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Resoconto d'Aula della Seduta n. 67 di mercoledì 03 ottobre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.24

   PAPALE,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Zitelli ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


      Rinvio del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3 dello
  Statuto siciliano, sul progetto di legge costituzionale n. A.S. 29
      Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
      concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
                               medesimi

   PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, l'onorevole  Amata,  relatore,  mi
  conferma  che  i  lavori in Commissione non sono  ancora  ultimati.
  Pertanto il II punto all'ordine del giorno è rinviato.
   Il  Governo non è presente in Aula, pertanto, sospendo l'Aula  per
  cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore 16.37)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE  Comunico che gli onorevoli Gennuso, De Luca  Cateno  e
  Lagalla hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Seguito della discussione del disegno di legge n. 189-94/A
                «Vendita diretta dei prodotti agricoli»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  nn.  189-94/A  «Vendita  diretta dei prodotti  agricoli,  posto  al
  numero 1).
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.

   RAGUSA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, rispetto al ragionamento fatto ieri
  sera  in  Aula,  seguendo  quello che è stato  il  dibattito  molto
  importante  ed  interessante nonché anche il saggio  consiglio  che
  Lei,  signor  Presidente,  così come i Capigruppo  hanno  dato,  la
  Commissione  che  rappresento propone  di  stralciare  il  comma  1
  dell'articolo 6, lasciando in vita solo il comma 2. Stralciamo pure
  l'articolo  7 e resta in vita solo l'articolo 8. Quindi rispetto  a
  questo percorso, possiamo andare avanti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ragusa, la invito  a  formalizzare  quanto
  detto con la presentazione di un emendamento.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  apprezziamo
  quanto  affermato dal Presidente Ragusa sullo stralcio del comma  1
  dell'articolo  6, e sul comma 2 dello stesso articolo  noi  avevamo
  presentato  gli  emendamenti soppressivi. Da un esame  attento,  il
  comma  2  come  dire recita in modo pedissequo la stessa  normativa
  dell'art.  4  comma  8 ter del decreto legislativo  228  del  2001,
  quindi  altro  non si tratta se non del recepimento  di  una  norma
  nazionale,  quindi  ritiriamo i due emendamenti soppressivi  6.5  e
  6.2.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo,  non  è  proprio  identica  la
  riscrittura  del comma 2, perché se fosse identico  all'8  bis  non
  dovevamo trascriverlo, c'è qualcosa di diverso.
   La Commissione ha riscritto l'emendamento, che viene denominato 6R
  ed  è  la  riscrittura per intero del comma 2, non c'è  una  parola
  diversa.
   Il parere del Governo.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                Art. 7.
                                Insegne

   1.  Per  agevolare l'individuazione da parte dei  consumatori  dei
  punti  di  vendita  diretta, le Amministrazioni  locali  competenti
  provvedono   a   semplificare  le  procedure  per   l'installazione
  temporanea  o  permanente di insegne per gli imprenditori  agricoli
  che ne facciano richiesta.

   2.  Il  decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione
  dell'istanza   al   Comune  di  appartenenza,   nel   silenzio   di
  quest'ultimo,   equivale  in  ogni  caso  ad  autorizzazione   alla
  installazione delle insegne. .

   RAGUSA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, come ho detto poc'anzi viene stralciato l'articolo 7  e
  resta in vita l'articolo 8.

   PRESIDENTE.  Viene  ritirato.  Si passa,  quindi,  all'emendamento
  soppressivo 7.1 a firma degli onorevoli Barbagallo e Lupo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 8, che è il recepimento nazionale.  Ne  do
  lettura:

                                Art. 8.
                    Norma di rinvio ed abrogazioni

   1.  Per  quanto non disciplinato dalla presente legge, si  applica
  l'art.  4  del  decreto  legislativo  18  maggio  2001,  n.  228  e
  successive modifiche ed integrazioni. .

   Si passa all'emendamento 8.1 a firma dell'onorevole Caronia.
   Onorevole Caronia la invito a ritirare l'emendamento. Le dico  che
  questi  emendamenti sono superflui, nel senso che  il  primo  comma
  indica che  la Regione, le province ed i comuni, nell'ambito  delle
  proprie competenze, esercitano i controlli per l'accertamento     e
  lo abbiamo detto all'articolo 3.
   Per quanto riguarda il comma 8 ter  Per l'esercizio delle attività
  di cui al comma 1, le amministrazioni competenti si avvalgono degli
  organi di polizia amministrativa locale    ecc.
   Mentre  per  quanto riguarda il comma 8 quater fa un  rinvio  alla
  legislazione della Puglia e la cosa non ci riguarda.
   Il comma 8 quinquies ribadisce la normativa statale e regionale in
  materia di igiene, sicurezza alimentare e degli ambienti di lavoro.
  Considerato  quello che è indicato nell'articolo 8, a  cui  lei  ha
  presentato  gli  emendamenti,  non  credo  che  questi  emendamenti
  possano essere esaminati. Per questo la invitavo a ritirarli.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in  realtà  di
  questo emendamento in qualche modo ne avevamo parlato anche con  il
  presidente della Commissione, ad ogni modo ovviamente la  decisione
  di renderlo ammissibile è chiaro che sta in capo alla Presidenza.
   Io  ritengo che sia - diciamo - più utile precisare che per quello
  che riguarda l'attività di controllo, proprio a favore di coloro  i
  quali   metteranno  in  opera  attività  che  siano  effettivamente
  rispondenti alle norme che già esistono, e quindi sia in materia di
  sicurezza  alimentare, nonché di sicurezza in  materia  di  igiene,
  ritengo  che  avere  individuato  nelle  competenze  della  Polizia
  municipale  un  gruppo di intervento apposito che possa  essere  di
  aiuto  per i Comuni, perché così come è avvenuto per esempio per  i
  NoiPa, cioè quel gruppo di intervento della Polizia municipale  che
  si  occupa  di  materia  ambientale,  o  l'unità  cinofila  che   è
  all'interno della Polizia municipale ha creato un proprio corpo,  e
  quindi  un  organo  di  intervento  che  abbia  una  missione   ben
  determinata,  possa  essere  anche  in  questo  caso  definita  con
  maggiore dettaglio.
   Ritengo   che   questo  possa  essere  anche   utile   perché   la
  professionalizzazione della Polizia municipale oggi viene lamentata
  sia  da  parte dei Sindaci, ma anche dagli stessi organi di Polizia
  municipale, perché essere tuttologi e doversi occupare di qualsiasi
  materia spesso diventa un nocumento, sia per chi è controllato,  ma
  anche per chi controlla.
   Per cui ritengo che questo emendamento va soltanto a precisare che
  nell'ambito  delle competenze che già svolgono,  si  stabilisce  un
  gruppo apposito di intervento, che garantisca appunto l'igiene e la
  sicurezza e che dia garanzia a coloro i quali si adeguano a  queste
  norme, piuttosto che a quelli che lo fanno in maniera sregolata,  e
  sia  quindi  migliorativo di questo testo, che si conclude  appunto
  con  questa norma definitiva e finale. Io ritengo che sia una norma
  che possa essere accolta, e ritengo che vada approvata.

   PRESIDENTE. Onorevole, mi ripeto, quando lei indica la Regione, le
  Province e i Comuni nell'ambito delle proprie competenze esercitano
  i  controlli  per  l'accertamento  delle  infrazioni  di  cui  alla
  presente esposizione, non lo possiamo scrivere in una legge, perché
  questo è normale che sia così.
   Secondo:  per l'esercizio di attività, di cui al comma 1  -  cioè,
  l'amministrazione  competente  si  avvalgono   di   norme   polizia
  amministrativa  locale - ognuno si avvale  di  quelli  che  sono  i
  propri compiti, quindi è pleonastico. L'8 quater si riferisce  alla
  Regione Puglia, e noi non possiamo recepire una norma della Puglia.
  Il  quarto poi, infine l'ultimo, praticamente ripete una  serie  di
  cose  di cui già ci siamo occupati. Mi dispiace, ma non lo possiamo
  ammettere.

   Si  passa alla votazione dell'articolo 8, che è diciamo l'articolo
  pregnante. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
                               «Art. 9.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi».

                            (E' approvato)

                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Lantieri
  ha chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Seguito della discussione del disegno di legge n. 189-94/A
                «Vendita diretta dei prodotti agricoli»

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero  62,  a firma degli onorevoli Lupo, Di Pasquale, Sammartino,
  Gucciardi,    Cafeo,   De   Domenico,   Barbagallo   e   Catanzaro,
   Impinguamento della dotazione finanziaria per la sottomisura 4.1 a
  sostegno degli investimenti delle aziende agricole PSR Sicilia 2014-
  2020 .  Qualche collega vuole aggiungere una firma?  Si  tratta  di
  impinguamento delle risorse da destinare alla misura 4.1.

   LO CURTO. Appongo la mia firma.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Lo Curto vuole aggiungere la  sua  firma,
  l'onorevole  Pullara aggiunge la sua firma, l'onorevole  Compagnone
  aggiunge  la  sua firma, io aggiungo pure la mia firma, l'onorevole
  Papale  aggiunge  la  sua  firma.  Aggiungono  la  loro  firma  gli
  onorevoli Caronia, Bulla.
   Il parere del Governo?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   RAGUSA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  presidente, tutta la Commissione appone la firma.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
        «Vendita diretta dei prodotti agricoli» (nn. 189-94/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Vendita diretta dei prodotti agricoli»  (nn.
  189-94/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            56
   Votanti             51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          51
   Contrari              0
   Astenuti              0

                         (L'Assemblea approva)

   MILAZZO. Signor Presidente, io devo votare.

   PRESIDENTE.  La  votazione è chiusa, mi dispiace.  Lo  mettiamo  a
  verbale.
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta per la convocazione  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.56, è ripresa alle ore 17.59)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, approvata la legge sulla  vendita
  diretta dei prodotti agricoli, all'ordine del giorno c'è il disegno
  di   legge    Obbligo  dichiarativo  dei  deputati   dell'Assemblea
  regionale  siciliana  e  degli  Assessori  regionali  in  tema   di
  affiliazione  a  logge  massoniche o similari   (16/A).  Poiché  ho
  ricevuto  una  relazione da parte dei miei uffici  che  mi  pongono
  qualche questione che vorrei chiarire prima di iniziare l'esame  di
  questo disegno di legge, chiedere all'Aula di interruzione in  modo
  da poter capire esattamente quello che mi viene scritto.
   Pertanto, sospendo la seduta per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 19.01)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo avuto  una  riunione  per
  capire  quali  fossero questi dubbi di tipo costituzionale  che  ci
  potessero  essere  o  meno  rispetto  a  questo  disegno  di  legge
  presentato,    circa    l'obbligo   dichiarativo    dei    deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana in tema di affiliazione a  logge
  massoniche.
   Credo  di  avere  capito  che comunque qualche  problema  di  tipo
  costituzionale esiste.
   In   altre   Regioni   la  legge  è  stata  fatta   senza   citare
  specificatamente la massoneria in quanto tale.
   Credo che siamo in un momento in cui la Sicilia, prima o poi, deve
  in qualche maniera fare capire che ha cambiato registro rispetto al
  passato.
   Essendo  mio  obbligo  avvertirvi che  qualche  problema  di  tipo
  costituzionale  sulla parola  massoneria  esiste,  ho  ritenuto  di
  andare  avanti  col  dibattito in Aula per la votazione  di  questa
  legge.


        Seguito della discussione del disegno di legge  Obbligo
    dichiarativo dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e
       degli Assessori regionali in tema di affiliazione a logge
                   massoniche o similari  (n. 16/A)

   PRESIDENTE.   Iniziamo,  pertanto,  la  discussione   generale   e
  cerchiamo di votare il disegno di legge entro stasera.

    In ricordo delle 368 vittime del naufragio a Lampedusa nel 2013

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, prima di intervenire nel merito della
  questione  che riguarda il disegno di legge, a firma dell'onorevole
  Fava, vorrei proporre un minuto di silenzio da parte dell'Assemblea
  e  del Governo, di tutti noi presenti in Aula, per ricordare le 368
  vittime  che  a  poco più di 500 miglia dalle coste  di  Lampedusa,
  cinque anni fa, hanno perduto drammaticamente la vita.
   Si  trattava di uomini e donne in fuga dall'Eritrea, in fuga dalle
  guerre,  dalla  mancanza  di  diritti  e  di  condizioni  di   vita
  possibili.  Purtroppo a due passi dalla salvezza hanno  trovato  la
  morte.
   Mi  sembra giusto che il Parlamento regionale siciliano ne ricordi
  la vita perché erano persone, persone che hanno affidato a scafisti
  criminali il loro sogno: costruire una vita possibile.
   Credo  che  quest'Assemblea,  non  proprio  al  plenum  della  sua
  composizione, abbia il dovere, in quanto Istituzione, di ricordarne
  la vita e ricordare quello che è accaduto - in un momento nel quale
  i  respingimenti  e  certe politiche a livello  nazionale  chiudono
  porti  a  queste  persone  -  credo  che  il  Parlamento  regionale
  siciliano   abbia   l'obbligo  di  coltivare   la   cultura   della
  solidarietà,  ed  in  questo caso ricordare  e  commemorare  queste
  giovani vite.
   Questo  mio  desiderio  nasce anche nel ricordo  di  un  uomo  che
  abbiamo   già  commemorato  in  quest'Aula,  Presidente,   Giovanni
  Tumbiolo.
   Dal   4   all'8  ottobre  ricorre  infatti  il  Blue   sea   land,
  manifestazione  voluta dal compianto Giovanni Tumbiolo,  presidente
  del  distretto della pesca di Mazara Del Vallo, e voglio  ricordare
  che   Mazara   Del   Vallo   è   città  simbolo   dell'integrazione
  interculturale e interreligiosa.
   Ebbene,  in  questa città si svolgono attività che il  Governo  ha
  sostenuto  e  sostiene,  con la presenza e con  il  sostegno  anche
  economico,  ci  sono  50 Paesi impegnati - dal  Burkina  Faso  alla
  Tunisia  che  ne  sono  anche sponsor - in una  serie  di  attività
  culturali e anche enogastronomiche per celebrare le eccellenze  del
  Mediterraneo.
   Fare  coincidere il ricordo di quelle vittime, vittime di un sogno
  spezzato nel mare della Sicilia, come dire, incoraggiamo la ricerca
  del   dialogo,  la  ricerca  dell'identità  all'interno   dell'area
  Mediterranea  di questa nostra Terra, la Sicilia, che  deve  essere
  Terra di integrazione, Terra del dialogo, Terra di una cultura  che
  si apre in modo laica e in modo inclusiva.
   Per questo le chiedo, signor Presidente, di richiamare l'Assemblea
  a un minuto di silenzio.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lo  Curto,  la   ringrazio   per   questo
  intervento.  Mi  associo,  come tutta l'Assemblea,  al  ricordo  di
  queste vittime. Sul minuto di raccoglimento lo si fa per coloro che
  sono  andati via recentemente. Ricordiamo le vittime di cui lei  ha
  parlato  e  tutti noi dell'Assemblea siamo ovviamente in linea  con
  quello  che  lei  ha appena dichiarato, cosa di  cui  la  ringrazio
  molto.

   LO  CURTO.  Posso  riprendere il mio  intervento  nel  merito  del
  disegno di legge?

   PRESIDENTE. Certamente.

      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
       Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea regionale
    siciliana e degli Assessori regionali in tema di affiliazione a
                logge massoniche o similari  (n. 16/A)

   LO  CURTO.  Signor Presidente, nell'ultima seduta nella quale  lei
  era assente, ho già manifestato la mia chiara e determinata volontà
  di  oppormi  ad  un  disegno di legge che,  al  di  là  del  volere
  richiamare  i  principi  di trasparenza,  di  fatto  inocula  ed  è
  portatore   del   seme   della  diffidenza   e   del   seme   della
  discriminazione contro la massoneria.
   Essere   massoni   non  è  un  reato;  essere  massoni   significa
  appartenere  ad una associazione che fa dei principi costituzionali
  il  fondamento del proprio agire e che trova nei valori morali  che
  hanno  reso  possibile  anche all'Italia di essere  una  Repubblica
  libera  e  democratica, questi valori stridono  fortemente  con  il
  volere di questo disegno di legge.
   Peraltro, vale la pena di richiamare che l'obbligo dell'obbedienza
  è   l'obbligo  della  obbedienza  alla  Costituzione  cui  giurano,
  ovviamente,  a  cui si ispirano, le logge massoniche  e  il  Grande
  Oriente  d'Italia.  Direi che c'è un pregiudizio ideologico  dietro
  questa   ricerca  della  trasparenza.  Perché  se   ricerca   della
  trasparenza deve essere, lo deve essere certamente in tutto ciò che
  noi facciamo come deputati, come legislatori, come uomini pubblici.
  Ma  non  certo  nella dichiarazione d'appartenenza  ad  una  loggia
  massonica, che certo non può e non deve essere fuori legge.  Perché
  nessuna  appartenenza  ad organizzazioni  fuori  legge  può  essere
  oggetto del nostro agire.
   Io  mi  scuso  con l'onorevole Fava, per il quale  ho  una  grande
  stima,  ma in questo caso non condivido i principi a cui si  ispira
  questa  richiamata volontà di rendere trasparente la  dichiarazione
  di appartenenza ad una loggia massonica.
   Peraltro,  come  anche poco fa definito in sede di Conferenza  dei
  Capigruppo,  siamo  stati tutti noi richiamati, signor  Presidente,
  all'osservanza di quelle che sono sia le norme costituzionali,  sia
  il  pronunciamento  delle  norme della Corte  Europea  nel  merito,
  laddove  ci sono state Regioni italiane che hanno approvato disegni
  di  legge  come  quello  che  l'onorevole  Fava  propone  a  questa
  Assemblea.
   Allora,   nel  dichiarare  la  mia  aperta  e  ferma  volontà   di
  contrappormi a questo disegno di legge, che non trovo assolutamente
  confortato   da  alcuna  necessità,  se  non  quella  di   istigare
  nell'opinione pubblica l'idea che la massoneria sia qualcosa di cui
  dobbiamo  render  nota la nostra appartenenza. Ma perché?  Non  c'è
  ragione   A meno che non si voglia - come dire - inoculare  l'ombra
  del sospetto.
   Ciò  premesso,  io  propongo di bocciare questo disegno  di  legge
  all'Assemblea, proprio perché non ci sono presupposti di  norma,  i
  fondamenti  giuridici  che rendono legittimo e  compatibile  questo
  disegno di legge con i principi della nostra Costituzione.

   PRESIDENTE.  Ricordo, onorevoli colleghi, che gli interventi  sono
  sugli  emendamenti,  non  sulla  discussione  generale  che  già  è
  avvenuta.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   infatti
  interverrò  in merito all'emendamento soppressivo che ho presentato
  a tutti gli articoli della legge in oggetto, credo che non dobbiamo
  mai dimenticarci che tra il requisito dell'attività normativa della
  deputazione,  delle Commissioni, e del Governo sia il rispetto  dei
  principi  sanciti  dalla  Costituzione e dalle  fonti  del  diritto
  gerarchicamente  superiori, e in questo  caso  siamo  di  fronte  a
  diverse violazioni di questi principi.
   Cominciamo  con  l'articolo 18 della Costituzione  che  parla  del
  diritto  inviolabile ad associarsi, stabilendo solo due limiti,  le
  associazioni  segrete,  e  le  associazioni  militari  che  abbiano
  finalità  politiche. Ecco, in entrambi questi  casi  non  siamo  in
  condizione di asserire che le associazioni massoniche rientrano  in
  questi divieti, quindi anche gli associati massoni hanno gli stessi
  diritti  di associarsi di tutti gli altri soggetti appartenenti  ad
  altri  sodalizi,  è  un diritto inviolabile  quello  di  cui  parla
  l'articolo   2  della  Costituzione,  la  Repubblica  riconosce   e
  garantisce questi diritti. La Corte Costituzionale, con la sentenza
  167  del 1999, ci dice che le Istituzioni devono, non soltanto  non
  interferire nel godimento di questi diritti, ma addirittura  devono
  porre  in  essere  politiche attive per garantire  la  più  diffusa
  fruizione  possibile di questi diritti, di fatto riconducendosi  al
  secondo  comma  dell'articolo 3 della  Costituzione  che  parla  di
  uguaglianza,  non  soltanto  formale,  ma  anche  sostanziale,  dei
  cittadini dinnanzi alla legge, sancendo quindi un principio di  non
  discriminazione.
   Appare  chiaro  che questo disegno di legge viola  palesemente  ed
  incontrovertibilmente il combinato disposto degli articoli 2,  3  e
  18  della  Costituzione, sarebbe perciò da parte di  quest'Aula  un
  atto  temerario votare a favore di questa legge, ma  vi  è  di  più
  Presidente,  perché  l'articolo  117  comma  1  della  Costituzione
  stabilisce che il legislatore deve rispettare i principi  stabiliti
  dalle fonti comunitarie e dagli obblighi internazionali, ebbene  in
  questo  caso  mi riferisco agli articoli 11 e 14 della  Convenzione
  europea   dei   diritti  dell'uomo  che  parlano  di   libertà   di
  associazione e di divieto di discriminazione. Sulla base di  questi
  articoli  due  leggi  di  Consigli regionali  nel  2001  una  legge
  marchigiana,  nel  2007  una legge friulana  sono  state  impugnate
  presso la Corte europea dei diritti dell'uomo e il Governo italiano
  è  stato condannato, e di conseguenza quei Consigli regionali  sono
  stati  costretti ad abrogare quelle norme, destino che  spetterebbe
  sicuramente anche a questa Assemblea regionale.
   Non voglio entrare nel merito della violazione della normativa che
  riguarda   il   trattamento  dei  dati  sensibili,  perché   voglio
  recuperare il tempo che mi manca per dire che conoscevo  le  targhe
  alterne,  ma  il  rispetto del principio di non  discriminazione  a
  giornate  alterne devo dire che l'ho imparato con  questa  vicenda,
  perché  la settimana scorsa l'onorevole Fava si è diciamo barricato
  contro  un ddl di cui ero primo firmatario, perché quel ddl sarebbe
  stato   discriminatorio,  in  realtà  in  quel   ddl   che   mirava
  all'istituzione   di  una  giornata  regionale  per   la   famiglia
  tradizionale non vi era nessuna contrazione di diritti per  nessuna
  categoria di soggetti. Qui, invece, vi è una palese contrazione  di
  diritti per una categoria di cittadini, eppure non mi sembra che ci
  si   sia  preoccupati  di  alcun  rispetto  del  principio  di  non
  discriminazione.
   Per  tutti  questi motivi, signor Presidente, noi siamo fortemente
  contrari  a questa legge e chiediamo che venga bocciata o  comunque
  ritirata.  Subordinatamente  chiediamo  che  l'articolo   1   venga
  modificato  stabilendo una facoltà di dichiarazione di appartenenza
  a  qualunque  tipo  di associazione. Facoltà,  perché  -  ripeto  -
  l'obbligo violerebbe la normativa relativa al trattamento dei  dati
  personali  sensibili, che può avvenire solo  con  il  consenso  del
  soggetto i cui dati vengono trattati. Grazie.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà sempre in tema di emendamenti, onorevole
  De Luca.

   DE LUCA ANTONINO. Più o meno, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Il  più  o meno non è previsto. Gli  interventi  sono
  ammessi sugli emendamenti.

   DE LUCA ANTONINO. Certamente. Signor Presidente, sugli emendamenti
  io  ritengo  che  sia stato necessario emendare  questo  testo  per
  rafforzarne  l'impianto,  perché ritengo  doveroso  per  quest'Aula
  ricordarsi  che non siamo a giurisprudenza a tenere o ad  ascoltare
  lezioni di diritto costituzionale. Soprattutto quando chi le  tiene
  non  è  titolato  a  farlo.  Perché dovremmo  sapere  che  le  Aule
  parlamentari  si  fondano sul loro potere di  autoregolamentazione.
  Quindi  così  come  noi  decidiamo, per noi stessi,  di  dichiarare
  determinati  dati che altre categorie non fanno - vedi per  esempio
  lo   stato  patrimoniale  delle  nostre  famiglie  e,  se  vogliamo
  dichiarare,  quelle  dei nostri parenti -  stesso  discorso  è  per
  l'eventuale  possesso  di  una qualità o l'eventuale  non  possesso
  della stessa. Quindi non vedo quale sarebbe il rilievo.
   Anche   le   pronunce,  che  non  ha  citato,  ma  indicato   così
  sommariamente  il  collega Catalfamo, riguardano  delle  leggi  che
  richiedevano la dichiarazione all'atto della candidatura,  come  se
  quello dovesse essere un presupposto per creare discriminazione  al
  momento  della scelta da parte dell'elettore; allora lì sì  che  si
  andava  a  creare  una  discriminazione tra  chi  era  regolarmente
  iscritto a un'associazione prevista dalla legge e chi no.
   Poi  è  normale  che  dobbiamo anche tenere in  considerazione  la
  particolare  categoria  cui  ci  stiamo  rivolgendo  e  che  noi  -
  ripetiamo  -  non abbiamo mai demonizzato in quanto  tale.  Ma  non
  possiamo  non  riconoscere  che  a  differenza  di  un'associazione
  ambientalista, in passato questo tipo di aggregazioni sociali  sono
  state capaci di intervenire sui processi decisionali, financo ancor
  prima in quelli elettorali, per determinarne l'esito.
   La  questione  della  P2  che,  per  carità,  era  un'associazione
  segreta,  ma  muove da un vincolo solidaristico e di subordinazione
  gerarchica  grave,  assoluta, che andava anche a prevaricare  sulle
  indicazioni costituzionali.
   Per  cui vorrei ribadire che qua noi non stiamo andando, anche con
  le   sanzioni,   a  punire  chi  è  iscritto  in  una   determinata
  associazione  e  chi no. Ma stiamo semplicemente andando  a  punire
  l'eventuale dichiarazione mendace o la non dichiarazione resa da un
  deputato  all'interno  di  un principio che  riguarda  -  ripeto  -
  l'autoregolamentazione.
   Per  cui insistiamo affinché il disegno di legge si discuta, e poi
  ognuno voterà e si prenderà la responsabilità del voto che esprime.
  Grazie.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, a me pare che si stia  aprendo  una
  discussione  -  devo dire sinceramente - sbagliata.  Perché  stiamo
  parlando di presupposto di violazione di diritti che questa legge -
  almeno  come l'ho compresa io, può darsi che l'ho compresa  male  -
  non nega alcun diritto.
   Qui  non  stiamo  normando,  come dire,  preclusioni,  rispetto  a
  diritti  soggettivi che sono inviolabili. Stiamo  parlando,  e  tra
  l'altro non stiamo parlando di requisiti per esercitare la funzione
  di parlamentare regionale, che quelli sono previsti dalla legge,  e
  solo  la legge generale - che riguarda deputati regionali - per  la
  verità noi abbiamo un requisito unico in Italia che stabilisce  che
  lo  status di deputato regionale per esercitarlo è obbligatoria  la
  residenza  nel  territorio della Regione. Siamo l'unica  Regione  a
  normare  un requisito di residenzialità per esercitare la  funzione
  di parlamentare.
   Detto  questo,  scusate,  non ci sono nella  norma  questioni  che
  pregiudicano  diritti soggettivi. L'ho detto  l'altra  volta  e  lo
  ripeto. Lo status di parlamentare, cioè una volta eletto, determina
  una  serie  di condizioni alle quali ci sottoponiamo in ragione  di
  meccanismi di trasparenza. I deputati, quando veniamo eletti, e non
  quelli che si sono candidati ad esempio, abbiamo l'obbligo di  fare
  la  dichiarazione  dei  redditi,  di  dichiarare  il  nostro  stato
  patrimoniale,  di  dire se siamo possessori di quote  azionarie  in
  società, in qualunque tipologia. Questo perché lo facciamo,  perché
  è  vietato  dalla legge? No. Semplicemente perché abbiamo acquisito
  nel  tempo  la consapevolezza che fare il parlamentare  obbliga  ad
  esercitare  un  di  più  di  trasparenza nei  confronti  del  corpo
  elettorale.  Di  far sapere se tu eri ricco, se  tu  sei  diventato
  ricco, ma tutto questo non perché la ricchezza o la povertà sia  un
  disvalore  o  un  valore in sé, semplicemente per  un  percorso  di
  trasparenza.
   Allora, essere iscritto ad una associazione che ha caratteristiche
  di  riservatezza,  non significa essere iscritto  ad  una  cosa  in
  difformità  alla legge. Ma nel momento in cui eserciti la  funzione
  parlamentare, che significa rappresentanza di tutto il  popolo  che
  ti  ha,  non  quelli che ti hanno votato, ma di quelli  che  tu  ne
  eserciti la funzione di rappresentanza, allora mettere a conoscenza
  il corpo elettorale, cioè il popolo, del tuo status di appartenente
  o meno ad associazioni riservate, significa esercitare una funzione
  trasparente nel rapporto con l'opinione pubblica.
   Io  credo  che  questo  è in gioco, questo è in  discussione,  non
  ritengo che sia corretto caricarla di chissà quali atti ideologici,
  semplicemente un meccanismo di ulteriore trasparenza che credo che,
  sia  chi  non ne fa parte, ma anche chi ne fa parte, il  fatto  che
  dichiari  di  farne parte quando è parlamentare  gli  dà  anche  la
  libertà  di  potere  esercitare la sua funzione di  rappresentanza,
  come dire, per davvero senza ombre e senza possibilità che qualcuno
  possa  in  qualche  modo  adombrare chissà  quali  interessi  nella
  funzione  stessa della rappresentanza. Pertanto io sono per  votare
  il  disegno di legge, senza che diventi - come dire - una linea del
  Piave dei buoni e cattivi.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema  trattato
  da questo disegno di legge in discussione è sicuramente importante.
  Abbiamo avuto modo di approfondire, gli Uffici ci hanno permesso di
  potere approfondire gli aspetti di incostituzionalità e chiaramente
  non  vi  sarà  da  parte  nostra, se non una chiara  intenzione  di
  proseguire nel percorso, diciamo, che ci conduce a fare  una  legge
  del  tutto  -  come  dire - valida, che non venga  chiaramente  poi
  impugnata,   e  che  vada  invece,  e  comunque  nel  senso   della
  trasparenza,    nel   senso   della   massima   pubblicità    delle
  caratteristiche,   dei   requisiti   e   delle    appartenenze    e
  frequentazioni,  perché  no,  dei deputati  regionali,  così  come,
  anche,  siamo  favorevoli ad emendamenti che prevedono l'estensione
  di  questa  dichiarazione prevista anche  per  i  componenti  della
  Giunta, anche per il Presidente della Regione, anche per il sindaco
  nei  comuni, consigli comunali, le giunte comunali e, perché no,  i
  dipendenti regionali e degli enti partecipati e vigilati.
   Perché non vi può essere alcuna remora nel far sapere al cittadino
  chi è che opera in quest'Aula, chi è che opera nelle sale comunali,
  chi   è  che  opera  e  gestisce  la  cosa  pubblica.  Perché,  non
  prendiamoci   in  giro,  fermi  restando,  comunque,   i   princìpi
  costituzionali   -   e  quindi  la  vigenza   dell'articolo   3   e
  l'opportunità e la bontà, chiaramente, dei princìpi sanciti  -  non
  possiamo  non  riconoscere che, appartenenze  ad  associazioni  che
  impongano  obbedienze  o vincoli gerarchici,  quando  questi  sono,
  eventualmente,  vincolati a dettami che possono  andare  contro  la
  Costituzione,   non  può  essere,  chiaramente,   portato   innanzi
  sicuramente non dal nostro gruppo parlamentare
   Gruppo  parlamentare  che,  allorquando  è  stato  candidato  alla
  recente  tornata elettorale, coloro che sono stati candidati  hanno
  già  firmato,  previamente, un documento  in  cui  noi  denunciamo,
  dichiariamo  il  fatto di non appartenere espressamente  ad  alcuna
  forma  di associazione massonica, e chiaramente a tutto ciò  che  è
  collegato.
   Anzi,  colgo  l'occasione per - a prescindere dall'esito  che  poi
  avrà, in quest'Aula, questo testo di legge - dire che consegnerò, a
  breve, agli uffici di questo palazzo 20 autocertificazioni, in  cui
  -   se   ci   sono  altri  colleghi  che  vorranno,  eventualmente,
  presentarli  chiaramente  sanno dov'è  l'Ufficio  della  Segreteria
  generale - in cui tutti noi abbiamo firmato che non apparteniamo ad
  alcuna   associazione  massonica,  o  similare,  che  crei  vincoli
  gerarchici, solidaristici e di obbedienza.
   Pertanto,  questo l'abbiamo fatto noi, questo dovrebbe farlo  ogni
  consigliere,  deputato, di quest'isola e, sicuramente,  nell'ottica
  della   trasparenza.  Aggiungo,  ancora,  rispetto  al  tema  delle
  sanzioni.  Non  prendiamoci  in giro. La  sanzione  che  -  qualora
  appunto o allorquando entreremo nel merito se entreremo nel  merito
  -  è  prevista  per  chi  appunto non  voglia  firmare  la  propria
  dichiarazione in merito all'appartenenza o meno ad associazioni  di
  cui stiamo parlando, sia la pubblicazione sul sito, di per sé non è
  una sanzione.
   Come  Gruppo parlamentare abbiamo proposto, invece, che venga data
  come sanzione la restituzione di due indennità che noi percepiamo e
  che, eventualmente chiaramente, poi rimangano con destinazione  che
  l'Assemblea  riterrà  opportuna,  questo,  chiaramente,   sarà   un
  discorso  successivo. Altrimenti, la trasparenza come la tuteliamo,
  come la sorvegliamo? Non mettiamo sanzioni che poi sono ridicole  e
  che non hanno, di per sé, alcun senso.
   Questo  signor  Presidente dovevo rappresentare a  quest'Aula  per
  conto del mio Gruppo e quindi siamo assolutamente non contrari  che
  si parli e che si sollevi questo tema. Del resto, come anche ha già
  detto  il  componente  l'onorevole De Luca, che  mi  ha  preceduto,
  nell'ambito  anche  della nostra possibilità di determinarci  sulle
  fattispecie,  e  sui  diritti e sui doveri di quest'Aula,  possiamo
  tranquillamente legiferare.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Cancelleri  io la faccio sempre sognare, stia tranquillo,  qua.  La
  faccio  sempre  sognare, magari qualche incubo, però  è  sempre  un
  sogno.
   Signor  Presidente,  partiamo  da una  premessa.  Io  voglio  dare
  seguito all'appello dell'onorevole Zafarana che sicuramente mi  sta
  seguendo  ed  allora  già  inizio io. Io,  è  a  processo  verbale,
  all'approvazione del processo verbale che si farà martedì prossimo,
  i  deputati, qualora il proprio pensiero fosse travisato,  possono,
  lei  sa,  a  norma del Regolamento fare una rettifica e  io  glielo
  dico,  così  non rettificherò: io giuro solennemente di non  essere
  massone, lo giuro solennemente sulla mia parola, sulla Costituzione
  e sul mio onore, non sono massone. Quindi, da questo momento, però,
  sono  libero  di esprimere la mia opinione, perché lo  giuro  e  lo
  continuo  a giurare:  non sono massone, non sono stato chiamato  da
  massoni; ho il telefonino sicuramente sarebbe stato intercettato se
  fossi  mai  stato  chiamato da qualche massone. Ora  posso  parlare
  liberamente.  Quindi,  Giuseppe Milazzo giura  solennemente,  e  lo
  metto  per iscritto perché fa parte del processo verbale,  che  non
  sono massone.
   Ora   posso   parlare  di  questa  norma  solennemente.  Onorevole
  Cracolici,  io e lei che apparteniamo quasi alla stessa zona,  però
  lo facciamo dopo l'Aula questo tipo di giuramento.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si riferisca alla Presidenza.

   MILAZZO. Mi scusi, signor Presidente, le chiedo scusa.
   Detto  questo, signor Presidente, lei mi pare che ha promosso  una
  Conferenza  dei  Capigruppo  dove la questione  è  stata,  diciamo,
  espressamente riportata nei termini ai quali in quest'Aula però non
  si  dà  corso.  Ovvero, la norma va approvata,  però  noi  dobbiamo
  rispettare  e  uniformarci ad alcuni dettati o  richiami  che  sono
  arrivati  formalmente in casi analoghi in alcune regioni che  hanno
  provato,  anzi,  non  che hanno provato, che hanno  legiferato.  Su
  qualche  caso  sono  scattate  anche delle  sanzioni  da  parte  di
  organismi  specifici: il Consiglio di Stato, la Corte di  Giustizia
  Europea, mi pare, sono stati detti questi dispositivi.
   Ed  allora, il tema è: un'Assemblea che ne assume piena coscienza,
  perché i Capigruppo rappresentano i Gruppi parlamentari, noi  siamo
  stati  informati  formalmente;  signor  Presidente,  facciamo   una
  parentesi:  la  Corte  dei  conti condanna quando  l'amministratore
  delibera coscientemente e che è il dolo.
   Noi,   oggi,   sappiamo  che  approvando  la  norma   con   alcune
  caratteristiche incapperemmo certamente in sanzione  ed  esporremmo
  la norma ad impugnative. Oggi ne abbiamo assunto piena coscienza in
  Conferenza dei Capigruppo e in Aula lei ha ripetuto il concetto.
   Ed  allora,  il  tema  è: la norma va fatta,  però,  sapendo  che,
  onorevole Zafarana, non bisogna informare i siciliani solo se si  è
  massoni,  giuro di non essere massone, ma nella norma va  riportato
  che bisogna fare dichiarazione, obbligatoria, spontanea, scrivetela
  come  la  volete, tanto io potrò scrivere che faccio  parte  delle
  giovani   marmotte ,  quindi  farò  questa  dichiarazione.  Bisogna
  mettere  l'obbligo che qualora un deputato, secondo i principi  che
  ha poco fa spiegato l'onorevole Cracolici, perché noi dobbiamo dare
  conto  e  testimonianza di trasparenza e lo dobbiamo  fare,  allora
  nella norma non va scritta massoneria o altre, bisogna scrivere che
  è  fatto  obbligo al deputato se appartiene ad associazioni morali,
  di  fratellanza, che cosa può essere, Rotary, Lions, Massoneria. Le
  norme  sono  generali ed astratte, questo mi pare  che  lo  abbiamo
  studiato al primo anno universitario.
   Allora,  il  tema  è:  le norme, che dobbiamo approvare  noi,  non
  perché  dobbiamo salvare qualcuno, perché la norma, anche approvata
  in  questi termini - signor Presidente e finisco, parlo a  nome  di
  tutti  i  deputati  -   il tema è la paura che  se  dovesse  essere
  approvata   con   la   scritta   Massoneria   mica   si   abbatterà
  sull'Assemblea uno tsunami  Non si abbatterà niente,  però  abbiamo
  fatto  una  norma che non salvaguardia i principi di generalità  ed
  astrattezza.
   Allora, signor Presidente, la proposta è quella che ho fatto  ieri
  sulla  norma  che riguardava la III Commissione sugli  imprenditori
  agricoli,  ovvero,  noi  vogliamo fare la norma?  Non  la  dobbiamo
  rimandare  in  Commissione, Presidente,  la  Commissione  onorevole
  Fava,  si  può  prendere ventiquattro ore di tempo  e  redigere  un
  dispositivo  diverso che torni in Aula domani pomeriggio,  martedì,
  senza farla arenare la norma. Va in Commissione, ma rimane in Aula,
  che si scriva una norma bene, che ci possa rappresentare tutti.
   Io  la  norma  la  voglio fare, però se il tema è,  approvare  una
  norma  che  abbia  una  caratteristica  più  punitiva,  e  non   mi
  rappresento  in  questo, voglio approvare la norma affinché  chi  è
  massone, chi è nel Rotary, chi è nel Lions, scriva, abbia l'obbligo
  di  dichiarare che fa parte di una lobby, di una associazione,  che
  abbia  l'obbligo morale, abbia l'obbligo morale di dirlo  al  corpo
  elettorale,  ai  siciliani, io direi non solo al  corpo  elettorale
  perché il Paese ci guarda,  non ci guardano, onorevole Fava, solo i
  siciliani.
   Dicevo,  onorevole  Fava,  io sono più  per  estenderla  non  solo
  dobbiamo  dare conto agli elettorali, al corpo elettorale,  ma  c'è
  una  opinione pubblica anche nazionale e, perché no, la  Sicilia  è
  sotto  gli  occhi  di tutti anche a livello internazionale,  è  una
  classe politica che si distingue per trasparenza è importante, però
  dobbiamo fare una norma che sia rappresentativa di tutti.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Campagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor Presidente, io userò toni molto  pacati  anche
  perché,  tra l'altro, chi parla dopo già ascolta spesso quello  che
  avrebbe voluto dire.
   Sostanzialmente,  riferendomi  al ragionamento  che  ha  fatto  il
  collega  Cracolici che è sempre giudizioso e persona  lungimirante,
  sostanzialmente  noi  dichiariamo, e lo  facciamo  a  questo  punto
  solamente  per  un  fatto di trasparenza, tutto  il  nostro  status
  economico,  e  quant'altro. L'ha ribadito anche adesso  l'onorevole
  Milazzo e mi sembra, tutto sommato, al di là della foga che io  non
  condivido,  ha fatto un ragionamento molto serio che poi  è  quello
  che io avevo messo nero su bianco in un emendamento.
   Se  vogliano  dare una immagine di trasparenza reale,  io  non  ho
  capito  per  quale  motivo  dobbiamo  poi  avere  un  atteggiamento
  discriminatorio nei confronti di una associazione  che  io  non  so
  come  siano  fatte,  però non mi risulta che siano  delinquenti,  e
  comunque  sono previste dalla Costituzione. Per cui,  come  ben  ha
  detto  il  collega  Catalfamo,  la legge,  la  nostra  Costituzione
  garantisce  tutte  le forme di associazione  per  cui  non  c'è  da
  vergognarsi.
   A  questo punto non vedo per quale motivo, se non vogliamo  essere
  discriminatori   dell'altro  canto  e  non  vogliamo   essere   non
  trasparenti  dall'altro canto, è molto semplice. C'è un emendamento
  che  è quello scritto dal sottoscritto e da altri colleghi, tra cui
  l'onorevole  Di Mauro e l'onorevole Pullara, che prescrivono  molto
  semplicemente  di  dichiarare per tutti noi,  e  lo  possiamo  fare
  benissimo, come hanno fatto i colleghi del Movimento Cinque Stelle,
  di dichiarare non solo di non appartenere alla Massoneria perché lo
  riteniamo  discriminatorio nei confronti dei  massoni  che  saranno
  gente,  per  quanto  mi  riguarda,  perbene,  ma  di  dichiarare  a
  qualsiasi  tipo di associazione noi apparteniamo per  un  fatto  di
  trasparenza nei confronti dei cittadini.
   Mi  pare  una cosa molto semplice che non dovrebbe creare problemi
  a nessuno, a meno che non ci sia dietro questa norma, come qualcuno
  ha  detto,  la malafede di dover discriminare a tutti i  costi  una
  associazione che la dobbiamo fare diventare il nuovo diavolo a  cui
  dobbiamo, e non mi risulta perché se così fosse la Costituzione non
  ne prevedrebbe la presenza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
  io vorrei tranquillizzare la collega Zafarana e il Movimento Cinque
  Stelle,    perché    i    deputati    del    Gruppo    parlamentare
  DiventeràBellissima già la settimana scorsa abbiamo  depositato  le
  dichiarazioni  di  non  appartenenza all'associazione  massonica  o
  similari.
   Detto questo e detto anche che poi è paradossale perché proprio in
  questi giorni è stata pubblicata la notizia di alcuni quotidiani  e
  da  diversi  blog  intitolata  Massoni  a  Cinque  Stelle ,  perché
  proprio  in questi giorni è emerso che  un candidato al Senato  del
  Movimento  Cinque Stelle nella lista  Campania 3  - se non  ricordo
  male  -  invece  apparteneva  a una loggia  massonica  non  proprio
  limpidissima.
   Detto  questo,  è  scontato anche - date le mie ben  note  origini
  politiche - la mia avversione alla massoneria, però debbo dire  che
  il  disegno di legge non prevede una discriminazione, nel senso che
  adotta  qualcosa  di  punitivo nei confronti di  appartenenti  alla
  Loggia  massonica, prevede solo per noi che siamo  deputati  eletti
  dagli  elettori siciliani, in questo caso un dovere  che  poi  dirò
  diventa  una facoltà se aboliamo le sanzioni, perché quello  che  è
  assurdo è poi prevedere delle sanzioni.
   La  sanzione  vera è la pubblicazione della omessa  dichiarazione,
  perché di questo al limite si deve trattare.
   Circoscritta  in  questi  ambiti  e  detto  chiaramente  che  alla
  massoneria sono equiparate quelle associazioni che hanno gli stessi
  vincoli citati e descritti nell'articolo 1, io non credo che non si
  stia  dando luogo a chissà quale trattamento di disuguaglianza  nei
  confronti di chi, a condizione però - che sia chiaro - che noi  non
  stiamo  adattando un procedimento  né punitivo, né  discriminatorio
  per  cui  l'articolo  2  va emendato, nel  senso  che  il  comma  1
  dell'articolo 2 deve essere abrogato.
    Rimane l'articolo 2, cioè la mancata dichiarazione va pubblicata,
  senza  nessuna conseguenza che non quella di un eventuale  giudizio
  negativo  dei  cittadini elettori qualora lo  ritengono  in  questi
  termini. Come può anche essere per altri dichiarato un fatto - come
  lo  ritengo io - assolutamente marginale e ininfluente dal punto di
  vista elettorale.
   Però, su una norma di questo tipo imbastire chissà quale battaglia
  di  civiltà o chissà quale guerra di religione mi sembra  veramente
  eccessivo.
   Come,  invece,  sono assolutamente contrario ad  estendere  questa
  norma   ai  dipendenti  o  a  quanto  altro.  Questo  non   c'entra
  assolutamente  nulla.  Noi dobbiamo sottoporci  al  giudizio  degli
  elettori,  i  dipendenti sono qui per un pubblico  concorso  e  non
  possono  essere  obbligati a fare dichiarazioni diverse  da  quelle
  richieste dalla legge. Quindi, tutti gli emendamenti in questo caso
  sono assolutamente assurdi.
   Il  volere  poi  dire  che  io debbo dichiarare  se  faccio  parte
  dell'Associazione canottistica regionale o dell'AVIS,  perché  sono
  socio  donatore,  credo  che vogliamo ridicolizzare una  norma  che
  ha,  comunque,  una  sua filosofia che è quella di  sottoporre  noi
  soggetti  eletti  dal  popolo a un dovere di  trasparenza  maggiore
  rispetto  a  tutti  gli altri senza che per ciò confessiamo  chissà
  quale delitto. Perché essere iscritto alla massoneria - purché  non
  siano logge segrete o coperte - non è assolutamente un delitto,  ma
  oggi, alla luce della Costituzione repubblicana è un diritto e come
  tale va salvaguardato e affrontato. Però, questo non stride con  la
  mia,  che non essendo sanzionata poi alla fine diventa una facoltà,
  di dichiarare o meno se vi appartengo o no.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti che riguardano i funzionari  non  li
  posso  considerare ammissibili perché non posso questa  volta  fare
  discriminazione  tra chi ha vinto un concorso all'Assemblea  e  chi
  l'ha  vinto  da un'altra parte, poi lo Stato penserà e deciderà  se
  farlo per tutti i dipendenti pubblici, ma noi non lo possiamo  fare
  soltanto per i dipendenti di quest'Assemblea. Mi voglia scusare chi
  ha   presentato   questi  emendamenti,  ma  sono  già   considerati
  inammissibili dalla Presidenza.

   MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho preso la parola
  chiedendo  e  proponendo all'Aula di consultare  i  capigruppo,  ma
  anche  la  Commissione,  il Presidente della  Commissione.  Se  c'è
  disponibilità, da parte della Commissione, a riscrivere  l'articolo
  per  capire  se  ci sono le condizioni, perché noi diversamente  ci
  organizziamo in un altro modo, per quanto ci riguarda.
   Vogliamo  capire se la norma la possiamo fare tutti  insieme,  con
  una  riscrittura  da parte della Commissione o se  si  deve  tenere
  l'articolo con la sola parola  massoneria .
   Io  vorrei sentire il Presidente ed i capigruppo, perchè può darsi
  che  la  proposta  sia  accettata così come  è  avvenuto  ieri;  la
  Commissione  si  ferma  e  vede se ci  può  essere  un  momento  di
  equilibrio.
   Io non dico né di non approvare la norma né di dichiarare se uno è
  massone  o  altro,  però introdurre il principio di  generalità  ed
  astrattezza. Si possono sentire i capigruppo se sono d'accordo? Non
  dico  di  rinviarla  in  Commissione e   ammazzare'  la  legge,  la
  Commissione  si può fermare fino a domani mattina  o  due  ore  per
  capire se può sistemare la norma.

   FAVA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Milazzo - fermo restando  il  disegno  di
  legge   incardinato  in  Aula,  quindi  senza  nessun   rinvio   in
  Commissione - chiede ai capigruppo, che ora interpelleremo, se sono
  disponibili  a  cambiare,  a modificare, ad  aggiustare  su  alcuni
  articoli  questa  norma, fermo restando che  il  disegno  di  legge
  rimane  in Aula e quindi non si creerebbe nessuna eventuale perdita
  di tempo. E' chiarissimo, poi interpelleremo i capigruppo.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Fava.

   FAVA,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
  riaprire   il  dibattito,  non  sono  d'accordo  con  la   proposta
  dell'onorevole  Milazzo, di cui colgo anche lo  spirito  ovviamente
  positivo   e  propositivo  perché  il  punto  non  è  trovare   una
  formulazione  che possa andar bene a tutti, il punto  è  modificare
  una formulazione facendo perdere ogni significato a questa legge.
   Per  le  cose  che  sono  state  dette  dall'onorevole  Cracolici,
  dall'onorevole Zafarana e dall'onorevole Assenza, il  punto  non  è
  una  glasnost  che  noi pretendiamo dai deputati chiedendo  che  ci
  raccontino  se  si  sono  iscritti o meno alla  società  canottieri
  ragusana,  il  punto è dichiarare l'iscrizione ad una  associazione
  che  per  le  sue  caratteristiche  di  riservatezza,  gerarchia  e
  obbedienza, rischia come peraltro detto e certificato da  sentenze,
  di  contrastare  con  alcuni beni supremi che sono  tutelati  dalla
  Costituzione,  segnatamente l'articolo 97  e  l'articolo  98  della
  Carta costituzionale.
   Lei, onorevole Milazzo, citava il Consiglio di Stato, ma lo citava
  erroneamente, nel senso che è una sentenza del 6 ottobre  2003,  di
  fronte  all'obbligo del soggetto designato nominato ad una pubblica
  funzione,    di    comunicare    alla   Pubblica    amministrazione
  l'appartenenza o meno ad una loggia massonica, norma che era  stata
  impugnata  ed ha dato torto agli opponenti dicendo che è  una  cosa
  perfettamente  legittima  per  le  caratteristiche  specifiche   di
  quell'associazione che si chiama massoneria.
   Per  cui,  signor Presidente, la disponibilità c'è a discutere  di
  tutto, ma modificare l'articolo 1, modificando il senso, lo spirito
  l'intenzione  profonda e positiva che, mi permetta di dire,  signor
  Presidente,  è  perfettamente rappresentato  nell'introduzione  del
  dibattito di questa sera in Aula.
   Poche parole ci hanno fatto capire come in capo a questa Assemblea
  c'è   anche   il  compito,  mi  permetta  di  dire,  di   costruire
  giurisprudenza sul piano politico, cioè far capire che c'è anche la
  necessità,  ogni  tanto  di  un valore aggiunto,  che  un'Assemblea
  assume  su di sé come dovere di trasparenza e limpidezza di  fronte
  alla  storia che ci viene consegnata. Questa è la ragione  per  cui
  ritengo  che  portare in Commissione questo testo  di  legge  serva
  soltanto a perdere un'altra notte ma non modificherebbe il senso ed
  il testo di questa legge.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cerco di cogliere la  volontà  di
  tutti  e  quindi senza convocare riunione dei Capigruppo, inviterei
  per  un  minuto i Capigruppo presenti di dire sì o no alla proposta
  dell'onorevole Milazzo.

    ZAFARANA. Ma se non abbiamo neanche la proposta

    PRESIDENTE.  Non  c'è niente da leggere, non c'è  un  emendamento
  presentato, c'è una richiesta.

    LO CURTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE.  Teoricamente  dovrei  convocare  la  Conferenza  dei
  Capigruppo, evito di farlo per farlo più velocemente.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.

    LO  CURTO.  Signor  Presidente, dalle parole dell'onorevole  Fava
  traspare quello che io ho sempre definito la chiara, la non  chiara
  volontà  di  fare emergere nell'opinione pubblica il  convincimento
  che  la  massoneria  sia  qualcosa  di  meno  trasparente  rispetto
  all'appartenenza   ad   un'associazione   culturale,   sportiva   o
  religiosa.
    Le  chiedo  e  mi chiedo, ma quest'Assemblea, poiché  l'onorevole
  Fava  ha  parlato  di giurisprudenza politica, può trasformarsi  in
  un'arena nella quale si può agire e si può legiferare a prescindere
  da quello che è il dettato costituzionale? A prescindere ed in modo
  difforme  da  quelle che sono le sentenze della Corte di  giustizia
  europea  che condannano altre regioni nello stesso tema  e  per  la
  stessa ragione?
    Onorevole Fava e tutti noi e coloro che sono stati qui fautori  e
  sostenitori  di questa norma, dovete dircelo se avete  il  sospetto
  che  la  massoneria  sia  un'associazione  segreta  che  agisce  in
  difformità dalle leggi dello Stato e della Costituzione. Se  questo
  è, è ben più quello che ci aspettiamo da questa parte politica, non
  un  semplice disegno di legge ma mi auguro che fiocchino le denunce
  in  massa  nei confronti del Grand'Oriente di Italia e di tutte  le
  logge  massoniche,  non so quali siano e quante  siano.  Di  questo
  dobbiamo parlare.
    Se  così  non  è, perché si deve discriminare? La discriminazione
  che  questo disegno di legge pone in essere viola i principi  della
  Costituzione e delle leggi dello Stato.
    Signor  Presidente,  non solo ribadisco che questa  è  una  legge
  impossibile  da votare e per questo la richiamo ai suoi  doveri  di
  Presidente  dell'Assemblea perché lei  ha  il  dovere  di  tutelare
  quest'Assemblea  anche  da  ciò  che  l'Assemblea   volesse   fare,
  indipendentemente  dalle leggi dello Stato  e  dalla  Costituzione,
  legge  fondante  di  tutte le leggi di cui  anche  noi  nel  nostro
  mestiere di legislatori dobbiamo soggiacere.
    L'obbligo  della  trasparenza  è  nel  recepimento  dei  principi
  costituzionali. L'obbligo dell'obbedienza cui fanno riferimento  il
  Grand'Oriente  di  Italia  e  le logge massoniche  è  l'obbligo  di
  obbedienza alla Costituzione, alle leggi dello Stato, lo dichiarano
  ed è pubblico nel loro statuto, Presidente.

    PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Lo Curto.

    LO CURTO. E' una discussione da portare avanti.

    PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Curto, dobbiamo  fare  un  minimo  di
  ordine.  Non stiamo riaprendo la discussione, ci deve dire soltanto
  in  questo  momento se è favorevole o contraria  alla  proposta  di
  Milazzo.
    Visto  che  sono stato tirato in ballo, credo di avere  fatto  il
  mio  dovere facendo prima una Conferenza dei Capigruppo in  cui  ho
  spiegato  e mi è stato anche spiegato quali siano i reali  problemi
  di  natura  costituzionale che questa legge  pone.  Poi  avvertendo
  l'Aula  -  prima  dell'inizio  della  discussione  -  che  esistono
  problemi di natura costituzionale.
    Non  possiamo  riaprire tutti gli interventi. Lei  mi  deve  dire
  soltanto sì o no, fermo restando il disegno di legge in Aula, se  è
  favorevole  alla  proposta dell'onorevole Milazzo  di  rivedere  in
  Commissione, la possibilità di riscriverla, di fare una riscrittura
  con alcune modifiche. Deve dire solo sì o no.

   LO  CURTO.  Sì,  signor Presidente, sono d'accordo  alla  proposta
  dell'onorevole Milazzo.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  un   po'
  perplesso  su  quanto sta accadendo oggi, perché  sappiamo  che  ci
  potremmo dotare anche di un codice etico interno. Noi per primi, su
  richiesta  della Commissione che ha proposto questo obbligo  per  i
  deputati,   abbiamo  prontamente,  durante  il  dibattito   d'Aula,
  preparato  cinque  moduli  in  cui  abbiamo  sottoscritto  la   non
  appartenenza.

   PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Aricò, avevo dimenticato prima che
  vorrei  comunicare all'Assemblea che ho ricevuto la quasi  totalità
  da  parte  dei  deputati la dichiarazione di non appartenenza  alla
  massoneria. Credo che ne manchino 4-5.

   ARICO'.  Signor Presidente, noi siamo stati i primi formalmente  a
  mettere  nero  su bianco a prendere carta e penna e a sottoscrivere
  una non appartenenza.
   Oggi,  ci stiamo impantanando perché avremmo potuto dotarci di  70
  deputati presenti oggi qui in Aula, insieme ai membri della  Giunta
  quelli  non  deputati,  che avrebbero potuto sottoscrivere  la  non
  appartenenza.   Invece,   stiamo   andando   avanti,   ci    stiamo
  probabilmente  facendo del male su richiami alla  Costituzione,  su
  richiami  alla sentenza. Addirittura, in Conferenza dei  Capigruppo
  abbiamo  visto come tutto questo potrebbe costituire una violazione
  della Convenzione europea dei diritti dell'uomo all'articolo  14  e
  il combinato disposto all'articolo 11, su una sentenza del 2004.
   Signor Presidente, qua siamo tutti affinché ogni deputato

   PRESIDENTE.  Onorevole Aricò, la prego, o sì o  no  alla  proposta
  dell'onorevole  Milazzo. Poi, queste cose  le  discuta  durante  il
  dibattito  sulla  legge. La prego,  io ho bisogno di  sapere  sulla
  proposta di Milazzo se c'è la volontà di tornare  .

   ARICO'. Il ritorno in Commissione?

   PRESIDENTE.  Non  in Commissione, il disegno di  legge  rimane  in
  Aula, di una riunione che può essere di un'ora, di due ore

   ARICO'.  Signor Presidente, se il disegno di legge rimane in  Aula
  con  fermezza,  noi  andiamo avanti sulle norme  e  riprendiamo  su
  questo punto all'ordine del giorno, valutando le perplessità  degli
  Uffici ed evitando che ci possono fare impantanare una volta in più
  e  potrebbe essere impugnata o comunque potrebbe andare  contro  ai
  dettami  della Costituzione, io sono favorevole. Se dovesse essere,
  invece,   la  scusa  per  un  temporeggiamento  sono  assolutamente
  contrario e sono per andare avanti.

   PRESIDENTE.   Assolutamente  no,  perché  comunque   la   proposta
  dell'onorevole Milazzo lascia in Aula il disegno di  legge.  Quindi
  c'è da fermarsi una ora, due ore, non so quanto e ritornare.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, io voglio dire due cose velocemente.
  La  prima  è  che viene fuori da questo dibattito che noi  dovremmo
  cambiare  Regolamento,  perché mettere  all'ordine  del  giorno  un
  disegno di legge che non ha il conforto degli Uffici determina  una
  condizione  simile a quella di stasera. Perché stasera, ovviamente,
  ci  si  trova  tutti quanti in difficoltà in quanto il  disegno  di
  legge è arrivato a questo punto, fare un passo indietro sembrerebbe
  che ci sia chissà quale interesse.
   La  prima cosa che le chiedo, signor Presidente, è la convocazione
  urgente  della  Commissione  per  il  Regolamento,  perché  non   è
  possibile  che  ci  siano  disegni di legge  che  sono  palesemente
  incostituzionali, e non mi si dica che non è così perché è così,  e
  che  invece sono all'ordine del giorno e alla votazione  finale  si
  pone il problema della richiesta...
   La   seconda  questione.  Noi  siamo  d'accordo  con  la  proposta
  dell'onorevole Milazzo, siamo consapevoli probabilmente  di  essere
  in minoranza, ma lo facciamo con la dignità di chi pretende che qui
  uomini  e  donne di questo Parlamento dovrebbero essere  liberi  di
  decidere e di associarsi con chi ritengono opportuno.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  chiaramente  in
  qualità  del Gruppo misto, di cui fa anche parte l'onorevole  Fava,
  personalmente  posso  esprimere adesso  il  mio  parere  in  quanto
  deputato che, in qualche modo, contempera due esigenze: quella  che
  mi  ha visto anche partecipe nella trattazione del disegno di legge
  che  l'onorevole Fava ha portato in Aula, ha portato in Commissione
  prima,  ai  lavori  ho  partecipato anche io perché  interessata  a
  comprendere la portata della norma che, se viene snaturata rispetto
  a quella che era l'intenzione che io ricordo essere stata più volte
  esplicitata che, appunto, è semplicemente una norma che riguarda la
  trasparenza di soggetti che devono rendere, nei confronti del corpo
  elettorale, un maggiore sforzo di trasparenza, ammesso  che  questo
  sia  costituzionale  o meno. Dall'altra parte, però,  ritengo  pure
  che,  probabilmente, un momento di approfondimento potrebbe far  sì
  che  questa sia una norma che non sia il frutto di qualche partito,
  o  di  qualche  gruppo  o che sia la norma soltanto  dell'onorevole
  Fava.
   Ringraziamo  l'onorevole Fava perché ci ha messo in condizioni  di
  trattare  un  tema  delicato  su cui  stiamo  dibattendo,  per  cui
  diventa, a quel punto, una norma del Parlamento,
   Ritengo  che, in questo momento, doversi fregiare e dire   io  non
  sono massone , neanche io sono massone ma voglio dire non credo che
  sia  questa la ratio della norma, la ratio della norma è quella  di
  dare  trasparenza  a un percorso che ciascuno  di  noi,  in  quanto
  deputato, fa; è fare delle ulteriori integrazioni a quelle che sono
  le dichiarazioni già rese, non lo vedo un problema, né un pericolo,
  né tantomeno una discriminazione.
   Ritengo che, però, questa debba essere una norma del Parlamento  e
  non  soltanto  di  una parte di questo Parlamento,  per  cui  se  è
  necessario un approfondimento che ci consenta di poter far  sì  che
  questa sia una norma di tutti, credo che avremmo fatto soltanto una
  cosa  utile e buona per i siciliani che ci guardano e ci osservano,
  anche in questo momento, per cui in questo senso sono d'accordo.
   Diversamente  se  questa non fosse, poi, la volontà  comune,  sono
  d'accordo con l'onorevole Fava rispetto alla portata della norma.

   PRESIDENTE.  Mancano  soltanto due  Capigruppo  per  esprimere  il
  parere: l'onorevole D'Agostino e l'onorevole Catalfamo.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   sono
  contrario alla proposta dell'onorevole Milazzo e, quindi, credo che
  si  debba  invece  valutare  e votare sul  testo,  avendo  l'onestà
  intellettuale, in questo Parlamento, di dichiarare se si è  massone
  -  io, senza alcun dubbio, posso dire di non esserlo - ma anche nel
  principio sempre dell'astrattezza per poter dire con serenità se lo
  si è.
   Proprio   perché   non   si   deve  criminalizzare   assolutamente
  l'appartenere ad una loggia massonica, non vedo per quale motivo lo
  si debba nascondere. I motivi che sono stati addotti, che stanno  a
  fondamento del disegno di legge, sono quelli della particolarità  e
  della  specificità dell'organizzazione massonica che è ben  diversa
  da qualunque altro tipo di associazione più o meno pubblica.
   Quindi, cercare di equipararli, cercare di confondere le idee  con
  questi princìpi di diritto che non esistono, credo che sia un fatto
  singolare  e non credo che faccia onore a questo Parlamento  ed  al
  dibattito di questo Parlamento.
   Si  abbia  piuttosto il coraggio, la voglia, si senta la necessità
  di  esprimersi sull'argomento senza creare una tensione che  appare
  addirittura    immotivata,    senza   creare    argomentazioni    e
  strumentalizzazioni che ho sentito pochi minuti fa, che mi sembrano
  assolutamente  privi  di senso e fuori anche  dallo  spirito  delle
  norma  stessa, si rientri, invece, nello spirito della norma  e  si
  dia  ai  cittadini  siciliani  la certezza  di  appartenere  o  non
  appartenere a logge massoniche dopo essere stati eletti deputati  e
  nella funzione di deputato regionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  oggi  mi  state  dando   troppe
  responsabilità di decisione.
   Questa Conferenza dei Capigruppo  virtuale , di fatto, ha dato una
  maggioranza  ai  gruppi  che intendono fare un  approfondimento  in
  Commissione.

   ZAFARANA. Non è vero assolutamente

           (Proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  UDC,  Fratelli  d'Italia, DiventeràBellissima,  Forza
  Italia... Sono cinque contro tre.

   ZAFARANA. E la rappresentatività?

   PRESIDENTE.  Scusate, se mi fate parlare, io sto dicendo  un'altra
  cosa.
   Onorevole  Zafarana, mi faccia concludere il  mio  intervento.  Ho
  detto  che  la  maggioranza dei Capigruppo   è  inequivocabile   E'
  inutile  che  mi  fate  storie  sulla  maggioranza   Cinque  a  tre
  significa cinque a tre e non si può discutere

   CIANCIO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Alla prossima parola scampanello e rinvio la seduta
   Onorevoli colleghi, considerato che sono le ore 20.00, la seduta è
  sospesa  e  riprenderà, domani, giovedì 4 ottobre  2018,  alle  ore
  16.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 20.06 di mercoledì 3 ottobre 2018, è
                                ripresa
               alle ore 16.04 di giovedì 4 ottobre 2018)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino  Governo  e
  Commissione,  sospendo  l'Aula  per  dieci  minuti.  Alla   ripresa
  cominceremo con le votazioni.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.05, è ripresa alle ore 16.32)

   La seduta è ripresa.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 16/A

   PRESIDENTE. Invito i componenti la I Commissione a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea
                          Regionale Siciliana
                      e degli assessori regionali

   1.  Entro  quarantacinque  giorni  dall'insediamento,  i  deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana, il Presidente della Regione  ed
  i  componenti  della  Giunta regionale sono  tenuti  a  depositare,
  presso  l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana,
  una  dichiarazione, anche negativa, sull'eventuale  appartenenza  a
  qualunque  titolo ad associazioni massoniche o similari che  creano
  vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza, precisandone  la
  denominazione, qualora tale condizione sussista».

   Si   passa  all'emendamento  1.12,  soppressivo,  a  firma   degli
  onorevoli Compagnone ed altri.
   Lo pongo in votazione.

   CRAOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.12

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . .  40
   Votanti             27
   Maggioranza          14
   Favorevoli             0
   Contrari             27
   Astenuti               3

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 1.13, a firma dell'onorevole Catalfamo.

   CANCELLERI CRAC   Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.13

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .  45
   Votanti            37
   Maggioranza        19
   Favorevoli          7
   Contrari           30
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

    Pongo  in  votazione l'emendamento 1.11, a firma degli  onorevoli
  Compagnone, Pullara e  Di Mauro.

   CRACOLICI CRAC   Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.11

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .  46
   Votanti            34
   Maggioranza        18
   Favorevoli           4
   Contrari           30
   Astenuti             1

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 1.9.1, a firma dell'onorevole Aricò.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.9.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento 1.9.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .  47
   Votanti            43
   Maggioranza        22
   Favorevoli         13
   Contrari           30
   Astenuti             1

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.9, a firma dell'onorevole Pullara.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.9

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti        ....  47
   Votanti             33
   Maggioranza         17
   Favorevoli            5
   Contrari            28
   Astenuti              1

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.6. Comunico che sono stati presentati i
  subemendamenti 1.6.1 e 1.6.2.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  stiamo
  disciplinando una materia che riguarda lo status nostro,  cioè  dei
  deputati  che  una  volta eletti con legge sono  vincolati  da  una
  dichiarazione  di  appartenenza o meno alla massoneria,  per  farmi
  capire.
   Questa  è  materia, per chi viene eletto sia al Consiglio comunale
  che  all'interno del Comune perché o una legge si fa  per  impedire
  candidature - quindi diventa un elemento che agisce sul diritto  di
  elettorato  attivo  -  o se invece riguarda gli  eletti,  sono  gli
  statuti   degli  organi  elettivi  che  possono  autodisciplinarsi;
  quindi, anche i Comuni, laddove volessero, potranno fare questo, ma
  noi  non  possiamo con legge stabilire che i consiglieri  comunali,
  una  volta  eletti,  devono fare una dichiarazione,  perché  stiamo
  eccedendo sul limite della nostra funzione.
   Com'è  noto  io sono d'accordo alla legge, ma gli eccessi  non  li
  sopporto. Quindi, se questo emendamento viene mantenuto, io  voterò
  contro perché non sono convinto. Penso, cioè, che non c'entri nulla
  con la norma che stiamo facendo. Stessa ragione riguardava ieri  la
  questione  dei dipendenti pubblici. Non possiamo disciplinare  cose
  che non riguardano noi stessi.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, intanto  stiamo  disciplinando
  anche  gli  Assessori  non  deputati,  per  cui  facciamo  altro  e
  teoricamente  anche  noi  potremmo  disciplinarci  con  regolamento
  anziché  con  una legge. In questo marasma di confusione  è  meglio
  votare e non parlarne più.

   Pongo in votazione il subemendamento 1.6.1.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.6.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 1.6.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .  47
   Votanti            42
   Maggioranza        22
   Favorevoli         30
   Contrari           12
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.6.2. Lo pongo in votazione.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.6.2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.6.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .  47
   Votanti            41
   Maggioranza        21
   Favorevoli         18
   Contrari           23
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.6 che estende l'obbligo ai sindaci  e
  agli assessori comunali.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, intanto l'Aula si è  espressa  su  un
  emendamento  similare e penso che questo emendamento sia  superato.
  Però  -  lo  vorrei  rimarcare all'Aula - io ho  presentato  questo
  emendamento,  che  poco fa abbiamo bocciato provocatoriamente,  per
  certificare  all'Aula una cosa. Quest'Aula non è vero  che  approva
  una  norma  per la trasparenza, per tutto quello che da tre  giorni
  l'onorevole  Cracolici  ci  mescola, perché  noi  siamo  personaggi
  pubblici; non è vero niente
   Questa  norma,  poco fa l'Aula ha certificato, serve  per  colpire
  una  sola  categoria. Questa norma, con il voto che c'è stato  poco
  fa,  perché non si poteva scrivere Opus Dei o similari o  Cavalieri
  di Malta e similari?

   FAVA, relatore. Perché non sono associazioni riservate.

   MILAZZO.  Onorevole  Fava, io le riconosco  onestà  intellettuale,
  correttezza e buona fede. Più di questo non mi può chiedere.  Però,
  con  l'onorevole Cracolici mi deve fare campare pure,  giusto?  Lui
  dice che questa norma - lo ha affermato, magari sarà pure giusto  -
  siccome noi siamo deputati, siamo chiamati ad esprimere concetti di
  moralità  e  di  trasparenza. Ma con il voto che  abbiamo  poco  fa
  espresso  ed io per voto segreto - perché non mi piace mai  giocare
  al massacro - abbiamo certificato che questa norma per alcuni serve
  solo  a  consumare  un capriccio o forse, chissà  ai  posteri,  una
  vendetta  solo con una categoria. Perché se fosse stata  una  norma
  con  i  principi che ha spiegato l'onorevole Cracolici - ovviamente
  non  è un attacco personale all'onorevole Cracolici, ma ai principi
  che  lui  ha evidenziato qui in Aula - avremmo approvato norme  che
  esprimevano  criteri di generalità e astrattezza, cioè associazioni
  di   fratellanza,  di  tipo  morale,  religioso.  Poco  fa  abbiamo
  certificato che vogliamo fare un'altra cosa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io  vorrei  ricordare  al  collega
  Milazzo  che lui può presentare tutti gli emendamenti. Com'è  noto,
  noi  abbiamo chiesto il voto palese mettendoci la faccia sui  voti.
  Che  uno  presenti  l'emendamento e chieda il voto  segreto  e  poi
  richiama un principio di trasparenza mi sembra contraddittorio.

   DI  MAURO.  Dal 2001 che chiedi il voto segreto in  Aula   Ma  che
  racconti? Faccia tosta  Il voto segreto lo chiedi da 15 anni

   CRACOLICI. Onorevole Di Mauro, si calmi

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si rivolga alla Presidenza.

   CRACOLICI. Qualunque emendamento che si fa per fare una  battaglia
  più trasparente degli altri, uno chiede che venga votato in maniera
  palese e ci si mette la faccia.
   Io  ho  dichiarato di essere contrario alla cosa  dei  consiglieri
  comunali,  sono  intervenuto dicendo che sono contrario.  Sull'Opus
  Dei,  siccome  lo  ritengo un eccesso rispetto a  questa  norma  ho
  votato  contro,  avrei  votato contro anche a  voto  palese,  senza
  nascondermi,  su  queste questioni, nel voto segreto.  Se  vogliamo
  portare in porto la legge ognuno esprima le proprie opinioni ma  in
  maniera trasparente.

   MILAZZO.  Nell'Opus  Dei  c'è la comunione  gerarchica;  è  peggio
  dell'obbedienza .

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  io  volevo solo fare una precisazione: ritengo che la lettera della
  norma,  appunto, che dice  associazioni massoniche o  similari  che
  creano   vincoli   gerarchici,  solidaristici  e   di   obbedienza,
  precisandone  denominazione qualora tra le  condizioni  sussista  ,
  non  lascia alcun dubbio che anche gli appartenenti e gli  iscritti
  ad  associazioni  quali  movimenti, non so  come  definirli,  quali
  l'Opus  Dei,  devono senza alcun dubbio, e lo ripeto,  senza  alcun
  dubbio,  rendere la medesima dichiarazione che deve  richiedere  un
  eventuale aderente ad una loggia massonica.
   Quindi, ad interpretazione della ratio di questa norma, perché  la
  ratio  è  importante quanto la legge, quanto la lettera, credo  che
  non ci sia dubbio e che resti agli atti.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, lei ha toccato un punto  cruciale,
  ma  mi  scusi, per saperlo: il Rotary c'è dentro o no?  Giusto  per
  capirlo,  perché  quello che ha detto l'onorevole Milazzo  era  una
  cosa di precisazione, quello che dice lei è uno dei motivi per  cui
  ci  sono  stati dei problemi ieri, cioè lasciare nell'immaginazione
  di  chi  deve  firmare se la propria associazione è a carattere  di
  riservatezza  o  meno;  allora, o si dice  per  quali,  oppure  no.
  Quindi,  in  questo momento io credo che sia la massoneria,  punto.
  Siccome  io non faccio parte dell'Opus Dei, ma se ne facessi  parte
  non mi sentirei obbligato a farlo.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, io mi definisco indignata per quello
  che accade in quest'Aula di Parlamento perché si sta consumando  un
  atto illiberale e liberticida, liberticida della democrazia.
   Stiamo  legiferando sul nulla, sapendo, peraltro, perché  ieri  il
  Segretario  generale dell'Assemblea regionale  si  è  espresso  con
  estrema  chiarezza: questa norma non doveva arrivare in quest'Aula,
  Presidente,  e  non ci doveva arrivare perché ci  sono  profili  di
  incostituzionalità, perché contraddice la giurisprudenza a  livello
  europeo.  Ne  consegue  che,  veramente,  noi  stiamo  facendo  una
  ridicola figura e la stiamo facendo - lo voglio dire, Presidente  -
  perché  abbiamo paura di pronunciare la parola massoneria, come  se
  la massoneria, ripeto, fosse una società segreta e una società dove
  si annida la criminalità e la mafia.
   Ne consegue che davvero mi sento indignata e mi verrebbe voglia di
  abbandonare l'Aula come segno di rispetto per il mio ruolo,  che  è
  di  garanzia per la democrazia, perché io sono qua ad esercitare il
  ruolo del parlamentare.
   Vorrei ricordare a tutti voi, ha fatto bene l'onorevole Milazzo  a
  parlare  di  Opus  Dei, perché la Chiesa - a  cui  io,  pure,  sono
  obbediente perché cattolica - ha da sempre condizionato la vita del
  Parlamento nazionale e la capacità di legiferare.
   Ricordo  le battaglie fatte dalla Chiesa contro l'aborto,  ricordo
  ancora  prima  quelle  contro  - e che  non  era  contro  l'aborto,
  peraltro  lo  Stato  protegge la maternità con quella  norma  -  ed
  ancora contro il divorzio e così ancora si esprime contro norme  di
  natura bioetica che, invece, dovrebbero connotare la capacità di un
  Parlamento di essere garante di fronte ai cittadini, tutti quanti.
   Ed  allora, io mi chiedo se noi siamo qui diretti da qualcuno  che
  ha  deciso che si deve impallinare, inchiodare, portare al palo  la
  massoneria   mi   si   dica,  altrimenti,   veramente,   mi   sento
  profondamente  offesa e indignata dall'agire di  questo  Parlamento
  che  non ha il coraggio di esprimersi con la dovuta chiarezza,  col
  senso di responsabilità.
   Non  c'è obbedienza nello statuto del  GOI  che non siano le leggi
  dello Stato e la Costituzione.
   Ritengo  una  norma  cattiva, la ritengo  cattiva,  malefica,  con
  l'intento  solo ed esclusivo di colpire la massoneria ed ingenerare
  nel  pensiero di tutti, nel pensiero di tutta la cittadinanza e  la
  popolazione, che bisogna dichiarare di essere o non essere massoni.
   Posso  dichiarare quello che voglio, ma ai cittadini la  cosa  più
  importante  che serve sapere è se qui si tutelano i loro interessi,
  i  loro  diritti, se si lavora, perché si crei lavoro, occupazione,
  sviluppo.
   Questo  è  il  vero interesse dei cittadini, rispetto  a  cui  noi
  dovremmo porci qualche interrogativo in più.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Signor Presidente, un paio di considerazioni. La  prima:
  se  volevamo  dare  trasparenza, non vedo il problema  di  inserire
  un'elencazione di organizzazioni, anche lasciandole - come  dire  -
  poi,  con  un  eccetera , ma lasciando le principali e non  capisco
  perché non lo stiamo facendo. Non è vero, quindi, che volevamo fare
  trasparenza.
   Dall'altro  punto di vista, signor Presidente, sono  contento.  Io
  sto votando contro, ma approveremo una norma che verrà impugnata  e
  bocciata. Lasciamo, tranquillamente, la parola  massoneria',  tanto
  sarà  una norma che, oggi, avrà fatto un manifesto, ma domani  sarà
  bocciata e bollata.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  il  subemendamento
  1.6.3, a firma dell'onorevole Milazzo, che è in distribuzione.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Cannata, Genovese ed Amata.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende la discussione del disegno di legge n. 16/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.6 è quello con cui
  si  estende  la  norma che noi staremmo per votare, si  estende  ad
  altri.

   MILAZZO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 1.6.3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Onorevole Cancelleri, sbagliando si impara.
   Onorevole Cracolici  - ed onorevole De Luca - , poco fa ha  detto,
  perché  dobbiamo  chiedere il voto nominale ed io ora  chiederò  il
  voto nominale.
   L'onorevole  De  Luca  ha  detto  che  con   similari  ed   altri
  includiamo   tutto.  Allora,  non  succede  niente  se  sostituiamo
  massoneria con Cavalieri di Malta, tanto massoneria è inglobato  in
  similari. Ora, col voto nominale, tutto quello che avete detto  tre
  minuti  fa,  dovete  dare  seguito. Ora, voglio  vedere  come  vota
  l'Aula. Io chiederò il voto nominale, signor Presidente.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.6.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento 1.6.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  47
   Votanti             36
   Maggioranza         19
   Favorevoli            7
   Contrari            29
   Astenuti              5

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, io non so quanto sia ammissibile l'emendamento
  1.6,  perché noi stiamo andando ad incidere su fatti di altri,  per
  cui, veramente, sono indeciso se considerarlo proponibile o meno.
   E',  oggettivamente, come dire, anomalo che noi possiamo andare  a
  decidere, per altri, quello che devono fare.
   Io, personalmente, inviterei al ritiro di questo emendamento.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, noi siamo il Parlamento che decide la
  legge elettorale dei comuni, che decide il gettone di presenza  dei
  consiglieri comunali, penso che non ci sia nulla di illegittimo nel
  decidere   se  anche  i  consiglieri  comunali  devono   dare   una
  comunicazione che noi attribuiamo a noi stessi.
   Per   cui   io,   invece,  le  chiedo  di  mettere  in   votazione
  l'emendamento in questione.

   PRESIDENTE.   Quello   a   cui  si  riferisce   lei   sono   fatti
  preelettorali, non posso. Noi decidiamo chi può essere  eletto  non
  il comportamento di chi è stato eletto. Ma non ha importanza.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.6.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            47
   votanti             36
   Maggioranza         19
   Favorevoli          28
   Contrari              8
   Astenuti              6

                            (E' approvato)

   Essendo stato approvato l'emendamento 1.6, noi non possiamo  avere
  dagli  assessori,  se questi non sono deputati,  una  dichiarazione
  consegnata alla Presidenza dell'Assemblea.
   Quindi, eventualmente, deve essere presentata al Presidente  della
  Regione. Per cui dobbiamo, per forza di cose, votare un emendamento
  correttivo.

   FAVA,  relatore. Signor Presidente, ho presentato  un  emendamento
  proprio su questo.

   PRESIDENTE. E lo stiamo votando.
   E'  una  pura correzione perché non possiamo avere, da chi  non  è
  stato  eletto deputato dell'ARS, una dichiarazione fatta  a  questo
  Parlamento.
   Si  passa  all'emendamento  1.17. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, è necessaria una sospensione perché,  essendo
  stato  approvato l'emendamento che applica questa  norma  anche  ai
  consigli  comunali, bisogna che venga scritto come  viene  data  la
  pubblicità dei consiglieri comunali su questa delicata materia.
   Per  cui  sospendo  l'Aula per dieci minuti. La seduta,  pertanto,
  riprenderà alle ore 17.20.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.09, è ripresa alle ore 17.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                               Sanzioni

   1.  Entro  due mesi dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  il  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,  sentito
  l'Ufficio  di  Presidenza,  stabilisce  le  sanzioni  collegate  al
  mancato  deposito  della dichiarazione di cui  all'articolo  1  nel
  termine indicato.

   2.  In caso di mancato deposito della dichiarazione, il Presidente
  dell'Assemblea    regionale   siciliana   ne    dà    comunicazione
  all'Assemblea. La comunicazione è pubblicata nel sito istituzionale
  dell'Assemblea regionale siciliana».

   Onorevole Pellegrino, l'emendamento della Commissione 2.13 va bene
  così?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Assolutamente sì.

   PRESIDENTE. E' stato distribuito?

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, volevo fare notare che  l'emendamento
  1.10   è  aggiuntivo,  quindi,  non  è  precluso  dall'approvazione
  dell'1.6.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, l'articolo 1 è chiuso; in ogni caso
  la  materia dell'emendamento 1.10 è materia dell'articolo 2 per cui
  lo mettiamo nell'articolo 2.

   ZAFARANA. Non abbiamo votato l'articolo 1.

   PRESIDENTE.  Noi,  con  l'emendamento  1.6,  che  era  interamente
  sostitutivo  dell'articolo 1, abbiamo votato  l'articolo  1.  Siamo
  adesso all'articolo 2. Abbiamo sospeso un attimo l'Aula perché  era
  necessario  un emendamento all'articolo 2, di cui stiamo trattando,
  perché si sono aggiunti i sindaci, i comuni, i consiglieri comunali
  eccetera,  per  cui  è  stato necessario aggiustare  l'articolo  2.
  L'articolo 1 è chiuso.
   L'emendamento 2.13 della Commissione è stato distribuito?
   La  Commissione  ha  presentato un emendamento,  il  2.13,  che  è
  interamente sostitutivo dell'articolo 2.
   Onorevole Ciancio, lei fa parte della Commissione: siete d'accordo
  o no?

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  che  abbiamo  presentato è sostitutivo del comma 2, non  anche  del
  comma 1, quindi, non dell'intero articolo. Se noi sostituiamo tutto
  l'articolo  C'è un refuso? Forse non si sono capiti con gli uffici,
  ma  così  eliminiamo  anche il comma 1 che è la  sanzione,  quindi,
  facciamo attenzione.

   PRESIDENTE. Voi della Commissione mettetevi d'accordo.  Io  ho  un
  emendamento firmato dalla Commissione che dice che l'articolo  2  è
  sostituito dal seguente  Per cui tutto l'articolo 2 è sostituito da
  questo, non comma 1 e comma 2, ma tutto l'articolo 2 è sostituito.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Va bene così.

   FAVA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che
  questo  emendamento,  che ha l'intenzione  di  sostituire  l'intero
  articolo  2,  vada incontro ad uno degli emendamenti  che  è  stato
  presentato per la soppressione del primo comma. Io vorrei  spiegare
  perché sono d'accordo.
   Credo  che il punto - anche per sfrondare ogni dubbio, ogni ansia,
  ogni  preoccupazione e mitologia negativa - è  di  non  considerare
  questa  come una legge punitiva nei confronti di coloro  che  hanno
  scelto  di  iscriversi alla massoneria. Vi dico, anzi, che  non  mi
  presento  qui dicendo in premessa  io non sono massone  ma  dicendo
  che  se  io  fossi  massone  avrei  l'orgoglio  di  dichiararlo   e
  ringrazierei  questa Assemblea regionale perché mi dà l'opportunità
  di dichiararlo assumendo che quella scelta, vissuta con orgoglio, è
  una scelta che si può, con altrettanto orgoglio, condividere.
   Noi  qui  stiamo sanzionando la scelta di non dichiarare,  non  di
  iscriversi alla massoneria o ad altre associazioni. Indichiamo solo
  la  massoneria, per ciò che è stato ricordato da molti  interventi,
  per    caratteristiche   specifiche   che   appartengono   soltanto
  all'adesione alla massoneria.
   Vorrei   ricordare  che  non  c'è  alcuna  sentenza  della   Corte
  Costituzionale,  né  alcun  ricorso alla Corte  Costituzionale  che
  riguardi  la  legittimità  di  norme contenute  in  altri  consigli
  regionali,  ci  sono soltanto due ricorsi presentati  davanti  alla
  Commissione europea per i diritti dell'uomo e riguardano un caso in
  cui  l'iscrizione alla massoneria, o la mancata dichiarazione, sono
  fatti  ostativi: non ti puoi candidare o non puoi essere  nominato.
  Non  è  il  nostro  caso,  perché noi ci rivolgiamo  soltanto  agli
  eletti,  nessuno  mette  in discussione la legittimità  della  loro
  nomina,  chiediamo soltanto un atto dichiarativo così  com'è  stato
  interpretato in molti interventi. Per questa ragione io  credo  che
  il punto non sia la quantità, il rumore, la forza della sanzione.
   Per me la sanzione, se io decido di non dichiarare, è il fatto che
  si  sappia che l'onorevole Claudio Fava, di fronte ad una legge che
  gli  chiede  di  dichiarare  se iscritto  o  meno  all'associazione
  massonica,  ha  deciso di non dichiarare e che tutto  questo  venga
  iscritto nelle gazzette e negli albi ufficiali della Regione, o dei
  consigli comunali, lo considero la più alta delle sanzioni,  perché
  stiamo  parlando di un dovere di trasparenza e la sanzione per  chi
  omette  un  dovere di trasparenza non è la multa,  colleghi,  è  il
  fatto  che  sappiano  tutti  che tu  hai  deciso  di  tacere  sulla
  richiesta di trasparenza  Questo per tranquillizzare chi continua a
  ritenere  che qui si stia combattendo una guerra campale contro  la
  massoneria.
   Vi prego, colleghi, di non permettere che questa idea - per quanto
  ci  sia  il  bisogno di farla apparire così all'esterno -  resti  a
  verbale nei nostri atti: nessun intervento contro la massoneria   I
  massoni  hanno  pienamente diritto ad iscriversi ad una  loggia,  a
  candidarsi,  ad  essere eletti, noi chiediamo  solo  un  dovere  di
  trasparenza  e chiediamo che questo dovere di trasparenza,  qualora
  venga   meno   con   una   mancanza  di  rispetto   nei   confronti
  dell'Assemblea  e  nei  confronti dell'intera  comunità  siciliana,
  venga  sanzionato indicando il fatto che il deputato ha  scelto  di
  non dichiarare.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  semplicemente   per   ribadire  già  quanto  detto   ieri   essendo
  l'estensore  del  subemendamento che  ho  appena  ripresentato  che
  prevede  la  sanzione  in  caso  di  mancata  dichiarazione  o,  in
  particolare, di dichiarazione mendace.
   Desidero ribadire, come già ha fatto chi mi ha preceduto,  che  la
  sanzione  non  riguarda in alcun modo l'appartenenza  del  soggetto
  alla  loggia massonica o ad associazione similare, ma semplicemente
  l'eventuale  dichiarazione  mendace perché  noi  non  possiamo  non
  prevedere   una   sanzione  qualora  uno  di   noi   rendesse   una
  dichiarazione falsa in dispregio a una legge che noi stessi abbiamo
  votato  e  che  a noi stessi si rivolge. Tant'è che  prevediamo  la
  sanzione  solo  per  noi  deputati regionali  qualora  andassimo  a
  rendere una dichiarazione falsa.
   Una  norma senza un precetto è una norma depotenziata, per  cui  è
  importante  che  anche questo sia accolto favorevolmente  dall'Aula
  alla quale ci rimettiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, noi non siamo nelle condizioni  di
  decidere  se  una  dichiarazione  è  mendace.  Quello  lo   fa   la
  magistratura, per cui se qualcuno dichiarasse qualche cosa di falso
  avrebbe  un problema di tipo penale, non possiamo noi stabilire  la
  sanzione  per chi dichiara il falso. Ci sono già altri strumenti  e
  altre Istituzioni che lo fanno.
   L'emendamento, così come è formulato, non è ammissibile.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, io in questo dibattito,  su  questo
  testo,  contrariamente a come accade spesso, non  sono  intervenuto
  perché  è  un  dibattito,  onestamente,  che  fino  ad  ora  mi  ha
  appassionato poco.
   Intervengo per chiederle una cosa: esiste un modulo per iscriversi
  alla  Massoneria?  Dove lo posso ritirare? Nella norma  ancora  non
  c'è.  Noi da circa un mese stiamo portando in questo Parlamento  un
  dibattito, che passa prima dall'attività della Commissione e adesso
  arriva in Aula.
   Giuristi si stanno interrogando sulla costituzionalità o meno  del
  provvedimento.  C'è stato un grido unanime da parte  di  tutti  noi
  parlamentari  - non mi sottrarrò neanche io, lo dirò anche  io  che
  non sono massone - tutti e settanta deputati abbiamo dichiarato  di
  non essere appartenenti alla Massoneria.
   Mi   sembra   che   l'unica  cosa  che  in   questa   norma   che,
  oggettivamente, non so quanto sia utile al dibattito che riguarda i
  siciliani,  l'unico  articolo che, di  fatto,  in  effetti,  poteva
  creare  una  serie  di contraddizioni era legato, Presidente  Fava,
  alla sanzione.
   Tant'è  che io dissi che era quantomeno buffo demandare, dare  una
  responsabilità  al  Presidente dell'Assemblea  di  capire  -  anche
  perché credo che lei, Signor Presidente, questa responsabilità  non
  se  la  prendeva nemmeno e faceva bene - demandare alla scelta  del
  Presidente   dell'Assemblea  la  sanzione,  quando  applicarla   e,
  soprattutto, con che caratteristiche. Così come è stata  presentata
  la  riscrittura di questo articolo 2 - solo per questo,  Presidente
  Fava,  io adesso intervengo nel dibattito - Presidente Miccichè,  a
  me convince.
   Nel  momento  in  cui io so qual è la sanzione e la  sanzione  può
  essere soltanto la pubblicazione del mio nome tra gli iscritti alla
  massoneria,  poi  è  mia scelta, potrò andarne orgoglioso  o  potrò
  vergognarmene, perché il dibattito oggi è stato tra apocalittici  e
  integrati,  tra  soggetti che definivano l'associazione  segreta  e
  criminale e soggetti che, invece, ne parlavano come un'associazione
  di fratellanza e di solidarietà.
   Io  sono  esattamente per questa impostazione, sono per votare  la
  riscrittura  dell'articolo 2, così come è  stata  presentata  dalla
  Commissione  e dall'onorevole Fava, appongo la mia firma  a  questa
  riscrittura e sono per portare l'approvazione del disegno di  legge
  così  com'è e farlo, però, prima possibile perché tutti voi  girate
  per  il territorio e, sinceramente, il rischio è quello di metterla
  in ridicolo in questo dibattito.
   Il  Parlamento  rischia di ridicolizzarsi,  per  questo  non  sono
  intervenuto  e  per  questo intervengo su questa  riscrittura,  per
  porre,  poi,  fine  a questo dibattito, per riprendere,  invece,  a
  parlare    e    riportare   in   discussione,   signor   Presidente
  dell'Assemblea,  i numerosi, troppi disegni di legge  che,  invece,
  non   trovano  ancora  un  dibattito  all'ordine  del  giorno,  che
  riguardano i temi del lavoro, i temi delle infrastrutture,  i  temi
  del  precariato, i temi delle tante categorie che  ci  chiedono  un
  intervento celere.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io
  volevo  dire  questo:  per quanto riguarda  l'articolo  1,  avevamo
  scritto quell'emendamento in cui si eliminava, sostanzialmente,  la
  parola    massone ,  perché  ritenevamo  che,   sempre   per   quel
  ragionamento  della trasparenza, se era questo il  problema,  tutti
  dovessero   dichiarare   con  la  massima  serenità   a   qualunque
  associazione,  che  ha  influenza sullo  Stato  o  sulla  politica,
  dovessero  in  qualche modo ascriversi, tutto qua.  Alla  fine,  la
  prima parte della legge è passata così, non ci stracciamo le vesti.
   La  riscrittura  dell'articolo 2 mi convince rispetto  a  com'era,
  invece,  impostato  che  era  una cosa -  scusate  -  semplicemente
  ridicola  che si demandasse al Presidente dell'Assemblea di  dovere
  fare le  Cosa facevamo le punizioni corporali?
   Mi convince, invece, il ragionamento che ha fatto l'onorevole Fava
  e  la  riscrittura  di questo emendamento per cui,  per  quanto  mi
  riguarda,  io,  il  collega Pullara e Roberto Di  Mauro,  ritiriamo
  l'emendamento 2.8 che era soppressivo.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati?  C'è
  un subemendamento 2.13.2 a firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO.  Signor Presidente, in verità sono due subemendamenti  ma
  faccio un unico intervento. Lo distribuiranno. Uno è presentato  al
  comma 4 e, quello che seguirà, è presentato al comma 1, ovvero: uno
  si riferisce ai deputati e l'altro ai consiglieri comunali.
   Onorevole  Fava, l'ultimo appello prima di lasciare  sportivamente
  il  campo  al  voto  democratico e libero,  almeno  per  quanto  mi
  riguarda,  l'ultima  considerazione,  ed  è  molto  seria,  i  miei
  emendamenti,  qualcuno  ci  ha scherzato  sopra,  però,  io  li  ho
  motivati e le motivazioni hanno un proprio significato.
   Quest'ultimo,  il seguente: io mi candido a fare  il  parlamentare
  regionale  e  mi  sono  candidato  -  onorevole  Cracolici  -   con
  determinate condizioni in un determinato momento politico e storico
  ben  fotografato; oggi, a distanza di otto mesi dalla mia elezione,
  così  come gli altri deputati, io potrei trovarmi in una situazione
  -  giuro, ancora una volta, di non essere massone - potrei trovarmi
  nella  mia condizione di essere massone e mi confronto con l'onestà
  intellettuale  dell'onorevole Fava: mi sono candidato  sapendo  che
  nessuno  mai mi avrebbe chiamato a sottoscrivere, a certificare  il
  fatto che io appartengo alla loggia massonica.
   Le  premetto  che,  alla  fine  della  fiera,  il  mio  voto,  per
  testimoniare che io non sono contro la norma, io avrei  voluto  una
  norma  fatta  meglio,  il fatto che doveva esprimere,  secondo  me,
  criteri di generalità e astrattezza anche perché lei dice una  cosa
  -  e io gliel'ho riconosciuto poco fa - ma gli interventi di alcuni
  colleghi  che  si sono susseguiti qua, guardi che non  hanno  detto
  quello  che  lei,  poco  fa,  ha più volte,  nei  suoi  interventi,
  correttamente, ribadito.
   Molti   colleghi  hanno  detto  che  ci  sarà  l'obbligo   morale,
  giuridico, di dichiarare anche se uno fa parte dell'Opus  Dei,  dei
  Cavalieri  di  Malta.  Non è, quindi, lo  spirito  che  lei  voleva
  stabilire e sancire. I colleghi, un'altra cosa vogliono dire. Sono,
  ancora, convinti in base al  similari , eccetera, che questa norma,
  comunque, avrà uno spettro più ampio ed includerà tutti.
   Ritornando  al mio passaggio, se io sono parlamentare  e  mi  sono
  candidato   sapendo   che  nessuno  mai  mi  avrebbe   chiamato   a
  sottoscrivere  una  dichiarazione, nella quale io  dovevo  dire  al
  mondo  di  appartenere alla loggia massonica, oggi, l'Aula  mi  sta
  cambiando la regola con una prova di forza ed io la dovrò subire.
   Questo emendamento, allora, dice:  dalla prossima legislatura,  se
  tu  vorrai  dare  un  contributo civico  alla  società  e  ti  vuoi
  candidare,  sappi che tu, di tutto quello che fai, soprattutto  del
  fatto  se appartieni alla loggia massonica  , dico ai colleghi  che
  il  ragionamento è serio: non dovete avere il pregiudizio,  siccome
  parla Milazzo e questa cosa la dobbiamo consumare, la consumeremo e
  basta,  perché ho sentito interventi di una incoerenza incredibile.
  Su  un  emendamento, prima, quando ho presentato io  una  proposta,
  sono  state dette delle cose. Voto palese ed il fatto che includeva
  tutti. Appena io ho presentato l'emendamento per sostituire  loggia
  massonica   con  Cavalieri di Malta , ecco che vi siete rimangiati,
  voi,  quello  che  avete detto, sia sul modo  di  votare,  sia  sul
  dispositivo  che  esprimerà il concetto giuridico  perché,  secondo
  l'onorevole  Fava, questo è riferibile e secondo il  principio  che
  lui  ha  poco fa spiegato, ha una logica, cioè, secondo l'onorevole
  Fava,  l'associazione massonica, siccome stabilisce  obbedienza  e,
  quindi,  è  un'altra  cosa,  ufficialmente  è  una  cosa  e,   poi,
  operativamente, diventa una cosa diversa. Allora, io pongo  rimedio
  con una norma.
   Voi  avete detto un'altra cosa. Voi, in tutti i vostri interventi,
  avete  detto  che  essere  Cavaliere di Malta  equivale  ad  essere
  massone

   CRACOLICI. Ma chi l'ha detto?

   MILAZZO.  Perché  la  norma, massone o  similari,  ogni  qualvolta
  abbiamo fatto una proposta abbiamo detto:  No, ma è pure incluso
   L'onorevole De Luca Antonino, poco fa, questo ha detto e tutti voi
  l'avete detto.

   CRACOLICI. Ma tutti chi?

   MILAZZO.  Sì,  allora,  mi  spieghi lei, onorevole  Cracolici,   o
  similari  che cosa significa?

   CRACOLICI. A me lo dice?

   MILAZZO.   O similiari , che cosa significa? Il tema,  allora,  è?
  Siccome  state cambiando le regole del gioco a chi si è  candidato,
  sapendo  che non avrebbe avuto l'obbligo di fare questo,  tutte  le
  norme  si  fanno  dalla  prossima  volta.  Allora,  dalla  prossima
  legislatura o dalla prossima consiliatura... Quando si fa una legge
  elettorale, che fate? Dai prossimi rinnovi.
   E  lo ribadisco. Una persona libera che si è candidata:  Io voglio
  dare  un  contributo civile alla società. Mi candido .   Se  avesse
  saputo  che  doveva dichiarare di essere massone,  magari,  avrebbe
  potuto dire  Io non mi candido. Me lo voglio tenere per me .
   Oggi,  noi stiamo cambiando le regole del gioco. Diciamo,  allora,
  dalla  prossima  volta,  chi si vuole candidare,  sappia  che  deve
  dichiarare che è massone. E ci sta. Onorevole Fava, con questo,  la
  mia battaglia è chiusa.

   FAVA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA,  relatore. Signor Presidente, la ringrazio. Ringrazio  anche
  l'onorevole   Milazzo,  al  quale  do  atto   dell'intenzione   non
  maliziosa, perché avendo già dichiarato lui, come tanti altri  qui,
  di non essere massone, quindi, certo non è pro domo sua.
   Non  sono  d'accordo con questo emendamento perché, come ella  sa,
  abbiamo  condiviso esperienze parlamentari nel Parlamento nazionale
  e ci siamo trovati in legislature in cui, in corso d'opera, quindi,
  non  a partire dalla futura legislatura, in corso d'opera, cambiava
  sostanzialmente  e  formalmente  lo  status  di  parlamentare:   le
  indennità, le immunità.
   E  se noi avessimo deciso, in quella occasione, di dire, cambia ma
  a  partire dalla prossima stagione, potendo affermare, come afferma
  l'onorevole  Milazzo,   io  mi  sono candidato  parlamentare  della
  Repubblica  -  in questo caso, componente dell'Assemblea  regionale
  siciliana  -  sapendo  che  lo status,  le  regole  del  gioco,  le
  immunità, le indennità, tutto ciò che comporta la mia figura  e  la
  mia   funzione,  erano  quelle  consegnate  dall'esperienza   della
  precedente legislatura, per cui, pretendo che queste siano .
   Sappiamo  che  così  non è, sappiamo che così non  è  stato  nelle
  legislature  nazionali  e sappiamo che sarebbe  male  interpretato,
  credo  che,  in questo senso, sarebbe un autogol di quest'Assemblea
  proprio  perché  quest'Assemblea non ha nulla - questa,  di  questa
  legislatura  -  da  rimproverarsi  di  fronte  ad  un  obbligo   di
  dichiarazione  che  saremmo  tutti ben  sereni  nell'adempiere,  ci
  sembrerebbe  una excusatio non petita rispetto a colpe o  reticenze
  che non vogliamo esercitare.
   Per  cui mi sembra importante, come prevede l'articolo 3 di questa
  legge,   che   entro   quarantacinque   giorni   i   deputati    di
  quest'Assemblea possano dichiarare se aderiscono o meno.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.13.1.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.13.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.13.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esisto  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti      . 48
   Votanti      .. 39
   Maggioranza    . 20
   Favorevoli     . 10
   Contrari      . 29
   Astenuti      .   1

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.13.2, dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Avevamo presentato un subemendamento.  Signor
  Presidente, le chiedo di spiegarmi il perché non è ammissibile.

   PRESIDENTE. L'ho dichiarato inammissibile perché ho già detto  che
  sul  fatto  del  mendace , sull'eventuale falsa dichiarazione,  non
  possiamo essere noi a stabilire le sanzioni.
   C'è,  in  caso di falsità, la magistratura e qualcuno  che  se  ne
  occuperà, non possiamo essere noi ad occuparcene.

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  precisiamo  due aspetti. Innanzitutto che la norma che  noi  stiamo
  andando a produrre con la sua sanzione, non va ad incidere in alcun
  modo  sul  sistema  sanzionatorio penale previsto  dal  legislatore
  nazionale.
   Semmai  è  una sanzione amministrativa interna che tranquillamente
  può  essere disciplinata - ve lo ripeto per l'ennesima volta e lei,
  che viene dal Parlamento nazionale, me lo insegna - dai regolamenti
  e dai poteri di autodichia di quest'Assemblea.
   In   secondo   luogo,  se  proprio  volessimo   considerarlo   non
  ammissibile,   quella  norma  non  produce   solo   effetti   sulla
  dichiarazione  mendace ma anche sulla non dichiarazione  e  la  non
  dichiarazione non è prevista dal legislatore nazionale.
   Quindi,  il subemendamento va ammesso, semmai va cassato  soltanto
  nella   parte   in   cui  dispone  l'applicazione  della   sanzione
  relativamente  alla dichiarazione mendace ma va fatto  salvo  nella
  parte in cui prevede la sanzione per la non dichiarazione.
   Quindi, vi prego di rivedere l'orientamento appena espresso.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, al di là del   mendace ,  non  può
  esistere   una   sanzione   che   viene   decisa   dal   Presidente
  dell'Assemblea in funzione di non si sa che cosa.
   Pertanto,  siccome  l'emendamento 2.13  prevede  la  sanzione,  il
  Presidente  dell'Assemblea non può pensare di dire   a  te  duemila
  euro, a te cinquemila . E' una cosa che non posso fare.

   DE LUCA ANTONINO. C'è scritto, ho spiegato qual è la sanzione. Non
  la  lascio  rimessa all'Ufficio di Presidenza, anche se  -  da  che
  mondo  è  mondo - mi pare che l'Ufficio di Questura o il Presidente
  abbiano dei poteri sanzionatori.
   Ma,   in   ogni  caso,  per  non  sbagliare,  l'ho  prevista   nel
  subemendamento.      Quindi,      cortesemente,       dichiariamone
  l'ammissibilità.

   PRESIDENTE.   Già   mi   accusano  di  essere   diventato   troppo
  democratico, è stato reso improponibile per cui inammissibile,  per
  cui votiamo l'emendamento 2.13.

   DE LUCA ANTONINO. Votiamo sull'ammissibilità

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, se vuole andare a  votare  vada  a
  votare se no rimanga lì, è un problema suo
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 2.13. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                «Art. 3
                           Norma transitoria

   1.  In  sede  di  prima  applicazione,  la  dichiarazione  di  cui
  all'articolo 1 è depositata entro quarantacinque giorni dalla  data
  di entrata in vigore della presente legge».

   All'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti soppressivi a
  firma degli onorevoli Compagnone e Catalfamo. Sono mantenuti?

   COMPAGNONE. Dichiaro di ritirarlo.

   CATALFAMO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa alla votazione finale del disegno di legge.

   ARICO'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,  Assessori,  il
  Gruppo  parlamentare Diventerà Bellissima voterà favorevolmente  la
  legge  però  abbiamo perso un'occasione, proprio il  nostro  Gruppo
  aveva  presentato degli emendamenti che avrebbero migliorato questo
  testo  perché  è  vero,  come è vero, che  lei  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, anche  con  l'ausilio  della
  Segreteria  generale, aveva dichiarato in parte  inammissibile  una
  discriminazione ad una categoria ben precisa.
   C'era una sentenza del Consiglio europeo dei Diritti dell'uomo che
  aveva  dichiarato  inammissibile proprio, aveva punito  addirittura
  l'Italia   con  ammenda  pecuniaria  e,  allora,  avevo  fatto   un
  emendamento  che  aggiungeva, ampliava le  categorie,  proprio  per
  evitare la discriminazione e la I Commissione - e questo voglio che
  rimanga  agli  atti  -  non l'ha tenuto in considerazione  né  l'ha
  fatto.
   Era  l'emendamento  1.5   aggiungere  alle  parole  massoneria   e
  similari  oltre le associazioni di carattere militare, religioso  e
  lobbistico ,   noi   non  abbiamo  tenuto  in   considerazione   le
  associazioni o l'appartenenza alle lobby, su proposta di  Diventerà
  Bellissima, questo che rimanga agli atti, abbiamo voluto  fare  una
  restrizione  contro un segmento, e non si capisce  perché  solo  da
  quel  segmento,  dopodiché  un  altro  emendamento  non  tenuto  in
  considerazione  dalla  Commissione  e  da  questo  Parlamento   che
  prevedeva anche la dichiarazione degli anni precedenti. Presidente,
  è  troppo  semplice, se io faccio parte di una lobby  e  da  questo
  lobby mi cancello il giorno prima di fare l'autocertificazione, non
  ho commesso reato
   Abbiamo   perso   un'occasione  per  dare   maggiore   trasparenza
  all'appartenenza di ognuno di noi
   Un  altro  emendamento,  presentato sempre  del  Gruppo  Diventerà
  Bellissima che prevedeva di potere estendere alle più alte  cariche
  dell'Assemblea   regionale   e   della   Regione    l'obbligo    di
  dichiarazione.

   CRACOLICI. Chi sarebbero?

   ARICO'.  I  dirigenti. Lo sapete, lo sappiamo che - e mi  dispiace
  che non c'è l'assessore Grasso - il regolamento etico sottoscritto,
  cioè    interno   dei   dipendenti   regionali,   prevede    questa
  dichiarazione. Noi immaginiamo che oggi i dipendenti funzionari,  i
  dirigenti dell'Assemblea, non sono dotati di regolamento etico.  E,
  allora,  i  dipendenti  regionali sì  lo  dovrebbero  fare,  non  è
  prevista sanzione, noi oggi potevamo prevederlo per legge.
   Ed, allora, che rimanga agli atti, che Diventerà Bellissima voterà
  favorevolmente a questa norma, la riteniamo una norma  di  maggiore
  trasparenza, ma che rimanga agli atti che quest'Assemblea ha voluto
  escludere  alcune  categorie proposte dal nostro  movimento,  e  ci
  dispiace che non ci siano stati gli aggiustamenti del caso per  far
  sì  che  potesse  essere ampliata, oltre che la  retroattività,  la
  certificazione in associazioni militari, religiosi o lobbistiche.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Onorevole Aricò, nel  frattempo  che
  l'onorevole Cancelleri va al pulpito, le volevo dire che esiste  un
  codice etico per i dipendenti dell'Assemblea.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  la
  legge  che stiamo per approvare ha fatto un percorso, una  legge  a
  mio  avviso ovvia ma è, chiaramente, una indicazione ben importante
  di quello che sta avendo il Parlamento.
   Io, però, volevo fare con lei e con i colleghi qui in Aula e con i
  cittadini che ci ascoltano una riflessione: mi sarei aspettato  che
  di  fronte  ad un tema così semplice, davvero così ovvio nella  sua
  interpretazione  e  comprensione, ce ne  fossimo  occupati  per  un
  minuto. Un minuto soltanto di quest'Aula per dire che eravamo tutti
  d'accordo per approvarla immediatamente, e invece siamo rimasti due
  giorni qui, a dibattere, a parlare, pregiudizi di costituzionalità,
  emendamenti, addirittura siamo poi arrivati, in qualche  intervento
  di  una maggioranza che, oggi, per carità a me viene da dire,  caro
  collega Milazzo per carità, lo ascolto in religioso silenzio

   PRESIDENTE. Si rivolga, per favore, alla Presidenza.

   CANCELLERI.  Sì,  però  volevo fare un invito  ai  colleghi  della
  maggioranza dicendo come è possibile che si arriva qui in Aula e la
  maggioranza poi è addirittura assente. E, addirittura, poi  sentire
  additare  questo  Parlamento e le opposizioni, il Movimento  Cinque
  Stelle,  tutti gli altri, come quelli praticamente che non vogliono
  fare niente.
   Le  dico  una  cosa:  questa legge non  risolve  neanche  uno  dei
  problemi della Sicilia, ma il problema non è il nostro, il problema
  è di un Governo e di una maggioranza che non portano atti in questo
  Parlamento, non ci sono leggi da parte della maggioranza che escono
  dalle Commissioni.
   Chiedete  ai  Presidenti di commissioni quali leggi importanti  ci
  sono  arenate  all'interno  delle loro Commissioni  e  quali  tempi
  stanno  dedicando per risolvere i problemi. Se arrivano in Aula  le
  leggi sulla massoneria o le leggi che poi, alla fine, non risolvono
  i problemi della Sicilia, ebbene signori non è colpa nostra.
   Noi  siamo  qui  all'opposizione e ci battiamo il petto,  possiamo
  invitare  chi  sta guidando le Commissioni e possiamo  invitare  il
  Governo  a  portare atti importanti per risolvere  i  problemi  dei
  siciliani.  Però,  poi,  alla  fine,  se  arriva  questo di  questo
  dobbiamo  parlare. E allora, che cosa state dicendo? Ci  vengono  a
  dire, a noi, che questa legge non risolve i problemi dei siciliani?
  Beh,  non siamo stupidi, lo capiamo bene che non risolve i problemi
  dei  siciliani.  Però  l'atto di passarsi la mano  sulla  coscienza
  dovreste farlo innanzi tutto voi, per voi stessi.
   E' questo il tema Presidente, è proprio questo  Ed io, più volte -
  si  ricorderà, che durante le Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari le chiedo sempre, in maniera proprio anche  rispettosa
  per  il  ruolo  che lei ha, e so che mi ascolta e  condivide  tante
  delle  cose  che  poi le dico - di fare anche un po'  di  pressioni
  istituzionali,  affinché  i  Presidenti delle  Commissioni  possano
  portare  avanti  testi importanti che, veramente,  poi  qualificano
  l'attività parlamentare.
   Certo, se poi in Aula arriva questa, che è una legge ovvia, è  una
  legge buona, ma che non risolve i problemi dei siciliani, l'accusa,
  il dito accusatore non può essere rivolto verso di noi. Ed, allora,
  io  dico  che, ancora una volta, abbiamo perso l'occasione per  far
  capire a tutti che eravamo d'accordo su una cosa ovvia, e spero che
  da  domani cominciamo davvero a far funzionare questo Parlamento in
  maniera  seria,  per  risolvere i problemi che attanagliano  questa
  nostra  Terra,  a  partire  dalla Sanità ad  arrivare  ai  rifiuti,
  arrivare  all'acqua e tutto quanto c'è di bisogno, oppure  possiamo
  continuare  a  fare  questo tipo di leggi  che,  per  carità,  sono
  preziose,  vanno nel senso della trasparenza, e a noi ci troveranno
  sempre  d'accordo ma che, purtroppo, non risolvono i  problemi  dei
  siciliani.
   Ma  non  posso minimamente accettare di avere delle responsabilità
  in  tal  senso,  perché  le responsabilità  si  annidano  in  altre
  situazioni,  che  è  la  maggioranza che non vuole  portare  avanti
  disegni  di  legge parlamentari, e un Governo ancora che  ad  oggi,
  leggo  sui giornali, che sta per portare il bilancio della  Regione
  perché  lo  vuole approvare entro dicembre, ma che all'atto  ancora
  non  c'è.  Una Commissione Bilancio che non si riunisce  perché  il
  Presidente  non  si  vuole fare sostituire. So  che  il  Presidente
  Savona  sta  male,  ma  ci sono due Vicepresidenti  che  potrebbero
  lavorare al posto suo e non si fa sostituire, ed un Governo che nel
  frattempo  non  porta  neanche gli atti  e  tutte  le  leggi  ed  i
  provvedimenti sul bilancio. E, allora, di che cosa stiamo parlando?
  Ancora  una  volta  la responsabilità dovrebbe essere  nostra,  no
  Signor Presidente, questa volta davvero no

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  farebbe
  piacere  dire, signor Presidente della Regione, non lo vedo  dal  7
  agosto in quest'Aula.
   Il  partito Democratico ha svolto un ruolo di disponibilità ad  un
  percorso  che  ha fatto in Commissione, lo abbiamo fatto  anche  in
  Aula,  lo  abbiamo  fatto  anche ieri  con  la  norma  che  abbiamo
  approvato,  ed  anche  la volta precedente, dimostrando  di  essere
  un'opposizione costruttiva, pronta sempre a discutere ed  a  votare
  tutto  quello  che  serve,  tutto quello che  quest'Aula  e  questo
  Governo ci offre.
   L'intervento  dell'onorevole Cancelleri lo condivido  nella  parte
  relativa  all'esigenza  che abbiamo di  alzare  il  tiro  ma,  caro
  onorevole  Cancelleri, purtroppo abbiamo una latitanza del  Governo
  regionale,  del  Presidente - anzi ringrazio gli assessori  che  si
  sforzano  ad  essere presenti nelle varie discussioni,  che  non  è
  normale.
   Si  può  arrabbiare il mio amico Milazzo, che un Presidente  della
  Regione  non  partecipi ai lavori d'Aula, fermo restando  la  pausa
  dell'Assemblea dal 7 di agosto. Ho buona memoria, dal 7  di  agosto
  fra poco farà, siamo al 7 di ottobre, e penso che questo Parlamento
  ha bisogno anche della presenza del Presidente della Regione. Ne ha
  bisogno  anche  l'opposizione, perché dei momenti di confronto  poi
  nascono  anche  le possibilità di disegni di legge, di  interventi,
  invece,  davvero,  la  sensazione  dopo  solo  un  anno  di  questa
  esperienza del Governo Musumeci, è di avere abbandonato il Palazzo,
  di  avere  abbandonato l'ARS. Questo a me dispiace, a noi dispiace,
  perché  noi  stiamo  dimostrando di essere costruttivi,  di  essere
  propositivi, lo abbiamo fatto anche con tanti disegni di legge  che
  abbiamo  presentato,  però, è ingiustificabile  che  il  Presidente
  della Regione manchi per così tanto tempo dall'Aula, fermo restando
  la pausa estiva è davvero troppo.
   Riteniamo  che  i  problemi della Sicilia ad  un  anno,  a  nostro
  avviso,  siano tutti fermi, quelli importanti sono tutti fermi,  ma
  quando  avremo la possibilità di avere il Presidente della  Regione
  in Aula di queste cose avremo magari il piacere di confrontarci con
  lui.

   MILAZZO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'abbiamo messa in
  politica.   Purtroppo   l'onorevole   Cancelleri,   non    so    se
  giornalisticamente  ha mai sentito  la notizia era  già  bruciata ,
  era   passata,   io   ho  preso  la  parola   mentre   ho   cercato
  legittimamente,  appropriatamente e sotto il profilo  parlamentare,
  tecnicamente,  in  modo  impeccabile, ho  tentato  secondo  la  mia
  visione,  secondo  la  mia  buona  fede,  secondo  la  mia   onestà
  intellettuale, di aggiustare una norma. L'Aula si è espressa  e  io
  ho  già  detto, prima che lei intervenisse, che questa è una  norma
  che voterò a favore.
   Molti  di  questi deputati hanno detto un'altra cosa,  forse  sarà
  un'altra  norma, ho detto che non è la norma che voi avete  inteso,
  né  quella dell'onorevole Fava, ma questo è un altro film, io  l'ho
  già detto
   Dopodiché, su un tema così serio non si può dire: lo dovevamo fare
  in  un  minuto  Perché a partire dal suo Gruppo parlamentare,  sono
  stati   presentati  emendamenti  apprezzati  e  non  apprezzati   e
  discussi.  Se  lei aveva questa premura, il suo Gruppo parlamentare
  non  doveva presentare nessun emendamento o forse il suo Gruppo  ha
   licenza  di  uccidere  e gli altri non devono presentarli?  Quelli
  degli  altri  sono  perdita di tempo e quelli  vostri  sono  quelli
  salvifici?
   Inoltre,  mi permetto di ricordare che, ogni qualvolta  l'Aula  ha
  chiesto la presenza del Presidente della Regione, Nello Musumeci, è
  venuto qui e si è reso disponibile.
   Onorevole Dipasquale, ma lei come fa a parlare di Musumeci?  Manco
  un anno è passato, ci siamo sorbiti Crocetta che vi ha portato alla
  desertificazione  e  mi  ricordo, amico Nello  Dipasquale,  i  suoi
  poemi, i suoi sermoni a favore di Crocetta, diciamo a Palermo:   un
  si  potevano  sentiri , però lei ci credeva e poi  i  siciliani  le
  hanno detto come stavano le cose.
   Ma il Presidente della Regione, ogni qualvolta è stato chiamato  a
  metterci  la  faccia,  è  venuto qua: lo  abbiamo  chiamato  per  i
  rifiuti, ed è venuto; lo abbiamo chiamato per l'acqua, ed è venuto,
  ha  fatto  proposte,  la  soppressione  dell'ESA,  la  proposta  di
  accorpare la Crias e gliel'avete bocciata, perché a voi piace  dire
  che  volete  le leggi per bocciarle in I Commissione. A  scanso  di
  equivoci,  onorevole Cancelleri, noi su questo tema  non  ci  siamo
  confrontati politicamente, perché sarei venuto qui con tutto il mio
  Gruppo parlamentare avrei chiesto alla Giunta di essere qua e, stia
  tranquillo che la norma sarebbe stata bocciata, se fosse stata  una
  norma  meritevole di essere bocciata saremmo venuti  tutti  qua   A
  confrontarci
   Non  ci misuriamo politicamente su questa norma, questa non è  una
  norma  che esprime posizioni politiche. E' un'altra cosa  E  voglio
  concludere,  Presidente con questo minuto e venti  secondi  che  mi
  restano,  ricordando che noi abbiamo ereditato il  vuoto  assoluto,
  noi  abbiamo presentato norme contabili economico-finanziarie,  per
  meglio  dire, assolutamente stringate e tecniche, non è che abbiamo
  presentato in Aula Tabelle H, balletti e festini?

   CRACOLICI. No

   MILAZZO.  Onorevole Cracolici, lei che è stato la  quinta  colonna
  insieme ad altri, del passato di questo illustre Parlamento,  molte
  norme che ci hanno impoverito hanno visto molti deputati - lei  fra
  questi  - ha votato contro, ha votato a favore, questo oggi io  non
  glielo  posso  dire  norma  per norma, però  in  molti  di  questi,
  diciamo,  sfaceli lei era qua  Io non c'ero, non ho  nulla  di  cui
  vergognarmi.  Sono  qua  e  le  posso garantire  che  gli  esercizi
  provvisori,  le finanziarie, sono state assolutamente stringate,  e
  quando  si è aperto un ragionamento parlamentare, ho visto tutti  i
  Gruppi  protagonisti, per cui, per quanto mi  riguarda,  lo  voglio
  ribadire,  questo non era argomento politico, non  si  misurava  la
  maggioranza.
   Alcuni  deputati  ieri  io  li ho lasciati  liberi  in  base  alla
  coscienza. Rispondo alla mia coscienza su questo argomento, per cui
  rimando al mittente accuse ed eventuali politicizzazioni.

   FAVA, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  pochi
  secondi  per  ringraziare, mi permetta intanto  l'Aula  per  questa
  discussione  che, a parte qualche eccesso di zelo nel difendere  la
  massoneria che nessuno ha messo sul banco degli imputati in  queste
  giornate, ha contribuito al di là che poi le proposte d'emendamento
  siano passate o meno, una discussione che ha investito anche questo
  Parlamento  di una responsabilità morale, forse meno  materiale  di
  altre  leggi  che  ci apprestiamo ad approvare, una  responsabilità
  significativa  perché, ed è l'altra cosa che  vorrei  dirle  signor
  Presidente,  io non credo che la trasparenza sia una qualità  ovvia
  nella politica.
   La  trasparenza  è  una qualità che va conquistata,  confermata  e
  difesa giorno per giorno. Non credo che la politica siciliana abbia
  avuto   in   tempi  recente  e  meno  recenti  qualità  di   grande
  trasparenza.  Anche  la parola verità dovrebbe  essere  una  parola
  ovvia. E però, in Commissione antimafia ci stiamo occupando del più
  clamoroso  depistaggio e furto di verità che  abbia  conosciuto  la
  storia  della  Repubblica italiana, dell'indagine  sulla  morte  di
  Paolo  Borsellino.  Ovvia  la richiesta, l'esigenza,  il  bene,  il
  valore  della verità. Altrettanto ovvio e necessario il  fatto  che
  quando questa verità viene negata, occorre occuparsene.
   Io  credo  che  abbiamo costruito oggi un momento  importante  per
  quest'Assemblea,  perché  dobbiamo  anche  avere  memoria  a   cose
  accadute in questi anni in Sicilia, a come il tema della limpidezza
  nel  rapporto  tra eletti ed elettori, un tema che spesso  è  stato
  escluso,  sul  quale  ci  sono state  forme  antiche  e  solide  di
  reticenza. E questa Assemblea oggi ha deciso di fare di questo tema
  un punto di qualità e un punto di orgoglio.
   Per  cui,  ritengo  che  non  ci sia alcuna  ovvietà,  anzi  molta
  responsabilità  e, aggiungo, anche molta fatica. Signor  Presidente
  la voglio ringraziare perché il modo in cui lei ha tenuto dritta la
  barra  della  discussione, sapendo tutti quante  sollecitazioni  in
  senso contrario sono arrivate in questi giorni. E quindi, se questa
  legge  oggi  arriverà, e mi auguro col voto  di  tutti  i  colleghi
  parlamentari, è merito suo, è merito di tutti, è merito  del  fatto
  che questa discussione, che nessun carattere aveva purtroppo, siamo
  riusciti a portarla fino in fondo, fino al voto di stasera.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava.

   LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo molto la
  sobrietà con la quale l'onorevole Fava tende a precisare che questo
  disegno  di  legge  non  persegue obiettivi contro  la  massoneria,
  quanto piuttosto quello di sollecitare a precise responsabilità, di
  rendere  ogni  deputato  trasparente in  ogni  sua  manifestazione,
  diciamo velocemente così.
   E'  proprio  per questo che mi sembra, come dire, mi  sento  quasi
  offesa  in  qualche  maniera come se io volessi invece  tutelare  e
  rendere meno trasparente l'agire e l'operato dei deputati. Non  era
  certamente   questo  il  mio  intento.  Io  credo,  e   lo   voglio
  ulteriormente sostenere, anche perché ho dichiarato già che  voterò
  contro  questo  disegno  di  legge,  certamente  non  è  un   fatto
  personale,  è  chiaro,  ma  è un fatto di principio,  di  principio
  proprio  perché su questi principi si basa la democrazia. E ripeto,
  qui è stato ampiamente sostenuto anche da altri colleghi che questo
  disegno  di legge poteva essere migliorato nella misura in  cui  ci
  sono   appunto  formazioni  associative  che  creano   vincoli   di
  appartenenza,  vincoli solidaristici, vincoli anche  di  obbedienza
  alla  pari  della massoneria. Ma non si devono nominare. E'  quello
  che rende questo disegno di legge insopportabile. Questo disegno di
  legge  su cui pende certamente - a mio giudizio - l'ombra di questa
  subdola   manifestazione  di  contrarietà   all'appartenenza   alla
  massoneria, perché ripeto: ai siciliani veramente non importa nulla
  se  un  deputato  sia o meno massone, interessa  del  suo  operato,
  interessa del suo agire, della capacità di avere fatto del  proprio
  impegno,  un  impegno a favore dei siciliani, per creare  sviluppo,
  occupazione,  per  venire incontro ai disabili,  per  i  lavoratori
  della   forestale   piuttosto  che  per  quelli  della   formazione
  professionale.  Credo  che  il  Parlamento  si  debba   soprattutto
  interessare  di  tutto  questo,  e  a  questo  sono  interessati  i
  cittadini.  Non  volevo  certamente  né  sostenere  l'idea  che  un
  deputato  debba non dichiarare ciò che è, ma quello che è veramente
  insopportabile che questa dichiarazione la si debba  fare  solo  ed
  esclusivamente  nei confronti della massoneria. Questo  credo,  che
  davvero,  sia  la cosa per la quale non è certamente condivisibile,
  almeno  non da parte mia. L'ho dichiarato sin dall'inizio:  non  ho
  nessun interesse, non ho subìto né sollecitazioni, né pressioni  di
  nessun  genere,  lo  faccio da persona libera, da  persona  che  ha
  giurato   alla   Costituzione,  da  sempre   sono   persona   delle
  istituzioni,  ho  lavorato nella scuola per oltre quarant'anni,  ho
  servito  lo Stato, continuo a servire anche l'ultimo dei  cittadini
  di questa regione con onestà, con intelligenza - modesta per quanto
  possa  essere  la mia intelligenza - ma anche con  il  mio  modesto
  sapere  e  ne  consegue che davvero credo che oggi  si  scriva  una
  pagina  non  di  buona  politica, si scriva una  pagina  intitolata
  all'ambiguità e peraltro si scrive anche un pericoloso  precedente,
  perché  la Segreteria Generale dell'Assemblea regionale aveva  dato
  parere  negativo, Presidente - io comprendo il suo ruolo di garante
  del  Parlamento  e di tutte le forze politiche - e  lei  ha  voluto
  portare avanti questo disegno di legge. Ma credo che questo disegno
  di  legge non dovesse neppure arrivare in quest'Aula del Parlamento
  e non poteva neanche essere oggetto di discussione.
   Siamo   arrivati  a  questo  perché  noi  abbiamo  certamente   la
  preoccupazione  anche dei miei colleghi, e mi  perdoneranno,  anche
  quelli che hanno voluto dichiarare  non sono massone , ma io  credo
  che  questo  non interessi a nessuno. Io sono cattolica,  non  sono
  lesbica,  sono una persona libera, democratica e non  appartengo  a
  nessuna  associazione.  Cosa  ho aggiunto  alla  conoscenza  che  i
  cittadini devono avere di me? Quale servizio ho reso? Quale esempio
  abbiamo dato?
   Vorrei  dire, Presidente, un'ultima cosa: mi fa sorridere pensare,
  ad  esempio, quando ai  grillini  veniva impedito pure  di  parlare
  dal  loro  capo a cui dovevano obbedienza, me lo ricordo in  pieno,
  quando non potevano neanche rendere dichiarazioni

     (Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   LO  CURTO.  Ed allora oggi stiamo facendo quello che  voi  sapete,
  ancora  oggi  hanno l'obbligo dell'obbedienza al loro  capo  che  è
  Casaleggio   Diciamole  queste cose, è così,  e  siccome  sono  una
  persona libera, mi fa piacere dirlo nell'assoluta libertà

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non esprimerà un  parere
  sul voto essendo un tema morale, personale, d'altronde il voto sarà
  palese  e  quindi  i  colleghi potranno vedere come  gli  assessori
  presenti voteranno, e non ritiene di esprimere un giudizio politico
  su questo disegno di legge.
   Io  invece  intervengo  perché vorrei cogliere  l'occasione  -  in
  ragione di quanto è stato detto da colleghi che hanno preceduto  il
  mio  intervento -  per rassegnare alcuni passaggi che ritengo utili
  al dibattito politico.
   L'onorevole  Cancelleri  non  perde  occasione  per  metterla   in
  politica  e per attaccare il Governo. E' una sua mission, legittima
  o  no  lo  decideranno  i  cittadini,  certamente  non  può  essere
  un'argomentazione condivisa da questo Governo.
   Io  mi  limito a ricordare ai colleghi, non soltanto all'onorevole
  Cancelleri, che noi ieri abbiamo approvato in Giunta il disegno  di
  legge   sul  rendiconto  e  sull'assestamento,  ma  abbiamo  dovuto
  approvare  -  in  ragione del nuovo decreto  118,  che  impone  una
  disciplina  molto  complessa sotto il profilo finanziario  -  anche
  altri  ulteriori  quattro disegni di legge  a  cornice,  perché  il
  percorso  deve  essere unico e i disegni di legge devono  viaggiare
  insieme. Oggi, domani, immagino al massimo lunedì, posti in  essere
  gli  adempimenti di legge, i disegni di legge della finanza di fine
  anno   saranno   a   disposizione  dell'Aula,   della   Commissione
  competente.
   Riteniamo  di  essere in tempo in quel percorso che il  Presidente
  della  Regione, onorevole Musumeci, aveva delineato per portare  il
  disegno  di  legge sulla legge finanziaria entro l'anno  solare,  e
  quindi  auspichiamo, con la valutazione necessaria  dell'Aula,  che
  dopo  dieci  anni  questi Parlamento, per  la  prima  volta,  possa
  approvare  una  legge finanziaria entro l'anno  solare  senza  fare
  ricorso   -  ripeto  -  dopo  dieci  anni  ad  ulteriori   esercizi
  provvisori.
   Vorrei  ricordare anche al collega Cancelleri che sono  al  vaglio
  delle Commissioni sei disegni di legge di iniziativa governativa  e
  noi attendiamo che le Commissioni si esprimano per poterli trattare
  insieme  a  voi  parlamentari,  a voi  colleghi  in  Aula.  Quindi,
  l'inerzia  paventata, l'inerzia prospettata  non  è  reale,  non  è
  legata alla verità.
   Li  elenco velocemente: il disegno di legge rifiuti, il disegno di
  legge sul diritto allo studio, il disegno di legge sulla pesca,  il
  disegno  di legge sulla semplificazione, il disegno di legge  sulle
  IPAB e il disegno di legge sulle province.

   CIANCIO. Quello sulle IPAB non è arrivato

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Vorrei
  ricordare  ancora  che  per  quanto  riguarda  il  rispetto   della
  democrazia,  che  quando voi avete svolto le vostre argomentazioni,
  il Governo ha ascoltato con grande attenzione.

   SUNSERI. Ma se dice stupidaggini

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  La  prego  di
  essere  educato, personalmente prima che istituzionalmente   Se  le
  viene difficile, il Movimento Cinque Stelle potrebbe inaugurare  la
  stagione dei corsi di educazione.

   PRESIDENTE. Assessore, si rivolga alla Presidenza.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  volevo entrare nel merito. E' che  anche  lei,  credo,
  dovrebbe  stigmatizzare alcuni passaggi che  finiscono  per  recare
  disdoro all'intera istituzione.
   Qui  non è il parlamentare o l'assessore che parla, sarebbe  utile
  che  ciascuno sapesse quali sono i confini dialettici entro i quali
  si può spingere. Non mi pare che questa sia una buona tendenza.
   Sono  in  via di approvazione in Giunta il Testo Unico sui  lavori
  pubblici;   l'assessorato  per  l'ambiente  ha  già   partorito   e
  arriveranno  presto  in  Commissione il  Testo  Unico  sul  demanio
  marittimo  e  il  disegno di legge sul riordino  dei  parchi  e  le
  riserve  oltre ad uno straordinario elemento di novità che  abbiamo
  confrontato  anche  con  il  Ministero  dell'Ambiente,  che  è   il
  recepimento  del  decreto legislativo 104/2017  sul  sistema  delle
  autorizzazioni ambientali. Questo è quello che di pronto c'è  ed  è
  quello che già c'è all'attenzione del Parlamento e che presto  sarà
  all'attenzione, nelle prossime settimane.
   Onorevole   Milazzo,  circa  quello  che  ha   detto   l'onorevole
  Dipasquale, mi limito a dire che, appunto, basta quello che  le  ha
  risposto  l'onorevole Milazzo. Vede, onorevole Dipasquale,  la  sua
  polemica  è  talmente  sterile sotto il profilo  politico  che  non
  merita  una risposta, perché nella scorsa legislatura noi  dovevamo
  fare battaglie per tenere il Presidente in Aula.

   DIPASQUALE.  Mi dispiace che non c'è il Presidente. La  smetta  di
  attaccare questo Parlamento  Il Presidente Musumeci non si vede dal
  7 agosto

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Pasquale, la invito a  stare  zitto,  ad
  ascoltare

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Evidentemente,
  la verità lo fa adombrare.
   Onorevole Dipasquale, anche noi abbiamo ascoltato, nonostante  lei
  non abbia detto nulla di credibile.

   DIPASQUALE. Ci sta provocando, ma io non ho provocato nessuno

   MILAZZO. Signor Presidente, chiuda la seduta.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.35, riprende alle ore 18.36)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevole assessore Cordaro, la prego  di  rivolgersi
  direttamente alla Presidenza che poi si farà carico, eventualmente,
  di  fare  le sue obiezioni e invito i colleghi ad ascoltare  quello
  che sta dicendo l'onorevole Cordaro come tutti sono stati ascoltati
  sino  adesso, e non credo che tutti gli interventi erano totalmente
  condivisi,  ma  in  ogni caso tutti gli altri  hanno  ascoltato  in
  silenzio e con rispetto gli interventi di tutti.
   Vi  prego  di ascoltare anche quello dell'assessore Cordaro  e  di
  farlo terminare.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Vede,  signor
  Presidente,  non rispondo all'onorevole Dipasquale e mi  rivolgo  a
  Lei  perché  vorrei ricordare all'Aula che mai era  accaduto  nella
  scorsa  legislatura,  come  invece  è  accaduto  in  questa   prima
  finanziaria,  che  un  Presidente  della  Regione  restasse  seduto
  dall'inizio  dei lavori alla fine, ascoltando tutti gli  interventi
  dei deputati, dimostrando un rispetto per le istituzioni che non si
  era  mai  verificato in quest'Aula, prendendo i corretti appunti  e
  rispondendo a tutti i deputati in maniera appropriata.
   Vorrei  anche  ricordare  all'onorevole  Dipasquale,  per  il  suo
  tramite, Presidente Miccichè,

   DIPASQUALE. Ma la vuole smettere di provocare? Deve parlare con il
  Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la prego di chiudere l'intervento.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.   .che  il
  Presidente della Regione ha già risposto all'appello dell'onorevole
  Lupo  e  giorno  11 ottobre verrà in Aula - lei ho ha  richiesto  e
  immediatamente il Presidente, lo dica poi lei, io non posso parlare
  con  l'onorevole Dipasquale, magari glielo dice lei, onorevole Lupo
  -   su  richiesta  del  Capogruppo  del  Partito  Democratico   per
  rispondere e per fare una relazione in ragione di quegli  argomenti
  che il Capogruppo del PD - che non parla con l'onorevole Dipasquale
  - ha chiesto su Riscossione Sicilia e sui rifiuti.
   Quindi, mi pare davvero un fuor d'opera, signor Presidente, quello
  che  ha  detto  il  collega che mi ha preceduto e,  per  quanto  ci
  riguarda, siamo pronti a votare questa legge.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Cordaro. Al di là di queste  battute
  finali, mettiamo ora in votazione l'intero disegno di legge.
   E'  una  legge che è più importante di quanto non si creda, perché
  non  credo che fino ad oggi in Sicilia siano stati dati mai segnali
  molto forti e molto precisi a un tipo, come dire, di melma che  c'è
  stata, purtroppo, nella storia siciliana.
   Io non sono totalmente d'accordo con questa legge, avrei preferito
  una legge leggermente diversa ma, ovviamente, non ha importanza. Il
  Segretario  generale e gli Uffici di questa Assemblea  hanno  fatto
  una  relazione  che  metteva in evidenza alcuni  problemi  di  tipo
  costituzionale  su  questa legge, ed io  li  ho  fatti  presenti  a
  quest'Aula, ed è ovvio che sia l'Aula che poi si determina nel voto
  finale;   se   ci   saranno   problemi  di   tipo   costituzionale,
  probabilmente   qualche  istituzione  superiore  alla   nostra   li
  segnalerà. Ma è una cosa che, a questo punto, non fa parte dei miei
  problemi.
   E'  una legge che era complessa e che non ha subito - vorrei dirlo
  a  qualcuno  che  ha immaginato che ci sono stati tanti  imbarazzi,
  ieri  -  alcuna  pressione, non c'è stato alcun imbarazzo.  Non  mi
  risulta  che  ci  siano  stati, da parte di  alcuno  dei  deputati,
  imbarazzi nel dare la loro idea, dall'onorevole Lo Curto,  che  non
  mi sembra che sia stata imbarazzata per niente nel dire le cose che
  ha  detto, all'onorevole Fava, all'onorevole Milazzo ed a tutti gli
  altri.
   Non  posso,  pertanto, che ringraziare tutti voi, che  ringraziare
  quest'Assemblea per la serietà che, invece, è stata data in  questa
  occasione.
   Devo anche comunicare che una legge, così delicata, quanto meno, è
  stata votata in meno di 24 ore, per cui, anche questo non mi sembra
  che  sia  stato oggetto, come dire, non abbiamo preso troppo  tempo
  alle  altre  attività di quest'Assemblea, per cui, devo,  anche  su
  questo, ringraziare tutti voi.
   Stiamo  votando, oggi, normalmente, il giovedì sera siamo già  nei
  nostri territori per fare l'attività politica che siamo, in qualche
  maniera, obbligati a fare.
   Ringrazio  i miei Uffici, perché è fondamentale che i miei  uffici
  mi  continuino  a  dare il supporto che mi hanno  dato  per  questa
  legge,  fermo restando che questo non è un consiglio comunale,  per
  cui il Segretario generale non può determinare il blocco o meno  di
  una legge, ma segnalare quali possono essere eventuali problemi che
  sono stati segnalati e comunicati all'Aula.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea regionale
    siciliana e degli Assessori regionali in tema di affiliazione a
                logge massoniche o similari» (n. 16/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge n. 16/A «Obbligo dichiarativo  dei  deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e degli Assessori  regionali  in
  tema di affiliazione a logge massoniche o similari».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            49
   Votanti             41
   Maggioranza         21
   Favorevoli          39
   Contrari              2
   Astenuti              4

                         (L'Assemblea approva)


   Onorevoli  colleghi, comunico che la prossima legge  che  dovremmo
  cominciare a discutere, è una legge, che anche questa crea  qualche
  piccolo   problema  di  carattere,  non  dico  costituzionale   ma,
  giuridico. E, quindi, piuttosto che iniziare stasera, che sono  già
  quasi le 19.00, una discussione come quella di ieri, nel dirvi  che
  valuterò,  anche  con  gli  Uffici  tutte  le  sfaccettature  della
  prossima legge, che è quella sui revisori dei conti, nel dirvi  che
  farò  un'analisi  su tutto questo, rinvio la seduta  a  martedì,  9
  ottobre 2018, alle ore 16.00, col seguente ordine del giorno:

   ICOMUNICAZIONI

   II  PARERE,  AI  SENSI DELL'ART. 41 TER, COMMA  3,  DELLO  STATUTO
  SICILIANO,  SUL  PROGETTO  DI  LEGGE  COSTITUZIONALE  N.  A.S.   29
   Modifiche  agli  statuti  delle  regioni  ad  autonomia  speciale,
  concernenti  la  procedura  per  la  modificazione  degli   statuti
  medesimi.  (Seguito)
   Relatore: on. Amata

   IIIDISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
   - Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A) (Seguito)
   Relatore: on. Ciancio

                   La seduta è tolta alle ore 18.43

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   - Individuazione della figura e del relativo profilo professionale
  dell'operatore   socio-sanitario  e  definizione   dell'ordinamento
  didattico dei corsi di formazione (n. 9).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Barbagallo,
  Arancio,  Cafeo,  Catanzaro, Cracolici,  De  Domenico,  Dipasquale,
  Gucciardi, Lantieri, Lupo e Sammartino l'1 ottobre 2018.

   -  Nuove  norme  sul  riconoscimento e la  regolamentazione  delle
  professioni intellettuali in Sicilia (n. 37).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Arico'  l'1
  ottobre 2018.

   - Promozione e partecipazione della Regione Siciliana alla  Norman
  Zarcone Orchestra  e relativa Associazione senza fine di lucro  (n.
  172).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Arico',
  Assenza, Galluzzo, Savarino e Zitelli l'1 ottobre 2018.

   -   Istituzione   di  un  sistema  di  pagamenti   regionale   con
  compensazione multilaterale (n. 196).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Tancredi,
  Campo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri,  Pasqua,  Schillaci,
  Sunseri, Trizzino, Zafarana e Zito l'1 ottobre 2018.

   -  Modifiche  alla  disciplina sulla presentazione  del  documento
  unico di regolarità contributiva (n. 209).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Trizzino,   Campo,  Palmeri,  Di  Paola,  Sunseri,   Mangiacavallo,
  Zafarana,  Cappello,  Foti,  Pasqua, Ciancio,  Siragusa,  Tancredi,
  Schillaci,  De  Luca,  Pagana, Di Caro,  Marano  e  Cancelleri  l'1
  ottobre 2018.

   -  Procedure  di  nomina  dei  direttori  generali  delle  Aziende
  Sanitarie Provinciali (n. 258).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Gallo e Cannata l'1 ottobre 2018.

   -  La  figura  professionale di autista/soccorritore 118.  Tecnico
  dell'emergenza sanitaria (n. 309).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Barbagallo
  l'1 ottobre 2018.

   - Norme per la tutela e la regolamentazione dei campeggi didattico-
  educativi (n. 312).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia l'1
  ottobre 2018.

   - Disciplina della figura del massofisioterapista (n. 332).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Barbagallo
  l'1 ottobre 2018.

   -  Norme in materia di concreta attuazione in Sicilia della  legge
  n. 194/78 (n. 338).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Fava  il  2
  ottobre 2018.

   -  Disposizioni  volte  a reintrodurre il sistema  di  elezione  a
  suffragio universale delle province e delle città metropolitane (n.
  344).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia l'1
  ottobre 2018.

   -  Legge  organica  sull'ordinamento della Regione  siciliana  (n.
  352).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Milazzo  e
  Pellegrino il 2 ottobre 2018.

   -  Definizione agevolata dei contenziosi per somme contestate  (n.
  368).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Genovese il 2
  ottobre 2018.

   - Disposizioni sanzionatorie inquinamento in Sicilia (n. 369).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Milazzo,  Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 2  ottobre
  2018.

   -  Modifica  legge  regionale  n.  18  dell'11  agosto  2015,  per
  interventi urgenti sull'emergenza suini e daini in Area Parco delle
  Madonie per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana (n. 370).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Milazzo il  2
  ottobre 2018.

   -  Misure  per  la prevenzione degli arresti cardiaci  nei  luoghi
  pubblici (n. 371).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Catalfamo,
  Amata e Galvagno il 2 ottobre 2018.

   -  Norme  in materia di contrasto ai fenomeni del bullismo  e  del
  cyberbullismo (n. 372).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il  2
  ottobre 2018.

   -  Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
  n.  33   Norme  per  la protezione, la tutela e l'incremento  della
  fauna  selvatica  e per la regolamentazione del prelievo  venatorio
  (n. 373).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
  Cafeo e Catanzaro il 2 ottobre 2018.

   - Disposizioni per l'emersione del lavoro non regolare (n. 374).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gucciardi il
  2 ottobre 2018.

   -   Disciplina   delle   terapie   complementari   pet-therapy   e
  clownterapia (n. 375).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gucciardi il
  2 ottobre 2018.

   -  Interventi  a  tutela del diritto della donna  di  interruzione
  volontaria della gravidanza (n. 376).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Cafeo,
  Catanzaro,  Cracolici, Sammartino, Barbagallo, Arancio e Dipasquale
  il 2 ottobre 2018.

   -   Modifica  dell'articolo  4  della  legge  regionale  6/2011  -
  Incompatibilità  della  carica  di  assessore  con  la  carica   di
  consigliere comunale - modifica della L.R. 26 giugno 2015, n. 11  -
  rideterminazione dei componenti delle giunte comunali nei comuni da
  10.001 a 50.000 e da 50.001 a 100.000 (n. 377).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il  2
  ottobre 2018.

   - Riordino delle IPAB (n. 378).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci) il 2 ottobre 2018.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentata:

   N.  382 - Installazione di centraline rilevatrici dei parametri  a
  tutela della salute pubblica nei comuni del territorio di Milazzo -
  Valle del mela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Cannata Rossana

   L'interrogazione  sarà  posta all'ordine  del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  376  -  Collocazione  dei reperti archeologici  rinvenuti  nel
  territorio di Termini Imerese (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N. 377 - Salvaguardia dell'anfiteatro romano di Piazza Stesicoro a
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Galvagno Gaetano

   N. 378 - Messa in sicurezza della S.P. 8.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Schillaci  Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina;  Sunseri
  Luigi;   Campo   Stefania;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;  Pagana  Elena;  Pasqua
  Giorgio;  Palmeri  Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N. 379 - Messa in sicurezza della S.P. 11.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Schillaci  Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina;  Sunseri
  Luigi;   Campo   Stefania;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;  Pagana  Elena;  Pasqua
  Giorgio;  Palmeri  Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N. 380 - Messa in sicurezza della S.P. 64.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Schillaci  Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina;  Sunseri
  Luigi;   Campo   Stefania;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;  Pagana  Elena;  Pasqua
  Giorgio;  Palmeri  Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.