Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 15.27
GALVAGNO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Schillaci e Arancio.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
GALVAGNO, segretario:
- Interventi per il settore ittico, Nuove disposizioni in materia
di pesca nel mediterraneo (n. 292).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Catanzaro,
Arancio e Cafeo il 5 luglio 2018.
- Disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare (n.
293).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Tancredi,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Trizzino, Zafarana e Zito il 5 luglio 2018.
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del 2016, in
merito alle norme di modifica in materia di parcheggi di
interscambio (n. 294).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri il 5
luglio 2018.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.
GALVAGNO, segretario:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Azioni a difesa della salute, delle acque superficiali e
sotterranee, del suolo e dell'agricoltura siciliana. (n. 286).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 luglio 2018.
Parere IV.
- Iniziative in ordine agli sprechi alimentari. (n. 288).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 luglio 2018.
Parere VI.
- Misure per la crescita competitiva e sostenibile del sistema
produttivo regionale e per il contrasto alla stagnazione economica
e alla disoccupazione. (n. 289).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 luglio 2018.
Parere UE.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA'(IV)
- Disposizioni per la mitigazione del rischio esondazione ed
alluvione ed azioni di rifunzionalizzazione e naturalizzazione dei
corsi d'acqua. (n. 287).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 luglio 2018.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Iniziative a sostegno dello sviluppo del turismo religioso. (n.
284).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 luglio 2018.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per il sostegno alle attività degli oratori di ogni
confessione religiosa. (n. 285).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 luglio 2018.
Parere V.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed
assegnate
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
richieste di parere pervenute ed assegnate alle competenti
Commissioni.
GALVAGNO, segretario:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione siciliana
(ARAN). Costituzione comitato direttivo (n. 7/I).
Pervenuto in data 5 luglio 2018.
Inviato in data 6 luglio 2018.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Legge regionale 5 dicembre 2016, n. 24 articolo 11.
Disposizioni per favorire l'incremento delle presenze turistiche
negli ambiti territoriali afferenti agli aeroporti di Trapani,
Birgi e di Comiso. Convenzioni per lo svolgimento coordinati di
attività finalizzate a favorire l'incremento delle presenze
turistiche negli ambiti territoriali afferenti all'Aeroporto di
Trapani, Birgi e all'Aeroporto di Comiso (n. 8/V).
Pervenuto in data 5 luglio 2018.
Inviato in data 9 luglio 2018.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Bilancio'
(II) nella seduta n. 53 del 3 luglio 2018 ha approvato la
risoluzione Corretta attuazione degli obblighi contrattuali e
tutela occupazionale nel settore dei beni culturali (personale ex
Federico Musei )' (n. 2/II) e la risoluzione Misure per la
redazione dei documenti contabili consolidati della Regione.' (n.
3/II).
Comunicazione integrativa relativa all'elezione dell'onorevole
Maria Anna Caronia a Presidente del Gruppo parlamentare Misto
PRESIDENTE. Ad integrazione di quanto già comunicato nella seduta
d'Assemblea n. 54 del 4 luglio 2018, preciso che l'onorevole Maria
Anna Caronia, con nota datata 3 luglio 2018, pervenuta alla
Segreteria generale il 4 luglio successivo e protocollata al n.
4995/AulaPG del 5 luglio 2018, ha trasmesso copia del verbale di
riunione del 3 luglio 2018 del Gruppo parlamentare Misto , nel
corso della quale lo stesso deputato è stato eletto Presidente del
Gruppo medesimo in sostituzione dell'onorevole Cateno De Luca,
dimissionario.
Pertanto, ai fini parlamentari, l'elezione alla superiore carica
interna decorre dal 4 luglio 2018.
L'Assemblea ne prende atto.
Invito lo stesso Gruppo parlamentare a procedere, ai sensi del
comma 3 dell'articolo 25 quater del Regolamento interno
dell'Assemblea, alla nomina di un Vicepresidente.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole De Domenico.
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, di interrogazioni
ed interpellanze della Rubrica «Attività produttive»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, di interrogazioni
ed interpellanze della Rubrica «Attività produttive».
Onorevoli colleghi, siamo in attesa dell'Assessore Turano che ha
fatto sapere che arriverà a breve. Pertanto, sospendo la seduta per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.38, è ripresa alle ore 15.45)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si procede con l'interrogazione n. 2 «Chiarimenti in
merito alle procedure per l'erogazione delle agevolazioni previste
dall'azione 1.1.2 in attuazione del P.O.FESR Sicilia 2014/2020 in
favore delle PMI», a firma dell'onorevole Ciancio e degli altri
deputati del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
con D.D.G. n. 1350/5, del Dirigente Generale dell'Assessorato
Attività Produttive, è stato approvato l'avviso pubblico
concernente le modalità e le procedure per la concessione e
l'erogazione delle agevolazioni previste dall'azione 1.1.2 Sostegno
per l'acquisto di servizi per l'innovazione tecnologica,
strategica, organizzativa e commerciale delle imprese, in
attuazione del PO FESR Sicilia 2014/2020 in favore delle PMI;
al fine di assicurare la necessaria copertura finanziaria
all'avviso approvato con menzionato DDG, è stato previsto l'impegno
della somma complessiva di 28.031.133,40 sul capitolo di spesa
742872 Interventi nell'ambito dell'azione 1.1.2 del PO FESR Sicilia
2014-2020 , Cod. U.2.03.03.03.999 del bilancio della Regione
siciliana secondo il seguente schema: - quanto a . 10.000.000,00
per l'esercizio finanziario 2017; - quanto a . 10.000.000,00 per
l'esercizio finanziario 2018; - quanto a . 8.031.133,40 per
l'esercizio finanziario 2019; l'Avviso intende agevolare la
realizzazione di progetti di investimento finalizzati al sostegno
delle imprese e che permettano l'avvio e il consolidamento di un
percorso di innovazione;
considerato che:
le richieste di finanziamento, relative all'Avviso in argomento,
dovevano essere inviate a partire dalle ore 12,00 del trentesimo
giorno e sino alle ore 12,00 del quarantesimo giorno dalla
pubblicazione dello stesso avviso sulla GURS;
come riportato nell'avviso del 18 luglio 2017, AVVISO 1.1.2
MODALITA' DI PRENOTAZIONE E PRESENTAZIONE ISTANZE , la prenotazione
per la presentazione delle istanze poteva essere effettuata nel
portale delle agevolazioni
http://portaleagevolazioni.regione.sicilia.it a partire dalle ore
12,00 del 23 luglio 2017 (domenica, sic ) e sino alle ore 12,00 del
2 agosto 2017. La prenotazione dava luogo al rilascio di un ticket
che consentiva di presentare l'istanza e la documentazione prevista
a partire dalle 24 ore successive al rilascio del ticket stesso ed
entro le successive 24 ore. Ciò, fermo restando che lo sportello
per la prenotazione e trasmissione della documentazione avrebbe
chiuso comunque alle ore 12,00 del giorno 02.08.2017; per
effettuare la prenotazione occorreva essere preliminarmente
registrati ed accreditati;
considerato altresì che:
dopo circa 30 secondi dall'inizio della possibilità di
prenotazione, e cioè alle ore 12.00.30 di domenica 23 luglio 2017,
erano state già caricate sul sistema oltre 300 prenotazioni con una
velocità non compatibile con le normali possibilità umane,
esaurendo ampiamente le disponibilità finanziarie;
non si comprende come mai l'orario di apertura dello sportello per
l'avvio della fase di prenotazione, previsto per le ore 12.00 del
23 luglio, nel sito era inspiegabilmente indicato per le ore 10.00;
tenuto conto che l'azione 1.1.2, cosi come la 3.5.1-01 e la 3.5.1-
02 avevano suscitato legittime aspettative in moltissime imprese
siciliane, e in moltissimi giovani, e che tali aspettative sono
risultate già svanite, per l'avviso 1.1.2, e si apprestano a
svanire anche per le altre Azioni, in quanto pochissimi secondi a
disposizione, per prenotarsi, lasciano il legittimo sospetto che il
cosiddetto click day non sia un sistema che privilegia lo sforzo
delle imprese serie ma una lotteria;
per sapere se non intendano attivarsi in tempi brevi per:
la sospensione, in autotutela, degli Avvisi relativi alle Azioni
1.1.2, 3.5.1-01 e 3.5.1-02 del PO FESR 2014-2020;
la revisione dei criteri di selezione, sostituendo l'ordine
cronologico di presentazione con la valutazione delle proposte
progettuali attraverso il sistema delle griglie di valutazione dei
progetti, peraltro già previste negli avvisi relativi alle azioni
in oggetto e relegate a semplice strumento di ammissione superata
una certa soglia minima raggiungibile da qualunque progetto;
relegare l'ordine cronologico di presentazione semplicemente ad
elemento prioritario in caso di parità di punteggio; consentire la
riapertura dei termini di presentazione con i nuovi criteri» (2).
CIANCIO - CAMPO - DI CARO - DI PAOLA
PASQUA - DE LUCA - SCHILLACI - SUNSERI
PAGANA - MARANO - CANCELLERI - PALMERI
ZITO - CAPPELLO - FOTI - TRIZZINO
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - ZAFARANA - TANCREDI
Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
ma è stata già illustrata?
PRESIDENTE. Non c'è niente da illustrare. Lei deve rispondere
all'interrogazione, poi il parlamentare interverrà per dire
soltanto se è soddisfatto o meno della sua risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
in buona sostanza l'interrogante chiede di sospendere il bando
1.1.2 e a seguire il 3.5.01 e il 3.5.02 che sono in verità le
misure comunitarie su cui l'Assessorato nel corso di questi mesi si
è speso di più in termini di istruttoria delle pratiche. Sono i
progetti più importanti che riguardano l'innovazione tecnologica,
la misura 1.1.2 e la ricerca scientifica. Le istanze pervenute sono
state 447, dopo la valutazione soltanto 337 di primo acchito e
successivamente 2 sono state recuperate con il soccorso istruttorio
e sono state ammesse a finanziamento per un importo pari a 24
milioni 125 mila euro circa. La misura era capiente per 28 milioni
di euro, per cui già ci siamo adoperati con delibera di Giunta a
liberare le risorse appunto che non potevano essere impegnate.
Ora appare, come dire, sterile la proposta di sterilizzare -
scusate il bisticcio di parole - la misura perché le imprese
saranno tutte finanziate ed i decreti sono stati già inviati alla
Corte dei Conti per la registrazione. Riteniamo, Presidente, che
questa sia una misura comunitaria molto importante perché riguarda
il processo di innovazione tecnologica che è rivolta a tutte le
medie imprese siciliane. Quindi, chi ha un'impresa di qualunque
tipo con queste risorse, sono progetti fino a 100 mila euro, può
ammodernare il ciclo produttivo.
Sulle altre misure ho ben poco da dire se non il fatto che - lo
posso comunicare ufficialmente - è intendimento del Governo
sostenere tutte le iniziative che rientrano tra quelle ammissibili
in relazione chiaramente alla capienza finanziaria. Ragione per la
quale i decreti da qui a molto presto, diciamo così, saranno
anch'essi inviati alla Corte dei Conti. Sono alcune delle misure
segnatamente sull'obiettivo tematico 1 che, ripeto, riguarda
l'innovazione scientifica e la ricerca tecnologica, e
sull'obiettivo tematico 3 che riguarda l'aiuto alle imprese che
permetteranno di fare un target di spesa significativo.
PRESIDENTE. Poiché il primo firmatario, onorevole Ciancio, non è
presente in Aula, ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Non sono soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 72 «Dichiarazione di
interesse industriale di un'area sita nei comuni di Torretta (PA) e
Palermo per lo sfruttamento del giacimento calcareo», a firma degli
onorevoli Di Mauro e Galvagno. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia,
all'Assessore per le attività produttive e all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
Italcementi S.p.A. è il principale produttore di materiali da
costruzioni in Italia con una struttura produttiva distribuita sul
tutto il territorio nazionale che, all'esito dell'acquisizione di
Cementir Italia conclusasi lo scorso 2 gennaio 2018 con un
investimento di 315 M, è oggi costituita da: 11 cementerie a ciclo
completo;
1 cementeria a ciclo completo per prodotti speciali;
10 centri di macinazione;
Italcementi fa oggi parte del gruppo HeidelberCement, primo
produttore al mondo di aggregati, secondo produttore al mondo di
cemento e terzo produttore al mondo di calcestruzzo;
il Gruppo è presente in 60 paesi in cinque continenti con circa
60.000 lavoratori e con oltre 3.000 siti produttivi;
lo stabilimento di Isola delle Femmine rappresenta una delle
ammiraglie della struttura produttiva italiana di ltalcementi. Si
tratta di uno impianto con una capacità produttiva di oltre 800.000
tonnellate di cemento all'anno, con un importante ruolo nell'intera
economia siciliana. La cementeria ha la certificazione ambientale
(ISO 14001) e di qualità (ISO 9001) con ottime prestazioni
ambientali. Nel corso del 2017 sono stati completati e avviati
moderni impianti per il contenimento delle emissioni, in
particolare ossidi di azoto e ossidi di zolfo. Si tratta di moderni
sistemi che impiegano le migliori tecniche disponibili sul mercato.
Per la realizzazione di questi impianti è stato fatto un
investimento di oltre 3 milioni di euro. Normalmente vengono
investiti 1-1,5 milioni di euro all'anno per ammodernamento degli
impianti ed allineamento alle migliori tecniche disponibili;
considerato che:
lo stabilimento di Isola delle Femmine conta attualmente 104
dipendenti diretti e un indotto (trasportatori, imprese
specialistiche, imprese di servizi, ecc.) che impiega circa altre
250 persone, per un totale di manodopera occupata di circa 350
persone;
altrettanto importanti sono le ricadute sulle attività commerciali
e ricettive della zona;
l'impianto di Isola delle Femmine fornisce anche il semilavorato
(clinker) al centro di macinazione di Porto Empedocle, che a sua
volta occupa 32 dipendenti diretti ed un indotto di circa 70 unità;
tra dipendenti diretti ed indotto sono dunque circa 450 i
lavoratori (e le famiglie) legati all'attività dello stabilimento
di Isola delle Femmine;
per la produzione di clinker e quindi di cemento si utilizzano
come materie prime principalmente argilla (25%) e calcare (75%).
Entrambe vengono fornite attraverso due cave sociali:
Cava Manostalla - Comune di Carini: argilla;
Cava P.Aia - Comune di Palermo e Torretta: calcare;
ritenuto che:
la Italcementi S.p.A. è esercente della cava di calcare denominata
Pian dell'Aia sita nei Comuni di Palermo e Torretta (PA), posta a
servizio del proprio stabilimento per la produzione di leganti
idraulici di Isola delle Femmine. La cava e il sottostante
giacimento calcareo insistono totalmente su terreni di proprietà
della Regione Sicilia per un'area di circa 100 ettari;
il Presidente della Regione Sicilia con Decreto n. 206/81 modificò
la destinazione dell'area da fini boschivi a interesse industriale
per la durata di venti anni, concedendo alla ltalcementi S.p.A. la
possibilità di coltivare il giacimento calcareo ivi presente. Il
decreto concessorio è stato successivamente rinnovato con D.P.R.S.
n. 1340 gr. IV/118 del 24.03.1998 fino al 23.03.2018;
con l'approssimarsi della scadenza della concessione e in
considerazione delle riserve ancora presenti nel giacimento
calcareo (pari a circa 14 milioni di metri cubi), le quali possono
assicurare una attività estrattiva pluridecennale e in questo modo
garantire il corretto funzionamento della cementeria di Isola delle
Femmine, è stata presentata in data 14.12.2016 alla Regione Sicilia
- Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale
apposita istanza di ulteriore rinnovo del suddetto D.P.R.S;
con nota del 13.02.2017 detto Dipartimento ha trasmesso per
competenza la pratica al Dipartimento Regionale delle Finanze e del
Credito - Servizio 7 Demanio, il quale, a sua volta, con nota del
27.02.2017 firmata dal Dirigente del Servizio ha trasmesso la
pratica al Dipartimento Energia - Servizio 7 Distretto Minerario di
Palermo;
con successiva nota del 12.04.2017 il Dipartimento Regionale dello
Sviluppo Rurale e Territoriale - Servizio 13 per il Territorio di
Palermo ha comunicato al Dipartimento Regionale delle Finanze
(Demanio) e al Dipartimento Regionale Energia (Distretto Minerario
di Palermo) che, per quanto di loro competenza, non si rilevano
motivi ostativi al rinnovo del D.P.R.S. n. 1340 gr. IV/118 del
24.03.1998;
il Dipartimento Regionale delle Finanze e del Credito - Servizio 7
Demanio con nota del 03.05.2017, ha invitato il Dipartimento
Regionale Energia (Distretto Minerario di Palermo) a procedere con
l'attivazione di quanto richiesto da Italcementi S.p.A.;
il Dipartimento Regionale Attività Produttive al fine di cercare
una soluzione ha indetto una riunione per il 05.09.2017 alla quale
sono stati convocati, oltre a ltalcementi, i Direttori Generali dei
Dipartimenti coinvolti a vario titolo nella suddetta pratica
(Energia, Ambiente, Finanza e Credito, Sviluppo Rurale e
Urbanistica) senza tuttavia giungere ad una conclusione condivisa
della questione cosicché Italcementi in data 06.09.2017 ha
trasmesso una nota nella quale si ribadisce il valore
imprenditoriale e sociale della cava;
stante il perdurare del silenzio serbato dalle Amministrazioni
intimate sull'istanza di rinnovo del D.P.R.S. 24 marzo 1998 n.
1340, in data 11.12.2017 la Italcementi S.p.A. si è vista costretta
a notificare ricorso al TAR Sicilia per accertare l'illegittimità
del suddetto silenzio e imporre alle Amministrazioni stesse il
riscontro all'anzidetta istanza entro e non oltre 30 giorni;
si evidenzia, altresì, che nei termini previsti dalla normativa
vigente (6 mesi prima della scadenza) con nota 20.09.2017 sono
state inviate al Distretto Minerario di Palermo e al Dipartimento
Ambiente - Ufficio VIA apposite istanze di parziale riforma dei
provvedimenti di autorizzazione all'esercizio dell'attività
estrattiva e di compatibilità ambientale. Questi provvedimenti
potranno essere rilasciati solo a seguito del rinnovo della
Concessione Demaniale di cui sopra;
il poter disporre dei terreni oltre la data del 23.03.2018
consentirebbe di prolungare l'arco temporale dell'attuale
autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva e
permetterebbe, di conseguenza, il completo sfruttamento del
giacimento calcareo ancora esistente, nonché la continuità
produttiva del Cementificio di Isola delle Femmine con importanti
ricadute dal punto di vista occupazionale;
al contrario, il mancato rinnovo della concessione e quindi la
impossibilità di rifornire lo stabilimento con il calcare
comporterà inevitabilmente la fermata dell'impianto produttivo a
partire 23 marzo 2018 con i relativi impatti dal punto di vista
occupazionale ed economico;
per sapere:
quali iniziative intendano prendere nel più breve tempo possibile
affinché si proceda al rinnovo della Concessione Demaniale
scongiurando altresì il fermo dell'attività estrattiva e di
conseguenza una nuova stagione di crisi occupazionale per i
lavoratori e per tutto il comparto;
quali iniziative intendano prendere con la massima urgenza per
fare chiarezza sull'attuale situazione e per sollecitare soluzioni
immediate e definitive a questa ennesima emergenza». (72)
DI MAURO - GALVAGNO
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire
la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, su
questa interrogazione devo dire che posso essere poco esaustivo
perché non rientra fra le competenze dell'Assessorato alle attività
produttive in quanto riguarda tematiche assegnate all'Assessorato
all'energia, trattandosi di un'attività relativa all'esercizio di
attività estrattiva.
Su questo punto l'Assessorato non può che evidenziare la propria
incompetenza.
PRESIDENTE. Il tema è maggiormente ambientale, la faremo passare
all'attenzione dell'Assessore per il territorio e ambiente.
Si passa all'interpellanza n. 23 «Ripristino dei livelli di
occupazione con riferimento agli ex dipendenti della Myrmex s.r.l. e
rilancio della ricerca in Sicilia», a firma degli onorevoli Foti e
degli altri deputati del Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale,
premesso che:
il Centro di Ricerca Tossicologica (European Drug Safety and
Methabolism) di Catania, di proprietà della Wyeth Lederle fino al
2011, a seguito della fusione delle due società, veniva trasferito
al Gruppo Pfizer;
i vertici di quest'ultima, nel febbraio 2011, decidevano
d'interrompere tutte le attività connesse al Centro di Ricerca di
Catania e comunicavano la volontà di dismetterlo, annunciando la
mobilità per i 76 ricercatori;
con il contratto di cessione, siglato il 19 settembre 2011,
l'azienda Pfizer trasferiva la proprietà del Centro di Ricerca
all'azienda italiana Myrmex s.r.l. di Gian Luca Calvi, società
dedita alla commercializzazione di protesi ortopediche con sede a
Milano;
a quanto risulta agli scriventi, la Myrmex s.r.l., pur non
essendosi fino a quel momento occupata di ricerca in campo
tossicologico e farmacologico, veniva preferita a concorrenti quali
la Nerviano Medical Center, collegata a Farmitalia o la IRBM
Science, aziende di lunga esperienza nel settore della ricerca;
il trasferimento alla società Myrmex comprendeva gli immobili
registrati, il personale (76 dipendenti), i contratti afferenti al
ramo aziendale, la situazione patrimoniale e il trasferimento dei
progetti e i programmi di ricerca, in collaborazione con il Cnr e
l'Istituto superiore di Sanità, finanziati dal ministero
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur);
secondo il rogito notarile, l'intero laboratorio veniva valutato
ben 37,7 milioni di euro, oltre a 10 milioni di euro in crediti;
la Myrmex, nel contratto con Pfizer, si impegnava a mantenere gli
stessi livelli occupazionali esistenti al momento della cessione per
due anni. L' acquisto del ramo d'azienda avveniva, infatti, sulla
base di un patto di stabilità, già avviato nella stipula preliminare
del contratto, poi perfezionato nella fase definitiva e sottoscritto
da tutte le parti;
il tutto veniva ceduto dalla Pfizer alla Myrmex s.r.l. per il
prezzo di un euro;
nel contempo, al fine di qualificare e attuare iniziative per i
progetti strategici di rilevante interesse in materia di ricerca
scientifica e tecnologica e sviluppo sperimentale, veniva emanata la
delibera della Giunta Regionale n. 189 del 5 agosto 2011, di
sostegno a un progetto di sviluppo per la salvaguardia
dell'occupazione del centro di ricerca Pfizer Italia s.p.a, avente
sede a Catania;
con tale provvedimento la Regione sottoscriveva con Myrmex un
accordo di programma di circa 20 milioni di euro, segnatamente 4,5
milioni di euro per tre anni, a valere sui fondi Mi.S.E., Miur, FESR
2007/2013 e fondi PAR-FAS 2007/2013 e, in via residuale, sulle
risorse regionali, finalizzato a incrementare la crescita del centro
per i successivi anni, a fronte di un progetto di sviluppo, che
avrebbe dovuto presentare la Myrmex s.r.l., che prevedeva la
realizzazione di una Cell Factory nel sud Italia;
considerato che:
con l'accordo di programma la società Myrmex si impegnava a:
mantenere l'attuale livello occupazionale per un periodo minimo di
tre anni (a integrazione dell'obbligo- di soli due anni contratto
con la Pfizer); cedere a un euro, in caso di inadempimento, alla
Regione Siciliana o a un soggetto dalla stessa indicato, l'intero
compendio aziendale oggetto di cessione da parte di Pfizer;
in data 16 settembre 2013, scadeva la clausola di stabilità
occupazionale prevista nel contratto tra la Mirmex e la Pfizer;
il 7 agosto 2013 il MIUR versava alla Myrmex s.r.l. ben 3 milioni
di euro per progetti PON, dei quali non risulta alcuna
documentazione;
a febbraio 2014 la società richiedeva, per i 69 lavoratori rimasti
del laboratorio Myrmex, la cassintegrazione ordinaria e
successivamente straordinaria a zero ore, in anticipo e in palese
contrasto con la clausola di salvaguardia occupazionale contenuta
nell'Accordo di Programma sopra citato;
non risulta, altresì, agli scriventi che la Myrmex abbia mai
avviato procedure per attrarre nuovi investimenti e inoltre appare
chiaro che il piano industriale sia stato completamente disatteso,
risultando la Myrmex, quindi, inadempiente;
appreso che:
il Fatto Quotidiano, nell'ottobre 2013, nell'inchiesta sul caso
Myrmex, riportava le dichiarazioni e le denunce dei dipendenti,
secondo i quali, in ben due anni, pur ricevendo regolarmente lo
stipendio e firmando i relativi documenti, in realtà non venivano
messi nelle condizioni di potere svolgere alcun tipo di lavoro;
a seguito della denuncia presentata dai lavoratori, ebbene, alcuni
ispettori del Miur, recatisi presso la struttura, appuravano che in
tale centro non si svolgesse alcuna attività di ricerca, così come
affermato dai denuncianti;
gli impiegati, inoltre, ancora dichiarano che il modus operandi
della Myrmex faceva intravedere più un intento speculativo che un
reale progetto di rilancio imprenditoriale e, infatti, la società
non mostrava interesse a portare avanti le diverse occasioni
lavorative che si presentavano, quali, a mero titolo
esemplificativo: le analisi chimiche per i NAS, analisi per
l'Istituto Zooprofilattico, sviluppo di nuove molecole per partner
stranieri, precludendo in tal modo ogni possibilità di sviluppo del
Centro;
essi lamentano che, negli anni, ogni trattativa di vendita con
diversi compratori interessati sarebbe inspiegabilmente fallita e
citano il caso dell'imprenditore Roberto Giusti, dell'azienda
Prestafarma, che opera in Tunisia, ma con commesse a livello
internazionale. Giusti avrebbe presentato all' amministratore Gian
Luca Calvi una proposta congrua da prezzo di mercato, consegnando
una lettera d'interesse per rilevare il laboratorio;
l'ipotesi progettuale dell'imprenditore Giusti, la quale
consisteva nella ricerca e sviluppo per la produzione di pillole e
creme, se realizzata nel laboratorio della Myrmex, avrebbe
certamente potuto occupare i lavoratori licenziati;
la proposta economica di acquisizione, dell'ammontare
di circa 5 milioni di euro, veniva giudicata dal prof. Gian Luca
Calvi incongrua, sebbene l'ipotesi fosse stata ben valutata dalla
Regione diciliana;
il dott. Giusti dichiarava pubblicamente che la Myrmex non era
interessata alla vendita;
l'intento di mera speculazione, ebbene, secondo gli ex dipendenti,
sarebbe provato da una delibera del CNR: il consiglio di
amministrazione, con deliberazione n. 87 del 2017 nella seduta del
27 giugno ha deliberato l'avvio dell'iter destinato a concludersi
con l'acquisto del complesso immobiliare di proprietà della società
Myrmex, ubicato in via Franco Gorgone, nella Zona industriale di
Catania, a circa 10 km al centro della città, avente una superficie
coperta lorda di circa 12mila mq, suddivisa in due corpi di fabbrica
tra loro collegati, già sede del Centro di Tossicologia della Pfizer
Italia. Dopo che sarà richiesto e acquisito dall'Agenzia delle
Entrate il parere di congruità del prezzo richiesto dalla Myrmex
(circa 11,5 milioni di euro), sottoscritto il contratto ed
effettuati i necessari lavori di adattamento, la prima fase del
trasloco - che coinvolgerebbe l'attuale sede di via Gaifami n. 18 e
gli istituti ISN, IPCB e ICB - avverrebbe all'incirca entro un anno;
la seconda, riguardante l'immobile di via Gaifami n. 9, si dovrebbe,
invece, concludere nel giro di due anni (istituti IBB, ISTC e
IVALSA);
atteso che:
in data 5 settembre 2014 i ricercatori del Centro di Ricerche
Myrmex si univano a formare la Cooperativa di Ricerche Sicilia sulle
scienze della vita, la quale entrava a far parte del Parco
Scientifico e Tecnologico dietro acquisto di azioni;
i lavoratori costituitisi in cooperativa, tentavano di avanzare
una proposta di acquisizione del Centro di Ricerca per 1 euro,
richiedendo l'intermediazione della Regione, così come previsto, in
caso di inadempienza della Myrmez s.r.l., dalla Delibera n.
189/2011;
visto che:
in data 23 ottobre 2017, veniva emanata al Delibera n. 484,
Progetti di sviluppo per la salvaguardia dell'occupazione dei
lavoratori della Myrmex s.r.l.- Verifiche, la quale prendeva le
mosse dalla precedente delibera n. 189 del 2011;
all'interno di tale Deliberazione veniva richiamata la nota prot.
n. 53296/2017, nella quale il Dirigente Generale del Dipartimento
regionale delle Attività produttive proponeva che la Giunta
Regionale confermasse la clausola di salvaguardia di cui all'ultimo
capoverso del dispositivo della Deliberazione n. 189/2011, che
disponeva l'attuazione dell'Accordo di Programma è garantita
dall'impegno a cedere a un euro, in caso di inadempimento, alla
Regione siciliana o a un soggetto dalla stessa indicato, l'intero
compendio aziendale oggetto della cessione da parte della Pfizer
Italia S.p.A;
con nota prot. n. 6049 del 23 ottobre 2017 lo stesso Assessore
regionale delle Attività Produttive comunicava il proprio assenso e
condivisione della proposta del Dirigente Generale;
per conoscere:
se ritengano opportuno assumere tutte le iniziative affinché si
confermi la clausola di salvaguardia di cui all'ultimo capoverso del
dispositivo della Deliberazione n. 189/2011, atteso l'inadempimento
della Myrmex s.r.l.;
adoperarsi affinché si provveda, tramite l'Assessorato delle
Attività Produttive e il Dipartimento della Programmazione, a
un'attenta pianificazione delle risorse disponibili, che preveda il
rilancio del Centro di Ricerca Tossicologica, anche attraverso
l'impiego della Cooperativa di Ricerche Sicilia sulle scienze della
vita, formata dai ricercatori del centro, al fine di ripristinare i
livelli occupazionali e rivitalizzare la ricerca in campo
farmacologico e tossicologico, sfruttando le eccellenze e le
competenze siciliane». (23)
FOTI - CANCELLERI - CAMPO - CAPPELLO
CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI PAOLA
MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI - PAGANA
PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per illustrarla.
FOTI. Signor Presidente, Assessore, proverò ad illustrarle una
vicenda molto complessa e molto articolata.
Immagino che avrà avuto modo di potere osservare i numerosi
passaggi.
Ci troviamo a Catania nel comparto della ricerca farmacologica e
dell'innovazione. Importante realtà il Centro di ricerca
tossicologica, nel 2011n giungeva ad un passaggio, a numerosi
passaggi molto complessi che hanno visto il trasferimento e la
fusione della società del Centro di ricerca tossicologica che si
trovava a sud di Catania, nella zona industriale, al gruppo Pfizer.
Subito dopo, sempre nel 2011, il gruppo decide di fare ulteriori
passaggi e cambiamenti di questa realtà giungendo ad un contratto di
cessione alla Mirmex dell'imprenditore Gianluca Calvi.
Oltre che il passaggio si prevede il mantenimento delle attività,
dei dipendenti ed addirittura un'implementazione delle attività
supportate da accordi quadro di programma e poi da ulteriore
delibera di Giunta.
Quella stessa Giunta regionale che, nel 2011, rafforza gli intenti
dell'allora Governo di puntare sulla ricerca, il mantenimento dei
livelli occupazionali, dare maggiore supporto anche grazie alla
programmazione europea ed a fondi del MISE e del MIUR sui FESR 2007-
2013, fondi FAR e FAS, sempre sulla vecchia programmazione. Insomma,
sembravano esserci dei presupposti importanti.
All'interno di questa delibera erano anche previste delle clausole
di inadempienza grazie alle quali, qualora non fossero state
rispettate, la Regione si era lasciata delle vie di fuga per
riprendere in mano la situazione.
Sono passati molti anni e anche molte ombre su questa vicenda.
Vorrei ricordare che nel 2013 - cito anche nel testo
dell'interpellanza - a seguito di denuncia da parte dei lavoratori
che hanno cominciato a capire che c'era qualcosa che non andava
perché per un periodo furono regolarmente pagati, pur non potendo
materialmente utilizzare i laboratori che allora erano eccezionali,
all'avanguardia.
A seguito di questa denuncia, il silenzio è calato e nonostante
alcune offerte da parte di altre industrie farmaceutiche di rilievo
internazionale, la proprietà rifiutò di vendere, di cedere, di
mantenere un'attività.
Bene, ora siamo arrivati ad un punto in cui nelle ultime settimane
sono scadute tutte le forme di ammortizzatori sociali.
C'era stato anche un passaggio in cui il CNR sembrava interessato
ad acquistare gli immobili, senza tenere conto dei lavoratori che da
76 sono passati a circa 40 e che hanno pensato loro stessi di
spendersi diventando imprenditori nel settore farmaceutico creando
una cooperativa che all'interno della sua compagine ha cercato di
proporre un'attività di natura imprenditoriale proponendosi - ad
esempio, a titolo esemplificativo - come centro per l'esecuzione
delle analisi per i NAS, per l'Istituto zooprofilattico, visto anche
le attrezzature e le competenze che questa realtà aveva ed oggi,
purtroppo, dobbiamo parlare al passato.
Alla fine della scorsa legislatura ci fu anche una seconda
delibera da parte del precedente Governo dove sembrava si volessero
rafforzare gli intenti, proprio perché più volte, anche nei DEF,
leggiamo come sulla innovazione, sulla ricerca, bisogna puntare e
so che ci sono anche in previsione degli investimenti.
Signor Presidente, chiediamo innanzitutto di sapere cosa il
Governo intende fare. Sappiamo che, dagli organi di stampa, a
dicembre il presidente Musumeci ha incontrato una delegazione di
lavoratori e, probabilmente, ci saranno state delle interlocuzioni.
Noi chiediamo se non riteniate opportuno assumere tutte le
iniziative previste nella delibera 189 del 2011, affinché ci si
rivalga sulle clausole di rescissione che erano previste in quella
delibera nei confronti della Mirmex e se sia percorribile, da parte
del suo Assessorato, percorrere e pianificare un percorso di
rilancio attraverso il Centro di ricerca tossicologica ed
attraverso la Cooperativa di ricerche Sicilia sulle scienze della
vita, formata dai ricercatori, appunto, che lavoravano presso
questa struttura.
Se fosse possibile cedere il pacchetto, gli aiuti, in modo che,
per mano dei suoi stessi lavoratori che chiedono di lavorare e
certo non vogliono vivere di ammortizzatori sociali o stare con le
braccia conserte, aspettando non si capisce bene cosa, si possa
avviare un'interlocuzione costruttiva con questa realtà. E voglio
ripetere, purtroppo, passando ulteriori mesi la condizione
psicologica anche di questi ricercatori è veramente al lumicino
perché non sono riusciti ad essere loro stessi risolutori della
loro questione nonostante lo sforzo di formare una cooperativa che
nel suo Statuto prevede la continuità delle attività che già
svolgevano.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire
la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
ringrazio l'onorevole Foti per la dovizia di particolari con cui ha
illustrato una vicenda dai tratti umani molto complicata ma che è
carica di alcune vicende che vanno ben oltre la competenza di
quest'Aula.
Nell'indicazione, nell'analisi cronologica, dell'esposizione fatta
dall'onorevole Foti risulta tutto vero, ha dimenticato soltanto di
ricordare - perché magari è un elemento che non conosce - che il
passaggio con questo imprenditore privato, nella delibera, veniva
previsto che si fosse consumato con la cifra simbolica di un euro -
e voglio ricordare a tutti che i laboratori dove è ubicata la
ditta, rappresentano delle vere e proprie eccellenze perché anche
in termini strutturali sono stati realizzati in modo tale da essere
prevalentemente adeguati ad una attività di ricerca scientifica e
di innovazione tecnologica - tuttavia, a fronte del trasferimento
per la cifra simbolica di un euro, nessun atto è stato corrisposto
da parte dell'imprenditore il quale non ha fatto mistero,
utilizzando anche la buona volontà dei lavoratori, di pagare i
lavoratori vuoti per pieno e non sempre questo pagamento è stato
rituale e regolare; ragione per la quale sulla vicenda che ha
chiaramente matrice politica c'è un risvolto che va ben oltre le
competenze di quest'Aula.
Personalmente ho incontrato il presidente del CNR, il professore
Massimo Inguscio, che è venuto prima ad un incontro a Roma, il
professore Massimo Inguscio aveva già messo all'ordine del giorno
del CNR.
BARBAGALLO. Non si sente nulla.
TURANO, assessore per le attività produttive e lo so, il vecchio
Collegio dei Questori ha pensato di rinnovare questo impianto, come
gestito.
Bene, allora voglio essere chiaro su questo punto, il presidente
del CNR, il professore Massimo Inguscio, aveva già messo all'ordine
del giorno del CNR l'acquisto dell'immobile, salvo poi chiedere un
parere all'Anac ed a seguito del quale il CNR ha deciso di
desistere dall'investimento, quindi, oggi, la vicenda risulta per
come l'ho detta.
L'acquirente più autorevole che si faceva carico rilevando la
società con il suo patrimonio immobiliare potendo garantire le
commesse, ha deciso, per fatti che chiaramente io non conosco, di
rivedere la posizione stessa. Ragione per la quale questi
lavoratori, ad oggi, sono disimpegnati, non svolgono una vera e
propria attività di ricerca e con onestà intellettuale, diciamo,
con il mondo della ricerca, chi perde il passo con i tempi, è per
davvero fuori dal mercato.
Successivamente, abbiamo fatto un incontro a Catania, sempre con
il presidente del CNR, ed ancora dopo un altro incontro con il
Presidente della Regione, ma la vicenda oggi, per i risvolti che ho
evidenziato poc'anzi, rimane purtroppo irrisolta.
FOTI. Cosa intende fare?
TURANO, assessore per le attività produttive. Onorevole Foti, la
delibera di Giunta n. 484 del 23/10/2017 purtroppo non prevedeva
nessun impegno economico quindi era un impegno, un semplice impegno
politico del Governo regionale di volere risolvere il problema
senza alcun rilievo giuridico. Siamo in una fase di stallo perché
trovare la soluzione che nell'ambito della ricerca scientifica
provi a garantire l'occupazione, la ricerca stessa, avendo perso il
partner più autorevole che era il CNR non è una cosa da poco.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, si dichiara soddisfatta o non
soddisfatta della risposta fornita dall'Assessore?
FOTI. Mi dichiaro non soddisfatta della risposta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 30 Ristrutturazione
degli immobili siti sull'Etna , a firma dell'onorevole Barbagallo.
Ne do lettura:
N. 30 - Ristrutturazione degli immobili siti sull'Etna.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
che:
il vulcano Etna è stato riconosciuto patrimonio dell'Unesco ed è,
pertanto, un attrattore turistico di grandissimo rilievo, richiama,
infatti, sportivi, appassionati di montagna, escursionisti,
scienziati da tutte le parti del mondo;
tuttavia, numerose criticità rendono la fruizione di tale
patrimonio difficoltosa;
la domanda turistica è orientata verso le quote più alte del
vulcano dove è necessario garantire una adeguata accoglienza e
relativa ricettività turistica;
attualmente, al di sopra dei 1800 mt. s.l.m., vi sono importanti
strutture ricettive di proprietà pubblica per un totale di circa
500 posti letto; si tratta, tra le altre, del Grande Albergo
dell'Etna, di proprietà del demanio regionale, e del Villaggio
Mareneve, di proprietà della Città metropolitana di Catania;
tali strutture sono del tutto in disuso da oltre vent'anni;
per conoscere se non ritengano necessario, all'interno della
programmazione dei fondi UE, garantire una riserva per consentire
la ristrutturazione, nonché la successiva gestione, dei suddetti
immobili.»
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come sapete
l'Etna è uno dei nostri siti Unesco, ricordo che la zona oggetto di
valorizzazione e di promozione da parte dell'Unesco e di
riconoscimento da parte dell'Unesco a seguito della procedura
coordinata dal Parco dell'Etna è la zona sommitale del vulcano,
quindi, la parte, come dire, di patrimonio dell'umanità è quella
per cui c'è la domanda internazionale nei confronti del Vulcano è
la zona sommitale.
L'Etna, in base agli ultimi dati di presenze turistiche, è il sito
che probabilmente è più desiderato, alla luce di alcuni sondaggi
che sono stati fatti da autorevolissime riviste internazionali ma,
per quanto concerne le date, le presenze turistiche sul vulcano, ci
sono delle oggettive difficoltà.
Per presenze turistiche sul vulcano mi riferisco alla possibilità
di dormire non nei paesi etnei o nei pressi dell'accesso al Parco
dell'Etna e, quindi, a bassa quota, ma mi riferisco alla
possibilità di dormire sul vulcano a quota 2000 metri.
Oggi è accessibile la nota struttura di proprietà del CAI, Rifugio
Giovanni Sapienza, ma con l'interpellanza voglio fare presente al
Governo che ci sono ben tre strutture, almeno, di proprietà
pubblica sul vulcano, che sono di proprietà della Regione siciliana
o trasferite dalla Regione siciliana ad altri enti pubblici.
Mi riferisco innanzitutto ai cinque lotti di proprietà del comune
di Linguaglossa, assessore Turano, che sono stati distrutti
interamente dall'eruzione del 2002, lì erano ubicati due famosi
ristoranti, La Provenzana' e Le Betulle', e che davano prima
dell'eruzione del 2002 una possibilità importante di ricettività
sul vulcano.
Lo stesso Piano Provenzana che venne distrutto anche per la parte
che riguarda gli impianti di risalita.
L'altra proprietà prestigiosa ed importante, di proprietà della
Regione, è il Grande Albergo dell'Etna', è l'albergo dove amava
villeggiare Saragat e che è stato oggetto di promozione
recentemente perché il Giro d'Italia è arrivato proprio, nella
tappa dello scorso anno, davanti al Grande Albergo e che consta più
di 100 camere, e poi c'è il Villaggio Mare-Neve' che è stato di
proprietà della Regione e che la Regione siciliana diversi anni fa
ha trasferito alla ex provincia regionale di Catania.
Il Presidente Musumeci, oggi, non è in Aula ma il progetto lo
conosce bene avendo avuto la responsabilità della provincia
regionale di Catania, e oggi, il Villaggio Mare-Neve', anch'esso
di proprietà pubblica, versa in una situazione di grave degrado.
Io, assessore Turano, ritengo che nella organizzazione
dell'offerta turistica e nella organizzazione dei fondi comunitari
una riserva vada destinata, prioritariamente, alle strutture che
sono nostre, sono di proprietà pubblica che andrebbero valorizzate
e rese fruibili per garantire le presenze dei turisti e dei
visitatori sull'Etna.
Non servirebbe poi tanto, basterebbe, come ho chiesto nella
interpellanza, una riserva per garantire che questi gioielli, che
per anni hanno rappresentato l'immagine dell'accoglienza della
Sicilia nei confronti dei visitatori, fossero resi nuovamente
fruibili.
Non solo, ma nei confronti di Linguaglossa e di Piano Provenzana
saneremmo una ferita storica perché dal 2002 non è più possibile
dormire a Piano Provenzana e noi, come dire, - il Presidente
Musumeci ha più volte chiesto una Regione normale -, anche noi
vogliamo una Regione normale dove è possibile dormire ed alloggiare
nella stessa stazione da cui partono gli impianti di risalita.
Con lo stesso metodo, assessore, noi chiediamo che ci sia anche
una riserva per quanto riguarda l'ammodernamento degli impianti di
risalita perché l'Etna è uno dei tre posti al mondo in cui si può
sciare guardando il mare. Oggi la stagione turistica invernale dura
un mese, un mese e mezzo, con degli impianti moderni potremmo
garantire un allungamento della stagione a quattro mesi.
L'ultima riflessione la voglio fare su quelle strutture che sono
dei rifugi adibiti al bivacco lungo la pista altomontana, lungo i
boschi dell'Etna, qua ci sono anche altri parlamentari che
conoscono bene la qualità dell'offerta naturalistica del vulcano.
Garantire la possibilità di fruire di questi rifugi darebbe la
possibilità anche alle future generazioni della nostra Terra di
avere un bene che oltre ad essere patrimonio dell'Umanità venga
fruito e dia tanta ricchezza ai siciliani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire
la risposta all'interpellanza.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
ringrazio l'onorevole Barbagallo per la passione che mette nel
decantare le bellezze dell'Etna, peraltro riconosciute da tutto il
mondo e onestamente a me convince tanto quello che lui dice però,
ahimé, purtroppo sono costretto a dovere evidenziare
l'impossibilità di agire con questo strumento giuridico che
l'onorevole Barbagallo evidenzia.
L'onorevole Barbagallo che è un parlamentare di lungo corso ed ha
avuto la fortuna, anche, di fare parte del Governo regionale sa
bene quali sono gli strumenti della programmazione europea e il
bando che lui cita è il bando n. 334, quello che è appunto
destinato ad una vocazione turistica, peraltro l'onorevole
Barbagallo era proprio l'assessore per il turismo della Regione
siciliana, è destinato esclusivamente alle medie o piccole imprese,
singole o associate e non agli enti pubblici.
Per una lacuna nella progettazione io ritengo non aver pensato di
istituire all'interno del bando la riserva - per come l'onorevole
Barbagallo chiede - in favore degli Enti pubblici o delle proprietà
pubbliche di cui la Regione, peraltro, è molto ricca, quindi un
arricchimento del proprio patrimonio non potrebbe che essere visto
in maniera salutare da qualunque Governo della Regione, non ci
permette di raggiungere l'obiettivo.
La programmazione comunitaria non è una cosa che si può cambiare
in corso d'opera men che meno si può cambiare soltanto per la
volontà di una parte del ramo dell'Amministrazione.
Il bando è stato definito, codificato con il complemento di
programmazione e notificato a Bruxelles, quel bando riguarda
esclusivamente le imprese singole o associate, ma le medie o
piccole imprese, quindi imprese private, e non le imprese
pubbliche.
Ragione per la quale, nonostante condivida le argomentazioni
dell'onorevole Barbagallo, sono spiacente nel dover comunicare che
con questo strumento giuridico non possiamo agire, il che non
significa che nella rivisitazione della programmazione che faremo
nel mese di dicembre
BARBAGALLO. Ma ce ne sono altre.
TURANO, assessore per le attività produttive. Lo so, lo dico
affinché l'Aula abbia contezza dello stato dei fatti e della
situazione giuridica che ci siamo venuti a trovare.
Questo non significa che non si può, nella riprogrammazione,
prendere l'impegno politico di capire come intervenire anche in
favore delle strutture pubbliche, perché, certamente, non si può
dedicare soltanto un bando alle strutture pubbliche in quanto,
diversamente, non ci sarebbe ragione di fare un bando potendo la
Regione fare gli affidamenti diretti per la riqualificazione.
Pur tuttavia, mi informerò meglio sulla proprietà e inviterò
l'Assessore che ha competenza sul demanio a capire se c'è già una
fase progettuale avanzata di riqualificazione di questi immobili
perché se così fosse, chiaramente, avremmo certezza che, una volta
modificata la base giuridica, si può rapidamente realizzare
l'intervento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta ricevuta.
BARBAGALLO. Signor Presidente, la prima parte è una fase
conoscitiva - che conoscevo -, io mi prendo la seconda parte della
risposta dell'Assessore che ho apprezzato e la prendo, Assessore,
anche con un impegno del Governo a trovare nell'ambito delle pieghe
della programmazione comunitaria, delle progettazioni presenti da
parte degli Enti pubblici proprietari dell'immobile, una
possibilità di sostegno e di finanziamento.
Io anticipo che, ai sensi dell'articolo 152, mi farò carico anche
di una mozione per accompagnare, Assessore, le iniziative che il
Governo riterrà opportune anche nel raccordo con gli altri enti
pubblici proprietari delle strutture.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
intervengo per completezza, siccome a me piace essere operativo, se
al netto del desiderio da parte dell'Assessorato di informare
tempestivamente il Direttore alla programmazione, se l'onorevole
Barbagallo fa la stessa cosa e il presente verbale dell'Assemblea
regionale viene mandato anche al Direttore della programmazione
affinché nella rimodulazione della programmazione possa tenere
conto della necessità evidenziata, tanto dall'onorevole Barbagallo
quanto dal Governo.
PRESIDENTE. Si passa alla discussione dell'interpellanza n. 32, a
firma degli onorevoli Ciancio ed altri. Comunico all'Aula che alla
fine di questa interpellanza la seduta sarà sospesa per permettere
l'insediamento della Commissione Statuto.
CANCELLERI. Signor Presidente, si deve mettere in discussione la
mozione 104, approfittiamo della presenza dell'Assessore.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
volevo intervenire prima dell'onorevole Foti soltanto per
risparmiare del tempo. L'onorevole Foti, sicuramente, illustrerà,
FOTI. Se lei già vuole rispondere
TURANO, assessore per le attività produttive. Non posso rispondere
perché non rientra tra le competenze.
PRESIDENTE. No, vuole dire che non è competente l'assessore.
TURANO, assessore per le attività produttive. Non essendo
competente l'assessore per le attività produttive, l'onorevole Foti
può esercitare liberamente il diritto di parola e illustrare una
interpellanza che, però, non rientra tra le mie competenze.
Quindi non sono nelle condizioni di rispondere esaustivamente,
ragione per la quale volevo, essendo stata assegnata solo,
irritualmente, a questo armo dell'assessorato, volevo, chiaramente,
informare l'Aula e invitare l'onorevole Foti a esporla quando sarà
presente in Aula l'assessore per l'agricoltura che ha la competenza
in materia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pertanto la trattazione
dell'interpellanza n. 32 è rinviata alla Rubrica Agricoltura'.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 209 Revisione dei
meccanismi di accesso ai bandi comunitari , firmatari gli onorevoli
Cannata, Calderone, Genovese e Gallo. Ne do lettura:
N. 209 - Revisione dei meccanismi di accesso ai bandi comunitari.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive, all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, all'Assessore per l'economia, all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, all'Assessore per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per il turismo, lo sport e
lo spettacolo, premesso che da un po' di anni a questa parte la
Regione siciliana, ritenendo di adeguarsi ai più evoluti sistemi
informatici utilizzati sia nel resto d'Italia che d'Europa,
seleziona le domande avanzate dagli imprenditori per accedere ai
fondi europei per l'innovazione, attraverso l'ormai famoso e tanto
criticato 'click day';
preso atto che la velocità è il fattore decisivo affinché si possa
rientrare nell'elenco dei 'favoriti dalla sorte' che potranno
pertanto sperare negli aiuti comunitari;
tenuto conto che, da qualche tempo, le aziende siciliane vivono un
vera e propria odissea, ovvero la piattaforma telematica adottata
dalla Regione dovrebbe dare uguali possibilità alle aziende ma, a
causa del suo malfunzionamento, finisce piuttosto col danneggiarle,
così come avvenuto di recente con l'Amministrazione regionale,
costretta a prorogare il termine per la presentazione delle
progettualità a valere sull'azione 3.1.1.3 'Aiuti alle imprese
esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni tangibili
e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e
ristrutturazione aziendale';
ricordato che analoga vicenda accadde circa tre anni fa, quando il
tanto agognato Piano Giovani si rivelò essere una delle esperienze
più fallimentari della Regione;
considerato che il click day risulta essere un sistema
inaffidabile per imprenditori e lavoratori, un sistema che presenta
le problematiche più disparate, che possono essere dal ritardo di
una manciata di secondi nella presentazione della domanda a un
cattivo funzionamento della rete informatica, oltre a non garantire
trasparenza ed efficienza, non tenendo conto della reale bontà
delle proposte progettuali;
per sapere se il Governo non ritenga necessario rivedere i
processi di assegnazione delle risorse, modificandone i criteri di
accesso, attraverso una valutazione dei progetti, basata su criteri
di selezione oggettivi, affinché possa essere data maggiore
efficienza allo sviluppo e soprattutto creare una buona
occupazione.»
PRESIDENTE. Ha la parola l'assessore Armao per fornire la
risposta.
Assessore Armao, la Segreteria generale mi dice che è pervenuta la
delega del Presidente della Regione, all'assessore per l'Economia.
Si tratta della revisione dei meccanismi di accesso a bandi
comunitari, assessore Armao.
Sospendiamo brevemente la seduta per insediare la Commissione
Statuto'.
(La seduta, sospesa alle ore 16.17, è ripresa alle ore 16.35)
La seduta è ripresa.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio e sono
certa che comprenderà il mio bisogno di alcuni chiarimenti perché
qui si parla di persone.
Poco fa, quando abbiamo trattato l'interpellanza a proposito della
Mirmex, l'onorevole Assessore Turano ha fatto una breve disamina
dei fatti e ha parlato anche di questa possibilità sfumata
dell'acquisto degli immobili da parte del CNR, proprio come una
opportunità persa. Mi ha elogiato per l'attenta disamina,
ricordandomi che c'è un passaggio importante presente nella
interpellanza, ossia che la delibera 189 del 2011 prevedeva tutta
una serie di accordi di programma, risorse del Ministero, del Mur,
programmazione a favore di questa attività. Ma c'era una clausola,
qualora la proprietà, in quel caso Calvi, non avesse raggiunto gli
obiettivi, la Regione per solo un euro si sarebbe fatta restituire
il patrimonio.
Allora mi chiedo e dico, meno male che il CNR non ha speso soldi
pubblici alla fin fine per comprare un patrimonio che già di fatto
dovrebbe essere vostro, cioè nostro, patrimonio regionale quindi
io, ripeto ancora, e voglio ricordare, che c'è questa opportunità
che è ampiamente nelle facoltà del Governo dopo gli scandali, dopo
8 anni di vuoto assoluto, di risorse non spese e non rendicontate
per la Regione riappropriarsi del patrimonio.
Quindi Assessore, io la prego e prego anche l'Assessore Armao che
è da qualche minuto entrato in Aula, e mi rivolgo a lui perché
proprio ha ben consapevole la questione, perché allora lui era
Assessore. Molti ripongono la fiducia sulla possibile risoluzione
della questione perché, ripeto, nella delibera 189, sappiamo che è
contemplato, che per le varie inottemperanze, la Regione avrebbe
potuto riprendere questo patrimonio. Dopo di che sono certa che con
i tavoli che ha preannunciato l'Assessore Turano si possano
percorrere delle strade per dare dignità a questi ricercatori che
hanno formato una propria cooperativa e si offrono loro stessi di
essere nuovi competitor e potere subentrare direttamente con il
loro istituto, con la loro cooperativa a fare ricerca. Quindi io
vorrei che si arrivasse ad una soluzione, perciò bene inteso che la
Regione faccia valere quello che è stabilito dalla delibera n. 189.
Grazie.
PRESIDENTE. Riprendiamo dalla Rubrica interrogazioni'. Avevamo
sospeso trattando la n. 209: Revisione dei meccanismi di accesso
ai bandi comunitari.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive, all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, all'Assessore per l'economia, all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, all'Assessore per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per il turismo, lo sport e
lo spettacolo,
premesso che da un po' di anni a questa parte la Regione
siciliana, ritenendo di adeguarsi ai più evoluti sistemi
informatici utilizzati sia nel resto d'Italia che d'Europa,
seleziona le domande avanzate dagli imprenditori per accedere ai
fondi europei per l'innovazione, attraverso l'ormai famoso e tanto
criticato 'click day';
preso atto che la velocità è il fattore decisivo affinché si possa
rientrare nell'elenco dei 'favoriti dalla sorte' che potranno
pertanto sperare negli aiuti comunitari;
tenuto conto che, da qualche tempo, le aziende siciliane vivono un
vera e propria odissea, ovvero la piattaforma telematica adottata
dalla Regione dovrebbe dare uguali possibilità alle aziende ma, a
causa del suo malfunzionamento, finisce piuttosto col danneggiarle,
così come avvenuto di recente con l'Amministrazione regionale,
costretta a prorogare il termine per la presentazione delle
progettualità a valere sull'azione 3.1.1.3 'Aiuti alle imprese
esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni tangibili
e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e
ristrutturazione aziendale';
ricordato che analoga vicenda accadde circa tre anni fa, quando il
tanto agognato Piano Giovani si rivelò essere una delle esperienze
più fallimentari della Regione;
considerato che il click day risulta essere un sistema
inaffidabile per imprenditori e lavoratori, un sistema che presenta
le problematiche più disparate, che possono essere dal ritardo di
una manciata di secondi nella presentazione della domanda a un
cattivo funzionamento della rete informatica, oltre a non garantire
trasparenza ed efficienza, non tenendo conto della reale bontà
delle proposte progettuali;
per sapere se il Governo non ritenga necessario rivedere i
processi di assegnazione delle risorse, modificandone i criteri di
accesso, attraverso una valutazione dei progetti, basata su criteri
di selezione oggettivi, affinché possa essere data maggiore
efficienza allo sviluppo e soprattutto creare una buona
occupazione.
Onorevoli colleghi, è pervenuta da parte del Governo comunicazione
affinchè l'Assessore Armao delegato all'economia, possa curarne la
trattazione.
Si tratta di interrogazione. Prima interviene il Governo, poi
l'onorevole Cannata dichiarerà se è soddisfatta o meno. Queste sono
le regole.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sarebbe opportuno che su questo punto anche l'Assessore
per le attività produttive, qui presente, che in qualche modo
tratta le principali voci sottoposte alla procedura cosiddetta
mediante click day , possa intervenire parimenti e che fra l'altro
è tra gli organismi che vengono chiamati nelle interrogazioni in
causa.
Sostanzialmente, sul punto, non possiamo che convenire con alcuni
dei rilievi che - peraltro - sono condivisi da molti esponenti del
Governo circa il cattivo funzionamento che sovente è accaduto per
la soluzione del click day .
Non dobbiamo dimenticare che parti intere della Sicilia sono mal
collegate sul piano del collegamento digitale, è evidente che ci
siano aree avvantaggiate e aree svantaggiate.
Il click day , sebbene sia un meccanismo trasparente,
verificabile circa la presentazione delle istanze, tuttavia rischia
di creare discriminazioni fra residenti in aree maggiormente
collegate e aree che hanno un collegamento meno efficiente, anche
con imprenditori che vorrebbero partecipare alle selezioni.
Sotto questo profilo credo che l'interrogazione coglie nel segno,
e coglie da parte del Governo un'assoluta sensibilità nel rivedere
questo tipo di tecniche.
Vorrei che sul punto, Presidente, se possibile, intervenisse anche
l'Assessore che gestisce molte delle procedure sottoposte a click
day .
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è chiaro che il ragionamento che ho fatto è
generale e complessivo. Buona parte delle risposte a queste
interrogazioni sono contenute nei miei precedenti interventi.
Sul PO-FESR, relativamente agli obiettivi tematici 1 e 3,
concernenti l'innovazione e la ricerca scientifica e
l'ammodernamento e l'aiuto alle imprese sulla programmazione 14-20,
la programmazione - voglio ribadirlo - è un atto di concertazione
tra il Governo regionale e la Comunità europea prevede il sistema
del click day .
Il precedente Governo, con la delibera di Giunta 103 del 6 marzo
2017, ha previsto questo tipo di procedura che è codificata,
pubblicata sul sito Euroinfosicilia, riguarda tutti i bandi
pubblici che la Regione stessa ha promanato o può promanare.
Fino a quando non vi sarà una riprogrammazione il sistema del
click day è il sistema che dovremmo utilizzare.
Voglio essere chiaro con l'onorevole Cannata che paventa il
rischio che i progetti non siano valutabili perché arrivano in
ordine prioritario. Non è chiaramente così
Ci sono due fasi, la fase dell'ammissibilità, e la fase della
valutazione del progetto. Non si può pensare che solo perché si è
arrivati primi, il progetto sarà finanziato. Il progetto dovrà
presentare prima la fase dell'ammissibilità e, successivamente, la
fase della valutazione.
Questo Governo si è reso conto che, sulla fase dell'ammissibilità,
molta parte dei bandi prevedeva una soglia molto bassa, pari a 45
punti percentuali.
I bandi che abbiamo promanato successivamente non necessitavano
della programmazione comunitaria, ma soltanto di una modifica di
Giunta. Abbiamo alzato la soglia di ammissibilità in relazione
all'importo. Quindi più si chiede e più si deve avere una fase di
ammissibilità, in termini di punteggi molto alti. Il 45 per cento,
previsto nella soglia in de minimis, è stato portato al 60 per
cento, al 65, 70, 80 per cento in relazione all'importo che si
chiede.
Era l'unica cosa che si poteva fare per qualificare meglio i
progetti, fermo restando che se un progetto dovesse arrivare un
nano secondo prima di un altro, e avendo entrambi superato la fase
di ammissibilità, viene finanziato il primo e non il secondo. E
chiaramente la soglia di ammissibilità, l'abbiamo passata. Deve
essere chiaro che una volta superata la fase di ammissibilità, il
progetto va alla valutazione della commissione.
La commissione è un organo terzo rispetto al soggetto-gestore
della misura, fa una congrua valutazione del progetto stesso.
Questo è quanto penso di poter comunicare all'Aula. Sono dati
oggettivi, allo stato sui vecchi bandi non modificabili, e che
comunque permettono di avere due diversi fasi - lo voglio ribadire
- quella della ammissibilità e quella della valutazione. Non c'è
soltanto la fase dell'ammissibilità. Quindi, se un progetto - come
tante volte è capitato - è il primo e non supera la fase
dell'ammissibilità non può essere finanziato. Se supera la fase
della ammissibilità ma non della valutazione, non può essere
finanziato lo stesso.
Così come, per onestà intellettuale, devo dire che ci sono
progetti che non rientrano tra quelli che trovano capienza
finanziaria che magari appunto non lo sappiamo, la qualità del
progetto è eccellente e non vengono finanziati lo stesso. Come
tutti i bandi si può soltanto determinare la valutazione in
relazione alla copertura finanziaria che il bando assicura.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cannata per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CANNATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo a parziale
rettifica anche di come è stato detto dall'Assessore Armao che
sostanzialmente nella mia interrogazione facevo presente che la
problematica riguarda non solo la velocità del click e quindi
quello che è stato ben esposto è il malfunzionamento molto spesso
della piattaforma. Ma quella che può essere invece anche la
valutazione di progetti meritevoli che tempisticamente non
raggiungono l'obiettivo. Quindi semmai mi ritengo soddisfatta della
risposta che è stata data da entrambi gli Assessori. Ma a questo
punto sul funzionamento della piattaforma un intervento più congruo
è opportuno darla per come è stato esposto dall'Assessore.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non può intervenire su questa interrogazione, non
porta la sua firma.
SUNSERI. Chiedo di parlare ai sensi del comma 6 dell'articolo 144
bis.
PRESIDENTE. Il comma 6 dell'articolo 144 bis recita: 6. In
Assemblea il Presidente dà lettura di ciascuna interrogazione, alla
quale il Governo risponde per non più di due minuti. Il
presentatore replica per non più di un minuto. Possono, quindi,
chiedere precisazioni sullo stesso argomento, per non più di trenta
secondi ciascuno, non più di cinque deputati appartenenti a Gruppi
diversi tra loro e da quello del presentatore: essi sono scelti dal
Presidente tra i deputati che lo richiedono al termine della
risposta del Governo. Il Governo infine dà ulteriori precisazioni
per non più di due minuti.
Onorevole Sunseri, questo comma riguarda il question-time. Lei non
può intervenire. Tuttavia, se vuole intervenire le concedo trenta
secondi. Siamo magnanimi.
SUNSERI. Grazie, signor Presidente; sarò velocissimo. Mi permetto
di riportare alcuni dati. Faccio riferimento a un bando, al
3.5.1.2: 1330 aziende presentano domanda. 650 lo fanno entro i
primi 50 secondi. Vengono prese 66 aziende che avevano fatto
domanda entro i primi 6 secondi. Lei ritiene che questo possa
essere un metodo valutativo? Signor Assessore, l'articolo 76 di
questa finanziaria, tra le decine che sono state impugnate dal
Consiglio dei Ministri, che abbiamo scritto noi, prevede la
possibilità in via prioritaria di scegliere un metodo valutativo
alternativo al click-day. La Commissione Europea è stata
fallimentare nella scelta del wi-fi, hanno bocciato il click-day. E
lei mi vuole far capire che nella Regione Siciliana è il metodo
corretto per assegnare centinaia di migliaia di euro?
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Onorevole Sunseri,
lei deve avere la bontà di ascoltarmi. Ritiene che io posso
cambiare il click-day sul bando che lei ha citato? E, allora lo
dica nei prossimi bandi quando riprogrammeremo. Chiedo scusa, non è
un dibattito tra noi due, lei ha fatto riferimento ad un bando che
è stato pubblicato nove mesi fa, come a dire che noi riteniamo quel
sistema valido e dunque non lo vogliamo cambiare. Io regole in
corso d'opera su bandi già pubblicati non ne cambio, né se me lo
chiede lei, né se me lo chiedono altri Sono stato chiaro
Seguito della discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione di mozioni.
Onorevoli colleghi, le mozioni n. 41 e n. 111 sono rinviate così
come aveva chiesto il Presidente del Gruppo parlamentare del
Partito Democratico, auspicando la presenza del Presidente
Musumeci.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Mi ascolti onorevole Lupo, lei aveva chiesto la
presenza del Presidente Musumeci, non ripetiamo le cose che ci
siamo detti, glielo abbiamo chiesto, onorevole Lupo, glielo abbiamo
chiesto. Quando ci comunicherà la data lo comunicheremo.
Si passa alla mozione n. 109 Gestione degli scali aeroportuali
siciliani , a firma degli onorevoli Lo Curto, Savarino e Bulla che
avevamo sospeso la scorsa seduta. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
la Sicilia, terra di straordinarie bellezze naturali,
paesaggistiche, storico/culturali e archeologiche di tutta evidenza
e tali da costituire unitamente alle eccellenze enogastronomiche,
sicura fonte di ricchezza per l'economia legata allo sviluppo
turistico, a causa dell'arretratezza e inadeguatezza della rete
infrastrutturale sconta un pesante ritardo nei processi di crescita
economica e nella gestione del sistema territoriale;
le produzioni agricole e merceologiche del nostro territorio, oggi
fortemente in crisi per effetto dei processi di globalizzazione che
determinano l' invasione dei nostri mercati con prodotti che spesso
sfuggono alle regole della tracciabilità e dei controlli sanitari
vigenti nei e tra i Paesi dell'Unione europea, subiscono a loro
volta un appesantimento dei costi dovuti all'oneroso trasporto su
gomma che incide pesantemente anche nel contesto delle politiche
del risparmio energetico e dell'inquinamento atmosferico;
le esigenze di mobilità cui i nostri cittadini sono obbligati per
motivi di studio, di lavoro,di cure sanitarie o di semplice svago
turistico rendono sempre più frequente e necessario l'uso del mezzo
aereo con costi di notevole consistenza che gravano sui bilanci
familiari e limitano di fatto all'essenziale i predetti spostamenti
dalla Sicilia;
la condizione di insularità della Regione Siciliana,che questo
Governo e questo Parlamento avranno il dovere politico/morale di
affermare e far valere innanzi allo Stato Italiano e alle
Istituzioni Europee in applicazione delle prerogative
Statutarie,rende nei fatti sempre più indispensabile il
potenziamento dei collegamenti aerei e impone una riorganizzazione
delle politiche e dei processi di gestione del traffico aereo con
nuovi e più competitivi sistemi di governance dei rapporti con le
compagnie aeree;
la condizione di insularità è pure aggravata dall'esistenza di
piccole isole che ulteriormente e in modo assai più pesante
risentono della marginalità geografica a cui sono costrette le
popolazioni che vi abitano;
CONSIDERATE le vicende che hanno recentemente coinvolto
l'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani/Birgi, dove di fatto la
decisione della compagnia irlandese Ryanair di non fare più base
nell'aerostazione trapanese e di cancellare quasi tutti i
collegamenti esistenti da anni, ha provocato il crollo improvviso e
massiccio del traffico di passeggeri con gravissime ripercussioni
economiche per tutti gli operatori turistici che a vario titolo e
anche con proprie risorse hanno investito nel settore confidando
nel buon funzionamento dei collegamenti aerei;
ATTESO che:
da anni la Società Airgest che gestisce i servizi aeroportuali
dello scalo trapanese è a totale carico della Regione Siciliana che
ne assume gli onerosi costi, facendosi pure carico di trovare
soluzioni per finanziare i Comuni che destinano le risorse alle
compagnie aeree che si aggiudicano i servizi di promozione
turistica e garantiscono i collegamenti aerei;
tali recenti vicende denunciano e mettono a nudo la fragilità
della politica di gestione e sviluppo del sistema dei trasporti
aerei adottato in Sicilia sino ad oggi slegato da una visione
organica, unitaria e complessiva del sistema territoriale e dei
processi di sviluppo economico che sotto più profili debbono
indirizzare e determinare efficientamento, ottimizzazione delle
aerostazioni e razionalizzazione della spesa. La tipologia di
servizi da attivare in ragione del rafforzamento delle politiche
commerciali e turistiche e la riorganizzazione dei processi di
governance degli scali non possono assolutamente prescindere da
logiche sempre più decisamente competitive che ridiano slancio al
sistema nel contesto globalizzato;
l'attuale sussistenza in Sicilia di più società di gestione degli
scali isolani di fatto esprime la debolezza del sistema e
l'inefficacia e scarsa competitività delle stesse società che
rischiano di esercitare una drammatica concorrenza interna a tutto
danno della Sicilia e dei siciliani ed una limitata capacità e
forza contrattuale nei confronti delle compagnie aeree;
in ragione di quanto su esposto e mutuando esempio di efficiente
gestione da altri Paesi anche a noi molto prossimi come la Spagna
dove, a fronte di un territorio ben più esteso e variegato di
quello siciliano, gran parte degli scali nazionali è gestita da un
unico soggetto,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad assumere con urgenza ogni utile iniziativa per definire la
costituzione di un'unica società di gestione degli aeroporti di
tutta la Sicilia o, in alternativa, di due società, una per la
gestione degli scali della Sicilia orientale e una per la Sicilia
occidentale. In quest'ultima ipotesi sarà utile istituire un tavolo
di concertazione tra le società di gestione degli aeroporti di
Palermo, Trapani, Pantelleria e Lampedusa da un lato, e quelle di
Comiso e Catania, dall'altro, unitamente a tutti i soggetti
istituzionali coinvolti, gli Assessori regionali per il turismo, lo
sport e lo spettacolo e per le infrastrutture e la mobilità, i
Sindaci delle Città metropolitane , l'ANCI, i Commissari dei Liberi
Consorzi dei Comuni, i sindacati, i soci privati e quanti aventi
titolo a dar vita al nuovo soggetto giuridico che dovrà ridisegnare
la nuova politica del trasporto aereo in Sicilia». (109)
Prima che l'onorevole faccia l'esposizione in Aula, abbiamo come
Assessore l'assessore Turano e l'assessore Armao, possono
rispondere su questa mozione n. 109?
TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, possiamo
rispondere.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Le avevo chiesto la parola sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Si riprende dalla mozione n. 109.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli Assessori che
sono qui presenti tra l'altro ieri hanno partecipato ad un
importante incontro promosso dal Presidente Musumeci in ordine alla
possibilità di costituire se non una, due società di gestione degli
aeroporti siciliani, una per l'area orientale ed una per l'area
occidentale.
Su questo tema la mozione che io presento all'Aula e che
auspicherei fosse votata favorevolmente, è perché è sotto gli occhi
di tutti la grave crisi che attanaglia questo comparto del
trasporto aereo e della mobilità aerea, con particolare riferimento
agli aeroporti minori che sono quelli della provincia di Trapani,
l'aeroporto di Birgi, e quello di Comiso. Sappiamo bene quale
incidenza abbiano sulle casse della Regione siciliana che è il
socio assoluto di maggioranza, anzi l'unico socio di queste due
società di gestione aeroportuali.
L'esigenza di costruire una sinergia che possa permettere a questi
scali minori di essere gestiti attraverso una sola governance
risponde a più necessità. La prima necessità è quella di
organizzare, pianificare in maniera strategica questo settore
perché il trasporto aereo è uno dei più importanti veicoli per il
turismo, per il commercio, per la mobilità delle persone, per il
sistema territoriale che va promosso nel suo insieme ed è
impensabile che ci possano essere aeroporti della stessa Regione e
dello stesso territorio che si possano, tra virgolette, ignorare o
addirittura peggio fare questa sotterranea guerra che non serve a
nessuno.
Ho immaginato con questa mozione la possibilità di costituire due
sole società di gestione, mettendo insieme tutti gli attori che
possono concorrere a determinare questa scelta in un quadro non
solo sinergico ma anche strategico del modello di sviluppo che in
Sicilia non può prescindere dalla possibilità di creare questa
mobilità.
Peraltro, sappiamo bene, è stato qui il viceministro Dell'Orco la
settimana scorsa più o meno, dove abbiamo trattato il tema della
continuità territoriale e abbiamo anche annunciato il tema della
insularità, che è ben più di quella della semplice continuità
territoriale.
Ma io voglio ritenere che questa opzione, questa necessità, e
domani c'è pure una riunione in Sicindustria Trapani, organizzata
dal Distretto turistico di Trapani, mi rivolgo pure all'assessore
Turano che bene è intervenuto più volte sul tema, perché ovviamente
si vuole promuovere questa iniziativa, e io ritengo che sia il modo
giusto di costruire un percorso più virtuoso che dia la
possibilità, anche alla Sicilia, di diventare più competitiva nei
confronti delle compagnie aeree che finora sono anche state
compagnie mangiasoldi, compagnie che noi abbiamo pagato per fare
volare i nostri cittadini e portare, anche, turisti naturalmente.
Oggi, c'è una economia in ginocchio nel territorio trapanese, c'è
una economia che attende risposte chiare, c'è una società che
attende di sapere quando verrà fatto questo bando e, su mia
sollecitazione devo dire che finalmente il progetto territoriale
che sottende alla stesura del bando è arrivato nella V Commissione
questa mattina, anzi la prego, signor Presidente, di dare
indicazioni, sollecitazioni al Presidente della V Commissione
perché lo calendarizzi immediatamente per dare priorità, appunto, e
risposte che sono necessarie.
Credo di non dovere spendere più parole. La mozione è depositata,
i colleghi la stanno leggendo, immagino, e ritengo che ci possa
essere l'unanime volontà di questo Parlamento di andare anche in
questa direzione, perché su questi temi che sono, peraltro, anche
temi importanti voluti nell'ambito del piano dei trasporti
nazionali si auspica che ci siano due sole società di gestione, e
direi che all'interno della società che dovrebbe ricomprendere gli
aeroporti di Palermo e Trapani si debba pure parlare degli
aeroporti minori di Pantelleria e di Lampedusa, che svolgono un
importante e prezioso servizio, che hanno già le tratte cosiddette
sociali e che noi dobbiamo cercare di costruire in maniera tale che
questi voli possano essere voli a basso costo per tutti i
siciliani, non soltanto per quelli delle Isole minori che fanno
parte dell'arcipelago Sicilia.
Grazie signor Presidente.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, io sulla mozione sono d'accordo.
Dopodiché Le volevo dire
PRESIDENTE. No, no, onorevole Milazzo, poi riparla, avrà la
parola. Appena finisce questa mozione.
MILAZZO. Ma se sto parlando
PRESIDENTE. Appena finisce questa mozione poi riparla.
MILAZZO. Sulla mozione sono d'accordo, ora c'era la virgola.
PRESIDENTE. Assuma un atteggiamento responsabile, onorevole
Milazzo.
MILAZZO. Sulla mozione, Presidente, sono d'accordo, dopodiché le
voglio dire, Presidente, ma secondo lei la Sicilia aveva l'urgenza
di fare insediare una Commissione senza consentirgli di farla
riunire?
Io vorrei chiederle che metro ha di rispetto nei confronti del
Parlamento, Presidente Di Mauro
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si attenga all'argomento della
mozione
MILAZZO. Lei ha preso la parola poco fa ed ha autorizzato una
Commissione ad insediarsi senza potere votare. Ma secondo lei,
questo è rispetto per il Parlamento, Presidente Di Mauro?
Lei ora potrà censurarmi quanto vuole, ammesso che non sono
l'ultimo venuto E le consentirò di fare Aula
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si accomodi Staccate i microfoni
MILAZZO. Stacchi tutto quello che vuole
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si vuole accomodare, per favore? Si
accomodi, onorevole Milazzo
MILAZZO. Ha rispetto per il Parlamento?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17
luglio 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI MOZIONI (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 17.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio