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Resoconto d'Aula della Seduta n. 60 di martedì 07 agosto 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.11

   Il  Presidente avverte che il verbale della seduta n.  59  del  31
  luglio  2018  è posto a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  vorranno  consultarlo e sarà considerato approvato  in  assenza  di
  osservazioni in contrario al termine della presente seduta

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare  lettura  delle
  risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni.

   PAPALE, segretario:

   - da parte dell'Assessore per la salute

   N.   13    -    Notizie   in   merito   al   centro    chirurgico
  ambulatoriale Villa Maria s.r.l. di Messina.
   Firmatari:   Zafarana  Valentina;  Tancredi  Sergio;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Ciancio  Gianina;  Cappello  Francesco;  Palmeri
  Valentina;  Mangiacavallo Matteo; Foti Angela; Campo Stefania;  De
  Luca  Antonino;  Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;
  Pagana   Elena;   Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;   Siragusa
  Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
   -  Con  nota  prot. n. 52127/Gab del 6 luglio 2018 il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N. 87 - Chiarimenti sulle condizioni di degrado in cui versa l'ex
  sanatorio Basile al Papireto, sito nella Città di Palermo.
   Firmatari:  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Pasqua  Giorgio;  Campo
  Stefania;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca  Antonino;
  DiCaro  Giovanni;  Di  Paola Nunzio; Foti  Angela;   Mangiacavallo
  Matteo;  Marano  Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina;  Schillaci
  Roberta;  Siragusa  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;
  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   -  Con  nota  prot. n. 52092/Gab del 6 luglio 2018 il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N.  102 - Chiarimenti urgenti in merito al personale contrattista
  precario ex Lsu dell'Asp di Palermo.
   Firmatari: Figuccia Vincenzo
   -  Con nota prot. n. 21585 del 20 aprile 2018 il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N.  118  -  Condizioni igienico-sanitarie delle acque provenienti
  dall'impianto  di  potabilizzazione della diga  Ancipa,  a  Troina
  (EN).
   Firmatari:   Pagana  Elena;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Campo
  Stefania;  Sunseri Luigi; Foti Angela; Zafarana Valentina;  Marano
  Jose;  Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  De
  Luca  Antonino;  Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio;  Mangiacavallo
  Matteo;  Pasqua  Giorgio; Schillaci Roberta;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
   -  Con  nota  prot. n. 52081/Gab del 6 luglio 2018 il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno pubblicate in  allegato
  al resoconto stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.   Invito  il deputato segretario a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   PAPALE, segretario:

   - Istituzione dell'anagrafe canina regionale e norme per la tutela
  degli  animali  da  affezione e la prevenzione del  randagismo  (n.
  326).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Siragusa,
  Campo,  Cancelleri,  Cappello, Ciancio, De Luca  A.,  Di  Caro,  Di
  Paola,  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana,  Palmeri,  Pasqua  G,
  Schillaci, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 6 agosto
  2018.

   -  Norme  per  il  riconoscimento e la promozione  delle  attività
  artistiche di strada (n. 327).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito,  Pagana,  A.  De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano  e  Schillaci
  dall'onorevole Mangiacavallo il 6 agosto 2018.

   -  Modifiche  alla legge regionale 15 settembre  1997,  n.  35  in
  materia  di  composizione  del  consiglio  comunale  e  di   esatta
  determinazione del c.d. premio di maggioranza (n. 328).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito,  Pagana,  A.  De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano  e  Schillaci
  dall'onorevole Mangiacavallo il 6 agosto 2018.

   -  Disposizioni  per contrastare il fenomeno del caporalato  e  lo
  sfruttamento     lavorativo     in     agricoltura.     Istituzione
  dell'Osservatorio regionale sul caporalato (n. 329).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Barbagallo,
  Lupo,  Arancio,  Cafeo, Catanzaro, De Domenico e  Sammartino  il  6
  agosto 2018.

   -  Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 aprile 2010, n.
  9   Gestione  integrata dei rifiuti e bonifica dei siti  inquinati
  (n. 331).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Barbagallo e
  Lupo il 6 agosto 2018.

   -   Sviluppo   di   una  piattaforma  informatica  multifunzionale
   Blockchain   per  l'applicazione ai  servizi  di  tracciabilità  e
  rintracciabilità dei prodotti agroalimentari (n. 333).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Marano,
  Cancelleri,  Cappello,  Campo, Ciancio,  Foti,  Di  Caro,  Sunseri,
  Mangiacavallo, Palmeri, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito, Pagana,
  De Luca, Pasqua, Di Paola, Schillaci e Siragusa il 6 agosto 2018.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati ed inviati alle competenti Commissioni.

   PAPALE, segretario:

                        AFFARI ISITUZIONALI (I)

   - Abrogazioni e modifiche di norme (n. 334).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 6 agosto 2018.
   Inviato il 6 agosto 2018.

                             BILANCIO (II)

   -  Norme in materia di Commissari straordinari degli Enti di  area
  vasta (n. 335).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 6 agosto 2018.
   Inviato il 6 agosto 2018.
   Parere I, III, IV, VI.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni inviati alle competenti Commissioni.

   PAPALE, segretario:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  in  materia di composizione delle giunte  comunali.  (n.
  303).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 agosto 2018.

   -  Modifiche  all'articolo 22 della legge  regionale  16  dicembre
  2008,  n.  22  in materia di competenze gestionali degli  assessori
  comunali. (n. 306).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 agosto 2018.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Valorizzazione  dei  suoli pubblici a  vocazione  agricola  per
  contenerne il consumo e favorirne l'accesso ai giovani. (n. 307).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 agosto 2018.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Affitti agevolati per agenti della Polizia di Stato. (n. 313).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 agosto 2018.

           Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed
                               assegnata
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  richiesta   di  parere  pervenuta  ed  assegnata  alla   competente
  Commissione.

   PAPALE, segretario:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Legge  regionale  4  dicembre 2008, n. 18 -  I.R.C.C.S.  Centro
  neurolesi  Bonino Pulejo di Messina - Designazione  componenti  del
  Consiglio di indirizzo e verifica (n.  11/I).
   Pervenuto in data 31 luglio 2018.
   Inviato in data 31 luglio 2018.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  parere reso dalla competente Commissione.

   PAPALE, segretario:

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Proposta di riordino, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera
  c)  della  legge  regionale  14 aprile  2009,  n.  5  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  della  rete  ospedaliera  pubblica  e
  privata  accreditata del Servizio sanitario regionale della Regione
  siciliana (n. 9/VI).
   Reso in data 31 luglio 2018.
   Inviato in data 2 agosto 2018.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione  Salute, Servizi sociali e
  sanitari  (VI)' nella seduta n. 47 del 31 luglio 2018 ha  approvato
  la  risoluzione  Provvedimenti urgenti nelle more dell'adozione del
  piano di riordino della rete ospedaliera' (n. 5/VI).

         Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  pervenuta  la   deliberazione   n.
  152/2018/GEST,  approvata nell'adunanza del 10  luglio  2018  dalla
  Sezione   di  controllo  della  Corte  dei  Conti  per  la  Regione
  siciliana.

   Comunico,  altresì, che la stessa è disponibile presso  l'archivio
  del Servizio Commissioni.

         Comunicazione di decisioni della Corte costituzionale

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  decisioni della Corte Costituzionale.

   PAPALE, segretario:

   Comunico la Corte costituzionale con decisione n. 172 del 5 giugno
  2018:

   -  ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 23,
  26,  48, 54, 55 e 56  della legge regionale 11 agosto 2017,  n.  16
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
  stabilità regionale. Stralcio I ;

   -   ha   dichiarato  non  fondata  la  questione  di   legittimità
  costituzionale  degli  articoli 17 e 43 della  legge  regionale  n.
  16/2017,  in  riferimento  all'articolo  117,  terzo  comma,  della
  Costituzione,   ed  agli  articoli  14  e  17  del  regio   decreto
  legislativo  15  maggio  1946,  n.  455,  convertito  nella   legge
  costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2;

   -   ha   dichiarato  non  fondata  la  questione  di   legittimità
  costituzionale dell'articolo 50 della legge regionale n. 16/2017 in
  riferimento agli articoli 3 e 117, terzo comma, della Costituzione,
  ed  agli  articoli 14 e 17 del regio decreto legislativo 15  maggio
  1946,  n.  455, convertito nella legge costituzionale  26  febbraio
  1948, n. 2.

   Comunico,  altresì, che la Corte costituzionale con  decisione  n.
  168  del 4 luglio 2018 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
  degli  articoli  da  1 a 6 e 7, lettere b), c) ed  e)  della  legge
  regionale  11  agosto  2017,  n. 17   Disposizioni  in  materia  di
  elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del
  Consiglio   del  libero  Consorzio  comunale  nonché  del   Sindaco
  metropolitano e del Consiglio metropolitano .

   Copia delle predette decisioni è disponibile presso l'Archivio del
  Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   PAPALE, segretario:

   N.  340  -  Mancato completamento dell'impianto di  depurazione  e
  dell'estensione della rete fognaria dell'agglomerato di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  341 - Tutela dei coltivatori e produttori di uva da tavola nel
  territorio di Mazzarrone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   Bulla Giovanni

   N.  342  -  Istituzione  di  zone economiche  speciali  (ZES)  nel
  territorio di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Arancio Giuseppe Concetto

   N.  345 - Ripiano dei debiti generati dalla gestione integrata dei
  RSU.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Barbagallo Anthony Emanuele

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   PAPALE, segretario:

   N.  339  -  Notizie  sul servizio di supporto psicosociale  presso
  l'ARNAS 'Di Cristina-Benfratelli di Palermo.
   - Assessore Salute
   Fava Claudio

   N. 343 - Chiarimenti in merito al bando approvato con D.D.G. del 5
  giugno 2018 relativo all'avviso pubblico 2/2018.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Fava Claudio

   N.  344  -  Chiarimenti  in  merito  ai  problemi  gestionali  del
  Consorzio di bonifica Trapani 1.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Palmeri  Valentina;  Ciancio Gianina;  Siragusa  Salvatore;  Campo
  Stefania; Cancelleri Giovanni  Carlo; Cappello Francesco;  De  Luca
  Antonino;   Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;   Marano  Jose;  Pagana   Elena;   Trizzino
  Giampiero;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;  Sunseri   Luigi;
  Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  346  -  Chiarimenti  in  merito  all'emergenza  legata  all'ex
  discarica di Tripi in c.da Formaggiara (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   De  Luca  Antonino;  Palmeri Valentina; Ciancio Gianina;  Siragusa
  Salvatore;  Campo  Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;   Marano  Jose;  Pagana   Elena;   Trizzino
  Giampiero;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;  Sunseri   Luigi;
  Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'interpellanza presentata.

   PAPALE, segretario:

   N.  88  -  Riattivazione del sistema co-payment per le prestazioni
  sanitarie di procreazione  medicalmente assistita.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Foti  Angela; Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
  Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; De Luca Antonino; Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio; Schillaci  Roberta;  Siragusa
  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino Giampiero;  Tancredi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio  senza  che  il Governo abbia fatto alcuna  dichiarazione,
  l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
  giorno per essere svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   PAPALE, segretario:

   N.  120  -  Iniziative a livello nazionale per  la  rinegoziazione
  degli  importi del prelievo forzoso operato dallo Stato sui  Liberi
  Consorzi dei Comuni.
   Cafeo  Giovanni;  Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;  Lupo
  Giuseppe;  Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony  Emanuele;
  Dipasquale  Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa;  Sammartino  Luca;
  Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
   Presentata il 23/07/18

   N.  121  -  Mappatura delle aree idonee e non idonee agli impianti
  industriali di produzione di energia elettrica da fonte eolica.
   Palmeri  Valentina;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  Di  Paola
  Nunzio;  Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Sunseri  Luigi;
  Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana  Valentina;  Cappello   Francesco;
  Pasqua  Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
  Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose
   Presentata il 23/07/18

   N. 122 - Riduzione dell'uso della plastica.
   Catanzaro  Michele; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo  Anthony
  Emanuele;   Cafeo  Giovanni;  Cracolici  Antonello;   De   Domenico
  Francesco;  Dipasquale  Emanuele; Lantieri Annunziata  Luisa;  Lupo
  Giuseppe; Sammartino Luca; Gucciardi Baldassare
   Presentata il 24/07/18

   N. 123 - Manutenzione e messa in sicurezza delle dighe.
   Di  Paola  Nunzio; Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni  Carlo;
  Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Zito Stefano; Trizzino Giampiero;
  Campo  Stefania;  Marano Jose; Pasqua Giorgio;  De  Luca  Antonino;
  Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Pagana  Elena; Foti Angela;  Schillaci  Roberta;
  Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni
   Presentata il 25/07/18

   N. 124 - Rimborso dei tributi pagati per il triennio 1990-1992 dai
  contribuenti colpiti dal sisma del 13 dicembre 1990.
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana    Valentina;
  Tancredi  Sergio;  Zito Stefano; Sunseri Luigi
   Presentata il 26/07/18

   N.   125  -  Riattivazione  del  sistema  di  co-payment  per   le
  prestazioni sanitarie di procreazione  medicalmente
   assistita.
   Foti  Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania;  Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina;
  Pagana   Elena;   Pasqua  Giorgio;  Schillaci   Roberta;   Siragusa
  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino Giampiero;  Tancredi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 30/07/18

   N.  126  - Inserimento della Casa di cura Cuore Morgagni di Pedara
  nella Rete regionale per l'infarto del miocardio.
   Barbagallo  Anthony  Emanuele;  Lupo  Giuseppe;  Arancio  Giuseppe
  Concetto; Dipasquale Emanuele
   Presentata il 31/07/18

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno
  demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

   Modifica   della  pianta  organica  del  personale  dell'Assemblea
  regionale siciliana proposta dal Consiglio di Presidenza  (doc.  n.
  156)


   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Modifica
  della   pianta  organica  del  personale  dell'Assemblea  regionale
  siciliana proposta dal Consiglio di Presidenza (doc. n. 156) .
    Vi è stata distribuita la relazione. Lo pongo in votazione.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese.

   PRESIDENTE.  No, questo si vota per alzata e seduta  perché  è  la
  pianta organica dell'Assemblea non è una votazione del Governo.
   Abbiamo  ridotto la pianta organica del 15,50 per cento,  è  stata
  già  approvata  anche dal Consiglio di Presidenza,  dalla  prossima
  votazione va bene, ma questa la facciamo per alzata e seduta.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CIANCIO. Con il voto contrario del Movimento Cinque Stelle. Lo
  metta a verbale.

   PRESIDENTE. La motivazione del  contrario ?

   CIANCIO. Così, per principio

   PRESIDENTE. Per principio, va bene


    Comunicazioni del Governo in ordine al negoziato con il Governo
                               nazionale
               sull'autonomia finanziaria della Regione

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Comunicazioni  del Governo in ordine al negoziato con  il  Governo
  nazionale sull'autonomia finanziaria della Regione .

     Invito  l'assessore  Armao a prendere la parola  per  comunicare
  all'Aula in ordine al negoziato.

   ARMAO,  assessore  per  l'Economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, il tema che il Governo oggi illustra in Aula è un tema di
  cruciale rilevanza per la nostra Regione.
   Il Governo, proprio perché ha ritenuto sin dalle sue dichiarazioni
  programmatiche  di  porre  la questione dell'autonomia  finanziaria
  della Sicilia al centro della politica economica e dei rapporti con
  lo  Stato, ha approvato ben due delibere: una prima la n. 14 del  9
  febbraio  2018 nella quale delibera sono stati indicati i temi  sui
  quali doveva articolarsi il negoziato con lo Stato.
   Come voi ben sapete, nella precedente legislatura ben due norme di
  attuazione  sono state concordate tra la Regione e lo  Stato,  sono
  state  varate  dalla  Commissione paritetica e poi  pubblicate  con
  Decreto  del Presidente della Repubblica: una prima concernente  la
  imposizione  Irpef  e una seconda concernente  la  imposizione  sul
  Valore aggiunto.
   In  entrambi i casi alla Sicilia è stata riconosciuta soltanto una
  percentuale  delle  risorse, del gettito  complessivo  prodotto  in
  Sicilia. Questa percentuale, peraltro, è stata accompagnata da  una
  rinuncia  ai  ricorsi pendenti davanti alla Corte  costituzione  ed
  anche agli effetti finanziari di pronunce di accoglimento in favore
  della Regione siciliana.
   E' evidente che questo approccio non ha una valenza risolutiva per
  le  difficili  vicende che connotano la nostra finanza  pubblica  e
  che,  invece, è necessario un ripensamento complessivo della nostra
  autonomia  finanziaria, un ripensamento complessivo che punti  alla
  piena ed integrale applicazione delle previsioni degli articoli 36,
  37  e 38 dello Statuto. Norme che - come voi ben sapete - non hanno
  una  piena  applicazione, peraltro, il passaggio dal  criterio  del
  riscosso  al  criterio del maturato non è riuscito  a  risolvere  -
  sebbene  abbia  affrontato  alcune questioni  -  il  complesso  dei
  problemi che vedono oggi la Sicilia incassare meno di quello che lo
  Statuto prevede e vede i Siciliani - lo ripeto da tempo - essere  i
  cittadini  italiani  che meno percepiscono in  termini  di  gettito
  dalla Pubblica Amministrazione.
   Lo  ha  dimostrato la Commissione sul federalismo fiscale  che  ha
  depositato,  il  18 gennaio scorso, a conclusione della  precedente
  legislatura,  la  sua  relazione finale,  ebbene,  nella  relazione
  finale  si  evince  che, come spesa pubblica globale,  i  cittadini
  italiani  delle Regioni ordinarie e della Sardegna hanno una  spesa
  media  omogenea; al di sopra della media si collocano  i  cittadini
  delle  Regioni  speciali del Nord ed al disotto della  spesa  media
  globale,  cioè  la  spesa  di  Stato, Regioni,  Province  e  Comuni
  complessivamente considerata collocano i Siciliani  con un meno  16
  per cento rispetto alla media.
   Ci  troviamo,  quindi,  di  fronte ad  una  pregiudizio  costante,
  continuo  che,  se letto nel prisma dei dati che offre  lo  SVIMEZ,
  qualche  giorno  fa  alla  riflessione dell'intero  Paese,  con  un
  divario crescente, segnala un malessere veramente drammatico,  cioè
  un progressivo allontanamento della Sicilia dal Paese in termini di
  risorse  disponibili,  di investimento, di  sostegno  a  chi  resta
  indietro.
   E'  chiaro  che questa situazione non può perdurare,  se  vogliamo
  rilanciare la nostra Sicilia dobbiamo incrementare gli investimenti
  e le risorse impiegate sul territorio.
   E'  evidente  che, di fronte ad una crescita che  ha  visto  negli
  ultimi  quattro  anni il Prodotto interno lordo  crescere  del  2,2
  quando regioni come la Campania sono cresciute più del doppio, farà
  sì che noi torneremo ad avere un PIL pro-capite, come l'avevamo nel
  2007, soltanto nel 2035, una prospettiva inaccettabile per la quale
  occorre  immediatamente intervenire per una  complessiva  revisione
  delle norme finanziarie nei confronti dello Stato.
   Norme  finanziarie che hanno subito le inserzioni  con  le  ultime
  norme  di  attuazione sono risalenti al 1965. Si  tratta  di  norme
  elaborate  e  che sono state concepite all'interno di  un  contesto
  normativo  completamente diverso, di un regime fiscale dello  Stato
  completamente diverso il cui mutamento ha evidentemente danneggiato
  e pregiudicato la Sicilia.
   Il  Governo,  con  la delibera approvata il 15 maggio  scorso,  ha
  inteso,   invece,  riconsiderare  complessivamente  le   norme   di
  attuazione.
   Con  il Presidente Musumeci ci siamo recati qualche giorno fa  dal
  Ministro  delle  Regioni  proprio per  aprire  il  nuovo  negoziato
  sull'autonomia  finanziaria  ed  abbiamo  presentato  le  norme  di
  attuazione sul punto.
   Norme  di  attuazione che ripensano complessivamente le  relazioni
  finanziarie tra Stato e Regione, che postulano una piena percezione
  del  gettito  prodotto  in Sicilia da parte di  Siciliani  e  delle
  imprese che operano in Sicilia.
   Non  dimentichiamo che vi sono interi settori che prima  fornivano
  gettito alla Sicilia e che oggi sfuggono. Pensate al bollo virtuale
  che si paga sui conti correnti e che poi paradossalmente, onorevoli
  deputati, diventa quello che la Lombardia definisce il suo  residuo
  fiscale.  Che cosa sarebbe questo residuo fiscale che alcune  parti
  del Paese vantano nei confronti delle parti più deboli? Non è altro
  che  l'effetto  distorto di un'applicazione  di  un  principio  che
  prevede  che la tassazione va versata nel luogo dove hanno sede  le
  imprese.
   Se  consideriamo  che  tutte  le  imprese  fornitrici  di  servizi
  pubblici,  dai  trasporti, pensate alle ferrovie, all'Alitalia,  ma
  pensiamo  ai  grandi  servizi alla persona, servizi  telefonici,  i
  servizi  elettrici, tutte le imprese che fatturano in Sicilia,  che
  vendono  i propri servizi e i propri prodotti ai siciliani,  pagano
  le imposte in altra parte del Paese.
   E  questo  è  un  principio che certo crea quel  residuo  fiscale,
  ovviamente  in parte ascrivibile allo sviluppo maggiore  di  queste
  aree  del  Paese, ma una cui percentuale, invece, è frutto  di  una
  distorta   applicazione  di  un  sistema   fiscale   che   dovrebbe
  riconoscere che quello che viene venduto ai siciliani,  quello  che
  viene pagato dai siciliani, in parte, resti qui come tassazione.
   Noi  questo  vogliamo  prevedere  introducendo  una  fiscalità  di
  sviluppo  incentrata  sul  tema  dell'insularità.  So  che   questo
  Parlamento si sta occupando, in modo attento, del tema cruciale per
  lo  sviluppo  della  Sicilia che è l'insularità.  L'insularità,  in
  virtù  delle  previsioni  del  trattato  dell'Unione  europea,  gli
  articoli   174   e   seguenti,  in  virtù  dello   sviluppo   della
  giurisprudenza  della  Corte  di giustizia  consente,  l'insularità
  consente  di  applicare la fiscalità di sviluppo, la fiscalità  che
  attrae investimenti in Sicilia.
   E  per questo le 10 norme di attuazione che abbiamo presentato  al
  Governo   prevedono,  per  l'appunto,  l'inserzione  di  importanti
  risorse  e  meccanismi  che  possono  garantire  la  fiscalità   di
  sviluppo.
   E poi, in ultimo, pensare all'istituzione di casinò in Sicilia che
  consenta la diversificazione, la  destagionalizzazione dell'offerta
  turistica  come in altre parti del Paese o in altre parti d'Europa.
  Pensate la vicina Malta quanto riesce ad attrarre con questa  forma
  di  turismo.  E  pensiamo  anche a quella  che  viene  chiamata  la
  fiscalità dei pensionati.
   Sapete  bene  che il Portogallo applica una norma che consente  ai
  chi  vive  sei  mesi e un giorno in quel Paese  di  non  pagare  le
  imposte  nel Paese di provenienza. Tanti siciliani sono  andati  in
  Portogallo proprio per godere di questo beneficio fiscale.  Abbiamo
  in  Sicilia aree cittadine come Cianciana, nell'agrigentino, che  è
  riuscita  a  dimostrare una capacità di attrazione di  centinaia  e
  centinaia di stranieri che hanno comprato casa lì, che vivono lì.
   Immaginate questo fenomeno come potrebbe essere molto più forte se
  riuscissimo ad introdurre un meccanismo di prelievo fiscale analogo
  a quello del Portogallo.
   Un'ultima considerazione e prego tutti di capire che siamo in  una
  fase cruciale per il futuro della Sicilia. Perché? Perché in questo
  momento  altre  parti del paese rivendicano il  federalismo.  Altre
  parti del Paese chiedono di avere più funzioni, ma anche risorse.
   Ebbene  nella delibera che ha approvato la nostra sorella  Regione
  Veneto  si richiede che insieme alle 23 funzioni da assegnare  alla
  Regione  Veneto vadano i nove decimi del gettito fiscale di  quella
  Regione.   Bene,   i   nove   decimi  di   quel   gettito   fiscale
  comporterebbero  un  sorpasso di gran lunga  più  significativo  di
  quello  auspicato da qualsiasi altra Regione italiana nei confronti
  della  Sicilia  che  vede riconoscere neanche  i  sette  decimi  in
  materia  e  consentirebbe a quella  Regione di trattenere  la  gran
  parte delle risorse che genera anche attraverso quel meccanismo che
  vi  ho  detto  che è del tutto inverso al residuo  fiscale  che  si
  intende prospettare.
   Allora,  signor Presidente, credo che la Sicilia debba,  come  sta
  facendo,   reclamare  una  piena  attuazione   dello   Statuto   in
  contemporanea con i meccanismi di federalismo fiscale che si stanno
  sviluppando nel resto del Paese.
   Non  è possibile che dall'impianto statale ognuno pensi di portare
  via  un pezzo tenendosi anche le risorse. Tutto va subordinato alla
  compensazione,  alla coesione, alla capacità  di  questo  Paese  di
  ritrovare una coesione economica che 160 anni non hanno assicurato.
  E  la  coesione e il riequilibrio sono elementi essenziali  per  la
  redistribuzione delle risorse. Se qualcuno vuole partire e fare  da
  battistrada deve sapere che o il federalismo sarà simmetrico  o  in
  questo  Paese  non potrà parlarsi di federalismo,  perché  sarà  un
  federalismo   asimmetrico  e  un  federalismo  che   accentuerà   i
  meccanismi di divisione e di separazione.
   In  questo senso, abbiamo prospettato al Ministro Stefani  proprio
  l'esigenza  di camminare insieme. Noi siamo pronti; con l'aiuto  di
  questo  Parlamento la Sicilia potrà chiedere veramente e finalmente
  l'attuazione degli articoli che i nostri padri statutari ebbero  la
  grandissima intuizione di offrire alla Sicilia, al futuro dei  loro
  figli, ma anche al futuro dei nostri figli.
   Su  questo dobbiamo puntare, su questo dobbiamo lottare.  Si  apre
  una  stagione importante e per questo tutti insieme, al di là delle
  divisioni  politiche, delle declinazioni che  ogni  forza  politica
  vuole  dare  alla sua presenza in quest'Aula, dobbiamo  fare  massa
  critica, come si seppe fare quando lo Statuto nacque.


     Discussione del disegno di legge  Istituzione della Giornata
   regionale del ricordo e della  legalità   e del Forum permanente
       contro la mafia e la criminalità organizzata . (n. 78/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  del  disegno  di  legge   Istituzione  della  Giornata
  regionale  del  ricordo e della  legalità  e del  Forum  permanente
  contro la mafia e la criminalità organizzata . (n. 78/A)
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare, il relatore, onorevole Mangiacavallo,  per
  svolgere la relazione.

   MANGIACAVALLO, relatore. Signor Presidente, questo è un disegno di
  legge  che  è nato nella scorsa Legislatura, voluto fortemente  dai
  familiari  delle vittime innocenti di mafia in Sicilia. È ritornato
  in  Commissione  quest'anno, è stato discusso ed è  stato  valutato
  positivamente e all'unanimità della Commissione.
   E'  stata  fissata  come  data  per la  Giornata  regionale  della
  memoria, in ricordo delle vittime innocenti di mafia siciliane,  il
  30  aprile, che è una data che coincide con l'omicidio  di  Pio  La
  Torre, ed è precedente di un giorno al 1  maggio  che è la data  in
  cui fu eseguita la strage di Portella della Ginestra.
   Con  lo  stesso disegno di legge si istituisce un Forum permanente
  che  include anche le associazioni dei familiari vittime di  mafia,
  in  coordinamento con l'Assessorato della famiglia e la Commissione
  Antimafia regionale.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  membri  del Governo, colleghi tutti, un'iniziativa importantissima.
   DiventeràBellissima , il Gruppo parlamentare, non può che  sposare
  appieno un'iniziativa di questo tipo. Però, Presidente, c'è un però
  simbolico sulla data.
   Allora, istituire una data, il giorno della legalità, in una  data
  che  coincide con l'anniversario della morte di un prestigiosissimo
  esponente della società siciliana che si è battuto per questo Stato
  ed escludere altri, questo non lo riteniamo opportuno, ed abbiamo -
  e  non  è  assolutamente una provocazione - emendato il  testo  per
  cercare  di  modificarlo con una data che è quella del  19  luglio,
  l'anniversario della strage di Via d'Amelio.
   Noi  saremo ben disponibili anche a vedere, a condividere una data
  per evitare campanilismi, perché questo genere di personaggi non ha
  estrazione politica, colori sociali e politici ed altro.
   Noi  vogliamo istituire la Giornata della legalità in una giornata
  che non sia collegabile ad episodi, perché deve essere una giornata
  di tutti, appartenere a tutti i siciliani liberi e onesti.
   Quindi, io chiederei ai colleghi, ai presentatori della norma,  un
  attimo  di  riflessione su una modifica della data.  Scegliamo  una
  data  che  possa  non rappresentare un fatto della Sicilia,  perché
  purtroppo la Sicilia ha avuto questo genere di episodi centinaia di
  volte  e gli eroi che ha avuto la Sicilia sono centinaia. Collegare
  una  data  di questo tipo ad un personaggio, seppur illustre  della
  nostra Terra, non lo riteniamo opportuno.

   PRESIDENTE.  Mi  pare  di  buon senso l'intervento  dell'onorevole
  Aricò.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  devo
  dire  che  non  c'era assolutamente campanilismo. La data  è  stata
  condivisa  da  tutta  la  Commissione,  erano  presenti   anche   i
  rappresentanti  del  Gruppo di  DiventeràBellissima   ed  è  stata,
  soprattutto, immaginata e concordata perché, intanto è  la  vigilia
  della  strage  di  Portella della Ginestra e,  quindi,  ha  un  suo
  significato particolare e poi perché non c'è alcun riferimento,  in
  particolare, all'aggressione e all'omicidio di Pio La Torre,  ma  è
  un  ricordo - come diceva l'onorevole Mangiacavallo - di  tutte  le
  vittime  siciliane  dell'impegno della Sicilia per  la  lotta  alla
  mafia e, comunque, alla criminalità organizzata.
   Quindi,  non ha nulla a che vedere né con la strage di Capaci,  né
  con  l'omicidio  di Pio La Torre ed abbiamo scelto  questa  data  -
  ripeto  - condivisa anche perché è la vigilia di un momento tragico
  della storia siciliana.

   PRESIDENTE.  Mi  mettete  nell'imbarazzo, perché  se  l'intervento
  dell'onorevole Aricò ha una sua validità, la scelta di Pio La Torre
  ha una sua validità, per carità, la scelta di Borsellino ha una sua
  validità.  Se  vogliamo fare una cosa che, appunto,  sia  veramente
  talmente  colorata di tutto e di tutti, non da essere incolore,  ma
  deve essere totalmente colorata.

   MANGIACAVALLO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANGIACAVALLO, relatore. Signor Presidente, è una discussione  che
  dura  da cinque anni, sulla data, tant'è che praticamente non siamo
  stati  noi,  di fatto, a scrivere questo disegno di  legge,  ma  lo
  abbiamo  scritto  insieme ai familiari delle vittime  innocenti  di
  mafia  che avevano espressamente richiesto come data il 1   maggio
  1    di  maggio  che  ci  avrebbe  creato  dei  problemi  vista  la
  coincidenza con la festa dei lavoratori. Ed allora, si  era  scelto
  di  destinare  il primo sabato di maggio che non fosse  coincidente
  con il 1  di maggio quindi, se non il 1 , l'8 di maggio massimo.
   Siccome  è una data che non risultava fissa, allora come soluzione
  si è scelta quella di anticipare di un giorno rispetto alla data di
  Portella della Ginestra, quindi il 30 aprile; che poi coincida  con
  la  data dell'uccisione di Pio La Torre è un altro discorso, ma non
  è un discorso campanilistico ma una scelta che poi è stata adottata
  per  conciliare  le  esigenze dei familiari vittime  di  mafia  con
  quelle  della  Commissione che doveva trovare una soluzione  e  una
  data certa e puntuale.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   farò   un
  intervento  breve. Le forze politiche presenti in Commissione,  che
  sono  tutti  i  Gruppi parlamentari, hanno stabilito  all'unanimità
  l'approvazione  di  questo  disegno di  legge,  compresa  la  data.
  Quindi,  pregherei  l'onorevole Aricò di ritirare  questa  proposta
  perché, ovviamente, il percorso che abbiamo adottato in Commissione
  su  questo  disegno  di  legge è stato  un  percorso  assolutamente
  condiviso  e  la data è stata anche concordata con le famiglie  che
  erano presenti.
   Per cui, mi rimetterei al deliberato della Commissione, al fine di
  tirare  fuori un disegno di legge che sia l'espressione di tutti  i
  Gruppi parlamentari presenti in Commissione - e sono tutti i Gruppi
  presenti - in maniera tale da avere, almeno su questo argomento, un
  accordo da parte di tutti i partiti.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ragioni che hanno
  portato  la Commissione a decidere unanimemente la data del  30  di
  aprile  le  ha  riassunte bene il collega, onorevole Mangiacavallo,
  quindi non mi ripeto. Aggiungo che il 30 Aprile coincide anche  con
  l'uccisione  di  Pio  La Torre e di Rosario  Di  Salvo,  mi  sembra
  comunque un fatto che va rispettato.
   Peraltro,  Pio  La  Torre  è stato deputato  di  questa  Assemblea
  Regionale. L'idea era anche quella di garantire una certa solennità
  alla  celebrazione della giornata della legalità in Sicilia essendo
  per  altro,  il  30 di Aprile, il giorno precedente, appunto,  alla
  strage di Portella, potendo quindi associare la celebrazione  della
  giornata  legale  in  Sicilia in prossimità di un  evento,  diciamo
  unanimamente sentito, da parte di tutti i siciliani e  non  solo  i
  siciliani. Un evento che ha, purtroppo, ferito - penso non solo  la
  Sicilia,  ma anche l'Italia -  e la ferita la portiamo ancora  oggi
  nel cuore.
   Quindi,  io  non  vorrei che quest'Aula si dividesse  sulla  data.
  Penso che dobbiamo tener conto del valore che questa giornata della
  legalità che vogliamo istituire. Io penso che il 30 Aprile  può,  e
  deve  essere,  una data che sta a cuore di tutti e  innazitutto  di
  questo  Parlamento regionale che si è onorato di avere tra i propri
  scranni l'onorevole Pio La Torre.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  ho ascoltato  gli  interventi  dei
  colleghi,   del   mio   Capogruppo  e  dei   rappresentanti   della
  Commissione.  Capisco che nulla quaestio sulle  ragione  che  hanno
  portato  a  quella  scelta  del  30 aprile  e  condivido  anche  le
  motivazione che ha portato ora a sostegno l'onorevole Lupo, essendo
  l'onorevole La Torre stato anche componente di questa Assemblea. Ma
  se  questa  valenza  in  più si vuole dare ad  una  Giornata  della
  legalità,  legandola all'evento tragico della morte  dell'onorevole
  La  Torre,  forse sarebbe anche più rappresentativo -  permettetevi
  per  il  ruolo - legarla alla morte del più illustre rappresentante
  di  quest'Aula,  che  è  stato  il Presidente  Mattarella.  Quindi,
  probabilmente   scegliere  la  data  della   morte   dell'onorevole
  Piersanti Mattarella sarebbe in qualche modo inappuntabile.
   Ed  allora,  mi pare che tra la proposta dell'onorevole  Aricò  di
  ancorarla  a  quella di Borsellino, del 19 luglio,  quella  del  30
  aprile legata all'onorevole Pio La Torre o la mia  di legarla  alla
  data  dell'onorevole Presidente Mattarella, forse  potrebbe  essere
  opportuna   o   una   scelta  di  una  data  sganciata   da   altre
  commemorazioni  o  altri  eventi, ma se proprio  ad  un  evento  lo
  dobbiamo  legare,  l'evento di un Presidente della  Regione,  morto
  nelle  sue  funzioni e condannato dalla mafia, non può  che  essere
  l'incontestabile data più illustre. Non me ne vogliano gli altri.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA. Signor Presidente, noi dobbiamo sottrarci con la ragione  ed
  il  sentimento  alla  tentazione di  tentare  delle  gerarchie  del
  dolore,  della  memoria  o  del  ricordo,  perché  sarebbe   errore
  gravissimo, imperdonabile e incomprensibile. Non tocca a noi e  non
  tocca nemmeno alla storia attribuire gradi di valore o di nobiltà a
  chi  è  morto  per mano di mafia. E credo che sia anche  questa  la
  ragione  per  cui  è  stato  scelto  il  30  aprile  che  cade  con
  l'anniversario della morte di Pio La Torre, ma che anzitutto - come
  è stato ricordato dagli altri colleghi - vuole ricordare i morti di
  Portella della Ginestra.
   Vede,  noi sappiamo perfettamente cosa è successo il 19 luglio,  e
  siamo  stati  così giudiziosi negli anni da imparare  a  memoria  e
  ricordare  doverosamente anche i nomi degli agenti di  polizia  che
  morirono con Borsellino.
   Quanti  di  noi  conoscono il numero dei morti  di Portella  della
  Ginestra? Gli undici uccisi quel giorno, i tre morti in seguito per
  ferite.  Quanti di noi ricordano un solo nome dei morti di Portella
  della Ginestra? Credo che siano questi il senso e il sentimento  di
  questa giornata, che non serve ad aggiungere attenzione a nomi  che
  sono  scolpiti nella nostra memoria e nella nostra cronaca, ma  che
  dice:   guardate  che  tutto comincia con una  strage  di  cui  non
  conosciamo un solo nome .
   Sono  morti senza faccia e senza storia, ma è l'inizio  di  questa
  grande  tragedia  collettiva nazionale. Se  proprio  una  data  che
  ricordi dei morti deve essere scelta, mi sembra giusto che  sia  la
  strage  di Portella della Ginestra, strage di Stato in cui i  mitra
  della  banda Giuliano furono andati a sparare per ragioni  che  non
  sono  soltanto quelle legate alle cronache del brigantaggio, donne,
  uomini  e  bambini  di  cui non conosciamo  e  continueremo  a  non
  conoscere  i  nomi perché si sono perduti. È un modo per  dire  che
  questa giornata vuole ricordare la memoria di tutti e l'impegno  di
  tutti.
   Sarebbe  facile dire  il giorno di Paolo Borsellino ,   il  giorno
  del  Presidente Mattarella . Vorremmo che fosse un giorno destinato
  a  tutti  coloro che sono caduti, utilizzando proprio il giorno  in
  cui  sono  caduti  quelli di cui nessuno di noi, ahimè,  ricorda  i
  nomi.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  mio  sarà  un
  intervento molto breve perché faccio parte della I Commissione e ho
  partecipato  - per la verità non sempre, non sin dall'inizio  -  ai
  lavori preparatori di questo disegno di legge.
   Quello  che  voglio  chiarire, anche ai  colleghi  del  Gruppo  di
   DiventeràBellissima ,  è  che,  nell'individuare  una  data  -   e
  spiegherò come è avvenuto - non si è fatto mai riferimento  ad  una
  vittima  di  mafia,  sia pure eccellente come  Pio  La  Torre,  per
  collegare la giornata della rievocazione ad un nome.
   Per  la  verità,  il  dibattito è iniziato  sulla  opportunità  di
  introdurre  una  giornata  solo dedicata  alle  vittime  siciliane,
  diversificando una data regionale dalla data nazionale che è quella
  del  21 marzo. Già su questo, nell'ambito della Commissione,  si  è
  discusso  a  lungo ed è poi prevalsa, non senza alcuna  perplessità
  anche  da  parte  del sottoscritto, l'individuazione  di  una  data
  separata.  Data  separata  che  -  come  ricordava  giustamente  il
  relatore  - era stata individuata in una data fluttuante, il  primo
  sabato  del mese di maggio, proprio per rendere ancora più evidente
  che  non  si collegava con una vittima, sia pure eccellente,  o  un
  fatto eclatante.
   Alla  fine si è evitata questa data fluttuante proprio per evitare
  l'incertezza nei vari anni e si è pervenuti all'individuazione  del
  30 aprile.
   Se,  però, questo deve essere utilizzato per strumentalizzare  che
  vi  è una giornata dedicata ad una vittima di serie A rispetto alle
  altre  che  diventano di serie B, permettetemi che non facciamo  un
  buon  servizio a nessuno. Forse, è meglio ritornare all'ipotesi  di
  partenza,  di  non  dare la data fissa ma di individuarla  in  quel
  periodo  immediatamente successivo alla ricorrenza della strage  di
  Portella  della Ginestra e, quindi, ancorarla a quello che  avevamo
  originato  fin dall'inizio, quello del primo sabato di  maggio  che
  non  coincida  con  la festività del 1  maggio  perché  altrimenti,
  verrebbe coperto dalla ricorrenza più importante.

   PRESIDENTE. Io non vorrei dire la mia perché non voglio  rischiare
  di  inficiare una scelta che è stata fatta dalla Commissione e  che
  deve  essere  poi  presa col voto d'Aula. Se  posso  dire  la  mia,
  Portella della Ginestra andrebbe ricordata di più di quanto non  lo
  viene  fatto  e  la  data fluttuante di cui ha parlato  l'onorevole
  Assenza  la considererei, forse, la cosa più saggia. Però,  se  voi
  volete  che  si  provi a trovare un accordo su  questa  e  vogliamo
  sospendere  cinque  minuti,  vedendoci  qua  dietro  anche  con  il
  Presidente,   con   me  stesso  e  la  vogliamo  discutere,   bene,
  diversamente la mettiamo ai voti. Però, secondo me, se  sospendiamo
  cinque  minuti  perché per me l'idea è di lasciarla il  1   maggio
  vero  è  che è la Festa del lavoro, vero è che è anche la festa  di
  Portella  credo che  diventerebbe per noi siciliani la festa  della
  legalità,  la festa di una commemorazione o quella che deve  essere
  la  legalità non mi sembrerebbe niente di strano legarla  al  primo
  sabato  di  gennaio,  così come si fa per Pasqua,  che  è  un'altra
  ricorrenza  di  una  morte  eccellente,  la  si  può  per  me  fare
  tranquillamente.
   Ditemi voi, perché se volete pongo in votazione la proposta  della
  Commissione, se preferite ci fermiamo cinque minuti e proviamo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo precisare  che
  la proposta unanime della Commissione che si è orientata sulla data
  30  aprile,  devo dire, che nel corso del dibattito in  Commissione
  non è stato fatto riferimento neanche all'eccidio di Pio La Torre e
  di   Rosario  Di  Salvo.  E'  una  coincidenza  proprio  perché  la
  prossimità al 1  maggio ma comunque, ripeto, almeno io lo considero
  un fatto molto significativo, ma la verità è questa.
   Volevo  precisare  che il Governo in Commissione  ha  dato  parere
  positivo  ed  il  disegno di legge è stato approvato all'unanimità.
  Quindi,  anche per rispetto della Commissione, le chiedo di mettere
  al voto il disegno di legge.

   PRESIDENTE. Per me non esiste il problema, ripeto.

   LUPO.  Ma  non  possiamo fare una Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari per decidere una data.

   PRESIDENTE. No, non era una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, era, eventualmente, una sospensione di cinque  minuti
  con   la   Commissione;  però,  se  la  Commissione  assolutamente,
  correttamente  e  avendone piena facoltà mi chiede  di  mettere  in
  votazione, non ho alternativa e, quindi metto in votazione.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa la discussione generale.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
            Giornata regionale del ricordo e della legalità

   1. La Regione riconosce il  30 aprile di ogni anno quale  Giornata
  regionale del ricordo e della legalità', al fine di ricordare tutti
  i  caduti  vittime della mafia e delle altre forme  di  criminalità
  organizzata.

   2.  In  occasione  della  Giornata regionale del ricordo  e  della
  legalità'  sono  organizzati,  nell'ambito  del  territorio   della
  Regione ed in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado:
  cerimonie, commemorazioni, iniziative, incontri e momenti di comune
  riflessione  e  narrazione dei fatti storici relativi  al  fenomeno
  criminale  denominato  mafia', così da preservarne e custodirne  la
  memoria storica».

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  1.1,  a  firma
  dell'onorevole Aricò.
   E'  stato presentato anche l'emendamento A.1, a firma del Governo,
  che  non  riguarda, però, specificatamente la legge di  cui  stiamo
  discutendo e, quindi, vorrei poi stralciare e ne parliamo dopo.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio emendamento
  era un voler porre l'attenzione al tema.
   Visto  le dichiarazioni della Commissione Antimafia che ha  deciso
  questa  data  all'unanimità, devo dire, non posso  fare  altro  che
  ritirare  l'emendamento. Mi sarebbe piaciuta una  data  diversa  da
  ognuno di quelle che abbiamo detto, però mi rimetto al volere della
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Benissimo, decisione molto seria e molto  saggia,  la
  ringrazio.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
           Forum permanente contro la mafia e la criminalità
                              organizzata

   1.  E'  istituito il Forum permanente contro la mafia e  le  altre
  forme  di  criminalità  organizzata, di seguito  denominato  Forum,
  quale  strumento  di dialogo e di confronto fra le istituzioni,  le
  associazioni,  le  fondazioni,  i  comitati  e  tutti  i   soggetti
  istituzionali  e  della società civile, coinvolti nell'attività  di
  contrasto  alla  mafia  ed  alla criminalità  organizzata  e  nella
  promozione della cultura della legalità.

   2. Il Forum ha sede presso l'Assessorato regionale della famiglia,
  delle politiche sociali e del lavoro ed è presieduto dall'Assessore
  regionale per  la famiglia, le politiche sociali e il lavoro.

   3.  Il  Forum  esprime  parere, su richiesta  ed  in  maniera  non
  vincolante,   alla  Giunta  regionale  sugli  atti  relativi   agli
  indirizzi  da adottare relativamente a provvedimenti in materia  di
  contrasto  alla  mafia  ed  alla criminalità  organizzata  e  sulla
  promozione della cultura della legalità. Il Forum può, altresì,  in
  autonomia  ed  in  modo  non  vincolante,  formulare  alla   Giunta
  regionale pareri e proposte nell'ambito degli interventi da attuare
  in  materia di contrasto alla mafia ed alla criminalità organizzata
  e sulla promozione della cultura della legalità.

   4.  La Giunta regionale,  su proposta dell'Assessore regionale per
  la   famiglia,  le  politiche  sociali  e  il  lavoro,  sentita  la
  Commissione   legislativa   Affari  Istituzionali    dell'Assemblea
  regionale  siciliana, stabilisce i criteri e  le  modalità  per  la
  composizione ed il funzionamento del Forum assicurando la presenza,
  in misura prevalente, di rappresentanti di associazioni, fondazioni
  e  comitati  con comprovata esperienza nell'attività  di  contrasto
  alla  mafia  ed  alla  criminalità organizzata e  promozione  della
  cultura della legalità, svolta nei 24 mesi antecedenti la richiesta
  di adesione al Forum.

   5.  Il  Forum  ha l'obbligo di riunirsi almeno due  volte  durante
  l'anno,  di  cui  una,  in  seduta  pubblica,  in  occasione  della
   Giornata   regionale  del  ricordo  e  della  legalità'   di   cui
  all'articolo 1.

   6.  La  partecipazione al Forum da parte dei soggetti  di  cui  al
  comma  4  è  a  titolo gratuito e non comporta oneri a  carico  del
  bilancio regionale».

   PRESIDENTE. All'articolo 2 non sono stati presentati emendamenti.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  ci  è
  arrivato  in  questo momento l'emendamento A.1 che, come  è  solito
  fare  questo Governo, è una macedonia, un potpourri in cui oggi  in
  questo  momento,  ore 15.00, vengo a conoscenza  e  il  mio  Gruppo
  parlamentare  e  tutti i deputati che diciamo  non  facciamo  parte
  della  maggioranza o parti di questi vengono a conoscenza di queste
  materie  che  sono,  appunto, anche tra queste la  soppressione  di
  norme  che  sono state impugnate recentemente dal Governo  centrale
  della  scorsa  finanziaria,  oltre ad  avere,  per  esempio,  norme
  relative al demanio oppure ancora norme relative al personale delle
  Partecipate ricompreso nell'articolo 64 l'albo.
   Comprendete  bene e comprendiamo tutti noi bene che siano  materie
  di  rilevante importanza e rappresento a tutti, qualora non  ve  ne
  siete  accorti, che questo testo su cui si incardina  l'emendamento
  ci è arrivato ieri sera.
   Oggi la II Commissione non si è riunita sul merito, le Commissioni
  di  competenza, che erano la I Commissione e la IV Commissione, non
  si sono riunite nel merito.
   Ho cercato, nelle mie possibilità, di rappresentarle in Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, signor Presidente, anche la
  scorsa  volta,  chiedendo  che venisse  dato  un  termine  per  gli
  emendamenti,  che  questo modo di fare non ci  appartiene,  non  lo
  accettiamo, perché non possiamo venire a conoscenza oggi  di  nuovi
  emendamenti   Quindi in qualsiasi direzione vadano,  il  ruolo  del
  deputato viene svilito dal momento in cui non possiamo dare parere,
  non  possiamo votare  E allora che stiamo a fare qua dentro, signor
  Presidente?
   Voglio  ulteriormente rimarcare questo modo  di  fare  che  non  è
  appropriato,  che  abbiamo già visto nella scorsa  finanziaria,  di
  questi  emendamenti presentati all'ultimo minuto, non va bene   Non
  va  bene perché - ripeto - svilisce il ruolo del deputato e non  ci
  permette  di  svolgere il nostro compito. E credo  che  qui  dentro
  dovrebbe esserci una sollevazione popolare di tutti i deputati, che
  sono in queste stesse condizioni.
   Pertanto io le dico, signor Presidente, il mio Gruppo parlamentare
  voterà  il testo attualmente in discussione, che è quello  relativo
  alla giornata della legalità ma, successivamente, qualora non venga
  stralciato   questo   emendamento,  o  non  vengano   eventualmente
  ricompresi soltanto i soppressivi, noi non voteremo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dobbiamo mettere un po'  d'ordine
  nella  questione. Onorevole Zafarana, non c'entra  il  Governo,  la
  presentazione di quest'emendamento è stata decisa in Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari anche alla sua presenza. Lei  ha
  dichiarato  di non essere favorevole, ma la maggioranza dei  Gruppi
  ha  dichiarato  la propria disponibilità. Abbiamo  già  deciso  che
  comunque   questo   emendamento  verrebbe  stralciato,   ovviamente
  rispetto alla legge sul giorno della legalità, che non ha niente  a
  che vedere con tutto questo, quindi quello l'abbiamo votato, questo
  ovviamente lo stralciamo e lo votiamo a parte, separatamente.
   Siccome  è stata chiesta la possibilità di presentare emendamenti,
  io  ovviamente  non  posso  avere  niente  in  contrario  e  quindi
  normalmente la presentazione degli emendamenti deve avvenire  entro
  la  chiusura  della  discussione generale che è  già  avvenuta,  ma
  possiamo  dare un'altra ora di tempo, altre due ore di  tempo,  non
  c'è nessun problema.
   In  Conferenza  dei  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  eravamo
  rimasti  per  un'ora di tempo, ma se ci fosse la  necessità  di  un
  esame  maggiore possono diventare anche due ore, per cui, onorevole
  Zafarana, non c'è una volontà di fare qualcosa che questa Assemblea
  non  abbia  valutato,  perché ci siamo incontrati  con  il  Governo
  tutti,  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  alla
  presenza anche del suo Gruppo e di lei, in particolare.
   Pertanto  comunico quelle che sono le decisioni del  Presidente  e
  cioè  di  stralciare  comunque  questo  emendamento,  che  voteremo
  separatamente;  l'emendamento A.1, che è stato  presentato  diciamo
  dal  Governo,  ma  che  è  stato fatto insieme  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, e diamo due ore di  tempo  per
  permettere  la  presentazione di eventuali  subemendamenti,  quindi
  fino alle 19:00.
   Ha   facoltà   di   parlare  l'Assessore  Armao,  per   illustrare
  l'emendamento.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, l'emendamento che nasce dalla riscrittura del disegno  di
  legge  presentato  dal  Governo,  e  che  è  stato  oggetto  di  un
  approfondito  confronto  presso  lo  studio  del  Presidente  della
  Commissione Bilancio e presso la Commissione Bilancio, prevede  due
  tipi  di  intervento, postulando che ve ne è un altro che è  quello
  sotteso,   cioè   quello  di  resistere  in  giudizio   di   fronte
  all'impugnativa del Governo nazionale per altri articoli.
   Sicché  la prima opzione concerne alcuni articoli per i  quali  si
  propone  la  soppressione, quindi la completa abrogazione,  il  ché
  evidentemente farà cessare la materia del contendere di  fronte  al
  giudice  della  legge e quindi determinerà, appunto, la  cessazione
  parziale  del  contenzioso  con lo  Stato,  e  per  questo  abbiamo
  individuato gli articoli 17, 22, commi 2, 3 e 4, 23 e 82.
   Poi  vi sono, invece, tre ipotesi di riscrittura delle norme  illo
  tempore  approvate  e  che  in  qualche  modo  recepiscono   alcune
  osservazioni  che emergono dalla impugnativa del Governo,  così  da
  consentire di superare le eventuali censure che sono state poste  e
  che  possono essere ulteriormente dispiegate dal Governo  nazionale
  in  sede  di articolazione dei motivi di ricorso siccome presentati
  nel lato introduttivo del giudizio costituzionale.
   In  particolare queste disposizioni concernono la concessione  dei
  beni  demaniali,  il  termine cinquantennale che  viene  eliminato,
  concernono  la  disciplina assai travagliata  ma  che  ha  assoluta
  necessità di avere un chiarimento normativo, e soprattutto in  sede
  amministrativa,   concernente  i  dipendenti   delle   società   in
  liquidazione e il loro inserimento in un albo, norma che  come  voi
  sapete  risale  al  2014  e  che invece in  questa  versione  viene
  armonizzata  con la disposizione che nel frattempo  il  legislatore
  statale ha adottato con il decreto legislativo 175/2016 concernente
  il testo unico sulle società pubbliche.
   Infine   una  disposizione  riguarda  la  materia  della  gestione
  commissariale degli enti di area vasta per la quale si prevede  una
  proroga.
   Restano  fuori  da  questa prima versione del testo  normativo  le
  norme  che sono state impugnate e per le quali non viene effettuato
  alcun  intervento,  il  che  determina  il  mantenimento  in   vita
  dell'impugnativa  e  la  possibilità  da  parte  della  Regione  di
  resistere  in  giudizio  a  sostegno delle  norme  che  sono  state
  approvate  da  questo Parlamento. Quindi sarà la sede del  giudizio
  costituzionale  a  valutare se queste norme potranno  essere,  come
  auspichiamo, riconosciute conformi all'ordinamento costituzionale e
  alle  prerogative  della Sicilia, o se invece esse  cederanno  alle
  censure mosse dal Governo in sede di impugnativa.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  a me dispiace  infastidirla,  però  ci
  sarebbe il diritto di parola, quindi è inutile che mi manda a  dire
   poi  parla dopo , perché lei con questo  parla dopo , ad  esempio,
  durante la finanziaria ha più volte impedito di parlare, quindi non
  ho intensione di retrocedere.

   PRESIDENTE. Non ho mai impedito di parlare a nessuno.

   FOTI.  Torniamo all'ordine dei lavori. Signor Presidente,  io  ero
  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ovviamente
  non  ho  preso la parola perché non sono Capogruppo, ma mi è  stato
  concesso  di  ascoltare. Bene. Intanto volevo  avvisare  che  la  I
  Commissione ha dato il termine degli emendamenti sul comma  4  come
  disegno  di  legge incardinato in I Commissione, e lo ha  dato  per
  domani mattina. E tra l'altro voglio dire che durante la Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari in alcun modo si è  toccato
  il tasto delle, chiamiamole, Province, Città metropolitane, che tra
  l'altro  non hanno nulla a che vedere con l'impugnativa che  invece
  abbiamo ai commi 1, 2 e 3, l'ultimo paragrafo non è stato argomento
  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   La  Commissione stamattina ha dato il termine degli emendamenti  e
  ha  anche  inviato  una mail a tutti i deputati,  quindi  mettetevi
  d'accordo perché il cortocircuito mi sembra che sia totale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  non c'è  nessun  cortocircuito,  mi
  creda.  È  ovvio  che  questa  è una proposta,  è  un  emendamento,
  chiunque  non sia d'accordo a che venga votato il comma 4, presenta
  un  subemendamento in cui chiede la soppressione del  comma  4.  Se
  qualcuno  non  è  d'accordo  a  votare  il  comma  2,  presenta  un
  subemendamento con cui chiede di abrogare il comma 2. Dopodiché  la
  regola dice che viene presentato un emendamento, così come è  stato
  presentato,  io  sto  dando,  su  richiesta  della  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  due  ore  di  tempo  per  la
  presentazione   di  eventuali  subemendamenti.  Sono  assolutamente
  disponibile  ad  attendere queste due ore dopodiché  noi  dobbiamo,
  intanto, concludere la legge precedente sul giorno della legalità.

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli colleghi, la votazione finale la faremo successivamente.
   Sospendo  la  seduta  fino  alle  ore  19.00,  per  permettere  la
  presentazione di eventuali subemendamenti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.11, è ripresa alle ore 19.04)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna  gli  onorevoli  Genovese, Gucciardi,  Arancio,  Cracolici,
  Barbagallo e Calderone.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Seguito della discussione del disegno di legge  Istituzione della
                          Giornata regionale
     del ricordo e della legalità e del Forum permanente contro la
            mafia e la criminalità organizzata . (n. 78/A)

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  componenti  della  Giunta,  assessore  Armao,  mi   corre
  veramente  l'obbligo morale, perché qua dentro tutti  noi  vogliamo
  operare  in  scienza e coscienza, e le condizioni  in  cui  si  sta
  legiferando oggi, sicuramente, non permettono queste condizioni.  E
  veniamo ed entriamo un attimo nel merito.
   Si  sta  rispondendo  e cercando di superare un'impugnativa  dello
  Stato  centrale. Soprattutto, sto entrando nel merito del comma  3,
  cioè  appunto quanto rilevato rispetto all'albo di cui all'articolo
  64  (l'articolo 4), in cui praticamente noi leggiamo che   all'albo
  dei  dipendenti  delle società in liquidazione di cui  all'articolo
  64,  devono  essere  iscritti  anche  i  dipendenti  delle  società
  partecipate  a  totale  o a maggioritaria partecipazione  regionale
  poste  in  liquidazione, successivamente alla data  di  entrata  in
  vigore dell'articolo 64, di cui alla legge regionale 21 del 2014 .
   Proprio perché non c'è stato un passaggio in Commissione Bilancio,
  e  proprio  perché  non c'è stato un dibattito in  quest'Aula,  nel
  merito di questa predisposizione, disposizione che è firmata non si
  capisce da chi, spero che sia la firma del Governo. Mi dite voi chi
  è che l'ha firmata, assessore Armao, è la sua?

   PRESIDENTE. E' del Governo.

   ZAFARANA.  E'  del  Governo.  Perché  riscritture  possono  essere
  presentate  esclusivamente  da parte del  Governo,  giusto?  Quindi
  ancora qualche brandello regolamentare riusciamo a mantenerlo.
   Ora  io  dico, dal momento che non se n'è parlato, e quindi vorrei
  capire se c'è una manovra in atto di cui noi non siamo a conoscenza
  attualmente, perché in Commissione Bilancio non se ne parla, quindi
  c'è  un  silenzio  assordante su questo processo, avete  per  caso,
  oltre  alle  attuali  società  partecipate,  definite  strategiche,
  l'intenzione  di  liquidare delle partecipate che attualmente  sono
  state definite come strategiche?
   Apprendo  oggi, dal Giornale di Sicilia, da una dichiarazione  del
  Presidente Musumeci, che per esempio - ditemi se mi sbaglio, ma  ho
  letto  stamattina questo - che Riscossione Sicilia si  avvia  verso
  questo  processo  di  liquidazione e che il personale  anche  verrà
  transitato   -  non  si  capisce  come,  non  abbiamo  notizia   di
  interlocuzione con Equitalia - presso appunto l'Ente nazionale.
   Pertanto,  si richiede, e si richiedeva anche prima di  andare  in
  contrasto con il dettato del decreto legislativo 175, e ci troviamo
  oggi,  la  Regione  si  trova  nella condizione  per  cui  non  può
  tutelare,  né i lavoratori appartenenti all'albo già costituito  ai
  sensi  dell'articolo 64, né può tutelare possibilmente - perché  io
  rimetto  a questa discussione, e voglio che venga messa anche  agli
  atti  di  quest'Aula questa considerazione - così  come  è  scritto
  neanche   questo  testo,  secondo  me,  supererà   i   profili   di
  incostituzionalità  prescritti  ed  individuati   dall'impugnativa,
  perché va a violare nuovamente - allora andava a violare l'articolo
  25  -  in  successiva  battuta andrà  a  violare  l'articolo  19  e
  l'articolo 20 del decreto 175.
   E  allora  qui  si chiede verità, qui si chiede coerenza,  qui  si
  chiede  in  che  modo sta operando questo Governo regionale:  è  il
  Governo  dei sotterfugi? È il Governo di chi non è capace  di  dire
  perché non sa come andranno a finire le cose? È il Governo che  non
  vuole  efficientare il funzionamento delle partecipate strategiche?
  Perché  di questo stiamo parlando, perché se noi facessimo lavorare
  le  partecipate e fare in modo che queste possano agire  attraverso
  le  disposizioni, attraverso le indicazioni di cui abbiamo  parlato
  anche negli anni precedenti in Commissione  Bilancio', quando  sono
  venuti,  appunto, i vertici di Riscossione a indicare, per esempio,
  il  piano  di rientro, perché tutto questo non deve essere  portato
  avanti?  Forse  perché  ci  sono  interessi  personali?  Dato   che
  apprendiamo  che  l'assessore Armao,  per  esempio,  ha  un  debito
  considerevole nei confronti di Riscossione Sicilia?
   Lo  apprendiamo, ma su questo non è dato sapere, noi non  sappiamo
  e,  soprattutto,  dalle dichiarazioni, da quanto  noi  siamo  messi
  nelle  condizioni  di potere leggere, io ritengo  a  riprova  della
  condizione di incompatibilità e della condizione di difficoltà,  si
  pone  la richiesta, da parte dell'assessore Armao, di essere  stato
  sollevato dalla vigilanza di Riscossione Sicilia.
   Però  il  problema ora è, chi vigilerà se l'unico assessorato  che
  può  entrare  nel  merito  di Riscossione Sicilia  è  l'assessorato
  all'economia che ha come suo assessore l'assessore Armao?
   Quindi,  è  un rebus, è un busillis: ditemi un poco come  dobbiamo
  risolverlo  e,  soprattutto,  non lo si  potrà  risolvere  con  una
  votazione  di  un articolo che, praticamente, lascia  aperti  molti
  interrogativi  e,  soprattutto,  lascia  aperti  interrogativi  sul
  futuro  dei servizi strategici che devono essere operati per questa
  Regione,  e  sui lavoratori che attualmente non vengono ricompresi,
  perché  veniamo  a  sapere dalla Conferenza dei Capigruppo  che  il
  Dirigente  Generale dell'economia non ha voluto, vi è una relazione
  tecnica a supporto di questo emendamento?
   Anche perché io leggo nella nota protocollo n. 38343, la circolare
  n.  15,  a  firma  dell'assessore Armao  indirizzata  all'onorevole
  Presidente della Regione, agli assessori regionali, alla Segreteria
  generale, eccetera,  il procedimento di quantificazione degli oneri
  recati  da  ciascuna  disposizione  è  incentrato  sulla  relazione
  tecnica,  ossia  sul  documento  che  deve  accompagnare  tutte  le
  iniziative legislative , tutte le iniziative legislative.
   Ma  non è novità di questo documento, nella scorsa legislatura già
  noi  avevamo  avuto  indicazioni e indirizzo in tal  senso,  quindi
  chiedo anche agli Uffici, eventualmente, di comprendere all'interno
  di quale panorama noi dobbiamo operare.
   Presidente,  domani, cioè mercoledì, noi saremo qua, si  incardina
  questo  discorso in Commissione  Bilancio' e nelle  Commissioni  di
  competenza, si fa un ragionamento sereno entrando nel merito e  nel
  pomeriggio si fa Aula.
   Questa  per esempio è la nostra proposta, altrimenti rimane quanto
  detto precedentemente nel mio previo intervento.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zafarana. Intanto, vorrei dirle  che
  c'è  la relazione tecnica che il Governo ha mandato sul disegno  di
  legge  in generale, ed una specifica su questa che abbiamo noi,  se
  volete la possiamo anche distribuire.

   ZAFARANA. Non se volete, la dovete distribuire

   PRESIDENTE.  Se  distribuite  questa  relazione  per  favore.  Noi
  l'abbiamo ricevuta e ve la stiamo dando.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   io
  ritorno  sul  metodo - Presidente, mi scusi - perché  a  me  sembra
  assurdo  che  questa norma oggi non transiti dalle  Commissioni  di
  merito.
   Per  due  mesi  questa Assemblea ha viaggiato alla velocità  della
  lumaca,  le  Commissioni sono state rinviate da martedì a  martedì,
  non  si è mai trattato il disegno di legge in una delle Commissioni
  di  merito e lei, per l'ennesima volta, sta forzando il Regolamento
  di questa Assemblea, lo sta violando, ha trovato lo stratagemma per
  far  passare  il disegno di legge n. 334 come un emendamento  a  un
  disegno  di  legge  che  non  c'entra assolutamente  nulla,  lo  ha
  trasformato  in un disegno di legge stralcio e in  due  ore  ci  ha
  messo gli emendamenti per presentarli nella giornata stessa.
   Tutto questo per cosa? Per non farlo trattare nelle Commissioni di
  merito?  Lei,  Presidente,  sta per l'ennesima  volta  depauperando
  quest'Assemblea  e  le  Commissioni  parlamentari  legislative  del
  proprio  potere. Se lei ritiene che questo sia il metodo  corretto,
  si   prenda  tutta  la  responsabilità  del  legislatore  da  solo.
  Sciogliamo  l'Aula  e  fa il legislatore unico di  quest'Assemblea,
  perché è veramente allucinante continuare a questo lavoro.
   Queste  cose sono già successe durante la Finanziaria  e  si  sono
  visti   i  risultati.  Lei  sta  continuando  a  perpetrare  questo
  atteggiamento nei confronti di 70 colleghi, che vogliono  lavorare.
  La  nostra Capogruppo le ha appena detto  rimandiamo il disegno  di
  legge  in Commissione, ne discutiamo in Commissione, si ritorna  in
  Aula .   Tanto  Presidente,  ha  la  crociera,  il  volo?   Domani,
  dopodomani?  Possiamo  rimanere a  lavorare.  Non  c'è  scritto  da
  nessuna  parte  del mondo che il martedì 7 agosto si deve  chiudere
  l'Assemblea  Regionale Siciliana, quando per  settimane  non  si  è
  lavorato.
   Io  sono alla mia prima Legislatura, non ho mai visto un'Assemblea
  lavorare  così  poco,  e  mi  vergogno di  farne  parte,  perché  è
  inaccettabile continuare con questo tempo di lavoro, che è  pari  a
  quello di una lumaca che non produce assolutamente nulla.
   Presidente  Musumeci, io la prego, esorti questa  Assemblea  e  il
  Presidente  di questa Assemblea a lavorare. Noi vogliamo  lavorare,
  Presidente. Perché personalmente percepisco 8.492 euro al  mese,  e
  sono  rubati per le ore di lavoro che fa questa Assemblea.  Quindi,
  cortesemente, per - diciamo - il ruolo suo istituzionale, spinga un
  attimino  affinché questa Assemblea inizi per una volta a lavorare.
  Perché,  mi  creda, sono alla prima Legislatura, ma c'è una  rabbia
  all'interno  del  mio corpo che è veramente inimmaginabile  per  il
  metodo di lavoro e il modo di lavoro di questa Assemblea.

   PRESIDENTE. Grazie per il suo comizio, onorevole Sunseri.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  Presidente  della  Regione,  chiedo  una  precisazione  nel  merito
  dall'assessore Armao. Ho letto qua la riscrittura dell'articolo  4,
  comma  1,  2  e 3. Volevo precisato se erano ricompresi  in  questa
  fattispecie  anche  i  soggetti per rientrare  nell'albo.  Il  che,
  potevano rientrare nell'albo, anche i soggetti in virtù di pronunce
  giudiziali passate in giudicato, ovvero di attivi di conciliazione,
  purché intervenute per tempo. Volevo questa precisazione nel merito
  dell'articolato.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  paradossalmente
  gli  interventi  dei miei colleghi dell'opposizione, puntualizzando
  un   aspetto  tecnico  relativo  al  comma  che  riguarda   l'albo,
  probabilmente  stanno,  di fatto, facendo gli  interessi  non  solo
  della Regione ma anche, soprattutto, del Governo.
   Perché,  se  noi  andiamo  incontro ad una impugnativa  ulteriore,
  probabilmente,  ci ritroveremo di nuovo fra qualche  mese  a  dover
  discutere  di nuovo dello stesso tema. Il problema di fondo  è  che
  noi  sul  175,  non  avendo  ottemperato  a  quelle  che  sono   le
  prescrizioni  dell'articolo  24  e dell'articolo  25,  intervenendo
  adesso  su  questa materia, probabilmente, anzi ho la certezza  che
  questo  comma  verrà  ulteriormente impugnato.  Quindi,  chiedo  la
  massima  attenzione su questo tema e la massima  analisi  sotto  il
  profilo  giuridico  perché, personalmente, ho la certezza  assoluta
  che questo comma verrà impugnato.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini che ci
  ascoltano, visto che in Aula è presente il Presidente Musumeci,  io
  chiedo  a lui di dire all'Aula se è d'accordo a questo, chiamiamolo
  emendamento aggiuntivo, adesso è diventato stralcio, non si capisce
  bene. La mia Capogruppo ha ben detto, comunque, non è passato nelle
  Commissioni  di merito, io voglio capire se il Presidente  Musumeci
  concorda   con   l'azione  politica  del  Presidente   Micciché   e
  dell'Assessore Armao. Perché di questo si tratta.
   Dopodiché,  voglio pure capire, vogliamo capire se il  Governo  ha
  una  progettualità  sulle partecipate. Non è  che  la  soluzione  è
  liquidare  le  partecipate,  perché la  liquidazione  -  così  come
  abbiamo visto per le ATO - non porta ad una vittoria per il  popolo
  siciliano  perché  liquidando  le  partecipate  danneggiamo  sia  i
  fornitori  che,  nello  stesso  tempo,  i  lavoratori  che  vengono
  inseriti nello stesso albo.
   Chiedo  al  Presidente Musumeci di esporre all'Aula il suo  parere
  relativamente a questo emendamento.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  signori assessori,  io  ritengo  che  con  la
  Finanziaria  approvata  il  Governo in troppi  casi,  in  occasione
  dell'approvazione di tante norme ha combinato un pasticcio  che  ha
  determinato  l'impugnativa di cui oggi qui si discute. Mi  sfuggono
  pure  i  criteri seguiti dal Governo in base ai quali - però  nella
  propria autonomia è prerogativa del Governo, è un disegno di  legge
  di iniziativa governativa - decide di sopprimere alcune delle norme
  impugnate,  specificatamente  l'articolo  17,  i  commi   3   e   4
  dell'articolo  22,  l'articolo 23, l'articolo 82,  se  non  ricordo
  male,  della  legge di stabilità, decide di modificare altre  norme
  che  qui  non  cito  per  brevità; decide  di  non  intervenire  né
  sopprimendole, né modificandole rispetto alla maggior  parte  delle
  norme che pure sono state impugnate.
   Non ci sono molti precedenti perché tutti ricordiamo che un tempo,
  quando  le impugnative venivano fatte dal Commissario dello  Stato,
  con  un  ordine  del  giorno,  normalmente  unanimemente  approvato
  dall'Assemblea  regionale,  si  stralciavano  le  norme  impugnate.
  Ovviamente non andava in Gazzetta, quindi non entrava in vigore. La
  prassi  era  che i Governi, credo di tutti i colori,  che  si  sono
  avvicendati stralciassero tutte le norme impugnate, credo  che  sia
  la  prima volta che si verifica che il Governo decide su alcune  di
  sopprimerle, su altre di modificarle, su altre ancora di  lasciarle
  immutate e, quindi, in vigore rispetto all'approvazione della legge
  di  stabilità.  Capisco  che  il  percorso  seguito  susciti  tante
  perplessità, ma ovviamente è il Governo che se ne deve assumere  la
  responsabilità.  Noi  siamo all'opposizione, ma  dobbiamo  comunque
  evidenziare che specificatamente per quanto attiene alla norma  cui
  facevano riferimento i colleghi del Movimento Cinque Stelle, di cui
  condivido  molte  delle ragioni qui esposte,  ma  mi  riferisco  in
  particolare alla modifica dell'articolo 64, della legge 21/2014,  è
  una  norma  rispetto alla quale ognuno di noi negli anni  -  perché
  purtroppo  è  una norma che nasce nel 2014 e che ci trasciniamo  da
  tanto  tempo  -  ha dato un contributo. Molto spesso abbiamo  anche
  votato  insieme, abbiamo votato all'unanimità. Non è mai stata  una
  norma  che ha diviso questo Parlamento, neanche tra maggioranza  ed
  opposizione  perché  è una norma con la quale  abbiamo  tentato  di
  garantire che i dipendenti espulsi dalle società partecipate  dalla
  Regione Siciliana potessero rientrare nel circuito produttivo delle
  società partecipate nel caso in cui ciò fosse stato determinato  da
  parte  delle società stesse in deroga al blocco delle assunzioni  e
  abbiamo  anche cercato di offrire una serie di criteri:  l'esigenza
  reale in base alle piante organiche, io non escludo che la norma si
  possa    ulteriormente   migliorare,   probabilmente   anche    per
  condividerne il contenuto e, mi rendo conto, che anche un ulteriore
  passaggio  in  Commissione  potrebbe  agevolare  questo  intervento
  migliorativo della norma stessa.
   Ecco,  mi  chiedo se a questo punto può essere questo  l'argomento
  che  ci divide. Per quanto mi riguarda no. Ci divide l'impostazione
  complessiva  che  il  Governo  sta  dando  rispetto  al   modo   di
  intervenire sull'impugnativa, ci divideranno tanti altri argomenti.
  Se  si dovesse ritenere anche di fare domani un passaggio rapido in
  Commissione  rispetto a queste norme, noi siamo  disponibili  anche
  per  rivederci  domani  per consentire una più  larga  condivisione
  almeno, ripeto, di alcune norme che non ci hanno diviso nel passato
  neanche quando chi attualmente governa era opposizione e mi  auguro
  che  così  possa essere rispetto ad interessi generali diffusi  che
  sono assolutamente corretti.
   Voglio  comunque  precisare  che nel caso  in  cui  la  Presidenza
  dell'Assemblea  si  determinasse ad  avviare  un  iter  legislativo
  diverso con il passaggio nelle Commissioni parlamentari, per quanto
  ci  riguarda  non può essere accolto nessun emendamento  aggiuntivo
  cioè  che  non accada che questa diventi, appunto alla  vigilia  di
  Ferragosto,  la Finanziaria ter perché - questo sì  -  mi  parrebbe
  assolutamente da evitare e penso sia assolutamente da evitare.
   Quindi, se la Presidenza ritiene utile un passaggio in Commissione
  come  richiesto da altri deputati che mi hanno preceduto noi siamo,
  ovviamente,  disponibili  a riprendere  un  percorso,  ma  che  non
  diventi l'occasione per ripresentare una serie di altri emendamenti
  tanto meno da parte del Governo.

   PRESIDENTE.  Se  non  ricordo male, i passati  Governi,  onorevole
  Lupo,  facevano  l'ordine del giorno perché  c'era  il  Commissario
  dello  Stato,  quindi la legge veniva impugnata prima di  diventare
  legge  e quindi era possibile farlo. Oggi non è più possibile  fare
  lo stralcio di tutte le norme.
   Dopodiché,  darei un attimo la parola al Governo,  fermo  restando
  che  la  posizione  della Presidenza dell'Assemblea  è  esattamente
  quella  che  è  emersa dalla Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, che è la reale parte che decide l'ordine  del  giorno
  dell'Assembla, non è il Presidente da solo, dopodiché  se  però  il
  Governo  si volesse determinare a fare il passaggio che ha  chiesto
  l'onorevole   Lupo,   ovviamente,   da   parte   della   Presidenza
  dell'Assemblea, non ci sarebbe nessun problema.

   ARMAO, assessore regionale per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  regionale  per l'economia.  Signor  Presidente,
  onorevoli deputati, vorrei fare alcune considerazioni. La  prima  è
  quella  che  nel  seguire un iter logico che oggi ci  conduce  alla
  scelta di abrogare alcune norme, riscriverne altre e resistere  per
  la  gran parte nel giudizio di costituzionalità scaturisce non solo
  come  opportunamente lei ha sottolineato dalla  configurazione  del
  giudizio  di costituzionalità, che è un giudizio che si  svolge  su
  norme  già  pubblicate  ed in vigore e pertanto  è  su  queste  che
  occorre valutare la triplice scelta.
   Siamo  stati orientati, come Governo, il Presidente ne ha messo  a
  parte l'intera Giunta e noi ne abbiamo valutato le conseguenze, sul
  piano  logico  giuridico, delle conclusioni  alle  quali  è  giunto
  l'Ufficio  legislativo e legale della Presidenza della Regione  con
  il parere del 2 agosto 2018, n. 17488. In un lungo parere l'Ufficio
  legislativo  e  legale si spinge ad effettuare e a svolgere  alcune
  considerazioni  in ordine ad ogni singolo profilo dell'impugnativa,
  ritenendo che è opportuno che su alcune disposizioni si resista  ed
  invece  sottolinea  che  è  più  opportuno  che  per  altre  o   si
  modifichino  le  norme, o si rinunci alla resistenza  in  giudizio,
  poiché il mantenimento in vita della norma porta plausibilmente  ad
  un accoglimento di motivo di ricorso in Corte Costituzionale.
   Quindi,  su questo noi abbiamo ritenuto di muoverci nel  solco  di
  alcune  prospettazioni dell'Ufficio legislativo e legale che  è  il
  nostro  avvocato poiché in giudizio la Regione sta per  il  tramite
  non dell'Avvocatura dello Stato che difende lo Stato ma sta per  il
  tramite  dell'Ufficio legislativo e legale. Ecco  perché  oggi  noi
  proponiamo la soppressione di alcune disposizioni.
   Faccio un caso, che può essere più facilmente intellegibile  e  ci
  dà   la   percezione   di   come  sia   opportuno   oggi   arrivare
  all'abrogazione, con riguardo ai profili di censura concernenti gli
  articoli 22, commi 3 e 4, che concernono il personale della Regione
  - sottolinea l'Ufficio legislativo e legale - evitiamo di resistere
  poiché  la Corte Costituzionale che, come è noto, può sollevare  la
  questione  di legittimità costituzionale di fronte a se stessa  per
  altri  profili rispetto a quelli ricorrenti in sede di proposizione
  del  ricorso, potrebbe occuparsi di altri profili della  disciplina
  regionale  e  quindi  eventualmente  dichiararli  incostituzionali,
  quindi  considerata l'ambiguità di questa disposizione  che  -  non
  voglio  innescare polemiche - ma è di matrice assembleare, evitiamo
  di insistere nel giudizio.
   A  questo punto noi proponiamo la soppressione, come la proponiamo
  per esempio in ordine al famoso tema della moratoria sugli impianti
  eolici  e fotovoltaici, poiché non solo si è conseguito l'obiettivo
  di  una  puntuale  pianificazione,  ma  perché  i  Ministeri  hanno
  sottolineato   alcuni  profili  di  difficile   compatibilità   con
  l'ordinamento europeo.
   Andiamo  invece  all'articolo 64. Quindi  la  scelta  di  abrogare
  alcuni articoli, la scelta di resistere in giudizio, faccio un caso
  per  tutti  che  è  un  caso molto importante, i  componenti  della
  Commissione   Bilancio  lo  ricorderanno:  la  norma  che   prevede
  l'inserimento  in  bilancio dei seicento milioni di  euro  relativi
  all'incremento della compartecipazione alla spesa sanitaria dal  42
  al  49, quella è una battaglia che il Governo ha voluto intestarsi,
  ringrazio  il  Presidente  che  è  stato  il  primo  tra   noi   ad
  individuarne  la  forza  dirompente nel confronto  con   lo  Stato,
  perché  se  lo  Stato ci chiede di incrementare  il  livello  della
  compartecipazione  deve rispettare norme che  sono  ancora  vigenti
  perché   scritte   nella  Gazzetta  Ufficiale  che   prevedono   la
  retrocessione alla Sicilia di seicento milioni di euro  di  accise.
  Quindi  non  facciamo  altro  che chiedere  il  rispetto  di  norme
  vigenti.  Ecco  e  allora  su  questo noi  intendiamo  resistere  e
  resisteremo  al meglio sperando di conseguire un risultato  per  la
  nostra Sicilia. So che la battaglia è una battaglia condivisa anche
  dalle  opposizioni e quindi so di parlare di un  idem sentire',  di
  un comune intento per i destini della nostra Sicilia.
   Sull'articolo 64, è vero quello che diceva l'onorevole Lupo,  come
  è  vero  quello che diceva il presidente della Commissione Bilancio
  oggi  nella  Conferenza  dei Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari.
  Questo articolo è da troppo tempo che aspetta di essere attuato,  è
  da  troppo  tempo che attende di vedere il pieno riconoscimento  di
  tante  professionalità che, non per colpa loro, ma  per  colpa  del
  datore  di  lavoro, cioè la società pubblica, oggi non lavorano,  e
  quindi  è  giusto  che  queste  persone  possano  offrire  la  loro
  competenza,  avendo assunto un rapporto a tempo  indeterminato  con
  una società pubblica nell'alveo delle società pubbliche.
   L'avevo richiamato stamattina nell'incontro avuto e mi permetto di
  ribadirlo: noi in questo modo stiamo armonizzando l'articolo 64 con
  il  disegno  dell'articolo 25 del decreto legislativo n.  175/2016,
  cioè del Testo unico sulle Società partecipate. In questo modo  noi
  stiamo  rendendo omogenea la normativa siciliana che è partita  due
  anni  prima rispetto alla normativa nazionale con l'intento di dare
  una  risposta non a nuove forme di precariato che sono ben distanti
  dal  volere  di  quell'intera  Aula,  non  solo  del  Governo,  non
  rispondere  a  questa  o a quella scelta clientelare,  ma  dare  un
  diritto  che il legislatore dello Stato già riconosce, cioè  quello
  per  cui se tu entri nel sistema delle partecipate di un ente,  che
  sia Regione, che sia Comune, che sia Stato, se entri legittimamente
  poi hai diritto di poter, laddove il tuo datore di lavoro cessa  la
  società per la quale lavora, hai diritto di poter continuare la tua
  attività  lavorativa presso altra struttura che fa  parte  di  quel
  gruppo di società partecipate.
   Quindi questo è l'intento, questo è l'obiettivo, nell'alveo di  un
  confronto  che  abbiamo già instaurato con i  Ministeri  e  che  si
  svolge   proficuamente,  voi  sapete  che  abbiamo  -   questo   va
  evidenziato  -  proprio  nel parere dell'Avvocatura,  si  legge,  è
  proprio  l'incipit   si  premette  che  su  oltre  una  ventina  di
  disposizioni  sulle  quali  i  vari  Ministeri  avevano   formulato
  osservazioni,  a  fronte  delle  controdeduzioni  trasmesse   dagli
  uffici,   non   sono  state  sollevate  questioni  di   legittimità
  costituzionale.  Quindi, quella sorta di profluvio  di  impugnative
  che  sembrava  aver investito la legge di stabilità  regionale,  la
  gran  parte di queste disposizioni è stata salvata da un'importante
  difesa svolta dall'ufficio legislativo legale e dai nostri uffici.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, se noi potessimo avere una  copia  di
  questo parere, credo che intanto i colleghi sarebbero contenti.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Certo, ci sono  solo  delle  mie
  annotazioni giuridiche.
   Quindi, su questo c'è il conforto giuridico dell'Avvocatura e  c'è
  una linea ben chiara.
   Sull'articolo  64  l'onorevole Pullara,  giustamente,  poneva  una
  questione  che è stata, e lo ringrazio particolarmente  per  questa
  questione  che  lei ha posto, perché purtroppo è  stata  una  delle
  condizioni  che  ci  ha  condotto  all'impugnativa,  perché  alcuni
  parlamentari  proprio nella preoccupazione di non escludere  alcune
  posizioni  che  la  legge statale avrebbe tranquillamente  salvato,
  cioè quelle concernenti sentenze passate in giudicato o ipotesi  di
  conciliazione,   proprio  per  salvare  queste  posizioni   le   ha
  esplicitate in termini normativi e questo ha allarmato  gli  uffici
  romani  che  hanno impugnato proprio con riguardo  a  questa  norma
  incidentale  perché si è detto: ma che bisogno c'è  di  normare  un
  fatto  assolutamente  pacifico cioè che  una  sentenza  passata  in
  giudicato, res iudicata pro veritate accipitur, com'è noto,  quindi
  la  cosa  giudicata è verità assoluta e come tale la legge non  può
  che  applicarla,  l'amministrazione non può che applicarla,  non  è
  necessaria  una legge che riconosca una forza ad una res  iudicata.
  Quindi,  sotto  questo profilo, è evidente che la  norma  correlata
  all'articolo  25  non  potrà che dispiegare i  propri  effetti  nei
  confronti  di tutti i soggetti che al 31 dicembre 2018,  e  abbiamo
  voluto inserire un termine analogo a quello dello Stato solo che  è
  differito di sei mesi, giugno-dicembre, entro il 31 dicembre questa
  vicenda  dovrà  finire  e  quindi questa  norma  transitoria  dovrà
  terminare  i  propri  effetti  e quindi  si  determinerà  il  pieno
  riassorbimento di coloro, che ripeto, hanno un diritto  a  svolgere
  la  propria attività lavorativa perché hanno superato una procedura
  ad  evidenza  pubblica  per  il  reclutamento  presso  un  soggetto
  pubblico qual è una società a partecipazione pubblica.
   Credo  che  nient'altro  si  può e si debba  aggiungere  a  queste
  considerazioni che sono di tipo tecnico-giuridico.
   Un'ultima  considerazione  poi  riguarda  la  norma  che  è  stata
  aggiunta che, come è noto, concerne la gestione commissariale degli
  enti  di  area  vasta  su  proposta dell'Assessore  Grasso  che  ha
  evidenziato  l'esigenza di una proroga proprio per evitare  che  la
  cessazione  dei  commissari possa arrecare  pregiudizio  agli  enti
  presso i quali essi espletano la loro funzione commissariale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se nessun altro deputato chiede di
  parlare, si passa alla votazione degli emendamenti.

   LUPO. Chiedo una breve sospensione in attesa che venga distribuito
  il parere dell'ufficio legislativo e legale.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.39, è ripresa alle ore 19.57)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  per  la  giornata
  odierna gli onorevoli Milazzo e De Luca Cateno.

   L'assemblea ne prende atto.

   Seguito della discussione del disegno di legge  Istituzione della
                          Giornata regionale
     del ricordo e della legalità e del Forum permanente contro la
            mafia e la criminalità organizzata . (n. 78/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione degli emendamenti.
   Pongo  in  votazione il subemendamento A.1.1 del  Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A.1, così come modificato.

   PALMERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento A.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo il risultato della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti             41
   Votanti             39
   Maggioranza         20
   Favorevoli          29
   Contrari            10
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  adesso votiamo il  disegno  di  legge  sulla
  legalità,  a  cui  però  io ho stralciato  l'emendamento  A.1,  che
  abbiamo appena votato, che invece voteremo come disegno di legge  a
  parte,  autonomo,  immediatamente dopo. Quindi, intanto  procediamo
  con la votazione finale del disegno di legge n. 78/A.


   Votazione  finale per scrutinio nominale del disegno di  legge  n.
  78/A   Istituzione  della Giornata regionale del  ricordo  e  della
  legalità  e  del Forum permanente contro la mafia e la  criminalità
  organizzata

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione per scrutinio  nominale  del
  disegno di legge n. 78/A.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             46
   Votanti             44
   Maggioranza          23
   Favorevoli          44
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                             78 Stralcio/A

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione per scrutinio  nominale  del
  disegno di legge 78 Stralcio/A.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             34
   Votanti             29
   Maggioranza          15
   Favorevoli           29
   Contrari             0
   Astenuti             0

                         (L'Assemblea approva)

   Abbiamo finito. A questo punto, io credo che vi comunicheremo  con
  esattezza la ripresa dell'Aula.

   LUPO. Ci sono due ordini del giorno.

   PRESIDENTE. Ha ragione, ci sono da votare due ordini del giorno.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno n.  59   Provvedimenti  per  il
  divieto  di uso di contenitori in plastica monouso nelle  aree  del
  Parchi  e  delle Riserve siciliane , a firma degli onorevoli  Lupo,
  Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro e Cracolici.
   Lo  pongo in votazione.  Chi resta è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LO  CURTO.  Dichiaro  di  voler apporre la  firma  all'ordine  del
  giorno dell'onorevole Lupo.

   PULLARA. Dichiaro di voler apporre la firma all'ordine del  giorno
  dell'onorevole Lupo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'ordine  del  giorno  n.  60   Provvedimenti   per
  l'obbligatorietà delle vaccinazioni infantili ai sensi del decreto-
  legge  7 giugno 2017, n. 73 convertito con legge 31 luglio 2017, n.
  119 ,  a  firma  degli onorevoli Lupo, Arancio, Barbagallo,  Cafeo,
  Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale, Lantieri, Gucciardi,
  Sammartino.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor  Presidente,  solo  un
  aspetto  formale che credo non sia irrilevante. Leggo che  l'ordine
  del giorno impegna il Governo; prescindo dal contenuto, come lei sa
  signor  Presidente, l'ordine del giorno fa voti, fa auspici ma  non
  impegna,  è la mozione che impegna il Governo, quindi se  l'Ufficio
  di  Segreteria è d'accordo  e l'Ufficio di Presidenza è  d'accordo,
  io chiedo che  impegna  venga commutato in fa voti. Grazie.

   PRESIDENTE.  L'ordine del giorno può anche impegnare,  il  Governo
  può accettarlo come invito o come raccomandazione se lo vuole fare,
  però  teoricamente può essere anche un impegno  che  si  chiede  al
  Governo. Viene accettato come raccomandazione?

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Sì.

   PRESIDENTE.  Allora,  viene  accettato  come  raccomandazione;  lo
  volete votare o lo accettiamo come raccomandazione?

   LUPO. Chiedo che venga posto in votazione.

   PRESIDENTE.  Chiedete  che  si  voti.  Va  bene,  non  c'è  nessun
  problema.  Quindi, il parere sull'impegno è contrario; è favorevole
  come raccomandazione, ma non è favorevole come impegno.

   LUPO. Come prevede il Regolamento.

   PRESIDENTE.  Se  voi  volete, si vota. Ho chiesto,  se  lo  volete
  accettare  come raccomandazione non lo votiamo, se  non  lo  volete
  accettare  come raccomandazione lo votiamo. Come raccomandazione  è
  accettato.
   E'  approvato  in  quanto raccomandazione o in quanto  ordine  del
  giorno? Che avete deciso?

                           (Brusìo in Aula)

   Allora, i presentatori hanno scritto che impegnano il Governo.  Il
  Governo  ha  facoltà di accettarlo come impegno  oppure  chiede  di
  accettarlo come raccomandazione.

   LUPO. Qual è il numero dell'ordine del giorno?

   PRESIDENTE. Il n. 60. Quello, per intenderci, sui vaccini.
   Io ho il n. 59 e il n. 60; non ne ho altri. C'è, evidentemente, un
  po' di stanchezza.
   L'ordine  del  giorno  n. 59, che è stato  già  votato,  è  quello
  relativo  al divieto di utilizzo e vendita dei contenitori  monouso
  in  plastica  nei  parchi  e  nelle riserve.  Questo  è  stato  già
  approvato.  Poi,  io ho l'ordine del giorno n.  60,  che  è  quello
  relativo ai vaccini, per intenderci.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   a   proposito
  dell'ordine   del  giorno  n.  60,  premesso  che  noi  concordiamo
  perfettamente  con  le  azioni che il  Ministro  della  Salute  sta
  provvedendo a mettere in campo per garantire la massima copertura e
  tutto  quello  che  comporta, vorrei dire  che  questo  ordine  del
  giorno,  a parte che è in contrasto con delle mozioni che già  sono
  state  approvate e trattate in quest'Aula come quella, ad  esempio,
  del collega De Luca ed un ordine del giorno che avevo presentato io
  durante  la  finanziaria.  Però, arrivati  a  questo  punto  se  lo
  possiamo  trattare  in  maniera  più  argomentata,  perché  io   mi
  preoccuperei,  più  che  altro, se fossi nei  panni  dei  colleghi,
  affinché  l'Assessore Razza facesse una campagna  di  informazione,
  stampasse dei depliants, affinché munisse i saloni, le sale dove le
  mamme si recano di climatizzatori anziché fare aspettare ore ed ore
  al caldo infernale dell'estate oppure provvedesse a delle sale dove
  accogliere non in maniera indiscriminata, ma in maniera separata  i
  neonati   dagli   adolescenti  e  affinché  ci   fosse   anche   la
  disponibilità,  come  prevista  dal  decreto  Lorenzin  di  analisi
  prevaccinali a carico del sistema sanitario, affinché ci  fosse  un
  registro delle purtroppo, una su mille - io spero sempre che  siano
  zero  - reazioni avverse che ogni tanto avvengono, come tra l'altro
  viene  scritto  nei bugiardini dei farmaci, affinché  ci  fosse  la
  disponibilità,  come dice il decreto Lorenzin  di  vaccini  singoli
  anziché in blocco.
   Insomma,  io  mi  preoccuperei più di  questo  più  che  altro  di
  rilevare  invece  se togliamo la sanzione allora  non  si  vaccina,
  perché si fa una discriminazione di classe. Allora, chi ha i  soldi
  eventualmente paga la multa e invece i poveracci vanno  lì  a  fare
  gregge  e  a farsi vaccinare perché, magari, non hanno i soldi  per
  pagare la multa o ancora peggio fare le analisi ai propri figli.
   Quindi,  noi  non voteremo questo ordine del giorno e se  vogliamo
  fare  qualcosa di serio finalmente direi, semmai, che ne discutiamo
  la prossima volta.
   Quindi, invito i colleghi a ritirare questo ordine del giorno  che
  non  rende  dignità  alle cose interessanti che  invece  di  solito
  presentano.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, in ogni caso siccome  i  presentatori
  dell'ordine  del  giorno  hanno  riferito  che  lo  accettano  come
  raccomandazione non lo mettiamo neanche in votazione. E'  accettato
  come raccomandazione.


   Onorevoli colleghi, non ci sono altri ordini del giorno; pertanto,
  la  seduta  è  conclusa.  Faremo sapere ai colleghi  il  giorno  di
  riapertura dell'Assemblea.
   Intanto, mi permetto di augurare a tutti voi, ma anche a  tutti  i
  dipendenti  dell'Assemblea, che in questi ultimi  mesi  sono  stati
  anche  abbastanza stressati da me e dagli altri, una buona  vacanza
  che non sarà lunga, sarà breve ma spero che sarà intensa.

                   La seduta è tolta alle ore 20.10

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio