Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.20
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Milazzo è in missione dal 6
al 10 ottobre 2018.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sull'ordine dei
lavori mi corre l'obbligo di intervenire, perché - glielo dico
sinceramente - io sono molto, ma molto preoccupata sulla modalità
di conduzione di quest'Aula del Presidente Micciché. Mi dispiace
che non sia presente, perché sennò glielo avrei detto personalmente
e pubblicamente.
La settimana scorsa - per ben due volte, ma non è la prima volta
che capita - il Presidente Miccichè, alla fine della seduta chiude
- come dice lui - scampanellando appunto la seduta, senza dare
alcuna possibilità ai deputati di intervenire ai sensi dell'ex
articolo 83 del Regolamento interno.
La scorsa volta è capitato a me, perché c'era in discussione un
disegno di legge di cui mi onoro di essere la prima firmataria, ma
è capitato altre volte ed è capitato anche per altre situazioni.
Ora, io mi rendo conto di una cosa, che in questa legislatura, da
quando preside l'onorevole Micciché, noi possiamo prendere il
Regolamento e metterlo nel cassetto per i prossimi 4 anni perché
qui non vige nessun Regolamento di Assemblea ma vige la legge di
Micciché: lui decide chi è presente; lui decide chi può intervenire
o chi meno; lui decide se una proposta fatta da questo scranno
dev'essere messa in discussione e dev'essere votata dai capigruppo
o dai deputati - perché, dai capigruppo, ovviamente, avvantaggia la
maggioranza che ha più capigruppo che deputati, piuttosto che
l'opposizione che, pur avendo magari un numero minore di
capigruppo, ha un numero molto maggiore di deputati almeno presenti
in Aula; lui decide che cosa bisogna fare in quest'Aula.
Questo non è più possibile Io reputo una grave, una gravissima
mancanza di rispetto quella che ha messo in atto, la scorsa
settimana, il Presidente e la prego di farsi portavoce di questo
messaggio perché io non mi sento più garantita dalla figura
istituzionale che io rispetto, per carità.
Rispetto la figura ma non rispetto, in questo momento, la persona
perché il rispetto si conquista con le proprie azioni e con il
proprio operato. Non lo si pretende soltanto per il fatto di essere
sullo scranno più alto dell'Assemblea Si può non essere d'accordo,
ed io mi auguro che non si ripeta più questa cosa. Si può non
essere d'accordo su un disegno di legge, su una proposta e
quant'altro, ma le regole democratiche, Presidente, facciamole
rispettare perché altrimenti qua non si capisce più niente.
Io sono molto, molto arrabbiata per il comportamento del
Presidente Micciché, e non ho avuto la possibilità, la scorsa
settimana di replicare. Non ho avuto il mio sacro santo diritto di
intervenire ai sensi dell'ex articolo 83 per qualsiasi cosa. Magari
potevo intervenire per altre comunicazioni urgenti, ma mi è stato
negato questo diritto
Signor Presidente, le chiedo di farsi porta voce e lei stesso di
applicare pedissequamente il Regolamento, perché sennò in
quest'Aula non vige più un Regolamento democratico, ma vige la
legge del più forte o degli amici di Micciché e questo non è più
possibile
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, mi permetto di contraddirla
dicendole che lo spazio che hanno avuto i parlamentari, in questa
legislatura, per quanto riguarda il tema delle comunicazioni ai
sensi dell'articolo 83, che è segnato in 5 minuti a parlamentare
per 30 minuti massimo, è di gran lunga superiore a tutto quello che
si è dato nell'intera legislatura passata.
Quindi, se la volta scorsa è successo che il Presidente ha
ritenuto di chiudere la seduta, è un caso eccezionale che
difficilmente si ripeterà. Poc'anzi, l'onorevole Bulla mi ha
chiesto di parlare ai sensi dell'articolo 83, e a fine seduta avrà
parola. Al massimo, il tempo che è dedicato è 30 minuti, significa
6 deputati che possono parlare per 5 minuti. Se poi intendono
parlare per 3 minuti, ovviamente il numero dei deputati aumenterà.
CIANCIO. Nella scorsa seduta non c'è stata neanche la possibilità
di chiedere di intervenire ai sensi dell'ex articolo 83, perché il
Presidente ha chiuso in fretta e furia la seduta. Bene, pur facendo
come una forsennata dai banchi della Commissione e pur il
Presidente avendomi visto, ha comunque chiuso la seduta senza
neanche sapere di cosa io volessi parlare e su cosa volessi
intervenire. Questo non è possibile, non era una questione che si
erano superati i tempi dedicati all'ex articolo 83, perché non si
sono proprio aperti i tempi dedicati a questa particolare
fattispecie di intervento che - ripeto - è un sacrosanto diritto
del parlamentare di avere.
LO CURTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sarò velocissima
mi sorprende non poco l'esternazione fatta adesso dalla collega
onorevole Ciancio. Il Presidente Miccichè non è in Aula, non dovevo
difenderlo perché non mi compete fare la difesa dell'onorevole
Miccichè però, a beneficio di tutti noi, penso che il Presidente,
che aveva già chiuso la seduta, non dovesse essere tenuto per la
giacca solo perché qualcuno invoca l'articolo 83 del Regolamento
interno.
Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sul progetto di legge costituzionale n. A.S. 29
«Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi» (Seguito)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto all'ordine
del giorno: Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
Statuto siciliano, sul progetto di legge costituzionale n. A.S. 29.
Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi. Invito i componenti la Commissione parlamentare speciale
Statuto e materia statutaria a prendere posto nell'apposito
banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Amata, per svolgere la relazione. Onorevole Amata ha
avuto modo di audire il Professore che aveva convocato?
AMATA, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sì, Presidente, abbiamo
concluso le audizioni una mezz'oretta fa.
La Commissione speciale per la revisione dello Statuto della
Regione e per l'esame dei disegni di legge in materia statutaria
nella seduta n. 5 del 19 settembre 2018 ha esaminato il disegno di
legge costituzionale, A.S. n. 29, di iniziativa dei senatori
Durnwalder, Steger e Unterberger, trasmessi dal Senato della
Repubblica all'Assemblea regionale siciliana, per l'espressione del
parere ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto della
Regione.
Il disegno di legge A.S. n. 29 non riguarda soltanto la Regione
siciliana, ma si compone di diversi articoli, nei quali si propone
la modifica delle disposizioni dei diversi Statuti speciali
concernenti la procedura di revisione statutaria.
All'articolo 1, di competenza dell'Assemblea regionale siciliana,
si propone la modifica dell'articolo 41-ter dello Statuto della
Regione siciliana, riguardante la procedura di revisione dello
stesso Statuto siciliano, introdotto dalla legge costituzionale n.
2 del 2001 (l'originario testo dello Statuto non conteneva una
espressa disposizione relativa alle modifiche statutarie).
Nella proposta di revisione di cui qui ci occupiamo si intende
sostituire la previsione contenuta nel comma 3 dell'articolo 41-
ter, relativa alla comunicazione dei progetti di modificazione
statutaria all'Assemblea regionale e al parere che quest'ultima
deve rendere entro due mesi, con un diverso procedimento. In
sintesi si propone che i progetti di legge costituzionale aventi ad
oggetto modifiche dello Statuto possano essere approvati previa
intesa con l'Assemblea regionale siciliana.
Nel disegno di legge A.S. n. 29 si fa riferimento, in
particolare, alla possibilità dell'Assemblea di esprimere il
proprio diniego entro tre mesi dalla trasmissione del testo e si
abilitano le Camere a procedere all'adozione della legge
costituzionale se entro tale termine non sia stato deliberato il
diniego (silenzio-assenso).
Pare inoltre opportuno segnalare la presenza di un alto quorum
(la maggioranza dei due terzi) richiesto per la manifestazione di
assenso o diniego da parte della Assemblea regionale.
La Commissione, in seguito alla necessità di approfondimento
emersa nel corso del dibattito d'Aula nella seduta del 26 settembre
2018, ha ascoltato nelle sedute n. 6 del 2 ottobre 2018 i
professori Agatino Cariola dell'Università degli Studi di Catania e
Luca Pedullà dell'Università degli Studi di Enna, n. 7 del 3
ottobre il professore Giuseppe Verde dell'Università degli Studi di
Palermo, e n. 8 del 9 ottobre i professori Antonio Ruggeri e
Antonio Saitta dell'Università degli Studi di Messina.
In tali audizioni è stato sottolineato che lo strumento
dell'intesa, in sostituzione del parere attualmente previsto
dall'articolo 41 ter dello Statuto, sebbene migliorativo rispetto
all'attuale posizione dell'Assemblea, non rappresenta un
rafforzamento effettivo dell'autonomia regionale e ciò in quanto
l'intesa di cui all'A.S. 29 pone un modello che non consente di
concertare la proposta ma la stessa può essere solo accettata o
respinta in toto su un testo rigido e definito senza possibilità di
aprire una contrattazione con lo Stato, intervenendo l'intesa dopo
l'approvazione in prima lettura da parte delle Camere della
proposta di revisione dello Statuto.
Infatti l'intesa, per essere propriamente definita tale dovrebbe
porre su un piano di pari-ordinazione lo Stato e la Regione,
considerata la natura pattizia dello Statuto e pertanto intervenire
a monte e non a valle, in un momento della procedura in cui il
testo sia ancora emendabile e non blindato, al contrario del parere
che, seppur non giuridicamente vincolante ha, anche nella prassi,
un notevole rilievo politico, anche in quanto interviene prima
dell'inizio della dialettica parlamentare.
La Commissione ha condiviso le osservazioni poste nel dibattito
d'Aula e rafforzate dalle ulteriori argomentazioni avanzate dai
professori auditi.
Ha pertanto ritenuto non condivisibile l'alto quorum richiesto,
pari alla maggioranza dei due terzi dei componenti - oggi non
necessario per l'espressione del parere - unitamente al meccanismo
del silenzio-assenso che scatta qualora l'Assemblea non esprima il
diniego, considerato anche che tale quorum, in una stagione in cui
è difficile raggiungere simili maggioranze a causa della
frammentazione del quadro politico, potrebbe avere come conseguenza
l'approvazione di una modifica statutaria sfavorevole, in cui
l'Assemblea regionale si vedrebbe suo malgrado coinvolta.
Alla luce di quanto esposto la Commissione esprime parere
contrario alla modifica proposta e sta elaborando una propria
proposta da presentare alle Camere per la revisione del
procedimento di modifica dello Statuto, onde configurare una
procedura di leale contrattazione sul testo con le Camere, nel
rispetto del patto di autonomia sotteso allo Statuto regionale,
che veda la Regione e lo Stato su un piano paritario conciliando le
esigenze dell'autonomia con quelle dell'unità.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
cittadini, la Commissione si è molto interrogata sulla natura di
questa norma, proposta da alcuni senatori trentini, se non mi
sbaglio. Ha ritenuto opportuno avere un momento di approfondimento
e di confrontarsi soprattutto con chi della materia del diritto
costituzionale ha fatto la propria ragione di vita. Abbiamo quindi
audito diversi professori che, dal loro punto di vista, ci hanno
per l'appunto dato una visione sostanzialmente diversa dal punto di
partenza dal quale la stessa Commissione era partita.
E' chiaro che qui l'Assemblea nel rendere un parere su questo
senz'altro importante disegno di legge, che viene sottoposto non
soltanto all'Assemblea regionale siciliana ma ai Consigli regionali
delle altre regioni a Statuto speciale, deve prendere
consapevolezza anche di quale deve essere il percorso futuro
riguardo il ragionamento che noi stessi vogliamo fare sulle ragioni
dello Statuto speciale e, soprattutto, in ragione delle residue
competenze che sono rimaste in capo alla Regione stessa e di quali
devono essere i futuri rapporti con lo Stato italiano. Perché se è
vero nel 1946 ci fu questo accordo di natura pattizia che fu fatto
tra due stati - lo Stato siciliano e lo Stato italiano - oggi ci
troviamo nel 2018; oggi ci troviamo in parte anche svuotati da
tutta una serie di prerogative e di competenze che un tempo avevano
senso e che oggi, a seguito della riforma del diritto tributario e
delle varie riforme costituzionali che riguardano appunto
l'autonomia delle regioni stesse e della Costituzione stessa,
debbono essere guardate sotto un'altra luce.
E allora, la Commissione si è orientata, Presidente, in senso
inverso rispetto al punto di partenza ed oggi il parere, che è
stato espresso dall'autorevole Presidente Elvira Amata è un parere
negativo. Ed è un parere negativo, Presidente Amata che, dal mio
punto di vista, ha una doppia valenza. Perché io credo che questa
Assemblea non possa assolutamente accettare proposte di modifica
sul proprio Statuto che provengono da senatori della Repubblica
Italiana del Trentino. Io penso che questo parere negativo sia
anche espressione di un orgoglio di un'assemblea che può decidere,
deve decidere - se vuole - un'opera di riforma sul proprio Statuto
ma che parta dall'Assemblea Regionale stessa. E quindi, nella
misura in cui la Commissione - che rappresentata tutto il
Parlamento - si determinerà nel cambiare lo Statuto, nel cambiarlo
in tutto, in parte, o in quello che più oggi deve essere
rispondente alle esigenze dei siciliani, lo farà decidendolo
autonomamente.
Allora visto che ci hanno convinto, io sono convinto che questa
intesa, che alla fine finisce col dare maggiore peso al Governo
rispetto all'Assemblea e dall'altro lato questo quorum dei due
terzi finisce con, sostanzialmente ingessare la possibilità
dell'Assemblea stessa, se questa riforma venisse praticamente
approvata dal Parlamento nazionale - posto che questa Assemblea
desse il proprio parere favorevole - ecco, non ci ha convinto per
niente. Anzi, ci ha convinto - come dicevo prima - la tesi opposta.
E quindi, senz'altro, anche il gruppo del Movimento Cinque Stelle,
perché il Capogruppo mi ha delegato in tal senso ad esprimere
questo parere, sarà un parere negativo su questa proposta - ripeto
- dei senatori trentini, con l'impegno, ovviamente, Presidente, di
presentare all'Aula, nel più breve tempo possibile, un progetto di
riforma serio e credibile che vada nella direzione delle esigenze
dei cittadini siciliani nel 2018.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non
posso che salutare con estremo favore la relazione che accompagna
il diniego a questo parere che viene dalla unanime volontà della
Commissione, Commissione che si è determinata a seguito
dell'impulso che alcuni tra noi hanno dato in una seduta nella
quale era già all'ordine del giorno questo disegno di legge e tale
impulso a consultare, ovviamente, giuristi che nel merito potessero
esprimersi e confortare l'azione di questo Parlamento, alla fine
hanno dato ragione a chi aveva da subito individuato delle trappole
e aveva individuato in questa espressione di parere, come dire, la
volontà di tradire ancora una volta l'autonomia ed il valore che
essa assume per tutti noi siciliani.
Peraltro, quindi, sono molto felice del fatto che ci sia l'unanime
volontà del Parlamento, perché la Commissione Statuto, ovviamente,
se si esprime all'unanimità è rappresentativa di tutte le forze
politiche che sono rappresentate in questo Parlamento. Altresì
vorrei, proprio con la Commissione, anche a seguito delle parole
che l'onorevole Cappello - se non vado errato - ha appena
pronunciato del Movimento Cinque Stelle, vorrei davvero
sottolineare l'importanza che devono assumere per questo Parlamento
due importanti atti che sono, ed entreranno tra poco, saranno
all'esame dell'Assemblea. Si tratta della mozione che ho presentato
per indire un referendum in Sicilia sulle condizioni di svantaggio
che derivano dall'insularità e che sono il focus su cui va
concentrata anche l'attenzione della Commissione, oltre che
dell'intero Parlamento, proprio perché questa battaglia
referendaria deve coinvolgere tutti i siciliani
Dobbiamo essere fieri ed orgogliosi di avere un'identità anche di
popolo siciliano, questo è nella natura della costruzione dello
Statuto, e lo Statuto che nasce appunto prima della Costituzione,
nasce proprio per garantire ai siciliani che quanto loro sottratto
sin dai tempi della costituzione del Regno d'Italia possa essere
compensato attraverso le norme di attuazione che sono rimaste
tuttavia in termini di principio fissate nello Statuto e che
avrebbero dovuto portare quei benefici proprio ai siciliani che si
sono visti sottrarre quelle risorse che sono confluite per fare il
primo bilancio dello Stato unitario e che hanno determinato che
quelle risorse venissero spese nelle regioni del nord a danno delle
regioni del sud.
Le regioni del nord sono state infrastrutturate, si determina lì
quello sviluppo industriale che ha permesso a quelle regioni di
fare volare anche le loro popolazioni in termine di economia, di
sana economia, il sud è rimasto invece a dovere essere oggetto di
interventi assistenziali come quelli che purtroppo sono in atto
anche da parte del Governo nazionale.
Oggi l'esigenza sempre più avvertita - e voglio qui lanciare un
grido di allarme a questo Parlamento e a tutte le forze politiche -
in particolare, mi rivolgo con il cuore al Movimento cinque stelle
perché, i Cinque stelle soprattutto sono stati votati nel meridione
d'Italia.
Onorevole Zafarana, lei che è il Capogruppo, voglio lanciare
questo appello, che siamo insieme nella difesa delle prerogative
del popolo siciliano perché la richiesta di maggiore autonomia che
viene supportata e suffragata dai referendum che hanno attivato sia
i lombardi, sia i veneti, e altre popolazioni del nord, sarebbero
un danno, se non trovassero la Sicilia pronta a condividere un
progetto di redistribuzione delle risorse economiche dello Stato.
Il Governo, il vostro giovane Governo in tutti sensi, sia come età
cronologica, sia come tempo di azione di governo, deve essere
adeguatamente allertato e voglio veramente fare appello a voi come
a tutte le forze politiche perché questo referendum diventi una
straordinaria ed efficace strategia per fare sentire la nostra e
per non soccombere perché noi siciliani paghiamo ogni anno una
tassa occulta che costa cinque milioni di euro a tutti noi. Noi non
lo sappiamo, non lo vediamo, ma incassiamo in termini di povertà
ogni giorno una mortificazione che non dobbiamo mai più subire. Ne
consegue che saremo, appena torna il Presidente dell'Assemblea
regionale, faremo una Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari, porrò nuovamente all'attenzione di questo Parlamento,
la priorità del referendum, parleremo di questo referendum in Aula
e ci attiveremo perché voglio sperare che il Governo faccia propria
la proposta e lo possa indire con le prossime elezioni europee.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Commissione, alla quale va il plauso per avere cambiato il parere,
non è una cosa che succede spesso che durante un dibattito, durante
il dibattito d'Aula si era capito che si stava forse facendo una
cosa sbagliata per la Sicilia.
Allora, Presidente, mi rivolgo al Presidente della Commissione e a
tutta la Commissione per l'ottimo lavoro svolto in queste settimane
in cui la Commissione ha avuto modo di farsi rappresentare da
autorevoli costituzionalisti verso dove si stava andando.
Allora, solo gli stupidi non cambiano idea. Supportato il lavoro
da prestigiosi costituzionalisti, abbiamo capito che dovevamo
difendere lo Statuto siciliano. Questo Statuto che spesso e
volentieri è criticato, spesso e volentieri si dice che non è stato
utilizzato appieno e lo sappiamo.
Probabilmente abbiamo una quota parte di responsabilità ma oggi
ritengo che quest'Aula che credo che non approverà e darà un
parere, credo e sentendo interventi dei colleghi all'unanimità,
saremo tutti favorevoli nel dare parare sfavorevole, almeno così
credo, dobbiamo fare un patto tra di noi perché, cari colleghi,
alcuni di voi rappresentano movimenti che sono al Governo
nazionale, che possono incidere sulla modifica dello Statuto, una
proposta che dovrà venire da quest'Aula, una proposta che potrà
essere condivisa da tutti, potremmo scrivere una nuova pagina della
storia siciliana e questo è quello che è l'auspicio che dobbiamo
fissare per questa legislatura.
E allora, signor Presidente, noi non possiamo altro che votare
sfavorevolmente, c'era un quorum troppo alto; nella scorsa seduta,
quando abbiamo trattato l'argomento, avevo già motivato ampiamente
quali erano le mie perplessità sul dare parere favorevole, quindi è
inutile ribadire dei concetti a quest'Aula già noti, però voglio
che si possa lanciare una sfida a noi stessi da portare a Roma
perché l'onorevole Lo Curto ha detto bene e meglio di me per quanto
riguarda il problema dell'insularità, è una battaglia che noi
abbiamo condiviso come gruppo Diventerà Bellissima, è una battaglia
che dovremo inserire all'interno dello Statuto perché deve essere
riconosciuta e mi rivolgo ai tantissimi giovani e meno giovani che
ogni giorno si muovono da e per l'Italia continentale pagando delle
cifre spropositate. E allora non è soltanto un meccanismo del volo
aereo, ma è un meccanismo dei trasporti, noi siciliani dovremmo
essere centrali all'interno dell'economia euro-mediterranea e a
volte ci sentiamo ai margini. Questo deve essere rivisto dal futuro
Statuto.
Quindi difendiamo quello che c'è, cerchiamo di utilizzarlo
appieno, ma scriviamo una nuova pagina oggi dicendo no ad una
modifica di Statuto che non ci piace.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sul progetto di legge costituzionale n. A.S. 29
«Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi» (Seguito della discussione)
PRESIDENTE. Riprende la discussione sul parere, ai sensi dell'art.
41 ter, comma 3, dello Statuto siciliano, sul progetto di legge
costituzionale n. A.S. 29 «Modifiche agli statuti delle regioni ad
autonomia speciale, concernenti la procedura per la modificazione
degli statuti medesimi».
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è noto
che il Partito Democratico, per ragioni, come dire, di scelta
politica, non ha partecipato né partecipa ai lavori della
Commissione Statuto con grande rispetto per il lavoro della
Commissione e della sua Presidente.
Tuttavia qualcosa va detto in questo senso, pur se in linea di
massima il parere del mio Gruppo su questo tema oggi in Aula sarà
allineato in qualche modo a ciò che ha proposto la Presidente della
Commissione Statuto.
Già, signor Presidente, ricorderà lei nel 2006, per esempio,
questo Parlamento ha discusso di questo tema con disegni legge
analoghi. E mi viene da dire dopo 12 anni che l'autonomia della
Regione muore di buone intenzioni. Io condivido le cose che hanno
detto i colleghi prima di me, però rischiamo che l'ottimo sia
davvero nemico del buono pur rivendicando da 72 anni il carattere
pattizio del nostro Statuto in questo rapporto paritario, tra molte
virgolette dico paritario dopo 72 anni, tra la Regione siciliana e
la Repubblica Italiana, noi ancora nel nostro ordinamento
costituzionale, lo Statuto è ancora legge costituzionale nella
nostra Regione, non abbiamo introdotto l'istituto dell'intesa.
Esprimiamo semplicemente un parere che ha valore pari a zero, lo
dico con grande rispetto delle istituzioni e anche del Parlamento
della Repubblica ed è evidente che, pur se questa Assemblea
produrrà una legge-voto che potrà, in qualche modo proporre la
modifica del parere rispetto all'intesa, il mio timore come è che
come sono trascorsi inutilmente i 72 anni, i dodici anni dal 2006
quando per ben due volte, a luglio e a settembre, questa Assemblea
si è espressa contro disegni di legge costituzionali analoghi a
quello di cui stiamo discutendo, alla stessa maniera come tanti
articoli dello Statuto proposto non sono stati mai attuati. E'
inutile appellarci alla paritetica, alle norme di attuazione,
perché dopo 72 anni diventa persino inutile parlarne, esprimo, come
dire, un lessico adeguato al tema che riferisce di una sacralità
istituzionale che non deve essere mai violata, però il mio timore e
il timore del mio Partito, è che ancora una volta rischiamo di
perdere l'opportunità di introdurre nell'ordinamento regionale,
nell'ordinamento costituzionale del nostro Paese l'istituto
dell'intesa nei rapporti tra Stato e Regione.
Peraltro, lo dico io che sono un deputato di opposizione, quindi
da questo punto di vista al di sopra di ogni sospetto, mi sembra
che l'Assessore Armao, che qualche competenza in materia
costituzionale ce l'ha, ha espresso in questa Aula, poco più di una
settimana fa, un orientamento nettamente a favore di questo disegno
di legge proprio perché ritiene che introdurre per la prima volta
dopo 72 anni, lo ripeto nuovamente, l'istituto dell'intesa,
significherebbe un passo avanti notevole rispetto a ciò che lo
Stato non ci ha concesso in questi anni e che probabilmente
l'Assemblea regionale siciliana e il Parlamento siciliano non è
riuscita a conquistare. E dopo la riforma del titolo V della
Costituzione, la legge regionale del 2001, sappiamo tutti, e lo
sanno anche i costituzionalisti, che il livello di autonomia delle
regioni a statuto ordinario rischia, utilizzo questo termine,
rischia di essere superiore all'autonomia a quella della Regione
siciliana che è la più speciale, se si può dire, fra le regioni a
statuto speciale.
E allora, Presidente, occorre una profonda riflessione. Siamo ad
inizio legislatura, quasi, ad inizio legislatura, abbiamo
pochissimo tempo perché ci possano essere gli sviluppi della
procedura aggravata che una legge costituzionale prevede ai sensi
della Costituzione vigente della nostra Repubblica. Dobbiamo far
presto, ma io credo che se questa legislatura riuscisse a scontare
un risultato, un risultato importante che è quello di introdurre
per la prima volta l'istituto dell'intesa invece che quello
dell'inutile parere, io credo che avremmo realizzato un obiettivo
importante e un passo avanti per l'autonomia della nostra Regione
tanto declamata ma così poco difesa anche da questa Aula e da
questo Parlamento.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli De Domenico e
Pullara. Le iscrizioni a parlare sono chiuse. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Pagana.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ribadendo
la posizione sia della Commissione che la dichiarazione di parere
contrario del mio Gruppo, volevo esternare a lei una riflessione
che ho fatto in questi giorni.
Da quando è arrivata questa proposta di modifica dello Statuto, da
quando ho iniziato a leggere attentamente lo Statuto della Regione
siciliana, la storia stessa dello Statuto, di quella Sicilia che
era troppo bella per potere essere compresa dal resto dell'Italia,
e da quando mi sono scontrata, diciamo così, con una politica che
per troppi anni è rimasta indifferente dinnanzi a questa materia
statutaria, ho pensato di essere una giovane nata nel 1991, una
ragazza ventisettenne, prima che deputato, che di Statuto della
Regione siciliana ha letto soltanto nei manuali di diritto tra la
gerarchia delle fonti e nei capitoli dedicati nei manuali di
diritto costituzionale.
Quindi, maturando queste riflessioni, facendo queste riflessioni,
mi sono chiesta - e qui invito anche l'autorevole Presidente della
Commissione ad avviare un lavoro che vada in tal senso - che senso
ha festeggiare l'Autonomia della Regione siciliana, parlare di
Statuto della Regione siciliana e di Sicilia come autonoma o di
leggere di Patto per l'autonomia soltanto in alcune sentenze della
Corte Costituzionale se l'autonomia della Regione siciliana nemmeno
la conosciamo. Che senso ha parlare di Statuto della Regione
siciliana quando i nostri giovani - ma io intendo anche i bambini
della scuola elementare - lo Statuto della Regione siciliana
nemmeno lo conoscono?
Vorrei che da questa riflessione nascesse un lavoro fatto dalla
Commissione per la modifica dello Statuto e dall'intero Parlamento,
che in quella Commissione è rappresentato, volto a portare lo
Statuto siciliano all'attenzione di tutti, soprattutto
all'attenzione dei più giovani.
Io spero che questo Parlamento accolga l'invito che sto facendo,
giusto perché se lo Statuto siciliano è stato fatto perché la
Sicilia era troppo bella per essere compresa dal resto dell'Italia,
forse oggi nel 2018 - e si sa il 1946, il 1948 sono anni lontani -
sono solo i siciliani che hanno dimenticato quanto è bella la
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico. Ne ha
facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
anticipato dall'onorevole Gucciardi, il nostro Gruppo ha deciso di
dare un parere contrario però, alla luce degli approfondimenti che
sono stati fatti - io oggi ho anche avuto modo di ascoltare
l'audizione dei due docenti di diritto costituzionale - ritengo che
non si possa perdere questa occasione rimandando indietro il testo
con un semplicistico parere negativo.
L'opportunità è grande e la differenza fra intesa e parere è
sostanziale sotto il profilo giuridico, perché si va a scardinare
con l'intesa una stasi giuridica che dura - come diceva prima
l'onorevole Gucciardi - da 72 anni.
Ritengo che accanto a questo parere, ancorché negativo, dobbiamo
valorizzarlo mettendo in evidenza che questo Parlamento è d'accordo
all'intesa, non è d'accordo a due aspetti peculiari dell'intesa che
emergono da questo disegno di legge e che sono rispettivamente il
fatto che questa intesa deve essere espressa con una maggioranza di
2/3, che quindi ne indebolisce assolutamente l'efficacia, attesa la
difficoltà di costruire maggioranze, e soprattutto attribuisce alle
minoranze un potere eccessivo, e in secondo luogo dobbiamo
evidenziare che l'intesa, quando arriva a conclusione di un iter
legislativo, altro è che un prendere o lasciare, cioè non c'è
nessuna discrezionalità, non c'è nessuna possibilità di contribuire
alla formazione delle modifiche legislative che in qualche modo
modificano quel rapporto pattizio che, invece, avrebbe dovuto
costituire l'aspetto peculiare del rapporto tra la Regione
siciliana e lo Stato italiano.
Noi dobbiamo rivendicare con forza questi due aspetti e quindi
ritengo che nell'espressione del parere dobbiamo evidenziare questo
aspetto per far sì che ci siano successivi interventi legislativi
dei quali quest'Aula si può fare promotrice, e auspicando quindi di
pervenire alla conclusione che l'intesa, con queste caratteristiche
che ho appena illustrato, della preventiva intesa, che consente la
possibilità di introdurre una interlocuzione, e quindi delle
modifiche tra le parti e, soprattutto, eliminando quella
maggioranza enormemente qualificata che rischia di vanificarne il
fine.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la giornata
odierna l'onorevole Lantieri.
L'Assemblea ne prende atto.
Parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sul progetto di legge costituzionale n. A.S. 29
«Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi» (Seguito della discussione)
PRESIDENTE. Riprende la discussione sul parere, ai sensi dell'art.
41 ter, comma 3, dello Statuto siciliano, sul progetto di legge
costituzionale n. A.S. 29 «Modifiche agli statuti delle regioni ad
autonomia speciale, concernenti la procedura per la modificazione
degli statuti medesimi».
E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo solo per fare qualche precisazione. Devo dire che a
primo acchitto , un po' in generale, era sembrata che la
valutazione in ordine all'intesa potesse essere un ragionamento più
forte e più di difesa dello Statuto, di quelle che possono essere
le nostre prerogative, rispetto al parere.
Le audizioni fatte con diversi costituzionalisti, tutti di
eccellente valore, hanno smontato punto per punto, spiegando anche
il perché, così come rimesso alla relazione della Presidenza, hanno
fatto evidenziare come il parere, tenuto conto che non si è mai
verificata un'ipotesi diversa, e tenuto conto della percentuale
necessaria al raggiungimento dell'intesa, hanno fatto rilevare come
questo fosse di gran lunga più forte.
Pertanto, partecipando ai lavori della Commissione, anche noi
abbiamo valutato che voteremo contro questa proposta e, a tal fine,
ci siamo ripromessi, così con gli altri gruppi parlamentari, di
poter elaborare una proposta che sia a sua volta rispettosa di
quelle che sono le prerogative statutarie di una Regione a Statuto
speciale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione di
questo parere, vorrei chiedere all'onorevole Caronia di trasformare
questo ordine del giorno, che è abbastanza - non dico impegnativo -
ma comunque modificativo dello Statuto, in un disegno di legge che
sia opportuno che trasferisca alla Commissione, che a quanto pare
si metterà a lavorare a proposito delle modifiche.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, in realtà questo è uno spunto che noi
abbiamo colto da parte di coloro i quali sono venuti, dai vari
docenti universitari, e che ci hanno dato un contributo importante
per stabilire quello che potesse essere l'impatto di questa norma.
Da più parti è arrivato un impulso che, ovviamente, io ho raccolto
in quanto ordine del giorno, poi ovviamente la Commissione avrà il
compito di redigere un disegno di legge che mi auguro possa essere
della Commissione tutta.
Con questo ordine del giorno mi limito a dare delle indicazioni
che ci sono state fornite peraltro anche da alcuni docenti in
merito a come si può ribaltare la posizione della Regione rispetto
a quello che è l'attuale ordinamento.
Per cui, seppure in maniera molto stringata, ho elencato quelli
che possono essere gli articoli che in qualche modo vanno a
modificare l'iniziativa ad una modifica statutaria. Sarebbe il
Parlamento regionale che, su iniziativa dei tre quarti
dell'Assemblea, propone una modifica, che viene proposta dal
Presidente dell'Assemblea al Presidente del Senato, il quale poi
chiaramente si fa carico dell'iter parlamentare, il quale potrebbe
avere degli esiti diversi. Ecco, potrebbe avere un esito positivo,
e in quel caso ovviamente sarebbe una grande conquista per la
Regione; nel caso negativo, ritornerebbe all'Assemblea con una
maggioranza semplice.
Tutto questo è semplicemente uno spunto affinché il Governo si
impegni a supportare un'azione che in maniera comune la Commissione
farà, perché questo è stato l'intendimento, e l'idea di questo
ordine del giorno è semplicemente quello di dare uno spunto a
quello che è il mio personale intendimento di autonomia. Cioè, di
ribaltare in qualche modo la possibilità della modifica statutaria,
piuttosto che in capo allo Stato, così come abbiamo purtroppo
subìto anche con questa proposta di legge, che a mio avviso è stata
utile perché ha un po' rimesso in discussione la visione un po' di
tutti noi, al di là delle appartenenze politiche. Perché, comunque,
preservare lo Statuto diventa oggi l'elemento che ci
contraddistingue senza guardare colori né appartenenze momentanee,
e che invece può diventare un grande volano perché questa
Commissione abbia finalmente quell'importanza che negli ultimi anni
purtroppo non ha avuto, cioè quella di poter effettivamente
modificare lo Statuto e dare a questo Statuto una solidità
maggiore, soprattutto la possibilità di autodeterminare dei
cambiamenti che effettivamente oggi il tempo richiede.
PRESIDENTE. Restiamo intesi, onorevole Caronia, che lo trasforma
in un disegno di legge da presentare alla Commissione Statuto' che
si adopererà in tal senso, per esaminarlo unitamente a tutte le
altre iniziative che intenderà proporre.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dipasquale ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale sul parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3,
dello Statuto siciliano, sul progetto di legge costituzionale n.
A.S. 29 «Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia
speciale, concernenti la procedura per la modificazione degli
statuti medesimi»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione della
proposta di parere, ai sensi dell'art. 41 ter, comma 3, dello
Statuto siciliano, sul progetto di legge costituzionale n. A.S. 29
«Modifiche agli statuti delle regioni ad autonomia speciale,
concernenti la procedura per la modificazione degli statuti
medesimi».
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge Norme in materia di
revisori dei conti (n. 106/A).
Onorevoli colleghi, comunico che, a seguito dell'esigenza di
approfondimento tecnico giuridico in merito al disegno di legge n.
106/A, richiesto agli Uffici da questa Presidenza e già comunicato
nella seduta d'Aula n. 67 del 3-4 ottobre 2018, nonché della nota
pervenuta dal Vice Presidente della Regione ed Assessore per
l'economia in data 8 ottobre 2018, con la quale informa che nelle
giornate di martedì 9 e mercoledì 10 ottobre 2018 non potrà essere
presente ai lavori d'Aula per precedenti concomitanti impegni
presso il Comitato delle Regioni dell'Unione europea, il seguito
della discussione del disegno di legge suddetto è rinviato a
martedì 16 ottobre 2018, tenuto conto che giovedì 11 ottobre il
Presidente della Regione riferirà all'Assemblea in merito alle
questioni riguardanti la tematica della gestione dei rifiuti e le
problematiche che attengono al servizio di riscossione in Sicilia.
Si aggiunge, inoltre, che riguardo ai profili problematici che
attengono al disegno di legge n. 106/A è pervenuta a questa
Presidenza, in data 8 ottobre 2018, una richiesta di audizione da
parte del Presidente dell'Associazione italiana dottori
commercialisti, Sezione di Palermo.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, non posso che prendere atto della
decisione di rinviare la discussione del disegno di legge.
Prendo atto che il Governo è presente nella figura del Vice
Presidente, onorevole Cordaro, che credo sia più che titolato a
discutere di questo disegno di legge almeno alla stregua di quanto
è titolato l'Assessore Armao.
Questo infatti non è un disegno di legge che riguarda l'Assessore
Armao, è un disegno di legge che riguarda enti locali. E infatti in
Commissione sono venuti gli Uffici dell'Assessorato degli enti
locali e, per conoscenza, anche quelli del bilancio.
Vorrei, penso che il Governo se ne renda conto da solo, che fosse
chiaro che prima o poi questo disegno di legge si deve votare. Ho
capito che non è favorevole perché ha presentato un emendamento
soppressivo.
Mi piace ricordare una cosa che mi è stata detta la settimana
scorsa da un illustre esponente della maggioranza - ovviamente non
dirò il nome - Gianina, mi spiace ma questo disegno di legge non
sta bene a molti perché un revisore non si nega a nessuno .
La prendo come una battuta. Non vorrei però che dietro la battuta
ci sia un fondo di verità. Aspetto, non ho fretta, tanto prima o
poi il disegno di legge dovrà essere discusso dall'Aula.
Il testo non ha problemi di ordine giuridico, così come ha detto
il Presidente senza darmi possibilità di replicare nella scorsa
seduta, ma avremo modo di parlarne e avrò modo di presentare gli
emendamenti con cui - se ce ne fosse bisogno - chiarisco ancor di
più il fatto che questo disegno di legge non si applica ad alcune
delle fattispecie tirate in ballo.
Aspetto, prima o poi si dovrà discutere.
PRESIDENTE. La discussione generale è stata chiusa anche se
qualche emendamento integrativo può essere presentato da parte dei
Capigruppo. L'argomento resta all'ordine del giorno.
C'è un approfondimento giuridico e c'è un fatto tecnico. Il
Regolamento stabilisce che a rispondere su questo argomento deve
essere l'Assessore per l'economia, il quale oggi non c'è, non c'è
nemmeno domani. L'Assessore Cordaro è qui in veste di Governo, ma
non per discutere di questo argomento e il Presidente
dell'Assemblea, che non c'è nemmeno, ci chiede di rinviarlo a
martedì. Martedì inizieremo, certamente, la discussione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calderone ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
interno
BULLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BULLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo intervengo
sull'evento sismico che ha interessato, nella notte del 6 ottobre
scorso, i territori di Biancavilla, Adrano e Santamaria Licodia, il
Sud-Ovest del nostro vulcano, Etna. L'evento sismico non ha
provocato vittime, però ha determinato danni strutturali a edifici
pubblici, quali appunto le scuole, e anche alle chiese di queste
nostre comunità. Quindi si chiede al Governo, al Presidente della
Regione, all'assessore Cordaro e all'assessore alle infrastrutture
se non è il caso di dichiarare lo stato di calamità naturale, in
modo di dare un aiuto sia alla popolazione e sia, anche,
all'amministrazione comunale.
Certo dell'accoglienza di questa mia richiesta, chiedo anche al
Governo di attuare una programmazione per quanto riguarda la
prevenzione, in modo che questi eventi calamitosi non portano
appunto una situazione di panico, e di caos alle popolazioni
interessate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la seduta è rinviata
a giovedì, 11 ottobre 2018, alle ore 16.00, in quanto il Presidente
della Regione, onorevole Musumeci, ha dato la sua disponibilità per
giorno 11 ottobre alle ore 16.00.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere che domani si faccia Aula, anche per atti ispettivi. Ci
sono 12 assessori e spero che se ne trovi qualcuno disponibile
almeno a venire a rispondere a interrogazioni, interpellanze,
mozioni che sono anche urgenti. Non vedo il motivo di rinviare i
lavori a giovedì. Ovviamente, riteniamo anche noi che il disegno di
legge sui revisori dei conti bisogna esitarlo anche in fretta. Se
bisogna fare audizioni, si facciano subito.
Per quanto ci riguarda, si può votare anche giovedì approfittando
della presenza del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Sulle richieste di audizioni, il Presidente della I
Commissione ha ascoltato gli interventi. Ne faccia buon uso.
L'Assemblea è rinviata a giovedì 11 ottobre 2018, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SUL SISTEMA DI
RACCOLTA DEI RIFIUTI IN SICILIA
III - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SU RISCOSSIONE
SICILIA S.P.A.
IV -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
La seduta è tolta alle ore 17.28
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Rivalutazione dei centri storici mediante la cessione gratuita
di immobili (n. 354).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Savarino il 5
ottobre 2018.
- Riperimetrazione del Parco dei Nebrodi (n. 379).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Genovese il 5
ottobre 2018.
- Modifiche alla Legge regionale 15 settembre 1997 n. 35 in
materia di elezione del sindaco e del presidente dei consiglio
circoscrizionale (n. 380).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Campo, Cappello, Ciancio, A. De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 5 ottobre
2018.
- Norme per lo sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei Marina
Resort (n. 381).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino il
5 ottobre 2018.
- Licenza di pesca ricreativa e sportiva (n. 382).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Siragusa,
Cancelleri, Cappello, Campo, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito, Pagana,
De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il 5 ottobre 2018.
- Modifiche alle norme in materia in materia di elezione del
sindaco, del consiglio comunale e della composizione della giunta
comunale (n. 383).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Siragusa,
Cancelleri, Cappello, Campo, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito, Pagana,
De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il 5 ottobre 2018.
- Disciplina delle attività in materia di escursionismo,
ciclabilità e mobilità dolce (n. 384).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
5 ottobre 2018.
- Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33 Norme per la protezione, la tutela e l'incremento della
fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo venatorio.
Disposizioni per il settore agricolo e forestale', alla legge
regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche e
integrazioni Norme per l'istituzione nella Regione siciliana di
parchi e riserve naturali' e alla legge regionale 14 novembre 2008,
n. 12 Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica
o inselvatichita in aree naturali protette' (n. 385).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Milazzo,
Ragusa, Calderone, Cannata, Gallo, Genovese, Mancuso, Papale,
Pellegrino e Savona il 5 ottobre 2018.
- Recupero delle acque reflue depurate per usi irrigui (n. 386).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Savarino, Lo
Curto e Compagnone il 5 ottobre 2018.
- Disposizioni di legge contro il gioco d'azzardo per la
protezione dei minori e le dipendenze patologiche (n. 387).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo il 5 ottobre 2018.
- Interventi sui tempi d'attesa per le prestazioni sanitarie (n.
388).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri il 5
ottobre 2018.
- Recepimento delle disposizioni contenute negli articoli
7,11,12,13,14,15 della Legge 10 dicembre 1993, n. 515 recante
Disciplina della campagna elettorale per l'elezione della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica (n. 389).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Ciancio, Campo, Cancelleri, Cappello, De Luca A., Di Caro, Di
Paola, Foti, Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana, Pasqua,
Schillaci, Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana il 5
ottobre 2018.
- Modifiche all'articolo 10 del Capo II della legge regionale 10
agosto 2012, n. 47, concernente l'istituzione dell'autorità garante
della persona con disabilità nella regione (n. 390).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lupo,
Arancio, De Domenico, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici,
Dipasquale, Gucciardi, Lantieri e Sammartino il 5 ottobre 2018.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
COMMISSIONE SPECIALE D'INCHIESTA
SUL FENOMENO DEL RANDAGISMO IN SICILIA
- Norme per il controllo e la prevenzione del randagismo. (n. 191)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 3 ottobre 2018.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione del Dipartimento regionale dell'acqua. (n. 341)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 ottobre 2018.
Parere IV.
- Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici.
(n. 343)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 ottobre 2018.
- Riordino delle IPAB. (n. 378)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 3 ottobre 2018.
Parere VI.
- Riordino della dirigenza dell'Amministrazione regionale e degli
enti del comparto. (n. 357)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'8 ottobre 2018.
BILANCIO (II)
- Modifica della legge regionale 11 agosto 2015, n. 16 Tassa
automobilistica regionale. Modifica dell'articolo 47 della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9. (n. 342)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 ottobre 2018.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Istituzione e disciplina di Aree produttive paesaggisticamente
ed ecologicamente attrezzate - APPEA. (n. 358)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'8 ottobre 2018.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Misure per la per la bonifica delle coste siciliane, la
regolarizzazione degli insediamenti serricoli insistenti in
contesti dunali e la riacquisizione del suolo demaniale marittimo.
(n. 345)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 4 ottobre 2018.
Parere III.
- Qualità architettonica. (n. 355)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'8 ottobre 2018.
Parere V.
- Norme per l'arresto del consumo di suolo e per i1 riuso dei
suoli urbanizzati. (n. 356)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'8 ottobre 2018.
Parere III.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Iniziative a sostegno delle attività dei teatri dei pupi e dei
pupari siciliani. (n. 359)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato l'8 ottobre 2018.
Comunicazione di riassegnazione di disegni di legge alla
competente Commissione
- Nuove disposizioni per il contrasto e la prevenzione del
randagismo. (n. 40)
Di iniziativa parlamentare.
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 3 ottobre 2018.
- Norme per il controllo e la prevenzione del randagismo e la
tutela degli animali da affezione. (n. 100)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 3 ottobre 2018.
- Lotta al randagismo. Modifiche all'articolo 26 della legge
regionale n. 15/2000. (n. 159)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 3 ottobre 2018.
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 3 luglio 2000, n.
15 in materia di tutela degli animali d'affezione e di prevenzione
del randagismo. Istituzione del garante regionale per la tutela
degli animali. (n. 177)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 3 ottobre 2018.
- Istituzione dell'anagrafe canina regionale e norme per la tutela
degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo.
Di iniziativa parlamentare. (n. 326)
Inviato il 3 ottobre 2018.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
Si comunica che:
- L'onorevole Elvira Amata, con nota prot. n. 6501/SG.LEG.PG. del
26 settembre 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 369 Disposizioni sanzionatorie inquinamento in
Sicilia ;
- l'onorevole Giuseppe Milazzo, con nota prot. n. 6673/SG.LEG.PG.
del 3 ottobre 2018, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 373 Modifiche e integrazioni alla legge
regionale 1 settembre 1997, n. 33 Norme per la protezione, la
tutela e l'incremento della fauna selvatica e per la
regolamentazione del prelievo venatorio' ;
- l'onorevole Michele Catanzaro, con nota prot. n. 6674/SG.LEG.PG.
del 3 ottobre 2018, ha chiesto di apporre la propria firma ai
disegni di legge n. 374 Disposizioni per l'emersione del lavoro
non regolare e n. 375 Disciplina delle terapie complementari pet-
therapy e clownterapia .
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 386 - Chiarimenti sullo stato di aggiornamento dell'anagrafe
dell'edilizia e sulla sicurezza degli edifici scolastici in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Figuccia Vincenzo
N. 387 - Chiarimenti in ordine al patrocinio della Regione
siciliana a favore di una iniziativa della loggia massonica
Giordano Bruno.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
De Luca Antonino; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 384 - Problematiche relative alla sottomisura 4.3.1 - viabilità
interaziendale e strade rurali per l'accesso ai terreni agricoli e
forestali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Catanzaro Michele; Cafeo Giovanni; Arancio Giuseppe Concetto;
Sammartino Luca; Dipasquale Emanuele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 383 - Chiarimenti in merito all'operato della centrale unica di
committenza in relazione alla gara per la fornitura di farmaci
biologici.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina
N. 385 - Interventi da realizzare per arginare il problema degli
allagamenti nei sottopassi che insistono lungo la strada Statale
113 nel territorio di Campofelice di Roccella (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 101 - Notizie sul completamento della strada ciclabile di
Castiglione di Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Ciancio Gianina; Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Campo
Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Sunseri Luigi; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 102 - Sorte occupazionale dei lavoratori appartenenti al bacino
'Emergenza Palermo' ex - PIP.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Lupo Giuseppe
N. 103 - Rifinanziamento del fondo di rotazione per la
progettazione degli enti locali.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Lupo Giuseppe
N. 104 - Misure urgenti in ordine alla ridefinizione dei rapporti
fra UNIPA e Consorzio universitario di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 105 - Dichiarazione dello stato di calamità per fronteggiare i
danni causati dalle mareggiate del 28 settembre 2018.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Marano Jose; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 150 - Iniziative finalizzate ad assicurare il diritto
all'interruzione volontaria della gravidanza.
Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele; Sammartino Luca; Cracolici
Antonello; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele
Presentata il 26/09/18
N. 151 - Armonizzazione degli orari di apertura al pubblico degli
uffici.
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Campo Stefania; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Di Paola Nunzio; Pasqua Giorgio;
Sunseri Luigi; Di Caro Giovanni; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Schillaci Roberta
Presentata il 28/09/18
N. 152 - Investimenti nelle aziende agricole.
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano Presentata il 28/09/18
N. 153 - Iniziative a livello nazionale per assicurare il ritorno
al territorio delle risorse derivanti dalla cessione di beni
immobili confiscati alla criminalità organizzata.
Sammartino Luca; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele; Cracolici Antonello;
De Domenico Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
Lantieri Annunziata Luisa; Lupo Giuseppe
Presentata il 1/10/18
N. 154 - Implementazione di un nuovo elenco del personale docente
e non docente per l'orientamento e la formazione professionale.
Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 1/10/18
N. 155 - Istituzione del registro regionale delle aziende che
praticano agricoltura sociale.
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 3/10/18
N. 156 - Interventi a difesa del settore balneare.
Savarino Giuseppa; Lo Curto Eleonora; Caronia Marianna; Cannata
Rossana; Cafeo Giovanni
Presentata il 3/10/18
N. 158 - Dichiarazione dello stato di calamità a seguito della
compromessa raccolta dell'uva a causa del 'cracking' o spaccatura
del frutto.
Di Mauro Giovanni; Gennuso Giuseppe; Pullara Carmelo; Compagnone
Giuseppe
Presentata il 3/10/18
N. 159 - Contrasto alla ludopatia.
Di Mauro Giovanni; Gennuso Giuseppe; Pullara Carmelo; Compagnone
Giuseppe
Presentata il 3/10/18
N. 160 - Iniziative in materia di centri di accoglienza per i
migranti.
Di Mauro Giovanni; Gennuso Giuseppe; Pullara Carmelo; Compagnone
Giuseppe
Presentata il 3/10/18
N. 161 - Incremento della dotazione finanziaria disponibile
relativa alla sottomisura 4.1 del PSR Sicilia.
Di Mauro Giovanni; Gennuso Giuseppe; Pullara Carmelo; Compagnone
Giuseppe
Presentata il 3/10/18
N. 162 - Sostegno alle opere di divulgazione e valorizzazione
dell'operazione Husky.
Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Dipasquale Emanuele;
Arancio Giuseppe Concetto
Presentata il 3/10/18
N. 163 - Iniziative a livello nazionale per l'istituzione
dell'Agenzia regionale dei beni confiscati.
Lo Curto Eleonora; Figuccia Vincenzo; Bulla Giovanni
Presentata il 3/10/18
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B