Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 16.05
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta n.
61 del 13 settembre 2018 che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Caronia ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
ZITO, segretario:
- Disegno di legge per gli incentivi ad impianti fotovoltaici per
uso agricolo (n. 347).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Savarino il
13 settembre 2018.
- Interventi per l'autonomia abitativa dei giovani (n. 348).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Savarino il
13 settembre 2018.
- Riordino dei Consorzi di bonifica (n. 349).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Compagnone,
Pullara, Di Mauro, Papale, Tamajo, Zitelli, Bulla e Lantieri il 13
settembre 2018.
- Modifiche della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
stabilità regionale (n. 350).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Di Caro,
Mangiacavallo, Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di
Paola, Foti, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 13 settembre 2018.
- Disposizioni in materia di agricoltura sociale (n. 351).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Catalfamo,
Amata e Galvagno il 13 settembre 2018.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Cracolici ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
ZITO, segretario:
N. 353 - Chiarimenti in merito al servizio di trasporto sociale
Ges.a.p s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Figuccia Vincenzo
N. 354 - Chiarimenti in ordine allo stato di abbandono e degrado
del complesso termale di Cefala Diana (PA).
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Sunseri
Luigi; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
ZITO, segretario:
N. 352 - Chiarimenti sullo stato di attuazione da parte
dell'Amministrazione regionale dell'art. 22 del d.lgs. n. 75 del
2017.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta
N. 355 - Chiarimenti circa il rilascio delle autorizzazioni ai
progetti di un nuovo impianto di trito-vagliatura in c.da
Citrolo, nel territorio di Alcamo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Palmeri Valentina; Foti Angela; Di Paola Nunzio; Campo Stefania;
Cancelleri Giovanni Carlo; Sunseri Luigi; Mangiacavallo Matteo;
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pasqua Giorgio; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena; Di Caro
Giovanni; Marano Jose; Trizzino Giampiero
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
ZITO, segretario:
N. 89 - Divulgazione dei rilievi di inquinamento di acque e aria
nell'agrigentino.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni
Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina;
Zafarana Valentina; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Pagana Elena; Marano Jose; Campo
Stefania; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta
N. 90 - Tutela dell'olivicoltura siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni
Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina;
Zafarana Valentina; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Pagana Elena; Marano Jose; Campo
Stefania; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta
N. 91 - Notizie sull'area ricadente in contrada 'Drasy' utilizzata
come poligono di tiro.
- Presidente Regione
Fava Claudio
N. 93 - Interventi di ampliamento della rete infrastrutturale
viaria nel versante sud-occidentale della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Catanzaro Michele; Dipasquale Emanuele; Arancio Giuseppe Concetto;
Sammartino Luca; Gucciardi Baldassare; Cafeo Giovanni
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
ZITO, segretario:
N. 128 - Revoca in autotutela dei provvedimenti
autorizzatori riguardanti il Muos di Niscemi.
Campo Stefania; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio
Presentata il 6/08/18
N. 129 - Tutela occupazionale nel settore dei beni culturali.
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano Presentata il 7/08/18
N. 130 - Finanziamento del 'Budget di salute'.
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 7/08/18
N. 131 - Iniziative concernenti i lavori permanenti del tratto
autostradale Messina-Villafranca Tirrena.
Catalfamo Antonio; Amata Elvira; Galvagno Gaetano; Genovese Luigi
Presentata il 22/08/18
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Commemorazione dell'onorevole Rita Borsellino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Prima di procedere allo
svolgimento del II punto all'ordine del giorno mi preme, anche
perché come ci siamo detti l'altro giorno, credo che da parte mia,
sicuramente, ma da parte di tutti i colleghi, c'è la volontà e il
piacere e oserei dire quasi l'obbligo di una commemorazione per
l'onorevole Rita Borsellino che è venuta a mancare qualche
settimana fa.
La signora Borsellino dopo la lunga malattia si è spenta.
E' stata una donna di grandissimo coraggio, di grande rigore
morale e di grande compostezza. Protagonista della migliore
antimafia, quella lontana dalle passerelle, ma al contrario
concreta, sempre presente e quotidianamente nell'azione politica,
nelle Istituzioni e soprattutto tra la gente, prima di tutto fra i
giovani per i quali, con passione ed entusiasmo fuori dal comune,
profuse il suo amore ed impegno per la legalità.
Rita Borsellino seppe trasformare il suo grande dolore per
l'assassinio del fratello e degli uomini della sua scorta in
impegno civile, politico e istituzionale per mantenere sempre vivi,
nei singoli e nella collettività, la memoria e l'impegno.
Fu candidata alla Presidenza della Regione, nella XIV Legislatura,
che fu la stessa in cui io ho fatto la mia prima esperienza da
Presidente di questa Assemblea. Fu per me un onore averla tra i
banchi del Parlamento, ove sedette nel Gruppo Misto, a
rappresentare un'opposizione ferma e senza compromessi.
Vorrei ricordare che tra i disegni di legge a sua firma ci fu
quello della modifica delle competenze della Commissione
parlamentare antimafia' con l'intuizione che precorse i tempi di
tutta la normativa statale successiva, volle mettere al centro
dell'attenzione il fenomeno della corruzione come intimamente
legato all'azione dell'infiltrazione mafiosa e di condizionamento
delle Istituzioni, proponendo di inserire fra le competenze della
Commissione regionale proprio il compito di proporre disposizioni
normative idonee a prevenire il fenomeno della corruzione nella
Pubblica Amministrazione .
Ebbene oggi non posso che essere fiero che tale intuizione, che in
quella Legislatura non venne raccolta, è stata trasfusa in uno dei
primi atti che questo Parlamento ha approvato, inserendo la
corruzione nelle attività della Regione e degli enti del sistema
regionale' fra quei fenomeni su cui la Commissione ha il compito di
vigilare, al fine di esercitare un'azione di prevenzione e
contrasto. La Commissione parlamentare antimafia' ha assunto,
infatti, la diversa denominazione di Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione
in Sicilia .
Rita Borsellino svolse la sua attività principalmente in questa
direzione, ma anche su altri temi di cruciale importanza lei seppe
comunque essere lungimirante. Presentò una mozione sulle politiche
migratorie, in un periodo quando ancora non se ne parlava tanto, e
sul diritto di asilo, sottolineando già da allora la situazione
drammatica degli sbarchi in Sicilia e la necessità, quindi, di
affrontare il problema in maniera organica. Chiese che il
Parlamento si attivasse affinché venissero predisposti tutti gli
strumenti per la costruzione di un piano d'azione per la migrazione
legale in Europa.
Tutto questo in quella linea di continuità rappresentata
dall'impegno per la pace e nella convinzione che la Sicilia, da
sempre luogo di integrazione culturale e religiosa, cito le sue
parole dovrebbe essere isola di pace e ponte fra le diverse
culture che al Mediterraneo fanno capo .
L'impegno politico di Rita Borsellino continuò anche in altre
sedi: fu eletta deputata al Parlamento europeo, e il suo impegno
non è cessato neanche allora.
"La memoria è vita che si coltiva ogni giorno": questa una delle
sue frasi più belle e più note e noi vogliamo onorare la sua
memoria con il lavoro di questa Assemblea, volto ogni giorno a
costruire una Sicilia migliore, anche grazie a una più forte azione
di contrasto alla mafia e alla corruzione ed al rinnovato ruolo
della Commissione parlamentare Antimafia' ultimamente impegnata a
fare emergere la verità sulla strage in cui furono uccisi Paolo
Borsellino e gli uomini della sua scorta. Quella verità che Rita
Borsellino non si è stancata, fino all'ultimo, di chiedere alle
Istituzioni, col suo modo fermo ma pacato, mai fuori dalle righe,
ma proprio per questo come un grido ancora più forte che questa
Assemblea, senza esitazione, vuole raccogliere.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente la ringrazio per avere voluto concedere
tempo del nostro lavoro parlamentare alla commemorazione
dell'onorevole Rita Borsellino, così come io stesso avevo chiesto,
ritenendo estremamente importante una commemorazione adeguata di un
deputato che ha dato davvero tanto alla Sicilia e direi all'intero
Paese e anche all'Europa con il suo straordinario impegno a
Strasburgo e a Bruxelles.
Come sappiamo lo scorso 15 agosto si è spenta Rita Borsellino, si
è spento il suo sorriso, si è spenta la sua gentilezza ma non nel
ricordo di ognuno di noi.
Sorriso e gentilezza che accompagnavano Rita nel suo agire, nel
suo modo di essere insieme ad una solida intransigenza, insieme a
valori forti come i valori per la pace, per la lotta alla mafia, il
suo senso della democrazia partecipativa; sappiamo che dopo la
strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992 la sua vita cambiò, come
lei stessa era solita ripetere, suo malgrado, purtroppo, dopo
l'uccisione del fratello e degli agenti della scorta, e da quel
momento cominciò a svolgere un'intensa attività, un'attività
sociale che poi divenne politica, di educazione alla legalità, in
particolare a favore dei giovani e nelle scuole.
Era nata a Palermo, come tutti noi ben sappiamo, in un quartiere
popolare, un quartiere che è quello della Kalsa, lo stesso
quartiere dove appunto era nato Paolo Borsellino, dove era nato
Giovanni Falcone, era una profonda conoscitrice della nostra città,
della Sicilia e ha dato un contributo straordinario affinché la
società civile in questi anni potesse davvero accelerare un
percorso di riscatto sociale nella lotta alla mafia.
Nel 2006 è stata la prima donna candidata alla Presidenza della
Regione siciliana con il primo programma partecipato, nato da
centinaia di incontri che si svolsero sull'intero territorio
regionale e che videro partecipi, per l'elaborazione di quel
programma, organizzazioni sindacali, di volontariato, comuni
cittadini, tutti coloro che vollero in quell'occasione dare un
contributo alla definizione di un programma che doveva essere il
programma della Sicilia che voleva cambiare, e ottenne anche uno
straordinario successo elettorale, oltre un milione di voti:
risultato migliore in termini assoluti di consensi ottenuto da un
candidato alla Presidenza della Regione del centrosinistra, un dato
estremamente forte; fu una legislatura breve, come sappiamo la XIV,
appena due anni, lo ricordava lei, interrotta dalle dimissioni
dell'allora Presidente della Regione per le note vicende, ma anche
in quei due anni seppe dare un contributo estremamente
significativo che lei, signor Presidente, ha ben riassunto nel suo
intervento iniziale.
Nel 2006 è stata tra i tredici saggi incaricati da Romano Prodi
allora di redigere il manifesto del Partito Democratico, voglio
sottolinearlo, fu tra le personalità scelte da Prodi per redigere
quel manifesto, un manifesto per noi estremamente importante, e lo
fece da indipendente.
Fu candidata e fu eletta nelle liste del Partito Democratico per
il Parlamento europeo nel 2009 ma lo fece da indipendente, ebbe
sempre nei confronti del Partito Democratico un atteggiamento
estremamente positivo pur non aderendo mai, formalmente,
iscrivendosi al partito ma riuscendo sempre a dare un contributo
estremamente positivo all'azione del Partito Democratico a tutti i
livelli istituzionali, sia in Sicilia che a Bruxelles.
Risultato straordinario quell'elezione europea, ottenne circa 230
mila preferenze, in termini assoluti un risultato tra i migliori di
sempre che testimonia anche la straordinaria simpatia, direi, lo
straordinario consenso di cui godeva tra i cittadini siciliani.
L'onorevole Borsellino ha dedicato all'attività politica dodici
dei suoi 73 anni, i suoi 73 anni di vita, un periodo lungo, un
periodo proporzionalmente breve rispetto alla sua intera esistenza
ma sicuramente estremamente intenso cercando sempre e soltanto di
perseguire il bene comune nell'interesse della collettività senza
mai strumentalizzare l'uccisione del fratello Paolo ma dicendo che
da quella circostanza dolorosissima aveva tratto nuove energie e
aveva avvertito l'esigenza di mettersi a servizio di un progetto di
crescita per la Sicilia nella legalità.
D'altronde l'omicidio del fratello avvenne ben quattordici anni
prima della sua candidatura alla Presidenza della Regione.
Prima di allora Rita Borsellino aveva svolto in modo esemplare la
professione di farmacista e lo aveva fatto sempre a contatto con il
popolo, con la gente, instaurando - così come ho avuto modo di
sentir raccontare a lei, ma anche a gente che frequentava quella
farmacia - un rapporto personale con gli abitanti di quel
territorio che si rivolgevano a lei con fiducia, anche per chiedere
consigli di vario genere, non solo strettamente riguardanti
l'attività della farmacia, la sua professione di farmacista.
Dal 1994 contribuì all'organizzazione della carovana antimafia ,
come tutti ricordiamo, un'idea forte, un'idea propositiva, un'idea
concreta di lotta alla mafia mediante un patto etico fra cittadini,
istituzioni e diverse realtà della società civile, che seppe unire,
mettere insieme, valorizzare.
Impossibile, per brevità di tempo, qui ricordare le innumerevoli
iniziative di promozione sociale realizzate da Rita, così come
impossibile ricordare i numerosi riconoscimenti ottenuti in giro
per tutta Italia, di cui sicuramente possiamo essere tutti
orgogliosi, anche per questo ricordarla sapendo di ricordare una
personalità davvero alta, con un profilo che è andato senz'altro
oltre i confini del nostro Paese, tanto da essere ancora ricordata
anche a livello europeo - anche il Parlamento europeo ha deciso di
commemorarla.
Dal 1995 al 2005 è stata, anche, dapprima vicepresidente e, poi,
presidente onoraria di Libera, associazione fondata da don Luigi
Ciotti, contribuendo in maniera incisiva all'approvazione della
legge sull'uso sociale degli immobili confiscati alle mafie,
diffondendo i valori della democrazia e della legalità, nelle
scuole in particolare e nelle periferie.
Amava molto dedicarsi alle periferie. Ricordo il suo impegno per
le periferie della nostra città e ricordo una caratteristica di
Rita, che riusciva a trovarsi a suo agio dialogando con i
professionisti del quartiere Libertà e con gli abitanti dei
quartieri delle nostre periferie.
Una capacità di ascolto, di comprensione, e chi parlava con lei
percepiva di essere compreso e si apriva ad un rapporto fiduciario
straordinario.
La sua visione della politica come servizio - lo ripeteva, amava
ripeterlo - deve ispirare ciascuno di noi, a prescindere dalle
appartenenze politiche, perché soltanto così questo Parlamento
regionale potrà rappresentare i Siciliani onesti, la Sicilia che
vuole cambiare, la Sicilia che tutti sogniamo di voler vedere
presto migliorare di giorno in giorno, la Sicilia che ha sognato
Paolo Borsellino, la Sicilia che sognava Rita Borsellino e per la
quale ha lavorato con grande intensità.
In questo senso l'esempio di Rita Borsellino sia un faro per
l'attività parlamentare e politica al servizio della Sicilia, terra
bellissima e disgraziata'.
Ho sentito Rita molte volte nei suoi incontri definire così la
terra di Sicilia, ricordando parole che usava Paolo Borsellino ed
alle quali dava un significato particolarmente profondo.
Rita ha saputo aggregare realtà molto eterogenee, tantissimi
giovani - lo ricordava anche lei nell'introduzione - che hanno
iniziato a partecipare alla vita politica vedendo in lei una donna
ostinata, coraggiosa, capace di accettare le sfide più difficili
con grande forza, con fermezza d'animo e con uno straordinario
entusiasmo, una caratteristica che tutti sicuramente ricordiamo.
Il Gruppo del Partito democratico - e, signor Presidente, ritengo
tutta l'Assemblea regionale siciliana - si unisce, certamente, al
dolore dei figli Claudio, Cecilia, Marta, del fratello Salvatore,
di tutti i familiari di Rita Borsellino e si unisce, certamente,
anche al dolore dei tanti compagni di viaggio di Rita Borsellino e
tra questi certamente alcuni di noi.
Molti dei suoi discorsi si concludevano con il motto scout buon
cammino . Ecco, probabilmente, in questo momento, non senza qualche
amarezza mentre noi la ricordiamo, Rita ci ripete quell'augurio.
Noi lo accogliamo, lo facciamo nostro. Grazie Rita.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente, in
maniera scontata, Forza Italia si unisce al dolore per la scomparsa
dell'onorevole Borsellino.
E' veramente operazione assai complicata riuscire a dire qualcosa
di nuovo, se così posso dire, quando si parla di un personaggio
così rilevante, non solo da un punto di vista politico.
Io, però, signor Presidente ed onorevoli colleghi, ho il piacere
di ricordare l'onorevole Borsellino come esempio per una ragione un
po' diversa rispetto al prestigioso, pesante, importante,
meraviglioso cognome che portava, ed è un esempio di comportamento
in politica.
Prima che divenissi deputato, signor Presidente di questa
Assemblea, svolgendo la mia professione, l'avevo e l'ho sempre
vista come un esempio di sobrietà ed è così che mi piace
ricordarla, forse perché a me, personalmente, non piace la politica
gridata, la politica di scontro l'un contro l'altro armato. Non
sono amante delle polemiche sterili ed inutili tante volte,
soprattutto in un momento così difficile, financo drammatico che
caratterizza la nostra epoca.
Ebbene, l'onorevole Borsellino è stata un esempio di eleganza, di
sobrietà, di buon comportamento, mai una parola sopra le righe, mai
sfruttare e strumentalizzare le proprie vicende personali, sempre a
disposizione del popolo e della politica.
Io credo, non me ne voglia l'onorevole Lupo, che l'onorevole
Borsellino sia un patrimonio di tutti, non solo un patrimonio del
Partito Democratico perché per quanto mi riguarda e per quanto
riguarda Forza Italia è un esempio da seguire, un esempio di
istruzione, di cultura, di buoni comportamenti, di educazione,
ecco Questa per noi, per Forza Italia e credo per tutti è stata
l'onorevole Borsellino: un esempio da seguire; ha tracciato il
solco e noi, magari immodestamente e talune volte immeritatamente
ed ancora tra le altre indegnamente, siamo onorati di poterne
seguire le tracce.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, ho
scritto questa lettera all'onorevole Rita Borsellino permettendomi
di usare un tono confidenziale perché sono certo che lei stessa me
lo avrebbe chiesto: Cara Rita, avevo appena 17 anni quando in
occasione del passaggio a Gela di una delle prime edizioni della
carovana antimafia ho conosciuto ed iniziato ad apprezzare l'alto
valore del tuo impegno, nel tentare di sensibilizzare l'opinione
pubblica su temi sociali, culturali, economici, legati al
proliferare delle mafie e dell'illegalità. Ma non era soltanto
antimafia e tu non eri soltanto la sorella di Paolo, era molto di
più. Era il tentativo di contrastare tutte le mafia, partendo dal
basso, e fuori dai Palazzi di Giustizia, non delegando alla
Magistratura o alle Istituzioni la lotta alla criminalità
organizzata, ma coinvolgendo i giovani ed i cittadini in quel
cambiamento culturale che l'avrebbe privata davvero del consenso di
cui si nutriva.
Il tuo era un impegno quotidiano portato avanti con autentica
convinzione, ma senza eccessi e personalismi, con un linguaggio
semplice capace di raggiungere i ragazzi che incontravi nelle
scuole, ma anche gli adulti più disillusi sulla possibilità di
poter cambiare la nostra Terra.
Il tuo esempio ha insegnato ad ognuno di noi, prima ancora che
come politici, come cittadini, a credere nella possibilità di un
cambiamento che parte dalla coscienza del singolo ed arriva fin
dentro le Istituzioni, restituendo dignità ad una politica sempre
più distante dai cittadini e sporcata dalla corruzione e dalla
disponibilità cronica al compromesso.
Oggi, più che mai, la politica ha bisogno di riscoprire il valore
dell'ascolto, delle istanze dei cittadini, con la stessa attenzione
che tu eri capace di mostrare e che rappresentava quel valore
aggiunto che rendeva ogni tua iniziativa un progetto collettivo,
sogno comune.
La nostra Terra ha perso una grande occasione quando, in occasione
della tua candidatura alla Presidenza della Regione nel 2006, ha
preferito cedere alle facili lusinghe di un vecchio modo di fare
politica e che, purtroppo, ancora oggi, ostacola il desiderio di
riscatto di tantissimi siciliani onesti.
L'appello di Beppe Grillo in quell'occasione aveva già colto nel
segno: L'Italia non cambierà fino a quando la Sicilia non
cambierà. Oggi l'Italia ha una grande opportunità, una grande
persona, Rita Borsellino, per la Presidenza della Regione Sicilia.
Rita dà fastidio, a destra, e forse soprattutto a sinistra. Invito
chi mi conosce, chi crede in un nuovo Rinascimento italiano,
chiunque voglia un vero cambiamento in questo Paese ad appoggiarla
pubblicamente'.
Questo è lo spirito che dovrebbe muovere sempre l'azione di chi,
eletto, vuole servire il popolo, cercando ogni giorno di farsi
carico della bellissima eredità che ci hai lasciato come donna,
come cittadina e come deputata di questo Parlamento e di quello
Europeo, convinti che il potere che gli elettori ci hanno conferito
abbia un valore. Solo se può servire a migliorare le cose ed a dare
a tutti i siciliani più diritti e non solo doveri. Grazie Rita. .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Presidente, grazie. Cari colleghi, per me è un onore
parlare in nome del Gruppo Diventerà Bellissima, per unirmi,
unirci, al cordoglio dell'Aula per la scomparsa di questa grande
siciliana, di Rita Borsellino, della dottoressa Rita Borsellino,
dell'onorevole Rita Borsellino, della donna Rita Borsellino, che ha
veramente segnato un'epoca.
Persona mite quanto altri mai, con quello sguardo sempre
sorridente e magnetico che incantava, che si è trovata catapultata
sulla scena pubblica dopo l'immane tragedia della strage di via
D'Amelio.
Lei, signor Presidente, l'onorevole Lupo ed i colleghi che mi
hanno preceduto, hanno già ripercorso le tappe della carriera
politica della dottoressa Borsellino, del suo impegno civile, della
sua partecipazione a tutte le iniziative in favore della legalità
che hanno contraddistinto la sua azione in questi anni.
Io temendo questo, ho cercato di vedere il suo operato all'interno
di quest'Assemblea. Io ho individuato due disegni di legge,
apparentemente in contrasto: un disegno di legge per l'abrogazione
della Commissione regionale antimafia, e se voi leggete la
relazione introduttiva a quel disegno di legge presentato, se non
ricordo male, nel novembre del 2006, era proprio un atto di
sconforto, un quasi volersi arrendere, l'inutilità di questo
organismo che, allora, non riusciva a pervenire nemmeno ad una
relazione conclusiva, dove i componenti disertavano i lavori e
quant'altro; e poi, però, a distanza di qualche mese, invece un
disegno di legge per l'istituzione di una nuova Commissione
regionale antimafia con i poteri ampliati, con una messa in
relazione con la Commissione nazionale, con la Commissione
trasparenza, con lo stesso Consiglio di Presidenza, un disegno di
legge che, forse, varrebbe la pena riprendere per trarne qualche
spunto di grande attualità e reinserirlo ancora oggi. Proprio per
dire che quell'attimo di sconforto era stato immediatamente
superato con, invece, l'atto propositivo di una rivisitazione delle
funzioni e dei compiti della Commissione e, soprattutto, un
richiamo al dovere di ciascuno di essere particolarmente asettico
se componente di questa Commissione e, quindi, l'indicazione di
tutta una serie di incompatibilità molto, molto pregnanti.
E fu anche un'antesignana nello scoprire con dolore che dietro
un'antimafia molte volte solo parolaia e di facciata, si
nascondevano interessi particolari.
Voglio leggere questa dichiarazione della dottoressa Borsellino:
Sono sconcertata, dobbiamo ammetterlo, è più onesto. C'è una parte
della società che ha fatto della legalità una convenienza. Io con
questa antimafia delle apparenze non voglio avere nulla a che
fare . Siamo nel 2015, quando ancora dei fenomeni cui abbiamo
assistito negli ultimi tempi c'era solo un sospetto, chi ne parlava
veniva tacciato di essere collaboratore della mafia perché parlava
male di un'antimafia che lo era solo a parole e che, invece,
perseguiva interessi ben più bassi.
Allora, Presidente, grazie per avere voluto dedicare questa seduta
della nostra Assemblea al ricordo di questa donna cui dobbiamo
veramente guardare con grande gratitudine per l'esempio che ha dato
a noi e, soprattutto, alle nuove generazioni.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Governo, colleghi, oggi, è giornata
davvero molto particolare, soprattutto quando si ricordano questi
profili, queste persone che sicuramente, almeno dal mio punto di
vista, data la mia età e dato il mio giovane impegno in politica,-
sono stati comunque dei punti di riferimento.
Le sensazioni che ho avuto, davvero molto forti quelle volte che
l'ho incontrata, quelle volte che ho avuto la possibilità di
scambiare qualche parola, per carità, da semplice cittadino hai
spesso poche possibilità di parlare con qualcuno che si occupa di
politica a quei livelli, però devo dire che ho sempre trovato una
persona pronta, disponibile.
Una frase forse mi ha, più di tutte, segnato, perché mi ha
condotto, spero in maniera aderente a quelle che erano le sue
intenzioni, fin qui: Chi rappresenta il popolo non può permettersi
di suscitare il minimo dubbio sulla propria condotta morale . Lei
lo ha fatto. Lo ha fatto in maniera indubbia e questo credo che
sia, fra le tante cose che ha lasciato, anche questa è una parte di
quella eredità che, oggi, ci dobbiamo portare davvero con grande
orgoglio.
Rita Borsellino ci rende orgogliosi di essere siciliani, e questa
è una cosa bella, a me fa davvero, oggi, molto piacere. È riuscita,
se questo Parlamento, se lei Presidente, se il Governo mi concedete
una battuta, anche se non è il momento delle battute, però, è anche
riuscita in un'opera incredibile: mi ha fatto votare il PD. E'
incredibile questa cosa. Io ho votato nel 2006 per Rita Borsellino
ed ho votato per il Partito Democratico. E' quasi una notizia
Perché credo che persone come Rita Borsellino vadano oltre i
partiti, siano andate oltre i partiti, e vadano sempre oltre quelle
ideologie, fino a farle diventare, invece, impegno civile e grande
carisma che, poi, ti accende davvero le fiamme. Rita Borsellino ti
accendeva la voglia di essere siciliano e lo faceva con i metodi e
i modi pacati che, tutti hanno descritto.
E, poi, nel 2013, quando per la prima volta l'ho incontrata,
Presidente, io ero già deputato e, allora, ho avuto la possibilità
di parlarle lungamente di stringerle la mano ed ho visto in lei una
persona che parlava con me alla pari. Io, invece, vedevo in lei un
gigante, una persona alla quale portare grande rispetto, quasi
veramente a dargli non del lei, addirittura quasi del voi, proprio
per quella che era davvero la grande importanza.
Quanto male forse ha fatto questa Terra alla sua famiglia: il
fratello, lei che per me, ingiustamente, ha perso quelle elezioni
del 2006. Io l'avrei voluta vedere vincere. E, poi, quei due anni
con quella fine davvero umiliante per la nostra Terra e per quello
che c'è stato.
Io vorrei che da oggi cominciassimo, però, un nuovo percorso
perché mi sono davvero stancato di commemorare le persone che se ne
vanno, perché quando poi se ne vanno, tutti hanno parole di grande
elogio. Qui non dobbiamo, oggi, fare polemica - per carità non la
farò neanche io - però, dobbiamo vivere dei loro e nei loro
insegnamenti perché altrimenti non faremo nient'altro che ricordare
qualcuno oggi e da domani, però, ce ne saremo dimenticati.
Tutte quelle frasi, tutte quelle buone azioni ma, soprattutto,
tutti quegli insegnamenti e quella possibilità di accendere il
nostro cuore e di farci sentire orgogliosi della nostra Terra e di
rispettare la nostra Terra e di batterci per la nostra Terra, li
dobbiamo sempre portare vivi ed avanti. Solo così, allora,
renderemo giustizia, renderemo onore a quel ricordo.
Lei non amava fare chiacchiere, lei ha fatto fatti nella sua vita.
Noi dobbiamo abbandonare le chiacchiere e cominciare a fare i
fatti, come quelle che sono state in questi anni. E, allora, solo
così potremo ricordare i Piersanti Mattarella, i Pio La Torre e
tutti quelli che sono venuti dopo e anche, in questo caso, Rita
Borsellino. E, allora, questo sarà il servizio che, finalmente,
porteremo avanti perché a questa Terra ed ai grandi uomini che si
sono impegnati per renderla sempre più grande e sempre più
importante dobbiamo, quanto meno, non il ricordo del passato, ma il
nostro impegno futuro perché l'amore per la Sicilia lo dimostriamo
non oggi o ieri, ma lo dimostriamo da domani se saremo in grado di
percorrere quegli stessi passi e di calcare questo stesso
Parlamento che l'ha vista protagonista all'opposizione, è vero, ma
comunque protagonista del cambiamento della nostra Terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola. Il
mio ricordo dell'onorevole Borsellino è un ricordo del collega
della legislatura 2006 e 2008. Una legislatura che durò poco tempo,
che come ricorderete fu interrotta da fatti estranei a questo
Parlamento, ma che imposero al Presidente di allora le dimissioni.
Ed io voglio sottolineare in quest'Aula il comportamento,
l'atteggiamento soprattutto politico dell'onorevole Borsellino,
perché per il resto ne hanno parlato approfonditamente i colleghi.
Il mio ricordo è di una persona diversa da qualsiasi soggetto
politico che è stato nel tempo in quest'Aula. Benché candidata non
era stata eletta, dai banchi di quest'Aula, il primo banco di
quest'Aula, lei ha svolto il ruolo di leader dell'opposizione in
maniera pacata, senza svolgere un ruolo di opposizione rigida tanto
per fare opposizione nei confronti del presidente Cuffaro, ma ha
cercato di dare un segnale di distensione in questo Parlamento, che
pur nel suo ruolo, ovviamente di leader dell'opposizione, ha
tuttavia svolto il suo ruolo in maniera pacata, osservando
attentamente quello che si faceva da parte del Governo, osservando
attentamente ciò che faceva il Parlamento, ma cercando di essere la
persona che le apparteneva, cioè una persona che, ovviamente, aveva
rispetto delle Istituzioni, aveva rispetto di chi aveva vinto le
elezioni e che aveva il diritto di governare. A lei toccava il
ruolo di opposizione ma, ripeto, senza alcuna astiosità.
Ricordo l'intervento che fece, altresì, nel corso dell'ultima
Finanziaria che votammo in quella legislatura, un intervento molto
accorato, rivolto al Governo, affinché procedesse in maniera più
spedita e, soprattutto, volgesse la sua attenzione ai siciliani,
alla Sicilia, per la crescita di questo nostro territorio ma,
ripeto, mantenendo sempre un suo ruolo non sopra le righe ma nel
contesto di quello che era il suo stile di comportamento, il suo
modo di fare, il suo atteggiamento, la sua compostezza.
Questo è il ricordo che ho dell'onorevole Borsellino che, oggi,
sentivo la necessità di trasmettere, trasferire ai colleghi ed a
coloro i quali ascoltano questa seduta perché mi sembra onesto
riferire lo stile, il savoir-faire, il comportamento, la capacità
politica dell'onorevole Borsellino, pur stando in un ruolo di
opposizione ma di rispetto delle Istituzioni.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei
fare questo intervento rivolgendomi ai giovani che stanno seguendo
l'Aula in questo momento. Vorrei leggere un pezzo di un'intervista
di Rita Borsellino dove parla proprio di memoria e di giovani: La
memoria non è una pratica sterile ma un'attivazione. Oggi i più
sensibili, proprio loro, quelli che non c'erano ma che vogliono
capire e non primeggiare dicendo banalmente io c'ero'. C'è solo
chi ci mette il cuore, dignità e passione. E i ragazzi italiani li
mettono. Paolo Borsellino diceva sempre una cosa, la riferiva a
Palermo, ma noi la possiamo riferire a tutta l'Italia e per
qualunque cosa. Paolo Borsellino diceva: Palermo non mi piaceva,
per questo ho imparato ad amarla perché il vero amore consiste
nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare'. I ragazzi
sono quelli che cambieranno tutto, laddove noi non abbiamo saputo,
non abbiamo voluto e non abbiamo osato cambiare. È una conseguenza
della dissonanza tra élite, classi dirigenti, informazione e
società, di cui i ragazzi sono primi ad essere consapevoli. Mio
fratello Paolo diceva sempre: quando i giovani le negheranno il
consenso la mafia finirà'. Oggi i ragazzi hanno gli strumenti per
scegliere da che parte stare, mentre quando a noi da giovani
dicevano che la mafia non esiste era un po' difficile scegliere.
Oggi possiamo e dobbiamo scegliere .
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio anch'io
aggiungere la mia voce, la voce dell'UDC alla celebrazione di
questo momento che ricorda la figura di Rita Borsellino. Lo faccio
da donna, da donna delle Istituzioni, lo faccio con il senso di
responsabilità e la sensibilità che noi donne sappiamo di potere
esercitare anche attraverso l'azione politica.
Grazie al suo sostegno, quest'estate è stata rappresentata, il 20
luglio non il 19, non una commemorazione, ma una pièce teatrale dal
titolo Emanuela Loi che io ho scritto - ma questo è poco
importante - alla presenza di Istituzioni, del Questore, anche dei
famigliari di Emanuela Loi.
In quella circostanza Emanuela dice: io sono Emanuela Loi e sono
viva, nonostante racconti l'orrore. Sono viva nelle piazze, sono
viva nelle scuole, sono viva nella memoria di chi ricorda il nostro
sacrificio. Io rinasco tutte le volte che una sentenza di condanna
arriva contro un mafioso .
Bene, ricordo queste parole - che io ho scritto con grande
passione, con grande impegno civile anche, con senso di
responsabilità anche per il lavoro che nella mia vita ho sempre
svolto, che è un lavoro dedicato ai giovani ed alla formazione - e
dico che non c'è modo migliore per ricordare, piuttosto che
commemorare.
Il ricordo e la memoria appartengono e devono diventare patrimonio
collettivo nella misura in cui anche noi, signor Presidente,
riusciamo a fare dei valori della legalità, dei diritti, della
cultura dei diritti e della lotta contro ogni forma e
manifestazione di criminalità se di questi valori noi facciamo una
testimonianza quotidiana. E credo che questo sia l'intento di tutti
noi che svolgiamo con molta attenzione il nostro lavoro nell'Aula
del Parlamento e nelle sedi istituzionali. Ed è per questo che ci
impegniamo, quindi, il ricordo sia un ricordo vivo, un ricordo che
permetta a chi come Rita Borsellino di restare nel cuore di
ciascuno di noi, al di là delle parti politiche che possono vedere
contrapposte le persone, certamente il rispetto di alcuni valori
rende queste persone e queste parti politiche molto più vicine di
quanto si potrebbe immaginare nella logica anche del dibattito,
nella logica della apparente contraddizione con cui spesso ci si
misura anche all'interno di quest'Aula.
Ma colgo anche l'occasione, signor Presidente, colleghi, Assessori
e cittadini che possono seguire questo dibattito, per puntare un
attimo i riflettori e la nostra attenzione su una vicenda che è
accaduta proprio oggi. E' accaduto che una mamma detenuta abbia
scaraventato giù dalle scale i propri figli innocenti, un bimbo di
quattro mesi ed un altro figlio appena più grande. Il bimbo di
quattro mesi è morto. Il bambino un po' più grande sta lottando fra
la vita e la morte.
Allora, abbiamo acceso i riflettori, qualche giorno fa, su un tema
così delicato, così importante, così sensibile per chi ha a cuore
il rispetto della vita umana e della persona, perché al di là di
tutto è contro ogni immaginazione.
E' stato bello sentire dire certe parole a Papa Francesco, di
condanna certamente, come quelle che ognuno di noi fermamente
esprime nei confronti di chi si macchia di turpi delitti e
soprattutto del delitto più grande che è quello di far parte di
un'organizzazione mafiosa che ruba il futuro a questa Terra e ruba
il futuro ai nostri giovani.
Però, voglio dire che, avere colto con grande sensibilità da parte
nostra l'importanza di questo tema ed oggi ricordarlo, in questo
momento di commemorazione, nel momento in cui tutti noi sappiamo di
dovere ringraziare Rita Borsellino che, certamente, non era una
donna che, storicamente, aveva profuso impegno in politica, ma si è
data alla politica, si è data alla politica dopo la strage di via
D'Amelio, si è data alla politica da donna, si è data alla politica
da madre, si è data alla politica anche da militante di un partito
e si è data con tutta se stessa. Nelle istituzioni ha lavorato, ha
fatto bene, ha segnato un passaggio di impegno e di rigore morale.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
A questo rigore morale ed a questo impegno credo che tutti noi ci
richiamiamo e ritengo che, in questo momento, in questa giornata
che è di ricordo, il mio cuore di madre è davvero drammaticamente
impegnato in una sensibile attenzione a quello che ha potuto
pensare quella madre, comunque quella donna, alle condizioni di
vita di quella donna depressa che in fondo è pur sempre una
persona, sì una ex tossica, una ladra o non so cosa fosse, non so
di quali crimini si fosse macchiata ma, certamente, una donna a cui
le istituzioni carcerarie non hanno giovato, non hanno aiutato il
percorso e non l'hanno neanche curata. Permettetemi di ricordarla
anche così Rita Borsellino. Sono certa che lei questa battaglia
l'avrebbe fatta sua.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, ricordare una persona come Rita Borsellino in pochi
minuti ovviamente non è cosa semplice per nessuno, ma credo che sia
fondamentale di questa persona ricordare che, innanzitutto, era una
donna ed era una figlia di questa Terra che ha avuto la grande
capacità di sapere trasformare un enorme dolore in una grande
forza, in una grande determinazione, in un grande attivismo
politico, fuori dai partiti e dalle Istituzioni e poi con la stessa
caparbietà e la stessa determinazione, farlo sfociare in una
candidatura politica in dei ruoli, ed essere anche il simbolo di
una lotta alla mafia che andava condotta a tutto tondo, dentro e
fuori le Istituzioni, ma senza mai dargli un etichettatura.
Io non so oggettivamente quanto Rita Borsellino sarebbe oggi
contenta di essere ricordata in questa Aula, non ne sono molto
convinto, perché anche se ne ha fatto parte, e anche se ne è stata
sicuramente una dei migliori esponenti, credo che, lei allora, come
io oggi, non riesca, non abbia mai potuto fare a meno di rilevare
la grande ipocrisia che c'è dentro questa Aula, una ipocrisia che
rasenta l'obbrobrio. Certe volte ascolto parlare delle persone che
con le parole cambierebbero il mondo, ma pur avendone avuto la
possibilità non hanno mai speso un minuto del loro tempo per farlo.
Allora chiudo subito il mio intervento perché non voglio diventare
polemico, perché non è giornata di essere polemici, però quello a
cui tengo riferire a questa Aula e rassegnare è, cerchiamo di
lavorare con meno ipocrisia proprio come faceva Rita Borsellino,
come faceva suo fratello Paolo, che probabilmente è questo il modo
migliore per ricordare queste persone.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ringrazio
soprattutto lei Presidente Miccichè e l'Ufficio di Presidenza per
avere voluto dedicare un momento di riflessione e di ricordo. E' un
ricordo che ci permette anche di ragionare sull'eredità morale e
materiale che ci lascia una donna come Rita Borsellino. Eredità
materiale anche perché ebbi il privilegio di conoscerla nella
restituzione di un significato diverso ad alcune parole di cui
abbiamo fatto grande abuso in questi anni.
Rita Borsellino è stata una donna capace di tenere insieme anche
nell'impegno politico due parole che raramente noi troviamo capaci
di accompagnarsi: il rigore e la mitezza; la mitezza è stata
ricordata e riconosciuta da molti colleghi che qui la conobbero, la
mitezza di una donna che ha saputo fare la propria sensibilità
anche una risorsa, una qualità, uno strumento per guardare il mondo
attorno a lei, e il rigore perché la mitezza non fu mai un ostacolo
nel raccontare le cose esattamente come andavano raccontate, senza
lesinare parole, senza ammorbidire giudizi, senza smussare gli
spigoli di un pensiero che aveva bisogno di arrivare al cuore di
tutti, raccontando una Terra bellissima e martoriata, martoriata a
causa dei comportamenti di chi ha scelto di trasformarla per molto
tempo in un bottino di guerra.
Rita Borsellino tutto questo riuscì a trasferirlo, a comunicarlo e
a condividerlo con grande sobrietà, ed è una qualità importante in
un tempo in cui le parole possono incendiare e incendiarsi. L'uso
di una parola che incendia o che si incendia da sola è semplice per
animare le piazze, per rispondere a una sete di facile giustizia,
per obbedire a una richiesta di vendetta. E Rita Borsellino, che si
è portata sulle spalle un mestiere difficile, quello del testimone
di un tempo lungo di dolore, ma anche di un grande vuoto di verità
sulla vicenda del fratello Paolo, è sempre stata capace di
scegliere le parole, mai pensando a quanto fossero disponibili ad
infiammare, ma quanto fossero vicine ad un'idea della verità che
era quella che le apparteneva. Ci ha insegnato a distinguere tra
verità e giustizia.
Noi spesso siamo affascinati da questa esigenza, da questa
richiesta di giustizia che, diciamo, è un mestiere umano con tutti
i limiti, le miserie, le approssimazioni di un pensiero che
appartiene agli uomini, la verità è che quella che lei ha
perseguito, che ha provato a condividere con noi va ben oltre
l'esito dei processi. Così come ci ha insegnato a dare un altro
significato alla parola memoria.
Per molti e per molto tempo la parola memoria è stata sinonimo di
attesa, la memoria passiva, aspettare che il tempo si compia,
aspettare che le cose accadano e nel frattempo conservare come in
un piccolo sacrario il ricordo materiale delle cose che furono. La
memoria lei l'ha considerata come un giuramento, un atto di
impegno, una scelta di militanza da ripetersi ogni giorno e da
condividere ogni giorno. E così come ci ha insegnato, signor
Presidente, come la parola legalità ha bisogno di essere sottratta
ad un uso e un abuso che in questi anni l'ha fatta diventare una
delega a giudice e sentenze, come se quello fosse l'unico luogo,
l'unica condizione capace di restituirci il senso della legge.
Rita Borsellino, e questo credo che sia stata la sua più grande
qualità, ha trovato nella parola legalità anche la capacità di un
pietas, cioè di uno sguardo che non fosse offuscato dal dolore o
dalla rabbia, ma che fosse anche capace di cercare i segni e i
sentimenti dell'umanità, nei luoghi in cui occorreva anche
pretendere, rivendicare e restituire una legalità che era stata
smarrita. In questo senso io credo che non offra una testimonianza
di parte e non appartenga ad un tempo o ad una parte della
politica, ma è un patrimonio di quest'Aula, è un patrimonio dei
siciliani, è un patrimonio di questa Nazione anche per lo stile che
ci ha insegnato.
Ripeto, signor Presidente, e concludo, il suo è stato un mestiere
difficile: portare addosso il peso della sua vicenda familiare,
sapendo che ogni parola può essere interpretata in modo osceno o
reticente, sapendo che ogni gesto può servire ad accendere o a
spegnare, saperlo interpretare con il sentimento di grande sobrietà
e di grande rigore al tempo stesso, credo che sia una grande
qualità ma anche una grande fatica, una grande pena, misurare le
proprie parole, sollevarle e allontanarle dai propri sentimenti e
dai propri dolori è un lavoro che merita rispetto perché è un
lavoro faticoso, ed è una fatica che Rita Borsellino ha saputo
portare con grande dignità per un quarto di secolo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto modo di conoscere
l'onorevole Rita Borsellino e di apprezzarne il suo impegno in
alcune occasioni pubbliche. Ci siamo ritrovati più volte
soprattutto nel corso della mia prima legislatura, dopo il 2008 io
componente della Commissione Antimafia regionale in alcune piazze,
ricordo una manifestazione di solidarietà al sindaco di Borgetto,
minacciato dalla mafia, coinvolti da un sentire comune che era
quello della consapevolezza del ruolo e, per quanto mi riguarda,
onorato di vivere una esperienza politica in quel momento e per
quelle occasioni accanto ad una donna della quale io ho conservato
il ricordo nitido del sorriso e di un volto, un volto che era un
volto umano, potremmo dire, il volto umano della politica che però
si legava a dei principi fortissimi, direi il volto dolce della
politica, a cui però si legavano il coraggio, si legava il coraggio
delle sue rivendicazioni: una statura morale enorme che in un
momento storico nel quale era più facile stare con certa antimafia
le ha consentito, per fare un esempio, di dire con nitidezza e con
grande onestà intellettuale dobbiamo ammetterlo è più onesto, c'è
una parte della società che ha fatto della legalità una convenienza
e io con questa antimafia delle apparenze non voglio avere nulla a
che fare .
Era un tempo in cui i più si uniformavano a quel tipo di antimafia
e lei, bene come è stato detto prima di me, per il grande rigore
della donna prima che del politico invece intendeva sempre chiarire
quale era il suo pensiero fino in fondo senza mai essere, ed è
questo ennesimo esempio ed ennesima manifestazione del suo rigore e
della sua statura, senza mai essere tirata in alcuna polemica e
allora, a nome del Presidente della Regione, on. Nello Musumeci e
del Governo tutto, io intendo porgere e intendo rivolgere un
pensiero sentito ai familiari tutti, consapevole e certo che il suo
impegno antimafia per la legalità dei fatti, per la legalità
dell'esempio, lontana dicevo da ogni rappresentazione retorica
della realtà, rimarrà certamente di esempio per le giovani
generazioni.
PRESIDENTE. Prima di passare all'esame degli altri punti
all'ordine del giorno procediamo alla commemorazione dell'onorevole
Silvio Liotta.
Commemorazione dell'onorevole Silvio Liotta
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lo scorso 15 settembre è venuto a
mancare Silvio Liotta, una figura importante per questa Assemblea
regionale ma anche una figura di rilievo nella politica nazionale.
Era nato a Cremona nel 1935 e si era laureato in Giurisprudenza a
Palermo nel 1958.
Successivamente vinse il concorso nella carriera direttiva di
questo Parlamento regionale prendendo servizio nel 1966 ed
attraversando, in modo encomiabile, tutto il percorso professionale
all'interno dell'Assemblea fino a raggiungerne l'apice.
Durante gli anni di lavoro presso l'ARS Silvio Liotta diede prova
delle sue elevate qualità che lo fecero apprezzare dai suoi
colleghi e, soprattutto, dall'intera classe politica che lo volle
Segretario Generale dal 1986 al 1994, data del suo pensionamento.
Autore di studi e pubblicazioni in materia di finanza e tributi,
come dirigente parlamentare rappresentò un esempio di capacità
indiscussa tale da essere ricordato da tutti come un modello da
seguire indicato anche ai più giovani consiglieri parlamentari
assunti via via negli anni.
In qualità di Segretario generale per primo promosse azioni sulla
trasparenza amministrativa e curò il riordino e l'ammodernamento
della struttura servente che supporta l'opera del legislatore
regionale dando vita al primo corposo intervento di
informatizzazione delle banche dati giuridico-legislativo-
parlamentari, all'interno di una delle esperienze più significative
nel panorama nazionale dell'epoca.
L'unanime apprezzamento per le sue capacità giuridiche e culturali
gli consentirono di ricoprire incarichi anche all'esterno
dell'Amministrazione, ad esempio, presso uffici del Governo
regionale e presso l'IRCAC, con incarichi anche in Commissioni per
il riordino del settore creditizio.
Nel 1994 fu eletto Deputato della Repubblica italiana e confermato
anche nelle due successive tornate elettorali del 1996 e del 2001,
ricoprendo la carica fino al 2006.
Anche sul terreno politico diede prova delle sue indiscusse
qualità ottenendo, alla prima esperienza parlamentare nel 1994,
l'elezione alla Presidenza della Commissione bilancio della Camera
dei Deputati e dirigendo i lavori di uno dei più importanti Organi
collegiali del Parlamento nazionale con la maestria che gli
derivava dalla sua profonda conoscenza del Diritto parlamentare e
dalla sensibilità politica sviluppata nei lunghi anni prestati al
servizio delle istituzioni pubbliche.
In campo politico-parlamentare si distinse per aver presentato
disegni di legge riguardanti la difesa dello Statuto siciliano sul
versante economico e finanziario nonché con proposte legislative a
tutela degli strati più deboli della società, dagli anziani ai
disabili fino ai nascituri concepiti.
Si occupò della razionalizzazione delle norme sulla finanza
pubblica e fu nominato relatore di molti disegni di legge in
materia economico-contabile.
Nel complesso la sua è stata una vita interamente dedicata al
servizio delle istituzioni democratiche dello Stato e della Regione
trascorsa con costante impegno, passione e dedizione.
Propongo all'Aula di osservare un minuto di raccoglimento.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze ai sensi
dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento interno della Rubrica
Infrastrutture e mobilità
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto all'ordine
del giorno: Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze ai
sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento interno della
Rubrica Infrastrutture e Mobilità .
Non essendo presente in Aula l'Assessore Falcone, sospendo la
seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa all'interpellanza n. 2
Funzionalità del servizio provinciale della motorizzazione civile
di Catania dell'onorevole Barbagallo. Ne do lettura:
All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
il Servizio provinciale della Motorizzazione civile di Catania
registra gravi disfunzioni nell'espletare le proprie funzioni di
istituto;
in particolare, si registrano consistenti ritardi nel disbrigo
delle pratiche relative alle nuove immatricolazioni e alla
revisione dei veicoli esistenti con conseguenze negative a carico
delle ditte di trasporto e delle rivendite di autoveicoli; ritardi,
peraltro, aggravati da una nuova procedura che richiede il rilascio
del nulla osta preventivo all'immatricolazione;
inoltre, si segnala una disparità di trattamento tra i vari
consorzi di autoscuole e/o centri di istruzione nell'assegnazione
mensile delle sedute di esami di guida, costringendo di fatto
qualche consorzio (nello specifico il Consorzio S.C.A.P.A. con sede
a Catania, ma che raggruppa circa 100 autoscuole dislocate su tutto
il territorio provinciale) ad espletare esami di guida alla
scadenza dei 6 mesi della pratica, precludendo, così come previsto
per legge, la possibilità della seconda prova in caso di esito
negativo;
da qualche mese, inoltre, il Direttore ha di fatto bloccato ed
escluso la possibilità, come avviene nel resto del territorio
nazionale, di presentare pratiche di candidati per conseguire la
patente di fuori provincia', anche se trattasi di comuni limitrofi
e con dichiarazioni che ne giustificano la motivazione;
tale stato di cose sta generando allarme negli operatori del
settore e negli utenti col conseguente blocco delle attività
commerciali e di consulenza automobilistica, nonché di autoscuole e
centri d'istruzione, con conseguenze negative da parte degli
utenti;
il protrarsi di tali problematiche rischiano di infliggere un
ulteriore colpo mortale all'immagine della pubblica amministrazione
regionale e alla sua capacità di fornire un servizio alla
collettività in modo efficace ed efficiente;
per conoscere quali siano le ragioni che causano i gravi
disservizi esposti in premessa da parte del Servizio provinciale
della Motorizzazione civile di Catania e quali urgenti
provvedimenti si intendano assumere al fine di ripristinare
l'ordinaria funzionalità del suddetto ufficio .
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta
all'interpellanza n. 2 Funzionalità del servizio provinciale della
motorizzazione civile di Catania .
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in merito all'interpellanza che
aveva già depositato l'onorevole Barbagallo qualche tempo fa,
addirittura parliamo di un'interpellanza molto datata, risale al
dicembre del 2017, è chiaro che su questa materia il Governo
Musumeci si è trovato, proprio perché l'onorevole Barbagallo è
assolutamente a conoscenza, un pesante retaggio del precedente
Governo in merito al disbrigo pratiche della motorizzazione di
Catania.
Dobbiamo dire comunque che, a distanza di sei mesi, molti problemi
sono stati superati, abbiamo proceduto a diversi incontri con le
categorie, abbiamo proceduto ad un confronto serrato con i
dirigenti della motorizzazione, con il dirigente Lutri della
Motorizzazione, che ha cercato, ancorché nella difficoltà del
personale, di mettere comunque in campo azioni utili necessarie al
fine di accelerare tutte le pratiche.
Oggi possiamo dire che il servizio di motorizzazione, per quanto
possa ancora essere, come dire, con qualche imperfezione, però
rispetto a sei mesi fa ha fatto passi avanti.
Una delle cose più importanti che ha fatto la motorizzazione di
Catania, ma è stata estesa quella di Siracusa, Messina e a quella
anche di Enna, è quello di un corso di formazione per gli
esaminatori.
In questo senso si chiuderà proprio nei prossimi giorni per
mettere in campo ulteriore personale che è in una condizione di
inferiorità numerica. Abbiamo anche una trattativa con i sindacati,
l'Aran in questo momento sta lavorando ad esempio per consentire
non soltanto il nuovo contratto, ma anche una riclassificazione del
personale delle categorie A e B che poi è la nervatura, la
struttura portante di questa struttura, di questo ufficio
periferico che vorrei ricordare (qua parliamo di Catania) ma lo
dobbiamo dire in tutta Sicilia, comporta un introito per le casse
della Sicilia di oltre 15 milioni di euro annui, quindi significa
che le nuove motorizzazioni sicuramente mettono in campo una
grande risorsa, una grande opportunità per la Regione siciliana.
Per cui ritengo che i problemi che l'onorevole Barbagallo aveva
manifestato qualche tempo fa siano, ancorché non tutti, ma in buona
parte, superati anche oggi con un apprezzamento che c'è stato da
parte delle società degli studi di consulenza della SCAPA, ad
esempio. Proprio per fare un esempio, la SCAPA, che è un consorzio
di scuole-guida, non incontrava il direttore da oltre un anno.
Oggi, anche con loro, abbiamo raggiunto una certa sinergia, una
certa collaborazione, per cui possiamo dire che molti problemi che
ieri attanagliavano, non soltanto la motorizzazione di Catania, ma
tanti altri uffici periferici dell'assessorato infrastrutture, oggi
sono sicuramente superati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 150 credo
che siano dieci i minuti a cui ha diritto l'interpellante in sede
di replica e non cinque.
Preliminarmente, signor Presidente, vorrei far rilevare una
questione di rito grave che è accaduto la scorsa settimana, perché
non mi è stata data la possibilità di presentare la mozione, ai
sensi dell'articolo 151, comma 1. Ed è la possibilità che viene
data agli interpellanti, che non si ritengono soddisfatti della
risposta del Governo, di presentare singolarmente la mozione.
Per ben sei giorni ho dovuto aspettare che il sistema informatico
venisse adeguato ed ovviamente la questione non riguarda soltanto
me, ma tutti i parlamentari di questa Assemblea che quindi, per sei
giorni non sono stati messi nelle condizioni di presentare la
mozione ai sensi dell'articolo 151, comma 1. Per completezza,
signor Presidente....
PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che è presentata la mozione.
BARBAGALLO. La mozione è presentata dopo 6 giorni, quindi per 6
giorni il parlamentare non è stato messo nelle condizioni di
esercitare la funzione di parlamentare e le sue prerogative. Credo
che sia un tema non indifferente.
Un altro tema non indifferente è che il sistema adesso - sono
felice che ci sono gli uffici che ascoltano - prevede la
possibilità di presentarle ai sensi dell'articolo 151, comma 1, e
non ai sensi dell'articolo 151, comma 2, che è un'altra funzione
prevista espressamente dal Regolamento, ed è un altro tema che con
urgenza dovrebbe essere trattato.
La seconda questione di rito afferisce all'interpellanza. Come
già ha rilevato l'assessore Falcone, è stata un'interpellanza che è
stata proposta nel primo giorno in cui questa legislatura è
diventata sostanzialmente operativa e, pur riconoscendo a questa
Presidenza, che rispetto ad altre stagioni c'è un'attenzione
particolare nei confronti dell'attività ispettiva, io non sono per
nulla soddisfatto della circostanza che siano decorsi oltre nove
mesi dalla presentazione dell'interpellanza e della sua
trattazione. Perché, come già è stato rilevato in quest'Aula,
ovviamente, la questione ha subito una evoluzione perentoria.
Se l'onorevole Milazzo mi da' la possibilità di svolgere la mia
replica, io assessore Falcone le do atto degli sforzi che ha fatto
il Governo in questi mesi. Do' atto al Governo, ma anche al dottore
Lutri, che ha dovuto gestire una situazione difficile che si è
venuta a creare alla Motorizzazione. Io credo che non è soltanto
una questione di competenze e credo che quest'Aula, all'interno
della riforma della Città Metropolitana, potrebbe affrontare anche
con successo il tema del riparto di alcune competenze, compreso
questa o alcune di quelle che riguardano la Motorizzazione
È soprattutto un problema di uomini e di personale e io credo che
non soltanto il dibattito proficuo con i sindacati, ma anche
un'attività sollecitatoria dagli atti di interpello ed altre azioni
simili, potrà dare dalla Motorizzazione ulteriori elementi e
ulteriore personale per affrontare il numero di pratiche importante
che deve affrontare la Motorizzazione di Catania. Ho apprezzato
anche l'iniziativa che è venuta di concedere la possibilità ai
privati di utilizzare degli impianti che ha snellito l'iter delle
pratiche a carico della parte pubblica, credo che si è avviata una
stagione importante anche perché l'ufficio della Motorizzazione,
come tutti gli uffici della Regione siciliana, rappresenta
l'immagine della Regione siciliana, una interfaccia importante e,
quindi, c'è anche una questione di decoro che bisogna sempre
mantenere e un livello alto di funzionalità.
Mi ritengo parzialmente soddisfatto.
Ovviamente l'atteggiamento, non solo mio, ma di tutto il Gruppo
parlamentare del Partito Democratico, sarà quello di essere vigile
sull'efficacia, sull'efficienza e sulla funzionalità non solo della
Motorizzazione, ma di tutti gli uffici periferici della nostra
Regione e con un occhio particolare di riguardo andrà, appunto,
alla questione degli atti di interpello e al numero di personale di
cui la Motorizzazione si potrà avvalere.
A nostro giudizio, il tema più importante è che servono uomini e
truppe in prima fila negli uffici periferici della Regione che
spesso sono chiamati a sobbarcarsi un carico importante di lavoro.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 99 Notizie in merito
all'aggravarsi del fenomeno franoso verificatosi in data 27
febbraio 2018 in via Favignana - Monserrato nel comune di
Agrigento , degli onorevoli Di Mauro, Pullara e Compagnone. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che:
con nota del 27 Giugno 2013 il Comune di Agrigento - Settore VII e
Settore V Protezione Civile e Pubblica Incolumità - ha richiesto un
sopralluogo congiunto in Via Favignana - Monserrato all'Assessorato
Regionale Territorio e Ambiente Serv. III U.O.B. 1; al Dipartimento
Regionale della Protezione Civile - Servizio per la Provincia di
Agrigento; al Genio Civile di Agrigento e al Comando di Polizia
Locale Nucleo Pubblica Incolumità e D. U, evidenziando il dissesto
che interessa il versante in oggetto;
il 2 Luglio 2013 si sono ritrovati presso la Via Favignana -
Monserrato per il sopralluogo il D. R. P. C., l'Assessorato
Regionale Territorio e Ambiente, il Comune di Agrigento non
risultando presente il Genio Civile di Agrigento. I tecnici del D.
R. P. C. hanno invitato il Sindaco a porre in atto la transennatura
delle aree interessate dal fenomeno franoso, a monitorare
l'eventuale evoluzione ribadendo le competenze discendenti
dall'art. 2 della L. 225/92. I tecnici dell'ARTA si sono riservati
di attivare le procedure per l'aggiornamento del PAI. I tecnici del
D. R. P. C. e dell'ARTA invitavano il Comune a verificare il giusto
funzionamento delle reti idriche fognarie esistenti, nonché la
tenuta delle vasche di accumulo. Il Comune tramite i suoi tecnici
informava che l'Ufficio del Genio Civile già dal 2007 risultava
incaricato della progettazione delle opere di messa in sicurezza;
con nota n.11499 del 24 Febbraio 2014 il Comune di Agrigento ha
chiesto all'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente il
finanziamento dell'opera progettata dall'ufficio del Genio Civile a
seguito di uno specifico verbale d'urgenza, richiamando la
necessità di eseguire indagini geognostiche nonché avviare
eventuali procedure espropriative;
con nota n. 10930 del 12 Marzo 2015 la Prefettura di Agrigento
convocava specifico tavolo tecnico per affrontare con gli enti
interessati la problematica;
con nota del 4 Febbraio 2017 un Consigliere Comunale del Comune di
Agrigento evidenziava ancora la grave situazione di pericolo;
con ordinanza sindacale n. 49 del 17 Febbraio 2017 il Comune di
Agrigento disponeva la chiusura del tratto finale della Via
Favignana;
con nota n.16241 del 22 Febbraio 2017 il Comune di Agrigento
convocava ulteriore riunione operativa per il 28/2/2017;
con nota n. 11371 del 24 Febbraio 2017 il D. R. P. C. Sicilia
segnalava al Sindaco la necessità di verificare il funzionamento
delle rete idriche e fognarie, evidenziava il rischio per la
popolazione residente, invitava di attivare tutte le procedure
necessarie per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità
ai sensi dell'Art. 15 comma 3 della L. 225/92 e richiamava gli
altri uffici per acquisire notizie sulle rispettive notizie poste
in essere;
con ordinanza sindacale n. 74 del 29 Marzo 2017 il Comune di
Agrigento ordina alla Società Girgenti Acque S.p.a. di effettuare
il controllo sulla rete idrica e fognaria in contraddittorio con il
Comun di Agrigento per la riparazione di eventuali perdite; all'I.
A. C. P. proprietario del terreno oggetto del fenomeno franoso la
messa in sicurezza del versante; ai proprietari del terreni
limitrofi l'inibizione degli spazi;
con nota n. 0006030 del 27 Febbraio 2018 la Prefettura di
Agrigento ha convocato tavolo tecnico per il 28/2/2018 per
affrontare la situazione emergenziale in oggetto;
considerato che:
il fenomeno franoso ha avuto una sua evoluzione in data 27
Febbraio 2018 con successivo sgombero di n. 7 nuclei familiari per
un totale complessivo di 22 persone che temporaneamente risultano
ospitate presso strutture ricettive a cura del Comune di Agrigento;
il fenomeno franoso deve essere definitivamente risolto per
evitare ulteriori danni alla collettività e per consentire il
rientro alle normali condizioni di vita dei cittadini già
sgombrati;
per sapere:
quali provvedimenti siano stati posti in essere da parte del Genio
Civile di Agrigento e se quest'ultimo abbia redatto il progetto per
eliminare il dissesto come da incarico datato 2007;
se l'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente abbia reso
disponibili le risorse necessarie per gli studi geologici e per
l'esecuzione del progetto già richiesti dal Comune di Agrigento con
nota del 24 febbraio 2014;
se sia stato redatto il progetto di consolidamento adeguato alla
evoluzione del dissesto franoso e se quest'ultimo sia stato
inserito in adeguata programmazione da parte dell'Assessorato
Regionale Territorio e Ambiente e dell'Assessore Regionale delle
Infrastrutture e della Mobilità;
quali provvedimenti intendano predisporre per alleviare le
problematiche che subiscono i cittadini a causa dello sgombero già
effettuato».
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per rispondere
all'interrogazione.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, su questa interrogazione vorrei chiedere se è possibile
soprassedere, perché trattasi di una interrogazione che va rivolta
al collega assessore per il territorio e l'ambiente, per cui
riterrei che sarebbe più opportuno che su questa intervenisse il
collega.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, mi scusi, siccome conosco il caso,
lì c'è stato un finanziamento dell'assessorato ai lavori pubblici
del precedente Governo. Magari lo rinviamo così lei approfondisce
l'argomento; è circa 300 mila euro e, siccome continuano gli eventi
franosi, volevamo da lei una risposta circa il futuro degli
interventi. La rinviamo ad altra data.
Si passa all'interrogazione n. 158 Ripristino e messa in opera di
un'adeguata segnaletica stradale per raggiungere il Centro
Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania' ed il MAAS' ,
degli onorevoli Cappello ed altri. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il Centro Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania', di
proprietà del comune di Catania in concessione ai grossisti per
novantanove anni, è il più grande centro commerciale all'ingrosso
del meridione, con superfici commerciali modulabili da 1.700 a
20.000 mq, anello viario preferenziale per il carico e scarico
delle merci, ampio centro servizi, conferenze e formazione;
il Centro si estende su un'area di 890.000 mq (di cui 217.000 mq
coperti), dispone di 350.000 mq di parcheggi, 190.000 mq di verde
attrezzato, 10.000 mq di servizi, 18 edifici commerciali con
funzioni diversificati, di un centro congressi, di un ufficio
vendite, aree ristoro supportate da un efficiente servizio di
vigilanza. E' situato ad 1 km dall'Aeroporto di Catania, a 3 km dal
Porto di Catania, a 5 km dalla Stazione ferroviaria di Catania
Centrale, e sulle tangenziali dell'Autostrada Palermo Catania (A19)
e Messina Catania (A18);
il MAAS (Mercati Agroalimentari Sicilia S.C.p.A), nato nel 1989 in
attuazione della legge 41/86 per la realizzazione di mercati
ortofrutticoli, ittici e florovivaistici, con soci fondatori la
Regione Siciliana e l'Associazione Federmercati (rappresentanza dei
grossisti dell'ortofrutta), è un Centro Agroalimentare nonché uno
snodo logistico centrale e di estrema rilevanza nel Mediterraneo,
con significative ricadute per la filiera orto-ittica ed per quella
florovivaistica in termini di fatturato e di indotto generato. I
Mercati Agroalimentari Sicilia (MAAS) si estendono su 1.100.000 mq
di superficie, con 390.000 mq di superficie edificata a mercati,
136.000 mq Mercato Ortofrutta, 25.000 mq Mercato Ittico, 25.000 mq
Area polivalente (ex Mercato Florovivaistico), 30.000 mq Aree
speciali e 30.000 mq Servizi generali e tecnologici; l'area ospita
78 aziende del settore ortofrutta , 20 aziende del settore ittico,
3 aziende nell'aria polivalente, 2 spazi commerciali per la
ristorazione, 1 azienda imballaggi, 1 azienda officina mezzi
speciali, 1 azienda tabacchi, 1 azienda servizi manutenzione e
riparazione frigo, 2 aziende di facchinaggio, 5 facchini liberi
ittico;
circa 9 anni fa, era stata realizzata una segnaletica stradale, a
spese dei commercianti operanti all'interno del Centro Commerciale
all'Ingrosso della Città di Catania', segnaletica prontamente
rimossa perché messa in opera abusivamente;
rilevato che:
la totale assenza di un'adeguata segnaletica lungo l'asse dei
servizi, l'infrastruttura che mette in comunicazione il centro di
Catania con una vasta area periferica della città, collegandolo con
la tangenziale e le autostrade, ma anche con l'Aeroporto di
Catania, con il Porto di Catania e con la Stazione ferroviaria di
Catania Centrale, rende estremamente difficoltoso, se non
addirittura pericoloso, raggiungere il Centro Commerciale
all'Ingrosso della Città di Catania' ed il MAAS;
tale situazione crea grave pregiudizio per tutte le attività del
Centro Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania' e del
MAAS;
l'art. 14 comma 1 del Codice della strada dispone: Gli enti
proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la
fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione,
gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo,
nonché delle attrezzature, impianti e servizi; b) al controllo
tecnico dell'efficienza delle strade e relative pertinenze;
c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta';
il controllo tecnico della segnaletica previsto dagli artt. 37 e
38 del Codice della strada consiste nella delicata e costante
azione che l'ente deve assicurare per mantenere a livello ottimale
le condizioni di manutenzione e di efficienza della segnaletica
stradale nella sua più ampia accezione: verticale, orizzontale,
luminosa e complementare;
all'Ente proprietario, in forza delle richiamate norme del Codice
e delle considerazioni che precedono, spetta la ricognizione di
tutta la segnaletica esistente e del suo stato di manutenzione e di
efficienza;
inoltre, la realizzazione di un Ente fiera all'interno del Centro
Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania' consentirebbe di
incentivare e rilanciare il settore del commercio, apportando nuova
linfa vitale all'intero comparto economico;
per sapere se sia già stato posto in essere ogni atto utile e
necessario per provvedere, in tempi celeri, al ripristino ed alla
messa in opera di una precisa ed assolutamente necessaria
segnaletica stradale che consenta di porre fine alle gravissime
difficoltà che si incontrano nel raggiungere, lungo l'asse dei
servizi, l'infrastruttura che mette in comunicazione il centro di
Catania con la tangenziale e le autostrade, il Centro Commerciale
all'Ingrosso della Città di Catania' ed il MAAS dalle suddette
arterie stradali, ma anche e soprattutto di natura economica».
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per rispondere
all'interrogazione.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, potrei chiederle anche su questo se possiamo rinviarlo,
magari se posso avere un quarto d'ora per leggerlo.
PRESIDENTE. La posticipiamo a fine lettura di tutta la Rubrica.
Si passa all'interpellanza n. 54 Provvedimenti a favore delle
isole minori , degli onorevoli Lupo e Gucciardi. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
con legge regionale 13 maggio 1987, n. 18, la Regione siciliana
si è dotata di una normativa rivolta alla valorizzazione e alla
crescita socioeconomica dei territori delle isole minori,
considerate una risorsa naturale di notevole valore;
la legge delinea un insieme di interventi volti a dare soluzione
alle principali criticità connesse alla condizione di insularità
quali i collegamenti con la terraferma, lo smaltimento dei rifiuti,
l'approvvigionamento idrico, la difesa dei litorali, l'adozione
degli strumenti urbanistici, ecc;
in un'ottica di sistema, l'art. 2 della suddetta legge incarica
il Presidente della Regione di provvedere alla elaborazione di un
piano pluriennale per la realizzazione di interventi organici a
carattere intersettoriale per lo sviluppo civile, culturale, socio-
economico e turistico delle isole minori;
il piano elaborato dal Presidente della Regione è sottoposto alla
valutazione di un Comitato composto da tutti i Sindaci dei Comuni
delle isole;
considerato che:
tale normativa, sebbene risalente nel tempo, può ancora
rappresentare un valido strumento per la valorizzazione delle isole
minori che, grazie alla previsione di una programmazione organica
adottata con il coinvolgimento dei Sindaci, appare in grado di
adattare la risposta delle istituzioni alle esigenze di territori
con specifiche peculiarità;
la suddetta legge, invece, ha ricevuto attuazione soltanto nei
primi anni successivi alla sua entrata in vigore, con la
costituzione del comitato dei sindaci e il finanziamento di alcuni
interventi, ma finendo nell'oblio subito dopo;
considerato che i territori delle isole minori continuano a
vivere problematiche di varia natura relative ai trasporti, ai
rifiuti, al rifornimento idrico nonché all'esercizio da parte dei
cittadini di diritti fondamentali quali quello alla salute, allo
studio, alla mobilità, che richiedono adeguati interventi da parte
delle istituzioni competenti;
per conoscere se non ritengano di dover procedere, nell'ambito
delle rispettive competenze, all'attuazione della l.r. 13 maggio
1987, n. 18, ivi compresa l'adozione del piano pluriennale previsto
dall'art. 2 della medesima legge, al fine di realizzarne le
finalità di valorizzazione e crescita socio-economica delle isole
minori siciliane».
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per rispondere
all'interpellanza.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, trattasi di una interpellanza che
riguarda specificatamente i colleghi Lupo e Gucciardi che
interpellano il Governo sulla legge n. 18 del 1987, una norma,
sostanzialmente, che riguarda le Isole minori e che mette nelle
condizioni il Governo di procedere a pianificare tutta una serie di
iniziative che vanno dalle infrastrutture, dai trasporti, anche dal
conferimento dei rifiuti, ma anche attività socio economiche e,
quindi, di sviluppo economico.
Io vorrei ricordare che il Presidente Musumeci nel suo programma
elettorale aveva indicato come nuova delega quella delle Isole
minori, proprio con l'intento di attualizzare quella che era la
norma, appunto 18 del 1987, e per trattare in maniera uniforme, in
maniera omogenea e in maniera, anche coerentemente con le necessità
attuali tutte le isole minori, le numerose isole minori che
partendo dalle Pelagie, continuando con le Egadi e, quindi, le
Eolie e poi Ustica, Pantelleria e così via, per arrivare a una
visione comune.
È stato anche approvato un disegno di legge, è all'attenzione
dell'Aula, ma è chiaro che è ancora in attesa.
Per quanto, invece, possiamo dire noi come assessorato delle
infrastrutture, abbiamo avuto con i sindaci delle Isole minori,
proprio la settimana scorsa, un incontro sul trasporto marittimo.
Vorrei ricordare che sul trasporto marittimo noi mettiamo in
campo ben 62 milioni di euro per garantire, appunto, navi, ma per
garantire anche gli aliscafi. Abbiamo un altro impegno con le Isole
di Pantelleria da un lato, e di Lampedusa in ragione di una
continuità territoriale, i due collegamenti aeroportuali. E lo
abbiamo appunto con Pantelleria, ma lo abbiamo anche con Lampedusa.
In questa ragione, in ragione di tutto ciò, abbiamo cercato di
mettere in campo tutte le azioni più utili per ridurre al minimo i
disagi. Vorrei ricordare che il Governo regionale, il destinatario
di un provvedimento nazionale che abbiamo appunto incassato sei
mesi fa, circa l'acquisto di due nuove navi e di due nuovi aliscafi
che assegneremo alle isole di Lampedusa e Linosa una, e delle Eolie
l'altra, per evitare che - purtroppo - le compagnie marittime
debbano sottoporre ad uno, ormai divenuto strazio, le Isole minori,
ma quindi anche il committente Regione siciliana che molte volte
deve verificare i guasti ripetuti che ci sono stati, di navi che
hanno un'età oltre i 40 anni. Mi limito soltanto a parlare, in
questo senso, delle infrastrutture del trasporto proprio perché
riguarda appunto la rubrica delle infrastrutture. Ma la
interpellanza del Presidente Lupo è chiaro che guarda anche oltre,
in una attività strategica che il Governo pone in essere. E noi
dobbiamo dire che, proprio il Governo Musumeci, il Presidente
Musumeci, è stato per la prima volta, con l'intero suo Governo ha
tenuto Giunta, appunto, nell'isola di Ustica.
Personalmente mi sono recato - sempre dietro indicazione del
Presidente Musumeci - nelle Isole di Linosa, nelle Isole di
Lampedusa, in quella di Vulcano, in quella di Lipari, dove invece
come assessorato stiamo ponendo in essere un'azione di
infrastrutturazione portuale. Vorrei ricordare che è di qualche
settimana l'inizio dei lavori nel porto sotto il monastero di
Lipari - che è il porto principale. Un intervento di un milione di
euro, ma stiamo lavorando anche per riattivare i lavori nell'altro
porto - diciamo così - il pontile principale, sempre di Lipari,
laddove c'è una spesa di tre milioni e 800 mila Euro. A Vulcano, ad
esempio, si sta lavorando per ripristinare il pontile che venne
distrutto da una manovra un po' maldestra di una nave, comporta un
danno di 800 mila Euro, stiamo investendo due milioni di Euro ed
aspettiamo, appunto, da parte delle isole di Stromboli, ma anche di
Vulcano, i progetti che dovevano arrivare entro il 31 agosto del
2018, arriveranno entro il 30 settembre e finanzieremo col Patto
per il Sud. Altro intervento lo abbiamo fatto a Lampedusa, lo
abbiamo fatto di messa in sicurezza del porto principale, al fine
di consentire che si possa anche qua mettere in campo un
collegamento. Quando parlavo - ma concludo perché non vorrei
tediare l'Aula - quando parlavo delle navi che dobbiamo mettere a
disposizione soprattutto dell'isola di Lampedusa i colleghi forse
non sanno, ma molti di loro sanno, che a Lampedusa poiché il porto
è adiacente all'aeroporto quando arriva la nave non si può né
atterrare, né decollare. Lo stesso Presidente Musumeci è stato
vittima di questo inconveniente. Per cui la nave che stiamo
acquistando è una nave che non sarà alta 22 metri, ma sarà entro i
20 metri per consentire che ancorché la stessa nave sia attraccata
al porto possa consentire l'atterraggio o il decollo regolare
nell'aerostazione di Lampedusa. Altri interventi li abbiamo però
dobbiamo dire anche su Ustica, anche su Pantelleria. Ultimamente
abbiamo fatto, appunto, un incontro, ma abbiamo, ad esempio,
incontrato mercoledì scorso il sindaco di Malfa per il porto e - lo
stesso Presidente Lupo me l'ha sollecitato - stiamo lavorando per
liberare delle risorse, circa 45 milioni di euro dove poter far
rientrare anche un intervento importante su Malfa, un intervento
che vale 13 milioni e 400 mila euro. Ma c'è un altro intervento che
è stato fatto sempre nel porto di Malfa che vale altri 4 milioni.
Un totale di 18 milioni di euro.
Stiamo lavorando per reperire queste risorse, in parte con somme
liberate, in parte con una nuova fonte finanziaria che ci proviene
dal Ministero delle Infrastrutture, con un progetto dei Fondi POC-
PAC che riguardano i water front e anche le vie di accesso
turistiche e, soprattutto nella seconda misura, abbiamo previsto 4
milioni per il Comune di Malfa.
In questo senso, riteniamo, comunque, di dover implementare tutto
ciò che riguarda la infrastrutturazione portuale delle isole minori
al fine di non dover patire, come succede attualmente, che quando
vi sono condizioni meteo-marittime elevate di dover lasciare isole
come ad esempio Linosa prive di collegamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole De
Domenico ha chiesto di apporre la firma alla mozione n. 54.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi soddisfatto
o meno della risposta dell'Assessore.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
l'interpellanza evidentemente si proponeva e si propone di
riportare all'attenzione del Parlamento e del Governo il tema che
riguarda le isole minori. Uno straordinario patrimonio di cui la
Sicilia dispone, una grande ricchezza che abbiamo il dovere di
valorizzare e di promuovere, affrontando le difficoltà di chi vive
nelle isole, facendo sì che queste isole possano essere sempre più
luogo frequentato dai siciliani, dagli italiani, dai turisti che
vengono da tutto il mondo. Le difficoltà sono tante,
l'interpellanza ne cita alcune legate ai collegamenti. Rispondeva
su questo l'assessore, lo faceva anche in maniera circostanziata e,
in particolare, con riferimento alla condizione dei porti di alcuni
comuni delle isole Eolie ma anche dell'isola di Lampedusa, quindi
delle Pelagie, problemi legati allo smaltimento dei rifiuti,
all'approvvigionamento idrico, alla difesa dei litorali. Quella che
una volta era una spiaggia bellissima, purtroppo adesso proprio nel
Comune di Malfa sta scomparendo, un litorale eroso dalle correnti,
dal mare, che è stato luogo di un film importante Il postino', tra
i film italiani più visti al mondo, un litorale splendido quello di
Pollara del Comune di Malfa è oggi, purtroppo, una spiaggia che non
c'è più. Una triste realtà che caratterizza molti litorali, molte
spiagge delle nostre isole che necessitano di cure, di attenzioni,
di interventi, l'adozione di strumenti urbanistici adeguati. Io
credo che su questo ci sia moltissimo lavoro da fare. La condizione
dei porti delle nostre isole minori è una condizione assolutamente
fatiscente, impossibile immaginare di potere far funzionare
adeguatamente questi porti garantendo gli essenziali livelli di
collegamento a chi vive in queste isole, per esempio, 12 mesi
l'anno. Una limitazione forte per la stessa attività turistica, gli
incrementi di flussi turistici in questi anni sono stati molto
consistenti, anche quest'anno c'è stato un trend positivo.
Io credo che sulle Isole minori la Regione Siciliana debba
investire, debba avere un progetto pluriennale che non deve
riguardare solo il sistema dei collegamenti ma tutti i servizi
pubblici essenziali, la valorizzazione del tessuto produttivo di
queste isole serve un piano pluriennale.
Nel 1987 la legge 18 affrontò in maniera adeguata questo tema. È
una legge certamente datata ma che ha alcuni punti di forza che
possono ancora essere valorizzati. Io chiedo al Governo di
ricostituire il comitato composto da tutti i sindaci dei comuni
delle Isole minori della nostra Sicilia, che possano dare un
contributo importante per affrontare i temi che lì si vivono e per
far sì che davvero queste isole possano essere sempre più e sempre
meglio una risorsa per la nostra Regione e per l'intero Paese ed
affinché davvero possano essere scoperte nel mondo per quelle che
realmente sono: delle perle di straordinaria bellezza.
Ho apprezzato l'approfondimento dell'Assessore con riferimento al
tema dei collegamenti, è chiaro che i collegamenti vanno adeguati
anche con la crescita dei flussi turistici, bisogna migliorare la
quantità dei numeri dei collegamenti ma anche la qualità dei
trasporti stessi, bisogna affrontare in termini strutturali temi
seri che riguardano - lo dicevo prima - ad esempio i porti, e lì
servono davvero progetti pluriennali, capaci di orientare
positivamente la spesa anche dei fondi comunitari, credo che in
particolare su questo argomento, l'argomento dei porti, l'argomento
dei trasporti sia necessario un approfondimento in Commissione
ritenendomi parzialmente soddisfatto per la risposta data
dall'assessore limitatamente al tema delle infrastrutture credo che
comunque è assolutamente necessario e positivo continuare a
mantenere questo confronto aperto con gli amministratori locali
delle isole minori.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 66 Trasporto pubblico
della ex provincia di Trapani , degli onorevoli Palmeri ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
da diversi mesi, alcuni cittadini lamentano i disagi dovuti alla
esiguità se non alla quasi totale assenza dei mezzi di trasporto
per raggiungere i propri luoghi di lavoro, la scuola, l'università,
nell'ambito della Provincia di Trapani;
questi disagi sono stati dagli stessi segnalati sia all'apposito
indirizzo mail dedicato alle segnalazioni degli utenti dei
trasporti ferroviari che alla Segreteria del Presidente della
Regione, ai vertici dell'assessorato infrastrutture e mobilità e di
Trenitalia;
notori sono i problemi inerenti alla interruzione della tratta
ferroviaria Trapani Palermo Via Milo;
in provincia di Trapani è rimasta operante solo la tratta Alcamo
diramazione Via Castelvetrano, con i relativi disagi dovuti
principalmente alla lentezza e ai ritardi del servizio a causa di
importanti problemi infrastrutturali;
per limitare le difficoltà fino allo scorso anno era stato
predisposto un servizio pullman di Trenitalia, che partiva da
Alcamo diramazione passando da Salemi e da Castelvetrano, alle 6.23
circa. A Castelvetrano i pendolari che dovevano proseguire
procedevano con il treno fino alla stazione di Trapani, ma dal mese
di dicembre 2017 questo servizio pullman è stato interrotto;
l'unico servizio di trasporto disponibile, di mattina, è il treno
delle 8.38 circa che parte da Alcamo diramazione Via Castelvetrano,
passa per Mazara ed arriva a Trapani alle ore 9.30 circa, orario
sicuramente incompatibile per i pendolari che si muovono per motivi
di lavoro e studi, con gravi ripercussioni per alcuni di questi
pendolari che rischiano (licenziamento, abbandono scolastico);
ritenuto che:
il diritto alla mobilità trova riconoscimento nelle Carte
costituzionali dei maggiori Paesi occidentali, ma anche nella Carta
dei diritti dell'Unione europea e nel nostro Statuto Siciliano;
sotto il profilo del diritto costituzionale nazionale italiano, il
diritto del cittadino di poter usufruire di un sistema di mobilità
pubblica trova tutela alla luce ad esempio delle disposizioni
contenute negli articoli 2, 3, 4, 16, della Costituzione;
l'Assemblea Regionale Siciliana, ai sensi degli artt. 17 dello
Statuto della Regione Siciliana, può emanare leggi anche relative
all'organizzazione dei servizi in materia di comunicazioni e
trasporti regionali;
ai sensi dell'art. 22 la Regione ha diritto di partecipare alla
istituzione e alla regolamentazione dei servizi nazionali di
comunicazione e trasporti terrestri, che possano comunque
interessare la Regione;
precisato che:
il trasporto pubblico, offerto a condizioni accessibili a tutti,
dovrebbe essere considerato come uno strumento per minimizzare le
disparità sociali e per conferire uguali opportunità di lavoro e
d'istruzione ai cittadini meno abbienti, che non sempre possono
sostenere il costo della mobilità privata per recarsi sul luogo di
lavoro o per raggiungere l'istituzione scolastica o universitaria;
il diritto nella realtà deve confrontarsi non solo con la
disponibilità e l'adeguatezza delle vie di comunicazione, ma anche
e soprattutto con la disponibilità e l'adeguatezza dei mezzi di
circolazione che fanno capo al sistema pubblico dei trasporti;
il diritto alla mobilità e quello a poter usufruire di un sistema
di trasporto pubblico concretamente accessibile rappresenta un
aspetto essenziale della libertà delle persone e della loro qualità
della vita;
considerato che:
risale a circa un mese fa la sottoscrizione del contratto del
servizio da parte della Regione e Trenitalia, a seguito del quale
sarebbero stati garantiti da parte del Governo Regionale più
investimenti per il trasporto regionale, da tradursi in un rinnovo
della flotta dei treni per pendolari, turisti, ecc, in un
progressivo incremento dell'offerta, e in un ulteriore
miglioramento delle performance di qualità;
nonostante la recente sottoscrizione del contratto, per la
Provincia di Trapani non sembra configurarsi una prospettiva di
miglioramento se prima non si superano i limiti infrastrutturali,
per i quali non è dato avere nessun cronoprogramma certo da parte
della società che gestisce l'infrastruttura ferroviaria: R.F.I.
spa;
rilevato che gli utenti del trasporto si basano sull'orario delle
tratte per effettuare scelte non solo di viaggio ma di vita, è
necessario tenerne conto e adeguare le tratte agli inderogabili
orari di lavoro e scolastici;
per conoscere se non ritengano opportuno intervenire
tempestivamente nella provincia di Trapani, ripristinando
immediatamente i servizi pullman precedentemente esistenti che
partivano da Alcamo diramazione alle 6.23 circa, e che consentivano
ai lavoratori e agli studenti di arrivare in orario adeguato».
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per rispondere
all'interpellanza.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il trasporto pubblico della ex
provincia di Trapani, con la collega Palmeri, che è la prima
firmataria di questa interpellanza, che io credo assolutamente
interessante e necessaria, oltre che attuale. Forse ieri od oggi mi
è arrivato un messaggino con la quale mi chiedeva informazioni
anche in merito a questa interpellanza e specificatamente sul
trasporto pubblico su ferro.
Dobbiamo dire che nello scenario, nel panorama geografico della
Sicilia, la provincia di Trapani è la più mortificata. E' la più
mortificata perché soprattutto il servizio di trasporto pubblico
locale su ferro ha subìto un'interruzione che è la famosa via
Milo che collega Alcamo a Trapani è stata interrotta per una frana
circa cinque anni fa e da quel momento è chiusa. In effetti quando
ci siamo noi insediati abbiamo trovato un finanziamento di
centoquattro milioni di euro per ripristinare quella tratta
ferroviaria. Centoquattro milioni di euro con un progetto
preliminare che avrebbe consentito però di ripristinare una tratta
ferroviaria a motore diesel, in un momento in cui invece noi siamo
da qui ad un passo per aprire Punta Raisi, da qui ad un passo per
rimettere in sistema da Termini Imerese sino a Palermo (stazione
centrale-Notarbartolo) e quindi con il collegamento
all'aerostazione di Palermo il tutto elettrificato. Immaginare di
collegare poi da Palermo fino ad Alcamo e per arrivare quindi a
Trapani ancora a trazione, a carburante chiaramente sarebbe stata
una assoluta assurdità. Abbiamo allora reperito dei fondi. C'è
stato un incontro che il Presidente Musumeci ha avuto alcuni mesi
fa qua a Palermo con l'amministratore delegato, l'ingegnere Gentile
di RFI, e lo stesso Presidente ha chiesto personalmente - tra
l'altro ora vi dirò alcune cose - di rivedere il progetto e di
rifunzionalizzare e riprogrammare quel progetto della tratta
ferroviaria di diesel a elettrico anche perché nell'acquisto dei
treni, e in questa interrogazione gli interroganti lo indicano, nel
contratto con Trenitalia che abbiamo, si prevede che ci siano
appunto 42 nuovi treni di cui 5 sono stati già assegnati alla
Regione siciliana ma 37 dovremo acquistarli, mentre 5 arriveranno
appunto nell'anno 2019. In questo senso abbiamo previsto di
rivedere il progetto e abbiamo dato incarico, abbiamo dato mandato
a Italferr, che è il progettista per conto di RFI, di prevedere un
intervento di rete ferroviaria elettrificata che vale però 160
milioni di euro. I 60 milioni, è alla firma del Presidente, in
queste ore il Presidente appunto firmerà la nota che invierà a RFI
proprio per sugellare l'incremento dei fondi, e questi fondi li
andremo a prendere dalle risorse liberate del nodo passante, nel
momento in cui noi andiamo a certificare, a fine anno, e riusciremo
a recuperare dal nodo ferroviario passante che da Notarbartolo
collega sino a Punta Raisi oltre 200 milioni, ma ne certificheremo
160. Di questi, 60 milioni circa li dedicheremo a Trapani, proprio
perché riteniamo, onorevole Palmeri, che Trapani è stata
penalizzata.
In questo senso allora il progetto definitivo sarà presentato
entro la fine dell'anno. Abbiamo chiesto e ottenuto un impegno
serio e la Regione vigilerà nei confronti di RFI ma anche di
Italferr perché entro fine anno il progetto possa arrivare sui
tavoli degli enti competenti per l'approvazione, possa essere
trasmesso al Consiglio superiore dei lavori pubblici per la sua
approvazione, possa avere anche i pareri che già sono in itinere
per quanto riguarda le validazioni ambientali e validato il
progetto possa essere mandato in gara.
Riteniamo che entro giugno 2019 massimo settembre 2019 il progetto
potrebbe andare in gara, in questo senso l'espletamento di alcuni
mesi per la gara e riteniamo di poter poi procedere ai lavori.
Sembrano termini e tempi biblici ma noi abbiamo trovato zero, non
c'era neanche il progetto, c'era un progetto che era datato e non
poteva essere utilizzato.
Per quanto invece riguarda il trasporto, il nuovo contratto di
servizio con Trenitalia, bisogna dire che la tratta cui lei collega
fa riferimento, questa tratta viene sostituita dal nuovo contratto
di servizio perché dobbiamo rimettere in campo la nuova tratta con
il ripristino del nodo passante e di Punta Raisi perché partendo da
Palermo, da Punta Raisi si scende verso Alcamo, verso la
diramazione Salemi, Castelvetrano, passando appunto da Alcamo. Lì
la tratta è in funzione, per cui togliamo i pullman - ma erano
sostitutivi - e si introduce il nuovo sistema del treno. Questo
sarà ancor di più suffragato dal fatto che almeno un treno lo
metteremo nel trapanese proprio per andare ad indennizzare il
territorio di questa penalizzazione che ha avuto e che ha dovuto
subire in tutti questi anni.
Vorrei ricordare per i colleghi che magari non conoscono la
geografia e non possono avere presente la geografia della provincia
di Trapani, in questo momento quando si viene da Palermo anziché
andare Alcamo e poi Trapani bisogna invece scendere arrivare a
Castelvetrano risalire per Mazara, poi Marsala e alla fine Trapani,
cioè una cosa incredibile con la rete ferroviaria italiana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Palmeri per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi ha
fatto piacere sentire sicuramente le sue parole, grande attenzione
e soprattutto consapevolezza di quello che è stato lo stato di
disagio e di svantaggio di questa provincia che da anni viene
mortificata con questa tratta che doveva essere messa nuovamente in
funzione, ma effettivamente non ci sono state, ma anche mortificata
da una serie di annunci che sono stati fatti dalla stessa RFI e di
impegni mancati. Quindi noi ci auguriamo che gli impegni di cui lei
ha parlato oggi siano effettivamente e finalmente rispettati da
parte di RFI e finora non ha brillato, devo dire, per questo. Non
ha brillato neanche per trasparenza infatti noi parlamentari, ad
esempio, quando facevamo delle richieste di accesso agli atti a RFI
ci veniva risposto picche ossia che non erano tenuti a darci
risposte.
Soprattutto monitoreremo affinché questi impegni effettivamente
vengano portati a compimento.
Per quanto riguarda nello specifico anche la risposta che ha dato
in merito a queste tratte sostitutive per i pendolari che hanno
lamentato quindi tutta una serie di disservizi, effettivamente devo
dire che il problema è stato attenzionato da parte
dell'Assessorato, da parte di Trenitalia però ancora esistono e
sussistono alcuni ritardi anche di 30 minuti, mi continuano a
segnalare ritardi; ad esempio tempi di percorrenza di più di 2 ore
per percorrere soli 75 km da Castelvetrano a Trapani, quindi
obiettivamente diciamo che spesso ancora permane un certo ritardo,
un certo disagio anche perché essendoci un binario unico, quando
c'è la coincidenza del treno che viene da Trapani, giustamente, si
ferma il senso contrario nella stessa tratta.
Quindi io ho chiesto anche un'audizione in Assessorato alla
presenza di questi pendolari per capire, ecco, nelle more della
riapertura della via Milo, ad esempio, come si possono nel
frattempo perfezionare con le segnalazioni di questi pendolari
questi orari e come si possono ulteriormente perfezionare.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 313 Ripristino e
conversione della piena funzionalità del canale demaniale
'Galermi', dell'onorevole Cafeo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, all'Assessore per le infrastrutture e
la mobilità, all'Assessore per l'agricoltura lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
il canale demaniale denominato Galermi costituisce una importante
risorsa idrica per l'irrigazione di un comprensorio esteso circa
500 Ha a servizio di circa 300 utenti, ricadente nei comuni di
Sortino, Priolo Gargallo e Siracusa;
con la L.R. 8 maggio 2018 n.8 è stata istituita l'Autorità di
bacino a cui sono state trasferite le competenze in materia di
demanio idrico di cui al comma 7 dell'articolo 71 della legge
regionale del 15 maggio 2013 n.9 e successive modifiche ed
integrazioni;
preso atto che molti Agricoltori hanno avanzato nei confronti
dell'Amministrazione regionale delle lamentele per il cattivo
funzionamento del canale demaniale Galermi che, a causa della
mancata manutenzione, non fornisce le portate di acque sufficienti
al soddisfacimento dei bisogni irrigui;
ritenuto che tale situazione costituisce grave pregiudizio per lo
sviluppo del comparto agricolo e non possa far escludere
l'innescarsi di contenziosi tra gli agricoltori danneggiati e
l'Amministrazione regionale, con soccombenza di quest'ultima negli
eventuali giudizi promossi dagli utenti fruitori;
per sapere:
se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
quali siano le iniziative che intendano intraprendere per
ripristinare la piena funzionalità del canale demaniale Galermi e
quindi per assicurare la regolare distribuzione delle acque ai fini
irrigui nell'ambito del territorio servito dal canale».
Essendo l'onorevole Cafeo assente in Aula, l'interrogazione si
intende trasformata in risposta scritta.
Discussione unificata di mozioni e di atti ispettivi sulla rete
autostradale regionale
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione unificata di mozioni e di atti ispettivi sulla rete
autostradale regionale.
Si procede con la mozione n. 81 Realizzazione della tratta
autostradale Rosolini - Modica , degli onorevoli Campo ed altri. Ne
do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
PREMESSO che:
da circa otto mesi i lavori sul tratto autostradale Rosolini-
Modica, dell'arteria Siracusa-Gela, risultano bloccati;
tale sospensione dei lavori è stata causata, in un primo momento,
dall'intollerabile ritardo nell'erogazione delle somme da parte
della Regione al CAS, mettendo fin da allora seriamente a rischio
la realizzazione dell'opera;
l'attuale fase di stallo, aggravatesi per via della richiesta di
concordato preventivo, presso il Tribunale di Roma, da parte della
Società Condotte Acque, potrebbe causare la recessione del
contratto da parte delle ditte aggiudicatarie dell'appalto;
l'eventuale recessione del contratto implicherebbe un ulteriore
deterioramento della situazione e forse la definitiva chiusura dei
cantieri;
RILEVATO che:
il CAS, in data 02 marzo 2018, si è impegnato a pagare
direttamente alle ditte subappaltatrici, entro pochi giorni, il 50%
delle fatture risalenti a lavori di ben 19 mesi prima e a saldare
gli stipendi degli operai, dovendo anche quest'ultimi percepire
arretrati da circa tre mesi;
circa ventiquattro imprese subappaltatrici, a vario titolo
fornitrici di beni e servizi, nonostante tutto, rischiano il
fallimento per via dei ritardi nell'acquisizione delle somme loro
spettanti e, impossibilitate ad evadere i pagamenti, potrebbero
conseguenzialmente sospendere le proprie attività imprenditoriali
ritardando, a loro volta, chissà per quanto tempo la realizzazione
delle opere;
CONSIDERATO che:
più volte sono state chiamate in causa le istituzioni preposte per
dirimere i motivi di questa vicenda, fino alla costituzione, presso
la Prefettura di Ragusa, di un tavolo tecnico permanente per il
monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori dell'autostrada,
nonché per affrontare in maniera radicale le criticità che ne
rallentano inaccettabilmente la realizzazione;
durante un incontro organizzato dai sindacati in data 07/08/2017,
a cui hanno preso parte diversi sindaci e deputati regionali e
nazionali del comprensorio ibleo, oltre che l'allora assessore
regionale alle infrastrutture Bosco, è stato richiesto di indire
una conferenza dei servizi per fare chiarezza sulla vicenda e
scongiurare la perdita dei posti di lavoro, il fallimento delle
ditte fornitrici e il blocco dei lavori del tratto autostradale.
Tuttavia tale conferenza dei servizi non è stata mai convocata;
circa un mese fa l'assessore alle infrastrutture, rilasciando
delle dichiarazioni alla stampa, ha comunicato che nel corso di un
apposito incontro tra Regione Siciliana, Cas, Anas e Imprese
esecutrici si era raggiunta un'intesa che consentiva di riprendere
a breve l'iter dei lavori. L'intesa raggiunta riguardava: a) la
chiusura del contenzioso pendente con l'impresa esecutrice sulla
base di una cifra complessiva di 22 milioni di euro, dieci dei
quali sarebbero stati erogati direttamente ai fornitori e alle
imprese locali che rischiavano, e rischiano, il fallimento, b) la
definizione di un nuovo cronoprogramma dei lavori, c) l'impegno a
consegnare il primo lotto esecutivo (Rosolini - Ispica) entro il
mese di febbraio 2019;
tali dichiarazioni si sarebbero dovute concretizzate in un vero e
proprio accordo sottoscritto dalle parti, anche perché le due
imprese aggiudicatarie dei lavori non stanno dimostrando alcuna
responsabilità sociale, agendo unicamente sulla base dei loro
interessi;
VISTO che:
l'opera in oggetto, senza dubbio, costituirebbe il volano
fondamentale sia per l'economia del territorio, vista la ricaduta
occupazionale stimata in circa 400 lavoratori tra diretto ed
indotto, sia per la connessione della fascia sud orientale
dell'isola alle reti autostradali, in chiave intermodale,
attraverso i collegamenti con le altre più importanti
infrastrutture dell'Isola;
la funzione della Regione non dovrebbe limitarsi al trasferimento
delle risorse al committente, nella fattispecie il CAS, ma dovrebbe
estendersi al controllo della corretta gestione delle stesse;
in data 9 marzo, l'Assessorato alle Infrastrutture, Cas, Condotte
e Cosedil, avrebbero dovuto sottoscrivere un nuovo accordo per
sancire il superamento di alcuni dei vari aspetti problematici
dell'incresciosa vicenda e, comunque, la ripresa dei lavori;
la sottoscrizione di tale accordo non è avvenuta a causa della
sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio, per i prossimi 12
mesi, sia del direttore generale del Cas Pirrone che del dirigente
dell'area tecnica Sceusa (fra l'altro r.u.p. dei lavori sulla
tratta Rosolini-Modica), misura interdittiva emessa dal G.i.p. del
Tribunale, su richiesta della Procura di Messina, nei confronti dei
due dirigenti accusati di disastro ambientale, peculato e falsità
ideologica per vicende riguardanti la loro attività professionale
in seno al Consorzio Autostrade Siciliano,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITÀ
a porre in essere tutte le azioni utili per risolvere
definitivamente le varie problematiche riscontrate per i lavori di
esecuzione della tratta autostradale Rosolini-Modica e sbloccare i
cantieri fino al completamento dell'opera;
ad assumere iniziative normative per l'istituzione di un organo di
controllo che verifichi la gestione dei fondi pubblici erogati, e
da erogare, alle ditte appaltanti, anche alla luce di quanto
avvenuto negli ultimi giorni;
a nominare il prima possibile un nuovo direttore generale del CAS,
in sostituzione del già sospeso Pirrone, che possa seguire
pedissequamente la sottoscrizione dell'accordo che si sarebbe
dovuto sottoscrivere lo scorso 9 marzo e scegliere un nuovo r.u.p.
al posto dell'attuale dirigente sospeso;
ad adottare provvedimenti inequivocabili ed urgenti, in primis il
saldo di tutte le fatture e dell'intero ammontare degli stipendi
maturati finora, affinché possano essere evitati ulteriori stati di
emergenza che, alla fine, ricadono sempre sulle aziende fornitrici,
sui lavoratori stessi e sulle loro famiglie, trasformandosi quindi
in vere e proprie emergenze sociali».
CAMPO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo e cittadini
che ci seguono da casa, la costruenda autostrada Siracusa-Gela
purtroppo in questi ultimi mesi si è trasformata in una passerella
dove più e più volte il Governo e l'Assessore sono passati e io non
nego la loro buona volontà nel cercare di risolvere il problema, ma
non capisco come mai sono passati sempre con un codazzo di
esponenti della maggioranza e di deputati di turno a maniche di
camicia, forse perché c'era bisogno di avere qualcuno che fosse
d'accordo su quello che si diceva su questa autostrada e
l'opposizione avrebbe potuto dare fastidio, non poteva certo tirare
fuori conigli dal cilindro.
Assessore Falcone, lei quest'estate ha fatto queste dichiarazioni
a mezzo stampa, le dichiarazioni risalgono al 6 luglio, si parla di
ripresa dei lavori dopo mesi di stasi, sue parole. In un articolo
di Blog Sicilia si dice: l'Assessore ha visitato i cantieri dove
si lavora a ritmo serrato per cercare di recuperare il tempo
perduto e consegnare l'opera nei tempi previsti . In un altro
articolo ancora di Video Mediterraneo l'Assessore si spinge
addirittura oltre: i lavori saranno completati entro 18-24 mesi .
Io dico ma come si può dire una cosa del genere, Assessore E lei
sa benissimo che non è stata spostata neanche una pietra in quel
cantiere, sono tutti fermi. Guardiamo la realtà in faccia, là ci
sono ditte subappaltanti che stanno rischiando il fallimento perché
non vengono pagati, ci sono 30 operai della Cosedil con gli
arretrati degli stipendi e i lavori sono fermi e facciamo credere
che i lavori sono ripartiti
E' da quando mi sono insediata che assisto impotente a questa
situazione: noi abbiamo avuto prima la vicenda del Cas che a causa
della condizione economica non ha potuto erogare le somme e si sono
bloccati i lavori facendo, appunto, rischiare la perdita del
finanziamento, successivamente il concordato preventivo della ditta
Condotta S.p.A., successivamente ancora si doveva interrompere il
contratto di servizio e poi ancora l'aggravarsi con la vicenda
giudiziaria che vede coinvolto il Direttore generale del Cas e il
Direttore dell'Ufficio tecnico, Rup dei lavori stessi. L'accusa è
questa: disastro ambientale, peculato e falsità ideologica per
vicende riguardanti la loro attività professionale in seno al
Consorzio Autostrade siciliane stesso . E per finire, ancora in
questi giorni sappiamo ufficialmente dei 700 milioni di debiti del
Cas e in più del pesante bacino di 400 lavoratori.
Ecco, la situazione è questa. Inoltre, abbiamo le ditte
subappaltanti che non prendono soldi, abbiamo i 30 lavoratori con
gli stipendi arretrati, come dicevo prima, e questo profila un
danno economico enorme per la provincia di Ragusa e Siracusa perché
queste sono le maggiori ditte del nostro territorio che stanno via
via fallendo con una ricaduta economica devastante. Ecco, io so,
per concludere, che lei deve andare a Roma, domani mi pare,
esattamente per incontrare i neo Commissari nominati dal Tribunale
di Roma di Condotte S.p.A.; io ora le chiedo, intanto di lavorare
senza più falsi proclami per questa autostrada e soprattutto di
essere sincero, sincero con noi e con tutte le persone che vi
lavorano, perché altrimenti sarà costretta a venire anch'io su
questa passerella ma non per fare la sfilata, semplicemente per
dire che cosa penso di questa vicenda. Questa è l'ennesima opera
che sta diventando una incompiuta, è questa la verità
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, oltre questa mozione abbiamo anche
la mozione n. 131 Iniziative concernenti lavori permanenti del
tratto autostradale Messina - Villafranca Tirrena, l'interrogazione
n. 31 Chiarimenti in merito ai pedaggi nelle tratte autostradale
siciliane a firma dell'onorevole Amata mentre quella precedente
era firmata sempre dagli onorevoli Amata, Catalfamo, Galvagno e
Genovese e infine l'interpellanza n. 20 Inizio dei lavori del
tratto autostradale Ragusa - Catania , a firma degli onorevoli del
Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
il tratto in questione di competenza del Cas regionale si snoda
per 6 chilometri di cui la maggior parte da decenni sono
interessati da restringimenti e lavori per la messa in sicurezza e
l'ampliamento delle uscite ricadenti sul Comune di Messina;
l'utenza attraverso lettere e comitati ha più volte ricordato
l'inadeguatezza del costo del pedaggio tra Messina e Villafranca in
una bretella che ricade sempre nel Comune di Messina;
RILEVATO CHE:
lo scorso 20 dicembre il consigliere comunale di Messina Mario
Biancuzzo - IV circoscrizione - tramite raccomandata con ricevuta
di ritorno chiedeva al nuovo Presidente della Regione ed al
Presidente dell'Ars un incontro per trattare l'argomento. Il 12
luglio sollecitava al Presidente della Regione l'incontro richiesto
precedentemente, privo di riscontro;
lo scorso ottobre 2017 è stata promossa una raccolta firme per
proporre la soppressione del pedaggio autostradale tra Villafranca
Tirrena e Messina - quota 1,20 euro - e che ha raccolto 9384 firme;
sempre a dicembre 2017 la stessa raccolta firme è stata inviata
per conoscenza al Presidente Musumeci e al Presidente
dell'Assemblea Gianfranco Miccichè;
RITENUTO CHE:
la bretella individuata nel tratto tra Villafranca Tirrena e
Messina presenta da anni numerose criticità per la sicurezza degli
utenti e risulta quindi percorribile solo in parte a causa di
restringimenti, code e problematiche varie;
solo negli ultimi 8 mesi gli incidenti mortali sono stati più di
di cinque e tutti nello stesso tratto;
lo stato della strada presenta criticità che richiedono un
intervento definitivo;
il costo di 1,20 per appena 6 chilometri appare sproporzionato
rispetto alle condizioni del tratto e alla sua lunghezza;
il tratto in questione chiamato impropriamente svincolo di
Villafranca Tirrena, ricade nel territorio di Messina in località
Ponte Gallo quindi è a tutti gli effetti un tratto di tangenziale;
negli anni passati per quanto riguarda gli altri snodi e svincoli
di Messina non sono più stati fatti pagare attraverso i pedaggi
perché ricadenti appunto nel territorio evidenziando quivi una
notevole disparità di trattamento tra abitanti di Messina Sud e
Messina Nord,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a mettere in atto ogni azione possibile affinché si possa
giungere ad un ripristino della viabilità ordinaria nel più breve
tempo possibile;
a costituire celermente un tavolo di confronto con Governo
regionale, Consorzio autostrade e Comune di Messina, al fine di
valutare la sospensione del pedaggio autostradale tra Messina e
Villafranca Tirrena». (131)
CATALFAMO - AMATA - GALVAGNO -
GENOVESE
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
le recenti disposizioni relative all'aumento dei pedaggi
dovrebbero interessare, nell'anno in corso, la totalità delle
tratte di collegamento autostradale nel nostro Paese;
il Governo nazionale ha motivato questa decisione giustificandola
con le migliorie apportate alla rete nazionale grazie ad importanti
investimenti che hanno reso più sicure e moderne le nostre
autostrade italiane;
occorre evidenziare l'assoluta incapacità di verificare tali
miglioramenti sul territorio siciliano giacchè le nostre
autostrade, gestite dal Cas, appaiono assolutamente inadeguate e
spesso irrispettose delle più basilari norme di sicurezza;
considerato:
lo stato delle nostre autostrade siciliane e in particolare
quelle che collegano Messina agli altri capoluoghi della Regione
(si pensi alla zona ionica, palcoscenico della nota frana di
Letojanni, a seguito della quale è stata chiusa una porzione di
autostrada impercorribile da oltre due anni; o alla situazione nel
versante tirrenico ove le gallerie, all'altezza del santuario di
Tindari, sono suddivise in un pericolosissimo doppio senso di
circolazione da oltre 10 anni);
che in particolare, si nota come i collegamenti Messina Palermo e
Messina Catania risultino essere profondamente rischiosi
specialmente in alcuni punti, da anni impegnati in infiniti e
apparentemente improduttivi interventi di manutenzione
straordinaria, costringendo per lunghi tratti percorrenze a doppio
senso di marcia in carreggiate a due corsie, nonché mostrando, non
di rado, imperfezioni al manto stradale o illuminazioni talora
eccessive altrimenti inesistenti;
che è stata inoltrata un'istanza cittadina sottoscritta da
migliaia di residenti della città metropolitana di Messina per
richiedere la soppressione del casello di Ponte Gallo, il cui
svincolo (erroneamente denominato di Villafranca e che interessa
una bretella di sola uscita) ricade all'interno del confine del
comune di Messina. Appare iniquo che gli automobilisti siano
costretti a versare il pagamento di un pedaggio per
l'attraversamento di una strada tangenziale, per di più tanto mal
tenuta come questa;
nel recente passato, il Governo regionale è già stato partecipato
della circostanza inerente la proposta cittadina di sopprimere il
sopraddetto casello di Ponte Gallo;
per sapere:
se vi siano in previsione - ed eventualmente quali siano - piani
di investimento rispetto alla messa in sicurezza e la
modernizzazione della rete autostradale siciliana, con specifico
riferimento alle arterie A18 e A20;
se non ritengano opportuno sospendere eventuali aumenti del costo
del pedaggio per quelle tratte che non risultano strutturalmente e
funzionalmente adeguate ai trend nazionali e soprattutto alle
richieste del nostro territorio;
quale sia lo stato dell'arte della richiesta di soppressione del
casello di Ponte Gallo e se vi sia già una presa in carico della
questione da parte dell'Assessorato regionale in indirizzo». (31)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)
AMATA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
il territorio della provincia di Ragusa è il più carente di
infrastrutture viarie in tutta la Sicilia, non presentando difatti
alcuna rete autostradale che lo colleghi ad altri centri, quali
Catania o Palermo;
l'apertura dell'aeroporto di Comiso ha rimarcato la necessità di
vie di comunicazioni adeguate al flusso di persone e merci in
continua crescita;
nel 1998 il compartimento per la viabilità della Sicilia
dell'ANAS, sezione di Catania, ha elaborato un progetto preliminare
per l'ampliamento del collegamento stradale tra Ragusa e Catania;
l'opera è stata inserita sia nel programma delle infrastrutture
strategiche adottato dal CIPE con la delibera n. 121/2001, emanata
a sua volta in attuazione della legge n. 443 del 2001, sia nel
documento infrastrutture prioritarie redatto dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e pubblicato nel novembre 2006;
l'opera, lunga 68 chilometri, prevede nel progetto originale
l'ammodernamento delle vecchie statali 194 e 514, con il
raddoppiamento delle corsie;
con delibera n. 79 del 29 marzo 2006, il CIPE ha approvato il
progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale dell'Anas,
con le relative prescrizioni e raccomandazioni, per un costo
complessivo di 1.268.600.000 euro e copertura parziale di
149.200.000 euro, di cui un terzo circa a carico dell'Anas e due
terzi a carico della regione siciliana;
in data 2 febbraio 2007, la Regione siciliana ha ritenuto più
utile destinare i finanziamenti disponibili all'iniziativa globale
in project financing anziché alla esecuzione di un primo stralcio
funzionale, possibilità prevista dall'accordo di programma quadro
siglato il 28 dicembre 2006 tra la regione, il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e l'Anas, ma che comporta una
tariffazione dell'intervento;
nello stesso anno l'Anas ha pubblicato l'avviso per la selezione
del promotore per la progettazione, realizzazione e gestione del
collegamento stradale Ragusa-Catania e, scaduti i termini per la
presentazione delle domande, su tre proposte ricevute ha dichiarato
il pubblico interesse per quella presentata da Ati Silec - Egis
Projects - Maltauro Consorzio Stabile - Tecnis;
il 25 giugno 2009 il progetto preliminare presentato dal
promotore ha ottenuto parere favorevole dalla Commissione speciale
VIA-VAS del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare in ordine alla richiesta di compatibilità ambientale.
Anche il Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo ha trasmesso il proprio parere favorevole;
il 22 gennaio 2010 il CIPE ha approvato il progetto preliminare e
la proposta del promotore, per un costo complessivo di circa 815
milioni di euro, di cui circa 448 milioni a carico dei privati. Il
22 luglio ha approvato lo schema di convenzione, con prescrizione,
confermando i finanziamenti della regione e dello Stato;
la Struttura di Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali, in
data 20 gennaio 2014, ha disposto l'aggiudicazione provvisoria e il
successivo 24 aprile, a seguito dell'esito positivo delle verifiche
del possesso dei requisiti di cui agli articoli 38 e 48 del decreto
legislativo n. 163 del 2006, l'aggiudicazione definitiva;
il 28 aprile 2014 scorso la citata Struttura di vigilanza ha
comunicato all'ATI l'avvenuta aggiudicazione a favore della stessa,
chiedendo, al fine della sottoscrizione della convenzione di
concessione, di provvedere alla costituzione di una Società di
Progetto, così come previsto nel bando di gara e di produrre la
cauzione definitiva, ai sensi dell'articolo 113 del citato decreto
legislativo n. 163 del 2006;
il 29 maggio 2014 l'ATI ha comunicato l'attivazione delle
attività prodromiche alla firma della Convenzione, in qualità di
Società di Progetto, ed in considerazione delle tempistiche
richieste per il completamento di tali attività, la possibilità di
procedere alla stipula della convenzione a far data dal 27 giugno;
rilevato che:
la Conferenza di Servizi Istruttoria ha chiuso i propri lavori il
10/07/2017, ottenendo tutta la documentazione - in particolare i
pareri di ottemperanza del Ministero dell'Ambiente - il 23/11/2017;
superato questo passaggio non rimane che l'ultimo, cioè il parere
del Comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE);
nessun passaggio successivo può essere espletato senza
l'approvazione del progetto definitivo e quindi l'esecutivo con
l'apertura dei cantieri;
il passaggio al CIPE per suggellare, con un ultimo e definitivo
parere, l'inizio dell'iter che nel giro di qualche mese avrebbe
consentito l'avvio dei lavori si dava per certo già a fine dicembre
2017, poi a gennaio 2018, e da ultimo a febbraio, senza tuttavia
alcun riscontro concreto;
si apprende che di recente il Dipartimento per la programmazione
e il coordinamento della politica economica (DIPE) abbia
manifestato ulteriori perplessità su alcuni punti ed in particolare
sul piano economico finanziario e sul mancato parere del Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici;
considerato che:
il piano economico finanziario, che deve essere aggiornato ogni
mese in relazione alle condizioni economico-finanziarie dei
mercati, risulta perfettamente in linea con quanto previsto
nell'atto di convenzione che è stato per anni precisato e
puntualmente formalizzato con due addendum e molti chiarimenti
anche da parte dell'Avvocatura dello Stato, regolarmente acquisiti
e incorporati;
lo stesso concessionario ha sin da gennaio 2017 più volte
sollecitato i Ministeri competenti affinché richiedessero il parere
del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;
tali ritardi intralciano, sin da subito, le procedure
propedeutiche che erano già partite come, ad esempio, gli espropri
dei terreni asserviti;
ogni ulteriore ritardo sulla procedura di approvazione rischia di
far perdere parte del finanziamento pubblico di fonte europea in
capo alla Regione Siciliana, finanziamento che già nel mese di
marzo 2018 sarà oggetto di revisione sulla reale disponibilità per
la realizzazione/attuazione dell'opera da parte degli uffici
dell'Unione Europea;
nonostante siano trascorsi circa quindici anni dal primo
stanziamento per la costruzione di quest'importante arteria
extraurbana che dovrà collegare Catania e Ragusa, si attende ancora
l'approvazione del progetto definitivo dell'opera;
sono evidenti le speranze di rilancio economico e sociale riposte
nella realizzazione di questo tratto di autostrada, che
avvicinerebbe in termini di percorrenza tre province e due
aeroporti, rilancerebbe delle realtà produttive importanti nel
mondo turistico e agroalimentare e ridurrebbe, cosa sicuramente più
importante, il numero di vittime che ha reso famosa, in senso
negativo, l'attuale arteria stradale;
per conoscere quali iniziative intendano assumere, coinvolgendo
all'uopo anche il Ministro competente, al fine di sbloccare le
procedure per far partire finalmente i lavori del tratto
autostradale Ragusa - Catania ed evitare qualsiasi rischio di
perdita del finanziamento pubblico di fonte europea in capo alla
regione siciliana». (20)
CAMPO - DI PAOLA - TRIZZINO - CANCELLERI -
PALMERI - SUNSERI - MANGIACAVALLO - ZAFARANA -
CAPPELLO - FOTI - PASQUA - ZITO - CIANCIO -
SIRAGUSA
- TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA
- DI
CARO - MARANO
Onorevoli colleghi, su queste mozioni e sugli atti ispettivi
abbiamo detto che la discussione sarà unica, ovviamente le mozioni
saranno votate singolarmente e ovviamente per quanto riguarda le
interrogazioni e le interpellanze gli interventi saranno anche, chi
lo dovesse ritenere, singole. C'è qualche altro che deve
intervenire sull'altra mozione?
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La pregherei di intervenire sia sulla
mozione n. 131, sull'interrogazione n. 31 e anche sugli altri atti
ispettivi.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Li
trattiamo singolarmente?
PRESIDENTE. Assessore, li deve trattare singolarmente, poi la
votazione sulle mozioni ovviamente è singola, ed i colleghi poi
sulle interpellanze e sulle interrogazioni comunicheranno all'Aula
se si ritengono soddisfatti della sua risposta.
Onorevole Caltalfamo, ha facoltà di parlare.
CATALFAMO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io
intervento sulla mozione n. 131 della quale sono primo firmatario.
Assessore, attraverso questa mozione intendiamo puntare i
riflettori sulle condizioni in cui versa uno specifico tratto della
Messina Palermo, specificatamente quel tratto di 6 chilometri che
congiunge il casello di Villafranca con lo svincolo di Messina
Boccetta, in entrambi i sensi di percorrenza.
In realtà, le criticità che interessano questa bretella non sono
dissimili dalle problematiche che attanagliano un po' tutta la rete
autostradale siciliana.
Mi riferisco, quindi, a manto obsoleto, pendenze anomale che,
spesso, durante il maltempo provocano pozzanghere e, quindi, il
rischio di acqua planning, illuminazione decisamente scadente,
soprattutto in entrata nelle gallerie, vegetazione spontanea che
spesso invade le carreggiate, restringimenti e cantieri che, ormai
da anni, vanno ad incidere negativamente sulla normale fruibilità
di questa bretella.
Tuttavia, rispetto al resto della rete autostradale qui vi è una
concentrazione in 6 chilometri di tutte queste problematiche, il
che ha comportato - e continua a comportare - nel corso delle
settimane tantissimi incidenti, ahimè, spesso mortali e,
soprattutto, nelle ore di punta e nelle stagioni estive,
frequentissime e chilometriche code che mettono a dura prova la
pazienza ed i nervi degli utenti.
Già queste motivazioni sarebbero sufficienti per richiedere ciò
che poi è oggetto della mozione, ovvero l'impegno ad istituire un
tavolo tecnico per determinare modi e tempi per ripristinare la
normale fruibilità e, nelle more, la possibilità di sospendere il
pedaggio per gli utenti che entrano a Boccetta ed escono a
Villafranca o viceversa, perché, in effetti, questo euro 1,20 a
fronte di queste condizioni diventa davvero una beffa da sostenere
per gli utenti. Però, al di là di queste motivazioni vi è di più.
Infatti, a ben vedere, la dizione casello di Villafranca è
impropria perché il casello ricade nel territorio di Messina, Ponte
Gallo si chiama la località.
In questo momento, quindi, abbiamo l'unico caso in Italia di
tangenziale cittadina a pagamento.
Tra l'altro, negli anni passati tutti gli altri tratti di
autostrada che congiungono casello a casello di Messina che erano a
pagamento sono stati resi non a pagamento.
Rimane a pagamento questa bretella, con grave discriminazione per
gli abitanti di Messina nord rispetto a quelli di Messina sud.
Fra l'altro, non sono soltanto io a sollevare il problema, ma ci
sono oltre dieci mila cittadini che hanno firmato una petizione,
organizzata dal consigliere circoscrizionale di Messina Mario
Biancuzzo - che ringrazio per avermi voluto coinvolgere su detta
questione - petizione che è stata inviata sia alla Presidenza
dell'Assemblea che alla Presidenza della Regione.
Quindi, vi è anche la voce di oltre dieci mila cittadini che
chiedono che venga data giustizia, in qualche modo, agli utenti che
subiscono questi disservizi.
Concludo dicendo che due dei viadotti compresi in questa tratta
sono inseriti in quell'elenco di opere per le quali il Governo ha
stipulato convenzione con ANAS per un'attività di ricognizione, al
fine di verificarne lo stato.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
siamo alla ripresa dei lavori che vedo un po' lenta. Ormai ci
avviamo quasi ad un anno di questa esperienza e speriamo che possa
arrivare un'accelerazione; lo dice anche uno che è componente dei
banchi dell'opposizione ma che dal primo momento ha sempre ribadito
l'attenzione verso la Sicilia.
Io mi auguro, oggi in Commissione UE abbiamo avuto un'audizione
importante con l'Assessore Armao a proposito di un modello che oggi
ancora non abbiamo, un modello di sviluppo per la nostra Isola.
Avremo modo di parlarne, ne voglio riparlare di questa idea, di
questa necessità, perché noi da membri dell'opposizione, io da
componente non voglio assumere impegni per nessuno, ma prontissimi
a dare aiuto e sostegno anche a questo Governo, però abbiamo
davvero bisogno di discutere su alcune cose concrete che riguardano
lo sviluppo del territorio.
Oggi anche nelle interrogazioni e in questa mozione abbiamo
toccato due aspetti importanti. Signor Presidente, ringrazio la
presenza dell'Assessore Falcone che anche se da solo è comunque qui
presente ad ascoltare tutti noi. E gli argomenti sono stati: uno le
Isole minori e gli altri con le portualità, ma non solo il problema
delle portualità e le infrastrutture, esempio l'autostrada, esempio
la Siracusa-Gela.
Ringrazio l'Assessore Falcone, non ho difficoltà a dirgli che in
questo periodo è stato attento ed è stato un interlocutore in un
momento che non era addebitabile a lui. Non ho difficoltà a
riconoscere le cose, lei lo sa, quando non le ho condivise gliel'ho
detto, Assessore, però oggi darle delle responsabilità in merito
alla Siracusa-Gela non è obiettivo perché, purtroppo, la costruenda
autostrada ha avuto una serie di difficoltà all'impresa e dovute
alle difficoltà economiche che ha avuto l'impresa.
Perché ho detto la ringrazio? La ringrazio perché non c'è stata
volta che, sia pubblicamente ma anche telefonicamente, l'ho
disturbata più volte fino a qualche giorno fa e lei, Assessore, non
solo risponde al telefono, ma ha anche la capacità e la gentilezza
di metterci a conoscenza di quelle che sono le questioni.
Ovviamente, la invito ad andare avanti così come sta facendo per
risolvere questa questione perché io dico, noi abbiamo fatto, il
precedente Governo regionale, il precedente Governo nazionale l'ha
portata a quel punto, mettiamoci in condizioni di non fermarci.
Quindi, pieno sostengo e disponibilità. Lei incontrerà l'impresa ma
la scommessa non è solo quella, perché oggi far diventare punto di
discussione un atto dovuto, secondo me, che è quello del
completamento dei lavori, politicamente non lo trovo stimolante,
per me è stimolante pensare al completamento di questa arteria, non
è possibile ancora nel 2020 pensare che la Sicilia non è collegata
tutta da una rete autostradale, quindi che ben venga e sicuramente
lo do per ordinaria amministrazione l'intervento di sblocco dei
lavori, del completamento, per me discutiamo di cose assodate, ma è
necessario il finanziamento degli altri lotti perché ad oggi ci
sono anche i progetti definitivi ci sono i progetti esecutivi fino
a Gela e c'è la progettazione in corso anche per gli ulteriori
cantieri.
Se noi non mettiamo in conto oggi, Assessore, i nuovi
finanziamenti che la prossima legislatura, il prossimo Governo, la
prossima generazione, ma cos'è che si troverà? Ci possiamo
accontentare solo che la Siracusa-Gela arrivi fino a Modica? Io no
Io pretendo davvero che la Siracusa-Gela arrivi fino a Trapani;
questa Sicilia deve essere tutta collegata. Il progetto di sviluppo
della Sicilia parte dalle infrastrutture, parte della Ragusa-
Catania che lei sta seguendo, la prego di aggiornarci sempre su
tutto le cose che vengono fatte, parte della Siracusa-Gela che deve
arrivare fino a Trapani, parte dei porti che non esistono. Non è
possibile che Linosa, non è possibile che Lipari, non è possibile e
questo ovviamente non è una colpa sua, Assessore, o di questo
Governo, è una colpa nostra, tutta, della classe politica di questi
ultimi vent'anni che è stata incapace di sviluppare un progetto per
la Sicilia.
Approdi che permettono, di singoli bracci di cinquanta metri, di
trenta metri, che permettono di poter far arrivare l'aliscafo solo
nel mese estivo, solo nel mese estivo. E' possibile ancora pensare
ad un modello di sviluppo di questo tipo? E' possibile pensare di
lasciare la destagionalizzazione del turismo ad un braccio di
trenta metri?
Lei prima giustamente diceva, dobbiamo garantire agli isolani di
poter tornare a Linosa, di poter tornare a casa. Ma come lo
dobbiamo destagionalizzare il turismo senza la possibilità e la
garanzia di chi si trova a Linosa, di chi si trova a Lipari, di chi
si trova in qualsiasi isola, di poter prendere l'aliscafo e non per
le condizioni del mare, rimanere nell'isola. Ci può essere mai
destagionalizzazione quando c'è l'incertezza anche di poter
ritornare a casa?
Sono scommesse, io lo dico, mi scusi il tono, ma sono stato chiaro
anche sulle responsabilità, lo dico perché su queste cose dobbiamo
scommettere, dobbiamo svilupparle e dobbiamo coinvolgere anche i
privati.
A Ragusa lo abbiamo dimostrato. Abbiamo fatto un porto turistico e
lo abbiamo fatto con il progetto di finanza. Dopo dieci anni - il
porto è stato fatto nel 2009 - quest'anno sono dieci anni, 2019, un
porto che funziona nonostante le difficoltà che ci sono state
dovute all'impresa, ma oggi è una realtà. Se noi abbiamo un
progetto e un progetto di sviluppo che vede le portualità in tutte
le isole, noi davvero possiamo offrire questo grande mercato,
questa grande potenzialità.
Ma è possibile - e concludo - che anche la stessa Malta ormai ci
abbia superato? Il modello economico di Malta è superiore, esiste
un modello economico e di sviluppo a Malta che è superiore a quello
della Sicilia. Non esiste un disoccupato. E così vale per Palma di
Maiorca, per Ibiza, tutte le Baleari, la Spagna.
L'invito, Assessore, è continuare a fare questo lavoro che sta
facendo, ma dobbiamo cercare di svilupparlo un progetto per la
Sicilia, che non può non passare dalle infrastrutture e che secondo
me deve anche passare dal coinvolgimento dei privati. Noi, se
mettiamo in condizione i privati di intervenire e di realizzare le
infrastrutture nelle isole per creare posti barca, non solo diamo
la possibilità agli aliscafi di poter arrivare, ma daremo la
possibilità davvero di offrire un modello di sviluppo che tocca le
isole, ma che tocca anche la Sicilia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, chiaramente queste mozioni rappresentano un input
importante per il Governo, per un dibattito politico-istituzionale,
ma di strategia e di pianificazione dell'Isola che guarda ai
prossimi decenni.
Non è chiaramente quello che si sta svolgendo stasera un dibattito
di poco conto o di chiacchiericcio, magari come era prima abituata
l'Aula o come lo è stata in alcuni frammenti del recente passato.
Le mozioni su cui trattiamo, però, vanno diversificate.
Andiamo alla prima mozione, alla mozione n. 81, che vede la
collega Campo e poi il collega Cancelleri e così via, Cappello e
altri firmatari, primi firmatari, e riguarda appunto della
realizzazione della tratta autostradale Rosolini-Modica che, se la
dobbiamo declinare appunto, è il sesto, settimo e ottavo lotto
della più ampia autostrada Siracusa-Gela. Quella autostrada che
avrebbe dovuto collegare e avrebbe dovuto rappresentare la
continuazione di una perimetrale: cioè da Messina arrivare a
Catania, da Catania arrivare con una strada statale con
caratteristiche autostradali che è la Catania-Siracusa, per poi
proseguire a Cassibile e, quindi, ancora via via Rosolini, poi
Ispica, poi Modica e poi arrivare nella parte sud-est della
Sicilia, sino a toccare Gela. Questa era l'idea di
infrastrutturazione che io dico utile, strategica alla Sicilia.
Purtroppo, i recenti avvenimenti hanno reso quella che doveva
essere una grande idea, una grande ferita del territorio sud-est
della Sicilia, una grande ferita, lo vorrei dire, non soltanto per
il lotto 6-7-8 ma anche per il 3-4-5. Io non so quanti di voi
abbiano attraversato o percorrano la Siracusa, la Cassibile-
Rosolini e si rendono conto - l'architetto Zito, il collega Zito lo
potrà segnalare - che là venne fatto il binter, venne collocato il
cosiddetto misto , se vogliamo, bituminoso, quello né più poroso,
ma non venne completata questa parte di arteria con la
pavimentazione, con il tappetino, con il sovrastato, con la
sovrastruttura finale. Anche là un'opera incompleta e incompiuta su
cui torneremo ora a dire qualcosa.
I lotti, invece, 6-7-8, un'opera importante, imponente, da 284
milioni di euro, un'opera che doveva essere completata già due anni
fa, un'opera che venne aggiudicata con un contratto aperto alla
ATI, all'associazione temporanea di impresa, COSIGE, che è la
sinergia tra Cosedil, ditta mandante, e Condotte, ditta mandataria:
la seconda ha il 70 per cento e la prima ha il 30 per cento.
Io non vi vorrei fare tutta la storia ma vorrei dirvi soltanto che
questo lavoro quando noi ci siamo insediati, quando il Governo
Musumeci si è insediato, ha trovato quest'opera bloccata dal luglio
del 2017, immediatamente viene posta all'attenzione del nuovo
Governo regionale - l'onorevole Dipasquale fu uno di quelli che
sollecitò l'attenzione su questa opera - ebbene abbiamo
immediatamente messo vicino tutti gli attori, ci fu una riunione
preliminare ed il 30 dicembre del 2017 riuscimmo a portare, eravamo
proprio sotto le vacanze natalizie e di fine anno, tutti gli
attori: i titolari della Condotte, i titolari della Cosedil, i
responsabili del Cas, i responsabili dell'assessorato regionale
delle infrastrutture e della mobilità.
Sembrava che avessimo raggiunto l'accordo, come ha detto la
collega Campo l'accordo consisteva, dinanzi ad una sofferenza di
circa 30 milioni di euro delle aziende subappaltatrici e
fornitrici. Vorrei ricordare che questo lavoro si è sviluppato per
circa 150 milioni di euro, 140 milioni circa, ne mancano ancora da
realizzare circa 120 milioni, questo lavoro è stato realizzato per
la maggior parte dei casi e per la maggior parte dello stesso,
dalle ditte locali, dalle ditte ragusane e siracusane. Questo
lavoro è stato realizzato, quindi, con il sangue e col sudore, se
vogliamo, dei siciliani, non di Condotte che viene da Roma.
E questo lavoro eravamo riusciti, diciamo così, avevamo raggiunto
un accordo che prevedeva appunto 22 milioni di euro, 10 milioni li
avremmo dati immediatamente e 12 per i successivi 12 SAL, cioè ad
ogni stato di avanzamento davamo un milione di euro, proprio perché
volevamo dimostrare una disponibilità dell'amministrazione, del CAS
con una attività - io mi permetterei di dire - di tutoraggio
vicariante del Governo regionale, e in un ente che purtroppo
normale non era, quale il Consorzio Autostrade Siciliane.
Bene, purtroppo l'accordo si doveva declinare già il 7 gennaio del
2018. Quell'accordo, purtroppo, slittava a causa di una sofferenza
di Condotte. Quell'accordo slittava di un mese, di un mese e mezzo,
di due mesi, sino al punto che Condotte andava in concordato
preventivo. E' vero che ho fatto un sopralluogo.
Onorevole Campo, in quel sopralluogo eravamo insieme, nel primo
sopralluogo. Eravamo insieme con l'onorevole Assenza, eravamo
insieme, anzi non era presente, non invitai l'onorevole Dipasquale
- se dobbiamo dirla tutta. Era presente l'onorevole Gennuso, avevo
anche invitato l'onorevole Cafeo. Voglio dire, in quel primo
incontro noi parlammo alle imprese e raccontammo l'accordo
concluso. Quell'accordo che non riusciva ad attuarsi a causa del
concordato preventivo in cui entrava la ditta Condotte. Anche la
trattative estenuanti, trattative estenuanti con il presidente di
Cosige, il consorzio, con l'amministratore delegato di Condotte. E
quando poi stavamo riuscendo a raggiungere, a siglare l'accordo
cosa succedeva? I fatti di cronaca giudiziaria.
Non è colpa nostra, non attiene al Governo del Presidente Musumeci
se purtroppo degli strascichi precedenti portavano alla ribalta il
Consorzio Autostrade Siciliane ed alcune imprese e l'amministratore
delegato di Condotte, purtroppo, sottoposto ai riflettori
intensissimi del tribunale della Magistratura inquirente che,
purtroppo, dava seguito a delle conseguenze. Si bloccava nuovamente
tutto, si bloccava. E per quindici giorni siamo rimasti come coloro
che sono sospesi, nel dubbio amletico se rescindere il contratto o
se tentare di continuare.
Tentare di continuare avrebbe comportato una strada impervia,
difficile, di trattative estenuanti, così come ci stiamo
sottoponendo. Rescindere il contratto, invece, avrebbe comportato
che avremo dovuto fare una costatazione dei luoghi, una
costatazione dei lavori, avremo dovuto chiedere all'impresa di
lasciare, appunto, gli immobili, la quantificazione. Ritornare ad
una progettazione, ritornare in gara, ritornare ad un appalto,
reperire i fondi maggiori, maggiori fondi, perché il progetto era
dimensionato su un prezziario del 2010 e, quindi, ritrovare anche,
reperire risorse e poi, quando avrebbero voluto i fatti, gli
adempimenti, poi procedere a riprendere i lavori dopo
l'approvazione, l'esperimento della gara, l'aggiudicazione, la
consegna dei lavori, la contrattualizzazione della nuova impresa.
Rispetto a questo, ad un certo punto abbiamo messo in mora, ed
abbiamo delle note chiare che mettevano in mora. Ad un certo punto
cambiava il direttore generale del CAS, cambiavano i direttori dei
lavori. Davamo un nuovo incarico e incaricavamo il Genio Civile di
Ragusa e di Siracusa che prendeva in carico l'intera opera; agli
stessi direttori, nuovi direttore dei lavori, chiedevamo di poter
constatare la quantificazione delle opere fatte, di prendere in
carico le stesse opere e di procedere con la risoluzione.
Ed in tal senso, si è mosso il Genio Civile di Ragusa assieme a
Siracusa. Ad un certo punto una mia ulteriore visita, un
sopralluogo, un blitz fatto da solo, un sabato, mentre andavo per
motivi diversi con la mia famiglia a Ispica e, vi devo dire, facevo
un post, tanto ho dieci giorni di tempo, vedendo la ferita
gravissima che pativa il territorio di Ragusa ma anche di Siracusa.
A quel punto, facevo un post, con il quale mettevamo all'angolo, -
avevamo già tutto pronto - e dicevamo se entro il 10 luglio la
ditta non riprenderà i lavori che sia Cosige, che sia Condotte, che
sia Cosedil non riprende i lavori, ci sarà recessione contrattuale,
non possiamo più aspettare .
Sono passati sette mesi e rispetto al blocco dei lavori è passato
un anno.
Arriva la nota del 4 luglio 2018, con la quale la ditta Cosedil
prende in carico i lavori ancorché per il suo 30 per cento, dicendo
io riprendo i lavori, ho le condizioni tecniche per poterlo fare,
intanto inizio, riprendo i lavori . E non è vero che i lavori non
sono ripresi, ad oggi la ditta Cosedil ha realizzato più di tre
milioni di lavori. Procedendo con un rischio e problemi grandi
quanto una casa, perché io riprendo i lavori senza che il Cas mi
avesse autorizzato e mi avesse dato il nulla osta.
La ditta Cosedil riprese i lavori - ancora eravamo in concordato
preventivo - senza che il giudice delegato avesse autorizzato una
famosa scrittura privata con la quale Condotte cedeva questo ramo
di azienda a Cosedil perché quest'ultima potesse prendere in carico
l'intera opera per il completamento della stessa.
Successivamente cosa è accaduto? È accaduto che i lavori sono
ripresi, è accaduto che la ditta, ad oggi, ha speso oltre 4 milioni
e mezzo di euro. Tre milioni di produzione, oltre un milione e
mezzo lavori che sono stati necessari per rifunzionalizzare
l'intera struttura, per rifunzionalizzare l'intero cantiere. Là
lavorano ben 60 persone. Lavorano oltre 25 mezzi, ruspe, camion, -
non sono modellini che vengono posti come soprammobile - ma si
trovano in quei luoghi. E se noi, domani mattina, ci presentassimo
là vedremmo che stanno lavorando.
Ad un certo punto cosa succede? Succede che non vengono ammessi al
concordato preventivo e si passa, invece, all'amministrazione
straordinaria della legge Marzano, per cui viene sottoposta
all'amministrazione. Per un mese la ditta Condotte rimane senza
amministratore. Tanto è che avevo chiesto appuntamento al
professore Consoli, il nuovo Capo di Gabinetto del Ministro Di
Maio, per chiedere l'accelerazione della nomina dei Commissari.
Finalmente vengono nominati. I Commissari sono tre: il professore
Bruno, il dottor Ugetti e c'è un altro Commissario di cui non
ricordo il cognome, ma con gli stessi abbiamo iniziato una serrata
trattativa. Dove siamo arrivati? Perché lo si sappia. Siamo
arrivati che mercoledì scorso siamo stati ad un incontro con
Cosedil a cui avrebbero dovuto partecipare i Commissari di Condotte
e non hanno partecipato perché impegnati negli Emirati Arabi,
domani alle 15.00 abbiamo, nella sede della Regione Siciliana di
Roma, un altro incontro. Loro sono disponibili a cedere la commessa
alla ditta Cosedil e consentire che la stessa possa continuare.
Hanno delle esigenze burocratiche ed anche contabili da verificare
e che stanno verificando.
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
Cioè loro vorrebbero che quell'accordo dei ventidue milioni di
euro sia rispettato in maniera tale che una parte di questi soldi
vadano a Cosedil ed a Cosige per pagare i creditori ed una parte
vada a Condotte perché vorrebbe metterli sulla massa attiva da
riportare in campo nazionale nell'amministrazione straordinaria.
Ci sarebbe un accordo sul tavolo ma io voglio fare per un attimo
un passo indietro, onorevole Campo, lo voglio dire ai colleghi. Non
è vero che noi abbiamo lasciato indietro i fornitori, vi vorrei
ricordare che quell'accordo del 30 dicembre l'amministrazione ed il
Governo regionale hanno tentato di farlo rispettare quasi alla
lettera. Noi abbiamo proceduto nelle more - in questi mesi - ad
avere un elenco di fornitori, di subappaltatori, di creditori, e
abbiamo pagato sul dodicesimo SAL non abbiamo pagato a Cosige,
quindi all'azienda che gestisce l'opera o l'appalto, ma abbiamo
pagato in sostituzione alle stesse aziende ed abbiamo dato alle
stesse circa sei milioni e mezzo di euro. Abbiamo pagato tutto? No
Ma sui primi dieci milioni, il 60% lo abbiamo dato a loro.
Leggo nella mozione che non avremmo pagato i lavoratori. No,
onorevole Campo, le devo dire che abbiamo pagato sino a giugno:
cinquantasei unità di Cosige, anche quando le stesse unità non sono
state impegnate in maniera attiva nel cantiere. Li abbiamo pagati
per fare vigilanza, per evitare che ci fossero furti, per evitare
che ci fossero sottrazioni nelle attrezzature di quel che resta del
cantiere.
E' vero, ma dove siamo arrivati adesso? Siamo arrivati ad un punto
che domani sarà quasi uno snodo - nostro malgrado - vi devo dire, e
mercoledì scorso è intervenuto anche il Presidente Musumeci, ad una
riunione con l'Anas, ad un certo punto ha lasciato la riunione ed
ha voluto incontrare i rappresentanti di Cosedil per chiedere
impegni concreti.
Ebbene, domani sera mettiamo su carta nero su bianco un
cronoprogramma che dica chi continuerà i lavori ed in quanto tempo
faremo questi lavori e la prima tratta soprattutto che è la
Rosolini-Ispica che vale settantaquattro milioni e residuano lavori
per quarantotto milioni di euro che a noi servono per poterli
certificare a Bruxelles, per le quali risorse noi abbiamo fatto un
atto di indirizzo tre mesi fa e abbiamo chiesto a Bruxelles di
rimetterli nella programmazione, nel cosiddetto cavallo e su cui
ancora - devo dirvi, caro collega - che andremo a Bruxelles,
abbiamo già chiesto un incontro a Bruxelles per tentare di salvare
queste risorse.
Non è una responsabilità del Governo regionale se c'è stato un
concordato che è equivalso ad un fallimento, se ci sono stati
problemi giudiziari, se c'è stato anche un retaggio pesante e
negativo che questo Governo si è dovuto trascinare.
La Siracusa-Gela, Lotto 6-7-8 rappresenta una delle quattro opere
in questo momento incompiute dei grandi lavori che ci sono in
Sicilia.
Sono reduce di due visite oggi: una a Caltanissetta-Empedocle-
Agrigento dove i lavori dovevano essere completati già il 30
ottobre del 2017 ed invece ancora la CMC ha delle grosse difficoltà
per le quali noi oggi l'abbiamo chiamata alle proprie
responsabilità.
La Agrigento-Palermo il cui cantiere era praticamente bloccato nel
giugno scorso e finalmente quel lavoro è stato rianimato. Se andate
là verificate, e sono gli impegni che ho preso in Commissione IV
qualche giorno addietro, se andate là vedete che sono al lavoro 185
dipendenti e sono decine e decine di mezzi che oggi stanno
lavorando.
Ritorniamo al nostro grande cantiere, 284 milioni, ne residuano
120: 24 mesi abbiamo detto addirittura 18, un'azienda che si fa
rispettare deve produrre 10 milioni di euro al mese, un'azienda che
ha la dignità di essere chiamata azienda delle grandi opere
pubbliche, come questa, deve produrre dagli 8 ai 12 milioni al
mese, 120 milioni di euro si dovrebbero realizzare in 12 mesi, non
in 18 o in 24 mesi, noi però abbiamo detto ok, 5 milioni di euro
al mese per potere arrivare a 24 mesi, e per poter concludere entro
il luglio del 2020 questa opera che avrebbe già dovuto essere
completa già mesi fa, forse 1 anno e mezzo fa, quasi, e invece
ancora siamo a trattare.
E allora io vorrei dire che questa opera, è chiaro se voi oggi
stasera chiedeste come finirà, non ve lo riesco a dire, la mia
speranza, e stiamo lavorando perché l'opera venga portata a
completamento e venga finalmente evitata questa grande drammatica
ferita del territorio, abbiamo incontrato i vari sindaci, il
sindaco di Ispica, il sindaco di Noto, i sindaci dell'intera fascia
ragusana e siracusana, perché anche là devono essere indennizzati
quei territori, ci sono delle opere di compensazione che devono
essere fatte e anche là se l'opera riparte ne beneficerà l'intero
territorio e quell'opera può ripartire soltanto ad una condizione,
se ci saranno le ditte locali a credere in questa opera e a
prendersi sulle spalle questo fardello.
Vorrei ricordare ai colleghi di questa Aula che oggi il sistema
dei lavori pubblici e delle grandi aziende in Italia sta crollando,
è crollata Condotte e sta crollando Astaldi; rischia di crollare,
l'ho detto anche al Direttore generale della CMC, abbiamo grosse
preoccupazioni, e gliel'ho anche rappresentato qualche ora fa,
bene, in Sicilia noi non abbiamo un'azienda che riesce a fatturare
100 milioni di euro l'anno, l'azienda più importante fattura meno
di 60 milioni di euro l'anno.
Quindi non abbiamo un tessuto imprenditoriale talmente forte da
poter sostenere queste opere, allora, bisogna fare squadra, queste
piccole aziende del ragusano del siracusano e perché no, anche
qualcuna anche di qualche altra provincia può intervenire, solo se
intervengono loro si potrà fare quest'opera, diversamente non si
può realizzare e allora io spero che questa mozione che dà grandi
spunti e per la quale io ringrazio i colleghi che l'hanno voluta
presentare perché hanno acceso un focus importante su uno dei
segmenti strategici che sono le infrastrutture di aree in Sicilia,
hanno voluto giustamente porre l'accento su questo grande
drammatico tema che oggi affligge la Sicilia.
Io spero che ci rivediamo fra 15 giorni per potervi dare una
risposta affermativa e per poterci presentare là, insieme, non i
maniche di camicia, certo se siamo a luglio o se siamo nei primi di
agosto è difficile arrivare là in giacca e in cravatta è anche un
abbigliamento più casual come dire non deve ritenersi offensivo.
Questa è la condizione, oggi, del lotto 6-7-8 per completezza
vorrei dire che per quanto riguarda il lotto 3-4-5 dove ad esempio
vi è una parzializzazione della carreggiata, sapete perché? Perché
la vegetazione è talmente prorompente che si riversa sulla
carreggiata sino al punto di dover interdire al traffico la
carreggiata di sorpasso, e c'è soltanto una carreggiata.
E quando finalmente abbiamo aggiudicato la gara e io mi sono
permesso di chiamare la ditta che si era aggiudicata la gara
dicendogli: signor Torrisi, la prego, di iniziare al più presto,
tanto sono dei piccoli lavori di manutenzione , mi ha fermato e mi
ha detto si fermi, questi non sono dei normali lavori, questa è
una manutenzione super straordinaria, lo sa perché? Perché questa
siepe andrebbe manotenuta ogni anno, non viene manotenuta da sette,
otto anni. Là non c'è più una siepe, ci sono tronchi d'albero al
posto della vegetazione .
E proprio in questi giorni, se i colleghi del siracusano vanno
verso Cassibile, vanno verso Rosolini, verso Avola, verso Noto si
rendono conto che si è proceduto al decespugliamento dei laterali e
si sta procedendo sulla parte centrale, sull'asse centrale dello
spartitraffico.
Potrei continuare, ma vi tedierei. E allora chiudiamo la questione
Cas.
Signor Presidente, se continuiamo, invece in cinque minuti la
Catania-Ragusa.
Il collega Dipasquale ha voluto porre anche qua l'accento ad
un'opera che è diventata anche qua il miraggio. Un'opera che nasce
in un modo, un'opera che doveva essere finanziata a totale carico
del Pubblico, un'opera che invece diventa un Progetto di Finanza,
un'opera per la quale viene avviata la gara nel 2006/2007, viene
aggiudicata nel 2008, un progetto che parte da 1 miliardo e 268
milioni di euro, diventa 815 milioni, un progetto che ha visto
l'intervento della Regione per 366 milioni di euro che la Regione
ha messo là e ha riconfermato l'anno scorso, cioè 6 mesi fa alla
fine del 2017, quando andammo al CIPE per l'approvazione del
progetto sull'apposizione dei vincoli espropriativi.
Ebbene, dove siamo arrivati a questo punto? Siamo arrivati che
quel progetto che sembrava da qui al quel momento pronto, quel
progetto invece è dovuto andare al Consiglio superiore dei lavori
pubblici, ed ha ottenuto il parere favorevole da parte della
Regione e da parte dei sindaci e da parte anche dell'intero plenum:
110 tecnici che valutano i progetti.
Dopodiché il progetto doveva andare al CIPE, immediatamente.
Purtroppo, anziché mandarlo al CIPE è stato rispedito al MIT, al
Ministero per le infrastrutture e i trasporti. Il MIT anziché
mandarlo al CIPE ha ritenuto invece necessario fare una valutazione
interna sulla sostenibilità non soltanto tecnica ma anche
finanziaria, da un lato l'ha trasmesso al MEF, al Ministero per
l'economia e la finanza, dall'altro lato l'ha trattenuto per le
ulteriori verificazioni tecniche.
A un certo punto questo progetto è stato preso e mandato al NARS.
Cos'è il NARS? Il NARS è un organo di consulenza tecnica del CIPE.
Dopo che lo stesso progetto sarà vagliato dal NARS, se avrà il
parere favorevole ritornerà al MIT e il MIT lo dovrà, dopo
un'ulteriore vaglio, rimandare al CIPE per l'approvazione. Una
volta approvato dal CIPE, vorrei dire che da quando c'è il nuovo
Governo non si è riunito nemmeno una volta, considerate che ci sono
oltre 125 progetti che aspettano di andare al CIPE.
Lo stesso concessionario, con cui mi sono incontrato, mi aveva,
secondo lui, rappresentato che da lì a breve potevo andare al Cipe
già ad aprile scorso: è passato aprile, è passato maggio, è passato
luglio, è passato agosto, è trascorso anche settembre e non c'è
ancora una convocazione del comitato
DIPASQUALE. Da chi dipende?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Dipende
dal Ministero, dal MIT e dal MEF, i due ministeri, ministro
Toninelli da un lato e il ministro Tria dall'altro lato.
A questo punto cosa succede? Dobbiamo aspettare che il progetto
sia approvato dal NARS, ho parlato con il coordinatore del NARS, mi
ha detto che avrà almeno un mese di tempo e lo rimanderà al Mit
perché poi sarà il Mit a decidere se approvarlo senza aspettare il
Cipe o rimandarlo al Cipe e a dover fare quindi un ulteriore
trafila.
Ma attenzione, signori colleghi, c'è un altro problema nel momento
in cui il progetto verrà approvato dal Cipe, il progetto è un
progetto definitivo che nel frattempo che non è più di 815 milioni
ma è diventato di 716 milioni e quel progetto dovrà essere
trasformato in progetto esecutivo, una volta trasformato in
progetto esecutivo, per cui si prenderanno da due mesi a sei mesi,
quel progetto potranno poi allora chiedere l'autorizzazione per
iniziare i lavori.
Vorrei però dirvi, e concludo, che il Governo regionale in sede di
discussione del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha chiesto
e ha ottenuto l'abbattimento del 25% dei pedaggi, è giusto che noi
diciamo le cose, il pedaggio per le autovetture equivaleva -e
l'onorevole Cafeo con cui ci siamo confrontati più volte sul tema
ne è a conoscenza - per le autovetture era pari a 0,14 centesimi
per i mezzi pesanti a 0,27 centesimi, significa che un'autovettura
avrebbe dovuto pagare per andare a Ragusa circa 15 euro e per
ritornare altre 15 euro, un camion, un tir, un mezzo pesante per
andare a Ragusa da Catania avrebbe dovuto pagare oltre 30 euro e
per ritornare altrettanto, allora è chiaro che abbiamo ottenuto il
25%, siamo intorno agli 11 euro, vi devo dire per tratta, siamo
intorno ai 12 centesimi, non è bassissimo considerate che trattasi
non di una autostrada ma di tratta di una superstrada con quattro
corsie, con due corsie di marcia in cui la velocità massima sarà di
110 Km/h e non di 130 km/h, noi però siamo fiduciosi, noi diciamo
che il progetto anche se ha delle criticità, soprattutto
finanziarie, va approvato, approviamolo, poi ci confrontiamo sul
pedaggio, poi ci confrontiamo e capiremo se il concessionario ha la
sostenibilità finanziaria di poterlo realizzare, noi speriamo di sì
ma abbiamo anche delle alternative perché dobbiamo dare una
sicurezza a una strada, a questo asse stradale Ragusa - Catania che
è diventato ormai da troppo tempo teatro di incidenti con esiti
mortali.
E allora in questo senso anche su questo vi devo dire che
settimana prossima avremo un incontro appunto con il Mit ma
soprattutto con il coordinatore del NARS, con il dott. Gabriele
Pasquini, non ricordavo prima il cognome, il quale aveva preso un
impegno - venti giorni fa - che nel giro di un mese avrebbe
licenziato il progetto per capire lo stato dell'arte.
Su questa vicenda tra l'altro è intervenuto personalmente il
Presidente Musumeci, ne ha parlato, a Roma, cercando di accelerare
l'intero iter.
Approviamo il progetto, se dobbiamo fare delle modifiche le
facciamo tra il definitivo e l'esecutivo.
In merito, invece, alla terza mozione, su cui sono intervenuti il
collega Catalfamo, i colleghi Amata, Galvagno, Genovese, in merito
alla vicenda del Cas potremmo aprire un altro capitolo, un capitolo
tetro, potremmo dire, un capitolo non in chiaro-scuro ma soltanto
scuro, che non ha nulla di chiaro.
Qua abbiamo un'autostrada, la A18 e la A20, che parte da Messina,
diramazione Catania, 77 chilometri, e da Messina si arriva a
Villafranca Tirrena - che si chiama Villafranca ma la denominazione
non è corretta perché, ha detto bene il collega Catalfamo, è
territorio messinese, si dovrebbe chiamare Messina come
denominazione. Ed in questo tratto, che è un tratto che può essere
considerato tangenziale, come la tangenziale di Catania che, da S.
Gregorio, inizia dall'ingresso per la Catania-Siracusa o per la
Catania-Ragusa.
Anche qua c'è una tangenziale su cui, vi devo dire, che la
settimana scorsa il Presidente Musumeci mi ha preannunciato una
nota che manderà al Comitato direttivo del Cas per chiedere, non la
sospensione, ma l'annullamento del pedaggio, perché, anche se è di
pochi centesimi, 1,20 euro - anche se il pedaggio vale in Sicilia
0,046 centesimi rispetto al resto d'Italia dove è da 0,07 a 0,12
centesimi, questo è il range - anche quell'euro non è giusto che
venga pagato.
Ma il Cas non può, sponte propria, procedere all'annullamento di
questo pedaggio.
Ciò nonostante, siccome la competenza spetta alla Direzione
nazionale delle concessioni autostradali, la richiesta che arriverà
da parte del Presidente Musumeci sarà fatta propria dal Comitato
direttivo che la trasmetterà al Mit, Direzione generale concessioni
autostradali e, se quest'ultimo darà il nulla osta, l'ok, il
Comitato sarà ben lieto di eliminare, annullare questo pedaggio.
Vi vorrei ricordare che le due autostrade sono percorse da circa
cinquanta milioni di viaggiatori ogni anno, il 60 per cento lo
produce la S. Gregorio-Messina-Tre Mestieri, il resto lo produce un
nastro autostradale che è il doppio del primo e, addirittura, da
dopo Patti - non dico che è in perdita ma, - è una battuta che
faccio - non è sostenibile l'utilizzo degli stessi svincoli
autostradali a pagamento, però, siccome non è il CAS ad avere la
facoltà di decisione sui canoni ed è sempre il Mit, questa è la
concessione e a questa dobbiamo attenerci.
Per cui su questo - cari colleghi Catalfamo ed Amata - si
procederà in tal senso aspettando le determinazioni del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra che siano stati
abbastanza importanti gli argomenti trattati. Assessore Falcone, mi
permetto di aggiungere, visto che non ho potuto intervenire dallo
scranno, di attenzionare i lavori sulla Palermo-Catania, visto che
Anas sta spendendo i famosi 830 milioni di euro per fare i
tappetini autostradali, ma non sta sostituendo in larga parte i
guardrail che, invece, sono assolutamente fuori norma, il che fa
già pensare che stiano facendo il pavimento e, poi, si stiano
dimenticando di fare i lavori, quando li dovranno poi farli
rovineranno chiaramente il tappetino autostradale che, invece,
stanno facendo adesso. Mi sembra un modo un po' abbastanza bizzarro
di agire su opere pubbliche spendendo, ovviamente, denaro pubblico.
Pongo in votazione la mozione n. 81 Realizzazione delle rete
autostradale Rosolini-Modica , a firma Campo ed altri.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Comunico che alla mozione n. 131 Iniziative concernenti i lavori
permanenti del tratto autostradale Messina-Villafranca Tirrena , a
firma degli onorevoli Catalfamo ed altri, è stato presentato un
emendamento che recita: alla fine, dopo le parole del pedaggio
autostradale tra Messina e Villafranca Tirrena aggiungere entro
tre mesi .
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole, in considerazione però delle norme di legge e
contrattuali che scaturiscono dagli adempimenti consequenziali che
saranno oggetto dell'accordo tra condotte Cosedil, Cosige, in
relazione al Cas ed in considerazione del fatto che qualunque tipo
di accordo che il Cas prende deve essere sottoposto
all'autorizzazione del Mit Direzione generale concessioni
autostradali, nel senso che possiamo dire va bene, qualunque tipo
di accordo, poi, viene determinato deve essere sottoposto al vaglio
della Direzione generale delle concessioni autostradali
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione n. 131, così come emendata.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Comunico che l'interrogazione n. 31 e l'interpellanza n. 20 alla
quale l'Assessore mi pare abbia dato un'ampissima risposta in
termini di tempo e di contenuti, sono state assorbite.
Chiedo all'onorevole Amata se si dichiara soddisfatta della
risposta dell'Assessore relativamente all'interrogazione n. 31?
AMATA. Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Chiedo all'onorevole Campo se si dichiara soddisfatta della
risposta dell'Assessore relativamente all'interpellanza n. 20.
CAMPO. Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace solamente
che ci sia l'assessore Falcone perché volevo dare una notizia
all'intero Governo, cioè volevo dire che il 10 settembre sono
cominciate le scuole. Questa è una notizia perché - secondo me, non
è arrivata in tempo - la delibera di Giunta 304 è del 28 agosto
2018, quindi, solamente 13 giorni prima dell'inizio delle scuole,
dove si stanziano questi 6 milioni 450 mila euro per l'assistenza
ai disabili che vengono erogate dalla provincia.
Ora, Assessore, fare una delibera il 28 agosto già è un problema.
Poi, c'è un problema sostanzialmente burocratico perché, alla fine,
questo servizio viene finanziato dall'Assessorato alle politiche
sociali che si occupa della legge 24 del 2016, però, poi viene
erogato sempre dalle province. Nel momento in cui il capitolo, c'è
ed era previsto, era il 18.33.55, però nella piattaforma, quindi
nel SIC, non veniva visualizzato, siamo dovuti andare stamattina
all'Assessorato, dal Direttore generale, dottor Bologna, che si è
attivato immediatamente, era nella stessa stanza con noi in
Commissione Bilancio, e finalmente questo capitolo è visibile.
Però, ora, c'è un altro problema, che ci sono le province che pare
non abbiano fornito tutti i dati completi per poter fare il piano
di riparto perché se non hanno i dati effettivi relativamente a
quanti ragazzi hanno bisogno di questa assistenza, non possono fare
il decreto di riparto.
Quindi, la invito a sollecitare l'assessore Grasso, ma comunque
sia anche il presidente Musumeci, a spronare le province a dare
questo dato. C'è una copertura quasi completa, però mancano gli
ultimi dati per completare, perché le scuole sono ovviamente già
iniziate.
Poi, ci sono altri problemi: ad esempio, nella mia provincia - le
dico il paradosso -, ci sono ancora delle risorse, che sono una
quota parte del riparto dei 19 milioni 150 mila euro previsti, che
la ragioneria della provincia di Siracusa, purtroppo, non ha potuto
utilizzare perché non ha chiesto lo svincolo.
Quindi, dobbiamo anche verificare come lavorano i nostri uffici,
come lavorano gli uffici periferici o gli altri enti, perché
altrimenti questi ragazzi rimarranno a casa e già, purtroppo, hanno
le loro difficoltà e noi non facciamo nulla per aiutarli e farli
sentire come tutti noi, persone che possono vivere una vita
normale.
Allora, quello che le chiedo è maggiore attenzione e soprattutto
di sollecitare immediatamente le province e l'ufficio scolastico
regionale a fornire i dati, perché nel momento in cui vengono
forniti, già il direttore Bologna mi ha detto che, immediatamente,
sbloccherà i finanziamenti e si potrà partire con il servizio.
CALDERONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, signor Assessore, questo mio
intervento è ovviamente diretto, per competenza, dico meglio,
sarebbe diretto ad altri Assessori, ma non sono presenti. Io sono
abituato, assessore Falcone, a parlare alle sedie, lo faccio in
Aula quando i Pubblici Ministeri vanno via, quindi, non è una
sorpresa per me, perché quando intervengono i difensori i Pubblici
Ministeri vanno via sovente e, quindi, da trent'anni sono abituato
a parlare alle sedie. Anche stasera parlerò alla sedia, perché non
c'è l 'assessore Cordaro.
Fatta questa premessa, che è stata oltretutto una divagazione,
desidero presentare al Governo un problema molto serio, il problema
inquinamento raffineria di Milazzo. Qualche giorno fa, Assessore, è
avvenuto un fatto di gravità inaudita - ma noi siamo abituati - c'è
stato un guasto -così ci è stato detto -, un blocco, credo
tecnicamente si chiami così, che ha ulteriormente ove ce ne fosse
stato bisogno, allarmato, ma veramente allarmato, tutto il
territorio.
Qualche giorno prima - ed è questa la ragione del mio intervento
d'urgenza, della mia comunicazione ex articolo 83 - avevo
depositato un'interrogazione all'Assessore competente, chiedendo di
intervenire su ARPA, affinché ARPA spiegasse per quali ragioni
tecniche non sono installate le centraline nei luoghi strategici.
In uno, alla mia interrogazione, avevo anche depositato - sembrava
questo un esercizio dialettico inutile, se non addirittura
superfluo - anche la rosa dei venti, perché sa che cosa è avvenuto,
Assessore? Ci sono due centraline che dovrebbero intercettare le
emissioni e sono poste una a destra ed una a sinistra; una in
contrada Gabbia e l'altra in contrada Santo Pietro - Gabbia di
Giammoro, Pace del Mela; Santo Pietro, Messina -, cioè proprio
laddove i venti non spirano, perché mi è stato spiegato - non sono
un esperto, mi occupo d'altro - che spirando i venti a nord-ovest
ed a sud-ovest, quasi sempre, queste centraline praticamente non
intercettano nulla.
Allora, avevo avanzato - ed è questa la ragione per la quale per
il suo tramite chiedo che con assoluta urgenza il Governo voglia
rispondere e, per il Governo, l'assessore competente - questa
interrogazione per chiedere, per interrogare, per stimolare - se
così posso dire - un intervento veramente forte, affinché ARPA
possa installare queste centraline che, in una qualche maniera,
possano verificare se i parametri stabiliti dal piano dell'aria
siano stati e siano superati; mi è giunta notizia e mi giunge
notizia ricorrente che questi parametri siano ben al di là.
Ovviamente, sto ponendo in essere - e questa è una anticipazione -
tutte le iniziative tecniche che mi competono quale parlamentare:
sto preparando un disegno di legge che possa, ovviamente, tenendo
conto delle potestà parlamentari e delle potestà legislative, che
possa in una qualche maniera essere sinergico con la modifica del
codice penale che ha introdotto, dall'articolo 424 bis, mi pare,
tutta una serie di reati ambientali le cui pene sono abbastanza
serie e che, addirittura, prevedono anche la confisca degli
impianti.
Se andiamo, da un punto di vista legislativo - ma legislativo e
non di atti amministrativi e quant'altro - a mettere dei parametri
certi il cui sforamento comporti, signor Assessore, non soltanto
una responsabilità penale perché i processi sono lunghi e, talune
volte, purtroppo inutili; invece, le sanzioni come la chiusura
degli impianti, come ingenti sanzioni amministrative da un punto di
vista economico, potrebbero risolvere il problema, ma a quello ci
sto pensando come parlamentare.
Io la invito a rappresentare al Governo questa situazione di
assoluta urgenza che sta mortificando il mio territorio.
L'occupazione è importante, però l'occupazione se non tiene conto
della salute del cittadino, sono due diritti, quello del lavoro e
quello alla salute ed alla vita, di rango costituzionale, però
nella gerarchia è chiaro ed evidente che il diritto alla salute sta
al di sopra di ogni altro diritto e deve essere tutelato in via
primaria.
Quindi, la invito, e la ringrazio per avermi ascoltato, a
trasmettere questo mio intervento all'Assessore competente affinché
dia risposta immediata all'interrogazione che ho avanzato qualche
giorno fa, prima che avvenisse questo blocco - così lo hanno
chiamato - alla raffineria di Milazzo.
LUPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricorre oggi
l'ottantesimo anniversario dell'annuncio delle leggi razziali, per
questo credo sia importante che questa seduta parlamentare non si
concluda senza che prima l'Assemblea regionale abbia ribadito il
proprio no al razzismo, ricordando in particolare tutti gli
italiani di religione ebraica che soffrirono a causa delle leggi
razziali annunciate, appunto il 18 settembre 1938 a Trieste.
Lo ha ricordato, ieri, il Presidente della Repubblica Sergio
Mattarella, dicendo in particolare che ottanta anni fa, nel
settembre del 1938, la stagione scolastica si apriva con
l'espulsione dalla scuola pubblica di tutte le ragazze ed i
ragazzi, le bambine ed i bambini ebrei e con il licenziamento dei
professori di origine ebraica.
Ciò avvenne anche in Sicilia, avvenne anche a Palermo, in
particolare all'Università di Palermo furono licenziati diversi
professori, voglio ricordare il professore Camillo Artom, il
professore Maurizio Ascoli, il professore Alberto Dina, il
professore Mario Fubini, il professore Emilio Segrè, quest'ultimo
più noto perché nel 1959 ottenne il premio Nobel per la fisica.
È una pagina triste, tra le più tristi della storia italiana e,
quindi, credo che oggi da qui, dall'Assemblea regionale siciliana,
debba venire un no forte ad ogni forma di razzismo e vorrei
concludere, brevemente, citando ancora alcune parole del Presidente
della Repubblica: La scuola deve generare amicizia, solidarietà,
responsabilità e mai seminare odio .
Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lupo, anche per il tema ed il ricordo
sollevato.
PAGANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento Interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, volevo
mostrarvi questo liquido. Questo liquido non è succo di mela, non è
nemmeno un campione delle urine, ma questo imita perfettamente le
condizioni dell'acqua che scorre dai rubinetti dei cittadini di
Troina, in questo caso, ma nella provincia di Enna accade spesso a
causa, l'ultima causa che ci è stata detta, è un guasto al
potabilizzatore della diga Ancipa di competenza di Sicilia Acque.
Ora, in provincia di Enna, i cittadini pagano l'acqua con una
delle tariffe più care d'Italia. Paghiamo l'acqua a quasi quattro
euro al metro cubo. Ora, a me sarebbe piaciuto avere qui
l'assessore Pierobon, ma mi sarebbe piaciuto avere qui anche il
Presidente della Regione, perché tempo fa abbiamo chiesto al
Presidente della Regione di istituire la Commissione, basta
semplicemente un decreto, bastano semplicemente poche parole per
permettere di istituire questa Commissione fatta dai sindaci, che
permette di valutare l'operato della società che gestisce l'acqua
in provincia di Enna.
Noi vogliamo chiedere, quindi, assessore Falcone si faccia
portavoce, chieda al Presidente Musumeci a che punto è con la
stesura di questo decreto, chieda all'assessore Pierobon che
intenzioni ha con Sicilia Acque; se ha intenzione di vigilare, se
dobbiamo tenere Sicilia Acque ancora per molto tempo, se farà dei
controlli, perché qui si parla di salute dei cittadini.
Già abbiamo richiesto i primi accessi agli atti, stiamo già
facendo le prime note per informare l'Assessore per la salute -
perché si parla di salute dei cittadini -, il Presidente della
Regione, perché qua si parla della pubblica salute di tutti i
cittadini, perché i cittadini della provincia di Enna hanno la
stessa dignità di tutti i cittadini siciliani.
Non possiamo più permetterci di pagare di servizio, non possiamo
più permetterci di vederci minacciati perché le tariffe dell'acqua
sono altissime, perché soltanto noi abbiamo l'obbligo di pagare le
partite pregresse che, prima le paghiamo e, poi, i giudici di pace
ci dicono che sono illegittime. Non possiamo più vivere con la
minaccia di doverci vedere privati di un bene comune, quale
l'acqua, perché non possiamo più permettercelo e se possiamo
permettercelo, invece ci troviamo questo qua.
Quindi, Assessore, le chiedo di farsi portavoce con il Governo
perché siamo veramente stanchi. Sono stanchi i cittadini, sono
stanchi i sindaci, sono stanchi anche gli allevatori, perché ci
sono anche allevatori che pagano l'acqua fino a quattro euro al
metro cubo, sono stanchi i commercianti, siamo tutti stanchi di
vivere e di subire, perché noi la subiamo, questa situazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pagana. La informo e, quindi, la
invito a non gettare il campione d'acqua, che domani alle ore 16.00
si svolgerà appunto la rubrica con l'assessore Pierobon. Potrà
sicuramente illustrare questo che mi sembra un importantissimo tema
per una fetta di popolazione che non deve mai essere considerata
come territorio di serie B.
SAVARINO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento Interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, chiedevo di poter apporre la mia
firma al disegno di legge n. 339, che ha come primo firmatario
l'onorevole Calderone, che riguarda la stabilizzazione degli ASU.
Di questo tema ci siamo occupati durante la finanziaria, avevamo
predisposto una norma che però non è passata al vaglio della
Commissione Bilancio, abbiamo presentato un ordine del giorno che
quest'Aula ha approvato. E' giusto immaginare un percorso, così
come si sta seguendo per gli sportellisti, anche per gli ASU, che
possa dare una stabilizzazione a dei dipendenti di fatto, a dei
lavoratori che sono di serie B, ma che tengono in piedi molte
strutture anche a scopo turistico, che altrimenti non avrebbero la
fruizione da parte di turisti se non grazie al lavoro di questi
soggetti, di questi ASU.
Per cui chiedo di apporre la firma a questo disegno di legge che
pone l'attenzione e dà una via, una soluzione per questi lavoratori
e chiedo, inoltre, alla Presidenza di poter abbinare, nella
prossima seduta in cui ci sarà la rubrica dell'assessore Falcone,
per le infrastrutture, un'interrogazione che ho già presentato -
speravo di vederla oggi all'ordine del giorno ma non c'è - che
riguarda Trenitalia, il contratto di servizio di Trenitalia.
Noi ci siamo occupati in Commissione dell'esame del contratto di
servizio, abbiamo approvato una risoluzione che poneva
all'attenzione del Governo ed il Governo l'ha fatta propria, è
diventata anche parte integrante del nuovo contratto di servizio
con Trenitalia, una serie di sollecitazioni che venivano dal
territorio.
Ebbene, nella provincia di Agrigento queste sollecitazioni non
sono ancora diventate fatti compiuti. Abbiamo avuto delle
segnalazioni sia sulla Palermo-Agrigento che sulla Modica-
Caltanissetta che attraversa la provincia di Agrigento, di
disservizi, quindi, legati a segnalazioni che avevamo fatto, per
cui ho presentato quest'interrogazione e vorrei che, urgentemente,
venisse tratta in Aula nella prossima seduta utile.
Inoltre, volevo chiedere all'assessore Falcone - che ringrazio per
la puntualità delle sue argomentazioni, oggi è stato oggetto di
diverse interrogazioni e anche di mozioni, molti argomenti trattati
in questa sede ed in questa seduta d'Aula sono stati già trattati
anche nella Commissione che ho il piacere e l'onore di presiedere,
la IV Commissione ed abbiamo seguito in questi mesi con attenzione
le travagliate vicende sia della Siracusa-Gela che della Palermo-
Agrigento, abbiamo ascoltato con piacere anche gli impegni che il
governo Musumeci e l'assessore Falcone, oggi, ci ha chiarito
ulteriormente sui collegamenti con le Isole minori e sui lavori ed
i potenziamenti dei porti già esistenti e di quelli che, invece, si
stanno costruendo e per questo ringrazio l'assessore -, volevo però
attenzionare, lo faremo nei prossimi giorni nella Commissione di
merito, il tema dei trasporti marittimi, perché ci sono arrivate
molte segnalazioni di disservizi legati proprio ai trasporti, sia
in merito all'efficienza del trasporto marittimo ma anche in merito
alla sicurezza.
Oggi, che la stagione balneare è finita e, quindi, c'è un calo di
attenzione la alziamo noi in modo tale da intervenire in tempo,
prima della prossima stagione, e vedere se si possono mettere i
puntini sulle i su una serie di disservizi che ci sono stati
segnalati e di inefficienze che abbiamo visto ma, soprattutto,
sulla sicurezza, torno a dire, nei trasporti marittimi dalla
Sicilia verso le Isole minori. Questo sarà un tema dei prossimi
giorni nella nostra Commissione.
Per rispondere, invece, all'onorevole Calderone ed alle
sollecitazioni che ha dato qui sulla raffineria di Milazzo ed i
recenti accadimenti, mi è arrivata già in Commissione una richiesta
di audizione a firma dell'onorevole Galluzzo. Se il governo
Musumeci e gli Assessori di competenza sono disponibili vorrei
calendarizzarla al più presto, in modo tale da far sedere attorno
allo stesso tavolo i soggetti competenti e vedere, insieme al
governo Musumeci e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, di
individuare delle soluzioni che siano permanenti oggi per Milazzo,
domani per le altre realtà che si possono trovare nelle stesse
condizioni.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, verrà apposta la firma al disegno
di legge come aveva chiesto e l'interrogazione nella prima seduta
utile, con l'assessore Falcone, verrà assolutamente inserita.
PALMERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, volevo portare all'attenzione del
Governo e dell'Aula - mi auguro che l'assessore Falcone, che
ringrazio, si possa fare portavoce con gli Assessori al ramo - due
questioni.
La prima riguarda impianti di trattamento rifiuti in Sicilia e, in
particolare, sono quattro le questioni che vorrei sollevare su
questa questione. La prima: ci sono undici istanze di presentazione
di progetti per il trattamento dei rifiuti in Sicilia da parte di
ditte. Fin qui tutto normale, quello che avviene in tutta Italia.
Il problema è che queste ditte sbagliano destinatario in quanto,
invece di inviare le istanze presso il Dipartimento Acqua e Rifiuti
le inviano al Dipartimento Energia.
La seconda questione è che il Dipartimento Energia invece di
girare queste richieste, queste istanze al Dipartimento Acque e
rifiuti che è la sede naturale per avviare l'iter procedurale di
questi impianti, mantiene a sé questa procedura e, quindi, questo è
un abuso, una violazione delle normative.
La terza questione: se il Dipartimento Acque e rifiuti ricevesse
le istanze correttamente potrebbe verificare la congruità di queste
istanze alla pianificazione regionale e, quindi, in questo caso, al
piano rifiuti che risulta scaduto, in prorogatio ed un piano
stralcio dei rifiuti che abbiamo approvato in Commissione Ambiente,
che contiene al suo interno tutti impianti previsti ed a norma.
La quarta questione: questi impianti, che si chiamano in maniera
mistificatore impianti a biometano', capita che approfondendo la
questione ci si accorga che non sono impianti a biometano ma sono
altre tipologie di impianti che vanno ad incenerire ed a bruciare i
rifiuti.
Quindi, ritornando alla prima questione, il Dipartimento Acque e
rifiuti è il dipartimento che dovrebbe ricevere queste istanze,
come avviene in tutta Italia, e l'errore di queste ditte non è
giustificabile perché queste ditte presentano le istanze in tutta
Italia, in tutte le Regioni in maniera corretta indirizzandole al
Dipartimento Acque e rifiuti che esiste nelle altre Regioni. Non si
capisce perché questo errore, se vogliamo chiamarlo errore, succede
solo in Sicilia.
Per quanto riguarda il fatto che non si procede alla verifica
della correttezza e della congruità alla pianificazione regionale,
abbiamo - come già detto - una pianificazione, ovvero un piano
stralcio che abbiamo approvato sia in Commissione Ambiente, sia
dall'assessore Pierobon che dal Governo. Al suo interno ci sono
tutti gli impianti che già godono di autorizzazioni e per i quali
sono stati anche stanziati finanziamenti pubblici, fondi del Patto
per il Sud.
Mi auguro che questi fondi non siano stati perduti visto che il
cronoprogramma del nostro Presidente è ancora all'anno zero. Questi
dovevano essere costruiti e realizzati in maniera emergenziale ma
ancora non è stato fatto quasi nulla o poco.
Per quanto riguarda la questione degli impianti, spacciati per
impianti a biometano per i quali questa cosa posso affermarla per
l'istanza presentata ad Alcamo e per l'istanza presentata a
Calatafimi-Segesta. Sicuramente erano chiamati impianti a
biometano, ma se fossero tali sarebbero assolutamente innoqui,
conformi al piano, conformi ad una visione di rispetto della salute
e dell'ambiente, quindi, nulla quaestio. Un impianto che produce a
biometano, producendo compost o appunto quelli biologici derivanti
dalla biostabilizzazione dei rifiuti che, poi, è un'operazione che
va a portare questo rifiuto stabilizzato in discarica. Nulla in
contrario se così fosse.
Il problema è sorto quando poi, approfondendo le relazioni ai
progetti, si è scoperto che questi impianti vanno a bruciare ed a
incenerire questo compostato che non è compost, ma è un rifiuto che
è stato disseccato viene appunto incenerito. Quindi impianti che
producono ceneri, inquinamento ed emissioni inquinanti.
Quindi, chiederei all'assessore Falcone se può farsi portavoce di
questa importante richiesta per i siciliani, cioè di fare uno
screening di questi impianti per verificare la legittimità e
sospendere, a livello immediato, tutte queste procedure,
innanzitutto per verificare, prima cosa, come mai vengono
presentate al Dipartimento Energia piuttosto che al Dipartimento
Acque e rifiuti e seconda cosa come mai questi impianti vanno
avanti e non viene fatto il raffronto con il piano energetico.
Infine, la questione delle province è una questione abbastanza
urgente perché non capisco come mai il Governo non affronti in
quest'Aula il problema delle scarse erogazioni finanziarie alle
province, in quanto sono stati erogati finanziamenti non
sufficienti per permettere alle province - come abbiamo potuto
appurare per esempio a Trapani durante un'audizione a cui ho preso
parte - di redigere un bilancio pluriennale 2018-2020. Questa cosa
fa sì che le province vadano verso il fallimento, come è successo a
Siracusa ed alla città metropolitana di Catania e, probabilmente,
mi chiedo se il Governo, non dando le necessarie liquidità alle
province, non voglia permettere alle Province ed ai Liberi consorzi
comunali di uscire da questa situazione ovvero di andare verso il
fallimento.
Quindi, io chiedo al Governo di affrontare in maniera urgente la
questione e portare a compimento una riforma che - ahimè - è
rimasta ferma, ma soprattutto questi scarsi finanziamenti che
stanno portando al fallimento di tutte le province che svolgono
delle funzioni essenziali per la viabilità per l'edilizia
scolastica quindi cerchiamo di affrontarli. Io sto presentando una
interrogazione urgente ma mi rendo conto che i tempi delle risposte
non sono compatibili per evitare il fallimento dei liberi consorzi
comunali.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessore, approfitto della presenza in Aula dell'assessore
Falcone, in particolare assessore per ricordarle un impegno che
aveva assunto mesi or sono con i lavoratori stagionali del
Consorzio Autostrade Siciliane. Lei aveva preso l'impegno che, ove
gli uffici dell'Assessorato di sua competenza o il Cda del CAS non
avessero deliberato l'assunzione o la messa in concorso di questi
soggetti che hanno già lavorato per il CAS, avreste portato
l'argomento in Giunta in modo da deliberare - visto che il CAS non
gode di contributi regionali - appunto lo sblocco di queste
assunzioni. Argomento che si fa particolarmente attuale, assessore,
perché se state ragionando sullo scioglimento del CAS e
dell'annessione all'ANAS ci rendiamo conto che rischiamo di
lasciare per strada oltre 100 padri di famiglia che in questo
momento già hanno difficoltà enorme a unire il pranzo con la cena;
noi, per giunta, a oltre 45/50 anni ciascuno, li lasciamo senza
lavoro e senza possibilità di essere assorbiti. Ci rendiamo conto
che ci stiamo facendo carico di una emergenza sociale
indescrivibile?
Quindi, la prego assessore, semplicemente questo, mantenere
quell'impegno e portare questo argomento in Giunta, perché lo
abbiamo preso insieme quell'impegno nei confronti di queste persone
ed è giusto onorarlo.
E poi le volevo rassegnare anche un fatto in cui mi piacerebbe che
lei quanto meno si esprimesse: il CAS ha visto le dimissioni di due
commissari, di due membri del CDA nel giro di 4 mesi; io quando
vedo questo tipo di movimenti, sospetto e temo sempre che questi
dimissionari possano essere stati oggetto di pressioni, di non
avere visto qualcosa di chiaro. Sa, a volte a pensar male ci si
indovina, allora mi chiedo voi come assessorato avete portato
avanti qualche indagine per comprendere come mai delle persone che
avete nominato un paio di settimane prima, poi hanno rassegnato le
proprie dimissioni oppure no. Eventualmente, potremmo anche toccare
l'argomento in commissione antimafia e anticorruzione per cercare
di capire se ci sono stati dei crack all'interno del Consorzio,
però gradiremmo anche avere la conferma del suo impegno e anche un
piccolo passaggio su questo tema dei commissari.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole De Luca ha posto un
tema. Per quanto riguarda il discorso degli stagionali, vorrei
rappresentare che comunque gli stagionali sono stati assunti,
abbiamo assunto tramite un'azienda di somministrazione di lavoro.
DE LUCA ANTONINO. Non sono assunzioni
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Tramite,
infatti dico. Non sono stati assunti, però hanno lavorato diverse
settimane. Per quanto riguarda l'assunzione, ancorché a tempo
determinato, bisogna, per poterla realizzare, rimuovere un atto
deliberativo precedente che comporta il divieto delle assunzioni.
Su questo stiamo discutendo anche perché il CAS - come gli IACP, se
vogliamo - non è un Ente pubblico, diciamo che dipende dai
finanziamenti regionali e quindi discuteremo su questo.
DE LUCA ANTONINO. Lo porterete in Giunta, Assessore?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Non lo
escludo che lo porteremo in Giunta. Ho detto che non lo escludiamo,
sarà oggetto di argomentazione e di dibattito in considerazione del
fatto che si sta procedendo anche a questo progetto di fusione ANAS-
CAS. Non lo escludo, nei prossimi 15 giorni, però, su questa
vicenda ci ritorniamo.
In merito alle dimissioni. Le dimissioni che sono state fatte per
quanto riguarda il direttore generale Pirrone, le dimissioni sono
state fatte anche perché era giusto in un momento di cambio di
vertici che anche il Direttore generale, come dire, ha rimesso
nelle mani, ai tempi l'ing. Pirrone, del comitato direttivo, le
proprie dimissioni e quindi e rientrato nei ruoli
dell'Amministrazione regionale. Per quanto riguarda, invece, l'ing.
Santoro per motivi personali ha ritenuto di non dover continuare
quell'esperienza. Dopodiché è stato nominato un facente funzione
che è il Direttore del DATE, della direzione tecnica di esercizio,
per cui l'ing. Vinaldi attualmente è Direttore generale facente
funzione in attesa che gli organi si ricostituiscano.
I due dimissionari, la dott.ssa Trombino e l'avv. Siragusa, che
sono i due componenti del CDA dimissionario si sono dimessi non
perché vi fossero chissà quali pressioni, comunque ancora rimangono
in carica fino a quando non procederemo alla nomina dei nuovi
vertici. Vorrei ricordare che i due componenti erano stati nominati
nelle more che vi fosse poi la nomina più politica piuttosto che
tecnica, perché entrambi fanno parte dei due gabinetti, il
Gabinetto del Presidente e il Gabinetto dell'Assessorato alle
infrastrutture ed erano là in maniera provvisoria, quella
provvisorietà che poi - devo dire - è durata alcuni mesi. Ma se
devo esprimere una mia considerazione, è una provvisorietà che è
stata utile al Consorzio Autostrade Siciliane perché entrambi, sia
la dott.ssa Trombino che l'avv. Siragusa, come tutti sanno, sono
stati e sono ancora tutt'ora molto zelanti, attenti, impegnati e
stanno facendo uscire il Consorzio da una situazione di anormalità
e lo stanno introducendo a una condizione di normalità. Anzi avevo
anche detto al presidente Savarino qualche tempo fa - e quando
vogliamo ne possiamo parlare - di fare anche un incontro in
Commissione per potere esplicitare cosa ha fatto il CAS in questi 6
mesi, cioè cosa ha trovato, quanti sono e quali sono i progetti che
ha messo in campo, quali sono e quante sono le risorse che
impegnerà e su cui vedrà lo stesso ente interessato.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho da poco appreso
che domani ci sarà anche l'assessore Pierobon e quindi mi riservo
di intervenire ulteriormente, ma mi rivolgo ugualmente
all'Assessore Falcone, non solo perché proveniente dal territorio
della provincia di Catania, ma perché lo riconosco anche quale
deputato poliedrico, eclettico, attento a tutti gli aspetti della
nostra Regione e gli sollecito, come ha fatto la collega Palmeri,
una tematica che sta diventando davvero un'emergenza.
Un altro impianto camuffato per la produzione di energia, perché
si produrrà bio-gas, in contrada Rinazzi a Biancavilla. Sono certo
che lei conosce il tema perché durante la campagna elettorale
praticamente tutti siamo venuti a conoscenza di questa vicenda in
un territorio, nella valle del Simeto, oggetto di un protocollo
sottoscritto da tantissimi Comuni sulle aree interne e sulla
valorizzazione della valle del Simeto, un'area in cui negli ultimi
decenni hanno visto la luce parecchie Dop e Igp.
Tra il ficodindia, le arance, il cavolo nero, le ciliegie,
produzioni di prestigio conosciute in tutto il mondo, si deve
costruire un impianto di biometano. Fin qua potrebbe sembrare una
cosa accettabile, compatibile, ma la cosa drammatica è che
l'impianto appare davvero sovradimensionato per quello che è
l'ambito di produzione di sfalci e di forsu (frazione organica di
rifiuti urbani); parliamo di una capacità di 58 mila tonnellate,
assessore, una quantità - e qui magari lei si potrebbe interessare
- che provocherà la movimentazione, suddividendo per i 365 giorni
l'anno, di circa 35 camion da 5 tonnellate che ogni giorno dovranno
percorrere - si legge nello studio di preliminare ambientale - due
strade statali, esattamente la 284 e la 121, strade statali che
dallo svincolo Valcorrente si biforcano quando raggiungono il
comune di Paternò e poi una passa a Monte di Biancavilla per
raggiungere Adrano ed una lunga la Valle dello Schettino, contrada
Schettino, costeggia il fiume Simeto e arriva nelle zone di cui
contrada Rinazzi.
Bene, assessore, lei che è della zona potrà capire che questi 35
camion in andata e 35 in ritorno, non potendo attraversare la città
di Biancavilla e quindi la 284, dovranno passare a valle di
Biancavilla e praticamente attraversare il centro urbano di
Paternò, ossia anche Corso Italia. Ora assessore, è chiaro che un
carico simile su delle strade che già sono fortemente provate dal
traffico cittadino e dal vicino ospedale di Paternò dovrebbero
avere un carico enorme di mezzi pesanti, probabilmente che
lasceranno sulle strade tracce di percolati perché chiaramente
l'umido è una sostanza organica 58 mila tonnellate significa dover
reperire il materiale ben oltre l'ambito di quella valle e
soprattutto, come ha detto la collega Palmeri, a macchia di
leopardo stanno fiorendo una serie di pareri positivi provenienti
dall'Assessorato Ambiente che poi vengono inviati al Dipartimento
Energia senza che poi si abbia uno sviluppo armonioso
dell'impiantistica.
Ora, assessore, noi non possiamo rischiare di compromettere la
qualità della vita già messa a dura prova dei nostri concittadini
né tanto meno di creare delle sperequazioni in territori che hanno
scommesso tutto se stessi sull'agricoltura di qualità e su cui lei
e anche il Presidente avete dato ampia visibilità, importanza, peso
con l'assessore Bandiera. Noi siamo dalla vostra parte se voi avete
intenzione di trattare l'argomento in maniera organica perché la
destrutturazione dei procedimenti avviata durante l'era Crocetta di
questi procedimenti autorizzativi stanno veramente preoccupando;
tra l'altro voglio ricordare che Biancavilla è un sito Sin, è una
città che già ha avuto purtroppo ripercussioni sulla salute dei
propri cittadini, andare a dare un ulteriore carico ambientale
senza che ci sia una visione strategica di insieme, mi sembra
davvero un torto che non possiamo permetterci.
Domani ci sarà una audizione però io incarico anche lei di portare
la discussione in Giunta perché si metta mano seriamente; noi
vogliamo le energie rinnovabili, vogliamo un trattamento del
materiale degli scarti che sia adeguato, però non possiamo
permettere che la nostra terra diventi terra di conquista e di
speculazioni.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, come
Movimento Cinque Stelle chiaramente ci associamo a quanto qui
rappresentato dal Presidente Lupo in merito agli ottant'anni
dall'approvazione delle leggi razziali.
E' chiaro che il nostro impegno, un impegno politico serio deve
essere chiaramente volto nel solco e nel segno sulla base della
memoria di quale iattura e di quale tragica condanna siano state
queste leggi e quali ripercussioni storiche abbiano avuto queste
nella storia dell'Italia.
Sapendo ciò informare il proprio ruolo, il proprio impegno
politico a quanto, invece, è dettato a noi mirabilmente
dall'articolo 3 della Costituzione e sicuramente l'impegno che
portiamo tutti noi dentro, perché la dignità di tutti possa essere
difesa e portata innanzi con impegno in tutte le forme, in tutti i
luoghi della vita pubblica e privata di ciascuno, senza che vi sia
distinzione di razza, sesso, di alcunché e di provenienza in alcun
modo.
Pertanto, ci associamo a quanto precedentemente rappresentato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato
chiesto di parlare, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 19
settembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Energia e servizi di pubblica utilità (v. allegato)
La seduta è tolta alle ore 19.47
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio