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Resoconto d'Aula della Seduta n. 62 di martedì 18 settembre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 16.05

   ZITO, segretario,  dà lettura del processo verbale della seduta n.
  61 del 13 settembre 2018 che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Caronia ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   ZITO, segretario:

   -  Disegno di legge per gli incentivi ad impianti fotovoltaici per
  uso agricolo (n. 347).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Savarino  il
  13 settembre 2018.

   - Interventi per l'autonomia abitativa dei giovani (n. 348).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Savarino  il
  13 settembre 2018.

   - Riordino dei Consorzi di bonifica (n. 349).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Compagnone,
  Pullara, Di Mauro, Papale, Tamajo, Zitelli, Bulla e Lantieri il  13
  settembre 2018.

   -   Modifiche  della  legge  regionale  7  maggio   2015,   n.   9
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
  stabilità regionale  (n. 350).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Di  Caro,
  Mangiacavallo, Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio,  De  Luca,  Di
  Paola,  Foti, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
  Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 13 settembre 2018.

   - Disposizioni in materia di agricoltura sociale (n. 351).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Catalfamo,
  Amata e Galvagno il 13 settembre 2018.

                                Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Cracolici ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   ZITO, segretario:

   N.  353  - Chiarimenti in merito al servizio di trasporto  sociale
  Ges.a.p s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Figuccia Vincenzo

   N.  354  - Chiarimenti in ordine allo stato di abbandono e degrado
  del complesso termale di Cefala Diana (PA).
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Schillaci  Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina;  Sunseri
  Luigi; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano   Jose;  Pagana  Elena;  Pasqua  Giorgio;  Tancredi  Sergio;
  Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   ZITO, segretario:

   N.   352  -  Chiarimenti  sullo  stato  di  attuazione  da   parte
  dell'Amministrazione regionale dell'art. 22 del d.lgs.  n.  75  del
  2017.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Zito  Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta

   N.  355  -  Chiarimenti circa il rilascio delle autorizzazioni  ai
  progetti   di   un   nuovo  impianto  di trito-vagliatura  in  c.da
  Citrolo, nel territorio di Alcamo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità

   Palmeri  Valentina; Foti Angela; Di Paola Nunzio; Campo  Stefania;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Sunseri Luigi; Mangiacavallo  Matteo;
  Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;  Pasqua  Giorgio;   Zito
  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Schillaci  Roberta;  De  Luca  Antonino;  Pagana  Elena;  Di   Caro
  Giovanni; Marano Jose; Trizzino Giampiero

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   ZITO, segretario:

   N.  89 - Divulgazione dei rilievi di inquinamento di acque e  aria
  nell'agrigentino.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri  Valentina;
  Zafarana  Valentina;  Pasqua Giorgio; De  Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Pagana  Elena;  Marano  Jose;  Campo
  Stefania; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta

   N. 90 - Tutela dell'olivicoltura siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Trizzino  Giampiero;  Zito  Stefano;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri  Valentina;
  Zafarana  Valentina;  Pasqua Giorgio; De  Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Pagana  Elena;  Marano  Jose;  Campo
  Stefania; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta

   N. 91 - Notizie sull'area ricadente in contrada 'Drasy' utilizzata
  come poligono di tiro.
   - Presidente Regione
   Fava Claudio

   N.  93  -  Interventi  di ampliamento della rete  infrastrutturale
  viaria nel versante sud-occidentale della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro Michele; Dipasquale Emanuele; Arancio Giuseppe Concetto;
  Sammartino Luca; Gucciardi Baldassare; Cafeo Giovanni

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,  le
  interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   ZITO, segretario:

   N.   128    -    Revoca    in   autotutela    dei    provvedimenti
  autorizzatori riguardanti il Muos di Niscemi.
   Campo  Stefania;  Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio
   Presentata il 6/08/18

   N. 129 - Tutela occupazionale nel settore dei beni culturali.
   Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano Presentata il 7/08/18

   N. 130 - Finanziamento del 'Budget di salute'.
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 7/08/18

   N.  131  -  Iniziative concernenti i lavori permanenti del  tratto
  autostradale Messina-Villafranca Tirrena.
   Catalfamo Antonio; Amata  Elvira; Galvagno Gaetano; Genovese Luigi
   Presentata il 22/08/18

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno
  demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'


             Commemorazione dell'onorevole Rita Borsellino

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  Prima   di   procedere   allo
  svolgimento  del  II punto all'ordine del giorno  mi  preme,  anche
  perché come ci siamo detti l'altro giorno, credo che da parte  mia,
  sicuramente, ma da parte di tutti i colleghi, c'è la volontà  e  il
  piacere  e  oserei  dire quasi l'obbligo di una commemorazione  per
  l'onorevole  Rita  Borsellino  che  è  venuta  a  mancare   qualche
  settimana fa.
    La signora Borsellino dopo la lunga malattia si è spenta.
   E'  stata  una  donna di grandissimo coraggio,  di  grande  rigore
  morale   e  di  grande  compostezza.  Protagonista  della  migliore
  antimafia,  quella  lontana  dalle  passerelle,  ma  al   contrario
  concreta,  sempre presente e quotidianamente nell'azione  politica,
  nelle Istituzioni e soprattutto tra la gente, prima di tutto fra  i
  giovani  per i quali, con passione ed entusiasmo fuori dal  comune,
  profuse il suo amore ed impegno per la legalità.
   Rita  Borsellino  seppe  trasformare  il  suo  grande  dolore  per
  l'assassinio  del  fratello  e degli uomini  della  sua  scorta  in
  impegno civile, politico e istituzionale per mantenere sempre vivi,
  nei singoli e nella collettività, la memoria e l'impegno.
   Fu candidata alla Presidenza della Regione, nella XIV Legislatura,
  che  fu  la  stessa in cui io ho fatto la mia prima  esperienza  da
  Presidente  di questa Assemblea. Fu per me un onore  averla  tra  i
  banchi   del   Parlamento,  ove  sedette  nel   Gruppo   Misto,   a
  rappresentare un'opposizione ferma e senza compromessi.
   Vorrei  ricordare che tra i disegni di legge a  sua  firma  ci  fu
  quello   della   modifica   delle  competenze   della   Commissione
  parlamentare  antimafia' con l'intuizione che precorse i  tempi  di
  tutta  la  normativa statale successiva, volle  mettere  al  centro
  dell'attenzione  il  fenomeno  della  corruzione  come  intimamente
  legato  all'azione dell'infiltrazione mafiosa e di  condizionamento
  delle  Istituzioni, proponendo di inserire fra le competenze  della
  Commissione  regionale proprio il compito  di proporre disposizioni
  normative  idonee  a prevenire il fenomeno della  corruzione  nella
  Pubblica Amministrazione .
   Ebbene oggi non posso che essere fiero che tale intuizione, che in
  quella Legislatura non venne raccolta, è stata trasfusa in uno  dei
  primi  atti  che  questo  Parlamento ha  approvato,  inserendo   la
  corruzione  nelle attività della Regione e degli enti  del  sistema
  regionale' fra quei fenomeni su cui la Commissione ha il compito di
  vigilare,  al  fine  di  esercitare  un'azione  di  prevenzione   e
  contrasto.  La  Commissione parlamentare   antimafia'  ha  assunto,
  infatti,  la diversa denominazione di  Commissione parlamentare  di
  inchiesta  e vigilanza sul fenomeno della mafia e della  corruzione
  in Sicilia .
   Rita  Borsellino svolse la sua attività principalmente  in  questa
  direzione, ma anche su altri temi di cruciale importanza lei  seppe
  comunque  essere lungimirante. Presentò una mozione sulle politiche
  migratorie, in un periodo quando ancora non se ne parlava tanto,  e
  sul  diritto  di asilo, sottolineando già da allora  la  situazione
  drammatica  degli  sbarchi in Sicilia e la  necessità,  quindi,  di
  affrontare  il  problema  in  maniera  organica.  Chiese   che   il
  Parlamento  si attivasse affinché venissero predisposti  tutti  gli
  strumenti per la costruzione di un piano d'azione per la migrazione
  legale in Europa.
   Tutto   questo   in  quella  linea  di  continuità   rappresentata
  dall'impegno  per la pace e nella convinzione che  la  Sicilia,  da
  sempre  luogo di integrazione culturale e religiosa,  cito  le  sue
  parole   dovrebbe  essere isola di pace  e  ponte  fra  le  diverse
  culture che al Mediterraneo fanno capo .
   L'impegno  politico  di Rita Borsellino continuò  anche  in  altre
  sedi:  fu  eletta deputata al Parlamento europeo, e il suo  impegno
  non è cessato neanche allora.
   "La  memoria è vita che si coltiva ogni giorno": questa una  delle
  sue  frasi  più  belle  e più note e noi vogliamo  onorare  la  sua
  memoria  con  il lavoro di questa Assemblea, volto  ogni  giorno  a
  costruire una Sicilia migliore, anche grazie a una più forte azione
  di  contrasto  alla mafia e alla corruzione ed al  rinnovato  ruolo
  della Commissione parlamentare  Antimafia' ultimamente impegnata  a
  fare  emergere  la verità sulla strage in cui furono  uccisi  Paolo
  Borsellino  e gli uomini della sua scorta. Quella verità  che  Rita
  Borsellino  non  si è stancata, fino all'ultimo, di  chiedere  alle
  Istituzioni,  col suo modo fermo ma pacato, mai fuori dalle  righe,
  ma  proprio  per questo come un grido ancora più forte  che  questa
  Assemblea, senza esitazione, vuole raccogliere.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente la ringrazio per avere voluto  concedere
  tempo   del   nostro   lavoro  parlamentare   alla   commemorazione
  dell'onorevole Rita Borsellino, così come io stesso avevo  chiesto,
  ritenendo estremamente importante una commemorazione adeguata di un
  deputato  che ha dato davvero tanto alla Sicilia e direi all'intero
  Paese  e  anche  all'Europa  con il  suo  straordinario  impegno  a
  Strasburgo e a Bruxelles.
   Come sappiamo lo scorso 15 agosto si è spenta Rita Borsellino,  si
  è  spento il suo sorriso, si è spenta la sua gentilezza ma non  nel
  ricordo di ognuno di noi.
   Sorriso  e  gentilezza che accompagnavano Rita nel suo agire,  nel
  suo  modo di essere insieme ad una solida intransigenza, insieme  a
  valori forti come i valori per la pace, per la lotta alla mafia, il
  suo  senso  della democrazia partecipativa; sappiamo  che  dopo  la
  strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992 la sua vita cambiò,  come
  lei  stessa  era  solita  ripetere, suo malgrado,  purtroppo,  dopo
  l'uccisione  del fratello e degli agenti della scorta,  e  da  quel
  momento   cominciò  a  svolgere  un'intensa  attività,  un'attività
  sociale  che poi divenne politica, di educazione alla legalità,  in
  particolare a favore dei giovani e nelle scuole.
   Era  nata  a Palermo, come tutti noi ben sappiamo, in un quartiere
  popolare,  un  quartiere  che  è  quello  della  Kalsa,  lo  stesso
  quartiere  dove appunto era nato Paolo Borsellino,  dove  era  nato
  Giovanni Falcone, era una profonda conoscitrice della nostra città,
  della  Sicilia  e ha dato un contributo straordinario  affinché  la
  società  civile  in  questi  anni  potesse  davvero  accelerare  un
  percorso di riscatto sociale nella lotta alla mafia.
   Nel  2006  è stata la prima donna candidata alla Presidenza  della
  Regione  siciliana  con  il primo programma  partecipato,  nato  da
  centinaia  di  incontri  che  si  svolsero  sull'intero  territorio
  regionale  e  che  videro  partecipi, per  l'elaborazione  di  quel
  programma,   organizzazioni  sindacali,  di  volontariato,   comuni
  cittadini,  tutti  coloro  che vollero in quell'occasione  dare  un
  contributo  alla definizione di un programma che doveva  essere  il
  programma  della Sicilia che voleva cambiare, e ottenne  anche  uno
  straordinario  successo  elettorale,  oltre  un  milione  di  voti:
  risultato migliore in termini assoluti di consensi ottenuto  da  un
  candidato alla Presidenza della Regione del centrosinistra, un dato
  estremamente forte; fu una legislatura breve, come sappiamo la XIV,
  appena  due  anni,  lo ricordava lei, interrotta  dalle  dimissioni
  dell'allora Presidente della Regione per le note vicende, ma  anche
  in   quei   due   anni   seppe  dare  un  contributo   estremamente
  significativo che lei, signor Presidente, ha ben riassunto nel  suo
  intervento iniziale.
   Nel  2006  è stata tra i tredici saggi incaricati da Romano  Prodi
  allora  di  redigere  il manifesto del Partito Democratico,  voglio
  sottolinearlo, fu tra le personalità scelte da Prodi  per  redigere
  quel manifesto, un manifesto per noi estremamente importante, e  lo
  fece da indipendente.
     Fu candidata e fu eletta nelle liste del Partito Democratico per
  il  Parlamento  europeo nel 2009 ma lo fece da  indipendente,  ebbe
  sempre  nei  confronti  del  Partito Democratico  un  atteggiamento
  estremamente   positivo   pur   non  aderendo   mai,   formalmente,
  iscrivendosi  al partito ma riuscendo sempre a dare  un  contributo
  estremamente positivo all'azione del Partito Democratico a tutti  i
  livelli istituzionali, sia in Sicilia che a Bruxelles.
   Risultato straordinario quell'elezione europea, ottenne circa  230
  mila preferenze, in termini assoluti un risultato tra i migliori di
  sempre  che testimonia anche la straordinaria simpatia,  direi,  lo
  straordinario consenso di cui godeva tra i cittadini siciliani.
   L'onorevole  Borsellino ha dedicato all'attività  politica  dodici
  dei  suoi  73  anni, i suoi 73 anni di vita, un periodo  lungo,  un
  periodo  proporzionalmente breve rispetto alla sua intera esistenza
  ma  sicuramente estremamente intenso cercando sempre e soltanto  di
  perseguire  il bene comune nell'interesse della collettività  senza
  mai  strumentalizzare l'uccisione del fratello Paolo ma dicendo che
  da  quella  circostanza dolorosissima aveva tratto nuove energie  e
  aveva avvertito l'esigenza di mettersi a servizio di un progetto di
  crescita  per la Sicilia nella legalità.
   D'altronde  l'omicidio del fratello avvenne ben  quattordici  anni
  prima della sua candidatura alla Presidenza della Regione.
   Prima di allora Rita Borsellino aveva svolto in modo esemplare  la
  professione di farmacista e lo aveva fatto sempre a contatto con il
  popolo,  con  la gente, instaurando - così come ho  avuto  modo  di
  sentir  raccontare  a lei, ma anche a gente che frequentava  quella
  farmacia  -  un  rapporto  personale  con  gli  abitanti  di   quel
  territorio che si rivolgevano a lei con fiducia, anche per chiedere
  consigli   di  vario  genere,  non  solo  strettamente  riguardanti
  l'attività della farmacia, la sua professione di farmacista.
   Dal  1994 contribuì all'organizzazione della  carovana antimafia ,
  come  tutti ricordiamo, un'idea forte, un'idea propositiva, un'idea
  concreta di lotta alla mafia mediante un patto etico fra cittadini,
  istituzioni e diverse realtà della società civile, che seppe unire,
  mettere insieme, valorizzare.
   Impossibile,  per brevità di tempo, qui ricordare le  innumerevoli
  iniziative  di  promozione sociale realizzate da  Rita,  così  come
  impossibile  ricordare i numerosi riconoscimenti ottenuti  in  giro
  per   tutta  Italia,  di  cui  sicuramente  possiamo  essere  tutti
  orgogliosi,  anche per questo ricordarla sapendo di  ricordare  una
  personalità  davvero alta, con un profilo che è  andato  senz'altro
  oltre  i confini del nostro Paese, tanto da essere ancora ricordata
  anche a livello europeo - anche il Parlamento europeo ha deciso  di
  commemorarla.
   Dal  1995 al 2005 è stata, anche, dapprima vicepresidente e,  poi,
  presidente  onoraria di Libera, associazione fondata da  don  Luigi
  Ciotti,  contribuendo  in maniera incisiva  all'approvazione  della
  legge  sull'uso  sociale  degli  immobili  confiscati  alle  mafie,
  diffondendo  i  valori  della democrazia e  della  legalità,  nelle
  scuole in particolare e nelle periferie.
   Amava  molto dedicarsi alle periferie. Ricordo il suo impegno  per
  le  periferie  della nostra città e ricordo una  caratteristica  di
  Rita,  che  riusciva  a  trovarsi  a  suo  agio  dialogando  con  i
  professionisti  del  quartiere  Libertà  e  con  gli  abitanti  dei
  quartieri delle nostre periferie.
   Una  capacità di ascolto, di comprensione,  e chi parlava con  lei
  percepiva  di essere compreso e si apriva ad un rapporto fiduciario
  straordinario.
   La  sua visione della politica come servizio - lo ripeteva,  amava
  ripeterlo  -  deve  ispirare ciascuno di noi, a  prescindere  dalle
  appartenenze  politiche,  perché soltanto  così  questo  Parlamento
  regionale  potrà rappresentare i Siciliani onesti, la  Sicilia  che
  vuole  cambiare,  la  Sicilia che tutti sogniamo  di  voler  vedere
  presto  migliorare di giorno in giorno, la Sicilia che  ha  sognato
  Paolo  Borsellino, la Sicilia che sognava Rita Borsellino e per  la
  quale ha lavorato con grande intensità.
   In  questo  senso  l'esempio di Rita Borsellino sia  un  faro  per
  l'attività parlamentare e politica al servizio della Sicilia, terra
   bellissima e disgraziata'.
   Ho  sentito  Rita molte volte nei suoi incontri definire  così  la
  terra  di Sicilia, ricordando parole che usava Paolo Borsellino  ed
  alle quali dava un significato particolarmente profondo.
   Rita  ha  saputo  aggregare  realtà molto  eterogenee,  tantissimi
  giovani  -  lo ricordava anche lei nell'introduzione  -  che  hanno
  iniziato a partecipare alla vita politica vedendo in lei una  donna
  ostinata,  coraggiosa, capace di accettare le sfide  più  difficili
  con  grande  forza,  con fermezza d'animo e con  uno  straordinario
  entusiasmo, una caratteristica che tutti sicuramente ricordiamo.
   Il  Gruppo del Partito democratico - e, signor Presidente, ritengo
  tutta  l'Assemblea regionale siciliana - si unisce, certamente,  al
  dolore  dei  figli Claudio, Cecilia, Marta, del fratello Salvatore,
  di  tutti  i  familiari di Rita Borsellino e si unisce, certamente,
  anche al dolore dei tanti compagni di viaggio di Rita Borsellino  e
  tra questi certamente alcuni di noi.
   Molti  dei suoi discorsi si concludevano con il motto scout   buon
  cammino . Ecco, probabilmente, in questo momento, non senza qualche
  amarezza  mentre  noi la ricordiamo, Rita ci ripete  quell'augurio.
  Noi lo accogliamo, lo facciamo nostro. Grazie Rita.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente,  in
  maniera scontata, Forza Italia si unisce al dolore per la scomparsa
  dell'onorevole Borsellino.
   E'  veramente operazione assai complicata riuscire a dire qualcosa
  di  nuovo,  se  così posso dire, quando si parla di un  personaggio
  così rilevante, non solo da un punto di vista politico.
   Io,  però, signor Presidente ed onorevoli colleghi, ho il  piacere
  di ricordare l'onorevole Borsellino come esempio per una ragione un
  po'   diversa   rispetto   al  prestigioso,  pesante,   importante,
  meraviglioso  cognome che portava, ed è un esempio di comportamento
  in politica.
   Prima   che  divenissi  deputato,  signor  Presidente  di   questa
  Assemblea,  svolgendo  la mia professione, l'avevo  e  l'ho  sempre
  vista  come  un  esempio  di  sobrietà  ed  è  così  che  mi  piace
  ricordarla, forse perché a me, personalmente, non piace la politica
  gridata,  la  politica di scontro l'un contro l'altro  armato.  Non
  sono  amante  delle  polemiche  sterili  ed  inutili  tante  volte,
  soprattutto  in  un momento così difficile, financo drammatico  che
  caratterizza la nostra epoca.
   Ebbene, l'onorevole Borsellino è stata un esempio di eleganza,  di
  sobrietà, di buon comportamento, mai una parola sopra le righe, mai
  sfruttare e strumentalizzare le proprie vicende personali, sempre a
  disposizione del popolo e della politica.
   Io  credo,  non  me  ne voglia l'onorevole Lupo,  che  l'onorevole
  Borsellino  sia un patrimonio di tutti, non solo un patrimonio  del
  Partito  Democratico  perché per quanto mi riguarda  e  per  quanto
  riguarda  Forza  Italia  è un esempio da  seguire,  un  esempio  di
  istruzione,  di  cultura,  di buoni comportamenti,  di  educazione,
  ecco   Questa per noi, per Forza Italia e credo per tutti  è  stata
  l'onorevole  Borsellino:  un esempio da seguire;  ha  tracciato  il
  solco  e  noi, magari immodestamente e talune volte immeritatamente
  ed  ancora  tra  le  altre indegnamente, siamo onorati  di  poterne
  seguire le tracce.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,   ho
  scritto  questa lettera all'onorevole Rita Borsellino permettendomi
  di  usare un tono confidenziale perché sono certo che lei stessa me
  lo  avrebbe  chiesto:  Cara Rita, avevo appena 17  anni  quando  in
  occasione  del  passaggio a Gela di una delle prime edizioni  della
  carovana  antimafia ho conosciuto ed iniziato ad apprezzare  l'alto
  valore  del  tuo impegno, nel tentare di sensibilizzare  l'opinione
  pubblica   su  temi  sociali,  culturali,  economici,   legati   al
  proliferare  delle  mafie e dell'illegalità. Ma  non  era  soltanto
  antimafia e tu non eri soltanto la sorella di Paolo, era  molto  di
  più.  Era il tentativo di contrastare tutte le mafia, partendo  dal
  basso,  e  fuori  dai  Palazzi  di Giustizia,  non  delegando  alla
  Magistratura   o   alle  Istituzioni  la  lotta  alla   criminalità
  organizzata,  ma  coinvolgendo i giovani ed  i  cittadini  in  quel
  cambiamento culturale che l'avrebbe privata davvero del consenso di
  cui si nutriva.
   Il  tuo  era  un  impegno quotidiano portato avanti con  autentica
  convinzione,  ma  senza eccessi e personalismi, con  un  linguaggio
  semplice  capace  di  raggiungere i ragazzi  che  incontravi  nelle
  scuole,  ma  anche  gli adulti più disillusi sulla  possibilità  di
  poter cambiare la nostra Terra.
   Il  tuo  esempio ha insegnato ad ognuno di noi, prima  ancora  che
  come  politici, come cittadini, a credere nella possibilità  di  un
  cambiamento  che parte dalla coscienza del singolo  ed  arriva  fin
  dentro  le Istituzioni, restituendo dignità ad una politica  sempre
  più  distante  dai  cittadini e sporcata dalla corruzione  e  dalla
  disponibilità cronica al compromesso.
   Oggi,  più che mai, la politica ha bisogno di riscoprire il valore
  dell'ascolto, delle istanze dei cittadini, con la stessa attenzione
  che  tu  eri  capace  di mostrare e che rappresentava  quel  valore
  aggiunto  che  rendeva ogni tua iniziativa un progetto  collettivo,
  sogno comune.
   La nostra Terra ha perso una grande occasione quando, in occasione
  della  tua candidatura alla Presidenza della Regione nel  2006,  ha
  preferito  cedere alle facili lusinghe di un vecchio modo  di  fare
  politica  e  che, purtroppo, ancora oggi, ostacola il desiderio  di
  riscatto di tantissimi siciliani onesti.
   L'appello  di Beppe Grillo in quell'occasione aveva già colto  nel
  segno:   L'Italia  non  cambierà  fino  a  quando  la  Sicilia  non
  cambierà.  Oggi  l'Italia  ha una grande  opportunità,  una  grande
  persona,  Rita Borsellino, per la Presidenza della Regione Sicilia.
  Rita  dà fastidio, a destra, e forse soprattutto a sinistra. Invito
  chi  mi  conosce,  chi  crede  in un nuovo  Rinascimento  italiano,
  chiunque  voglia un vero cambiamento in questo Paese ad appoggiarla
  pubblicamente'.
   Questo  è lo spirito che dovrebbe muovere sempre l'azione di  chi,
  eletto,  vuole  servire il popolo, cercando ogni  giorno  di  farsi
  carico  della  bellissima eredità che ci hai lasciato  come  donna,
  come  cittadina e come deputata di questo Parlamento  e  di  quello
  Europeo, convinti che il potere che gli elettori ci hanno conferito
  abbia un valore. Solo se può servire a migliorare le cose ed a dare
  a tutti i siciliani più diritti e non solo doveri. Grazie Rita. .

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Presidente, grazie. Cari colleghi, per  me  è  un  onore
  parlare  in  nome  del  Gruppo Diventerà  Bellissima,  per  unirmi,
  unirci,  al  cordoglio dell'Aula per la scomparsa di questa  grande
  siciliana,  di  Rita Borsellino, della dottoressa Rita  Borsellino,
  dell'onorevole Rita Borsellino, della donna Rita Borsellino, che ha
  veramente segnato un'epoca.
   Persona   mite  quanto  altri  mai,  con  quello  sguardo   sempre
  sorridente  e magnetico che incantava, che si è trovata catapultata
  sulla  scena  pubblica dopo l'immane tragedia della strage  di  via
  D'Amelio.
   Lei,  signor  Presidente, l'onorevole Lupo ed i  colleghi  che  mi
  hanno  preceduto,  hanno  già ripercorso le  tappe  della  carriera
  politica della dottoressa Borsellino, del suo impegno civile, della
  sua  partecipazione a tutte le iniziative in favore della  legalità
  che hanno contraddistinto la sua azione in questi anni.
   Io temendo questo, ho cercato di vedere il suo operato all'interno
  di  quest'Assemblea.  Io  ho  individuato  due  disegni  di  legge,
  apparentemente in contrasto: un disegno di legge per  l'abrogazione
  della  Commissione  regionale  antimafia,  e  se  voi  leggete   la
  relazione introduttiva a quel disegno di legge presentato,  se  non
  ricordo  male,  nel  novembre del 2006,  era  proprio  un  atto  di
  sconforto,  un  quasi  volersi  arrendere,  l'inutilità  di  questo
  organismo  che,  allora, non riusciva a pervenire  nemmeno  ad  una
  relazione  conclusiva,  dove i componenti disertavano  i  lavori  e
  quant'altro;  e  poi, però, a distanza di qualche mese,  invece  un
  disegno  di  legge  per  l'istituzione  di  una  nuova  Commissione
  regionale  antimafia  con  i  poteri ampliati,  con  una  messa  in
  relazione   con  la  Commissione  nazionale,  con  la   Commissione
  trasparenza, con lo stesso Consiglio di Presidenza, un  disegno  di
  legge  che,  forse, varrebbe la pena riprendere per trarne  qualche
  spunto  di grande attualità e reinserirlo ancora oggi. Proprio  per
  dire   che  quell'attimo  di  sconforto  era  stato  immediatamente
  superato con, invece, l'atto propositivo di una rivisitazione delle
  funzioni  e  dei  compiti  della  Commissione  e,  soprattutto,  un
  richiamo  al dovere di ciascuno di essere particolarmente  asettico
  se  componente  di  questa Commissione e, quindi, l'indicazione  di
  tutta una serie di incompatibilità molto, molto pregnanti.
   E  fu  anche  un'antesignana nello scoprire con dolore che  dietro
  un'antimafia   molte  volte  solo  parolaia  e  di   facciata,   si
  nascondevano interessi particolari.
   Voglio  leggere questa dichiarazione della dottoressa  Borsellino:
   Sono sconcertata, dobbiamo ammetterlo, è più onesto. C'è una parte
  della  società che ha fatto della legalità una convenienza. Io  con
  questa  antimafia  delle apparenze non voglio  avere  nulla  a  che
  fare .  Siamo  nel  2015, quando ancora dei  fenomeni  cui  abbiamo
  assistito negli ultimi tempi c'era solo un sospetto, chi ne parlava
  veniva  tacciato di essere collaboratore della mafia perché parlava
  male  di  un'antimafia  che lo era solo a  parole  e  che,  invece,
  perseguiva interessi ben più bassi.
   Allora, Presidente, grazie per avere voluto dedicare questa seduta
  della  nostra  Assemblea al ricordo di questa  donna  cui  dobbiamo
  veramente guardare con grande gratitudine per l'esempio che ha dato
  a noi e, soprattutto, alle nuove generazioni.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, Governo, colleghi, oggi, è giornata
  davvero  molto particolare, soprattutto quando si ricordano  questi
  profili,  queste persone che sicuramente, almeno dal mio  punto  di
  vista,  data la mia età e dato il mio giovane impegno in politica,-
  sono stati comunque dei punti di riferimento.
   Le  sensazioni che ho avuto, davvero molto forti quelle volte  che
  l'ho  incontrata,  quelle  volte che ho  avuto  la  possibilità  di
  scambiare  qualche  parola, per carità, da semplice  cittadino  hai
  spesso  poche possibilità di parlare con qualcuno che si occupa  di
  politica  a quei livelli, però devo dire che ho sempre trovato  una
  persona pronta, disponibile.
   Una  frase  forse  mi  ha, più di tutte,  segnato,  perché  mi  ha
  condotto,  spero  in maniera aderente a quelle  che  erano  le  sue
  intenzioni, fin qui:  Chi rappresenta il popolo non può permettersi
  di  suscitare il minimo dubbio sulla propria condotta morale .  Lei
  lo  ha  fatto. Lo ha fatto in maniera indubbia e questo  credo  che
  sia, fra le tante cose che ha lasciato, anche questa è una parte di
  quella  eredità che, oggi, ci dobbiamo portare davvero  con  grande
  orgoglio.
   Rita  Borsellino ci rende orgogliosi di essere siciliani, e questa
  è una cosa bella, a me fa davvero, oggi, molto piacere. È riuscita,
  se questo Parlamento, se lei Presidente, se il Governo mi concedete
  una battuta, anche se non è il momento delle battute, però, è anche
  riuscita  in  un'opera incredibile: mi ha fatto votare  il  PD.  E'
  incredibile questa cosa. Io ho votato nel 2006 per Rita  Borsellino
  ed  ho  votato  per il Partito Democratico. E' quasi  una  notizia
  Perché  credo  che  persone  come Rita Borsellino  vadano  oltre  i
  partiti, siano andate oltre i partiti, e vadano sempre oltre quelle
  ideologie, fino a farle diventare, invece, impegno civile e  grande
  carisma che, poi, ti accende davvero le fiamme. Rita Borsellino  ti
  accendeva la voglia di essere siciliano e lo faceva con i metodi  e
  i modi pacati che, tutti hanno descritto.
   E,  poi,  nel  2013,  quando per la prima volta  l'ho  incontrata,
  Presidente,  io ero già deputato e, allora, ho avuto la possibilità
  di parlarle lungamente di stringerle la mano ed ho visto in lei una
  persona che parlava con me alla pari. Io, invece, vedevo in lei  un
  gigante,  una  persona  alla quale portare grande  rispetto,  quasi
  veramente a dargli non del lei, addirittura quasi del voi,  proprio
  per quella che era davvero la grande importanza.
   Quanto  male  forse ha fatto questa Terra alla  sua  famiglia:  il
  fratello,  lei che per me, ingiustamente, ha perso quelle  elezioni
  del  2006. Io l'avrei voluta vedere vincere. E, poi, quei due  anni
  con  quella fine davvero umiliante per la nostra Terra e per quello
  che c'è stato.
   Io  vorrei  che  da  oggi cominciassimo, però, un  nuovo  percorso
  perché mi sono davvero stancato di commemorare le persone che se ne
  vanno,  perché quando poi se ne vanno, tutti hanno parole di grande
  elogio. Qui non dobbiamo, oggi, fare polemica - per carità  non  la
  farò  neanche  io  -  però, dobbiamo vivere dei  loro  e  nei  loro
  insegnamenti perché altrimenti non faremo nient'altro che ricordare
  qualcuno oggi e da domani, però, ce ne saremo dimenticati.
   Tutte  quelle  frasi, tutte quelle buone azioni  ma,  soprattutto,
  tutti  quegli  insegnamenti e quella possibilità  di  accendere  il
  nostro cuore e di farci sentire orgogliosi della nostra Terra e  di
  rispettare  la nostra Terra e di batterci per la nostra  Terra,  li
  dobbiamo  sempre  portare  vivi  ed  avanti.  Solo  così,   allora,
  renderemo giustizia, renderemo onore a quel ricordo.
   Lei non amava fare chiacchiere, lei ha fatto fatti nella sua vita.
  Noi  dobbiamo  abbandonare le chiacchiere e  cominciare  a  fare  i
  fatti,  come quelle che sono state in questi anni. E, allora,  solo
  così  potremo ricordare i Piersanti Mattarella, i Pio  La  Torre  e
  tutti  quelli  che sono venuti dopo e anche, in questo  caso,  Rita
  Borsellino.  E,  allora, questo sarà il servizio  che,  finalmente,
  porteremo avanti perché a questa Terra ed ai grandi uomini  che  si
  sono  impegnati  per  renderla  sempre  più  grande  e  sempre  più
  importante dobbiamo, quanto meno, non il ricordo del passato, ma il
  nostro  impegno futuro perché l'amore per la Sicilia lo dimostriamo
  non oggi o ieri, ma lo dimostriamo da domani se saremo in grado  di
  percorrere   quegli  stessi  passi  e  di  calcare  questo   stesso
  Parlamento che l'ha vista protagonista all'opposizione, è vero,  ma
  comunque protagonista del cambiamento della nostra Terra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola. Il
  mio  ricordo  dell'onorevole Borsellino è un  ricordo  del  collega
  della legislatura 2006 e 2008. Una legislatura che durò poco tempo,
  che  come  ricorderete  fu interrotta da fatti  estranei  a  questo
  Parlamento,  ma che imposero al Presidente di allora le dimissioni.
  Ed   io   voglio   sottolineare  in  quest'Aula  il  comportamento,
  l'atteggiamento  soprattutto  politico  dell'onorevole  Borsellino,
  perché per il resto ne hanno parlato approfonditamente i colleghi.
   Il  mio  ricordo  è  di una persona diversa da qualsiasi  soggetto
  politico che è stato nel tempo in quest'Aula. Benché candidata  non
  era  stata  eletta,  dai banchi di quest'Aula, il  primo  banco  di
  quest'Aula,  lei  ha svolto il ruolo di leader dell'opposizione  in
  maniera pacata, senza svolgere un ruolo di opposizione rigida tanto
  per  fare opposizione nei confronti del presidente Cuffaro,  ma  ha
  cercato di dare un segnale di distensione in questo Parlamento, che
  pur  nel  suo  ruolo,  ovviamente di  leader  dell'opposizione,  ha
  tuttavia   svolto  il  suo  ruolo  in  maniera  pacata,  osservando
  attentamente quello che si faceva da parte del Governo,  osservando
  attentamente ciò che faceva il Parlamento, ma cercando di essere la
  persona che le apparteneva, cioè una persona che, ovviamente, aveva
  rispetto  delle Istituzioni, aveva rispetto di chi aveva  vinto  le
  elezioni  e  che  aveva il diritto di governare. A lei  toccava  il
  ruolo di opposizione ma, ripeto, senza alcuna astiosità.
   Ricordo  l'intervento  che fece, altresì,  nel  corso  dell'ultima
  Finanziaria che votammo in quella legislatura, un intervento  molto
  accorato,  rivolto al Governo, affinché procedesse in  maniera  più
  spedita  e,  soprattutto, volgesse la sua attenzione ai  siciliani,
  alla  Sicilia,  per  la  crescita di questo nostro  territorio  ma,
  ripeto,  mantenendo sempre un suo ruolo non sopra le righe  ma  nel
  contesto  di quello che era il suo stile di comportamento,  il  suo
  modo di fare, il suo atteggiamento, la sua compostezza.
   Questo  è  il ricordo che ho dell'onorevole Borsellino che,  oggi,
  sentivo  la necessità di trasmettere, trasferire ai colleghi  ed  a
  coloro  i  quali  ascoltano questa seduta perché mi  sembra  onesto
  riferire  lo stile, il savoir-faire, il comportamento, la  capacità
  politica  dell'onorevole Borsellino, pur  stando  in  un  ruolo  di
  opposizione ma di rispetto delle Istituzioni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  vorrei
  fare  questo intervento rivolgendomi ai giovani che stanno seguendo
  l'Aula  in questo momento. Vorrei leggere un pezzo di un'intervista
  di  Rita Borsellino dove parla proprio di memoria e di giovani:  La
  memoria  non è una pratica sterile ma un'attivazione.  Oggi  i  più
  sensibili,  proprio loro, quelli che non c'erano  ma  che  vogliono
  capire  e  non primeggiare dicendo banalmente  io c'ero'. C'è  solo
  chi ci mette il cuore, dignità e passione. E i ragazzi italiani  li
  mettono.  Paolo Borsellino diceva sempre una cosa,  la  riferiva  a
  Palermo,  ma  noi  la  possiamo riferire a  tutta  l'Italia  e  per
  qualunque  cosa. Paolo Borsellino diceva:  Palermo non mi  piaceva,
  per  questo  ho  imparato ad amarla perché il vero  amore  consiste
  nell'amare  ciò che non ci piace per poterlo cambiare'.  I  ragazzi
  sono  quelli che cambieranno tutto, laddove noi non abbiamo saputo,
  non  abbiamo voluto e non abbiamo osato cambiare. È una conseguenza
  della  dissonanza  tra  élite,  classi  dirigenti,  informazione  e
  società,  di  cui  i ragazzi sono primi ad essere consapevoli.  Mio
  fratello  Paolo diceva sempre:  quando i giovani le  negheranno  il
  consenso  la mafia finirà'. Oggi i ragazzi hanno gli strumenti  per
  scegliere  da  che  parte stare, mentre quando  a  noi  da  giovani
  dicevano  che  la mafia non esiste era un po' difficile  scegliere.
  Oggi possiamo e dobbiamo scegliere .

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio  anch'io
  aggiungere  la  mia  voce, la voce dell'UDC  alla  celebrazione  di
  questo  momento che ricorda la figura di Rita Borsellino. Lo faccio
  da  donna,  da donna delle Istituzioni, lo faccio con il  senso  di
  responsabilità  e la sensibilità che noi donne sappiamo  di  potere
  esercitare anche attraverso l'azione politica.
   Grazie al suo sostegno, quest'estate è stata rappresentata, il  20
  luglio non il 19, non una commemorazione, ma una pièce teatrale dal
  titolo   Emanuela  Loi   che  io ho scritto  -  ma  questo  è  poco
  importante - alla presenza di Istituzioni, del Questore, anche  dei
  famigliari di Emanuela Loi.
   In  quella circostanza Emanuela dice:  io sono Emanuela Loi e sono
  viva,  nonostante racconti l'orrore. Sono viva nelle  piazze,  sono
  viva nelle scuole, sono viva nella memoria di chi ricorda il nostro
  sacrificio. Io rinasco tutte le volte che una sentenza di  condanna
  arriva contro un mafioso .
   Bene,  ricordo  queste  parole - che  io  ho  scritto  con  grande
  passione,   con  grande  impegno  civile  anche,   con   senso   di
  responsabilità  anche per il lavoro che nella mia  vita  ho  sempre
  svolto, che è un lavoro dedicato ai giovani ed alla formazione -  e
  dico  che  non  c'è  modo  migliore per  ricordare,  piuttosto  che
  commemorare.
   Il ricordo e la memoria appartengono e devono diventare patrimonio
  collettivo  nella  misura  in  cui anche  noi,  signor  Presidente,
  riusciamo  a  fare  dei valori della legalità, dei  diritti,  della
  cultura   dei   diritti  e  della  lotta  contro   ogni   forma   e
  manifestazione di criminalità se di questi valori noi facciamo  una
  testimonianza quotidiana. E credo che questo sia l'intento di tutti
  noi  che  svolgiamo con molta attenzione il nostro lavoro nell'Aula
  del  Parlamento e nelle sedi istituzionali. Ed è per questo che  ci
  impegniamo, quindi, il ricordo sia un ricordo vivo, un ricordo  che
  permetta  a  chi  come  Rita Borsellino di  restare  nel  cuore  di
  ciascuno di noi, al di là delle parti politiche che possono  vedere
  contrapposte  le persone, certamente il rispetto di  alcuni  valori
  rende  queste persone e queste parti politiche molto più vicine  di
  quanto  si  potrebbe immaginare nella logica anche  del  dibattito,
  nella  logica della apparente contraddizione con cui spesso  ci  si
  misura anche all'interno di quest'Aula.
   Ma colgo anche l'occasione, signor Presidente, colleghi, Assessori
  e  cittadini che possono seguire questo dibattito, per  puntare  un
  attimo  i  riflettori e la nostra attenzione su una vicenda  che  è
  accaduta  proprio  oggi. E' accaduto che una mamma  detenuta  abbia
  scaraventato giù dalle scale i propri figli innocenti, un bimbo  di
  quattro  mesi  ed un altro figlio appena più grande.  Il  bimbo  di
  quattro mesi è morto. Il bambino un po' più grande sta lottando fra
  la vita e la morte.
   Allora, abbiamo acceso i riflettori, qualche giorno fa, su un tema
  così  delicato, così importante, così sensibile per chi ha a  cuore
  il  rispetto della vita umana e della persona, perché al di  là  di
  tutto è contro ogni immaginazione.
   E'  stato  bello  sentire dire certe parole a Papa  Francesco,  di
  condanna  certamente,  come quelle che  ognuno  di  noi  fermamente
  esprime  nei  confronti  di  chi si  macchia  di  turpi  delitti  e
  soprattutto  del delitto più grande che è quello di  far  parte  di
  un'organizzazione mafiosa che ruba il futuro a questa Terra e  ruba
  il futuro ai nostri giovani.
   Però, voglio dire che, avere colto con grande sensibilità da parte
  nostra  l'importanza di questo tema ed oggi ricordarlo,  in  questo
  momento di commemorazione, nel momento in cui tutti noi sappiamo di
  dovere  ringraziare Rita Borsellino che, certamente,  non  era  una
  donna che, storicamente, aveva profuso impegno in politica, ma si è
  data  alla politica, si è data alla politica dopo la strage di  via
  D'Amelio, si è data alla politica da donna, si è data alla politica
  da  madre, si è data alla politica anche da militante di un partito
  e  si è data con tutta se stessa. Nelle istituzioni ha lavorato, ha
  fatto bene, ha segnato un passaggio di impegno e di rigore morale.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   A  questo rigore morale ed a questo impegno credo che tutti noi ci
  richiamiamo  e  ritengo che, in questo momento, in questa  giornata
  che  è  di ricordo, il mio cuore di madre è davvero drammaticamente
  impegnato  in  una  sensibile attenzione a  quello  che  ha  potuto
  pensare  quella  madre, comunque quella donna, alle  condizioni  di
  vita  di  quella  donna  depressa che in fondo  è  pur  sempre  una
  persona, sì una ex tossica, una ladra o non so cosa fosse,  non  so
  di quali crimini si fosse macchiata ma, certamente, una donna a cui
  le  istituzioni carcerarie non hanno giovato, non hanno aiutato  il
  percorso  e  non l'hanno neanche curata. Permettetemi di ricordarla
  anche  così  Rita  Borsellino. Sono certa che lei questa  battaglia
  l'avrebbe fatta sua.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessori,  ricordare  una persona come Rita  Borsellino  in  pochi
  minuti ovviamente non è cosa semplice per nessuno, ma credo che sia
  fondamentale di questa persona ricordare che, innanzitutto, era una
  donna  ed  era  una figlia di questa Terra che ha avuto  la  grande
  capacità  di  sapere  trasformare un enorme dolore  in  una  grande
  forza,  in  una  grande  determinazione,  in  un  grande  attivismo
  politico, fuori dai partiti e dalle Istituzioni e poi con la stessa
  caparbietà  e  la  stessa determinazione,  farlo  sfociare  in  una
  candidatura  politica in dei ruoli, ed essere anche il  simbolo  di
  una  lotta alla mafia che andava condotta a tutto tondo,  dentro  e
  fuori le Istituzioni, ma senza mai dargli un etichettatura.
   Io  non  so  oggettivamente quanto Rita  Borsellino  sarebbe  oggi
  contenta  di  essere ricordata in questa Aula, non  ne  sono  molto
  convinto, perché anche se ne ha fatto parte, e anche se ne è  stata
  sicuramente una dei migliori esponenti, credo che, lei allora, come
  io  oggi,  non riesca, non abbia mai potuto fare a meno di rilevare
  la  grande ipocrisia che c'è dentro questa Aula, una ipocrisia  che
  rasenta l'obbrobrio. Certe volte ascolto parlare delle persone  che
  con  le  parole  cambierebbero il mondo, ma pur avendone  avuto  la
  possibilità non hanno mai speso un minuto del loro tempo per farlo.
   Allora chiudo subito il mio intervento perché non voglio diventare
  polemico, perché non è giornata di essere polemici, però  quello  a
  cui  tengo  riferire  a questa Aula e rassegnare  è,  cerchiamo  di
  lavorare  con  meno ipocrisia proprio come faceva Rita  Borsellino,
  come  faceva suo fratello Paolo, che probabilmente è questo il modo
  migliore per ricordare queste persone.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ringrazio
  soprattutto  lei Presidente Miccichè e l'Ufficio di Presidenza  per
  avere voluto dedicare un momento di riflessione e di ricordo. E' un
  ricordo  che ci permette anche di ragionare sull'eredità  morale  e
  materiale  che  ci  lascia una donna come Rita Borsellino.  Eredità
  materiale  anche  perché  ebbi il privilegio  di  conoscerla  nella
  restituzione  di  un significato diverso ad alcune  parole  di  cui
  abbiamo fatto grande abuso in questi anni.
   Rita  Borsellino è stata una donna capace di tenere insieme  anche
  nell'impegno politico due parole che raramente noi troviamo  capaci
  di  accompagnarsi:  il  rigore e la mitezza;  la  mitezza  è  stata
  ricordata e riconosciuta da molti colleghi che qui la conobbero, la
  mitezza  di  una  donna che ha saputo fare la  propria  sensibilità
  anche una risorsa, una qualità, uno strumento per guardare il mondo
  attorno a lei, e il rigore perché la mitezza non fu mai un ostacolo
  nel  raccontare le cose esattamente come andavano raccontate, senza
  lesinare   parole,  senza ammorbidire giudizi, senza  smussare  gli
  spigoli  di un pensiero che aveva bisogno di arrivare al  cuore  di
  tutti,  raccontando una Terra bellissima e martoriata, martoriata a
  causa  dei comportamenti di chi ha scelto di trasformarla per molto
  tempo in un bottino di guerra.
   Rita Borsellino tutto questo riuscì a trasferirlo, a comunicarlo e
  a  condividerlo con grande sobrietà, ed è una qualità importante in
  un  tempo in cui le parole possono incendiare e incendiarsi.  L'uso
  di una parola che incendia o che si incendia da sola è semplice per
  animare  le  piazze, per rispondere a una sete di facile giustizia,
  per obbedire a una richiesta di vendetta. E Rita Borsellino, che si
  è  portata sulle spalle un mestiere difficile, quello del testimone
  di  un tempo lungo di dolore, ma anche di un grande vuoto di verità
  sulla  vicenda  del  fratello  Paolo,  è  sempre  stata  capace  di
  scegliere  le parole, mai pensando a quanto fossero disponibili  ad
  infiammare,  ma quanto fossero vicine ad un'idea della  verità  che
  era  quella  che le apparteneva. Ci ha insegnato a distinguere  tra
  verità e giustizia.
   Noi  spesso  siamo  affascinati  da  questa  esigenza,  da  questa
  richiesta di giustizia che, diciamo, è un mestiere umano con  tutti
  i  limiti,  le  miserie,  le approssimazioni  di  un  pensiero  che
  appartiene  agli  uomini,  la  verità  è  che  quella  che  lei  ha
  perseguito,  che  ha provato a condividere con  noi  va  ben  oltre
  l'esito  dei  processi. Così come ci ha insegnato a dare  un  altro
  significato alla parola memoria.
   Per molti e per molto tempo la parola memoria è stata sinonimo  di
  attesa,  la  memoria  passiva, aspettare che il  tempo  si  compia,
  aspettare che le cose accadano e nel frattempo conservare  come  in
  un  piccolo sacrario il ricordo materiale delle cose che furono. La
  memoria  lei  l'ha  considerata come  un  giuramento,  un  atto  di
  impegno,  una  scelta di militanza da ripetersi ogni  giorno  e  da
  condividere  ogni  giorno.  E così come  ci  ha  insegnato,  signor
  Presidente, come la parola legalità ha bisogno di essere  sottratta
  ad  un  uso e un abuso che in questi anni l'ha fatta diventare  una
  delega  a  giudice e sentenze, come se quello fosse l'unico  luogo,
  l'unica condizione capace di restituirci il senso della legge.
   Rita  Borsellino, e questo credo che sia stata la sua  più  grande
  qualità, ha trovato nella parola legalità anche la capacità  di  un
  pietas,  cioè di uno sguardo che non fosse offuscato dal  dolore  o
  dalla  rabbia, ma che fosse anche capace di cercare  i  segni  e  i
  sentimenti   dell'umanità,  nei  luoghi  in  cui  occorreva   anche
  pretendere,  rivendicare e restituire una legalità  che  era  stata
  smarrita.  In questo senso io credo che non offra una testimonianza
  di  parte  e  non  appartenga ad un tempo  o  ad  una  parte  della
  politica,  ma  è  un patrimonio di quest'Aula, è un patrimonio  dei
  siciliani, è un patrimonio di questa Nazione anche per lo stile che
  ci ha insegnato.
   Ripeto,  signor Presidente, e concludo, il suo è stato un mestiere
  difficile:  portare  addosso il peso della sua  vicenda  familiare,
  sapendo  che ogni parola può essere interpretata in modo  osceno  o
  reticente,  sapendo che ogni gesto può servire  ad  accendere  o  a
  spegnare, saperlo interpretare con il sentimento di grande sobrietà
  e  di  grande  rigore  al tempo stesso, credo che  sia  una  grande
  qualità  ma  anche una grande fatica, una grande pena, misurare  le
  proprie  parole, sollevarle e allontanarle dai propri sentimenti  e
  dai  propri  dolori  è un lavoro che merita rispetto  perché  è  un
  lavoro  faticoso,  ed  è una fatica che Rita Borsellino  ha  saputo
  portare con grande dignità per un quarto di secolo.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  ho  avuto  modo  di   conoscere
  l'onorevole  Rita  Borsellino e di apprezzarne il  suo  impegno  in
  alcune   occasioni   pubbliche.  Ci  siamo  ritrovati   più   volte
  soprattutto nel corso della mia prima legislatura, dopo il 2008  io
  componente della Commissione Antimafia regionale in alcune  piazze,
  ricordo  una manifestazione di solidarietà al sindaco di  Borgetto,
  minacciato  dalla  mafia, coinvolti da un sentire  comune  che  era
  quello  della  consapevolezza del ruolo e, per quanto mi  riguarda,
  onorato  di  vivere una esperienza politica in quel momento  e  per
  quelle  occasioni accanto ad una donna della quale io ho conservato
  il  ricordo nitido del sorriso e di un volto, un volto che  era  un
  volto umano, potremmo dire, il volto umano della politica che  però
  si  legava  a  dei principi fortissimi, direi il volto dolce  della
  politica, a cui però si legavano il coraggio, si legava il coraggio
  delle  sue  rivendicazioni: una statura morale  enorme  che  in  un
  momento  storico nel quale era più facile stare con certa antimafia
  le  ha consentito, per fare un esempio, di dire con nitidezza e con
  grande onestà intellettuale   dobbiamo ammetterlo è più onesto, c'è
  una parte della società che ha fatto della legalità una convenienza
  e  io con questa antimafia delle apparenze non voglio avere nulla a
  che fare  .
   Era un tempo in cui i più si uniformavano a quel tipo di antimafia
  e  lei,  bene come è stato detto prima di me, per il grande  rigore
  della donna prima che del politico invece intendeva sempre chiarire
  quale  era  il  suo pensiero fino in fondo senza mai essere,  ed  è
  questo ennesimo esempio ed ennesima manifestazione del suo rigore e
  della  sua  statura, senza mai essere tirata in alcuna  polemica  e
  allora,  a nome del Presidente della Regione, on. Nello Musumeci  e
  del  Governo  tutto,  io  intendo porgere e  intendo  rivolgere  un
  pensiero sentito ai familiari tutti, consapevole e certo che il suo
  impegno  antimafia  per  la legalità dei  fatti,  per  la  legalità
  dell'esempio,  lontana  dicevo  da ogni  rappresentazione  retorica
  della   realtà,  rimarrà  certamente  di  esempio  per  le  giovani
  generazioni.

   PRESIDENTE.   Prima  di  passare  all'esame  degli   altri   punti
  all'ordine del giorno procediamo alla commemorazione dell'onorevole
  Silvio Liotta.


              Commemorazione dell'onorevole Silvio Liotta

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lo scorso 15 settembre è venuto  a
  mancare  Silvio Liotta, una figura importante per questa  Assemblea
  regionale ma anche una figura di rilievo nella politica nazionale.
   Era nato a Cremona nel 1935 e si era laureato in Giurisprudenza  a
  Palermo nel 1958.
   Successivamente  vinse  il concorso nella  carriera  direttiva  di
  questo   Parlamento  regionale  prendendo  servizio  nel  1966   ed
  attraversando, in modo encomiabile, tutto il percorso professionale
  all'interno dell'Assemblea fino a raggiungerne l'apice.
   Durante gli anni di lavoro presso l'ARS Silvio Liotta diede  prova
  delle  sue  elevate  qualità  che lo  fecero  apprezzare  dai  suoi
  colleghi  e, soprattutto, dall'intera classe politica che lo  volle
  Segretario Generale dal 1986 al 1994, data del suo pensionamento.
   Autore  di studi e pubblicazioni in materia di finanza e  tributi,
  come  dirigente  parlamentare rappresentò un  esempio  di  capacità
  indiscussa  tale da essere ricordato da tutti come  un  modello  da
  seguire  indicato  anche  ai più giovani  consiglieri  parlamentari
  assunti via via negli anni.
   In  qualità di Segretario generale per primo promosse azioni sulla
  trasparenza  amministrativa e curò il riordino  e  l'ammodernamento
  della  struttura  servente  che supporta  l'opera  del  legislatore
  regionale    dando   vita   al   primo   corposo   intervento    di
  informatizzazione    delle   banche   dati   giuridico-legislativo-
  parlamentari, all'interno di una delle esperienze più significative
  nel panorama nazionale dell'epoca.
   L'unanime apprezzamento per le sue capacità giuridiche e culturali
  gli   consentirono   di  ricoprire  incarichi   anche   all'esterno
  dell'Amministrazione,  ad  esempio,  presso  uffici   del   Governo
  regionale e presso l'IRCAC, con incarichi anche in Commissioni  per
  il riordino del settore creditizio.
   Nel 1994 fu eletto Deputato della Repubblica italiana e confermato
  anche  nelle due successive tornate elettorali del 1996 e del 2001,
  ricoprendo la carica fino al 2006.
   Anche  sul  terreno  politico  diede prova  delle  sue  indiscusse
  qualità  ottenendo,  alla prima esperienza parlamentare  nel  1994,
  l'elezione alla Presidenza della Commissione bilancio della  Camera
  dei  Deputati e dirigendo i lavori di uno dei più importanti Organi
  collegiali  del  Parlamento  nazionale  con  la  maestria  che  gli
  derivava  dalla sua profonda conoscenza del Diritto parlamentare  e
  dalla  sensibilità politica sviluppata nei lunghi anni prestati  al
  servizio delle istituzioni pubbliche.
   In  campo  politico-parlamentare si distinse per  aver  presentato
  disegni di legge riguardanti la difesa dello Statuto siciliano  sul
  versante economico e finanziario nonché con proposte legislative  a
  tutela  degli  strati più deboli della società,  dagli  anziani  ai
  disabili fino ai nascituri concepiti.
   Si  occupò  della  razionalizzazione  delle  norme  sulla  finanza
  pubblica  e  fu  nominato relatore di molti  disegni  di  legge  in
  materia economico-contabile.
   Nel  complesso  la  sua è stata una vita interamente  dedicata  al
  servizio delle istituzioni democratiche dello Stato e della Regione
  trascorsa con costante impegno, passione e dedizione.
   Propongo all'Aula di osservare un minuto di raccoglimento.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)


   Svolgimento   di   interrogazioni  ed   interpellanze   ai   sensi
  dell'articolo  159, comma 3, del Regolamento interno della  Rubrica
   Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II  punto  all'ordine
  del  giorno:   Svolgimento di interrogazioni  ed  interpellanze  ai
  sensi  dell'articolo  159, comma 3, del Regolamento  interno  della
  Rubrica Infrastrutture e Mobilità .
   Non  essendo  presente  in Aula l'Assessore Falcone,  sospendo  la
  seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi si passa all'interpellanza  n.  2
   Funzionalità del servizio provinciale della motorizzazione  civile
  di Catania  dell'onorevole Barbagallo. Ne do lettura:

    All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   il  Servizio  provinciale della Motorizzazione civile  di  Catania
  registra  gravi disfunzioni nell'espletare le proprie  funzioni  di
  istituto;

   in  particolare,  si registrano consistenti ritardi  nel  disbrigo
  delle   pratiche  relative  alle  nuove  immatricolazioni  e   alla
  revisione dei veicoli esistenti con conseguenze negative  a  carico
  delle ditte di trasporto e delle rivendite di autoveicoli; ritardi,
  peraltro, aggravati da una nuova procedura che richiede il rilascio
  del nulla osta preventivo all'immatricolazione;

   inoltre,  si  segnala  una disparità di  trattamento  tra  i  vari
  consorzi  di  autoscuole e/o centri di istruzione nell'assegnazione
  mensile  delle  sedute  di esami di guida,  costringendo  di  fatto
  qualche consorzio (nello specifico il Consorzio S.C.A.P.A. con sede
  a Catania, ma che raggruppa circa 100 autoscuole dislocate su tutto
  il  territorio  provinciale)  ad  espletare  esami  di  guida  alla
  scadenza  dei 6 mesi della pratica, precludendo, così come previsto
  per  legge,  la  possibilità della seconda prova in caso  di  esito
  negativo;

   da  qualche  mese, inoltre, il Direttore ha di fatto  bloccato  ed
  escluso  la  possibilità,  come avviene nel  resto  del  territorio
  nazionale,  di  presentare pratiche di candidati per conseguire  la
  patente  di fuori provincia', anche se trattasi di comuni limitrofi
  e con dichiarazioni che ne giustificano la motivazione;

   tale  stato  di  cose  sta generando allarme negli  operatori  del
  settore  e  negli  utenti  col conseguente  blocco  delle  attività
  commerciali e di consulenza automobilistica, nonché di autoscuole e
  centri  d'istruzione,  con  conseguenze  negative  da  parte  degli
  utenti;

   il  protrarsi  di  tali problematiche rischiano di  infliggere  un
  ulteriore colpo mortale all'immagine della pubblica amministrazione
  regionale  e  alla  sua  capacità  di  fornire  un  servizio   alla
  collettività in modo efficace ed efficiente;

   per   conoscere  quali  siano  le  ragioni  che  causano  i  gravi
  disservizi  esposti  in premessa da parte del Servizio  provinciale
  della   Motorizzazione   civile  di   Catania   e   quali   urgenti
  provvedimenti  si  intendano  assumere  al  fine  di   ripristinare
  l'ordinaria funzionalità del suddetto ufficio .

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta
  all'interpellanza n. 2  Funzionalità del servizio provinciale della
  motorizzazione civile di Catania .

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati, in merito  all'interpellanza  che
  aveva  già  depositato  l'onorevole Barbagallo  qualche  tempo  fa,
  addirittura  parliamo di un'interpellanza molto datata,  risale  al
  dicembre  del  2017,  è  chiaro che su questa  materia  il  Governo
  Musumeci  si  è  trovato, proprio perché l'onorevole  Barbagallo  è
  assolutamente  a  conoscenza, un pesante  retaggio  del  precedente
  Governo  in  merito  al disbrigo pratiche della  motorizzazione  di
  Catania.
   Dobbiamo dire comunque che, a distanza di sei mesi, molti problemi
  sono  stati superati, abbiamo proceduto a diversi incontri  con  le
  categorie,  abbiamo  proceduto  ad  un  confronto  serrato  con   i
  dirigenti  della  motorizzazione,  con  il  dirigente  Lutri  della
  Motorizzazione,  che  ha  cercato, ancorché  nella  difficoltà  del
  personale, di mettere comunque in campo azioni utili necessarie  al
  fine di accelerare tutte le pratiche.
   Oggi  possiamo dire che il servizio di motorizzazione, per  quanto
  possa  ancora  essere,  come dire, con qualche  imperfezione,  però
  rispetto a sei mesi fa ha fatto passi avanti.
   Una  delle  cose più importanti che ha fatto la motorizzazione  di
  Catania,  ma è stata estesa quella di Siracusa, Messina e a  quella
  anche  di  Enna,  è  quello  di  un corso  di  formazione  per  gli
  esaminatori.
   In  questo  senso  si  chiuderà proprio nei  prossimi  giorni  per
  mettere  in  campo ulteriore personale che è in una  condizione  di
  inferiorità numerica. Abbiamo anche una trattativa con i sindacati,
  l'Aran  in  questo momento sta lavorando ad esempio per  consentire
  non soltanto il nuovo contratto, ma anche una riclassificazione del
  personale  delle  categorie  A e B  che  poi  è  la  nervatura,  la
  struttura   portante  di  questa  struttura,  di   questo   ufficio
  periferico  che  vorrei ricordare (qua parliamo di Catania)  ma  lo
  dobbiamo  dire in tutta Sicilia, comporta un introito per le  casse
  della  Sicilia di oltre 15 milioni di euro annui, quindi  significa
  che  le  nuove   motorizzazioni sicuramente mettono  in  campo  una
  grande risorsa, una grande opportunità per la Regione siciliana.
   Per  cui  ritengo che i problemi che l'onorevole Barbagallo  aveva
  manifestato qualche tempo fa siano, ancorché non tutti, ma in buona
  parte,  superati anche oggi con un apprezzamento che c'è  stato  da
  parte  delle  società  degli studi di consulenza  della  SCAPA,  ad
  esempio.  Proprio per fare un esempio, la SCAPA, che è un consorzio
  di  scuole-guida,  non incontrava il direttore da  oltre  un  anno.
  Oggi,  anche  con loro, abbiamo raggiunto una certa  sinergia,  una
  certa collaborazione, per cui possiamo dire che molti problemi  che
  ieri attanagliavano, non soltanto la motorizzazione di Catania,  ma
  tanti altri uffici periferici dell'assessorato infrastrutture, oggi
  sono sicuramente superati.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, ai sensi dell'articolo  150  credo
  che  siano dieci i minuti a cui ha diritto l'interpellante in  sede
  di replica e non cinque.
   Preliminarmente,  signor  Presidente,  vorrei  far  rilevare   una
  questione di rito grave che è accaduto la scorsa settimana,  perché
  non  mi  è  stata data la possibilità di presentare la mozione,  ai
  sensi  dell'articolo  151, comma 1. Ed è la possibilità  che  viene
  data  agli  interpellanti, che non si ritengono  soddisfatti  della
  risposta del Governo, di presentare singolarmente la mozione.
   Per  ben sei giorni ho dovuto aspettare che il sistema informatico
  venisse  adeguato ed ovviamente la questione non riguarda  soltanto
  me, ma tutti i parlamentari di questa Assemblea che quindi, per sei
  giorni  non  sono  stati messi nelle condizioni  di  presentare  la
  mozione  ai  sensi  dell'articolo 151, comma  1.  Per  completezza,
  signor Presidente....

   PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che è presentata la mozione.

   BARBAGALLO.  La mozione è presentata dopo 6 giorni, quindi  per  6
  giorni  il  parlamentare  non è stato  messo  nelle  condizioni  di
  esercitare la funzione di parlamentare e le sue prerogative.  Credo
  che sia un tema non indifferente.
   Un  altro  tema  non indifferente è che il sistema adesso  -  sono
  felice  che  ci  sono  gli  uffici  che  ascoltano  -  prevede   la
  possibilità di presentarle ai sensi dell'articolo 151, comma  1,  e
  non  ai  sensi dell'articolo 151, comma 2, che è un'altra  funzione
  prevista espressamente dal Regolamento, ed è un altro tema che  con
  urgenza dovrebbe essere trattato.
   La  seconda  questione di rito afferisce all'interpellanza.   Come
  già ha rilevato l'assessore Falcone, è stata un'interpellanza che è
  stata  proposta  nel  primo  giorno in  cui  questa  legislatura  è
  diventata  sostanzialmente operativa e, pur riconoscendo  a  questa
  Presidenza,  che  rispetto  ad  altre  stagioni  c'è  un'attenzione
  particolare nei confronti dell'attività ispettiva, io non sono  per
  nulla  soddisfatto della circostanza che siano decorsi  oltre  nove
  mesi   dalla   presentazione   dell'interpellanza   e   della   sua
  trattazione.  Perché,  come  già è stato  rilevato  in  quest'Aula,
  ovviamente, la questione ha subito una evoluzione perentoria.
   Se  l'onorevole Milazzo mi da' la possibilità di svolgere  la  mia
  replica, io assessore Falcone le do atto degli sforzi che ha  fatto
  il Governo in questi mesi. Do' atto al Governo, ma anche al dottore
  Lutri,  che  ha dovuto gestire una situazione difficile  che  si  è
  venuta  a  creare alla Motorizzazione. Io credo che non è  soltanto
  una  questione  di  competenze e credo che quest'Aula,  all'interno
  della  riforma della Città Metropolitana, potrebbe affrontare anche
  con  successo  il  tema del riparto di alcune competenze,  compreso
  questa o alcune di quelle che riguardano la Motorizzazione
   È  soprattutto un problema di uomini e di personale e io credo che
  non  soltanto  il  dibattito proficuo con  i  sindacati,  ma  anche
  un'attività sollecitatoria dagli atti di interpello ed altre azioni
  simili,  potrà  dare  dalla  Motorizzazione  ulteriori  elementi  e
  ulteriore personale per affrontare il numero di pratiche importante
  che  deve  affrontare la Motorizzazione di Catania.  Ho  apprezzato
  anche  l'iniziativa  che è venuta di concedere  la  possibilità  ai
  privati  di utilizzare degli impianti che ha snellito l'iter  delle
  pratiche a carico della parte pubblica, credo che si è avviata  una
  stagione  importante  anche perché l'ufficio della  Motorizzazione,
  come   tutti   gli  uffici  della  Regione  siciliana,  rappresenta
  l'immagine  della Regione siciliana, una interfaccia importante  e,
  quindi,  c'è  anche  una  questione di decoro  che  bisogna  sempre
  mantenere e un livello alto di funzionalità.
   Mi ritengo parzialmente soddisfatto.
   Ovviamente  l'atteggiamento, non solo mio, ma di tutto  il  Gruppo
  parlamentare del Partito Democratico, sarà quello di essere  vigile
  sull'efficacia, sull'efficienza e sulla funzionalità non solo della
  Motorizzazione,  ma  di  tutti gli uffici periferici  della  nostra
  Regione  e  con  un occhio particolare di riguardo andrà,  appunto,
  alla questione degli atti di interpello e al numero di personale di
  cui la Motorizzazione si potrà avvalere.
   A  nostro giudizio, il tema più importante è che servono uomini  e
  truppe  in  prima  fila negli uffici periferici della  Regione  che
  spesso sono chiamati a sobbarcarsi un carico importante di lavoro.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 99  Notizie  in  merito
  all'aggravarsi  del  fenomeno  franoso  verificatosi  in  data   27
  febbraio  2018  in  via  Favignana  -  Monserrato  nel  comune   di
  Agrigento , degli onorevoli Di Mauro, Pullara e Compagnone.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  e all'Assessore per le infrastrutture e  la  mobilità,
  premesso che:

   con nota del 27 Giugno 2013 il Comune di Agrigento - Settore VII e
  Settore V Protezione Civile e Pubblica Incolumità - ha richiesto un
  sopralluogo congiunto in Via Favignana - Monserrato all'Assessorato
  Regionale Territorio e Ambiente Serv. III U.O.B. 1; al Dipartimento
  Regionale  della Protezione Civile - Servizio per la  Provincia  di
  Agrigento;  al  Genio Civile di Agrigento e al Comando  di  Polizia
  Locale  Nucleo Pubblica Incolumità e D. U, evidenziando il dissesto
  che interessa il versante in oggetto;

   il  2  Luglio  2013 si sono ritrovati presso la  Via  Favignana  -
  Monserrato  per  il  sopralluogo il  D.  R.  P.  C.,  l'Assessorato
  Regionale  Territorio  e  Ambiente,  il  Comune  di  Agrigento  non
  risultando presente il Genio Civile di Agrigento. I tecnici del  D.
  R. P. C. hanno invitato il Sindaco a porre in atto la transennatura
  delle   aree   interessate  dal  fenomeno  franoso,  a   monitorare
  l'eventuale   evoluzione   ribadendo  le   competenze   discendenti
  dall'art.  2 della L. 225/92. I tecnici dell'ARTA si sono riservati
  di attivare le procedure per l'aggiornamento del PAI. I tecnici del
  D. R. P. C. e dell'ARTA invitavano il Comune a verificare il giusto
  funzionamento  delle  reti idriche fognarie  esistenti,  nonché  la
  tenuta  delle vasche di accumulo. Il Comune tramite i suoi  tecnici
  informava  che  l'Ufficio del Genio Civile già dal  2007  risultava
  incaricato della progettazione delle opere di messa in sicurezza;

   con  nota  n.11499 del 24 Febbraio 2014 il Comune di Agrigento  ha
  chiesto   all'Assessorato  Regionale  Territorio  e   Ambiente   il
  finanziamento dell'opera progettata dall'ufficio del Genio Civile a
  seguito   di  uno  specifico  verbale  d'urgenza,  richiamando   la
  necessità   di   eseguire  indagini  geognostiche  nonché   avviare
  eventuali procedure espropriative;

   con  nota  n.  10930 del 12 Marzo 2015 la Prefettura di  Agrigento
  convocava  specifico  tavolo tecnico per affrontare  con  gli  enti
  interessati la problematica;

   con nota del 4 Febbraio 2017 un Consigliere Comunale del Comune di
  Agrigento evidenziava ancora la grave situazione di pericolo;

   con  ordinanza sindacale n. 49 del 17 Febbraio 2017 il  Comune  di
  Agrigento  disponeva  la  chiusura  del  tratto  finale  della  Via
  Favignana;

   con  nota  n.16241  del 22 Febbraio 2017 il  Comune  di  Agrigento
  convocava ulteriore riunione operativa per il 28/2/2017;

   con  nota  n.  11371 del 24 Febbraio 2017 il D. R. P.  C.  Sicilia
  segnalava  al  Sindaco la necessità di verificare il  funzionamento
  delle  rete  idriche  e fognarie, evidenziava  il  rischio  per  la
  popolazione  residente,  invitava di attivare  tutte  le  procedure
  necessarie  per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità
  ai  sensi  dell'Art. 15 comma 3 della L. 225/92  e  richiamava  gli
  altri  uffici per acquisire notizie sulle rispettive notizie  poste
  in essere;

   con  ordinanza  sindacale n. 74 del 29 Marzo  2017  il  Comune  di
  Agrigento  ordina alla Società Girgenti Acque S.p.a. di  effettuare
  il controllo sulla rete idrica e fognaria in contraddittorio con il
  Comun  di Agrigento per la riparazione di eventuali perdite; all'I.
  A.  C. P. proprietario del terreno oggetto del fenomeno franoso  la
  messa  in  sicurezza  del  versante;  ai  proprietari  del  terreni
  limitrofi l'inibizione degli spazi;

   con  nota  n.  0006030  del  27 Febbraio  2018  la  Prefettura  di
  Agrigento  ha  convocato  tavolo  tecnico  per  il  28/2/2018   per
  affrontare la situazione emergenziale in oggetto;

   considerato che:

   il  fenomeno  franoso  ha  avuto una sua  evoluzione  in  data  27
  Febbraio 2018 con successivo sgombero di n. 7 nuclei familiari  per
  un  totale  complessivo di 22 persone che temporaneamente risultano
  ospitate presso strutture ricettive a cura del Comune di Agrigento;

   il  fenomeno  franoso  deve  essere  definitivamente  risolto  per
  evitare  ulteriori  danni alla collettività  e  per  consentire  il
  rientro   alle  normali  condizioni  di  vita  dei  cittadini   già
  sgombrati;

   per sapere:

   quali provvedimenti siano stati posti in essere da parte del Genio
  Civile di Agrigento e se quest'ultimo abbia redatto il progetto per
  eliminare il dissesto come da incarico datato 2007;

   se  l'Assessorato  Regionale  Territorio  e  Ambiente  abbia  reso
  disponibili  le  risorse necessarie per gli studi geologici  e  per
  l'esecuzione del progetto già richiesti dal Comune di Agrigento con
  nota del 24 febbraio 2014;

   se  sia stato redatto il progetto di consolidamento adeguato  alla
  evoluzione  del  dissesto  franoso  e  se  quest'ultimo  sia  stato
  inserito  in  adeguata  programmazione  da  parte  dell'Assessorato
  Regionale  Territorio e Ambiente e dell'Assessore  Regionale  delle
  Infrastrutture e della Mobilità;

   quali   provvedimenti  intendano  predisporre  per  alleviare   le
  problematiche che subiscono i cittadini a causa dello sgombero  già
  effettuato».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interrogazione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, su questa interrogazione vorrei chiedere se è possibile
  soprassedere, perché trattasi di una interrogazione che va  rivolta
  al  collega  assessore  per il territorio  e  l'ambiente,  per  cui
  riterrei  che  sarebbe più opportuno che su questa intervenisse  il
  collega.

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, mi scusi, siccome conosco il  caso,
  lì  c'è  stato un finanziamento dell'assessorato ai lavori pubblici
  del  precedente Governo. Magari lo rinviamo così lei  approfondisce
  l'argomento; è circa 300 mila euro e, siccome continuano gli eventi
  franosi,  volevamo  da  lei  una risposta  circa  il  futuro  degli
  interventi. La rinviamo ad altra data.
   Si passa all'interrogazione n. 158  Ripristino e messa in opera di
  un'adeguata  segnaletica  stradale  per  raggiungere   il    Centro
  Commerciale  all'Ingrosso della Città di Catania'  ed  il   MAAS' ,
  degli onorevoli Cappello ed altri. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il   Centro  Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania',  di
  proprietà  del  comune di Catania in concessione ai  grossisti  per
  novantanove  anni, è il più grande centro commerciale  all'ingrosso
  del  meridione,  con superfici commerciali modulabili  da  1.700  a
  20.000  mq,  anello viario preferenziale per il  carico  e  scarico
  delle merci, ampio centro servizi, conferenze e formazione;

   il  Centro si estende su un'area di 890.000 mq (di cui 217.000  mq
  coperti), dispone di 350.000 mq di parcheggi, 190.000 mq  di  verde
  attrezzato,  10.000  mq  di  servizi, 18  edifici  commerciali  con
  funzioni  diversificati,  di un centro  congressi,  di  un  ufficio
  vendite,  aree  ristoro  supportate da un  efficiente  servizio  di
  vigilanza. E' situato ad 1 km dall'Aeroporto di Catania, a 3 km dal
  Porto  di  Catania,  a 5 km dalla Stazione ferroviaria  di  Catania
  Centrale, e sulle tangenziali dell'Autostrada Palermo Catania (A19)
  e Messina Catania (A18);

   il MAAS (Mercati Agroalimentari Sicilia S.C.p.A), nato nel 1989 in
  attuazione  della  legge  41/86 per  la  realizzazione  di  mercati
  ortofrutticoli,  ittici e florovivaistici, con  soci  fondatori  la
  Regione Siciliana e l'Associazione Federmercati (rappresentanza dei
  grossisti  dell'ortofrutta), è un Centro Agroalimentare nonché  uno
  snodo  logistico centrale e di estrema rilevanza nel  Mediterraneo,
  con significative ricadute per la filiera orto-ittica ed per quella
  florovivaistica  in termini di fatturato e di indotto  generato.  I
  Mercati Agroalimentari Sicilia (MAAS) si estendono su 1.100.000  mq
  di  superficie, con 390.000 mq di superficie edificata  a  mercati,
  136.000 mq Mercato Ortofrutta, 25.000 mq Mercato Ittico, 25.000  mq
  Area  polivalente  (ex  Mercato Florovivaistico),  30.000  mq  Aree
  speciali e 30.000 mq Servizi generali e tecnologici; l'area  ospita
  78  aziende del settore ortofrutta , 20 aziende del settore ittico,
  3  aziende  nell'aria  polivalente,  2  spazi  commerciali  per  la
  ristorazione,  1  azienda  imballaggi,  1  azienda  officina  mezzi
  speciali,  1  azienda  tabacchi, 1 azienda servizi  manutenzione  e
  riparazione  frigo, 2 aziende di facchinaggio,  5  facchini  liberi
  ittico;

   circa 9 anni fa, era stata realizzata una segnaletica stradale,  a
  spese dei commercianti operanti all'interno del  Centro Commerciale
  all'Ingrosso  della  Città  di  Catania',  segnaletica  prontamente
  rimossa perché messa in opera abusivamente;

   rilevato che:

   la  totale  assenza di un'adeguata segnaletica  lungo  l'asse  dei
  servizi,  l'infrastruttura che mette in comunicazione il centro  di
  Catania con una vasta area periferica della città, collegandolo con
  la  tangenziale  e  le  autostrade, ma  anche  con  l'Aeroporto  di
  Catania,  con il Porto di Catania e con la Stazione ferroviaria  di
  Catania   Centrale,   rende  estremamente  difficoltoso,   se   non
  addirittura   pericoloso,  raggiungere   il    Centro   Commerciale
  all'Ingrosso della Città di Catania' ed il MAAS;

   tale  situazione crea grave pregiudizio per tutte le attività  del
   Centro  Commerciale all'Ingrosso della Città  di  Catania'  e  del
  MAAS;

   l'art.  14  comma  1  del Codice della strada dispone:   Gli  enti
  proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la
  fluidità  della  circolazione, provvedono:  a)  alla  manutenzione,
  gestione  e pulizia delle strade, delle loro pertinenze  e  arredo,
  nonché  delle  attrezzature, impianti e servizi;  b)  al  controllo
  tecnico dell'efficienza delle strade e relative pertinenze;
   c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta';

   il  controllo tecnico della segnaletica previsto dagli artt. 37  e
  38  del  Codice  della  strada consiste nella delicata  e  costante
  azione  che l'ente deve assicurare per mantenere a livello ottimale
  le  condizioni  di  manutenzione e di efficienza della  segnaletica
  stradale  nella  sua  più ampia accezione: verticale,  orizzontale,
  luminosa e complementare;

   all'Ente proprietario, in forza delle richiamate norme del  Codice
  e  delle  considerazioni che precedono, spetta la  ricognizione  di
  tutta la segnaletica esistente e del suo stato di manutenzione e di
  efficienza;

   inoltre, la realizzazione di un Ente fiera all'interno del  Centro
  Commerciale  all'Ingrosso della Città di Catania' consentirebbe  di
  incentivare e rilanciare il settore del commercio, apportando nuova
  linfa vitale all'intero comparto economico;

   per  sapere  se sia già stato posto in essere ogni  atto  utile  e
  necessario per provvedere, in tempi celeri, al ripristino  ed  alla
  messa   in   opera  di  una  precisa  ed  assolutamente  necessaria
  segnaletica  stradale  che consenta di porre fine  alle  gravissime
  difficoltà  che  si incontrano nel raggiungere, lungo  l'asse   dei
  servizi,  l'infrastruttura che mette in comunicazione il centro  di
  Catania  con la tangenziale e le autostrade, il  Centro Commerciale
  all'Ingrosso  della  Città di Catania' ed il  MAAS  dalle  suddette
  arterie stradali, ma anche e soprattutto di natura economica».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interrogazione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, potrei chiederle anche su questo se possiamo rinviarlo,
  magari se posso avere un quarto d'ora per leggerlo.

   PRESIDENTE. La posticipiamo a fine lettura di tutta la Rubrica.
   Si  passa  all'interpellanza n. 54  Provvedimenti a  favore  delle
  isole minori , degli onorevoli Lupo e Gucciardi. Ne do lettura:

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per    le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   con  legge  regionale 13 maggio 1987, n. 18, la Regione  siciliana
  si  è  dotata di una normativa rivolta alla valorizzazione  e  alla
  crescita   socioeconomica  dei  territori   delle   isole   minori,
  considerate una risorsa naturale di notevole valore;

   la  legge  delinea un insieme di interventi volti a dare soluzione
  alle  principali criticità connesse alla condizione  di  insularità
  quali i collegamenti con la terraferma, lo smaltimento dei rifiuti,
  l'approvvigionamento  idrico, la difesa  dei  litorali,  l'adozione
  degli strumenti urbanistici, ecc;

   in  un'ottica  di sistema, l'art. 2 della suddetta legge  incarica
  il  Presidente della Regione di provvedere alla elaborazione di  un
  piano  pluriennale  per la realizzazione di interventi  organici  a
  carattere intersettoriale per lo sviluppo civile, culturale, socio-
  economico e turistico delle isole minori;

   il  piano elaborato dal Presidente della Regione è sottoposto alla
  valutazione di un Comitato composto da tutti i Sindaci  dei  Comuni
  delle isole;

   considerato che:

   tale   normativa,   sebbene  risalente  nel  tempo,   può   ancora
  rappresentare un valido strumento per la valorizzazione delle isole
  minori  che, grazie alla previsione di una programmazione  organica
  adottata  con  il coinvolgimento dei Sindaci, appare  in  grado  di
  adattare  la risposta delle istituzioni alle esigenze di  territori
  con specifiche peculiarità;

   la  suddetta  legge, invece, ha ricevuto attuazione  soltanto  nei
  primi   anni  successivi  alla  sua  entrata  in  vigore,  con   la
  costituzione del comitato dei sindaci e il finanziamento di  alcuni
  interventi, ma finendo nell'oblio subito dopo;

   considerato  che  i  territori delle  isole  minori  continuano  a
  vivere  problematiche  di varia natura relative  ai  trasporti,  ai
  rifiuti,  al rifornimento idrico nonché all'esercizio da parte  dei
  cittadini  di  diritti fondamentali quali quello alla salute,  allo
  studio, alla mobilità, che richiedono adeguati interventi da  parte
  delle istituzioni competenti;

   per  conoscere  se  non ritengano di dover procedere,  nell'ambito
  delle  rispettive competenze, all'attuazione della l.r.  13  maggio
  1987, n. 18, ivi compresa l'adozione del piano pluriennale previsto
  dall'art.  2  della  medesima legge,  al  fine  di  realizzarne  le
  finalità  di valorizzazione e crescita socio-economica delle  isole
  minori siciliane».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interpellanza.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, trattasi di una interpellanza  che
  riguarda   specificatamente  i  colleghi  Lupo  e   Gucciardi   che
  interpellano  il  Governo sulla legge n. 18 del  1987,  una  norma,
  sostanzialmente,  che riguarda le Isole minori e  che  mette  nelle
  condizioni il Governo di procedere a pianificare tutta una serie di
  iniziative che vanno dalle infrastrutture, dai trasporti, anche dal
  conferimento  dei  rifiuti, ma anche attività socio  economiche  e,
  quindi, di sviluppo economico.
   Io  vorrei  ricordare che il Presidente Musumeci nel suo programma
  elettorale  aveva  indicato come nuova delega  quella  delle  Isole
  minori,  proprio con l'intento di attualizzare quella  che  era  la
  norma, appunto 18 del 1987, e per trattare in maniera uniforme,  in
  maniera omogenea e in maniera, anche coerentemente con le necessità
  attuali  tutte  le  isole  minori, le  numerose  isole  minori  che
  partendo  dalle  Pelagie, continuando con le Egadi  e,  quindi,  le
  Eolie  e  poi  Ustica, Pantelleria e così via, per arrivare  a  una
  visione comune.
   È  stato  anche  approvato un disegno di legge,  è  all'attenzione
  dell'Aula, ma è chiaro che è ancora in attesa.
   Per  quanto,  invece,  possiamo dire noi  come  assessorato  delle
  infrastrutture,  abbiamo avuto con i sindaci  delle  Isole  minori,
  proprio la settimana scorsa, un incontro sul trasporto marittimo.
   Vorrei  ricordare  che  sul trasporto marittimo  noi  mettiamo  in
  campo  ben 62 milioni di euro per garantire, appunto, navi, ma  per
  garantire anche gli aliscafi. Abbiamo un altro impegno con le Isole
  di  Pantelleria  da  un  lato, e di Lampedusa  in  ragione  di  una
  continuità  territoriale,  i due collegamenti  aeroportuali.  E  lo
  abbiamo appunto con Pantelleria, ma lo abbiamo anche con Lampedusa.
   In  questa  ragione, in ragione di tutto ciò, abbiamo  cercato  di
  mettere in campo tutte le azioni più utili per ridurre al minimo  i
  disagi.  Vorrei ricordare che il Governo regionale, il destinatario
  di  un  provvedimento nazionale che abbiamo appunto  incassato  sei
  mesi fa, circa l'acquisto di due nuove navi e di due nuovi aliscafi
  che assegneremo alle isole di Lampedusa e Linosa una, e delle Eolie
  l'altra,  per  evitare  che - purtroppo -  le  compagnie  marittime
  debbano sottoporre ad uno, ormai divenuto strazio, le Isole minori,
  ma  quindi  anche il committente Regione siciliana che molte  volte
  deve  verificare i guasti ripetuti che ci sono stati, di  navi  che
  hanno  un'età  oltre i 40 anni. Mi limito soltanto  a  parlare,  in
  questo  senso,  delle infrastrutture del trasporto  proprio  perché
  riguarda   appunto   la   rubrica  delle  infrastrutture.   Ma   la
  interpellanza del Presidente Lupo è chiaro che guarda anche  oltre,
  in  una  attività strategica che il Governo pone in essere.  E  noi
  dobbiamo  dire  che,  proprio il Governo  Musumeci,  il  Presidente
  Musumeci,  è stato per la prima volta, con l'intero suo Governo  ha
  tenuto Giunta, appunto, nell'isola di Ustica.
   Personalmente  mi  sono  recato - sempre  dietro  indicazione  del
  Presidente  Musumeci  -  nelle Isole  di  Linosa,  nelle  Isole  di
  Lampedusa,  in quella di Vulcano, in quella di Lipari, dove  invece
  come   assessorato   stiamo  ponendo   in   essere   un'azione   di
  infrastrutturazione portuale. Vorrei ricordare  che  è  di  qualche
  settimana  l'inizio  dei lavori nel porto  sotto  il  monastero  di
  Lipari - che è il porto principale. Un intervento di un milione  di
  euro,  ma stiamo lavorando anche per riattivare i lavori nell'altro
  porto  -  diciamo così - il pontile principale, sempre  di  Lipari,
  laddove c'è una spesa di tre milioni e 800 mila Euro. A Vulcano, ad
  esempio,  si  sta lavorando per ripristinare il pontile  che  venne
  distrutto da una manovra un po' maldestra di una nave, comporta  un
  danno  di 800 mila Euro, stiamo investendo due milioni di  Euro  ed
  aspettiamo, appunto, da parte delle isole di Stromboli, ma anche di
  Vulcano,  i  progetti che dovevano arrivare entro il 31 agosto  del
  2018,  arriveranno entro il 30 settembre e finanzieremo  col  Patto
  per  il  Sud.  Altro intervento lo abbiamo fatto  a  Lampedusa,  lo
  abbiamo  fatto di messa in sicurezza del porto principale, al  fine
  di   consentire  che  si  possa  anche  qua  mettere  in  campo  un
  collegamento.  Quando  parlavo -  ma  concludo  perché  non  vorrei
  tediare  l'Aula - quando parlavo delle navi che dobbiamo mettere  a
  disposizione  soprattutto dell'isola di Lampedusa i colleghi  forse
  non  sanno, ma molti di loro sanno, che a Lampedusa poiché il porto
  è  adiacente  all'aeroporto quando arriva la nave  non  si  può  né
  atterrare,  né  decollare. Lo stesso Presidente  Musumeci  è  stato
  vittima  di  questo  inconveniente. Per  cui  la  nave  che  stiamo
  acquistando è una nave che non sarà alta 22 metri, ma sarà entro  i
  20  metri per consentire che ancorché la stessa nave sia attraccata
  al  porto  possa  consentire l'atterraggio o  il  decollo  regolare
  nell'aerostazione di Lampedusa. Altri interventi  li  abbiamo  però
  dobbiamo  dire  anche su Ustica, anche su Pantelleria.  Ultimamente
  abbiamo  fatto,  appunto,  un incontro,  ma  abbiamo,  ad  esempio,
  incontrato mercoledì scorso il sindaco di Malfa per il porto e - lo
  stesso  Presidente Lupo me l'ha sollecitato - stiamo lavorando  per
  liberare  delle  risorse, circa 45 milioni di euro dove  poter  far
  rientrare  anche un intervento importante su Malfa,  un  intervento
  che vale 13 milioni e 400 mila euro. Ma c'è un altro intervento che
  è  stato  fatto sempre nel porto di Malfa che vale altri 4 milioni.
  Un totale di 18 milioni di euro.
   Stiamo  lavorando per reperire queste risorse, in parte con  somme
  liberate, in parte con una nuova fonte finanziaria che ci  proviene
  dal  Ministero delle Infrastrutture, con un progetto dei Fondi POC-
  PAC  che  riguardano  i  water front e  anche  le  vie  di  accesso
  turistiche e, soprattutto nella seconda misura, abbiamo previsto  4
  milioni per il Comune di Malfa.
   In  questo senso, riteniamo, comunque, di dover implementare tutto
  ciò che riguarda la infrastrutturazione portuale delle isole minori
  al  fine di non dover patire, come succede attualmente, che  quando
  vi  sono condizioni meteo-marittime elevate di dover lasciare isole
  come ad esempio Linosa prive di collegamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  l'onorevole   De
  Domenico ha chiesto di apporre la firma alla mozione n. 54.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi soddisfatto
  o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  Assessori,
  l'interpellanza  evidentemente  si  proponeva  e  si   propone   di
  riportare all'attenzione del Parlamento e del Governo il  tema  che
  riguarda  le isole minori. Uno straordinario patrimonio di  cui  la
  Sicilia  dispone,  una grande ricchezza che abbiamo  il  dovere  di
  valorizzare e di promuovere, affrontando le difficoltà di chi  vive
  nelle isole, facendo sì che queste isole possano essere sempre  più
  luogo  frequentato dai siciliani, dagli italiani, dai  turisti  che
  vengono   da   tutto   il   mondo.  Le   difficoltà   sono   tante,
  l'interpellanza  ne cita alcune legate ai collegamenti.  Rispondeva
  su questo l'assessore, lo faceva anche in maniera circostanziata e,
  in particolare, con riferimento alla condizione dei porti di alcuni
  comuni  delle isole Eolie ma anche dell'isola di Lampedusa,  quindi
  delle  Pelagie,  problemi  legati  allo  smaltimento  dei  rifiuti,
  all'approvvigionamento idrico, alla difesa dei litorali. Quella che
  una volta era una spiaggia bellissima, purtroppo adesso proprio nel
  Comune  di Malfa sta scomparendo, un litorale eroso dalle correnti,
  dal mare, che è stato luogo di un film importante  Il postino', tra
  i film italiani più visti al mondo, un litorale splendido quello di
  Pollara del Comune di Malfa è oggi, purtroppo, una spiaggia che non
  c'è  più. Una triste realtà che caratterizza molti litorali,  molte
  spiagge  delle nostre isole che necessitano di cure, di attenzioni,
  di  interventi,  l'adozione di strumenti urbanistici  adeguati.  Io
  credo che su questo ci sia moltissimo lavoro da fare. La condizione
  dei  porti delle nostre isole minori è una condizione assolutamente
  fatiscente,   impossibile  immaginare  di  potere  far   funzionare
  adeguatamente  questi  porti garantendo gli essenziali  livelli  di
  collegamento  a  chi  vive in queste isole, per  esempio,  12  mesi
  l'anno. Una limitazione forte per la stessa attività turistica, gli
  incrementi  di  flussi turistici in questi anni  sono  stati  molto
  consistenti, anche quest'anno c'è stato un trend positivo.
   Io  credo  che  sulle  Isole  minori la  Regione  Siciliana  debba
  investire,  debba  avere  un  progetto  pluriennale  che  non  deve
  riguardare  solo  il sistema dei collegamenti ma  tutti  i  servizi
  pubblici  essenziali, la valorizzazione del tessuto  produttivo  di
  queste isole serve un piano pluriennale.
   Nel  1987 la legge 18 affrontò in maniera adeguata questo tema.  È
  una  legge  certamente datata ma che ha alcuni punti di  forza  che
  possono  ancora  essere  valorizzati.  Io  chiedo  al  Governo   di
  ricostituire  il  comitato composto da tutti i sindaci  dei  comuni
  delle  Isole  minori  della nostra Sicilia,  che  possano  dare  un
  contributo importante per affrontare i temi che lì si vivono e  per
  far  sì che davvero queste isole possano essere sempre più e sempre
  meglio  una risorsa per la nostra Regione e per l'intero  Paese  ed
  affinché  davvero possano essere scoperte nel mondo per quelle  che
  realmente sono: delle perle di straordinaria bellezza.
   Ho  apprezzato l'approfondimento dell'Assessore con riferimento al
  tema  dei  collegamenti, è chiaro che i collegamenti vanno adeguati
  anche  con la crescita dei flussi turistici, bisogna migliorare  la
  quantità  dei  numeri  dei collegamenti ma  anche  la  qualità  dei
  trasporti  stessi, bisogna affrontare in termini  strutturali  temi
  seri  che riguardano - lo dicevo prima - ad esempio i porti,  e  lì
  servono   davvero   progetti  pluriennali,  capaci   di   orientare
  positivamente  la spesa anche dei fondi comunitari,  credo  che  in
  particolare su questo argomento, l'argomento dei porti, l'argomento
  dei  trasporti  sia  necessario un approfondimento  in  Commissione
  ritenendomi   parzialmente  soddisfatto  per   la   risposta   data
  dall'assessore limitatamente al tema delle infrastrutture credo che
  comunque  è  assolutamente  necessario  e  positivo  continuare   a
  mantenere  questo  confronto aperto con gli  amministratori  locali
  delle isole minori.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interpellanza n. 66  Trasporto  pubblico
  della  ex provincia di Trapani , degli onorevoli Palmeri ed  altri.
  Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   da  diversi mesi, alcuni cittadini lamentano i disagi dovuti  alla
  esiguità  se  non alla quasi totale assenza dei mezzi di  trasporto
  per raggiungere i propri luoghi di lavoro, la scuola, l'università,
  nell'ambito della Provincia di Trapani;

   questi  disagi sono stati dagli stessi segnalati sia  all'apposito
  indirizzo   mail  dedicato  alle  segnalazioni  degli  utenti   dei
  trasporti  ferroviari  che  alla Segreteria  del  Presidente  della
  Regione, ai vertici dell'assessorato infrastrutture e mobilità e di
  Trenitalia;

   notori  sono  i problemi inerenti alla interruzione  della  tratta
  ferroviaria Trapani Palermo Via Milo;

   in  provincia di Trapani è rimasta operante solo la tratta  Alcamo
  diramazione  Via  Castelvetrano,  con  i  relativi  disagi   dovuti
  principalmente alla lentezza e ai ritardi del servizio a  causa  di
  importanti problemi infrastrutturali;

   per  limitare  le  difficoltà  fino allo  scorso  anno  era  stato
  predisposto  un  servizio  pullman di Trenitalia,  che  partiva  da
  Alcamo diramazione passando da Salemi e da Castelvetrano, alle 6.23
  circa.   A   Castelvetrano  i  pendolari  che  dovevano  proseguire
  procedevano con il treno fino alla stazione di Trapani, ma dal mese
  di dicembre 2017 questo servizio pullman è stato interrotto;

   l'unico servizio di trasporto disponibile, di mattina, è il  treno
  delle 8.38 circa che parte da Alcamo diramazione Via Castelvetrano,
  passa  per  Mazara ed arriva a Trapani alle ore 9.30 circa,  orario
  sicuramente incompatibile per i pendolari che si muovono per motivi
  di  lavoro  e studi, con gravi ripercussioni per alcuni  di  questi
  pendolari che rischiano (licenziamento, abbandono scolastico);

   ritenuto che:

   il   diritto  alla  mobilità  trova  riconoscimento  nelle   Carte
  costituzionali dei maggiori Paesi occidentali, ma anche nella Carta
  dei diritti dell'Unione europea e nel nostro Statuto Siciliano;

   sotto il profilo del diritto costituzionale nazionale italiano, il
  diritto  del cittadino di poter usufruire di un sistema di mobilità
  pubblica  trova  tutela  alla  luce ad esempio  delle  disposizioni
  contenute negli articoli 2, 3, 4, 16, della Costituzione;

   l'Assemblea  Regionale Siciliana, ai sensi degli  artt.  17  dello
  Statuto  della Regione Siciliana, può emanare leggi anche  relative
  all'organizzazione  dei  servizi  in  materia  di  comunicazioni  e
  trasporti regionali;

   ai  sensi  dell'art. 22 la Regione ha diritto di partecipare  alla
  istituzione  e   alla  regolamentazione dei  servizi  nazionali  di
  comunicazione   e   trasporti  terrestri,  che   possano   comunque
  interessare la Regione;

   precisato che:

   il  trasporto pubblico, offerto a condizioni accessibili a  tutti,
  dovrebbe  essere considerato come uno strumento per minimizzare  le
  disparità  sociali e per conferire uguali opportunità di  lavoro  e
  d'istruzione  ai  cittadini meno abbienti, che non  sempre  possono
  sostenere il costo della mobilità privata per recarsi sul luogo  di
  lavoro o per raggiungere l'istituzione scolastica o universitaria;

   il  diritto  nella  realtà  deve  confrontarsi  non  solo  con  la
  disponibilità e l'adeguatezza delle vie di comunicazione, ma  anche
  e  soprattutto con la disponibilità e l'adeguatezza  dei  mezzi  di
  circolazione che fanno capo al sistema pubblico dei trasporti;

   il  diritto alla mobilità e quello a poter usufruire di un sistema
  di  trasporto  pubblico  concretamente accessibile  rappresenta  un
  aspetto essenziale della libertà delle persone e della loro qualità
  della vita;

   considerato che:

   risale  a  circa  un mese fa la sottoscrizione del  contratto  del
  servizio  da parte della Regione e Trenitalia, a seguito del  quale
  sarebbero  stati  garantiti  da parte  del  Governo  Regionale  più
  investimenti per il trasporto regionale, da tradursi in un  rinnovo
  della  flotta  dei  treni  per  pendolari,  turisti,  ecc,  in   un
  progressivo   incremento   dell'offerta,   e   in   un    ulteriore
  miglioramento delle performance di qualità;

   nonostante  la  recente  sottoscrizione  del  contratto,  per   la
  Provincia  di  Trapani non sembra configurarsi una  prospettiva  di
  miglioramento  se  prima non si superano i limiti infrastrutturali,
  per  i  quali non è dato avere nessun cronoprogramma certo da parte
  della  società  che  gestisce l'infrastruttura ferroviaria:  R.F.I.
  spa;

   rilevato che gli utenti del trasporto si basano sull'orario  delle
  tratte  per  effettuare scelte non solo di viaggio ma  di  vita,  è
  necessario  tenerne  conto e adeguare le tratte  agli  inderogabili
  orari di lavoro e scolastici;

   per    conoscere   se   non   ritengano   opportuno    intervenire
  tempestivamente   nella   provincia   di   Trapani,   ripristinando
  immediatamente  i  servizi  pullman precedentemente  esistenti  che
  partivano da Alcamo diramazione alle 6.23 circa, e che consentivano
  ai lavoratori e agli studenti di arrivare in orario adeguato».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interpellanza.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, il trasporto  pubblico  della  ex
  provincia  di  Trapani,  con la collega Palmeri,  che  è  la  prima
  firmataria  di  questa  interpellanza, che io  credo  assolutamente
  interessante e necessaria, oltre che attuale. Forse ieri od oggi mi
  è  arrivato  un  messaggino con la quale mi  chiedeva  informazioni
  anche  in  merito  a  questa interpellanza e  specificatamente  sul
  trasporto pubblico su ferro.
   Dobbiamo  dire  che nello scenario, nel panorama geografico  della
  Sicilia,  la provincia di Trapani è la più mortificata. E'  la  più
  mortificata  perché  soprattutto il servizio di trasporto  pubblico
  locale  su  ferro ha subìto un'interruzione che è  la  famosa   via
  Milo  che collega Alcamo a Trapani è stata interrotta per una frana
  circa  cinque anni fa e da quel momento è chiusa. In effetti quando
  ci   siamo  noi  insediati  abbiamo  trovato  un  finanziamento  di
  centoquattro  milioni  di  euro  per  ripristinare  quella   tratta
  ferroviaria.   Centoquattro  milioni  di  euro  con   un   progetto
  preliminare che avrebbe consentito però di ripristinare una  tratta
  ferroviaria a motore diesel, in un momento in cui invece noi  siamo
  da  qui ad un passo per aprire Punta Raisi, da qui ad un passo  per
  rimettere  in  sistema da Termini Imerese sino a Palermo  (stazione
  centrale-Notarbartolo)    e    quindi    con    il     collegamento
  all'aerostazione di Palermo il tutto elettrificato.  Immaginare  di
  collegare  poi  da Palermo fino ad Alcamo e per arrivare  quindi  a
  Trapani  ancora a trazione, a carburante chiaramente sarebbe  stata
  una  assoluta  assurdità. Abbiamo allora reperito  dei  fondi.  C'è
  stato  un incontro che il Presidente Musumeci ha avuto alcuni  mesi
  fa qua a Palermo con l'amministratore delegato, l'ingegnere Gentile
  di  RFI,  e  lo  stesso Presidente ha chiesto personalmente  -  tra
  l'altro  ora  vi dirò alcune cose - di rivedere il  progetto  e  di
  rifunzionalizzare  e  riprogrammare  quel  progetto  della   tratta
  ferroviaria  di  diesel a elettrico anche perché nell'acquisto  dei
  treni, e in questa interrogazione gli interroganti lo indicano, nel
  contratto  con  Trenitalia che abbiamo, si  prevede  che  ci  siano
  appunto  42  nuovi  treni di cui 5 sono stati  già  assegnati  alla
  Regione  siciliana ma 37 dovremo acquistarli, mentre 5  arriveranno
  appunto  nell'anno  2019.  In  questo  senso  abbiamo  previsto  di
  rivedere il progetto e abbiamo dato incarico, abbiamo dato  mandato
  a  Italferr, che è il progettista per conto di RFI, di prevedere un
  intervento  di  rete ferroviaria elettrificata che  vale  però  160
  milioni  di  euro.  I 60 milioni, è alla firma del  Presidente,  in
  queste ore il Presidente appunto firmerà la nota che invierà a  RFI
  proprio  per  sugellare l'incremento dei fondi, e questi  fondi  li
  andremo  a  prendere dalle risorse liberate del nodo passante,  nel
  momento in cui noi andiamo a certificare, a fine anno, e riusciremo
  a  recuperare  dal  nodo ferroviario passante che  da  Notarbartolo
  collega  sino a Punta Raisi oltre 200 milioni, ma ne certificheremo
  160.  Di questi, 60 milioni circa li dedicheremo a Trapani, proprio
  perché   riteniamo,  onorevole  Palmeri,  che   Trapani   è   stata
  penalizzata.
   In  questo  senso  allora il progetto definitivo  sarà  presentato
  entro  la  fine  dell'anno. Abbiamo chiesto e ottenuto  un  impegno
  serio  e  la  Regione vigilerà nei confronti di  RFI  ma  anche  di
  Italferr  perché  entro fine anno il progetto  possa  arrivare  sui
  tavoli  degli  enti  competenti  per l'approvazione,  possa  essere
  trasmesso  al Consiglio superiore dei lavori pubblici  per  la  sua
  approvazione,  possa avere anche i pareri che già sono  in  itinere
  per  quanto  riguarda  le  validazioni  ambientali  e  validato  il
  progetto possa essere mandato in gara.
   Riteniamo che entro giugno 2019 massimo settembre 2019 il progetto
  potrebbe  andare in gara, in questo senso l'espletamento di  alcuni
  mesi  per  la  gara e riteniamo di poter poi procedere  ai  lavori.
  Sembrano  termini e tempi biblici ma noi abbiamo trovato zero,  non
  c'era  neanche il progetto, c'era un progetto che era datato e  non
  poteva essere utilizzato.
   Per  quanto  invece riguarda il trasporto, il nuovo  contratto  di
  servizio con Trenitalia, bisogna dire che la tratta cui lei collega
  fa  riferimento, questa tratta viene sostituita dal nuovo contratto
  di  servizio perché dobbiamo rimettere in campo la nuova tratta con
  il ripristino del nodo passante e di Punta Raisi perché partendo da
  Palermo,   da  Punta  Raisi  si  scende  verso  Alcamo,  verso   la
  diramazione Salemi, Castelvetrano, passando appunto da  Alcamo.  Lì
  la  tratta  è in funzione, per cui togliamo i pullman  -  ma  erano
  sostitutivi  -  e si introduce il nuovo sistema del  treno.  Questo
  sarà  ancor  di  più suffragato dal fatto che almeno  un  treno  lo
  metteremo  nel  trapanese  proprio per andare  ad  indennizzare  il
  territorio  di questa penalizzazione che ha avuto e che  ha  dovuto
  subire in tutti questi anni.
   Vorrei  ricordare  per  i  colleghi che magari  non  conoscono  la
  geografia e non possono avere presente la geografia della provincia
  di  Trapani,  in questo momento quando si viene da Palermo  anziché
  andare  Alcamo  e  poi Trapani bisogna invece scendere  arrivare  a
  Castelvetrano risalire per Mazara, poi Marsala e alla fine Trapani,
  cioè una cosa incredibile con la rete ferroviaria italiana.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Palmeri   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  mi  ha
  fatto  piacere sentire sicuramente le sue parole, grande attenzione
  e  soprattutto  consapevolezza di quello che è stato  lo  stato  di
  disagio  e  di  svantaggio di questa provincia che  da  anni  viene
  mortificata con questa tratta che doveva essere messa nuovamente in
  funzione, ma effettivamente non ci sono state, ma anche mortificata
  da  una serie di annunci che sono stati fatti dalla stessa RFI e di
  impegni mancati. Quindi noi ci auguriamo che gli impegni di cui lei
  ha  parlato  oggi siano effettivamente e finalmente  rispettati  da
  parte  di RFI e finora non ha brillato, devo dire, per questo.  Non
  ha  brillato  neanche per trasparenza infatti noi parlamentari,  ad
  esempio, quando facevamo delle richieste di accesso agli atti a RFI
  ci  veniva  risposto  picche ossia che non  erano  tenuti  a  darci
  risposte.
   Soprattutto  monitoreremo affinché questi  impegni  effettivamente
  vengano portati a compimento.
   Per  quanto riguarda nello specifico anche la risposta che ha dato
  in  merito  a queste tratte sostitutive per i pendolari  che  hanno
  lamentato quindi tutta una serie di disservizi, effettivamente devo
  dire    che   il   problema   è   stato   attenzionato   da   parte
  dell'Assessorato,  da parte di Trenitalia però  ancora  esistono  e
  sussistono  alcuni  ritardi anche di 30  minuti,  mi  continuano  a
  segnalare ritardi; ad esempio tempi di percorrenza di più di 2  ore
  per  percorrere  soli  75  km da Castelvetrano  a  Trapani,  quindi
  obiettivamente diciamo che spesso ancora permane un certo  ritardo,
  un  certo  disagio anche perché essendoci un binario unico,  quando
  c'è la coincidenza del treno che viene da Trapani, giustamente,  si
  ferma il senso contrario nella stessa tratta.
   Quindi  io  ho  chiesto  anche un'audizione  in  Assessorato  alla
  presenza  di  questi pendolari per capire, ecco, nelle  more  della
  riapertura  della  via  Milo,  ad  esempio,  come  si  possono  nel
  frattempo  perfezionare  con le segnalazioni  di  questi  pendolari
  questi orari e come si possono ulteriormente perfezionare.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  313   Ripristino  e
  conversione   della   piena  funzionalità  del   canale   demaniale
  'Galermi', dell'onorevole Cafeo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, all'Assessore per le infrastrutture  e
  la  mobilità, all'Assessore per l'agricoltura lo sviluppo rurale  e
  la   pesca  mediterranea  e  all'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente, premesso che:

   il  canale demaniale denominato Galermi costituisce una importante
  risorsa  idrica per l'irrigazione di un comprensorio  esteso  circa
  500  Ha  a  servizio di circa 300 utenti, ricadente nei  comuni  di
  Sortino, Priolo Gargallo e Siracusa;

   con  la  L.R.  8  maggio 2018 n.8 è stata istituita l'Autorità  di
  bacino  a  cui  sono state trasferite le competenze in  materia  di
  demanio  idrico  di  cui al comma 7 dell'articolo  71  della  legge
  regionale  del  15  maggio  2013  n.9  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni;

   preso  atto  che  molti Agricoltori hanno avanzato  nei  confronti
  dell'Amministrazione  regionale  delle  lamentele  per  il  cattivo
  funzionamento  del  canale demaniale Galermi  che,  a  causa  della
  mancata  manutenzione, non fornisce le portate di acque sufficienti
  al soddisfacimento dei bisogni irrigui;

   ritenuto che tale situazione costituisce grave pregiudizio per  lo
  sviluppo   del   comparto  agricolo  e  non  possa  far   escludere
  l'innescarsi  di  contenziosi  tra gli  agricoltori  danneggiati  e
  l'Amministrazione regionale, con soccombenza di quest'ultima  negli
  eventuali giudizi promossi dagli utenti fruitori;

   per sapere:

   se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

   quali   siano  le  iniziative  che  intendano  intraprendere   per
  ripristinare la piena funzionalità del canale demaniale  Galermi  e
  quindi per assicurare la regolare distribuzione delle acque ai fini
  irrigui nell'ambito del territorio servito dal canale».

   Essendo  l'onorevole  Cafeo assente in Aula,  l'interrogazione  si
  intende trasformata in risposta scritta.


    Discussione unificata di mozioni e di atti ispettivi sulla rete
                        autostradale regionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  unificata di mozioni e di atti  ispettivi  sulla  rete
  autostradale regionale.
   Si  procede  con  la  mozione  n. 81  Realizzazione  della  tratta
  autostradale Rosolini - Modica , degli onorevoli Campo ed altri. Ne
  do lettura:

                   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   PREMESSO che:

   da  circa  otto  mesi  i lavori sul tratto autostradale  Rosolini-
  Modica, dell'arteria Siracusa-Gela, risultano bloccati;

   tale  sospensione dei lavori è stata causata, in un primo momento,
  dall'intollerabile  ritardo nell'erogazione delle  somme  da  parte
  della  Regione al CAS, mettendo fin da allora seriamente a  rischio
  la realizzazione dell'opera;

   l'attuale  fase di stallo, aggravatesi per via della richiesta  di
  concordato preventivo, presso il Tribunale di Roma, da parte  della
  Società   Condotte  Acque,  potrebbe  causare  la  recessione   del
  contratto da parte delle ditte aggiudicatarie dell'appalto;

   l'eventuale  recessione del contratto implicherebbe  un  ulteriore
  deterioramento della situazione e forse la definitiva chiusura  dei
  cantieri;

   RILEVATO che:

   il   CAS,  in  data  02  marzo  2018,  si  è  impegnato  a  pagare
  direttamente alle ditte subappaltatrici, entro pochi giorni, il 50%
  delle  fatture risalenti a lavori di ben 19 mesi prima e a  saldare
  gli  stipendi  degli  operai, dovendo anche quest'ultimi  percepire
  arretrati da circa tre mesi;

   circa   ventiquattro  imprese  subappaltatrici,  a  vario   titolo
  fornitrici  di  beni  e  servizi, nonostante  tutto,  rischiano  il
  fallimento  per via dei ritardi nell'acquisizione delle somme  loro
  spettanti  e,  impossibilitate ad evadere i  pagamenti,  potrebbero
  conseguenzialmente  sospendere le proprie attività  imprenditoriali
  ritardando,  a loro volta, chissà per quanto tempo la realizzazione
  delle opere;

   CONSIDERATO che:

   più volte sono state chiamate in causa le istituzioni preposte per
  dirimere i motivi di questa vicenda, fino alla costituzione, presso
  la  Prefettura  di Ragusa, di un tavolo tecnico permanente  per  il
  monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori dell'autostrada,
  nonché  per  affrontare in maniera radicale  le  criticità  che  ne
  rallentano inaccettabilmente la realizzazione;

   durante  un incontro organizzato dai sindacati in data 07/08/2017,
  a  cui  hanno  preso parte diversi sindaci e deputati  regionali  e
  nazionali  del  comprensorio ibleo, oltre  che  l'allora  assessore
  regionale  alle infrastrutture Bosco, è stato richiesto  di  indire
  una  conferenza  dei  servizi per fare chiarezza  sulla  vicenda  e
  scongiurare  la  perdita dei posti di lavoro, il  fallimento  delle
  ditte  fornitrici  e il blocco dei lavori del tratto  autostradale.
  Tuttavia tale conferenza dei servizi non è stata mai convocata;

   circa  un  mese  fa  l'assessore alle infrastrutture,  rilasciando
  delle dichiarazioni alla stampa, ha comunicato che nel corso di  un
  apposito  incontro  tra  Regione Siciliana,  Cas,  Anas  e  Imprese
  esecutrici  si era raggiunta un'intesa che consentiva di riprendere
  a  breve  l'iter dei lavori. L'intesa raggiunta riguardava:  a)  la
  chiusura  del  contenzioso pendente con l'impresa esecutrice  sulla
  base  di  una  cifra complessiva di 22 milioni di euro,  dieci  dei
  quali  sarebbero  stati erogati direttamente ai  fornitori  e  alle
  imprese locali che rischiavano, e rischiano, il fallimento,  b)  la
  definizione  di un nuovo cronoprogramma dei lavori, c) l'impegno  a
  consegnare  il primo lotto esecutivo (Rosolini - Ispica)  entro  il
  mese di febbraio 2019;

   tali dichiarazioni si sarebbero dovute concretizzate in un vero  e
  proprio  accordo  sottoscritto dalle parti,  anche  perché  le  due
  imprese  aggiudicatarie  dei lavori non stanno  dimostrando  alcuna
  responsabilità  sociale,  agendo unicamente  sulla  base  dei  loro
  interessi;

   VISTO che:

   l'opera   in  oggetto,  senza  dubbio,  costituirebbe  il   volano
  fondamentale sia per l'economia del territorio, vista  la  ricaduta
  occupazionale  stimata  in  circa 400  lavoratori  tra  diretto  ed
  indotto,   sia  per  la  connessione  della  fascia  sud  orientale
  dell'isola   alle   reti  autostradali,  in   chiave   intermodale,
  attraverso   i   collegamenti   con   le   altre   più   importanti
  infrastrutture dell'Isola;

   la  funzione della Regione non dovrebbe limitarsi al trasferimento
  delle risorse al committente, nella fattispecie il CAS, ma dovrebbe
  estendersi al controllo della corretta gestione delle stesse;

   in  data 9 marzo, l'Assessorato alle Infrastrutture, Cas, Condotte
  e  Cosedil,  avrebbero dovuto sottoscrivere un  nuovo  accordo  per
  sancire  il  superamento  di alcuni dei vari  aspetti  problematici
  dell'incresciosa vicenda e, comunque, la ripresa dei lavori;

   la  sottoscrizione di tale accordo non è avvenuta  a  causa  della
  sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio, per i prossimi  12
  mesi,  sia del direttore generale del Cas Pirrone che del dirigente
  dell'area  tecnica  Sceusa (fra l'altro  r.u.p.  dei  lavori  sulla
  tratta Rosolini-Modica), misura interdittiva emessa dal G.i.p.  del
  Tribunale, su richiesta della Procura di Messina, nei confronti dei
  due  dirigenti accusati di disastro ambientale, peculato e  falsità
  ideologica  per vicende riguardanti la loro attività  professionale
  in seno al Consorzio Autostrade Siciliano,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
            L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITÀ

   a   porre   in   essere  tutte  le  azioni  utili  per   risolvere
  definitivamente le varie problematiche riscontrate per i lavori  di
  esecuzione della tratta autostradale Rosolini-Modica e sbloccare  i
  cantieri fino al completamento dell'opera;

   ad assumere iniziative normative per l'istituzione di un organo di
  controllo  che verifichi la gestione dei fondi pubblici erogati,  e
  da  erogare,  alle  ditte appaltanti, anche  alla  luce  di  quanto
  avvenuto negli ultimi giorni;

   a nominare il prima possibile un nuovo direttore generale del CAS,
  in   sostituzione  del  già  sospeso  Pirrone,  che  possa  seguire
  pedissequamente  la  sottoscrizione  dell'accordo  che  si  sarebbe
  dovuto  sottoscrivere lo scorso 9 marzo e scegliere un nuovo r.u.p.
  al posto dell'attuale dirigente sospeso;

   ad  adottare provvedimenti inequivocabili ed urgenti, in primis il
  saldo  di  tutte le fatture e dell'intero ammontare degli  stipendi
  maturati finora, affinché possano essere evitati ulteriori stati di
  emergenza che, alla fine, ricadono sempre sulle aziende fornitrici,
  sui  lavoratori stessi e sulle loro famiglie, trasformandosi quindi
  in vere e proprie emergenze sociali».

   CAMPO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo e cittadini
  che  ci  seguono  da  casa, la costruenda autostrada  Siracusa-Gela
  purtroppo  in questi ultimi mesi si è trasformata in una passerella
  dove più e più volte il Governo e l'Assessore sono passati e io non
  nego la loro buona volontà nel cercare di risolvere il problema, ma
  non  capisco  come  mai  sono passati  sempre  con  un  codazzo  di
  esponenti  della maggioranza e di deputati di turno  a  maniche  di
  camicia,  forse  perché c'era bisogno di avere qualcuno  che  fosse
  d'accordo   su  quello  che  si  diceva  su  questa  autostrada   e
  l'opposizione avrebbe potuto dare fastidio, non poteva certo tirare
  fuori conigli dal cilindro.
   Assessore  Falcone, lei quest'estate ha fatto queste dichiarazioni
  a mezzo stampa, le dichiarazioni risalgono al 6 luglio, si parla di
  ripresa  dei lavori dopo mesi di stasi, sue parole. In un  articolo
  di  Blog Sicilia si dice:  l'Assessore ha visitato i cantieri  dove
  si  lavora  a  ritmo  serrato per cercare di  recuperare  il  tempo
  perduto  e  consegnare  l'opera nei tempi previsti .  In  un  altro
  articolo  ancora  di   Video Mediterraneo   l'Assessore  si  spinge
  addirittura oltre:  i lavori saranno completati entro 18-24  mesi .
  Io  dico ma come si può dire una cosa del genere, Assessore  E  lei
  sa  benissimo che non è stata spostata neanche una pietra  in  quel
  cantiere,  sono tutti fermi. Guardiamo la realtà in faccia,  là  ci
  sono ditte subappaltanti che stanno rischiando il fallimento perché
  non  vengono  pagati,  ci  sono 30 operai  della  Cosedil  con  gli
  arretrati  degli stipendi e i lavori sono fermi e facciamo  credere
  che i lavori sono ripartiti
   E'  da  quando  mi sono insediata che assisto impotente  a  questa
  situazione: noi abbiamo avuto prima la vicenda del Cas che a  causa
  della condizione economica non ha potuto erogare le somme e si sono
  bloccati  i  lavori  facendo, appunto,  rischiare  la  perdita  del
  finanziamento, successivamente il concordato preventivo della ditta
  Condotta  S.p.A., successivamente ancora si doveva interrompere  il
  contratto  di  servizio e poi ancora l'aggravarsi  con  la  vicenda
  giudiziaria che vede coinvolto il Direttore generale del Cas  e  il
  Direttore  dell'Ufficio tecnico, Rup dei lavori stessi. L'accusa  è
  questa:   disastro  ambientale, peculato e falsità  ideologica  per
  vicende  riguardanti  la  loro attività professionale  in  seno  al
  Consorzio  Autostrade siciliane stesso . E per  finire,  ancora  in
  questi giorni sappiamo ufficialmente dei 700 milioni di debiti  del
  Cas e in più del pesante bacino di 400 lavoratori.
   Ecco,   la   situazione  è  questa.  Inoltre,  abbiamo  le   ditte
  subappaltanti  che non prendono soldi, abbiamo i 30 lavoratori  con
  gli  stipendi  arretrati, come dicevo prima, e  questo  profila  un
  danno economico enorme per la provincia di Ragusa e Siracusa perché
  queste sono le maggiori ditte del nostro territorio che stanno  via
  via  fallendo con una ricaduta economica devastante. Ecco,  io  so,
  per  concludere,  che  lei  deve andare a  Roma,  domani  mi  pare,
  esattamente per incontrare i neo Commissari nominati dal  Tribunale
  di  Roma  di Condotte S.p.A.; io ora le chiedo, intanto di lavorare
  senza  più  falsi proclami per questa autostrada e  soprattutto  di
  essere  sincero,  sincero con noi e con tutte  le  persone  che  vi
  lavorano,  perché  altrimenti sarà costretta a  venire  anch'io  su
  questa  passerella  ma non per fare la sfilata,  semplicemente  per
  dire  che  cosa penso di questa vicenda. Questa è l'ennesima  opera
  che sta diventando una incompiuta, è questa la verità

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, oltre questa mozione abbiamo anche
  la  mozione  n.  131  Iniziative concernenti lavori permanenti  del
  tratto autostradale Messina - Villafranca Tirrena, l'interrogazione
  n.  31   Chiarimenti in merito ai pedaggi nelle tratte autostradale
  siciliane   a  firma dell'onorevole Amata mentre quella  precedente
  era  firmata  sempre dagli onorevoli Amata, Catalfamo,  Galvagno  e
  Genovese  e  infine l'interpellanza n. 20  Inizio  dei  lavori  del
  tratto autostradale Ragusa - Catania , a firma degli onorevoli  del
  Movimento Cinque Stelle. Ne do lettura:

                         «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO CHE:

   il  tratto in questione di competenza del Cas regionale  si  snoda
  per   6  chilometri  di  cui  la  maggior  parte  da  decenni  sono
  interessati da restringimenti e lavori per la messa in sicurezza  e
  l'ampliamento delle uscite ricadenti sul Comune di Messina;

   l'utenza  attraverso  lettere e comitati ha  più  volte  ricordato
  l'inadeguatezza del costo del pedaggio tra Messina e Villafranca in
  una bretella che ricade sempre nel Comune di Messina;

   RILEVATO CHE:

   lo  scorso  20  dicembre il consigliere comunale di Messina  Mario
  Biancuzzo  - IV circoscrizione - tramite raccomandata con  ricevuta
  di  ritorno  chiedeva  al  nuovo Presidente  della  Regione  ed  al
  Presidente  dell'Ars un incontro per trattare  l'argomento.  Il  12
  luglio sollecitava al Presidente della Regione l'incontro richiesto
  precedentemente, privo di riscontro;

   lo  scorso  ottobre 2017 è stata promossa una raccolta  firme  per
  proporre  la soppressione del pedaggio autostradale tra Villafranca
  Tirrena e Messina - quota 1,20 euro - e che ha raccolto 9384 firme;

   sempre  a  dicembre 2017 la stessa raccolta firme è stata  inviata
  per   conoscenza   al   Presidente   Musumeci   e   al   Presidente
  dell'Assemblea Gianfranco Miccichè;

   RITENUTO CHE:

   la  bretella  individuata  nel tratto tra  Villafranca  Tirrena  e
  Messina presenta da anni numerose criticità per la sicurezza  degli
  utenti  e  risulta  quindi percorribile solo in parte  a  causa  di
  restringimenti, code e problematiche varie;

   solo  negli ultimi 8 mesi gli incidenti mortali sono stati più  di
  di cinque e tutti nello stesso tratto;

   lo  stato  della  strada  presenta  criticità  che  richiedono  un
  intervento definitivo;

   il  costo  di  1,20 per appena 6 chilometri appare  sproporzionato
  rispetto alle condizioni del tratto e alla sua lunghezza;

   il   tratto  in  questione  chiamato  impropriamente  svincolo  di
  Villafranca  Tirrena, ricade nel territorio di Messina in  località
  Ponte Gallo quindi è a tutti gli effetti un tratto di tangenziale;

   negli  anni passati per quanto riguarda gli altri snodi e svincoli
  di  Messina  non sono più stati fatti pagare attraverso  i  pedaggi
  perché  ricadenti  appunto nel territorio  evidenziando  quivi  una
  notevole  disparità di trattamento tra abitanti di  Messina  Sud  e
  Messina Nord,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  mettere  in  atto  ogni  azione  possibile  affinché  si  possa
  giungere  ad un ripristino della viabilità ordinaria nel più  breve
  tempo possibile;

   a  costituire  celermente  un  tavolo  di  confronto  con  Governo
  regionale,  Consorzio autostrade e Comune di Messina,  al  fine  di
  valutare  la  sospensione del pedaggio autostradale tra  Messina  e
  Villafranca Tirrena». (131)

                           CATALFAMO  -  AMATA  -  GALVAGNO   -
                          GENOVESE

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   le   recenti   disposizioni  relative  all'aumento   dei   pedaggi
  dovrebbero  interessare,  nell'anno in  corso,  la  totalità  delle
  tratte di collegamento autostradale nel nostro Paese;

   il  Governo nazionale ha motivato questa decisione giustificandola
  con le migliorie apportate alla rete nazionale grazie ad importanti
  investimenti  che  hanno  reso  più  sicure  e  moderne  le  nostre
  autostrade italiane;

   occorre  evidenziare  l'assoluta  incapacità  di  verificare  tali
  miglioramenti   sul   territorio  siciliano   giacchè   le   nostre
  autostrade,  gestite dal Cas, appaiono assolutamente  inadeguate  e
  spesso irrispettose delle più basilari norme di sicurezza;

   considerato:

   lo  stato  delle  nostre  autostrade siciliane  e  in  particolare
  quelle  che  collegano Messina agli altri capoluoghi della  Regione
  (si  pensi  alla  zona  ionica, palcoscenico della  nota  frana  di
  Letojanni,  a  seguito della quale è stata chiusa una  porzione  di
  autostrada impercorribile da oltre due anni; o alla situazione  nel
  versante  tirrenico ove le gallerie, all'altezza del  santuario  di
  Tindari,  sono  suddivise  in un pericolosissimo  doppio  senso  di
  circolazione da oltre 10 anni);

   che in particolare, si nota come i collegamenti Messina Palermo  e
  Messina    Catania   risultino   essere   profondamente   rischiosi
  specialmente  in  alcuni  punti, da anni impegnati  in  infiniti  e
  apparentemente    improduttivi    interventi    di     manutenzione
  straordinaria, costringendo per lunghi tratti percorrenze a  doppio
  senso di marcia in carreggiate a due corsie, nonché mostrando,  non
  di  rado,  imperfezioni  al manto stradale o  illuminazioni  talora
  eccessive altrimenti inesistenti;

   che  è  stata  inoltrata  un'istanza  cittadina  sottoscritta   da
  migliaia  di  residenti della città metropolitana  di  Messina  per
  richiedere  la  soppressione del casello di  Ponte  Gallo,  il  cui
  svincolo  (erroneamente denominato di Villafranca e  che  interessa
  una  bretella  di sola uscita) ricade all'interno del  confine  del
  comune  di  Messina.  Appare  iniquo che  gli  automobilisti  siano
  costretti   a   versare   il   pagamento   di   un   pedaggio   per
  l'attraversamento di una strada tangenziale, per di più  tanto  mal
  tenuta come questa;

   nel  recente passato, il Governo regionale è già stato partecipato
  della  circostanza inerente la proposta cittadina di sopprimere  il
  sopraddetto casello di Ponte Gallo;

   per sapere:

   se  vi  siano in previsione - ed eventualmente quali siano - piani
  di   investimento   rispetto  alla  messa   in   sicurezza   e   la
  modernizzazione  della rete autostradale siciliana,  con  specifico
  riferimento alle arterie A18 e A20;

   se  non ritengano opportuno sospendere eventuali aumenti del costo
  del pedaggio per quelle tratte che non risultano strutturalmente  e
  funzionalmente  adeguate  ai  trend nazionali  e  soprattutto  alle
  richieste del nostro territorio;

   quale  sia lo stato dell'arte della richiesta di soppressione  del
  casello  di  Ponte Gallo e se vi sia già una presa in carico  della
  questione da parte dell'Assessorato regionale in indirizzo». (31)

                     (L'interrogante chiede lo svolgimento  con
                   urgenza)

                                                  AMATA

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per    le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   il  territorio  della  provincia di Ragusa è  il  più  carente  di
  infrastrutture viarie in tutta la Sicilia, non presentando  difatti
  alcuna  rete  autostradale che lo colleghi ad altri  centri,  quali
  Catania o Palermo;

   l'apertura  dell'aeroporto di Comiso ha rimarcato la necessità  di
  vie  di  comunicazioni adeguate al flusso di  persone  e  merci  in
  continua crescita;

   nel   1998  il  compartimento  per  la  viabilità  della   Sicilia
  dell'ANAS, sezione di Catania, ha elaborato un progetto preliminare
  per l'ampliamento del collegamento stradale tra Ragusa e Catania;

   l'opera  è  stata inserita sia nel programma delle  infrastrutture
  strategiche adottato dal CIPE con la delibera n. 121/2001,  emanata
  a  sua  volta  in attuazione della legge n. 443 del 2001,  sia  nel
  documento  infrastrutture prioritarie redatto dal  Ministero  delle
  infrastrutture e dei trasporti e pubblicato nel novembre 2006;

   l'opera,  lunga  68  chilometri, prevede  nel  progetto  originale
  l'ammodernamento  delle  vecchie  statali  194  e   514,   con   il
  raddoppiamento delle corsie;

   con  delibera  n.  79 del 29 marzo 2006, il CIPE ha  approvato  il
  progetto  preliminare e lo studio di impatto ambientale  dell'Anas,
  con  le  relative  prescrizioni  e raccomandazioni,  per  un  costo
  complessivo   di  1.268.600.000  euro  e  copertura   parziale   di
  149.200.000  euro, di cui un terzo circa a carico dell'Anas  e  due
  terzi a carico della regione siciliana;

   in  data  2  febbraio 2007, la Regione siciliana ha  ritenuto  più
  utile  destinare i finanziamenti disponibili all'iniziativa globale
  in  project financing anziché alla esecuzione di un primo  stralcio
  funzionale,  possibilità prevista dall'accordo di programma  quadro
  siglato  il  28  dicembre 2006 tra la regione, il  Ministero  delle
  infrastrutture  e  dei  trasporti e l'Anas,  ma  che  comporta  una
  tariffazione dell'intervento;

   nello  stesso anno l'Anas ha pubblicato l'avviso per la  selezione
  del  promotore per la progettazione, realizzazione e  gestione  del
  collegamento  stradale Ragusa-Catania e, scaduti i termini  per  la
  presentazione delle domande, su tre proposte ricevute ha dichiarato
  il  pubblico  interesse per quella presentata da Ati Silec  -  Egis
  Projects - Maltauro Consorzio Stabile - Tecnis;

   il   25  giugno  2009  il  progetto  preliminare  presentato   dal
  promotore ha ottenuto parere favorevole dalla Commissione  speciale
  VIA-VAS del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e
  del  mare  in  ordine  alla richiesta di compatibilità  ambientale.
  Anche  il  Ministero  dei  beni e delle attività  culturali  e  del
  turismo ha trasmesso il proprio parere favorevole;

   il 22 gennaio 2010 il CIPE ha approvato il progetto preliminare  e
  la  proposta del promotore, per un costo complessivo di  circa  815
  milioni di euro, di cui circa 448 milioni a carico dei privati.  Il
  22  luglio ha approvato lo schema di convenzione, con prescrizione,
  confermando i finanziamenti della regione e dello Stato;

   la  Struttura  di Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali,  in
  data 20 gennaio 2014, ha disposto l'aggiudicazione provvisoria e il
  successivo 24 aprile, a seguito dell'esito positivo delle verifiche
  del possesso dei requisiti di cui agli articoli 38 e 48 del decreto
  legislativo n. 163 del 2006, l'aggiudicazione definitiva;

   il  28  aprile  2014 scorso la citata Struttura  di  vigilanza  ha
  comunicato all'ATI l'avvenuta aggiudicazione a favore della stessa,
  chiedendo,  al  fine  della  sottoscrizione  della  convenzione  di
  concessione,  di  provvedere alla costituzione di  una  Società  di
  Progetto,  così  come previsto nel bando di gara e di  produrre  la
  cauzione definitiva, ai sensi dell'articolo 113 del citato  decreto
  legislativo n. 163 del 2006;

   il   29  maggio  2014  l'ATI  ha  comunicato  l'attivazione  delle
  attività  prodromiche alla firma della Convenzione, in  qualità  di
  Società   di  Progetto,  ed  in  considerazione  delle  tempistiche
  richieste per il completamento di tali attività, la possibilità  di
  procedere alla stipula della convenzione a far data dal 27 giugno;

   rilevato che:

   la  Conferenza di Servizi Istruttoria ha chiuso i propri lavori il
  10/07/2017,  ottenendo tutta la documentazione - in  particolare  i
  pareri di ottemperanza del Ministero dell'Ambiente - il 23/11/2017;

   superato questo passaggio non rimane che l'ultimo, cioè il  parere
  del  Comitato  interministeriale per  la  programmazione  economica
  (CIPE);

   nessun   passaggio   successivo   può   essere   espletato   senza
  l'approvazione  del  progetto definitivo e quindi  l'esecutivo  con
  l'apertura dei cantieri;

   il  passaggio  al CIPE per suggellare, con un ultimo e  definitivo
  parere,  l'inizio  dell'iter che nel giro di qualche  mese  avrebbe
  consentito l'avvio dei lavori si dava per certo già a fine dicembre
  2017,  poi  a gennaio 2018, e da ultimo a febbraio, senza  tuttavia
  alcun riscontro concreto;

   si  apprende  che di recente il Dipartimento per la programmazione
  e   il   coordinamento  della  politica  economica   (DIPE)   abbia
  manifestato ulteriori perplessità su alcuni punti ed in particolare
  sul  piano economico finanziario e sul mancato parere del Consiglio
  Superiore dei Lavori Pubblici;

   considerato che:

   il  piano  economico finanziario, che deve essere aggiornato  ogni
  mese   in  relazione  alle  condizioni  economico-finanziarie   dei
  mercati,   risulta  perfettamente  in  linea  con  quanto  previsto
  nell'atto  di  convenzione  che  è  stato  per  anni  precisato   e
  puntualmente  formalizzato  con due addendum  e  molti  chiarimenti
  anche  da parte dell'Avvocatura dello Stato, regolarmente acquisiti
  e incorporati;

   lo  stesso  concessionario  ha  sin  da  gennaio  2017  più  volte
  sollecitato i Ministeri competenti affinché richiedessero il parere
  del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;

   tali   ritardi   intralciano,  sin   da   subito,   le   procedure
  propedeutiche che erano già partite come, ad esempio, gli  espropri
  dei terreni asserviti;

   ogni ulteriore ritardo sulla procedura di approvazione rischia  di
  far  perdere parte del finanziamento pubblico di fonte  europea  in
  capo  alla  Regione Siciliana, finanziamento che già  nel  mese  di
  marzo 2018 sarà oggetto di revisione sulla reale disponibilità  per
  la   realizzazione/attuazione  dell'opera  da  parte  degli  uffici
  dell'Unione Europea;

   nonostante   siano  trascorsi  circa  quindici  anni   dal   primo
  stanziamento   per  la  costruzione  di  quest'importante   arteria
  extraurbana che dovrà collegare Catania e Ragusa, si attende ancora
  l'approvazione del progetto definitivo dell'opera;

   sono  evidenti le speranze di rilancio economico e sociale riposte
  nella   realizzazione   di  questo  tratto   di   autostrada,   che
  avvicinerebbe  in  termini  di  percorrenza  tre  province  e   due
  aeroporti,  rilancerebbe  delle realtà  produttive  importanti  nel
  mondo turistico e agroalimentare e ridurrebbe, cosa sicuramente più
  importante,  il  numero  di vittime che ha reso  famosa,  in  senso
  negativo, l'attuale arteria stradale;

   per  conoscere  quali iniziative intendano assumere,  coinvolgendo
  all'uopo  anche  il Ministro competente, al fine  di  sbloccare  le
  procedure   per  far  partire  finalmente  i  lavori   del   tratto
  autostradale  Ragusa  -  Catania ed evitare  qualsiasi  rischio  di
  perdita  del finanziamento pubblico di fonte europea in  capo  alla
  regione siciliana». (20)

                   CAMPO  - DI PAOLA - TRIZZINO - CANCELLERI  -
                PALMERI - SUNSERI - MANGIACAVALLO - ZAFARANA  -
                CAPPELLO  -  FOTI - PASQUA - ZITO -  CIANCIO  -
                SIRAGUSA
                  -  TANCREDI - SCHILLACI - DE LUCA A. - PAGANA
                - DI
                  CARO - MARANO

   Onorevoli  colleghi,  su  queste mozioni e  sugli  atti  ispettivi
  abbiamo  detto che la discussione sarà unica, ovviamente le mozioni
  saranno  votate singolarmente e ovviamente per quanto  riguarda  le
  interrogazioni e le interpellanze gli interventi saranno anche, chi
  lo   dovesse  ritenere,  singole.  C'è  qualche  altro   che   deve
  intervenire sull'altra mozione?

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La pregherei di intervenire  sia  sulla
  mozione n. 131, sull'interrogazione n. 31 e anche sugli altri  atti
  ispettivi.

   FALCONE,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la  mobilità.  Li
  trattiamo singolarmente?

   PRESIDENTE.  Assessore,  li deve trattare  singolarmente,  poi  la
  votazione  sulle mozioni ovviamente è singola, ed  i  colleghi  poi
  sulle  interpellanze e sulle interrogazioni comunicheranno all'Aula
  se si ritengono soddisfatti della sua risposta.
   Onorevole Caltalfamo, ha facoltà di parlare.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  io
  intervento sulla mozione n. 131 della quale sono primo firmatario.
   Assessore,   attraverso  questa  mozione  intendiamo   puntare   i
  riflettori sulle condizioni in cui versa uno specifico tratto della
  Messina  Palermo, specificatamente quel tratto di 6 chilometri  che
  congiunge  il  casello di Villafranca con lo  svincolo  di  Messina
  Boccetta, in entrambi i sensi di percorrenza.
   In  realtà, le criticità che interessano questa bretella non  sono
  dissimili dalle problematiche che attanagliano un po' tutta la rete
  autostradale siciliana.
   Mi  riferisco,  quindi,  a manto obsoleto, pendenze  anomale  che,
  spesso,  durante il maltempo provocano pozzanghere  e,  quindi,  il
  rischio  di  acqua  planning, illuminazione  decisamente  scadente,
  soprattutto  in entrata nelle gallerie, vegetazione  spontanea  che
  spesso invade le carreggiate, restringimenti e cantieri che,  ormai
  da  anni,  vanno ad incidere negativamente sulla normale fruibilità
  di questa bretella.
   Tuttavia, rispetto al resto della rete autostradale qui vi  è  una
  concentrazione  in  6 chilometri di tutte queste problematiche,  il
  che  ha  comportato  - e continua a comportare -  nel  corso  delle
  settimane   tantissimi   incidenti,  ahimè,   spesso   mortali   e,
  soprattutto,   nelle  ore  di  punta  e  nelle   stagioni   estive,
  frequentissime  e chilometriche code che mettono a  dura  prova  la
  pazienza ed i nervi degli utenti.
   Già  queste  motivazioni sarebbero sufficienti per richiedere  ciò
  che  poi è oggetto della mozione, ovvero l'impegno ad istituire  un
  tavolo  tecnico  per determinare modi e tempi per  ripristinare  la
  normale  fruibilità e, nelle more, la possibilità di sospendere  il
  pedaggio  per  gli  utenti  che entrano  a  Boccetta  ed  escono  a
  Villafranca  o viceversa, perché, in effetti, questo  euro  1,20  a
  fronte  di queste condizioni diventa davvero una beffa da sostenere
  per  gli utenti. Però, al di là di queste motivazioni vi è di  più.
  Infatti,  a  ben  vedere,  la dizione  casello  di  Villafranca   è
  impropria perché il casello ricade nel territorio di Messina, Ponte
  Gallo si chiama la località.
   In  questo  momento, quindi, abbiamo l'unico  caso  in  Italia  di
  tangenziale cittadina a pagamento.
   Tra  l'altro,  negli  anni  passati  tutti  gli  altri  tratti  di
  autostrada che congiungono casello a casello di Messina che erano a
  pagamento sono stati resi non a pagamento.
   Rimane a pagamento questa bretella, con grave discriminazione  per
  gli abitanti di Messina nord rispetto a quelli di Messina sud.
   Fra  l'altro, non sono soltanto io a sollevare il problema, ma  ci
  sono  oltre  dieci mila cittadini che hanno firmato una  petizione,
  organizzata  dal  consigliere  circoscrizionale  di  Messina  Mario
  Biancuzzo  - che ringrazio per avermi voluto coinvolgere  su  detta
  questione  -  petizione  che è stata inviata  sia  alla  Presidenza
  dell'Assemblea che alla Presidenza della Regione.
   Quindi,  vi  è  anche  la voce di oltre dieci mila  cittadini  che
  chiedono che venga data giustizia, in qualche modo, agli utenti che
  subiscono questi disservizi.
   Concludo  dicendo che due dei viadotti compresi in  questa  tratta
  sono  inseriti in quell'elenco di opere per le quali il Governo  ha
  stipulato convenzione con ANAS per un'attività di ricognizione,  al
  fine di verificarne lo stato.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli  colleghi,
  siamo  alla  ripresa  dei lavori che vedo un po'  lenta.  Ormai  ci
  avviamo quasi ad un anno di questa esperienza e speriamo che  possa
  arrivare un'accelerazione;  lo dice anche uno che è componente  dei
  banchi dell'opposizione ma che dal primo momento ha sempre ribadito
  l'attenzione verso la Sicilia.
   Io  mi  auguro, oggi in Commissione UE abbiamo avuto  un'audizione
  importante con l'Assessore Armao a proposito di un modello che oggi
  ancora  non  abbiamo, un modello di sviluppo per la  nostra  Isola.
  Avremo  modo  di parlarne, ne voglio riparlare di questa  idea,  di
  questa  necessità,  perché noi da membri  dell'opposizione,  io  da
  componente  non voglio assumere impegni per nessuno, ma prontissimi
  a  dare  aiuto  e  sostegno anche a questo  Governo,  però  abbiamo
  davvero bisogno di discutere su alcune cose concrete che riguardano
  lo sviluppo del territorio.
   Oggi  anche  nelle  interrogazioni e  in  questa  mozione  abbiamo
  toccato  due  aspetti importanti. Signor Presidente,  ringrazio  la
  presenza dell'Assessore Falcone che anche se da solo è comunque qui
  presente ad ascoltare tutti noi. E gli argomenti sono stati: uno le
  Isole minori e gli altri con le portualità, ma non solo il problema
  delle portualità e le infrastrutture, esempio l'autostrada, esempio
  la Siracusa-Gela.
   Ringrazio l'Assessore Falcone, non ho difficoltà a dirgli  che  in
  questo  periodo è stato attento ed è stato un interlocutore  in  un
  momento  che  non  era  addebitabile a lui.  Non  ho  difficoltà  a
  riconoscere le cose, lei lo sa, quando non le ho condivise gliel'ho
  detto,  Assessore, però oggi darle delle responsabilità  in  merito
  alla Siracusa-Gela non è obiettivo perché, purtroppo, la costruenda
  autostrada  ha avuto una serie di difficoltà all'impresa  e  dovute
  alle difficoltà economiche che ha avuto l'impresa.
   Perché  ho  detto la ringrazio? La ringrazio perché non c'è  stata
  volta  che,  sia  pubblicamente  ma  anche  telefonicamente,   l'ho
  disturbata più volte fino a qualche giorno fa e lei, Assessore, non
  solo  risponde al telefono, ma ha anche la capacità e la gentilezza
  di metterci a conoscenza di quelle che sono le questioni.
   Ovviamente,  la invito ad andare avanti così come sta facendo  per
  risolvere  questa questione perché io dico, noi abbiamo  fatto,  il
  precedente Governo regionale, il precedente Governo nazionale  l'ha
  portata  a  quel punto, mettiamoci in condizioni di  non  fermarci.
  Quindi, pieno sostengo e disponibilità. Lei incontrerà l'impresa ma
  la  scommessa non è solo quella, perché oggi far diventare punto di
  discussione  un  atto  dovuto,  secondo  me,  che  è   quello   del
  completamento  dei  lavori, politicamente non lo trovo  stimolante,
  per me è stimolante pensare al completamento di questa arteria, non
  è  possibile ancora nel 2020 pensare che la Sicilia non è collegata
  tutta  da una rete autostradale, quindi che ben venga e sicuramente
  lo  do  per  ordinaria amministrazione l'intervento di sblocco  dei
  lavori, del completamento, per me discutiamo di cose assodate, ma è
  necessario  il finanziamento degli altri lotti perché  ad  oggi  ci
  sono  anche i progetti definitivi ci sono i progetti esecutivi fino
  a  Gela  e  c'è  la progettazione in corso anche per gli  ulteriori
  cantieri.
   Se   noi   non  mettiamo  in  conto  oggi,  Assessore,   i   nuovi
  finanziamenti che la prossima legislatura, il prossimo Governo,  la
  prossima   generazione,  ma  cos'è  che  si  troverà?  Ci  possiamo
  accontentare solo che la Siracusa-Gela arrivi fino a Modica? Io no
  Io  pretendo  davvero che la Siracusa-Gela arrivi fino  a  Trapani;
  questa Sicilia deve essere tutta collegata. Il progetto di sviluppo
  della  Sicilia  parte  dalle infrastrutture,  parte  della  Ragusa-
  Catania  che  lei sta seguendo, la prego di aggiornarci  sempre  su
  tutto le cose che vengono fatte, parte della Siracusa-Gela che deve
  arrivare  fino a Trapani, parte dei porti che non esistono.  Non  è
  possibile che Linosa, non è possibile che Lipari, non è possibile e
  questo  ovviamente  non  è una colpa sua, Assessore,  o  di  questo
  Governo, è una colpa nostra, tutta, della classe politica di questi
  ultimi vent'anni che è stata incapace di sviluppare un progetto per
  la Sicilia.
   Approdi  che permettono, di singoli bracci di cinquanta metri,  di
  trenta metri, che permettono di poter far arrivare l'aliscafo  solo
  nel  mese estivo, solo nel mese estivo. E' possibile ancora pensare
  ad  un modello di sviluppo di questo tipo? E' possibile pensare  di
  lasciare  la  destagionalizzazione del turismo  ad  un  braccio  di
  trenta metri?
   Lei  prima giustamente diceva, dobbiamo garantire agli isolani  di
  poter  tornare  a  Linosa, di poter tornare  a  casa.  Ma  come  lo
  dobbiamo  destagionalizzare il turismo senza la  possibilità  e  la
  garanzia di chi si trova a Linosa, di chi si trova a Lipari, di chi
  si trova in qualsiasi isola, di poter prendere l'aliscafo e non per
  le  condizioni  del mare, rimanere nell'isola. Ci  può  essere  mai
  destagionalizzazione  quando  c'è  l'incertezza  anche   di   poter
  ritornare a casa?
   Sono scommesse, io lo dico, mi scusi il tono, ma sono stato chiaro
  anche  sulle responsabilità, lo dico perché su queste cose dobbiamo
  scommettere,  dobbiamo svilupparle e dobbiamo coinvolgere  anche  i
  privati.
   A Ragusa lo abbiamo dimostrato. Abbiamo fatto un porto turistico e
  lo  abbiamo fatto con il progetto di finanza. Dopo dieci anni -  il
  porto è stato fatto nel 2009 - quest'anno sono dieci anni, 2019, un
  porto  che  funziona nonostante le difficoltà  che  ci  sono  state
  dovute  all'impresa,  ma  oggi è una  realtà.  Se  noi  abbiamo  un
  progetto e un progetto di sviluppo che vede le portualità in  tutte
  le  isole,  noi  davvero  possiamo offrire questo  grande  mercato,
  questa grande potenzialità.
   Ma  è possibile - e concludo - che anche la stessa Malta ormai  ci
  abbia  superato? Il modello economico di Malta è superiore,  esiste
  un modello economico e di sviluppo a Malta che è superiore a quello
  della Sicilia. Non esiste un disoccupato. E così vale per Palma  di
  Maiorca, per Ibiza, tutte le Baleari, la Spagna.
   L'invito,  Assessore, è continuare a fare questo  lavoro  che  sta
  facendo,  ma  dobbiamo cercare di svilupparlo un  progetto  per  la
  Sicilia, che non può non passare dalle infrastrutture e che secondo
  me  deve  anche  passare dal coinvolgimento dei  privati.  Noi,  se
  mettiamo in condizione i privati di intervenire e di realizzare  le
  infrastrutture nelle isole per creare posti barca, non  solo  diamo
  la  possibilità  agli  aliscafi di poter  arrivare,  ma  daremo  la
  possibilità davvero di offrire un modello di sviluppo che tocca  le
  isole, ma che tocca anche la Sicilia.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  chiaramente  queste  mozioni  rappresentano  un  input
  importante per il Governo, per un dibattito politico-istituzionale,
  ma  di  strategia  e  di pianificazione dell'Isola  che  guarda  ai
  prossimi decenni.
   Non è chiaramente quello che si sta svolgendo stasera un dibattito
  di  poco conto o di chiacchiericcio, magari come era prima abituata
  l'Aula o come lo è stata in alcuni frammenti del recente passato.
   Le mozioni su cui trattiamo, però, vanno diversificate.
   Andiamo  alla  prima  mozione, alla mozione n.  81,  che  vede  la
  collega  Campo e poi il collega Cancelleri e così via,  Cappello  e
  altri   firmatari,  primi  firmatari,  e  riguarda  appunto   della
  realizzazione della tratta autostradale Rosolini-Modica che, se  la
  dobbiamo  declinare  appunto, è il sesto, settimo  e  ottavo  lotto
  della  più  ampia autostrada Siracusa-Gela. Quella  autostrada  che
  avrebbe   dovuto  collegare  e  avrebbe  dovuto  rappresentare   la
  continuazione  di  una  perimetrale: cioè  da  Messina  arrivare  a
  Catania,   da   Catania  arrivare  con  una  strada   statale   con
  caratteristiche  autostradali che è la  Catania-Siracusa,  per  poi
  proseguire  a  Cassibile e, quindi, ancora via  via  Rosolini,  poi
  Ispica,  poi  Modica  e  poi  arrivare nella  parte  sud-est  della
  Sicilia,   sino   a   toccare   Gela.   Questa   era   l'idea    di
  infrastrutturazione che io dico utile, strategica alla Sicilia.
   Purtroppo,  i  recenti avvenimenti hanno reso  quella  che  doveva
  essere  una  grande idea, una grande ferita del territorio  sud-est
  della Sicilia, una grande ferita, lo vorrei dire, non soltanto  per
  il  lotto  6-7-8  ma anche per il 3-4-5. Io non so  quanti  di  voi
  abbiano  attraversato  o  percorrano  la  Siracusa,  la  Cassibile-
  Rosolini e si rendono conto - l'architetto Zito, il collega Zito lo
  potrà segnalare - che là venne fatto il binter, venne collocato  il
  cosiddetto  misto , se vogliamo, bituminoso, quello né più  poroso,
  ma   non   venne  completata  questa  parte  di  arteria   con   la
  pavimentazione,  con  il  tappetino,  con  il  sovrastato,  con  la
  sovrastruttura finale. Anche là un'opera incompleta e incompiuta su
  cui torneremo ora a dire qualcosa.
   I  lotti,  invece, 6-7-8, un'opera importante, imponente,  da  284
  milioni di euro, un'opera che doveva essere completata già due anni
  fa,  un'opera  che venne aggiudicata con un contratto  aperto  alla
  ATI,  all'associazione  temporanea di impresa,  COSIGE,  che  è  la
  sinergia tra Cosedil, ditta mandante, e Condotte, ditta mandataria:
  la seconda ha il 70 per cento e la prima ha il 30 per cento.
   Io non vi vorrei fare tutta la storia ma vorrei dirvi soltanto che
  questo  lavoro  quando noi ci siamo insediati,  quando  il  Governo
  Musumeci si è insediato, ha trovato quest'opera bloccata dal luglio
  del  2017,  immediatamente  viene posta  all'attenzione  del  nuovo
  Governo  regionale - l'onorevole Dipasquale fu uno  di  quelli  che
  sollecitò   l'attenzione   su  questa  opera   -   ebbene   abbiamo
  immediatamente  messo vicino tutti gli attori, ci fu  una  riunione
  preliminare ed il 30 dicembre del 2017 riuscimmo a portare, eravamo
  proprio  sotto  le  vacanze natalizie e di  fine  anno,  tutti  gli
  attori:  i  titolari della Condotte, i titolari  della  Cosedil,  i
  responsabili  del  Cas,  i responsabili dell'assessorato  regionale
  delle infrastrutture e della mobilità.
   Sembrava  che  avessimo  raggiunto l'accordo,  come  ha  detto  la
  collega  Campo  l'accordo consisteva, dinanzi ad una sofferenza  di
  circa   30   milioni  di  euro  delle  aziende  subappaltatrici   e
  fornitrici. Vorrei ricordare che questo lavoro si è sviluppato  per
  circa 150 milioni di euro, 140 milioni circa, ne mancano ancora  da
  realizzare circa 120 milioni, questo lavoro è stato realizzato  per
  la  maggior  parte  dei casi e per la maggior parte  dello  stesso,
  dalle  ditte  locali,  dalle ditte ragusane  e  siracusane.  Questo
  lavoro  è stato realizzato, quindi, con il sangue e col sudore,  se
  vogliamo, dei siciliani, non di Condotte che viene da Roma.
   E  questo lavoro eravamo riusciti, diciamo così, avevamo raggiunto
  un  accordo che prevedeva appunto 22 milioni di euro, 10 milioni li
  avremmo  dati immediatamente e 12 per i successivi 12 SAL, cioè  ad
  ogni stato di avanzamento davamo un milione di euro, proprio perché
  volevamo dimostrare una disponibilità dell'amministrazione, del CAS
  con  una  attività  -  io mi permetterei di dire  -  di  tutoraggio
  vicariante  del  Governo  regionale, e in  un  ente  che  purtroppo
  normale non era, quale il Consorzio Autostrade Siciliane.
   Bene, purtroppo l'accordo si doveva declinare già il 7 gennaio del
  2018.  Quell'accordo, purtroppo, slittava a causa di una sofferenza
  di Condotte. Quell'accordo slittava di un mese, di un mese e mezzo,
  di  due  mesi,  sino  al  punto che Condotte andava  in  concordato
  preventivo. E' vero che ho fatto un sopralluogo.
   Onorevole  Campo, in quel sopralluogo eravamo insieme,  nel  primo
  sopralluogo.  Eravamo  insieme  con  l'onorevole  Assenza,  eravamo
  insieme,  anzi non era presente, non invitai l'onorevole Dipasquale
  -  se dobbiamo dirla tutta. Era presente l'onorevole Gennuso, avevo
  anche  invitato  l'onorevole  Cafeo. Voglio  dire,  in  quel  primo
  incontro   noi  parlammo  alle  imprese  e  raccontammo   l'accordo
  concluso.  Quell'accordo che non riusciva ad attuarsi a  causa  del
  concordato  preventivo in cui entrava la ditta Condotte.  Anche  la
  trattative  estenuanti, trattative estenuanti con il presidente  di
  Cosige, il consorzio, con l'amministratore delegato di Condotte.  E
  quando  poi  stavamo riuscendo a raggiungere, a  siglare  l'accordo
  cosa succedeva? I fatti di cronaca giudiziaria.
   Non è colpa nostra, non attiene al Governo del Presidente Musumeci
  se  purtroppo degli strascichi precedenti portavano alla ribalta il
  Consorzio Autostrade Siciliane ed alcune imprese e l'amministratore
  delegato   di   Condotte,  purtroppo,  sottoposto   ai   riflettori
  intensissimi  del  tribunale  della  Magistratura  inquirente  che,
  purtroppo, dava seguito a delle conseguenze. Si bloccava nuovamente
  tutto, si bloccava. E per quindici giorni siamo rimasti come coloro
  che sono sospesi, nel dubbio amletico se rescindere il contratto  o
  se tentare di continuare.
   Tentare  di  continuare avrebbe comportato  una  strada  impervia,
  difficile,   di   trattative  estenuanti,  così  come   ci   stiamo
  sottoponendo.  Rescindere il contratto, invece, avrebbe  comportato
  che   avremo   dovuto  fare  una  costatazione  dei   luoghi,   una
  costatazione  dei  lavori, avremo dovuto  chiedere  all'impresa  di
  lasciare,  appunto, gli immobili, la quantificazione. Ritornare  ad
  una  progettazione,  ritornare in gara, ritornare  ad  un  appalto,
  reperire  i fondi maggiori, maggiori fondi, perché il progetto  era
  dimensionato su un prezziario del 2010 e, quindi, ritrovare  anche,
  reperire  risorse  e  poi, quando avrebbero  voluto  i  fatti,  gli
  adempimenti,   poi   procedere   a   riprendere   i   lavori   dopo
  l'approvazione,  l'esperimento  della  gara,  l'aggiudicazione,  la
  consegna dei lavori, la contrattualizzazione della nuova impresa.
   Rispetto  a  questo, ad un certo punto abbiamo messo in  mora,  ed
  abbiamo delle note chiare che mettevano in mora. Ad un certo  punto
  cambiava il direttore generale del CAS, cambiavano i direttori  dei
  lavori. Davamo un nuovo incarico e incaricavamo il Genio Civile  di
  Ragusa  e  di Siracusa che prendeva in carico l'intera opera;  agli
  stessi  direttori, nuovi direttore dei lavori, chiedevamo di  poter
  constatare  la  quantificazione delle opere fatte, di  prendere  in
  carico le stesse opere e di procedere con la risoluzione.
   Ed  in  tal senso, si è mosso il Genio Civile di Ragusa assieme  a
  Siracusa.   Ad  un  certo  punto  una  mia  ulteriore  visita,   un
  sopralluogo, un blitz fatto da solo, un sabato, mentre  andavo  per
  motivi diversi con la mia famiglia a Ispica e, vi devo dire, facevo
  un  post,   tanto  ho  dieci  giorni di tempo,  vedendo  la  ferita
  gravissima che pativa il territorio di Ragusa ma anche di Siracusa.
  A quel punto, facevo un post, con il quale mettevamo all'angolo,  -
  avevamo  già tutto pronto -  e dicevamo  se entro il 10  luglio  la
  ditta non riprenderà i lavori che sia Cosige, che sia Condotte, che
  sia Cosedil non riprende i lavori, ci sarà recessione contrattuale,
  non possiamo più aspettare .
   Sono  passati sette mesi e rispetto al blocco dei lavori è passato
  un anno.
   Arriva  la  nota del 4 luglio 2018, con la quale la ditta  Cosedil
  prende in carico i lavori ancorché per il suo 30 per cento, dicendo
   io  riprendo i lavori, ho le condizioni tecniche per poterlo fare,
  intanto  inizio, riprendo i lavori . E non è vero che i lavori  non
  sono  ripresi, ad oggi la ditta Cosedil ha realizzato  più  di  tre
  milioni  di  lavori. Procedendo con un rischio  e  problemi  grandi
  quanto  una casa, perché io riprendo i lavori senza che il  Cas  mi
  avesse autorizzato e mi avesse dato il nulla osta.
   La  ditta  Cosedil riprese i lavori - ancora eravamo in concordato
  preventivo  - senza che il giudice delegato avesse autorizzato  una
  famosa  scrittura privata con la quale Condotte cedeva questo  ramo
  di azienda a Cosedil perché quest'ultima potesse prendere in carico
  l'intera opera per il completamento della stessa.
   Successivamente  cosa è accaduto? È accaduto  che  i  lavori  sono
  ripresi, è accaduto che la ditta, ad oggi, ha speso oltre 4 milioni
  e  mezzo  di  euro. Tre milioni di produzione, oltre un  milione  e
  mezzo   lavori  che  sono  stati  necessari  per  rifunzionalizzare
  l'intera  struttura,  per rifunzionalizzare l'intero  cantiere.  Là
  lavorano ben 60 persone. Lavorano oltre 25 mezzi, ruspe, camion,  -
  non  sono  modellini che vengono posti come soprammobile  -  ma  si
  trovano  in quei luoghi. E se noi, domani mattina, ci presentassimo
  là vedremmo che stanno lavorando.
   Ad un certo punto cosa succede? Succede che non vengono ammessi al
  concordato  preventivo  e  si  passa,  invece,  all'amministrazione
  straordinaria  della  legge  Marzano,  per  cui  viene   sottoposta
  all'amministrazione.  Per un mese la ditta  Condotte  rimane  senza
  amministratore.   Tanto  è  che  avevo  chiesto   appuntamento   al
  professore  Consoli,  il nuovo Capo di Gabinetto  del  Ministro  Di
  Maio,  per  chiedere l'accelerazione della nomina  dei  Commissari.
  Finalmente  vengono nominati. I Commissari sono tre: il  professore
  Bruno,  il  dottor  Ugetti e c'è un altro Commissario  di  cui  non
  ricordo  il cognome, ma con gli stessi abbiamo iniziato una serrata
  trattativa.  Dove  siamo  arrivati?  Perché  lo  si  sappia.  Siamo
  arrivati  che  mercoledì  scorso siamo stati  ad  un  incontro  con
  Cosedil a cui avrebbero dovuto partecipare i Commissari di Condotte
  e  non  hanno  partecipato perché impegnati  negli  Emirati  Arabi,
  domani  alle  15.00 abbiamo, nella sede della Regione Siciliana  di
  Roma, un altro incontro. Loro sono disponibili a cedere la commessa
  alla  ditta  Cosedil e consentire che la stessa  possa  continuare.
  Hanno  delle esigenze burocratiche ed anche contabili da verificare
  e che stanno verificando.

               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   Cioè  loro  vorrebbero che quell'accordo dei ventidue  milioni  di
  euro  sia rispettato in maniera tale che una parte di questi  soldi
  vadano  a  Cosedil ed a Cosige per pagare i creditori ed una  parte
  vada  a  Condotte  perché vorrebbe metterli sulla massa  attiva  da
  riportare in campo nazionale nell'amministrazione straordinaria.
   Ci  sarebbe un accordo sul tavolo ma io voglio fare per un  attimo
  un passo indietro, onorevole Campo, lo voglio dire ai colleghi. Non
  è  vero  che noi abbiamo lasciato indietro i fornitori,  vi  vorrei
  ricordare che quell'accordo del 30 dicembre l'amministrazione ed il
  Governo  regionale  hanno tentato di farlo  rispettare  quasi  alla
  lettera.  Noi abbiamo proceduto nelle more - in questi  mesi  -  ad
  avere  un  elenco di fornitori, di subappaltatori, di creditori,  e
  abbiamo  pagato  sul dodicesimo SAL non abbiamo  pagato  a  Cosige,
  quindi  all'azienda  che gestisce l'opera o l'appalto,  ma  abbiamo
  pagato  in  sostituzione alle stesse aziende ed abbiamo  dato  alle
  stesse circa sei milioni e mezzo di euro. Abbiamo pagato tutto? No
  Ma sui primi dieci milioni, il 60% lo abbiamo dato a loro.
   Leggo  nella  mozione  che non avremmo pagato  i  lavoratori.  No,
  onorevole  Campo, le devo dire che abbiamo pagato  sino  a  giugno:
  cinquantasei unità di Cosige, anche quando le stesse unità non sono
  state  impegnate in maniera attiva nel cantiere. Li abbiamo  pagati
  per  fare vigilanza, per evitare che ci fossero furti, per  evitare
  che ci fossero sottrazioni nelle attrezzature di quel che resta del
  cantiere.
   E' vero, ma dove siamo arrivati adesso? Siamo arrivati ad un punto
  che domani sarà quasi uno snodo - nostro malgrado - vi devo dire, e
  mercoledì scorso è intervenuto anche il Presidente Musumeci, ad una
  riunione  con l'Anas, ad un certo punto ha lasciato la riunione  ed
  ha  voluto  incontrare  i rappresentanti di  Cosedil  per  chiedere
  impegni concreti.
   Ebbene,   domani  sera  mettiamo  su  carta  nero  su  bianco   un
  cronoprogramma che dica chi continuerà i lavori ed in quanto  tempo
  faremo  questi  lavori  e  la prima tratta  soprattutto  che  è  la
  Rosolini-Ispica che vale settantaquattro milioni e residuano lavori
  per  quarantotto  milioni  di euro che a noi  servono  per  poterli
  certificare a Bruxelles, per le quali risorse noi abbiamo fatto  un
  atto  di  indirizzo tre mesi fa e abbiamo chiesto  a  Bruxelles  di
  rimetterli nella programmazione, nel cosiddetto  cavallo  e su  cui
  ancora  -  devo  dirvi,  caro collega - che  andremo  a  Bruxelles,
  abbiamo  già chiesto un incontro a Bruxelles per tentare di salvare
  queste risorse.
   Non  è  una responsabilità del Governo regionale se c'è  stato  un
  concordato  che  è  equivalso ad un fallimento, se  ci  sono  stati
  problemi  giudiziari,  se c'è stato anche  un  retaggio  pesante  e
  negativo che questo Governo si è dovuto trascinare.
   La  Siracusa-Gela, Lotto 6-7-8 rappresenta una delle quattro opere
  in  questo  momento incompiute dei grandi lavori  che  ci  sono  in
  Sicilia.
   Sono  reduce  di  due  visite oggi: una a Caltanissetta-Empedocle-
  Agrigento  dove  i  lavori dovevano essere  completati  già  il  30
  ottobre del 2017 ed invece ancora la CMC ha delle grosse difficoltà
  per   le   quali   noi   oggi  l'abbiamo  chiamata   alle   proprie
  responsabilità.
   La Agrigento-Palermo il cui cantiere era praticamente bloccato nel
  giugno scorso e finalmente quel lavoro è stato rianimato. Se andate
  là  verificate,  e sono gli impegni che ho preso in Commissione  IV
  qualche giorno addietro, se andate là vedete che sono al lavoro 185
  dipendenti  e  sono  decine  e decine  di  mezzi  che  oggi  stanno
  lavorando.
   Ritorniamo  al nostro grande cantiere, 284 milioni,  ne  residuano
  120:  24  mesi abbiamo detto addirittura 18, un'azienda che  si  fa
  rispettare deve produrre 10 milioni di euro al mese, un'azienda che
  ha  la  dignità  di  essere  chiamata azienda  delle  grandi  opere
  pubbliche,  come  questa, deve produrre dagli 8 ai  12  milioni  al
  mese, 120 milioni di euro si dovrebbero realizzare in 12 mesi,  non
  in  18 o in 24 mesi, noi però abbiamo detto ok,  5 milioni di  euro
  al mese per potere arrivare a 24 mesi, e per poter concludere entro
  il  luglio  del  2020 questa opera che avrebbe  già  dovuto  essere
  completa  già  mesi fa, forse 1 anno e mezzo fa,  quasi,  e  invece
  ancora siamo a trattare.
   E  allora  io vorrei dire che questa opera, è chiaro se  voi  oggi
  stasera  chiedeste come finirà, non ve lo riesco  a  dire,  la  mia
  speranza,   e  stiamo  lavorando perché  l'opera  venga  portata  a
  completamento  e venga finalmente evitata questa grande  drammatica
  ferita  del  territorio,  abbiamo incontrato  i  vari  sindaci,  il
  sindaco di Ispica, il sindaco di Noto, i sindaci dell'intera fascia
  ragusana  e  siracusana, perché anche là devono essere indennizzati
  quei  territori,  ci sono delle opere di compensazione  che  devono
  essere  fatte e anche là se l'opera riparte ne beneficerà  l'intero
  territorio  e quell'opera può ripartire soltanto ad una condizione,
  se  ci  saranno  le  ditte locali a credere in  questa  opera  e  a
  prendersi sulle spalle questo fardello.
     Vorrei  ricordare ai colleghi di questa Aula che oggi il sistema
  dei lavori pubblici e delle grandi aziende in Italia sta crollando,
  è  crollata Condotte e sta crollando Astaldi; rischia di  crollare,
  l'ho  detto  anche al Direttore generale della CMC, abbiamo  grosse
  preoccupazioni,  e  gliel'ho anche rappresentato  qualche  ora  fa,
  bene,  in Sicilia noi non abbiamo un'azienda che riesce a fatturare
  100  milioni di euro l'anno, l'azienda più importante fattura  meno
  di 60 milioni di euro l'anno.
     Quindi non abbiamo un tessuto imprenditoriale talmente forte  da
  poter  sostenere queste opere, allora, bisogna fare squadra, queste
  piccole  aziende  del ragusano del siracusano e  perché  no,  anche
  qualcuna anche di qualche altra provincia può intervenire, solo  se
  intervengono  loro si potrà fare quest'opera, diversamente  non  si
  può  realizzare e allora io spero che questa mozione che dà  grandi
  spunti  e  per la quale io ringrazio i colleghi che l'hanno  voluta
  presentare  perché  hanno acceso un focus  importante  su  uno  dei
  segmenti  strategici che sono le infrastrutture di aree in Sicilia,
  hanno   voluto   giustamente  porre  l'accento  su  questo   grande
  drammatico tema che oggi affligge la Sicilia.
     Io  spero  che ci rivediamo fra 15 giorni per potervi  dare  una
  risposta affermativa e per poterci presentare là, insieme,   non  i
  maniche di camicia, certo se siamo a luglio o se siamo nei primi di
  agosto  è difficile arrivare là in giacca e in cravatta è anche  un
  abbigliamento più casual come dire non deve ritenersi offensivo.
   Questa  è  la  condizione, oggi, del lotto 6-7-8  per  completezza
  vorrei  dire che per quanto riguarda il lotto 3-4-5 dove ad esempio
  vi  è una parzializzazione della carreggiata, sapete perché? Perché
  la   vegetazione  è  talmente  prorompente  che  si  riversa  sulla
  carreggiata  sino  al  punto  di dover  interdire  al  traffico  la
  carreggiata di sorpasso, e c'è soltanto una carreggiata.
   E  quando  finalmente abbiamo aggiudicato la gara  e  io  mi  sono
  permesso  di  chiamare  la  ditta che si era  aggiudicata  la  gara
  dicendogli:   signor Torrisi, la prego, di iniziare al più  presto,
  tanto sono dei piccoli lavori di manutenzione , mi ha fermato e  mi
  ha  detto   si fermi, questi non sono dei normali lavori, questa  è
  una  manutenzione super straordinaria, lo sa perché? Perché  questa
  siepe andrebbe manotenuta ogni anno, non viene manotenuta da sette,
  otto  anni.  Là non c'è più una siepe, ci sono tronchi d'albero  al
  posto della vegetazione .
   E  proprio  in  questi giorni, se i colleghi del siracusano  vanno
  verso  Cassibile, vanno verso Rosolini, verso Avola, verso Noto  si
  rendono conto che si è proceduto al decespugliamento dei laterali e
  si  sta  procedendo sulla parte centrale, sull'asse centrale  dello
  spartitraffico.
   Potrei continuare, ma vi tedierei. E allora chiudiamo la questione
  Cas.
   Signor  Presidente,  se continuiamo, invece in  cinque  minuti  la
  Catania-Ragusa.
   Il  collega  Dipasquale  ha voluto porre anche  qua  l'accento  ad
  un'opera che è diventata anche qua il miraggio. Un'opera che  nasce
  in  un  modo, un'opera che doveva essere finanziata a totale carico
  del  Pubblico, un'opera che invece diventa un Progetto di  Finanza,
  un'opera  per  la quale viene avviata la gara nel 2006/2007,  viene
  aggiudicata  nel 2008, un progetto che parte da 1  miliardo  e  268
  milioni  di  euro, diventa 815 milioni, un progetto  che  ha  visto
  l'intervento della Regione per 366 milioni di euro che  la  Regione
  ha  messo là e ha riconfermato l'anno scorso, cioè 6 mesi  fa  alla
  fine  del  2017,  quando  andammo al CIPE  per  l'approvazione  del
  progetto sull'apposizione dei vincoli espropriativi.
   Ebbene,  dove  siamo arrivati a questo punto? Siamo  arrivati  che
  quel  progetto  che  sembrava da qui al quel momento  pronto,  quel
  progetto  invece è dovuto andare al Consiglio superiore dei  lavori
  pubblici,  ed  ha  ottenuto  il parere favorevole  da  parte  della
  Regione e da parte dei sindaci e da parte anche dell'intero plenum:
  110 tecnici che valutano i progetti.
   Dopodiché  il  progetto  doveva andare  al  CIPE,  immediatamente.
  Purtroppo,  anziché mandarlo al CIPE è stato rispedito al  MIT,  al
  Ministero  per  le  infrastrutture e i trasporti.  Il  MIT  anziché
  mandarlo al CIPE ha ritenuto invece necessario fare una valutazione
  interna   sulla  sostenibilità  non  soltanto  tecnica   ma   anche
  finanziaria,  da  un lato l'ha trasmesso al MEF, al  Ministero  per
  l'economia  e  la finanza, dall'altro lato l'ha trattenuto  per  le
  ulteriori verificazioni tecniche.
   A  un certo punto questo progetto è stato preso e mandato al NARS.
  Cos'è il NARS? Il NARS è un organo di consulenza tecnica del CIPE.
   Dopo  che  lo stesso progetto sarà vagliato dal NARS, se  avrà  il
  parere  favorevole  ritornerà  al MIT  e  il  MIT  lo  dovrà,  dopo
  un'ulteriore  vaglio,  rimandare al CIPE  per  l'approvazione.  Una
  volta  approvato dal CIPE, vorrei dire che da quando c'è  il  nuovo
  Governo non si è riunito nemmeno una volta, considerate che ci sono
  oltre 125 progetti che aspettano di andare al CIPE.
   Lo  stesso  concessionario, con cui mi sono incontrato, mi  aveva,
  secondo lui, rappresentato che da lì a breve potevo andare al  Cipe
  già ad aprile scorso: è passato aprile, è passato maggio, è passato
  luglio,  è  passato agosto, è trascorso anche settembre e  non  c'è
  ancora una convocazione del comitato

   DIPASQUALE. Da chi dipende?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Dipende
  dal  Ministero,  dal  MIT  e  dal MEF, i  due  ministeri,  ministro
  Toninelli da un lato e il ministro Tria dall'altro lato.
   A  questo  punto cosa succede? Dobbiamo aspettare che il  progetto
  sia approvato dal NARS, ho parlato con il coordinatore del NARS, mi
  ha  detto  che avrà almeno un mese di tempo e lo rimanderà  al  Mit
  perché poi sarà il Mit a decidere se approvarlo senza aspettare  il
  Cipe  o  rimandarlo  al  Cipe e a dover fare  quindi  un  ulteriore
  trafila.
   Ma attenzione, signori colleghi, c'è un altro problema nel momento
  in  cui  il  progetto verrà approvato dal Cipe, il  progetto  è  un
  progetto definitivo che nel frattempo che non è più di 815  milioni
  ma  è  diventato  di  716  milioni e  quel  progetto  dovrà  essere
  trasformato  in  progetto  esecutivo,  una  volta  trasformato   in
  progetto esecutivo, per cui si prenderanno da due mesi a sei  mesi,
  quel  progetto  potranno poi allora chiedere  l'autorizzazione  per
  iniziare i lavori.
   Vorrei però dirvi, e concludo, che il Governo regionale in sede di
  discussione del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha  chiesto
  e  ha ottenuto l'abbattimento del 25% dei pedaggi, è giusto che noi
  diciamo  le  cose,  il pedaggio per le autovetture  equivaleva   -e
  l'onorevole Cafeo con cui ci siamo confrontati più volte  sul  tema
  ne  è  a conoscenza -  per le autovetture era pari a 0,14 centesimi
  per  i mezzi pesanti a 0,27 centesimi, significa che un'autovettura
  avrebbe  dovuto  pagare per andare a Ragusa circa  15  euro  e  per
  ritornare  altre 15 euro, un camion, un tir, un mezzo  pesante  per
  andare  a Ragusa da Catania avrebbe dovuto pagare oltre 30  euro  e
  per ritornare altrettanto, allora è chiaro che abbiamo ottenuto  il
  25%,  siamo  intorno agli 11 euro, vi devo dire per  tratta,  siamo
  intorno  ai 12 centesimi, non è bassissimo considerate che trattasi
  non  di  una autostrada ma di tratta di una superstrada con quattro
  corsie, con due corsie di marcia in cui la velocità massima sarà di
  110  Km/h e non di 130 km/h, noi però siamo fiduciosi, noi  diciamo
  che    il   progetto  anche  se  ha  delle  criticità,  soprattutto
  finanziarie,  va  approvato, approviamolo, poi ci confrontiamo  sul
  pedaggio, poi ci confrontiamo e capiremo se il concessionario ha la
  sostenibilità finanziaria di poterlo realizzare, noi speriamo di sì
  ma  abbiamo  anche  delle  alternative  perché  dobbiamo  dare  una
  sicurezza a una strada, a questo asse stradale Ragusa - Catania che
  è  diventato  ormai da troppo tempo teatro di incidenti  con  esiti
  mortali.
   E  allora  in  questo  senso anche su  questo  vi  devo  dire  che
  settimana  prossima  avremo  un incontro  appunto  con  il  Mit  ma
  soprattutto  con  il coordinatore del NARS, con il  dott.  Gabriele
  Pasquini, non ricordavo prima il cognome, il quale aveva  preso  un
  impegno  -   venti  giorni fa - che nel giro  di  un  mese  avrebbe
  licenziato il progetto per capire lo stato dell'arte.
   Su  questa  vicenda  tra  l'altro è intervenuto  personalmente  il
  Presidente  Musumeci, ne ha parlato, a Roma, cercando di accelerare
  l'intero iter.
   Approviamo  il  progetto,  se dobbiamo  fare  delle  modifiche  le
  facciamo tra il definitivo e l'esecutivo.
   In  merito, invece, alla terza mozione, su cui sono intervenuti il
  collega Catalfamo, i colleghi Amata, Galvagno, Genovese, in  merito
  alla vicenda del Cas potremmo aprire un altro capitolo, un capitolo
  tetro,  potremmo dire, un capitolo non in chiaro-scuro ma  soltanto
  scuro, che non ha nulla di chiaro.
   Qua  abbiamo un'autostrada, la A18 e la A20, che parte da Messina,
  diramazione  Catania,  77 chilometri, e  da  Messina  si  arriva  a
  Villafranca Tirrena - che si chiama Villafranca ma la denominazione
  non  è  corretta  perché,  ha detto bene il  collega  Catalfamo,  è
  territorio   messinese,   si   dovrebbe   chiamare   Messina   come
  denominazione. Ed in questo tratto, che è un tratto che può  essere
  considerato tangenziale, come la tangenziale di Catania che, da  S.
  Gregorio,  inizia dall'ingresso per la Catania-Siracusa  o  per  la
  Catania-Ragusa.
   Anche  qua  c'è  una  tangenziale su cui, vi  devo  dire,  che  la
  settimana  scorsa  il Presidente Musumeci mi ha  preannunciato  una
  nota che manderà al Comitato direttivo del Cas per chiedere, non la
  sospensione, ma l'annullamento del pedaggio, perché, anche se è  di
  pochi  centesimi, 1,20 euro - anche se il pedaggio vale in  Sicilia
  0,046  centesimi rispetto al resto d'Italia dove è da 0,07  a  0,12
  centesimi,  questo è il range - anche quell'euro non è  giusto  che
  venga pagato.
   Ma  il Cas non può, sponte propria, procedere all'annullamento  di
  questo pedaggio.
   Ciò  nonostante,  siccome  la  competenza  spetta  alla  Direzione
  nazionale delle concessioni autostradali, la richiesta che arriverà
  da  parte  del Presidente Musumeci sarà fatta propria dal  Comitato
  direttivo che la trasmetterà al Mit, Direzione generale concessioni
  autostradali  e,  se  quest'ultimo darà il  nulla  osta,  l'ok,  il
  Comitato sarà ben lieto di eliminare, annullare questo pedaggio.
   Vi  vorrei ricordare che le due autostrade sono percorse da  circa
  cinquanta  milioni di viaggiatori ogni anno, il  60  per  cento  lo
  produce la S. Gregorio-Messina-Tre Mestieri, il resto lo produce un
  nastro  autostradale che è il doppio del primo e,  addirittura,  da
  dopo  Patti  - non dico che è in perdita ma,  - è una  battuta  che
  faccio  -  non  è  sostenibile  l'utilizzo  degli  stessi  svincoli
  autostradali a pagamento, però, siccome non è il CAS  ad  avere  la
  facoltà  di  decisione sui canoni ed è sempre il Mit, questa  è  la
  concessione e a questa dobbiamo attenerci.
   Per  cui  su  questo  -  cari colleghi Catalfamo  ed  Amata  -  si
  procederà  in tal senso aspettando le determinazioni del  Ministero
  delle infrastrutture e dei trasporti.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  mi  sembra  che  siano   stati
  abbastanza importanti gli argomenti trattati. Assessore Falcone, mi
  permetto  di aggiungere, visto che non ho potuto intervenire  dallo
  scranno, di attenzionare i lavori sulla Palermo-Catania, visto  che
  Anas  sta  spendendo  i  famosi 830 milioni  di  euro  per  fare  i
  tappetini  autostradali, ma non sta sostituendo in  larga  parte  i
  guardrail  che, invece, sono assolutamente fuori norma, il  che  fa
  già  pensare  che  stiano facendo il pavimento e,  poi,  si  stiano
  dimenticando  di  fare  i  lavori, quando  li  dovranno  poi  farli
  rovineranno  chiaramente  il tappetino  autostradale  che,  invece,
  stanno facendo adesso. Mi sembra un modo un po' abbastanza bizzarro
  di agire su opere pubbliche spendendo, ovviamente, denaro pubblico.
   Pongo  in  votazione  la mozione n. 81  Realizzazione  delle  rete
  autostradale Rosolini-Modica , a firma Campo ed altri.
   Il parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Comunico che alla mozione n. 131  Iniziative concernenti i  lavori
  permanenti del tratto autostradale Messina-Villafranca Tirrena ,  a
  firma  degli  onorevoli Catalfamo ed altri, è stato  presentato  un
  emendamento  che  recita: alla fine, dopo le parole   del  pedaggio
  autostradale  tra Messina e Villafranca Tirrena  aggiungere   entro
  tre mesi .
   Il parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole,  in  considerazione  però  delle  norme  di   legge   e
  contrattuali che scaturiscono dagli adempimenti consequenziali  che
  saranno  oggetto  dell'accordo  tra condotte  Cosedil,  Cosige,  in
  relazione al Cas ed in considerazione del fatto che qualunque  tipo
  di   accordo   che   il   Cas   prende   deve   essere   sottoposto
  all'autorizzazione   del   Mit   Direzione   generale   concessioni
  autostradali,  nel senso che possiamo dire va bene, qualunque  tipo
  di accordo, poi, viene determinato deve essere sottoposto al vaglio
  della Direzione generale delle concessioni autostradali

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione la mozione n. 131, così come emendata.
   Il parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   Comunico che l'interrogazione n. 31 e l'interpellanza n.  20  alla
  quale  l'Assessore  mi  pare abbia dato  un'ampissima  risposta  in
  termini di tempo e di contenuti, sono state assorbite.
   Chiedo  all'onorevole  Amata  se  si  dichiara  soddisfatta  della
  risposta dell'Assessore relativamente all'interrogazione n. 31?

   AMATA. Mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Chiedo  all'onorevole  Campo  se  si  dichiara  soddisfatta  della
  risposta dell'Assessore relativamente all'interpellanza n. 20.

   CAMPO. Mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace solamente
  che  ci  sia  l'assessore Falcone perché volevo  dare  una  notizia
  all'intero  Governo,  cioè volevo dire che  il  10  settembre  sono
  cominciate le scuole. Questa è una notizia perché - secondo me, non
  è  arrivata  in tempo - la delibera di Giunta 304 è del  28  agosto
  2018,  quindi, solamente 13 giorni prima dell'inizio delle  scuole,
  dove  si  stanziano questi 6 milioni 450 mila euro per l'assistenza
  ai disabili che vengono erogate dalla provincia.
   Ora,  Assessore, fare una delibera il 28 agosto già è un problema.
  Poi, c'è un problema sostanzialmente burocratico perché, alla fine,
  questo  servizio viene finanziato dall'Assessorato  alle  politiche
  sociali  che  si  occupa della legge 24 del 2016, però,  poi  viene
  erogato sempre dalle province. Nel momento in cui il capitolo,  c'è
  ed  era  previsto, era il 18.33.55, però nella piattaforma,  quindi
  nel  SIC,  non veniva visualizzato, siamo dovuti andare  stamattina
  all'Assessorato, dal Direttore generale, dottor Bologna, che  si  è
  attivato  immediatamente,  era  nella  stessa  stanza  con  noi  in
  Commissione  Bilancio,  e finalmente questo  capitolo  è  visibile.
  Però, ora, c'è un altro problema, che ci sono le province che  pare
  non  abbiano fornito tutti i dati completi per poter fare il  piano
  di  riparto  perché se non hanno i dati effettivi  relativamente  a
  quanti ragazzi hanno bisogno di questa assistenza, non possono fare
  il decreto di riparto.
   Quindi,  la  invito a sollecitare l'assessore Grasso, ma  comunque
  sia  anche  il presidente Musumeci, a spronare le province  a  dare
  questo  dato.  C'è una copertura quasi completa, però  mancano  gli
  ultimi  dati  per completare, perché le scuole sono ovviamente  già
  iniziate.
   Poi, ci sono altri problemi: ad esempio, nella mia provincia -  le
  dico  il  paradosso -, ci sono ancora delle risorse, che  sono  una
  quota parte del riparto dei 19 milioni 150 mila euro previsti,  che
  la ragioneria della provincia di Siracusa, purtroppo, non ha potuto
  utilizzare perché non ha chiesto lo svincolo.
   Quindi,  dobbiamo anche verificare come lavorano i nostri  uffici,
  come  lavorano  gli  uffici periferici o  gli  altri  enti,  perché
  altrimenti questi ragazzi rimarranno a casa e già, purtroppo, hanno
  le  loro  difficoltà e noi non facciamo nulla per aiutarli e  farli
  sentire  come  tutti  noi,  persone che  possono  vivere  una  vita
  normale.
   Allora,  quello che le chiedo è maggiore attenzione e  soprattutto
  di  sollecitare  immediatamente le province e l'ufficio  scolastico
  regionale  a  fornire  i dati, perché nel momento  in  cui  vengono
  forniti,  già il direttore Bologna mi ha detto che, immediatamente,
  sbloccherà i finanziamenti e si potrà partire con il servizio.

   CALDERONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  signor  Assessore,  questo   mio
  intervento  è  ovviamente  diretto, per  competenza,  dico  meglio,
  sarebbe  diretto ad altri Assessori, ma non sono presenti. Io  sono
  abituato,  assessore Falcone, a parlare alle sedie,  lo  faccio  in
  Aula  quando  i  Pubblici Ministeri vanno via, quindi,  non  è  una
  sorpresa  per me, perché quando intervengono i difensori i Pubblici
  Ministeri vanno via sovente e, quindi, da trent'anni sono  abituato
  a  parlare alle sedie. Anche stasera parlerò alla sedia, perché non
  c'è l 'assessore Cordaro.
   Fatta  questa  premessa, che è stata oltretutto  una  divagazione,
  desidero presentare al Governo un problema molto serio, il problema
  inquinamento raffineria di Milazzo. Qualche giorno fa, Assessore, è
  avvenuto un fatto di gravità inaudita - ma noi siamo abituati - c'è
  stato  un  guasto  -così  ci  è stato detto  -,  un  blocco,  credo
  tecnicamente si chiami così, che ha ulteriormente ove ce  ne  fosse
  stato   bisogno,  allarmato,  ma  veramente  allarmato,  tutto   il
  territorio.
   Qualche  giorno prima - ed è questa la ragione del mio  intervento
  d'urgenza,  della  mia  comunicazione  ex  articolo  83   -   avevo
  depositato un'interrogazione all'Assessore competente, chiedendo di
  intervenire  su  ARPA, affinché ARPA spiegasse  per  quali  ragioni
  tecniche non sono installate le centraline nei luoghi strategici.
   In uno, alla mia interrogazione, avevo anche depositato - sembrava
  questo   un   esercizio  dialettico  inutile,  se  non  addirittura
  superfluo - anche la rosa dei venti, perché sa che cosa è avvenuto,
  Assessore?  Ci  sono due centraline che dovrebbero intercettare  le
  emissioni  e  sono  poste una a destra ed una a  sinistra;  una  in
  contrada  Gabbia  e l'altra in contrada Santo Pietro  -  Gabbia  di
  Giammoro,  Pace  del Mela; Santo Pietro, Messina  -,  cioè  proprio
  laddove i venti non spirano, perché mi è stato spiegato - non  sono
  un  esperto, mi occupo d'altro - che spirando i venti a  nord-ovest
  ed  a  sud-ovest, quasi sempre, queste centraline praticamente  non
  intercettano nulla.
   Allora,  avevo avanzato - ed è questa la ragione per la quale  per
  il  suo  tramite chiedo che con assoluta urgenza il Governo  voglia
  rispondere  e,  per  il Governo, l'assessore  competente  -  questa
  interrogazione  per chiedere, per interrogare, per stimolare  -  se
  così  posso  dire  - un intervento veramente forte,  affinché  ARPA
  possa  installare  queste centraline che, in una  qualche  maniera,
  possano  verificare  se i parametri stabiliti dal  piano  dell'aria
  siano  stati  e  siano superati; mi è giunta notizia  e  mi  giunge
  notizia ricorrente che questi parametri siano ben al di là.
   Ovviamente, sto ponendo in essere - e questa è una anticipazione -
  tutte  le  iniziative tecniche che mi competono quale parlamentare:
  sto  preparando un disegno di legge che possa, ovviamente,  tenendo
  conto  delle potestà parlamentari e delle potestà legislative,  che
  possa  in una qualche maniera essere sinergico con la modifica  del
  codice  penale che ha introdotto, dall'articolo 424 bis,  mi  pare,
  tutta  una  serie  di reati ambientali le cui pene sono  abbastanza
  serie  e  che,  addirittura,  prevedono  anche  la  confisca  degli
  impianti.
   Se  andiamo,  da un punto di vista legislativo - ma legislativo  e
  non  di atti amministrativi e quant'altro - a mettere dei parametri
  certi  il  cui sforamento comporti, signor Assessore, non  soltanto
  una  responsabilità penale perché i processi sono lunghi e,  talune
  volte,  purtroppo  inutili; invece, le sanzioni  come  la  chiusura
  degli impianti, come ingenti sanzioni amministrative da un punto di
  vista  economico, potrebbero risolvere il problema, ma a quello  ci
  sto pensando come parlamentare.
   Io  la  invito  a  rappresentare al Governo questa  situazione  di
  assoluta   urgenza   che  sta  mortificando  il   mio   territorio.
  L'occupazione è importante, però l'occupazione se non  tiene  conto
  della  salute del cittadino, sono due diritti, quello del lavoro  e
  quello  alla  salute  ed alla vita, di rango  costituzionale,  però
  nella gerarchia è chiaro ed evidente che il diritto alla salute sta
  al  di  sopra di ogni altro diritto e deve essere tutelato  in  via
  primaria.
   Quindi,  la  invito,  e  la  ringrazio  per  avermi  ascoltato,  a
  trasmettere questo mio intervento all'Assessore competente affinché
  dia  risposta immediata all'interrogazione che ho avanzato  qualche
  giorno  fa,  prima  che avvenisse questo blocco  -  così  lo  hanno
  chiamato - alla raffineria di Milazzo.

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  ricorre   oggi
  l'ottantesimo anniversario dell'annuncio delle leggi razziali,  per
  questo  credo sia importante che questa seduta parlamentare non  si
  concluda  senza che prima l'Assemblea regionale abbia  ribadito  il
  proprio  no  al  razzismo,  ricordando  in  particolare  tutti  gli
  italiani  di  religione ebraica che soffrirono a causa delle  leggi
  razziali annunciate, appunto il 18 settembre 1938 a Trieste.
   Lo  ha  ricordato,  ieri,  il Presidente della  Repubblica  Sergio
  Mattarella,  dicendo  in  particolare  che  ottanta  anni  fa,  nel
  settembre   del  1938,  la  stagione  scolastica  si   apriva   con
  l'espulsione  dalla  scuola pubblica  di  tutte  le  ragazze  ed  i
  ragazzi,  le bambine ed i bambini ebrei e con il licenziamento  dei
  professori di origine ebraica.
   Ciò  avvenne  anche  in  Sicilia,  avvenne  anche  a  Palermo,  in
  particolare  all'Università di Palermo  furono  licenziati  diversi
  professori,  voglio  ricordare  il  professore  Camillo  Artom,  il
  professore  Maurizio  Ascoli,  il  professore  Alberto   Dina,   il
  professore  Mario Fubini, il professore Emilio Segrè,  quest'ultimo
  più noto perché nel 1959 ottenne il premio Nobel per la fisica.
   È  una  pagina triste, tra le più tristi della storia italiana  e,
  quindi,  credo che oggi da qui, dall'Assemblea regionale siciliana,
  debba  venire  un  no  forte ad ogni forma  di  razzismo  e  vorrei
  concludere, brevemente, citando ancora alcune parole del Presidente
  della  Repubblica:  La scuola deve generare amicizia,  solidarietà,
  responsabilità e mai seminare odio .
   Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Lupo, anche per il tema ed il ricordo
  sollevato.

   PAGANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento Interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  volevo
  mostrarvi questo liquido. Questo liquido non è succo di mela, non è
  nemmeno  un campione delle urine, ma questo imita perfettamente  le
  condizioni  dell'acqua che scorre dai rubinetti  dei  cittadini  di
  Troina, in questo caso, ma nella provincia di Enna accade spesso  a
  causa,  l'ultima  causa  che  ci è stata  detta,  è  un  guasto  al
  potabilizzatore della diga Ancipa di competenza di Sicilia Acque.
   Ora,  in  provincia di Enna, i cittadini pagano  l'acqua  con  una
  delle  tariffe più care d'Italia. Paghiamo l'acqua a quasi  quattro
  euro  al  metro  cubo.  Ora,  a  me  sarebbe  piaciuto  avere   qui
  l'assessore  Pierobon, ma mi sarebbe piaciuto avere  qui  anche  il
  Presidente  della  Regione,  perché tempo  fa  abbiamo  chiesto  al
  Presidente  della  Regione  di  istituire  la  Commissione,   basta
  semplicemente  un decreto, bastano semplicemente poche  parole  per
  permettere  di istituire questa Commissione fatta dai sindaci,  che
  permette  di valutare l'operato della società che gestisce  l'acqua
  in provincia di Enna.
   Noi   vogliamo  chiedere,  quindi,  assessore  Falcone  si  faccia
  portavoce,  chieda  al Presidente Musumeci a che  punto  è  con  la
  stesura  di  questo  decreto,  chieda  all'assessore  Pierobon  che
  intenzioni  ha con Sicilia Acque; se ha intenzione di vigilare,  se
  dobbiamo  tenere Sicilia Acque ancora per molto tempo, se farà  dei
  controlli, perché qui si parla di salute dei cittadini.
   Già  abbiamo  richiesto  i primi accessi  agli  atti,  stiamo  già
  facendo  le  prime note per informare l'Assessore per la  salute  -
  perché  si  parla  di salute dei cittadini -, il  Presidente  della
  Regione,  perché  qua si parla della pubblica  salute  di  tutti  i
  cittadini,  perché i cittadini della provincia  di  Enna  hanno  la
  stessa dignità di tutti i cittadini siciliani.
   Non  possiamo più permetterci di pagare di servizio, non  possiamo
  più  permetterci di vederci minacciati perché le tariffe dell'acqua
  sono altissime, perché soltanto noi abbiamo l'obbligo di pagare  le
  partite pregresse che, prima le paghiamo e, poi, i giudici di  pace
  ci  dicono  che  sono illegittime. Non possiamo più vivere  con  la
  minaccia  di  doverci  vedere privati  di  un  bene  comune,  quale
  l'acqua,  perché  non  possiamo più  permettercelo  e  se  possiamo
  permettercelo, invece ci troviamo questo qua.
   Quindi,  Assessore, le chiedo di farsi portavoce  con  il  Governo
  perché  siamo  veramente stanchi. Sono stanchi  i  cittadini,  sono
  stanchi  i  sindaci, sono stanchi anche gli allevatori,  perché  ci
  sono  anche  allevatori che pagano l'acqua fino a quattro  euro  al
  metro  cubo,  sono stanchi i commercianti, siamo tutti  stanchi  di
  vivere e di subire, perché noi la subiamo, questa situazione.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Pagana. La informo  e,  quindi,  la
  invito a non gettare il campione d'acqua, che domani alle ore 16.00
  si  svolgerà  appunto  la rubrica con l'assessore  Pierobon.  Potrà
  sicuramente illustrare questo che mi sembra un importantissimo tema
  per  una  fetta di popolazione che non deve mai essere  considerata
  come territorio di serie B.

   SAVARINO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento Interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, chiedevo di poter  apporre  la  mia
  firma  al  disegno  di legge n. 339, che ha come  primo  firmatario
  l'onorevole Calderone, che riguarda la stabilizzazione degli ASU.
   Di  questo tema ci siamo occupati durante la finanziaria,  avevamo
  predisposto  una  norma  che però non è  passata  al  vaglio  della
  Commissione Bilancio, abbiamo presentato un ordine del  giorno  che
  quest'Aula  ha  approvato. E' giusto immaginare un  percorso,  così
  come  si sta seguendo per gli sportellisti, anche per gli ASU,  che
  possa  dare  una stabilizzazione a dei dipendenti di fatto,  a  dei
  lavoratori  che  sono  di serie B, ma che tengono  in  piedi  molte
  strutture anche a scopo turistico, che altrimenti non avrebbero  la
  fruizione  da  parte di turisti se non grazie al lavoro  di  questi
  soggetti, di questi ASU.
   Per  cui chiedo di apporre la firma a questo disegno di legge  che
  pone l'attenzione e dà una via, una soluzione per questi lavoratori
  e  chiedo,  inoltre,  alla  Presidenza  di  poter  abbinare,  nella
  prossima  seduta in cui ci sarà la rubrica dell'assessore  Falcone,
  per  le  infrastrutture, un'interrogazione che ho già presentato  -
  speravo  di  vederla oggi all'ordine del giorno ma non  c'è  -  che
  riguarda Trenitalia, il contratto di servizio di Trenitalia.
   Noi  ci siamo occupati in Commissione dell'esame del contratto  di
  servizio,   abbiamo   approvato   una   risoluzione   che    poneva
  all'attenzione  del  Governo ed il Governo l'ha  fatta  propria,  è
  diventata  anche parte integrante del nuovo contratto  di  servizio
  con  Trenitalia,  una  serie  di sollecitazioni  che  venivano  dal
  territorio.
   Ebbene,  nella  provincia di Agrigento queste  sollecitazioni  non
  sono   ancora   diventate  fatti  compiuti.  Abbiamo  avuto   delle
  segnalazioni   sia  sulla  Palermo-Agrigento  che   sulla   Modica-
  Caltanissetta   che  attraversa  la  provincia  di  Agrigento,   di
  disservizi,  quindi, legati a segnalazioni che avevamo  fatto,  per
  cui  ho presentato quest'interrogazione e vorrei che, urgentemente,
  venisse tratta in Aula nella prossima seduta utile.
   Inoltre, volevo chiedere all'assessore Falcone - che ringrazio per
  la  puntualità  delle sue argomentazioni, oggi è stato  oggetto  di
  diverse interrogazioni e anche di mozioni, molti argomenti trattati
  in  questa sede ed in questa seduta d'Aula sono stati già  trattati
  anche  nella Commissione che ho il piacere e l'onore di presiedere,
  la  IV Commissione ed abbiamo seguito in questi mesi con attenzione
  le  travagliate vicende sia della Siracusa-Gela che della  Palermo-
  Agrigento, abbiamo ascoltato con piacere anche gli impegni  che  il
  governo  Musumeci  e  l'assessore Falcone,  oggi,  ci  ha  chiarito
  ulteriormente sui collegamenti con le Isole minori e sui lavori  ed
  i potenziamenti dei porti già esistenti e di quelli che, invece, si
  stanno costruendo e per questo ringrazio l'assessore -, volevo però
  attenzionare,  lo faremo nei prossimi giorni nella  Commissione  di
  merito,  il  tema dei trasporti marittimi, perché ci sono  arrivate
  molte  segnalazioni di disservizi legati proprio ai trasporti,  sia
  in merito all'efficienza del trasporto marittimo ma anche in merito
  alla sicurezza.
   Oggi, che la stagione balneare è finita e, quindi, c'è un calo  di
  attenzione  la  alziamo noi in modo tale da intervenire  in  tempo,
  prima  della  prossima stagione, e vedere se si possono  mettere  i
  puntini  sulle   i  su una serie di disservizi che  ci  sono  stati
  segnalati  e  di  inefficienze che abbiamo visto  ma,  soprattutto,
  sulla  sicurezza,  torno  a  dire, nei  trasporti  marittimi  dalla
  Sicilia  verso  le Isole minori. Questo sarà un tema  dei  prossimi
  giorni nella nostra Commissione.
   Per   rispondere,   invece,  all'onorevole   Calderone   ed   alle
  sollecitazioni  che ha dato qui sulla raffineria di  Milazzo  ed  i
  recenti accadimenti, mi è arrivata già in Commissione una richiesta
  di  audizione  a  firma  dell'onorevole  Galluzzo.  Se  il  governo
  Musumeci  e  gli  Assessori di competenza sono  disponibili  vorrei
  calendarizzarla al più presto, in modo tale da far  sedere  attorno
  allo  stesso  tavolo  i soggetti competenti e  vedere,  insieme  al
  governo Musumeci e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, di
  individuare delle soluzioni che siano permanenti oggi per  Milazzo,
  domani  per  le  altre realtà che si possono trovare  nelle  stesse
  condizioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, verrà apposta la firma al  disegno
  di  legge come aveva chiesto e l'interrogazione nella prima  seduta
  utile, con l'assessore Falcone, verrà assolutamente inserita.

   PALMERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, volevo  portare  all'attenzione  del
  Governo  e  dell'Aula  -  mi  auguro che l'assessore  Falcone,  che
  ringrazio, si possa fare portavoce con gli Assessori al ramo -  due
  questioni.
   La prima riguarda impianti di trattamento rifiuti in Sicilia e, in
  particolare,  sono  quattro le questioni che  vorrei  sollevare  su
  questa questione. La prima: ci sono undici istanze di presentazione
  di  progetti per il trattamento dei rifiuti in Sicilia da parte  di
  ditte.  Fin qui tutto normale, quello che avviene in tutta  Italia.
  Il  problema è che queste ditte sbagliano destinatario  in  quanto,
  invece di inviare le istanze presso il Dipartimento Acqua e Rifiuti
  le inviano al Dipartimento Energia.
   La  seconda  questione  è che il Dipartimento  Energia  invece  di
  girare  queste  richieste, queste istanze al Dipartimento  Acque  e
  rifiuti  che  è la sede naturale per avviare l'iter procedurale  di
  questi impianti, mantiene a sé questa procedura e, quindi, questo è
  un abuso, una violazione delle normative.
   La  terza  questione: se il Dipartimento Acque e rifiuti ricevesse
  le istanze correttamente potrebbe verificare la congruità di queste
  istanze alla pianificazione regionale e, quindi, in questo caso, al
  piano  rifiuti  che  risulta scaduto, in  prorogatio  ed  un  piano
  stralcio dei rifiuti che abbiamo approvato in Commissione Ambiente,
  che contiene al suo interno tutti impianti previsti ed a norma.
   La  quarta questione: questi impianti, che si chiamano in  maniera
  mistificatore   impianti a biometano', capita che approfondendo  la
  questione ci si accorga che non sono impianti a biometano  ma  sono
  altre tipologie di impianti che vanno ad incenerire ed a bruciare i
  rifiuti.
   Quindi,  ritornando alla prima questione, il Dipartimento Acque  e
  rifiuti  è  il  dipartimento che dovrebbe ricevere queste  istanze,
  come  avviene  in tutta Italia, e l'errore di queste  ditte  non  è
  giustificabile perché queste ditte presentano le istanze  in  tutta
  Italia,  in tutte le Regioni in maniera corretta indirizzandole  al
  Dipartimento Acque e rifiuti che esiste nelle altre Regioni. Non si
  capisce perché questo errore, se vogliamo chiamarlo errore, succede
  solo in Sicilia.
   Per  quanto  riguarda  il fatto che non si procede  alla  verifica
  della  correttezza e della congruità alla pianificazione regionale,
  abbiamo  -  come  già detto - una pianificazione, ovvero  un  piano
  stralcio  che  abbiamo approvato sia in Commissione  Ambiente,  sia
  dall'assessore  Pierobon che dal Governo. Al suo  interno  ci  sono
  tutti  gli impianti che già godono di autorizzazioni e per i  quali
  sono  stati anche stanziati finanziamenti pubblici, fondi del Patto
  per il Sud.
   Mi  auguro che questi fondi non siano stati perduti visto  che  il
  cronoprogramma del nostro Presidente è ancora all'anno zero. Questi
  dovevano  essere costruiti e realizzati in maniera emergenziale  ma
  ancora non è stato fatto quasi nulla o poco.
   Per  quanto  riguarda la questione degli impianti,  spacciati  per
  impianti  a biometano per i quali questa cosa posso affermarla  per
  l'istanza  presentata  ad  Alcamo  e  per  l'istanza  presentata  a
  Calatafimi-Segesta.   Sicuramente   erano   chiamati   impianti   a
  biometano,  ma  se  fossero tali sarebbero  assolutamente  innoqui,
  conformi al piano, conformi ad una visione di rispetto della salute
  e  dell'ambiente, quindi, nulla quaestio. Un impianto che produce a
  biometano, producendo compost o appunto quelli biologici  derivanti
  dalla biostabilizzazione dei rifiuti che, poi, è un'operazione  che
  va  a  portare questo rifiuto stabilizzato in discarica.  Nulla  in
  contrario se così fosse.
   Il  problema  è  sorto quando poi, approfondendo le  relazioni  ai
  progetti, si è scoperto che questi impianti vanno a bruciare  ed  a
  incenerire questo compostato che non è compost, ma è un rifiuto che
  è  stato  disseccato viene appunto incenerito. Quindi impianti  che
  producono ceneri, inquinamento ed emissioni inquinanti.
   Quindi, chiederei all'assessore Falcone se può farsi portavoce  di
  questa  importante  richiesta per i siciliani,  cioè  di  fare  uno
  screening  di  questi  impianti per  verificare  la  legittimità  e
  sospendere,   a   livello   immediato,  tutte   queste   procedure,
  innanzitutto   per  verificare,  prima  cosa,  come   mai   vengono
  presentate  al  Dipartimento Energia piuttosto che al  Dipartimento
  Acque  e  rifiuti  e  seconda cosa come mai questi  impianti  vanno
  avanti e non viene fatto il raffronto con il piano energetico.
   Infine,  la  questione  delle province è una questione  abbastanza
  urgente  perché  non capisco come mai il Governo  non  affronti  in
  quest'Aula  il  problema delle scarse erogazioni  finanziarie  alle
  province,   in   quanto  sono  stati  erogati   finanziamenti   non
  sufficienti  per  permettere alle province -  come  abbiamo  potuto
  appurare per esempio a Trapani durante un'audizione a cui ho  preso
  parte - di redigere un bilancio pluriennale 2018-2020. Questa  cosa
  fa sì che le province vadano verso il fallimento, come è successo a
  Siracusa  ed  alla città metropolitana di Catania e, probabilmente,
  mi  chiedo  se  il Governo, non dando le necessarie liquidità  alle
  province, non voglia permettere alle Province ed ai Liberi consorzi
  comunali  di uscire da questa situazione ovvero di andare verso  il
  fallimento.
   Quindi,  io chiedo al Governo di affrontare in maniera urgente  la
  questione  e  portare a compimento una riforma  che  -  ahimè  -  è
  rimasta  ferma,  ma  soprattutto questi  scarsi  finanziamenti  che
  stanno  portando  al fallimento di tutte le province  che  svolgono
  delle   funzioni   essenziali  per  la  viabilità  per   l'edilizia
  scolastica quindi cerchiamo di affrontarli. Io sto presentando  una
  interrogazione urgente ma mi rendo conto che i tempi delle risposte
  non  sono compatibili per evitare il fallimento dei liberi consorzi
  comunali.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  assessore,   approfitto  della  presenza  in  Aula   dell'assessore
  Falcone,  in  particolare assessore per ricordarle un  impegno  che
  aveva  assunto  mesi  or  sono  con  i  lavoratori  stagionali  del
  Consorzio Autostrade Siciliane. Lei aveva preso l'impegno che,  ove
  gli  uffici dell'Assessorato di sua competenza o il Cda del CAS non
  avessero  deliberato l'assunzione o la messa in concorso di  questi
  soggetti  che  hanno  già  lavorato per  il  CAS,  avreste  portato
  l'argomento in Giunta in modo da deliberare - visto che il CAS  non
  gode  di  contributi  regionali  - appunto  lo  sblocco  di  queste
  assunzioni. Argomento che si fa particolarmente attuale, assessore,
  perché   se   state  ragionando  sullo  scioglimento  del   CAS   e
  dell'annessione  all'ANAS  ci  rendiamo  conto  che  rischiamo   di
  lasciare  per  strada  oltre 100 padri di famiglia  che  in  questo
  momento già hanno difficoltà enorme a unire il pranzo con la  cena;
  noi,  per  giunta, a oltre 45/50 anni ciascuno, li  lasciamo  senza
  lavoro  e senza possibilità di essere assorbiti. Ci rendiamo  conto
  che   ci   stiamo   facendo   carico  di  una   emergenza   sociale
  indescrivibile?
   Quindi,   la  prego  assessore,  semplicemente  questo,  mantenere
  quell'impegno  e  portare questo argomento  in  Giunta,  perché  lo
  abbiamo preso insieme quell'impegno nei confronti di queste persone
  ed è giusto onorarlo.
   E poi le volevo rassegnare anche un fatto in cui mi piacerebbe che
  lei quanto meno si esprimesse: il CAS ha visto le dimissioni di due
  commissari,  di  due membri del CDA nel giro di 4 mesi;  io  quando
  vedo  questo tipo di movimenti, sospetto e temo sempre  che  questi
  dimissionari  possano  essere stati oggetto di  pressioni,  di  non
  avere  visto qualcosa di chiaro. Sa, a volte a pensar  male  ci  si
  indovina,  allora  mi  chiedo voi come  assessorato  avete  portato
  avanti qualche indagine per comprendere come mai delle persone  che
  avete nominato un paio di settimane prima, poi hanno rassegnato  le
  proprie dimissioni oppure no. Eventualmente, potremmo anche toccare
  l'argomento  in commissione antimafia e anticorruzione per  cercare
  di  capire  se  ci sono stati dei crack all'interno del  Consorzio,
  però gradiremmo anche avere la conferma del suo impegno e anche  un
  piccolo passaggio su questo tema dei commissari.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'onorevole De Luca  ha  posto  un
  tema.  Per  quanto  riguarda il discorso degli  stagionali,  vorrei
  rappresentare  che  comunque  gli stagionali  sono  stati  assunti,
  abbiamo assunto tramite un'azienda di somministrazione di lavoro.

   DE LUCA ANTONINO. Non sono assunzioni

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Tramite,
  infatti  dico. Non sono stati assunti, però hanno lavorato  diverse
  settimane.  Per  quanto  riguarda l'assunzione,  ancorché  a  tempo
  determinato,  bisogna, per poterla realizzare,  rimuovere  un  atto
  deliberativo  precedente che comporta il divieto delle  assunzioni.
  Su questo stiamo discutendo anche perché il CAS - come gli IACP, se
  vogliamo  -  non  è  un  Ente pubblico,  diciamo  che  dipende  dai
  finanziamenti regionali e quindi discuteremo su questo.

   DE LUCA ANTONINO. Lo porterete in Giunta, Assessore?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Non  lo
  escludo che lo porteremo in Giunta. Ho detto che non lo escludiamo,
  sarà oggetto di argomentazione e di dibattito in considerazione del
  fatto che si sta procedendo anche a questo progetto di fusione ANAS-
  CAS.  Non  lo  escludo,  nei prossimi 15 giorni,  però,  su  questa
  vicenda ci ritorniamo.
   In  merito alle dimissioni. Le dimissioni che sono state fatte per
  quanto  riguarda il direttore generale Pirrone, le dimissioni  sono
  state  fatte  anche perché era giusto in un momento  di  cambio  di
  vertici  che  anche il Direttore generale, come  dire,  ha  rimesso
  nelle  mani,  ai tempi l'ing. Pirrone, del comitato  direttivo,  le
  proprie    dimissioni    e   quindi   e   rientrato    nei    ruoli
  dell'Amministrazione regionale. Per quanto riguarda, invece, l'ing.
  Santoro  per  motivi personali ha ritenuto di non dover  continuare
  quell'esperienza.  Dopodiché è stato nominato un  facente  funzione
  che  è il Direttore del DATE, della direzione tecnica di esercizio,
  per  cui  l'ing.  Vinaldi attualmente è Direttore generale  facente
  funzione in attesa che gli organi si ricostituiscano.
   I  due  dimissionari, la dott.ssa Trombino e l'avv. Siragusa,  che
  sono  i  due  componenti del CDA dimissionario si sono dimessi  non
  perché vi fossero chissà quali pressioni, comunque ancora rimangono
  in  carica  fino  a  quando non procederemo alla nomina  dei  nuovi
  vertici. Vorrei ricordare che i due componenti erano stati nominati
  nelle  more  che vi fosse poi la nomina più politica piuttosto  che
  tecnica,  perché  entrambi  fanno  parte  dei  due  gabinetti,   il
  Gabinetto  del  Presidente  e  il Gabinetto  dell'Assessorato  alle
  infrastrutture   ed   erano  là  in  maniera  provvisoria,   quella
  provvisorietà  che poi - devo dire - è durata alcuni  mesi.  Ma  se
  devo  esprimere una mia considerazione, è una provvisorietà  che  è
  stata utile al Consorzio Autostrade Siciliane perché entrambi,  sia
  la  dott.ssa  Trombino che l'avv. Siragusa, come tutti sanno,  sono
  stati  e  sono ancora tutt'ora molto zelanti, attenti, impegnati  e
  stanno  facendo uscire il Consorzio da una situazione di anormalità
  e  lo stanno introducendo a una condizione di normalità. Anzi avevo
  anche  detto  al presidente Savarino qualche tempo fa  -  e  quando
  vogliamo  ne  possiamo  parlare - di  fare  anche  un  incontro  in
  Commissione per potere esplicitare cosa ha fatto il CAS in questi 6
  mesi, cioè cosa ha trovato, quanti sono e quali sono i progetti che
  ha  messo  in  campo,  quali  sono e quante  sono  le  risorse  che
  impegnerà e su cui vedrà lo stesso ente interessato.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho da poco  appreso
  che  domani ci sarà anche l'assessore Pierobon e quindi mi  riservo
  di    intervenire   ulteriormente,   ma   mi   rivolgo   ugualmente
  all'Assessore  Falcone, non solo perché proveniente dal  territorio
  della  provincia  di  Catania, ma perché lo riconosco  anche  quale
  deputato  poliedrico, eclettico, attento a tutti gli aspetti  della
  nostra  Regione e gli sollecito, come ha fatto la collega  Palmeri,
  una tematica che sta diventando davvero un'emergenza.
   Un  altro impianto camuffato per la produzione di energia,  perché
  si  produrrà bio-gas, in contrada Rinazzi a Biancavilla. Sono certo
  che  lei  conosce  il  tema perché durante la  campagna  elettorale
  praticamente tutti siamo venuti a conoscenza di questa  vicenda  in
  un  territorio,  nella valle del Simeto, oggetto di  un  protocollo
  sottoscritto  da  tantissimi  Comuni sulle  aree  interne  e  sulla
  valorizzazione della valle del Simeto, un'area in cui negli  ultimi
  decenni hanno visto la luce parecchie Dop e Igp.
   Tra  il  ficodindia,  le  arance, il  cavolo  nero,  le  ciliegie,
  produzioni  di  prestigio conosciute in tutto  il  mondo,  si  deve
  costruire  un impianto di biometano. Fin qua potrebbe sembrare  una
  cosa  accettabile,  compatibile,  ma  la  cosa  drammatica  è   che
  l'impianto  appare  davvero  sovradimensionato  per  quello  che  è
  l'ambito  di produzione di sfalci e di forsu (frazione organica  di
  rifiuti  urbani);  parliamo di una capacità di 58 mila  tonnellate,
  assessore,  una quantità - e qui magari lei si potrebbe interessare
  -  che  provocherà la movimentazione, suddividendo per i 365 giorni
  l'anno, di circa 35 camion da 5 tonnellate che ogni giorno dovranno
  percorrere - si legge nello studio di preliminare ambientale -  due
  strade  statali,  esattamente la 284 e la 121, strade  statali  che
  dallo  svincolo  Valcorrente  si biforcano  quando  raggiungono  il
  comune  di  Paternò  e  poi una passa a Monte  di  Biancavilla  per
  raggiungere Adrano ed una lunga la Valle dello Schettino,  contrada
  Schettino,  costeggia il fiume Simeto e arriva nelle  zone  di  cui
  contrada Rinazzi.
   Bene,  assessore, lei che è della zona potrà capire che questi  35
  camion in andata e 35 in ritorno, non potendo attraversare la città
  di  Biancavilla  e  quindi  la 284, dovranno  passare  a  valle  di
  Biancavilla  e  praticamente  attraversare  il  centro  urbano   di
  Paternò, ossia anche Corso Italia. Ora assessore, è chiaro  che  un
  carico  simile su delle strade che già sono fortemente provate  dal
  traffico  cittadino  e  dal vicino ospedale di  Paternò  dovrebbero
  avere  un  carico  enorme  di  mezzi  pesanti,  probabilmente   che
  lasceranno  sulle  strade  tracce di percolati  perché  chiaramente
  l'umido è una sostanza organica 58 mila tonnellate significa  dover
  reperire  il  materiale  ben  oltre  l'ambito  di  quella  valle  e
  soprattutto,  come  ha  detto  la collega  Palmeri,  a  macchia  di
  leopardo  stanno fiorendo una serie di pareri positivi  provenienti
  dall'Assessorato Ambiente che poi vengono inviati  al  Dipartimento
  Energia   senza   che   poi   si  abbia  uno   sviluppo   armonioso
  dell'impiantistica.
   Ora,  assessore,  noi non possiamo rischiare di  compromettere  la
  qualità  della vita già messa a dura prova dei nostri  concittadini
  né  tanto meno di creare delle sperequazioni in territori che hanno
  scommesso tutto se stessi sull'agricoltura di qualità e su cui  lei
  e anche il Presidente avete dato ampia visibilità, importanza, peso
  con l'assessore Bandiera. Noi siamo dalla vostra parte se voi avete
  intenzione  di trattare l'argomento in maniera organica  perché  la
  destrutturazione dei procedimenti avviata durante l'era Crocetta di
  questi  procedimenti  autorizzativi stanno veramente  preoccupando;
  tra  l'altro voglio ricordare che Biancavilla è un sito Sin, è  una
  città  che  già ha avuto purtroppo ripercussioni sulla  salute  dei
  propri  cittadini,  andare  a dare un ulteriore  carico  ambientale
  senza  che  ci  sia  una visione strategica di insieme,  mi  sembra
  davvero un torto che non possiamo permetterci.
   Domani ci sarà una audizione però io incarico anche lei di portare
  la  discussione  in  Giunta perché si metta  mano  seriamente;  noi
  vogliamo  le  energie  rinnovabili,  vogliamo  un  trattamento  del
  materiale  degli  scarti  che  sia  adeguato,  però  non   possiamo
  permettere  che  la nostra terra diventi terra di  conquista  e  di
  speculazioni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  come
  Movimento  Cinque  Stelle chiaramente ci  associamo  a  quanto  qui
  rappresentato  dal  Presidente  Lupo  in  merito  agli  ottant'anni
  dall'approvazione delle leggi razziali.
   E'  chiaro  che il nostro impegno, un impegno politico serio  deve
  essere  chiaramente volto nel solco e nel segno  sulla  base  della
  memoria  di  quale iattura e di quale tragica condanna siano  state
  queste  leggi  e quali ripercussioni storiche abbiano avuto  queste
  nella storia dell'Italia.
   Sapendo  ciò  informare  il  proprio  ruolo,  il  proprio  impegno
  politico   a   quanto,  invece,  è  dettato  a   noi   mirabilmente
  dall'articolo  3  della  Costituzione e sicuramente  l'impegno  che
  portiamo tutti noi dentro, perché la dignità di tutti possa  essere
  difesa e portata innanzi con impegno in tutte le forme, in tutti  i
  luoghi della vita pubblica e privata di ciascuno, senza che vi  sia
  distinzione di razza, sesso, di alcunché e di provenienza in  alcun
  modo.
   Pertanto, ci associamo a quanto precedentemente rappresentato.


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto  di  parlare, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  19
  settembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
  REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
  RUBRICA:  Energia e servizi di pubblica utilità   (v. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 19.47

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio