Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.36
DIPASQUALE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di elezione dell'ufficio di Presidenza
della Commissione speciale sul fenomeno del randagismo in
Sicilia
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 1 del 25 settembre 2018,
la Commissione speciale sul fenomeno del randagismo in Sicilia ha
proceduto all'elezione dell'ufficio di Presidenza, che risulta così
composto:
- Presidente: on. Calderone Tommaso Antonino;
- Vicepresidenti: on. Siragusa Salvatore;
on. Arancio Giuseppe Concetto;
- Segretario: on. Catalfamo Antonio.
Comunicazione di ritiro della mozione n. 144
PRESIDENTE. Comunico che con nota e-mail del 28 settembre 2018,
assunta al bollo d'ingresso della Vicesegreteria generale dell'Area
istituzionale e protocollata in pari data al n. 6566/AulaPG,
l'onorevole Barbagallo ha ritirato la mozione n. 144, a propria
firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di svolgimento in Commissione delle interrogazioni
n. 216 e n. 235
PRESIDENTE. Comunico che, giusta note prot. nn. 280 e 289/CP del
28 settembre 2018, nella seduta della IV Commissione legislativa
permanente n. 49 del 25 settembre 2018 si sono svolte le
interrogazioni nn. 216 e 235, cui ha fornito risposta l'Assessore
per il territorio e l'ambiente.
Per entrambe le interrogazioni, l'onorevole Barbagallo si è
dichiarato soddisfatto della risposta fornita dal Governo.
Comunicazione di costituzione dell'Associazione parlamentare
Continente
Mediterraneo e di elezione dei componenti il Consiglio direttivo
PRESIDENTE. Informo che con nota del 26 settembre 2018, pervenuta
alla Segreteria generale il 27 settembre 2018 e protocollata in
pari data al n. 6509/AulaPG-RagPG, l'onorevole Giuseppe Lupo ha
comunicato - allegando relativa documentazione - l'avvenuta
costituzione dell'Associazione parlamentare per il dialogo
interculturale tra i popoli e lo studio dei fenomeni migratori,
anche denominata Continente Mediterraneo , composta, oltre che
dallo stesso onorevole Lupo, dagli onorevoli Gucciardi, De
Domenico, Cannata, La Rocca Ruvolo, Dipasquale.
Nel corso della stessa riunione si è proceduto all'elezione dei
componenti il Consiglio direttivo, che risultano essere:
- On. Lupo, Presidente;
- On.li Cannata e La Rocca Ruvolo, componenti.
L'Assemblea ne prende atto.
Copia integrale della suddetta documentazione trovasi depositata
presso il Servizio di Ragioneria e il Servizio Lavori d'Aula.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Lantieri e Arancio.
L'Assemblea ne prende atto.
Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma3, dello Statuto
siciliano, sul progetto di legge costituzionale n. A.S. 29
Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi (Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Parere,
ai sensi dell'art. 41 ter, comma3, dello Statuto siciliano, sul
progetto di legge costituzionale n. A.S. 29 Modifiche agli statuti
delle regioni ad autonomia speciale, concernenti la procedura per
la modificazione degli statuti medesimi (Seguito).
Onorevole Amata, ha delle dichiarazioni da rendere all'Aula?
AMATA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
Assessori, onorevoli colleghi, in merito alla discussione di questo
disegno di legge, volevo informare lei e l'Aula che stiamo facendo
delle audizioni in Commissione Statuto . Già questo pomeriggio
abbiamo audito due costituzionalisti, il Professore Cariola e il
Professore Pedullà ed abbiamo previsto, come Commissione, delle
altre audizioni sia per domani pomeriggio che per martedì prossimo.
Inoltre, signor Presidente, le volevo chiedere, sulla base di
queste discussioni che stiamo facendo in Commissione, è stato
rinviato il disegno di legge come discussione in maniera informale;
io, invece, le chiedo il rinvio del disegno di legge in
Commissione in maniera formale, viste le nuove valutazioni che
stiamo facendo.
PRESIDENTE. Onorevole Amata, non è un disegno di legge, è un
parere che l'Aula deve esprimere, quindi voi lavorate in sede di
Commissione Statuto , fate la vostra attività e poi relazionate al
Parlamento, non ci sono problemi; tenga conto che il termine scade
il 10 ottobre.
AMATA, presidente della Commissione e relatore. Martedì ne abbiamo
9, quindi se martedì sera l'Aula si riunisce noi martedì sera
saremo pronti perché l'ultima audizione sarà martedì alle 14.30.
Seguito della discussione del disegno di legge Vendita diretta
dei prodotti agricoli (nn. 189-94/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Vendita diretta dei prodotti agricoli (nn. 189-94/A), posto al
numero 1). Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
« Articolo 1.
Ambito di applicazione
1. Le norme della presente legge disciplinano l'esercizio della
vendita diretta al dettaglio dei prodotti agricoli da parte degli
imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 c.c., in forma
individuale o associata, iscritti nel registro delle imprese di cui
all'art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580».
L'emendamento 1.1 risulta inammissibile in quanto non è stato
presentato in Commissione e non strettamente connesso alla materia
del disegno di legge.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Oggetto
1. La vendita diretta al dettaglio di cui all'art. 1 ha ad oggetto
prodotti agricoli provenienti in misura prevalente dalle aziende
condotte o coltivate dai soggetti ivi indicati.
2. I prodotti posti in vendita si considerano provenienti
prevalentemente da un'azienda agricola quando, avuto riguardo ad un
medesimo comparto agronomico, i prodotti acquistati da terzi
produttori siano quantitativamente inferiori a quelli prodotti
nell'azienda agricola. Se la vendita diretta ha ad oggetto prodotti
appartenenti a comparti agronomici differenti, si ha prevalenza dei
prodotti provenienti dall'azienda agricola qualora gli stessi
abbiano un valore maggiore rispetto a quelli acquistati da terzi
produttori.
3. I prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di
manipolazione o trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici
finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo
dell'impresa, si considerano aziendali se i prodotti impiegati sono
prevalenti per quantità o per valore».
Si passa all'emendamento 2.1 a firma dell'onorevole Caronia.
Onorevole Caronia questo emendamento non risulta coordinato con le
disposizioni dell'intero procedimento, perché il 51 per cento, così
come già indicato nell'articolo, risulta già maggioritario, quindi
è ultroneo indicare questa percentuale. La invito, pertanto, al
ritiro.
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.3, a firma degli onorevoli Lupo e
Barbagallo. Questo emendamento è inammissibile.
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.4, a firma degli onorevoli Lupo e
Barbagallo. Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
MILAZZO. Qualcuno lo può spiegare?
PRESIDENTE. L'ho detto, nessuno ha voluto parlare, tuttavia se c'è
qualcuno che vuole intervenire può farlo. Nessuno chiede di
intervenire. Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.5. E' inammissibile in quanto non
presentato in Commissione e non strettamente connesso alla legge.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Disciplina amministrativa
1. L'esercizio dell'attività di vendita diretta dei prodotti
agricoli da parte dei soggetti di cui all'art. 1 è preceduto da una
comunicazione di inizio attività ai sensi dell'art. 4 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228 e successive modifiche ed
integrazioni e del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222,
tabella A, punto 1.9.
2. La vendita diretta effettuata su superfici all'aperto
nell'ambito dell'azienda agricola o di altre aree private di cui
gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità in forza di
titolo legittimo nonché la vendita esercitata in occasione di
sagre, fiere, manifestazioni a carattere religioso, benefico o
politico o di promozione dei prodotti tipici o locali, non è
soggetta alla comunicazione di cui al comma precedente.
3. Alle imprese agricole che esercitano la vendita diretta nei
limiti e con le modalità previste dalla presente legge e dal
predetto art. 4 del decreto legislativo n. 228 del 2001, non si
applica la disciplina in materia di commercio, fatta salva
l'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di igiene e
sanità.
4. La vendita diretta mediante il commercio elettronico può essere
iniziata contestualmente all'invio della comunicazione al Comune
del luogo ove è ubicata l'azienda di produzione.
5. Le norme di cui alla presente legge si applicano altresì alla
vendita effettuata mediante l'utilizzo di distributori automatici
ovunque collocati».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per
comodità dei lavori dell'Aula, intervengo una volta sola
sull'articolo e sono felice che in Aula c'è anche l'Assessore per
il territorio e l'ambiente perché le questioni che il Partito
democratico pone negli emendamenti 3.3, 3.2 e 3.6 afferiscono a
questioni urbanistiche.
A nostro giudizio ci sono evidenti violazioni delle procedure di
legge previste con la legge regionale 71/1978, perché non possono
essere insediati in zone che non sono compatibili con la vendita
dei prodotti agricoli, come per esempio le zone industriali.
Onorevole Milazzo, mi dia la possibilità di parlare. Ho fatto
l'esempio scolastico poco prima al Presidente Ragusa di una vendita
diretta dei prodotti agricoli al centro della zona industriale di
Gela o di Milazzo, credo che non sarebbe quello il luogo adatto,
così come nelle zone di espansione. La stessa cosa dicasi per la
salvaguardia dell'autorizzazione sanitario-amministrative vigenti,
che riteniamo di fondamentale importanza.
Il richiamo alle zone di espansione industriale lo facciamo pure,
signor Presidente, all'articolo 6 e segnatamente con l'emendamento
6.2. Quindi, a nostro giudizio sono questioni di particolare
importanza, anche perché da quarant'anni la legge regionale 71/1978
disciplina gli assetti urbanistici in Sicilia e credo che ogni
modifica alla medesima legge debba intervenire con una legge
organica e so che è intendimento del Governo intervenire a
proposito e non con dei singoli emendamenti.
Per completezza, anche all'articolo 4 l'emendamento 4.6 prevede la
soppressione dell'articolo 3. Come sa l'Assessore Cordaro, in
giurisprudenza è dibattuta la questione della sovrapposizione fra
zone ed aree. L'individuazione delle aree è una competenza
urbanistica, anche perché qui entreremmo, con la previsione di
un'area pubblica mercatale, nella questione anche degli indennizzi
ed io credo che non sia assolutamente materia dell'Aula oggi, anche
perché non è stata sentita neanche la Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, al comma 2 lei parla di aree
private di cui agli imprenditori agricoli abbiano espropriazione in
forza di un titolo legittimo.
BARBAGALLO. Emendamenti 3.3 e 3.2.
PRESIDENTE. No, non ci siamo capiti. Articolo 3, comma 2, laddove
è scritto in forza di titolo legittimo questo è ovvio che il
titolo deve essere legittimo. Credo che la frase ...in forza di un
titolo legittimo bisognerebbe toglierla. E' insito che il titolo è
legittimo, non è che può esserci una iniziativa in forza di un
titolo che non è legittimo?
BARBAGALLO. Se lei lo vuole togliere lo faccia come Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, io dico che il termine titolo
legittimo a mio parere andrebbe tolto, se lei lo ritiene. La
Commissione potrebbe scrivere un emendamento in questo senso,
sempre se ritiene di presentarlo. Io mi permetto di dare un
suggerimento su una cosa che mi sembra ovvia, ci può essere una
iniziativa in un terreno in cui non c'è il legittimo proprietario?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Per
tranquillizzare il collega Barbagallo dico che questo tipo di
attività viene sempre normata da parte dei comuni. Tuttavia,
all'emendamento 3.3 noi siamo contrari perché è una limitazione
immotivata, nel senso che non spetta certamente a questa norma,
bensì ai comuni quando diranno dove possono fare la vendita
diretta; quindi, c'è già un ente che a monte va a controllare dove
si può e dove non si può.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione mi pare che abbia
espresso con chiarezza un parere contrario all'emendamento 3.3.
Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rispetto a questo emendamento
prima di procedere alla votazione, il termine in forza del titolo
legittimo resta?
BARBAGALLO. Presidente, per me non resta
PRESIDENTE. Non c'è un emendamento, lasciamo perdere perché non ci
capiamo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.2, a firma degli onorevoli Barbagallo e
Lupo. Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole Caronia.
Questo emendamento è inammissibile.
Si passa all'emendamento 3.4, a firma degli onorevoli Barbagallo e
Lupo.
BARBAGALLO. Anche a nome dell'altro firmatario, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.6, a firma degli onorevoli Barbagallo e
Lupo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'emendamento 3.6 insisto per la soppressione del comma 5,
perché per i distributori automatici esiste una legge nazionale
specifica.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento 3.6, siamo
favorevoli.
PRESIDENTE. Quindi, siete favorevoli alla soppressione del comma
5.
Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.7, a firma degli onorevoli Lupo,
Barbagallo.
LUPO. Anche a nome dell'altro firmatario, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Compiti dei Comuni
1. I Comuni riservano ai soggetti di cui all'articolo 1 almeno il
venti per cento del totale dei posteggi su aree pubbliche destinate
al commercio al dettaglio o di altre aree pubbliche espressamente
individuate dal Comune. I Comuni riservano altresì ai soggetti di
cui all'articolo 1 il venti per cento della superficie dei mercati
all'ingrosso, qualora aperti alla vendita diretta al consumatore.
2. Al fine di favorire l'acquisto dei prodotti agricoli che
abbiano un legame diretto con il territorio di produzione e di
assicurare un'adeguata informazione ai consumatori sull'origine e
sulle specificità degli stessi prodotti, i Comuni, nell'ambito del
proprio territorio, destinano aree per la realizzazione di mercati
conformi ai criteri contenuti nel decreto del Ministro delle
politiche agricole, alimentari e forestali del 20 novembre 2007 e
riservati agli imprenditori agricoli esercenti la vendita diretta.
3. In attuazione dei principi di cui all'art. 41 della
Costituzione è fatta salva la facoltà per gli imprenditori
agricoli, anche attraverso le associazioni di produttori e di
categoria, di costituire mercati riservati alla vendita diretta su
area privata ovvero su area pubblica espressamente individuata dal
Comune, non riconducibili alle tipologie di mercati di cui al
citato decreto ministeriale 20 novembre 2007, purché nel rispetto
delle vigenti norme igienico sanitarie».
Si passa all'emendamento 4.1, a firma degli onorevoli Aricò,
Zitelli, Galluzzo, Assenza.
MILAZZO. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 4.1, si aggiungono le
firme degli onorevoli Milazzo, Figuccia e Pullara.
Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.3, a firma dell'onorevole Caronia.
Questo emendamento è inammissibile, per le ragioni precedentemente
esposte.
Si passa all'emendamento 4.6, a firma degli onorevoli Barbagallo e
Lupo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come dicevo
prima, il comma 3 dell'articolo 4, prevede le individuazioni delle
aree mercatali pubbliche. Ad oggi, per l'individuazione delle aree
mercatali, l'ordinamento giuridico siciliano prevede un
procedimento che è quello della legge regionale n. 71 del 1978,
dove sono previste le garanzie per il privato, la partecipazione al
procedimento amministrativo, i termini e le richieste per le
modifiche sulla localizzazione dell'area, che è un procedimento più
garantista; noi così stiamo cambiando quel tipo di procedimento,
noi siamo contrari e chiediamo la soppressione, perché riteniamo
che si debba intervenire con un procedimento più organico.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Sull'emendamento
4.6, il parere è contrario perché non c'è motivo di impedire la
costituzione di vendita diretta in città; se leviamo questo, si può
effettuare solo in campagna.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente Ragusa, non contestiamo che ci sia la
vendita diretta in città, contestiamo che l'individuazione di
un'area mercatale pubblica avvenga con singolo regolamento del
Consiglio comunale e non con la procedura prevista dalla legge
regionale n. 71 del 1978; l'individuazione di un'area, la
localizzazione di un'area ha un procedimento specifico, nessuno
impedisce la vendita diretta dei prodotti agricoli, noi stiamo
cambiando la localizzazione dell'area, il procedimento.
Secondo me, Presidente, c'è pure un problema di indennizzo dei
suoli. E' una norma completamente sballata.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo
presentato degli emendamenti che vorrei illustrare.
PRESIDENTE. Non ora, li distribuiamo intanto e fra qualche minuto
le darò la parola per illustrarli.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco
oggettivamente se l'onorevole Barbagallo voglia riprendere questo
punto.
Credo che discriminare le aree metropolitane a partire dai centri
urbani possa rappresentare un elemento che di fatto, rispetto alla
norma, anche allo spirito con la quale è stata ideata,
oggettivamente non ho compreso questo punto, anzi credo che è un
modo per intervenire sulle aree interne, così come la norma prevede
e come d'altra parte abbiamo anche condiviso.
Vero è la legge regionale n. 71 del 1978, ma non vorrei che questo
andasse poi in contrasto con una normativa precedente, a partire da
quella del 1964. Nel '64 vengono fissati i principi certi, a
partire dal comma 2, dell'articolo 3, quindi, direi di rifarci a
quelli ed evitare che con il comma 2, dell'articolo 3, della legge
'64, si vada in contrasto con il principio che viene qui stabilito.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, penso
che lo spirito di questa norma sia principalmente incentivare e
creare sviluppo, ovvero, lavoro.
Questo comma di questo articolo, amplia la possibilità di
identificare nuovi luoghi espressamente individuati dal comune
attraverso delibere che adotta il Consiglio comunale e nello
specifico sappiamo che i piani regolatori, i piani
particolareggiati, l'individuazione di aree specifiche sono
competenza dei comuni, quindi, così mantenendo il comma 3 teniamo
vivi due meccanismi importanti: 1) l'autonomia locale; 2)
rafforziamo questa norma in quanto senza questo comma lavora al 50
per cento.
Molto spesso, in alcuni comuni non ci sono aree e si deve andare
in variante allo strumento urbanistico; ebbene, questa norma mette
nelle condizioni il comune, attraverso i poteri del Consiglio
comunale, di individuare nuove aree ed andare in deroga perché
questa è una norma che va in deroga e noi lo dobbiamo autorizzare,
cioè individuare aree private o aree che individua il comune per
creare questi luoghi commerciali, questi luoghi di scambio
commerciale, questi luoghi che siano punti di riferimento perché
sappiamo che questi nuovi mercati, al contrario delle grandi catene
di distribuzione, innescano dei meccanismi importanti, rilanciano
il nostro prodotto che è direttamente dal produttore al
consumatore.
Così noi che facciamo? Diciamo no Se c'è una ipotesi di
realizzare a Palermo, così rispetto che a Catania o a Caltagirone,
un nuovo momento di riferimento, abrogando questo comma 3 diciamo
è morto tutto .
Quindi, nei fatti come stiamo dicendo? Intanto, abbiamo approvato
emendamenti pleonastici che non hanno senso. Per fare un'attività
hai bisogno delle autorizzazioni sanitarie, c'è bisogno che lo
scrivi nella norma? Quindi, non ha senso
Per cui, inviterei l'onorevole Barbagallo, che è persona saggia ed
io conosco ormai, a ritirare questo emendamento anche perché se
dovesse mai essere contra legem ci saranno gli organismi preposti a
farcelo rilevare.
PRESIDENTE. Dovendo distribuire gli emendamenti dell'onorevole De
Domenico che non sono stati inseriti erroneamente nel fascicolo,
sospendo i lavori d'Aula per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.13, è ripresa alle ore 17.21)
La seduta è ripresa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato
sollecitato dagli interventi dei colleghi e, in particolare,
dall'intervento dell'onorevole Milazzo.
Credo che, probabilmente, ci sia un equivoco sulla lettura delle
norme. Il secondo comma già prevede che i comuni, con proprio atto,
stabiliscano le aree mercatali ai sensi del decreto del Ministero
dell'Agricoltura, eccetera, eccetera. Sono aree pubbliche. Il terzo
comma dice che gli imprenditori agricoli, anche in forma associata,
in aree private possono esercitare la vendita diretta. Questo terzo
comma aggiunge una cosa che è già contenuta nel secondo comma, cioè
dice che oltre alle aree private lo possono fare nelle aree
appositamente individuate dai comuni. Ma è già previsto dal secondo
comma che i comuni stabiliscono le aree dove potere fare la vendita
diretta.
Cosa sono le aree? Dice anche una cosa illeggibile perché se il
secondo comma, citando il decreto del Ministero dell'Agricoltura
che è proprio quello che prevede la possibilità - il famoso
chilometro zero per capirci - per i produttori agricoli di potere
esercitare l'attività di vendita diretta all'interno delle aree
urbane, suburbane, il terzo comma dice aree mercatali non
riconducibili a quelle di cui prima'.
Cosa sono quelle aree mercatali non riconducibili? Cioè
ricordiamoci che quando scriviamo una norma c'è qualcuno che la
deve leggere ed interpretare. Se fra di noi non è nemmeno chiaro
cosa vogliamo dire, secondo voi una norma che è scritta in questa
maniera, che dice una cosa che non si capisce a chi si rivolge,
perché se non sono quelle di cui al secondo comma, quali sono le
aree mercatali? Quelle commerciali
Quindi, suggerirei di dire che al secondo comma c'è la norma così
com'è; al terzo comma prevedere semplicemente che gli imprenditori
agricoli singoli o in forma associata, in aree private possano
esercitare l'attività di vendita diretta, eccetera, eccetera,
togliendo quell'espressione che fa riferimento ad una difforme
modalità
Non so se sono stato chiaro.
PRESIDENTE. Allora, Commissione rispetto alle obiezioni fatte
dall'onorevole Cracolici, vuole qualche minuto per riformulare i
commi?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Mi dia qualche
minuto di tempo per cercare di capire dove dobbiamo intervenire.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.25, è ripresa alle ore 17.40)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
per la seduta odierna gli onorevoli De Luca Cateno, Musumeci,
Aricò, Gennuso e Lagalla.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 189-94/A
«Vendita diretta dei prodotti agricoli»
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge n.
189-94/A Vendita diretta dei prodotti agricoli .
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
4.12 che recita: all'articolo 4, comma 3, le parole da ovvero'
fino a 2007' sono soppresse .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 4.6 è assorbito dall'approvazione dell'emendamento
4.12.
Si passa all'emendamento 4.10, degli onorevoli De Domenico, Lupo,
Arancio e Sammartino.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Gallo, Genovese, Savona, Mancuso e Falcone.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 189-94/A
«Vendita diretta dei prodotti agricoli»
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge n. 189-
94/A.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
sull'emendamento 4.10, testé approvato.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sull'emendamento 4.10 non è stato chiesto il parere
della Commissione, e la Commissione è contraria.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, c'è stato un mio errore. Ponendo in
votazione l'emendamento 4.10 non ho chiesto il parere né della
Commissione, né del Governo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'emendamento sia di assoluto buon senso. Sostanzialmente chiede
che vengano ascoltate le associazioni di categoria. Credo che le
associazioni di categoria non possano che essere favorevoli
rispetto al disegno di legge di cui stiamo discutendo. Non vedo il
motivo per cui si debba dare un parere negativo, premesso che è
stato già votato. Ma, ripeto, mi sembra un modo perfino per
valorizzare il disegno di legge in discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo voglio chiarire. La votazione è stata
annullata per un mio mero errore, perché non ho chiesto il parere
né alla Commissione, né al Governo.
LUPO. La possiamo pure ripetere. Come la Presidenza si determina
per noi va bene. Ma l'emendamento 4.10, nella sostanza, valorizza
perfino il contenuto della norma, non è un emendamento che va
contro.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nel rispondere al collega Lupo, non
si è contrari a questa proposta, ma è un appesantimento
amministrativo. Se siamo per lo snellimento, se siamo per portare
avanti le pratiche, se siamo per aiutare la gente, in questo caso
siamo in aiuto a coloro che fanno vendita diretta, che senso ha
chiamare i rappresentanti sindacali con il rispetto per i
rappresentanti sindacali, rispetto per tutti. Qua stiamo parlando
di vendita diretta dei prodotti agricoli. Mi spiegate cosa
c'entrano i rappresentanti sindacali? Non c'entrano niente. Per cui
il nostro parere è contrario.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
della Commissione ha dato delle plausibili motivazioni, tuttavia io
ritengo che quando si assumono decisioni, soprattutto che
riguardano coloro i quali saranno destinatari degli effetti che
produrrà o la norma oppure domani il procedimento amministrativo,
io suggerirei, invece, di accogliere l'emendamento. E questo perché
comunque - e mi rivolgo alla Commissione - di quanto si può
rallentare? Di un giorno? Il tempo che uno li ascolta? Non è che è
vincolante il parere delle associazioni di categoria Si tratta
solo di avvisarli, di renderli partecipi, e del resto lo spirito
degli statuti comunali è quello della partecipazione. Oggi noi
approviamo norme per impedire la partecipazione? Sarebbe un
controsenso. Io direi di accogliere favorevolmente l'emendamento
degli onorevoli De Domenico, Lupo ed altri.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vedo
l'appesantimento. L'appesantimento c'è nel momento in cui si
obbliga un comune a dedicare una fetta importante, e magari non c'è
la necessita, ma stiamo bilanciando gli interessi. Da un lato è
prevista l'obbligatorietà, però per determinare il 20% della
superficie io ritengo che sia opportuno sentire le associazioni di
categoria, non c'entrano niente i sindacati, c'entrano le
associazioni di categoria degli agricoltori, quindi mi sembra un
atto di democrazia nei confronti di chi è poi il destinatario della
norma.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema è questo:
o noi decidiamo di fare degli interventi legislativi che finalmente
sono in favore dei piccoli produttori che purtroppo non si sentono
più rappresentati da queste associazioni di categoria. Qui il tema
è questo I piccoli produttori non si sentono più rappresentati da
queste strutture elefantiache che voi volete continuare a tutti i
costi a tenere in piedi. Questo finalmente, da parte della
Commissione, è un disegno di legge che va incontro a quella
categoria. Cerchiamo di smontare la logica delle aggregazioni, di
chi rappresenta solo interessi personali e di cartello Se voi
volete continuare con gli interessi personali e di cartello, che
servono solo a fare clientele, andiamo avanti con le associazioni
di categoria, non il 20% diamogli tutto a loro, così se le
gestiscono nel buio delle stanze chiuse con quattro bottoni sempre
le stesse persone Noi siamo assolutamente contrari e siamo
favorevoli per un approccio che veda finalmente premiati i piccoli
produttori.
PAPALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono concorde con
il Presidente della Commissione, on. Ragusa. L'Aula deve avere il
potere di legiferare. Se l'Aula deve fare una legge e la deve
lasciare sempre in balia degli altri, non capisco che legge
facciamo.
Le associazioni di categoria possono essere sentite dalla
Commissione nel momento di legiferare, ma una legge deve avere
delle norme certe che non devono essere lasciate alla libera
interpretazione o rimesse al giudizio di altri. Se le associazioni
di categoria devono essere sentite, saranno sentite prima, ma una
volta fatta la legge noi dobbiamo avere la capacità di dare delle
norme chiare e delle norme che devono snellire le procedure
burocratiche: meglio una norma sbagliata, ma che non ha bisogno di
tutti questi pareri
Mi sembra di capire che ogni legge che l'Aula produce non fa altro
che aggravare la situazione esistente perché stiamo diventando
troppo democratici; e allora la democrazia va bene, la
partecipazione va bene, ma nel momento in cui si fa la legge, la
legge poi deve avere delle risposte chiare e certe.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che come
al solito, piuttosto che parlare della luna, parliamo del dito.
Il tema è uno: questa norma stabilisce che il 20 per cento in
maniera tassativa, almeno i Comuni devono dedicarla alla vendita
diretta. Tra l'altro prevede che anche i mercati all'ingrosso, cioè
sarebbero i mercati ortofrutticoli, per capirci, se aperti al
pubblico, hanno l'obbligo di avere spazi per la vendita diretta.
Ora è evidente, io sono per la vendita diretta, ci mancherebbe, ma
attenzione a non creare un conflitto a somma zero. Perché nei
mercati ortofrutticoli ci sono gli intermediari, altrimenti non ci
sarebbe il mercato ortofrutticolo Nei posteggi cosiddetti delle
aree urbane, è evidente che stiamo parlando di aree mercatali in
gran parte già concessi; io conosco Palermo tutti i posteggi dei
mercati rionali, che sono stati assegnati da anni, si ripetono di
anno in anno. Stabilire che da oggi c'è un 20 per cento dedicato a
chi comunque non ce l'ha dentro un mercato di dettaglio, ma non di
vendita diretta, credo che stiamo appesantendo un procedimento,
perché a quel punto metteremo in seria difficoltà i comuni, perché
se non lo fanno, che fa? Si va al Tar? Si crea un conflitto,
diciamo, tra chi fa la vendita diretta e chi fa la vendita
intermediata?
Allora, una cosa è la vendita diretta di spazi dedicati, di luoghi
specializzati, altra cosa è obbligare i comuni a un limite,
stabilito per legge, secondo cui se non lo fai - ripeto - non
capisco cosa succede.
L'unica cosa che può succedere è che il Tar annulla tutte le
concessioni.
Io credo che così stiamo appesantendo il procedimento, non lo
stiamo snellendo; ecco perché suggerirei, e credo che lo spirito
del collega Di Domenico più che le associazioni di categoria,
perché è chiaro che siamo di fronte a un procedimento
amministrativo, è quello di stabilire un principio di
ragionevolezza che, piuttosto che al meno diventi un limite,
diciamo, massino non uno al meno, perché al meno significa dal 20
al cento per cento. Nel mercato di Vittoria che facciamo?
Sostituiamo tutti gli intermediari con i contadini direttamente che
vendono?
Suggerirei alla Commissione di valutare una dizione che non ci
appesantisca un procedimento.
Ripeto, la vendita diretta è sacrosanta, tra l'altro ormai è
patrimonio comune, il chilometro zero è diventato la cultura del
consumo, però evitiamo conflitti tra il fruttivendolo e il
produttore di frutta che spesso poi sono due cose diverse.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
interesse gli interventi di colleghi molto importanti che in
quest'Aula hanno scritto storia di politica siciliana. Però, volevo
ricordare a tutti che noi prima di fare questa norma abbiamo
convocato, chiamato e udito tutti i rappresentati sindacali della
Regione siciliana, ad uno ad uno, non ultimo gli abbiamo mandato il
disegno di legge, loro ci hanno fornito aiuto e sostegno, e oggi
siamo qui per andare avanti.
Per cui, per quanto ci riguarda, il nostro parere all'emendamento
4.10 è contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo vedere di trovare una
soluzione? Eliminare le parole: sentite le associazioni di
categoria Onorevole Cracolici? Governo? Presidente della
Commissione? Colleghi? Siamo d'accordo a presentare un emendamento
che sopprima le parole: sentite le associazioni di categoria?
Mi riferisco all'emendamento 4.10. Se vogliamo snellire il
procedimento e vogliamo fare in modo di trovare un'intesa su questo
argomento, la Commissione può presentare un subemendamento al fine
di accelerare l'iter, snellire le procedure, sentire le categorie e
cerchiamo di approvare all'unanimità questo emendamento.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, Lei si pone in modo moderato e la sua richiesta viene
accolta nella misura in cui l'onorevole che ha proposto
l'emendamento, presenti un subemendamento. E noi glielo accogliamo
perché questa norma, è la norma di tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendiamo brevemente la seduta,
al fine di consentire la scrittura del subemendamento da parte
dell'onorevole De Domenico.
(La seduta, sospesa alle ore 17.56, è ripresa alle ore 18.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione ha fatto una
sintesi d'intesa con chi aveva presentato l'emendamento 4.10, ed ha
presentato l'emendamento 4.13, di nuova riscrittura.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, se
l'onorevole Cracolici prende posto perché lui, poco fa, ha
illuminato l'Aula. Tutta l'Aula si è resa conto dell'errore che si
stava, di qui a poco, consumando. Ed allora abbiamo fatto sempre -
quest'Aula fa sempre dagli Appennini alle Ande - prima era minimo
il 20%, quindi potevamo arrivare anche all'80%, perché se tu levi
il 20% poi proseguiva al 20% in poi è l'80%. Ora, invece, è fino al
20% cioè nsamaddio arriviamo, come diciamo a Palermo, al 21%.
Poco fa, mentre l'onorevole Cracolici argomentava, molto
appropriatamente, io lo disturbavo e cercavo di trasmettergli un
messaggio ma lui, siccome è comunista - lo dico perché così non si
offende - non ascolta nessuno. Il tema dell'intervento
dell'onorevole Cracolici, secondo me, magari lo interpreto in modo
distorto, non era quello di invertire la percentuale. Ha posto
anche un altro tema: nel caso del mercato di Palermo, dire fino al
20%, può significare che, se l'assessore vuole raggiungere quella
quota, quel mercato può non avere materialmente gli spazi.
Questa norma, anche con questo emendamento, espone comunque i
mercati storici, quelli che già sono stati costituiti da anni,
funzionano, non possono mai trovare, nel caso di Palermo ci sono
revoche di concessioni perché non hanno nemmeno lo spazio per darlo
a quelli storici. Appena passa un emendamento di questo tipo noi
abbiamo esposto il mercato del Comune di Palermo a contenziosi ed
al caos. Quindi la visione deve essere, o noi diciamo dal 20% in
poi e lasciamo tutto per come è, o lo prendiamo e lo sopprimiamo,
cioè lasciamo ai Comuni la possibilità di autodeterminarsi, così
come vuole lo spirito dell'autonomia locale. Perché comunque questa
norma rischia così di essere impugnata, perché l'autonomia locale
non può costituzionalmente mai essere intaccata.
Il principio è questo, quindi da una castroneria siamo passati ad
un'altra castroneria. Questo emendamento non si può approvare,
perché - lo ripeto di nuovo - i siti già funzionanti non hanno gli
spazi per poter garantire nemmeno questo 20%, oppure introducete
fatti salvi i siti già funzionanti .
CRACOLICI. Fermo restando le concessioni già in essere
MILAZZO. Questo è il tema, perché mettiamo in difficoltà i Comuni
che poi dovranno dire a qualcuno senti, levati , per garantire
un'altra cosa.
CRACOLICI. Ti sei spiegato bene.
MILAZZO. Mi sono spiegato bene. Quindi, Presidente, se pazienta
lei un ultimo minuto e sospende proprio due minuti, lo aggiustiamo
e proseguiamo.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 18.13)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rispetto all'emendamento 4.13, è
stato presentato l'emendamento 4.13.1 che recita: fermo restando
le concessione in essere all'entrata in vigore della presente
legge .
Distribuiamo questo emendamento. Tutti devono avere la
consapevolezza di ciò che esaminiamo.
Pongo in votazione l'emendamento 4.13.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.11, a firma degli onorevoli De Domenico
ed altri.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire
che il contenuto di questo emendamento, ne ho parlato anche con il
Presidente, in qualche modo, indirettamente si applicherebbe,
perché c'è un richiamo alle legge nazionale. Però, ritengo che una
legge fatta dal nostro Parlamento debba evidenziare espressamente
il divieto di esercizio dell'attività di chi già abbia avuto
condanne.
Ritengo che l'inserimento della norma in maniera specifica, e non
richiamandola indirettamente attraverso un generico richiamo finale
della norma di rinvio, abbia anche una valenza politica, e quindi è
una grande opportunità evidenziarla espressamente.
PRESIDENTE. Onorevole de Domenico, io gliel'ho fatto illustrare
perché lei ha insistito sulla riproposizione di questo emendamento,
ma come lei stesso ne ha fatto cenno, l'articolo 8 fa un richiamo
esplicito al decreto legislativo n. 228 del 2001, e questa norma è
espressamente copiata dall'articolo 4, comma 6, quindi di fatto è
inammissibile. Cioè il richiamo finale della legge, che ovviamente
chiude ogni discorso, tende a considerare inammissibile
l'emendamento da parte di questa Presidenza. Questo per essere
chiari, quindi, questo emendamento non si può votare.
Si passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà questa
norma che io ho immaginato, avrebbe l'obiettivo di dare contezza
rispetto a quelle che sono le iniziative nei vari comuni, dia
contezza all'assessorato e, quindi, dia la possibilità di creare
una sorta di mappatura di quelli che sono, sì dell'assessorato
delle attività produttive, di dare in qualche modo una sorta di
mappatura delle attività che vengono messe in piedi, non soltanto
da parte dei comuni nei confronti dell'assessorato per le attività
produttive ma poi, rispettivamente, la Regione, con cadenza
semestrale, dovrebbe darne una comunicazione al Ministero delle
politiche agricole. Tutto questo anche per testimoniare che le
iniziative che probabilmente, ci auguriamo, potranno essere messe
in piedi e potranno avere luogo, magari potrebbero diventare un
trend positivo di crescita che possano essere in qualche modo
statuite, individuate, censite e, quindi, poi magari anche essere
oggetto di approfondimenti e - perché no? - anche di eventuali
appostazioni di somme che possono servire per implementare queste
attività.
Siccome da quello che è la mia visione di questo disegno di legge,
sembra che sia un po' tutto lasciato alle iniziative dei comuni e
che non ci sia una sorta di regia, non vuole essere un
appesantimento burocratico-amministrativo ma semplicemente un
momento di conoscenza da parte della Regione e da parte del
Ministero delle attività che vengono poste in essere, per cui la
norma - diciamo - avrebbe questo significato. Chiaramente mi sta
particolarmente a cuore il primo comma, che è quello di una regia
in termini conoscitivi da parte dell'assessorato Attività
produttive che secondo me potrebbe essere soltanto utile e non un
gravame.
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Caronia, ma lei intende spostare la
competenza dell'assessorato Agricoltura all'assessorato Attività
produttive?
CARONIA. In termini di comunicazione, semplicemente in termine di
comunicazione
PRESIDENTE. Allora può presentare un sub-emendamento in cui indica
l'Assessorato agricoltura.
CARONIA. Va bene, possiamo anche fare così, ma in realtà diciamo
che è una norma che per certi aspetti coinvolge entrambi i rami.
Posso presentare un sub-emendamento dove scrivo assessorato
all'agricoltura, se è più pertinente, se si ritiene che questo è
più utile. Il tema era quello della mappatura, per cui va
benissimo.
PRESIDENTE. Allora presenti il subemendamento.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
sostenere, appunto, la corretta interpretazione della Presidenza.
Nel senso che la finalità non credo sia quella di spostare le
competenze dall'assessorato Agricoltura all'assessorato Attività
produttive, semmai quella di demandare all'assessorato Attività
produttive che, nelle more dell'attività legate alla
commercializzazione, all'internazionalizzazione possa avere, come
dire, una mappatura chiara delle manifestazioni e delle iniziative
che sono presenti in Sicilia, mantenendo ovviamente la regia
dell'assessorato Agricoltura e lasciando quindi spazio
all'interpretazione della Presidenza.
Quindi, sono d'accordissimo. Se si potesse fare questa piccola
modifica in modo da integrare le competenze delle attività degli
assessorati.
PRESIDENTE. Dovete presentarli. Allora, c'è qualche altro collega
che chiede di parlare?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Presidente, lei deve pronunciarsi su
questo emendamento 4.2 con il sub-emendamento che sta per essere
presentato all'onorevole Caronia che sostituisce Assessorato
Attività produttive con Agricoltura e foreste.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando che io apprezzo
molto, come dire, la sua partecipazione totale nei confronti
dell'Aula, che vuole metterci nelle condizioni di fare la migliore
cosa possibile, e apprezzo molto anche l'impegno della collega
Caronia, mi permetto solo di dirle questo: in un'epoca dove si
parla di snellimento della burocrazia, dove si parla di rendere
tutto più facile, se noi vogliamo appesantire questa norma,
approviamo questo emendamento e appesantiamo la norma.
Tuttavia mi corre l'obbligo morale di dirle anche che la
Commissione su questo argomento si è più volte confrontata con le
parti sociali. Per quanto ci riguarda, nulla osta alle opinioni
della collega Caronia, nulla osta alle opinioni del mio Presidente
Di Mauro in questo momento, noi siamo contrari. Ma non è una
posizione dura, è un rispetto per coloro che faranno la vendita
diretta dei prodotti agricoli perché oggi stiamo parlando di una
cosa talmente semplice, stiamo accorciando la filiera tra chi
produce e chi consuma, perché vogliamo appesantire le norme?
PRESIDENTE. Ma è una semplice comunicazione, non intralcia il
percorso dell'autorizzazione di un mercato agricolo. Comunque, il
parere della Commissione è all'unanimità?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Guardi, io mi
fermo e faccio intervenire il Vicepresidente della Commissione
perché non vorrei che passasse che il Presidente di questa
Commissione è contrario a questa cosa.
PRESIDENTE. Presidente Ragusa, lei può esprimere il parere anche a
maggioranza.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Io le ho detto
che questa Commissione è contraria a questo emendamento.
PRESIDENTE. Va bene, ne prendiamo atto.
Il Governo mantiene l'emendamento?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, io mi trovo in linea con la
proposta dell'onorevole Caronia, perché avere un censimento e una
mappatura di queste iniziative nel territorio può servire alle
stesse aziende per le politiche che in tal senso vuole sviluppare
l'Assessorato e il Governo.
Accanto a questo condivido in toto la linea della Commissione, che
sa quanto appesantite siano le aziende agricole e quanto si voglia
evitare di sovraccaricarle di ulteriori adempimenti. Io ritengo che
la posizione mediana potrebbe essere quella, visto che c'è un
passaggio con i Comuni, che siano i Comuni a comunicare
all'Assessorato le aziende che sono dedite a questo tipo di
attività, così liberiamo le aziende dalla comunicazione e noi
facciamo la mappatura tramite i Comuni.
PRESIDENTE. Abbiamo concluso gli interventi. Si passa alla
votazione dell'emendamento 4.2.1, con il parere contrario della
Commissione e il parere favorevole del Governo. Chi è favorevole;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.2.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, ìndico la votazione per scrutinio nominale. Chi è
d'accordo all'approvazione dell'emendamento 4.2 così come emendato
dall'emendamento 4.2.1 vota verde; chi è contrario vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 12
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
condividere con lei e con tutti gli altri colleghi un attimo
di insomma io sono smarrito. E' normale che c'è la Commissione con
un Presidente che è diametralmente opposto nell'indicare quella che
h la volontà rispetto al testo e rispetto all'assessore, tra
l'altro condividono lo stesso partito, ma dico parlarsi prima
cinque minuti? Sospendiamo per cinque minuti, magari si parlano e
si ritrovano.
Se dobbiamo andare avanti in questo modo davvero diventa
imbarazzante, qua c'è evidentemente qualcuno che sta giocando una
partita, e qualcuno che sta giocando un'altra partita. Il testo mi
pare che ha la condivisione da parte della maggior parte dei gruppi
politici che compongono la Commissione, se qui ora si deve venire a
colpi di emendamento, io le chiedo per ogni emendamento a questo
punto il voto palese, così ci determiniamo con maggioranze che non
sono chiaramente altre, perché così non si può fare.
Ora, chiedo all'assessore di chiarire con un intervento che
intenzione ha rispetto ad una legge che ha visto un iter
parlamentare importante e condiviso, perché se non è condivisa
dall'assessore ce ne facciamo una ragione, ma cominciamo anche a
capire dove è che dobbiamo chiedere il voto palese in maniera tale
da potere determinare una maggioranza d'Aula che è diversa da
quella con votazione per alzata e seduta.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri non è che questo emendamento era
determinante per la legge. È un emendamento che procedeva soltanto
alla comunicazione alla Regione e poi al Ministero del luogo dove
si fanno questi mercati. Può capitare che non ci sia una
convergenza su un emendamento.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, l'onorevole Cancelleri sarà smarrito,
ora lo rimetto io sulla retta via.
Noi stiamo trattando una norma e il clima d'Aula è approvare una
norma che sia una norma nell'interesse di tutti, condivisa
soprattutto da chi sarà destinatario degli effetti che questa norma
dovrà produrre.
Non siamo al congresso di Forza Italia, non siamo in una caserma e
quando un Presidente di Commissione o l'Assessore esprime un parere
su un emendamento, non è su un testo già approvato in Commissione,
ci debba essere per forza unanime veduta di percorso.
Un deputato ha proposto un emendamento. Il Presidente ha espresso
la sua volontà. Ma il Presidente esprime non la sua volontà
personale, il Presidente rappresenta la volontà della Commissione.
Non è che è Casa Ragusa quella, onorevole Cancelleri.
L'Assessore, invece, dirige, guida il proprio assessorato e si
autodetermina in base a quello che ritiene più giusto per la delega
che lui rappresenta come legale rappresentante e non delegato del
Presidente della Regione.
Quindi, è l'unico titolare legale di quell'assessorato. È
pacifico, onorevole Cancelleri. Magari a lei può dispiacere, però
dobbiamo essere anche chiari e forse - e non mi riferisco a lei, al
sottoscritto - meno ipocriti nel pensare che non ci può essere un
percorso che sempre può vedere tutti unanimi. Questa è una
sfumatura della norma. Va documentato, va censito o no? Non mi pare
che sia il cuore della norma.
Quindi io la rassicuro. Sono qua, rappresento io la posizione di
Forza Italia, loro, questi altri attori rappresentano altri ruoli.
Uno è il Parlamento, uno è il Governo regionale.
PRESIDENTE. Grazie all'onorevole Milazzo che si pone come garante.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, non vorrei portare una voce che si
allontana da quella dell'autorevole Capogruppo di Forza Italia però
credo che stiamo assistendo ad un fatto - lo dico ai cugini di
Forza Italia - che non è un bel precedente.
Mi sembra che ogni volta che l'Assessore di un partito abbia dato
la linea, in qualche modo è opportuno che quella linea rispetto
alle attività dei disegni di legge venga tenuta.
Presidente della Commissione, stiamo parlando di un disegno di
legge che ha raccolto davvero trasversalmente il consenso di tutti.
Non voglio appiattirmi nelle posizioni dell'opposizione che, mi
lasci dire anche, fate demagogia, onorevole Cancelleri.
È chiaro che stiamo parlando di un provvedimento che chiama in
causa le comunicazioni. Però, Presidente della Commissione, la
prego di attenersi a quelle che sono le volontà della maggioranza.
L'Assessore Bandiera, autorevolmente, ha espresso un'opinione su un
emendamento della collega Caronia che di fatto serviva soltanto a
fare un censimento delle attività che in Sicilia vengono svolte in
un settore come quello, informando il Ministero e, contestualmente,
dando mandato all'Assessorato dell'agricoltura di avere la regia di
quelle attività e all'Assessorato attività produttive di potere
intervenire sui temi dell'informazione. Io, questo, per dovere,
sentivo di rappresentare.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.5 a firma degli onorevoli
Barbagallo e Lupo. Onorevole Barbagallo lo vuole illustrare? È il
disciplinare di mercato.
BARBAGALLO. Certo, signor Presidente.
Onorevoli colleghi, come spesso accade invitiamo i comuni a
prevedere entro un termine predeterminato, con apposito
regolamento, la disciplina che normi, appunto, questa materia. E'
un modello diffuso, non c'era una previsione espressa all'interno
del testo che è arrivato in Aula e quindi lo abbiamo previsto.
Credo che non abbia nessuna controindicazione particolare ed è un
invito ai comuni a disciplinare con regolamento tutta la materia
PRESIDENTE. Chiedo al Presidente della Commissione di esprimere il
parere sull'emendamento 4.5.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Sostanzialmente
sull'emendamento 4.5
PRESIDENTE. E' un emendamento regolamentare, non è che sia una
cosa
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Vorrei
condividere con il collega Barbagallo questo subemendamento: le
parole ai comuni..di cui al precedente comma 2' se è d'accordo il
collega Barbagallo.
BARBAGALLO. Perché, qual è la preoccupazione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Non c'è nessuna
preoccupazione in linea di massima, tuttavia però ci permette di
essere in linea e quasi regolare rispetto al nostro percorso.
BARBAGALLO. Va bene se è solo riferito al comma 2.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Però le parole
ai comuni precedenti vanno sostituite con di cui al precedente
comma 2
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 18.46)
La seduta è ripresa
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione, il
subemendamento 4.5.1, che sostituisce i commi precedenti con le
parole comma 2'.
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.5.1. Il parere del
Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.5, degli onorevoli
Barbagallo e Lupo, così come emendato.
Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.4, dell'onorevole Caronia.
L'emendamento è inammissibile perché fa riferimento - la prima
parte - alla Giunta comunale che dovrebbe fare una relazione sullo
stato dell'efficacia delle presenti norme, - la seconda parte -
laddove indica 3ter, a proposito del punto a) che fa riferimento al
Km 0 di cui all'articolo 2 è inammissibile, poiché l'articolo 2,
come lei ricorderà non ha preso in considerazione l'esame e quindi
l'approvazione dell'articolato sotto il profilo del Km 0.
Relativamente ai punti b) e c) e d) che, credo facciano un errore
nel senso che ripete questo km 0, che può essere corretto col
termine di vendita diretta, se lei presenta un subemendamento,
l'Assemblea lo può esaminare.
Ci siamo capiti onorevole Caronia? La prima parte è inammissibile,
il punto a) è inammissibile perché fa riferimento all'all'articolo
2.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda il 3) bis, che è quello entro i 90 giorni dalla relazione
PRESIDENTE. Sì, la relazione, non c'entra che il Comune fa
relazione, su una legge dell'Assemblea, semmai il Governo fa la
relazione al Parlamento.
CARONIA. Il senso dell'emendamento - è chiaro che sulla parte
inammissibile, ovviamente non potrò portarlo avanti - ma il senso
che voleva significare questa norma è che, ad ogni modo, visto che
le attività che vengono intraprese dal Consiglio Comunale, rispetto
a quello che verrà indicato e delle delibere della Giunta Comunale,
in qualche modo poi dovrebbero essere rese note al Consiglio e
nella fattispecie alle Commissioni competenti, per un atto di
trasparenza, così come l'emendamento di cui avevo detto prima, per
dare contezza delle attività svolte, ritengo fosse utile che le
commissioni competenti dei Consigli comunali che molto spesso si
riuniscono ma non hanno la facoltà se non attraverso atti ispettivi
di avere contezza di quello che l'organo amministrativo fa, credo
che potessero essere invece coinvolti in una relazione che potesse
tener conto di quello che è l'attività resa durante l'anno,
esattamente la stessa ratio della norma precedente.
Io sono anche disposta ad una riscrittura, dico, chiaramente, che
mi riservo di
PRESIDENTE. Lo so, è inammissibile tutto perché il soggetto
principale è la relazione. Purtroppo diventa tutto inammissibile
CARONIA. Va bene
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.8 a firma dell'onorevole
Cracolici ed altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici ci sono parti di
questo emendamento che sono superflue perché è inutile ribadire i
termini delle sanzioni penali e amministrative
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, per
me si possono togliere perché il concetto era uno: io non voglio
qui disciplinare cose sulle quali non abbiamo competenza perché sia
le penali che le amministrative
PRESIDENTE. Che sono già disciplinate
CRACOLICI. Il concetto era questo: questa è una norma a tutela
degli agricoltori che fanno la vendita diretta, perché? Purtroppo
capita che spesso, in alcune situazioni, alcuni che dichiarano di
fare vendita diretta in realtà sono intermediari, cioè comprano
prodotti presso il mercato ortofrutticolo e poi vanno nei mercati
della vendita diretta, allora, a tutela, proprio perché è un brand
straordinario la vendita diretta, a tutela dei produttori questa
norma dice che se, non solo il produttore fa la frode nel senso che
non fa in via prevalente la vendita dei propri prodotti, ma anche
coloro che organizzano il mercato cioè in alcuni casi le
associazioni dei produttori che hanno l'obbligo della vigilanza,
qualora ci siano modalità di aggiramento delle norme, la sanzione
deve essere che deve essere inibita l'attività della vendita
diretta anche all'organizzazione che non ha esercitato la
vigilanza.
PRESIDENTE. E su questo, onorevole Cracolici, siamo d'accordo, lei
deve presentare però un subemendamento che elimina le sanzioni
penali e amministrative, il resto è possibile perché si può
stabilire una inibizione, del resto quello che lei ha sollevato è
il problema di tutte le famiglie che partecipano ai mercati e
vogliono avere consapevolezza di ciò che comprano. Chi lo presenta
questo emendamento?
CRACOLICI. Lo presento io
MILAZZO. A che punto siamo, signor Presidente?
PRESIDENTE. Siamo a buon punto
MILAZZO. Perché che sia chiaro, norme di notte non ne voglio
approvare
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ha firmato l'emendamento?
Onorevoli colleghi, l'onorevole Cracolici, ha presentato il
subemendamento 4.8.1 che elimina dall'emendamento 4.8, e più
precisamente l'art. 3bis, le parole oltre quelle penali e
amministrative previste .
L'emendamento resta in piedi perché si collega al termine la
sanzione con l'inibizione per 5 anni dall'attività di vendita
diretta.
Credo che sia questo un buon subemendamento. Pongo in votazione il
subemendamento 4.8.1. Il parere della Commissione? Presidente
Ragusa lei è d'accordo sul subemendamento presentato dall'onorevole
Cracolici?
RAGUSA. presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione ed il
parere favorevole del Governo lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.8, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
«Articolo 5
Norme in materia di somministrazione non assistita
In conformità a quanto previsto dall'art. 4, comma 8-bis del
decreto legislativo n. 228/2001 e successive modifiche e
integrazioni e tenuto conto di quanto stabilito dall'art. 34 del
decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nell'ambito dell'esercizio
della vendita diretta è consentito vendere prodotti agricoli, anche
manipolati o trasformati, già pronti per il consumo mediante
l'utilizzo di strutture mobili nella disponibilità dell'impresa
agricola anche in modalità itinerante, su aree pubbliche o private
nonché il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita
utilizzando i locali e gli arredi nella disponibilità
dell'imprenditore agricolo con l'esclusione del servizio assistito
di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni igienico-
sanitarie.».
Non sono stati presentati emendamenti a questo articolo.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
desidererei avere l'attenzione da parte della Commissione.
Articolo 5, leggo: In conformità a quanto previsto dall'art. 4,
comma 8-bis del decreto legislativo n. 228/2001 e successive
modifiche e integrazioni e tenuto conto di quanto stabilito
dall'art. 34 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito
con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nell'ambito
dell'esercizio della vendita diretta è consentito vendere prodotti
agricoli, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo
mediante l'utilizzo di strutture mobili nella disponibilità
dell'impresa agricola anche in modalità itinerante, su aree
pubbliche o private nonché il consumo immediato dei prodotti
oggetto di vendita utilizzando i locali e gli arredi nella
disponibilità dell'imprenditore agricolo con l'esclusione del
servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle
prescrizioni igienico-sanitarie .
Allora, signor Presidente, mi rivolgo alla Commissione: questo è
praticamente, appena noi lo approviamo, la giungla.
Noi stiamo, con un articolo, modificando le due norme che sopra
citiamo perché così noi modifichiamo, cioè trasformiamo,
stravolgiamo il concetto di manipolazione. Significa che il
venditore di grano, - non parliamo solo di coloro i quali
producono i melograni e poi fanno la spremuta - , parliamo di
coloro i quali, per esempio, producono grano e li trovi, in un'area
che è di loro proprietà, a produrre, non il grano, la farina, ma a
fare la pasta, cucinarla e venderla.
All'articolo 3, onorevole Foti, - la norma non cammina articolo
per articolo -, la norma poi deve essere armonizzata in tutto
quello che noi stiamo approvando, dicevo all'articolo 3, che
abbiamo appena approvato, quindi immaginate voi da domani mattina
quello che produce le patate e si mette in un posto privato e vende
le patate, quello i carciofi, e c'è questa giungla.
Poi noi al comma 3, perché ci sarà qualcuno che dice ma tu devi
rispettare ', ora andiamo pure anche a pareri da parte dell'agenzia
per la concorrenza, ma andiamo all'articolo 3, al comma 3, alle
imprese agricole che esercitano le vendite dirette nei limiti e con
le modalità previste dalla presente legge non si applicano le norme
sul commercio , significa che questa norma è una norma, diciamo,
autorizzativa. Non appena è approvata ognuno ha, autonomamente lo
potrà fare, significa che è la giungla, cioè i Comuni non potranno
fare più niente perché la legge dice che questi sono esonerati
dalle norme sul commercio. Quindi, ognuno potrà prendersi uno
spazio e dire: questo è mio e faccio così. Vado avanti .
L'autorità della concorrenza definisce una norma identica
approvata in un'altra Regione una indebita discriminazione fra i
vari operatori del settore; ma è ovvio: io che ho un esercizio
commerciale e sono autorizzato, mi faccio il corso alla
somministrazione, alla manipolazione, domani mattina mi trovo uno
che si autodetermina, perché la legge al comma 3 dice che non le
norme sul commercio su di me, io sono praticamente zona franca, lo
prendo e lo faccio. Cosa voglio dire onorevole Foti? Prendete
questo articolo 5 e lo scriviamo meglio. Questo così per come è
scritto, perché poi lo dovranno interpretare i dirigenti e
scoppierà la confusione più totale, fioccheranno ricorsi al Tar e
avremo saghe, mercatini, filiere, ovunque. Ovunque, perché appena
sulle aree pubbliche, vabbé ancora là, insisterà comunque
l'autorizzazione del Comune non alla licenza, all'autorizzazione,
ma a dare la disponibilità del sito perché non parliamo più di
autorizzazioni. La norma lo fa essere al di sopra della legge sul
commercio, ma sulle aree private.
Immaginate il viale Regione Siciliana dove ci sono tutti questi
parcheggi. Ognuno potrà dire: questo pezzo di terreno è mio e io
vendo patate, zucchine, le cucino arrosto .
Ora io dico, scriviamo le norme perbene perché le norme, lo so che
coloro i quali scrivono non possono ovviamente riportare nel
processo verbale quello che io dico, ma il significato arriva e lo
diciamo in modo più pacato e spero esaustivo.
Io fondamentalmente ad una norma che liberalizza per dare respiro
a coloro i quali producono e giustamente fanno, vendono pari allo
0,2 e poi vedono nel negozio il proprio prodotto stravenduto e
quindi è lui lo schiavo. Li dobbiamo aiutare e dobbiamo
liberalizzare. Però, dobbiamo scrivere bene perché ormai i principi
dell'articolo 3 vigono, sono efficaci, quindi tutto quello che noi
approveremo già riconosce all'articolo 3 che questi signori che
saranno destinatari degli effetti di questa norma non sono inseriti
nelle norme per il commercio.
Quindi, dobbiamo stare attenti a ciò che poi produciamo perché
aiutiamo questi e praticamente creiamo una concorrenza sleale,
perché se vediamo uno che è costretto a rispettare tutte le norme e
avere tutte le autorizzazioni, pagare tutto, ed uno che con una
lambretta, sostanzialmente è questo che stiamo dicendo, si mette di
fronte il marciapiede e ha fatto chiudere coloro i quali sono la
impiantati e non hanno strumenti per potere concorrere. Perché,
anche li, mentre chi manipola avrà un costo della materia prima che
è 10 volte il costo di produzione, chi lo produce è ovvio che
venderà la busiata a 2 euro e invece il bar gastronomia la dovrà
vendere a 8 euro perché non c'è raffronto. Quindi, noi la dobbiamo
armonizzare in modo corretto.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
questo articolo riguarda quasi esclusivamente i prodotti che
vengono venduti. Io insisto nel dire e ne chiedo l'accantonamento
per un gesto di garbo istituzionale nei confronti della Commissione
che ha lavorato, purtroppo senza il Governo, perchè la sua
impostazione così come è stata redatta lascia mille dubbi e
tantissime perplessità. Faccio un esempio. Si parla di vendita
diretta, dei produttori agricoli ma non vi è specificato se un
produttore agricolo può vendere anche altri prodotti. Altri
prodotti, un produttore agricolo che produce, Presidente Ragusa, mi
ascolti bene.
FOTI. Può vendere saponi
TURANO, assessore per le attività produttive. No, no, prodotti
agricoli che non produce. Lasci stare, onorevole Foti la prego, se
ho elementi di preoccupazione li rassegno all'Aula. L'Aula è
sovrana può votare com'è meglio.
Quando si parla di servizio assistito di somministrazione, di cosa
si sta parlando? Che è vietato mettere il tavolino con le sedie per
garantire il servizio assistito di somministrazione e non è dunque
garantita la somministrazione. Ecco, abbiamo una serie di dubbi che
onestamente, in maniera prudenziale, portano a richiedere
l'accantonamento dell'articolo.
Vorrei che ci si orientasse in maniera armonica non perché si
vuole bloccare una procedura, ma perché se ne chiede che questi
dubbi che io sto evidenziando possano essere fugati. Ho fatto due
esempi perché la norma per come è scritta non riesce a risolvere
nessuna delle due domande che ho posto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti fino a
questo momento noi abbiamo fatto riferimento ad una norma i cui
obiettivi sono chiari. Noi stiamo agevolando la vendita di prodotti
agricoli e lo stiamo facendo attraverso il coinvolgimento degli
spazi pubblici attraverso una fattispecie che chiama in causa i
comuni, presidente Ragusa.
Ora, nel momento in cui, però, adesso noi incominciamo ad
introdurre un altro principio che è quello della manipolazione, che
è quello della lavorazione dei prodotti finalizzati persino alla
commercializzazione
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, mi consente di fare una
precisazione all'Aula?
FIGUCCIA. Prego.
PRESIDENTE. Allora, poc'anzi a proposito dell'emendamento
dell'onorevole De Domenico abbia fatto rilevare che quanto scritto
in questo disegno di legge all'ultimo articolo, faceva riferimento
al decreto legislativo n. 228 e l'articolo che veniva proposto
sotto il profilo dell'emendamento dal collega De Domenico andava a
recuperare una norma di legge inserita nel decreto legislativo n.
228 e lo abbiamo dichiarato inammissibile. La stessa cosa dobbiamo
fare con questo articolo perché il richiamo all'articolo 9 di
questa legge prevede in buona sostanza che non possiamo ripetere
norme già sancite dal decreto legislativo e c'è l'articolo 8 bis
che è lo stesso parola per parola, quindi, l'articolo 5 è
inammissibile. Andiamo avanti, onorevole.
FIGUCCIA. Perfetto
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Norme in materia edilizia ed urbanistica
1. Le Amministrazioni comunali possono ridurre fino a un massimo
del cinquanta per cento il contributo per il rilascio del permesso
di costruire per le strutture di vendita ed i centri commerciali
nei quali si esercita anche la vendita diretta di prodotti agricoli
da parte degli imprenditori di cui all'art. 1 limitatamente alle
aree di vendita a tale scopo destinate.
2. Ai sensi dell'art. 4, comma 8 ter, del decreto legislativo n.
228 del 2001, l'attività di vendita diretta dei prodotti agricoli
disciplinata dalla presente legge non comporta cambio di
destinazione d'uso dei locali ove si svolge la vendita e può
esercitarsi su tutto il territorio comunale a prescindere dalla
destinazione urbanistica della zona in cui sono ubicati i locali a
ciò destinati, fermo il rispetto di quanto disposto dall'articolo
23 ter, comma 2 del DPR 380/2001 e successive modifiche ed
integrazioni».
Comunico che sono stati presentati emendamenti. Si passa
all'emendamento 6.3 Il comma 1 è soppresso , a firma degli
onorevoli Cracolici ed altri. Lo vuole illustrare, onorevole
Cracolici? Lei stasera è intervenuto parecchie volte.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha ragione, tra
l'altro non era mia intenzione lo devo dire onestamente. No, però,
devo dire che forse vi è sfuggito nel lavoro di Commissione, perché
qui abbiamo fatto una norma che sostanzialmente consentirebbe di
non fare pagare più gli oneri di costruzione sia per le nuove
strutture di vendita che per i centri commerciali sulla base di una
dichiarazione che sarebbero adibiti anche ad attività. Fra l'altro
non si può fare perché stiamo parlando degli oneri di concessione
per le nuove costruzioni, che c'entra con la vendita diretta. Ho
presentato degli emendamenti, in realtà dovrebbe essere
inammissibile come lei stesso ha fatto.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente Ragusa, se questo articolo lo
accantoniamo perché la Commissione faccia una riflessione.
Certamente i centri commerciali di 10 mila, 20 mila metri quadrati
non possono essere esenti dagli oneri di urbanizzazione, questo mi
sembra evidente. Ovviamente, è un refuso, presidente, lo
accantoniamo tanto si voterà domani.
FOTI. Lei propone di accantonarlo, noi vorremmo argomentarlo.
PRESIDENTE. Ci mancherebbe altro Io dicevo questo, se la
Commissione intende accantonarlo. Se la Commissione intende andare
avanti, proceda, sappia, però, la Commissione che, tuttavia,
consentire ai centri commerciali che certamente non è il
rivenditore di prodotti agricoli, l'agricoltore. Il centro
commerciale è una cosa di ben altro significato e questo voleva
dire l'onorevole Cracolici.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. No, Presidente,
io dico che la sua proposta
PRESIDENTE. Rischiamo la bocciatura dell'articolo.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Ancora una volta
una proposta saggia; tuttavia i componenti della Commissione
intendono spiegare cosa noi di fondo volevamo fare.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, intanto tornando, un inciso,
sull'articolo 5 che è stato stralciato non è perché si volevano
favorire gli abusivi, bypassare le norme sanitarie, ma perché già
quello che c'era scritto nell'articolo 5 è previsto nella norma
nazionale; quindi, il Presidente dice giustamente che è inutile
ripeterlo in una legge regionale perché già la norma nazionale lo
prevede. Quindi, la Commissione non aveva proposto all'Assemblea
nessun genere di abuso.
Per quanto riguarda l'articolo 6, collega Cracolici, abbiamo
affrontato la questione in Commissione. Già la norma nazionale
prevede che per la sola parte destinata alla vendita dei prodotti
direttamente da parte degli agricoltori, prodotti, produzione
primaria e produzione secondaria quindi quella trasformata, ci sia
uno sgravio sugli oneri di urbanizzazione sulla costruzione dei
nuovi edifici, siano esse piccole, medie o grandi strutture di
vendita che è chiaro e noto non siamo particolarmente affezionati
ai grandi centri commerciali perché già, tra l'altro, ce ne sono
tanti ma esistono e, probabilmente, ne saranno costruiti altri.
L'unica proposta che è stata aggiunta alla norma nazionale dalla
Commissione, ma non ci stracciamo le vesti se ci vogliamo
uniformare alla norma nazionale, è quella di portare ad un massimo
di riduzione del 50 per cento, mentre la norma nazionale prevede un
massimo della riduzione del 30 per cento. Quindi, la Commissione ha
previsto, in un'ottica del voler favorire la vendita diretta da
parte dei produttori agricoli, di produzione primaria e secondaria,
un ulteriore incentivo, fermo restando che le autorizzazioni sul
potere costruire o non costruire un centro commerciale spettano ad
altri organi. Li hanno fatti, li continueranno a fare, noi
prevediamo, come la norma nazionale, che ci sia una riduzione.
Però, lei onorevole Cracolici ha fatto una domanda, io vorrei che
lei sentisse la risposta e anche l'Aula.
Quindi, detto questo, se lo vogliamo accantonare per riposarci,
perché magari i colleghi sono stanchi, lo possiamo fare, ma la
Commissione è convinta e determinata delle proprie scelte.
C'è una riduzione degli oneri che è possibile fino al 50 per cento
che non significa il mattino il per le parti che saranno
dedicate alla vendita diretta.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei insiste sull'emendamento?
CRACOLICI. Sì.
PRESIDENTE. Tenga conto, onorevole Cracolici, che la parte di
esenzione limitatamente alle aree destinate all'attività di cui
all'agricoltore
CRACOLICI. E come si vede un centro commerciale?
PRESIDENTE. Io le sto dicendo cosa c'è scritto nella legge; ci
saranno i vigili urbani, la polizia urbana che sancisce quanti sono
questi spazi. Questa è una cosa possibile.
Sull'emendamento 6.3, a firma dell'onorevole Cracolici,
soppressivo del comma 1, il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, ìndico la votazione per scrutinio nominale. Chi è
d'accordo all'approvazione dell'emendamento 6.3 vota verde; chi è
contrario vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 36
Maggioranza 19
Favorevoli 9
Contrari 27
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.4, degli onorevoli Cracolici e Lupo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo fare
una annotazione tecnica perché, a mio giudizio, è difficilmente
individuabile anche l'eventuale scomputo per il contributo del
costo di costruzione, c'è anche il tema del vincolo alla
destinazione permanente perché sulla richiesta di scomputo del
costo di costruzione, dovremmo essere certi che c'è una
destinazione permanente del bene, se per 5 anni la destinazione a
vendita diretta dura 6 mesi, 1 anno, 2 anni e poi cambia
destinazione c'è un evidente elusione della norma, noi riteniamo
che sia una norma pasticciata e creerà soltanto problemi ai Comuni
e tutti richiederanno la vendita diretta per eludere il costo di
costruzione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
comprendo le preoccupazioni dell'onorevole Barbagallo, però vorrei
fare riflettere e soprattutto sull'emendamento 6.4, eliminare la
parola centri commerciali .
Allora, sappiamo che i centri commerciali hanno fortemente
condizionato la distribuzione delle merci sul territorio e sappiamo
bene che, a prescindere o meno da un intervento normativo che
agevoli o penalizzi, saranno, come si sono fatti e si continueranno
a fare, allora eliminare semplicemente la dicitura centri
commerciali comporterà che i centri commerciali continueranno ad
essere costruiti, però non si darà l'opportunità di fare entrare
all'interno di quel sistema di distribuzione tanto odiato e tanto
amato, perché se da una parte lo detestiamo, dall'altra quasi tutti
i cittadini siciliani vanno a fare la spesa per motivi di comodità,
di prossimità nei centri commerciali, noi stiamo precludendo a
prescindere un'opportunità e qui se diciamo vogliamo vedere che
cos'è che dicono gli uffici, già a livello nazionale prevede una
riduzione.
Quanto alle difficoltà che i comuni dovrebbero affrontare per
scomputare le superfici destinate alla vendita diretta, Signor
Presidente, mi pare che quando si devono pagare oneri di
urbanizzazione per un garage, per un appartamento o per altre aree
il Comune già provvede a individuare la tariffa a seconda della
destinazione. È un'operazione che già i comuni fanno.
Detto questo, a cosa ci rimettiamo? Non sono obbligati perché
possono fino al . Poi, sul fatto che prima le utilizzano per la
vendita diretta e poi le utilizzano per altro tipo di vendita,
questa è una questione che si pone ovunque. Se lei si costruisce un
garage e poi dopo che ha ottenuto la concessione ci fa un
appartamento abusivo è un fatto
DIPASQUALE. Dal punto di vista penale.
FOTI. Le violazioni o le dichiarazioni mendaci sono già punite
dalla legge, a prescindere che si parli di centri commerciali, di
aree destinate e di altro, quindi andare a metterlo nella norma ci
sembra, come Commissione, un emendamento che invitiamo al ritiro,
poi se si deve mettere ai voti, si mette ai voti.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, la norma così come è scritta dà
spazio, ovviamente, ad una serie di investimenti che al momento di
ritirare la licenza la ditta che paga gli oneri di costruzione può
indicare - sono anche logiche di mercato - mille metri quadrati su
10 mila di spazio agricolo. Poi succede che il mercato non va e che
la ditta ha già pagato e nessuno andrà a verificare.
Se voi riuscite a stabilire, per esempio, un coefficiente - il 10
per cento può essere destinato - c'è qualcosa che sancisca una
maglia più stretta, altrimenti ognuno potrà ritirare la licenza,
lo fa per un paio di anni e poi chi si è visto, si è visto, creando
un ammanco anche nelle entrate del Comune.
Questa è una riflessione che rimettiamo alla Commissione. Se la
Commissione vuole un po' di tempo, siccome noi dovremmo rinviare a
domani, lo accantoniamo, ci ragionate, vedete come trovare la
soluzione, perché altrimenti questa norma così si presta a
speculazioni, involontarie da parte vostra, però questo è il dato.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Dipasquale, lei che è stato
sindaco ci porti la sua esperienza.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, secondo me è importante che prima di fare il
parlamentare almeno un Comune lo si dovrebbe frequentare.
Noi come Partito democratico abbiamo svolto un ruolo costruttivo,
lo abbiamo fatto in Commissione e lo stiamo facendo in Aula. Mi
pare che sia sotto gli occhi di tutti. Però, davvero ogni cosa ha
un limite. Io credo alla buona fede della collega Foti.
FOTI. Della Commissione; io ho parlato per la Commissione.
DIPASQUALE. Lei ha parlato. Sua e della Commissione, di tutti
quanti. Noi non stiamo facendo nient'altro, prevedendo la norma in
questo modo, di fare un regalo ai centri commerciali. Stiamo
decidendo, oggi, e lo stiamo dicendo - credetemi - in perfetta
buona fede e questo ci mette in grandissima difficoltà, a tal punto
di mettere in atto tutti quegli atti democratici che abbiamo per
bloccare la continuità di questo percorso di approvazione della
norma.
Alcuni aspetti li ha evidenziati bene il Presidente, l'onorevole
Di Mauro, che ringrazio. Lei ha fatto un esempio quasi calzante. Il
garage, noi prevediamo un garage, prevediamo lo sgravio per il
garage, se poi il garage non viene fatto o viene fatto abusivamente
poi paga il cittadino. Sì, ma esiste una norma ed esiste una
sanzione che prevede che chi non rispetta la norma, perché ha una
struttura abusiva, la sanzione ti tutela rispetto all'abuso. Qui
no. Qui noi stiamo dicendo: vogliamo utilizzare i centri
commerciali, attenzione per un principio che non è sbagliato
Quello lì di avvicinare la domanda all'offerta io lo condivido dal
punto di vista generale, è sbagliato il metodo.
Noi dobbiamo trovare altre formule che devono mettere in
condizione i centri commerciali di aprire alla vendita diretta, ma
non gli possiamo fare un regalo a priori come per esempio di
sgravio di oneri di urbanizzazione, in quanto questa norma non
prevede una sanzione e quindi automaticamente lo faranno tutti,
come ha detto bene il collega Barbagallo, e nessuno potrà pagare
nulla perché non esiste una norma che prevede una sanzione. Altra
cosa, poi creeremmo una mancata entrata al Comune che non c'entra
completamente. Ci manca solo questo
Quindi, chiedo alla Commissione di valutare la riflessione, di
studiare una formula che possa costringere i centri commerciali
nell'aprire alla vendita diretta, ma è aberrante questa soluzione e
lo dico con estrema chiarezza e non con spirito di
contrapposizione, né nei confronti del Movimento Cinque Stelle e né
nei confronti della Commissione. Così facendo rischiamo di creare
un patatrac.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula la
conosciamo, il clima che si è creato in questo momento, o meglio da
circa mezz'ora, un'ora, è il clima - vorrei l'attenzione della
Commissione ma soprattutto della Presidenza - da estemporaneità.
Io suggerirei, e penso che sia una proposta molto saggia, onde
evitare che quest'Aula proceda da qui a pochi secondi con voti
segreti, ripicche e fare un cattivo servizio a questi signori.
Siccome il testo va coordinato bene, vanno armonizzati bene sia gli
articoli che sono stati approvati, sia quelli che dobbiamo ancora
approvare, per questi motivi io suggerirei alla Commissione e a lei
Presidente di aggiornarci a domani alle ore 16.00 e consentire alla
Commissione, insieme agli uffici, di fare approfondimenti perché
poi non si torna più indietro quando si approvano alcune norme, e
queste norme hanno un impatto immediato sugli operatori del
settore, sui produttori agricoli, ma di contro poi questi si
vedranno immediati concorrenti tutti gli altri.
La norma può essere una buona norma, deve essere una buona norma;
però, se noi ci fermiamo 24 ore e consentiamo alla Commissione e
agli uffici di fare alcuni approfondimenti rispetto agli articoli
che dovremmo trattare successivamente che sono il 6, il 7, l'8 ed
il 9 per evitare che si arrivi all'improvvisazione perché poi
quando noi facciamo giocare la sola forza dei numeri non facciamo
un buon lavoro.
Siccome lo spirito che si sta creando non è più quello iniziale,
io suggerirei di fermarci. Signor Presidente, sono le 19.30,
andare a domani, consentiamo alla Commissione di approfondire e se
ci sono deputati che sui successivi articoli vogliono dare
suggerimenti si approfondiscono domattina e si fa un buon lavoro.
Evitiamo di fare le cose a colpi di votazioni.
PRESIDENTE. C'è una proposta dell'onorevole Milazzo di rinviare a
domattina alle ore 16.00 per consentire alla Commissione ed agli
uffici di potere fare alcune verifiche e, nel caso, presentare
anche emendamenti che mettono in condizione questo disegno di legge
di essere maggiormente sicuro rispetto alle cose che stiamo
facendo.
Se non sorgono osservazioni.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la richiesta da
parte dell'onorevole Milazzo in qualità di Presidente del Gruppo
parlamentare Forza Italia mi sembra inconsueta, strana, da
contestualizzarsi in questo momento, perché c'è stato un lavoro di
Commissione, una Commissione che fa parte di questa maggioranza,
che nel suo Presidente rappresenta il volere e l'indirizzo di
questa maggioranza su un testo, per carità, che ha avuto vari
apporti da parte di tutte le parti politiche che erano lì presenti,
alla presenza delle parti sociali che abbiamo ascoltato, alla
presenza degli Assessori, perché non è vero che non sono venuti in
toto, sono venuti oggi sì, domani no, si comprende perché ci sono
vari impegni, per cui ritengo che questo rinvio a domani, quando
siamo praticamente alla fine di questo testo e mancano, mi pare,
quattro articoli per i quali, poi, non vi sono emendamenti, vi è un
ultimo articolo con tre emendamenti e gli altri tre articoli sono
le norme di attuazione.
Secondo me, se non ci sono, come invece si sono palesate, delle
discrasie, delle frizioni evidenti in questa maggioranza, per
quanto ci riguarda si può andare avanti. Si può andare avanti nel
merito come abbiamo sempre fatto, con il supporto validissimo degli
Uffici.
Quindi, non riteniamo che si debba accogliere questa proposta,
altrimenti verrebbe, comunque, interpretata, secondo me, come segno
di forte debolezza.
PRESIDENTE. L'onorevole Zafarana ha espresso parere contrario
sulla proposta dell'onorevole Milazzo. Chi parla a favore?
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, appoggio
pienamente la proposta dell'onorevole Milazzo di rinviare a domani
il completamento della discussione ed il voto finale su questo
disegno di legge perché abbiamo visto che, apparentemente il
dibattito ne ha dato piena ed ampia dimostrazione, una legge che
apparentemente sembrava di facile lettura, di facile
interpretazione e doveva avviare un processo di semplificazione
nell'ambito, ovviamente, della produzione, vendita, consumo,
trasformazione di prodotti a km zero e sta generando, invece, tanta
preoccupazione ed anche tanta confusione.
Credo che sia indispensabile fermarci un attimo per riflettere. Io
stessa poco fa, per esempio, ho votato in maniera confusa; mi è
sfuggito il senso di quello che stavo facendo, non ho vergogna a
dirlo, perché si è generata una tale e tanta confusione e non credo
che ci sia un problema di difficoltà nella maggioranza, non è un
problema di maggioranza o opposizione, è un problema di fare le
cose per bene, di farle con la dovuta attenzione, senza l'ansia di
dovere per forza, adesso, questa sera completare l'iter della
legge.
L'obbligo del legislatore è di fare il bene della comunità che
amministra, in questo caso dei siciliani e di coloro che vogliono
operare in questo settore, e quando la confusione che si genera non
è una confusione di posizione politica, è una confusione che nasce
dal fatto che, evidentemente, non si è prestata la dovuta
attenzione, non si è fatta la dovuta riflessione su alcune norme di
cruciale interesse.
Pertanto, io mi sento di appoggiare pienamente la richiesta
dell'onorevole Milazzo, Presidente, e le chiedo di agire in questa
direzione.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
apprezzo lo sforzo che fanno gli onorevoli Lo Curto e Milazzo. Se
l'Aula dovesse decidere per il rinvio a domani il Governo
chiaramente non si opporrà, però vorrei essere chiaro affinché
rimanga traccia di qual è la posizione del Governo sugli articoli
6, 7 e 8.
L'articolo 8 è una norma di chiusura che recepisce la legislazione
nazionale in materia di vendita diretta dei prodotti agricoli,
appunto perché norma nazionale di chiusura, gli articoli precedenti
prevedono delle deroghe anche alla normativa nazionale.
Ora, se le deroghe sono, Presidente, che si abbattono gli oneri
concessori, che chi è agricoltore, appunto per la sua qualifica,
può usare il suo garage per mettere la macchina di sera e vendere
prodotti la mattina, oppure può indicare l'insegna che è prevista
dall'articolo 7 non rispettando le regole che sono previste dai
comuni per indicare, onestamente, non so dove stiamo andando, se è
una sorta di sanatoria dell'abusivismo o se è una sorta di
agevolazione di un settore.
Il legislatore nazionale all'articolo 4 del decreto legislativo
indica una serie di cose, non capisco l'articolo 5, lo dicevo, l'ho
detto, bontà sua, la Presidenza lo ha dichiarato inammissibile.
Ancora meno l'articolo 6 e l'articolo 7 che, seppure come spirito
introducono dei principi agevolatori, di fatto realizzano o delle
sanatorie o maggiore confusione, ragione per la quale inviterei
l'Aula, se vogliamo esitare il disegno di legge, a procedere
rapidamente alla soppressione dell'articolo 6 e dell'articolo 7
perché non ci sono altri spazi di manovra; dobbiamo essere chiari
sullo spirito sul quale stiamo cercando di lavorare.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, il Governo conclude, cominciamo
da capo Qui abbiamo una Commissione che ha lavorato con impegno
all'unanimità. Credo che la Commissione abbia necessità di
sistemare queste cose, se lo ritiene e, quindi, il rinvio a domani,
non è una cosa ultronea o una bega politica, tra una parte della
maggioranza e la Commissione, perché la Commissione ha lavorato
all'unanimità.
Quindi, la sollecitazione che proveniva dall'onorevole Zafarana,
in parte condivisibile, però lo spirito con cui la Commissione ha
affrontato questo disegno di legge, credo sia stato uno spirito
unanime e c'è la buona volontà di portare avanti le cose. Onorevole
Cancelleri, lei chiede di parlare, però dopo che parla il Governo
TURANO, assessore per le attività produttive. Presidente, io
domani non potrò essere presente ai lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Assessore Turano, si sieda. Lei è già intervenuto.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, velocemente volevo condividere con
lei, con i colleghi e con la Commissione una riflessione. Io
continuo a chiedermi, ancora una volta: su questo disegno di legge
che non mi pare che sia stato incardinato ieri, l'altro ieri in
Commissione e di tutta fretta sia arrivato in Aula, mi pare abbia
avuto una gestazione, discussioni importanti, audizioni che sono
avvenute. Ma gli Assessori che, oggi, si scoprono essere contrari,
addirittura agli articoli del testo, in Commissione, sono venuti?
Perché, a questo punto, mi viene il dubbio che non siano mai
venuti e che, oggi, si ritrovino ad avere un testo che non c'è mai
stato. Ora due sono le cose: o non ci sono mai andati ed è grave
che non ci sono mai andati, oppure se ci sono andati,
evidentemente, non hanno compreso quello di cui si stava
discutendo, ma mi pare davvero paradossale che, oggi, dopo 10
giorni, che è stato incardinato addirittura in Aula, la Presidenza,
dichiari addirittura un articolo inammissibile Ma com'è possibile
che gli Uffici che, sicuramente, molto attentamente avranno
valutato non lo hanno riscontrato ed oggi, invece, salta fuori che
c'è l'articolo 5 che è inammissibile, gli Assessori che si
lamentano e che danno addirittura pareri contrari rispetto a quelli
della Commissione.
Ora, o si coordinano i lavori o davvero diventa impossibile
lavorare perché qui è davvero incredibile Non mi pare che ci sia
un filo logico nelle cose ed è inaccettabile sentire addirittura
Assessori che vengono a dire: no, non siamo d'accordo addirittura
col testo della legge .
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, le ricordo che questo è un testo
di legge di iniziativa parlamentare. Allora, Presidente, la invito
alla riflessione perché credo che alla Commissione interessi
portare a casa il disegno di legge.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vari interventi, tutti molto importanti. Io sento il
dovere morale di difendere il lavoro fatto dai miei colleghi in
questa Commissione perché se questi interventi sono stati fatti lo
sono stati in difesa del lavoro svolto in questa Commissione,
Commissione che ha votato all'unanimità tutti gli articoli
accompagnati dai dirigenti dei vari Assessorati, degli Assessori
che, di volta in volta, si sono succeduti nella nostra Commissione,
accompagnati anche dal gruppo amministrativo che ci segue, tuttavia
conoscendo l'atmosfera dell'Aula in cui mi trovo e che ringrazio -
io ho tanta esperienza - penso che la proposta fatta dall'onorevole
Milazzo possa essere presa in considerazione, quindi rinviamo, ci
riconcentriamo nella nostra Commissione, rivediamo dall'articolo 6
in poi cosa bisogna e deve essere cambiato, però sento il bisogno
di dire anche un'altra cosa: che nessuno pensi di strumentalizzare
questo lavoro perché nessuno, in questa Commissione, vuole aiutare
chicchessia né i grandi, però siamo convinti che questa
amministrazione regionale, che questo Governo inizi un lavoro dal
basso e basso oggi vuol dire anche vendita diretta dei prodotti
agricoli , perché stiamo pensando di accorciare una filiera
aiutando e sostenendo coloro che producono e coloro che consumano
e, allora, siccome il percorso inizia dal basso, proprio perché
iniziamo dalla base non possiamo permetterci il lusso di sbagliare.
Chiudo il mio intervento in questo modo: considero la serata una
forma sperimentale, che tutti noi soggetti politici, corpo
amministrativo di sostegno e di aiuto alle Commissioni, sentiamo il
peso ed il senso della responsabilità che ci deve accompagnare ogni
minuto della nostra vita perché la responsabilità che mi sto
assumendo in questo istante e l'esperienza mi induce a dire che da
stasera in poi ognuno di noi si deve assumere le sue responsabilità
attraverso il lavoro che svolge.
PRESIDENTE. Ho sentito il parere della coalizione di maggioranza,
ho sentito il parere del Movimento Cinque Stelle, il parere della
Commissione, non ho sentito il parere del Partito Democratico.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, il Partito
Democratico esprime voto contrario sull'articolo 6. Noi riteniamo
che una legge che riguarda la commercializzazione diretta dei
prodotti agricoli non abbia nulla a che vedere, leggo l'articolo 6:
con norma in materia di edilizia e di urbanistica . Nulla a che
vedere Quindi, secondo il nostro avviso l'articolo 6 va del tutto
stralciato, quando si discuterà della normativa sull'edilizia e
sull'urbanistica verrà affrontata questa materia, l'argomento.
Abbiamo disquisito a lungo se fosse opportuno dedicare una
percentuale del 10, del 15, del 20 per cento alla vendita diretta e
adesso qui c'è scritto che si vorrebbe ridurre del 50 per cento il
contributo per il rilascio del permesso di costruire per le
strutture di vendita ed i centri commerciali. Riteniamo che tutto
ciò non abbia nulla a che vedere.
La Presidenza si determini. Se l'Aula ritiene di dovere proseguire
l'esame del disegno di legge siamo in Aula ed anticipiamo il nostro
voto contrario, se ci sono esigenze di Governo o per andare
incontro alle richieste del Presidente della Commissione si vuole
aggiornare a domani, siamo disponibili, ma sia ben chiaro che il
nostro giudizio non cambierà, quindi, non basterà una riscrittura
della Commissione e se, sostanzialmente, sarà riconfermato il
contenuto dell'articolo 6, noi voteremo contro.
PRESIDENTE. Diamo la possibilità alla Commissione di lavorare
domani.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 3 ottobre 2018,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -PARERE, AI SENSI DELL'ART. 41 TER, COMMA 3, DELLO STATUTO
SICILIANO, SUL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. A.S. 29
Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi. (Seguito)
Relatore: on. Amata
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Vendita diretta dei prodotti agricoli (nn. 189-94/A)
(Seguito)
Relatore: on. Ragusa
2) Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana e degli Assessori regionali in tema di affiliazione
a logge massoniche o similari (n. 16/A) (Seguito)
Relatore: on. Fava
3) Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
La seduta è tolta alle ore 19.44
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Beni culturali e l'identità
siciliana
N. 149 - Restituzione della statuetta raffigurante il dio fenicio
Melqart alla città di Sciacca (AG).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Campo Stefania;
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca
Antonino; Pagana Elena; Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 172 - Revoca dei contributi concessi alla Fondazione FEM e
all'AFEM.
Firmatari: Zito Stefano; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Tancredi
Sergio; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Palmeri Valentina;
Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri
Luigi; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina
N. 192 - Chiarimenti sul finanziamento per i lavori di restauro
dell'Organum Maximum del Duomo di Ragusa Ibla.
Firmatari: Campo Stefania; Palmeri Valentina; Marano Jose;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
Angela; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero
N. 200 - Riapertura del Museo del Mare di Sciacca (AG).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Cappello
Francesco; Campo Stefania; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Palmeri Valentina; Marano Jose; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci
Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero
- Con nota prot. n. 41280/IN.17 del 26 luglio 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
N. 210 - Chiarimenti circa un possibile trasferimento delle
collezioni del Museo delle uniformi storiche e dei pupi
tradizionali acesi.
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino
Giampiero; Campo Stefania; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
Marano Jose; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Ciancio Gianina; De
Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
N. 213 - Notizie sullo stato dell'Istituto regionale Sordi di
Palermo.
Firmatari: Aricò Alessandro
- Con nota prot. n. 41288/IN.17 del 26 luglio 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
N. 230 - Chiarimenti in merito alla regolarità delle nomine dei
componenti del Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali.
Firmatari: Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Campo Stefania; Foti Angela; Trizzino
Giampiero; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
Marano Jose; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena;
Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
- Con nota prot. n. 42680/IN.17 del 3 agosto 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
- da parte dell'Assessore per l'Economia:
N. 57 - Rilancio delle Terme di Sciacca e del termalismo in
Sicilia.
Firmatari: Catanzaro Michele
N. 103 - Chiarimenti circa la copertura finanziaria della spesa
derivante dall'articolo 64 della legge regionale n. 21 del 2014.
Firmatari: Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Tancredi Sergio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De
Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 147 - Interventi a salvaguardia dell'Azienda Siciliana
Trasporti S.p.A.
Firmatari: Tancredi Sergio; Di Caro Giovanni; Palmeri Valentina;
Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Marano Jose; Di Paola Nunzio;
Mangiacavallo Matteo; Foti Angela; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 150 - Riapertura e rilancio delle Terme di Sciacca (AG).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Campo Stefania;
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca
Antonino; Pagana Elena; Di Caro Giovanni; Marano Jose
- da parte dell'Assessore per la Famiglia, le politiche sociali e
il lavoro
N. 75 - Chiarimenti in merito alle modifiche sugli avvisi 17 e 18
del P.O. FSE 2014/2020.
Firmatari: Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Pagana Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro
Giovanni; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri
Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 113 - Riconoscimento quale vittima di mafia di Vincenzo Di
Salvo.
Firmatari: Fava Claudio
N. 165 - Chiarimenti urgenti in merito alla situazione in cui
versa l'IPAB 'Casa di Riposo Maria Addolorata - Fondazione
Maniscalco La Rosa' di Santa Ninfa (TP).
Firmatari: Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Foti Angela; Trizzino
Giampiero; Zito Stefano
N. 274 - Chiarimenti sulle istanze presentate da soggetti
afferenti alle categorie protette vittime di mafia, terrorismo e
criminalità.
Firmatari: Figuccia Vincenzo
- Con nota prot. n. 43705/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia.
- da parte dell'Assessore per il Territorio e l'ambiente:
N. 182 - Monitoraggio ambientale chimico e radioattivo delle acque
di falda dei terreni nella zona di Racalmuto (AG).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Pasqua Giorgio; De
Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Pagana Elena;
Marano Jose; Campo Stefania; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
N. 207 - Mancata corresponsione degli oneri derivanti dalla
convenzione stipulata tra il Dipartimento regionale della
Protezione civile e la Direzione regionale dei Vigili del fuoco.
Firmatari:Trizzino Giampiero; Campo Stefania; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Marano Jose; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena; Pasqua
Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
- Con nota prot. n. 41283/IN.17 del 26 luglio 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni sono pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di presentazione di disegno di legge e di
contestuale invio
alla competente Commissione
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Disposizioni per limitare l'uso di stoviglie e
contenitori di plastica nel territorio regionale. (n.
311).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 28 settembre 2018.
Inviato il 28 settembre 2018.
Parere VI.
- Divieto di utilizzo di prodotti in plastica monouso.
(n. 330).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 28 settembre 2018.
Inviato il 28 settembre 2018.
Parere VI.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed
assegnata alla competente Commissione
BILANCIO (II) - UNIONE EUROPEA
- P.O. FESR Sicilia 2014/2020 - Modifiche (n. 15/II-
UE).
Pervenuto in data 21 settembre 2018.
Inviato in data 26 settembre 2018.
Comunicazione di parere reso dalla competente
Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Designazione dei componenti del Consiglio di
Amministrazione della Società Riscossione Sicilia S.p.a.
- art. 28, comma 2 della l. r. n. 16/2017 (n. 13/I).
Reso in data 25 settembre 2018.
Inviato in data 26 settembre 2018.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 367 - Salvaguardia del centro direzione dell'ex Consorzio ASI
di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Siragusa Salvatore; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 368 - Chiarimenti in merito all'interruzione del sistema di
condizionamento presso i padiglioni 3 ed 8 del Policlinico di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 369 - Mancato espletamento dei concorsi per la copertura di
posti dirigenziali di area medica all'ASP di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 370 - Carenza di medici e altre figure sanitarie presso
l'ospedale Longo di Mussomeli (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 371 - Gravi ed ingiustificati ritardi nell'avvio degli
screening mammografici all'ospedale Vittorio Emanuele di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 374 - Chiarimenti in merito all'improvvisa paralisi del
servizio di day hospital oncologico al Presidio ospedaliero
Garibaldi-Nesima di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione:
N. 372 - Chiarimenti in merito alla natura pubblicistica o
privatistica della Fondazione G. Giglio di Cefalù (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 366 - Messa in sicurezza della S.P. 179.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Sunseri
Luigi; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua
Giorgio; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 373 - Interventi sulla chiusura per verifiche
strutturali del ponte lungo la SP 75 Siculiana - Montallegro (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Di Caro Giovanni; Mangiacavallo Matteo; Campo Stefania; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca
Antonino; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Marano Jose; Pagana Elena;
Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 375 - Ricognizione situazione ponti e viadotti in provincia di
Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Cannata Rossana
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 98 - Superamento delle criticità causate dal maltempo nel
messinese nel 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
De Luca Antonino; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 99 - Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
De Luca Antonino; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 100 - Interventi per limitare il fenomeno del randagismo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Siragusa Salvatore; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 137 - Pulitura e sagomatura del torrente Gattano di Gela(CL).
Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero; Campo Stefania; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
Presentata il 10/09/18
N. 138 - Risorse per la riqualificazione delle periferie.
Dipasquale Emanuele; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;
Barbagallo Anthony Emanuele; Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele;
Cracolici Antonello; De Domenico Francesco; Gucciardi Baldassare;
Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
Presentata il 11/09/18
N. 139 - Integrale erogazione dei contributi in conto interessi ai
sensi della legge regionale 21 settembre 2005, n.11, e s.m.i.
Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Cafeo Giovanni
Presentata il 11/09/18
N. 140 - Realizzazione di una metropolitana leggera su monorotaia
per il collegamento dei paesi etnei con la città di Catania.
Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Dipasquale Emanuele
Presentata il 11/09/18
N. 141 - Attuazione del piano di caratterizzazione ambientale
dell'area di Marina di Melilli (SR).
Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina
Presentata il 12/09/18
N. 142 - Iniziative concernenti le attività sanitarie di
procreazione medicalmente assistita.
Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina
Presentata il 12/09/18
N. 143 - Programmazione dei teatri in pietra per la stagione
estiva 2019.
Barbagallo Anthony Emanuele
Presentata il 17/09/18
N. 145 - Iniziative in ordine alle concessioni rilasciate dallo
Stato per trivellazioni volte alla ricerca di idrocarburi di
imminente realizzazione nel Canale di Sicilia.
Pullara Carmelo; Di Mauro Giovanni; Compagnone Giuseppe; Gennuso
Giuseppe
Presentata il 18/09/18
N. 146 - Istituzione di aree produttive paesaggisticamente ed
ecologicamente attrezzate.
Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele; Gucciardi Baldassare
Presentata il 18/09/18
N. 147 - Messa in liquidazione di Riscossione Sicilia S.p.A.
Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele; Cracolici Antonello;
De Domenico Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
Presentata il 19/09/18
N. 148 - Continuità delle attività gestionali di C.R.I.A.S.
Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;
Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 20/09/18
N. 149 - Iniziative concernenti le istanze Autorizzazione
Integrata Ambientale (AIA).
Palmeri Valentina; Trizzino Giampiero; Foti Angela; Di Paola
Nunzio; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Sunseri Luigi;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
Pasqua Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
Presentata il 24/09/18
Le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Allegato B