la nota struttura di proprietà del CAI, Rifugio
  Giovanni  Sapienza, ma con l'interpellanza voglio fare presente  al
  Governo  che  ci  sono  ben  tre strutture,  almeno,  di  proprietà
  pubblica sul vulcano, che sono di proprietà della Regione siciliana
  o trasferite dalla Regione siciliana ad altri enti pubblici.
   Mi  riferisco innanzitutto ai cinque lotti di proprietà del comune
  di   Linguaglossa,  assessore  Turano,  che  sono  stati  distrutti
  interamente  dall'eruzione del 2002, lì erano  ubicati  due  famosi
  ristoranti,   La  Provenzana' e  Le Betulle', e  che  davano  prima
  dell'eruzione  del 2002 una possibilità importante  di  ricettività
  sul vulcano.
   Lo  stesso Piano Provenzana che venne distrutto anche per la parte
  che riguarda gli impianti di risalita.
   L'altra  proprietà prestigiosa ed importante, di  proprietà  della
  Regione,  è  il  Grande Albergo dell'Etna', è l'albergo dove  amava
  villeggiare   Saragat   e  che  è  stato  oggetto   di   promozione
  recentemente  perché  il  Giro d'Italia è arrivato  proprio,  nella
  tappa dello scorso anno, davanti al Grande Albergo e che consta più
  di  100  camere, e poi c'è il  Villaggio Mare-Neve' che è stato  di
  proprietà della Regione e che la Regione siciliana diversi anni  fa
  ha trasferito alla ex provincia regionale di Catania.
   Il  Presidente  Musumeci, oggi, non è in Aula ma  il  progetto  lo
  conosce   bene  avendo  avuto  la  responsabilità  della  provincia
  regionale  di Catania, e oggi, il  Villaggio Mare-Neve',  anch'esso
  di proprietà pubblica, versa in una situazione di grave degrado.
   Io,   assessore   Turano,   ritengo   che   nella   organizzazione
  dell'offerta turistica e nella organizzazione dei fondi  comunitari
  una  riserva  vada destinata, prioritariamente, alle strutture  che
  sono  nostre, sono di proprietà pubblica che andrebbero valorizzate
  e  rese  fruibili  per  garantire le presenze  dei  turisti  e  dei
  visitatori sull'Etna.
   Non  servirebbe  poi  tanto, basterebbe,  come  ho  chiesto  nella
  interpellanza, una riserva per garantire che questi  gioielli,  che
  per  anni  hanno  rappresentato l'immagine  dell'accoglienza  della
  Sicilia  nei  confronti  dei visitatori,  fossero  resi  nuovamente
  fruibili.
   Non  solo,  ma nei confronti di Linguaglossa e di Piano Provenzana
  saneremmo  una  ferita storica perché dal 2002 non è più  possibile
  dormire  a  Piano  Provenzana e noi, come dire,   -  il  Presidente
  Musumeci  ha  più volte chiesto una Regione normale  -,  anche  noi
  vogliamo una Regione normale dove è possibile dormire ed alloggiare
  nella stessa stazione da cui partono gli impianti di risalita.
   Con  lo  stesso metodo, assessore, noi chiediamo che ci sia  anche
  una riserva per quanto riguarda l'ammodernamento degli impianti  di
  risalita perché l'Etna è uno dei tre posti al mondo in cui  si  può
  sciare guardando il mare. Oggi la stagione turistica invernale dura
  un  mese,  un  mese  e mezzo, con degli impianti  moderni  potremmo
  garantire un allungamento della stagione a quattro mesi.
   L'ultima  riflessione la voglio fare su quelle strutture che  sono
  dei  rifugi adibiti al bivacco lungo la pista altomontana, lungo  i
  boschi  dell'Etna,  qua  ci  sono  anche  altri  parlamentari   che
  conoscono  bene la qualità dell'offerta naturalistica del  vulcano.
  Garantire  la  possibilità di fruire di questi  rifugi  darebbe  la
  possibilità  anche alle future generazioni della  nostra  Terra  di
  avere  un  bene  che oltre ad essere patrimonio dell'Umanità  venga
  fruito e dia tanta ricchezza ai siciliani.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per  fornire
  la risposta all'interpellanza.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  ringrazio  l'onorevole  Barbagallo per la passione  che  mette  nel
  decantare le bellezze dell'Etna, peraltro riconosciute da tutto  il
  mondo  e onestamente a me convince tanto quello che lui dice  però,
  ahimé,    purtroppo    sono   costretto   a   dovere    evidenziare
  l'impossibilità  di  agire  con  questo  strumento  giuridico   che
  l'onorevole Barbagallo evidenzia.
   L'onorevole Barbagallo che è un parlamentare di lungo corso ed  ha
  avuto  la  fortuna, anche, di fare parte del Governo  regionale  sa
  bene  quali  sono gli strumenti della programmazione europea  e  il
  bando  che  lui  cita  è  il bando n. 334,  quello  che  è  appunto
  destinato   ad   una  vocazione  turistica,  peraltro   l'onorevole
  Barbagallo  era  proprio l'assessore per il turismo  della  Regione
  siciliana, è destinato esclusivamente alle medie o piccole imprese,
  singole o associate e non agli enti pubblici.
   Per una lacuna nella progettazione io ritengo non aver pensato  di
  istituire  all'interno del bando la riserva  - per come l'onorevole
  Barbagallo chiede - in favore degli Enti pubblici o delle proprietà
  pubbliche  di  cui la Regione, peraltro, è molto ricca,  quindi  un
  arricchimento del proprio patrimonio non potrebbe che essere  visto
  in  maniera  salutare da qualunque Governo della  Regione,  non  ci
  permette di raggiungere l'obiettivo.
   La  programmazione comunitaria non è una cosa che si può  cambiare
  in  corso  d'opera  men che meno si può cambiare  soltanto  per  la
  volontà di una parte del ramo dell'Amministrazione.
   Il  bando  è  stato  definito, codificato con  il  complemento  di
  programmazione  e  notificato  a  Bruxelles,  quel  bando  riguarda
  esclusivamente  le  imprese singole o  associate,  ma  le  medie  o
  piccole   imprese,  quindi  imprese  private,  e  non  le   imprese
  pubbliche.
   Ragione  per  la  quale,  nonostante condivida  le  argomentazioni
  dell'onorevole Barbagallo, sono spiacente nel dover comunicare  che
  con  questo  strumento giuridico non possiamo  agire,  il  che  non
  significa  che nella rivisitazione della programmazione che  faremo
  nel mese di dicembre

   BARBAGALLO. Ma ce ne sono altre.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive.  Lo  so,  lo  dico
  affinché  l'Aula  abbia  contezza dello stato  dei  fatti  e  della
  situazione giuridica che ci siamo venuti a trovare.
   Questo  non  significa  che  non si può,  nella  riprogrammazione,
  prendere  l'impegno  politico di capire come intervenire  anche  in
  favore  delle strutture pubbliche, perché, certamente, non  si  può
  dedicare  soltanto  un  bando alle strutture pubbliche  in  quanto,
  diversamente,  non ci sarebbe ragione di fare un bando  potendo  la
  Regione fare gli affidamenti diretti per la riqualificazione.
   Pur  tuttavia,  mi  informerò meglio sulla  proprietà  e  inviterò
  l'Assessore che ha competenza sul demanio a capire se c'è  già  una
  fase  progettuale avanzata di riqualificazione di  questi  immobili
  perché se così fosse, chiaramente, avremmo certezza che, una  volta
  modificata   la  base  giuridica,  si  può  rapidamente  realizzare
  l'intervento.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta ricevuta.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  la  prima  parte  è   una   fase
  conoscitiva -  che conoscevo -, io mi prendo la seconda parte della
  risposta  dell'Assessore  che ho apprezzato e la prendo, Assessore,
  anche con un impegno del Governo a trovare nell'ambito delle pieghe
  della  programmazione comunitaria, delle progettazioni presenti  da
  parte   degli   Enti   pubblici  proprietari   dell'immobile,   una
  possibilità di sostegno e di finanziamento.
   Io  anticipo che, ai sensi dell'articolo 152, mi farò carico anche
  di  una  mozione per accompagnare, Assessore, le iniziative che  il
  Governo  riterrà opportune anche nel raccordo con  gli  altri  enti
  pubblici proprietari delle strutture.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  intervengo per completezza, siccome a me piace essere operativo, se
  al  netto  del  desiderio  da parte dell'Assessorato  di  informare
  tempestivamente  il Direttore alla programmazione,  se  l'onorevole
  Barbagallo  fa  la stessa cosa e il presente verbale dell'Assemblea
  regionale  viene  mandato anche al Direttore  della  programmazione
  affinché  nella  rimodulazione della  programmazione  possa  tenere
  conto  della necessità evidenziata, tanto dall'onorevole Barbagallo
  quanto dal Governo.

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione dell'interpellanza n. 32,  a
  firma degli onorevoli Ciancio ed altri. Comunico all'Aula che  alla
  fine  di questa interpellanza la seduta sarà sospesa per permettere
  l'insediamento della Commissione Statuto.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, si deve mettere in discussione  la
  mozione 104, approfittiamo della presenza dell'Assessore.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  volevo   intervenire  prima  dell'onorevole   Foti   soltanto   per
  risparmiare del tempo. L'onorevole Foti, sicuramente, illustrerà,

   FOTI. Se lei già vuole rispondere

   TURANO, assessore per le attività produttive. Non posso rispondere
  perché non rientra tra le competenze.

   PRESIDENTE. No, vuole dire che non è competente l'assessore.

   TURANO,   assessore  per  le  attività  produttive.  Non   essendo
  competente l'assessore per le attività produttive, l'onorevole Foti
  può  esercitare  liberamente il diritto di parola e illustrare  una
  interpellanza che, però, non rientra tra le mie competenze.
   Quindi  non  sono  nelle condizioni di rispondere  esaustivamente,
  ragione  per  la  quale  volevo,  essendo  stata  assegnata   solo,
  irritualmente, a questo armo dell'assessorato, volevo, chiaramente,
  informare l'Aula e invitare l'onorevole Foti a esporla quando  sarà
  presente in Aula l'assessore per l'agricoltura che ha la competenza
  in materia.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   pertanto   la   trattazione
  dell'interpellanza n. 32 è rinviata alla Rubrica  Agricoltura'.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  209   Revisione  dei
  meccanismi di accesso ai bandi comunitari , firmatari gli onorevoli
  Cannata, Calderone, Genovese e Gallo. Ne do lettura:

   N. 209 - Revisione dei meccanismi di accesso ai bandi comunitari.

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  all'Assessore  per  i  beni  culturali  e   l'identità
  siciliana,   all'Assessore   per  l'economia,   all'Assessore   per
  l'energia  e  i servizi di pubblica utilità, all'Assessore  per  la
  famiglia,  le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, all'Assessore per l'istruzione  e  la
  formazione  professionale,  all'Assessore  per  l'agricoltura,   lo
  sviluppo  rurale  e  la  pesca mediterranea, all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente e all'Assessore per il turismo, lo sport  e
  lo  spettacolo,  premesso che da un po' di anni a questa  parte  la
  Regione  siciliana, ritenendo di adeguarsi ai più  evoluti  sistemi
  informatici  utilizzati  sia  nel  resto  d'Italia  che   d'Europa,
  seleziona  le domande avanzate dagli imprenditori per  accedere  ai
  fondi  europei per l'innovazione, attraverso l'ormai famoso e tanto
  criticato 'click day';

   preso atto che la velocità è il fattore decisivo affinché si possa
  rientrare  nell'elenco  dei  'favoriti dalla  sorte'  che  potranno
  pertanto sperare negli aiuti comunitari;

   tenuto conto che, da qualche tempo, le aziende siciliane vivono un
  vera  e  propria odissea, ovvero la piattaforma telematica adottata
  dalla  Regione dovrebbe dare uguali possibilità alle aziende ma,  a
  causa del suo malfunzionamento, finisce piuttosto col danneggiarle,
  così  come  avvenuto  di  recente con l'Amministrazione  regionale,
  costretta  a  prorogare  il  termine  per  la  presentazione  delle
  progettualità  a  valere sull'azione 3.1.1.3  'Aiuti  alle  imprese
  esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni tangibili
  e    accompagnamento    dei   processi   di   riorganizzazione    e
  ristrutturazione aziendale';

   ricordato che analoga vicenda accadde circa tre anni fa, quando il
  tanto  agognato Piano Giovani si rivelò essere una delle esperienze
  più fallimentari della Regione;

   considerato   che   il  click  day  risulta  essere   un   sistema
  inaffidabile per imprenditori e lavoratori, un sistema che presenta
  le  problematiche più disparate, che possono essere dal ritardo  di
  una  manciata  di secondi nella presentazione della  domanda  a  un
  cattivo funzionamento della rete informatica, oltre a non garantire
  trasparenza  ed  efficienza, non tenendo conto  della  reale  bontà
  delle proposte progettuali;

   per  sapere  se  il  Governo  non ritenga  necessario  rivedere  i
  processi di assegnazione delle risorse, modificandone i criteri  di
  accesso, attraverso una valutazione dei progetti, basata su criteri
  di   selezione  oggettivi,  affinché  possa  essere  data  maggiore
  efficienza   allo   sviluppo  e  soprattutto   creare   una   buona
  occupazione.»

  PRESIDENTE.  Ha  la  parola  l'assessore  Armao  per   fornire   la
  risposta.
  Assessore Armao, la Segreteria generale mi dice che è pervenuta  la
  delega  del Presidente della Regione, all'assessore per l'Economia.
  Si  tratta  della  revisione  dei meccanismi  di  accesso  a  bandi
  comunitari, assessore Armao.
  Sospendiamo  brevemente  la  seduta per  insediare  la  Commissione
   Statuto'.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.17, è ripresa alle ore 16.35)

   La seduta è ripresa.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio e sono
  certa  che comprenderà il mio bisogno di alcuni chiarimenti  perché
  qui si parla di persone.
   Poco fa, quando abbiamo trattato l'interpellanza a proposito della
  Mirmex,  l'onorevole Assessore Turano ha fatto una  breve  disamina
  dei  fatti  e  ha  parlato  anche  di  questa  possibilità  sfumata
  dell'acquisto  degli immobili da parte del CNR,  proprio  come  una
  opportunità   persa.   Mi  ha  elogiato  per  l'attenta   disamina,
  ricordandomi  che  c'è  un  passaggio  importante  presente   nella
  interpellanza,  ossia che la delibera 189 del 2011 prevedeva  tutta
  una  serie di accordi di programma, risorse del Ministero, del Mur,
  programmazione a favore di questa attività. Ma c'era una  clausola,
  qualora la proprietà, in quel caso Calvi, non avesse raggiunto  gli
  obiettivi,  la Regione per solo un euro si sarebbe fatta restituire
  il patrimonio.
   Allora  mi chiedo e dico, meno male che il CNR non ha speso  soldi
  pubblici alla fin fine per comprare un patrimonio che già di  fatto
  dovrebbe  essere  vostro, cioè nostro, patrimonio regionale  quindi
  io,  ripeto  ancora, e voglio ricordare, che c'è questa opportunità
  che  è ampiamente nelle facoltà del Governo dopo gli scandali, dopo
  8  anni  di vuoto assoluto, di risorse non spese e non rendicontate
  per la Regione riappropriarsi del patrimonio.
   Quindi Assessore, io la prego e prego anche l'Assessore Armao  che
  è  da  qualche  minuto entrato in Aula, e mi rivolgo a  lui  perché
  proprio  ha  ben  consapevole la questione, perché allora  lui  era
  Assessore.  Molti ripongono la fiducia sulla possibile  risoluzione
  della questione perché, ripeto, nella delibera 189, sappiamo che  è
  contemplato,  che per le varie inottemperanze, la  Regione  avrebbe
  potuto riprendere questo patrimonio. Dopo di che sono certa che con
  i  tavoli  che  ha  preannunciato  l'Assessore  Turano  si  possano
  percorrere  delle strade per dare dignità a questi ricercatori  che
  hanno  formato una propria cooperativa e si offrono loro stessi  di
  essere  nuovi  competitor e potere subentrare direttamente  con  il
  loro  istituto, con la loro cooperativa a fare ricerca.  Quindi  io
  vorrei che si arrivasse ad una soluzione, perciò bene inteso che la
  Regione faccia valere quello che è stabilito dalla delibera n. 189.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Riprendiamo  dalla Rubrica  interrogazioni'.  Avevamo
  sospeso  trattando la n. 209:   Revisione dei meccanismi di accesso
  ai bandi comunitari.
   Ne do lettura:

   Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  all'Assessore  per  i  beni  culturali  e   l'identità
  siciliana,   all'Assessore   per  l'economia,   all'Assessore   per
  l'energia  e  i servizi di pubblica utilità, all'Assessore  per  la
  famiglia,  le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, all'Assessore per l'istruzione  e  la
  formazione  professionale,  all'Assessore  per  l'agricoltura,   lo
  sviluppo  rurale  e  la  pesca mediterranea, all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente e all'Assessore per il turismo, lo sport  e
  lo spettacolo,

   premesso  che  da  un  po'  di  anni a  questa  parte  la  Regione
  siciliana,   ritenendo  di  adeguarsi  ai   più   evoluti   sistemi
  informatici  utilizzati  sia  nel  resto  d'Italia  che   d'Europa,
  seleziona  le domande avanzate dagli imprenditori per  accedere  ai
  fondi  europei per l'innovazione, attraverso l'ormai famoso e tanto
  criticato 'click day';

   preso atto che la velocità è il fattore decisivo affinché si possa
  rientrare  nell'elenco  dei  'favoriti dalla  sorte'  che  potranno
  pertanto sperare negli aiuti comunitari;

   tenuto conto che, da qualche tempo, le aziende siciliane vivono un
  vera  e  propria odissea, ovvero la piattaforma telematica adottata
  dalla  Regione dovrebbe dare uguali possibilità alle aziende ma,  a
  causa del suo malfunzionamento, finisce piuttosto col danneggiarle,
  così  come  avvenuto  di  recente con l'Amministrazione  regionale,
  costretta  a  prorogare  il  termine  per  la  presentazione  delle
  progettualità  a  valere sull'azione 3.1.1.3  'Aiuti  alle  imprese
  esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni tangibili
  e    accompagnamento    dei   processi   di   riorganizzazione    e
  ristrutturazione aziendale';

   ricordato che analoga vicenda accadde circa tre anni fa, quando il
  tanto  agognato Piano Giovani si rivelò essere una delle esperienze
  più fallimentari della Regione;

   considerato   che   il  click  day  risulta  essere   un   sistema
  inaffidabile per imprenditori e lavoratori, un sistema che presenta
  le  problematiche più disparate, che possono essere dal ritardo  di
  una  manciata  di secondi nella presentazione della  domanda  a  un
  cattivo funzionamento della rete informatica, oltre a non garantire
  trasparenza  ed  efficienza, non tenendo conto  della  reale  bontà
  delle proposte progettuali;

   per  sapere  se  il  Governo  non ritenga  necessario  rivedere  i
  processi di assegnazione delle risorse, modificandone i criteri  di
  accesso, attraverso una valutazione dei progetti, basata su criteri
  di   selezione  oggettivi,  affinché  possa  essere  data  maggiore
  efficienza   allo   sviluppo  e  soprattutto   creare   una   buona
  occupazione.

   Onorevoli colleghi, è pervenuta da parte del Governo comunicazione
  affinchè l'Assessore Armao delegato all'economia, possa curarne  la
  trattazione.
   Si  tratta  di  interrogazione. Prima interviene il  Governo,  poi
  l'onorevole Cannata dichiarerà se è soddisfatta o meno. Queste sono
  le regole.

     ARMAO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  sarebbe opportuno che su questo punto anche  l'Assessore
  per  le  attività  produttive, qui presente, che  in  qualche  modo
  tratta  le  principali  voci sottoposte alla  procedura  cosiddetta
  mediante  click day , possa intervenire parimenti e che fra l'altro
  è  tra  gli organismi che vengono chiamati nelle interrogazioni  in
  causa.
   Sostanzialmente, sul punto, non possiamo che convenire con  alcuni
  dei  rilievi che - peraltro - sono condivisi da molti esponenti del
  Governo  circa il cattivo funzionamento che sovente è accaduto  per
  la soluzione del  click day .
   Non  dobbiamo dimenticare che parti intere della Sicilia sono  mal
  collegate  sul piano del collegamento digitale, è evidente  che  ci
  siano aree avvantaggiate e aree svantaggiate.
   Il    click   day ,   sebbene   sia  un  meccanismo   trasparente,
  verificabile circa la presentazione delle istanze, tuttavia rischia
  di  creare  discriminazioni  fra  residenti  in  aree  maggiormente
  collegate  e aree che hanno un collegamento meno efficiente,  anche
  con imprenditori che vorrebbero partecipare alle selezioni.
   Sotto  questo profilo credo che l'interrogazione coglie nel segno,
  e  coglie da parte del Governo un'assoluta sensibilità nel rivedere
  questo tipo di tecniche.
   Vorrei che sul punto, Presidente, se possibile, intervenisse anche
  l'Assessore che gestisce molte delle procedure sottoposte a   click
  day .

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, è chiaro che il ragionamento che  ho  fatto  è
  generale  e  complessivo.  Buona  parte  delle  risposte  a  queste
  interrogazioni sono contenute nei miei precedenti interventi.
   Sul  PO-FESR,  relativamente  agli  obiettivi  tematici  1  e   3,
  concernenti    l'innovazione   e   la   ricerca    scientifica    e
  l'ammodernamento e l'aiuto alle imprese sulla programmazione 14-20,
  la  programmazione - voglio ribadirlo - è un atto di  concertazione
  tra  il  Governo regionale e la Comunità europea prevede il sistema
  del  click day .
   Il  precedente Governo, con la delibera di Giunta 103 del 6  marzo
  2017,  ha  previsto  questo  tipo di procedura  che  è  codificata,
  pubblicata  sul  sito  Euroinfosicilia,  riguarda  tutti  i   bandi
  pubblici che la Regione stessa ha promanato o può promanare.
   Fino  a  quando  non vi sarà una riprogrammazione il  sistema  del
   click day  è il sistema che dovremmo utilizzare.
   Voglio  essere  chiaro  con l'onorevole  Cannata  che  paventa  il
  rischio  che  i  progetti non siano valutabili perché  arrivano  in
  ordine prioritario. Non è chiaramente così
   Ci  sono  due  fasi, la fase dell'ammissibilità, e la  fase  della
  valutazione del progetto. Non si può pensare che solo perché  si  è
  arrivati  primi,  il progetto sarà finanziato.  Il  progetto  dovrà
  presentare prima la fase dell'ammissibilità e, successivamente,  la
  fase della valutazione.
   Questo Governo si è reso conto che, sulla fase dell'ammissibilità,
  molta parte dei bandi prevedeva una soglia molto bassa, pari  a  45
  punti percentuali.
   I  bandi  che  abbiamo promanato successivamente non necessitavano
  della  programmazione comunitaria, ma soltanto di una  modifica  di
  Giunta.  Abbiamo  alzato  la soglia di ammissibilità  in  relazione
  all'importo. Quindi più si chiede e più si deve avere una  fase  di
  ammissibilità, in termini di punteggi molto alti. Il 45 per  cento,
  previsto  nella  soglia in de minimis, è stato portato  al  60  per
  cento,  al  65,  70, 80 per cento in relazione all'importo  che  si
  chiede.
   Era  l'unica  cosa  che  si poteva fare per qualificare  meglio  i
  progetti,  fermo  restando che se un progetto dovesse  arrivare  un
  nano  secondo prima di un altro, e avendo entrambi superato la fase
  di  ammissibilità, viene finanziato il primo e non  il  secondo.  E
  chiaramente  la  soglia di ammissibilità, l'abbiamo  passata.  Deve
  essere  chiaro che una volta superata la fase di ammissibilità,  il
  progetto va alla valutazione della commissione.
   La  commissione  è  un  organo terzo rispetto al  soggetto-gestore
  della  misura,  fa  una  congrua valutazione del  progetto  stesso.
  Questo  è  quanto  penso di poter comunicare  all'Aula.  Sono  dati
  oggettivi,  allo  stato sui vecchi bandi non  modificabili,  e  che
  comunque  permettono di avere due diversi fasi - lo voglio ribadire
  -  quella della ammissibilità e quella della valutazione.  Non  c'è
  soltanto la fase dell'ammissibilità. Quindi, se un progetto -  come
  tante  volte  è  capitato  -  è  il primo  e  non  supera  la  fase
  dell'ammissibilità non può essere finanziato.  Se  supera  la  fase
  della  ammissibilità  ma  non  della valutazione,  non  può  essere
  finanziato lo stesso.
   Così  come,  per  onestà  intellettuale, devo  dire  che  ci  sono
  progetti   che  non  rientrano  tra  quelli  che  trovano  capienza
  finanziaria  che  magari appunto non lo sappiamo,  la  qualità  del
  progetto  è  eccellente e non vengono finanziati  lo  stesso.  Come
  tutti  i  bandi  si  può  soltanto determinare  la  valutazione  in
  relazione alla copertura finanziaria che il bando assicura.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cannata   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CANNATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  a  parziale
  rettifica  anche  di  come è stato detto dall'Assessore  Armao  che
  sostanzialmente  nella mia interrogazione facevo  presente  che  la
  problematica  riguarda  non solo la velocità  del  click  e  quindi
  quello  che è stato ben esposto è il malfunzionamento molto  spesso
  della  piattaforma.  Ma  quella che  può  essere  invece  anche  la
  valutazione   di   progetti  meritevoli  che  tempisticamente   non
  raggiungono l'obiettivo. Quindi semmai mi ritengo soddisfatta della
  risposta  che è stata data da entrambi gli Assessori. Ma  a  questo
  punto sul funzionamento della piattaforma un intervento più congruo
  è opportuno darla per come è stato esposto dall'Assessore.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Non  può  intervenire su questa  interrogazione,  non
  porta la sua firma.

   SUNSERI. Chiedo di parlare ai sensi del comma 6 dell'articolo  144
  bis.

   PRESIDENTE.  Il  comma  6 dell'articolo 144  bis  recita:   6.  In
  Assemblea il Presidente dà lettura di ciascuna interrogazione, alla
  quale   il  Governo  risponde  per  non  più  di  due  minuti.   Il
  presentatore  replica  per non più di un minuto.  Possono,  quindi,
  chiedere precisazioni sullo stesso argomento, per non più di trenta
  secondi ciascuno, non più di cinque deputati appartenenti a  Gruppi
  diversi tra loro e da quello del presentatore: essi sono scelti dal
  Presidente  tra  i  deputati  che lo richiedono  al  termine  della
  risposta  del  Governo. Il Governo infine dà ulteriori precisazioni
  per non più di due minuti.
   Onorevole Sunseri, questo comma riguarda il question-time. Lei non
  può  intervenire. Tuttavia, se vuole intervenire le concedo  trenta
  secondi. Siamo magnanimi.

   SUNSERI.  Grazie, signor Presidente; sarò velocissimo. Mi permetto
  di  riportare  alcuni  dati.  Faccio riferimento  a  un  bando,  al
  3.5.1.2:  1330  aziende presentano domanda. 650 lo  fanno  entro  i
  primi  50  secondi.  Vengono  prese 66 aziende  che  avevano  fatto
  domanda  entro  i  primi 6 secondi. Lei ritiene  che  questo  possa
  essere  un  metodo valutativo? Signor Assessore, l'articolo  76  di
  questa  finanziaria,  tra le decine che sono  state  impugnate  dal
  Consiglio  dei  Ministri,  che  abbiamo  scritto  noi,  prevede  la
  possibilità  in  via prioritaria di scegliere un metodo  valutativo
  alternativo   al   click-day.  La  Commissione  Europea   è   stata
  fallimentare nella scelta del wi-fi, hanno bocciato il click-day. E
  lei  mi  vuole far capire che nella Regione Siciliana è  il  metodo
  corretto per assegnare centinaia di migliaia di euro?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Onorevole  Sunseri,
  lei  deve  avere  la  bontà di ascoltarmi.  Ritiene  che  io  posso
  cambiare  il  click-day sul bando che lei ha citato? E,  allora  lo
  dica nei prossimi bandi quando riprogrammeremo. Chiedo scusa, non è
  un  dibattito tra noi due, lei ha fatto riferimento ad un bando che
  è stato pubblicato nove mesi fa, come a dire che noi riteniamo quel
  sistema  valido  e dunque non lo vogliamo cambiare.  Io  regole  in
  corso  d'opera su bandi già pubblicati non ne cambio, né se  me  lo
  chiede lei, né se me lo chiedono altri  Sono stato chiaro


                 Seguito della discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione di mozioni.
   Onorevoli  colleghi, le mozioni n. 41 e n. 111 sono rinviate  così
  come  aveva  chiesto  il  Presidente del  Gruppo  parlamentare  del
  Partito   Democratico,  auspicando  la  presenza   del   Presidente
  Musumeci.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Mi  ascolti  onorevole Lupo,  lei  aveva  chiesto  la
  presenza  del  Presidente Musumeci, non ripetiamo le  cose  che  ci
  siamo detti, glielo abbiamo chiesto, onorevole Lupo, glielo abbiamo
  chiesto. Quando ci comunicherà la data lo comunicheremo.
   Si  passa  alla mozione n. 109  Gestione degli scali  aeroportuali
  siciliani , a firma degli onorevoli Lo Curto, Savarino e Bulla  che
  avevamo sospeso la scorsa seduta. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   la    Sicilia,   terra   di   straordinarie   bellezze   naturali,
  paesaggistiche, storico/culturali e archeologiche di tutta evidenza
  e  tali  da costituire unitamente alle eccellenze enogastronomiche,
  sicura  fonte  di  ricchezza per l'economia  legata  allo  sviluppo
  turistico,  a  causa dell'arretratezza e inadeguatezza  della  rete
  infrastrutturale sconta un pesante ritardo nei processi di crescita
  economica e nella gestione del sistema territoriale;

   le produzioni agricole e merceologiche del nostro territorio, oggi
  fortemente in crisi per effetto dei processi di globalizzazione che
  determinano l' invasione dei nostri mercati con prodotti che spesso
  sfuggono  alle regole della tracciabilità e dei controlli  sanitari
  vigenti  nei  e tra i Paesi dell'Unione europea, subiscono  a  loro
  volta  un appesantimento dei costi dovuti all'oneroso trasporto  su
  gomma  che  incide pesantemente anche nel contesto delle  politiche
  del risparmio energetico e     dell'inquinamento atmosferico;

   le  esigenze di mobilità cui i nostri cittadini sono obbligati per
  motivi  di studio, di lavoro,di cure sanitarie o di semplice  svago
  turistico rendono sempre più frequente e necessario l'uso del mezzo
  aereo  con  costi di notevole consistenza che gravano  sui  bilanci
  familiari e limitano di fatto all'essenziale i predetti spostamenti
  dalla Sicilia;

   la  condizione  di  insularità della Regione Siciliana,che  questo
  Governo  e  questo Parlamento avranno il dovere politico/morale  di
  affermare  e  far  valere  innanzi  allo  Stato  Italiano  e   alle
  Istituzioni    Europee    in   applicazione    delle    prerogative
  Statutarie,rende   nei   fatti   sempre   più   indispensabile   il
  potenziamento  dei collegamenti aerei e impone una riorganizzazione
  delle  politiche e dei processi di gestione del traffico aereo  con
  nuovi  e più competitivi sistemi di governance dei rapporti con  le
  compagnie aeree;

   la  condizione  di  insularità è pure aggravata dall'esistenza  di
  piccole  isole  che  ulteriormente e  in  modo  assai  più  pesante
  risentono  della  marginalità geografica a cui  sono  costrette  le
  popolazioni che vi abitano;

   CONSIDERATE   le   vicende   che  hanno   recentemente   coinvolto
  l'aeroporto  Vincenzo Florio di Trapani/Birgi,  dove  di  fatto  la
  decisione  della compagnia irlandese Ryanair di non fare  più  base
  nell'aerostazione  trapanese  e  di  cancellare   quasi   tutti   i
  collegamenti esistenti da anni, ha provocato il crollo improvviso e
  massiccio  del  traffico di passeggeri con gravissime ripercussioni
  economiche per tutti gli operatori turistici che a vario  titolo  e
  anche  con  proprie risorse hanno investito nel settore  confidando
  nel buon funzionamento dei collegamenti aerei;

   ATTESO che:

   da  anni  la  Società Airgest che gestisce i servizi  aeroportuali
  dello scalo trapanese è a totale carico della Regione Siciliana che
  ne  assume  gli  onerosi costi, facendosi pure  carico  di  trovare
  soluzioni  per  finanziare i Comuni che destinano le  risorse  alle
  compagnie   aeree  che  si  aggiudicano  i  servizi  di  promozione
  turistica e garantiscono i collegamenti aerei;

   tali  recenti  vicende denunciano e mettono a  nudo  la  fragilità
  della  politica  di gestione e sviluppo del sistema  dei  trasporti
  aerei  adottato  in  Sicilia sino ad oggi slegato  da  una  visione
  organica,  unitaria  e complessiva del sistema territoriale  e  dei
  processi  di  sviluppo  economico che  sotto  più  profili  debbono
  indirizzare  e  determinare efficientamento,  ottimizzazione  delle
  aerostazioni  e  razionalizzazione della  spesa.  La  tipologia  di
  servizi  da  attivare in ragione del rafforzamento delle  politiche
  commerciali  e  turistiche e la riorganizzazione  dei  processi  di
  governance  degli  scali non possono assolutamente  prescindere  da
  logiche  sempre più decisamente competitive che ridiano slancio  al
  sistema nel contesto globalizzato;

   l'attuale sussistenza in Sicilia di più società di gestione  degli
  scali  isolani  di  fatto  esprime  la  debolezza  del  sistema   e
  l'inefficacia  e  scarsa  competitività delle  stesse  società  che
  rischiano di esercitare una drammatica concorrenza interna a  tutto
  danno  della  Sicilia  e dei siciliani ed una limitata  capacità  e
  forza contrattuale nei confronti delle compagnie aeree;

   in  ragione  di quanto su esposto e mutuando esempio di efficiente
  gestione  da altri Paesi anche a noi molto prossimi come la  Spagna
  dove,  a  fronte  di un territorio ben più esteso  e  variegato  di
  quello siciliano, gran parte degli scali nazionali è gestita da  un
  unico soggetto,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  assumere  con  urgenza ogni utile iniziativa per  definire  la
  costituzione  di  un'unica società di gestione degli  aeroporti  di
  tutta  la  Sicilia o, in alternativa, di due società,  una  per  la
  gestione  degli scali della Sicilia orientale e una per la  Sicilia
  occidentale. In quest'ultima ipotesi sarà utile istituire un tavolo
  di  concertazione  tra le società di gestione  degli  aeroporti  di
  Palermo,  Trapani, Pantelleria e Lampedusa da un lato, e quelle  di
  Comiso  e  Catania,  dall'altro,  unitamente  a  tutti  i  soggetti
  istituzionali coinvolti, gli Assessori regionali per il turismo, lo
  sport  e  lo  spettacolo e per le infrastrutture e la  mobilità,  i
  Sindaci delle Città metropolitane , l'ANCI, i Commissari dei Liberi
  Consorzi  dei  Comuni, i sindacati, i soci privati e quanti  aventi
  titolo a dar vita al nuovo soggetto giuridico che dovrà ridisegnare
  la nuova politica del trasporto aereo in Sicilia». (109)

   Prima  che l'onorevole faccia l'esposizione in Aula, abbiamo  come
  Assessore   l'assessore   Turano  e  l'assessore   Armao,   possono
  rispondere su questa mozione n. 109?

   TURANO,   assessore  per  le  attività  produttive.  Sì,  possiamo
  rispondere.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Le avevo chiesto la parola sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Si riprende dalla mozione n. 109.

   LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli Assessori che
  sono  qui  presenti  tra  l'altro  ieri  hanno  partecipato  ad  un
  importante incontro promosso dal Presidente Musumeci in ordine alla
  possibilità di costituire se non una, due società di gestione degli
  aeroporti  siciliani, una per l'area orientale ed  una  per  l'area
  occidentale.
   Su  questo  tema  la  mozione  che  io  presento  all'Aula  e  che
  auspicherei fosse votata favorevolmente, è perché è sotto gli occhi
  di  tutti  la  grave  crisi  che  attanaglia  questo  comparto  del
  trasporto aereo e della mobilità aerea, con particolare riferimento
  agli  aeroporti minori che sono quelli della provincia di  Trapani,
  l'aeroporto  di  Birgi,  e quello di Comiso.  Sappiamo  bene  quale
  incidenza  abbiano  sulle casse della Regione siciliana  che  è  il
  socio  assoluto di maggioranza, anzi l'unico socio  di  queste  due
  società di gestione aeroportuali.
   L'esigenza di costruire una sinergia che possa permettere a questi
  scali  minori  di  essere gestiti attraverso  una  sola  governance
  risponde   a  più  necessità.  La  prima  necessità  è  quella   di
  organizzare,  pianificare  in  maniera  strategica  questo  settore
  perché  il trasporto aereo è uno dei più importanti veicoli per  il
  turismo,  per il commercio, per la mobilità delle persone,  per  il
  sistema  territoriale  che  va  promosso  nel  suo  insieme  ed   è
  impensabile che ci possano essere aeroporti della stessa Regione  e
  dello stesso territorio che si possano, tra virgolette, ignorare  o
  addirittura peggio fare questa sotterranea guerra che non  serve  a
  nessuno.
   Ho  immaginato con questa mozione la possibilità di costituire due
  sole  società  di gestione, mettendo insieme tutti gli  attori  che
  possono  concorrere a determinare questa scelta in  un  quadro  non
  solo  sinergico ma anche strategico del modello di sviluppo che  in
  Sicilia  non  può  prescindere dalla possibilità di  creare  questa
  mobilità.
   Peraltro, sappiamo bene, è stato qui il viceministro Dell'Orco  la
  settimana  scorsa più o meno, dove abbiamo trattato il  tema  della
  continuità  territoriale e abbiamo anche annunciato il  tema  della
  insularità,  che  è  ben  più di quella della  semplice  continuità
  territoriale.
   Ma  io  voglio  ritenere che questa opzione, questa  necessità,  e
  domani  c'è  pure una riunione in Sicindustria Trapani, organizzata
  dal  Distretto  turistico di Trapani, mi rivolgo pure all'assessore
  Turano che bene è intervenuto più volte sul tema, perché ovviamente
  si vuole promuovere questa iniziativa, e io ritengo che sia il modo
  giusto   di  costruire  un  percorso  più  virtuoso  che   dia   la
  possibilità,  anche alla Sicilia, di diventare più competitiva  nei
  confronti  delle  compagnie  aeree  che  finora  sono  anche  state
  compagnie  mangiasoldi, compagnie che noi abbiamo pagato  per  fare
  volare i nostri cittadini e portare, anche, turisti naturalmente.
   Oggi, c'è una economia in ginocchio nel territorio trapanese,  c'è
  una  economia  che  attende risposte chiare, c'è  una  società  che
  attende  di  sapere  quando verrà fatto  questo  bando  e,  su  mia
  sollecitazione  devo  dire che finalmente il progetto  territoriale
  che  sottende alla stesura del bando è arrivato nella V Commissione
  questa   mattina,  anzi  la  prego,  signor  Presidente,  di   dare
  indicazioni,  sollecitazioni  al  Presidente  della  V  Commissione
  perché lo calendarizzi immediatamente per dare priorità, appunto, e
  risposte che sono necessarie.
   Credo  di non dovere spendere più parole. La mozione è depositata,
  i  colleghi  la stanno leggendo, immagino, e ritengo che  ci  possa
  essere  l'unanime volontà di questo Parlamento di andare  anche  in
  questa  direzione, perché su questi temi che sono, peraltro,  anche
  temi   importanti  voluti  nell'ambito  del  piano  dei   trasporti
  nazionali  si auspica che ci siano due sole società di gestione,  e
  direi che all'interno della società che dovrebbe ricomprendere  gli
  aeroporti  di  Palermo  e  Trapani  si  debba  pure  parlare  degli
  aeroporti  minori di Pantelleria e di Lampedusa,  che  svolgono  un
  importante  e prezioso servizio, che hanno già le tratte cosiddette
  sociali e che noi dobbiamo cercare di costruire in maniera tale che
  questi  voli  possano  essere  voli  a  basso  costo  per  tutti  i
  siciliani,  non  soltanto per quelli delle Isole minori  che  fanno
  parte dell'arcipelago Sicilia.
   Grazie signor Presidente.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente,  io sulla  mozione  sono  d'accordo.
  Dopodiché Le volevo dire

   PRESIDENTE.  No,  no,  onorevole Milazzo,  poi  riparla,  avrà  la
  parola. Appena finisce questa mozione.

   MILAZZO. Ma se sto parlando

   PRESIDENTE. Appena finisce questa mozione poi riparla.

   MILAZZO. Sulla mozione sono d'accordo, ora c'era la virgola.

   PRESIDENTE.   Assuma  un  atteggiamento  responsabile,   onorevole
  Milazzo.

   MILAZZO.  Sulla mozione, Presidente, sono d'accordo, dopodiché  le
  voglio  dire, Presidente, ma secondo lei la Sicilia aveva l'urgenza
  di  fare  insediare  una  Commissione senza consentirgli  di  farla
  riunire?
   Io  vorrei  chiederle che metro ha di rispetto nei  confronti  del
  Parlamento, Presidente Di Mauro

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo, si  attenga  all'argomento  della
  mozione

   MILAZZO.  Lei  ha  preso la parola poco fa ed ha  autorizzato  una
  Commissione  ad  insediarsi senza potere votare.  Ma  secondo  lei,
  questo è rispetto per il Parlamento, Presidente Di Mauro?
   Lei  ora  potrà  censurarmi quanto vuole,  ammesso  che  non  sono
  l'ultimo venuto  E le consentirò di fare Aula

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si accomodi   Staccate i microfoni

   MILAZZO. Stacchi tutto quello che vuole

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si vuole accomodare, per favore? Si
  accomodi, onorevole Milazzo

   MILAZZO. Ha rispetto per il Parlamento?


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17
  luglio 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

    II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI MOZIONI (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 17.00

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio