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Resoconto d'Aula della Seduta n. 56 di martedì 17 luglio 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 16.40

   Il  Presidente avverte che il verbale della seduta n.  55  del  10
  luglio  2018  è posto a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  vorranno  consultarlo e sarà considerato approvato  in  assenza  di
  osservazioni in contrario al termine della presente seduta.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni.

   PAPALE, segretario:

   - da parte dell'Assessore per l'Economia

   N.  49  -  Chiarimenti circa il riaccertamento straordinario  dei
  residui contabili.
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Campo Stefania; Ciancio Gianina; Foti Angela;  De  Luca
  Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena; Pasqua Giorgio;  Palmeri  Valentina;
  Schillaci  Roberta;  Siragusa Salvatore; Sunseri  Luigi;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  90  -  Chiarimenti sulla situazione patrimoniale  di  Airgest
  S.p.A.
   Firmatari:   Palmeri   Valentina;  Tancredi  Sergio;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina;  De  Luca
  Antonino;  Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Siragusa Salvatore; Sunseri  Luigi;  Tancredi
  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   -  Da parte dell'Assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
  utilità

   N.  14  -  Chiarimenti  sull'emergenza  rifiuti  con  particolare
  riferimento al comune di Licata (AG).
   Firmatari: Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe

   - Da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità

   N. 9 - Interventi in favore del porto turistico di Gela (CL).
   Firmatari:  Di Paola Nunzio; Ciancio Gianina; Campo Stefania;  Di
  Caro   Giovanni;  Pasqua  Giorgio;  De  Luca  Antonino;  Schillaci
  Roberta;  Sunseri  Luigi;  Pagana Elena; Marano  Jose;  Cancelleri
  Giovanni   Carlo;   Palmeri  Valentina;  Zito  Stefano;   Cappello
  Francesco; Foti Angela;  Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo;
  Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio

   N. 115 - Misure urgenti per il porto di Donnalucata (RG).
   Firmatari:  Campo Stefania; Sunseri Luigi; Foti Angela;  Zafarana
  Valentina;  Marano  Jose;  Palmeri Valentina; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;  Di
  Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio; Mangiacavallo  Matteo;  Pagana
  Elena;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci Roberta;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  117 - Realizzazione dell'arteria di collegamento tra i Comuni
  di Alcara Li Fusi e Sant'Agata di Militello (ME).
   Firmatari:  Cancelleri  Giovanni Carlo; Campo  Stefania;  Sunseri
  Luigi;  Foti  Angela;  Zafarana Valentina;  Marano  Jose;  Palmeri
  Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca  Antonino;
  Di  Caro  Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo;  Pagana
  Elena;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci Roberta;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno pubblicate in  allegato
  al resoconto stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   PAPALE, segretario:

   -  Norme  in  materia  di promozione dei metodi  sostitutivi  alla
  sperimentazione animale e istituzione del Comitato etico  regionale
  per  la  promozione di metodologie sostitutive alla sperimentazione
  animale (n. 295).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito,  Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci  il
  12 luglio 2018.

   - Aiuti alle imprese e misure agevolate (n. 296).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Gallo,  Milazzo,  Cannata, Genovese, Mancuso,  Papale,  Pellegrino,
  Ragusa e Savona il 12 luglio 2018.

   -  Norme  fondamentali  per  la  tutela,  la  conservazione  e  la
  promozione dei Castelli federiciani in Sicilia (n. 297).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
  12 luglio 2018.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.

   PAPALE, segretario:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Interventi per il settore ittico. Nuove disposizioni in materia
  di pesca nel mediterraneo (n. 292).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 luglio 2018.
   Parere V.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA'(IV)

   - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del 2016, in
  merito  alle  norme  di  modifica  in   materia  di  parcheggi   di
  interscambio (n. 294).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 luglio 2018.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disciplina  in materia di contrasto al lavoro non regolare  (n.
  293).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 luglio 2018.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   PAPALE, segretario:

   N. 241 - Notizie sulla Deliberazione n. 120 della Giunta regionale
  e  Decreto n . 57 dell'Assessorato delle autonomie locali  e  della
  funzione pubblica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Assenza Giorgio

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
   Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
  con richiesta di risposta in Commissione.

   PAPALE, segretario:

   N.  240  - Ripristino dell'area boschiva di Monti Rossi nel Comune
  di Nicolosi ( CT).
   - Assessore Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Barbagallo Anthony Emanuele

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo ed alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   PAPALE, segretario:

   N.  239  -  Utilizzo  del  farmaco oncologico  'Ribociclib'  nelle
  strutture sanitarie regionali.
   - Assessore Salute
   Fava Claudio

   N.  242  -  Chiarimenti sui rifiuti scaricati  sulla  spiaggia  di
  Triscina (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Palmeri  Valentina; Foti Angela; Di Paola Nunzio; Campo  Stefania;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Sunseri  Luigi; Mangiacavallo Matteo;
  Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;  Pasqua  Giorgio;   Zito
  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Schillaci  Roberta;  De  Luca  Antonino;  Pagana  Elena;  Di   Caro
  Giovanni; Marano Jose; Trizzino Giampiero

   N.  243 - Chiarimenti in merito alle procedure di reclutamento  di
  personale comandato nelle  aziende ospedaliere siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina; Pagana  Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  244  -  Chiarimenti in merito alla verifica e controllo  delle
  attività di sanità pubblica veterinaria dell'ASP di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  Palmeri Valentina;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  245  -  Chiarimenti in merito alla nomina di  direttore  della
  struttura  complessa di igiene degli alimenti  di  origine  animale
  dell'ASP di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  Palmeri Valentina;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  247  -  Chiarimenti  in  merito al mancato  completamento  del
  transito dei dipendenti dalla società Belice Ambiente Ato TP2  alla
  S.R.R. Trapani Provincia Sud.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Tancredi  Sergio;  Campo  Stefania;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciancio Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  Palmeri Valentina;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Siragusa Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  248  -  Interventi  in  merito al  potenziamento  dei  presidi
  ospedalieri  ricadenti  nelle  zone classificate  ad  alto  rischio
  ambientale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Arancio  Giuseppe  Concetto;  Lupo Giuseppe;  Cafeo  Giovanni;  De
  Domenico Francesco

   N.  249  - Errata applicazione dell'art. 2, comma 5 della l.r.  35
  del  15  settembre 1997, avuto riguardo alle elezioni  comunali  di
  Castronovo di Sicilia (Pa).
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Aricò Alessandro

   N.  250  -  Lavori di demolizione e ricostruzione delle  scalinate
  storiche del palazzo municipale di Castellana Sicula (PA).
   - Presidente Regione
   Aricò Alessandro

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   PAPALE, segretario:

   N. 69 - Istituzione delle ZFU in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Figuccia Vincenzo

   N.  70  -  Istituzione di zone economiche speciali nel  territorio
  siciliano.
   - Presidente Regione
   Lupo  Giuseppe;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Barbagallo  Anthony
  Emanuele;  Catanzaro Michele; Cafeo Giovanni; Cracolici  Antonello;
  De  Domenico  Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
  Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca

   N.  71 - Chiarimenti sulla gara di bacino orientale della Sicilia,
  relativa alla fornitura dei presidi ai pazienti stomizzati.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Pagana Elena; Campo Stefania;
  Foti  Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; De Luca Antonino; Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio; Schillaci  Roberta;  Siragusa
  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino Giampiero;  Tancredi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 72 - Istituzione del Parco nazionale degli Iblei.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Pagana Elena;
  Foti  Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; De Luca Antonino; Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio; Schillaci  Roberta;  Siragusa
  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino Giampiero;  Tancredi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  73  - Realizzazione di impianti di compostaggio nel territorio
  della Regione siciliana.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  74  -  Realizzazione di compostiere di comunità nel territorio
  della Regione siciliana.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 75 - Riduzione  dei  rifiuti  da  imballaggio  e incentivazione
  delle filiere di recupero e riuso.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  76  -  Realizzazione di impianti di trattamento del  percolato
  prodotto dalle discariche di RSU.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  77  -  Realizzazione di impianti di selezione  del  secco  nel
  territorio  della  Regione siciliana ai fini di una  efficiente  ed
  efficace gestione del ciclo dei rifiuti.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 78 - Fruizione al pubblico della spiaggia di Mazzarrò (ME).
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Barbagallo Anthony Emanuele

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   PAPALE, segretario:

   N.  116  -  Efficientamento energetico degli edifici di  proprietà
  regionale.
   Marano   Jose;  Cappello  Francesco;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Mangiacavallo  Matteo; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio; Foti Angela; Campo  Stefania;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa Salvatore; Sunseri
   Luigi;     Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana
   Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 2/06/18

   N.  117 - Bonifica, messa in sicurezza e recupero ambientale delle
  aree demaniali marittime  siciliane inquinate.
   Campo   Stefania;  Marano  Jose;  Cappello  Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Mangiacavallo Matteo; Ciancio  Gianina;  De  Luca
  Antonino;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi   Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 5/06/18

   N.  118  -  Scorrimento delle graduatorie di cui  al  PSR  Sicilia
  14/20, sottomisura 4.1.
   Catanzaro Michele; Lupo Giuseppe; Cafeo Giovanni; Arancio Giuseppe
  Concetto; Dipasquale Emanuele
   Presentata il 5/06/18

   PRESIDENTE.   Avverto  che  la  mozione  testé   annunziata   sarà
  demandata, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

     Comunicazione di ritiro delle interrogazioni n. 246 e n. 281

   PRESIDENTE.  Comunico  che  con nota mail   del  12  luglio  2018,
  protocollata  al  n.  5205  del 16 luglio  successivo,  l'onorevole
  Cracolici  ha ritirato le interrogazioni nn. 246 e 281, entrambe  a
  propria  firma.
   Avverto  che il relativo testo, rispettivamente, è stato  trasfuso
  nelle interrogazioni nn. 284 e 285.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di costituzione dell'Ufficio di Presidenza della
    Commissione parlamentare speciale Statuto e materia statutaria

   PRESIDENTE. Comunico che nella seduta n. 2 del 17 luglio 2018,  la
  Commissione parlamentare speciale Statuto e materia statutaria,  ha
  provveduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza.
   Sono   stati   eletti:   presidente  l'onorevole   Elvira   Amata,
  vicepresidente  vicario  Elena  Pagana,  vicepresidente  Baldassare
  Gucciardi e segretario Giuseppe Milazzo.

   A tutti vanno ovviamente i nostri auguri di buon lavoro.


                 Seguito della discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione di mozioni.
   Si procede con la discussione della mozione n. 109 «Gestione degli
  scali  aeroportuali siciliani», a firma degli onorevoli Lo Curto  e
  altri. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la    Sicilia,   terra   di   straordinarie   bellezze   naturali,
  paesaggistiche, storico/culturali e archeologiche di tutta evidenza
  e  tali  da costituire unitamente alle eccellenze enogastronomiche,
  sicura  fonte  di  ricchezza per l'economia  legata  allo  sviluppo
  turistico,  a  causa dell'arretratezza e inadeguatezza  della  rete
  infrastrutturale sconta un pesante ritardo nei processi di crescita
  economica e nella gestione del sistema territoriale;

   le produzioni agricole e merceologiche del nostro territorio, oggi
  fortemente in crisi per effetto dei processi di globalizzazione che
  determinano l' invasione dei nostri mercati con prodotti che spesso
  sfuggono  alle regole della tracciabilità e dei controlli  sanitari
  vigenti  nei  e tra i Paesi dell'Unione europea, subiscono  a  loro
  volta  un appesantimento dei costi dovuti all'oneroso trasporto  su
  gomma  che  incide pesantemente anche nel contesto delle  politiche
  del risparmio energetico e     dell'inquinamento atmosferico;

   le  esigenze di mobilità cui i nostri cittadini sono obbligati per
  motivi di studio, di lavoro, di cure sanitarie o di semplice  svago
  turistico rendono sempre più frequente e necessario l'uso del mezzo
  aereo  con  costi di notevole consistenza che gravano  sui  bilanci
  familiari e limitano di fatto all'essenziale i predetti spostamenti
  dalla Sicilia;

   la  condizione di insularità della Regione Siciliana,  che  questo
  Governo  e  questo Parlamento avranno il dovere politico/morale  di
  affermare  e  far  valere  innanzi  allo  Stato  Italiano  e   alle
  Istituzioni  Europee in applicazione delle prerogative  Statutarie,
  rende  nei  fatti  sempre più indispensabile il  potenziamento  dei
  collegamenti aerei e impone una riorganizzazione delle politiche  e
  dei  processi  di  gestione del traffico  aereo  con  nuovi  e  più
  competitivi  sistemi di governance dei rapporti  con  le  compagnie
  aeree;

   la  condizione  di  insularità è pure aggravata dall'esistenza  di
  piccole  isole  che  ulteriormente e  in  modo  assai  più  pesante
  risentono  della  marginalità geografica a cui  sono  costrette  le
  popolazioni che vi abitano;

   considerate   le   vicende   che  hanno   recentemente   coinvolto
  l'aeroporto  Vincenzo Florio di Trapani/Birgi,  dove  di  fatto  la
  decisione  della compagnia irlandese Ryanair di non fare  più  base
  nell'aerostazione  trapanese  e  di  cancellare   quasi   tutti   i
  collegamenti esistenti da anni, ha provocato il crollo improvviso e
  massiccio  del  traffico di passeggeri con gravissime ripercussioni
  economiche per tutti gli operatori turistici che a vario  titolo  e
  anche  con  proprie risorse hanno investito nel settore  confidando
  nel buon funzionamento dei collegamenti aerei;

   atteso che:

   da  anni  la  Società Airgest che gestisce i servizi  aeroportuali
  dello scalo trapanese è a totale carico della Regione Siciliana che
  ne  assume  gli  onerosi costi, facendosi pure  carico  di  trovare
  soluzioni  per  finanziare i Comuni che destinano le  risorse  alle
  compagnie   aeree  che  si  aggiudicano  i  servizi  di  promozione
  turistica e garantiscono i collegamenti aerei;

   tali  recenti  vicende denunciano e mettono a  nudo  la  fragilità
  della  politica  di gestione e sviluppo del sistema  dei  trasporti
  aerei  adottato  in  Sicilia sino ad oggi slegato  da  una  visione
  organica,  unitaria  e complessiva del sistema territoriale  e  dei
  processi  di  sviluppo  economico che  sotto  più  profili  debbono
  indirizzare  e  determinare efficientamento,  ottimizzazione  delle
  aerostazioni  e  razionalizzazione della  spesa.  La  tipologia  di
  servizi  da  attivare in ragione del rafforzamento delle  politiche
  commerciali  e  turistiche e la riorganizzazione  dei  processi  di
  governance  degli  scali non possono assolutamente  prescindere  da
  logiche  sempre più decisamente competitive che ridiano slancio  al
  sistema nel contesto globalizzato;

   l'attuale sussistenza in Sicilia di più società di gestione  degli
  scali  isolani  di  fatto  esprime  la  debolezza  del  sistema   e
  l'inefficacia  e  scarsa  competitività delle  stesse  società  che
  rischiano di esercitare una drammatica concorrenza interna a  tutto
  danno  della  Sicilia  e dei siciliani ed una limitata  capacità  e
  forza contrattuale nei confronti delle compagnie aeree;

   in  ragione  di quanto su esposto e mutuando esempio di efficiente
  gestione  da altri Paesi anche a noi molto prossimi come la  Spagna
  dove,  a  fronte  di un territorio ben più esteso  e  variegato  di
  quello siciliano, gran parte degli scali nazionali è gestita da  un
  unico soggetto,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  con  urgenza ogni utile iniziativa per  definire  la
  costituzione  di  un'unica società di gestione degli  aeroporti  di
  tutta  la  Sicilia o, in alternativa, di due società,  una  per  la
  gestione  degli scali della Sicilia orientale e una per la  Sicilia
  occidentale. In quest'ultima ipotesi sarà utile istituire un tavolo
  di  concertazione  tra le società di gestione  degli  aeroporti  di
  Palermo,  Trapani, Pantelleria e Lampedusa da un lato, e quelle  di
  Comiso  e  Catania,  dall'altro,  unitamente  a  tutti  i  soggetti
  istituzionali coinvolti, gli Assessori regionali per il turismo, lo
  sport  e  lo  spettacolo e per le infrastrutture e la  mobilità,  i
  Sindaci delle Città metropolitane , l'ANCI, i Commissari dei Liberi
  Consorzi  dei  Comuni, i sindacati, i soci privati e quanti  aventi
  titolo a dar vita al nuovo soggetto giuridico che dovrà ridisegnare
  la nuova politica del trasporto aereo in Sicilia». (109)

                                          LO CURTO - SAVARINO - BULLA

   LO CURTO. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  nel
  corso  della  seduta  scorsa ho avuto modo di illustrare  a  questo
  Parlamento  la  mozione  n. 109 con la quale  chiedo,  appunto,  al
  Governo  di  valutare  l'opportunità di adire  tutte  le  procedure
  necessarie  a  rendere possibile che in Sicilia ci siano  due  sole
  società  di  gestione degli aeroporti: una per l'area orientale  ed
  una per l'area occidentale.
   Ho  anche  articolato, spero in maniera esaustiva, la mia  mozione
  rendendo  evidente  peraltro  come sia  importante  pensare  ad  un
  sistema   territoriale   senza   soluzione   di   continuità    che
  avvantaggiandosi  di  tutte  le  sue straordinarie  bellezze  possa
  essere a corredo di un'offerta turistica dell'intero territorio.
   E,  in  ragione  di ciò, peraltro, mi rendo anche consapevole  del
  fatto  che il Governo abbia già intrapreso tale strada, non a  caso
  il   presidente  Musumeci  ha  avviato  un'interlocuzione   con   i
  presidenti delle società di gestione dei vari aeroporti.
   Nella mia mozione peraltro si sottolinea l'importanza di costruire
  questo  percorso  perché  è impensabile che  ci  siano  logiche  di
  divisione  e  di competizione che non si possono né comprendere  né
  condividere né minimamente accettare.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   L'idea è quindi quella di procedere con tutti gli interlocutori  e
  con  tutti  gli stakeholder che sono interessati ad un processo  di
  siffatta  natura,  che  per  quanto sono consapevole  possa  essere
  complesso  perché  si  tratta, non lo  so,  di  creare  fusione  in
  corporazione; abbiamo anche la necessità di valutare tale  percorso
  all'interno di quelle che sono le procedure che vedono  pubblico  e
  privato insieme.
   La società di gestione, per esempio, Airgest, che riguarda il
  territorio che si occupa dello scalo di Birgi è una società a quasi
  totale partecipazione della Regione.
   Abbiamo vissuto anche in finanziaria, lei Presidente conosce  bene
  la  materia,  tutte le problematiche relative alla necessità  della
  ricapitalizzazione di questa società.
   Nei  giorni  scorsi si è svolto presso la Camera di  Commercio  di
  Trapani un'importante incontro, al quale ha partecipato anche Fabio
  Giambrone, per la società Gesap, che sappiamo bene essere per il 70
  per cento di proprietà del comune di Palermo.
   Non v'è dubbio che abbiamo messo a confronto anche esempi virtuosi
  nei  quali  quando c'è una governance capace, attenta, che  diventa
  interlocutore  forte  nei confronti delle  compagnie  aeree  queste
  società, che pure sono state rilevate in perdita, possono avere  un
  grande  successo. E, certamente, così è avvenuto per  Gesap  e  per
  l'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo.
   Voglio immaginare, quindi - e per questo la mia mozione che chiedo
  al  Parlamento  di votare unanimemente - un unico  obiettivo,  cioè
  quello  di  arrivare  ad una sola società di  gestione  per  l'area
  occidentale  ed  una  per l'area orientale. Tenendo  conto,  anche,
  dell'importanza  di fare sistema e di essere realmente  competitivi
  nei confronti delle compagnie che vengono nei nostri aeroporti.
   Peraltro, voglio aggiungere che la pista dell'aeroporto di Trapani-
  Birgi,  oggi  Vincenzo Florio, è una pista la cui manutenzione  non
  costa  niente  perché si trova all'interno dell'aeroporto  militare
  del  trentottesimo Stormo di Trapani. Ciò predetto  -  e  concludo,
  signor  Presidente e gentili colleghi - ritengo che  sia  realmente
  una  carta  vincente quella per la quale occorre  anche  il  vostro
  consenso,  la  mobilitazione tutta, perché abbiamo  vissuto  qui  e
  viviamo  quotidianamente  il dramma del caro  biglietti  che  costa
  tanto  ai  siciliani,  ma  abbiamo  vissuto  e  viviamo  anche  una
  condizione  di  insularità  che deve superare  anche  quella  della
  continuità territoriale per la quale, nei giorni scorsi, c'è  stato
  un  importante  incontro qui in Assemblea, in Sala  Rossa,  con  il
  sottosegretario ai trasporti Dell'Orco.
   Voglio  veramente  auspicare, signor Presidente,  che  il  Governo
  sostenga  quest'iniziativa.  Ho  richiesto  che,  nel  merito,   si
  pronunciasse l'assessore Armao, proprio perché riguarda  società  e
  gestione  di  società e società partecipate la cui competenza,  più
  che  dell'Assessore  per  i trasporti e per  le  infrastrutture,  è
  dell'assessore Armao.
   Spero   di   essere   stata  abbastanza  esaustiva   ed   auspico,
  naturalmente, che ci sia il confronto con i colleghi il più aperto,
  il  più  disponibile possibile, a sostenere un impegno che non  può
  che  andare  a  beneficio della Sicilia, del sistema dei  trasporti
  siciliano  che  deve essere integrato e pensato in  una  logica  di
  sistema  complessivo dove, evidentemente il trasporto aereo  è  uno
  dei  sistemi  più  importanti  proprio  perché  è  quello  che  più
  velocemente  ci collega con il mondo. Tra i viaggi della  speranza,
  tra  i  viaggi  che gli studenti sono obbligati a  fare  visto  che
  spesso frequentano altri atenei fuori dall'Isola, tra i viaggi  per
  il turismo e dei turisti, ci auguriamo che il Parlamento, in questo
  caso,  decida  di sostenere questa mozione e che il Governo  adotti
  tutte  le  procedure necessarie e che a breve si  arrivi  a  questa
  soluzione.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dall'onorevole Campo,
  l'emendamento 109.1. Lo mantiene?

   CAMPO. Dichiaro di ritirarlo. Però, Presidente ne ho presentato un
  altro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende atto del ritiro  dell'emendamento
  109.1. Comunico che è stato presentato l'emendamento 109.2, a firma
  dell'onorevole  Campo  e  altri.  L'emendamento  è  in   corso   di
  distribuzione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Io non posso che  guardare  con
  grande attenzione col Governo, insieme alle sue diverse componenti,
  ad una proposta che concerne iniziative, come ha ben detto poc'anzi
  l'onorevole  lo  Curto,  che  sono già nell'albo  delle  iniziative
  intraprese dal Governo regionale.
   E'   noto   che  non  solo  abbiamo  già  esaminato  le  questioni
  concernenti l'assetto delle società, le loro problematiche ma,  sul
  punto,  il  Presidente della Regione ha convocato una riunione  tra
  tutte  le  società  aeroportuali esprimendo la linea  di  indirizzo
  governativo   che  è  quello  di  puntare  ad  una   concentrazione
  dell'assetto delle società di gestione aeroportuali.
   Le  società  di  gestione  aeroportuali  in  questo  momento  sono
  frammentate, sono sei - come è noto - ed in alcuni casi  con  forti
  difficoltà    finanziarie,    determinate,    peraltro,     spesso,
  dall'esigenza di finanziare compagnie aeree per attrarle su  quegli
  aeroporti  con  conseguente appesantimento dei bilanci  e  con  una
  singolare  situazione  per cui questi vettori,  soprattutto  i  più
  forti,  si recano da più società aeroportuali chiedendo chi di  più
  dà e spostandosi verso quelle sedi.
   E'  evidente  che  dobbiamo rompere questo modello  frammentato  e
  concentrare le società aeroportuali.
   Come  è  noto la Puglia, ad esempio, ne ha una sola, altre regioni
  ne  hanno  due  ma  una  frammentazione come quella  siciliana  va,
  certamente,   riguardata  con  grande  attenzione   puntando   alla
  costituzione di due o di una.
   In   questo   momento  credo  che  occorra  muoversi  con   grande
  circospezione. Piuttosto che dire una società soltanto è meglio  un
  lavoro  progressivo  che  consenta di  effettuare  degli  stadi  di
  concentrazione  tra  le società.  Non sarà  facile,  non  è  facile
  mettere  insieme società con problematiche diverse, con  personale,
  con  vocazioni  diverse, perché che Comiso abbia  una  vocazione  e
  Catania ne abbia un'altra è fuor di dubbio; che Lampedusa abbia una
  connotazione peculiare e che Palermo ne abbia un'altra  è  fuor  di
  dubbio. Ma dobbiamo riuscire progressivamente a muoverci verso  una
  sinergia.
   Quindi, l'orientamento espresso dal presidente Musumeci, da  tutto
  il  Governo presente a quegli incontri è quello di dire puntiamo  a
  due  società aeroportuali - ovviamente parlando con i soci - e  poi
  vedremo, nel prosieguo, se l'assetto si stabilizza o se, invece, si
  può passare ad una sola società aeroportuale.
   Quindi,  sotto  questo profilo trovo la mozione dell'onorevole  Lo
  Curto  assolutamente in linea con gli auspici che lo stesso Governo
  intende  portare  avanti e per questo esprimo la convinta  adesione
  del Governo a questa mozione.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 109.2, degli onorevoli  Campo
  ed altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI. Esprimo il mio voto contrario.

   FIGUCCIA. Esprimo il mio voto contrario.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione la mozione n. 109, così come emendata.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla mozione n. 54 «Diritto alla mobilità per i cittadini
  disoccupati»,  a  firma degli onorevoli Zafarana ed  altri.  Ne  do
  lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la disposizione contenuta nell'articolo 16 della Costituzione, che
  garantisce ai cittadini la libertà di circolazione, riconoscendo il
  diritto  alla mobilità, ossia il diritto di spostarsi senza  limiti
  all'interno  del  territorio nazionale deve essere  coordinata  con
  l'articolo  120 della Carta Fondamentale che vieta alle Regioni  di
  adottare  provvedimenti  che  possano  ostacolare  questa  libertà,
  inserendosi  in un più ampio contesto comunitario che riconosce  la
  libertà di circolazione a tutti i cittadini dell'Unione, agli  art.
  21  TFUE  e  45  della  Carta dei diritti fondamentali  dell'Unione
  Europea;

   la  società moderna, ampliando gli spazi d'azione degli individui,
  ha  reso  essenziale l'uso dei mezzi di trasporto che,  per  potere
  essere  definiti  tali,  devono garantire  la  libertà  e  le  pari
  opportunità dei cittadini;

   il  diritto  alla mobilità, inteso come diritto di accesso  ad  un
  sistema  di trasporto pubblico, comporta, tra le altre cose,  anche
  una  garanzia  di accesso al trasporto pubblico delle  fasce  della
  popolazione più deboli o economicamente disagiate;

   considerato che:

   i  contratti  di  servizio di trasporto pubblico locale,  a  causa
  della  grave  crisi  economica che ha coinvolto  il  nostro  Paese,
  dovrebbero prevedere nella struttura tariffaria un livello gratuito
  per  disoccupati, che garantisca a questi ultimi  la  mobilità,  la
  flessibilità  e  la tempestività che possono essere caratteristiche
  fondamentali nella ricerca di un lavoro;

   come  stabilito dal decreto legislativo 19 novembre 1997, n.  422,
  per  la  regolamentazione dei servizi di trasporto pubblico locale,
  con   riferimento  ai  servizi  minimi,  le  regioni,  sentite   le
  organizzazioni   sindacali  confederali  e  le   associazioni   dei
  consumatori, approvano programmi triennali che individuano  tra  le
  altre  cose  anche le modalità di determinazione delle tariffe.  Su
  quest'ultimo aspetto la norma non entra maggiormente nel  dettaglio
  come  invece  sarebbe  auspicabile  soprattutto  nel  merito  delle
  tariffe per le fasce disagiate;

   al fine di finanziare una tale manovra sarebbe opportuno prevedere
  un  aumento  delle  risorse  del fondo nazionale  per  il  concorso
  finanziario  dello Stato agli oneri del trasporto pubblico  locale,
  anche  ferroviario, di cui all'articolo 16-bis del decreto-legge  6
  luglio 2012, n. 95, alimentandolo anche con un aumento del prelievo
  erariale  unico attualmente applicato ai giochi pubblici  sotto  il
  controllo  dell'Agenzia delle dogane e dei  monopoli  ed  eventuali
  addizionali;

   sarebbe   dunque   opportuno  avviare  un   confronto   sul   tema
  dell'accesso al servizio all'interno della Conferenza unificata  di
  cui  all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281
  al fine di definire anche nuovi criteri premiali nella ripartizione
  alle  regioni del fondo nazionale per il concorso finanziario dello
  Stato agli oneri del trasporto pubblico locale;

   visto che:

   le  regioni  e i comuni, a cui il decreto legislativo 19  novembre
  1997,  n. 422 (in attuazione della legge Bassanini n. 59 del 1997),
  conferisce  funzioni  e compiti, in materia di  trasporto  pubblico
  locale;

   in  commissione trasporti, poste e telecomunicazioni della  Camera
  dei  Deputati  è stata approvata all'unanimità una risoluzione  sul
  diritto di accesso al trasporto pubblico che garantisca ai soggetti
  che  si  trovano  senza  lavoro e che  versino  in  una  situazione
  economicamente svantaggiata, l'utilizzo dei trasporti pubblici;

   la sopra citata risoluzione prevede ulteriori 50 milioni l'anno da
  trasferire  alle  regioni per la gestione  del  trasporto  pubblico
  locale, da coprire anche con l'aumento del prelievo erariale  unico
  applicato ai giochi pubblici,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  ogni  utile iniziativa presso il  governo  nazionale
  volta  a  garantire  l'effettivo godimento da parte  dei  cittadini
  siciliani  del diritto alla mobilità e, conseguentemente, prevedere
  nei  contratti  con  i gestori del servizio l'accesso  gratuito  al
  trasporto  pubblico locale per i disoccupati che abbiano perso,  da
  meno  di  tre  anni,  un precedente rapporto di lavoro  con  durata
  continuativa pari o superiore a 6 mesi, che abbiano un  livello  di
  ISEE  non  superiore ai 20 mila euro annui e che  abbiano  reso  ai
  competenti  servizi per l'impiego la dichiarazione di disponibilità
  ai sensi delle disposizioni previste dal decreto legislativo n. 297
  del  2002  e  delle eventuali disposizioni regionali, compresi  gli
  iscritti  alle liste di mobilità ai sensi della legge  n.  223  del
  1991 e della legge n. 236 del 1993». (54)

                             ZAFARANA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO
                            CIANCIO - DE LUCA A. - DI CARO - DI PAOLA
                              FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI
                               PAGANA - PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA
                                 SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI - ZITO

   ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  la
  proposta,  all'interno  di questa mozione, è  finalizzata  a  voler
  prevedere  degli  sgravi di carattere economico  per  il  trasporto
  urbano ed interurbano nel nostro territorio siciliano.
   Dal  momento  che  vi era anche stata nella finanziaria  nazionale
  dello  scorso anno la possibilità di introdurre questa  sensibilità
  ed  una  ripartizione in questo senso economica, per coprire queste
  spese,  quindi, vi è già un indirizzo sotto il profilo strettamente
  di contribuzione per potere far sì che i cittadini disoccupati

   ZAFARANA.  finanziaria nazionale dello scorso anno, la possibilità
  di  introdurre  questa sensibilità ed una ripartizione,  in  questo
  senso,  economica  per coprire queste spese, quindi  vi  è  già  un
  indirizzo sotto il profilo strettamente di contribuzione per  poter
  far   sì  che  i  cittadini  disoccupati  possano  muoversi   nelle
  condizioni chiaramente di agio.
   Questa  mozione  va proprio in questa direzione.  Spero  di  poter
  ottenere  una  condivisione  da  parte  di  questo  Governo   sulla
  tematica, non soltanto per il trasporto urbano, s'intende,  ma  per
  il trasporto che interessa tutto il territorio siciliano.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per il territorio  e
  l'ambiente, onorevole Cordaro.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio   e   l'ambiente.    Con
  riferimento  alla  mozione n. 54, afferente il  riconoscimento  del
  diritto  alla  mobilità  per  i  cittadini  disoccupati,  a   firma
  dell'onorevole   Zafarana,  si  rappresenta  che  nel   condividere
  l'impegno  politico per garantire ai soggetti che  versano  in  una
  situazione   economicamente  svantaggiata,  e  particolarmente   ai
  disoccupati,  il diritto all'utilizzo ai trasporti  pubblici,  sarà
  compulsato  il Governo nazionale affinché vengano rese  disponibili
  al  più  presto le risorse finanziarie necessarie per la  copertura
  del  relativo  maggior  costo derivante per i  contratti  stipulati
  dalla Regione siciliana con i gestori dei servizi utili a sostenere
  l'accesso  gratuito  dei disoccupati al trasporto  pubblico  locale
  nella sua interezza.
   In  ogni caso la sensibilità sul tema da lei posto è assolutamente
  prioritaria e quindi il Governo, compatibilmente con gli  equilibri
  di  finanza pubblica, ritiene di poter accogliere la mozione da lei
  presentata.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione la mozione n.  54   Diritto  alla
  mobilità  per  i  cittadini disoccupati . Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla  mozione  n.  73  Cronoprogrammi  della  Pista  di
  Controllo  Aiuti  del  PO Fesr 2014/2020. , a firma  dell'onorevole
  Foti ed altri. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che il PO Fesr 2014/2020 prevede tra gli Assi Prioritari,
  Azioni  a  sostegno delle imprese siciliane sotto  forma  di  aiuto
  economico  in  regime  de  minimis  secondo  quanto  previsto   dal
  Regolamento UE 1407/2013;

   RILEVATO   che   sovente  gli  obiettivi  delle   singole   Azioni
  summenzionate  non  vengono raggiunti a causa  delle  più  svariate
  motivazioni   quali  ad  esempio,  l'incapacità   finanziaria,   le
  condizioni economiche dei beneficiari mutate nel tempo o  un'errata
  valutazione da parte degli stessi delle condizioni di mercato;

   PRESO ATTO che la Pista di Controllo Aiuti, approvata con DDG  del
  Dipartimento  regionale della Programmazione n. 174 del  24  maggio
  2017, che non prevede distinzione tra aiuti in regime de minimis ed
  altri   tipi  di  sostegno  alle  imprese,  prescrive  che  l'Unità
  Competente  Operazione (UCO) faccia una verifica in loco  entro  la
  metà  del  periodo  di realizzazione previsto dal cronoprogramma  e
  comunque non oltre 12 mesi successivi
   all'erogazione     dell'anticipazione   monetaria   concessa    ai
  beneficiari delle Azioni;

   VISTO  che verosimilmente, a causa dei ritardi nella pubblicazione
  dei bandi che prevedono aiuti alle imprese in regime de minimis,  i
  controlli  dello  stato  di  avanzamento dei  cronoprogrammi  delle
  Azioni  previsti dalla Pista di Controllo Aiuti, come anzidetto  da
  effettuare  non oltre i 12 mesi dall'erogazione dell'anticipazione,
  verranno effettuati nella seconda metà del 2019 a ridosso,  dunque,
  del termine previsto della programmazione;

   CONSIDERATO che senza una modifica della tempistica dei  controlli
  per gli aiuti in regime de minimis vi è il concreto rischio che  le
  somme  recuperate a fronte di irregolarità riscontrate non potranno
  essere  riutilizzate ovvero non si potrà procedere allo scorrimento
  nelle graduatorie dei beneficiari dei singoli bandi,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  modificare, limitatamente agli aiuti in regime de  minimis,  la
  tempistica  dei controlli riducendola dagli attuali 'non  oltre  12
  mesi'  a  'non  oltre  6 mesi', ciò al fine di  non  incorrere  nel
  rischio  della  mancata certificazione della spesa  sostenuta,  con
  conseguente obbligo della restituzione da parte delle Regione delle
  somme  trasferite  ai beneficiari inadempienti, e, contestualmente,
  con  il  fine  di  un  miglior  utilizzo  delle  risorse  messe   a
  disposizione dalla programmazione europea.»

   FOTI  - CANCELLERI - CAMPO - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A  -  DI
  CARO  -  DI  PAOLA - MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI  -  PAGANA  -
  PASQUA  -  SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TRIZZINO -  TANCREDI  -
  ZAFARANA - ZITO

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo  ha
  valutato  attentamente la mozione n. 73, è già  stata  approfondita
  nella  seduta precedente e gli elementi di risposta sono già  stati
  forniti  ed in ogni caso, onorevoli colleghi, con riferimento  alla
  medesima mozione il Governo ritiene di poterla accogliere e  quindi
  desidera rappresentare brevemente quest'intendimento all'Aula.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione la mozione n. 73   Cronoprogrammi
  della  Pista  di  Controllo Aiuti del PO  Fesr  2014/2020 .  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli colleghi, è in  distribuzione l'ordine del giorno n.  59
  relativo  a:    Opportune iniziative allo  scopo  di  applicare  le
  diposizioni nel suo autentico contenuto di cui all'articolo 18  del
  decreto  20  gennaio 2011, pubblicato sulla G.U.R.S.  n.  6  del  4
  febbraio 2011 .
   E'  una  sollecitazione ad una interpretazione autentica.  Se  non
  sorgono osservazioni l'ordine del giorno si intende esaminato.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla mozione n. 79  Potenziamento della colonna  mobile
  regionale dei
   Vigili  del  fuoco , a firma dell'onorevole Zito ed altri.  Ne  do
  lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   il  vasto  territorio  regionale siciliano, che  fa  della  nostra
  Sicilia la più grande isola d'Italia e del mediterraneo, nel  corso
  degli  anni  è  sempre stata oggetto di numerosi eventi  calamitosi
  quali  incendi, alluvioni, esondazioni, terremoti che hanno colpito
  sia  aree spesso abbandonate e incolte, causando immensi danni alla
  macchia   mediterranea,  sia  aree  prossime  ai   centri   urbani,
  rappresentando in alcuni casi una minaccia all'incolumità pubblica;

   tali  eventi,  oltre ad imporre una seria ed approfondita  analisi
  per comprenderne il fenomeno, richiedono l'utilizzo di mezzi idonei
  a fronteggiare siffatte emergenze;

   le  attività  in  campo per contrastare gli eventi  calamitosi  in
  Sicilia vedono coinvolti lo Stato, con le strutture dei Vigili  del
  Fuoco, le Prefetture, le Forze dell'Ordine ed il Dipartimento della
  Protezione Civile, la Regione siciliana, il Dipartimento  Regionale
  della  Protezione Civile, oltre alle Associazioni del Volontariato,
  le Province ed i Comuni;

   VISTO che:

   la legge 24 febbraio 1992, n. 225 e s.m.i, istitutiva del Servizio
  Nazionale della Protezione Civile, all'art. 6 comma 1 sancisce  che
  all'attuazione  delle  attività  di protezione  civile  provvedono,
  secondo  i  rispettivi ordinamenti e le rispettive  competenze,  le
  amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni e le
  comunità  montane, e vi concorrono gli enti pubblici, gli  istituti
  ed  i  gruppi  di  ricerca scientifica con finalità  di  protezione
  civile,  nonché  ogni  altra istituzione  ed  organizzazione  anche
  privata.  A  tal fine le strutture nazionali e locali di protezione
  civile  possono  stipulare  convenzioni  con  soggetti  pubblici  e
  privati;

   la  legge  regionale  siciliana 31 agosto 1998,  n.  43  e  s.m.i.
  contenente Norme in materia di protezione civile all'art. 10  comma
  1 stabilisce che per le finalità della presente legge il Presidente
  della  Regione  o,  in caso di attribuzione di delega,  l'Assessore
  delegato   alla   protezione  civile  possono  stipulare   apposite
  convenzioni  con aziende o enti regionali o con aziende  da  questi
  ultimi controllate, nonché con le strutture operative nazionali del
  Servizio  nazionale della protezione civile di cui all'articolo  11
  della  legge 24 febbraio 1992, n. 225, per la fornitura di mezzi  e
  servizi  e  acquisire  attrezzature fisse e  mobili  funzionali  ai
  servizi da svolgere;

   CONSIDERATO  che la Regione Calabria, come altre regioni  italiane
  (Campania,  Emilia  Romagna,  Lombardia,  etc.),  ha  provveduto  a
  potenziare  la colonna mobile di soccorso attraverso l'acquisto  di
  mezzi  con  risorse del POR Calabria ed, in particolare, con  fondi
  europei  POR FESR 2007/2013 provenienti dalla riprogrammazione  del
  vecchio  POR; tali mezzi, inoltre, sono stati oggetto di affido  in
  comodato  d'uso attraverso accordi e convenzioni con  il  Ministero
  dell'Interno ed il Comando dei Vigili del Fuoco;

   PRESO ATTO che:

   per  fronteggiare  in  maniera ottimale le  continue  esigenze  ed
  emergenze   del   nostro  vasto  territorio   regionale,     appare
  opportuno  procedere all'individuazione di fondi per l'acquisto  di
  attrezzature e mezzi che consentano il potenziamento della  colonna
  mobile regionale siciliana dei Vigili del Fuoco;

   nell'ambito  degli strumenti di programmazione del  2014-2020,  il
  Piano  di  Azione  e  Coesione  della  Sicilia  (POC  2014-  2020),
  approvato  con  Delibera CIPE n. 52/2017 e pubblicato  in  Gazzetta
  Ufficiale  della Repubblica Italiana del 22/11/2017,  ha  destinato
  25.000.000,00 di euro al potenziamento della dotazione  strumentale
  dei servizi della protezione civile;

   la  predetta delibera CIPE n. 52/2017, registrata dalla Corte  dei
  Conti, è stata trasmessa alla Giunta di Governo regionale nel  mese
  di dicembre u.s. per la sua definitiva approvazione, ed ad oggi non
  risulta ancora deliberata,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  assumere  ogni utile iniziativa per procedere all'adozione  di
  tutti gli atti necessari per destinare parte dei fondi del Piano di
  Azione  e Coesione 2014-2020, al potenziamento della colonna mobile
  dei Vigili del Fuoco, al fine di consentire un'ottimizzazione degli
  interventi  in  condizioni  di emergenza  post-evento  e  per  ogni
  tipologia  di  rischio, nonché di reperire ulteriori  fondi  extra-
  regionali da utilizzare per le finalità di cui sopra.»

   ZITO  - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A  -  DI
  CARO  - DI PAOLA - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI
  -  PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TANCREDI - TRIZZINO  -
  ZAFARANA

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Con riferimento
  alla  mozione n. 79, il dipartimento della protezione civile  della
  Presidenza  della  Regione  siciliana  ha  predisposto   il   Piano
  regionale  per  il potenziamento delle attrezzature,  dei  mezzi  e
  delle risorse del sistema regionale di protezione civile apprezzato
  dalla Giunta regionale con deliberazione n. 20 del 9 febbraio 2018.
  Nel   Piano  di  prevenzione  e  mitigazione  dei  rischi  sismici,
  idrogeologici,  idraulici, alluvionali,  vulcanici,  antropici,  si
  sono  individuati  una serie di mezzi idonei  ed  è  stata  avviata
  apposita  analisi  per i fabbisogni su scala regionale  finalizzata
  alla acquisizione di specifici ed idonei mezzi ed attrezzature  per
  fronteggiare con efficienza ed efficacia le emergenze.
   Il   piano  prevede  che  alcuni  mezzi  possano  essere  affidati
  direttamente  ai  vigili  del  fuoco,  alle  strutture  centrali  e
  periferiche  di  questo dipartimento, che si occuperanno  anche  di
  individuare  le  organizzazioni di volontariato  all'interno  anche
  della  protezione civile che potranno dare il supporto  necessario.
  Sono  stati  stabiliti  anche  dei  budget  importanti  per  quanto
  riguarda,  appunto, l'organico e le dotazioni, i mezzi, i materiali
  dei  vigili  del  fuoco,  e  il  potenziamento  riguarda,  appunto,
  soprattutto  automezzi e mezzi tecnici, materiale tecnico,  per  un
  complesso  per  un totale complessivo di 38 milioni 768  mila  Euro
  così  suddivisi: 1 milione 230 mila circa Agrigento,  2milioni  660
  mila  circa Caltanissetta, 6 milioni circa Catania, 3 milioni Enna,
  2  milioni 490 Messina, 6  milioni 190 Palermo, 1 milione 600  mila
  Ragusa,  2  milioni  e qualcosa Siracusa, 12  milioni  e  800  mila
  Trapani e 305 mila Euro per la direzione.
   Sono  stati inoltre individuati, per quanto riguarda i  lavori  di
  completamento  del  campo  base dalla colonna  mobile,  sono  stati
  individuati e apprezzate somme per un'entità pari a 414 mila  Euro.
  Con  il  programma  poi  PO FESR 2007-2013 sono  stati  dotati  dal
  Dipartimento   Regionale  e  la  Protezione   Civile   Sicilia   di
  attrezzature  specialistiche, tipo: Usar, livello sisma  integrato,
  posizione  di magazzini, containers avio trasportabili, posizionati
  nelle   isole   minori  di  Linosa,  Stromboli,  Salina,   Panarea,
  Favignana, Levanzo, Marettimo, Filicudi, Vulcano, Alicudi e per  un
  importo,  questo,  pari  a  5 milioni  e  900  mila  Euro.  Con  la
  programmazione 14-20 si è invece coperto il restante  fabbisogno  e
  cioè le maggiori isole, Pantelleria, Ustica, Lipari, Lampedusa ed i
  nuovi  comandi  provinciali per un importo pari a 7 milioni  e  800
  mila  Euro.  Per  tale  ragione la mozione ci pare  apprezzabile  e
  quindi   invitiamo  il  Presidente  dell'Assemblea   a   sottoporla
  all'attenzione dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione della mozione n.  79.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

                                Congedo

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Mancuso ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                  Riprende la discussione di mozioni

   Si  passa  allo  mozione  n. 84:  Formazione  e  occupabilità  dei
  giovani  nel  settore  delle tecnologie dell'informazione  e  della
  comunicazione (ICT) . Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   il  fenomeno  dei Neet, giovani che non lavorano e non partecipano
  ad   alcuna  attività  formativa,  in  Sicilia,  coinvolge  352.000
  persone, pari al 37,7% della popolazione nella fascia di età  15-29
  anni;

   i  Neet  effettivamente interessati a lavorare sono circa 280.000,
  di  cui 150.000 nella fascia 15- 24; si tratta, in particolare,  di
  giovani  con  basso livello di istruzione (50%), per i quali  vanno
  pianificate   azioni  di  formazione  specialistica  corredate   da
  esperienza professionale intensiva, di giovani diplomati (45%), che
  necessitano  di  formazione  finalizzata  al  consolidamento  delle
  competenze già acquisite durante il percorso scolastico, e, infine,
  di  giovani  con titolo di istruzione universitario (5%),  verso  i
  quali   occorre   orientare  azioni  di  sostegno   alla   mobilità
  transnazionale e all'apprendistato per l'alta formazione;

   oltre  alla  strutturale debolezza della  domanda  di  lavoro  che
  proviene  dal sistema produttivo e dall'economia della  regione,  è
  persistente  il  disallineamento  tra  l'offerta  di  lavoro  e  le
  richieste delle imprese;

   dall'analisi  della propensione innovativa del  sistema  economico
  regionale   emerge   la  chiara  situazione   di   svantaggio   che
  caratterizza la Sicilia soprattutto per ciò che riguarda  l'impegno
  finanziario in ricerca e sviluppo nel settore ICT;

   CONSIDERATO che:

   le risorse umane rappresentano un fattore competitivo di rilevanza
  fondamentale all'interno di qualsiasi impresa, soprattutto  per  le
  aziende  ad  alto  potenziale innovativo per le quali  il  capitale
  umano,    opportunamente   formato,   costituisce    una    risorsa
  imprescindibile;

   la  Sicilia,  dunque, necessita di competenze di alto profilo  nel
  settore ICT;

   a  partire  dal 28 gennaio 2016, in Italia i profili professionali
  per  l'ICT sono stati regolamentati, attraverso la norma UNI 11621-
  1/4:  2016,  nella  quale sono elencate i 25 profili  professionali
  europei  ICT di terza generazione maggiormente aderenti al  settore
  informatico    pubblicato   dall'IWA/HWG        -      Associazione
  Internazionale dei Professionisti del Web;

   tra  i  profili professionali riconosciuti si segnalano quelli  di
  Web  Community  Manager,  Web  Project  Manager,  Server  Side  Web
  Developer,   Web  Content  Specialist,  Web  Server  Administrator,
  Information Architect, Digital Strategic Planner, Web Accessibility
  Expert, Web Security Expert, Mobile Application Developer;

   per  ottenere  le  qualifiche di cui  sopra  occorre  un  percorso
  formativo  che  termini  con  una certificazione  delle  conoscenze
  informatiche necessarie e qualificanti;

   le   certificazioni  in  questione  rappresentano   un   vantaggio
  competitivo e commerciale per le aziende che assumono personale con
  una  o  più  certificazioni di questo tipo; per i lavoratori  sono,
  invece,  uno  strumento distintivo di qualità  e  un  requisito  di
  occupabilità;

   RILEVATO che:

   il  POR  FESR  2014-2020  ha individuato,  tra  le  priorità,  gli
  investimenti  nella digitalizzazione dei processi ed evidenzia  una
  strategia  volta all'innovazione dei processi produttivi attraverso
  la formazione e la qualificazione dei lavoratori;

   il  PO  FSE  Sicilia 2014-2020, prevede all' Asse 1 - Occupazione,
  Priorità  d'investimento  8.ii, Obiettivo specifico  8.1  Aumentare
  l'occupazione  dei  giovani, l'azione  8.1.1  'Misure  di  politica
  attiva  con particolare attenzione ai settori che offrono  maggiori
  prospettive di crescita (ad esempio nell'ambito di: green  economy,
  blue   economy,   servizi  alla  persona,  servizi  socio-sanitari,
  valorizzazione  del  patrimonio  culturale,  ICT)',   nonché   alla
  Priorità  d'investimento  8.i, Obiettivo  specifico  8.5,  l'azione
  8.5.1  'Misure  di politica attiva, con particolare  attenzione  ai
  settori  che offrono maggiori prospettive di crescita ( ad  esempio
  nell'ambito di: green economy, blue economy, servizi alla  persona,
  servizi  sociosanitari,  valorizzazione del  patrimonio  culturale,
  ICT)';

   l'Asse 3 - Istruzione e formazione, Priorità d'investimento 10.iv,
  Obiettivo specifico 10.6, prevede l'azione 10.6.2 'Azioni formative
  professionalizzanti   connesse  con  i   fabbisogni   dei   sistemi
  produttivi locali, e in particolare rafforzamento degli IFTS, e dei
  Poli  tecnico  professionali  in  una  logica  di  integrazione   e
  continuità con l'Istruzione e la formazione professionale  iniziale
  e  in  stretta  connessione con i fabbisogni espressi  dal  tessuto
  produttivo';

   appare  possibile finanziare progetti di formazione  professionale
  nel settore dell'ICT, aggiornando contestualmente il Repertorio dei
  profili professionali della Regione siciliana,

                     IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE
                              e per esso
             L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE
                             PROFESSIONALE

   a  predisporre un Avviso pubblico per la selezione di un  progetto
  pilota, condotto da aziende leader nel settore informatico,  idoneo
  a  diventare  una  best practice da replicare a  livello  regionale
  nell'ambito  dello sviluppo delle competenze digitali,  finalizzato
  alla formazione di figure professionali del settore ITC;

   a  prevedere, al termine dei percorsi formativi, azioni aggiuntive
  di accompagnamento dei giovani formati verso il mercato del lavoro,
  attraverso    l'attivazione    di   strumenti    quali    incentivi
  all'occupazione destinati alle aziende che intendono assumere;

   a   programmare  risorse  finanziarie  per  la  realizzazione  del
  suddetto progetto pilota a valere sul PO FSE Sicilia 2014-2020;

   a  demandare  al  dipartimento preposto il coordinamento     delle
  suddette    attività     e l'attuazione dell'intervento.»

   DI  PAOLA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A  -
  DI CARO - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PALMERI - PASQUA
  - SCHILLACI - SIRAGUSA - SUNSERI - TANCREDI - TRIZZINO - ZAFARANA -
  ZITO

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Grazie Presidente, colleghi. I giovani ci hanno affidato
  una  delle cose più preziose che è il loro futuro. Ma, molto spesso
  la  politica disattende questa loro speranza. Vi parlo dei Neet che
  sono  giovani  che  non  lavorano e non studiano.  Purtroppo  nella
  nostra Regione c'è la più alta concentrazione di giovani tra i 15 e
  i  29  anni che non studiano e non lavorano. L'ultimo dato ci  dice
  che il fenomeno Neet coinvolge una popolazione di 352 mila giovani,
  quindi  352  mila giovani della nostra Sicilia non studiano  e  non
  lavorano.  Nel  frattempo l'innovazione va  avanti,  il  mondo  del
  lavoro  corre  e  vengono richiesti sempre più esperti  nell'ambito
  dell'ICT: informazione, comunicazione e tecnologie. Molto spesso  i
  nostri giovani non sono formati nel campo dell'ICT.
   E l'ultimo bando per quanto riguarda la formazione nei profili non
  ha  migliorato  di  molto l'offerta formativa relativa  al  settore
  dell'ICT,  tant'è  che solamente 19 dei 157  profili,  19  dei  157
  profili  riguardano  la formazione per quanto riguarda  il  settore
  ICT.
   Allora,  vista questa grave emergenza e considerando che  ci  sono
  pure  dei  fondi per quanto riguarda il PO FESR e il PO  FSE  2014-
  2020,  per  quanto riguarda la formazione dei nostri  giovani,  nel
  campo  digitale,  la proposta è quella di realizzare  un  progetto-
  pilota  così  come  hanno  fatto già  altre  Regione,  parlo  della
  Campania, del Friuli Venezia Giulia, il Governo si faccia promotore
  di un bando, ovviamente pubblico, dove si va ad individuare aziende
  leader  nel settore informatico, penso ad esempio le altre  regioni
  hanno   individuato  la  Cisco,  la  Apple,  noi   possiamo   anche
  individuare delle aziende all'interno della Regione siciliana.
   La  Regione  mette  i fondi per poter formare questi  giovani  nel
  campo dell'ICT a seconda delle esigenze delle aziende, dopodiché le
  aziende  si  impegnano ad assumere questi stessi giovani  che  sono
  stati  formati  con fondi europei, ripeto, è un progetto-pilota  di
  cui  il  Governo  in  modo coraggioso se ne  deve  far  carico  per
  risolvere questa emergenza dilagante di giovani che non lavorano  e
  non  studiano, lo hanno fatto in altre Regioni non vedo  perché  il
  Presidente Musumeci e l'attuale Governo, se effettivamente vogliono
  parlare  di  giovani e vogliono dare loro una speranza,  un  futuro
  migliore  non vedo perché non attuare un progetto-pilota e mettersi
  alle  spalle un po' questa problematica dei giovani che sono  stati
  visti finora non come una risorsa ma come un problema.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per il territorio  e
  l'ambiente, onorevole Cordaro.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, onorevole  Di  Paola,  in  ragione
  delle  argomentazione da lei svolte circa la mozione  in  argomento
  che concerne la formazione e l'occupabilità dei giovani nel settore
  informatico  e della comunicazione, si rappresenta che  l'argomento
  di  cui trattasi rientra nella previsione dell'Avviso 2/18 in corso
  di  attuazione  che ha previsto l'avvio di corsi di formazione  nel
  settore in argomento.
   Ulteriore iniziativa che fa riferimento all'oggetto della  mozione
  riguarda poi il protocollo d'intesa in corso di definizione tra  la
  Regione  siciliana  e Anpal Servizi Spa, ente in  house  di  Anpal,
  Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro, con il  quale
  si intende avviare una collaborazione per intervenire nel più ampio
  programma  di  sviluppo  delle infrastrutturazione  digitale  della
  Regione  con  un'azione  di sistema che prevede  misure  dirette  a
  formare,  riqualificare e ricollocare soggetti da destinare  ad  un
  nuovo e più qualificata occupazione.
   Non  le  sfuggirà, onorevole Di Paola e non vi sfuggirà, onorevoli
  colleghi,  come su questo tema il Governo è assolutamente presente,
  stanno  lavorando in grande sinergia i colleghi Lagalla e Ippolito,
  è  per  noi  una assoluta priorità e in ragione anche di  questo  e
  considerata l'argomentazione della sua mozione, il Governo  ritiene
  che  la  mozione si possa accogliere e quindi, invito il Presidente
  dell'Assemblea a sottoporla al voto dell'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 84. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Si  passa  alla  mozione n. 102  Iniziative  a  livello  nazionale
  concernenti  l'accordo commerciale CETA di libero scambio  tra  gli
  Stati   membri   dell'Unione  europea  e  del  Canada ,   a   firma
  dell'onorevole Palmeri ed altri.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, sulla mozione n. 102,  mi  rivolgo
  particolarmente alla collega Ciancio, ciò che devo  comunicarle,  -
  mi  hanno  scritto a penna Ciancio -  ma invece, ecco dove  nasceva
  questo  piccolo  equivoco, perché poi sono due apprezzate  colleghe
  entrambe: si tratta di atto avente contenuto analogo a quello della
  interpellanza n. 32, a firma dell'onorevole Ciancio,  ma  questa  è
  dell'onorevole Palmeri.
   Ho   chiesto,  onorevoli  colleghi,  di  intervenire  prima  della
  illustrazione  perché  l'interpellanza  di  che  trattasi  è  stata
  ritenuta  dagli  Uffici,  che  l'hanno  elaborata  e  che   l'hanno
  approfondita,   della  rubrica  dell'agricoltura   e   in   ragione
  dell'assenza  giustificata di oggi dell'assessore  Bandiera  che  è
  impegnato  a  Roma  per incontrare il Ministro  per  l'Agricoltura.
  Chiedo  alla  Presidenza  dell'Assemblea,  con  la  cortesia  della
  collega Palmeri, di rinviarla alla prossima seduta.

   PRESIDENTE. Viene, pertanto,  rinviata alla prossima seduta.
   Si  passa  alla mozione n. 104:  Liquidazione dell'IRSAP e  nomina
  commissari  liquidatori per gli ex Consorzi ASI, a firma Cancelleri
  ed altri. Ne do lettura.

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   attraverso  Legge  Regionale 12 gennaio 2012,  n.  8,  la  Regione
  Siciliana, nel quadro degli indirizzi
  strategici   di  programmazione,   promozione,  valorizzazione   ed
  incremento  delle  attività  produttive,  ha  istituito  l'Istituto
  regionale per lo sviluppo delle attività produttive (IRSAP), con lo
  scopo  dichiarato  di portare avanti attività di  regolamentazione,
  gestione  ed   intervento  nell'ambito delle  aree  destinate  allo
  svolgimento di attività produttive;

   contestualmente  alla creazione dell'istituendo IRSAP  sono  stati
  posti in liquidazione in tutta la Sicilia i Consorzi per le Aree di
  Sviluppo  Industriale, operanti nel territorio  regionale  fin  dal
  1984  con  il  fine di favorire l'insediamento di piccole  e  medie
  imprese  nelle  aree attrezzate messe a disposizione  dagli  stessi
  consorzi;

   dall'inizio  della propria attività il 3 settembre  del  2012,  la
  gestione dell'IRSAP si è contraddistinta per l'avvicendamento  alla
  guida  dello stesso Istituto di numerosi Commissari. Infatti,  dopo
  le   dimissioni   del   primo  Commissario   straordinario   e   la
  dichiarazione  di  illegittimità della nomina del  primo  Direttore
  generale da parte del TAR di Palermo, il 21 dicembre 2012  è  stato
  nominato  un nuovo Commissario straordinario, cui ha fatto seguito,
  il  18  settembre 2013, la nomina del C.d.A., durato in carica  per
  due  anni. In seguito, dopo la nomina e la rinuncia di un dirigente
  dell'amministrazione   regionale   in   qualità   di    Commissario
  straordinario, mai insediatosi, è stata la volta di un  Commissario
  ad  acta  (fino  ad agosto 2016), successivamente  riconfermato  in
  qualità  di  Commissario straordinario, che ha  guidato  l'istituto
  fino   alle   sue   dimissioni  avvenute  nell'agosto   del   2017.
  Successivamente,  e  fino  al mese di  febbraio  2018,  sono  stati
  nominati due Commissari ad acta, l'uno per il compimento degli atti
  urgenti e con compiti di rappresentanza legale, mentre l'altro  per
  la  redazione dei bilanci. a seguire è stato nominato un  ulteriore
  Commissario ad acta, dimessosi dopo un mese dall'incarico,  cui  ha
  fatto  seguito  la  nomina  del  quarto  Commissario  ad  acta  che
  attualmente guida le sorti dell'IRSAP;

   quanto, invece, alla sorte dei consorzi ASI posti in liquidazione,
  questi,  sono stati dapprima affidati a dei Commissari liquidatori,
  definiti successivamente con il D.A. n. 2872/8 del 6 ottobre  2016,
  Commissari  ad acta, seppur senza una definizione dei loro  compiti
  specifici e senza la previsione di alcun termine di durata del loro
  mandato;

   CONSIDERATO che:

   sotto  il  profilo finanziario, secondo le nuove  norme  contabili
  previste  dal D. Lgs. n. 118/2011 e dai dati contabili  pubblicati,
  l'IRSAP  appare proiettato verso il default a causa di  esposizioni
  milionarie  verso i Consorzi ASI, molti dei quali non risultano  in
  grado  di  onorare le anticipazioni finanziarie ricevute in  questi
  anni;

   per le rilevantissime difficoltà, l'IRSAP non è ancora riuscito ad
  approvare il rendiconto finanziario dell'anno 2016, nonostante,  in
  modo contabilmente anomalo, abbia approvato, alla fine dello scorso
  mese di dicembre, il bilancio di previsione per l'anno 2017;

   l'insufficienza  delle risorse ha comportato anche  lo  storno  di
  ingenti somme, inizialmente previste per spese d'investimento,  per
  fare  fronte  alle  spese  correnti, determinando  la  mancanza  di
  investimenti  per  la  manutenzioni  delle  aree  industriali,  che
  versano  in  condizioni scandalose in quanto  a  servizi  stradali,
  idrici, fognari e di illuminazione;

   a  denotare inadempienze gestionali, protrattesi per troppo tempo,
  oltre  all'abbandono  assoluto della propria  missione  originaria,
  anche  il  mancato rispetto della normativa riguardante la gestione
  di importanti infrastrutture, quali i depuratori, la cui conduzione
  è  stata  prorogata  oltre misura ai vecchi  gestori  a  causa  del
  mancato  espletamento  di gare pubbliche dopo  il  passaggio  degli
  impianti dai Consorzi all'IRSAP;

   a  fronte di queste rilevanti criticità, è possibile affermare che
  a  tutt'oggi,  le  aree industriali siciliane sono  sottosviluppate
  inidonee  al  raggiungimento  dello  scopo  previsto  dalla   Legge
  regionale  12  gennaio 2012, n. 8. Infatti, in esse non  si  è  mai
  operato per stimolare la crescita del sistema produttivo regionale,

   nonostante  questo  disastro  di  carattere  gestionale,  è  stato
  previsto  nella  Statuto dell'IRSAP, la nascita di  ben  otto  Aree
  dirigenziali,  oltre alle figure dirigenziali degli  undici  uffici
  periferici, delle quali non si riesce a comprendere bene l'utilità,
  visto  lo  stato  impietoso degli agglomerati industriali,  ma  che
  consentono  l'attribuzione a dismisura di posizioni ben remunerate,
  a scapito di qualsiasi piano industriale efficace ed efficiente;

   peraltro,  la  creazione  di tutte queste  Aree  dirigenziali,  ha
  generato  una confusione di carattere gestionale che si è  tradotta
  in  un  inutile  incremento burocratico  a  scapito  delle  aziende
  operanti  negli agglomerati, costrette a scontrarsi  con  procedure
  smisurate    che   hanno   tradito   la   speranza   di   qualsiasi
  semplificazione,  oltre  ad  uno  sperpero  di  risorse  pubbliche,
  testimoniato da spese per centinaia di migliaia di euro;

   APPRESO  che da notizie di stampa risultano, inoltre, numerose  in
  questi  ultimi  anni le indagini aperte in relazione alla  gestione
  delle  aree industriali e del patrimonio degli ex Consorzi ASI.  In
  diverse  occasioni,  organi di stampa hanno  riportato  la  notizia
  dell'apertura di indagini da parte delle procure siciliane a carico
  di diversi funzionari per reati contro la pubblica amministrazione;

   TENUTO CONTO che:

   in   tali   condizioni,  le  finalità  normativamente   perseguite
  dall'IRSAP  non  appaiono  di  reale realizzazione.  Si  evidenzia,
  inoltre,  come  risultino  quasi del  tutto  esauriti  i  lotti  da
  assegnare  in buona parte degli agglomerati industriali;  non  sono
  previsti  nuovi fondi per nuovi espropri e, in ogni caso,  appaiono
  storicamente  già superati tanto la previsione ed  approvazione  di
  nuovi  piani  regolatori,  quanto la  chiara  inutilità  dei  piani
  regolatori propri dell'IRSAP, sovrastruttura burocratica  ben  poco
  giustificabile  in  termini di richiesta di  semplificazione  delle
  procedure,  considerata  la pianificazione  assicurata  meglio  dai
  piani regolatori comunali;

   le  imprese  insediate  nelle aree industriali  sono  costrette  a
  subire  una doppia imposizione fiscale costituita dal pagamento  di
  servizi  (quali  manutenzione stradale,  illuminazione,  pulizia  e
  altro,  peraltro di qualità scadente, quando effettuati)  richiesto
  dall'IRSAP,   dimenticando  che  tali  servizi  dovrebbero   essere
  assicurati  dai  Comuni che incamerano l'IMU e  gli  altri  tributi
  locali pagati dalle stesse imprese;

   i  restanti  compiti  assegnati dalla legge  istitutiva  all'IRSAP
  costituiscono,  in linea di massima, una evidente  duplicazione  di
  compiti   già   assegnati  al  Dipartimento   Attività   Produttive
  dell'analogo Assessorato e alle Camere di Commercio;

   le spese di mantenimento in vita dell'IRSAP, gravano sui cittadini
  siciliani  per  circa un milione di euro all'anno soltanto  per  le
  retribuzioni   degli   organi  (C.d.A.,  Consulta,   Collegio   dei
  revisori),  dei  tre  componenti  dell'Organismo  Indipendente   di
  Valutazione,  del  consulente  per  la  contabilità,   del   Medico
  competente, del R.S.P.P., delle indennità corrisposte al  Direttore
  generale  ed  ai  titolari  di ben otto  Aree  dirigenziali,  senza
  considerare  il  notevole  costo per le consuete  consulenze  e  le
  notevolissime spese di carattere legale,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad   attivare  tutte  le  iniziative  utili  per  procedere   alla
  liquidazione   dell'IRSAP,  attraverso  la  cessione   delle   aree
  industriali, delle infrastrutture ivi esistenti e dei finanziamenti
  in essere, ai Comuni territorialmente competenti, e la attribuzione
  diretta  al  Dipartimento  delle Attività  Produttive  dei  compiti
  relativi allo sviluppo e promozione delle attività produttive;

   alla  nomina  dei Commissari liquidatori degli undici ex  Consorzi
  ASI  per  la  definizione di tutte le operazioni  di  liquidazione,
  compresa la definizione delle controversie con i dipendenti  aventi
  titolo già posti in quiescenza;

   alla  destinazione di tutto il personale attualmente  in  servizio
  presso  l'IRSAP  in un ruolo ad esaurimento presso la  Regione,  da
  adibire  alle operazioni di liquidazione, alla gestione delle  aree
  industriali  presso  i  Comuni competenti territorialmente  o  alla
  mobilità    presso    gli   uffici   centrali    e       periferici
  dell'Amministrazione regionale.»

   CANCELLERI - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI PAOLA -
  FOTI  -  MANGIACAVALLO  - MARANO - PAGANA  -  PALMERI  -  PASQUA  -
  SCHILLACI  - SIRAGUSA - SUNSERI - TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA  -
  ZITO

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Ma, abbiamo approvato una norma

   PRESIDENTE.  Abbiamo  approvato una norma,  lo  so.  Ma  quella  è
  un'altra   cosa.  E'  la  nomina  dei  due  liquidatori,  onorevole
  Cracolici.  Questa  è  un'altra  cosa,   questa  riguarda  maggiore
  pregnanza. Se la legga bene

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori  da
  quando è stato istituito l'Istituto Regionale per lo Sviluppo delle
  Attività  Produttive,  mi piace chiamarlo  così,  e  non  mi  piace
  chiamarlo  IRSAP perché si deve capire quello che, davvero,  doveva
  fare. Doveva far sviluppare, appunto le nostre aziende, la capacità
  di  questa  terra di potersi emancipare dal punto  di  vista  delle
  imprese   che   dovevano  insistere  nei  territori,   nelle   zone
  industriali.  La capacità che dovevamo avere, anche,  di  andare  a
  reperire nuove aziende che volevano venire ad investire da noi.  E,
  invece, quella legge è rimasta, in larga parte, disattesa.
   Abbiamo messo in liquidazione i vecchi consorzi ASI, abbiamo  dato
  alla nuova gestione dell'IRSAP in mano a quelli che, da notizie  di
  cronaca  di oggi, additavano le vecchie dirigenze dei consorzi  ASI
  puntando  il  dito,  quel dito della legalità che  oggi  poi  si  è
  sgretolato  sotto innumerevoli arresti e tutta una serie  di  altre
  attività della Magistratura e alla fine, però, ci ha consegnato dal
  2012   ad  oggi  una  Sicilia  che,  ormai,  non  ha  più  né  zone
  industriali, perché sono diventate delle aree fatiscenti.  Non  c'è
  più  la possibilità di aiutare gli imprenditori, anzi, a quelli che
  insistono in capannoni, in strutture in affitto gli viene  chiesta,
  sempre  di  più,  la  tassa di affitto, la pigione,  tutto  quanto.
  Quindi  pagano  più  e  più volte, sia i tributi  che  sono  quelli
  comunali,   per  i  servizi  normalmente  svolti  dal  Comune   ma,
  soprattutto, non hanno neanche, però, i servizi che dovrebbe,  poi,
  garantire appunto l'IRSAP che sono quelli di una viabilità decente,
  di una cura e di un decoro delle zone industriali e tutto quanto.
   A  questo,  ovviamente, dobbiamo aggiungere altre  situazioni  che
  vengono,  poi,  illustrate anche all'interno della mozione  stessa.
  Per  esempio,  l'IRSAP  non  è  riuscito  ancora  ad  approvare  il
  rendiconto  finanziario del 2016 ma, nonostante il modo  contabile,
  definirei  anomalo  almeno  così  lo  abbiamo  definito  noi  nella
  mozione,  ha  invece  approvato, alla fine  dello  scorso  mese  di
  dicembre, il bilancio previsionale del 2017.
   Per  cui,  proprio in deroga alle più ovvie norma di  contabilità,
  non  hanno chiuso il bilancio del 2016, ma già hanno approvato,  si
  sono lanciati in quello che è, praticamente, il bilancio del 2017.
   Commissari che sono costati una fortuna, gestioni spesso allegre.
   Vi  racconterò la vicenda della zona industriale di Grottacalda  a
  Caltanissetta,  dove  -  Presidente, lei conosce  bene  la  strada,
  perché   probabilmente,  insomma,  la  utilizza  -   il   raddoppio
  autostradale fra Caltanissetta ed Agrigento, una infrastruttura che
  servirà  alla  nostra Terra, passa anche dalla zona industriale  di
  Grotta d'Acqua, che è praticamente nelle immediate vicinanze  dello
  svincolo fra Sommatino e Canicattì.
   Ebbene,   lì,  passando  appunto  direttamente  dentro   la   zona
  industriale, la società ANAS e poi il contraente generale, chiedono
  all'IRSAP  di fare una transazione e dovevano fare, appunto,  delle
  opere di compensazione perché stavano utilizzando dei terreni.
   Ebbene,  in una zona industriale in cui manca l'acqua, e  ci  sono
  quelli che fanno allevamenti di polli e quant'altro, manca internet
  -  chi  fa  impresa,  oggi, senza internet, ADSL  e  varie-  manca,
  addirittura, la fornitura di gas, e lì c'è Diliberto che è uno  dei
  più grandi costruttori di vasche in polietilene.
   Quindi  mancano,  davvero, i servizi essenziali  per  potere  fare
  impresa.
   Secondo  lei  l'IRSAP,  come  opere  compensative,  al  contraente
  generale che avrebbe dovuto chiedere? Non ci crederà mai, ma gli ha
  chiesto  un  impianto di bitume  Oggi, alla fine di quella  strada,
  l'IRSAP diventerà, e quindi la Regione, proprietaria di un impianto
  di  bitumi,  già largamente utilizzato però, per asfaltare  appunto
  quella strada.
   Ora  chi  ha  fatto  queste scelte, ovviamente, aveva,  con  molta
  probabilità, tornaconti personali e non so quali operazioni  voleva
  fare in capo a queste cose.
   Però noi, oggi, ci ritroviamo, davvero, depauperati.
   E  altre situazioni che potrei continuare a dire, come ad esempio,
  per  me  immotivata,  ma come è possibile che  un  ente  regionale,
  l'istituto  regionale dello sviluppo delle attività  produttive  si
  iscrive   a   Confindustria.  Un  ente  regionale  è  iscritto   ad
  un'associazione  di  categoria,  e  perché  Confindustria,  e   non
  Confcommercio, o Confartigianato o qualunque altra cosa?
   Un  ente  si  iscrive  a Confindustria e non il  contrario.  Anche
  questa cosa lascia davvero basiti e anche lì non si capisce bene il
  perché.
   Quattro milioni di euro per due anni per avere cinquecentosessanta
  avvocati  in  vertenze. Incredibile, dato incredibile  Fra  l'altro
  credo   che   qualche  membro  del  Governo   sia   anche   fra   i
  cinquecentosessanta  avvocati che ha prestato  qualche  consulenza,
  anche lì, all'IRSAP.
   Per chiudere finalmente con la cifra neanche, Presidente, non sono
  neanche certo del dato finale, ma credo che ci siano circa quindici
  milioni di euro di debiti.
   La  mozione impegna il Governo a chiudere l'IRSAP definitivamente,
  a  prendere il personale che oggi lavora presso l'IRSAP e  passarlo
  in  un ruolo unico ad esaurimento presso l'Assessorato regionale ed
  utilizzarlo  per chiedere l'attività di liquidazione  dei  consorzi
  ASI  e passare i beni, i capannoni e quello che è la gestione  alla
  gestione  dell'Assessorato  delle attività  produttive,  mentre  la
  manutenzione e tutto quanto con il congruo trasferimento di  denaro
  che  serve direttamente ai comuni. Così anche quelle zone e  quelle
  strade e quel verde diventeranno di responsabilità comunale e  come
  è giusto che sia il comune però ne deve avere un riconoscimento dal
  punto di vista economico.
   Credo  che oggi con questa mozione e con il voto che spero  che  i
  colleghi di tutta l'Aula prenderanno in seria considerazione,  oggi
  tracciamo davvero una linea nuova che è quella che non vogliamo più
  carrozzoni  in questa terra e io spero che la mozione  che  impegna
  semplicemente il Governo poi si traduca davvero in quella che  sarà
  un'applicazione di una norma sacrosanta, quindi di  votare  appunto
  la  soppressione di un ente che agli imprenditori in  questa  terra
  gli  ha  fatto  soltanto da ganasce e non gli ha  mai  permesso  di
  espletare  di funzioni di arricchimento e di sviluppo economico  di
  cui, invece, la nostra terra ha molto di bisogno.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Cordaro, ricordo
  che  questa  mozione porta la data dell'11 maggio  2018  e  che  il
  penultimo  comma di questa mozione che viene rivolta al Governo,  a
  proposito dell'impegno, riguarda la definizione della nomina  degli
  11  commissari,  ex  consorzi ASI. La  qualcosa  è  stata  superata
  dall'ultima legge sul  collegato'.
   Assessore Cordaro, ha facoltà di parlare.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Infatti  mi
  sentirei  di rassicurare l'onorevole Cancelleri del quale ho  colto
  il  pathos su questa argomentazione, ovviamente, non per il passato
  perché è un passato di contrapposizione ad un sistema e ad un h che
  abbiamo   condiviso,   ma  mi  sentirei  di  tranquillizzarlo   con
  riferimento al futuro.
   In    realtà   come   correttamente   anticipava   il   Presidente
  dell'Assemblea,  già in data 11 maggio 2018 sono stati  nominati  i
  commissari  straordinari con decreti assessoriali e sulla  gazzetta
  ufficiale  della  Regione siciliana del 13  luglio  2018,  è  stata
  pubblicata  poi, come saprete tutti, la legge regionale  10  luglio
  2018,  n.  10  che  appunto recita:  Disposizioni programmatiche  e
  correttive per l'anno 2018. Legge di stabilità regionale.  Stralcio
  1  all'articolo 10 che modifica l'articolo 19 della legge regionale
  12 febbraio 2012, n. 8'.
   Questa  norma, come sapranno gli onorevoli Deputati,  prevede  tra
  l'altro  la  riduzione  a  due commissari liquidatori  soggetti  di
  comprovata professionalità, uno per la liquidazione dei consorzi di
  Palermo,  Trapani,  Agrigento, Caltanissetta e  Gela,  uno  per  la
  liquidazione  dei  consorzi  di Catania,  Enna,  Siracusa,  Ragusa,
  Calatino e Messina.
   La  nomina  avverrà  con decreto dell'Assessore  per  le  attività
  produttive  previa delibera della giunta di Governo,  di  fatto  la
  situazione  di stallo delle procedure di liquidazione  delle  quali
  parlava  anche  il  collega  Cancelleri, segnalata  peraltro  nella
  mozione,  sarà  superata attraverso la disposizione introdotta  dai
  recenti interventi normativi.
   In  ogni  caso, proprio in ragione di quello che è lo  spirito  di
  questa  mozione,  senza volere entrare nel merito di  passaggi  che
  riguardino  la  chiusura  definitiva  dell'ente  e  soprattutto  la
  necessaria tutela del livello occupazionale che preme più  di  ogni
  altra cosa a questo Governo, riteniamo che in linea di principio la
  mozione possa essere accoglibile.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  mozione  n.  104.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla mozione n. 107:  Rilancio dell'ufficio della Regione
  siciliana con sede a Bruxelles.
  a firma degli onorevoli Sunseri ed altri. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO  che  l'Ufficio  di Bruxelles  della  Regione  Siciliana,
  istituito alle dirette dipendenze del Presidente della Regione  con
  L.R.  n. 6 del 10/03/1997, ha il compito di 'realizzare i necessari
  raccordi  con  i  servizi  e  gli  organi  comunitari  e   con   la
  Rappresentanza  nazionale permanente'. Ha tra gli obiettivi  quello
  di offrire supporto nel campo dei finanziamenti diretti dell'Unione
  europea,  di diffondere informazioni e anticipazioni in  merito  ai
  nuovi  programmi di finanziamento diretto e ai relativi  bandi,  di
  aiutare    i    partecipanti   alla   creazione   di   partenariati
  transnazionali  tramite  la  diffusione  di  schede  specifiche  di
  'ricerca partner' in tutta Europa, di interagire con la Commissione
  Europea,  con il Parlamento Europeo, con il Consiglio dei  Ministri
  tramite Rappresentanza Nazionale Permanente, con il Comitato  delle
  Regioni,  nella cura dei rapporti con le altre Regioni italiane  ed
  Europee,  mantenere rapporti con gli Uffici degli  europarlamentari
  siciliani, di monitorare l'operato della Corte di Giustizia Europea
  e  la Corte dei Conti Europea focalizzandosi su casi e sentenze  di
  interesse  regionale,  prestare  assistenza  al  Presidente   della
  Regione,  agli  Assessori in visita, ai parlamentari dell'Assemblea
  Regionale Siciliana in visita e ai rappresentanti di Enti Locali;

   CONSIDERATO  che  l'esistenza di tale ufficio  di  rappresentanza,
  ubicato nel quartiere istituzionale di Bruxelles, è di fondamentale
  importanza  in  quanto  dovrebbe fungere  da  collegamento  tra  la
  Regione  Siciliana  il  mondo istituzionale  europeo  e  i  diversi
  portatori  di  interesse,  siano  essi  imprese,  associazioni   di
  categoria,  enti  locali o semplici cittadini  e  inoltre  dovrebbe
  svolgere un'attività strategica in tutti gli ambiti UE di interesse
  regionale, oltre a promuovere la Sicilia a livello europeo;

   RILEVATO che:

   attualmente l'Ufficio è composto esclusivamente da tre dipendenti,
  di  cui un istruttore direttivo e due funzionari direttivi,  e  che
  dunque  l'Ufficio,  considerata la sua importanza,  risulta  essere
  sottodimensionato  e  carente dei mezzi  necessari  per  portare  a
  compimento l'enorme carico di obiettivi che si prefigge;

   non  esiste  un  atto di indirizzo dell'attuale  Presidente  della
  Regione,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  avviare iniziative volte a rivalutare, valorizzare  e  rendere
  efficiente   l'Ufficio  di  Bruxelles  della   Regione   Siciliana,
  attraverso:
   la   previsione  di  un  organigramma  competitivo,  composto   da
  personale  interno dotato di competenze specifiche nel settore  del
  diritto  comunitario  e  delle  politiche  strutturali  dell'Unione
  Europea, che, insieme a personale esterno esperto in programmazioni
  europee  ed  euro-progettazione, possa far  divenire  l'Ufficio  di
  Bruxelles  per  la  Regione  Siciliana, un  efficace  strumento  di
  collegamento  tecnico, amministrativo e operativo tra le  strutture
  regionali  e gli uffici, gli organismi e le istituzioni dell'Unione
  Europea al fine di reperire risorse europee a beneficio di progetti
  della Regione a valere sui fondi diretti;
   un utilizzo efficiente delle risorse finanziarie;
   la  creazione  di  un  luogo di coworking progettuale,  aperto  ad
  associazioni,  cittadini,  amministrazioni,  imprese  e  università
  utile per l'incontro delle idee provenienti dai diversi attori;
   un  atto  di  indirizzo  volto a fissare  ulteriori  obiettivi  da
  raggiungere e che miri a far divenire l'Ufficio di Bruxelles per la
  Regione  Siciliana  un  punto di confronto  tra  gli  attori  delle
  progettazioni europee e le istituzioni, che promuova la  Sicilia  e
  le   eccellenze  siciliane  all'estero,  che  sostenga  le  imprese
  siciliane che si affacciano sul mercato internazionale;
   la messa a disposizione, degli spazi di pertinenza dell'Ufficio di
  Bruxelles  a  tutti gli enti e imprese siciliane  che  ne  facciano
  richiesta  per  l'organizzazione di eventi  volti  alla  promozione
  della  Regione  Siciliana nel mondo. L'Ufficio sarà tenuto  a  dare
  adeguata visibilità ed evidenza a tale possibilità;
   l'implemento di stage e tirocini, da svolgersi presso  gli  uffici
  di rappresentanza della Regione siciliana a Bruxelles, per studenti
  o  laureati presso le facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza,
  Economia,   Scienze  delle Comunicazioni,  che  abbiano  una  buona
  conoscenza   della  lingua  inglese.  Questi  si   occuperanno   di
  effettuare  ricerche  sulle attività delle istituzioni  dell'Unione
  Europea, e in particolare della Commissione Europea, di relazionare
  sulle   sessioni  del  Parlamento  Europeo  e  sui  progetti  delle
  istituzioni europee, focalizzandosi particolarmente sulle  proposte
  legislative  della  Commissione,  di  partecipare  a  eventi  della
  Commissione  Europea, di fondazioni politiche  e  associazioni,  di
  organizzare eventi. Della possibilità di compiere stage e  tirocini
  presso l'Ufficio di Bruxelles sarà data adeguata evidenza.»

   SUNSERI - CANCELLERI - CAMPO - CAPPELLO - CIANCIO - DE LUCA A - DI
  CARO  - DI PAOLA - FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PALMERI - PAGANA
  -  PASQUA - SCHILLACI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA -
  ZITO

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  io
  partirei  da un assunto: l'ufficio di Bruxelles, oggi,  così  com'è
  non  funziona. Non ha senso di esistere. Un assunto. Non ha  motivo
  di  esistere  così  come  è stato previsto.  Non  c'è  un  atto  di
  indirizzo  da parte del Presidente della Regione dopo diversi  mesi
  dall'insediamento di questa Giunta, è uno spreco di denaro per come
  viene  utilizzato  sicuramente nel corso degli ultimi  anni.  Nella
  mozione  abbiamo  previsto una serie di possibilità  che  riteniamo
  utili  affinché questo ufficio possa tornare ad essere  un  ufficio
  competitivo,  in  linea  a degli uffici regionali  presenti  già  a
  Bruxelles,  di  altre Regioni italiane, che funzionano  sicuramente
  molto  meglio,  ma anche europee. Abbiamo previsto un  organigramma
  competitivo  composto da personale dotato di competenze  specifiche
  nel  settore, abbiamo previsto un utilizzo efficiente delle risorse
  finanziarie  che vengono destinate all'ufficio, la  possibilità  di
  mettere  a  disposizione gli spazi interni  dell'ufficio  anche  ad
  aziende  o  a cooperative, o ad associazioni che hanno l'intenzione
  di  utilizzare  e  sfruttare questi spazi e poi la  possibilità  di
  organizzare  dei tirocini e degli stage per formare dei  ragazzi  e
  dare  la  possibilità  all'ufficio di essere più  efficace.  Questo
  ufficio,  anni  addietro,  il nostro attuale  Vice  Presidente  del
  Governo, decise di acquistarlo, quindi di andare via da un  ufficio
  che aveva dei costi di affitto e ha deciso di fare il passaggio  di
  acquistare  un  ufficio che è al centro del  quartiere  europeo  di
  Bruxelles.  E' vicinissimo alla Commissione Europea, è  vicinissimo
  al  Parlamento Europeo e non svolge quelle attività  di  lobby  che
  invece  tantissimi altri uffici regionali svolgono proprio sia  per
  la  posizione strategica, ma anche per l'utilità che se ne può  far
  uso.
   Le  soluzioni  a  nostro  avviso  sono  due:  o  riteniamo  che  è
  assolutamente inutile (cosa che noi non condividiamo), e allora  lo
  chiudiamo  e  facciamo ritornare quei tre dipendenti  che  sono  in
  questo  momento  dislocati  a  Bruxelles  direttamente  in  Regione
  siciliana; oppure, in alternativa, diciamo di sfruttarlo in maniera
  intelligente,  come  pensiamo che debba  essere  sfruttato  e  come
  pensiamo che ad oggi invece non viene utilizzato.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  intervenire  l'assessore   per   il
  territorio e l'ambiente, onorevole Cordaro.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Onorevole
  Sunseri,  onorevoli colleghi. La storia dell'ufficio di  Bruxelles,
  negli  ultimi  cinque, dieci anni, soprattutto, e certamente  negli
  ultimi cinque anni, è stata una storia che, al netto dell'esistenza
  fisica  di una sede, ha pagato la mala gestio nei rapporti  tra  il
  Parlamento, ma soprattutto il Governo della Regione siciliana e  le
  autorità di Bruxelles.
   Per  anni  dall'opposizione,  collega  Sunseri,  mi  sono  battuto
  invitando  chi  ha preceduto il Presidente Musumeci,  ad  andare  a
  Bruxelles a sostenere le sorti della Sicilia. Per anni ho ricordato
  a  chi  ha  preceduto il Presidente Musumeci, che anche i  migliori
  burocrati  senza la presenza della politica e del Governo,  avrebbe
  sbattuto  e  avrebbe  fatto  quasi sempre  la  fine,  così  come  è
  inesorabilmente  accaduto, di vasi di coccio in  mezzo  a  vasi  di
  ferro. A quel punto, nella scorsa legislatura venne fuori anche una
  proposta  provocatoria. Se quello era il modo di gestire i rapporti
  con  Bruxelles, forse valeva la pena di chiuderla quella  sede.  E'
  chiaro che era una proposta provocatoria, perché siccome noi con la
  nuova  gestione targata Musumeci vogliamo riportare  al  centro  la
  politica  con  la P maiuscola, abbiamo già attivato,  non  soltanto
  l'individuazione di tre dirigenti interni che sono stati distaccati
  nella  sede  di Bruxelles, ma abbiamo soprattutto posto  in  essere
  tutta  una serie di attività che sono propedeutiche al rilancio  di
  quella  sede.  Primo  fra tutti, il rapporto preferenziale  con  le
  quattro  università  siciliane, le quali  tutte  individueranno  un
  soggetto che le rappresenterà e che sarà da coordinamento  tra  gli
  atenei,  la  Regione e la sede di Bruxelles, per quello  che  dovrà
  servire  sotto  il  profilo scientifico  e  sotto  il  profilo  del
  raccordo con la politica, col Governo e con quegli uffici, per noi,
  così fondamentali per il futuro dei siciliani.
   Sono stati, inoltre, attivati i tirocini, sono stati attivati  gli
  stages. E' stata determinata l'apertura del sistema territoriale  e
  si  è  posto in essere un percorso che deve portare ad una costante
  partecipazione col comitato delle regioni. Per noi il rapporto  con
  Bruxelles  resta un rapporto strategico, assolutamente  essenziale,
  lo  vogliamo curare attraverso la presenza del Governo nei  momenti
  essenziali  in  cui si decideranno le strategie  e  le  misure  che
  avranno  ricaduta  fondamentale sulla Sicilia, lo  vogliamo  curare
  anche  attraverso il potenziamento con i migliori funzionari  ed  i
  migliori  dirigenti  presso la sede di  Bruxelles.  Per  quanto  ci
  riguarda, la mozione, posto che coglie nel segno da noi indicato, è
  accoglibile.

   PRESIDENTE.  Pongo  la  votazione della  mozione  n.  107.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LO  CURTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   CURTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  ricordare  all'Aula, oltre che a lei, naturalmente, ed al  Governo,
  di  avere  questa  mattina depositato una  proposta  di  referendum
  consultivo,  ai sensi del disposto degli articoli  25  e  30  della
  legge n. 1 del 2014.
   E'  una proposta di referendum consultivo che ho voluto presentare
  giusto  questa  mattina, e ne ho dato annuncio  in  una  conferenza
  stampa alla quale era pure presente l'assessore Armao, oltre che il
  rappresentante  nazionale  del  Movimento  unione  dei   siciliani,
  l'onorevole Rino Piscitello.
   Il  tema  era  quello, è quello del riconoscimento; sarà  proposta
  questa domanda referendaria al popolo siciliano:
    Vuoi che nello Statuto della Regione siciliana venga inserito  un
  nuovo  articolo  che  preveda  il riconoscimento  del  diritto  dei
  siciliani  alla  compensazione  degli  svantaggi  derivanti   dalla
  condizione  di insularità, come previsto dal disegno  di  legge  n.
  109, presentato l'8 marzo 2018 all'Assemblea regionale siciliana?
   Questo è il quesito. E vorrei ringraziare, intanto, questa mattina
  anche,  in  parallelo, il Presidente della Commissione Statuto,  ma
  naturalmente tutti i componenti della Commissione e, tra tutti,  in
  particolare   l'onorevole   Figuccia,   perché   è   stata    posta
  all'attenzione della Commissione questo disegno di legge.  Scusate,
  volevo    dire   Commissione   Affari   istituzionali,   presieduta
  dall'onorevole Pellegrino.
   Ed   in   questa   circostanza,  la  Commissione   ha   apprezzato
  favorevolmente  questo disegno di legge di modifica  dello  Statuto
  con  l'introduzione  di  un  articolo  che  modifica  appunto  tale
  Statuto,  riconoscendo alla Sicilia gli svantaggi  derivanti  dalla
  condizione di insularità.
   Con  la  proposta  referendaria, si vuole, oggi,  tra  virgolette,
  definire  questo percorso in maniera inequivocabile e perché  abbia
  un  esito  il più certo possibile, perché il disegno di  legge,  in
  qualche  maniera,  viene  fermato da questa proposta  referendaria.
  Entro  15  giorni,  come disposto dalla norma, se,  ovviamente,  il
  Parlamento  approva,  il  Presidente dell'Assemblea  dovrà  mettere
  all'ordine   del   giorno   questo  referendum,   questa   proposta
  referendaria.  Una  volta approvata, il Governo della  Regione,  il
  Presidente  Musumeci,  avrà  tempo, entro  un  anno  al  massimo  o
  comunque  anche  approfittando di eventuali concomitanti  elezioni,
  potranno  essere le elezioni provinciali, se mai ci saranno,  o  le
  elezioni  europee,  per  avviare  questa  consultazione,  la  quale
  consultazione, propedeutica quindi all'approvazione poi del disegno
  di  legge  n.  199,  darà  forza e legittimazione  per  la  volontà
  popolare  che ci sta sotto, perché il Governo nazionale,  le  forze
  parlamentari  nazionali, che qui pure sono tutte ben rappresentate,
  possano  dare corso alla modifica dello Statuto che, essendo  legge
  costituzionale, prevede un iter complesso e lungo.
   Ma  sul  tema  non  posso  non sottolineare  l'importanza  che  il
  referendum assume per dare sostanza e corroborare questo disegno di
  legge,  perché  la condizione dell'insularità da non  assolutamente
  confondere con il tema della continuità che è ricompreso in  quello
  della  insularità, permette - e concludo Presidente - alla  Sicilia
  di avere riconosciuti e compensati tutti gli svantaggi che derivano
  dall'essere un'Isola e un Arcipelago, la più importante

   CRACOLICI. Circondata dal mare.

               Presidenza del Vicepresidente Cancelleri

   LO CURTO esattamente  circondata dal mare  E quindi voglio sperare
  davvero che su un tema così importante non ci siano divisioni,  non
  ci  potranno  essere opposizioni, perché siamo  tutti  siciliani  e
  tutti  noi  viviamo  l'appesantimento anche  economico  dell'essere
  siciliani, cioè insulari.
   Perché   c'è   un  appesantimento  economico?  Perché   il   costo
  dell'insularità  -  oggi ne parlavamo e proprio  dava  più  o  meno
  queste  cifre  il presidente Armao - è un costo insopportabile  per
  ogni siciliano, pari a circa 5 miliardi di euro.
   Nel  momento in cui questo disegno di legge viene corroborato  dal
  referendum, trova una via privilegiata, non ho dubbi che  anche  le
  forze  che  sono  oggi  al governo della Nazione  dello  Stato  non
  potranno   non  dare  via  privilegiata  all'ascolto   del   popolo
  siciliano,  che  su questo tema si esprime con un referendum,  alla
  pari di quanto è avvenuto in regioni come la Lombardia e il Veneto.
   E' notizia di oggi che il presidente Zaia va a chiedere al Governo
  nazionale  i benefici derivanti da quel referendum per gli  assetti
  istituzionali dell'autonomia che in quelle regioni i cittadini e  i
  popoli di quelle regioni hanno voluto.
   Ciò   detto,   significherà  per  noi  un  beneficio  assoluto   e
  significherà  finalmente uscire dalle secche di un immobilismo  che
  certamente  ha  pesato notevolmente nel passato,  ma  noi  dobbiamo
  consegnare  un  futuro diverso, lo dico a tutte le forze  che  sono
  presenti  in quest'Aula nella certezza che questo referendum  possa
  essere condiviso.
   Voglio   solo   dire   una  cosa  a  tutti  i   parlamentari,   la
  programmazione  2020,  2026 che dovrà fare il  prossimo  parlamento
  nazionale  dovrà  tenere  conto del principio  della  compensazione
  degli svantaggi derivanti dall'insularità nel momento in cui noi ci
  approprieremo  di questo diritto di avere riconosciuto  questo  che
  realmente  è  uno  svantaggio e quindi i benefici  per  la  Sicilia
  saranno   a   iosa,   avremo  la  compensazione   in   termini   di
  infrastrutture; avremo la compensazione in termini di costi per  le
  imprese  che  vogliono fare impresa in Sicilia, per le aziende  che
  voglio fare   perché tutto oggi ha un costo in più: ha un costo  in
  più il carburante, ha un costo in più la luce elettrica, il consumo
  di materie prime, l'importazione e l'esportazione.
   Io credo, signor Presidente dell'Assemblea, signori tutti colleghi
  deputati,  che  per la Sicilia può iniziare una  storia  nuova.  La
  Sicilia  può davvero ricominciare o cominciare per la prima  volta,
  con  dignità,  un percorso intitolato ai diritti e  alla  legalità,
  perché  non  ci  può essere legalità se non c'è l'appropriazione  e
  anche la rappresentazione e la garanzia dei nostri diritti.
   E  quindi la prima battaglia per combattere contro la criminalità,
  contro la malversazione, contro la mafia, non può che essere questa
  battaglia  dei diritti dei siciliani. E' un diritto  che  ci  viene
  dalla  natura,  ma  che la politica colpevole  non  ha  mai  voluto
  riconoscere.
   Credo  che insieme la storia della Sicilia la possiamo riscrivere,
  senza  se,  senza  ma,  senza  barriere  ideologiche,  siamo  tutti
  siciliani.  Come  ho  detto  al Sottosegretario  Dell'Orco:  lei  è
  siciliano, più di noi. Perché è stato il popolo siciliano a dare la
  responsabilità del Governo al Movimento Cinque Stelle. E allora  si
  senta come noi, nel dovere di fare il massimo per noi perché lei fa
  il  massimo  per una terra che è stata prodiga di grande attenzione
  nei confronti del Movimento Cinque Stelle. Prossimamente, immagino,
  che apriremo un dibattito sul tema e saremo veramente uniti e fieri
  di essere orgogliosamente rappresentativi dei nostri diritti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in realtà il Governo nazionale  ha
  immediatamente  risposto  alla  sollecitazione,  quantomeno   della
  continuità  territoriale, di quella audizione chiedendo al  Governo
  regionale di fissare una Conferenza dei servizi giorno 3  luglio  e
  il  Governo regionale ha risposto che non sarebbe disponibile prima
  del  25 luglio. Quindi, le priorità, ovviamente, vanno individuate,
  ma soprattutto vanno anche colte.

   LO  CURTO.  Sono  d'accordo con lei. Mi  troverà  al  suo  fianco,
  Presidente.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  esprimere  la  solidarietà ai braccianti agricoli di Mazzarone  che
  nei  giorni  scorsi sono stati vittime di un episodio  increscioso.
  Come  riportato da notizie di stampa, dopo otto ore di  lavoro  nei
  campi  a  Gela,  dentro le serre per la raccolta dell'uva,  avevano
  chiesto  una  pausa perché dentro le serre nelle ore più  calde  il
  clima  era irrespirabile, pare che erano stati superati i 50  gradi
  sentiti  dentro la serra. Per tutta risposta, a fronte di una  paga
  di poco meno di sei euro l'ora, il datore di lavoro, al momento del
  rifiuto di entrare dentro la serra, li ha licenziati.
   Io   credo  che  fatti  come  questi,  ancora  nel  2018,   vadano
  scongiurati  con  ogni  forma  più perentoria.  C'è  stata  venerdì
  mattina  la  denuncia presso l'Ispettorato del  lavoro  competente,
  prendiamo  atto della presenza in Aula dell'Assessore e auspichiamo
  che  personalmente si farà carico, signor Assessore, unitamente  al
  dirigente  generale,  di  attivare  ogni  procedura  necessaria   a
  tutelare non solo la dignità dei lavoratori ma anche la dignità  di
  esseri  umani. Quello dello sfruttamento nei campi, non si  direbbe
  ma  è  così,  ancora  oggi  è  un fenomeno  diffuso.  I  dati  sono
  imbarazzanti.  Nel  2015 pare che siano oltre 25  mila  i  casi  di
  lavoratori  irregolari e lo scorso anno con l'operazione   Freedom
  sono stati sanzionati e posti agli arresti oltre trenta soggetti.
   Per  questo  noi del Partito Democratico ci faremo  carico  di  un
  disegno  di legge per istituire un osservatorio sui fenomeni  dello
  sfruttamento   dei   campi   e   ci   faremo   carico   anche    di
  un'interrogazione per seguire l'attività che il Governo vorrà  fare
  per  il controllo e il monitoraggio del procedimento della denuncia
  che  è  stata  fatta  presso l'Ispettorato del lavoro.  Auspichiamo
  anche  un'attività di controllo sul territorio.  Per  ritornare  ai
  fatti,  i  lavoratori in questo caso erano messi in regola  per  45
  euro   al  giorno,  ma  sappiamo  che  sono  diffusi  fenomeni   di
  caporalato, in cui il rapporto non è lavoratore-datore di lavoro ma
  evoca,  piuttosto,  gli scenari di schiavo e  padrone.  Auspichiamo
  quindi un intervento immediato e nelle prossime settimane, come già
  detto,  ci faremo carico del disegno di legge e dell'interrogazione
  per  seguire  pedissequamente l'attività del  Governo  e  reprimere
  queste situazioni.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Barbagallo, anche per il tema che  ha
  sollevato, che è davvero molto importante.

   DI CARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  io
  volevo  informare  l'Aula sullo stato di  profonda  crisi  che  sta
  attraversando  lo stabilimento Italcementi di Porto  Empedocle.  Lo
  stabilimento  è  stato assorbito dal gruppo Heidelberg,  un  gruppo
  tedesco.
   Il  settore  ha  avuto nell'ultimo quinquennio una contrazione  di
  circa il 60 per cento. E questa contrazione ha portato a licenziare
  ben diciotto operai, ed altri trentuno sono a rischio licenziamento
  se non si interviene immediatamente.
   Voglio  approfittare della presenza dell'assessore per il  lavoro,
  Ippolito, caso mai alla fine della seduta la inviterò a seguire  la
  problematica meglio.
   Io  non  credo  che il futuro, così come è stato  in  passato,  in
  quest'Isola sia la cementificazione. Abbiamo conosciuto nel passato
  il  settore  del  cemento  che era probabilmente  uno  dei  settori
  trainanti  dell'economia siciliana. I primi a  capirli  sono  stati
  quelli del gruppo Italcementi che, due anni fa, hanno commissionato
  uno studio alla società Nomisma Energia.
   La   Nomisma   individua,   per  la  riconversione   dell'impianto
  Italcementi di Porto Empedocle, dei settori che parlano non solo di
  ecologia ma danno anche una speranza ai lavoratori del settore  che
  attraversano, come dicevo, non solo a Porto Empedocle ma ovunque un
  forte periodo di crisi.
   Nomisma   individua   alcuni  settori   di   riconversione   molto
  interessanti. Per esempio la possibilità di realizzare un  impianto
  di compostaggio di comunità o/e, utilizzandoli in contemporanea, lo
  stoccaggio di raccolta differenziata e RAE.
   Ancora  nel  sito  di Italcementi insistono settecento  ettari  di
  terreno  completamente in coltivati che potrebbero  essere  -  dice
  Nomisma  -  utilizzati  per  esempio  per  la  coltivazione   dello
  zafferano,  quindi dando ulteriori posti di lavoro  non  garantendo
  licenziamento.
   Sempre   Italcementi   è   in  possesso   di   un   brevetto   per
  l'inertizzazione  dell'amianto.  Nello  specifico   si   potrebbero
  riciclare  manufatti in cemento amianto con l'amianto  rese  inerte
  dai processi industriali brevettati da Italcementi.
   Ma  Italcementi, come dicevo poco fa, sta attraversando un periodo
  di  forte  sofferenza economica ed è ovvio che quando si attraversa
  un  periodo  del  genere un'azienda si ritira in quello  che  è  il
  proprio core business, cioè cemento fanno e cemento, anche se poco,
  vorrebbero continuare a fare.
   E  di tutta questa vicenda due anni fa Italcementi ha informato il
  precedente Governo, ma non è stato fatto nulla di nulla.
   Io  la  settimana  scorsa  ho consegnato all'assessore  Turano  lo
  studio  della  società Numisma per quanto riguarda la riconversione
  degli  impianti  di  Porto  Empedocle - e  voglio  informare  anche
  l'assessore per il lavoro di questo tipo di studio, caso mai gliene
  mando  una  copia - questo perché, secondo me, la riconversione  di
  questo impianto potrebbe essere davvero un forte volano di sviluppo
  non solo per la provincia di Agrigento ma per tutta la Sicilia.

   FIGUCCIA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  in
  realtà   io   sarei  intervenuto  nel  dibattito  quando   facevamo
  riferimento  ad  alcune  mozioni, su  una  in  particolare,  quella
  presentata dal Movimento Cinque Stelle sui NIT.
   Lì  ho avuto modo di notare, Presidente, come l'assessore Cordaro,
  che  peraltro  non ha nessuna delega a discutere di quel  tema,  in
  maniera molto veloce, troppo veloce, ha liquidato la questione  sui
  NIT  dicendo  beh, stiamo facendo un avviso . Non è così, onorevole
  Di  Paola? E quindi i giovani che in questo momento né studiano, né
  lavorano, stiano tranquilli.
   Ecco,  volevo intervenire perché mi sono confrontato anche con  il
  collega  e l'approccio non è semplicemente quello di chiedere  alle
  agenzie  per  il lavoro che stanno diventando, da parte  di  questo
  Governo,  la  panacea  di  tutti i  mali,  lo  specchietto  per  le
  allodole, per far confluire risorse che di fatto poco o nulla hanno
  a  che  fare  con  i  giovani  che studiano  e  che  non  lavorano.
  L'approccio, invece, di quella mozione, era un approccio che vedeva
  evidentemente   coinvolti  dei  grossi   elementi,   delle   grosse
  multinazionali   capaci  di  aggregare  risorse   per   creare   un
  collegamento  diretto tra la Regione e questi giovani  che  possono
  beneficiare di queste risorse.
   E'  un modo - e questo era lo spirito della mozione presentata dal
  collega  -  per  creare un vero collegamento  tra  il  mercato  del
  lavoro,  multinazionali, società che possono investire in  Sicilia,
  facendo evidentemente una loro sede anche qui a Palermo, a Catania,
  in  una  grande  area, chissà un giorno industriale,  digitalizzata
  anche  in  Sicilia. E invece l'Assessore Cordaro  ha  liquidato  la
  questione  dicendo  Vabbè stiamo facendo un avviso  . Ecco,  vorrei
  dire - l'Assessore Cordaro se n'è andato - che la sua risposta poco
  o  nulla  c'entra  con  la mozione presentata  dal  collega.  Detto
  questo, a parte che ovviamente la questione del metodo con il quale
  si   affrontano  le  mozioni  è  assolutamente  scriteriato  perché
  dovrebbero  esserci in Aula gli Assessori che hanno  competenza  su
  quella  delega e, fatta eccezione l'immancabile e stimata  presenza
  dell'Assessore  Mariella Ippolito, purtroppo in questo  momento  il
  Governo  ovviamente  non  era  presente  e  quindi  non  era  nelle
  condizioni  di poter supportare, avvalorare, sostenere  quelle  che
  erano le mozioni poste all'ordine del giorno.
   Detto  questo,  una  delle mozioni, ad  esempio  -  e  ancora  qui
  l'assenza   del   Governo,   sia  da   parte   dell'Assessore   per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea,  che  da
  parte   dell'Assessore  per  le  attività   produttive   -   faceva
  riferimento  alla  produzione di eccellenza  siciliana.  In  questi
  giorni  la  Sicilia  sta conoscendo uno svuotamento,  un  bruciarsi
  delle  risorse disponibili nelle nostre campagne, a  causa  di  una
  concorrenza  assolutamente sleale da parte sì delle multinazionali,
  che  non consentono ovviamente ai nostri produttori di poter  stare
  nel  mercato  secondo le regole del mercato.  Il  nostro  grano  in
  questo momento esce a 17 centesimi, mentre arriva dal Canada, dalla
  Russia  un prodotto che sfugge ad ogni controllo, mentre nel  porto
  di  Palermo i silos che venivano utilizzati per controllare  quella
  merce  vengono  abbattuti,  mentre  il  governo  Musumeci  si   era
  impegnato  a  definire  i  controlli di quelle  navi  che  dovevano
  arrivare  in  Sicilia, bene quei controlli che  fine  hanno  fatto?
  Bene,  quelle  navi oggi arrivano direttamente a Pozzallo  e  nelle
  nostre  tavole arriva il grano, quello sì, che spesso marcisce  nei
  magazzini delle multinazionali, pieno di pesticidi, pieno di veleno
  che davvero non fa bene alle nostre tavole. Allora, su questo e  su
  altri  temi  non  mi sembra che ci sia stata da parte  del  Governo
  regionale una presa di posizione per poter dare risposte  a  questi
  temi.
   Stamattina  in Commissione Statuto - è stato ripreso  prima  dalla
  collega  - è stato approvato un disegno di legge voto, era presente
  anche  lei,  Presidente  Cancelleri, che introduce  finalmente  una
  modifica  allo Statuto, attraverso il 38 bis, che prevede  che  per
  eliminare quel gap che c'è tra chi nasce e vive a Palermo,  come  a
  Catania, a Messina e chi invece vive a Milano, a Torino, anziché  a
  Bergamo, perché questo gap possa essere in qualche modo recuperato,
  per  garantire parità di accesso, venga introdotto il principio  di
  insularità. In questo momento lo Stato deve alla Regione  siciliana
  qualcosa come 150 miliardi di euro.
   Noi  sappiamo  che queste risorse non ci verranno concesse  perché
  significherebbe  ridurre  in default  il  nostro  Paese.  E  allora
  introdurre  il principio di insularità serve a creare le condizioni
  perché  possano essere introdotti principi nuovi come quello  della
  defiscalizzazione  della benzina, come quello  della  fiscalità  di
  vantaggio, come quello di un più basso costo per chi è costretto  a
  spostarsi  in  aereo dalla Sicilia per qualsiasi altra  meta.  Oggi
  spostarsi  per ragioni di lavoro o per ragioni sanitarie  espone  i
  giovani   siciliani  e  i  meno  giovani  siciliani  a  dei   costi
  elevatissimi.  Ecco,  non mi sembra che il Governo  regionale  stia
  facendo  nulla  in questa direzione. Quella legge  voto  finalmente
  oggi  è  stata  approvata in Commissione Affari  istituzionali.  Io
  chiedo che immediatamente venga calendarizzata in Aula.
   Abbiamo  condiviso un ulteriore percorso, quello della possibilità
  di  un  referendum consultivo. Bene, io credo che su questo  l'Aula
  debba  esprimersi  immediatamente. Se ci sono le condizioni  perché
  quel  referendum consultivo possa essere approvato  ed  uscire  dal
  percorso  d'Aula, che ben venga, facciamolo subito e  fissiamo  una
  data. Ma se quel referendum consultivo non si dovesse fare - perché
  sento  opinioni  diverse  da parte di chi  dice,  ad  esempio,  che
  avrebbe  dei  costi  altissimi, seppur lo si  vuol  far  confluire,
  diciamo,  nella prima tornata utile - e allora attenzione, evitiamo
  di  non  fare  né l'uno né l'altro. Quindi, o si fa  il  referendum
  consultivo  oppure - qualora si dovesse decidere che questo  non  è
  possibile  farlo  -  si  passi immediatamente  all'approvazione  di
  quella  legge  voto e si garantisca questo benedetto  principio  di
  insularità. Questa è una battaglia di tutti, è una battaglia che ad
  oggi  il Governo regionale ha affrontato in maniera troppo tiepida,
  è  una  battaglia  che  va affrontata con maggiore  determinazione,
  certo che Siciliani questo se lo aspettano.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, chiaramente per la trattazione del
  disegno  di  legge  sarà  la Conferenza Capigruppo  a  decidere  le
  priorità  dell'Aula,  come è stato sempre e  come  è  previsto  dal
  Regolamento Interno di questa Assemblea. Le ricordo tra l'altro che
  in  realtà questo disegno di legge non modifica lo Statuto ma bensì
  modifica la Costituzione italiana. Per cui, poi, dovrebbe avere  il
  doppio passaggio al Parlamento nazionale.

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono qui per chiedere
  a  quest'Aula  e a lei, Presidente, di volere finalmente  iscrivere
  attraverso la procedura d'urgenza la riforma delle istituzioni  per
  la  pubblica  assistenza e beneficienza conosciute  con  l'acronimo
  IPAB  ai lavori della I Commissione. Purtroppo mi ritrovo di  nuovo
  da questo scranno a dovere lamentare l'assoluta indifferenza di una
  parte del Parlamento e del Governo su una situazione drammatica  di
  cui dobbiamo assumerci le responsabilità.
   Mi  permetto  di raccontare ai colleghi che con lei  personalmente
  nell'ultimo  mese  ci siamo recati presso due importanti  strutture
  siciliane, una ad Acireale ed una a Caltanissetta, che soffrono del
  vergognoso atteggiamento e della beffa a cui sono sottoposti questi
  lavoratori  - anche a tempo indeterminato - da parte - mi  dispiace
  dirlo  -  di  questo Governo. Scorgendo su un qualsiasi  motore  di
  ricerca,  mettendo  la  parola il nome,  Musumeci,  IPAB,  troviamo
  articoli  fin dal 2015-2013 quando - dall'opposizione  -  l'attuale
  Presidente della Regione comunicava di avere presentato una propria
  proposta  di legge. Denunciava il dramma dei lavoratori delle  IPAB
  di  Acireale,  piuttosto  che di Paternò, piuttosto  che  di  altre
  strutture,  lamentando e ponendo in una condizione - diciamo  -  di
  rimprovero il vecchio Governo, mentre noi oggi assistiamo al  nulla
  cosmico  che proviene dal Governo e da questo Assessorato  che  già
  nel  mese di febbraio avrebbero, attraverso una nota stampa,  fatto
  sapere  di avere istituito un tavolo istituzionale e di fatto,  non
  so  lavora  non lavora lo sapranno loro, nel frattempo le strutture
  chiudono,  gli  anziani  in  quarta età avanzata,  spesso  minorati
  psichici e fisici, che vivono in queste strutture da decenni,  sono
  stati   spostati,  deportati  come  pacchi  postali  presso   altre
  strutture che magari proveranno a prendersi cura di loro  anche  se
  immagino  che  una persona con disagio psichico  che  si  trovi  ad
  essere  spostata di parecchi chilometri, ad avere a  che  fare  con
  altro  personale  che se pur amorevolmente e sicuramente  lo  starà
  curando  ma non sono le persone che da anni se ne occupano,  stiano
  subendo una vera e propria tortura disumana
   In  più  abbiamo  migliaia di lavoratori che vivono  un  clima  di
  incertezza  e parecchie centinaia con strutture estinte oppure  con
  una procedura di estinzione iniziata di cui non si sa nulla e altre
  centinaia che vivono nel limbo tra Tar e CGA e sindaci che invocano
  il  nostro  intervento  di parlamentari,  siamo  noi  che  dovremmo
  legiferare  perché  da  nessuna parte  c'è  scritto  che  è  dovuto
  aspettare Governi che non legiferano, abbiamo aspettato il  Governo
  Cuffaro,  Lombardo,  Crocetta e ora Musumeci, che  pur  avendo  una
  legge  sua  da parlamentare non ci onora e non dà il via libera  al
  Presidente della I Commissione che, pur avendo proposte di legge di
  altri Gruppi parlamentari, ignora questa attività e un'Aula che  in
  Finanziaria non ha finanziato il capitolo della Legge  71,  non  ha
  permesso  di  sollevare  i sindaci con il tentativo  di  portare  i
  lavoratori delle IPAB estinte di cui l'art. 34 in un bacino, quello
  della  Resais,  che  poteva  essere transitorio  nelle  more  della
  riforma.
   Ed  allora, soldi non ne vogliamo mettere, riforme non ne vogliono
  fare,  ascolto non ne vogliono dare, hanno avuto dipendenti appesi,
  affacciati   sui   balconi,  sulle  terrazze,  in  presidio   sotto
  l'Assessorato, domani sotto Palazzo d'Orleàns, e ancora  quest'Aula
  si  ostina a non volere trattare il disegno di legge? Io penso  che
  questo  sia  un atteggiamento di pochi, sono certa che  i  colleghi
  presenti   o  la  prossima  settimana  acconsentiranno   a   questa
  iscrizione  d'ufficio  perché  è impossibile  lasciare  una  intera
  categoria  che  eroga  servizi sociali, in  una  terra  dove  nelle
  geriatrie  si spendono milioni e milioni e i posti letto  non  sono
  mai  abbastanza  e  le prestazioni di media e bassa  intensità  che
  nelle  altre  Regioni vengono date dalle aziende  ai  servizi  alla
  persona ex IPAB riformate vengono erogate queste prestazioni  a  un
  minor  costo  facendo risparmiare la Sanità e  dando  risposte,  in
  termini  di  welfare, ad una società che invecchia, che  ha  sempre
  meno  figli e pensioni davvero esigue e che si rivolgono,  come  in
  una  lotteria, all'assistenza privata in attesa di sapere  noi  che
  cosa che stiamo facendo
   Ora,  Presidente,  la situazione è veramente  drammatica,  lei  ha
  potuto  sentire in maniera palpabile, tangibile, il dramma  che  si
  sta   vivendo,  a  parte  che  abbiamo  un  patrimonio  immobiliare
  notevolissimo  spesso  all'abbandono che rischia  l'aggressione  da
  parte dei soliti affaristi.
   Allora, dato che siamo veramente oltre il tempo massimo, io chiedo
  che la prossima settimana ci sia un impegno chiaro, che l'Aula voti
  la  mozione  d'urgenza, che si faccia una Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, che davvero  si  metta  la  parola  fine
  all'attesa  e  si  possa cominciare a lavorare in  armonia  tra  il
  Parlamento, l'Assessorato alla Famiglia e l'Assessorato alla Salute
  e  anche  purtroppo  l'Assessorato al  Bilancio  e  la  Commissione
  Bilancio  perché, a causa di questo enorme ritardo queste strutture
  hanno  incolpevolmente  accumulato parecchi,  parecchi  milioni  di
  euro,  spesso stipendi di persone che non sono state con le braccia
  conserte,  ma  che hanno servito i pasti, lavato  gli  anziani,  li
  hanno  coinvolti  in attività ricreative, li accudiscono  come  una
  vera famiglia e che, addirittura, con grande umiltà e dignità, sono
  estremamente preoccupati del fatto che, dove le strutture chiudono,
  queste  persone vengono mandate anche, a volte, in altri comuni  e,
  quindi, lontani dagli altri familiari che magari sono altre sorelle
  anziane che non potranno più neanche incontrare le persone con  cui
  trascorrono la quotidianità.
   Presidente,  io  chiedo che si trovi una modalità per  imporre  al
  Parlamento  di  lavorare  e  fare il  proprio  dovere,  perché  non
  possiamo restare ad aspettare un Governo che da mesi, mesi  e  mesi
  non si sa dove, non si sa con chi, ancora non produce una proposta.
  Va  bene  il galateo istituzionale di aspettare il Governo,  ma  mi
  pare  che il potere legislativo appartenga a questa Aula e a queste
  Commissioni

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, mi pare  di  capire  che,  ai  sensi
  dell'articolo 135, comma 2, del Regolamento interno  ha  chiesto  a
  questo Parlamento di esprimersi sulla procedura d'urgenza.
   Prima  di  dare  la  parola  all'assessore,  comunico  che  questa
  procedura può essere richiesta soltanto per i disegni di legge  che
  vengono  annunciati  in  Aula e, quindi, contemporaneamente,  nello
  stesso giorno. Per fare ciò, e considerando il fatto che il tema  e
  l'argomento  mi  sembrano  davvero interessanti,  quindi  per  fare
  votare  la  procedura d'urgenza nella prossima seduta e aggiungerla
  all'ordine  del  giorno, ho bisogno però che all'interno  dell'Aula
  nessuno si opponga a questa richiesta dell'onorevole Foti.
   Bene,  onorevoli colleghi, è inserita all'ordine del giorno  della
  prossima seduta.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.    Signor   Presidente,   onorevoli   deputati,   ringrazio
  l'onorevole Foti, ringrazio anche l'onorevole Cancelleri perché  ho
  seguito anche il loro interesse nel visitare le varie IPAB e,  devo
  dire  che  anche io l'ho fatto e mi sono resa conto  -  non  perché
  venivano a protestare sotto l'assessorato - della condizione in cui
  versano anche i lavoratori perché, moltissimi, da anni non ricevono
  lo  stipendio.  E  non  posso negare che,  chiaramente  sono  delle
  istituzioni  che  hanno  un  risvolto  sociale,  per  cui  la  loro
  importanza è innegabile.
   Però,  al  di  là  di questo, devo fermamente respingere  l'accusa
  volta al governo Musumeci sulla immobilità riguardo le IPAB, perché
  il   disegno  di  legge  è  pronto,  e  lo  avevo  accennato  anche
  all'onorevole Foti.
   Si tratta di un problema che si trascina da anni, l'ultima riforma
  all'86, con situazioni molto delicate. Parliamo di quaranta milioni
  di  debito che, via via, si sono accumulati, parliamo di situazioni
  di  precarietà,  sia  dei  lavoratori, che  delle  finalità  stesse
  dell'ente,  ma  sono  certa  che con  la  buona  volontà  di  tutta
  l'Assemblea  si  troverà, finalmente, una  soluzione  risolutiva  e
  decisiva  in entrambe le direzioni. Ecco, ci tenevo a dire  che  il
  Governo  Musumeci non è fermo, ed entro pochi giorni il disegno  di
  legge sarà presentato.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  a
  proposito, appunto, dell'IPAB, ritengo che sia giunto il momento di
  intervenire, e di intervenire in maniera adeguata, anche perché  in
  V  Commissione abbiamo rilevato delle gravi violazioni per  cui,  a
  proposito  di  determinate IPAB manderemo le carte alla  Procura  e
  alla Corte di Conti. Quindi, credo che sia arrivato il momento.

   DI  PAOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  nel
  ringraziare  l'assessore  Cordaro che si  è  sforzato  a  dare  una
  risposta su una tematica non sua, devo notare e dobbiamo dircelo un
  po' chiaramente in questa Assemblea, che il Governo in qualche modo
  sta cercando, dico sta cercando, di risolvere i problemi siciliani,
  ma con metodi vecchi ed obsoleti. E faccio tre esempi.
   Il  primo è questo riguardante la mozione sui giovani sui  NIT.  A
  fronte   di  una  proposta  totalmente  innovativa  già  presa   in
  considerazione  da  altre  regioni, il  Governo  risponde  con  una
  proposta che altri Governi hanno già attuato e abbiamo visto con  i
  numeri  che  non ha risolto completamente il problema dei  giovani,
  perché  i NIT sono aumentati in percentuale, quindi si sta cercando
  di  risolvere  un  problema  ormai  straconosciuto  con  le  stesse
  tecniche.
   Un  altro  esempio - e visto che c'è qui l'assessore  Ippolito  in
  Aula  -  riguarda  i  precari del reddito  minimo  di  inserimento.
  Progetto  nato  vent'anni fa doveva essere un progetto  temporaneo,
  stiamo parlando di circa mille lavoratori della provincia di Enna e
  Caltanissetta,  a cui diamo un piccolo sussidio di poche  centinaia
  di  euro;  ebbene  per  un rimbalzo di responsabilità  tra  comuni,
  ufficio,  assessorato, questi pochi lavoratori non si  ritrovano  a
  percepire  quelle poche centinaia di euro a fronte  di  lavori  già
  fatti dopo mesi e mesi di promesse.
   Altro esempio, il porto che non c'è. Parlo del porto di Gela,  del
  comprensorio  gelese. Nonostante quella comunità  abbia  messo  dei
  soldi  e  stiamo parlando di circa cinque milioni e mezzo di  euro,
  dovuti  ad  un  protocollo fatto per la dismissione degli  impianti
  ENI, la comunità mette a disposizione i fondi, stiamo parlando  del
  2015,  quindi  sono passati un bel po' di anni, oggi ci  ritroviamo
  ancora,  nonostante  ci siano i fondi, sempre per  un  discorso  di
  rimbalzo  di  responsabilità  tra  assessore,  protezione   civile,
  uffici,  e quant'altro, i fondi ci sono, però il dragaggio di  quei
  fondali  non  è  stato fatto, la marineria di quel  comprensorio  è
  bloccata,  non  riesce quindi a poter lavorare, a fare  il  proprio
  lavoro per portare i piccoli spiccioli a casa e nello stesso tempo,
  nonostante una richiesta del Movimento cinque stelle  di  audizione
  depositata  il 29 maggio 2018, perché con urgenza, c'è un  discorso
  di  emergenza  lì,  stiamo parlando di fondali insabbiati,  cosa  è
  successo qualche giorno fa, uno yacht si è incagliato per  via  del
  mare  in  burrasca,  si  è incagliato fra gli  scogli,  e  uno  dei
  componenti  all'interno dello yacht, per un  incidente,  gli  si  è
  dovuto tagliare una falange.
   Dico  all'assessore Falcone, in questo caso, se c'è una  richiesta
  di  audizione in Commissione ambiente e territorio e c'è ovviamente
  un presidente che, comunque, cerca di convocare tutti gli attori di
  questa problematica e quindi assessore, protezione civile e tutti i
  vari  attori che in questi anni hanno seguito questo progetto,  per
  cercare   di   risolvere  qual  è  l'inghippo  burocratico   perché
  l'assessore  Falcone  non  viene  in  Commissione.  Cosa   dobbiamo
  aspettare affinché questo problema finalmente si risolva.
   Ripeto  ci  sono  i fondi ma il tutto è bloccato, il  Governo,  al
  solito,  dopo  sette  mesi,  sta continuando  rispetto  al  Governo
  precedente, ecco perché anticipavo il discorso che comunque si  sta
  cercando di risolvere problemi con tecniche obsolete. C'è sempre un
  solito  rimbalzo, dopodiché piccole riunioni in Assessorato. Allora
  cerchiamo di venire nelle commissioni e di cercare di sbrogliare le
  matasse in commissione, ma in modo definitivo.

   PRESIDENTE. L'assessore Ippolito ha la facoltà di parlare.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche sociali  ed  il
  lavoro. Onorevole Di Paola, innanzitutto, per quanto riguarda  poco
  fa  le  affermazioni  sull'ITC, devo dire che a  giorni  uscirà  un
  bando,  un  avviso che impiegherà quattro milioni e due circa,  per
  quanto  riguarda  l'ITC.  A questi avvisi  -  perché,  giustamente,
  l'onorevole Di Paola è giovane e quando dice obsoleto io  mi  sento
  tutto  il  peso  degli  anni  sopra, però  anche  io  sono  giovane
  politicamente  -  quindi, il metodo di approccio non  è  un  metodo
  antico, e lei lo sa bene perché io sono venuta in Commissione.
   Per  quanto  riguarda  il  reddito minimo di  inserimento,  quindi
  Caltanissetta  ed  Enna, lei era con me, ha saputo  che  subito  ho
  chiamato  la direzione, hanno sbloccato tutto, io ho tutti  i  dati
  qua   ma   purtroppo  condividendo  il  fatto  che  queste  persone
  percepiscono quattrocento euro di reddito, si e no, il problema non
  si  può  addossare all'assessorato. E' un modo che va ristrutturato
  perché  addirittura  mi  arriva notizia  che  alcuni  comuni  hanno
  dimenticato  ad  indicare  l'IBAN,  hanno  dimenticato  a  fare  la
  domandina, a fare il rendiconto, quindi da parte dell'assessorato e
  dagli  uffici  dell'assessorato io respingo tutto,  ma  questo  non
  significa  che  non ci dobbiamo adoperare affinché questo  sistema,
  questa  macchina burocratica venga snellita, venga messa  in  moto,
  perché alla fine l'utente finale deve avere il beneficio.
   Quindi, da parte mia, e lei lo sa, c'è tutta la buona volontà  che
  ci  metto ogni giorno, però dobbiamo sollecitare anche i comuni  ad
  essere  più  attenti  perché queste persone vivono  spesso  solo  e
  soltanto  di questo piccolissimo sussidio, che per loro rappresenta
  tantissimo.  Quindi,  io  apprezzo la  battaglia  che  sta  facendo
  l'onorevole Di Paola.
   Per  quanto riguarda, invece, il lavoro, l'onorevole Cordaro  poco
  fa  ha  dimenticato a dire che oltre il contratto di ricollocazione
  che  ripropone  l'assegno di ricollocazione, noi abbiamo  messo  in
  campo  tre avvisi importanti: l'avviso 20, 21 e 22. Che riguardano:
  il 20 le professioni ordinistiche - ve lo ripeterò fino alla nausea
  -   il   22  i  tirocini  extra  curriculari  ed  il  21  il  bonus
  occupazionale.
   Brevissimamente, sono delle misure la 20 e la 22,  che  permettono
  sia a personale laureato che si deve iscrivere obbligatoriamente in
  un  ordine  o in un albo, sia a personale non laureato,  gli  extra
  curriculari,  di  potere  percepire  un  sussidio,  una  forma   di
  remunerazione, per quanto riguarda i laureati per un anno, seicento
  euro  al mese, e su questa misura abbiamo investito cinque milioni,
  siamo  già  arrivati a otto milioni, ed in totale ci sono  quindici
  milioni,  e li useremo bene perché ha riscosso successo. I tirocini
  extra  curriculari  sono  rivolte  a  persone  non  laureate,   con
  un'attenzione particolare verso i disabili e soprattutto  verso  le
  persone  che  non sono più giovani, che superano i 36 anni,  e  voi
  sapete benissimo che c'è questa fascia generazionale di persone che
  sono state licenziate e che non sono giovani per lavorare, non sono
  vecchie  per  andare in pensione. Quindi, noi ci siamo occupati  di
  questi  avvisi anche da un punto di vista, non solo di  lavoro,  ma
  anche  come famiglia, per un'attenzione alle categorie più  deboli,
  anche per i disabili, le donne che hanno subito violenza, eccetera.
   L'avviso  21,  il bonus occupazionale a favore delle  aziende  che
  assumono  a  tempo indeterminato dei lavoratori, e che  prevede  un
  sostegno per le aziende di quattordici mila euro in totale,  perché
  assume  inoccupati, disoccupati eccetera, questo avviso si chiuderà
  il 31 dicembre e abbiamo bisogno che venga diffuso, abbiamo bisogno
  che venga pubblicizzato. Io vi invito a farlo perché ancora c'è  la
  possibilità di essere finanziato e già abbiamo messo 60 milioni: 15
  per  i tirocini ordinistici, 30 per i tirocini extra curriculari  e
  15  per  il  bonus occupazionale, 60 milioni di misure che  possono
  essere  rimpinguate. A breve, uscirà l'avviso di 4.200.000,00  euro
  per le ITC.
   Questo è quello che volevo dire.
   Per  il reddito minimo di inserimento, vi prego, dateci tutti  una
  mano affinché questi lavoratori possano avere il giusto.
   Ho  anche un elenco che mi sono fatta procurare, se volete poi  ve
  lo  passo,  così  andate  a sollecitare  i  comuni  che  non  hanno
  adempiuto alle loro incombenze.

   DE LUCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, che non è
  molto  numeroso  oggi, stavo domandandomi in questi  giorni  se  il
  Presidente  Musumeci  ancora legga i giornali,  perché  durante  la
  campagna  elettorale, ogni tanto lui apprendeva  dai  giornali  che
  qualcuno  dei  suoi  candidati  aveva  qualche  difficoltà  con  la
  giustizia, aveva fatto qualche cosa che non andava. Gli  ultimi  10
  giorni sono stati particolarmente interessanti sui giornali, ma  ho
  sentito,  anzi  non  ho sentito dire nulla al  Presidente  Musumeci
  riguardo alcune tematiche che riguardano la gestione degli appalti,
  da  parte della Regione siciliana ed anche alcune situazioni un po'
  particolari che invece riguardano alcuni assessori.
   Mi  riferisco,  in  particolare, alla scomoda posizione  del  vice
  presidente  Armao,  relativamente ai suoi  debiti  con  Riscossione
  Sicilia,  dal  quale  avremmo gradito sapere come  mai  c'è  questa
  strana  situazione in cui un debitore, così appare dagli organi  di
  stampa, è anche soggetto legittimato a nominare i vertici di questa
  partecipata.
   Un'altra  cosa che attirava un po' la mia attenzione  è  il  ruolo
  dell'assessore Tusa nella concessione nell'arco di  48  ore,  di  2
  giorni,  di un contributo di 30 mila euro che il Teatro di Taormina
  ha   conferito  ad  un'associazione  per  il  sostegno  dei   costi
  organizzativi di una manifestazione che da quello che  risulta  non
  era neppure inserita nel cartellone.
   I  giornali,  infine, ci rassegnano in questi giorni di  un  fatto
  particolarmente  grave che dovrebbe scuotere, senza  addivenire  ad
  alcun tipo di responsabilità, questo Governo ma, si pretende che lo
  stesso  si attivi per capirne ragioni, e per adottare gli opportuni
  provvedimenti, in merito ad un appalto di 202 milioni di  euro  che
  la  Centrale Unica per Committenza, la famosa CUC, sta svolgendo  o
  ha  terminato  di  svolgere  per  la fornitura  di  apparecchiature
  elettromedicali  per  tutte  le aziende sanitarie  ospedaliere  del
  territorio siciliano.
   Qual è la particolarità? Facciamo un breve excursus.
   Sempre  da  notizie di stampa, apprendiamo che nel 2016  parte  il
  primo appalto della CUC: 4 lotti per 202 milioni di euro.
   Il  ragionerie generale nomina il presidente, tale avvocato  Fabio
  Damiani, nonché RUP della gara e, poi, chiede all'UREGA, la  nomina
  di  due esperti: uno nel settore giuridico ed uno che dovrebbe  far
  parte  della  sottosezione B2.12, esperto in attrezzature  mediche,
  prodotti farmaceutici e per la cura personale.
   A  febbraio, quindi, abbia la nomina di questo presidente e  viene
  individuato,  per  quanto riguarda l'esperto membro  giuridico,  un
  avvocato.  E  fin  qua  ci  siamo. Come  esperto,  invece,  per  le
  forniture  mediche e dei prodotti farmaceutici, viene  nominato  un
  geologo.  Un geologo, ex consigliere comunale di Patti che,  sempre
  da  notizie di stampa, assumiamo essere stato rinviato a  giudizio,
  pare,   per avere contribuito , sto leggendo proprio l'articolo  di
  giornale  a truccare le elezioni amministrative di Patti .
   E'  evidente  che  questo reato, che pare  sia  prescritto  perché
  risalente a quattro anni prima, non rilevava per l'affidamento, per
  l'incarico così importante quale è la gestione di un appalto di 202
  milioni di euro.
   Evidentemente all'UREGA, alla Cuc, all'allora Assessore Baccei non
  importava. Ora, il geologo Pontillo intervistato asserisce che  non
  erano  richieste  particolari  abilità  per  far  parte  di  questa
  commissione  perché in fin dei conti per attribuire un  appalto  di
  questo  tipo non devi entrare nel merito delle specifiche  tecniche
  ma  è  sufficiente  saper  fare  le  addizioni,  le  sottrazioni  e
  attribuire il punteggio conseguente.
   Ancora  più  incredibile  è  che  con  Pontillo  concordi  Rosario
  Lazzaro, che è il capo segreteria tecnica dell'UREGA, per il quale,
  per assumere questo ruolo - che pare sia stato affidato a sorteggio
  -   non   occorra  chissà  quale  specifica  abilità,  anzi   leggo
  testualmente quello che riporta questo giornale:   sicuramente  non
  è  un  esperto,  risponde  Lazzaro, ma è inserito  nella  categoria
  degli esperti tecnici, dal punto di vista strutturale la gara  deve
  garantire  se l'impresa sarà puntuale nelle forniture,  sicuramente
  dal   punto   di   vista  professionale  non  è   rispondente,   ma
  dall'attività di gara è stata espletata regolarmente .
   Ora,  questo  è un virgolettato e indipendentemente da  come  sono
  state  messe  le parole, perché non sembra rispondere ai  caratteri
  della   grammatica,  beh   Il  contenuto  a  me  lascia  al  quanto
  perplesso,  anche perché il peso di questo commissario  all'interno
  della gara era pari al 60 per cento dell'attribuzione del punteggio
  totale e quindi il Pontillo assegnava alle offerte fino a 60  punti
  su 100, quindi al netto dell'offerta economicamente più vantaggiosa
  che  è quella  anche con la terza media puoi leggere i prezzi,  poi
  li  devi  correlare con la qualità dei macchinari, con l'assistenza
  che viene fornita.
   Capisco che siamo in Sicilia, dove per fare il bidello devi  avere
  tre  lauree e la fedina penale pulita, mentre per far parte di  una
  commissione  di  gara da 202 milioni di euro e da  cui  dipende  la
  salute di tutti i siciliani invece occorre una grandissima botta di
  fortuna  ed  essere sorteggiati dall'UREGA, dalla CUC,  adesso  non
  ricordo bene, però secondo me tutto questo qui è inconcepibile.
   Cioè,  se  io fossi il presidente Musumeci, letto questo articolo,
  mi  sarei alzato da qualunque poltrona fossi stato seduto  in  quel
  momento  e  avrei commissariato, avrei stoppato tutte  le  attività
  della CUC, tutte le attività dell'UREGA, avrei preso i vertici e li
  avrei  portati  in  Procura direttamente, ma  per  chiarimenti  non
  perché necessariamente devono essere andati fuori dalla legge.
   Perché  è inconcepibile lasciare un appalto così delicato a  delle
  modalità  così  assurde, come può un geologo far  parte  di  questa
  commissione? E anche se lo può fare, come si può tutto ciò?
   Allora  io  mi chiedo, oltre che questa gara in questo momento,  è
  oggetto  di  diversi ricorsi, pare, perché il codice degli  appalti
  dice  che per fare parte di questo tipo di commissione devi  essere
  un  super  esperto  in  materia e come dice lo  stesso  Lazzaro  il
  Pontillo  non può essere definito un esperto in materia: allora  mi
  chiedo? Intanto se non sei esperto, come sei finito in quel albo? E
  una  volta che vieni sorteggiato dalla fortuna, dalla dea  bendata,
  se   ci   si   rende  conto  che  quella  persona  non   aveva   le
  caratteristiche,   non   sarebbe  stato   opportuno   avviare   una
  riflessione?
   Ora,  non dico che necessariamente dietro a questa storia si debba
  celare  chissà  quale malaffare, per carità  Anche  se  a  volte  a
  pensar male ci si indovina.
   Però  di certo qualche domanda, il Governo, peraltro, che  non  ha
  alcun  tipo  di  responsabilità perché sono tutte azioni  poste  in
  essere  dal  governo precedente, se non vuole agire  in  contiguità
  dovrebbe  quanto meno porsi delle domande e soprattutto dare  delle
  risposte  ai  siciliani che troppo spesso vanno in ospedale  e  non
  possono  fare  gli  esami che desiderano perché  questi  apparecchi
  elettromedicali  non  funzionano e, probabilmente,  non  funzionano
  perché non funzionano nemmeno le gare d'appalto.

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  sarò breve. A dire il vero non volevo intervenire,  poi
  siccome  da qualche giorno, in realtà da sabato pomeriggio,  stiamo
  disperatamente  visitando  il portale  della  Regione,  luogo  dove
  dovrebbe  trovarsi pubblicata la delibera della Giunta  di  Governo
  che  dovrebbe contenere questa tanto agognata rete ospedaliera  che
  ormai  è  diventato  il mistero di Pulcinella', perché  l'Assessore
  Razza  l'ha  annunciata  attraverso un  video  su  Facebook  sabato
  scorso,  non è mai pervenuta né alla Presidenza dell'Assemblea,  né
  al  Presidente della Commissione Salute, servizi sociali e sanitari
  e,  quindi, ai singoli componenti. Ribadisco, a tutt'oggi  è  stata
  pubblicata la delibera n. 254, l'ultima e relativa al 13 luglio che
  riguarda la visita in Sicilia di Sua Santità Papa Francesco,  ma  a
  quanto pare è più facile avere il Papa in Sicilia piuttosto  che  i
  deputati abbiano la rete ospedaliera in proprio possesso.
   Questa  è  una  battuta  di spirito che mi  permetto  di  fare  da
  credente e cattolico innanzitutto, però, Presidente Cancelleri,  io
  con questo intervento vorrei rivolgerle un appello nella qualità di
  Presidente  di questa seduta e quindi dell'Assemblea  pro  tempore,
  affinché intervenga presso il Governo e chieda al Governo  -  visto
  che  tutti  persino  io, in via informale, e tutti  i  colleghi  di
  questo  Parlamento perché non c'è un solo deputato  che  non  abbia
  ricevuto  in via informale, non dal Governo ma da altre  fonti,  il
  focus  della rete ospedaliera contenente il dettaglio e la griglia,
  presidio per presidio - che questa pagliacciata possa trovare  fine
  e che questa rete ospedaliera, che oggi il direttore generale ci ha
  detto essere in marcia da Palazzo d'Orléans a Palazzo dei Normanni,
  possa  accorciare  questa distanza e che l'Assemblea  e  quindi  la
  Commissione Salute possano avere questo documento in modo formale e
  ufficiale.
   Concludo dicendole, Presidente, che tutti siamo a conoscenza dello
  stato di collasso nel quale si trova la nostra sanità, non c'è oggi
  un  medico, un infermiere, un OSS, che non rivendichi il diritto di
  potere lavorare all'interno del sistema regionale sanitario  ma  in
  sicurezza,   attraverso  degli  organici  che  siano   rimpinguati,
  attraverso  il  completamento del processo delle stabilizzazioni  e
  quello  della mobilità, attraverso il ritorno di una parola  magica
  che  si  chiama   concorso  che in Sicilia, ormai,  è  un  illustre
  sconosciuto.
   A questo punto, Presidente, chiedo formalmente un intervento della
  Presidenza dell'Assemblea affinché, ripeto, questo documento  entri
  formalmente a far parte degli atti dell'Assemblea e sia  consegnato
  al  Presidente della Commissione affinché la Commissione si  possa,
  nel  più  breve tempo possibile, adoperare per esprimere il  parere
  necessario.


   PRESIDENTE.   Mi   raccorderò  con  il  Presidente  dell'Assemblea
  Miccichè per fargli presente la proposta che sta venendo fuori  dal
  suo  intervento di atti ufficiali della rete ospedaliera, così come
  approvati dalla Giunta regionale, abbiamo letto - anche io come lei
  -  dagli  organi  di stampa. Vorrei che si invertisse,  in  qualche
  modo, anche questo metodo di lavorare che prima i giornalisti - per
  carità,  fanno  il  loro  lavoro - ma  dovrebbe  saperlo  prima  il
  Parlamento  e  poi, al limite, i giornali di questi documenti  così
  importanti.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  24  luglio
  2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I  -COMUNICAZIONI
  II  -  RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE:
    - Riordino e trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di
       Assistenza e Beneficenza (IPAB e disciplina delle Aziende Pubbliche
       di Servizi alla Persona (ASeP).  (n. 47).

    III   -  SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ART.  159,  COMMA  3,  DI
     INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:  Autonomie locali
     e funzione pubblica  (V. allegato)
  IV  -  SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI MOZIONI (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 18.36

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio