Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.11
Il Presidente avverte che il verbale della seduta n. 59 del 31
luglio 2018 è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
vorranno consultarlo e sarà considerato approvato in assenza di
osservazioni in contrario al termine della presente seduta
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni.
PAPALE, segretario:
- da parte dell'Assessore per la salute
N. 13 - Notizie in merito al centro chirurgico
ambulatoriale Villa Maria s.r.l. di Messina.
Firmatari: Zafarana Valentina; Tancredi Sergio; Cancelleri
Giovanni Carlo; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri
Valentina; Mangiacavallo Matteo; Foti Angela; Campo Stefania; De
Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 52127/Gab del 6 luglio 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 87 - Chiarimenti sulle condizioni di degrado in cui versa l'ex
sanatorio Basile al Papireto, sito nella Città di Palermo.
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Pasqua Giorgio; Campo
Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
DiCaro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo
Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Schillaci
Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 52092/Gab del 6 luglio 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 102 - Chiarimenti urgenti in merito al personale contrattista
precario ex Lsu dell'Asp di Palermo.
Firmatari: Figuccia Vincenzo
- Con nota prot. n. 21585 del 20 aprile 2018 il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 118 - Condizioni igienico-sanitarie delle acque provenienti
dall'impianto di potabilizzazione della diga Ancipa, a Troina
(EN).
Firmatari: Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo
Stefania; Sunseri Luigi; Foti Angela; Zafarana Valentina; Marano
Jose; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De
Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo
Matteo; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 52081/Gab del 6 luglio 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato
al resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
PAPALE, segretario:
- Istituzione dell'anagrafe canina regionale e norme per la tutela
degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo (n.
326).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Siragusa,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca A., Di Caro, Di
Paola, Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua G,
Schillaci, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 6 agosto
2018.
- Norme per il riconoscimento e la promozione delle attività
artistiche di strada (n. 327).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci
dall'onorevole Mangiacavallo il 6 agosto 2018.
- Modifiche alla legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 in
materia di composizione del consiglio comunale e di esatta
determinazione del c.d. premio di maggioranza (n. 328).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci
dall'onorevole Mangiacavallo il 6 agosto 2018.
- Disposizioni per contrastare il fenomeno del caporalato e lo
sfruttamento lavorativo in agricoltura. Istituzione
dell'Osservatorio regionale sul caporalato (n. 329).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Barbagallo,
Lupo, Arancio, Cafeo, Catanzaro, De Domenico e Sammartino il 6
agosto 2018.
- Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 aprile 2010, n.
9 Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati
(n. 331).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Barbagallo e
Lupo il 6 agosto 2018.
- Sviluppo di una piattaforma informatica multifunzionale
Blockchain per l'applicazione ai servizi di tracciabilità e
rintracciabilità dei prodotti agroalimentari (n. 333).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Marano,
Cancelleri, Cappello, Campo, Ciancio, Foti, Di Caro, Sunseri,
Mangiacavallo, Palmeri, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito, Pagana,
De Luca, Pasqua, Di Paola, Schillaci e Siragusa il 6 agosto 2018.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati ed inviati alle competenti Commissioni.
PAPALE, segretario:
AFFARI ISITUZIONALI (I)
- Abrogazioni e modifiche di norme (n. 334).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 6 agosto 2018.
Inviato il 6 agosto 2018.
BILANCIO (II)
- Norme in materia di Commissari straordinari degli Enti di area
vasta (n. 335).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 6 agosto 2018.
Inviato il 6 agosto 2018.
Parere I, III, IV, VI.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni inviati alle competenti Commissioni.
PAPALE, segretario:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme in materia di composizione delle giunte comunali. (n.
303).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 agosto 2018.
- Modifiche all'articolo 22 della legge regionale 16 dicembre
2008, n. 22 in materia di competenze gestionali degli assessori
comunali. (n. 306).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 agosto 2018.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Valorizzazione dei suoli pubblici a vocazione agricola per
contenerne il consumo e favorirne l'accesso ai giovani. (n. 307).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 agosto 2018.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Affitti agevolati per agenti della Polizia di Stato. (n. 313).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 agosto 2018.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed
assegnata
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla competente
Commissione.
PAPALE, segretario:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Legge regionale 4 dicembre 2008, n. 18 - I.R.C.C.S. Centro
neurolesi Bonino Pulejo di Messina - Designazione componenti del
Consiglio di indirizzo e verifica (n. 11/I).
Pervenuto in data 31 luglio 2018.
Inviato in data 31 luglio 2018.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
parere reso dalla competente Commissione.
PAPALE, segretario:
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Proposta di riordino, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera
c) della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5 e successive
modifiche ed integrazioni, della rete ospedaliera pubblica e
privata accreditata del Servizio sanitario regionale della Regione
siciliana (n. 9/VI).
Reso in data 31 luglio 2018.
Inviato in data 2 agosto 2018.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Salute, Servizi sociali e
sanitari (VI)' nella seduta n. 47 del 31 luglio 2018 ha approvato
la risoluzione Provvedimenti urgenti nelle more dell'adozione del
piano di riordino della rete ospedaliera' (n. 5/VI).
Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione n.
152/2018/GEST, approvata nell'adunanza del 10 luglio 2018 dalla
Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione
siciliana.
Comunico, altresì, che la stessa è disponibile presso l'archivio
del Servizio Commissioni.
Comunicazione di decisioni della Corte costituzionale
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
decisioni della Corte Costituzionale.
PAPALE, segretario:
Comunico la Corte costituzionale con decisione n. 172 del 5 giugno
2018:
- ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 23,
26, 48, 54, 55 e 56 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2017. Legge di
stabilità regionale. Stralcio I ;
- ha dichiarato non fondata la questione di legittimità
costituzionale degli articoli 17 e 43 della legge regionale n.
16/2017, in riferimento all'articolo 117, terzo comma, della
Costituzione, ed agli articoli 14 e 17 del regio decreto
legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito nella legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2;
- ha dichiarato non fondata la questione di legittimità
costituzionale dell'articolo 50 della legge regionale n. 16/2017 in
riferimento agli articoli 3 e 117, terzo comma, della Costituzione,
ed agli articoli 14 e 17 del regio decreto legislativo 15 maggio
1946, n. 455, convertito nella legge costituzionale 26 febbraio
1948, n. 2.
Comunico, altresì, che la Corte costituzionale con decisione n.
168 del 4 luglio 2018 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
degli articoli da 1 a 6 e 7, lettere b), c) ed e) della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 17 Disposizioni in materia di
elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del
Consiglio del libero Consorzio comunale nonché del Sindaco
metropolitano e del Consiglio metropolitano .
Copia delle predette decisioni è disponibile presso l'Archivio del
Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
PAPALE, segretario:
N. 340 - Mancato completamento dell'impianto di depurazione e
dell'estensione della rete fognaria dell'agglomerato di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 341 - Tutela dei coltivatori e produttori di uva da tavola nel
territorio di Mazzarrone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
Bulla Giovanni
N. 342 - Istituzione di zone economiche speciali (ZES) nel
territorio di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Arancio Giuseppe Concetto
N. 345 - Ripiano dei debiti generati dalla gestione integrata dei
RSU.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Barbagallo Anthony Emanuele
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
PAPALE, segretario:
N. 339 - Notizie sul servizio di supporto psicosociale presso
l'ARNAS 'Di Cristina-Benfratelli di Palermo.
- Assessore Salute
Fava Claudio
N. 343 - Chiarimenti in merito al bando approvato con D.D.G. del 5
giugno 2018 relativo all'avviso pubblico 2/2018.
- Assessore Istruzione e Formazione
Fava Claudio
N. 344 - Chiarimenti in merito ai problemi gestionali del
Consorzio di bonifica Trapani 1.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Campo
Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Trizzino
Giampiero; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi;
Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 346 - Chiarimenti in merito all'emergenza legata all'ex
discarica di Tripi in c.da Formaggiara (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
De Luca Antonino; Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Siragusa
Salvatore; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Trizzino
Giampiero; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi;
Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
PAPALE, segretario:
N. 88 - Riattivazione del sistema co-payment per le prestazioni
sanitarie di procreazione medicalmente assistita.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Foti Angela; Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,
l'interpellanza si intende accettata e sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
PAPALE, segretario:
N. 120 - Iniziative a livello nazionale per la rinegoziazione
degli importi del prelievo forzoso operato dallo Stato sui Liberi
Consorzi dei Comuni.
Cafeo Giovanni; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Lupo
Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca;
Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
Presentata il 23/07/18
N. 121 - Mappatura delle aree idonee e non idonee agli impianti
industriali di produzione di energia elettrica da fonte eolica.
Palmeri Valentina; Trizzino Giampiero; Foti Angela; Di Paola
Nunzio; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Sunseri Luigi;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
Pasqua Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
Presentata il 23/07/18
N. 122 - Riduzione dell'uso della plastica.
Catanzaro Michele; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Cafeo Giovanni; Cracolici Antonello; De Domenico
Francesco; Dipasquale Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Lupo
Giuseppe; Sammartino Luca; Gucciardi Baldassare
Presentata il 24/07/18
N. 123 - Manutenzione e messa in sicurezza delle dighe.
Di Paola Nunzio; Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Zito Stefano; Trizzino Giampiero;
Campo Stefania; Marano Jose; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Pagana Elena; Foti Angela; Schillaci Roberta;
Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni
Presentata il 25/07/18
N. 124 - Rimborso dei tributi pagati per il triennio 1990-1992 dai
contribuenti colpiti dal sisma del 13 dicembre 1990.
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Tancredi Sergio; Zito Stefano; Sunseri Luigi
Presentata il 26/07/18
N. 125 - Riattivazione del sistema di co-payment per le
prestazioni sanitarie di procreazione medicalmente
assistita.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 30/07/18
N. 126 - Inserimento della Casa di cura Cuore Morgagni di Pedara
nella Rete regionale per l'infarto del miocardio.
Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe
Concetto; Dipasquale Emanuele
Presentata il 31/07/18
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Modifica della pianta organica del personale dell'Assemblea
regionale siciliana proposta dal Consiglio di Presidenza (doc. n.
156)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Modifica
della pianta organica del personale dell'Assemblea regionale
siciliana proposta dal Consiglio di Presidenza (doc. n. 156) .
Vi è stata distribuita la relazione. Lo pongo in votazione.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese.
PRESIDENTE. No, questo si vota per alzata e seduta perché è la
pianta organica dell'Assemblea non è una votazione del Governo.
Abbiamo ridotto la pianta organica del 15,50 per cento, è stata
già approvata anche dal Consiglio di Presidenza, dalla prossima
votazione va bene, ma questa la facciamo per alzata e seduta.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
CIANCIO. Con il voto contrario del Movimento Cinque Stelle. Lo
metta a verbale.
PRESIDENTE. La motivazione del contrario ?
CIANCIO. Così, per principio
PRESIDENTE. Per principio, va bene
Comunicazioni del Governo in ordine al negoziato con il Governo
nazionale
sull'autonomia finanziaria della Regione
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Governo in ordine al negoziato con il Governo
nazionale sull'autonomia finanziaria della Regione .
Invito l'assessore Armao a prendere la parola per comunicare
all'Aula in ordine al negoziato.
ARMAO, assessore per l'Economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il tema che il Governo oggi illustra in Aula è un tema di
cruciale rilevanza per la nostra Regione.
Il Governo, proprio perché ha ritenuto sin dalle sue dichiarazioni
programmatiche di porre la questione dell'autonomia finanziaria
della Sicilia al centro della politica economica e dei rapporti con
lo Stato, ha approvato ben due delibere: una prima la n. 14 del 9
febbraio 2018 nella quale delibera sono stati indicati i temi sui
quali doveva articolarsi il negoziato con lo Stato.
Come voi ben sapete, nella precedente legislatura ben due norme di
attuazione sono state concordate tra la Regione e lo Stato, sono
state varate dalla Commissione paritetica e poi pubblicate con
Decreto del Presidente della Repubblica: una prima concernente la
imposizione Irpef e una seconda concernente la imposizione sul
Valore aggiunto.
In entrambi i casi alla Sicilia è stata riconosciuta soltanto una
percentuale delle risorse, del gettito complessivo prodotto in
Sicilia. Questa percentuale, peraltro, è stata accompagnata da una
rinuncia ai ricorsi pendenti davanti alla Corte costituzione ed
anche agli effetti finanziari di pronunce di accoglimento in favore
della Regione siciliana.
E' evidente che questo approccio non ha una valenza risolutiva per
le difficili vicende che connotano la nostra finanza pubblica e
che, invece, è necessario un ripensamento complessivo della nostra
autonomia finanziaria, un ripensamento complessivo che punti alla
piena ed integrale applicazione delle previsioni degli articoli 36,
37 e 38 dello Statuto. Norme che - come voi ben sapete - non hanno
una piena applicazione, peraltro, il passaggio dal criterio del
riscosso al criterio del maturato non è riuscito a risolvere -
sebbene abbia affrontato alcune questioni - il complesso dei
problemi che vedono oggi la Sicilia incassare meno di quello che lo
Statuto prevede e vede i Siciliani - lo ripeto da tempo - essere i
cittadini italiani che meno percepiscono in termini di gettito
dalla Pubblica Amministrazione.
Lo ha dimostrato la Commissione sul federalismo fiscale che ha
depositato, il 18 gennaio scorso, a conclusione della precedente
legislatura, la sua relazione finale, ebbene, nella relazione
finale si evince che, come spesa pubblica globale, i cittadini
italiani delle Regioni ordinarie e della Sardegna hanno una spesa
media omogenea; al di sopra della media si collocano i cittadini
delle Regioni speciali del Nord ed al disotto della spesa media
globale, cioè la spesa di Stato, Regioni, Province e Comuni
complessivamente considerata collocano i Siciliani con un meno 16
per cento rispetto alla media.
Ci troviamo, quindi, di fronte ad una pregiudizio costante,
continuo che, se letto nel prisma dei dati che offre lo SVIMEZ,
qualche giorno fa alla riflessione dell'intero Paese, con un
divario crescente, segnala un malessere veramente drammatico, cioè
un progressivo allontanamento della Sicilia dal Paese in termini di
risorse disponibili, di investimento, di sostegno a chi resta
indietro.
E' chiaro che questa situazione non può perdurare, se vogliamo
rilanciare la nostra Sicilia dobbiamo incrementare gli investimenti
e le risorse impiegate sul territorio.
E' evidente che, di fronte ad una crescita che ha visto negli
ultimi quattro anni il Prodotto interno lordo crescere del 2,2
quando regioni come la Campania sono cresciute più del doppio, farà
sì che noi torneremo ad avere un PIL pro-capite, come l'avevamo nel
2007, soltanto nel 2035, una prospettiva inaccettabile per la quale
occorre immediatamente intervenire per una complessiva revisione
delle norme finanziarie nei confronti dello Stato.
Norme finanziarie che hanno subito le inserzioni con le ultime
norme di attuazione sono risalenti al 1965. Si tratta di norme
elaborate e che sono state concepite all'interno di un contesto
normativo completamente diverso, di un regime fiscale dello Stato
completamente diverso il cui mutamento ha evidentemente danneggiato
e pregiudicato la Sicilia.
Il Governo, con la delibera approvata il 15 maggio scorso, ha
inteso, invece, riconsiderare complessivamente le norme di
attuazione.
Con il Presidente Musumeci ci siamo recati qualche giorno fa dal
Ministro delle Regioni proprio per aprire il nuovo negoziato
sull'autonomia finanziaria ed abbiamo presentato le norme di
attuazione sul punto.
Norme di attuazione che ripensano complessivamente le relazioni
finanziarie tra Stato e Regione, che postulano una piena percezione
del gettito prodotto in Sicilia da parte di Siciliani e delle
imprese che operano in Sicilia.
Non dimentichiamo che vi sono interi settori che prima fornivano
gettito alla Sicilia e che oggi sfuggono. Pensate al bollo virtuale
che si paga sui conti correnti e che poi paradossalmente, onorevoli
deputati, diventa quello che la Lombardia definisce il suo residuo
fiscale. Che cosa sarebbe questo residuo fiscale che alcune parti
del Paese vantano nei confronti delle parti più deboli? Non è altro
che l'effetto distorto di un'applicazione di un principio che
prevede che la tassazione va versata nel luogo dove hanno sede le
imprese.
Se consideriamo che tutte le imprese fornitrici di servizi
pubblici, dai trasporti, pensate alle ferrovie, all'Alitalia, ma
pensiamo ai grandi servizi alla persona, servizi telefonici, i
servizi elettrici, tutte le imprese che fatturano in Sicilia, che
vendono i propri servizi e i propri prodotti ai siciliani, pagano
le imposte in altra parte del Paese.
E questo è un principio che certo crea quel residuo fiscale,
ovviamente in parte ascrivibile allo sviluppo maggiore di queste
aree del Paese, ma una cui percentuale, invece, è frutto di una
distorta applicazione di un sistema fiscale che dovrebbe
riconoscere che quello che viene venduto ai siciliani, quello che
viene pagato dai siciliani, in parte, resti qui come tassazione.
Noi questo vogliamo prevedere introducendo una fiscalità di
sviluppo incentrata sul tema dell'insularità. So che questo
Parlamento si sta occupando, in modo attento, del tema cruciale per
lo sviluppo della Sicilia che è l'insularità. L'insularità, in
virtù delle previsioni del trattato dell'Unione europea, gli
articoli 174 e seguenti, in virtù dello sviluppo della
giurisprudenza della Corte di giustizia consente, l'insularità
consente di applicare la fiscalità di sviluppo, la fiscalità che
attrae investimenti in Sicilia.
E per questo le 10 norme di attuazione che abbiamo presentato al
Governo prevedono, per l'appunto, l'inserzione di importanti
risorse e meccanismi che possono garantire la fiscalità di
sviluppo.
E poi, in ultimo, pensare all'istituzione di casinò in Sicilia che
consenta la diversificazione, la destagionalizzazione dell'offerta
turistica come in altre parti del Paese o in altre parti d'Europa.
Pensate la vicina Malta quanto riesce ad attrarre con questa forma
di turismo. E pensiamo anche a quella che viene chiamata la
fiscalità dei pensionati.
Sapete bene che il Portogallo applica una norma che consente ai
chi vive sei mesi e un giorno in quel Paese di non pagare le
imposte nel Paese di provenienza. Tanti siciliani sono andati in
Portogallo proprio per godere di questo beneficio fiscale. Abbiamo
in Sicilia aree cittadine come Cianciana, nell'agrigentino, che è
riuscita a dimostrare una capacità di attrazione di centinaia e
centinaia di stranieri che hanno comprato casa lì, che vivono lì.
Immaginate questo fenomeno come potrebbe essere molto più forte se
riuscissimo ad introdurre un meccanismo di prelievo fiscale analogo
a quello del Portogallo.
Un'ultima considerazione e prego tutti di capire che siamo in una
fase cruciale per il futuro della Sicilia. Perché? Perché in questo
momento altre parti del paese rivendicano il federalismo. Altre
parti del Paese chiedono di avere più funzioni, ma anche risorse.
Ebbene nella delibera che ha approvato la nostra sorella Regione
Veneto si richiede che insieme alle 23 funzioni da assegnare alla
Regione Veneto vadano i nove decimi del gettito fiscale di quella
Regione. Bene, i nove decimi di quel gettito fiscale
comporterebbero un sorpasso di gran lunga più significativo di
quello auspicato da qualsiasi altra Regione italiana nei confronti
della Sicilia che vede riconoscere neanche i sette decimi in
materia e consentirebbe a quella Regione di trattenere la gran
parte delle risorse che genera anche attraverso quel meccanismo che
vi ho detto che è del tutto inverso al residuo fiscale che si
intende prospettare.
Allora, signor Presidente, credo che la Sicilia debba, come sta
facendo, reclamare una piena attuazione dello Statuto in
contemporanea con i meccanismi di federalismo fiscale che si stanno
sviluppando nel resto del Paese.
Non è possibile che dall'impianto statale ognuno pensi di portare
via un pezzo tenendosi anche le risorse. Tutto va subordinato alla
compensazione, alla coesione, alla capacità di questo Paese di
ritrovare una coesione economica che 160 anni non hanno assicurato.
E la coesione e il riequilibrio sono elementi essenziali per la
redistribuzione delle risorse. Se qualcuno vuole partire e fare da
battistrada deve sapere che o il federalismo sarà simmetrico o in
questo Paese non potrà parlarsi di federalismo, perché sarà un
federalismo asimmetrico e un federalismo che accentuerà i
meccanismi di divisione e di separazione.
In questo senso, abbiamo prospettato al Ministro Stefani proprio
l'esigenza di camminare insieme. Noi siamo pronti; con l'aiuto di
questo Parlamento la Sicilia potrà chiedere veramente e finalmente
l'attuazione degli articoli che i nostri padri statutari ebbero la
grandissima intuizione di offrire alla Sicilia, al futuro dei loro
figli, ma anche al futuro dei nostri figli.
Su questo dobbiamo puntare, su questo dobbiamo lottare. Si apre
una stagione importante e per questo tutti insieme, al di là delle
divisioni politiche, delle declinazioni che ogni forza politica
vuole dare alla sua presenza in quest'Aula, dobbiamo fare massa
critica, come si seppe fare quando lo Statuto nacque.
Discussione del disegno di legge Istituzione della Giornata
regionale del ricordo e della legalità e del Forum permanente
contro la mafia e la criminalità organizzata . (n. 78/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge Istituzione della Giornata
regionale del ricordo e della legalità e del Forum permanente
contro la mafia e la criminalità organizzata . (n. 78/A)
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare, il relatore, onorevole Mangiacavallo, per
svolgere la relazione.
MANGIACAVALLO, relatore. Signor Presidente, questo è un disegno di
legge che è nato nella scorsa Legislatura, voluto fortemente dai
familiari delle vittime innocenti di mafia in Sicilia. È ritornato
in Commissione quest'anno, è stato discusso ed è stato valutato
positivamente e all'unanimità della Commissione.
E' stata fissata come data per la Giornata regionale della
memoria, in ricordo delle vittime innocenti di mafia siciliane, il
30 aprile, che è una data che coincide con l'omicidio di Pio La
Torre, ed è precedente di un giorno al 1 maggio che è la data in
cui fu eseguita la strage di Portella della Ginestra.
Con lo stesso disegno di legge si istituisce un Forum permanente
che include anche le associazioni dei familiari vittime di mafia,
in coordinamento con l'Assessorato della famiglia e la Commissione
Antimafia regionale.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
membri del Governo, colleghi tutti, un'iniziativa importantissima.
DiventeràBellissima , il Gruppo parlamentare, non può che sposare
appieno un'iniziativa di questo tipo. Però, Presidente, c'è un però
simbolico sulla data.
Allora, istituire una data, il giorno della legalità, in una data
che coincide con l'anniversario della morte di un prestigiosissimo
esponente della società siciliana che si è battuto per questo Stato
ed escludere altri, questo non lo riteniamo opportuno, ed abbiamo -
e non è assolutamente una provocazione - emendato il testo per
cercare di modificarlo con una data che è quella del 19 luglio,
l'anniversario della strage di Via d'Amelio.
Noi saremo ben disponibili anche a vedere, a condividere una data
per evitare campanilismi, perché questo genere di personaggi non ha
estrazione politica, colori sociali e politici ed altro.
Noi vogliamo istituire la Giornata della legalità in una giornata
che non sia collegabile ad episodi, perché deve essere una giornata
di tutti, appartenere a tutti i siciliani liberi e onesti.
Quindi, io chiederei ai colleghi, ai presentatori della norma, un
attimo di riflessione su una modifica della data. Scegliamo una
data che possa non rappresentare un fatto della Sicilia, perché
purtroppo la Sicilia ha avuto questo genere di episodi centinaia di
volte e gli eroi che ha avuto la Sicilia sono centinaia. Collegare
una data di questo tipo ad un personaggio, seppur illustre della
nostra Terra, non lo riteniamo opportuno.
PRESIDENTE. Mi pare di buon senso l'intervento dell'onorevole
Aricò.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, devo
dire che non c'era assolutamente campanilismo. La data è stata
condivisa da tutta la Commissione, erano presenti anche i
rappresentanti del Gruppo di DiventeràBellissima ed è stata,
soprattutto, immaginata e concordata perché, intanto è la vigilia
della strage di Portella della Ginestra e, quindi, ha un suo
significato particolare e poi perché non c'è alcun riferimento, in
particolare, all'aggressione e all'omicidio di Pio La Torre, ma è
un ricordo - come diceva l'onorevole Mangiacavallo - di tutte le
vittime siciliane dell'impegno della Sicilia per la lotta alla
mafia e, comunque, alla criminalità organizzata.
Quindi, non ha nulla a che vedere né con la strage di Capaci, né
con l'omicidio di Pio La Torre ed abbiamo scelto questa data -
ripeto - condivisa anche perché è la vigilia di un momento tragico
della storia siciliana.
PRESIDENTE. Mi mettete nell'imbarazzo, perché se l'intervento
dell'onorevole Aricò ha una sua validità, la scelta di Pio La Torre
ha una sua validità, per carità, la scelta di Borsellino ha una sua
validità. Se vogliamo fare una cosa che, appunto, sia veramente
talmente colorata di tutto e di tutti, non da essere incolore, ma
deve essere totalmente colorata.
MANGIACAVALLO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANGIACAVALLO, relatore. Signor Presidente, è una discussione che
dura da cinque anni, sulla data, tant'è che praticamente non siamo
stati noi, di fatto, a scrivere questo disegno di legge, ma lo
abbiamo scritto insieme ai familiari delle vittime innocenti di
mafia che avevano espressamente richiesto come data il 1 maggio
1 di maggio che ci avrebbe creato dei problemi vista la
coincidenza con la festa dei lavoratori. Ed allora, si era scelto
di destinare il primo sabato di maggio che non fosse coincidente
con il 1 di maggio quindi, se non il 1 , l'8 di maggio massimo.
Siccome è una data che non risultava fissa, allora come soluzione
si è scelta quella di anticipare di un giorno rispetto alla data di
Portella della Ginestra, quindi il 30 aprile; che poi coincida con
la data dell'uccisione di Pio La Torre è un altro discorso, ma non
è un discorso campanilistico ma una scelta che poi è stata adottata
per conciliare le esigenze dei familiari vittime di mafia con
quelle della Commissione che doveva trovare una soluzione e una
data certa e puntuale.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò un
intervento breve. Le forze politiche presenti in Commissione, che
sono tutti i Gruppi parlamentari, hanno stabilito all'unanimità
l'approvazione di questo disegno di legge, compresa la data.
Quindi, pregherei l'onorevole Aricò di ritirare questa proposta
perché, ovviamente, il percorso che abbiamo adottato in Commissione
su questo disegno di legge è stato un percorso assolutamente
condiviso e la data è stata anche concordata con le famiglie che
erano presenti.
Per cui, mi rimetterei al deliberato della Commissione, al fine di
tirare fuori un disegno di legge che sia l'espressione di tutti i
Gruppi parlamentari presenti in Commissione - e sono tutti i Gruppi
presenti - in maniera tale da avere, almeno su questo argomento, un
accordo da parte di tutti i partiti.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ragioni che hanno
portato la Commissione a decidere unanimemente la data del 30 di
aprile le ha riassunte bene il collega, onorevole Mangiacavallo,
quindi non mi ripeto. Aggiungo che il 30 Aprile coincide anche con
l'uccisione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo, mi sembra
comunque un fatto che va rispettato.
Peraltro, Pio La Torre è stato deputato di questa Assemblea
Regionale. L'idea era anche quella di garantire una certa solennità
alla celebrazione della giornata della legalità in Sicilia essendo
per altro, il 30 di Aprile, il giorno precedente, appunto, alla
strage di Portella, potendo quindi associare la celebrazione della
giornata legale in Sicilia in prossimità di un evento, diciamo
unanimamente sentito, da parte di tutti i siciliani e non solo i
siciliani. Un evento che ha, purtroppo, ferito - penso non solo la
Sicilia, ma anche l'Italia - e la ferita la portiamo ancora oggi
nel cuore.
Quindi, io non vorrei che quest'Aula si dividesse sulla data.
Penso che dobbiamo tener conto del valore che questa giornata della
legalità che vogliamo istituire. Io penso che il 30 Aprile può, e
deve essere, una data che sta a cuore di tutti e innazitutto di
questo Parlamento regionale che si è onorato di avere tra i propri
scranni l'onorevole Pio La Torre.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, ho ascoltato gli interventi dei
colleghi, del mio Capogruppo e dei rappresentanti della
Commissione. Capisco che nulla quaestio sulle ragione che hanno
portato a quella scelta del 30 aprile e condivido anche le
motivazione che ha portato ora a sostegno l'onorevole Lupo, essendo
l'onorevole La Torre stato anche componente di questa Assemblea. Ma
se questa valenza in più si vuole dare ad una Giornata della
legalità, legandola all'evento tragico della morte dell'onorevole
La Torre, forse sarebbe anche più rappresentativo - permettetevi
per il ruolo - legarla alla morte del più illustre rappresentante
di quest'Aula, che è stato il Presidente Mattarella. Quindi,
probabilmente scegliere la data della morte dell'onorevole
Piersanti Mattarella sarebbe in qualche modo inappuntabile.
Ed allora, mi pare che tra la proposta dell'onorevole Aricò di
ancorarla a quella di Borsellino, del 19 luglio, quella del 30
aprile legata all'onorevole Pio La Torre o la mia di legarla alla
data dell'onorevole Presidente Mattarella, forse potrebbe essere
opportuna o una scelta di una data sganciata da altre
commemorazioni o altri eventi, ma se proprio ad un evento lo
dobbiamo legare, l'evento di un Presidente della Regione, morto
nelle sue funzioni e condannato dalla mafia, non può che essere
l'incontestabile data più illustre. Non me ne vogliano gli altri.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, noi dobbiamo sottrarci con la ragione ed
il sentimento alla tentazione di tentare delle gerarchie del
dolore, della memoria o del ricordo, perché sarebbe errore
gravissimo, imperdonabile e incomprensibile. Non tocca a noi e non
tocca nemmeno alla storia attribuire gradi di valore o di nobiltà a
chi è morto per mano di mafia. E credo che sia anche questa la
ragione per cui è stato scelto il 30 aprile che cade con
l'anniversario della morte di Pio La Torre, ma che anzitutto - come
è stato ricordato dagli altri colleghi - vuole ricordare i morti di
Portella della Ginestra.
Vede, noi sappiamo perfettamente cosa è successo il 19 luglio, e
siamo stati così giudiziosi negli anni da imparare a memoria e
ricordare doverosamente anche i nomi degli agenti di polizia che
morirono con Borsellino.
Quanti di noi conoscono il numero dei morti di Portella della
Ginestra? Gli undici uccisi quel giorno, i tre morti in seguito per
ferite. Quanti di noi ricordano un solo nome dei morti di Portella
della Ginestra? Credo che siano questi il senso e il sentimento di
questa giornata, che non serve ad aggiungere attenzione a nomi che
sono scolpiti nella nostra memoria e nella nostra cronaca, ma che
dice: guardate che tutto comincia con una strage di cui non
conosciamo un solo nome .
Sono morti senza faccia e senza storia, ma è l'inizio di questa
grande tragedia collettiva nazionale. Se proprio una data che
ricordi dei morti deve essere scelta, mi sembra giusto che sia la
strage di Portella della Ginestra, strage di Stato in cui i mitra
della banda Giuliano furono andati a sparare per ragioni che non
sono soltanto quelle legate alle cronache del brigantaggio, donne,
uomini e bambini di cui non conosciamo e continueremo a non
conoscere i nomi perché si sono perduti. È un modo per dire che
questa giornata vuole ricordare la memoria di tutti e l'impegno di
tutti.
Sarebbe facile dire il giorno di Paolo Borsellino , il giorno
del Presidente Mattarella . Vorremmo che fosse un giorno destinato
a tutti coloro che sono caduti, utilizzando proprio il giorno in
cui sono caduti quelli di cui nessuno di noi, ahimè, ricorda i
nomi.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un
intervento molto breve perché faccio parte della I Commissione e ho
partecipato - per la verità non sempre, non sin dall'inizio - ai
lavori preparatori di questo disegno di legge.
Quello che voglio chiarire, anche ai colleghi del Gruppo di
DiventeràBellissima , è che, nell'individuare una data - e
spiegherò come è avvenuto - non si è fatto mai riferimento ad una
vittima di mafia, sia pure eccellente come Pio La Torre, per
collegare la giornata della rievocazione ad un nome.
Per la verità, il dibattito è iniziato sulla opportunità di
introdurre una giornata solo dedicata alle vittime siciliane,
diversificando una data regionale dalla data nazionale che è quella
del 21 marzo. Già su questo, nell'ambito della Commissione, si è
discusso a lungo ed è poi prevalsa, non senza alcuna perplessità
anche da parte del sottoscritto, l'individuazione di una data
separata. Data separata che - come ricordava giustamente il
relatore - era stata individuata in una data fluttuante, il primo
sabato del mese di maggio, proprio per rendere ancora più evidente
che non si collegava con una vittima, sia pure eccellente, o un
fatto eclatante.
Alla fine si è evitata questa data fluttuante proprio per evitare
l'incertezza nei vari anni e si è pervenuti all'individuazione del
30 aprile.
Se, però, questo deve essere utilizzato per strumentalizzare che
vi è una giornata dedicata ad una vittima di serie A rispetto alle
altre che diventano di serie B, permettetemi che non facciamo un
buon servizio a nessuno. Forse, è meglio ritornare all'ipotesi di
partenza, di non dare la data fissa ma di individuarla in quel
periodo immediatamente successivo alla ricorrenza della strage di
Portella della Ginestra e, quindi, ancorarla a quello che avevamo
originato fin dall'inizio, quello del primo sabato di maggio che
non coincida con la festività del 1 maggio perché altrimenti,
verrebbe coperto dalla ricorrenza più importante.
PRESIDENTE. Io non vorrei dire la mia perché non voglio rischiare
di inficiare una scelta che è stata fatta dalla Commissione e che
deve essere poi presa col voto d'Aula. Se posso dire la mia,
Portella della Ginestra andrebbe ricordata di più di quanto non lo
viene fatto e la data fluttuante di cui ha parlato l'onorevole
Assenza la considererei, forse, la cosa più saggia. Però, se voi
volete che si provi a trovare un accordo su questa e vogliamo
sospendere cinque minuti, vedendoci qua dietro anche con il
Presidente, con me stesso e la vogliamo discutere, bene,
diversamente la mettiamo ai voti. Però, secondo me, se sospendiamo
cinque minuti perché per me l'idea è di lasciarla il 1 maggio
vero è che è la Festa del lavoro, vero è che è anche la festa di
Portella credo che diventerebbe per noi siciliani la festa della
legalità, la festa di una commemorazione o quella che deve essere
la legalità non mi sembrerebbe niente di strano legarla al primo
sabato di gennaio, così come si fa per Pasqua, che è un'altra
ricorrenza di una morte eccellente, la si può per me fare
tranquillamente.
Ditemi voi, perché se volete pongo in votazione la proposta della
Commissione, se preferite ci fermiamo cinque minuti e proviamo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo precisare che
la proposta unanime della Commissione che si è orientata sulla data
30 aprile, devo dire, che nel corso del dibattito in Commissione
non è stato fatto riferimento neanche all'eccidio di Pio La Torre e
di Rosario Di Salvo. E' una coincidenza proprio perché la
prossimità al 1 maggio ma comunque, ripeto, almeno io lo considero
un fatto molto significativo, ma la verità è questa.
Volevo precisare che il Governo in Commissione ha dato parere
positivo ed il disegno di legge è stato approvato all'unanimità.
Quindi, anche per rispetto della Commissione, le chiedo di mettere
al voto il disegno di legge.
PRESIDENTE. Per me non esiste il problema, ripeto.
LUPO. Ma non possiamo fare una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari per decidere una data.
PRESIDENTE. No, non era una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, era, eventualmente, una sospensione di cinque minuti
con la Commissione; però, se la Commissione assolutamente,
correttamente e avendone piena facoltà mi chiede di mettere in
votazione, non ho alternativa e, quindi metto in votazione.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Giornata regionale del ricordo e della legalità
1. La Regione riconosce il 30 aprile di ogni anno quale Giornata
regionale del ricordo e della legalità', al fine di ricordare tutti
i caduti vittime della mafia e delle altre forme di criminalità
organizzata.
2. In occasione della Giornata regionale del ricordo e della
legalità' sono organizzati, nell'ambito del territorio della
Regione ed in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado:
cerimonie, commemorazioni, iniziative, incontri e momenti di comune
riflessione e narrazione dei fatti storici relativi al fenomeno
criminale denominato mafia', così da preservarne e custodirne la
memoria storica».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1, a firma
dell'onorevole Aricò.
E' stato presentato anche l'emendamento A.1, a firma del Governo,
che non riguarda, però, specificatamente la legge di cui stiamo
discutendo e, quindi, vorrei poi stralciare e ne parliamo dopo.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio emendamento
era un voler porre l'attenzione al tema.
Visto le dichiarazioni della Commissione Antimafia che ha deciso
questa data all'unanimità, devo dire, non posso fare altro che
ritirare l'emendamento. Mi sarebbe piaciuta una data diversa da
ognuno di quelle che abbiamo detto, però mi rimetto al volere della
Commissione.
PRESIDENTE. Benissimo, decisione molto seria e molto saggia, la
ringrazio.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Forum permanente contro la mafia e la criminalità
organizzata
1. E' istituito il Forum permanente contro la mafia e le altre
forme di criminalità organizzata, di seguito denominato Forum,
quale strumento di dialogo e di confronto fra le istituzioni, le
associazioni, le fondazioni, i comitati e tutti i soggetti
istituzionali e della società civile, coinvolti nell'attività di
contrasto alla mafia ed alla criminalità organizzata e nella
promozione della cultura della legalità.
2. Il Forum ha sede presso l'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro ed è presieduto dall'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro.
3. Il Forum esprime parere, su richiesta ed in maniera non
vincolante, alla Giunta regionale sugli atti relativi agli
indirizzi da adottare relativamente a provvedimenti in materia di
contrasto alla mafia ed alla criminalità organizzata e sulla
promozione della cultura della legalità. Il Forum può, altresì, in
autonomia ed in modo non vincolante, formulare alla Giunta
regionale pareri e proposte nell'ambito degli interventi da attuare
in materia di contrasto alla mafia ed alla criminalità organizzata
e sulla promozione della cultura della legalità.
4. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per
la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, sentita la
Commissione legislativa Affari Istituzionali dell'Assemblea
regionale siciliana, stabilisce i criteri e le modalità per la
composizione ed il funzionamento del Forum assicurando la presenza,
in misura prevalente, di rappresentanti di associazioni, fondazioni
e comitati con comprovata esperienza nell'attività di contrasto
alla mafia ed alla criminalità organizzata e promozione della
cultura della legalità, svolta nei 24 mesi antecedenti la richiesta
di adesione al Forum.
5. Il Forum ha l'obbligo di riunirsi almeno due volte durante
l'anno, di cui una, in seduta pubblica, in occasione della
Giornata regionale del ricordo e della legalità' di cui
all'articolo 1.
6. La partecipazione al Forum da parte dei soggetti di cui al
comma 4 è a titolo gratuito e non comporta oneri a carico del
bilancio regionale».
PRESIDENTE. All'articolo 2 non sono stati presentati emendamenti.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ci è
arrivato in questo momento l'emendamento A.1 che, come è solito
fare questo Governo, è una macedonia, un potpourri in cui oggi in
questo momento, ore 15.00, vengo a conoscenza e il mio Gruppo
parlamentare e tutti i deputati che diciamo non facciamo parte
della maggioranza o parti di questi vengono a conoscenza di queste
materie che sono, appunto, anche tra queste la soppressione di
norme che sono state impugnate recentemente dal Governo centrale
della scorsa finanziaria, oltre ad avere, per esempio, norme
relative al demanio oppure ancora norme relative al personale delle
Partecipate ricompreso nell'articolo 64 l'albo.
Comprendete bene e comprendiamo tutti noi bene che siano materie
di rilevante importanza e rappresento a tutti, qualora non ve ne
siete accorti, che questo testo su cui si incardina l'emendamento
ci è arrivato ieri sera.
Oggi la II Commissione non si è riunita sul merito, le Commissioni
di competenza, che erano la I Commissione e la IV Commissione, non
si sono riunite nel merito.
Ho cercato, nelle mie possibilità, di rappresentarle in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, signor Presidente, anche la
scorsa volta, chiedendo che venisse dato un termine per gli
emendamenti, che questo modo di fare non ci appartiene, non lo
accettiamo, perché non possiamo venire a conoscenza oggi di nuovi
emendamenti Quindi in qualsiasi direzione vadano, il ruolo del
deputato viene svilito dal momento in cui non possiamo dare parere,
non possiamo votare E allora che stiamo a fare qua dentro, signor
Presidente?
Voglio ulteriormente rimarcare questo modo di fare che non è
appropriato, che abbiamo già visto nella scorsa finanziaria, di
questi emendamenti presentati all'ultimo minuto, non va bene Non
va bene perché - ripeto - svilisce il ruolo del deputato e non ci
permette di svolgere il nostro compito. E credo che qui dentro
dovrebbe esserci una sollevazione popolare di tutti i deputati, che
sono in queste stesse condizioni.
Pertanto io le dico, signor Presidente, il mio Gruppo parlamentare
voterà il testo attualmente in discussione, che è quello relativo
alla giornata della legalità ma, successivamente, qualora non venga
stralciato questo emendamento, o non vengano eventualmente
ricompresi soltanto i soppressivi, noi non voteremo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo mettere un po' d'ordine
nella questione. Onorevole Zafarana, non c'entra il Governo, la
presentazione di quest'emendamento è stata decisa in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari anche alla sua presenza. Lei ha
dichiarato di non essere favorevole, ma la maggioranza dei Gruppi
ha dichiarato la propria disponibilità. Abbiamo già deciso che
comunque questo emendamento verrebbe stralciato, ovviamente
rispetto alla legge sul giorno della legalità, che non ha niente a
che vedere con tutto questo, quindi quello l'abbiamo votato, questo
ovviamente lo stralciamo e lo votiamo a parte, separatamente.
Siccome è stata chiesta la possibilità di presentare emendamenti,
io ovviamente non posso avere niente in contrario e quindi
normalmente la presentazione degli emendamenti deve avvenire entro
la chiusura della discussione generale che è già avvenuta, ma
possiamo dare un'altra ora di tempo, altre due ore di tempo, non
c'è nessun problema.
In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari eravamo
rimasti per un'ora di tempo, ma se ci fosse la necessità di un
esame maggiore possono diventare anche due ore, per cui, onorevole
Zafarana, non c'è una volontà di fare qualcosa che questa Assemblea
non abbia valutato, perché ci siamo incontrati con il Governo
tutti, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla
presenza anche del suo Gruppo e di lei, in particolare.
Pertanto comunico quelle che sono le decisioni del Presidente e
cioè di stralciare comunque questo emendamento, che voteremo
separatamente; l'emendamento A.1, che è stato presentato diciamo
dal Governo, ma che è stato fatto insieme in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, e diamo due ore di tempo per
permettere la presentazione di eventuali subemendamenti, quindi
fino alle 19:00.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao, per illustrare
l'emendamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'emendamento che nasce dalla riscrittura del disegno di
legge presentato dal Governo, e che è stato oggetto di un
approfondito confronto presso lo studio del Presidente della
Commissione Bilancio e presso la Commissione Bilancio, prevede due
tipi di intervento, postulando che ve ne è un altro che è quello
sotteso, cioè quello di resistere in giudizio di fronte
all'impugnativa del Governo nazionale per altri articoli.
Sicché la prima opzione concerne alcuni articoli per i quali si
propone la soppressione, quindi la completa abrogazione, il ché
evidentemente farà cessare la materia del contendere di fronte al
giudice della legge e quindi determinerà, appunto, la cessazione
parziale del contenzioso con lo Stato, e per questo abbiamo
individuato gli articoli 17, 22, commi 2, 3 e 4, 23 e 82.
Poi vi sono, invece, tre ipotesi di riscrittura delle norme illo
tempore approvate e che in qualche modo recepiscono alcune
osservazioni che emergono dalla impugnativa del Governo, così da
consentire di superare le eventuali censure che sono state poste e
che possono essere ulteriormente dispiegate dal Governo nazionale
in sede di articolazione dei motivi di ricorso siccome presentati
nel lato introduttivo del giudizio costituzionale.
In particolare queste disposizioni concernono la concessione dei
beni demaniali, il termine cinquantennale che viene eliminato,
concernono la disciplina assai travagliata ma che ha assoluta
necessità di avere un chiarimento normativo, e soprattutto in sede
amministrativa, concernente i dipendenti delle società in
liquidazione e il loro inserimento in un albo, norma che come voi
sapete risale al 2014 e che invece in questa versione viene
armonizzata con la disposizione che nel frattempo il legislatore
statale ha adottato con il decreto legislativo 175/2016 concernente
il testo unico sulle società pubbliche.
Infine una disposizione riguarda la materia della gestione
commissariale degli enti di area vasta per la quale si prevede una
proroga.
Restano fuori da questa prima versione del testo normativo le
norme che sono state impugnate e per le quali non viene effettuato
alcun intervento, il che determina il mantenimento in vita
dell'impugnativa e la possibilità da parte della Regione di
resistere in giudizio a sostegno delle norme che sono state
approvate da questo Parlamento. Quindi sarà la sede del giudizio
costituzionale a valutare se queste norme potranno essere, come
auspichiamo, riconosciute conformi all'ordinamento costituzionale e
alle prerogative della Sicilia, o se invece esse cederanno alle
censure mosse dal Governo in sede di impugnativa.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, a me dispiace infastidirla, però ci
sarebbe il diritto di parola, quindi è inutile che mi manda a dire
poi parla dopo , perché lei con questo parla dopo , ad esempio,
durante la finanziaria ha più volte impedito di parlare, quindi non
ho intensione di retrocedere.
PRESIDENTE. Non ho mai impedito di parlare a nessuno.
FOTI. Torniamo all'ordine dei lavori. Signor Presidente, io ero
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ovviamente
non ho preso la parola perché non sono Capogruppo, ma mi è stato
concesso di ascoltare. Bene. Intanto volevo avvisare che la I
Commissione ha dato il termine degli emendamenti sul comma 4 come
disegno di legge incardinato in I Commissione, e lo ha dato per
domani mattina. E tra l'altro voglio dire che durante la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in alcun modo si è toccato
il tasto delle, chiamiamole, Province, Città metropolitane, che tra
l'altro non hanno nulla a che vedere con l'impugnativa che invece
abbiamo ai commi 1, 2 e 3, l'ultimo paragrafo non è stato argomento
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
La Commissione stamattina ha dato il termine degli emendamenti e
ha anche inviato una mail a tutti i deputati, quindi mettetevi
d'accordo perché il cortocircuito mi sembra che sia totale.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, non c'è nessun cortocircuito, mi
creda. È ovvio che questa è una proposta, è un emendamento,
chiunque non sia d'accordo a che venga votato il comma 4, presenta
un subemendamento in cui chiede la soppressione del comma 4. Se
qualcuno non è d'accordo a votare il comma 2, presenta un
subemendamento con cui chiede di abrogare il comma 2. Dopodiché la
regola dice che viene presentato un emendamento, così come è stato
presentato, io sto dando, su richiesta della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari due ore di tempo per la
presentazione di eventuali subemendamenti. Sono assolutamente
disponibile ad attendere queste due ore dopodiché noi dobbiamo,
intanto, concludere la legge precedente sul giorno della legalità.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, la votazione finale la faremo successivamente.
Sospendo la seduta fino alle ore 19.00, per permettere la
presentazione di eventuali subemendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.11, è ripresa alle ore 19.04)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Genovese, Gucciardi, Arancio, Cracolici,
Barbagallo e Calderone.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Istituzione della
Giornata regionale
del ricordo e della legalità e del Forum permanente contro la
mafia e la criminalità organizzata . (n. 78/A)
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, componenti della Giunta, assessore Armao, mi corre
veramente l'obbligo morale, perché qua dentro tutti noi vogliamo
operare in scienza e coscienza, e le condizioni in cui si sta
legiferando oggi, sicuramente, non permettono queste condizioni. E
veniamo ed entriamo un attimo nel merito.
Si sta rispondendo e cercando di superare un'impugnativa dello
Stato centrale. Soprattutto, sto entrando nel merito del comma 3,
cioè appunto quanto rilevato rispetto all'albo di cui all'articolo
64 (l'articolo 4), in cui praticamente noi leggiamo che all'albo
dei dipendenti delle società in liquidazione di cui all'articolo
64, devono essere iscritti anche i dipendenti delle società
partecipate a totale o a maggioritaria partecipazione regionale
poste in liquidazione, successivamente alla data di entrata in
vigore dell'articolo 64, di cui alla legge regionale 21 del 2014 .
Proprio perché non c'è stato un passaggio in Commissione Bilancio,
e proprio perché non c'è stato un dibattito in quest'Aula, nel
merito di questa predisposizione, disposizione che è firmata non si
capisce da chi, spero che sia la firma del Governo. Mi dite voi chi
è che l'ha firmata, assessore Armao, è la sua?
PRESIDENTE. E' del Governo.
ZAFARANA. E' del Governo. Perché riscritture possono essere
presentate esclusivamente da parte del Governo, giusto? Quindi
ancora qualche brandello regolamentare riusciamo a mantenerlo.
Ora io dico, dal momento che non se n'è parlato, e quindi vorrei
capire se c'è una manovra in atto di cui noi non siamo a conoscenza
attualmente, perché in Commissione Bilancio non se ne parla, quindi
c'è un silenzio assordante su questo processo, avete per caso,
oltre alle attuali società partecipate, definite strategiche,
l'intenzione di liquidare delle partecipate che attualmente sono
state definite come strategiche?
Apprendo oggi, dal Giornale di Sicilia, da una dichiarazione del
Presidente Musumeci, che per esempio - ditemi se mi sbaglio, ma ho
letto stamattina questo - che Riscossione Sicilia si avvia verso
questo processo di liquidazione e che il personale anche verrà
transitato - non si capisce come, non abbiamo notizia di
interlocuzione con Equitalia - presso appunto l'Ente nazionale.
Pertanto, si richiede, e si richiedeva anche prima di andare in
contrasto con il dettato del decreto legislativo 175, e ci troviamo
oggi, la Regione si trova nella condizione per cui non può
tutelare, né i lavoratori appartenenti all'albo già costituito ai
sensi dell'articolo 64, né può tutelare possibilmente - perché io
rimetto a questa discussione, e voglio che venga messa anche agli
atti di quest'Aula questa considerazione - così come è scritto
neanche questo testo, secondo me, supererà i profili di
incostituzionalità prescritti ed individuati dall'impugnativa,
perché va a violare nuovamente - allora andava a violare l'articolo
25 - in successiva battuta andrà a violare l'articolo 19 e
l'articolo 20 del decreto 175.
E allora qui si chiede verità, qui si chiede coerenza, qui si
chiede in che modo sta operando questo Governo regionale: è il
Governo dei sotterfugi? È il Governo di chi non è capace di dire
perché non sa come andranno a finire le cose? È il Governo che non
vuole efficientare il funzionamento delle partecipate strategiche?
Perché di questo stiamo parlando, perché se noi facessimo lavorare
le partecipate e fare in modo che queste possano agire attraverso
le disposizioni, attraverso le indicazioni di cui abbiamo parlato
anche negli anni precedenti in Commissione Bilancio', quando sono
venuti, appunto, i vertici di Riscossione a indicare, per esempio,
il piano di rientro, perché tutto questo non deve essere portato
avanti? Forse perché ci sono interessi personali? Dato che
apprendiamo che l'assessore Armao, per esempio, ha un debito
considerevole nei confronti di Riscossione Sicilia?
Lo apprendiamo, ma su questo non è dato sapere, noi non sappiamo
e, soprattutto, dalle dichiarazioni, da quanto noi siamo messi
nelle condizioni di potere leggere, io ritengo a riprova della
condizione di incompatibilità e della condizione di difficoltà, si
pone la richiesta, da parte dell'assessore Armao, di essere stato
sollevato dalla vigilanza di Riscossione Sicilia.
Però il problema ora è, chi vigilerà se l'unico assessorato che
può entrare nel merito di Riscossione Sicilia è l'assessorato
all'economia che ha come suo assessore l'assessore Armao?
Quindi, è un rebus, è un busillis: ditemi un poco come dobbiamo
risolverlo e, soprattutto, non lo si potrà risolvere con una
votazione di un articolo che, praticamente, lascia aperti molti
interrogativi e, soprattutto, lascia aperti interrogativi sul
futuro dei servizi strategici che devono essere operati per questa
Regione, e sui lavoratori che attualmente non vengono ricompresi,
perché veniamo a sapere dalla Conferenza dei Capigruppo che il
Dirigente Generale dell'economia non ha voluto, vi è una relazione
tecnica a supporto di questo emendamento?
Anche perché io leggo nella nota protocollo n. 38343, la circolare
n. 15, a firma dell'assessore Armao indirizzata all'onorevole
Presidente della Regione, agli assessori regionali, alla Segreteria
generale, eccetera, il procedimento di quantificazione degli oneri
recati da ciascuna disposizione è incentrato sulla relazione
tecnica, ossia sul documento che deve accompagnare tutte le
iniziative legislative , tutte le iniziative legislative.
Ma non è novità di questo documento, nella scorsa legislatura già
noi avevamo avuto indicazioni e indirizzo in tal senso, quindi
chiedo anche agli Uffici, eventualmente, di comprendere all'interno
di quale panorama noi dobbiamo operare.
Presidente, domani, cioè mercoledì, noi saremo qua, si incardina
questo discorso in Commissione Bilancio' e nelle Commissioni di
competenza, si fa un ragionamento sereno entrando nel merito e nel
pomeriggio si fa Aula.
Questa per esempio è la nostra proposta, altrimenti rimane quanto
detto precedentemente nel mio previo intervento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zafarana. Intanto, vorrei dirle che
c'è la relazione tecnica che il Governo ha mandato sul disegno di
legge in generale, ed una specifica su questa che abbiamo noi, se
volete la possiamo anche distribuire.
ZAFARANA. Non se volete, la dovete distribuire
PRESIDENTE. Se distribuite questa relazione per favore. Noi
l'abbiamo ricevuta e ve la stiamo dando.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
ritorno sul metodo - Presidente, mi scusi - perché a me sembra
assurdo che questa norma oggi non transiti dalle Commissioni di
merito.
Per due mesi questa Assemblea ha viaggiato alla velocità della
lumaca, le Commissioni sono state rinviate da martedì a martedì,
non si è mai trattato il disegno di legge in una delle Commissioni
di merito e lei, per l'ennesima volta, sta forzando il Regolamento
di questa Assemblea, lo sta violando, ha trovato lo stratagemma per
far passare il disegno di legge n. 334 come un emendamento a un
disegno di legge che non c'entra assolutamente nulla, lo ha
trasformato in un disegno di legge stralcio e in due ore ci ha
messo gli emendamenti per presentarli nella giornata stessa.
Tutto questo per cosa? Per non farlo trattare nelle Commissioni di
merito? Lei, Presidente, sta per l'ennesima volta depauperando
quest'Assemblea e le Commissioni parlamentari legislative del
proprio potere. Se lei ritiene che questo sia il metodo corretto,
si prenda tutta la responsabilità del legislatore da solo.
Sciogliamo l'Aula e fa il legislatore unico di quest'Assemblea,
perché è veramente allucinante continuare a questo lavoro.
Queste cose sono già successe durante la Finanziaria e si sono
visti i risultati. Lei sta continuando a perpetrare questo
atteggiamento nei confronti di 70 colleghi, che vogliono lavorare.
La nostra Capogruppo le ha appena detto rimandiamo il disegno di
legge in Commissione, ne discutiamo in Commissione, si ritorna in
Aula . Tanto Presidente, ha la crociera, il volo? Domani,
dopodomani? Possiamo rimanere a lavorare. Non c'è scritto da
nessuna parte del mondo che il martedì 7 agosto si deve chiudere
l'Assemblea Regionale Siciliana, quando per settimane non si è
lavorato.
Io sono alla mia prima Legislatura, non ho mai visto un'Assemblea
lavorare così poco, e mi vergogno di farne parte, perché è
inaccettabile continuare con questo tempo di lavoro, che è pari a
quello di una lumaca che non produce assolutamente nulla.
Presidente Musumeci, io la prego, esorti questa Assemblea e il
Presidente di questa Assemblea a lavorare. Noi vogliamo lavorare,
Presidente. Perché personalmente percepisco 8.492 euro al mese, e
sono rubati per le ore di lavoro che fa questa Assemblea. Quindi,
cortesemente, per - diciamo - il ruolo suo istituzionale, spinga un
attimino affinché questa Assemblea inizi per una volta a lavorare.
Perché, mi creda, sono alla prima Legislatura, ma c'è una rabbia
all'interno del mio corpo che è veramente inimmaginabile per il
metodo di lavoro e il modo di lavoro di questa Assemblea.
PRESIDENTE. Grazie per il suo comizio, onorevole Sunseri.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Presidente della Regione, chiedo una precisazione nel merito
dall'assessore Armao. Ho letto qua la riscrittura dell'articolo 4,
comma 1, 2 e 3. Volevo precisato se erano ricompresi in questa
fattispecie anche i soggetti per rientrare nell'albo. Il che,
potevano rientrare nell'albo, anche i soggetti in virtù di pronunce
giudiziali passate in giudicato, ovvero di attivi di conciliazione,
purché intervenute per tempo. Volevo questa precisazione nel merito
dell'articolato.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, paradossalmente
gli interventi dei miei colleghi dell'opposizione, puntualizzando
un aspetto tecnico relativo al comma che riguarda l'albo,
probabilmente stanno, di fatto, facendo gli interessi non solo
della Regione ma anche, soprattutto, del Governo.
Perché, se noi andiamo incontro ad una impugnativa ulteriore,
probabilmente, ci ritroveremo di nuovo fra qualche mese a dover
discutere di nuovo dello stesso tema. Il problema di fondo è che
noi sul 175, non avendo ottemperato a quelle che sono le
prescrizioni dell'articolo 24 e dell'articolo 25, intervenendo
adesso su questa materia, probabilmente, anzi ho la certezza che
questo comma verrà ulteriormente impugnato. Quindi, chiedo la
massima attenzione su questo tema e la massima analisi sotto il
profilo giuridico perché, personalmente, ho la certezza assoluta
che questo comma verrà impugnato.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini che ci
ascoltano, visto che in Aula è presente il Presidente Musumeci, io
chiedo a lui di dire all'Aula se è d'accordo a questo, chiamiamolo
emendamento aggiuntivo, adesso è diventato stralcio, non si capisce
bene. La mia Capogruppo ha ben detto, comunque, non è passato nelle
Commissioni di merito, io voglio capire se il Presidente Musumeci
concorda con l'azione politica del Presidente Micciché e
dell'Assessore Armao. Perché di questo si tratta.
Dopodiché, voglio pure capire, vogliamo capire se il Governo ha
una progettualità sulle partecipate. Non è che la soluzione è
liquidare le partecipate, perché la liquidazione - così come
abbiamo visto per le ATO - non porta ad una vittoria per il popolo
siciliano perché liquidando le partecipate danneggiamo sia i
fornitori che, nello stesso tempo, i lavoratori che vengono
inseriti nello stesso albo.
Chiedo al Presidente Musumeci di esporre all'Aula il suo parere
relativamente a questo emendamento.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, signori assessori, io ritengo che con la
Finanziaria approvata il Governo in troppi casi, in occasione
dell'approvazione di tante norme ha combinato un pasticcio che ha
determinato l'impugnativa di cui oggi qui si discute. Mi sfuggono
pure i criteri seguiti dal Governo in base ai quali - però nella
propria autonomia è prerogativa del Governo, è un disegno di legge
di iniziativa governativa - decide di sopprimere alcune delle norme
impugnate, specificatamente l'articolo 17, i commi 3 e 4
dell'articolo 22, l'articolo 23, l'articolo 82, se non ricordo
male, della legge di stabilità, decide di modificare altre norme
che qui non cito per brevità; decide di non intervenire né
sopprimendole, né modificandole rispetto alla maggior parte delle
norme che pure sono state impugnate.
Non ci sono molti precedenti perché tutti ricordiamo che un tempo,
quando le impugnative venivano fatte dal Commissario dello Stato,
con un ordine del giorno, normalmente unanimemente approvato
dall'Assemblea regionale, si stralciavano le norme impugnate.
Ovviamente non andava in Gazzetta, quindi non entrava in vigore. La
prassi era che i Governi, credo di tutti i colori, che si sono
avvicendati stralciassero tutte le norme impugnate, credo che sia
la prima volta che si verifica che il Governo decide su alcune di
sopprimerle, su altre di modificarle, su altre ancora di lasciarle
immutate e, quindi, in vigore rispetto all'approvazione della legge
di stabilità. Capisco che il percorso seguito susciti tante
perplessità, ma ovviamente è il Governo che se ne deve assumere la
responsabilità. Noi siamo all'opposizione, ma dobbiamo comunque
evidenziare che specificatamente per quanto attiene alla norma cui
facevano riferimento i colleghi del Movimento Cinque Stelle, di cui
condivido molte delle ragioni qui esposte, ma mi riferisco in
particolare alla modifica dell'articolo 64, della legge 21/2014, è
una norma rispetto alla quale ognuno di noi negli anni - perché
purtroppo è una norma che nasce nel 2014 e che ci trasciniamo da
tanto tempo - ha dato un contributo. Molto spesso abbiamo anche
votato insieme, abbiamo votato all'unanimità. Non è mai stata una
norma che ha diviso questo Parlamento, neanche tra maggioranza ed
opposizione perché è una norma con la quale abbiamo tentato di
garantire che i dipendenti espulsi dalle società partecipate dalla
Regione Siciliana potessero rientrare nel circuito produttivo delle
società partecipate nel caso in cui ciò fosse stato determinato da
parte delle società stesse in deroga al blocco delle assunzioni e
abbiamo anche cercato di offrire una serie di criteri: l'esigenza
reale in base alle piante organiche, io non escludo che la norma si
possa ulteriormente migliorare, probabilmente anche per
condividerne il contenuto e, mi rendo conto, che anche un ulteriore
passaggio in Commissione potrebbe agevolare questo intervento
migliorativo della norma stessa.
Ecco, mi chiedo se a questo punto può essere questo l'argomento
che ci divide. Per quanto mi riguarda no. Ci divide l'impostazione
complessiva che il Governo sta dando rispetto al modo di
intervenire sull'impugnativa, ci divideranno tanti altri argomenti.
Se si dovesse ritenere anche di fare domani un passaggio rapido in
Commissione rispetto a queste norme, noi siamo disponibili anche
per rivederci domani per consentire una più larga condivisione
almeno, ripeto, di alcune norme che non ci hanno diviso nel passato
neanche quando chi attualmente governa era opposizione e mi auguro
che così possa essere rispetto ad interessi generali diffusi che
sono assolutamente corretti.
Voglio comunque precisare che nel caso in cui la Presidenza
dell'Assemblea si determinasse ad avviare un iter legislativo
diverso con il passaggio nelle Commissioni parlamentari, per quanto
ci riguarda non può essere accolto nessun emendamento aggiuntivo
cioè che non accada che questa diventi, appunto alla vigilia di
Ferragosto, la Finanziaria ter perché - questo sì - mi parrebbe
assolutamente da evitare e penso sia assolutamente da evitare.
Quindi, se la Presidenza ritiene utile un passaggio in Commissione
come richiesto da altri deputati che mi hanno preceduto noi siamo,
ovviamente, disponibili a riprendere un percorso, ma che non
diventi l'occasione per ripresentare una serie di altri emendamenti
tanto meno da parte del Governo.
PRESIDENTE. Se non ricordo male, i passati Governi, onorevole
Lupo, facevano l'ordine del giorno perché c'era il Commissario
dello Stato, quindi la legge veniva impugnata prima di diventare
legge e quindi era possibile farlo. Oggi non è più possibile fare
lo stralcio di tutte le norme.
Dopodiché, darei un attimo la parola al Governo, fermo restando
che la posizione della Presidenza dell'Assemblea è esattamente
quella che è emersa dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che è la reale parte che decide l'ordine del giorno
dell'Assembla, non è il Presidente da solo, dopodiché se però il
Governo si volesse determinare a fare il passaggio che ha chiesto
l'onorevole Lupo, ovviamente, da parte della Presidenza
dell'Assemblea, non ci sarebbe nessun problema.
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore regionale per l'economia. Signor Presidente,
onorevoli deputati, vorrei fare alcune considerazioni. La prima è
quella che nel seguire un iter logico che oggi ci conduce alla
scelta di abrogare alcune norme, riscriverne altre e resistere per
la gran parte nel giudizio di costituzionalità scaturisce non solo
come opportunamente lei ha sottolineato dalla configurazione del
giudizio di costituzionalità, che è un giudizio che si svolge su
norme già pubblicate ed in vigore e pertanto è su queste che
occorre valutare la triplice scelta.
Siamo stati orientati, come Governo, il Presidente ne ha messo a
parte l'intera Giunta e noi ne abbiamo valutato le conseguenze, sul
piano logico giuridico, delle conclusioni alle quali è giunto
l'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione con
il parere del 2 agosto 2018, n. 17488. In un lungo parere l'Ufficio
legislativo e legale si spinge ad effettuare e a svolgere alcune
considerazioni in ordine ad ogni singolo profilo dell'impugnativa,
ritenendo che è opportuno che su alcune disposizioni si resista ed
invece sottolinea che è più opportuno che per altre o si
modifichino le norme, o si rinunci alla resistenza in giudizio,
poiché il mantenimento in vita della norma porta plausibilmente ad
un accoglimento di motivo di ricorso in Corte Costituzionale.
Quindi, su questo noi abbiamo ritenuto di muoverci nel solco di
alcune prospettazioni dell'Ufficio legislativo e legale che è il
nostro avvocato poiché in giudizio la Regione sta per il tramite
non dell'Avvocatura dello Stato che difende lo Stato ma sta per il
tramite dell'Ufficio legislativo e legale. Ecco perché oggi noi
proponiamo la soppressione di alcune disposizioni.
Faccio un caso, che può essere più facilmente intellegibile e ci
dà la percezione di come sia opportuno oggi arrivare
all'abrogazione, con riguardo ai profili di censura concernenti gli
articoli 22, commi 3 e 4, che concernono il personale della Regione
- sottolinea l'Ufficio legislativo e legale - evitiamo di resistere
poiché la Corte Costituzionale che, come è noto, può sollevare la
questione di legittimità costituzionale di fronte a se stessa per
altri profili rispetto a quelli ricorrenti in sede di proposizione
del ricorso, potrebbe occuparsi di altri profili della disciplina
regionale e quindi eventualmente dichiararli incostituzionali,
quindi considerata l'ambiguità di questa disposizione che - non
voglio innescare polemiche - ma è di matrice assembleare, evitiamo
di insistere nel giudizio.
A questo punto noi proponiamo la soppressione, come la proponiamo
per esempio in ordine al famoso tema della moratoria sugli impianti
eolici e fotovoltaici, poiché non solo si è conseguito l'obiettivo
di una puntuale pianificazione, ma perché i Ministeri hanno
sottolineato alcuni profili di difficile compatibilità con
l'ordinamento europeo.
Andiamo invece all'articolo 64. Quindi la scelta di abrogare
alcuni articoli, la scelta di resistere in giudizio, faccio un caso
per tutti che è un caso molto importante, i componenti della
Commissione Bilancio lo ricorderanno: la norma che prevede
l'inserimento in bilancio dei seicento milioni di euro relativi
all'incremento della compartecipazione alla spesa sanitaria dal 42
al 49, quella è una battaglia che il Governo ha voluto intestarsi,
ringrazio il Presidente che è stato il primo tra noi ad
individuarne la forza dirompente nel confronto con lo Stato,
perché se lo Stato ci chiede di incrementare il livello della
compartecipazione deve rispettare norme che sono ancora vigenti
perché scritte nella Gazzetta Ufficiale che prevedono la
retrocessione alla Sicilia di seicento milioni di euro di accise.
Quindi non facciamo altro che chiedere il rispetto di norme
vigenti. Ecco e allora su questo noi intendiamo resistere e
resisteremo al meglio sperando di conseguire un risultato per la
nostra Sicilia. So che la battaglia è una battaglia condivisa anche
dalle opposizioni e quindi so di parlare di un idem sentire', di
un comune intento per i destini della nostra Sicilia.
Sull'articolo 64, è vero quello che diceva l'onorevole Lupo, come
è vero quello che diceva il presidente della Commissione Bilancio
oggi nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Questo articolo è da troppo tempo che aspetta di essere attuato, è
da troppo tempo che attende di vedere il pieno riconoscimento di
tante professionalità che, non per colpa loro, ma per colpa del
datore di lavoro, cioè la società pubblica, oggi non lavorano, e
quindi è giusto che queste persone possano offrire la loro
competenza, avendo assunto un rapporto a tempo indeterminato con
una società pubblica nell'alveo delle società pubbliche.
L'avevo richiamato stamattina nell'incontro avuto e mi permetto di
ribadirlo: noi in questo modo stiamo armonizzando l'articolo 64 con
il disegno dell'articolo 25 del decreto legislativo n. 175/2016,
cioè del Testo unico sulle Società partecipate. In questo modo noi
stiamo rendendo omogenea la normativa siciliana che è partita due
anni prima rispetto alla normativa nazionale con l'intento di dare
una risposta non a nuove forme di precariato che sono ben distanti
dal volere di quell'intera Aula, non solo del Governo, non
rispondere a questa o a quella scelta clientelare, ma dare un
diritto che il legislatore dello Stato già riconosce, cioè quello
per cui se tu entri nel sistema delle partecipate di un ente, che
sia Regione, che sia Comune, che sia Stato, se entri legittimamente
poi hai diritto di poter, laddove il tuo datore di lavoro cessa la
società per la quale lavora, hai diritto di poter continuare la tua
attività lavorativa presso altra struttura che fa parte di quel
gruppo di società partecipate.
Quindi questo è l'intento, questo è l'obiettivo, nell'alveo di un
confronto che abbiamo già instaurato con i Ministeri e che si
svolge proficuamente, voi sapete che abbiamo - questo va
evidenziato - proprio nel parere dell'Avvocatura, si legge, è
proprio l'incipit si premette che su oltre una ventina di
disposizioni sulle quali i vari Ministeri avevano formulato
osservazioni, a fronte delle controdeduzioni trasmesse dagli
uffici, non sono state sollevate questioni di legittimità
costituzionale. Quindi, quella sorta di profluvio di impugnative
che sembrava aver investito la legge di stabilità regionale, la
gran parte di queste disposizioni è stata salvata da un'importante
difesa svolta dall'ufficio legislativo legale e dai nostri uffici.
PRESIDENTE. Assessore Armao, se noi potessimo avere una copia di
questo parere, credo che intanto i colleghi sarebbero contenti.
ARMAO, assessore per l'economia. Certo, ci sono solo delle mie
annotazioni giuridiche.
Quindi, su questo c'è il conforto giuridico dell'Avvocatura e c'è
una linea ben chiara.
Sull'articolo 64 l'onorevole Pullara, giustamente, poneva una
questione che è stata, e lo ringrazio particolarmente per questa
questione che lei ha posto, perché purtroppo è stata una delle
condizioni che ci ha condotto all'impugnativa, perché alcuni
parlamentari proprio nella preoccupazione di non escludere alcune
posizioni che la legge statale avrebbe tranquillamente salvato,
cioè quelle concernenti sentenze passate in giudicato o ipotesi di
conciliazione, proprio per salvare queste posizioni le ha
esplicitate in termini normativi e questo ha allarmato gli uffici
romani che hanno impugnato proprio con riguardo a questa norma
incidentale perché si è detto: ma che bisogno c'è di normare un
fatto assolutamente pacifico cioè che una sentenza passata in
giudicato, res iudicata pro veritate accipitur, com'è noto, quindi
la cosa giudicata è verità assoluta e come tale la legge non può
che applicarla, l'amministrazione non può che applicarla, non è
necessaria una legge che riconosca una forza ad una res iudicata.
Quindi, sotto questo profilo, è evidente che la norma correlata
all'articolo 25 non potrà che dispiegare i propri effetti nei
confronti di tutti i soggetti che al 31 dicembre 2018, e abbiamo
voluto inserire un termine analogo a quello dello Stato solo che è
differito di sei mesi, giugno-dicembre, entro il 31 dicembre questa
vicenda dovrà finire e quindi questa norma transitoria dovrà
terminare i propri effetti e quindi si determinerà il pieno
riassorbimento di coloro, che ripeto, hanno un diritto a svolgere
la propria attività lavorativa perché hanno superato una procedura
ad evidenza pubblica per il reclutamento presso un soggetto
pubblico qual è una società a partecipazione pubblica.
Credo che nient'altro si può e si debba aggiungere a queste
considerazioni che sono di tipo tecnico-giuridico.
Un'ultima considerazione poi riguarda la norma che è stata
aggiunta che, come è noto, concerne la gestione commissariale degli
enti di area vasta su proposta dell'Assessore Grasso che ha
evidenziato l'esigenza di una proroga proprio per evitare che la
cessazione dei commissari possa arrecare pregiudizio agli enti
presso i quali essi espletano la loro funzione commissariale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se nessun altro deputato chiede di
parlare, si passa alla votazione degli emendamenti.
LUPO. Chiedo una breve sospensione in attesa che venga distribuito
il parere dell'ufficio legislativo e legale.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.39, è ripresa alle ore 19.57)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la giornata
odierna gli onorevoli Milazzo e De Luca Cateno.
L'assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Istituzione della
Giornata regionale
del ricordo e della legalità e del Forum permanente contro la
mafia e la criminalità organizzata . (n. 78/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione degli emendamenti.
Pongo in votazione il subemendamento A.1.1 del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.1, così come modificato.
PALMERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 41
Votanti 39
Maggioranza 20
Favorevoli 29
Contrari 10
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, adesso votiamo il disegno di legge sulla
legalità, a cui però io ho stralciato l'emendamento A.1, che
abbiamo appena votato, che invece voteremo come disegno di legge a
parte, autonomo, immediatamente dopo. Quindi, intanto procediamo
con la votazione finale del disegno di legge n. 78/A.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
78/A Istituzione della Giornata regionale del ricordo e della
legalità e del Forum permanente contro la mafia e la criminalità
organizzata
PRESIDENTE. Si passa alla votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge n. 78/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 46
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 44
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
78 Stralcio/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge 78 Stralcio/A.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 34
Votanti 29
Maggioranza 15
Favorevoli 29
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Abbiamo finito. A questo punto, io credo che vi comunicheremo con
esattezza la ripresa dell'Aula.
LUPO. Ci sono due ordini del giorno.
PRESIDENTE. Ha ragione, ci sono da votare due ordini del giorno.
Si passa all'ordine del giorno n. 59 Provvedimenti per il
divieto di uso di contenitori in plastica monouso nelle aree del
Parchi e delle Riserve siciliane , a firma degli onorevoli Lupo,
Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro e Cracolici.
Lo pongo in votazione. Chi resta è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
LO CURTO. Dichiaro di voler apporre la firma all'ordine del
giorno dell'onorevole Lupo.
PULLARA. Dichiaro di voler apporre la firma all'ordine del giorno
dell'onorevole Lupo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 60 Provvedimenti per
l'obbligatorietà delle vaccinazioni infantili ai sensi del decreto-
legge 7 giugno 2017, n. 73 convertito con legge 31 luglio 2017, n.
119 , a firma degli onorevoli Lupo, Arancio, Barbagallo, Cafeo,
Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale, Lantieri, Gucciardi,
Sammartino.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, solo un
aspetto formale che credo non sia irrilevante. Leggo che l'ordine
del giorno impegna il Governo; prescindo dal contenuto, come lei sa
signor Presidente, l'ordine del giorno fa voti, fa auspici ma non
impegna, è la mozione che impegna il Governo, quindi se l'Ufficio
di Segreteria è d'accordo e l'Ufficio di Presidenza è d'accordo,
io chiedo che impegna venga commutato in fa voti. Grazie.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno può anche impegnare, il Governo
può accettarlo come invito o come raccomandazione se lo vuole fare,
però teoricamente può essere anche un impegno che si chiede al
Governo. Viene accettato come raccomandazione?
MUSUMECI, Presidente della Regione. Sì.
PRESIDENTE. Allora, viene accettato come raccomandazione; lo
volete votare o lo accettiamo come raccomandazione?
LUPO. Chiedo che venga posto in votazione.
PRESIDENTE. Chiedete che si voti. Va bene, non c'è nessun
problema. Quindi, il parere sull'impegno è contrario; è favorevole
come raccomandazione, ma non è favorevole come impegno.
LUPO. Come prevede il Regolamento.
PRESIDENTE. Se voi volete, si vota. Ho chiesto, se lo volete
accettare come raccomandazione non lo votiamo, se non lo volete
accettare come raccomandazione lo votiamo. Come raccomandazione è
accettato.
E' approvato in quanto raccomandazione o in quanto ordine del
giorno? Che avete deciso?
(Brusìo in Aula)
Allora, i presentatori hanno scritto che impegnano il Governo. Il
Governo ha facoltà di accettarlo come impegno oppure chiede di
accettarlo come raccomandazione.
LUPO. Qual è il numero dell'ordine del giorno?
PRESIDENTE. Il n. 60. Quello, per intenderci, sui vaccini.
Io ho il n. 59 e il n. 60; non ne ho altri. C'è, evidentemente, un
po' di stanchezza.
L'ordine del giorno n. 59, che è stato già votato, è quello
relativo al divieto di utilizzo e vendita dei contenitori monouso
in plastica nei parchi e nelle riserve. Questo è stato già
approvato. Poi, io ho l'ordine del giorno n. 60, che è quello
relativo ai vaccini, per intenderci.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito
dell'ordine del giorno n. 60, premesso che noi concordiamo
perfettamente con le azioni che il Ministro della Salute sta
provvedendo a mettere in campo per garantire la massima copertura e
tutto quello che comporta, vorrei dire che questo ordine del
giorno, a parte che è in contrasto con delle mozioni che già sono
state approvate e trattate in quest'Aula come quella, ad esempio,
del collega De Luca ed un ordine del giorno che avevo presentato io
durante la finanziaria. Però, arrivati a questo punto se lo
possiamo trattare in maniera più argomentata, perché io mi
preoccuperei, più che altro, se fossi nei panni dei colleghi,
affinché l'Assessore Razza facesse una campagna di informazione,
stampasse dei depliants, affinché munisse i saloni, le sale dove le
mamme si recano di climatizzatori anziché fare aspettare ore ed ore
al caldo infernale dell'estate oppure provvedesse a delle sale dove
accogliere non in maniera indiscriminata, ma in maniera separata i
neonati dagli adolescenti e affinché ci fosse anche la
disponibilità, come prevista dal decreto Lorenzin di analisi
prevaccinali a carico del sistema sanitario, affinché ci fosse un
registro delle purtroppo, una su mille - io spero sempre che siano
zero - reazioni avverse che ogni tanto avvengono, come tra l'altro
viene scritto nei bugiardini dei farmaci, affinché ci fosse la
disponibilità, come dice il decreto Lorenzin di vaccini singoli
anziché in blocco.
Insomma, io mi preoccuperei più di questo più che altro di
rilevare invece se togliamo la sanzione allora non si vaccina,
perché si fa una discriminazione di classe. Allora, chi ha i soldi
eventualmente paga la multa e invece i poveracci vanno lì a fare
gregge e a farsi vaccinare perché, magari, non hanno i soldi per
pagare la multa o ancora peggio fare le analisi ai propri figli.
Quindi, noi non voteremo questo ordine del giorno e se vogliamo
fare qualcosa di serio finalmente direi, semmai, che ne discutiamo
la prossima volta.
Quindi, invito i colleghi a ritirare questo ordine del giorno che
non rende dignità alle cose interessanti che invece di solito
presentano.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, in ogni caso siccome i presentatori
dell'ordine del giorno hanno riferito che lo accettano come
raccomandazione non lo mettiamo neanche in votazione. E' accettato
come raccomandazione.
Onorevoli colleghi, non ci sono altri ordini del giorno; pertanto,
la seduta è conclusa. Faremo sapere ai colleghi il giorno di
riapertura dell'Assemblea.
Intanto, mi permetto di augurare a tutti voi, ma anche a tutti i
dipendenti dell'Assemblea, che in questi ultimi mesi sono stati
anche abbastanza stressati da me e dagli altri, una buona vacanza
che non sarà lunga, sarà breve ma spero che sarà intensa.
La seduta è tolta alle ore 20.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio