Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 16.40
Il Presidente avverte che il verbale della seduta n. 55 del 10
luglio 2018 è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
vorranno consultarlo e sarà considerato approvato in assenza di
osservazioni in contrario al termine della presente seduta.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni.
PAPALE, segretario:
- da parte dell'Assessore per l'Economia
N. 49 - Chiarimenti circa il riaccertamento straordinario dei
residui contabili.
Firmatari: Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Campo Stefania; Ciancio Gianina; Foti Angela; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Palmeri Valentina;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 90 - Chiarimenti sulla situazione patrimoniale di Airgest
S.p.A.
Firmatari: Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
- Da parte dell'Assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità
N. 14 - Chiarimenti sull'emergenza rifiuti con particolare
riferimento al comune di Licata (AG).
Firmatari: Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe
- Da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità
N. 9 - Interventi in favore del porto turistico di Gela (CL).
Firmatari: Di Paola Nunzio; Ciancio Gianina; Campo Stefania; Di
Caro Giovanni; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino; Schillaci
Roberta; Sunseri Luigi; Pagana Elena; Marano Jose; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zito Stefano; Cappello
Francesco; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio
N. 115 - Misure urgenti per il porto di Donnalucata (RG).
Firmatari: Campo Stefania; Sunseri Luigi; Foti Angela; Zafarana
Valentina; Marano Jose; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Pagana
Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 117 - Realizzazione dell'arteria di collegamento tra i Comuni
di Alcara Li Fusi e Sant'Agata di Militello (ME).
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Sunseri
Luigi; Foti Angela; Zafarana Valentina; Marano Jose; Palmeri
Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Pagana
Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato
al resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
PAPALE, segretario:
- Norme in materia di promozione dei metodi sostitutivi alla
sperimentazione animale e istituzione del Comitato etico regionale
per la promozione di metodologie sostitutive alla sperimentazione
animale (n. 295).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il
12 luglio 2018.
- Aiuti alle imprese e misure agevolate (n. 296).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Gallo, Milazzo, Cannata, Genovese, Mancuso, Papale, Pellegrino,
Ragusa e Savona il 12 luglio 2018.
- Norme fondamentali per la tutela, la conservazione e la
promozione dei Castelli federiciani in Sicilia (n. 297).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
12 luglio 2018.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.
PAPALE, segretario:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Interventi per il settore ittico. Nuove disposizioni in materia
di pesca nel mediterraneo (n. 292).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 luglio 2018.
Parere V.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA'(IV)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del 2016, in
merito alle norme di modifica in materia di parcheggi di
interscambio (n. 294).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 luglio 2018.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare (n.
293).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 luglio 2018.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
PAPALE, segretario:
N. 241 - Notizie sulla Deliberazione n. 120 della Giunta regionale
e Decreto n . 57 dell'Assessorato delle autonomie locali e della
funzione pubblica.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Assenza Giorgio
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
con richiesta di risposta in Commissione.
PAPALE, segretario:
N. 240 - Ripristino dell'area boschiva di Monti Rossi nel Comune
di Nicolosi ( CT).
- Assessore Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
Barbagallo Anthony Emanuele
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo ed alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
PAPALE, segretario:
N. 239 - Utilizzo del farmaco oncologico 'Ribociclib' nelle
strutture sanitarie regionali.
- Assessore Salute
Fava Claudio
N. 242 - Chiarimenti sui rifiuti scaricati sulla spiaggia di
Triscina (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Palmeri Valentina; Foti Angela; Di Paola Nunzio; Campo Stefania;
Cancelleri Giovanni Carlo; Sunseri Luigi; Mangiacavallo Matteo;
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pasqua Giorgio; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena; Di Caro
Giovanni; Marano Jose; Trizzino Giampiero
N. 243 - Chiarimenti in merito alle procedure di reclutamento di
personale comandato nelle aziende ospedaliere siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 244 - Chiarimenti in merito alla verifica e controllo delle
attività di sanità pubblica veterinaria dell'ASP di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 245 - Chiarimenti in merito alla nomina di direttore della
struttura complessa di igiene degli alimenti di origine animale
dell'ASP di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 247 - Chiarimenti in merito al mancato completamento del
transito dei dipendenti dalla società Belice Ambiente Ato TP2 alla
S.R.R. Trapani Provincia Sud.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Tancredi Sergio; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 248 - Interventi in merito al potenziamento dei presidi
ospedalieri ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio
ambientale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Arancio Giuseppe Concetto; Lupo Giuseppe; Cafeo Giovanni; De
Domenico Francesco
N. 249 - Errata applicazione dell'art. 2, comma 5 della l.r. 35
del 15 settembre 1997, avuto riguardo alle elezioni comunali di
Castronovo di Sicilia (Pa).
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Aricò Alessandro
N. 250 - Lavori di demolizione e ricostruzione delle scalinate
storiche del palazzo municipale di Castellana Sicula (PA).
- Presidente Regione
Aricò Alessandro
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
PAPALE, segretario:
N. 69 - Istituzione delle ZFU in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Figuccia Vincenzo
N. 70 - Istituzione di zone economiche speciali nel territorio
siciliano.
- Presidente Regione
Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Catanzaro Michele; Cafeo Giovanni; Cracolici Antonello;
De Domenico Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
N. 71 - Chiarimenti sulla gara di bacino orientale della Sicilia,
relativa alla fornitura dei presidi ai pazienti stomizzati.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Pagana Elena; Campo Stefania;
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 72 - Istituzione del Parco nazionale degli Iblei.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Pagana Elena;
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 73 - Realizzazione di impianti di compostaggio nel territorio
della Regione siciliana.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 74 - Realizzazione di compostiere di comunità nel territorio
della Regione siciliana.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 75 - Riduzione dei rifiuti da imballaggio e incentivazione
delle filiere di recupero e riuso.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 76 - Realizzazione di impianti di trattamento del percolato
prodotto dalle discariche di RSU.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 77 - Realizzazione di impianti di selezione del secco nel
territorio della Regione siciliana ai fini di una efficiente ed
efficace gestione del ciclo dei rifiuti.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 78 - Fruizione al pubblico della spiaggia di Mazzarrò (ME).
- Assessore Territorio e Ambiente
Barbagallo Anthony Emanuele
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
PAPALE, segretario:
N. 116 - Efficientamento energetico degli edifici di proprietà
regionale.
Marano Jose; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Campo Stefania; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri
Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
Presentata il 2/06/18
N. 117 - Bonifica, messa in sicurezza e recupero ambientale delle
aree demaniali marittime siciliane inquinate.
Campo Stefania; Marano Jose; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo; Ciancio Gianina; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 5/06/18
N. 118 - Scorrimento delle graduatorie di cui al PSR Sicilia
14/20, sottomisura 4.1.
Catanzaro Michele; Lupo Giuseppe; Cafeo Giovanni; Arancio Giuseppe
Concetto; Dipasquale Emanuele
Presentata il 5/06/18
PRESIDENTE. Avverto che la mozione testé annunziata sarà
demandata, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro delle interrogazioni n. 246 e n. 281
PRESIDENTE. Comunico che con nota mail del 12 luglio 2018,
protocollata al n. 5205 del 16 luglio successivo, l'onorevole
Cracolici ha ritirato le interrogazioni nn. 246 e 281, entrambe a
propria firma.
Avverto che il relativo testo, rispettivamente, è stato trasfuso
nelle interrogazioni nn. 284 e 285.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di costituzione dell'Ufficio di Presidenza della
Commissione parlamentare speciale Statuto e materia statutaria
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta n. 2 del 17 luglio 2018, la
Commissione parlamentare speciale Statuto e materia statutaria, ha
provveduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza.
Sono stati eletti: presidente l'onorevole Elvira Amata,
vicepresidente vicario Elena Pagana, vicepresidente Baldassare
Gucciardi e segretario Giuseppe Milazzo.
A tutti vanno ovviamente i nostri auguri di buon lavoro.
Seguito della discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione di mozioni.
Si procede con la discussione della mozione n. 109 «Gestione degli
scali aeroportuali siciliani», a firma degli onorevoli Lo Curto e
altri. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Sicilia, terra di straordinarie bellezze naturali,
paesaggistiche, storico/culturali e archeologiche di tutta evidenza
e tali da costituire unitamente alle eccellenze enogastronomiche,
sicura fonte di ricchezza per l'economia legata allo sviluppo
turistico, a causa dell'arretratezza e inadeguatezza della rete
infrastrutturale sconta un pesante ritardo nei processi di crescita
economica e nella gestione del sistema territoriale;
le produzioni agricole e merceologiche del nostro territorio, oggi
fortemente in crisi per effetto dei processi di globalizzazione che
determinano l' invasione dei nostri mercati con prodotti che spesso
sfuggono alle regole della tracciabilità e dei controlli sanitari
vigenti nei e tra i Paesi dell'Unione europea, subiscono a loro
volta un appesantimento dei costi dovuti all'oneroso trasporto su
gomma che incide pesantemente anche nel contesto delle politiche
del risparmio energetico e dell'inquinamento atmosferico;
le esigenze di mobilità cui i nostri cittadini sono obbligati per
motivi di studio, di lavoro, di cure sanitarie o di semplice svago
turistico rendono sempre più frequente e necessario l'uso del mezzo
aereo con costi di notevole consistenza che gravano sui bilanci
familiari e limitano di fatto all'essenziale i predetti spostamenti
dalla Sicilia;
la condizione di insularità della Regione Siciliana, che questo
Governo e questo Parlamento avranno il dovere politico/morale di
affermare e far valere innanzi allo Stato Italiano e alle
Istituzioni Europee in applicazione delle prerogative Statutarie,
rende nei fatti sempre più indispensabile il potenziamento dei
collegamenti aerei e impone una riorganizzazione delle politiche e
dei processi di gestione del traffico aereo con nuovi e più
competitivi sistemi di governance dei rapporti con le compagnie
aeree;
la condizione di insularità è pure aggravata dall'esistenza di
piccole isole che ulteriormente e in modo assai più pesante
risentono della marginalità geografica a cui sono costrette le
popolazioni che vi abitano;
considerate le vicende che hanno recentemente coinvolto
l'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani/Birgi, dove di fatto la
decisione della compagnia irlandese Ryanair di non fare più base
nell'aerostazione trapanese e di cancellare quasi tutti i
collegamenti esistenti da anni, ha provocato il crollo improvviso e
massiccio del traffico di passeggeri con gravissime ripercussioni
economiche per tutti gli operatori turistici che a vario titolo e
anche con proprie risorse hanno investito nel settore confidando
nel buon funzionamento dei collegamenti aerei;
atteso che:
da anni la Società Airgest che gestisce i servizi aeroportuali
dello scalo trapanese è a totale carico della Regione Siciliana che
ne assume gli onerosi costi, facendosi pure carico di trovare
soluzioni per finanziare i Comuni che destinano le risorse alle
compagnie aeree che si aggiudicano i servizi di promozione
turistica e garantiscono i collegamenti aerei;
tali recenti vicende denunciano e mettono a nudo la fragilità
della politica di gestione e sviluppo del sistema dei trasporti
aerei adottato in Sicilia sino ad oggi slegato da una visione
organica, unitaria e complessiva del sistema territoriale e dei
processi di sviluppo economico che sotto più profili debbono
indirizzare e determinare efficientamento, ottimizzazione delle
aerostazioni e razionalizzazione della spesa. La tipologia di
servizi da attivare in ragione del rafforzamento delle politiche
commerciali e turistiche e la riorganizzazione dei processi di
governance degli scali non possono assolutamente prescindere da
logiche sempre più decisamente competitive che ridiano slancio al
sistema nel contesto globalizzato;
l'attuale sussistenza in Sicilia di più società di gestione degli
scali isolani di fatto esprime la debolezza del sistema e
l'inefficacia e scarsa competitività delle stesse società che
rischiano di esercitare una drammatica concorrenza interna a tutto
danno della Sicilia e dei siciliani ed una limitata capacità e
forza contrattuale nei confronti delle compagnie aeree;
in ragione di quanto su esposto e mutuando esempio di efficiente
gestione da altri Paesi anche a noi molto prossimi come la Spagna
dove, a fronte di un territorio ben più esteso e variegato di
quello siciliano, gran parte degli scali nazionali è gestita da un
unico soggetto,
impegna il Governo della Regione
ad assumere con urgenza ogni utile iniziativa per definire la
costituzione di un'unica società di gestione degli aeroporti di
tutta la Sicilia o, in alternativa, di due società, una per la
gestione degli scali della Sicilia orientale e una per la Sicilia
occidentale. In quest'ultima ipotesi sarà utile istituire un tavolo
di concertazione tra le società di gestione degli aeroporti di
Palermo, Trapani, Pantelleria e Lampedusa da un lato, e quelle di
Comiso e Catania, dall'altro, unitamente a tutti i soggetti
istituzionali coinvolti, gli Assessori regionali per il turismo, lo
sport e lo spettacolo e per le infrastrutture e la mobilità, i
Sindaci delle Città metropolitane , l'ANCI, i Commissari dei Liberi
Consorzi dei Comuni, i sindacati, i soci privati e quanti aventi
titolo a dar vita al nuovo soggetto giuridico che dovrà ridisegnare
la nuova politica del trasporto aereo in Sicilia». (109)
LO CURTO - SAVARINO - BULLA
LO CURTO. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, nel
corso della seduta scorsa ho avuto modo di illustrare a questo
Parlamento la mozione n. 109 con la quale chiedo, appunto, al
Governo di valutare l'opportunità di adire tutte le procedure
necessarie a rendere possibile che in Sicilia ci siano due sole
società di gestione degli aeroporti: una per l'area orientale ed
una per l'area occidentale.
Ho anche articolato, spero in maniera esaustiva, la mia mozione
rendendo evidente peraltro come sia importante pensare ad un
sistema territoriale senza soluzione di continuità che
avvantaggiandosi di tutte le sue straordinarie bellezze possa
essere a corredo di un'offerta turistica dell'intero territorio.
E, in ragione di ciò, peraltro, mi rendo anche consapevole del
fatto che il Governo abbia già intrapreso tale strada, non a caso
il presidente Musumeci ha avviato un'interlocuzione con i
presidenti delle società di gestione dei vari aeroporti.
Nella mia mozione peraltro si sottolinea l'importanza di costruire
questo percorso perché è impensabile che ci siano logiche di
divisione e di competizione che non si possono né comprendere né
condividere né minimamente accettare.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
L'idea è quindi quella di procedere con tutti gli interlocutori e
con tutti gli stakeholder che sono interessati ad un processo di
siffatta natura, che per quanto sono consapevole possa essere
complesso perché si tratta, non lo so, di creare fusione in
corporazione; abbiamo anche la necessità di valutare tale percorso
all'interno di quelle che sono le procedure che vedono pubblico e
privato insieme.
La società di gestione, per esempio, Airgest, che riguarda il
territorio che si occupa dello scalo di Birgi è una società a quasi
totale partecipazione della Regione.
Abbiamo vissuto anche in finanziaria, lei Presidente conosce bene
la materia, tutte le problematiche relative alla necessità della
ricapitalizzazione di questa società.
Nei giorni scorsi si è svolto presso la Camera di Commercio di
Trapani un'importante incontro, al quale ha partecipato anche Fabio
Giambrone, per la società Gesap, che sappiamo bene essere per il 70
per cento di proprietà del comune di Palermo.
Non v'è dubbio che abbiamo messo a confronto anche esempi virtuosi
nei quali quando c'è una governance capace, attenta, che diventa
interlocutore forte nei confronti delle compagnie aeree queste
società, che pure sono state rilevate in perdita, possono avere un
grande successo. E, certamente, così è avvenuto per Gesap e per
l'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo.
Voglio immaginare, quindi - e per questo la mia mozione che chiedo
al Parlamento di votare unanimemente - un unico obiettivo, cioè
quello di arrivare ad una sola società di gestione per l'area
occidentale ed una per l'area orientale. Tenendo conto, anche,
dell'importanza di fare sistema e di essere realmente competitivi
nei confronti delle compagnie che vengono nei nostri aeroporti.
Peraltro, voglio aggiungere che la pista dell'aeroporto di Trapani-
Birgi, oggi Vincenzo Florio, è una pista la cui manutenzione non
costa niente perché si trova all'interno dell'aeroporto militare
del trentottesimo Stormo di Trapani. Ciò predetto - e concludo,
signor Presidente e gentili colleghi - ritengo che sia realmente
una carta vincente quella per la quale occorre anche il vostro
consenso, la mobilitazione tutta, perché abbiamo vissuto qui e
viviamo quotidianamente il dramma del caro biglietti che costa
tanto ai siciliani, ma abbiamo vissuto e viviamo anche una
condizione di insularità che deve superare anche quella della
continuità territoriale per la quale, nei giorni scorsi, c'è stato
un importante incontro qui in Assemblea, in Sala Rossa, con il
sottosegretario ai trasporti Dell'Orco.
Voglio veramente auspicare, signor Presidente, che il Governo
sostenga quest'iniziativa. Ho richiesto che, nel merito, si
pronunciasse l'assessore Armao, proprio perché riguarda società e
gestione di società e società partecipate la cui competenza, più
che dell'Assessore per i trasporti e per le infrastrutture, è
dell'assessore Armao.
Spero di essere stata abbastanza esaustiva ed auspico,
naturalmente, che ci sia il confronto con i colleghi il più aperto,
il più disponibile possibile, a sostenere un impegno che non può
che andare a beneficio della Sicilia, del sistema dei trasporti
siciliano che deve essere integrato e pensato in una logica di
sistema complessivo dove, evidentemente il trasporto aereo è uno
dei sistemi più importanti proprio perché è quello che più
velocemente ci collega con il mondo. Tra i viaggi della speranza,
tra i viaggi che gli studenti sono obbligati a fare visto che
spesso frequentano altri atenei fuori dall'Isola, tra i viaggi per
il turismo e dei turisti, ci auguriamo che il Parlamento, in questo
caso, decida di sostenere questa mozione e che il Governo adotti
tutte le procedure necessarie e che a breve si arrivi a questa
soluzione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dall'onorevole Campo,
l'emendamento 109.1. Lo mantiene?
CAMPO. Dichiaro di ritirarlo. Però, Presidente ne ho presentato un
altro.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
109.1. Comunico che è stato presentato l'emendamento 109.2, a firma
dell'onorevole Campo e altri. L'emendamento è in corso di
distribuzione.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Io non posso che guardare con
grande attenzione col Governo, insieme alle sue diverse componenti,
ad una proposta che concerne iniziative, come ha ben detto poc'anzi
l'onorevole lo Curto, che sono già nell'albo delle iniziative
intraprese dal Governo regionale.
E' noto che non solo abbiamo già esaminato le questioni
concernenti l'assetto delle società, le loro problematiche ma, sul
punto, il Presidente della Regione ha convocato una riunione tra
tutte le società aeroportuali esprimendo la linea di indirizzo
governativo che è quello di puntare ad una concentrazione
dell'assetto delle società di gestione aeroportuali.
Le società di gestione aeroportuali in questo momento sono
frammentate, sono sei - come è noto - ed in alcuni casi con forti
difficoltà finanziarie, determinate, peraltro, spesso,
dall'esigenza di finanziare compagnie aeree per attrarle su quegli
aeroporti con conseguente appesantimento dei bilanci e con una
singolare situazione per cui questi vettori, soprattutto i più
forti, si recano da più società aeroportuali chiedendo chi di più
dà e spostandosi verso quelle sedi.
E' evidente che dobbiamo rompere questo modello frammentato e
concentrare le società aeroportuali.
Come è noto la Puglia, ad esempio, ne ha una sola, altre regioni
ne hanno due ma una frammentazione come quella siciliana va,
certamente, riguardata con grande attenzione puntando alla
costituzione di due o di una.
In questo momento credo che occorra muoversi con grande
circospezione. Piuttosto che dire una società soltanto è meglio un
lavoro progressivo che consenta di effettuare degli stadi di
concentrazione tra le società. Non sarà facile, non è facile
mettere insieme società con problematiche diverse, con personale,
con vocazioni diverse, perché che Comiso abbia una vocazione e
Catania ne abbia un'altra è fuor di dubbio; che Lampedusa abbia una
connotazione peculiare e che Palermo ne abbia un'altra è fuor di
dubbio. Ma dobbiamo riuscire progressivamente a muoverci verso una
sinergia.
Quindi, l'orientamento espresso dal presidente Musumeci, da tutto
il Governo presente a quegli incontri è quello di dire puntiamo a
due società aeroportuali - ovviamente parlando con i soci - e poi
vedremo, nel prosieguo, se l'assetto si stabilizza o se, invece, si
può passare ad una sola società aeroportuale.
Quindi, sotto questo profilo trovo la mozione dell'onorevole Lo
Curto assolutamente in linea con gli auspici che lo stesso Governo
intende portare avanti e per questo esprimo la convinta adesione
del Governo a questa mozione.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 109.2, degli onorevoli Campo
ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Esprimo il mio voto contrario.
FIGUCCIA. Esprimo il mio voto contrario.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la mozione n. 109, così come emendata. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 54 «Diritto alla mobilità per i cittadini
disoccupati», a firma degli onorevoli Zafarana ed altri. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la disposizione contenuta nell'articolo 16 della Costituzione, che
garantisce ai cittadini la libertà di circolazione, riconoscendo il
diritto alla mobilità, ossia il diritto di spostarsi senza limiti
all'interno del territorio nazionale deve essere coordinata con
l'articolo 120 della Carta Fondamentale che vieta alle Regioni di
adottare provvedimenti che possano ostacolare questa libertà,
inserendosi in un più ampio contesto comunitario che riconosce la
libertà di circolazione a tutti i cittadini dell'Unione, agli art.
21 TFUE e 45 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
Europea;
la società moderna, ampliando gli spazi d'azione degli individui,
ha reso essenziale l'uso dei mezzi di trasporto che, per potere
essere definiti tali, devono garantire la libertà e le pari
opportunità dei cittadini;
il diritto alla mobilità, inteso come diritto di accesso ad un
sistema di trasporto pubblico, comporta, tra le altre cose, anche
una garanzia di accesso al trasporto pubblico delle fasce della
popolazione più deboli o economicamente disagiate;
considerato che:
i contratti di servizio di trasporto pubblico locale, a causa
della grave crisi economica che ha coinvolto il nostro Paese,
dovrebbero prevedere nella struttura tariffaria un livello gratuito
per disoccupati, che garantisca a questi ultimi la mobilità, la
flessibilità e la tempestività che possono essere caratteristiche
fondamentali nella ricerca di un lavoro;
come stabilito dal decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422,
per la regolamentazione dei servizi di trasporto pubblico locale,
con riferimento ai servizi minimi, le regioni, sentite le
organizzazioni sindacali confederali e le associazioni dei
consumatori, approvano programmi triennali che individuano tra le
altre cose anche le modalità di determinazione delle tariffe. Su
quest'ultimo aspetto la norma non entra maggiormente nel dettaglio
come invece sarebbe auspicabile soprattutto nel merito delle
tariffe per le fasce disagiate;
al fine di finanziare una tale manovra sarebbe opportuno prevedere
un aumento delle risorse del fondo nazionale per il concorso
finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale,
anche ferroviario, di cui all'articolo 16-bis del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, alimentandolo anche con un aumento del prelievo
erariale unico attualmente applicato ai giochi pubblici sotto il
controllo dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ed eventuali
addizionali;
sarebbe dunque opportuno avviare un confronto sul tema
dell'accesso al servizio all'interno della Conferenza unificata di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
al fine di definire anche nuovi criteri premiali nella ripartizione
alle regioni del fondo nazionale per il concorso finanziario dello
Stato agli oneri del trasporto pubblico locale;
visto che:
le regioni e i comuni, a cui il decreto legislativo 19 novembre
1997, n. 422 (in attuazione della legge Bassanini n. 59 del 1997),
conferisce funzioni e compiti, in materia di trasporto pubblico
locale;
in commissione trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera
dei Deputati è stata approvata all'unanimità una risoluzione sul
diritto di accesso al trasporto pubblico che garantisca ai soggetti
che si trovano senza lavoro e che versino in una situazione
economicamente svantaggiata, l'utilizzo dei trasporti pubblici;
la sopra citata risoluzione prevede ulteriori 50 milioni l'anno da
trasferire alle regioni per la gestione del trasporto pubblico
locale, da coprire anche con l'aumento del prelievo erariale unico
applicato ai giochi pubblici,
impegna il Governo della Regione
ad assumere ogni utile iniziativa presso il governo nazionale
volta a garantire l'effettivo godimento da parte dei cittadini
siciliani del diritto alla mobilità e, conseguentemente, prevedere
nei contratti con i gestori del servizio l'accesso gratuito al
trasporto pubblico locale per i disoccupati che abbiano perso, da
meno di tre anni, un precedente rapporto di lavoro con durata
continuativa pari o superiore a 6 mesi, che abbiano un livello di
ISEE non superiore ai 20 mila euro annui e che abbiano reso ai
competenti servizi per l'impiego la dichiarazione di disponibilità
ai sensi delle disposizioni previste dal decreto legislativo n. 297
del 2002 e delle eventuali disposizioni regionali, compresi gli
iscritti alle liste di mobilità ai sensi della legge n. 223 del
1991 e della legge n. 236 del 1993». (54)
ZAFARANA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO
CIANCIO - DE LUCA A. - DI CARO - DI PAOLA
FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI
PAGANA - PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA
SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI - ZITO
ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, la
proposta, all'interno di questa mozione, è finalizzata a voler
prevedere degli sgravi di carattere economico per il trasporto
urbano ed interurbano nel nostro territorio siciliano.
Dal momento che vi era anche stata nella finanziaria nazionale
dello scorso anno la possibilità di introdurre questa sensibilità
ed una ripartizione in questo senso economica, per coprire queste
spese, quindi, vi è già un indirizzo sotto il profilo strettamente
di contribuzione per potere far sì che i cittadini disoccupati
ZAFARANA. finanziaria nazionale dello scorso anno, la possibilità
di introdurre questa sensibilità ed una ripartizione, in questo
senso, economica per coprire queste spese, quindi vi è già un
indirizzo sotto il profilo strettamente di contribuzione per poter
far sì che i cittadini disoccupati possano muoversi nelle
condizioni chiaramente di agio.
Questa mozione va proprio in questa direzione. Spero di poter
ottenere una condivisione da parte di questo Governo sulla
tematica, non soltanto per il trasporto urbano, s'intende, ma per
il trasporto che interessa tutto il territorio siciliano.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per il territorio e
l'ambiente, onorevole Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Con
riferimento alla mozione n. 54, afferente il riconoscimento del
diritto alla mobilità per i cittadini disoccupati, a firma
dell'onorevole Zafarana, si rappresenta che nel condividere
l'impegno politico per garantire ai soggetti che versano in una
situazione economicamente svantaggiata, e particolarmente ai
disoccupati, il diritto all'utilizzo ai trasporti pubblici, sarà
compulsato il Governo nazionale affinché vengano rese disponibili
al più presto le risorse finanziarie necessarie per la copertura
del relativo maggior costo derivante per i contratti stipulati
dalla Regione siciliana con i gestori dei servizi utili a sostenere
l'accesso gratuito dei disoccupati al trasporto pubblico locale
nella sua interezza.
In ogni caso la sensibilità sul tema da lei posto è assolutamente
prioritaria e quindi il Governo, compatibilmente con gli equilibri
di finanza pubblica, ritiene di poter accogliere la mozione da lei
presentata.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 54 Diritto alla
mobilità per i cittadini disoccupati . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 73 Cronoprogrammi della Pista di
Controllo Aiuti del PO Fesr 2014/2020. , a firma dell'onorevole
Foti ed altri. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il PO Fesr 2014/2020 prevede tra gli Assi Prioritari,
Azioni a sostegno delle imprese siciliane sotto forma di aiuto
economico in regime de minimis secondo quanto previsto dal
Regolamento UE 1407/2013;
RILEVATO che sovente gli obiettivi delle singole Azioni
summenzionate non vengono raggiunti a causa delle più svariate
motivazioni quali ad esempio, l'incapacità finanziaria, le
condizioni economiche dei beneficiari mutate nel tempo o un'errata
valutazione da parte degli stessi delle condizioni di mercato;
PRESO ATTO che la Pista di Controllo Aiuti, approvata con DDG del
Dipartimento regionale della Programmazione n. 174 del 24 maggio
2017, che non prevede distinzione tra aiuti in regime de minimis ed
altri tipi di sostegno alle imprese, prescrive che l'Unità
Competente Operazione (UCO) faccia una verifica in loco entro la
metà del periodo di realizzazione previsto dal cronoprogramma e
comunque non oltre 12 mesi successivi
all'erogazione dell'anticipazione monetaria concessa ai
beneficiari delle Azioni;
VISTO che verosimilmente, a causa dei ritardi nella pubblicazione
dei bandi che prevedono aiuti alle imprese in regime de minimis, i
controlli dello stato di avanzamento dei cronoprogrammi delle
Azioni previsti dalla Pista di Controllo Aiuti, come anzidetto da
effettuare non oltre i 12 mesi dall'erogazione dell'anticipazione,
verranno effettuati nella seconda metà del 2019 a ridosso, dunque,
del termine previsto della programmazione;
CONSIDERATO che senza una modifica della tempistica dei controlli
per gli aiuti in regime de minimis vi è il concreto rischio che le
somme recuperate a fronte di irregolarità riscontrate non potranno
essere riutilizzate ovvero non si potrà procedere allo scorrimento
nelle graduatorie dei beneficiari dei singoli bandi,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a modificare, limitatamente agli aiuti in regime de minimis, la
tempistica dei controlli riducendola dagli attuali 'non oltre 12
mesi' a 'non oltre 6 mesi', ciò al fine di non incorrere nel
rischio della mancata certificazione della spesa sostenuta, con
conseguente obbligo della restituzione da parte delle Regione delle
somme trasferite ai beneficiari inadempienti, e, contestualmente,
con il fine di un miglior utilizzo delle risorse messe a
disposizione dalla programmazione europea.»
FOTI - CANCELLERI - CAMPO - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A - DI
CARO - DI PAOLA - MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI - PAGANA -
PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo ha
valutato attentamente la mozione n. 73, è già stata approfondita
nella seduta precedente e gli elementi di risposta sono già stati
forniti ed in ogni caso, onorevoli colleghi, con riferimento alla
medesima mozione il Governo ritiene di poterla accogliere e quindi
desidera rappresentare brevemente quest'intendimento all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 73 Cronoprogrammi
della Pista di Controllo Aiuti del PO Fesr 2014/2020 . Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, è in distribuzione l'ordine del giorno n. 59
relativo a: Opportune iniziative allo scopo di applicare le
diposizioni nel suo autentico contenuto di cui all'articolo 18 del
decreto 20 gennaio 2011, pubblicato sulla G.U.R.S. n. 6 del 4
febbraio 2011 .
E' una sollecitazione ad una interpretazione autentica. Se non
sorgono osservazioni l'ordine del giorno si intende esaminato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla mozione n. 79 Potenziamento della colonna mobile
regionale dei
Vigili del fuoco , a firma dell'onorevole Zito ed altri. Ne do
lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
il vasto territorio regionale siciliano, che fa della nostra
Sicilia la più grande isola d'Italia e del mediterraneo, nel corso
degli anni è sempre stata oggetto di numerosi eventi calamitosi
quali incendi, alluvioni, esondazioni, terremoti che hanno colpito
sia aree spesso abbandonate e incolte, causando immensi danni alla
macchia mediterranea, sia aree prossime ai centri urbani,
rappresentando in alcuni casi una minaccia all'incolumità pubblica;
tali eventi, oltre ad imporre una seria ed approfondita analisi
per comprenderne il fenomeno, richiedono l'utilizzo di mezzi idonei
a fronteggiare siffatte emergenze;
le attività in campo per contrastare gli eventi calamitosi in
Sicilia vedono coinvolti lo Stato, con le strutture dei Vigili del
Fuoco, le Prefetture, le Forze dell'Ordine ed il Dipartimento della
Protezione Civile, la Regione siciliana, il Dipartimento Regionale
della Protezione Civile, oltre alle Associazioni del Volontariato,
le Province ed i Comuni;
VISTO che:
la legge 24 febbraio 1992, n. 225 e s.m.i, istitutiva del Servizio
Nazionale della Protezione Civile, all'art. 6 comma 1 sancisce che
all'attuazione delle attività di protezione civile provvedono,
secondo i rispettivi ordinamenti e le rispettive competenze, le
amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni e le
comunità montane, e vi concorrono gli enti pubblici, gli istituti
ed i gruppi di ricerca scientifica con finalità di protezione
civile, nonché ogni altra istituzione ed organizzazione anche
privata. A tal fine le strutture nazionali e locali di protezione
civile possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e
privati;
la legge regionale siciliana 31 agosto 1998, n. 43 e s.m.i.
contenente Norme in materia di protezione civile all'art. 10 comma
1 stabilisce che per le finalità della presente legge il Presidente
della Regione o, in caso di attribuzione di delega, l'Assessore
delegato alla protezione civile possono stipulare apposite
convenzioni con aziende o enti regionali o con aziende da questi
ultimi controllate, nonché con le strutture operative nazionali del
Servizio nazionale della protezione civile di cui all'articolo 11
della legge 24 febbraio 1992, n. 225, per la fornitura di mezzi e
servizi e acquisire attrezzature fisse e mobili funzionali ai
servizi da svolgere;
CONSIDERATO che la Regione Calabria, come altre regioni italiane
(Campania, Emilia Romagna, Lombardia, etc.), ha provveduto a
potenziare la colonna mobile di soccorso attraverso l'acquisto di
mezzi con risorse del POR Calabria ed, in particolare, con fondi
europei POR FESR 2007/2013 provenienti dalla riprogrammazione del
vecchio POR; tali mezzi, inoltre, sono stati oggetto di affido in
comodato d'uso attraverso accordi e convenzioni con il Ministero
dell'Interno ed il Comando dei Vigili del Fuoco;
PRESO ATTO che:
per fronteggiare in maniera ottimale le continue esigenze ed
emergenze del nostro vasto territorio regionale, appare
opportuno procedere all'individuazione di fondi per l'acquisto di
attrezzature e mezzi che consentano il potenziamento della colonna
mobile regionale siciliana dei Vigili del Fuoco;
nell'ambito degli strumenti di programmazione del 2014-2020, il
Piano di Azione e Coesione della Sicilia (POC 2014- 2020),
approvato con Delibera CIPE n. 52/2017 e pubblicato in Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana del 22/11/2017, ha destinato
25.000.000,00 di euro al potenziamento della dotazione strumentale
dei servizi della protezione civile;
la predetta delibera CIPE n. 52/2017, registrata dalla Corte dei
Conti, è stata trasmessa alla Giunta di Governo regionale nel mese
di dicembre u.s. per la sua definitiva approvazione, ed ad oggi non
risulta ancora deliberata,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad assumere ogni utile iniziativa per procedere all'adozione di
tutti gli atti necessari per destinare parte dei fondi del Piano di
Azione e Coesione 2014-2020, al potenziamento della colonna mobile
dei Vigili del Fuoco, al fine di consentire un'ottimizzazione degli
interventi in condizioni di emergenza post-evento e per ogni
tipologia di rischio, nonché di reperire ulteriori fondi extra-
regionali da utilizzare per le finalità di cui sopra.»
ZITO - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A - DI
CARO - DI PAOLA - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI
- PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TANCREDI - TRIZZINO -
ZAFARANA
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Con riferimento
alla mozione n. 79, il dipartimento della protezione civile della
Presidenza della Regione siciliana ha predisposto il Piano
regionale per il potenziamento delle attrezzature, dei mezzi e
delle risorse del sistema regionale di protezione civile apprezzato
dalla Giunta regionale con deliberazione n. 20 del 9 febbraio 2018.
Nel Piano di prevenzione e mitigazione dei rischi sismici,
idrogeologici, idraulici, alluvionali, vulcanici, antropici, si
sono individuati una serie di mezzi idonei ed è stata avviata
apposita analisi per i fabbisogni su scala regionale finalizzata
alla acquisizione di specifici ed idonei mezzi ed attrezzature per
fronteggiare con efficienza ed efficacia le emergenze.
Il piano prevede che alcuni mezzi possano essere affidati
direttamente ai vigili del fuoco, alle strutture centrali e
periferiche di questo dipartimento, che si occuperanno anche di
individuare le organizzazioni di volontariato all'interno anche
della protezione civile che potranno dare il supporto necessario.
Sono stati stabiliti anche dei budget importanti per quanto
riguarda, appunto, l'organico e le dotazioni, i mezzi, i materiali
dei vigili del fuoco, e il potenziamento riguarda, appunto,
soprattutto automezzi e mezzi tecnici, materiale tecnico, per un
complesso per un totale complessivo di 38 milioni 768 mila Euro
così suddivisi: 1 milione 230 mila circa Agrigento, 2milioni 660
mila circa Caltanissetta, 6 milioni circa Catania, 3 milioni Enna,
2 milioni 490 Messina, 6 milioni 190 Palermo, 1 milione 600 mila
Ragusa, 2 milioni e qualcosa Siracusa, 12 milioni e 800 mila
Trapani e 305 mila Euro per la direzione.
Sono stati inoltre individuati, per quanto riguarda i lavori di
completamento del campo base dalla colonna mobile, sono stati
individuati e apprezzate somme per un'entità pari a 414 mila Euro.
Con il programma poi PO FESR 2007-2013 sono stati dotati dal
Dipartimento Regionale e la Protezione Civile Sicilia di
attrezzature specialistiche, tipo: Usar, livello sisma integrato,
posizione di magazzini, containers avio trasportabili, posizionati
nelle isole minori di Linosa, Stromboli, Salina, Panarea,
Favignana, Levanzo, Marettimo, Filicudi, Vulcano, Alicudi e per un
importo, questo, pari a 5 milioni e 900 mila Euro. Con la
programmazione 14-20 si è invece coperto il restante fabbisogno e
cioè le maggiori isole, Pantelleria, Ustica, Lipari, Lampedusa ed i
nuovi comandi provinciali per un importo pari a 7 milioni e 800
mila Euro. Per tale ragione la mozione ci pare apprezzabile e
quindi invitiamo il Presidente dell'Assemblea a sottoporla
all'attenzione dell'Aula.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione della mozione n. 79. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Mancuso ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione di mozioni
Si passa allo mozione n. 84: Formazione e occupabilità dei
giovani nel settore delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione (ICT) . Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
il fenomeno dei Neet, giovani che non lavorano e non partecipano
ad alcuna attività formativa, in Sicilia, coinvolge 352.000
persone, pari al 37,7% della popolazione nella fascia di età 15-29
anni;
i Neet effettivamente interessati a lavorare sono circa 280.000,
di cui 150.000 nella fascia 15- 24; si tratta, in particolare, di
giovani con basso livello di istruzione (50%), per i quali vanno
pianificate azioni di formazione specialistica corredate da
esperienza professionale intensiva, di giovani diplomati (45%), che
necessitano di formazione finalizzata al consolidamento delle
competenze già acquisite durante il percorso scolastico, e, infine,
di giovani con titolo di istruzione universitario (5%), verso i
quali occorre orientare azioni di sostegno alla mobilità
transnazionale e all'apprendistato per l'alta formazione;
oltre alla strutturale debolezza della domanda di lavoro che
proviene dal sistema produttivo e dall'economia della regione, è
persistente il disallineamento tra l'offerta di lavoro e le
richieste delle imprese;
dall'analisi della propensione innovativa del sistema economico
regionale emerge la chiara situazione di svantaggio che
caratterizza la Sicilia soprattutto per ciò che riguarda l'impegno
finanziario in ricerca e sviluppo nel settore ICT;
CONSIDERATO che:
le risorse umane rappresentano un fattore competitivo di rilevanza
fondamentale all'interno di qualsiasi impresa, soprattutto per le
aziende ad alto potenziale innovativo per le quali il capitale
umano, opportunamente formato, costituisce una risorsa
imprescindibile;
la Sicilia, dunque, necessita di competenze di alto profilo nel
settore ICT;
a partire dal 28 gennaio 2016, in Italia i profili professionali
per l'ICT sono stati regolamentati, attraverso la norma UNI 11621-
1/4: 2016, nella quale sono elencate i 25 profili professionali
europei ICT di terza generazione maggiormente aderenti al settore
informatico pubblicato dall'IWA/HWG - Associazione
Internazionale dei Professionisti del Web;
tra i profili professionali riconosciuti si segnalano quelli di
Web Community Manager, Web Project Manager, Server Side Web
Developer, Web Content Specialist, Web Server Administrator,
Information Architect, Digital Strategic Planner, Web Accessibility
Expert, Web Security Expert, Mobile Application Developer;
per ottenere le qualifiche di cui sopra occorre un percorso
formativo che termini con una certificazione delle conoscenze
informatiche necessarie e qualificanti;
le certificazioni in questione rappresentano un vantaggio
competitivo e commerciale per le aziende che assumono personale con
una o più certificazioni di questo tipo; per i lavoratori sono,
invece, uno strumento distintivo di qualità e un requisito di
occupabilità;
RILEVATO che:
il POR FESR 2014-2020 ha individuato, tra le priorità, gli
investimenti nella digitalizzazione dei processi ed evidenzia una
strategia volta all'innovazione dei processi produttivi attraverso
la formazione e la qualificazione dei lavoratori;
il PO FSE Sicilia 2014-2020, prevede all' Asse 1 - Occupazione,
Priorità d'investimento 8.ii, Obiettivo specifico 8.1 Aumentare
l'occupazione dei giovani, l'azione 8.1.1 'Misure di politica
attiva con particolare attenzione ai settori che offrono maggiori
prospettive di crescita (ad esempio nell'ambito di: green economy,
blue economy, servizi alla persona, servizi socio-sanitari,
valorizzazione del patrimonio culturale, ICT)', nonché alla
Priorità d'investimento 8.i, Obiettivo specifico 8.5, l'azione
8.5.1 'Misure di politica attiva, con particolare attenzione ai
settori che offrono maggiori prospettive di crescita ( ad esempio
nell'ambito di: green economy, blue economy, servizi alla persona,
servizi sociosanitari, valorizzazione del patrimonio culturale,
ICT)';
l'Asse 3 - Istruzione e formazione, Priorità d'investimento 10.iv,
Obiettivo specifico 10.6, prevede l'azione 10.6.2 'Azioni formative
professionalizzanti connesse con i fabbisogni dei sistemi
produttivi locali, e in particolare rafforzamento degli IFTS, e dei
Poli tecnico professionali in una logica di integrazione e
continuità con l'Istruzione e la formazione professionale iniziale
e in stretta connessione con i fabbisogni espressi dal tessuto
produttivo';
appare possibile finanziare progetti di formazione professionale
nel settore dell'ICT, aggiornando contestualmente il Repertorio dei
profili professionali della Regione siciliana,
IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE
PROFESSIONALE
a predisporre un Avviso pubblico per la selezione di un progetto
pilota, condotto da aziende leader nel settore informatico, idoneo
a diventare una best practice da replicare a livello regionale
nell'ambito dello sviluppo delle competenze digitali, finalizzato
alla formazione di figure professionali del settore ITC;
a prevedere, al termine dei percorsi formativi, azioni aggiuntive
di accompagnamento dei giovani formati verso il mercato del lavoro,
attraverso l'attivazione di strumenti quali incentivi
all'occupazione destinati alle aziende che intendono assumere;
a programmare risorse finanziarie per la realizzazione del
suddetto progetto pilota a valere sul PO FSE Sicilia 2014-2020;
a demandare al dipartimento preposto il coordinamento delle
suddette attività e l'attuazione dell'intervento.»
DI PAOLA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A -
DI CARO - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI - PASQUA
- SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TANCREDI - TRIZZINO - ZAFARANA -
ZITO
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, colleghi. I giovani ci hanno affidato
una delle cose più preziose che è il loro futuro. Ma, molto spesso
la politica disattende questa loro speranza. Vi parlo dei Neet che
sono giovani che non lavorano e non studiano. Purtroppo nella
nostra Regione c'è la più alta concentrazione di giovani tra i 15 e
i 29 anni che non studiano e non lavorano. L'ultimo dato ci dice
che il fenomeno Neet coinvolge una popolazione di 352 mila giovani,
quindi 352 mila giovani della nostra Sicilia non studiano e non
lavorano. Nel frattempo l'innovazione va avanti, il mondo del
lavoro corre e vengono richiesti sempre più esperti nell'ambito
dell'ICT: informazione, comunicazione e tecnologie. Molto spesso i
nostri giovani non sono formati nel campo dell'ICT.
E l'ultimo bando per quanto riguarda la formazione nei profili non
ha migliorato di molto l'offerta formativa relativa al settore
dell'ICT, tant'è che solamente 19 dei 157 profili, 19 dei 157
profili riguardano la formazione per quanto riguarda il settore
ICT.
Allora, vista questa grave emergenza e considerando che ci sono
pure dei fondi per quanto riguarda il PO FESR e il PO FSE 2014-
2020, per quanto riguarda la formazione dei nostri giovani, nel
campo digitale, la proposta è quella di realizzare un progetto-
pilota così come hanno fatto già altre Regione, parlo della
Campania, del Friuli Venezia Giulia, il Governo si faccia promotore
di un bando, ovviamente pubblico, dove si va ad individuare aziende
leader nel settore informatico, penso ad esempio le altre regioni
hanno individuato la Cisco, la Apple, noi possiamo anche
individuare delle aziende all'interno della Regione siciliana.
La Regione mette i fondi per poter formare questi giovani nel
campo dell'ICT a seconda delle esigenze delle aziende, dopodiché le
aziende si impegnano ad assumere questi stessi giovani che sono
stati formati con fondi europei, ripeto, è un progetto-pilota di
cui il Governo in modo coraggioso se ne deve far carico per
risolvere questa emergenza dilagante di giovani che non lavorano e
non studiano, lo hanno fatto in altre Regioni non vedo perché il
Presidente Musumeci e l'attuale Governo, se effettivamente vogliono
parlare di giovani e vogliono dare loro una speranza, un futuro
migliore non vedo perché non attuare un progetto-pilota e mettersi
alle spalle un po' questa problematica dei giovani che sono stati
visti finora non come una risorsa ma come un problema.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per il territorio e
l'ambiente, onorevole Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Di Paola, in ragione
delle argomentazione da lei svolte circa la mozione in argomento
che concerne la formazione e l'occupabilità dei giovani nel settore
informatico e della comunicazione, si rappresenta che l'argomento
di cui trattasi rientra nella previsione dell'Avviso 2/18 in corso
di attuazione che ha previsto l'avvio di corsi di formazione nel
settore in argomento.
Ulteriore iniziativa che fa riferimento all'oggetto della mozione
riguarda poi il protocollo d'intesa in corso di definizione tra la
Regione siciliana e Anpal Servizi Spa, ente in house di Anpal,
Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro, con il quale
si intende avviare una collaborazione per intervenire nel più ampio
programma di sviluppo delle infrastrutturazione digitale della
Regione con un'azione di sistema che prevede misure dirette a
formare, riqualificare e ricollocare soggetti da destinare ad un
nuovo e più qualificata occupazione.
Non le sfuggirà, onorevole Di Paola e non vi sfuggirà, onorevoli
colleghi, come su questo tema il Governo è assolutamente presente,
stanno lavorando in grande sinergia i colleghi Lagalla e Ippolito,
è per noi una assoluta priorità e in ragione anche di questo e
considerata l'argomentazione della sua mozione, il Governo ritiene
che la mozione si possa accogliere e quindi, invito il Presidente
dell'Assemblea a sottoporla al voto dell'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 84. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvata)
Si passa alla mozione n. 102 Iniziative a livello nazionale
concernenti l'accordo commerciale CETA di libero scambio tra gli
Stati membri dell'Unione europea e del Canada , a firma
dell'onorevole Palmeri ed altri.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sulla mozione n. 102, mi rivolgo
particolarmente alla collega Ciancio, ciò che devo comunicarle, -
mi hanno scritto a penna Ciancio - ma invece, ecco dove nasceva
questo piccolo equivoco, perché poi sono due apprezzate colleghe
entrambe: si tratta di atto avente contenuto analogo a quello della
interpellanza n. 32, a firma dell'onorevole Ciancio, ma questa è
dell'onorevole Palmeri.
Ho chiesto, onorevoli colleghi, di intervenire prima della
illustrazione perché l'interpellanza di che trattasi è stata
ritenuta dagli Uffici, che l'hanno elaborata e che l'hanno
approfondita, della rubrica dell'agricoltura e in ragione
dell'assenza giustificata di oggi dell'assessore Bandiera che è
impegnato a Roma per incontrare il Ministro per l'Agricoltura.
Chiedo alla Presidenza dell'Assemblea, con la cortesia della
collega Palmeri, di rinviarla alla prossima seduta.
PRESIDENTE. Viene, pertanto, rinviata alla prossima seduta.
Si passa alla mozione n. 104: Liquidazione dell'IRSAP e nomina
commissari liquidatori per gli ex Consorzi ASI, a firma Cancelleri
ed altri. Ne do lettura.
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
attraverso Legge Regionale 12 gennaio 2012, n. 8, la Regione
Siciliana, nel quadro degli indirizzi
strategici di programmazione, promozione, valorizzazione ed
incremento delle attività produttive, ha istituito l'Istituto
regionale per lo sviluppo delle attività produttive (IRSAP), con lo
scopo dichiarato di portare avanti attività di regolamentazione,
gestione ed intervento nell'ambito delle aree destinate allo
svolgimento di attività produttive;
contestualmente alla creazione dell'istituendo IRSAP sono stati
posti in liquidazione in tutta la Sicilia i Consorzi per le Aree di
Sviluppo Industriale, operanti nel territorio regionale fin dal
1984 con il fine di favorire l'insediamento di piccole e medie
imprese nelle aree attrezzate messe a disposizione dagli stessi
consorzi;
dall'inizio della propria attività il 3 settembre del 2012, la
gestione dell'IRSAP si è contraddistinta per l'avvicendamento alla
guida dello stesso Istituto di numerosi Commissari. Infatti, dopo
le dimissioni del primo Commissario straordinario e la
dichiarazione di illegittimità della nomina del primo Direttore
generale da parte del TAR di Palermo, il 21 dicembre 2012 è stato
nominato un nuovo Commissario straordinario, cui ha fatto seguito,
il 18 settembre 2013, la nomina del C.d.A., durato in carica per
due anni. In seguito, dopo la nomina e la rinuncia di un dirigente
dell'amministrazione regionale in qualità di Commissario
straordinario, mai insediatosi, è stata la volta di un Commissario
ad acta (fino ad agosto 2016), successivamente riconfermato in
qualità di Commissario straordinario, che ha guidato l'istituto
fino alle sue dimissioni avvenute nell'agosto del 2017.
Successivamente, e fino al mese di febbraio 2018, sono stati
nominati due Commissari ad acta, l'uno per il compimento degli atti
urgenti e con compiti di rappresentanza legale, mentre l'altro per
la redazione dei bilanci. a seguire è stato nominato un ulteriore
Commissario ad acta, dimessosi dopo un mese dall'incarico, cui ha
fatto seguito la nomina del quarto Commissario ad acta che
attualmente guida le sorti dell'IRSAP;
quanto, invece, alla sorte dei consorzi ASI posti in liquidazione,
questi, sono stati dapprima affidati a dei Commissari liquidatori,
definiti successivamente con il D.A. n. 2872/8 del 6 ottobre 2016,
Commissari ad acta, seppur senza una definizione dei loro compiti
specifici e senza la previsione di alcun termine di durata del loro
mandato;
CONSIDERATO che:
sotto il profilo finanziario, secondo le nuove norme contabili
previste dal D. Lgs. n. 118/2011 e dai dati contabili pubblicati,
l'IRSAP appare proiettato verso il default a causa di esposizioni
milionarie verso i Consorzi ASI, molti dei quali non risultano in
grado di onorare le anticipazioni finanziarie ricevute in questi
anni;
per le rilevantissime difficoltà, l'IRSAP non è ancora riuscito ad
approvare il rendiconto finanziario dell'anno 2016, nonostante, in
modo contabilmente anomalo, abbia approvato, alla fine dello scorso
mese di dicembre, il bilancio di previsione per l'anno 2017;
l'insufficienza delle risorse ha comportato anche lo storno di
ingenti somme, inizialmente previste per spese d'investimento, per
fare fronte alle spese correnti, determinando la mancanza di
investimenti per la manutenzioni delle aree industriali, che
versano in condizioni scandalose in quanto a servizi stradali,
idrici, fognari e di illuminazione;
a denotare inadempienze gestionali, protrattesi per troppo tempo,
oltre all'abbandono assoluto della propria missione originaria,
anche il mancato rispetto della normativa riguardante la gestione
di importanti infrastrutture, quali i depuratori, la cui conduzione
è stata prorogata oltre misura ai vecchi gestori a causa del
mancato espletamento di gare pubbliche dopo il passaggio degli
impianti dai Consorzi all'IRSAP;
a fronte di queste rilevanti criticità, è possibile affermare che
a tutt'oggi, le aree industriali siciliane sono sottosviluppate
inidonee al raggiungimento dello scopo previsto dalla Legge
regionale 12 gennaio 2012, n. 8. Infatti, in esse non si è mai
operato per stimolare la crescita del sistema produttivo regionale,
nonostante questo disastro di carattere gestionale, è stato
previsto nella Statuto dell'IRSAP, la nascita di ben otto Aree
dirigenziali, oltre alle figure dirigenziali degli undici uffici
periferici, delle quali non si riesce a comprendere bene l'utilità,
visto lo stato impietoso degli agglomerati industriali, ma che
consentono l'attribuzione a dismisura di posizioni ben remunerate,
a scapito di qualsiasi piano industriale efficace ed efficiente;
peraltro, la creazione di tutte queste Aree dirigenziali, ha
generato una confusione di carattere gestionale che si è tradotta
in un inutile incremento burocratico a scapito delle aziende
operanti negli agglomerati, costrette a scontrarsi con procedure
smisurate che hanno tradito la speranza di qualsiasi
semplificazione, oltre ad uno sperpero di risorse pubbliche,
testimoniato da spese per centinaia di migliaia di euro;
APPRESO che da notizie di stampa risultano, inoltre, numerose in
questi ultimi anni le indagini aperte in relazione alla gestione
delle aree industriali e del patrimonio degli ex Consorzi ASI. In
diverse occasioni, organi di stampa hanno riportato la notizia
dell'apertura di indagini da parte delle procure siciliane a carico
di diversi funzionari per reati contro la pubblica amministrazione;
TENUTO CONTO che:
in tali condizioni, le finalità normativamente perseguite
dall'IRSAP non appaiono di reale realizzazione. Si evidenzia,
inoltre, come risultino quasi del tutto esauriti i lotti da
assegnare in buona parte degli agglomerati industriali; non sono
previsti nuovi fondi per nuovi espropri e, in ogni caso, appaiono
storicamente già superati tanto la previsione ed approvazione di
nuovi piani regolatori, quanto la chiara inutilità dei piani
regolatori propri dell'IRSAP, sovrastruttura burocratica ben poco
giustificabile in termini di richiesta di semplificazione delle
procedure, considerata la pianificazione assicurata meglio dai
piani regolatori comunali;
le imprese insediate nelle aree industriali sono costrette a
subire una doppia imposizione fiscale costituita dal pagamento di
servizi (quali manutenzione stradale, illuminazione, pulizia e
altro, peraltro di qualità scadente, quando effettuati) richiesto
dall'IRSAP, dimenticando che tali servizi dovrebbero essere
assicurati dai Comuni che incamerano l'IMU e gli altri tributi
locali pagati dalle stesse imprese;
i restanti compiti assegnati dalla legge istitutiva all'IRSAP
costituiscono, in linea di massima, una evidente duplicazione di
compiti già assegnati al Dipartimento Attività Produttive
dell'analogo Assessorato e alle Camere di Commercio;
le spese di mantenimento in vita dell'IRSAP, gravano sui cittadini
siciliani per circa un milione di euro all'anno soltanto per le
retribuzioni degli organi (C.d.A., Consulta, Collegio dei
revisori), dei tre componenti dell'Organismo Indipendente di
Valutazione, del consulente per la contabilità, del Medico
competente, del R.S.P.P., delle indennità corrisposte al Direttore
generale ed ai titolari di ben otto Aree dirigenziali, senza
considerare il notevole costo per le consuete consulenze e le
notevolissime spese di carattere legale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare tutte le iniziative utili per procedere alla
liquidazione dell'IRSAP, attraverso la cessione delle aree
industriali, delle infrastrutture ivi esistenti e dei finanziamenti
in essere, ai Comuni territorialmente competenti, e la attribuzione
diretta al Dipartimento delle Attività Produttive dei compiti
relativi allo sviluppo e promozione delle attività produttive;
alla nomina dei Commissari liquidatori degli undici ex Consorzi
ASI per la definizione di tutte le operazioni di liquidazione,
compresa la definizione delle controversie con i dipendenti aventi
titolo già posti in quiescenza;
alla destinazione di tutto il personale attualmente in servizio
presso l'IRSAP in un ruolo ad esaurimento presso la Regione, da
adibire alle operazioni di liquidazione, alla gestione delle aree
industriali presso i Comuni competenti territorialmente o alla
mobilità presso gli uffici centrali e periferici
dell'Amministrazione regionale.»
CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI PAOLA -
FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI - PASQUA -
SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA -
ZITO
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Ma, abbiamo approvato una norma
PRESIDENTE. Abbiamo approvato una norma, lo so. Ma quella è
un'altra cosa. E' la nomina dei due liquidatori, onorevole
Cracolici. Questa è un'altra cosa, questa riguarda maggiore
pregnanza. Se la legga bene
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori da
quando è stato istituito l'Istituto Regionale per lo Sviluppo delle
Attività Produttive, mi piace chiamarlo così, e non mi piace
chiamarlo IRSAP perché si deve capire quello che, davvero, doveva
fare. Doveva far sviluppare, appunto le nostre aziende, la capacità
di questa terra di potersi emancipare dal punto di vista delle
imprese che dovevano insistere nei territori, nelle zone
industriali. La capacità che dovevamo avere, anche, di andare a
reperire nuove aziende che volevano venire ad investire da noi. E,
invece, quella legge è rimasta, in larga parte, disattesa.
Abbiamo messo in liquidazione i vecchi consorzi ASI, abbiamo dato
alla nuova gestione dell'IRSAP in mano a quelli che, da notizie di
cronaca di oggi, additavano le vecchie dirigenze dei consorzi ASI
puntando il dito, quel dito della legalità che oggi poi si è
sgretolato sotto innumerevoli arresti e tutta una serie di altre
attività della Magistratura e alla fine, però, ci ha consegnato dal
2012 ad oggi una Sicilia che, ormai, non ha più né zone
industriali, perché sono diventate delle aree fatiscenti. Non c'è
più la possibilità di aiutare gli imprenditori, anzi, a quelli che
insistono in capannoni, in strutture in affitto gli viene chiesta,
sempre di più, la tassa di affitto, la pigione, tutto quanto.
Quindi pagano più e più volte, sia i tributi che sono quelli
comunali, per i servizi normalmente svolti dal Comune ma,
soprattutto, non hanno neanche, però, i servizi che dovrebbe, poi,
garantire appunto l'IRSAP che sono quelli di una viabilità decente,
di una cura e di un decoro delle zone industriali e tutto quanto.
A questo, ovviamente, dobbiamo aggiungere altre situazioni che
vengono, poi, illustrate anche all'interno della mozione stessa.
Per esempio, l'IRSAP non è riuscito ancora ad approvare il
rendiconto finanziario del 2016 ma, nonostante il modo contabile,
definirei anomalo almeno così lo abbiamo definito noi nella
mozione, ha invece approvato, alla fine dello scorso mese di
dicembre, il bilancio previsionale del 2017.
Per cui, proprio in deroga alle più ovvie norma di contabilità,
non hanno chiuso il bilancio del 2016, ma già hanno approvato, si
sono lanciati in quello che è, praticamente, il bilancio del 2017.
Commissari che sono costati una fortuna, gestioni spesso allegre.
Vi racconterò la vicenda della zona industriale di Grottacalda a
Caltanissetta, dove - Presidente, lei conosce bene la strada,
perché probabilmente, insomma, la utilizza - il raddoppio
autostradale fra Caltanissetta ed Agrigento, una infrastruttura che
servirà alla nostra Terra, passa anche dalla zona industriale di
Grotta d'Acqua, che è praticamente nelle immediate vicinanze dello
svincolo fra Sommatino e Canicattì.
Ebbene, lì, passando appunto direttamente dentro la zona
industriale, la società ANAS e poi il contraente generale, chiedono
all'IRSAP di fare una transazione e dovevano fare, appunto, delle
opere di compensazione perché stavano utilizzando dei terreni.
Ebbene, in una zona industriale in cui manca l'acqua, e ci sono
quelli che fanno allevamenti di polli e quant'altro, manca internet
- chi fa impresa, oggi, senza internet, ADSL e varie- manca,
addirittura, la fornitura di gas, e lì c'è Diliberto che è uno dei
più grandi costruttori di vasche in polietilene.
Quindi mancano, davvero, i servizi essenziali per potere fare
impresa.
Secondo lei l'IRSAP, come opere compensative, al contraente
generale che avrebbe dovuto chiedere? Non ci crederà mai, ma gli ha
chiesto un impianto di bitume Oggi, alla fine di quella strada,
l'IRSAP diventerà, e quindi la Regione, proprietaria di un impianto
di bitumi, già largamente utilizzato però, per asfaltare appunto
quella strada.
Ora chi ha fatto queste scelte, ovviamente, aveva, con molta
probabilità, tornaconti personali e non so quali operazioni voleva
fare in capo a queste cose.
Però noi, oggi, ci ritroviamo, davvero, depauperati.
E altre situazioni che potrei continuare a dire, come ad esempio,
per me immotivata, ma come è possibile che un ente regionale,
l'istituto regionale dello sviluppo delle attività produttive si
iscrive a Confindustria. Un ente regionale è iscritto ad
un'associazione di categoria, e perché Confindustria, e non
Confcommercio, o Confartigianato o qualunque altra cosa?
Un ente si iscrive a Confindustria e non il contrario. Anche
questa cosa lascia davvero basiti e anche lì non si capisce bene il
perché.
Quattro milioni di euro per due anni per avere cinquecentosessanta
avvocati in vertenze. Incredibile, dato incredibile Fra l'altro
credo che qualche membro del Governo sia anche fra i
cinquecentosessanta avvocati che ha prestato qualche consulenza,
anche lì, all'IRSAP.
Per chiudere finalmente con la cifra neanche, Presidente, non sono
neanche certo del dato finale, ma credo che ci siano circa quindici
milioni di euro di debiti.
La mozione impegna il Governo a chiudere l'IRSAP definitivamente,
a prendere il personale che oggi lavora presso l'IRSAP e passarlo
in un ruolo unico ad esaurimento presso l'Assessorato regionale ed
utilizzarlo per chiedere l'attività di liquidazione dei consorzi
ASI e passare i beni, i capannoni e quello che è la gestione alla
gestione dell'Assessorato delle attività produttive, mentre la
manutenzione e tutto quanto con il congruo trasferimento di denaro
che serve direttamente ai comuni. Così anche quelle zone e quelle
strade e quel verde diventeranno di responsabilità comunale e come
è giusto che sia il comune però ne deve avere un riconoscimento dal
punto di vista economico.
Credo che oggi con questa mozione e con il voto che spero che i
colleghi di tutta l'Aula prenderanno in seria considerazione, oggi
tracciamo davvero una linea nuova che è quella che non vogliamo più
carrozzoni in questa terra e io spero che la mozione che impegna
semplicemente il Governo poi si traduca davvero in quella che sarà
un'applicazione di una norma sacrosanta, quindi di votare appunto
la soppressione di un ente che agli imprenditori in questa terra
gli ha fatto soltanto da ganasce e non gli ha mai permesso di
espletare di funzioni di arricchimento e di sviluppo economico di
cui, invece, la nostra terra ha molto di bisogno.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Cordaro, ricordo
che questa mozione porta la data dell'11 maggio 2018 e che il
penultimo comma di questa mozione che viene rivolta al Governo, a
proposito dell'impegno, riguarda la definizione della nomina degli
11 commissari, ex consorzi ASI. La qualcosa è stata superata
dall'ultima legge sul collegato'.
Assessore Cordaro, ha facoltà di parlare.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Infatti mi
sentirei di rassicurare l'onorevole Cancelleri del quale ho colto
il pathos su questa argomentazione, ovviamente, non per il passato
perché è un passato di contrapposizione ad un sistema e ad un h che
abbiamo condiviso, ma mi sentirei di tranquillizzarlo con
riferimento al futuro.
In realtà come correttamente anticipava il Presidente
dell'Assemblea, già in data 11 maggio 2018 sono stati nominati i
commissari straordinari con decreti assessoriali e sulla gazzetta
ufficiale della Regione siciliana del 13 luglio 2018, è stata
pubblicata poi, come saprete tutti, la legge regionale 10 luglio
2018, n. 10 che appunto recita: Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale. Stralcio
1 all'articolo 10 che modifica l'articolo 19 della legge regionale
12 febbraio 2012, n. 8'.
Questa norma, come sapranno gli onorevoli Deputati, prevede tra
l'altro la riduzione a due commissari liquidatori soggetti di
comprovata professionalità, uno per la liquidazione dei consorzi di
Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta e Gela, uno per la
liquidazione dei consorzi di Catania, Enna, Siracusa, Ragusa,
Calatino e Messina.
La nomina avverrà con decreto dell'Assessore per le attività
produttive previa delibera della giunta di Governo, di fatto la
situazione di stallo delle procedure di liquidazione delle quali
parlava anche il collega Cancelleri, segnalata peraltro nella
mozione, sarà superata attraverso la disposizione introdotta dai
recenti interventi normativi.
In ogni caso, proprio in ragione di quello che è lo spirito di
questa mozione, senza volere entrare nel merito di passaggi che
riguardino la chiusura definitiva dell'ente e soprattutto la
necessaria tutela del livello occupazionale che preme più di ogni
altra cosa a questo Governo, riteniamo che in linea di principio la
mozione possa essere accoglibile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 104. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 107: Rilancio dell'ufficio della Regione
siciliana con sede a Bruxelles.
a firma degli onorevoli Sunseri ed altri. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'Ufficio di Bruxelles della Regione Siciliana,
istituito alle dirette dipendenze del Presidente della Regione con
L.R. n. 6 del 10/03/1997, ha il compito di 'realizzare i necessari
raccordi con i servizi e gli organi comunitari e con la
Rappresentanza nazionale permanente'. Ha tra gli obiettivi quello
di offrire supporto nel campo dei finanziamenti diretti dell'Unione
europea, di diffondere informazioni e anticipazioni in merito ai
nuovi programmi di finanziamento diretto e ai relativi bandi, di
aiutare i partecipanti alla creazione di partenariati
transnazionali tramite la diffusione di schede specifiche di
'ricerca partner' in tutta Europa, di interagire con la Commissione
Europea, con il Parlamento Europeo, con il Consiglio dei Ministri
tramite Rappresentanza Nazionale Permanente, con il Comitato delle
Regioni, nella cura dei rapporti con le altre Regioni italiane ed
Europee, mantenere rapporti con gli Uffici degli europarlamentari
siciliani, di monitorare l'operato della Corte di Giustizia Europea
e la Corte dei Conti Europea focalizzandosi su casi e sentenze di
interesse regionale, prestare assistenza al Presidente della
Regione, agli Assessori in visita, ai parlamentari dell'Assemblea
Regionale Siciliana in visita e ai rappresentanti di Enti Locali;
CONSIDERATO che l'esistenza di tale ufficio di rappresentanza,
ubicato nel quartiere istituzionale di Bruxelles, è di fondamentale
importanza in quanto dovrebbe fungere da collegamento tra la
Regione Siciliana il mondo istituzionale europeo e i diversi
portatori di interesse, siano essi imprese, associazioni di
categoria, enti locali o semplici cittadini e inoltre dovrebbe
svolgere un'attività strategica in tutti gli ambiti UE di interesse
regionale, oltre a promuovere la Sicilia a livello europeo;
RILEVATO che:
attualmente l'Ufficio è composto esclusivamente da tre dipendenti,
di cui un istruttore direttivo e due funzionari direttivi, e che
dunque l'Ufficio, considerata la sua importanza, risulta essere
sottodimensionato e carente dei mezzi necessari per portare a
compimento l'enorme carico di obiettivi che si prefigge;
non esiste un atto di indirizzo dell'attuale Presidente della
Regione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad avviare iniziative volte a rivalutare, valorizzare e rendere
efficiente l'Ufficio di Bruxelles della Regione Siciliana,
attraverso:
la previsione di un organigramma competitivo, composto da
personale interno dotato di competenze specifiche nel settore del
diritto comunitario e delle politiche strutturali dell'Unione
Europea, che, insieme a personale esterno esperto in programmazioni
europee ed euro-progettazione, possa far divenire l'Ufficio di
Bruxelles per la Regione Siciliana, un efficace strumento di
collegamento tecnico, amministrativo e operativo tra le strutture
regionali e gli uffici, gli organismi e le istituzioni dell'Unione
Europea al fine di reperire risorse europee a beneficio di progetti
della Regione a valere sui fondi diretti;
un utilizzo efficiente delle risorse finanziarie;
la creazione di un luogo di coworking progettuale, aperto ad
associazioni, cittadini, amministrazioni, imprese e università
utile per l'incontro delle idee provenienti dai diversi attori;
un atto di indirizzo volto a fissare ulteriori obiettivi da
raggiungere e che miri a far divenire l'Ufficio di Bruxelles per la
Regione Siciliana un punto di confronto tra gli attori delle
progettazioni europee e le istituzioni, che promuova la Sicilia e
le eccellenze siciliane all'estero, che sostenga le imprese
siciliane che si affacciano sul mercato internazionale;
la messa a disposizione, degli spazi di pertinenza dell'Ufficio di
Bruxelles a tutti gli enti e imprese siciliane che ne facciano
richiesta per l'organizzazione di eventi volti alla promozione
della Regione Siciliana nel mondo. L'Ufficio sarà tenuto a dare
adeguata visibilità ed evidenza a tale possibilità;
l'implemento di stage e tirocini, da svolgersi presso gli uffici
di rappresentanza della Regione siciliana a Bruxelles, per studenti
o laureati presso le facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza,
Economia, Scienze delle Comunicazioni, che abbiano una buona
conoscenza della lingua inglese. Questi si occuperanno di
effettuare ricerche sulle attività delle istituzioni dell'Unione
Europea, e in particolare della Commissione Europea, di relazionare
sulle sessioni del Parlamento Europeo e sui progetti delle
istituzioni europee, focalizzandosi particolarmente sulle proposte
legislative della Commissione, di partecipare a eventi della
Commissione Europea, di fondazioni politiche e associazioni, di
organizzare eventi. Della possibilità di compiere stage e tirocini
presso l'Ufficio di Bruxelles sarà data adeguata evidenza.»
SUNSERI - CANCELLERI - CAMPO - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A - DI
CARO - DI PAOLA - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI - PAGANA
- PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA -
ZITO
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io
partirei da un assunto: l'ufficio di Bruxelles, oggi, così com'è
non funziona. Non ha senso di esistere. Un assunto. Non ha motivo
di esistere così come è stato previsto. Non c'è un atto di
indirizzo da parte del Presidente della Regione dopo diversi mesi
dall'insediamento di questa Giunta, è uno spreco di denaro per come
viene utilizzato sicuramente nel corso degli ultimi anni. Nella
mozione abbiamo previsto una serie di possibilità che riteniamo
utili affinché questo ufficio possa tornare ad essere un ufficio
competitivo, in linea a degli uffici regionali presenti già a
Bruxelles, di altre Regioni italiane, che funzionano sicuramente
molto meglio, ma anche europee. Abbiamo previsto un organigramma
competitivo composto da personale dotato di competenze specifiche
nel settore, abbiamo previsto un utilizzo efficiente delle risorse
finanziarie che vengono destinate all'ufficio, la possibilità di
mettere a disposizione gli spazi interni dell'ufficio anche ad
aziende o a cooperative, o ad associazioni che hanno l'intenzione
di utilizzare e sfruttare questi spazi e poi la possibilità di
organizzare dei tirocini e degli stage per formare dei ragazzi e
dare la possibilità all'ufficio di essere più efficace. Questo
ufficio, anni addietro, il nostro attuale Vice Presidente del
Governo, decise di acquistarlo, quindi di andare via da un ufficio
che aveva dei costi di affitto e ha deciso di fare il passaggio di
acquistare un ufficio che è al centro del quartiere europeo di
Bruxelles. E' vicinissimo alla Commissione Europea, è vicinissimo
al Parlamento Europeo e non svolge quelle attività di lobby che
invece tantissimi altri uffici regionali svolgono proprio sia per
la posizione strategica, ma anche per l'utilità che se ne può far
uso.
Le soluzioni a nostro avviso sono due: o riteniamo che è
assolutamente inutile (cosa che noi non condividiamo), e allora lo
chiudiamo e facciamo ritornare quei tre dipendenti che sono in
questo momento dislocati a Bruxelles direttamente in Regione
siciliana; oppure, in alternativa, diciamo di sfruttarlo in maniera
intelligente, come pensiamo che debba essere sfruttato e come
pensiamo che ad oggi invece non viene utilizzato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'assessore per il
territorio e l'ambiente, onorevole Cordaro.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
Sunseri, onorevoli colleghi. La storia dell'ufficio di Bruxelles,
negli ultimi cinque, dieci anni, soprattutto, e certamente negli
ultimi cinque anni, è stata una storia che, al netto dell'esistenza
fisica di una sede, ha pagato la mala gestio nei rapporti tra il
Parlamento, ma soprattutto il Governo della Regione siciliana e le
autorità di Bruxelles.
Per anni dall'opposizione, collega Sunseri, mi sono battuto
invitando chi ha preceduto il Presidente Musumeci, ad andare a
Bruxelles a sostenere le sorti della Sicilia. Per anni ho ricordato
a chi ha preceduto il Presidente Musumeci, che anche i migliori
burocrati senza la presenza della politica e del Governo, avrebbe
sbattuto e avrebbe fatto quasi sempre la fine, così come è
inesorabilmente accaduto, di vasi di coccio in mezzo a vasi di
ferro. A quel punto, nella scorsa legislatura venne fuori anche una
proposta provocatoria. Se quello era il modo di gestire i rapporti
con Bruxelles, forse valeva la pena di chiuderla quella sede. E'
chiaro che era una proposta provocatoria, perché siccome noi con la
nuova gestione targata Musumeci vogliamo riportare al centro la
politica con la P maiuscola, abbiamo già attivato, non soltanto
l'individuazione di tre dirigenti interni che sono stati distaccati
nella sede di Bruxelles, ma abbiamo soprattutto posto in essere
tutta una serie di attività che sono propedeutiche al rilancio di
quella sede. Primo fra tutti, il rapporto preferenziale con le
quattro università siciliane, le quali tutte individueranno un
soggetto che le rappresenterà e che sarà da coordinamento tra gli
atenei, la Regione e la sede di Bruxelles, per quello che dovrà
servire sotto il profilo scientifico e sotto il profilo del
raccordo con la politica, col Governo e con quegli uffici, per noi,
così fondamentali per il futuro dei siciliani.
Sono stati, inoltre, attivati i tirocini, sono stati attivati gli
stages. E' stata determinata l'apertura del sistema territoriale e
si è posto in essere un percorso che deve portare ad una costante
partecipazione col comitato delle regioni. Per noi il rapporto con
Bruxelles resta un rapporto strategico, assolutamente essenziale,
lo vogliamo curare attraverso la presenza del Governo nei momenti
essenziali in cui si decideranno le strategie e le misure che
avranno ricaduta fondamentale sulla Sicilia, lo vogliamo curare
anche attraverso il potenziamento con i migliori funzionari ed i
migliori dirigenti presso la sede di Bruxelles. Per quanto ci
riguarda, la mozione, posto che coglie nel segno da noi indicato, è
accoglibile.
PRESIDENTE. Pongo la votazione della mozione n. 107. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LO CURTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
ricordare all'Aula, oltre che a lei, naturalmente, ed al Governo,
di avere questa mattina depositato una proposta di referendum
consultivo, ai sensi del disposto degli articoli 25 e 30 della
legge n. 1 del 2014.
E' una proposta di referendum consultivo che ho voluto presentare
giusto questa mattina, e ne ho dato annuncio in una conferenza
stampa alla quale era pure presente l'assessore Armao, oltre che il
rappresentante nazionale del Movimento unione dei siciliani,
l'onorevole Rino Piscitello.
Il tema era quello, è quello del riconoscimento; sarà proposta
questa domanda referendaria al popolo siciliano:
Vuoi che nello Statuto della Regione siciliana venga inserito un
nuovo articolo che preveda il riconoscimento del diritto dei
siciliani alla compensazione degli svantaggi derivanti dalla
condizione di insularità, come previsto dal disegno di legge n.
109, presentato l'8 marzo 2018 all'Assemblea regionale siciliana?
Questo è il quesito. E vorrei ringraziare, intanto, questa mattina
anche, in parallelo, il Presidente della Commissione Statuto, ma
naturalmente tutti i componenti della Commissione e, tra tutti, in
particolare l'onorevole Figuccia, perché è stata posta
all'attenzione della Commissione questo disegno di legge. Scusate,
volevo dire Commissione Affari istituzionali, presieduta
dall'onorevole Pellegrino.
Ed in questa circostanza, la Commissione ha apprezzato
favorevolmente questo disegno di legge di modifica dello Statuto
con l'introduzione di un articolo che modifica appunto tale
Statuto, riconoscendo alla Sicilia gli svantaggi derivanti dalla
condizione di insularità.
Con la proposta referendaria, si vuole, oggi, tra virgolette,
definire questo percorso in maniera inequivocabile e perché abbia
un esito il più certo possibile, perché il disegno di legge, in
qualche maniera, viene fermato da questa proposta referendaria.
Entro 15 giorni, come disposto dalla norma, se, ovviamente, il
Parlamento approva, il Presidente dell'Assemblea dovrà mettere
all'ordine del giorno questo referendum, questa proposta
referendaria. Una volta approvata, il Governo della Regione, il
Presidente Musumeci, avrà tempo, entro un anno al massimo o
comunque anche approfittando di eventuali concomitanti elezioni,
potranno essere le elezioni provinciali, se mai ci saranno, o le
elezioni europee, per avviare questa consultazione, la quale
consultazione, propedeutica quindi all'approvazione poi del disegno
di legge n. 199, darà forza e legittimazione per la volontà
popolare che ci sta sotto, perché il Governo nazionale, le forze
parlamentari nazionali, che qui pure sono tutte ben rappresentate,
possano dare corso alla modifica dello Statuto che, essendo legge
costituzionale, prevede un iter complesso e lungo.
Ma sul tema non posso non sottolineare l'importanza che il
referendum assume per dare sostanza e corroborare questo disegno di
legge, perché la condizione dell'insularità da non assolutamente
confondere con il tema della continuità che è ricompreso in quello
della insularità, permette - e concludo Presidente - alla Sicilia
di avere riconosciuti e compensati tutti gli svantaggi che derivano
dall'essere un'Isola e un Arcipelago, la più importante
CRACOLICI. Circondata dal mare.
Presidenza del Vicepresidente Cancelleri
LO CURTO esattamente circondata dal mare E quindi voglio sperare
davvero che su un tema così importante non ci siano divisioni, non
ci potranno essere opposizioni, perché siamo tutti siciliani e
tutti noi viviamo l'appesantimento anche economico dell'essere
siciliani, cioè insulari.
Perché c'è un appesantimento economico? Perché il costo
dell'insularità - oggi ne parlavamo e proprio dava più o meno
queste cifre il presidente Armao - è un costo insopportabile per
ogni siciliano, pari a circa 5 miliardi di euro.
Nel momento in cui questo disegno di legge viene corroborato dal
referendum, trova una via privilegiata, non ho dubbi che anche le
forze che sono oggi al governo della Nazione dello Stato non
potranno non dare via privilegiata all'ascolto del popolo
siciliano, che su questo tema si esprime con un referendum, alla
pari di quanto è avvenuto in regioni come la Lombardia e il Veneto.
E' notizia di oggi che il presidente Zaia va a chiedere al Governo
nazionale i benefici derivanti da quel referendum per gli assetti
istituzionali dell'autonomia che in quelle regioni i cittadini e i
popoli di quelle regioni hanno voluto.
Ciò detto, significherà per noi un beneficio assoluto e
significherà finalmente uscire dalle secche di un immobilismo che
certamente ha pesato notevolmente nel passato, ma noi dobbiamo
consegnare un futuro diverso, lo dico a tutte le forze che sono
presenti in quest'Aula nella certezza che questo referendum possa
essere condiviso.
Voglio solo dire una cosa a tutti i parlamentari, la
programmazione 2020, 2026 che dovrà fare il prossimo parlamento
nazionale dovrà tenere conto del principio della compensazione
degli svantaggi derivanti dall'insularità nel momento in cui noi ci
approprieremo di questo diritto di avere riconosciuto questo che
realmente è uno svantaggio e quindi i benefici per la Sicilia
saranno a iosa, avremo la compensazione in termini di
infrastrutture; avremo la compensazione in termini di costi per le
imprese che vogliono fare impresa in Sicilia, per le aziende che
voglio fare perché tutto oggi ha un costo in più: ha un costo in
più il carburante, ha un costo in più la luce elettrica, il consumo
di materie prime, l'importazione e l'esportazione.
Io credo, signor Presidente dell'Assemblea, signori tutti colleghi
deputati, che per la Sicilia può iniziare una storia nuova. La
Sicilia può davvero ricominciare o cominciare per la prima volta,
con dignità, un percorso intitolato ai diritti e alla legalità,
perché non ci può essere legalità se non c'è l'appropriazione e
anche la rappresentazione e la garanzia dei nostri diritti.
E quindi la prima battaglia per combattere contro la criminalità,
contro la malversazione, contro la mafia, non può che essere questa
battaglia dei diritti dei siciliani. E' un diritto che ci viene
dalla natura, ma che la politica colpevole non ha mai voluto
riconoscere.
Credo che insieme la storia della Sicilia la possiamo riscrivere,
senza se, senza ma, senza barriere ideologiche, siamo tutti
siciliani. Come ho detto al Sottosegretario Dell'Orco: lei è
siciliano, più di noi. Perché è stato il popolo siciliano a dare la
responsabilità del Governo al Movimento Cinque Stelle. E allora si
senta come noi, nel dovere di fare il massimo per noi perché lei fa
il massimo per una terra che è stata prodiga di grande attenzione
nei confronti del Movimento Cinque Stelle. Prossimamente, immagino,
che apriremo un dibattito sul tema e saremo veramente uniti e fieri
di essere orgogliosamente rappresentativi dei nostri diritti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in realtà il Governo nazionale ha
immediatamente risposto alla sollecitazione, quantomeno della
continuità territoriale, di quella audizione chiedendo al Governo
regionale di fissare una Conferenza dei servizi giorno 3 luglio e
il Governo regionale ha risposto che non sarebbe disponibile prima
del 25 luglio. Quindi, le priorità, ovviamente, vanno individuate,
ma soprattutto vanno anche colte.
LO CURTO. Sono d'accordo con lei. Mi troverà al suo fianco,
Presidente.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere la solidarietà ai braccianti agricoli di Mazzarone che
nei giorni scorsi sono stati vittime di un episodio increscioso.
Come riportato da notizie di stampa, dopo otto ore di lavoro nei
campi a Gela, dentro le serre per la raccolta dell'uva, avevano
chiesto una pausa perché dentro le serre nelle ore più calde il
clima era irrespirabile, pare che erano stati superati i 50 gradi
sentiti dentro la serra. Per tutta risposta, a fronte di una paga
di poco meno di sei euro l'ora, il datore di lavoro, al momento del
rifiuto di entrare dentro la serra, li ha licenziati.
Io credo che fatti come questi, ancora nel 2018, vadano
scongiurati con ogni forma più perentoria. C'è stata venerdì
mattina la denuncia presso l'Ispettorato del lavoro competente,
prendiamo atto della presenza in Aula dell'Assessore e auspichiamo
che personalmente si farà carico, signor Assessore, unitamente al
dirigente generale, di attivare ogni procedura necessaria a
tutelare non solo la dignità dei lavoratori ma anche la dignità di
esseri umani. Quello dello sfruttamento nei campi, non si direbbe
ma è così, ancora oggi è un fenomeno diffuso. I dati sono
imbarazzanti. Nel 2015 pare che siano oltre 25 mila i casi di
lavoratori irregolari e lo scorso anno con l'operazione Freedom
sono stati sanzionati e posti agli arresti oltre trenta soggetti.
Per questo noi del Partito Democratico ci faremo carico di un
disegno di legge per istituire un osservatorio sui fenomeni dello
sfruttamento dei campi e ci faremo carico anche di
un'interrogazione per seguire l'attività che il Governo vorrà fare
per il controllo e il monitoraggio del procedimento della denuncia
che è stata fatta presso l'Ispettorato del lavoro. Auspichiamo
anche un'attività di controllo sul territorio. Per ritornare ai
fatti, i lavoratori in questo caso erano messi in regola per 45
euro al giorno, ma sappiamo che sono diffusi fenomeni di
caporalato, in cui il rapporto non è lavoratore-datore di lavoro ma
evoca, piuttosto, gli scenari di schiavo e padrone. Auspichiamo
quindi un intervento immediato e nelle prossime settimane, come già
detto, ci faremo carico del disegno di legge e dell'interrogazione
per seguire pedissequamente l'attività del Governo e reprimere
queste situazioni.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Barbagallo, anche per il tema che ha
sollevato, che è davvero molto importante.
DI CARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
volevo informare l'Aula sullo stato di profonda crisi che sta
attraversando lo stabilimento Italcementi di Porto Empedocle. Lo
stabilimento è stato assorbito dal gruppo Heidelberg, un gruppo
tedesco.
Il settore ha avuto nell'ultimo quinquennio una contrazione di
circa il 60 per cento. E questa contrazione ha portato a licenziare
ben diciotto operai, ed altri trentuno sono a rischio licenziamento
se non si interviene immediatamente.
Voglio approfittare della presenza dell'assessore per il lavoro,
Ippolito, caso mai alla fine della seduta la inviterò a seguire la
problematica meglio.
Io non credo che il futuro, così come è stato in passato, in
quest'Isola sia la cementificazione. Abbiamo conosciuto nel passato
il settore del cemento che era probabilmente uno dei settori
trainanti dell'economia siciliana. I primi a capirli sono stati
quelli del gruppo Italcementi che, due anni fa, hanno commissionato
uno studio alla società Nomisma Energia.
La Nomisma individua, per la riconversione dell'impianto
Italcementi di Porto Empedocle, dei settori che parlano non solo di
ecologia ma danno anche una speranza ai lavoratori del settore che
attraversano, come dicevo, non solo a Porto Empedocle ma ovunque un
forte periodo di crisi.
Nomisma individua alcuni settori di riconversione molto
interessanti. Per esempio la possibilità di realizzare un impianto
di compostaggio di comunità o/e, utilizzandoli in contemporanea, lo
stoccaggio di raccolta differenziata e RAE.
Ancora nel sito di Italcementi insistono settecento ettari di
terreno completamente in coltivati che potrebbero essere - dice
Nomisma - utilizzati per esempio per la coltivazione dello
zafferano, quindi dando ulteriori posti di lavoro non garantendo
licenziamento.
Sempre Italcementi è in possesso di un brevetto per
l'inertizzazione dell'amianto. Nello specifico si potrebbero
riciclare manufatti in cemento amianto con l'amianto rese inerte
dai processi industriali brevettati da Italcementi.
Ma Italcementi, come dicevo poco fa, sta attraversando un periodo
di forte sofferenza economica ed è ovvio che quando si attraversa
un periodo del genere un'azienda si ritira in quello che è il
proprio core business, cioè cemento fanno e cemento, anche se poco,
vorrebbero continuare a fare.
E di tutta questa vicenda due anni fa Italcementi ha informato il
precedente Governo, ma non è stato fatto nulla di nulla.
Io la settimana scorsa ho consegnato all'assessore Turano lo
studio della società Numisma per quanto riguarda la riconversione
degli impianti di Porto Empedocle - e voglio informare anche
l'assessore per il lavoro di questo tipo di studio, caso mai gliene
mando una copia - questo perché, secondo me, la riconversione di
questo impianto potrebbe essere davvero un forte volano di sviluppo
non solo per la provincia di Agrigento ma per tutta la Sicilia.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, in
realtà io sarei intervenuto nel dibattito quando facevamo
riferimento ad alcune mozioni, su una in particolare, quella
presentata dal Movimento Cinque Stelle sui NIT.
Lì ho avuto modo di notare, Presidente, come l'assessore Cordaro,
che peraltro non ha nessuna delega a discutere di quel tema, in
maniera molto veloce, troppo veloce, ha liquidato la questione sui
NIT dicendo beh, stiamo facendo un avviso . Non è così, onorevole
Di Paola? E quindi i giovani che in questo momento né studiano, né
lavorano, stiano tranquilli.
Ecco, volevo intervenire perché mi sono confrontato anche con il
collega e l'approccio non è semplicemente quello di chiedere alle
agenzie per il lavoro che stanno diventando, da parte di questo
Governo, la panacea di tutti i mali, lo specchietto per le
allodole, per far confluire risorse che di fatto poco o nulla hanno
a che fare con i giovani che studiano e che non lavorano.
L'approccio, invece, di quella mozione, era un approccio che vedeva
evidentemente coinvolti dei grossi elementi, delle grosse
multinazionali capaci di aggregare risorse per creare un
collegamento diretto tra la Regione e questi giovani che possono
beneficiare di queste risorse.
E' un modo - e questo era lo spirito della mozione presentata dal
collega - per creare un vero collegamento tra il mercato del
lavoro, multinazionali, società che possono investire in Sicilia,
facendo evidentemente una loro sede anche qui a Palermo, a Catania,
in una grande area, chissà un giorno industriale, digitalizzata
anche in Sicilia. E invece l'Assessore Cordaro ha liquidato la
questione dicendo Vabbè stiamo facendo un avviso . Ecco, vorrei
dire - l'Assessore Cordaro se n'è andato - che la sua risposta poco
o nulla c'entra con la mozione presentata dal collega. Detto
questo, a parte che ovviamente la questione del metodo con il quale
si affrontano le mozioni è assolutamente scriteriato perché
dovrebbero esserci in Aula gli Assessori che hanno competenza su
quella delega e, fatta eccezione l'immancabile e stimata presenza
dell'Assessore Mariella Ippolito, purtroppo in questo momento il
Governo ovviamente non era presente e quindi non era nelle
condizioni di poter supportare, avvalorare, sostenere quelle che
erano le mozioni poste all'ordine del giorno.
Detto questo, una delle mozioni, ad esempio - e ancora qui
l'assenza del Governo, sia da parte dell'Assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, che da
parte dell'Assessore per le attività produttive - faceva
riferimento alla produzione di eccellenza siciliana. In questi
giorni la Sicilia sta conoscendo uno svuotamento, un bruciarsi
delle risorse disponibili nelle nostre campagne, a causa di una
concorrenza assolutamente sleale da parte sì delle multinazionali,
che non consentono ovviamente ai nostri produttori di poter stare
nel mercato secondo le regole del mercato. Il nostro grano in
questo momento esce a 17 centesimi, mentre arriva dal Canada, dalla
Russia un prodotto che sfugge ad ogni controllo, mentre nel porto
di Palermo i silos che venivano utilizzati per controllare quella
merce vengono abbattuti, mentre il governo Musumeci si era
impegnato a definire i controlli di quelle navi che dovevano
arrivare in Sicilia, bene quei controlli che fine hanno fatto?
Bene, quelle navi oggi arrivano direttamente a Pozzallo e nelle
nostre tavole arriva il grano, quello sì, che spesso marcisce nei
magazzini delle multinazionali, pieno di pesticidi, pieno di veleno
che davvero non fa bene alle nostre tavole. Allora, su questo e su
altri temi non mi sembra che ci sia stata da parte del Governo
regionale una presa di posizione per poter dare risposte a questi
temi.
Stamattina in Commissione Statuto - è stato ripreso prima dalla
collega - è stato approvato un disegno di legge voto, era presente
anche lei, Presidente Cancelleri, che introduce finalmente una
modifica allo Statuto, attraverso il 38 bis, che prevede che per
eliminare quel gap che c'è tra chi nasce e vive a Palermo, come a
Catania, a Messina e chi invece vive a Milano, a Torino, anziché a
Bergamo, perché questo gap possa essere in qualche modo recuperato,
per garantire parità di accesso, venga introdotto il principio di
insularità. In questo momento lo Stato deve alla Regione siciliana
qualcosa come 150 miliardi di euro.
Noi sappiamo che queste risorse non ci verranno concesse perché
significherebbe ridurre in default il nostro Paese. E allora
introdurre il principio di insularità serve a creare le condizioni
perché possano essere introdotti principi nuovi come quello della
defiscalizzazione della benzina, come quello della fiscalità di
vantaggio, come quello di un più basso costo per chi è costretto a
spostarsi in aereo dalla Sicilia per qualsiasi altra meta. Oggi
spostarsi per ragioni di lavoro o per ragioni sanitarie espone i
giovani siciliani e i meno giovani siciliani a dei costi
elevatissimi. Ecco, non mi sembra che il Governo regionale stia
facendo nulla in questa direzione. Quella legge voto finalmente
oggi è stata approvata in Commissione Affari istituzionali. Io
chiedo che immediatamente venga calendarizzata in Aula.
Abbiamo condiviso un ulteriore percorso, quello della possibilità
di un referendum consultivo. Bene, io credo che su questo l'Aula
debba esprimersi immediatamente. Se ci sono le condizioni perché
quel referendum consultivo possa essere approvato ed uscire dal
percorso d'Aula, che ben venga, facciamolo subito e fissiamo una
data. Ma se quel referendum consultivo non si dovesse fare - perché
sento opinioni diverse da parte di chi dice, ad esempio, che
avrebbe dei costi altissimi, seppur lo si vuol far confluire,
diciamo, nella prima tornata utile - e allora attenzione, evitiamo
di non fare né l'uno né l'altro. Quindi, o si fa il referendum
consultivo oppure - qualora si dovesse decidere che questo non è
possibile farlo - si passi immediatamente all'approvazione di
quella legge voto e si garantisca questo benedetto principio di
insularità. Questa è una battaglia di tutti, è una battaglia che ad
oggi il Governo regionale ha affrontato in maniera troppo tiepida,
è una battaglia che va affrontata con maggiore determinazione,
certo che Siciliani questo se lo aspettano.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, chiaramente per la trattazione del
disegno di legge sarà la Conferenza Capigruppo a decidere le
priorità dell'Aula, come è stato sempre e come è previsto dal
Regolamento Interno di questa Assemblea. Le ricordo tra l'altro che
in realtà questo disegno di legge non modifica lo Statuto ma bensì
modifica la Costituzione italiana. Per cui, poi, dovrebbe avere il
doppio passaggio al Parlamento nazionale.
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono qui per chiedere
a quest'Aula e a lei, Presidente, di volere finalmente iscrivere
attraverso la procedura d'urgenza la riforma delle istituzioni per
la pubblica assistenza e beneficienza conosciute con l'acronimo
IPAB ai lavori della I Commissione. Purtroppo mi ritrovo di nuovo
da questo scranno a dovere lamentare l'assoluta indifferenza di una
parte del Parlamento e del Governo su una situazione drammatica di
cui dobbiamo assumerci le responsabilità.
Mi permetto di raccontare ai colleghi che con lei personalmente
nell'ultimo mese ci siamo recati presso due importanti strutture
siciliane, una ad Acireale ed una a Caltanissetta, che soffrono del
vergognoso atteggiamento e della beffa a cui sono sottoposti questi
lavoratori - anche a tempo indeterminato - da parte - mi dispiace
dirlo - di questo Governo. Scorgendo su un qualsiasi motore di
ricerca, mettendo la parola il nome, Musumeci, IPAB, troviamo
articoli fin dal 2015-2013 quando - dall'opposizione - l'attuale
Presidente della Regione comunicava di avere presentato una propria
proposta di legge. Denunciava il dramma dei lavoratori delle IPAB
di Acireale, piuttosto che di Paternò, piuttosto che di altre
strutture, lamentando e ponendo in una condizione - diciamo - di
rimprovero il vecchio Governo, mentre noi oggi assistiamo al nulla
cosmico che proviene dal Governo e da questo Assessorato che già
nel mese di febbraio avrebbero, attraverso una nota stampa, fatto
sapere di avere istituito un tavolo istituzionale e di fatto, non
so lavora non lavora lo sapranno loro, nel frattempo le strutture
chiudono, gli anziani in quarta età avanzata, spesso minorati
psichici e fisici, che vivono in queste strutture da decenni, sono
stati spostati, deportati come pacchi postali presso altre
strutture che magari proveranno a prendersi cura di loro anche se
immagino che una persona con disagio psichico che si trovi ad
essere spostata di parecchi chilometri, ad avere a che fare con
altro personale che se pur amorevolmente e sicuramente lo starà
curando ma non sono le persone che da anni se ne occupano, stiano
subendo una vera e propria tortura disumana
In più abbiamo migliaia di lavoratori che vivono un clima di
incertezza e parecchie centinaia con strutture estinte oppure con
una procedura di estinzione iniziata di cui non si sa nulla e altre
centinaia che vivono nel limbo tra Tar e CGA e sindaci che invocano
il nostro intervento di parlamentari, siamo noi che dovremmo
legiferare perché da nessuna parte c'è scritto che è dovuto
aspettare Governi che non legiferano, abbiamo aspettato il Governo
Cuffaro, Lombardo, Crocetta e ora Musumeci, che pur avendo una
legge sua da parlamentare non ci onora e non dà il via libera al
Presidente della I Commissione che, pur avendo proposte di legge di
altri Gruppi parlamentari, ignora questa attività e un'Aula che in
Finanziaria non ha finanziato il capitolo della Legge 71, non ha
permesso di sollevare i sindaci con il tentativo di portare i
lavoratori delle IPAB estinte di cui l'art. 34 in un bacino, quello
della Resais, che poteva essere transitorio nelle more della
riforma.
Ed allora, soldi non ne vogliamo mettere, riforme non ne vogliono
fare, ascolto non ne vogliono dare, hanno avuto dipendenti appesi,
affacciati sui balconi, sulle terrazze, in presidio sotto
l'Assessorato, domani sotto Palazzo d'Orleàns, e ancora quest'Aula
si ostina a non volere trattare il disegno di legge? Io penso che
questo sia un atteggiamento di pochi, sono certa che i colleghi
presenti o la prossima settimana acconsentiranno a questa
iscrizione d'ufficio perché è impossibile lasciare una intera
categoria che eroga servizi sociali, in una terra dove nelle
geriatrie si spendono milioni e milioni e i posti letto non sono
mai abbastanza e le prestazioni di media e bassa intensità che
nelle altre Regioni vengono date dalle aziende ai servizi alla
persona ex IPAB riformate vengono erogate queste prestazioni a un
minor costo facendo risparmiare la Sanità e dando risposte, in
termini di welfare, ad una società che invecchia, che ha sempre
meno figli e pensioni davvero esigue e che si rivolgono, come in
una lotteria, all'assistenza privata in attesa di sapere noi che
cosa che stiamo facendo
Ora, Presidente, la situazione è veramente drammatica, lei ha
potuto sentire in maniera palpabile, tangibile, il dramma che si
sta vivendo, a parte che abbiamo un patrimonio immobiliare
notevolissimo spesso all'abbandono che rischia l'aggressione da
parte dei soliti affaristi.
Allora, dato che siamo veramente oltre il tempo massimo, io chiedo
che la prossima settimana ci sia un impegno chiaro, che l'Aula voti
la mozione d'urgenza, che si faccia una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, che davvero si metta la parola fine
all'attesa e si possa cominciare a lavorare in armonia tra il
Parlamento, l'Assessorato alla Famiglia e l'Assessorato alla Salute
e anche purtroppo l'Assessorato al Bilancio e la Commissione
Bilancio perché, a causa di questo enorme ritardo queste strutture
hanno incolpevolmente accumulato parecchi, parecchi milioni di
euro, spesso stipendi di persone che non sono state con le braccia
conserte, ma che hanno servito i pasti, lavato gli anziani, li
hanno coinvolti in attività ricreative, li accudiscono come una
vera famiglia e che, addirittura, con grande umiltà e dignità, sono
estremamente preoccupati del fatto che, dove le strutture chiudono,
queste persone vengono mandate anche, a volte, in altri comuni e,
quindi, lontani dagli altri familiari che magari sono altre sorelle
anziane che non potranno più neanche incontrare le persone con cui
trascorrono la quotidianità.
Presidente, io chiedo che si trovi una modalità per imporre al
Parlamento di lavorare e fare il proprio dovere, perché non
possiamo restare ad aspettare un Governo che da mesi, mesi e mesi
non si sa dove, non si sa con chi, ancora non produce una proposta.
Va bene il galateo istituzionale di aspettare il Governo, ma mi
pare che il potere legislativo appartenga a questa Aula e a queste
Commissioni
PRESIDENTE. Onorevole Foti, mi pare di capire che, ai sensi
dell'articolo 135, comma 2, del Regolamento interno ha chiesto a
questo Parlamento di esprimersi sulla procedura d'urgenza.
Prima di dare la parola all'assessore, comunico che questa
procedura può essere richiesta soltanto per i disegni di legge che
vengono annunciati in Aula e, quindi, contemporaneamente, nello
stesso giorno. Per fare ciò, e considerando il fatto che il tema e
l'argomento mi sembrano davvero interessanti, quindi per fare
votare la procedura d'urgenza nella prossima seduta e aggiungerla
all'ordine del giorno, ho bisogno però che all'interno dell'Aula
nessuno si opponga a questa richiesta dell'onorevole Foti.
Bene, onorevoli colleghi, è inserita all'ordine del giorno della
prossima seduta.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, ringrazio
l'onorevole Foti, ringrazio anche l'onorevole Cancelleri perché ho
seguito anche il loro interesse nel visitare le varie IPAB e, devo
dire che anche io l'ho fatto e mi sono resa conto - non perché
venivano a protestare sotto l'assessorato - della condizione in cui
versano anche i lavoratori perché, moltissimi, da anni non ricevono
lo stipendio. E non posso negare che, chiaramente sono delle
istituzioni che hanno un risvolto sociale, per cui la loro
importanza è innegabile.
Però, al di là di questo, devo fermamente respingere l'accusa
volta al governo Musumeci sulla immobilità riguardo le IPAB, perché
il disegno di legge è pronto, e lo avevo accennato anche
all'onorevole Foti.
Si tratta di un problema che si trascina da anni, l'ultima riforma
all'86, con situazioni molto delicate. Parliamo di quaranta milioni
di debito che, via via, si sono accumulati, parliamo di situazioni
di precarietà, sia dei lavoratori, che delle finalità stesse
dell'ente, ma sono certa che con la buona volontà di tutta
l'Assemblea si troverà, finalmente, una soluzione risolutiva e
decisiva in entrambe le direzioni. Ecco, ci tenevo a dire che il
Governo Musumeci non è fermo, ed entro pochi giorni il disegno di
legge sarà presentato.
SCHILLACI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, a
proposito, appunto, dell'IPAB, ritengo che sia giunto il momento di
intervenire, e di intervenire in maniera adeguata, anche perché in
V Commissione abbiamo rilevato delle gravi violazioni per cui, a
proposito di determinate IPAB manderemo le carte alla Procura e
alla Corte di Conti. Quindi, credo che sia arrivato il momento.
DI PAOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, nel
ringraziare l'assessore Cordaro che si è sforzato a dare una
risposta su una tematica non sua, devo notare e dobbiamo dircelo un
po' chiaramente in questa Assemblea, che il Governo in qualche modo
sta cercando, dico sta cercando, di risolvere i problemi siciliani,
ma con metodi vecchi ed obsoleti. E faccio tre esempi.
Il primo è questo riguardante la mozione sui giovani sui NIT. A
fronte di una proposta totalmente innovativa già presa in
considerazione da altre regioni, il Governo risponde con una
proposta che altri Governi hanno già attuato e abbiamo visto con i
numeri che non ha risolto completamente il problema dei giovani,
perché i NIT sono aumentati in percentuale, quindi si sta cercando
di risolvere un problema ormai straconosciuto con le stesse
tecniche.
Un altro esempio - e visto che c'è qui l'assessore Ippolito in
Aula - riguarda i precari del reddito minimo di inserimento.
Progetto nato vent'anni fa doveva essere un progetto temporaneo,
stiamo parlando di circa mille lavoratori della provincia di Enna e
Caltanissetta, a cui diamo un piccolo sussidio di poche centinaia
di euro; ebbene per un rimbalzo di responsabilità tra comuni,
ufficio, assessorato, questi pochi lavoratori non si ritrovano a
percepire quelle poche centinaia di euro a fronte di lavori già
fatti dopo mesi e mesi di promesse.
Altro esempio, il porto che non c'è. Parlo del porto di Gela, del
comprensorio gelese. Nonostante quella comunità abbia messo dei
soldi e stiamo parlando di circa cinque milioni e mezzo di euro,
dovuti ad un protocollo fatto per la dismissione degli impianti
ENI, la comunità mette a disposizione i fondi, stiamo parlando del
2015, quindi sono passati un bel po' di anni, oggi ci ritroviamo
ancora, nonostante ci siano i fondi, sempre per un discorso di
rimbalzo di responsabilità tra assessore, protezione civile,
uffici, e quant'altro, i fondi ci sono, però il dragaggio di quei
fondali non è stato fatto, la marineria di quel comprensorio è
bloccata, non riesce quindi a poter lavorare, a fare il proprio
lavoro per portare i piccoli spiccioli a casa e nello stesso tempo,
nonostante una richiesta del Movimento cinque stelle di audizione
depositata il 29 maggio 2018, perché con urgenza, c'è un discorso
di emergenza lì, stiamo parlando di fondali insabbiati, cosa è
successo qualche giorno fa, uno yacht si è incagliato per via del
mare in burrasca, si è incagliato fra gli scogli, e uno dei
componenti all'interno dello yacht, per un incidente, gli si è
dovuto tagliare una falange.
Dico all'assessore Falcone, in questo caso, se c'è una richiesta
di audizione in Commissione ambiente e territorio e c'è ovviamente
un presidente che, comunque, cerca di convocare tutti gli attori di
questa problematica e quindi assessore, protezione civile e tutti i
vari attori che in questi anni hanno seguito questo progetto, per
cercare di risolvere qual è l'inghippo burocratico perché
l'assessore Falcone non viene in Commissione. Cosa dobbiamo
aspettare affinché questo problema finalmente si risolva.
Ripeto ci sono i fondi ma il tutto è bloccato, il Governo, al
solito, dopo sette mesi, sta continuando rispetto al Governo
precedente, ecco perché anticipavo il discorso che comunque si sta
cercando di risolvere problemi con tecniche obsolete. C'è sempre un
solito rimbalzo, dopodiché piccole riunioni in Assessorato. Allora
cerchiamo di venire nelle commissioni e di cercare di sbrogliare le
matasse in commissione, ma in modo definitivo.
PRESIDENTE. L'assessore Ippolito ha la facoltà di parlare.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Onorevole Di Paola, innanzitutto, per quanto riguarda poco
fa le affermazioni sull'ITC, devo dire che a giorni uscirà un
bando, un avviso che impiegherà quattro milioni e due circa, per
quanto riguarda l'ITC. A questi avvisi - perché, giustamente,
l'onorevole Di Paola è giovane e quando dice obsoleto io mi sento
tutto il peso degli anni sopra, però anche io sono giovane
politicamente - quindi, il metodo di approccio non è un metodo
antico, e lei lo sa bene perché io sono venuta in Commissione.
Per quanto riguarda il reddito minimo di inserimento, quindi
Caltanissetta ed Enna, lei era con me, ha saputo che subito ho
chiamato la direzione, hanno sbloccato tutto, io ho tutti i dati
qua ma purtroppo condividendo il fatto che queste persone
percepiscono quattrocento euro di reddito, si e no, il problema non
si può addossare all'assessorato. E' un modo che va ristrutturato
perché addirittura mi arriva notizia che alcuni comuni hanno
dimenticato ad indicare l'IBAN, hanno dimenticato a fare la
domandina, a fare il rendiconto, quindi da parte dell'assessorato e
dagli uffici dell'assessorato io respingo tutto, ma questo non
significa che non ci dobbiamo adoperare affinché questo sistema,
questa macchina burocratica venga snellita, venga messa in moto,
perché alla fine l'utente finale deve avere il beneficio.
Quindi, da parte mia, e lei lo sa, c'è tutta la buona volontà che
ci metto ogni giorno, però dobbiamo sollecitare anche i comuni ad
essere più attenti perché queste persone vivono spesso solo e
soltanto di questo piccolissimo sussidio, che per loro rappresenta
tantissimo. Quindi, io apprezzo la battaglia che sta facendo
l'onorevole Di Paola.
Per quanto riguarda, invece, il lavoro, l'onorevole Cordaro poco
fa ha dimenticato a dire che oltre il contratto di ricollocazione
che ripropone l'assegno di ricollocazione, noi abbiamo messo in
campo tre avvisi importanti: l'avviso 20, 21 e 22. Che riguardano:
il 20 le professioni ordinistiche - ve lo ripeterò fino alla nausea
- il 22 i tirocini extra curriculari ed il 21 il bonus
occupazionale.
Brevissimamente, sono delle misure la 20 e la 22, che permettono
sia a personale laureato che si deve iscrivere obbligatoriamente in
un ordine o in un albo, sia a personale non laureato, gli extra
curriculari, di potere percepire un sussidio, una forma di
remunerazione, per quanto riguarda i laureati per un anno, seicento
euro al mese, e su questa misura abbiamo investito cinque milioni,
siamo già arrivati a otto milioni, ed in totale ci sono quindici
milioni, e li useremo bene perché ha riscosso successo. I tirocini
extra curriculari sono rivolte a persone non laureate, con
un'attenzione particolare verso i disabili e soprattutto verso le
persone che non sono più giovani, che superano i 36 anni, e voi
sapete benissimo che c'è questa fascia generazionale di persone che
sono state licenziate e che non sono giovani per lavorare, non sono
vecchie per andare in pensione. Quindi, noi ci siamo occupati di
questi avvisi anche da un punto di vista, non solo di lavoro, ma
anche come famiglia, per un'attenzione alle categorie più deboli,
anche per i disabili, le donne che hanno subito violenza, eccetera.
L'avviso 21, il bonus occupazionale a favore delle aziende che
assumono a tempo indeterminato dei lavoratori, e che prevede un
sostegno per le aziende di quattordici mila euro in totale, perché
assume inoccupati, disoccupati eccetera, questo avviso si chiuderà
il 31 dicembre e abbiamo bisogno che venga diffuso, abbiamo bisogno
che venga pubblicizzato. Io vi invito a farlo perché ancora c'è la
possibilità di essere finanziato e già abbiamo messo 60 milioni: 15
per i tirocini ordinistici, 30 per i tirocini extra curriculari e
15 per il bonus occupazionale, 60 milioni di misure che possono
essere rimpinguate. A breve, uscirà l'avviso di 4.200.000,00 euro
per le ITC.
Questo è quello che volevo dire.
Per il reddito minimo di inserimento, vi prego, dateci tutti una
mano affinché questi lavoratori possano avere il giusto.
Ho anche un elenco che mi sono fatta procurare, se volete poi ve
lo passo, così andate a sollecitare i comuni che non hanno
adempiuto alle loro incombenze.
DE LUCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, che non è
molto numeroso oggi, stavo domandandomi in questi giorni se il
Presidente Musumeci ancora legga i giornali, perché durante la
campagna elettorale, ogni tanto lui apprendeva dai giornali che
qualcuno dei suoi candidati aveva qualche difficoltà con la
giustizia, aveva fatto qualche cosa che non andava. Gli ultimi 10
giorni sono stati particolarmente interessanti sui giornali, ma ho
sentito, anzi non ho sentito dire nulla al Presidente Musumeci
riguardo alcune tematiche che riguardano la gestione degli appalti,
da parte della Regione siciliana ed anche alcune situazioni un po'
particolari che invece riguardano alcuni assessori.
Mi riferisco, in particolare, alla scomoda posizione del vice
presidente Armao, relativamente ai suoi debiti con Riscossione
Sicilia, dal quale avremmo gradito sapere come mai c'è questa
strana situazione in cui un debitore, così appare dagli organi di
stampa, è anche soggetto legittimato a nominare i vertici di questa
partecipata.
Un'altra cosa che attirava un po' la mia attenzione è il ruolo
dell'assessore Tusa nella concessione nell'arco di 48 ore, di 2
giorni, di un contributo di 30 mila euro che il Teatro di Taormina
ha conferito ad un'associazione per il sostegno dei costi
organizzativi di una manifestazione che da quello che risulta non
era neppure inserita nel cartellone.
I giornali, infine, ci rassegnano in questi giorni di un fatto
particolarmente grave che dovrebbe scuotere, senza addivenire ad
alcun tipo di responsabilità, questo Governo ma, si pretende che lo
stesso si attivi per capirne ragioni, e per adottare gli opportuni
provvedimenti, in merito ad un appalto di 202 milioni di euro che
la Centrale Unica per Committenza, la famosa CUC, sta svolgendo o
ha terminato di svolgere per la fornitura di apparecchiature
elettromedicali per tutte le aziende sanitarie ospedaliere del
territorio siciliano.
Qual è la particolarità? Facciamo un breve excursus.
Sempre da notizie di stampa, apprendiamo che nel 2016 parte il
primo appalto della CUC: 4 lotti per 202 milioni di euro.
Il ragionerie generale nomina il presidente, tale avvocato Fabio
Damiani, nonché RUP della gara e, poi, chiede all'UREGA, la nomina
di due esperti: uno nel settore giuridico ed uno che dovrebbe far
parte della sottosezione B2.12, esperto in attrezzature mediche,
prodotti farmaceutici e per la cura personale.
A febbraio, quindi, abbia la nomina di questo presidente e viene
individuato, per quanto riguarda l'esperto membro giuridico, un
avvocato. E fin qua ci siamo. Come esperto, invece, per le
forniture mediche e dei prodotti farmaceutici, viene nominato un
geologo. Un geologo, ex consigliere comunale di Patti che, sempre
da notizie di stampa, assumiamo essere stato rinviato a giudizio,
pare, per avere contribuito , sto leggendo proprio l'articolo di
giornale a truccare le elezioni amministrative di Patti .
E' evidente che questo reato, che pare sia prescritto perché
risalente a quattro anni prima, non rilevava per l'affidamento, per
l'incarico così importante quale è la gestione di un appalto di 202
milioni di euro.
Evidentemente all'UREGA, alla Cuc, all'allora Assessore Baccei non
importava. Ora, il geologo Pontillo intervistato asserisce che non
erano richieste particolari abilità per far parte di questa
commissione perché in fin dei conti per attribuire un appalto di
questo tipo non devi entrare nel merito delle specifiche tecniche
ma è sufficiente saper fare le addizioni, le sottrazioni e
attribuire il punteggio conseguente.
Ancora più incredibile è che con Pontillo concordi Rosario
Lazzaro, che è il capo segreteria tecnica dell'UREGA, per il quale,
per assumere questo ruolo - che pare sia stato affidato a sorteggio
- non occorra chissà quale specifica abilità, anzi leggo
testualmente quello che riporta questo giornale: sicuramente non
è un esperto, risponde Lazzaro, ma è inserito nella categoria
degli esperti tecnici, dal punto di vista strutturale la gara deve
garantire se l'impresa sarà puntuale nelle forniture, sicuramente
dal punto di vista professionale non è rispondente, ma
dall'attività di gara è stata espletata regolarmente .
Ora, questo è un virgolettato e indipendentemente da come sono
state messe le parole, perché non sembra rispondere ai caratteri
della grammatica, beh Il contenuto a me lascia al quanto
perplesso, anche perché il peso di questo commissario all'interno
della gara era pari al 60 per cento dell'attribuzione del punteggio
totale e quindi il Pontillo assegnava alle offerte fino a 60 punti
su 100, quindi al netto dell'offerta economicamente più vantaggiosa
che è quella anche con la terza media puoi leggere i prezzi, poi
li devi correlare con la qualità dei macchinari, con l'assistenza
che viene fornita.
Capisco che siamo in Sicilia, dove per fare il bidello devi avere
tre lauree e la fedina penale pulita, mentre per far parte di una
commissione di gara da 202 milioni di euro e da cui dipende la
salute di tutti i siciliani invece occorre una grandissima botta di
fortuna ed essere sorteggiati dall'UREGA, dalla CUC, adesso non
ricordo bene, però secondo me tutto questo qui è inconcepibile.
Cioè, se io fossi il presidente Musumeci, letto questo articolo,
mi sarei alzato da qualunque poltrona fossi stato seduto in quel
momento e avrei commissariato, avrei stoppato tutte le attività
della CUC, tutte le attività dell'UREGA, avrei preso i vertici e li
avrei portati in Procura direttamente, ma per chiarimenti non
perché necessariamente devono essere andati fuori dalla legge.
Perché è inconcepibile lasciare un appalto così delicato a delle
modalità così assurde, come può un geologo far parte di questa
commissione? E anche se lo può fare, come si può tutto ciò?
Allora io mi chiedo, oltre che questa gara in questo momento, è
oggetto di diversi ricorsi, pare, perché il codice degli appalti
dice che per fare parte di questo tipo di commissione devi essere
un super esperto in materia e come dice lo stesso Lazzaro il
Pontillo non può essere definito un esperto in materia: allora mi
chiedo? Intanto se non sei esperto, come sei finito in quel albo? E
una volta che vieni sorteggiato dalla fortuna, dalla dea bendata,
se ci si rende conto che quella persona non aveva le
caratteristiche, non sarebbe stato opportuno avviare una
riflessione?
Ora, non dico che necessariamente dietro a questa storia si debba
celare chissà quale malaffare, per carità Anche se a volte a
pensar male ci si indovina.
Però di certo qualche domanda, il Governo, peraltro, che non ha
alcun tipo di responsabilità perché sono tutte azioni poste in
essere dal governo precedente, se non vuole agire in contiguità
dovrebbe quanto meno porsi delle domande e soprattutto dare delle
risposte ai siciliani che troppo spesso vanno in ospedale e non
possono fare gli esami che desiderano perché questi apparecchi
elettromedicali non funzionano e, probabilmente, non funzionano
perché non funzionano nemmeno le gare d'appalto.
CAPPELLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, sarò breve. A dire il vero non volevo intervenire, poi
siccome da qualche giorno, in realtà da sabato pomeriggio, stiamo
disperatamente visitando il portale della Regione, luogo dove
dovrebbe trovarsi pubblicata la delibera della Giunta di Governo
che dovrebbe contenere questa tanto agognata rete ospedaliera che
ormai è diventato il mistero di Pulcinella', perché l'Assessore
Razza l'ha annunciata attraverso un video su Facebook sabato
scorso, non è mai pervenuta né alla Presidenza dell'Assemblea, né
al Presidente della Commissione Salute, servizi sociali e sanitari
e, quindi, ai singoli componenti. Ribadisco, a tutt'oggi è stata
pubblicata la delibera n. 254, l'ultima e relativa al 13 luglio che
riguarda la visita in Sicilia di Sua Santità Papa Francesco, ma a
quanto pare è più facile avere il Papa in Sicilia piuttosto che i
deputati abbiano la rete ospedaliera in proprio possesso.
Questa è una battuta di spirito che mi permetto di fare da
credente e cattolico innanzitutto, però, Presidente Cancelleri, io
con questo intervento vorrei rivolgerle un appello nella qualità di
Presidente di questa seduta e quindi dell'Assemblea pro tempore,
affinché intervenga presso il Governo e chieda al Governo - visto
che tutti persino io, in via informale, e tutti i colleghi di
questo Parlamento perché non c'è un solo deputato che non abbia
ricevuto in via informale, non dal Governo ma da altre fonti, il
focus della rete ospedaliera contenente il dettaglio e la griglia,
presidio per presidio - che questa pagliacciata possa trovare fine
e che questa rete ospedaliera, che oggi il direttore generale ci ha
detto essere in marcia da Palazzo d'Orléans a Palazzo dei Normanni,
possa accorciare questa distanza e che l'Assemblea e quindi la
Commissione Salute possano avere questo documento in modo formale e
ufficiale.
Concludo dicendole, Presidente, che tutti siamo a conoscenza dello
stato di collasso nel quale si trova la nostra sanità, non c'è oggi
un medico, un infermiere, un OSS, che non rivendichi il diritto di
potere lavorare all'interno del sistema regionale sanitario ma in
sicurezza, attraverso degli organici che siano rimpinguati,
attraverso il completamento del processo delle stabilizzazioni e
quello della mobilità, attraverso il ritorno di una parola magica
che si chiama concorso che in Sicilia, ormai, è un illustre
sconosciuto.
A questo punto, Presidente, chiedo formalmente un intervento della
Presidenza dell'Assemblea affinché, ripeto, questo documento entri
formalmente a far parte degli atti dell'Assemblea e sia consegnato
al Presidente della Commissione affinché la Commissione si possa,
nel più breve tempo possibile, adoperare per esprimere il parere
necessario.
PRESIDENTE. Mi raccorderò con il Presidente dell'Assemblea
Miccichè per fargli presente la proposta che sta venendo fuori dal
suo intervento di atti ufficiali della rete ospedaliera, così come
approvati dalla Giunta regionale, abbiamo letto - anche io come lei
- dagli organi di stampa. Vorrei che si invertisse, in qualche
modo, anche questo metodo di lavorare che prima i giornalisti - per
carità, fanno il loro lavoro - ma dovrebbe saperlo prima il
Parlamento e poi, al limite, i giornali di questi documenti così
importanti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 24 luglio
2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE:
- Riordino e trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di
Assistenza e Beneficenza (IPAB e disciplina delle Aziende Pubbliche
di Servizi alla Persona (ASeP). (n. 47).
III - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ART. 159, COMMA 3, DI
INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA: Autonomie locali
e funzione pubblica (V. allegato)
IV - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI MOZIONI (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 18.36
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio