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Resoconto d'Aula della Seduta n. 66 di martedì 02 ottobre 2018
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.36

   DIPASQUALE,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

         Comunicazione di elezione dell'ufficio di Presidenza
       della Commissione speciale sul fenomeno del randagismo in
                                Sicilia

   PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 1 del 25 settembre 2018,
  la  Commissione speciale sul fenomeno del randagismo in Sicilia  ha
  proceduto all'elezione dell'ufficio di Presidenza, che risulta così
  composto:

   - Presidente:       on. Calderone Tommaso Antonino;
   - Vicepresidenti: on. Siragusa Salvatore;
                              on. Arancio Giuseppe Concetto;
   -  Segretario:       on. Catalfamo Antonio.

             Comunicazione di ritiro della mozione n. 144

   PRESIDENTE.  Comunico che  con nota e-mail del 28 settembre  2018,
  assunta al bollo d'ingresso della Vicesegreteria generale dell'Area
  istituzionale  e  protocollata  in pari  data  al  n.  6566/AulaPG,
  l'onorevole  Barbagallo ha ritirato la mozione n.  144,  a  propria
  firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di svolgimento in Commissione delle interrogazioni
                            n. 216 e n. 235

   PRESIDENTE. Comunico che, giusta note prot. nn. 280 e  289/CP  del
  28  settembre  2018, nella seduta della IV Commissione  legislativa
  permanente  n.  49  del  25  settembre  2018  si  sono  svolte   le
  interrogazioni  nn. 216 e 235, cui ha fornito risposta  l'Assessore
  per il territorio e l'ambiente.
   Per  entrambe  le  interrogazioni,  l'onorevole  Barbagallo  si  è
  dichiarato soddisfatto della risposta fornita dal Governo.

     Comunicazione di costituzione dell'Associazione parlamentare
                               Continente
   Mediterraneo  e di elezione dei componenti il Consiglio direttivo

   PRESIDENTE. Informo che con nota del 26 settembre 2018,  pervenuta
  alla  Segreteria  generale il 27 settembre 2018 e  protocollata  in
  pari  data  al n. 6509/AulaPG-RagPG, l'onorevole Giuseppe  Lupo  ha
  comunicato   -  allegando  relativa  documentazione  -   l'avvenuta
  costituzione    dell'Associazione  parlamentare  per   il   dialogo
  interculturale  tra  i popoli e lo studio dei  fenomeni  migratori,
  anche  denominata   Continente Mediterraneo , composta,  oltre  che
  dallo   stesso  onorevole  Lupo,  dagli  onorevoli  Gucciardi,   De
  Domenico, Cannata, La Rocca Ruvolo, Dipasquale.
   Nel  corso  della stessa riunione si è proceduto all'elezione  dei
  componenti il Consiglio direttivo, che risultano essere:
   - On. Lupo, Presidente;
   - On.li Cannata e La Rocca Ruvolo, componenti.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Copia  integrale della suddetta documentazione trovasi  depositata
  presso il Servizio di Ragioneria e il Servizio Lavori d'Aula.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli  Lantieri e Arancio.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Parere,   ai  sensi  dell'art.  41  ter,  comma3,  dello   Statuto
  siciliano,  sul  progetto  di  legge  costituzionale  n.  A.S.   29
   Modifiche  agli  statuti  delle  regioni  ad  autonomia  speciale,
  concernenti  la  procedura  per  la  modificazione  degli   statuti
  medesimi  (Seguito)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Parere,
  ai  sensi  dell'art. 41 ter, comma3, dello Statuto  siciliano,  sul
  progetto di legge costituzionale n. A.S. 29  Modifiche agli statuti
  delle  regioni ad autonomia speciale, concernenti la procedura  per
  la modificazione degli statuti medesimi  (Seguito).
   Onorevole Amata, ha delle dichiarazioni da rendere all'Aula?

   AMATA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  Assessori, onorevoli colleghi, in merito alla discussione di questo
  disegno  di legge, volevo informare lei e l'Aula che stiamo facendo
  delle  audizioni  in Commissione  Statuto . Già  questo  pomeriggio
  abbiamo  audito due costituzionalisti, il Professore Cariola  e  il
  Professore  Pedullà  ed abbiamo previsto, come  Commissione,  delle
  altre audizioni sia per domani pomeriggio che per martedì prossimo.
  Inoltre,  signor  Presidente, le volevo  chiedere,  sulla  base  di
  queste  discussioni  che  stiamo facendo in  Commissione,  è  stato
  rinviato il disegno di legge come discussione in maniera informale;
  io,   invece,  le  chiedo  il  rinvio  del  disegno  di  legge   in
  Commissione  in  maniera formale, viste le  nuove  valutazioni  che
  stiamo facendo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Amata, non è un disegno  di  legge,  è  un
  parere  che l'Aula deve esprimere, quindi voi lavorate in  sede  di
  Commissione  Statuto , fate la vostra attività e poi relazionate al
  Parlamento, non ci sono problemi; tenga conto che il termine  scade
  il 10 ottobre.

   AMATA, presidente della Commissione e relatore. Martedì ne abbiamo
  9,  quindi  se  martedì sera l'Aula si riunisce  noi  martedì  sera
  saremo pronti perché l'ultima audizione sarà martedì alle 14.30.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  Vendita  diretta
  dei prodotti agricoli  (nn. 189-94/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Vendita  diretta dei prodotti agricoli  (nn. 189-94/A),  posto  al
  numero 1). Invito i componenti la III Commissione a prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             « Articolo 1.
                        Ambito di applicazione

   1.  Le  norme della presente legge disciplinano l'esercizio  della
  vendita  diretta al dettaglio dei prodotti agricoli da parte  degli
  imprenditori  agricoli  di  cui  all'art.  2135  c.c.,   in   forma
  individuale o associata, iscritti nel registro delle imprese di cui
  all'art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580».

   L'emendamento  1.1 risulta inammissibile  in quanto  non  è  stato
  presentato in Commissione e non strettamente connesso alla  materia
  del disegno di legge.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                                Oggetto

   1. La vendita diretta al dettaglio di cui all'art. 1 ha ad oggetto
  prodotti  agricoli provenienti in misura prevalente  dalle  aziende
  condotte o coltivate dai soggetti ivi indicati.

   2.   I  prodotti  posti  in  vendita  si  considerano  provenienti
  prevalentemente da un'azienda agricola quando, avuto riguardo ad un
  medesimo  comparto  agronomico,  i  prodotti  acquistati  da  terzi
  produttori  siano  quantitativamente inferiori  a  quelli  prodotti
  nell'azienda agricola. Se la vendita diretta ha ad oggetto prodotti
  appartenenti a comparti agronomici differenti, si ha prevalenza dei
  prodotti  provenienti  dall'azienda  agricola  qualora  gli  stessi
  abbiano  un valore maggiore rispetto a quelli acquistati  da  terzi
  produttori.

   3.  I  prodotti  derivati,  ottenuti  a  seguito  di  attività  di
  manipolazione  o trasformazione di prodotti agricoli  e  zootecnici
  finalizzate   al   completo  sfruttamento  del   ciclo   produttivo
  dell'impresa, si considerano aziendali se i prodotti impiegati sono
  prevalenti per quantità o per valore».

   Si passa all'emendamento 2.1 a firma dell'onorevole Caronia.
   Onorevole Caronia questo emendamento non risulta coordinato con le
  disposizioni dell'intero procedimento, perché il 51 per cento, così
  come  già indicato nell'articolo, risulta già maggioritario, quindi
  è  ultroneo  indicare questa percentuale. La invito,  pertanto,  al
  ritiro.

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 2.3, a firma  degli  onorevoli  Lupo  e
  Barbagallo. Questo emendamento è inammissibile.

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 2.4, a firma  degli  onorevoli  Lupo  e
  Barbagallo. Il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   MILAZZO. Qualcuno lo può spiegare?

   PRESIDENTE. L'ho detto, nessuno ha voluto parlare, tuttavia se c'è
  qualcuno  che  vuole  intervenire  può  farlo.  Nessuno  chiede  di
  intervenire. Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo  lo  pongo in votazione. Chi è favorevole si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.5. E' inammissibile  in  quanto  non
  presentato in Commissione e non strettamente connesso alla legge.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                       Disciplina amministrativa

   1.  L'esercizio  dell'attività  di vendita  diretta  dei  prodotti
  agricoli da parte dei soggetti di cui all'art. 1 è preceduto da una
  comunicazione di inizio attività ai sensi dell'art. 4  del  decreto
  legislativo  18  maggio  2001, n. 228  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  e del decreto legislativo 25 novembre 2016,  n.  222,
  tabella A, punto 1.9.

   2.   La   vendita  diretta  effettuata  su  superfici   all'aperto
  nell'ambito  dell'azienda agricola o di altre aree private  di  cui
  gli  imprenditori  agricoli abbiano la disponibilità  in  forza  di
  titolo  legittimo  nonché  la vendita esercitata  in  occasione  di
  sagre,  fiere,  manifestazioni a carattere  religioso,  benefico  o
  politico  o  di  promozione dei prodotti tipici  o  locali,  non  è
  soggetta alla comunicazione di cui al comma precedente.

   3.  Alle  imprese agricole che esercitano la vendita  diretta  nei
  limiti  e  con  le  modalità previste dalla presente  legge  e  dal
  predetto  art. 4 del decreto legislativo n. 228 del  2001,  non  si
  applica  la  disciplina  in  materia  di  commercio,  fatta   salva
  l'osservanza  delle  disposizioni vigenti in materia  di  igiene  e
  sanità.

   4. La vendita diretta mediante il commercio elettronico può essere
  iniziata  contestualmente all'invio della comunicazione  al  Comune
  del luogo ove è ubicata l'azienda di produzione.

   5.  Le norme di cui alla presente legge si applicano altresì  alla
  vendita  effettuata mediante l'utilizzo di distributori  automatici
  ovunque collocati».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche  per
  comodità   dei  lavori  dell'Aula,   intervengo  una   volta   sola
  sull'articolo  e sono felice che in Aula c'è anche l'Assessore  per
  il  territorio  e  l'ambiente perché le questioni  che  il  Partito
  democratico  pone  negli emendamenti 3.3, 3.2 e 3.6  afferiscono  a
  questioni urbanistiche.
   A  nostro giudizio ci sono evidenti violazioni delle procedure  di
  legge  previste con la legge regionale 71/1978, perché non  possono
  essere  insediati in zone che non sono compatibili con  la  vendita
  dei prodotti agricoli, come per esempio le zone industriali.
   Onorevole  Milazzo,  mi dia la possibilità di  parlare.  Ho  fatto
  l'esempio scolastico poco prima al Presidente Ragusa di una vendita
  diretta  dei prodotti agricoli al centro della zona industriale  di
  Gela  o  di Milazzo, credo che non sarebbe quello il luogo  adatto,
  così  come nelle zone di espansione. La stessa cosa dicasi  per  la
  salvaguardia dell'autorizzazione sanitario-amministrative  vigenti,
  che riteniamo di fondamentale importanza.
   Il  richiamo alle zone di espansione industriale lo facciamo pure,
  signor  Presidente, all'articolo 6 e segnatamente con l'emendamento
  6.2.  Quindi,  a  nostro  giudizio sono  questioni  di  particolare
  importanza, anche perché da quarant'anni la legge regionale 71/1978
  disciplina  gli  assetti urbanistici in Sicilia e  credo  che  ogni
  modifica  alla  medesima  legge debba  intervenire  con  una  legge
  organica  e  so  che  è  intendimento  del  Governo  intervenire  a
  proposito e non con dei singoli emendamenti.
   Per completezza, anche all'articolo 4 l'emendamento 4.6 prevede la
  soppressione  dell'articolo  3. Come  sa  l'Assessore  Cordaro,  in
  giurisprudenza  è dibattuta la questione della sovrapposizione  fra
  zone   ed  aree.  L'individuazione  delle  aree  è  una  competenza
  urbanistica,  anche  perché qui entreremmo, con  la  previsione  di
  un'area  pubblica mercatale, nella questione anche degli indennizzi
  ed io credo che non sia assolutamente materia dell'Aula oggi, anche
  perché non è stata sentita neanche la Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, al comma 2 lei  parla  di  aree
  private di cui agli imprenditori agricoli abbiano espropriazione in
  forza di un titolo legittimo.

   BARBAGALLO. Emendamenti 3.3 e 3.2.

   PRESIDENTE. No, non ci siamo capiti. Articolo 3, comma 2,  laddove
  è  scritto    in forza di titolo legittimo  questo è ovvio  che  il
  titolo deve essere legittimo. Credo che la frase  ...in forza di un
  titolo legittimo  bisognerebbe toglierla. E' insito che il titolo è
  legittimo,  non  è che può esserci una iniziativa in  forza  di  un
  titolo che non è legittimo?

   BARBAGALLO. Se lei lo vuole togliere lo faccia  come Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, io dico che il termine   titolo
  legittimo   a  mio  parere andrebbe tolto, se lei  lo  ritiene.  La
  Commissione  potrebbe  scrivere un  emendamento  in  questo  senso,
  sempre  se  ritiene  di  presentarlo. Io mi  permetto  di  dare  un
  suggerimento  su una cosa che mi sembra ovvia, ci  può  essere  una
  iniziativa in un terreno in cui non c'è il legittimo proprietario?

   RAGUSA,    presidente   della   Commissione   e   relatore.    Per
  tranquillizzare  il  collega Barbagallo dico  che  questo  tipo  di
  attività  viene  sempre  normata da  parte  dei  comuni.  Tuttavia,
  all'emendamento  3.3 noi siamo contrari perché  è  una  limitazione
  immotivata,  nel  senso che non spetta certamente a  questa  norma,
  bensì  ai  comuni  quando  diranno dove  possono  fare  la  vendita
  diretta; quindi, c'è già un ente che a monte va a controllare  dove
  si può e dove non si può.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione mi pare  che  abbia
  espresso con chiarezza un parere contrario all'emendamento 3.3.
   Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, rispetto  a  questo  emendamento
  prima  di procedere alla votazione, il termine in forza del  titolo
  legittimo resta?

   BARBAGALLO. Presidente, per me non resta

   PRESIDENTE. Non c'è un emendamento, lasciamo perdere perché non ci
  capiamo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.2, a firma degli onorevoli Barbagallo e
  Lupo. Il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  3.1, a firma  dell'onorevole  Caronia.
  Questo emendamento è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 3.4, a firma degli onorevoli Barbagallo e
  Lupo.

   BARBAGALLO.  Anche  a  nome  dell'altro  firmatario,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.6, a firma degli onorevoli Barbagallo e
  Lupo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.     Signor     Presidente,     onorevoli     colleghi,
  sull'emendamento  3.6  insisto per la  soppressione  del  comma  5,
  perché  per  i  distributori automatici esiste una legge  nazionale
  specifica.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  sull'emendamento   3.6,   siamo
  favorevoli.

   PRESIDENTE. Quindi, siete favorevoli alla soppressione  del  comma
  5.
   Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Il Governo si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  3.7, a  firma  degli  onorevoli  Lupo,
  Barbagallo.

   LUPO. Anche a nome dell'altro firmatario, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
                          Compiti dei Comuni

   1.  I Comuni riservano ai soggetti di cui all'articolo 1 almeno il
  venti per cento del totale dei posteggi su aree pubbliche destinate
  al  commercio  al dettaglio o di altre aree pubbliche espressamente
  individuate  dal Comune. I Comuni riservano altresì ai soggetti  di
  cui  all'articolo 1 il venti per cento della superficie dei mercati
  all'ingrosso, qualora aperti alla vendita diretta al consumatore.

   2.  Al  fine  di  favorire l'acquisto dei  prodotti  agricoli  che
  abbiano  un  legame diretto con il territorio di  produzione  e  di
  assicurare  un'adeguata informazione ai consumatori sull'origine  e
  sulle specificità degli stessi prodotti, i Comuni, nell'ambito  del
  proprio  territorio, destinano aree per la realizzazione di mercati
  conformi  ai  criteri  contenuti nel  decreto  del  Ministro  delle
  politiche agricole, alimentari e forestali del 20 novembre  2007  e
  riservati agli imprenditori agricoli esercenti la vendita diretta.

   3.   In   attuazione  dei  principi  di  cui  all'art.  41   della
  Costituzione   è  fatta  salva  la  facoltà  per  gli  imprenditori
  agricoli,  anche  attraverso le associazioni  di  produttori  e  di
  categoria, di costituire mercati riservati alla vendita diretta  su
  area privata ovvero su area pubblica espressamente individuata  dal
  Comune,  non  riconducibili alle tipologie di  mercati  di  cui  al
  citato  decreto ministeriale 20 novembre 2007, purché nel  rispetto
  delle vigenti norme igienico sanitarie».

   Si  passa  all'emendamento  4.1, a firma  degli  onorevoli  Aricò,
  Zitelli, Galluzzo, Assenza.

   MILAZZO. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE.  Comunico che all'emendamento 4.1,  si  aggiungono  le
  firme degli onorevoli Milazzo, Figuccia e Pullara.
   Il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  4.3, a firma  dell'onorevole  Caronia.
  Questo  emendamento è inammissibile, per le ragioni precedentemente
  esposte.
   Si passa all'emendamento 4.6, a firma degli onorevoli Barbagallo e
  Lupo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  come  dicevo
  prima, il comma 3 dell'articolo 4, prevede le individuazioni  delle
  aree  mercatali pubbliche. Ad oggi, per l'individuazione delle aree
  mercatali,    l'ordinamento   giuridico   siciliano   prevede    un
  procedimento  che è quello della legge regionale n.  71  del  1978,
  dove sono previste le garanzie per il privato, la partecipazione al
  procedimento  amministrativo,  i termini  e  le  richieste  per  le
  modifiche sulla localizzazione dell'area, che è un procedimento più
  garantista;  noi  così stiamo cambiando quel tipo di  procedimento,
  noi  siamo  contrari e chiediamo la soppressione, perché  riteniamo
  che si debba intervenire con un procedimento più organico.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore. Sull'emendamento
  4.6,  il  parere è contrario perché non c'è motivo di  impedire  la
  costituzione di vendita diretta in città; se leviamo questo, si può
  effettuare solo in campagna.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Presidente  Ragusa, non contestiamo  che  ci  sia  la
  vendita  diretta  in  città, contestiamo  che  l'individuazione  di
  un'area  mercatale  pubblica avvenga con  singolo  regolamento  del
  Consiglio  comunale  e  non con la procedura prevista  dalla  legge
  regionale   n.  71  del  1978;  l'individuazione  di  un'area,   la
  localizzazione  di  un'area ha un procedimento  specifico,  nessuno
  impedisce  la  vendita  diretta dei prodotti agricoli,  noi  stiamo
  cambiando la localizzazione dell'area, il procedimento.
   Secondo  me,  Presidente, c'è pure un problema di  indennizzo  dei
  suoli. E' una norma completamente sballata.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   DOMENICO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   avevo
  presentato degli emendamenti che vorrei illustrare.

   PRESIDENTE. Non ora, li distribuiamo intanto e fra qualche  minuto
  le darò la parola per illustrarli.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  capisco
  oggettivamente  se l'onorevole Barbagallo voglia riprendere  questo
  punto.
   Credo  che discriminare le aree metropolitane a partire dai centri
  urbani possa rappresentare un elemento che di fatto, rispetto  alla
  norma,   anche   allo  spirito  con  la  quale  è   stata   ideata,
  oggettivamente non ho compreso questo punto, anzi credo  che  è  un
  modo per intervenire sulle aree interne, così come la norma prevede
  e come d'altra parte abbiamo anche condiviso.
   Vero è la legge regionale n. 71 del 1978, ma non vorrei che questo
  andasse poi in contrasto con una normativa precedente, a partire da
  quella  del  1964.  Nel '64 vengono fissati  i  principi  certi,  a
  partire  dal comma 2, dell'articolo 3, quindi, direi di  rifarci  a
  quelli ed evitare che con il comma 2, dell'articolo 3, della  legge
  '64, si vada in contrasto con il principio che viene qui stabilito.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  penso
  che  lo  spirito di questa norma sia principalmente  incentivare  e
  creare sviluppo, ovvero, lavoro.
   Questo  comma  di  questo  articolo,  amplia  la  possibilità   di
  identificare  nuovi  luoghi espressamente  individuati  dal  comune
  attraverso  delibere  che  adotta il  Consiglio  comunale  e  nello
  specifico    sappiamo   che   i   piani   regolatori,    i    piani
  particolareggiati,   l'individuazione  di  aree   specifiche   sono
  competenza dei comuni, quindi, così mantenendo il comma  3  teniamo
  vivi   due   meccanismi  importanti:  1)  l'autonomia  locale;   2)
  rafforziamo questa norma in quanto senza questo comma lavora al  50
  per cento.
   Molto  spesso, in alcuni comuni non ci sono aree e si deve  andare
  in  variante allo strumento urbanistico; ebbene, questa norma mette
  nelle  condizioni  il  comune, attraverso i  poteri  del  Consiglio
  comunale,  di  individuare nuove aree ed andare  in  deroga  perché
  questa  è una norma che va in deroga e noi lo dobbiamo autorizzare,
  cioè  individuare aree private o aree che individua il  comune  per
  creare   questi  luoghi  commerciali,  questi  luoghi  di   scambio
  commerciale,  questi luoghi che siano punti di  riferimento  perché
  sappiamo che questi nuovi mercati, al contrario delle grandi catene
  di  distribuzione, innescano dei meccanismi importanti,  rilanciano
  il   nostro   prodotto  che  è  direttamente  dal   produttore   al
  consumatore.
   Così  noi  che  facciamo?  Diciamo  no   Se  c'è  una  ipotesi  di
  realizzare  a Palermo, così rispetto che a Catania o a Caltagirone,
  un  nuovo momento di riferimento, abrogando questo comma 3  diciamo
   è morto tutto .
   Quindi,  nei fatti come stiamo dicendo? Intanto, abbiamo approvato
  emendamenti  pleonastici che non hanno senso. Per fare  un'attività
  hai  bisogno  delle autorizzazioni sanitarie, c'è  bisogno  che  lo
  scrivi nella norma? Quindi, non ha senso
   Per cui, inviterei l'onorevole Barbagallo, che è persona saggia ed
  io  conosco  ormai, a ritirare questo emendamento anche  perché  se
  dovesse mai essere contra legem ci saranno gli organismi preposti a
  farcelo rilevare.

   PRESIDENTE. Dovendo distribuire gli emendamenti dell'onorevole  De
  Domenico  che  non sono stati inseriti erroneamente nel  fascicolo,
  sospendo i lavori d'Aula per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.13, è ripresa alle ore 17.21)

   La seduta è ripresa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  stato
  sollecitato  dagli  interventi  dei  colleghi  e,  in  particolare,
  dall'intervento dell'onorevole Milazzo.
   Credo  che, probabilmente, ci sia un equivoco sulla lettura  delle
  norme. Il secondo comma già prevede che i comuni, con proprio atto,
  stabiliscano  le aree mercatali ai sensi del decreto del  Ministero
  dell'Agricoltura, eccetera, eccetera. Sono aree pubbliche. Il terzo
  comma dice che gli imprenditori agricoli, anche in forma associata,
  in aree private possono esercitare la vendita diretta. Questo terzo
  comma aggiunge una cosa che è già contenuta nel secondo comma, cioè
  dice  che  oltre  alle  aree private lo  possono  fare  nelle  aree
  appositamente individuate dai comuni. Ma è già previsto dal secondo
  comma che i comuni stabiliscono le aree dove potere fare la vendita
  diretta.
   Cosa  sono le aree? Dice anche una cosa illeggibile perché  se  il
  secondo  comma,  citando il decreto del Ministero  dell'Agricoltura
  che  è  proprio  quello  che prevede la  possibilità  -  il  famoso
  chilometro zero per capirci - per i produttori agricoli  di  potere
  esercitare  l'attività  di vendita diretta all'interno  delle  aree
  urbane,  suburbane,  il  terzo  comma  dice   aree  mercatali   non
  riconducibili a quelle di cui prima'.
   Cosa   sono   quelle   aree  mercatali  non  riconducibili?   Cioè
  ricordiamoci  che quando scriviamo una norma c'è  qualcuno  che  la
  deve  leggere  ed interpretare. Se fra di noi non è nemmeno  chiaro
  cosa  vogliamo dire, secondo voi una norma che è scritta in  questa
  maniera,  che  dice una cosa che non si capisce a chi  si  rivolge,
  perché  se non sono quelle di cui al secondo comma, quali  sono  le
  aree mercatali? Quelle commerciali
   Quindi, suggerirei di dire che al secondo comma c'è la norma  così
  com'è;  al terzo comma prevedere semplicemente che gli imprenditori
  agricoli  singoli  o  in forma associata, in aree  private  possano
  esercitare  l'attività  di  vendita  diretta,  eccetera,  eccetera,
  togliendo  quell'espressione  che fa riferimento  ad  una  difforme
  modalità
   Non so se sono stato chiaro.

   PRESIDENTE.  Allora,  Commissione rispetto  alle  obiezioni  fatte
  dall'onorevole  Cracolici, vuole qualche minuto per  riformulare  i
  commi?

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore. Mi  dia  qualche
  minuto di tempo per cercare di capire dove dobbiamo intervenire.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.25, è ripresa alle ore 17.40)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
  per  la  seduta  odierna  gli onorevoli De Luca  Cateno,  Musumeci,
  Aricò, Gennuso e Lagalla.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Seguito della discussione del disegno di legge n. 189-94/A
                «Vendita diretta dei prodotti agricoli»

   PRESIDENTE.  Si riprende la discussione del disegno di  legge  n.
  189-94/A  Vendita diretta dei prodotti agricoli .
   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  4.12  che  recita:  all'articolo 4, comma 3, le parole da   ovvero'
  fino a  2007' sono soppresse .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento  4.6 è assorbito dall'approvazione  dell'emendamento
  4.12.
   Si  passa all'emendamento 4.10, degli onorevoli De Domenico, Lupo,
  Arancio e Sammartino.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Gallo, Genovese, Savona, Mancuso e Falcone.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Seguito della discussione del disegno di legge n. 189-94/A
                «Vendita diretta dei prodotti agricoli»

   PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge n. 189-
  94/A.

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
  sull'emendamento 4.10, testé approvato.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  sull'emendamento 4.10 non è stato  chiesto  il  parere
  della Commissione, e la Commissione è contraria.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, c'è stato un mio errore.  Ponendo  in
  votazione  l'emendamento 4.10 non ho chiesto  il  parere  né  della
  Commissione, né del Governo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   credo   che
  l'emendamento  sia  di assoluto buon senso. Sostanzialmente  chiede
  che  vengano ascoltate le associazioni di categoria. Credo  che  le
  associazioni  di  categoria  non  possano  che  essere   favorevoli
  rispetto al disegno di legge di cui stiamo discutendo. Non vedo  il
  motivo  per  cui si debba dare un parere negativo, premesso  che  è
  stato  già  votato.  Ma,  ripeto, mi sembra  un  modo  perfino  per
  valorizzare il disegno di legge in discussione.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo voglio chiarire. La votazione  è  stata
  annullata  per un mio mero errore, perché non ho chiesto il  parere
  né alla Commissione, né al Governo.

   LUPO.  La  possiamo pure ripetere. Come la Presidenza si determina
  per  noi  va bene. Ma l'emendamento 4.10, nella sostanza, valorizza
  perfino  il  contenuto  della norma, non è un  emendamento  che  va
  contro.

   RAGUSA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, nel rispondere al collega Lupo, non
  si   è   contrari   a  questa  proposta,  ma  è  un  appesantimento
  amministrativo. Se siamo per lo snellimento, se siamo  per  portare
  avanti  le pratiche, se siamo per aiutare la gente, in questo  caso
  siamo  in  aiuto a coloro che fanno vendita diretta, che  senso  ha
  chiamare  i  rappresentanti  sindacali  con  il  rispetto   per   i
  rappresentanti  sindacali, rispetto per tutti. Qua stiamo  parlando
  di   vendita  diretta  dei  prodotti  agricoli.  Mi  spiegate  cosa
  c'entrano i rappresentanti sindacali? Non c'entrano niente. Per cui
  il nostro parere è contrario.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  Presidente
  della Commissione ha dato delle plausibili motivazioni, tuttavia io
  ritengo   che   quando  si  assumono  decisioni,  soprattutto   che
  riguardano  coloro  i quali saranno destinatari degli  effetti  che
  produrrà  o  la norma oppure domani il procedimento amministrativo,
  io suggerirei, invece, di accogliere l'emendamento. E questo perché
  comunque  -  e  mi  rivolgo alla Commissione -  di  quanto  si  può
  rallentare? Di un giorno? Il tempo che uno li ascolta? Non è che  è
  vincolante  il  parere delle associazioni di categoria   Si  tratta
  solo  di  avvisarli, di renderli partecipi, e del resto lo  spirito
  degli  statuti  comunali  è quello della partecipazione.  Oggi  noi
  approviamo  norme  per  impedire  la  partecipazione?  Sarebbe   un
  controsenso.  Io  direi di accogliere favorevolmente  l'emendamento
  degli onorevoli De Domenico, Lupo ed altri.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  vedo
  l'appesantimento.  L'appesantimento  c'è  nel  momento  in  cui  si
  obbliga un comune a dedicare una fetta importante, e magari non c'è
  la  necessita, ma stiamo bilanciando gli interessi. Da  un  lato  è
  prevista  l'obbligatorietà,  però  per  determinare  il  20%  della
  superficie io ritengo che sia opportuno sentire le associazioni  di
  categoria,   non  c'entrano  niente  i  sindacati,   c'entrano   le
  associazioni  di categoria degli agricoltori, quindi mi  sembra  un
  atto di democrazia nei confronti di chi è poi il destinatario della
  norma.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema è questo:
  o noi decidiamo di fare degli interventi legislativi che finalmente
  sono  in favore dei piccoli produttori che purtroppo non si sentono
  più  rappresentati da queste associazioni di categoria. Qui il tema
  è  questo  I piccoli produttori non si sentono più rappresentati da
  queste  strutture elefantiache che voi volete continuare a tutti  i
  costi  a  tenere  in  piedi.  Questo  finalmente,  da  parte  della
  Commissione,  è  un  disegno di legge  che  va  incontro  a  quella
  categoria.  Cerchiamo di smontare la logica delle aggregazioni,  di
  chi  rappresenta  solo interessi personali e di  cartello   Se  voi
  volete  continuare con gli interessi personali e di  cartello,  che
  servono  solo  a fare clientele, andiamo avanti con le associazioni
  di  categoria,  non  il  20% diamogli tutto  a  loro,  così  se  le
  gestiscono nel buio delle stanze chiuse con quattro bottoni  sempre
  le  stesse  persone   Noi  siamo  assolutamente  contrari  e  siamo
  favorevoli per un approccio che veda finalmente premiati i  piccoli
  produttori.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAPALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono concorde  con
  il  Presidente della Commissione, on. Ragusa. L'Aula deve avere  il
  potere  di  legiferare. Se l'Aula deve fare una  legge  e  la  deve
  lasciare  sempre  in  balia  degli altri,  non  capisco  che  legge
  facciamo.
   Le   associazioni  di  categoria  possono  essere  sentite   dalla
  Commissione  nel  momento di legiferare, ma una  legge  deve  avere
  delle  norme  certe  che  non devono essere  lasciate  alla  libera
  interpretazione o rimesse al giudizio di altri. Se le  associazioni
  di  categoria devono essere sentite, saranno sentite prima, ma  una
  volta  fatta la legge noi dobbiamo avere la capacità di dare  delle
  norme  chiare  e  delle  norme  che devono  snellire  le  procedure
  burocratiche: meglio una norma sbagliata, ma che non ha bisogno  di
  tutti questi pareri
   Mi sembra di capire che ogni legge che l'Aula produce non fa altro
  che  aggravare  la  situazione esistente perché  stiamo  diventando
  troppo   democratici;   e  allora  la  democrazia   va   bene,   la
  partecipazione va bene, ma nel momento in cui si fa  la  legge,  la
  legge poi deve avere delle risposte chiare e certe.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  come
  al solito, piuttosto che parlare della luna, parliamo del dito.
   Il  tema  è  uno: questa norma stabilisce che il 20 per  cento  in
  maniera  tassativa, almeno i Comuni devono dedicarla  alla  vendita
  diretta. Tra l'altro prevede che anche i mercati all'ingrosso, cioè
  sarebbero  i  mercati  ortofrutticoli, per capirci,  se  aperti  al
  pubblico, hanno l'obbligo di avere spazi per la vendita diretta.
   Ora è evidente, io sono per la vendita diretta, ci mancherebbe, ma
  attenzione  a  non  creare un conflitto a somma  zero.  Perché  nei
  mercati ortofrutticoli ci sono gli intermediari, altrimenti non  ci
  sarebbe  il  mercato ortofrutticolo  Nei posteggi cosiddetti  delle
  aree  urbane,  è evidente che stiamo parlando di aree mercatali  in
  gran  parte  già concessi; io conosco Palermo tutti i posteggi  dei
  mercati  rionali, che sono stati assegnati da anni, si ripetono  di
  anno in anno. Stabilire che da oggi c'è un 20 per cento dedicato  a
  chi comunque non ce l'ha dentro un mercato di dettaglio, ma non  di
  vendita  diretta,  credo che stiamo appesantendo  un  procedimento,
  perché  a quel punto metteremo in seria difficoltà i comuni, perché
  se  non  lo  fanno,  che fa? Si va al Tar? Si  crea  un  conflitto,
  diciamo,  tra  chi  fa  la vendita diretta  e  chi  fa  la  vendita
  intermediata?
   Allora, una cosa è la vendita diretta di spazi dedicati, di luoghi
  specializzati,  altra  cosa  è obbligare  i  comuni  a  un  limite,
  stabilito  per  legge, secondo cui se non lo fai  -  ripeto  -  non
  capisco cosa succede.
   L'unica  cosa  che  può succedere è che il Tar  annulla  tutte  le
  concessioni.
   Io  credo  che  così stiamo appesantendo il procedimento,  non  lo
  stiamo  snellendo; ecco perché suggerirei, e credo che  lo  spirito
  del  collega  Di  Domenico  più che le associazioni  di  categoria,
  perché   è   chiaro   che  siamo  di  fronte  a   un   procedimento
  amministrativo,   è   quello   di   stabilire   un   principio   di
  ragionevolezza  che,  piuttosto che  al  meno  diventi  un  limite,
  diciamo, massino non uno al meno, perché al meno significa  dal  20
  al   cento  per  cento.  Nel  mercato  di  Vittoria  che  facciamo?
  Sostituiamo tutti gli intermediari con i contadini direttamente che
  vendono?
   Suggerirei  alla Commissione di valutare una dizione  che  non  ci
  appesantisca un procedimento.
   Ripeto,  la  vendita  diretta è sacrosanta, tra  l'altro  ormai  è
  patrimonio  comune, il chilometro zero è diventato la  cultura  del
  consumo,  però  evitiamo  conflitti  tra  il  fruttivendolo  e   il
  produttore di frutta che spesso poi sono due cose diverse.

   RAGUSA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  ascoltato  con
  interesse  gli  interventi  di colleghi  molto  importanti  che  in
  quest'Aula hanno scritto storia di politica siciliana. Però, volevo
  ricordare  a  tutti  che  noi prima di fare  questa  norma  abbiamo
  convocato,  chiamato e udito tutti i rappresentati sindacali  della
  Regione siciliana, ad uno ad uno, non ultimo gli abbiamo mandato il
  disegno  di legge, loro ci hanno fornito aiuto e sostegno,  e  oggi
  siamo qui per andare avanti.
   Per  cui, per quanto ci riguarda, il nostro parere all'emendamento
  4.10 è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, possiamo vedere  di  trovare  una
  soluzione?  Eliminare  le  parole:   sentite  le  associazioni   di
  categoria    Onorevole   Cracolici?   Governo?   Presidente   della
  Commissione? Colleghi? Siamo d'accordo a presentare un  emendamento
  che sopprima le parole:  sentite le associazioni di categoria?
   Mi   riferisco  all'emendamento  4.10.  Se  vogliamo  snellire  il
  procedimento e vogliamo fare in modo di trovare un'intesa su questo
  argomento, la Commissione può presentare un subemendamento al  fine
  di accelerare l'iter, snellire le procedure, sentire le categorie e
  cerchiamo di approvare all'unanimità questo emendamento.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  Lei si pone in modo moderato e la sua richiesta  viene
  accolta   nella   misura  in  cui  l'onorevole  che   ha   proposto
  l'emendamento, presenti un subemendamento. E noi glielo  accogliamo
  perché questa norma, è la norma di tutti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendiamo brevemente la  seduta,
  al  fine  di  consentire la scrittura del subemendamento  da  parte
  dell'onorevole De Domenico.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.56, è ripresa alle ore 18.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  Commissione  ha  fatto  una
  sintesi d'intesa con chi aveva presentato l'emendamento 4.10, ed ha
  presentato l'emendamento 4.13, di nuova riscrittura.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  se
  l'onorevole  Cracolici  prende  posto  perché  lui,  poco  fa,   ha
  illuminato l'Aula. Tutta l'Aula si è resa conto dell'errore che  si
  stava, di qui a poco, consumando. Ed allora abbiamo fatto sempre  -
  quest'Aula  fa sempre dagli Appennini alle Ande - prima era  minimo
  il  20%, quindi potevamo arrivare anche all'80%, perché se tu  levi
  il 20% poi proseguiva al 20% in poi è l'80%. Ora, invece, è fino al
  20% cioè  nsamaddio  arriviamo, come diciamo a Palermo, al 21%.
   Poco   fa,   mentre   l'onorevole  Cracolici  argomentava,   molto
  appropriatamente,  io lo disturbavo e cercavo di  trasmettergli  un
  messaggio ma lui, siccome è comunista - lo dico perché così non  si
  offende   -   non   ascolta   nessuno.  Il   tema   dell'intervento
  dell'onorevole Cracolici, secondo me, magari lo interpreto in  modo
  distorto,  non  era  quello di invertire la percentuale.  Ha  posto
  anche un altro tema: nel caso del mercato di Palermo, dire fino  al
  20%,  può significare che, se l'assessore vuole raggiungere  quella
  quota, quel mercato può non avere materialmente gli spazi.
   Questa  norma,  anche con questo emendamento,  espone  comunque  i
  mercati  storici,  quelli che già sono stati  costituiti  da  anni,
  funzionano,  non possono mai trovare, nel caso di Palermo  ci  sono
  revoche di concessioni perché non hanno nemmeno lo spazio per darlo
  a  quelli  storici. Appena passa un emendamento di questo tipo  noi
  abbiamo  esposto il mercato del Comune di Palermo a contenziosi  ed
  al  caos. Quindi la visione deve essere, o noi diciamo dal  20%  in
  poi  e  lasciamo tutto per come è, o lo prendiamo e lo sopprimiamo,
  cioè  lasciamo  ai Comuni la possibilità di autodeterminarsi,  così
  come vuole lo spirito dell'autonomia locale. Perché comunque questa
  norma  rischia così di essere impugnata, perché l'autonomia  locale
  non può costituzionalmente mai essere intaccata.
   Il  principio è questo, quindi da una castroneria siamo passati ad
  un'altra  castroneria.  Questo emendamento non  si  può  approvare,
  perché - lo ripeto di nuovo - i siti già funzionanti non hanno  gli
  spazi  per  poter garantire nemmeno questo 20%, oppure  introducete
   fatti salvi i siti già funzionanti .

   CRACOLICI. Fermo restando le concessioni già in essere

   MILAZZO. Questo è il tema, perché mettiamo in difficoltà i  Comuni
  che  poi  dovranno dire a qualcuno  senti, levati ,  per  garantire
  un'altra cosa.

   CRACOLICI. Ti sei spiegato bene.

   MILAZZO.  Mi  sono spiegato bene. Quindi, Presidente, se  pazienta
  lei  un ultimo minuto e sospende proprio due minuti, lo aggiustiamo
  e proseguiamo.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per 5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 18.13)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rispetto all'emendamento  4.13,  è
  stato  presentato l'emendamento 4.13.1 che recita:  fermo  restando
  le  concessione  in  essere all'entrata in  vigore  della  presente
  legge .
   Distribuiamo   questo   emendamento.   Tutti   devono   avere   la
  consapevolezza di ciò che esaminiamo.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 4.13.1. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.11, a firma degli onorevoli De Domenico
  ed altri.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  dire
  che il contenuto di questo emendamento, ne ho parlato anche con  il
  Presidente,  in  qualche  modo,  indirettamente  si  applicherebbe,
  perché c'è un richiamo alle legge nazionale. Però, ritengo che  una
  legge  fatta  dal nostro Parlamento debba evidenziare espressamente
  il  divieto  di  esercizio dell'attività di  chi  già  abbia  avuto
  condanne.
   Ritengo che l'inserimento della norma in maniera specifica, e  non
  richiamandola indirettamente attraverso un generico richiamo finale
  della norma di rinvio, abbia anche una valenza politica, e quindi è
  una grande opportunità evidenziarla espressamente.

   PRESIDENTE.  Onorevole de Domenico, io gliel'ho  fatto  illustrare
  perché lei ha insistito sulla riproposizione di questo emendamento,
  ma  come  lei stesso ne ha fatto cenno, l'articolo 8 fa un richiamo
  esplicito al decreto legislativo n. 228 del 2001, e questa norma  è
  espressamente copiata dall'articolo 4, comma 6, quindi di  fatto  è
  inammissibile. Cioè il richiamo finale della legge, che  ovviamente
  chiude   ogni   discorso,   tende   a   considerare   inammissibile
  l'emendamento  da  parte di questa Presidenza.  Questo  per  essere
  chiari, quindi, questo emendamento non si può votare.
   Si passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà  questa
  norma  che  io ho immaginato, avrebbe l'obiettivo di dare  contezza
  rispetto  a  quelle  che sono le iniziative nei  vari  comuni,  dia
  contezza  all'assessorato e, quindi, dia la possibilità  di  creare
  una  sorta  di  mappatura di quelli che sono,  sì  dell'assessorato
  delle  attività produttive, di dare in qualche modo  una  sorta  di
  mappatura  delle attività che vengono messe in piedi, non  soltanto
  da  parte dei comuni nei confronti dell'assessorato per le attività
  produttive  ma  poi,  rispettivamente,  la  Regione,  con   cadenza
  semestrale,  dovrebbe darne una comunicazione  al  Ministero  delle
  politiche  agricole.  Tutto questo anche per  testimoniare  che  le
  iniziative  che probabilmente, ci auguriamo, potranno essere  messe
  in  piedi  e  potranno avere luogo, magari potrebbero diventare  un
  trend  positivo  di  crescita che possano essere  in  qualche  modo
  statuite,  individuate, censite e, quindi, poi magari anche  essere
  oggetto  di  approfondimenti e - perché no? -  anche  di  eventuali
  appostazioni  di somme che possono servire per implementare  queste
  attività.
   Siccome da quello che è la mia visione di questo disegno di legge,
  sembra  che sia un po' tutto lasciato alle iniziative dei comuni  e
  che   non  ci  sia  una  sorta  di  regia,  non  vuole  essere   un
  appesantimento   burocratico-amministrativo  ma  semplicemente   un
  momento  di  conoscenza  da parte della  Regione  e  da  parte  del
  Ministero  delle attività che vengono poste in essere, per  cui  la
  norma  - diciamo - avrebbe questo significato. Chiaramente  mi  sta
  particolarmente a cuore il primo comma, che è quello di  una  regia
  in   termini   conoscitivi   da  parte  dell'assessorato   Attività
  produttive che secondo me potrebbe essere soltanto utile e  non  un
  gravame.

   PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Caronia, ma lei intende spostare la
  competenza  dell'assessorato Agricoltura  all'assessorato  Attività
  produttive?

   CARONIA. In termini di comunicazione, semplicemente in termine  di
  comunicazione

   PRESIDENTE. Allora può presentare un sub-emendamento in cui indica
  l'Assessorato agricoltura.

   CARONIA.  Va bene, possiamo anche fare così, ma in realtà  diciamo
  che  è  una norma che per certi aspetti coinvolge entrambi i  rami.
  Posso   presentare  un  sub-emendamento  dove  scrivo   assessorato
  all'agricoltura, se è più pertinente, se si ritiene  che  questo  è
  più  utile.  Il  tema  era  quello  della  mappatura,  per  cui  va
  benissimo.

   PRESIDENTE. Allora presenti il subemendamento.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   solo   per
  sostenere,  appunto, la corretta interpretazione della  Presidenza.
  Nel  senso  che  la finalità non credo sia quella  di  spostare  le
  competenze  dall'assessorato Agricoltura  all'assessorato  Attività
  produttive,  semmai  quella di demandare  all'assessorato  Attività
  produttive    che,   nelle   more   dell'attività    legate    alla
  commercializzazione, all'internazionalizzazione possa  avere,  come
  dire,  una mappatura chiara delle manifestazioni e delle iniziative
  che  sono  presenti  in  Sicilia, mantenendo  ovviamente  la  regia
  dell'assessorato    Agricoltura   e   lasciando    quindi    spazio
  all'interpretazione della Presidenza.
   Quindi,  sono  d'accordissimo. Se si potesse fare  questa  piccola
  modifica  in  modo da integrare le competenze delle attività  degli
  assessorati.

   PRESIDENTE. Dovete presentarli. Allora, c'è qualche altro  collega
  che chiede di parlare?

   RAGUSA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Presidente, lei deve pronunciarsi  su
  questo  emendamento 4.2 con il sub-emendamento che sta  per  essere
  presentato   all'onorevole  Caronia  che  sostituisce   Assessorato
  Attività produttive con Agricoltura e foreste.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, fermo restando  che  io  apprezzo
  molto,  come  dire,  la  sua partecipazione  totale  nei  confronti
  dell'Aula, che vuole metterci nelle condizioni di fare la  migliore
  cosa  possibile,  e  apprezzo molto anche l'impegno  della  collega
  Caronia,  mi  permetto solo di dirle questo: in  un'epoca  dove  si
  parla  di  snellimento della burocrazia, dove si parla  di  rendere
  tutto  più  facile,  se  noi  vogliamo  appesantire  questa  norma,
  approviamo questo emendamento e appesantiamo la norma.
   Tuttavia  mi  corre  l'obbligo  morale  di  dirle  anche  che   la
  Commissione su questo argomento si è più volte confrontata  con  le
  parti  sociali.  Per quanto ci riguarda, nulla osta  alle  opinioni
  della  collega Caronia, nulla osta alle opinioni del mio Presidente
  Di  Mauro  in  questo momento, noi siamo contrari.  Ma  non  è  una
  posizione  dura,  è un rispetto per coloro che faranno  la  vendita
  diretta  dei prodotti agricoli perché oggi stiamo parlando  di  una
  cosa  talmente  semplice, stiamo accorciando  la  filiera  tra  chi
  produce e chi consuma, perché vogliamo appesantire le norme?

   PRESIDENTE.  Ma  è  una semplice comunicazione, non  intralcia  il
  percorso  dell'autorizzazione di un mercato agricolo. Comunque,  il
  parere della Commissione è all'unanimità?

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore.  Guardi,  io  mi
  fermo  e  faccio  intervenire il Vicepresidente  della  Commissione
  perché  non  vorrei  che  passasse  che  il  Presidente  di  questa
  Commissione è contrario a questa cosa.

   PRESIDENTE. Presidente Ragusa, lei può esprimere il parere anche a
  maggioranza.

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore. Io le  ho  detto
  che questa Commissione è contraria a questo emendamento.

   PRESIDENTE. Va bene, ne prendiamo atto.
   Il Governo mantiene l'emendamento?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Signor Presidente, io mi trovo in linea con  la
  proposta dell'onorevole Caronia, perché avere un censimento  e  una
  mappatura  di  queste iniziative nel territorio  può  servire  alle
  stesse  aziende per le politiche che in tal senso vuole  sviluppare
  l'Assessorato e il Governo.
   Accanto a questo condivido in toto la linea della Commissione, che
  sa  quanto appesantite siano le aziende agricole e quanto si voglia
  evitare di sovraccaricarle di ulteriori adempimenti. Io ritengo che
  la  posizione  mediana potrebbe essere quella,  visto  che  c'è  un
  passaggio   con  i  Comuni,  che  siano  i  Comuni   a   comunicare
  all'Assessorato  le  aziende  che sono  dedite  a  questo  tipo  di
  attività,  così  liberiamo  le aziende dalla  comunicazione  e  noi
  facciamo la mappatura tramite i Comuni.

   PRESIDENTE.  Abbiamo  concluso  gli  interventi.  Si  passa   alla
  votazione  dell'emendamento 4.2.1, con il  parere  contrario  della
  Commissione  e il parere favorevole del Governo. Chi è  favorevole;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.2.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  ìndico  la votazione per scrutinio  nominale.  Chi  è
  d'accordo all'approvazione dell'emendamento 4.2 così come  emendato
  dall'emendamento 4.2.1 vota verde; chi è contrario vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                59
   Votanti                 44
   Maggioranza        23
   Favorevoli           12
   Contrari               32
   Astenuti                0

                           (Non è approvato)

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  volevo
  condividere  con  lei  e  con tutti gli altri  colleghi  un  attimo
  di insomma io sono smarrito. E' normale che c'è la Commissione  con
  un Presidente che è diametralmente opposto nell'indicare quella che
  h  la  volontà  rispetto  al  testo e rispetto  all'assessore,  tra
  l'altro  condividono  lo  stesso partito, ma  dico  parlarsi  prima
  cinque  minuti? Sospendiamo per cinque minuti, magari si parlano  e
  si ritrovano.
   Se   dobbiamo  andare  avanti  in  questo  modo  davvero   diventa
  imbarazzante, qua c'è evidentemente qualcuno che sta  giocando  una
  partita, e qualcuno che sta giocando un'altra partita. Il testo  mi
  pare che ha la condivisione da parte della maggior parte dei gruppi
  politici che compongono la Commissione, se qui ora si deve venire a
  colpi  di  emendamento, io le chiedo per ogni emendamento a  questo
  punto il voto palese, così ci determiniamo con maggioranze che  non
  sono chiaramente altre, perché così non si può fare.
   Ora,  chiedo  all'assessore  di chiarire  con  un  intervento  che
  intenzione  ha  rispetto  ad  una  legge  che  ha  visto  un   iter
  parlamentare  importante e condiviso, perché  se  non  è  condivisa
  dall'assessore  ce ne facciamo una ragione, ma cominciamo  anche  a
  capire dove è che dobbiamo chiedere il voto palese in maniera  tale
  da  potere  determinare una maggioranza d'Aula  che  è  diversa  da
  quella con votazione per alzata e seduta.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri non è che questo emendamento  era
  determinante per la legge. È un emendamento che procedeva  soltanto
  alla  comunicazione alla Regione e poi al Ministero del luogo  dove
  si   fanno  questi  mercati.  Può  capitare  che  non  ci  sia  una
  convergenza su un emendamento.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, l'onorevole Cancelleri sarà smarrito,
  ora lo rimetto io sulla retta via.
   Noi  stiamo trattando una norma e il clima d'Aula è approvare  una
  norma   che  sia  una  norma  nell'interesse  di  tutti,  condivisa
  soprattutto da chi sarà destinatario degli effetti che questa norma
  dovrà produrre.
   Non siamo al congresso di Forza Italia, non siamo in una caserma e
  quando un Presidente di Commissione o l'Assessore esprime un parere
  su  un emendamento, non è su un testo già approvato in Commissione,
  ci debba essere per forza unanime veduta di percorso.
   Un  deputato ha proposto un emendamento. Il Presidente ha espresso
  la  sua  volontà.  Ma  il Presidente esprime  non  la  sua  volontà
  personale,  il Presidente rappresenta la volontà della Commissione.
  Non è che è Casa Ragusa quella, onorevole Cancelleri.
   L'Assessore,  invece, dirige, guida il proprio  assessorato  e  si
  autodetermina in base a quello che ritiene più giusto per la delega
  che  lui rappresenta come legale rappresentante e non delegato  del
  Presidente della Regione.
   Quindi,   è  l'unico  titolare  legale  di  quell'assessorato.   È
  pacifico,  onorevole Cancelleri. Magari a lei può dispiacere,  però
  dobbiamo essere anche chiari e forse - e non mi riferisco a lei, al
  sottoscritto - meno ipocriti nel pensare che non ci può  essere  un
  percorso  che  sempre  può  vedere  tutti  unanimi.  Questa  è  una
  sfumatura della norma. Va documentato, va censito o no? Non mi pare
  che sia il cuore della norma.
   Quindi  io la rassicuro. Sono qua, rappresento io la posizione  di
  Forza  Italia, loro, questi altri attori rappresentano altri ruoli.
  Uno è il Parlamento, uno è il Governo regionale.

   PRESIDENTE. Grazie all'onorevole Milazzo che si pone come garante.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, non vorrei portare una voce  che  si
  allontana da quella dell'autorevole Capogruppo di Forza Italia però
  credo  che  stiamo assistendo ad un fatto - lo dico  ai  cugini  di
  Forza Italia - che non è un bel precedente.
   Mi  sembra che ogni volta che l'Assessore di un partito abbia dato
  la  linea,  in  qualche modo è opportuno che quella linea  rispetto
  alle attività dei disegni di legge venga tenuta.
   Presidente  della Commissione, stiamo parlando di  un  disegno  di
  legge che ha raccolto davvero trasversalmente il consenso di tutti.
  Non  voglio  appiattirmi nelle posizioni dell'opposizione  che,  mi
  lasci dire anche, fate demagogia, onorevole Cancelleri.
   È  chiaro  che stiamo parlando di un provvedimento che  chiama  in
  causa  le  comunicazioni. Però, Presidente  della  Commissione,  la
  prego  di attenersi a quelle che sono le volontà della maggioranza.
  L'Assessore Bandiera, autorevolmente, ha espresso un'opinione su un
  emendamento della collega Caronia che di fatto serviva  soltanto  a
  fare un censimento delle attività che in Sicilia vengono svolte  in
  un settore come quello, informando il Ministero e, contestualmente,
  dando mandato all'Assessorato dell'agricoltura di avere la regia di
  quelle  attività  e all'Assessorato attività produttive  di  potere
  intervenire  sui  temi dell'informazione. Io, questo,  per  dovere,
  sentivo di rappresentare.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 4.5 a firma degli  onorevoli
  Barbagallo e Lupo. Onorevole Barbagallo lo vuole illustrare?  È  il
  disciplinare di mercato.

   BARBAGALLO. Certo, signor Presidente.
   Onorevoli  colleghi,  come  spesso accade  invitiamo  i  comuni  a
  prevedere   entro   un   termine   predeterminato,   con   apposito
  regolamento, la disciplina che normi, appunto, questa  materia.  E'
  un  modello  diffuso, non c'era una previsione espressa all'interno
  del  testo  che  è  arrivato in Aula e quindi lo abbiamo  previsto.
  Credo che non abbia nessuna controindicazione particolare ed  è  un
  invito ai comuni a disciplinare con regolamento tutta la materia

   PRESIDENTE. Chiedo al Presidente della Commissione di esprimere il
  parere sull'emendamento 4.5.

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore.  Sostanzialmente
  sull'emendamento 4.5

   PRESIDENTE.  E' un emendamento regolamentare, non è  che  sia  una
  cosa

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Vorrei
  condividere  con  il collega Barbagallo questo subemendamento:   le
  parole  ai comuni..di cui al precedente comma 2'  se è d'accordo il
  collega Barbagallo.

   BARBAGALLO. Perché, qual è la preoccupazione?

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore. Non c'è  nessuna
  preoccupazione  in linea di massima, tuttavia però ci  permette  di
  essere in linea e quasi regolare rispetto al nostro percorso.

   BARBAGALLO. Va bene se è solo riferito al comma 2.

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore. Però  le  parole
   ai  comuni  precedenti  vanno sostituite con  di cui al precedente
  comma 2

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 18.46)

   La seduta è ripresa

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione,  il
  subemendamento  4.5.1, che sostituisce i commi  precedenti  con  le
  parole  comma 2'.

   Si  passa  alla votazione dell'emendamento 4.5.1.  Il  parere  del
  Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla  votazione dell'emendamento 4.5,  degli  onorevoli
  Barbagallo e Lupo, così come emendato.
   Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.4, dell'onorevole Caronia.
   L'emendamento  è inammissibile perché fa riferimento  -  la  prima
  parte -  alla Giunta comunale che dovrebbe fare una relazione sullo
  stato  dell'efficacia delle presenti norme, - la  seconda  parte  -
  laddove indica 3ter, a proposito del punto a) che fa riferimento al
  Km  0  di cui all'articolo 2 è inammissibile, poiché l'articolo  2,
  come  lei ricorderà non ha preso in considerazione l'esame e quindi
  l'approvazione dell'articolato sotto il profilo del Km 0.
   Relativamente ai punti b) e c) e d) che, credo facciano un  errore
  nel  senso  che  ripete questo km 0, che può  essere  corretto  col
  termine  di  vendita  diretta, se lei presenta  un  subemendamento,
  l'Assemblea lo può esaminare.
   Ci siamo capiti onorevole Caronia? La prima parte è inammissibile,
  il  punto a) è inammissibile perché fa riferimento all'all'articolo
  2.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per   quanto
  riguarda il 3) bis, che è quello entro i 90 giorni dalla relazione

   PRESIDENTE.  Sì,  la  relazione, non  c'entra  che  il  Comune  fa
  relazione,  su  una legge dell'Assemblea, semmai il Governo  fa  la
  relazione al Parlamento.

   CARONIA.  Il  senso dell'emendamento - è chiaro  che  sulla  parte
  inammissibile, ovviamente non potrò portarlo avanti -  ma il  senso
  che  voleva significare questa norma è che, ad ogni modo, visto che
  le attività che vengono intraprese dal Consiglio Comunale, rispetto
  a quello che verrà indicato e delle delibere della Giunta Comunale,
  in  qualche  modo poi dovrebbero essere rese note  al  Consiglio  e
  nella  fattispecie  alle Commissioni competenti,  per  un  atto  di
  trasparenza, così come l'emendamento di cui avevo detto prima,  per
  dare  contezza delle attività svolte, ritengo fosse  utile  che  le
  commissioni  competenti dei Consigli comunali che molto  spesso  si
  riuniscono ma non hanno la facoltà se non attraverso atti ispettivi
  di  avere contezza di quello che l'organo amministrativo fa,  credo
  che  potessero essere invece coinvolti in una relazione che potesse
  tener  conto  di  quello  che  è l'attività  resa  durante  l'anno,
  esattamente la stessa ratio della norma precedente.
   Io  sono anche disposta ad una riscrittura, dico, chiaramente, che
  mi riservo di

   PRESIDENTE.  Lo  so,  è  inammissibile tutto  perché  il  soggetto
  principale è la relazione. Purtroppo diventa tutto inammissibile

   CARONIA. Va bene

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.8 a firma  dell'onorevole
  Cracolici ed altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.  Onorevole Cracolici ci sono  parti  di
  questo  emendamento che sono superflue perché è inutile ribadire  i
  termini delle sanzioni penali e amministrative

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  per
  me  si  possono togliere perché il concetto era uno: io non  voglio
  qui disciplinare cose sulle quali non abbiamo competenza perché sia
  le penali che le amministrative

   PRESIDENTE. Che sono già disciplinate

   CRACOLICI.  Il  concetto era questo: questa è una norma  a  tutela
  degli  agricoltori che fanno la vendita diretta, perché?  Purtroppo
  capita  che spesso, in alcune situazioni, alcuni che dichiarano  di
  fare  vendita  diretta in realtà sono intermediari,  cioè  comprano
  prodotti  presso il mercato ortofrutticolo e poi vanno nei  mercati
  della  vendita diretta, allora, a tutela, proprio perché è un brand
  straordinario  la  vendita diretta, a tutela dei produttori  questa
  norma dice che se, non solo il produttore fa la frode nel senso che
  non  fa in via prevalente la vendita dei propri prodotti, ma  anche
  coloro   che  organizzano  il  mercato  cioè  in  alcuni  casi   le
  associazioni  dei  produttori che hanno l'obbligo della  vigilanza,
  qualora  ci siano modalità di aggiramento delle norme, la  sanzione
  deve  essere  che  deve  essere inibita  l'attività  della  vendita
  diretta   anche   all'organizzazione  che  non  ha  esercitato   la
  vigilanza.

   PRESIDENTE. E su questo, onorevole Cracolici, siamo d'accordo, lei
  deve  presentare  però un subemendamento che  elimina  le  sanzioni
  penali  e  amministrative,  il resto  è  possibile  perché  si  può
  stabilire  una inibizione, del resto quello che lei ha sollevato  è
  il  problema  di  tutte le famiglie che partecipano  ai  mercati  e
  vogliono  avere consapevolezza di ciò che comprano. Chi lo presenta
  questo emendamento?

   CRACOLICI. Lo presento io

   MILAZZO. A che punto siamo, signor Presidente?

   PRESIDENTE. Siamo a buon punto

   MILAZZO.  Perché  che  sia chiaro, norme di notte  non  ne  voglio
  approvare

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ha firmato l'emendamento?
   Onorevoli  colleghi,  l'onorevole  Cracolici,  ha  presentato   il
  subemendamento  4.8.1  che  elimina  dall'emendamento  4.8,  e  più
  precisamente  l'art.  3bis,  le  parole   oltre  quelle  penali   e
  amministrative previste .
   L'emendamento  resta  in piedi perché si  collega  al  termine  la
  sanzione  con  l'inibizione  per 5 anni  dall'attività  di  vendita
  diretta.
   Credo che sia questo un buon subemendamento. Pongo in votazione il
  subemendamento  4.8.1.  Il  parere  della  Commissione?  Presidente
  Ragusa lei è d'accordo sul subemendamento presentato dall'onorevole
  Cracolici?

   RAGUSA. presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  ed  il
  parere  favorevole  del  Governo  lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 4.8, così come emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.

                              «Articolo 5
          Norme in materia di somministrazione non assistita

  In  conformità  a  quanto previsto dall'art.  4,  comma  8-bis  del
  decreto   legislativo   n.  228/2001  e  successive   modifiche   e
  integrazioni  e tenuto conto di quanto stabilito dall'art.  34  del
  decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni
  dalla  legge  22  dicembre 2011, n. 214, nell'ambito dell'esercizio
  della vendita diretta è consentito vendere prodotti agricoli, anche
  manipolati  o  trasformati,  già pronti  per  il  consumo  mediante
  l'utilizzo  di  strutture  mobili nella disponibilità  dell'impresa
  agricola anche in modalità itinerante, su aree pubbliche o  private
  nonché  il  consumo  immediato  dei  prodotti  oggetto  di  vendita
  utilizzando   i   locali   e   gli   arredi   nella   disponibilità
  dell'imprenditore agricolo con l'esclusione del servizio  assistito
  di somministrazione e con  l'osservanza delle prescrizioni igienico-
  sanitarie.».

   Non sono stati presentati emendamenti a questo articolo.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  desidererei avere l'attenzione da parte della Commissione.
   Articolo  5, leggo:  In conformità a quanto previsto dall'art.  4,
  comma  8-bis  del  decreto  legislativo n.  228/2001  e  successive
  modifiche  e  integrazioni  e  tenuto  conto  di  quanto  stabilito
  dall'art.  34 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito
  con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nell'ambito
  dell'esercizio della vendita diretta è consentito vendere  prodotti
  agricoli, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo
  mediante   l'utilizzo  di  strutture  mobili  nella   disponibilità
  dell'impresa  agricola  anche  in  modalità  itinerante,  su   aree
  pubbliche  o  private  nonché  il consumo  immediato  dei  prodotti
  oggetto  di  vendita  utilizzando  i  locali  e  gli  arredi  nella
  disponibilità  dell'imprenditore  agricolo  con  l'esclusione   del
  servizio  assistito  di somministrazione e con  l'osservanza  delle
  prescrizioni igienico-sanitarie .
   Allora,  signor Presidente, mi rivolgo alla Commissione: questo  è
  praticamente, appena noi lo approviamo, la giungla.
   Noi  stiamo, con un articolo, modificando le due norme  che  sopra
  citiamo   perché   così   noi  modifichiamo,   cioè   trasformiamo,
  stravolgiamo  il  concetto  di  manipolazione.  Significa  che   il
  venditore  di  grano,   -  non parliamo  solo  di  coloro  i  quali
  producono  i  melograni e poi fanno la spremuta  -  ,  parliamo  di
  coloro i quali, per esempio, producono grano e li trovi, in un'area
  che è di loro proprietà, a produrre, non il grano, la farina, ma  a
  fare la pasta, cucinarla e venderla.
   All'articolo  3,  onorevole Foti, - la norma non cammina  articolo
  per  articolo  -,  la  norma poi deve essere armonizzata  in  tutto
  quello  che  noi  stiamo  approvando, dicevo  all'articolo  3,  che
  abbiamo  appena approvato, quindi immaginate voi da domani  mattina
  quello che produce le patate e si mette in un posto privato e vende
  le patate, quello i carciofi, e c'è questa giungla.
   Poi  noi al comma 3, perché ci sarà qualcuno che dice  ma tu  devi
  rispettare ', ora andiamo pure anche a pareri da parte dell'agenzia
  per  la  concorrenza, ma andiamo all'articolo 3, al comma 3,   alle
  imprese agricole che esercitano le vendite dirette nei limiti e con
  le modalità previste dalla presente legge non si applicano le norme
  sul  commercio ,  significa che questa norma è una norma,  diciamo,
  autorizzativa.  Non appena è approvata ognuno ha, autonomamente  lo
  potrà  fare, significa che è la giungla, cioè i Comuni non potranno
  fare  più  niente  perché la legge dice che questi  sono  esonerati
  dalle  norme  sul  commercio. Quindi, ognuno  potrà  prendersi  uno
  spazio e dire:  questo è mio e faccio così. Vado avanti  .
   L'autorità   della  concorrenza  definisce  una   norma   identica
  approvata  in un'altra Regione una indebita discriminazione  fra  i
  vari  operatori  del settore; ma è ovvio: io che  ho  un  esercizio
  commerciale   e   sono  autorizzato,  mi  faccio  il   corso   alla
  somministrazione, alla manipolazione, domani mattina mi  trovo  uno
  che  si  autodetermina, perché la legge al comma 3 dice che non  le
  norme sul commercio su di me, io sono praticamente zona franca,  lo
  prendo  e  lo  faccio.  Cosa voglio dire onorevole  Foti?  Prendete
  questo  articolo 5 e lo scriviamo meglio. Questo così  per  come  è
  scritto,  perché  poi  lo  dovranno  interpretare  i  dirigenti   e
  scoppierà la confusione più totale, fioccheranno ricorsi al  Tar  e
  avremo  saghe, mercatini, filiere, ovunque. Ovunque, perché  appena
  sulle   aree   pubbliche,  vabbé  ancora  là,  insisterà   comunque
  l'autorizzazione  del Comune non alla licenza,  all'autorizzazione,
  ma  a  dare  la disponibilità del sito perché non parliamo  più  di
  autorizzazioni. La norma lo fa essere al di sopra della  legge  sul
  commercio, ma sulle aree private.
   Immaginate  il viale Regione Siciliana dove ci sono  tutti  questi
  parcheggi. Ognuno potrà dire:  questo pezzo di terreno è mio  e  io
  vendo patate, zucchine, le cucino arrosto .
   Ora io dico, scriviamo le norme perbene perché le norme, lo so che
  coloro  i  quali  scrivono  non possono  ovviamente  riportare  nel
  processo verbale quello che io dico, ma il significato arriva e  lo
  diciamo in modo più pacato e spero esaustivo.
   Io  fondamentalmente ad una norma che liberalizza per dare respiro
  a  coloro i quali producono e giustamente fanno, vendono pari  allo
  0,2  e  poi  vedono nel negozio il proprio prodotto  stravenduto  e
  quindi   è   lui  lo  schiavo.  Li  dobbiamo  aiutare  e   dobbiamo
  liberalizzare. Però, dobbiamo scrivere bene perché ormai i principi
  dell'articolo 3 vigono, sono efficaci, quindi tutto quello che  noi
  approveremo  già  riconosce all'articolo 3 che questi  signori  che
  saranno destinatari degli effetti di questa norma non sono inseriti
  nelle norme per il commercio.
   Quindi,  dobbiamo  stare attenti a ciò che poi  produciamo  perché
  aiutiamo  questi  e  praticamente creiamo una  concorrenza  sleale,
  perché se vediamo uno che è costretto a rispettare tutte le norme e
  avere  tutte  le autorizzazioni, pagare tutto, ed uno che  con  una
  lambretta, sostanzialmente è questo che stiamo dicendo, si mette di
  fronte  il marciapiede e ha fatto chiudere coloro i quali  sono  la
  impiantati  e  non  hanno strumenti per potere concorrere.  Perché,
  anche li, mentre chi manipola avrà un costo della materia prima che
  è  10  volte  il costo di produzione, chi lo produce  è  ovvio  che
  venderà  la busiata a 2 euro e invece il bar gastronomia  la  dovrà
  vendere  a 8 euro perché non c'è raffronto. Quindi, noi la dobbiamo
  armonizzare in modo corretto.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  questo  articolo  riguarda  quasi  esclusivamente  i  prodotti  che
  vengono  venduti.  Io insisto nel dire e ne chiedo l'accantonamento
  per un gesto di garbo istituzionale nei confronti della Commissione
  che  ha  lavorato,  purtroppo  senza  il  Governo,  perchè  la  sua
  impostazione  così  come  è  stata redatta  lascia  mille  dubbi  e
  tantissime  perplessità. Faccio un esempio.  Si  parla  di  vendita
  diretta,  dei  produttori agricoli ma non vi è  specificato  se  un
  produttore  agricolo  può  vendere  anche  altri  prodotti.   Altri
  prodotti, un produttore agricolo che produce, Presidente Ragusa, mi
  ascolti bene.

   FOTI. Può vendere saponi

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  No,  no,  prodotti
  agricoli che non produce. Lasci stare, onorevole Foti la prego,  se
  ho  elementi  di  preoccupazione li  rassegno  all'Aula.  L'Aula  è
  sovrana può votare com'è meglio.
   Quando si parla di servizio assistito di somministrazione, di cosa
  si sta parlando? Che è vietato mettere il tavolino con le sedie per
  garantire il servizio assistito di somministrazione e non è  dunque
  garantita la somministrazione. Ecco, abbiamo una serie di dubbi che
  onestamente,   in   maniera  prudenziale,  portano   a   richiedere
  l'accantonamento dell'articolo.
   Vorrei  che  ci  si orientasse in maniera armonica non  perché  si
  vuole  bloccare  una procedura, ma perché se ne chiede  che  questi
  dubbi  che io sto evidenziando possano essere fugati. Ho fatto  due
  esempi  perché la norma per come è scritta non riesce  a  risolvere
  nessuna delle due domande che ho posto.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti fino a
  questo  momento noi abbiamo fatto riferimento ad una  norma  i  cui
  obiettivi sono chiari. Noi stiamo agevolando la vendita di prodotti
  agricoli  e  lo  stiamo facendo attraverso il coinvolgimento  degli
  spazi  pubblici attraverso una fattispecie che chiama  in  causa  i
  comuni, presidente Ragusa.
   Ora,  nel  momento  in  cui,  però,  adesso  noi  incominciamo  ad
  introdurre un altro principio che è quello della manipolazione, che
  è  quello  della lavorazione dei prodotti finalizzati persino  alla
  commercializzazione

   PRESIDENTE.   Onorevole  Figuccia,  mi  consente   di   fare   una
  precisazione all'Aula?

   FIGUCCIA. Prego.

   PRESIDENTE.   Allora,   poc'anzi  a   proposito   dell'emendamento
  dell'onorevole De Domenico abbia fatto rilevare che quanto  scritto
  in  questo disegno di legge all'ultimo articolo, faceva riferimento
  al  decreto  legislativo n. 228 e l'articolo  che  veniva  proposto
  sotto il profilo dell'emendamento dal collega De Domenico andava  a
  recuperare  una norma di legge inserita nel decreto legislativo  n.
  228  e lo abbiamo dichiarato inammissibile. La stessa cosa dobbiamo
  fare  con  questo  articolo perché il richiamo  all'articolo  9  di
  questa  legge  prevede in buona sostanza che non possiamo  ripetere
  norme  già sancite dal decreto legislativo e c'è l'articolo  8  bis
  che  è  lo  stesso  parola  per  parola,  quindi,  l'articolo  5  è
  inammissibile. Andiamo avanti, onorevole.

   FIGUCCIA. Perfetto

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
               Norme in materia edilizia ed urbanistica

   1.  Le  Amministrazioni comunali possono ridurre fino a un massimo
  del  cinquanta per cento il contributo per il rilascio del permesso
  di  costruire  per le strutture di vendita ed i centri  commerciali
  nei quali si esercita anche la vendita diretta di prodotti agricoli
  da  parte  degli imprenditori di cui all'art. 1 limitatamente  alle
  aree di vendita a tale scopo destinate.

   2.  Ai sensi dell'art. 4, comma 8 ter, del decreto legislativo  n.
  228  del  2001, l'attività di vendita diretta dei prodotti agricoli
  disciplinata   dalla   presente  legge  non  comporta   cambio   di
  destinazione  d'uso  dei  locali ove si svolge  la  vendita  e  può
  esercitarsi  su  tutto il territorio comunale a  prescindere  dalla
  destinazione urbanistica della zona in cui sono ubicati i locali  a
  ciò  destinati, fermo il rispetto di quanto disposto  dall'articolo
  23  ter,  comma  2  del  DPR  380/2001 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni».

   Comunico   che  sono  stati  presentati  emendamenti.   Si   passa
  all'emendamento  6.3   Il  comma 1 è  soppresso ,   a  firma  degli
  onorevoli  Cracolici  ed  altri.  Lo  vuole  illustrare,  onorevole
  Cracolici? Lei stasera è intervenuto parecchie volte.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha ragione,  tra
  l'altro non era mia intenzione lo devo dire onestamente. No,  però,
  devo dire che forse vi è sfuggito nel lavoro di Commissione, perché
  qui  abbiamo  fatto una norma che sostanzialmente consentirebbe  di
  non  fare  pagare  più gli oneri di costruzione sia  per  le  nuove
  strutture di vendita che per i centri commerciali sulla base di una
  dichiarazione che sarebbero adibiti anche ad attività. Fra  l'altro
  non  si  può fare perché stiamo parlando degli oneri di concessione
  per  le  nuove costruzioni, che c'entra con la vendita diretta.  Ho
  presentato   degli   emendamenti,   in   realtà   dovrebbe   essere
  inammissibile come lei stesso ha fatto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Presidente Ragusa, se  questo  articolo  lo
  accantoniamo   perché  la  Commissione  faccia   una   riflessione.
  Certamente i centri commerciali di 10 mila, 20 mila metri  quadrati
  non possono essere esenti dagli oneri di urbanizzazione, questo  mi
  sembra   evidente.   Ovviamente,  è  un  refuso,   presidente,   lo
  accantoniamo tanto si voterà domani.

   FOTI. Lei propone di accantonarlo, noi vorremmo argomentarlo.

   PRESIDENTE.  Ci  mancherebbe  altro   Io  dicevo  questo,  se   la
  Commissione intende accantonarlo. Se la Commissione intende  andare
  avanti,  proceda,  sappia,  però,  la  Commissione  che,  tuttavia,
  consentire  ai  centri  commerciali  che  certamente   non   è   il
  rivenditore   di  prodotti  agricoli,  l'agricoltore.   Il   centro
  commerciale  è  una cosa di ben altro significato e  questo  voleva
  dire l'onorevole Cracolici.

   RAGUSA,  presidente della Commissione e relatore. No,  Presidente,
  io dico che la sua proposta

   PRESIDENTE. Rischiamo la bocciatura dell'articolo.

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Ancora una  volta
  una  proposta  saggia;  tuttavia  i  componenti  della  Commissione
  intendono spiegare cosa noi di fondo volevamo fare.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,   intanto   tornando,    un   inciso,
  sull'articolo  5  che è stato stralciato non è perché  si  volevano
  favorire  gli abusivi, bypassare le norme sanitarie, ma perché  già
  quello  che  c'era scritto nell'articolo 5 è previsto  nella  norma
  nazionale;  quindi, il Presidente dice giustamente che   è  inutile
  ripeterlo  in una legge regionale perché già la norma nazionale  lo
  prevede.  Quindi,  la Commissione non aveva proposto  all'Assemblea
  nessun genere di abuso.
   Per  quanto  riguarda  l'articolo 6,  collega  Cracolici,  abbiamo
  affrontato  la  questione in Commissione. Già  la  norma  nazionale
  prevede  che per la sola parte destinata alla vendita dei  prodotti
  direttamente  da  parte  degli  agricoltori,  prodotti,  produzione
  primaria e produzione secondaria quindi quella trasformata, ci  sia
  uno  sgravio  sugli oneri di urbanizzazione sulla  costruzione  dei
  nuovi  edifici,  siano esse piccole, medie o  grandi  strutture  di
  vendita  che è chiaro e noto non  siamo particolarmente affezionati
  ai  grandi centri commerciali perché già, tra l'altro, ce  ne  sono
  tanti ma esistono e, probabilmente, ne saranno costruiti altri.
   L'unica  proposta che è stata aggiunta alla norma nazionale  dalla
  Commissione,  ma  non  ci  stracciamo  le  vesti  se  ci   vogliamo
  uniformare alla norma nazionale, è quella di portare ad un  massimo
  di riduzione del 50 per cento, mentre la norma nazionale prevede un
  massimo della riduzione del 30 per cento. Quindi, la Commissione ha
  previsto,  in  un'ottica del voler favorire la vendita  diretta  da
  parte dei produttori agricoli, di produzione primaria e secondaria,
  un  ulteriore  incentivo, fermo restando che le autorizzazioni  sul
  potere costruire o non costruire un centro commerciale spettano  ad
  altri  organi.  Li  hanno  fatti,  li  continueranno  a  fare,  noi
  prevediamo, come la norma nazionale, che ci sia una riduzione.
   Però, lei onorevole Cracolici ha fatto una domanda, io vorrei  che
  lei sentisse la risposta e anche l'Aula.
   Quindi,  detto  questo, se lo vogliamo accantonare per  riposarci,
  perché  magari  i colleghi sono stanchi, lo possiamo  fare,  ma  la
  Commissione è convinta e determinata delle proprie scelte.
   C'è una riduzione degli oneri che è possibile fino al 50 per cento
  che  non  significa   il mattino il    per  le  parti  che  saranno
  dedicate alla vendita diretta.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei insiste sull'emendamento?

   CRACOLICI. Sì.

   PRESIDENTE.  Tenga conto, onorevole Cracolici,  che  la  parte  di
  esenzione  limitatamente alle aree destinate  all'attività  di  cui
  all'agricoltore

   CRACOLICI. E come si vede un centro commerciale?

   PRESIDENTE.  Io  le sto dicendo cosa c'è scritto nella  legge;  ci
  saranno i vigili urbani, la polizia urbana che sancisce quanti sono
  questi spazi. Questa è una cosa possibile.
   Sull'emendamento   6.3,   a   firma   dell'onorevole    Cracolici,
  soppressivo del comma  1, il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  ìndico  la votazione per scrutinio  nominale.  Chi  è
  d'accordo all'approvazione dell'emendamento 6.3 vota verde;  chi  è
  contrario vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti               58
   Votanti                36
   Maggioranza       19
   Favorevoli             9
   Contrari               27
   Astenuti                 0
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.4, degli onorevoli Cracolici e Lupo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo  fare
  una  annotazione  tecnica perché, a mio giudizio,  è  difficilmente
  individuabile  anche  l'eventuale scomputo per  il  contributo  del
  costo   di  costruzione,  c'è  anche  il  tema  del  vincolo   alla
  destinazione  permanente  perché sulla richiesta  di  scomputo  del
  costo   di   costruzione,  dovremmo  essere  certi  che   c'è   una
  destinazione  permanente del bene, se per 5 anni la destinazione  a
  vendita  diretta  dura  6  mesi,  1  anno,  2  anni  e  poi  cambia
  destinazione  c'è un evidente elusione della norma,  noi  riteniamo
  che  sia una norma pasticciata e creerà soltanto problemi ai Comuni
  e  tutti  richiederanno la vendita diretta per eludere il costo  di
  costruzione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,   io
  comprendo le preoccupazioni dell'onorevole Barbagallo, però  vorrei
  fare  riflettere e soprattutto sull'emendamento 6.4,  eliminare  la
  parola  centri commerciali .
   Allora,   sappiamo  che  i  centri  commerciali  hanno  fortemente
  condizionato la distribuzione delle merci sul territorio e sappiamo
  bene  che,  a  prescindere  o meno da un intervento  normativo  che
  agevoli o penalizzi, saranno, come si sono fatti e si continueranno
  a   fare,   allora  eliminare  semplicemente  la  dicitura   centri
  commerciali   comporterà che i centri commerciali continueranno  ad
  essere  costruiti, però non si darà l'opportunità di  fare  entrare
  all'interno di quel sistema di distribuzione tanto odiato  e  tanto
  amato, perché se da una parte lo detestiamo, dall'altra quasi tutti
  i cittadini siciliani vanno a fare la spesa per motivi di comodità,
  di  prossimità  nei  centri commerciali, noi stiamo  precludendo  a
  prescindere  un'opportunità e qui se diciamo  vogliamo  vedere  che
  cos'è  che  dicono gli uffici, già a livello nazionale prevede  una
  riduzione.
   Quanto  alle  difficoltà  che i comuni dovrebbero  affrontare  per
  scomputare  le  superfici  destinate alla vendita  diretta,  Signor
  Presidente,  mi  pare  che  quando  si  devono  pagare   oneri   di
  urbanizzazione per un garage, per un appartamento o per altre  aree
  il  Comune  già  provvede a individuare la tariffa a seconda  della
  destinazione. È un'operazione che già i comuni fanno.
   Detto  questo,  a  cosa ci rimettiamo? Non sono  obbligati  perché
  possono   fino al . Poi, sul fatto che prima le utilizzano  per  la
  vendita  diretta  e poi le utilizzano per altro  tipo  di  vendita,
  questa è una questione che si pone ovunque. Se lei si costruisce un
  garage  e  poi  dopo  che  ha ottenuto  la  concessione  ci  fa  un
  appartamento abusivo è un fatto

   DIPASQUALE. Dal punto di vista penale.

   FOTI.  Le  violazioni o le dichiarazioni mendaci sono  già  punite
  dalla  legge, a prescindere che si parli di centri commerciali,  di
  aree destinate e di altro, quindi andare a metterlo nella norma  ci
  sembra,  come Commissione, un emendamento che invitiamo al  ritiro,
  poi se si deve mettere ai voti, si mette ai voti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, la norma  così  come  è  scritta  dà
  spazio, ovviamente, ad una serie di investimenti che al momento  di
  ritirare la licenza la ditta che paga gli oneri di costruzione  può
  indicare - sono anche logiche di mercato - mille metri quadrati  su
  10 mila di spazio agricolo. Poi succede che il mercato non va e che
  la ditta ha già pagato e nessuno andrà a verificare.
   Se  voi riuscite a stabilire, per esempio, un coefficiente - il 10
  per  cento  può  essere destinato - c'è qualcosa che  sancisca  una
  maglia  più stretta,  altrimenti ognuno potrà ritirare la  licenza,
  lo fa per un paio di anni e poi chi si è visto, si è visto, creando
  un ammanco anche nelle entrate del Comune.
   Questa  è una riflessione che rimettiamo alla Commissione.  Se  la
  Commissione vuole un po' di tempo, siccome noi dovremmo rinviare  a
  domani,  lo  accantoniamo, ci ragionate,  vedete  come  trovare  la
  soluzione,  perché  altrimenti  questa  norma  così  si  presta   a
  speculazioni, involontarie da parte vostra, però questo è il dato.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Dipasquale, lei che  è  stato
  sindaco ci porti la sua esperienza.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,   secondo  me  è  importante  che  prima  di   fare   il
  parlamentare almeno un Comune lo si dovrebbe frequentare.
   Noi  come Partito democratico abbiamo svolto un ruolo costruttivo,
  lo  abbiamo  fatto in Commissione e lo stiamo facendo in  Aula.  Mi
  pare  che sia sotto gli occhi di tutti. Però, davvero ogni cosa  ha
  un limite. Io credo alla buona fede della collega Foti.

   FOTI. Della Commissione; io ho parlato per la Commissione.

   DIPASQUALE.  Lei  ha  parlato. Sua e della Commissione,  di  tutti
  quanti. Noi non stiamo facendo nient'altro, prevedendo la norma  in
  questo  modo,  di  fare  un  regalo ai centri  commerciali.  Stiamo
  decidendo,  oggi,  e lo stiamo dicendo - credetemi  -  in  perfetta
  buona fede e questo ci mette in grandissima difficoltà, a tal punto
  di  mettere  in atto tutti quegli atti democratici che abbiamo  per
  bloccare  la  continuità di questo percorso di  approvazione  della
  norma.
   Alcuni  aspetti li ha evidenziati bene il Presidente,  l'onorevole
  Di Mauro, che ringrazio. Lei ha fatto un esempio quasi calzante. Il
  garage,  noi  prevediamo un garage, prevediamo lo  sgravio  per  il
  garage, se poi il garage non viene fatto o viene fatto abusivamente
  poi  paga  il  cittadino. Sì, ma esiste una  norma  ed  esiste  una
  sanzione che prevede che chi non rispetta la norma, perché  ha  una
  struttura  abusiva, la sanzione ti tutela rispetto  all'abuso.  Qui
  no.   Qui   noi  stiamo  dicendo:  vogliamo  utilizzare  i   centri
  commerciali,  attenzione  per un principio  che  non  è  sbagliato
  Quello lì di avvicinare la domanda all'offerta io lo condivido  dal
  punto di vista generale, è sbagliato il metodo.
   Noi   dobbiamo  trovare  altre  formule  che  devono  mettere   in
  condizione i centri commerciali di aprire alla vendita diretta,  ma
  non  gli  possiamo  fare un regalo a priori  come  per  esempio  di
  sgravio  di  oneri  di urbanizzazione, in quanto questa  norma  non
  prevede  una  sanzione e quindi automaticamente lo  faranno  tutti,
  come  ha  detto bene il collega Barbagallo, e nessuno potrà  pagare
  nulla  perché non esiste una norma che prevede una sanzione.  Altra
  cosa,  poi creeremmo una mancata entrata al Comune che non  c'entra
  completamente. Ci manca solo questo
   Quindi,  chiedo  alla Commissione di valutare la  riflessione,  di
  studiare  una  formula che possa costringere i  centri  commerciali
  nell'aprire alla vendita diretta, ma è aberrante questa soluzione e
  lo   dico   con   estrema   chiarezza  e   non   con   spirito   di
  contrapposizione, né nei confronti del Movimento Cinque Stelle e né
  nei  confronti della Commissione. Così facendo rischiamo di  creare
  un patatrac.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'Aula   la
  conosciamo, il clima che si è creato in questo momento, o meglio da
  circa  mezz'ora,  un'ora,  è il clima - vorrei  l'attenzione  della
  Commissione ma soprattutto della Presidenza - da estemporaneità.
   Io  suggerirei,  e penso che sia una proposta molto  saggia,  onde
  evitare  che  quest'Aula proceda da qui a pochi  secondi  con  voti
  segreti,  ripicche  e fare un cattivo servizio  a  questi  signori.
  Siccome il testo va coordinato bene, vanno armonizzati bene sia gli
  articoli  che sono stati approvati, sia quelli che dobbiamo  ancora
  approvare, per questi motivi io suggerirei alla Commissione e a lei
  Presidente di aggiornarci a domani alle ore 16.00 e consentire alla
  Commissione,  insieme  agli uffici, di fare approfondimenti  perché
  poi  non si torna più indietro quando si approvano alcune norme,  e
  queste  norme  hanno  un  impatto  immediato  sugli  operatori  del
  settore,  sui  produttori  agricoli, ma di  contro  poi  questi  si
  vedranno immediati concorrenti tutti gli altri.
   La  norma può essere una buona norma, deve essere una buona norma;
  però,  se  noi ci fermiamo 24 ore e consentiamo alla Commissione  e
  agli  uffici di fare alcuni approfondimenti rispetto agli  articoli
  che  dovremmo trattare successivamente che sono il 6, il 7, l'8  ed
  il  9  per  evitare  che si arrivi all'improvvisazione  perché  poi
  quando  noi facciamo giocare la sola forza dei numeri non  facciamo
  un buon lavoro.
   Siccome  lo spirito che si sta creando non è più quello  iniziale,
  io  suggerirei  di  fermarci. Signor  Presidente,  sono  le  19.30,
  andare a domani, consentiamo alla Commissione di approfondire e  se
  ci   sono  deputati  che  sui  successivi  articoli  vogliono  dare
  suggerimenti  si approfondiscono domattina e si fa un buon  lavoro.
  Evitiamo di fare le cose a colpi di votazioni.

   PRESIDENTE. C'è una proposta dell'onorevole Milazzo di rinviare  a
  domattina  alle ore 16.00 per consentire alla Commissione  ed  agli
  uffici  di  potere  fare alcune verifiche e, nel  caso,  presentare
  anche emendamenti che mettono in condizione questo disegno di legge
  di  essere  maggiormente  sicuro  rispetto  alle  cose  che  stiamo
  facendo.
   Se non sorgono osservazioni.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la richiesta  da
  parte  dell'onorevole Milazzo in qualità di Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  Forza  Italia  mi  sembra  inconsueta,   strana,   da
  contestualizzarsi in questo momento, perché c'è stato un lavoro  di
  Commissione,  una  Commissione che fa parte di questa  maggioranza,
  che  nel  suo  Presidente rappresenta il volere  e  l'indirizzo  di
  questa  maggioranza  su un testo, per carità,  che  ha  avuto  vari
  apporti da parte di tutte le parti politiche che erano lì presenti,
  alla  presenza  delle  parti sociali che  abbiamo  ascoltato,  alla
  presenza degli Assessori, perché non è vero che non sono venuti  in
  toto,  sono venuti oggi sì, domani no, si comprende perché ci  sono
  vari  impegni,  per cui ritengo che questo rinvio a domani,  quando
  siamo  praticamente alla fine di questo testo e mancano,  mi  pare,
  quattro articoli per i quali, poi, non vi sono emendamenti, vi è un
  ultimo  articolo con tre emendamenti e gli altri tre articoli  sono
  le norme di attuazione.
   Secondo  me,  se non ci sono, come invece si sono palesate,  delle
  discrasie,  delle  frizioni  evidenti in  questa  maggioranza,  per
  quanto  ci riguarda si può andare avanti. Si può andare avanti  nel
  merito come abbiamo sempre fatto, con il supporto validissimo degli
  Uffici.
   Quindi,  non  riteniamo che si debba accogliere  questa  proposta,
  altrimenti verrebbe, comunque, interpretata, secondo me, come segno
  di forte debolezza.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Zafarana ha  espresso  parere  contrario
  sulla proposta dell'onorevole Milazzo. Chi parla a favore?

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   CURTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   appoggio
  pienamente la proposta dell'onorevole Milazzo di rinviare a  domani
  il  completamento  della discussione ed il voto  finale  su  questo
  disegno  di  legge  perché  abbiamo visto  che,  apparentemente  il
  dibattito  ne ha dato piena ed ampia dimostrazione, una  legge  che
  apparentemente    sembrava   di   facile   lettura,    di    facile
  interpretazione  e  doveva avviare un processo  di  semplificazione
  nell'ambito,   ovviamente,  della  produzione,  vendita,   consumo,
  trasformazione di prodotti a km zero e sta generando, invece, tanta
  preoccupazione ed anche tanta confusione.
   Credo che sia indispensabile fermarci un attimo per riflettere. Io
  stessa  poco  fa, per esempio, ho votato in maniera confusa;  mi  è
  sfuggito  il senso di quello che stavo facendo, non ho  vergogna  a
  dirlo, perché si è generata una tale e tanta confusione e non credo
  che  ci sia un problema di difficoltà nella maggioranza, non  è  un
  problema  di maggioranza o opposizione, è un problema  di  fare  le
  cose per bene, di farle con la dovuta attenzione, senza l'ansia  di
  dovere  per  forza,  adesso, questa sera  completare  l'iter  della
  legge.
   L'obbligo  del  legislatore è di fare il bene della  comunità  che
  amministra,  in questo caso dei siciliani e di coloro che  vogliono
  operare in questo settore, e quando la confusione che si genera non
  è  una confusione di posizione politica, è una confusione che nasce
  dal   fatto  che,  evidentemente,  non  si  è  prestata  la  dovuta
  attenzione, non si è fatta la dovuta riflessione su alcune norme di
  cruciale interesse.
   Pertanto,  io  mi  sento  di appoggiare  pienamente  la  richiesta
  dell'onorevole Milazzo, Presidente, e le chiedo di agire in  questa
  direzione.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  apprezzo  lo sforzo che fanno gli onorevoli Lo Curto e Milazzo.  Se
  l'Aula   dovesse  decidere  per  il  rinvio  a  domani  il  Governo
  chiaramente  non  si  opporrà, però vorrei essere  chiaro  affinché
  rimanga  traccia di qual è la posizione del Governo sugli  articoli
  6, 7 e 8.
   L'articolo 8 è una norma di chiusura che recepisce la legislazione
  nazionale  in  materia  di vendita diretta dei  prodotti  agricoli,
  appunto perché norma nazionale di chiusura, gli articoli precedenti
  prevedono delle deroghe anche alla normativa nazionale.
   Ora,  se  le deroghe sono, Presidente, che si abbattono gli  oneri
  concessori,  che chi è agricoltore, appunto per la  sua  qualifica,
  può  usare il suo garage per mettere la macchina di sera e  vendere
  prodotti  la mattina, oppure può indicare l'insegna che è  prevista
  dall'articolo  7  non rispettando le regole che sono  previste  dai
  comuni per indicare, onestamente, non so dove stiamo andando, se  è
  una  sorta  di  sanatoria dell'abusivismo  o  se  è  una  sorta  di
  agevolazione di un settore.
   Il  legislatore  nazionale all'articolo 4 del decreto  legislativo
  indica una serie di cose, non capisco l'articolo 5, lo dicevo, l'ho
  detto,  bontà  sua,  la Presidenza lo ha dichiarato  inammissibile.
  Ancora  meno l'articolo 6 e l'articolo 7 che, seppure come  spirito
  introducono dei principi agevolatori, di fatto realizzano  o  delle
  sanatorie  o  maggiore confusione, ragione per la  quale  inviterei
  l'Aula,  se  vogliamo  esitare il disegno  di  legge,  a  procedere
  rapidamente  alla  soppressione dell'articolo 6 e  dell'articolo  7
  perché  non ci sono altri spazi di manovra; dobbiamo essere  chiari
  sullo spirito sul quale stiamo cercando di lavorare.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, il Governo conclude,  cominciamo
  da  capo   Qui abbiamo una Commissione che ha lavorato con  impegno
  all'unanimità.  Credo  che  la  Commissione  abbia   necessità   di
  sistemare queste cose, se lo ritiene e, quindi, il rinvio a domani,
  non  è  una cosa ultronea o una bega politica, tra una parte  della
  maggioranza  e  la Commissione, perché la Commissione  ha  lavorato
  all'unanimità.
   Quindi,  la sollecitazione che proveniva dall'onorevole  Zafarana,
  in  parte condivisibile, però lo spirito con cui la Commissione  ha
  affrontato  questo  disegno di legge, credo sia stato  uno  spirito
  unanime e c'è la buona volontà di portare avanti le cose. Onorevole
  Cancelleri, lei chiede di parlare, però dopo che parla il Governo

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Presidente,  io
  domani non potrò essere presente ai lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. Assessore Turano, si sieda. Lei è già intervenuto.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, velocemente volevo condividere  con
  lei,  con  i  colleghi  e con la Commissione  una  riflessione.  Io
  continuo a chiedermi, ancora una volta: su questo disegno di  legge
  che  non  mi pare che sia stato incardinato ieri, l'altro  ieri  in
  Commissione e di tutta fretta sia arrivato in Aula, mi  pare  abbia
  avuto  una gestazione, discussioni importanti, audizioni  che  sono
  avvenute.  Ma gli Assessori che, oggi, si scoprono essere contrari,
  addirittura agli articoli del testo, in Commissione, sono venuti?
   Perché,  a  questo  punto, mi viene il dubbio che  non  siano  mai
  venuti e che, oggi, si ritrovino ad avere un testo che non c'è  mai
  stato.  Ora due sono le cose: o non ci sono mai andati ed  è  grave
  che   non   ci   sono  mai  andati,  oppure  se  ci  sono   andati,
  evidentemente,  non  hanno  compreso  quello  di   cui   si   stava
  discutendo,  ma  mi  pare davvero paradossale che,  oggi,  dopo  10
  giorni, che è stato incardinato addirittura in Aula, la Presidenza,
  dichiari  addirittura un articolo inammissibile  Ma com'è possibile
  che   gli  Uffici  che,  sicuramente,  molto  attentamente  avranno
  valutato non lo hanno riscontrato ed oggi, invece, salta fuori  che
  c'è  l'articolo  5  che  è  inammissibile,  gli  Assessori  che  si
  lamentano e che danno addirittura pareri contrari rispetto a quelli
  della Commissione.
   Ora,  o  si  coordinano  i  lavori o davvero  diventa  impossibile
  lavorare perché qui è davvero incredibile  Non mi pare che  ci  sia
  un  filo  logico nelle cose ed è inaccettabile sentire  addirittura
  Assessori  che vengono a dire:  no, non siamo d'accordo addirittura
  col testo della legge .

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, le ricordo che questo è un testo
  di  legge di iniziativa parlamentare. Allora, Presidente, la invito
  alla  riflessione  perché  credo  che  alla  Commissione  interessi
  portare a casa il disegno di legge.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  vari interventi, tutti molto importanti. Io  sento  il
  dovere  morale  di difendere il lavoro fatto dai miei  colleghi  in
  questa Commissione perché se questi interventi sono stati fatti  lo
  sono  stati  in  difesa  del lavoro svolto in  questa  Commissione,
  Commissione   che  ha  votato  all'unanimità  tutti  gli   articoli
  accompagnati  dai dirigenti dei vari Assessorati,  degli  Assessori
  che, di volta in volta, si sono succeduti nella nostra Commissione,
  accompagnati anche dal gruppo amministrativo che ci segue, tuttavia
  conoscendo l'atmosfera dell'Aula in cui mi trovo e che ringrazio  -
  io ho tanta esperienza - penso che la proposta fatta dall'onorevole
  Milazzo  possa essere presa in considerazione, quindi rinviamo,  ci
  riconcentriamo nella nostra Commissione, rivediamo dall'articolo  6
  in  poi  cosa bisogna e deve essere cambiato, però sento il bisogno
  di  dire anche un'altra cosa: che nessuno pensi di strumentalizzare
  questo  lavoro perché nessuno, in questa Commissione, vuole aiutare
  chicchessia   né   i  grandi,  però  siamo  convinti   che   questa
  amministrazione regionale, che questo Governo inizi un  lavoro  dal
  basso  e  basso oggi vuol dire anche  vendita diretta dei  prodotti
  agricoli ,  perché  stiamo  pensando  di  accorciare  una   filiera
  aiutando  e sostenendo coloro che producono e coloro che  consumano
  e,  allora,  siccome il percorso inizia dal basso,  proprio  perché
  iniziamo dalla base non possiamo permetterci il lusso di sbagliare.
   Chiudo  il mio intervento in questo modo: considero la serata  una
  forma   sperimentale,  che  tutti  noi  soggetti  politici,   corpo
  amministrativo di sostegno e di aiuto alle Commissioni, sentiamo il
  peso ed il senso della responsabilità che ci deve accompagnare ogni
  minuto  della  nostra  vita  perché la responsabilità  che  mi  sto
  assumendo in questo istante e l'esperienza mi induce a dire che  da
  stasera in poi ognuno di noi si deve assumere le sue responsabilità
  attraverso il lavoro che svolge.

   PRESIDENTE.  Ho sentito il parere della coalizione di maggioranza,
  ho  sentito il parere del Movimento Cinque Stelle, il parere  della
  Commissione, non ho sentito il parere del Partito Democratico.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, il Partito
  Democratico  esprime voto contrario sull'articolo 6. Noi  riteniamo
  che  una  legge  che  riguarda la commercializzazione  diretta  dei
  prodotti agricoli non abbia nulla a che vedere, leggo l'articolo 6:
   con  norma in materia di edilizia e di urbanistica . Nulla  a  che
  vedere  Quindi, secondo il nostro avviso l'articolo 6 va del  tutto
  stralciato,  quando  si discuterà della normativa  sull'edilizia  e
  sull'urbanistica verrà affrontata questa materia, l'argomento.
   Abbiamo  disquisito  a  lungo  se  fosse  opportuno  dedicare  una
  percentuale del 10, del 15, del 20 per cento alla vendita diretta e
  adesso qui c'è scritto che si vorrebbe ridurre del 50 per cento  il
  contributo  per  il  rilascio  del permesso  di  costruire  per  le
  strutture  di vendita ed i centri commerciali. Riteniamo che  tutto
  ciò non abbia nulla a che vedere.
   La Presidenza si determini. Se l'Aula ritiene di dovere proseguire
  l'esame del disegno di legge siamo in Aula ed anticipiamo il nostro
  voto  contrario,  se  ci  sono esigenze di  Governo  o  per  andare
  incontro  alle richieste del Presidente della Commissione si  vuole
  aggiornare  a domani, siamo disponibili, ma sia ben chiaro  che  il
  nostro  giudizio non cambierà, quindi, non basterà una  riscrittura
  della  Commissione  e  se, sostanzialmente,  sarà  riconfermato  il
  contenuto dell'articolo 6, noi voteremo contro.


   PRESIDENTE.  Diamo  la  possibilità alla Commissione  di  lavorare
  domani.
   Pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 3 ottobre 2018,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -PARERE, AI SENSI DELL'ART. 41 TER, COMMA 3, DELLO STATUTO
  SICILIANO, SUL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. A.S. 29
   Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
  concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
  medesimi.  (Seguito)

               Relatore: on. Amata

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Vendita  diretta  dei  prodotti  agricoli  (nn.  189-94/A)
       (Seguito)

               Relatore: on. Ragusa

       2)  Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea regionale
       siciliana  e degli Assessori regionali in tema di affiliazione
       a logge massoniche o similari (n. 16/A) (Seguito)

               Relatore: on. Fava

       3) Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A) (Seguito)

               Relatore: on. Ciancio

                   La seduta è tolta alle ore 19.44

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore per i Beni  culturali  e  l'identità
  siciliana

   N.  149 - Restituzione della statuetta raffigurante il dio fenicio
  Melqart alla città di Sciacca (AG).
   Firmatari:  Mangiacavallo Matteo; Trizzino  Giampiero;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Campo  Stefania;
  Zafarana   Valentina;  Cappello  Francesco;  Foti  Angela;   Pasqua
  Giorgio;   Zito  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Schillaci Roberta;  Di  Paola  Nunzio;  De  Luca
  Antonino; Pagana Elena; Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  172  -  Revoca dei contributi concessi alla Fondazione  FEM  e
  all'AFEM.
   Firmatari:  Zito Stefano; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Tancredi
  Sergio;   Campo  Stefania;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciancio Gianina; De Luca Antonino;  Di  Caro  Giovanni;
  Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Palmeri Valentina;
  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta; Siragusa  Salvatore;  Sunseri
  Luigi; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina

   N.  192  -  Chiarimenti sul finanziamento per i lavori di restauro
  dell'Organum Maximum del Duomo di Ragusa Ibla.
   Firmatari:   Campo  Stefania;  Palmeri  Valentina;  Marano   Jose;
  Mangiacavallo  Matteo; Zafarana Valentina; Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Cancelleri  Giovanni  Carlo; Cappello  Francesco;  Ciancio
  Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio;  Foti
  Angela;  Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;  Siragusa
  Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero

   N. 200 - Riapertura del Museo del Mare di Sciacca (AG).
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa  Salvatore;  Cappello
  Francesco;  Campo  Stefania; Tancredi Sergio;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Palmeri  Valentina; Marano Jose; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano;  Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci
  Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero
   -  Con  nota prot. n. 41280/IN.17 del 26 luglio 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

   N.  210  -  Chiarimenti  circa  un possibile  trasferimento  delle
  collezioni   del  Museo  delle  uniformi  storiche   e   dei   pupi
  tradizionali acesi.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Trizzino
  Giampiero;   Campo   Stefania;   Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore;  Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
  Marano Jose; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Ciancio Gianina;  De
  Luca  Antonino;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio;  Foti  Angela;
  Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi

   N.  213  -  Notizie sullo stato dell'Istituto regionale  Sordi  di
  Palermo.
   Firmatari: Aricò Alessandro
   -  Con  nota prot. n. 41288/IN.17 del 26 luglio 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

   N.  230  - Chiarimenti in merito alla regolarità delle nomine  dei
  componenti del Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali.
   Firmatari: Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
  Carlo;  Cappello  Francesco; Campo Stefania; Foti Angela;  Trizzino
  Giampiero;  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
  Marano Jose; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
  Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola Nunzio; Foti Angela;  Pagana  Elena;
  Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
   -  Con  nota  prot. n. 42680/IN.17 del 3 agosto 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

   - da parte dell'Assessore per l'Economia:

   N.  57  -  Rilancio  delle Terme di Sciacca e  del  termalismo  in
  Sicilia.
   Firmatari: Catanzaro Michele

   N.  103  - Chiarimenti circa la copertura finanziaria della  spesa
  derivante dall'articolo 64 della legge regionale n. 21 del 2014.
   Firmatari:  Sunseri  Luigi;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Palmeri
  Valentina; Tancredi Sergio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De
  Luca  Antonino;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.   147   -  Interventi  a  salvaguardia  dell'Azienda  Siciliana
  Trasporti S.p.A.
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Di Caro Giovanni; Palmeri  Valentina;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Campo Stefania;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; De Luca Antonino; Marano Jose; Di  Paola  Nunzio;
  Mangiacavallo  Matteo; Foti Angela; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Siragusa Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 150 - Riapertura e rilancio delle Terme di Sciacca (AG).
   Firmatari:  Mangiacavallo Matteo; Trizzino  Giampiero;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Campo  Stefania;
  Zafarana   Valentina;  Cappello  Francesco;  Foti  Angela;   Pasqua
  Giorgio;   Zito  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Schillaci Roberta;  Di  Paola  Nunzio;  De  Luca
  Antonino; Pagana Elena; Di Caro Giovanni; Marano Jose

   - da parte dell'Assessore per la  Famiglia, le politiche sociali e
  il lavoro

   N.  75 - Chiarimenti in merito alle modifiche sugli avvisi 17 e 18
  del P.O. FSE 2014/2020.
   Firmatari:   Siragusa  Salvatore;  Zafarana  Valentina;   Cappello
  Francesco; Pagana Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca  Antonino; Di  Paola  Nunzio;  Di  Caro
  Giovanni;  Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;  Palmeri
  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;  Sunseri   Luigi;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  113  -  Riconoscimento quale vittima di mafia di  Vincenzo  Di
  Salvo.
   Firmatari: Fava Claudio

   N.  165  -  Chiarimenti urgenti in merito alla situazione  in  cui
  versa   l'IPAB  'Casa  di  Riposo  Maria  Addolorata  -  Fondazione
  Maniscalco La Rosa' di Santa Ninfa (TP).

   Firmatari:  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello  Francesco;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana  Valentina;
  Mangiacavallo   Matteo;  Siragusa Salvatore; Foti Angela;  Trizzino
  Giampiero; Zito Stefano

   N.   274  -  Chiarimenti  sulle  istanze  presentate  da  soggetti
  afferenti alle categorie protette vittime  di  mafia, terrorismo  e
  criminalità.
   Firmatari: Figuccia Vincenzo
   -  Con  nota prot. n. 43705/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia.

   - da parte dell'Assessore per il Territorio e l'ambiente:

   N. 182 - Monitoraggio ambientale chimico e radioattivo delle acque
  di falda dei terreni nella zona di Racalmuto (AG).
   Firmatari:   Mangiacavallo   Matteo;  Campo   Stefania;   Cappello
  Francesco;  Cancelleri  Giovanni Carlo;  Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti
  Angela;  Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Pasqua Giorgio;  De
  Luca  Antonino;  Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio;  Pagana  Elena;
  Marano Jose; Campo Stefania; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi

   N.  207  -  Mancata  corresponsione degli  oneri  derivanti  dalla
  convenzione   stipulata   tra  il  Dipartimento   regionale   della
  Protezione civile e la Direzione regionale dei Vigili del fuoco.
   Firmatari:Trizzino   Giampiero;  Campo   Stefania;   Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa  Salvatore; Cappello Francesco; Tancredi  Sergio;
  Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Marano Jose; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Pagana  Elena;  Pasqua
  Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
   -  Con  nota prot. n. 41283/IN.17 del 26 luglio 2018 il Presidente
  della   Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  il  territorio   e
  l'ambiente.

   (*)  Le  risposte  alle  suddette interrogazioni  sono  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

        Comunicazione di presentazione di disegno di legge e di
                           contestuale invio
                      alla competente Commissione

                AMBIENTE, TERRITORIO E  MOBILITA' (IV)

       -  Disposizioni  per  limitare  l'uso  di  stoviglie  e
     contenitori  di  plastica nel territorio  regionale.  (n.
     311).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 28 settembre 2018.
       Inviato il 28 settembre 2018.
       Parere VI.

       -  Divieto di utilizzo di prodotti in plastica monouso.
     (n. 330).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 28 settembre 2018.
       Inviato il 28 settembre 2018.
       Parere VI.

          Comunicazione di richiesta di parere  pervenuta ed
                 assegnata alla competente Commissione

                    BILANCIO (II) - UNIONE EUROPEA

          -  P.O.  FESR Sicilia 2014/2020 - Modifiche  (n.  15/II-
        UE).
          Pervenuto in data 21 settembre 2018.
          Inviato in data 26 settembre 2018.

             Comunicazione di parere reso dalla competente
                              Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           -   Designazione  dei  componenti  del   Consiglio   di
         Amministrazione della Società Riscossione Sicilia  S.p.a.
         - art. 28, comma 2 della l. r. n. 16/2017 (n. 13/I).
           Reso in data 25 settembre 2018.
           Inviato in data 26 settembre 2018.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  367 - Salvaguardia del centro direzione dell'ex Consorzio  ASI
  di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Siragusa  Salvatore;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina; Pagana  Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  368  -  Chiarimenti in merito all'interruzione del sistema  di
  condizionamento  presso  i padiglioni 3 ed  8  del  Policlinico  di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  369  -  Mancato espletamento dei concorsi per la copertura  di
  posti dirigenziali di area medica all'ASP di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  370  -  Carenza  di  medici e altre  figure  sanitarie  presso
  l'ospedale Longo di Mussomeli (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.   371  -  Gravi  ed  ingiustificati  ritardi  nell'avvio  degli
  screening mammografici all'ospedale Vittorio Emanuele di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  374  -  Chiarimenti  in  merito  all'improvvisa  paralisi  del
  servizio   di  day  hospital  oncologico  al  Presidio  ospedaliero
  Garibaldi-Nesima di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione:
   N.  372  -  Chiarimenti  in  merito alla  natura  pubblicistica  o
  privatistica della Fondazione G. Giglio di Cefalù (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N. 366 - Messa in sicurezza della S.P. 179.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Schillaci  Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina;  Sunseri
  Luigi;   Campo   Stefania;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;  Pagana  Elena;  Pasqua
  Giorgio;  Palmeri  Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.       373   -   Interventi   sulla   chiusura   per   verifiche
  strutturali del ponte lungo la SP 75 Siculiana - Montallegro (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Di Caro Giovanni; Mangiacavallo Matteo; Campo Stefania; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  De  Luca
  Antonino; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Marano Jose; Pagana  Elena;
  Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio; Schillaci  Roberta;  Siragusa
  Salvatore;  Sunseri  Luigi; Tancredi Sergio;  Trizzino   Giampiero;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  375 - Ricognizione situazione ponti e viadotti in provincia di
  Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cannata Rossana

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  98  -  Superamento delle criticità causate  dal  maltempo  nel
  messinese nel 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   De  Luca  Antonino;  Campo  Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 99 - Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   De  Luca  Antonino;  Campo  Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 100 - Interventi per limitare il fenomeno del randagismo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Siragusa  Salvatore;  Campo Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio  Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  Palmeri Valentina;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci   Roberta;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;   Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolte
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N. 137 - Pulitura e sagomatura del torrente Gattano di Gela(CL).
   Di  Paola  Nunzio; Trizzino Giampiero; Campo Stefania;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina; Sunseri  Luigi;  Mangiacavallo
  Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
  Giorgio;   Zito  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose
   Presentata il 10/09/18

   N. 138 - Risorse per la riqualificazione delle periferie.
   Dipasquale  Emanuele;  Lupo Giuseppe; Arancio  Giuseppe  Concetto;
  Barbagallo  Anthony  Emanuele; Cafeo Giovanni;  Catanzaro  Michele;
  Cracolici  Antonello; De Domenico Francesco; Gucciardi  Baldassare;
  Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
   Presentata il 11/09/18

   N. 139 - Integrale erogazione dei contributi in conto interessi ai
  sensi della legge regionale 21 settembre 2005, n.11, e s.m.i.
   Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Cafeo Giovanni
   Presentata il 11/09/18

   N.  140 - Realizzazione di una metropolitana leggera su monorotaia
  per il collegamento dei paesi etnei con la città di Catania.
   Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Dipasquale Emanuele
   Presentata il 11/09/18

   N.  141  -  Attuazione  del piano di caratterizzazione  ambientale
  dell'area di Marina di Melilli (SR).
   Zito  Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi   Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina
   Presentata il 12/09/18

   N.   142  -  Iniziative  concernenti  le  attività  sanitarie   di
  procreazione medicalmente assistita.
   Zito  Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina
   Presentata il 12/09/18

   N.  143  -  Programmazione dei teatri in pietra  per  la  stagione
  estiva 2019.
   Barbagallo Anthony Emanuele
   Presentata il 17/09/18

   N.  145  - Iniziative in ordine alle concessioni rilasciate  dallo
  Stato  per  trivellazioni  volte alla  ricerca  di  idrocarburi  di
  imminente realizzazione nel Canale di Sicilia.
   Pullara  Carmelo; Di Mauro Giovanni; Compagnone Giuseppe;  Gennuso
  Giuseppe
   Presentata il 18/09/18

   N.  146  -  Istituzione  di aree produttive paesaggisticamente  ed
  ecologicamente attrezzate.
   Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele; Gucciardi Baldassare
   Presentata il 18/09/18

   N. 147 - Messa in liquidazione di Riscossione Sicilia S.p.A.
   Lupo  Giuseppe;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Barbagallo  Anthony
  Emanuele; Cafeo Giovanni;  Catanzaro  Michele; Cracolici Antonello;
  De  Domenico  Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
  Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
   Presentata il 19/09/18

   N. 148 - Continuità  delle  attività  gestionali  di C.R.I.A.S.
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Foti Angela; Campo Stefania;  Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Mangiacavallo Matteo; Marano  Jose;  Pagana  Elena;
  Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio; Schillaci  Roberta;  Siragusa
  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino Giampiero;  Tancredi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 20/09/18

   N.   149   -  Iniziative  concernenti  le  istanze  Autorizzazione
  Integrata Ambientale (AIA).
   Palmeri  Valentina;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  Di  Paola
  Nunzio;  Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Sunseri  Luigi;
  Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana  Valentina;  Cappello   Francesco;
  Pasqua  Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
  Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose
   Presentata il 24/09/18

   Le   mozioni   testé   annunziate  saranno  demandate,   a   norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Allegato B