Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.24
PAPALE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Zitelli ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio del parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3 dello
Statuto siciliano, sul progetto di legge costituzionale n. A.S. 29
Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'onorevole Amata, relatore, mi
conferma che i lavori in Commissione non sono ancora ultimati.
Pertanto il II punto all'ordine del giorno è rinviato.
Il Governo non è presente in Aula, pertanto, sospendo l'Aula per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore 16.37)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Gennuso, De Luca Cateno e
Lagalla hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 189-94/A
«Vendita diretta dei prodotti agricoli»
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 189-94/A «Vendita diretta dei prodotti agricoli, posto al
numero 1).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, rispetto al ragionamento fatto ieri
sera in Aula, seguendo quello che è stato il dibattito molto
importante ed interessante nonché anche il saggio consiglio che
Lei, signor Presidente, così come i Capigruppo hanno dato, la
Commissione che rappresento propone di stralciare il comma 1
dell'articolo 6, lasciando in vita solo il comma 2. Stralciamo pure
l'articolo 7 e resta in vita solo l'articolo 8. Quindi rispetto a
questo percorso, possiamo andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, la invito a formalizzare quanto
detto con la presentazione di un emendamento.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezziamo
quanto affermato dal Presidente Ragusa sullo stralcio del comma 1
dell'articolo 6, e sul comma 2 dello stesso articolo noi avevamo
presentato gli emendamenti soppressivi. Da un esame attento, il
comma 2 come dire recita in modo pedissequo la stessa normativa
dell'art. 4 comma 8 ter del decreto legislativo 228 del 2001,
quindi altro non si tratta se non del recepimento di una norma
nazionale, quindi ritiriamo i due emendamenti soppressivi 6.5 e
6.2.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, non è proprio identica la
riscrittura del comma 2, perché se fosse identico all'8 bis non
dovevamo trascriverlo, c'è qualcosa di diverso.
La Commissione ha riscritto l'emendamento, che viene denominato 6R
ed è la riscrittura per intero del comma 2, non c'è una parola
diversa.
Il parere del Governo.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Insegne
1. Per agevolare l'individuazione da parte dei consumatori dei
punti di vendita diretta, le Amministrazioni locali competenti
provvedono a semplificare le procedure per l'installazione
temporanea o permanente di insegne per gli imprenditori agricoli
che ne facciano richiesta.
2. Il decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione
dell'istanza al Comune di appartenenza, nel silenzio di
quest'ultimo, equivale in ogni caso ad autorizzazione alla
installazione delle insegne. .
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, come ho detto poc'anzi viene stralciato l'articolo 7 e
resta in vita l'articolo 8.
PRESIDENTE. Viene ritirato. Si passa, quindi, all'emendamento
soppressivo 7.1 a firma degli onorevoli Barbagallo e Lupo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8, che è il recepimento nazionale. Ne do
lettura:
Art. 8.
Norma di rinvio ed abrogazioni
1. Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applica
l'art. 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 e
successive modifiche ed integrazioni. .
Si passa all'emendamento 8.1 a firma dell'onorevole Caronia.
Onorevole Caronia la invito a ritirare l'emendamento. Le dico che
questi emendamenti sono superflui, nel senso che il primo comma
indica che la Regione, le province ed i comuni, nell'ambito delle
proprie competenze, esercitano i controlli per l'accertamento e
lo abbiamo detto all'articolo 3.
Per quanto riguarda il comma 8 ter Per l'esercizio delle attività
di cui al comma 1, le amministrazioni competenti si avvalgono degli
organi di polizia amministrativa locale ecc.
Mentre per quanto riguarda il comma 8 quater fa un rinvio alla
legislazione della Puglia e la cosa non ci riguarda.
Il comma 8 quinquies ribadisce la normativa statale e regionale in
materia di igiene, sicurezza alimentare e degli ambienti di lavoro.
Considerato quello che è indicato nell'articolo 8, a cui lei ha
presentato gli emendamenti, non credo che questi emendamenti
possano essere esaminati. Per questo la invitavo a ritirarli.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà di
questo emendamento in qualche modo ne avevamo parlato anche con il
presidente della Commissione, ad ogni modo ovviamente la decisione
di renderlo ammissibile è chiaro che sta in capo alla Presidenza.
Io ritengo che sia - diciamo - più utile precisare che per quello
che riguarda l'attività di controllo, proprio a favore di coloro i
quali metteranno in opera attività che siano effettivamente
rispondenti alle norme che già esistono, e quindi sia in materia di
sicurezza alimentare, nonché di sicurezza in materia di igiene,
ritengo che avere individuato nelle competenze della Polizia
municipale un gruppo di intervento apposito che possa essere di
aiuto per i Comuni, perché così come è avvenuto per esempio per i
NoiPa, cioè quel gruppo di intervento della Polizia municipale che
si occupa di materia ambientale, o l'unità cinofila che è
all'interno della Polizia municipale ha creato un proprio corpo, e
quindi un organo di intervento che abbia una missione ben
determinata, possa essere anche in questo caso definita con
maggiore dettaglio.
Ritengo che questo possa essere anche utile perché la
professionalizzazione della Polizia municipale oggi viene lamentata
sia da parte dei Sindaci, ma anche dagli stessi organi di Polizia
municipale, perché essere tuttologi e doversi occupare di qualsiasi
materia spesso diventa un nocumento, sia per chi è controllato, ma
anche per chi controlla.
Per cui ritengo che questo emendamento va soltanto a precisare che
nell'ambito delle competenze che già svolgono, si stabilisce un
gruppo apposito di intervento, che garantisca appunto l'igiene e la
sicurezza e che dia garanzia a coloro i quali si adeguano a queste
norme, piuttosto che a quelli che lo fanno in maniera sregolata, e
sia quindi migliorativo di questo testo, che si conclude appunto
con questa norma definitiva e finale. Io ritengo che sia una norma
che possa essere accolta, e ritengo che vada approvata.
PRESIDENTE. Onorevole, mi ripeto, quando lei indica la Regione, le
Province e i Comuni nell'ambito delle proprie competenze esercitano
i controlli per l'accertamento delle infrazioni di cui alla
presente esposizione, non lo possiamo scrivere in una legge, perché
questo è normale che sia così.
Secondo: per l'esercizio di attività, di cui al comma 1 - cioè,
l'amministrazione competente si avvalgono di norme polizia
amministrativa locale - ognuno si avvale di quelli che sono i
propri compiti, quindi è pleonastico. L'8 quater si riferisce alla
Regione Puglia, e noi non possiamo recepire una norma della Puglia.
Il quarto poi, infine l'ultimo, praticamente ripete una serie di
cose di cui già ci siamo occupati. Mi dispiace, ma non lo possiamo
ammettere.
Si passa alla votazione dell'articolo 8, che è diciamo l'articolo
pregnante. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi».
(E' approvato)
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Lantieri
ha chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 189-94/A
«Vendita diretta dei prodotti agricoli»
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 62, a firma degli onorevoli Lupo, Di Pasquale, Sammartino,
Gucciardi, Cafeo, De Domenico, Barbagallo e Catanzaro,
Impinguamento della dotazione finanziaria per la sottomisura 4.1 a
sostegno degli investimenti delle aziende agricole PSR Sicilia 2014-
2020 . Qualche collega vuole aggiungere una firma? Si tratta di
impinguamento delle risorse da destinare alla misura 4.1.
LO CURTO. Appongo la mia firma.
PRESIDENTE. L'onorevole Lo Curto vuole aggiungere la sua firma,
l'onorevole Pullara aggiunge la sua firma, l'onorevole Compagnone
aggiunge la sua firma, io aggiungo pure la mia firma, l'onorevole
Papale aggiunge la sua firma. Aggiungono la loro firma gli
onorevoli Caronia, Bulla.
Il parere del Governo?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
RAGUSA, presidente della Commissione e relatore. Signor
presidente, tutta la Commissione appone la firma.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Vendita diretta dei prodotti agricoli» (nn. 189-94/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Vendita diretta dei prodotti agricoli» (nn.
189-94/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 51
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
MILAZZO. Signor Presidente, io devo votare.
PRESIDENTE. La votazione è chiusa, mi dispiace. Lo mettiamo a
verbale.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per la convocazione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 16.56, è ripresa alle ore 17.59)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, approvata la legge sulla vendita
diretta dei prodotti agricoli, all'ordine del giorno c'è il disegno
di legge Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea
regionale siciliana e degli Assessori regionali in tema di
affiliazione a logge massoniche o similari (16/A). Poiché ho
ricevuto una relazione da parte dei miei uffici che mi pongono
qualche questione che vorrei chiarire prima di iniziare l'esame di
questo disegno di legge, chiedere all'Aula di interruzione in modo
da poter capire esattamente quello che mi viene scritto.
Pertanto, sospendo la seduta per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 19.01)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo avuto una riunione per
capire quali fossero questi dubbi di tipo costituzionale che ci
potessero essere o meno rispetto a questo disegno di legge
presentato, circa l'obbligo dichiarativo dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana in tema di affiliazione a logge
massoniche.
Credo di avere capito che comunque qualche problema di tipo
costituzionale esiste.
In altre Regioni la legge è stata fatta senza citare
specificatamente la massoneria in quanto tale.
Credo che siamo in un momento in cui la Sicilia, prima o poi, deve
in qualche maniera fare capire che ha cambiato registro rispetto al
passato.
Essendo mio obbligo avvertirvi che qualche problema di tipo
costituzionale sulla parola massoneria esiste, ho ritenuto di
andare avanti col dibattito in Aula per la votazione di questa
legge.
Seguito della discussione del disegno di legge Obbligo
dichiarativo dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e
degli Assessori regionali in tema di affiliazione a logge
massoniche o similari (n. 16/A)
PRESIDENTE. Iniziamo, pertanto, la discussione generale e
cerchiamo di votare il disegno di legge entro stasera.
In ricordo delle 368 vittime del naufragio a Lampedusa nel 2013
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, prima di intervenire nel merito della
questione che riguarda il disegno di legge, a firma dell'onorevole
Fava, vorrei proporre un minuto di silenzio da parte dell'Assemblea
e del Governo, di tutti noi presenti in Aula, per ricordare le 368
vittime che a poco più di 500 miglia dalle coste di Lampedusa,
cinque anni fa, hanno perduto drammaticamente la vita.
Si trattava di uomini e donne in fuga dall'Eritrea, in fuga dalle
guerre, dalla mancanza di diritti e di condizioni di vita
possibili. Purtroppo a due passi dalla salvezza hanno trovato la
morte.
Mi sembra giusto che il Parlamento regionale siciliano ne ricordi
la vita perché erano persone, persone che hanno affidato a scafisti
criminali il loro sogno: costruire una vita possibile.
Credo che quest'Assemblea, non proprio al plenum della sua
composizione, abbia il dovere, in quanto Istituzione, di ricordarne
la vita e ricordare quello che è accaduto - in un momento nel quale
i respingimenti e certe politiche a livello nazionale chiudono
porti a queste persone - credo che il Parlamento regionale
siciliano abbia l'obbligo di coltivare la cultura della
solidarietà, ed in questo caso ricordare e commemorare queste
giovani vite.
Questo mio desiderio nasce anche nel ricordo di un uomo che
abbiamo già commemorato in quest'Aula, Presidente, Giovanni
Tumbiolo.
Dal 4 all'8 ottobre ricorre infatti il Blue sea land,
manifestazione voluta dal compianto Giovanni Tumbiolo, presidente
del distretto della pesca di Mazara Del Vallo, e voglio ricordare
che Mazara Del Vallo è città simbolo dell'integrazione
interculturale e interreligiosa.
Ebbene, in questa città si svolgono attività che il Governo ha
sostenuto e sostiene, con la presenza e con il sostegno anche
economico, ci sono 50 Paesi impegnati - dal Burkina Faso alla
Tunisia che ne sono anche sponsor - in una serie di attività
culturali e anche enogastronomiche per celebrare le eccellenze del
Mediterraneo.
Fare coincidere il ricordo di quelle vittime, vittime di un sogno
spezzato nel mare della Sicilia, come dire, incoraggiamo la ricerca
del dialogo, la ricerca dell'identità all'interno dell'area
Mediterranea di questa nostra Terra, la Sicilia, che deve essere
Terra di integrazione, Terra del dialogo, Terra di una cultura che
si apre in modo laica e in modo inclusiva.
Per questo le chiedo, signor Presidente, di richiamare l'Assemblea
a un minuto di silenzio.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, la ringrazio per questo
intervento. Mi associo, come tutta l'Assemblea, al ricordo di
queste vittime. Sul minuto di raccoglimento lo si fa per coloro che
sono andati via recentemente. Ricordiamo le vittime di cui lei ha
parlato e tutti noi dell'Assemblea siamo ovviamente in linea con
quello che lei ha appena dichiarato, cosa di cui la ringrazio
molto.
LO CURTO. Posso riprendere il mio intervento nel merito del
disegno di legge?
PRESIDENTE. Certamente.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana e degli Assessori regionali in tema di affiliazione a
logge massoniche o similari (n. 16/A)
LO CURTO. Signor Presidente, nell'ultima seduta nella quale lei
era assente, ho già manifestato la mia chiara e determinata volontà
di oppormi ad un disegno di legge che, al di là del volere
richiamare i principi di trasparenza, di fatto inocula ed è
portatore del seme della diffidenza e del seme della
discriminazione contro la massoneria.
Essere massoni non è un reato; essere massoni significa
appartenere ad una associazione che fa dei principi costituzionali
il fondamento del proprio agire e che trova nei valori morali che
hanno reso possibile anche all'Italia di essere una Repubblica
libera e democratica, questi valori stridono fortemente con il
volere di questo disegno di legge.
Peraltro, vale la pena di richiamare che l'obbligo dell'obbedienza
è l'obbligo della obbedienza alla Costituzione cui giurano,
ovviamente, a cui si ispirano, le logge massoniche e il Grande
Oriente d'Italia. Direi che c'è un pregiudizio ideologico dietro
questa ricerca della trasparenza. Perché se ricerca della
trasparenza deve essere, lo deve essere certamente in tutto ciò che
noi facciamo come deputati, come legislatori, come uomini pubblici.
Ma non certo nella dichiarazione d'appartenenza ad una loggia
massonica, che certo non può e non deve essere fuori legge. Perché
nessuna appartenenza ad organizzazioni fuori legge può essere
oggetto del nostro agire.
Io mi scuso con l'onorevole Fava, per il quale ho una grande
stima, ma in questo caso non condivido i principi a cui si ispira
questa richiamata volontà di rendere trasparente la dichiarazione
di appartenenza ad una loggia massonica.
Peraltro, come anche poco fa definito in sede di Conferenza dei
Capigruppo, siamo stati tutti noi richiamati, signor Presidente,
all'osservanza di quelle che sono sia le norme costituzionali, sia
il pronunciamento delle norme della Corte Europea nel merito,
laddove ci sono state Regioni italiane che hanno approvato disegni
di legge come quello che l'onorevole Fava propone a questa
Assemblea.
Allora, nel dichiarare la mia aperta e ferma volontà di
contrappormi a questo disegno di legge, che non trovo assolutamente
confortato da alcuna necessità, se non quella di istigare
nell'opinione pubblica l'idea che la massoneria sia qualcosa di cui
dobbiamo render nota la nostra appartenenza. Ma perché? Non c'è
ragione A meno che non si voglia - come dire - inoculare l'ombra
del sospetto.
Ciò premesso, io propongo di bocciare questo disegno di legge
all'Assemblea, proprio perché non ci sono presupposti di norma, i
fondamenti giuridici che rendono legittimo e compatibile questo
disegno di legge con i principi della nostra Costituzione.
PRESIDENTE. Ricordo, onorevoli colleghi, che gli interventi sono
sugli emendamenti, non sulla discussione generale che già è
avvenuta.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, infatti
interverrò in merito all'emendamento soppressivo che ho presentato
a tutti gli articoli della legge in oggetto, credo che non dobbiamo
mai dimenticarci che tra il requisito dell'attività normativa della
deputazione, delle Commissioni, e del Governo sia il rispetto dei
principi sanciti dalla Costituzione e dalle fonti del diritto
gerarchicamente superiori, e in questo caso siamo di fronte a
diverse violazioni di questi principi.
Cominciamo con l'articolo 18 della Costituzione che parla del
diritto inviolabile ad associarsi, stabilendo solo due limiti, le
associazioni segrete, e le associazioni militari che abbiano
finalità politiche. Ecco, in entrambi questi casi non siamo in
condizione di asserire che le associazioni massoniche rientrano in
questi divieti, quindi anche gli associati massoni hanno gli stessi
diritti di associarsi di tutti gli altri soggetti appartenenti ad
altri sodalizi, è un diritto inviolabile quello di cui parla
l'articolo 2 della Costituzione, la Repubblica riconosce e
garantisce questi diritti. La Corte Costituzionale, con la sentenza
167 del 1999, ci dice che le Istituzioni devono, non soltanto non
interferire nel godimento di questi diritti, ma addirittura devono
porre in essere politiche attive per garantire la più diffusa
fruizione possibile di questi diritti, di fatto riconducendosi al
secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione che parla di
uguaglianza, non soltanto formale, ma anche sostanziale, dei
cittadini dinnanzi alla legge, sancendo quindi un principio di non
discriminazione.
Appare chiaro che questo disegno di legge viola palesemente ed
incontrovertibilmente il combinato disposto degli articoli 2, 3 e
18 della Costituzione, sarebbe perciò da parte di quest'Aula un
atto temerario votare a favore di questa legge, ma vi è di più
Presidente, perché l'articolo 117 comma 1 della Costituzione
stabilisce che il legislatore deve rispettare i principi stabiliti
dalle fonti comunitarie e dagli obblighi internazionali, ebbene in
questo caso mi riferisco agli articoli 11 e 14 della Convenzione
europea dei diritti dell'uomo che parlano di libertà di
associazione e di divieto di discriminazione. Sulla base di questi
articoli due leggi di Consigli regionali nel 2001 una legge
marchigiana, nel 2007 una legge friulana sono state impugnate
presso la Corte europea dei diritti dell'uomo e il Governo italiano
è stato condannato, e di conseguenza quei Consigli regionali sono
stati costretti ad abrogare quelle norme, destino che spetterebbe
sicuramente anche a questa Assemblea regionale.
Non voglio entrare nel merito della violazione della normativa che
riguarda il trattamento dei dati sensibili, perché voglio
recuperare il tempo che mi manca per dire che conoscevo le targhe
alterne, ma il rispetto del principio di non discriminazione a
giornate alterne devo dire che l'ho imparato con questa vicenda,
perché la settimana scorsa l'onorevole Fava si è diciamo barricato
contro un ddl di cui ero primo firmatario, perché quel ddl sarebbe
stato discriminatorio, in realtà in quel ddl che mirava
all'istituzione di una giornata regionale per la famiglia
tradizionale non vi era nessuna contrazione di diritti per nessuna
categoria di soggetti. Qui, invece, vi è una palese contrazione di
diritti per una categoria di cittadini, eppure non mi sembra che ci
si sia preoccupati di alcun rispetto del principio di non
discriminazione.
Per tutti questi motivi, signor Presidente, noi siamo fortemente
contrari a questa legge e chiediamo che venga bocciata o comunque
ritirata. Subordinatamente chiediamo che l'articolo 1 venga
modificato stabilendo una facoltà di dichiarazione di appartenenza
a qualunque tipo di associazione. Facoltà, perché - ripeto -
l'obbligo violerebbe la normativa relativa al trattamento dei dati
personali sensibili, che può avvenire solo con il consenso del
soggetto i cui dati vengono trattati. Grazie.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà sempre in tema di emendamenti, onorevole
De Luca.
DE LUCA ANTONINO. Più o meno, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il più o meno non è previsto. Gli interventi sono
ammessi sugli emendamenti.
DE LUCA ANTONINO. Certamente. Signor Presidente, sugli emendamenti
io ritengo che sia stato necessario emendare questo testo per
rafforzarne l'impianto, perché ritengo doveroso per quest'Aula
ricordarsi che non siamo a giurisprudenza a tenere o ad ascoltare
lezioni di diritto costituzionale. Soprattutto quando chi le tiene
non è titolato a farlo. Perché dovremmo sapere che le Aule
parlamentari si fondano sul loro potere di autoregolamentazione.
Quindi così come noi decidiamo, per noi stessi, di dichiarare
determinati dati che altre categorie non fanno - vedi per esempio
lo stato patrimoniale delle nostre famiglie e, se vogliamo
dichiarare, quelle dei nostri parenti - stesso discorso è per
l'eventuale possesso di una qualità o l'eventuale non possesso
della stessa. Quindi non vedo quale sarebbe il rilievo.
Anche le pronunce, che non ha citato, ma indicato così
sommariamente il collega Catalfamo, riguardano delle leggi che
richiedevano la dichiarazione all'atto della candidatura, come se
quello dovesse essere un presupposto per creare discriminazione al
momento della scelta da parte dell'elettore; allora lì sì che si
andava a creare una discriminazione tra chi era regolarmente
iscritto a un'associazione prevista dalla legge e chi no.
Poi è normale che dobbiamo anche tenere in considerazione la
particolare categoria cui ci stiamo rivolgendo e che noi -
ripetiamo - non abbiamo mai demonizzato in quanto tale. Ma non
possiamo non riconoscere che a differenza di un'associazione
ambientalista, in passato questo tipo di aggregazioni sociali sono
state capaci di intervenire sui processi decisionali, financo ancor
prima in quelli elettorali, per determinarne l'esito.
La questione della P2 che, per carità, era un'associazione
segreta, ma muove da un vincolo solidaristico e di subordinazione
gerarchica grave, assoluta, che andava anche a prevaricare sulle
indicazioni costituzionali.
Per cui vorrei ribadire che qua noi non stiamo andando, anche con
le sanzioni, a punire chi è iscritto in una determinata
associazione e chi no. Ma stiamo semplicemente andando a punire
l'eventuale dichiarazione mendace o la non dichiarazione resa da un
deputato all'interno di un principio che riguarda - ripeto -
l'autoregolamentazione.
Per cui insistiamo affinché il disegno di legge si discuta, e poi
ognuno voterà e si prenderà la responsabilità del voto che esprime.
Grazie.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, a me pare che si stia aprendo una
discussione - devo dire sinceramente - sbagliata. Perché stiamo
parlando di presupposto di violazione di diritti che questa legge -
almeno come l'ho compresa io, può darsi che l'ho compresa male -
non nega alcun diritto.
Qui non stiamo normando, come dire, preclusioni, rispetto a
diritti soggettivi che sono inviolabili. Stiamo parlando, e tra
l'altro non stiamo parlando di requisiti per esercitare la funzione
di parlamentare regionale, che quelli sono previsti dalla legge, e
solo la legge generale - che riguarda deputati regionali - per la
verità noi abbiamo un requisito unico in Italia che stabilisce che
lo status di deputato regionale per esercitarlo è obbligatoria la
residenza nel territorio della Regione. Siamo l'unica Regione a
normare un requisito di residenzialità per esercitare la funzione
di parlamentare.
Detto questo, scusate, non ci sono nella norma questioni che
pregiudicano diritti soggettivi. L'ho detto l'altra volta e lo
ripeto. Lo status di parlamentare, cioè una volta eletto, determina
una serie di condizioni alle quali ci sottoponiamo in ragione di
meccanismi di trasparenza. I deputati, quando veniamo eletti, e non
quelli che si sono candidati ad esempio, abbiamo l'obbligo di fare
la dichiarazione dei redditi, di dichiarare il nostro stato
patrimoniale, di dire se siamo possessori di quote azionarie in
società, in qualunque tipologia. Questo perché lo facciamo, perché
è vietato dalla legge? No. Semplicemente perché abbiamo acquisito
nel tempo la consapevolezza che fare il parlamentare obbliga ad
esercitare un di più di trasparenza nei confronti del corpo
elettorale. Di far sapere se tu eri ricco, se tu sei diventato
ricco, ma tutto questo non perché la ricchezza o la povertà sia un
disvalore o un valore in sé, semplicemente per un percorso di
trasparenza.
Allora, essere iscritto ad una associazione che ha caratteristiche
di riservatezza, non significa essere iscritto ad una cosa in
difformità alla legge. Ma nel momento in cui eserciti la funzione
parlamentare, che significa rappresentanza di tutto il popolo che
ti ha, non quelli che ti hanno votato, ma di quelli che tu ne
eserciti la funzione di rappresentanza, allora mettere a conoscenza
il corpo elettorale, cioè il popolo, del tuo status di appartenente
o meno ad associazioni riservate, significa esercitare una funzione
trasparente nel rapporto con l'opinione pubblica.
Io credo che questo è in gioco, questo è in discussione, non
ritengo che sia corretto caricarla di chissà quali atti ideologici,
semplicemente un meccanismo di ulteriore trasparenza che credo che,
sia chi non ne fa parte, ma anche chi ne fa parte, il fatto che
dichiari di farne parte quando è parlamentare gli dà anche la
libertà di potere esercitare la sua funzione di rappresentanza,
come dire, per davvero senza ombre e senza possibilità che qualcuno
possa in qualche modo adombrare chissà quali interessi nella
funzione stessa della rappresentanza. Pertanto io sono per votare
il disegno di legge, senza che diventi - come dire - una linea del
Piave dei buoni e cattivi.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema trattato
da questo disegno di legge in discussione è sicuramente importante.
Abbiamo avuto modo di approfondire, gli Uffici ci hanno permesso di
potere approfondire gli aspetti di incostituzionalità e chiaramente
non vi sarà da parte nostra, se non una chiara intenzione di
proseguire nel percorso, diciamo, che ci conduce a fare una legge
del tutto - come dire - valida, che non venga chiaramente poi
impugnata, e che vada invece, e comunque nel senso della
trasparenza, nel senso della massima pubblicità delle
caratteristiche, dei requisiti e delle appartenenze e
frequentazioni, perché no, dei deputati regionali, così come,
anche, siamo favorevoli ad emendamenti che prevedono l'estensione
di questa dichiarazione prevista anche per i componenti della
Giunta, anche per il Presidente della Regione, anche per il sindaco
nei comuni, consigli comunali, le giunte comunali e, perché no, i
dipendenti regionali e degli enti partecipati e vigilati.
Perché non vi può essere alcuna remora nel far sapere al cittadino
chi è che opera in quest'Aula, chi è che opera nelle sale comunali,
chi è che opera e gestisce la cosa pubblica. Perché, non
prendiamoci in giro, fermi restando, comunque, i princìpi
costituzionali - e quindi la vigenza dell'articolo 3 e
l'opportunità e la bontà, chiaramente, dei princìpi sanciti - non
possiamo non riconoscere che, appartenenze ad associazioni che
impongano obbedienze o vincoli gerarchici, quando questi sono,
eventualmente, vincolati a dettami che possono andare contro la
Costituzione, non può essere, chiaramente, portato innanzi
sicuramente non dal nostro gruppo parlamentare
Gruppo parlamentare che, allorquando è stato candidato alla
recente tornata elettorale, coloro che sono stati candidati hanno
già firmato, previamente, un documento in cui noi denunciamo,
dichiariamo il fatto di non appartenere espressamente ad alcuna
forma di associazione massonica, e chiaramente a tutto ciò che è
collegato.
Anzi, colgo l'occasione per - a prescindere dall'esito che poi
avrà, in quest'Aula, questo testo di legge - dire che consegnerò, a
breve, agli uffici di questo palazzo 20 autocertificazioni, in cui
- se ci sono altri colleghi che vorranno, eventualmente,
presentarli chiaramente sanno dov'è l'Ufficio della Segreteria
generale - in cui tutti noi abbiamo firmato che non apparteniamo ad
alcuna associazione massonica, o similare, che crei vincoli
gerarchici, solidaristici e di obbedienza.
Pertanto, questo l'abbiamo fatto noi, questo dovrebbe farlo ogni
consigliere, deputato, di quest'isola e, sicuramente, nell'ottica
della trasparenza. Aggiungo, ancora, rispetto al tema delle
sanzioni. Non prendiamoci in giro. La sanzione che - qualora
appunto o allorquando entreremo nel merito se entreremo nel merito
- è prevista per chi appunto non voglia firmare la propria
dichiarazione in merito all'appartenenza o meno ad associazioni di
cui stiamo parlando, sia la pubblicazione sul sito, di per sé non è
una sanzione.
Come Gruppo parlamentare abbiamo proposto, invece, che venga data
come sanzione la restituzione di due indennità che noi percepiamo e
che, eventualmente chiaramente, poi rimangano con destinazione che
l'Assemblea riterrà opportuna, questo, chiaramente, sarà un
discorso successivo. Altrimenti, la trasparenza come la tuteliamo,
come la sorvegliamo? Non mettiamo sanzioni che poi sono ridicole e
che non hanno, di per sé, alcun senso.
Questo signor Presidente dovevo rappresentare a quest'Aula per
conto del mio Gruppo e quindi siamo assolutamente non contrari che
si parli e che si sollevi questo tema. Del resto, come anche ha già
detto il componente l'onorevole De Luca, che mi ha preceduto,
nell'ambito anche della nostra possibilità di determinarci sulle
fattispecie, e sui diritti e sui doveri di quest'Aula, possiamo
tranquillamente legiferare.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Cancelleri io la faccio sempre sognare, stia tranquillo, qua. La
faccio sempre sognare, magari qualche incubo, però è sempre un
sogno.
Signor Presidente, partiamo da una premessa. Io voglio dare
seguito all'appello dell'onorevole Zafarana che sicuramente mi sta
seguendo ed allora già inizio io. Io, è a processo verbale,
all'approvazione del processo verbale che si farà martedì prossimo,
i deputati, qualora il proprio pensiero fosse travisato, possono,
lei sa, a norma del Regolamento fare una rettifica e io glielo
dico, così non rettificherò: io giuro solennemente di non essere
massone, lo giuro solennemente sulla mia parola, sulla Costituzione
e sul mio onore, non sono massone. Quindi, da questo momento, però,
sono libero di esprimere la mia opinione, perché lo giuro e lo
continuo a giurare: non sono massone, non sono stato chiamato da
massoni; ho il telefonino sicuramente sarebbe stato intercettato se
fossi mai stato chiamato da qualche massone. Ora posso parlare
liberamente. Quindi, Giuseppe Milazzo giura solennemente, e lo
metto per iscritto perché fa parte del processo verbale, che non
sono massone.
Ora posso parlare di questa norma solennemente. Onorevole
Cracolici, io e lei che apparteniamo quasi alla stessa zona, però
lo facciamo dopo l'Aula questo tipo di giuramento.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si riferisca alla Presidenza.
MILAZZO. Mi scusi, signor Presidente, le chiedo scusa.
Detto questo, signor Presidente, lei mi pare che ha promosso una
Conferenza dei Capigruppo dove la questione è stata, diciamo,
espressamente riportata nei termini ai quali in quest'Aula però non
si dà corso. Ovvero, la norma va approvata, però noi dobbiamo
rispettare e uniformarci ad alcuni dettati o richiami che sono
arrivati formalmente in casi analoghi in alcune regioni che hanno
provato, anzi, non che hanno provato, che hanno legiferato. Su
qualche caso sono scattate anche delle sanzioni da parte di
organismi specifici: il Consiglio di Stato, la Corte di Giustizia
Europea, mi pare, sono stati detti questi dispositivi.
Ed allora, il tema è: un'Assemblea che ne assume piena coscienza,
perché i Capigruppo rappresentano i Gruppi parlamentari, noi siamo
stati informati formalmente; signor Presidente, facciamo una
parentesi: la Corte dei conti condanna quando l'amministratore
delibera coscientemente e che è il dolo.
Noi, oggi, sappiamo che approvando la norma con alcune
caratteristiche incapperemmo certamente in sanzione ed esporremmo
la norma ad impugnative. Oggi ne abbiamo assunto piena coscienza in
Conferenza dei Capigruppo e in Aula lei ha ripetuto il concetto.
Ed allora, il tema è: la norma va fatta, però, sapendo che,
onorevole Zafarana, non bisogna informare i siciliani solo se si è
massoni, giuro di non essere massone, ma nella norma va riportato
che bisogna fare dichiarazione, obbligatoria, spontanea, scrivetela
come la volete, tanto io potrò scrivere che faccio parte delle
giovani marmotte , quindi farò questa dichiarazione. Bisogna
mettere l'obbligo che qualora un deputato, secondo i principi che
ha poco fa spiegato l'onorevole Cracolici, perché noi dobbiamo dare
conto e testimonianza di trasparenza e lo dobbiamo fare, allora
nella norma non va scritta massoneria o altre, bisogna scrivere che
è fatto obbligo al deputato se appartiene ad associazioni morali,
di fratellanza, che cosa può essere, Rotary, Lions, Massoneria. Le
norme sono generali ed astratte, questo mi pare che lo abbiamo
studiato al primo anno universitario.
Allora, il tema è: le norme, che dobbiamo approvare noi, non
perché dobbiamo salvare qualcuno, perché la norma, anche approvata
in questi termini - signor Presidente e finisco, parlo a nome di
tutti i deputati - il tema è la paura che se dovesse essere
approvata con la scritta Massoneria mica si abbatterà
sull'Assemblea uno tsunami Non si abbatterà niente, però abbiamo
fatto una norma che non salvaguardia i principi di generalità ed
astrattezza.
Allora, signor Presidente, la proposta è quella che ho fatto ieri
sulla norma che riguardava la III Commissione sugli imprenditori
agricoli, ovvero, noi vogliamo fare la norma? Non la dobbiamo
rimandare in Commissione, Presidente, la Commissione onorevole
Fava, si può prendere ventiquattro ore di tempo e redigere un
dispositivo diverso che torni in Aula domani pomeriggio, martedì,
senza farla arenare la norma. Va in Commissione, ma rimane in Aula,
che si scriva una norma bene, che ci possa rappresentare tutti.
Io la norma la voglio fare, però se il tema è, approvare una
norma che abbia una caratteristica più punitiva, e non mi
rappresento in questo, voglio approvare la norma affinché chi è
massone, chi è nel Rotary, chi è nel Lions, scriva, abbia l'obbligo
di dichiarare che fa parte di una lobby, di una associazione, che
abbia l'obbligo morale, abbia l'obbligo morale di dirlo al corpo
elettorale, ai siciliani, io direi non solo al corpo elettorale
perché il Paese ci guarda, non ci guardano, onorevole Fava, solo i
siciliani.
Dicevo, onorevole Fava, io sono più per estenderla non solo
dobbiamo dare conto agli elettorali, al corpo elettorale, ma c'è
una opinione pubblica anche nazionale e, perché no, la Sicilia è
sotto gli occhi di tutti anche a livello internazionale, è una
classe politica che si distingue per trasparenza è importante, però
dobbiamo fare una norma che sia rappresentativa di tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Campagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, io userò toni molto pacati anche
perché, tra l'altro, chi parla dopo già ascolta spesso quello che
avrebbe voluto dire.
Sostanzialmente, riferendomi al ragionamento che ha fatto il
collega Cracolici che è sempre giudizioso e persona lungimirante,
sostanzialmente noi dichiariamo, e lo facciamo a questo punto
solamente per un fatto di trasparenza, tutto il nostro status
economico, e quant'altro. L'ha ribadito anche adesso l'onorevole
Milazzo e mi sembra, tutto sommato, al di là della foga che io non
condivido, ha fatto un ragionamento molto serio che poi è quello
che io avevo messo nero su bianco in un emendamento.
Se vogliano dare una immagine di trasparenza reale, io non ho
capito per quale motivo dobbiamo poi avere un atteggiamento
discriminatorio nei confronti di una associazione che io non so
come siano fatte, però non mi risulta che siano delinquenti, e
comunque sono previste dalla Costituzione. Per cui, come ben ha
detto il collega Catalfamo, la legge, la nostra Costituzione
garantisce tutte le forme di associazione per cui non c'è da
vergognarsi.
A questo punto non vedo per quale motivo, se non vogliamo essere
discriminatori dell'altro canto e non vogliamo essere non
trasparenti dall'altro canto, è molto semplice. C'è un emendamento
che è quello scritto dal sottoscritto e da altri colleghi, tra cui
l'onorevole Di Mauro e l'onorevole Pullara, che prescrivono molto
semplicemente di dichiarare per tutti noi, e lo possiamo fare
benissimo, come hanno fatto i colleghi del Movimento Cinque Stelle,
di dichiarare non solo di non appartenere alla Massoneria perché lo
riteniamo discriminatorio nei confronti dei massoni che saranno
gente, per quanto mi riguarda, perbene, ma di dichiarare a
qualsiasi tipo di associazione noi apparteniamo per un fatto di
trasparenza nei confronti dei cittadini.
Mi pare una cosa molto semplice che non dovrebbe creare problemi
a nessuno, a meno che non ci sia dietro questa norma, come qualcuno
ha detto, la malafede di dover discriminare a tutti i costi una
associazione che la dobbiamo fare diventare il nuovo diavolo a cui
dobbiamo, e non mi risulta perché se così fosse la Costituzione non
ne prevedrebbe la presenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
io vorrei tranquillizzare la collega Zafarana e il Movimento Cinque
Stelle, perché i deputati del Gruppo parlamentare
DiventeràBellissima già la settimana scorsa abbiamo depositato le
dichiarazioni di non appartenenza all'associazione massonica o
similari.
Detto questo e detto anche che poi è paradossale perché proprio in
questi giorni è stata pubblicata la notizia di alcuni quotidiani e
da diversi blog intitolata Massoni a Cinque Stelle , perché
proprio in questi giorni è emerso che un candidato al Senato del
Movimento Cinque Stelle nella lista Campania 3 - se non ricordo
male - invece apparteneva a una loggia massonica non proprio
limpidissima.
Detto questo, è scontato anche - date le mie ben note origini
politiche - la mia avversione alla massoneria, però debbo dire che
il disegno di legge non prevede una discriminazione, nel senso che
adotta qualcosa di punitivo nei confronti di appartenenti alla
Loggia massonica, prevede solo per noi che siamo deputati eletti
dagli elettori siciliani, in questo caso un dovere che poi dirò
diventa una facoltà se aboliamo le sanzioni, perché quello che è
assurdo è poi prevedere delle sanzioni.
La sanzione vera è la pubblicazione della omessa dichiarazione,
perché di questo al limite si deve trattare.
Circoscritta in questi ambiti e detto chiaramente che alla
massoneria sono equiparate quelle associazioni che hanno gli stessi
vincoli citati e descritti nell'articolo 1, io non credo che non si
stia dando luogo a chissà quale trattamento di disuguaglianza nei
confronti di chi, a condizione però - che sia chiaro - che noi non
stiamo adattando un procedimento né punitivo, né discriminatorio
per cui l'articolo 2 va emendato, nel senso che il comma 1
dell'articolo 2 deve essere abrogato.
Rimane l'articolo 2, cioè la mancata dichiarazione va pubblicata,
senza nessuna conseguenza che non quella di un eventuale giudizio
negativo dei cittadini elettori qualora lo ritengono in questi
termini. Come può anche essere per altri dichiarato un fatto - come
lo ritengo io - assolutamente marginale e ininfluente dal punto di
vista elettorale.
Però, su una norma di questo tipo imbastire chissà quale battaglia
di civiltà o chissà quale guerra di religione mi sembra veramente
eccessivo.
Come, invece, sono assolutamente contrario ad estendere questa
norma ai dipendenti o a quanto altro. Questo non c'entra
assolutamente nulla. Noi dobbiamo sottoporci al giudizio degli
elettori, i dipendenti sono qui per un pubblico concorso e non
possono essere obbligati a fare dichiarazioni diverse da quelle
richieste dalla legge. Quindi, tutti gli emendamenti in questo caso
sono assolutamente assurdi.
Il volere poi dire che io debbo dichiarare se faccio parte
dell'Associazione canottistica regionale o dell'AVIS, perché sono
socio donatore, credo che vogliamo ridicolizzare una norma che
ha, comunque, una sua filosofia che è quella di sottoporre noi
soggetti eletti dal popolo a un dovere di trasparenza maggiore
rispetto a tutti gli altri senza che per ciò confessiamo chissà
quale delitto. Perché essere iscritto alla massoneria - purché non
siano logge segrete o coperte - non è assolutamente un delitto, ma
oggi, alla luce della Costituzione repubblicana è un diritto e come
tale va salvaguardato e affrontato. Però, questo non stride con la
mia, che non essendo sanzionata poi alla fine diventa una facoltà,
di dichiarare o meno se vi appartengo o no.
PRESIDENTE. Gli emendamenti che riguardano i funzionari non li
posso considerare ammissibili perché non posso questa volta fare
discriminazione tra chi ha vinto un concorso all'Assemblea e chi
l'ha vinto da un'altra parte, poi lo Stato penserà e deciderà se
farlo per tutti i dipendenti pubblici, ma noi non lo possiamo fare
soltanto per i dipendenti di quest'Assemblea. Mi voglia scusare chi
ha presentato questi emendamenti, ma sono già considerati
inammissibili dalla Presidenza.
MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho preso la parola
chiedendo e proponendo all'Aula di consultare i capigruppo, ma
anche la Commissione, il Presidente della Commissione. Se c'è
disponibilità, da parte della Commissione, a riscrivere l'articolo
per capire se ci sono le condizioni, perché noi diversamente ci
organizziamo in un altro modo, per quanto ci riguarda.
Vogliamo capire se la norma la possiamo fare tutti insieme, con
una riscrittura da parte della Commissione o se si deve tenere
l'articolo con la sola parola massoneria .
Io vorrei sentire il Presidente ed i capigruppo, perchè può darsi
che la proposta sia accettata così come è avvenuto ieri; la
Commissione si ferma e vede se ci può essere un momento di
equilibrio.
Io non dico né di non approvare la norma né di dichiarare se uno è
massone o altro, però introdurre il principio di generalità ed
astrattezza. Si possono sentire i capigruppo se sono d'accordo? Non
dico di rinviarla in Commissione e ammazzare' la legge, la
Commissione si può fermare fino a domani mattina o due ore per
capire se può sistemare la norma.
FAVA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'onorevole Milazzo - fermo restando il disegno di
legge incardinato in Aula, quindi senza nessun rinvio in
Commissione - chiede ai capigruppo, che ora interpelleremo, se sono
disponibili a cambiare, a modificare, ad aggiustare su alcuni
articoli questa norma, fermo restando che il disegno di legge
rimane in Aula e quindi non si creerebbe nessuna eventuale perdita
di tempo. E' chiarissimo, poi interpelleremo i capigruppo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fava.
FAVA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
riaprire il dibattito, non sono d'accordo con la proposta
dell'onorevole Milazzo, di cui colgo anche lo spirito ovviamente
positivo e propositivo perché il punto non è trovare una
formulazione che possa andar bene a tutti, il punto è modificare
una formulazione facendo perdere ogni significato a questa legge.
Per le cose che sono state dette dall'onorevole Cracolici,
dall'onorevole Zafarana e dall'onorevole Assenza, il punto non è
una glasnost che noi pretendiamo dai deputati chiedendo che ci
raccontino se si sono iscritti o meno alla società canottieri
ragusana, il punto è dichiarare l'iscrizione ad una associazione
che per le sue caratteristiche di riservatezza, gerarchia e
obbedienza, rischia come peraltro detto e certificato da sentenze,
di contrastare con alcuni beni supremi che sono tutelati dalla
Costituzione, segnatamente l'articolo 97 e l'articolo 98 della
Carta costituzionale.
Lei, onorevole Milazzo, citava il Consiglio di Stato, ma lo citava
erroneamente, nel senso che è una sentenza del 6 ottobre 2003, di
fronte all'obbligo del soggetto designato nominato ad una pubblica
funzione, di comunicare alla Pubblica amministrazione
l'appartenenza o meno ad una loggia massonica, norma che era stata
impugnata ed ha dato torto agli opponenti dicendo che è una cosa
perfettamente legittima per le caratteristiche specifiche di
quell'associazione che si chiama massoneria.
Per cui, signor Presidente, la disponibilità c'è a discutere di
tutto, ma modificare l'articolo 1, modificando il senso, lo spirito
l'intenzione profonda e positiva che, mi permetta di dire, signor
Presidente, è perfettamente rappresentato nell'introduzione del
dibattito di questa sera in Aula.
Poche parole ci hanno fatto capire come in capo a questa Assemblea
c'è anche il compito, mi permetta di dire, di costruire
giurisprudenza sul piano politico, cioè far capire che c'è anche la
necessità, ogni tanto di un valore aggiunto, che un'Assemblea
assume su di sé come dovere di trasparenza e limpidezza di fronte
alla storia che ci viene consegnata. Questa è la ragione per cui
ritengo che portare in Commissione questo testo di legge serva
soltanto a perdere un'altra notte ma non modificherebbe il senso ed
il testo di questa legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cerco di cogliere la volontà di
tutti e quindi senza convocare riunione dei Capigruppo, inviterei
per un minuto i Capigruppo presenti di dire sì o no alla proposta
dell'onorevole Milazzo.
ZAFARANA. Ma se non abbiamo neanche la proposta
PRESIDENTE. Non c'è niente da leggere, non c'è un emendamento
presentato, c'è una richiesta.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Teoricamente dovrei convocare la Conferenza dei
Capigruppo, evito di farlo per farlo più velocemente.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.
LO CURTO. Signor Presidente, dalle parole dell'onorevole Fava
traspare quello che io ho sempre definito la chiara, la non chiara
volontà di fare emergere nell'opinione pubblica il convincimento
che la massoneria sia qualcosa di meno trasparente rispetto
all'appartenenza ad un'associazione culturale, sportiva o
religiosa.
Le chiedo e mi chiedo, ma quest'Assemblea, poiché l'onorevole
Fava ha parlato di giurisprudenza politica, può trasformarsi in
un'arena nella quale si può agire e si può legiferare a prescindere
da quello che è il dettato costituzionale? A prescindere ed in modo
difforme da quelle che sono le sentenze della Corte di giustizia
europea che condannano altre regioni nello stesso tema e per la
stessa ragione?
Onorevole Fava e tutti noi e coloro che sono stati qui fautori e
sostenitori di questa norma, dovete dircelo se avete il sospetto
che la massoneria sia un'associazione segreta che agisce in
difformità dalle leggi dello Stato e della Costituzione. Se questo
è, è ben più quello che ci aspettiamo da questa parte politica, non
un semplice disegno di legge ma mi auguro che fiocchino le denunce
in massa nei confronti del Grand'Oriente di Italia e di tutte le
logge massoniche, non so quali siano e quante siano. Di questo
dobbiamo parlare.
Se così non è, perché si deve discriminare? La discriminazione
che questo disegno di legge pone in essere viola i principi della
Costituzione e delle leggi dello Stato.
Signor Presidente, non solo ribadisco che questa è una legge
impossibile da votare e per questo la richiamo ai suoi doveri di
Presidente dell'Assemblea perché lei ha il dovere di tutelare
quest'Assemblea anche da ciò che l'Assemblea volesse fare,
indipendentemente dalle leggi dello Stato e dalla Costituzione,
legge fondante di tutte le leggi di cui anche noi nel nostro
mestiere di legislatori dobbiamo soggiacere.
L'obbligo della trasparenza è nel recepimento dei principi
costituzionali. L'obbligo dell'obbedienza cui fanno riferimento il
Grand'Oriente di Italia e le logge massoniche è l'obbligo di
obbedienza alla Costituzione, alle leggi dello Stato, lo dichiarano
ed è pubblico nel loro statuto, Presidente.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Lo Curto.
LO CURTO. E' una discussione da portare avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, dobbiamo fare un minimo di
ordine. Non stiamo riaprendo la discussione, ci deve dire soltanto
in questo momento se è favorevole o contraria alla proposta di
Milazzo.
Visto che sono stato tirato in ballo, credo di avere fatto il
mio dovere facendo prima una Conferenza dei Capigruppo in cui ho
spiegato e mi è stato anche spiegato quali siano i reali problemi
di natura costituzionale che questa legge pone. Poi avvertendo
l'Aula - prima dell'inizio della discussione - che esistono
problemi di natura costituzionale.
Non possiamo riaprire tutti gli interventi. Lei mi deve dire
soltanto sì o no, fermo restando il disegno di legge in Aula, se è
favorevole alla proposta dell'onorevole Milazzo di rivedere in
Commissione, la possibilità di riscriverla, di fare una riscrittura
con alcune modifiche. Deve dire solo sì o no.
LO CURTO. Sì, signor Presidente, sono d'accordo alla proposta
dell'onorevole Milazzo.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono un po'
perplesso su quanto sta accadendo oggi, perché sappiamo che ci
potremmo dotare anche di un codice etico interno. Noi per primi, su
richiesta della Commissione che ha proposto questo obbligo per i
deputati, abbiamo prontamente, durante il dibattito d'Aula,
preparato cinque moduli in cui abbiamo sottoscritto la non
appartenenza.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Aricò, avevo dimenticato prima che
vorrei comunicare all'Assemblea che ho ricevuto la quasi totalità
da parte dei deputati la dichiarazione di non appartenenza alla
massoneria. Credo che ne manchino 4-5.
ARICO'. Signor Presidente, noi siamo stati i primi formalmente a
mettere nero su bianco a prendere carta e penna e a sottoscrivere
una non appartenenza.
Oggi, ci stiamo impantanando perché avremmo potuto dotarci di 70
deputati presenti oggi qui in Aula, insieme ai membri della Giunta
quelli non deputati, che avrebbero potuto sottoscrivere la non
appartenenza. Invece, stiamo andando avanti, ci stiamo
probabilmente facendo del male su richiami alla Costituzione, su
richiami alla sentenza. Addirittura, in Conferenza dei Capigruppo
abbiamo visto come tutto questo potrebbe costituire una violazione
della Convenzione europea dei diritti dell'uomo all'articolo 14 e
il combinato disposto all'articolo 11, su una sentenza del 2004.
Signor Presidente, qua siamo tutti affinché ogni deputato
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, la prego, o sì o no alla proposta
dell'onorevole Milazzo. Poi, queste cose le discuta durante il
dibattito sulla legge. La prego, io ho bisogno di sapere sulla
proposta di Milazzo se c'è la volontà di tornare .
ARICO'. Il ritorno in Commissione?
PRESIDENTE. Non in Commissione, il disegno di legge rimane in
Aula, di una riunione che può essere di un'ora, di due ore
ARICO'. Signor Presidente, se il disegno di legge rimane in Aula
con fermezza, noi andiamo avanti sulle norme e riprendiamo su
questo punto all'ordine del giorno, valutando le perplessità degli
Uffici ed evitando che ci possono fare impantanare una volta in più
e potrebbe essere impugnata o comunque potrebbe andare contro ai
dettami della Costituzione, io sono favorevole. Se dovesse essere,
invece, la scusa per un temporeggiamento sono assolutamente
contrario e sono per andare avanti.
PRESIDENTE. Assolutamente no, perché comunque la proposta
dell'onorevole Milazzo lascia in Aula il disegno di legge. Quindi
c'è da fermarsi una ora, due ore, non so quanto e ritornare.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io voglio dire due cose velocemente.
La prima è che viene fuori da questo dibattito che noi dovremmo
cambiare Regolamento, perché mettere all'ordine del giorno un
disegno di legge che non ha il conforto degli Uffici determina una
condizione simile a quella di stasera. Perché stasera, ovviamente,
ci si trova tutti quanti in difficoltà in quanto il disegno di
legge è arrivato a questo punto, fare un passo indietro sembrerebbe
che ci sia chissà quale interesse.
La prima cosa che le chiedo, signor Presidente, è la convocazione
urgente della Commissione per il Regolamento, perché non è
possibile che ci siano disegni di legge che sono palesemente
incostituzionali, e non mi si dica che non è così perché è così, e
che invece sono all'ordine del giorno e alla votazione finale si
pone il problema della richiesta...
La seconda questione. Noi siamo d'accordo con la proposta
dell'onorevole Milazzo, siamo consapevoli probabilmente di essere
in minoranza, ma lo facciamo con la dignità di chi pretende che qui
uomini e donne di questo Parlamento dovrebbero essere liberi di
decidere e di associarsi con chi ritengono opportuno.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente in
qualità del Gruppo misto, di cui fa anche parte l'onorevole Fava,
personalmente posso esprimere adesso il mio parere in quanto
deputato che, in qualche modo, contempera due esigenze: quella che
mi ha visto anche partecipe nella trattazione del disegno di legge
che l'onorevole Fava ha portato in Aula, ha portato in Commissione
prima, ai lavori ho partecipato anche io perché interessata a
comprendere la portata della norma che, se viene snaturata rispetto
a quella che era l'intenzione che io ricordo essere stata più volte
esplicitata che, appunto, è semplicemente una norma che riguarda la
trasparenza di soggetti che devono rendere, nei confronti del corpo
elettorale, un maggiore sforzo di trasparenza, ammesso che questo
sia costituzionale o meno. Dall'altra parte, però, ritengo pure
che, probabilmente, un momento di approfondimento potrebbe far sì
che questa sia una norma che non sia il frutto di qualche partito,
o di qualche gruppo o che sia la norma soltanto dell'onorevole
Fava.
Ringraziamo l'onorevole Fava perché ci ha messo in condizioni di
trattare un tema delicato su cui stiamo dibattendo, per cui
diventa, a quel punto, una norma del Parlamento,
Ritengo che, in questo momento, doversi fregiare e dire io non
sono massone , neanche io sono massone ma voglio dire non credo che
sia questa la ratio della norma, la ratio della norma è quella di
dare trasparenza a un percorso che ciascuno di noi, in quanto
deputato, fa; è fare delle ulteriori integrazioni a quelle che sono
le dichiarazioni già rese, non lo vedo un problema, né un pericolo,
né tantomeno una discriminazione.
Ritengo che, però, questa debba essere una norma del Parlamento e
non soltanto di una parte di questo Parlamento, per cui se è
necessario un approfondimento che ci consenta di poter far sì che
questa sia una norma di tutti, credo che avremmo fatto soltanto una
cosa utile e buona per i siciliani che ci guardano e ci osservano,
anche in questo momento, per cui in questo senso sono d'accordo.
Diversamente se questa non fosse, poi, la volontà comune, sono
d'accordo con l'onorevole Fava rispetto alla portata della norma.
PRESIDENTE. Mancano soltanto due Capigruppo per esprimere il
parere: l'onorevole D'Agostino e l'onorevole Catalfamo.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
contrario alla proposta dell'onorevole Milazzo e, quindi, credo che
si debba invece valutare e votare sul testo, avendo l'onestà
intellettuale, in questo Parlamento, di dichiarare se si è massone
- io, senza alcun dubbio, posso dire di non esserlo - ma anche nel
principio sempre dell'astrattezza per poter dire con serenità se lo
si è.
Proprio perché non si deve criminalizzare assolutamente
l'appartenere ad una loggia massonica, non vedo per quale motivo lo
si debba nascondere. I motivi che sono stati addotti, che stanno a
fondamento del disegno di legge, sono quelli della particolarità e
della specificità dell'organizzazione massonica che è ben diversa
da qualunque altro tipo di associazione più o meno pubblica.
Quindi, cercare di equipararli, cercare di confondere le idee con
questi princìpi di diritto che non esistono, credo che sia un fatto
singolare e non credo che faccia onore a questo Parlamento ed al
dibattito di questo Parlamento.
Si abbia piuttosto il coraggio, la voglia, si senta la necessità
di esprimersi sull'argomento senza creare una tensione che appare
addirittura immotivata, senza creare argomentazioni e
strumentalizzazioni che ho sentito pochi minuti fa, che mi sembrano
assolutamente privi di senso e fuori anche dallo spirito delle
norma stessa, si rientri, invece, nello spirito della norma e si
dia ai cittadini siciliani la certezza di appartenere o non
appartenere a logge massoniche dopo essere stati eletti deputati e
nella funzione di deputato regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, oggi mi state dando troppe
responsabilità di decisione.
Questa Conferenza dei Capigruppo virtuale , di fatto, ha dato una
maggioranza ai gruppi che intendono fare un approfondimento in
Commissione.
ZAFARANA. Non è vero assolutamente
(Proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. UDC, Fratelli d'Italia, DiventeràBellissima, Forza
Italia... Sono cinque contro tre.
ZAFARANA. E la rappresentatività?
PRESIDENTE. Scusate, se mi fate parlare, io sto dicendo un'altra
cosa.
Onorevole Zafarana, mi faccia concludere il mio intervento. Ho
detto che la maggioranza dei Capigruppo è inequivocabile E'
inutile che mi fate storie sulla maggioranza Cinque a tre
significa cinque a tre e non si può discutere
CIANCIO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Alla prossima parola scampanello e rinvio la seduta
Onorevoli colleghi, considerato che sono le ore 20.00, la seduta è
sospesa e riprenderà, domani, giovedì 4 ottobre 2018, alle ore
16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.06 di mercoledì 3 ottobre 2018, è
ripresa
alle ore 16.04 di giovedì 4 ottobre 2018)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino Governo e
Commissione, sospendo l'Aula per dieci minuti. Alla ripresa
cominceremo con le votazioni.
(La seduta, sospesa alle ore 16.05, è ripresa alle ore 16.32)
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 16/A
PRESIDENTE. Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea
Regionale Siciliana
e degli assessori regionali
1. Entro quarantacinque giorni dall'insediamento, i deputati
dell'Assemblea regionale siciliana, il Presidente della Regione ed
i componenti della Giunta regionale sono tenuti a depositare,
presso l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana,
una dichiarazione, anche negativa, sull'eventuale appartenenza a
qualunque titolo ad associazioni massoniche o similari che creano
vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza, precisandone la
denominazione, qualora tale condizione sussista».
Si passa all'emendamento 1.12, soppressivo, a firma degli
onorevoli Compagnone ed altri.
Lo pongo in votazione.
CRAOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
Votanti 27
Maggioranza 14
Favorevoli 0
Contrari 27
Astenuti 3
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.13, a firma dell'onorevole Catalfamo.
CANCELLERI CRAC Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.13
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 45
Votanti 37
Maggioranza 19
Favorevoli 7
Contrari 30
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11, a firma degli onorevoli
Compagnone, Pullara e Di Mauro.
CRACOLICI CRAC Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.11
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 46
Votanti 34
Maggioranza 18
Favorevoli 4
Contrari 30
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 1.9.1, a firma dell'onorevole Aricò.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.9.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento 1.9.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 47
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 13
Contrari 30
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.9, a firma dell'onorevole Pullara.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .... 47
Votanti 33
Maggioranza 17
Favorevoli 5
Contrari 28
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.6. Comunico che sono stati presentati i
subemendamenti 1.6.1 e 1.6.2.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi stiamo
disciplinando una materia che riguarda lo status nostro, cioè dei
deputati che una volta eletti con legge sono vincolati da una
dichiarazione di appartenenza o meno alla massoneria, per farmi
capire.
Questa è materia, per chi viene eletto sia al Consiglio comunale
che all'interno del Comune perché o una legge si fa per impedire
candidature - quindi diventa un elemento che agisce sul diritto di
elettorato attivo - o se invece riguarda gli eletti, sono gli
statuti degli organi elettivi che possono autodisciplinarsi;
quindi, anche i Comuni, laddove volessero, potranno fare questo, ma
noi non possiamo con legge stabilire che i consiglieri comunali,
una volta eletti, devono fare una dichiarazione, perché stiamo
eccedendo sul limite della nostra funzione.
Com'è noto io sono d'accordo alla legge, ma gli eccessi non li
sopporto. Quindi, se questo emendamento viene mantenuto, io voterò
contro perché non sono convinto. Penso, cioè, che non c'entri nulla
con la norma che stiamo facendo. Stessa ragione riguardava ieri la
questione dei dipendenti pubblici. Non possiamo disciplinare cose
che non riguardano noi stessi.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, intanto stiamo disciplinando
anche gli Assessori non deputati, per cui facciamo altro e
teoricamente anche noi potremmo disciplinarci con regolamento
anziché con una legge. In questo marasma di confusione è meglio
votare e non parlarne più.
Pongo in votazione il subemendamento 1.6.1.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.6.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 1.6.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 47
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 30
Contrari 12
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.6.2. Lo pongo in votazione.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.6.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.6.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 47
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 18
Contrari 23
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.6 che estende l'obbligo ai sindaci e
agli assessori comunali.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, intanto l'Aula si è espressa su un
emendamento similare e penso che questo emendamento sia superato.
Però - lo vorrei rimarcare all'Aula - io ho presentato questo
emendamento, che poco fa abbiamo bocciato provocatoriamente, per
certificare all'Aula una cosa. Quest'Aula non è vero che approva
una norma per la trasparenza, per tutto quello che da tre giorni
l'onorevole Cracolici ci mescola, perché noi siamo personaggi
pubblici; non è vero niente
Questa norma, poco fa l'Aula ha certificato, serve per colpire
una sola categoria. Questa norma, con il voto che c'è stato poco
fa, perché non si poteva scrivere Opus Dei o similari o Cavalieri
di Malta e similari?
FAVA, relatore. Perché non sono associazioni riservate.
MILAZZO. Onorevole Fava, io le riconosco onestà intellettuale,
correttezza e buona fede. Più di questo non mi può chiedere. Però,
con l'onorevole Cracolici mi deve fare campare pure, giusto? Lui
dice che questa norma - lo ha affermato, magari sarà pure giusto -
siccome noi siamo deputati, siamo chiamati ad esprimere concetti di
moralità e di trasparenza. Ma con il voto che abbiamo poco fa
espresso ed io per voto segreto - perché non mi piace mai giocare
al massacro - abbiamo certificato che questa norma per alcuni serve
solo a consumare un capriccio o forse, chissà ai posteri, una
vendetta solo con una categoria. Perché se fosse stata una norma
con i principi che ha spiegato l'onorevole Cracolici - ovviamente
non è un attacco personale all'onorevole Cracolici, ma ai principi
che lui ha evidenziato qui in Aula - avremmo approvato norme che
esprimevano criteri di generalità e astrattezza, cioè associazioni
di fratellanza, di tipo morale, religioso. Poco fa abbiamo
certificato che vogliamo fare un'altra cosa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io vorrei ricordare al collega
Milazzo che lui può presentare tutti gli emendamenti. Com'è noto,
noi abbiamo chiesto il voto palese mettendoci la faccia sui voti.
Che uno presenti l'emendamento e chieda il voto segreto e poi
richiama un principio di trasparenza mi sembra contraddittorio.
DI MAURO. Dal 2001 che chiedi il voto segreto in Aula Ma che
racconti? Faccia tosta Il voto segreto lo chiedi da 15 anni
CRACOLICI. Onorevole Di Mauro, si calmi
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si rivolga alla Presidenza.
CRACOLICI. Qualunque emendamento che si fa per fare una battaglia
più trasparente degli altri, uno chiede che venga votato in maniera
palese e ci si mette la faccia.
Io ho dichiarato di essere contrario alla cosa dei consiglieri
comunali, sono intervenuto dicendo che sono contrario. Sull'Opus
Dei, siccome lo ritengo un eccesso rispetto a questa norma ho
votato contro, avrei votato contro anche a voto palese, senza
nascondermi, su queste questioni, nel voto segreto. Se vogliamo
portare in porto la legge ognuno esprima le proprie opinioni ma in
maniera trasparente.
MILAZZO. Nell'Opus Dei c'è la comunione gerarchica; è peggio
dell'obbedienza .
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
io volevo solo fare una precisazione: ritengo che la lettera della
norma, appunto, che dice associazioni massoniche o similari che
creano vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza,
precisandone denominazione qualora tra le condizioni sussista ,
non lascia alcun dubbio che anche gli appartenenti e gli iscritti
ad associazioni quali movimenti, non so come definirli, quali
l'Opus Dei, devono senza alcun dubbio, e lo ripeto, senza alcun
dubbio, rendere la medesima dichiarazione che deve richiedere un
eventuale aderente ad una loggia massonica.
Quindi, ad interpretazione della ratio di questa norma, perché la
ratio è importante quanto la legge, quanto la lettera, credo che
non ci sia dubbio e che resti agli atti.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, lei ha toccato un punto cruciale,
ma mi scusi, per saperlo: il Rotary c'è dentro o no? Giusto per
capirlo, perché quello che ha detto l'onorevole Milazzo era una
cosa di precisazione, quello che dice lei è uno dei motivi per cui
ci sono stati dei problemi ieri, cioè lasciare nell'immaginazione
di chi deve firmare se la propria associazione è a carattere di
riservatezza o meno; allora, o si dice per quali, oppure no.
Quindi, in questo momento io credo che sia la massoneria, punto.
Siccome io non faccio parte dell'Opus Dei, ma se ne facessi parte
non mi sentirei obbligato a farlo.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, io mi definisco indignata per quello
che accade in quest'Aula di Parlamento perché si sta consumando un
atto illiberale e liberticida, liberticida della democrazia.
Stiamo legiferando sul nulla, sapendo, peraltro, perché ieri il
Segretario generale dell'Assemblea regionale si è espresso con
estrema chiarezza: questa norma non doveva arrivare in quest'Aula,
Presidente, e non ci doveva arrivare perché ci sono profili di
incostituzionalità, perché contraddice la giurisprudenza a livello
europeo. Ne consegue che, veramente, noi stiamo facendo una
ridicola figura e la stiamo facendo - lo voglio dire, Presidente -
perché abbiamo paura di pronunciare la parola massoneria, come se
la massoneria, ripeto, fosse una società segreta e una società dove
si annida la criminalità e la mafia.
Ne consegue che davvero mi sento indignata e mi verrebbe voglia di
abbandonare l'Aula come segno di rispetto per il mio ruolo, che è
di garanzia per la democrazia, perché io sono qua ad esercitare il
ruolo del parlamentare.
Vorrei ricordare a tutti voi, ha fatto bene l'onorevole Milazzo a
parlare di Opus Dei, perché la Chiesa - a cui io, pure, sono
obbediente perché cattolica - ha da sempre condizionato la vita del
Parlamento nazionale e la capacità di legiferare.
Ricordo le battaglie fatte dalla Chiesa contro l'aborto, ricordo
ancora prima quelle contro - e che non era contro l'aborto,
peraltro lo Stato protegge la maternità con quella norma - ed
ancora contro il divorzio e così ancora si esprime contro norme di
natura bioetica che, invece, dovrebbero connotare la capacità di un
Parlamento di essere garante di fronte ai cittadini, tutti quanti.
Ed allora, io mi chiedo se noi siamo qui diretti da qualcuno che
ha deciso che si deve impallinare, inchiodare, portare al palo la
massoneria mi si dica, altrimenti, veramente, mi sento
profondamente offesa e indignata dall'agire di questo Parlamento
che non ha il coraggio di esprimersi con la dovuta chiarezza, col
senso di responsabilità.
Non c'è obbedienza nello statuto del GOI che non siano le leggi
dello Stato e la Costituzione.
Ritengo una norma cattiva, la ritengo cattiva, malefica, con
l'intento solo ed esclusivo di colpire la massoneria ed ingenerare
nel pensiero di tutti, nel pensiero di tutta la cittadinanza e la
popolazione, che bisogna dichiarare di essere o non essere massoni.
Posso dichiarare quello che voglio, ma ai cittadini la cosa più
importante che serve sapere è se qui si tutelano i loro interessi,
i loro diritti, se si lavora, perché si crei lavoro, occupazione,
sviluppo.
Questo è il vero interesse dei cittadini, rispetto a cui noi
dovremmo porci qualche interrogativo in più.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, un paio di considerazioni. La prima:
se volevamo dare trasparenza, non vedo il problema di inserire
un'elencazione di organizzazioni, anche lasciandole - come dire -
poi, con un eccetera , ma lasciando le principali e non capisco
perché non lo stiamo facendo. Non è vero, quindi, che volevamo fare
trasparenza.
Dall'altro punto di vista, signor Presidente, sono contento. Io
sto votando contro, ma approveremo una norma che verrà impugnata e
bocciata. Lasciamo, tranquillamente, la parola massoneria', tanto
sarà una norma che, oggi, avrà fatto un manifesto, ma domani sarà
bocciata e bollata.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il subemendamento
1.6.3, a firma dell'onorevole Milazzo, che è in distribuzione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Cannata, Genovese ed Amata.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 16/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.6 è quello con cui
si estende la norma che noi staremmo per votare, si estende ad
altri.
MILAZZO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 1.6.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Onorevole Cancelleri, sbagliando si impara.
Onorevole Cracolici - ed onorevole De Luca - , poco fa ha detto,
perché dobbiamo chiedere il voto nominale ed io ora chiederò il
voto nominale.
L'onorevole De Luca ha detto che con similari ed altri
includiamo tutto. Allora, non succede niente se sostituiamo
massoneria con Cavalieri di Malta, tanto massoneria è inglobato in
similari. Ora, col voto nominale, tutto quello che avete detto tre
minuti fa, dovete dare seguito. Ora, voglio vedere come vota
l'Aula. Io chiederò il voto nominale, signor Presidente.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.6.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento 1.6.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 47
Votanti 36
Maggioranza 19
Favorevoli 7
Contrari 29
Astenuti 5
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, io non so quanto sia ammissibile l'emendamento
1.6, perché noi stiamo andando ad incidere su fatti di altri, per
cui, veramente, sono indeciso se considerarlo proponibile o meno.
E', oggettivamente, come dire, anomalo che noi possiamo andare a
decidere, per altri, quello che devono fare.
Io, personalmente, inviterei al ritiro di questo emendamento.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, noi siamo il Parlamento che decide la
legge elettorale dei comuni, che decide il gettone di presenza dei
consiglieri comunali, penso che non ci sia nulla di illegittimo nel
decidere se anche i consiglieri comunali devono dare una
comunicazione che noi attribuiamo a noi stessi.
Per cui io, invece, le chiedo di mettere in votazione
l'emendamento in questione.
PRESIDENTE. Quello a cui si riferisce lei sono fatti
preelettorali, non posso. Noi decidiamo chi può essere eletto non
il comportamento di chi è stato eletto. Ma non ha importanza.
Pongo in votazione l'emendamento 1.6.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
votanti 36
Maggioranza 19
Favorevoli 28
Contrari 8
Astenuti 6
(E' approvato)
Essendo stato approvato l'emendamento 1.6, noi non possiamo avere
dagli assessori, se questi non sono deputati, una dichiarazione
consegnata alla Presidenza dell'Assemblea.
Quindi, eventualmente, deve essere presentata al Presidente della
Regione. Per cui dobbiamo, per forza di cose, votare un emendamento
correttivo.
FAVA, relatore. Signor Presidente, ho presentato un emendamento
proprio su questo.
PRESIDENTE. E lo stiamo votando.
E' una pura correzione perché non possiamo avere, da chi non è
stato eletto deputato dell'ARS, una dichiarazione fatta a questo
Parlamento.
Si passa all'emendamento 1.17. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, è necessaria una sospensione perché, essendo
stato approvato l'emendamento che applica questa norma anche ai
consigli comunali, bisogna che venga scritto come viene data la
pubblicità dei consiglieri comunali su questa delicata materia.
Per cui sospendo l'Aula per dieci minuti. La seduta, pertanto,
riprenderà alle ore 17.20.
(La seduta, sospesa alle ore 17.09, è ripresa alle ore 17.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Sanzioni
1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, sentito
l'Ufficio di Presidenza, stabilisce le sanzioni collegate al
mancato deposito della dichiarazione di cui all'articolo 1 nel
termine indicato.
2. In caso di mancato deposito della dichiarazione, il Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana ne dà comunicazione
all'Assemblea. La comunicazione è pubblicata nel sito istituzionale
dell'Assemblea regionale siciliana».
Onorevole Pellegrino, l'emendamento della Commissione 2.13 va bene
così?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Assolutamente sì.
PRESIDENTE. E' stato distribuito?
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, volevo fare notare che l'emendamento
1.10 è aggiuntivo, quindi, non è precluso dall'approvazione
dell'1.6.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, l'articolo 1 è chiuso; in ogni caso
la materia dell'emendamento 1.10 è materia dell'articolo 2 per cui
lo mettiamo nell'articolo 2.
ZAFARANA. Non abbiamo votato l'articolo 1.
PRESIDENTE. Noi, con l'emendamento 1.6, che era interamente
sostitutivo dell'articolo 1, abbiamo votato l'articolo 1. Siamo
adesso all'articolo 2. Abbiamo sospeso un attimo l'Aula perché era
necessario un emendamento all'articolo 2, di cui stiamo trattando,
perché si sono aggiunti i sindaci, i comuni, i consiglieri comunali
eccetera, per cui è stato necessario aggiustare l'articolo 2.
L'articolo 1 è chiuso.
L'emendamento 2.13 della Commissione è stato distribuito?
La Commissione ha presentato un emendamento, il 2.13, che è
interamente sostitutivo dell'articolo 2.
Onorevole Ciancio, lei fa parte della Commissione: siete d'accordo
o no?
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
che abbiamo presentato è sostitutivo del comma 2, non anche del
comma 1, quindi, non dell'intero articolo. Se noi sostituiamo tutto
l'articolo C'è un refuso? Forse non si sono capiti con gli uffici,
ma così eliminiamo anche il comma 1 che è la sanzione, quindi,
facciamo attenzione.
PRESIDENTE. Voi della Commissione mettetevi d'accordo. Io ho un
emendamento firmato dalla Commissione che dice che l'articolo 2 è
sostituito dal seguente Per cui tutto l'articolo 2 è sostituito da
questo, non comma 1 e comma 2, ma tutto l'articolo 2 è sostituito.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Va bene così.
FAVA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questo emendamento, che ha l'intenzione di sostituire l'intero
articolo 2, vada incontro ad uno degli emendamenti che è stato
presentato per la soppressione del primo comma. Io vorrei spiegare
perché sono d'accordo.
Credo che il punto - anche per sfrondare ogni dubbio, ogni ansia,
ogni preoccupazione e mitologia negativa - è di non considerare
questa come una legge punitiva nei confronti di coloro che hanno
scelto di iscriversi alla massoneria. Vi dico, anzi, che non mi
presento qui dicendo in premessa io non sono massone ma dicendo
che se io fossi massone avrei l'orgoglio di dichiararlo e
ringrazierei questa Assemblea regionale perché mi dà l'opportunità
di dichiararlo assumendo che quella scelta, vissuta con orgoglio, è
una scelta che si può, con altrettanto orgoglio, condividere.
Noi qui stiamo sanzionando la scelta di non dichiarare, non di
iscriversi alla massoneria o ad altre associazioni. Indichiamo solo
la massoneria, per ciò che è stato ricordato da molti interventi,
per caratteristiche specifiche che appartengono soltanto
all'adesione alla massoneria.
Vorrei ricordare che non c'è alcuna sentenza della Corte
Costituzionale, né alcun ricorso alla Corte Costituzionale che
riguardi la legittimità di norme contenute in altri consigli
regionali, ci sono soltanto due ricorsi presentati davanti alla
Commissione europea per i diritti dell'uomo e riguardano un caso in
cui l'iscrizione alla massoneria, o la mancata dichiarazione, sono
fatti ostativi: non ti puoi candidare o non puoi essere nominato.
Non è il nostro caso, perché noi ci rivolgiamo soltanto agli
eletti, nessuno mette in discussione la legittimità della loro
nomina, chiediamo soltanto un atto dichiarativo così com'è stato
interpretato in molti interventi. Per questa ragione io credo che
il punto non sia la quantità, il rumore, la forza della sanzione.
Per me la sanzione, se io decido di non dichiarare, è il fatto che
si sappia che l'onorevole Claudio Fava, di fronte ad una legge che
gli chiede di dichiarare se iscritto o meno all'associazione
massonica, ha deciso di non dichiarare e che tutto questo venga
iscritto nelle gazzette e negli albi ufficiali della Regione, o dei
consigli comunali, lo considero la più alta delle sanzioni, perché
stiamo parlando di un dovere di trasparenza e la sanzione per chi
omette un dovere di trasparenza non è la multa, colleghi, è il
fatto che sappiano tutti che tu hai deciso di tacere sulla
richiesta di trasparenza Questo per tranquillizzare chi continua a
ritenere che qui si stia combattendo una guerra campale contro la
massoneria.
Vi prego, colleghi, di non permettere che questa idea - per quanto
ci sia il bisogno di farla apparire così all'esterno - resti a
verbale nei nostri atti: nessun intervento contro la massoneria I
massoni hanno pienamente diritto ad iscriversi ad una loggia, a
candidarsi, ad essere eletti, noi chiediamo solo un dovere di
trasparenza e chiediamo che questo dovere di trasparenza, qualora
venga meno con una mancanza di rispetto nei confronti
dell'Assemblea e nei confronti dell'intera comunità siciliana,
venga sanzionato indicando il fatto che il deputato ha scelto di
non dichiarare.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
semplicemente per ribadire già quanto detto ieri essendo
l'estensore del subemendamento che ho appena ripresentato che
prevede la sanzione in caso di mancata dichiarazione o, in
particolare, di dichiarazione mendace.
Desidero ribadire, come già ha fatto chi mi ha preceduto, che la
sanzione non riguarda in alcun modo l'appartenenza del soggetto
alla loggia massonica o ad associazione similare, ma semplicemente
l'eventuale dichiarazione mendace perché noi non possiamo non
prevedere una sanzione qualora uno di noi rendesse una
dichiarazione falsa in dispregio a una legge che noi stessi abbiamo
votato e che a noi stessi si rivolge. Tant'è che prevediamo la
sanzione solo per noi deputati regionali qualora andassimo a
rendere una dichiarazione falsa.
Una norma senza un precetto è una norma depotenziata, per cui è
importante che anche questo sia accolto favorevolmente dall'Aula
alla quale ci rimettiamo.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, noi non siamo nelle condizioni di
decidere se una dichiarazione è mendace. Quello lo fa la
magistratura, per cui se qualcuno dichiarasse qualche cosa di falso
avrebbe un problema di tipo penale, non possiamo noi stabilire la
sanzione per chi dichiara il falso. Ci sono già altri strumenti e
altre Istituzioni che lo fanno.
L'emendamento, così come è formulato, non è ammissibile.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, io in questo dibattito, su questo
testo, contrariamente a come accade spesso, non sono intervenuto
perché è un dibattito, onestamente, che fino ad ora mi ha
appassionato poco.
Intervengo per chiederle una cosa: esiste un modulo per iscriversi
alla Massoneria? Dove lo posso ritirare? Nella norma ancora non
c'è. Noi da circa un mese stiamo portando in questo Parlamento un
dibattito, che passa prima dall'attività della Commissione e adesso
arriva in Aula.
Giuristi si stanno interrogando sulla costituzionalità o meno del
provvedimento. C'è stato un grido unanime da parte di tutti noi
parlamentari - non mi sottrarrò neanche io, lo dirò anche io che
non sono massone - tutti e settanta deputati abbiamo dichiarato di
non essere appartenenti alla Massoneria.
Mi sembra che l'unica cosa che in questa norma che,
oggettivamente, non so quanto sia utile al dibattito che riguarda i
siciliani, l'unico articolo che, di fatto, in effetti, poteva
creare una serie di contraddizioni era legato, Presidente Fava,
alla sanzione.
Tant'è che io dissi che era quantomeno buffo demandare, dare una
responsabilità al Presidente dell'Assemblea di capire - anche
perché credo che lei, Signor Presidente, questa responsabilità non
se la prendeva nemmeno e faceva bene - demandare alla scelta del
Presidente dell'Assemblea la sanzione, quando applicarla e,
soprattutto, con che caratteristiche. Così come è stata presentata
la riscrittura di questo articolo 2 - solo per questo, Presidente
Fava, io adesso intervengo nel dibattito - Presidente Miccichè, a
me convince.
Nel momento in cui io so qual è la sanzione e la sanzione può
essere soltanto la pubblicazione del mio nome tra gli iscritti alla
massoneria, poi è mia scelta, potrò andarne orgoglioso o potrò
vergognarmene, perché il dibattito oggi è stato tra apocalittici e
integrati, tra soggetti che definivano l'associazione segreta e
criminale e soggetti che, invece, ne parlavano come un'associazione
di fratellanza e di solidarietà.
Io sono esattamente per questa impostazione, sono per votare la
riscrittura dell'articolo 2, così come è stata presentata dalla
Commissione e dall'onorevole Fava, appongo la mia firma a questa
riscrittura e sono per portare l'approvazione del disegno di legge
così com'è e farlo, però, prima possibile perché tutti voi girate
per il territorio e, sinceramente, il rischio è quello di metterla
in ridicolo in questo dibattito.
Il Parlamento rischia di ridicolizzarsi, per questo non sono
intervenuto e per questo intervengo su questa riscrittura, per
porre, poi, fine a questo dibattito, per riprendere, invece, a
parlare e riportare in discussione, signor Presidente
dell'Assemblea, i numerosi, troppi disegni di legge che, invece,
non trovano ancora un dibattito all'ordine del giorno, che
riguardano i temi del lavoro, i temi delle infrastrutture, i temi
del precariato, i temi delle tante categorie che ci chiedono un
intervento celere.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
volevo dire questo: per quanto riguarda l'articolo 1, avevamo
scritto quell'emendamento in cui si eliminava, sostanzialmente, la
parola massone , perché ritenevamo che, sempre per quel
ragionamento della trasparenza, se era questo il problema, tutti
dovessero dichiarare con la massima serenità a qualunque
associazione, che ha influenza sullo Stato o sulla politica,
dovessero in qualche modo ascriversi, tutto qua. Alla fine, la
prima parte della legge è passata così, non ci stracciamo le vesti.
La riscrittura dell'articolo 2 mi convince rispetto a com'era,
invece, impostato che era una cosa - scusate - semplicemente
ridicola che si demandasse al Presidente dell'Assemblea di dovere
fare le Cosa facevamo le punizioni corporali?
Mi convince, invece, il ragionamento che ha fatto l'onorevole Fava
e la riscrittura di questo emendamento per cui, per quanto mi
riguarda, io, il collega Pullara e Roberto Di Mauro, ritiriamo
l'emendamento 2.8 che era soppressivo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono tutti ritirati? C'è
un subemendamento 2.13.2 a firma dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Signor Presidente, in verità sono due subemendamenti ma
faccio un unico intervento. Lo distribuiranno. Uno è presentato al
comma 4 e, quello che seguirà, è presentato al comma 1, ovvero: uno
si riferisce ai deputati e l'altro ai consiglieri comunali.
Onorevole Fava, l'ultimo appello prima di lasciare sportivamente
il campo al voto democratico e libero, almeno per quanto mi
riguarda, l'ultima considerazione, ed è molto seria, i miei
emendamenti, qualcuno ci ha scherzato sopra, però, io li ho
motivati e le motivazioni hanno un proprio significato.
Quest'ultimo, il seguente: io mi candido a fare il parlamentare
regionale e mi sono candidato - onorevole Cracolici - con
determinate condizioni in un determinato momento politico e storico
ben fotografato; oggi, a distanza di otto mesi dalla mia elezione,
così come gli altri deputati, io potrei trovarmi in una situazione
- giuro, ancora una volta, di non essere massone - potrei trovarmi
nella mia condizione di essere massone e mi confronto con l'onestà
intellettuale dell'onorevole Fava: mi sono candidato sapendo che
nessuno mai mi avrebbe chiamato a sottoscrivere, a certificare il
fatto che io appartengo alla loggia massonica.
Le premetto che, alla fine della fiera, il mio voto, per
testimoniare che io non sono contro la norma, io avrei voluto una
norma fatta meglio, il fatto che doveva esprimere, secondo me,
criteri di generalità e astrattezza anche perché lei dice una cosa
- e io gliel'ho riconosciuto poco fa - ma gli interventi di alcuni
colleghi che si sono susseguiti qua, guardi che non hanno detto
quello che lei, poco fa, ha più volte, nei suoi interventi,
correttamente, ribadito.
Molti colleghi hanno detto che ci sarà l'obbligo morale,
giuridico, di dichiarare anche se uno fa parte dell'Opus Dei, dei
Cavalieri di Malta. Non è, quindi, lo spirito che lei voleva
stabilire e sancire. I colleghi, un'altra cosa vogliono dire. Sono,
ancora, convinti in base al similari , eccetera, che questa norma,
comunque, avrà uno spettro più ampio ed includerà tutti.
Ritornando al mio passaggio, se io sono parlamentare e mi sono
candidato sapendo che nessuno mai mi avrebbe chiamato a
sottoscrivere una dichiarazione, nella quale io dovevo dire al
mondo di appartenere alla loggia massonica, oggi, l'Aula mi sta
cambiando la regola con una prova di forza ed io la dovrò subire.
Questo emendamento, allora, dice: dalla prossima legislatura, se
tu vorrai dare un contributo civico alla società e ti vuoi
candidare, sappi che tu, di tutto quello che fai, soprattutto del
fatto se appartieni alla loggia massonica , dico ai colleghi che
il ragionamento è serio: non dovete avere il pregiudizio, siccome
parla Milazzo e questa cosa la dobbiamo consumare, la consumeremo e
basta, perché ho sentito interventi di una incoerenza incredibile.
Su un emendamento, prima, quando ho presentato io una proposta,
sono state dette delle cose. Voto palese ed il fatto che includeva
tutti. Appena io ho presentato l'emendamento per sostituire loggia
massonica con Cavalieri di Malta , ecco che vi siete rimangiati,
voi, quello che avete detto, sia sul modo di votare, sia sul
dispositivo che esprimerà il concetto giuridico perché, secondo
l'onorevole Fava, questo è riferibile e secondo il principio che
lui ha poco fa spiegato, ha una logica, cioè, secondo l'onorevole
Fava, l'associazione massonica, siccome stabilisce obbedienza e,
quindi, è un'altra cosa, ufficialmente è una cosa e, poi,
operativamente, diventa una cosa diversa. Allora, io pongo rimedio
con una norma.
Voi avete detto un'altra cosa. Voi, in tutti i vostri interventi,
avete detto che essere Cavaliere di Malta equivale ad essere
massone
CRACOLICI. Ma chi l'ha detto?
MILAZZO. Perché la norma, massone o similari, ogni qualvolta
abbiamo fatto una proposta abbiamo detto: No, ma è pure incluso
L'onorevole De Luca Antonino, poco fa, questo ha detto e tutti voi
l'avete detto.
CRACOLICI. Ma tutti chi?
MILAZZO. Sì, allora, mi spieghi lei, onorevole Cracolici, o
similari che cosa significa?
CRACOLICI. A me lo dice?
MILAZZO. O similiari , che cosa significa? Il tema, allora, è?
Siccome state cambiando le regole del gioco a chi si è candidato,
sapendo che non avrebbe avuto l'obbligo di fare questo, tutte le
norme si fanno dalla prossima volta. Allora, dalla prossima
legislatura o dalla prossima consiliatura... Quando si fa una legge
elettorale, che fate? Dai prossimi rinnovi.
E lo ribadisco. Una persona libera che si è candidata: Io voglio
dare un contributo civile alla società. Mi candido . Se avesse
saputo che doveva dichiarare di essere massone, magari, avrebbe
potuto dire Io non mi candido. Me lo voglio tenere per me .
Oggi, noi stiamo cambiando le regole del gioco. Diciamo, allora,
dalla prossima volta, chi si vuole candidare, sappia che deve
dichiarare che è massone. E ci sta. Onorevole Fava, con questo, la
mia battaglia è chiusa.
FAVA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA, relatore. Signor Presidente, la ringrazio. Ringrazio anche
l'onorevole Milazzo, al quale do atto dell'intenzione non
maliziosa, perché avendo già dichiarato lui, come tanti altri qui,
di non essere massone, quindi, certo non è pro domo sua.
Non sono d'accordo con questo emendamento perché, come ella sa,
abbiamo condiviso esperienze parlamentari nel Parlamento nazionale
e ci siamo trovati in legislature in cui, in corso d'opera, quindi,
non a partire dalla futura legislatura, in corso d'opera, cambiava
sostanzialmente e formalmente lo status di parlamentare: le
indennità, le immunità.
E se noi avessimo deciso, in quella occasione, di dire, cambia ma
a partire dalla prossima stagione, potendo affermare, come afferma
l'onorevole Milazzo, io mi sono candidato parlamentare della
Repubblica - in questo caso, componente dell'Assemblea regionale
siciliana - sapendo che lo status, le regole del gioco, le
immunità, le indennità, tutto ciò che comporta la mia figura e la
mia funzione, erano quelle consegnate dall'esperienza della
precedente legislatura, per cui, pretendo che queste siano .
Sappiamo che così non è, sappiamo che così non è stato nelle
legislature nazionali e sappiamo che sarebbe male interpretato,
credo che, in questo senso, sarebbe un autogol di quest'Assemblea
proprio perché quest'Assemblea non ha nulla - questa, di questa
legislatura - da rimproverarsi di fronte ad un obbligo di
dichiarazione che saremmo tutti ben sereni nell'adempiere, ci
sembrerebbe una excusatio non petita rispetto a colpe o reticenze
che non vogliamo esercitare.
Per cui mi sembra importante, come prevede l'articolo 3 di questa
legge, che entro quarantacinque giorni i deputati di
quest'Assemblea possano dichiarare se aderiscono o meno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.13.1.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.13.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.13.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esisto della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 48
Votanti .. 39
Maggioranza . 20
Favorevoli . 10
Contrari . 29
Astenuti . 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.13.2, dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DE LUCA ANTONINO. Avevamo presentato un subemendamento. Signor
Presidente, le chiedo di spiegarmi il perché non è ammissibile.
PRESIDENTE. L'ho dichiarato inammissibile perché ho già detto che
sul fatto del mendace , sull'eventuale falsa dichiarazione, non
possiamo essere noi a stabilire le sanzioni.
C'è, in caso di falsità, la magistratura e qualcuno che se ne
occuperà, non possiamo essere noi ad occuparcene.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
precisiamo due aspetti. Innanzitutto che la norma che noi stiamo
andando a produrre con la sua sanzione, non va ad incidere in alcun
modo sul sistema sanzionatorio penale previsto dal legislatore
nazionale.
Semmai è una sanzione amministrativa interna che tranquillamente
può essere disciplinata - ve lo ripeto per l'ennesima volta e lei,
che viene dal Parlamento nazionale, me lo insegna - dai regolamenti
e dai poteri di autodichia di quest'Assemblea.
In secondo luogo, se proprio volessimo considerarlo non
ammissibile, quella norma non produce solo effetti sulla
dichiarazione mendace ma anche sulla non dichiarazione e la non
dichiarazione non è prevista dal legislatore nazionale.
Quindi, il subemendamento va ammesso, semmai va cassato soltanto
nella parte in cui dispone l'applicazione della sanzione
relativamente alla dichiarazione mendace ma va fatto salvo nella
parte in cui prevede la sanzione per la non dichiarazione.
Quindi, vi prego di rivedere l'orientamento appena espresso.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, al di là del mendace , non può
esistere una sanzione che viene decisa dal Presidente
dell'Assemblea in funzione di non si sa che cosa.
Pertanto, siccome l'emendamento 2.13 prevede la sanzione, il
Presidente dell'Assemblea non può pensare di dire a te duemila
euro, a te cinquemila . E' una cosa che non posso fare.
DE LUCA ANTONINO. C'è scritto, ho spiegato qual è la sanzione. Non
la lascio rimessa all'Ufficio di Presidenza, anche se - da che
mondo è mondo - mi pare che l'Ufficio di Questura o il Presidente
abbiano dei poteri sanzionatori.
Ma, in ogni caso, per non sbagliare, l'ho prevista nel
subemendamento. Quindi, cortesemente, dichiariamone
l'ammissibilità.
PRESIDENTE. Già mi accusano di essere diventato troppo
democratico, è stato reso improponibile per cui inammissibile, per
cui votiamo l'emendamento 2.13.
DE LUCA ANTONINO. Votiamo sull'ammissibilità
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, se vuole andare a votare vada a
votare se no rimanga lì, è un problema suo
Pongo in votazione l'emendamento 2.13. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3
Norma transitoria
1. In sede di prima applicazione, la dichiarazione di cui
all'articolo 1 è depositata entro quarantacinque giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge».
All'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti soppressivi a
firma degli onorevoli Compagnone e Catalfamo. Sono mantenuti?
COMPAGNONE. Dichiaro di ritirarlo.
CATALFAMO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa alla votazione finale del disegno di legge.
ARICO'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole colleghi, Assessori, il
Gruppo parlamentare Diventerà Bellissima voterà favorevolmente la
legge però abbiamo perso un'occasione, proprio il nostro Gruppo
aveva presentato degli emendamenti che avrebbero migliorato questo
testo perché è vero, come è vero, che lei in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, anche con l'ausilio della
Segreteria generale, aveva dichiarato in parte inammissibile una
discriminazione ad una categoria ben precisa.
C'era una sentenza del Consiglio europeo dei Diritti dell'uomo che
aveva dichiarato inammissibile proprio, aveva punito addirittura
l'Italia con ammenda pecuniaria e, allora, avevo fatto un
emendamento che aggiungeva, ampliava le categorie, proprio per
evitare la discriminazione e la I Commissione - e questo voglio che
rimanga agli atti - non l'ha tenuto in considerazione né l'ha
fatto.
Era l'emendamento 1.5 aggiungere alle parole massoneria e
similari oltre le associazioni di carattere militare, religioso e
lobbistico , noi non abbiamo tenuto in considerazione le
associazioni o l'appartenenza alle lobby, su proposta di Diventerà
Bellissima, questo che rimanga agli atti, abbiamo voluto fare una
restrizione contro un segmento, e non si capisce perché solo da
quel segmento, dopodiché un altro emendamento non tenuto in
considerazione dalla Commissione e da questo Parlamento che
prevedeva anche la dichiarazione degli anni precedenti. Presidente,
è troppo semplice, se io faccio parte di una lobby e da questo
lobby mi cancello il giorno prima di fare l'autocertificazione, non
ho commesso reato
Abbiamo perso un'occasione per dare maggiore trasparenza
all'appartenenza di ognuno di noi
Un altro emendamento, presentato sempre del Gruppo Diventerà
Bellissima che prevedeva di potere estendere alle più alte cariche
dell'Assemblea regionale e della Regione l'obbligo di
dichiarazione.
CRACOLICI. Chi sarebbero?
ARICO'. I dirigenti. Lo sapete, lo sappiamo che - e mi dispiace
che non c'è l'assessore Grasso - il regolamento etico sottoscritto,
cioè interno dei dipendenti regionali, prevede questa
dichiarazione. Noi immaginiamo che oggi i dipendenti funzionari, i
dirigenti dell'Assemblea, non sono dotati di regolamento etico. E,
allora, i dipendenti regionali sì lo dovrebbero fare, non è
prevista sanzione, noi oggi potevamo prevederlo per legge.
Ed, allora, che rimanga agli atti, che Diventerà Bellissima voterà
favorevolmente a questa norma, la riteniamo una norma di maggiore
trasparenza, ma che rimanga agli atti che quest'Assemblea ha voluto
escludere alcune categorie proposte dal nostro movimento, e ci
dispiace che non ci siano stati gli aggiustamenti del caso per far
sì che potesse essere ampliata, oltre che la retroattività, la
certificazione in associazioni militari, religiosi o lobbistiche.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Aricò, nel frattempo che
l'onorevole Cancelleri va al pulpito, le volevo dire che esiste un
codice etico per i dipendenti dell'Assemblea.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
legge che stiamo per approvare ha fatto un percorso, una legge a
mio avviso ovvia ma è, chiaramente, una indicazione ben importante
di quello che sta avendo il Parlamento.
Io, però, volevo fare con lei e con i colleghi qui in Aula e con i
cittadini che ci ascoltano una riflessione: mi sarei aspettato che
di fronte ad un tema così semplice, davvero così ovvio nella sua
interpretazione e comprensione, ce ne fossimo occupati per un
minuto. Un minuto soltanto di quest'Aula per dire che eravamo tutti
d'accordo per approvarla immediatamente, e invece siamo rimasti due
giorni qui, a dibattere, a parlare, pregiudizi di costituzionalità,
emendamenti, addirittura siamo poi arrivati, in qualche intervento
di una maggioranza che, oggi, per carità a me viene da dire, caro
collega Milazzo per carità, lo ascolto in religioso silenzio
PRESIDENTE. Si rivolga, per favore, alla Presidenza.
CANCELLERI. Sì, però volevo fare un invito ai colleghi della
maggioranza dicendo come è possibile che si arriva qui in Aula e la
maggioranza poi è addirittura assente. E, addirittura, poi sentire
additare questo Parlamento e le opposizioni, il Movimento Cinque
Stelle, tutti gli altri, come quelli praticamente che non vogliono
fare niente.
Le dico una cosa: questa legge non risolve neanche uno dei
problemi della Sicilia, ma il problema non è il nostro, il problema
è di un Governo e di una maggioranza che non portano atti in questo
Parlamento, non ci sono leggi da parte della maggioranza che escono
dalle Commissioni.
Chiedete ai Presidenti di commissioni quali leggi importanti ci
sono arenate all'interno delle loro Commissioni e quali tempi
stanno dedicando per risolvere i problemi. Se arrivano in Aula le
leggi sulla massoneria o le leggi che poi, alla fine, non risolvono
i problemi della Sicilia, ebbene signori non è colpa nostra.
Noi siamo qui all'opposizione e ci battiamo il petto, possiamo
invitare chi sta guidando le Commissioni e possiamo invitare il
Governo a portare atti importanti per risolvere i problemi dei
siciliani. Però, poi, alla fine, se arriva questo di questo
dobbiamo parlare. E allora, che cosa state dicendo? Ci vengono a
dire, a noi, che questa legge non risolve i problemi dei siciliani?
Beh, non siamo stupidi, lo capiamo bene che non risolve i problemi
dei siciliani. Però l'atto di passarsi la mano sulla coscienza
dovreste farlo innanzi tutto voi, per voi stessi.
E' questo il tema Presidente, è proprio questo Ed io, più volte -
si ricorderà, che durante le Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari le chiedo sempre, in maniera proprio anche rispettosa
per il ruolo che lei ha, e so che mi ascolta e condivide tante
delle cose che poi le dico - di fare anche un po' di pressioni
istituzionali, affinché i Presidenti delle Commissioni possano
portare avanti testi importanti che, veramente, poi qualificano
l'attività parlamentare.
Certo, se poi in Aula arriva questa, che è una legge ovvia, è una
legge buona, ma che non risolve i problemi dei siciliani, l'accusa,
il dito accusatore non può essere rivolto verso di noi. Ed, allora,
io dico che, ancora una volta, abbiamo perso l'occasione per far
capire a tutti che eravamo d'accordo su una cosa ovvia, e spero che
da domani cominciamo davvero a far funzionare questo Parlamento in
maniera seria, per risolvere i problemi che attanagliano questa
nostra Terra, a partire dalla Sanità ad arrivare ai rifiuti,
arrivare all'acqua e tutto quanto c'è di bisogno, oppure possiamo
continuare a fare questo tipo di leggi che, per carità, sono
preziose, vanno nel senso della trasparenza, e a noi ci troveranno
sempre d'accordo ma che, purtroppo, non risolvono i problemi dei
siciliani.
Ma non posso minimamente accettare di avere delle responsabilità
in tal senso, perché le responsabilità si annidano in altre
situazioni, che è la maggioranza che non vuole portare avanti
disegni di legge parlamentari, e un Governo ancora che ad oggi,
leggo sui giornali, che sta per portare il bilancio della Regione
perché lo vuole approvare entro dicembre, ma che all'atto ancora
non c'è. Una Commissione Bilancio che non si riunisce perché il
Presidente non si vuole fare sostituire. So che il Presidente
Savona sta male, ma ci sono due Vicepresidenti che potrebbero
lavorare al posto suo e non si fa sostituire, ed un Governo che nel
frattempo non porta neanche gli atti e tutte le leggi ed i
provvedimenti sul bilancio. E, allora, di che cosa stiamo parlando?
Ancora una volta la responsabilità dovrebbe essere nostra, no
Signor Presidente, questa volta davvero no
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi farebbe
piacere dire, signor Presidente della Regione, non lo vedo dal 7
agosto in quest'Aula.
Il partito Democratico ha svolto un ruolo di disponibilità ad un
percorso che ha fatto in Commissione, lo abbiamo fatto anche in
Aula, lo abbiamo fatto anche ieri con la norma che abbiamo
approvato, ed anche la volta precedente, dimostrando di essere
un'opposizione costruttiva, pronta sempre a discutere ed a votare
tutto quello che serve, tutto quello che quest'Aula e questo
Governo ci offre.
L'intervento dell'onorevole Cancelleri lo condivido nella parte
relativa all'esigenza che abbiamo di alzare il tiro ma, caro
onorevole Cancelleri, purtroppo abbiamo una latitanza del Governo
regionale, del Presidente - anzi ringrazio gli assessori che si
sforzano ad essere presenti nelle varie discussioni, che non è
normale.
Si può arrabbiare il mio amico Milazzo, che un Presidente della
Regione non partecipi ai lavori d'Aula, fermo restando la pausa
dell'Assemblea dal 7 di agosto. Ho buona memoria, dal 7 di agosto
fra poco farà, siamo al 7 di ottobre, e penso che questo Parlamento
ha bisogno anche della presenza del Presidente della Regione. Ne ha
bisogno anche l'opposizione, perché dei momenti di confronto poi
nascono anche le possibilità di disegni di legge, di interventi,
invece, davvero, la sensazione dopo solo un anno di questa
esperienza del Governo Musumeci, è di avere abbandonato il Palazzo,
di avere abbandonato l'ARS. Questo a me dispiace, a noi dispiace,
perché noi stiamo dimostrando di essere costruttivi, di essere
propositivi, lo abbiamo fatto anche con tanti disegni di legge che
abbiamo presentato, però, è ingiustificabile che il Presidente
della Regione manchi per così tanto tempo dall'Aula, fermo restando
la pausa estiva è davvero troppo.
Riteniamo che i problemi della Sicilia ad un anno, a nostro
avviso, siano tutti fermi, quelli importanti sono tutti fermi, ma
quando avremo la possibilità di avere il Presidente della Regione
in Aula di queste cose avremo magari il piacere di confrontarci con
lui.
MILAZZO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'abbiamo messa in
politica. Purtroppo l'onorevole Cancelleri, non so se
giornalisticamente ha mai sentito la notizia era già bruciata ,
era passata, io ho preso la parola mentre ho cercato
legittimamente, appropriatamente e sotto il profilo parlamentare,
tecnicamente, in modo impeccabile, ho tentato secondo la mia
visione, secondo la mia buona fede, secondo la mia onestà
intellettuale, di aggiustare una norma. L'Aula si è espressa e io
ho già detto, prima che lei intervenisse, che questa è una norma
che voterò a favore.
Molti di questi deputati hanno detto un'altra cosa, forse sarà
un'altra norma, ho detto che non è la norma che voi avete inteso,
né quella dell'onorevole Fava, ma questo è un altro film, io l'ho
già detto
Dopodiché, su un tema così serio non si può dire: lo dovevamo fare
in un minuto Perché a partire dal suo Gruppo parlamentare, sono
stati presentati emendamenti apprezzati e non apprezzati e
discussi. Se lei aveva questa premura, il suo Gruppo parlamentare
non doveva presentare nessun emendamento o forse il suo Gruppo ha
licenza di uccidere e gli altri non devono presentarli? Quelli
degli altri sono perdita di tempo e quelli vostri sono quelli
salvifici?
Inoltre, mi permetto di ricordare che, ogni qualvolta l'Aula ha
chiesto la presenza del Presidente della Regione, Nello Musumeci, è
venuto qui e si è reso disponibile.
Onorevole Dipasquale, ma lei come fa a parlare di Musumeci? Manco
un anno è passato, ci siamo sorbiti Crocetta che vi ha portato alla
desertificazione e mi ricordo, amico Nello Dipasquale, i suoi
poemi, i suoi sermoni a favore di Crocetta, diciamo a Palermo: un
si potevano sentiri , però lei ci credeva e poi i siciliani le
hanno detto come stavano le cose.
Ma il Presidente della Regione, ogni qualvolta è stato chiamato a
metterci la faccia, è venuto qua: lo abbiamo chiamato per i
rifiuti, ed è venuto; lo abbiamo chiamato per l'acqua, ed è venuto,
ha fatto proposte, la soppressione dell'ESA, la proposta di
accorpare la Crias e gliel'avete bocciata, perché a voi piace dire
che volete le leggi per bocciarle in I Commissione. A scanso di
equivoci, onorevole Cancelleri, noi su questo tema non ci siamo
confrontati politicamente, perché sarei venuto qui con tutto il mio
Gruppo parlamentare avrei chiesto alla Giunta di essere qua e, stia
tranquillo che la norma sarebbe stata bocciata, se fosse stata una
norma meritevole di essere bocciata saremmo venuti tutti qua A
confrontarci
Non ci misuriamo politicamente su questa norma, questa non è una
norma che esprime posizioni politiche. E' un'altra cosa E voglio
concludere, Presidente con questo minuto e venti secondi che mi
restano, ricordando che noi abbiamo ereditato il vuoto assoluto,
noi abbiamo presentato norme contabili economico-finanziarie, per
meglio dire, assolutamente stringate e tecniche, non è che abbiamo
presentato in Aula Tabelle H, balletti e festini?
CRACOLICI. No
MILAZZO. Onorevole Cracolici, lei che è stato la quinta colonna
insieme ad altri, del passato di questo illustre Parlamento, molte
norme che ci hanno impoverito hanno visto molti deputati - lei fra
questi - ha votato contro, ha votato a favore, questo oggi io non
glielo posso dire norma per norma, però in molti di questi,
diciamo, sfaceli lei era qua Io non c'ero, non ho nulla di cui
vergognarmi. Sono qua e le posso garantire che gli esercizi
provvisori, le finanziarie, sono state assolutamente stringate, e
quando si è aperto un ragionamento parlamentare, ho visto tutti i
Gruppi protagonisti, per cui, per quanto mi riguarda, lo voglio
ribadire, questo non era argomento politico, non si misurava la
maggioranza.
Alcuni deputati ieri io li ho lasciati liberi in base alla
coscienza. Rispondo alla mia coscienza su questo argomento, per cui
rimando al mittente accuse ed eventuali politicizzazioni.
FAVA, relatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pochi
secondi per ringraziare, mi permetta intanto l'Aula per questa
discussione che, a parte qualche eccesso di zelo nel difendere la
massoneria che nessuno ha messo sul banco degli imputati in queste
giornate, ha contribuito al di là che poi le proposte d'emendamento
siano passate o meno, una discussione che ha investito anche questo
Parlamento di una responsabilità morale, forse meno materiale di
altre leggi che ci apprestiamo ad approvare, una responsabilità
significativa perché, ed è l'altra cosa che vorrei dirle signor
Presidente, io non credo che la trasparenza sia una qualità ovvia
nella politica.
La trasparenza è una qualità che va conquistata, confermata e
difesa giorno per giorno. Non credo che la politica siciliana abbia
avuto in tempi recente e meno recenti qualità di grande
trasparenza. Anche la parola verità dovrebbe essere una parola
ovvia. E però, in Commissione antimafia ci stiamo occupando del più
clamoroso depistaggio e furto di verità che abbia conosciuto la
storia della Repubblica italiana, dell'indagine sulla morte di
Paolo Borsellino. Ovvia la richiesta, l'esigenza, il bene, il
valore della verità. Altrettanto ovvio e necessario il fatto che
quando questa verità viene negata, occorre occuparsene.
Io credo che abbiamo costruito oggi un momento importante per
quest'Assemblea, perché dobbiamo anche avere memoria a cose
accadute in questi anni in Sicilia, a come il tema della limpidezza
nel rapporto tra eletti ed elettori, un tema che spesso è stato
escluso, sul quale ci sono state forme antiche e solide di
reticenza. E questa Assemblea oggi ha deciso di fare di questo tema
un punto di qualità e un punto di orgoglio.
Per cui, ritengo che non ci sia alcuna ovvietà, anzi molta
responsabilità e, aggiungo, anche molta fatica. Signor Presidente
la voglio ringraziare perché il modo in cui lei ha tenuto dritta la
barra della discussione, sapendo tutti quante sollecitazioni in
senso contrario sono arrivate in questi giorni. E quindi, se questa
legge oggi arriverà, e mi auguro col voto di tutti i colleghi
parlamentari, è merito suo, è merito di tutti, è merito del fatto
che questa discussione, che nessun carattere aveva purtroppo, siamo
riusciti a portarla fino in fondo, fino al voto di stasera.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava.
LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo molto la
sobrietà con la quale l'onorevole Fava tende a precisare che questo
disegno di legge non persegue obiettivi contro la massoneria,
quanto piuttosto quello di sollecitare a precise responsabilità, di
rendere ogni deputato trasparente in ogni sua manifestazione,
diciamo velocemente così.
E' proprio per questo che mi sembra, come dire, mi sento quasi
offesa in qualche maniera come se io volessi invece tutelare e
rendere meno trasparente l'agire e l'operato dei deputati. Non era
certamente questo il mio intento. Io credo, e lo voglio
ulteriormente sostenere, anche perché ho dichiarato già che voterò
contro questo disegno di legge, certamente non è un fatto
personale, è chiaro, ma è un fatto di principio, di principio
proprio perché su questi principi si basa la democrazia. E ripeto,
qui è stato ampiamente sostenuto anche da altri colleghi che questo
disegno di legge poteva essere migliorato nella misura in cui ci
sono appunto formazioni associative che creano vincoli di
appartenenza, vincoli solidaristici, vincoli anche di obbedienza
alla pari della massoneria. Ma non si devono nominare. E' quello
che rende questo disegno di legge insopportabile. Questo disegno di
legge su cui pende certamente - a mio giudizio - l'ombra di questa
subdola manifestazione di contrarietà all'appartenenza alla
massoneria, perché ripeto: ai siciliani veramente non importa nulla
se un deputato sia o meno massone, interessa del suo operato,
interessa del suo agire, della capacità di avere fatto del proprio
impegno, un impegno a favore dei siciliani, per creare sviluppo,
occupazione, per venire incontro ai disabili, per i lavoratori
della forestale piuttosto che per quelli della formazione
professionale. Credo che il Parlamento si debba soprattutto
interessare di tutto questo, e a questo sono interessati i
cittadini. Non volevo certamente né sostenere l'idea che un
deputato debba non dichiarare ciò che è, ma quello che è veramente
insopportabile che questa dichiarazione la si debba fare solo ed
esclusivamente nei confronti della massoneria. Questo credo, che
davvero, sia la cosa per la quale non è certamente condivisibile,
almeno non da parte mia. L'ho dichiarato sin dall'inizio: non ho
nessun interesse, non ho subìto né sollecitazioni, né pressioni di
nessun genere, lo faccio da persona libera, da persona che ha
giurato alla Costituzione, da sempre sono persona delle
istituzioni, ho lavorato nella scuola per oltre quarant'anni, ho
servito lo Stato, continuo a servire anche l'ultimo dei cittadini
di questa regione con onestà, con intelligenza - modesta per quanto
possa essere la mia intelligenza - ma anche con il mio modesto
sapere e ne consegue che davvero credo che oggi si scriva una
pagina non di buona politica, si scriva una pagina intitolata
all'ambiguità e peraltro si scrive anche un pericoloso precedente,
perché la Segreteria Generale dell'Assemblea regionale aveva dato
parere negativo, Presidente - io comprendo il suo ruolo di garante
del Parlamento e di tutte le forze politiche - e lei ha voluto
portare avanti questo disegno di legge. Ma credo che questo disegno
di legge non dovesse neppure arrivare in quest'Aula del Parlamento
e non poteva neanche essere oggetto di discussione.
Siamo arrivati a questo perché noi abbiamo certamente la
preoccupazione anche dei miei colleghi, e mi perdoneranno, anche
quelli che hanno voluto dichiarare non sono massone , ma io credo
che questo non interessi a nessuno. Io sono cattolica, non sono
lesbica, sono una persona libera, democratica e non appartengo a
nessuna associazione. Cosa ho aggiunto alla conoscenza che i
cittadini devono avere di me? Quale servizio ho reso? Quale esempio
abbiamo dato?
Vorrei dire, Presidente, un'ultima cosa: mi fa sorridere pensare,
ad esempio, quando ai grillini veniva impedito pure di parlare
dal loro capo a cui dovevano obbedienza, me lo ricordo in pieno,
quando non potevano neanche rendere dichiarazioni
(Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
LO CURTO. Ed allora oggi stiamo facendo quello che voi sapete,
ancora oggi hanno l'obbligo dell'obbedienza al loro capo che è
Casaleggio Diciamole queste cose, è così, e siccome sono una
persona libera, mi fa piacere dirlo nell'assoluta libertà
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non esprimerà un parere
sul voto essendo un tema morale, personale, d'altronde il voto sarà
palese e quindi i colleghi potranno vedere come gli assessori
presenti voteranno, e non ritiene di esprimere un giudizio politico
su questo disegno di legge.
Io invece intervengo perché vorrei cogliere l'occasione - in
ragione di quanto è stato detto da colleghi che hanno preceduto il
mio intervento - per rassegnare alcuni passaggi che ritengo utili
al dibattito politico.
L'onorevole Cancelleri non perde occasione per metterla in
politica e per attaccare il Governo. E' una sua mission, legittima
o no lo decideranno i cittadini, certamente non può essere
un'argomentazione condivisa da questo Governo.
Io mi limito a ricordare ai colleghi, non soltanto all'onorevole
Cancelleri, che noi ieri abbiamo approvato in Giunta il disegno di
legge sul rendiconto e sull'assestamento, ma abbiamo dovuto
approvare - in ragione del nuovo decreto 118, che impone una
disciplina molto complessa sotto il profilo finanziario - anche
altri ulteriori quattro disegni di legge a cornice, perché il
percorso deve essere unico e i disegni di legge devono viaggiare
insieme. Oggi, domani, immagino al massimo lunedì, posti in essere
gli adempimenti di legge, i disegni di legge della finanza di fine
anno saranno a disposizione dell'Aula, della Commissione
competente.
Riteniamo di essere in tempo in quel percorso che il Presidente
della Regione, onorevole Musumeci, aveva delineato per portare il
disegno di legge sulla legge finanziaria entro l'anno solare, e
quindi auspichiamo, con la valutazione necessaria dell'Aula, che
dopo dieci anni questi Parlamento, per la prima volta, possa
approvare una legge finanziaria entro l'anno solare senza fare
ricorso - ripeto - dopo dieci anni ad ulteriori esercizi
provvisori.
Vorrei ricordare anche al collega Cancelleri che sono al vaglio
delle Commissioni sei disegni di legge di iniziativa governativa e
noi attendiamo che le Commissioni si esprimano per poterli trattare
insieme a voi parlamentari, a voi colleghi in Aula. Quindi,
l'inerzia paventata, l'inerzia prospettata non è reale, non è
legata alla verità.
Li elenco velocemente: il disegno di legge rifiuti, il disegno di
legge sul diritto allo studio, il disegno di legge sulla pesca, il
disegno di legge sulla semplificazione, il disegno di legge sulle
IPAB e il disegno di legge sulle province.
CIANCIO. Quello sulle IPAB non è arrivato
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Vorrei
ricordare ancora che per quanto riguarda il rispetto della
democrazia, che quando voi avete svolto le vostre argomentazioni,
il Governo ha ascoltato con grande attenzione.
SUNSERI. Ma se dice stupidaggini
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. La prego di
essere educato, personalmente prima che istituzionalmente Se le
viene difficile, il Movimento Cinque Stelle potrebbe inaugurare la
stagione dei corsi di educazione.
PRESIDENTE. Assessore, si rivolga alla Presidenza.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, volevo entrare nel merito. E' che anche lei, credo,
dovrebbe stigmatizzare alcuni passaggi che finiscono per recare
disdoro all'intera istituzione.
Qui non è il parlamentare o l'assessore che parla, sarebbe utile
che ciascuno sapesse quali sono i confini dialettici entro i quali
si può spingere. Non mi pare che questa sia una buona tendenza.
Sono in via di approvazione in Giunta il Testo Unico sui lavori
pubblici; l'assessorato per l'ambiente ha già partorito e
arriveranno presto in Commissione il Testo Unico sul demanio
marittimo e il disegno di legge sul riordino dei parchi e le
riserve oltre ad uno straordinario elemento di novità che abbiamo
confrontato anche con il Ministero dell'Ambiente, che è il
recepimento del decreto legislativo 104/2017 sul sistema delle
autorizzazioni ambientali. Questo è quello che di pronto c'è ed è
quello che già c'è all'attenzione del Parlamento e che presto sarà
all'attenzione, nelle prossime settimane.
Onorevole Milazzo, circa quello che ha detto l'onorevole
Dipasquale, mi limito a dire che, appunto, basta quello che le ha
risposto l'onorevole Milazzo. Vede, onorevole Dipasquale, la sua
polemica è talmente sterile sotto il profilo politico che non
merita una risposta, perché nella scorsa legislatura noi dovevamo
fare battaglie per tenere il Presidente in Aula.
DIPASQUALE. Mi dispiace che non c'è il Presidente. La smetta di
attaccare questo Parlamento Il Presidente Musumeci non si vede dal
7 agosto
PRESIDENTE. Onorevole Di Pasquale, la invito a stare zitto, ad
ascoltare
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Evidentemente,
la verità lo fa adombrare.
Onorevole Dipasquale, anche noi abbiamo ascoltato, nonostante lei
non abbia detto nulla di credibile.
DIPASQUALE. Ci sta provocando, ma io non ho provocato nessuno
MILAZZO. Signor Presidente, chiuda la seduta.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.35, riprende alle ore 18.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole assessore Cordaro, la prego di rivolgersi
direttamente alla Presidenza che poi si farà carico, eventualmente,
di fare le sue obiezioni e invito i colleghi ad ascoltare quello
che sta dicendo l'onorevole Cordaro come tutti sono stati ascoltati
sino adesso, e non credo che tutti gli interventi erano totalmente
condivisi, ma in ogni caso tutti gli altri hanno ascoltato in
silenzio e con rispetto gli interventi di tutti.
Vi prego di ascoltare anche quello dell'assessore Cordaro e di
farlo terminare.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Vede, signor
Presidente, non rispondo all'onorevole Dipasquale e mi rivolgo a
Lei perché vorrei ricordare all'Aula che mai era accaduto nella
scorsa legislatura, come invece è accaduto in questa prima
finanziaria, che un Presidente della Regione restasse seduto
dall'inizio dei lavori alla fine, ascoltando tutti gli interventi
dei deputati, dimostrando un rispetto per le istituzioni che non si
era mai verificato in quest'Aula, prendendo i corretti appunti e
rispondendo a tutti i deputati in maniera appropriata.
Vorrei anche ricordare all'onorevole Dipasquale, per il suo
tramite, Presidente Miccichè,
DIPASQUALE. Ma la vuole smettere di provocare? Deve parlare con il
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la prego di chiudere l'intervento.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. .che il
Presidente della Regione ha già risposto all'appello dell'onorevole
Lupo e giorno 11 ottobre verrà in Aula - lei ho ha richiesto e
immediatamente il Presidente, lo dica poi lei, io non posso parlare
con l'onorevole Dipasquale, magari glielo dice lei, onorevole Lupo
- su richiesta del Capogruppo del Partito Democratico per
rispondere e per fare una relazione in ragione di quegli argomenti
che il Capogruppo del PD - che non parla con l'onorevole Dipasquale
- ha chiesto su Riscossione Sicilia e sui rifiuti.
Quindi, mi pare davvero un fuor d'opera, signor Presidente, quello
che ha detto il collega che mi ha preceduto e, per quanto ci
riguarda, siamo pronti a votare questa legge.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Cordaro. Al di là di queste battute
finali, mettiamo ora in votazione l'intero disegno di legge.
E' una legge che è più importante di quanto non si creda, perché
non credo che fino ad oggi in Sicilia siano stati dati mai segnali
molto forti e molto precisi a un tipo, come dire, di melma che c'è
stata, purtroppo, nella storia siciliana.
Io non sono totalmente d'accordo con questa legge, avrei preferito
una legge leggermente diversa ma, ovviamente, non ha importanza. Il
Segretario generale e gli Uffici di questa Assemblea hanno fatto
una relazione che metteva in evidenza alcuni problemi di tipo
costituzionale su questa legge, ed io li ho fatti presenti a
quest'Aula, ed è ovvio che sia l'Aula che poi si determina nel voto
finale; se ci saranno problemi di tipo costituzionale,
probabilmente qualche istituzione superiore alla nostra li
segnalerà. Ma è una cosa che, a questo punto, non fa parte dei miei
problemi.
E' una legge che era complessa e che non ha subito - vorrei dirlo
a qualcuno che ha immaginato che ci sono stati tanti imbarazzi,
ieri - alcuna pressione, non c'è stato alcun imbarazzo. Non mi
risulta che ci siano stati, da parte di alcuno dei deputati,
imbarazzi nel dare la loro idea, dall'onorevole Lo Curto, che non
mi sembra che sia stata imbarazzata per niente nel dire le cose che
ha detto, all'onorevole Fava, all'onorevole Milazzo ed a tutti gli
altri.
Non posso, pertanto, che ringraziare tutti voi, che ringraziare
quest'Assemblea per la serietà che, invece, è stata data in questa
occasione.
Devo anche comunicare che una legge, così delicata, quanto meno, è
stata votata in meno di 24 ore, per cui, anche questo non mi sembra
che sia stato oggetto, come dire, non abbiamo preso troppo tempo
alle altre attività di quest'Assemblea, per cui, devo, anche su
questo, ringraziare tutti voi.
Stiamo votando, oggi, normalmente, il giovedì sera siamo già nei
nostri territori per fare l'attività politica che siamo, in qualche
maniera, obbligati a fare.
Ringrazio i miei Uffici, perché è fondamentale che i miei uffici
mi continuino a dare il supporto che mi hanno dato per questa
legge, fermo restando che questo non è un consiglio comunale, per
cui il Segretario generale non può determinare il blocco o meno di
una legge, ma segnalare quali possono essere eventuali problemi che
sono stati segnalati e comunicati all'Aula.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Obbligo dichiarativo dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana e degli Assessori regionali in tema di affiliazione a
logge massoniche o similari» (n. 16/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 16/A «Obbligo dichiarativo dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e degli Assessori regionali in
tema di affiliazione a logge massoniche o similari».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 49
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 39
Contrari 2
Astenuti 4
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico che la prossima legge che dovremmo
cominciare a discutere, è una legge, che anche questa crea qualche
piccolo problema di carattere, non dico costituzionale ma,
giuridico. E, quindi, piuttosto che iniziare stasera, che sono già
quasi le 19.00, una discussione come quella di ieri, nel dirvi che
valuterò, anche con gli Uffici tutte le sfaccettature della
prossima legge, che è quella sui revisori dei conti, nel dirvi che
farò un'analisi su tutto questo, rinvio la seduta a martedì, 9
ottobre 2018, alle ore 16.00, col seguente ordine del giorno:
ICOMUNICAZIONI
II PARERE, AI SENSI DELL'ART. 41 TER, COMMA 3, DELLO STATUTO
SICILIANO, SUL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. A.S. 29
Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi. (Seguito)
Relatore: on. Amata
IIIDISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
La seduta è tolta alle ore 18.43
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Individuazione della figura e del relativo profilo professionale
dell'operatore socio-sanitario e definizione dell'ordinamento
didattico dei corsi di formazione (n. 9).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Barbagallo,
Arancio, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale,
Gucciardi, Lantieri, Lupo e Sammartino l'1 ottobre 2018.
- Nuove norme sul riconoscimento e la regolamentazione delle
professioni intellettuali in Sicilia (n. 37).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Arico' l'1
ottobre 2018.
- Promozione e partecipazione della Regione Siciliana alla Norman
Zarcone Orchestra e relativa Associazione senza fine di lucro (n.
172).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Arico',
Assenza, Galluzzo, Savarino e Zitelli l'1 ottobre 2018.
- Istituzione di un sistema di pagamenti regionale con
compensazione multilaterale (n. 196).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Tancredi,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Sunseri, Trizzino, Zafarana e Zito l'1 ottobre 2018.
- Modifiche alla disciplina sulla presentazione del documento
unico di regolarità contributiva (n. 209).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Trizzino, Campo, Palmeri, Di Paola, Sunseri, Mangiacavallo,
Zafarana, Cappello, Foti, Pasqua, Ciancio, Siragusa, Tancredi,
Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri l'1
ottobre 2018.
- Procedure di nomina dei direttori generali delle Aziende
Sanitarie Provinciali (n. 258).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Gallo e Cannata l'1 ottobre 2018.
- La figura professionale di autista/soccorritore 118. Tecnico
dell'emergenza sanitaria (n. 309).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo
l'1 ottobre 2018.
- Norme per la tutela e la regolamentazione dei campeggi didattico-
educativi (n. 312).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia l'1
ottobre 2018.
- Disciplina della figura del massofisioterapista (n. 332).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo
l'1 ottobre 2018.
- Norme in materia di concreta attuazione in Sicilia della legge
n. 194/78 (n. 338).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fava il 2
ottobre 2018.
- Disposizioni volte a reintrodurre il sistema di elezione a
suffragio universale delle province e delle città metropolitane (n.
344).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia l'1
ottobre 2018.
- Legge organica sull'ordinamento della Regione siciliana (n.
352).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Milazzo e
Pellegrino il 2 ottobre 2018.
- Definizione agevolata dei contenziosi per somme contestate (n.
368).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Genovese il 2
ottobre 2018.
- Disposizioni sanzionatorie inquinamento in Sicilia (n. 369).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Milazzo, Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 2 ottobre
2018.
- Modifica legge regionale n. 18 dell'11 agosto 2015, per
interventi urgenti sull'emergenza suini e daini in Area Parco delle
Madonie per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana (n. 370).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Milazzo il 2
ottobre 2018.
- Misure per la prevenzione degli arresti cardiaci nei luoghi
pubblici (n. 371).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Catalfamo,
Amata e Galvagno il 2 ottobre 2018.
- Norme in materia di contrasto ai fenomeni del bullismo e del
cyberbullismo (n. 372).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il 2
ottobre 2018.
- Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33 Norme per la protezione, la tutela e l'incremento della
fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo venatorio
(n. 373).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
Cafeo e Catanzaro il 2 ottobre 2018.
- Disposizioni per l'emersione del lavoro non regolare (n. 374).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gucciardi il
2 ottobre 2018.
- Disciplina delle terapie complementari pet-therapy e
clownterapia (n. 375).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gucciardi il
2 ottobre 2018.
- Interventi a tutela del diritto della donna di interruzione
volontaria della gravidanza (n. 376).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cafeo,
Catanzaro, Cracolici, Sammartino, Barbagallo, Arancio e Dipasquale
il 2 ottobre 2018.
- Modifica dell'articolo 4 della legge regionale 6/2011 -
Incompatibilità della carica di assessore con la carica di
consigliere comunale - modifica della L.R. 26 giugno 2015, n. 11 -
rideterminazione dei componenti delle giunte comunali nei comuni da
10.001 a 50.000 e da 50.001 a 100.000 (n. 377).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il 2
ottobre 2018.
- Riordino delle IPAB (n. 378).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) il 2 ottobre 2018.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentata:
N. 382 - Installazione di centraline rilevatrici dei parametri a
tutela della salute pubblica nei comuni del territorio di Milazzo -
Valle del mela.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Cannata Rossana
L'interrogazione sarà posta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 376 - Collocazione dei reperti archeologici rinvenuti nel
territorio di Termini Imerese (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 377 - Salvaguardia dell'anfiteatro romano di Piazza Stesicoro a
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Galvagno Gaetano
N. 378 - Messa in sicurezza della S.P. 8.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Sunseri
Luigi; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua
Giorgio; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 379 - Messa in sicurezza della S.P. 11.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Sunseri
Luigi; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua
Giorgio; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 380 - Messa in sicurezza della S.P. 64.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Sunseri
Luigi; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua
Giorgio; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.